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81.

Nel Krita-Yuga la giustizia si mantiene fermamente sopra i quattro piedi; la


verit regna e nessun bene ottenuto dagli esseri mortali, deriva da iniquit.

82. Nelle altre et, per l'accumulo illecito dei guadagni, il Dahrma perde un
piede e viene rimpiazzato dal furto, dalla falsit e la frode; cos i vantaggi
guadagnati dagli uomini diminuiscono gradualmente della sua quarta parte.

83. Gli uomini liberi dalle malattie, ottengono la realizzazione di tutti i loro
desideri e vivono quattrocento anni durante la prima et; nel Ttrta-yuga e
nelle successive et la sua esistenza perde un quarto della sua durata.

85. Certe virt sono peculiari dell'et Krita, altre all'et Treta, altre all'et
Dwapara, altre all'et di Kal, in proporzione al decremento di queste et.

86. L'austerit domina durante la prima et, la scienza divina durante la
seconda, il compimento dei sacrifici durante la terza, a detta dei saggi la
liberalit domina solo nella quarta era.

87. Per conservare l'intera sua creazione, Egli, l'Essere supremo, glorioso,
assegn occupazioni differenti a coloro che uscirono dalla sua bocca, dal suo
braccio, dalla sua coscia e dai suoi piedi.

88. Assegn in dote ai Brahmani lo studio e gli insegnamenti dei Veda, la
celebrazione dei sacrifici, la direzione dei sacrifici offerti da altri, il diritto di
donare e di ricevere.

89. Egli impose come dovere ai Kchatriya di proteggere il popolo, di fare la
carit, i sacrifici, di leggere i Libri sacri, e di non abbandonarsi ai piaceri dei
sensi.

90. Prendersi cura degli animali, fare l'elemosina, i sacrifici, studiare i Libri
sacri, esercitare il commercio, prestare a credito, lavorare la terra, sono le
funzioni assegnate ai Vaisya.

91 Ma il supremo Maestro assegna ai Sudra un solo compito, quello di servire
le classi precedenti, senza disprezzare i loro meriti.

96. Tra tutti gli esseri, i primi sono gli esseri animati; tra tutti gli esseri
animati, coloro che esistono per mezzo della loro intelligenza: gli uomini sono i
primi tra gli esseri intelligenti, e i Brahmani tra gli uomini;

97. Tra i Brahamani, quelli che pi si distinguono sono quelli che posseggono
la Scienza sacra; tra i saggi, ci sono quelli che conoscono il loro dovere; tra
questi, gli uomini che lo compiono con esattezza; tra questi ultimi ci sono
coloro che sono stati condotti alla beatitudine con lo studio dei Libri santi.

98. La nascita dei Brahmani l'incarnazione eterna della giustizia; il
Brahmano nato per l'esecuzione della giustizia, per questo destinato ad
identificarsi con Brahma

101. Il Brahmano non mangia che il suo alimento, non indossa che i suoi
vestiti, elargisce i suoi averi; per la generosit del Brahmano che gli altri
uomini godono dei beni di questo mondo.

31 Che il nome di un Brahmano, per la prima delle due parole che lo
compongono, esprima il favore propizio; quello di un Ksatrya, la potenza; quella
d'un Vaisya, la ricchezza; quello di un Sudra l'abiezione.

32 Il nome di un Brahmano, attraverso la seconda parola, deve indicare la
felicit; quella di un guerriero, la protezione; quella di un mercante, la liberalit;
quella di un Sudra, la dipendenza.

33 Che quello di una femmina sia facile da pronunciare, dolce, chiaro,
gradevole, propizio; che termini con vocali lunghe, e rassomigli a parole di
benedizione.

52 Colui che mangia guardando l'Oriente prolunga la sua vita; guardando a
Mezzogiorno, acquisisce la gloria; rivolgendosi ad Occidente raggiunge la
felicit; dirigendo lo sguardo fino al Nord, ottiene la ricompensa della verit.

54 Che onori sempre il suo cibo e lo mangi senza disgusto; che vedendolo
gioisca e si consoli quando soffre per la mancanza e faccia il voto di poterne
avere sempre.

67 E' riconosciuto dal legislatore che la cerimonia del matrimonio, rimpiazzer
nelle donne, il sacramento dell'iniziazione prescritto dai Veda; lo zelo di esse
nel servire il loro sposo equivalente alla permanenza presso una guida
spirituale e la cura della loro dimora al mantenimento del Sacro Fuoco.

76 La lettera A, la lettera U e la lettera M che insieme formano il monosillabo
sacro sono stati tratti dai tre libri sacri da Brahma, il Signore delle creature, cos
come le tre grandi parole BHUR, BHUVAH; SAWAR [Queste tre parole (Vyahritis)
significano terra, atmosfera, cielo. Sono i nomi dei tre mondi].

88 Quando gli organi di sensi, si trovano in relazione con oggetti attraenti,
l'uomo deve fare ogni sforzo per dominarli allo stesso modo che fa un cavalier
per trattenere il suo cavallo

94 Sicuramente, il desiderio non si soddisfa con il godimento dell'oggetto
desiderato; similmente al fuoco su cui si asperge burro chiarificato, la fiamma
si accende solo pi vivamente.

95 Paragonando colui che gode di tutti questi piaceri dei sensi con colui che
rinuncia completamente a questi, l'ultimi molto superiore, infatti l'abbandono
completo di tutti i desideri sono preferibili alla sua realizzazione.

110 L'uomo di senno non deve parlare senza essere interrogato, n rispondere
ad una domanda inopportuna; deve comportarsi anche quando sa quello che
gli viene chiesto, come se fosse muto.

112 Laddove non si incontrano la virt, n la ricchezza n il cielo, n la
sottomissione necessaria per lo studio dei Veda, non deve essere gettato il
seme della Santa Dottrina, allo stesso modo della buona semente in un terreno
sterile.

113 Vale di pi per un'interprete della Santa Scrittura morire con la sua
scienza anche quando si trova in una spaventosa miseria, che seminarla in un
suolo ingrato.

114 La Scienza Divina, avvicinando un Brahmano gli disse: Sono io il tuo
tesoro, vigila su di me, non lasciare che io venga insegnata ai detrattori; solo
cos sar sempre piena di forza.

121 Chi ha l'abitudine di salutare la gente anziana tenendoli in grande
considerazione, vede accrescere queste quattro cose: la durata della sua
esistenza, la sua sapienza, la sua fama e la sua forza.

136 La ricchezza, la parentela,l'et, gli atti religiosi e quinta, la conoscenza,
sono titoli di rispetto; gli ultimi per ordine sono i titoli pi raccomandabili di
quelli che lo precedono.

146 Tra chi da la vita e chi insegna i Libri Sacri, il padre pi rispettabile colui
che da la Santa Dottrina; infatti la nascita spirituale che consiste nel
sacramento dell'iniziazione e che introduce allo studio dei Veda, per il Dwidja
eterno in questo mondo e nell'altro.

147 Quando un padre e una madre, congiungendosi in un atto d'amore danno
la vita a un bambino, questo concepimento non deve essere considerato un
atto puramente umano, perch il bambino si forma nella matrice.

148 Per la nascita che gli viene donata dal suo istitutore che conosce tutti i
Libri Sacri, seguendo la legge, per la Savitri, quella vera e non soggetta n
all'invecchiamento n alla morte.

150 Il Brahmano autore della nascita spirituale o che insegna il dovere,
guardato secondo la legge come il padre di un uomo anziano, anche se
ancora bambino.

151 Kavi, figlio di Angiras, ancora giovane, fece studiare la Santa Scrittura ai
suoi zii paterni e ai suoi cugini; ragazzi! diceva loro, infatti la sua sapienza
gli conferiva su di loro l'autorit di un maestro.

152 Pieni di risentimento chiesero agli Dei il motivo di questa parola e gli Dei,
dopo essersi riuniti risposero loro: Il bambino ha parlato correttamente.

153 In effetti, l'ignorante un bambino; colui che insegna la Sacra Scrittura
un padre; infatti i Saggi hanno dato il nome di bambino all'uomo illetterato e
quello di padre al precettore.

154 Non sono gli anni, n i capelli bianchi, n la ricchezza, n la parentela,
quello che costituisce la grandezza, i Santi hanno stabilito questa legge; colui
che conosce i Veda e gli Angas grande tra noi.

155 La preminenza regolata dal sapere dei Brahmani per il valore tra gli
Chatryas per la ricchezza in grano e altre mercanzie tra i Vaisya, per la priorit
della nascita tra i Sudra.

225 Un istitutore l'immagine dell'essere Divino (Brahma), un padre,
l'immagine del Signore della creature (Pradjapati), una madre l'immagine della
terra, un fratello l'immagine dell'anima.

228 Che il giovane faccia costantemente e in ogni occasione quello che pu
compiacere i suoi genitori e il suo istitutore; quando queste tre persone sono
soddisfatte, tutte le pratiche devote si fanno con felicit e ottengono la
ricompensa.

230 In effetti, rappresentano i tre mondi, i tre altri ordini, i tre libri sacri, i tre
fuochi.

231 Il padre il fuoco sacro perpetuamente alimentato dal padrone di casa; la
madre il fuoco delle cerimonie; l'istitutore il fuoco del sacrificio; questa triade
del fuoco meritala pi grande venerazione.

232 Chi non omette di curarlo, quando giunge ad essere padrone della casa,
raggiunger il potere dei tre mondi, il suo corpo briller di puro splendore e
godr in cielo di una pura felicit.

233 Per il rispetto a sua madre questo basso mondo; per il rispetto a suo
padre il mondo intermedio, quello dell'atmosfera; per la sottomissione agli
ordini del suo maestro, giunge fino al mondo celeste di Brahma.

238 Chi possiede la fede, pu ricevere una scienza utile anche da un Sudra; la
conoscenza della virt principale da un uomo vile; e una perla di donna da una
famiglia disprezzata.

239 Pu separare l'ambrosia (Amrita) da un veleno; pu ricevere un buon
consiglio da un bambino, imparare da un nemico a comportarsi bene, e estrarre
oro da una sostanza pura.

240 Le donne, le pietre preziose, la scienza, la virt, la purezza, un buon
consiglio, e le diverse forme di arti devono riceversi dalla fonte.

LIBRO III
56 Dove si onorano le donne, sono onorate anche le Divinit; per quando non le si
onora , sono improduttivi tutti gli atti pietosi.

57 Tutta la famiglia nella quale una donna vive afflitta, non tarda ad estinguersi,
per quando non infelice, la famiglia aumenta e prospera in ogni circostanza.

58 Le case maledette dalle donne di una famiglia alla quale non sono stati resi gli
omaggi dovuti, si distruggono come se fossero distrutte da un rito magico.

62 Quando una donna risplende per i suoi ornamenti, tutta la famiglia risplende;
per se lei non risplende, la famiglia non gode di nessun splendore.
201 Dai Santi (Rishis) sono nati i Pitris; dai Pitris, gli Dei (Devas) e i Titani (Danavas);
e successivamente stato prodotto dagli Dei questo mondo intero, composto da
esseri mobili e immobili.

LIBRO IV

1 Il Brahmano, dopo aver dimorato per il primo quarto [La vita di un Brahmano divisa
in quattro periodi; che si susseguono all'interno degli ordini religiosi, essi sono: quello del
Brahmachatry o noviziato, quello del padrone di casa o Griasta, quello del Vanaprasta o
anacoreta, quello del Sannyasi o devoto ascetico] della sua vita con il suo maestro (Guru),
soggiorni durante il secondo periodo della sua esistenza nella sua casa dopo aver
preso moglie.

172 L'iniquit commessa in questo mondo, allo stesso modo della terra, non
produce nel campo i suoi frutti, ma estendendosi poco a poco, mina e si riversa su
colui che l'ha commessa.

173 Se non a lui, ai suoi figli; se non ai suoi figli , ai suoi nipoti che sar riservata la
pena; ma, di sicuro l'iniquit commessa non mai senza pena per il suo autore.

174 Per mezzo dell'ingiustizia, egli riesce per qualche tempo; allora ottiene ogni
sorta di prosperit, trionfa sui suoi nemici; ma perisce con tutta la sua famiglia, e
con tutto ci che gli appartiene.

237 Un sacrificio vanificato dalla menzogna; il merito della pratica austera, dalla
vanit; l'esistenza dall'insulto fatto ad un Brahmano; il frutto della carit dall'azione
di vantarsi.

239 Infatti suo padre, sua madre,suo figlio, la sua sposa e i suoi parenti, non sono
destinati ad accompagnarlo nel passaggio all'altro mondo; gli rester solo la virt.

240 L'uomo nasce solo, muore solo, raccoglie solo la ricompensa delle buone azioni
e solo la punizione delle sue malefatte.

241 Dopo aver abbandonato il suo cadavere alla terra, come un pezzo di legno o
una zolla d'argilla, i parenti dell'uomo si allontanano girando la testa, ma la virt
accompagner la sua anima.

242 Incrementi senza mai smettere, poco a poco la sua virt, al fine di non andare
solo all'altro mondo; infatti se accompagnato dalla virt, attraversa le tenebre
impraticabili del regno infernale.

243 L'uomo che ha per scopo principale la virt, i peccati cancellati da un'austera
devozione, trasportato su nei campi dei mondi celesti dalla virt, brillante di luce,
e ricoperta di una forma divina.

255. Colui che da di se stesso dati contrari alla verit, l'essere pi criminale che
esista al mondo; egli si appropria con il furto di un carattere che non il suo.

256 E' la parola che determina ogni cosa, c' la parola alla sua base, c' la parola da
cui tutto procede; il furbo che se ne appropria per farsi servire con falsit, deruba
ogni cosa.

257 Dopo aver, secondo le regole, saldati i propri debiti con i Santi (Maharchis)
attraverso la lettura delle Sacre Scritture, con i Manes attraverso il dono
dell'esistenza a un figlio,[Se un uomo non lascia figli per celebrare dopo di lui la Sraddha
(servizio funebre), i Manes dei suoi antenati saranno precipitati dalla casa celeste all'inferno]
con gli Dei,attraverso il compimento dei sacrifici, il capo famiglia, lasci a suo figlio il
governo della casa, e resti nella sua casa completamente indifferente agli affari del
mondo, rivolgendo il suo pensiero all'Essere Supremo.

258 Solo, e in un posto appartato, mediti costantemente sulla felicit futura della
sua anima; infatti se medita in questa maniera, perviene alla beatitudine suprema,
che l'identificazione con Brahma.

LIBRO IV

38 Per tanti peli che l'animale aveva sul corpo, cos perir tante volte di morte
violenta per ciascuno delle rinascite future colui che lo sgozza in maniera illecita,

39 L'Essere che esiste per la sua propria volont ha creato egli stesso gli animali
per il sacrificio; e il sacrificio la causa della crescita di questo universo; perch la
morte commessa per sacrificio non una morte.

40 Le erbe, le bestie,gli alberi, gli animali anfibi e gli uccelli che hanno terminato la
loro esistenza con il sacrificio, rinasceranno in una condizione pi elevata.

48 Non facendo del male agli animali che i si pu procurare la carne; la morte di
un animale sbarra le porte del Paradiso; dovrebbe astenersi dal mangiare la carne
senza osservare le regole prescritte.

50. Quello che conformandosi alla legge, non mangia la carne come un Vampiro
( Pisatcha ),concilia l'affetto per questo mondo, e non afflitto da malattie.

51 L'uomo che acconsente alla morte di un animale; chi la taglia a pezzi, il
compratore, il venditore, chi prepara la carne, chi la serve, e infine colui che la
mangia, sono tutti considerati come avente parte alla morte.

52 Non esiste mortale pi colpevole di colui che desidera incrementare la propria
carne, per mezzo della carne di altri esseri, senza onorare previamente i Manes e gli
Dei.

97 Poich nella persona del re risiedono i guardiani del mondo, riconosciuto dalla
legge che egli non pu essere impuro; infatti i suoi Geni tutelari producono o
allontanano la purezza dai mortali.

98" Colui che muore di un colpo [ Letteralmente, di un colpo d'arma che stata brandita] in un
combattimento, adempiendo ai doveri di un Ksatrya, compie all'istante il sacrificio
pi meritorio e la purificazione avviene per lui all'istante: tale la legge.

105 La scienza sacra, l'austerit, il fuoco,gli alimenti puri, la terra, lo spirito, l'acqua,
l'unto fatto con la vescica di vacca, l'aria, le cerimonie religiose, il sole, e il tempo,
ecco quali sono gli agenti purificatori per gli esseri animati.

106 Di tutte le cose che purificano, la purezza conservata nell'acquisizione delle
ricchezze la migliore; colui che conserva la sua purezza nel diventare ricco
veramente puro, e non colui che purificato con la terra e l'acqua.
107 Gli uomini istruiti si purificano perdonando le offese; quelli che sono negligenti
nell'osservanza dei doveri, con i doni; quelli le cui mancanze sono segrete, con le
preghiere a bassa voce; coloro che conoscono perfettamente i Veda, con l'austerit.
108 La terra e l'acqua purificano tutto quello che macchiato; un fiume purificato
dalla corrente; una donna che colpevole di cattivi pensieri, con le sue regole; un
Brahmano diventa puro se si distacca da tutti gli affetti mondani.
109 Le macchie sulle membra del corpo dell'uomo sono lavate con l'acqua; quello
dello spirito, con la verit; la santa dottrina e l'austerit rimuovono le macchie del
principio vitale; l'intelligenza purificata dal sapere.
113 Dall'unione dell'Acqua con il Fuoco stato generato l'oro e l'argento; di
conseguenza, la purificazione pi appropriata per questi due metalli si fa con gli
elementi che l'hanno prodotta.
129 La mano di un artigiano sempre pura durante il lavoro, lo stesso la mercanzia
esposta per essere venduta; il cibo donato ad un novizio non mai macchiato: tali
sono le regole.
130 La bocca di una donna sempre pura; un uccello puro nel momento in cui
lascia cadere un frutto; un animale giovane puro, durante l'allattamento; un cane,
quando caccia le bestie feroci.
131 La carne di un animale selvaggio ucciso dai cani stata dichiarata pura da
Manu, ugualmente a quella di un animale ucciso da un carnivoro o dalla gente che
vive della caccia, come i Chandala.
132 Tutte le cavit al di sopra dell'ombelico sono pure; quelle che si trovano sotto
l'ombelico sono impure, ugualmente a tutte le secrezioni che fuoriescono dal corpo.
147 Una ragazza, una giovane donna, una donna di et avanzata, non devono mai
fare nulla secondo la propria volont, neanche nella loro casa.
148 Durante la propria infanzia, una donna deve dipendere da suo padre; durante la
sua giovinezza, dipende da suo marito; alla morte del marito, dai suoi figli; se non ha
figli, dai parenti prossimi di suo marito o, in loro mancanza da quelli di suo padre; se
lei non ha parenti paterni, dal sovrano; una donna non deve mai governarsi a modo
suo.
152 Le parole di benedizione e i sacrifici al Signore delle creature ( Prajapati ),
hanno lo scopo durante la cerimonia nuziale, di assicurare la felicit agli sposi; ma
l'autorit dello sposo nei confronti della sua donna nel dono che gli ha fatto suo
padre, concedendogli la figlia al momento del fidanzamento.
154 Per quanto sia biasimevole la condotta di suo marito, per quanto sia sprovvisto
di buone qualit e si da ad un altro amore, una donna virtuosa lo deve riverire
costantemente come un Dio.
155 Non c' sacrificio, n pratica pietosa, n digiuno, riguardanti le donne in
particolare; quanto una sposa amorevole e rispettosa di suo marito, ella sar
onorata nel cielo.
156 Una donna virtuosa che desidera ottenere lo stesso soggiorno di felicit di suo
marito, non deve fare nulla che possa essergli sgradito, sia durante questa vita, sia
durante l'altra.
159 Molte migliaia di Brahmani esenti dalla sensualit fin dalla pi tenera et, pur
non avendo lasciato posterit, sono giunti al cielo.
160 Similmente ad un uomo austero, la donna virtuosa che, dopo la morte di suo
marito, si conserva perfettamente casta, va dritta al cielo, quand'anche non abbia
figli.
161 Ma la vedova che, per il desiderio di avere figli, infedele al marito, va incontro al
disprezzo qui in basso, e sar esclusa dalla casa celeste dove stato ammesso suo
marito.