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UNA GENERAZIONE CHE NON CONOSCEVA IL SIGNORE

Giudici 2:7-13

Il popolo serv il SIGNORE durante tutta la vita di Giosu e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosu, che avevano visto tutte le grandi opere che il SIGNORE aveva fatte in favore d'Israele. Poi Giosu, figlio di Nun e servo del SIGNORE, mor all'et di centodieci anni e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnat-Cheres, nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna di Gaas. Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo quella, vi fu un'altra generazione che non conosceva il SIGNORE, n le opere che egli aveva compiute in favore d'Israele. I figli d'Israele fecero ci che male agli occhi del SIGNORE e servirono gli idoli di Baal; abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, e andarono dietro ad altri di, fra gli di dei popoli che li attorniavano; si prostrarono davanti a essi e provocarono l'ira del SIGNORE; abbandonarono il SIGNORE e servirono Baal e gli idoli di Astarte. Nei pochi versetti che abbiamo preso come testo della meditazione, racchiuso in breve un importante pezzo della storia del popolo di Dio. Due generazioni sono messe a confronto, e di esse detto, Il popolo serv il SIGNOREper ci che riguarda la generazione precedente, mentre della progenie che la segue, detta vi fu un'altra generazione che non conosceva il SIGNORE, n le opere che egli aveva compiute in favore d'Israele. bene ricordarci che la generazione che servi il Signore quella che sopravvisse ai quarantanni del deserto e che conosceva bene cosa vuol dire non essere fedeli al Signore. Non cosi per quelli che vennero dopo, essi ereditarono un paese che i padri avevano conquistato, non avendo visto le opere potenti che Dio aveva fatto nel loro mezzo, in poche parole la loro esperienza e la loro conoscenza di Dio erano solo per i racconti dei padri e non qualcosa che avevano toccato con mano. Quanto importante conoscere Dio personalmente, difatti se colpa avevano , era data dal fatto che non si erano premurati di realizzare una conoscenza vera di quel Dio che gli veniva raccontato. Risultato di tutto ci fu che il popolo incominci a deviare dalla legge di Dio, andarono dietro a falsi Dei pagani e, di fatto, abbandonarono il Signore. Venendo a noi, possiamo trarre degli utili insegnamenti per come essere fedeli servitori di Dio, infatti, se la bibbia pone laccento sugli errori degli uomini, non lo fa per puro gusto di denigrazione, ma perch noi leggendo, possiamo prenderne atto al fine di non cadere anche noi negli stessi errori, e abbandonare il Signore. 1) SI ABBANDONA IL SIGNORE QUANDO NON CE GRATITUDINE VERSO DIO.

Abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto. La scrittura mette laccento proprio sul fatto che non erano stati riconoscenti a Dio dellopera grande fatta a loro riguardo, quando con potente mano e opere soprannaturali erano stati liberati dalla schiavit dEgitto. Questo male che emerge quasi da subito, accompagner periodicamente il popolo dIsraele, attirandosi i giusti giudizi di Dio. La storia di Israele ricca di episodi dinfedelt e sporadiche volte invece di sincera fedelt a Dio. Dio fa tanto per il suo popolo e in cambio chiede soltanto un sincero attaccamento a Lui e ai suoi decreti, in pratica riconoscenza. Uno dei sacrifici che Dio aveva stabilito nella legge era il sacrificio di riconoscenza, quasi tutta la legge ne parla rendendo limportanza che esso rivestiva. Dio voleva insegnare al popolo che bisognava, essere riconoscenti e grati a quel Dio che aveva fatto tanto per loro. Perci, ricevendo un regno che non pu essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo a Dio un culto gradito, con riverenza e timore! Ebrei 12:28. Come vediamo dal passo citato, ancora oggi Dio vuole dal suo popolo riconoscenza, e noi che siamo il popolo di Dio non dobbiamo dimenticare la gratitudine dovutaGli, in quanto, come il vecchio popolo, ancora noi riceveremo un regno che non pu essere scosso. In pratica non avere gratitudine e riconoscenza verso Dio, vuol dire abbandonarlo per seguire qualcosaltro, e ancora nel versetto di Colossesi, lapostolo Paolo afferma in modo perentorio siate riconoscenti, come a dire, non dimenticate ci che Dio ha fatto per voi. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti Colossesi 3:15. Molte volte sentiamo dire in preghiera Signore manda un risveglio, e non che sia sbagliato domandarlo, ma prima di chiedere questo, sarebbe meglio domandare a Dio di farci essere dei credenti affidabili, che non dimenticano la riconoscenza nellopera di riconciliazione effettuata da Ges sulla croce. Un certo Dema viene ricordato da Paolo perch aveva amato il mondo perch Dema, avendo amato questo mondo, mi ha lasciato e se n' andato a Tessalonica. Crescente andato in Galazia, Tito in Dalmazia. 2Timoteo 4:10. Lessere dimentichevoli, amare qualcosa pi di Dio e la sua opere ci fa essere agli occhi Suoi come quella generazione che non aveva conosciuto il Signore.

2) SI ABBANDONA IL SIGNORE QUANDO NON SI E DISPOSTI A RICONOSCERE I PROPRI ERRORI. Abbiamo detto allinizio che la generazione antecedente ricordata come quella che serv il Signore, eppure dai versi che vanno dall1 al 5 del cap. 2 vediamo come Dio mette in evidenza la loro disubbidienza. Qual il meccanismo che, nonostante i loro errori, li fa essere un popolo che servi il Signore? Sicuramente il fatto che avevano conservato la capacit di ammettere i loro errori e piangere per essi Appena l'angelo del SIGNORE ebbe detto queste parole a tutti i figli d'Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce Giudici 2:4. Quando si prende veramente coscienza dei propri errori, e ci si rende conto che col nostro modo di fare ci siamo procurati il disappunto di Dio, non possiamo non piangere alla presenza Sua riconoscendo le nostre colpe. Davide, il famoso re Davide, commise tanti errori, e molto di essi pi gravi di quelli che Saul commise, ma Davide trov grazia perch seppe riconoscerli e fu capace di umiliarsi sotto la potente mano del Signore. Quando noi accettiamo Ges come personale Salvatore, in pratica la prima cosa che lo S. Santo fa quella di convincerci di peccato. Questo ci da laccesso alla grazia, e in essa dobbiamo restare fine alla fine dei nostri giorni, ma quando, aim, rompiamo la legge di Dio e non gli restiamo fedeli, in pratica disubbidendo, davanti a noi si pongono due strade, o scadiamo dalla grazia, o ritorniamo penitente ai piedi del Signore piangendo. Spero che tutti noi, posti davanti a questo bivio sappiamo scegliere la strada giusta, per poterci sentire dire un giorno bene hai fatto figliol mio entra nella gloria del Padre mio. Non dimentichiamo le lacrime di Pietro dopo il suo rinnegamento, E il Signore, voltatosi, guard Pietro; e Pietro si ricord della parola che il Signore gli aveva detta: Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E, andato fuori, pianse amaramente Luca 22:61-62. Quelle lacrime amare furono la base per quella bellissima riabilitazione descritta in Giovanni 21:15-19. Certamente la cosa migliore sarebbe non allontanarsi mai dalla grazia di Dio, ma se ci dovesse succedere, non dimentichiamo che il nostro Padre celeste sicuramente disponibile verso di noi, ma solo se siamo disposti a riconoscere i nostri errori e a lasciarli. 3) SI ABBANDONA IL SIGNORE QUANDO SI SOSTITUISCE DIO CON QUALCOSALTRO.

Il risultato di quanto detto fino a ora, fu che il popolo devi in maniera molto appariscente dalla retta via, al punto che incominci a servire gli Dei pagani dei popoli sconfitti, quali Baal e gli idoli di Astarte,e si prostrarono davanti a essi e provocarono l'ira del SIGNORE, il tutto perch la conoscenza che avevano di Dio era solo teorica, astratta e generica, invece che concreta, reale e personale. Molto probabilmente al popolo di Dio odierno non capiter mai di prostrarsi ai piedi di falsi Dei, ma pensandoci bene pu succedere anche a noi di sostituire Dio e la devozione che dovremmo dargli, con qualcosaltro. Dio vuole non il primo posto ma la posizione unica nella nostra vita. Quando noi incominciamo a mettere nella nostra lista dinteressi altri, senza volerlo abbiamo allontanato il nostro Dio dalla nostra vita, per sostituirlo qualcosa di differente. Non dobbiamo permettere che tutto ci che ci circonda prenda il sopravvento sulla nostra vita spirituale. Quanti giovani ho visto dimenticarsi di Dio per seguire compagnie inadeguate (amicizie, fidanzamenti, ecc.), quanti credenti ancora oggi lasciano il Signore per seguire sogni di gloria (successo, affermazione nel lavoro, fama, ecc.), quanti credenti ho visto disertare le riunioni per motivi futili (televisione, cene con amici, serate fredde, discordie, ecc.), e non ci si rende conto che agendo cos, ci poniamo sullo stesso piano di quel popolo che in pratica non conosceva il Signore. Ges quando parla nella parabola del seminatore (Matteo 13:1-9), fa presente che in tre situazioni il seme non solo non riesce a portare frutto, ma alla fine c la perdita del seme stesso; gli uccelli, la calura del sole, le spine, rappresentano tutte quelle situazioni in cui non si mette Dio al posto giusto, e non si d la legittima e adeguata importanza che giusta darGli. Grazie siano rese a Dio, perch una parte cade nel terreno buono e porta molto frutto. CONCLUSIONE Tante generazioni sono passate, con tanti alti e bassi. La generazione che ci ha preceduto, una generazione che ha riscoperto i valori del vero servizio a Dio. Forse non erano molto colti e raffinati spiritualmente, ma hanno amato veramente lopera di Dio, facendo sacrifici per noi impensabili. Ora tocca a noi portare avanti il testimone, come vogliamo affrontare la sfida? Che cosa sar detto dellattuale chiesa, una chiesa che ama e serve Dio o una chiesa tiepida Io conosco le tue opere: tu non sei n freddo n fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Cos, perch sei tiepido e non sei n freddo n fervente io ti vomiter dalla mia bocca Apocalisse 3:15-16. Ancor di pi, cosa sar detto di noi personalmente? A Dio sia la gloria. ACETO GIACOMO