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27 aprile 2009, newsletter numero 16

PARTE 1: PARLAMENTO

TERREMOTO/PARLAMENTO
Metto da parte i miei sentimenti di profondo dolore per la tragedia dell’Abruzzo e provo a dire due cose
(spero sensate) sul resto. Si poteva prevedere? Se una ragazza ha lasciato la Casa dello studente la
settimana prima del crollo, perché quelle crepe improvvise e profonde la preoccupavano, forse potevamo
preoccuparci anche noi. Se un sismologo autodidatta diceva da giorni che le emissioni di gas erano
totalmente fuori controllo, potevamo almeno seguire il principio di precauzione anziché denunciare
quest’uomo per procurato allarme. Uso la prima persona plurale, perché mi sento parte delle istituzioni. E
credo che le istituzioni, in un Paese ad alto rischio sismico come il nostro, non possano limitarsi a reagire
con prontezza quando il danno è fatto. Per quanto riguarda la solidarietà, anche il Parlamento si sta
mobilitando: alcuni di noi sono già andati in incognito a dare una mano, altri andranno nelle prossime
settimane, tutti abbiamo donato almeno mille euro a testa per i terremotati.

TERREMOTO /G8
Ho criticato pubblicamente la decisione di spostare all’Aquila il G8, che Berlusconi ha preso sull’onda
emotiva della tragedia. Chiaramente è un’operazione di immagine e non dettata da ragioni economiche,
perché quei soldi risparmiati sulla Maddalena verranno utilizzati per il referendum (che sarebbe stato a
costo zero se il governo avesse accettato la nostra proposta di svolgerlo il 6 e 7 giugno, insieme alle
Europee). Mi limito solo ad osservare che portare 20 mila persone in un posto dove c’è soltanto bisogno di
lavorare non è una scelta saggia: sul blog (http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/25/berlusconi-g8-
laquila-terremoto-maddalena/) ho scritto che il summit dei Grandi tra le macerie del terremoto assomiglia
ad un convegno di medici dentro ad un’ambulanza, mentre c’è una rianimazione in corso. Ho anche fatto
una controproposta, cercando di limitare i danni: se proprio vuole portare l’attenzione internazionale sul
luogo della tragedia, Berlusconi faccia svolgere all’Aquila il vertice parallelo al G8, quello voluto da Obama
sull’ambiente: delegazioni più snelle, meno problemi di sicurezza, tema appropriato. Ma non mi pare che il
governo mi abbia preso sul serio.

TERREMOTO / 5 PER MILLE


È una caratteristica di questo governo quella di fare una politica per slogan spesso mediaticamente
funzionanti ma praticamente inefficaci, quando non addirittura dannosi. Un esempio è la geniale trovata di
Tremonti di destinare il 5 per mille alla ricostruzione in Abruzzo dando così, in un colpo solo, un calcio sia al
tanto declamato principio si sussidiarietà che alla possibilità stessa di vita del terzo settore, lo stesso che in
Abruzzo – solo per fare un esempio – sta dando un aiuto fondamentale. Un comportamento di questo
genere da parte del governo sembra quello di chi, per dare i soldi al mendicante davanti al supermercato, li
ruba al lavavetri. Il mondo dell’associazionismo si è ovviamente sollevato come anche gran parte
dell’opposizione. Possibile che Tremonti ce l’abbia con il volontariato? Forse la spiegazione è più
complessa: il ministro ha tentato, a discapito del terzo settore, di difendere l’8 per mille che ha la sua
ragion d’essere proprio negli interventi di ricostruzione per calamità naturali, nella difesa dei beni culturali
e nella lotta alla fame nel mondo. O almeno così dovrebbe essere, perché è invece diventato un bancomat
al quale il Governo attinge liberamente ( http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/14/5-per-mille-
terremoto-abruzzo-tremonti/ ). Grazie al cielo, ma anche alle nostre pressioni, è notizia di queste ore che
Tremonti abbia ritirato il provvedimento: per i terremotati ci sarà un 5 per mille apposito, che non toglierà
fondi alle associazioni di volontariato, alle onlus, alle case famiglia ed a tutto il terzo settore.

EUROPEE
Le candidature del Pd non mi dispiacciono, anche se mi sembra di cogliere criteri diversi tra nord e sud:
nelle liste del nord ci sono molte persone provenienti dal mondo delle attività produttive, al sud sono quasi
tutti politici di professione. Avrei preferito anch’io un’attenzione maggiore ai giovani emergenti
(soprattutto perché in Europa servono persone della mia generazione, cresciute nella dimensione europea
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e capaci di parlare più lingue), ma nel complesso sottoscriverei la valutazione di Gianni Pittella: “Molti
mediani e qualche centravanti”. Certamente, non c’è paragone con le candidature del Centrodestra: leggo i
nomi, immagino i criteri della scelta e mi deprimo per il Paese. Sul blog ce l’ho con le varie letterine e
letteronze: http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/26/candidate-pdl-europee-grande-fratello/ .

REFERENDUM
Come dicevo sopra, è saltato l’election day. La storia la conoscete: la Lega vuole far saltare il referendum
perché i partiti minori delle coalizioni verrebbero penalizzati, e dunque preme perché non si raggiunga il
quorum. Noi lo consideriamo uno spreco enorme di soldi e per questo abbiamo insistito, ma alla fine ha
vinto la ragione di Stato: il referendum si terrà durante i ballottaggi. Due quesiti sostituiscono il premio alla
coalizione vincitrice (il Centrodestra o il Centrosinistra) con il premio al partito vincitore (il Pdl o il Pd), un
terzo elimina la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni (ricordate Berlusconi-Fini candidati dappertutto
oppure i big del Pd chiamati a scegliere il collegio a giochi fatti?). Il terzo mi piace, i primi due no: secondo
me, attualmente porterebbero Berlusconi ad avere la maggioranza assoluta del Parlamento ed a poter
cambiare la Costituzione a piacimento con il consenso di un solo alleato; inoltre, un bipartitismo a colpi di
legge elettorale non migliorerebbe molto il nostro quadro politico (imbarcheremmo nel Pd tutti per cercare
di vincere e poi ci faremmo la domanda: sì, ma chi siamo noi?). Eppure, il Pd ha deciso ufficialmente di
schierarsi per il sì, con questo ragionamento: se il referendum passa, la legge elettorale attuale verrà
mozzata e dunque il Parlamento sarà costretto a cambiarla, facendone una migliore. Così, infatti, accadde
nel 1993. Io, invece, non ho tutta questa fiducia nei confronti dell’attuale presidente del Consiglio
(http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/16/referendum-election-day-quesiti-legge-elettorale/ ) e
temo il rischio contrario: se il referendum passa, Berlusconi si tiene la legge elettorale mozzata, provoca la
caduta del governo, costringe le Camere allo scioglimento e va subito al voto, per avere da solo la
maggioranza assoluta. O no?

GLI IMMIGRATI E LA LEGA


Poco prima di Pasqua, si votava il decreto sicurezza: conteneva norme che avevamo già approvato in Aula
(tipo lo stalking) e che il governo aveva inserito in un decreto per velocizzarne l’entrata in vigore, ma anche
provvedimenti per noi inconcepibili, come le ronde ed il prolungamento a 6 mesi della permanenza
massima negli ex Cpt, ora Centri di identificazione e di espulsione. Sulle ronde abbiamo iniziato
un’opposizione durissima, con tanto di ostruzionismo parlamentare, per chiederne lo stralcio: alla fine, ci
siamo riusciti, perché il governo ha capito che rischiavamo di far scadere il decreto. Sui Cpt, abbiamo
chiesto il voto segreto e li abbiamo battuti, grazie ad alcuni deputati del Pdl (quelli di area Fini) e
nonostante l’astensione (incredibile!) dell’Italia dei valori, che sull’immigrazione è molto vicina alla Lega. A
quel punto, la Lega ha abbandonato l’Aula e le Commissioni, in segno di protesta, lasciando il Pdl da solo:
così li abbiamo battuti altre volte, su vari provvedimenti (tra cui una nostra mozione anticrisi). Fine delle
buone notizie. La cattiva notizia è che, in seguito a questo voto sui Cpt, la Lega (che finora aveva sempre
chinato la testa) ha cominciato a porre aut-aut al governo: sull’immigrazione, d’ora in poi, non passa più
nulla su cui non siamo d’accordo, se no ce ne andiamo. E ci ho rimesso in prima persona anche io, che stavo
per presentare una proposta di legge sulla riforma della cittadinanza: dovrò aspettare che passi la
tempesta, sicuramente non prima delle Europee.

IL CASO PINAR
Abbiamo tenuto in mare aperto un mercantile turco, con a bordo una donna morta, due incinte e diverse
persone in condizioni gravi. Da un punto di vista codicistico, avevamo ragione noi: quella nave doveva finire
a Malta; dal punto di vista umanitario, il ministro Maroni ci ha fatto toccare il fondo: per fortuna, ancora
una volta, la Lega è stata messa in minoranza all’interno del governo. Più che l’episodio in sé, felicemente
risolto (si fa per dire), mi preoccupa una nuova linea di pensiero che si sta facendo strada nel nostro Paese:
l’idea che i diritti umani non vadano garantiti a priori, ma solo a chi è in regola con la legge. Sul blog:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/19/mercantile-italia-malta-lampedusa/ .
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SCUOLA
Il governo ha deciso di tagliare 5616 docenti di lingue, rendendo opzionale lo studio della seconda lingua
comunitaria alla scuola secondaria di primo grado (le vecchie medie inferiori). Lo aveva introdotto la
riforma Moratti, in seguito agli impegni presi con gli altri Paesi europei, e Fioroni lo aveva lasciato in vigore,
perché – come sostiene la Commissione europea – oggi l’inglese non basta più. Ma ancora una volta hanno
prevalso motivi di cassa: il vero ministro dell’Istruzione non è la Gelmini, ma Tremonti. Sul tema abbiamo
presentato in Aula un’interpellanza urgente, che io stesso ho illustrato, citando Totò. Sul blog
(http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/24/taglio-seconda-lingua-scuola-secondaria-di-primo-
grado/) potete leggere il testo del mio intervento.

ARTE CONTEMPORANEA
Un altro mio intervento in Aula è stato nella discussione sull’ennesimo collegato alla Finanziaria: un
disegno di legge omnibus (come i decreti condannati dal presidente Napolitano, nella lettera inviata a
Berlusconi, Fini e Schifani) che mette insieme di tutto. Dallo spreco di carta negli enti pubblici alle
assunzioni a tempo determinato nella Croce rossa, dalle società di consulenza finanziaria alle norme sul
processo civile: ogni articolo parla di una cosa diversa. Io sono intervenuto sull’articolo 25, che istituisce la
fondazione Maxxi, per il grande museo di arte contemporanea che verrà inaugurato a Roma in autunno. Il
problema – come ho cercato di spiegare – è che di solito si fa prima il museo e poi la fondazione: qui,
invece, non si sa ancora come sarà il museo ma si sono già stanziati i soldi per la Fondazione, che invece
dovrebbe portare fondi e che, a queste condizioni, rischia solo di diventare un poltronificio. Per gli
appassionati di arte (ma anche di buon uso dei soldi pubblici):
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/23/museo-maxxi-fondazione-arte-contemporanea/ .

PROGETTI DI LEGGE
Fra i progetti di legge che ho firmato in questo periodo, ce n’è uno che mi sta molto a cuore, perché
riguarda le persone della mia età: tutti quei giovani (ormai, mica tanto) ricercatori che sono scappati
all’estero perché in Italia avrebbero fatto la fame e che stanno facendo la fortuna dei Paesi che li ospitano.
La nostra proposta (che con alcuni giovani colleghi Pd ad alcuni nostri deputati eletti all’estero abbiamo
presentato nel giorno del centesimo compleanno di Rita Levi Montalcini) prevede che venga agevolato il
rientro dei cervelli, tramite borse di studio: per questo motivo, viene creata una fondazione a cui partecipa
anche il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I capitali sono misti ed il Parlamento ha la
possibilità – dopo 10 anni – di sciogliere la Fondazione, se l’esperimento non ha dato frutti. Sul blog:
http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/22/rita-levi-montalcini-100-anni-fuga-cervelli-italiani/ .

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PARTE 2: TERRITORIO

PROVINCIALI A NAPOLI (6-7 GIUGNO 2009)


Con il mio collaboratore a Napoli, Oreste Di Maio, siamo impegnati a tempo pieno nella campagna
elettorale di Gino Nicolais, nostro candidato alla presidenza della Provincia di Napoli. Per coordinare il
lavoro dei volontari già esistenti e reperirne di nuovi, Oreste ha creato una Banca delle idee e del tempo,
alla quale invito tutti a partecipare. Agli utenti di facebook segnalo, inoltre, il gruppo “Nicolais Presidente
della Provincia di Napoli”: iscrivendovi sarete sempre informati sulle iniziative elettorali di Gino Nicolais. C’è
poi il sito internet www.ginonicolais.it , continuamente aggiornato.

ANTIMAFIA
Credo che il cavallo di battaglia delle prossime elezioni Provinciali a Napoli debba essere la legalità: il
candidato del Pdl, da questo punto di vista, mi preoccupa parecchio, mentre noi abbiamo una persona di
moralità specchiata, come Gino Nicolais. Così, ho partecipato con grande interesse all’incontro nella sede
del Pd napoletano tra alcuni nostri deputati della Commissione antimafia ed i rappresentanti di varie
associazioni impegnate nella lotta alla criminalità organizzata. Ci giungono voci (purtroppo non
documentabili, quindi per ora è impossibile denunciarle) che il commercio dei voti sia già molto avviato:
quella per la legalità è davvero una battaglia durissima, ma non possiamo tirarci indietro.

CASTEL VOLTURNO
A sette mesi dalla strage di camorra che il 18 settembre causò la morte di 6 immigrati nigeriani, sono stato
a Castel Volturno per partecipare ad un corteo nel quale però ho sfilato insieme a 5 mila persone, per lo più
immigrati, che per la legge italiana non esistono. Eppure, raccolgono pomodori tutte le mattine, nelle
campagne del casertano, per proprietari di terra nostrani; lavorano ogni giorno nei cantieri edili, per ditte
profumate di camorra; di notte si prostituiscono sulla Domiziana, con i cittadini del Paese che li ospita… ma
non li vuole vedere. Ho voluto esseri lì – insieme al comitato Antirazzista, ai ragazzi di don Ciotti, al vescovo
di Capua – per guardare negli occhi le persone che spero di poter aiutare con il mio lavoro in Parlamento.
Dal palco, ho promesso loro tre battaglie: opposizione senza quartiere al decreto sicurezza; una proposta di
legge sul permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, che ho già presentato con alcuni colleghi del Pd
(http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/01/29/immigrazione-permesso-di-soggiorno-per-lavoro/) e la
mia riforma della cittadinanza.

CASTELLAMMARE DI STABIA
Invitato dagli ecodem di Castellammare, ho partecipato all’incontro pubblico sul tema “Green new deal:
modernizzazione ecologica dell’economia e riqualificazione del territorio”. Con l’ex ministro all’Ambiente
Edo Ronchi e altri dirigenti e amministratori del Pd, abbiamo valutato come gli investimenti in ambiente e
riqualificazione del territorio possano essere una delle tante misure per contrastare la crisi internazionale:
in particolare, mi ha colpito una proposta lanciata dall’Enea, che Ronchi ci ha descritto, sulla
riqualificazione energetica di 15 mila edifici pubblici in Italia. Sarebbe un investimento da 8 miliardi di
euro, che darebbe lavoro a 120-150 mila persone e che si finanzierebbe da solo in 19 anni, con i risparmi
nei consumi. Ne parlo anche sul blog (http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/04/21/ambiente-italia-
kyoto-g8-piano-casa/), raccontando anche di un incontro organizzato alla Camera dal Centro per un futuro
sostenibile.

IGS CAMPANIA
Lo scorso anno, il primo intervento pubblico da deputato lo feci a Fuorigrotta, nell’Edenlandia, dove alcune
scuole avevano aderito al progetto di IGS Campania che spinge i ragazzi di scuola superiore a inventare un
progetto d’impresa e a realizzare fattivamente quest’idea imprenditoriale. Quest’anno mi hanno
richiamato per la premiazione finale di “Impresa in...forma”, al Vulcano buono di Nola, e ho preso parte a
una tavola rotonda con rappresentanti del mondo d’impresa e degli enti locali. Più che la tavola rotonda in

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sé, comunque, mi ha colpito ancora una volta l’ingegno di questi studenti, che magari non hanno ancora le
competenze tecniche e le disponibilità economiche per avviare un’impresa, ma che non difettano della
qualità più importante: il cervello. Mi sembra davvero utile far passare ai ragazzi una mentalità aperta alle
sfide, far capire loro che il problema lavoro non si risolve con il posto fisso, oggi sempre più difficile.

NOLA
Sono tornato a trovare il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, che avevo incontrato l’ultima volta a
Pomigliano, durante il corteo di solidarietà con i lavoratori della Fiat. E proprio della loro situazione
abbiamo parlato anche stavolta: il governo, infatti, non ha ancora mantenuto le promesse di avviare un
tavolo di trattativa e ci sono migliaia di famiglie che non sanno ancora quale sarà il loro futuro. Ho avuto la
conferma dell’impegno della Chiesa locale, che tra l’altro giovedì sera (30 aprile) ha organizzato un
momento di preghiera e di riflessione proprio davanti agli stabilimenti.

CHIESA E COMUNICAZIONE
Per un giorno, sono tornato al mio vecchio mestiere: ho parlato, infatti, di Chiesa e comunicazione.
L’occasione era la presentazione di un libro (“Come comunicare la Chiesa. Come la Chiesa comunica”) del
mio amico Francesco Antonio Grana, che nella sala dell’Emeroteca Tucci aveva invitato anche il giornalista
Ermanno Corsi ed il cardinale Michele Giordano. Credo di essere stato abbastanza equilibrato: da un lato,
ho denunciato le distorsioni a cui le parole del Papa sono spesso sottoposte; dall’altro, ho ribadito che la
Chiesa – pur senza stravolgere il suo messaggio – deve imparare a parlare la lingua del mondo e non può
pretendere di continuare a comunicare come se la ascoltassero solo i suoi fedeli. Quando l’ho scritto sul
blog (http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/03/20/papa-bxvi-africa-preservativi-aids/ ) ho preso
mazzate da tutti: sia dai laicisti che dai papisti.

APPUNTAMENTI
Chi avesse piacere di incontrarmi può rivolgersi, come sempre, ad Oreste Di Maio
(oreste.dimaio@camera.it oppure napoli@andreasarubbi.it), lasciando naturalmente un proprio recapito.
Sia Oreste che io, poi, siamo su facebook, così come Emiliano Boschetto (emiliano.boschetto@camera.it),
che mi dà una mano nell’attività parlamentare.

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PARTE 3: BOTTA E RISPOSTA

MITTENTE: GIOVANNI
OGGETTO: NUCLEARE
Caro Andrea, leggo sempre con piacere le tue "newsletter" e devo dire che mi confortano le tue posizioni e
le tue riflessioni. Spero siano sempre di più, nel PD, a seguire la tua direzione. Proprio per questo ti faccio
una domanda netta, su una questione che mi sta molto a cuore e su cui anche molti esponenti del tuo
partito hanno espresso posizioni quantomeno ambigue. Cosa ne pensi del ritorno al nucleare?
Personalmente la ritengo un'idea pessima sia sotto il profilo etico, sia per quanto riguarda il ritorno
economico (avrai visto anche tu l'ultima puntata di Report, che non ha fatto altro che confermare ciò che
già sapevo da altre fonti... ). Ti chiedo un parere chiaro e sincero.
Caro Giovanni, la penso esattamente come Report. Intanto, chi ricorre al nucleare ha cominciato tempo fa
ed ora sta via via smettendo. Poi, c’è il problema insolubile delle scorie: fino a quando non mi dicono in
quale posto sicuro le metteremo, io non potrò che essere contrario. E siccome un posto attualmente non c’è,
non credo ci sia molto da discutere. In realtà, sul tema la posizione del Pd è meno ambigua di quanto tu
creda: non siamo contrari in senso pregiudiziale al nucleare, ma lo saremo fino a quando non arriveranno le
centrali di quarta generazione. In ogni caso, crediamo che il futuro stia nello sviluppo sostenibile e dunque
nelle fonti alternative: se avessimo seguito l’esempio della Danimarca, ai tempi della crisi petrolifera, ora
non ci troveremmo in questa situazione. Sto leggendo un libro che penso ti piacerà moltissimo: “Caldo,
piatto e affollato”, del giornalista americano Thomas Friedman. A me lo ha consigliato Francesco Rutelli, io
rigiro il consiglio a te: vale davvero la pena leggerlo!

Come sempre, vi invito a scrivermi sulla mail della Camera sarubbi_a@camera.it oppure su quella della
newsletter napoli@andreasarubbi.it .

PARTE 4: TRASPARENZA

Siccome sono un vostro dipendente, nel senso che siete voi i miei datori di lavoro, mi sembra giusto farvi
sapere quanto mi pagate. Le entrate sono uguali per tutti, le spese variano da deputato a deputato: con i
collaboratori, per esempio, si può spendere tutto quello che ti viene assegnato oppure intascarselo tutto;
con i telefoni e con i taxi, poi, dipende molto da quanto li usi e da quanto sei attivo. Se hai determinati
incarichi, inoltre, lo staff ti viene pagato direttamente dalla Camera e dunque i 4.190 euro finiscono in tasca
tua; in certi casi hai anche diritto all’auto blu, per cui risparmi anche i soldi del taxi. Se hai dei buoni
finanziatori elettorali, non hai bisogno di pagare a rate il debito con il tuo partito regionale.

Così, ho deciso di mettere sul blog una pagina in cui ci sono i conti precisi di quanto guadagna attualmente
il deputato Andrea Sarubbi: http://andreasarubbi.wordpress.com/quanto-guadagna-realmente-un-
deputato/ . Spero che apprezziate l’onestà.

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