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21 Novembre Festa della Presentazione di Maria al tempio

Oggi si celebra la giornata Proorantibus ossia la Chiesa prega e ricorda tutte le monache e i monaci di clausura che nei diversi ordini religiosi vivono la loro vita allinterno dei monasteri nel silenzio e nella preghiera. Ci piace allora, proprio in occasione di questa ricorrenza, offrirvi una breve riflessione sul valore e significato della vita contemplativa attraverso alcuni testi del magistero della Chiesa e brani presi dai Santi del Carmelo. Cos per conoscere un po di pi chi siamo e cosa facciamo chiuse in monastero!!!
VITA CONTEMPLATIVA Niente spinge tanto allamore chi amato quanto il sapere che lamante desidera ardentemente di essere corrisposto s. Giovanni Crisosto mo s.Teresa di Ges Quando unalm a raccolt a tutta in Voi, Q u a n d o D io ama, altro non desidera che essere amato .Non per altro ama, se non per essere amato, sapendo che coloro che lameranno si beeranno di questo stesso amore. Lamore dello Sposo, anzi lo Sposo - amore cerca soltanto il ricambio dellamore e la fedelt. Sia perci lecito allamata di riamare. Perch la sposa e la sposa dellAmore non dovrebbe amare? Perch non dovrebbe essere amato lAmore? s. Bernardo

che pu mai far se non amarvi, e immersa in sempre novi ed irrompenti incendi, ritornare ad amarvi e mai cessare? .. Tu sei morto per me dopo lunghe sofferenze e la mia sola speranza di donarmi a te. Oh! grazie sposo mio Crocifisso, sii per sempre benedetto. Sento la tua voce che mi chiama: Mio Dio, troppo bella la mia parte! Tu che ti sei degnato di scegliermi Per amare, pregare, soffrire, io ti consacro la mia vita. B. Elisabetta della Trinit Composizioni poetiche Una carmelitana unanima che ha fissato il Crocifisso, che lha visto offrirsi come vittima al Padre per le anime e raccogliendosi in questa grande visione della carit del Cristo ha capito la passione damore della sua anima e ha voluto donarsi come Lui!. Sulla montagna del Carmelo, nel silenzio, nella solitudine, in unorazione che non termina mai perch si continua in tutto,

la carmelitana vive gi come in cielo di Dio solo. Ascolti ci che dice s. Giovanni della Croce: Tu che sei la pi bella delle creature, anima che desideri cos ardentemente conoscere il luogo dove si trova il tuo Diletto per cercarlo e unirti a Lui, tu sei, tu stessa, langolo del suo rifugio, la dimora ovEgli si nasconde. Il tuo diletto, il tuo tesoro, la tua unica speranza, tanto vicina a te che abita in te stessa a dir la verit, tu non potresti essere senza di Lui!. Ecco tutta la vita del Carmelo: vivere in Lui! Allora tutti i sacrifici, tutte le immolazioni divengono divine, lanima scorge in ogni cosa colui che ama e tutto la porta a Lui: un continuo cuore a cuore! B. Elisabetta della Trinit - Lettere Il grido di Ges sulla croce mi echeggiava continuamente nel cuore: Ho sete. Queste parole accendevano in me un ardore sconosciuto e vivissimo. Volli dare da bere allAmato e mi sentii io stessa divorata dalla sete delle anime. Non erano ancora le anime dei sacerdoti che mi attraevano, ma quelle dei grandi peccatori,

bruciavo dal desiderio di strapparli alle fiamme eterne. Mi pareva di udire Ges che mi dicesse, come alla samaritana: dammi da bere. Era un vero scambio damore; alle anime davo il Sangue di Ges, a Ges offrivo quelle anime stesse rinfrescate dalla rugiada divina; mi pareva cos di dissetarlo e pi Gli davo da bere pi la sete della mia povera anima cresceva ed era quella sete ardente che Egli mi dava come la bevanda pi deliziosa del suo amore. di G.B. MA 134/136 Cos la vita contemplativa? Vediamolo nelle parole dei Documenti della Chiesa e in alcuni testimoni che l hanno vissuta. Gli Istituti completamente ordinati alla contemplazione, composti da donne o da uomini, sono per la Chiesa un motivo di gloria e una sorgente di grazie celesti. Con la loro vita e la loro missione, le persone che ne fanno parte imitano Cristo in orazione sul monte, testimoniano la signoria di Dio sulla storia, anticipano la gloria futura.

Nella solitudine e nel silenzio, mediante lascolto della Parola di Dio, lesercizio del culto divino, lascesi personale, la preghiera, la mortificazione e la comunione dellamore fraterno, orientano tutta la loro vita ed attivit alla contemplazione di Dio. Offrono cos alla comunit ecclesiale una singolare testimonianza dellamore della Chiesa per il suo Signore e contribuiscono, con una misteriosa fecondit apostolica, alla crescita del Popolo di Dio. (Vita Consacrata s.Teresa n8) Chi potrebbe dire il gaudio della mia anima allorquando, contemplando il crocifisso che avevo ricevuto dopo la mia Professione e che la nostra reverenda madre ha collocato come un sigillo sul mio cuore, ho potuto dire a me stessa: Finalmente sono tutta sua ed Egli tutto mio, non ho altro che Lui, il mio tutto!. Ed ora non ho che un desiderio: amarlo, amarlo in ogni momento, zelare il suo onore e formare la sua felicit come una vera sposa, renderlo contento preparandogli una dimora e un rifugio nella mia anima dove fargli dimenticare, a forza damore, tutte le ingiurie e il male della terra!

Particolare attenzione meritano la vita monastica femminile e la clausura delle monache, per laltissima stima che la comunit cristiana nutre verso questo genere di vita, segno dellunione esclusiva della Chiesa - Sposa con il suo Signore, sommamente amato. In effetti, la vita delle monache di clausura, impegnate in modo precipuo nella preghiera, nellascesi e nel fervido progresso della vita spirituale, non altro che un tendere alla Gerusalemme celeste, unanticipazione della Chiesa escatologica, fissa nel possesso e nella contemplazione di Dio. Alla luce di questa vocazione e missione ecclesiale, la clausura risponde allesigenza, avvertita come prioritaria, di stare con il Signore. Scegliendo uno spazio circoscritto come luogo di vita, le claustrali partecipano allannientamento di Cristo, mediante una povert radicale che si esprime nella rinuncia non solo alle cose, ma anche allo spazio, ai contatti, a tanti beni del creato. Questo modo particolare di donare il corpo le immette pi sensibilmente nel mistero eucaristico.

Esse si offrono con Ges per la salvezza del mondo. La loro offerta, oltre allaspetto di sacrificio e despiazione, acquista anche quello di rendimento di grazie al Padre, nella partecipazione allazione di grazie del Figlio diletto. Radicata in questa tensione spirituale, la clausura non solo un mezzo ascetico dimmenso valore, ma un modo di vivere la Pasqua di Cristo. Da esperienza diventa annuncio profetica offerta ad allumanit di morte essa di sovrabbondanza e della ogni intera

vita, ponendosi come gioioso anticipazione possibilit persona di e vivere

unicamente per Dio, in Cristo Ges. La clausura evoca dunque quella cella del cuore in cui ciascuno chiamato a vivere lunione con il Signore. Accolta come dono e scelta come libera risposta luogo damore, della essa il comunione

spirituale con Dio e con i fratelli e le sorelle, dove la limitazione dei contatti e degli spazi opera a vantaggio dellinteriorizzazione dei valori evangelici. (Vita consacrata n 59) No, se non se ne fatta lesperienza, non si pu

comprendere la gioia che si prova in queste fondazioni quando ci si ritrova in clausura, lontane da ogni persona del mondo. Qualunque sia laffetto che ci leghi ai secolari, nulla eguaglia lincomparabile contento di ritrovarci sole. Come i pesci che, tratti dal fiume con un colpo di rete non possono vivere se non rimessi nellacqua, cos pare delle anime abituate alle acque vive dello Sposo. Sottratte a quel loro elemento e ravvolte nelle reti delle cose del mondo, par veramente che pi non vivano, fino a quando non siano rese al loro stato. Questo ci che ho notato in tutte le nostre sorelle e provato io stressa per esperienza. O mio Sposo, vero Dio e vero uomo! Come non stimare assai la fortuna di appartenervi? Ringraziamolo, sorelle mie, daverci cos favorite, n mai stanchiamoci di dar lodi a s gran Re e Signore che ci tiene preparato un regno senza fine in ricompensa di lievi patimenti che domani non sono pi e che frattanto ci tempera con tante gioie. Sia Egli per sempre benedetto! Amen, amen.
S. Teresa di Ges Fondazioni 31,46-47

Essere sposa vuol dire abbandonarsi come Lui si abbandonato; vuol dire essere immolata come Lui, da Lui, per Lui. Vuol dire il Cristo che si fa totalmente nostro e noi che diventiamo totalmente sue. Essere sposa vuol dire avere tutti i diritti sul Suo Cuore. E un cuore a cuore per tutta la vita. E un vivere con..sempre con. E riposare totalmente in Lui e permettergli di riposare totalmente nella nostra anima. E non sapere altro che amare; amare adorando, amare riparando, amare pregando, donando, dimenticandosi: amare sempre sotto tutte le forme.
B. Elisabetta della Trinit scritti

Le contemplative claustrali, in modo specifico e radicale, si conformano a Ges Cristo in preghiera sul monte e al suo mistero pasquale, che una morte per la resurrezione. (Verbi Sponsa n3) Nella vostra vita di preghiera si prolunga la lode di Cristo al suo eterno Padre. La totalit del suo amore per il Padre e della sua obbedienza alla volont del Padre riflessa nella vostra radicale consacrazione damore. La sua immolazione disinteressata per il suo Corpo, la Chiesa, trova espressione nell offerta delle vostre

E necessario vivere la propria vita di sposa! Quante cose questo nome evoca damore dato e ricevuto, dintimit, di fedelt, di dedizione assoluta!

vite in unione al suo sacrificio. Giovanni Paolo II alle claustrali a Nairobi 1980

mio Redentore, senza sentirmi spezzare il cuore! Che mai questo dei cristiani di oggi? Possibile che a perseguitarvi siano sempre coloro che vi sono pi obbligati,

Verso luterani facevano

quel in

tempo e

ebbi dell'

perch scelti da Voi come vostri amici, a cui compartite le vostre grazie pi belle, in mezzo a cui vivete, e a cui vi comunicate con i sacramenti? Non sono ancora contenti di ci che patiste per loro? Per certo, Signor mio, non nulla oggi abbandonare il mondo. Se con Voi esso si mostra che cos infedele, di che

notizia dei danni e delle stragi che i Francia incremento che andava prendendo quella setta malaugurata. Ne provai una gran pena, e quasi fossi o potessi qualche cosa, mi lamentai con il Signore, supplicandolo di por rimedio a tanto male. Mi pareva che pur di salvare un' anima vita. Ma vedendomi donna e tanto misera, impossibilitata a ci che per la gloria di Dio avrei voluto, desideravo grandemente - e lo desidero tuttora - che avendo il Signore tanti nemici e cos pochi amici, questi almeno gli fossero devoti. E cos venni nella determinazione di fare il poco che dipendeva da me: osservare i consigli evangelici con ogni possibile perfezione, e procurare che facessero altrettanto le poche religiose di questa casa Pregando poi per i difensori della Chiesa, per i predicatori e per i dotti che la sostengono, avremmo fatto del nostro meglio per aiutare questo mio dolce Signore cos indegnamente perseguitato da coloro che Egli ha tanto beneficato. Sembra che questi traditori lo vogliano crocifiggere un' altra volta, non lasciandogli luogo ove posare la testa. Non posso fissarmi in questo spettacolo, o sola delle molte che l si perdevano, avrei sacrificata mille volte la

potremmo aspettarci noi? Forse meritiamo essere trattati con maggior riguardo? Forse che gli abbiamo fatto maggiori benefici per essere da lui mantenuti nella Che sua ci amicizia? Cos' questo, dunque? aspetteremo da lui, noi che per bont di Dio ci siamo ormai tolte alla peste di quella compagnia malvagia, che gi in potere del demonio? Oh, il castigo che si sono preparati con le loro mani! E con quanta giustizia avranno a premio dei loro piaceri il fuoco inestinguibile dell'inferno! Ma... peggio per loro! ... Certo che la perdita di tante anime mi spezza il cuore: ma del male fatto ormai non mi angustio tanto. Vorrei almeno che il numero dei reprobi non andasse aumentando. questa grazia. Per questo Egli vi ha qui raccolte: questa la vostra vocazione, queste le Mie sorelle in Cristo,

unitevi con me nel domandare a Dio

vostre incombenze e le brame vostre, questo il soggetto delle vostre lagrime e delle vostre preghiere. No, sorelle mie, i nostri affari non sono quelli del mondo! Quando vengono a raccomandarci di pregare perch Sua Maest conceda rendite e denari, io me ne rido ed affliggo, e vorrei che molte di quelle persone domandassero piuttosto di calpestare ogni cosa. Certo che le loro intenzioni sono buone; e la vista della loro piet ci deve portare a contentarle. Ma io son persuasa che in queste cose Iddio non mi ascolti mai. Tutto il mondo in fiamme; gli empi, per cos dire, anelano di condannar ancora Ges Cristo, sollevano contro di Lui un'infinit di calunnie e si adoperano in mille modi per distruggere la sua Chiesa; e noi dovremmo sprecare il tempo in domandare cose, che se venissero esaudite, potrebbero impedire a qualche anima di entrare in Cielo? No, sorelle mie, non questo il tempo da sciupare in domande di cos poca importanza! Se io non considerassi la debolezza umana che si consola nel vedersi aiutata nei suoi bisogni, e che noi dobbiamo pure aiutare per quanto possiamo, sarei ben felice di far a tutti sapere che non sono queste le cose per le quali si ha da pregare Iddio con tanto ardore.s.Teresa
perfezione cap.1 di Ges Cammino di

solitudine e di preghiera, di incontro e comunione, nellesultanza della filiazione divina. Egli manifesta cos lamorosa tensione e il perenne movimento della sua Persona di Figlio verso Colui che lo genera dalleternit. Questo associare la vita contemplativa alla preghiera di Ges in luogo solitario denota un modo singolare di partecipare al rapporto di Cristo con il Padre. Lo Spirito santo, che ha condotto Ges nel deserto, invita la monaca a condividere la solitudine di Ges nel deserto, che con Spirito eterno offr se stesso al Padre. La cella solitaria, il chiostro chiuso, sono il luogo nella quale la monaca, sposa del Verbo Incarnato, vive tutta raccolta con Cristo in Dio. Il mistero di questa comunione le viene manifestato nella misura in cui, docile allo Spirito santo e vivificata dei suoi doni, ella ascolta il Figlio, fissa lo sguardo sul Suo volto e si lascia conformare alla Sua vita, fino alla suprema oblazione al Padre come espressa lode di gloria. (Verbi Sponsa n3)

Una lode di gloria unanima che Il Figlio sempre unito al Padre, ma nella sua vita c uno spazio costituito da momenti particolari di fissa Dio nella fede e nella semplicit, uno specchio che lo riflette in tutto ci che Egli ,

come un abisso senza fondo in cui Egli pu fluire ed espandersi. Ancora, come un cristallo attraverso il quale Egli pu riflettere e contemplare tutte le Sue perfezioni e il suo proprio splendore. Unanima che permette cos allEssere divino di appagare in lei il Suo bisogno di comunicare tutto ci che , tutto ci che ha, in realt la Lode di gloria di tutti i Suoi doni.
B. Elisabetta della Trinit Meditazioni

stato lasciato dal Padre in un intima aridit, cos grande che fu costretto a gridare: Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato? Quello fu labbandono pi desolante che avesse sperimentato nei sensi durante la sua vita e, proprio mentre ne era oppresso, Egli comp lopera pi meravigliosa di quante ne avesse compiute in cielo e in terra durante la sua esistenza terrena ricca di miracoli e di prodigi, opera che consiste nellaver riconciliato e unito a Dio, per grazia,

La clausura, anche nel suo aspetto concreto, costituisce perci, una maniera particolare di stare con il Signore, di condividere lannientamento di Cristo, mediante una povert radicale, che si esprime nella rinuncia non solo alle cose, ma anche allo spazio, ai contatti, a tanti beni del creato, unendosi al silenzio fecondo del Verbo sulla croce (Verbi Sponsa n3) Al

il genere umano.
s.Giovanni della croce 2 S. 7,11

Nellattesa vigile della venuta del Signore, la clausura diviene cos una risposta allamore assoluto di Dio per la Sua creatura e il compimento del Suo eterno desiderio di accoglierla nel mistero di intimit con il Verbo, che si fatto dono sponsale nellEucaristia e rimane nel tabernacolo il centro della piena comunione damore con Lui, raccogliendo lintera vita della claustrale per offrirla continuamente al Padre. (Verbi sponsa n3) Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Dicendo ogni giorno sembra che il Signore intenda dire per sempre. Ma allora, perch dopo aver detto ogni giorno, soggiunge: Daccelo oggi, o

momento della morte Ges era annichilito anche nellanima, senza alcun sollievo e conforto, essendo

Signore? Ecco il mio pensiero. Mi pare che lo chiami pane nostro di ogni giorno non soltanto perch lo

possediamo ora qui in terra, ma ancora perch lo possederemo un giorno nel cielo, sempre che sulla terra sappiamo approfittare della sua compagnia. Egli, infatti, non rimane tra noi che per aiutarci, incoraggiarci e sostenerci affinch, vogliamo che si compia in noi la volont di suo Padre. Dicendo oggi, sembra che domandi questo pane soltanto per un giorno, cio per la durata di questo mondo, che pu dirsi appunto di un giorno. Egli lo chiede anche per gli infelici che si danneranno e che nell'altra vita non lo potranno pi godere. Se questi sventurati si lasciano vincere dal demonio, non certo per colpa sua, perch Egli nella lotta non cessa mai d'incoraggiarli. Per questo essi non avranno mai di che scusarsi, n mai da lamentarsi dell'Eterno Padre se ha loro tolto quel pane quando ne avevano pi bisogno. Suo Figlio, infatti, dice: Giacch, Padre, ha da esser per un giorno, permetti di passarmelo in schiavit. Il Padre ce lo dette e lo mand nel mondo per sua propria volont; ed ora per sua propria volont il Figlio non vuole abbandonare il mondo, felice di rimanere con gaudio dei suoi amici e a confusione dei suoi avversari. Questo, secondo me, il motivo per cui ha ripetuto oggi; questa la ragione per cui il Padre ci elarg quel Pane divinissimo, e ci dette in alimento perpetuo la manna di questa sacratissima Umanit.

Noi ora la possiamo trovare quando vogliamo, per cui se moriamo di fame unicamente per colpa nostra. L'anima trover sempre nel Santissimo Sacramento, sotto qualsiasi aspetto lo consideri, grandi consolazioni e delizie; e dopo aver cominciato a gustare il Salvatore, non e vi saranno che prove, non persecuzioni travagli

sopporter facilmente. Voi, figliuole, unitevi al Signore nel domandare all'Eterno Padre che vi lasci per oggi il vostro Sposo, concedendovi di non esserne mai prive per tutto il tempo di vostra vita. Oh, com' vero che non sappiamo quel che domandiamo! Come vi ha meglio pensato la sua divina sapienza. Del resto, per coloro che vogliono approfittare della sua presenza, Egli sa anche manifestarsi. Anche se ci non per gli occhi del corpo, il Signore dispone di molti altri mezzi, e si manifesta all'anima per via di grandi sentimenti interiori o in diverse altre maniere. Quanto a voi, fategli buona compagnia e non vogliate perdere una cos bella occasione dopo la per trattare dei vostri Se con interessi, come quella che vi si offre Santa di Comunione. unite l'obbedienza vi occupa in altre cose, procurate l'anima. Ma se voi portate il pensiero ad altre cose, non fate conto di Lui e neppur pensate che vi sta nell'anima, come volete che vi si dia a conoscere? rimanergli

Quel tempo assai prezioso perch allora il Maestro ci istruisce: i facciamo piedi, d'ascoltarlo, baciamogli

allopera della redenzione. (Verbi sponsa n3) Sotto la croce ho capito il destino del vero popolo di Dio; ho pensato che quelli che capiscono che tutto questo la croce di Cristo, dovrebbero prenderla su di s in

riconoscenti per tanta sua degnazione, e supplichiamolo di star sempre con noi.
s.Teresa di Ges Cammino di perfezione cap.34

Chi visita il Dio eucaris tico e con Lui si consigli a in tutte le sue necessit, chi si lascia purificare dalla forza divina promanante dal sacrificio dellaltare e offre se stesso al Salvatore con questo sacrificio, chi lo riceve nella Comunione nel pi intimo della sua anima, verr attratto incessantemente, anzi sempre di pi nella corrente della vita divina, crescer nel Corpo mistico di Cristo e il suo cuore si conformer al modello del Cuore divino.
s. Teresa Benedetta della croce Edith Stein

nome di tutti gli altri Chi appartiene a Cristo, deve vivere intera la vita di Cristo, deve finalmente incamminarsi sulla via della croce, verso il Getsemani e il Golgota.
s.Teresa Benedetta della croce Edith Stein

La separazione dal mondo dona allintera vita claustrale un valore eucaristico, oltre che di sacrificio e di espiazione, anche di rendimento di grazie al Padre, nella partecipazione al grazie del Figlio diletto (Verbi sponsa n3) Una Lode di gloria sempre occupata nel rendimento di grazie. Ognuno dei suoi atti, dei suoi movimenti, ogni suo pensiero ed aspirazione, nel tempo stesso che la radicano pi profondamente nellamore, sono come uneco del Sanctus eterno. Sebbene non ne abbia sempre coscienza perch la debolezza della natura non le permette di essere sempre fissa in Dio senza distrazioni, la Lode di gloria canta sempre, adora sempre, come passata tutta nella lode e

Al dono di Cristo Sposo, che sulla croce ha offerto tutto il suo corpo, la monaca risponde similmente con il dono del corpo, offrendosi con Ges Cristo al Padre e collaborando

nellamore, nella passione della gloria del suo Dio.. Mi sembra che nulla ci dica lamore che nel cuore di Dio pi dellEucaristia. E lunione consumata, Lui in noi e noi in Lui, e non le sembra che questo sia il cielo sulla terra? Il cielo nella fede, in attesa della visione faccia a faccia: allora << saremo saziati, quando apparir la sua gloria >>, quando lo vedremo nella sua luce. Allora tutto sparisce e sembra che ci sinoltri ormai nel mistero di Dio! E talmente << nostro >> tutto questo mistero. . Beata Elisabetta della Trinit Meditazioni e Lettere

ladorazione, il ringraziamento, la lode, le angosce e la sofferenza dei suoi contemporanei. Unito a tutti perch Dio lo chiama in un luogo dove rivela alluomo i suoi segreti. Non soltanto presente al mondo, ma anche al cuore della Chiesa. Le monache rivivono e continuano nella Chiesa la presenza e lopera di Maria. Accogliendo nella fede e nel silenzio adorante il Verbo, si pongono al servizio del mistero dellIncarnazione, e unite a Ges Cristo nella sua oblazione al Padre, divengono collaboratrici del mistero della Redenzione. Come Maria nel Cenacolo con la sua presenza

Mediante la clausura, le monache realizzano lesodo dal mondo per incontrare Dio nella solitudine del deserto claustrale, che comprende anche la solitudine interiore, le prove dello spirito e il travaglio quotidiano della vita comune, come condivisione sponsale della solitudine di Ges al Getsemani e della Sua sofferenza redentrice sulla croce. (Verbi Sponsa n4) E monaco colui che separato da tutti e unito a tutti. Unito a tutti perch unito a Cristo. Unito a tutti perch porta in cuore

orante custod nel suo cuore le origini della Chiesa, cos al cuore amante e alle mani giunte delle claustrali affidato il cammino della Chiesa (Verbi sponsa n4) O fuoco consumatore, Spirito damore, scendi sopra di me, affinch si faccia nella mia anima come unincarnazione del Verbo ed io sia per Lui unaggiunta dumanit nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero..
B. Elisabetta della Trinit Preghiera

Un monastero unautentica centrale di energia spirituale, che si alimenta alla sorgente della contemplazione, sullesempio della preghiera a cui Ges si dedicava nella solitudine, immergendosi totalmente nel dialogo con Dio Padre, per attingere la forza necessaria alla sua missione salvifica. La Chiesa prolunga nel tempo la missione di Cristo: tra i molteplici carismi che la arricchiscono, ella conserva anche quello assai prezioso della vita contemplativa, coltivata nei monasteri, come risposta allamore assoluto di Dio che nel Verbo incarnato si unito allumanit con vincolo eterno e indissolubile. I monasteri femminili manifestano con particolare eloquenza lunione esclusiva della Chiesa con Cristo suo Sposo, rivivendo lesperienza di Maria, Vergine del silenzio e dellascolto.
Giovanni Paolo II angelus al monastero di Quart luglio 1999

tratta di una modalit tipica e adeguata di vivere il rapporto sponsale con Dio nellunicit dellamore e senza indebite interferenze n di persone n di cose, in modo che la creatura, intenta e assorta in Dio, possa vivere unicamente a lode della sua gloria. (Verbi Sponsa n5) O mio amato Cristo, crocifisso per amore, vorrei essere una sposa del tuo Cuore, vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti .fino a morirne!Ma sento la mia impotenza e ti chiedo di rivestirmi di te stesso, di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della tua anima, di sommergermi, dinvadermi, di sostituirti a me, affinch la mia vita non sia che unirradiazione della tua vita. Vieni nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore. O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarti, voglio farmi tutta docilit per imparare tutto da te. Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze, voglio fissare sempre te e restare sotto la tua grande luce. O mio Astro amato, incantami perch non possa pi uscire dallo splendore dei tuoi raggi. B. Elisabetta della Trinit Preghiera

La clausura, mezzo ascetico dimmenso valore, particolarmente adatta alla vita integralmente ordinata alla contemplazione. Essa costituisce un segno della custodia santa di Dio per la sua creatura ed , daltra parte, forma singolare di appartenenza a Lui solo, perch la totalit caratterizza lassoluta dedizione a Dio. Si

Il monastero, situato in luogo appartato o nel cuore della citt, con la sua particolare struttura architettonica, ha

appunto lo scopo di creare uno spazio di separazione, di solitudine e di silenzio, dove poter cercare Dio pi liberamente e dove vivere non solo per Lui con Lui, ma anche di Lui solo. Nel monastero tutto orientato alla ricerca del Volto di Dio, tutto ricondotto allessenziale, perch importante solo ci che avvicina a Lui. Il raccoglimento monastico attenzione alla presenza di Dio: se ci si disperde in molte cose, si rallenta il cammino e si perde di vista la meta. (Verbi sponsa n 5) Nel nascondimento e nel silenzio si compie lopera della redenzione, nel silenzioso colloquio del cuore con Dio si preparano le pietre vive, con le quali viene edificato il regno di Dio, e si forgiano gli strumenti scelti che cooperano alla sua costruzione.
s. Teresa Benedetta della croce Edith Stein - Pensieri

amato. Ora, come desiderare e volere effettivamente il bene di Dio, se non adempiendo la sua volont? ..
B. Elisabetta della Trinit Preghiere

E la carit, infusa nei cuori dallo Spirito Santo, che rende le monache cooperatrici della verit, partecipi dellopera di redenzione del Cristo e unendole vitalmente alle altre membra del corpo mistico, rende fruttuosa la loro vita, interamente ordinata al conseguimento della carit, a beneficio di tutti. S. Giovanni della Croce scrive che pi prezioso al cospetto del Signore e di maggior profitto per la Chiesa, un briciolo di puro amore, che tutte le altre opere insieme. Nello stupore della sua splendida intuizione, s. Teresa di Ges Bambino afferma .capii che la Chiesa aveva un cuore e che questo Cuore era acceso damore. Capii che solo lAmore faceva agire le membra della Chiesa..S, ho trovato il mio posto nella Chiesa.nel cuore della Chiesa, mia Madre, io sar lAmore. E poich chi diventa assoluta propriet di Dio diventa dono di Dio a tutti, per questo la loro vita veramente un dono che si

Una Lode di gloria unanima che dimora in Dio, che lo ama di un amore puro e disinteressato, senza ricercare se stessa nella dolcezza di questo amore, che lo ama al di sopra di tutti i suoi doni come se nulla avesse ricevuto, fino a desiderare il bene delloggetto cos

situa al centro del mistero della comunione ecclesiale, accompagnando la missione apostolica di quanti si affaticano nellannuncio del Vangelo. (Verbi Sponsa n7)