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7.

Ti ricordi che,il dodicesimo giorno prima delle calende di novembre ( 21 ottobre), io


dissi in Senato che in un certo giorno,anteriore al sesto giorno delle calende di novembre
(27 ottobre), C.Manlio,tuo seguace e sodale,avrebbe preso le armi ? Non mi colp forse,o
Catilina, solo la notizia tanto grave ed incredibile,ma -ci che da meravigliare molto di
pi- proprio il giorno? Dissi ancora in Senato che tu,prima del quinto giorno anteriore alle
calende di novembre (28 ottobre),avresti compiuto una strage degli ottimati,ed allora
molti cittadini illustri della citt di Roma fuggirono,non tanto per salvare la vita,quanto
per neutralizzare i tuoi propositi.Puoi forse contestare che,in quello stesso
giorno,costretto dalla mia diligenza e dai miei presidii,tu non fosti in grado di muovere
contro la Repubblica e dicevi che saresti stato contento,una volta partiti gli altri,di una
strage contro quelli di noi che fossimo rimasti?
8. Ed allora? Quando tu ti riproponevi di occupare Preneste con unimboscata
notturna,proprio nel giorno delle calende di novembre (1 novembre),non ti accorgesti
che quella localit era fortificata dietro mio ordine,con presidii,custodi,sentinelle? Tu
non fai nulla,non prepari nulla,non pensi nulla che io non solo ascolti,ma,altres, veda ed
avverta con chiarezza.Convieni almeno con me su quella notte passata;e comprenderai
meglio che io vigilo pi alacremente sulla salvezza della Repubblica che non tu alla sua
rovina.Dico che tu nella notte scorsa sei venuto tra i falciatori non parlo oscuramentenella casa di M.Lece;e che l hai convocato parecchi complici del medesimo disegno
demenziale e criminoso. Osi forse negarlo? Perch taci ? Lo prover,se lo neghi.Ma vedo
che qui in Senato sono alcuni che furono insieme con te.
9. Dei immortali! Qual tipo di gente siamo? In quale citt viviamo? Quale Repubblica
abbiamo? Qui,proprio qui,sono nella nostra Istituzione,o Padri coscritti,in questo
sacratissimo e supremo Consiglio dellintero Stato,coloro che cospirano per la morte di
noi tutti,coloro che cospirano per la distruzione di questa citt e dellintero Stato ! Io
Console vedo costoro ed invoco una sentenza per la pubblica salvezza,e non ancora
ferisco con la voce coloro che era necessario fossero trucidati con la spada ! Quella
notte,o Catilina,tu fosti nella casa di Lece e spartisti le parti dellItalia,stabilisti chi e
per dove dovesse partire,scegliesti coloro che avresti lasciato a Roma e coloro che avresti
condotto con te,stabilisti le zone di Roma da incendiare,confermasti che tu stesso saresti
uscito,dicesti che ti mancava ancora poco tempo per me di vivere.Furono individuati due
cavalieri romani che ti liberassero da questo fastidio e fossero sollecitati ad uccidermi
nel mio letto poco prima dellalba in quella medesima notte.
13. Che cosa c,o Catilina ? Forse dubiti di fare su mio comando ci che gi facevi di tua
volont? Il Console ordina al nemico di uscire dalla citt.Mi domandi se sia allora l
esilio;non te lordino,ma,se mi ascolti,ti persuado.Che cosa c,infatti,in questa
citt,che tu possa gradire ? Qui non c nessuno,al di fuori di codesta accozzaglia di
uomini perduti, che non ti tema,nessuno che non ti odii.Quale specie di domestica
turpitudine non connaturata alla tua vita? Quale disdoro delle vite private non ti supera
in fama? Quale libidine fu mai assente dai tuoi occhi,quale delitto dalla tue mani,quale
malvagit dallintero tuo corpo? A quale adolescente,da te irretito con le arti della
corruzione,non offristi o la spada per lavventura o il fuoco per la libidine?

14.E perch no ? Allorch, recentemente, con la morte della precedente moglie rendesti
libera la casa per nuove nozze, non cumulasti questo delitto con un altro incredibile
delitto? Non ne parlo e di buon grado mi accontento di tacere,perch non sembri che in
questa citt sia stato commesso un delitto cos efferato o esso non sia stato
vendicato.Tralascio la rovina delle tue sostanze,che tu stesso avverti crollare sopra di te
per le prossime Idi;ma vengo a quelle cose che non riguardano l ignominia privata dei
tuoi vizi,o le tue turpitudini e difficolt domestiche,bens la salvezza suprema della
Repubblica , la vita e la salvezza di noi tutti.
15.Come potrebbero esserti lieti questa luce,o Catilina,o lo spirito di questo
cielo,sapendo che non c alcuno fra questi il quale ignori che il giorno precedente le
Calende di gennaio (31 dicembre),essendo Consoli Lepido e Tullio,tu hai partecipato
armato ai comizi,preparando uomini per luccisione dei Consoli e degli ottimati della
citt,e che si sono opposti al tuo delittuoso furore non un preciso disegno o una tua
preoccupazione ,bens la fortuna del popolo romano? E tralascio anche di ricordare ci
che non oscuro o di poco conto- quante volte tu hai tentato di uccidermi o quale
Console designato o quale Console ! Quanti tuoi colpi , lanciati in modo da non potere
essere evitati, io respinsi con una piccola diversione e ,come dicono,col corpo! Non hai
nulla,non hai fatto nulla,non hai ottenuto nulla,e tuttavia non desisti dal tentare e dal
volere.
16. Quante volte ti stato strappato dalle mani codesto pugnale,quante volte ti
cascato per caso fortuito e ti sfuggito ! Tuttavia non puoi ancora a lungo fare a meno di
ci che io ignoro a chi sia stata da te consacrato e dedicato,ma che tu ritieni sia
necessario infiggere nel corpo del Console.Ed invero ora qual la tua vita? Ora cos
parler con te,non come mosso da odio,come pure dovrei,ma da misericordia,che non ti
dovuta.Sei venuto poco fa in Senato.Chi ,fra tutti i presenti e fra i tanti tuoi amici e
seguaci,ti ha salutato? Se questo,a memoria duomo,non toccato a nessuno,ti aspetti
forse insulti a voce,visto che sei schiacciato dal gravissimo giudizio del silenzio? Dopo
che,per effetto della tua venuta,questi seggi sono rimasti vuoti,dopo che tutti i
consolari,che da te furono spesso destinati alla strage,appena ti sei seduto,hanno lasciato
questa parte dei seggi vuota e abbandonata,con quale animo tu credi di poter sopportare
tutto questo?
17. Se,per Ercole,i miei servi avessero timore di me per lo stesso fatto,come hanno
timore di te tutti i tuoi concittadini,riterrei di dover abbandonare casa mia; tu non ritieni
di doverlo fare per la citt? E se io apparissi tanto gravemente sospetto di ingiuria ai miei
concittadini,preferirei essere privato della loro presenza piuttosto che essere guardato
con occhi di odio da parte di tutti;una volta che tu,con la consapevolezza dei tuoi
delitti,riconosca che lodio di tutti giusto e gi da tempo meritato,dubiti di potere
evitare lo sguardo e la presenza di coloro di cui tu feristi le menti ed i sensi? Se i tuoi
genitori ti temessero e ti odiassero e tu non li potessi placare con alcuna
motivazione,come credo,ti allontaneresti dai loro occhi.Ora la Patria,che la comune
genitrice di noi tutti, ti odia e ti teme e gi da tempo ti ha giudicato come intento
unicamente alla sua distruzione; di essa tu non rispetti lautorit,n segui il consiglio,n
temi la potenza?

22. Ma di che cosa parlo? Che forse qualcosa ti pieghi,o che tu,prima o poi, ti corregga o
che tu mediti qualche via di fuga o che tu pensi a qualche forma di esilio? Magari gli dei
immortali concedessero a te questi pensieri! E tuttavia,se, colpito dalla mia voce,avrai
indotto il tuo animo a partire per lesilio,vedo quanta tempesta di ostilit pender su di
noi,non tanto nel tempo presente a causa della memoria recente dei tuoi delitti,quanto
nella posterit.Ma ne vale il prezzo,purch si tratti di una sciagura privata,disgiunta da
pericoli per la Repubblica.Ma non si pu pretendere che tu ti allontani dai tuoi vizi,che tu
abbia timore delle pene delle leggi,che tu ti assoggetti alle procedure della
Repubblica.Infatti,tu non sei il tipo,o Catilina,che il pudore allontani mai dalle
turpitudini,o il timore dal pericolo,o la ragione dalla furia.
23. Perci,come gi ho detto spesso,vattene,e,se vuoi attizzare odio contro di me,tuo
nemico,come proclami,affrettati sulla via dellesilio;affronter comunque le critiche
degli uomini ed il peso di codesto odio,se andrai in esilio per ordine del Console.Se poi
preferisci contribuire alla mia lode e gloria, esci con la malvagia schiera di
scellerati,recati da Manlio,infiamma i cittadini perduti,separa te stesso dagli onesti,porta
guerra alla Patria,esulta per lempio delitto,affinch appaia chiaro che tu non sei stato
da me scacciato verso stranieri,ma sei andato perch chiamato presso i tuoi.
24. Ma a che pro ti invito,quando so che ci sono delle avanguardie che ti aspettano
armate presso il Foro Aurelio,quando so che hai fissato con Manlio il giorno in cui sar
mandata in avanguardia anche laquila dargento,a cui fu dedicato nella tua casa il
sacrario dei tuoi delitti,e che io auguro sia perniciosa e funesta per te e per tutti i tuoi?
Quella di cui tu possa a lungo esser privo, quella,cio,che tu solevi venerare mentre ti
preparavi alla strage,dal cui altare spesso trasferisti codesta empia mano alluccisione di
cittadini?
25. Andrai una buona volta laddove gi da tempo codesta tua ingordigia sfrenata e
furibonda ti trascinava;e questo non ti reca dolore,ma una certa incredibile volutt.Per
questa dissennatezza ti ha creato la natura,ti ha esercitato la volont,ti ha aiutato la
fortuna.Tu non hai mai desiderato non dico la tranquillit,ma la stessa guerra che non
fosse nefanda.Hai messo insieme un pugno di sciagurati,traendolo da uomini perduti e
abbandonati non solo da ogni fortuna,ma anche da ogni speranza.
26. Di quale letizia tu godi,di quali gaudii tu esulti,in quali baccanali ti lanci se,fra i tanti
tuoi uomini, non udrai,n ascolterai un uomo dabbene! Gli esercizi di cui si parla erano
dedicati allo studio di codesta vita ,a studiare le tue imprese,come appiattirsi a terra non
solo per preparare stupri,ma anche per intraprendere delitti,come vigilare per
sorprendere non soltanto il sonno dei mariti,ma anche le fortune dei benestanti.Hai di
che ostentare la tua famosa sopportazione della fame,del freddo,della mancanza di tutte
le cose ,di cui tu avverti sarai spossessato fra breve.

32. Perci i violenti si ritirino,si separino dalle persone perbene,si riuniscano in un unico
luogo,e -ci che ho spesso gi detto-si separino da noi attraverso le mura; cessino dall
insidiare il Console a casa propria,di circondare il tribunale del Pretore urbano,di
assediare la Curia con le armi,di preparare fiaccole incendiarie per dar fuoco alla
citt;sia ,infine,scritto chiaramente sul volto di ciascuno quale sia il suo sentire della
Repubblica.Questo vi prometto,o Padri coscritti:che ci sar tanta diligenza in noi
Consoli,tanta autorit in voi,tanta virt nei cavalieri romani,tanto consenso negli uomini
dabbene che tutto vi risulter manifesto,chiarito,represso,vendicato dopo la partenza di
Catilina.

33. Con questi presagi,o Catilina,con la salvezza suprema della Repubblica,con la tua
peste e la tua sventura, con la disfatta di coloro che a te si unirono in ogni delitto e
parricidio,parti verso una guerra empia e nefasta.E tu Giove,che con i medesimi auspici
di questa citt ,fosti preposto da Romolo,e che noi definiamo Statore dellUrbe e
dellImpero,terrai lontano costui ed i suoi accoliti dai tuoi altari e dagli altri templi,dalle
mura e dalle case della citt,dalle vite e dalle fortune di tutti i cittadini e con eterni
supplizi punirai,vivi e morti, i nemici degli uomini onesti,i nemici della Patria ,i predatori
dell Italia, uniti in un patto scellerato ed in una cospirazione nefanda.