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FONDAZIONE GUIDO PICCINI

per i diritti delluomo onlus

Il Quaderno n. 9 della Fondazione Guido Piccini riguarda il tema particolare della


speranza:
La speranza
Podrn cortar todas las flores, pero siempre volver la primavera.
Uno dei capitoli analizza il rapporto tra religione e speranza.
Un rapporto non solo fideistico, ma culturale, politico, etico e, soprattutto, punto
focale di ogni dottrina religiosa: la vita terrena ha senso, significato e si giustifica, nel
bene e nel male, in una tensione verso un aldil garantito dalla fede.
La Terra un luogo di passaggio e, come ogni passaggio, ha un valore relativo
di fronte a un luogo dove la vita avr il suo compimento e la sua pienezza.
Cos intesi, i veri valori dellessere umano sono condizionati da ununica
speranza: la salvezza eterna.
In questa visione ci che conta non sono la dignit della persona con i suoi diritti
naturali ed acquisiti nel lungo difficile cammino della sua storia, ma la bont, la carit
e, soprattutto, la misericordia, valori gratuiti che dal vertice (Dio misericordioso)
scendono, per gradi e intensit, come doni condivisi nel percorso storico
dellumanit.
In questi giorni il tema della misericordia ha acquistato particolare importanza. Il
papa attuale vi ha dedicato addirittura un anno giubilare straordinario.
In proposito sorgono due semplici riflessioni:
lanno giubilare di biblica memoria non era un anno di misericordia, ma
un tempo in cui veniva ricostruita la giustizia violata;
Ges, il Nazareno, pur praticando la misericordia, pone la giustizia come
valore centrale per la salvezza.
Su questo Dio di misericordia si sono costituiti apparati di dominazione e
ideologici dotati di interessi propri che, nei momenti critici, sono funzionali agli
interessi degli apparati economici e politici secolari (Pier Francesco Zarcone).
Vogliamo sperare che il giubileo della misericordia sia un richiamo fondamentale
alla giustizia, unica strada per rendere concreta la misericordia: senza la giustizia la
misericordia non restituisce alla dignit di ogni persona il suo valore.

Speranza e religione
miti, illusioni, valori
La dottrina cattolica pone la speranza tra le virt teologali fede, speranza e
carit cio tra quei valori indiscutibili sia come contenuti dottrinali della fede, sia
nelletica e nella pratica religiosa.
Una fede, sempre, pur con radici, contenuti e finalit diverse, nutre una speranza
che risponde, da una parte, agli enigmi e oscurit di problemi esistenziali
lingiustizia, il male, la morte - e, dallaltra, proietta le risposte a questi interrogativi
in un altro mondo, riservando la pienezza della vita a un futuro oltre il tempo.
Il rapporto tra speranza e religione , forse, il punto pi dolente e confuso sia per
un credente adulto che per chi rifiuta ogni fede religiosa, ed molto pi complesso
dello stesso rapporto tra etica e religione.
diffusa la convinzione che senza religione non esiste unetica. Ma di fronte agli
spaventosi delitti compiuti in nome di Dio nei secoli passati ed oggi pi crudeli e
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insensati che mai, dovrebbe essere scomparso ogni senso di dipendenza tra morale
e religione.
Letica ha il suo vero fondamento nella coscienza che rispecchia gli essenziali
diritti di ogni persona e ne custodisce la dignit. La religione o la fede in una o pi
divinit si devono confrontare con la rettitudine della coscienza, libera da ogni
dimensione morale-dogmatica.
Non certo la paura del giudizio di Dio che trattiene gli approfittatori dellattuale
sistema politico-economico, dal calpestare la dignit, la libert e la giustizia, anzi, la
fede stata ed usata per i propri profitti (economici, politici, sociali) in disprezzo
di ogni senso di uguaglianza e diritto.
Cos avviene nel rapporto tra religione e speranza: con la strumentalizzazione di
una religione e di una fede, si convincono le coscienze di moltitudini di credenti che
solo Dio potr rispondere ai misteri della vita e che sperare nelluomo un inganno
bisogna sperare in Dio! Quel Dio, per, che spesso giustifica la prepotenza
dellusurpatore di ogni diritto, nellattesa, per chi soffre oggi, di un premio in
unoscura eternit.
In nome di quella speranza si accettano passivamente e si giustificano
ingiustizie, violenze, poteri e alle moltitudini senza diritti si lascia il primo posto in un
ipotetico paradiso.
Speranza e mito religioso
La speranza al centro di ogni fede religiosa e ne costituisce il fondamento su
cui si regge la dottrina, e soprattutto letica.
La morale religiosa esige un sistema di vita che supera lesperienza storica e si
impone perch v una visione che va oltre la storia, fondata e gestita dalla speranza
nellaldil.
Allirrazionalit della vita come ai misteri dellesistenza stessa, nella fede non si
risponde con una ricerca razionale e scientifica, ma con i miti religiosi costruiti e
giustificati da una dottrina che si impone alla ragione e alla coscienza.
La risposta, pur arricchita da argomentazioni culturali soprattutto sul piano del
pensiero filosofico, non esaurisce la sete di sapere, lesigenza di trovare ad ogni
interrogativo una spiegazione adeguata.
I grandi valori, come la libert, la giustizia, lamore fraterno, fanno parte della
ricca esperienza dellumanit, ma proprio perch difficili da realizzare, se non in
minima parte, dal sapere e dalla scienza, hanno bisogno di un atto di speranza che
li realizzi in una vita che sia la continuit della fatica e della delusione esistenziale. E
proprio questa speranza proietta al di l del tempo la vita e la colloca in unesistenza
dove questi valori sono realizzabili nella loro totalit, e dove le pi nobili finalit
umane trovano il loro compimento, cos nasce il mito religioso.
Il mito religioso come risposta e reale attuazione delle pi nobili aspirazioni
dellumanit, viene chiaramente affermato dallo stesso Paolo: Se Cristo non fosse
risorto, vana sarebbe la nostra fede (1Cor, 15,14). , allora, un colossale inganno
per la coscienza e per lumanit? La speranza che si regge su questo mito
realizzabile nellinfinito futuro dunque vana?
A questi interrogativi v una risposta che non viene tanto dalla filosofia o da una
dottrina religiosa, ma dalla stessa viva e reale storia dellumanit.
Il mito religioso, come la certezza del compimento di quei valori che sono al
centro della storia, esige un cammino, duro e difficile, che si compie nel percorso
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storico di ogni persona e dellumanit intera.


Ogni fede religiosa, come molti altri fattori propri dellesistenza, pu costituire un
aiuto, uno stimolo ma non potr mai sostituire la realizzazione storica di quei valori
che sono frutto della ragione critica e della capacit umana a cui sono affidati i tesori
delluniverso e la loro infinita ricchezza.
Su questa capacit umana si fonda la speranza di un sempre rinnovato futuro.
Speranza e cristianesimo
Il mito religioso non pu essere lautentica speranza del cristiano.
Il Dio della speranza non il Dio che abita in una sfera inaccessibile alla
coscienza. Questo Dio assoluto e unico, non ha nessun valido senso concreto per
lesperienza umana di tutti i tempi, anzi, spesso, un tragico alibi.
La storia, sia nel suo millenario tempo, sia nel breve cursus di ogni singola vita,
ha trovato molte illusioni Il percorso del monoteismo, anzi dei monoteismi, una
storia triste e tragica, segnata soprattutto dal disprezzo e schiavit dellintelligenza,
valore insostituibile per lumanit sia per costruire un presente degno sia per sognare
un futuro migliore.
Il Dio della speranza, se di un dio abbiamo bisogno, il dio nato da una donna,
ha esperimentato concretamente il vivere umano, ha amato, sofferto, donato ed ha
vissuto lesperienza della sua personale storia nelle contraddizioni del suo tempo,
nelle deluse aspirazioni di giustizia e amore.
Ha avuto parole di fuoco contro i poteri ingannatori, religiosi e politici, disprezzo e
ammonimenti per i ricchi della terra, perch poveri nel suo regno, e apprezzamento
per i poveri del mondo che saranno i ricchi del suo regno.
Ha lottato per giustizia, uguaglianza e fraternit.
E nulla ha promesso per il dopo (Mc 20,23), ma ha indicato la strada perch il
suo messaggio diventasse il motivo di ogni fede, singola e comune, e come la
speranza si pu fare storia perch la fede nei suoi valori non sia una tragica
ennesima delusione.
La speranza che Ges annuncia strettamente vincolata alla realizzazione del
regno, ma non fatto compiuto che ci attende: il suo regno di libert, uguaglianza e
giustizia che il cristiano nella sua testimonianza deve costruire, ognuno nel proprio
pezzetto di storia; quel pezzetto che la speranza cristiana unisce in tutti i tempi e in
tutti gli orizzonti perch un mondo nuovo si faccia storia di ogni essere.
La speranza cristiana passa anche dallesperienza della croce, ma pure quella
che risponde a un dovere: andate e predicate ad ogni creatura il vangelo (Mc 16,
15) cio annunciate la buona notizia; ed pure la convinzione che la lotta, il
pianto, la sofferenza di oggi non devono essere e non sono vane perch fanno parte
della costruzione di quel regno che, nella storia di ogni uomo e di ogni credente,
realizza e incarna gli essenziali valori della dignit umana.
In questa dimensione, il credente unisce il tempo e leternit, uno stretto rapporto
che si costruisce nel percorso storico. Cos si vive la vera lotta per i grandi valori del
messaggio cristiano, che sono gli universali valori dellumanit, e qui, nel nostro
cammino, vanno seminati e fatti crescere anche se il compimento definitivo pu
essere altrove.
La vera fede in Cristo ha radici e si rif in ogni tempo al Ges del Vangelo,
rifiutando ogni traduzione evangelica in dottrine etiche, canoni, poteri, che si
esprimono nelle false testimonianze di oggi e in promesse future.
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La speranza cristiana si radica in una Parola che noi facciamo storia: cos sentita
e vissuta lunico messaggio che fa di essa la speranza di ogni persona e di ogni
tempo. Allora, la fede non illude, ma d forze che vanno oltre le limitate energie
umane.
Ges compie un pezzo di strada, la sua strada, per realizzare il regno, ma lascia
ai suoi il compito di continuare sulla medesima via, intrisa di incomprensioni e
contraddizioni, lotte e martirio.
Lo stesso cammino di Ges, il fondatore del sogno cristiano che attraversa la
fede, si congiunge con il mito del regno di Dio.
Tuttavia senza questo percorso il mito religioso, cristiano o no, diventa una
colossale illusione; non si realizza nellaldil se non si porta a compimento, nel
proprio tempo, lannuncio del messaggio cristiano.
Unepoca, un momento storico, si pu definire civilt cristiana non sulla misura
della fede (pi gente che vive la religiosit nelle forme pi varie) ma nella misura in
cui incarna gli essenziali valori del vangelo.
La speranza religiosa, quindi, pu essere la pi ingannevole e pericolosa perch
fondata su principi che coinvolgono luomo e lumanit nei valori essenziali della
ragione e della coscienza, e pu confondere loggi e costruire un falso domani. Pu
creare e distruggere i miti del presente, a seconda dei bisogni del potere, in
unaltalena di divinit opportune, e svuotare il presente delle sue conquiste sociali e
culturali, scientifiche e politiche per fare dellumanit una specie sottomessa,
nellassurda visione di unuguaglianza senza volto e senza storia.
Ma non questa la speranza cristiana, anzi ne lesatto contrario.
Ges condanna la speranza del tempio:
il denaro e il commercio
il potere dei sacerdoti: Guai a voi che caricate gli uomini di pesi
insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! (Lc
11, 46)
flagella duramente la loro pretesa di essere la legge
affida il suo messaggio ai lontani dalla religiosa verit del tempio Molti
verranno dallOriente e dallOccidente e si siederanno nel regno dei cieli
(Mt 8, 11)
e fonda sui poveri la speranza
va alla ricerca del bisogno e della sete di verit del povero
non promette nulla per laldil, ma parla di uguaglianza, fraternit e
giustizia
comanda ai suoi discepoli, poveri e da poveri (non portate borsa, n
bisaccia, n sandali Lc 10, 4), di annunciare il suo messaggio
non promette ricompense sedere alla mia destra o alla mia sinistra non
sta a me concederlo (Mc 20, 23)
la garanzia che il regno vicino solo una: Andate e riferite a Giovanni
quello che udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi
camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e
ai poveri annunciata la buona novella (Mt 11, 4-5).
La sua esperienza della croce sembra chiudere ogni altra speranza, ma dalla
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croce nasce la nuova comunit cristiana, la comunit che vive di comunione fraterna,
dove si condivide gioia, amore e sofferenza, dove, insieme, si lotta per la giustizia e
la libert, per ogni essere umano senza distinzione, per creare ecco la speranza
cristiana un mondo nuovo nellimmagine luminosa di una nuova creazione.
Questa nuova creazione viene costruita dai martiri di ogni fede, sia essa
religiosa o laica, che hanno seminato la storia di ogni tempo e di ogni geografia.
Il mito religioso, o politico-ideologico, non ha nulla a che vedere con gli autentici
e grandi valori della persona e dellumanit intera.
Non c bisogno di credere in un qualche dio per lottare per la libert, la giustizia,
luguaglianza e la verit.
Le ragioni essenziali della vita di ogni essere, come della societ, in ogni
momento storico, in ogni dimensione culturale-politico-economica, segnano il metro
di misura di una civilt.
un cammino difficile ma va compiuto, seppure a piccoli passi, nella singola e
nella comune storia, non sotto la necessit delle sconfitte e dei pericoli che
incombono sul futuro, ma nel segno pieno della speranza.
Il bene comune nel suo complesso come sintesi dei diritti umani e delle singole
dignit lunica vera finalit di ogni processo storico, individuale e collettivo, e su di
esso una fede e unideologia misurano la loro validit ideale, sociale e politica.
Su questa linea si pone la speranza cristiana.
Ridurre il cristianesimo a un messaggio di bont, compassione, misericordia
non aver mai letto con spirito libero lannuncio del figlio di Nazareth: Sono venuto a
portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gi acceso! Pensate che io sia
venuto a mettere pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione (Lc 12 49;51); Non
crediate che sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace,
ma una spada (Mt 10, 34).
Ridurre Ges al figlio di Dio che viene al mondo per soffrire e morire per
redimere luomo dalle sue colpe, lavarle con il suo sangue, negare la possibilit di
un mondo diverso, di una Terra dove regna la giustizia.
Ges non solo il Dio misericordioso che si piega sui bisognosi per confortarli,
ma accanto allamore per i poveri, gli emarginati, gli ultimi, pone, dura e senza
equivoci, la condanna dei ricchi (vae victis guai ai ricchi Lc 6,24). Una
condanna che non si lava con un gesto compassionevole, ma con un atto concreto di
restituzione, secondo giustizia. Zaccheo alzatosi disse al Signore: Ecco Signore io
do la met dei miei beni ai poveri e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte
tanto. Ges gli rispose Oggi la salvezza entrata in questa casa (Lc 19, 8-9).
La speranza evangelica non riposta nella misericordia di Dio, ripagata dal
sangue del Figlio, ma nel comando fermo, assoluto dato ad ogni cristiano, credente
nellannuncio di Ges, di realizzare il regno: un cristiano che risponde a questo
annuncio, un segno di speranza.
La speranza cristiana fa, quindi, parte della grande speranza umana, dove ogni
uomo realizza i suoi diritti e la sua dignit.
Nellannuncio cristiano non c un regno di Dio e un regno delluomo, non c un
regno del credente e un regno del laico ma un unico regno di giustizia, libert,
uguaglianza, fraternit
Basterebbe pensare che sono anche i valori primi e massimi della stessa
Rivoluzione Francese, agli albori di quel periodo in cui luomo riscopre la sua priorit
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e vuole riconosciuti i suoi universali diritti.


Ogni rivoluzione che lotta per i diritti umani un atto di grande speranza per il
mondo intero e il cristianesimo una di queste rivoluzioni, senza la quale non ha
senso credere perch si uccisa la speranza.
La speranza cristiana si fa storia
I cristiani dellAmerica Latina scoprono nel cristianesimo valori vicini alla loro
storia di popoli vinti, occupati, colonizzati, sfruttati, esclusi: il cristianesimo di
Bartolom de Las Casas contro il cattolicesimo dellencomienda, di Francisco de
Victoria. Si ritorna alle origini della storia delle prime comunit cristiane.
La Teologia della Liberazione animata da un profondo e radicale cambiamento
soprattutto nella decisa volont di modificare le cause ed i fini dellingiustizia
(Helder Camara).
La speranza non viene riposta nella fede cattolica, dalla dottrina al diritto
canonico, allobbedienza al potere vaticano, ma nellazione e nellannunzio
rivoluzionario del messaggio cristiano.
una speranza in fieri, che cresce nello stesso cammino della riflessione e della
testimonianza, frutto di una prassi che pone i diritti e la dignit umana al centro nella
costruzione di quel regno di giustizia e fraternit voluto dal vangelo.
Ci che sta a monte della Teologia della Liberazione un interrogativo
esistenziale: come essere cristiani in un mondo di ingiustizia ed esclusione ed
annunciare la speranza del vangelo?
Dietro la Teologia della Liberazione sta la presa di coscienza di una realt
scandalosa: un mondo di miseria, di miserabili
Alla periferia di Pedra Azul, in Brasile, sulla soglia di una capanna bassissima
costruita con poche foglie di banano intrecciate, una donna giovanissima, non pi
di 14-15 anni, stringe al seno un piccolo, fragilissimo bimbo; al nostro saluto,
risponde con un fil di voce. Avvicinandomi maggiormente noto che dal seno di
quella donna, a cui il bimbo si aggrappava con forza, uscivano alcune gocce di
sangue. Provo una profonda stretta al cuore. Non voglio neppure immaginare che
quelle gocce di sangue siano lunico cibo che la madre pu dare a suo figlio: latte
non ce n pi (se mai v stato!!!). La conferma lho nel chinare il capo di P. Joo,
in un tacito assenso alla mia domanda, espressa nel mio sguardo inorridito. No,
non possibile la fame che unisce il figlio alla madre si consumava nella
comunione del sangue! Questo mondo, questo sporco mondo non sa dare neppure
un tozzo di pane ad una povera ragazza, quel pezzo di pane che lunica vita per
tutti e due. Il nostro mondo, quello della nostra civilt, della nostra politica, del
nostro cristianesimo! Dietro a quel latte che non c, dietro alla fame di quella
creatura, al dono di quelle gocce di sangue c luniversale ingiustizia di
unumanit senza anima. Eppure, sulle colline che circondano Pedra Azul ci sono
stupende ville con giardini e piscina dei vari fazenderos, padroni della vita e della
morte di questa gente quelle, per, fanno parte di un altro mondo, di un altro
Brasile. Il mondo costruito sui principi della nostra civilt, costruito su una
giustizia fatta per pochi1.

Gli esclusi, i nati invano un fenomeno gravissimo, frutto dellattuale sistema


socio-economico-politico.
Uno scandalo come lo lingiustizia nel mondo a livello sociale: oppressione
1

Renato Piccini-Paola Ginesi, Memoria di un cammino di solidariet. Dalla carit alla giustizia, Quaderni della
Fondazione Guido Piccini QFGP 005, 2010

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collettiva, esclusione, emarginazione; a livello umano: ingiustizia e negazione della


dignit di miliardi di uomini e donne; a livello religioso: peccato sociale:
situazione contraria al disegno del Creatore ed allonore che gli dovuto (Puebla,
n. 28).
Senza un minimo di sdegno per questa passione che colpisce la grande
maggioranza dellumanit, non possibile iniziare nessun cammino di speranza.
In America Latina, il continente conquistato con la spada e la croce, si giunge
cos alla presa di coscienza di uno scandalo cristiano.
La Teologia della Liberazione ha fatto rinascere tra i cristiani una nuova
speranza: possibile la realizzazione del regno annunciato da Ges di Nazareth
nella misura in cui i cristiani incarnano i valori evangelici nella realt di oggi, nella loro
storia di povert e oppressione verso un futuro migliore.

Renato Piccini

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