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Il reportage

Il racconto

La cultura

Ritorno a Braveheart la Scozia sogna l’indipendenza
ENRICO FRANCESCHINI E SEAN CONNERY

Tunisia, l’Islam alla prova del potere
BERNARD GUETTA

Il cibo di classe così mangiano borghesi e contadini
JOHN BERGER

Fondatore Eugenio Scalfari
1 2 www.repubblica.it

Direttore Ezio Mauro
mercoledì 18 gennaio 2012

mer 18 gen 2012

Anno 37 - Numero 14

1,20 in Italia

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Interrogato Schettino, il pm contesta il Gip: non capiamo la scarcerazione. Recuperati altri 5 corpi, i dispersi sono 28

Le idee

“Sì, ho sbagliato manovra”
Ai domiciliari il comandante. Shock per le telefonate della vergogna
Il caso

Perché la scuola pubblica è pagata dalle famiglie?
MARIAPIA VELADIANO

Come il pianto di un bambino
ADRIANO SOFRI
A È buio…», piagnucola il comandante Schettino dalla sua notte di luna. «Vuole tornare a casa?», chiede, sferzante, l’ufficiale della Capitaneria. Vorrebbe non esserne mai uscito, da casa, chiudersi in una stanzetta di bambino, davvero al buio, dove ci si può rannicchiare e piangere senza che nessuno ti veda e ti registri. Invece tutti vedranno e ascolteranno, in questo naufragio con l’intero mondo che guarda e ascolta. SEGUE A PAGINA 42

ROMA — Nell’interrogatorio il comandante della Concordia Francesco Schettino ha ammesso: «Sì, al Giglio ho sbagliato manovra». Il gip gli ha concesso i domiciliari, lasciando sconcertato il pm. Fa il giro del mondo la telefonata shock tra la Capitaneria e l’ufficiale che aveva abbandonato la nave. Ieri, intanto, sono stati recuperati altri 5 corpi. SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 11

M

Le storie

Quei destini incrociati nel mare del Giglio
CONCITA DE GREGORIO
ONO storie che si parlano, storie che si guardano. Giovanni, prozio di Valentina, che per lavorare partì da Avellino e si imbarcò sul Titanic e Tomas, antropologo in Perù, uomo delle pulizie sulla Costa, che prima di morire a Valentina ha dato il benvenuta a bordo. Storie che tornano, vite che oltre la vita si incontrano. SEGUE A PAGINA 10

S

Bankitalia: crescita zero. Berlino gela Monti: “Fate da soli”

Il protagonista

L’altro capitano “L’eroe non sono io”
dai nostri inviati CARLO BONINI MARCO MENSURATI LIVORNO APITA di essere o diventare quello che forse si è ma che non si vuole essere. Neppure per il breve spazio di un giorno. Un eroe. «Gesù, che ho fatto di straordinario? Io ho fatto solo il mio dovere. Quello che avrebbe fatto qualunque altro uomo, donna, marinaio al mio posto quella notte». SEGUE A PAGINA 6

Tassisti in rivolta “Blocchiamo Roma”
ROMA — È finita con una rissa la protesta nazionale dei tassisti ieri nella capitale. In migliaia si sono radunati davanti a Palazzo Chigi, dove i sindacati stavano incontrando il governo, minacciando: «Blocchiamo Roma». Intanto Berlino gela Monti: «L’Italia può fare da sola». Bankitalia: «Un anno in piena recessione, riforme per rilanciare la crescita». DA PAGINA 12 A PAGINA17

C

L’EUROPA NON È UN PANOPTICON
BARBARA SPINELLI
ON è del tutto chiaro come mai Monti, che tanto ha insistito sullo sguardo lungo e l’Europa, abbia deciso di frenare lo scatto iniziale. SEGUE A PAGINA 43

N

Il comandante Francesco Schettino scende dal cellulare

ENTILE ministro Francesco Profumo, si può far finta di niente. E lo stiamo facendo. C’è talmente tanto a cui pensare. Le parole di una crisi tremenda come questa si affollano in una gara cupa di drammaticità: disoccupazione, fallimento, crollo della Borsa, della capacità di lottare, della fiducia. Fine. La scuola qui non c’è. Orizzonte lontano dalla politica. Numeri di bilancio da tagliare. E infatti la scuola pubblica la pagano ormai in grandissima parte le famiglie. Soprattutto, ma non solo, quella dell’istruzione obbligatoria, elementari e medie, le cui risorse sono state strangolate senza pudore a partire dalla legge 133 del 2008, Legge Brunetta, che, inconsapevole capolavoro di burocratese borbonico e antifrastico, suonava così: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica, la perequazione tributaria”. L’articolo 64 dettava le cifre dei tagli, in tre anni. Il ministro Gelmini li ha chiamati “riforma” e le famiglie hanno pagato. Stanno pagando. SEGUE A PAGINA 43 INTRAVAIA A PAGINA 23

G

L’inchiesta

Le amicizie pericolose La guerra di Wikipedia del celeste Formigoni ai padroni di Hollywood
ALBERTO STATERA
UI Desio, piccola capitale lombarda della ’ndrangheta, fiera della sua basilica dei Santissimi Siro e Materno, con la cupola miracolosamente costruita senza il sostegno di colonne portanti, e orgogliosa del suo concerto di campane. La basilica è ben solida in piedi anche senza colonne e lo sarà ancora per secoli. SEGUE A PAGINA 19

R2

dal nostro corrispondente

Q

Il giornale solo per l’iPad

Oggi su Rsera viaggio a Detroit

FEDERICO RAMPINI NEW YORK ON prendetevela col vostro computer o col telefonino, se stamani al vostro risveglio i gadget digitali “non collaborano” più. Certi siti e applicazioni che diamo per scontati sono in sciopero, un evento senza precedenti nella loro storia. Almeno alcuni di loro, oggi osservano un black out di 24 ore. SEGUE A PAGINA 51

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la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

IL NAUFRAGIO DEL GIGLIO CRONACA

I2

L’inchiesta

Test antidroga per Schettino “Sì, ho sbagliato la manovra” scontro sulla sua scarcerazione
Interrogato il comandante. L’inchiesta si allarga, dirigente Costa nel mirino
DAI NOSTRI INVIATI CARLO BONINI MARCO MENSURATI
GROSSETO — Il comandante della Concordia Francesco Schettino risponde per tre ore alle domande del suo interrogatorio di garanzia. Fa delle prime ammissioni, torna ad abbozzare alcune fragili giustificazioni. Dà delle spiegazioni sulle sue comunicazioni con l’armatore negli istanti cruciali del dramma. Giura di aver “salvato migliaia di persone”. E a sera, lascia il carcere di Grosseto per tornare a Meta di Sorrento. Agli arresti domiciliari. Il gip Valeria Montesarchio annulla il provvedimento disposto sabato sera dalla procura di Grosseto ed emette una nuova ordinanza di custodia cautelare, ma non in carcere. È l’ultimo twist di una storia e di una inchiesta che promette di essere solo all’inizio e che a sera sorprende la procura della Repubblica. Anche perché con la sua decisione il gip (oggi depositerà le motivazioni della sua ordinanza) di fatto nega che esistessero i presupposti per arrestare quell’uomo. Che non esistessero, insomma, né il pericolo di fuga né quello di inquinamento delle prove. «Prendiamo atto della decisione — dice il procuratore di Grosseto Francesco Verusio — Mi permetto solo di osservare che è un provvedimento che non capisco». «Non si può mandare in carcere un uomo solo perché lo vuole l’opinione pubblica», è invece la chiosa dell’avvocato difensore del comandante, Bruno Leporatti. Ma il punto — accusa e difesa ne sono consapevoli — è che in questa inchiesta il problema non è l’umore dell’opinione pubblica (che da questa decisione verrà divisa e disorientata) ma quello che accadrà da oggi, quando a palazzo di giustizia il procuratore e i suoi sostituti si riuniranno per decidere nuove iscrizioni al registro degli indagati, formalizzando ciò che gli atti istruttori già documentano. Che in questa storia le responsabilità del comandante Schettino non sono le uniche e che nel naufragio della Concordia rischia ora davvero di essere trascinata anche la società armatrice, la Costa Crociere. TRE NOMI NEL MIRINO Nelle ultime 48 ore la posizione di Roberto Ferrarini, marine operation director, il manager delle operazioni marittime e dell’unità di crisi della Costa si è complicata. Le sue telefonate (almeno tre) con Schettino nel lasso di tempo decisivo tra l’impatto con gli scogli del Giglio (21.42) e il tardivo ordine di evacuazione della nave (22.58) hanno seminato sospetti negli inquirenti. Che, all’osso, si riassumono in due domande. Cosa si sono detti il comandante della Concordia e il suo in-

Le bugie del capitano

I personaggi
ROBERTO FERRARINI
È il responsabile dell’unità di crisi e controllo della flotta Costa. Schettino dopo l’urto lo chiama almeno tre volte al telefono

La difesa

Ero al telefono

È vero, l’inchino era per il commodoro Mario Terenzio Palombo, con cui ero al telefono in quel momento. Avevo già deciso la rotta ma ho sbagliato l’accosto
Troppi pensieri

Roberto Ferrarini

DIMITRI CHRISTIDIS
Comandante in seconda della Concordia. Sale sulla scialuppa con Schettino, quando ci sono ancora centinaia di persone a bordo

SILVIA CORONICA
Terzo ufficiale in coperta della Concordia. Si trova sulla plancia di comando quando la nave urta lo scoglio nelle acque dell’isola del Giglio

Navigavo a vista perché conosco bene quei fondali ma stavolta ho ordinato la virata troppo tardi. Non so cosa sia successo, sono stato vittima dei miei pensieri
Sono inciampato

Stavo aiutando i passeggeri a salire sulle scialuppe quando sono inciampato e sono finito dentro una di quelle imbarcazioni Per questo mi trovavo lì

REPUBBLICA.IT La tragedia della Concordia: sul nostro sito speciale multimediale con audio, foto, video e testimonianze e un interattivo con le voci dal naufragio

terlocutore nella compagnia armatrice in quegli interminabili frangenti? Se Ferrarini ebbe infatti in quell’ora di tempo la percezione che Schettino non stava osservando le corrette procedure imposte da un’emergenza, perché la mattina dopo la compagnia difese pubblicamente il suo comandante? Insomma, sulla Costa si allunga l’ombra del favoreggiamento nei confronti di Schettino, di avere se non concorso quanto meno colpevolmente tollerato la sua inerzia. La stessa accusa che la compagnia, qualora la procura dovesse convincersi a questo

passo, finirebbe con il condividere con almeno altri due ufficiali presenti in plancia quella notte. Il vice di Schettino, Dimitri Christidis e Silvia Coronica (terzo ufficiale) entrambi presenti nella scialuppa su cui il comandante della Concordia, passata da poco la mezzanotte, fugge dalla nave che affonda con passeggeri ancora a bordo. IL NUOVO VIDEO CHE ACCUSA Ma c’è dell’altro che spiega perché l’inchiesta non finisce oggi e non finisce con Schettino. È un nuovo video girato dalla motovedetta della Guar-

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I3

“NESSUN PROBLEMA”
Contattato alle 22.10 dalla guardia costiera dopo l’urto, Schettino rassicura: “Tutto ok, solo un piccolo black out”

L’ABBANDONO DELLA NAVE
“Torno sul ponte, sono andato a poppa a vedere cosa succede”, dice alla capitaneria alle 00.32. Ma è sugli scogli

LE PERSONE A BORDO
Nella stessa telefonata delle 00.32 viene chiesto a Schettino quanti passeggeri sono a bordo. Dice: “300”. Sono 4.000

LA MANOVRA FINALE
“Dopo l’urto ho portato la nave vicino agli scogli” dice Schettino. Secondo la procura la Concordia era fuori controllo

Il caso

L’appello della moglie “Dovete comprendere il suo dramma umano”
NAPOLI — «Ancora sconvolti per l’accaduto, in queste ore drammatiche, siamo innanzitutto profondamente vicini ai congiunti delle vittime». Fabiola Russo, moglie del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, parla a nome di tutta la famiglia. «Restiamo in attesa dell’accertamento della verità, che avverrà nei tempi necessari e nelle sedi opportune, e perciò invitiamo intanto accoratamente i media al rispetto massimo delle persone coinvolte in questa immane tragedia, evitando che la caccia alla notizia sensazionale calpesti la dignità umana». Fabiola Russo sottolinea: «Sentiamo il dovere di respingere con forza qualsiasi tentativo di delegittimazione della figura del comandante Schettino, invitando a comprendere la sua tragedia e il suo dramma umano. Molti dei particolari pubblicati, relativi al suo comportamento, sono da verificare. I tanti che l’hanno conosciuto bene, hanno testimoniato la sua dedizione assoluta al lavoro e la sua professionalità, dimostrata anche dalla manovra attuata per limitare al massimo le conseguenze dell’incidente».

ELLEKAPPA

L’UDIENZA
Ieri al comandante della Concordia il gip ha concesso gli arresti domiciliari

dia di Finanza che per prima, alle 22,35 di venerdì 13 gennaio, accosta la Concordia ormai arenata sullo zoccolo profondo 35 metri da cui non si muoverà più. Sono immagini decisive. La nave è in assetto, dritta. Dunque libera di calare le scialuppe su entrambe le murate. È una posizione ideale per evacuare “senza neppure bagnarsi i piedi” (come dirà a verbale Giovanni Iaccarino uno degli ufficiali di coperta) i 4200 passeggeri. Ma non è, come documentano queste immagini, quel che accade. Schettino, ormai lo sappiamo, aspetta. Ma, ecco la rivelazio-

ne, getta le due ancore di prua soltanto quando ormai la nave è arenata da tempo. È falso dunque che quella manovra sia stata, come Schettino ha ripetuto anche ieri nel suo interrogatorio di garanzia, e come la Costa ha sostenuto almeno all’inizio, la prova di un tentativo di mettere in salvo nave e passeggeri. È — di questo la procura e gli inquirenti ormai sono convinti — soltanto il tardivo tentativo di contenere gli effetti di un disastro ormai consumato. “HO VIRATO TARDI” Del resto, che da venerdì notte

Schettino lavori a mano libera alla versione di quanto accaduto aggiustando la sua verità alle scoperte di chi lo accusa è anche nelle parole con cui lui stesso, ieri, è tornato a ricostruire le sequenze della “manovra sconsiderata” e del naufragio. «Quello scoglio non era sulle carte nautiche», aveva detto sabato mattina, prima di essere arrestato. Ieri la prima importante correzione. «È vero l’inchino era per il commodoro Mario Terenzio Palombo, con cui ero al telefono in quel momento. La rotta era stata decisa alla partenza da Civitavecchia ma ho sba-

gliato l’accosto. Navigavo a vista, perché conosco bene quei fondali e altre 3-4 volte avevo fatto quella manovra. Ma questa volta ho ordinato la virata troppo tardi. E sono finito in acqua troppo bassa. Non so perché sia successo, sono stato vittima dei miei pensieri». Pensieri che devono continuare a distrarlo, perché il comandante — per quanto se ne sa — non sarebbe stato in grado ieri di ricordare bene il contenuto delle sue conversazioni telefoniche con Ferrarini. Anche se l’avvocato Leporatti chiosa così il passaggio dell’interrogatorio di garanzia relativo proprio alle comunicazioni tra Schettino e la società armatrice: «Ha dato le sue spiegazioni». “SONO INCIAMPATO NELLA SCIALUPPA” Nel suo interrogatorio di garanzia, Schettino riscrive anche il canovaccio della sua presenza, insieme agli ufficiali Dimitri Christidis e Silvia Coronica, nella scialuppa che resterà “appennellata” sul fianco della Concordia per oltre un’ora. Venerdì notte aveva giurato al capitano di fregata De Falco che gli urlava di ritornare a bordo che lui dirigeva da quel guscio le operazioni di soccorso. Ora ha cambiato idea. «I passeggeri si accalcavano sui ponti prendendo d’assalto le scialuppe. Io non avevo neanche il giubbotto salvagente perché lo avevo dato uno dei passeggeri, che cercavo di farli salire in modo ordinato sulle barche. All’improvviso, visto che la nave era inclinata di 60-70 gradi, sono inciampato e sono finito dentro una di quelle imbarcazioni. Per questo mi trovavo lì. E una volta sospeso non riuscivo a scendere in mare perché lo spazio era ostruito da altre imbarcazioni in acqua». Curiosa spiegazione. Anche per ché in quella scialuppa Schettino si porta gli altri due ufficiali. Inciampati anche loro? ALCOL O COCAINA? Qualche domanda. Schettino dice il vero oggi e mentiva quella notte? Schettino era nelle sue piene facoltà mentre effettuava l’azzardo in acque basse? Perché quella voce impastata, catatonica, quel fare attonito nel dramma della notte? Solo panico? È un fatto che ieri (anche se con inspiegabile ritardo) è stato disposto il narcotest. Le analisi dovranno accertare la presenza di eventuali tracce di cocaina e altre sostanze stupefacenti nel sangue e nelle formazioni pilifere del comandante (al contrario dell’alcol, resistono fino a 15 giorni dall’assunzione). Schettino — raccontano fonti investigative — si è sottoposto alle analisi «con apparente tranquillità e disponibilità». «Fate pure — avrebbe detto — Non faccio uso di droghe, né avevo bevuto».
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Le frasi

Non capisco il gip

Prendiamo atto della decisione. Mi permetto solo di osservare che è un provvedimento che non capisco
IL PROCURATORE
Francesco Verusio

Non serve la prigione

Non si può mandare in carcere un uomo solo perché lo vuole l’opinione pubblica
L’AVVOCATO
Bruno Leporatti

L’evacuazione

Nei primi 40 minuti avremmo potuto calare le scialuppe e arrivare a terra senza neanche bagnarci i piedi
L’UFFICIALE
Alessandro Di Lena

la Repubblica
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IL NAUFRAGIO DEL GIGLIO CRONACA

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Le telefonate

IL FILMATO A INFRAROSSI
Tre fotogrammi del filmato a infrarossi girato dall’elicottero della Guardia costiera: l’evacuazione notturna della nave

“Le faccio passare un’anima di guai ci sono già dei cadaveri, torni a bordo”
LasfuriatadelcapitanoDeFalcocontroSchettino:“Oracomandoio”
Tre telefonate nella notte del naufragio tra la Capitaneria di Porto di Livorno e il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. In linea c’è il comandante Gregorio De Falco. Schettino dice di coordinare l’evacuazione dei passeggeri ma mente. La conversazione, di volta in volta, si scalda. Fino all’ultima chiamata, tanto incredibile quanto drammatica, in cui l’ufficiale operativo intima al comandante Schettino di tornare sulla nave. De Falco: «Esatto. Voi dovete andare a bordo a coordinare lo sbarco: è chiaro?» Schettino: «Ma noi non possiamo salire più adesso, la nave adesso è quasi affondata» De Falco: «Allora perché li ha fatti scendere comandante?» Schettino: «Come fatti scendere: noi abbiamo abbandonato la nave» De Falco: «E con cento persone ancora a bordo lei abbandona la nave, cazzo?» Schettino: «Non ho abbandonato nessuna nave con cento persone a bordo... la nave stava appoppando, siamo stati cappottati in acqua» De Falco: «Bene, vedremo poi che cosa è successo. Adesso però mi faccia sapere tutto ciò che accade, ogni cosa. Si metta di fronte con questa scialuppa e non si allontani, è chiaro?» Schettino: «Qua stiamo comandante, qua stiamo» Schettino: «In questo momento la nave è inclinata di 90 gradi» De Falco: «Ho capito. Ascolti: c'è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone ci sono e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. È chiaro? Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto... veramente molto male... le faccio passare un’anima di guai. Vada a bordo, cazzo!» Schettino: «Comandante, per cortesia» De Falco: «No, per cortesia... lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo» Schettino: «Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono sotto qua, non sono andato da nessuna parte, sono qua...» De Falco: «Che sta facendo, comandante?» Schettino: «Sto qua per coordinare i soccorsi...» De Falco: «Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta?» Schettino: «No, no non mi sto rifiutando» De Falco: «Lei si sta rifiutando di andare a bordo, comandante? Mi dica qual è il motivo per cui non ci va?» Schettino: «Non ci sto andando perché ci sta l’altra lancia che si è fermata...» De Falco: «Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, adesso comando io. Lei vada a bordo! È chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami direttamente da bordo. C’è il mio aerosoccorritore lì» Schettino: «Dove sta il suo soccorritore?» De Falco: «Il mio soccorritore sta a prua. Avanti. Ci sono già dei cadaveri, Schettino» Schettino: «Quanti cadaveri ci sono?» De Falco: «Non lo so.. Uno lo so. Uno l’ho sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo» Schettino: «Ma si rende conto che è buio e qui non vediamo nulla» De Falco: «E che vuole tornare a casa Schettino? È buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!» Schettino: «Sono assieme al comandante in seconda qui» De Falco: «Salite tutti e due allora. Come si chiama il secondo?» Schettino: «Dimitri» De Falco: «Dimitri cosa?» Schettino: «Dimistri Christidis» De Falco: «Lei e il suo secondo salite a bordo, ora. È chiaro?» Schettino: «Comandà, io voglio salire a bordo, semplicemente che l’altra scialuppa qua... Ci sono gli altri soccorritori, si è fermata e si è istallata lì, adesso ho chiamato altri soccorritori...» De Falco: «Lei è un’ora che mi sta dicendo questo. Adesso va a bordo, va a B-O-R-D-O!. E mi viene subito a dire quante persone ci sono» Schettino: «Va bene comandante» De Falco: «Vada, subito!»
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Mandi qualcuno

S: Siamo riuniti qua, con gli ufficiali... DF: Perché non tornano a bordo a vedere come è la situazione? Mandi qualcuno a bordo a coordinare

LA PRIMA TELEFONATA
Francesco Schettino riceve la telefonata della Capitaneria di Porto alle 00.32. «Quante persone ci sono a bordo?», gli chiedono. Risponde: «Due, trecento». Sono trascorsi appena 40 minuti dall’ordine di evacuazione e la Concordia è in realtà ancora piena di passeggeri e membri dell’equipaggio. Questa cifra Schettino la ripeterà più volte nel corso della chiamata. «Ora torno sul ponte», assicura alla Capitaneria. «Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo». Dice il falso, secondo alcuni si era già messo a riparo sulla scogliera. E alla domanda della sala operativa: «Rimarrà solo lei?», risponde ancora: «Credo di rimanere solo io».

Basta valutazioni

LA TERZA TELEFONATA
All’1.46 di sabato mattina, Schettino riceve un’altra telefonata dalla Capitaneria . Parla ancora con il comandante De Falco. Una conversazione dai toni concitati nella quale riceve un ordine perentorio: «Tornare a bordo subito!» De Falco: «Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante?» Schettino: «Sì, buonasera comandante De Falco» De Falco: «Mi dica il suo nome, per favore» Schettino: «Sono il comandante Schettino, comandante» De Falco: «Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C’è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi viene a dire, mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione, comandante Schettino» Schettino: «Comandante, le dico una cosa...» De Falco: «Parli a voce alta. Parli a voce più alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?»

S: Sto qua per coordinare i soccorsi DF: Lei vada a bordo, è un ordine. Non deve fare altre valutazioni. Vada, mi chiami direttamente da bordo

LA SECONDA TELEFONATA
Passano dieci minuti, Schettino riceve un’altra telefonata in cui la Capitaneria vuole sapere quante persone devono ancora essere evacuate dalla Costa Concordia. L’evacuazione è ancora all’inizio ma il comandante risponde: «Ci sono un centinaio di persone» a bordo e assicura: «Sto coordinando da qua», ma gli sfugge di non poter più salire sulla nave e poi di averla abbandonata. De Falco: «Comandante, sono De Falco da Livorno» Schettino: «Sì, ho avvisato anche la società: mi dicono che ci sono dei passeggeri a bordo, sembra ci siano un centinaio di persone a bordo» De Falco: «Comandante, ma lei non mi sa dare un dato esatto? Un centinaio di persone sembra...» Schettino: «Comanda’ io non le so dare un dato esatto perché le spiego: mentre stavamo facendo l’evacuazione di tutti i passeggeri, adesso gli ufficiali ... ci siamo tutti riuniti qua» De Falco: «Dove siete? Sulla scialuppa tutti gli ufficiali?» Schettino: «Sì siamo io, il comandante in seconda...» De Falco: «No, scusi, ma lei prima era solo con il marinaio. Se gli ufficiali sono riusciti a scendere da lei, vuol dire che si potevano ancora muovere» Schettino: «Sì, infatti» De Falco: «Allora perché non tornano a bordo a vedere come è la situazione e poi ce lo riferiscono, grazie» Schettino: «Adesso non si può» De Falco: «Li mandi a bordo. Mandi una persona a bordo a coordinare» Schettino: «Ma io sto coordinando da qua» De Falco: «Io le sto dando un ordine comandante. Lei deve mandare qualcuno a bordo» Schettino: «Noi stiamo andando a bordo a coordinare»

DALLA SCIALUPPA
Francesco Schettino, capitano della Concordia

DALLA CAPITANERIA
Gregorio de Falco, comandante a Livorno

Non si allontani

Ci sono vittime

S: Non possiamo salire adesso, la nave è quasi affondata DF: E con cento persone a bordo lei abbandona la nave? Si metta di fronte e non si allontani
Conti i bambini

Il caso

S: Quanti cadaveri ci sono? DF: Non lo so... Uno lo so, uno l’ho sentito. Me lo deve dire lei quanti cadaveri ci sono...
Non tema il buio

S: La nave è inclinata di 90 gradi... DF: Lei sale e mi dice quante persone ci sono, se ci sono bambini, donne o persone bisognose d’assistenza

Wsj: “Il naufragio metafora del destino dell’Ue”
PER il Wall Street Journal il naufragio della Costa Concordia è «la metafora del destino di un continente». Il quotidiano economico assimila l’eurozona a «una nave il cui capitano è negligente, e dove l’equipaggio non ha una formazione adeguata per affrontare l’emergenza».

S: Ma si rende conto che qui è buio e non vediamo nulla? DF: È buio e vuole tornare a casa? Salga a prua e mi dica che si può fare

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IL NAUFRAGIO DEL GIGLIO CRONACA

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I personaggi

De Falco dalle urla alle lacrime “Macché eroe, dovevo salvarli tutti”
Parla il capitano la cui telefonata ha fatto il giro del mondo: quella notte ho pianto
(segue dalla prima pagina)

LE FOTO SU FACEBOOK
Sopra (nel tondo) a e destra, Roberto Bosio

DAI NOSTRI INVIATI CARLO BONINI MARCO MENSURATI LIVORNO L CAPITANO di fregata Gregorio De Falco, classe 1964, ha la cantilena dolce di chi è nato a Napoli ed è cresciuto a Ischia. «Sant’Angelo di Ischia. Ci tengo». Ed è l’unica civetteria di un uomo che non dorme da quattro giorni, con le gote traslucide della pomata che serve a mare per evitare che la pelle si spacchi per il freddo e il sole. «Comandante, comandante c’è un mayday» lo richiama una sorridente sottocapo della Guardia costiera. Lui si gira di scatto: «Ma che dici?». E lei ridendo: «Sono le sue figlie, vorrebbero sapere se è ancora vivo, e soprattutto dov’è». Maria Rosaria e Carla hanno 12 e 5 anni e con la madre, Raffaella sono il suo mondo. Alloggiano con lui in una delle foresterie della guardia costiera di Livorno dove lui, Gregorio, è arrivato nel 2005, come capo della sezione operativa. Arrivava da tre anni di comando della Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure e, prima di allora, da Genova e Mazzara Del Vallo. Le sue prime destinazioni, dopo il concorso in Guardia costiera nel 1994, l’ac-

I

I TWEET SUL CASO
Mi consenta

L’unica cosa che Schettino ha dimenticato di dire a De Falco è stata: “Mi consenta”
Gigi Fasolino

Messi male

Siamo talmente messi male che rispettare la legge e fare il proprio dovere sono gesti eroici
Acidorsa

Monti lo chiami

Presidente Monti, chiami il comandante De Falco: mostri al mondo il volto dell’Italia migliore
Gaetano Peragine
(foto Massimo Sestini/Polizia di Stato)

Le due Italie

Da quattro giorni lavora non stop E le figlie chiamano per sapere se è ancora vivo
cademia a Livorno e una laurea in giurisprudenza da fuori sede alla statale di Milano. Una prima volta per una famiglia (Gregorio, il fratello Domenico e la sorella Ines) che di marinai non ne aveva mai avuti. Facebook e ogni genere di social network si scambiano da ore gli audio delle sue conversazioni con il comandante Francesco Schettino come fossero la metafora epica della lotta tra eroismo e codardia. In un curioso incrocio di destini in cui l’eroe e il codardo parlano lo stesso dolce dialetto, il napoletano. Epperò come spesso accade, la furia lucida e indignata di quella notte di questo capitano di fregata — «Glielo ordino torni a bordo di quella nave, cazzo» — non rende ragione di un’indole. Il capitano di fregata Gregorio De Falco, da venerdì notte piange. Ha pianto all’alba di sabato 14 quando ha avuto chiaro che nel ventre della balena ferita erano rimasti donne, uomini forse bambini. Ha pianto di rabbia — come conferma uno dei suoi superiori — mordendosi il labbro inferiore pensando alla irragionevole “disumanità” di un altro comandante che dà le spalle a chi gridando viene inghiottito dall’acqua gelida. «È vero sì, piango, mi capita di piangere, non credo sia una debolezza. L’umanità

De Falco vs Alberto Schettino Sordi: l’Italia delle regole contro quella del bunga-bunga
Mario De Santis

Da medaglia

Spero che al comandante della capitaneria di porto di Livorno diano la medaglia al valor civile
Floo1989

Uomo simbolo

Onore al comandante De Falco, simbolo dell’Italia in cui credere
P. Bencivenga

Esempio per tutti

Sono uomini come De Falco che dovrebbero governare. Invece siamo pieni di Schettino
Sofia Rosada

non è una debolezza». «Vi posso chiedere un favore? Dimenticatevi di me. Smettete di parlare di me. L’eroe non sono io». Eppure, l’intuizione che sulla Concordia stava succedendo qualcosa... «L’intuizione? L’eroe è il mio sottocapo Alessandro Tosi, è lui che ha capito tutto quella notte. È lui che alle 22,07 guardando un puntino verde su un monitor senza sapere nulla che non fosse una telefonata dai carabinieri di Prato mi ha detto, “comandante, quella nave da crociera va troppo piano, 6 nodi… che ci fa a 6 nodi e a rotta invertita la Concordia? Comandante, chiamiamoli.

Lì c’è un guaio”. Capite chi è l’eroe?». Sì ma... «Sì ma niente. Un altro eroe? Sapete chi ha salvato quasi tutte le persone quella notte dopo che il comandante aveva abbandonato la nave? Un ragazzo meraviglioso del nostro elisoccorso. Marco Savastano. È questo il nome che dovete scrivere. E dovreste fare una pagina di soli nomi di marinai della Guardia costiera, della Marina militare, della Finanza, dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della Protezione civile, che quella notte hanno dimenticato se stessi per gli altri. Savastano, dicevo. Lo hanno calato su quella nave al buio, con una muta invernale e un palmare, non una radio, non un filo con noi. Si è buttato a capofitto lì dentro senza pensare alla sua vita ma a quella di chi cercava di salvare. Si

Dimenticatemi

Da grande

La prossima volta che mi chiederanno cosa voglio diventare da grande dirò: un uomo come De Falco
Salvatore Garzillo

Ora dimenticatevi di me Ho bisogno di silenzio per capire se c’è ancora una sola possibilità di trovare qualcuno vivo Perché il mio mestiere è questo, soccorrere
GREGORIO DE FALCO
comandante della capitaneria di Livorno

muoveva in un ambiente che non conosceva, tra suppellettili sfasciate, acqua, passeggeri che gridavano al buio. Chi è l’eroe? Io che strillavo con Schettino o lui, che ascoltava le urla di supplica di quelli che volevano essere salvati e non capivano perché perdeva tempo ad imbracare alle barelle spinali i feriti più gravi da tirare su con l’elisoccorso?». Ascoltando De Falco capisci perché, quando chiedi di lui in caserma, di come sia la vita in questo parallelepipedo color ocra, casa della Guardia costiera, che guarda il mare di Livorno ti rispondono che il comandante de Falco «è l’ufficiale più generoso, l’uomo più disponibile della nostra piccola famiglia». E capisci anche perché, in queste ore, ripeta come un mantra una sola richiesta: «Io ora ho bisogno di silenzio». Per dormire? «Per lavorare. Per capire cosa è accaduto e se c’è ancora solo una possibilità di trovare qualcuno vivo, perché il mio mestiere è questo, soccorrere. Per questo quella notte urlavo». De Falco saluta. Nella mano destra ha un sacchettino che tiene stretto. Cos’è? «Un regalo di due amici. Me l’hanno portato stamattina dicendo che mi volevano ringraziare per quello che ho fatto. È un libro, la biografia di Steve Jobs. Non so quando potrò cominciare a leggerlo. Magari comincerà mia moglie. Buon lavoro».
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I7

La storia

Il capo degli ammutinati della Concordia “Uno sguardo e abbiamo preso il comando”
vere. Io e gli altri con me. Ci siamo guardati un secondo negli occhi, e non abbiamo perso tempo. Papà avrebbe capito subito cosa si doveva fare. Tutti avrebbero capito». Il capitano Bosio partirà stamani per la Riviera dei Fiori, e raggiungere la fidanzata con cui vive. A Ventimiglia abitano anche la madre Francesca, che per anni ha gestito un negozio di pelletteria, il fratello Andrea e la sorella Alice, che gestiscono due banchi di oggetti in pelle nei mercati della provincia di Imperia. Una famiglia semplice, che aspetta un figlio ed un fratello. Non un ‘eroe’. «Roberto è appassionato del mare e del suo lavoro. Ma soprattutto è una persona seria». Francesca Bosio è rimasta scioccata quando ha ascoltato la registrazione dei dialoghi tra il comandante Schettino e la Capitaneria di Livorno. «Le parole di quell’uomo mi hanno fatto rabbrividire. L’ho trovato impressionante. Orribile. Come ha potuto dare delle risposte così sciocche in un momento tanto drammatico? Non lo conosco, non credo che mio figlio lo conosca bene. Non voglio giudicare. Ma ho paura a pensare cosa sarebbe potuto accadere di peggio, se l’altra notte Roberto e gli altri membri dell’equipaggio non fossero rimasti ad aiutare i passeggeri». Dopo il naufragio Roberto Bosio non ha lasciato l’isola del Giglio. Prima è stato interrogato dagli inquirenti, poi ha partecipato ad una lunga serie di riunioni ‘tecniche’ con carabinieri e protezione civile. L’ultima, ieri sera verso le otto. Il capitano conosce perfettamente la Con-

MASSIMO CALANDRI LAURA MONTANARI
ISOLA DEL GIGLIO — Il capo degli “ammutinati” della Concordia parla con doloroso imbarazzo. Non fa mai il nome dell’ “altro”, ma ad un certo punto sbotta: «Solo un disgraziato avrebbe potuto abbandonare tutte quelle persone a bordo». Roberto Bosio è il capitano che dopo l’abbandono del comandante Schettino ha preso il comando della nave e coordinato con il resto dell’equipaggio le operazioni di soccorso e sbarco dei passeggeri. Lui è quello che non ha abbandonato nessuno. Che per tutta la notte ha aiutato donne e bambini a salire sulle scialuppe di salvataggio. Che a terra è sceso per ultimo. Due volte predestinato, anche perché sulla Concordia era senza divisa, un ospite in borghese. Reduce da un’altra crociera Costa al timone di una “gemella”, la Serena, dopo sei mesi consecutivi di navigazione stava tor-

La telefonata alla madre: “Che vergogna, ma abbiamo evitato che finisse peggio”
nando a casa e aveva preso un passaggio dai colleghi fino al porto di Savona, da dove avrebbe poi proseguito per Ventimiglia. Quarantaquattro anni, il padre Romano grande velista, una famiglia di gente semplice cresciuta col sale sulla pelle. «È stata la più brutta esperienza della mia vita. Una tragedia, un dolore che mi porterò sempre dietro. Ma siamo riusciti ad evitare che finisse anche peggio, che tutto il nostro mondo sprofondasse. Adesso vorrei solo riposare. E dimenticare». Rifiuta la patente dell’eroe. «Ho fatto solo il mio dovere. Il dovere di un capitano di mare. Anzi no, lascia perdere il capitano: è stato il dovere di un uomo normale». Roberto Bosio parla al telefono con la madre Francesca, che lo aspetta nella città di confine. Le spiega che con i giornalisti non può aprire bocca, non ora. «Se chiedono qualcosa, digli di rivolgersi alla Costa Crociere. O di leggersi Repubblica. C’è scritto tutto quello che è accaduto, per filo e per segno. È andata così». La manovra suicida e poi l’ignobile fuga di Francesco Schettino. «Non posso dirti nulla. Abbiamo il divieto di parlare. Però sul giornale hanno scritto la verità. Che vergogna, mamma». L’equipaggio che si ribella, gli “ammutinati” che restano a bordo per soccorrere i passeggeri. «Non sono un eroe. Ho fatto il mio do-

Lo sfogo con i colleghi: “Solo un disgraziato poteva abbandonare la nave così”
cordia per averci navigato, solo pochi giorni fa ha condotto la gemella Serena in una crociera di un paio di settimane lungo il Mediterraneo e poi oltre lo stretto di Gibilterra. Sa tutto di quell’imbarcazione e può essere utilissimo in questi momenti decisivi di indagine e per ogni operazione condotta sullo scafo. «Mi ha appena detto che era con lo stato maggiore, lo ha chiamato così», spiega la madre. Che descrive un ragazzo appassionato della navigazione, del mare e del lavoro, diplomato diciannovenne all’istituto Nautico di Imperia e pochi mesi dopo già a bordo della Eugenio Costa nei panni dell’allievo ufficiale. Una vita sul ponte di comando, come Roberto Bosio racconta anche nella sua pagina di Facebook: “Staff captain presso Costa Crociere”, dice di sé. Ma sono gli appunti lasciati a proposito della “Filosofia di vita”, che aggiungono molto al perché dell’ammutinamento. E di tutte quelle vite salvate l’altra notte: «Sono della generazione del Per favore, Buongiorno, Buonasera, Arrivederci e Grazie, del rispetto degli Anziani, del chiedere Permesso», scrive Bosio. «Di Salutare con un Sorriso, di Amare le persone per quello che sono, non per quello che hanno o mi danno. Mi hanno insegnato a trattare bene le persone».
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IL NAUFRAGIO DEL GIGLIO CRONACA

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I9

La tragedia

E il ristorante sul ponte 4 si trasformò in un sepolcro “I corpi sono tutti lì sotto”
I sub recuperano altre 5 vittime. Ancora 28 dispersi
JENNER MELETTI
ISOLA DEL GIGLIO — Ponte quattro, a poppa. I croceristi sapevano che dovevano riunirsi lì, nel «punto di raccolta passeggeri» , in caso di pericolo. Erano preparati, avevano fatto l’esercitazione, indossando diligentemente i giubbotti rossi. E li stanno trovando proprio lì, quelli che sono chiamati i «dispersi». Sempre sul ponte quattro, ma venti metri sotto il livello del mare, perché il grande ristorante, luogo del raduno, si è piegato fino a toccare le rocce e la sabbia del fondo. Cinque persone, quattro uomini e una donna, «età fra i 50 ed il 60 anni», sono stati trovati nel pomeriggio. Ieri era stato deciso che con il buio le ricerche sarebbe state sospese, ma nella notte i fari illuminano i

11
LE VITTIME

Finora i corpi recuperati sono stati 11, dei quali 5 ieri pomeriggio

28
I DISPERSI

L’elenco è disponibile sul sito della prefettura di Grosseto

GLI ESPLOSIVI
Ieri sono intervenuti, anche gli incursori della Marina militare, che hanno piazzato micro cariche per aprire nuovi varchi e recuperare i corpi dei dispersi

millimetri di spessore. Ci sono buchi per l’entrata, per l’uscita e anche per le vie di fuga. Prima si poteva entrare solo dall’alto, i sub impiegavano un’ora per arrivare nella zona allagata. Abbiamo aperto un varco anche 18 metri sotto il livello del mare». Entrano in azione i subacquei. Due corpi vengono portati subito su una lancia, per recuperare gli altri tre sono necessarie altre ore di lavoro. I quattro uomini e la donna sono scivolati in basso, quando la nave si è piegata verso gli scogli, e poi sono stati sommersi dall’acqua. Si pensa che ci siano altri morti, in questo ristorante delle cene di gala trasformato in obitorio subacqueo. Ora le vittime accertate sono 11 e 28 dispersi. Lieto fine per fortuna per un passeggero tedesco che mancava all’appello, ma

stato infatti ritrovato ieri a casa sua. «Con i nuovi varchi — racconta il capitano Rodolfo Raiteri della Guardia costiera — riusciamo ad arrivare in quella che sembra essere la “zona di ammassamento” delle vittime percorrendo 70 — 80 metri in tutto, ma impieghiamo quasi venti minuti. Lavoriamo in coppia, perché uno aiuta l’altro a liberarsi dai detriti. Un “filo di Arianna” al quale siamo legati ci permette di ritrovare il varco di uscita. Immaginate di entrare in una casa rovesciata. Credi di vedere un pavimento e invece è una parete. Nel buio totale sbatti contro sedie, letti, bottiglie, ogni tipo di oggetti. Sei in una dimensione tutta sballata e anche con le tute e ogni protezione non puoi resistere a lungo in un’ac-

qua che non raggiunge i 12 gradi». Le barriere anti petrolio sono già attorno alla Concordia, con ampi varchi per fare passare i soccorsi. Per la notte appena trascorsa era previsto l’arrivo del «pontone» con le pompe per mettere al sicuro in una nave cisterna il petrolio chiuso nella nave. Ma sarà un lavoro lungo. «Probabilmente — dice Kees van Essen, della Smit Salvage, la ditta olandese incarica del recupero combustibile, inizieremo il travaso sabato o domenica, ma sarà un lavoro lungo, compreso fra le due e le quattro settimane». I Gis dei carabinieri hanno recuperato la seconda scatola nera e l’hanno portata alla Procura della Repubblica. Verso sera sull’isola arriva il presidente della Costa Crociere, Pier Luigi

Micro esplosioni per aprire dei varchi nella fiancata del Concordia
sommozzatori dei vigili del fuoco e quelli della Guardia costiera che entrano ed escono dai nuovi varchi aperti nella nave. Sta arrivando il brutto tempo. Da domani, giovedì, si prevedono onde alte. Sarà impossibile entrare nella pancia della nave, e sarà difficile anche svuotare i serbatoi dalle 2.800 tonnellate di gasolio. Queste ore sono preziose per recuperare le vittime, e per questo si lavora anche al buio anche se si era detto che il rischio era troppo alto. L’isola si sveglia con i boati di esplosioni. Sono arrivati gli incursori della Marina militare. Piazzano cariche «micro» che però fanno sussultare tutto il paese. «Sono cariche da taglio — dice il capitano di fregata Bruno Rocca — che concentrano energia in un solo punto, così non c’è il rischio di destabilizzare la nave. Abbiamo aperto sette varchi, distruggendo vetri blindati di 31

I sommozzatori si fanno strada nel buio, tra sedie, bottiglie e vestiti che galleggiano
Foschi. Incontra il sindaco e cronisti arrivati da ogni parte del mondo. «Dobbiamo evitare l’inquinamento e portare via questo gigante che è venuto a morire qua. Sono azioni che servono a ripristinare il nome dell’azienda ma anche a ridare decoro dell’Italia». Dice che «i veri eroi sono qui, e sono gli abitanti dell’isola e gli uomini in divisa che facendo tutto il possibile». «Anche un morto solo sarebbe un morto di troppo e siamo di fronte a una tragedia immane». Sui muri del Giglio la madre e uno zio di Giuseppe Girolamo, arrivati da Alberobello, hanno appeso le foto di questo musicista che lavorava per la Costa da un mese. «Chiunque abbia notizie, telefoni a…». Giuseppe Girolamo suonava la batteria, aveva trent’anni. Stava salendo su una scialuppa di salvataggio, poi ha lasciato il posto a un passeggero.
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L’allarme

Una barriera per salvare il sistema marino
dossier su cosa potrebbe accadere se dai 12 serbatoi si sprigionassero le 2.280 tonnellate di gasolio che ancora ci sono. Tre gli scenari. Il primo, il più lieve, valuta lo scivolamento della nave dallo scalino sui cui è poggiata senza rotture dei serbatoi: a 60-80 metri di profondità si dovrebbero impiegare «robot filoguidati». Con costi e tempi enormi. Nel secondo scenario si prevede l’affondamento con squarci alle cisterne e «rilascio massivo»: il gasolio potrebbe essere controllato, ma ci sarebbero «conseguenze gravi per gli ecosistemi marini prossimi all’isola» ed effetti «negativi» sulle «attività di pesca». È il terzo scenario il peggiore, secondo l’Ispra: la Concordia affonda con distorsioni tali da determinare una migrazione del combustibile in «locali della nave difficilmente raggiungibili». La conseguenza? «Un rilascio continuo e prolungato di grandi quantità» in grado di compromettere il sistema marino «negli anni». Per questo è decisivo, spiega il responsabile per le emergenze in mare dell’Ispra Luigi Alcaro, «riuscire a svuotare la Costa dalla posizione in cui si trova». La società olandese Smit Salvage, chiamata da Costa, è pronta a pompare fuori il gasolio. Già da oggi, fa sapere. Un’operazione, si stima, che richiede circa 28 giorni. «Ora la priorità è salvare le possibili vite umane», dice però il ministro, pronto a dichiarare lo stato d’emergenza. Clini ha chiesto alla compagnia Costa «il piano di lavoro per svuotare i serbatoi ed entro 10 dieci giorni quello per rimuovere la nave». Perché «se riusciamo ad avere tempo per svuotare i serbatoi della nave saremo tutti più tranquilli, altrimenti resterà la preoccupazione», spiega. Ma bisogna fare in fretta, avverte lo stesso ministro: «Le condizioni meteo stanno per cambiare». Le previsioni parlano, del resto, di una perturbazione con venti forti e mare molto mosso che dovrebbe arrivare sulla zona del Giglio già da domani sera.
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MARIO NERI MASSIMO VANNI
NOVECENTO metri di barriera galleggiante per scongiurare il disastro ambientale. Una cintura di protezione che circonda il gigante adagiato su un fianco da venerdì notte, con il compito di contenere il gasolio in caso di fuoriuscita. La prima misura antiinquinamento è stata approntata. Ma l’incubo della Baya di Plenty, in Nuova Zelanda, e degli uccelli marini e dei pesci adagiati su una spiaggia nera, preoccupa ancora. L’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha recapitato al ministro dell’ambiente Corrado Clini un

LE PREVISIONI
In arrivo domani una perturbazione

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IL NAUFRAGIO DEL GIGLIO CRONACA

I 10

Le storie

Vittime e dispersi, sopravvissuti e soccorritori: quel che resta è l’umanità

Caterina, Massimo e gli altri
Il sub
CONCITA DE GREGORIO
(segue dalla prima pagina)

Angelo, che è andato sotto a cercare e ha trovato Nino
«HO alzato la torcia e l’ho visto. Aveva le braccia aperte, le gambe divaricate, una borsa a tracolla. Lassù, in alto: sembrava un paracadutista in caduta libera. C’era qualcun altro, ho pensato: il marito. Sono una coppia di anziani. Invece no, non era una borsa e quel corpo non era di una donna. Era Nino Masia, sardo di Portoscuso. Sardo come me». Angelo Scarpa ha 24 anni, viene da Sassari, fa il sommozzatore nel 5° nucleo sub della Guardia Costiera di Genova. È entrato nel ristorante sommerso a cercare superstiti, magari una bolla d’aria, ma di aria là sotto non ce n’era. «Il mondo alla rovescia, i tavoli in alto le stoviglie in basso, l’acqua torbida, le sedie a gambe in su. Un metro scarso di visibilità. Non riuscivamo a passare, con le attrezzature. Siamo usciti, le abbiamo tolte, siamo rientrati e ci siamo rivestiti dentro. Avevamo il filo di Arianna per non perderci, già cinquecento metri srotolati. È stato allora che l’ho visto, a braccia aperte, lassù». Nino Masia aveva 86 anni. Era al ristorante con la moglie, il figlio, la nuora, i nipotini. Claudio, suo figlio, ha messo in salvo prima i bambini, 8 e 13 anni, poi la moglie e la madre di 83. Quando è tornato a cercare il padre nel ristorante non c’era più nessuno. «Era lì, invece — dice Angelo il sub — Forse lo ha riportato l’acqua. Io comunque l’ho trovato lì». Ad aspettare volando.
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I

Gli animatori

Maria Rita e Michele che facevano giocare i bambini
MARIA Rita Sardu e Michele Ghiani, 20 anni e 21, fanno gli animatori per bambini sulle navi da crociera. Contratti a tempo determinato, naturalmente. I genitori a cena, e i bambini a giocare. Michele, che è di Vittorio Veneto, ne aveva 23. «Venti bambini e tre ragazzi, stavamo giocando alla Playstation. Quando ho sentito i fischi che solo l’equipaggio sa riconoscere li ho portati al punto di riunione, ho aspettato i loro genitori». Michele ha fatto il nautico Venier a Venezia, era al suo terzo imbarco, «come ci si comporta in caso di emergenza lo abbiamo fissato in testa in modo indelebile. Noi dell’equipaggio si scende per ultimi. È normale». È normale, dice con voce piana, e ringrazia la Costa che nel corso di addestramento lo ha ovviamente ribadito. «La più grande soddisfazione, una volta a terra, è stato il grazie delle famiglie». Il suo Comune vuole dargli una medaglia. Maria Rita è sarda di Bulzi. Era sul ponte quattro. «Quando ho sentito i fischi ho portato i bimbi in corridoio, li ho distratti facendoli giocare, poi ci siamo incamminati verso il punto di riunione come fosse un trenino, ho accompagnato i genitori alle scialuppe, siamo scesi insieme. Sono andata con loro a cercare asili e chiese dove stare. Quando sento dire che l’equipaggio non ha fatto il suo dovere penso che sia ingiusto. Il mio gruppo l’ha fatto».
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l casting per duecento parrucchiere, chi vince va in tv, ma poi è Raffaella che non è partita ad aver vinto. Due biglietti della lotteria, che fortuna, un viaggio in regalo e la fortuna invece non era nel premio, era in un fratello che chiama da casa. I ragazzi che salvano i bambini facendoli giocare, per non spaventarli, a fare il trenino in corridoio, su verso il ponte. La bambina che accoglie a casa sua, al Giglio, cinque piccoli naufraghi: la mamma dà loro il suo letto. 1370 euro, una settimana di crociera fuori stagione e il mondo dentro: il mondo davvero. Ottocento persone sull’isola, quattromila sulla nave ed è l’isola che si fa grande abbastanza per tutti. Questa è la prima storia, quella da cui partire: un letto, cinque bimbi, una casa. Caterina vive al Giglio, su al Castello. Ha una bimba, Vittoria, di due anni. Quando nasce un bimbo, nell’isola, è una festa. Sono ottocento persone in tutto, gli abitanti. I neonati vanno sul giornale con la foto, e poi tutto il Castello va a far visita alla mamma, i dolci, i regali. Caterina la conoscono tutti. Era sul molo, quella sera, scesa di corsa come tutti a vedere l’incredibile spettacolo tragico della nave che muore sugli scogli. Le scialuppe, i primi sbarchi, le coperte da distribuire, qualcosa di caldo da bere, un telefono per chiamare a casa, un abbraccio. Una notte infinita. Da ultimo, proprio per ultimo, sono arrivati loro. Clara, Alice, Gaia, Alberto, Carlotta. Cinque bambini piccolissimi, ancor più piccoli quelli dentro il salvagente arancione, alcuni senza. Bagnati, spaventati. I genitori con loro. Tre giovani coppie di Villasimius, arrivati da un’isola grande a far naufragio sull’isola piccola. Partiti fuori stagione, quando viaggiare costa meno, dopo le vacanze: 1370 euro la settimana in nave, tutto compreso. Tiziana e Massimo, Simona e Andrea, Ignazina e Tore: i genitori. Non saprebbero dire come, ora, ma ad un certo punto si sono trovati tutti quanti a casa di Caterina. Su al Castello. «Io non potrò mai dimenticare quella donna, e vorrei ringraziarla qui, tanto, vorrei che sapesse che senza di lei non so cosa avremmo fatto», dice Tiziana, madre di Clara e di Alice, 5 anni e 8. Caterina ha preso le due bambine, e poi gli altri fratelli — Gaia e Alberto, 8 e 5 — e poi Carlotta, 8, e li ha portati in camera sua, ha preparato il suo letto e un altro di fortuna, ha dato loro delle maglie per dormire, colazione la mattina e vestiti caldi per ripartire. Vittoria, la piccola di casa, li ha salutati con la mano. I genitori dei bambini hanno promesso che sarebbero tornati a trovarla. Con calma, un giorno, in vacanza. Al Giglio, perché all’Isola del Giglio vive gente come Caterina, tutti quanti hanno da raccontare una storia così ed è proprio un bel posto dove stare, bello davvero.
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L’ATTESA, L’ACCOGLIENZA E I SOCCORSI
Dai passeggeri sbarcati come formiche dal Concordia ai soccorritori che hanno messo al sicuro oltre 4 mila persone, fino ai residenti dell’Isola del Giglio. Vite parallele che, partendo dal tragico incidente di venerdì 13, si sono incrociate tra drammi e azioni di puro eroismo

La mamma

Susy, che non se ne va e aspetta la sua Dayana
SUSY ha 28 anni, ha avuto Dayana a 23. Quando sua figlia è partita con il padre, da cui è separata, e con la nuova compagna di lui si è sentita come tutte le madri sanno che ci si sente, in circostanze così. Parte, speriamo si diverta, speriamo non le manchi troppo la mamma, speriamo il papà chiami spesso, speriamo Michela — la fidanzata di papà — sia gentile. Le ha messo in valigia il vestito da principessa per le serate nel salone e si è raccomandata a Williams, il padre: faglielo indossare la prima sera, ci tiene tanto. Perciò la immaginiamo così, Dayana, 5 anni: nel suo vestito da principessa. Michela Maroncelli, 32 anni, è tornata a Rimini. Ha detto che ha visto Dayana e suo padre scivolare verso l’acqua, la bambina è caduta e il padre l’ha aiutata. Poi le hanno detto salga, svelta, non può più aspettare. Dopo più niente. Ora Susy è al porto che aspetta. Magari Dayana è in qualche ospedale, la nonna dice di aver visto in tv una bambina che sembrava proprio lei. Susy aspetta, non se ne va. Aveva il vestito da principessa, dovete trovarla.
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I 11

Tra le pieghe dei piccoli dettagli, oltre desideri che nemmeno la morte cancella

Il valore degli abitanti dell’isola diventa un esempio di solidarietà e speranza

i destini incrociati dal naufragio
La parrucchiera Il peruviano Le amiche

Raffaella, pronta per il casting, che poi ha deciso di non partire
SUL sito di Professione Lookmaker c’è ancora l’invito: un sensazionale casting per duecento fortunate parrucchiere selezionate in tutto il Paese. Un corso intensivo di quattro giorni, con eventi speciali, una scuola in crociera. Le trenta finaliste parteciperanno ad un programma tv e qualcuna certo diventerà famosa. I casting, la tv. Insegnanti d’eccezione, per giunta. Carlo Bay, celebre hair stylist, giornalisti e truccatori. Serate speciali, eventi. Una delle selezioni a ottobre, all’hotel Boemia di Riccione. Dalla Riviera romagnola sono partite in tante. Doveva esserci anche Raffaella Pozzi, che ha un salone a Rimini. «Un contrattempo, una questione di famiglia. Mi è dispiaciuto tanto, ma tanto. Non potevo partire». Da non dormirci. Da starci male. Tutte le altre colleghe di Ravenna, Riccione, tutte le altre in nave per la grande occasione della vita, e lei lì. «Non me ne facevo una ragione, poi la mattina è venuta una cliente in salone e mi ha detto ma hai visto cosa è successo a quella nave? Ho capito subito, ho acceso la tv. Era quella. E le mie amiche di Ravenna? che ansia. Da benedire il cielo, mi sono detta, a non essere partita. Non si può mai dire, nella vita...»
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Tomas, l’antropologo che è morto pulendo le cabine
LA MADRE di Tomas Castillo Mendoza si chiama Melania Rojas, ha 71 anni, vive a Trujillo, Perù, urbanizzazione Santa Maria, lotto 5, e al mondo non ha che quel figlio. Antropologo, l’ha fatto studiare e lui era stato bravo, brillante. Si era laureato ma poi il lavoro non c’era, e allora va bene, almeno viaggerò. A pulire le cabine della nave, ma alla madre non aveva detto proprio così: faccio un lavoro che mi piace, perché come volevo da ragazzo viaggio e vedo le persone del mondo, vedo i mondi. L’impresa “Bonavista” seleziona il personale. Funziona così: ti imbarchi e ti trattengono il passaporto, non puoi scendere dalla nave se non nelle ore consentite, devi tornare che le tue carte i documenti li hanno loro. Contratti brevi, di solito a tre mesi. Poi due a terra e si riparte. Erano tanti i peruviani sulla nave. Sono sempre tanti i lavoratori stranieri sulle navi da crociera. Non scendono mai per troppo tempo, non possono fermarsi a terra a lungo. Tomas Castillo era partito da Trujillo il 9 dicembre, aveva chiamato per Natale, poi per il suo compleanno: 49 anni. Aveva salutato la madre, per la quale pregava ogni giorno. I soldi li mandava a lei. Torno ad aprile, torno presto, le ha detto. Sono in giro per il mondo, in Italia. Tranquilla.
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Franchina e Giuliana che hanno vinto alla lotteria
PER una che non ha mai vinto niente nella vita quando ti capita il biglietto giusto — una crociera per due persone, complimenti — come si fa a rinunciare? Non aveva molta voglia di partire, Franchina di Fraia, 54 anni, «sentivo come una specie di ansia», però poi si sa che uno deve vincere le paure, «e poi il biglietto l’avevo scelto perché aveva la data di nascita di mio figlio» e allora forza, su. Ha invitato l’amica di tutta la vita, Giuliana Sotgiu, dai vieni con me, una vacanza inaspettata, tutto pagato, dai. Sono partite. Da La Maddalena, di mare in mare. La fortuna non era quella della lotteria, però. Proprio quella no. La fortuna è stata avere un fratello comandante di navi. Enzo, insegnante all’istituto Nautico. Uno che le rotte le vede e le capisce, che il satellite sa come si usa. Erano a cena, ha chiamato Enzo al cellulare. «La nave è andata fuori rotta, si è incagliata», ha detto alla sorella assai prima che fosse dato l’allarme per l’evacuazione. Ma ci hanno detto che è un guasto tecnico, ci hanno raccomandato di non muoverci, non è nulla, dicono. «Uscite subito da lì, salite sul ponte, adesso», ha risposto Enzo. Per una volta, ti prego, fai come ti dico senza questionare. Per una volta, questa volta sì. Sono salite sul ponte, hanno disobbedito agli ordini dell’altoparlante. Sono state tra le prime a lasciare la nave.
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Il batterista

Giuseppe, che sognava di vivere mantenendosi con la musica
LO CHIAMANO Satomi, come il batterista dei cartoni “Kiss me Licia”. Giuseppe Girolamo ha 30 anni, è nato ad Alberobello, ha fatto il Liceo Laterza a Putignano, è lì che la sua fidanzata lo aspetta. Si è diplomato bassista in conservatorio, ha messo su una band: i Dee Dee Smith. Seratine nei club, qualche data nei paesi ogni tanto, cose così. Poi l’ingaggio: suonare sulle navi da crociera. Wow, un lavoro vero: pazzesco, gli hanno detto gli amici. Qualcuno al principio non ci credeva: ci prendi in giro, è smettila. La prima crociera, questa. L’altra sera stava suonando, i testimoni dicono che era alla batteria. Chissà che brano era. Gli ultimi ad averlo visto raccontano che stava salendo su una scialuppa ma lo hanno fatto da parte, forse per far posto ad un bambino. Poi è salito sul ponte quattro, o forse cinque. Sul suo profilo Facebook c’è una foto di Natale, sulla nave: alla batteria col cappello da Babbo Natale che fa le corna all’obiettivo. “Heavy Xmas people!”, ha scritto. Ride. In rete si sono mobilitati in tantissimi: gli scrivono, lo cercano. Rosa, sua madre, è partita dalla Puglia per andare a riprenderselo ma dentro la nave non la lasciano andare. Ripete a tutti che Giuseppe è timido, gentile, rispettoso degli altri. E che non sa nuotare.
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La pronipote

Valentina, che sa a memoria tutta la storia del Titanic
VALENTINA Capuano quella storia prima di vederla al cinema l’ha sentita raccontare da nonna Maria mille volte. Lo zio Giovanni, «figlio di un’altra Italia», diceva la nonna, a 25 anni era emigrato a Londra per cercare lavoro e si era imbarcato sul Titanic come cameriere. Valentina, che oggi ha 30 anni, già da un po’ aveva cominciato a pensare che non è proprio che fosse un’altra Italia, quella. Anche ad Avellino, insomma. Anche a guardarsi intorno oggi sai quante ne trovi di storie di gente che espatria per trovare lavoro. Che si imbarca sulle navi, come tutti gli indiani e i sudamericani che fanno i camerieri ora qui, sulla Costa Concordia, quando torno lo dico alla nonna: magari ce n’è uno che nella sua lingua si chiama Giovanni. Così quando Valentina e suo fratello Alessandro hanno sentito i sette fischi, abbandonare la nave, e sono corsi sul ponte lasciandosi alle spalle l’acqua che saliva, e quando finalmente sono arrivati a una scialuppa, al buio, tra le urla hanno saputo con esattezza come doveva essersi sentito il ragazzo Giovanni. E ne hanno visto uno, «un giovane dai lineamenti asiatici», liberare la carrucola a colpi di accetta per farli scendere in mare. Chissà se sulla scialuppa è salito anche lui.
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LA CRISI FINANZIARIA ECONOMIA

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I mercati

Berlino a Monti: “L’Italia può fare da sola”
Replica alla richiesta d’aiuto. Fitch pronta a declassare Roma, ma lo spread va giù
VALENTINA CONTE
ROMA — Borse europee tutte positive, Milano compresa, nonostante l’annuncio dell’agenzia di rating Fitch, pronta a declassare l’Italia, dopo Standard&Poor’s, entro gennaio («ci sono buone possibilità, ma il rischio default è molto basso», concedono gli analisti). E soprattutto spread tra Btp e Bund in calo a 471 punti (da 484, con un minimo di seduta a 466), nel giorno in cui dalla Germania arriva la risposta del capo dei consiglieri economici della cancelliera Merkel, Wolfgang Franz, all’appello di Monti («La Germania faccia di più per aiutarci»): «L’Italia può farcela da sola». E il ministro francese Baroin: «Abbiamo piena fiducia nel piano dell’Italia». La giornata dei mercati di ieri assorbe, dunque, le buone notizie che giungono da Est (Pil cinese a +8,9% nel quarto trimestre 2011, oltre le attese) e dalla Germania (corre l’indice Zew sulla fiducia). E sembra sterilizzare le cattive. Come il declassamento dei colossi pubblici francesi Edf (energia), Sncf (ferrovie), Rte (trasporto elettrico) ad opera della solita S&P che lo scorso venerdì 13 ha tolto la tripla A alla Francia e precipitato l’Italia in serie B (BBB+). E ora pronta a bocciare «nelle prossime 4 settimane», conseguenza di quel downgrading, anche aziende e partecipate pubbliche, enti locali, banche e assicurazioni italiane. Un lavoro iniziato già ieri: “punite” Generali (da AA- ad A+), Unipol (da BBB a BBB-), Cattolica (da Aa BBB+), Poste (da A2 a BBB+), Eni (da A+ ad A), Cassa depositi e prestiti (da A a BBB+). Per tutti un “outlook negativo”, foriero di nuove bacchettate. L’agenzia di rating americana dovrà tuttavia far presto i conti con un’indagine da parte dell’Esma, l’autorità di vigilanza euro-

Segno positivo per le Borse, grazie anche ai dati sulla crescita della economia cinese
pea, interpellata dalla Consob, che potrebbe sanzionare e addirittura sospendere S&P se ravviserà manipolazione del mercato nell’anticipare a Borse aperte i rumors del declassamento di 9 Paesi europei lo scorso venerdì (6 miliardi di potenziale danno all’Italia, secondo Vegas, presidente Consob), e nell’uso dubbio degli “outlook”, le previsioni sul futuro delle economie. Mentre ex analisti dell’agenzia, racconta il Wall Street Journal, sono in questi giorni sotto il torchio delle autorità Usa e dovranno finalmente rispondere dei voti “farlocchi” assegnati ai titoli legati ai mutui subprime, la madre di tutte le cri-

si nel 2007. Listini positivi, dunque, con Milano tiepida sul finale (+0,69%), in linea con Londra (+0,65%). Più effervescenti le piazze di Francoforte (+1,82%), Parigi (+1,4%), Madrid (+1,01%), mentre l’euro si è rafforzato sul dollaro a 1,279. Bene le aste sui titoli di Stato greci e spagnoli, con tassi in discesa. Altrettanto bene l’emissione di titoli a breve (piazzati quelli a 6 mesi per 1,5 miliardi con una domanda tripla e rendimenti appena sopra le attese) del fondo Salva-Stati dell’eurozona (Efsf) che conservano la tripla A, persa due giorni fa dai titoli a lungo ad opera di S&P. Il fondo incassa la promessa di Fitch e Moody’s, le altre due regine del rating, a non toccare il proprio giudizio (tre A su tutti i titoli). L’Fmi, intanto, valuterà tutte le opzioni per aumentare le risorse a sua disposizione contro la crisi, fa sapere il presidente Lagarde.
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AL VERTICE
Il premier Mario Monti e la cancelliera tedesca Angela Merkel

Roma

Berlino

La Germania e gli altri Paesi creditori devono fare di più per aiutare l’Italia. Ci sarebbe una potente reazione tra gli elettori della periferia in difficoltà dell'eurozona se ciò non avvenisse
Mario Monti al Financial Times

L’Italia può fare da sola Respingo l’intervento della Bce e gli eurobond. Ricordate la Germania degli anni Venti: la banca centrale finanziò il debito pubblico alimentando l’iperinflazione
Wolfgang Franz, consigliere economico della Merkel

Il retroscena

CARMELO LOPAPA
ROMA — L’Italia è pronta a fare da sola la sua parte, lo sta già facendo, come suggerisce la Cancelleria tedesca. «Ma anche la Merkel dovrà capire che ad essere sotto attacco non sono l’Italia o la Spagna, ma è l’euro», ragiona il presidente Monti che incassa con il consueto aplomb anche la stoccata di Berlino in risposta alla sua intervista al Financial Times. La Germania è chiamata a fare di più, lo ha detto alle colonne di quel giornale e continua ad esserne convinto, il Professore. Non si tratterà di venire incontro a questo o quel Paese, ma di «salvare e rilanciare un progetto comune». Un mantra che Mario Monti ribadirà oggi a Londra. Nel faccia a faccia che avrà con il premier David Cameron, ma anche qualche ora dopo nel corso della conferenza che terrà davanti a una gremita sala conferenze della London School of Economics. I ticket di ingresso omaggio sono andati a ruba in un paio d’ore tra studenti e ricercatori, incuriositi dalla ricetta del Professore Salva-Italia. Molto semplice nella sua filosofia:

Il pressing del premier sulla Merkel “Se l’euro fallisce danni per tutti”
«Se fallirà l’euro, tutti i Paesi pagheranno le conseguenze», Germania compresa. Dunque, non solo l’Europa che milita in serie B, quella fresca di downgrading, ma anche i primi della classe. Anche per questo Monti cercherà di recuperare il premier Cameron dopo lo strappo del 9 e 10 gennaio. Il Regno Unito potrà essere un valido alleato nella trama che il presidente italiano sta cercando di tessere in Europa. Quanto accaduto tuttavia nelle ultime 48 ore, il botta e risposta sulla stampa e la stessa cancellazione del trilaterale di Roma con Merkel e Sarkozy, denota un innalzamento della tensione sullo scacchiere continentale. E una certa insofferenza tedesca per il consolidamento dell’asse franco-italiano sulle misure di salvataggio. Monti tuttavia non punta affatto a un braccio di ferro, né a una frattura. Sarebbe controproducente: «Nessun problema con Angela Merkel», ha ripetuto

Oggi il capo del governo a Londra dove il gotha economico ha fatto la fila per sentirlo
ALLA LSE
Monti terrà una conferenza alla London School of Economics

La curiosità

Berlusconi a Palazzo Chigi, saluterà i centralinisti
TELEFONATA privatissima tra Silvio Berlusconi e Mario Monti. L’ex premier, rivela Chi in edicola da oggi, ha chiesto al presidente del Consiglio il permesso di recarsi a salutare tutti i centralinisti di Palazzo Chigi. Viste le modalità delle sue dimissioni, Berlusconi non aveva fatto in tempo a salutare tutti. Monti, scrive il settimanale, si è detto d’accordo.

anche ieri a ministri e stretti collaboratori, dopo la battuta gelida del capo dei consiglieri economici della Cancelleria, Wolfgang Franz. Ammette solo l’esistenza di un dibattito aperto sulle soluzioni da adottare, la Germania e la sua Cancelleria restano partner forti e necessari dell’Italia. Del resto, il trilaterale in programma per venerdì 20 a Roma non è stato annullato, ma solo rinviato e non per iniziativa della Merkel, ma della presidenza Sarkozy per diverse esigenze interne, fanno notare da Palazzo Chigi. Sono tutte considerazioni che il presidente del Consiglio ha ripreso anche nell’intervista rilasciata all’Osservatore Romano in edicola oggi. Ulteriore conferma — semmai ve ne fosse bisogno, dopo la visita della settimana scorso in Santa Sede — dell’apertura di credito che i Palazzi Apostolici concedono nei confronti di questo governo. Sostegno di un

certo peso, ma certo non sufficiente a mettere al riparo l’Esecutivo da altre tempeste interne ed esterne in arrivo. Come un ulteriore declassamento da parte stavolta di Fitch, come vuole il tam tam dei mercati in queste ore. Il premier Monti, come è avvenuto la settimana scorsa per S&P, non teme più di tanto l’altra doccia fredda per il rating italiano. Per lui conta l’andamento dei mercati e dei tassi che, nonostante l’ondata speculativa contro l’euro, ieri ha continuato a sorridere a Piazza Affari. Sono i piccoli segnali dei quali il Professore si fa forte per proseguire sulla sua strada. Fuori e dentro i confini. Sotto i balconi di Palazzo Chigi la protesta dei tassisti ha rischiato di degenerare ancora una volta nel pomeriggio. La Presidenza non ha alcuna intenzione di aprire con loro, come con le altre categorie, alcuna trattativa, in vista dell’imminente pacchetto di liberalizzazioni. Non a caso, ad accogliere una rappresentanza delle auto bianche è stata la Segreteria generale, nemmeno un sottosegretario o un ministro.
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la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

LA CRISI FINANZIARIA POLITICA INTERNA
Il bollettino di Via Nazionale: l’economia ripartirà nel 2013 solo se verrà ripristinata la fiducia dei mercati

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PER SAPERNE DI PIU’ www.bancaditalia.it www.ecb.int

I 13

Le manovre valgono 80 miliardi Urgenti nuove regole Ue e il rafforzamento del fondo salva-Stati

IL DOSSIER. L’emergenza debito

Bankitalia
“Recessione per 2 anni se lo spread resta alto subito le riforme per rilanciare la crescita”
ELENA POLIDORI

Il clima di fiducia dei consumatori
115 110 105 100 95 90
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Fonte: Bankitalia

Quest’anno sarà molto duro, con l’economia in piena recessione, ma poi l’Italia può migliorare specie se scende il famoso, temuto spread. Per la prima volta, nel suo Bollettino economico, la Banca d’Italia formula due scenari. Il primo, più pessimista e fondato su «modi standard di previsione», si basa sull’ipotesi tecnica di spread costanti sugli attuali valori, cioè circa 500 punti. In questo caso, il Pil di quest’anno scenderà dell’1,5% per poi restare piatto nel 2013. In pratica, un biennio di recessione. Ma il secondo scenario, giudicato «possibile», tiene conto degli effetti di tre fattori-chiave: le manovre di rigore del governo (ma non le liberalizzazioni, ancora allo studio), le mosse anti-crisi della Bce e le politiche della Ue per contrastare il dramma del debito sovrano, a cominciare dal Fondo salva-Stati. Con questo mix di interventi, tornerebbe «la fiducia degli investitori nella capacità dello Stato italiano di onorare il proprio debito e nella piena attuazione delle misure europee». In questo caso, lo spread calerebbe a quota 300, il Pil 2012 subirebbe un ribasso meno brusco (meno 1,2%) e, soprattutto, nel 2013 l’economia tornerebbe a girare con una crescita dello 0,8%. Secondo gli esperti del governatore Visco, la «priorità» ora sono le misure per il rilancio dell’economia. Se «ben disegnate e prontamente attuate» possono influenzare al meglio le aspettative dei mercati e le decisioni di spesa di famiglie e imprese, con effetti positivi già quest’anno.
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L’occupazione

Le banche

Imprenditori pessimisti stop assunzioni nel 2011
LA RECESSIONE significa anche posti di lavoro che saltano, gente a spasso, stop alle assunzioni e giovani sempre più senza prospettive: 30 su 100 sono privi di occupazione, il massimo dal 2004. Nel linguaggio tecnico della Banca d’Italia, negli ultimi mesi «si è arrestato» il recupero dell’occupazione iniziato a fine del 2010. I dati di ottobre e novembre segnalano un calo degli occupati e una ripresa del tasso di disoccupazione, pari all’8,6%, con picchi del 30% tra i giovani. Si è fermata la crescita del lavoro interinale. Anche se continua a ridursi il ricorso alla Cassa integrazione (953 milioni di ore nel 2011, il 20,8% in meno del’anno prima) «peggiorano le attese delle imprese circa i loro livelli occupazionali». L’indagine congiunturale condotta dagli esperti di Via Nazionale prefigura un ulteriore deterioramento. I salari calano in termini reali, anche per effetto del blocco delle retribuzioni pubbliche: è attesa una «dinamica negativa» pure nel biennio 2012-2013. Preoccupata la Cgil chiede «una svolta».
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In atto la stretta al credito una mano verrà dalla Bce
E’ in atto una stretta al credito, ma le misure prese dalla Bce dovrebbero alleviarla. Grazie a Mario Draghi il rischio di un credit crunch dovrebbe essere scongiurato. La Banca d’Italia segnala che «le tensioni sul mercato dei titoli di Stato italiani hanno inciso negativamente sulla capacità di raccolta delle banche». Vi sono «indicazioni che tali difficoltà si siano ripercosse sulle condizioni di offerta di credito all'economia». Ma «in prospettiva» la situazione dovrebbe cambiare in meglio. Le attuali difficoltà «potrebbero essere attenuate dall'ampio ricorso alle nuove operazioni di rifinanziamento presso l'Eurosistema». Secondo questi esperti, tuttavia «le condizioni di offerta potrebbero risentire negativamente del deterioramento della qualità del credito». Positivo il giudizio di via Nazionale sullo stato di salute delle degli istituti: «La dotazione patrimoniale delle banche italiane si è ulteriormente rafforzata».
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Due scenari per l’Italia
Primo scenario Spread intorno a 500 punti
Ipotesi nel 2012 e 2013: continua la sfiducia dei mercati finanziari e la crisi del credito 2012 2013
zero -

Secondo scenario Spread intorno a 300 punti
dal primo trimestre 2012: normalizzazione delle condizioni dei mercati finanziari e del credito 2012 2013
+

La famiglie

Pil

0,8%

I conti pubblici

Tassi alti e disoccupazione freneranno i consumi
ALLE prese con la crisi, le famiglie cercano di barcamenarsi, consumano il meno possibile e guardano con apprensione all’aumento dei tassi e al lavoro che non c’è o che sparisce. Secondo l’analisi della Banca d’Italia, di fronte alla recessione che incalza, il clima di fiducia dei consumatori «si deteriora»: i consumi risentono della «debolezza» del reddito disponibile e del «pessimismo» sulle prospettive del mercato del lavoro. Dopo tre mesi di sostanziale ristagno, i consumi delle famiglie sono scesi di un altro 0,2%: crescono solo (e modestamente) le spese per i servizi. I comportamenti di spesa riflettono la dinamica del reddito disponibile che nel 2011 ha ristagnato, in termini reali, rispetto all’anno prima. L’incremento del reddito nominale (2,6%) è stato eroso dalla dinamica dei prezzi. E’ invece rimasto stabile il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile. Il livello del debito è comunque «significativamente inferiore» rispetto alla media Ue.
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1,5% 1,3%
-

-

1,2% 1,0%
+ -

Pareggio di bilancio 2013 difficile se dura la crisi
0,3%
SE la crisi dovesse prolungarsi, anche l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 diventerebbe più difficile. Naturalmente tutto cambia se torna la fiducia, se lo spread scende e dunque se si verificano le condizioni dello scenario numero 2 elaborato dalla Banca d’Italia. E’ quel che si legge tra le righe del Bollettino, laddove si parla delle tre manovre correttive, varate tra giugno e dicembre 2011, per ricondurre i conti pubblici sulla retta via. Bankitalia stima un rapporto tra deficit e Pil al 3,8% quest'anno, in calo rispetto al 4,6% del 2010, e in linea con le previsioni del governo. L'incidenza del debito sul Pil, pari al 118,4% nel 2010, sarebbe del 120%, con un incremento inferiore alla media Ue. Le manovre hanno effetti strutturali valutati in 80 miliardi; assicureranno nel 2013 un avanzo primario (al netto degli interessi) del 5% del Pil , come ai tempi di Ciampi. Se lo spread scendesse, è possibile l’anno venturo un «sostanziale» raggiungimento del pareggio di bilancio. Nel documento non è mai contemplata la fine dell’euro.
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Consumi famiglie

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1,1% 0,7%

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4,9%

+

Investimenti fissi lordi

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4,9%
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3,5%
+

4,9%
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5,1%

Export
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0,7%
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0,7%
+

3,0%

5,0%

Import

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3,0%

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2,2%

Fonte: Bankitalia

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

LA CRISI FINANZIARIA ECONOMIA
Dopo l’appello del presidente della Bce, Mario Draghi, e le polemiche dell’Unione europea

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PER SAPERNE DI PIÙ www.ecb.int/ecb/html/index.it.html www.standardandpoors.com

I 15

Ma le agenzie di rating non si sono date da sole il potere di cui oggi dispongono

IL DOSSIER. L’emergenza debito

Il rating
MAURIZIO RICCI
ALL’ARBITRO, come ogni tifoso di calcio sa, non si dice nulla, finchè non ti va contro. Quando questo succede, sono insulti, contumelie, contestazioni. E’ una metafora che piacerebbe alle agenzie di rating, perché le installerebbe, una volta per tutte, in un ruolo di giudice imparziale che, in realtà, sono venute occupando, in questi anni, più per l’accumularsi di decisioni scoordinate di mercati, istituzioni, politici, che per scelte mirate e deliberate. Invece, l’ultima pioggia di declassamenti, operata da Standard&Poor’s sui Paesi dell’eurozona, ha scatenato una nuova tempesta contro le iniziative delle agenzie di rating, di cui si mette in discussione non solo l’imparzialità, l’indipendenza, l’affidabilità, la capacità di giudizio, ma anche la stessa efficacia. In effetti, per il momento, la raffica di downgrading di S&P non ha avuto affatto l’impatto di uno tsunami sul debito pubblico europeo, che si attendeva: rendimenti e spread dei Paesi declassati hanno retto, senza troppi problemi, l’effetto-declassamento. LE QUATTRO SORELLE Le spiegazioni non mancano. I downgrading, compreso quello francese, erano largamente attesi e, dunque, i mercati li avevano già incorporati nei prezzi dei titoli. La Banca centrale europea è intervenuta massicciamente per puntellare i titoli minacciati. Infine, non basta S&P per condannare un titolo. Fino a quando non si muovono anche le altre due grandi sorelle (Moody’s e Fitch), un Paese declassato può sempre sbandierare un rating migliore, per convincere gli investitori a non precipitarsi a vendere i suoi titoli. E, in realtà, le sorelle sono quattro: fra le agenzie di rating ufficialmente riconosciute (ad esempio, dalla Bce) c’è anche una agenzia canadese, assai poco nota, la Dbrs, con

Vivere senza Standard&Poor’s ecco regole e prassi da cancellare
mento sulle agenzie di rating» e, anzi, «ad imparare a vivere senza di loro». Ma le agenzie di rating non si sono date da sole il potere di cui oggi dispongono: glielo hanno dato prassi, norme, regole, leggi e direttive, spesso emanate dagli stessi poteri pubblici che oggi le criticano. Concretamente, ancor più dell’impatto psicologico, un declassamento risulta devastante per gli effetti automatici, a cascata, che queste regole hanno messo in piedi: banche e fondi si affrettano a svendere in massa i titoli declassati, anche perché, per norma, non possono detenere titoli al di sotto di un certo rating. Hanno cominciato i fondi pensione americani a sbandierare, nella loro pubblicità, che investivano solo in titoli a tripla A. LEGGI E DECRETI Ma il principio è stato codificato in leggi e decreti. Fra il 2006 e il 2011 una serie di direttive europee hanno imposto ai fondi comuni, agli hedge funds e alle banche di tener conto dei rating dei titoli, nel costituire le loro riserve. In Italia, questo vale anche per i titoli che hanno un collaterale a garanzia. Dove non arrivano le direttive comunitarie arrivano la pioggia di raccomandazioni e orientamenti emanati dalle autorità di vigilanza: l’Eba (banche), l’Esma (la Consob europea), l’Eiopa (assicurazioni e fondi pensione). Anche la Bce di Draghi utilizza largamente le decisioni delle agenzie di rating. Nel manuale “L’attuazione della politica monetaria nell’area euro” si specifica che la «qualità di credito» dei titoli che vengono portati allo sportello della Bce, a garanzia dei prestiti che fornirà la Banca centrale viene accertata secondo una griglia di parametri, che sono i rating delle quattro agenzie ufficiali. La classificazione è cruciale perché, su questa base, viene valutata l’entità della garanzia proposta. La Bce, infatti, non accetta i titoli al valore nominale. Nel caso di un titolo di Stato decennale a rating, almeno, A, applica un taglio del 5,5 per cento sul valore nominale. Per un titolo di serie B (come oggi l’Italia) il taglio è di cinque punti superiore, cioè del 10,5 per cento. Nel caso di obbligazioni bancarie, si va dal 17 al 40 per cento. LE RIFORME POSSIBILI Si può fare, allora, a meno di strumenti, come i rating, che hanno ormai così profondamente pervaso il sistema finanziario? L’idea che circola a livello europeo non è, per ora, così drastica. Si punta, piuttosto, a togliere - come è già stato fatto, in parte, per le banche - alle agenzie come S&P il ruolo di unico titolare del giudizio su un titolo, allargando i margini di discrezionalità ed evitando l’applicazione meccanica dei soli rating delle agenzie. L’obiettivo è evitare che un declassamento, giustificato o meno, comporti automaticamente e obbligatoriamente un’onda di piena che svuoti dei titoli declassati le casse di banche e fondi.
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Il banchiere

Bisognerebbe imparare a vivere senza le agenzie di rating o quanto meno imparare a fare meno affidamento sui loro giudizi
Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea

IL DOCUMENTO
La pagina del sito della Banca centrale europea dove è indicata la griglia dei parametri delle agenzie di rating per la valutazione dei crediti presentati a garanzia dei prestiti

il suo rating sui titoli pubblici. I CONFLITTI D’INTERESSE E’ un assaggio dell’intricato mondo del rating, dove le agenzie - private - possono avere conflitti d’interesse. Il caso più clamoroso è la vicenda dei subprime, in cui le agenzie elargivano rating tripla A, su mandato - e pagamento - degli stessi beneficiari del rating. Ma ci sono dubbi più sottili e velenosi. Ieri, in un’intervista al Sole 24 ore, il presidente della Con-

sob, Giuseppe Vegas, ha sottolineato con forza che grossi operatori finanziari, che, presumibilmente investono sul debito pubblico europeo, in particolare con i Cds (le assicurazioni contro il default) detengono quote importanti delle agenzie di rating: Warren Buffett in Moody’s, Blackrock in S&P, Vanguard e Capital World in tutt’e tre le più importanti. Anche senza mettere in dubbio la correttezza dei rating, tuttavia, molti economisti imputano alle agenzie l’incapacità di cogliere la specificità

del debito di Stato, rispetto a quello di un’azienda. Il modello, insomma, è sbagliato e questo, dicono economisti come Paul Krugman, spiega perché le agenzie di rating tendano a sbagliare molto spesso le loro previsioni di default di singoli Paesi. IL POTERE DELLE AGENZIE Un panorama così incerto e scivoloso che, lunedì, il presidente della Bce, Mario Draghi, è intervenuto per invitare tutti a «fare meno affida-

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

LA CRISI FINANZIARIA ECONOMIA

I 16

La protesta

I tassisti assediano Palazzo Chigi “Da oggi blocchiamo tutta Roma”
Centinaia in piazza. Petardi, fumogeni, insulti: sciopero a oltranza
CECILIA GENTILE
ROMA — Taxi spariti, posteggi vuoti. Petardi, fumogeni, cori da stadio, parolacce, scontri fra dimostranti. Via del Corso, cuore della città storica, chiusa al traffico e bus deviati. Ieri la Capitale è diventata il collettore delle proteste dei tassisti. Le rappresentanze di tutta Italia si sono trasferite qui, per l’incontro del pomeriggio tra sindacati e governo sulle liberalizzazioni. Un oceano di autisti, che ha preso a parlare sempre di più napoletano, man mano che i tassisti partenopei abbandonavano piazza del Plebiscito, assediata da una settimana dalle loro vetture, e arrivavano a Roma, lasciando le mogli a manifestare a Napoli. Un crescendo di tensione, rabbia, paura. «Vi blocchiamo tutta Roma», hanno urlato i tassisti a centinaia sotto Palazzo Chigi, in attesa dell’incontro. In contemporanea hanno dato fuoco a fumogeni e avviato cori, apostrofando Monti e il resto del suo governo. «Solo rubare, sapete solo rubare», cantavano. «Decide la piazza, i sindacati non ci devono tradire», urlano i tassisti da un megafono casareccio. La spaccatura non è solo tra le varie e numerosissime sigle sindacali, è anche tra la base e i leader. Loreno Bittarelli, presidente del 3570, la centrale taxi più grande d’Europa, e dell’UriCirco Massimo. Ma il presidio di napoletani non smobilita e neanche quello dei romani. Gruppi di napoletani rimangono a dormire in macchina al Circo Massimo, dove sono parcheggiate le loro vetture. Ormai è sciopero a oltranza. La tensione è altissima. Già dalla mattina è sfociata in attacchi e intimidazioni da parte dei tassisti napoletani a colleghi romani al lavoro. I patti erano che solo i fuori turno partecipassero ai presidi e alle assemblee, ma così non è stato. E man mano che l’ora dell’incontro con il governo si avvicinava sparivano i taxi in circolazione. «Qui arrivano gruppi di napoletani e cominciano a urlare che non c’è servizio», racconta un cliente in attesa da oltre mezz’ora al centralissimo posteggio di piazza Venezia, deserto. Inutile anche chiamare le centrali radio. I pochi tassisti in attesa ai posteggi periferici si rifiutano di portare i clienti in centro. «Abbiamo paura dei napoletani», si giustificano. Una nuova paralisi dopo quella dello scorso venerdì nero, aggravata dal secondo giorno di targhe alterne per l’allarme smog, che stavolta ha spinto il sindaco Gianni Alemanno a non aspettare la sera per condannare lo sciopero selvaggio, chiedendo l’intervento immediato della questura.
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LA RIVOLTA DEI TAXI
Un oceano di tassisti ieri ha invaso il cuore del centro storico della Capitale al grido: “Vi blocchiamo tutta Roma”

Molti in arrivo da Napoli. “Monti comunista, non ci faremo espropriare”
taxi, con la stessa intensità amato e odiato dalla base, arriva scortato dalle forze dell’ordine. «Stai attento a quello che fai», lo minaccia qualcuno. Altri lo incoraggiano. Sulle guance gli scendono le lacrime quando si ferma davanti al portone di Palazzo Chigi. «Non ci facciamo dettare le regole dai professori che guadagnano 500 mila euro l’anno», scandisce ai microfoni dei giornalisti. E mentre c’è la trattativa succede di tutto. Via dei Corso viene invasa dai dimostranti e chiusa al traffico, gli autobus deviati. Carabinieri e polizia cercano di arginare il fiume in piena in assetto anti-sommossa. Continuano gli slogan. «Monti comunista, non ci lasceremo espropriare». Non passa neanche un’ora e i leader sindacali sono già fuori. «Trattativa rinviata», annunciano. «Dal governo — racconta Bittarelli — abbiamo avuto una disponibilità al confronto. Abbiamo visto il decreto nella parte che ci riguarda e ci sono tante cose da contestare». Molti tassisti rimangono delusi. «Mettiamo a ferro e a fuoco la città», urla qualcuno. Scatta la rissa, si prendono a calci e a pugni tra loro. Ora i sindacati devono preparare una controproposta, che presenteranno questo pomeriggio al governo. Se ne discuterà con la base oggi a mezzogiorno al

Il caso

Autotrasportatori, pescatori e agricoltori del movimento dei ”Forconi” contro caro-carburante e ticket

E Bisonte selvaggio paralizza la Sicilia treni e navi bloccati dai Tir, pompe a secco
ALESSANDRA ZINITI
PALERMO - Hanno fatto eccezione solo per il carburante per le ambulanze e le forze dell’ordine e per i farmaci per gli ospedali. E per il circo, perché si definiscono “animalisti”. Migliaia di Tir incolonnati ai bordi di autostrade e strade statali, all’imboccatura dei porti e decine di migliaia di giubbotti gialloblù in strada da 48 ore paralizzano il trasporto merci in Sicilia e da e per il continente. Dai blocchi non passa nessun mezzo pesante, solo le auto. Bloccato il traffico ferroviario in arrivo e partenza da Palermo, gli imbarchi sulle navi dal capoluogo per Napoli e Genova, fermati persino i mezzi della raccolta dei rifiuti. Autotrasportatori, agricoltori del movimento dei Forconi, pescatori si sono ritrovati insieme in un movimento che di ora in ora fa sempre più adepti e che si è ribattezzato “Forza d’urto” con l’intenzione di bloccare tutto per “conquistare l’isola”. Movimento spontaneo ma che vede al suo interno alcuni simpatizzanti di Forza Nuova e conta sulla “comprensione” del governo autonomista di Raffaele Lombardo. E’ l’esplosione della protesta contro il rincaro dei prezzi del carburante, i cartelli delle assicurazioni, ma anche il ticket sui traghetti e l’ecopass sullo stretto di Messina, il monopolio della grande distribuzione e le leggi che non tutelano i “piccoli”. «Vogliamo prendere in mano la Sicilia, vogliamo cacciare un’intera classe politica. Siamo pronti a ripetere qui la primavera araba, la protesta della Grecia», dice al casello autostradale di San Gregorio Mariano Ferro, uno dei leader del movimento. Dicono di essere ottantamila e, al secondo giorno di una protesta che cresce di ora in ora e che dovrebbe andare avanti fino a venerdì, la conta dei disagi è già consistente: metà degli impianti di benzina dell’isola a secco e prezzi di frutta e verdura già lievitati. Con le associazioni delle categorie produttive che chiedono l’intervento immediato dei prefetti per «assicurare l'elementare diritto di impresa e di lavoro, e garantire la libera circolazione di merci e persone» e denunciano infiltrazioni criminali nel movimento che già in diversi casi ha dimostrato di sapere usare la forza: un camionista accoltellato a Lentini, un altro ferito a Gela, i “crumiri” costretti allo stop in aree di stazionamento controllate dai manifestanti. Ieri pomeriggio la metà degli impianti di carburante dell’isola era già a corto di carburante e, con lunghissime file di automobilisti ai distributori, la Faib ha chiesto ai prefetti di far scortare da polizia e carabinieri le autobotti fermate dai manifestanti. Paralizzato il traffico ferroviario in arrivo e partenza da Palermo per un presidio sui binari che dalle dieci di ieri mattina ha costretto Trenitalia a fermare 30 treni. Con qualche momento di tensione, visto che i manifestanti hanno denunciato di essere stati sfiorati da un treno fermatosi solo all’ultimo momento. Traffico a singhiozzo anche sullo stretto di Messina dove i presidi degli autotrasportatori picchettano i caselli autostradali in entrata e in uscita e il porto e la protesta si è estesa anche in Calabria con blocchi anche a Villa San Giovanni. Una trentina i presidi nei punti nevralgici dell’isola fino ai poli industriali di Siracusa e Gela dove si mira a bloccare la produzione delle raffinerie.
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AUTOSTRADA
Traffico bloccato all’ingresso dell’autostrada CataniaMessina

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

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PER SAPERNE DI PIÙ www.sviluppoeconomico.gov.it www.palazzochigi.it

I 17

Le altre proteste

BENZINAI
Figisc e Anisa hanno dichiarato sette giorni di sciopero ma Faib e Fegica sono favorevoli al piano delle liberalizzazioni

PARAFARMACISTI
Due parafarmacisti si sono incatenati a Montecitorio per chiedere al governo di proseguire sulle liberalizzazioni

NOTAI
I notai si sono schierati contro l'eventuale aumento delle sedi notarili e la liberalizzazione delle tariffe degli atti

BONSAI COMPATIBILMENTE

SEBASTIANO MESSINA

n consigliere d’amministrazione della Rai è diventato, ieri pomeriggio, deputato. Non è la prima volta che capita. In passato abbiamo avuto, a destra come a sinistra, non solo consiglieri ma anche presidenti di Viale Mazzini che traslocavano a Palazzo Madama o a Montecitorio (e viceversa). Ma Antonio Verro è il primo in assoluto a occupare le due poltrone contemporaneamente. Non si potrebbe, in base alla legge. Bisogna scegliere. Ma lui dice placidamente che lo farà «compatibilmente con i tempi consentiti dalla legge». Dobbiamo dunque presumere che domani l’onorevole Verro, deputato del Pdl, andrà a viale Mazzini per discutere delle nomine ai telegiornali. A meno che non si sia dimesso già ieri sera, ma la notizia sarà diffusa in seguito: compatibilmente con i tempi consentiti dalla Rai.
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U

La trattativa

Due ore di incontro tra l’esecutivo e i rappresentanti delle 23 sigle di auto bianche, ma senza risultati

Fumata nera dal vertice taxi-governo Liberalizzazioni, novità su gas e ferrovie
LUCIO CILLIS
ROMA — Due ore per nulla di fatto. I rappresentanti dei tassisti, ricevuti a Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio di ieri, sono tornati con un’unica certezza: il governo è pronto a sparare tre cartucce pesanti per piegare la resistenza della categoria e secondo indiscrezioni, lo stesso Mario Monti non sarebbe disposto a fare ulteriori concessioni. Nel corso dell’affollatissimo incontro tra i sindacalisti delle 23 sigle professionali e il segretario generale alla presidenza del Consiglio Manlio Strano, quanto meno è stata fatta chiarezza sui punti cardine del provvedimento. Al primo posto c’è (o meglio c’era, visto che secondo alcune sigle questa parte starebbe per essere cancellata) il raddoppio delle licenze esistenti: ad ognuna di quelle oggi in possesso dei tassisti ne verrà insoddisfatta e pronta alla lotta fin da stasera, a posizioni intermedie che attendono di avere dalla base dei tassisti riuniti al Circo Massimo indicazioni su un documento comune da portare a oggi stesso Palazzo Chigi, fino a timide aperture al governo. Per Luciano Patuelli, di Legacoop Servizi, «si tratta di interventi che, pur rimettendo in mano ai sindaci e non ad un garante la possibilità di gestire il settore, nei fatti non cambiano la sostanza del decreto e non attenuano la nostra contrarietà a interventi del genere». Ma secondo una parte dei rappresentanti della categoria ci sono dei risvolti positivi. «L’incontro è servito — spiega Marino Masucci della Fit Cisl — è un primo passo in avanti verso i tassisti e nelle prossime ore vedremo se questo si concretizzerà con atti formali». In ogni caso le auto bianche attendono l’esito del bis previsto per oggi. E nel caso di un ulteriore fumata nera sono pronte a bloccare le grandi città a cominciare da Roma. Intanto il cantiere che sta mettendo a punto il pacchetto liberalizzazioni, non si ferma. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera in un’audizione al Senato ha tolto il velo da articoli importanti del decreto che sarà presentato nelle prossime 48 ore. Un primo chiarimento il ministro l’ha dato su Rfi e la separazione della rete ferroviaria dalla società di trasporto Trenitalia che fanno parte del gruppo Ferrovie: «Lo scorporo sarà deciso dall’autorità. Che dovrà dirci — ha spiegato Passera — se dobbiamo salire ad un ulteriore livello di separazione. Che può essere contabile, manageriale, societaria e proprietaria. E noi siamo già arrivati al terzo livello». Inoltre sulla vicenda dell’asta per le frequenze tv, il ministro ha

La manovra

Ora i calciatori pagano volentieri la super Irpef “Siamo privilegiati, mai cercato sconti”
ENRICO CURRÒ
MILANO — Nell’agosto scorso, quando con la loro protesta rinviarono la prima giornata di campionato, furono additati al pubblico ludibrio come una tra le più odiose caste dell’Italia prigioniera degli egoismi: i ricchi calciatori viziati, che scioperavano per non pagare il contributo di solidarietà, misura estiva studiata dal governo Berlusconi per i redditi superiori ai trecentomila euro. Poi la manovra del governo Monti l’ha trasformata in legge e adesso gli stipendi di dicembre degli eroi del pallone hanno smascherato la bugia: i calciatori la tassa la pagano sul serio, né hanno mai avuto intenzione di evadere la nuova gabella. «Ho sempre pensato che sia giusto così: chi è un privilegiato deve pagare di più, a maggior ragione in un momento di crisi come questo». Morgan De Sanctis, 33 anni, portiere del Napoli, è nella rosa della Nazionale, ma parla anche da sindacalista: è consigliere dell’Aic, l’Associazione italiana calciatori, che bloccò il campionato in agosto. «Non abbiamo mai rifiutato di pagare le tasse e ora sarà chiaro che quelle accuse alla nostra categoria erano demagogiche». I calciatori di serie A, serie B e Lega Pro — o

RICCHI
Zlatan Ibraimovic il calciatore più pagato delle serie A

Oggi secondo round. Ma Monti non intende trattare con le categorie
“donata” una seconda, in modo da poterne vendere o affittare una. Secondo: si potranno cumulare più licenze e quindi acquistarne di nuove (messe all’asta da Comuni) senza limitazioni. Terzo punto: la territorialità delle licenze torna in capo ai sindaci che decideranno in quali aree potranno operare i tassisti. Al momento sembra restare fuori da questo provvedimento il settore del noleggio con conducente. Diverse le interpretazioni di questo vertice da parte delle 23 sigle: si va dall’ala dura totalmente

almeno quelli che giocano nei club puntuali con gli stipendi (non molti, in verità) — hanno trovato la trattenuta nella busta paga del mese di dicembre, ricevuta a gennaio. Si tratta, secondo legge, del 3% lordo, l’1,71 netto. Da un esempio concreto si può evincere che il prelievo non cambia certo la vita di un atleta professionista dall’ingaggio elevato. Per fare un esempio, un calciatore di livello medio-alto di serie A, che guadagni un milione lordo all’anno, ha pagato una tassa di solidarietà di 12 mila euro netti. «L’anno scorso solo il 45% dei calciatori di serie A superava la soglia dei trecentomila euro lordi. In serie B poco più del 10%. E in Lega Pro i fortunati si contano sulla punta delle dita», ricorda il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi. Esiste, a margine, la questione di alcuni big, pagati dai loro club con un contratto al netto, anziché al lordo: in teoria sarebbero stati i loro presidenti, che avevano stipulato questo tipo di accordo nella speranza di un abbassamento delle aliquote fiscali, a doversi accollare la tassa di solidarietà. Nell’agosto scorso, quando la tassa era ancora un’ipotesi allo studio, la Lega di serie A rifiutò infatti di firmare con l’Aic il rinnovo del contratto collettivo. Ora le prime buste paga del 2012 mettono fine all’equivoco.
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Una parte del metano sarà offerta a prezzi agevolati, in un’asta gestita dalla Autorità energia
spiegato che «le modalità del beauty contest verranno comunicate a breve». Passera ha poi sgombrato il campo dalla possibilità che Banco Posta possa essere alienato dal gruppo Poste Italiane. «Ad oggi — ha replicato — non c’è nessun progetto del genere sul tavolo». Infine il decreto che venerdì arriverà in Consiglio dei ministri, potrebbe “liberare” un buon 15% della offerta di gas Eni che sarà costretta a mettere in vendita, a prezzi decisi dall’autorità per l’Energia, complessivamente circa 11 miliardi di metri cubi.
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IL GOVERNO ALLA PROVA POLITICA INTERNA

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Riforme, il pressing di Napolitano sui partiti
Il Quirinale sonda i leader e stringe sulla legge elettorale. L’Udc: siamo pronti
GIOVANNA CASADIO UMBERTO ROSSO
ROMA — Napolitano rilancia sull’urgenza della riforma elettorale. E apre una ricognizione con i partiti, per sondare intenzioni reali e proposte concrete. Così al Colle ieri sera è salito Casini con la delegazione del Terzo Polo, che al capo dello Stato ha confermato «la disponibilità piena» dei centristi ad andare avanti. «E’ molto importante — ha detto poi Francesco Rutelli alla fine dell’incontro — che i vertici delle istituzioni accertino la possibilità di approvare riforme costituzionali e riforma elettorale in questo ultimo anno di legislatura». Adesso, anche se non c’è un calendario formale di appuntamenti, e molte opinioni sono state raccolte al Quirinale nei giorni scorsi, toccherà agli altri partiti. Napolitano vedrà il segretario del Pd Bersani e quello del Pdl Alfano, gli azionisti di maggioranza della coalizione, ma anche l’opposizione dal momento che la materia elettorale è competenza di tutto il Parlamento. Ma è il Colle che in qualche modo in questa fase ha assunto il comando delle operazioni. Ad una settimana dal pressante appello lanciato da Napolitano, sottoscritto da Fini e Schifani, il percorso della riforma non è stato ancora incardinato in Parlamento. Di fronte a divisioni e manovre fra e nei partiti sul modello da mettere in campo (maggioritario o proporzionale), al Colle dunque tocca fare da cabina di regia per suonare la sveglia. I partiti comunque mettono le mani avanti. Il Pd riunisce ieri sera il “caminetto” dei big; Berlusconi chiama a raccolta coordinatori e capigruppo. I Democratici accelerano. Ma la quadra è difficile dentro lo stesso partito e la distanza con Pdl e Terzo Polo è evidente. Da un lato ci sono i referendari sempre in trincea dopo la bocciatura della Consulta, e fermamente convinti della necessità del maggioritario. Parisi diserta il vertice e invia una lettera a Bersani. Il segretario re il Pd ad aprire sul proporzionale con alcune garanzie. Bersani annuncia l’avvio di incontri bilaterali, con Alfano, Casini, ma invitando anche Di Pietro e la Lega. «Siamo disponibili a compromessi con alcuni paletti». Uno dei paletti è l’indicazione della coalizione prima del voto. Veltroni, convinto sostenitore del maggioritario, chiude sulle preferenze, all’origine del voto di scambio — dice — e di pressioni malavitose. Gli risponde D’Alema: «Cosentino non è che sia stato eletto con le preferenze». Molta la carne al fuoco, cioè i modelli su cui si ragiona. Sul fronte del Pdl, Quagliariello nella cena con Berlusconi ribadisce che una via d’uscita è cambiare il Porcellum con un sistema spagnolo. Si sa che però Casini non ci starebbe. Berlusconi incontra Calderoli, emissario di Bossi, prima del vertice del Pdl.
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Il “caminetto” del Pd: “Bisogna essere pragmatici, il Porcellum va cambiato anche con la proporzionale”
conclude la riunione: «La riforma elettorale è una priorità. Noi dobbiamo fare il diavolo a quattro per cambiare la legge elettorale, e perciò occorre ragionare pragmaticamente». Un pragmatismo che potrebbe porta-

Giorgio Napolitano

Il caso

Il sottosegretario alla Difesa ha la delega alle dismissioni
Le società di Milone
QUADRIFOGLIO
Riqualifica le ex tabacchi: è nel collegio sindacale

Tra immobili dell’Esercito e cda della galassia Ligresti ecco i “conflitti” di Milone
ANNALISA CUZZOCREA
ROMA — Ha il compito di occuparsi delle dismissioni del ministero della Difesa, ma il sottosegretario Filippo Milone - a oggi risulta ancora far parte di ben cinque società immobiliari e di una finanziaria. Un potenziale conflitto di interessi che rischia di finire sotto la lente di ingrandimento di Palazzo Chigi. Il 30 dicembre 2011 il ministro Gianpaolo di Paola firma con decreto le deleghe dell’ex consulente di Ignazio La Russa: gli affida «la trattazione delle problematiche politico-militari a carattere indu-

SVILUPPO CENTRO
Si occupa della riqualificazione di 60 ettari a Roma

FEDERSERVIZI
Controllata al 100 per cento da Assoimmobiliare

EX CASERME
Filippo Milone è sottosegretario alla Difesa. È stato consulente del ministro Ignazio La Russa. Accanto, ex caserme a Roma che potrebbero essere cedute dallo Stato

PRAMPOLINI
Il Consorzio Prampolini è una coop edilizia

ALFIERE SPA
La società gestisce il progetto edilizio all’Eur a Roma

QUINTOGEST
Azionista la moglie di La Russa Milone la presiede

Posto di governo cumulato con 5 incarichi in società immobiliari e uno in una finanziaria
striale di cooperazione internazionale», ruolo delicato visti i suoi legami con Finmeccanica (è stato consigliere di Ansaldo Sts fino al 30 novembre scorso). In più, il sottosegretario si occuperà delle «questioni concernenti i rapporti con gli enti del Ministero della difesa e il territorio, comprese le problematiche connesse con le servitù militari». E ancora, «delle problematiche di razionalizzazione, dismissione, valorizzazione e gestione immobiliare, nonché concernenti gli alloggi per il personale». Un patrimonio e un giro d’affari considerevoli. E qui, si arriva agli altri incarichi di Milone, certificati dalle visure delle Camere di commercio e tutti riferibili al settore-casa. Il sottosegretario fa parte del collegio sindacale della Quadrifoglio Re Srl, che si occupa di riqualificare le ex manifatture tabacchi di varie città, controllata dalla statale Fintecna e costituita insieme a Pirelli Re. È poi nella gestione della Sviluppo Centro est, nata per la riqualificazione di 60 ettari in zona Torre Spaccata a Roma, control-

lata dall’Immobiliare lombarda (Fonsai-Ligresti) e dalla Lamaro Appalti Spa (società di costruzione dei fratelli Toti). Nella Federservizi immobiliare, controllata al cento per cento da Assoimmobiliare, il cui ufficio stampa però, a domanda precisa, non rivela nulla sul suo ruolo. Ancora, in una cooperativa edilizia, il Consorzio

Prampolini. E soprattutto, nel Progetto Alfiere Spa: Milone è nel cda della società che ha in mano la grandiosa opera di trasformazione delle tre torri e di una vasta area dell’Eur, a Roma, ridisegnata da Renzo Piano. Dentro ci sono ancora una volta Fintecna, l’immobiliare di Ligresti e i fratelli Toti. Le strade di Milone e Ligresti si

incontrano anche quando si parla di vino. Milone risulta infatti nella gestione della Colpetrone e della Santa Maria del Fico srl(tutto di proprietà di Saiagricola). Mentre l’altro mentore, Ignazio La Russa, si intravede nel suo ruolo di presidente della Quintogest, una società finanziaria specializzata nella cessione del quinto

dello stipendio, detenuta da Fonsai, da Antonio Giordano (legatissimo a La Russa), e soprattutto dalla moglie dell’ex ministro, Laura de Cicco, seconda azionista. Il vicepresidente che affianca Milone è Adriano Bazzoni (socio dello studio legale di La Russa). Gli interessi incrociati tra Milone, il coordinatore Pdl e Ligre-

sti hanno origine nelle loro comuni radici di Paternò, Sicilia, ma soprattutto in anni di intrecci societari e politici. E il momento, ora, è particolarmente delicato: Ligresti sta cedendo Premafin e Fonsai a Unipol, e lotta per tenere “in famiglia” proprio la parte immobiliare. In più, Milone ha un passato travagliato: condan-

La polemica

Lega, scontro su Reguzzoni. I maroniani: via subito
MILANO — Mozione di sfiducia individuale «al superiministro Corrado Passera, «totalmente inerte» di fronte alla crisi economica. L’annuncia il capogruppo della Lega alla Camera Marco Reguzzoni. Che a sua volta, però, rischia di essere lui sfiduciato. Questa, almeno è la richiesta perentoria che, alla vigilia della manifestazione contro il governo convocata domenica a Milano, sale sempre più forte dalla componente maroniana. Lo stesso ex ministro dell’Interno lo ha ribadito a Bossi due giorni fa: via Reguzzoni dalla poltrona di capogruppo, e via libera ai congressi per chiamare alla base a scegliere la leadership. Altrimenti il corteo di domenica rischia di trasformarsi in un parapiglia, con pesanti contestazioni della base. Anche a Bossi. Il siluramento di Reguzzoni, esponente di punta del Cerchio magico, viene chiesto apertamente dal deputato maroniano Giovanni Fava: «Questo capogruppo costituisce un problema che va risolto prima che sia troppo tardi; da quando c’è lui, alla Camera si sono create tra di noi rotture e liti insanabili». «Il cambio del capogruppo — aggiunge il suo collega Maurizio Fugatti — potrebbe rasserenare il clima». Che al momento resta pesante. Marco Desiderati, vicino a Reguzzoni, parla di «attacco ingiusto» e ricorda che «la guerra al capogruppo è cominciata prima ancora che cominciasse il suo mandato; Bossi è l’unico titolato a scegliere». Il leader della Lega si trova dunque davanti a un bivio: ritrovare la pace interna sacrificando il capogruppo, oppure sfidare apertamente Maroni, rafforzato dalla mobiltazione della base. Stasera “Bobo” terrà un comizio in un teatro di Varese (organizzato come risposta alla fatwa, poi rientrata, che avrebbe dovuto impedirgli di partecipare a iniziative pubbliche della Lega). Ancora in forse la presenza del Senatùr, ma adesso gli occhi sono tutti puntati sul corteo milanese di domenica, termine entro il quale è stata chiesta la testa di Reguzzoni. (rodolfo sala)
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Casa al Colosseo: i legali di Patroni Griffi offrono un “chiarimento” ai magistrati
nato in via definitiva per turbativa d’asta e abuso d’ufficio ai tempi di Tangentopoli, è finito nell’inchiesta Enav-Finmeccanica (secondo le intercettazioni chiama Borgogni per chiedere una sovvenzione alla festa milanese del Pdl) quando era consulente al ministero di La Russa. Un conflitto di interessi - quello alla Difesa - che probabilmente il governo metterà sotto osservazione. In attesa che si risolva anche la vicenda Patroni Griffi. Ieri il ministro della Funzione Pubblica ha inviato in procura i suoi avvocati, pronti a chiarire tutto sui 109 metri quadri pagati 177mila euro al Colosseo.
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CAPOGRUPPO
Marco Reguzzoni capogruppo della Lega alla Camera

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E GIUSTIZIA POLITICA INTERNA

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Nomi e legami

GELMINI
L’ex ministro è lo sponsor politico di Ponzoni

ABELLI
Detto “il faraone”, è stato il trait d’union tra Formigoni e Berlusconi

GARIBOLDI
Rosanna Gariboldi era uno dei soci del “Pellicano”, società fallita

NICOLI CRISTIANI
“Vice” del consiglio regionale, arrestato per tangenti. Si è dimesso

L’inchiesta

Quel pupillo spinto dalla ’ndrangheta crepa letale nel cerchio di Formigoni
Il boss disse: “Vado da Ponzoni e mi faccio fare lo svincolo”
(segue dalla prima pagina)

ALBERTO STATERA
A IL concerto di campane che risuona a Milano annuncia che è proprio qui che invece sta per venire giù rovinosamente la cupola che da un ventennio il celeste Roberto Formigoni ha edificato su Milano e sulla Lombardia. Con un cemento marcio, fatto di devozione al braccio affaristico di Comunione e Liberazione e di sottomissione a quello criminale della ’ndran-

L’indagine

M

Dietro all’ascesa dell’ex assessore i capi calabresi di Desio, Natale e Saverio Moscato
gheta calabrese. Fatto di assessori regionali corrotti, di faccendieri, di tangenti, di appalti truccati, di disastri ambientali, di finanziamenti illeciti, nell’orgia di una nuova classe di politici lombardi senza scrupoli. Alcuni dei quali all’inseguimento soltanto di beni terreni, denaro, yacht, ville, viaggi, Porsche Cayenne nere e cocaina a fiumi. La specialità è di Massimo Ponzoni, membro dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, ex assessore e pupillo del governatore, arrestato ieri. Padre fattorino, il geometra Ponzoni a diciott’anni fonda uno dei primi club di Forza Italia e assurge al Consiglio comunale di Desio per approdare dopo pochi anni alla Regione, spinto dal braccio destro di Formigoni, Giancarlo Abelli, e da Mariastella Gelmini, indimenticabile ministro della Pubblica istruzione nell’ultimo (si spera) governo Berlusconi. Ma soprattutto spinto dai boss calabresi di Desio, Natale e Saverio Moscato, nipote di Natale Iamonte, boss della ’ndrina di Melito Porto San Salvo. Ai pubblici ministeri occorrono oggi poche parole per inquadrare la personalità del pupillo di Formigoni, anche perché le sue gesta sono note da anni. Ma non sono bastate al governatore per scaricare l’uomo da ventimila preferenze in Consiglio regionale. A Desio, per dirne una, c’è una cava trasformata in discarica dove è stato versato di tutto. Una bomba ecologica. Ne parla al telefono Domenico Cannarrozzo, capo di una «famiglia», col latitante Fortunato Stellitano, il quale spiega: «Martedì vado a trovare Massimo e mi faccio fare lo svincolo, che è

REPUBBLICA.IT È il marzo 2010. Ponzoni, già indagato, affronta una troupe tv mimando il gesto delle manette e dicendo: “È questo che volevate?”. Il video della scena è su Repubblica.it

nanziamenti a don Verzè e al sistema del San Raffaele, che ha prodotto un buco di almeno un miliardo e mezzo in corruzione, gli orrori della clinica Santa Rita, la teoria infinita di scandali e di tangenti, ultimo dei quali quello di Franco Nicoli Cristiani, arrestato pochi giorni fa per una vicenda corruttiva di rifiuti ordinatamente sistemati sotto l’autostrada Brebemi. Ora i palesi accordi ’ndranghetisti e le gesta del pupillo che viene da Desio. Tanto che persino nella Curia milanese e in Vaticano la pratica lombarda è ormai quotidiana-

L’ex assessore in carcere Alfano: Lombardia pulita
MILANO — Sfuggito all’arresto lunedì, il consigliere lombardo del Pdl, Massimo Ponzoni si è costituito ieri mattina. L’ex assessore alla protezione civile è accusato dai pm di Monza di bancarotta, concussione, corruzione e finanziamento illecito. Il governatore Roberto Formigoni ieri è sbottato, invitando a considerare casi analoghi che riguardano l’opposizione: «C’è il consigliere del Pd, Angelo Costanzo, che è stato dichiarato ineleggibile. E anche il caso Penati (l’ex presidente della Provincia è indagato per corruzione a Monza, ndr), che continua a sedere nel consiglio». Intanto, sullo scandalo è intervenuto anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano: «Le accuse rivolte a Ponzoni non intaccano in alcun modo il presidente Formigoni nè il sistema-Lombardia che si avvale di un percorso amministrativo d’eccellenza».

Anche nella curia milanese e in Vaticano la pratica lombarda è ormai all’attenzione
mente all’attenzione. La maledizione del Pirellone ha falcidiato l’ufficio di presidenza della Regione formigoniana: prima Filippo Penati, la pecora nera del Partito Democratico, poi Nicoli Cristiani, per finire — ma chissà? — con Ponzoni, che Formigoni aveva imposto nonostante quasi tutto fosse noto sulla scalata senza freni etici di un piccolo politico di provincia sponsorizzato, con la forza delle sue debolezze, dalla ‘ndrangheta. E adesso che comincia il censimento delle nefandezze speculative della banda lombarda non solo a Monza e in Brianza, ma in tutta la Lombardia, quanto potrà reggere senza più colonne, come la cupola con le campane di Desio, la cupola regionale del malaffare? Poco? Nessuno all’opposizione sembra avere il coraggio di dirlo con forza, forse per il timore degli sviluppi del caso Penati. Come se lo scandalo di Sesto San Giovanni, che ha impiombato il Partito democratico, avesse paralizzato l’opposizione. Un po’ timidamente, Luca Gaffuri e Maurizio Martina invocano una nuova legge elettorale regionale senza più listini bloccati pieni di Minetti e mascalzoni vari, e di andare al voto il più presto possibile. E la Lega? Annaspa tra le beghe familiste del Cerchio magico. Difficile. Ma chissà che stavolta, per salvare la cupola della Basilica dei santissimi Siro e Materno, non sia la Chiesa milanese ad annunciare che la festa celeste della cupola affaristica formigoniana è finalmente finita. a. statera@repubblica.it
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CON IL GOVERNATORE
Massimo Ponzoni insieme al governatore della Lombardia Roberto Formigoni

l’assessore all’Ambiente. Poi se vogliono che bonifichiamo anche sotto, ancora meglio». Massimo, naturalmente, è il pupillo di Formigoni, allora assessore all’Ambiente. La Lombardia in quanto a rapporti mafiosi è come una provincia di Reggio Calabria, sostengono Gianni Barbacetto e Davide Milosa, che nel libro Le mani sulla città riportano un’intercettazione proprio del boss di Desio, Moscato: «A questo punto a Ponzoni — comunica il boss — dobbiamo dargli rilievo, lui è cazzo e culo con Formigoni e via dicendo, ci sono soldi anche per Ponzoni e pago. Quanto vuole, il 10 per cento? To’». E il mafioso interlocutore, previdente: «E ora che iniziano i lavori per l’Expo?» Il boss di De-

sio detta anche l’epitaffio — così almeno si spera — della politica lombarda degli ultimi lustri e dell’era Formigoni: «Ma che cazzo vuoi che capiscano destra o sinistra e via dicendo, basta che togli i soldi e, mannaggia la Madonna, fai il cazzo che vuoi». Ponzoni è stato tradito da una mera questione di liquidità, il crac di alcune società, tra cui «Il Pellicano», in cui era socio dell’ex assessore regionale Giorgio Pozzi, di Rosanna Gariboldi, moglie di Giancarlo Abelli, già coinvolto nello scandalo Montecity e Massimo Buscemi, attuale assessore regionale alla Cultura. Ironia della sorte, è proprio il ras brianzolo Ponzoni a prefigurare per sé e forse per Formigoni un destino simile a quello del-

la Costa Concordia, affondata in un bicchier d’acqua di fronte al Giglio per la follia del suo comandante: «Caro Massimo — scrive in una metaforica mail al presidente di un gruppo immo-

Era già emerso che la criminalità puntava su Ponzoni e sui suoi rapporti col Governatore
biliare bergamasco che sta facendo una speculazione a Seregno — ti scrivo dopo aver fatto serie considerazioni a proposito di tre navi che stanno per affondare portandosi con sé 4/5 marinai di pregio. Potrebbe es-

sere interessante per te salvare quel gruppo di marinai? ». Compreso il comandante Formigoni, che non ha tardato a smentire le utilità goduriose che avrebbe ricevuto tramite il suo pupillo oggi misconosciuto, ma che ormai è assediato dagli scandali della sua amministrazione. È un po’ difficile nascondere le crepe della cupola lombarda persino per uno che per vent’anni è riuscito ad ammantare la più clientelare e scandalosa delle politiche con gli usurpati panni dello statista, in attesa di chiamata in riserva della Repubblica come delfino di Berlusconi e per il bene nazionale. Le firme false alle ultime elezioni, l’asilo alla maitresse pettoruta del Bunga Bunga onorata nel suo listino, la sanità e i fi-

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MONDO

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Ungheria, si muove la Ue “Basta leggi liberticide”
Barroso annuncia l’apertura delle procedure d’infrazione
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ANDREA TARQUINI
BERLINO — Divisa sull’euro, minacciata dalla recessione, debole sulla scena internazionale, l’Europa almeno in un caso ha mostrato carattere: la risposta alla svolta autoritaria in Ungheria, paese membro dell’Unione dal 2004. Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha annunciato ieri l’apertura di procedure d’infrazione a carico di Budapest. Bruxelles contesta alcune delle leggi liberticide varate dal governo di destra nazionale dell’autocratico premier Viktor Orbàn: la minaccia all’autonomia della Banca centrale, le mani sulla giustizia, le leggi non

PRESIDENTE

Orbàn promette concessioni: oggi è all’Europarlamento e il 24 vedrà il capo della Commissione
garantiste sulla protezione dei dati personali. Orbàn — soprannominato dall’opposizione “Viktàtor”, gioco di parole tra il suo nome e “dittatore” — reagisce promettendo vagamente concessioni. Il 24 incontrerà a Bruxelles Barroso per un chiarimento. Ma già oggi andrà a parlare al Parlamento europeo. «Per difendere l’Ungheria dall’attacco della sinistra internazionale», ha detto il suo portavoce, Péter Szijjàrtò. Dura, ironica la replica del nuovo presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz: «Bella notizia, non sapevo che Barroso fosse di sinistra». «Non vogliamo ombre di dubbio sul rispetto della democrazia in un paese membro dell’Unione», ha detto Barroso. L’iniziativa della Commissione segue di po-

Martin Schulz da ieri a capo dell’Europarlamento Sotto, il ministro Kovacs

chi giorni la dura richiesta di chiarimenti presentata dalla direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde. Se non fornirà concrete garanzie di modifiche alle leggi — denunciate ieri anche da Amnesty international — l’Ungheria di Orbàn non rischierà solo di essere deferita alla Corte europea di giustizia. Sarà in pericolo il credito di 15-20 miliardi di dollari chiesto a

La scheda
COME FUNZIONA
La procedura di infrazione è un procedimento volto a sanzionare gli Stati Ue che violano il diritto comunitario

CHI DECIDE
La decisione spetta alla Commissione europea che può agire di sua iniziativa o dopo una denuncia

LE CONSEGUENZE
Uno Stato ha 2 mesi per rispondere ai rilievi. Poi rischia sanzioni e di essere deferito alla Corte europea di giustizia

Ue e Fmi, e senza il quale un suo default, a causa della fallimentare politica economica autarchica di Orbàn e non solo degli errori dei precedenti governi socialisti, sembra inevitabile. Le leggi contestate sono: i pesanti limiti all’autonomia della Banca centrale, in contraddizione con il Trattato di Lisbona. Il pensionamento anticipato a 62 anni dei giudici, con la creazione di un’autorità che controlla la magistratura, affidata a un’amica della famiglia Orbàn. E la protezione dei dati privati. «Siamo pronti a regolare tutto», ha detto il ministro della Comunicazione, Zoltàn Kovacs. Ma nel regime falchi affiancano colombe. «Non permetteremo gli attacchi della sinistra», insiste Szijjàrtò. Tra stretta autoritaria, aumento della povertà e crisi economica, la tensione minaccia di salire. I sostenitori di Orbàn organizzano per sabato una grande marcia su Budapest: contadini, militanti da ogni angolo del paese, ussari in uniforme. Con la promessa di una diaria. L’ultradestra neonazista (Jobbik, terza forza in Parlamento) brucia in piazza le bandiere della Ue. «Dobbiamo liberarci di Orbàn, è un uomo malvagio», ha scritto ieri sulla Frankfurter Allgemeinelo scrittore magiaro Gyorgy Konrad, leader del dissenso sotto il vecchio regime comunista.
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Spagna

Il giudice Garzón in aula per la prima volta da accusato
MADRID — Il magistrato spagnolo Baltasar Garzón è comparso ieri mattina in aula a Madrid per la prima udienza sul “caso Guertel”. Il celebre e controverso giudice che nel 1998 incriminò Augusto Pinochet è accusato di aver violato i diritti della difesa, ordinando nel 2009 la registrazione di colloqui in carcere tra imputati e i loro avvocati nell’ambito dello scandalo Guertel in cui erano coinvolti dirigenti del Partito popolare. Garzón, 56 anni, è stato sospeso dall’incarico di giudice della Audiencia nacional da oltre un anno in forma cautelare. Ieri, al suo arrivo al Tribunale Supremo, è stato accolto dagli applausi di un piccolo gruppo di sostenitori che accusano la magistratura di voler fargli pagare le sue battaglie per i diritti umani. Rischia una inabilitazione fino a 17 anni. Fra una settimana si aprirà il secondo “processo Garzón”. Il magistrato è anche accusato di avere commesso un abuso di potere avviando nel 2009 una inchiesta sugli scomparsi del franchismo, in violazione della legge di amnistia generale votata dopo la morte del dittatore Francisco Franco dal nuovo Parlamento spagnolo nel 1978. Una vicenda che dimostra come trentasette anni dopo la dittatura franchista rimangano ferite non ancora rimarginate. Successivamente Garzón dovrà sottoporsi ad un terzo giudizio, per presunta corruzione, per avere tenuto una serie di conferenze negli Usa con il finanziamento del Banco Santander e avere ordinato poi al suo ritorno in Spagna l’archiviazione di una denuncia contro il presidente della banca Emilio Botin. Non è ancora stata fissata l’udienza per questo terzo processo che attende Garzón.

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MONDO

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Medici, operazione trasparenza di Obama
Le compagnie farmaceutiche dovranno rendere noti omaggi e compensi di qualunque tipo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI
NEW YORK — Pugno duro contro i conflitti d’interessi della classe medica: il paziente deve sapere tutto sui legami dei dottori con Big Pharma. Barack Obama lancia un nuovo tassello della sua riforma sanitaria, e non uno dei minori. Sarà obbligatoria la massima trasparenza sugli omaggi di ogni tipo, che l’industria farmaceutica fa ai medici. Pagamenti per ricerca, consulenze, inviti a conferenze, viaggi e congressi. Tutto dovrà essere noto, perché il paziente sappia se il suo medico ha “altre motivazioni” quando prescrive questa o quella cura. È un tema su cui si battono da tempo diverse associazioni di consumatori. È stato provato infatti, anche grazie ad alcune inchieste del New York Times, che un quarto dei medici accettano regolarmente pagamenti da case farmaceutiche o produttori di apparecchi sanitari; raggiunge addirittura i due terzi la quota di dottori che ricevono compensi in natura come pranzi e cene. Le stesse inchieste hanno dimostrato che i medici così beneficiati spesso somministrano cure diverse, fanno scelte che si discostano da quelle dei colleghi che non ricevono gli stessi favori. Le conseguenze possono essere pericolose per la salute dei pa-

In Italia
LE PROMOZIONI
Le aziende non devono specificare le spese fatte per invitare medici a incontri, seminari o convegni l’omissione sia intenzionale. Il top management potrà essere ritenuto personalmente responsabile, perché le dichiarazioni dovranno portare la firma degli amministratori delegati. L’annuncio dell’Amministrazione Obama è stato salutato con soddisfazione da Allan Coukell, un farmacologo impegnato nella protezione dei

GLI STUDI
Se finanziano studi fatti in centri pubblici i fondi sono specificati, ma non quelli al singolo ricercatore

REPUBBLICA.IT Sul sito Repubblica.it, lo speciale sulle primarie con il diario di Rampini

pazienti presso il Pew Charitable Trusts: «I malati hanno bisogno di sapere che stanno ricevendo la migliore cura possibile secondo i criteri medici, non sulla base di un interesse finanziario, ma troppo spesso non hanno il coraggio di fare domande esplicite al proprio dottore».
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IN OSPEDALE
Una sala di pronto soccorso negli Stati Uniti A sinistra, Barack Obama

Gran Bretagna

“Solo fondi privati” Ma Cameron dà l’ok al nuovo yacht reale

Le autorità federali metteranno sul web la lista dei sanitari con i soldi o i favori ricevuti
zienti: «Prescrizioni di farmaci più rischiosi, terapie sperimentali». Un caso grave fu sollevato a proposito della somministrazione di potenti farmaci anti-psicosi ai bambini. Ora almeno la vittima potenziale potrà aprire gli occhi anzitempo. E, se necessario, cambiare dottore. Le autorità federali infatti pubblicheranno su un apposito sito la lista dei medici con gli eventuali pagamenti o altri favori ricevuti. Troppo poco? In realtà oggi la trasparenza è un’arma più efficace che in passato. Tra gli americani si diffonde l’abitudine di consultare appositi siti Internet dove i pazienti si comunicano giudizi sui medici; giornali e riviste pubblicano classifiche sulla qualità degli specialisti. Se il consumatore ha imparato a confrontare online i prezzi delle auto prima di andare dal concessionario, a maggior ragione lo può fare prima di scegliersi il cardiologo, l’oncologo e il pediatra. Le compagnie farmaceutiche dovranno rendere noti i pagamenti ai medici anche quando sono giustificati da missioni “nobili” come la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi medicinali. Gli omaggi in “natura” dovranno essere pubblicizzati a partire da una soglia molto bassa, 25 dollari: praticamente qualche croissant e caffè, o un pasto in un fast-food. A maggior ragione dovranno essere dichiarati i pagamenti per conferenze, o i viaggiomaggio per assistere a congressi scientifici (spesso, guarda caso, ospitati in lussuosi “resort” con affaccio su spiagge tropicali). Le sanzioni colpiranno con severità Big Pharma. Le società farmaceutiche e produttrici di apparecchiature mediche saranno colpite con multe di 10.000 dollari per ogni singolo pagamento non dichiarato; 100.000 dollari quando

David Cameron

LONDRA — In tempi di austerità, regalare alla regina Elisabetta II un super-yacht nuovo di zecca per i 60 anni dalla sua incoronazione, per di più finanziato coi soldi dei contribuenti, non è affatto una buona idea. Non la gradiscono i sudditi britannici, che da giorni dibattono sull’opportunità di sostituire il vecchio e augusto Britanniacon un veliero dalla sigla futuristica: FSP21, per Future Ship Project 21st Century. Lo mormorano in privato anche il principe Carlo e la principessa Anne: l’iniziativa è da applaudire, infatti la sovrana aveva pianto il giorno in cui il governo Blair, nel ’97, aveva tagliato le spese di manutenzione al panfilo reale. Ma il finanziamento va cercato altrove. Perciò il premier Cameron ha escogitato una soluzione alternativa: ricorrere a donazioni private. Il nuovo yacht costerebbe 80 milioni di sterline, e somiglierebbe più a un veliero che a “un ferro da stiro”: con 4 alberi e 182 metri di lunghezza, sarebbe uno dei più grandi al mondo. Dotato di 27 vele fatte di cellule solari, sarebbe autosufficiente sotto il profilo energetico. In più, quando la Royal Family resta a terra, potrebbe servire da palestra educativa per giovani universitari. Questa ipotesi ha tanto convinto la famiglia reale, che la regina avrebbe convocato Cameron per offrirgli pieno sostegno.

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

CRONACA

I 22

Eco-ticket, busta con bossolo a Pisapia
Milano, minacce per l’Area C. E gli ingressi a pagamento scendono del 30 per cento in due giorni
ALESSIA GALLIONE ORIANA LISO
MILANO — Poche righe sgrammaticate e piene di minacce ad accompagnare un bossolo calibro 7.62, il tutto chiuso in una busta senza mittente e indirizzata al sindaco di Milano Giuliano Pisapia. La lettera, intercettata lunedì sera dai carabinieri nel centro di smistamento delle poste di Peschiera Borromeo, ha un motivo preciso: Area C, il nuovo provvedimento antitraffico che la giuncentro (che hanno forti agevolazioni, ma chiedono l’esenzione totale) abbiano protestato vivacemente e Pdl e Lega abbiano messo in piedi raccolte firme per un referendum abrogativo della congestion charge e, negli ultimi giorni, non abbiano perso occasione per protestare anche in maniera pittoresca, vedi i consiglieri azzurri De Corato e Masseroli a bordo di un calesse trainato a cavalli per aggirare il pagamento del ticket riservato ai motori.
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A destra, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. A sinistra, una protesta contro l’Area C della Lega Nord con Matteo Salvini, davanti a Palazzo Marino

Le tappe
IL VOTO IL TICKET
Lunedì è partito il test dell’ Area C: le auto più inquinanti non entrano, le altre, con deroghe, pagano 5 euro

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Porta Nuova

I consiglieri pdl De Corato e Masseroli in calesse contro il provvedimento
ta Pisapia ha inaugurato proprio lunedì, con risultati d’esordio positivi e una buona risposta dei milanesi, dopo settimane di polemiche accese da parte del centrodestra e di una ristretta cerchia di cittadini. A prescindere dal motivo, però, l’intimidazione indirizzata al sindaco di Milano fa scattare una solidarietà bipartisan per tutta la giornata: arriva la telefonata del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, il messaggio del presidente del Senato Renato Schifani, la nota del presidente della Camera Gianfranco Fini (a nome di tutti i deputati), il segretario del Pd Bersani, di Sel Vendola e dell’Idv Di Pietro, da esponenti della Lega e del Pdl lombardi, e via con moltissimi nomi dei diversi partiti. Pensiero comune: «la violenza è inaccettabile e da condannare», ma è anche surreale — aggiungono in molti — in un contesto come quello di un provvedimento antismog. Perché assieme al proiettile senza ogiva (di un modello in dotazione all’Esercito fino a nove anni fa) c’è quella lettera ora al vaglio dei Ris: tredici righe scritte con una biro blu in cui l’anonimo dice di essere una persona che paga regolarmente le tasse, e che quindi non trova giusto dover pagare anche il nuovo ticket per entrare nel centro città, quindi — è il senso — o il sindaco fa marcia indietro su Area C o ne pagherà le conseguenze fisiche. Diversi dettagli (la grafia, il francobollo da trecento lire, lo stile dello scritto) fanno pensare a una persona anziana, non molto colta e probabilmente su di giri, ma tocca ora agli investigatori lavorare su queste tracce. Sull’episodio non ha voluto fare alcun commento, Pisapia, concentrato invece proprio sull’analisi dei primi dati della sperimentazione antismog, figlia del voto dei referendum ambientalisti di giugno. I primi due giorni hanno fatto segnare una media di oltre il trenta per cento in meno di ingressi di auto in centro, pari a 37mila veicoli circa: un effetto dissuasione, quello dei 5 euro di tagliando, accompagnato da un uso maggiore (poco meno del più dieci per cento) dei mezzi pubblici, che poi dovrebbero essere il sistema di mobilità privilegiato in un’area ristretta come la Cerchia dei Bastioni di Milano. Tra chi ha usato bus, tram e metrò, chi ha sfidato il freddo in moto (le due ruote non pagano) e chi ha anticipato l’andata al lavoro per non incappare nelle telecamere accese alle 7,30, la città ha risposto sicuramente in positivo, almeno finora. E questo nonostante i residenti del

LE POLEMICHE
Protestano i residenti del centro (hanno 40 ingressi gratis, gli altri a 2 euro). Per Pdl e Lega il ticket è una tassa ingiusta

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Porta Magenta

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Porta Romana

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A giugno i milanesi votano il referendum sul ticket antismog: il 79 per cento dice sì al pedaggio

Torino

Presi i pirati che uccisero bimbo, correvano dallo spacciatore
MEO PONTE
TORINO — Correvano a rotta di collo per non mancare l’appuntamento con uno spacciatore di eroina. Alessandro Cadeddu, 32 anni, disoccupato, e Francesco Grauso, 26 anni, impiegato dell’ufficio di collocamento, entrambi di Aosta, sono stati fermati lunedì sera dopo essere stati identificati come gli automobilisti che la sera del 3 dicembre erano fuggiti dopo aver travolto una famiglia sulle strisce pedonali uccidendo Alessandro, appena sette anni, e riducendo in fin di vita il padre, Calogero Sgrò. Solo la madre, Simonetta Del Re, era miracolosamente scampata. La polizia municipale di Torino è riuscita ad individuarli dopo un’indagine durata 44 giorni e partita da due labili indizi persi dalla Clio dei due: uno specchietto retrovisore e la molura del paraurti anteriore. «Si è partiti da un semplice dato — spiega il procuratore aggiunto Sandro Ausiello — che l’auto potesse essere una Renault Clio Anniversario, la cui produzione è iniziata nel 2010». In Italia però sono 7.600 le auto di quel tipo immatricolate. I vigili, smontandone una e ragionando sui dati di fabbricazione, hanno circoscritto l’inchiesta su 12 vetture. Tra queste c’era quella di Grauso, che ha ammesso di essere stato sulla Clio aggiungendo però: «Alla guida c’era Alessandro Cadeddu, correvamo perché ci aspettava uno spacciatore». Dopo aver ucciso il bambino i due avevano rischiato un altro incidente passando ad un incrocio con il rosso e avevano poi tranquillamente raggiunto lo spacciatore di eroina. Sono entrambi accusati di omicidio colposo e di omissione di soccorso.
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Alessandro Cubeddu, l’omicida, e il piccolo Alessandro Sgrò, ucciso il 3 dicembre

9 27 32 51 53 71 62 82

2.517.017,94
Concorso n. 7 del 17-01-2012

Ida Baldassarre, Niren e Francesca Banerjee, Isabella Barisi, Giovanni Belardi, Laura Cherubini, Giuseppe Chiarante e Sara Staccioli, Sabino Iusco, Donatella Mazzeo, Almamaria Mignosi Tantillo, Maria Luisa Polichetti, Massimiliano A. Polichetti, Roberto Spadea, Fausto e Anna Zevi affettuosamente vicini a Francesco e Marta ricordano, a un mese dlla scomparsa

È serenamente mancato all’affetto dei suoi cari Avv.

Ugo Spagnoli
Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale Deputato al Parlamento Italiano Lo annunciano con immenso dolore la moglie Gabriella, la figlia Valeria con Emilio e i piccoli Simone ed Elisa. Un ringraziamento particolare al Prof. Plinio Pinna Pintor, a tutto il personale medico e infermieristico della clinica e alle care Maria ed Elena per l’affettuosa assistenza prestata nel lungo periodo di malattia. La camera ardente verrà allestita presso il Palazzo Civico di Torino, Piazza Palazzo di Città n. 1, nella sala del Consiglio Comunale sala-rossa, giovedì 19 gennaio dalle ore 9.00. Alle ore 11.00 seguirà la cerimonia di commiato in forma civile. Torino, 18 gennaio 2012
On. Fun. Astra Tel. 011/280901

Adele Anzon, Magda Brienza, Paola Catena, Gianni Conti, Stefania Di Tomassi, Rosita Gindre, Loretta Giorgietti, Massimo Luciani, Marco Pivetti, Massimo Siclari, Sandra Simonetti, Giulio Cesare Trocchi, Giulio Cesare Venuti partecipano con commozione al dolore di Gabriella e Valeria per la scomparsa di

Per 30 anni falso cardiologo ha curato centinaia di anziani
MILANO — Per 30 anni, in zona Niguarda a Milano, ha svolto la professione di cardiologo visitando centinaia di pazienti anziani senza aver mai conseguito la laurea in medicina. Vladimiro Colloca, 58 anni, scoperto a seguito di una segnalazione anonima, è ora indagato per esercizio abusivo della professione medica e falso dalla pm Tiziana Siciliano, la stessa che ottenne la condanna a 15 anni di Pier Paolo Brega Massone, ex primario della Santa Rita. Colloca ha frequentato la facoltà di Medicina per 10 anni senza mai laurearsi, risulta sconosciuto al fisco ed evasore totale dal 1982.

Maria Grazia Ferretti Liguori
e rimpiangono la sua lucida intelligenza e l’impegno costante e appassionato nella tutela dei monumenti e del territorio. Roma, 18 gennaio 2012 Il giorno 16 gennaio 2012, nella propria casa, con i propri familiari, tra i suoi libri, com’era suo desiderio, si è spento il Dott.

Ugo Spagnoli
Giudice costituzionale Altissimo esempio di imparzialità e di indipendenza da ogni condizionamento, di fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza, di profonda cultura della giurisdizione e di passione per la giustizia. Roma, 18 gennaio 2012 Il Sindaco di Torino, la Giunta, il Presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri Comunali, i Presidenti e i Consiglieri di Circoscrizione uniscono il loro cordoglio al dolore di familiari e amici per la scomparsa di

Superenalotto Nessun vincitore con punti 6 Nessun vincitore con punti 5+ Ai 25 vincitori con punti 5 Ai 1.401 vincitori con punti 4 Ai 46.091 vincitori con punti 3

15.072,11 268,95 16,35

Superstar
Nessun vincitore con punti 5 Agli 6 vincitori con punti 4 Ai 166 vincitori con punti 3 Ai 2.936 vincitori con punti 2 Ai 19.168 vincitori con punti 1 Ai 41.765 vincitori con punti 0 26.895,00 1.635,00 100,00 10,00 5,00

PROSSIMO CONCORSO IL JACKPOT CON PUNTI 6

Gianfranco Zeloni
Con doloroso rimpianto e profonda tristezza la moglie Giannina, i figli Gregorio e Gabriele, le nuore Nicoletta e Silvia, gli amati nipoti Dario, Alessio e Irene lo partecipano a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo ed apprezzarlo. Un doveroso ringraziamento ai medici e al personale dell’U.C.P. ed alla dott.ssa Donata Leanza. Un grazie a Lamberto e Marianna. L’ultimo saluto sarà dato nella sala del Consiglio del Quartiere 4 presso Villa Vogel in via delle Torri 23, giovedì 19 alle ore 11.00. Firenze, 18 gennaio 2012 La Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia ricorda, con affetto e riconoscenza, il Prof.

54.500.000

NAZIONALE

16 28 6 42 8 23 80 48 53 10 45

81 9 3 28 36 69 84 86 36 53 37

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Noi due insieme sempre. Gabri Torino, 18 gennaio 2012 Il Sindaco di Torino, la Giunta, il Presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri Comunali, i Presidenti ed i Consiglieri di Circoscrizione uniscono il loro cordoglio al dolore di familiari e amici per la scomparsa di

Simone Teich Alasia
Sigillo Civico della Città di Torino La città ne ricorda con ammirazione l’impegno civile e la grande competenza, uniti ad una profonda umanità, qualità che ha saputo esprimere anche attraverso la sua professione di medico. Torino, 18 gennaio 2012

Erbe per stroncare il tumore s’indaga su morte donna
LECCE — La Procura della Repubblica di Lecce ha aperto un’inchiesta sulla morte di una donna quarantacinquenne, deceduta a causa di un tumore : per curarsi, dietro suggerimento di un erborista, si era sottoposta a terapie omeopatiche e assumeva tisane ed erbe. La donna è morta a metà dello scorso dicembre per un cancro al seno con metastasi alle ossa, allo stomaco e al fegato. L’inchiesta è stata avviata dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta su denuncia del marito della donna, e dovrà stabilire se l’erborista abbia delle responsabilità nel decesso.

Ugo Spagnoli
già Consigliere Comunale e Deputato della Repubblica ricordandone la passione civile e il lungo e appassionato impegno politico. Camera ardente domani 19 gennaio dalla ore 9 presso la Sala del Consiglio Comunale di Palazzo Civico, commemorazione ufficiale alle ore 11 e al termine trasferimento al Cimitero Monumentale di Corso Novara, ove alle ore 12.30 avrà luogo la tumulazione. Torino, 18 gennaio 2012

10 e LOTTO
COMBINAZIONE VINCENTE
3 13 42 69 6 16 45 80 8 23 48 81 9 28 53 84 10 36 59 86

Paolo Rossi
suo laureato “honoris causa” in Filosofia, studioso impareggiabile e maestro generoso, da molti anni legato all’Ateneo pavese. Pavia, 18 gennaio 2012

la Repubblica
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ATTUALITÀ

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PER SAPERNE DI PIÙ http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola www.miur.it

I 23

Scuola pubblica, ma pagano anche le famiglie fino all’80% delle spese a carico dei genitori
Gite, corsi, cancelleria e detersivi: ecco per cosa chiedono contributi i licei
SALVO INTRAVAIA
ROMA — Corsi pomeridiani e attività sportive, giornalini d’istituto e recite teatrali, gite e viaggi d’istruzione, corsi di lingua straniera e per conseguire la patente informatica, rivolti a prof e studenti, corsi per ottenere il patentino per i ciclomotori, assicurazione: nei licei classici e scientifici italiani, quasi sempre, pagano mamma e papà. E non solo. L’obolo offerto dalle famiglie alle scuole contribuisce a pagare anche carta igienica, materiale di cancelleria, toner e carta per le fotocopie e perfino i detersivi per mantenere puliti gli ambienti scolastici. Senza quei soldi i licei italiani entrerebbero in crisi. E’ una delle prime informazioni che emergono dal link “scuola in chiaro”: il portale che renderà più trasparente la scuola italiana, consentendo ai genitori in procinto di iscrivere (entro il prossimo 20 febbraio) i figli all’anno scolastico 2012/2013 una scelta più consapevole. Una iniziativa lanciata lo scorso 12 gennaio dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo. Nella maggior parte dei licei classici e scientifici del Belpaese il contributo complessivo, spesso “volontario”, versato ad inizio anno dalle famiglie supera abbondantemente quanto le stesse scuoentrate “da privati”: per la quasi totalità i genitori stessi. Seguono il liceo capitolino i classici Beccaria e Manzoni di Milano, che devono ringraziare la generosità dei genitori, rispettivamente, per l’80,3 e l’80,1 per cento delle proprie risorse. A Torino il liceo pubblico più sostenuto dalle famiglie è lo scientifico Volta, in cui tre quarti del budget annuale proviene “da privati”. Scendendo per lo Stivale, la quota di finanziamenti pubblici aumenta e cala il sostegno delle famiglie. A Cagliari i finanziamenti non pubblici che entrano nelle casse dei licei raggiunge mediamente il 26 per cento, con record (69,4 per cento) al classico Dettori. A Napoli, le famiglie finanziano i licei per il 28 per cento del totale. In coda alla classifica c’è Palermo, col 18 per cento di finanziamenti privati nelle casse dei licei pubblici, e Bari: 19 per cento. La città più costosa è Milano, dove 60 euro su cento presenti nelle casse dei licei provengono direttamente dalle tasche delle famiglie. La classifica per indirizzi vede stabilmente in testa i classici. A generare questa singolare situazione, probabilmente, è stato anche il taglio ai finanziamenti destinati all’autonomia scolastica, particolarmente pesante nell’era Gelmini. Nel 2001, per finanziare la legge 440/97 furono stanziati 269 milioni di euro, che dieci anni dopo (nel 2011) si sono assottigliati a 79: meno 71 per cento. Le scuole, per ovviare alla scure gelminiana, si sono rivolte alle famiglie chiedendo loro “contributi” da poche decine a 200 euro.
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Sul sito del ministero dell’Istruzione i dati relativi a tutti gli istituti Al Sud il contributo privato è minore
le ricevono dallo Stato e dagli enti pubblici e locali. Arrivando, in alcuni casi, a superare anche l’80 per cento dell’intero budget necessario per ampliare l’offerta formativa. Un panorama che non varia molto se si estende l’analisi a tutti gli altri licei: artistici, delle scienze umane, linguistici e musicali/coreutici. Ma che fino ad alcuni anni fa era impensabile. L’inchiesta condotta da Repubblica abbraccia tutti i licei di 10 grandi città italiane (Torino, Milano, Genova, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari): in tutto, i 223 licei che hanno messo in linea i dati sull’origine dei loro finanziamenti, esclusi gli stipendi di insegnanti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) che vengono pagati direttamente dallo Stato. Alcuni esempi serviranno a chiarire i termini della questione. In cima alla classifica dei 223 licei presi in considerazione troviamo lo scientifico Cannizzaro di Roma che riceve l’82,3 per cento delle proprie

ECONOMIA
FINANZA&MERCATI
Ieri
FTSE MIB ....................15325,98 FTSE IT ALL.................16162,07 FTSE IT STAR ................9586,92 FTSE IT MID ................17831,75 COMIT .............................826,15 FUTURE.......................15287 (+0,69%) (+0,78%) (+0,50%) (+0,41%) (+1,70%) (+0,47%)

la Repubblica

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I migliori
FTSE MIB Var.% Unicredit.................................................2,80 Banca Generali .......................................2,75 Enel........................................................2,37 Parmalat.................................................2,33 Prysmian ................................................2,19

Principali titoli del Mercato azionario
Titolo
A2A.............................................0,694 Ansaldo Sts .................................7,420 Atlantia .....................................11,810 Autogrill ......................................8,095 Azimut ........................................5,760 Banca Generali ............................6,920 Banco Popolare ...........................0,906 Bca Pop.Milano ...........................0,309 Buzzi Unicem ..............................7,675 Campari ......................................5,165 Diasorin ....................................20,740 Enel ............................................3,196 Enel Green Pw .............................1,585

Pr. Rif
-0,14 -0,74 -0,17 0,94 -0,17 2,75 -0,71 -2,00 1,72 -0,96 -1,47 2,37 0,44

I peggiori
Pop.Emilia Romagna..............................-2,72 Mediaset...............................................-2,38 Mediolanum ..........................................-2,35 Bca Pop.Milano .....................................-2,00 RCS Mediagroup....................................-1,75

Eni ............................................16,670 Exor ..........................................16,930 Ferragamo ................................11,090 Fiat .............................................4,246 Fiat Industr..................................7,450 Finmeccanica..............................2,920 Generali ....................................12,150 Impregilo.....................................2,510 Intesa Sanpaolo...........................1,265 Lottomatica...............................12,010 Luxottica...................................23,390 Mediaset.....................................2,130 Mediobanca ................................4,468 Mediolanum................................2,998 Monte Paschi Si...........................0,212

1,71 -0,41 -0,54 1,97 0,54 -0,14 0,16 1,29 0,72 -0,58 -0,97 -2,38 -1,15 -2,35 -0,75

Parmalat .....................................1,363 Pirelli & C.....................................7,015 Pop.Emilia Romagna ...................5,725 Prysmian ..................................11,220 RCS Mediagroup .........................0,701 Saipem .....................................35,620 Snam ..........................................3,388 STMicroelectr..............................5,295 Telecom IT ..................................0,839 Tenaris .....................................15,500 Terna ..........................................2,770 Tod’s ........................................64,500 UBI Banca ...................................3,030 Unicredit .....................................3,012

2,33 1,45 -2,72 2,19 -1,75 0,76 0,41 -0,56 -1,06 -0,58 1,76 -1,68 -0,72 2,80

Pensioni, via le penalità nel 2012
E sull’articolo 18 pressing degli industriali. I sindacati: non trattiamo
ROBERTO PETRINI
ROMA — Pensioni, si cambia. Ha superato il vaglio di ammissibilità, e dunque da oggi sarà al voto della Commissione Bilancio della Camera, l’emendamento bipartisan al decreto “Milleproroghe”, che mira a moderare l’impatto del taglio del 2 per cento dell’assegno per coloro che, pur avendo compiuto di 42 anni di contributi (41 le donne), non hanno totalizzato l’età anagrafica di 62 anni. Secondo il decreto Salva-Italia, questi lavoratori dal primo gennaio di quest’anno sono sottoposti ad una penalizzazione del 2 per cento per ogni anno di anticipo rispetto al sessantaduesimo. L’emendamento, firmato da Pierpaolo Baretta (Pd) e da Giuseppe Marinello (Pdl), oltre che da tutti i componenti della Commissione Lavoro, proroga di un anno, dunque compatibilmente con la natura del decreto “Milleproroghe”, l’entrata in vigore della penalizzazione per salvaguardare i lavoratori che hanno cominciato l’attività in giovane età. Nel 2012, dunque, se il ni ieri è tornata a riunirsi la segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Il documento, firmato dai tre leader, guarda alla imminente trattativa con il governo su mercato del lavoro e ammortizzatori sociali. La piattaforma prevede la riduzione del numero delle tipologie contrattuali puntando sull’apprendistato per i giovani e il contratto d’inserimento per gli over 50, oltre ad ammortizzatori sociali uguali per tutti e pagati da tutte le imprese. Sì alle liberalizzazioni purché non si trasformino in privatizzazioni. Il convitato di pietra continua ad essere tuttavia l’articolo 18. La presidente della Confindustria Marcegaglia ha mandato a dire ai sindacati che bisogna sedersi al tavolo «senza ideologie». Pronta la replica, all’unisono, di Cgil-CislUil: «Ideologia al contrario». Infatti, spiegano i sindacati, «se il governo introdurrà il tema dell'articolo 18 vorrà dire che non vuole il confronto con i sindacati. E' una ideologia al contrario, un giochino per non affrontare i veri problemi».
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I leader sindacali Luigi Angeletti (Uil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Susanna Camusso (Cgil)

PENALIZZAZIONI
L’emendamento bipartisan Pd-Pdl proproga al 2013 l’avvio delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni

LICENZIATI
Un emendamento del Pd prevede contributi figurativi per i lavoratori licenziati e che non hanno i requisiti per la pensione

TRANSFRONTALIERI
Proroga per le agevolazioni fiscali ai lavoratori italiani di San Marino e di Monaco non protetti da trattati su doppia tassazione

I punti

L’emendamento salva i lavoratori che hanno 42 anni di contributi, ma non 62 di età
governo darà il semaforo verde, si andrà in pensione senza penalizzazioni. Interventi in vista — anche di questi si era parlato dopo la fulminea approvazione del decreto Monti alla fine dello scorso anno — anche per coloro che si troveranno nella drammatica situazione di non avere i requisiti per la pensione dopo aver perso il posto di lavoro nel 2012: un emendamento per garantire i contributi figurativi è stato presentato da Pd e Pdl. Salvi questi due emendamenti, chiesti anche dal documento unitario siglato ieri dai tre leader sindacali Camusso, Bonanni e Angeletti, per il resto la scrematura è stata pesante. Su 837 emendamenti, ben 490 hanno subito lo stop, ne restano dunque 347. Tra le altre proposte, superano il vaglio anche quelle che riguardano Radio Radicale, l’Agenzia delle autostrade e la proroga a favore dell’ippica. Proroga in vista anche, con un emendamento del Pd Vannucci, per le agevolazioni fiscali ai lavoratori dipendenti che prestano la propria opera a San Marino e nel Principato di Monaco e che, vista la scadenza del norme volte ad evitare la doppia imposizione, si trovano a pagare il doppio delle tasse contrariamente a quelli che vanno a lavorare in Svizzera e al Vaticano dove esiste un trattato. Intanto dopo tre anni di divisio-

Il bilancio

Anno nero per l’auto, Fiat al 7% in Europa
piccoli mercati dell’Europa dell’Est ma perdono i cinque grandi mercati con l’unica eccezione della Germania (più 8 per cento) che appare, anche nell’auto, sempre più una locomotiva senza vagoni al seguito. In Italia il 2011 si chiude con un meno 10,9 per cento rispetto al 2010. Fa peggio solo la Spagna (meno 17 per cento) mentre l’Inghilterra frena del 4,4 e la Francia del 2,1. La Fiat subisce il pesante contraccolpo di questo quadro. Il Lingotto cede il 12 per cento nel confronto con il 2010 e scende sotto il milione di auto vendute nel Vecchio continente con una quota di mercato che passa dal 7,8 al 7 per cento. I prossimi mesi non promettono inversioni di tendenza: a dicembre la quota del Lingotto sul mercato europeo è stata del 6,2 mentre nello stesso mese del 2010 era del 6,9. Se, come prevede lo stesso Marchionne, il mercato italiano dell’auto scenderà ulteriormente nei prossimi 12 mesi, è chiaro che ad essere penalizzato sarà il gruppo di Torino che controlla comunque il 30 per cento delle vendite domestiche. Fiat continua a essere leader nelle piccole con Panda e 500 in vetta al loro segmento. Il quadro è fosco tanto che c’è chi, come il responsabile del Centro Studi Promotor di Bologna, Gian Primo Quagliano, ipotizza un ritorno agli incentivi: «Era stata ventilata la possibilità di incentivi all’acquisto di auto a metano o elettriche. Un provvedimento di questo genere servirebbe a far da contrappeso a una congiuntura sfavorevole», dice Quagliano. In assenza di provvedimenti di questo tipo, non resta che affidarsi al mercato di sostituzione. Che vale in Italia 1 milione e mezzo di auto ogni anno, ben al di sotto del milione e sette-

PAOLO GRISERI
TORINO — Tempo di magri bilanci per l’auto. Soprattutto in Italia e Spagna. Nonostante le debacle, comunque, a livello continentale il mercato delle quattro ruote contiene le perdite calando nei 12 mesi del 2011 dell’1,4 per cento. Ma il 2012 andrà peggio nel Vecchio continente dove la crisi comincia a mordere. Vanno bene e crescono i

Si torna a parlare di incentivi ecologici. La Corte d’appello di Torino ordina il reintegro di un impiegato licenziato
centomila di quest’anno. Non c’è solo il mercato a creare problemi alla Fiat. Ieri il Lingotto è stato sconfitto per la terza volta in tribunale. La Corte d’appello ha condannato l’azienda annullando il licenziamento di un delegato della Fiom, Pino Capozzi, reo di aver inviato una mail di critica all’accordo di Pomigliano. La Fiom prosegue la sua campagna per ripristinare la libertà di associazione sindacale in fabbrica. Cesare Damiano del Pd osserva che senza l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Capozzi, per quanto ingiustamente licenziato, non avrebbe potuto tornare al lavoro.
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BORSE EUROPEE
Paese/Indice 17-01 Amsterdam (Aex) ..................315,64 Bruxelles-Bel 20 .................2157,94 Francoforte (Xet Dax)...........6332,93 FTSE Eurotrack 100 ............2166,14 Londra (FTSE 100)...............5693,95 Madrid Ibex35.....................8535,30 Oslo Top 25...........................367,74 Parigi (Cac 40) ....................3269,99 Vienna (Atx) ........................1950,02 Zurigo (SMI) ........................6056,17 Var.% +0,77 +1,35 +1,82 +0,85 +0,65 +1,01 +0,45 +1,40 +1,35 +0,41

BORSE INTERNAZIONALI
Paese/Indice 17-01 DJ Stoxx Euro........................234,54 Hong Kong HS...................19627,75 Johannesburg ..................29523,56 New York (S&P 500) ............1293,67 New York (DJ Ind.).............12482,22 Nasdaq Comp. ....................2728,08 Singapore ST ......................2815,85 Sydney (All Ords).................4277,66 Tokio (Nikkei)......................8466,40 Var.% +1,38 +3,24 +0,03 +0,36 +0,48 +0,64 +2,15 +1,63 +1,05

EURIBOR
SCADENZA 1 mese TASSO 360 0,8120 TASSO 365 0,8233
+0,005 -0,091 -0,419 +0,155 +0,955 -0,025 +0,363 +0,977

ORO E MONETE AUREE
17 GENNAIO Oro Milano (Euro/gr.) Oro Londra (usd/oncia) Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) 17 GENNAIO Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano
MATTINO SERA

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

VALUTE
CORONA DK...............................7,4353 CORONA N.................................7,6635 CORONA S.................................8,8376 DOLLARO AUS ...........................1,2279 DOLLARO CDN...........................1,2949 DOLLARO USA ...........................1,2790 FRANCO CH ...............................1,2090 STERLINA UK.............................0,8305 YEN J ......................................98,2000

42,34 1.662,00 DENARO

42,25 1.656,00 803,22 40,23 17,33
LETTERA

313,49 313,49 313,49 1.214,19 230,34

338,22 343,45 343,45 1.337,62 253,84

I 25

Il caso

Le banche annullano il calo dei tassi fino a 150 euro in più sulla rata mensile
tassi e la stretta sulle erogazioni operata dalle banche ha prodotto un drastico calo della domanda di finanziamento immobiliare. Dati Crif ci dicono, infatti, che nel mese di dicembre dello scorso anno le richieste di mutui sono calati del 41%. «Questa dinamica negativa — spiega Enrico Lodi, Direttore Generale di Crif — è dovuta all’atteggiamento prudenziale messo in campo dalle famiglie in questa fase caratterizzata da una pesante incertezza. Il dato negativo è anche influenzato dal calo delle sostituzioni e delle surroghe che nell’anno precedente avevano sostenuto il mercato dei mutui dando la possibilità alle famiglie di rivedere e rinegoziare le condizioni del proprio prestito». Spread così elevati mantengono anche le migliori offerte di mutuo su livelli non propriamente appetibili né facilmente accessibili per tutti i potenziali mutuatari. «Solo l’auspicabile progressivo allentarsi della tensione sul mercato interbancario nei prossimi mesi — spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline — potrà permettere il graduale ritorno a condizioni di migliore accessibilità per i mutui, sia come costo che come parametri di credito meno restrittivi». Le istituzioni finanziarie stanno

ROSA SERRANO
ROMA — Mutui sempre più cari, a causa dei ricarichi applicati dalle banche che vanificano le riduzioni dell’Euribor e dell’Irs. Rispetto ad ottobre dello scorso anno, i parametri utilizzati per determinare i mutui a tasso variabile e fisso hanno, mediamente, registrato un calo nell’ordine dello 0,50% che, però, non si è tradotto in una riduzione effettiva dei tassi. Sono sufficienti alcuni esempi per confermare l’effetto spread sui tassi finiti. Per un mutuo trentennale a tasso variabile di 150.000 euro, la rata sui finanziamenti di

Cresce lo spread applicato dagli istituti. E la domanda di prestiti cala del 50%
mettendo in campo misure sempre più ampie per aiutare il mercato e gli operatori bancari, a partire dagli estesi finanziamenti a tasso agevolato da parte della Bce, ma il loro effetto non può essere immediato e impiegherà necessariamente del tempo per trasmettere dinamismo e sicurezza al volano finanziario delle banche. E’ consigliabile, quindi, in tale scenario rinviare la domanda di mutuo. Per chi, comunque, in questo momento dovesse valutare le diverse opportunità di finanziamento, la particolare evoluzione del mercato ha inaspettatamente ricreato le condizioni per un interesse verso i mutui a tasso variabile con cap. Le migliori offerte di questa tipologia di finanziamento partono, infatti, dal 4,45%-4,50%, con tetto massimo garantito al tasso futuro che parte dal 5,80%.
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Ing Direct che al 10 ottobre dello scorso anno risultava di 672 euro, attualmente si è attestata a quota 765 euro per effetto dell’aumento dello spread dal 2,10% al 3,30%. Per il medesimo finanziamento, le offerte su MutuiOnline vedono lo spread oscillare fra un minimo del 2,70% a un massimo del 4,90% con evidenti riflessi sull’importo della rata: da 711 a 911 euro. Per i mutui a tasso fisso, si parte da un minimo del 3,15% ad un massimo del 5,05% con rate rispettivamente di 858 e 1.062 euro. La stangata spread è chiaramente evidenziata nella tabella pubblicata in pagina: i ricarichi applicati sui mutui rilevati su MutuiOnline il 7 settembre dello scorso viaggiavano, mediante, sull’1,50%. L’aumento dei

Il documento

Abi: sì ai prelievi in contanti oltre i mille euro
LUCIO CILLIS
ROMA — Cade il limite ai prelievi superiori ai mille euro presso gli sportelli bancari. O meglio quel limite — introdotto dal decreto Salva Italia e interpretato fino ad oggi in modo restrittivo — ottiene ora un’interpretazione più elastica. Nel contempo Bankitalia fa sapere che è «vietato dividere artificiosamente» una somma di una transazione superiore a mille euro per aggirare la norma della manovra che ha abbassato la soglia massima dei pagamenti attraverso contanti. Sul primo punto è stata l’Abi a fare chiarezza inviando ai propri associati una circolare con la quale chiarisce che «il limite dei mille euro non può trovare applicazione ad operazioni di versamento e di prelievo in contanti sui conti correnti e sui libretti di deposito». In pratica i clienti possono tranquillamente prelevare o depositare somme superiori a mille euro sul proprio conto mentre rimane il limite per pagamenti e transazioni che, come ha spiegato il Tesoro, non possono essere suddivisi in più tranche per aggirare la norma. Resta invece fissata a “quota mille” l’asticella per i 450 mila pensionati che non dispongano di conto corrente postale o bancario, e che hanno diritto ad una pensione oltre i mille euro in contanti: dal 1 febbraio saranno obbligati a munirsi di un appoggio in banca o alle Poste. Per Sandro Miano, di Assoconsumatori, la comunicazione dell’Abi «fa finalmente chiarezza dopo un mese di incertezze. Ma il problema resta e sarà pesante per tutti i pensionati che fino ad oggi hanno preferito ritirare la pensione in contanti».
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LA CIRCOLARE
Ecco la circolare dell’Abi che dà via libera a prelievi e versamenti anche per somme superiori ai mille euro

la Repubblica

IMPRESE
ANDREA GRECO
MILANO — Redditività modesta, rallentamento dei ricavi, maggiori perdite su crediti, più caro finanziarsi. Bankitalia squaderna l’agenda 2012 per le vigilate, ed è una serie di doglianze di tutto rispetto. Ma la vigilanza chiama anche i banchieri a “fare sistema”, e fornisce una chiave di lettura politica e flessibile allo spauracchio dei rafforzamenti patrimoniali imposti dall’Eba. In una mattinata intensa, a via Nazionale, ne hanno discusso i primi banchieri del paese, davanti al governatore Ignazio Visco (che per la concomitanza con il G20 in Messico ha anticipato di una settimana, al 17 febbraio, la due giorni Forex, quest’anno a Parma) e al suo Direttorio. Presenti, oltre al capo dell’Abi Giuseppe Mussari, gli ad Federico Ghizzoni (Unicredit), Enrico Tomaso Cucchiani (Intesa Sanpaoshful ed eventuale, che lascia quasi tutte le speranze di attenuare la severità dell’Eba nelle mani degli statisti europei - se ce ne sono - convocati per marzo. La nota ufficiale passa poi in rassegna tutti i guai dei banchieri, che anche ieri hanno espresso qualche timore per gli sviluppi di un business più regolamentato che redditizio ormai. Dai segnali «negativi sull’economia italiana degli ultimi mesi» alla «flessione del reddito disponibile, pur in una condizione patrimoniale delle famiglie e delle banche che resta solida». Le tensioni sull’interbancario e sugli spread sovrani «si sono tradotte in aumento del costo della liquidità e dei finanziamento alla clientela», e in «maggiore cautela nell’erogazione di prestiti». Di conseguenza, «le prospettive di redditività rimangono modeste. Nei prossimi mesi i conti risentiranno degli aumenti del costo del funding, del rallentamento dei ricavi, delle svalutazioni su crediti, con ripercussioni sulle capacità di autofinanziamento».
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&MERCATI
I 26

Visco: “I banchieri frenino le ricapitalizzazioni”
Le regole Eba saranno attenuate dall’avvio del fondo salva-Stati e dal Consiglio europeo
AL VERTICE
Ignazio Visco, da tre mesi governatore di Bankitalia

La riforma

Nuove regole della Consob per facilitare l’accesso al mercato delle società medio-piccole
MILANO — Parte la semplificazione normativa promossa da Consob per favorire l’accesso delle imprese al mercato dei capitali, in particolare per le società medio-piccole. Lo annuncia la commissione presieduta da Giuseppe Vegas che ha approvato un primo pacchetto di modifiche volte ad alleggerire gli adempimenti a carico degli operatori, riducendo gli oneri amministrativi ed economici che gravano sul mercato soprattutto in tema di un’offerta al pubblico. E così la soglia di esenzione dall’obbligo di prospetto per l’Ipo (sia con aumento di capitale, che emissione di strumenti di debito), sale da 2,5 a 5 milioni e aumenta da 50 a 75 milioni il livello a per cui è consentito il ricorso ad un prospetto semplificato.

I grandi gruppi convocati in Via Nazionale: un 2012 magro per funding, ricavi e sofferenze
lo), Fabrizio Viola (Mps), Pier Francesco Saviotti (Banco popolare), Victor Massiah (Ubi), Alberto Nagel (Mediobanca). Bocche molto cucite, ma Bankitalia avrebbe speso qualche parola di comprensione per loro, con cauti segnali di apertura. Nell’immediato poco cambierà: entro giovedì le banche italiane dovranno consegnare a Bankitalia i piani per allinearsi alle richieste Eba, che stimano 15 miliardi di deficit patrimoniale. Ma a parte Unicredit, che sta ricapitalizzando, le altre coinvolte Mps, Banco popolare e Ubi non intendono chiedere soldi al mercato, piuttosto “comprare tempo”, adottando formule tecniche, più lasche possibile, per ottemperare alle richieste solo quando il mercato avrà risollevato i prezzi dei titoli governativi di cui le banche sono forti detentrici. Tra le righe della nota emessa da Via Nazionale lo si legge: «L’esercizio Eba ha natura una tantum e non modifica le regole contabili e prudenziali. Non verrà ripetuto in futuro e non modifica gli incentivi delle banche a investire in governativi. Il fabbisogno patrimoniale per i debiti sovrani sarà rivisto a marzo in occasione del Consiglio europeo, una volta che il fondo Efsf avrà raggiunto piena capacità operativa e si sarà conseguita una riduzione dei tassi d’interesse sui titoli sovrani». Assunto conclusivo piuttosto wi-

Il caso

Aabar dovrebbe aver comprato i diritti dal Lia per arrivare al 6,5% del capitale

Abu Dhabi sale in Unicredit ma compensa il fondo libico
MILANO — Unicredit recupera ancora a Piazza Affari, stavolta per merito del fondo sovrano Aabar che in avvio ha comunicato l’arrotondamento al 6,5% della quota, a consolidare il ruolo di primo azionista del gruppo bancario dopo l’aumento da 7,5 miliardi di euro. L’azione dopo l’annuncio s’è rafforzata e ha chiuso in frenata ma con forti volumi e migliore tra le blue chip: +2,8% a 3,012 euro, con i diritti a 1,932 euro (+12,3%). L’indice bancario europeo Sp ha guadagnato lo 0,91%. «Aabar ha concluso una serie di operazioni per l’acquisto di diritti di sottoscrizione di Unicredit per effetto delle quali la quota raggiungerà circa il 6,5% sulla base del capitale sociale dopo l’aumento». L’operazione, assistita da Morgan Stanley, sembra abbia avuto come controparte il fondo libico Lia, che ha un 2,5% dato per probabile non sottoscrittore dell’operazione. «Crediamo nel valore intrinseco della banca e nella sua rilevanza – ha detto via nota Khadem Al Qubaisi, presidente del fondo di Abu Dhabi, che tramite una lussemburghese da due anni ha rastrellato un 4,9% –. L’ulteriore investimento ribadisce il nostro supporto all’azienda e al management per affrontare con successo le attuali incertezze di mercato. L’aumento aiuterà a rafforzare la struttura del patrimonio bancario e determinerà migliori prospettive future». In teoria la mossa potrebbe anticipare un ruolo nella governance Unicredit per Aabar, con l’ingresso nel cda al rinnovo a primavera. Aabar, da tempo padrona del 5% nel gruppo dell’auto tedesco Daimler, ha espresso la filosofia di investimento dei suoi petrodollari: «Abbiamo obiettivi di investimento e partnership strategiche con società leader mondiali di settore. Siamo azionisti Unicredit da marzo 2009 e continuiamo a essere favorevolmente colpiti dalla sua posizione di leader nel mercato italiano ed europeo». Dato che il tetto di voto alle assemblee Unicredit è al 5%, in fu-

AFFARI IN PIAZZA DALLA NIGERIA ALLA BPM VIA LUGANO
GIOVANNI PONS

SOCIO E AD
Dall’alto l’ad di Unicredit, Ghizzoni e il presidente di Aabar Al Qubaisi

o investito in obbligazioni russe al tempo del default del 1999 ... in seguito ho investito nella società Sirius Petroleum che si occupava di esplorazioni petrolifere in Nigeria». Raffaele Mincione, neo azionista della Bpm con l’8,2%, spiega così in un’intervista la natura della sua fortuna. A Lugano gira invece un’altra storia: che alcune famiglie milanesi facoltose abbiano veicolato 60 milioni via Londra per entrare in una banca che conoscono bene e che pensano venga in poco tempo risanata dalla mano abile di Andrea Bonomi, divenuto presidente del consiglio di gestione. E le società lussemburghesi di Mincione, pur nella legalità, garantirebbero l’anonimato di tali capitali. Solo la Consob potrebbe svelarci il giallo di due versioni così lontane tra loro: petrolio nigeriano o famiglie milanesi?
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«H

Il presidente Al Qubaisi rinnova il supporto al management della banca italiana
turo Aabar potrebbe vedersi limitata. Sempre che l’arrotondamento in fieri non sia bilanciato da una parallela riduzione della vecchia quota. Il 4,9% di Aabar era, infatti, legato a un derivato “collar” contratto con Deutsche Bank e Morgan Stanley per stabilizzare gli effetti borsistici del pacchetto, costato 1,8 miliardi di euro; dato che nel frattempo la banca ha ridotto a una frazione la capitalizzazione, nell’aprile 2013, quando scadono le opzioni put and call del contratto, il fondo potrebbe trovare conveniente smobilizzare parte della quota. (a.gr.)
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la Repubblica
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IMPRESE&MERCATI
BERLINO — Brutti tempi per l’Europa. Germania e Francia, le presunte potenze-leader, non litigano soltanto sul futuro dell’euro. Sono divise anche sulla composizione del vertice di un’azienda che è, e dovrebbe restare, un grande simbolo di come un’Europa di successo è possibile. Parliamo di Eads, European aerospace and defence systems, il colosso multinazionale dell’aerospaziale di cui i jet di linea delle varie serie di Airbus sono i prodotti più noti anche se non i soli. Testa a testa con il big global player americano Boeing nelle vendite di aerei civili, a volte persino momentanei sorpassi. I dati diffusi ieri lo confermano: il 2011 si è chiuso con vendite record e ricavi in crescita e per il 2012 sono previste 9000 assunzioni. Ci sarebbe abbastanza per una fierezza che convinca dell’unità di interessi e intenti. Invece no. Il numero uno di Eads, il francese Pierre Gallois, 67 anni, è a un passo dalla scadenza del suo mandato. Il candidato ideale alla successione è il 53enne tedesco Tom Enders, che attualmente guida il comparto Airbus ed è quindi protagonista dei grandi successi degli ultimi modelli. Ma non è facile che

@

PER SAPERNE DI PIÙ www.impregilo.it www.seat.it

I 27

Global market

FLASH

Braccio di ferro franco-tedesco sui vertici Eads

La crescita di Burberry è solida, gli investimenti in tecnologia e in mercati strategici come Cina e Brasile ci hanno consentito di fidelizzare i clienti e consolidare una crescita a due cifre
Angela Ahrendts, ad Burberry

vada tutto così liscio. Tedeschi e francesi si contendono poltrone tra pressing politici e giochi dietro le quinte, e hanno creato una situazione che quasi ricorda le vecchie correnti democristiane. I francesi vogliono Fabrice Bregier al posto di Enders, cioè alla guida di Airbus, e cercano di conquistare più peso nell’insieme di Eads puntando alla nomina di un loro candidato come responsabile finanziario di Eurocopter, cioè la branca di Eads che produce elicotteri. I tedeschi oppongono due loro candidati alla stessa poltrona: Hans Peter Ring o Harald Wilhelm. Non si sa come andrà a finire di qui all’assemblea degli azionisti, attesa per la metà di aprile. L’attuale clima freddo tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sull’euro non facilita certo l’accordo. Andrea Tarquini
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Patto Gavio-Benetton per Impregilo
Salini continua a comprare e punta alla resa dei conti in assemblea
SARA BENNEWITZ
MILANO —Pace fatta tra Gavio e Benetton sulla vicenda Impregilo, ma non solo. Lunedì scorso i vertici del gruppo di Tortona e quelli di Atlantia si sarebbero incontrati per discutere una comune linea d’azione in tema di tariffe autostradali con l’occasione di presentare insieme le proprie istanze al nuovo governo (che ha paventato la possibilità di cambiare il metodo di calcolo delle stesse). In quella sede i due gruppi avrebbero abbassato i toni anche su una serie di altre vicende. Dal futuro delle attività cilene, a quello della partecipazione nel primo costruttore italiano, Gavio e Benetton avrebbero condiviso una serie di obiettivi, decisi a fare fronte comune. A questo proposito Atlantia avrà tempo fino al 23

Salvataggi

I numeri

3,65
IL PREZZO

20%
LA QUOTA

È quanto Gavio ha offerto a Fonsai per le sue azioni di Impregilo

Salini avrebbe comprato altre Impregilo, che ieri valevano in Borsa 2,5 euro

di febbraio per decidere se esercitare o meno il suo diritto di prelazione sulla metà della quota che Fonsai possiede di Igli (la finanziaria che controlla il 29,9% di Impregilo), e sarebbe orientata a salire e uguagliare la partecipazione di Gavio (che come i Benetton ha già il 33% e ha fatto un’offerta per il 33% del gruppo assicurativo). Un punto questo

che verrà illustrato al consiglio del colosso autostradale convocato per venerdì 20, quando insieme ad altre istanze si discuterà anche della partecipazione in Impregilo. Lo scorso 16 dicembre un cda di Atlantia aveva deciso di rifiutare l’offerta di Gavio che proponeva 3 euro per ogni azione del gruppo di costruzioni, ma questa volta il board potreb-

be invece decidere di rilevare la metà delle azioni di Igli in mano a Fonsai al prezzo di 3,65 euro. La società guidata da Giovanni Castellucci ha più volte ribadito di essere interessata alle attività brasiliane di Ecorodovias, e ora che i rapporti con Gavio si sono rasserenati, vorrà consolidare la sua quota per difendere la partecipazione di Impregilo nelle au-

tostrade carioca. Anche perché in questo modo i due azionisti storici del gruppo di costruzioni manderanno un segnale a Salini, che ha rastrellato in Borsa il 15% della società. Il gruppo romano vorrebbe fondere le sue attività nelle costruzioni con quelle di Impregilo e presentare a Benetton, Gavio e al mercato un piano industriale denso di sinergie per un gigante delle grandi opere. A riprova della serietà degli obiettivi industriali perseguiti, Salini avrebbe rastrellato ancora azioni e sarebbe già vicino al 20% di Impregilo, e sarebbe disposto a salire ancora. Una volta rilevato un pacchetto vicino a quello di Igli, il costruttore romano vorrebbe presentarsi in assemblea e far votare a tutti i soci il piano che punta a fondere le due aziende.
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Seat ultima chiamata accordo o Marzano
MILANO — Fumata nera su Seat Pagine Gialle, che però fissa la data ultima per trovare un accordo, in mancanza del quale la società farà ricorso alla procedura prevista dalla legge Marzano. Entro il 30 gennaio la società dovrà trovare un accordo sulla ristrutturazione del debito che coinvolge anche gli obbligazionisti del bond “senior secured”, anche alla luce di obiettivi industriali per il 2013, inferiori a quelli stimati due anni fa.

MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

AVVISO AL PUBBLICO
PROCEDURE IN MATERIA DI IMPATTO AMBIENTALE L.R. 18 MAGGIO 1999, N. 9 COME INTEGRATA AI SENSI DEL D.LGS. 3 APRILE, 2006, N. 152 COME MODIFICATO DAL D.LGS. 16 GENNAIO 2008, N. 4 REGIONE EMILIA-ROMAGNA - SERVIZIO VALUTAZIONE IMPATTO E PROMOZIONE SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE COMUNICATO Titolo III - Procedura di VIA all’interno della procedura di Autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di linee e impianti elettrici relativa al progetto di realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica nei Comuni di Camugnano e Castiglion dei Pepoli in provincia di Bologna La Provincia di Bologna, autorità competente per il rilascio della Autorizzazione Unica D.Lgs. 387/2003 e la Regione Emilia-Romagna - Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale autorità competente per la Valutazione di Impatto Ambientale avvisano che, ai sensi del titolo III della LR 9/99 come integrata ai sensi del DLgs 152/06, modificato dal DLgs 4/08 e ai sensi della art. 3 della LR 10/1993, sono stati depositati per la libera consultazione da parte dei soggetti interessati gli elaborati prescritti per l’effettuazione della procedura di VIA e della procedura di Autorizzazione Unica per la costruzione ed esercizio dell’impianto relativi al - progetto di realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica ed opere connesse; - localizzato: impianto eolico sito in località Monte Fontanavidola in Comune di Camugnano e connessione alla rete elettrica in Comune di Castiglion dei Pepoli, provincia di Bologna; - presentato da: Enel Green Power S.p.A. - Gruppo Enel Il progetto appartiene alla seguente categoria: c bis) dell’allegato III della parte II del D.Lgs 152/06 e s.m.i. Il progetto interessa il territorio del Comune di Camugnano e di Castiglion dei Pepoli nella Provincia di Bologna. Il progetto, presentato da Enel Green Power S.p.A., prevede la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica, costituito da 7 aerogeneratori della potenza massima di 2,3 MW ciascuno, per una potenza complessiva di 16,1 MW di altezza mozzo massima pari a 100 m, diametro rotore massimo pari a 101 m,da realizzarsi nel Comune di Camugnano (BO) e di tutte le relative opere ed infrastrutture connesse. L’accesso al sito avviene attraverso la viabilità esistente che interessa i Comuni di Castiglion dei Pepoli (BO) e di Camugnano (BO). La connessione alla rete elettrica nazionale avviene tramite un cavidotto interrato MT (20 kV) di lunghezza 8,5 km lungo viabilità esistente nel Comune di Camugnano fino alla cabina di consegna interna alla nuova stazione elettrica 20/132 kV adiacente alla stazione elettrica esistente della centrale idroelettrica di Santa Maria nel Comune di Castiglion dei Pepoli. Si rende noto che ai sensi della Deliberazione della Giunta della Regione Emilia Romagna n.987/2010 e del D.M. 10/09/2010, il procedimento di VIA viene assorbito nel procedimento per il rilascio dell’Autorizzazione Unica ai sensi dell’art.12 del D.Lgs n.387/2003. La procedura unica, qualora positivamente conclusa con il rilascio dell’Autorizzazione Unica comprensiva della Valutazione di Impatto Ambientale, per opere di interesse pubblico come tale viene definita dal Dlgs 387/03, produrrà gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavori e delle opere connesse, ai sensi della Legge 10/91 e smi, di apposizione del vincolo espropriativo necessario ai sensi della LR n.37/2002 e del DPR n.327/2001, nonché delle varianti agli strumenti urbanistici vigenti dei comuni di Camugnano e Castiglion dei Pepoli. I proprietari delle aree soggette a vincolo espropriativo saranno informati, tramite lettera raccomandata, dalla provincia di Bologna secondo quanto disposto dall’art. 3 e dall’art. 4 bis della LR. 10/93 come modificata dalla LR 37/02. I soggetti interessati possono prendere visione degli elaborati prescritti per l’effettuazione della procedura di VIA presso la sede dell’Autorità competente: Regione Emilia-Romagna - Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale, Viale della Fiera, 8 - 40127 Bologna (BO) e presso la sede della provincia di Bologna - Settore Ambiente, Via San Felice, 25 - 40122 Bologna e dei seguenti comuni interessati: Comune di Camugnano, Piazza Kennedy, 1 - 40032 Camugnano (BO) e Comune di Castiglion dei Pepoli, Piazza G. Marconi 1, - 40035 Castiglion dei Pepoli (BO). Gli elaborati progettuali sono inoltre pubblicati sul sito web della Regione Emilia Romagna all’indirizzo: http://serviziambiente.regione.emilia-romagna.it/Ricerche/ Gli elaborati prescritti per l’effettuazione della procedura di VIA, per la costruzione ed esercizio della linea elettrica e per la variante urbanistica sono depositati per 60 (sessanta) giorni naturali consecutivi dalla data di pubblicazione del presente avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione. Entro lo stesso termine di 60 giorni chiunque, ai sensi della L.R. 9/99 e del D.lgs. 152/06 e successive modifiche ed integrazioni, può presentare osservazioni all’Autorità competente: Regione Emilia-Romagna - Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale al seguente indirizzo: Viale della Fiera, 8 40127 Bologna (BO).

Enel Green Power S.p.A. Società soggetta alla Direzione e Coordinamento di Enel S.p.A. Sede legale 00198 Roma, viale Regina Margherita 125 Capitale sociale euro 1.000.000.000 i.v. Registro Imprese di Roma, Partita IVA e Codice Fiscale 10236451000 R.E.A. di Roma n. 1219253

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI
Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche Toscana – Umbria Ufficio Opere Marittime e Toscana Costiera LIVORNO – Scali Cialdini n. 45 Tel. 0586.233211 - Fax.0586.233230/40/50

AVVISO DI AGGIUDICAZIONE
OGGETTO: 1. Lavori di manutenzione straordinaria da eseguirsi presso i porticcioli Ardenza, Antignano e N. Sauro in Livorno - Importo a base di appalto 1.085.707,98 di cui 1.081.931,41 per lavori e 3.776,57 per oneri di attuazione dei piani di sicurezza e di coordinamento non soggetti a ribasso d’asta. 2. Lavori di realizzazione di nuovi alloggi di servizio ad uso della Capitaneria di Porto di Livorno in via Zambelli 2° lotto - Importo a base di appalto 2.857.187,90 di cui 2.657.817,41 per lavori e 199.370,49 per oneri di attuazione dei piani di sicurezza e di coordinamento non soggetti a ribasso d’asta 3. Lavori di realizzazione della scogliera a difesa del molo sopraflutto nel porto di Porzo Azzurro - Importo a base di appalto 554.206,99 di cui 552.987,02 per lavori e 1.219,97 per oneri di attuazione dei piani di sicurezza e di coordinamento non soggetti a ribasso d’asta Si comunica che sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 150/2011 del 21 dicembre 2011 sono stati pubblicati gli avvisi di aggiudicazione dei lavori indicati in oggetto. Gli stessi avvisi possono essere scaricati dal sito http://www.comune.firenze.it/soggetti/oopptoscana/Ho me_page.html IL PROVVEDITORE (Dott. Ing. Roberto Linetti)

WEEKEND Mostre, musica, spettacoli teatrali: le nostre proposte per scaldare questo freddo fine settimana OFFERTE Dalla Sardegna al Marocco, da Santo Domingo alle Seychelles: le destinazioni da non perdere

MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012/Numero 656

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All’interno

Saldi
In spiaggia o sulla neve ma a prezzo ridotto È arrivata l’ora di partire
AMBRA SOMASCHINI

Lo zoom/1

Ecco Milano regina d’inverno tra shopping e super chef
TANZARELLA

Lo zoom/2

Notti bianche d’alta quota L’avventura non è solo sci
BIZZARO

La città

In bicicletta lungo i canali: le altre rotte di Amsterdam
DEL RE E STEENBEEK

VivereSlow

Alla scoperta della natura più autentica di Lampedusa
PETRINI
ILLUSTRAZIONE DI MARCELLA PELUFFO

ZIGZAG

GIOVANNI SCIPIONI

I SURFISTI DELLE VACANZE
“surfisti” delle vacanze, quelli che vanno sull’onda del desiderio con una tavola piena di low cost, last minute, buoni sconti e offerte speciali, si mettono in viaggio nei mesi di gennaio e febbraio, quando la maggior parte dei giramondo è tornata al tran tran quotidiano, al lavoro, magari cliccando su internet le mete prossime venture o a casa, sfogliando in relax l'atlante. In realtà è sempre la stagione giusta, c’è sempre un buon momento per chiudere la porta di casa e partire ma, ai tempi dello spread e della crisi economica, appare assai sensato fare attenzione ai costi. Meglio spendere poco che tanto, avrebbe sentenziato Catalano, il non dimenticato “filosofo” di arboriana memoria. Come dargli torto? Anche perché chi decide di preparare la valigia o di mettersi sulle spalle uno zaino nei mesi di gennaio e febbraio, incontrerà le cose del mondo senza sentirsi come nella mischia di una partita di rugby. Sarà come essere l’attore principale di uno spettacolo di grande successo che descrive il mondo che immagini di vedere. Basterà fare come i surfisti, navigare sull’onda della propria curiosità.
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la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

VIAGGI LA COPERTINA
Caccia ai “prezzi tagliati”, si parte entro un mese e si risparmia dal 15 al 60 per cento. Basta scegliere la destinazione giusta dalla Tunisia a Cuba (ma per far shopping c’è anche New York)

I 30

20%
1.506 euro 1.205 euro

New York Usa
IL VOLO + L’HOTEL + IL MUSEO
Pacchetto con fiocco regalo targato Grande Mela. Si parte da Milano Malpensa e si atterra al J.F.K. L’albergo è nel Lower East Side di Manhattan, a cinque minuti a piedi dalla metro East Broadway. Visita guidata al Met compresa. Sconto 20 per cento Quattro giorni per due persone da 1.205 euro anziché 1.506 www.viaggiare.it

Vacanze scontate

40%
50 e a noturo te 36 eu ro a not te

Marrakesh Marocco
L’OSTELLO
Soggiorno nel cuore della medina, al Riad Al Faras. La struttura ha giardino, terrazzo panoramico e piscina. Compresi nel prezzo anche i corsi di cucina marocchina nel riad. Sconto del 40 per cento fino al 31 marzo. Conferma obbligatoria entro il 31 gennaio 2012. Da 36 euro a notte a persona invece di 50 www.hostelbookers.com

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1.288 euro 1.030 euro

Svalbard Norvegia
LA CROCIERA
Nelle isole del Grande Nord, tra orsi, pinguini e balene, sulla nave rompighiaccio. Suite con tutti i comfort. Fino a Ny Alesund da dove partì Amundsen. Sconto del 20 per cento: si prenota entro il 31 gennaio, ma si parte da maggio Sei giorni da euro 1.030 a persona anziché 1.288 www.seiviaggi.it

Le dieci occasioni
AMBRA SOMASCHINI

V
64%
2.707 euro 965 e uro

iaggi in saldo come i vestiti. Viaggi a prezzi stracciati. Ma affrettatevi, l’incantesimo del ribasso a corto e lungo raggio dura quattro, massimo cinque

Oltre al tour tutto compreso c’è anche il corso di cucina o, magari, la visita nel grande museo

Pechino Cina
IL VOLO + L’HOTEL
Capodanno a Pechino nell’anno del Drago che inizia il 23 gennaio. Sconto eccezionale del 64 per cento, volo incluso Si soggiorna a Chaoyang, al Shangri La World Hotel: benessere, massaggi, idromassaggio e trattamenti spa compresi Otto giorni da euro 965 a persona invece di 2.707 www.expedia.it

settimane, primavera esclusa. Per due ragioni: primo, perché siamo in bassa stagione e ancora lontani dalla Pasqua (quando i prezzi risaliranno come per il periodo di Natale), secondo, perché per vendere tutto, complice la recessione, i travel agent curano l’offerta

adesso. Personalizzano il pacchetto, abbassano i prezzi e al tutto compreso aggiungono un corso di cucina, un volo, un regalo, frutta esotica, profumi per interni sul comodino. I saldi partono dal 15 per cento, arrivano al quaranta e sfiorano anche il 60 per cento del conto iniziale. La tendenza si chiama lowbudget e a detta del magazine Travel & Leisure è, e sarà, il nuovo modo di viaggiare. Basta saper aspettare. Prenotare a gennaio e a settembre significa abbattere i costi. Se avete voglia di silenzio optate per un weekend nel deserto, in Tunisia, le temperature sono perfette, itinerario con oasi e città fortificate al 15 per cento in meno (www.turisanda.it). Troppo poco? Allora virate su Cuba, sull’Avana, scegliete l’atmosfera coloniale negli storici hotel Habaguanex

freschi di restyling (O’Farril con fine settimana di musica jazz compresa) casa di Simon Bolivar e musei gratuiti (www.margo.travel). Ma se volete abbinare i ribassi allo shopping puntate sulle

Ma la promozione su misura si può costruire anche online: basta un po’ di flessibilità
città. A New York nel 2011 sono approdati 50 milioni di turisti (stima TripAdvisor) e i saldi di viaggio+abbigliamento sono appena scattati. Un esempio? La promozione Get More Nyc (valida fino al 29 febbraio): tariffe ribassate, notti omaggio. E ancora, Off Broadway Week

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Santo Domingo Rep. Dominicana
IL CLUB
Spiaggia di sabbia bianca, avvistamenti di balene, wind-surf, escursioni a cavallo nella foresta. Il club 5 stelle Aligio Beach è circondato da giardini tropicali e le camere affacciano sul mare Sconto del 39 per cento. Sette notti 2.103 euro per due persone invece che 3.470. Volo incluso www.edreams.it

PER SAPERNE DI PIÙ www.europelowcost.com www.vacationist.com

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39%
3.470 euro 2.103 euro

20%
2.500 euro 1.980 euro

Cuzco Perù
IL TOUR
Superofferta “Gran Tour del Perù” con un itinerario che parte da Lima e tocca Paracas, Nasca, Arequipa, Cuzco fino al sito archeologico Incas del Machu Picchu. Sconto del 20 per cento: si paga il soggiorno senza pagare il volo intercontinentale Quattordici giorni da 1.980 euro a persona invece di 2.500 www.tour2000.it

27%
688 e uro 542 e uro

Marilleva Trentino
LA PENSIONE
Settimana bianca nell’hotel 3 stelle “Il Vigo” con trattamento di pensione completa inclusa prima colazione. L’hotel si trova cinquanta metri dalla cabinovia del Copai. Sconto del 27 per cento dal 28 gennaio al 4 febbraio, 542 euro a persona invece di 688 www.lastminute.com

35%

Sri Lanka
IL TOUR
Nella vecchia Ceylon che gli arabi chiamavano “serendip” da cui serendipità. Si propone un giro nelle antiche capitali e il soggiorno sulle spiagge con le palme nel Dickwella Resort Sconto del 35 per cento con una guida che vi seguirà per tutto il viaggio. Dieci giorni da 1.190 euro a persona anziché 1.850 www.azemar.it

da prendere al volo
(per i teatri di Broadway due biglietti al prezzo di uno) e Nyc Restaurant week (fino al 10 febbraio, da lunedì al venerdì, menù a prezzi fissi, 24 dollari a pranzo, 35 a cena in una rosa di trecento locali compreso l'iconico 21Club, West 52nd Street). Non vi resta che organizzare il viaggio su misura. E potete costruirlo online: selezionate volo, hotel, bed & breakfast o resort. Per controllare i prezzi usate europelowcost e inserite la quota del risparmio. Oppure bookingam.com che mette sistematicamente a confronto le tariffe di volo, 58 e hotel, pacchetti vacanze a noturo delle principali agenzie di te viaggi online, da Expedia 46 eu a Opodo, da lastminute a a not ro te edreams. Il saldo fai-date è assicurato.
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1.850 euro 1.190 euro

20%

Londra Gran Bretagna
L’HOTEL
The Fox & Goose è a nove chilometri da Oxford Street e da Regent Street (cinque minuti a piedi dalla metro Hanger Lane) dove ci sono negozi con saldi convenientissimi per lo shopping. L’hotel ha un pub e un patio con giardino Sconto del 20 per cento, da 46 euro a notte a persona www.trivago.it

15%
587 e uro 499 e uro

Barbados
IL VOLO
Vacanza nell’isola tra il mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico Si vola con British Airways, prenotazione entro il 7 febbraio Saldi del 15 per cento in economy, sconti anche in business Partenze da dieci scali italiani: da Milano, Roma, Napoli fino a Catania. Da 499 euro invece di 587 www.ba.com

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PER SAPERNE DI PIÙ www.comune.milano.it www.electrolux.it/cube

Milano
Un “temporary restaurant” d’alta cucina all’ombra del Duomo. È solo l’ultima iniziativa che assegna alla città il titolo di regina del food. Per un febbraio tutto da gustare

N O S E

COME &DOVE
THE CUBE
L’ingresso è da via Ugo Foscolo 1 Menù da 200 e 270 euro a seconda dello chef in cucina Per prenotazioni www.electro lux.it/cube

Al Grand Tour dei buongustai
MARIELLA TANZARELLA MILANO n’astronave misteriosa galleggia nel cielo sopra Milano, ormeggiata a pochi metri dal Duomo. Metà bianca, metà trasparente, è comparsa da un mese. Non si tratta di una navicella aliena, ma di The Cube by Electrolux, un temporary restaurant dove fino al 26 aprile si alterneranno cuochi stellati del gruppo Jeuns Restaurateurs d’Europe, provenienti da tutta Italia. Prezzi sostenuti, alta cucina ma solo per diciotto coperti e location strepitosa con vista irripetibile (già che siete lì, potete visitare a Palazzo Reale la bella mostra su Artemisia Gentileschi,

IDENTITÀ GOLOSE
Via Gattemelata 5 www.identita golose.it

U

LE IMMAGINI
In alto, tre vedute del centro di Milano dal temporary restaurant The Cube by Electrolux

con le scene di Emma Dante). L’astronave è, come si dice, solo la punta, ben visibile, di un iceberg: Milano, forse anche grazie al tema di Expo 2015 (“Nutrire il pianeta”), sembra diventata la capitale italiana del food, e oltre al Cubo delle delizie sta per ospitare una serie di iniziative stimolanti per tutti i gourmet. La più importante è sicuramente Identità Golose (5-7 febbraio), che per l’ottavo anno inonda la città di sapori e parole sul cibo nel pianeta. Consueta parata di chef internazionali, novità specie dal Sud America, con Gastòn Acurio (Perù) e i brasiliani Roberta Sudbrack e Rodrigo Oliveira, mentre Alex Atala, con i suoi ingredienti della foresta amazzonica, è un habitué del convegno. Assaggi, dibattiti, le-

zioni-show cooking, gran passerella di prodotti, produttori, utensili da cucina. C’è poi la prima edizione del Milano Food&Wine Festival (spin-off del Merano Wine Festival) che dal 4 al 6 febbraio si abbina a Identità: 300 vini e i piatti di 20 chef da degustare e da capire. In contemporanea anche le cene organizzate da Birra Moretti in sei ottimi ristoranti milanesi. È il periodo giusto per “gustare” Milano. La sarabanda golosa comincia già il 28 e 29 gennaio, col debutto, nello storico Palazzo Giureconsulti, di Olio Officina. L’olio sarà protagonista in tutte le declinazioni con conferenze di esperti, degustazioni e interventi di chef di prestigio, Gualtiero Marchesi in testa. Negli

stessi giorni si svolge per la prima volta a Milano il Master of Food & Wine (dura quattro weekend) al lussuoso Park Hyatt. Tema: il confronto tra cucina ricca e cucina povera. Una passeggiata fino alla Triennale, invece, vi metterà a confronto con la bella mostra sull’Arte Povera. Tornando nel cuore della città, in piazza Duomo, troverete per tutto il mese di gennaio speciali lezioni monografiche con QBTOBE, ospitate dallo spazio Cook&Books del Mondadori Multicenter: dalla scrittura creativa a base di ricette alle strategie per cucinare veloce in pausa pranzo o per i single, fino alle dritte per il brunch. Buon appetito, ma soprattutto buon soggiorno.
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MILANO FOOD&WINE FESTIVAL
Ingresso 30 euro Via Gattamelata 5 www.foodwine festival.it

LE CENE
Per la rassegna Identità Golose le cene nei ristoranti segnalati partono da 45 fino a 110 euro www.birra moretti.it

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PER SAPERNE DI PIÙ http://it.bergfex.com/italien/nachtskilauf/ www.skiforum.it

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Alpi
Dal Tirolo all’Engadina, dal Sestriere al Trentino e alla Valtellina le piste s’illuminano per corse con le slitte, ciaspolate e slalom al chiaro di luna. Perché la montagna non dorme mai
NOTIZIE UTILI
L’ATTREZZATURA
È importante coprirsi a strati Fondamentale l’intimo in fibre moderne, come il Capilene, o classiche come la lana merinos La maggior perdita di calore si ha dalla testa, è necessario un buon berretto Attenzione a mani e piedi, i primi a raffreddarsi

Flash

Italia
A MARZO NOTTE GRATIS IN BED & BREAKFAST
Sabato 3 marzo si dorme gratis in migliaia di B&B italiani: torna per il sesto anno il B&B Day che consente, ogni primo sabato di marzo, di passare una notte gratis in una delle strutture che aderiscono all’iniziativa a patto di prenotare almeno un’altra notte (precedente o successiva) nello stesso bed & breakfast www.bbday.it

L’ILLUMINAZIONE
Anche quando splende la luna, non si può partire senza lampada frontale. Ce ne sono molte, più o meno luminose e leggere. Meglio scegliere i modelli dotati di led

Alberghi
VENEZIA LA PIÙ CARA IN CALO ROMA E TORINO
È Venezia la città più cara d’Italia secondo Hrs.com portale leader per le prenotazioni alberghiere, che ha confrontato i prezzi medi delle camere nel 2011 in Italia, in Europa e nel resto del mondo E se a Venezia una notte in hotel costa in media 123 euro, sono scesi invece i prezzi a Roma e Torino (con 99 e 82 euro) In Europa, Praga si conferma la città più economica con 62 euro a notte a stanza www.hrs.com

Notti bianche sotto le stelle l’avventura va oltre lo sci
LEONARDO BIZZARO
erché la notte? Perché non è solo degli amanti, come canta Patti Smith. Perché in quest’inverno così primaverile col buio scende pure la temperatura e la neve diventa la migliore, fredda e sciabile, perfino più bianca sotto la luna. Mai come quest’anno le stazioni che sono riuscite ad aprire hanno amato la notte. È il momento in cui si accendono i cannoni che stanno zitti durante il giorno, sotto il sole e sopra lo zero. In cui si aprono discoteche e pub per il micidiale «bombardino» mentre le piste si concedono alle lamine degli intenditori, di chi non ha esaurito le batterie durante il giorno. Da ovest a est le proposte sono innumerevoli. Sotto un tetto di stelle si scende con gli sci o la slitta, si cammina con le ciaspole, si sale con le pelli di foca. Ci si arrampica sul ghiaccio. Partiamo dall’Engadina, dove ogni venerdì si anima la Snow Night nel comprensorio del Corvatsch: sci sulla pista illuminata più lunga della Svizzera, di 4,2 chilometri. Per mangiare, ci si ferma alla stazione intermedia della funivia, poi su e giù a partire dalle 19: l’ultima corsa è quaranta minuti dopo la mezzanotte, a febbraio e marzo un’ora in più, fino alle due. Biglietti a 25 franchi per gli adulti, 15 per i ragazzi, ma con 45 franchi c’è anche la fonduta o la pasta al ristorante Murtèl. Chi cena al ristorante Berghaus Diavolezza può scendere poi per mille metri di dislivello sotto la luna piena — «glüna plaina» in romancio — fino al passo Bernina (la funivia è chiusa fino al 10 febbraio, l’appuntamento è per le notti del 7 marzo e del 4 aprile). Info: www.engadin.stmoritz.ch La luna va tenuta d’occhio anche al Breuil, ai piedi del Cervino. Quan-

LE PROPOSTE
PRATONEVOSO Un comprensorio sciistico notturno particolarmente ampio, quello di Pratonevoso, nell’area del Mondolé Ski, in provincia di Cuneo, con due piste per un totale di sette chilometri, uno snowpark attrezzato, campo scuola per principianti e pista di boarder cross www.prato nevoso.com CAMPIGLIO Nelle Dolomiti di Brenta, in Trentino, la pista del Canalone Miramonti è illuminata su prenotazione (almeno 48 ore prima) a 220 euro più Iva: il prezzo, minimo due ore, è indipendente dal numero di sciatori www.funivie campiglio.it. Sempre a Madonna di Campiglio, gite notturne con le racchette sulle tracce di cervi e camosci Organizza l’hotel Chalet del Sogno, da 110 euro Per informazioni: www.hotelchalet delsogno.com

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Voli/1
ADDIO CODE AI CHECK-IN ARRIVA LA CARD
In aeroporto come in autostrada basta una carta per eliminare le code al check-in. La novità viene dall’Australia: a lanciarla la compagnia Qantas che la sta sperimentando a Sydney Funziona come il Telepass: basta passare la tessera in una delle postazioni nell’area partenze dello scalo per essere riconosciuti e ricevere il posto www.qantas.com.au

LE IMMAGINI
In alto, un gruppo di sciatori di notte sulle piste dell’Engadina nel cantone dei Grigioni, in Svizzera

do è piena non ululano solo i lupi. Il 4 e 7 febbraio e il 9 e 10 marzo nel comprensorio di Cervinia, il 4 febbraio, 10 marzo e 7 aprile in quello di Valtournenche, ci si ritrova in uno dei rifugi in quota, si mangia e poi si scende in gruppo accompagnati da un maestro. Info www.cervinia.it Sestriere torna a una tradizione dello sci d’antan, sulla pista olimpica illuminata dai riflettori. Ogni mercoledì, dal 25 gennaio al 21 marzo, i clienti che soggiornano almeno una settimana in albergo si sfidano in uno slalom notturno. Info www.vialattea.it In Trentino, il Monte Bondone punta anche sul buio per la sua rinascita invernale. Fino al 23 febbraio piste e snowpark sono illuminati la sera e la proposta è di allungare il weekend sulla neve proprio per approfittare di questa apertura: tre notti in albergo da giovedì a domenica, con relax nei centri benes-

sere, partono da 249 euro a persona. Info www.apt.trento.it Ai piedi del Civetta è Zoldo ad aver aperto dalle 19 alle 23 ben cinque chilometri di piste (dal martedì al sabato, mercoledì escluso, martedì e giovedì lo skipass serale costa appena 14 euro, gli altri giorni 20). Info www.skicivetta.com Non solo sci, si diceva. Tornando a ovest, in Piemonte, il rifugio Campo Base di Chiappera, in val Maira, organizza uscite con le racchette da neve, accompagnati. Il 21 gennaio senza luna, per meglio vedere le stelle, l’11 febbraio con la luna piena. Info www.campobaseacceglio.it Ciaspoluna pure con il Consorzio turistico della Valmalenco (Sondrio), alle pendici del Bernina, nei fine settimana del 4 e 5 febbraio e 3 e 4 marzo. Info www.sondrioevalmalenco.it
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Voli/2
DA LISPSIA ALL’ALGARVE NUOVE ROTTE RYANAIR
A partire da fine marzo Ryanair aggiungerà tre nuove rotte da Milano (Bergamo-Orio al Serio) per Faro (Algarve), Lipsia e Maastricht www.ryanair.com

INFOGRAFICA GAIA RUSSO

Breuil Cervinia
APERITIVO IN FUNIVIA
Sci di notte sotto la luna sulla pista del Ventina e sulla 6, in zona BontadiniPlan Maison, dopo la cena nei rifugi in quota. Per i pigri (e innamorati) alle 19.30 aperitivo in funivia, sospesi di fronte al profilo del Cervino www.cervinia.it

Hall-Wattens
DISCESE IN SLITTA
Nella regione di Hall del Tirolo austriaco venerdì prossimo si celebra la Giornata mondiale della neve con una discesa notturna sui “klumpers”, le slitte monopattino di legno su cui scendere mantenendosi in equilibrio sulla neve www.hall-wattens.at

Ortisei
TOUR DI SCIALPINISMO
Appuntamento domenica al Mont Seuc (ma anche al Dosso Larici di Cavalese) per il Tour the Moon, gite di scialpinismo organizzate da Dynafit, con cena e discesa sotto la luna, in vari rifugi di Alpi e Appennini www.dynafit.it

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VIAGGI UN GIORNO

UNA CITTÀ
Dimenticate gli itinerari più classici e risalite i canali da Oude Kerk a Brouwersgracht: scoprirete case sbilenche e i vecchi magazzini dei birrai

I 34

9.00 COLAZIONE
Al Luxembourg Café, Spuistraat, è il bar degli scrittori tanto amato da Moravia

10.00 A SPASSO
Passeggiata al Jordaan, quartiere alla moda della città, preferito dagli artisti e dagli attori

11.00 SHOPPING
Al Noordmarkt, il mercatino delle pulci vicino alla Noordkerk: libri e abiti usati, ma di qualità

13.00 PRANZO
Da Nevy, al 40 Westerdoksdijk, per assaggiare specialità “fusion” di pesce crudo e cotto

Amsterdam Pedalando controcorrente,
le rotte segrete della bicicletta
DAL NOSTRO INVIATO PIETRO DEL RE AMSTERDAM uriosa capitale, dove almeno la metà degli abitanti gira solo in bici, per recarsi al lavoro, al cinema o all’università, spesso a velocità sostenuta o con un cellulare in mano, ovviamente anche quando piove, su quei sanpietrini rettangolari che bagnati rendono le strade dei canali scivolose come piste di pattinaggio. Vedendo frotte di ciclisti

15.00 MUSEO
Al Van Gogh Museum: la più grande collezione dell’artista (200 quadri) donata dal fratello Theo

16.00 FIORI
Visita all’Hortus botanicus per ammirare le rarissime piante tropicali importate

C

18.00 LUCI ROSSE
Alla scoperta del vizio nel centrale quartiere a luci rosse, vicino al vecchio porto

19.00 APERITIVO
Birra o vino in uno dei tanti “bruin cafè”, o bar marroni, per il colore delle boiseries

20.00 CENA
Da De Kas, a Kamerlingh Onneslaan 3: raffinato, offre prodotti coltivati nel vicino orto imboccare allegramente i sensi vietati e le corsie dei tram, ad Amsterdam ci si chiede quanti feriti provochi questo sia pur ecologico mezzo di trasporto, quanti pedoni siano quotidianamente investiti dalle ciclopiche biciclette olandesi, e quante di queste vengano rubate dalle bande di ladri che imperversano anche nel Paese dei tulipani? Ma se è vero che per capire un luogo è necessario adeguarsi alle abitudini locali, la città va visitata pedalando. È un’esperienza

23.00 MUSICA
Fine serata da Bitterzoet, bar informale e non costoso: suonano blues, soul e jazz

LE IMMAGINI
In alto Oude Kerk. Sopra il Centro di Architettura di Amsterdam (Arcam) e un coffee shop nel Red Light District

imperdibile, soprattutto quando non si ha fretta, e facilmente realizzabile poiché di bici puoi affittarne ovunque. L’unico accorgimento sono gli altri ciclisti, i locali, appunto, che di solito ti sfiorano pericolosamente dopo aver scampanellato per chiedere strada. Il resto è puro piacere. Basta infatti alzare lo sguardo verso le facciate delle case del Secolo d’Oro, quasi tutte di mattoni scuri e con gli infissi bianchi, ma una diversa dall’altra, con la cuspide a punta o a scalini, alcune adorne di colonnine e capitelli, altre di bassorilievi floreali o animaleschi, come se l’estro degli architetti avesse avuto in passato la libertà di esprimere ogni suo capriccio. È perciò sorprendente lo stacco al cielo, tanto più che molte case sono decisamente sbilenche o storte o pencolanti come piccole torri di Pisa, il che conferisce ad alcuni quartieri un aspetto fiabesco, quasi onirico. Il motivo di queste asimmetrie architettoniche è di ordine utilitaristico: essendo le case costruite su isole di sabbia e torba, e non avendo quindi cantine disponibili, le spezie e le altre merci che questo popolo di mercanti accumulava andavano caricate in soffitta. Una leggera pendenza delle facciate facilitava le cose. Ad Amsterdam, l’Unesco elenca nel suo patrimonio ottomila monumenti, la maggior parte dei quali sono proprio le case lunghe e strette che affacciano sui canali. L’abbiamo percorsa anche noi, perdendoci lungo gli oltre cinquecento chilometri di piste ciclabili che solcano la capitale, tralasciando appositamente le tappe cult, quali i grandi musei o la casa di Anna Frank. Siamo par-

titi dalla Oude Kerk, la più vecchia chiesa parrocchiale della città, a pochi metri dalla quale, altra sorpresa, si erge una statua in bronzo, alta un metro circa, che raffigura una prostituta, quasi a celebrare una professione che per decenni qui è stata quasi un vanto, o comunque uno degli archetipi della tolleranza per una certa libertà di costumi. All’interno della chiesa, dalle splendide vetrate che illuminano la navata filtra una luce dolce: furono realizzate da grandi artisti nel 1556, pochi anni prima che

La crisi non frena: nell’ultimo anno hanno aperto due ristoranti con tre stelle Michelin Il porto - il quarto più importante d’Europa - è stato spostato lontano dal centro cittadino
con la Riforma la Oude Kerk passò di mano ai calvinisti, i quali, come prima cosa, ne stravolsero l’impianto cattolico. Oltre al soffitto di legno che ricorda una nave capovolta — era la cattedrale dei marinai — commuove il sacrario di “Saskia” van Uylenburgh, moglie di Rembrandt, che qui venne seppellita nel 1642, anno in cui l’artista dipinse il suo quadro più famoso, De Nachtwacht (La Ronda di notte). Dicevamo del popolo di mercanti. Ebbene, Amsterdam è an-

cora il quarto porto più importante d’Europa, anche se è stato spostato più nord, lontano dal centro, mediante opere di ingegneria e di idraulica che potevano essere compiute solo dalla tenacia e dalla spregiudicatezza degli olandesi. Se una volta la città era bagnata dall’oceano, lo è adesso dalle acque di tre o quattro fiumi, il cui corso, è stato anch’esso deviato dall’uomo. Sembra quasi la rivincita sulla natura di un popolo che per secoli ne subì la maledizione attraverso diluvi, inondazioni, mareggiate. Oggi, quella che nel Settecento era chiamata il giardino d’Europa, perché ogni casa aveva il suo orticello, dove assieme a porri e patate crescevano spesso anche splendidi fiori, è una delle rare capitali del Vecchio continente che non risente della recessione economica. È la città dove nell’ultimo anno hanno aperto due nuovi ristoranti con tre stelle Michelin, e dove nelle librerie (la più fornita è la Athenaeum Library) i titoli delle novità sono esposti in tre lingue: olandese, inglese e francese. Proseguendo la nostra pedalata, attraversiamo il canale dei birrai, il Brouwersgracht, dove fino a cent’anni fa si fabbricava birra e si immagazzinava salnitro, pellame e olio di balena. Negli ultimi decenni, gli antichi magazzini sono stati trasformati in abitazioni, appartamenti e negozi eleganti. A differenze delle altre case, queste hanno larghe imposte, di solito rosso scuro, e sono anch’esse architettonicamente stupende. Come spesso capita ai luoghi a cui viene cambiata l’originaria funzionalità.
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PER SAPERNE DI PIÙ www.visitholland.com www.klm.com/it

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La luce è speciale come la sua libertà
ROSITA STEENBEEK

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I LUOGHI
1 LA CASA DI ANNA FRANK Dove lei scrisse il celebre Diario in clandestinità 2 IL DAM È la piazza più famosa, nel cuore della città 3 OUDE KERK La chiesa parrocchiale più vecchia di Amsterdam 4 BLOEMENMARKT Mercato galleggiante dei fiori, soprattutto dei bulbi 5 FONDAZIONE VAN LOON Era la casa di una potente famiglia di mercanti del 1700 6 RIJKSMUSEUM È la pinacoteca più ricca: qui c’è la Ronda di Rembrandt

ei secoli, Amsterdam è stata più rappresentata nei quadri che nei libri. Ciò è dovuto alla sua luce particolare che ne rende le scenografie più pittoresche che romanzesche. La città continua ad attrarre un gran numero di pittori, anche stranieri, che vengono per ritrarre i suoi cieli e i suoi splendidi canali. Ho anche l’impressione che negli ultimi anni l’Olanda sia molto cambiata, ma non la sua capitale. Amsterdam rimane una città libera. Qui, la politica è diversa da quella nazionale. La LA SCRITTRICE città resiste Rosita Steenbeek all’intolleranza in un ritratto dilagante e si sta di Massimo Jatosti trasformando sotto il Il suo ultimo libro profilo architettonico. tradotto in italiano Vicino alla stazione sta è Il regno delle ombre, sorgendo un quartiere edito da Sperling moderno, ricco di musei & Kupfer e centri culturali ed eleganti edifici. E poi è una città artisticamente sempre più vivace, grazie alle sue numerose gallerie, alla Stopera e al Teatro nazionale. E questo perché è molto ricca, al punto da essere una delle poche capitali europee dove non si percepisce la recessione. Si dice che sia una città per i giovani. Ma le autorità cittadine vorrebbero cambiare lo stereotipo che ne fa il luogo dove gli adolescenti di tutta Europa accorrono solo per fumare marijuana. Perciò, per attirare turisti più anziani e danarosi, sui canali presto sorgerà un hotel Waldorf Astoria.
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INFOGRAFICA GAIA RUSSO

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VIAGGI ISTRUZIONI PER L’USO

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Weekend
Mostre, incontri e performance teatrali: ecco le nostre proposte per questo freddo fine settimana. Scegliete ciò che preferite

Torino Quarantott’ore per festeggiare Mozart

Alpe di Siusi (Bz) Folk e jazz, musica modello alta quota

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In agenda

Gorizia
STORIA DEL PAESAGGIO DI IERI E DI OGGI
Fino al 26 febbraio, il Museo di Santa Chiara propone la mostra Dal paesaggio al territorio. L’arte interpreta i luoghi. È un affascinante viaggio diviso in tre sezioni dedicato alla pittura di paesaggio, sia tradizionale che legata alle avanguardie Tra i pittori esposti: Casorati, Carrà, Rosai, Sironi, De Grada, Zanini, Baj, Guttuso, Schifano, Birolli, Afro, Niedermayer www.comune.gorizia.it

na maratona di musica di trentasei ore no-stop per celebrare il genio di Wolfgang Amadeus Mozart nel giorno della sua nascita: il musicista austriaco (il cui nome completo era Joannes Chrysostomus Wolfgang Theophilus Mozart) nacque infatti il 27 gennaio a Salisburgo. Il fine settimana a Torino sarà interamente dedicato ai musicofili e agli amanti della classica, che potranno prendere parte a un tour de force di concerti gratuiti in programma dal mattino di sabato 21 gennaio fino alla notte di domenica 22. Mozart Nacht und Tag (www.cineteatrobaretti.it), questo il titolo della manifestazione gratuita giunta alla sua quarta edizione, porterà sui palchi del Cineteatro Baretti, della Chiesa dei SS.Pietro e Paolo Apostoli, del Conservatorio Giuseppe Verdi e della Casa del Quartiere di San Salvario, più di centoquaranta strumentisti per una due giorni di musiche mozartiane. (guido andruetto)
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DOVE DORMIRE
HOTEL DOGANA VECCHIA Storico hotel del centro, dove soggiornò anche Mozart insieme al padre nel 1771 Doppia da 135 euro Corte d’Appello 4 Tel. 011-4366752

L’

DOVE MANGIARE
SCANNABUE Nel quartiere San Salvario, questo ristorante propone piatti della tradizione Menù da 30 euro vini esclusi Largo Saluzzo 25h Tel. 011-6696693

inverno è stagione di vacanze e sport sulla neve. L’Alpe di Siusi in Alto Adige, accanto agli sport di montagna (60 chilometri per lo sci alpino e 80 per quelli di fondo, 30 chilometri per le escursioni e 18 per lo slittino), propone otto giorni di concerti in uno scenario suggestivo. È la decima edizione di Swing on Snow(www.alpedisiusi.info), festival musicale che si svolge all’aperto, nei siti storici, negli alberghi e nei rifugi, dal 22 al 29 gennaio, a Scillar, Sasso Lungo e Sasso Piatto. Arriveranno gruppi musicali italiani, tedeschi, svizzeri, austriaci, inglesi, francesi e sloveni; nei 23 concerti si suonerà jazz e musica folk rivisitata. Tra gli ospiti: i Crossfiedler, gli Spafudla, gli Hotel Palindrone, i Federspiel, Christine Lauterburg, il gruppo gipsy Langa, Miranda Cortes, e Marianne Wade. Gran finale il 28 gennaio con il gruppo Aluna che accompagnerà un reading dello scrittore tedesco Veit Heinichen. (roberto caramelli)
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DOVE DORMIRE
ROMANTIK HOTEL TURN Centro benessere e atmosfera calda a Fiè allo Scillar Doppia da 180 euro Kirchplatz 9 Tel. 0471-725014

DOVE MANGIARE
TIRLER Si trova all’interno del Dolomites Living Hotel di Alpe di Siusi. Specialità piatti di carne Oltre 100 etichette di vini in cantina Menù da 30 euro Saltria 59 Tel. 0471-727927

Aosta
ECCO L’OPERA POP DI ANDY WARHOL
La Pop Art americana continua a creare interesse nel pubblico per la sua attualità. La mostra Andy Warhol dall’apparenza alla trascendenza, al Centro Saint-Bénin fino all’11 marzo, propone ottanta lavori dell’artista realizzati tra il 1957 e il 1987, anno della sua morte Tra le opere esposte in questa mostra: le celebri Campbell’s Soups Cans, gli Space Fruits, i Flowers www.regione.vda.it

Lecce Trekking nel parco con vista sulle vigne

Catanzaro Omaggio alla scultura contemporanea

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Roma
IL PITTORE GUERCINO E IL SUO SECOLO
Il pittore barocco Francesco Barbieri, detto il Guercino, originario della città di Cento, fu attivo a Roma tra il 1621 e il 1623. La mostra Guercino, a Palazzo Barberini fino al 29 aprile, propone 35 opere del maestro emiliano Tra queste, La Madonna della Ghiara, Santa Petronilla, Ritorno del figliol prodigo www.civita.it

rekking & Vino. Una on the road nel Parco del Negroamaro, a nord di Lecce, nel triangolo San Donaci, Guagnano, San Pancrazio, lungo un itinerario di quindici chilometri: fluido, veloce, misto asfalto-sterrato. L’appuntamento Trekking nel Parco del Negroamaro, a cura di SpeleoTrekking Salento (www.speleotrekkingsalento. com), è per domenica 22 gennaio, con raduno a Lecce alle 9, presso l’ufficio del Catasto (Viale Gallipoli 18), per poi raggiungere il bar della stazione di Guagnano dove, alle 10, si parte. Seguendo un percorso di sconfinate pianure, in splendidi contesti naturalistici caratterizzati da diverse colture estensive, si potranno ammirare i primi germogli della primavera salentina, dai fiori di mandorlo alle margheritine. Gradevoli tracciati, fiancheggiati dalle vigne note in tutto il mondo per la produzione di Negroamaro, s’incrociano con i canali di irrigazione che segnano il territorio e lo rendono unico. (osvaldo scorrano)
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DOVE DORMIRE
HOTEL PATRIA PALACE Nel centro di Lecce, di fronte alla basilica di Santa Croce Camera doppia da 160 euro Piazza Riccardi 13 Tel. 0832-245111

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DOVE MANGIARE
LOCANDA RIVOLI Ecco un indirizzo che si distingue per le proposte della tradizione Pasta fatta in casa Menù da 25 euro bevande incluse Via Augusto Imperatore 13 Tel. 0832-331678

atanzaro, la città dei tre colli, del vento che non smette mai di sussurrare, degli antichi e preziosi velluti, e poi di San Vitaliano, ospita in questo periodo due importanti mostre di arte contemporanea. Enzo Cucchi, dedicata al grande esponente della Transavanguardia, con oltre cinquanta opere, è al Marca (www.museomarca.com) fino al 1° aprile. La fondazione Mimmo Rotella (www.fondazionemimmorotella.net) ospita invece una retrospettiva dedicata allo scultore e designer Alex Pinna, con Ti guardo, mi guardo, aperta fino al 25 febbraio. Da non perdere per chi ama l’arte, in città, una visita al Parco della Biodiversità Mediterranea: sessanta ettari nel cuore di Catanzaro, trasformati sette anni fa da discarica a museo a cielo aperto di arte contemporanea con interessanti installazioni. Un grande sito archeologico da visitare, a pochi chilometri dalla città, è il Parco di Scolacium. (bettina bush)
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DOVE DORMIRE
HOTEL GUGLIELMO Un moderno 4 stelle del centro Camera doppia da 160 euro con il pacchetto “prenota 3 notti” Via A.Tedeschi 1 Tel. 0961-741922

DOVE MANGIARE
DA SALVATORE In un vicolo nei pressi del Duomo Specialità pesce Menù da 20 euro vini esclusi Prima Salita del Rosario 28 Tel. 0961-724318

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VALE IL VIAGGIO
ILLUSTRAZIONE DI JULIA BINFIELD

PER SAPERNE DI PIÙ segreteria_viaggi@repubblica.it laRepubblica Viaggi, via C. Colombo 90 00147 Roma

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FESTIVAL &DINTORNI
SALUZZO (CN)
RASSEGNA TEATRO PIEMONTÈIS Dal 21 gennaio al 24 marzo, il Teatro Don Bosco ospiterà la 21ma edizione di questo festival tutto dedicato al teatro recitato in “lingua piemontese” Le Compagnie del Piccolo Teatro Caragliese, Fric-Filo2, Nostro Teatro di Sinio e J’una Tantum porteranno in scena commedie, farse, drammi www.fondazione bertoni.it

Da “Glass Hostaria” a Roma. Molte suggestioni nel piatto, ottima tecnica e giusto un pizzico di tradizione

Napoli Con il teatro alla scoperta della città

L’Italia incontra il Giappone così il menù è più creativo
ANTONIO SCUTERI
l toccofemminile nei sottili rimandi alla memoria, affettuosi ma mai nostalgici. L’approccio internazionale nella capacità di distillare e riadattare le culture gastronomiche più disparate. L’apertura mentale nella ricerca senza pregiudizi di nuovi accostamenti. È una girandola di suggestioni da Glass Hostaria la cucina di Cristina Bowerman, italiana di nascita e cittadina del mondo d’adozione, vulcanica e riflessiva, istintivamente curiosa e razionalmente rigorosa. Il tutto sostenuto dalla spina dorsale di una tecnica in continuo affinamento. Per volare ancora più in alto il consiglio, semmai, è di lasciarsi andare un po’ di più, e passare dal virtuosismo di testa all’emozione di cuore, dalla perfezione compositiva dell’ikebana al calore espressivo di un dipinto naïf. Il carpaccio di lingua, giardiniera, salsa al ciauscolo e gelato di senape riunisce in sé la sapienza ebraica del pastrami, il culto romano del quinto quarto e la soavità del bollito piemontese. Divertente testacoda Italia-Giappone nella tartare di manzo con capperi, tobiko e salsa al wasabi. Meno convincenti i gamberi rossi su salsa di ostriche e lattuga: materia prima ineccepibile ma gusto poco concentrato. Dolcezza, sapidità e acidità si inseguono nel risotto con zucca, blu di Bagnoli e riduzione di birra e fanno da preludio all’esplosione di sapore dei raviolini di parmigiano 60 mesi, funghi e burro di Normandia. Tra i secondi, di grande impatto sia il cervo con salsa di foie gras, patate e cioccolato che l’agnello con susine e topinambur speziato. Chiusura dolce con un sorprendente cheesecake alla zucca. Avvertenza finale: cantina ormai importante e non banale. Il conto è lievitato nel tempo e con il susseguirsi dei riconoscimenti, ma il menu degustazione da 65 euro aiuta a contenere la spesa. Alla carta, inevitabilmente, un po’ di più. a.scuteri@repubblica.it

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l teatro può aiutare a far scoprire la città e Napoli, dove tutto è possibile come sul palcoscenico, il teatro ce l’ha nel sangue. Le passeggiate recitate sono un’iniziativa dell’associazione Insolitaguida (www.insolitaguida.it) che, per alcune domeniche, dalla fine di gennaio alla fine di marzo, accompagnerà gruppi di visitatori attraverso vicoli, piazze, palazzi, narrando antiche storie, leggende e recitando brani teatrali. Appariranno magicamente personaggi famosi del passato come i fantasmi di Raimondo di Sangro e del principe di San Severo. Spiritelli dispettosi e burleschi accanto alle donne di “facili costumi” della Napoli delle case di tolleranza, come Dorina da Sorrento e Anastasia ‘a friulana. Non mancheranno i colpi di scena di questo spettacolo itinerante con la collaborazione della Compagnia Teatrale di Giulio Canfora. Per prenotazioni e contributi: info sul sito. (ivo marchetti)
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DOVE DORMIRE
HOTEL MAJESTIC Un hotel moderno e confortevole della zona Chiaia Doppia da 110 euro Largo del Vasto 68 Tel. 081-416500

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DOVE MANGIARE
ANTICA TRATTORIA DA CARMINE Specialità della tradizione partenopea in un ambiente familiare Menù da 20 euro vini esclusi Via dei Tribunali 330 Tel. 081-294383

GLASS HOSTARIA
Vicolo del Cinque 58 Roma Tel. 06-58335903 www.glass-restaurant.it

BOLOGNA
PERSONAL EFFECTONSALE Nel 1925, a Parigi, Le Corbusier realizzò per l’Esposizione delle Arti Decorative il Padiglione dell’Esprit Nouveau Nel 1977 una copia esatta di quella struttura fu creata nella Fiera di Bologna: ospita dal 27 al 29 gennaio questa curiosa rassegna culturale, all’interno di Arte Fiera, che espone e mette in vendita al prezzo simbolico di 9,90 euro oggetti di artisti italiani e stranieri www.artefiera. bolognafiere.it

Sicilia Quando l’arte invade l’intera isola

DOVE DORMIRE
RELAIS LE CLARISSE Via Cardinale Merry del Val 20 Tel. 06-58334437

ROMA
GIORNO DELLA MEMORIA La Casa della Memoria in via San Francesco di Sales, a Trastevere, propone dal 23 al 30 gennaio incontri con le scuole, letture, presentazioni di libri, proiezioni di film e docufilm, testimonianze e una mostra www.casadella memoria. culturaroma.it

DOVE COMPRARE
BEPPE E I SUOI FORMAGGI Via S. Maria del Pianto 9/a Roma Tel. 06-68192210

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a manifestazione culturale è ispirata a Kore, figura mitica con forti legami in Sicilia. Cuore della rassegna Circuito del Mito, promosso dall’assessorato regionale al turismo della Regione, sono le mostre d’arte realizzate da Athena Communications, e riunite nella rassegna internazionale di pittura e scultura Mito contemporaneo con allestimenti, dal 25 gennaio al 29 febbraio, in diverse città dell’isola: il pittore ligure Raffaele De Rosa al Politeama di Palermo; lo scultore Alfredo Sasso, al Museo Archeologico di Lipari; il siciliano Girolamo Ciulla al Museo di Aidone con un progetto ispirato alla Dea di Morgantina; il giapponese Kan Yasuda con le sue sculture di grandi dimensioni a Taormina, tra il Teatro greco e il corso storico della città. Spazio alla donna come artista e musa ispiratrice al Museo Abatellis di Palermo con un itinerario tra figure mariane e capolavori del Cinquecento mai esposti prima. (adriana falsone)
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DOVE DORMIRE
HOTEL EXCELSIOR Albergo del centro a pochi passi da Via Libertà Camera doppia da 115 euro Via Marchese Ugo 3 Tel. 091-7909001

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DOVE MANGIARE
CASA DEL BRODO Cucina tradizionale siciliana con piatti come maccheroni alla Norma, bucatini con le acciughe, involtini di spada Menù da 30 euro Corso Vittorio Emanuele 175 Palermo Tel. 091-321655

L’iniziativa Vino e tromba, grande concerto tra le botti
MICHELE SATTA
Località Casone Ugolino 23 Castagneto Carducci (Livorno) Tel. 0565-773041 www.michele satta.com

intitola Semetipsum (proprio se stesso) ovvero concerto per vino e tromba. È davvero inedito il progetto che per il secondo anno si è svolto nella cantina di Michele Satta, uno dei nomi più importanti di Bolgheri. Il musicista Nils Petter Molvaer ha improvvisato con il suo strumento, lasciandosi suggestionare dalle botti, dai paesaggi e dalla degustazione di un Viogner 2010. Il concerto è ora diventato un disco, venduto in “abbinamento” al vino, prodotto in sole duecento bottiglie magnum. Un cofanetto unico che si aggiunge alla produzione di alto livello di Michele Satta, con etichette come il Piastraia, i Castagni e il Giovin Re.

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ILLUSTRAZIONE DI JULIA BINFIELD

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VIAGGI IL PUNTO

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PER SAPERNE DI PIÙ www.slowfood.it www.eleuthera.it

VivereSlow
Oasi di biodiversità marine, pesce povero e freschissimo, abitanti accoglienti: l’isola al di là del dramma immigrazione
IL CONSIGLIO

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LA TRATTORIA/1
DA NICOLA Pesce povero e fresco, cucinato alla lampedusana Strada di Ponente 5 Tel. 0922-971239

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CARLO PETRINI

ampedusaè un’isola “di mare”: detto così sembra un nonsense, ma lo si capisce meglio se si tiene conto che invece Pantelleria è considerata un’isola “di terra”, perché l’economia locale si basa prevalentemente sull’agricoltura. A Lampedusa invece ruota tutto intorno al mare e non è un caso, perché questa zona vanta, come sostiene il mio amico Sivio Greco (noto biologo marino), la più elevata biodiversità marina del Mediterraneo. Un

LA TRATTORIA/2
DA BERNARDO Locale semplice, ma accogliente Via Terranova 5 Tel. 0922-1830436

La vera Lampedusa
paradiso per chi fa immersioni: dicono che una volta sott’acqua sembri di essere in un mondo parallelo che brulica di vita, con specie autoctone e anche tutte le specie aliene del Mediterraneo. Del resto siamo a un crocevia che raccoglie ciò che entra sia da Gibilterra, sia dallo stretto di Suez. Isola “di mare” e anche isola “di vita”, dunque. Ma non è soltanto per ciò che c’è nel mare che Lampedusa è da considerarsi tale. Lo è anche per l’umanità che la popola, a dispetto di chi la vede sempre e solo come un luogo molto triste, dove la morte dei numerosi e sfortunati migranti che la trovano come approdo è purtroppo all’ordine del giorno. Per cui bisogna andarci, e non solo per fare i turisti, ma proprio per sostenere questa vita e “immergersi” in essa, approfittando del fatto che è animata soprattutto dalla pesca, in gran parte sostenibile e gestita da piccoli pescatori che saranno ben felici di ospitarvi. Ecco un numero di telefono, 330850390, a cui ci si può rivolgere per dormire nelle case dei pescatori, fare l’esperienza dei loro ritmi e della loro cucina, anche dell’andare in barca insieme. In poche parole per vivere Lampedusa come la vivono i lampedusani e capire che,
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LE IMMAGINI
Al centro, uno scorcio del porto di Lampedusa

al di là dell’immagine che ne abbiamo, c’è molto di più e questo di più riguarda cose belle e sentimenti sinceri che i lampedusani non hanno mai lesinato a nessuno. Essendo isola “di mare” è naturale che la cucina locale veda il pesce trionfare. Pesce povero, quello che i pescatori non vendevano bene e che quindi portavano a casa. Pesce sano, nutriente, abbondante, poco costoso e anche il più sostenibile. Consiglio la trattoria “Da Nicola” dove lo zi’ Nicola, ex pescatore in pensione, conosce tutti i canali per approvvigionarsi ogni giorno con materia prima freschissima: pesci serra, ricciole, aguglie, sgombri, calamari cucinati nei modi locali, alcuni dei quali influenzati dalla cucina araba o meglio “mussulmana”, poiché le antiche invasioni in questo lembo di Mediterraneo furono opera di maghrebini e non di “arabi”. “Da Nicola” si trova sulla strada che porta all’isola dei Conigli. Se volete restare nei pressi del porto di Lampedusa, invece, potete orientarvi su “Da Bernardo”, appena fuori dal centro, altro luogo semplice e di grande sostanza. Se volete comprare prodotti di qualità trasformati secondo tradizione, il negozietto di Rosa Samularo nella strada che dal porto sale al centro del paese farà al caso vostro, mentre per una ricca colazione a base di paste di ricotta e frolle andate al “Bar dell’Amicizia” di don Pino Brignone, il cantore dell’isola, un vero poeta. Febbraio è un buon momento per visitare Lampedusa: Silvio Greco nel 2004 ha scoperto che è diventata luogo di riproduzione per le balene, che arrivano proprio in questo periodo. Noi invece arriveremo in aereo da Catania o da Palermo, o in nave da Agrigento o Porto Empedocle, ma forse si dovrebbero potenziare un po’ di più i collegamenti, per poter rendere Lampedusa ancora di più isola “di vita”. c.petrini@slowfood.it
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LIBRI PER PARTIRE

STILE DI GUIDA

Castelli e torri di Babele l’Italia sconosciuta dei costruttori di sogni
DARIO OLIVERO
ome tanti Guadì o tanti Don Chisciotte hanno costruito la loro utopia senza curarsi di quanto avveniva nel mondo cosiddetto normale. Prima facevano vite anche quelle cosiddette normali: muratori, ferrovieri, contadini. Alcuni erano mariti e padri, altri avevano commesso errori. Ma tutti, a un certo punto, hanno incominciato a seguire un’altra strada. Sono diventati quelli che Gabriele Mina chiama nel libro da lui curato Costruttori di Babele. Recuperano detriti e materiali abbandonati per farne fortezze in mezzo al nulla, COSTRUTTORI raccolgono ciottoli di mare DI BABELE per lastricare edifici militari di Gabriele abbandonati in cui vanno a Mina, vivere, imbullonano meccaelèuthera, nismi e motori a scoppio per 332 pagine, costruire case che si alzano di 16 euro un piano per vedere il mare come il castello errante di Howl di Miyazaki. In Liguria, in Sicilia, in Campania, in Lombardia, in Toscana: tutte queste cattedrali costruite da visionari, eremiti, sognatori, paranoici sono disseminate nel nostro paese ma mai nessuno prima d’ora si era sognato di recensirle, raccontarne le storie e farne una guida ai luoghi fantastici e addirittura, anche se resta la parte meno suggestiva del libro, uno studio antropologico. Quel che colpisce è l’idea che esistano nell’assoluta e piatta monotonia di una zona industriale, nel podere abbandonato e litigato tra eredi, in una zona abbandonata dalla distrazione di un Comune o conteso per la solita speculazione edilizia, questi uomini coscientemente anonimi e non allineati. Che seguono un’ossessione e che combattono per innalzarla verso il cielo. http://olivero.blogautore.repubblica.it Twitter: daolivero
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Oleifici, hotel, vinerie la Puglia più golosa ora si svela con un clic
PAOLA SANTORO
vero che una sedicesima edizione non si può definire una novità in sé, ma la casa editrice Tirsomedia e la sua La Puglia è servita 2012 merita davvero una segnalazione. Fresca di stampa, è un compendio di oleifici, cantine, vinerie, dimore storiche e ovviamente ristoranti, hotel e bed&breakfast che riassumono la rivoluzione che ha ridisegnato la regione nell’ultimo quinquennio, restituita in un “pacchetto” allegro, preciso e di facilissima consultazione. Per di più, da quest’anno, buona parte delle 247 schede sono consultabili anche via Internet, sia dallo smartphone che dai tablet, e basta un clic per accedere direttamente al sito web delle diverse strutture nonché visualizzare il percorso per raggiungerle e le diverse offerte.

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È

LA PUGLIA È SERVITA
Tirsomedia, 18 euro, 550 grammi

Il box “Tipicittà”, che segue ogni scheda, non è una novità editoriale eclatante: quasi tutte le guide hanno un indirizzario simile a margine di ogni segnalazione con negozi di specialità o di souvenir. Ma qui non si perde tempo: una riga, un indirizzo (soprattutto web) e il gioco è fatto. Degno di copyright è il capitolo “Ristomare”: quante altre guide riuniscono in un unico capitolo tutte le possibilità di una cena sul/in riva al mare? Si potrebbe usare come spunto e inaugurare un capitolo “Ristogiardino” per segnalare dove si cena all’aperto. p.santoro@repubblica.it
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VIAGGI LE PARTENZE

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PER SAPERNE DI PIÙ http://viaggi.repubblica.it http://viaggi.repubblica.it/vacanze

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Le offerte della settimana
Terre vicine
VOLARE LOW COST A CRETA E CIPRO
Ryanair, una delle più celebri e utilizzate compagnie aeree low cost, ha appena annunciato la nascita di tre nuove rotte dall’aeroporto Ciampino di Roma verso Creta (aeroporto di Chania) e Cipro (aeroporti di Kos e Pafos). L’idea di mettere in vendita un milione di posti a 9,99 euro tra febbraio e marzo è venuta proprio per festeggiare queste nuove rotte. Cipro e Creta sono visitabili tutto l’anno per la natura, per i centri storici e per le aree archeologiche

SCELTA PER VOI
RELAX E NEVE A PESCOCOSTANZO
Pescocostanzo, piccola e bella località di montagna in provincia de L’Aquila, fa parte dei “Borghi più belli d’Italia” Il centro storico risale al Medioevo, ma non mancano reperti che rimandano all’età romana. Il relais Ducale Spa&Pool propone questo pacchetto scontato, valido solo nei giorni infrasettimanali Naturalmente sono molte le piste da sci, gli impianti e i percorsi naturalistici all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo

da9,99€
febbraio e marzo messi a disposizione 1 milione di posti per viaggiare in Europa Ryanair 895-5000020 www.ryanair.com

da480€
fino a marzo 2 notti per 2 persone colazione e centro benessere Relais Ducale Spa&Pool 0864-642484 www.relaisducale.it

MIGLIAIA DI BIGLIETTI AEREI SCONTATI
Alitalia propone prezzi interessanti per volare fino a giugno, acquistando il biglietto nazionale o internazionale entro il 30 gennaio. Ecco alcuni esempi: si può volare da Roma a Venezia (e viceversa, solo andata) dal 1° febbraio al 24 giugno a partire da 39 euro Da Roma a Catania da 42 euro, da Milano a Lamezia da 44 euro Ma c’è anche (a/r): Roma-Barcellona da 89 euro o Napoli-Osaka da 399 euro L’offerta è soggetta a disponibilità posti

IN SARDEGNA PER IL CARNEVALE
“Carresecare” è un antico termine che significa “carne da tagliare” Rimanda ad antichi sacrifici pagani fatti durante il Carnevale. Ed è anche il titolo del viaggio nel passato dell’Isola, proposto da Sardegna Insolita, per assistere ai riti carnevaleschi Si toccano: Nuoro, Paulilatino, Mamoiada (con i celebri Mamuthones), Orotelli (con la sfilata del Thurpos, uomini travestiti da animali ciechi), Ottana, Oristano (con la Sartiglia)

da39€
da febbraio a giugno solo andata volo da Roma a Venezia (o viceversa) Alitalia 892010 www.alitalia.com

A Londra per imparare l’inglese nell’anno di Charles Dickens
TUTTO L’ANNO

da800€
dal 18 al 22 febbraio a persona in doppia, compresi hotel 4 stelle in mezza pensione sardegna Insolita 348-4377602 www.sardegnainsolita.it

da1.140€

A PERSONA, 14 GIORNI

BAGNI DI FIENO IN VAL D’ULTIMO
I bagni di fieno aiutano a respirare, soprattutto se quel fieno proviene da alpeggi non concimati chimicamente Siamo nella Val d’Ultimo, in Alto Adige, dove l’Hotel Arosea propone tre giorni in mezza pensione con trattamenti benessere che puntano tutti al miglioramento della respirazione L’albergo è dotato di palestra, solarium e stimolarium. L’offerta è valida fino al 31 gennaio. Per la costruzione della struttura è stato usato legno di pino

da379€
fino alla fine di gennaio a persona, in doppia con trattamenti benessere Hotel Arosea 0473-785051 www.arosea.com

Alloggio e corso di lingua, Esl (Ecole Suisse de Langue) 02-89058444 www.esl.it

Nel 2012 la Gran Bretagna festeggia i 200 anni dalla nascita di Charles Dickens, il più grande scrittore dell’epoca vittoriana. Quale migliore occasione per imparare l’inglese a Londra, con Esl nel British Study Center a prezzi interessanti che comprendono anche l’alloggio? L’Esl propone anche corsi d’inglese a Malta da 720 euro, lo spagnolo a Barcellona da 903 euro, il francese a Parigi da 1.330 euro Corsi per due settimane

FASCINO E MISTERO DEL MAROCCO
Agadir è una località del sud del Marocco, affacciata sull’Oceano Atlantico e ai piedi dei monti dell’Atlante, che fu fondata dai portoghesi all’inizio del 1500. Il Club Med di Agadir lancia una promozione speciale con sconto del 28 per cento sulla cifra qui accanto indicata per chi prenota entro il 3 marzo I voli sono inclusi e partono da Roma, Milano, Torino, Venezia e Bologna Sette i giorni di permanenza previsti per l’intero tour

da990€
partenze fino al 4 marzo a persona, soggiorno più volo da Roma, Milano e altre città Club Med Italia 848-800826 www.clubmed.it

Terre lontane
OASI DI BENESSERE A SANTO DOMINGO
La Casa Bonita Tropical Lodge è uno splendido albergo sulla costa est della Repubblica Dominicana, presso Bahoruco, un villaggio a tre ore di auto dall’aeroporto internazionale di Santo Domingo. La zona è poco battuta dal turismo di massa. Casa Bonita è dotata di un attrezzatissimo centro benessere e di tutte le strutture sportive Si possono visitare da qui molte attrazioni naturalistiche e culturali Il volo, escluso, costa 1.030 euro

TOUR NELLA BIRMANIA SPIRITUALE
Il viaggio proposto da Go Asia nei luoghi più autentici e spirituali della Birmania è di 10 giorni e 7 notti. Si vola da Milano o Roma su Yangon, la capitale Dopo una visita alla città si raggiunge il Lago Inle dove si potranno ammirare i curiosi “orti galleggianti” e i villaggi su palafitte. Successiva tappa è Mandalay con il Palazzo reale e i monasteri. Poi, una minicrociera sul fiume Irrawaddi fino a Mingun con la più grande campana birmana

NELLE TRE METROPOLI D’ORIENTE
Tokyo, Seoul e Pechino sono tre capitali dell’Asia moderna e tecnologica, che mantengono però vive tutte le più antiche tradizioni. Il programma prevede come prima tappa la capitale cinese con visite alla Città Proibita e ai dintorni della città. Si passa poi a Seoul, dove verranno visitati i palazzi dell’antica dinastia reale e il modernissimo centro cittadino Infine, Tokyo con la visita a Harajuku e Omotesando. Esclusi i voli dall’Italia

da153,86€
tutto l’anno soggiorno a persona in doppia Casa Bonita Tropical Lodge Info: Ente Turismo Repubblica Dominicana, 02-8057781 www.godominicanrepublic.com

da1.530€
da fine gennaio ad aprile a persona, compreso hotel e volo da Roma e Milano Go Asia 071-2089301 www.goasia.it

da2.100€
aprile 2012 a persona, compreso hotel e voli tra le capitali Selene Viaggi 06-632061 www.seleneviaggi.com

SOLE E MARE ALLE SEYCHELLES
A febbraio sui può festeggiare San Valentino in maniera diversa: alle Seychelles dove è sempre estate e il mare è uno dei più belli al mondo Interessante la proposta del resort Constance Lémuria, un piccolo paradiso costruito nel rispetto della natura sulla spiaggia di Anse Kerlan, dove le tartarughe marine arrivano indisturbate a deporre le loro uova La colazione è inclusa nella tariffa, il volo dall’Italia è invece escluso

REUNION, PERLA DELL’OCEANO INDIANO
Un’isola tropicale ricca di leggende I portoghesi furono i primi, all’inizio del cinquecento a metterci piede I francesi la occuparono dal 1642 in poi. Fu con la Rivoluzione francese che il nome da Ile Bourbon divenne Reunion. Il viaggio proposto da Seven Days parte da Milano e fa scalo a Parigi La prima tappa è la costa est dell’isola con la visita al cratere del vulcano Mafate. Poi, si passa a St. Philippe per scoprire il sud con le grandi foreste

IN BHUTAN PER LA FESTA BUDDISTA
Il viaggio si svolge ad aprile per l’appuntamento più importante per i buddisti di tutto il mondo Si deve prenotare con grande anticipo La festa è quella di Paro, che si trova nella cosiddetta Terra del Drago tonante, tra India e Tibet. Paro è a oltre 2.000 metri di altitudine, tra boschi e vallate incontaminate. Viene portata in processione dai monaci la statua del Signore della morte: si danza, si suona e si medita

da518€
febbraio 2012 a persona in junior suite, a notte, trattamento B&B Constance Lémuria Resort 0422-18-35342 www.constancehotels.com

da1.839€
fino al 31 marzo a persona, 8 giorni/7 notti hotel più volo da Milano Seven Days 011-3271476 www.sevendays.biz

da3.700€
aprile 2012 a persona, 14 giorni/12 notti hotel, volo da Roma o Milano Apatam Viaggi 0722-329488 www.apatam.it

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

IMPRESE&MERCATI
I 41

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TITOLO
A A.S. Roma A2A Acea Acegas-Aps Acotel Group Acque Potabili Acsm-Agam AdF-Aerop.Firenze Aedes Aeffe Aicon Alerion Amplifon Ansaldo Sts Antichi Pell Apulia Pront Arena Arkimedica Ascopiave Astaldi Atlantia Autogrill Autostrada To-Mi Autostrade Mer. Azimut B B&C Speakers Banca Generali Banca Ifis Basicnet Bastogi BB Biotech Bca Carige Bca Carige r Bca Finnat Bca Intermobiliare Bca P.Etruria e Lazio Bca P.Milano Bca P.Spoleto Bca Profilo Bco Desio-Brianza Bco Desio-Brianza rnc Bco Popolare Bco Santander Bco Sardegna rnc Bee Team Beghelli Benetton Group Beni Stabili Best Union Co. Bialetti Industrie Biancamano Biesse Bioera Boero Bart. Bolzoni Bon.Ferraresi Borgosesia Borgosesia rnc Brembo Brioschi Buone Società Buongiorno Buzzi Unicem Buzzi Unicem rnc C Cad It Cairo Comm. Caleffi Caltagirone Caltagirone Ed. Cam-Fin Campari Cape Live Carraro Cattolica As CDC Cell Therap Cembre Cementir Hold Cent. Latte Torino Ceram. Ricchetti CHL CIA Ciccolella Cir Class Editori Cobra Cofide Cogeme Set Conafi Prestito’ Cred. Artigiano Cred. Bergamasco Cred. Emiliano Cred. Valtellinese Crespi Csp D D’Amico Dada Damiani

Rif ieri
0,520 0,694 4,490 3,398 18,340 0,675 0,619 8,865 0,057 0,586 0,122 3,944 3,370 7,420 0,184 0,297 0,006 0,079 1,403 5,030 11,810 8,095 6,890 15,550 5,760 2,766 6,920 3,950 1,970 0,895 55,200 1,505 1,910 0,280 2,842 1,128 0,309 1,730 0,245 2,778 2,430 0,906 5,655 5,920 0,279 0,431 3,152 0,336 1,170 0,245 1,311 3,068 0,409 21,000 1,900 19,280 0,897 1,360 7,610 0,092 0,215 1,020 7,675 3,798 3,000 2,890 1,505 1,270 0,855 0,225 5,165 0,079 1,620 14,570 0,902 0,878 6,090 1,512 1,730 0,171 0,079 0,247 0,257 1,192 0,220 0,300 0,546 0,048 0,566 0,827 19,200 2,600 1,790 0,030 0,714 0,465 2,140 0,830

ieri
3,59 -0,14 -1,01 -0,06 3,85 -2,17 -3,43 -6,64 -0,18 1,30 0,56 0,72 -0,74 -5,56 0,13 -3,39 -1,00 -0,21 -0,79 -0,17 0,94 -0,58 -0,83 -0,17 -1,64 2,75 0,77 -1,60 -0,56 1,28 1,01 2,15 -2,00 -0,06 -0,85 0,65 0,41 -0,71 -0,26 -1,00 -0,18 -0,69 0,13 -1,87 -5,67 3,23 1,12 0,16 -1,13 -0,13 5,14 -2,27 2,56 1,72 1,55 0,42 -0,33 -1,93 -0,58 1,67 -0,96 -1,00 3,18 0,76 -3,27 -1,13 1,50 -0,53 0,64 1,90 0,13 0,86 -1,46 -1,41 -1,48 -1,15 2,73 -3,25 0,79 1,88 0,67 1,70 -0,97 -0,85 2,69 0,55

Var % inizio anno
-2,80 -9,29 -9,66 3,16 -5,46 -5,59 -3,58 -11,26 -8,83 -0,51 -8,07 3,06 -0,60 -10,66 0,41 -3,39 -4,24 2,41 -0,49 -6,64 5,13 -11,04 -5,99 -9,15 -4,82 -4,49 -1,20 -7,77 -6,77 7,60 -0,33 -1,55 -5,63 2,82 -0,18 -1,97 -5,98 -0,04 -7,34 1,25 -10,39 -5,28 -20,59 -9,97 -5,67 1,09 -4,39 -0,85 -7,35 -0,98 3,72 -0,37 1,06 -2,13 3,10 3,19 11,34 6,47 -16,99 -4,94 9,80 12,43 -9,31 3,44 -3,71 -8,63 -8,06 -6,12 -2,55 13,34 5,81 0,90 -6,09 0,40 12,36 -3,94 -1,70 2,57 -2,11 -4,31 -14,50 -7,38 -15,38 -5,66 -10,28 -4,37 -6,29 -0,42 0,10 -7,28 1,65 8,73 -4,61 2,45 -1,83 -11,71

2011- 2012 min max
0,444 0,696 4,521 3,145 17,132 0,644 0,605 8,514 0,051 0,485 0,119 3,263 3,072 5,463 0,162 0,170 0,004 0,075 1,237 3,619 9,362 7,206 6,614 15,375 4,369 2,510 6,311 3,718 1,862 0,869 39,719 1,270 1,904 0,258 2,726 0,965 0,258 1,712 0,237 2,740 2,200 0,810 5,209 3,223 0,251 0,415 2,806 0,293 0,901 0,237 1,271 2,313 0,371 20,000 1,536 18,861 0,802 1,250 6,131 0,069 0,204 0,731 5,643 2,974 2,764 2,408 1,115 1,256 0,809 0,217 4,427 0,036 1,376 13,841 0,891 0,749 5,126 1,310 1,673 0,144 0,067 0,234 0,254 1,154 0,221 0,299 0,524 0,034 0,570 0,677 18,038 2,352 1,643 0,028 0,688 0,419 1,918 0,796 1,256 1,182 8,591 4,572 44,325 1,466 1,183 12,370 0,228 1,463 0,269 5,886 4,532 9,606 0,600 0,377 0,029 0,463 1,719 5,957 16,090 10,956 11,380 24,442 8,468 3,997 11,529 5,588 3,068 1,693 55,079 1,805 2,774 0,524 4,371 3,206 1,032 3,451 0,441 4,096 3,724 2,721 9,281 9,891 0,555 0,729 5,708 0,764 1,441 0,420 2,026 7,879 1,012 21,000 2,344 31,311 1,325 1,415 10,258 0,171 0,735 1,455 10,820 6,072 4,325 3,275 1,578 2,094 1,948 0,425 5,909 0,428 4,450 20,331 1,880 1,948 8,731 2,327 4,080 0,311 0,152 0,350 0,760 1,766 0,500 0,996 0,780 0,377 1,069 1,499 24,744 5,398 3,691 0,221 1,295 1,004 4,894 1,246

Cap. in mil. di
68 2185 963 186 75 24 48 88 40 62 13 170 748 1042 8 70 11 7 327 496 7506 2057 610 67 829 31 768 213 121 16 2676 5 102 444 83 1006 51 166 324 32 1606 39 19 86 585 650 11 19 44 85 15 91 49 109 40 1 508 73 2 108 1261 153 27 227 19 151 106 180 3015 4 74 786 11 105 239 17 14 13 22 46 955 23 12 389 3 27 318 1168 873 484 5 24 69 34 68

IL PUNTO

TITOLO

Rif ieri
7,015 4,428 4,250 0,282 0,885 5,725 6,410 0,764 0,073 0,328 0,510 7,290 11,220 0,130 0,191 1,680 0,580 0,701 0,468 0,297 5,760 16,200 0,305 0,079 0,828 11,800 0,340 6,700 3,970 4,950 35,620 30,000 1,005 8,350 6,700 0,386 0,024 0,930 3,240 0,299 5,330 0,960 1,706 3,388 1,890 3,994 0,020 1,329 0,281 167,500 5,295 1,458 0,473 0,839 0,154 0,165 0,721 15,500 2,770 2,368 0,356 0,033 64,500 5,255 8,140 3,030 0,504 3,012 7,035 0,182 0,120 3,700 1,285 3,330 2,990 8,650 4,524 0,094 0,245

ieri
1,45 -0,63 -0,65 -0,70 0,57 -2,72 0,16 -0,46 3,12 -3,16 -1,92 7,68 2,19 -3,20 0,79 0,30 -1,36 -1,75 2,27 2,38 1,59 0,93 -2,02 -1,50 4,15 -0,84 -0,15 2,13 1,28 5,10 0,76 -1,47 -5,65 3,16 -4,69 -2,80 1,31 -0,28 -5,88 0,35 0,41 -0,53 1,17 0,08 0,39 -0,56 1,04 2,20 -1,06 0,19 0,35 -0,58 1,76 -2,87 -2,73 -1,20 -1,68 2,14 1,37 -0,72 2,80 0,50 -2,42 -2,68 6,57 2,15 2,46 -0,33 3,16 0,53 -2,19 -2,12

Var % inizio anno
4,94 -1,29 6,25 -11,21 0,63 3,34 2,56 -5,85 -15,17 64,15 -10,53 5,88 12,76 -10,82 -19,52 1,82 -10,36 1,59 -4,76 -29,79 1,59 0,68 -11,30 -10,05 2,22 4,61 8,12 -0,74 -0,50 -2,56 6,20 0,65 -8,64 5,68 -16,63 -6,54 -8,37 -16,49 -11,97 -5,88 -12,96 -2,70 -5,69 -0,65 -9,91 7,09 -9,35 12,66 -2,47 -9,04 -1,18 -5,86 -4,62 2,27 3,96 0,29 -2,71 -8,34 -4,09 1,74 -0,57 -5,13 -5,96 -29,54 2,60 -29,43 -32,94 -8,42 1,98 0,30 -2,35 3,35 0,09 -16,71 -9,03

2011- 2012 min max
4,956 3,924 3,944 0,280 0,772 4,549 5,028 0,694 0,071 0,112 0,351 5,848 9,291 0,131 0,190 1,600 0,582 0,636 0,444 0,269 5,340 14,713 0,279 0,078 0,740 11,035 0,230 5,281 3,640 4,433 23,771 30,000 0,858 8,339 6,081 0,286 0,024 0,725 3,211 0,297 5,002 0,941 1,495 3,173 1,798 3,627 0,019 1,185 0,275 166,700 4,065 1,392 0,362 0,728 0,144 0,165 0,656 9,020 2,402 2,087 0,324 0,032 61,124 4,868 3,816 2,236 0,493 2,362 4,672 0,184 0,121 3,331 1,141 3,143 2,590 7,341 4,302 0,094 0,077 7,654 6,274 9,851 0,490 1,451 9,846 6,645 1,277 0,586 0,798 0,769 9,738 16,037 0,248 0,604 2,395 0,875 1,347 0,880 2,062 7,733 21,402 0,612 0,290 1,410 25,241 0,402 8,731 6,106 13,672 38,607 39,250 2,006 10,832 8,129 0,635 0,091 1,700 7,328 0,299 8,760 5,601 2,739 4,285 2,931 6,039 0,099 2,102 0,663 167,500 9,596 1,580 1,490 1,144 0,238 0,400 1,014 18,734 3,463 3,781 0,708 0,092 96,373 11,358 10,173 7,352 0,525 13,105 17,139 0,550 0,417 4,789 1,501 4,627 4,113 13,274 5,678 0,391 0,288

Cap. in mil. di
3341 55 5 37 123 1932 1982 23 61 135 96 63 2387 49 9 46 19 517 13 13 1198 149 49 63 9 136 32 97 29 276 15707 4 967 82 368 54 48 1 52 8 1227 1 198 12066 225 361 8 638 24 197 20 11296 223 1 4306 5535 67 39 62 1987 369 22 2729 80 5831 18 389 157 37 38 145 202 456 364 16 1

Male Mediaset e Popolare Emilia Forti Eni ed Enel brillante Indesit

MILANO — Chiusura positiva, ma sotto i massimi di seduta, per le borse europee. A Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,69% a 15.325 punti. La migliore tra i big è stata Unicredit (+2,8%), grazie all'annuncio del fondo di Abu Dhabi, che salirà al 6,5% della banca. Deboli invece gli altri istituti a cominciare da Bper (-2,7%) e proseguendo con Bpm (-2%), Mediobanca (-1%) e Ubi (-0,72%). Tra gli energetici brilla Enel (+2,3%) in attesa delle nuove tariffe, ma anche Eni (+1,7%) in vista della separazione da Snam (+0,41%). Positiva anche Fiat (+1,9%), nonostante il calo delle immatricolazioni registrato a dicembre in Europa. Scivola invece Mediaset (-2,3%) dopo la bocciatura degli analisti di Mediobanca sulle stime 2011-2012. Fuori dal listino principale Indesit (+4,1%) ha festeggiato la diversificazione nei piccoli elettrodomestici.
Cap. in mil. di
693 346 336 1018 411 76 1165 19 16 4229 86 25 478 50 47 82 29962 7935 35 283 66745 1269 19 148 43 2731 1203 130 34 220 1882 4624 535 432 8171 381 312 13 147 1689 70 226 49 24 11 223 42 824 3 18941 588 34 421 24 1165 28 221 29 489 188 1011 13 452 2

TITOLO
Danieli Danieli rnc Datalogic De’Longhi Dea Capital Delclima Diasorin Digital Bros Dmail Group E Edison Edison r EEMS EI Towers El.En. Elica Emak Enel Enel Green Pw Enervit Engineering Eni Erg Ergy Capital Esprinet Eurotech Exor Exor priv Exor risp Exprivia F Falck Renewables Ferragamo Fiat Fiat Ind. priv Fiat Ind. risp Fiat Industr. Fiat prv Fiat rnc Fidia Fiera Milano Finarte C.Aste Finmeccanica FNM Fondiaria-Sai Fondiaria-Sai rnc Fullsix G Gabetti Pro.Sol. Gas Plus Gefran Gemina Gemina rnc Generali Geox Greenvision Gruppo Ed.L’Espresso Gruppo Minerali M. H Hera I I Grandi Viaggi IGD Il Sole 24 Ore Ima Immsi Impregilo Impregilo rnc Indesit Indesit rnc

Rif ieri
16,920 8,645 5,725 6,735 1,340 0,510 20,740 1,359 1,991 0,815 0,792 0,576 16,980 10,380 0,735 0,500 3,196 1,585 1,950 22,620 16,670 8,470 0,206 2,826 1,220 16,930 15,520 14,140 0,664 0,750 11,090 4,246 5,165 5,420 7,450 3,690 3,928 2,600 3,500 2,920 0,280 0,616 0,381 2,188 0,043 4,920 3,082 0,556 0,805 12,150 2,256 5,850 1,026 4,068 1,038 0,630 0,716 0,660 13,170 0,547 2,510 7,700 4,050 3,838

ieri
1,26 1,95 1,33 1,74 0,30 0,59 -1,47 1,42 -5,37 -0,06 0,70 3,13 -0,12 1,57 1,66 2,00 2,37 0,44 2,31 1,71 0,53 -1,44 0,71 1,67 -0,41 0,06 0,07 0,45 -1,38 -0,54 1,97 -0,77 1,21 0,54 2,61 2,29 -0,79 -0,14 -0,39 -4,50 -4,20 -0,09 0,23 2,50 9,99 -2,80 -0,68 0,16 0,98 3,74 0,10 2,61 0,99 -3,65 -1,35 -0,55 1,29 4,11 -

Var % inizio anno
-0,12 2,01 -1,63 2,12 -1,90 -47,69 3,80 5,51 47,37 -0,91 -1,92 -10,00 -9,44 -2,72 -6,61 -0,99 -0,93 -2,76 2,63 0,67 2,90 -3,80 -25,05 3,14 -10,29 6,01 5,94 6,72 -3,77 -13,50 5,52 14,45 10,55 11,29 9,56 14,24 15,87 -6,41 -1,74 -1,28 -6,70 -6,53 2,18 -1,80 -16,09 -1,40 7,39 -8,78 -1,29 0,75 -1,83 3,63 -7,57 0,54 -9,19 -5,41 -2,98 -9,09 -0,23 -4,04 4,67 8,37 1,35 -5,23

2011- 2012 min max
14,350 7,674 5,381 5,237 1,123 0,453 18,742 0,909 0,987 0,744 0,711 0,558 14,610 8,502 0,723 0,451 2,834 1,489 1,240 19,242 12,278 7,886 0,203 2,272 1,187 13,638 12,429 10,906 0,555 0,688 8,588 3,356 2,663 2,726 4,950 2,532 2,590 2,455 3,420 2,643 0,280 0,566 0,336 1,062 0,043 2,250 2,652 0,530 0,770 10,665 2,054 4,253 0,968 2,848 1,018 0,605 0,667 0,655 12,785 0,541 1,522 7,050 3,276 3,355 24,634 13,658 6,544 8,359 1,594 0,975 35,892 1,579 3,215 0,955 1,281 1,543 23,286 15,099 1,798 1,481 4,828 2,050 2,301 24,392 18,428 10,454 0,501 6,285 2,501 25,701 21,275 20,231 1,123 1,747 13,586 8,084 7,304 7,250 10,443 6,418 6,399 3,996 4,907 9,808 0,524 4,294 2,866 3,240 0,246 6,862 5,277 0,758 1,155 16,911 4,911 5,958 2,104 4,490 1,756 1,085 1,735 1,494 15,186 0,911 2,512 8,220 8,979 7,378

TITOLO
Industria e Inn Intek Intek r Interpump Intesa Sanpaolo Intesa Sanpaolo rnc Invest e Sviluppo Irce Iren Isagro IT WAY Italcementi Italcementi rnc Italmobiliare Italmobiliare rnc Italy 1 Invest. J Juventus FC K K.R.Energy Kerself Kinexia KME Group KME Group rnc L La Doria Landi Renzo Lazio Lottomatica Luxottica M M&C Maire Tecnimont Marcolin MARR Mediacontech Mediaset Mediobanca Mediolanum Meridiana Fly Meridie Mid Industry Cap Milano Ass. Milano Ass. rnc Mirato Mittel MolMed Mondadori Mondo Tv Monrif Monte Paschi Si. Montefibre Montefibre rnc Monti Ascensori Moviemax Mutuionline N Nice Noemalife Novare O Olidata P Panariagroup Parmalat Piaggio Pierrel Pininfarina Piquadro

Rif ieri
1,670 0,370 0,692 5,485 1,265 0,977 0,321 1,971 0,689 2,232 1,038 4,928 1,952 15,940 9,750 9,700 0,150 0,022 1,510 0,925 0,306 0,477 1,624 1,449 0,418 12,010 23,390 0,208 1,058 3,180 7,250 1,438 2,130 4,468 2,998 3,344 0,078 9,000 0,239 0,223 1,615 0,450 1,363 2,318 0,301 0,212 0,099 0,167 0,202 0,508 3,322 2,342 5,145 1,090 0,275 0,970 1,363 1,870 0,750 3,210 1,350

ieri
1,37 -1,98 0,46 0,72 1,93 -5,50 -0,90 -0,29 -5,02 -0,19 -0,36 0,10 1,66 -2,16 3,74 -1,31 0,49 1,39 0,15 -2,17 -2,63 -0,58 -0,97 5,05 -0,75 0,90 4,89 -2,38 -1,15 -2,35 -1,76 1,12 -3,94 0,04 -2,12 -1,03 0,52 -1,11 4,51 -0,75 1,55 -0,60 -0,68 -0,36 -3,06 -1,50 0,41 2,33 2,75 0,47 3,88 -4,93

Var % inizio anno
-7,22 -1,33 -2,54 1,95 -4,89 -3,27 -16,13 1,08 -10,34 -11,78 -14,07 4,41 -4,31 7,27 -0,66 -1,02 -51,32 7,77 -9,63 -13,95 -5,23 -4,60 -3,68 14,55 -9,47 1,69 7,34 1,22 4,96 -2,45 10,69 -0,76 -5,00 -1,59 -1,58 -36,18 -19,00 1,69 0,93 16,45 -4,21 -9,60 -2,15 -17,21 3,76 -18,90 -7,51 -10,46 -13,61 -3,71 -2,82 -2,92 -7,97 -0,67 0,07 -18,12 -2,67 -14,01

2011- 2012 min max
1,500 0,267 0,639 3,812 0,898 0,781 0,306 1,560 0,662 2,267 1,045 4,081 1,718 13,108 9,159 8,768 0,151 0,017 1,255 0,888 0,246 0,475 1,445 1,018 0,410 9,002 18,627 0,193 0,562 3,101 6,410 1,335 1,883 3,922 2,244 3,376 0,071 8,705 0,212 0,171 1,484 0,384 1,237 2,112 0,282 0,196 0,100 0,158 0,194 0,157 3,284 2,345 4,992 1,090 0,276 0,915 1,328 1,750 0,754 2,269 1,345 2,800 0,533 0,825 6,158 2,424 2,084 2,110 2,663 1,407 4,005 2,695 7,647 3,890 29,961 19,590 10,107 0,410 0,064 3,664 2,115 0,381 0,720 2,089 3,016 0,904 15,381 23,635 0,230 3,591 5,488 9,437 2,426 4,930 8,009 4,035 22,050 0,353 10,442 0,887 0,890 3,181 0,763 2,857 7,415 0,462 0,859 0,179 0,328 0,851 0,720 5,543 3,394 6,309 1,175 0,638 1,614 2,638 3,020 3,841 7,378 2,926

Cap. in mil. di
37 48 4 541 19733 904 4 54 815 40 8 880 208 351 160 144 30 71 26 19 136 21 50 162 28 2075 11046 98 347 198 480 26 2535 3883 2248 19 4 34 476 22 144 95 334 10 45 2308 13 4 3 10 135 278 22 15 9 43 2378 694 12 95 69

Pirelli & C. Pirelli & C. rnc Poligr. S.Faustino Poligrafici Editoriale Poltrona Frau Pop.Emilia Romagna Pop.Sondrio Pramac Prelios Premafin Finanziaria Premuda Prima Industrie Prysmian R R. De Medici R. Ginori 1735 Ratti RCF RCS Mediagroup RCS Mediagroup risp RDB Recordati Reply Retelit Risanamento Rosss S Sabaf S.p.a. Sadi Saes Saes rnc Safilo Group Saipem Saipem risp Saras Sat Save Screen Service BT Seat PG Seat PG r Servizi Italia Seteco International SIAS Sintesi Snai Snam Sogefi Sol Sopaf Sorin Stefanel Stefanel risp STMicroelectr. T Tamburi TAS Telecom IT Telecom IT Media Telecom IT Media rnc Telecom IT rnc Tenaris Terna TerniEnergia Tesmec Tiscali Tod’s Trevi Fin.Ind. TXT e-solution U UBI Banca Uni Land Unicredit Unicredit risp Unipol Unipol pr V Valsoia Vianini Industria Vianini Lavori Vittoria Ass. Y Yoox Z Zignago Vetro Zucchi Zucchi rnc

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 16 GENNAIO 2012
TITOLI Val. oggi Val. ieri Diff.% 12 mesi TITOLI Val. oggi Val. ieri Diff.% 12 mesi
-12,23 0,84 -5,50 -10,49 -5,62 -5,96 -8,90 -5,26 -8,15 -2,20 -8,61 2,18 -15,31 -11,23 -18,87 -25,09 -9,02 8,96 -3,60 -1,84 -4,73 -4,38 2,36 3,33 -6,07 -6,94 -3,43 0,73 -11,56 -6,49 -19,28 -12,91 -2,81 0,36 0,55 12,58 -0,40 0,11 11,74 -1,02 2,41 2,77 2,02 2,40 0,30 0,83 -0,92 -0,26 -3,13 -2,34 2,10 3,55 -12,80 -9,40 -14,54 -13,31

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri

Diff.% 12 mesi

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri

Diff.% 12 mesi
-13,48 -16,61 -6,34 2,72 2,03 -7,57 -1,94 -17,13 -26,36 2,20 -18,31 -12,89 -6,03 -23,56 -13,33 -16,41 -6,53 0,61 0,16 0,65 0,59 0,47 -0,12 0,59 -0,91 -0,62 1,22 1,52 11,05 0,04 1,16 -0,25 -4,63 1,48 -1,30 4,30 -0,21 -0,98 -0,27 -4,94 -1,96 -0,53 -2,61 -0,43 -1,73 -3,30 -4,91 1,36 -0,32 0,62 0,62 -0,38 -0,14 -2,22 -1,76

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri

Diff.% 12 mesi

TITOLI

Val. oggi

Val. ieri
5,008 4,993 4,971 4,954 4,928 4,909 4,993 4,976

Diff.% 12 mesi
-

tel.02-72206431(EX L)/800-893989 AcomeA America A1 ..................12,277 AcomeA America A2 ..................12,382 AcomeA Asia Pac. A2 ...................3,050 AcomeA Asia Pacifico A1 .............3,034 AcomeA Breve Term. A1............11,306 AcomeA Breve Term. A2............11,326 AcomeA Etf Attivo A1....................3,655 AcomeA Etf Attivo A2....................3,667 AcomeA Eurobb. A1...................12,146 AcomeA Eurobb. A2...................12,176 AcomeA Europa A1 ......................8,299 AcomeA Europa A2 ......................8,352 AcomeA Globale A1......................7,789 AcomeA Globale A2......................7,900 AcomeA Italia A1 ........................11,842 AcomeA Italia A2 ........................11,915 AcomeA Liquidita’ A1 ...................7,730 AcomeA Liquidita’ A2 ...................7,730 AcomeA Obblig.Corp. A1 .............5,644 AcomeA Obblig.Corp. A2 .............5,668 AcomeA Paesi Em. A1 ..................5,803 AcomeA Paesi Em. A2 ..................5,836 AcomeA Patr. Aggr. A2.................3,011 AcomeA Patr. Aggr.A1..................2,989 AcomeA Patr. Dinam.A1...............3,948 AcomeA Patr. Dinam.A2...............3,968 AcomeA Patr. Prud. A1.................4,738 AcomeA Patr. Prud. A2.................4,756 AcomeA Perform. A1..................16,118 AcomeA Perform. A2..................16,177

12,281 12,385 3,079 3,064 11,345 11,366 3,626 3,638 12,243 12,273 8,213 8,264 7,784 7,894 11,713 11,784 7,726 7,727 5,741 5,764 5,822 5,854 3,013 2,991 3,981 4,002 4,757 4,775 16,290 16,348

-1,20 -16,99 -1,96 -4,55 -22,91 -12,34 -31,51 -14,82 -14,32 -20,88 -15,28 -6,97 -7,69 -

tel.800-388876 Anima Liquidità .............................6,842 Anima New York ...........................4,210 Anima Salvadanaio ....................11,596 ANM Americhe ...........................10,317 ANM Anima Asia ...........................5,682 ANM Anima Convertibile ..............5,842 ANM Anima Emerging Mkts.......10,081 ANM Anima Europa ......................3,745 ANM Anima Fondattivo ..............13,601 ANM Anima Fondimpiego..........17,935

6,849 -0,67 4,211 -7,13 11,603 -4,07 10,324 6,89 5,761 -16,12 5,843 -5,55 10,139 -9,78 3,715 -17,69 13,583 -7,76 17,957 -9,52

ANM Anima Fondo Trading........12,374 12,355 ANM Anima Liquidità ....................6,688 6,690 ANM Anima Obbl.Euro .................6,716 6,721 ANM Anima Obiettivo Rend..........5,250 5,246 Anm Anima Trag 2016 Ced3.........5,110 5,110 ANM Anima Trag II 2016 ...............4,868 4,868 ANM Anima Traguardo 2016 ........4,719 4,719 ANM Anima Traguardo 2018 ........4,702 4,702 ANM CapitalePiù Comp.Az. .........4,614 4,603 ANM CapitalePiù Comp.Bil.15 .....5,079 5,076 ANM CapitalePiù Comp.Bil.30 .....4,770 4,765 ANM CapitalePiù Comp.Obb. ......5,336 5,339 ANM Corporate Bond...................6,754 6,760 ANM Emerging Mkts Bond...........6,607 6,608 ANM Emerging Mkts Equity..........6,727 6,761 ANM Europa...............................12,358 12,261 ANM Iniziativa Europa ..................6,225 6,192 ANM Italia ...................................11,920 11,780 ANM Pacifico ................................4,869 4,926 ANM Pianeta ..............................10,868 10,853 ANM Risparmio ............................7,249 7,257 ANM Sforzesco ..........................10,028 10,024 ANM Valore Globale...................20,687 20,622 ANM Visconteo ..........................34,250 34,180 Prima Fix Emergenti A ...............13,956 13,971 Prima Fix Emergenti Y ...............14,470 14,485 Prima Fix High Yeld Y...................8,014 8,006 Prima Fix High Yield A ..................7,745 7,737 Prima Fix Imprese A .....................6,244 6,244 Prima Fix Monetario Y..................8,692 8,694 Prima Geo Asia Y .........................6,510 6,563 Prima Geo Europa Y ..................11,570 11,474 Prima Geo Italia Y ......................11,706 11,574 Prima Geo PaesiEm. Y .................5,877 5,909 Prima Fix Imprese Y......................6,387 6,386 Prima Fix Monetario A...................8,558 8,560 PRIMA Fix Obbl. BT Y ................10,221 10,218 PRIMA Fix Obbl. Glob Y .............10,237 10,221 PRIMA Fix Obbl. MLT Y ................5,720 5,708 Prima Fix Obbligazionario Bt......10,134 10,132 Prima Fix Obbligazionario Globale10,08710,071 Prima Fix Obbligazionario Mlt.......5,652 5,641 Prima Forza 1 A.............................5,232 5,229 Prima Forza 1 Bond Y ...................5,298 5,295 Prima Forza 2 A.............................4,750 4,746 Prima Forza 2 Y.............................4,831 4,827 Prima Forza 3 Cl.A ........................5,094 5,088 Prima Forza 3 Cl.Y ........................5,220 5,214 Prima Forza 4 Cl.A ........................4,515 4,510 Prima Forza 4 Cl.Y ........................4,646 4,641 Prima Forza 5 Cl.A ........................4,052 4,049 Prima Forza 5 Cl.Y ........................4,181 4,178 Prima Geo America A....................4,812 4,815 PRIMA Geo America Y..................5,074 5,077 Prima Geo Asia A ..........................6,151 6,201 Prima Geo Eu PMI Alto Pot A......13,205 13,173 Prima Geo Euro A .........................5,705 5,658 Prima GEO EURO CL Y ................6,018 5,967

Prima Geo Euro Pmi A................20,020 19,931 -13,66 Prima Geo Euro Pmi Y................21,108 21,012 -12,43 Prima Geo Europa A...................10,964 10,875 -7,80 Prima Geo Globale A ..................26,018 25,998 -2,85 Prima Geo Globale Y ..................27,459 27,435 -1,46 Prima Geo Italia A .......................11,130 11,005 -20,42 Prima Geo PaesiEm. A..................5,559 5,590 -14,13 Prima Rendimento Assoluto Moderato A5,1255,123 Prima Rendimento Assoluto Moderato Y5,1935,191 Prima Rendimento Assoluto Prudente A16,50716,505 Prima Rendimento Assoluto Prudente Y16,64816,645 Prima Strategia Eu PMI Alto Pot Y13,334 13,300 -8,61 Prima Strategia Ita AltoPoten. Y...4,924 4,916 0,59 Prima Strategia Eur.AltoPoten. A..2,280 2,288 -5,32 Prima Strategia Ita AltoPoten. A ...4,842 4,835 0,35 PrimaFix Monetario I.....................8,685 8,687 0,58 PRIMAforza 1 B ............................5,234 5,231 2,41 PRIMAforza 2 B ............................4,752 4,748 2,02 PRIMAforza 3 B ............................5,095 5,089 0,32 PRIMAforza 4 B ............................4,515 4,510 -0,94 PRIMAforza 5 B ............................4,053 4,051 -3,18 PRIMAstrat Eu AltoPot Y ..............2,332 2,339 -4,39

tel.02-88981 Azimut Bil. ..................................22,243 Azimut Garanzia .........................12,356 Azimut Reddito Euro ..................15,248 Azimut Reddito Usa......................6,355 Azimut Scudo ...............................7,364 Azimut Solidity ..............................7,562 Azimut Str. Trend ..........................4,986 Azimut Trend ..............................21,422 Azimut Trend America ..................9,877 Azimut Trend Europa..................10,275 Azimut Trend Italia......................11,705 Azimut Trend Pacifico...................6,504 Azimut Trend Tassi .......................8,733 Formula 1 Absolute.......................5,965 Formula 1 Conservative................6,208 Formula 1 Target 2013..................6,414 Formula 1 Target 2014..................5,936

22,163 -6,90 12,357 0,75 15,261 -1,73 6,355 8,71 7,369 -4,06 7,559 -4,23 4,990 -6,07 21,352 3,06 9,882 -0,80 10,222 -19,24 11,548 -26,28 6,542 -5,59 8,739 -1,48 5,957 -11,33 6,200 -3,51 6,404 -3,53 5,924 -7,03

tel.02-88101 EC Focus Cap Pro 12/14 ..............4,828

4,821

-4,34

Eurizon Az. Asia Nuove Economie10,331 10,462 Eurizon Az. Finanza ....................15,663 15,671 Eurizon Az. Int. Etico .....................5,852 5,854 Eurizon Az. Salute e Amb. ..........15,712 15,694 Eurizon Az. Tecn.Avanz ................4,432 4,428 Eurizon Az.EnMatPrime................9,384 9,368 Eurizon Az.PMI Amer. ................23,248 23,261 Eurizon Az.PMI Europa.................7,851 7,799 Eurizon Az.PMI Italia .....................3,500 3,491 Eurizon Azioni America .................9,775 9,779 Eurizon Azioni Area Euro ............21,699 21,484 Eurizon Azioni Europa...................7,665 7,601 Eurizon Azioni Internazionali.........7,513 7,514 Eurizon Azioni Italia.......................9,481 9,356 Eurizon Azioni Pacifico .................3,763 3,806 Eurizon Azioni Paesi Emergenti ....8,517 8,549 Eurizon Bilan.Euro Multimanager34,413 34,404 Eurizon DiversEtico.......................8,048 8,050 Eurizon F. Garantito 03/13 ............5,110 5,111 Eurizon F. Garantito 06/12 ............5,131 5,134 Eurizon F. Garantito 09/12 ............5,098 5,099 Eurizon F. Garantito 12/12 ............5,098 5,099 Eurizon F. Garantito 2tri07 ............5,107 5,107 Eurizon F. Garantito 3tri07 ............4,971 4,973 Eurizon F. Garantito 4tri07 ............5,143 5,144 Eurizon F. Garantito Itri07 .............5,118 5,117 Eurizon Liquidità cl. A....................7,359 7,358 Eurizon Liquidità cl. B ...................7,570 7,569 Eurizon Ob. Cedola A....................6,014 6,019 Eurizon Ob. Euro B/T A...............15,069 15,073 Eurizon Ob. Internaz. ....................9,609 9,607 Eurizon Obb. Euro Breve T. D.....15,069 15,073 Eurizon Obb. Euro Corp. BreveT. .7,609 7,607 Eurizon Obb. Euro Corporate .......5,597 5,598 Eurizon Obb. Euro High Yield .......7,222 7,212 Eurizon Obblig. Etico ....................5,501 5,496 Eurizon Obbligazioni Cedola D .....6,014 6,019 Eurizon Obbligazioni Emergenti.12,210 12,208 Eurizon Obbligazioni Euro..........13,940 13,969 Eurizon Obiettivo Rend.to.............8,058 8,058 Eurizon Profilo Conservativo ........5,481 5,478 Eurizon Profilo Dinamico ..............5,271 5,272 Eurizon Profilo Moderato..............5,356 5,354 Eurizon Rend. Assoluto 2 Anni......5,237 5,236 Eurizon Rend. Assoluto 3 Anni......5,376 5,373 Eurizon Rendita A .........................5,969 5,959 Eurizon Rendita D .........................5,969 5,959 Eurizon Soluzione 10 ....................6,770 6,772 Eurizon Soluzione 40 ....................6,115 6,128 Eurizon Soluzione 60..................23,942 23,997 Eurizon Strat.Protetta III trim 20115,347 5,335 Eurizon Strategia Protetta I Trimestre 25,2225,222 Eurizon Team 1 .............................6,028 6,028 Eurizon Team 1 Cl G .....................6,028 6,028 Eurizon Team 2 .............................5,697 5,697 Eurizon Team 2 Cl G .....................5,712 5,712 Eurizon Team 3 .............................4,750 4,748 Eurizon Team 3 Cl G .....................4,805 4,803

Eurizon Team 4 .............................4,005 4,001 -4,35 Eurizon Team 4 Cl G .....................4,060 4,055 -3,79 Eurizon Team 5 .............................3,802 3,797 -7,36 Eurizon Team 5 Cl G .....................3,855 3,850 -6,79 Eurizon Tesoreria Dollaro ...........13,112 13,115 6,04 Eurizon Tesoreria Dollaro ($).......16,616 16,612 5,97 Eurizon Tesoreria Euro A ..............7,769 7,769 1,44 Eurizon Tesoreria Euro B ..............7,846 7,846 1,72 Passadore Monetario ...................7,218 7,218 1,81 Teodorico Monetario ....................7,583 7,585 1,95 Unibanca Azionario Europa..........5,638 5,604 -13,86 Unibanca Monetario .....................5,812 5,813 1,89 Unibanca Obbligazionario Euro....5,827 5,832 1,32

UniCredit Soluzione 20A...............5,009 UniCredit Soluzione 20B ..............4,993 UniCredit Soluzione 40A...............4,973 UniCredit Soluzione 40B ..............4,956 UniCredit Soluzione 70A...............4,933 UniCredit Soluzione 70B ..............4,914 UniCredit Soluzione BTA ..............4,989 UniCredit Soluzione BTB..............4,972

tel.800-546961 Fideuram Bilanciato ...................11,895 Fideuram Italia............................17,838 Fideuram Liquidità .....................16,947 Fideuram Moneta.......................14,805 Fideuram Rendimento..................8,710 FMS - Absolute Return .................8,743 FMS - Eq.Glob.Resources .........11,157 FMS - Equity Asia..........................8,346 FMS - Equity Europe.....................8,698 FMS - Equity Gl Em Mkt .............12,118 FMS - Equity New World ............14,947 FMS - Equity Usa ..........................9,169

11,843 17,623 16,952 14,806 8,730 8,741 11,191 8,419 8,698 12,189 15,041 9,179

-6,24 -21,59 0,71 1,27 -5,05 -6,89 -9,33 -13,62 -10,01 -13,23 -16,43 2,61

tel.800-551-552 Pion. Eur Gov BT (ex Mon.).........13,438 Pioneer Az. Crescita ..................10,171 Pioneer Az Area Pacifico...............3,311 Pioneer Az Valore Eur Dis..............6,716 Pioneer Az. Am. ............................7,563 Pioneer Az. Europa.....................14,019 Pioneer Az. Paesi Em. ................10,190 Pioneer Liquidita’ Euro..................5,162 Pioneer O.Euro C.Et. Dis...............4,689 Pioneer Obb. Euro Dis ..................6,642 Pioneer Obb. Paesi E. Dis...........10,267 Pioneer Obb. Più Dis.....................8,602 Pioneer Target Controllo...............5,367 Pioneer Target Equilibrio ..............5,285 Pioneer Target Sviluppo.............22,331

13,443 1,95 10,048 -23,87 3,337 -15,06 6,673 -6,17 7,564 -0,33 13,956 -8,26 10,199 -14,23 5,162 1,65 4,689 1,01 6,642 3,66 10,279 5,55 8,605 4,41 5,374 -1,27 5,293 -4,17 22,346 -3,65

tel.800-614614 Symphonia Obblig. Dinamico ......6,373 6,335 Symphonia Obbligazionario Corporate5,5675,567 0,52 Symphonia Asia Flessibile............5,882 5,862 -10,14 Symphonia Az. Euro .....................4,448 4,391 -23,77 Symphonia Az. Small Cap Italia....5,579 5,531 -22,44 Symphonia Azionario Europa .......8,020 7,933 -21,73 Symphonia Azionario Globale ......3,477 3,448 -17,61 Symphonia Azionario Italia ...........5,544 5,476 -21,42 Symphonia Azionario Usa ............5,880 5,840 -10,95 Symphonia Bilanciato ................21,229 21,109 -7,16 Symphonia Europa Flessibile .......4,490 4,471 -11,05 Symphonia Flessibile....................3,782 3,772 -4,03 Symphonia Fortissimo..................2,192 2,169 -23,86 Symphonia Multimanager Adagio5,820 5,813 -3,61 Symphonia Multimanager America4,176 4,153 -2,52 Symphonia Multimanager Emer.Fless.12,72012,659 11,19 Symphonia Multimanager Europa5,063 5,046 -12,66 Symphonia Multimanager Largo ..5,487 5,482 -7,67 Symphonia Multimanager Oriente4,985 4,978 -12,86 Symphonia Multimanager Vivace.5,074 5,057 -9,07 Symphonia Obblig. Breve Term. ..6,579 6,584 0,72 Symphonia Obbligazionario Euro.7,017 7,023 1,84 Symphonia Obbligazionario Rendita7,553 7,558 Symphonia Patrim.Glob.Redd. ....7,126 7,131 -0,27 Synergia Az. Europa .....................4,974 4,920 -22,51 Synergia Az. Globale ....................5,342 5,300 -18,80 Synergia Az. Italia..........................4,609 4,554 -22,36 Synergia Az. Sm.Cap It. ................4,381 4,345 -23,37 Synergia Azionario Usa.................6,095 6,062 -11,73 Synergia Bilanciato 15 ..................5,207 5,205 -2,00 Synergia Bilanciato 30 ..................5,267 5,254 -4,86 Synergia Bilanciato 50 ..................5,309 5,283 -8,43 Synergia Bond Flessib..................5,000 5,000 Synergia Obbl Corporate..............5,485 5,486 1,24 Synergia Obbl. Euro BT ................5,042 5,045 -0,22 Synergia Obbl. Euro MT................5,229 5,238 1,12 Synergia Obbligaz.Rendita...........5,076 5,081 Synergia Tesoreria........................5,109 5,110 1,19 Synergia Total Return ...................5,119 5,115 -4,07

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

LETTERE,COMMENTI&IDEE

I 42

IL PIANTO DI UN BAMBINO EVITO LA POLITICA CHE MI FA STAR MALE
ADRIANO SOFRI
(segue dalla prima pagina) aufragio con spettatore”, si intitola il bel libro sulla “metafora dell’esistenza” del filosofo Hans Blumenberg, tornato amaramente attuale. Prendeva le mosse dal De rerum natura. Mette allegria, dice Lucrezio, “quando sul mare si scontrano i venti / e la cupa vastità delle acque si turba, / guardare da terra il naufragio lontano: / non ti rallegra lo spettacolo dell’altrui rovina / ma la distanza da una simile sorte”. Le cose viste a distanza sono la televisione. Mancavano i venti e la buriana. C’è stato un tempo in cui a scrivere di mare sui giornali era gente come Joseph Conrad. Commentava la “stolta catastrofe” del Titanic, un demenziale Hotel Ritz dell’oceano: “L’aumento di dimensioni non è progresso. Se lo fosse, l’elefantiasi che fa diventare le gambe di un uomo grosse come tronchi d’albero sarebbe una sorta di progresso, mentre non è che una brutta malattia. C’è un punto in cui il progresso deve variare leggermente la sua linea di direzione...”. E metteva in guardia, proprio lui, dalla letteratura. Niente mi emoziona più, scriveva, che leggere e rileggere il manuale di “Istruzioni nautiche”. Se a compilarlo fosse stato uno scrittore, dice, le sue Istruzioni sarebbero state mortali. Della letteratura, compresa la mia, avverte, non bisogna fidarsi. La letteratura è insidiata da un dubbio perenne, e non c’è angelo custode a guidarne la mano. Le Istruzioni, all’opposto, vogliono essere precise, e valgono come decreti esatti e prudenti della Provvidenza. Se la prendeva coi lugubri tecnici delle perizie sul Titanic, Conrad, e rivendicava la sapienza dei marinai. E ora da noi, in questa sciagura mortificante, tecnica e regolamenti hanno ragione ed è il marinaio ad aver fatto un livido naufragio. Si è troppo evocato Lord Jim. Non c’è niente che li accomuni, a cominciare dal mare calmo, dalle previsioni propizie e dal cielo di luna. Quasi niente, piuttosto: perché l’assalto della viltà è universale, e perché il secondo ufficiale Lord Jim ebbe la forza di non ammazzarsi, di forzarsi a una seconda possibilità, e di procurarsi solo allora una morte valorosa. È difficile immaginare come il comandante Schettino riesca a sopravvivere alla sua mezzanotte di infamia, e bisogna tenerne conto: per lui, e per ciascuno di noi, che non potremo mai garantire per noi stessi, quando ci tocchi l’agguato della viltà. Perfino ascoltando lo sconvolgente colloquio registrato si può per un momento dubitare dello scandalo imperioso del comandante De Falco, che al sicuro di un ufficio sta parlando al luogo di un disastro: eppure quell’ufficiale sta facendo quello che deve, e avverte che la telefonata è registrata non perché se ne aspetti una bella figura nei telegiornali a venire, ma perché ha in mano, così da lontano, il filo esile della vita di tante persone abbandonate. Ho passato l’infanzia in un ambiente di marina militare. All’educazione di un maschietto di allora non bastava il principio che il comandante sia l’ultimo ad abbandonare la nave: il comandante ideale, restato solo a bordo, avrebbe scelto di andare a fondo con la sua nave. Cercate negli archivi della Domenica del Corriere la copertina di Beltrame del 1940: “La nave mercantile italiana Giorgio Ohlsen urta una mina del Mare del Nord e affonda. Il capitano Giovanni di Bella organizza e dirige il salvataggio dei suoi uomini, operazione difficile perché la sciagura ha sorpreso la nave mentre i più dormivano. Quando tutto il possibile è stato fatto per la salvezza degli altri, il capitano non scende nella scialuppa che si allontana, ma si irrigidisce sul ponte di comando e si inabissa con la nave...”. Successe tante volte. Successe anche col comandante Calamai dell’Andrea Doria, forzato in extremis dai suoi a lasciare la nave. Retorica e onore sono indissolubilmente legati, e bisogna accettare un ragionevole scotto di retorica se non si vuol cedere del tutto al disonore. Può succedere anche di dilapidare l’onore tenendosi la retorica. «Per cortesia…», mormora Schettino. Teniamo pure una riserva di principio sull’eventualità che abbia qualcosa a discarico. Era spavaldo, dicono ora: dote per l’Isola dei famosi. Si diceva di James Cook che pur di arrivare prima, a volte decideva di passare sugli ignoti scogli australi. Qui non c’era fretta, ed era l’ora di cena. Intima il comandante De Falco: «Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. È chiaro?». Non è chiaro. L’anno scorso una donna ha ottenuto per la prima volta il comando di una nave da guerra britannica. Donne sono al comando di grandi navi da crociera. Ma quell’ordine, donne e bambini prima, così bene integrato da De Falco, “o persone bisognose di assistenza”, è in vigore. Schettino sa senz’altro quando fu la prima volta. Nel 1852 il trasporto di truppe inglese Birkenhead naufragò su uno scoglio al largo del Capo di Buona Speranza. Ci fu posto nelle scialuppe per le 26 donne e bambini e alcune decine di uomini. Alle altre centinaia fu chiesto di non seguire il “Si salvi chi può” buttandosi in mare, per non mettere a rischio le scialuppe. Il reggimento fu inquadrato sul ponte e colò a picco con la nave, sull’attenti, al rullo dei tamburi e con la bandiera spiegata, dopo aver urlato il triplice Hip hip hurrà. Qui è stato per il triplice fischio da far sentire a un incolpevole capo cameriere e ai suoi paesani, così da vicino da far provare un brivido gratuito. Un ottuagenario nostromo del Giglio mi ha detto che secondo lui la Concordia si era infilata fra la secca e la secchetta, «certe volte col mare calmo io col mio gozzo ci passo». Per fortuna c’era un commissario di bordo, e tanti altri, fino al cuoco filippino liquidato all’indomani con una piccola mancia.

“N

CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

aro Augias, non riesco più a leggere un giornale. O meglio, non riesco più a leggerlo dall’inizio, cioè da pagina 1, 2 ecc. Lo leggo dalla fine, dalle ultime pagine e torno indietro fino alla politica esclusa. Non è buffo? Parto sempre dalla fine, dalle ultime pagine, che per me sono le prime, e vado indietro. Ora lo faccio anche con le riviste. Poco ci manca che lo faccia anche con i libri, ma alla fine resisto. Che diamine i libri si leggono dall’inizio, magari non tutti. Tutto è iniziato dal fatto che, dal momento che il “mio”, “il vostro”, giornale, la Repubblica, arriva anche ad avere 50 pagine: così arrivo stressato alle informazioni che mi interessano. Da non poter andare avanti. Quindi, mi leggo tante notizie: sul tempo, sulla mia città, sulla finanza, la cultura, spesso una vera e propria guida alla lettura di libri interessanti. Certo di politica non riesco a leggere perché un po’ sono satollo ed un po’ mi fa star male. La mia terapia per la ricerca della felicità è “niente politica”. Sarà la strada giusta?

C

Antonio Raffaghelli - Genova, a.raffaghelli@libero.it
No, gentile signore, non è la strada giusta per varie ragioni che provo a sintetizzare. I giornali sono strumenti a più facce. Devono dare un quadro il più possibile chiaro e ampio di ciò che sta accadendo. Beninteso ognuno dal suo punto di vista dal momento che l’obiettività non è possibile. Potrei perfino dire che la stessa “verità” si manifesta di rado. Tra le cose che accadono ci sono anche quelle relative al mondo della cultura, del pensiero, delle arti, del costume e del tempo libero. Ogni quotidiano dedica più o meno pagine alla politica e a questi temi a seconda del suo interesse e della sua linea. Repubblica vi dedica un bel po’ di spazio perché questa è la richiesta della maggior parte dei lettori che del resto coincide con l’interesse di chi il giornale lo fa. Lei potrebbe obiettare: la sua risposta peggiora la situazione, tutta quella politica è proprio quella che salto perché le vicende politiche mi rattristano. È comprensibile, anzi confesso che rattristano anche me. Peggio, che talvolta succedono cose che proprio non capisco e devo farmele spiegare da chi se ne intende davvero. Resta che non possiamo saltare quelle notizie. Un fenomeno come quello del deputato Scilipoti, per fare un esempio, è un sintomo rivelatore sullo stato del Paese che non si può ignorare. Alziamo il livello: se più italiani si fossero sforzati di capire ciò che stava combinando l’ex presidente del Consiglio invece da saltare sbuffando quelle pagine, forse sarebbero stati più tristi ma verosimilmente il Paese sarebbe guarito prima da quella malattia. Se invece volesse persistere nel suo vezzo, impari l’ebraico così potrà leggere anche i libri dalla fine.
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Se l’Agenzia delle entrate non rivuole i miei soldi
Lettera firmata Condove (Torino)
NEL 2009 consegno all’Agenzia entrate di Avigliana (Val di Susa) la dichiarazione dei redditi 2008. Lavoratrice della scuola, precaria, 4 modelli cud. Le spese dentistiche sostenute mi davano diritto ad un rimborso di poco più di 200 euro. Verso la fine di giugno del 2011 mi accorgo che il rimborso indicato dall’Agenzia delle entrate è di gran lunga superiore a quello da me richiesto. Lo faccio presente. Vengo indirizzata a un altro sportello. Controllando il mio modello e i dati al computer in loro possesso, ci si accorge che nella trasmissione dei dati c’è stato un loro errore. Per farla breve, dopo lunghe peripezie la settimana scorsa, con una lettera, l’Agenzia delle entrate mi comunica un rimborso di circa 900 euro. Non mi spettano. Nel montante dell’evasione fiscale recuperata dall’Agenzia delle entrate ci sono anche i miei soldi. E la mia rabbia di cittadina onesta. Così pensano di stanare i veri evasori e questi sono i risultati dei supercervelloni della famosa Anagrafe tributaria?

letteratura. Ad esempio, da Achille Campanile in “Agosto, moglie mia non ti conosco”. Il capitano Whititterly è al comando dell’“Estella” che, in arrivo dalle Americhe, cola rapidamente a picco nel Golfo di Napoli. I naufraghi traversavano il paese pieno di movimento e d’allegria. “Che roba!” mormorò Whititterly, scotendosi l’acqua di dosso “Non s’era mai vista una tempesta così leggera!”. “E come spiega il naufragio della sua nave?” gli chiese l’erculeo granatiere, che s’interessava un po’ d’ingegneria navale. L’Almirante – così, in Ispagna, veniva chiamato Whititterly – si strinse nelle spalle: “Errata manovra, ritengo”, disse.

Le grandi navi e il Mose a Venezia
Magistrato delle acque Venezia
RISPETTO all’articolo di Salvatore Settis “Nuove regole per quei colossi” (la Repubblica, 16 gennaio), sono necessarie alcune precisazioni. Il Mose, il sistema di barriere mobili alle bocche di porto lagunari in costruzione per difendere Venezia dalle acque alte, non aumenta la profondità delle bocche e non ne ingrandisce affatto la sezione ma, al contrario riporta lo scambio tra mare e laguna alle

condizioni precedenti la costruzione dei moli foranei. Nulla hanno avuto a che fare i criteri adottati per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna dalle acque alte, definiti prima dell’avvio dei lavori del Mose nel 2003, con l’entrata delle navi turistiche nel bacino di San Marco. NON il Mose ma l’offensiva presenza di mega-navi a Venezia era il tema del mio articolo. Ma anche sul Mose sarebbe necessario un lungo discorso: le perplessità sull’efficacia sono assai diffuse. L’ecosistema lagunare ne risulterà profondamente alterato. Il Mose non va visto a sé, ma insieme ad altri progetti: l’autorità portuale ha lanciato un forte incremento dell’attività del porto con approfondimento dei canali interni della laguna, un forte incremento del turismo da crociera con nuovi terminal, e così via. Proprio chi crede che il Mose sarà efficace dovrebbe preoccuparsi che esso generi un falso senso di sicurezza, che finirà con l’incrementare il traffico di navi d’ogni dimensione e d’ogni sorta. (salvatore settis)

L’AMACA

MICHELE SERRA

Ilnaufragio di Campanile
Ettore Levi ettore.levi@tiscali.it
LA tragedia del Giglio potrebbe ricordare altri naufragi descritti in

n'azienda di Hong Kong ha rinunciato a commercializzare un bambolotto raffigurante Steve Jobs. È interessante sapere che la decisione, sollecitata dalla famiglia Jobs, è stata presa per pura buona volontà. Nessuna legge impediva di commercializzare quel gadget, perché non faceva il verso a un marchio commerciale, ma a un essere umano. È una regola che chi ha diretto un giornale di satira, come il sottoscritto, conosce bene: l'onorabilità degli esseri umani conta assai meno dell'onorabilità dei marchi e delle merci. Puoi prendere un uomo e farne uno zimbello, o un fantoccio, o un pupazzo da luna-park. Ma il marchio è sacro. Il marchio è il solo totem davanti al quale i contemporanei si inginocchiano, reverenti e atterriti. Sono abbastanza affezionato (più per pigrizia che per convinzione) alla nostra civiltà. Ma se penso su quali presupposti si fonda, capisco che la sua catastrofica fine non può che essere alle porte. Un mondo che antepone il potere aziendale alla dignità umana è – scusate il gergo da bar, ma è per capirsi – un mondo di merda. Lo è indipendentemente dal nostro potere di cambiarlo, o al contrario dalla nostra impossibilità di farlo. Lo è in assoluto. Lo è in purezza.

U

I due Riva scambiati
PER un disguido tipografico su Repubblica di ieri a pagina 18 è stato erroneamente riportato il nome dell’attuale sindaco di Giussano, Gian Paolo Riva, al posto del precedente sindaco Franco Riva coinvolto nella inchiesta della Procura di Monza. Ci scusiamo con l’interessato e con i lettori.

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MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

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I 43

L’EUROPA NON È UN PANOPTICON
BARBARA SPINELLI
(segue dalla prima pagina) er dire d’un tratto ai tedeschi, in un’intervista alla Welt dell’11 gennaio: «Gli Stati Uniti d’Europa non li avremo mai. Non foss’altro perché non ne abbiamo bisogno». Forse è la prudenza a produrre un’affermazione così perentoria, che chiude orizzonti possibili. La battaglia contro gli egoismi di Berlino reclama compromessi. Forse è quella deferenza che lui stesso aveva stigmatizzato, il 26 giugno sul Financial Times: una sorta di virus che affligge i capi europei quando si compiacciono di sé per custodire apparenti sovranità. Nell’immediato e a casa i governi ne profittano — il potere degli esecutivi aumenta — ma in Europa quel che accampano è un diritto all’impotenza. O forse Monti non è un federalista, cosa senz’altro legittima se al diniego non aggiungesse la glossa un po’ stupefacente: della federazione «non c’è bisogno». Non ce n’è bisogno, spiega, perché l’utopia di Ventotene è già realizzata, grazie alla sussidiarietà (quel che gli Stati non sanno fare da soli è delegato all’Unione sovranazionale, e viceversa). La sussidiarietà tuttavia dà risultati negli Stati compiutamente federali, non nell’Europa di oggi: se uno Stato affida incarichi a un’Unione senza statualità e di continuo paralizzata da 27 governi con diritto di veto, quando mai l’impresa funzionerà? Monti dice che il rimedio già c’è, ma nega la necessità dei mezzi per renderlo operante. Giunge addirittura ad annunciare che non ci saranno mai: per un Premier che nell’Unione è tra i più europeisti, e col coraggio dell’impolitico sta reinventando la politica, presumere con certezza un futuro ignoto è scommessa quantomeno azzardata. Quel che è stupefacente, è l’ora storica in cui il federalismo viene sconfessato. I tempi bui sono sempre momenti di verità, e la verità la vediamo: l’alternativa alla federazione è una confederazione, che esclude un governo politico europeo, che dà il primato a finti Stati sovrani — limitandosi a migliorare coordinamento e reciproca sorveglianza — e che sta franando penosamente. La sorveglianza fa dell’Europa un panopticon, un Controllore: non prelude a un’azione comune, e di conseguenza non presuppone nuove competenze attive, non solo ispettive, degli organi sovranazionali (Commissione, Parlamento europeo). Non implica neppure la tutela delle democrazie: la prevalenza della concertazione economica, in nome dell’euro, aiuta paradossalmente gli autoritarismi — quello di Berlusconi ieri, quello ungherese oggi — a sopravvivere. Non così prima dell’euro: le terribili crisi dei cambi sempre provocavano cadute di governi. Non vorremmo che l’euro divenisse il garante di una Europa fondata sul doppio sacrificio del welfare e della democrazia. Ernesto Rossi scriveva sin dal ’52: «Federazione è l’arrosto; Confederazione è soltanto il fumo dell’arrosto. Coloro che dicono di volere un’unione confederale, in verità non vogliono niente; vogliono lasciare le cose come stanno, perché non sono disposti ad accettare alcuna limitazione delle sovranità nazionali». Il nome che Monti dà alla confederazione, denunciando il duopolio francotedesco, è «un’Europa dai molti centri (tra cui l’Italia)». L’arrosto ancora non c’è. C’è il fumo che avvolge i brancolanti superstiti degli Stati-nazione, consegnandoli alle furie dei mercati. La tesi di Monti è la seguente: alcune economie europee vacillano, ma non l’euro. Basta dunque che ci si coordini meglio, e la solidarietà verrà. In parte il ragionamento tiene: oppressi dalla crisi, gli europei hanno sempre finito col fare qualche progresso, tanto grande in tutti è la paura dello sfascio. Quel che tiene di meno è l’analisi della crisi: venendo dagli Usa, essa «non è in alcun modo legata a un difetto del modello europeo (...) In Europa questa crisi non sarebbe mai potuta succedere. L’Europa è virtualmente in ottima posizione». Anche qui, la sicurezza è tanta. Sia l’Europa sia l’euro sono nati con imperfezioni gravi. La Banca custode della moneta è federale, ma ha le mani spesso legate (Monti l’ha detto a chiare lettere, ieri sul Financial Times). Le manca il rapporto dialettico con un governo egualmente sovranazionale, che le consenta di divenire prestatore di ultima istanza, come negli Usa, condividendo i rischi con il potere politico. Questi non sono piccoli, ma grandissimi difetti di costruzione. Lo pensarono coloro che sin dall’inizio ammonirono contro l’«euro senza Stato». Lo afferma un rapporto sulla moneta unica, appena pubblicato per il Peterson Institute for International Economics: «Crediamo che la crisi europea sia politica, e in larga misura di presentazione», scrivono Fred Bergsten e Jacob Funk Kirkegaard. I due economisti americani appoggiano l’euro e l’unione fiscale decisa il 9 dicembre, ma aggiungono: «Fin dalla sua creazione negli anni ’90, quel che è mancato nella moneta unica sono le istituzioni cruciali per assicurare il ripristino della stabilità finanziaria in tempi di incertezza acuta e di volatilità del mercato. Per questo il compito dei leader dell’eurozona va ben oltre i salvataggi (...) Essi devono riscrivere le regole dell’eurozona e completare una casa fatta solo a metà. Devono combinare misure finanziarie creative, per risolvere la crisi immediata, con un’ondata di nuove istituzioni». Il federalismo non è subito attuabile, ma come orizzonte resta: «La maggiore sfida consiste nell’usare l’opportunità politica offerta dalla crisi per creare le basilari istituzioni (comuni), e completare nel lungo termine la casa lasciata a metà». Questo comporta, per Bergsten e Kirkegaard (anche per i federalisti europei), «revisioni aggiuntive e sostanziali dei trattati e delle istituzioni». L’Europa va ripensata sapendo che la via multicentrica-confederale non funziona. Quale via davvero alternativa tentare, se non quella federale? Se il difetto di costruzione è l’euro senza Stato, lo stesso vale per le misure di rigore nazionali: anch’esse difettose, perché non compensate da un’Europa politica che generi crescita comune quando gli Stati non possono farlo. Domenica, su La Stampa, Enzo Bianchi ha detto una cosa illuminante: «Mi chiedo se uno dei motivi della progressiva disaffezione verso l’Europa non abbia anche a che fare con il fatto che non paghiamo direttamente alcuna tassa per il fatto di essere cittadini europei: cosa ho a che fare con quest’entità superiore che non ha una cassa comune alla quale io contribuisco? Si è infatti disposti a pagare di tasca propria solo per una realtà che ci supera ma che sentiamo nostra». Pagare un po’ meno tasse agli Stati e un po’ più tasse all’Europa, perché essa abbia un bilancio forte e investa in una crescita diversa (energie alternative, ricerca, trasporti, difesa, politiche mediterranee indipendenti dagli Usa). Questo è spendere meno e meglio, e dare una prospettiva al nostro mondo divenuto angosciosamente bidimensionale. Molti ritengono che l’Europa federale abbia perso senso, ora che non è più questione di pace e guerra. Ma non meno drammatiche sono le crisi d’oggi: il welfare rattrappito, l’ineguaglianza, la miseria (dalla primavera scorsa negli ospedali greci mancano medicine). Per chi suona la campana della solidarietà, degli eurobond, dei debiti sovrani smorzati in comune, se non per noi che paghiamo il prezzo dell’Europa incompiuta? Non rischiamo più guerre fra Stati, ma il movente degli anni ’40 rimane. L’Europa non si edifica per creare il Bene (l’Identità e la Prosperità, secondo Monti): del Bene ognuno ha una sua idea, personale o identitaria. L’Europa serve per scongiurare insieme le sciagure: ieri la guerra, oggi la contrazione economica, la povertà, il clima, le possibili guerre civili. Compito nostro è evitare che naufraghi come la nave Concordia, con tutti i comandanti che fuggono per salvare solo se stessi, alla maniera del capitano Schettino, dopo aver condotto il bastimento alla rovina.
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I REFERENDUM DIVERSI
EUGENIO SCALFARI
UL “Fatto Quotidiano” di ieri intitolato «Scalfarendum» Marco Travaglio mi dedica due colonne che per tre quarti sono citazioni di articoli da me scritti su “Repubblica” nel 1991 e ’92 sul referendum allora promosso da Mario Segni che riscossero grandissimo consenso elettorale e determinarono un cambiamento radicale della pubblica opinione e il passaggio dal proporzionalismo al maggioritario elettorale negli anni successivi. Fa sempre piacere rileggersi su un altro giornale e ringrazio Travaglio (e il suo direttore Padellaro) per questa carineria nei miei confronti. Naturalmente una carineria intinta nel veleno: Travaglio vuole infatti dimostrare che lo Scalfari di domenica scorsa, in cui parlo anche del referendum bocciato dalla Corte costituzionale difendendo la Corte dall’accusa di faziosità lanciatagli addosso da «alcuni editorialisti qualunquisti e demagoghi», è una persona molto diversa dall’autore degli articoli del 1991. Allora inneggiavo ai referendum proposti da Segni, oggi invece sostengo che i referendum elettorali andrebbero aboliti «perché la democrazia parlamentare non può restare neppure per un minuto senza una legge elettorale, buona o cattiva che sia». Travaglio non ha citato questo passaggio del mio articolo che è alla base del mio ragionamento e della sentenza di inammissibilità emessa dalla Corte. Neppure ha citato un’altra frase del mio predetto articolo dove scrivevo che i referendum elettorali sono ammissibili se si limitano a modificare la legge elettorale sopprimendone una frase ma lasciandone in piedi l’impianto. Questo fu il referendum di Mario Segni: si limitava a portare i voti di preferenza da cinque a uno soltanto. Apparentemente una modifica priva di qualunque importanza, ma Segni tecnicamente non poteva far altro, non poteva cambiare il meccanismo elettorale della proporzionale perché il referendum può soltanto abrogare e non proporre una nuova legge e abrogare la legge elettorale non si può. Dov’è dunque la contraddizione tra le mie posizioni del ’91 e quelle di oggi? Allora sostenni il referendum che modificava il numero delle preferenze e che la Corte aveva giustamente ammesso; oggi difendo la Corte da accuse qualunquiste e demagogiche perché ha giustamente bocciato l’abrogazione d’una legge elettorale. Su quella detta “Porcellum” ho più volte scritto che merita soltanto di essere mandata al macero, compito che spetta esclusivamente al Parlamento e non al referendum. Il veleno di Travaglio è dunque acqua fresca. Io non l’ho nominato nell’articolo di domenica scorsa ma lui si è riconosciuto nella frase «editorialisti qualunquisti e demagoghi». Se si è riconosciuto è segno che quella mia definizione gli si attaglia perfettamente per sua stessa ammissione.

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I CONTI DELLA SCUOLA PUBBLICA
MARIAPIA VELADIANO
(segue dalla prima pagina) l “contributo delle famiglie” è una voce di bilancio senza la quale non si farebbe quasi nulla a scuola: vale almeno la metà delle entrate, spesso di più. Permette il funzionamento puro e obbligatorio. Ma non può continuare così, perché la crisi c’è anche per le famiglie. Il governo deve sapere che la scuola esiste. È un mondo: quasi nove milioni di ragazzi che nello studio cercano di sciogliere quel groviglio di desideri e paure che segnano la loro vita in costruzione e che provano a diventare quel che desiderano. È un mondo che ha ancora, lo dice l’ultimo rapporto Istat, miracolosamente, la fiducia delle persone. E questo vuol dire che le famiglie sono più sagge dei governi. Sanno che in tempo di crisi i soldi meglio spesi sono quelli per l’istruzione. Vuol dire che le famiglie credono nel futuro ancora. E che hanno visto e fatta propria la civilissima resistenza vissuta dalla scuola in questi anni di assalti. Fino ad oggi i governi hanno dissipato in modo irresponsabile questo patrimonio di fiducia. Ma c’è un’attesa, una bella attesa sulla scuola. E ci vuole un atto di coraggio. Qualcosa, a livello statale, che somigli a quello che in Trentino si chiama Fondo qualità e che nemmeno la crisi economica ha messo in discussione. È un investimento che va all’incremento dello studio delle lingua, all’integrazione degli stranieri, ai ragazzi con bisogni educativi speciali, agli interventi che migliorano la qualità, appunto. Proprio ora si investe sull’equità e sulla cultura. E in Trentino i libri sono del tutto gratuiti fino alle medie, e alle superiori possono essere dati in comodato d’uso. La crisi la si deve intaccare da molti lati. Quello della scuola non può essere lasciato alle famiglie. Una scuola che moltiplica l’iniquità non è solo indegna, è anche pericolosa, perché prepara l’esplosione della società. Coltivare la scuola vuol dire coltivare qualcosa che ci serve ora e sempre: la speranza che la via d’uscita dal presente buio sia ancora nelle nostre mani. Che il futuro ci appartenga ancora.
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Gli spettacoli

La cultura

Il Sud ride sempre pure al Nord
PAOLO D’AGOSTINI

Il Dna degli italiani con retorica e servilismo
SIMONETTA FIORI

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Viaggio a Bannockburn dove settecento anni fa gli scozzesi sconfissero gli inglesi. Ora il premier vuole indire il referendum per la secessione da Londra

Ritorno a

Braveheart

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE ENRICO FRANCESCHINI BANNOCKBURN (SCOZIA) abbo, babbo, facci una foto con il re», urla una nidiata di marmocchi, ballando attorno a Sua Maestà. Il babbo, in kilt d’ordinanza come tradizione comanda, fotografa; e il re di Scozia si lascia immortalare senza discutere. Anche perché è di pietra. La statua di “Robert the Bruce, king of the Scots” sorge nel luogo in cui settecento

«B

anni or sono si svolse la battaglia decisiva della prima guerra d’indipendenza scozzese: la scure messagli in mano dallo scultore allude al momento in cui il sovrano spaccò la testa in due a un condottiero inglese, che gli veniva addosso lancia in resta, rovesciando le sorti della contesa. Ogni fine settimana legioni di turisti vengono a mettersi in posa accanto a lui. Ma adesso, senza muoversi dal suo piedistallo, il più grande eroe locale si appresta a combattere un’altra battaglia: quella del referendum per la secessione della Scozia dalla Gran Bretagna. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN ARTICOLO DI SEAN CONNERY

OGGI SU REPUBBLICA.IT
Arte Il caso

MERCOLEDÌ

FILIPPO CECCARELLI

I PUPAZZI DELLA PROTESTA
ra Cattelan e piazzale Loreto, dateci oggi i nostri manichini quotidiani. Buttati sull’asfalto, legati ai pali, penzolanti dai cavalcavia con il loro cartello al collo, o imbrattati di sangue. Ieri altri quattro a Roma, impiccati davanti a Equitalia, ma non si ha idea di quanti manichini siano comparsi negli ultimi mesi per l’Italia, senza distinzioni di destra e sinistra, con macabra e minacciosa energia a segnalare le piaghe della società: casa, tasse, immondizia, droga, immigrazione, pendolari, omicidi bianchi. Pittoreschi fantocci low cost imbottiti di cartapesta e stracci come rilevatori del disagio italiano. Il messaggio-shock preso in prestito dalle installazioni dell’arte contemporanea. C’è ormai tutta una letteratura sui pupazzi della protesta, e anche paradossale se si pensa che alla stazione di Bologna due clochard li hanno spogliati per fregarsi gli abiti.
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Un Botticelli con l’iPad: firma Hockney
Tecno

Beyoncé “bianca” così la protesta sta correndo

F

Whatsapp “Ci sono rischi per l’iPhone”
Ricerca Immagini iPad

Immigrati il flop di una legge
Interattività

Cani da slitta la lunga corsa sulle Alpi

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la Repubblica
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IL REPORTAGE R2MONDO
Sul campo della battaglia di Bannockburn sfilano turisti in

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kilt. Circa settecento anni fa qui gli scozzesi sconfissero gli inglesi
È nell’anniversario della storica vittoria che il premier Salmond

vuole indire il referendum sulla secessione. Una sfida ancora incerta, ma che potrebbe avere un esito storico

Il sogno dell’indipendenza
(segue dalla copertina)

Scozia
DAL NOSTRO INVIATO ENRICO FRANCESCHINI BANNOCKBURN (Scozia) lex Salmond, leader dello Scottish National Party e dal 2007 primo ministro del governo autonomo di Edimburgo, ha annunciato nei giorni scorsi che la consultazione si terrà nel 2014, guarda caso in coincidenza del settecentesimo anniversario della battaglia di Bannockburn, quando si presume che gli umori nazionalisti saranno al massimo. Da Londra, il primo ministro David Cameron lo ha bellicosamente avvertito che il referendum sarà legale soltanto se le modalità saranno concordate con Downing Street e se si svolgerà presto, al massimo entro diciotto mesi: «Per non tenere gli investitori troppo a lungo nell’incertezza sul futuro status della Scozia». Ma la vera ragione è un’altra: evitare che le celebrazioni per la vittoria sul campo di re Robert il Bruce ispirino una vittoria dei nazionalisti scozzesi alle urne. «Più Cameron minaccia di dettarci legge, più aiuta la nostra causa», replica Salmon imperturbabile, davanti allo scoppiettante caminetto del suo ufficio, nel palazzo un tempo residenza dei re di Scozia. Finirà davvero con la proclamazione d’indipendenza, questa sfida reminescente di Braveheart, il patriota diventato celebre in tutto il mondo grazie all’omonimo film di Mel Gibson e ricordato da una targa vicino al mercato londinese di Smithfield, dove fu squartato dal boia per or-

“Abbiamo un nostro Parlamento ma non basta Non ci sentiamo britannici”

dine del re d’Inghilterra, dopo essere stato catturato con un tranello? Di tenzoni cavalleresche e brucianti passioni nazionaliste,

sul posto della famosa battaglia di re Robert, per la verità non se ne vedono. Padri in gonnellino scozzese — e madri in jeans — fo-

Il leader dello Snp: “Più Cameron ci minaccia, più aiuta la nostra causa”

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tografano i figli davanti al monumento del re, ma sono turisti venuti da fuori, alcuni nemmeno scozzesi. Bannockburn è un confortevole sobborgo urbano: linde casette, campi da tennis, boschi e montagne in lontananza, la città di Sterling a due passi. Eppure potrebbe essere investito di un ruolo decisivo, da cui dipende molto più del futuro di quattro milioni di scozzesi: se perdesse un pezzo, il Regno Unito rischia di disunirsi del tutto, incoraggiando anche Galles e Irlanda del Nord a fare altrettanto. E a quel punto chi fermerebbe la Catalonia dal divorzio dalla Spagna o la Padania da quello con l’Italia? «C’è un sacco di storia, da queste parti», ammette Gail McNeill, infermiera di 47 anni, nata e cresciuta a Bannockburn. «Io sono sempre stata a favore dell’indipendenza, in teoria. Ma ora che se ne parla in concreto non sono più tanto sicura. Siamo parte della Gran Bretagna da tanto tempo. Chi ci difenderà, se non abbiamo più le forze armate britanniche? E le aziende faranno ancora investimenti in Scozia, se siamo un piccolo paese indipendente?». Problemi reali, sebbene forse non insormontabili. Una Scozia indipendente rinuncerebbe alle forze armate britanniche, smantellando tra l’altro la base dei sottomarini armati di missili nucleari lungo le sue coste: ma le basterebbe un piccolo esercito come i paesi scandinavi. Quanto all’economia, la Scozia comunque produce petrolio: anche per que-

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PER SAPERNE DI PIÙ www.snp.org www.scottish.parliament.uk

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L’intervento

L’attore Sean Connery: “Sostengo questa lotta da oltre quarant’anni perché credo nell’eguaglianza”

“Siamo una nazione piccola ma meritiamo di essere liberi”
SEAN CONNERY
a prima volta che diedi pubblicamente il mio appoggio allo Scottish National Party (Snp, Partito nazionale scozzese, ndt) fu più di quarant’anni fa, quando feci a Winnie Ewing gli auguri per le elezioni suppletive di Hamilton: e le vincemmo. Era il 1967, e da allora la Scozia non è più stata la stessa. La necessità di creare un Parlamento scozzese e raggiungere l’autodeterminazione sono diventati punti fondamentali del nostro programma politico e con gli anni si sono fatti sempre più pressanti. Nel 1997 la Scozia ha finalmente ottenuto un proprio Parlamento, per la prima volta da quando, nel 1707, un manipolo di canaglie vendette la nostra libertà. Poi, nel 2007, dopo cinquant’anni di governo laburista, abbiamo compiuto un altro determinante passo avanti con l’elezione del primo governo nazionalista scozzese della nostra storia. E che governo! Quasi non passa giorno senza che sia annunciata un’ennesima misura per il bene della Scozia e del suo popolo. In effetti le cose in Scozia vanno così bene che alcuni nostri amici inglesi stanno pensando di sfuggire al loro governo e trasferirsi quassù da noi, nella nuova Scozia governata dal Partito nazionale scozzese. Come dare loro torto? Il primo ministro Alex Salmond è il miglior leader che la Scozia abbia mai avuto. Insieme alla sua squadra ha messo in piedi un governo che sta cambiando la vita di tutti coloro che vivono in Scozia. Sono orgoglioso di constatare che la Scozia, come nazione, venga ora presa sul serio in tutto il mondo. In molti Paesi la gente ama la Scozia e gioisce dei nostri successi. Saremo forse una nazione piccola, ma camminiamo a testa alta. E il successo ottenu-

L

“Usciremo dall’ombra dei nostri vicini e formeremo insieme un’alleanza”
to dallo Snp mi rende incredibilmente ottimista riguardo al domani. Se sostengo l’indipendenza della Scozia è soprattutto per un motivo semplice e convincente: perché credo nell’eguaglianza. La Scozia dovrebbe avere lo stesso status dell’Inghilterra e di qualsiasi altra nazione, in modo da avere anche le medesime possibilità di successo — proprio come ciascun individuo dovrebbe avere il massimo delle opportunità. Sono sempre stato fiducioso sul futuro

SOUVENIR
Magliette, bandiere e cartoline in vendita in un negozio a Edimburgo A sinistra un cartello stradale di benvenuto

sto gli indipendentisti sognano di diventare una seconda Norvegia. «Sarebbero costretti a prendersi l’euro e finirebbero indebitati come la Grecia», provoca da Londra il ministro del Tesoro britannico George Osborne. «E perché dovremmo adottare una moneta disgraziata come l’euro?», gli risponde un’altra voce scozzese dal campo di battaglia di Bannockburn. «La Scozia indipendente si terrebbe la sterlina con la regina Elisabetta stampata sopra e ci terremmo pure Elisabetta come regina, tanto è capo di stato anche di Canada e Australia, per quel che conta», dice Chris Donnerty, insegnante. Sia pure con sterlina e regina, per questo pronipote di Braveheart l’indipendenza non è affatto una ribellione senza una causa: «È vero, abbiamo poteri autonomi e un parlamento scozzese, ma non basta e non è questo il punto», afferma. «Il punto è che io non mi sono mai sentito britannico. Mi sento scozzese. Non è che detesti l’Inghilterra, è che l’Inghilterra non mi riguarda. Non mi piace l’Union Jack, la bandiera britannica. E per quanto non mi dispiaccia la regina, non è la mia regina». Il barbiere di Bannockburn, Robert Scott, tosa indipendentisti, filo-britannici e indecisi, ma lui che ne pensa? «Non credo che torneremo in guerra contro gli inglesi come al tempo di re Robert, però chi può escluderlo? Il referendum, da quel che sento dire sulla poltrona della mia bottega, comunque si farà e avrà un risultato storico. Magari non otterre-

mo subito la piena indipendenza, ci arriveremo per gradi, cominciando con più devolution, maggiori poteri locali». Già, perché quel furbone del premier Salmon vorrebbe mettere tre quesiti sulla scheda: sì (all’indipendenza), no e sì soltanto all’indipendenza fiscale. Christine, la maestra della scuola elementare, teme che una Scozia indipendente accentuerebbe il conflitto tra cattolici e protestanti, già ben evidente nella rivalità tra le due squadre di calcio di Glasgow, i Celtics e i Rangers. Bill, uno studente, vorrebbe ricostruire il vallo di Adriano, il muro eretto dall’imperatore romano per tenere fuori le irriducibili tribù scozzesi del nord: ma stavolta per tenere fuori gli inglesi a sud. John, un poliziotto in pensione, si preoccupa invece per i suoi figli che vivono a Liverpool: «L’Inghilterra è piena di scozzesi, cosa faranno se diventiamo indipendenti, dovranno tornare a casa o sentirsi stranieri in Gran Bretagna?». È un dibattito ancora dominato dall’incertezza: perciò i nazionalisti sperano che, con le celebrazioni del settecentesimo anniversario della battaglia di Bannockburn, cresca il fervore indipendentista. Al momento soltanto il 38 per cento degli scozzesi sono favorevoli alla secessione dal Regno Unito, ma la percentuale sale di mese in mese. Verrà da Bannockburn, da ciò che questo luogo simboleggia, la spinta finale? Con la sua aria mite e la pancetta, il premier Alex Salmond non sembra certo un novello Braveheart, eppure qui molti si aspettano che ripeterà il discorso con cui William Wallace, il patriota portato sullo schermo da Mel Gibson, arringava i paurosi e gli incerti, alla vigilia dell’ultima battaglia: «Chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un pò. Ma fra molti anni da adesso, quando sarete agonizzanti in un letto, siete sicuri che sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere un’occasione, solo un’altra occasione, di tornare sul campo, a urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!». In groppa al suo cavallo di pietra, Robert the Bruce si lascia fotografare e aspetta.
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Le tappe

LA RESISTENZA AI ROMANI
Nel II secolo i Pitti e gli Scoti, che abitavano il Nord dell’isola, resistettero all’invasione dei romani costretti a erigere il Vallo di Adriano

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della Scozia. E credo che oggi questa sia più che mai prossima a raggiungere l’indipendenza e la parità. Non tanto tempo fa non era neanche all’orizzonte il decentramento amministrativo, e ancor meno l’indipendenza. Da allora, però, siamo diventati sempre più forti e continuiamo a compiere progressi, un passo alla volta. Il primo passo è stato la conquista di un Parlamento autonomo, nel 1997. Il secondo è arrivato nel 2007, con l’elezione di un governo guidato dallo Scottish National Party. Ora credo che la Scozia abbia ciò che serve per compiere il terzo passo, e sono convinto che vi riuscirà nel corso della mia vita. La Scozia uscirà allora dall’ombra dei nostri amici e vicini inglesi e formerà con loro una nuova alleanza basata sulla parità. Quando sarà il caso di lavorare insieme, lavoreremo insieme, e quando occorrerà perseguire i nostri interessi particolari, lo faremo. La regina sarà il capo di Stato di entrambe le nazioni, ciascuna delle quali avrà un proprio Parlamento, indipendente, che ci consentirà di perseguire i nostri interessi in patria, in Europa, nel mondo. È un assetto che considero da sempre sensato, e credo sia venuto il momento di metterlo in atto. Per le piccole nazioni, l’indipendenza riflette l’andamento della storia. Quando nacquero le Nazioni Unite, nel 1945, esistevano solo una quarantina di Paesi indipendenti. Oggi ve ne sono quasi duecento, e non c’è motivo per cui la Scozia non possa unirsi a loro. (L’intervento è estratto da un articolo pubblicato dallo Scottish Sunday Express. Traduzione di Marzia Porta)
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IN KILT
L’attore scozzese Sean Connery vive alle Bahamas Tornerà in patria solo quando sarà indipendente

L’EROE
Nel XII secolo la Scozia si ribellò all’occupazione inglese. William “Braveheart” Wallace fu l’eroe della battaglia di Stirling Bridge

L’ATTO DI UNIONE
Nel 1707 Londra chiude il Parlamento scozzese e forma il “Regno di Scozia e Gran Bretagna”. Nel ’97 il Parlamento riapre ma con competenze locali

IL REFERENDUM
Il premier Alex Salmond vuole il referendum per l’indipendenza nel 2014 Cameron teme l’onda emotiva a 700 anni dalla prima ribellione scozzese

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LA STORIA R2CRONACA

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Economia in caduta e casse dello Stato vuote: il governo di Ennahda deve confrontarsi con la protesta Gli scioperi diventano radicali e il partito non può contare su esercito e polizia per usare la forza

BERNARD GUETTA TUNISI a primavera araba è nata in Tunisia, ed è ancora in Tunisia che si gioca il suo avvenire. Come la fuga di Ben Ali, un anno fa, aveva prefigurato la caduta di Mubarak, la vittoria elettorale degli islamisti di Ennahda in Tunisia ha annunciato quella dei Fratelli musulmani in Egitto. Al Cairo come a Tunisi, questa captazione democratica di rivoluzioni moderniste da parte di integralisti le cui radici tutto sono fuorché democratiche è sembrata dare ragione ai più pessimisti. «Eppure noi ve l’avevamo detto», dicono quelli che avevano previsto che giovani teocrazie nel pieno delle forze avrebbero preso il posto di dittature sul viale del tramonto; ma non è questo che sta succedendo in Tunisia, al contrario: qui gli islamisti sono in difficoltà. Adesso che governano, adesso che le elezioni del 23 ottobre li hanno trasformati nella forza principale della coalizione parlamentare che hanno formato con due dei partiti laici, gli islamisti devono giustificare la fiducia che quasi la metà dei tunisini aveva accordato loro, e il compito non è facile. Anzi, è talmente difficile che nessun altro partito probabilmente avrebbe potuto fare molto meglio di loro, talmente grandi sono i problemi. Ma sta di fatto che sono loro che ricoprono i principali incarichi ministeriali e dirigono il Governo, che sono loro il potere e che questo potere non riesce a tirar fuori il Paese dal fosso in cui si è impantanato. Non c’è soltanto il problema dell’economia in caduta libera, dell’aumento della disoccupazione e dell’abbassamento del potere d’acquisto, delle casse vuote dello Stato e del turismo che stenta: il malcontento sociale cresce di giorno in giorno, perché questa coalizione è riuscita a partorire soltanto una finanziaria irrealistica, a cui non crede nessuno, e si mostra incapace di aprire una benché minima prospettiva di ripresa economica, anche dolorosa. Gli scioperi si moltiplicano e diventano più radicali. Nelle regioni dell’interno, quelle da dove era partita la rivoluzione, perché la dittatura le aveva trascurate a beneficio delle coste e delle loro spiagge, cresce un clima

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Tunisia
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Le tappe

Le spine dopo la Rivoluzione l’Islam alla prova del potere
di rivolta. I ministri non si fanno più vedere da quelle parti, dopo che lo stesso presidente della Repubblica è stato duramente contestato. Il Paese sfugge alle sue nuove autorità e la collera popolare si concentra sempre di più contro Ennahda, perché i suoi ministri nella maggior parte dei casi sono incompetenti, perché è stata la vittoria di Ennahda — è un dato di fatto — che ha bloccato gli investimenti, e perché molti dei suoi funzionari, invece di rassicurare, alimentano l’incertezza. Quando non è un ministro che parla di tornare al califfato, a un mondo musulmano unito dalla fede, è il governo tutto che lascia che gli islamisti più integralisti, i salafiti, cerchino di imporre il niqab all’università o tollera che il primo ministro islamista di Gaza venga accolto all’aeroporto al grido di «Morte agli ebrei!». Ennahda non vuole prendersi il rischio di accrescere l’influenza dei salafiti reprimendoli e lo stesso partito islamista resta diviso tra i fautori di una svolta alla turca e i nostalgici della sharia: è per questo che il Governo in carica preoccupa perfino alcuni degli elettori che avevano votato Ennahda. La base sociale del partito si restringe a vista d’occhio e quando la crisi sociale avrà partorito la crisi politica che cova in grembo il suo isolamento assumerà vaste proporzioni. «È proprio questo che preoccupa», dicono i pessimisti, che già vedono Ennahda cercare di restare al potere facendo ricorso alla forza: ma questo partito non può contare né sulle forze armate, che non lo difenderanno così

IL SIMBOLO
Il 17 dicembre 2010 il giovane Bouazizi si dà fuoco a Sidi Bouzid

come non avevano difeso Ben Ali, né sulla polizia che gli è ostile, né sulla paura, che non ha fatto ritorno in Tunisia. Ogni volta che fa un passo falso, Ennahda deve confrontarsi con vigorosi movimenti di protesta, che non ha i mezzi per contrastare. Il potere non ha rafforzato gli islamisti; al contrario, li ha indeboliti e in un modo o nell’altro dovranno finire per evolversi e scendere a patti: con la realtà economica e sociale, con una gioventù che vuole la libertà e ci ha preso gusto e con delle donne la cui emancipazione è diventata una realtà da quando Habib Burghiba, il padre dell’indipendenza, l’aveva imposta. Le difficoltà per la Tunisia sono appena cominciate, ma

LA RIVOLTA
A gennaio scoppia la rivoluzione dei gelsomini: inizia la Primavera araba

La rivolta per la democrazia è nata qui e si è estesa agli altri Paesi. Ora Tunisi ha lanciato un nuovo messaggio
niente è ancora deciso; e anche in Egitto i Fratelli musulmani non avranno vita facile. Anche loro erediteranno una situazione economica catastrofica, e, se è vero che le egiziane non sono emancipate come le tunisine, è vero anche i Fratelli musulmani dovranno fare i conti con un esercito che continua ad avere un grosso peso economico e politico e con dei salafiti ben più potenti che in Tunisia, considerando che si sono aggiudicati più del 20 per cento dei voti. Gli islamisti egiziani dovranno cercare l’appoggio dei laici. La primavera araba non è ancora sfociata nell’Iran dei mullah, e tantomeno nell’Afghanistan dei Taliban di undici anni fa. (Traduzione di Fabio Galimberti)
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LA CADUTA
Il 14 gennaio 2011 la fuga del dittatore Ben Ali mette fine a 23 anni di regime

IN PIAZZA
Sopra, poliziotti trascinano via un manifestante In alto, un corteo e una foto bruciata di Ben Ali

LE ELEZIONI
Il 23 ottobre Ennahda vince le prime elezioni democratiche nel Paese

FOTO: AFP E AP

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

LA MODA R2CRONACA

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I 50
IL POLACCHINO
È stile country il polacchino chic Testoni ispirato alla montagna

PER SAPERNE DI PIÙ www.cameramoda.it http://seidimoda.repubblica.it

Si concludono le passerelle maschili a Milano tra velluti, pelle, denim, borchie e ricami Da Diesel Black Gold a Coveri a Dsquared, i guardaroba si mescolano di continuo

IL GIUBBOTTO
Habsburg è il giubbino dai dettagli essenziali

LA SCARPA
In camoscio la scarpa da mettere ovunque firmata Harmont & Blaine

I globe trotter firmati Canonico
ZAINI, porta computer e tante borse da viaggio per raffinati globe trotter per il marchio biellese VBC 1663, acronimo che sta per Vitale Barberis Canonico.

I PANTALONI
Eleganza e grande comfort con i pantaloni PT05

I dettagli

Due capi in uno nel cappotto Fay
IL JAY Coat di Fay abbina il cappotto dalla linea sartoriale, essenziale e asciutta, al pratico gilet interno staccabile, unendo così due capi in uno. Realizzato in lane shetland nei colori sabbia, verde, marrone e grigio.

Per lui e per lei
Armani: ragazzi senza barriere
LAURA ASNAGHI MILANO ui e lei vanno in coppia sulla passerella di Giorgio Armani. Indossano entrambi giacca e pantaloni, il tessuto è lo stesso ma lei è iper femminile e lui un maschio elegante. Ormai succede sempre più spesso che la donna rubi qualcosa dal guardaroba dell’uomo e viceversa. E così Armani, con il suo stile inconfondibile, celebra questa tendenza, dimostrando che è possibile abbattere le barriere che separano la moda maschile da quella femminile. «Le ragazze che lavorano con me vanno pazze per i miei abiti da uomo» racconta lo stilistachenellasuacollezioneper il prossimo inverno ha giocato sui classici tessuti maschili, dallo spigato al tweed, ingigantendo i motivi grafici e dando una mano più morbida ai materiali. Armani che svela di avere antenati di origine austriaca, ha voluto dare una impronta austro-ungarica ai suoi giubbini in pelle, belli e rigorosi e alle sue maglie “dolomitiche” con le sfumature dei ghiacciai. Armani punta sui pantaloni con le pinces(“donanoatutti”),lat-shirtnera da portare con lo smoking e il velluto nero o blu Klein per cappotti e giacche destinati a diventare i capi di culto. I guardaroba si mescolano e si confondono e anche da Diesel Black Gold le giacche doppiopetto in cavallino, i bomber in pelle e i jeans in denim tessuti a mano in Giappone, sono perfetti sia per lui, maschio rocchettaro, che per lei. Guardaroba interscambiabileanchedaEnrico Coveri, dove l’elemento che fa da base comune sono i tessuti con un ramage di rose. Una collezione che fa gola anche alle ragazze è quella di Dsquared. I modelli, in versione studente sfrontato, dall’aria provocatoria, sfilano con una fantastica scelta di abiti: dal parka borchiato portato su completi classico, ai pullover giganti

LA COPPIA
Elegantissimi per Armani

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abbinati ai jeans aderenti fino agli smilzi cappotti. «Viva la democrazia del bello — dice Rocco Barocco — perché si può essere eleganti a prescindere dal lusso, con un bel capo portato anche con una camicia del mercatino». I suoi maschi sono seducenti con pantaloni dall’orlo accorciato, piccole giacche e pantofole da dandy. Fendi incanta con le sue tecniche dilavorazione“transgeniche”do-

ve il panno diventa visone e il feltro muta in astrakan. Pringle rispetta la tradizione british con i grandi pull da marinaio, Ports sposa il lusso sofisticato, con cappotti dai bordi di zibellino. Stone island celebra i suoi 30 di storia, contessutiingegnerizzati.ENicole Fahri coccola i globetrotter con cappotti fatti con antiche tecniche indiane.
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I VIP
In prima fila per Armani: Elio Germano Louis Garrel, Giorgio Pasotti, Neri Marcorè, Alessandro Siani, Pier Francesco Favino

Fendi lancia gli abiti mutanti
VALIGETTE, portadocumenti e clutch zippate in coccodrillo o in tela jacquard per Fendi che propone abiti “mutanti” fatti con tessuti che diventano pelliccia.

L’intervista

Elio Germano racconta il suo rapporto di amore-odio: vorrei andare in giro a piedi nudi

Camera con vista per Class Cavalli
STILE sofisticato, di taglio british, con giacche sartoriali in lana e seta e lana e mohair per Class Roberto Cavalli, il marchio che si ispira alle atmosfere del film “Camera con vista” di James Ivory.

“Macché sneakers, viva le scarpe da ginnastica”
lio Germano, l’attore che ha lavorato con registi come Ettore Scola, Michele Placido, Gabriele Salvatores, ha un rapporto di odio e amore con le scarpe. Adora quelle da ginnastica ma non sopporta i mocassini. E quando recita vuole avere le scarpe giuste per identificarsi bene con il personaggio che deve interpretare. Germano ma lei ha un rapporto complicato con le scarpe. «Se potessi andrei in giro a piedi nudi, non per feticismo ma per pura comodità». Sì, ma con il freddo che fa... «Io sono un fan delle scarpe da ginnastica. Per cortesia

E

L’attore Elio Germano

non parlatemi di sneakers. Chiamiamo le cose con il loro nome: siamo in Italia, se diciamo scarpe da ginnastica tutti capiscono di che si tratta. Ne ho dieci in tutto, vecchie e nuove. Le compro solo se ho davvero bisogno. Non sono un consumista e mi piaccio così». E quando recita, come sceglie le scarpe? «Le provo e le riprovo. Devono essere comode e adatte al ruolo. Anche con la camminata giusta si può dare forza al personaggio che si interpreta. E se non mi piacciono le cambio. Sono fatto così, non amo i compromessi». (l. a.)
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SCANZONATO
Sexy e scanzonato lo stile Rocco Barocco

SPORTIVO
Sportivi, con classe ecco i maschi U.S. Polo

CLASSICO
Il lusso sartoriale griffato Boss Selection

RIBELLE
Dsquared e la moda degli studenti ribelli

ROCKETTARO
Moda da rock star per Diesel Black Gold

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IL CASO R2MONDO

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PER SAPERNE DI PIÙ www.wikipedia.org www.sopastrike.com

I 51

Un blackout per protestare contro la legge in discussione al Congresso spinta dalle lobby di cinema e tv Le nuove regole affidano ai siti il controllo dei contenuti: se ne appaiono alcuni “piratati” scatta la chiusura

(segue dalla prima pagina)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI NEW YORK l più importante di gran lunga è Wikipedia. Che non vi venga l’improvviso bisogno di consultare l’enciclopedia più letta del mondo per ritrovare una data, una statistica, una biografia. Non prendetevela, anzi. Questo è uno sciopero nobile: con ogni probabilità Wikipedia sta difendendo la nostra libertà. Il blackout è la protesta contro un progetto di legge controverso e pericoloso, in discussione al Congresso degli Stati Uniti per volere della lobby delle tv e del cinema: è una normativa che con la scusa di combattere la pirateria trasformerebbe i gestori di qualunque sito in “poliziotti del copyright”. Sue Gardner, la giovane canadese che dalla sede di San Francisco dirige la Wikimedia Foundation, ha messo sul sito l’annuncio da qualche giorno: «È la prima volta che Wikipedia organizza una protesta di questa natura, ed è una decisione che non abbiamo preso alla leggera». Questa enciclopedia digitale e gratuita,

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Wikipedia contro Hollywood 24 ore di sciopero sui copyright
L’ANNUNCIO
Sopra, l’annuncio del blackout sulla pagina principale del sito. A sinistra, il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales

I TWEET
Avviso agli studenti anticipate i compiti

Avviso agli studenti! Fate i vostri compiti presto, Wikipedia mercoledì protesta contro una cattiva legge
Jimmy Wales cofondatore di Twitter

Non minacciamo la libertà della rete In allarme i vertici dell’enciclopedia digitale: “È a rischio la nostra esistenza”
Non si tratta di «abbandonare la neutralità e prendere una posizione politica», spiega la Gardner, ma di difendere la sopravvivenza di un’informazione libera e gratuita come quella costruita dai volontari di Wikipedia. «I nostri articoli sono neutrali, la nostra esistenza no. Dipendiamo da un’infrastruttura legale che rende possibile la nostra attività». Ora questa infrastruttura potrebbe essere sconvolta, se passassero i due progetti chiamati in codice Sopa e Pipa. Il primo sta per Stop Online Piracy Act ed è in discussione alla Camera, il secondo è quasi un gemello, si chiama Pipa che sta per Protect Intellectual Property Act e sta procedendo per il suo iter al Senato di Washington. La controversia politica su queste due proposte è in un certo senso una guerra santa tra “le due Californie”. Da una parte Hollywood, dall’altra la Silicon Valley. Los Angeles contro San Francisco, due poli opposti, mai tanto distanti e incompati-

Anche Google è contraria, ma prepara una mobilitazione più “soft”
bili. Anche se, naturalmente, la posta in gioco è così elevata che gli schieramenti sono ben più ampi. Sulla linea “proibizionista”, cioè con Hollywood e contro Wikipedia, si è schierato anche Rupert Murdoch, in quanto proprietario della tv e major cinematografica Fox. I politici non stanno a guardare, e il più potente di tutti ha già scelto da che parte stare: Barack Obama ha dato il via libera ai suoi esperti di Internet, scesi in campo per bloccare i progetti Sopa e Pipa. Questa legislazione nasce con l’intento di prevenire la pirateria su Internet, non solo negli Stati Uniti ma su qualsiasi sito del mondo. Per raggiungere lo scopo, la legge in discussione al Congresso darebbe poteri senza precedenti al governo degli Stati Uniti, per chiudere interi siti qualora vi appaiano contenuti che violano le norme sul pagamento dei diritti. Si capisce perché Hollywood e Murdoch siano mobilitati in appoggio: siamo in una fase in cui la

La proprietà intellettuale va protetta ma la libertà di Internet non deve essere minacciata né compromessa
Barack Obama presidente Stati Uniti

Così Obama si schiera con i pirati del web

Così Obama si è unito ai padroni della Silicon Valley che minacciano i creatori di software con la pirateria, un vero furto
Rupert Murdoch magnate dei media

che per affidabilità e autorevolezza ormai ha superato la leggendaria Britannica, ha preso la decisione nel modo che più le si addice: con una consultazione democratica tra quelli che la scrivono e l’aggiornano quotidianamente. «In 72 ore — prosegue la Gardner — più di 1.800 wikipediani si sono uniti a noi per discutere le modalità di azione che la comunità vuole prendere contro questi disegni di legge. È la più ampia discussione mai avvenuta su Wikipedia, e questo dimostra il livello di preoccupazione raggiunto».

È da sciocchi fermare siti globali

È solo stupido. Chiudere un sito globale per reagire a una questione di politica nazionale è una decisione sciocca
Dick Costolo ad di Twitter

conversione digitale del mondo televiso e cinematografico sta accelerando, i network e le major mettono i loro contenuti a disposizione online, ma vogliono avere la garanzia di poter incassare il pagamento degli utenti. Il problema è che i due progetti di legge metterebbero sulle spalle dei siti Internet delle responsabilità immani, un compito “poliziesco”. Significherebbe la morte per un’enciclopedia come Wikipedia, se dovesse cominciare a controllare ogni frase scritta da un collaboratore, onde evitare che sia un contenuto protetto da copyright. Altri gruppi della Silicon Valley la pensano come i fondatori-animatori di Wikipedia: anche Google e Twitter sono contrari alle proposte di legge. Google adotterà forme di manifestazione “soft”: niente blackout, ma oggi comparirà sul suo sito (sulla homepage americana) una presa di posizione. Obama non ha esitato a schierarsi con la Silicon Valley e contro Hollywood anche se per lui è stata una scelta delicata: ambedue figurano fra i finanziatori più generosi della sua campagna elettorale. Sul sito della Casa Bianca appare una dura presa di posizione: «L’Amministrazione non appoggia una legislazione che ridurrebbe la libertà di espressione, peggiorerebbe i rischi per la nostra sicurezza, mettendo a repentaglio la natura dinamica, innovativa e globale di Internet». Questa mobilitazione ha già prodotto dei risultati: alla Camera l’iter legislativo del disegno Sopa è stato rallentato, e potrebbe finire silenziosamente su un binario morto. Ma la battaglia è solo rinviata, basta leggere i propositi bellicosi che Murdoch ha affidato a Twitter: «Obama ha ceduto ai suoi finanziatori della Silicon Valley che minacciano tutti i creativi con il furto e la pirateria».
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CULTURA
Il nuovo libro del giurista Franco Cordero raccoglie i suoi interventi sui costumi del Paese Un racconto degli anni del Cavaliere che si mescola a quello dei caratteri nazionali

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L’OPERA
A sinistra un dipinto di René Magritte

ILDNA degli ITALIANI
“DALLA RETORICA AL SERVILISMO COMBATTIAMO I NOSTRI DIFETTI”
SIMONETTA FIORI
opo l’agenzia di rating, anche Franco Cordero ci declassa d’uno scalino, anzi d’un soldo. Ma il riferimento è a Bertolt Brecht, non ai parametri dell’economia mondiale. E il paese squalificato non è l’Italia di oggi ma la “Rutulia” di qualche mese fa, sguaiata e ridanciana, governata da un re di danari che è anche peggio di Mackie Messer. L’opera italiana da due soldi è il racconto in sessanta quadri degli ultimi tre anni di vita italiana, un regnabat Berlusco alla maniera inconfondibile di Cordero, tra citazioni bibliche – il Leviathan di Giobbe – incursioni storiche fin dentro la corte dei Borgia, una lingua duttile e pieghevole, all’altezza di ogni variazione discorsiva (Bollati Boringhieri, pagg. 308, euro 17). Un viaggio tra opera buffa e fondali neri di una terra gaglioffa e istupidita, dove non vigono più logica, etica ed estetica ma affarismo allo stato selvatico e un cinico “ateismo clericocratico”. «Ne siamo usciti? Non mi illuderei troppo», dice il professore mentre ci introduce nel suo elegante studio-biblioteca del quartiere Monti, nel centro di Roma, pieno zeppo di cinquecentine e testi rari, sistemati sugli scaffali in doppia fila perché non c’è spazio sufficiente. Il ritorno del Caimano – fu sua l’idea del rettile, poi adottata da Nanni Moretti – è ritenuta ipotesi verosimile da questo illustre giurista piemontese, nato 83 anni fa a Cuneo, maestro nel campo della procedura penale, autore non solo di testi giuridici ma anche di saggi storici, romanzi e pamphlet, da dieci anni commentatore di Repubblica (i cui articoli costituiscono l’ossatura del nuovo libro). «Probabilmente bisogna aspettare la fine di questa legislatura per assistere nuovamente al suo populismo forsennato». Nelle sue pagine non spira grande fiducia nel carattere degli italiani. Lei insiste su un “codice genetico” vocato all’asservimento. Un destino ineludibile? «La definizione più attendibile è quella suggerita dal Leopardi nel suo feroce Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani. Diversamente da altri europei, abituati allo scambio intellettuale, i nostri connazionali vi sono rappresentati in una dimensione selvatica, tra rituali inutili e un costante esercizio della maldicenza. Ma curiosamente Leopardi tratta le cerimonie religiose, non il fattore cattolico e controriformista». Che è invece molto presente nelle sue pagine. Quanto ha contato il suo allontanamento dalla Cattolica? «A 32 anni fui chiamato da quella Università per la cattedra di Procedura Penale. La chiamata non implicava servitù dogmatiche». Lei era di fede cattolica? «Lo ero nella misura in cui lo sono gli italiani. A Cuneo, dagli 11 ai 17 anni, avevo frequentato l’oratorio dei gesuiti, prendendo sul serio l’affare religioso. Ma dovevo riuscire piuttosto sospetto agli strateghi locali: ero uno dei pochissimi a non essere ammesso alla Congregazione Mariana». Perché?

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IL LIBRO
“L’opera italiana da due soldi” di Franco Cordero (Bollati Boringhieri, pagg. 308, euro 17)

“C’è un ambiente sociale dominato da certe costanti che non favoriscono lo sviluppo migliore”
«Qualcosa in me suscitava l’impressione di una diversità o, meglio, di una mancanza. Non avevo quella naturale predisposizione, tipicamente cattolica, a prendere le cose drammaticamente. E non ero sufficientemente malleabile. L’assenza di malleabilità rende sospetti». Fu così anche alla Cattolica? «Probabilmente non sarebbe capitato nulla se non avessi ricevuto l’incarico di Filosofia del Diritto. Certo non potevano pretendere che insegnassi il diritto naturale secondo la visione cattolica. E lì nacque il dissidio. Il vescovo mi contestò l’uso pericoloso di fonti eterodosse. Gli risposi con Lettera a monsignore, che fu un piccolo bestseller. Il mio sospetto era che si trattasse di triviale contesa accademica mascherata sotto finzioni teologali». Cosa glielo fece credere? «Dopo sarei stato chiamato dall’Università di Torino e poi dalla Sapienza di Roma. La facoltà romana di Giurisprudenza non era un covo di bolscevichi, per farmi fuori sarebbe bastato solo un cenno da parte del monsignore. Insomma, non ci furono veti». Che cosa le è rimasto di quell’esperienza? «Incise profondamente sulla mia vita. Non avrei scritto quasi nulla di quello che poi ho scritto, oltre la produzione giuridica. E sarei una persona diversa da quella che, senza eccessive simpatie, ravviso in me. Diciamo che ho sperimentato alcuni degli aspetti consueti dell’ambiente italiano e cattolico». Ancora il “carattere genetico”. Ma questa letteratura anti-italiana, di cui lei è un insigne esponente, non rischia di essere un genere molto efficace sul piano retorico ma non altrettanto sul piano interpretativo? «L’uso oratorio del linguaggio è un altro dei tratti tipici dell’italianità, che favorisce il fiorire di ogni tipo di retorica, tra cui anche quella anti-italiana». Ma italiano è anche lei, professor Cordero. E italiano è anche l’attuale inquilino di Palazzo Chigi. Il nostro codice genetico non è solo cinismo e servitù. «Ma la guerra mossa a certi caratteri dell’anima italiana non implica una condanna in blocco dei nati nella penisola. Se c’è una pianta d’uomo rigogliosa – ricorro alla formula di Alfieri – ricca di varietà individuali, questa è proprio l’italiano. Però l’ambiente sociale risulta dominato da certe costanti che non ne favoriscono lo sviluppo migliore». Una costante è quella di equivocare serietà con mestizia. Di Monti si lamenta la tristezza, capo d’imputazione che pesò in passato su altri protagonisti. «Il pubblico vuole cantori teatranti. Cavour risultava molto antipatico ai suoi coetanei perché estraneo alla retorica facile. Anche Giovanni Giolitti fu considerato figura odiosa per la sua scarsa facondia. Il discorso laconico, che è poi l’enunciazione di fatti, da noi è considerato atteggiamento respingente, grave difetto,

La mostra

HOCKNEY DIPINGE LA PRIMAVERA SULL’IPAD
LONDRA — Dipingere la primavera con l’iPad. E’ la rivoluzione artistica presentata ieri a Londra da David Hockney: 51 dei 52 grandi quadri della mostra A bigger picture (dal 21 gennaio al 9 aprile alla Royal Academy of Arts) li ha disegnati a mano su un iPad e poi stampati in dimensioni di un metro e mezzo per due. Solo il cinquantaduesimo è un dipinto a olio su tela, grande quindici metri. “L’iPad è come un pezzo di carta senza fine e risponde perfettamente alla mia convinzione che i quadri debba- L’artista David Hockney no essere grandi”, dice il 74enne pittore in- si fotografa con l’Ipad glese. Così per questa mostra ha puntato sull’iPad: “Con una application da 8 sterline puoi dipingere con le dita e non devi portarti niente, né carta, né matite, né acqua. Quanto sarebbe piaciuto questo strumento a certi artisti del passato, da Tiepolo a Van Gogh”. In verità per questi quadri ha usato anche matite e pennelli, ma pure un carrello di 18 telecamere mobili con cui ha filmato il trascorrere delle stagioni: con lui la Royal Academy diventa un cinema. E. F.
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segno inequivocabile di inferiorità. L’italiano è naturalmente retore, parolaio, arcade. Il Berlusconi barzellettiere e ipnotizzatore di folle è al grado zero di questa scala retorica». Più illiberale di Mussolini, paranoico come Hitler, peggio di Mackie Messer. Le sue definizioni dell’ex premier non sono sospettabili di un eccesso di cautela. «La mia prosa è dettata da una fredda analisi dei fatti. Quello di cui mi occupavo era un regime allo stato germinale, non compiuto. Gli italiani hanno corso un pericolo gravissimo, senza rendersene conto. Anche questo va ricondotto al nostro codice genetico: crediamo sempre di cavarcela». È per questo che lei – giurista insigne, accademico riverito, autore di un Manuale di procedura penale arrivato alla diciottesima edizione – s’è occupato con sistematicità per dieci anni del Caimano? «Civis sum. Se uno non mette becco sulle cose che riguardano l’interesse collettivo, si tratta di un’omissione ignava e cinica. Allora dobbiamo celebrare i finti equidistanti, artefici del pensiero a pendolo, una critica di qua e una di là, pur di non esporsi troppo». Nel suo libro li definisce “predicatori governativi”. «Hanno responsabilità gravi. La principale è di aver accreditato Berlusconi come un politico “nuovo” e “liberale”. Ma come era possibile definire in questo modo un monopolista cresciuto all’ombra del privilegio politico? Un esercizio tartufesco – quello di fingerlo ciò che non è – che temo possa riprendere con la ricomparsa del Leviathan». Se dovesse dare una definizione dell’evo appena concluso? «Quel che colpisce è la regressione intellettuale. Ricordo la finezza critica con cui i miei conterranei al caffè discutevano di qualsiasi argomento. Il piemontese è un dialetto molto fruibile nel discorso dialetticamente complesso, avendo un lessico e una sintassi molto duttili. Quelle conversazioni erano la vetrina di un’intelligenza nativa, che prescindeva dal grado di alfabetizzazione. Il berlusconismo è la negazione di tutto questo». E ora che l’ex premier è uscito di scena? «Mah, non mi sento privato del combustibile. Lo ritengo piuttosto una materia clinica di straordinario interesse. E temo, purtroppo, che ve ne sia ancora».
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R2CULTURA
Esce un volume dedicato al grande autore Che raccoglie suoi scritti e omaggi di altri

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L’anticipazione/Un brano da “Magna magna” di Carlucci e Caruso

L’IDEOLOGIA DEL FOOD E L’EXPO DEL 2015
DAVIDE CARLUCCI
rano i primi anni del terzo millennio e a Milano arrivava cibo da ogni dove. Ogni via aveva un ristorante e alcune ne avevano decine. All’interno, gelosamente custoditi nelle celle frigorifere dietro robuste porte d’acciaio, si conservavano organismi animali e vegetali provenienti da contrade lontane. Le ostriche avevano viaggiato dalla Bretagna. Dalla Svezia o dalla Norvegia erano giunti i salmoni, milioni di confezioni di tutte le qualità, affumicato, con le bacche di ginepro o di coriandolo. Seguendo i percorsi tracciati dagli antichi mercanti, grossisti di pistacchi si muovevano dalla Sicilia o dalla Siria. Ogni anno si producevano quindicimila tonnellate di IL LIBRO “Magna gelato, consumato in più di magna” seicento gelaterie, molte deldi Davide le quali avevano una filosoCarlucci e fia. Rivareno, per esempio, Giuseppe voleva creare «il miglior gelaCaruso to possibile; c’erano la gela(Ponte Alle teria Vivere Meglio e Grom, Grazie) che “ama il mondo”» così tanto che «ogni singolo scontrino battuto rappresenta il nostro impegno verso la società civile». In questa città, ingorda e smemorata, si de- L’inchiesta dei due cise di organizzare la grande giornalisti mostra esposizione universale del 2015 dedicata al nutrimento come, oggi, i grandi eventi del pianeta. Milano, capitale dell’indu- siano un business stria alimentare italiana, è il luogo dove più che altrove, in Italia, domina l’ideologia del L’attesa messianica del “food”. Tradotta dall’inglese, 2015 ha l’effetto di moltipliquesta parolina magica, uti- care le occasioni per predicalizzata tanto nei menù dei bar re il verbo alimentarista. E ha quanto nei convegni scienti- finito già per esasperare una fici, si riferisce al normalissi- tendenza già presente in formo cibo che ogni giorno por- me semipatologiche nella tiamo alla bocca. Ma il fore- cultura italiana: la magnifistierismo indica qualcosa di cazione ossessiva della cucipiù: un cibo in costante tra- na nazionale come carattere sformazione, sia nella sua ve- identitario e antropologico. ste esteriore – come coman- Così, c’è chi scrive che l’Expo dano le leggi della grande di- dovrà rappresentare «i simstribuzione e della pubblicità boli del genio italiano nel – che nella sua intima strut- mondo per il rinascimento tura organolettica e chimica. dei valori globali», esaltando Quest’idea proteiforme e «l’Italia patria di storia, sciencontinuamente aggiornabi- za, sviluppo e innovazione e le dell’esperienza alimenta- culla della civiltà». Per questo re, dopo aver generato le mo- «l’italianità deve essere il leit de dei sushi o della cucina motiv dell’Expo 2015». In cosa consiste questa itamodernista, troverà la sua consacrazione proprio nel- lianità? Semplice: «Dall’Alal’Expo. Un assaggio del mi- ska al Sud Africa parlare della nestrone gastronomico-cul- pizza, della Fiat, del Colosseo turale insaporito di umanita- e di Leonardo da Vinci equirismo e millenarismo che vale a dire Italia. L’Expo deve sarà servito nei padiglioni di sfruttare questo percorso». Rho nei sei mesi che vanno da Uno dei tanti esempi dell’aumaggio a ottobre del 2015 è la tocelebrazione culinaria immiriade di incontri e tavole perante in Italia, caratteristirotonde di preparazione o di ca, questa sì, che ci rende uniaccompagnamento all’e- ci nel mondo: non si è mai vivento. Convegni che pro- sto un tedesco paragonare i pongono di riscoprire il «va- würstel a Kant o uno spagnolore della merenda» o la dieta lo la paella alla Sagrada famimediterranea come antidoto lia di Gaudí. alla depressione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CIBO di CLASSE
JOHN BERGER
a società dei consumi”, di cui così spesso si parla come di un fenomeno relativamente nuovo, è la logica conseguenza di processi economici e tecnologici iniziati almeno un centinaio d’anni fa. Il consumismo è intrinseco alla cultura borghese del diciannovesimo secolo. Il consumo soddisfa un bisogno culturale oltre che economico. La natura di tale bisogno diventa più chiara se osserviamo la forma più diretta e semplice di consumo: mangiare. L’atteggiamento della borghesia francese nei confronti del cibo si differenzia da quello della borghesia inglese. L’atteggiamento di un sindaco tedesco che si siede a cenare è un po’ diverso da quello di un sindaco greco. Un banchetto chic a Roma non ha propriamente le stesse caratteristiche di un banchetto che si svolge a Copenhagen. Molti dei costumi e delle consuetudini alimentari descritti da Trollope e Balzac non si incontrano più da nessuna parte. Nondimeno, se all’interno della medesima area geografica mettiamo a confronto la maniera di mangiare dei borghesi e quella da cui essa più si discosta – la maniera di mangiare dei contadini – si profila un quadro d’insieme, uno schema. Le abitudini alimentari della classe ope- mente, è pretenzioso. I libri di curaia hanno meno tradizione di cina sono bestseller e quasi tutti i quelle delle altre due classi, giac- giornali hanno una rubrica di ciché sono assai più esposte alle bo. Ciò di cui parlano tuttavia è considerato un semplice ornafluttuazioni dell’economia. A livello globale la distinzione mento ed è (per lo più) un terreno tra borghese e contadino è stretta- riservato alle donne. Per il borghemente connessa al bruto contra- se quello del mangiare non è un sto tra abbondanza e scarsità. Ta- atto fondamentale. le contrasto equivale a una guerra. Per il contadino il pasto princiTuttavia, dati gli scopi delimitati pale è di solito il pranzo di mezzodi queste mie note, la distinzione giorno; per il borghese è generalnon è tra chi ha fame e chi è sovra- mente la cena serale. Le ragioni limentato, ma tra due modi tradi- pratiche di questa differenza sono zionali di considerare il cibo, l’im- così ovvie che non c’è bisogno di portanza del pasto e l’atto del elencarle. Quel che può essere simangiare. gnificativo è che il pasto contadiPer cominciare vale la pena no- no è a metà giornata, circondato tare che nella visione della bor- dal lavoro. Si colloca nello stomaghesia c’è una contraddizione. Da co del giorno. Il pasto borghese arun lato, nella vita del borghese i riva alla fine della giornata lavorapasti hanno un’importanza effet- tiva e segna la transizione tra giortiva e simbolica. Dall’altro, egli ri- no e notte. È più prossimo alla tetiene frivolo discutere di alimen- sta del giorno (se il giorno comintazione. Questo articolo, per cia quando ci mettiamo in piedi) e esempio, non può per sua natura ai sogni. Alla tavola del contadino il rapessere serio; e, se si prende seria-

BORGHESI O CONTADINI QUANTI MODI DI MANGIARE

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La rivista
“Riga 32” è dedicata a John Berger (Marcos y Marcos, a cura di Marco Belpoliti e Maria Nadotti, euro 25) porto tra utensili, cibo e commensali è intimo, e si attribuisce un valore all’uso e alla manipolazione. Ogni commensale prende la sua parte del cibo e delle bevande disposti davanti a tutti. La contiguità tra i diversi usi, così come tra un utilizzatore e l’altro e tra i cibi, è considerata naturale. La divisione è minima. Sulla tavola borghese si mantiene intatto e separato tutto quel che si può. Ogni portata ha le proprie posate e il proprio piatto. In generale i piatti non si puliscono mangiando – giacché mangiare e pulire sono attività distinte. Ciascun commensale (o un cameriere) regge il piatto di portata per permettere a un altro di servirsi. Il pasto è una sequenza di doni integri e discreti. Per il contadino ogni cibo rappresenta un lavoro eseguito. Che sia o no frutto di un’attività svolta da lui o dalla sua famiglia, quel lavoro è tuttavia direttamente barattabile con il proprio. Poiché il cibo rappresenta un’attività fisica, il corpo del mangiatore “conosce” già il cibo che mangerà. (La forte resistenza del contadino a mangiare per la prima volta qualsiasi cibo “forestiero” è dovuta in parte al fatto che la sua origine all’interno del processo produttivo è sconosciuta). Il contadino non si aspetta di essere sorpreso dal cibo – se non, a volte, dalla sua qualità. Ciò che mangia gli è familiare come il suo stesso corpo. Per il borghese, il cibo non è direttamente scambiabile con il lavoro o le attività svolti. (La qualità attribuibile ai prodotti del proprio orto diventa eccezionale). Il cibo è una merce che egli compra. I pasti, anche quando sono cucinati in casa, sono acquistati attraverso uno scambio di contanti. L’acquisto è servito in un ambiente apposito: la sala da pranzo domestica o il ristorante. Così il cibo è astratto dalla sua stessa produzione e dal

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Il cosmologo J. Richard Gott spiega uno dei grandi misteri della fisica

SE EINSTEIN CI INSEGNA A VIAGGIARE NEL TEMPO
J. RICHARD GOTT
uando nel 1895 H.G.Wells scrisse La macchina del tempo, le leggi della fisica sostenevano che viaggiare nel tempo fosse impossibile. Il romanzo di Wells fu visionario nel trattare il tempo come una dimensione dieci anni prima che Minkowski usasse questo concetto nell’interpretazione della teoria della relatività speciale di Einstein. A volte la fantascienza anticipa la scienza vera e propria. Nel 1905 Einstein mostrò come nella sua teoria della relatività speciale il viaggio nel futuro fosse invece possibile. Lo scienziato basò la propria teoria su due postulati: 1. il moto è relativo e 2. la velocità della luce (300000 km al secondo) è costante. Dopodiché, Einstein dimostrò i teoremi basati su questi due postulati. Un teorema sostiene che non possiamo costruire un razzo che vada più veloce della luce: se il razzo su cui ci troviamo stesse viaggiando a una velocità maggiore di quella della luce, potremmo sparare un laser verso la punta del razzo e il fascio non la colpirebbe mai. La punta del razzo infatti si muove più veloce ed è partita prima: una volta che ci accorgessimo del fatto che il fascio laser non la raggiunge scopriremmo di starci muovendo, e questo non è permesso dal primo postulato. Einstein immaginò il seguente esperimento mentale: costruiamo un orologio in cui un raggio di luce rimbalza su e giù tra due specchi orizzontali. Immaginiamo che un astronauta passi in volo accanto alla Terra a una velocità prossima a quella della luce, muovendosi da sinistra verso destra e con in mano un orologio del genere. Mentre si muove, noi sulla Terra vedremmo che i raggi luminosi dell’orologio dell’astronauta si muovono lungo percorsi diagonali tra i due specchi. Vedremmo che l’orologio ticchetta più lentamente rispetto al nostro – sulla Terra – perché questi percorsi diagonali sarebbero più lunghi rispetto a quelli che Il festival la luce compie nel nostro orologio. Allo stesso tempo, noteremmo che l’astro- Il testo di Gott che pubblichiamo è un nauta invecchia più lentamente rispetto estratto dal suo intervento al Festival a noi; in caso contrario, il suo invecchia- delle Scienze (con la direzione mento non concorderebbe con il proprio scientifica di Bo e Pievani), dedicato orologio e l’astronauta potrebbe accor- al Tempo, che si terrà all’Auditorium gersi di essere in uno stato di moto, cosa di Roma da domani al 22 gennaio non permessa dal primo postulato. Ecco come Einstein mostrò che gli orologi in moto ticchettano lentamente. Noi lentamente di quelli in laboratorio. crediamo alla teoria di Einstein perché E che dire del viaggio nel passato? Teomolti dei teoremi che ha dimostrato a ricamente, se potessimo muoverci più partire dai suoi postulati sono stati mes- velocemente della luce, potremmo viagsi alla prova e hanno dimostrato di esse- giare nel passato; Einstein, tuttavia, ha re veri. Uno di questi è la famosa equa- dimostrato che non possiamo costruire zione (Energia uguale alla massa per il un razzo che viaggi più velocemente delquadrato della velocità della luce), che è la luce. Nonostante ciò, nella sua teoria stata dimostrata dalla bomba atomica. della relatività generale del 1915 Einstein Einstein ci ha dipinto un mondo strano in dimostrò anche che la gravità può essere spiegata dagli effetti dello spaziotempo curvo. Ed ecco il trucco: possiamo superare un raggio di luce viaggiando lungo Proprio grazie alla teoria una scorciatoia nello spaziotempo curdella relatività speciale vo. Soluzioni delle equazioni di Einstein le avventure immaginate della relatività generale per stringhe cosmiche e wormholes presentano simili da H.G. Wells nei suoi romanzi scorciatoie e sono abbastanza convolute non sono solo delle fantasie da permettere di viaggiare indietro nel tempo e visitare il passato. Il viaggiatore cui orologi in moto uno rispetto all’altro temporale viaggia sempre, localmente, non concordano, ma sembra proprio in direzione del futuro, eppure torna inche sia il mondo in cui viviamo, perché dietro a un evento del proprio passato; tutti i test sperimentali della teoria di Ein- proprio nello stesso modo in cui l’equistein hanno dato i risultati previsti. Oro- paggio di Magellano circumnavigò il glologi atomici in viaggio su aeroplani che bo, viaggiando sempre verso ovest ma rivolano da est verso ovest intorno alla Ter- tornando, alla fine, al punto di partenza ra (così che la velocità dell’aereo si som- in Europa. Una cosa del genere non pomi a quella di rotazione terrestre) sono in trebbe mai succedere su una superficie ritardo di 59 miliardesimi di secondo, piatta. Costruendo un loop temporale proprio come ci si aspettava dalle previ- nello spaziotempo curvo possiamo cosioni di Einstein. Il più grande viaggiato- struire una macchina del tempo per visire nel tempo, a oggi, è Sergei Krikalev che, tare il passato; non potremmo mai però grazie alle sue sei missioni orbitali ad al- usare questa macchina del tempo per vita velocità, è invecchiato di un quaran- sitare un passato precedente alla creaziotottesimo di secondo in meno di quanto ne della macchina stessa. Se creiamo un avrebbe fatto se fosse rimasto a casa. Di loop temporale nell’anno 3000, possiaconseguenza, quando ritornò sulla Ter- mo usarlo nel 3002 per tornare indietro al ra, scoprì che la Terra si trovava di un qua- 3001, ma non possiamo tornare al 2012 rantottesimo di secondo nel futuro ri- perché questo anno è precedente all’esispetto a quanto lui avrebbe potuto aspet- stenza del loop. tarsi: aveva viaggiato nel futuro di un Un simile loop temporale esistito all’iquarantottesimo di secondo. Più veloce- nizio del nostro universo potrebbe far sì mente andiamo, più avanti viaggiamo che l’universo fosse la madre di se stesso. nel tempo. Se partiamo oggi, andiamo fi- Per comprendere se sia possibile costruino alla stella Betelgeuse, che si trova a re simili macchine del tempo per visitare una distanza di 500 anni luce, e torniamo il passato potremmo aver bisogno di coindietro a una velocità pari al 99,995% di noscere le leggi della gravità quantistica, quella della luce, arriveremo sulla Terra ossia come la gravità si comporta su scanel 3012 e saremo invecchiati soltanto di le molto piccole: ecco una delle ragioni 10 anni. Sappiamo che un simile viaggio per cui questo argomento è così interesnel futuro è possibile: i muoni dei raggi sante per i fisici. Traduzione di Eva Filoramo cosmici che si muovono a velocità prossime a quella della luce decadono più © RIPRODUZIONE RISERVATA

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mondo “reale” delle attività quotidiane del borghese. Astratti, incorniciati, isolati, i mangiatori e quel che è mangiato formano una parentesi temporale, che deve creare il proprio contenuto in interni. Il contenuto tende a essere teatrale: l’allestimento della tavola con i suoi argenti, cristalli, lini, porcellane e via dicendo; l’illuminazione; la relativa formalità dell’abbigliamento; l’attenta sistemazione dei posti ogni volta che ci sono ospiti; l’etichetta ritualistica del galateo a tavola; il cerimoniale del servizio; la trasformazione della tavola tra un atto (portata) e l’altro; e, infine, l’abbandono collettivo della sala per una scena più mossa e informale. Per il contadino il cibo rappresenta lavoro fatto e perciò riposo. Per il borghese lo spettacolo della tavola, lungi dall’essere riposante, è uno stimolo. Spesso l’invito teatrale della scena provoca drammi familiari all’ora dei pasti.

La scena della classica tragedia edipica non è, come potrebbe sembrare logico, la camera da letto, bensì la tavola imbandita per la cena. La sala da pranzo è il luogo di riunione in cui la famiglia borghese si presenta a se stessa in forma pubblica, e in cui i suoi interessi contrastanti e le sue lotte di potere sono perseguiti in maniera fortemente stilizzata. La rappresentazione borghese ideale, tuttavia, è l’intrattenimento. A questo proposito l’uso della parola “intrattenere” per dire “avere ospiti” è sintomatico. Eppure l’intrattenimento prospetta sempre il suo opposto: la noia. La noia perseguita le pareti protette della sala da pranzo. Ecco qual è l’origine dell’enfasi posta consapevolmente sulle chiacchiere, le arguzie e la conversazione attorno al tavolo della cena. Il borghese separa dal corpo l’atto del mangiare perché possa diventare, in primo luogo, una spettacolare rivendi-

Architettura

S’INTITOLA “COMMON GROUND” LA BIENNALE DI CHIPPERFIELD
VENEZIA - Si intitola «Common ground», terreno comune, la tredicesima Biennale Architettura. Sarà inaugurata il 29 agosto, diretta dall’inglese David Chipperfield. Un “common ground”, ha sottolineato il curatore, che sia «un atto deliberato di resistenza» contro la spettacolarizzazione dell’architettura che «privilegia la singola costruzione, i singoli progetti scaturiti dalle menti di talenti individuali». Spazi ed edifici vanno invece pensati a partire da una comune condivisione, insiste Chipperfield, che molto spesso è stato associato al mondo delle archistar. Per Chipperfield, l'architettura è «legata, intellettualmente e praticamente, al sociale, alla condivisione di problemi, influenze e intenti». In un momento in cui l'architettura «viene tirata per la giacca» da tutte le parti ed è smarrita - ha sottolineato Paolo Baratta, presidente della Biennale - quella di Venezia sarà una «mostra di aggiornamento per tutti».

BIENNALE

L’architetto David Chipperfield

cazione sociale. Il significato dell’atto del mangiare asparagi non è: li sto mangiando con piacere; ma: possiamo mangiarli qui e ora. Il tipico pasto borghese è per ognuno dei commensali una successione di doni discreti. Ogni dono dovrebbe essere una sorpresa. Eppure il messaggio contenuto in ogni dono è il medesimo: beato il mondo che vi nutre. Generalmente il banchetto borghese ha più un significato sociale che temporale. È più la soddisfazione di un desideratum sociale che una tacca nel tempo. Se faccio questi raffronti non è per idealizzare i contadini. Il loro atteggiamento è quasi sempre, nello stretto senso della parola, conservatore. Almeno fino a tempi recenti la realtà fisica del loro conservatorismo è stata d’intralcio alla comprensione delle realtà politiche del mondo moderno. Tali realtà sono in origine una creazione borghese. Un tempo il borghese aveva, e tuttora in qualche misura conserva, il controllo del mondo che aveva costruito con le sue mani. Servendomi di paragoni, attraverso l’atto del mangiare ho cercato di delineare due modi di acquisire, di possedere. Se esaminiamo ogni punto di confronto, diventa evidente che il modo di mangiare dei contadini è incentrato sull’atto stesso del mangiare e sul cibo mangiato: è centripeto e fisico. Mentre il modo di mangiare dei borghesi è incentrato su fantasia, rito e spettacolo: è centrifugo e culturale. Il primo può appagarsi pienamente; il secondo non è mai pago e dà origine a un appetito che, in sostanza, è insaziabile. (Questo testo è tratto da The eaters and the eaten. Il saggio, scritto nel 1976, è stato originariamente pubblicato in John Berger, The White Bird, Chatto & Windus, London 1984. Traduzione di Maria Nadotti)
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LEGUIDE
Da gennaio a dicembre i titoli da segnare
La Traviata di Verdi
Il 22 febbraio debutta La Traviata nell’allestimento che il Comunale ha affidato alla regia di Alfonso Antoniozzi. Le scene sono di Paolo Giacchero, i costumi di Claudia Pernigotti. Sul podio, Michele Mariotti (foto)
R. CASALUCI (4)

DIREPUBBLICA

L’italiana in Algeri di Rossini
Il 10 maggio torna sul palcoscenico bolognese L’italiana in Algeri di Giochino Rossini, nella produzione del regista Francesco Esposito, con la direzione d’orchestra di Paolo Olmi

inagenda

LASTAGIONE DELCOMUNALE DIBOLOGNA
Il capolavoro di Puccini letto da Roberto De Simone inaugura il 2012. Si chiude con il brillante testo mozartiano firmato da Mario Martone. Il programma si distingue per le incisive regie di matrice cinematografica e teatrale. Con la coraggiosa eccezione del Jakob Lenz di Wolfgang Rihm. Che conferma la regola

Dal “Trovatore”a“CosìfanTutte”

Registiall’Opera
GUIDO BARBIERI

O

gni opera è un’opera contemporanea. Nel momento in cui si apre un sipario gli interpreti, le orchestre, i direttori, i registi appartengono, fino all’ultima scena, al tempo presente. Che sui leggi sia aperta una partitura di Haendel, di Verdi o di John Cage non importa: la musica vive sempre nel qui e nell’ora in cui diventa suono. La regola vale naturalmente in tutti i teatri del mondo, ma acquista un significato del tutto particolare sotto il cielo del teatro Comunale di Bologna. Un teatro che ha sempre nutrito una vocazione originale per la contemporaneità, ma che da questa stagione, grazie alla complicità tra il sovrintendente Francesco Ernani e il consulente artistico Nicola Sani, trova nuove motivazioni per co-

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SI APRE IL SIPARIO Domani seraTurandot inaugura la stagione d’opera e balletto 2012 della Fondazione teatro Comunale di Bologna. Nelle immagini tre momenti del capolavoro incompiuto di Puccini. Nella foto piccola, a destra, il sovrintendente Francesco Ernani

niugare al presente anche il passato. «Considero il nostro teatro - commenta Ernani - una testimonianza e una scuola dei legami imprescindibili tra tradizione e innovazione. Per alcuni anni la luce della nostra “missione” è forse stata offuscata, ora ha bisogno di essere nuovamente infiammata. E noi cerchiamo di farlo, in un momento di grave recessione economica e culturale, proprio riannodando con pazienza, ma anche con decisione, i fili tra ciò che è dietro di noi e ciò che il futuro ci sta preparando». La strada di questo processo di rinnovamento si biforca in due sentieri distinti. Da un lato il cartellone si apre, con innegabile coraggio, al teatro musicale del secondo Novecento: torna infatti in Italia, dopo una apparizione lampo al teatro Lauro Rossi di Macerata, uno dei titoli chiave della drammaturgia musicale contemporanea, Jakob Lenz di Wolfgang Rihm. Nata nel 1979 ad Amburgo l’opera segna un svolta decisiva nella storia della “musica nuova”: abbandona bruscamente la negazione, allora dominante, della linearità narrativa, e costruisce una forma inedita di sincretismo sonoro, aperta all’uso libero e spregiudicato di stili, modi e mezzi eterogenei. L’altro sentiero verso il presente è quello del teatro di regia. Tutti i sette titoli in programma, due in più rispetto alla stagione 2011, sono caratterizzati (anche nel caso di allestimenti già proposti in passato) da un lavoro di regia attento ai nuovi orizzonti tecnici ed estetici del teatro contemporaneo. Adottando, in alcune delle nuove produzioni, un taglio decisamente cinematografico. È il caso ad esempio della terza e ultima opera mozartiana messa in cantiere da Mario Martone per il San Carlo di Napoli: Così

20 la stagione d’opera balletto 2012 della teatro Sieapre domani alle oreFondazionedi Giacomo Puccini, comunale di Bologna con Turandot, che mancava dal palcoscenico dello storico teatro bolognese dal 1997. La Fondazione, il cui sovrintendente è dal gennaio 2011 Francesco Ernani che si avvale della consulenza artistica di Nicola Sani, presenta per il 2012 un cartellone

l’evento

con sette titoli d’opera e tre di danza. Una stagione che vuole puntare sulla scelta di regie, produzioni e interpreti di altissima qualità artistica e su una serie di titoli fra tradizione e innovazione, che sono punti di forza e di novità del programma. Ultimo appuntamento del 2012, a fine dicembre, con Il Trovatore di Verdi, nell’allestimento diretto dallo scozzese Paul Curran

l’appuntamento
Bologna, Teatro Comunale
DOVE Bologna QUANDO dal 19 gennaio 2012 INFO infoline: 051.529958 www.comunalebologna.it

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Terza e ultima delle regie mozartiane allestite da Mario Martone per il tetro San Carlo di Napoli. Debutta a Bologna il 17 giugno. Nel cast Bruno Praticò (Bartolo), Carmela Remigio (contessa d’Almaviva) e altre star

MAURIZIO MONTANARI

Le nozze di Figaro di Mozart

Cavalleria e Pagliacci
Il 9 ottobre, dopo la pausa estiva, debutta il dittico Cavalleria Rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncovallo (foto), in coproduzione con il teatro Bellini di Catania. La regia è firmata da Liliana Cavani

Il Trovatore di Verdi
Ultima produzione della stagione 2012 è Il Trovatore che debutta il 18 dicembre diretto dal regista scozzese Paul Curran. Scene e costumi sono di Kevin Knight. Dirige l’orchestra e il coro Renato Palumbo (foto)

l’anniversario PerilgiornodellaMemoria

Schoenberg e Mahler per l’Olocausto

NICOLA GALLINO

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“In momenti di recessione economica e culturale bisogna rinforzare legami fra tradizione e innovazione”
fan tutte che arriva a Bologna con sei voci tutte italiane (le migliori nei rispettivi ruoli) e grazie alla concertazione di Michele Mariotti, il direttore stabile del Comunale. C’è forse poco cinema, ma in compenso un cast di altrettanta levatura (Pertugi, Pizzolato, Amarù, Bordogna) nella Italiana in Algeri di Rossini messa in scena da Francesco Esposito e diretta da Paolo Olmi. Un altro allestimento di carattere esplicitamente cinematografico è invece quello del classico dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci che Liliana Cavani ha collocato nell’epoca del glorioso neorealismo italiano, mentre ad una vaporosa e tragica “dolce Vita” felliniana si rifà Alfonso Antoniozzi per la sua Traviata diretta, anch’essa, da Michele Mariotti. Un regista particolarmente sensibile alla visionarietà delle invenzioni scenografiche è anche lo scozzese Paul Curran che riporta a Bologna il suo Trovatore verdiano del 2005, costantemente immerso in una lugubre luce notturna. Non direttamene al cinema, bensì alle suggestioni visive della favola e della commedia dell’arte, guarda infine la Turandot di Puccini che Roberto De Simone ripropone a Bologna in occasione della serata inaugurale di domani.
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sinfonica

Omaggio ai grandi ottocenteschi
memoria, si inaugura Venerdì 27 gennaio, giorno dellaNoam Sheriff, compositore la stagione sinfonica 2012 con e direttore d’orchestra israeliano che dirige l’orchestra e il coro del teatro bolognese. In tutto sono quindici i concerti, tra cui non mancano gli omaggi al repertorio tra Settecento e primo Ottocento (da Beethoven a Schubert), né le incursioni nella letteratura sinfonica francese. Sul podio, direttori di fama internazionale, a cominciare da Michele Mariotti direttore principale del teatro bolognese, James Conlon, Roberto Abbado, Kazushi Ono, Peter Rundel, Daniel Kawka, Paolo Olmi, Wayne Marshall, Lothar Zagrosek, Stefan Anton Reck, Andrea Pestalozza, Lorenzo Fratini e Roberto Polastri

balletto

Debutti assoluti in punta di piedi
domani tre le Nella stagione che apre Sogno disono notteproduzioni di balletto. Si inizia col una di mezza estate su musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy ed Henry Purcell (debutto 23 marzo) su coreografie di Francesco Ventriglia, direttore della compagnia di ballo di MaggioDanza. Altro debutto assoluto (31 marzo) con Primo toccare di Matteo Levaggi, fusione di balletto e arti visive, sulla musica di David Tudor e Arvo Pärt e sulle sonorità elettroniche di Mika Vainio, Lilith e del duo britannico Autechre. Infine, in ottobre ritorna Aterballetto di Reggio Emilia, che propone il dittico Come un respiro su musiche di Georg Friedrich Haendel interpretate da Keith Jarrett e Le sacre du printemps di Igor Stravinsky

i solito le giornate commemorative sono l’occasione per tirare fuori il peggio. Anche in musica. Concerti-in-piazza, logore icone nazionalpopolari, tormentoni grondanti retorica. Stavolta invece il teatro Comunale di Bologna spiazza tutti. Per il giorno della Memoria, anniversario della liberazione di Auschwitz, propone un concerto che è un saggio su come si possa fare impegno civile senza scadere nel ritrito. L’appuntamento che venerdì 27 alle 20.30 inaugura al teatro Manzoni la stagione sinfonica 2012 del rientra nel calendario di The Schoenberg Experience: il progetto promosso da Comune e Fondazione insieme all’Arnold Schoenberg center di Vienna, che fino a gennaio 2013 disegna un ricco percorso di riscoperta di uno fra i più poliedrici e profondi testimoni del Novecento. Compositore. Pittore. Filosofo e teorico. Organizzatore. Innovatore instancabile. Anche l’Unesco finalmente gli ha riconosciuto la grandezza di figura chiave nella cultura occidentale. Eppure per troppo tempo Arnold Schoenberg ha fatto paura. Forse più per colpa di discepoli intransigenti e dal troppo zelo, è stato identificato in modo grossolano con la sua invenzione più celebre: la dodecafonia. Musica sicuramente cerebrale. Forse indigesta. Certo non facile alla testa né conciliante all’orecchio. Ma che per lui restava semplicemente una tecnica, più un gioco fatto per dare ordine mentale a se stesso che un filtro attraverso cui leggere il mondo. E poi, comunque lo si giri, Schoenberg è molto di più. Nato nel 1874 nella Vienna dei valzer e morto nel 1951 a Los Angeles, la sua lunga vita ha raccontato e spesso prefigurato tutte le inquietudini e gli orrori del Novecento. Dalle allucinate visioni espressioniste all’afasia sulle macerie della vecchia Europa dopo la Grande Guerra, dallo spettro diabolico del nazismo che lo spinge in esilio fin dal 1933 all’orrore dello sterminio di cui il Sopravvissuto di Varsavia diventa la clip sonora prima, definitiva, assoluta.

Il concerto diretto da Noam Sheriff apre la sinfonica e si inserisce nel ciclo dedicato al fondatore della dodecafonia
Sul podio dell’orchestra e coro del Comunale di Bologna, il direttore israeliano Noam Sheriff che ha scelto un programma tutto di autori di cultura ebraica. Prima un brano proprio, Akeda (The sacrifice of Isaac), una Passacaglia in memoriam di Yitzahk Rabin. Poi il Kol Nidre op. 39 in sol minore per recitante, coro misto e orchestra di Schoenberg con la voce di Enrico Fink. E infine la celeberrima Sinfonia n. 1 in re maggiore Il Titano di Gustav Mahler. Come in astrofisica ci sono materia e antimateria, stelle e buchi neri, così in musica ci sono brani gemelli di cui bisogna conoscere l’uno per capire l’altro. Il Kol Nidre, del 1939, è il lato B del Sopravvissuto che arriverà nel 1947. L’organico è lo stesso. In entrambi c’è un narratore che racconta una storia e un coro che prega. Solo che nel Kol Nidre c’è un pacifico rabbino californiano che spiega la preghiera che apre il rito della vigilia di Yom Kippur, il giorno del perdono. Una formula con cui i marranos convertiti a forza dai Re Cattolici scioglievano davanti all’Altissimo i voti contratti sotto costrizione. Nel Sopravvissuto, invece, la voce è del testimone oculare di un rastrellamento. E il grido disperato dello Shemà Israel sale dai prigionieri mentre montano sulle camionette delle Ss. Anche lo stile musicale è molto diverso. Nel Sopravvissutola dodecafonia rigorosa, con i suoi urti e dissonanze estreme, è funzionale a evocare l’orrore con violenza espressionista: ma nel Kol Nidre riaffiora il vecchio, morbido linguaggio tonale. Perché il vero rivoluzionario non è colui che diventa prigioniero delle proprie innovazioni ma chi le domina. E, se serve, sa anche rinunciarvi.
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SPETTACOLI

&TELEVISIONE

Arrivano in Italia le giovani musiciste tedesche (pianoforte e violino) che rinnovano la tradizione dei gruppi famigliari oggi ancora molto in voga nel mondo della classica

FEDERICO CAPITONI ROMA a musica è molto spesso un affare di famiglia, non solo nei passaggi di testimone tra genitori e figli, ma anche nella musica praticata insieme tra fratelli, nella classica come nel pop: dai Beach Boys ai Corrs, dagli Allman Brothers ai Jackson Five. Esther e Lea Birringer, tedesche, 53 anni in due, rispettivamente pianista e violinista, sono belle e brave, e in più hanno un legame di sangue che contribuisce a quella che sembra essere un’unione musicale perfetta. Debuttano a Trieste stasera, aprendo la rassegna di musica da camera “Il 18 alle 18” (concerti che si svolgono appunto il 18 di ogni mese alle sei del pomeriggio). Il Duo Birringer va ad aggiungersi ai già molti ensemble famigliari come le pianiste francesi Katia e Marielle Labèque e il nostrano Duo Gazzana (violino e pianoforte), la coppia di sorelle Caffagni e de Mircovitch che formano il gruppo di musica rinascimentale La Reverdie o i Katona Twins, gemelli ungheresi campioni della chitarra. Le sorelle tedesche, lanciatissime e vincitrici di numerosi premi sono anche di una simpatia travolgente. Esther, lei è più grande di tre anni rispetto a Lea: avete cominciato a suonare insieme? «Io ho iniziato a tre anni, con il pianoforte e anche Lea quando ha compiuto tre anni si è avvicinata allo strumento. Ma poi il maestro ci disse che non era una buona cosa che due sorelle suonassero lo stesso strumento, quindi decise di far andare Lea dalla moglie, che era un’insegnante di violino. Così solo casualmente Lea oggi suona il violino». Lea, è stata una fortuna? «Oh sì. Ammiro molto i pianisti ma non mi sento portata per il pianoforte. Sono quasi contenta di questo imprevisto che mi ha permesso di suonare il violino. Il pianoforte è proprio un’altra cosa, è molto più fisico e faticoso». C’è mai stata competizione tra voi? «Mai, proprio perché non studiamo lo stesso strumento, sono mondi diversi. Non solo non c’è mai stata competizione ma abbiamo usato questo nostro legame per aiutarci l’un l’altra, darci suggerimento e sostenerci. Siamo complementari. Abbiamo due personalità diverse, discutiamo, ma questo è solo formativo. Troviamo le soluzioni e ognuna di noi è felice». Questo vale per chiunque suoni con qualcun altro, ma voi siete sorelle… «Certo la nostra relazione è speciale, stabile e di lunga data. Il vantaggio è che siamo dirette l’una con l’altra, non dobbiamo na-

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Musica in famiglia
IL DUO
Le sorelle tedesche Esther, 28 anni, pianista, e Lea Birringer, 25, violinista stasera si esibiranno a Trieste

Birringer, la fortuna di essere sorelle “Pensiamo e suoniamo come una cosa sola”
Lea

Nel nostro lavoro oggi conta anche l’immagine, che non deve diventare però la cosa principale

Esther

Non ci nascondiamo nulla: sappiamo cosa vogliamo l’una dall’altra e sappiamo comunicarcelo

sconderci nulla e del resto non potremmo farlo: sappiamo cosa vogliamo l’una dall’altra e sappiamo come comunicarcelo. Suoniamo insieme da quando abbiamo iniziato a studiare, Esther al pianoforte accompagnava me». Non c’è il rischio che veniate sempre identificate come coppia? «No, perché noi abbiamo la nostra carriera solista e solo talvolta suoniamo insieme. Siamo una pianista e una violinista e il duo è una cosa in più che ci permette di suonare un repertorio che spesso non si ascolta». Per esempio? «A noi piace molto suonare le cose sconosciute. Ci sono classici per violino e pianoforte che abbiamo interpretato un sacco di volte, siamo stanche. E allora tendiamo a scoprire pezzi nuovi, che nessuno esegue mai o contemporanei». Voi siete giovani, siete nate e cresciute nell’era della musica pop. Frequentate quel mondo? «Siamo aperte a qualsiasi genere: si tratta proprio di un atteg-

giamento sano verso il mondo che porta a non chiudere mai gli occhi e le orecchie. Certo, ci sono delle cose che ci piacciono molto e altre per niente».

Non siete solo brave musiciste, siete anche due belle ragazze. Quanto conta l’immagine nel vostro mestiere? «Tantissimo. Quando le per-

Il personaggio

Addio a Gustav Leonhardt grande interprete di Bach
ROMA — È morto a Amsterdam il grande clavicembalista, organista e direttore d’orchestra olandese Gustav Leonhardt. Aveva 83 anni. Leonhardt fin dagli anni Cinquanta fu un pioniere del rilancio della musica barocca, in particolare di Johann Sebastian Bach. Maestro dell’interpretazione su strumenti antichi, nella sua carriera Leonhardt ha registrato quasi 300 album. Il suo nome viene associato alla registrazione integrale, fra il 1971 ed il 1990, di quasi 200 cantate sacre di Bach insieme con l’austriaco Nikolaus Harnoncourt. Il clavicembalista aveva anche indossato i panni di Bach al cinema, in “Cronache di Anna Magdalena Bach” (1967) di Daniele Huillet e Jean-Marie Straub.

ORGANO
Il maestro olandese Gustav Leonhardt

sone vanno a un concerto non ascoltano soltanto. Guardano come sei vestita, che capelli hai, come ti muovi. Quindi l’aspetto visivo è importante, il che non significa che debba essere la cosa principale, ovviamente. Ma basti pensare anche alle copertine dei dischi: i cd sono sugli scaffali e attirano per l’immagine che c’è sopra. È puro marketing, ma oggi è importante. Come è importante Internet: le persone che non ti conoscono come prima cosa digitano il tuo nome su Google o su YouTube per capire chi sei». C’è crisi nella musica classica? «Sì, ma non è una crisi del gusto o del pubblico, è una crisi di tipo economico: mancano i soldi per i festival e le stagioni concertistiche, e quel poco denaro che c’è viene usato per pagare e invitare le grandi star. In più il mercato è saturo, quindi i giovani fanno fatica a inserirsi nel mondo della musica». Venite spesso in Italia: cosa pensate del pubblico italiano? «Che è molto curioso e aperto alle novità».
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Premiato “Una separazione”

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MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

Ligabue: io e Vasco danneggiati dalla polemica
«La mia presunta rivalità con Vasco? Un disco rotto». Ligabue su Facebook torna a sorpresa sulla polemica a distanza con Vasco Rossi: «Chi la alimenta fa soltanto male alla musica»

Accuse da Teheran sui Golden Globe
Il governo iraniano accusa gli Usa di aver premiato con il Golden Globe al film Una separazione di Asghar Farhadi, una visione “alterata” della vita nello stato islamico.

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PAOLO D’AGOSTINI
i si chiede in tutta franchezza che cosa direbbero del loro operato gli artefici di questo film se per un momento si trovassero, per così dire, da quest’altra parte della barricata. A doversi recensire. Persone intelligenti e di gusto, donne e uomini di mondo rispettosi del pubblico da Claudio Bisio a Angela Finocchiaro passando per il regista Luca Miniero, il bravo sceneggiatore Fabio Bonifacci e la guest star Paolo Rossi, noto più di tutti per essere molto esigente. E il produttore Cattleya,

Il Sud ride sempre, pure al Nord ma è il solito luogo comune
Nel sequel di “Benvenuti” Bisio & Siani non ne azzeccano una

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i due versanti dello sportello. Naturalmente Mattia contagerà i nuovi colleghi, dimostrerà che è tutta una bufala e che la vera e duratura produttività si salva proprio nell’integrarla in modalità umane e cortesi, e insomma la morale finale è a stessa dell’altro film: che si vive meglio al sud. Peccato che il sottotesto sia come minimo folcloristico e come massimo razzista, perché il sud è sempre quello della mozzarella, del prendersela comoda e dell’eterno sorriso anche se non c’è niente da ridere. Il film non ha niente da dire e lo dice male. È vero che tra i cin-

La prima puntata era vivace e simpatica, leggera e superficiale ma non vuota e non stupida. La seconda invece, sciorina tante ovvietà
quello che persegue la linea editoriale del compromesso alto, dello standard “autoriale di massa”. Anche se si capisce che il produttore fa il produttore, come Taodue con il fenomeno dei Soliti idioti. Sul quale, per quel che vale, abbiamo fatto il voto di tacere. Il prototipo Benvenuti al Sud non era un prototipo ma l’adattamento italiano di un successone francese, e comunque conteneva spunti originali, era vivace e simpatico, leggero e superficiale come dev’essere un intrattenimento “per tutti” ma non vuoto e non stupido. Tutta la complicata messinscena dei nuovi impetuosi e accoglienti amici che il direttore di filiale postale Bisio si è creato nel delizioso paese del sud dove è stato trasferito come punizione all’essersi finto invalido per dare retta alle smanie della petulante quanta e i sessant’anni fa un fortissimo impulso all’industria del cinema italiano lo dettero film come Pane, amore e fantasiae Poveri ma belli, film di scarse pretese e di grande ingenuità. Ma in quel contesto ebbero un ruolo, esercitarono una funzione. Erano fenomeni vivi. Adesso si può pretendere di fare la stessa cosa? La dilagante suggestione di volgere lo sguardo nostalgicamente all’indietro giustifica la riproposta della parodia alla Totò peraltro senza Totò?
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moglie accanitamente nordista Finocchiaro, aveva una sua forza autentica. E la costruzione di un nuovo sentimento che rompeva pregiudizi e barriere era plausibile e dotata di una certa grazia soprattutto in virtù dei contributi di maggior spessore come quello di Finocchiaro (Bisio è sempre gradevole ancorché immobile, Alessandro Siani pure lui, perdonandogli il fare sfacciatamente il verso a Troisi, Valentina Lodovini non concede un attimo di credibilità nella sua napoletanità popolana posticcia ma insomma ci stava pure lei).

IL FILM
Claudio Bisio e Alessandro Siani in “Benvenuti al Nord” di Luca Miniero da oggi in sala. Sopra, la Finocchiaro e Paolo Rossi

Ora Benvenuti al Nord, che rappresenta il viaggio inverso del nuovo amico Siani che affronta il sacrificio del trasferimento a Milano per dimostrare alla moglie Lodovini di non essere un lavativo mammone irresponsabile ma un uomo vero che vuole fare carriera e farsi carico delle nuove responsabilità familiari, non ne azzecca neanche una. Non c’è un attimo di tregua e di pietà nello sciorinare luoghi comuni. Compreso l’arrivo della banda del sud a Milano, mamma e colleghi di Mattia (Siani), modellato sull’archetipo di Totò e Peppino. Con Paolo Ros-

si che incarna il supermanager travestito da Marchionne e incarica proprio Alberto (Bisio) di comandare la squadra incaricata di mettere in moto un esperimento pilota di esasperata velocizzazione della produttività e ottimizzazione dell’efficienza, di spietato abbattimento dei tempi. Coinvolto suo malgrado, il sudista appena atterrato al nord è allibito nel vedere l’amico succube di questo meccanismo che, fatte salve al minimo le forme di un’ipocrita cordialità («In che cosa posso servirla?»), non lascia più spazio all’umanità del dialogo tra

BENVENUTI AL NORD
Regia di Luca Miniero Con C. Bisio, A. Siani A. Finocchiaro, P. Rossi

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

R2PROGRAMMI
CANAL GRANDE DI ANTONIO DIPOLLINA

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QUANT’È BELLA LA CROCIERA, GARANTISCE MAMMA RAI
L BRUNO Vespa che sorvolava ardito in elicottero la grande nave accasciata ha chiuso lunedì il primo cerchio dell’informazione tv sul disastro. Stavolta alle prese con uno scenario ben definito (quanto oscuro), nel senso di poter inquadrare tutto, con i naufraghi subito protagonisti in tv e la caccia all’uomo a quel disgraziato di capitano. Sabato sera, il solito dilemma: su La7 Mentana al posto della Dandini. Su Rai e Mediaset la scelta di tirare dritto con gli show: non se ne verrà mai a capo (diffi-

ADELE- LIVE AT THE ROYAL ALBERT HALL Adele, la voce rivelazione dell’anno, (“Someone like you” è il singolo più venduto del 2011) in un imperdibile concerto tenuto a Londra. SkyUno HD - 21.10 RAI 1
6.30 Tg1 Previsioni sulla viabilità 6.45 Unomattina: All’interno: Che tempo fa / 7.00-8.009.00Tg1 / 7.30Tg 1 L.I.S. / - Che tempo fa / 7.30Tg 1 L.I.S. / Tg1 Focus / 9.30 Tg 1 Flash / 9.35 Linea Verde Meteo 10.55 Che tempo fa 11.00 Tg1 11.05 Occhio alla spesa 12.00 La prova del cuoco 13.30 Telegiornale 14.00 Tg1 Economia Tg1 Focus 14.10 Verdetto finale 15.15 La vita in diretta - con M. Liorni, M. Venier. All’interno: 16.50 Tg Parlamento / 17.00 Tg1 / 17.10 Che tempo fa 18.50 L’eredità - con C. Conti 20.00 Telegiornale 20.30 Qui Radio Londra 20.35 Soliti ignoti 21.10 Primaserata Porta a Porta Tg1 60 secondi 23.50 Tvm: Anche se sarò sola - di A. Mastroianni, con C. Ladd, A. Grabow 1.15 Tg1 Notte Tg1 Focus 1.45 Che tempo fa 1.50 Qui Radio Londra 1.55 Sottovoce 2.25 Cult Book 2.55 Mille e una notte - Musica Al Paradise - di A. Falqui e M. Guardì

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cile immaginare la serata tv dedicata su tutti i canali al dramma. O in alternativa cosa? Film tristi?). E dire che in Rai ci si accontenterebbe di meno. Per esempio che qualcuno si fosse ricordato che nella rubrica di viaggi verso l’una di sabato notte su RaiDue era presente un servizio che magnificava le crociere, con curiosa insistenza su quelle di una precisa compagnia. Non riescono a bloccare una cosa precotta come quella e poi dovrebbero avere polso sull’emergenza?
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ISOLA
La nave Costa davanti al porto del Giglio

RAI 2
6.00 Cuori rubati 6.30 Cartoon Flakes 10.00 Tg2 punto.it Tg2 10.20 Tg2 Medicina 33 10.30 Tg2 Sì, Viaggiare 10.35 Tg2 Eat Parade 10.45 Tg2 Costume e Società 11.00 I fatti vostri - con Giancarlo Magalli, Adriana Volpe, Marcello Cirillo 13.00 Tg2 Giorno 13.30 Tg2 Costume e Società 13.50 Medicina 33 14.00 Italia sul Due - con L. Bianchetti, M. Infante 16.10 Ghost Whisperer - Tf 17.00 Desperate Housewives - Tf 17.45 Tg2 Flash L.I.S. Meteo2 17.50 Tg Sport 18.15 Tg2 18.45 Numb3rs - Tf 19.35 Squadra Speciale Cobra 11 - Tf 20.30 Tg2 20.30 20.55 Calcio Tim Cup: Milan Novara - Ottavi di finale 23.10 Tg2 23.25 Tracce presenta: 0.50 Tg Parlamento 1.00 E.R. - Medici in prima linea - Tf 1.45 Meteo2 1.50 Italia sul Due 3.50 Secondo canale 4.10 Università Telematica Internazionale UniNettuno

RAI 3
6.30 7.00 7.30 8.00 10.00 11.00 11.10 12.00 12.25 12.45 13.10 14.00 14.20 14.50 15.00 Il caffè di Corradino Mineo Tgr Buongiorno Italia Tgr Buongiorno Regione Agorà - con A. Vianello Rai 150 anni. La Storia siamo noi Apprescindere Tg3 Minuti Tg3 Rai Sport Notizie Meteo3 Tg3 Fuori Tg Le storie - Diario italiano con C. Augias La strada per la felicità - Tf Tg Regione Tg Regione Meteo Tg3 Meteo3 Tgr Leonardo In diretta dalla Camera dei Deputati “Question Time” Interrogazioni a risposta immediata Tg3 L.I.S. Cose dell’altro Geo Geo & Geo. All’interno: 18.10 Meteo3 Tg3 Tg Regione Tg Regione Meteo Blob Per ridere insieme con Stanlio e Ollio Un posto al sole Chi l’ha visto? Glob Spread Tg3 Linea notte Tg Regione Meteo3 GateC Fierce Light

CANALE 5
6.00 Prima pagina 7.55 Traffico Meteo5 Borse e monete 8.00 Tg5 8.40 La telefonata di Belpietro 8.50 Mattino Cinque - con F. Panicucci, P. Del Debbio 10.05 Grande Fratello 10.10 Tg5 - Ore 10 10.15 Mattino Cinque 11.00 Forum 13.00 Tg5 Meteo5 13.40 Beautiful - Soap 14.10 Grande Fratello 14.45 Uomini e donne 16.15 Amici 16.55 Pomeriggio Cinque 18.05 Tg5 minuti 18.10 Pomeriggio Cinque 18.50 The Money Drop - conduce Gerry Scotti 20.00 Tg5 Meteo5 20.30 Striscia la notizia - La voce della contingenza 21.10 Il tredicesimo apostolo - Tf 23.30 Matrix. Conduce A. Vinci 1.30 Tg5 - Notte Meteo5 Notte 2.00 Striscia la notizia 2.40 Uomini e donne 4.05 Amici 4.50 Media Shopping 5.05 Grande Fratello

ITALIA 1
6.50 8.40 10.35 12.25 13.00 13.40 14.35 15.30 15.40 16.20 16.45 17.45 18.30 19.00 19.25 21.10 Cartoni animati Una mamma per amica - Tf Grey’s Anatomy - Tf Studio aperto Meteo Studio Sport I Simpson - Tf Cartoni animati Camera Cafè ristretto Camera Cafè. Con Luca e Paolo The Middle - Tf La vita secondo Jim - Sitcom Trasformat. Conduce E. Papi Studio Aperto Meteo Studio Sport C.S.I. Scena del crimine - Tf (due episodi) Film: I Fantastici 4 - di T. Story, con J. Alba, C. Evans, M. Chiklis Così fan tutte - Sitcom Film: Scuola di ladri - di N. Parenti, con P. Villaggio, l. Banfi, M. Boldi Studio aperto - La giornata The Shield - Tf Media Shopping Film: L’uomo che sfidò l’organizzazione - di S. Grieco, con H. Ross, K. Schubert Media Shopping Phil dal futuro - Sitcom

RETE 4
6.05 6.15 6.45 7.20 7.25 8.20 9.40 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 14.05 15.10 16.15 16.30 Peste e corna Media Shopping TgCom 24 / Meteo Flashback - Doc Nash Bridges - Tf Hunter - Tf Ris Roma Delitti imperfetti - Tf Benessere - Il ritratto della salute Tg4. All’interno: Meteo Detective in corsia - Tf La signora in giallo - Tf Il tribunale di Forum - Anteprima Sessione pomeridiana: Il tribunale di Forum Hamburg Distretto 21 - Tf Sentieri - Soap Film: Scelta d’amore - La storia di Hilary e Victor di J. Schumacher, con J. Roberts, C. Scott Tg4. All’interno Meteo Tempesta d’amore Walker Texas Ranger - Tf Film: Non c’è due senza quattro - E. B. Clucher con T. Hill, B. Spencer, A. Clough I Bellissimi di R4 Film: Nome in codice: Nina - di J. Badham, con B. Fonda, G. Byrne Tg4 Night News Film: The Anniversary Party - di A. Cumming, J. Jason Leigh, A. Cumming Media Shopping Peste e corna Zig zag

LA SETTE
6.00 Tg La7 Meteo Oroscopo Traffico 6.55 Movie Flash 7.00 Omnibus. All’interno: 7.30 Tg La7 9.45 Coffee Break - conduce Tiziana Panella 11.10 L’aria che tira - conduce Myrta Merlino 12.30 I menù di Benedetta 13.30 Tg La7 14.05 Film: Risvegli - di Penny Marshall, con Robert De Niro, Robin Williams, John Heard 16.15 Atlantide - Storie di uomini e di mondi 17.25 Movie Flash 17.30 L’ispettore Barnaby - Tf 19.20 G’ Day - di Geppy Cucciari 20.00 Tg La7 20.30 Otto e mezzo - conduce Lilli Gruber 21.10 Film: Philadelphia - di Jonathan Demme, con Tom Hanks, Denzel Washington 23.30 Medical Investigation - Tf 0.20 Tg La7 0.30 (ah)iPiroso - conduce Antonello Piroso 1.25 Movie Flash 1.30 G’ Day - di G. Cucciari (r) 2.05 Otto e mezzo (r) 2.45 Omnibus “dibattito” (r) 4.40 Cofee Break (r)

DEEJAY TV
14.00 14.20 15.00 15.55 16.00 17.30 18.30 18.35 20.00 20.20 21.00 22.00 23.30 23.45 Lorem Ipsum Via Massena The Flow Deejay Tg Popcake Rock Deejay Deejay Tg Platinissima presenta Good Evening Lorem Ipsum Via Massena Lato C Deejay chiama Italia Lorem Ipsum Queen Size

MTV
10.00 11.00 12.00 12.05 13.00 13.05 14.00 14.05 15.00 15.05 16.00 17.00 18.00 19.00 19.05 20.00 21.00 23.00 23.30 When I Was 17 Teen Cribs Mtv News Made Mtv News Jersey Shore Mtv News I soliti idioti Mtv News Degrassi: The Next Generation Made 16 anni e incinta Teenager in crisi di peso Mtv News Degrassi: The Next Generation Jersey Shore Teen Mom Speciale Mtv News: Story of the Day I soliti idioti

15.45 15.50 17.40 19.00 19.30 20.00 20.15

23.05 0.00

18.55 19.35 20.30 21.10 23.35 23.40 1.45 2.10 4.05 4.20 4.25

20.35 21.05 23.15 0.00 0.10 1.00 1.05 2.05 Fuori Orario. Cose (mai) viste 2.10 Rai News

1.55 2.10 3.00 3.15

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RAI 4
La situazione comica Watch Over me - Serie Tv Life Unexpected - Serie Tv One Tree Hill Streghe - Serie Tv Torchwood - Serie Tv Warehouse - Tf Lost World - Tf Primeval - Serie Tv Streghe - Serie Tv Fisica o chimica - Serie Tv Entourage - Serie Tv Life Unexpected - Serie Tv One Tree Hill - Serie Tv Warehouse - Tf Primeval - Serie Tv Lost World - Tf Torchwood - Serie Tv Supernatural - Tf Film: 88 Minutes - di J. Avnet, cobn Al Pacino Boardwalk - Serie Tv Lip Service - Serie Tv Appuntamento al cinema Boardwalk - Serie Tv Entourage - Serie Tv 30 Rock - Serie Tv Primeval - Serie Tv Lost World - Tf Torchwood - Serie Tv Warehouse - Serie Tv

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8.30 9.30 10.25 11.20 13.15 13.30 14.25 15.20 16.15 16.20 17.15 18.10 19.05 20.05 21.00 23.00 0.55 2.40

PREMIUM
Un medico in famiglia - Tf Compagni di scuola - Tf Autoritratti Incantesimo - Soap Andata e ritorno - Tf Un medico in famiglia - Tf Don Matteo - Tf Raccontami - Tf Appuntamento al cinema Raccontami - Serie Tv Gente di mare - Tf Incantesimo - Soap Don Matteo - Tf Un medico in famiglia - Tf Tutti pazzi per amore - Tf Cugino & Cugino - Miniserie Crimini Tutti pazzi per amore - Tf

09.00 X-Men 2 - di B. Singer Sky Cinema Hits HD 10.00 Un marito di troppo - di G. Dunne Sky Cinema 1 HD 11.15 Mildred Pierce - di T. Haynes Sky Cinema Passion 12.15 Un uomo da vendere - di F. Capra Sky Cinema Classics 12.45 Godzilla - di R. Emmerich Sky Cinema Max HD 13.00 Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare - di R. Marshall Sky Cinema 1 HD 13.15 Ragazzi miei - di S. Hicks Sky Cinema Passion 14.00 School of Rock - di R. Linklater Sky Cinema Comedy

14.35 The Truman Show - di P. Weir Sky Cinema Hits HD 15.05 Spy Game - di T. Scott Sky Cinema Max HD 15.25 Amore & altri rimedi - di E. Zwick Sky Cinema 1 HD 15.50 Camere da letto - di S. Izzo Sky Cinema Comedy 16.20 Miracle - di G. O'Connor Sky Cinema Family HD 17.15 La lacrima del diavolo - di N. Bailey Sky Cinema Max HD 17.20 Sono il Numero Quattro - di D. Caruso Sky Cinema 1 HD 18.45 Il mistero dei Templari di J. Turteltaub Sky Cinema Max HD

19.15 Un Natale per due - di G. Avellino Sky Cinema 1 HD 21.00 Mussolini ultimo atto - di C. Lizzani Sky Cinema Classics 21.00 Get Over It - di T. O'Haver Sky Cinema Family HD 21.00 Grida nella notte - di P. Schneider Sky Cinema Max HD 21.00 John Q - di N. Cassavetes Sky Cinema Passion 21.00 Sharm El Sheikh - Un'estate indimenticabile - di U. Giordani Sky Cinema Comedy 21.10 Rimbalzi d'amore - di S. Hamri Sky Cinema 1 HD 21.10 X-Men 2 - di B. Singer Sky Cinema Hits HD

22.30 Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi di J. Johnston Sky Cinema Family HD 23.00 The Son of No One - di D. Montiel Sky Cinema 1 HD 23.00 Solitaire - di G. O'Neil Sky Cinema Max HD 23.00 Stanno tutti bene - di K. Jones Sky Cinema Passion 23.15 Le più belle truffe del mondo di H. Horikawa Sky Cinema Classics 23.25 C.S.F. - di J. Levy Sky Cinema Hits HD 00.10 L'ultimo dominatore dell'aria di M. Shyamalan Sky Cinema Family HD

16.00 Film: Washington Square - di A. Holland, con J. Jason Leigh, B. Chaplin 17.50 Film: The Stupids - di J. Landis, con T. Arnold, J. Lundy 19.30 Film: Uno contro l’altro praticamente amici - di B. Corbucci, R. Pozzetto, T. Milian 21.00 Film: Il paziente inglese - di A. Minghella, con R. Fiennes, J. Binoche 23.40 LdB - Ladri di biciclette - Magazine 0.15 Film: I’m still here - di C. Affleck, con J. Phoenix, A. Langdon 2.05 Film: La moglie del soldato - di N. Jordan, con F.Whiotaker, S. Rea 3.55 Film: L’evaso - di P. Granier-Defer, con A. Delon, S. Signoret

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13.35 14.05 14.55 15.25 16.25 17.15 17.45 18.15 18.45 19.45 20.45 21.15 22.10 22.40 23.10 0.00

RAI 5
Cool Tour Web David Letterman Show Passepartout Gordon Ramsay Diavolo di uno chef! Globe Trekker Cool Tour Musica Petruska Incontri ravvicinati Gordon Ramsay Diavolo di uno chef! Globe Trekker Passepartout Science of Crime Icone Questa non è una pipa David Letterman Show Cool Tour Musica

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sport
19.45 Motori. GTA Road to Dubai Eurosport 2 20.00 Tennis. Australian Open Eurosport 2 20.00 Calcio. Una partita Serie A Sky Sport 1 HD 20.00 Rugby. Ep. 5 Highlights Heineken Cup Sky Sport 2 HD 20.00 Highlights. Ep. 5 Giochi Olimpici dei Giovani Sky Sport Extra 20.00 Ep. 14 Goal Deejay Sky Supercalcio HD 20.15 Biliardo. A. Carter - G. Dott Master di Londra EuroSport HD 20.15 Ep. 3 Adrenalinik Sky Sport 3 HD 20.30 Ep. 1 Winter Sky Sport 2 HD 20.30 Ep. 2 Futbol Mundial Sky Supercalcio HD 20.45 Calcio. Una partita Calcio Internazionale Sky Sport 3 HD 21.00 Basket. Miami Heat - San Antonio Spurs NBA Sky Sport 2 HD 21.00 Highlights. Ep. 5 Giochi Olimpici dei Giovani Sky Sport Extra 21.00 Ep. 17 Bundesliga Review Sky Supercalcio HD 22.00 Calcio. Una partita Coppa del Re Sky Sport 1 HD 22.00 Highlights. Ep. 5 Giochi Olimpici dei Giovani Sky Sport Extra 22.00 Calcio. Una partita Coppa del Re Sky Supercalcio HD 22.45 Calcio. Una partita UEFA Champions League Sky Sport 3 HD 23.00 Tennis. Australian Open EuroSport HD 23.00 Pallamano. EHF Euro 2012 Show Eurosport 2 23.00 Highlights. Ep. 6 Giochi Olimpici dei Giovani Sky Sport Extra

19.00 Ep. 14 Goal Deejay Sky Sport 1 HD 19.00 Wrestling. Ep. 29 WWE Superstars Sky Sport 2 HD 19.00 Highlights. Ep. 5 Giochi Olimpici dei Giovani Sky Sport Extra 19.00 I Signori del Calcio Sky Supercalcio HD 19.25 Golf. The Joburg Open PGA European Tour EuroSport HD 19.30 Bollettino Sportivo Eurosport 2 19.30 Ep. 3 FIFA World Cup Sky Sport 1 HD

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MOVIE

7.00 Film: La sottana di ferro - di R. Thomas, con B. Hope, K. Hepburn 8.40 Film: La notte dell’aquila - di J. Sturges, con M. Caine, D. Sutherland 10.35 Appuntamento al cinema 10.40 Film: Pasquale Cammarata capitano di fregata - di E. Amendola, con A. Giuffrè, N. Davoli 12.15 Film: Zorro - di D. Tessari, G. Rossi Stuart, A. Delon 14.25 Film: Ora o mai più - di L. Pellegrini, con V. Placido, E. Gabriellini

FOX
09.00 09.50 09.50 10.00 10.20 10.45 10.55 11.15 11.40 11.40 11.55 12.30 12.35 12.35 13.00 MacGyver Fox Retro How I Met Your Mother Fox HD Una famiglia a dieta Fox Life Charlie's Angels Fox Retro American Dad Fox HD 'Til Death - Per tutta la vita Fox HD Mai dire sì Fox Retro Tutto in famiglia Fox HD La vita secondo Jim Fox HD Giudice Amy Fox Life Otto sotto un tetto Fox Retro Il mio amico Arnold Fox Retro Padre in affitto Fox HD Will & Grace Fox Life Drop Dead Diva Fox Life 13.05 14.00 14.00 14.00 14.30 14.50 15.00 15.15 15.30 15.45 15.50 16.10 16.30 16.40 16.45 I Simpson Fox HD The Chicago Code Fox HD Medium Fox Life Baby Sitter Fox Retro Tre cuori in affitto Fox Retro Modern Family Fox HD L'albero delle mele Fox Retro How I Met Your Mother Fox HD MacGyver Fox Retro La vita secondo Jim Fox HD Drop Dead Diva Fox Life Tutto in famiglia Fox HD Starsky & Hutch Fox Retro Glee Fox HD Una famiglia a dieta Fox Life 17.25 17.35 17.40 18.00 18.30 18.55 18.55 19.05 19.10 19.20 19.30 20.05 Missione Impossibile Fox Retro I Simpson Fox HD Will & Grace Fox Life I Simpson Fox HD Tutto in famiglia Fox HD La vita secondo Jim Fox HD Mary Tyler Moore Fox Retro Medium Fox Life Criminal Minds Fox Crime HD The Chicago Code Fox HD I Jefferson Fox Retro Law & Order. Unità Speciale Fox Crime HD 20.05 Drop Dead Diva Fox Life 20.10 I Simpson Fox HD 20.30 20.35 21.00 21.00 21.00 21.50 22.00 22.45 22.45 22.50 23.00 23.30 23.35 23.40 00.00 Tre cuori in affitto Fox Retro I Simpson Fox HD Glee Fox HD Revenge Fox Life Wonder Woman Fox Retro Glee Fox HD Wonder Woman Fox Retro True Blood Fox HD Pan Am Fox Life The Killing Fox Crime HD I Jefferson Fox Retro Happy Days Fox Retro Teen Wolf Fox HD Tesoro, salviamo i ragazzi! Fox Life Tre cuori in affitto Fox Retro

MEDIASET PREMIUM

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cinema
17.30 18.45 19.25 21.15 21.15 21.15 21.15 23.25 23.30 23.55 Premium Cinema Emotion Ancora vivo - di W. Hill Premium Cinema Il sospetto - di A. Hitchcock Studio Universal The Skeleton Key - di I. Softley Premium Cinema Lontano dal Paradiso - di T. Haynes Studio Universal Il sesto giorno - di R. Spottiswoode Premium Cinema Energy La 25a ora - di S. Lee Premium Cinema Emotion Inception - di C. Nolan Premium Cinema Soldi sporchi - di S. Raimi Premium Cinema Energy I colori della vittoria - di M. Nichols Premium Cinema Emotion La bellezza del somaro di S. Castellitto Premium Cinema

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08.00 08.10 09.20 09.50 10.00 11.00 11.20 12.50 13.15 13.35 15.10 15.45 16.30 16.50 17.10 18.50 19.30 21.15 21.15 21.15 23.10 23.45 23.55

intrattenimento
One Tree Hill - Tf Mya The Mentalist - Tf Joi Matrimonio a sorpresa - Film Mya Ris Roma 2 delitti imperfetti - Tf Steel Psych - Tf Joi Being Erica - Sitcom Mya Knight Rider - Tf Steel Haven - Tf Steel Le mogli di Gabriel - Tvm Mya Warehouse - Tf Steel E alla fine arriva mamma - Tf Joi Smalville - Tf Steel My Dad Says - Tf Steel Royal Pains - Tf Joi Beautiful Lies - Tvm Mya Packed to the Rafters - Tf Joi One Tree Hill - Tf Mya Dr. House - Medical Division - Tf Joi 40 giorni e 40 notti - Film Mya Studio 60 - Tf Steel V- Tf Joi The Black Donnellys- Tf Steel Shameless- Tf Mya

9.50 Sweeney Todd - di T. Burton Premium Cinema Energy 10.25 Le cose cambiano - di D. Mamet Studio Universal 10.50 Gioco d’amore - di S. Raimi Premium Cinema Emotion 12.00 Dear Wendy - di T. Vinterberg Premium Cinema 12.10 Sugarland Express - di S. Spielberg Studio Universal 13.40 Jeepers Creepers - di V. Salva Premium Cinema Energy 13.50 Sguardo nel vuoto - di S. Frank Premium Cinema 15.10 Blu profondo - di R. Harlin Premium Cinema Energy 15.15 Sweet November - di P. O’Connor Premium Cinema Emotion 16.25 La fiera della vanità - di M. Nair Studio Universal 17.05 Sfera - di B. Levinson Premium Cinema Energy 17.20 North Countru - di N. Caro

IRIS
13.15 Ti racconto un libro 13.35 Film: L’istruttoria è chiusa... - di D. Damiani, con F. Nero 15.35 Film: Fracchia la belva umana - di N. Parenti, con P. Villaggio, L. Banfi 17.25 Film: Piovuto dal cielo - di J. Balsmeyer, con R. Ifans, M. Otto 19.20 Supercar - Tf 20.10 A- Team - Tf 21.05 Film: La valle dell’Eden - di E. Kazan, con J. Harris, J. Dean 23.10 Film: Quello strano sentimento di R. Thorpe, con S. Dee, B. Darin 1.00 Film: Kiss - di R. Lagravenese, con H. Hunter, D. De Vito

CIELO
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SPORT

la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

I 62

Come si
MAURIZIO CROSETTI
a l’Inter gioca proprio così male? Ha vinto il derby solo con la difesa a oltranza? Deve, anzi può essere più bella di com’è? Ha ragione Sacchi, quando sostiene che il calcio di Ranieri fa divertire solo i tifosi delle sue squadre? Si apre l’ampio dibattito: dopo i kolossal succede, e il derby lo è stato, con buona pace di Fantozzi e della corazzata Potëmkin. Questo campionato, in sostanza, cosa sta dicendo a livello tattico ed estetico? Ne parliamo con Marcello Lippi, un grande allenatore fuori dalla mischia. Dal suo punto di osservazione, forse l’orizzonte si vede meglio. Si è molto discusso di bellezza, dopo Milan-Inter. Ranieri vince ma non piace ai critici. Lei cosa ne pensa? «Dopo cinque vittorie di fila molto concrete, non poteva certo cambiare atteggiamento contro una squadra come quella di Allegri. L’Inter aveva bisogno di sicurezza, di autostima: Ranieri è ripartito da lì». È stato anche molto accusato. «Visto quell’inizio di stagione, quella brutta classifica e quella serie di infortuni, l’Inter non avrebbe potuto ripartire meglio. Ranieri sapeva che una gara di grande attenzione difensiva poteva essere risolta da un guizzo in attacco, e così è stato. Difendersi con intelligenza non è mica una colpa». Il Milan non l’ha presa benissimo, e non solo per via del risultato. «Ma io penso che l’Inter non potesse giocare diversamente, non adesso». Crede che, nelle prossime giornate, possa esprimersi meglio di così? «Certo. Per ritrovarsi, sono serviti giocatori forse più fisici

Le critiche di Sacchi al derby e al gioco nerazzurro (“diverte solo i suoi tifosi”) riaprono il dibattito: si può o si deve sacrificare lo spettacolo per il risultato? L’ex ct azzurro assolve Ranieri e spiega com’è cambiata la mentalità dei tecnici

vince
CAMPIONE DEL MONDO
Marcello Lippi, 63 anni, ct campione del mondo 2006. A destra, Ibrahimovic nell’area interista domenica

M

Lippi e l’Inter all’italiana “Ma quel calcio non c’è più”
che tecnici, ma ora il recupero di Sneijder e i ritorni di Forlan e Stankovic aumenteranno la qualità complessiva». A quasi metà campionato, quali squadre le sono piaciute di più? «L’Udinese gioca molto bene, è rapida e verticale, si vede che c’è sotto molto lavoro. Anche il Milan ha fasi di ottimo calcio, e naturalmente la Juve. Non trascurerei certi momenti offensivi del Napoli, con quei tre là davanti, capaci di enorme varietà di movimento; la squadra di Mazzarri può patire a livello di continuità, non certo di qualità. Se devo essere sincero, mi piace molto pure la Lazio: gioca bene e ha un centravanti fenomenale». Il girone di andata ha proposto qualche novità a livello di allenatori e moduli? «Mi pare che tutti abbiano più o meno confermato caratteristiche e attese, con l’eccezione della Juventus che sta andando oltre le aspettative. La vera novità è sicuramente Antonio». Ha ancora senso la guerra di religione tra gioco all’italiana e moduli più spregiudicati? «Secondo me, no. L’Inter, lo ripeto, ha giocato un po’ chiusa solo per necessità. A parte qualche mio collega più integralista, oggi gli allenatori non sono vittime dei dogmi e cambiano schema anche nella stessa partita». Un esempio di duttilità è anche Conte. «Antonio è stato molto intelligente, e rapido, nel capire che con Pirlo, Vidal e Marchisio gli avrebbe giovato soprattutto il 43-3, anche se non sono mancate gare con la difesa a tre e con gli esterni più alti. Il centrocampo è l’arma in più della Juve, nonostante un periodo di lieve appannamento dovuto, credo, alla stanchezza. La capacità di cambiare si nota anche nelle categorie inferiori, e conferma la preparazione dei nostri tecnici. Perché tutti sono capaci di variare modulo alla lavagna, però la cosa non funziona se non l’hai preparata bene prima».

La sfida di San Siro

Chi gioca bene

I vecchi schemi

Dopo 5 vittorie molto concrete, Ranieri non poteva certo cambiare atteggiamento proprio contro il Milan. E poi difendersi col cervello non è mica una colpa

Nell’Udinese c’è tanto lavoro, gioca rapida e verticale. Poi Milan e Juve, naturalmente. Ma anche certi movimenti offensivi del Napoli. E apprezzo molto la Lazio

La guerra tra difensivisti e spregiudicati non ha senso: a parte qualche integralista, ormai gli allenatori non sono più vittime dei dogmi. Tutti sanno cambiare schemi

Calcioscommesse

Pittin

Interrogato lo ‘zingaro’: “Ma ero solo un autista”
CREMONA - Ha raccontato di essere solo l’autista degli zingari, Rade Trajkowski, il macedone interrogato ieri dal gip di Cremona, Guido Salvini. «Li accompagnavo in giro: abbiamo visto il match di Champions tra Inter e Barcellona. Ci trovò i biglietti un calciatore macedone nerazzuro». Per gli inquirenti è Pandev. Ruggiero, il legale di Zamperini, ha chiesto intanto di spostare il processo a Perugia.

Brutta caduta per l’azzurro, notte in ospedale
PREDAZZO — Incidente in allenamento, Alessandro Pittin ora deve fermarsi. Il finanziere di 21 anni, reduce da tre vittorie di fila in coppa del mondo di combinata nordica, è caduto dal trampolino a Predazzo. In ospedale, dove ha trascorso la notte, la diagnosi è trauma al gluteo sinistro e una escoriazione all’avambraccio sinistro.

I 63

Allegri e un Milan a pezzi “Ma lo scudetto sarà nostro”
Boateng fuori un mese e c’è un caso Inzaghi
ENRICO CURRÒ MILANO a gloriosissima carriera di Inzaghi, che negli ultimi anni è stata tutta una resurrezione in barba ai precoci epitaffi, stasera passa attraverso una stazione gelida e oscura. È successo altre volte, però questa tappa - gli ottavi di finale di Coppa Italia del Milan contro il Novara del criticato Tesser, temperatura sottozero, stadio Meazza riservato a pochi incalliti, lui quasi certamente in panchina - è particolarmente difficile, perché somiglia molto a una tenace ribellione all'oblìo. «Qualcuno giocherà dall'inizio e qualcuno dopo», dice Allegri, con l'aria di chi ha altri problemi in testa: la reazione della squadra al derby appena perso, il caso Pato, i seri infortuni a catena, gli acquisti sempre più necessari. La brutta notizia di ieri è lo stiramento alla coscia destra di Boateng, eredità del derby (Abbiati invece al polpaccio, da valutare): starà fermo un mese, come Aquilani dolorante a una caviglia, e Gattuso, convalescente per i guai agli occhi. I primi arrivi del mercato invernale sono cosa fatta. L'ormai ex genoano Merkel è tornato a Milanello dopo soli sei mesi: è stato tesserato ieri in fretta e furia e stasera potrebbe già scendere in campo, mentre l'acquisto di Mesbah, che sottintende l'addio di Taiwo, dovrebbe essere perfezionato oggi. Ma da qui al 31 gennaio serve almeno un altro centrocampista e nessuno si sta occupando di Superpippo, che in agosto avrà 39 anni, è reduce dal grave infortunio al ginocchio che gli ha fatto perdere quasi tutta la scorsa stagione e in questa ha giocato appena tre spezzoni di campionato e una partita con i ragazzi della Primavera. Finora l'esilio ai margini della squadra è stato sempre spiegato dall'allenatore come la conseguenza di una condizione fisica imperfetta. Ma il progressivo, inesorabile svecchiamento della rosa è un indizio pesante, visto che ha ristretto i margini di impiego anche per altre due colonne del ciclo ancelottiano, come Ambrosini e Seedorf. Tuttavia Inzaghi non si arrende, anche se

L

Kevin Prince Boateng, alla seconda stagione col Milan

Stasera Coppa Italia col Novara a S.Siro: Pippo ancora in panchina, torna Merkel e gioca
scosso Pato, l'ho visto sereno. Nel derby non mi è dispiaciuto. Ha solo bisogno di un gol e non ha problemi d'intesa con Ibra, né lo voglio spostare all'ala o cambiare modulo: perderebbe efficacia in area. El Shaarawy è migliorato tanto ed è cresciuto fisicamente: non è sul mercato, tornerà utile nella seconda parte della stagione». Quella in cui, volente o no-

L’opinione
Restando alla Juve, in molti hanno paragonato il lavoro di Conte al suo. In effetti, c’è qualche affinità nel furore agonistico, anche se la qualità tecnica resta inferiore. «In parte è vero, però sarebbe riduttivo farne solo una questione di carattere. La Juve gioca anche bene, non soltanto con agonismo. La rabbia e la grinta fanno parte da sempre del dna bianconero, è una specie di imprinting che non abbiamo creato né io né Antonio. Poi, certo, nelle ultime stagioni i risultati negativi e la paura di sbagliare avevano forse un po’ offuscato quell’immagine combattente, e Conte è stato bravo nel ricostruirla, insieme al senso di squadra. Del resto, lui in campo era proprio così». La fame bianconera può essere un valore aggiunto? «Nello sport lo è sempre, mica solo per la Juventus». Lei ritiene che per lo scudetto sia davvero rientrata in corsa anche l’Inter? «Certamente sì, e non solo perché lo dice la classifica. Il campionato se lo giocheranno almeno in tre». E Lippi dove si giocherà il futuro? «In qualche nazionale, se si creeranno situazioni interessanti. Un paio di stagioni in panchina le voglio ancora vivere, però non in un club. Lì, ho già dato».
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lente, la coppia Ibra-Pato dovrà trovare il modo di andare d'accordo, anche perché entrambi non si staccano da Milano. «Zlatan chiuderà la sua carriera al Milan», assicura il suo procuratore Raiola. Ma l'ultima promessa spetta ad Allegri ed è piuttosto impegnativa: si chiama scudetto. «Cominciamo col dire che vogliamo andare il più avanti possibile in Coppa Italia e in Champions. E poi battiamo il Novara anche domenica, in campionato. La sconfitta nel derby per un errore difensivo non ci può ridimensionare: avevamo vinto 10 delle ultime 12 partite. Alla fine, in testa al campionato, ci saremo noi».
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Ranieri s’è ricordato di Mou però ha giocatori meno bravi
MASSIMO MAURO
e grandi squadre sono tali anche perché hanno una capacità di difendersi meglio delle altre. Può sembrare paradossale, ma il Barcellona, la migliore al mondo in questo momento, famosa per il suo gioco spettacolare, è quella che prende meno gol e non fa quasi arrivare mai gli avversari in area. L’Inter ha capito questo. Non può fare come il Barcellona perché non ha né gli uomini né la mentalità e neanche la tradizione (vedi l’Inter di Mourinho, che ha vinto tutto preoccupandosi sempre di difendersi in maniera classica). Il nuovo corso dei nerazzurri con Gasperini sembrava aver dimenticato questo concetto: Ranieri invece lo ha riproposto eliminando quello spazio tra i reparti che ha determinato in negativo l’avvio della stagione. E’ una cosa semplice, certamente non dà un’impronta di spettacolo al gioco, ma nel campionato italiano ha sempre funzionato. E i risultati stanno dando

L

ragione a Ranieri. Se dovessimo giudicare la filosofia con cui le squadre italiane arrivano a vincere, questa è sempre una tattica tendente a difendere la porta, cioè a correre indietro. Quello che ha fatto vedere in molte partite la Juventus di Conte e in qualche partita la Roma di Luis Enrique, all’Inter non si è mai visto. Certamente però le vittorie dell’Inter di Mourinho (soprattutto) e di Ranieri meritano considerazione, perché anche una vittoria ottenuta con una partita difensiva giocata con attenzione, determinazione e grinta ha – se non proprio la stessa dignità - ugualmente il suo valore. Un piccolo distinguo: l’Inter di Mourinho era anche spettacolare, perché nei 4 ruoli davanti (i tre attaccanti più la mezza punta) c’erano giocatori molto bravi tecnicamente (Milito, Eto’o, Pandev e Sneijder) e la grandezza di Mou era quella di portarli anche a rientrare e difendere.
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“I fischi del derby non turbano Pato” Arriva Mesbah, serve un altro centrocampista
l'inserimento nella lista Champions a febbraio, ipotizzato da Berlusconi, sembra sempre più complicato. «Pippo non si muove dal Milan fino a giugno», ha puntualizzato il suo procuratore Tinti. Stasera l’eterno goleador dovrebbe ottenere la sua occasione di risalire la china - ovviamente attraverso la sua arma, il gol - soltanto nella ripresa. Il primo tempo parrebbe monopolio del tridente Robinho-El Shaarawy-Pato, che Allegri vara anche per recuperare il parigino mancato, prima che lo avvolga la depressione. «I fischi non hanno

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Tevez, accordo tra City e Psg Leonardo incontra l’argentino
Affare per 37 mln e Ancelotti vuole anche Thiago Motta
GIULIO CARDONE ROMA n classico: tra i due litiganti, la spunta il terzo incomodo. Lo scatto del Psg su Tevez può essere quello decisivo. Dietro, arrancano Milan e Inter, alle prese con problemi diversi ma comunque penalizzanti nella corsa all’Apache: i rossoneri sono stati costretti dalla proprietà a puntare su Pato, i nerazzurri e Ranieri pensano che acquistare l’argentino in questo momento sia un rischio (può alterare gli equilibri del gruppo, faticosamente ritrovati). Ancelotti inve-

Il caso

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AL CENTRO
Carlos Tevez (sinistra) e Thiago Motta al centro del mercato

Guarìn apre a Conte: “Se lascio il Porto vado solo a Torino”. Il Genoa chiede Zarate
ce deve consolarsi per il mancato arrivo di Pato: Tevez è l’uomo giusto. Il tecnico si era già informato su di lui con la telefonata a Mancini del 6 gennaio; ieri l’affondo di Leonardo. Secondo la France Presse, il dg del Psg ha trovato l’accordo con il City per

Carlitos: 29 milioni più 8 di bonus. Nessuno era arrivato a tanto: Milan e Inter, bonus compresi, si erano fermati a 28. L’operazione, poi, è agevolata dai rapporti di parentela tra gli sceicchi proprietari dei due club, Mansour (City) e Al Thani (Psg). Adesso Leonardo è atteso dal compito più delicato: convincere Tevez. In Francia scrivono che domani l’attaccante sarà a Parigi; di sicuro si presenteranno all’appuntamento con Leonardo il

procuratore dell’argentino, Kia Joorabchian, e il mediatore Vlado Lemic. L’obiettivo è trovare un’intesa sull’ingaggio: non sarà facile, Tevez chiede 10 milioni a stagione mentre l’offerta è di 6, ma l’incontro dimostra che qualcosa è cambiato. Il veto del giocatore al trasferimento non c’è più, si può trattare. Con l’avallo del Milan, tra l’altro: per i rossoneri è decisamente più accettabile che l’Apache vada dagli amici Leonardo — ritrovato l’an-

tico feeling con Galliani — e Ancelotti, piuttosto che dai rivali nerazzurri. Tanto più che a giugno le due società potrebbero riparlare dell’affare sfumato la settimana scorsa: Pato al Psg e Tevez al Milan. Ma da qui all’estate le strategie possono cambiare: ad esempio i rossoneri tenteranno di riportare in Italia Balotelli. Da parte sua, l’Inter deve fronteggiare un’offensiva dello stesso Psg su Thiago Motta, centrocampista importante per Ranieri. Che aspetta Kucka, in arrivo dal Genoa. Si profila poi un altro derby milanese, stavolta per Guarìn: il manager del centrocampista colombiano è in Italia, domani incontrerà la Juve ma poi parlerà anche con Inter e Milan. Piace a tutti, Guarìn: il Porto chiede 13 milioni, l’asta tra le tre grandi d’Italia è aperta. «Ma se lascio, vado solo alla Juve», dice lui. I bianconeri però non mollano Caceres: il Siviglia ha abbassato da 11 a 10 la richiesta, a 9 ci si può accordare. Marotta anche su Palombo; Amauri a un passo dalla Fiorentina. Il Genoa ha chiesto Zarate all’Inter, ma lui vuole restare in nerazzurro; Jonathan ha accettato il Parma. Alla Roma piace l’argentino Leto, alla Lazio il giapponese Honda.
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Il rigore segnato da Vidal contro il Cesena

I video dei sospetti ora s’infuria la Juve
TIMOTHY ORMEZZANO TORINO a Vida a Vidal, passando per De Sanctis e Rodriguez. Il calcio come il Grande Fratello. La moviola in mano ai tifosi che spiano e diffondono immagini in bilico tra reality e bufala. Lo strumento può svelare, ma anche manipolare. Il primo caso a dicembre, con l’occhiolino molto sospetto del difensore della Dinamo Zagabria Vida al bomber del Lione Gomis, autore di quattro dei sette gol (a uno) che spianano la strada degli ottavi ai francesi. Poi arriva il filmato montato e pubblicato su YouTube dai sostenitori del Real Madrid, con una lunga sequenza di simulazioni made in Barça. Poco tempo fa è toccato al Napoli finire nel mirino dei web-tifosi: anziché esultare al

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Coppa del Re

Illazioni in rete per un cenno a Vidal di Rodriguez (Cesena) prima del rigore: “Denunciamo”
gol segnato al Lecce dal suo compagno di squadra Cavani, il numero uno partenopeo De Sanctis si dispera. Adesso, proprio da Napoli, arriva una sorta di controvideo, protagonista lo juventino Vidal mentre sta per battere un rigore contro il Cesena. È la quattordicesima giornata, la stessa di NapoliLecce. Tra i pali c’è Rodriguez, il difensore che ha sostituito il portiere Antonioli, espulso poco prima, nell’azione che ha

Un classico Mou: “Io sotto esame come al solito”
MADRID — Ancora un “Clasico” tra Real Madrid e Barcellona, che ormai va quasi più in scena di una replica di “Cats”. Questa volta ci troviamo nell’andata dei quarti di finale di Coppa del Re (ore 22, diretta Sky Sport1 e Sky Calcio1), per l’ossessione di José Mourinho, vincitore solo una volta in otto confronti con i rivali di sempre da quando siede sulla panchina dei “Blancos”: «Quanti titoli devo vincere per non dovermi giocare nulla come allenatore? Trenta? Nessuno? In ogni match mi gioco solo la soddisfazione personale» dice l’ex tecnico dell’Inter, che per una volta non polemizza con i rivali: «Il Barcellona è una grande squadra. Con loro non ho nessun problema, non l’ho mai avuto. Tantomeno con Guardiola». L’obiettivo semmai sono i giornalisti, rei di criticare troppo spesso Cristiano Ronaldo: «Guai a chi lo tocca. Se qualcuno vuole toccarlo, abbiamo un problema: perché io non lo permetterò». Il suo pensiero sfiora il recente passato: «Se ho guardato domenica sera il Barça? No, ho visto il derby di Milano». Maledetta nostalgia.
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generato il rigore. L’uruguayano lancia un’occhiata a destra, il cileno batte il rigore dalla parte opposta. È il gol del definitivo 2-0. Perché De Sanctis è finito alla gogna mediatica e Rodriguez no? Alla domanda che rimbalza da Napoli, la Juve ha risposto duramente, parlando di «tentativo subdolo e maldestro» di ledere la rispettabilità del club e del suo giocatore, ovviamente riservandosi ogni azione «a tutela dell’immagine di Arturo Vidal e della società». Il Cesena si rifiuta anche solo di commentare un episodio «che non esiste», come afferma il ds Lorenzo Minotti. E a margine di una cena organizzata dallo Juventus Club Moncalieri, Vidal minimizza: «Sono immagini che non hanno alcuna rilevanza. Quel video mi ha sorpreso, non pensavo che da un rigore potesse nascere una polemica del genere. Non conoscevo Rodriguez, mi chiedo cosa c’entri io». Il filmato per la verità dice assai poco. Il gesto del difensore del Cesena potrebbe essere un vago cenno di intesa con un compagno di squadra, il preparatore dei portieri, l’allenatore. O addirittura una finta, un tentativo di disorientate Vidal: io mi tuffo a destra, tu che fai? Ma in tempi di scommesse su scala mondiale, non sull’esito di un match, ma sul numero di gol in una data partita, oppure sullo scarto, basta davvero poco per generare sospetti. Nel caso di Rodriguez davvero sembra esserci eccesso di sospetto. A meno di pensare che il calciatore uruguayano sia un nuovo Eduardo De Filippo.
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In breve Squalifiche
Melbourne come commentatore tv dell’Open, cade nella sua camera d’albergo: in ospedale con un rene perforato. F 1 — Sarà Bruno Bruno a guidare la seconda Williams nel Mondiale 2012. Prende il posto di Barrichello. CICLISMO — Andre Greipel vince in volata la prima tappa del Tour Down Under (Australia) davanti a Petacchi. BECKHAM — Il centrocampista inglese ex Galaxy e Ryan Giggs tra i 184 pre-selezionati dalla Football Association (Fa) per la nazionale a Londra 2012. BLATTER — In quella che appare come un’investitura, il presidente della Fifa, Joseph Blatter, annuncia a France Football che non si ripresenterà nel 2015. «Platini è pronto». MORZENTI - L’ex presidente della Fisi ricorrerà al Consiglio di Stato contro l’annullamento delle elezioni della federazione italiana sport invernali del 2010.

L’Atalanta perde Lucchini e Carmona
MILANO — Sono 13 i giocatori di serie A sospesi per un turno dal giudice sportivo Lucchini e Carmona (Atalanta), Rossi (Genoa), Boateng e Nesta (Milan), Cherubin e Morleo (Bologna), Dellafiore e Paci (Novara), Gazzi e Rossettini (siena), Giacomazzi (Lecce), Motta (Inter). PALLANUOTO — Europei a Eindhoven: Italia-Turchia 24-7. VOLLEY — Ultimo turno dei gironi di Champions uomini: Lokomotiv-Macerata; TeruelTrento; Cuneo-Unterhaching. HENRY — L’attaccante dell’Arsenal si scusa con un tifoso per il litigio dopo il match perso con lo Swansea: «Ero scosso, non ho capito le sue contestazioni e mi scuso per essermi lasciato andare». WILANDER — L’ex tennista, a

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Il nuovo Dream Team per sfidare il mito
Londra, l’unica rivale degli Usa è ancora la leggendaria squadra del ’92
WALTER FUOCHI
rriva dal pianeta America una lista dorata di convocati, per trarne il prossimo Dream Team del basket, e si riaccende, come ogni volta, la diatriba infinita. Di qua i puristi delle sacre icone, decisi a non transigere sull’unicità dell’originale. Di là gli uomini del marketing, condannati a infilare nella Xerox la formula del successo e a ristamparla all’infinito. E allora, fu davvero unico e irripetibile quel primo Dream Team, creato per stravincere i Giochi di Barcellona ‘92 dopo lo smacco contro i sovietici di Seul ‘88, o sono stati all’altezza del nome pure quelli creati dopo, anche meno belli e famosi, talvolta neppure vincenti (Atene 2004, Mondiali 2002 e 2006...), spediti a razziare tutto l’oro che c’era sotto i canestri? Pendendo, a umore, verso la risposta numero uno, di sicuro c’è solo il successo planetario dell’idea. Se si continua a riprodurre copie, vuol

Australian open

A

Stelle alle Olimpiadi

Samantha Stosur

Barcellona 1992

La disfatta azzurra e della Stosur eroina senza cuore
GIANNI CLERICI MELBOURNE vendo svolto un secolo fa il duro lavoro del corrispondente sono consapevole della prima, dura necessità del mestiere. Tradurre. Ma non solo tradurre. Interpretare. Condensare. Nell’attesa del match d’esordio dell’eroina locale Samantha Stosur detta Sam — nome bisex — mi ero quindi munito delle edizioni domenicali dello Herald e dello Age, i migliori quotidiani cittadini. Entrambi recavano enormi foto della vincitrice dello scorso U.S. Open, entrambi dedicavano a Sam titoli cubitali e migliaia di parole. “Riuscirà Sam a mandare fiamme?”, “Un altro Slam per Sam”, “Rifallo Sam”, “Datele un buono start, e chi la fermerà?”. Nulla poteva essere più profetico di quest’ultimo titolo, anche perché, insieme all’indubbio talento, Sam nasconde sotto i muscolacci da body builder un cuoricino piccolo piccolo, che ha spinto un collega cattivo a definirla Cuor di Coniglio. Non era infatti iniziata, nel vento, la partita, che si palesavano le difficoltà non solo tattiche, ma psicologiche, che avrebbero via via condotto al disastro nazionale. Per solito virile nei suoi attacchi, Sam pareva esitante, e le botte vivissime dell’avversaria la costringevano ad affrontare un match, non si dice di regolarità, ma di soli scambi dal fondo. Di lì, dalla base-line, si rivelava più perforante la romena Sorana Cirstea, una brunetta che le lunghissime chiome facevano apparire simile a Cenerentola alla fine della fiaba. Il pugnetto serrato dopo ogni colpo vincente, Sorana non avrebbe mai interrotto il muto dialogo con un giovanotto non meno bruno di lei, non meno attraente di lei, il nuovo innominato coach che ha sostituito l’italiano Sanguinetti, «con il quale ci abbiamo provato, ma abbiamo dovuto dividerci». Sorana, n.60, avrebbe anche confessato il suo stupore per la presenza di ben 5 connazionali tra le prime cento, curioso effetto di una organizzazione inesistente: frustrando così le mie speranze di inviare ad allenarsi a Bucarest i nostri eroi, tutti eliminati al di fuori di un Cipolla che verrà probabilmente ignorato dalle convocazioni per la nostra Davis. Per conservare, infine, qualche memoria di questo dimenticabile articoletto, sarebbe il caso di segnalare l’esordio di due futuri “Primi Dieci”. L’americano Harrison, allievo di John Newcombe, che ha perduto bene da Murray, e il canadese Raonic, che ha preso a pallate il nostro povero Volandri. Risultati: 1° turno u.: Djokovic (Ser) b. Lorenzi 6-2, 6-0, 6-0; Ito (Gia) b. Starace 6-3, 4-6, 6-3, 6-4; Raonic (Can) b. Volandri 6-4, 6-0, 6-2; Gasquet (Fra) b. Seppi 6-3, 36, 6-3, 6-1; Giraldo (Col) b. Viola 64, 6-2, 6-1. D.: S. Williams (Usa) b. Paszek (Aut) 6-3, 6-2; Vinci b. Cadantu (Rom) 6-0, 6-1; Cirstea (Rom) b. Stosur (Aus) 7-6 (7-2), 63.

IMBATTIBILE
Il primo, quello con Magic Johnson (foto), Bird e Jordan di Barcellona ’92. In finale batté la Croazia 117-85 e tenne una media di 44 punti di scarto

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Atene 2004
LeBron James a canestro con i suoi Miami Heat mondo d’aver contratto il virus dell’Hiv, incrociava avversari, come gli australiani, che non volevano sfidarlo temendo il contagio e s’appoggiava a compagni che minacciavano di spaccarli in due (Charles Barkley, il labbro più irridente del Team). Quasi ex i due miti, eppure intramontabili, il numero uno d’allora era Michael Jordan, l’immancabile scudiero Scottie Pippen, e in piena efficienza professionale erano Stockton e Drexler, Barkley e Malone, Robinson e Ewing. Mai più vista una squadra così. Viste, poi, tante che, indossandote la maglia e soprattutto il logo, quel fortunato marchio di Dream Team, avrebbero sfidato il mito. I prossimi sono appena partiti, nel loro viaggio a fare la storia, più che la corsa all’oro. Le medaglie, nel basket olimpico, restano sullo sfondo. La partita è americani contro americani. Veri o falsi Dream Team?
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Dai Giochi di Barcellona in poi, la condanna di difendere quel marchio irripetibile
dire che funzionano. E così, uscito l’elenco dei venti giocatori in preallarme per esser la nazionale Usa a Londra 2012, e contati tutti i migliori della Nba, siamo di nuovo lì: varranno mai l’originale o ne saranno una sola, pure splendida, imitazione? Bella domanda, e intanto se ne riparla. Il fatto, dunque. I venti nomi sono stati diffusi lunedì, da Usa Basketball, una sorta di federazione con delega da comitato olimpico. Ci sono tutti i migliori, da Kobe Bryant a LeBron James, da Derrick Rose a Dwight Howard, da Dwyane Wade a Kevin Durant, da Blake Griffin a Chris Paul, e tanti auguri al coach Mike Krzyzewski e al suo staff (tra i vice, Mike D’Antoni), che hanno già fatto questa fatica immonda ed ora dovranno ridurli

Torna l’Eurolega
IL GRANDE FLOP
Ad Atene 2004 arrivò solo il bronzo, ko in semifinale con l’Argentina. C’erano James, Wade e Anthony. Fu chiamata la “squadra da incubo” dopo il flop

Riprende oggi l’Eurolega che entra nella fase calda con i quattro gironi della “Top 16”. Siena gioca stasera con il Bilbao in casa (ore 20.45, SportItalia1). Domani toccherà a Milano con il Panathinaikos e a Cantù a Barcellona ai 12 per Londra, separando gli eletti dagli scarti. Fra questi, ce ne sono tre (Anthony, Wade e James) che riportarono solo il bronzo da Atene 2004, e otto che vinsero l’oro a Pechino. Al fatto, ora, segue il dibattito: filosofico, quasi, più che sportivo. Il primo Dream Team profumava di storia e di leggenda. Icone che saranno identiche a se stesse pure tra un secolo. Neppure erano più giocatori, ma già pezzi di star system, nella Barcellona dove vivevano in hotel anziché al villaggio olimpico, uscivano per il golf anziché per l’allenamento, andavano scortati perfino a fare shopping. La divina triade JordanBird-Magic già tramontava, in almeno due suoi vertici, e li impiegava insieme col contagocce. Dei due protagonisti della mitologica rivalità fra Celtics e Lakers dei favolosi anni ‘80, Larry Bird soffriva d’un devastante mal di schiena, che manco lo faceva più sedere in panchina, lasciandolo lungo disteso, quando non era in campo, davanti alla panchina. E Magic Johnson aveva già raccontato al

Pechino 2008

LA RINASCITA
A Pechino 2008 ecco il “Redeem Team”, quello della redenzione. In finale batté la Spagna 118-107 e chiuse il torneo imbattuto (28 punti di scarto a gara)

La curiosità

ALESSANDRA RETICO
cavalieri della neve con le loro armature, ma morbide e gentili, piene d’aria e sicure. Alle Olimpiadi del 2014 a Sochi potremmo vederli già così, con le tute rigonfie di airbag, i Valentini Rossi dello sci. La corazza per i campioni d’inverno è quasi pronta dopo un anno di test, prove, cadute, di incessanti registrazioni di ogni movimento, brivido, sussulto del corpo. L’azienda vicentina che meglio conosce velocità e sicurezza, la Dainese, un anno fa ha firmato con la federazione internazionale di sci (Fis) un accordo per sviluppare una tecnologia airbag proprio per i siluri sul ghiaccio. L’idea è che diventi anche un prodotto commerciale la sottotuta d’aria ideato sul modello di quello per i motori, il D-Air. Un accessorio per niente accessorio. Come già i caschi e altre protezioni, per gli amatori e i dilettanti della domenica. L’ex re della libera Kristian Ghedina, uno dei primi a sperimentare l’airbag negli anni Novanta, ci metterà la faccia in questa ricerca che, guarda un po’, viene presentata domani a Kitzbühel. Nel tempio della bel-

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Alle Olimpiadi con l’airbag la rivoluzione dello sci è pronta
D-AIR DI DAINESE
È la tecnologia già usata per le moto da cui sarà sviluppato l’air bag per gli sciatori: il sistema elettronico interno è in grado di reagire all’urto in circa 30-45 millisecondi (contro gli 80 di un airbag auto) e gonfiare la protezione

lezza, e della paura. Qui inizia una tre giorni di coppa del mondo che è più di una tappa. È leggenda. Per la sua mitica Streif, la pista che ogni atleta sogna di avere gambe toste per affrontarla, un giorno almeno. Quella maledetta e ineguagliabile discesa che nella sua lunga memoria racconta di decine di incidenti, anche bruttissimi. Nel 2009 Daniel Albrecht, tre settimane in

A Kitzbühel sarà presentata la sottotuta imbottita d’aria: una svolta per la sicurezza
coma. L’anno scorso Hans Grugger, un volo drammatico e poi rimbalzi come un sasso sul

ghiaccio. Molti interventi, un coma artificiale per settimane, infine la guarigione. L’angoscia, la Streif. Allora la Fis decise di rendere pubblico il lavoro che durava già da un anno con Dainese. Per frenare la morte con l’aria. Atleti molto grati, e partecipi. Aksel Svindal ha provato i primi giubbini, e così Erik Guay e Jan Hudec. E anche gli azzurri Werner Heel, Christof Innerhofer,

Matteo Marsaglia, Hagen Patscheider e Andrea Ravelli. A Bormio 12 atleti col paraschiena per registrare ogni movimento, accelerazioni e rotazioni su 3 assi. Una raccolta dati per determinare l’algoritmo che attiva l’airbag: i sensori devono reagire entro 30-45 millisecondi contro gli 80 del tipo per auto. E non prendere certe pendenze come schianti. La Fis è un po’ che cerca nuove strade per la sicurezza: alcune contestatissime come quella di accorciare e rendere meno sciancrati gli sci per il gigante dalla prossima stagione. Ma lo sci è una Formula 1 ormai, il centesimo di secondo è tutto. Da cui l’ormai famosa querelle sulla sottotuta della slovena Tina Maze, sequestrata e sottoposta a esami col sospetto di contenere materiale proibito: plastica. Che fa aumentare la velocità. Lei risponde con un giocoso mini strip tease sul podio e nell’incertezza delle decisioni tutti nudi e infreddoliti sotto le tute. Infine ieri il direttore di gara uomini Günther Hujara: niente polimeri sulla pelle, sennò squalifica. Alla fine tra la corsa e la vita, e anche l’appiccicosa plastica, meglio l’aria.
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la Repubblica
MERCOLEDÌ 18 GENNAIO 2012

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