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INCONTRO CON UN UOMO STRAORDINARIO - 38

tratto dal blog http://ilgrandeignoto.blogspot.com di Angelo Ciccarella

Le mura apparivano più alte di come le ricordassi. Il senso di impotenza nel trovarmi lì, fu forte. Non avrei dovuto provarlo, eppure mi sentii fragile in quel contesto così immenso, alieno, dove camminavamo a fianco di una potenza oscura inimmaginabile. Non capivo. Era considerato il nemico di quell'universo, un pericolo per tutti gli abitanti di Deya. Il nostro più temibile avversario. Invece che succedeva? Scandurra dialogava e scherzava tranquillamente con lui. Certo, aveva sabotato l'aeronave, tuttavia sembrava tutto così surreale. Mi ricordava le gesta dei cavalieri Templari che di giorno combattevano ferocemente contro i saraceni e poi, di notte, i rispettivi stati maggiori si riunivano a discutere di metafisica e geopolitica. Come i ladri di Pisa. Il giorno litigavano e di notte andavano a rubare insieme.

Un soldato dell'Ombra si avvicinò, porgendo al suo capo con deferenza assoluta una brocca rossomarrone. Lui la passò a Scandurra che la avvicinò alla bocca e ne bevve il contenuto, poi toccò a me. Pesava ed era ruvida. Conteneva dell'acqua.

Bevila Angelo, è acqua di stelle, distillato di guazza cosmica.

La bevvi. Frizzante, fresca, saporita e leggerissima. Ecco, non ne sentivo il peso sul palato. Acqua. Già. Ma gli effetti dopo qualche secondo non erano quelli di una gazzosa. Certo che no. La testa cominciava a girarmi come una trottola. Poi, avvertii una bella scarica elettrica che mi rimise in tono. Cacchio, un toccasana corroborante. Strano: avevo la sensazione di essere riempito d'acqua dalla testa ai piedi.

Dobbiamo recarci di nuovo a Deya. Cose grosse in vista, Angelo. Vedrai in prima fila come muore un mondo.

Quale mondo?

Il nostro.

Scandurra con quel suo modo di raccontare le cose più incredibili come se stesse elencando la lista della spesa, mi rimise in agitazione. Del resto stavamo in trincea, sebbene non comprendevo bene contro chi combattevamo. Intanto l'Ombra si era dileguata, forse questo era il termine giusto, o più semplicemente non me ne ero accorto. Il maestro mi fece cenno di seguirlo al centro della piazza d'armi. Lì, sarebbe atterrata l'aeronave che ci avrebbe condotti alla città-labirinto. Percepii una pressione sulla testa. Ed ecco atterrare una specie di vascello senza vele ed alberi, che per il resto sembrava dover salpare da qualche porto marino. Ricorreva, evidentemente, in quell'universo la forma 'a nave' per le astronavi. La forma rivela la funzione. In fondo si navigava

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sempre. Una passerella come una lingua ci permise di salire a bordo. Due militari ci fecero

accomodare in una stanza quadrata, di simil-legno con una simil-finestra che occupava tutte le pareti

e che ci permetteva di ammirare il paesaggio. La televisione a pannelli era così realistica da farci

sembrare di stare all'aperto, sul ponte della nave. La giornata era splendida, i boschetti si alternavano

ai laghi e alle colline, come in un plastico ideale.

Scandurra, non riesco a capacitarmi. Ma con chi stiamo? L'Ombra è un demonio da tenersi alla larga o dobbiamo farci pace?

Negoziare, innanzitutto. Romperci a vicenda il c*** non aiuterà nessuno. Non sappiamo tutti gli esiti delle nostre azioni. Siamo legati a tutti e a tutto, in una rete intrigata. L'Ombra? È potente, eccome, ha mire di dominio, certo, ma c'ha un codice pure lui. Non è lo stesso degli altri popoli, comunque ci si può mettere in equilibrio. Un peso noi e un peso lui. Bilanciare, sì, questo dobbiamo fare. Qui non dobbiamo fare la gara a chi ce lo ha più grosso, come spesso accade sulla Terra anche tra i più inteligentoni. Bilanciare i contrari.

Mi sembra di aver capito che andiamo a vedere come muore la nostra Terra? Allora non ci ritorniamo più? Ma come?

Non è cosa di adesso, sebbene da millenni il Tempo ha iniziato a scorrere più in fretta. Così ci siamo avvicinati al suo esaurimento. L'inverno dell'anno 2012 sarà particolarmente caldo.

Maestro, vorrei comprendere cosa intendi per fine del mondo. Le religioni annunciano delle cose, la scienza dice altro ancora. In base a cosa si crede

Angelino mio, credo che sia giunto il momento di chiarire o di velare. Se ci troviamo qui è pure per vedere come andranno le cose. L'umanità e la natura sono legati allo stesso destino.

Quale destino, Scandurra?

Si trasformeranno entrambi in luce e pura forma. Non sarà però un fatto meccanico. Dall'ordine dentro di me dipende quello del mondo attorno a me. Se divento pura e infinita luce, la materia che mi circonda muterà allo stesso modo.

Come posso diventare pura luce?

Il tuo carattere darà forma al tuo destino. Se porti la lunghezza d'onda del tuo cuore verso l'alto, la vibrazione, la frequenza si riduce in basso, questo processo risuona nella natura tutta.

Se pecco, quindi

Ah, i peccati. Dipende. Essi ti ispessiscono a volte e così rendono più erta la realtà. Disfunzioni nell'ordine delle cose. Dalla luce provengono i migliori frutti. Cioè, sono le cose buone, vere, giuste. È la Vita, quella con la vi maiuscola. Tu mi chiedevi ragione sulla mia, diciamo, amicizia con l'Ombra. Ebbene, solo se separi la luce dalla tenebra, cioè se capi [spicchi] il frutto dalla buccia, è possibile che tutti e due risorgano nel seme. Tu, io, tutti, il frutto e il guscio, saranno riuniti, riassorbiti nell'origine comune: il seme. Per giungere a tale immane impresa, non spegnere mai il lumen. Esso deve divampare, come fuoco. All'inizio è fumoso. Progressivamente, da fumoso diverrà lucente, come progressivamente l'anima da acquosa diventerà oliata.

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Qual'è il modo migliore, la tecnica per raggiungere questo stato?

Devi diventare come il mormorio dell'acqua viva di sorgente. Come il movimento delle foglie di un albero pennellato dal venticello d'estate. Adesso divento pure poeta, stai a vedere. Vivi scorrevolmente. Questo è pregare. Questa è purificazione. Scorri dalla pancia, non dal cervello. L'acqua di vita deve emergere dal plesso solare. È la presenza. Falla sgorgare dal cuore, dalle viscere.

Maestro, se dovrò affrontare dei pericoli effettivi?

Tutto ha una forza, o la afferri o la eviti, perché contrastarla?

Atterrammo su di una piattaforma circolare, posta sul fianco di un palazzo altissimo, in pieno stile gotico – sembrava il Duomo di Milano - nel bel mezzo di Deya. Ci fecero scendere e poi entrare in una stanza legnometallo e tutto il palazzo cominciò a muoversi.

Grazie all'acqua stellare, non sentiremo la velocità di entrata nei piani interni. Ci schiaccerebbe altrimenti.

Ma come mai è tutto lo stabile a muoversi? E poi, perché non usare le nostre spolette?

loro piace fare le cose in grande. Noi abbiamo la bottega a Viterbo come interscalo. Quando

sei invitato, bisogna rispettare le consuetudini della casa

a volte. Eh, eh, eh

Ci faranno vedere la nostra terra come finirà?

No. Soltanto gli ultimi battiti della Via Lattea, prima di spostarsi

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