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3 Misurazione dei provini e banco laser

3 Misura dei provini e messa a punto del banco di


misura laser

La misura della sezione resistente dei provini di fondamentale importanza per


scegliere la trazione da applicarvi per esercitare la tensione voluta. Nelle precedenti
campagne di prove, e per gran parte della presente, le misurazioni sono state fatte con
metodi tradizionali. E stato usato infatti un calibro digitale centesimale per la misura
della larghezza della sezione resistente ed un tradizionale micrometro per la misura
dello spessore. Questi strumenti, pur consentendo teoricamente un livello di precisione
accettabile presentano il problema di venire a contatto con il provino, potendo quindi
influire sulla finitura superficiale. Inoltre la misura di questi strumenti quella relativa
al massimo dei valori dimensionali allinterno della sezione compresa tra le guance di
misura, problema evidente in caso di provini dimensionalmente irregolari. Infine la
mancanza di riferimenti precisi e ripetibili tra il provino e lo strumento di misura
causava ulteriori incertezze, dovute allimpossibilit di sapere quale punto del provino
veniva effettivamente misurato. Per risolvere definitivamente tutti questi problemi
stato deciso lutilizzo del sistema di misura per mezzo di laser descritto nel seguito.

3.1 Tipo di dispositivi di misura laser presenti sul mercato


Essenzialmente esistono due tipi di dispositivi: quelli ad ombra e quelli a
riflessione. Quelli ad ombra consistono sempre di due elementi che operano in coppia:
un primo emette un raggio laser in direzione dell oggetto da misurare ed esegue una
scansione su di esso lungo una direzione o anche un piano. Un secondo elemento il
sensore, posto dietro loggetto, che riceve il raggio del primo in tutte le zone dove non
stato intercettato dalloggetto stesso. In questo modo quindi possibile misurare
lombra e quindi la dimensione normale al raggio laser delloggetto. Il secondo tipo
composto invece da un unico elemento, che opera emettendo un raggio laser in un solo
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3 Misurazione dei provini e banco laser


punto contro laggetto. Il raggio viene quindi riflesso secondo un angolo noto. Un
sensore misura quindi il punto in cui questo raggio ritorna e quindi con un calcolo
trigonometrico pu risalire alla distanza cui posto loggetto.

3.2 Descrizione dei dispositivi scelti


E stato deciso lutilizzo di un dispositivo che opera a riflessione, perch quelli ad
ombra hanno il difetto di non poter misurare lo spessore dei provini in singoli punti ma
solo il valore massimo lungo sezioni. Il prodotto scelto stato il Micro-Epsilon
Messtechnic ILD1401-10. Questo dispositivo ha le dimensioni di 50x65x20mm e ha su
un lato di 65x20 sia l emettitore del raggio laser sia il sensore per effettuare la misura.
Poich ottenere un riferimento preciso tra il dispositivo ed il provino presentava
notevoli difficolt stato deciso di utilizzarne due contrapposti, ponendo loggetto nel
centro. Il modello da noi scelto permette di misurare distanze da esso comprese tra 20 e
30mm, con un range utile di 10mm. Utilizzandone due e distanziandoli 60mm quindi
possibile misurare oggetti di dimensioni variabili tra 0 e 20mm. La viene ottenuta
quindi dalla differenza tra le distanza tra i dispositivi e la somma delle distanze
misurate, secondo la formula:
A = D0 disp ( D1 + D2 )
Dove A = dimensione dell oggetto
D0 disp = distanza tra i punti di distanza 0 dei dispositivi
D1 = distanza del pezzo dal primo dispositivo
D2 = distanza del pezzo dal secondo dispositivo
L output che questi dispositivi forniscono sotto forma di una tensione continua
variabile linearmente tra 1V e 5V nellintervallo di misura utile. Le distanze in mm si
ricavano dalla:
Di = 2,5 Vi 2,5

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3 Misurazione dei provini e banco laser


Sostituendo quindi le distanze con le tensioni nella formula per ricavare la dimensione
delloggetto si ha:
A = 25 2,5 (V1 + V2 )

3.3 Realizzazione della parte meccanica


Per poter muovere loggetto in maniera precisa rispetto ai laser di misura stato deciso
lutilizzo di un banco di movimentazione triassiale gi a disposizione del laboratorio.
Sono stati progettati quindi gli elementi di supporto per i laser e per il provino da
misurare per mezzo del programma di modellazione solida SolidWorks. Il risultato
visibile nei disegni e nelle foto seguenti:

Figura 3.1 Supporto per i sensori laser

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3 Misurazione dei provini e banco laser

Figura 3.2 Supporto per il provino

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3 Misurazione dei provini e banco laser

Figura 3.3 Immagine CAD 3D del progetto, vista anteriore

Figura 3.4 Immagine CAD 3D del progetto, vista posteriore

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3 Misurazione dei provini e banco laser

Figura 3.5 Foto del sistema finito

Figura 3.6 Foto della postazione di lavoro completa

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3 Misurazione dei provini e banco laser

3.4 Acquisizione delle tensioni di output


Lacquisizione delle tensioni e la relativa elaborazione per ottenere le misure stata
fatta attraverso lo stesso personal computer che controlla il banco di movimentazione
del provino, in quanto dotato di una scheda di acquisizione idonea. Il software
necessario stato creato appositamente attraverso un codice LabWiew. Per controllare
lesattezza delle tensioni acquisite si usato un multimetro Hewlett Packard mod.
3457A collegato in parallelo alla scheda del computer.

Figura 3.7 Primo piano del computer di acquisizione e del multimetro

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3 Misurazione dei provini e banco laser

3.5 Calibrazione
La calibrazione del sistema si resa necessaria innanzitutto per compensare lerrore di
posizionamento reciproco dei sensori (distanza D0 S ) e in seconda battuta per
compensare errori sulla costante di proporzionalit tra tensioni misurate e distanze
effettive. Questo secondo tipo di errore pu essere dovuto tanto ai dispositivi di misura
quanto al sistema di acqisizione, ma la correzione si effettua contemporaneamente per
mezzo della calibrazione delle stesse costanti nella formula risolutiva. Infatti si pu
scrivere:
Di = D0i ( K i Vi )
A = D0 S ( K 1 V1 D01 + K 2 V2 D02 )
dove K i = costante di proporzionalit tra tensione misurate e distanza
Di = costante additiva relativa alla legge tensione-distanza del sensore i
Tuttavia le costanti additive si combinano ottenendo:
A = ( D0 S + D01 + D02 ) K 1 V1 K 2 V2
Ponendo

( D0 S + D01 + D02 ) = K 0
si ottiene:
A = K 0 K 1 V1 K 2 V2
Quindi ammettendo solamente la linearit tra tensioni misurate e distanze possibile
fare una calibrazione completa agendo solamente su tre parametri. In alternativa,

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3 Misurazione dei provini e banco laser


ammettendo che i due sensori si comportino in maniera identica si pu fare la
calibrazione con due soli parametri:
A = K 0 K 1+ 2 (V1 + V2 )
Infine, ammettendo che la misura della tensione sia perfetta e che i sensori rispettino
perfettamente i dati dichiarati si pu calibrare solamente la costante additiva ottenendo:
A = K 0 2,5 (V1 + V2 )

3.6 Prove di precisione dei sensori


Prima di procedere alla calibrazione dei sensori si sono effettuate alcune prove per
analizzare la precisione ottenibile con i dispositivi a nostra disposizione. Poich era di
nostro interesse solamente indagare sulla effettiva linearit tra tensioni e distanze,
affidandoci al banco di movimentazione abbiamo spostato un oggetto dal punto in cui
veniva letta una tensione di uscita di 1V al punto in cui venivano raggiunti i 5 volt.
Questa prova ha dato il risultato visibile in figura, che apparentemente sembra molto
buono.

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3 Misurazione dei provini e banco laser


Tensione in uscita
5
4,5

Tensione

4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0

10

Distanza dell'oggetto da misurare

Figura 3.8 Grafico della legge che lega tensione in output e distanza delloggetto
Tuttavia a questo livello di scala possibile rilevare solo gli errori pi grossolani. Per
fare una valutazione migliore necessario confrontare direttamente la distanza effettiva
con quella misurata, dopo aver scelto ovviamente il K i che minimizza lerore medio.

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3 Misurazione dei provini e banco laser

Scostamenti dal valore reale del valore misurato con


calibrazione secondo una legge lineare
0,02
0,015
0,01
Tensione

0,005
0
-0,005
-0,01
-0,015
-0,02
-0,025
0

4
6
8
Distanza dell'oggetto da misurare

10

Figura 3.8 Scostamento tra il valore reale e quello misurato dopo la calibrazione
Questa prova stata ripetuta molte volte per entrambi i dispositivi, e i dati sono sempre
stati dispersi in maniera casuale nella fascia compresa tra +0,01mm e -0,01mm. Il tipo
di dispersione (apparentemente casuale appunto) rende inutile lutilizzo di leggi di
calibrazione pi complesse di quella lineare.

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3 Misurazione dei provini e banco laser

3.7Programma di acquisizione e calibrazione

Figura 3.8 Schema del programma, parte relativa al calcolo della dimensione

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3 Misurazione dei provini e banco laser


La parte relativa alla calibrazione con 3 parametri la seguente. Si pu notare come sia
sufficiente inserire i valori delle tensioni relative a tre diversi provini calibrati per
ottenere automaticamente la i tre valori dei parametri di calibrazione. Il programma
risolve infatti automaticamente il sistema lineare necessario.

Figura 3.9 Schema del programma, parte relativa alla calibrazione con 3 parametri
variabili

analogamente per la calibrazione con due parametri:

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3 Misurazione dei provini e banco laser

Figura 3.10 Schema del programma, parte relativa alla calibrazione con 2 parametri
variabili

Infine il pannello di controllo risultato:

Figura 3.11 Pannello di controllo del programma di acquisizione e calibrazione

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3 Misurazione dei provini e banco laser

Come si pu notare il programma in grado di funzionare fornendo


contemporaneamente la misura con tutti e tre i modi di calibrazione prima esaminati.
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3 Misurazione dei provini e banco laser

3.8 Misurazioni effettuate


Sono state fatte 12 misurazioni per provino, 9 per la spessore della sezione resistente e 3
per la larghezza della stessa zona, nei punti visibili nelle figure seguenti:

.Figura 3.12 Punti in cui si misurato lo spessore

Figura 3.13 Punti in cui si misurata la larghezza

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3 Misurazione dei provini e banco laser

I punti relativi allo spessore sono stati chiamati AL,BL,CL,DL,EL,FL,GL,HL,IL, mentre


i tre relativi alla larghezza L1,L2, L3. Poich i fianchi laterali sono bombati per prendere
le misure di larghezza risultato necessario eseguire delle scansioni lungo lo spessore e
quindi scegliere il massimo tra le serie di valori trovati.

5.9 Risultati ottenuti


I risultati sono riassunti nella tabella seguente. Si pu notare come i le misurazioni fatte
con i laser siano quasi sempre minori di quelle eseguite con i sistemi tradizionali.
Questo spiegabile considerando che i sistemi tradizionali misurano la cresta delle
asperit di unampia zona mentre i laser permettono una misura molto pi puntuale. Per
il calcolo dellarea si scelto di usare la media tra le misurazioni effettuate sia per
quanto riguarda lo spessore sia per quanto riguarda la larghezza.

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3 Misurazione dei provini e banco laser


Punto/provino

B3

B4

C3

C4

D1

D3

AL

3,62

3,85

3,98

3,96

3,93

4,01

BL

3,81

3,86

4,11

3,97

3,92

CL

3,74

3,94

4,16

3,97

3,91

4,01

DL

3,77

3,87

4,15

3,95

3,98

3,93

EL

3,75

3,84

4,13

4,03

4,02

FL

3,65

3,79

4,04

3,92

3,86

3,94

GL

3,64

3,8

3,96

3,95

3,86

3,91

HL

3,71

3,93

4,18

3,98

4,01

4,02

IL

3,75

3,89

4,14

3,94

3,99

3,91

Media
Micrometro
Differenza

3,715556 3,863333 4,094444 3,963333 3,948889 3,963333


3,81

3,91

4,1

4,04

4,08

4,04

0,094444 0,046667 0,005556 0,076667 0,131111 0,076667

L1

10,88

10,77

10,88

10,91

10,86

11

L2

10,88

10,8

10,88

10,89

10,84

10,99

L3

10,88

10,82

10,93

10,92

10,95

11,04

Lmed

10,88

10,79667 10,89667 10,90667 10,88333

11,01

Tabella 3.1/a Misura effettuate con i sensori laser

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3 Misurazione dei provini e banco laser


Punto/provino D4
F1
F2
F3
F4
G3
G4
AL
4,03
3,81
3,65
3,61
3,73
3,66
3,67
BL
4,15
3,76
3,67
3,7
3,82
3,75
3,71
CL
4,1
3,79
3,65
3,65
3,68
3,72
3,7
DL
4
3,77
3,63
3,54
3,65
3,7
3,74
EL
4,06
3,77
3,67
3,72
3,73
3,76
3,72
FL
3,98
3,82
3,61
3,61
3,67
3,65
3,67
GL
4,01
3,78
3,58
3,67
3,74
3,57
3,69
HL
4,08
3,79
3,65
3,74
3,79
3,78
3,75
IL
4
3,7
3,66
3,6
3,68
3,77
3,75
Media
4,045556 3,776667 3,641111 3,648889 3,721111 3,706667 3,711111
Micrometro
4,01
3,76
3,69
3,66
3,7
3,75
3,75
Differenza
-0,03556 -0,01667 0,048889 0,011111 -0,02111 0,043333 0,038889
L1
11,06
10,89
10,94
10,98
10,89
10,9
10,88
L2
11,03
10,87
10,95
10,93
10,89
10,86
10,85
L3
11,07
10,9
10,94
10,98
10,9
10,9
10,85
Lmed
11,05333 10,88667 10,94333 10,96333 10,89333 10,88667 10,86
Tabella 3.1/b Misura effettuate con i sensori laser

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