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Apologia di Socrate

Apologia di Socrate

Von Plato

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Apologia di Socrate

Von Plato

Bewertungen:
5/5 (1 Bewertung)
Länge:
53 Seiten
29 Minuten
Herausgeber:
Freigegeben:
May 1, 2012
ISBN:
9788897313236
Format:
Buch

Beschreibung

Traduzione di Francesco Acri. L'Apologia di Socrate è un testo giovanile di Platone. Scritto tra il 399 e il 388 a.C., è la più credibile fonte di informazioni sul processo al vecchio filosofo ateniese. Il testo è uno scritto particolare, in quanto la narrazione non è in forma di dialogo tra due o più persone: sia Platone che Socrate, infatti, disdegnavano la scrittura sostenendo che la filosofia fosse un'arte prettamente orale.

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Herausgeber:
Freigegeben:
May 1, 2012
ISBN:
9788897313236
Format:
Buch

Über den Autor

Plato (428−348 BCE) was a philosopher and mathematician in ancient Greece. A student of Socrates and a teacher of Aristotle, his Academy was one of the first institutions of higher learning in the Western world. He is widely regarded as the father of modern philosophy. 


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Apologia di Socrate - Plato

Informazioni

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QUESTO E-BOOK:

TITOLO: Apologia di Socrate

AUTORE: Plato

TRADUTTORE: Acri, Francesco

CURATORE: Carena, Carlo

NOTE:

CODICE ISBN E-BOOK: 9788897313236

DIRITTI D'AUTORE: no

LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/libri/licenze/.

TRATTO DA: Platone : Dialoghi, nella versione di Francesco Acri. A cura di Carlo Carena. Edizione CDE spa - Milano, su licenza della Giulio Einaudi editore, Milano 1988.

CODICE ISBN FONTE: informazione non disponibile

1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 27 agosto 2003

INDICE DI AFFIDABILITA': 1

  0: affidabilità bassa

  1: affidabilità media

  2: affidabilità buona

  3: affidabilità ottima

DIGITALIZZAZIONE:

Lorenzo Riccardi, lorenzo-riccardi@libero.it

REVISIONE:

Lorenzo Riccardi, lorenzo-riccardi@libero.it

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L'apologia di Socrate

I

Quello che è avvenuto a voi, Ateniesi, in udire i miei accusatori, non so; ma io, per cagion loro, poco meno mi dimenticai di me stesso, cosí parlarono persuasivamente: benché, se ho a dire, essi non han detto nulla di vero. Ma delle molte loro menzogne ne ammirai massimamente una, questa: dissero che a voi bene conveniva guardarvi non foste tratti da me in inganno, perciò che sono terribile dicitore. Imperocché a non vergognarsi che tosto li avrei smentiti, mostrando in fatto non essere niente terribile dicitore, questa mi parve la lor maggiore impudenza: salvo che non chiamino terribile dicitore uno che dice il vero; ché, se intendono cosí, ben consentirei che sono oratore io: ma non a lor modo. Essi dunque han detto poco o nulla di vero, come io dico; ma da me voi udirete tutta la verità. Non, per Giove, orazioni ornate, come le loro, di frasi e parole belle; ma sí udirete cose dette senza niuno studio, con quelle parole che vengono, ma giuste, io credo; e niun di voi si aspetti altro da me. Perché non istarebbe bene, che io, o cittadini, venissi innanzi a voi come un giovinetto che modelli sue orazioni; io, a questa età. Anzi, o Ateniesi, di questo prego voi, e voi supplico, che se udite me con quelle parole difender me stesso con le quali son solito parlare e in mercato ai banchi, dove mi hanno udito molti di voi, e altrove, non vi maravigliate né facciate rumore. La cosa va cosí: io, la prima volta ora, vengo su in tribunale e ho settant'anni; onde alla dicitura di qui sono proprio

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