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LUPINO RUSSEL

Nome botanico: Lupinus Polyphillus Famiglia: Fabacee

Generalit
una pianta annuale o perenne a seconda della specie, originaria del Nord America. Le variet, oggi molto apprezzate e note come ibridi Russel, furono ottenute da un orticoltore Inglese di nome Russel, per incrocio dal Lupinus Polyphillus. Vi sono 200 specie, tra erbacee, arbustive e rustiche. L'altezza pu variare da 50cm ad 1m, per la specie erbacea, fino a 2-3m. una pianta vigorosa con foglie palmate, formate da numerose foglioline. Produce racemi allungati con fiori di diversi colori, che, nelle variet coltivate, vanno dal blu al violetto, dal bianco, al giallo ed al rosso.

Coltivazione
Il consiglio preliminare riguarda la loro intolleranza nei confronti del trapianto: di conseguenza necessario scegliere accuratamente il luogo dove intendiamo vederli fiorire. Una volta fatta la nostra scelta, non potremo pentirci neppure una volta, pena la loro morte. Le specie annuali vanno seminate, verso aprile, nel luogo definitivo, non appena il terreno lavorabile. Pi tardi si provvede a diradarle, mantenendo la distanza voluta. Le specie perenni vanno seminate in primavera a dimora o nei vasi di torba e composta da semi, in letto freddo; nel secondo caso, le si mette a dimora nella primavera successiva, eliminando linfiorescenza del primo anno. La germinazione avviene pi facilmente se si sono posti i semi in acqua tiepida per 24 ore. Le infiorescenze appassite vanno eliminate, per evitare la formazione dei semi e per far fiorire le piante nuovamente. In autunno avanzato, i fusti fioriferi vanno tagliati alla base. Vive bene sia in riva al mare sia nei giardini alpini. Se non tenuto sotto controllo, pu perfino diventare infestante. La fioritura avviene da maggio fino alla fine di giugno.

Esposizione e luminosit I lupini preferiscono vivere in pieno sole, ma in un luogo fresco o in mezzombra, se il sito molto caldo o senza ventilazione, purch abbiano la certezza di un buon approvvigionamento dacqua. I giardini posti nelle localit di mare costituiscono la loro dimora prediletta. In ogni caso gli ibridi perenni sono assolutamente rustici nella stagione invernale.

Terreno questo lostacolo pi difficile per coltivare i lupini con successo. In questo senso, essi sono molto esigenti e non ammettono sbagli. Il suolo deve essere in primo luogo profondo, moderatamente fertile e ben drenato. Bisogna per curare anche la sua composizione e la sua struttura: la natura migliore quella sabbioso-silicea, pur con una certa tolleranza di terreni torbosi e un po acidi. I suoli pi idonei, quindi, si trovano sulle coste marine, a condizione che lacqua non manchi mai. Nel caso di specie da giardino roccioso, il suolo deve essere ghiaioso e drenato alla perfezione. Annaffiatura Va effettuata nel periodo primavera-estate, pi frequentemente nei periodi caldi. Moltiplicazione Pu essere effettuata per semina a fine estate e a inizio primavera, in questo caso la fioritura si avr l'anno successivo; o per talea basale, preleva ndole verso marzo insieme con una piccola porzione di radice attaccata; poi le si mette in piccoli vasi contenenti 2

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sabbia, in cassone freddo, dove radicheranno. Successivamente vanno poste in vasi di torba e composta da vasi, collocandole a dimora in autunno. Potatura Eliminare foglie secche o danneggiate e le spighe per migliorare la nuova fioritura. La pianta va tagliata al livello del terreno a fine stagione. Malattie e Parassiti Le specie annuali solitamente sono immuni da problemi gravi. Le perenni e gli ibridi, invece, vengono attaccati da diversi parassiti. Il marciume del colletto o delle radici (Thielaviopsis basicola) ben visibile quando queste parti si anneriscono e poi marciscono. Loidio colpisce invece le foglie, ricoprendole con macchie biancastre e polverose. Inoltre il fungo Pleiochaeta setosa si manifesta con macchioline nerastre sulle foglie, che man mano si accartocciano e muoiono. Infine, alcuni virus del gruppo dei fagioli causano sintomi vari (come lingiallimento sulle nervature delle foglie): le piante colpite da virus vanno distrutte. I principi attivi da usare sono: per la Thielaviopsis il Tiofanate metile, per loidio il Penconazolo o Propiconazolo, per Pleiochaeta setosa il Tebuconazolo.

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