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ARTISTA_ARTIST CONCETTO_CONCEPT PHOTOGRAPH

giorgiodallacosta
Giuliano Rancan

TESTO CRITICO

TEXT BY

GIORGIO SEGATO

Nei propri limiti le difficolt altrui _ Lying within limits are the difficulties of others
13_12 _2005 IT.GB,

_ 2005 Giorgio Dalla Costa _ ALL RIGHTS RESERVED

UNKNOWABLE

TITOLO_TITLE

INCONOSCIBILE

Incono

oscibile
Unknowable

03

Mi pongo spesso una domanda; alla quale ho deciso di non dare risposta. Non spetta a me. Ascolto ci che nemmeno il silenzio ha da dire, dove tutto insegna e nulla si ha mai imparato.

I often ask myself the question, though I shall not provide the answer. Is it up to me? No. I listen to a reality that even silence will not describe, where everything brings a lesson of its own, but nothing is ever learnt. Giorgio Dalla Costa

CATALOGO REALIZZATO IN ANTEPRIMA. COPIA UNICA

05

TESTO CRITICO

TEXT BY

GIORGIO SEGATO

07

RISONANZE DEL GESTO


Il viaggio introspettivo di Giorgio Dalla Costa continua. Si sviluppa in profondit, sfiora e corteggia linconoscibile con linsistenza e lefficacia di un affilato bisturi che seziona lo spazio, ne mette in evidenza i fasci di luce come filamenti nervosi, su piani diversi, ritmi energetici che sintrecciano in superficie e in profondit per dar logo a tessuti che si compongono in figure, in particolari iconici, in anatomiche e somatiche suggestioni espressive. La sua esplorazione segnica, gestuale penetra oltre i limiti della consapevolezza, sotto la superficie, sotto la pelle, al di l delle difese cutanee per tastare i gangli, i nodi, gli intrecci dei sentimenti e delle inquietudini esistenziali: il segno ormai quasi compiutamente automatico, di liberato e coltivato istinto compositivo e costruttivo apre varchi di comunicazione tra interno, psichico ed esterno, fisico, tra meditazione intellettiva, concettuale e risentimento del corpo in ascolto percettivo di ci che accade oltre il visibile, oltre il sensibile: ascolto, visualizzazione attraverso i segni, automatismo di sollecitazione espressiva, incisione di nodi emotivi, saturazione del campo attorno alle emergenze psichiche sono i caratteri dei suoi interventi a pirografia su legno e su pelle applicata su legno e sulla superficie di grandi vasi in terracotta. Con lestensione del suo lavoro dal foglio alla forma volumetrica dellanfora chiaramente emblematica e ricca di valenze metaforiche dal corpo al vaso di Pandora, corpo/contenuto e corpo/contenitore Dalla Costa ancor pi arricchisce le indicazioni a percepire i suoi segni (i suoi di-segni) in costante fibrillazione e interazione tra interno ed esterno, tra fisico e psichico, tra sensitivo e mentale. Il gesto spontaneo, necessario a una traduzione non mediata degli impulsi interiori, diventa tuttavia sempre pi architettonico, strutturato ai fini di riconoscere pi che di determinare e definire, i vari elementi iconografici emergenti come sfaccettature illuminate delle sedimentazioni, dei flussi di coscienza smarrita e di inconscio affiorante in virt delle dinamiche del libero gesto grafico che implica sempre una scritturazione, una modulazione, una confessione anche, come scoprirsi dei nervi, rivelarsi delle tensioni. E va rilevato che nellelaborazione, nel processo operativo (che ha momenti esecutivi ora rapidi ora pi lunghi e complessi) solo raramente i percorsi sono rigidi, geometricamente assestati e, invece, per lo pi seguono andamenti ondulati, morbide curvilinee pi corrispondenti allelasticit dei tessuti organici, degli intrecci dei fasci muscolari. Dalla Costa vuol spingere il suo sguardo dietro il gesto, sotto la superficie delle cose, dei volti, delle apparenze espressive per cogliere la mobilit dei sentimenti, la capacit e fugacit reattiva. Lapparire dei fantasmi intimi, il formarsi sulla pagina composita caleidoscopica della coscienza e della memoria di immagini, figure, particolari espressivi in qualche modo rivelatori di s, dellaltro, delle relazioni, degli stati danimo, di tutto ci che sicuramente inconoscibile, ma che comunque traspare in riflessi, per accenni, rimandi, retro-coscienza, back-ground psichico, alone, difficili da cogliere e da fermare al livello di coscienza per la quantit, variet, la non immediata riconoscibilit delle emergenze simultanee e sinestetiche. Per questo la costruzione dellimmagine, delle icone, segue una sorta di gioco di specchi concavi e convessi variamente orientati che vogliono in un certo senso ingannare la mente impedendo focalizzazioni troppo dirette e facili, per penetrare invece in profondit sul ritmo delle rifrazioni, delle comparse casuali, nella cattura inattesa di attraversamenti emotivi, di ombre e illuminazioni sentimentali. E ci che vede nel comporsi delle sfaccettature Giorgio Dalla Costa lo traduce in pensiero, in titolo dellopera aggiungendo, in pi, una riflessione mentale e sentimentale, appunto (piuttosto che didascalica), rivelatrice del percorso, del senso (significato e direzione) del gesto grafico e del riconoscerne in s gli effetti di disvelamento, i riflessi, le proiezioni: la piccola (cm 30 x 20,5) tavola pirografata Il Rifiuto Il rifiuto della propria esistenza, rigetto, repulsione, non tanto in rapporto allidentit quanto in riferimento alle esperienze di vita, un manifesto disgusto da saturazione e da eccesso di costrizione delle trame e degli orditi del quotidiano; la tavoletta pirografata Limite spinge il sentimento al limite della vita, quello naturale, biologico, animale, vegetale, generazionale nel fluire del tempo; la ciotola in legno Iroko pirografato Incapacit avverte che lenergia arrogante o male orientata sprofonda nel proprio limite, non regge limpegno e affonda, impotente ad andar oltre il proprio orticello; la china e crete pastello su cartonlegno Il gobbo evoca a Dalla Costa una vita di sacrificio racchiusa nellespressione del corpo umano, irrisolvibile deformit strettamente collegata al peso esistenziale; lEmozione, china e crete pastello su cartonlegno, non ha radice, fluttua in superficie, vive pochi istanti; in Rinascita, tecnica mista su anfora di terracotta, rivive il desiderio custodito nella consapevolezza; in Legame coglie la nascita di un energia che crea unione; nella Crescita floreale sente come la natura stimola la vita creando un vortice di cambiamenti. In apparenza simili, mai uguali; il Filtro di bellezza si attua nelluniversale desiderio di manifestare la propria essenza. Cos Dalla Costa amplifica, magnifica, il senso del suo fare arte attribuendo agli esiti pi e meno automatici del gesto le risonanze pi intime, quelle del cavo del cuore, delle pieghe della mente, che stanno dietro le quinte del conscio e della consapevolezza nellagire. I valori emblematici ancor pi e prima che simbolici si complicano diventano pi ricchi e complessi nellutilizzo delle pelli e delle anfore, espliciti richiami alla superficie cutanea dei corpi e ai corpi stessi come forme e contenitori sensuali e sensitivi. Ed interessante osservare come nelle anfore gli interventi di Dalla Costa non siano mai coprenti lintera superficie ma si arrestino generalmente allntasi, liberando la parte alta come una fioritura, un frutto, una germinazione da uno spazio, da un humus, da un fermento avvolgente, da linee di forza che scaturiscono da un luogo originario che sostanzialmente psichico, ma che conserva radici fonde e irrinunciabili riferimenti nel naturale, come le piante, i fiori, gli animali, nei percorsi dei sensi liberati dai limiti obbligati della sintassi razionale. Cos lanfora si fa contenitore di tutte le suggestioni, di tutta la memoria, dei ricordi, delle magie, delle evocazioni, dei sogni,

delle utopie che liberamente germogliano ed abitano la psiche, disponendosi in sedimenti quieti che il gesto scompiglia, irrita nel fondo e fa emergere fugacemente alla percezione: autentico vaso di Pandora che Dalla Costa ri-di-segna, rigenera, e riveste adeguandolo alle proprie emozioni esistenziali, allintensit, frequenza e densit del sentimento di vita e della percezione di s in rapporto al tempo, allo spazio, alle relazioni ed azioni dellessere. In questa pi recente ricerca formale e tecnica esprime i livelli pi alti di originalit, senza lasciarsi irretire dalle lusinghe di pi facile commercializzazione dellartigianato artistico: i suoi vasi, le sue anfore, voglio dire, non sono anfore decorate per quanto questo termine non spaventi Dalla Costa ma modi diversi di coniugare segno e spazio, di sentire e di tradurre i ritmi energetici che creano una forma altamente simbolica, caratterizzano il volume attorno a uno spazio che diventa segreto, intimo, e consentono un pi stretto e pi suggestivo dialogo tra esterno ed interno, tra il mondo della realt sensibile e razionale e il mondo dellimmaginario, della fantasia liberata, del sogno, delle elaborazioni oniriche e inconsce, del mistero. Non tutto nei sensi e nellintelletto, ci vuol significare Dalla Costa, non tutto ci che elaborano la nostra sensibilit e la nostra intelligenza viene dai sensi esterni ed interni secondo la visione aristotelica: in ciascuno di noi c di pi, molto di pi, anche se la precostituita grammatica e la sintassi dei sensi seleziona, trascura o trattiene, comprime, riduce. Bisogna riapprendere lascolto di s, reimparare a sollecitare, accogliere e a inseguire le emergenze dallinconscio, dallinconoscibile in noi, arricchendo i gesti di liberi automatismi espressivi, di intenzionali e sempre pi abili incisioni nei tessuti elastici dellanima e della memoria, personale e genetica, per ritrovare spazi e tempi, luoghi e figure che rinnovino gli impulsi della capacit creativa. In questo senso Dalla Costa non teme di apparire o di essere decorativo nel vero senso del termine, che riconduce al cuore e dunque al sentimento, alla forte emozione esistenziale, anche ogni apparato di superficie, di miglioramento della comunicazione diretta. Cos il suo gesto si fa scavo personale e sofferto, ma anche di-svelamento, proposta comunicativa senza maschera, o tra le tante che si assumono, quella pi riposta e pi vera, meno mobile e meno labile.

GIORGIO SEGATO

GIUGNO, 2005

09

RESONANCES OF GESTURES
Giorgio Dalla Costas ongoing journey of introspection.

Developing an acute awareness, he ventures to travel on, delving deeper and deeper. Again, he approaches and tauntingly lingers close to the unknowable. In his works we find the constant effectiveness and extreme sharpness of a scalpel blade. His incisions through space reveal, also at different levels, intertwining beams of streaming light reminiscent perhaps of bared nerves and deep-seated or superficial dynamic rhythms. He seems to reveal living tissues that resemble a variety of figures offering iconic detail and highly expressive, anatomic and somatic suggestions. Through his signs and gestures, the exploration deeply penetrates the limits of awareness, moves below the surface of existence, penetrates below the skin, beyond superficial defences to reach the ganglia, nodes and knots of sentiment and existential turmoil. Dalla Costas typical and now almost completely automatic style is freed from any former cultivated, compositional instinct. Here, there is an opening up of channels of communication between an inner psychic dimension and the outer physical world. The communication occurs between conceptual meditation and bodily sensations. He simply listens, and perceives what lies beyond the visible world normally recognised by our senses. He investigates and portrays what he hears and receives, using a variety of signs to represent his visions, while the impulsive expression of his discoveries gradually assume an automatic character. We find in Dalla Costas works an incision of tense emotional nodes and a saturated field surrounding psychic content in his pyrographic work in wood or leather-covered wooden objects and on the surfaces of large terracotta vases. As his work progresses from the use of simple sheets to the decoration of amphorae - objects easily associated with the idea of a hidden inner dimensions, or perhaps even Pandoras gift from Zeus - Dalla Costa places even greater emphasis, through his signs and images, on a perennial interaction between the outer physical world and inner psychic dimensions, between the substantial material world and that of emotional states and human sensibility. However, his spontaneous gestures, which can be seen as quite necessary if he has to translate in an immediate fashion the inner impulses that he describes, appear to become increasingly architectural. The structure of his gestures allow for a recognition rather than a definition of the various iconographic elements that emerge as highlighted facets of inner sedimentation, of a flowing, lost consciousness and subconscious material. This can occur moreover thanks to the dynamics of these free, graphic gestures that always convey a sense that something has been written and captured; they are a modulation, a confession, and an uncovering of nerves and a personal tension. It should be noted too, that in these elaborations and the actual process of artistic revelation of the inner self sometimes rapidly completed and sometimes drawn out and lengthy on account of their complexity we rarely find a feeling of rigidity or geometrical neatness. His work is characterised by undulating movements and softly curving strokes and signs, reminiscent of the elasticity of organic tissue or intertwining sinews and muscles. Dalla Costa has a strong desire to see behind the gestures he depicts. He ventures down below the surface of reality. His quest is to detect what lies behind an outer countenance or facial expressions so as to be able to capture the mobile quality of human feeling, reactions and the ever fleeting awareness of the world. Is it possible to sense a sort of haunting in this intimate art? In certain works, kaleidoscopic compositions of projected consciousness reveal memories of images, figures and expressive details that somehow reveal the artists inner self. The works project personal sensations of relationships and states of being as the artist strives to know that which cannot or should not be known. And this unknowable content transpires in reflections, hints, associations, retro-consciousness, psychic backgrounds and halo effects difficult to grasp at a purely conscious level. What emerges, in all its variety and quantity and simultaneous effect, cannot be easily immediately recognized. And thus, the artists construction of images and icons is like a daemons game. Are these masterfully oriented concave and convex mirrors, which easily trick the perceptions? The mirrors impede a direct, clear focus and yet let us deeply penetrate the rhythm of refraction, offering casual glimpses of a subtle pseudo reality, and let us unexpectedly and suddenly come face to face with emotional upheavals, shadows of sentiment and the awe of illumination. What does he see then in these compositions of different facets of reality? And what can we see? Giorgio Dalla Costa translates his visions into thoughts and words. In the title of a work we find clues. The artist adds in this way a mental and sentimental reflection (rather than offering simple descriptive captions). And the reflections reveal his journey, the sense and direction of his graphic gestures and a recognition of the effects of his revelations, reflections and projections. The small (30 x 20.5 cm) pyrographic work entitled The Refusal depicts a rejection of ones existence. Here, there is a sense of repulsion. Not so much in relation to ones identity but rather in relation to lifes experiences. The work conveys a feeling of disgust, of saturation and the excessive pressures of the oppressive fabric of day-to-day reality. In the pyrographic work called Limit, feelings reach the limits of life: the limits of our natural, biological, animal, vegetable or existence in the flow of time and through the generations that follow one after the other. A pyrographed bowl called Incapacity (in Iroko wood) subtly conveys its own warning: the work suggests to the observer that arrogance and misdirected energy will be dissipated within their natural boundaries. Poorly spent energy will be lost; it will never have the impetus to extend beyond its source. In The Hunchback (ink and pastel clay on cardboard), Dalla Costa relates his perception of a life of sacrifice, of life enclosed within a deformed body, the impossibility of curing such a deformity and the weight of existence. The work entitled Emotion (ink and pastel clay on cardboard), feelings have no roots; they fluctuate at the surface and live for but a few moments. In Rebirth (mixed technique on a terracotta amphora), he experiences a rekindling of desire, and yet is guarded and aware. In the work called Bond, he depicts the rising of an energy that can create a union. In Floral Growth, he dwells on natures capacity to stimulate life and create a vortex of change, in phenomena and materializations that are similar and yet never the same. The Filter of Beauty shows us a universal desire to manifest ones existence. Thus Dalla Costa expands the scope of his art, and in the more or less automatic results of his gestures we discover these

intimate resonances and reflections of the deepest secrets of the heart and mind, which lie hidden behind the masks of consciousness and awareness in outer action.

The symbolism becomes more complex in the skins and amphorae, offering explicit references to our protective outer skin and the body itself as a sensual and sensitive container, and it is interesting to observe how in the amphorae Dalla Costa never covers the entire surface, but generally stops at a certain point on the entasis curve, leaving the upper part free as if it were a representation of an outer fruit that has grown out of a lower humus or an original nucleus of a psychic nature. The outer flourishing appears along lines of force that originate in deep lower strata; and the psychic element is seen as having obvious associations with the dynamics of nature, with plants, flowers and even animal life. Here, the scope of the natural senses are freed from obligations and limitations of a more rational syntax. The amphorae are containers of suggestions, memories and a kind of magic, of evocations, dreams, and utopias that freely germinate and dwell within the psyche, arranging themselves in a quiet order that gestures disturb and confound at a profound level and fleetingly lay before the threshold of perception. Its like Pandoras magic vase, and Dalla Costa proposes once again the metaphor of the fateful pithos, adapting the idea to his own existential turmoil and his personal perceptions of the self in relation to time, space and being itself. In his recent research and progress made in terms of form and technique, the artist reveals a high level of originality. However, he does not succumb to the temptation of easy rewards through a commercial promotion of his works. His vases and amphorae are not simply decorated containers: they represent different ways of combining signs, space and feelings and seem to transform energies into a highly symbolic form. They are forms that enclose a secret, intimate internal space and these forms allow for a more suggestive dialogue between an inner world of sensibility and an outer, rational reality. In this art, we catch a glimpse of a world where the imagination and our dreams are liberated and can witness the emergence of oneirical, subconscious content and mysterious dimensions. Dalla Costa moreover appears to suggest that the senses and the intellect cannot retrieve everything. What is elaborated by our sensibility and intelligence does not actually all come from the outer and inner senses as in the Aristotelean vision. In each of us there is much more, even though the pre-constituted grammar and syntax of the senses selects, ignores or retains, compresses and reduces the stimuli they perceive.

The suggestion then is that we should learn to listen to our inner voices. We should once again learn to solicit, collect and follow the content that emerges from the subconscious or from beyond the bourn of the undiscovered country within. It is indeed possible to constantly enrich these expressive, automatic and intentional gestures and increasingly able incisions in the supple tissues of the soul and personal or genetic memories. It is possible to rediscover old spaces and times, and places and figures that can renew the impulse of a creative skill. Dalla Costa is not afraid of appearing decorative (in the true sense of the word). His decoration creates a path that leads us back to the very heart of life, to the pith and puissance of sentiment and existential emotion. In each surface and apparatus his aim is to improve direct communication. His gesture becomes a personal inner journey of discovery and revelation in which there remains an element of lingering sufferance. His proposal is that of a communication without masks. He is suggesting that, amongst the many one may assume, let it be deep and true, less mobile and uncertain.

GIORGIO SEGATO

JUNE, 2005

11

unknowable

INCONOSCIBILE / GIORGIO DALLA COSTA

13

Il rifiuto _
THE REFUSAL

A REFUSAL OF ONES OWN EXISTENCE

Il rifiuto della propria esistenza

PIROGRAFIA SU LEGNO PYROGRAVURE (WOOD-BURNING)

cm. 30 x 20,5

_ 2003

15

Intimit _
INTIMACY

Il tutto in un momento

EVERYTHING IN A SINGLE MOMENT

PIROGRAFIA SU LEGNO PYROGRAVURE (WOOD-BURNING)

cm. 30 x 20,5

_ 2003

17

Limite _
LIMIT

Il limite della vita

THE LIMITATION OF LIFE

PIROGRAFIA SU LEGNO PYROGRAVURE (WOOD-BURNING)

cm. 29 x 30

_ 2003

19

Ripetitivit _
REPETITIVENESS

Di continuo
CONTINUOUSLY

PIROGRAFIA SU LEGNO PYROGRAVURE (WOOD-BURNING)

cm. 30 x 25,5

_ 2003

17

Incapacit _

INCAPABLE

Sprofonda nel proprio limite _ LOST WITHIN ONES LIMITS

PIROGRAFIA SU LEGNO PYROGRAVURE (WOOD-BURNING)

cm. 35,5 h x 31

_ 2003

23

Il gobbo _

HUNCHBACK

Una vita di sacrificio racchiusa nellespressione del corpo umano _ A LIFE OF SACRIFICE ENCLOSED WITHIN EXPRESSIONS OF A HUMAN BODY
CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 120 x 80

_ 2003

25

Consapevolezza _

La qualit del dire e del fare si esprime allinterno dellessere AWARENESS _ THE QUALITY OF SAYING AND DOING EXPRESSED IN BEING
CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 120 x 80

_ 2003

27

Amare _
LOVING

Trama sentimentale _ A SENTIMENTAL PLOT

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 40 x 30

_ 2003

29

Intimit _

INTIMACY

Il pensiero scivola via _ THOUGHTS SLIP AWAY

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 30 x 36

_ 2003

31

Il videogioco _
VIDEO GAMES

Spersi nellindefinito

LOST IN AN UNDEFINED DIMENSION

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 36 x 30

_ 2003

33

Riflessione _
REFLECTION

Quando lanima riflette la vera identit _ WHEN THE SOUL REFLECTS ITS REAL IDENTITY
CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 120 x 80

_ 2003

35

Sentimento fiorito _

FLOURISHING SENTIMENT

Uno sguardo notturno di un sentimento fiorito _ NOCTURNAL LOOK OF AN UNFOLDED FEELING


CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 36 x 30

_ 2003

37

Timidezza _

SHYNESS

Timida complessit _ TIMID COMPLEXITY

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 120 x 80

_ 2004

39

Contorsione _

CONTORTION

La diversit degli aspetti _ DIVERSE ASPECTS

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 36 x 30

_ 2004

41

Istinti contrastanti _
CONTRASTING INSTINCTS

Desiderare ci che non si disposti ad avere


DESIRING WHAT ONE IS REALLY NOT WILLING TO ACCEPT

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 60 x 40

_ 2004

43

La solitudine _
SOLITUDE

Sprofonda nel vuoto

FALLING INTO THE DEPTHS OF THE VOID

CHINA SU CARTONLEGNO INDIAN INK ON CARDBOARD

cm. 40 x 60

_ 2004

45

Intreccio _

INTERTWINING

Un susseguirsi di emotivit _ A CHAIN OF EMOTIONS

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 40 x 30

_ 2004

47

Fiducia _

Il recupero della fiducia in se stessi FAITH _ RECOVERING FAITH IN ONESELF


CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 80 x 60

_ 2004

49

La paura _
FEAR

Nella morsa interiore

HELD IN THE GRIP OF AN INNER VICE

CHINA SU CARTONLEGNO INDIAN INK ON CARDBOARD

cm. 20 x 40

_ 2004

51

Un fiore decadende
DECADENT FLOWER

TECNICA MISTA/PIROGRAFIA SU PELLE/LEGNO MIXED TECHNIQUE ON A MIRROR SURFACE

cm. 30 x 25,5

_ 2004

53

La natura stimola la vita creando un vortice di cambiamenti. In apparenza simili, mai uguali

Crescita floreale

FLORAL GROWTH CREATING A VORTEX OF CHANGES. BUT NEVER EXACTLY THE SAME. APPARENTLY SIMILAR, NATURE STIMULATES LIFE,

TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. 66 x 50

_ 2004

55

La passione
Una forte trama _
PASSION A STRONG PLOT

TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. h 66

_ 2004

57

La fuga _

FLIGHT

Evasione personale _ PERSONAL ESCAPE

CHINA SU CARTONLEGNO INDIAN INK ON CARDBOARD

cm. 10 x 10

_ 2004

59

Il fiore proibito
FORBIDDEN FLOWER
TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. h 66

_ 2004

61

Papaveri in un campo di grano


Un rosso e un giallo in esplosione con lazzurro e il desiderio di vita scivola dolce in armonia

POPPIES IN A FIELD OF CORN RED AND YELLOW IN AN EXPLOSION CONTAINING BLUE AND THE DESIRE OF LIFE SLIPS SWEETLY BY IN HARMONY

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 10 x 40

_ 2004

63

Filtro di bellezza _

A FILTER OF BEAUTY

Nelluniversale desiderio di manifestare la propria essenza _ IN THE UNIVERSAL DESIRE TO MANIFEST ONES ESSENCE
CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 153 x 102

_ 2004

65

Legame _
BOND

La nascita di unenergia che crea unione _ THE BIRTH OF AN ENERGY THAT CREATES UNITY
CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 102 x 153

_ 2004

67

Il pettirosso _

ROBIN REDBREAST

Una forte emozione nata da un desiderio _ A STRONG EMOTION STEMMING FROM DESIRE
CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 153 x 102

_ 2004

69

Inconoscibile _
UNKNOWABLE

Nei propri limiti le difficolt altrui

LYING WITHIN LIMITS ARE THE DIFFICULTIES OF OTHERS

TECNICA MISTA SU SPECCHIO MIXED TECHNIQUE ON A MIRROR SURFACE

cm. 60 x 60

_ 2004

Rivive il desiderio custodito nella consapevolezza

Rinascita
REBIRTH

DESIRE REAWAKENS IN AWARENESS

TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. 90 x 35

_ 2004

73

Al di l dei tempi
THE KEY

La chiave
_
BEYOND TIME

TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. 78 x 60

_ 2004

75

Emozione _

EMOTION HAS NO ROOTS, FLUCTUATES ON THE SURFACE AND LIVES BUT A BRIEF INSTANT

Lemozione non ha radice; fluttua in superficie. Vive pochi istanti.

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 153 x 102

_ 2004

77

Lemozione di una vita _

EMOTIONS OF LIFE

Ho dovuto guardare dentro lemozione per trovare la radice _ DELVING DEEP WITHIN A FEELING TO FIND ITS VERY ROOTS.
CHINA E SMALTO SU CARTONLEGNO MIXED TECHNIQUE ON CARDBOARD

cm. 35 x 54

_ 2004

79

Pulsazioni si generano dalla profondit del cuore. Emotivit pensante. Ci si nasconde poi dietro una falsa verit, creando maschera alla paura. MARGARITAS
ANTE PORCOS

Perle ai porci

THE BEATING GENERATED IN THE DEPTHS OF THE HEART. MINDFUL FEELINGS. ONE CAN HIDE ONESELF BEHIND FALSE TRUTHS, CREATING A MASK OF FEAR.

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm 80 x 80

_ 2004

81

Spaccatura _

Nel ricomporre una spaccatura, rimane evidente la linea di rottura. La mia forza, la mia energia, viene continuamente rotta dallincomprensione. Chi crede di capire, non immagina n sente ci che vive in me.
THE RIFT STRENGTH AND ENERGY IS CONTINUOUSLY HINDERED BY A LACK OF UNDERSTANDING.

WE HEAL THE RIFT AND SMOOTH OVER CRACKS, BUT THE FAULT REMAINS.

THOSE

WHO BELIEVE THEY REALLY UNDERSTAND NEITHER IMAGINE NOR FEEL WHAT GOES ON INSIDE OF ME.

CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 60 x 80 / 40 x 77 _ 2005

83

Accavallarsi _

OVERLAPPING

Un piccolo segno in una grande storia. _ A SMALL SIGN, A GREAT STORY.


CHINA E CRETE PASTELLO SU CARTONLEGNO INDIAN INK AND PASTEL CLAY ON CARDBOARD

cm. 45 x 35

_ 2005

85

Inno alla vita

Vita
LIFE

A HYMN TO LIFE.

TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. h 68 x 29

_ 2005

87

Karma _

Ci di cui abbiamo perso ogni ragione WHAT WE HAVE LOST ALL KNOWLEDGE OF.
TECNICA MISTA SU LEGNO MIXED TECHNIQUE ON WOOD

cm. 253 x 188

_ 2005

Conflitto dAmore
THE CONFLICTS OF LOVE

TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. h 40

_ 2005

Un traguardo lontano di una visione interna

Orizzonte
HORIZON

A DISTANT POINT OF ARRIVAL OF AN INNER VISION.

TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. h 51 _ 2005

93

Il senso della vita


THE MEANING OF LIFE

TECNICA MISTA SU CARTONLEGNO MIXED TECHNIQUE ON CARDBOARD

cm. 40 x 35 _ 2005

95

Giuliano _

In S

WITHIN ONESELF

TECNICA MISTA SU CARTONLEGNO MIXED TECHNIQUE ON CARDBOARD

cm. 37 x 30 _ 2005

97

Volo libero _
FREE FLIGHT

Una leggera pulizia dellanimo _ A LIGHT CLEANSING OF THE SOUL.


TECNICA MISTA SU CARTONLEGNO MIXED TECHNIQUE ON CARDBOARD

cm. 40 x 30 _ 2005

99

Volo oppresso _
OPPRESSED FLIGHT

THE REBELLION OF A SUFFOCATED SOUL: A SOUL DEPRIVED OF THE CHANCE TO EXPRESS ITSELF AND FLY FREELY.

Una ribellione dellanimo soffocato: privato della possibilit di esprimere e volare libero.

TECNICA MISTA SU CARTONLEGNO MIXED TECHNIQUE ON CARDBOARD

cm. 40 x 30 _ 2005

101

Takayashioscijto

Un suono che evoca lorigine del proprio istinto

(Evocazione)

TAKAYASHIOSCIJTO (EVOKATION)
A SOUND THAT EVOKES THE ORIGIN OF ONES INSTINCT.
TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. h 71 _ 2005

103

Quando nellanimo si crea lelemento e si forma

Nellanimo
WITHN THE SOUL

WHEN AN ELEMENT IS CREATED AND TAKES SHAPE WITHIN THE SOUL


TECNICA MISTA SU VASO IN TERRACOTTA MIXED TECHNIQUE ON A TERRACOTTA VASE

cm. h 51 _ 2005

105

Esposizioni Personali One person exhibitions

2003

Montecarlo - Sale Beaumarchais e Bosio dellHotel de Paris

Ferrara - Museo del Castello Estense - Sale dellImbarcadero

Padova - Arte Fiera

Firenze - Biennale Internazionale - Fortezza Da Basso

Ferrara - Hotel Suite Duomo

2004

Treviso - Galleria dArte Marsura

Lonigo (VI) - Galleria del Teatro Comunale

Esemplare n.

............

Lonigo (VI) - Galleria Artium

Venezia - Scoletta di San Zaccaria

Questo volume realizzato

in tiratura limitata stato

stampato nel dicembre 2005

su carta ......................... in

duecento esemplari numerati

da 1/200 a 200/200.

Padova - Arte Fiera

2005

Revere (MN) - Palazzo Ducale

Lonigo (VI) - Meneghini arredamenti

01_11 _2005 IT.GB,

_ 2005 Giorgio Dalla Costa _ ALL RIGHTS RESERVED

photo

Giuliano Rancan

www.dallacosta.it
DATI PERSONALI

PERSONAL DATA

Place of birth: Arzignano (VI), Italy Date of birth: 13th June, 1970 Name: Giorgio Dalla Costa Height: 177 cm Colour of eyes: blue Distinguishing features: one eye different from the other. Residence and place of work: Via Cappelletto, 63 - Lonigo (VI), Italy.

CONTACT:

Tel +39.0444 439374 Mobile +39.347 1633832 dallacosta@dallacosta.it www.dallacosta.it

2005 Giorgio Dalla Costa _ Tutti i diritti riservati. ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione anche parziale vietata

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eht hguorht gnissap ni dedeeccus dah I fI ym sdrow ni gnitaler ni modsiw fo srood luos eht fo secneirepxe etinifni na pu snepo gninrut ylemit sihT .ecaps lanrete na ,noisnemid

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giorgiodallacosta

nel vedere la sua mano mi sono impressionato

In seeing his hand, I was deeply moved.

CHI
DONA A CHI

He who gives but to whom

CHI