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La Scuola di Piazza del Popolo

Nel periodo 1960/1963 cominciano a riunirsi presso il bar Rosati, uno dei locali pi frequentati in Piazza del Popolo a Roma, alcuni giovani pittori fra cui Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Cesare Tacchi, Mimmo Rotella e Giosetta Fioroni. In seguito il gruppo si allarga, formando quello che Maurizio Calvesi ha definito un triplice trio: Schifano-Angeli-Festa, Lombardo-Mambor-Tacchi, Ceroli-Kounellis-Pascali. Vanno

ricordati inoltre Giuseppe Uncini, Fabio Mauri, Umberto Bignardi e Francesco Lo Savio. Ognuno di loro seguiva un personale cammino intellettuale e figurativo. La maggior parte di questi artisti gravitava intorno alla galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis che dal 63 si era trasferita proprio a Piazza del Popolo, e alla galleria La Salita di Fabio Sargentini. In quegli stessi anni Piazza del Popolo era un punto di ritrovo anche per il gruppo dei poeti Novissimi che spesso si intersecavano con gli artisti romani presentando i nuovi pittori con le loro poesie e viceversa, cos come avvenne in seguito con il Gruppo 63. Era quindi un clima in ebollizione dove confluiva teatro, performance, cinema, fotografia, letteratura e poesia, in favore di un plurilinguismo innovatore e di una contaminazione fra discipline diverse. Nuove tecniche, nuovi materiali, nuovi soggetti: nellarco di un decennio il modo di fare pittura cambia sostanzialmente e non sar pi possibile tornare indietro. Gli oggetti presi in prestito dalla strada, dai cartelloni pubblicitari, dai mezzi di comunicazione di massa, dalla politica, dalla moda, dalla civilt dei consumi, entrano nelle tele di Schifano, Angeli, Tacchi, Lombardo, Mambor, Festa. Si pu dire che il tratto distintivo della pittura di questi artisti sia proprio la scelta di rappresentare motivi presi dallimmaginario comune, e la creazione di un nuovo codice espressivo che non ha nulla a che fare con la semplice rappresentazione del reale a fini estetici o banalmente provocatori. Essendo piazza del popolo un luogo dove gravitavano centinaia di persone tra critici, artisti, poeti e registi, spesso si ha labitudine di semplificare letichetta di Scuola di Piazza del Popolo sotto la voce generica di Pop art italiana. Troppo spesso, infatti, questi pittori dalle ricerche artistiche cos eterogenee sono stati accomunati dalla stessa designazione, in relazione alla Pop americana che proprio in quegli anni si imponeva sulla scena artistica internazionale. Questi raggruppamenti di comodo risultano approssimativi e fuorvianti quando si cerca di analizzare le vere motivazioni che hanno spinto alcuni artisti a muoversi in un certo modo nel panorama internazionale. Addirittura molti testi di arte contemporanea hanno

labitudine di tralasciare la grande stagione romana, oscurata da altri movimenti italiani che ebbero invece un riconoscimento internazionale, come lArte povera e la Transavanguradia. Nel libro arte del XXI secolo di Denys Riout, vengono omessi in toto gli artisti di piazza del popolo e perfino la Biennale di Venezia del 1964 alla quale parteciparono numerosi artisti della scuola di Piazza del popolo e che consacr definitivamente la pop art made in Usa. Maurizio Calvesi present nel padiglione italiano Schifano, Festa, Fioroni, Angeli, Ceroli ed altri. Angeli espose due opere coperte da una garza; Schifano alcuni smalti su carta riportata su tela; Festa i suoi tagli di Michelangelo; la Fioroni i suoi quadri concepiti come delle sequenze fotografiche; Ceroli espose nei giardini la famosa Cassa Sistina. Il padiglione degli Stati Uniti invece vedeva lesposizione delle opere di Raschenberg, Dine, Johns, Chamberlain, Oldenburg ed altri. Tornando a Roma, la capitale italiana durante gli anni Sessanta era una citt, cos come New York, aperta sul palcoscenico del mondo, dove teatro, arte, cinema e letteratura confluivano. Tra il 1964-65 Ceroli e Pascali si imposero allattenzione dellambiente romano e anticiparono con il loro lavoro quello sconfinamento dellarte verso lo spazio ambientale dello spettacolo che sar attuato compiutamente in ambito Fluxus e arte povera qualche anno pi tardi. In questo periodo si assiste infatti ad un fenomeno rilevante: larte comincia ad interagire con lo spazio fisico mediante lhappening, la performance e grazie alluso della macchina da presa. Inizia quindi ad avere larga diffusione il film dartista, inteso come sconfinamento mediale dalla pittura al cinema. Nel 1967 nella galleria d Foscherari a Bologna Maurizio Calvesi presenta la mostra 8 pittori romani realizzata in collaborazione con la galleria La tartaruga di Roma. Parteciparono allevento Angeli, Ceroli, Festa, Fioroni, Kounellis, Pascali, Schifano e Tacchi. Nello stesso anno Mambor, Bignardi, Ceroli, Kounellis, Mattiacci, Pascali e Tacchi parteciparono alla mostra di Germano Celant arte povera e im spazio. Da quel momento lesperienza della Scuola di piazza del popolo pu dirsi conclusa. Infatti, dalla fine del 1967 comincia lArte povera con le mostre di Kounellis, Pistoletto, Pascali e Ceroli. LAttico, La tartaruga e La salita continuarono ad essere le gallerie trainanti. Oggi quel ruolo spetta alla galleria La Nuvola in via Margutta, a due passi da Piazza del Popolo. Fabio Falsaperla, titolare della galleria, porta avanti quella tradizione mediante una ricerca scientifica e anche grazie alla conoscenza diretta degli artisti e delle loro tecniche, diventando uno dei massimi specialisti del settore. Con un omaggio alla Grande Nuvola di Tano Festa, Falsaperla ha dato vita alla galleria La Nuvola che tuttoggi lo

rappresenta e che ospita da qualche anno a questa parte, tra le pi belle mostre personali e collettive dedicate proprio alla Scuola di Piazza del Popolo. Nel 2004 la galleria La Nuvola ha ospitato la mostra Arte e cinema dartista. La Scuola di Piazza del Popolo. Levento stato accompagnato dal catalogo con una splendida presentazione di Maurizio Calvesi. In mostra gli affiche dchire di Mimmo Rotella, gli schermi monocromi di Fabio Mauri, lomaggio a balla di Schifano, la nuvola di Festa, le lupe e le aquile di Franco Angeli, le lettere di Kounellis, i volti della Fioroni, i gesti tipici di Lombardo, i timbri di Mambor, le tappezzerie di Tacchi; le sculture di Lo Savio, Uncini e Ceroli.Oltre alle opere pittoriche e scultoree, levento ha presentato anche un lato meno noto dellattivit degli artisti romani: i loro film sperimentali, realizzati durante gli anni Sessanta. Nel 2005 la Nuvola ha inaugurato la mostra Franco Angeli. Dalle ricerche informali ai souvenir a cura di Andrea Tugnoli. Levento ha ospitato circa venti opere, dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, tra carte, oli e tecniche miste, fino a giungere al primo esperimento video realizzato dallartista negli anni Ottanta, dal titolo Souvenir. Nel 2006 stata la volta di Mario Ceroli con la mostra Esserci e mai apparire, a cura di Maurizio Calvesi, autore anche del catalogo pubblicato dalla De Luca Editore. Per loccasione sono state esposte opere inedite realizzate dallartista negli anni Novanta. Sessanta sculture in legno, di diverse dimensioni, hanno popolato come tanti microabitanti, gli spazi della galleria romana. Mario Ceroli, maestro di fama internazionale, fra i pi importanti nel panorama artistico contemporaneo, fin dagli esordi si distinto per la sua particolare cifra stilistica, caratterizzata dalluso di materiali semplici e duttili quali il legno, e per la sua genialit creatrice che lo ha portato a costruire opere di grande formato e di forte impatto emotivo. Le sue opere hanno rivoluzionato il modo di fare scultura ed hanno preso parte alle pi importanti esposizioni e mostre di arte contemporanea dagli anni Sessanta fino ai nostri giorni.