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LA ROMA DA SOGNARE DEI TRASTEVERINI

Poesia, emozioni e tante risate con la commedia musicale Romana de Roma


Dalle penne di Andrea Perrozzi e Gianfranco Vergoni, e dalla mente di Veruska
Armonioso nasce Trasteverini, un piccolo gioiello di teatro musicale che nelle
sapienti mani di Fabrizio Angelini prende corpo in uno spettacolo di rara poesia
e divertimento. Deliziosamente sospeso tra Garinei e Giovannini, off-Broadway
e uno Scugnizzi alla romana, tra risate (tante, intelligenti e di cuore) ed
emozioni, racconta di un gruppo di ragazzi del pittoresco quartiere capitolino di
Trastevere alle prese coi soldi che mancano, il lavoro che non si trova o non si
vuole trovare, tentazioni di fare la svolta tramite la classica scorciatoia che si
rivela una trappola verso linferno, problemi di coppia, amicizia e canzoni.
Dario (lo stesso Perrozzi, anche compositore delle musiche, impunito dalla
simpatia contagiosa) un moderno Rugantino col sogno di diventare cantante
ma col vizio di non prendere mai nulla sul serio (tu manco da morto starai
serio cinque minuti), ed fidanzato con Adriana (la bravissima Elisabetta
Tulli), che ha piedi per terra per entrambi. Ne nascono battibecchi e duetti (Me
possino cec) allinsegna de lamore non bello se non litigarello. Il suo
amico inseparabile Enrico (Enrico DAmore, in una delle sue prove pi
convincenti) si innamora di Gabriella Irene Cedroni, unaltra performer
completa, come tutto il resto del cast, tra cui ricordiamo il multiforme
Alessandro Salvatori, le amiche schiave dei social Francesca Cinanni, Roberta
Marini e Valentina Naselli, e il cattivo Tiziano Caputo assistente di un losco
impresario che promette un lancio nel mondo dello spettacolo che si riveler
una truffa. Enrico sar costretto a tradire lamico, che si trover in prigione al
posto suo, e il dramma irromper nella commedia, spiazzando il pubblico e lo
stesso ritmo registico. Essenziale e lineare lallestimento: otto sedie, qualche
tavolo e poco pi, con momenti geniali come il prologo in cui una sorta di
staffetta di monologhi assolve brillantemente alla funzione di presentare tutti i
personaggi in ununica scena, e il finale primo atto, Credice, in cui tutti i
personaggi e i loro motivi conduttori dialogano in un crescendo di emozioni.
Ma tutte le canzoni hanno un perch, ci sono belle arie, inni da cantare a
squarciagola (I Trasteverini, ad esempio, una efficace autopresentazione
semo i romani de na vorta quelli che a le donne japrono la porta pe pag
nun fanno alla romana e tutte e sere sotto casa e vanno a pi. Noi semo i
trasteverini quelli che nun channo n euro n i quattrini ma lealt e pe sogn
je basta de cant) , numeri comici e drammatici, tutti ben inseriti nel contesto
drammaturgico e nella trama e immersi in una romanit folk alla Trovajoli
incrociata con lopera pop e il musical da camera.
Ed un bene che ci sia il cd in vendita perch sono brani da ascoltare e
riascoltare, per portarsi a casa un ricordo di questo spettacolo e pensare con
nostagia alla citt eterna. Quella citt che forse non c pi, o forse non c mai
stata, forse un po da cartolina ma tutta da sognare, dipinta con efficacia in La
mia citt: Tra vicoli e balere, commari, vecchie e sore, le carrozzelle e i fiori
de lill Le grattachecche e i colli, le chiese, i sanpietrini e lanima, la mia
citt. Dopo questo spettacolo, anche un po nostra, anche se siamo nati a
chilometri di distanza. Credice.