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CARMELO E DIO conversazione rubata da Goffredo Fofi (1998)

GF : Quali sono i tuoi rapporti con Dio? CB : Dio nelle nostre mani, in poche parole. Ancora non si riesce a rovesciare questo fatto. Non Dio che crea noi, ma sempre luomo che ha creato Dio. Con tutto ci, questo al di fuori della mia vita monastica, da monaco che detesta ogni laidume o laicume laico viene da laido, ci ricorda giustamente il Tommaseo. Mi d fastidio anche quanto c di cultuale, di rituale in ogni religione. Ma sono lo sai benissimo una persona religiosissima. La religiosit unaltra cosa dallassiduit cultuale o rituale Dio appunto nelle nostre mani, ci si messo lui del resto, lo abbiamo messo noi, abbiamo fatto in modo che ci si mettesse, lui si messo in noi. GF : Quindi tu pensi di avere un buon rapporto perch hai un buon rapporto con la tua religiosit. CB : Di gran rispetto, come si rispetta qualunque assenza rispettabile. Dio lIo, Dio ha deposto lIo, di conseguenza non mi pongo Dio. In questo non ci pu essere altro amore che lamore di Dio, non lamore per il prossimo, non lamore per il mondano per quel sociale che ci sta veramente franando ormai da tutte le parti, e lo sai meglio di me. Certo, la situazione della razza umana non che sia cos incoraggiante. La Storia non ha esperienza, non ci contempla n noi la contempliamo: i cicli vichiani lasciano i tempi che perdono, ma essa comunque non ha esperienza. Insisto, perch gli studi teologici che mi picco di fare, sono pi che un corpus della mia tensione filosofica verso latarassia, la sospensione Al concetto di sospensione io gli do un volto, in teatro e in letteratura e nel cinema Mi sono sempre interessato e confrontato con la patristica pi importante, quella della teologia negativa, perch quella dogmatica non la frequento, da quella dogmatica non mi lascio frequentare. La patristica che conta ha sempre attribuito a Dio una super esistenza e non unesistenza, se no Dio sarebbe cagionevole e, in questo caso, lo regaleremmo o lo rispediremmo al professor Heidegger e alla sua ontologia No, Dio super-esiste, non pu esistere se no sarebbe fuori dallesistenza, ecco. Mi capit una volta, invitato da Freccero in una trasmissione della Parietti di parlare dei buchi neri del linguaggio, del fatto che noi siamo parlati e non parliamo. Lei mi disse dammi del tu, e allora io le dissi dammi del tu. No, no, non me la sento di dare del tu a lei Maestro, e allora io volevo dire ma perch? se Sua Santit d del tu a Dio, ma invece io dissi: Dio non esiste. Nel senso del verso di Montale: codesto solo oggi possiamo dirti, ci che non siamo, ci che non vogliamo, ecco un lapsus del linguaggio, vedi ecco fu quello. Io volevo semplicemente dire che se il Papa da del tu a Dio, puoi dare del tu. Dio d del tu, Dio quanto ci manca scontata lequazione Io-Dio e scontata anche la morte dellIo e la morte di Dio, ch queste sono cose che abbiamo gi liquidate. Resta il fatto che in teologia Dio superesiste e in Spinoza non si sottrae nemmeno alla necessit Ma perch? Perch si fatto uomo o lo abbiamo fatto uomo, lo abbiamo messo in croce o lo hanno messo in croce cos almeno ci raccontano e di conseguenza non pu sottrarsi alla necessit, non ha voluto sottrarsi alla necessit, non abbiamo permesso che si sottraesse alla necessit. Cos, per redimerci, lo abbiamo messo in croce e lo abbiamo fatto risorgere perch ci desse una speranza sullal di l, a tutto scapito di un al di qua che noi mal frequentiamo, che la gente detesta piena com di miscredenti. Soprattutto lItalia, come lArgentina e il Brasile e tutti i popoli latini che non hanno fede alcuna. Mastro Eckart dice che una cosa Dio e una cosa la deit, che comprende e abbraccia anche Dio ma che inconcepibile, che non possiamo assolutamente concepire. Ecco, quanto ci manca lAltro con la maiuscola. Quanto ci manca questo Tu, e lunico amore possibile lamore di Dio, di questo grande assente. GF : Citando Mastro Eckart gi introduci un discorso su questo tuo progetto sui mistici, a partire da San Francesco. Come mai questo interesse?

CB : Attenzione, San Francesco non un mistico in senso pieno, andiamo piano: uno che faceva le cose, fattivo. Questo concento mistico che io preparo per conto della Regione dellUmbria per lanno venturo, per il fine millennio, un omaggio a Francesco, ma parte da Jacopone e quindi dal brano di Dante su Francesco e da Angela da Foligno, per arrivare fino a San Giovanni della Croce e a quella grandiosa Maria Maddalena de Pazzi, questa ragazzina giovanissima Va da Angela sullamor sospetto a Maria Maddalena sullamor morto Insomma, non si pu fare a meno dei mistici, dellesperienza e della frequentazione mistica, anche se molti di essi eran tenuti, allora, da certa chiesa, in odor di eresia. Poi dopo no, tanto vero che sono Beati e Santi. Ma Teresa DAvila o Giovanni della Croce non sono solo questo Giovanni della Croce, oltre che dottore della Chiesa immenso, immenso poeta. Quindi come non avere attenzione per la mistica, per chi non in s? Come si fa a ignorare o a far senza questo abbandono, senza la cessazione della volont e di ogni cosa? Sono daccordo su quella lezione schopenaueriana che il cristianesimo in questo cio nello sprezzo diciamo per la vita ha pi chances dello stoicismo, e che per con lo stoicismo il cristianesimo acquista una marcia in pi. Schopenauer nota anche questo. C un decadimento del cattolicesimo a mio avviso, che invece ha sempre avuto delle marce in pi, tanto da far paura e sgomento a tuttoggi... Ma che centra il totale sprezzo per la vita con il cattolico condominiale che si aspetta poi un compenso dallal di l? Io credo in Dio, tanto non mi cosa niente pensa se c, meglio che me lo tenga buono questo non esserci che lui non riesce a pensare. E non che il condominio veda Dio nel prossimo, tuttaltro. Lo sai cosa sia un condominio, e non che nelle famiglie ci sia poi questo cristianesimo, tuttaltro. La famiglia il covo del malessere e anche della perversione. E non c differenza fra la mala fede dei bigotti laici e la mala fede dei bigotti cattolici, ch la fede sempre male, una fede che non costa nulla. Nessuno come il cattolico apostolico romano o come il cittadino, diciamo stato cos poco credente o ossequioso. Tutto semmai stato ostentato, per improvvisarsi nobili e perch magari gli venisse conferito un qualche riconoscimento papalino Ma questo fa parte di certi errori della Chiesa, come ne fa parte lInquisizione o tante altre parentesi dalle quali attualmente la chiesa uscita o sta uscendo, e che per restano imperdonabili. GF : Hai appena scritto unautobiografia, che debiti pensi di avere rispetto alla tua infanzia e alla religiosit della tua infanzia? CB : Lautobiografia sempre immaginaria, perch non si pu ricostruire uninfanzia, linfanzia onnipotente vedi Pinocchio, la Fata Turchina che non pi turchina questa volta Ma lonnipotenza bambina, ovvero lo spettacolo della Provvidenza, quello che Manzoni chiama la provvida sventura Cos una persona, un divenire di persona, che manchi di religiosit una cosa incompatibile, cos come non vi pu essere estetica senza etica. Ci confrontiamo dunque con questo falso cultuale, falso rituale che accumuna tutte le religioni e soprattutto quelle monoteiste, perch quelle politeiste non ci hanno mai creduto: era tutta una rappresentazione, tutta una messa in scena Perci non vorrei che questa fede portasse allo sfacelo: il paradosso della vita, per dirla con Kierchegard. F.: Ma oltre quello della fede, sempre pensando a un mondo di ieri, c laspetto della carit CB.: Ma la carit, come san Giuseppe da Copertino, frate asino, faceva dei danni continui. La sua s che era una buona fede, anzi era la fede buona. Ma non chiamiamola pi buona fede, la volont sempre cattiva, non pu mai essere buona perch la razza umana pare non sappia permetterselo, perch la storia non ha esperienza. Se la storia avesse esperienza Per questo le letture mistiche sono molto pi stimolanti, perch nellestasi, queste persone non sono pi in casa, e poi non possono nemmeno raccontarlo. Diceva Lutero: io ho ricevuto il verbo in questo momento, ma se io ne parlo, se lo trasmetto, se ne faccio comunicazione, ecco a questo punto parola, anzi un rosario di parole; gi ho tradito quanto mi ha pervaso, quanto mi ha visitato Ecco, si pu essere visitati ma non si pu essere la Grazia. Si pu avere la grazia non sufficiente, la grazia di Rossini, la grazia di Pascal, la spensieratezza e quindi farla

finita con qualunque coscienza che sia coscienza del mondano, cio le ideologie, il sociale, il politico, il condominio, tutto! Farla finita con il cittadino, ecco. La coscienza, la coscienza pura unaltra cosa: non applicata e non applicabile a niente. Ecco, questa crudezza della coscienza ci che ci spinge a superare se stessi, tutto sommato. Perch poi se stessi che bisogna superare e mai gli altri. Tommaso Hobbes ha scritto centodue libri sul linguaggio E inutile che i nostri politici laici, cio laidi, si aggiornino sul Leviatano o sul De cive. Non ha senso, poich Hobbes tutto sul linguaggio, tutto mera nominazione. Lhomo homini lupus non luomo che mangia laltro uomo, ma il divorar se stessi, il nada di San Juan de la Cruz, la spoliazione, il vuoto. Quando io parlo di Dio allora, ne parlo nel senso di San Giovanni della Croce che trovo veramente insuperato e insuperabile e che, per loccasione dellanno venturo, per lomaggio di fine millennio a San Francesco dAssisi, mi appresto a tradurre faticosamente dallo spagnolo, ch non esistono versioni decenti, non ce n una che ne osservi le rime. Io penso che sia questa religiosit a fare scandalo, non la mancanza di una religiosit. Non ci hai mai pensato che poteva essere proprio questo? E lesame dei buchi neri del linguaggio che io perseguo continuamente Giovanni della Croce dice a Dio: se tu mi mandi dei messaggeri io non li intendo; parlami tu, perch loro lo dicono balbutendo, un non so che, che dicono balbettando. E in effetti non si pu che balbettare Non si pu fare altro che chiosare certe letture mistiche aveva ragione Lacan non rimane altro. Il resto nellatto, ma quella larte. E larte consolatoria, decorativa. Larte deve eccedere dunque, deve anchessa sempre superare se stessa, come ha fatto Bernini nelle sue estasi