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EUGENIO WARS PALESTRA BARBA FABRIZIO POPOLARE FERRARO SAN LORENZO THE CLONE TRUFFE ROCK WOODY GUTHRIE, SCRITTORE
EUGENIO WARS PALESTRA BARBA FABRIZIO POPOLARE FERRARO SAN LORENZO THE CLONE TRUFFE ROCK WOODY GUTHRIE, SCRITTORE

EUGENIO WARS PALESTRA BARBA FABRIZIO POPOLARE FERRARO SAN LORENZO THE CLONE

EUGENIO WARS PALESTRA BARBA FABRIZIO POPOLARE FERRARO SAN LORENZO THE CLONE TRUFFE ROCK WOODY GUTHRIE, SCRITTORE

TRUFFE ROCK WOODY GUTHRIE, SCRITTORE INEDITO

EUGENIO WARS PALESTRA BARBA FABRIZIO POPOLARE FERRARO SAN LORENZO THE CLONE TRUFFE ROCK WOODY GUTHRIE, SCRITTORE

MUTAZ ELEMAM

MUSICA » ARTI » OZIO

SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE «IL MANIFESTO»

SABATO 16 FEBBRAIO 2013 ANNO 16 N. 7

PIZZINATO PITTORE, PARTIGIANO, NELLE SUE OPERE MILITANTE RACCONTA DELL’ARTE LA TERRA REALISTA, DEL LAVORO, ARMANDO LA SUA

GENTE E INDICA L’ARTE COME BISOGNO DI LIBERTÀ

EUGENIO WARS PALESTRA BARBA FABRIZIO POPOLARE FERRARO SAN LORENZO THE CLONE TRUFFE ROCK WOODY GUTHRIE, SCRITTORE

UN PERCORRE FANTASMA LEUROPA

Armando Pizzinato,

«Un fantasma percorre l’Europa» (1949)

(2) ALIAS 16 FEBBRAIO 2013

NORD EST

PORDENONE

TERRA DI LAVORO

ALIAS 16 FEBBRAIO 2013 NORD EST PORDENONE TERRA DI LAVORO PIZZINATO di LUCIANO DEL SETTE
ALIAS 16 FEBBRAIO 2013 NORD EST PORDENONE TERRA DI LAVORO PIZZINATO di LUCIANO DEL SETTE

PIZZINATO

di LUCIANO DEL SETTE

●●●La Terra di Lavoro è a qualche

ALIAS 16 FEBBRAIO 2013 NORD EST PORDENONE TERRA DI LAVORO PIZZINATO di LUCIANO DEL SETTE

In movimento

con e pennello falce

IN MOSTRA ●Armando Pizzinato (1910 – 2004) Nel segno dell’uomo Galleria di Arte Moderna e Contemporanea
IN MOSTRA
●Armando Pizzinato
(1910 – 2004)
Nel segno dell’uomo
Galleria di Arte Moderna e
Contemporanea Armando Pizzinato
fino al 9 giugno, ingresso 5 euro, chiusa
lunedì. Informazioni e prenotazioni tel.
0434/523780
info@artemodernapordenone.it,
artemodernapordenone.it
●Armando Pizzinato
Il contesto pordenonese
(1925 – 1940)
Galleria Sagittaria del Centro Culturale
Casa A. Zanussi
fino al 9 giugno, ingresso gratuito, chiusa
lunedì. Informazioni tel. 0434/365387,
centroculturapordenone.it
...
di viaggio. Giovanni Battista, già titolare del Caffè dell’Unità Italiana, in piazza Maggiore a Maniago, vuole
di
viaggio.
Giovanni Battista, già titolare del
Caffè dell’Unità Italiana, in piazza
Maggiore a Maniago, vuole aprire un
locale nel centro di Pordenone. La
bella casa induce a un sogno di
serenità, spezzato quasi subito.
Ottobre è un mese che Armando
ricorderà tutta la vita, a cominciare
dal 7, giorno della sua nascita. In
ottobre guarda, stupito e curioso, il
portone di via Grigoletti. Il primo
ottobre del 1922 il padre si suicida
gettandosi nelle acque della Dogana,
porto fluviale di Pordenone. Le voci
sussurrano di debiti contratti a
Milano per aprire il nuovo caffè, altre
di
perdite al gioco e di truffe che
portano Giovanni Battista alla
vergogna insopportabile del debito
con le banche. Andremonda rimane
da sola, due figli sulle spalle. Nel 1925
In pagina immagini di Pordenone, sotto
Armando termina la scuola
un’opera di Pizzinato «Mondine» (1951)
complementare, dove Pio Rossi era

«Io servo non sono nato, chinare la schiena

non ero capace la vicenda umana e politica

»,

del pittore del mondo operaio, «scomunicato»

dal Pci, e i suoi rapporti con Pordenone

centinaio di chilometri, più giù.

Porzione geografica un tempo della

Campania soltanto, adesso spartita

con Lazio e Molise. Ma, togliendo alle

due parole le iniziali maiuscole,

salendo qualche centinaio di

chilometri più su, fino al Nord Est, si

incontra un’altra terra di lavoro. È un

fazzoletto di Friuli Venezia Giulia, ha

la dimensione di una cittadina e dei

suoi dintorni. Pordenone. Prima,

molto prima, i campi, i boschi, le

vigne soltanto. Poi i mulini, le

cartiere, le fornaci per le ceramiche, i

pastifici, le fabbriche di birra, i filatoi

della seta, le officine meccaniche, i

cotonifici, le industrie giganti di

elettrodomestici. Scrivono Flavio

Crippa e Ivo Mattozzi in Archeologia

industriale di Pordenone (Del Bianco

Editore) « Nel raggio di due

...

chilometri da piazza Cavour (la

piazza centrale, ndr) si trovano nel

territorio comunale di Pordenone le

sopravvivenze, i resti o gli indizi

(infrastrutture ed edifici) di un

processo plurisecolare di

consolidamento del rapporto tra

uomini e ambienti, della sua

evoluzione, delle attività

manifatturiere o industriali intraprese

e continuate lungo i secoli, dal XVI

alla metà del secolo XX, prima della

stato suo maestro di disegno. La

 

passione per la pittura è talmente

forte in lui, da convincere la madre a

lasciarlo entrare come garzone nella

bottega artistica di Tiburzio

Donadon. Ne uscirà, giocoforza, per

entrare, fattorino e poi impiegato, in

una banca locale. Il ragazzo con

l’estro del dipingere viene notato dal

direttore della banca. A incuriosirlo è

il fatto che il giovanissimo Pizzinato,

appena trova un momento libero, si

tuffi nella lettura delle Vite del Vasari,

edite a dispense dalla Sonzogno.

Così, il consiglio di amministrazione

paga ad Armando un ciclo di lezioni

presso lo studio di Pio Rossi, che gli

permetteranno, nel 1930, di iscriversi

all’Accademia delle Belle Arti di

Venezia.

Pendolare tra le due città, Pizzinato

 

si diploma 4 anni dopo, portando

con sé un bagaglio culturale fatto di

nuove e importanti frequentazioni

(Giulio Turcato e Afro, tra gli altri); di

letture dei Cahiers d’Art che gli fanno

grande crisi del 1929 che spazzò via

conoscere Picasso, Braque, Matisse,

tutto. Intanto, lontano ma non

Derain; di confronti che maturano le

troppo da Corso Vittorio Emanuele,

sue idee non solo artistiche. Il 1934

Antonio Zanussi aveva aperto, dal

segna, tuttavia, il ritorno al lavoro per

1916, una piccola fabbrica che

guadagnarsi il pane. Scriverà

portava il suo cognome e produceva

Armando: «A Pordenone esisteva la

cucine alimentate a legna.

Ceramica Galvani e riuscii ad avere

 

Pizzinato se ne va da Pordenone

un posto lì come disegnatore

alla volta di Roma nel 1936, grazie a

progettista La fabbrica era appunto

...

una borsa di studio. Negli ambienti

di Galvani, come di Galvani erano le

artistici della capitale conosce e

cartiere, come di Galvani erano altre

frequenta il gruppo della Cometa:

proprietà, e prima l’esperienza della

Mafai, Cagli, Mirko, Capogrossi e

banca e poi l’esperienza di questa

Guttuso. Torna a Venezia nel 1940, e

fabbrica fu una lezione che mi portò

l’anno seguente incontra la futura

sulla strada del socialismo. Io servo

moglie, Zaira Candiani. Dal loro

non sono nato, chinare la schiena

matrimonio nascerà Patrizia, unica

non ero capace, mia madre

figlia. L’autunno del 1943 è stagione

continuava a suggerirmi di essere

di

una maturità che vedrà Armando,

ossequiente ai padroni, di essere

di

lì in poi, unire strettamente arte e

obbediente di qua e di là, e io ero

politica. Durante la Resistenza

solo disposto a lavorare per quello

conosce il carcere fascista fino alla

che mi pagavano

...

Liberazione. «In quei due anni di

Pordenone, in quegli anni, stava

Resistenza ho sospeso la mia attività

perdendo il suo patrimonio

artistica, ho smesso di dipingere. L’ho

economico più prezioso: i cotonifici

fatto senza fatica perché l’impegno

di Roraigrande, Torre e

era immediato, sull’uomo». Torna

Borgomeduna, capaci, nei tempi

alla pittura aderendo al Fronte Nuovo

migliori, di dare lavoro a oltre 12 mila

delle Arti e poi, con Renato Guttuso,

addetti, in netta prevalenza donne. E

al Realismo Italiano, negli anni ’50.

proprio dalle donne dei cotonifici

Del secondo, fondamentale, periodo

erano nati il movimento sindacale, la

dà conto una delle tre sezioni che

rivendicazione e la difesa dei diritti

compongono la mostra «Armando

dei lavoratori. L’era del tessile durò

Pizzinato (1910 – 2004). Nel segno

poco meno di un secolo, dal 1840 alla

dell’uomo» alla Galleria di arte

grande trasformazione ambientale

degli anni ’60 e ’70».

L’antica Portus Naonis,

cinquantamila abitanti, legata

indissolubilmente al suo fiume, il

Noncello, comunica oggi una

sensazione di tranquillità. Nulla a che

vedere, però, con le dimensioni

assonnate e inerti di tanti posti di

provincia. Qui c’è un teatro, il Verdi,

capace di ottocento posti e

frequentato da compagnie di

importanza nazionale; qui si danno il

turno Pordenonelegge, il Silent Film

Festival dedicato al cinema muto, il

Pordenone Blues Festival; qui è nato

il punk musicale dei Prozac+ e dei

Tre Allegri Ragazzi Morti; qui ci sono

un museo d’arte e una biblioteca

multimediale. Qui, da sette secoli, si

cammina sulla spina dorsale di Corso

Vittorio Emanuele: linea dritta e

leggero saliscendi in un continuo di

antichi palazzi appoggiati su solidi

portici. Furono costruiti dopo

l’incendio del 1318 che distrusse le

case in legno, e le loro facciate

vennero dipinte ad affresco. Il

Dominio della Serenissima, dalla

metà del ’400, esaltò ulteriormente la

bellezza della Urbs Pincta.

Non la diresti terra di lavoro,

Pordenone. Almeno a vederla e

viverla così, da pigro viandante tra il

Duomo, il Palazzo Comunale, Corso

Garibaldi, i bar uno in fila all’altro, i

negozi in franchising e quelli che

vantano un passato. Ma se appena ti

discosti, pochi minuti a piedi, eccola

la terra del lavoro. O meglio, le sue

memorie, dimenticate nel lento

corrodersi di muri e macchinari.

Testimonianze di archeologia

industriale che, dopo l’abbandono,

rischiano l’estinzione. Oppure, è il

caso del setificio a vapore di

Giuseppe Brunetta in largo San

Giovanni, diventate citazioni da

scovare in un archivio. Il setificio,

attivo dal 1898 al primo dopoguerra,

aveva la sua sede a breve distanza da

via Grigoletti. Nel 1921, un bambino

undicenne di nome Armando,

cognome Pizzinato, guarda con

stupore e curiosità il portone al

numero 11 della via. Con lui ci sono

la madre Andremonda, il padre

Giovanni Battista e il fratello Dante.

Arrivano da Maniago, 26 chilometri

moderna e contemporanea di

da vicino. Come farà, negli stessi

Pordenone fino al 9 giugno.

anni, fissando sulla tela i partigiani di

Sui muri di una delle sale della

Liberazione di Venezia e della

sezione, spicca una frase di Pizzinato

Fucilazione di patrioti, gli sfollati

«Sono sempre convissuti in me,

dell’alluvione in Salvataggio nel

senza alcun compromesso,

Polesine.

l’impegno politico e l’interesse per

Ma gli strali della Commissione

l’arte. Tutti i critici e i letterati che si

Culturale del Pci, che già in

sono interessati alla mia opera di

precedenza si erano abbattuti

pittore, in sostegno o contro, hanno

sull’astrattismo, colpiscono anche il

sempre dovuto tirare in ballo anche il

Realismo, sconfessato brutalmente.

cittadino Pizzinato». È l’artista, ma

Pizzinato si ritira in solitudine, artista

anche il cittadino e l’uomo con un

militante disorientato e amareggiato.

credo politico, a realizzare, tra il 1950

La morte improvvisa di Zaira, nel

e il 1962, tele potenti ispirate al

1962, accelera la sua crisi e lo porta a

lavoro: i muratori arrampicati sulle

estinguere l’esperienza realista. Il

impalcature, i saldatori avvolti dalle

pennello, paralizzato dal dolore, si

scintille, lo spaccapietre, gli

ferma per molti mesi. Riprenderà a

scaricatori di carbone, gli operai

scorrere con la serie Dal giardino di

durante la pausa per il pranzo, le

Zaira, seppure su fronti espressivi

mondine, il pescatore, i contadini, la

diversi, e grazie all’incontro di

trebbiatura. Sono figure e situazioni

Armando con Clari, la seconda

figlie di quel quadro, Un fantasma

moglie.

percorre l’Europa, esposto alla XXV

Intanto, nella terra del lavoro, le

Biennale di Venezia, 1950, nello

cose stanno cambiando. La piccola

spazio dedicato al Realismo, cui

fabbrica, è il 1951, conta adesso 300

seguirà Tutti i popoli vogliono la

operai. Il suo pilastro produttivo sono

pace. Nella sezione della mostra

le cucine a gas, seguite, a distanza di

spiccano alcuni enormi bozzetti

tre anni, dal primo frigorifero italiano

realizzati per la Sala Consigliare della

e, nel 1958, dalla Rex, la prima

Provincia di Parma. Pizzinato,

lavatrice nazionale. Da poco è stato

vincitore del bando nel 1953,

aperto un nuovo stabilimento a

continua a raffigurare i mestieri del

Porcia; un altro, la Grandi Impianti, a

popolo urbano e agricolo, ma con

Vallenoncello, si specializza in

maggior definizione, guardandoli più

apparecchiature per le collettività.

(3) 16 FEBBRAIO ALIAS 2013 MANGIARE & DORMIRE ●●●Pordenone vale senz’altro un week end. Ecco dunque
(3)
16 FEBBRAIO ALIAS 2013
MANGIARE & DORMIRE
●●●Pordenone vale senz’altro un week
end. Ecco dunque qualche consiglio in
tema di buon cibo e buon sonno. Per
quanto riguarda aperitivi e bicchieri della
staffa, la città vanta un primato: un bar
ogni 186 abitanti. A voi l’imbarazzo della
scelta.
A destra il logo delle Giornate del cinema
muto, la sala, una locandina
MANGIARE
Antico burchiello
Corso Garibaldi 11/d, tel. 0434/524886,
chiuso martedì
Cristiana in cucina, Franco in sala. Arredi
in legno chiaro, grandi foto in bianco e
SILENT FILM FESTIVAL
GERENZA
nero alle pareti, ingresso con bancone,
due sale per pranzare e cenare. Menu
limitato per scelta, ma di grande qualità e
Il manifesto
rivolto alla cucina del territorio. Vini a
direttore responsabile:
calice o in bottiglia. Sui 25 euro.
Le Giornate del Muto,
non solo Chaplin
Norma Rangeri
Caldamente consigliato.
di SILVANA SILVESTRI
redazione:
La vecia osteria del moro
via A. Bargoni, 8
Via Castello 2, tel. 0434/28658, chiuso
Silent Film festival, le Giornate del cinema
00153
- Roma
domenica
muto di Pordenone, conosciuto forse più a
Info:
In una traversa di Corso Vittorio
livello internazionale che nazionale, è il
ULTRAVISTA
Emanuele, un locale antico e molto bello. festival che coinvolge gli archivi di tutto il
e ULTRASUONI
Menu di tradizione (prosciutto di San
mondo e studiosi e storici del cinema, ma
fax 0668719573
Daniele, pasta e fagioli, musetto con
anche più recentemente un folto pubblico
tel. 0668719557
polenta e brovada, trippa con polenta,
di giovani. Nel lungo periodo dalla
e 0668719545
dolci della casa), buoni vini. Si spendono
fondazione ad oggi (quest’anno si terrà la
email:
una trentina di euro.
trentesima edizione) ha svelato una nuova
redazione@ilmanifesto.it
visione del cinema, percorso teorico di cui
web:
DORMIRE
non si aveva più alcuna traccia. La chiusura
http://www.ilmanifesto.it
Hotel Damodoro
dei cineclub aveva cancellato alla visione la
impaginazione:
Via Montereale 20, tel. 0434/361803
programmazione di alcune delle opere
ab&c - Roma
La doppia 65 • con prima colazione a
canoniche, da Dziga Vertov a Lubitsch, la
tel. 0668308613
buffet
televisione non ha mai dato spazio alla
ricerca iconografica:
Un tre stelle nel cuore di Pordenone,
storia del cinema delle origini. Le rarità e la
il manifesto
accogliente e decisamente vantaggioso per rilettura di interi periodi sono emersi non a
rapporto qualità/prezzo. Camere molto
caso da questo festival nato dell’esperienza
concessionaria di pubblicitá:
curate, wi fi gratuito.
dei cineclub, promosso da Cinemazero.
Poster Pubblicità s.r.l.
La prima edizione delle Giornate del
sede legale:
Hotel Moderno
Cinema Muto si tenne nel settembre 1982,
secolo scorso. Incursioni nel cinema muto
via A. Bargoni, 8
Viale Martelli 1, tel. 0434/28215
quando Cinemazero presentò presso
indiano, nella terra dei soviet, la scoperta
tel. 0668896911
La doppia 150 • con prima colazione a
l'Aula Magna del Centro Studi di
dell’avanguardia belga. Un grande lavoro
fax 0658179764
buffet.
Pordenone la collezione di film di Max
non di ordinata «composizione» dentro
e-mail:
Un hotel anni ’30 in pieno centro. Stanze Linder della Cineteca del Friuli, titolo: «Le schemi cronologici, ma di viva attualità per
poster@poster-pr.it
spaziose e ben accessoriate, ambienti
roi du rire: alle origini del cinema comico».
la rilettura che provoca la visione di interi
sede Milano
comuni d’epoca, personale di estrema
Doveva trattarsi di un singolo
periodi occultati, come è stato nel cinema
viale Gran Sasso 2
gentilezza.
appuntamento, ma Davide Turconi,
americano la Grande Crisi, con tutto il lato
20131
Milano
autorevole storico del cinema (classe
oscuro che le majors cancellavano, autori
tel. 02 4953339.2.3.4
1911) suggerì che l’appuntamento
come Augusto Genina, tra gli altri, per
fax 02 49533395
successivo poteva essere con Mack
quanto riguarda il nostro cinema, le radici
tariffe in euro delle
In alto: il logo della manifestazione
Sennett e da quel momento nacque il
delle cinematografie europee sconosciute
inserzioni pubblicitarie:
«Pordenonelegge»
festival. Turconi diresse il festival dall’89,
al pubblico per quanto riguarda i film
Pagina
attualmente dal ’97 a dirigerlo è lo studioso
recenti, figurarsi i prototipi. E si tratta di
30.450,00 (320 x 455)
inglese David Robinson. Le prime personali
vedere più di 150 film, con in più un ricco
Mezza pagina
Lino prende il posto del padre fino al
dopo Mack Sennett furono dedicate a
mercato di libri e rarità.
16.800,00 (319 x 198)
1968, quando morirà in un incidente
Thomas H. Ince il profeta del western, il
L’edizione 2013 si terrà, a dispetto della
Colonna
aereo in Spagna. Le sue strategie
maestro di tutti Griffith, Buster Keaton,
scure della finanziaria, dal 5 al 12 ottobre (a
11.085,00 (104 x 452)
creano la Zanussi Elettronica per la
l’unico, Dreyer, poi Cecil De Mille, la divina
rischio sono anche tutte le numerose
Piede di pagina
produzione di televisori con il
Garbo, il magico Mauritz Stiller. E
manifestazioni del Friuli Venezia Giulia: le
7.058,00 (320 x 85)
marchio Seleco. Il boom economico
naturalmente la versione restaurata del
risorse che la Regione potrà dedicare alla
Quadrotto
porta all’azienda il 25% del mercato
Voyage dans la lune di Melès (nel 2011),
cultura ammontano all’1%). Le Giornate
2.578,00 (104 x 85)
nazionale e il primato europeo nel
Chaplin e Disney, tutti nomi presenti più
godranno di un accordo con l’Irca Spa di
posizioni speciali:
settore degli elettrodomestici. Dopo
volte nel corso delle successive edizioni,
San Vendemiano (Treviso) del gruppo
Finestra prima pagina
la scomparsa di Lino, il gruppo cresce come sono stati gli appuntamenti periodici Zoppas che ha deciso di sponsorizzare la
4.100,00 (65 x 88)
con l’acquisizione di Becchi, Castor,
con Griffith fino a The Struggle del ’31,
rassegna messicana in programma, con
IV copertina
Triplex, Zoppas. Ma compie anche
durissima e inaspetatta rappresentazione
numerosi documentari che testimoniano in
46.437,00 (320 x 455)
operazioni sbagliate e dubbie,
dell’America. Il festival ha saputo mettere
particolare gli anni della rivoluzione,
portandosi in casa aziende decotte:
in evidenza anche il rimosso del cinema, le
protagonisti Emiliano Zapata e Pancho
stampa:
Ducati Motori e Sole (edilizia), per
presenze dimenticate (una, recentemente è Villa, film con Dolores Del Rio, Lupe Velez
LITOSUD Srl
citare due nomi. Così, un’azienda
stata quella di W. C. Fields, l’irascibile,
e Ramón Novarro oltre a un omaggio a
via Carlo Pesenti 130,
produttivamente sana finisce con i
cinico grassone comico), le opere
Ejzenstejn con Que Viva México! e Lampi sul
Roma
libri in tribunale e sull’orlo del
ritrovate, gli effetti speciali, i cinegiornali del Messico.
LITOSUD Srl
fallimento.
via Aldo Moro 4 20060
È il 1985, arriva il colosso svedese
Pessano con Bornago (Mi)
Electrolux, l’asso pigliatutto. Bel
colpo, visto che la Zanussi, seconda
diffusione e contabilità,
per dimensione industriale soltanto
rivendite e abbonamenti:
alla Fiat, conta circa 35mila
REDS Rete Europea
dipendenti. A Pordenone, in quegli
distribuzione e servizi:
anni, Pizzinato ogni tanto fa ritorno,
viale Bastioni
il suo legame con la città è profondo,
Michelangelo 5/a
la lontananza non lo ha affievolito.
00192
Roma
Dalla terra di lavoro è lecito pensare
tel. 0639745482
che avesse tratto ispirazione per
Fax. 0639762130
dipingere la dura quotidianità della
campagna. Non ci sono, invece, nelle
opere del periodo realista, gli operai
delle ceramiche Galvani e quelli della
Zanussi, i cotonifici assediati
dall’abbandono, le rovine dei mulini,
le officine meccaniche dismesse. La
terra di lavoro, per Armando, era un
altrove senza geografie precise.
Pordenone, forse, rimaneva per lui il
posto dell’infanzia, delle ambizioni
da realizzare contro la volontà della
madre Andremonda, dei viaggi
quotidiani a Venezia. Il posto da cui
andarsene, ma da non dimenticare.
Chissà se oggi che la Electrolux taglia
centinaia e centinaia di posti in nome
della crisi, e se Pizzinato non avesse
concluso la sua esistenza, potrebbe
nascere una tela intitolata a quella
Urbs Pincta dove, a un passo da
piazza Cavour, i rumori e gli odori
delle fabbriche coprivano il sussurro
e i profumi del Noncello. «Se per
comunismo si intendesse solo
l’aspirazione all’uguaglianza sociale,
con conseguente senso di rivolta
verso le ingiustizie sociali, potrei dire
che comunista lo sono sempre stato,
vissuto da giovane in una cittadina
del Friuli dove ho imparato in modo
diretto il significato di certe parole,
servo, padrone, sfruttamento,
privilegi e gerarchismi».
(4) 16 ALIAS FEBBRAIO 2013 INTERVISTA
(4) 16 ALIAS FEBBRAIO 2013
INTERVISTA
di GIUSEPPE ACCONCIA costruisco uno spettacolo: azioni simultanee in uno spazio laterale. ●●●L’Odin Teatret di Eugenio
di GIUSEPPE ACCONCIA
costruisco uno spettacolo: azioni
simultanee in uno spazio laterale.
●●●L’Odin Teatret di Eugenio
Vedere solo una parte dello
Barba ritorna a Roma a partire dal
spettacolo obbliga lo spettatore ad
16 febbraio al teatro Studio e al
una tensione cognitiva come
Vascello. Per un mese si terranno
quando si arriva in una nuova città:
conferenze, seminari, laboratori,
teatro Barba è degli Potlach: esclusi
non c’è angoscia ma
firmati dalla compagnia di
disorientamento. In questo modo il
Holstebro in Danimarca:
teatro crea il segno dello
un’occasione unica per conoscere
straniamento. E così riconosco che
Barba e il suo teatro di periferia.
questo è un teatro e comincia ad
Abbiamo incontrato il regista in
apparire qualcosa che non riesco a
occasione del laboratorio
conoscere sulla base dell’esperienza
organizzato da Valerio Apice e
e la storia si sviluppa in maniera
Giulia Castellani per il Festival
comprensibile».
Finestre sull'Uomo, nei comuni di
Al laboratorio prendono parte
San Venanzo, Marsciano e Monte
anche attori non udenti. «Uno
Castello di Vibio in provincia di
L’Odin Teatret a Roma al teatro Vascello.
di costruirsi la propria eccellenza.
spettatore sordo deve essere capace
Perugia. La cifra distintiva dell’Odin
Facciamo un teatro di esclusi che
di astrazione, di ascoltare lo
Teatret è la campagna, la periferia.
Il registra e l’attrice Julia Varley raccontano
l’attore deve pagare con le proprie
spettacolo con gli occhi. È molto
«Certo lavoriamo in un villaggio di
tasche. Il prezzo è un lavoro
utile lavorare pensando ad uno
20.000 abitanti, non si può dire che
continuo, duro, in cui lo spettatore spettatore a cui manca un senso,
si tratta di un teatro non urbano ma
gli inzi a Holstebro, il lavoro con gli attori,
deve essere preso in considerazione far vedere un sordo, un cieco
periferico: questo è un vantaggio.
individualmente. Si può arrivare a
attraverso la musicalità. Cerco di
Col tempo abbiamo stabilito
questo in tanti modi. Superando lo non far dominare allo spettatore
relazioni sempre più vaste con i
i segreti di un teatro profondamente politico
spettacolo frontale, dove l’attore
quello che avviene, quando si
diversi ambienti istituzionali della
domina la scena, privilegiando
lavora con sé stessi e con l’altro, la
città: chiese, caserme, polizia,
spettacoli di gruppo con gli
parte che non riusciamo a
associazioni sportive. All’inizio nel
partecipare i bambini delle scuole,
criminale. A quel punto si registra
stessi criteri del passato, non sa
spettatori ai lati. Non si riesce a
dominare appare per casualità e fa
1966 i politici locali erano a favore
cerchiamo di trovare la periferia
lo stacco, l’ingresso in un foyer
valutare la qualità degli attori. Per
dominare la scena, è qui la
dire qualcosa all’attore. Per questo
del nostro progetto ma la
anche in città», inizia Barba.
enorme dove gli spettatori sono ben questo non parliamo mai di
simultaneità a creare la contiguità,
abbiamo coinvolto attori e
popolazione lo rifiutava. Per noi è
Per spiegare quale sia la
vestiti per mettersi in mostra. Chi
pubblico ma di spettatori, ognuno
a mettere nello stesso spazio
spettatori sordi, ciechi, muti sin dal
stata una grande vittoria che gente differenza tra teatro tradizionale e
va a vedere un’opera ha la
con la sua storia e la sua
diverse situazioni che non hanno
1974 in Barbagia e in Salento», ci
molto religiosa accettasse degli
«Potlach», Barba si rivolge agli attori sensazione di quanto sia miserabile interpretazione, non offriamo un
nulla a che vedere l’una con l’altra. racconta Barba.
stranieri come espressione della
con queste parole: «Come è
il nostro teatro. Noi facciamo un
messaggio generalizzato, ma
Se ci sono dei genitori contrari al
Molti dicono che un teatro di
cultura teatrale. Abbiamo costruito cambiato il teatro. Mi stupisco
teatro dell’eccesso (Potlach), un
esperienze e riflessione».
teatro - dice Barba rivolgendosi agli
esclusi sia profondamente politico.
una messa in scena in una piazza
quando entro nel Teatro reale di
eccesso di energie creative, che
Non solo un teatro dell’eccesso
attori - spiegate loro che si può fare
«Tutto il teatro è profondamente
con balle di fieno e contadini che
Copenaghen. È un luogo
colpiscano oppure no. Dobbiamo
ma un luogo che accoglie chi non
alla stazione di Milano, si possono
politico, politica fatta con altri
venivano ad aiutarci con i trattori,
imponente come la Borsa e il
essere consapevoli, non possiamo
trova posto nell’industria culturale.
creare rapporti ritmici, questa è
usando cavalli e pecore. Siamo
Parlamento. Per prima cosa c’è un
competere con il teatro, siamo dei
«Accogliamo chi viene rifiutato alla
l’immagine che si produce quando
entrati in relazione negli anni con
preambolo architettonico come
briganti con due soldi e dobbiamo
scuola teatrale e permettiamo loro
decine di migliaia di contadini della
quello che si trova nelle chiese. Il
fare gli spettacoli lo stesso. In
regione. L’ambiente si è rivitalizzato
pubblico sale, lascia il quotidiano e questo modo compensiamo questa
con la reciprocità di meccanismi
entra in un altro spazio: è un luogo debolezza materiale con
semplici di baratto e anche i locali
«Sacer», separato dalla comunità,
un’aspirazione all’eccellenza.
hanno apprezzato la relazione
come separato dalla comunità è il
Tuttavia, il pubblico non ha gli
individuale tra spettatore e
spettacolo. Andare fuori dal centro
significa prendere un rischio,
obbliga a dei cambiamenti, la
periferia è una zona esclusa in cui
bisogna inventarsi un proprio senso
di fare teatro e di creare relazioni.
In Italia ci presentiamo con
un’identità artistica definita ma
visitiamo ambienti periferici,
incontriamo universitari, entriamo
nelle case degli anziani, facciamo
(5) 16 FEBBRAIO ALIAS 2013
(5)
16 FEBBRAIO ALIAS 2013

con le dita». E così accenna al gesto

di

un uncino con la spina dorsale e

non con la mano. Julia, come

compie l’equivalenza tra piedi e

occhi per costruire l’azione scenica?

«Il concetto di equivalenza ci porta

a comprendere che non è l’attore

che deve essere organico o

artificiale, ma a riconoscere l’anima

dinamica dell’azione fisica e

dell’equivalente con i piedi e gli

occhi: una traduzione che è il senso

di

responsabilità dell’attore verso

quello che ha creato. Deve

riconoscere ciò che è essenziale

nell’azione che sta compiendo e

cercare di mantenere quello che sa

che è essenziale», conclude Julia.

 

Molti credono che l’esperienza

dell’Odin Teatret, sebbene

straordinaria, sia sulla via della fine.

«Il mio duello è il centro del teatro.

Che tipo di centro voglio essere,

appartenere o trovare la forza della

mia libertà e tentare di conquistare

gli spettatori uno alla volta. Questa

è la mia lotta, conquistarli uno

dopo l’altro come abbiamo fatto

con i cittadini di Holstebro che

all’inizio ci scacciavano dicendo:

’Mandiamo via i parassiti’. Se è

questo che deve accadere lasciate

che l’Odin muoia in pace. Questa è

l’unica cosa che abbiamo, l’unico

risultato contro un’epoca che ci

permette di stabilire una relazione

con la necessità. La solitudine è il

nostro compagno». Eugenio Barba

e Julia Varley salutano attori e

spettatori. Questi sono gli spunti

per partecipare a lezioni sul teatro a

Roma e alla messa in scena de La

vita cronica di Ursula Andkjær

Olsen e dell’Odin Teatret: il teatro

dell’eccesso o degli esclusi.

In basso a sinistra, Eugenio Barba (al centro)

all’International School of Theatre Antropology, Polonia

2005 (foto Francesco Galli)

A destra, Eugenio Barba con Jerzy Grotowsky

a Hostelbro nel 1971 (foto Roald Pay)

Qui accanto la locandina dell’Odin Teatret

(5) 16 FEBBRAIO ALIAS 2013 con le dita». E così accenna al gesto di un uncino

per «La vita cronica» a Roma dal 16 al 21 febbraio

Auditorium Parco della musica- Teatro Studio,

al Teatro Vascello dal 27 febbraio al 17 marzo

mezzi. Si identifica anche con

in una casa occupata di Milano. Ma

un’ideologia: è un teatro che è

ad un certo punto ha deciso di

sempre dalla parte delle vittime. Io

portare la sua esperienza politica

in verità non mi identifico in

nel teatro, ha lavorato con Ibenag

un’ideologia. Faccio teatro adesso

Rasmussen e Pina Baush,

per la necessità di non cambiare la

concentrandosi sulla differenza tra

società ma le forze malefiche che

teatro e danza. «Nelle culture

sconvolgono la natura: una forma

asiatiche gli attori sono danzatori.

di educazione. Il regista per questo

Dipende da come si definisce una

ha un grande potere sugli attori. È

danza, massima estensione, dando

come il sacerdote, lo psicanalista, il

importanza alla forma del

pubblico ufficiale, ha una

movimento, c’è un’azione dietro

responsabilità che sviluppa in

alla capacità di lavorare con la

modo diverso, è un potere

forma e di non rimanere prigionieri

travolgente che può stimolare e far

della forma. Teatro-danza è la

scoprire ad un attore energie,

capacità di creare immagini: una

potenzialità, può imprigionarlo in

narrazione. Sono per un teatro che

una gabbia di stereotipi o ferirlo

non sia solo un’impresa

profondamente, mutilarlo oppure

commerciale o di intrattenimento

può aiutarlo a conquistare la

ma un modello di nuove relazioni

propria differenza e questo è un

secondo le necessità che la storia ci

modo di vivere. Sono incapace di

ha tramandato. E così siamo

dire agli attori come ragionare in

arrivati ad una forma di spettacolo

modo politico, ma li spingo ad

che domina il cinema, ha generato

eliminare anche il voler fare. La vita

e stimolato scoperte e nuovi

non si capisce con la testa, tutti la

orizzonti, ma il teatro dal vivo resta

spiegano, se fosse comprensibile si

una forma minoritaria», assicura

potrebbe cambiare. Forze così

Julia, che ha appena messo in scena

potentemente razionali o irrazionali

la sua Ave Maria.

sfuggono alla nostra comprensione.

Come imposta il lavoro con gli

Arriviamo ad un linguaggio

attori? «L’arte dell’attore è in via di

pre-espressivo, più efficace per lo

estinzione, implica la conoscenza

spettatore. Ma una cosa è il

delle proprie energie, l’attore non è

risultato altra cosa è il processo: il

consapevole di tutto quello che

lavoro che precede l’espressione.

avviene lavorando con il teatro.

Non è involontario ma viene senza

Bisogna pensare per azioni, pensare

pensarci troppo: il pensiero è un

con i piedi, quello che trasforma il

moto mentale e spesso sfugge alla

peso in energia. L’azione vocale ha

ragione. Pensiamo in moti emotivi

lo stesso principio dell’azione fisica

che decidono le nostre scelte».

ma è più difficile da descrivere. Si

Profondamente politico è anche

segue lo stesso principio: riduzione,

il lavoro dell’attrice Julia Varley che

riduzione totale del volume, lavoro

prepara gli attori insieme a Barba.

con la spina dorsale, con la voce

Ex esponente di Avanguardia

posso negare l’azione. Anche per il

operaia, viveva negli anni sessanta

volume della voce i piedi sono

essenziali». Sul tema interviene

Barba: «L’attore lavora, non pensa,

pulisce, distilla e ha sempre in

mente l’ombra dello spettatore, non

può fare quello che vuole. È un

processo che si incorpora in due o

tre anni. L’attore apprende a

pensare in modo paradossale.

Come diceva la danzatrice Marta

Graham, ognuno di noi deve

definirsi. In questo ci aiuta la danza,

andiamo indietro nel tempo, anche

se non balliamo, passiamo il peso

da una gamba all’altra, un danzare

che non corrisponde ad un codice

ma è un modo di ricreare la

spontaneità quotidiana, ricrearla in

spinge il mio compagno nella

direzione in cui ho fatto il passo.

Non diventate trampolieri che

lavorano solo su una gamba»,

continua Barba.

A questo punto, chiediamo a

Julia, come fa l’attore a costruire la

memoria delle azioni simultanee?

«Ho sempre elementi nello spazio

che mi aiutano a ricordare. Quando

io faccio, la mia attenzione è su che

cosa provoca quello che io faccio.

Questo mi aiuta a ricordare. La

memoria si costruisce procedendo

pezzo per pezzo». A riprova di

queste parole, di fronte agli attori,

Eugenio Barba le chiede di fare: «La

barca dalle vele nere». Julia

improvvisa in modo discontinuo,

aggiungendo sempre una nuova

azione per un totale di otto

movimenti. Muove le braccia come

le vele di una nave, avanza, fa il

segno del telescopio, tira l’argano e

continua l’azione. A questo punto

Barba le chiede di dare

un’informazione dinamica e di

ricreare l’azione solo con i piedi. «È

uno dei processi cognitivi che

l’attore deve saper dominare,

togliere la forma per trapiantarla in

un’altra forma», aggiunge Barba e le

chiede di fare l’equivalente con gli

occhi. «Pensare con il corpo.

Diventa sempre più forte il voler

fare invece del fare che si produce

se pensi con la testa. Ma se il corpo

comincia a pensare da solo, il corpo

stesso diventa una necessità. Non

ricordo l’immagine astratta ma la

tensione». A questo punto

interviene Julia che compie il gesto

di un uncino: «Mi ricordo

l’opposizione della schiena che

serve per fare il segno dell’uncino

maniera individuale, presupposti

che hanno a che fare sul come si

manifesta il corpo. Pensiamo al

pavimento di una nave, oscilla

verso sinistra e verso destra. La

testa è in accordo o opposizione

con il passo - a questo punto si

rivolge agli attori - Mettete l’accento

sui gomiti, cosa volete? Da chi

andate via? Alzate le braccia, a

coppie, rispondendo agli impulsi.

Siate pesanti quando lo decidete,

non accelerate diventando come

degli automi, lavorate con il peso.

Ricordate i movimenti di

transizione, è sulle transizioni che si

lavora: il segreto è il passaggio non

il risultato. Siate consapevoli di

quello che fa il compagno,

reagendo alla qualità del ritmo.

Cominciamo a pensare con i piedi e

non con il cervello. La parte

razionale guida lo sviluppo,

riprende ciò che abbiamo fatto,

come lavorare sul peso, permette

alle braccia di agire quando ci si

stacca dal suolo. Ogni passo deve

avere un suo volto, una sua voce

che obbliga lo spettatore ad essere

presente. Siate eleganti nel vostro

modo di disegnare statue

dinamiche, discofori. Non ci

identifichiamo in Tino Sehgal,

questa non è contact dance,

rendetevi conto che lo spazio è

solido. Se faccio un passo lo spazio

(5) 16 FEBBRAIO ALIAS 2013 con le dita». E così accenna al gesto di un uncino
(5) 16 FEBBRAIO ALIAS 2013 con le dita». E così accenna al gesto di un uncino
A destra, l’attrice Julia Varley. Sopra, laboratorio «Isola di confine» a Perugia, Eugenio Barba al lavoro
A destra, l’attrice Julia Varley.
Sopra, laboratorio «Isola di confine»
a Perugia, Eugenio Barba
al lavoro con gli attori

(6) 16 ALIAS FEBBRAIO 2013

LA CRITICA

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 LA CRITICA CINEMA LA LUNA CHE VORREI ●●● Un quartiere diventato

CINEMA

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 LA CRITICA CINEMA LA LUNA CHE VORREI ●●● Un quartiere diventato

LA LUNA CHE VORREI

●●●Un quartiere diventato alla moda, il Pigneto, più Torpignattara e Prenestino, il sesto

municipio di Roma, ricco di storia e storie, personaggi, musicisti, cineasti, pittori e soprattutto di

tanti giovani: è l’ultima incursione di Francesco Bernabei nel documentario con «La luna che

vorrei» che sarà in programma lunedì 18 (alle ore 16) e martedì 19 (alle ore 18) al Nuovo Cinema

Aquila (Roma via L’Aquila ’68). Dalla via Francigena, alla resistenza partigiana dell’ultimo conflitto

mondiale, dal cinema dei grandi autori, Pasolini, Rossellini, Monicelli di cui si discutono ancora le

location, alle migrazioni degli ultimi anni. Bangladesi sudamericani, cinesi, marocchini, albanesi, sono

solo alcune delle nazionalità che lo vivono portando cultura e lavoro, mostrandoci come si può

convivere trasformando le diversità in ricchezza. Ingresso gratuito a esaurimento posti.

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 LA CRITICA CINEMA LA LUNA CHE VORREI ●●● Un quartiere diventato

DI SAN POSTUMI VALENTINO

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 LA CRITICA CINEMA LA LUNA CHE VORREI ●●● Un quartiere diventato

Non sarà mai troppo tardi per godere al

QUATTRO NOTTI DI UNO STRANIERO CINEMA PRIME

 

di là del «fuori tempo massimo» di un

raro capolavoro del contrappunto

sentimentale (veri postumi di San

Fabrizio la L’oscurità luminosità Ferraro della del luce, buio.

Valentino) come The Heartbreak Kid (in

Italia «Il rompicuori»), firmato nel 1972

da Elaine May (È ricca, la sposo e

l’ammazzo, Ishtar). I neo-sposini ebrei

Charles Grodin e Jeannie Berlin si

spostano in luna di miele verso Miami, in

un breve lasso di tempo sufficiente allo

sposo per capire quanto la sua

mogliettina gli sia in realtà distante e

altrettanto bastante per invaghirsi

perdutamente di Cybill Shepherd, fulgida

bionda del midwest che rivoluzionerà

tutto il suo equilibrio esistenziale. Sulla

carta una farsa di retroguardia sugli

eterni equivoci riferibili alla guerra dei

 
 

sessi, di fatto - grazie alla sceneggiatura di

Neil Simon e alla regia di May - un

di BRUNO ROBERTI

 
Neil Simon e alla regia di May - un di BRUNO ROBERTI iniziale «tetralogia» con il

iniziale «tetralogia» con il Gruppo

fenomenale studio di caratteri salutato

Amatoriale, in cui il lavoro del cinema

da Vincent Canby del New York Times

●●●Sì, la luce stessa, così bella, così

e quello umano, la concretezza esatta

come «la migliore e più originale

cangiante, la luce stessa è

e insieme sospensione dell’incontro si

commedia americana del 1972». Rifatto

oscura…(Philippe Jaccottet) .

accompagnavano a Beckett, a Brecht,

dal duo Farrelly con Ben Stiller nel 2007,

L’Attendere e il tendere,

a Guattari) è un ritorno sul passo, il

collocabile nella categoria del

l’attenzione e la cura, la giustezza

ripercorrere un set come una città,

«rispettabile fiasco»: il prototipo di Elaine

dello sguardo, il peso specifico del

ma rovesciandola come il diurno e il

May è invece oggi comodamente visibile

silenzio, la distanza tra me e l’altro e

notturno di un cocteauniano guanto

caricato (completo e in originale) su

la possibilità e necessità di misurarla

per tastare e rischiarare le notti

YouTube.

con il cinema come voleva Serge

infilate nelle nostre tasche. Infatti

Daney: questo il sentimento che

Quattro notti di uno straniero «segue»

Il sonetto visto. Un singolare short

persegue e fa circolare il nuovo film di

letteralmente il precedente Penultimo

(8 minuti) dall’ultimo Film Festival di

Fabrizio Ferraro Quattro notti di uno

paesaggio, fin nel preciso ritrovare e

Rotterdam, By Pain and Rhyme and

straniero, come una sorta di

ribaltare lo stesso appartamento, lo

Arabesques of Foraging (Usa, 2013),

decantazione, di lavacro del filmare,

stesso quartiere parigino, il medesimo

amorosamente e strenuamente

una lucidità che non ha paura del

solcare e far scorrere verticalità e

assemblato dal cineasta radicale David

buio. Come già in altri film di Ferraro

orizzontalità, lo stesso conficcare lo

Gatten. Ispirato dal naturalista del 17˚

(laddove Parigi e la costellazione del

sguardo nella prossimità/lontananza

secolo Robert Boyle, Gatten ha

moderno, come stato continuo di

del corpo di un uomo e di una donna

impiegato appena quattordici anni per

passage, e come lucida messa in gioco

 

(in quel film era messo in questione il

mettere a punto il suo film nella forma

dei rapporti umani e del lavoro come

Ferraro), e infine l’esplorazione di una

loro spingere il limite, la soglia della

definitiva incidendo sul leitmotiv di

pratica di redenzione, era fatta

topografia, quella parigina, che

relazione fin dentro l’economia

sperimentazioni e assimilazioni assortite

emergere), come in Je suis Simone, La

(appunto da Baudelaire a Benjamin)

libidinale, come insorgenza e

riguardanti i colori e le teorie a essi

condition ouvrière, dedicato a

si muove tra superficie e sotterraneo,

insubordinazione dall’interno stesso

ascrivibili. L’eccezionale risultato induce

Flaherty, che faceva rivivere e

tra inabissamenti e affioramenti, tra

dell’assoggettamento economico dei

ad avvicinare il rigoroso e luminescente

respirare i quaderni di Simone Weil

canali fognari e gallerie ferroviarie, tra

corpi e del loro abitare lo spazio, il

montaggio visivo ottenuto alla stregua di

(incarnata dalla sensibilità tagliente e

lo scorrere del lungofiume e lo

dispositivo dei rapporti di potere e di

un sonetto petrarchesco, un lavoro di

dall’anima intensa di un’attrice come

snodarsi delle sue strade sotto il cielo

forza nell’orizzonte di una

alta, solitaria erudizione che sembra

Giovanna Giuliani), qui è convocata

che annotta o rischiara, tra la sortie

«penultimità» del capitale, del suo

provenire da tempo e spazio ignoti. Dal

una intera costellazione, una

dalle fabbriche o dagli ospedali e

tendere allo sterminio postumo del

1996 Gatten si muove nell’intersezione

cartografia dei gesti interiori e della

l’ingresso inferico oltre una soglia

resto e del senso) ma con un

tra parola stampata e immagine in

disposizione dello spazio urbano

qualsiasi dentro una chambre clair

movimento paradossale di

movimento, ossessionato soprattutto

(benjaminianamente della

che ri-vela il biancore delle sue pareti

arretramento/avvicinamento, di

dalla figura di William Byrd II di

reviviscenza politica che si addensa e

nel trascorrere della luce dall’apertura

addossamento della macchina da

Westover (1674-1744), fondatore della

si dirada con il decadere, il depositarsi

di una finestra (come avviene anche

presa allo stanziare e all’andare

città di Richmond in Virginia.

dell’aura, del suo disperdersi nella

in Garrell).

dell’uomo e della donna, al loro

modernità), una condizione umana

Questo nuovo film (che segue un

scambio di silenzi e parole, di sguardi

Ad Amburgo la polizia tace.

che attiene con precisione all’esserci,

itinerario di stringente ragione visuale

e di attese, in modo da liberare

Oltre ad aver brancolato nel buio,

e al testimoniare il riflesso materiale

e di progressiva passione per l’umano

intensità proprio dallo stesso

chiesto aiuto, incriminato mentre la

dell’apparire sullo schermo (e tale è il

e per la necessità di un pensiero del

movimento di spossessamento, di

legge assolveva, ringraziato ed essere

retaggio straubiano del cinema di

comune, della relazione, fin dalla

attesa, di sospensione, di sottrazione,

stata a guardare, la polizia e il

 

di estraneità. Ecco se in Penultimo

(sotto)genere cinematografico ad essa

paesaggio si trattava di un forzare

legato nei primi anni ’70 concepì in

legato nei primi anni ’70 concepì in l’intimo procedere in modo da far

l’intimo procedere in modo da far

Germania anche questo esempio

emergere il residuo come forza

ampiamente misconosciuto: Fluchtweg

insubordinante, come rimessa in

St.Pauli («Hot Traces of St. Pauli» o «La

circolo di ciò che non può essere

polizia tace») di Wolfgang Staudte

ridotto a rapporto economico, qui si

(1971), con Horst Frank e Christiane

tratta di uno sprigionarsi dell’intimo

Kruger. Il tassinaro di Amburgo Heinz

attraverso il cammino dell’estraneo,

Jensen una sera si vede costretto ad

dello straniero, la cui condizione

accompagnare al commissariato la ricca

inaugurale è appunto quello

signora Berndorf, completamente

dell’«uomo del sottosuolo»

ubriaca. Nel frattempo suo fratello Willy,

dostoevskiano che enuclea con una

un poco di buono fuggito dalla galera,

lama di luce l’intima estraneità della

sequestra la moglie Vera, ora convivente

sua anima, e del suo inscriversi nei

di Heinz, e si macchia del delitto della

corpi. Il titolo del film è certo

medesima signora Berndorf a seguito di

riferimento al film di Bresson Quattro

una rapina finita male… Presentato da

notti di un sognatore, ma qui l’

Barbarella Media, un dvd da ordinare sul

«aptico» bressoniano, il suo rendere

sito tedesco di Amazon, nella gustosa

tattile l’immagine (e fare «moneta

versione combo che affianca un cd con

vivente») viene spostato dallo stato

le musiche originali kraut-funk di Peter

sognante allo stato «straniero» e tale

Schirmann.

«estraneazione» si esplica

precisamente in una sorta di «nascita

della luce», in un film sulla luce,

appunto come condizione un A Parigi, uomo, paradossale della notte «bianca», del buio, del silenzio, dell’invisibile
appunto come condizione
un A Parigi, uomo,
paradossale della notte «bianca», del
buio, del silenzio, dell’invisibile da cui
si proviene e a cui si ritorna, in cui si
rinasce. E ciò viene ripreso da Ferraro
nella esatta «luce delle cose», nel
rendere materiale e concreta la durata
un come una set donna, ripercorso
di
questa ripresa, nel farla dischiudere
attraverso il travelling come nel
persistere dell’inquadratura fissa,
entro la quale tutto avviene, tutto è
sorpresa nel mutare della luce con il
tempo (come nello splendore di un
una rovesciando città,
piano sequenza che dal cielo di nubi
rischiarantesi si abbassa lentamente
sulla città e sul fiume). E da qui
procede nel film un paradosso:
e il la giorno notte
l’attendere la donna, la sua uscita
dalla soglia, da quell’ingresso tra la
vita e la morte, entro cui sempre può
avvenire un passaggio, un trapasso
che è anche un incontro e un
eppure non solitaria. È la notte di
fuoriuscire, un rinascere, quella
ogni autentica confessione e
condizione di attesa che l’uomo, lo
conversione: quel buio che preme per
straniero (che nella sua stanza
salire fino a chi ascolterà, fino alle
compita un lingua nuova) ri-percorre
creature, fino agli alberi e alle cose,
e in cui trascina e si lascia trascinare,
fino alla vita».
dal ricominciare continuo
Ed è proprio questa condizione
dell’epifania di un rapporto, è un
creaturale, di cinema vivente, che
convertire il buio in luce, un
improvvisamente diventa concreta,
circostanziare l’oscurità di una luce e immanente nel film di Ferraro
la luminosità di un buio. Raccogliere quando come un bagliore intimo ed
tra le mani il silenzio, addossarsi
estraneo insieme, avviene quella che
all’ombra il paesaggio di semplici
Walter Benjamin chiamerebbe lo
pareti bianche. Capire «come una
«shok» di una fuga delle immagini:
nube di buio rischiarasse la notte» ,
l’uomo, lo straniero, che fino a quel
ricordando l’ esperienza materica del
punto aveva attraversato e si era
buio, della «notte chiara» di
attagliato al nostro sguardo, di colpo
S.Giovanni della Croce, come
corre, si perde nelle strade, scompare,
condizione appunto di una
e noi, lo sguardo nostro, e quello della
chiarificazione della stessa lingua nel
macchina da presa, restiamo soli, in
suo risuonare dentro il silenzio.
un paradossale essere sospesi tra
«Notte chiara, solitudine sonora». In
l’esserci e l’andare, il sottrarsi e il
un bel libro di Antonella Anedda, La
procedere, l’oggettivarsi e il
luce delle cose (Feltrinelli), si legge:
soggettivarsi.
«Dunque esiste una notte rischiarata
Cominciamo allora un movimento,
dal buio che stringe in sé il fulgore del lento e incantato, di una ricerca, sola
giorno (…) una notte senza bagliori,
e comune, nelle strade, svuotate e
di
ampia nube rovesciata su se stessa
riempite di un senso nuovo e allora,
da lontano, riprendiamo e ritroviamo
l’uomo, lo straniero a noi stessi che ci
è diventato intimo e che non cessa di
Due scene del film «Quattro notti di uno
attendere e di cercare lo sguardo
straniero» di Fabrizio Ferraro con Marco
dell’altro. «Il momento dopo,
Teti e la locandina francese del film
sembrava che qualcosa esplodesse di
fronte a lui; una meravigliosa luce
interna illuminò la sua anima. Questa
durò forse un secondo, tuttavia
ricordò distintamente l’inizio di un
grido, lo strano terribile lamento che
gli sfuggì senza volere…»
(F.Dostoievskj L’idiota).
moderati
arabi
< 209 210 211 >
«Il Tribunale militare che sta processando a Rabat 24 attivisti sahrawi del
campo della protesta di Gdeim Izik, attraverso irregolarità giuridiche e
contro cittadini di una terra colonizzata, mi riporta ai processi politici del-
l’ultimo periodo Franchista» (Antonio Masip, europarlamentare spagnolo).
(7) 16 FEBBRAIO ALIAS 2013 CLASSICI STAR WARS Alcune imagini della serie «The Clone Wars» realizzata
(7)
16 FEBBRAIO ALIAS 2013
CLASSICI
STAR WARS
Alcune imagini della serie «The Clone Wars» realizzata in computer
graphic e la copertina di «Sfida alla Nuova repubblica»
di FEDERICO ERCOLE
●●●Per la generazione che ha
vissuto la propria infanzia e la prima
adolescenza durante la seconda metà
degli anni ’70 del secolo scorso, per
quei bambini e ragazzi che hanno
visto Guerre Stellari e i suoi due seguiti
al cinema, la guerra dei cloni che
portò agli eventi che causarono la
quasi totale estinzione dei cavalieri
jedi e alla nascita del malvagio impero
galattico era ammantata da un alone
leggendario, misterioso e mitico.
Citata da Leila Organa all’inizio de
Una Nuova Speranza, questa serie di
feroci battaglie astrali tra la repubblica
e i separatisti ha alimentato sogni e
fantasie dei fan fino alla nuova trilogia,
così bella quanto incompresa.
Tuttavia se la guerra dei cloni inizia
alla fine del secondo episodio,
L’Attacco dei Cloni, già nel terzo, La
Vendetta dei Sith, si può considerare
conclusa.
Per colmare l’enigmatico vuoto
temporale e vivere le tragiche e
violente cronache di questa guerra
così odiata da Yoda, c’è Star Wars The la passione e la psiche di ciascuno in
assumano talvolta il ruolo di
Ci sono episodi memorabili in cui
digitalmente e con la rilavorazione di
Clone Wars, una serie di cartoni
maniera diversa e operando un
protagonista, i due personaggi
apprendiamo dell’amore segreto di
girati non inclusi nella prima
animati in computer graphic giunta
incanto simile a quello che avviene
principali della serie sono Anakim e la Obi-Wan, del micidiale desiderio di
edizione delle pellicole ed ora,
già alla quinta stagione, almeno negli
con i film di Hayao Miyazaki; così The
sua padawan, Ahsoka, una fanciulla
vendetta del giovane Boba-Fett, in cui
facendo seguito a La minaccia
Stati Uniti. Ore e ore di guerre stellari
Clone Wars non è da intendersi come
dallo straordinario carisma e talento
Yoda ci illumina con rara profondità
fantasma, tutta la saga rivedrà la luce
che nessun fan, almeno quelli che
serial realizzato esclusivamente per
nella forza. La domanda fatale che
della singolarità di ogni clone oltre il
cinematografica in veste 3D.
hanno amato anche la seconda
l’infanzia, perché vi sono momenti
perseguita chi ha seguito tutte le
loro aspetto identico, in cui viviamo
Timothy Zahn è un autore
trilogia, dovrebbe perdere.
tragici e addirittura spaventosi.
stagioni è quale sarà il fato della
una romeriana e carpenteriana
statunitense specializzato in
I disegni squadrati - sembrano
Ogni stagione è composta da 22
fanciulla, visto che nella saga
epidemia di parassiti che potrebbero
«spin-off» da saghe fantascientifiche
sculture di legno colorate - di alcuni
episodi di circa 20 minuti (tranne
cinematografica ella non è mai
diffondersi in tutto l’universo, in cui
come Terminator e soprattutto
personaggi possono inizialmente
l’ultima in cui sono solo 20) e in Italia nominata. Una sesta stagione è
assistiamo al risveglio di un micidiale
Guerre Stellari. Se l'iniziativa
destare qualche dubbio nella psiche
le prime tre sono disponibili in dvd
comunque prevista, e dovrebbe essere mostro distruttore o alle malefiche
potrebbe sembrare eccessiva per il
amorosa del fan, ma superando
distribuiti da Warner Home Video.
la conclusiva.
gesta di un cacciatore di
livello artistico del prodotto, occorre
l’impatto iniziale con i visi di Anakim
Al serial andrebbe aggiunta la
Prodotta e supevisionata da George taglie-cyborg-pistolero chiamato Cad
considerare che se da noi la prima
o di Obi-Wan, realizziamo di trovarci
visione preludiante del
Lucas e diretta da Dave Filoni, The
Bane.
edizione della trilogia di Zahn non
di fronte ad una scelta artistica
lungometraggio omonimo uscito al
Clone Wars brilla per la quantità di
Precipitiamo con un beato senso di
ha commosso critica e pubblico,
autoriale e rivoluzionaria, così che si
cinema nel 2008, attraverso la quale si
storie ed eventi che contiene e per lo
vertigine in tante vicende, cadendo
negli Stati Uniti si è trattato di un
cominciano ad apprezzare le versioni può essere introdotti gentilmente,
splendore iconografico e
alla velocità della luce tra colori, suoni
successo editoriale di certo non
cartoonesche di eroi e malvagi.
anche in maniera un può fuorviante,
tecno-feticista della rappresentazione ed emozioni mentre puntata dopo
LA TRILOGIA DI TRAWN
indifferente: arrivato primo nella
Bisogna inoltre evitare
allo stile e ai personaggi della serie,
di astronavi, flore e faune spaziali,
puntata la serie diventa sempre più
classifica dei best-seller del New York
l’ingannevole sensazione percepibile a che nella sua lunghezza si rivela
armi e robot.
scura. disperata e cupa. Talvolta
Times, l'Erede ha avuto numerose
priori che si tratti di un’opera pensata superiore al film per atmosfere,
Se è vero che talvolta la commedia quindi proviamo un’inquietante
ristampe sia in edizione rilegata sia
per un pubblico molto giovane.
contenuti e racconto.
sostituisce l’epica, molto spesso
brivido di paura e sgomento.
Incontro
in paperback, e insieme al resto della
Guerre Stellari ha sempre avuto il
Sebbene durante ore e ore di
avviene il fenomeno contrario e si può D’altronde sappiamo già cosa
trilogia ha visto una piacevole
pregio di sapere coinvolgere sia i
avventure tanti personaggi della
così godere di un’epopea maestosa,
succederà dopo e intuiamo la morte
con la magia
versione a fumetti adattata dallo
bambini che gli adulti, dialogando con trilogia solo intravisti al cinema
stupefacente e rivelatrice.
nei volti di tanti personaggi.
sceneggiatore americano Mike Baron
La vertigine
Soprattutto vediamo il lato oscuro
(in Italia pubblicata nel 1999 da
della forza strisciare con lentezza
sconosciuta
Magic Press).
implacabile nell’animo di Anakim,
Ecco allora pienamente
futuro Darth Vader, così appassionato,
dell’Impero
giustificata questa ripubblicazione
gentile ed eroico ma nello stesso
arricchita della storia di alcuni dei
tempo ingenuo come un bambino
personaggi più interessanti
cresciuto anzi tempo e fatalmente
stella
all'interno della saga di Star Wars
di Clone Wars
triste per le perdite e i dolori subiti.
non partoriti dalla mente di George
Attraverso romanzi, videogiochi e
per stella
Lucas: il Grand Ammiraglio Thrawn,
fumetti la galassia lontana di Guerre
uno dei pochi alieni giunto ai vertici
Stellari si è espansa a dismisura fino a
della potenza militare dell'Impero,
diventare una proprietà disneyana, un
che conta di distruggere l'ancora
fatto da non considerarsi negativo,
instabile Repubblica mediante non
considerando che J.J. Abrams di Lost e
di FRANCESCO MAZZETTA
solo i sistemi rimasti fedeli
regista di quel capolavoro di un
all'Impero, ma anche grazie alle armi
cinema latitante che è Super 8,
●●●Torna in libreria la Trilogia di
e ai progetti segreti dell'Imperatore;
dirigerà il settimo episodio.
Trawn di Timothy Zahn grazie a
l'agente speciale dell'Imperatore
Ma in tanto spazio e tempo, nella
Multiplayer.it edizioni che ha già
Mara Jade, personalmente
Alla scoperta di episodi memorabili con
cronaca di tante vite, The Clone Wars pubblicato sul finire dello scorso
addestrata da Palpatine e a lui legata
rappresenta la più riuscita invenzione anno il primo volume L'erede
da un ambiguo ma profondo
«Star Wars the Clone Wars» serie di cartoni
tra tante altre, una magnifica deriva
dell'Impero ed è in libreria in questi
sentimento di devozione, tanto da
galattica dalla saga principale. È il
giorni col secondo, Sfida alla Nuova giurare di vendicare la morte del suo
sogno realizzato di una generazione
Repubblica. La prima edizione di
mentore uccidendo Luke Skywalker.
animati prodotti da George Lucas. Le prime tre
cresciuta con la forza nel cuore che ha
questa trilogia è stata pubblicata in
A far fronte ai piani di tali nemici
appreso da Star Wars, più che da tanti
Italia tra il 1993 e il 1994 da Sperling troviamo un'ancora insicura
telegiornali e dagli altri media, che la
& Kupfer (negli Usa nel 1991, 1992 e Repubblica in cui Luke Skywalker
stagioni sono ora distribuite anche in Italia
guerra è una cosa orribile, sempre,
1994) e narra le vicende dell'universo cerca potenziali Jedi per rifondare i
anche quando è stellare.
di Star Wars circa cinque anni dopo Cavalieri, mentre i coniugi Han e
gli eventi di Il ritorno dello Jedi.
Leia devono prepararsi
L'occasione per la ripubblicazione
all'imminente arrivo di due gemelli.
viene dalla ricorrenza del ventennale
Per quanto testi annotati non
dalla prima edizione, che viene
siano certo una novità (vedere ad
festeggiato non solo con la
esempio la recente splendida
ripubblicazione e con una nuova
edizione della Divina Commedia
traduzione ma con una versione
pubblicata da Olschki), tale libro,
«annotata» dall'autore. L'effetto del
proprio per l'accostamento ad
libro, con le note più o meno
analoghi prodotti digitali della saga,
corpose a margine, è quello di una
fa pensare a quali potenzialità
sorta di dvd di carta dove, proprio
potrebbe avere l'ebook se slegato dai
come nell'opera cinematografica
(per altro fastidiosi ed inutili) vincoli
presente sul supporto elettronico, si
del Drm. Addirittura si potrebbe
affianca come bonus extra il
pensare a ritornare - con mezzi
commento degli autori, attivabile in
adeguati - alla narrativa interattiva
sincrono agli eventi che scorrono
ipertestuale che aveva fatto parlare di
sullo schermo. È del resto tipico della
sé alla fine degli anni '80, grazie
strategia artistico commerciale di
soprattutto all'opera di Michael
George Lucas non solo ampliare il
Joyce, Afternoon. Non che l'Erede,
suo universo fantastico, ma
per ora almeno, sia disponibile in
soprattutto «implementarlo»,
ebook. Ma almeno Multiplayer.it
migliorarlo, rilasciandone versioni
prevede, oltre alla ripubblicazione di
aggiornate e potenziate. Già la
tutta la saga di Thrawn, la
trilogia originale è stata oggetto di un
presentazione della nuova trilogia in
restyling, in particolare con
cui Zahn riprende i suoi fortunati
l'aggiunta di effetti speciali migliorati
personaggi.

(8) ALIAS 16 FEBBRAIO 2013

INTERVISTA

ALIAS 16 FEBBRAIO 2013 INTERVISTA SPORT ANTIFA BOXE La palestra popolare Antifa Boxe nasce nel

SPORT

ALIAS 16 FEBBRAIO 2013 INTERVISTA SPORT ANTIFA BOXE La palestra popolare Antifa Boxe nasce nel

ANTIFA BOXE

La palestra popolare Antifa Boxe nasce nel 2001 presso il centro sociale Askatasuna di Torino con

un corso di pugilato, recuperando materiale di seconda mano da altre palestre, un'occasione per

avvicinare i giovani del quartiere a questo sport. È un’esperienza di autogestione in cui nessuno

guadagna soldi e dove le conoscenze tecniche vengono messe a disposizione di tutti «con

l’obiettivo di crescere allenamento dopo allenamento». Antifa Boxe coinvolge persone di ogni età,

dai quindicenni all’ex operaio Fiat Giovanni di 60 anni, che ha scoperto la passione per il pugilato

che non aveva mai potuto coltivare. «La nostra scelta è di consentire a tutti di apprendere le

tecniche pugilistiche e raggiungere un livello atletico accettabile per confrontarsi in combattimento,

sempre nell’ambito della palestra». Info: antifaboxe.blogspot.com

ALIAS 16 FEBBRAIO 2013 INTERVISTA SPORT ANTIFA BOXE La palestra popolare Antifa Boxe nasce nel
di PASQUALE COCCIA STORIE ■ INTERVISTA AL COORDINATORE STEFANO SALLUSTI conseguenti dibattiti, ma anche come spazi
di
PASQUALE COCCIA
STORIE ■ INTERVISTA AL COORDINATORE STEFANO SALLUSTI
conseguenti dibattiti, ma anche come
spazi per l'organizzazione di corsi per
Popolare è un termine che non si usa
il benessere del corpo. Sotto questo
più, è stato cancellato innanzitutto
aspetto la nascita delle palestre
dal linguaggio della politica. I politici
Politica per il corpo.
popolari a opera dei centri sociali,
negli studi televisivi, sostituiti da
rappresenta una svolta «politica» per
tempo alle piazze, ormai non parlano
il corpo, alcuni luoghi occupati per
più di masse popolari, e neppure di
vivere e pensare diventano anche
iniziative popolari o di manifestazioni
spazio per il benessere fisico, per la
popolari, eppure la crisi economica ci
promozione della ginnastica dolce.
ha uniti per farci sprofondare nella
«La logica che ci spinge a
povertà, una condizione comune a
promuovere queste iniziative per il
una moltitudine di persone, una
benessere fisico è in netta
condizione popolare, che ci rende
la A San palestra Lorenzo è popolare
contrapposizione con i centri fitness -
tutti vittime dello spread, delle bolle e
continua l'istruttore di pugilato della
delle speculazioni. A rievocare il
polisportiva San Lorenzo di Roma -,
termine popolare e a unirlo allo sport
che sono organizzati all'insegna del
ci
hanno pensato i giovani di tanti
profitto e della speculazione, i nostri
centri sociali sparsi in varie parti
corsi sono popolari anche nel prezzo,
d'Italia, in particolare nel
i partecipanti pagano una quota
centro-nord, per nulla preoccupati
simbolica, accessibile a tutti, una
che quel termine fosse d'antan. Una
L’esperienza romana
casalinghe, ai bambini, insomma al
quota popolare». Sui territori dove
Tutto quello che si muove in
decina di anni fa, presi dalla passione
popolo, anche se con numeri non
sorgono le palestre popolari, gli
periferia, riguardo alle mode sportive
per lo sport, hanno dato vita alle
molto grandi, ma nel significato
organizzatori hanno conquistato la
dei ragazzi e rappresenta il nuovo,
palestre popolari, non solo nella
politico sì.
fiducia degli abitanti dei quartieri, dai
passa prima qui da noi e poi
definizione, ma anche nella politica
«Oggi a Roma esistono dodici
nonni alle casalinghe, che hanno
raggiunge i circuiti ufficiali»,
sportiva attiva di tutti i giorni. Si era
palestre popolari, nate sul modello di
apprezzato l'impegno e i corsi
conclude con una punta di orgoglio il
all'inizio del nuovo secolo, quando
si allargata altre è via città via a molte
quella di via dei Volsci a San Lorenzo
proposti dagli istruttori, e nella
coordinatore delle palestre popolari.
alcuni giovani dei centri sociali di
- dice Simone Sallusti, istruttore di
politica delle palestre popolari da
L'esperienza della polisportiva
varie parti d'Italia dettero vita ai corsi
pugilato della federazione pugilistica
qualche tempo hanno fatto capolino
popolare di San Lorenzo non solo ha
autogestiti, tendenti principalmente
del Coni e anima di una delle prime
anche i bambini, infatti quei giovani
fatto da apripista alle altre di Roma,
alla difesa personale, alle arti
palestre popolari sorte in Italia -. Gli
organizzano corsi per i più piccoli in
ma negli ultimi dieci anni sono
marziali, riservati esclusivamente ai
spazi dove si svolgevano i primi corsi
collaborazione con le scuole e gli enti progressivamente nate, su quel
militanti di quei centri. Un'iniziativa
da italiane, da Torino Perugia a Lecce,
non erano stati progettati per le
locali. A frequentare le palestre
modello, palestre popolari anche in
che ha avuto nel corso degli anni un
attività sportive, ma si trattava di
popolari, però, sono anche degli
altre città italiane come Milano,
certo successo, perciò a Roma nel
capannoni abbandonati, locali a
adolescenti che nulla hanno a che
Perugia, Bergamo, Torino, Livorno,
quartiere popolare di San Lorenzo, in
destinazione commerciale di
principalmente le tecniche della
fare con i centri sociali, e neppure
Lecce, Taranto, Cagliari e altri centri
via dei Volsci, una strada alquanto
a Cagliari
proprietà del comune di Roma vuoti ginnastica dolce, come lo shiatsu e lo con la lotta per la casa portata avanti minori, tanto che oggi sono operative
famosa negli anni Settanta del secolo
da anni, case sfitte di enti pubblici
yoga, per i corsi di queste discipline
dagli animatori di quei luoghi di
sul territorio più di sessanta palestre,
scorso per essere stata la sede politica
rimaste inutilizzate, da noi occupati a abbiamo utilizzato anche spazi a
aggregazione giovanile, perché solo
e i promotori stanno pensando di
di
Autonomia Operaia, è nata la
seguito delle lotte politiche per la
dimensione umana, come, ad
negli spazi autogestiti trovano
federarsi in un organismo nazionale.
polisportiva popolare, anche se
casa. Inizialmente le palestre
esempio, le case occupate di 150-200 accoglienza e attenzione alle loro
Una rete, quella delle palestre
qualche centinaio di metri più avanti
popolari avevano una forte
metri quadri».
esigenze motorie. «Negli ultimi anni
popolari, che dal momento della
rispetto a quella storica sede. La
connotazione politica, poi con il
Cambia, rispetto a un tempo, la
ai corsi di shiatsu e yoga, se ne sono
fondazione a oggi ha consentito a
polisportiva si definisce popolare,
passare del tempo abbiamo aperto i prospettiva politica dei comitati di
aggiunti di nuovi. Su richiesta dei
circa diecimila persone di
perché è andata ben oltre la ristretta In grande l’interno della palestra popolare
corsi ai territori e la gente che
quartiere per la lotta alla casa, spazi
ragazzi dei quartieri dove siamo
frequentare corsi per il proprio
cerchia dei militanti dei centri sociali di San Lorenzo a Roma. A destra un
partecipava ci ha chiesto di variare
non più concepiti quali luoghi
presenti, organizziamo corsi di
benessere fisico e a due passi da casa,
e si è aperta al territorio, ai comitati
momento di un incontro di boxe all’interno l'offerta. Abbiamo seguito i corsi di
esclusivi della discussione politica,
parkour, giocoleria e acrobatica
ma soprattutto a prezzi, è il caso di
per la casa, agli anziani e alle
della struttura capitolina
formazione, che riguardavano
dell'organizzazione dei cineforum e i aerea.
dirlo, davvero popolari.
(9) 16 FEBBRAIO ALIAS 2013 SINTONIE A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI
(9)
16 FEBBRAIO ALIAS 2013
SINTONIE
A CURA DI
SILVANA SILVESTRI
CON ANTONELLO CATACCHIO,
ARIANNA DI GENOVA, GIULIA
D’AGNOLO VALLAN, MARCO
GIUSTI, CRISTINA PICCINO
I FILM IL FILM A PEZZI - UNDEAD MEN LINCOLN come Elephant e Last Days. Qui
I FILM
IL FILM
A PEZZI - UNDEAD MEN
LINCOLN
come Elephant e Last Days. Qui adotta il
CAPTIVE
DI
ALESSIA DI GIOVANNI, DANIELE STATELLA,
DI
STEVEN SPIELBERG, CON DANIEL DAY-LEWIS,
registro classico del genere «sociale»
DI BRILLANTE MENDOZA, CON ISABELLE HUPPERT, KATHERINE MULVILLE, MARC ZANETTA,
CON ELENA DI CIOCCIO, MARCO SILVESTRI.
SALLY FIELD. USA 2013
hollywoodiano, una formula non senza
RUSTICA CARPIO, TIMOTHY MABALOT, MARIA ISABEL LOPEZ . FILIPPINE 2013
ITALIA 2013
7 Sul presidente più riverito degli
al sua quota di melò ma pur sempre
Captive si ispira a un fatto di cronaca, i rapimenti di turisti da parte di gruppi
0 La ricostruzione di un corpo è
States Spielberg voleva fare un
importante. (l.ce.)
islamici e indipendentisti nelle Filippine, qui più precisamente per l’indipendenza
per due amiche il punto di
film da sempre, come lo fecero
dell’isola di Mindanao. Un’assistente sociale francese e la sua collega filippina
partenza di un viaggio nel
tra gli altri, Griffith, Clarence Brown,
QUARTET
sono anch’esse portate via per sbaglio tutti trasportati su una barca da pesca per
deserto del vecchio west, rivisitazione
Ford (più volte). Ma la chiave l’ha
DI
DUSTIN HOFFMAN, CON MAGGIE SMITH, TOM
centinaia di chilometri e poi su per le montagne con i militari sulle loro tracce.
del western in chiave di commedia.
trovata solo nel libro della storica Doris
COURTENAY, UK 2012
Una estenuante esperienza che dura più di un anno. Il regista, Brillante Mendoza,
Statella è un disegnatore di Diabolik,
Kearns Goodwin. In realtà è un film «da
7 All’origine della storia c’è
è uno dei nomi di punta delle nuove onde del cinema filippino che hanno
Stivaletti agli effetti speciali, le musiche
camera», il set dominante è dentro alla
qualcosa che ci riguarda: la casa
conquistato mercati e platee mondiali. È interpretato da Isabelle Huppert, il suo
sono di Manuel De Sica, la canzone di
Casa bianca, una successione di scene
di
riposo per musicisti Giuseppe
personaggio è quello della volontaria religiosa che si trova all'improvviso
titoli di coda è composta dagli Extrema,
risolte quasi sempre con inquadrature
Verdi di Milano, spostata in Inghilterra, a
catapultata tra gli altri. Per interpretarlo l’attrice dice di aver pensato a Ingrid de
band metal.
fisse e quello che sembra il minor
rischio di chiusura, bisogna quindi
Betancourt, «avevo letto il suo libro un po' per caso, che rende in modo molto
numero di stacchi possibile. Minimalista trovare il modo di racimolare quattrini
DELLE L’ENERGIA DONNE
preciso quella sensazione di perdita di riferimenti, di essere in balia a decisioni
BEAUTIFUL CREATURES - LA
anche l’oggetto apparente del film: il
freschi. Nel frattempo sta per arrivare
brutali, in un movimento continuo. E la reazione alla natura che spesso è
SEDICESIMA LUNA
passaggio di una legge, quel tredicesimo una nuova ospite: l’odiosa Jean che sta
spaventosa. Ho conosciuto Brillante Mendoza al festival di Cannes, è un regista
RICHARD LAGRAVENESE, CON ALICE ENGLERT
E ALDEN EHRENREICH. USA 2013
DI
emendamento della costituzione
per ritrovare lì l’ex marito. Suona
che mi è subito piaciuto molto. Fa un cinema che non somiglia a niente,
americana con cui il repubblicano
magnifico vedere i personaggi passare
ALIVE
totalmente libero, si muove in un caos che solo lui riesce a controllare. Anche
0 Ethan, un ragazzo che abita in
Lincoln si assicurò - stato di guerra o
dal suggestivo eloquio raffinato al
Uk, 2013, 3'30'", musica: Ayah Marar con P
sulla lavorazione di Captive le cose sono andate in questo modo. Avevamo una
una cittadina del Sud Carolina
meno - che la schiavitù sarebbe stata
colorito turpiloquio in un crescendo da
Money, regia: Luke Biggins, fonte: Youtube
sceneggiatura ma la scommessa per lui era di trasformarla sul set». (c.pi.)
incontra la nuova ragazza in
bandita per sempre dal suo paese.
grandi interpreti che Dustin Hoffman in
6 La cantante di origini giordane,
città, Lena Duchannes. È la ragazza dei
(g.d.v.)
questo suo esordio a 75 anni ha non
ma ormai inglese di adozione,
IL DOCUMENTARIO
suoi sogni e tra i due si instaura subito
solo lasciato lavorare al meglio ma ha
accompagnata dal dj P Money, si
un fortissimo legame, connessi tra loro LES MISÉRABLES
saputo valorizzare al massimo. (a.ca.)
esibisce in questo Alive (tratto
con il Metapensiero così che ognuno
DI
TOM HOOPER, CON RUSSEL CROWE E ANNE
dall’album The Real) filmata in un
THE SUMMIT
sente i pensieri dell’altro. Ben presto
HATHAWAY, UK 2012
OPERAZIONE ZERO DARK
claustrofobico interno illuminato da tubi
DI FRANCO FRACASSI, MASSIMO LAURIA. ITALIA
Ethan scoprirà che la famiglia di Lena è
4 Diretto dal regista di Il discorso
THIRTY
al neon e decolorato nella fotografia. La
2012
tormentata da una terribile maledizione
del re che sceglie la via
DI
KATHRYN BIGELOW, CON JESSICA CHASTAIN,
camera di Biggins si muove
Diretto dai giornalisti d'inchiesta Franco
e che lui è l’unico in grado di
dell’opera vera e propria, dove
JOEL EDGERTON. USA 2013
nervosamente sul corpo della Marar e
Fracassi e Massimo Lauria, getta luce, a
proteggerla.
tutto è cantato dal vivo, e un cast
7 Zero Dark Thirty, in gergo
degli altri performer, sagome nella
dieci anni di distanza, su molte zone
importante in cui si fronteggiano come
militare, è il il cuore della notte.
penombra. Stacchi e piani ravvicinati
d'ombra del G8 di Genova, (19-21 luglio
GANGSTER SQUAD
Jean Valjean-Javert, Hugh Jackman e
È anche l'ora (le 24.30) in cui i
rendono caotico e angosciante il visual,
2001), le speranze dei manifestanti, i
DI
RUBEN FLEISCHER, CON RYAN GOSLING, SEAN
PENN. USA 2013
Russel Crowe, che molto si sforzano di
Navy Seals di Team Six, il primo maggio
raddoppiando l’effetto di soffocamento
meccanismi che hanno portato alla
recitare e cantare alla perfezione, anche 2011, misero piede nel cortile delle
dato dal martellante sound elettronico.
violenza indiscriminata da parte delle
0 Los Angeles, 1949. Lo spietato
se per il secondo lo sforzo è piuttosto
residenza fortificata di Osama Bin
Un modo come un altro per
forze dell’ordine e di una parte dei
gangster Mickey Cohen (Sean
vano. Qui la novità, se vogliamo, è l’idea Laden. Il film apre su un'oscurità ancora
neutralizzare l’eventuale (e rischioso)
manifestanti, gli interessi politici
Penn) domina la città,
di
confrontarsi con l’opera di Hugo a
più profonda e vertiginosa. La mise en
glamour.
internazionali. The Summit è il frutto di
raccogliendo guadagni illeciti dalla droga,
partire da una «rilettura», il musical
scène classica e precisissima di Bigelow
lavoro di oltre cinquanta persone, più di
dalle armi, dalla prostituzione e dalle
appunto. Il fatto è che Hooper non è
non ci risparmia niente, e non cerca
STAY
cento intervistati, più di mille pagine di
scommesse. E tutto questo avviene
regista da respiro epico e tantomeno
scorciatoie: quello che si vede è una
Usa, 2013, 4',,musica: Rihanno con Mikky Ekko,
documenti, mille ore di registrazioni audio e oltre cento ore di video. Tra gli intervistati,
anche con l’aiuto di politici e agenti
visionario, si adagia su scene sontuose,
combinazione di metodicità scientifica e
regia: Sophie Muller, fonte: Youtube
oltre a numerosi manifestanti vi sono anche don Gallo, Vittorio Agnoletto, Claudio
corrotti. Ma la piccola e segreta squadra
costumi, sull’accumulo di materiali e
macelleria medioevale. I rituali e gli
7 Il volto gonfio di pianto (o di
Giardullo segretario generale Silp/Cgil, il generale Fabio Mini, Vincenzo Canterini ex
guidata dal sergente John O’Mara (Josh immagini incastonandoli uno dopo
attrezzi di scena svelati al mondo dalle
botte?), lo sguardo quasi sotto
comandante VII nucleo sperimentale squadra mobile, Dario Rossi avvocato del Genova
Brolin) e dal suo braccio destro Jerry
l’altro senza sfumature. I suoi bassifondi micidiali foto di Abu Ghraib ci sono tutti
l’effetto di qualche droga è
Social Forum. Sergio Finardi esperto di tattiche di guerre informali dice nel film: « Ci fu
Wooters (Ryan Gosling), sono decisi a di Parigi, in cui si aggira l’umanità
- cappio, cappuccio, collare da cane,
quello di Rihanna, il cui corpo è
in Germania una dimostrazione contro i bastioni nucleari e la polizia intervenne in modo
tutto per catturare Cohen.
dolente e stracciona, non mutano di
waterboarding, le umiliazioni sessuali,
immerso per tutta la durata del video in
estremamente duro. Questo ha portato poi questo movimento antinucleare a essere un
tonalità né azzardano letture
l'heavy metal a volume assordante È
una vasca da bagno avvolta nella
po’ l’espressione dei primi passi di quelli che si sarebbero chiamati black bloc perché
PINOCCHIO
politicamente aguzze o spiazzanti. (c.pi.) un film che non prevede «zone di
penombra. Ekko non compare mai nello
portavano abiti e cose di difesa neri e volti mascherati. Sanno che verranno filmati».
DI
ENZO D'ALÒ. ANIMAZIONE. ITALIA 2013
conforto» per lo spetattore. (g.d.v.)
stesso ambiente, ma è ripreso a parte in
0 Le avventure del burattino
IL PRINCIPE ABUSIVO
altri angoli della stessa sala da bagno o
LA SATIRA
ideato da Collodi portate sul
DI
ALESSANDRO SIANI, CON ALESSANDRO SIANI,
RE DELLA TERRA SELVAGGIA
su una poltrona. Ancora una volta la
grande schermo dal regista
CHRISTIAN DE SICA. ITALIA 2013
DI
BENH ZEITLIN, CON QUVENZHANE WALLIS E
maestra del music video Sophie Muller
italiano Enzo D'Alò dopo quattro anni
7 Dopo il successo di Benvenuti al
DWIGHT HENRY, USA 2012
riesce a fare centro con poco, quasi
IL NUOVO MALE
di
lavoro, con fondali che ricordano gli
nord, ci si aspetta parecchio dal 7 Zeitlin porta il suo amore per
nulla. Il suo proverbiale minimalismo
FEBBRAIO 2013 N. 12, EURO 2.50
orizzonti collinari toscani e poi «i
debutto alla regia di Alessandro
l’acqua, New Orleans e il senso
fatto di corpi e volti in primo piano crea È in edicola Il nuovo Male, il mensile di
personaggi che abbiamo conosciuto
Siani (anche regista), che ha scritto il
di
uno spiazzamento
come sempre uno strano magnetismo
satira diretto da Vincenzo Sparagna, che
nell’infanzia». Il regista lo definisce
film assieme a Fabio Bonifacci. Tornano fisico/cultural/social/mentale nelle sfere
che ipnotizza lo spettatore, senza
firma in questo numero un editoriale col
«quasi un musical».
i conflitti di classe, i poveri e i ricchi, i
del mito, della fiaba e della tragedia.
neppure regalargli banale eros ben
nome del suo storico alter ego Tersite,
cafoni e gli eruditi, addirittura i popolani L’idea di partenza era di spiegare
confezionato
dal titolo «Le mani sull'Italia», sull'orribile
VIETATO MORIRE
e i principi. Qui il povero napoletano
perché, dopo il disastro di Katrina, molti
campagna elettorale 2013. Tra gli autori
DI
TEO TAKAHASHI, CON ARIANNA DI CORI,
PATRICK RAMHALHO. ITALIA 2013
(Siani) viene scelto da Anastasio, cioè
avevano rifiutato di andarsene. Suoi
I’M A WOMAN
della «Rassegna stampa dei Mali più
Christian De Sica, ciambellano del re di alleati imperdibili sono una bimba di 6
Francia, 2002, 3’55”, musica: Cassius (con Jocelyn
diffusi», curata da Cleono Zanzara,
0 Quattro storie si incrociano
un oscuro principato (il solito Trentino) anni (l’esordienteQuvenzhane Wallis,
Brown), regia: autore ignoto, fonte: Youtube
Piefrancesco Cantarella e Pablito Morelli
all'interno della comunità di
come «fidanzato» della principessa
una forza della natura, nominata anche
8 L’energia delle donne salverà il
più «Il Malinteso». Guido Giacomo
recupero per la
Sarah Felderbaum solo per farle
agli Oscar) e Dwight Herny, un
mondo? A quanto pare si
Gattai apre un nuovo capitolo con «La
tossicodipendenza di Villa Maraini. Sullo pubblicità. Magari il film non brilla per
panettiere. A cavallo tra mitologia,
vedendo questo ennesimo clip
sporca storia di Sofia». Letteratura e
sfondo di una Roma scarna e reale i
costruzione di racconto e esplosione di realismo fantastico e news, il film buca il prodotto dalla Partizan per Cassius. Il
satira anche nell'articolo sulle nuove
personaggi affrontano il muro
gag e battute, anzi spesso gira un po’ a
tetto di timidezza e grigiore che spesso
video inizia con il volto della vocalist
religioni (assurde e reali) di Teodonio Diodato (Graziano Graziani), che racconta il
dell'abbandono sociale e gli operatori
vuoto, e Siani-Bisio erano una coppia
opprime il cinema indipendente Usa, di
afro Jocelyn Browne che si apre in due,
«Dudeismo», ispirato allo stile di vita del Grande Lebowski. Un'intervista «postuma»
sociali, spesso ex tossicodipendenti, non più affiatata di Siani-Christian, ma alla
cui è una delle avventure più affascinanti
rivelandoci un immaginario cosmico dal
al regista Mario Monicelli, brevi testi sull' «Astrofisica dell'urna». Tra i vignettisti
possono che vegliare sulle tragedie che fine è una graziosa commedia che si
degli ultimi anni. (g.d.v.)
sapore fortemente hi-tech, dominato da Giuliano, che firma la copertina e l'intera pagina eroticomica, Giorgio Franzaroli, con
hanno di fronte.
vede con piacere. (m.gi.)
alcune danzatrici moltiplicate all’infinito
un fumetto sulle tresche del trio Berlusconi-Alfano-Samorì, e poi Ugo Delucchi, Frago,
VIVA LA LIBERTÀ
che ballano scatenate contornate da
Giulio Laurenzi, Giuseppe Del Buono, Antonio Vecchio, Malù, SS-Sunda, Cecigian, le
BLUE VALENTINE
PROMISED LAND
DI
ROBERTO ANDÒ, CON TONI SERVILLO E
canne di pistola lucidamente metalliche
new-entry Paolo Cammello e Stefano Tirasso, Filippo Scòzzari. Il giornale falso/vero
DI
DEREK CIANFRANCE, CON MICHELLE
DI
GUS VAN SANT, CON MATT DAMON, FRANCES ANNA BONAIUTO, ITALIA 2013
da cui vengono esplosi numerosi colpi.
nelle pagine centrali, è «Il Porco» fondato e diretto da Libero Suino, illustrato con le
WILLIAMS, RYAN GOSLING, USA 2010
MCDORMAND. USA 2012
7 A parte il titolo, che ci riporta
Ne scaturisce del sangue (violenza ma
grottesche incisioni di Massimo Boccardini e una vignetta di Giuliano.
7 In una cittadina della
7 Matt Damon è un agente di una
un po’ al Rene Clair di A nous la
anche passione) che colora di rosso i
Pennsylvania, isolati
grande corporation del settore
liberté, un po’ a Roberto
corpi sensuali delle performer e ricopre
IL FESTIVAL
nell’ambiente familiare e sociale
energetico, il suo lavoro è
Rossellini di Dov’è la libertà, con Viva la il pianeta. I’m a Woman è un’apoteosi di
che resta sullo sfondo pur
acquistare le concessioni dai modesti
libertà di Roberto Andò per una volta il raggi lumninosi e deflagrazioni, un
caratterizzato precisamente, Dean
agricoltori di una cittadina rurale del
cinema italiano quasi ci piglia. A neanche trionfo coreografico tra il mistico e il
BERGAMO FILM MEETING
(Ryan Gosling, ora in Gangster Squad)) e Midwest. È un piazzista del fracking,
dieci giorni dalle elezioni più incasinate fantascientifico, realizzato con
9 - 17 MARZO 2013
Cindy (Michelle Williams, la Marylin di
cioe’ la «fratturazione idraulica» che da
che si siano svolte in questi ultimi anni, ridondanza di effetti speciali. Nel finale il
Sarà Robert Guédiguian, il protagonista
Simon Curtis) si offrono al pubblico nel qualche anno permette di estrarre
ci
arriva una vera bomba
globo diventa una sorta di atomo e i vari
del Bergamo Film Meeting 2013: al
percorso inverso dell’happy end con un
idrocarburi (greggio pesante e gas
comico-politico. Pure parecchio
continenti si riunificano in un solo
famoso regista marsigliese è infatti
andamento di lieve sadismo. L’immagine
naturale) con conseguenze ambientali
divertente grazie a un Toni Servillo che
blocco.
dedicata la personale di quest’anno. I suoi
appassionata del «come eravamo»
potenzialmente devastanti. Ma anche la sembra rifare il Totò sdoppiato, anzi
film ambientati nei quartieri popolari,
interviene a spezzare il livore dei due.
crisi ha devastato le gia’ misere
triplicato di Totò terzo uomo di Mario
raccontano la vita dei lavoratori e la
Cinema indipendente assai apprezzato al prospettive economiche dei farmer
Mattoli. Qui Servillo si sdoppia da
solidarietà che emerge nei momenti
Sundance e a Cannes, con occhio
costretti a cedere. Il film di Gus Van
depresso leader bersaniano che ha
difficili. Saranno presentati accompagnati
esperto da documentarista ma forse
Sant è un classico di denuncia sociale, il ridotto il partito al 17% a un gemello
da un volume monografico, i diciassette
ancor più da esperto d’avanguardia
ricco filone di cinema Usa che va da
pazzo, colto e allegro che, prendendo il
film del regista tra cui Marius e Jeannette
(allievo di Stan Brakhage), tanto da far
Furore a Norma Rae passando per
suo posto, porterà il Pd al 66%. Ci
(1997), A l’attaque! e La ville est tranquille
riferimento non casualmente al film di
Matewan di John Sayles. Van Sant si
credi? No. Infatti è solo un film. E alla
(2000), fino ai più recenti Le promeneur du
famiglia in chiave «arty». E Non scivola
muove con facilità sia nel cinema degli
fine la parte sana del marchingegno,
champ de Mars (Le passeggiate al campo di
sulle chine pericolose della narrazione.
ampi consensi come Will Hunting e Milk, puro slapstick alla Capra, funziona.
Marte, 2005) e Les neiges du Kilimandjaro (Le nevi del Kilimangiaro, 2011) il film che
(s.s.)
che in progetti di sensibilità artistica
(m.gi.)
racconta l’attuale stato di crisi. Il regista sarà presente alla manifestazione e terrà una
master class per gli studenti di cinema. In concorso lungometraggi inediti in Italia, tra cui
Chaika (Spagna, Georgia, Russia 2012) di Miguel Ángel Jiménez, opera seconda del
MAGICO
regista spagnolo, già ospite a Bergamo Film Meeting nel 2010, Mobile Home di François
Pirot (Francia, Belgio, Lussembrugo 2012), racconto di due trentenni disoccupati, Le
monde nous appartient di Stephan Streker (Belgio 2013). Inoltre produzioni indipendenti,
un omaggio ad Alec Guinness, sette film della recente produzione europea e la sezione
«Falso d’autore» con 10 film di maestri del genere: Losey, Mankiewicz, Clément, Hawks,
Orson Welles, Hitchcock. (s.s.)

(10) 16 ALIAS FEBBRAIO 2013

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 di GUIDO MARIANI Nel pop mai nulla è come appare. Ogni

di

GUIDO MARIANI

 

Nel pop mai nulla è come appare.

Ogni canzone è una piccola finzione

e ogni interprete veste anche i ruoli di

un personaggio. Ma se travestitismi,

trucchi scenografici e esagerazioni

fanno parte della stoffa stessa con cui

è cucito il grande sogno

dell’immaginario musicale, in alcuni

casi l’industria discografica ha

prodotto dei clamorosi falsi e delle

vere e proprie truffe. L’era del rock ha

collezionato furbi inganni, astuti

piani di marketing e autentici raggiri.

A volte i protagonisti hanno subito

amare conseguenze, più spesso i

colpevoli si sono redenti e sono stati

amati proprio per il loro inganno.

Perché nel magico mondo dello

spettacolo il talento è anche l’arte di

mascherare la realtà.

THE MONKEES

Sull’onda della Beatlemania

nell’autunno del 1966 negli Stati

Uniti si pensò di confezionare un

serial televisivo che conquistasse i

teenager come aveva fatto il film A

Hard Day’s Night. Nacque così lo

show The Monkees in cui un

quartetto musicale proponeva

canzoni e situazioni divertenti

esattamente sull’esempio dei Fab

four nei loro film musicali. I

protagonisti della serie (Davy Jones,

Micky Dolenz, Peter Tork e Michael

Nesmith) erano solo degli

attori-musicisti, reclutati dopo

diverse audizioni. Le canzoni del

telefilm erano state confezionate,

ideate e registrate da session men e

in sala di registrazione i Monkees

erano poco più di figuranti che

obbedivano solo agli ordini sulle parti

cantate. Il successo dello spettacolo

fu clamoroso e altrettanto clamoroso

fu quello dei brani dello show.

All’atto, però, di vendere i dischi si

pensò di veicolare l’immagine dei

Monkees come quella di una band

autentica, esattamente come i

Beatles, senza accennare che erano

in realtà un prodotto di una fiction.

La scelta sorprese gli stessi membri

della formazione. Ricorderà Nesmith:

«Quando vidi il nostro primo album

lo guardai con orrore. Non c’era

nessun accenno ai musicisti. Ci

presentavano come se fossimo stati

una rock’n’roll band. Stavamo

prendendo in giro il pubblico: noi

non eravamo una gruppo rock,

stavamo solo recitando!».

 

Dal punto di vista commerciale il

trucco fu un trionfo, l’lp di esordio

rimase 13 settimane al numero uno

della classifica di vendita Usa (un

record rimasto imbattuto per più di

15 anni) e i Monkees vennero

frettolosamente paragonati ai loro

modelli di Liverpool. Eroi in

televisione, nelle classifiche e nelle

radio, i quattro protagonisti decisero

di

non mentire ai media e nelle

interviste scelsero, sin dalla fine del

’66, a dichiarare candidamente di

non essere una vera rock band ma

solo di recitare. Il loro successo era

però ormai assolutamente

inarrestabile e Jones, Dolenz, Tork e

Nesmith iniziarono quindi a

prendere gli strumenti in mano, a

suonare dal vivo e lottarono per

interpretare completamente le

canzoni della serie. Il loro terzo

album, Headquarters, pubblicato nel

maggio 1967, era tutta farina del loro

sacco e finì ancora al primo posto in

classifica. Fino al 1970 pubblicarono

altri sei album usciti anche dopo la

fine della serie televisiva che li aveva

inventati. Collaborarono con un

giovanissimo Neil Young e Jimi

Hendrix andò in tour con loro. La

fiction era diventata realtà.

THE ARCHIES

Firmarono la più grande hit del 1969,

ma non sono mai esistiti. Il brano

Sugar Sugar dominò le classifiche di

mezzo mondo e divenne un

evergreen. Gli Archies erano sulla

carta formati da Archie, Reggie,

Jughead, Bette e Veronica, ma di

carta erano anche fatti, visto che

erano una band nata da un fumetto

diventato poi un cartone animato (i

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 di GUIDO MARIANI Nel pop mai nulla è come appare. Ogni

Gorrilaz non hanno inventato

niente). Le loro hit erano frutto di un

team produttivo capitanato dal

discografico Don Kirshner che era già

stato tra gli ideatori del fenomeno

Monkees. Voci e cori degli Archies

appartenevano a due cantanti Ron

Dante, lead vocalist, e Toni Wine che

impersonava le parti femminili.

Proprio quando Sugar Sugar

dominava le classifiche, nella top ten

americana arrivò anche il singolo

Tracy opera dei The Cuff Links. Si

trattava di un’altra band virtuale, il

cui cantante era ancora Ron Dante

che si trovò così leader di due band

da top ten pur essendo un perfetto

sconosciuto. Niente di nuovo per lui

che già nel 1965 aveva avuto un

successo sotto falso nome con i

bizzarri Detergents («i detersivi») un

gruppo parodia che aveva pubblicato

la hit Leader of the Laundromat («Il

capo della lavanderia a gettoni»,

rilettura ironica di Leader of the Pack

delle Shangri-Las). In una recente

intervista ha elencato il numero di

gruppi, veri o finti, a cui aveva

prestato la voce: «The Pearly Gate,

The Eight Day, The Two Dollar

Question, The Webspinners, Ronnie

and The Dirt Riders. Ho inciso un

disco con il nome C. G. Rose. E questi

sono solo quelli che ricordo». Dante,

nomen omen, per un inspiegabile

gioco del destino, divenne poi

l’editore della prestigiosa rivista

letteraria americana Paris Review che

pubblicò negli Stati Uniti anche

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 di GUIDO MARIANI Nel pop mai nulla è come appare. Ogni

alcuni inediti di Italo Calvino. Il

cavaliere inesistente del pop.

DRIFTERS

Iniziarono la carriera agli albori

dell’era pop e sfornarono hit a

ripetizione per vent’anni, ma furono

una delle band più taroccate della

storia. Gli originali Drifters, guidati da

Clyde McPhatter, dopo una sfilza di

successi doo-woop e R&B decisero di

sciogliersi alla fine degli anni ’50 di

fronte alla prepotente invasione delle

band di rock’n’roll che faceva

apparire il loro stile vocale un po’

datato, ma anche per le continue liti

con il loro manager George Treadwell

(trombettista jazz e marito di Sarah

Vaughan), che sottopagava i suoi

artisti.

All’atto dello scioglimento del

gruppo, però, Treadwell aveva già

fissato alcune date al celeberrimo

Apollo Theater di Harlem. Non

volendo rinunciare alla prestigiosa

ribalta, decise di scritturare un

gruppo chiamato Five Crowns, il cui

leader era uno sconosciuto chiamato

Benjamin Nelson, e di spacciarli per i

Drifters confidando che gli spettatori

non conoscessero bene i volti degli

artisti. Il manager si trovava anche in

mano un contratto con l’etichetta

Atlantic e decise di continuare il

trucco. I nuovi Drifters andarono in

tour per un anno guidati da

Benjamin Nelson. In alcuni casi però

gli spettatori non si dimostrarono

così ingenui e riconobbero che la

STORIE GRUPPI INVENTATI A TAVOLINO. COSÌ BELLI, COSÌ IMPERFETTI

truffe Le grandi del rock

16 ALIAS FEBBRAIO 2013 di GUIDO MARIANI Nel pop mai nulla è come appare. Ogni
 

che Invenzioni hanno pop fatto

fan epoca e istituzioni. raggirando

pronti manager Tra produttori, a tutto e autori

pur le classifiche di sbancare

16 FEBBRAIO ALIAS 2013 (11) JOEY RAMONE, GLI OGGETTI PERSONALI ALL’ASTA di FRANCESCO ADINOLFI Ottantuno oggetti,

16 FEBBRAIO ALIAS 2013

(11)

JOEY RAMONE, GLI OGGETTI PERSONALI ALL’ASTA

di FRANCESCO ADINOLFI

Ottantuno oggetti, tutti di gran culto, tutti appartenuti a Joey Ramone, il cantante dei Ramones,

scomparso nel 2001. Vanno all'asta fino al prossimo 21 febbraio (si è aperta ieri) e partono da offerte

contenute: $200 per i caratteristici occhiali graduati e $300 per il passaporto (foto)! Il sito online che

organizza l'asta (previa registrazione) è all'indirizzo

http://www.rrauction.com/preview_gallery.cfm?Category=123. Tra gli oggetti spiccano giubbotti di pelle

nera, chitarre, una collezione di vinili (97 titoli con dentro Led Zeppelin, Who, T. Rex, Cream, Bob

Dylan, Human League, Iggy Pop, Doors, Temptations, Ventures ecc.), magliette (New York Dolls, MC5,

Misfits, Beavis and Butt-head ecc.), jeans, guanti di pelle borchiati, bracciali, poster, testi di canzoni ecc.

Ogni articolo è meticolosamente descritto, spesso con foto dell’artista accanto all'oggetto in questione.

Si apprende così che il numero di passaporto era lo 061041624 e che era stato emesso il 9 settembre

1986. La firma è di Jeff Hyman, vero nome di Joey. Solo la foto vale, con lui a 35 anni, una nuvola di

capelli, il volto lattiscente. Quarantaquattro pagine colme di marche da bollo, timbri e visti da tutto il

mondo. Le marche vanno dalla fine degli anni Ottanta al 1996. Il passaporto - come il resto degli oggetti

- proviene dalla Joey Ramone Estate che fornisce anche un certificato di autenticità. Leggere le

caratteristiche dei singoli oggetti è come immergersi nella storia e nella vita del cantante e della band. Si

capiscono gusti musicali, vezzi estetici, pratiche di scrittura: il pezzo Elevator Operator appuntato su un

cartoncino dell'Alka-Seltzer, Suey Chop (dal film cult dell'83 Get Crazy) su una busta da lettera ecc.

Insomma un'asta che serve anche a ricostruire un pezzo di rock.

 
A sinistra i Monkees e gli Archies, sotto Phil Spector con i soldi in bocca. Qui

A sinistra i Monkees e gli Archies, sotto Phil

Spector con i soldi in bocca. Qui accanto

i Milli Vanilli, in grande i Drifters,

le Crystals, Spinal Tap e Andrew WK

scossa dalla presenza decisamente

scalmanata di un ragazzetto

americano chiamato Andrew WK

(all’anagrafe Andrew Wilkes-Krie). Il

suo disco d’esordio I GetWet era

un’esplosiva mistura di inni da

stadio, hard rock radiofonico, pop ad

alto volume. C’è chi definì la sua

musica un capolavoro di Abba-metal,

facendo riferimento alle contagiose

 

melodie della band svedese. Andrew

WK sulla copertina dell’album si

 

musicali e incidendo altri due album.

presentava con una vistosa macchia

E risultando assai meno ridicoli di

di

sangue che sembrava sgorgare dal

tante «autentiche» band di metallari.

naso, sul palco si dimenava come un

Nel 2009 hanno annunciato un tour

incrocio tra Angus Young e Iggy Pop:

«mondiale» di una sola data tenendo

un headbanger esagitato,

un unico concerto alla Wembley

autolesionista e senza freni. Dichiarò

Arena. Ad aprire l’esibizione c’era il

che il sangue sulla copertina se l’era

trio esordiente dei Folksmen, una

procurato colpendosi violentemente

folk band fittizia animata dagli stessi

in faccia con un mattone. C’è chi

tre attori.

rimase vivamente impressionato

 

dalla personalità di questo nuovo

 

MILLI VANILLI

rocker nato in California e cresciuto a

Rob Pilatus e Fab Morvan si

Ann Harbour in Michigan (guarda

conobbero a Monaco di Baviera alla

caso la città di nascita di Iggy Pop).

fine degli anni ’80. Afro-americani

La rivista Nme parlò del suo album

capitati per caso nella città tedesca,

come di «un’esperienza

iniziarono a esibirsi nei locali come

straordinaria», lo mise in copertina

ballerini e cantanti utilizzando anche

per due volte in poche settimane

il nome d’arte di Rob & Fab. Il loro

definendolo il salvatore e il nuovo

percorso artistico si incrociò con il

messia del rock. L’album generò un

produttore tedesco senza scrupoli

singolo di successo Party Hard ma

Frank Farian che decise di scritturarli.

raccolse assi meno trionfi del

Farian sapeva bene qual era la ricetta

previsto, diventando più un disco di

dei successi pop: l’immagine era

culto che un bestseller e bazzicando

tutto, la musica un accessorio. Era

in posizioni di rincalzo delle

stato la mente del progetto Boney M.

classifiche Usa e britanniche. Andrew

un gruppo che aveva dominato la

WK ci riprovò poi nel 2003 con

scena disco dance negli anni ’70 e

l’album The Wolf, mancando però la

che era formato da ballerini figuranti,

consacrazione che cercava. Nel 2005

visto che le parti vocali erano spesso

ha così deciso di affiancare alla

band sul palco non aveva nulla a che

band sul palco non aveva nulla a che delle band hard rock e heavy metal. di

delle band hard rock e heavy metal.

di cantanti invisibili tra cui lo stesso

zoppicante carriera musicale quella

fare con quella che conoscevano.

Lo show fu un fiasco e venne

Farian. Il produttore decise di

di

«motivational speaker», un

Piovvero fischi, ma l’inganno

rapidamente cancellato, ma Reiner ci

ripetere il trucco con le sue due

maestro-motivatore che illustra a

continuò. I Five Crowns divennero a

riprovò nel 1984, quando venne

nuove reclute. Scelto il nome di Milli

dirigenti d’azienda e aspiranti uomini

tutti gli effetti i Drifters e incisero il

distribuito il documentario (anzi

Vanilli, Pilatus e Morvan divennero

di

successo i segreti per riuscire nella

singolo There Goes My Baby che

«rockumentario») comico This Is

semplicemente la confezione di una

vita. Durante uno di questi incontri lo

divenne il più grande successo della

Spinal Tap. Nel film Reiner

vera e propria truffa musicale. I veri

stesso Andrew ha candidamente

formazione. Il brano, ormai un

raccontava vita ed eccessi di questa

cantanti si chiamavano Charles Shaw

rivelato (come testimonia un video

classico, fu la prima hit da classifica

immaginaria band inglese i cui

e Brad Howell che però Farian

ancora reperibile su YouTube) che il

ad avere un arrangiamento

membri principali (David St.

giudicava non adatti a comparire

suo personaggio era frutto di uno

orchestrale con i violini e consacrò i

Hubbins, Nigel Tufnel, Derek Smalls)

nell’epoca in cui la videomusica si

studio a tavolino creato da un gruppo

Drifters con la nuova line-up. Ma i

erano gli attori Michael McKean,

era ormai imposta e l’aspetto era

di

musicisti e produttori. Le incisioni

problemi non finirono qui. Verso la

Christopher Guest e Harry Shearer. Il

decisivo. Cavalcando l’ondata del

erano autentiche ma quel rocker

fine del 1960 il leader Benjamin

successo del film e lo stile

grande successo del genere che univa

scatenato era solo il protagonista di

Nelson litigò con Treadwell per

documentaristico diedero

rap, r&b e pop ballabile, i Milli Vanilli

una sceneggiatura basata su diversi

questioni di soldi e lasciò il gruppo.

consistenza reale alla barzelletta. Se i

ebbero un successo mondiale e al di

stereotipi del rock.

Da allora i Drifters hanno avuto una

Blues Brothers erano attori-musicisti

là delle attese. La loro immagine

È successivamente emerso che uno

carriera infinita ma con formazioni

con pseudonimi, gli Spinal Tap

conquistò Mtv, il loro singolo Girl

dei suoi produttori dal nome Steev

sempre rinnovate. Lo stesso marchio

recitarono il ruolo come una vera e

You Know It's True divenne il

Mike era uno pseudonimo di fantasia

è stato al centro di lunghe dispute

propria band, senza ovviamente

successo dell’anno. Pilatus e Morvan

che celava un musicista piuttosto

legali proseguite fino ad anni recenti

rinunciare al loro intento parodistico

vinsero il Grammy Award nel 1990

affermato (c’è chi sostiene

tra gli eredi di Treadwell (morto nel

e ironico. Da allora sono diventati

come migliori nuovi artisti. Con un

corrisponda all’ex Nirvana Dave

1967) e i numerosissimi ex membri

svolta in tempi rapidissimi, Spector

SPINAL TAP

un’insolita icona nel mondo dell’hard

album da sei milioni di copie vendute

Grohl). Andrew WK ha poi in parte

della band.

non si fece problemi. Reclutò un

Di tutti i falsari dell’epopea pop rock

e dell’heavy e McKean, Guest e

negli Stati Uniti e singoli al vertice

ritrattato ma di fatto è diventato

Negli ultimi vent’anni sui palchi di

gruppo emergente sconosciuto, le

loro sono forse i più onesti. Gli Spinal

Shearer, compatibilmente con i loro

delle classifiche di tutto il mondo,

sempre meno rocker e sempre più

mezzo mondo sono salite diverse

Blossoms, e fece incidere loro la

Tap nacquero nel 1979 come sketch

impegni di attori (sono tutti e tre

invidie e frustrazioni emersero.

personaggio televisivo e di spettacolo,

incarnazioni dei Drifters con

canzone che fu stampata sui 45 giri a

comico all’interno di uno show

caratteristi molto affermati) hanno

L’autentico cantante Charles Shaw

presentando anche un suo reality

interpreti che magari avevano

nome delle Crystals che rimasero

televisivo della Abc, su un’idea del

vestito più e più volte i panni delle

minacciò di confessare la truffa e fu

show. Peraltro anche il sangue sulla

passato solo poche settimane nel

all’oscuro di tutto fino a che il brano

regista e attore Rob Reiner. Erano la

star del metal partecipando a festival,

zittito con un assegno. Ma quando

copertina era falso. Era stato raccolto

gruppo. Ma che fine fece Benjamin

non divenne una hit.

presa in giro di tutti i luoghi comuni

comparendo in diversi progetti

Pilatus e Morvan pretesero di cantare

in una macelleria.

Nelson? Subito dopo aver sbattuto la

Spector usò le royalties del disco

sul nuovo disco, Farian decise di

porta decise di cambiare nome e

per comparare le quote azionarie dal

porta decise di cambiare nome e per comparare le quote azionarie dal smascherare il suo bluff,

smascherare il suo bluff, confessando

porta decise di cambiare nome e per comparare le quote azionarie dal smascherare il suo bluff,

darsi alla carriera solista. Il suo nome

suo socio alla Philles Records, Lester

alla stampa tutti i particolari. La casa

d’arte divenne Ben E. King e nel 1961

Sill, con l’accordo che Sill avrebbe

discografica Arista, dichiarandosi

pubblicò Stand by Me.

percepito anche i diritti sui prossimi

ignara dell’inganno, licenziò il

due singoli delle ormai popolarissime

gruppo e cancellò il disco dal proprio

THE CRYSTALS

Crystals.

catalogo. Farian cercò di protrarre la

Oggi è un recluso con una condanna

Il mefistofelico produttore poi

carriera della band con i veri cantanti

di omicidio, ma prima di rovinare la

decise di ripetere ancora il trucco