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Giancarlo Biguzzi

Gv 24: la prima ed esemplare sezione


del Quarto Vangelo

Circa la possibilit di ritrovare il piano del Quarto Vangelo (= QV), e in particolare


dei suoi primi dodici capitoli, fra gli studiosi c aria di rinuncia e di rassegnazione. Ad
esempio, Rudolf Schnackenburg ha scritto quattro monumentali volumi di commento
a Gv ma senza dare di quel vangelo alcuno schema. Ernst Haenchen offre al riguardo una nutrita bibliografia e dedica numerose pagine alla storia della ricerca sulla
strutturazione del QV, ma poi non ne propone alcuna. Raymond E. Brown d bens
una strutturazione, ma dichiara di farlo con titubanza. Si pu citare, infine, la Bibbia
TOB la quale dedica due pagine alla questione, ma concludendo malinconicamente:
ci contentiamo di vedere nel QV una successione di episodi costruiti senza rigore.
Con quella frase lincanto rotto, e a poco serve laggiunta secondo cui, nonostante la
mancanza di rigore, gli episodi nel QV si succedono in funzione di un certo sviluppo
del confronto tra Ges e il mondo da una parte, e della difficile conoscenza progressiva
dei credenti dallaltra, dapprima in Galilea poi soprattutto a Gerusalemme.1
In altre parole, sul QV migliaia di pagine sono state scritte, riscritte e limate, senza
la certezza che un episodio appartenga a uno o allaltro arco tematico o letterario del
vangelo, con la conseguenza che il lettore non pu disporre di uno tra i pi importanti
strumenti di comprensione. Va da s infatti che, se non si sa indicare il senso complessivo di uno scritto, non se ne pu n cogliere n trasmettere la ricchezza, perch
la parte non pu essere astratta dallorganismo vivo del suo contesto e perch il tutto
lega la parte con infinite connessioni e interazioni.
ben vero che Ernst Lohmeyer ha proposto una divisione di Gv basata sul numero 7,2
che attraverso la Bibbia di Gerusalemme Donatien Mollat stato molto influente con la

1
Schnackenburg, Giovanni; Haenchen, John, I, 71-72, 78-87; Brown, Giovanni, clxxiv; Bibbia TOB, Leumann
(Torino) 1992. Cf. poi il pessimismo di Loisy, Le quatrime vangile, 139: Lexistence dun plan rflchi parat
fort douteuse; Kmmel, Einleitung, 160: ist die Gliederung des Joh sehr unsicher; de Jonge, Jesus, vii: The
Fourth Gospel is [] highly complicated in structure; e di Lon-Dufour, Lettura, I, 47: la divisione dei capp.
1-12 molto difficile da stabilirsi.

2
Cf. Lohmeyer, ber Aufbau. A parte il fatto che il numero 7 non ricorre mai in tutto il QV, Lohmeyer
sospettabile di eccessivo entusiasmo per il numero 7, dal momento che ha creduto di leggere, sempre in
base al numero 7, sia lApocalisse giovannea (cf. Die Offenbarung), sia la 1 Gv (cf. ber Aufbau).

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sua articolazione del QV in base alle feste giudaiche,3 e che altri, come Matthias Rissi,
Hartwig Thien, Fernando Segovia e Georg Korting, hanno elevato i viaggi a principio
strutturante.4 Ma queste proposte non tengono conto della dichiarazione dintenti che
lo stesso evangelista colloca al termine del vangelo: in Gv 20,30-31 egli dice infatti di
avere selezionato e narrato, fra i molti di cui era a conoscenza, alcuni operati da
Ges. Quei due versetti sono pesanti come montagne, ineludibili come una indicazione
di senso unico, e precludono ogni alternativa che non abbia a che fare con i segni.5
Fortunatamente, poi, levangelista tiene il conteggio del primo e del secondo dei segni di
cui ha ritenuto utile consegnare ai lettori la narrazione.6
Di quei due segni, dei tre episodi che i due segni includono, della sezione cui essi
danno vita e della sua esemplarit per andare in ricerca delle altre, si occupa questo
articolo.
Da Cana a Cana
La narrazione del primo segno (2,11: la dei segni), quello in cui a Cana di
Galilea Ges cambia lacqua in vino, aperta con la notazione di tempo al terzo giorno, indicazione che stata collegata allindietro con linizio del racconto ambientato a Betania oltre il Giordano (1,19-28) e con le altre tre precedenti indicazioni di
tempo, quelle di 1,29 (il giorno seguente), di 1,35 (di nuovo il giorno seguente) e
di 1,43 (il giorno seguente), cos che il QV si aprirebbe con la settimana della nuova
creazione.7 Ma i tre di 1,29.35.43 e al terzo giorno di 2,1 non sono sufficienti a configurare una settimana, n quanto al conteggio dei giorni, n quanto alleventuale simbolismo. Levangelista infatti ha mancato di segnalare linizio del primo

3
Mollat, Lvangile. La rielaborazione del 1998 (La Bibbia di Gerusalemme, Bologna 2011) non ha cambiato orientamento.

4
Rissi, Der Aufbau; Thien, Johannes 10; Segovia, The Journey(s) of the Word; Id., The Journeys
of Jesus; Korting, Die esoterische Struktur, I, 1-64.

5
Da Gv 20,30-31 Kysar, John, 25, ricava non limportanza dei segni ma solo lintenzione dellevangelista
di portare i lettori alla fede perch considera quei versetti come residuo della fonte dei segni: But it [quella
conclusione] really is less appropriate for the Gospel than it was in its original setting. Allo stesso modo
pensa Theobald, Johannes, I, 32-41.

Per ogni vangelo, e non solo per quello giovanneo, difficilmente sostenibile, poi, una struttura a
chiasmo, perch ogni vangelo va verso la Pasqua di morte e risurrezione, e non pu avere il suo baricentro
a met vangelo. Ma cf. Ellis, Understanding, e gli autori da lui citati: Gerhard, The Literary Unity; Kugel, The
Idea; Breck, The Shape, 38ss.
6

7
Sono sostenitori della teoria della settimana iniziale: Mollat, Lvangile, 33, 35; Boismard, Du Baptme, 14-15; Barrosse, The Seven Days; Trudinger, The Seven Days; Zevini, Giovanni, I, 38, 75-104.

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giorno, ha parlato dei successivi tre giorni senza fare ricorso ad alcuno ordinale, e ha
preferito lespressione alla formula (cf. in 4,43
dopo due giorni, e in 20,26 otto giorni dopo) che era ben pi adeguata a ottenere
la somma di 4+3=7 giorni. Alla lacunosit delle indicazioni temporali si aggiunge poi
la difficolt di precisare il significato simbolico dei 7 giorni. La presunta settimana di
Gv1,192,11 non pu essere la settimana inaugurale del ministero di Ges perch i
primi giorni sono dominati dallazione e dalle parole del Battista, n pu essere la settimana della nuova creazione perch non si vede che cosa venga creato nei primi sei
giorni n quale sia il riposo del settimo. Detto in altre parole, il preteso schema del 4+3
di Gv1,192,1 chiaramente altra cosa che lo schema del 6+1 di Gen 1,12,4a.8
In ci che segue lepisodio di Cana, e precisamente in Gv 34, Henri van den Bussche
vede una sfilata di candidati alla fede, e mette in elenco Nicodemo il giudeo, la Samaritana che lautore definisce una eretica, e il centurione pagano.9 Come il precedente, anche questo schema per non rende conto del testo: ignora infatti lepisodio
dellespulsione dei mercanti dal tempio e assimila il protagonista del secondo segno,
il funzionario regio, il quale ha uno statuto narrativo molto alto dal momento che il
protagonista di un segno, a due personaggi (Nicodemo e la Samaritana) che hanno
tuttaltra caratterizzazione e funzione, come si vedr.
E ancora: secondo John Painter, i primi quattro capitoli di Gv hanno il loro tratto
unificante in unaltra sfilata, quella dei ricercatori, a partire da coloro che vanno a
interrogare Giovanni su chi egli mai sia, fino alla madre di Ges alle nozze di Cana, fino
a Ges che in cerca dei veri adoratori nellepisodio del tempio, fino al medesimo Ges
e alla donna samaritana nella prima parte di Gv 4, e infine fino allufficiale regio che in
cerca di vita per il figlio nella seconda parte di Gv 4. Per Painter le ricerche e i ricercatori
sono da avvicinare alle sentenze inquadrate (pronouncement stories) dei Sinottici, a loro
volta analoghe alle chreiai delle biografie greco-romane.10 Ma non per nulla agevole
mettere in parallelo protagonisti tanto diversi e disparati quali sono la madre di Ges e il
padre del ragazzo di Cafarnao, o, a maggior ragione, Ges e la Samaritana. In Gv infatti,
come in qualsiasi vangelo, la figura di Ges tanto centrale che si sottrae a qualsiasi
8
Cf. gli argomenti portati contro lipotesi della settimana iniziale da Michaels, John, 140: i giorni ricavabili da
Gv 12 sono solo 6, e No where are the six days totaled up, however, and it is probably futile to look for symbolic
parallels either in the six days of creation, or the six days prior to Jesus last Passover Rather, the authors interest is in the sequence, not in the total of six. If there had been more days, or fewer, the point would have been
much the same Rather, the third day here instead of the next day, merely signals the fact that additional time
was needed to make the journey from the place where John had been baptizing to Cana of Galilee.
9

Van den Bussche, Giovanni, 60-61.

10

Cf. Painter, Quest Stories.

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confronto, in particolare con personaggi che nel vangelo fanno ununica comparsa. In
Gv 14 anche i temi sono tra loro quanto mai eterogenei: lidentit del Battista, il vino
che deve risparmiare una brutta figura ai due sposi di Cana, la veemenza di Ges contro
il mercato sacro, i dialoghi tra Ges e la Samaritana sullacqua, sui mariti di lei e sul luogo
delladorazione, e la supplica che lufficiale regio rivolge a Ges.
Invece che alla settimana della nuova creazione e alle passerelle dei ricercatori o
di credenti di diversa provenienza religiosa, piuttosto le indicazioni del testo portano,
allindietro, da Gv 4 a Gv 2: e cio dal segno di cui protagonista il funzionario del re,
verso il segno dellacqua cambiata in vino. I due segni sono infatti congiunti da molti
ed espliciti elementi. Sono congiunti anzitutto a motivo della Galilea, sui cui abitanti,
sullaccoglienza che essi riservano a Ges, sul fatto che erano stati a Gerusalemme per
la festa e che vi erano stati spettatori di tutte le cose da lui compiute levangelista si
dilunga per tre versetti (4,43-45). Di pi: i due segni sono congiunti soprattutto perch,
al momento di narrare il secondo segno, levangelista si prende la briga di far notare che
si tratta di un ritorno di Ges al luogo del primo: And dunque di nuovo () a Cana
di Galilea, dove aveva cambiato lacqua in vino (4,46a). Di per s la guarigione del figlio
dellufficiale avvenuta a qualcosa come 30 km di distanza, a Cafarnao, ma levangelista
appunto interessato a collegare i due segni anche attraverso il toponimo di Cana. I
due segni di Cana sono infine collegati con il conteggio, unico nel QV, della guarigione
del figlio dellufficiale come secondo segno, conteggio che chiude tutta la narrazione:
Questo fu il secondo () segno, che Ges fece quando torn dalla Giudea in Galilea (4,54).
I cinque versetti spesi dallevangelista per operare un cos marcato collegamento
(Gv 4,43-45.46.54) hanno condotto R.E. Brown (e F. Moloney che lo ha seguito) a individuare in Gv 24 una sezione e a denominarla da Cana a Cana. Con tutto ci, da un
lato sono automaticamente attribuiti alla sezione anche i tre episodi intercalari del
tempio, di Nicodemo e della donna samaritana, mentre dallaltro esclusa la narrazione che va da Gv 1,19 a Gv 2,1 e al suo terzo giorno con cui introdotto il primo segno.
Cominciamo da questa.
Verso il Messia e i suoi segni
Quanto precede il segno di Cana di Gv 2 parla della testimonianza di Giovanni su s
stesso (1,19-23) e su Ges (vv. 24-36), e narra ladesione a Ges dei primi cinque discepoli
(vv. 37-51). Quanto a Giovanni, egli esclude di essere il Cristo, Elia, il profeta, e si definisce
una voce e il battezzatore in acqua, rimandando in avanti verso colui che battezza in
spirito, che toglie il peccato del mondo e che era ed prima di lui (vv. 26-36).
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Bisogna poi tenere conto dei molti titoli con cui Giovanni e i primi discepoli definiscono Ges. Il Battista lo chiama agnello di Dio (vv. 29.36) e Figlio di Dio (v. 34). I due
discepoli che, dietro lindicazione di Giovanni, seguono lagnello di Dio, lo chiamano
Rabb, termine che tradotto significa Maestro (v. 38) annota levangelista. Andrea, uno dei due, si rivolge poi al fratello Pietro dicendo di Ges: Abbiamo trovato
il Messia!; e anche qui levangelista glossa aggiungendo: che si traduce Cristo
(v.41). Filippo invece dice a Natanaele: Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto
Mos e i profeti (v. 45); e, infine, Natanaele rivolge a Ges tre titoli: Rabb, Figlio di
Dio e re dIsraele (v. 49). La variet terminologica appropriata agli inizi di un libro:
gli inizi sono sempre indistinti e imprecisi, e sar la fine a portare verso la chiarezza e
allunivocit. I molti titoli cristologici di Gv 1 sembrano comunque convergere verso
quello di Messia, uno dei due titoli che levangelista enfatizza preoccupandosi di tradurlo in greco. A Messia facile ricondurre Colui del quale hanno scritto Mos e i
profeti, Re di Israele e, in queste battute iniziali del libro, anche Figlio di Dio.
Rispondendo ai discepoli, Ges infine raddoppia il rimando in avanti delle parole del
Battista e dice ai primi discepoli: Vedrai cose pi grandi di queste (v. 50), e Vedrete il
cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio delluomo (v. 51).
Ci che precede linizio dei segni di Gv 2,1-11 pu dunque essere intitolato Verso il Messia e i suoi segni.
Il primo dei due segni di Cana di Galilea
Nellintrodurre le circostanze del primo segno levangelista parla di una festa di
nozze e dice che la madre di Ges era l, come a dire che era dove ci si aspettava
che fosse. Per Ges e per i discepoli levangelista parla invece di invito cos che essi
sono nei panni, non di persone totalmente estranee, ma comunque di ospiti. Ci sono
ma potevano non esserci, ed solo un invito che li ha condotti alla festa. Sono una
presenza nuova, sono la nuova famiglia di Ges. E in tutto il racconto Ges esposto
alle differenti esigenze della famiglia di sangue attraverso la pressione della madre, e
alle esigenze della famiglia che sta riunendo attorno a s, quella dei discepoli (Non
giunta la mia ora).
Nel racconto molto importante laffermazione secondo cui cerano l sei giare di
pietra per la purificazione dei giudei. La nota circa il numero delle giare e della molta
acqua che potevano contenere (potevano contenere ciascuna due o tre metrete)
premessa narrativa necessaria per il segno che Ges sta per fare, ma non lo sono la
destinazione dellacqua (per la purificazione ) e il genitivo
(le acque dei giudei ) con il quale il narratore volutamente d alla
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vicenda una ambientazione giudaica.11 Per salvare la festa di nozze, Ges interviene
sulle acque giudaiche della purificazione, e poi chiede che esse vengano offerte agli invitati, ormai segnate dalla novit. La precisazione per la purificazione dei giudei ha
dunque molto da dire proprio perch non necessaria, ed invece fatta con calcolo e
cura. La madre di Ges, che mette lui di fronte alle carenze del giudaismo durante una
festa nuziale ormai senza vino, sembra dunque stare su una sponda e tende la mano
verso laltra sponda, la sponda nuova, per averne aiuto. La novit il vino.
Assaggiata lacqua divenuta vino, il responsabile del banchetto nuziale dice
allo sposo che contro ogni ragionevole consuetudine ha conservato il vino buono
( ) per la fine del banchetto. La festa nuziale salva e levangelista
si compiace di annotare che larchitriclinio non sapeva di dove quel vino venisse,
lui che era stato incaricato della buona riuscita delle nozze e che quindi era competente e intenditore. cos che Ges conduce al superamento delle acque giudaiche
di purificazione con il dono del vino messianico, promesso dai profeti. Scrivevano
i profeti: Preparer il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un
banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini
raffinati (Is 25,6); Ecco, verranno giorni in cui chi ara sincontrer con chi miete e
chi pigia luva con chi getta il seme; i monti stilleranno il vino nuovo e le colline si
scioglieranno (Am 9,13-14); Voi, figli di Sion, rallegratevi, gioite nel Signore, vostro
Dio, perch le aie si riempiranno di grano e i tini traboccheranno di vino nuovo e di
olio (Gl 2,23); Le montagne stilleranno vino nuovo e latte scorrer per le colline
(Gl 4,18); La terra dar i suoi frutti, diecimila volte tanto, e in una vite saranno mille
tralci e un tralcio far mille grappoli e un grappolo far mille acini e un acino far un
kor di vino (2 Bar. 29,5).
Per questo a Cana i discepoli credono (o cominciano a credere) in lui, perch cominciano a comprendere quello che lui aveva loro promesso: Vedrete cose pi grandi
di queste (1,50), e cominciano a comprendere ci che di lui essi stessi si erano detto a
vicenda: Abbiamo trovato il Messia (1,41); Abbiamo trovato colui del quale ha scritto Mos nella Legge e nei Profeti (1,45).

11
Non pensano cos Theobald, Johannes, I, che ritiene superflua e secondaria lannotazione (p. 209: die
fr die Logik der Erzhlung gleichfalls entbehrlich Parenthese; p. 214: die Parenthese V. 6b, mit der der
Evangelist seine Wertung der Reinheitstora der Juden sekundr in die Erzhlung eintrgt), e Michaels,
John, 148: While there may be a certain irony in the reference to Jewish purification, in the absence of direct evidence it is better to take the phrase simply as an explanation of why the jars were there.

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Il secondo dei due segni di Cana di Galilea


La guarigione del figlio dellufficiale regio di Cafarnao il segno giovanneo in cui di
pi enfatizzato il ruolo dello spettatore dei segni, a scapito di quello del beneficiario.
Beneficiario del segno il figlio, che per assente e lontano.12 Il vero protagonista
del secondo segno di Cana sorprendentemente infatti il padre, il quale riserva a Ges
una risposta esemplare perch, quando Ges gli dice: Va, tuo figlio vive (4,50), si fida
di quella parola ( ) senza nulla vedere: solo al suo rientro a Cafarnao che egli informato dellavvenuta guarigione del figlio, e solo allora ha la prova
che la sua fiducia nella parola di Ges era ben riposta. I commentatori giustamente
annotano che lufficiale regio realizza la beatitudine indirizzata da Ges a Tommaso,
al vertice del vangelo: Perch hai veduto, tu hai creduto. Ma beati coloro che credono
e non vedono (20,29).
Nella narrazione del secondo segno per poi sorprendente il rimprovero che quel
padre si sente rivolgere da Ges: Se non vedete segni e prodigi, voi non credete
(4,48). Il rimprovero immeritato: la richiesta delluomo di Cafarnao non in nulla
peggiore di quella dei discepoli quando al lago intervengono a favore della folla che
non ha da mangiare o di quella delle due sorelle di Betania quando informano Ges
della grave malattia di Lazzaro. Lunico appiglio per arrivare a una qualche spiegazione dellimmeritato rimprovero labbinamento, nelle parole di Ges, dei con
i . Ha ragione Karl-Heinrich Rengstorf quando lamenta che i commentatori si
comportano come se nel testo ci fosse soltanto .13 ben vero che spesso il binomio ha valore positivo perch nellAT usato per gli interventi divini
nellesodo, nel libro degli Atti usato per le opere di Ges, degli apostoli, di Stefano,
di Paolo e Barnaba, e poi nellepistolario paolino per i contrassegni del vero apostolo
(Rm 15,19; 2 Cor 12,12). Ma nel rimprovero di Gv 4,48 il significato del binomio chiaramente negativo.14 Segni e prodigi precisa Rengstorf sono qualcosa di sorpassato
da quando presente Ges che nella sua persona lunico, ma pienamente sufficiente, fondamento della fede.15 Con formula felice, dunque, Yves-Marie Blanchard parla
di amalgama de-valorizzante tra segni e prodigi. Intendendo il termine prodigi
12
Anche i discepoli di Gv 2,11 sono i veri destinatari del primo segno, non gli sposi, e, allo stesso modo,
i giudei che discutono con Ges sulle sue opere, non il paralitico, e le sorelle di Betania, non Lazzaro.
13

Rengstorf, , col. 128.

Ha poi valore negativo in 2 Ts 2,9 e in Mt 24,24 par. dove il binomio usato per i segni e prodigi operati
dallUomo iniquo e Figlio di perdizione e, rispettivamente, per i segni operati dai falsi cristi.
14

15

Rengstorf, , col. 128.

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come azioni spettacolari e parlando di errata ricerca dello spettacolare, lo


stesso Blanchard definisce poi la frase di Ges come una messa in guardia contro il fascino esercitato dalle azioni eclatanti che riducono i segni a niente altro che prodigi.16
I discepoli avevano creduto in Ges quando alle nozze di Cana aveva dato al giudaismo il vino messianico, e ora, narrando il secondo segno, levangelista dice come si
deve credere: non si deve andare alla ricerca di ci che spettacolare (4,48:
), perch la fede fede, non nei prodigi, ma in Ges.
I tre episodi intercalari: loro omogeneit
I tre episodi intercalari tra i due segni di Cana non sono definiti segni dallevangelista e c dunque da chiedersi se non siano materiali non-omogenei e cio discontinui,
allindietro con il primo segno di Cana e in avanti con il secondo. Anzitutto, comunque, si
deve dire che sono tra loro da assimilare dal momento che ognuno di essi un episodio
di fraintendimento. Del fraintendimento giovanneo gli interpreti del QV parlano spesso.
Basti citare C.H. Dodd, R.E. Brown e R.A. Culpepper: [Nei dialoghi] linterlocutore di Ges
l per fraintendere; Ges viene da Dio, per cui egli rimane al di l della capacit di
ognuno di comprendere, e in una certa misura il fraintendimento (misunderstanding) percorre tutto il Vangelo; [Nel QV] il fraintendimento tocca tutte le questioni pi vitali.17
Quanto ai nostri tre episodi, in Gv 2,20-21 i giudei fraintendono le parole di Ges
circa il tempio: Egli parlava del tempio del suo corpo commenta levangelista , ma
essi intendevano le architetture erodiane per le quali il cantiere era rimasto aperto 46
anni.18 In Gv 3,4 Nicodemo fraintende Ges invece circa il rinascere : mentre
Ges intende parlare del rinascere dallacqua e dallo Spirito, egli chiede come possa
mai rientrare nel seno di sua madre per nascere di nuovo. Infine in Gv 4,11-12 la Samaritana fraintende Ges circa lacqua viva: Ges le promette acqua viva che zampilla per
la vita eterna, e lei parla dellacqua sorgiva del pozzo del padre Giacobbe.19
A dire il vero, pi che di fraintendimento, bisognerebbe parlare di sarcasmo. Gv 2
Blanchard, La thologie des signes, col. 1306 (prima citazione), e poi in Des signes pour croire?, 50
(seconda citazione), 52 (terza citazione), e 51 (quarta citazione). Invece per Johns - Miller, The Signs,
530, la frase significherebbe: Voi potete giungere alla fede solo se vedete segni e prodigi: e io li far per voi,
perch possiate appunto credere.
16

17
Dodd, La tradizione, 384; Brown, La comunit, 69; Culpepper, Anatomy, 129-130. Sul fraintendimento
cf. poi Leroy, Rtsel und Missverstndnis; Carson, Understanding; Culpepper, Anatomy, 151-165; Iacopino,
Iesus incomprehensus; Tobler, Vom Missverstehen; Rahner, Miverstehen.

18
Basta pensare che la battuta dei giudei circa il ha come paralleli sinottici gli scherni (appunto
sarcastici) allindirizzo di Ges da parte degli astanti sotto la croce.
19

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Per il sarcasmo nellepisodio della Samaritana cf. Biguzzi, Gv 4, 213-215.

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meglio interpretato se si intende che i giudei, fortemente ostili a Ges, non prendono sul serio la sua affermazione come farebbero se le fraintendessero. Piuttosto essi
ridono della sua pretesa, come se dicessero: [Meraviglioso!] Ci sono voluti 46 anni a
costruire il tempio, e tu pensi di sbrigartela in tre giorni!.20 Anche quel maestro in
Israele che Nicodemo non pu essere preso per una persona ingenua o a tal punto
ottusa da credere che Ges gli chieda di rientrare nel seno della madre. Nelle altre sue
due comparse Nicodemo sar un discepolo che difender Ges (7,50) e si occuper della sua sepoltura (19,39), ma qui egli ha scelto la notte per incontrare Ges, e dunque
bloccato dal giudizio che di lui potrebbero dare i giudei.21 Sotto la pressione di coloro
che lo intimoriscono, egli d allora la risposta che essi darebbero o che approverebbero, una risposta sarcastica la quale potrebbe suonare: [Meraviglioso!] Tu vuoi che io
rientri nel seno di mia madre con tutti gli anni che ho!.
La stessa cosa si pu dire della Samaritana. La lettura volgata e devozionale, ma anche quella di molti commentatori, fa della Samaritana una persona condotta da Ges
al desiderio sincero dellacqua viva che zampilla per la vita eterna. Tutto sommato,
anche se forse non capisce fino in fondo si dice , la Samaritana chiede lacqua che
Ges le offre: Signore, dammi questacqua, perch io non abbia pi sete (4,15a).22
Levangelista per qui non mette in scena una ragazza candida e malleabile, ma una
donna navigata nella vita, una donna dalla reticenza facile e, appunto, dal pungente
sarcasmo. Quando infatti Ges le parla dellacqua viva che disseta una volta per sempre, lei lontana mille miglia dallaccettare la promessa di Ges e continua a parlare

20
Per poter parlare di fraintendimento Theobald, Johannes, I, 234, deve farlo passare come grottesco e
ridicolo: Ob der Kontrast, den die Juden zwischen der Ankndigung Jesu und der Realitt aufmachen (46
Jahre Bauzeit im Vergleich zu 3 Tagen!), dem Evangelisten nur dazu dient, ihr Missverstndnis als grotesk
hinzustellen und sie damit der Lcherlichkeit preiszugeben?. Pi giustamente Michaels, John, 166, ricorre
al vocabolario del motteggio: This is consistent with the emphatic you in the mocking reply of the Jewish
authorities []. They (= i lettori) would assume that although the Jews were wrong to mock Jesus pronouncement about this sanctuary, they at least etc. (corsivi aggiunti).

21
Per Bassler, Mixed Signals, 646, la figura di Nicodemo non progredisce verso un vero discepolato:
Marginality seems a better category for understanding Nicodemus, for one peculiar feature[] about this
figure is that he shows no real movement in the narrative. He is no more clearly a disciple at the end of the
Gospel than at the beginning; he remains throughout a tertium quid. Per Blomberg, The Globalization,
5, resta una figura negativa sino alla fine: Contemporary redaction criticism consistently characterizes
Nicodemus as symbolizing the crypto-Christians of the Johannine community and/or official Judaism (or
Jewish-Christianity) in a situation of openness before the claims of Christ. Contrary to these dominant perspectives, there are good reasons for seeing Johns portrait of Nicodemus as substantially more negative.
Nicodemo invece una figura positiva fin da principio per Williford, John 3:1-15.

22
Wikenhauser, Giovanni, 151: La donna non riesce a comprendere Ges, ma continua a pensare a
unacqua che spegne la sete del corpo; Schnackenburg, Giovanni, I, 642: La donna persiste nel suo equivoco
e chiede lacqua magica che deve estinguere ogni sete.

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molto pi prosaicamente del bisogno di venire, o no, al pozzo di Giacobbe: cos che
non debba pi tornare qui ad attingere (v. 15b).23 Per dare espressione a quel sarcasmo, le repliche della Samaritana potrebbero essere integrate come segue: [Ma fammi
il piacere!] Non hai il secchio e il pozzo profondo. Da dove prendi questacqua? (v.
11); [Meraviglioso!] Dammi di questacqua, cos che non avr pi bisogno di tornare
qui tutti i giorni! (v. 15).24
Attraverso il fraintendimento o il sarcasmo da cui sono caratterizzati, i tre episodi
dicono al lettore come sia difficile capire Ges e come sia difficile accettare le sue affermazioni e le sue richieste,25 perch, venendo dal mondo alto di Dio, egli parla di cose
di cui i suoi interlocutori non hanno esperienza n capacit di comprensione. Ges e i
suoi interlocutori si parlano stando su due piani diversi, e non possibile che si comprendano. Ges un enigma. Ges lo straniero.26 Chi appartiene al mondo inferiore non
pu capire n lui n la sua rivelazione: Voi siete di quaggi, io sono di lass; voi siete di
questo mondo, io non sono di questo mondo (8,23); Voi cercate di uccidere me che vi
ho detto la verit udita da Dio, perch fate le opere del padre vostro (8,40). Ges incompreso perch incomprensibile. E non solo per gli avversari, ma anche per i discepoli:
Egli rispose loro: Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete. E i discepoli si
domandavano lun laltro: Qualcuno gli ha forse portato da mangiare? (4,32-33);
Questo linguaggio duro. Chi pu intenderlo? (6,60).
Resta a mezza strada Lindars, John, 184, che scrive: The woman has only half understood. La stessa
cosa si pu dire di Chappuis, Jesus, 20 (slyly or stupidly); Botha, Jesus, 154 (la richiesta di Ges intesa a
neutralizzare in a polite manner [!] il continuo fraintendimento della donna); Lee, In the Spirit, 278-279
(The woman is growing in comprehension, her dawning insight, the womans partial knowledge). Molto pi a proposito Dodd, Linterpretazione, 386, scrive: La replica della donna evidentemente vuole
sottolineare la incapacit assoluta di penetrare oltre linvolucro delle cose.
23

24
Van den Bussche, Giovanni, 214, parla prima di una frecciata di sarcasmo, e poi scrive: Dopo aver
ascoltato le tre repliche piuttosto ironiche della Samaritana, Ges pone termine a questo gioco e d alla
donna un ordine che la sconcerta: Va a chiamare tuo marito. Parlano di sarcasmo poi anche Boers, Neither, 163 (her mocking of him), 166 (mocks him), 167 (she continues her mockery), e soprattutto
Giblin, What Was Everything, 149 (The conversation is going nowhere The woman mockingly asks for
the lasting, internal water that Jesus offers She seems to be humouring Jesus with a tinge of sarcasm.
Surely, she is not asking seriously for the kind of water that he has been talking about The reader should
readily perceive that there is no communication here, corsivo dellautore), 150 (The woman apparently
makes that suggested request, however sarcastically), 152 (Jesus takes her somewhat mocking request as
the occasion to press). Ma cf. gi Bernard, St. John, I, 42, che scriveva: She speaks half in irony, mentre
Strathmann, Giovanni, 149, esplicitamente lo esclude: difficile vedere dellironia nel suo atteggiamento.

25
Culpepper, Anatomy, 165: The dramatis personae do not offer a model of how one is to understand.
They serve rather as representatives of the consequences of failure to do so.

26
Meeks, The Man from Heaven, dopo aver parlato di Ges come dello stranger par excellence (p. 146),
aggiunge: The depiction of Jesus as the man who comes down from heaven marks him as the alien from all men
of the world (p. 162, corsivo aggiunto). Cf. anche il titolo di de Jonge, Jesus: Stranger from Heaven and Son of God.

34

Gv 24: la prima ed esemplare sezione del Quarto Vangelo

I tre episodi intercalari: loro continuit con i segni di Cana


I tre episodi di Gv 2,134,42 sono dunque tra loro omogenei, e bisogna ora aggiungere
che essi sono anche in continuit con il tema dei segni, e quindi con i due segni di Cana
che li includono.
Nellepisodio dellespulsione dei mercanti e dei cambiamonete dal tempio, infatti, i giudei chiedono a Ges: Quale segno () ci mostri per fare queste cose?
(Gv2,18b). Va per notato come il segno qui sia richiesto dai giudei, e non offerto da
Ges. In secondo luogo si pretende che Ges debba mostrare il segno ai responsabili
del tempio (Quale segno mostri a noi ?), per giustificare il suo intervento
circa il mercato sacro (Quale segno ci mostri per fare queste cose )
e, molto pi fondamentalmente, per legittimarsi davanti a loro.
rilevante anche il fatto che a Ges i giudei chiedano un solo segno: Quale segno
(, al singolare) ci mostri?. La prospettiva diversa da quella dei molti testi
secondo i quali nel suo vangelo levangelista ha raccontato tutta una serie di segni, non un
singolo segno. In altre parole, quello chiesto dai giudei non uno dei segni giovannei,
ma il segno giudaico. La richiesta del segno giudaico qui, nellepisodio del tempio
(Gv 2), e poi di nuovo nel contesto dellepisodio dei pani (Gv 6), presente anche nei
Sinottici: in Mt 12,38-39 e 16,1-4 e nei paralleli (Mc 8,11-12 e Lc 11,16.29-30).27 Nei Sinottici e nel QV il senso della richiesta dei giudei il medesimo: linviato di Dio deve fornire
un segno messianico per accreditarsi (come doveva fare Mos) e per legittimare la propria missione. I giudei vogliono essere giudici, non credenti. Ma, sia nei Sinottici come
nel QV, Ges ricusa la pretesa che Dio sia sottomesso alle giurisdizioni umane.
Con lepisodio del tempio dunque levangelista vuole introdurre una importante
chiarificazione circa il tema dei segni: il segno che i giudei chiedono a Ges non si
armonizza con linizio dei segni di Cana di Galilea, il quale non era affatto banco di
prova per lautorit di Ges e delle sue azioni, ma occasione per aprirsi alla fede in lui.
Quanto al secondo episodio intercalare, quello di Nicodemo, nella sua visita notturna egli d avvio al dialogo con Ges facendo riferimento ai segni (al plurale) che
Ges va operando (Gv 3,2): sono quelli cui lautore ha accennato poco sopra (al plurale)
senza narrarne n le circostanze n i beneficiari (2,23). Nelle parole di Nicodemo i segni hanno valore probante. Provano che Dio con Ges, anche se laffermazione da
27
Brown, Giovanni, 1475: In Giovanni 2,18 e 6,30 coloro che non credono chiedono un segno, e questi
casi sono pi o meno gli stessi delluso sinottico; Blanchard, La thologie des signes, col. 1314: La rponse de Jsus voquant le relvement du temple de son corps rappelle le signe de Jonas selon les Synoptiques. Cf. in Strack - Billerbeck, Kommentar, I, 593-596, la documentazione per lattesa giudaica di segni
nellera messianica.

35

Giancarlo Biguzzi

ricavare dalla frase negativa: Rabb, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro.
Nessuno infatti pu compiere questi segni che tu compi, se Dio non con lui (Gv 3,2).
Quelle di Nicodemo sono, o sembrano, parole di piena fede in Ges: sembra che egli
colga nei segni la manifestazione da parte di Ges della propria divina, cos come
hanno fatto i discepoli a Cana. Ma ci che precede la presentazione del personaggio
(2,23-25) e ci che segue le sue parole (3,4-21) lasciano intravedere che quelle sue parole non sono parole di fede piena quale levangelista intende proporre ai suoi lettori.
Anzitutto, la presentazione di Gv 3,1 (Vi era un uomo [] di nome Nicodemo) si ricollega infatti allopinione che Ges aveva degli uomini, da lui dice
levangelista ben conosciuti: Lui, Ges, non si fidava di loro, perch conosceva tutti
e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sulluomo ( ).
Egli infatti conosceva quello che c nelluomo ( ) (2,24-25). Nicodemo,
che pure riconosceva nei segni il dito di Dio, era dunque uno di coloro di cui Ges
non si fidava, anche se vedendo i segni che egli compiva, avevano creduto nel suo
nome (2,23-24).28 In secondo luogo, subito dopo la dichiarazione positiva di Nicodemo sui segni, Ges lo invita ad altro, cos come ha appena fatto con i giudei, e come
far con lufficiale di Gv 4, anche lui venuto, non di notte, ma di lontano. A Nicodemo
Ges dice infatti: In verit, in verit io ti dico, se uno non nasce dallalto, non pu vedere il regno di Dio (Gv 3,3). Ges dunque lo invita a lasciarsi alle spalle la sua ricerca
dei segni come prova che Dio con Ges per lasciarsi invece rigenerare dallacqua e
dallo Spirito (v. 5), per lasciarsi alle spalle la nascita dalla e per fare spazio alla
rigenerazione dal (vv. 6-8). Egli poi potr rinascere al (v. 9) se accoglier la rivelazione delle cose celesti ( ) che solo lui, Ges, pu comunicare,
perch nessuno mai salito al cielo, e invece lui dal cielo disceso (vv. 11-13). Solo
allora, sembra dire levangelista, Nicodemo sar un discepolo di cui Ges si fider. Per
ora, invece, gli mancano il e la rivelazione capaci di rigenerarlo.
Nel terzo episodio, quello della Samaritana, il vocabolario dei segni assente, ma
tornano i due temi dei due episodi precedenti. La Samaritana infatti interroga Ges circa
il tempio, non pi riguardo allautorit che su di esso Ges ha o no: lo fa invece a livello
geografico, perch chiede se si debba adorare sul monte di Sichar o a Gerusalemme. Ges
replica che quei due luoghi non saranno pi il luogo delladorazione perch il vero adoratore adorer il Padre collocandosi nello spirito e nella verit. Ignace de la Potterie
fa notare che la preposizione con cui in 4,20.23 sono costruiti sia il monte di Sicar, sia
Gerusalemme, sia infine il binomio , sempre la stessa preposizione
28
Su Gv 2,23-24 cf. Farelly, John 2:23-25 (quella di Nicodemo una fede inadeguata), e Hunn, The
Believers (due tipi diversi di fede e quella di Nicodemo una terza tipologia).

36

Gv 24: la prima ed esemplare sezione del Quarto Vangelo

di luogo: , , .29 cos che lespressione porta a sintesi il di cui Ges ha parlato a Nicodemo in 3,5-8, gli che secondo 3,11-13 Ges lunico a poter rivelare perch
solo lui disceso dal cielo, e il tema del tempio di Gv 2,13-22, e cio il tempio del suo (= di
Ges) corpo, il luogo dove il Logos divino ha posto la sua tenda fin dalla sua incarnazione
(1,14 e non solo alla risurrezione, come a volte si afferma).
I tre fraintendimenti operano dunque il trapasso dalla fede iniziale dei discepoli
(in Gv 2,11 da tradurre ingressivamente: cominciarono a credere) alla
fede dellufficiale che crede senza vedere (Gv 4,50), cos come dovrebbe fare Nicodemo
a riguardo degli di cui nessuno ha esperienza, se non Ges: Se vi ho parlato
delle cose della terra e non credete, come crederete se vi parler di cose del cielo?
(3,12). Ma lo fanno in chiave negativa, mettendo in atto la tecnica del chiaroscuro: giustapponendo o contrapponendo lo scuro dei tre episodi intermedi al chiaro della fede
che nasce al vedere i due segni di Cana.
In sintesi, la sezione dei due segni di Cana e dei tre fraintendimenti interposti caratterizzata da una forte coesione interna attraverso il tema dei segni e dalla risposta
che ad essi da dare. La vicenda che attraversa tutta la sezione quella per cui Ges,
prendendo le distanze dalla famiglia di sangue e trasformando il giudaismo, porta il
vino messianico e suscita, di fede in fede, ladesione a s come a colui del quale hanno
scritto Mos e i profeti, il Messia, che si traduce Cristo.
Esemplarit della sezione canone per ritrovare le altre
Se questo vero, allora non fuori luogo parlare di esemplarit di questa sezione.
La sezione esemplare per lestrema chiarezza con cui aperta e chiusa dai due segni
di Cana e per i due richiami del primo segno che aprono e chiudono la narrazione del
secondo. esemplare infine perch provvista nella sua parte centrale di tre episodi di
fraintendimento, e infine perch ai tre fraintendimenti levangelista affida il compito
di esortare il lettore affinch non presuma affrettatamente di comprendere i segni a
dovere.
29
De la Potterie, La vrit, II, 698-699, nota 149: Il faut remarquer en effet quon a trois fois la mme
prposition dans les membre parallles Adorer dans () lEsprit et la Vrit est le pendant, lpoque
messianique, de ce que se faisait auparavant: adorer sur () cette montagne ou () Jrusalem. Dans
le trois cas, la prposition indique une circonstance de lieu: le deux premires fois, au sens physique; la
troisime, au sens mtaphorique et spirituel. Cf. invece Frhwald-Knig, Tempel und Kult, 125, che scrive:
Lokales wird durch modales ersetzt. Standen bis jetzt die zentralen Kultsttten im Zentrum der Ordnung der Gottesverehrung, so wird es ab sofort der Modus des Gottesverehrung sein.

37

Giancarlo Biguzzi

I successivi due segni della eventuale seconda sezione sono la guarigione del paralitico di Gv 5 alla piscina gerosolimitana di Betzat30 e i pani al lago, in Galilea, di Gv6.31
Lo schema della sezione esemplare viene qui per sconvolto perch i due segni di
Gv 5 e di Gv 6 sono contigui, consecutivi, con la conseguenza che non c spazio per
qualcosa di analogo ai tre episodi intercalari di fraintendimento che figuravano nella
prima sezione. Ma proprio quando sembra che lo si cerchi invano, lo schema riaffiora
grazie allelemento che meno ci si aspetterebbe: in 7,21-23 Ges richiama non lultimo
segno, quello dei pani, ma il penultimo, quello della guarigione del paralitico compiuta
in giorno di sabato. Il contesto del richiamo allindietro quello in cui Ges indotto a
chiedere ai giudei: Perch volete uccidermi? (7,19) e nel quale essi gli ribattono che
nessuno lo vuole uccidere, ma che lui ha un demonio (v. 10). La replica di Ges suona
allora: Unopera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mos vi ha
dato la circoncisione [], e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo
riceve la circoncisione di sabato perch non sia trasgredita la legge di Mos, voi vi sdegnate contro di me perch di sabato ho guarito interamente un uomo?.
Lacceso dialogo avviene nei cortili del tempio (7,14) per la festa delle capanne
(7,2) e il richiamo allindietro dunque ben ambientato dal punto di vista topografico:
a Gerusalemme era avvenuta la guarigione, ed del tutto logico che a Gerusalemme
la guarigione venga richiamata, non in connessione con il segno galilaico dei pani.
Dal punto di vista narrativo e cronologico, per, la collocazione di quel richiamo sorprendente perch, tra la guarigione gerosolimitana del paralitico e lo scontro verbale
30
La guarigione del paralitico non chiamata ma . In ordine allelencazione dei segni
giovannei i due termini segno e opera si possono per ritenere come equivalenti in base a quattro
considerazioni. Anzitutto i termini / da una parte e / dallaltra sono accomunati
dal medesimo verbo di cui sono complemento oggetto. In secondo luogo, il vocabolario delle opere
pi conveniente che non quello dei segni per il contesto di Gv 5,1-47, e cio per una disputa sulla trasgressione del sabato (5,18: ). In terzo luogo, nellepisodio analogo della guarigione del
cieco-nato, anchessa ambientata in giorno di sabato, significativamente i due vocabolari si alternano: in
9,4 ricorre lespressione e in 9,16 . In quarto luogo, come fanno osservare
molti autori, fra i segni compiuti da Ges sugli infermi secondo Gv 6,2 probabilmente da includere la
guarigione del paralitico, poich la pi vicina a quel versetto.
31
Molti commentatori elencano fra i segni anche il cammino sulle acque: per Theobald, Johannes, I, 12,
addirittura attorno ad esso erano disposti chiasticamente tutti gli altri nella bultmanniana fonte dei segni.
Pi che un segno, per, il cammino sulle acque di Gv 6 unepifania, essendo descritto non con il vocabolario dei segni (, credere, gloria, Ges come soggetto dellazione) ma con quello delle visioni
(, , , i discepoli come soggetto dellazione, vv. 19-20). La differenza di vocabolario indica che anche il genere letterario diverso: il cammino sulle acque non un segno ma, come
dice Schnackenburg (Giovanni, II, 26), unepifania in appoggio al segno dei pani. Cf. anche Marsh, John, 65:
as a part of the sign of the loaves; Brown, Giovanni, 330: una epifania divina incentrata nellespressione
eg eimi. Giblin, The Miraculous Crossing, 100, riassume cos il ruolo dellepifania: Just before the crisis
[= la crisi di Gv 6,60-66], [Jesus] provides reassurance through his effective presence.

38

Gv 24: la prima ed esemplare sezione del Quarto Vangelo

tra i giudei e Ges, deve trascorrere il tempo necessario per uno spostamento a Nord
verso la Galilea, attraverso la Samaria con i due giorni della sosta di Ges a Sicar, e poi
per i molti eventi galilaici che vanno dalla moltiplicazione dei pani al cammino sulle
acque, e dal discorso sul pane di vita nella sinagoga di Cafarnao (6,59) alla discussione
di Ges con i fratelli circa il pellegrinaggio a Gerusalemme per la festa, fino alleffettiva salita a Gerusalemme. Tutto questo pone enfasi sul richiamo allindietro di 7,2123, che nel testo giovanneo viene a distanza di due capitoli. La distanza narrativa
tanta che, nel commento di Gv 5, la Bibbia di Gerusalemme viene in soccorso al lettore
moderno scrivendo: La conclusione di questo episodio [= quello del paralitico] si
legger in 7,19-24.
Dimprovviso dunque, a causa di questo ardito collegamento allindietro tra Gv 7 e
Gv 5, prende forma la seconda sezione dei segni che, come lo era la prima, caratterizzata da due segni e da un richiamo allindietro e, bisogna ora aggiungere, da materiali di commento che prendono il posto dei tre fraintendimenti della prima sezione.
Essi sono le discussioni su Ges e le aspre controversie tra lui, i giudei (7,15), la folla
(7,20), i gerosolimitani (7,25), i farisei (8,13) controversie che coprono i cento e pi
versetti dei lunghi capitoli di Gv 7,10-8,59. La progressione dalla precedente sezione
a questa nelle sporadiche difese di Ges da parte di qualcuno della folla (7,12.31),
ma molto pi nellincredulit nei suoi confronti dei giudei, della folla e dei fratelli, nel
nascere e nel montare della ostilit contro di lui, addirittura con tentativi di arrestarlo
(7,30.32.44) e di lapidarlo (8,59), e con lentrata in campo di capi e sacerdoti (7,32.45).
Laltro grande elemento di rilievo sta nel fatto nuovo per cui un segno, quello della
guarigione del paralitico, ambientato a Gerusalemme, mentre quello dei pani, come
gi i due di Cana della precedente sezione, ambientato in Galilea.32
Nel QV ci sono dunque segni galilaici, fino ad ora tre, e segni gerosolimitani, finora solo
uno, e, come facile vedere, i segni gerosolimitani preludono alla passione e la preparano.
Basta rileggere Gv 5,18: Per questo i Giudei cercavano ancor pi di ucciderlo, perch non
soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Per unulteriore sezione dei segni, la terza e ultima, restano lilluminazione del
cieco-nato alla piscina di Siloe e la risuscitazione di Lazzaro a Betania: tutti e due ambientati a Gerusalemme, essendo Betania distante da Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato (At 1,12). Come nella prima sezione, anche qui i due
32
Lasimmetria che caratterizza la seconda sezione probabilmente da spiegare come espediente per
ovviare alla monotonia di schemi che si ripeterebbero (con la contiguit dei suoi due segni allinizio e con i
testi di commento alla fine) e per disporre a intreccio i primi due segni galilaici della prima sezione con gli
ultimi due segni gerosolimitani della terza e ultima (con un primo segno gerosolimitano prima dellultimo
segno galilaico).

39

Giancarlo Biguzzi

segni non sono contigui cos che, tra il primo (Gv 9) e il secondo (Gv 11), c spazio per
materiali di commento (Gv 10). Non si tratta di fraintendimenti come nella prima sezione, ma di aspre controversie come nella seconda: sono le controversie sui pastori
dunque caratterizzate dal tema dei capi (prevalentemente in 10,1-14a), sulle pecore
(prevalentemente in 10,14b-21), e sulle opere di Ges (prevalentemente in 10,22-38).
Come gi quelle di Gv 78, le controversie di Gv 10 sono intramezzate da tentativi di
prendere o arrestare Ges (10,39) e da tentativi di lapidarlo (10,31-33). I due segni
sono gerosolimitani come quello del paralitico di 5,1-9 e, oltre che dal tema del sabato
e dallambientazione a una piscina (Gv 9), sono anchessi contrassegnati dallostilit e,
con ci, collegati alla passione per il verdetto del Sinedrio di far morire Ges (11,53).
Anche qui non manca il pi sorprendente dei tratti che caratterizzano le sezioni
dei segni giovannei: il richiamo del primo segno della sezione durante o dopo la narrazione del secondo. Infatti, vedendo Ges piangere per la morte di Lazzaro, la gente
esclama: Guarda come lo amava!. Ma alcuni di loro dissero: Lui, che ha aperto gli
occhi al cieco, non poteva anche far s che costui non morisse? (Gv 11,35-37). Per la
terza volta, dunque, un richiamo allindietro interviene, come una parentesi di chiusura, a delimitare un arco narrativo e a frenare listintiva spinta in avanti del lettore,
inducendolo a guardarsi alle spalle e a richiamare il segno con cui ogni sezione si
aperta. Dopotutto, naturale che anche un lettore si stanchi, come fa il viaggiatore
che di tanto in tanto fa una sosta, magari voltandosi indietro a guardare la strada percorsa, per commisurarla a quella che resta da percorrere.
Il fenomeno dei rimandi allindietro non pu essere frettolosamente giudicato
come casuale o senza rilevanza, anzitutto perch si ripete tre volte, e in secondo luogo
perch riguarda sempre gli elementi dispari di ogni coppia di segni, e cio il primo, il
terzo, il quinto dei segni. In terzo luogo, ancora pi significativo il fatto che levangelista chieda la stessa memoria retrospettiva anche in 12,36b-41 e 20,30-31: e cio
nella cesura che divide in due il suo vangelo, e alla chiusa di tutta lopera. Limportante conclusione che non si pu non trarre che i richiami allindietro caratterizzano
costantemente il modo giovanneo di narrare, sia a livello di micro-strutture, sia nella
macro-struttura dellintero libro.
In apertura del suo vangelo, dunque, levangelista dice al lettore: Eccoti davanti
al Messia che porta il vino messianico!, e con i segni galilaici gli insegna poi come
credere in lui: a partire da una fede iniziale (segno di Gv 2), lo guida a una fede che
non ha bisogno di vedere (segno di Gv 4) e che riconosce in Ges colui che ha parole di
vita eterna (segno di Gv 6). Nei segni gerosolimitani narra invece come il Messia porti
salute (segno di Gv 5), luce (segno di Gv 9) e vita (segno di Gv 11), e come le porti non
solo nellultimo giorno, ma oggi, perch il Messia qui. A Marta che dice: So che [mio
40

Gv 24: la prima ed esemplare sezione del Quarto Vangelo

fratello] risorger nella risurrezione dellultimo giorno, Ges risponde, infatti, con il
tempo verbale del presente e con la prima persona singolare: Io sono la risurrezione
e la vita (11,23-24).
Tuttavia, mentre d salute, luce e vita, lautore dei segni e linviato di Dio incontra
una ostilit sempre pi ostinata che andr fino alla decisione di toglierlo di mezzo.
Lostilit parte dal primo segno gerosolimitano (Gv 5),33 ma si estende anche ai destinatari del segno galilaico dei pani i quali mormorano come gli Israeliti nel deserto e replicano a Ges ripetutamente e aspramente (Gv 6). cos che il QV narra una vicenda
fortemente drammatica, come fra gli altri hanno fatto notare Robert Kysar e Michael
Theobald.34 Poich venendo dal mondo alto di Dio rivelatore incomprensibile, il donatore di vita non viene accolto dai suoi (1,11) e viene invece prima osteggiato e poi
drammaticamente messo a morte. A quella morte dato senso e valore dalla involontaria profezia del sommo sacerdote Caifa, secondo il quale egli doveva morire per la
nazione. E non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che
erano dispersi (11,51-52).
Se questa analisi del QV e dei suoi segni corretta, bisogna allora dissentire da
George R. Beasley-Murray che ritiene il vangelo giovanneo un vangelo caotico, e
invece bisogna fare propria la sentenza di Gunnar stenstad secondo cui il Quarto
Vangelo, dal punto di vista letterario, testimonia che il suo autore un architetto di
rara eccellenza.35
Giancarlo Biguzzi

Pontificia Universit Urbaniana, Roma

33
Tutto sommato la prima sezione era una sezione esortativa, sia in negativo con i tre fraintendimenti,
sia in positivo con i due segni.

34
Kysar, John, 21: We remember from the preface how the hero of the story would be rejected. Even
though we know the secret of this identity, we too have been put off some of this claims for himself. Yet to
murder the hero would be a terrible mistake. We sense a tragedy unfolding toward its inevitable conclusion; Theobald, Johannes, I, 14-15 (eine dramatische Erzhlung, p. 14).
35
Beasley-Murray, John, xci: chaotic; stenstad, The Structure, 33: The Fourth Gospel commends
its author as a literary architect of rare excellence.

41

Giancarlo Biguzzi

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