Genießen Sie diesen Titel jetzt und Millionen mehr, in einer kostenlosen Testversion

Nur $9.99/Monat nach der Testversion. Jederzeit kündbar.

La favola bella di Synthesis e Calypso

La favola bella di Synthesis e Calypso

Vorschau lesen

La favola bella di Synthesis e Calypso

Länge:
169 Seiten
2 Stunden
Herausgeber:
Freigegeben:
Apr 20, 2014
ISBN:
9788898017911
Format:
Buch

Beschreibung

Un romanzo-saggio improntato sull'educazione sentimentale di una fanciulla, con la catarsi del lieto fine. La protagonista, Synthesis, personaggio contraddittorio,

attraversa la vita sempre sull'orlo di una crisi, passando d'amore in amore e rimanendo all'oscuro di un mistero che si nasconde in lei; lo svelerà nel corso di un lungo processo di formazione, all'interno di un percorso filosofico-psicologico. La ragazza si sposta alla ricerca di sé in luoghi incantevoli e ritrova un'amica che l'aiuta a ricordare e curare le ferite dell'anima. Dotata di profondità d'analisi, Synthesis incontra un uomo che fa chiarezza sui motivi delle sue contraddizioni; scopre le sue vite precedenti e in Tibet riceve un'illuminazione che dissipa le ombre interiori. Un incontro fatale si trasforma in perfetto amore, in un'esistenza da sogno entro il tempo ritrovato, che vince sulle contraddizioni dell'anima e fa ottenere alla protagonista la forza per diventare un modello di riferimento nella ricerca della "libertà libera", secondo l’espressione dei rivoluzionari greci dei primi del '900, idea ereditata dal nonno ex partigiano. Una storia avvincente, che scava dentro le profondità dell'anima femminile.
Herausgeber:
Freigegeben:
Apr 20, 2014
ISBN:
9788898017911
Format:
Buch

Über den Autor


Ähnlich wie La favola bella di Synthesis e Calypso

Ähnliche Bücher

Ähnliche Artikel

Buchvorschau

La favola bella di Synthesis e Calypso - Giovanna Albi

EDU - Edizioni DrawUp

www.edizionidrawup.it

Collana Sentieri

La favola bella di Synthesis e Calypso

di Giovanna Albi

Proprietà letteraria riservata

©2013 Edizioni DrawUp

Latina (LT) - Viale Le Corbusier, 421

Email: redazione@edizionidrawup.it

Sito: www.edizionidrawup.it

Progetto editoriale: Edizioni DrawUp

Direttore editoriale: Alessandro Vizzino

Grafica di copertina: Roberto Di Mauro per Edizioni DrawUp

I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati.

Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta.

I nomi delle persone e le vicende narrate non hanno alcun riferimento con la realtà.

ISBN 978-88-98017-91-1

Tutte le immagini, compresa la copertina, sono di proprietà dell’Autrice, eccetto quelle specificate nelle Referenze fotografiche .

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta senza il preventivo assenso dell’Autrice.

Un ringraziamento a Stella Demaris : www.stellademaris.comze.com

Un ringraziamento a Carmine Castaldo per aver realizzato l’immagine di copertina.

Dedicato a Luca,

l’unico appiglio

mentre cammino

in cima al dirupo

QUALCHE NOTA SULL’AUTRICE

Giovanna Albi nasce a Teramo, dove si diploma in Maturità Classica. Si laurea poi in Lettere Classiche e in Filosofia con 110 e lode. Ha seguito un tirocinio psicoanalitico lacaniano di sette anni, a Milano; ha percorso a piedi e per due volte il Cammino francese di Santiago; inoltre la Via Francigena dal Monginevro a Roma e il percorso di San Francesco dalla Verna a Poggio Bustone.

Ha pubblicato vari racconti e i seguenti libri: Splenderò nell'ombra (Gruppo Albatros Il Filo, 2010), selezionato per il London Book Fair 2011; L'avventura di Santiago (Edizioni Robin Edizioni, 2011); Odore di bimbo. La storia di Chiara (Robin Edizioni, 2012). Ha vinto alcuni premi letterari. Attualmente insegna latino e greco e collabora con l'Università degli studi di Perugia.

http://giovannaalbi.wordpress.com

1. IL RISVEGLIO DI SYNTHESIS

2. IN COMPAGNIA DI AMÌTHAS

3. MARKOS

4. RICORDANDO IL PRIMO AMORE

5. IL RICHIAMO DEL MARE

6. ANCORA CON AMÌTHAS

7. SONO DONNA. SONO UOMO

8. LA GRECIA DI OGGI

9. IL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA

10. VIAGGIO IN TIBET

11. SYNTHESIS SI STABILISCE A PARNÌS

12. PARTENZA PER ATENE

13. IN COSTA RICA AD ALLEVARE TARTARUGHE MARINE

14. SYNTHESIS A ROMA

15. CALYPSO CONCEDE A SYNTHESIS UN TRADIMENTO

16. IL SOGNO DIVENTA PIÙ GRANDE

17. TUTTO SI PUÒ SOPPORTARE, POICHÉ...

ALTRE OPERE DI GIOVANNA ALBI

1. IL RISVEGLIO DI SYNTHESIS

Una giornata qualunque, uno strano sapore nell’anima, come una fanghiglia dentro lo stomaco.

Le succedeva da tempo: vita arrivata a un punto di ristagno; aveva a lungo meditato sul percorso da compiere, ma i piedi affondavano nella melma, le restava un sorriso pallido riflesso nella penombra di un pomeriggio calante.

L’ennesima doccia occupava il posto degli amplessi goduti; ripassava la lezione del giorno: Nessuno mi fa male, vivo e non penso; il pensiero è la peggiore iattura dell’uomo tecnologico.

Si veste in fretta, i pantaloni consunti, la maglietta attillata, si riavvia i capelli sotto gli auricolari del cellulare che manda la solita musica: Ma io voglio vivere il presente... Si guarda allo specchio dell’ascensore, osserva le rughe; ognuna il segno di un percorso compiuto: l’impossibilità del ritorno.

Si spinge innanzi con uno scossone, sbatte a terra, percepisce le balle che ha detto ancora stasera: Io sto bene... solo un leggero malessere. Io mi sveglierò, giuro: mi sveglierò!.

Un grigio pensiero contorce la mente; d’un tratto la resa. La mano scivola in tasca e si ricorda di un appuntamento. Sotto la data e l’ora segue una lettera:

"Cara amica, da anni ormai ci frequentiamo, ma non ci siamo mai dichiarate la verità. È un pugno nello stomaco dolorante: anche tu stai invecchiando, non hai rimesso mai le lancette a posto, non l’hai accettato.

Da una vita ti rincorri e aspetti il risveglio. Mai tornerai a te stessa se continuerai a inseguirti. Noi siamo semplicemente noi; tutto si trasforma, ma correggere i propri errori è quanto di più disumano ti sei imposta da tempo. Il passato resta immutabile dentro di noi come una dura corteccia di quercia piantata, il presente

ci sfugge, il domani è incerto. Così è e lo è sempre stato; il valore dell’uomo sta nell’accettazione vigile del proprio destino. Non sonnecchiare ancora! Volgi uno sguardo di compassione ai tanti che hanno combattuto per la nostra libertà! Quella libertà che calpestiamo tutte le volte che rigettiamo la più nobile ed eroica delle resistenze: la vita. Sì, perché la vita niente altro è che resistere, resistere e resistere ancora e tu non insistere: nulla muta se non accogli dentro di te il cambiamento che scorre con l’incanutirsi dei tuoi capelli, con la bellezza delle tue rughe e l’immagine vera di quella che sei".

Si affretta verso la macchina, scalda il motore; è ancora freddo stasera, nonostante la primavera incipiente. Il freddo dell’anima è il peggiore nemico, non sa perché la vita si sia fermata e ora scorre lenta come una clessidra di sabbia inumidita. Le viene da piangere, ma, appena sente un po’ di sangue scorrerle nelle vene ristrette, parte verso l’appuntamento.

Lunga è la strada da percorrere: si tratta dei duecento km che la dividono da Delfi e da Amìthas, una delle migliori amiche, proprio ora che il tempo si è bloccato e il cuore, infranto dall’ultima cocente delusione, non riesce a ripartire.

Percorre la strada accompagnata dalla lenta litania della musica di Conquita Piguer, che ascolta sempre quando non riesce a trovare un ritmo cullante ed è presa dalla dionisiaca furia di distruggere quello che resta.

Synthesis fin dalla nascita ha sentito dentro di sé la pressione degli opposti che l’hanno sballottata fino a questa età matura.

La necessità continua di riposizionarsi nelle scelte l’ha tenuta attiva, ma ora non c’è la fa più; è tempo di scegliere: vivere o morire.

Ha gettato alle ortiche il lavoro, e va da Amìthas a interrogare l’oracolo per un consiglio.

Le macchine sfrecciano veloci sull’autostrada; si turba ogni volta che qualcuno la supera ad alta velocità o le suona ricordandole il suo ritardo. Si stupisce: non ha motivo di correre. È corsa dietro alla vita per quaranta anni, d’un tratto si è fermata, e si è chiesta a chi mai giovasse tanto affanno, tanto cura del corpo, tanta testarda determinazione a bilanciare gli opposti della vita. Ha percorso a piedi lunghe strade di pellegrinaggi; ha cercato la sua anima riflessa negli altri; ha vissuto amori involuti dentro passioni di breve e lunga durata. D’un tratto il silenzio: si è sentita assediata da sé stessa, che disperatamente si cercava.

Il sogno di una visione epica della vita si è spento dentro la tragedia: era dilaniata dagli opposti sentire, dalle percezioni distorte e vischiose, dalla difficoltà a districarsi nei cunicoli e labirinti della vita. È rosa dal dubbio di percorrere in senso circolare sempre lo stesso tragitto, con la paura di aprire una porta e di veder di nuovo galleggiare le distonie della sua anima.

La sua vita si è fermata con lo sfumare del sogno. Quando, guardandosi allo specchio, non vide una Nausicaa alta e flessibile come una palma vicino al tempio di Delo, ma una Penelope invecchiata tessendo il suo dolore circolare, aspettando Odisseo che mai sarebbe tornato, ha spento i riflettori su di sé. Questo avveniva circa tre anni fa.

La vita si è fermata: non aveva più motivo di correre, eppure non era nemmeno felice di stare ferma, come se la vita le fosse precipitata dentro, come il sale nel fondo dell’acqua. Era sintetizzata certo, ma la sua vita era diventata come un punto lontano mai più recuperabile. Come se avesse deposto le armi e avesse perso il suo scudiero.

Invocava il Bandolero perché tornasse, ma l’aveva perso di vista, non aveva più il suo cavallo: era sola in mezzo alla nebbia del tempo. Si era fermata a guardare la sua amica Amìthas e non poteva dirglielo: era invecchiata con lei, con i suoi ricordi, erano state fanciulle in tempi diversi e avevano giocato con la palla variopinta presso le acque di Scherìa, ma la vita aveva seguito inevitabile il suo corso e, nonostante l’affannarsi insano, tutto era crollato sotto l’ascia del tempo che aveva diviso cose e persone.

Quel paradiso non era più ritornato: ognuna dimidiata 1 conduceva la sua esistenza, cercando di sovrapporre minuti a minuti per dare un senso alla vita: erano state per sempre sbalzate fuori della completezza, e si erano dovute acconciare a condurre una vita parziale.

Lei, Synthesis, era passata di esperienza in esperienza con lo sguardo sempre vigile e proiettato in un nuovo desiderio, viveva conservando religiosamente il passato come in una teca; d’un tratto si era distratta e le era sfuggito via dalle mani impotenti.

Amìthas si era fermata prima di accedere al delirio di onnipotenza; viveva da qualche tempo con un uomo e aveva prole e nipoti.

Le donne s’incontravano di frequente e avevano una fitta corrispondenza e, sebbene duecento km li dividessero, non abbandonavano il ricordo di quello che erano state. Synthesis pensava a come Amìthas si fosse conservata e come lei si fosse sgualcita di sintesi in sintesi come un giglio senza più petali.

Restava un gambo su cui ricostruire una vita: Amìthas l’avrebbe senz’altro aiutata.

Mentre si lasciava cullare stancamente dalla musica, le piaceva osservare dall’abitacolo della sua auto la corsa più o meno sfrecciante delle macchine e pensava a come una macchina contenesse intere esistenze che si alzavano la mattina per riposare la notte.

Il suo ritmo sonno-veglia si era invece invertito: era talmente disfatta che ingurgitava di notte intere tazze di caffè per paura di morire e di giorno si adagiava scivolando sulla vita in atto di resa.

Stava perdendo il lavoro per una serie di disavventure non cercate, ma nelle quali era precipitata nonostante l’impegno a resistere.

Vedeva gli altri con una vita normale, ma si chiedeva come esistenze potessero apparire attraverso i vetri di una macchina e poi prendere forma al lavoro o sulla cattedra o sui banchi di scuola o dietro le scrivanie delle banche. Questo interrogativo angoscioso aveva talmente attraversato la sua vita da provarne una noia profonda.

Conquita, dimmi! Chi siamo? chiedeva stancamente, inseguendo l’ultima chimera, come un retropensiero che la accompagnava anche nel gesto più banale del quotidiano. Un rammarico pungente: non aveva nemmeno un figlio che desse un valore alla vita.

Immaginava le vite dentro le case a spiovente sulle colline mentre si avvicinava alla meta; a un certo punto, si ferma in autogrill e osserva un signore di Sparti che scende da un camioncino per consegnare la merce, mentre la sua donna lo aspetta seduta sul muricciolo mangiando il gelato e tenendo al guinzaglio un cagnolino nero pezzato di miele intorno agli occhi che si distende sugli arti anteriori.

Pensa a come sia strana la vita: un nulla a occhi chiusi, una serie incontrollabile di opportunità se ne siamo attenti osservatori partecipi. A pensarci bene, non ha mai superato il rimorso di aver fatto fuggire dalla gabbia l’uccellino diamante mandarino

bianco con becco e zampette arancio il giorno dopo averlo acquistato: dove andò a finire? Morì non avvezzo alla vita? Certo che sì, come sarebbe sopravvissuto un uccellino così in questo mondo di rapaci? Dove mise il guinzaglio rosso di Argo, il cagnolino della sua infanzia? Dove le pagelle di scuole? Dove i pantaloni acquistati l’altro ieri in una importante boutique? Dove le scarpe da corsa dell’anno passato? Dove? Dove?

Ne è ben consapevole: non ha controllo sulle cose, sul tempo.

Aveva tutto sotto controllo, ma alla prima distrazione tutto era crollato come un edificio di carte mal messe.

Sarà così anche per gli altri? Certo che sì: la vita comporta una distrazione da sé stessa per essere vissuta. Quei corpi seduti nelle macchine o in piedi negli autogrill si sarebbero ben presto sdraiati nei letti, avrebbero aderito al materasso e ai cuscini, avrebbero amato con passione o stanchezza, ma tutti, le sembravano più vivi del suo, meno sdruciti, più compatti, più solidi, più gagliardi e realizzati.

In mezzo a

Sie haben das Ende dieser Vorschau erreicht. Registrieren Sie sich, um mehr zu lesen!
Seite 1 von 1

Rezensionen

Was die anderen über La favola bella di Synthesis e Calypso denken

0
0 Bewertungen / 0 Rezensionen
Wie hat es Ihnen gefallen?
Bewertung: 0 von 5 Sternen

Leser-Rezensionen