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COMUNE DI INZAGO

Provincia di Milano

PIANO di GOVERNO del TERRITORIO

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (V.A.S.)


(ai sensi dellart. 4 della LR 12/05)

RAPPORTO AMBIENTALE

febbraio 2009

a cura di: dott. ing. Alberto Rigoni dott. arch. Giovanna DAngelantonio

INDICE

1. 1.1. 1.1.1. 1.1.1.1. 1.1.1.2. 1.1.1.3. 1.1.2. 1.1.2.1. 1.1.2.2. 1.1.2.3. 1.1.3. 1.2. 1.2.1. 1.2.2. 1.3. 1.3.1. 1.4. 1.4.1. 1.4.2. 1.5. 1.5.1. 1.5.1.1. 1.5.1.2. 1.5.2. 1.5.3. 1.5.3.1. 1.5.3.2.
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ANALISI E VALUTAZIONE DEL DOCUMENTO DI PIANO DEL NUOVO PGT............................ 4 Gli obiettivi generali del Piano ......................................................................................................... 4 Obiettivi generali endogeni .......................................................................................................... 5 Gli obiettivi generali dellAmministrazione Comunale 5 Gli obiettivi generali e le attivit di partecipazione Sintesi e definizione degli obiettivi generali del nuovo PGT 7 9

Obiettivi esogeni ......................................................................................................................... 10 Obiettivi generali definiti dalla Comunit Europea 11 Obiettivi generali definiti a livello nazionale Obiettivi generali definiti da soggetti non istituzionali 14 15

Verifica ed integrazione degli obiettivi...................................................................................... 16 Verifica di coerenza esterna degli obiettivi generali del Piano ...................................................... 29 Dimensione verticale .................................................................................................................. 29 Dimensione orizzontale .............................................................................................................. 40 Individuazione delle alternative di sviluppo ................................................................................... 41 La valutazione delle possibili alternative di sviluppo.............................................................. 41 Definizione degli obiettivi specifici, delle relative azioni ed alternative di Piano............................ 47 Dagli obiettivi generali agli obiettivi specifici........................................................................... 47 Dagli obiettivi specifici alle macro-azioni ed alle azioni prioritarie ........................................ 49 Gli effetti ambientali e la sostenibilit del Piano ............................................................................ 52 Gli effetti ambientali del Piano ................................................................................................... 52 Effetti ambientali generali 55 Effetti ambientali dipendenti dalla specifica collocazione degli interventi 62

Valutazione della sostenibilit del Piano .................................................................................. 66 Le azioni per il miglioramento del Piano................................................................................... 72 Premessa 72 Il supporto alla integrazione del Regolamento edilizio ed al miglioramento della morfologia urbana

74

1.5.3.3. 1.6.

Le azioni di accompagnamento

76

Valutazione della coerenza interna ............................................................................................... 77

2.

GLI STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DELLA GESTIONE DEL NUOVO PGT: IL MONITORAGGIO DEL PIANO................................................................................................. 82 Premessa ...................................................................................................................................... 82 I riferimenti normativi per il monitoraggio del Piano ...................................................................... 83 Gli indicatori per il monitoraggio .................................................................................................... 91 Il meccanismo di monitoraggio...................................................................................................... 95

2.1. 2.2. 2.3. 2.4.

3.

SINTESI NON TECNICA DELLA VAS DEL DOCUMENTO DI PIANO DEL NUOVO PGT ............................................................................................................................................... 96 Il Quadro Conoscitivo per la VAS del Documento di Piano del nuovo PGT.................................. 96 Strategie, obiettivi ed azioni del Piano ........................................................................................ 100 Il percorso di valutazione............................................................................................................. 103

3.1. 3.2. 3.3.

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1. 1.1.

ANALISI E VALUTAZIONE DEL DOCUMENTO DI PIANO DEL NUOVO PGT Gli obiettivi generali del Piano La definizione degli obiettivi generali del Piano, espressamente richiesta dallart. 8 della LR 12/2005 relativo i contenuti del Documento di Piano, rappresenta uno dei momenti pi importanti del processo di pianificazione, costituendo la dichiarazione di ci che il Piano intende raggiungere mediante linsieme delle sue previsioni. La procedura di VAS ha nella verifica di questi obiettivi uno dei suoi passaggi chiave essendo chiaro che solo mettendo a presupposto della pianificazione comunale obiettivi opportuni possibile garantire un elevato livello di protezione ambientale ed uno sviluppo sostenibile cos come richiesto dalla direttiva comunitaria 2001/42/CE. In altre parole, un Piano che voglia muoversi nella direzione della sostenibilit e della protezione ambientale, necessita di un set di obiettivi generali (da cui definire successivamente gli obiettivi specifici e le azioni sul territorio), che siano in grado non solo di realizzare lo sviluppo del territorio, delleconomia e della societ ma anche una corretta gestione delle risorse naturali ed il rispetto delle criticit, sensibilit e vulnerabilit locali, ed per questo che, propedeutica alle successive fasi di lavoro, una loro approfondita analisi. Nei successivi paragrafi saranno illustrati gli obiettivi generali (detti endogeni) che sono stati definiti dalla Amministrazione Comunale (A.C.) nel Documento di indirizzo per la stesura del Piano di Governo del Territorio e quelli emersi dalle attivit di partecipazione svoltesi nellambito del processo di formazione del nuovo Documento di Piano. Questi obiettivi sono stati oggetto di processo di esame e rilettura che ha portato ad una definitiva individuazione degli obiettivi generali endogeni, che ha tenuto conto anche delle indagini realizzate per il nuovo PGT e degli indirizzi della Provincia di Milano per lo sviluppo sostenibile (cfr. Documento di Scoping della presente VAS). Nel seguito (cfr. par. 1.1.2) saranno inoltre elencati gli obiettivi generali che, a livello di letteratura nazionale ed internazionale, sono i maggiormente condivisi nel campo dello sviluppo sostenibile e della protezione dellambiente. Infine sar realizzata una verifica tra questi ultimi obiettivi generali e quelli endogeni (cfr. par. 1.1.1.3) allo scopo di individuare eventuali incongruenze e/o lacune e poter quindi procedere alle ulteriori verifiche (cfr. par. 1.1.3) con gli obiettivi generali derivanti dagli strumenti di pianificazione e/o programmazione (obiettivi esogeni) che hanno ripercussione sul territorio in oggetto.

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1.1.1.

Obiettivi generali endogeni

1.1.1.1. Gli obiettivi generali dellAmministrazione Comunale

Gli obiettivi generali posti dalla attuale Amministrazione Comunale alle base dello sviluppo del territorio comunale sono stati definiti nel Documento di indirizzo per la stesura del Piano di Governo del Territorio, un documento che ha avuto lobiettivo di definire le linee guida per la stesura del PGT del Comune di Inzago. Fare riferimento anche a questultimo documento quale contributo alla definizione degli obiettivi generali e quindi alla realizzazione delle successive analisi previste dalla procedura di VAS, appare in questa sede fattore particolarmente significativo in quanto rappresenta anchesso unespressione delle propensioni dei cittadini alla pianificazione comunale. Il Documento di indirizzo per la stesura del Piano di Governo del Territorio articolato in diversi temi che hanno una diretta connessione con i contenuti del PGT essendo per loro natura riferiti al complesso delle politiche che lA.C. intende sostenere relativamente allo sviluppo e la tutela del territorio e dellambiente. Per sintesi, nel seguito si riportano i contenuti di interesse per le tematiche in oggetto che hanno contribuito, in sede di definizione degli obiettivi generali del nuovo PGT, a consolidare le strategie di sviluppo proposte dalla A.C. Il sistema ambientale: il tema dellambiente prioritario per lAmministrazione, e gli obiettivi assunti riguardano principalmente il miglioramento della qualit ambientale e lo sviluppo sostenibile. In sintesi volont dellAmministrazione Comunale: promuovere politiche di riqualificazione ecologica; tutelare e riqualificare il paesaggio; predisporre uno studio di aree e corridoi ecologici che concorrano alla creazione di una cintura verde intorno al nucleo urbanizzato del comune; recuperare il patrimonio rurale, attraverso lindividuazione di peculiarit dei diversi ambiti agricoli comunali; dettare indirizzi di salvaguardia in termini di tutela del suolo, della vegetazione, delle risorse idriche e della qualit dellaria; riqualificare degli immobili in termini ecologici ai fini di ottenere una riorganizzazione ambientale del comune; predisporre un progetto di riqualificazione dellarea compromessa dalla discariche; utilizzare il sistema del verde e degli spazi aperti come componente di collegamento tra il sistema ambientale e quello insediativo.

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Il sistema insediativo: emerge una chiara volont di recepire in maniera totale gli obiettivi e indirizzi proposti dalla Provincia di Milano allinterno del PTCP, soprattutto rispetto al tema del contenimento del consumo di suolo urbanizzato. In sintesi gli obiettivi essenziali a cui lA.C. ambisce sono cos sintetizzabili: trasformare il patrimonio sottoutilizzato e dismesso allinterno della citt consolidata; impedire in linea di massima lurbanizzazione delle aree ancora in edificate; risparmiare il consumo di suolo agricolo; riqualificare e riutilizzare il patrimonio esistente; tutelare concretamente il centro storico e lidentit dei luoghi, attraverso una riscoperta ed una valorizzazione del passato trascurato; definire un nuovo assetto territoriale capace di valorizzare il contesto extraurbano, definendo i margini di sostenibilit per gli insediamenti possibili; promuovere larticolazione produttiva privilegiando forma a basso impatto ambientale; promuovere la creazione di spazi qualitativamente validi per la collettivit; identificare nuove forme di recepimento di alloggi per ledilizia agevolata che concorrano alla valorizzazione del patrimonio esistente; valorizzare il settore del commercio di vicinato presente in larga misura allinterno del Comune di Inzago. Il sistema infrastrutturale: in linea generale, gli obiettivi perseguiti dallAmministrazione in relazione al sistema infrastrutturale possono essere cos definiti: migliorare laccessibilit al comune; progettare, in collaborazione con gli altri Enti coinvolti, una soluzione capace di risolvere il problema del nodo della SS11; ripensare in termini generali la viabilit locale, proponendo lo studio di un Piano Urbano del Traffico; creare una maggiore fruibilit del territorio comunale attraverso la percorsi ciclopedonali, a carattere sia locale che intercomunale.

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1.1.1.2. Gli obiettivi generali e le attivit di partecipazione

E la fase nella quale i soggetti responsabili delle scelte debbono ascoltare la comunit nella totalit delle sue componenti intese nellaccezione pi generale del termine (politiche, economiche, sociali ecc) ed e questa in fase in cui si possono delineare possibili scenari di sviluppo. La partecipazione dei cittadini, delle associazioni e di chiunque ha voluto esprimere il proprio punto di vista stato fondamentale per definire un disegno condiviso, un sistema di scelte che ha tentato di rispondere alle aspettative e una serie di politiche e di azioni che hanno provato a correggere le criticit e a sfruttare al massimo le potenzialit del luogo. Il processo partecipativo del PGT stato predisposto ai fini di ricevere il maggior numero di informazioni dalle diverse componenti sociali del Comune di Inzago e per ottenere la maggiore condivisione e pubblicizzazione possibili delle scelte operate dall'Amministrazione Comunale. Tutto ci tenendo sempre presente il rispetto delle diverse competenze degli attori coinvolti nel processo partecipativo (cittadini, progettisti, politici) e cercando di mantenere un equilibrio tra la volont di coinvolgimento della cittadinanza e le necessit delle tempistiche progettuali. La partecipazione pubblica stata realizzata attraverso diversi incontri (aperti a tutti o in forma di focus group) con i soggetti locali che vivono Inzago, e con lapertura di una casella di posta elettronica, attraverso la quale i soggetti interessati hanno potuto esprimere pareri in forma pi privata. Importante sottolineare che il modello partecipativo proposto ha evitato un uso riduttivo della partecipazione pubblica che poteva banalizzare la costruzione del piano in un regime assembleare, tale da far prevalere forme retoriche e interessi localistici o di parte. In generale la fase partecipazione nella quale si sono coinvolti gli attori locali e cittadini, ha tentato di valorizzare le loro rispettive competenze ed esperienze allinterno del processo di elaborazione del piano, mediante un lavoro di confronto sullimmaginario individuale e collettivo, le percezioni dei singoli, dei gruppi dinteresse o della cittadinanza in generale. Pertanto i cittadini sono stati coinvolti in un ragionamento simile e parallelo a quello che ha svolto il gruppo di progettazione, i tecnici comunali che collaborano alla stesura del piano e i politici. Le principali tematiche sintetizzate in base ai sistemi territoriali, emerse da questo processo partecipativo risultano essere: Il sistema ambientale preoccupazione di un degrado del sistema agricolo causa di scelte insediative sbagliate;
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valorizzazione degli elementi di pregio naturalistico e degli elementi storici agricoli; problema discarica (impedire nuove espansioni e recupero ambientale);

porre lattenzione sul sistema irriguo; creare nuove aree verdi ed effettuare piantumazioni.

Il sistema infrastrutturale centro storico poco vivibile, congestionato dal traffico di attraversamento; scarsa presenza di marciapiedi e percorsi protetti per i pedoni (senso di insicurezza); presenza di incroci pericolosi; necessit di nuove piste ciclopedonali e riqualificazione di quelle esistenti; realizzazione di nuovi parcheggi pubblici.

Il sistema insediativo e dei servizi recupero e valorizzazione del centro storico; valorizzazione degli edifici monumentali; recupero e valorizzazione del patrimonio rurale; rivalutazione del commercio locale; realizzazione e miglioramento attrezzature sportive (proposta di una piscina coperta); nuova scuola materna.

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1.1.1.3. Sintesi e definizione degli obiettivi generali del nuovo PGT

Il lavoro svolto dai progettisti si sviluppato attraverso una approfondita analisi e rilettura degli obiettivi generali proposti dallAmministrazione Comunale e derivati dalle attivit di partecipazione illustrati nel precedente paragrafo. In particolare, si voluto meglio circostanziare tali obiettivi generali attraverso le informazioni derivate dalle analisi svolte nellambito della presente VAS. Ulteriore riferimento per laffinamento dei contenuti degli obiettivi generali, stato infine trovato nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Milano (PTCP), con il quale emersa chiaramente una concomitanza di intenti volti alla eco-sostenibilit, alla valorizzazione paesistica ed allo sviluppo economico. Nello specifico si svolta una attenta lettura volta a contestualizzarne i contenuti, gli obiettivi generali e le strategie indicati dal PTCP nella Relazione Generale e nelle linee metodologiche e programmatiche. Sono stati quindi individuati 5 obiettivi generali per il nuovo PGT del Comune di Inzago riportati nel seguito che, come detto, sono scaturiti dalla sintesi critica di quelli elaborati e proposti dalla A.C., dalle attivit di partecipazione e dagli studi di supporto al nuovo Piano:

OG.01: contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche eco-compatibili (sistema insediativo). OG.02: valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato (sistema insediativo). OG.03: valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali (sistema ambientale). OG.04: previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale (sistema ambientale). OG.05: migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale (sistema infrastrutturale).
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1.1.2.

Obiettivi esogeni

Numerose sono le fonti ovvero gli Enti e le organizzazioni che, in materia di protezione ambientale e sviluppo sostenibile, hanno partecipato alla definizione di obiettivi generali da adottare in sede di pianificazione e programmazione del territorio. Tra queste, il rapporto finale del gi pi volte citato progetto ENPLAN, suggerisce quelle pi autorevoli e condivise a livello internazionale, che sono state per questo motivo considerate nella presente VAS:
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Protocolli e Convenzioni internazionali, tra queste in particolare si ricordano: Convenzione di Berna, Convenzione di Washington, Convenzione di Parigi, Convenzione di Aarhus, Convenzione sui Cambiamenti Climatici, Convenzione di Rotterdam, Convenzione di Ramsar, Convenzione di Londra, Convenzione di Ginevra, Convenzione di Rio de Janeiro, Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale, Convenzione di Vienna, Convenzione di Bonn, Protocollo di Montreal, Protocollo di Kyoto, Comunit Europea approvazione Protocollo di Kyoto.

Documenti dellUnione Europea: comunicazione della Commissione del 15.5.2001 dal titolo Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione Europea per lo sviluppo sostenibile, VI Piano d'Azione Ambientale 2002/2010 dell'UE, "Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta" e Sesto piano d'azione per l'ambiente della Comunit Europea 2001-2010.

Documenti dello Stato italiano: Strategia d'Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia, approvata con delibera del 2 agosto 2002 del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), Matrice obiettivi target indicatori per lesercizio della Valutazione Ambientale Strategica e le Analisi di Sostenibilit pubblicata nellottobre 2007 cura della Direzione per la Salvaguardia Ambientale (DSA) del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed APAT.

Altri documenti:
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Direttive Europee sulla conservazione della natura, sugli uccelli, sugli habitat, sui nitrati, sulla qualit dell'aria, dell'acqua e sui rifiuti. In particolare si deve tenere conto dei requisiti di gestione e protezione delle aree protette (cfr. Rete Natura 2000).

Piani di azione di Agenda 21 Locale.

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1.1.2.1. Obiettivi generali definiti dalla Comunit Europea

Il trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997, che modifica il trattato che istituisce lUnione Europea, recita al settimo punto del preambolo che gli Stati membri sono determinati a promuovere il progresso economico e sociale dei loro popoli, tenendo conto del principio dello sviluppo sostenibile e nel contesto della realizzazione del mercato interno e del rafforzamento della coesione e della protezione dell'ambiente. Questa stessa attenzione ai temi dello sviluppo sostenibile e della protezione ambientale presente in tutto latto istitutivo ed in particolare al Titolo XIX dedicato allambiente. Numerosi sono le Direttive, i comunicati delle diverse Commissioni e i Piani di azione predisposti dallUnione Europea al riguardo, ed in particolare i documenti che propongono obiettivi da raggiungere per realizzare quanto espresso nel Trattato istitutivo. Tra questi, nel seguito, risulta utile riportare, sotto forma di schede, quelli principali, richiamati dal Sesto Programma di Azione in materia ambientale e dalle proposte dalla Commissione per lo sviluppo sostenibile. La prima scheda (rif. 1) relativa la Comunicazione della Commissione Europea Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta che fa capo al Sesto Programma di Azione in materia ambientale.

RIF. 1: Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta - Sesto Programma di Azione in materia ambientale Comunicazione Commissione Europea COM(2001)31 del 24.01.2001. Nel documento vengono proposti i seguenti obiettivi: 1. Cambiamento climatico Obiettivo: stabilizzare le concentrazioni atmosferiche di gas di serra ad un livello che non generi variazioni innaturali del clima terrestre. 2. Natura e biodiversit: proteggere una risorsa unica Obiettivo: proteggere e ripristinare il funzionamento dei sistemi naturali ed arrestare la perdita di biodiversit nell'Unione europea e nel mondo; proteggere il suolo dall'erosione e dall'inquinamento. 3. Ambiente e salute Obiettivo: ottenere una qualit dell'ambiente in virt della quale il livello dei contaminanti di origine antropica, compresi i diversi tipi di radiazioni, non dia adito ad impatti o a rischi significativi per la salute umana. Campi tematici: sostanze chimiche, pesticidi, uso sostenibile e qualit elevata delle risorse idriche, inquinamento atmosferico, inquinamento acustico. 4. Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti Obiettivo: garantire che il consumo delle risorse rinnovabili e non rinnovabili non superi la capacit di carico dell'ambiente; ottenere lo sganciamento dell'uso delle risorse dalla crescita economica mediante un significativo miglioramento dell'efficienza delle risorse, la dematerializzazione dell'economia e la prevenzione dei rifiuti.

Il Sesto Programma di Azione si dettaglia meglio su sette temi ambientali: inquinamento atmosferico, prevenzione e riciclaggio dei rifiuti, protezione e conservazione dellambiente marino, suolo, uso sostenibile dei pesticidi, uso sostenibile delle risorse e ambiente urbano, con delle strategie e comunicazioni ad hoc. Tra queste di interesse specifico la COM(2004)60 relativa lambiente urbano (rif.2) i cui contenuti sono riassunti nella seguente scheda.
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RIF. 2: Verso una strategia tematica sullambiente urbano - Comunicazioni Commissione Europea COM(2004)60 dell11.02. 2004. Nel documento vengono proposti i seguenti obiettivi: 1. Gestione urbana sostenibile La gestione urbana sostenibile il processo mediante il quale si pu garantire lo sviluppo sostenibile delle aree urbane, delle immediate periferie e delle regioni in cui si trovano, tentando di limitare il pi possibile l'impatto negativo di tale aree sui cicli ecologici a tutti i livelli con l'applicazione del principio di precauzione e migliorando le condizioni ecologiche per trasformare le citt in luoghi gradevoli in cui vivere. Una gestione di questo tipo punta alla conservazione dell'ambiente naturale nell'ambito del suo contesto socioeconomico, all'integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche e riconosce le interrelazioni tra gli aspetti sociali, economici e ambientali e la necessit di garantire risultati equi e giusti a livello delle politiche. La gestione sostenibile un ciclo continuo di analisi dei problemi, pianificazione e programmazione, attuazione, monitoraggio, valutazione dei risultati e altre valutazioni fondate sulle conoscenze e sulle esperienze acquisite, per far s che le nuove strategie politiche traggano ispirazione dai risultati passati; in questo processo si riconosce infine la necessit di una prospettiva a lungo termine nel processo decisionale. 2. Trasporto urbano sostenibile Un sistema di trasporto urbano sostenibile se: - favorisce la libert di movimento, la salute, la sicurezza e la qualit della vita dei cittadini delle generazioni attuali e di quelle future; - efficiente sotto il profilo ambientale; - aiuta uneconomia dinamica, senza esclusioni di sorta, che dia a tutti, compresi i ceti meno abbienti, gli anziani o i cittadini disabili, accesso a opportunit e servizi. Questi obiettivi vengono conseguiti in vari modi, ad esempio: - incentivando un uso pi razionale dellauto privata e privilegiando il ricorso a veicoli puliti, silenziosi ed efficienti sotto il profilo energetico, alimentati da combustibili derivanti da fonti rinnovabili o alternative; - offrendo una rete ben collegata di trasporto pubblico che garantisca un servizio frequente, regolare, comodo, moderno, a prezzi competitivi; - potenziando la quota di trasporti non a motore (cio luso di biciclette e gli spostamenti a piedi); - sfruttando al massimo luso del territorio; - gestendo la domanda di trasporto attraverso strumenti economici e piani che favoriscano un cambiamento comportamentale e la gestione della mobilit; - garantendo una gestione attiva e integrata, che preveda la partecipazione di tutti i soggetti interessati; - definendo obiettivi quantificati a breve, medio e lungo termine e disponendo di un sistema di monitoraggio efficace. 3. Edilizia sostenibile Per edilizia sostenibile sintende un processo nel quale tutti i soggetti interessati (proprietari, finanziatori, ingegneri, architetti, costruttori, fornitori di materiali, autorit che concedono le licenze ecc.) applichino considerazioni di ordine funzionale, economico, ambientale e qualitativo per costruire e ristrutturare edifici e creare un ambiente edificato che risulti: - gradevole, durevole, funzionale, accessibile, comodo e sano in cui vivere e svolgere attivit, in grado di migliorare il benessere di chiunque entri in contatto con tale ambiente; - efficiente sotto il profilo delle risorse (soprattutto a livello di energia, materiali e acqua), in grado di favorire luso di fonti di energia rinnovabili e che richieda poca energia esterna grazie allo sfruttamento alle acque meteoriche e di falda, al corretto trattamento delle acque di scarico e allimpiego di materiali compatibili con lambiente che si possano riciclare e riutilizzare facilmente, che non contengano sostanze pericolose e che si possano smaltire in sicurezza; - rispettoso dellambiente circostante e della cultura e dei patrimoni locali; - competitivo in termini di costi, soprattutto in una prospettiva a lungo termine (si pensi ad esempio ai costi di manutenzione, alla durabilit e ai prezzi di rivendita). 4. Progettazione urbana sostenibile La progettazione urbana sostenibile un processo nel quale tutti i soggetti implicati (amministrazioni nazionali, regionali e locali, cittadini, organizzazioni di cittadini, ONG, mondo accademico e imprese) lavorano insieme per integrare le considerazioni di ordine funzionale, ambientale e di qualit al fine di progettare e pianificare un ambiente costruito in grado di: - disporre di luoghi gradevoli, particolari, sicuri, sani e di qualit elevata nei quali le persone possano vivere e lavorare e di promuovere un forte senso della collettivit, l'orgoglio, l'eguaglianza sociale, l'integrazione e l'identit; - dar vita a uneconomica dinamica, equilibrata, accessibile a tutti ed equa che possa promuovere il recupero urbano; - trattare il territorio come una risorsa preziosa da utilizzare nel modo pi efficiente possibile, recuperando le aree dismesse e le propriet abbandonate allinterno di una zona urbana, preferibilmente cercando nuovi terreni al di fuori ed evitando la proliferazione urbana (in altri termini, citt compatte e, a livello regionale, decentramento concentrato); - tener conto delle relazioni tra citt e loro hinterland e regioni pi ampie; - garantire che i nuovi sviluppi si trovino in posizioni strategiche, accessibili con i trasporti pubblici e che rispettino lambiente naturale (biodiversit, salute, rischio ambientale); - presentare una densit e unintensit di uso e attivit sufficienti, affinch i servizi come il trasporto pubblico siano efficaci ed efficienti dal punto di vista economico, pur garantendo un ambiente di vita di alta qualit (privacy, spazi 12

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RIF. 2: Verso una strategia tematica sullambiente urbano - Comunicazioni Commissione Europea COM(2004)60 dell11.02. 2004. personali e massima riduzione degli impatti negativi quali il rumore); promuovere l'utilizzo misto del territorio per trarre il massimo vantaggio dai benefici insiti nella prossimit e ridurre cos al minimo la necessit di spostamento tra casa, negozi e luogo di lavoro; vantare una struttura "verde che possa ottimizzare la qualit ecologica dellarea urbana interessata (biodiversit, microclima e qualit dellaria); presentare uninfrastruttura di qualit elevata e ben pianificata, con servizi di trasporto pubblico, strade, percorsi e piste ciclabili finalizzati a promuovere laccessibilit, in particolare per le comunit disagiate, e a sostenere un alto livello di attivit sociali, culturali ed economiche; ricorrere alle strategie pi allavanguardia per il risparmio delle risorse come edifici a basso consumo energetico, trasporti efficienti in termini di combustibili, teleriscaldamento e sistemi di riciclaggio; rispettare e dare impulso al patrimonio culturale e alle comunit esistenti.

In ultimo, appare significativo riportate nella successiva scheda (rif.3) in modo sintetico i contenuti di due Comunicazioni della Commissione Europea: la COM(2001)264 Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile e la COM(2005)658 Riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile - Una piattaforma dazione.

RIF. 3: Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile - Comunicazioni Commissione Europea COM(2001)264 del 15.05.2001 e Riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile - Una piattaforma dazione - Comunicazioni Commissione Europea COM(2005)658 del 13.12.2005. Nei documenti vengono proposti i seguenti obiettivi: 1. Contrastare i cambiamenti climatici e potenziare luso di energia pulita - Limitare i cambiamenti climatici e i loro costi per la societ - L'UE rispetter l'impegno assunto a Kyoto, che tuttavia rappresenta solo un primo passo. In seguito l'UE dovr puntare a ridurre le emissioni di gas a effetto serra in media dell'1% all'anno rispetto ai valori del 1990 fino al 2020. - L'Unione insister affinch gli altri principali paesi industrializzati rispettino gli obiettivi di Kyoto: si tratta di un passo indispensabile per garantire la pi ampia partecipazione internazionale per limitare il riscaldamento globale e adattarsi agli effetti che esso avr. Promuovere la salute pubblica - Promuovere la salute pubblica e migliorare la protezione contro le minacce sanitarie - Rendere la sicurezza e la qualit dei prodotti alimentari l'obiettivo di tutte le parti coinvolte nella catena alimentare. - Garantire, entro il 2020, che la produzione e l'utilizzo delle sostanze chimiche non comportino pericoli significativi per la salute umana e per l'ambiente. - Affrontare i temi relativi alle epidemie di malattie infettive e alla resistenza agli antibiotici. Lottare contro lesclusione sociale e adeguarsi al cambiamento demografico Creare una societ fondata sullinclusione sociale 4. Gestire pi efficacemente le risorse naturali - Salvaguardare la capacit del pianeta di sostenere tutte le diverse forme di vita, rispettare i limiti delle sue risorse naturali e promuovere la produzione e il consumo sostenibili per spezzare il vincolo tra crescita economica e degrado ambientale - Rompere i legami tra crescita economica, utilizzo delle risorse e produzione di rifiuti. - Proteggere e ripristinare gli habitat e i sistemi naturali e arrestare la perdita di biodiversit entro il 2010. - Migliorare la gestione delle attivit di pesca per invertire l'attuale tendenza al calo degli stock ittici e garantire una pesca sostenibile ed ecosistemi marini sani sia all'interno dell'UE che nel mondo intero. Rendere i trasporti pi sostenibili - Garantire che i sistemi di trasporto soddisfino le esigenze economiche e sociali minimizzando al tempo stesso gli effetti indesiderabili sulleconomia, la societ e lambiente - Dissociare in maniera significativa l'aumento dei trasporti dalla crescita del prodotto interno lordo per ridurre la congestione e altri effetti secondari negativi connessi ai trasporti. - Introdurre un cambiamento nell'uso dei trasporti, passando dai trasporti su strada a quelli su rotaia, su vie navigabili e ai trasporti pubblici di passeggeri, affinch la percentuale del trasporto su strada nel 2010 non sia superiore a quella raggiunta nel 1998 (che rappresenta l'anno pi recente per il quale sono disponibili dati). - Promuovere uno sviluppo regionale pi equilibrato riducendo le disparit di attivit economica e mantenendo la sostenibilit delle comunit rurali e urbane, come raccomandato nello Schema di sviluppo dello spazio europeo.

2.

3.

5.

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RIF. 3: Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile - Comunicazioni Commissione Europea COM(2001)264 del 15.05.2001 e Riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile - Una piattaforma dazione - Comunicazioni Commissione Europea COM(2005)658 del 13.12.2005. 6. Lottare contro la povert mondiale e promuovere lo sviluppo - Promuovere attivamente lo sviluppo sostenibile a livello mondiale e garantire che le politiche interne ed esterne dell'Unione europea siano coerenti con lo sviluppo sostenibile globale e gli impegni internazionali dell'Unione

1.1.2.2. Obiettivi generali definiti a livello nazionale

Per quanto riguarda i documenti prodotti a livello nazionale sul tema dello sviluppo sostenibile risulta di particolare rilevanza la Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010 i cui contenuti sono riportati in sintesi nella successiva scheda (rif.4).

RIF. 4: Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010 - parte integrante della delibera CIPE 2 agosto 2002 n. 57 - individua gli strumenti, gli obiettivi, le aree tematiche principali e gli indicatori per monitorarne lo stato di attuazione. I principali obiettivi individuati e articolati secondo le aree tematiche della Strategia sono i seguenti: 1. Clima e atmosfera - Riduzione delle emissioni nazionali dei gas serra del 6,5% rispetto al 1990, entro il periodo tra il 2008 e il 2012, in applicazione del Protocollo di Kyoto; - Estensione del patrimonio forestale per l'assorbimento del carbonio atmosferico; - Promozione e sostegno dei programmi di cooperazione internazionale per la diffusione delle migliori tecnologie e la riduzione delle emissioni globali; - Riduzione dell'emissione di tutti i gas lesivi dell'ozono stratosferico. 2. Natura e biodiversit - Protezione della biodiversit e ripristino delle situazioni ottimali negli ecosistemi per contrastare la scomparsa delle specie animali e vegetali e la minaccia agli habitat; - Riduzione della pressione antropica sui sistemi naturali e sul suolo a destinazione agricola e forestale; - Protezione del suolo dai rischi idrogeologici e salvaguardia delle coste dai fenomeni erosivi; - Riduzione e prevenzione del fenomeno della desertificazione, che gi minaccia parte del nostro territorio; - Riduzione dell'inquinamento nelle acque interne, nell'ambiente marino e nei suoli. 3. Qualit dell'ambiente e qualit della vita negli ambienti urbani - Riequilibrio territoriale ed urbanistico in funzione di una migliore qualit dell'ambiente urbano, incidendo in particolare sulla mobilit delle persone e delle merci; - Riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera al di sotto dei livelli di attenzione fissati dalla U.E.; - Mantenimento delle concentrazioni di inquinanti al di sotto di limiti che escludano danni alla salute umana, agli ecosistemi e al patrimonio monumentale; - Riduzione dell'inquinamento acustico; - Promozione della ricerca sui rischi connessi ai campi elettromagnetici e prevenzione dei rischi per la salute umana e l'ambiente naturale; - Sicurezza e qualit degli alimenti anche attraverso l'adozione del criterio di trasparenza e tracciabilit; - Bonifica e recupero delle aree e dei siti inquinati; - Rafforzamento della normativa sui reati ambientali e della sua applicazione; eliminazione dell'abusivismo edilizio; lotta alla criminalit nel settore dello smaltimento dei rifiuti e dei reflui. 4. Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti - Riduzione del prelievo di risorse naturali non rinnovabili senza pregiudicare gli attuali livelli di qualit della vita; - Promozione della ricerca scientifica e tecnologica per la sostituzione delle risorse non rinnovabili, in particolare per gli usi energetici ed idrici; - Conservazione e ripristino del regime idrico compatibile con la tutela degli ecosistemi e con l'assetto del territorio; - Riduzione della produzione di rifiuti, recupero di materiali e recupero energetico di rifiuti; - Riduzione della quantit e della tossicit dei rifiuti pericolosi.

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1.1.2.3. Obiettivi generali definiti da soggetti non istituzionali

Tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile riconosciuti a livello internazionale, estrema rilevanza hanno gli Aalborg commitments (rif. 5), elaborati in occasione della conferenza Aalborg+10, svoltasi ad Aalborg in occasione del decennale della Carta di Aalborg finalizzata a definire gli impegni (commitments) che, gli Enti locali sensibili alle tematiche dello sviluppo sostenibile, si impegnavano a sottoscrivere e ad attuare nel successivo decennio.

RIF. 5: Aalborg commitments Nel documento vengono proposti i seguenti obiettivi: 1. Governance Rafforzare i processi decisionali tramite una migliore democrazia partecipatoria. - sviluppare ulteriormente la nostra visione comune e a lungo termine per una citt sostenibile. - incrementare la partecipazione e la capacit di sviluppo sostenibile nelle comunit locali e nelle amministrazioni comunali. - invitare tutti i settori della societ locale a partecipare attivamente ai processi decisionali. - rendere le nostre decisioni chiare, motivate e trasparenti. - cooperare concretamente con i confinanti, le altre citt e le altre sfere di governo. 2. Gestione locale per la sostenibilit Mettere in atto cicli di gestione efficienti, dalla loro formulazione alla loro implementazione e valutazione. - rafforzare la Agenda 21 Locale o altri processi locali di sostenibilit, garantendo che abbiano un ruolo centrale nelle amministrazioni locali. - elaborare una gestione integrata per la sostenibilit, basata sul principio di precauzione e in linea con la Strategia Tematica Urbana dellUE in corso di elaborazione. - fissare obiettivi e tempi certi nellambito degli Aalborg Commitments e prevedere e attuare una revisione periodica degli Aalborg Commitments. - assicurare che le tematiche della sostenibilit siano al centro dei processi decisionali urbani e che lallocazione delle risorse sia basata su concreti criteri di sostenibilit. - cooperare con la Campagna delle Citt Europee Sostenibili e i suoi network per monitorare i progressi nel conseguimento dei nostri obiettivi di sostenibilit. 3. Risorse naturali comuni Protezione, conservazione e disponibilit per tutti delle risorse naturali comuni. - ridurre il consumo di energia primaria e incrementare la quota delle energie rinnovabili e pulite. - migliorare la qualit dellacqua e utilizzarla in modo pi efficiente. - promuovere e incrementare la biodiversit, mantenendo al meglio ed estendendo riserve naturali e spazi verdi. - migliorare la qualit del suolo, preservare i terreni ecologicamente produttivi e promuovere lagricoltura e la forestazione sostenibile. - migliorare la qualit dellaria. 4. Consumo responsabile e stili di vita Incentivare un uso prudente ed efficiente delle risorse, incoraggiando un consumo e una produzione sostenibili. - prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti e incrementare il riuso e il riciclaggio. - gestire e trattare i rifiuti secondo le migliori prassi standard. - evitare i consumi superflui e migliorare lefficienza energetica. - ricorrere a procedure di appalto sostenibili. - promuovere attivamente una produzione e un consumo sostenibili, con particolare riferimento a prodotti ecocertificati e del commercio equo e solidale. 5. Pianificazione e progettazione urbana Svolgere un ruolo strategico nella pianificazione e progettazione urbane, affrontando problematiche ambientali, sociali, economiche, sanitarie e culturali per il beneficio di tutti. - rivitalizzare e riqualificare aree abbandonate o svantaggiate. - prevenire una espansione urbana incontrollata, ottenendo densit urbane appropriate e dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. - assicurare una miscela di destinazioni duso, con un buon equilibrio di uffici, abitazioni e servizi, dando priorit alluso residenziale nei centri citt. - garantire una adeguata tutela, restauro e uso/riuso del nostro patrimonio culturale urbano. - applicare i principi per una progettazione e una costruzione sostenibili, promuovendo progetti architettonici e tecnologie edilizie di alta qualit. 6. Migliore mobilit, meno traffico Riconoscere linterdipendenza di trasporti, salute e ambiente e promozione di scelte di mobilit sostenibili. - ridurre la necessit del trasporto motorizzato privato e promuovere alternative valide e accessibili. - incrementare la quota di spostamenti effettuati tramite i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. 15

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RIF. 5: Aalborg commitments - promuovere il passaggio a veicoli con basse emissioni di scarico. - sviluppare un piano di mobilit urbana integrato e sostenibile. - ridurre limpatto del trasporto sullambiente e la salute pubblica. 7. Azione locale per la salute Proteggere e promuovere la salute e il benessere dei cittadini. - accrescere la consapevolezza del pubblico e prendere i necessari provvedimenti relativamente ai fattori determinanti della salute, la maggior parte dei quali non rientrano nel settore sanitario. - promuovere la pianificazione dello sviluppo sanitario urbano, che offre alla nostre citt i mezzi per costituire e mantenere partnership strategiche per la salute. - ridurre le disuguaglianze nella sanit e impegnarsi nei confronti del problema della povert, con regolari relazioni sui progressi compiuti nel ridurre tali disparit. - promuovere la valutazione dellimpatto di salute per focalizzare lattenzione di tutti i settori verso la salute e la qualit della vita. - sensibilizzare gli urbanisti ad integrare le tematiche della salute nelle strategie e iniziative di pianificazione urbana. 8. Economia locale sostenibile Creare e assicurare una vivace economia locale, che promuova loccupazione senza danneggiare lambiente. - adottare misure per stimolare e incentivare loccupazione locale e lo sviluppo di nuove attivit. - cooperare con le attivit commerciali locali per promuovere e implementare buone prassi aziendali. - sviluppare e implementare principi di sostenibilit per la localizzazione delle aziende. - incoraggiare la commercializzazione dei prodotti locali e regionali di alta qualit. - promuovere un turismo locale sostenibile. 9. Equit e giustizia sociale Costruire comunit solidali e aperte a tutti. - sviluppare ed mettere in pratica le misure necessarie per prevenire e alleviare la povert. - assicurare un equo accesso ai servizi pubblici, alleducazione, alloccupazione, alla formazione professionale, allinformazione e alle attivit culturali. - incoraggiare linclusione sociale e le pari opportunit. - migliorare la sicurezza della comunit. - assicurare che alloggi e condizioni di vita siano di buona qualit e garantiscano lintegrazione sociale. 10. Da locale a globale Farsi carico delle responsabilit per conseguire pace, giustizia, equit, sviluppo sostenibile e protezione del clima per tutto il pianeta. - sviluppare ed applicare strategie integrate per la riduzione dei cambiamenti climatici, e adoperarsi per raggiungere un livello sostenibile di emissioni di gas serra. - considerare il ruolo centrale della protezione del clima nei settori dellenergia, dei trasporti, degli appalti, dei rifiuti, dellagricoltura e della forestazione. - diffondere la consapevolezza delle cause e delle probabili conseguenze dei cambiamenti climatici, e integrare azioni di prevenzione nelle nostre strategie per la protezione del clima. - ridurre il nostro impatto sullambiente a livello globale e promuovere il principio di giustizia ambientale. - consolidare la cooperazione internazionale tra le citt e sviluppare risposte locali a problemi globali in collaborazione con altre autorit locali, comunit e ONG.

1.1.3.

Verifica ed integrazione degli obiettivi

Per la verifica (e leventuale integrazione) degli obiettivi generali del Piano stata utilizzata una matrice, riportata nelle pagine seguenti, avente nelle colonne gli obiettivi generali individuati dal Piano e nelle righe gli obiettivi generali di sostenibilit desunti dai riferimenti citati nel progetto ENPLAN della Regione Lombardia. Questi ultimi sono espressi nella matrice in forma sintetica, rispetto a quella completa delle 5 schede annesse al precedente paragrafo e ad esse si rimanda quindi per una visione completa dei contenuti stessi. La simbologia adottata per rappresentare la congruenza o meno tra obiettivi endogeni ed esogeni volutamente semplificata dovendo essere riassuntiva di quanto nel seguito illustrato ed essendo in questa analisi rilevante la verifica dello spirito generale del Piano pi che la verifica puntuale con ciascuno degli obiettivi posti dai diversi riferimenti illustrati. In definitiva nella
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matrice possibile leggere se tra due determinati obiettivi vi congruenza (+), incongruenza (-), indifferenza (0) e se non vi certezza nel rapporto potendo essere questo sia positivo che negativo che nullo (?). E inoltre indicato se il rapporto tra i due obiettivi diretto (D), nel senso che i due obiettivi son applicati alla stessa area tematica ed il rapporto causa-effetto che li lega immediatamente riscontrabile oppure se tale rapporto indiretto (I) nel senso che i due obiettivi sono applicati ad aree tematiche diverse e quindi il rapporto causa-effetto si esplicita attraverso una serie di passaggi intermedi. E inoltre indicato se il rapporto tra i due obiettivi certo oppure se solo potenziale in quanto condizionato dalle modalit con cui si intende perseguirli (P). Lanalisi della rispondenza degli obiettivi generali del Piano definiti nel par. 1.1.1.3 a quelli esogeni sintetizzata nella matrice porta alle seguenti considerazioni:
-

lobiettivo OG.1 del PGT Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche eco-compatibili (sistema insediativo) risulta congruente in maniera diretta od indiretta con la gran parte degli obiettivi esogeni che si sono presi in considerazione. E evidente che tale congruenza risulta strettamente connessa al concetto di contenimento delluso del suolo che vuole sotto-intendere uno sviluppo che massimizzi lintegrazione con il sistema della mobilit, mantenga compatta la forma urbana evitando leccessiva frammentazione dei suoli adibiti allagricoltura e pi in generale al verde. Inoltre attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio esistente attraverso tecniche eco-compatibili presuppone che si tengano in conto le esigenze di tutela e valorizzazione del paesaggio e dellambiente e dei suoi elementi connotativi. Subordinatamente a questa chiave di lettura quindi lobiettivo generale OG.1 ben risponde a quelli posti dai riferimenti considerati sia con riferimento alle tematiche pi direttamente legate allo sviluppo territoriale che con riferimento a quelle pi connesse ai sistemi naturali.

lobiettivo OG.2 del PGT Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato (sistema insediativo) trova particolari livelli di congruenza con gli obiettivi esogeni dettati dal RIF. 2 Verso una strategia tematica sullambiente urbano (Comunicazioni Commissione Europea COM(2004)60) in quanto connesso sia alla gestione urbana sostenibile che a promuovere ledilizia sostenibile che la progettazione urbana sostenibile ovvero a disporre in definitiva di luoghi di vita gradevoli, particolari, sicuri, sani e di qualit elevata nei quali le persone possano vivere e lavorare e di promuovere un forte senso della collettivit, l'orgoglio, l'eguaglianza sociale, l'integrazione e l'identit, dove la densit e lintensit di uso del suolo e le attivit siano sufficienti, affinch i servizi come il trasporto pubblico siano efficaci ed efficienti dal punto di vista economico, pur garantendo un ambiente di vita
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di alta qualit. Particolari livelli di congruenza sono inoltre da sottolineare con il RIF. 4 Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010 (delibera CIPE 2 agosto 2002 n. 57), che ha tra i suoi punti di attenzione lobiettivo di una qualit dell'ambiente e qualit della vita negli ambienti urbani attraverso il riequilibrio territoriale ed urbanistico, la riduzione dell'inquinamento acustico, la promozione dell'utilizzo misto del territorio per trarre il massimo vantaggio dai benefici insiti nella prossimit e ridurre cos al minimo la necessit di spostamento tra casa, negozi e luogo di lavoro ovvero tutti temi riconducibili allobiettivo OG.2 posto dallA.C. di Inzago.
-

lobiettivo OG.3 del PGT Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali (sistema ambientale) evidentemente in linea con gli obiettivi esogeni illustrati nei diversi riferimenti.

lobiettivo OG.4 del PGT Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale (sistema ambientale) anchesso come il precedente pienamente congruente rispetto agli obiettivi esogeni illustrati nei diversi riferimenti nazionali ed internazionali.

lobiettivo OG.5 del PGT Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale (sistema infrastrutturale) risulta essere di particolare sensibilit per il comune di Inzago attraversato dalla strada Padana superiore SS11, strada di rilevanza sovralocale che porta con s tutte una serie di problematiche relative a congestione del traffico, rumore, inquinamento, etc. In questo senso lobiettivo stesso sostanzialmente indirizzato a potenziare il sistema delle mobilit sostenibili (trasporto pubblico, trasporto ciclopedonale, etc.) ed a risolvere alcune specifiche criticit. Rispetto agli obiettivi esogeni definiti dai riferimenti considerati da mettere in evidenza la loro potenziale congruenza con quelli endogeni laddove questi ultimi sono, come sopra specificato, indirizzati a forme di mobilit sostenibile. Particolare attenzione andr poi posta agli effetti degli interventi di carattere sovraordinato affinch, almeno in unottica, di area vasta possano garantire un bilancio complessivamente positivo rispetto alle diverse componenti ambientali.

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MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

RIF.1 - Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta - Sesto Programma di Azione in materia ambientale - Comunicazione Commissione Europea COM(2001)31

Cambiamento climatico: stabilizzare le concentrazioni atmosferiche di gas di serra ad un livello che non generi variazioni innaturali del clima terrestre I P(+) I P(-) I P(+)

D (+)

I P(+)

Natura e biodiversit: proteggere e ripristinare il funzionamento dei sistemi naturali ed arrestare la perdita di biodiversit; proteggere il suolo dall'erosione e dall'inquinamento I P(+) (0)

D (+)

D (+)

I P(+)

Ambiente e salute: ottenere una qualit dell'ambiente in virt della quale il livello dei contaminanti di origine antropica non dia adito ad impatti o a rischi significativi per la salute umana I P(+) I P(+) I P(+) (0)

D (+)

D (+)

I P(+)

Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti: garantire che il consumo delle risorse rinnovabili e non rinnovabili non superi la capacit

I P(?)

D (+)

I P(+)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

di carico dell'ambiente

RIF.2 - Verso una strategia tematica sullambiente urbano - Comunicazioni Commissione Europea COM(2004)60 I (+) I (?) D (+) D(+) (0)

Gestione urbana sostenibile: limitare il pi possibile l'impatto negativo delle aree urbane sui cicli ecologici

Trasporto urbano sostenibile: gestire la domanda di trasporto attraverso strumenti economici e piani che favoriscano un cambiamento comportamentale e la gestione della mobilit, favorire luso di biciclette e gli spostamenti a piedi (0) (0)

(0)

(0)

D (+)

Edilizia sostenibile: favorire unedilizia efficiente sotto il profilo delle risorse, in grado di favorire luso di fonti di energia rinnovabili e che richieda poca energia esterna, rispettosa dellambiente circostante e della cultura e dei patrimoni locali D(+) I P(?)

D P(+)

(0)

(0)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

Progettazione urbana sostenibile:

disporre di luoghi gradevoli, particolari, sicuri, sani e di qualit elevata nei quali le persone possano vivere e lavorare e di promuovere un forte senso della collettivit, l'orgoglio, l'eguaglianza sociale, l'integrazione e l'identit D (+) D (+) D (+) D (+) D (+) D (+)

I P(+)

I P(+)

trattare il territorio come una risorsa preziosa da utilizzare nel modo pi efficiente possibile (0) D (+)

I P(+)

I P(+)

dar vita a uneconomia dinamica, equilibrata, accessibile a tutti ed equa che possa promuovere il recupero urbano I (+) I (+)

I (+)

(0)

(0)

garantire che i nuovi sviluppi si trovino in posizioni strategiche, accessibili con i trasporti pubblici e che rispettino lambiente naturale

(0)

(0)

I P(+)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

presentare una densit e unintensit di uso e attivit sufficienti, affinch i servizi come il trasporto pubblico siano efficaci ed efficienti dal punto di vista economico, pur garantendo un ambiente di vita di alta qualit D (+) D (+) (0)

(0)

(0)

promuovere l'utilizzo misto del territorio per trarre il massimo vantaggio dai benefici insiti nella prossimit e ridurre cos al minimo la necessit di spostamento tra casa, negozi e luogo di lavoro D (+) D (+) (0)

(0)

I P(+)

RIF. 3 - Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile - Comunicazioni Commissione Europea COM(2001)264 e Riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile - Una piattaforma dazione - Comunicazioni Commissione Europea COM(2005)658

Contrastare i cambiamenti climatici e potenziare luso di energia pulita: limitare i cambiamenti climatici e i loro costi per la societ, rispettare il protocollo di Kyoto I P(+) (0)

I(+)

I (+)

D(+)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile (?) (0) (0) I (+)

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

Promuovere la salute pubblica: migliorare la protezione contro le minacce sanitarie

I (+)

Gestire pi efficacemente le risorse naturali: salvaguardare la capacit del pianeta di sostenere tutte le diverse forme di vita, rispettare i limiti di sfruttamento delle sue risorse naturali I (+) (0) D (+)

D (+)

(0)

Rendere i trasporti pi sostenibili: (0) I (+) (0) (0) D P(+)

garantire che i sistemi di trasporto soddisfino le esigenze economiche e sociali minimizzando gli effetti sulleconomia, la societ e lambiente

promuovere uno sviluppo pi equilibrato riducendo le disparit di attivit economica e mantenendo la sostenibilit delle comunit rurali e urbane I(+) D(+)

(?)

(0)

I P(+)

RIF. 4 - Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 2002-2010 - delibera CIPE 2 agosto 2002 n. 57

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile I P(+) (0) I P(+) D (+)

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

Clima e atmosfera: estensione del patrimonio forestale per l'assorbimento del carbonio atmosferico;

I P(-)

Natura e biodiversit:

protezione della biodiversit e ripristino delle situazioni ottimali negli ecosistemi per contrastare la scomparsa delle specie animali e vegetali e la minaccia agli habitat; I(+) (0) D(+) D(+) (0) D(+)

D(+)

(-)

riduzione della pressione antropica sui sistemi naturali e sul suolo a destinazione agroforestale;

D(+)

(0)

Qualit dell'ambiente e qualit della vita negli ambienti urbani: D(+) D(+) I(+) I(+) D(+)

riequilibrio territoriale ed urbanistico in funzione di una migliore qualit dell'ambiente urbano,

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OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

incidendo in particolare sulla mobilit di persone e merci (0) D(?) (0) (0) I P(+)

riduzione dell'inquinamento acustico

mantenimento delle concentrazioni di inquinanti al di sotto di limiti che escludano danni alla salute umana, agli ecosistemi e al patrimonio monumentale; (0) (0) (0)

I P(+)

I P(+)

Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti: riduzione della produzione di rifiuti, recupero di materiali e recupero energetico di rifiuti I(+) (0)

(0)

(0)

(0)

RIF. 5 - Aalborg commitments - conferenza Aalborg+10

Risorse naturali comuni: (0) (0) D(+) D (+) (0)

migliorare la qualit del suolo, preservare i terreni ecologicamente produttivi e promuovere

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

lagricoltura e la forestazione sostenibile (0) (0) (0) (+) (0)

migliorare la qualit dellacqua e utilizzarla in modo pi efficiente I P(+) (0) (0)

ridurre il consumo di energia primaria e incrementare la quota delle energie rinnovabili pulite (+) (0) D(+)

D(+)

I P(+)

promuovere e incrementare la biodiversit, mantenendo al meglio ed estendendo riserve naturali e spazi verdi

D(+)

(0)

Pianificazione e progettazione urbana:

prevenire una espansione urbana incontrollata, ottenendo densit urbane appropriate e dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente D(+) I(+)

D(+)

(0)

I P(+)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

assicurare una miscela di destinazioni duso, con un buon equilibrio di uffici, abitazioni e servizi, dando priorit alluso residenziale nei centri citt. I(+) D(+) (0) D(+) I P(+) (+)

(0)

I P(+)

applicare i principi per una progettazione e una costruzione sostenibili, promuovendo progetti architettonici e tecnologie edilizie di alta qualit

(0)

(0)

Migliore mobilit, meno traffico: I(+) I(+) (0) (0) D(+)

ridurre la necessit del trasporto motorizzato privato e promuovere alternative valide e accessibili (0) I(+)

incrementare la quota di spostamenti effettuati con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta

(0)

(0)

D(+)

Economia locale sostenibile:

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato P = potenziale

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente D = diretta (0) = indifferente/non applicabile (0) D(+) I(+) (0)

(-) = incongruente I = indiretta (?) = incerta

adottare misure per stimolare e incentivare loccupazione locale e lo sviluppo di nuove attivit I(+) (0) (?) I P(+) D(+) I(+)

(0)

sviluppare e implementare principi di sostenibilit per la localizzazione delle aziende.

(0) (0)

(0) (0)

incoraggiare la commercializzazione dei prodotti locali e regionali di alta qualit

1.2.

Verifica di coerenza esterna degli obiettivi generali del Piano La verifica di coerenza esterna degli obiettivi generali una attivit che permette di consolidare gli obiettivi stessi allinterno del contesto programmatico in cui si inserisce il Piano. Lo scopo quello valutare la loro congruenza con quelli dettati da altri strumenti di gestione del territorio, siano essi di livello superiore (ed in questo caso si parla di dimensione verticale della verifica) siano essi di pari livello (ed in questo caso si parla di dimensione orizzontale della verifica) ove per livello si intende sia quello gerarchico che quello territoriale. 1.2.1. Dimensione verticale

La dimensione verticale di verifica degli obiettivi generali del Piano stata eseguita con riferimento agli strumenti di programmazione di maggiore rilevanza tra quelli presentati nel Quadro Programmatico del Documento di Scoping della VAS (cfr. cap. 2.1), ovvero:
-

Piano Territoriale Regionale Piano Territoriale Paesistico Regionale Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Provincia di Milano Piano dArea Martesana - Adda Piano di Indirizzo Forestale della Provincia di Milano

Nel medesimo Quadro Programmatico erano stati evidenziati gli obiettivi generali dei diversi documenti analizzati ed al relativo paragrafo si rimanda quindi per approfondimenti sul tema. Nella matrice riportata nel seguito, utilizzata per sintetizzare la verifica di congruenza tra gli obiettivi del Piano e gli obiettivi degli strumenti di programmazione sovraordinata considerati, nelle colonne si trovano i primi, organizzati nelle cinque voci illustrate nel paragrafo 1.1.1.3, mentre nelle righe si trovano i secondi, espressi in maniera sintetica. Anche in questo caso la simbologia adottata per rappresentare la congruenza o meno tra obiettivi endogeni e quelli sovra-ordinati volutamente semplificata dovendo essere riassuntiva di quanto nel seguito illustrato ed essendo in questa analisi rilevante la verifica della congruenza generale del Piano con la pianificazione sovra-ordinata pi che la verifica puntuale con ciascuno degli obiettivi da essa posti. In definitiva nella matrice possibile leggere se tra due determinati obiettivi vi congruenza (+), incongruenza (-), indifferenza (0) e se non vi certezza nel rapporto potendo essere questo sia positivo che negativo che nullo (?). E inoltre indicato se il rapporto tra i due obiettivi diretto (D), nel senso che i due obiettivi son applicati alla stessa area tematica ed il rapporto causa-effetto che li lega immediatamente riscontrabile oppure se tale rapporto indiretto (I), nel senso che i due obiettivi sono applicati ad aree tematiche diverse e quindi il rapporto causa-effetto si esplicita attraverso una serie di passaggi intermedi. E inoltre indicato se il rapporto tra i due obiettivi certo oppure se solo potenziale in quanto condizionato
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dalle modalit con cui si intende perseguirli (P).


29

Analizzando nel dettaglio la matrice, si pu osservare:


-

lobiettivo OG.1 del PGT Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche eco-compatibili (sistema insediativo) risulta essere direttamente congruente con gli obiettivi di livello sovraordinato volti a (cfr. PTR) rafforzare la competitivit dei territori o a riequilibrare il territorio della regione stessa nonch con quelli del PTCP che ricercano nuova modalit di risposta alle esigenze insediative, evitando il perpetuarsi di alcuni indirizzi che hanno dato risultati negativi sugli assetti territoriali complessivi e che hanno inciso negativamente sulla qualit del paesaggio e dellambiente. Infatti vi una diretta rispondenza tra questo obiettivo e lobiettivo 3 proposto dal PTCP che persegue il Contenimento del consumo di suolo e la compattazione della forma urbana attraverso il recupero di aree dismesse o degradate, lutilizzo delle aree intercluse nellurbanizzato la localizzazione dellespansione in adiacenza allesistente o su aree di scarso valore agricolo e ambientale, il contenimento dei processi di saldatura tra centri edificati, il recupero e la valorizzazione delle aree di frangia urbana.

lobiettivo OG.2 del PGT Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato (sistema insediativo) risulta essere sostanzialmente congruente in maniera diretta od indiretta (o al pi risulta essere indifferente) con agli obiettivi posti dalla pianificazione sovraordinata. I punti di maggior contatto sono quelli riscontrabili con il PTR e con il PTCP laddove entrambi propongono la valorizzazione dellindentit locale attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione, oltrech un miglioramento della condizione di qualit urbana, quale strumento per il consolidamento del tessuto sociale e per il riequilibrio territoriale. Lobiettivo risulta essere anche direttamente congruente con le tematiche pi strettamente connesse agli aspetti naturalistici e di conservazione dei caratteri paesaggistici essendo questi ultimi elementi anche alla base di un miglioramento complessivo della qualit urbana.

lobiettivo OG.3 del PGT Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali (sistema ambientale) trova una buona congruenza con gli obiettivi del PTR, del PTPR, oltre che con quelli del PTCP. Questa corrispondenza trova soprattutto riscontro nella valorizzazione di quelle che sono le specificit del territorio rurale e ambientali che caratterizzano il comune di Inzago, che si identificano come i reali punti di forza di questo territorio.

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lobiettivo OG.4 del PGT Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale (sistema ambientale) risulta indubbiamente congruente con gli obiettivi di settore definiti negli strumenti di programmazione del territorio sovraordinati. In particolare risulta significativa la congruenza diretta con gli obiettivi dettati dal PTPR e con il PTCP della Provincia di Milano, in particolare nellobiettivo relativo alla salvaguardia e al potenziamento della rete ecologica provinciale (cfr. Ricostruzione della rete ecologica provinciale: prevede la realizzazione di una serie di interventi mirati al ripristino della rete ecologica, degli ecosistemi naturali e della biodiversit e alla salvaguardia dei varchi inedificati fondamentali per la costruzione dei corridoi ecologici, ulteriori elementi caratterizzanti il territorio).

lobiettivo OG.6 del PGT Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale (sistema infrastrutturale) trova riscontro indiretto negli obiettivi dettati dal PTR e dal PTCP. Occorre inoltre sottolineare su questo specifico obiettivo la particolare attenzione, come si vedr pi avanti con la definizione delle azioni di Piano, della A.C. di Inzago al tema della ciclabilit, vista anche come strumento intermodale (ferro-bici). Pertanto si prevedono importanti elementi nuovi e di completamento rispetto alla rete esistente, volti anche a garantire una maggiore sicurezza di questa forma di mobilit.

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MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

Piano Territoriale Regionale

Rafforzare la competitivit dei territori della Lombardia dove la competitivit intesa quale capacit di una regione di migliorare la produttivit relativa dei fattori di produzione, aumentando in maniera contestuale la qualit della vita dei cittadini D(+) D(+) D(+)

I(+)

I(+)

Riequilibrare il territorio della Regione attraverso la riduzione dei disequilibri territoriali e la valorizzazione dei punti di forza del territorio in complementariet con i punti di debolezza D(+) D(+)

D(+)

I(+)

I(+)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

Proteggere e valorizzare le risorse della Lombardia intendendo linsieme delle risorse ambientali, paesaggistiche, economiche, culturali e sociali che costituiscono la ricchezza della Regione e che devono essere preservate e valorizzate, anche quali fattori di sviluppo I(+) D(+) D(+)

D(+)

(?)

Piano Territoriale Paesistico Regionale

Conservazione dei caratteri che definiscono l'identit e la leggibilit dei paesaggi della Lombardia (salvaguardia e valorizzazione degli ambiti, elementi e sistemi di maggiore connotazione identitaria, delle zone di preservazione ambientale indicate dal PTR) (?) I(+)

D(+)

D(+)

(0)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

Miglioramento della qualit paesaggistica ed architettonica degli interventi di trasformazione del territorio (sviluppo di un approccio maggiormente propositivo in riferimento alla valorizzazione dei percorsi di interesse paesistico e degli insediamenti storici e tradizionali, alla ricomposizione dei paesaggi rurali, urbani e rurali tramite la rete verde, alla riqualificazione delle situazioni di degrado e al contenimento dei rischi di compromissione del paesaggio come strategia di governo delle trasformazioni) I(+) D(+) D(+) (0) (+) D(+)

D(+)

(0)

Diffusione della consapevolezza dei valori paesaggistici e loro fruizione da parte dei cittadini

D(+)

I(+)

Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Milano D(+) I P(+) D(+) D(+) (0)

Compatibilit ecologica e paesistico-ambientale delle trasformazioni: persegue la sostenibilit delle

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

trasformazioni rispetto alla qualit e quantit di risorse naturali (aria, acqua, suolo, vegetazione) e presuppone per il sistema insediativo la verifica delle scelte localizzative rispetto alle esigenze di tutela e valorizzazione del paesaggio.

Razionalizzazione del sistema della mobilit e integrazione con il sistema insediativo: presuppone la coerenza tra le dimensioni degli interventi e delle funzioni insediate rispetto al livello di accessibilit del territorio, ovvero rispetto a tutte le modalit di trasporto pubblico e privato e alla loro integrazione. (0) (0)

(0)

(0)

D(+)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

Ricostruzione della rete ecologica provinciale: prevede la realizzazione di una serie di interventi mirati al ripristino della rete ecologica, degli ecosistemi naturali e della biodiversit e alla salvaguardia dei varchi inedificati fondamentali per la costruzione dei corridoi ecologici, ulteriori elementi caratterizzanti il territorio. I P(+) I(+) D(+)

D(+)

I P(+)

Contenimento del consumo di suolo e compattazione della forma urbana: lobiettivo concretizzabile attraverso il recupero di aree dismesse o degradate, lutilizzo delle aree intercluse nellurbanizzato, la localizzazione dellespansione in adiacenza allesistente o su aree di scarso valore agricolo e ambientale, il contenimento dei processi di saldatura tra centri edificati, il recupero e la valorizzazione delle aree di frangia urbana. D(+) I(+)

D(+)

D(+)

(0)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

Innalzamento della qualit insediativa e ambientale: persegue il raggiungimento del corretto rapporto tra insediamenti e servizi di uso pubblico attraverso lincremento di aree per servizi pubblici, in particolare a verde, la riqualificazione delle aree degradate, il sostegno ai progetti edilizi di qualit ed ecosostenibili. D(+) D(+) D(+)

I(+)

(0)

Piano dArea Martesana - Adda (0) (0) (0) (0) D(+)

Realizzazione un servizio di trasporto locale efficiente, in grado di offrire agli abitanti lopportunit di raggiungere i luoghi di lavoro e studio, i servizi e i parchi.

Capacit di offrire servizi locali di qualit, occasioni e potenzialit del vivere in una citt, coniugando la qualit della rete di prossimit, ed costruendo unidentit condivisa, in grado di mettere in rete le proprie risorse territoriali. (0) D(+)

(0)

(0)

I P(+)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

Interpretazione delle risorse esistenti come occasioni chiave per migliorare la qualit della vita, rilanciare leconomia locale e aprire spazi e occasioni progettuali rilevanti. D(+) D(+) D(+)

I P(+)

(0)

Favorire la localizzazione di imprese capaci di creare innovazione e ricchezza, istituendo un rapporto sinergico con il contesto locale e con i suoi abitanti, rilanciando spazi di dialogo tra attori pubblici e attori economici locali per governare la pressione insediativa poco qualificante e a integrare le vocazioni produttive locali (0) D(+)

I(+)

(0)

D(+)

Piano di Indirizzo Forestale della Provincia di Milano

Gestione e sviluppo sostenibile del territorio: fissazione dei gas serra, tampone degli inquinanti superficiali delle acque, conservazione della diversit biologica, collegamento con le aree protette. I P(+)

(0)

I(+)

D(+)

(0)

MATRICE DI VERIFICA DEGLI OBIETTIVI GENERALI DEL PGT: DIMENSIONE VERTICALE

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato

OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

(+) = congruente I = indiretta (?) = incerta P = potenziale

(-) = incongruente

D = diretta

(0) = indifferente/non applicabile

Bosco quale sistema economico di supporto ed integrazione dellattivit agricola, ad esempio tramite la produzione di legna da ardere o da destinare a fini energetici diversi. (0) (0) I(+)

I P(+)

(0)

Bosco quale elemento di supporto al disegno del paesaggio ed allo sviluppo di attivit ricreative, sia a scala di azienda agricola con agriturismi e fattorie didattiche, sia a scala locale con boschi urbani e PLIS. (0) (0)

D(+)

D(+)

(0)

1.2.2.

Dimensione orizzontale

Lunico piano da considerare per la dimensione orizzontale di verifica degli obiettivi generali il Piano di Zonizzazione Acustica comunale. In merito a questultimo, come gi evidenziato nel Quadro Conoscitivo (cfr. Documento di Scoping parr. 2.1.8) stato affidato lincarico per la sua predisposizione. Per meglio assicurare la sua congruenza con il nuovo strumento di governo del territorio oggetto della presente VAS, durante le diverse fasi di elaborazione del Piano si quindi attuato un fattivo rapporto di collaborazione tra il professionista incaricato dellattivit e la Amministrazione Comunale in maniera tale che sia garantita la piena integrazione dei documenti da redigere. Una verifica definitiva potr per essere realizzata solo una volta che tutti gli strumenti chiuderanno il loro percorso approvativo. Per quanto riguarda invece il Piano Generale del Traffico Urbano, come evidenziato anche nel Documento di Scoping (cfr. par. 2.2.13) lAmministrazione Comunale di Inzago ha sviluppato un quadro conoscitivo del documento tra la fine del 2005 e gli inizi del 2006, senza peraltro giungere ad una sua formale approvazione.

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1.3.

Individuazione delle alternative di sviluppo Nei successivi paragrafi del Rapporto Ambientale affrontata e descritte una questioni di assoluta rilevanza nella procedura di VAS. Si proceder infatti ad illustrare il percorso, frutto del costante confronto tra progettisti del Piano ed Amministrazione Comunale, che ha portato a definire, gi nelle fasi iniziali del lavoro, quale potesse essere, ovviamente in via di larga massima, lalternativa migliore dal punto di vista concettuale per lo sviluppo del territorio comunale di Inzago (nel senso di pi rispettosa degli obiettivi generali posti alla base del nuovo strumento di pianificazione e quindi - cfr. par. 1.1.3 - anche in grado di garantire la protezione dellambiente e lo sviluppo sostenibile), alternativa da utilizzare poi come riferimento per la definizione degli obiettivi specifici e delle azioni di Piano e quindi per la costruzione del Piano nella sua veste finale. 1.3.1. La valutazione delle possibili alternative di sviluppo

Vengono a questo punto definiti degli scenari di riferimento progettuale in grado di offrire una sintesi di approccio organico e complessivo. Per meglio rendere questo aspetto risultato opportuno articolare lo sviluppo di tali scenari nei tre sistemi fondamentali che strutturano lassetto della citt e del territorio di Inzago e cio in: sistema ambientale, infrastrutturale e insediativo. Il confronto tra differenti scenari propone diversi modelli di crescita. Vengono pertanto definiti due scenari di crescita principali: uno considerando la crescita connessa alla realt urbana dello stato attuale (scenario zero), laltro con la definizione di scenari di crescita connessi al quadro strategico del PGT (scenari di piano). Nello specifico le alternative riguarderanno: scenario zero : mantenimento dellattuale modello di crescita, a partire dalle criticit e opportunit presenti allo stato attuale; scenari di piano: potranno essere molteplici e riguarderanno la costruzione di un nuovo modello di sviluppo, a partire dalle criticit e opportunit presenti ad oggi ed emerse nella fase partecipativa. A fronte di tutto ci, in sede di pianificazione preliminare, si sono valutate una serie di possibili alternative di sviluppo rispetto ai tre sistemi territoriali con lo scopo di individuare quello maggiormente rispondente agli obiettivi generali (cfr. par. 1.1.1.3) che si sono posti a premessa delle scelte del nuovo Piano. I possibili scenari di sviluppo emersi risultano essere successivamente esplicitati in riferimento ai sistemi territoriali individuati.

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Sistema ambientale Il sistema ambientale di Inzago legato i maniera indissolubile alle sue origini di tipico comune rurale dellest milanese. Per tale ragione importante, forse pi che in altri comuni, mantenere intatto il territorio agricolo cercando di valorizzarlo. Pertanto in riferimento al sistema ambientale si sono sviluppate diverse alternative di sviluppo che possono essere suddivise in tre grandi tematiche: 1. lambiente ed il territorio agricolo: rappresenta questa una componente essenziale allinterno del nuovo piano; 2. la discarica: posizionata immediatamente a nord di Inzago, sul sito denominato zona cascina Redenta, sono state storicamente autorizzate tre cave, chiamate: lotto A (a ridosso delle case attualmente coltivata a prato ma nella fase di riempimento non sono stati presi accorgimenti per evitare linquinamento della falda); lotto B (anchessa completata, a circa 200 mt dalle case, produce biogas usato per la produzione di energia elettrica e attualmente si presenta come una collinetta inerbita e piantumata) e lotto C (ex cava, a circa 700 mt dal centro abitato, da cui veniva estratta ghiaia, in cui stato autorizzato nel 2005 limpianto di una discarica). 3. i canali, i percorsi interpoderali e le cascine: si presentano come importanti segni caratterizzanti il territorio comunale di Inzago. Per ognuna di queste tematiche si propongo differenti scenari strategici di sviluppo presentati in seguito. 1. Lambiente ed il territorio agricolo: - Scenario 0 - mantenimento e conservazione del territorio agricolo: conservazione dello stato attuale del territorio agricolo, senza andare ad intaccarlo con nuove urbanizzazione ma non viene presentato nessun nuovo apporto strategico e migliorativo allo stesso; - Scenario 1 ricerca di ambiti agricoli sui quali sia possibile unurbanizzazione: il territorio agricolo non presenta ovunque la stessa valenza ambientale, per tale ragione gli ambiti di minor valore agricolo, adiacenti allurbanizzato potranno essere edificati; - Scenario 2 - tutela assoluta per tutto il territorio agricolo: ricerca di uno strumento di tutela tale per cui il territorio agricolo non potr pi essere compromesso; in aggiunta alla tutela saranno previste opere di valorizzazione dello stesso. 2. La discarica: - Scenario 0 - situazione attuale: situazione odierna delle discariche;
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- Scenario 1 aumento dellarea della discarica: possibilit di aumentare larea della discarica; - Scenario 2- valorizzazione agricola: definizione di progetti che prevedano soluzioni di miglioramento ambientale ai fini di limitare limpatto che la stessa ha sul territorio agricolo; si prevede un conversione dellarea a parco urbano e linserimento di impianti che sfruttino lenergia alternativa (pannelli fotovoltaici). 3. I canali, i percorsi interpoderali e le cascine: - Scenario 0 - situazione attuale: mantenimento della situazione attuale qualitativamente non buona dei percorsi interpoderali e dei canali; - Scenario 1 - riqualificazione puntuale: individuazione delle emergenze e di una puntuale riqualificazione, sia per i percorsi interpoderali che per i canali; - Scenario 2 - messa a sistema dei canali, dei percorsi interpoderali e delle cascine: valorizzazione dei diversi componenti al fine di creare un sistema che veda linterazione di questi elementi. Sistema infrastrutturale Gli scenari proposti per una pi facile lettura sono stati articolati rispetto ai tre livelli di mobilit: 1. sovra locale: vengono valutati i progetti e le previsioni a livello sovra locale che influiranno sulla viabilit del comune di Inzago, che di fatto non lo vedono come diretto protagonista di grandi progetti viabilistici, tuttavia nel suo immediato intorno si assister nel corso degli anni ad un netto cambiamento della viabilit, di cui risulta opportuno valutarne i possibili effetti; 2. locale; 3. viabilit ciclopedonale. Per ognuno di questi livelli si propongo differenti scenari strategici di sviluppo presentati in seguito 1. mobilit sovra locale: - Scenario 0 - situazione attuale: scenario che rappresenta la attuale situazione della viabilit a livello sovra locale e con le relative ripercussioni a livello locale; - Scenario 1 - realizzazione di tutte le possibili opere infrastrutturali migliorative: a differenza dello scenario 1, di tipo settoriale, tale scenario vede come possibile miglioramento della viabilit, la realizzazione nel loro insieme di tutti gli interventi sopracitati; - Scenario 2 riqualificazione o eventuale progettazione di nuova viabilit settoriale: proposta di realizzazione di due tratti di circonvallazione -a sud ovest
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(tratto1) ed a sud est (tratto 2) del nucleo urbanizzato- oltre alla riqualificazione del tratto a nord come completamento circonvallazione; inoltre viene valutata la possibilit di realizzare una strada a sud del comune di Inzago, esterna al suo territorio comunale che sgravi il traffico allinterno del comune e sulla SP11. 2. mobilit locale: - Scenario 0 - situazione attuale: scenario che rappresenta lodierna rete viabilistica locale e le relative problematiche connesse; - Scenario 1 pedonalizzare il centro storico: pedonalizzazione di tutto il centro storico sgravandolo cos dal grande flusso veicolare che attualmente lo investe; - Scenario 2 - realizzare per il centro storico la zona 30: realizzazione in tutto il centro storico della zona 30, definendo le porte di accesso e regolandone la viabilit. 3. mobilit ciclopedonale: - Scenario 0 - situazione attuale: la rappresentazione dellattuale rete ciclopedonale del comune di Inzago; - Scenario 1 - recepimento dei progetti ciclopedonali di MIBici: realizzazione della viabilit ciclopedonale prevista allinterno del progetto MIBici; - Scenario 2 - nuova viabilit ciclopedonale: si considera la possibilit di sviluppare ulteriori percorsi ciclopedonali utili alla connessione locale, integrando cos le previsioni del MIBici. Sistema insediativo Gli scenari di sviluppo per il sistema insediativo sono definiti attraverso tre grandi tematiche: 1. il territorio urbanizzato 2. la qualit dellabitare 3. ledilizia residenziale sociale Per ognuna di queste tematiche si propongo differenti scenari strategici di sviluppo presentati in seguito. 1. Il territorio urbanizzato: - Scenario 0 - situazione attuale: tale scenario rappresenta la situazione attuale ponendo attenzione al mantenimento dei luoghi; - Scenario 1 - sviluppo urbanizzato: vengono individuati tutti i possibili ambiti liberi in cui possibile sviluppare nuovi insediamenti;

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- Scenario 2 - riqualificazione dellurbanizzato: si considera la possibilit di non sviluppare ulteriori aree urbanizzate ma di puntare sulla riqualificazione dellesistente -la citt consolidata e la citt storica-. 2. la qualit dellabitare: - Scenario 0 - situazione attuale di monofunzionalit: scenario che rappresenta la situazione attuale del sistema insediativo comunale evidenziando la larga diffusione di un sistema insediativo a carattere monofunzionale; - Scenario 1 - creazione di nuovi luoghi: vengono individuati nuovi ambiti in cui possibile realizzare un mix funzionale o nuove funzioni di eccellenza; - Scenario 2 - valorizzare lesistente: viene valutata la possibilit di valorizzare il sistema esistente creando un mix funzionale. 3. ledilizia residenziale sociale - Scenario 0 - situazione attuale: non c bisogno di creare nuova residenza sociale; - Scenario 1 - scelta ad hoc dei nuovi ambiti per il sociale: scenario ridotto in cui si considera la possibilit di destinare alla residenza sociale solamente alcuni degli ambiti individuati nel precedente scenario; - Scenario 2 - creazione di nuovi luoghi ove possibile: individuazione di nuovi ambiti in cui inserire residenza sociale. Nella seguente matrice, che riporta nelle colonne gli obiettivi generali del nuovo Piano e nelle righe gli scenari descritti, la congruenza delle alternative di sviluppo rispetto agli obiettivi valutata in maniera qualitativa attraverso una semplice simbologia. Come possibile osservare lo scenario 2, grazie alla particolare attenzione al controllo dello sviluppo insediativo ed alla contemporanea attenzione alla pianificazione degli aspetti ambientali e paesaggistici ottiene una performance migliore rispetto alle altre 2 ipotesi ed quindi con riferimento a questo schema concettuale che ci si mossi per la definizione delle azioni di Piano.

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SCENARI 2
(0) (-) (+) / ?

SCENARI 1

SCENARI 0

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili.

MATRICE DI VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE DI SVILUPPO

(0) = indifferente (+) = positivo


(-) (0) /? (-) (0) /? (+) (+)

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato. OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali.

(-) = negativo
(+) (+) / ?

(0) / ? (-) (+) / ?

(+) / ?

OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

(?) = incerto

OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale

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1.4.

Definizione degli obiettivi specifici, delle relative azioni ed alternative di Piano Il Piano di Governo del Territorio lo strumento principe della pianificazione comunale che definisce lassetto dallintero territorio comunale attraverso i tre atti che lo costituiscono ovvero il Documento di Piano, il Piano dei Servizi ed il Piano delle Regole. Complessi e molteplici sono gli obiettivi specifici e quindi le azioni che esso deve prevedere, con rilevanti effetti sia sul sistema territoriale insediativo che sul sistema della viabilit e dei trasporti che sul sistema paesistico ambientale, anche se vi da tener conto che, per parte di queste azioni (ed in particolare per quelle relative al sistema della mobilit ed al sistema paesistico ambientale), la pianificazione comunale in realt da concertarsi con gli Enti amministrativi sovra-comunali coinvolti. Nel seguito illustrato il percorso che ha portato alla definizione dapprima degli obiettivi specifici e poi delle azioni del nuovo Piano. 1.4.1. Dagli obiettivi generali agli obiettivi specifici

I cinque obiettivi generali presentati nel par. 1.1.1.3, sono stati articolati in 15 obiettivi specifici organizzati rispetto ai tre sistemi territoriali di riferimento (cfr. Tabb. 1.1, 1.2 e 1.3): ambientale, infrastrutturale ed insediativo. A margine occorre sottolineare che, in linea di principio, il PGT ha tre strumenti diversi utilizzabili per il conseguimento degli obiettivi specifici: in primis, il suo dimensionamento, ovvero, ad esempio, le previsioni di sviluppo della popolazione nonch della modifica delle modalit abitative (v. rapporto m3/abitante o stanze/abitante) che sono utilizzati per valutare gli incrementi insediativi volumetrici, in secondo luogo lazzonamento che incide direttamente sui possibili usi di una certa porzione di territorio, ed infine la normativa che specifica, ed esempio, gli interventi possibili nelle diverse aree individuate attraverso lazzonamento. Grande importanza riveste anche un altro documento strettamente connesso al PGT, anche se non sua parte integrante: il Regolamento edilizio. E rispetto quindi a tali possibili strumenti che la VAS deve esercitare la sua funzione di supporto alla pianificazione con ci dovendo andare anche oltre a quanto stabilito dallart. 4 LR 12/05 che fa riferimento alla valutazione ambientale strategica del solo Documento di Piano.

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ID OS.01 OS.02 OS.03 OS.04 OS.05 OS.06

obiettivo specifico Valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale quale elemento attrattivo di servizi ed attivit economiche di qualit, anche attraverso la promozione di buone pratiche. Creazione di un sistema verde continuo attraverso il rafforzamento della rete ecologica esistente e la ricomposizione paesistica delle aree periurbane ed ambientalmente compromesse. Salvaguardia e valorizzazione delle aree agricole e delle attivit ad esse legate. Promuovere lofferta integrata di funzioni turistico-ricettive sostenibili mettendo a sistema le risorse ambientali e paesaggistiche esistenti. Valorizzazione, salvaguardia e gestione del patrimonio idrico presente sul territorio. Riequilibrio ambientale e valorizzazione paesaggistica dei territori destinati alla realizzazione del PLIS.

Tab. 1.1: Obiettivi specifici - sistema ambientale

ID OS.07 OS.08 OS.09 OS.10

obiettivo specifico Razionalizzazione del sistema infrastrutturale della mobilit nel suo complesso, favorendo linterscambio modale. Nuovo disegno della viabilit urbana al fine di limitare lattraversamento veicolare della citt e soprattutto della parte storica prevedendo aree ad accesso limitato ed a velocit ridotte. Adeguamento e potenziamento della rete ciclabile locale e sovra locale. Mettere in sicurezza e potenziare i collegamenti pedonali tra i vari servizi/poli della citt anche attraverso il ridisegno degli spazi pubblici e la creazione di percorsi protetti.

Tab. 1.2: Obiettivi specifici - sistema infrastrutturale

ID OS.11 OS.12 OS.13

obiettivo specifico Rivitalizzazione e riqualificazione delle aree degradate/dismesse e recupero del patrimonio edilizio non utilizzato attraverso meccanismi incentivanti. Tutela, valorizzazione e conservazione del patrimonio storico anche attraverso la ricerca di caratteri identitari dei vari luoghi allinterno della popolazione. Prevenire unespansione urbana incontrollata a favore di un modello urbano compatto ed unitario a contenimento del consumo di suolo e che cerchi di favorire un mix funzionale equilibrato che faciliti una maggiore vivibilit degli spazi. Perseguire una pianificazione sostenibile promuovendo una progettazione di qualit, incentivando le prestazioni ecologiche degli edifici. Riarticolare lofferta insediativa anche rispetto alla ridistribuzione e alla rifunzionalizzazione dellesistente in modo si crei un tessuto occupazionale locale.

OS.14 OS.15

Tab. 1.3: Obiettivi specifici - sistema insediativo

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1.4.2.

Dagli obiettivi specifici alle macro-azioni ed alle azioni prioritarie

A partire dagli obiettivi specifici illustrati al precedente paragrafo, sono stati individuate 25 macro-azioni, organizzate, cos come gli obiettivi specifici, rispetto ai tre sistemi territoriali di riferimento, e riportate nelle tabelle successive (cfr. Tabb. 1.4, 1.5 e 1.6) Il passaggio attraverso il sistema delle macro-azioni funzionale alla realizzazione di una pi efficace analisi degli effetti del Piano. In questo modo infatti possibile strutturare le analisi stesse per macro categorie di interventi evitando cos una loro eccessiva frammentazione ed un dettaglio non richiesto in questa sede.

ID MA.01 MA.02 MA.03 MA.04 MA.05 MA.06 MA.07 MA.08 MA.09 MA.10

macro-azione Valorizzazione e protezione del Canale Villoresi Recupero a fini agricoli, definizione del limite di cava e mitigazione ambientale Riconversione della cava a verde ed azioni di rimboschimento in parte di essa Creazione di una connessione con il sistema verde agricolo Possibilit di inserimento di campi fotovoltaici per lutilizzo di energia alternativa Realizzazione di un parco urbano Opere di progettazione di aree a verde e di mitigazione ambientale Previsione di nuove piantumazioni Previsione di ambiti di rimboschimento Salvaguardia dei varchi per le connessioni ambientali

Tab. 1.4: macro-azioni del sistema ambientale

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ID MA.11 MA.12 MA.13 MA.14 MA.15 MA.16 MA.17

macro-azione Creazione di una pista ciclopedonale che costeggia il canale Progettazione porta di accesso allambito oggetto di riqualificazione Strade secondarie da sottoporre a riqualificazione Progettazione piste ciclopedonale Definizione di porte dingresso alla citt storica Creazione di zone 30 Recupero della viabilit interpoderale

Tab. 1.5: macro-azioni del sistema infrastrutturale

ID MA.18 MA.19 MA.20 MA.21 MA.22 MA.23 MA.24 MA.25

macro-azione Previsione di residenza compensativa, di completamento e sociale Progettazione di residenziale sociale Tutela degli edifici Recupero di edifici degradati Riqualificazione delle cascine Progettazione di nuovi impianti ludico ricreativi Progettazione di edilizia residenziale di completamento Previsione di un ambito di trasformazione a funzione industriale/artigianale a completamento dellesistente.

Tab. 1.6: macro-azioni del sistema insediativo

Conseguentemente alle macro-azioni vengono individuate delle azioni definite prioritarie, che anche in questo caso vengono di seguito esplicitate in base ai tre sistemi territoriali di riferimento (Tab. 1.7)

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Azioni prioritarie Campi fotovoltaici Parchi pubblici di progetto PLIS

Sistema ambientale Sistema infrastrutturale


Sistema insediativo
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Area di verde di frangia urbana e Green Belt Riconversione della cava a funzione verde Aree sottoposte a rimboschimento Recupero a fini agricoli Corridoi ecologici Connessioni ambientali Riqualificazioni ed ambientazioni delle strade bianche Riqualificazione dei canali Strade principali con riqualificazione gi approvata Strada principale da sottoporre a riqualificazione (SS 11 tratto urbano) Variante alla SS 11 Strade secondarie da sottoporre a riqualificazione Prolungamento della Cassanese Ciclopedonali di progetto Ciclopedonale Nord di progetto Ciclopedonale Sud di progetto Riqualificazione strade bianche Zone 30 con porte di accesso Porte urbane Risagomatura dei bordi urbani Ambiti di trasformazione Ambiti di recupero degli insediamenti agricoli Ambiti di trasformazione della citt storica Ambiti di completamento residenziale Ambiti di trasformazione residenziale Ambiti di trasformazione residenziale di carattere compensativa Ambiti di trasformazione residenziale di carattere sociale Ambiti di trasformazione artigianali/produttive Ambiti di trasformazione per funzioni di eccellenza Ambiti di trasformazione esistenti Ambiti di riqualificazione delle cascine a scopo ludico ricreativo

Tab. 1.7: azioni prioritarie dei tre sistemi di riferimento

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1.5.

Gli effetti ambientali e la sostenibilit del Piano Oggetto del presente capitolo la stima degli effetti ambientali e della sostenibilit generale delle azioni previste dal Piano di Governo del Territorio di Inzago, con riferimento alle diverse componenti ambientali elencate dalla direttiva CE 2001/42 ed ai criteri di sostenibilit derivati dalla letteratura internazionale. Si tratta quindi di uno dei momenti pi significativi del processo di valutazione che completa lanalisi svolta nei precedenti capitoli, incentrata sostanzialmente sulla verifica della sostenibilit degli obiettivi generali del Piano, passando ad analizzare pi nel dettaglio le azioni di Piano e la loro incidenza nei confronti delle diverse componenti ambientali e nei confronti dellobiettivo complessivo dello sviluppo sostenibile del territorio. Il passaggio tuttaltro che banale in quanto, pur avendo verificato precedentemente la congruenza complessiva degli obiettivi di Piano con i criteri di sostenibilit generale, necessario comunque scendere al dettaglio delle azioni di Piano, perch non escluso che azioni generate da un obiettivo sostenibile conducano da una parte agli effetti desiderati per cui sono state messe in atto, ma dallaltra abbiano una serie di effetti indesiderati che debbono essere misurati unitamente ai primi in una ottica di valutazione complessiva. Lo stesso discorso pu essere fatto con riferimento alla compatibilit ambientale di una certa azione. Ad esempio: la realizzazione di un parcheggio di interscambio nei pressi di una stazione ferroviaria sicuramente una azione rispettosa del criterio di sostenibilit che punta a favorire il trasporto pubblico con ci favorendo anche una minore emissione di inquinanti in atmosfera ed un conseguente miglioramento della qualit dellaria. Daltro canto per una valutazione complessiva degli effetti dellopera occorrer verificare che essa non causi un eccessivo consumo di suolo, o intacchi un ambiente urbano particolarmente rilevante degradando il paesaggio, etc. 1.5.1. Gli effetti ambientali del Piano

Nel precedente par. 1.4.2 sono state illustrate le macro-azioni e le conseguenti azioni prioritarie previste dal Piano di Governo del Territorio di Inzago unitamente al percorso da cui esse sono derivate, percorso che ha tenuto conto degli intendimenti della Amministrazione Comunale, di quanto emerso dal processo di partecipazione oltrech delle analisi della realt territoriale, sociale ed economica presente (e delle tendenze in atto), degli indirizzi per lo sviluppo sostenibile definiti dalla comunit internazionale e dagli strumenti di pianificazione sovracomunale. Nel seguito, si intende affrontare, il tema della stima degli effetti ambientali del Piano sulle componenti ambientali definite dallallegato I della direttiva CE 2001/42, componenti ambientali riassunte in 6 macro-voci per ognuna delle quali, sulla base di quanto emerso dal Documento di Scoping, per meglio identificare gli effetti maggiormente significativi in questo
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contesto territoriale, si sono messi in evidenza i temi rilevanti. Resta inteso che questi temi
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rilevanti risultano utili per evidenziare la eventuale particolare criticit di un effetto ma che questultimo viene comunque caratterizzato con riferimento alla totalit dei temi che contraddistinguono una particolare componente ambientale. Le 6 macro-voci di cui si detto sono:
-

CA.1 Aria e fattori climatici. Sono stati individuati come temi rilevanti lappartenenza del territorio comunale ad un ambito che, pur non essendo riconosciuto di massima condizione di allarme, presenta indubbiamente diverse criticit sia con riferimento alle emissioni che alle concentrazioni degli inquinanti e quindi allesposizione della popolazione e dei beni naturali ed ambientali e quindi la volont della Amministrazione Comunale di contribuire in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento di questa condizione.

CA.2 Acque superficiali e sotterranee. Sono stati individuati come temi rilevanti la volont di preservare e, se possibile, migliorare la qualit ambientale del ricco reticolo idrografico ed il suo valore naturalistico e paesaggistico. Le reti per la distribuzione dellacqua potabile e la raccolta delle acque di scarico del Comune di Inzago coprono lintera superficie urbanizzata e non sono presenti situazioni di criticit.

CA.3 Suolo e sottosuolo. Sono stati individuati come temi rilevanti la salvaguardia e la valorizzazione dei suoli liberi, oltre alla tutela e al consolidamento delle aree rurali. E inoltre previsto il recupero ambientale dellex cava al fine di ridurne limpatto negativo allinterno del territorio comunale.

CA.4 Flora, fauna, biodiversit ed ecosistemi. E stato individuato come tema rilevante la necessit di salvaguardare e favorire lo sviluppo della Rete Ecologica, attraverso il mantenimento e la creazione di nuovi varchi. Ai margini dellurbanizzato infatti prevista una cintura verde, che ridefinisce i margini urbani della citt consolidata. E inoltre prevista listituzione di un PLIS con lintento di preservare quegli ambiti di significativo valore naturalistico-ambientale, che vede coinvolti oltre al comune di Inzago i comuni di Pozzuolo Martesana, Melzo e Bellinzago Lombardo.

CA.5 Paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale. E stato individuato come tema rilevante lappartenenza del territorio allunit di paesaggio dellalta pianura irrigua orientale ove va assicurato il rispetto per loriginalit del paesaggio caratterizzato da una grande ricchezza di acque superficiali -naviglio Martesana e canale Villoresi, da cui derivano i numerosi cavi, rogge e canali di adduzione-. Lungo questi si sviluppano interessanti percorsi paesistici dal momento che numerose risultano essere le ville e i relativi parchi storici.

CA.6 Salute umana. Sono stati individuati come temi rilevanti la possibile esposizione della popolazione a inquinamento atmosferico generato localmente da congestione del traffico, a fonti eccessive di rumore, e ad inquinamento di tipo elettromagnetico

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nonch, pi in generale la volont di evitare leccessiva commistione fra le attivit produttive pi moleste e gli insediamenti residenziali Evidentemente la Valutazione Ambientale Strategica non pu e non deve definire limpatto delle diverse azioni previste dal Piano sulle diverse componenti ambientali con il dettaglio che tipico di una Valutazione di Impatto Ambientale perch, proprio per sua natura, essa atta a valutare il complesso delle previsioni del Piano e quindi, la sua tendenza generale a muoversi nella direzione della compatibilit ambientale e dello sviluppo sostenibile, essendo rimandati alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, gli approfondimenti dovuti nei casi previsti dalla normativa vigente in materia.

Tab. 1.8: Differenze tra la VIA e la VAS (Manuale per la valutazione di piani e programmi dei fondi strutturali CE, Commissione europea, DG XI, 1998) In linea generale, in primo luogo possibile affermare che gli effetti del Piano sulle componenti ambientali possono dipendere pi o meno direttamente dalla localizzazione spaziale di una certa azione. Ad esempio, la previsione di un nuovo insediamento di tipo residenziale, indipendentemente dalla sua localizzazione, avr un probabile impatto negativo (pi o meno significativo) sulla qualit dellaria in quanto fonte di emissioni di inquinanti derivanti dai processi di combustione necessari per il riscaldamento degli edifici e per la produzione di acqua calda sanitaria. Non invece detto che lo stesso intervento abbia un impatto diretto negativo rilevante sulla flora e sulla fauna locale essendo questo strettamente connesso alla sua posizione specifica sul territorio. Emerge quindi evidente la necessit per la valutazione di due momenti di analisi distinti, uno di carattere qualitativo che individua gli effetti di una determinata azione anche a prescindere dalla sua collocazione spaziale e uno di carattere cartografico che individua gli effetti di una determinata azione in relazione alla sua specifica posizione sul territorio. Per questo secondo aspetto saranno utilizzate tecniche di map-overlay che ben permettono di evidenziare le interferenze tra azioni di Piano e gli elementi significativi presenti sul territorio.
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1.5.1.1. Effetti ambientali generali

Per quanto riguarda gli effetti generali delle azioni previste dal Piano, appare necessaria una caratterizzazione di massima dei potenziali effetti delle azioni previste dal Piano sulle 6 macro componenti ambientali. Questo permetter di focalizzare lattenzione sulle sole azioni con effetti negativi rilevanti e meglio definire le possibili opere di mitigazione e/o compensazioni pi adatte per ciascuno degli effetti indesiderati previsti. E bene notare che, in questa sede, per effetti di una determinata azione, si intendono sostanzialmente quelli derivanti dal suo esercizio e non quelli derivanti dalle eventuali attivit di cantiere necessarie per la sua realizzazione. Per la stima degli effetti ambientali si far riferimento al set di macro-azioni (cfr. par. 1.4.2) che di fatto rappresentano il complesso delle azioni di Piano. La sintesi degli effetti generali delle azioni del Piano riportata nella matrice successiva che riporta nelle colonne le sei componenti ambientali e nelle righe il complesso delle macro-azioni individuate dal Piano. La schematizzazione dei possibili effetti qui utilizzata fa riferimento al Manuale per la valutazione di piani e programmi dei fondi strutturali CE secondo il quale gli effetti possono essere negativi (-), positivi (+), nulli (0) o non noti (?) ed inoltre possono essere distinti in potenziali (P), mitigabili (M) e compensabili (C). Per comodit di analisi le macro-azioni sono state inoltre organizzate nei tre sistemi fondamentali di riferimento: ambientale, infrastrutturale e insediativo. Macro-azioni del sistema paesistico ambientale Macro-azioni da MA.01 a MA.10 Tutte le macro-azioni previste dal PGT che fanno riferimento al sistema paesistico ed ambientale sono sostanzialmente volte a tutelare e sviluppare il sistema stesso. Per questo motivo non possono che avere effetti sostanzialmente positivi (o al limite nulli) su tutte le componenti ambientali considerate. Macro-azioni del sistema infrastrutturale La Macro-azioni MA.13 riguarda la riqualificazione di strade secondarie. Gli effetti di questa riqualifica hanno come obiettivo generale la fluidificazione del traffico veicolare ed il generale miglioramento dellefficienza della rete stradale. Pertanto questa azione risulta avere sulla componente ambientale aria e fattori climatici (CA.1) effetti positivi [(+)] grazie alla diminuzione delle emissioni derivanti dai cicli di combustione degli autoveicoli (anche se non certo continuando a favorire con questo genere di interventi il trasporto privato che si potr giungere ad un complessivo miglioramento della componente ambientale). Per quanto riguarda invece la componente ambientale acque superficiali e sotterranee (CA.2) gli effetti potrebbero essere negativi laddove la nuova riqualificazione andasse a toccare il reticolo idrico esistente. Effetti negativi di minore rilevanza potrebbero poi aversi a
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causa dalla possibile contaminazione della falda causata dalla infiltrazione delle acque di dilavamento delle superfici impermeabilizzate o, di converso, dalla mancata ricarica della falda. Per mitigare gli eventuali effetti negativi generati possono essere utilizzate tecniche di ingegneria naturalistica volte al mantenimento della continuit ecosistemica. Complessivamente leffetto sar quindi potenzialmente negativo ma mitigabile [P(-)M] con riferimento agli impatti derivanti dalla specifica collocazione del singolo ambito di trasformazione e negativo [(-)] con riferimento al resto degli effetti (in vero di minore rilevanza). Per quanto riguarda la componente ambientale suolo e sottosuolo (CA.3), vi sono degli effetti negativi causati dalleventuale consumo dovuto alla riqualificazione. Ulteriori possibili effetti negativi potrebbe inoltre registrarsi a causa della frammentazione della continuit del suolo non antropizzato con conseguente possibile compromissione di habitat ed ecosistemi e delle aree dedicate allattivit rurale. Per mitigare e/o compensare gli eventuali effetti negativi, le principali azioni da intraprendere sono lutilizzo di metodi di ingegneria naturalistica per il ripristino della continuit ecologica ed ecosistemica. Complessivamente leffetto sar quindi potenzialmente negativo ma mitigabile [P(-)M] con riferimento agli impatti derivanti dalla specifica collocazione del singolo ambito di trasformazione e negativo [(-)] con riferimento al consumo della risorsa stessa. Le componenti ambientali flora e fauna, biodiversit ed ecosistemi (CA.4) e paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale (CA.5) non dovrebbero essere soggette ad effetti negativi causati in quanto di fatto si tratta di infrastrutture gi esistenti soggette ad interventi di riqualificazione. Complessivamente leffetto sar quindi nullo o al limite potenzialmente negativo ma mitigabile e/o compensabile [P(-)MC]. In analogia a quanto detto per la componente ambientale aria e fattori climatici (CA.1), anche sulla componente salute pubblica (CA.6) dovrebbero registrarsi principalmente effetti positivi [(+)] causati dalla fluidificazione del traffico generale e dal miglioramento dellefficienza della rete stradale risultante. Le Macro-azioni MA.11, MA.14 e MA.17 definiscono azioni di incentivazione e potenziamento della rete ciclopedonale legato alla fruizione anche come modalit di interscambio con il sistema ferroviario esistente e il recupero della viabilit interpoderale. La definizione di una viabilit pedonale e ciclabile e tutte le soluzioni infrastrutturali volte a garantire la sicurezza per la circolazione di pedoni e biciclette cos come il recupero della viabilit interpoderale, non pu ovviamente che avere un complessivo effetto positivo (o al limite nullo) su tutte le componenti ambientali. Una certa attenzione dovr esclusivamente essere rivolta ad evitare che con ci si generi una eccessiva antropizzazione dei luoghi con conseguenti potenziali effetti negativi su flora e fauna.

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Le Macro-azioni MA.12, MA.15 e MA.16 prevedono listituzione di zone 30 e la creazione di accessi allinterno della citt consolidata questo non potr che generare un effetto positivo o al limite nullo su tutte le componenti ambientali considerate. Macro-azioni del sistema territoriale insediativo Le Macro-azioni MA.18, MA.19, MA.23, MA.24 e MA.25 individuano degli ambiti di trasformazione con specifiche destinazioni funzionali: residenza, produttivo e servizi alla persona. La componente ambientale aria e fattori climatici (CA.1) risulta essere soggetta ad effetti negativi generati essenzialmente dalle immissioni in atmosfera derivanti dai sistemi di riscaldamento e refrigeramento e da quelli per la produzione di acqua calda sanitaria e dalle immissioni in atmosfera derivanti dalla domanda di mobilit generata dai nuovi insediamenti (con ricadute su salute pubblica, mondo animale e vegetale, beni materiali e patrimonio culturale, etc.). Per le attivit produttive, inoltre, impatti negativi derivano anche dalle emissioni derivanti dai cicli lavorativi. Per mitigare e/o compensare gli effetti negativi, le principali azioni da intraprendere sono lutilizzo di tecniche di bioedilizia e bioarchitettura e di fonti energetiche alternative per la riduzione delle emissioni, lutilizzo di tecnologie avanzate per labbattimento oltre soglia delle emissioni derivate da attivit artigianali e produttive, il potenziamento della competitivit del trasporto pubblico per le persone e per le merci ed infine il rimboschimenti per la fissazione della CO2. Complessivamente leffetto sar negativo ma mitigabile e/o compensabile [(-)MC]. La componente ambientale acque superficiali e sotterranee (CA.2) potrebbe essere soggetta ad effetti negativi generati essenzialmente dalla frammentazione del reticolo idrico e dalla conseguente compromissione di habitat ed ecosistemi. Effetti negativi si avranno poi a causa del consumo idrico necessario per far fronte sia agli usi civili che alle esigenze che potrebbero nascere dalle altre tipologie di insediamento, dalla mancata ricarica della falda causata dallimpermeabilizzazione dei suoli, dalla possibile contaminazione della falda causata dalla infiltrazione delle acque di dilavamento dei piazzali e dalle eventuali perdite della rete fognaria. Per mitigare e/o compensare gli eventuali effetti negativi, le principali azioni da intraprendere sono lutilizzo di tecniche di bioedilizia per la riduzione dei consumi civili di acqua, di tecniche lavorative avanzate per il contenimento dei consumi di acqua derivanti dallattivit produttiva e di tecniche di contenimento delle sostanze contaminanti disperse dalle reti di raccolta, oltre il recupero delle acque di pioggia per scopo irriguo e il trattamento delle acque di prima pioggia raccolte dalle superfici impermeabilizzate. Per mitigare gli effetti negativi eventualmente generati dalla frammentazione del reticolo idrico, possono essere utilizzate tecniche di ingegneria naturalistica volte al mantenimento della continuit ecosistemica. Complessivamente leffetto sar quindi potenzialmente negativo ma mitigabile [P(-)M] con riferimento agli impatti derivanti dalla specifica collocazione del singolo ambito di
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trasformazione e negativo ma mitigabile [(-)M] con riferimento al resto degli effetti.


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La componente ambientale suolo e sottosuolo (CA.3) risulta essere soggetta ad effetti negativi derivanti del consumo stesso della risorsa. Potrebbe inoltre essere soggetta ad effetti negativi generati dalla frammentazione della continuit del suolo non antropizzato con conseguente possibile compromissione di habitat ed ecosistemi (particolarmente negativi nel caso si verifichi linterruzione di corridoi ecologici) e delle aree dedicate allattivit rurale. Nel caso si insediassero poi attivit produttive particolari, potrebbero inoltre verificarsi contaminazioni del suolo e del sottosuolo derivanti dai cicli lavorativi. Per mitigare e/o compensare gli eventuali effetti negativi, le principali azioni da intraprendere sono lutilizzo di metodi di ingegneria naturalistica per il ripristino della continuit ecologica ed ecosistemica. Complessivamente leffetto sar quindi potenzialmente negativo ma mitigabile [P(-)M] con riferimento agli impatti derivanti dalla specifica collocazione del singolo ambito di trasformazione e negativo [(-)] con riferimento al consumo della risorsa stessa. La componente ambientale flora e fauna, biodiversit ed ecosistemi (CA.4) potrebbe essere soggetta ad effetti negativi generati essenzialmente dalla compromissione degli ecosistemi generata dalla antropizzazione dei luoghi (causata anche dalla nuova richiesta di mobilit) con effetti diretti sulla presenza di flora e fauna e sulla biodiversit. Per mitigare e/o compensare gli eventuali effetti negativi, le principali azioni da intraprendere sono linterposizione di aree di transizione a valenza ecologica tra gli ambiti insediativi e le zone impattate, e tra gli assi viabilistici e le zone impattate e la creazione di ambiti di tutela. Complessivamente leffetto sar quindi potenzialmente negativo ma mitigabile e/o compensabile [P(-)MC]. La componente ambientale paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale (CA.5) potrebbe essere soggetta ad effetti negativi generati essenzialmente dalla modifica nella percezione dei luoghi e dallo sfrangiamento del tessuto urbano. Leventuale effetto negativo risulterebbe mitigabile solo con lutilizzo di barriere visive e/o tecniche di mascherazione. Complessivamente leffetto sar quindi potenzialmente negativo ma mitigabile [P(-)M]. La componente ambientale salute pubblica (CA.6) potrebbe essere soggetta ad effetti negativi generati essenzialmente generati dalla pressione sonora e dalle emissioni inquinanti in atmosfera eventualmente aggravati dalla collocazione spaziale dellambito di trasformazione nel caso questo venga posto in prossimit di un obiettivo sensibile. Per mitigare gli eventuali effetti negativi generati dallaumento della pressione sonora la principale azioni da intraprendere la redazione di un Piano di bonifica acustica. Complessivamente leffetto sar quindi potenzialmente negativo ma, in parte, mitigabile [P(-)M]. Le Macro-azioni da MA.20 a MA.22 individuano il tessuto consolidato -in particolare sono relative alla tutela, al recupero e alla riqualificazione del patrimonio esistente, pertanto non hanno effetti rilevanti sulle componenti ambientali in esame in quanto si limitano a caratterizzare uno stato di fatto.

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COMPONENTI AMBIENTALI allegato I direttiva CE2001/42 CA.2 - Acque superficiali e sotterranee CA.3 - Suolo e sottosuolo (?) = effetto incerto CA.5 - Paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale (0) = effetto nullo C = compensabile CA.4 - Flora e fauna, biodiversit ed ecosistemi CA.6 - Salute umana

CA.1 - Aria e fattori climatici

(+) = effetto positivo

(-) = effetto negativo

P = potenziale

M = mitigabile

Sistema ambientale (+) (+) (+) (+) (+) (0)

MA.01 Valorizzazione e protezione del Canale Villoresi (+) (+) (+) (+) (+)

MA.02 Recupero a fini agricoli, definizione del limite di cava e mitigazione ambientale (+) (+) (+) (+)

(+)

MA.03 Riconversione della cava a verde ed azioni di rimboschimento in parte di essa (+) (+) (+) (+)

(+)

(+)

MA.04 Creazione di una connessione con il sistema verde agricolo (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (0) (-) / M (0) (+) (+) (+) (+)

(+)

(0)

MA.05 Possibilit di inserimento di campi fotovoltaici per lutilizzo di energia alternativa

P(-) / M (+) (+) (+) (+)

(0) (+) (+) (+) (+)

MA.06 Realizzazione di un parco urbano

MA.07 Opere di progettazione di aree a verde e di mitigazione ambientale

MA.08 Previsione di nuove piantumazioni

MA.09 Previsione di ambiti di rimboschimento

COMPONENTI AMBIENTALI allegato I direttiva CE2001/42 CA.2 - Acque superficiali e sotterranee CA.3 - Suolo e sottosuolo (?) = effetto incerto CA.5 - Paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale (0) = effetto nullo C = compensabile (+) (+) (+) (+) (+) (+) CA.4 - Flora e fauna, biodiversit ed ecosistemi CA.6 - Salute umana

CA.1 - Aria e fattori climatici

(+) = effetto positivo

(-) = effetto negativo

P = potenziale

M = mitigabile

MA.10 Salvaguardia dei varchi per le connessioni ambientali

Sistema infrastrutturale (+) (0) P(-) / M (+) (0) (+) (+) (+) (+) (0) (0) (0) (0) (0) (0) P(-) (0) (0) (0) P(-) / M P(-) / M P(-) / CM (0) (0) (0) (0) (0) P(-) (+) (+) P(-) / CM (+) (+) (+) (+) (+) (0) (+) (+) (0) (+) (+)

MA.11 Creazione di una pista ciclopedonale che costeggia il canale

MA.12 Progettazione porta di accesso allambito oggetto di riqualificazione

MA.13 Strade secondarie da sottoporre a riqualificazione

MA.14 Progettazione piste ciclopedonale

MA.15 Definizione di porte dingresso alla citt storica

MA.16 Creazione di zone 30

MA.17 Recupero della viabilit interpoderale

Sistema insediativo (-) / CM (-) / M (-) / M (-) / CM P(-) / M P(-) / M

MA.18 Previsione di residenza compensativa, di completamento e sociale

COMPONENTI AMBIENTALI allegato I direttiva CE2001/42 CA.2 - Acque superficiali e sotterranee CA.3 - Suolo e sottosuolo (?) = effetto incerto CA.5 - Paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale (0) = effetto nullo C = compensabile (-) / M (0) (0) (0) (-) / M (-) / M (-) / M (-) / CM (-) / M (-) / CM (0) (0) (0) (0) (+) (+) P(-) / M P(-) / M (0) (0) (+) (-) / M (-) / CM P(-) / M P(-) / M (0) (0) (0) P(-) / M P(-) / M CA.4 - Flora e fauna, biodiversit ed ecosistemi CA.6 - Salute umana

CA.1 - Aria e fattori climatici

(+) = effetto positivo

(-) = effetto negativo

P = potenziale (-) / CM (0) (0) (0) (-) / CM (-) / CM

M = mitigabile

MA.19 Progettazione di residenziale sociale

MA.20 Tutela degli edifici

MA.21 Recupero di edifici degradati

MA.22 Riqualificazione delle cascine

MA.23 Progettazione di nuovi impianti ludico ricreativi

MA.24 Progettazione di edilizia residenziale di completamento

MA.25 Previsione di un ambito di trasformazione a funzione industriale/artigianale a completamento dellesistente. (-) / CM (-) / M (-) / M

(-) / CM

P(-) / M

P(-) / M

1.5.1.2. Effetti ambientali dipendenti dalla specifica collocazione degli interventi

Per lanalisi degli effetti ambientali del Piano dipendenti dalla collocazione degli interventi che esso prevede sul territorio, si fatto ricorso a tecniche di map-overlay finalizzate ad evidenziare eventuali criticit generate dallimpatto di un determinato intervento sulla componente paesistico ambientale. La cartografia di base utilizzata per questa analisi quella del PTCP della Provincia di Milano, particolarmente ricca di tutte quelle informazioni di cui si detto nel Documento di Scoping della presente VAS e quindi in grado di rappresentare le rilevanze ambientali e paesaggistiche, gli elementi di vulnerabilit e gli elementi di criticit presenti sul territorio. In particolare le tavole del PTCP utilizzate sono state:
-

tavola 1: Sistema insediativo - infrastrutturale tavola 2 Difesa del suolo tavola 3: Sistema paesistico - ambientale tavola 4: Rete ecologica tavola 5: Sistema dei vincoli paesaggistici ed ambientali tavola 6: Unit paesistico - territoriali

Sono state confrontate le azioni previste dal Piano con le tavole del PTCP sopraelencate e dallanalisi effettuata stato possibile osservare che:
-

tavola 1: Sistema insediativo - infrastrutturale: relativamente al sistema infrastrutturale si vede che stata recepita dal Piano la programmazione prevista dal PTCP di una strada a una carreggiata che dalla Cassanese conduce al centro del paese. E stata inoltre inserita tra le azioni di Piano, non presente nel PTCP il disegno di una sorta di circonvallazione allabitato di Inzago (variante alla SS 11) che andrebbe ad alleggerire il traffico di attraversamento dirottandolo verso lesterno. Per quanto riguarda il sistema insediativo non si segnalano particolari interventi di rilievo.

tavola 2: Difesa del suolo: nella tavola del PTCP si segnala lindividuazione di una ex cava cessata e della discarica come area dismessa e/o bonificata. Nel Documento di Piano entrambi questi ambiti risultano come luoghi di riqualificazione ambientale e paesistica e vengono previste azioni specifiche vista la particolare caratterizzazione di queste aree.

tavola 3: Sistema paesistico - ambientale: Il PTCP individua gran parte del territorio di Inzago come ambito di rilevanza paesistica, il Piano recepisce questa disposizione e anzi propone ampliamento di questa superficie andando a definire come azione specifica listituzione di un PLIS. La definizione degli ambiti agricoli strategici da

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sottoporre a PLIS in accordo con i comuni limitrofi di Bellinzago Lombardo, Pozzuolo Martesana e Melzo ed in intesa con la Provincia di Milano, si pongono come obiettivo una gestione armonica del territorio in funzione della sua salvaguardia e conservazione ambientale, oltre al fatto di prevedere la realizzazione di economie e di servizi pi avanzati di quanto, singolarmente, ogni Comune potrebbe ottenere. Le aree interessate alla tutela si sviluppando da Nord a sud andando a collegarsi in Comune di Melzo con il Parco Agricolo Sud Milano.

Fig. 1.1 - Inquadramento urbanistico del PLIS alla scala sovra locale

In questo quadro il PLIS riveste una grande importanza strategica allinterno delle politiche di tutela e riqualificazione territoriale, rappresentando un fondamentale elemento di connessione e integrazione tra il sistema delle aree regionali protette (Parco Agricolo Sud Milano) e il sistema del verde urbano (di Melzo e Pozzuolo Martesana), permettendo la tutela e la riqualificazione di aree a vocazione naturalistica e agricola, la conservazione della biodiversit, la creazione di corridoi ecologici, la valorizzazione del paesaggio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico, lo sviluppo di percorsi per la fruizione lenta del territorio e il recupero di aree urbane degradate.

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Fig. 1.2 - Il sistema dei parchi regionali individuato dalla LR 86/83 (R. L., 1983) In uno scenario di lungo periodo, listituzione di questo parco consentir di aggiungere un tassello al progetto di Dorsale Verde del Nord Milano e di ampliamento del Parco Agricolo Sud Milano. Infatti gli ambiti che inserisce da un lato il comune di Inzago, (passaggio del canale Villoresi, e del Naviglio Martesana) e dallaltro del Comune di Melzo e Bellinzago Lombardo (presenza di ambiti del parco agricolo sud Milano) permetteranno la naturale connessione ambientale tra il sistema della dorsale e il parco regionale.

Fig. 1.3 - Progetto di dorsale verde del nord Milano e sistema paesistico-ambientale
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del PTCP
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tavola 4 Rete ecologica: anche nel caso della salvaguardia della rete ecologica il Piano proposto prevede azioni di salvaguardia e di incremento della rete stessa, andando a recepire le disposizioni proposte dal PTCP di evitare le saldature delledificato in modo da preservare i varchi esistenti (cfr. fig. 1.4).

Fig. 1.4: Varco tra il centro urbano di Inzago e la frazione Villaggio Residenziale

Inoltre come precedente detto listituzione del PLIS recepisce la salvaguardia delle due zone periurbane orientali individuate nella tavola della rete ecologica dalla Provincia.
-

tavola 5: Sistema dei vincoli paesaggistici ed ambientali: le azioni previste dal documento di Piano risultano coerenti con il sistema dei vincoli proposto dallamministrazione provinciale.

tavola 6: Unit paesistico - territoriali: il PTCP attraverso lindividuazioni di specifiche unit paesistico territoriali indirizza alla valorizzazione dei numerosi beni paesaggistico - architettonici presenti sul territorio, in particolare lungo il percorso del Naviglio Martesana, attraverso lattivazione di iniziative per lo sviluppo turistico / fruitivo del territorio. Il Piano anche in questo caso risulta essere molto attento alle disposizioni proposte dal documento sovraordinato, proponendo la valorizzazione del proprio territorio attraverso lo sviluppo della rete ciclopedonale esistente.

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1.5.2.

Valutazione della sostenibilit del Piano

Nel precedente paragrafo 1.1.3 Verifica ed integrazione degli obiettivi, gli obiettivi generali del Piano sono gi stati validati attraverso un percorso di confronto con gli obiettivi desunti dalla letteratura nazionale ed internazionale suggerita nellambito del progetto ENPLAN della Regione Lombardia. Essendo stati successivamente identificati obiettivi specifici (cfr. par. 1.4.1) del Piano e relative macro azioni (cfr. par. 1.4.2), possibile ora valutare con maggior dettaglio la sostenibilit del Piano stesso. Per fare questo sono stati identificati nel Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dellUnione Europea - Commissione europea, DG XI Ambiente, sicurezza nucleare e protezione civile - dei criteri di sostenibilit, riassuntivi (previa una loro integrazione con alcuni di quelli frutto della conferenza Aalborg+10 di cui si detto al par. 1.1.2.3.) di quelli presentati precedentemente. Questi criteri sono presentati in forma estesa nella seguente scheda.

Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dellUnione Europea - Commissione europea, DG XI Ambiente, sicurezza nucleare e protezione civile - agosto 1998 - Criteri di sostenibilit per la definizione degli obiettivi del programma. 1. Ridurre al minimo limpiego delle risorse energetiche non rinnovabili: limpiego di risorse non rinnovabili, quali combustibili fossili, giacimenti di minerali e conglomerati riduce le riserve disponibili per le generazioni future. Un principio chiave dello sviluppo sostenibile afferma che tali risorse non rinnovabili debbono essere utilizzate con saggezza e con parsimonia, ad un ritmo che non limiti le opportunit delle generazioni future. Ci vale anche per fattori insostituibili geologici, ecologici o del paesaggio - che contribuiscono alla produttivit, alla biodiversit, alle conoscenze scientifiche e alla cultura (cfr. i criteri chiave nn. 4, 5 e 6). 2. Impiego delle risorse rinnovabili nei limiti della capacit di rigenerazione: per quanto riguarda limpiego di risorse rinnovabili nelle attivit di produzione primarie, quali la silvicoltura e lagricoltura, ciascun sistema in grado di sostenere un carico massimo oltre il quale la risorsa si inizia a degradare. Quando si utilizza latmosfera, i fiumi e gli estuari come depositi di rifiuti, li si tratta anchessi alla stregua di risorse rinnovabili, in quanto ci si affida alla loro capacit spontanea di autorigenerazione. Se si approfitta eccessivamente di tale capacit, si ha un degrado a lungo termine della risorsa. Lobiettivo deve pertanto consistere nellimpiego delle risorse rinnovabili allo stesso ritmo (o possibilmente ad un ritmo inferiore) a quello della loro capacit di rigenerazione spontanea, in modo da conservare o anche aumentare le riserve di tali risorse per le generazioni future. 3. Uso e gestione corretta, dal punto di vista ambientale, delle sostanze e dei rifiuti pericolosi/inquinanti: in molte situazioni, possibile utilizzare sostanze meno pericolose dal punto di vista ambientale, ed evitare o ridurre la produzione di rifiuti, e in particolare dei rifiuti pericolosi. Un approccio sostenibile consister nellimpiegare i fattori produttivi meno pericolosi dal punto di vista ambientale e nel ridurre al minimo la produzione di rifiuti adottando sistemi efficaci di progettazione di processi, gestione dei rifiuti e controllo dellinquinamento. 4. Conservare e migliorare lo stato della fauna e flora selvatiche, degli habitat e dei paesaggi: in questo caso, il principio fondamentale consiste nel conservare e migliorare le riserve e le qualit delle risorse del patrimonio naturale, a vantaggio delle generazioni presenti e future. Queste risorse naturali comprendono la flora e la fauna, le caratteristiche geologiche e geomorfologiche, le bellezze e le opportunit ricreative naturali. Il patrimonio naturale pertanto comprende la configurazione geografica, gli habitat, la fauna e la flora e il paesaggio, la combinazione e le interrelazioni tra tali fattori e la fruibilit di tale risorse. Vi sono anche stretti legami con il patrimonio culturale (cfr. criterio chiave n. 6). 5. Conservare e migliorare la qualit dei suoli e delle risorse idriche: il suolo e le acque sono risorse naturali rinnovabili essenziali per la salute e la ricchezza dellumanit, e che possono essere seriamente minacciate a causa di attivit estrattive, dellerosione o dellinquinamento. Il principio chiave consiste pertanto nel proteggere la quantit e qualit delle risorse esistenti e nel migliorare quelle che sono gi degradate. 6. Conservare e migliorare la qualit delle risorse storiche e culturali: le risorse storiche e culturali sono risorse limitate che, una volta distrutte o danneggiate, non possono essere sostituite. In quanto risorse non rinnovabili, i principi dello sviluppo sostenibile richiedono che siano conservati gli elementi, i siti o le zone rare rappresentativi di un particolare periodo o tipologia, o che contribuiscono in modo particolare alle tradizioni e alla cultura di una data area. Si pu trattare, tra laltro, di edifici di valore storico e culturale, di altre strutture o monumenti di ogni epoca, di reperti archeologici nel sottosuolo, di architettura di esterni (paesaggi, parchi e giardini) e di strutture che contribuiscono alla vita culturale di una comunit (teatri, ecc.). Gli stili di vita, i costumi e le lingue tradizionali costituiscono anchessi una risorsa storica e culturale che opportuno conservare. 7. Conservare e migliorare la qualit dellambiente locale: nel contesto del presente dibattito, la qualit di un ambiente locale pu essere definita dalla qualit dellaria, dal rumore ambiente, dalla gradevolezza visiva e generale. La qualit dellambiente locale importantissima per le aree residenziali e per i luoghi destinati ad attivit ricreative o di lavoro. La qualit dellambiente locale pu cambiare rapidamente a seguito di cambiamenti del traffico, delle attivit industriali, di attivit edilizie o estrattive, della costruzione di nuovi edifici e infrastrutture e da aumenti generali del livello di attivit, ad 66

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Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dellUnione Europea - Commissione europea, DG XI Ambiente, sicurezza nucleare e protezione civile - agosto 1998 - Criteri di sostenibilit per la definizione degli obiettivi del programma. esempio da parte di visitatori. inoltre possibile migliorare sostanzialmente un ambiente locale degradato con lintroduzione di nuovi sviluppi. Cfr. anche il criterio n. 3 relativo alla riduzione dellimpiego e del rilascio di sostanze inquinanti. 8. Protezione dellatmosfera: una delle principali forze trainanti dellemergere di uno sviluppo sostenibile consistita nei dati che dimostrano lesistenza di problemi globali e regionali causati dalle emissioni nellatmosfera. Le connessioni tra emissioni derivanti dalla combustione, piogge acide e acidificazione dei suoli e delle acque, come pure tra clorofluocarburi (CFC), distruzione dello strato di ozono ed effetti sulla salute umana sono stati individuati negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta. Successivamente stato individuato il nesso tra anidride carbonica e altri gas di serra e cambiamenti climatici. Si tratta di impatti a lungo termine e pervasivi, che costituiscono una grave minaccia per le generazioni future. 9. Sensibilizzare maggiormente alle problematiche ambientali, sviluppare listruzione e la formazione in campo ambientale: il coinvolgimento di tutte le istanze economiche ai fini di conseguire uno sviluppo sostenibile un elemento fondamentale dei principi istituiti a Rio (Conferenza delle Nazioni Unite sullambiente e lo sviluppo, 1992). La consapevolezza dei problemi e delle opzioni disponibili dimportanza decisiva: linformazione, listruzione e la formazione in materia di gestione ambientale costituiscono elementi fondamentali ai fini di uno sviluppo sostenibile. Li si pu realizzare con la diffusione dei risultati della ricerca, lintegrazione dei programmi ambientali nella formazione professionale, nelle scuole, nellistruzione superiore e per gli adulti, e tramite lo sviluppo di reti nellambito di settori e raggruppamenti economici. importante anche laccesso alle informazioni sullambiente a partire dalle abitazioni e nei luoghi ricreativi. 10. Promuovere la partecipazione del pubblico alle decisioni che comportano uno sviluppo sostenibile: la dichiarazione di Rio afferma che il coinvolgimento del pubblico e delle parti interessate nelle decisioni relative agli interessi comuni un cardine dello sviluppo sostenibile. Il principale meccanismo a tal fine la pubblica consultazione in fase di controllo dello sviluppo, e in particolare il coinvolgimento di terzi nella valutazione ambientale. Oltre a ci, lo sviluppo sostenibile prevede un pi ampio coinvolgimento del pubblico nella formulazione e messa in opera delle proposte di sviluppo, di modo che possa emergere un maggiore senso di appartenenza e di condivisione delle responsabilit.

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CRITERI DI SOSTENIBILITA Manuale per la valutazione di Piani e Programmi dei fondi strutturali CE CR1/2 - minimizzare lutilizzo di risorse non rinnovabili e il loro utilizzo entro i limiti delle possibilit di rigenerazione CR3 - utilizzare e gestire in maniera valida sotto il profilo ambientale le sostanze e i rifiuti pericolosi o inquinanti CR4 - preservare e migliorare la situazione della flora e della fauna selvatiche, degli habitat e dei paesaggi CR5 - mantenere e migliorare il suolo e le risorse idriche CR6 - mantenere e migliorare il patrimonio storico e culturale CR7 - mantenere e aumentare la qualit dellambiente locale CR8 - tutela dellatmosfera su scala mondiale e regionale Aalborg commitments

CR9 - favorire il trasporto urbano sostenibile

CR10 - promuovere uno sviluppo dellurbanizzato sostenibile

(+) = congruente

(-) = incongruente

(0) = indifferente

(?) = incerto

P = potenziale (funzione della collocazione dellintervento e delle sue caratteristiche)

Sistema ambientale (0) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (0) (+) (0) (+) (+) (+) (0) (0) (0) (0) (+) (+) (0) (0) P (+) (0) (+) (+) (+) (0) (+) (+) (+) (0) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (0) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) P (+) P (+) (0) (0) P (+) (0) (0)

MA.01 Valorizzazione e protezione del Canale Villoresi

MA.02 Recupero a fini agricoli, definizione del limite di cava e mitigazione ambientale

MA.03 Riconversione della cava a verde ed azioni di rimboschimento in parte di essa

MA.04 Creazione di una connessione con il sistema verde agricolo

MA.05 Possibilit di inserimento di campi fotovoltaici per lutilizzo di energia alternativa

MA.06 Realizzazione di un parco urbano

MA.07 Opere di progettazione di aree a verde e di mitigazione ambientale

CR11 promuovere uneconomia locale sostenibile

CRITERI DI SOSTENIBILITA Manuale per la valutazione di Piani e Programmi dei fondi strutturali CE CR1/2 - minimizzare lutilizzo di risorse non rinnovabili e il loro utilizzo entro i limiti delle possibilit di rigenerazione CR3 - utilizzare e gestire in maniera valida sotto il profilo ambientale le sostanze e i rifiuti pericolosi o inquinanti CR4 - preservare e migliorare la situazione della flora e della fauna selvatiche, degli habitat e dei paesaggi CR5 - mantenere e migliorare il suolo e le risorse idriche CR6 - mantenere e migliorare il patrimonio storico e culturale CR7 - mantenere e aumentare la qualit dellambiente locale CR8 - tutela dellatmosfera su scala mondiale e regionale Aalborg commitments

CR9 - favorire il trasporto urbano sostenibile

CR10 - promuovere uno sviluppo dellurbanizzato sostenibile

(+) = congruente

(-) = incongruente

(0) = indifferente

(?) = incerto (+) (+) (+) (0) (+) (+) (0) (+) (0) (+) (+) (0) (+) (0) (+) (+) (0) (+)

P = potenziale (funzione della collocazione dellintervento e delle sue caratteristiche) (+) (+) (+) (0) (0) (0) (+) (+) (+) (0) (0) (0)

MA.08 Previsione di nuove piantumazioni

MA.09 Previsione di ambiti di rimboschimento

MA.10 Salvaguardia dei varchi per le connessioni ambientali

Sistema infrastrutturale P (+) (0) P (-) P (+) (0) (0) (0) (0) P (+) (0) (0) P (-) (0) (0) (0) (0) (0) (0) P (+) (0) (+) (0) (0) (0) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (+) (0) (-) (+) (0) (+) (0) P (-) (+) (0) (+) (0) P (?) (+) (0) (0) (0) (0) (0) (0)

MA.11 Creazione di una pista ciclopedonale che costeggia il canale

MA.12 Progettazione porta di accesso allambito oggetto di riqualificazione

MA.13 Strade secondarie da sottoporre a riqualificazione

MA.14 Progettazione piste ciclopedonale

MA.15 Definizione di porte dingresso alla citt storica

CR11 promuovere uneconomia locale sostenibile

CRITERI DI SOSTENIBILITA Manuale per la valutazione di Piani e Programmi dei fondi strutturali CE CR1/2 - minimizzare lutilizzo di risorse non rinnovabili e il loro utilizzo entro i limiti delle possibilit di rigenerazione CR3 - utilizzare e gestire in maniera valida sotto il profilo ambientale le sostanze e i rifiuti pericolosi o inquinanti CR4 - preservare e migliorare la situazione della flora e della fauna selvatiche, degli habitat e dei paesaggi CR5 - mantenere e migliorare il suolo e le risorse idriche CR6 - mantenere e migliorare il patrimonio storico e culturale CR7 - mantenere e aumentare la qualit dellambiente locale CR8 - tutela dellatmosfera su scala mondiale e regionale Aalborg commitments

CR9 - favorire il trasporto urbano sostenibile

CR10 - promuovere uno sviluppo dellurbanizzato sostenibile

(+) = congruente

(-) = incongruente

(0) = indifferente

(?) = incerto (0) (0) (0) P (?) P (+) (+) (+) (0) P (+) (0) (0) (+)

P = potenziale (funzione della collocazione dellintervento e delle sue caratteristiche) (+) (0) (?) (?) (+) (+) (0) (0)

MA.16 Creazione di zone 30

MA.17 Recupero della viabilit interpoderale

Sistema insediativo (-) (-) (+) (+) (+) (-) (0) P (-) (0) (0) (0) (-) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) P (-) (-) (0) (+) (+) (+) (0) (0) P (-) (-) (0) (0) (0) (+) (+) (+) (+) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (+) (+) (+) (0) (0) (0) (0) (0) (+) (0)

MA.18 Previsione di residenza compensativa, di completamento e sociale

MA.19 Progettazione di residenziale sociale

MA.20 Tutela degli edifici

MA.21 Recupero di edifici degradati

MA.22 Riqualificazione delle cascine

MA.23 Progettazione di nuovi impianti ludico ricreativi

CR11 promuovere uneconomia locale sostenibile

(?) = incerto

(+) = congruente

MA.24 Progettazione di edilizia residenziale di completamento (-) (0) P (-) P (-) (0) (0) (0) (0) P (?) (0)

(-) = incongruente

MA.25 Previsione di un ambito di trasformazione a funzione industriale/artigianale a completamento dellesistente. (-) P (-) P (-) P (-) (-) P (-) P (-) P (-) P (?) P (+)

CR1/2 - minimizzare lutilizzo di risorse non rinnovabili e il loro utilizzo entro i limiti delle possibilit di rigenerazione CR3 - utilizzare e gestire in maniera valida sotto il profilo ambientale le sostanze e i rifiuti pericolosi o inquinanti CR4 - preservare e migliorare la situazione della flora e della fauna selvatiche, degli habitat e dei paesaggi CR5 - mantenere e migliorare il suolo e le risorse idriche

(0) = indifferente

P = potenziale (funzione della collocazione dellintervento e delle sue caratteristiche)

CR6 - mantenere e migliorare il patrimonio storico e culturale

Manuale per la valutazione di Piani e Programmi dei fondi strutturali CE

CRITERI DI SOSTENIBILITA

CR7 - mantenere e aumentare la qualit dellambiente locale

CR8 - tutela dellatmosfera su scala mondiale e regionale

CR9 - favorire il trasporto urbano sostenibile

Aalborg commitments

CR10 - promuovere uno sviluppo dellurbanizzato sostenibile

CR11 promuovere uneconomia locale sostenibile

1.5.3.

Le azioni per il miglioramento del Piano

Nei precedenti paragrafi 1.5.1.1 e 1.5.1.2 si , da un lato, evidenziato come gli interventi previsti dal Piano siano collocati sul territorio comunale in aree tali da non generare criticit nei confronti del sistema ambientale (inteso in senso esteso) o, in caso contrario, siano accompagnati da specifiche azioni mitigative mentre, dallaltro, si evidenziato come, alcuni degli interventi previsti dal Piano, abbiamo per propria natura effetti negativi su tale sistema, effetti mitigati dalle azioni positive del Piano ma, verso i quali, si sono volute comunque predisporre azioni specifiche di ulteriore mitigazione. Nei successivi paragrafi sono illustrate queste azioni, sostanzialmente confluite nel supporto alla predisposizione di alcuni articoli integrativi del Regolamento edilizio vigente volti al risparmio energetico e, pi in generale allo sviluppo sostenibile nonch in alcuni articoli del Piano delle Regole volti ad un miglioramento della qualit morfologica delledificato.
1.5.3.1. Premessa

Gli edifici e lambiente costruito sono gli elementi che caratterizzano lambiente urbano; tali elementi conferiscono a ciascuna citt una sua particolare fisionomia e una serie di punti di riferimento che creano un senso di identit e di riconoscibilit, rendendo la citt un luogo attraente per vivere e per lavorare. Pertanto, la qualit dellambiente costruito ha una forte influenza sulla qualit dellambiente urbano, ma tale influenza non si limita a semplici considerazioni di carattere estetico. Il riscaldamento e lilluminazione degli edifici assorbono la maggior parte del consumo di energia (42%, di cui il 70% per il riscaldamento) e producono il 35% delle emissioni complessive di gas serra. Gli edifici e lambiente costruito utilizzano la met dei materiali estratti dalla crosta terrestre e producono ogni anno 450 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e da demolizione, ossia pi di un quarto di tutti i rifiuti prodotti. (COM(2004)60 Verso una strategia tematica sullambiente urbano, Commissione delle Comunit Europee, Bruxelles, 11.02.2004). Ed ancora sempre dalla COM(2004)60: In Europa la popolazione trascorre quasi il 90% del proprio tempo allinterno degli edifici: una cattiva progettazione degli immobili o il ricorso a metodi di costruzione inadeguati pu avere un effetto significativo sulla salute dei loro occupanti e pu renderne estremamente costosa la manutenzione, il riscaldamento e il raffreddamento, con forti ripercussioni soprattutto sulle persone anziane e sui gruppi pi svantaggiati della popolazioneomissisIl miglioramento del rendimento energetico degli edifici esistenti uno dei sistemi con il miglior rapporto costi/efficacia per rispettare gli impegni assunti in virt del protocollo di Kyoto in materia di cambiamenti climatici. Ladeguamento del vecchio patrimonio immobiliare mediante lavori di isolamento potrebbe consentire una riduzione delle emissioni di CO2 degli edifici e dei relativi costi energetici del
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42%
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Risulta quindi del tutto evidente che, considerato anche (e soprattutto) il campo di azione di un PGT, il tema della promozione di una edificazione sostenibile rivesta un carattere di assoluta centralit nel panorama dei possibili interventi della A.C. volti ad uno sviluppo complessivamente sostenibile del territorio. E proprio quindi su questo tema che si voluta concentrare lattenzione al fine di elaborare una serie di azioni che potessero essere una risposta agli inevitabili effetti negativi sulle varie componenti ambientali evidenziati nel par. 1.5.1.1. Per meglio comprendere quanto definito successivamente, vale la pena innanzitutto fare un po di chiarezza sul significato di alcuni termini che al riguardo vengono spesso utilizzati impropriamente in maniera indifferenziata (vittime anche essi dellanonimato semantico che colpisce le parole alla moda): edilizia bioclimatica, edilizia ecologica, bioedilizia, edilizia sostenibile. Edilizia bioclimatica: Ledilizia bioclimatica esprime il ritorno a una capacit di adeguarsi al clima locale per trarne il massimo vantaggio. Il tema della progettazione accorta rispetto alle caratteristiche del clima e capace di sfruttare le fonti naturali di energia, ha ricevuto un notevole impulso a partire dai primi anni 70, in seguito alla prima crisi petrolifera mondiale. Ledilizia bioclimatica come approccio al risparmio energetico delledificio tramite lutilizzo di semplici accorgimenti che tendano allo sfruttamento massimo possibile degli apporti energetici naturali e particolarmente quelli solari: tra questi lorientamento degli edifici rispetto al percorso del sole, la corretta disposizione dei locali in base allesposizione, una adeguata e sufficiente illuminazione e ventilazione naturale. Si pu giungere cos ad abbassare il fabbisogno energetico delledificio fino al 50% rispetto ad un edificio tradizionale. Edilizia ecologica: si tratta della definizione pi diffusa riferita alledilizia ambientalmente responsabile; di origine anglosassone con studi scientifici condotti fin dagli anni 70 sulle cause dellinquinamento interno degli edifici. Ledilizia ecologica tende ad accogliere anche molte delle problematiche poste dalledilizia bioclimatica per cui non sempre evidente una netta linea di demarcazione. In essa confluiscono tutte le ricerche pi avanzate nel campo della salubrit degli ambienti confinati, delle tecnologie edilizie eco-compatibili e dellintroduzione dei principi della sostenibilit nella produzione edilizia e nella gestione dellhabitat urbano. Bioedilizia: lessenza della sua struttura deriva dalla Baubiologie tedesca diffusasi principalmente attraverso lIstituto di biologia edile di Neubern (Germania) fondato nel 1976. Lidea centrale della bioedilizia lassimilazione dellinvolucro edilizio ad una terza pelle la quale, insieme alluomo, nel Cosmo e con esso deve (per la salute e la sopravvivenza) mantenersi in equilibrio. Ledilizia biologica si rivela quindi scrupolosa nella scelta dei materiali, nella individuazione delle tecnologie e in generale nelle prescrizioni finalizzate al costruire sano per un benessere totale, fisico ma anche psichico di ciascun uomo. La
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bioedilizia come approccio alle tematiche costruttive che mira a preservare gli ambienti interni
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da ogni fonte di inquinamento chimico e biologico, a garantire la totale salubrit per gli utenti e a permettere la sostenibilit dei componenti linvolucro edilizio nei confronti dellambiente esterno. Edilizia sostenibile: In conseguenza delle direttive indicate dalla Conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile del 1992, nel campo della tecnologia edilizia lespressione edilizia ecologica ha teso ad essere sostituita dallespressione attivit costruttiva sostenibile affinch risultassero pi evidenti i riferimenti agli aspetti socio-economici posti dalle emergenze ambientali globali.
1.5.3.2. Il supporto alla integrazione del Regolamento edilizio ed al miglioramento della morfologia urbana

Dallanalisi fin qui svolta risulta evidente che per migliorare la qualit del sistema insediativo ed in generale la qualit di vita dei cittadini opportuno migliorare i consumi energetici, attraverso politiche che incentivino il risparmio energetico, e che definiscano indirizzi di promozione per interventi finalizzati alla diffusione delledilizia bioclimatica e del risparmio energetico. Lobiettivo prioritario del Comune di Inzago, da raggiungere nel prossimo quinquennio, quello di migliorare il proprio patrimonio edilizio sia esistente che di nuova formazione, arrivando a certificare i propri edifici sotto il profilo del risparmio e del contenimento energetico allinterno della CLASSE B. Per tale ragione allinterno del Piano, in riferimento a quanto definito nella L.R. 12/2205 allart. 44 (oneri di urbanizzazione), si individua un metodo di calcolo per applicare la riduzione degli oneri di urbanizzazione sui requisiti aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori presenti nel regolamento edilizio, in relazione alla realizzazione di interventi edilizi finalizzati al risparmio energetico e alledilizia bioclimatica. Il principio di base di incentivare il risparmio energetico per tutti i casi di trasformazione urbanistica (recupero edilizio, ristrutturazione, ampliamento) e di nuova edificazione secondo i criteri di sostenibilit ambientale e di risparmio energetico. Per far ci si partiti dalla revisione del Regolamento edilizio comunale, il quale allinterno del capo 3 detta norme e indirizzi in materia di efficienza energetica degli edifici, sono stati quindi individuati degli indirizzi energetici e dei requisiti obbligatori per gli edifici. I requisiti obbligatori previsti allinterno del regolamento edilizio risultano trattare i seguenti argomenti: Prestazioni dellinvolucro edilizio:
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Orientamento delledificio Protezione del sole Isolamento termico dellinvolucro dei nuovi edifici Isolamento termico dellinvolucro degli edifici esistenti
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Prestazione dei serramenti e degli infissi Fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale Isolamento acustico Ventilazione naturale Certificazione energetica

Efficienza energetica egli impianti:


-

sistemi ad alto rendimento di produzione di calore impianti centralizzati per la produzione di calore regolazione locale della temperatura dellambiente contabilizzazione e gestione energetica individuale impianti di climatizzazione estiva efficienza degli impianti elettrici inquinamento luminoso

Fonti energetiche rinnovabili:


-

impianti solari termici

Sostenibilit ambientale:
-

contabilizzazione acqua potabile riduzione consumo acqua potabile recupero e riutilizzo acque piovane riduzione effetti gas radon controllo microclima esterno

Inoltre sono stati individuati dei requisiti facoltativi che consentono di ricevere una riduzione sugli oneri di urbanizzazione, in relazione a:
-

prestazioni dellinvolucro edilizio: materiali ecosostenibili illuminazione naturale ventilazione meccanica controllata efficienza energetica egli impianti: adozione dei sistemi a bassa temperatura inquinamento elettromagnetico indoor
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fonti energetiche rinnovabili: impianti solari fotovoltaici geotermia e raffrescamento solare

1.5.3.3. Le azioni di accompagnamento

Sono numerose le azioni di accompagnamento che un Ente Locale deve avviare in previsione, o contestualmente, alla revisione del regolamento edilizio comunale. Le azioni sono principalmente rivolte alla formazione professionale degli operatori e allinformazione agli utenti finali. In estrema sintesi le azioni di accompagnamento sono nel seguito elencate.
-

Supportare la corretta applicazione del Regolamento Edilizio attraverso azioni di supporto tecnico ai progettisti e di verifica dei progetti e delle realizzazioni

Promuovere campagne di educazione sui temi energetici ed ambientali nelle Scuole Promuovere campagne di informazione per la diffusione dei principi del risparmio energetico e dellutilizzo delle fonti energetiche rinnovabili

Governare in modo efficace i nuovi progetti edilizi stimolando lapplicazione di standard di eccellenza

Monitorare i risultati conseguiti Attivare Tavoli per la Sostenibilit Energetica allinterno dei processi di Agenda 21 Locale attivi sul territorio

Organizzare corsi di informazione e formazione per gli operatori (progettisti, costruttori, imprese)

Creare un Catasto degli interventi per monitorare e quantificare i risparmi energetici ed ambientali conseguiti attraverso lapplicazione del Regolamento Edilizio e delle azioni ad esso collegate

Promuovere un Accordo Volontario con gli attori coinvolti (cittadini, progettisti, costruttori, produttori)

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1.6.

Valutazione della coerenza interna Al termine del percorso di valutazione, mediante la matrice riportata nel seguito, stata realizzata, una verifica di congruenza tra gli obiettivi generali del Piano e le azioni che lo attuano. La verifica ha lo scopo di mettere in luce eventuali incoerenze tra obiettivi ed azioni che potrebbero insorgere durante il percorso di progettazione del Piano. Nella matrice sono riportati nelle colonne i 5 obiettivi generali e nelle righe le 25 macro azioni del Piano. Per ciascun incrocio obiettivo / macro azione espresso un giudizio di congruenza mediante luso di una semplice simbologia. Laddove la coerenza / incoerenza pu essere funzione della specifica azione (in relazione al suo posizione sul territorio o in base alle caratteristiche della sua realizzazione) previsto lutilizzo nella matrice dellulteriore simbolo P ad indicare la non certezza della valutazione. Osservando la matrice possibile notare che la maggior parte degli incroci danno esito favorevole o nullo. Solo alcuni degli interventi collegati al sistema insediativo ed al sistema della mobilit e dei trasporti potrebbero risultare incoerenti con gli obiettivi di protezione e tutela dellambiente se collocati in prossimit di aree di particolare pregio o realizzati senza tener conto dei particolari accorgimenti messi in campo dal PGT per lintegrazione del vigente Regolamento Edilizio. A tal proposito si comunque gi detto nei paragrafi precedenti. Altre potenziali incongruenze potrebbero derivare dallaggravamento della congestione dellattuale rete viabilistica a causa delle azioni collegate allampliamento dellofferta insediativa, che tuttavia risulta abbastanza contenuta per il territorio comunale di Inzago. Rimandando ai precedenti paragrafi per maggiori dettagli al riguardo da segnale che in questo caso la variabile maggiormente significativa per definire la congruenza o meno tra azione ed obiettivo quella temporale. In effetti nel caso della viabilit e dellattuazione degli indirizzi di tutela paesistico ambientale veste un ruolo fondamentale al fine di non generare un aggravio delle condizioni attuali.

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MATRICE DI VERIFICA DELLA COERENZA INTERNA

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili. OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali. OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale P = potenziale (funzione della collocazione dellintervento e delle sue caratteristiche)

(+ )= coerente

(-) = incoerente

(0) = indifferente

Sistema ambientale (0) (0) (+) (+) (0) (+) P (+) (+) (+) (0)

MA.01 Valorizzazione e protezione del Canale Villoresi

MA.02 Recupero a fini agricoli, definizione del limite di cava e mitigazione ambientale (0) (+) (0) (+) P (+) (0) (+) (0) (0) (+) (?) (+) (+) (+) (+)

MA.03 Riconversione della cava a verde ed azioni di rimboschimento in parte di essa

(+) (+) P (?) (+) (+)

(0) (0) (0) (0) (0)

MA.04 Creazione di una connessione con il sistema verde agricolo

MA.05 Possibilit di inserimento di campi fotovoltaici per lutilizzo di energia alternativa

MA.06 Realizzazione di un parco urbano

MA.07 Opere di progettazione di aree a verde e di mitigazione ambientale

MATRICE DI VERIFICA DELLA COERENZA INTERNA

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili. OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale (+) (+) (+) (0) (0) (0)

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali. OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale (0) (0) (0) (+) (+) (+)

MA.08 Previsione di nuove piantumazioni (+) P (+) P (+)

MA.09 Previsione di ambiti di rimboschimento

MA.10 Salvaguardia dei varchi per le connessioni ambientali

Sistema infrastrutturale (0) (0) P (?) (0) (0) (0) (0) P (+) (+) (0) (0) (+) (0) (0) P (+) (0) (+) (+) P (+) (0) (0) P (+) (0) (0) (+) (+) P (+) (+) (+) (+)

MA.11 Creazione di una pista ciclopedonale che costeggia il canale

MA.12 Progettazione porta di accesso allambito oggetto di riqualificazione

MA.13 Strade secondarie da sottoporre a riqualificazione

MA.14 Progettazione piste ciclopedonale

MA.15 Definizione di porte dingresso alla citt storica

MA.16 Creazione di zone 30

MATRICE DI VERIFICA DELLA COERENZA INTERNA

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili. OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale (+) (+)

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali. OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale (+) (+)

MA.17 Recupero della viabilit interpoderale (0)

Sistema insediativo (?) (?) (+) (+) (+) (?) (?) P (+) (+) (+) (+) (0) (+) (0) (0) (+) (0) P (+) (0) P (+) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) (0) P (?) P (?) P (+) P (+) P (+) P (?) P (?)

MA.18 Previsione di residenza compensativa, di completamento e sociale

MA.19 Progettazione di residenziale sociale

MA.20 Tutela degli edifici

MA.21 Recupero di edifici degradati

MA.22 Riqualificazione delle cascine

MA.23 Progettazione di nuovi impianti ludico ricreativi

MA.24 Progettazione di edilizia residenziale di completamento

MATRICE DI VERIFICA DELLA COERENZA INTERNA

OG.1 - Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche ecocompatibili. OG.4 - Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e compensazione ambientale

OG.2 - Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato OG.3 - Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali. OG.5 - Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale P (+) (0) (0) P (?)

MA.25 Previsione di un ambito di trasformazione a funzione industriale/artigianale a completamento dellesistente. (?)

2.

GLI STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DELLA GESTIONE DEL NUOVO PGT: IL MONITORAGGIO DEL PIANO Premessa La VAS ha come elemento di particolare rilevanza laver introdotto, allinterno del processo che porta dalla ideazione alla attuazione di un determinato Piano o di una sua variante, il concetto di monitoraggio, inteso come uno strumento attraverso cui verificare, con opportuna cadenza, leffettiva rispondenza tra obiettivi ed effetti generati dalle azioni proposte da un Piano (o da una sua Variante) al fine di poter mettere in atto adeguate nuove azioni (attraverso, ad esempio, una Variante al Piano stesso) nel caso in cui ci non rispondesse al vero ovvero nel caso in cui vi fosse una discrepanza tra quanto nelle intenzioni della Amministrazione Comunale (in specificato modo per quanto attiene lo sviluppo sostenibile) e quanto avvenuto in conseguenza della attuazione di una certa azione di Piano. Elemento caratteristico di un sistema di monitoraggio deve essere anche la sua capacit di controllare le tempistiche di attuazione dei vari interventi previsti da un Piano ovvero di saper mettere in evidenza se le azioni che assumono particolare rilevanza per la sostenibilit complessiva del Piano stiano procedendo di pari passo con il resto delle azioni previste, venendo in caso contrario a mancare le condizioni per una corretta attuazione delle strumento di governo del territorio in oggetto. Da sottolineare poi che, lefficacia di un sistema di monitoraggio e la sua importanza, sono tanto maggiori quanto pi esteso il set delle tematiche che il Piano in oggetto governa nonch ovviamente la superficie territoriale su cui esso ha effetto.

2.1.

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82

2.2.

I riferimenti normativi per il monitoraggio del Piano Nel seguito sono riportati i principali riferimenti normativi nazionali e regionali validi per ciascuna delle componenti ambientali di cui allallegato I della Direttiva comunitari 2001/42/CE. I riferimenti sono tratti dalla Rapporto Ambientale della VAS del PTR della Regione Lombardia (gennaio 2008). Aria e fattori climatici Normativa nazionale
-

Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale e s.m.i. D.M. 29 gennaio 2007 Recepimento della direttiva 2005/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 28-7-2005 relativa agli inquinanti gassosi e al particolato emessi dai motori dei veicoli

Normativa regionale
-

D.g.r. n. VII/6501 del 19 ottobre 2001 Nuova zonizzazione del territorio regionale per il conseguimento degli obiettivi di qualit dellaria ambiente, ottimizzazione e razionalizzazione della rete di monitoraggio, relativamente al controllo dellinquinamento da PM10, fissazione dei limiti di emissione degli impianti di produzione di energia e piano dazione per il contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico e s.m.i.

D.g.r. n. VIII/580 del 4 agosto 2005 Misure Strutturali per la Qualit dellAria 20052010

L.r. 11 dicembre 2006, n. 24 Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dellambiente

Acqua Normativa nazionale


-

D.P.C.M. 24 maggio 2001 Piano stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) L. 5 gennaio 1994, n. 36 Disposizioni in materia di risorse idriche (legge Galli) D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale e s.m.i.

Normativa regionale
-

R.R. 24 marzo 2006, n. 2 Disciplina delluso delle acque superficiali e sotterranee, dellutilizzo delle acque a uso domestico, del risparmio idrico e del riutilizzo dellacqua

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in attuazione dellarticolo 52, comma 1, lettera c) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26
-

R.R. 24 marzo 2006, n. 3 Disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dellarticolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26

R.R. 24 marzo 2006, n. 4 Disciplina dello smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, in attuazione dellarticolo 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26

D.g.r. 29 marzo 2006, n. 2244 - Piano di Tutela e Uso delle Acque (PTUA)

Suolo e sottosuolo Normativa nazionale


-

D.lgs. 11 maggio 1999, n. 152 Disposizioni sulla tutela delle acque dallinquinamento e s.m.i.

D.P.C.M. 24 maggio 2001 Piano stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI) Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale e s.m.i.

Normativa regionale
-

L.r. 24 novembre 1997, n. 41 Prevenzione del rischio geologico, idrogeologico e sismico mediante strumenti urbanistici generali e loro varianti

D.g.r. 11 dicembre 2001, n. 7365 Attuazione del Piano Stralcio per l'Assetto idrogeologico del bacino del fiume Po (PAI) in campo urbanistico, art. 17, comma 5, legge 18/05/1989 n. 183

L.r. 11 marzo 2005, n. 12 Legge di governo del territorio e s.m.i. D.g.r. 22 dicembre 2005, n. 8/1566 Criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, in attuazione dellart. 57 della l.r. 11 marzo 2005, n. 12

Flora, fauna e biodiversit Normativa nazionale


-

L. 6 dicembre 1991, n. 394 e s.m.i. Legge quadro sulle aree protette D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 e s.m.i. Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonch della flora e della fauna selvatiche

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84

D.M. 3 settembre 2002 "Linee guida per la gestione dei siti Rete Natura 2000" Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

D.M. 25 marzo 2004 Elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE

D.M. 26 marzo 2008 Primo elenco aggiornato dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografia continentale in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE

Normativa regionale
-

D.g.r. 26 settembre 1979, n. 18438 e s.m.i. tutela della flora L.r. 30 novembre 1983, n. 86 Piano generale delle aree regionali protette. Norme per listituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonch delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale

L.r. 16 agosto 1993, n. 26 Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dellequilibrio ambientale e disciplina dellattivit venatoria

D.g.r. 20 Aprile 2001, n. 4345 per la gestione della fauna nelle aree protette Programma Regionale per gli interventi di Conservazione e Gestione della Fauna

D.g.r. 8 agosto 2003, n. VII/14106 Elenco dei proposti Siti di Importanza Comunitaria ai sensi della direttiva 92/43/CEE per la Lombardia, individuazione dei soggetti gestori e modalit procedurali per lapplicazione della valutazione dincidenza. P.R.S. 9.5.7 Obiettivo 9.5.7.2 e s.m.i.

D.g.r. 30 luglio 2004, n. VII/18453 Individuazione degli enti gestori dei proposti Siti di Importanza Comunitaria (SIC) non ricadenti in aree naturali protette e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), designate dal Decreto del Ministro dellAmbiente 3 aprile 2000

D.g.r. 15 ottobre 2004, n. VII/19018 "Procedure per l'applicazione della valutazione di incidenza alle Zone di protezione Speciale (ZPS) ai sensi della direttiva 79/409/CEE, contestuale presa d'atto dell'avvenuta classificazione di 14 ZPS ed individuazione dei relativi soggetti gestori"

L.r. 28 ottobre 2004, n. 27 Tutela e valorizzazione delle superfici, del paesaggio e delleconomia forestale e s.m.i.

D.g.r. 25 gennaio 2006, n. 8/1791 Rete Europea Natura 2000: individuazione degli enti gestori di 40 Zone di Protezione Speciale (ZPS) e delle misure di conservazione transitorie per le ZPS e definizione delle procedure per ladozione e lapprovazione dei piani di gestione dei siti

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D.g.r. 8 febbraio 2006 n. 8/1876 e s.m.i. Rete Natura 2000 in Lombardia: trasmissione al Ministero dellAmbiente della proposta di aggiornamento della banca dati, istituzione di nuovi siti e modificazione del perimetro di siti esistenti

L. r. 16 luglio 2007, n. 16 Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi e s.m.i.

L. r. 31 marzo 2008, n. 10 Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione che abroga e sostituisce la l.r. n.33 del 1977 Provvedimenti in materia di tutela ambientale ed ecologica

Paesaggio e beni culturali Normativa nazionale


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D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellarticolo10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 e s.m.i.

D.lgs. 24 marzo 2006, n. 157 Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio

D.M. 28 marzo 2008 Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale

Normativa regionale
-

D.g.r. 29 dicembre 1999, n. 47670 e segg. Contenuti di natura paesistico-ambientale dei PTCP

D.c.r. 6 marzo 2001, n. VII/197 - Piano Territoriale Paesistico Regionale D.g.r. 8 novembre 2002, n. 11045 Linee guida per lesame paesistico dei progetti D.g.r. 16 gennaio 2004, n. 7/16039 Valorizzazione delle aree verdi L.r. 11 marzo 2005, n. 12 di governo del territorio e s.m.i. L.r. 12 luglio 2007, n. 13 Riconoscimento degli ecomusei per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali ai fini ambientali, paesaggistici, culturali, turistici ed economici

Popolazione e salute umana Normativa nazionale


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D.lgs. 10 aprile 2006, n. 195 Attuazione della direttiva 2003/10/Ce relativa all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici Rumore

L. 3 agosto 2007, n. 123 Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia e s.m.i.

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D.M. 4 febbraio 2008, Recepimento della direttiva 7 febbraio 2006, n. 2006/15/CE. Direttiva della Commissione che definisce un secondo elenco di valori indicativi di esposizione professionale, in attuazione della direttiva 98/24/CE del Consiglio, e che modifica le direttive 91/322/CEE e 200/39/CE

Normativa regionale
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D.g.r. 2 aprile 2008, n. 8/6918 Piano regionale 2008-2010 per la promozione della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro

Rumore Normativa nazionale


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L. 26 ottobre 1995, n. 447 Legge quadro sullinquinamento acustico D.P.C.M. 5 dicembre 1997 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici D.P.C.M. 14 novembre 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

D.P.R. 30 marzo 2004, n. 142 Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447

Normativa regionale
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L.r. 10 agosto 2001, n. 13 Norme in materia di inquinamento acustico D.g.r. 8 marzo 2002, n. 7/8313 Modalit e criteri di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico

D.g.r. 2 luglio 2002, n. 7/9776 Norme in materia di inquinamento acustico. Approvazione del documento Criteri tecnici di dettaglio per la redazione della classificazione acustica del territorio comunale

D.g.r. 12 luglio 2002, n. 7/9776 Criteri di dettaglio per la redazione della classificazione acustica del territorio comunale

Inquinamento elettromagnetico Normativa nazionale


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L. 22 febbraio 2001, n. 36 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici"

Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

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D.P.C.M. 8 luglio 2003 Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz

D.P.C.M. 8 luglio 2003 Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti illuminazione esterna e di lotta allinquinamento luminoso L.r. 27 marzo 2000, n. 17 Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso

Normativa regionale
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D.g.r. 20 settembre 2001, n. VII/6162 Criteri di applicazione della l.r. 27 marzo 2000, n. 17 Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso illuminazione esterna e di lotta allinquinamento luminoso

Rifiuti Normativa nazionale


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D.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (Decreto Ronchi) e s.m.i.

Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale e s.m.i.

Normativa regionale
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D.g.r. 27 giugno 2005, n. VIII/220 Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti

Energia Normativa nazionale


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L. 9 gennaio 1991, n. 10 Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia

D.M. 21 dicembre 2001 Programma di diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, efficienza energetica e mobilit sostenibile nelle aree naturali protette

Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

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D.lgs. 19 agosto 2005, n. 192 "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia" L.r. 27 marzo 2000, n. 17 e s.m.i. Misure
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urgenti in tema di risparmio energetico ed uso di illuminazione esterna e di lotta allinquinamento luminoso Normativa regionale
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D.g.r. 21 marzo 2003, n. 12467 - Programma Energetico Regionale (PER) L.r. 21 dicembre 2004, n. 39 Norme per il risparmio energetico negli edifici e per la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti

D.g.r. 27 dicembre 2006, n. 3951 Indirizzi inerenti lapplicazione di riduzione degli oneri di urbanizzazione in relazione a interventi di edilizia bioclimatica o finalizzati al risparmio energetico (l.r. 12/05, art. 44)

Mobilit e trasporti Normativa nazionale


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D.M. 27 Marzo 1998 Mobilit sostenibile nelle aree urbane D.lgs. 22 Giugno 2000, n. 215 Regolamento recante norme per la definizione dei criteri tecnici e delle modalit di utilizzazione dei veicoli della categoria M1 con uso finalizzato alla diversificazione o integrazione della rete dei trasporti di linea nelle aree urbane e suburbane, nell'ambito della organizzazione del trasporto pubblico locale

D.M. 21 dicembre 2000 Programmi radicali per la mobilit sostenibile Deliberazione CIPE n. 57 del 2 agosto 2002 Strategia dazione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia

Normativa regionale
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L.r. 12 dicembre 1994, n. 40 Promozione della diffusione di veicoli elettrici dotati di accumulatori e relative infrastrutture, nelle aree urbane

L.r. 25 marzo 1995, n. 13 e s.m.i. Norme per il riordino del trasporto pubblico locale in Lombardia

L.r. 29 ottobre 1998, n. 22 Riforma del trasporto pubblico locale in Lombardia D.c.r. 5 maggio 1999, n. VI/1245 Piano del sistema dellintermodalit e della logistica in Lombardia

D.g.r. 27 settembre 2006, n. VIII/3219 Norme per la progettazione di zone di intersezione e assi stradali, gli elaborati progettuali e le analisi di traffico

D.g.r. 20 dicembre 2006, n. 8/3838 Linee guida per la valutazione degli impatti delle grandi infrastrutture sul sistema rurale e per la realizzazione di proposte di interventi di compensazione

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D.d.g. 7 maggio 2007, n. 4571 Criteri e indirizzi tecnico-progettuali per il miglioramento del rapporto fra infrastrutture stradali ed ambiente naturale

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2.3.

Gli indicatori per il monitoraggio La definizione del sistema (e degli indicatori) per il monitoraggio del Piano rappresenta indubbiamente uno dei momenti di maggiore rilevanza del percorso di VAS. E solo infatti tramite un efficace sistema di monitoraggio che si potr verificare se le azioni ideate per concretizzare gli obiettivi di Piano saranno realmente in grado di essere funzionali al loro raggiungimento da un lato e dallaltro se i risultati ottenuti saranno in linea con quelli attesi. Non solo: il monitoraggio potr anche mettere in evidenza eventuali effetti indotti (anche non desiderati) quindi complessivamente la eventuale necessit di un aggiornamento (variante) di Piano. Risulta quindi fondamentale la scelta di un set di indicatori con cui realizzare il monitoraggio che abbiano le caratteristiche che, ormai consolidato nella letteratura al riguardo, gli permettano di essere in grado di rappresentare il fenomeno per il quale sono stati ideati. Queste caratteristiche sono ad esempio ben riassunte nel Manuale per la valutazione di piani e programmi dei fondi strutturali CE, (Commissione Europea, DG XI, 1998). In particolare essi debbono:
-

essere rappresentativi; essere validi dal punto di vista scientifico; essere semplici e di agevole interpretazione; indicare le tendenze nel tempo; ove possibile, fornire unindicazione precoce sulle tendenze irreversibili; essere sensibili ai cambiamenti che avvengono nellambiente o nelleconomia che devono contribuire a indicare;

essere basati su dati facilmente disponibili o disponibili a costi ragionevoli; essere basati su dati adeguatamente documentati e di qualit certa.

A fronte di questi requisiti, numerose sono le fonti e le banche dati rese disponibili da Enti nazionali ed internazionali con specifico riferimento ai temi della sostenibilit e dellambiente utilizzabili per il monitoraggio del Piano . Tra questi, pare particolarmente utile in questa sede fare riferimento a un set di indicatori elaborato dalla Provincia di Milano in grado di garantire, oltrech quanto sopra specificato, la confrontabilit delle performance del nuovo Piano rispetto, non solo ad una condizione pregressa, ma anche rispetto al contesto territoriale. Questi indicatori sono contenuti nel rapporto EcoSistema Metropolitano. EcoSistema Metropolitano il rapporto dellindagine conoscitiva avviata dalla Provincia di Milano al fine di valutare lo stato di sostenibilit del territorio provinciale. EcoSistema Metropolitano si attesta come il primo esempio di valutazione della sostenibilit socioing. Alberto Rigoni 20133 Milano (Mi) Via Settala, 64 P. IVA 128 132 101 55 tel | fax 02.20520437

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economica e ambientale alla scala locale, utilizzando il metodo del benchmarking anche sui piccoli comuni. EcoSistema Metropolitano permette di fornire un primo quadro complessivo per confrontare le prestazioni di sostenibilit del territorio e delle amministrazioni locali. Ogni comune pu cos vedersi confrontato con gli altri della provincia di Milano, della propria area territoriale e con i comuni della propria classe demografica, attraverso classifiche tematiche ottenute valutando la pressione ambientale, la qualit delle risorse, la capacit di risposta pubblica. Il rapporto il risultato di analisi dei dati comunali su una base estesa di 72 indicatori, derivati da banche dati pubbliche, da informazioni dellamministrazione provinciale e da uno specifico questionario distribuito a tutti i 54 comuni con pi di 15.000 abitanti. I comuni sono stati classificati in base alla distribuzione territoriale e distinti in cinque classi di dimensioni demografiche. Diverse sono le fonti utilizzate per lelaborazione dei diversi indicatori. Queste sono descritte nella documentazione pubblicata dalla Provincia di Milano e ad essa quindi si rimanda per approfondimenti sul tema. Nelle tabelle seguenti sono riportate le schede riepilogative degli indicatori calcolati per lanno 2007, tratte dallultima pubblicazione resa disponibile dalla Provincia di Milano.

Tab. 2.1a: indicatori delEcosistema metropolitano (fonte: Provincia di Milano)

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Tab. 2.1b: indicatori dellEcosistema metropolitano (fonte: Provincia di Milano) Una selezione degli indicatori dellEcosistema Metropolitano sono riportati nella seguente tabella unitamente ad ulteriori indicatori che si ritenuto di dover aggiungere allo scopo di meglio monitorare le performance del nuovo PGT di Inzago.

ID ECO1 ECO2 ECO3 ECO4 ECO5 ECO6 ECO7 ECO8 ECO9 ECO10 ECO11
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nome imprese per abitante tasso di attivit popolazione straniera residente aree urbanizzate tasso di motorizzazione complessiva pendolari che usano auto privata qualit dellaria: concentrazione CO qualit dellaria: concentrazione NO2 qualit dellaria: concentrazione SO2 qualit dellaria: concentrazione O3 qualit dellaria: concentrazione PM10

u.m. impr./1000ab. % pop. % residenti % sup. terr. n. mezzi/100 % spostamenti milligrammi/m3 microgrammi/m3 microgrammi/m3 microgrammi/m3 microgrammi/m3

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ID ECO12 ECO13 ECO14 ECO15 ECO16 ECO17 ECO18 ECO19 ECO20 DP1 DP2 DP3 DP4 DP5 DP6 DP7

nome qualit delle risorse idriche superficiali LIM qualit delle risorse idriche superficiali IBE aree boscate, arboreo arbustive verde urbano pro-capite reale perc. misure rumore da traff. notturno >55 db(A) perc. misure rumore da traff. diurno >65 db(A) aree a tutela paesistica solaro fotovoltaico piste ciclabili esistenti zone a traffico limitato volumetria residenziale di nuova realizzazione densit della popolazione energia prodotta da fonti rinnovabili volumetria pubblica certificata in classe B grado di frammentazione delle aree naturali sistema dei filari alberati

u.m. livello classe % sup. terr. m2/ab % % % sup. terr. KW/1000 ab. m/1000 ab. % sup. terr. m3 ab./km2 KW/1000 ab. % m/mq m

Tab. 2.2: sistema degli indicatori di Piano

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2.4.

Il meccanismo di monitoraggio Il meccanismo di monitoraggio si deve basare su un calcolo almeno annuale degli indicatori selezionati che evidenzi i progressi realizzati. Evidentemente la valutazione andr fatta su base complessiva utilizzando eventualmente come metro di giudizio i valori dei medesimi indicatori messi a disposizione della Provincia di Milano per Comuni della stessa categoria (espressa ad esempio in numero di abitanti) o per i Comuni del medesimo ambito (o tavolo di PTCP) territoriale di Inzago. Per una pi agevole valutazione dellandamento di alcuni indicatori (ovvero quelli totalmente dipendenti dalle azioni previste dal PGT) potrebbe risultare utile indicizzarne i valori. Per far questo indicato con i0 il valore di un certo indicatore nella condizione pre-Piano e iPGT il valore che questo indicatore potrebbe qualora il Piano fosse completamente attuato la percentuale di variazione di questo indicatore al tempo t generico data da: i(%)t = 100*(it io) / (iPGT i0) Anche in questo caso, qualora le variazioni dei valori degli indicatori evidenziassero che lattuazione del Piano stesse generando effetti non congruenti con gli obiettivi generali che il Piano stesso si era posto, potrebbe risultare opportuna un aggiornamento del Documento di Piano, che agisca, in maniera tale da invertire la tendenza in atto.

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3. 3.1.

SINTESI NON TECNICA DELLA VAS DEL DOCUMENTO DI PIANO DEL NUOVO PGT Il Quadro Conoscitivo per la VAS del Documento di Piano del nuovo PGT Il Quadro Conoscitivo presentato nel Documento di Scoping rappresenta uno degli elementi centrali del processo di VAS essendo utile, in una prima fase, alla definizione e caratterizzazione pre-Piano del contesto di analisi onde individuare le aspettative e le vocazioni territoriali ma anche le sensibilit, le vulnerabilit e le criticit presenti e, successivamente, a favorire la partecipazione dei cittadini, definire lambito di influenza del Piano, verificare la congruenza degli obiettivi generali del Piano, valutare limpatto delle azioni di Piano, scegliere la migliore alternativa di Piano possibile. Il Quadro Conoscitivo stato organizzato in tre sotto-quadri, Programmatico, Ambientale e Socio-Economico, di cui nel seguito si riassumono gli elementi maggiormente significativi emersi. Quadro Programmatico Nel Quadro Programmatico sono stati riassunti gli elementi di maggiore significativit desumibili dai principali Piani e Programmi che hanno rilevanza per il territorio in oggetto e per le aree limitrofe, ovvero: - Piano Territoriale Regionale - Regione Lombardia; - Piano Territoriale Paesistico Regionale e Piano Paesaggistico Regionale; - Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Provincia di Milano; - Piano dArea Martesana - Adda; - Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti - Provincia di Milano; - Piano di Indirizzo Forestale - Provincia di Milano; - Piano di Governo del Territorio dei Comuni contermini; - Piano di Zonizzazione Acustica. Lo strumento di maggiore rilevanza per lambito considerato risultato essere il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Questo piano mette in particolare in luce le seguenti strategie per larea Add-Martesana cui appartiene Inzago: sostegno allo sviluppo di comparti di PMI; razionalizzazione e sviluppo del sistema della viabilit con prioritaria riqualificazione e gerarchizzazione della rete esistente; recupero e promozione del patrimonio storico--architettonico locale con particolare attenzione al sistema dei navigli e delle cascine;

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salvaguardia degli elementi tipici del paesaggio agrario; creazione di circuiti turistici ciclopedonali finalizzati alla fruizione delle emergenze storiche, paesistiche e ambientali;

attivazione di uno sportello unico a scala sovracomunale per fornire tutti i servizi informativi e di promozione delle occasioni insediative dellarea.

Quadro Ambientale Nel Quadro Ambientale sono state caratterizzate le componenti ambientali elencate nella Direttiva comunitaria 2001/42/CE la quale specifica che nella procedura di VAS occorre valutare (allegato I lettera f) i possibili effetti significativi sullambiente, compresi aspetti quali la biodiversit, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, lacqua, laria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e linterrelazione tra i suddetti fattori. Geologia: lo studio della componente geologica del territorio comunale, effettuato nellaprile 1999 come supporto alla stesura del piano regolatore sulla base dei criteri legislativi allora vigenti ed in corso di aggiornamento alla normativa attuale (D.G.R. 8/1566 del 22.12.2005), evidenzia la presenza sulla quasi totalit del territorio di sedimenti fluviali composti da una alternanza di sabbie e ghiaie miste con orizzonti a forte percentuale di limo sabbioso, oltre a frequenti orizzonti metrici di sabbia priva di limo e di ciottoli. Questi depositi fluvioglaciali presentano in genere una fascia superiore di sabbia mista a ghiaia, alterata, di colore bruno rossiccio a causa dellalterazione dovuta agli agenti meteorici Suolo ed agricoltura: i suoli del territorio di Inzago vengono descritti nella relazione geologica del 1999 come caratterizzati da sedimenti ciottolosi compatti ed alterazione rossastra nella parte pi superficiale. Lo scheletro abbondante determina dopo le arature una copertura superficiale di ciottoli arrotondati che gli agricoltori asportano ed accumulano a ridosso del reticolo idrografico. Ne risultano numerose dorsaline, soprattutto nella parte settentrionale del comune dove la presenza di ciottoli maggiore; su di esse sono stati impostati filari alberati. Altra caratteristica dei suoli il buon drenaggio che consente una rapida infiltrazione delle acque meteoriche; pertanto gli episodi di dilavamento superficiale sono del tutto assenti. Secondo le norme della LCC (Land Capability Classification, USDA) la capacit di uso del suolo viene valutata in base ad una serie di parametri quali tessitura, scheletro, fertilit, drenaggio, pendenza, e classificata. Per il territorio di Inzago si osserva che tutti i suoli non urbanizzati appartengono alla classe III, ovvero si tratta di suoli con limitazioni allutilizzo a scopo agricolo. Acque superficiali: il territorio di Inzago attraversato da una rete di corsi dacqua molto ricca e articolata, di origine artificiale, che pu essere suddivisa in due porzioni: una centrosettentrionale, nella quale canali e rogge derivano le proprie acque dal canale Villoresi, ed una
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centro-meridionale, in cui il reticolo derivato dal naviglio della Martesana. Fa eccezione la roggia Crosina che attraversa labitato di Inzago da est a ovest, costituendo un elemento indipendente dal resto del reticolo e privo di diramazioni. Tutti i corsi dacqua si presentano fittamente ramificati con numerose derivazioni a scopo irriguo. Acque sotterranee: la natura ghiaioso-sabbiosa del substrato del territorio di Inzago consente una facile infiltrazione delle acque e di conseguenza anche di eventuali inquinanti. Informazioni sulla qualit delle acque di falda derivano dallo studio Fenomeni di contaminazione delle acque sotterranee della provincia di Milano pubblicato nel 2002 a cura della Direzione Centrale Ambiente della Provincia di Milano, che si basa sui dati reperiti dal SIF e dal SIA della Provincia. Per il Comune di Inzago e i Comuni contermini non sono noti fenomeni di contaminazione di alcun tipo, pertanto lincidenza sulla risorsa idrica nulla. Acquedotto e rete fognaria: le reti per la distribuzione dellacqua potabile e la raccolta delle acque di scarico del Comune di Inzago sono in gestione alla societ Cogeser Spa, che si occupa anche della manutenzione attraverso uno specifico piano (www.cogeser.it) Le reti coprono lintera superficie urbanizzata e non sono presenti situazioni di criticit. Le acque di scarico vengono collettate al depuratore, situato nel territorio comunale e gestito da Idra Spa. Aria: il comune di Inzago appartiene alla zona A2 ovvero ad una zona caratterizzata da: concentrazioni pi elevate di PM10, in particolare di origine primaria, rilevate dalla Rete Regionale di Qualit dellAria e confermate dalle simulazioni modellistiche pi elevata densit di emissioni di PM10 primario, NOX e COV situazione meteorologica avversa per la dispersione degli inquinanti (velocit del vento limitata, frequenti casi di inversione termica, lunghi periodi di stabilit atmosferica caratterizzata da alta pressione) area a minore densit abitativa ed emissiva rispetto alla zona A1 (zone ex-critiche).

Flora, fauna ed aree protette: il territorio di Inzago non incluso in alcun tipo di area protetta (parchi, riserve, PLIS, SIC, ZPS), tuttavia situato in posizione centrale rispetto ai due parchi regionali Adda Nord a est e Agricolo Sud Milano a sud-ovest e confina a nord-ovest con il PLIS del Rio Vallone. Paesaggio e beni di interesse artistico e storico: il territorio di Inzago situato nellalta pianura Padana lombarda e rientra nellunit di paesaggio dellalta pianura irrigua orientale, ad eccezione della piccola area situata tra il canale Villoresi e il confine con Pozzo dAdda che ricade nellalta pianura asciutta di Trezzo. La fascia dellalta pianura irrigua milanese (compresa tra canale Villoresi e fiume Po) caratterizzata da una grande ricchezza di acque superficiali che, infiltratesi nei substrati porosi a nord, riaffiorano verso sud originando risorgive e fontanili sfruttati per lo sviluppo dellagricoltura estensiva su suoli di elevato valore agricolo. In realt dal punto di vista geologico lalta pianura irrigua orientale (estesa tra
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Lambro e Adda) analoga a quella asciutta in quanto presenta un substrato grossolano che favorisce linfiltrazione dellacqua; tuttavia lapporto idrico del canale Villoresi ha consentito lo sviluppo dellattivit agricola e dei tratti paesaggistici tipici della media-bassa pianura irrigua, spostando verso nord il limite irriguo che in passato era rappresentato dal naviglio Martesana. Sono infatti assenti nel territorio di Inzago fontanili e risorgive, che invece cominciano a comparire appena a sud del confine, nei Comuni di Pozzuolo Martesana e Cassano dAdda. Infine sono tipici i campi agricoli di estensione ridotta e le numerose aziende agricole legate allallevamento del bovino da latte, al prato e allorticoltura intensiva. Inquinamento elettromagnetico: Per il comune di Inzago sono disponibili i risultati di 3 campagne di misurazioni di tale inquinamento realizzate nel 2006 nei mesi di gennaio e febbraio in 3 siti distinti: Via Gramsci, Via Brambilla ed infine Via Pastore. Gli esiti di questi rilievi hanno mostrato valori di campo elettromagnetico di intensit sempre inferiore ai limiti di legge. Rumore: nel territorio comunale di Inzago il contributo maggiore alla rumorosit ambientale dovuto al traffico autoveicolare, per la presenza di una importante arteria di collegamento quale la SS11 che lambisce il centro abitato. Lincrocio semaforizzato con la SP180 (via Verdi e via Marchesi) senza dubbio il punto critico per la rumorosit essendo inoltre questa intersezione interessata dalla presenza di edifici a bordo strada. I rilievi strumentali eseguiti, nellambito della campagna di monitoraggio volta alla realizzazione della zonizzazione acustica, sulla SS11 in corrispondenza di questo incrocio e in fondo a via Meda allaltezza dello svincolo con la SS11 mostrano il superamento dei limiti indicati in classe IV, sia in periodo diurno che soprattutto in periodo notturno, quando, per il flusso di traffico comunque elevato, i livelli misurati non diminuiscono in modo significativo. Rifiuti: la pubblicazione della provincia di Milano Produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani della Provincia di Milano dellanno 2006 mette in evidenza per il Comune di Inzago una percentuale di raccolta differenziata del 68%, ovvero gi superiore ai quantitativi previsti dal D.Lgs. 152/2006 per lanno 2012. Mobilit: i due problemi maggiormente sentiti dalla popolazione locale nellambito delle attivit di partecipazione alla formazione del PUT sono stati lelevata presenza di automobili sulle strade del centro cittadino e le code lungo le provinciali. Al terzo posto veniva segnalata la carenza di spazi per la sosta, un tema che potrebbe includere sia problemi derivati da una mancanza o da un uso improprio dello spazio pubblico, sia possibili situazioni di inutilizzo e degrado dello spazio pubblico stesso. I successivi cinque problemi se letti unitariamente come derivati da una scarsa sicurezza percepita dal cittadino (pedone o ciclista), rappresentano il secondo macro problema (dopo quello della congestione della rete stradale) rilevato durante le indagini. A questo gruppo di problematiche sono ascrivibili situazioni come: gli incroci pericolosi oppure i tratti di strada dove la velocit dei veicoli particolarmente elevata.
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Aziende RIR: sul territorio di Inzago presente una azienda RIR soggetta allart. 6, la U. Borgonovo Srl, situata in localit cascina Draga, sulla strada Inzago per Groppello dAdda la cui attivit consiste nellacquisto, produzione, commercio e deposito di materiale pirotecnico. Quadro Socio-Economico Il Comune di Inzago conta 9.896 abitanti (dato al 31.05.2008), suddivisi in 4.120 famiglie e con una densit abitativa pari a 815 abitanti/km. Lanalisi dei dati ha permesso di osservare a partire dal 1981 una crescita regolare della popolazione residente e di conseguenza della densit abitativa. Lanalisi sullandamento della popolazione dal 1955 ad oggi, come rappresentato nel grafico delle figure 2.28 e 2.29, mette in luce tre grandi fasi di variazione della popolazione: - dal 1955 al 1975 una crescita costante ed elevata (600/700 unit per ogni decennio); - dal 1975 al 2001 una crescita molto bassa (300/400 unit per decennio); - dal 2001 la crescita ha subito una forte accelerata, con un tasso di incremento raddoppiato e successivamente triplicato rispetto agli anni precedenti, ed un aumento di 977 unit in meno di un decennio. 3.2. Strategie, obiettivi ed azioni del Piano Gli obiettivi generali del Piano, trasversali alle diverse componenti territoriali (acque superficiali e sotterranee, suolo e sottosuolo, ecosistemi naturali, agricoltura, emergenze storico culturali e paeisistiche, rifiuti, energia, mobilit, assetto insediativo), sono cinque, tutti volti ad uno sviluppo sostenibile del territorio. OG.01: Contenimento delluso del suolo attraverso la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente promuovendo tecniche eco-compatibili (sistema insediativo); OG.02: Valorizzazione dellidentit dei luoghi attraverso specifiche azioni di rivitalizzazione e tutela del tessuto urbano esistente anche in riferimento alla citt pubblica, con particolare attenzione a favorire un processo di rivitalizzazione dei tessuto commerciale di vicinato, in modo da garantire un mix funzionale equilibrato (sistema insediativo); OG.03: Valorizzare le specifiche connotazioni del territorio rurale e del suo patrimonio edilizio, in modo da garantirne ed incrementarne la biodiversit e le specificit ambientali (sistema ambientale); OG.04: Previsione di ambiti agricoli di tutela e salvaguardia della rete ecologica e dei valori paesistici esistenti ed incremento attraverso la realizzazione di una rete di cintura verde intorno al nucleo urbano, grazie anche ad opere di mitigazione e
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compensazione ambientale (sistema ambientale);


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OG.05: Migliorare e razionalizzare il sistema della mobilit locale e sovralocale anche attraverso la creazione percorsi ciclopedonali a carattere intercomunale (sistema infrastrutturale). I cinque obiettivi generali sono stati quindi articolati in 15 obiettivi specifici organizzati rispetto ai tre sistemi territoriali: agricolo-ambientale, infrastrutturale ed insediativo.

ID OS.01 OS.02 OS.03 OS.04 OS.05 OS.06

obiettivo specifico Valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale quale elemento attrattivo di servizi ed attivit economiche di qualit, anche attraverso la promozione di buone pratiche. Creazione di un sistema verde continuo attraverso il rafforzamento della rete ecologica esistente e la ricomposizione paesistica delle aree periurbane ed ambientalmente compromesse. Salvaguardia e valorizzazione delle aree agricole e delle attivit ad esse legate. Promuovere lofferta integrata di funzioni turistico-ricettive sostenibili mettendo a sistema le risorse ambientali e paesaggistiche esistenti. Valorizzazione, salvaguardia e gestione del patrimonio idrico presente sul territorio. Riequilibrio ambientale e valorizzazione paesaggistica dei territori destinati alla realizzazione del PLIS.

Tab. 3.1: Obiettivi specifici - sistema agricolo - ambientale

ID OS.07 OS.08 OS.09 OS.10

obiettivo specifico Razionalizzazione del sistema infrastrutturale della mobilit nel suo complesso, favorendo linterscambio modale. Nuovo disegno della viabilit urbana al fine di limitare lattraversamento veicolare della citt e soprattutto della parte storica prevedendo aree ad accesso limitato ed a velocit ridotte. Adeguamento e potenziamento della rete ciclabile locale e sovra locale. Mettere in sicurezza e potenziare i collegamenti pedonali tra i vari servizi/poli della citt anche attraverso il ridisegno degli spazi pubblici e la creazione di percorsi protetti.

Tab. 3.2: Obiettivi specifici - sistema infrastrutturale

ID OS.11 OS.12 OS.13

obiettivo specifico Rivitalizzazione e riqualificazione delle aree degradate/dismesse e recupero del patrimonio edilizio non utilizzato attraverso meccanismi incentivanti. Tutela, valorizzazione e conservazione del patrimonio storico anche attraverso la ricerca di caratteri identitari dei vari luoghi allinterno della popolazione. Prevenire unespansione urbana incontrollata a favore di un modello urbano compatto ed unitario a contenimento del consumo di suolo e che cerchi di favorire un mix funzionale equilibrato che faciliti una maggiore vivibilit degli spazi. Perseguire una pianificazione sostenibile promuovendo una progettazione di qualit, incentivando le prestazioni ecologiche degli edifici. Riarticolare lofferta insediativa anche rispetto alla ridistribuzione e alla rifunzionalizzazione dellesistente in modo si crei un tessuto occupazionale locale.

OS.14 OS.15

Tab. 3.3: Obiettivi specifici - sistema insediativo


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A partire dagli obiettivi specifici illustrati, sono stati individuate 25 macro-azioni, organizzate, cos come gli obiettivi specifici, rispetto ai tre sistemi territoriali.

ID MA.01 MA.02 MA.03 MA.04 MA.05 MA.06 MA.07 MA.08 MA.09 MA.10

macro-azione Valorizzazione e protezione del Canale Villoresi Recupero a fini agricoli, definizione del limite di cava e mitigazione ambientale Riconversione della cava a verde ed azioni di rimboschimento in parte di essa Creazione di una connessione con il sistema verde agricolo Possibilit di inserimento di campi fotovoltaici per lutilizzo di energia alternativa Realizzazione di un parco urbano Opere di progettazione di aree a verde e di mitigazione ambientale Previsione di nuove piantumazioni Previsione di ambiti di rimboschimento Salvaguardia dei varchi per le connessioni ambientali

Tab. 1.4: macro-azioni del sistema ambientale


ID MA.11 MA.12 MA.13 MA.14 MA.15 MA.16 MA.17 macro-azione Creazione di una pista ciclopedonale che costeggia il canale Progettazione porta di accesso allambito oggetto di riqualificazione Strade secondarie da sottoporre a riqualificazione Progettazione piste ciclopedonale Definizione di porte dingresso alla citt storica Creazione di zone 30 Recupero della viabilit interpoderale

Tab. 1.5: macro-azioni del sistema infrastrutturale


ID MA.18 MA.19 MA.20 MA.21 MA.22 MA.23 MA.24 MA.25 macro-azione Previsione di residenza compensativa, di completamento e sociale Progettazione di residenziale sociale Tutela degli edifici Recupero di edifici degradati Riqualificazione delle cascine Progettazione di nuovi impianti ludico ricreativi Progettazione di edilizia residenziale di completamento Previsione di un ambito di trasformazione a funzione industriale/artigianale a completamento dellesistente.

Tab. 1.6: macro-azioni del sistema insediativo

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3.3.

Il percorso di valutazione Il percorso di valutazione si sviluppato attraverso i seguenti passi principali: - esplicitazione degli obiettivi generali endogeni del Piano: lesplicitazione degli obiettivi generali del Piano stata realizzata facendo riferimento al Documento di indirizzo per la stesura del Piano di Governo del Territorio della attuale Amministrazione Comunale, alle risultanze della attivit di partecipazione, agli esiti degli studio realizzati nellambito della formazione del Piano, nonch dalle analisi svolte nellambito della presente VAS; - verifica ed integrazione degli obiettivi generali del Piano: la verifica avvenuta mediante il confronto degli obiettivi generali endogeni con quelli esogeni proposti dal progetto ENPLAN, Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta - Sesto Programma di Azione in materia ambientale, Verso una strategia tematica sullambiente urbano - Comunicazioni Commissione Europea COM(2004)60, Sviluppo sostenibile in Europa per un mondo migliore: strategia dell'Unione europea per lo sviluppo sostenibile - Comunicazioni Commissione Europea COM(2001)264, Riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile - Una piattaforma dazione - Comunicazioni Commissione Europea COM(2005)658, Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia 20022010 - delibera CIPE 2 agosto 2002 n. 57 e Aalborg commitments - conferenza Aalborg+10. Al termine della attivit di verifica non si ritenuto opportuno apportare modifiche agli obiettivi generali precedentemente individuati; - verifica di coerenza esterna degli obiettivi generali del Piano: lo scopo di questa verifica quello valutare la congruenza degli obiettivi generali individuati con quelli dettati da altri strumenti di gestione del territorio, siano essi di livello superiore (ed in questo caso si parla di dimensione verticale della verifica) siano essi di pari livello (ed in questo caso si parla di dimensione orizzontale della verifica) ove per livello si intende sia quello gerarchico che quello territoriale. La verifica verticale stata fatta con riferimento a: Piano Territoriale Regionale, Piano Territoriale Paesistico Regionale, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale - Provincia di Milano, Piano dArea Martesana - Adda, Piano di Indirizzo Forestale della Provincia di Milano. Per quanto riguarda la verifica orizzontale si osservato che, essendo gli strumenti di pianificazione di riferimento (essenzialmente Piano Urbano del Traffico e Piano di Zonizzazione Acustica comunale) in itinere, fermorestando che durante le diverse fasi di elaborazione del Piano si attuato un fattivo rapporto di collaborazione tra i diversi professionisti incaricati delle attivit specialistiche in maniera tale che fosse garantita la piena integrazione dei documenti da redigere, una verifica definitiva della congruenza potr essere realizzata solo una volta che tutti gli strumenti chiuderanno il loro percorso approvativo; - individuazione delle alternative di sviluppo e degli scenari di riferimento: in sede di pianificazione preliminare, si sono valutate una serie di possibili scenari di sviluppo della struttura insediativa comunale con lo scopo di individuare quello maggiormente
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rispondente agli obiettivi generali che si sono posti a premessa delle scelte del nuovo Piano. Il confronto delle possibili alternative di sviluppo con gli obiettivi generali di Piano ha portato ad individuare quella ad essi maggiormente rispondente; - definizione degli obiettivi specifici e delle azioni: gli obiettivi specifici sono stati definiti traendo anche spunto dal sistema di analoghi obiettivi proposto dalla Provincia di Milano (cfr. Relazione generale del PTCP par. 2.4) debitamente modificati in maniera tale da risultare pi rispondenti alle esigenze del territorio in oggetto. A partire dagli obiettivi specifici sono stati individuate le macro-azioni di Piano, organizzate, anchesse rispetto ai tre sistemi territoriali, e le azioni prioritarie del Piano stesso; - stima degli effetti ambientali del Piano: la stima stata fatta facendo riferimento alle componenti ambientali elencate nellallegato i della 42/2001/CE ovvero, Aria e fattori climatici, Acque superficiali e sotterranee, Suolo e sottosuolo, Flora, fauna, biodiversit ed ecosistemi, Paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale, Salute umana. Essendo chiaro che gli effetti del Piano sulle componenti ambientali possono dipendere pi o meno direttamente dalla localizzazione spaziale di una certa azione, emersa la necessit di due momenti di analisi distinti, uno di carattere qualitativo, che individuasse gli effetti di una determinata azione anche a prescindere dalla sua collocazione spaziale e uno di carattere cartografico, che individuasse gli effetti di una determinata azione in relazione alla sua specifica posizione sul territorio. Il primo tipo di analisi ha permesso di mettere in evidenza, per ciascuna macro-azione e per ciascuna componente ambientale i possibili effetti negativi generati. Il secondo tipo di analisi ha permesso di verificare limpianto complessivo del Piano ed individuare una serie di azioni da mettere in atto per mitigare gli effetti di alcuni interventi collocati in aree pi sensibili; - valutazione della sostenibilit del Piano: stata realizzata con esito positivo mediante il confronto delle macro-azioni di Piano con gli obiettivi di sostenibilit e protezione ambientale derivati dal Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi strutturali dellUnione Europea - Commissione europea, DG XI Ambiente, sicurezza nucleare e protezione civile - agosto 1998 - Criteri di sostenibilit per la definizione degli obiettivi del programma; - elaborazioni di azioni per il miglioramento del Piano: al fine di mitigare i residui effetti negativi del Piano sono state elaborate alcune azioni sostanzialmente confluite nella predisposizione di articoli integrativi del Regolamento edilizio vigente volti al risparmio energetico e, pi in generale allo sviluppo sostenibile; - valutazione della coerenza interna del Piano: la valutazione stata eseguita con esito positivo mettendo a confronto gli obiettivi generali del Piano con le macro-azioni del Piano stesso.

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- definizione del sistema di monitoraggio del Piano: per il monitoraggio del Piano si stabilito di fare riferimento essenzialmente al set di indicatori elaborati dalla Provincia di Milano in grado di garantire la confrontabilit delle performance del nuovo Piano rispetto, non solo ad una condizione pregressa, ma anche rispetto al contesto territoriale. Questi indicatori sono quelli del rapporto EcoSistema Metropolitano. Il monitoraggio del Piano si basa sullutilizzo degli indicatori per due specifiche attivit. La prima ha lo scopo di verificare lo stato generale dellambiente locale per evidenziare eventuali significative variazioni delle condizioni al contorno che potrebbero anche portare alla necessit di una modifica/integrazione dei contenuti del PGT e la seconda ha lo scopo di verificare che le azioni proposte dal Piano stesso siano in grado di raggiungere gli obiettivi per cui sono state elaborate e a verificare inoltre che, la sequenza temporale della loro realizzazione, non vada a discapito di quelle maggiormente virtuose.

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