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9 Marzo 2014 - I Domenica di Quaresima - Anno A

9 Marzo 2014 - I Domenica di Quaresima - Anno A


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Andate per tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura(Mc 16, 15). Se qualcuno si vergogner di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergogner di lui quando ritorner nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi (Lc 9, 26).

Disegno di Sergio Toppi

Ges digiuna per quaranta giorni nel deserto ed tentato Ges viene presentato come il nuovo Adamo che, contrariamente al primo, resiste alla tentazione. Ma egli anche il rappresentante del nuovo Israele che, contrariamente al popolo di Dio durante la traversata del deserto che dur quarantanni, rimette radicalmente la sua vita nelle mani di Dio - mentre il popolo regolarmente rifiutava di essere condotto da Dio. In ognuno dei tre tentativi di seduzione, si tratta della fiducia in Dio. Si dice, nel Deuteronomio (Dt 6,4): Ascolta, Israele: Il Signore il nostro Dio, il Signore uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta lanima e con tutte le forze. Significa esigere che Dio sia il solo ad essere amato da Israele, il solo di cui fidarsi. Ci significa anche rinunciare alla propria potenza, a diventare come Dio (Gen 3,5). A tre riprese, Satana tenta Ges a servirsi del suo potere: della sua facolt di fare miracoli (v. 3), della potenza della sua fede che pretendereb b e ob b ligare Dio (v. 6), della dominazione del mondo sottomettendosi a Satana e al suo governo di violenza (v. 9). Ges resiste perch Dio nel cuore della sua esistenza, perch egli vive grazie alla sua parola (v. 4), perch egli ha talmente fiducia in lui che non vuole attentare alla sua sovranit n alla sua lib ert (v. 7), perch egli sa di essere impegnato esclusivamente a servirlo (v. 10).

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+ Dal vangelo secondo Matteo (Mt 4,1-11) Ges digiuna per quaranta giorni nel deserto ed tentato In quel tempo, Ges fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicin e gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, d che queste pietre diventino pane. Ma egli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivr luomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Allora il diavolo lo port nella citt santa, lo pose sul punto pi alto del tempio e gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, gttati gi; sta scritto infatti: Ai suoi angeli dar ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perch il tuo piede non inciampi in una pietra. Ges gli rispose: Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo. Di nuovo il diavolo lo port sopra un monte altissimo e gli mostr tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: Tutte queste cose io ti dar se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai. Allora Ges gli rispose: Vttene, satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto. Allora il diavolo lo lasci, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Dalla Parola del giorno Non di solo pane vivr l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla b occa di Dio. Ritrovare il centro Mi commuove trovare nella prima domenica di quaresima il Vangelo delle tentazioni. Mi commuove sapere che Ges ha scelto la nostra umanit, solidale fino in fondo alle nostre fragilit, persino nell'esperienza delle tentazioni. Mi commuove, mi fa bene ricordare che anche Ges stato tentato, che anche la vita del Rabb di Nazareth stata segnata dalla lotta contro il male. Niente da stupirmi, allora, se anche oggi lotter contro la tentazione, contro il male che vuole strapparmi dal cuore il desiderio di Dio, che vuole inquinare la Parola e ubriacarmi di aceto facendolo passare per vino buono. Questa quaresima che si apre davanti a noi ci porta nel deserto, in compagnia di Ges, per lottare contro le tentazioni, per dire delle parole di autenticit sulla nostra vita. Condotti dallo Spirito nel deserto lotteremo per quaranta giorni contro le nostre miopie, impareremo a dare nome alle povert che ci abitano, a riprenderci dalle anestesie che ci rendono insensibili a tutto, ci metteremo in cammino - agili e leggeri - per correre con Maria incontro al Risorto. In questo cammino sono tre le parole che ci aiutano ad orientarci. Primo: il digiuno. Digiuno per sentire la fame, per scoprire che non basto a me stesso e che il mio egoismo non pu nutrirmi. Digiuno per imparare a dire dei "no" che mi aprono a dei "s" che allargano il cuore, che mi introducono in nuove relazioni, che mi sottraggono alle mie abitudini pigre e insaziabili. Oltre al digiuno dal cibo - necessario e insostituibile - ci sono molte altri terreni in cui sperimentarsi, ognuno si scelga quello pi urgente nel suo cammino spirituale. Mi permetto solo di consigliare un po' a tutti il digiuno dal pettegolezzo, per imparare a guardare l'altro cos come lo guarda Dio. Secondo: la preghiera. Pregare per trovare uno spazio quotidiano di deserto e riconoscere la nostra totale appartenenza a Dio. Spegnere il cellulare, cercare un po' di silenzio abitato dallo Spirito e aprire la Bibbia per provare a leggere un Vangelo dall'inizio alla fine o gustare la bellezza dei Salmi. L'importante non aver fretta, leggere con calma e lasciare che le parole scendano nel cuore. Terzo: la carit. Carit per ricordarci che la fede deve cambiare anche le nostre mani e i nostri piedi. Carit non significa dare quello che avanza o che non serve pi, ma stare attenti ai bisogni dell'altro, condividere i doni che ho ricevuto, non chiudermi nel possesso che ammuffisce le ricchezze del cuore. Di certo non mancano le proposte per vivere esperienze concrete di carit, scegliamone una e rimaniamone fedeli. Ma non dimentichiamoci che la carit pi urgente e capace di contagio, quella della quotidianit, tra le mura domestiche, nella scuola, nel lavoro e pure nel tempo libero...Coraggio, cari amici! Questi quaranta giorni siano una lotta contro le menzogne e le piccolezze delle nostra vita, un ricentramento della nostra esistenza su ci che davvero conta e ha valore, un balzo energico e discreto per sfuggire alle sepolcrali e inconsistenti nuove divinit d'Occidente. Buon cammino di Quaresima don Rob erto Seregni
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Signore Ges, che sei veramente Figlio di Dio, ti benediciamo perch ti sei esposto alla prova e alla tentazione come ogni uomo. Ancora una volta ti sentiamo vicino perch non hai recitato per insegnarci come si supera la tentazione ma hai dovuto veramente lottare con Satana. Rendici uomini e donne capaci, come lo sei stato Tu grazie alla tua umanit pienamente libera, di aderire totalmente alla volont del Padre e di far cadere tutto ci che ci allontana da Lui. Aiutami, Signore, anche nelle situazioni pi spicciole della vita, a riconoscere la tattica del Maligno che si presenta nelle vesti innocenti di una proposta alternativa e migliore a quella che avverto essere la tua volont. E donami la forza di restare ancorato a te.

Il Digiuno Il digiuno non solo dire di no alla carne, ai dolci o a qualcos'altro: lo si fa per dire "s" a qualcosa che di pi! Per esempio: l'aiuto al fratello bisognoso vale pi dell' avere io tanto da mangiare e niente lui. Digiuno per condividere quello che ho, magari in abbondanza. La televisione, il computer sono mezzi belli e potenti, ma valgono meno dell'amicizia: proviamo in questa settimana a rinunciare alla tiv e al computer, che rischiano di isolarci dagli altri, per dedicare pi tempo all'amicizia, magari andando a trovare chi ammalato, chi non ha amici ed pi solo. Nel deserto In questa settimana cerchiamo di inoltrarci nel deserto per ascoltare la voce del Silenzio che parla in noi.

tempo ormai che apostoli infiammati dell'amor di Dio resistano al diavolo. Purtroppo gi molti si sono inginocchiati e lo hanno adorato, ma sta scritto: "Adorerai un solo Dio" (RSP, p. 404).

Disegno di Sergio Toppi

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E questi gesti di tanta tenerezza di Ges ci fanno capire questo: che la nostra dottrina, diciamo cos, o il nostro seguire Cristo, non unidea, un continuo rimanere a casa. E se ognuno di noi ha la possib ilit e la realt di andarsene da casa

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Cristo, non unidea, un continuo rimanere a casa. E se ognuno di noi ha la possib ilit e la realt di andarsene da casa per un peccato, uno sb aglio Dio sa la salvezza tornare a casa, con Ges nella Chiesa. Sono gesti di tenerezza. Uno a uno, il Signore ci chiama cos, al suo popolo, dentro la sua famiglia, la nostra madre, la Santa Chiesa. Pensiamo a questi gesti di Ges. Santa Marta, 24 febbraio 2014

9 Marzo 2014 - I Domenica di Quaresima - Anno A

Un cieco aveva imparato ad andare in b icicletta. Aveva calcolato esattamente le distanze, riconosceva i suoni e gli odori, aveva un navigatore che gli diceva esattamente cosa fare e andava perfino al lavoro in b icicletta. Il suo orgoglio era "al massimo"; diceva alle persone: "Io, di sera, non accendo neppure la luce della mia b ici, tanto io non ci vedo!", ed era vero che a lui non serviva...ma agli altri s. Mor una sera d'inverno, travolto da un auto che non lo vide!

Un fiume, durante la sua tranquilla corsa verso il mare, giunse a un deserto e si ferm. Davanti ora aveva solo rocce disseminate di anfratti e caverne nascoste, dune di sabbia che si perdevano nell'orizzonte. Il fiume fu attanagliato dalla paura. " la mia fine. Non riuscir ad attraversare questo deserto. La sabbia assorbir la mia acqua e io sparir. Non arriver mai al mare. Ho fallito tutto", si disper. Lentamente, le sue acque cominciarono a intorpidirsi. Il fiume stava diventando una palude e stava morendo. Ma il vento aveva ascoltato i suoi lamenti e decise di salvargli la vita. "Lasciati scaldare dal sole, salirai in cielo sotto forma di vapor acqueo. Al resto penser io", gli sugger. Il fiume ebbe ancor pi paura. "Io sono fatto per scorrere fra due rive di terra, liquido, pacifico e maestoso. Non sono fatto per volare per aria". Il vento rispose: "Non aver paura. Quando salirai nel cielo sotto forma di vapor acqueo, diventerai una nuvola. Io ti trasporter di l del deserto e tu potrai cadere di nuovo sulla terra sotto forma di pioggia, e ritornerai fiume e arriverai al mare". Ma il fiume aveva troppa paura e fu divorato dal deserto. Molti esseri umani hanno dimenticato che c' un modo solo per superare gli improvvisi deserti dei sentimenti e le aridit feroci che sbarrano talvolta il tranquillo fluire dell'esistenza. la vita spirituale. lasciarsi trasformare dal Sole che Dio e trasportare dal Vento dello Spirito. Ma un rischio che pochi accettano di correre. Perch come dice Ges, "il vento soffia dove vuole: uno lo sente, ma non pu dire da dove viene n dove va". Bruno Ferrero

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