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Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

LUNEDÌ 1 OTTOBRE 2012 ANNO 51 - N. 39

in Italia EURO 1,20

LUNEDÌ 1 OTTOBRE 2012 ANNO 51 - N. 39 in Italia EURO 1,20
1 OTTOBRE 2012 ANNO 51 - N. 39 in Italia EURO 1,20 Del lunedì Milano, Via
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Del lunedì

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www.corriere.it Roma, Piazza Venezia 5 Tel. 06 688281 Investimenti Borsa: ecco i titoli per rischiare meno
www.corriere.it Roma, Piazza Venezia 5 Tel. 06 688281 Investimenti Borsa: ecco i titoli per rischiare meno

Investimenti

Borsa: ecco i titoli per rischiare meno

di

Adriano Barrì, Giuditta Marvelli

e

Marco Sabella nell’inserto

, Giuditta Marvelli e Marco Sabella nell’inserto Presidenziali Usa Romney ha ancora carte da giocare nel

Presidenziali Usa Romney ha ancora carte da giocare nel duello televisivo con Obama

di Massimo Gaggi a pagina 15

Oggi

su

CorrierEconomia

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L’AFFOLLATA AREA DEI MODERATI

L’OMBRELLO E LA SCIALUPPA

di PIERLUIGI BATTISTA

O ra è esplicito che l’arcipelago neo- centrista, il nuo- vo partito di Mon-

gura apprezzata dalla comu- nità internazionale per evi- tare i difficili dilemmi di

tezemolo, quello di Casini, quello di Fini più altri e va- riegati frammenti della ga- lassia moderata andranno alle elezioni con un candi- dato che non si candida:

Mario Monti. Non si sa co-

una scelta. Che cosa ha da dire il nuovo arcipelago

centrista sul futuro dell’Ita- lia? Mario Monti è una ga- ranzia, certo, ma forse l’en- dorsement a favore del Monti bis esime una forza politica dalla fatica della proposta, dall’agenda che

me la prenderà l’attuale pre- sidente del Consiglio. Si sa

si

scelte dolorose che si devo-

vuole suggerire, dalle

È chiaro che la stessa ipo-

però che la prenderanno bene le istituzioni europee, i mercati, gli investitori, gli alleati dell’Italia, i partigia- ni dell’euro timorosi che con le elezioni vada smarri-

no compiere?

tesi di un nuovo governo Monti non può prescindere dal riconoscimento che so-

to il rigore e il recupero di

un’ampia maggioranza

«unità nazionale» potreb-

garantirne la base e la so-

lidità. E che in una situazio-

in cui il disagio sociale è

destinato inesorabilmente

ad

le

principali forze politiche

acuirsi, solo la scelta del-

ne

be

lo

di

di

sentire a un governo tecni-

di proseguire la sua azio-

ne dopo la consultazione

stare insieme può con-

co

ralmente il nome e l’imma-

ciò risultare, oltre che erra-

credibilità internazionale

incarnato dalla figura di

Monti, nonostante incertez-

ze ed errori nell’azione di

governo. Si allontana il ri-

schio che con il «ritorno

della politica» l’Italia spro-

fondi nuovamente nelle cat-

tive abitudini della spesa

spensierata e del consenso

pagato con i debiti. Ma, pa- radossalmente, è proprio la

elettorale. Intestarsi unilate-

nascita di un «partito» pro Monti a nascondere un’insi-

gine di Monti potrebbe per-

dia per l’attuale presidente

del Consiglio e per i sosteni-

to

coloso e controproducente

in linea di principio, peri-

tori di un «Monti bis». Il rischio maggiore è che

anche per chi sostiene la ne-

governo tecnico, diven- tando la bandiera di una

il

cessità di non tornare alla paralisi in cui si era cacciata

«vecchia» politica. Senza

considerare che la stessa

la

parte, smarrisca quel con-

notato ecumenico che ne

fa

l’espressione di una gran-

configurazione degli attua-

de coalizione cementata

dal senso di responsabilità per l’Italia che non si è an- cora liberata dallo spettro del collasso; lasciando pe- raltro, come doveroso in una democrazia, la parola

al voto degli italiani. Il se-

condo rischio è che la cam- pagna elettorale che si sta per aprire perda ogni signi- ficato sul piano dei conte-

nuti per trasformarsi in un referendum pro o contro Monti. Il terzo riguarda il

fronte che si schiera a favo- re del Monti bis a priori, che finisce per fare un sim- bolo del premier chiamato

a salvare l’Italia dal falli-

mento, ma anche per trin- cerarsi dietro una nobile fi-

li schieramenti politici po-

trebbe essere travolta se nelle primarie del Pd e del centrosinistra dovesse pre-

valere il ciclone impersona-

to da Matteo Renzi. I mode-

rati italiani (sempre che

questa denominazione ab-

bia un senso) stanno final- mente impegnandosi a da-

re rappresentanza politica

a quella parte dell’Italia che non vuole veder dispersi i risultati del governo Monti. Ora sta a loro non ottenere

risultati opposti a quelli sperati. E non apparire co- me politici che si aggrappa- no alla scialuppa di Monti

cercando di scansare il nau- fragio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

QUESTO MESE IN EDICOLA
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Giannelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA QUESTO MESE IN EDICOLA Giannelli Voto e schieramenti Il sostegno di Montezemolo al
© RIPRODUZIONE RISERVATA QUESTO MESE IN EDICOLA Giannelli Voto e schieramenti Il sostegno di Montezemolo al

Voto e schieramenti

Voto e schieramenti Il sostegno di Montezemolo al premier scuote la politica

Il sostegno di Montezemolo al premier scuote la politica

Casini e Fini lanciano il Monti bis

«Lista civica nazionale». No di Bersani e Alfano

Pressioni e dubbi

Clinton e Renzi? L’incontro svanisce

di F. ALBERTI

A PAGINA 5

Una «grande lista civica per l’Italia che chiami a rac- colta le energie sane del Pa- ese, senza personalismi»:

Fini e Casini, di nuovo alle- ati, si richiamano alla pro- posta avanzata da Luca Cordero di Montezemolo sul Corriere e lanciano il Monti bis. Bersani: basta scorciatoie e ricette itali- che. Alfano: dopo 20 anni dall’inizio dell’esperienza politica di Berlusconi c’è bisogno di aria fresca.

DA PAGINA 2 A PAGINA 6

La galassia del Centro (aspettando il proporzionale)

di ROBERTO ZUCCOLINI

P artirà davvero la «Lista per l’Italia»? E con quale (o quali) leader, con quante forze politiche e

sociali? Da quando è finita la Dc, tracciare i confini della «galassia di Centro» è sempre stato difficile. Ma da qualche giorno a questa parte, complice il governo Monti, qualche risposta comincia ad arrivare.

CONTINUA A PAGINA 3

Gli effetti della fusione con l’Inpdap. Le amministrazioni non versavano i contributi

La mina statali sui conti Inps

La cassa dei dipendenti pubblici porta il deficit a 9 miliardi

Mondi

A Milano il Forum della Cooperazione

CORRIERE DELLA SERA
CORRIERE DELLA SERA

Il volto buono dell’Italia

di MARIA ANTONIETTA CALABRÒ

L a cooperazione è un banco di prova del ruolo dell’Italia sulla scena internazionale. Oggi e domani a Milano più di 1.600 operatori

parteciperanno al Forum della Cooperazione internazionale, promosso dal ministro Andrea Riccardi. (Nella foto, suor Marzia e Willy Huber nell’orfanotrofio da lui fondato a Mogadiscio). ALLE PAGINE 18 E 19 Alberizzi, Farina

Sembrava una buona idea: l’unione dell’Inps con l’Inpdap (l’Istituto dei dipendenti pubblici) e con l’Enpals (sport e spet- tacolo) poteva determina- re forti economie. Ora si scopre che l’Inpdap ha por- tato in dote un disavanzo enorme che può mettere in crisi tutto il sistema.

A PAGINA 13 Marro

Trasporti

Scioperi inutili con molti danni e zero risultati

di DARIO DI VICO

A PAGINA 21

Regione Possibile la data del 16 dicembre

Cancellieri accelera sul Lazio Alle elezioni entro tre mesi

Dopo le dimissioni di Renata Polverini, il mini- stro dell’Interno, Annama- ria Cancellieri, dà chiari- menti sulla data delle ele- zioni: «L’indicazione degli esperti del ministero è di rispettare il termine dei 90 giorni. Anche perché per le Regioni non è previsto il commissariamento».

DA PAGINA 8 A PAGINA 11

Il racconto

«Tutti i trucchi per ottenere i rimborsi»

di A. MANGIAROTTI

A PAGINA 9

Un mese dopo

I SEMI ALATI DI MARTINI E LA SEMPLICITÀ DELL’AMORE

di SUSANNA TAMARO

È passato ormai un mese dalla scomparsa del

cardinal Martini e non si cessa di provare meraviglia, in tempi così distratti e sommersi dal susseguirsi degli scandali, della profonda commozione che questo evento — per altro non inaspettato — ha suscitato e continua a suscitare in tante e diverse persone. Ho incontrato il Cardinale un’unica volta, una decina di anni fa, quando mi chiamò a

intervenire alla Cattedra dei non credenti. Abbiamo avuto un breve colloquio, prima dell’incontro. Più che di un colloquio si trattò di un reciproco arrossire. Ne rimasi colpita, perché abituata alla sua ieratica figura pubblica e alla lettura dei suoi libri, immaginavo un uomo molto più a suo agio nel mondo. Questa inaspettata ritrosia mi

confortò.

CONTINUA A PAGINA 31

Partite con 4 e anche 5 reti. Il Napoli riaggancia la Juve, l’Inter batte la Fiorentina

Il gusto dei gol risveglia il campionato

di MARIO SCONCERTI

R itmo e risultati ecla- tanti in serie A: quat-

tro partite finiscono con al- meno quattro gol. Sorpren- dono il 5-1 del Torino, il 4-0 del Bologna e il 4-1 del

Palermo. Una media di 3.2 reti a partita. (Nella foto, Milito e Cassano, autori dei due gol dell’Inter con- tro la Fiorentina).

A PAGINA 43 Servizi, analisi e pagelle

DA PAGINA 42 A PAGINA 47

ANSA / DANIEL DAL ZENNARO
ANSA / DANIEL DAL ZENNARO

L’esperimento in Toscana

Né sigle né inglese:

nasce l’ospedale amico

di PAOLO DI STEFANO

V ia l’inglese e le sigle difficili dai cartelloni negli ospedali toscani. La Regione, dopo

diverse proteste, ha deciso di semplificare la toponomastica. Non si può non essere d’accordo: è una battaglia sacrosanta.

A PAGINA 36 - A PAGINA 23 De Bac

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Primo Piano

Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

#

Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera # I partiti Gli scenari ❜❜ Se si
Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera # I partiti Gli scenari ❜❜ Se si

I partiti Gli scenari

❜❜

Se si vota in primavera e Monti non è in campo, come fa a esserci

il bis? È tecnicamente inspiegabile

Angelino Alfano

Monti bis, asse tra Casini e Fini «Una lista civica per l’Italia»

Accelerazione dopo le parole di Montezemolo. Freddi Alfano e il Pd

dopo le parole di Montezemolo. Freddi Alfano e il Pd Il ministro in tv Ma Passera:

Il ministro in tv

Ma Passera:

«Non va usato come etichetta elettorale»

MILANO — Ospite di Fabio Fazio a Che tempo

che fa, ieri sera il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha parlato del Monti bis e delle polemiche politiche nate dopo che il premier ha dichiarato la propria disponibilità a un secondo incarico a Palazzo Chigi in caso di necessità: «Credo che Monti abbia fatto un gesto di generosità rassicurando i mercati e il mondo che, nel caso le prossime elezioni non formassero una chiara maggioranza, lui sarebbe a disposizione — ha detto —. Non è utile usarlo come sigla elettorale per il prossimo giro di elezioni. Il governo Monti ha costruito fondamenta robuste per una casa da costruire; ora deve partire la terza Repubblica». Quanto a sé e all’ipotesi di una sua discesa in campo, il ministro ha preso tempo: «lo dirò in tempo utile, ora bisogna ricostruire il Paese». Duro il giudizio su Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva definito l’euro un grande imbroglio sostenendo che un’uscita della Germania dalla moneta unica non sarebbe una tragedia: «Credo che due cose così sbagliate insieme sia raro

sentirle

».

Tornando agli

impegni di governo, il ministro ha poi affermato che l’esecutivo intende far passare il ddl anticorruzione in ogni modo, lasciando aperta l’ipotesi di un voto di fiducia: «Siamo convinti di poter trovare il consenso. Ma passerà, con quello di cui ci sarà bisogno». Una considerazione, infine, sulla Fiat: «Oggi sta meglio di qualche anno fa, ha successo negli Stati Uniti e di questo dobbiamo essere contenti. Ha invece qualche problema in Europa e in Italia, dove ci aspettiamo che dimostri che si possano fare macchine di successo per essere esportate. Fiat non ci ha chiesto aiuti e noi non siamo disposti a darli, ma se come pubblico possiamo fare qualcosa per rendere più favorevoli le esportazioni lo faremo. Non solo per la Fiat ma per tutti gli esportatori italiani».

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DAL NOSTRO INVIATO

AREZZO — Gianfranco Fini lancia la «lista nazionale per

l’Italia, una grande lista civica senza nomi e senza simboli di partito» e Pier Ferdinando Casi-

ni

aderisce, a patto che «non

sia

un intervento di plastica fac-

ciale di Udc e Fli per non volta- re pagina». E poi si allontana ve- loce. A questo progetto guarda anche Luca Cordero di Monteze- molo, «pronto a impegnarsi senza però rivendicare alcun ruolo o leadership». Questo progetto, insiste il presidente della Camera, «è ol- tremodo verosimile dopo la di- sponibilità ad andare avanti mostrata dal premier Monti».

Tutto però dipenderà, avverte,

dalla legge elettorale e soprat- tutto dalla volontà di Pd e Pdl

di continuare nell’esperienza

della strana maggioranza.

La prospettiva di un Monti

bis diventa così un tema caldo.

Angelino Alfano (Pdl) si doman-

da,

però, come potrebbe nasce-

re

perché, obietta, «è tecnica-

mente inspiegabile: da un lato

ci sarebbe un candidato, reale

Renzi o Bersani, dall’altro un

candidato virtuale che annun-

cia che non si candida». E Pier

Luigi Bersani ironizza sulla di-

scesa in campo di Montezemo-

lo: «A Luca dirò: vorrai guidare

la macchina stando ai box?». Fini sceglie l’assemblea na- zionale dei «Mille per l’Italia» per annunciare l’avvio di un processo con il quale rinnovare i partiti grazie all’apporto dei rappresentanti della società ci-

vile. E tra gli interessati a que-

sta iniziativa si notano, in pla-

tea, Paolo Rossi, il bomber del-

l’Italia campione del mondo nel 1982, il giornalista tv Tiberio Timperi, il banchiere Pierluigi Piccini, già sindaco di Siena ed

il banchiere Pierluigi Piccini, già sindaco di Siena ed Al «Corriere» L’impegno Ieri Luca Cordero di

Al «Corriere»

L’impegno Ieri Luca Cordero di Montezemolo, 65 anni,

nell’intervista

al Corriere ha rivelato che s’impegnerà per un Monti bis: «È necessario costruire una grande forza popolare, riformatrice

e liberale per dare

consenso elettorale al percorso avviato da Monti: mi impegnerò perché il progetto abbia successo»

Le alleanze Chiarita la sua posizione personale — «Non rivendico alcun ruolo o leadership», ha detto — il presidente della Ferrari ha poi escluso alleanze con Pd e Pdl, «ma è opportuno dialogare con le persone responsabili» che «non

si riconoscono nel Pd o

nel Pdl». Quanto all’Udc, «per rinnovare

non basta cambiare la cornice del simbolo»

ex

parlamentare Ds, ora a capo

di

Mps France. Quest’ultimo sa-

uno dei tre coordinatori, as-

sieme a Salvatore Carruba (già

direttore del Sole24ore) e a Giu- lia Bongiorno, nominata porta- voce del movimento. Il presidente della Camera ri- vendica, assieme a Casini, di avere favorito la nascita di una nuova stagione politica con l’av- vento del governo Monti. «Non

ci

siamo pentiti. Evidentemen-

te

avevamo visto giusto», dice

Fini. Ora, però, va voltata pagi- na. Ma come? I partiti vanno rin- novati, «ma non è una questio-

ne estetica, occorre rendere pos-

sibile una vera novità politica

come Montezemolo e Marcega-

glia».

Anche Casini rivendica con orgoglio l’operazione che ha consentito la nascita del gover- no Monti. Sottolinea anche «che non si può fare di ogni er- ba un fascio». Ora, dice, «c’è bi- sogno di buona politica e la de- vono fare anche le persone che vengono dalla società civile». Insomma, è finita la stagione

del populismo e della demago-

gia. Dopo Monti nulla sarà co-

me prima. «Monti ha ridato cre- dibilità alla politica e all’Italia.

un importante punto di riferi-

mento per il domani. Io e Gian-

franco ci siamo messi in gioco

e abbiamo cercato di produrre

una svolta, che non è certo arri- vata per lo Spirito Santo ma per- ché qualcuno l’ha determinata, in Parlamento e nel Paese». Casini evita di replicare agli appunti che Montezemolo gli ha rivolto, cioè di fare un re- make dello stesso film se pen- sasse soltanto a recuperare alcu- ne facce della società civile. «So- no così d’accordo con lui che le stesse cose io le sto dicendo già da qualche mese. Da mesi, io e Gianfranco diciamo che non si può fare a meno di Monti, che serve superare il bipolarismo muscolare che ha prodotto ma- cerie a destra e a sinistra». Ed ecco il punto, «la lista per l’Ita- lia va bene ma va spiegata, oc-

È

«la lista per l’Ita- lia va bene ma va spiegata, oc- È attraverso un incontro virtuo-

attraverso un incontro virtuo-

so, alla luce del sole, tra la buo- na politica e settori della socie-

tà organizzata», cioè la lista per

l’Italia. Ecco perché Fini giudi-

ca «con interesse» l’intervista

di Montezemolo al Corriere per-

ché «indica come necessario un momento di incontro tra le forze responsabili» e fa da «me- gafono a un sentimento diffu-

so». Tuttavia, chiarisce il presi- dente della Camera per evitare l’accusa di guardare al mondo dei «carini» (copyright di Mau- rizio Crozza), «ci siamo ben guardati dal chiamare le stelle

corre cambiare pagina: chi pen- sasse a un’operazione di furbi- zia — mi riferisco ai nostri par-

lamentari, ai nostri amici e ai militanti — perderebbe l’occa- sione». «Se invece — ha aggiun- to — si pensa a un contenitore rivolto a quegli italiani che non si riconoscono nel grillismo e che stanno tra il Pdl e il Pd, beh, se questo è il progetto io aderisco alla Lista per l’Italia».

Lorenzo Fuccaro

Twitter@Lorenzo_Fuccaro

Qui Pd Fioroni: le primarie? Spero che Monti in campo convinca tutti a riflettere, il

Qui Pd Fioroni: le primarie? Spero che Monti in campo convinca tutti a riflettere, il rischio è l’implosione del partito

«Il premier trovi il modo di candidarsi e sia il ponte tra Bersani e i moderati»

ROMA — Montezemolo ha deciso

Il problema è che Bersani non la

cideranno il candidato premier e le al-

di «guidare la macchina dai box», co- me dice Bersani? «No, ha deciso con molta serietà di affidare la macchina del Paese a Mon- ti. La dichiarazione di disponibilità

pensa come lei. Cosa farà il leader del Pd? Sosterrà Monti o correrà alle primarie con Vendola? «Prima dei veti e dei diktat di Ven- dola, Bersani aveva delineato con chia-

leanze». Teme per la tenuta del Pd? «Arroccarsi in una posizione anti- montiana ci fa correre il rischio del 1994 e della gioiosa macchina da guer-

del

premier è un dato positivo, ma ser-

rezza l’alleanza tra riformisti e mode-

ra di Occhetto. Non possiamo dire

ve

un passo in più». Onorevole Beppe Fioroni, il pre-

rati per cambiare assieme l’Italia». Ora però Vendola non vuole stare

che non ci alleeremo mai coi modera- ti e che siamo contrari all’agenda Mon-

mier è senatore a vita, non si può candidare

con Casini, e viceversa «Il Pd non può essere prigioniero di

ti». Antonio Polito suggerisce a Renzi

«Per questo mi auguro che faccia

Vendola, che per partecipare alle pri-

di lasciare a Monti, in caso di vitto-

un

altro regalo all’Italia, trovi cioè pri-

marie ci chiede contemporaneamente

ria alle primarie e alle politiche

ma del voto i modi e le forme che ritie-

di

rinunciare all’accordo con i modera-

«Qui non servono colpi di teatro,

ne

opportuni per essere presente alle

ti

e di pronunciare un’abiura sul no-

ma il buon senso di costruire un pon-

prossime elezioni». Monti leader di un’alleanza? «Il Monti bis ci sarà solo con un pas- saggio democratico e non grazie all’in- ciucio di una legge elettorale che non consente a nessuno di vincere. Mi au- guro che Monti diventi il punto di rife- rimento per tutti quegli italiani che,

delusi dalle scelte populistiche di Ber- lusconi, non vanno più a votare». Tifa per la lista Monti? «Penso a quell’area moderata che

ha bisogno di trovare una sintesi ar-

monica, perché composta da tanti soli-

sti capaci, però privi di un direttore

d’orchestra».

me di Monti. La novità è la metamor-

fosi di Matteo Renzi, che ha tirato fuo-

ri un dirompente antimontismo. E

questo è grave, perché le primarie de-

antimontismo. E questo è grave, perché le primarie de- ❜❜ Vendola firmi una stringente carta d’intenti

❜❜

Vendola firmi una stringente carta d’intenti e un programma compatibile o è meglio che il Pd vada da

solo e faccia il congresso

te verso il futuro che veda insieme

Monti, Bersani, i riformisti e i modera-

ti. Non farlo sarebbe un errore. Pre- messo che qualunque scelta dovrà es- sere frutto di una coalizione politica, saranno le elezioni a stabilire se il ca- po del governo sarà l’attuale premier oppure Bersani, l’unico del Pd che è legittimato a farlo in quanto capo del primo partito». Sta chiedendo a Renzi di fare un passo indietro, o a Bersani di rinun-

ciare alle primarie? «Tanti candidati alle primarie si do- vrebbero rendere conto che pensare

di sostituire Monti, con Monti in cam-

conto che pensare di sostituire Monti, con Monti in cam- La carriera Beppe Fioroni, 53 anni,

La carriera

Beppe Fioroni, 53 anni, deputato del Partito democratico, alla Camera dal 1996, è stato ministro della Pubblica istruzione nel governo Prodi dal 2006 al 2008

po, è una cosa molto complessa. Chie-

dere agli elettori di scegliere tra un’Ita-

lia governata da Monti e un’Italia go-

vernata dal coraggio dell’incoscienza

è come sintonizzarsi su Scherzi a par- te ». Bersani è nell’angolo, come ne esce? «Il 6 ottobre c’è l’Assemblea nazio-

nale e le cose da fare sono chiare. Ren- zi sottoscriva il programma del Pd, che anche lui ha votato. E Vendola fir-

mi una stringente carta d’intenti e un

programma compatibile, senza pre- giudiziali sulle alleanze con i modera-

ti. Altrimenti tanto vale che il Pd vada

da solo e faccia il congresso, invece

delle primarie. Perché con questa tipo- logia di soggetti la gente non ci capi- sce». Con quale stato d’animo voterà al- le primarie? «Spero che Monti in campo convin-

ca tutti a riflettere. Il mio terrore è che

il secondo turno delle primarie faccia

esplodere la conflittualità tra un’area

che ricorda la sinistra di tanti anni fa

e un’altra, che ricorda la vecchia Forza Italia». Teme la scissione? «Il rischio è una implosione del Pd, che costringa una parte a fare altre scelte. Renzi non può dire "chi vince impone il programma", perché se in

una coalizione c’è chi impone, agli al-

tri non resta che andarsene».

Monica Guerzoni

mguerzoni@rcs.it

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Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012

Primo Piano

3

 

#

Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 3   # ❜❜ Basta scorciatoie e ricette italiche. La
Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 3   # ❜❜ Basta scorciatoie e ricette italiche. La

❜❜

Basta scorciatoie e ricette italiche. La politica deve

tornare a essere credibile

Pier Luigi Bersani

Scenari Progetto in salita se si va al voto con il Porcellum

Progetto in salita se si va al voto con il Porcellum Il grande Centro e l’incognita
Progetto in salita se si va al voto con il Porcellum Il grande Centro e l’incognita
Progetto in salita se si va al voto con il Porcellum Il grande Centro e l’incognita

Il grande Centro e l’incognita della riforma elettorale

Così (per ora) vengono risolti i problemi di leadership

SEGUE DALLA PRIMA

impegnati nel «laboratorio» delle idee a cui guar-

da questa area, come Andrea Riccardi che insiste

sulla necessità di «un rinnovamento della cultura politica italiana». Mentre Corrado Passera non ha smentito la possibilità di una sua discesa in cam- po. C’è poi il sostegno di non pochi esponenti po- litici che militano nel Pdl (a partire dall’ormai quasi esterno Giuseppe Pisanu) e nel Pd, dove al- bergano montiani sia tra i sostenitori di Bersani che tra quelli di Renzi (in gran parte veltroniani).

Mentre è ancora da decifrare il destino centri-

sta dell’Api (che con la candidatura di Tabacci al-

le primarie del Pd è entrato in un altro schema),

oltre ad Udc, Fli e la montezemoliana Italia Futu- ra, si collocano nella galassia anche «Fermare il declino» di Oscar Giannino e «Indipendenti per l’Italia» di Ernesto Auci. Un ruolo importante nel progetto centrista ha il presidente della Provin-

Moderati

Moderati

Il think tank La nascita

del «laboratorio

politico»

Nel 2009 il presidente della Ferrari Luca Cordero di

Montezemolo tiene a battesimo Italia Futura, associazione

di imprenditori e personalità

del mondo della cultura e della società: un laboratorio, presieduto da Montezemolo stesso, con lo scopo di

«promuovere il dibattito civile

e politico sul futuro del Paese»

Il comitato

Il progetto

«Fermare

il declino»

In estate, Montezemolo

con Italia Futura ha deciso di costituire un comitato politico portando avanti un

apparentamento con l’iniziativa

di Oscar Giannino: il giornalista,

con sei economisti tra cui

Michele Boldrin e Luigi Zingales, ha scritto il manifesto «Fermare

il declino» presentando dieci

proposte per uscire dalla crisi

La struttura

Il movimento,

l’organizzazione

e la convention

Il movimento si è dato

un «coordinamento politico, organizzativo e programmatico». Due le idee di fondo del «cantiere politico popolare e liberale»: «La crescita economica come chiave per ogni politica di rinascita e la necessità di riformare l’attuale apparato dello Stato». È prevista una convention a novembre

Il ruolo «In campo per un governo

a guida Monti»

Montezemolo ha risposto, con un’intervista al Corriere pubblicata ieri, a quanti ipotizzavano un suo diretto coinvolgimento con una candidatura a Palazzo Chigi:

«Personalmente intendo

impegnarmi perché il progetto

di un Monti bis abbia successo,

senza rivendicare alcun ruolo o

leadership»

abbia successo, senza rivendicare alcun ruolo o leadership» Certo, se tutti quelli che dichiarano di essere

Certo, se tutti quelli che dichiarano di essere «moderati» facessero un partito sarebbe forse il più grande del Paese. Perché a definirsi tale non

è solo chi milita in formazioni che, dal ’94 in poi, non sono più riuscite ad incassare percen- poi, non sono più riuscite ad incassare percen-

tuali a due cifre, come l’Udc. Ci sono infatti non pochi esponenti del Pd e del Pdl che assicurano

di esserlo. E personalità della società civile che

considerano ormai da archiviare il bipolarismo

della cosiddetta seconda Repubblica per punta-

su un Centro capace di battersi con la destra e

re

sinistra. punta- su un Centro capace di battersi con la destra e re la Ma una cosa

la

Ma una cosa è dirlo, un’altra farlo. E un’altra

ancora sottoporsi al giudizio degli elettori con una nuova formazione. Fermo restando che mol-

to dipenderà dal sistema elettorale (se resterà il

Porcellum sarà un’impresa più

che ardua), la novità è che con il governo dei tecnici si è fatta strada l’idea che il leader di que- sta area possa essere lo stesso Mario Monti. strada l’idea che il leader di que- sta area possa essere lo stesso Mario Monti.

Vincino

que- sta area possa essere lo stesso Mario Monti. Vincino cia di Trento, Lorenzo Dellai, sono

cia di Trento, Lorenzo Dellai, sono al lavoro espo- nenti del mondo imprenditoriale come Emma Marcegaglia e guardano a questa area le mille si- gle dell’associazionismo cattolico, come quelle

del mondo del lavoro (in prima fila Cisl, Acli, Coldiretti e Confcooperative), dopo l’esperienza dell’anno scorso a Todi. Se il progetto partirà dav- vero. Perché sulla strada della nuova Cosa — che vuole essere di centro ma non solo cattolica — c’è un grosso macigno da superare: la riforma elettorale. Senza una nuova legge «più proporzio- nale» tutto sarà in salita. È il motivo di tanta pru- denza da parte di molti. E di un’attesa che rischia

di essere troppo lunga. Roberto Zuccolini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il presidente del Consiglio ha già chiarito che non si

candiderà (anche perché è già

in Parlamento come senatore a

vita) ma ha precisato che, di fronte a particolari scenari, se richiesto, potrebbe accettare un secondo mandato. E l’an- nuncio, per la prima volta pub- blico, qualche effetto l’ha già avuto nel panorama politico. Non solo in chi, a destra o a si-

nistra, avversa l’ipotesi di un Monti bis. Basta pensare all’intervista di Luca Cordero di Montezemolo al Corriere, che apre al listone di centro ma sostiene di non volerne essere il lea- der. La stessa cosa ha detto ieri Fini e ancor pri- ma Casini, che pure nei giorni scorsi aveva mani- festato opinioni diverse dal presidente della Fer-

rari. Perché il passo «laterale» dei leader centristi risolverebbe — almeno per il momento e in mo- do del tutto inedito — il problema della leader- ship, altrimenti vero rompicapo per gli innume- revoli protagonisti in campo: Monti, pur restan-

do sullo sfondo della campagna elettorale (e mai

impegnato direttamente), diventerebbe, a parti-

re dalla sua «agenda», il simbolo centrista. Del resto alcuni suoi ministri sono da tempo

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Qui Pdl Frattini: «Così potremmo trasformare il premier da tecnico in politico»

Qui Pdl Frattini: «Così potremmo trasformare il premier da tecnico in politico»

«Con il passaggio al proporzionale intesa in Parlamento sul Professore»

ROMA — Per uno come lui che dal- l’inizio, anche scontando la diffidenza dei suoi colleghi di partito e sfidando i dubbi di Berlusconi, ha considerato Monti «un uomo in grado di fare il bene dell’Italia», l’endorsement di Luca Corde- ro di Montezemolo nei confronti del premier è da condividere. Come è da condividere per Franco Frattini, già mi- nistro degli Esteri nel governo del Cava- liere, l’idea di dar vita a una Lista civica nazionale aperta soprattutto alla società civile che proprio all’agenda Monti si ispiri. Ma questo non significa che il Pdl

o una sua componente debbano conver-

gere in questo nuovo movimento: «I partiti vanno azzerati, rifondati, ripuliti, come per il Pdl ha annunciato di voler fare Alfano. Ma hanno ancora un ruolo importante che va difeso e rilanciato». Dunque alla «chiamata» di Monteze- molo al dialogo con le «persone re- sponsabili» che sono nel Pdl e nel Pd lei cosa risponde? «Che il punto di partenza per costrui- re qualcosa di utile e di chiaro per il Pae- se è partire dai programmi, non dal- l’eventuale spezzettamento dei partiti o dalla sovrapposizione di segmenti di es-

si per assemblare alleanze». Il programma potrebbe essere

l’agenda Monti? «Proprio così. Vede, nel mio partito a parte i mugugni di alcuni, non c’è pre- clusione o rigetto dei cardini dell’agen- da Monti, che ormai ha contenuti non più solo tecnici ma anche politici. Io la integrerei con due punti importanti: la nostra proposta di abbattimento del de- bito che, negli anni, potrà dare risorse per l’abbassamento delle tasse e l’aboli- zione dell’Imu e la proposta Squinzi di abolizione degli incentivi a pioggia in fa- vore di sconti fiscali alle aziende. L’Udc e altri partiti moderati sostengono Mon- ti tout court. La sinistra invece è divisa tra chi, come Renzi, accoglie l’agenda Monti e chi come Vendola propone un referendum contro la cosiddetta contro- riforma Fornero, e Sel sarebbe il primo

cosiddetta contro- riforma Fornero, e Sel sarebbe il primo ❜❜ La sfida a quel punto non

❜❜

La sfida a quel punto non sarebbe più personale, ma sui programmi: dopo il voto sintesi tra sigle e partiti per l’Agenda Monti

alleato di Bersani».

E chi sostiene l’agenda Monti, e dun-

que direttamente o indirettamente un Monti bis, cosa dovrebbe fare, correre assieme alle elezioni? «Qui si inserisce la variabile della leg-

ge elettorale: se, come io credo e spero,

si supererà il Porcellum con le sue forza-

ture che impongono un bipolarismo muscolare e si passerà a un sistema a ba- se proporzionale con possibilità di scel- ta per i cittadini dei propri candidati e

un premio non spropositato al primo

partito, allora ogni forza potrebbe corre- re per proprio conto, sostenendo i pro- pri programmi che avranno in parte una base comune».

E alla fine voi del Pdl senza estreme,

di Berlusconi candidato premier? «Con una legge elettorale proporzio- nale la sfida non sarebbe personalistica, ma sui programmi. E sarebbero sempre

e comunque i cittadini a scegliere e a da-

re forza a questo o a quel partito. Anche

quando ci si trovasse a sostenere idee e principi comuni, come io mi auguro che avvenga fra i partiti che si richiama- no al Ppe, e questo già in occasione del- l’imminente congresso che si terrà in Romania». Non teme che un Pdl in grave crisi, senza una leadership chiara, in preda a convulsioni da post scandali possa non reggere una competizione al cen- tro? «No, se sapremo resettare completa- mente il partito, come ha annunciato di voler fare il segretario Alfano, con la cac- ciata di chi ha rubato, con l’esclusione dalle candidature di chi ha avuto con- danne in primo o secondo grado ». Questo dovrebbe valere anche per Berlusconi? «Ma lui non è stato condannato». Se lo fosse al processo Ruby o Me- diaset? «Finora è sempre stato assolto, e co-

munque le sue vicende sono alla luce

del sole. Mi preoccupano i casi nascosti, i tanti Fiorito da spazzare via. Un Pdl rin-

novato e con un programma che chiede più Europa, che non mette in discussio-

che chiede più Europa, che non mette in discussio- La carriera i centristi di Casini e

La carriera

i centristi di Casini e Fini, la Lista civi-

Franco Frattini, 55 anni,

ca

di Montezemolo e magari una lista

ministro degli Affari

di

Renzi vi rincontrereste in Parlamen-

esteri nel secondo

to

e

nel quarto governo

e

a votare il Monti bis? «Beh, a quel punto, sarebbe possibile

probabilmente naturale che a fare la

guidato da Berlusconi, dal 2002 al 2004

sintesi tra i contributi di partiti e liste che si ispirano alla sua agenda sia Mon-

e dal 2008 al 2011

ti

stesso. E sarebbe questo il passaggio

ne

l’euro, che si ispira sui temi del lavo-

attraverso il quale Monti, da "tecnico"

ro

all’agenda europea, ha la possibilità

che peraltro oggi non è più, diventereb-

di

competere al meglio».

be capo di un governo politico».

Paola Di Caro

Dunque non ci sarebbe più bisogno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

4 Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera
4 Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera
4 Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012

Primo Piano

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della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 5 # I partiti Il centrosinistra Bersani: le
della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 5 # I partiti Il centrosinistra Bersani: le

I partiti Il centrosinistra

Bersani: le regole non sono anti Renzi

Primarie, il segretario respinge le critiche. Il sindaco: allargare i confini

respinge le critiche. Il sindaco: allargare i confini In corsa Matteo Renzi, 37 anni, ieri a

In corsa Matteo Renzi, 37 anni, ieri a «Corri la vita», evento di raccolta fondi contro il cancro al seno (Ansa)

La storia E il leader pd ironizza sulla photo opportunity

La storia E il leader pd ironizza sulla photo opportunity

Pressioni e «ambaradan», sfuma l’endorsement di Clinton al rottamatore

 

ROMA — Pier Luigi Bersani

non ha paura di «Gianburra- sca», non teme che Matteo

Renzi possa portargli via il par- tito o sedersi, al posto di Ma- rio Monti, sulla poltrona di presidente del Consiglio. Dal-

nali» e che, il lunedì dopo i ga- zebo, sarà lui a cantar vittoria:

«Potremo dire che non ci am- mazza più nessuno C’è biso- gno del Pd, basta autoflagella- zione». Bersani che sprona i suoi al-

la

prima pagina del Corriere

la riscossa. Bersani che pro-

di

ieri Ernesto Galli della Log-

mette di «far girare la ruota»

gia si è detto stupito per «il tentativo di boicottare in tutti i modi» la candidatura del sin- daco di Firenze, con un siste- ma di regole che il politologo giudica «fatte apposta» per ostacolarne la vittoria. Una in- terpretazione che il segreta- rio, chiudendo a Lamezia Ter- me la conferenza nazionale

del Pd per il Mezzogiorno, ha respinto con forza, sdegnato e offeso: «Non tollero che, se mettiamo le regole, diventino contro Renzi Io piuttosto so- no contro Batman e le sue trentamila preferenze».

E poiché si è stufato di sen-

tirsi chiedere se davvero non

è pentito di aver aperto la

si

competizione a uno sfidante interno, il leader dei democra- tici affida a una battuta il suo

stato d’animo: «Non ci sto a passare per il buono e anche un po’ coglione». Perché lui la sfida che lo attende non la ve-

a tinte fosche, bensì «positi-

de

vamente», convinto com’è che «se non le avessimo fatte staremmo mangiando pane e primarie tutti i giorni sui gior-

al congresso del 2013, lascian-

do finalmente spazio ai giova- ni. Non è di Gianburrasca in- somma, che il se- gretario ha pau- ra. E non è dun- que per fermar- ne la corsa di Renzi verso Pa- lazzo Chigi che gli «sherpa» del leader stanno modificando le regole delle pri- marie 2005, quando Romano Prodi fu inco-

ronato leader dell’Unione. «Un minimo di regole — chie-

de Bersani, confermando l’idea di un albo degli elettori —. Io ti cedo sovranità, tu dimmi chi sei». L’idea del regi- stro dei progressisti non piace

però a Renzi, il quale ieri è ap- prodato in camper a Grosseto

e ha riempito le mille sedie

del Teatro Moderno: «Io mi fi- do di Bersani e del fatto che il Pd sappia cogliere l’occasione delle primarie per allargare i propri confini». Un modo di-

delle primarie per allargare i propri confini». Un modo di- I Democratici L’assemblea Il 6 ottobre

I Democratici

L’assemblea Il 6 ottobre l’assemblea del Partito democratico dovrà decidere e presentare il regolamento

delle primarie del centrosinistra

Le ipotesi Tra le regole che potrebbero essere approvate, ce ne sono tre che sembrerebbero boicottare la candidatura di Matteo Renzi, come ha sottolineato ieri Ernesto Galli della Loggia nel suo editoriale sul «Corriere»

(foto ): ammettere al voto immigrati e sedicenni, la regola del doppio turno (mai adottata prima) e l’albo pubblico dei votanti

turno (mai adottata prima) e l’albo pubblico dei votanti plomatico per dire no all’albo e a

plomatico per dire no all’albo e a qualunque altra norma che rischi di restringere la platea degli elettori. Ma poiché il se-

gretario vuol togliere al sinda-

co ogni argomento che possa

rivelarsi un boomerang, al ta- volo delle regole Maurizio Mi- gliavacca spinge perché gli

elettori si registrino il giorno stesso del voto e non una setti- mana prima. Resta la grande paura di «Batman». Il timore cioè che dirigenti del centrodestra pro- vino a condizionare l’esito del-

le primarie. «Io sono napoleta-

no — racconta Marco Di Lello,

al tavolo delle regole per i so-

cialisti —. E vorrei evitare che

si ripeta a livello nazionale

quel che accadde alle primarie per il sindaco della mia città, quando ci furono fenomeni di infiltrazione malavitosa». Tan-

to che Bersani vorrebbe far vo-

tare al secondo turno solo gli elettori che si sono iscritti a tempo debito e hanno parteci- pato alla prima fase della com- petizione. «Non vedo perché dovrei consentire al Pdl di sce- gliere il mio candidato alla gui- da del Paese», spiega ancora

Di Lello. Per partecipare si ver-

serà un obolo, probabilmente tre euro: una cifra pensata per

evitare le file di cinesi «prezzo- lati», come qualcuno denun- ciò a suo tempo. Sulla quanti-

tà di firme per potersi candida-

re, Nichi Vendola chiede di ab-

bassare la soglia e l’asticella dovrebbe fermarsi a ventimi-

la, raccolte in almeno dieci re-

gioni.

M. Gu.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO INVIATO

FIRENZE — La photo opportunity con Bill Clinton c’è, ma non compa- re Matteo Renzi, bensì un gruppo di extracomunitari ambulanti abusivi incrociati dall’ex presidente ameri- cano in via dei Calzaiuoli durante la lunga passeggiata che si è concesso sabato sera dopo aver cenato (con una trentina di persone, e nemme- no tra queste c’era il sindaco fioren- tino) in uno storico ristorante del centro. Incontro saltato, letteral- mente andato in frantumi sul filo del traguardo, nonostante i due si si- ano ripetutamente sfiorati per quasi 24 ore tra piazza della Signoria e Ponte Vecchio e nonostante l’even- to, preparato con puntiglio nei mesi scorsi, fosse ritenuto un passaggio

In visita L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, 66 anni, sabato sera era

a

Firenze

e

ha fatto una

passeggiata su

Ponte Vecchio.

Nessun incontro

col sindaco

Renzi (Ansa)

su Ponte Vecchio. Nessun incontro col sindaco Renzi (Ansa) importante nella costruzione del profilo politico dello

importante nella costruzione del profilo politico dello sfidante di Ber- sani. Ieri mattina, mentre migliaia di fiorentini partecipavano sotto il so- le alla gara podistica «Corri la vita», il loro sindaco ha provato a spiegare

i motivi del mancato faccia a faccia.

Tutta colpa, ha detto, «dell’ambara- dan»: che nient’altro poi sarebbe se non il clamore scoppiato dopo che

il Corriere fiorentino ha dato in ante-

prima la notizia dell’incontro in pro- gramma con l’ex capo della Casa Bianca. «L’idea di vederci — ha af- fermato Renzi — era un’ipotesi aper- ta, poi è partita questa storia di Clin- ton che "endorsa per le primarie": e quello che doveva essere un incon- tro riservato è saltato». Troppa visi- bilità, anche perché, ha tenuto a pre- cisare il primo cittadino, «il mio

ha tenuto a pre- cisare il primo cittadino, «il mio Consigli ❜❜ Gli avrei chiesto dei

Consigli

❜❜

Gli avrei

chiesto dei consigli, come feci con Blair: ma c’è stata troppa visibilità ed è saltato tutto Matteo Renzi

obiettivo era ricevere alcuni consi- gli, come è avvenuto mesi fa con Blair: non aveva senso vederci solo

per una photo opportunity

Renzi si ferma qui. Resta una do- manda. Chi dei due ha deciso di an- nullare all’ultimo momento l’incon- tro? Viene difficile pensare che sia

stato il sindaco a sfilarsi: un Clinton

e la sua storia non passano tutti i

giorni da Firenze. Probabile quindi che sia stato l’ex presidente Usa a fa-

re un passo indietro dopo aver con- statato l’elettricità che la sua presen-

za stava creando tra i Democratici.

Non a caso, quando l’incontro anco- ra sembrava possibile, sono circola-

».

te

voci di accorate telefonate dai pia-

ni

alti del Pd allo staff di Clinton per-

ché evitasse un faccia a faccia che poteva essere letto come un’interfe- renza nelle primarie. Qualcuno pare abbia addirittura proposto, nel caso

i due si fossero visti, un analogo ge- sto d’attenzione verso Bersani. Una fibrillazione avvertita anche dallo stesso staff di Renzi, che però ieri, alla domanda se aveva ricevuto pressioni dal partito, ha negato con decisione: «Assolutamente no». In questo clima, non è affatto da esclu- dere che la stessa ambasciata Usa in Italia abbia fatto presente agli uomi- ni di Clinton che l’incontro poteva apparire poco opportuno nell’attua-

le dialettica che sta attraversando il

Partito democratico. Da buon incas- satore, Renzi se l’è ieri cavata con

un «sarà per un’altra volta», consa- crando poi la domenica da sindaco (perché già da oggi si riparte con il camper) all’inaugurazione di una bi- blioteca nel Quartiere 2. Sfuggito Clinton alle primarie, di questa storia rimane agli atti la gar- bata ironia del segretario Pier Luigi Bersani che, chiudendo a Lamezia Terme l’assemblea per il Sud, ha but- tato lì: «Per essere qui da voi ho ri- nunciato ieri a una foto con Clinton

a

Cesena dove ero stato invitato ».

E

la replica mite, per una volta non

da Gianburrasca, di Renzi: «È tutta

la

campagna elettorale che non fac-

cio polemiche, non comincio ora ».

Francesco Alberti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

“Sono Elliott Erwitt, e lo sono da un certo numero di anni.” WWW.JACOBCOHEN.IT
“Sono Elliott Erwitt, e lo sono da un certo numero di anni.”
WWW.JACOBCOHEN.IT

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Primo Piano

Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

#

Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera # I partiti Il centrodestra Alleanze e amnistia,
Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera # I partiti Il centrodestra Alleanze e amnistia,

I partiti Il centrodestra

Alleanze e amnistia, i no di Maroni

«Col Cavaliere parlo solo di Milan». E attacca Bersani: va rottamato

ne assolutamente urgente l’ap-

provazione del ddl anticorruzio-

ne

su cui il Pdl ha tutte le riser-

 

ve

di questo mondo: «Il Pdl sba-

DAL NOSTRO INVIATO

   

glia. Noi siamo assolutamente favorevoli».

Nel Carroccio

TORINO — «Mai e poi mai» la Lega accetterà un’amnistia. Al contrario, il ddl corruzione va approvato «il più rapidamen- te possibile». E le alleanze? «Ro- ba romana, noi ci alleiamo sol- tanto con il nostro popolo». Quanto alle indagini conosciti- ve della magistratura, è oppor- tuno si concludano in fretta:

«Se i dossier rimanessero aper- ti fino a dopo le elezioni, allora sì che le inchieste avrebbero un sapore politico. Ma non credo che ciò accadrà». Così Roberto Maroni, prima di prendersela con il segretario pd Pierluigi Bersani che «sarebbe meglio rottamare». Il numero uno leghista parla alla festa di Torino, a un passo da quel Lingotto in cui sabato ha invitato il fior fiore dell’im- prenditoria del Nord. Con lui ci sono Umberto Bossi, la presi- dente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia e il governatore piemontese Roberto Cota. Ber- sani in giornata se l’era presa con il ministro Passera: «Ieri ha annunciato che commissarierà le Regioni non virtuose. Poteva dire a Maroni: "Vi commissa- rio", andava più dritto, sono lo- ro che stanno in Lombardia». E ancora: «Non mi sono piaciuti i toni così accomodanti. La me- moria di 10 anni non si cancel- la: se 10 anni di Berlusconi e Le-

Il «ribelle» Tavolazzi raduna i suoi a Ferrara Grillo striglia gli elettori «Impegnatevi o conterete

Il «ribelle» Tavolazzi raduna i suoi a Ferrara

Grillo striglia gli elettori «Impegnatevi o conterete zero»

Una bacchettata a chi vede il successo dei 5 Stelle come un’occasione di delega politica. Scrive Grillo sul suo blog:

«Chi grida "Forza Grillo!" come una volta si gridava "Viva Zapata" o "Pancho Villa" non ha capito che è lui e solo lui l’artefice di un possibile cambiamento. Non deve votare per il M5s ma per se stesso, e se farà il guardone nell’attesa di un nuovo vincitore l’Italia rimarrà il Paese pietrificato degli ultimi 150 anni. E lui, come cittadino, non conterà mai uno, ma zero». Intanto ieri a Ferrara Valentino Tavolazzi, consigliere comunale allontanato a febbraio da Grillo, ha riunito un centinaio dei suoi a un incontro: «Parliamo di democrazia partecipata, non è un raduno di ribelli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

».

Maroni sembra intenzionato a mantenere il Carroccio nel suo orgoglioso isolamento:

Il manifesto A Torino Il presidente della Lega Nord Umberto Bossi, 71 anni, il segretario
Il manifesto
A Torino
Il presidente
della Lega Nord
Umberto Bossi,
71 anni,
il segretario
federale Roberto
Maroni, 57 anni, e il
presidente della
Regione Piemonte
Roberto Cota, 44,
ieri sera al Lingotto
mentre mostrano
la cartina
dell’Euroregione
alpina all’indomani
della chiusura
degli Stati generali
del Nord (Ansa)
Al
termine degli Stati generali
del Nord a Torino la Lega ha
presentato un manifesto in
12 punti. Tra i progetti, alcuni
cavalli di battaglia come la
voce «politica a costo zero»
gli
o,
in materia di lavoro, il
passaggio dai contratti
collettivi nazionali a quelli
territoriali e la proposta della
creazione di un sistema
scolastico su base regionale
mi
ne
Euroregione e fisco
Altri temi presentati dalla
Lega: l’euroregione del Nord,
l’introduzione di una fiscalità
di
vantaggio per le piccole
e
medie imprese e
il commissariamento delle
banche che negano alle
aziende l’accesso al credito
Il segretario
Presentate anche alcune
novità care al segretario
Roberto Maroni (nella foto
Newpress mentre bacchetta con
una stampella Matteo Salvini
ieri a Varese): taglio di un
na
milione di dipendenti pubblici
delle Regioni non virtuose e
zero Irpef per tre anni alle
imprese che assumono
giovani sotto i 35 anni

«Parlano di alleanze, sono robe

romane. Ieri ho telefonato a Ber- lusconi. Ma soltanto per fargli

auguri per il compleanno e

per lamentarmi del Milan». Co-

me dire: di politica con il Pdl

non parlo. Poi, il segretario leghista an- nuncia la road map dei prossi-

mesi. Con una maxi manife-

stazione al mese per ogni regio-

di quella che un tempo era la

Padania: «Il 7 ottobre saremo a Venezia nel giorno della batta- glia di Lepanto, quella con cui l’occidente sconfisse l’Islam. Poi l’11 novembre saremo in

piazza in Emilia e in gennaio in

Piemonte con una manifestazio- ne enorme». Fino a domenica 7 aprile, «quando ci ritrove- remo a Pontida nel- l’anniversario del giuramento». An- che se, con ogni pro- babilità, il giorno fa- tidico sarà quello delle elezioni. E Bossi? Il fonda- tore plaude all’ini- ziativa di Maroni di «aprire la porta agli imprenditori» e sca- tena lo sdegno della platea nei confronti del governo Monti:

ga

per colpa di classi dirigenti ac- condiscendenti». Maroni, al- l’inizio, sembra volerci passare

hanno fatto danni è anche

sopra: «Ieri era il suo complean-

no

naso: «Non ha digerito che tan-

Poi gli salta la mosca al

ti imprenditori abbiano accolto il nostro invito, pensa di avere il monopolio. Ma visto che è co-

spocchioso, gli dico che noi

verremo in Emilia a prenderci i voti che lui aveva preso e poi

tradito». Di più: «Bersani ha un

po’

qualcuno lo vuole rottamare. E sarebbe anche l’ora».

di ruggine addosso e infatti

«La prima cosa che ha fatto è

    Dopo i giorni compassati con gli imprenditori, Maroni vuole regalare ai militanti qual-
   

Dopo i giorni compassati con gli imprenditori, Maroni

vuole regalare ai militanti qual- che emozione più sanguigna. E allora eccolo intervenire sulla possibile amnistia su cui spin-

ge

il governo: «Vogliono far

uscire i delinquenti dalle carce-

e io vi dico "mai e poi mai".

ri

Mai la Lega lo permetterà, per farlo occorre una maggioranza

qualificata. E noi siamo in gra-

do

di bloccare qualunque amni-

stia». Al contrario, Maroni ritie-

stata buttare nel cestino il fede- ralismo fiscale». Ma non rinun- cia a parlare dei tormenti del primo semestre dell’anno. Gian-

Gancia gli offre il destro par-

lando di «mesi non degni della nostra storia». Lui conferma e rilancia: «Roma si è mossa. Il tempo dimostrerà che molto di quel che è stato detto non era vero. E noi, comunque, non ci siamo inginocchiati».

Marco Cremonesi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il compleanno L’ex premier nella villa della figlia

Berlusconi, festa in Provenza con Marina e i nipotini

MILANO — Lo dice ogni an- no, l’ha ripetuto anche questa volta: «Lasciatemi tranquillo. I compleanni mi mettono tristez- za». Silvio Berlusconi ha scelto

ripetuto anche questa volta: «Lasciatemi tranquillo. I compleanni mi mettono tristez- za». Silvio Berlusconi ha scelto

così di festeggiare i suoi 76 an-

ni, compiuti sabato scorso, in

modo riservato. L’altro pome- riggio è partito da Roma per vo- lare in Provenza, nella elegante villa della figlia Marina, a Val- bonne e ha cenato con la fami-

glia e gli amati nipotini. Le can- deline le ha soffiate anche il ni- pote Silvio, uno dei due figli di Marina, nato lo stesso giorno

del nonno. Clima familiare, in-

Nel 2010 Berlusconi con la figlia Marina e i nipotini in Provenza

somma. Lontano dai clamori, dai giornali, dalle polemiche,

sandra Mussolini neo iscritta al- l’Ordine dei Medici e, davanti alla torta con candeline com- parsa a sorpresa, aveva confes- sato: «Non uso più festeggiare il mio compleanno da quando ho compiuto 50 anni». Certo, era andata meglio dell’anno pri- ma, quando aveva trascorso il 29 settembre in Aula, dove era atteso un suo intervento su un voto di fiducia.

didarsi, sta valutando con i col- laboratori più stretti la portata della dichiarazione di Mario Monti, che da New York si è detto disponibile ad un secon-

dalle troppe telefonate e dalle continue riflessioni degli ulti-

giorni sull’ipotesi del Monti

bis, sul caso Lavitola, sulle vi- cende della Regione Lazio. Lon- tano anche dal Milan, che non

mi

do

mandato, sta seguendo con

attenzione le vicende di casa

gli

ha regalato la vittoria spera-

Pd

per capire le possibilità di

ta:

«Peccato — aveva ammesso

Matteo Renzi. Poi ci sono stati

da

Parma Massimiliano Allegri

gli

auguri dello stesso Monti e

anche perché per il comple-

del

leader pd Pierluigi Bersani,

anno di Berlusconi la squadra

che gli ha mandato a dire: «Au-

ci

teneva molto a farlo felice

Oggi le preoccupazioni sono

guri, ma adesso riposati». Per

con una vittoria». Nessuna festa, dunque. Del resto anche lo scorso anno era arrivato al ricevimento di Ales-

di ordine diverso. In un anno

un giorno, Berlusconi si è ripo-

la situazione politica è comple- tamente cambiata: il Cavaliere

sato di sicuro. Per il futuro, si vedrà.

sta decidendo se tornare a can-

RIPRODUZIONE RISERVATA

Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012

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Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 7
Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 7
Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 7

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Primo Piano

Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

Primo Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera Regioni e scandali I casi Il Viminale:
Primo Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera Regioni e scandali I casi Il Viminale:

Regioni e scandali I casi

Il Viminale: Lazio al voto entro novanta giorni

Possibile la data del 16 dicembre. Parte il toto-candidati

ROMA — Il ministro dell’In- terno Annamaria Cancellieri

rompe gli indugi: «Alla Regio-

ne Lazio — dice — si voti il pri-

ma possibile». Addio election day, dunque. Sette mesi di ago-

nia, fino alle politiche e comu- nali di marzo 2013, sarebbero un’enormità. La Cancellieri ac- celera: «Abbiamo fatto — spie-

ga il ministro — degli approfon-

dimenti tecnici con gli esperti del ministero e dell’avvocatura

dello Stato. Ci sono conflitti tra

le norme nazionali e lo statuto

della Regione, c’è il precedente delle scorse elezioni. Ma l’indi- cazione è quella di rispettare il termine dei 90 giorni». Limite

entro il quale vanno indette le elezioni e che decorre dalle di- missioni ufficiali di Renata Pol- verini, diventate operative il 28 settembre, dopo il caso Fiorito, con il decreto di scioglimento del consiglio regionale fatto dal presidente Mario Abbruzzese. Secondo la legge, scaduto quel termine ci sarebbero altri 45 giorni entro i quali tenere le elezioni, ma la Cancellieri sem- bra voler accorciare ulterior- mente i tempi: «Prima si va al voto e meglio è, anche perché per le Regioni non è previsto il commissariamento». Il mini- stro, rispetto allo scandalo che

ha travolto il Lazio, e che si sta

allargando al resto dell’Italia, aggiunge: «È importante non fa-

re di tutta l’erba un fascio, ci so-

no episodi da condannare, an-

che gravi, ma la gran parte del-

la società civile è corretta. Il de-

naro pubblico è sacro e va spe-

so

bene: la realtà è fatta anche

di

migliaia e migliaia di perso-

ne

che si impegnano». Cancellieri insiste: «Ognuno

deve riappropriarsi della mora- lità del proprio comportamen-

to ma ce la possiamo fare per-

ché l’Italia è un paese moral- mente sano». Serve, però, «met- tere strumenti di controllo e di verifica più stringenti e più effi-

Il ministro Cancellieri «Le Regioni, per legge, non possono essere commissariate, prima si va alle urne meglio è»

essere commissariate, prima si va alle urne meglio è» I partiti Il Pdl pensa alle primarie

I partiti Il Pdl pensa alle

primarie e valuta l’idea di non presentare il simbolo. Ipotesi per il Pd: Riccardi e Gasbarra

il simbolo. Ipotesi per il Pd: Riccardi e Gasbarra caci». Chiudere alcuni enti loca- li? Il

caci». Chiudere alcuni enti loca- li? Il problema, secondo la re- sponsabile del Viminale, è caso- mai quello di «un ripensamen- to nel modo di essere della pub- blica amministrazione, indipen- dentemente dalle chiusure. È fa- cile dire chiudiamo, va invece ripresa la capacità di controlla- re al proprio interno». Sul voto, la Cancellieri precisa comun- que che «la scelta tocca alla Re- gione Lazio e non al ministe- ro». Ritardare, comunque, com- porta un rischio evidente:

«Quello di accentuare ancora di più il distacco tra i cittadini e la classe politica: il nostro impe- gno è invece quello di recupera- re questo rapporto, che è fonda- mentale» Le sue parole scuotono i par- titi. E fanno partire, oltre alla caccia ai candidati, anche il to- to-data. L’election day, cioè l’ac- corpamento con le politiche e

Il toto-nomine del Pdl

 
Il toto-nomine del Pdl   Il senatore Andrea Augello (51 anni) e gli ex ministri Giorgia
Il toto-nomine del Pdl   Il senatore Andrea Augello (51 anni) e gli ex ministri Giorgia
Il toto-nomine del Pdl   Il senatore Andrea Augello (51 anni) e gli ex ministri Giorgia

Il senatore Andrea Augello (51 anni) e gli ex ministri

Giorgia Meloni (35) e Maurizio Gasparri (56)

Il toto-nomine del Pd

 
e Maurizio Gasparri (56) Il toto-nomine del Pd   Il deputato Enrico Gasbarra (50 anni), l’ex
e Maurizio Gasparri (56) Il toto-nomine del Pd   Il deputato Enrico Gasbarra (50 anni), l’ex
e Maurizio Gasparri (56) Il toto-nomine del Pd   Il deputato Enrico Gasbarra (50 anni), l’ex

Il deputato Enrico Gasbarra (50 anni), l’ex ministro Giovanna Melandri (50) e il ministro Andrea Riccardi (62)

le amministrative del 2013

(quando si voterà anche per il Comune di Roma), appare più lontano, anche se c’è il prece- dente del 2009: Piero Marrazzo,

dopo la vicenda-trans che lo tra- volse, si dimise il 27 ottobre e

si andò alle urne il 28 marzo

2010.

Per rispettare il parere del Vi- minale, si andrebbe al voto en-

tro

fine anno: i 90 giorni scado-

no

subito dopo Natale. Si parla

del 16 dicembre, come possibi- le data: il 9 c’è il ponte per l’Im- macolata, il 23 l’antivigilia di Natale, il 30 dopo i 90 giorni di cui parla il ministero. Se, inve- ce, prevale l’interpretazione di lasciare 45 giorni tra l’indizione

delle elezioni e il voto, si potreb-

be arrivare ai primi di febbraio.

Il Pd plaude alla Cancellieri:

«Il ministro conferma che si

può votare subito», dice Esteri-

no Montino. Nel centrosinistra,

uno dei più accreditati è quello

di Enrico Gasbarra, ma molto

dipenderà dalle scelte di An- drea Riccardi, che qualcuno vor- rebbe anche in corsa per il Cam- pidoglio: «Io candidato sinda- co? C’è Zingaretti e, mi pare,

Alemanno la risposta del mi-

nistro. Ma la «rosa» potrebbe comprendere anche David Sas-

soli, Giovanna Melandri, Jean Leonard Touadì, Paolo Gentilo- ni. Il centrodestra, nel caos, pensa alle primarie. E studia an- che l’ipotesi di non presentare il simbolo del Pdl. Tra i «papabi- li», ci sono Andrea Augello, Giorgia Meloni, Maurizio Ga- sparri, Francesco Giro, l’outsi- der Francesco Storace, più Lui-

sa Todini e Guido Bertolaso.

L’inchiesta giudiziaria sul ca- so-Fiorito, intanto, va avanti:

oggi sarà ascoltata dai magistra- ti Samantha «Sissi» Reali, ex fi- danzata del «Batman» di Ana- gni.

»,

Ernesto Menicucci @menic74
Ernesto Menicucci
@menic74

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto di gruppo Il presidente uscente della Regione Lazio, Renata Polverini, in posa insieme al
Foto di gruppo
Il presidente
uscente della
Regione Lazio,
Renata Polverini,
in posa insieme
al consigliere pdl
Carlo De Romanis
(alla sua destra)
durante la festa
in costume
organizzata nel
2010 al Foro Italico

Ex capogruppo Franco Fiorito, consigliere regionale

Fiorito I fondi e i conti

L’inchiesta

L’uso dei fondi del Pdl

Nell’ambito dell’inchiesta sui fondi alla Regione Lazio l’ex capogruppo del Pdl, Franco Fiorito è accusato di peculato per la sospetta distrazione di un milione di euro. I pm vogliono poi ricostruire il «destino» di altri 8 milioni di euro

La versione di Fiorito

L’accordo con Abbruzzese

Secondo Fiorito, il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, sarebbe al vertice dell’accordo per la ripartizione dei fondi ai gruppi consiliari e il governatore Renata Polverini era al corrente

I magistrati Paolo Ielo si occupa delle inchieste su Finmeccanica e Enav, Luigi Orsi del

I magistrati Paolo Ielo si occupa delle inchieste su Finmeccanica e Enav, Luigi Orsi del caso San Raffaele-Maugeri

«Anticorruzione? La nuova legge non basta»

I pubblici ministeri: bisogna rendere i processi più veloci E imparare a scovare le tangenti seguendo i soldi in nero

DAL NOSTRO INVIATO

COURMAYEUR (Aosta) — Processi

che rischiano di finire ancora nel nul-

la stoppati dalla prescrizione o di al-

lungarsi in eterno in un’estenuante corsa ad ostacoli. Anche dopo l’appro- vazione del disegno di legge sulla cor- ruzione. Paolo Ielo e Luigi Orsi, pm di punta delle Procure di Roma e Mila- no (il primo nelle indagini su Finmec- canica e Enav, l’altro nell’inchiesta San Raffaele-Maugeri) sono d’accor- do: «Le nuove norme contro la corru-

zione non bastano. Un buon inizio, ma ci vuole anche altro per colpire il malaffare». Il ministro della giustizia Paola Se- verino ha detto che il ddl in esame al Senato è tutto ciò che si poteva rag- giungere in una «situazione d’emer- genza». «Avere una buona legge re- pressiva è necessario, ma non è suffi- ciente» sostiene Ielo nei lavori del convegno a Courmayeur su corruzio- ne e riciclaggio. «L’intervento con il ddl non è decisivo», gli fa eco Orsi in una tavola rotonda. Cosa manca? «A parte la prevenzione prevista con le nuove norme — spiega Ielo — occor-

re un processo che funzioni rapida- mente, perché le indagini non si fan- no per scrivere i titoli dei giornali, ma per fare i processi oppure per evitarli,

se uno risulta innocente. Invece ora il processo si muove in un territorio zeppo di formalismi inutili e privi di contenuti di garanzia». Ma il vero problema irrisolto resta la prescrizione. «Spesso — aggiunge Orsi — impedisce di indagare perché arriva alcuni anni dopo che il reato di corruzione è stato commesso. Dato che né il corruttore che dà i soldi né il

to a interventi normativi che da un la- to allungavano il processo e dall’altro accorciavano i termini di prescrizio- ne. Si possono accettare termini di prescrizione ragionevolmente brevi, comunque più lunghi di quelli di og- gi, a condizione che la macchina pro- cessuale consenta di fare i processi». Traffico d’influenza, vendita della funzione e corruzione tra privati. Le novità del ddl per Orsi rappresentano «un buon avvio, anche se la Cassazio- ne ha già ritenuto perseguibili questi comportamenti. Bisogna andare avan- ti». Come? Secondo il magistrato di Milano «anche aumentando le pene non si combatterebbe la corruzione, ci vogliono norme che aiutino a scoprir- la, ad esempio seguendo il filo rosso

pubblico ufficiale corrotto che li pren- de ci tengono a far sapere quello che hanno fatto, la corruzione emerge fa- ticosamente, quando emerge, dopo che un po’ di tempo è passato e gra- zie alle intercettazioni telefoniche op- pure alle indagini sui movimenti di denaro. Tra indagini e processo, si ri- schia di non arrivare mai a una sen- tenza definitiva». Ielo: «Dopo Mani pulite, a un certo punto sembrò che il problema fosse non la corruzione, ma i processi e chi li faceva. In venti anni abbiamo assisti-

i processi e chi li faceva. In venti anni abbiamo assisti- L’iter della norma Il disegno

L’iter della norma

Il disegno di legge da due anni in esame

1 Il disegno di legge anticorruzione è nato come ddl Alfano (l’ex ministro della Giustizia nel governo Berlusconi) due anni fa. Dopo l’ok della Camera, però, il ddl è fermo da mesi al Senato

della Camera, però, il ddl è fermo da mesi al Senato Il maxiemendamento e le richieste

Il

maxiemendamento

e

le richieste del Pdl

2

I parlamentari del Pdl

chiedono di cambiare

il

dell’attuale Guardasigilli Paola Severino approvato alla Camera attraverso

il voto di fiducia

maxiemendamento

alla Camera attraverso il voto di fiducia maxiemendamento La corruzione tra i privati e il carcere

La corruzione tra i privati

e il carcere per i dirigenti

3

Il Pdl contesta la norma che prevede la procedibilità

d’ufficio per i casi di corruzione tra privati. I dirigenti che arrecano un danno alla loro società sono punibili

con il carcere da 1 a 3 anni

loro società sono punibili con il carcere da 1 a 3 anni Pm Paolo Ielo (più
loro società sono punibili con il carcere da 1 a 3 anni Pm Paolo Ielo (più
loro società sono punibili con il carcere da 1 a 3 anni Pm Paolo Ielo (più

Pm Paolo Ielo (più in alto) indaga su Enav e Finmeccanica. Luigi Orsi (sopra) sul caso San Raffaele-Maugeri

del denaro. Quando vengono trovate fatture false nelle verifiche fiscali,

spesso ci si ferma alla contestazioni fi- scali senza guardare dietro. In molte aziende la corruzione sta proprio lì. Fanno fatture false per costituire i fon-

di neri con cui pagare i corrotti. C’è bi-

sogno di un sistema di controlli più qualificato che renda più rischioso questo meccanismo. Non è la gravità della sanzione che previene il crimine, ma la probabilità di essere scoperti».

Anche per Ielo «le nuove norme so- no un passo avanti, ma per il modo in cui sono costruite rischiano di essere

inefficaci per le bassissime pene edit- tali che impediscono di usare stru- menti investigativi importanti come

le intercettazioni telefoniche». Secon-

do il pm romano addirittura esistono ancora aree in cui girano tanti soldi

pubblici e dove non si può contestare

la corruzione: «Come gli arbitrati con

la pubblica amministrazione. Nel

2011 hanno superato il valore di 2 mi- liardi. Gli arbitri per legge non sono pubblici ufficiali e quindi, in caso di tangenti, non è possibile applicare i reati di falsa perizia e di corruzione.

Se un giudice di pace prende mille eu-

ro per decidere una controversia sul danneggiamento di un’auto rischia fi- no a 8 anni per corruzione. Se un arbi- tro si fa corrompere con un milione per una controversia da un miliardo in cui è coinvolta l’amministrazione pubblica non rischia nulla».

Giuseppe Guastella

gguastella@corriere.it

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Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012

Primo Piano

9

della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 9 Nuove polemiche La festa in costume Nel
della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 9 Nuove polemiche La festa in costume Nel

Nuove polemiche

La festa in costume

Nel frattempo, dal profilo Facebook del consigliere regionale pdl Carlo De Romanis, emergono le foto di una festa in costume, con tante teste di maiale, organizzata dal giovane politico al Foro Italico nel 2010

Maschera Ospiti e figuranti alla festa di De Romanis

I tagli e la scelta

Le dimissioni della Polverini

L’inchiesta spinge il governatore Renata Polverini a minacciare le dimissioni se non ci saranno tagli alle spese. Tutti i consiglieri dell’opposizione lasciano e lunedì 24 settembre la Polverini si dimette

Le norme Arrivano gli indicatori di bilancio legati al federalismo

Sanzioni a chi sfora Il governo più duro sui tagli alle Regioni

Si amplia il pacchetto di misure allo studio

ROMA — Travolte dagli scandali

zione del federalismo già varate, e

 

Giovedì, intanto, il governo varerà

che avanzano in tutt’Italia, le Regioni

che il governo avrebbe intenzione di

un primo decreto legge. Le disposizio-

tornano a sollecitare l’intervento del

attivare per far fronte agli scandali

ni

del decreto del 2011 sul taglio dei

governo per il taglio dei costi della

che si susseguono, c’è anche quella

componenti dei consigli regionali

politica negli enti locali, e le misure

delle cosiddette «sanzioni politiche»

verranno rese vincolanti, con tanto

che l’esecutivo sta mettendo a punto

per gli amministratori incapaci.

di

sanzioni. Si prevede anche una for-

e porterà al Consiglio dei ministri di

«Il

decreto legislativo sul federali-

te

stretta sulle risorse appannaggio

giovedì potrebbero essere più ampie

smo prevede già forti sanzioni per

dei gruppi politici, e meno libertà nel-

di

quelle ipotizzate fin qui. Secondo

gli enti locali con i conti in rosso, pe-

alcune fonti non ci si limiterebbe ad

nalizzando fra l’altro i cattivi ammini-

un

intervento per dare attuazione al-

stratori con l’ineleggibilità e

le

norme del decreto di agosto del

l’incandidabilità per dieci anni» ha ri-

2011 rimaste inapplicate, con il taglio dei consiglieri regionali e controlli molto più stretti sulle spese dei grup-

cordato ieri il presidente della Com- missione Bicamerale sul federali- smo, Enrico La Loggia. Finora l’appli-

pi politici. Nelle intenzioni dell’esecu-

tivo c’è infatti anche l’accelerazione del federalismo ed il suo collegamen-

to con la spending review in corso

d’opera. In settimana il commissario alla re- visione della spesa, Enrico Bondi, co- mincerà ad esaminare approfondita-

mente la questione dei costi stan- dard, ed i possibili risparmi derivanti dalla loro applicazione a comuni e province. Mentre il Consiglio dei mi- nistri di giovedì, insieme al decreto sui tagli al costo della politica, darà via libera all’attuazione dei primi due indicatori «standard» della spesa, la polizia locale per i comuni e i servizi per l’impiego delle province. Ciascu-

no

avrà il suo indicatore da rispetta-

re,

o un obiettivo da raggiungere en-

tro tre anni, perché dal 2015 il gover- no riconoscerà agli enti locali non più la spesa storica, ma solo il costo standard.

Nelle intenzioni del governo c’è

quella di accelerare il processo di ado- zione dei nuovi parametri della spesa,

ed il prossimo fronte ad essere aggre-

dito sarà proprio quello dell’ammini-

strazione generale, dove dentro ci so-

no anche i costi della politica. L’obiet-

tivo è fare in modo che i nuovi para- metri entrino in vigore, in questo set- tore, dal 2014. E tra le norme di attua-

cazione delle nuove regole è stata so- spesa, «ma fa piacere — ha detto ieri La Loggia — che il governo cominci

finalmente a inserirle nella propria agenda di lavoro».

Il libro del «Corriere»

Batman e gli altri del caso Lazio

Batman e gli altri del caso Lazio «Batman & Co.» è il libro di Sergio Rizzo

«Batman & Co.» è il libro

di Sergio Rizzo e Ernesto

Menicucci sullo scandalo che

ha travolto la Regione Lazio.

Sarà in edicola dopodomani con il Corriere della Sera . Il prezzo è di 4,90 euro (più il costo del quotidiano)

la loro costituzione. Potranno essere

rimborsate solo alcune spese e solo a fronte di un giustificativo, mentre i bilanci dei gruppi consiliari dovran-

no essere certificati. Nel pacchetto al-

lo studio dovrebbe esserci anche il ta-

glio delle indennità di consiglieri re- gionali, provinciali, comunali, asses- sori e presidenti, nonché dei nuovi parametri per stabilire il numero mas- simo e minimo di assessori e commis-

sioni permanenti.

Gli enti locali Un intervento «rapido e incisivo» è sollecitato dagli stessi governatori

e incisivo» è sollecitato dagli stessi governatori Un intervento rapido e incisivo è sollecitato dalle stesse

Un intervento rapido e incisivo è sollecitato dalle stesse Regioni, che hanno proposto loro stesse alcune mi- sure al governo. «Negli anni passati il processo di autoriforma delle Regioni non è stato veloce. Adesso serve

un’azione netta» dice il presidente del-

la Basilicata, Vito De Filippo. Anche i

partiti sollecitano misure importanti.

«Si facciano i tagli in pochi giorni» di-

ce il segretario del Pd, Pier Luigi Ber-

sani. «Credo che gli enti non virtuosi

le cui funzioni possono essere sostitu-

ite da altri debbano essere chiusi» di-

ce il segretario del Pdl, Angelino Alfa-

no. «Aumentare i controlli è una ne- cessità urgente» sottolinea il ministro

dell’Interno Annamaria Cancellieri.

Mario Sensini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La lettera

✒ La lettera

Formigoni:

la Lombardia è virtuosa

❜❜

Caro direttore,

Aldo Grasso

(nella rubrica

«Padiglione Italia» sulla prima pagina del «Corriere della Sera» di ieri, ndr) fa dell’ironia. Ma la realtà è chiara: «Mi mostro più virtuoso» perché la Lombardia è indubbiamente una Regione virtuosa. Purtroppo spesso si finge di dimenticarlo. Valga un dato per tutti: nel settore della sanità, che impegna l’ottanta per cento dei bilanci regionali, la Lombardia non ha un centesimo di debito. I valutatori internazionali lo confermano e sottolineano la nostra buona gestione. Nei trasporti siamo gli unici ad avere aumentato il numero delle corse ferroviarie, siamo la sola Regione europea ad avere un rating superiore al Paese di appartenenza. Vorrei ricordare altresì che i fondi destinati ai gruppi consiliari lombardi comprendono anche le spese per il personale (che incidono per oltre il 60 per cento). Personale che altre Regioni, invece, hanno assunto a tempo indeterminato.

Roberto Formigoni

presidente della Regione Lombardia

Quando però dico che lei fa il pesce in barile, mi creda, Governatore, non faccio dell’ironia (a.g.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

non faccio dell’ironia (a.g.) © RIPRODUZIONE RISERVATA Le spese Parla il ligure Lorenzo Pellerano, 29 anni.
Le spese Parla il ligure Lorenzo Pellerano, 29 anni. Dalle finte assunzioni agli scontrini presi

Le spese Parla il ligure Lorenzo Pellerano, 29 anni. Dalle finte assunzioni agli scontrini presi in prestito

«Tutti i trucchi dei furbetti del rimborso»

Un consigliere rivela: residenze fittizie per far lievitare i chilometri pagabili

Dalla scorsa settimana Lorenzo Pellerano ha trentanove nuovi nemi-

ci. Tanti sono i consiglieri regionali

nuovi nemi- ci. Tanti sono i consiglieri regionali Le modalità in Liguria escluso se stesso. «Noi

Le modalità

in

Liguria escluso se stesso. «Noi —

 

aveva detto a margine di una seduta — abbiamo a disposizione Telepass

La denuncia

Il

consigliere

e

Viacard senza tetto di spesa. Non

regionale della

sono sicuro che il consiglio verifichi i percorsi e vada a chiedere a ognuno

Liguria, Lorenzo Pellerano, ha

di

noi il rimborso delle spese perso-

attirato l’attenzione su due aspetti dei rimborsi Telepass

nali

».

E giù, una valanga di critiche

per aver gettato su tutti l’ombra del

sospetto allontanata con la pubblica-

zione a tempi di record del dettaglio

di

quegli oltre 80 mila euro che il con-

I

consiglieri

siglio spende per i pedaggi autostra- dali.

regionali liguri hanno a disposizione Telepass e

Da oggi, è probabile, i nemici del giovane consigliere della Lista Biasot-

ti,

lista civica di centrodestra che por-

Viacard senza

ta

il nome dell’ex governatore, po-

tetto di spesa Residenza Possono inoltre dichiarare una

trebbero salire fino a 1.112. Tanti so-

no i consiglieri regionali in Italia (sempre escluso se stesso). «Guardi,

io

non volevo mettere nessuno sul

residenza più lontana dal Consiglio per avere diritto a rimborsi più alti

banco degli imputati», cerca di ridi- mensionare. Ma poi eccolo, con un nuovo affondo in favore della sua «riabilitazione» della vera politica.

«Francamente — dice — evviva tut-

 

to questo "fracasso": trucchi, truc- chetti, ma anche sistemi legalmente inattaccabili che fanno la gioia del furbetto di turno. Li conosciamo tut-

ti, alcuni sono istituzionalizzati: ba-

sta! La Liguria non è il Lazio ma non

ci sono solo le ostriche. Prendiamo il

nostro rimborso forfettario per gli spostamenti dei consiglieri». Che va ad aggiungersi al rimborso dei pe- daggi autostradali e agli 8.400 euro lordi di indennità. Prendiamo: «Fran- camente di quei 2.800 euro che perce- pisco ogni mese ne spendo solo qual-

che decina. Lavoro parecchio ma mi muovo in motorino. È che in Liguria come in altre Regioni i soldi che so- no stati tagliati come indennità sono

i soldi che so- no stati tagliati come indennità sono presenza istituzionale nel comune. Che dire

presenza istituzionale nel comune. Che dire poi quanto alle spese vive dei gruppi e alla pratica del «raccatta tutto», scontrini, ricevute e fatture d’ogni tipo, per farsi rimborsare la maggior quota rimborsabile? In Emi-

a Genova, dichiaro invece di abitare

in

una seconda casa agli estremi del-

lia Romagna l’Idv Paolo Nanni avreb-

la

regione e mi intasco un rimborso

be presentato quattro ricevute relati-

di

quasi duemila euro in più».

ve a quattro cene avvenute contem-

Il trucco è noto e bipartisan, dice mettendo in fila solo le ultime noti- zie. In Basilicata sono finite sotto la lente le trasferte a Potenza di quattro

poraneamente e chiesto il rimborso per un convegno fantasma. E in Sar- degna in 20 devono rispondere di scontrini non proprio regolari. Il pdl

consiglieri (lì il rimborso, carburan-

Silvestro Ladu ha presentato pure

te escluso, è di 3.240 euro al mese)

che risiedevano di fatto in città e non nei comuni dichiarati. Stessa ac-

cusa per il pdl Alberto Vecchi, consi- gliere dell’Emilia Romagna (85 mila euro di rimborsi

contestati). Dell’esi- stenza dello stesso trucco ha parlato l’ex assessore della giunta Alemanno Umberto Croppi che ha messo in guardia anche da

una ricevuta per la riparazione del- l’auto della moglie. C’è poi l’anomalia dei gruppi for- mati da uno o due consiglieri. E qui Lorenzo Pellerano c’è dentro in pri- ma persona: il suo

gruppo, composto da due persone, prende 190 mila eu- ro. Troppo? «Noi spendiamo quei sol- di soprattutto in personale: quattro persone d’esperien-

za che ho già trova- to qui». Troppe? «Il tema è delicato Ma sicuramente si può risparmiare anche sui gruppi, grandi e piccoli». Per ora il primo risultato portato a ca- sa, giusto ieri ma solo con un annun- cio, è in materia di Telepass: «Valutia-

mo se farne a meno», l’ha buttata lì il presidente del Consiglio Rosario

Monteleone.

Alessandra Mangiarotti

Gli spostamenti «Del forfait di 2.800 euro al mese esentasse per gli spostamenti ne spendo solo qualche decina»

per gli spostamenti ne spendo solo qualche decina» © RIPRODUZIONE RISERVATA finiti lì. Niente scontrini,

© RIPRODUZIONE RISERVATA

finiti lì. Niente scontrini, niente auto- certificazioni. Niente di niente. Tutto

29 anni

glio a dividere le spese istituzionali

un’altro escamota- ge: quella di farsi assumere da un

si

calcola in base alla distanza della

Il consigliere

(3 euro e 50 da inizio anno) da quelle

amico dopo essere stati eletti per

residenza del consigliere dalla Regio- ne e all’attività media». Lui, avvocato marittimista («basta dire entro in politica e campo tutta la

solo "che schifo"»), ha 29 anni, da

regionale della Liguria Lorenzo Pellerano,

politiche» ha ritirato solo la Viacard. E vive a Genova. «Vicino alla Regio- ne e quindi dentro quella fascia dei 25 chilometri che mi dà diritto a

spartirsi con lui lo stipendio poi pa- gato dai contribuenti. Ci sono poi i consiglieri che arrivano in assem- blea e firmano la presenza con anco-

vita»), nessuna tessera del Pdl in ta-

29 anni,

2.800 euro. Che salgono fino a 4.500

ra

il casco della moto in testa per poi

sca («in questa politica non mi rico-

avvocato

per chi risiede oltre gli 80. Tutto rego-

subito filare via. Quelli che, come ha

nosco ma è finito il momento di dire

due è consigliere. Per «riuscire me-

marittimista eletto con la Lista Biasotti

lare. Non voglio passare per un Savo- narola ma certe somme potrebbero tentare, del resto è già successo: vivo

raccontato il pdl Roberto Rosso, an- che in vacanza si fanno firmare dal- l’amministratore locale di turno la

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Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

10 Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera
10 Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera
10 Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

Corriere della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012

Primo Piano

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#

della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 11 # Regioni e scandali L’inchiesta Caso Piemonte,
della Sera Lunedì 1 Ottobre 2012 Primo Piano 11 # Regioni e scandali L’inchiesta Caso Piemonte,

Regioni e scandali L’inchiesta

Caso Piemonte, mossa di Cota:

indagine interna sui rimborsi

La vicenda del «tesoretto dirottato» denunciata da Turigliatto

Gli altri casi

Gli altri casi

Lazio

I

conti pdl

e

i bonifici

sospetti

Dopo le accuse sui bonifici sospetti su conti in Italia e

all’estero, l’inchiesta sui fondi alla Regione Lazio porta a indagare l’ex capogruppo del Pdl Franco Fiorito e due suoi segretari: l’accusa è di peculato

e si sta valutando l’ipotesi di associazione a delinquere. Indagini anche sul Pdl Lazio

Campania

I

bilanci

e

le spese

personali

La Procura di Napoli inizia a

indagare sui bilanci del Consiglio regionale della Campania.

I magistrati aprono un fascicolo

DAL NOSTRO INVIATO

TORINO — Prima che sia troppo tardi. Roberto Cota sa che una volta al- zato il coperchio, dalla pentola può uscire di tutto. Se il Piemonte non è mai stato innocente, come tutti sapeva- no e dicevano da anni, meglio prender-

ne atto senza aspettare le carte, e le co- municazioni dei pubblici ministeri, che ci metteranno mesi a incrociare scontrini e bonifici con l’attività dei consiglieri regionali.

Il governatore ha già chiesto ai grup-

pi che sorreggono la sua maggioranza gli stessi documenti che la Procura ha acquisito o chiesto di acquisire. Una specie di indagine interna che potreb- be portare alla pubblicazione delle car- te più compromettenti. Sono in tanti a correre il rischio della gogna. Anche il grande accusatore, il deputato Pdl Ro- berto Rosso, che con le sue dichiarazio- ni ha dato il via all’inchiesta. Oggi sarà

in tribunale a Vercelli, per reati contro

Le cifre nascoste Nella scorsa legislatura il consigliere Turigliatto rinunciò

al rimborso. Scoprì che qualcun altro lo intascava a suo nome

rimborso. Scoprì che qualcun altro lo intascava a suo nome la Pubblica amministrazione. L’indagine della procura

la Pubblica amministrazione. L’indagine della procura di Torino invece è conoscitiva, come hanno spie- gato i magistrati. Dietro a questa defini- zione c’è la volontà di capire un siste-

ma dei rimborsi ai politici e alle loro li-

in

cui viene ipotizzato il reato

ste, fatto di regolamenti a molte vie di

di

peculato: i fondi destinati

uscita e da consuetudini ormai scolpi-

alle spese dei gruppi consiliari

te nel tempo. Le verifiche non si limite-

potrebbero essere stati utilizzati da alcuni per fini personali

ranno all’attuale giunta governata da Cota, vincitore delle elezioni nel 2010,

e non istituzionali

Emilia-Romagna Le interviste tv,

i

fondi di Idv

e

Lega Nord

In

Emilia Romagna l’inchiesta

sulla Regione è duplice:

i magistrati indagano sull’uso

dei rimborsi elettorali della Lega

e anche sulle interviste

a pagamento dei consiglieri

regionali di diversi partiti

e sull’uso dei fondi dell’Idv.

A condurre le indagini due pm e

un pool della Guardia di Finanza

le indagini due pm e un pool della Guardia di Finanza ma andranno a ritroso, come

ma andranno a ritroso, come dimostra la richiesta di documenti risalenti a 5-6 anni fa. Storie vecchie e nuove, come nuvo- le nere sul ceto dirigente torinese che in questi giorni ha riscoperto la virtù del silenzio. Mariano Turigliatto (non parente) è uno strano tipo di politico. Professore di lettere, inventore di quel progetto Scuola 2.0 che sta facendo il giro d’Italia. È stato sindaco di Gruglia-

sco, quarantamila abitanti alle porte di Torino, per due legislature. Alle Regio-

nali del 2005 la futura governatrice, in- golosita dalla sua popolarità sul terri-

torio, lo inserisce al 23esimo posto nel-

l’ormai celebre listino Insieme per Bresso.

I suoi voti si rivelano decisivi per la

vittoria della zarina. Turigliatto entra in Regione, esponente unico della li- sta, a sua insaputa inserito in quel-

unico della li- sta, a sua insaputa inserito in quel- Facebook Sopra, il consigliere regionale del
unico della li- sta, a sua insaputa inserito in quel- Facebook Sopra, il consigliere regionale del

Facebook

Sopra, il consigliere regionale del Piemonte, Maurizio Lupi, con Ambra Battilana, una delle ragazze «pentite» delle notti di Arcore, e l’ex velina Veridiana Mallmann; qui a sinistra con Lele Mora (foto dalla pagina Facebook del consigliere)

l’elenco che comprende i Maurizio Lu- pi e i Michele Giovine dei quali si è tan- to parlato, artisti delle remunerative li- ste fai da te. Il consigliere solitario scar- ta di lato. Prende carta e penna e comu- nica la sua rinuncia al rimborso di 110.728,33 Euro per ogni anno di legi- slatura, cifra complessiva di 553.641,65 Euro. È l’unico eletto, se non presenta lui la richiesta non può farlo nessuno. Ma nel 2008 scopre che ormai da tre anni una associazione che porta il nome della lista, della quale lui

L’ipotesi della «gogna» Il governatore ha chiesto ai

gruppi di maggioranza le carte acquisite dalla Procura:

potrebbero finire su Internet

carte acquisite dalla Procura: potrebbero finire su Internet ignorava l’esistenza, percepisce i rim- borsi erogati

ignorava l’esistenza, percepisce i rim- borsi erogati dalla Camera dei deputa- ti. Lui non vede un euro. Viene tenuto all’oscuro dell’importo e soprattutto della destinazione del denaro. Nel febbraio 2012 decide di scrivere al presidente della Camera (competen- te per questi rimborsi), Giancarlo Fini, chiedendo lumi sulla sorte di quel gruz- zolo che lui aveva rifiutato. Nessuna ri- sposta. Ovvio che i rapporti tra l’ex sin- daco di Grugliasco e Bresso siano anda- ti a male. «Come unico patrimonio ho la mia faccia e la mia rispettabilità, quindi cerco di tutelarla in ogni modo. Ecco perché ho reso pubblica la vicen- da dopo averle provate tutte, senza ve- nire a capo di niente». Dal mistero del presunto tesoretto della passata legislatura alle spese di oggi. L’avvocato Alberto Goffi è un con- sigliere regionale dell’Udc folgorato

Goffi è un con- sigliere regionale dell’Udc folgorato sulla via della lotta a Equitalia. Diventa un
Goffi è un con- sigliere regionale dell’Udc folgorato sulla via della lotta a Equitalia. Diventa un
Goffi è un con- sigliere regionale dell’Udc folgorato sulla via della lotta a Equitalia. Diventa un
Goffi è un con- sigliere regionale dell’Udc folgorato sulla via della lotta a Equitalia. Diventa un
Goffi è un con- sigliere regionale dell’Udc folgorato sulla via della lotta a Equitalia. Diventa un
Goffi è un con- sigliere regionale dell’Udc folgorato sulla via della lotta a Equitalia. Diventa un

sulla via della lotta a Equitalia. Diventa

un

fustigatore seriale del governo Mon-

ti,

scrive un libro «contro le tasse-kil-

ler», si avvicina al Movimento per la gente, creatura di Maurizio Zamparini, il presidente del Palermo noto per pa- steggiare ad allenatori. Casini non gra-

disce la svolta, lo rimuove dalla carica

di segretario generale Udc. Lui non la-

scia il gruppo e prosegue nella nuova missione.

In questi giorni la città era tappezza-

ta dai manifesti con il suo volto, che an-

nunciavano una serata al teatro della Concordia, presente Zamparini e ospiti assortiti. In basso, quasi invisibile al- l’occhio umano, si leggeva la dicitura «In collaborazione con il gruppo regio- nale Udc». Quasi la fotocopia dei po- ster dell’anno precedente per una sera-

I soldi per le affissioni Un consigliere dell’Udc è riuscito a farsi pagare dal gruppo le affissioni per un evento contro Equitalia

dal gruppo le affissioni per un evento contro Equitalia ta sullo stesso tema. Al netto delle

ta

sullo stesso tema. Al netto delle spe-

se

per le affissioni negli spazi a paga-

mento, tra i più alti d’Italia, fanno 4.000 euro per ognuna delle due cam- pagne, con il forte sospetto che per le- gittime iniziative private siano stati uti- lizzati fondi del gruppo consiliare Udc,

che non risulta essere il partito più osti-

le all’attuale premier. «Per chi fa tanto, a volte i soldi pos-

sono essere pochi». La premessa di

Goffi suona come una ammissione.

«Vero, le spese di affissione sono state pagate dal gruppo. Ho spiegato le mie esigenze all’ufficio di presidenza, che

me

le ha autorizzate. I fondi regionali

mi

servono anche per aiutarmi nella

mia attività contro Equitalia, ma quel-

lo di Zamparini è un movimento cultu-

rale, non politico. Io sono un uomo

molto attivo, e sono furioso con l’attua-

le situazione da caccia alle streghe, che

finisce con il premiare chi non fa nien- te. Attenzione a non fare di tutta l’erba

un fascio». L’ultima frase ha un fondo

di verità. Quando le pentole si scoper-

chiano, e di puri se ne vedono pochi in giro, è quello il problema.

Marco Imarisio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

si scoper- chiano, e di puri se ne vedono pochi in giro, è quello il problema.

12

Primo Piano

Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera

Primo Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera Le riforme Il rilancio Dalle start up
Primo Piano Lunedì 1 Ottobre 2012 Corriere della Sera Le riforme Il rilancio Dalle start up

Le riforme Il rilancio

Dalle start up alle semplificazioni In settimana il decreto sviluppo

Ai precari paga media di 945 euro, 28% meno che ai lavoratori garantiti

A novembre a Milano

Summit dell’Ft sulla crescita Monti sul palco

Mario Monti intervistato dal Financial Times in un summit sui temi della crescita e dello sviluppo del Paese, di fronte a una platea prevalentemente estera. L’evento è del quotidiano inglese insieme con l’associazione Puntoit per il 12 novembre a Milano. Tra i partecipanti il ministro Corrado Passera, Angelino Alfano (Pdl), Pierluigi Bersani (Pd), Pierferdinando Casini (Udc), Franco Bernabè (Telecom Italia), Angelo Cardani (Agcom), Gabriele Galateri (Generali), Alessandro Profumo (Mps), Giuseppe Orsi (Finmeccanica), Mauro Moretti (Ferrovie), Andrea Ragnetti (Alitalia), Luigi Gambardella (Puntoit). Il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, modererà il panel «Italy and the World in 2020».

ROMA - Anagrafe, sanità, scuola e giustizia online, un nuovo regime d’impresa per le piccole aziende impe- gnate nella ricerca, la defi- scalizzazione delle grandi in- frastrutture, nuove semplifi- cazioni per le piccole e me- die imprese, le norme a dife- sa dei consumatori nei con- tratti per le polizze rc auto. Il nuovo pacchetto di misu- re messe a punto dal gover- no per favorire lo sviluppo e l’attività delle imprese è or- mai pronto. Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare giove- dì il decreto con le misure a favore delle «start-up», l’at- tuazione dell’Agenda digita- le e un nuovo alleggerimen- to degli oneri burocratici delle imprese, ha detto il mi- nistro dello Sviluppo Corra- do Passera, ospite ieri della trasmissione «Che tempo che fa» di Rai 3. Passera si è detto fiducioso che il trend negativo dell’attività econo- mica possa fermarsi nel cor- so del prossimo anno. «Con- fermiamo la nostra attesa che l’Italia possa annullare la recessione» ha detto il mi- nistro, soffermandosi an- che su alcuni nodi della poli- tica industriale.

Dalla Fiat Passera ha det- to di aspettarsi che dimostri che anche dall’Italia si pos- sono fare macchine di suc- cesso in Europa», aggiun- gendo che «se come pubbli- co possiamo fare qualcosa per agevolare le esportazio-

ni, purché siano cose ragio- nevoli, lo faremo». Passera non ha nascosto le difficol- tà indotte dalla crisi Alcoa in Sardegna, augurandosi che «gli altri soggetti inte- ressanti non chiedano con- dizioni impossibili: non in-

Il caso Alcoa Il ministro Passera:

dovremo trovare con gli enti locali altre occasioni di sviluppo

trovare con gli enti locali altre occasioni di sviluppo Cinquantamila al corteo della sinistra radicale Parigi,

Cinquantamila al corteo della sinistra radicale

di sviluppo Cinquantamila al corteo della sinistra radicale Parigi, la Gauche contro l’austerità di Hollande Circa

Parigi, la Gauche contro l’austerità di Hollande

Circa 50 mila persone, secondo gli organizzatori del Front de Gauche, hanno sfilato ieri per le vie di Parigi (foto) al corteo organizzato dalle sinistre contro il trattato europeo del Fiscal compact, l’austerità e la politica del presidente socialista Francois Hollande. A guidare la manifestazione, Jean-Luc Melenchon, co-presidente del Front de Gauche, che si era candidato alle presidenziali contro Hollande.

tendiamo andare oltre le re- gole, anche se dovremo tro- vare con le amministrazioni locali altre occasioni di svi- luppo». Dal decreto all’esame del Consiglio di giovedì Passera ha invece detto di attender- si occasioni di crescita per le imprese e semplificazioni per la vita dei cittadini. In- nanzitutto con la spinta sul- l’informatica, col completa- mento della banda larga e la garanzia che tutti i cittadini abbiano connessioni ultra- veloci in pochi anni. Parti- ranno la tanto attesa carta d’identità elettronica, il fa- scicolo degli studenti, le car- telle cliniche e le prescrizio- ni mediche digitali, mentre la pubblica amministrazio- ne trasferirà atti e procedu- re online. Nel decreto ci sono nuove semplificazioni per le picco- le e medie aziende e misure specifiche per favorire fiscal- mente la creazione di nuove imprese impegnate nella ri- cerca, anche con particolari contratti di lavoro. Proprio ieri, intanto, l’Isfol ha diffu- so i dati sui redditi dei lavo- ratori precari, che nel 2011 sono stati pari in media 945 euro, appena un euro in più rispetto al 2010. La differen- za del salario medio tra i la- voratori precari e quelli con il posto fisso, che è pari a 1.313 euro, è del 28% in me- no.

Mario Sensini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ma che fine hanno fatto le dismissioni?

di FEDERICO FUBINI

Come passa in fretta a volte

il tempo. Era solo qualche

settimana fa, 15 gradi di temperatura e qualche decina di

punti di spread in più: in Italia sembrava non si riuscisse a parlar d’altro che di privatizzazioni. In pieno agosto

il

Pdl deposita una proposta

di

legge in parlamento per

abbattere il debito di 400

miliardi tramite dismissioni;

gli economisti dell’Astrid, in

prevalenza di centro-sinistra, propongono un taglio da 180 miliardi in otto anni. Anche Vittorio Grilli concede che si sarebbe potuto vendere beni pubblici andando oltre la cifra

di 15-20 miliardi l’anno da lui

stesso prospettata al Corriere

a luglio. Un’accelerazione

sembrava imminente, nei primi

consigli dei ministri di

settembre. E poi? Ormai i partiti non ne parlano più. E per ora si

è vista solo la cessione di Sace e Simest dal Tesoro alla Cdp, che

è del Tesoro al 70%. Sul resto,

il (reversibile) calo degli spread sembra aver di nuovo distratto

le menti. È rimasto tempo giusto