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Arli, Scienze ed Ilica :


Le nuove fronliere disciIinari
I Ie sfide fiIosofiche inedile

Conlribulo aIIa coslruzione di una rinnovala
Idenlila cuIluraIe e siriluaIe euroea

Ars, Sciences el Ilique:
Ies nouveIIes fronlieres disciIinaires
el Ies defis hiIosohiques enedils

Conlribulion a Ia conslruclion el au renouveIIemenl
de I'idenlile cuIlureIIe el sirilueIIe euroeenne

Arls, Sciences and Ilhics :
The nev disciIinary borders
And hiIosohicaI chaIIenges

Conlribulions lo lhe conslruclion of a nev
CuIluraI and siriluaI euroean idenlily
















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con iI palrocinio o iI conlribulo di:

Commissiono Iuropoa
Diroziono GonoraIo Islruziono o CuIlura
Comuno doIIa Cill di San Ioo
Comunil Monlana AIla VaImarocclia
Associaziono CuIluraIo Ilaros
Associaziono CuIluraIo Rroso SIavy
Conlro InlornazionaIo di Somiolica o Iinguislica
(Univorsil di Urbino)
Islilulo di IcoIogia o BioIogia AmbionlaIo
(Univorsil di Urbino)
Diparlimonlo di Scionzo o TocnoIogio Climiclo
o doi biosislomi (Univorsil di Siona)
Diparlimonlo di Climica o BiolocnoIogio Agrario
(Univorsil di Iisa)
IacoIl di Consorvaziono doi Boni CuIluraIi
(Univorsil di BoIogna)
Islilulo di Sludi Ispano-Amoricani
(Birkbock CoIIogo, Univorsil di Iondra)


con iI soslogno di:

Diparlimonlo di Arli IIasliclo
(Univorsil di Iarigi 8)
Diparlimonlo di Arclilollura o Urbanislica
(Univorsil di Ganl)
Diparlimonlo di Sludi IlaIiani
(Univorsil di MonlpoIIior III)








Ia prosonlo pubbIicaziono da considorarsi un
ucr| in prcgrcss di un progollo odiloriaIo clo
prosoguir noI lompo, porlanlo ci scusiamo di aIcuno
approssimazioni rodazionaIi o di ovonluaIi rofusi conlonuli noI loslo.

Ilaros Idizioni, maggio 2005







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lomi doIIa discussiono:

Quosliono doI paosaggio o inlorvonli cuIluraIi
Ironlioro, roIazioni o difforonzo lra scionzo, arli o locniclo
Sui rapporli o Io fronlioro lra biosfora o somiosfora,
o lra biodivorsil od ocodinamica
Virl, Iimili o fronlioro doIIa cuIlura modilorranoa
noI conloslo ouropoo o diaIogo lra Occidonlo o Orionlo


6, 7, 8 maggio 2005
Toalro doI IaIazzo Modicoo
San Ioo (Iosaro-Urbino) IlaIia

vonordi 6 maggio, oro 15-19
sabalo 7 maggio, oro 9.30-12.30/15-18
domonica 8 maggio, oro 9.30-12.30


parlocipano:

Roborlo Barbanli (Ilaros, Dip. Arls IIasliquos, Univorsil Iarigi 8)
Iabio Biondi (drammalurgo, Toalro dogIi Doi, Rimini)
Iuciano Boi (Ilaros, IHISS, Iarigi)
Bruno Boni (prosidonlo Associaziono TuloIa Vordo o Roslauro AmbionlaIo IaoIa Canziani)
Simona Capra (Ilaros)
NalaIino CappoIIi (consigIioro doI Comuno di San Ioo)
AnlonoIIo CoIimborli (osloloIogo musicaIo, IAquiIa)
AImo Iarina (Isl. di IcoIogia o BioIogia AmbionlaIo, Univorsil di Urbino)
AngoIa Gorini (Ilaros)
Iino Iacava (arlisla, Taranlo)
Giusoppo O. Iongo (Diparlimonlo di Informalica, Univorsil di Trioslo)
Anlonio Mascia (arlisla, Torino)
Anna Maria Modici (Univorsil di Urbino o di Iavia)
Mario Novo (Diparlimonlo Boni CuIluraIi, Univorsil di BoIogna)
Giusoppo Iaioni (dirolloro doI Conlro InlornazionaIo di Somiolica o Iinguislica,
Univorsil di Urbino)
Sandro Iascucci (sindaco doI Comuno di Iongiano)
Simonolla IiscagIia (Ilaros)
WaIlor RaffaoIIi (odiloro, Rimini)
Sabrina Raggini (Ilaros)
RoIando Rossi (prosidonlo doIIa Comunil Monlana AIla VaImarocclia)
WiIIiam Rovo (Islilulo Sludi Ispano-Amoricani, Birkbock CoIIogo, Univorsil di Iondra)
Toni Rumbau (drammalurgo, BarcoIIona)
Robocca Simpson (scrillrico o lorapoula, BarcoIIona)
Slofano Tonli (progollisla grafico, Rimini)
IiorIuigi Vorsari (sindaco di Trodozio)
Mario Zunino (Isl. IcoIogia o BioIogia AmbionlaIo, Univorsil di Urbino)

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Centro Europeo di Studi e di Ricerche Interdisciplinari
sulle Arti, le Scienze e le Filosofie

Centre Europen dtudes et de Recherches Interdisciplinaires
sur les Arts, les Sciences et les Philosophies

European Interdisciplinary Center for Study and Research in Philosophy,
Art and the Science





Convegni
4 6 Marzo 2005

6 - 8 Maggio 2005
*

Colloques
4 au 6 mars 2005

6 - 8 mai 2005
*
Meetings
4 6 March, 2005

6 - 8 May, 2005


***

Teatro del Palazzo Mediceo di San Leo
San Leo (Pesaro-Urbino)
Italia

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Sono qui raccolti il testo introduttivo al seminario di lavoro organizzato dal centro PHAROS
presso il Teatro del Palazzo Mediceo di San Leo dal 4 al 6 Marzo 2005; alcuni commenti
critici a questo documento e il breve testo che annuncia il Convegno Internazionale del 4-6
Maggio 2005.

Ce document rassemble les textes prsents aux sminaires de recherche organiss par le
centre PHAROS et qui ont eu lieu San Leo (Pesaro-Urbino, Italie) du 4 au 6 mars 2005. Il
contient aussi quelques commentaires critiques, ainsi que le bref texte qui annonce le
colloque du 6 au 8 mai 2005.








*****






















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Parigi 4 Febbraio 2005

Cara e Caro Collega,
Cara Amica e Caro Amico,

siamo lieti dinvitarvi ai prossimi incontri del Centro Pharos (Centro Europeo di Studi e di
Ricerche Interdisciplinari sulle Arti, le Scienze e le Filosofie) che si terranno questanno a
San Leo (Pesaro-Urbino): il primo dal 4 al 6 Marzo e il secondo dal 6 all8 Maggio.
Queste iniziative hanno ricevuto il sostegno e lAlto Patronato della Commissione Europea e
sono patrocinate dal Comune di San Leo. Differenti istituzioni e organismi aderiscono a
questo progetto come le Universit di Siena, Urbino, Montpellier III, lEHESS di Parigi e il
Birkbeck College di Londra.
I contenuti e gli obbiettivi dei due incontri sono presentati nel testo allegato che vi preghiamo
di leggere attentamente. Vi invitiamo a farci pervenire (prima del 4 Marzo 2005) tutte le
osservazioni e le suggestioni che giudicate utili e necessarie in modo da poterle integrare al
documento.
Vi ricordiamo che il primo incontro, di carattere pi informale, sar interamente consacrato a
una discussione sui contenuti teorici e programmatici del progetto cos come alla definizione
delle attivit comuni che possono essere prospettate per i prossimi tre anni.
A questo fine ci sembra importante che ogni partecipante contribuisca, con un breve
intervento, alla definizione concreta e teorica del progetto.
Il secondo incontro, che prender la forma di un convegno internazionale, sar essenzialmente
centrato sul tema seguente: Arti, Scienze ed Etica : le nuove frontiere disciplinari e le sfide
filosofiche inedite. Contributo alla costruzione di una rinnovata identit culturale e spirituale
europea.
Vi saremmo grati dinformarci, il pi rapidamente possibile, sulla vostra intenzione di
partecipare a luno o allaltro degli incontri o ad entrambi.
I fondi che ci sono stati accordati dalla Commissione Europea, seppur modesti, ci permettono
di sovvenzionare il soggiorno (vitto e alloggio) a San Leo di una ventina di partecipanti per
incontro.
Purtroppo, le spese di viaggio saranno a vostro carico. Vi invitiamo quindi a fare quanto
necessario presso la vostro organismo di appartenenza al fine di farvi rimborsare le spese
sostenute.
Sperando dincontrarvi presto a San Leo, Vi porgiamo i nostri pi sinceri e distinti saluti

Per il Centro Pharos

Roberto Barbanti e Luciano Boi












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Paris, le 4 fvrier 2005
Chre collgue, cher collgue,
Chre amie, cher ami,

Nous avons le plaisir de vous inviter participer aux prochaines rencontres du Centre Pharos
("Centre Europen d'tudes et de Recherches Interdisciplinaires sur l'Art, la Science et la
Philosophie) qui se tiendront cette anne San Leo (Pesaro-Urbino), la premire du 4 au 6
mars, et la seconde du 6 au 8 mai.
Ces initiatives sont organises sous le haut patronage et avec le soutien de la Commission
Europenne, ainsi qu'avec le parrainage de la commune de San Leo. Plusieurs institutions et
organismes adhrent ce projet, notamment les Universits de Sienne, Urbino et Montpellier,
l'EHESS de Paris et le Birkbeck College de Londres.
Les contenus et les objectifs des deux rencontres sont prsents dans le document ci-joint, que
nous vous prions de lire attentivement. Nous souhaitons que vous nous fassiez parvenir (avant
la premire rencontre) toutes les remarques, critiques et suggestions que vous jugez utiles
d'intgrer au document.
Nous vous rappelons que la premire rencontre, plutt informelle, sera entirement consacre
une discussion des contenus thoriques et programmatiques de ce projet, et une dfinition
des activits communes pour les trois prochaines annes. Il serait important que chacun des
participants apporte sa contribution, par une intervention, la dfinition thorique et concrte
du projet.
La deuxime rencontre, organise sous la forme d'un colloque, portera essentiellement sur la
problmatique suivante : "Arts, Sciences et thique : sur leurs nouvelles frontires
disciplinaires et les nouveaux enjeux philosophiques. Contribution la construction d'une
nouvelle identit culturelle et spirituelle europenne".
Nous vous serions reconnaissants de nous faire connatre dans les plus brefs dlais votre
intention de participer l'une ou l'autre des deux rencontres, ou bien aux deux. La
subvention qui nous a t accorde par la Commission Europenne, bien que modeste, nous
permettra de prendre en charge le sjour (htel, repas et dplacements locaux) d'une vingtaine
de participants chacune des deux rencontres. En revanche, pour ce qui est des frais de
transport, nous sommes dans l'impossibilit de les assurer. Nous vous invitons donc faire
ds maintenant les dmarches ncessaires auprs de votre institution ou organisme de
rattachement.
Dans l'espoir de vous voir bientt San Leo, nous vous prions d'agrer l'expression de nos
meilleurs sentiments.

Pour le Centre Pharos

Roberto Barbanti et Luciano Boi












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Centro Europeo di Studi e di Ricerche Interdisciplinari
sulle Arti, le Scienze e le Filosofie
Centre Europen dtudes et de Recherches Interdisciplinaires
sur les Arts, les Sciences et les Philosophies

Incontro di studio e di lavoro
4-6 Marzo 2005
San Leo (Pesaro-Urbino)
Italia

Con lalto patronato di Madame Viviane Reding
Presidente della Commissione Europea allEducazione e alla Cultura
Il patrocinio e sostegno finanziario della Commissione Europea
e del Comune di San Leo

Care Colleghe e Cari Colleghi,
Care Amiche e Cari Amici,

riprendiamo contatto con voi inviandovi questa prima bozza di lavoro finalizzata
allorganizzazione di unincontro di studio presso il centro Pharos dal 4 al 6 Marzo 2005.
Auspichiamo che questo primo incontro possa gettare le basi di una cooperazione
programmatica permanente tra noi tutti in modo da poter definire e proporre un progetto di
ricerca comune alle istituzioni europee, nazionali e locali.

Prospettiamo, nella continuit di questo primo incontro preparatorio, un secondo
appuntamento internazionale, dal 6 all8 Maggio, sul tema : Arti, Scienze ed Etica : le nuove
frontiere disciplinari e le sfide filosofiche inedite. Contributo alla costruzione di una
rinnovata identit culturale e spirituale europea.

Il progetto del centro Pharos stato selezionato (nel mese di Giugno 2004) dalla
Commissione Cultura della CEE, la quale aveva gi accordato nel 2003 il suo alto patronato
al nostro centro tramite la Presidente della Commissione Europea allEducazione e alla
Cultura, Madame Viviane Reding.

Tutto ci ci incoraggia a perseverare nel nostro impegno che speriamo fruttuoso per noi tutti.
Ringraziandovi della Vostra attenzione e del Vostro contributo, Vi auguriamo buon lavoro e
Vi porgiamo i nostri saluti pi cordiali.

Roberto Barbanti, Luciano Boi
Simona Capra, Angela Gorini,
Simonetta Piscaglia e Sabrina Raggini




Lista delle persone a cui questo progetto stato inviato e che sono invitate a questo incontro

Italia: Prof. Enzo Tiezzi, Prof. Nadia Marchettini, Prof. Antonio Melis, Prof. Antonio Prete,
Dott. Riccardo Pulselli, Dott. Federico Rossi (Universit di Siena); Prof. Giuseppe Paioni,
Prof. Paolo Fabbri, Prof. Mario Neve, Mario Zunino, Paolo Bonetti (Centro Internazionale
di Semiotica e Linguistica e Istituto di Ecologia e Biologia Ambientali, Universit di
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Urbino); Prof. Giuseppe O. Longo (Universit di Trieste); Enrico Castelli Gattinara
(Universit di Roma); Prof. Ludovico Galleni (Universit di Pisa); Prof. Pier Luigi Luisi
(Universit di Roma III); Prof. Lina Zecchi (Ca Foscari, Venezia); Albert Mayr
(compositore); Prof. Sivia Bordini (Universit La Sapienza, Roma); Prof. Mauro Rustici
(Universit di Sassari); Dario Giorgini (Sindaco di San Leo), Natalino Cappelli (Consigliere,
San Leo)

Inghilterrra: Prof. William Rowe (Birkbeck College, University of London); Prof. Brian
Goodwin (Centre for Holistic Research, Schumacker College, Essex)

Belgio: Prof. Pieter Uyttenhove (Universit de Gant); Prof. Dominique Lambert (Universit
de Namur); Elisa Brune (scrittrice e giornalista, Bruxelles), Frank Pierobon (IHECS,
Bruxelles)

Francia: Prof. Pierre Kerszberg, Prof. Pierre Montebello (Universit de Toulouse); Prof.
Eric Bois (Observatoire de la Cte dAzur, Nice), Prof. Jean-Pierre Luminet (Observatoire
de Paris-Meudon, CNRS et Universit de Paris); Prof. Philippe Descola, Prof. Augustin
Berque, Prof. Maurizio Gribaudi (EHESS, Paris); Franoise Py, Claire Fagnart et Philippe
Nys (Universit Paris VIII); Prof. Pascal Gabellone (Universit Montpellier III); Prof.
Martine Bouchier (); Christine Rugemer (European Service Network); Prof. Lorraine Verner
(Ecole Nationale dArt, Paris)

Svizzera: Prof. Silvia Mancini (Universit de Lausanne); Prof. Claude Calame (Universit de
Lausanne e EHESS, Paris)

Spagna : Toni Rumbau (drammaturgo) e Rebecca Simpson (poetessa)

Stati Uniti: Prof. James Michels (Wayne State University, Detroit)





***























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Sommario:


1. Introduzione


2. Scopi generali del progetto


3. Temi centrali della discussione


4. Soggetti e assi centrali di ricerca


5. Punti strategici


6. Obiettivi concreti


7. Modalit e scadenze organizzative


8. Centri e istituzioni implicati nel progetto o suscettibili di esserlo


9. Conclusioni

























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La sensibilit chez les modernes est en voie daffaiblissement, puisquil faut une excitation
plus forte, une dpense plus grande dnergie pour que nous sentions quelque chose. Cette
attnuation de la sensibilit se marque assez par lindiffrence croissante et gnrale la
laideur et la brutalit des aspects.
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Paul Valry

1. INTRODUZIONE

Con il presente documento intendiamo proporre una prima bozza di lavoro teorico-
programmatica e organizzativa atta ad avviare un dibattito comune sulle questioni e le
proposte qui contenute. Proponiamo ad ognuno dei destinatari di apportare le modifiche che
ritiene necessarie su tutti gli aspetti del progetto nonch di proporre un documento
alternativo al fine di pervenire ad una base teorica e operativa comune. Ci diamo come
obiettivo la costituzione di un tessuto di centri istituzionali e di personalit fortemente
radicato nella realt europea e aperto sul Mediterraneo e sul mondo. Lavoriamo affinch
Pharos diventi uno dei promotori fondamentali di questa comunit e di questo processo.
Pensiamo a Pharos come elemento propulsivo del progetto.


2. SCOPI GENERALI DEL PROGETTO

Il progetto Pharos parte dalla constatazione che siamo di fronte a una erosione del senso che
riguarda tutti i campi e le forme della conoscenza. A ci si aggiunge il rischio di una perdita
molto pi vasta e per certi aspetti irreversibile. Assistiamo, infatti, allimpoverimento rapido
della biodiversit, alla scomparsa di culture e di lingue, al degrado dei diversi ecosistemi di
cui certe attivit umane sono le prime responsabili. Questa desertificazione e banalizzazione
ha delle conseguenze sociali sconvolgenti. Pi lambiente simpoverisce nelle sue forme
darmonia, pi si riducono le nostre capacit di percepire e intuire quello che ci circonda. In
realt si vive uno spazio impoverito nelle sue forme estetiche, nelle sue dinamiche vitali, nei
suoi significati e privo di unequilibrio essenziale.

Per altro si schiacciati su temporalit artificiali ed eterodirette, in gran parte avulse dai
ritmi biologici, antropologici e culturali inerenti agli esseri umani. Infine il sensorio
sottomesso a molteplici processi che ne intaccano le capacit fondamentali. Questo avviene
sia attraverso unaggressione diretta che tramite un complesso processo di spostamento delle
soglie percettive assolute. Da un lato, per esempio, allamplificazione dei suoni corrisponde
labbassamento delle capacit uditive (talvolta al limite della sordit), dallaltro la
progressiva smaterializzazione dellattivit umana (molecolarizzazione e atomizzazione
chimico-genetica, campi elettromagnetici, informatizzazione dei processi, accelerazione
fisico materiale di questi stessi, ecc.) pone, di fatto, i risultati di questa attivit al di l di
ogni possibile capacit didentificazione e controllo.

Tutto questo induce una perdita dintelligenza e di sensibilit individuale e collettiva. qui
la vera origine di molti e svariati problemi sociali ed economici ed la ragione per la quale
riteniamo che sia urgente attirare su questo nodo di problemi lattenzione degli scienziati,
dei filosofi e degli artisti nonch delle personalit politiche, economiche e culturali.

Proponiamo di superare le frontiere artificiali che separano i diversi campi disciplinari e
suggeriamo nuove collaborazioni e incontri tra la ricerca teorica e le pratiche dei saperi. Ci
sembra sempre pi urgente far comunicare in modo fruttuoso e originale la scienza, la

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La sensibilit dei moderni si sta indebolendo poich necessaria uneccitazione pi forte, un dispendio pi
grande di energia per sentire qualcosa. Questa attenuazione della sensibilit si manifesta assai attraverso
lindifferenza crescente e generale alla bruttezza e alla brutalit degli aspetti
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filosofia e larte in modo da contribuire alla crescita di una nuova sensibilit estetica,
filosofica e scientifica.

Proponiamo inoltre delle forme dintervento nel territorio e nella societ civile. Intendiamo
avere un ruolo critico, e nel contempo di stimolo e di innovazione in merito alla necessit di
un cambiamento profondo, sia a livello nazionale che delle comunit locali, dei parametri e
dei valori addottati fino ad ora per operare sullassetto del territorio, per realizzare lo
sviluppo economico e sociale, nonch per il modo in cui vengono pensati e gestiti i beni e le
risorse ambientali, artistiche e scientifiche, sempre pi dilapidate e sempre meno valorizzate.

Lobiettivo alto e ambizioso. Non si tratta pi di garantire uno sviluppo e un progresso
senza limiti, ma piuttosto di condurre una battaglia teorica e spirituale per la valorizzazione
e il rispetto di tutte le risorse naturali, vitali e umane. E ci pu solo avvenire nella
prospettiva della costruzione di un nuovo umanesimo che contribuisca a riconciliare la
ricerca scientifica con la riflessione filosofica e limmaginazione artistica.

Ci appare chiaro che abbiamo bisogno di un governo umano degli esseri umani. Ci sembra
altres necessaria lelaborazione di una visione qualitativa il cui scopo non sia quello di
dominare (e sfruttare) la natura e la biosfera, ma di vivere in armonia con esse, poich ne
siamo parte integrante e pienamente coinvolti nelle loro storie co-evolutive e nelle loro
dinamiche biologiche e antropologiche complesse.


3. TEMI CENTRALI DELLA DISCUSSIONE

3.1. I principi di una scienza qualitativa: dallautorganizzazione biologica alla
morfogenesi nella natura

Il principale intento di questo progetto di proporre una riflessione al contempo filosofica,
scientifica, antropologica ed estetica sulle ragioni che rendono oggi imperioso un
cambiamento profondo nel modo di concepire i rapporti tra luomo e la natura.
Parallelamente, si dovr affrontare la questione ormai ineludibile delle conseguenze per certi
aspetti catastrofiche e irreversibili che una concezione puramente utilitarista e tecnicistica
dell'ambiente sta avendo sui nostri modi di vita e sulla stessa condizione umana. Infatti, se
da una parte assistiamo a una costante accelerazione del progresso scientifico e tecnologico,
dall'altra i pericoli e le sfide che coinvolgono lumanit assumono contorni e caratteri
sempre pi precisi e urgenti. Questi pericoli annunciano limiti di sopravvivenza per
lumanit e pongono nuovi problemi sociali ed etici, che mettono per la prima volta lessere
umano di fronte a responsabilit che varcano larco della sua esistenza individuale e si
proiettano a breve termine sulle condizioni e la qualit della vita delle generazioni che
seguiranno immediatamente la nostra.

Luso indiscriminato delle biotecnologie rischia per certi versi di stravolgere
irrimediabilmente la nozione stessa di ci che per millenni si chiamato umano. Inoltre
sono sotto ai nostri occhi gli effetti devastatori che un certo tipo di sviluppo industriale ha
prodotto non solo sulla natura e sullambiente, ma anche sul patrimonio culturale e artistico
dell'umanit intera e sulla sua memoria storica e antropologica. Infine, certe applicazioni
tecnologiche risultanti da progressi scientifici (di cui non si possono peraltro negare gli
effetti in molti casi benefici su una parte dell'umanit), pongono la scienza e la societ civile
di fronte a una svolta ineluttabile: o continuare ad approfondire il divario tra la cultura
scientifica e la cultura umanistica, o imboccare il nuovo cammino di una ricomposizione tra
le due culture imperniato sulla riscoperta del significato storico-filosofico e del valore
estetico e poetico della natura.
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Riteniamo perci che ci sia lesigenza vitale di costruire una visione nuova della natura, e
del posto degli esseri viventi in essa, nei suoi diversi aspetti biologici, ambientali e
antropologici, molto meno finalizzata al suo asservimento tecnologico e al suo sfruttamento
economico, e molto pi attenta a valorizzarne le sue leggi storiche complesse, i suoi processi
vitali, le sue qualit creative e i suoi significati simbolici e culturali.

Con le sue attivit Pharos intende contribuire a sviluppare una riflessione profonda e
importante sulla necessit di elaborare una ecoscienza, vale a dire una nuova ecologia
della natura e dello spirito.

Temi di ricerca e di discussione:
1. Percorsi di una scienza qualitativa: da Goethe a Thom
2. Genesi, crescita e significati delle forme: sulle relazioni tra mondi microscopico,
nanoscopico e macroscopico.
3. Origine della vita, processi di auto-organizzazione ed elementi di una semiofisica
4. Scienza del non lineare, dell'irreversibile e crisi del paradigma meccanicista
5. Strutture dissipative, fenomeni lontani dallequilibrio e entropia temporale
6. Simmetrie, simmetrie infrante e carattere creativo della natura
7. Metafisiche e valori estetici della creazione scientifica
8. Idee per uno sviluppo economico umano e sostenibile
9. Fonti di energie alternative e riequilibrio degli ecosistemi

3.2. Tensioni e relazioni tra arti e scienze

Le arti e le scienze condividono, in Occidente, una lunga storia di figure, problematiche e
riflessioni comuni. Per quanto riguarda il XX secolo non possiamo non constatare che si
tratta di un secolo ricco di eventi novatori. Numerose mutazioni dordine paradigmatico
sono, in effetti, intervenute: al cambiamento radicale delle categorie estetiche tradizionali
(avanguardie storiche, neo avanguardie, arti tecnologiche) ha corrisposto, sul piano delle
scienze, la crisi del modello Galileiano-Newtoniano, crisi alla quale sono state date
successive e differenti risposte con la relativit, la fisica quantistica, le teorie dinamiche del
caos, ect.

Possiamo parlare anche di sfrangiamento delle arti, vale a dire della mescolanza, della
sovrapposizione o anche del crollo delle forme disciplinari costituite, che si manifesta nella
proliferazione delle dinamiche multi-media, inter-media, mixed-media e in certe
manifestazioni artistiche quali lhappening, larte concettuale o ancora le arti elettroniche e
tecnologiche. Ugualmente la questione dellapproccio metodologico e epistemologico, e
della definizione delloggetto scientifico in quanto tale, si pone con forza
nellinterrogazione, sempre pi attuale, riguardante i contenuti e le modalit delle ricerche
multidisciplinari, interdisciplinari e transdisciplinari.

Daltra parte differenti fattori sembrano indicare delle analogie importanti fra le scienze e le
arti. Tutto ci si manifesta nellutilizzazione comune degli stessi media tecnologici (dal
computer al laser, fino alle biotecnologie) cos come attraverso una specie di processo
desteriorizzazione che porta queste due forme di conoscenza a uscire sempre pi dai loro
propri ambiti di riferimento. Per quanto riguarda sia le scienze che le arti, in effetti, si assiste
a una forte mediatizzazione e spettacolarizzazione dei loro risultati e prodotti cos come ad
una loro redditivit crescente. La scienza e larte sono divenute i pilastri fondamentali del
sistema economico, sociale e culturale attuale, nel quale tuttavia la prima si trova ad essere
spesso piegata a una dinamica operativista e applicativa e la seconda orientata
principalmente verso un mercato planetario di massa.
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Di fronte ad una scienza che diviene sempre pi sperimentale e che tende a materializzare e
inverare, nella sua creativit, ogni realt possibile, e di fronte ad unarte che fonda spesso le
sue dinamiche su una trasgressione programmata e spettacolare o sulle acquisizioni
tecnologiche delle stesse scienze, una riflessione etica e filosofica inedita si imposta tanto
nellambito dellarte e della scienza che allintersezione tra questi due ambiti.

Urge la necessit di rivalorizzare e coltivare al contempo la scienza in quanto forma di
conoscenza ed espressione di uno spirito critico, e larte in quanto elemento di ricerca libera
e di creazione. Le scienze fondamentali hanno perso notevolmente nel corso dellultimo
secolo della loro natura di forma di conoscenza creatrice, congetturale e disinteressata, per il
fatto che esse dipendono sempre pi da interessi sociali, economici e militari che ne
occultano la loro vocazione primaria. Si assiste oggid a una tendenza forte che consiste a
sopravalutare lorigine e la portata sociologica della scienza, a scapito delle sue motivazioni
intrinseche e filosofiche. C il rischio in questo modo di scartare o quantomeno di
sottovalutare la questione del senso nella scienza. Schiacciata tra la sua tecnicit sempre pi
specialistica e le sue diverse subalternit sociali, la scienza si allontana della sua sorgente e
anima che sono lo stupore, la riflessione e limmaginazione, la creazione e lesplicazione dei
fenomeni che ci circondano. Il progetto di una nuova filosofia della natura, che Pharos
intende sviluppare, consiste nel riprendere e rinnovare i legami con tale sorgente.

Alcuni temi ci sembrano attraversare e accomunare le arti e le scienze:
1. La nozione di sperimentazione e il suo ruolo nelle arti e nelle scienze

2. La questione della tecnica e linfluenza da questa esercitata nel processo di co-
evoluzione della scienza e dellarte (tecniche di memorizzazione, trattamento e
trasmissione dellinformazione e della visualizzazione, modellizzazione cognitiva,
produzione di dati)

3. Convergenze/divergenze negli approcci metodologici e tematici rispetto a una
problematica filosofica comune sulle nozioni trasversali e fondatrici quali : forma,
valore, creazione, modellizzazione, immaginario collettivo, identit etica e culturale.

4. Rapporti e conflitti nelle pratiche rispettive degli scienziati e degli artisti tra
razionalit/irrazionalit, coscienza/inconscio, causalit/caso, verit/bellezza,
metodo/intuizione, verificazione/falsificazione, progresso/creazione.

5. La tematica del medium e le problematiche ad essa connesse, tra le quali: il rapporto tra
i mezzi messi in opera ed i risultati cognitivi ed estetici ottenuti.

6. Ruolo del sensorio e della percezione nellarte e nella scienza : modalit percettive e
modelli cognitivi

7. La questione etica e i suoi molteplici e fondamentali risvolti.

8. Dinamiche comunicazionali, estetiche e simboliche nella natura e nelle societ

9. La relazione alla tecnica, per unecologia dei media.





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3.3. La questione filosofica, etica e antropologica delle relazioni tra esseri umani, natura e
cultura: dall'ecodinamica a una semiotica ed estetica della natura e del vivente

Ci proponiamo di avviare una riflessione sui limiti del determinismo genetico e delle sue
diverse diramazioni nella sociobiologia, nell'antropologia fisica e nelle neuroscienze.
Intendiamo suscitare nel contempo una riflessione sulle nuove possibilit che si presentano
oggid, alla luce di un'insieme di concetti e metodi introdotti negli ultimi anni, di sviluppare
un'approccio integrativo e relazionale degli esseri viventi e delle loro interazioni con un
ambiente naturale e culturale globali. Partendo dall'idea che gli esseri viventi sono delle
entit dotate di auto-organizzazione e di un significato che si costruisce nello spazio e nel
tempo in relazione con dei contesti coevolutivi, si cercher di mostrare che dei nuovi livelli
ontologici, irriducibili alla sola ontologia meccanica e/o genetica, devono essere integrati a
una definizione pi completa della vita e del vivente. Questi livelli ontologici fanno
intervenire delle propriet non meccaniche e dei processi che non sono meramente fisici,
come per esempio l'intuizione dello spazio e del tempo vissuti e trasmessi tramite la
memoria, i riti e il linguaggio, le esperienze psicologiche, gli effetti delle emozioni e dei
sentimenti sui nostri stati di coscienza e le nostre rappresentazioni cognitive. Essi fanno
inoltre intervenire le interazioni del nostro corpo e dei suoi movimenti con la natura nelle
sue molteplici forme, l'influenza dell'ambiente e di vari altri contesti sulle nostre percezioni
e sui nostri comportamenti, delle relazioni tra gli spazi vissuti, i diversi cicli temporali e i
sistemi simbolici e culturali, ecc.

Si proporr e si discuter l'ipotesi secondo la quale l'esperienza sensibile e soggettiva una
componente essenziale dell'evoluzione del vivente e del legame ecologico che unisce gli
esseri umani alla natura, e quest'ultima alla cultura. La vita stessa dovrebbe in realt essere
concepita come fenomeno partecipativo e coevolutivo. In effetti, lungi dal ridursi al suo
substrato chimico-fisico (peraltro fondamentale), essa rivela bel altre dimensioni che gli
stessi organismi viventi costruiscono nel corso dell'evoluzione grazie a un'interazione attiva
con i diversi ecosistemi e con la biosfera. Tra queste dimensioni, assumono un'importanza
particolare quelle organica, cognitiva, simbolica ed etica, ad ognuna delle quali corrisponde
un'ontologia specifica e in un certo senso irriducibile, nonch una forma specifica
d'intelligenza e di sensibilit.

Il fatto di concepire il vivente in questo modo, permette di liberarsi di due limiti importanti
che hanno contraddistinto la storia della biologia e pi generalmente delle scienze umane
negli ultimi cinquant'anni. Il primo limite quello del determinismo genetico a cui si gi
fatto allusione (dove il vivente interamente e ineluttabilmente determinato dai geni, che a
loro volta obbediscono a un codice fisso), fondato su puri meccanismi chimico-fisici per cosi
dire ciechi (vale a dire del tutto privi di significato e di finalit). Il secondo limite,
direttamente legato al primo, quello della selezione naturale vista come il risultato di
variazioni totalmente aleatorie alle quali gli individui e le specie devono passivamente
adattarsi per sopravvivere. La sfida scientifico-filosofica che lanciamo consiste nel mostrare
che questi modelli non sono i soli e in molti casi neanche i pi adatti per studiare e capire
l'organizzazione e l'evoluzione degli esseri viventi e le loro interazioni con l'ambiente e la
natura. da sottolineare il fatto a questo proposito che a tutte le scale di grandezza e a tutti i
livelli di organizzazione, gli esseri viventi sono i sistemi pi complessi e pi organizzati che
esistano nella natura, e ci resta vero che li si studi dal punto di vista morfologico, da quello
del loro funzionamento interno, o da quello semiotico. Si tratta di vere e proprie strutture
dotate di storia, poich esse sono atte a preservare la memoria delle forme acquisite nel
passato, nel corso di lunghe fasi temporali che furono quelle dell'evoluzione biologica,
ecologica e etnologica. Gli organismi viventi non sono degli osservatori estranei, ne tanto
meno dei semplici meccanismi passivi, ma piuttosto delle entit che evolvono nello spazio e
nel tempo, capaci di modificare i loro limiti (contraintes) interni, il loro milieu
17
(environnement) e i loro comportamenti, e altres di sviluppare molteplici funzioni e
significati.

Proponiamo le seguenti tematiche al dibattito ed alla ricerca collettivi :

1. Antropologia della natura e relazioni umano-non umano
2. Interazioni tra percezione dellambiente e formazione della coscienza
3. Limiti del riduzionismo bio-tecnologico e significato polisemico del vivente
4. Biodiversit, equilibri della biosfera e cicli essenziali della vita
5. Problemi e prospettive di una nuova ecologia della natura e dello spirito
6. Elogio del corpo e del movimento : dallespressivit multipla alla multimodalit della
percezione
7. Sensorio, modelli cognitivi e ambiente

3.4. Contributo allelaborazione di una nuova identit culturale europea

Riteniamo questo aspetto di una particolare attualit. Nei vasti e complessi processi
biologici, ecologici, culturali, estetici, cognitivi e politici che stanno trasformando il mondo,
ci sembra necessario indicare il ruolo e le competenze, le specificit e le concordanze che
leredit europea comune e la sua nuova identit istituzionale mettono in gioco, in quanto
ricchezza, responsabilit e doveri, nei confronti delle altre culture e realt politico-
istituzionali nel mondo.

Proponiamo al dibattito i seguenti punti:
1. Eredit e prospettive della cultura europea
2. Tradizioni filosofiche e culture letterarie a confronto
3. Proposte per far rinascere il Mediterraneo
4. Il modello mediterraneo da salvaguardare e reinventare. Scienza, filosofia e arte:
un nodo di scoperte e di creazioni
5. Come far dialogare Occidente e Oriente
6. Modalit cognitive, estetiche e culturali di fronte alla mondializzazione
7. Rapporti tra antichit e modernit

3.5. Cosmologia, filosofia e teologia della creazione e dellevoluzione

Ci sembra, infine, importante di prendere in considerazione e rivisitare le teorie e le visioni
cosmologiche al fine di valutarne il ruolo nel divenire della vita e dellumano. Tre
problematiche ci sembrano particolarmente interessanti da approfondire.

1. Contenuti e signifiati del mito della creazione
2. Teorie cosmologiche dellevoluzione delluniverso
3. Natura e formazione delle leggi cosmiche e ipotesi sulle origini della vita
4. Finitudine, propriet dellinfinito e ontologie del movimento


4. TEMI E ASSI CENTRALI DI RICERCA

Il centro Pharos si propone di sviluppare delle direzioni di ricerca che appaiono in gran
parte inedite e particolarmente promettenti. Intendiamo privilegiare degli approcci
interdisciplinari per lo studio e la comprensione di una serie di questioni fondamentali, qui
sotto indicate, mettendo in luce al contempo gli aspetti formali, empirici, epistemologici ed
estetici. A tal fine proporremmo di organizzare nei prossimi anni al centro Pharos, in
collaborazione con altri organismi e istituzioni di ricerca, diversi corsi di formazione, delle
18
scuole di perfezionamento per studenti e altres delle attivit pi pubbliche rivolte a costruire
un dialogo degli scienziati, dei filosofi e degli artisti con le comunit locali e i cittadini.

Le nuove frontiere delle matematiche non lineari: dai fenomeni caotici allemergenza
delle strutture e dei motivi nella natura e nel vivente.
Cosmologia, transizioni di fase e origini della vita.
I misteri dello spazio e del tempo: dalla topologia delluniverso ai modelli
multidimensionali dello spazio e del tempo (poliedri, corde, nodi, strutture esotiche).
Fisica ingenua, strutture ecologiche (pregnanze/saienze) e processi percettivi.
Inquinamento acustico, degradazione ambientale e effetti sulla percezione e la salute;
studi teorici e sperimentali.
Le nuove frontiere delle tecnica tra rischi e potenzialit, nelle arti, le scienze e la
filosofia: dai mondi virtuali alle nuove biotecnologie.
Livelli di organizzazione del vivente e dinamiche complesse dellevoluzione biologica:
aspetti biologici, antropologici ed epistemologici.
Elementi per la costruzione di una nuova sensibilit tra percetto, affetto e concetto.


5. PUNTI STRATEGICI

Articolare una carta dei criteri sociali ed educativi essenziali atta a fondare una rinnovata
concezione del rapporto tra esseri umani, natura e cultura
Elaborazione di una carta dei valori per lambiente e un non-sviluppo umano e
sostenibile
Documento per la ridefinizione delle scelte artistiche ed estetiche
Per una rivalorizzazione della cultura dellacqua, del verde e delle piazze
Agricoltura ecologica e nuove pratiche della salute


6. OBIETTIVI CONCRETI

Per quanto riguarda il centro Pharos, crediamo necessaria la creazione di un comitato di
garanti che permetta una stabilit istituzionale ed un radicamento del centro nel tessuto
civile locale e sul piano europeo.
Gli obiettivi concreti che vorremmo pervenire a realizzare sono i seguenti:

1. Presentazione di un programma di ricerca comune alle istanze europee, nazionali e locali
al fine di coordinare la nostra ricerca secondo gli obiettivi elaborati.
2. Proposte organiche, orientate alla societ civile ed alle istituzioni, per riorganizzare e
reinventare gli stili di vita e fondare una nuova dinamica collettiva nel vissuto spazio-
temporale.
3. Formazione di un comitato di garanti. Lista provvisoria dei membri che si intende
contattare :

Dario Giorgini Sindaco di San Leo
Madame Viviane Reding
Monsignor Paolo Rabitti Vescovo di San Marino-Montefeltro
Natalino Cappelli, Consigliere San Leo
Direttore generale dellUnesco a Parigi
Rappresentante dellUnesco (sede di Venezia) Prof. Hassan Dalafi
Rappresentanti nazionali o regionali di Amnesty International e della Lega Ambiente
Due deputati europei delle circoscrizioni Marche e Emilia Romagna
Giovanna Melandri (ex Ministro per i Beni Culturali)
19
Rappresentanti delle Regioni Marche ed Emilia Romagna
Rappresentante della provincia di Pesaro-Urbino
Rolando Rossi Presidente della Comunit Montana
Sandro Pascucci, Sindaco di Longiano
Rettori delle Universit di Urbino e Siena
Rettore dellUniversit di Parigi 8 e la Presidente dellcole
des Hautes Etudes en Sciences Sociales (Parigi)
Padre Bartolomeo Sorge
Giovanni Franzoni (Comunit di base di S. Paolo)
Enzo Tiezzi
Giuseppe Caglioti
Giuseppe Paioni
Gerda Panofsky
Aldo Gargani
Giuseppe O. Longo
Emanuele Severino
Pietro Citati
Jorge Eielson
Albert Mayer
Antonio Tabucchi
Antonio Bonaviri
Ernesto Sabato
Philippe Descola
Gregoire Nicolis
Nils-Udo
Sergio Albeverio
Giulio Giorello
Carlo Ossola
Pier Luigi Luisi
Amartya Sen
Jos Saramago
Giuseppe Penone
Claudio Abbado
Matthieu Ricard
Trinh Xuan Thuan
Hans-Peter Drr
Piet Hut
Stuart A. Kauffman
Brian Goodwin
Ian Stewart
John D. Barrow
Gao Xingjian
Jacques Ricard
Carlo Sini
Giuseppe Longo
Stefano Fantoni
Jean-Pierre Luminet
Massimo Cacciari
Marcello Cini
Giorgio Parisi
Carlo Bernardini
Michele Emmer
Jean-Claude Risset
20
Giovanni Berlinguer
Renato Soru

4. Formazione di un comitato scientifico :
R. Barbanti, L. Boi, G. O. Longo, Enzo Tiezzi, Pascal Gabellone, Nadia Marchettini,
William Rowe, Brian Goodwin, Jean-Pierre Luminet, Albert Mayer, Eric Bois, Giuseppe
Paioni, Silvia Mancini, Claude Calame.

5. Creazione di una collana PHAROS in Italia : Per un nuovo Umanesimo: FilosofieArti
Scienze realizzata con Walter Raffaelli Editore


7. MODALIT E SCADENZE ORGANIZZATIVE

(a) Gennaio 2005: invio del documento di preparazione ai destinatari elencati sopra.

(b) Inizio Febbraio 2004: rinvio del documento di preparazione, opportunamente emendato
o nuova proposta programmatica a:

Roberto Barbanti
Dpartement Arts Plastiques (UFR I)
Universit Paris 8
2, rue de la Libert
93526 Saint Denis cedex 2
Francia
e-mail: barbanti@club-internet.fr
oppure a
Luciano Boi,
EHESS
54 boulevard Raspail
75006 Parigi
Francia
e-mail: Boi@ehess.fr

(c) 4-6 Marzo 2005, Centro Pharos: incontro di studio e di lavoro sul testo programmatico
in vista dellorganizzazione e della fondazione di una rete istituzionale operativa. Proposta
in ambito CEE per fondi comuni finalizzati alla realizzazione del progetto.

(d) 6 -8 Maggio 2005, Centro Pharos, Convegno internazionale sul tema: Arti, Scienze ed
Etica : le nuove frontiere disciplinari e le sfide filosofiche inedite. Contributo alla
costruzione di una identit culturale e spirituale europea rinnovata, e sulle tematiche
connesse elaborate nellincontro di marzo 2005.


8. CENTRI E ISTITUZIONI IMPLICATI NEL PROGETTO O SUSCETTIBILI DI
ESSERLO

Inghilterra :
University of London, Birkbeck College (Prof. William Rowe) ; School of Languages,
Linguistics & Culture, 43 Gordon SquareBloomsbury, London WC1H OPD, UK.
Centre for Holistic Science, Schumacker College, Essex (Prof. Brian Goodwin),
Warwick University, UK (Prof. Ian Stewart)
Cambridge University, UK (Prof. John Barrow)
21

Belgio :
Universit de Gant (Prof. Pieter Uyttenhove) ; Dpartement dArchitecture et
dUrbanisme, Jozef Plateaustraat 22, B-9000 Gent
Dpartement de Philosophie, Universit de Namur (Prof. Dominique Lambert) ; Facults
Universitaires Notre-Dame de la Paix, Dpartement Sciences, Philosophies, Socits, 61
rue de Bruxelles, 5000 Namur, Belgique.
Universit Libre de Bruxelles, Service de Physique Chimie et Section de Philosophie
(Prof. Gregoire Nicolis e Prof. Isabelle Stengers)

Germania:
Zentrum fr interdisziplinre Forschung (Centre pour la Recherche Interdisciplinaire),
Universit de Bielefeld (Prof. Sergio Albeverio) ; Wellenberg 1, 33615 Bielefeld,
Universitt Bielefeld.
FEST, Institut fr Interdziplinre Forschung e Institut fr Theoretische Physik,
Universitt Heidelberg (Prof. Ion-Olimpiu Stamatescu, Prof. Hans Diefenbacher)
Max-Planck Institut fr Physik, Mnich (Prof. Hans-Peter Drr)
Max-Planck-Institut fr Entwicklungbiologie, Tbingen (Prof. Alfred Gierer)

Francia :
Universit de Toulouse, Dpartement de Philosophie (Prof. Pierre Kerszberg, Prof.
Pierre Montebello) ; Universit de Toulouse-Le-Mirail, 5, Alles Antonio-Machado,
31058 Toulouse Cedex 1.
Observatoire de Paris-Meudon, CNRS et Universit de Paris VII (Prof. Jean-Pierre
Luminet) ; LUTH, Observatoire de Paris-Meudon, 92295 Meudon.
Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Paris (Prof. Maurizio Gribaudi, Luciano
Boi, Philippe Descola, Augustin Berque, Herv Lebras, Jacques Lenhardt) ; 54
boulevard Raspail, 75006 Paris.
Universit Paris VIII (Franoise Py, Claire Fagnart, Philippe Nys et Roberto Barbanti) ;
2 rue de la Libert, 93526 Saint Denis Cedex 02.
Universit Montpellier III (Prof. Pascal Gabellone et Makis Solomos) ; Route de Mende,
34199 Montpellier Cedex 5.
Observatoire de la Cte dAzur, Equipe de Dynamique Non-Linaire (Prof. Eric Bois)
Ecole Normale Suprieure, Laboratoire de Physique Statistique e Dpartement
dInformatique (Prof. Yves Couder, Prof. Giuseppe Longo)
IRCAM, Paris (Bernard Stiegler, Directeur de lIrcam)
Prof. Philippe Sers (cole dArchitecture Paris La Villette)
Prof. Martine Bouchier, Ecole dArchitecture, Paris
Prof. Marc H. V. Van Regenmortel, Ecole Suprieure de Biotechnologies de Strasbourg

Italia :
Universit Statale di Milano, Dipartimento di Filosofia (Prof. Giulio Giorello, Prof.
Carlo Sini) ; Via Festa del perdono, 7 20133 Milano, Italia.
Universit di Siena, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche e dei Biosistemi,
(Prof. Enzo Tiezzi, Prof. Nadia Marchettini, Prof. Antonio Melis) ; Pian dei Mantellini,
44 53100 Siena, Italia.
Universit di Urbino, Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica (Prof. Giuseppe
Paioni, Prof. Paolo Fabbri, Prof. Mario Neve) ; Piazza del Rinascimento, 7 61029
Urbino, Italia.
Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Nucleare (Prof. Giuseppe Caglioti) ;
Centro di Studi Nucleari Enrico fermi CESNEF, Via Ponzio 34/3, 20133 Milano,
Italia.
22
Universit di Trieste e SISSA, Dipartimento di Informatica (Prof. Giuseppe O. Longo),
Via A. Valerio, 10 34127 Trieste, Italia.
Universit di Roma III, Dipartimento di Biologia (Prof. Pier Luigi Luisi)
Universit di Pisa (Prof. Aldo Gargani, dipartimento di Filosofia; Prof. Federico Galleni,
dipartimento di scienze agrarie)
Universit di Ferrara, Dipartimento di Morfologia e Embriologia (Prof. Marcello
Barbieri)
Universit di Trento, Istituto di Filosofia (Prof. Paola Giacomoni)

Svizzera
Universit de Lausanne, Facult de Lettres (Prof. Claude Calame e Prof. Silvia
Mancini), Prof. Jacques Dubochet, Dpartement de Biologie


9. CONCLUSIONI

Se si d tutta l'importanza che meritano a questi punti e se ne tirano tutte le conseguenze,
appare allora chiaramente la necessit di un cambiamento profondo nel nostro modo di
guardare e di interagire con il nostro pianeta, la biosfera e la natura; quest'ultima, infatti, non
ammette nessuna separazione assoluta tra la materia vivente, la materia cosiddetta inerte e il
mondo umano del pensiero e del linguaggio e dell'espressione estetica e poetica. qui che
risiede il presupposto epistemologico di un nuovo umanesimo che miri, nella teoria cos
come nella pratica, a costruire un tuttaltro equilibrio tra la scienza (in quanto libera attivit
di scoperta e forma di conoscenza) e une riflessione filosofica rivolta a mettere in luce e a
valorizzare gli elementi e i significati estetici, antropologici e etici presenti nella natura e nel
suo divenire.

Alcuni scienziati e filosofi hanno parlato della necessit di un governo umano degli esseri
umani e di una scienza il cui scopo non sia quello di dominare la natura, ma di vivere in
armonia con la nostra Terra, di cui siamo parte integrante per interrelate storie coevolutive,
mentre il grande scrittore argentino Ernesto Sabato ha scritto: Prenons quelques instants
pour songer la grandeur laquelle nous pouvons encore aspirer si nous osons envisager la
vie autrement. Il faut savoir prendre ce risque, qui nous restitue la vritable dimension
humaine.
2


Per quanto riguarda l'organizzazione del convegno, si potrebbe svolgere in modo tale da
favorire soprattutto gli approcci interdisciplinari e le diverse visioni epistemologiche del
tema principale affrontato.




***








2
soffermiamoci un attimo a immaginare la grandezza alla quale possiamo ancora aspirare se osiamo prospettare
la vita in modo differente. Dobbiamo saper affrontare questo rischio che ci restituisce la vera dimensione
umana.
23




Centre Europen dtudes et de Recherches Interdisciplinaires
sur les Arts, les Sciences et les Philosophies
Centro Europeo di Studi e di Ricerche Interdisciplinari
sulle Arti, le Scienze e le Filosofie


Rencontre dtude et de travail
Du 4 au 6 mars 2005
San Leo (Pesaro-Urbino) Italie


Sous le Haut Patronage de Mme Viviane Reding
Prsidente de la Commission Europenne lducation et la Culture
Le parrainage et le soutien financier de la Commission Europenne
et de la Commune de San Leo



Chres et chers collgues, chres et chers ami(e)s,

Nous reprenons contact avec vous en vous faisant parvenir cette version provisoire dun
document de travail en vue de la rencontre dtude qui se tiendra au Centre PHAROS ( San
Leo) du 4 au 6 mars prochain. Nous souhaitons que cette premire (nouvelle) rencontre
puisse permettre de getter les bases dune collaboration permanente entre nous tous de sorte
pouvoir dfinir et proposer un projet de recherche commun aux institutions europennes,
nationales et locales.
En continuit avec cette premire rencontre, on envisage dorganiser un colloque
europen, du 6 au 8 mai, sur le thme Arts, Sciences et thique : les nouvelles frontires
disciplinaires et les nouveaux enjeux philosophiques. Contribution la construction dune
nouvelle identit culturelle et spirituelle europenne .
Ce projet du Centre PHAROS a t slectionn (au mois de juin 2004) par la
Commission Culture de la CE, laquelle nous avait dj accord en 2003 son haut patronage
par la dcision de la Prsidente de la Commission Europenne lducation et la Culture
Mme Viviane Reding.
Tout cela nous incite continuer dans notre engagement pour la ralisation du projet que
nous esprons fructueux pour nous tous. En vous remerciant de votre attention et
contribution, nous vous prions dagrer nos salutations les plus cordiales.



Roberto Barbanti, Luciano Boi
Simona Capra, Angela Gorini,
Simonetta Piscaglia e Sabrina Raggini


Liste des personnes ayant reu ce projet et ayant t invits participer cette rencontre

Italie: Prof. Enzo Tiezzi, Prof. Nadia Marchettini, Prof. Antonio Melis, Prof. Antonio Prete,
Dott. Riccardo Pulselli, Dott. Federico Rossi (Universit di Siena); Prof. Giuseppe Paioni,
24
Prof. Paolo Fabbri, Prof. Mario Neve, Mario Zunino, Paolo Bonetti (Centro Internazionale
di Semiotica e Linguistica e Istituto di Ecologia e Biologia Ambientali, Universit di
Urbino); Prof. Giuseppe O. Longo (Universit di Trieste); Prof. Paola Giacomoni
(Universit di Trento); Prof. Enrico Castelli Gattinara (Universit di Roma); Prof. Ludovico
Galleni (Universit di Pisa); Prof. Pier Luigi Luisi (Universit di Roma III); Albert Mayr
(Firenze), Silvia Bordini (Universit di Roma), Lina Zecchi (Universit Ca Foscari,
Venezia), Dario Giorgini (Sindaco di San Leo), Natalino Cappelli (Consigliere, San Leo)

Engleterre: Prof. William Rowe (Birkbeck College, University of London); Prof. Brian
Goodwin (Centre for Holistic Research, Schumacker College, Essex)

Belgique: Prof. Pieter Uyttenhove (Universit de Gant); Prof. Dominique Lambert
(Universit de Namur); Elisa Brune (scrittrice e giornalista, Bruxelles), Frank Pierobon
(IHECS, Bruxelles)

France: Prof. Pierre Kerszberg, Prof. Pierre Montebello (Universit de Toulouse); Prof. Eric
Bois (Observatoire de la Cte dAzur, Nice), Prof. Jean-Pierre Luminet (Observatoire de
Paris-Meudon, CNRS et Universit de Paris); Prof. Philippe Descola, Prof. Augustin
Berque, Prof. Maurizio Gribaudi (EHESS, Paris); Franoise Py, Claire Fagnart et Philippe
Nys (Universit Paris VIII); Prof. Pascal Gabellone (Universit Montpellier III); Christine
Rugemer (European Service Network); Prof. Lorraine Verner (Ecole Nationale dArt, Paris)

Suisse: Prof. Silvia Mancini (Universit de Lausanne); Prof. Claude Calame (Universit de
Lausanne et EHESS, Paris)

Espagne : Toni Rumbau et Rebecca Simpson (Dramaturges et potes, Barcelone)

tats-Unis: Prof. James Michels (Wayne State University, Detroit)






























25





Sommaire:


1. Introduction


2. Propos gnral du projet


3. Thmes fondamentaux de la discussion


4. Sujets et axes centraux de la recherche


5. Points stratgiques


6. Objectifs concrets


7. Modalits est chances organizatives


8. Centres et institutions impliqus dans le projet ou susceptibles de ltre


9. Conclusions





















La sensibilit chez les modernes est en voie daffaiblissement, puisquil faut une excitation
plus forte, une dpense plus grande dnergie pour que nous sentions quelque chose. Cette
attnuation de la sensibilit se marque assez par lindiffrence croissante et gnrale la
laideur et la brutalit des aspects.
26
Paul Valry

1. INTRODUCTION

Le prsent document est lesquisse dun plan de travail thorique et programmatique apte
lancer un dbat sur les questions et les propositions quy sont contenues. On vous propose
dapporter tous les changements que vous jugez ncessaires sur tous les points du projet, de
sorte pouvoir parvenir une base thorique et opratoire commune. Notre objectif est
darriver constituer un tissu de centres institutionnels et dindividus fortement enracin
dans le nouveau contexte europen et ouvert sur la Mditerrane et le monde. PHAROS
pourrait devenir lun des principaux promoteurs de cette communaut desprits et de ce
processus dides. Il sagit de raliser concrtement un centre qui puisse porter un tel projet.

2. PROPOS GENERAL DU PROJET

Le projet PHAROS est n du constat que nous sommes face une rosion du sens qui
affecte des travaux lis toute forme de connaissance. cela sajoute le risque dune
dperdition beaucoup plus vaste et, certains gards, irrversible. On assiste en effet
lappauvrissement acclr de la biodiversit, la disparition de pans entiers des cultures et
des langues, la dgradation de nombreux cosystmes dont certaines activits de lhomme
en sont le premier responsable. Cette dsertification et cette banalisation ne sont pas, en
outre, sans consquences sociales. Moins il y a des formes vivantes et signifiantes dans notre
environnement, plus nos possibilits perceptives et intuitives sont amoindries. Lorsque vous
vivez dans un espace dnou de formes esthtiques, dun quilibre essentiel, de dynamiques
vitales et dune certaine organisation culturelle apte vhiculer sens et mmoire,
lintelligence et la sensibilit vous quittent.

Par ailleurs, on est de plus en plus aplatis sur une temporalit artificielle et thero-dirige
, en grande partie sans rapport avec les rythmes biologiques, anthropologiques et culturels
inhrents aux tres humains. Cela a lieu aussi bien travers une agression directe qu
travers un processus complexe de dplacement des seuils perceptifs au-del de certains
paramtres critiques. Par exemple, dun ct, lamplification des sons correspond un
abaissement des capacits auditives (parfois la limit de la surdit), de lautre, la
progressive dmatrialisation de lactivit humaine (atomisation et molcularisation
chimico-gntique, champs lectromagntiques rpandus, informatisation et numrisation
des processus, leur acclration physique et matrielle, etc.) font en sorte, de fait, quune
telle activit se trouve au-del de toute possible capacit didentification et de contrle de la
part des individus eux-mmes.

Tout cela se traduit dans une perte dintelligence et de sensibilit individuelle et collective.
Les problmes socio-conomiques viennent aussi de l. Il nous a paru quil sagissait dun
nud sur lequel attirer lattention des chercheurs, des philosophes et des artistes, des
responsables politiques et conomiques et des communauts locales.

Nous proposons le dpassement des frontires artificielles qui sparent les diffrents champs
disciplinaires ; un effort doit tre fait pour, au contraire, traverser ces frontires et les faire
interagir. Il sagit encore de suggrer de nouveaux rapprochements et rencontres entre la
recherche thorique et les pratiques des savoirs. Il nous a paru urgent et ncessaire de faire
communiquer de nouveau, de faon fructueuse et originale, la science, la philosophie et lart,
dans le but de faire germer une nouvelle sensibilit tout la fois esthtique, philosophique et
scientifique.

27
Paralllement cet effort thorique et en liaison avec ces objectifs (que nous venons
dindiquer), il faudrait inventer de nouvelles formes dintervention dans le territoire, dans les
communauts locales et la socit civile. Il sagit dexercer un rle critique et, en mme
temps, de proposition et dinnovation propos de la ncessit dun changement profond
(tant au niveau national quau niveau des ralits locales) des paramtres et des valeurs
suivis jusqu maintenant pour oprer sur lorganisation du territoire, pour raliser le
dveloppement conomique et social, ainsi que pour la faon dont sont penss et grs les
biens et les ressources environnementales, artistiques et scientifiques, de plus en plus
dilapides et de moins en moins valorises.

Lobjectif est haut et ambitieux. Et cest un combat, non pas pour nimporte quel
dveloppement et nimporte quel progrs, mais bien pour la valorisation et le respect de
toutes les ressources naturelles, vitales et humaines. Et cela dans la perspective dun nouvel
humanisme qui parvienne rconcilier la science en tant que cration de concepts et non
pas en tant quappendice de la technique avec la rflexion philosophique et limagination
esthtique.

Aujourdhui, tout montre clairement que nous avons besoin dune gouvernance humaine des
tres humains. Il faudrait par ailleurs laborer une vision et une science qualitatives dont
le but ne soit pas celui de dominer et dexploiter la nature et la biosphre, mais bien plutt
de vivre en harmonie avec elles ; car de cette nature et de cette biosphre nous sommes une
part intgrante, et nous appartenons pleinement ses histoires co-volutives et ses
dynamiques biologiques et anthropologiques complexes.


3. QUELQUES THMES CENTRAUX POUR LA DISCUSSION

3.1. Les principes dune science qualitative : de lauto-organisation biologique la
morphogense dans la nature

Le principal objectif de ce projet est de proposer une rflexion la fois philosophique,
scientifique, anthropologique et esthtique sur les raisons qui rendent aujourdhui pressant
un changement profond dans la faon de concevoir les rapports entre lhomme et la nature.
Paralllement, il faudra aborder la question inluctable des consquences certains gards
catastrophiques et irrversibles quune conception purement utilitariste et techniciste de
lenvironnement est en train davoir sur nos modes de vie et sur la condition humaine elle-
mme. En effet, si dun ct on assiste une acclration constante du progrs scientifique
et technologique, de lautre, les dangers et les dfis qui touchent lhumanit toute entire
ont atteint des seuils et des caractres plus prcis et urgents. Ces dangers annoncent des
limites de survie et posent des problmes sociaux et thiques qui, pour la premire fois,
placent les tres humains devant des responsabilits qui vont au-del de leur propre
existence en tant quindividus, pour se projeter trs bref terme et lchelle plantaire sur
la condition et la qualit de vie des gnrations futures.

Lusage massif et hasardeux des biotechnologies risque en quelque sorte de bouleverser
irrmdiablement la condition spcifique mme de ce que nous avons appel des millnaires
durant lhumain. En outre, de jour en jour nous constatons les effets dvastateurs quun
certain type de dveloppement industriel a produit non seulement sur la nature et
lenvironnement, mais galement sur le patrimoine culturel et artistique de lhumanit
entire et sur sa mmoire historique et anthropologique. Enfin, certaines applications
technologiques rsultant de progrs scientifiques (dont on ne peut pas, dans beaucoup de
cas, nier les effets bnfiques sur une partie des populations), posent la science et la socit
civile face un tournant invitable : soit que lon continue approfondir lcart entre la
28
culture scientifique et la culture humaniste, soit que lon prend le chemin qui mne une
recomposition des deux cultures, chemin qui devrait sorienter vers la redcouverte de la
signification historique et philosophique, ainsi que de la valeur esthtique et potique de la
nature.

Nous pensons quil y a donc lexigence vitale de construire une nouvelle vision de la nature,
et de la place que les tres humains devraient avoir en son sein, en relation avec ses
multiples dimensions biologique, environnementale et anthropologique. Cette vision doit
moins tre fonde sur lasservissement technologique et lexploitation conomique de la
nature, et beaucoup plus soucieuse den valoriser ses lois et dynamiques historiques
complexes, ses processus vitaux, ses qualits cratives et ses significations symboliques et
culturelles.

Les activits que PHAROS se propose de dvelopper ont comme but de contribuer une
rflexion profonde et indite sur la ncessit dlaborer une coscience, savoir une
nouvelle cologie de la nature et de lesprit.

Thmes de recherche et de discussion :
1. Parcours dune science qualitative : de Goethe Thom
2. Gense, croissance et significations des formes : propos des relations entre les ralits
microscopique, nanoscopique et macroscopique.
3. Origines de la vie, processus dauto-organisation et lments dune smiophysique
4. Science de la non linarit, de lirrversible et crise du paradigme mcaniciste
5. Structures dissipatives, phnomnes loin de lquilibre et entropie temporelle
6. Symtries, brisures de symtries et caractre crateur de la nature
7. Mtaphysiques et valeurs esthtiques de la cration scientifique
8. Ides pour un dveloppement conomique humain et durable
9. nergies alternatives et rquilibre des cosystmes


3.2. Tensions et relations entre arts et sciences

En Occident, les arts et les sciences partagent une longue histoire de personnalits, de
problmatiques et de rflexions communes. En ce qui concerne le XXe sicle, force est de
constater quil sagit dun sicle riche en vnements novateurs. En effet, de nombreuses
mutations dordre paradigmatique sont intervenues : au changement radical des catgories
esthtiques traditionnelles (avant-gardes historiques, no-avant-gardes, arts technologiques)
correspond, au niveau des sciences, la crise du modle Galilen-Newtonien. Une crise
laquelle ont t donnes de rponses multiples et successives avec la relativit, la physique
quantique, les thories dynamiques du chaos, etc.

On peut ainsi parler d effrangement des arts, autrement dit du mlange, de la superposition
ou mme de leffondrement des formes disciplinaires constitues, qui est manifeste dans la
prolifration des dynamiques multi-media, inter-media, mixed-media et dans des
manifestations comme le happening, lart conceptuel ou encore les arts lectroniques et
technologiques. De mme, la question de lapproche mthodologique et pistmologique et de
la dfinition de lobjet scientifique comme tel se pose avec force dans le questionnement, de
plus en plus actuel, autour de la multidisciplinarit, de linterdisciplinarit et de la
transdisciplinarit.

Par ailleurs, diffrents facteurs semblent indiquer des analogies importantes entre sciences et
arts. Cela se manifeste par lutilisation commune des mmes media technologiques (de
lordinateur au laser, jusquaux biotechnologies) ainsi que par une sorte de processus
29
dextriorisation qui porte ces deux domaines de lesprit sortir de plus en plus de leurs
propres ambitus de rfrence. En effet, pour ce qui concerne aussi bien la science que lart,
nous assistons une forte mdiatisation et spectacularisation de leurs rsultats et produits de
mme qu leur rentabilisation croissante. La science et lart sont devenus les piliers
fondamentaux du systme industriel actuel : la premire pousse dans sa dynamique
oprativiste et applicative et le deuxime vers un march plantaire de masse.

Ces diffrents lments ont conduit une rflexion thique. Face une science qui devient
exprimentale et qui tend matrialiser dans sa crativit tout univers possible, et face un
art qui fonde souvent ses dmarches sur une transgression programme et spectaculaire ou sur
les acquis technologiques de la science elle-mme, une rflexion thique sest impose aussi
bien dans chacun de ces domaines quau croisement des deux.

Il y a urgence et ncessit de revaloriser et de cultiver tout la fois la science et lart. La
science en tant que forme de connaissance et dexpression dun esprit critique et lart en tant
qulment de recherche libre et de cration. Au cours du sicle dernier, les sciences
fondamentales ont beaucoup perdu de leur nature dune forme de connaissance cratrice,
conjecturale et dsintresse. Cela est d au fait quelles dpendent de plus en plus dintrts
sociaux, conomiques et militaires qui en occultent leur vocation premire. On observe
aujourdhui une forte tendance qui surestime lorigine et la porte sociologiques de la science
et cela au dtriment de ses motivations intrinsques et philosophiques. Cest ainsi que lon
risque dcarter, ou tout au moins de sous-estimer, la question du sens dans la science.
crase entre une technicit toujours plus spcialise et ses multiples subordinations sociales,
la science sloigne de son me et de ses sources qui sont ltonnement, la rflexion,
limagination, la cration et lexplication des phnomnes qui nous entourent. Le projet dune
nouvelle philosophie de la nature que Pharos souhaite dvelopper, rside essentiellement dans
la volont de renouer avec ces sources.

Un certain nombre de thmatiques semblent traverser et fdrer les arts et les sciences :

1. La notion dexprimentation et son rle dans les arts et dans les sciences.
2. La question de la technique et linfluence que celle-ci exerce dans le processus de co-
volution de la science et de lart (par exemple, les techniques de mmorisation, de
traitement et de transmission de linformation ou encore celles concernant la visualisation,
la modlisation et la production des donnes).
3. Les convergences et les divergences dans les approches mthodologiques et thmatiques
relatives une problmatique philosophique commune concernant les notions
transversales et fondatrices de forme, de valeur, de cration, de modlisation, dimaginaire
collectif, didentit thique et culturelle.
4. Les rapports et les conflits dans les pratiques respectives des scientifiques et des artistes
entre rationalit/irrationalit, conscience/inconscient, causalit/hasard, vrit/beaut,
mthode/intuition, vrification/falsification, progrs/cration.
5. La thmatique du medium et les problmatiques qui sy rattachent. Par exemple, le rapport
entre les moyens mis en uvre et les rsultats cognitifs et esthtiques obtenus.
6. Le rle du sensorium et de la perception dans lart et dans la science, la question des
modalits perceptives et des models cognitifs.
7. La question thique et ses implications multiples et fondamentales.
8. Les dynamiques communicationnelles, esthtiques et symboliques dans la nature et dans
la socit.
9. La relation la technique, pour une cologie des media.

30
3.3. La question philosophique, thique et anthropologique des relations entre tres
humains, nature et culture : de lcodynamique une smiotique et esthtique de la
nature et du vivant

Nous proposons de dvelopper une rflexion sur les limites du dterminisme gntique et
de ses diverses prolongations en sociobiologie, dans lanthropologie physique ou dans les
neurosciences. En parallle, notre but est de susciter une rflexion sur les possibilits
nouvelles qui soffrent aujourdhui, la lumire de quelques ides et mthodes nouvelles
introduites ces dernires annes, de dvelopper une approche intgrative et relationnelle des
tres vivants et de leurs interactions avec un environnement naturel et culturel global. En
partant de lide que les tres vivants sont des entits doues dauto-organisation et dune
signification intrinsque qui se construit dans lespace et le temps en relation avec des
contextes co-volutifs, on sattachera montrer que plusieurs niveaux ontologiques,
irrductibles la seule ontologie mcanique et/ou gntique, doivent tre intgrs une
dfinition plus complte de la vie et du vivant. Ces niveaux ontologiques font intervenir des
proprits non mcaniques et des processus non physiques, comme les expriences
psychologiques, les effets des motions et des sentiments sur nos tats de conscience et nos
reprsentations cognitives. Et galement, les interactions de notre corps avec la nature dans
ses multiples formes, linfluence de lenvironnement sur nos perceptions et comportements,
les relations entre les espaces vcus, les cycles temporels et les systmes symboliques et
culturels, etc.

Il sagira de discuter lhypothse selon laquelle lexprience sensible et subjective est une
composante essentielle de lvolution du vivant et du lien cologique qui unit lhomme la
nature, et celle-ci la culture. La vie elle-mme serait en fait concevoir comme un
phnomne participatif et co-volutif. Car, loin de se rduire sa forme physico-chimique,
elle rvle bien dautres dimensions que les organismes vivants eux-mmes construisent au
cours de lvolution grce une interaction active avec les diffrents cosystmes et la
biosphre. Ces dimensions sont notamment celles organique, cognitive, symbolique et
thique, chacune desquelles correspond une ontologie propre et en quelque sorte
irrductible, ainsi quune forme spcifique de sensibilit et dintelligence.

Le fait de concevoir le vivant de cette manire permet de smanciper tout la fois des
paradigmes du dterminisme gntique (le vivant est entirement et inluctablement
dtermin par les gnes) fond sur de purs mcanismes aveugles et de la slection naturelle
par variations totalement alatoires auxquelles les individus et les espces doivent
passivement sadapter pour survivre. Nous voudrions dabord montrer que ceux-ci ne sont
pas les seuls modles possibles pour penser les organismes vivants et les relations entre les
tres anims et lenvironnement naturel. Ensuite, il sagira dinsister sur le fait qu toutes
les chelles de grandeur et tous les niveaux dorganisation, les tres vivants sont les
systmes les plus complexes et les plus organiss que lon trouve dans la nature, que lon se
place du point de vue morphologique, de celui de leur fonctionnement ou de celui cognitif.
Ce sont littralement des structures charges dhistoire puisquelles sont aptes prserver la
mmoire des formes et des fonctions acquises dans le pass, au cours de longues priodes
qui furent celles de lvolution biologique, cologique et thologique. Les organismes
vivants ne sont pas des observateurs extrieurs, ni des mcanismes passifs ; bien au
contraire, ce sont des entits qui voluent dans lespace et dans le temps en modifiant leurs
contraintes internes, leur environnement et leurs comportements, et qui dploient plusieurs
fonctions et significations.

Nous proposons les thmes suivants la discussion et la recherche collectives :

1. Anthropologie de la nature et relations humain/non humain
31
2. Interactions entre perception de lenvironnement et formation de la conscience
3. Limites du rductionnisme biotechnologique et signification polysmique du vivant
4. Biodiversit, quilibres de la biosphre et cycles essentiels de la vie
5. Problmes et perspectives dune nouvelle cologie de la nature et de lesprit
6. Eloge du corps et du mouvement : de lexpressivit multiple la multimodalit de la
perception
7. Sensorium, modles cognitifs et environnement vital

3.4. CONTRIBUTION LLABORATION DUNE NOUVELLE IDENTIT
CULTURELLE EUROPENNE

Dans ltendue et la complexit des processus biologiques, cologiques, culturels,
esthtiques, cognitifs et politiques que sont en train de transformer le monde, la question
dune nouvelle identit europenne est dune actualit toute particulire. En effet, il nous
semble ncessaire dindiquer le rle et les comptences ainsi que les spcificits et les
affinits que lhritage europen commun et sa nouvelle identit institutionnelle, mettent en
jeu en tant que richesse, responsabilits et devoirs face aux autres cultures et ralits
politico/institutionnelles du monde entier.

Nous proposons au dbat les points suivants :
1. Hritage et perspectives de la culture europenne
2. Confrontation/analogies et dissemblances entre traditions philosophiques et cultures
littraires
3. Propositions pour faire renatre la Mditerrane
4. Prservation et rinvention du modle mditerranen. Science, philosophie et art : un
entrelacs de dcouvertes et de crations
5. Comment faire dialoguer Occident et Orient
6. Modalits cognitives, esthtiques et culturelles face la mondialisation
7. Rapports entre lpoque antique et la modernit


3.5. Thologie, philosophie et cosmologie de la cration et de lvolution

Enfin, nous croyons important de prendre en considration et de revisiter les thories et les
visions cosmologiques dans le but den valuer le rle dans le devenir de la vie et de
lhumain. Quatre problmatiques nous semblent particulirement intressantes et mriter un
approfondissement :
1. Contenus et significations du mythe de la cration
2. Thories cosmologiques de lvolution de lunivers
3. Finitude, proprits de linfini et ontologie du mouvement
4. Nature et formation des lois cosmiques et hypothses sur lorigine de la vie


4. SUJETS ET AXES CENTRAUX DE LA RECHERCHE

Le centre Pharos souhaiterait dvelopper un ensemble daxes de recherche dont les enjeux
apparaissent en grande partie indits et particulirement prometteurs. Nous entendons
privilgier des approches interdisciplinaires afin dtudier et de comprendre toute une srie
de questions fondamentales (numres ci de suite), en mettant laccent sur les aspects
formels, empiriques, pistmologiques et esthtiques. Dans ce but notre proposition est celle
dorganiser dans les prochaines annes auprs du centre Pharos, en collaboration avec
dautres organismes et institutions de recherche, plusieurs activits : diffrents cours de
formation, des cours de perfectionnement pour tudiants ainsi que des activits publiques
32
destines construire un dialogue entre scientifiques, philosophes, artistes et citoyens avec
les communauts locales. Nous proposons les thmatiques suivantes :

1. Les nouvelles frontires des mathmatiques non linaires : des phnomnes chaotiques
lmergence des structures et des motifs dans la nature et dans le vivant.
2. Cosmologie, transitions de phase et origines de la vie
3. Les mystres de lespace et du temps : de la topologie de lunivers aux modles
multidimensionnels de lespace et du temps (polydres, cordes, nuds, structures
exotiques).
4. Physique nave, structures cologiques (prgnances et saillances) et processus perceptifs.
5. Pollution acoustique, dgradation environnementale et leurs effets sur la perception et la
sant : tudes thoriques et exprimentales.
6. Les nouvelles frontires de la technique, entre risques et potentialits, dans les arts, les
sciences et la philosophie : des mondes virtuels aux nouvelles biotechnologies.
7. Niveaux dorganisation du vivant et dynamiques complexes de lvolution biologique :
les aspects biologiques, anthropologiques et pistmologiques.
8. lments pour la construction dune nouvelle sensibilit entre percept, affect et concept.


5. POINTS STRATEGIQUES

laborer une carte des critres sociaux et ducatifs essentiels apte fonder une
conception renouvele du rapport entre tres humains, nature et culture.
laboration dune carte des valeurs pour lenvironnement et un non-dveloppement
humain et durable.
laboration dun document pour la redfinition des choix artistiques et esthtiques
lchelle europenne, nationale et locale.
Pour une revalorisation de la culture de leau, de la nature et des places (piazze)
Agriculture cologique et nouvelles pratiques de la sant


6. OBJECTIF CONCRETS

En ce qui concerne le centre Pharos, nous croyons ncessaire la cration dun comit de
garants apte favoriser une stabilit institutionnelle et un enracinement du centre Pharos
dans le contexte europen ainsi que dans les ralits locales.
Les objectifs concrets que nous souhaiterions raliser sont les suivants :

1. Prsentation dun programme de recherche commun aux instances europennes,
nationales et locales afin de coordonner notre recherche selon les objectifs labors.
2. Propositions organiques, orientes vers la socit civile et les institutions, pour
rorganiser et rinventer les styles de vie et fonder une nouvelle dynamique collective
dans le vcu spatio-temporel.
3. Composition dun comit de garants. Ci-dessous une premire liste des personnalits
pressenties :

Dario Giorgini, Maire de San Leo
Madame Viviane Reding
Monsignor Paolo Rabitti, vque de San Marino-Montefeltro
Natalino Cappelli, Conseiller San Leo
Directeur gnral de lUnesco Paris
Reprsentant de lUnesco (sige de Venise) Prof. Hassan Dalafi
Reprsentants nationaux ou rgionaux dAmnesty International et de la Lega Ambiente
33
Deux dputs europens des circonscriptions Marche et milie Romagne
Giovanna Melandri (ancien ministre pour les Biens Culturels)
Reprsentants des Rgions Marche et milie Romagne
Reprsentant du dpartement de Pesaro-Urbino
Rolando Rossi, Prsident de la Comunit Montana
Sandro Pascucci, Maire de Longiano
Recteurs des Universits dUrbino et de Sienne
Prsidents de lUniversit de Paris 8 et la Prsidente de lcole
des Hautes tudes en Sciences Sociales (Paris)
Padre Bartolomeo Sorge
Giovanni Franzoni (Comunit di base di S. Paolo)
Enzo Tiezzi
Giuseppe Caglioti
Giuseppe Paioni
Gerda Panofsky
Aldo Gargani
Giuseppe O. Longo
Emanuele Severino
Pietro Citati
Jorge Eielson
Albert Mayer
Antonio Tabucchi
Antonio Bonaviri
Ernesto Sabato
Philippe Descola
Gregoire Nicolis
Nils-Udo
Sergio Albeverio
Giulio Giorello
Carlo Ossola
Pier Luigi Luisi
Amartya Sen
Jos Saramago
Giuseppe Penone
Claudio Abbado
Matthieu Ricard
Trinh Xuan Thuan
Hans-Peter Drr
Piet Hut
Stuart A. Kauffman
Brian Goodwin
Ian Stewart
John D. Barrow
Gao Xingjian
Jacques Ricard
Carlo Sini
Giuseppe Longo
Stefano Fantoni
Jean-Pierre Luminet
Massimo Cacciari
Marcello Cini
Giorgio Parisi
Carlo Bernardini
34
Michele Emmer
Jean-Claude Risset
Giovanni Berlinguer
Renato Soru

4. Formation dun comit scientifique :
R. Barbanti, L. Boi, G. O. Longo, Enzo Tiezzi, Pascal Gabellone, Nadia Marchettini,
William Rowe, Brian Goodwin, Jean-Pierre Luminet, Albert Mayer, Eric Bois, Giuseppe
Paioni, Silvia Mancini, Claude Calame

5. Cration dune collection ditoriale PHAROS en Italie : Pour un nouvel Humanisme :
Philosophie - Arts - Sciences auprs de la Maison ddition Walter Raffaelli Editore


7. MODALITS ET CHANCES ORGANISATIONNELS

(a) Janvier 2005 : envoi du document de prparation aux destinataires indiqus plus haut.

(b) Fvrier 2005 : renvoie du document de prparation (revu et corrig par les destinataires
ou alors entirement reformul) aux adresses suivantes :

Roberto Barbanti
Dpartement Arts Plastiques (UFR I)
Universit Paris 8
2, rue de la Libert
93526 Saint Denis cedex 2
France
e-mail: barbanti@club-internet.fr

Luciano Boi,
EHESS
54 boulevard Raspail
75006 Paris
France
e-mail: Boi@ehess.fr

(c) 4-6 mars 2005, Centre Pharos: sminaire de travail autour du texte programmatique dans
la perspective de lorganisation et de la constitution dun rseau institutionnel oprationnel.
Demande auprs de la CEE dune subvention commune finalise la ralisation du projet.

(d) 6-8 mai 2005, Centre Pharos, Colloque international sur le thme: Arts, sciences et
thique : les nouvelles frontires disciplinaires et les nouveaux enjeux philosophiques.
Contribution la construction dune nouvelle identit culturelle et spirituelle europenne,
et sur les thmatiques relies dveloppes et labores lors du sminaire de mars 2005.






8. CENTRES ET INSTITUTIONS CONCERNS PAR LE PROJET OU
SUSCEPTIBLE DE LTRE

35
Angleterre :
- University of London, Birkbeck College (Prof. William Rowe) ; School of Languages,
Linguistics & Culture, 43 Gordon SquareBloomsbury, London WC1H OPD, UK.
- Centre for Holistic Science, Schumacker College, Essex (Prof. Brian Goodwin),
- Warwick University, UK (Prof. Ian Stewart)
- Cambridge University, UK (Prof. John Barrow)

Belgique :
- Universit de Gant (Prof. Pieter Uyttenhove) ; Dpartement dArchitecture et
dUrbanisme, Jozef Plateaustraat 22, B-9000 Gent
- Dpartement de Philosophie, Universit de Namur (Prof. Dominique Lambert) ; Facults
Universitaires Notre-Dame de la Paix, Dpartement Sciences, Philosophies, Socits, 61
rue de Bruxelles, 5000 Namur, Belgique.
- Universit Libre de Bruxelles, Service de Physique Chimie et Section de Philosophie
(Prof. Gregoire Nicolis e Prof. Isabelle Stengers)

Allemagne :
- Zentrum fr interdisziplinre Forschung (Centre pour la Recherche Interdisciplinaire),
Universit de Bielefeld (Prof. Sergio Albeverio) ; Wellenberg 1, 33615 Bielefeld,
Universitt Bielefeld.
- FEST, Institut fr Interdziplinre Forschung e Institut fr Theoretische Physik,
Universitt Heidelberg (Prof. Ion-Olimpiu Stamatescu, Prof. Hans Diefenbacher)
- Max-Planck Institut fr Physik, Mnich (Prof. Hans-Peter Drr)
- Max-Planck-Institut fr Entwicklungbiologie, Tbingen (Prof. Alfred Gierer)

France :
- Universit de Toulouse, Dpartement de Philosophie (Prof. Pierre Kerszberg, Prof.
Pierre Montebello) ; Universit de Toulouse-Le-Mirail, 5, Alles Antonio-Machado,
31058 Toulouse Cedex 1.
- Observatoire de Paris-Meudon, CNRS et Universit de Paris VII (Prof. Jean-Pierre
Luminet) ; LUTH, Observatoire de Paris-Meudon, 92295 Meudon.
- cole des Hautes tudes en Sciences Sociales, Paris (Prof. Maurizio Gribaudi, Luciano
Boi, Philippe Descola, Augustin Berque, Herv Lebras, Jacques Lenhardt) ; 54
boulevard Raspail, 75006 Paris.
- Universit Paris VIII (Franoise Py, Claire Fagnart, Philippe Nys et Roberto Barbanti) ;
2 rue de la Libert, 93526 Saint Denis Cedex 02.
- Universit Montpellier III (Prof. Pascal Gabellone et Makis Solomos) ; Route de Mende,
34199 Montpellier Cedex 5.
- Observatoire de la Cte dAzur, quipe de Dynamique Non-Linaire (Prof. Eric Bois)
- cole Normale Suprieure, Laboratoire de Physique Statistique e Dpartement
dInformatique (Prof. Yves Couder, Prof. Giuseppe Longo)
- IRCAM, Paris (Bernard Stiegler, Directeur de lIrcam)
- Prof. Philippe Sers (cole dArchitecture Paris La Villette)
- Prof. Martine Bouchier, cole dArchitecture, Paris
- Prof. Marc H. V. Van Regenmortel, Ecole Suprieure de Biotechnologies de Strasbourg

Italie :
- Universit Statale di Milano, Dipartimento di Filosofia (Prof. Giulio Giorello, Prof.
Carlo Sini) ; Via Festa del perdono, 7 20133 Milano, Italia.
- Universit di Siena, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche e dei Biosistemi,
(Prof. Enzo Tiezzi, Prof. Nadia Marchettini, Prof. Antonio Melis) ; Pian dei Mantellini,
44 53100 Siena, Italia.
36
- Universit di Urbino, Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica (Prof. Giuseppe
Paioni, Prof. Paolo Fabbri, Prof. Mario Neve) ; Piazza del Rinascimento, 7 61029
Urbino, Italia.
- Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Nucleare (Prof. Giuseppe Caglioti) ;
Centro di Studi Nucleari Enrico fermi CESNEF, Via Ponzio 34/3, 20133 Milano,
Italia.
- Universit di Trieste e SISSA, Dipartimento di Informatica (Prof. Giuseppe O. Longo),
Via A. Valerio, 10 34127 Trieste, Italia.
- Universit di Roma III, Dipartimento di Biologia (Prof. Pier Luigi Luisi)
- Universit di Pisa (Prof. Aldo Gargani, dipartimento di Filosofia; Prof. Federico Galleni,
dipartimento di scienze agrarie)
- Universit di Ferrara, Dipartimento di Morfologia e Embriologia (Prof. Marcello
Barbieri)
- Universit di Trento, Istituto di Filosofia (Prof. Paola Giacomoni)
- Universit di Bologna (Prof. Mario Neve)
- Universit di Sassari (Prof. Mauro Rustici)

Suisse :
- Universit de Lausanne, Facult de Lettres (Prof. Claude Calame e Prof. Silvia
Mancini), Prof. Jacques Dubochet, Dpartement de Biologie


9. CONCLUSION

Si lensemble des points et des propositions noncs jusqu prsent est valu dans toute sa
port et son importance, alors la ncessit dun changement profond dans notre faon de
regarder et dinteragir avec notre plante, la biosphre et la nature apparat clairement. En
effet, cette dernire nadmet aucune sparation absolue entre la matire vivante et la matire
dite inerte dun ct et le monde humain de la pense et du langage ainsi que de lexpression
esthtique et potique de lautre. Cest justement ici que se situe le prsuppos
pistmologique dun nouvel humanisme. Celui-ci vise, aussi bien dans la thorie que dans
la pratique, construire un tout autre quilibre entre la recherche scientifique, la rflexion
philosophique et cration artistique. Il sagit de btir une nouvelle conception dont le but est
de mettre en lumire et de valoriser des lments et des significations esthtiques,
anthropologiques et thiques inhrents la nature et son devenir.

Certains scientifiques et philosophes ont parl de la ncessit dun gouvernement humain
des tres humains ainsi que dune science dont le projet ne soit pas celui de dominer la
nature, mais de vivre en harmonie avec notre Terre dont nous sommes partie prenante
cause de multiples histoires co-volutives. Le grand crivain argentin Ernesto Sabato,
quant lui, a crit : Prenons quelques instants pour songer la grandeur laquelle nous
pouvons encore aspirer si nous osons envisager la vie autrement. Il faut savoir prendre ce
risque, qui nous restitue la vritable dimension humaine.

En ce qui concerne lorganisation du colloque, nous souhaiterions favoriser une approche
interdisciplinaire ainsi quune discussion sur les diffrentes visions pistmologiques des
thmes abords.

*****




37
Incontro di studio e di lavoro
4-6 Marzo 2005
Teatro del Palazzo Mediceo
San Leo (Pesaro-Urbino)
Italia

Ccn |.|ic p.ircn.ic !i M.!.mc Viti.nc Rc!ing
I. Prcsi!cnz. !c||. Ccmmissicnc |urcpc. .|||!uc.zicnc c .||. Cu|iur.
|| p.irccinic c scsicgnc |in.nzi.ric !c||. Ccmmissicnc |urcpc.
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Hanno partecipato ai lavori:

Rolando Rossi (Presidente della Comunit Montana Alta Valmarecchia)
Natalino Cappelli (Consigliere Comune di San Leo)
Sandro Pascucci (Sindago di Longiano)
Francesco Bocchini (Artista)
Roberto Barbanti (Pharos, Universit Paris 8, Dipartimento di Arti Plastiche, Parigi)
Luciano Boi (Pharos, EHESS, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Parigi),
Marco Campana (Artista)
Simona Capra (Pharos)
Martine Bouchier (Facolt di Architettura, Paris-Malaquais)
Angelo Facchini (Universit di Siena, Dipartimento di Scienze Chimiche)
Ludovico Galleni (Facolt di Biologia, Universit di Pisa)
Angela Gorini (Pharos)
Maurizio Gribaudi (EHESS, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Parigi)
Giuseppe O. Longo (Universit di Trieste; DEEI - Dipartimento di Elettronica, Elettronica,
Informatica)
Silvia Mancini (Universit de Lausanne, Dipartimento di Studi Religiosi),
Albert Mayr (compositore, Firenze),
Mario Neve (Universit di Bologna/Ravenna, Dipartimento dei Beni Culturali)
Philippe Nys (Universit Paris 8, Dipartimento di Arti Plastiche, Parigi)
Simonetta Piscaglia (Pharos)
Rebecca Simpson (poetessa, Barcellona)
Sabrina Raggini (Pharos)
Federico Rossi (Universit di Siena, Dipartimento di Scienze Chimiche)
Toni Rumbau (drammaturgo, Barcellona)
Christophe Van Staen (Dipartimento di Filosofia, Universit di Bruxelles)
Mario Zunino (Facolt di Scienze Ambientali, Universit di Urbino)






Il 4 Aprile 2005


Care Colleghe e Cari Colleghi
Care Amiche e Cari Amici

Riprendiamo contatto per ringraziarvi della vostra partecipazione al seminario di lavoro che si
tenuto a San Leo dal 4 al 6 Marzo scorsi.
38
Questo incontro collettivo si rivelato di un grande interesse e molteplici sono gli aspetti
nuovi emersi sia sul piano pratico-organizzattivo che su quello teorico.
Per quanto riguarda la parte organizzativa, emersa la volont di creare una rete di centri
di ricerca capace di promuovere attivit scientifica, didattica e culturale. Il Centro
Internazionale di Semiotica e Linguistica dellUniversit di Urbino diretto dal Prof. Giuseppe
Paioni, lIstituto di Ecologia e Biologia Ambientale diretto dal Prof. Mario Zunino, il
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche e dei Biosistemi dellUniversit di Siena
diretto dal Prof. Enzo Tiezzi, il Dipartimento di Scienze Agrarie dellUniversit di Pisa diretto
dal Prof. Federico Galleni, la Facolt di Conservazione dei Beni Culturali dellUniversit di
Bologna con sede a Ravenna presieduta dal Prof. Antonio Panaino, e rappresentata dal collega
Mario Neve hanno espresso la loro volont di contribuire allo sviluppo del progetto
PHAROS.
A questi centri si deve aggiungere la disponibilit dichiarata, fattaci pervenire o comunicataci
direttamente, di altri eminenti colleghi e dei centri istituzionali di cui sono responsabili o
rappresentanti: il Prof. Pascal Gabellone dellIstituto di Studi Italiani dellUniversit de
Montpellier III; il Prof. William Rowe dellIstituto di Studi Ispano-Americani del Birkbeck
College dellUniversity of London, il Prof. Pieter Uyttenhove del Dpartement dArchitecture
et dUrbanisme dellUniversit de Gant, la Pro.ssa Silvia Mancini del Dipartimento di Studi
Religiosi dellUniversit de Lausanne, il Prof. Claude Calame dellUniversit de Lausanne e
dellEHESS di Parigi, il Prof. Giuseppe O. Longo del Dipartimento di Elettrotecnica
Elettronica Informatica dellUniversit di Trieste, il Prof. Jean-Pierre Luminet del
Laboratoire Univers et Thories (LUTH) dellObservatoire de Paris-Meudon, il Prof.
Maurizio Gribaudi del Laboratoire de Dmographie Historique dellEHESS di Parigi, il Prof.
Albert Mayr (Time Design) di Firenze, il Prof. James Michels Dipartimento Studi
Interdisciplinari dclla Waync Siaic Univcrsiiy di Dciroii , la Prof.ssa Paola
Ciacononi dcll'Istituto di Filosofia dcll'Univcrsii di Trcnio

Per quanto riguarda gli aspetti teorici, alcuni temi di riflessione comune si sono delineati in
modo preciso. Li enunciamo brevemente:
la crisi di una visione meccanicista e riduzionistica nelle scienze della natura e nelle
scienze umane
il ruolo e il significato dellinterdisciplinarit e delle frontiere fra le discipline
la definizione e le prospettive di una scienza qualitativa
levoluzione biologica e la morfologia: genesi, crescita e significati delle forme
i rapporti e le articolazioni tra arti, scienze e tecniche
i rapporti e le articolazioni tra fatti, valori ed etiche
il metodo della complessit e lapproccio olistico
relazioni tra natura, biosfera e semiosfera, e tra biodiversit ed ecodinamica
percezione, modelli cognitivi, campi e modi del sensibile
dialogo Occidente-Oriente; rinascita della cultura Mediterranea nel contesto europeo
comunicazione e controcomunicazione; educazione e critica culturale e filosofica

Sulla base di questi assi comuni di ricerca, si tratta ora di passare ad una fase operativa
indicando chiaramente le articolazioni di questa ricerca, i mezzi disponibili e gli obbiettivi
teorici e pratici.
Per quanto ci riguarda proponiamo un progetto di una durata minima di quattro anni che verta
sui seguenti punti:
la proposta di un corso di formazione rivolto in primo luogo a laureandi e dottorandi sul
tema Biodiversit, ecodinamica, dimensione estetica, valorizzazione delle risorse naturali ed
39
educazione ambientale, promosso e organizzato da PHAROS, dalle Universit di Urbino,
Siena e Pisa, dalle regioni Marche e Emilia Romagna e dai comuni di San Leo, Longiano e
Tredozio. Altri centri di ricerca europei si sono dichiarati diponibili a collaborare a questo
progetto, che avr una dimensione europea.
Una nuova interazione della ricerca teorica e delle pratiche economico-sociali sul
territorio conforme alle esigenze espresse dalle comunit locali (questioni urbanistiche,
paesaggistiche, inquinamenti ambientali, interventi culturali e artistici, ecc.).
Un appuntamento semestrale di tipo seminariale finalizzato alla verifica dellavanzamento
delle ricerche e alla loro realizzazione.
La pubblicazione di uninsieme di testi riguardanti le problematiche sopra esposte e
finalizzati alla divulgazione scientifica e culturale.

Al fine di rendere operativi questi progetti, proponiamo che i diversi centri di ricerca e le
istituzioni locali, nazionali ed europee lavorino assieme per costituire una proposta comune
nella prospettiva di richiedere dei finanziamenti adeguati alla Comunit Europea.
Vi chiediamo, come da accordi presi collettivamente durante il seminario di lavoro di Marzo,
di farci pervenire una breve sintesi dei vostri interventi sul documento programmatico
proposto da PHAROS come prima base di riflessione e di dibattito. Ci proponiamo di
raccogliere queste vostre riflessioni in un documento di sintesi, che desidereremmo mettere a
vostra disposizione per il convegno di Maggio.

Si tratta ora di preparare il prossimo convegno PHAROS, che avr luogo a San Leo dal 6 all8
Maggio 2005 sul tema:
I. Arti, Scienze ed Etica: le nuove frontiere disciplinari e le sfide filosofiche inedite. II.
Contributo alla costruzione di una rinnovata identit culturale e spirituale europea.

Proponiamo di suddividere questo convegno in quattro sezioni tematiche, che vediamo
tuttavia come profondamente legate tra di loro.

1. Frontiere, relazioni e differenze tra scienze, arti e tecniche. Aspetti
epistemologici, estetici ed etici.
2. Sui rapporti e le frontiere tra biosfera e semiosfera, e tra biodiversit ed
ecodinamica. Come ricostruire gli ecosistemi e ripensare il legame tra natura e
cultura.
3. Virt, limiti e frontiere della cultura Mediterranea nel contesto europeo e dialogo
tra Occidente e Oriente. Oggetti, forme di creazione, linguaggi e memoria storica.
4. Progetto di collaborazione con le comunit locali (Comuni, Comunit Montane,
Province e Regioni) e modi dintervento sul territorio.


Vi preghiamo di comunicarci quanto prima la vostra disponibilit a partecipare.
Viste le nostre modeste risorse finanziarie, prevediamo di poter invitare una ventina di
persone pagando vitto e alloggio. Il viaggio resta, invece, a carico dei partecipanti.
Vi preghiamo inoltre di facilitare la nostra raccolta di fondi (il 40% del finanziamento della
CE deve provenire da altre fonti) in modo da poter ricevere nella sua totalit la sovvenzione
che ci stata attribuita dalla Commissione Europea. A questo fine, vi invitiamo a farvi
rilasciare dalla vostra istituzione di appartenenza una dichiarazione che certifica la vostra
partecipazione al convegno PHAROS e lammontare delle spese sostenute.


40
Ringraziandovi della vostra attenzione, vi auguriamo buon lavoro
e vi trasmettiamo i nostri pi cordiali saluti.
PHAROS


***

































41















Interventi critici sul documento introduttivo al seminario di
lavoro del 4-6 Marzo 2005





***





















(Claude Calame: texte du 31 janvier 2005)
42

Cher collgue,
C'est autant d'intrt que d'attention que j'ai lu nouveau programme de "Pharos", que vous
m'avez fait parvenir au dbut de ce mois. Si j'en partage les objectifs et que je le trouve aussi
ambitieux que gnreux, il me semble que son usage comme instrument de conviction,
notamment auprs de collgues de l'EHESS, passerait par la dfinition d'objets de recherche
transdisciplinaire mieux dfinis et plus cibls.

Peut-on par exemple se contenter de souhaiter une communication entre science, philosophie
et art? La double question qui se pose est celle des mthodes et celle des domaines prcis
d'intersection de ces trois grandes expressions de la culture humaine. Dans cette mesure, il me
semble que les neuf thmes de recherche et de discussion annoncs, devraient tre centrs sur
une question particulire. Par exemple, pour (3) ne faudrait-il pas dfinir ce que c'est que la
"smio-physique"? Pour (4) il conviendrait de poser les termes d'un paradigme non mcaniste
dans un domaine particulier (par ex. le gnie gntique ou les neurosciences). Pour (5) quel
serait l'impact du principe d'entropie temporelle sur nos conceptions de l'histoire? Quant (8),
l'ide du dveloppement conomique humain rejoint-elle les ides dfendues par exemple par
les altermondialistes et par ATTAC? etc.

Par ailleurs on comprend mal les relations tablir entre les 9 thmes numrs sous 3.1. et
ceux dont vous faites la liste sous 3.2. Il me semble que l'isotopie qui traverse cette seconde
liste est relative la question du rle jou par la technique et les technologies dans pratiques
sociales et symboliques. Le point 3.3. apparat en revanche comme plus centr, mais il devrait
tre mis en relation avec les questions autour de la culture poses de manire un peu
laconique sous point 3.4.
Intgration et prcision des questions souleves me semblent donc encore ncessaires. Ne
conviendrait-il pas par ailleurs de faire des choix?

Ma propre pratique (modeste) de l'interdisciplinarit en sciences humaines m'a montr qu'elle
ne peut tre fconde - sinon se limiter des dclarations fort gnrales - que si elle s'exerce
sur un objet particulier.
Avec mes cordiaux messages,
Claude Calame

- Directeur d'tudes, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales
Centre Louis Gernet de recherches compares sur les socits anciennes
2 Rue Vivienne, F-75002 Paris - Tl.: ++331/47038410, Fax: ++331/47038411
- Professeur honoraire de langue et littrature grecques
Universit de Lausanne, 20 Bd de Grancy - CH-1006 Lausanne
Tl.: ++4121/6173396. Nouvelle adresse ds le 1.10.04: claude.calame@unil.ch
***
(William Rowe : texte du 5 mars 2005)


Cher(e)s ami(e)s

Je suis dsol de ne pas pouvoir tre avec vous aujourdhui.

Je rsumerais ici mes rflexions (peu systmatiques) sur le document, pour dbattre.

43
1. Quant la temporalit htro-dirige et, en gnral, les abaissements des capacits
humaines dus aux effets technologiques, je crois que la complexit de la situation actuelle est
due, en partie, au fait quil ne sagit plus de laccumulation des dispositifs techniques sur un
seuil dj existant, mais de la production totale dun nouveau milieu humain. Il existe une
totalit nouvelle. Nanmoins, il faut penser la technologie avec une perspective
benjaminienne, cest--dire, comme la promesse dun avenir de justice.

2. Le dpassement des frontires que sparent les diffrents champs disciplinaires de plusieurs
faons : on a dj fait cette exprience. Je pense que cest lengagement ontologique qui
traverse les disciplines quil faudrait peut-tre questionner. Dpasser les frontires
disciplinaires, cela ne garantit pas le renouvellement critique de la pense. Cest--dire, dans
quelle mesure un projet transdisciplinaire peut produire des formes du travail qui soient la
hauteur de la tache? (La tache de faire face aux espces nouvelles de la destruction).
Cest un certain quilibre qui rend possible la vie humaine. Cependant, la guerre, comme
forme dorganisation, dpasse - a dpass - cet quilibre. Ceci est une exprience europenne:
une mmoire historique.

3. Les effets dvastateurs quun certain type de dveloppement industriel a produit non
seulement sur la nature. . . Il me semble percevoir ici une conception idaliste de la nature.
la fois, je ne crois pas que ceci est le rsultat de lcart entre la culture scientifique et la
culture humaniste ; au contraire, les deux cultures collaborent chaque fois plus. Il faudrait
repenser la culture dans la perspective de la politique et de lconomie. Par exemple, G.
Bataille propose que ce nest pas la ncessit mais le luxe qui prsente les problmes les plus
difficiles. Nier cela signifie, selon Bataille, tre condamn des destructions catastrophiques.
Par exemple, celle de la guerre. Il faudrait, donc, repenser lconomie du ct de la dpense
inutile. (a serait, ajoute Bataille, une rvolution copernicienne de la pense - et de lthique).
Il nexiste plus une image de lhumanit qui peut suppler un but, un telos - ou mme un
reglement satisfaisant - au contraire, cest lhumanisme libral qui supporte les raisons des
guerres justes postmodernes.

4. Le rcit du progrs: ce ne sont pas seulement les problmes cologiques que ne peuvent pas
se rsoudre par l, mais aussi les problmes sociaux. Alors, il nest pas question de corriger,
de rformer la pense sociale-dmocratique avec des considrations cologiques. On ne peut
pas arriver, par l, comprendre dune faon critique la ncessit de dtruire, deffacer, quon
voit en ses versions les plus dramatiques dans le Moyen-Orient (dans la feuille de route
mme) mais qui subsistent partout.

5. La valeur esthtique et potique de la nature : une proposition tres importante, qui nous
dclare une limite la raison instrumentale.
Lautopoesis: je crois quil faudrait aussi penser le projet artistique. Cest--dire, les formes
dtermines par la dcision de lartiste ou du pote. Ce que lon peut appeler les systmes a-
systmatique, qui se forment en fonction de lnergie qui passe par eux. Mais je ne sais pas si
on peut fonder lthique sur la connaissance de la nature. En partie parce que la connaissance
dpend toujours dun projet.

William Rowe
(Birkbeck College, University of London)



44


***






















(Mario Neve: testo del 14 Febbraio 2005)

Cari colleghi,
prima di tutto per me doveroso ringraziarvi per avermi fatto parte di un progetto ambizioso,
stimolante e necessario.
In un paese come il nostro in cui la trans-disciplinarit solo un'etichetta la page da inserire
nei progetti da far finanziare, l'azzardo rappresentato dal progetto Pharos inaugura un luogo di
pensiero libero da steccati accademici e provincialismi.
Nell'esaminare il testo del progetto mi sono reso conto che interseca in pi punti il mio
percorso di ricerca, e che quindi il mio contributo poteva assumere la forma pi propizia,
quella basata sullo scambio.
Come geografo, lavoro da tempo a un progetto di geoestetica che riprende la lezione
fenomenologica per l'elaborazione di un approccio al mondo che riesca a render conto, in
maniera integrata, del rapporto uomo-ambiente superando la partizione arte/scienza.
Tale approccio implica una rilettura radicale delle modalit di formazione della territorialit
umana (a questo proposito, se lo ritenete opportuno, potrei inviarvi i miei lavori pi recenti a
riguardo).
Sulla scorta di questo percorso teoretico, sono inoltre il principale promotore di un progetto in
via di elaborazione (di cui sono il responsabile per conto della mia Facolt), per la formazione
di una rete mediterranea di studio, recupero e trasmissione dei patrimoni locali delle
conoscenze tradizionali in materia ambientale e dei beni culturali locali.
In questa prospettiva, penso quindi che in riferimento ai punti 3.3, 3.4 e 4 del vostro
progetto la discussione debba incentrarsi innanzitutto su quale idea di "umanit" questo
progetto vuole elaborare e rendere attiva, e, in particolare, su quale ruolo riteniamo abbia la
tecnica nella stessa definizione dell'umano: possiamo ancora considerarla come qualcosa che
45
"si aggiunto" all'uomo, che il principale responsabile come tecnologia degli squilibri
ambientali, ecc.?
Sono costretto, ovviamente, ad una concisione eccessiva a fronte di tematiche di enorme
portata, ma spero vivamente di poter discutere ampiamente tali questioni nel corso
dell'incontro.
A tale proposito, vorrei sapere come pensate di strutturare i tre giorni a San Leo, in modo da
potermi preparare adeguatamente.
Ringraziandovi ancora dell'invito e sperando di poter contribuire attivamente (il mio Preside
mi ha pregato di comunicarvi l'interesse della nostra Facolt di Conservazione dei Beni
Culturali), vi saluto cordialmente in attesa di un vostro riscontro.
Grazie e complimenti

Mario Neve
Universit di Bologna - Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni
Culturali: 1, via degli Ariani 48100 Ravenna - Italy Ph. +544-936786 Fax +544-936717
Email neve@alma.unibo.it nevem@mac.com
***
(Rebecca Simpson: testo del gioved 21 Aprile 2005)


The need for a new relationship with the body

De-sensitisation through unconscious repression

The body is the locus of response to aggressive environmental stimuli, and also to
psychological and emotional disturbance. De-sensitisation and reduced efficiency can occur
through the body's unconscious repression of activity and sensitivity (particularly when
emotional processing, i.e. conscious feeling and expression is not possible). Examples
would be breathing more shallowly in a polluted environment, muscular tension to hold pain
at bay, tension in the chest or jaw to suppress emotional response. Frequent repetition causes
the neuro-muscular control of tensions to shift from the, more or less, conscious motor-move
system to the unconscious motor-hold system. Tensions thus become habitual or chronic.

Body ego - mental ego.

There is frequently a separation of the developing mental ego from the body ego
3
in
adolescence/young adult-hood, with a corresponding submergence of the body ego in the
unconscious. Such repression can also be understood as part of the process of creation of what
Jung called the "shadow". To varying degrees, the mental ego wishes to dominate the body,
other people, the "other", nature. Psychological projections onto others and scape-goating can
result. I believe it is necessary to establish generally accepted ways of enquiry into the
relationship with oneself, with one's body, alongside the consideration of relationships with
other human beings and with nature.


Rebecca Simpson
(Writer and body-work specialist, Barcellona)


3
Terms suggested by Michael Washburn
46





***



(Christophe Van Staen: texte du 9 mars 2005)


MTAPHORES ORGANIQUE ET MCANIQUE
De lirrductible hiatus la rsurgence morale
de lindividu europen.



1/ Lappropriation utilitariste du concept

Lide mme de concept philosophique semble occuper la place du mort dans ce
vhicule lanc toute allure que nous nommons abusivement le progrs, mais qui, loin de
garantir une perfection morale, politique ou esthtique, loin mme dinvestir de tels objets,
nest dans le fond quune progression, plus ou moins assume, plus ou moins assure, vers
dhypothtiques horizons technocratiques et conomiques. Cest le rcit de la pntration, par
effraction, de lutilitarisme conceptuel en philosophie : est concept dsormais toute ide qui
rentabilise ou optimise adquatement les moyens de communication ou de ralisation vous
un produit
4
.
Il est vrai que les sciences autoproclames de la gestion ne cessent de conceptualiser
leur propre ncessit, et que prives dobjet, elles travaillent avec succs leur incessante et
envahissante lgitimation, dans tous les domaines susceptibles daboutir au produit : gestion
des soins de sant, des loisirs, des laboratoires de recherche, du march de lart, du march
littraire, musical, cinmatographique ; gestion des services funraires, des abattoirs, gestion
du temps et de ma propre vie, par un professionnel. On peut mme concevoir, dans certains
pays, une branche des sciences de gestion applique au trafic dorganes, et fonder un MSC
prparant des futurs executives llaboration rentable de ce type de march.
Inutile de dire que la lgitimit des sciences de gestion repose tout entire sur leur
adquation parfaite, consanguine, avec les conjonctures conomiques qui les ont vu natre, les
ont promues, et encourages. Quand je dis : grer, je ne dis rien de plus que si je disais : faire.
Le concept doit tre utile et jouer un rle actif dans lconomie. Linformatique, en tant
quinstrument performatif et outil de contrle des marchs
5
, a trs vite, et trs logiquement,
prouv sa capacit manipuler le concept utilitaire, et doit une partie majeure de sa diffusion
et de sa popularit actuelles cette seule caractristique. Bien sr, il existe lthique des
affaires. Mais les affaires tant constitues par un ensemble dchanges, lthique dveloppe
leur sujet consiste simplement en une redfinition des bnfices tirer de ces changes, en
fonction dintrts suprieurs : la responsabilit financire des chefs dentreprise, et la

4
G. DELEUZE et F. GUATTARI, Quest-ce que la philosophie ?, Paris, Minuit, 1991, p. 16.
5
J.-F. LYOTARD, La condition postmoderne. Rapport sur le savoir, Paris, Minuit, 1979, p. 107.
47
ngociation. Lthique de la discussion, qui ouvre sur la dfinition denjeux pourtant
cruciaux, est trop souvent bannie des affaires au nom de la rentabilit.
En somme, bien que la philosophie joue se faire peur, en imaginant que le concept
lui a t ravi par lhydre conomique, le concept quagite lconomie na strictement rien de
comparable avec celui de la philosophie, qui garde ainsi toute son identit, et sa libert,
malgr son asservissement socital.




2/ Lidentit europenne au stade du mythe

LEurope existe conomiquement, et doit prioritairement son origine la volont de
modrer les tensions entre pays concurrents, par un commun accord. Historiquement, il est
donc possible de dresser les diffrentes tapes de sa construction. Pourtant, si lon sinterroge
sur lidentit europenne du point de vue conceptuel, la tentation dune atomisation du
concept en une addition didentits et de cultures nationales survient bientt, avec le risque de
la rsurgence du phnomne dopposition. Or lEurope conceptuelle, en tant quentit
organique, a besoin dune identit propre, qui ne tolre ni le changement quimplique toute
histoire, ni les contradictions que lhistoire peut voir merger.
Il y a bien de lapparence que le concept dEurope, du point de vue identitaire, soit une
coquille vide, et que ce que lon tient dordinaire pour lidentit europenne se rsume une
construction mythique. En effet, cette identit, ou du moins son sentiment, repose entirement
sur ce que L. Couloubaritsis dit de la pratique du mythe par Hsiode, et de la Thogonie,
savoir lart de prsenter de manire engendre des choses qui nont pas t engendres
6
.
Il en va des concepts comme des dieux : cette gense mythique dune identit
europenne suit le schma dune pense des origines, dun cheminement rebours (pourtant
difficile accepter du point de vue conceptuel) entre la situation prsente et ses causes
passes : nous en arrivons ainsi la conception aristotlicienne du mythe en tant que structure
narrative visant atteindre le , la fin prise dans un sens chronologique, logique, et,
comme lcrivait Jean Cocteau, machinal, savoir mcanique et performatif. Cest pourquoi
lapproche mythique, mais errone, du concept didentit europenne saccommode fort bien
de la couleur essentiellement conomique qui a caractris son dveloppement, car la donne
historique rassure.
Dans ce cas, lutilitarisme lemporte une fois encore : car la fin de lidentit est sans
cesse reporte plus loin dans le temps, une apparente continuit semble lui donner de la
consistance ; mais cest oublier l son origine. En somme, la question, la question du concept
didentit europenne ne peut tre envisage ni du point de vue historiographique, ni du point
de vue culturel, ni mme du point de vue smasiologique ou mythique.
Ce concept doit tre lobjet dune recherche oriente concept, cest--dire dune
enqute philosophique faisant compltement abstraction des contenus particuliers et
accidentels qui purent lui tre assigns. Pour ce faire, il faut dpasser le rflexe mythique, et
son mode de pense linaire, ce qui revient remettre en question, non seulement lindividu
europen, mais aussi et plus gnralement, lhumanit et sa reprsentation.


3/ Portrait de lhomme en horloge


6
L. COULOUBARITSIS, Aux origines de la philosophie europenne. De la pense critique au noplatonisme, Bruxelles, De
Boeck Universit, 2000, pp. 54-55.
48
Parler de lhomme, parler de lhomme qui observa lhomme, sobserva lui-mme et
prit la libert den parler, nest pas chose aise. Le discours sur la vrit de lhomme ne fut
jamais gliss dans une bouteille jete la mer, mais une question, une nigme qui nous
transperce, une poupe-gigogne place au centre dun infini jeu de miroirs. Selon Christian
Destain, il faut veiller sur lhomme comme veille sur le sens le crateur dun grand rbus
7
,
et cest en ces termes en effet que se pose la question de la nature vritable de lhomme chez
Rousseau : La plus utile et la moins avance de toutes les connaissances humaines me parat
tre celle de lhomme, et jose dire que la seule inscription du Temple de Delphes contenait
un Prcepte plus important et plus difficile que tous les gros Livres des Moralistes (Second
discours, 1755, prface). Si seule importe la connaissance que lon peut avoir de soi, au-del
des contingences et des dnaturations ventuelles que nous greffent le temps et la socit
civile, la difficult, lorsquon table sur une vrit une et stable propos de lhomme, rside
pourtant dans le fait que celle-ci, mme si elle est, ne pourra jamais tre atteste par la logique
du discours. Notre raison, dont on use communment comme dun instrument (en vue dune
fin), souffre de ne pouvoir manier avec une aisance gale les organisations naturelles, dont les
fins nous sont parfois imperceptibles, illogiques ou redondantes en apparence.
Les catastrophes naturelles, leur apparente injustice, dont le sicle des Lumires avait
trouv la plus sanglante allgorie dans le dsastre de Lisbonne (1755), sont de ces
phnomnes incomprhensibles ds lors quon ne les aborde que par notre seule intuition
logique, ce simulacre de bon sens nous guidant dans les choix les plus lmentaires du
quotidien, comme lont dmontr les questions oratoires poses par Voltaire dans son clbre
pome : Lisbonne, qui nest plus, eut-elle plus de vices que Londres, que Paris, plongs
dans les dlices ? Lisbonne est abme, et lon danse Paris. Tranquilles spectateurs,
intrpides esprits, de vos frres mourants contemplant les naufrages, vous recherchez en paix
les causes des orages : mais du sort ennemi quand vous sentez les coups, devenus plus
humains, vous pleurez comme nous . Ce sont la folie et lorgueil humains, lui rpondra
Rousseau, qui, sans provoquer la catastrophe, ont prcipit ses victimes vers leur perte :
Vous auriez voulu, (et qui net pas voulu de mme ?) que le tremblement se ft fait au fond
dun dsert plutt qu Lisbonne. Peut-on douter quil ne sen forme aussi dans les dserts ?
Mais nous nen parlons point, parce quils ne font aucun mal aux Messieurs des Villes, les
seuls hommes dont nous tenions compte : ils en font peu mme aux animaux et aux Sauvages
qui habitent pars dans des lieux retirs, et qui ne craignent, ni la chute des toits, ni
lembrasement des maisons. Mais que signifierait un pareil privilge ? Serait-ce donc dire
que lordre du monde doit changer selon nos caprices, que la nature doit tre soumise nos
lois, et que, pour lui interdire un tremblement de terre en quelque lieu, nous navons qu y
btir une Ville ? (18 aot 1756, IV, 1062).
Aussi serait-ce en lhomme que rside lexplication mme de notre perplexit, et non
dans lincohrence prtendue de notre univers. Mais lhomme lui-mme, en tant
quorganisation naturelle, ne saurait tre circonscrit sans une interrogation pralable sur
lusage instrumental de sa raison, sur lobsession des causes et des effets qui le caractrise. Ne
doit-on voir lhomme qu travers lhomme, que selon lui, ou doit-on au contraire outrepasser
ses rflexes logiques qui ne sont quhumains, pour le cerner sous un jour plus objectif, plus
authentique et naturel ? Il sagit l de problmes dont traitent la psychologie de la perception,
et la phnomnologie, mais que dans le fond, John Locke abordait dj : Une constante et
rgulire succession dides dans un homme veill, est comme la mesure et la rgle de toutes
les autres successions
8
. De l considrer notre perception du temps comme la mesure du
temps lui-mme, il ny a quun pas. Et trs prcisment, la question de ladoption ou du
dpassement de cette frontire logique dans la qute de lidentit humaine fut le prtexte

7
C. DESTAIN, La crispation de lempire, 2004, p. 15.
8
J. LOCKE, Essai philosophique sur lentendement humain, 1710, p. 138.
49
dune mtaphore clbre, file par un grand nombre de philosophes formant famille, et dont
lvolution propre donne de prcieuses indications sur celle de linvestigation philosophique
portant sur lhomme : la mtaphore organique oppose la mtaphore mcanique, et plus
prcisment au modle de lhorloge.
Pour Francis Bacon (Novum Organum, 1620), lhorloge nest clairement que le fruit
de lart, et ne saurait tre confondue avec lorganicit du phnomne humain ; dans le
Discours de la mthode (1637) et les Mditations mtaphysiques (1647) de Ren Descartes, le
culte vou au langage comme caractristique de lhumain, et lclairage rationaliste, fondent
la diffrence entre lhomme et lhorloge sur le dpassement, par le premier, du
fonctionnement indiffrent de la seconde ; pour Hobbes (Lviathan, 1651), cest dans lapport
du sens et de la connaissance, que lhomme se distingue de lhorloge. Avec le Discours de
Mtaphysique (1686), Leibniz bouleversa tout, en insistant sur linsuffisance du discours
formel en ce qui concerne les proprits des corps : lhorloge dune part, les natures
incorporelles de lautre ; la physique, et la mtaphysique. Cest lintuition sublime dune
opposition de nos modes de reprsentation. Ainsi les mtaphores subissent-elles, laube du
XVIIIe sicle, une radicalisation, et une clbration de leur opposition : la technique, la
science et la philosophie se divisent graduellement. Le sicle des Lumires va travailler
ardemment la perptuation de lantagonisme : Voltaire, dans larticle me de son
Dictionnaire philosophique (1764), mcanise lorganique, et prtend vouloir ouvrir la
montre que lon appelle homme (cette tche sera celle de La Mettrie) ; Charles Bonnet
rpercute lopposition dans La palingnsie philosophique (1767), et place entirement la
supriorit du modle organique, dans la supriorit de ltre suprme. Mais le sommet
historique du dbat se trouve ailleurs, dans une uvre et un combat uniques : lEncyclopdie
de Diderot, et sa remise en question par Rousseau.
Le projet encyclopdique, qui est politique essentiellement, se prsente de prime abord
comme un projet pdagogique : il sagit dclairer la foule anonyme des Lumires de la
raison. Cette pdagogie se fonde sur une conception quantitative, performative et cumulative
de la science : il sagit de montrer au peuple les effets de la science dans lart et la technique,
afin de mieux le convaincre du fait quune rpublique platonicienne, dirige par les
philosophes, constitue le seul idal politique possible. Les arts, les sciences se trouvent
asservis par lide de leur utilit. Pour larticle horlogerie de lEncyclopdie, lhorlogerie
nest rien, sinon lart du mouvement, donc de lespace, de cette continuit logique cautionnant
lidologie du progrs. Ce mode de pense, qui est celui de Diderot, mais aussi dHelvtius
(De lesprit, 1758), dcoule dans le fond dune conviction premire : celle quon na point
invent de logique de nos jours , et quil sagit l dun moyen, plus ou moins perfectionn,
aussi vieux que le lhomme, soit pour comparer, soit pour arriver srement une
conclusion
9
. On feint dignorer les causes du phnomne mcanique, pour mieux en
lgitimer la ncessit.
En face de Diderot, se trouve Rousseau, sa pdagogie personnelle, et son lve idal,
quil dcrit en ces termes : Les orfvres, les graveurs, les doreurs, les brodeurs, ne sont son
avis que des fainants qui samusent des jeux parfaitement inutiles; il ne fait pas mme un
grand cas de lhorlogerie. Lheureux enfant jouit du temps sans en tre esclave: il en profite et
nen connat pas le prix. Le calme des passions qui rend pour lui sa succession toujours gale
lui tient lieu dinstrument pour le mesurer au besoin. En lui supposant une montre, aussi bien
quen le faisant pleurer, je me donnais un Emile vulgaire, pour tre utile et me faire entendre;
car, quant au vritable, un enfant si diffrent des autres ne servirait dexemple rien (IV,
658). Rousseau touche, dans toute son uvre, le sentiment organique, mais se trouve trop
conscient de la difficult que pose sa redcouverte pour oser proposer ce modle, et en faire

9
F. HEMSTERHUIS, Lettre sur lhomme et sur ses rapports (1772), texte tabli, prsent et annot par Georges May, New
Haven, Yale University Press, 1964, p. 85.
50
ouvertement un instrument de propagande politique : il faudra attendre Kant, et les
mtaphores de lanalytique du jugement tlologique (Critique de la facult de juger, V, 374),
pour reconnatre au modle organique une place relle dans lordre de nos perceptions.
En somme, la conception rousseauiste de la philosophie est anti-quantitative, et
soppose en cela au credo progressiste des encyclopdistes. La critique adresse par Diderot
la socit vise la dniaiser en lduquant, et en montrant au vulgaire lintrt quil y
aurait incorporer la philosophie et les arts au sein des desseins politiques du Royaume. Cette
critique, chez Rousseau, est profondment diffrente, et cherche avant tout ramener en
lhomme, et dans le chef du citoyen, une conscience perdue, celle de lunit et de la stabilit
de son essence naturelle. Il ne sagit pas dun mythe du bon sauvage caricatural, auquel
Rousseau na jamais cru, mais bien dun retour la morale, lorientation naturelle de nos
volonts, dtournes dans la socit civile par toute une srie de conventions arbitraires et
dusages artificiels. Rousseau veut nier lhistoire, Diderot cherche la modifier ; Rousseau
rve un citoyen, Diderot llabore ; Rousseau veut une science qui tienne compte de lhomme.
Question : quet t le projet encyclopdique, si Rousseau lavait conduit ?


5/ Tentative organique

Revenons lEurope, et la question de son identit conceptuelle. La fascination
satisfaite, face la correspondance des processus mcaniques avec lide toute conomique
qui prside celle de notre progrs, empche lindividu dactualiser la part organique de son
tre. En effet, lusage utilitariste de notre raison vhicule et construit le rel comme le lieu de
ce progrs incessant, ordonne les phnomnes selon sa logique propre. Etrange conception du
temps, qui est de nature dtruire purement et simplement le concept didentit.
Il est noter que lopposition cette conception cumulative et narrative du temps, sera
aussitt juge ngativement. Pourquoi ? cest que le mode de perception mcanique, une fois
dnud de toute sa parure, relve clairement dune vision logique du monde, qui inclut, tout
en la maintenant dans limplicite de son discours, une conception linaire et causale du
temps : entre lalpha et lomga dune vie (et bientt du monde), il y a succession logique de
propositions, de moments, dtapes, qui, si on en croit le premier Wittgenstein, se doit
dviter toute tautologie, et toute contradiction
10
. On notera aussi lironie du malentendu : ce
nest pas parce quil y a absence de logique quil y a contradiction ; ce nest pas mme parce
quil y a contradiction quil y a mpris de la logique ; mais cest parce quil y a universalit et
dictature, dirais-je, de la logique, quil y a perception, puis mpris, de ce quon prend pour des
contradictions.
Enfin, une remarque simpose sur ce que lon appelle la mtaphore organique :
organon signifiant instrument, la distinction entre philosophie organique et raison
instrumentale peut dans un premier temps laisser perplexe. Elle est pourtant relle et
profonde : dans le cas dune vision organique du monde en effet, tout phnomne est un
instrument, concourant lunit du monde en tant que systme. Les instruments, diffrents
dans leur configurations formelles, conceptuelles, ainsi que dans leurs fonctions, nen servent
pas moins une fin unique, dont la ralisation ne doit pas tre vue comme un objectif,
puisquelle est un fait actuel. Je dis : fonction, mais dans un tel contexte, tout phnomne a
pour consquence sa propre cause ; la linarit logique du temps, qui comprenait un terminus
a quo, est liquide au profit de la permanence dun prsent (Kierkegaard dirait une plnitude
du temps ) o le concept dorigine nest plus temporel, mais intellectuel, purement : lorigine
nest plus condition de possibilit du phnomne, mais condition de son intelligibilit, et de

10
L. WITTGENSTEIN, Tractatus logico-philosophicus, Paris, Gallimard, 1993, p. 109.
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son intelligence. Lapprhension du monde nest plus progressive, mais gestaltiste ; elle subit
une stase, un ralentissement du flux sanguin, qui sort tout simplement du temps, raison pour
laquelle le paradigme organique ne doit pas tre mon sens assimil entirement celui du
fonctionnalisme.



6/ Rduction du hiatus

Pour atteindre cette prhension entirement organique du concept didentit
europenne, il ny a quune solution : retirer du concept tout ce qui ne tient pas sa structure,
mais au fonctionnement gnral de la socit actuelle. Dans ce cas, notre devoir, en tant que
philosophes europens, serait de dnoncer systmatiquement labus mcanique, quantitatif,
utilitariste, de notre temps.
Mais, outre que cette activit constituerait un extrmisme de la pense, ne tenant pas
compte dune part importante du rel, notre rle alors ne serait que relatif et ngatif : il ne
sagirait que dune rponse organique aux mtaphores mcaniques, et nous assisterions alors
la mise en place dune dialectique dopposition, tout aussi inacceptable : car dans de telles
conditions (toujours logiques), notre perception du phnomne dpendrait encore
exclusivement de lexistence du paradigme mcanique. Nous entretiendrions, tout comme le
XVIIIe sicle, lantagonisme fondateur de nos contradictions, de nos douleurs, de notre
rvolte, et destructeur de notre unit.
De plus, de la conception au passage lacte, il y a mythe. Lacte crateur en art, en
science et en philosophie, le simple fait de donner un contenu nos concepts, nous propulsent
dans lhistoire. Cette histoire nous est donc ncessaire, et toujours dj l, au mme titre que
la part organique de ce que nous sommes. Il nous faut admettre que la survie de nos
disciplines et leur panouissement ont besoin dune part mcanique.
Notre raction et son programme ne doivent donc pas commettre la mme erreur que
celle de lEncyclopdie, et ne peuvent se limiter la seule perspective organique. Il faut
lever la rflexion au-del de ces catgories et les embrasser en un parfait quilibre,
respectueux de la richesse ontologique de lhomme. Lentre du concept didentit
europenne dans lhistoire est inluctable, mais elle nest redoutable que dans la mesure o
cette entre dcoule de lassignation dun contenu arbitraire.
Ce quil manque au concept, est moins un contenu quune structure type, mais vide,
donc libre et dmocratique, quelque structure conceptuelle suffisamment gnrale pour
favoriser des applications individuelles tout en prservant lunit identitaire. Alors lidentit
europenne passerait enfin au stade conceptuel, et trouverait dans ce dpassement des
antithses organiques et mcaniques la structure mme de son fonctionnement : la prise en
compte de lindividu dans lensemble indivisible de son humanit. De ce principe peut
dcouler une infinit de mesures prventives, voire prescriptives, inscrites dans un cadre
officiel, dapplication dans tous les domaines de lexprience humaine, et dont lEurope
pourrait se targuer dtre linitiatrice universelle : Pour la premire fois, je nai pas voulu
crer un homme, mais je lai rencontr, et je le respecte. Car dsormais, il nest plus
seulement question des droits de lhomme, mais de lhomme mme. De plus, le rle
cosmopolitique de lEurope faisant ds lors partie de son identit, lintgration de cette
structure dans les mentalits lui confrerait le rle quelle souhaite, quelle attend, quelle
espre : celui dun laboratoire humaniste que tout rend enthousiaste, et que rien neffraie,
sinon les exclusives. Le cahier des charges est norme, et deux activits semblent pouvoir le
remplir entirement : lopinitret des artistes, scientifiques et philosophes poursuivre leur
qute de vrit, et la pdagogie, seule garante de sa tradition.
52

Christophe Van Staen,
Universit Libre de Bruxelles





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Toni Rumbau (testo del 14 Marzo 2005)

PERA Y TTERES: dos espacios para la creatividad interdisciplinar.

Toni Rumbau
11
. PHAROS marzo 2005.



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Toni Rumbau: escritor y titiritero. Director del Festival de pera de Bolsillo y Nuevas Creaciones
(Barcelona). Miembro fundador de la Red Ombres et Marionnettes de la Mditerranne.
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La creacin operstica contempornea y el Teatro de Tteres (ste en su concepcin
igualmente contempornea de Teatro Visual y de Objetos): dos gneros abiertos a los
nuevos paradigmas de complejidad, interseccin e interdisciplinaridad desde la expresin
teatral, la msica y las artes plsticas.

El carcter no actoral del teatro de tteres, basado en la figura objetual como elemento
intermediario de comunicacin entre el actor/manipulador y el espectador, le otorga un
marcado sentido de universalidad. Es sabido, adems, que los lenguajes de los teatros de
tteres populares del mundo entero guardan entre s caractersticas comunes de una gran
similitud: sntesis expresiva en la confeccin de las figuras y muecos (estilizacin,
caricatura, esquematismo, trazos fuertes), sntesis dramatrgica en el desarrollo de la
historia (el argumento reducido a su quintaesencia, reduccin arquetpica de los personajes),
sntesis plstica en la escenografa y los mismos retablos y teatrillos (mnimos elementos
denotativos, esquematismos llegando casi a la abstraccin en algunas tradiciones de sombras
y tteres) y sntesis escnica en los movimientos y las coreografas de los tteres (rutinas
establecidas por la tradicin, movimientos simples para que se entienda la accin). Esta
sntesis estilstica y expresiva fundamental impregna todos sus elementos y constituye una
caracterstica que encontramos por un igual en las tradiciones mediterrneas del teatro de
tteres tipo Polichinela y del teatro de sombras turco y griego del Karakoz. Sntesis que
impregna, a su vez, al teatro de tteres contemporneo: el uso de objetos, imgenes y figuras
exige la misma estilizacin expresiva para comunicar al espectador sus contenidos
simblicos. Dichos lenguajes constituyen por todo ello laboratorios idneos para el ejercicio
de los principios de cruce e interdisciplinaridad. Son igualmente adecuados para el desarrollo
de programas de normalizacin e intercambio intercultural (conciencia de una cultura comn
mediterrnea, relaciones Oriente/Occidente, Norte/Sur, etc).