Genießen Sie diesen Titel jetzt und Millionen mehr, in einer kostenlosen Testversion

Nur $9.99/Monat nach der Testversion. Jederzeit kündbar.

Alessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano

Alessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano

Vorschau lesen

Alessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano

Länge:
74 Seiten
58 Minuten
Herausgeber:
Freigegeben:
Oct 11, 2014
ISBN:
9781326044107
Format:
Buch

Beschreibung

Perché Arriano dopo circa cinque secoli dalla morte di Alessandro Magno compone l’Anabasi di Alessandro? Che cosa si nasconde dietro quest’opera? La spedizione del giovane re segna alcune tappe importantissime della storia antica: lo scontro epocale tra la civiltà greca e orientale, il superamento dell’orizzonte politico della polis, la diffusione della cultura greca in Oriente. Alessandro diventa il simbolo dell’ecumenismo che sublima il concetto di “politica chiusa” dei Greci; e Arriano ben mette in evidenza nel corso della sua opera la portata rivoluzionaria della politica del Macedone.
Herausgeber:
Freigegeben:
Oct 11, 2014
ISBN:
9781326044107
Format:
Buch

Über den Autor


Ähnlich wie Alessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano

Ähnliche Bücher

Ähnliche Artikel

Verwandte Kategorien

Buchvorschau

Alessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano - Sante Biello

madre

Premessa

Il mondo non è stato più lo stesso dopo Alessandro Magno. Cambia la visione geografica e verranno ridisegnate le mappe; il mondo greco sarà obbligato a rivalutare l’entroterra barbarico. Cambia soprattutto la visione politica che Alessandro imprime nelle sue conquiste; nei secoli successivi, molti uomini di potere prenderanno come esempio le gesta del re Macedone.

Arriano, pur nella descrizione delle imprese belliche, riesce a soffermare la sua narrazione sullo scontro di mentalità durante la spedizione in Persia condotta da Alessandro, quasi che questo nuotasse controcorrente rispetto alle consuetudini greche e alla tradizionale politica ellenica.

Qual è il significato dell’ Anabasi di Alessandro e lo scopo di Arriano? In realtà l’autore aveva un’idea ben precisa nell’attualizzare le imprese di Alessandro che cercheremo di far emergere in questo libro.

Esamineremo infine il modello culturale dell’ateniese Senofonte che influirà notevolmente su Arriano che, benché nativo della Nicomedia, sceglierà proprio Atene come città nella quale si ritirerà.

Il mondo e Alessandro Magno

Capitolo I

Con Alessandro Magno cambia la visione del mondo e di come orientarvi. Ricostruiamo brevemente quella che era la concezione del mondo prima di Alessandro Magno e ricorriamo alle fonti geografiche, anche se delle carte greche non ci è rimasto nulla [1]. Sappiamo che Agatemero, un geografo greco di età imperiale romana, attinse la notizia da un’opera perduta di Eratostene, matematico e astronomo del III secolo a.C., che il filosofo milesio Anassimandro (VI a.C.) fu il primo a concepire l’idea di disegnare su tavolette la terra abitata; dopo di lui furono apportati dei miglioramenti da Ecateo, il grande viaggiatore, anch’egli di Mileto, fino a che si ottennero risultati meravigliosi [2]. Anassimandro afferma che la terra ha una forma cilindrica e che la sua profondità è un terzo della sua larghezza. La terra di Anassimandro è simile ad un tronco di colonna, con due superfici piane e circolari alle due estremità. Una delle due superfici piane del cilindro terrestre ospita naturalmente il tracciato geografico dell’ oikouméne. Una rappresentazione che permette di contemplare le strutture di un oggetto e attraverso ciò di comprenderlo è dunque teorica, e questa è senza dubbio uno dei tratti tipici del pensiero greco: forgiare tali rappresentazioni a tali fini [3]. Ma la carta di Anassimandro non è in nessun caso uno strumento operativo destinato ai naviganti o ai navigatori. Non serve al commerciante, al militare o al politico.

Dopo Anassimandro ed Erodoto, nell’arco di qualche decennio le carte si sarebbero moltiplicate. Ma se la carta di Anassimandro era un oggetto teorico e non una costruzione effettuata a partire da dati empirici quindi inutilizzabile, anche le carte successive non erano precise e complete; spesso erano il risultato di descrizioni fatte da mercanti che tendevano spesso ad esagerare sulle distanze e sui popoli di cui venivano a contatto. La carta greca era un oggetto che si rifaceva insieme al sapere e all’immaginario. Luogo dove si incrociavano discorsi differenti: mitico, ideologico, teorico, critico, perfino etico [4]. Nel IV secolo a.C. il rapporto dell’uomo con l’ambiente è materia privilegiata degli scienziati che sono anche medici come Eudosso di Cnido che a Cizico fondò una scuola matematica dopo aver vissuto tra Atene e l’Egitto; Eudosso invece si dedicò all’astronomia nella tradizione pitagorica e platonica. Il sistema delle sfere celesti da lui costruito fu ripreso da Aristotele; ed i suoi tentativi di definire la latitudine dei luoghi tramite le stelle fisse e di misurare la circonferenza del globo terrestre, ne fanno un precursore degli astronomi di età ellenistica, in particolare di Eratostene e di Ipparco.

Eudosso scrisse anche un’opera di geografia terrestre che ci interessa più da vicino: si tratta di una descrizione della terra, citata da Plutarco e da Diogene Laerzio, il quale è la fonte principale della vita di questo scienziato, utilizzato da Strabone e da Stefano di Bisanzio. In questi miseri frammenti, di uno scritto che doveva essere molto vasto, troviamo una continuità critica rispetto ad Erodoto e Ctesia, in particolare per le regioni Orientali e l’Egitto, e di nuovo un’anticipazione della geografia eratostenica, lì dove egli cerca di sistemare la Grecia in un disegno geometrico. Negli antichi compendi di geografia, quello introduttivo dell’opera di Strabone e quello di Agatemero, Eudosso è posto fra coloro che hanno accettato il disegno dell’ecumene oblunga proposto da Democrito e che, progressivamente ne cambiano la proporzione fra larghezza e lunghezza, aumentando la seconda [5].

Aristotele sarebbe stato il grande maestro di Alessandro Magno; se ciò è vero, sicuramente ha influito non poco sul desiderio da parte del re macedone di scoprire il mondo, ridisegnando la concezione geografica dell’epoca.

Nel V secolo a.C. si aveva la concezione della connessione tra uomo e ambiente, cioè il clima diverso incideva sulle attitudini degli abitanti e questo lo troviamo anche presso Aristotele vissuto tra il 384 e il 322 a.C. Delle opere di Aristotele ci soffermiamo sul Meteorologica, il cui contenuto si può trovare anche in altri scritti, come la Fisica o Del Cielo, oppure nei riferimenti geografici inseriti casualmente

Sie haben das Ende dieser Vorschau erreicht. Registrieren Sie sich, um mehr zu lesen!
Seite 1 von 1

Rezensionen

Was die anderen über Alessandro Magno tra Polis e Mondo in Arriano denken

0
0 Bewertungen / 0 Rezensionen
Wie hat es Ihnen gefallen?
Bewertung: 0 von 5 Sternen

Leser-Rezensionen