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LA BIBBIA COME ENIGMA Per capire cosa sta accadendo la Bibbia da sola pericolosa perch un testo da decodificare e l'interpretazione

ne letterale non quella giusta. Delle interpretazioni altrui non ci si pu fidare perch non sono disinteressate, e si sono visti numerosi casi di abdicazione spontanea dalla propria cultura. L'esempio pi vistoso offerto dai Testimoni di Geova, una setta capeggiata dalla Torre di Guardia che ha sede in alcuni grossi edifici a Brooklyn, privi di ogni ostentazione. I Testi sono su nessun albero: stanno fuori e basta, e infatti pur temendo YHVH, non possono chiamarlo cos ma debbono usare la parola Geova. Altro tronco, altro codice. Codice in latino vuoi dire tronco. I testimoni di Geova arrivano in massa dopo la Seconda Guerra Mon-diale e praticano un pesantissimo proselitismo basato appunto sull'interpretazione letterale guidata, e siccome pensano che la Bibbia esiste da quattromila anni (le Tavole della Legge sarebbero state date a Mose 19 secoli prima di Cristo, secondo la Bibbia Concordata ) sono convinti che una tale precisione di profezie non pu non venire da una potenza extraterrena. Ora certo che qualcosa pilota gli eventi (la mia stessa esistenza ne la prova per me) ma non affatto certo che sia la Bibbia il veicolo. Se i Testimoni di Geova fossero esistiti ai primi del secolo scorso non avrebbero trovato traccia di M6s n nella cultura, n nei vocabolari. La particolarit che i Testimoni di Geova non conoscono che loro stessi non riescono a immaginare il proprio psi, il proprio punto di osservazione del mondo, dall'esterno. Pensano che tutto ci che gli sembra vero oggi sia stato vero sempre. Non distinguono la percezione della storia dalla realt della storia stessa. Se oggi gli sembra che Mose c' sempre stato, per loro Mose c' sempre stato. Non si rendono conto che sono loro che stanno inventando Mose minuto per minuto. N si rendono conto che un personaggio che sta nella memoria pu esserci stato messo da chi ha un interesse particolare a riempire libri, giornali e televisione di personaggi destinati ad entrare oggi nella memoria come personag-gi antichi, e domani a restarci. come autentici personaggi dell'antichit. Salvo essere cancellati al prossimo giro di secolo. Lo storico Gershom Scholem (un nome di fantasia) dice che la Bibbia come un giuoco enigmistico impossibile da decifrare, e quindi bisogna seguire la sua versione dei fatti. Ma 100 anni non sono moltissimi e difatti da confrontare con le profezie della Bibbia ne sono successi tanti che si pu certamente tentare di osservare la Bibbia dall'esterno. In fondo la Bibbia ha la struttura di un albero esterno al mio punto di osservazione, al mio psi, e questo gi un passo avanti nella via della soluzione. Il fatto che ne hanno stampato un miliardo e mezzo di copie conferma che bisogna prenderla sul serio. Io che sono figlio di un uomo che da ragazzo stato messo in uniforme e mandato con un moschetto 91/38 a conquistare quota 91, che era in realt una mitragliatrice austriaca, ed tornato invalido, io non ci credo alle interpretazioni della Bibbia fornite da quelli del 92. Io sono ancora fermo al 91, e voglio capire. Cominciamo dai bisantoni. In araldica (che l'albero dei nobili, Abiinelek nella Bibbia) i bisantoni sono le palle di pietra da cannone che stavano nello stemma di Firenze prima che venissero sostituite dall'onnipresente Giglio. questo in araldica-significa -che Firenze era una citt dove Bisan-zio comandava e che ancora non si chiamava Firenze. Andiamo a Bisanzio.

Scopriamo subito che non il nome di un posto ma una falsa pista. Bisanzio infatti significa <sancito due volte e siccome santo, sanzio non uno spirito celeste ma un ordine che scende dall'alto, vediamo di che santi si tratta. Con la Treccani facile, una volta scoperto il codice 92. Le cose vanno cercate nel volume dell'indice perch non stanno quasi mai dove uno si aspetterebbe di trovarle (per esempio la voce Massoneria uno dei nomi che il potere ha spiegata sotto la voce Santa Alleanza). Il luogo dove oggi ci dicono che secoli fa esisteva la citt di Bisanzio oggi si chiama Istambul. Ci sono tracce della passata presenza della repubblica di Genova (che costru una cinta di mura tuttora visibili) e anche di Venezia. E poi c' la basilica dedicata a Santa Sofia, la <conoscenza stabilita. Sofia in greco significa conoscenza, e il richiamo all'albero della conoscenza del Bene e dcl Male con cui la Bibbia comincia inevitabile. Nella percezione di oggi Bisanzio stata la citt dove Giustiniano intorno al 529 avrebbe raccolto i suoi codici illuminati (ossia illustrati) e dove aveva sede il Sacro Impero Romano d'o-riente (Trecc. XVII p. 391). Nella percezione che la gente aveva un secolo fa (e nella storia della Turchia) tino dei nomi del luogo era Mandracchio, che nel Mediterraneo era diventato nome comune e indicava il porto mercantile. C'erano i turchi (che non sono i turchi che trafficavano col Vaticano, della cui invenzione si occupava un'apposita facolt universitaria a Roma, Turcologia), e contemporaneamente c'erano i Genovesi, i Veneziani e i Greci. Molto indietro la storia non pu andare perch tutti i documen-ti archeologici sono stati stravolti, e sulla gen-te calata la carta stampata. Si sa con certezza che il Partenone e l'Acropoli di Atene erano normalmente in funzione quando arrivarono i Veneziani che lo devastarono combattendo contro i turchi, ma erano i turchi della Turcologia, non quelli della Turchia, Lord Elgin fece il resto, trasportando le bellezze di Atene nel British Museum, e quindi i tempi di Pericle sono finiti nel seco-lo scorso, non 25 secoli fa come ci raccontavano per scaricarsi del-l'infamia. Tutti i dati che vi presentiamo, e mille altri di conferma, sono leggibili da tutti nei trentasei volumi della Treccani, ma bisogna mettersi gli occhiali 92 per decifrarli perch sono messi in modo da sfuggire al lettore distratto. Genova e Venezia, quindi, e i turchi della Turcologia, erano i tre poteri che comandavano a Bisanzio. Ma Bisanzio allora dove stava? Nelle porte di bronzo del duomo di Milano c' un turco che sembra il Visconti, che non solo ha il turbante in testa, ma anche un vistosissimo scudo col biscione che in-goia un bambino. l'aspetto Erode del 92. Nella porta di bronzo il Visconti turco viene ucciso dal crociato (sempre di croce greca si sta parlando, come quelle dei cavalieri di mare. Cristo non c'entra). Questo l'aspetto Apocalisse. A Bellinzona invece possono stare tranquilli perch anche l c' il biscio-ne ma non il bambino. Forse il serpente ha gi mangiato. Bellinzona (una citt molto bella nella zona) ben dentro nel 92. Il prefisso telefonico 92 e l'antenna trasmittente pi alta d'Europa concorrono a farne un luogo unico. La storia degli imperatori romani che ad un certo punto, nell'anno 395, avrebbero diviso l'Impero in due (tra Onorio, Roma, e Arcadio, l'Oriente) presuppone un Impero ma questa for-ma di governo a Roma era sconosciuta. Imperatori erano occasionalmente dei generali. Ogni citt aveva le sue regole, non esistevano n stati n passaporti (la figura dell'ambasciatore tra stati indipendenti'> stata creata dalla Santa Alleanza, e alla fine del secolo scorso gli Stati al mondo che dipendevano dalla Santa Alleanza, erano 26) e in tutti i porti del Mediterraneo si parlava la stessa lingua. Ancora oggi i marinai usano lo stesso gergo nei porti del

Mediterraneo e ancora oggi gli ambasciatori delle teste coronate dell'albero della Santa Alleanza sono superiori in grado a tutti gli altri. L'indipendenza degli. Stati una finzione. Finalmente si capito perch, dopo vent'anni di Fascismo, l'Italia non diventato un paese neutrale come la Svizzera o l'Austria.

Al tempo dei Comuni alcune citt prosperavano con gli scambi ed i commerci, e Napoli era di gran lunga la citt pi importante. Re Fud d'Egitfo, padre di re Faruk il re del poker, parlava e scriveva benissimo il napoletano. L'italiano, ai tempi di re Fuad, era una specie di esperanto destinato a far scomparire i dialetti. Napoli era il centro naturale in cui convergeva il Mediterraneo, gli inglesi fingevano che ci fosse una monarchia, ma i suoi poteri non andavano molto oltre la zona vesuviana. I re di Napoli erano re di carta, tutte figure 92 le cui descrizioni riempiono i cataloghi dei librai antiquari, ma che non hanno nessun riscontro con la realt, e infatti gli stessi libri, quando li ordini, non ci sono mai. Non c'era potere centrale, non c'era servizio militare, non c'erano tasse sui poveri (le imposte indirette). Con i piemontesi arrivata la schedatura delle persone (l'anagrafe, che non ha alcuna utilit sociale) e poi .la tassa sul grano, quella sul sale, quella sui tabacchi... E una parte del debito che i Savoia avevano contratto per andare alla campagna di Crimea. L'ultima comunit meridionale a cadere sotto le cannonate e l'assedio dei piemontesi fu Civitella del Tronto, difesa dai baroni Cornacchia. Quanto forte sia ancora oggi la mentalit comunale nel Meridione dimostrato dal fatto che il nostro esercito considera ancora l'Aspromonte e la Sardegna (zona di operazioni. Se cos dopo trent'anni di televisione, figuriamoci prima che fabbricassero le ferrovie e poi le strade. L'ultima autonomia'commercialeche avevano lasciato ai napoletani, quella della piccola importazione, gliel'hanno tolta quindici anni fa fingendo che non era commercio di diritto ma che si trattava di un'attivit di contrabbandieri. Gli avevano fatto dipingere di blu i motoscafi per isolarli dal resto della popolazione. Fino a pochi decenni fa c'erano foreste e paesi, e la mancanza di strade era la migliore difesa. Senza strade un esercito di cento persone armato di lance e di cannoni/petriere (cos andavano le truppe fino a met del secolo scorso) non dura una settimana. Che mangia? E poi la gente sapeva difendersi benissimo con gli stessi mezzi. I famosi fucili a trombone dei briganti erano delle petriere portatili, i briganti eravamo noi. Nella visione del mondo che ci stanno imponendo, che quella dei nostri nemici, le colpe del Meridione sono bibliche. Hanno cominciato con un best seller librario subito dopo la guerra: Cristo si fermato ad Eboli, dove la prova dell'arretratezza delle persone era costituita principalmente dal fatto che erano poveri. Il fatto che i meridionali sono culturalmente indi-pendenti (e non sono un'invenzione del secolo scorso, ma una realt millenaria) e privilegiano la comunicazione intuitiva su quella verbale viene preso per ignoranza. Il giornale di New York racconta che i figli degli emigrati italiani che andavano nelle scuole americane dovevano tenere le mani sotto il sedere per imparare bene a parlare inglese senza gesticolare. Piccoli Edomiti.

L'indipendenza definita arretratezza, e fino a pochi anni fa i sindacalisti dell'alta Italia venivano mandati a primavera a stravolgere il lavoro dei pastori nelle Puglie. La gente si spostava per il Mediterraneo, o veniva spostata, con facilit. Nel paese dove sono cresciuto, San Benedetto del Tronto, prima che arrivassero le comunicazioni (anni Venti di questo secolo) il posto dove i pes tori tenevano gli orti e tiravano su le barche si chiamava Mandracchio, tre si diceva talatta, e quando tornavano senza pesce dicevano mafisc, niente. Parole arabe. Prima che arrivassero le barche a motore il mare era insidiato dai Sara-ceni, che erano proprio i discendenti di Sara, moglie e sorella di Abramo, nelle vesti di pirati. Erano i predecessori degli odierni cavalieri del Santo Sepolcro, di Malta, di Santo Stefano, eccetera. Quanto poco fossero cavalieri lo dimostra il fatto che i loro superiori si chiamano ammiragli e a questa particolare attivit in Vatica-no hanno dedicato addirittura un monumento (vedi foto a pag. XXI.). A Pisa (che non una citt di mare ma il nome che danno a Livorno quando parlano di pirateria) a giugno 89 i cavalieri di Santo Stefano facevano una mostra dei loro cimeli. In mezzo ad una profusione di croci greche e di punte di lancia si poteva leggere l'elenco dei gioielli che un signore turco incontrato in mare donava al cattolicissimo imperatore d'Austria (titolare dell'Etruria nell'almanacco dei Gotha) nelle mani dei suoi maggiordomi Liechtenstein e nomi simili. Il bottino. Ma quella lista era palesemente falsa, inventata adesso per dar sicurezza agli altri 92, e compilata dalla stessa gente che ha inventato prima Ali Bab e i Quaranta Ladroni e. poi zio Paperone. 1l catalogo della mostra non era disponibile. Piratatato via dagli stessi cavalieri appena uscito di tipografia, hanno detto i custodi. A questi debiti con la societ, ed a fatti molto peggiori, dovrebbe rimediare l'Inversione Semasiologica che stanno tentando nei mezzi di informa-zione. Il V postulato di Euclide (l'imperatoie Carlo V, nel gergo del 92; sul cui mondo non tramontava mai il sole))) stato inventato apposta. la segnatura di partenza in Vati-cano, nell'affresco Scuola di Atene, che attribuito a Raffaello Sanzio. Andiamo a vedere la lapide di Raffaello Sanzio nel Pantheon, e scopriamo che Santo: Santo Raffaello. Sanzio, santo, sancito... ci siamo di nuovo. E una sanzione a fumetti murali, meglio dell'alfabeto. San Raffaello ha la stessa realt di San Carlo Magno, la ((sanzione su cui si fonda la Santa Allenza , cui hanno dedicato il duomo di Aquisgrana. E in stile gotico e quindi sembra molto antico, ma tutte le chiese gotiche, di cui non si conosce mai la committenza,. sono recentissime, le fotografie di Notre Dame in costruzione a Parigi lo provano. Lo stile gotico, spiega la Treccani , un nome di fantasia, come lo stile barocco. I goti non sono mai esistiti, spiega, e i Visigoti e gli Ostrogoti del Medio evo hanno la stessa realt dei Visibarocchi e degli Ostrobarocchi. Comunque Ostrogoti e Visigoti si incontrano nella Treccani ad ogni pi sospinto e servono per insegnare al mondo che Roma stata pi volte conquistata dai barbari. Durante il Medio Evo, naturalmente. Nella Bibbia i Goti sono i Geti che ridurranno Edom all'obbedienza per consentire a Davide di tornare a Geru-salemme (Obed-edom, 2 Samuele 6.10-12).