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"AD BEATISSIMI APOSTOLORUM"

LETTERA ENCICLICA
AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI
PRIMATI ARCIVESCOVI VESCOVI
E AGLI ALTRI ORDINARI LOCALI
CHE SONO IN PACE E COMUNIONE
CON LA SEDE APOSTOLICA
PAPA BENEDETTO XV

VENERABILI FRATELLI
SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE

Non appena per glinscrutabili disegni della Divina Provvidenza fummo chiamati, senza alcun
merito Nostro, ad assiderCi sulla cattedra del beatissimo Principe degli Apostoli, Noi, ascoltando
come diretta alla Nostra persona quella stessa voce che Cristo Signore rivolgeva a Pietro, Pasci i
miei agnelli, pasci le mie pecorelle(1), immediatamente rivolgemmo uno sguardo dinesprimibile
affetto al gregge che veniva affidato alla Nostra cura: gregge veramente immenso, perch abbraccia,
quali per un aspetto, quali per un altro, tutti gli uomini. Tutti infatti, quanti essi sono, furono liberati
dalla servit del peccato da Ges Cristo, che per loro offr il prezzo del suo sangue; n v alcuno
che sia escluso dai vantaggi di questa redenzione. Onde il divino Pastore pu ben dire che, mentre
una parte del genere umano la tiene gi avventuratamente accolta nellovile della Chiesa, laltra
Egli ve la sospinger dolcemente: Ho altre pecore che non sono di questovile; occorre che io le
conduca, e ascolteranno la mia voce(2).
Lo confessiamo, Venerabili Fratelli: il primo sentimento che abbiamo provato nellanimo, e che vi
fu acceso di sicuro dalla divina bont, stato un incredibile palpito di affetto e di desiderio per la
salvezza di tutti gli uomini; e nellassumere il Pontificato Noi concepimmo quel medesimo voto che
Ges Cristo espresse gi presso a morire sulla Croce: Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro
che mi hai dato(3). Pertanto, allorch da questa altezza della Apostolica dignit potemmo
contemplare con un solo sguardo il corso degli umani avvenimenti, e vedemmo dinanzi a Noi la
miseranda condizione della civile societ, ne provammo davvero un acuto dolore. E come sarebbe
potuto accadere che divenuti Noi Padre di tutti gli uomini, non Ci sentissimo straziare il cuore allo
spettacolo che presenta lEuropa, e con essa tutto il mondo, spettacolo il pi tetro forse ed il pi
luttuoso nella storia dei tempi? Sembrano davvero giunti quei giorni, dei quali Ges Cristo predisse:
Sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre Infatti si sollever popolo contro popolo, e
regno contro regno(4). Il tremendo fantasma della guerra domina dappertutto, e non v quasi altro

pensiero che occupi ora le menti. Nazioni grandi e fiorentissime sono l sui campi di battaglia. Qual
meraviglia perci, se ben fornite, come sono, di quegli orribili mezzi che il progresso dellarte
militare ha inventati, si azzuffano in gigantesche carneficine? Nessun limite alle rovine, nessuno
alle stragi: ogni giorno la terra ridonda di nuovo sangue e si ricopre di morti e feriti. E chi direbbe
che tali genti, luna contro laltra armata, discendano da uno stesso progenitore, che sian tutte della
stessa natura, e parti tutte duna medesima societ umana? Chi li ravviserebbe fratelli, figli di un
unico Padre, che nei Cieli? E intanto, mentre da una parte e dallaltra si combatte con eserciti
sterminati, le nazioni, le famiglie, gli individui gemono nei dolori e nelle miserie, funeste compagne
della guerra; si moltiplica a dismisura, di giorno in giorno, la schiera delle vedove e degli orfani;
languiscono, per le interrotte comunicazioni, i commerci, i campi sono abbandonati, sospese le arti,
i ricchi nelle angustie, i poveri nello squallore, tutti nel lutto.
Commossi da mali cos gravi Noi, fin dalla soglia del sommo Pontificato, ritenemmo Nostro dovere
di raccogliere le ultime parole uscite dal labbro del Nostro Predecessore, Pontefice di illustre e cos
santa memoria, e di dar principio al Nostro Apostolico ministero col tornare a pronunziarle: e cos
caldamente scongiurammo Principi e Governanti affinch, considerando quante lagrime e quanto
sangue sono stati gi versati, saffrettassero a ridare ai loro popoli i vitali benefci della pace. Deh!
Ci conceda Iddio misericordioso che, come allapparire del Redentore divino sulla terra, cos
alliniziarsi del Nostro ufficio di Vicario di Lui, risuoni langelica voce annunziatrice di pace:
Pace in terra agli uomini di buona volont(5). E lascoltino, li preghiamo, lascoltino questa voce
coloro che hanno nelle loro mani i destini dei popoli. Altre vie certamente vi sono, vi sono altre
maniere, onde i lesi diritti possano avere ragione: a queste, deposte intanto le armi, essi ricorrano,
sinceramente animati da retta coscienza e da animi volonterosi. la carit verso di loro e verso tutte
le nazioni che cos Ci fa parlare, non gi il Nostro interesse. Non permettano dunque che cada nel
vuoto la Nostra voce di padre e di amico.
Ma non soltanto lattuale sanguinosa guerra che funesti le nazioni e a Noi amareggi e travagli lo
spirito. Vi unaltra furibonda guerra, che rode le viscere dellodierna societ: guerra che spaventa
ogni persona di buon senso, perch mentre ha accumulato ed accumuler anche per lavvenire tante
rovine sulle nazioni, deve anche ritenersi essa medesima la vera origine della presente luttuosissima
lotta. Invero, da quando si lasciato di osservare nellordinamento statale le norme e le pratiche
della cristiana saggezza, le quali garantivano esse sole la stabilit e la quiete delle istituzioni, gli
Stati hanno cominciato necessariamente a vacillare nelle loro basi, e ne seguito nelle idee e nei
costumi tale cambiamento che, se Iddio presto non provvede, sembra gi imminente lo sfacelo
dellumano consorzio. I disordini che scorgiamo sono questi: la mancanza di mutuo amore fra gli
uomini, il disprezzo dellautorit, lingiustizia dei rapporti fra le varie classi sociali, il bene
materiale fatto unico obiettivo dellattivit delluomo, come se non vi fossero altri beni, e molto
migliori, da raggiungere. Sono questi a Nostro parere, i quattro fattori della lotta, che mette cos
gravemente a soqquadro il mondo. Bisogna dunque diligentemente adoperarsi per eliminare tali
disordini, richiamando in vigore i princpi del cristianesimo, se si ha veramente intenzione di sedare
ogni conflitto e di mettere in assetto la societ.

Ges Cristo disceso dal Cielo appunto per questo fine di ripristinare fra gli uomini il regno della
pace, rovesciato dallodio di Satana, non altro fondamento volle porvi che quello dellamore
fraterno. Quindi quelle sue parole tanto spesso ripetute: Vi d un comandamento nuovo: che vi
amiate gli uni gli altri(6); Questo il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri
(7);Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri(8); quasi che tutta la sua missione ed il suo
compito si restringessero a far s che gli uomini si amassero scambievolmente. E quale forza di
argomenti non adoper per condurci a questo amore?
Guardate in alto, ci disse: Uno solo infatti il Padre vostro che nei cieli(9). A tutti, senza che
per lui possano per nulla contare la diversit di nazioni, la differenza di lingue, la contrariet
dinteressi, a tutti pone sul labbro la stessa preghiera: Padre nostro, che sei nei cieli(10); ci
assicura anzi che questo Padre celeste, nelleffondere i suoi benefci, non fa distinzione neppure di
meriti: Egli fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi, e fa piovere sui giusti e suglingiusti(11).
Dichiara inoltre che noi siamo tutti fratelli: Voi tutti poi siete fratelli(12); e fratelli a lui stesso:
Perch fra i molti fratelli, egli sia il primogenito(13). Poi, cosa che vale moltissimo a stimolarci
allamore fraterno anche verso coloro che la nostra nativa superbia disprezza, giunge perfino ad
identificarsi con il pi meschino degli uomini, nel quale vuole si ravvisi la dignit della sua stessa
persona: Quanto avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli pi piccoli, lo avete fatto a me(14).
Che pi? Sul punto di lasciare la vita, preg intensamente il Padre, affinch tutti coloro che avessero
creduto in lui fossero, per il vincolo della carit, una cosa sola fra loro: Cos come tu, Padre, sei in
me, io sono in loro(15). Infine, confitto sulla Croce, tutto il suo sangue rivers su di noi, onde,
plasmati quasi e formati in un corpo solo, ci amassimo scambievolmente con la forza di quel
medesimo amore che lun membro porta allaltro in uno stesso corpo.
Ma, purtroppo, oggigiorno diversamente si comportano gli uomini. Mai forse pi di oggi si parl di
umana fratellanza: si pretende anzi, dimenticando le parole del Vangelo e lopera di Cristo e della
sua Chiesa, che questo zelo di fraternit sia uno dei parti pi preziosi della moderna civilt. La
verit per questa, che mai tanto si disconobbe lumana fratellanza quanto ai giorni che corrono.
Gli odi di razza sono portati al parossismo; pi che da confini, i popoli sono divisi da rancori; in
seno ad una stessa nazione e fra le mura duna citt medesima ardono di mutuo livore le classi dei
cittadini, e fra glindividui tutto si regola con legoismo, fatto legge suprema.
Vedete, Venerabili Fratelli, quanto sia necessario fare ogni sforzo perch la carit di Cristo torni a
dominare fra gli uomini. Questo sar sempre il Nostro obiettivo, e questa limpresa speciale del
Nostro Pontificato. Questo sia pure, ve ne esortiamo, il vostro studio. Non ci stanchiamo dinculcare
negli animi e di attuare il detto dellapostolo San Giovanni: Perch ci amiamo gli uni gli
altri(16). Sono belle, certamente, sono encomiabili le pie istituzioni di cui abbondano i nostri
tempi; ma produrranno un reale vantaggio solo quando contribuiranno in qualche modo a sviluppare
nei cuori lamore di Dio e del prossimo; diversamente, non hanno valore, perch chi non ama,
rimane nella morte(17).
Abbiamo detto che unaltra causa dello scompiglio sociale consiste in questo, che generalmente non
pi rispettata lautorit di chi comanda. Infatti, dal giorno in cui ogni potere umano si volle

emancipato da Dio, creatore e padrone delluniverso, e lo si volle originato dalla libera volont
degli uomini, i vincoli intercedenti fra superiori e sudditi si andarono rallentando talmente da
sembrare ormai che siano quasi spariti. Uno sfrenato spirito di indipendenza unito ad orgoglio si a
mano a mano infiltrato per ogni dove, non risparmiando neppure la famiglia, ove il potere
chiarissimamente germina dalla natura; ed anzi, ci che pi deplorevole, non sempre si arrestato
alle soglie del santuario. Di qui il disprezzo delle leggi; di qui linsubordinazione delle masse; di qui
la petulante critica di quanto lautorit dispone; di qui i mille modi escogitati allo scopo di rendere
inefficace la forza del potere; di qui gli spaventevoli delitti di coloro che, facendo professione di
anarchia, non si peritano di attentare sia agli averi come alla vita altrui.
Di fronte a questa mostruosit del pensare e dellagire, deleteria di ogni esistenza sociale, Noi
costituiti da Dio custodi della verit, non possiamo non alzare la voce; e ricordiamo ai popoli quella
dottrina che nessun placito umano pu mutare: Non c autorit se non da Dio; e quelle che
esistono sono stabilite da Dio(18). Pertanto, ogni potere che si esercita sulla terra, sia esso di
sovrano, sia di autorit subalterne, ha Dio per origine. Dal che San Paolo deduce il dovere di
ottemperare, non gi in qualsivoglia maniera, ma per coscienza, ai comandi di chi investito del
potere, salvo il caso in cui si oppongano alle leggi divine: Perci necessario stare sottomessi,
non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza(19).
Conformemente a questi precetti di San Paolo, insegna pure lo stesso Principe degli Apostoli:
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore di Dio; sia al re come sovrano, sia ai
governatori come ai suoi inviati(20). Da tale premessa lo stesso Apostolo delle genti deduce che
chi si ribella alle legittime autorit umane si ribella a Dio, e incorre nelleterna dannazione: Quindi
chi si oppone allautorit, si oppone allordine stabilito da Dio. E coloro che si oppongono si
attireranno addosso la condanna(21).
Rammentino questo i prncipi e i reggitori dei popoli, e vedano se sia sapiente e salutare decisione,
per i pubblici poteri e per gli Stati, il far divorzio dalla Religione santa di Cristo, che sostegno cos
potente dellautorit. Riflettano bene se sia misura di saggia politica il volere bandita dal pubblico
insegnamento la dottrina del Vangelo e della Chiesa. Una funesta esperienza dimostra che lautorit
umana disprezzata dove esula la religione. Succede infatti alle societ, quello stesso che accadde
al nostro primo padre, dopo aver mancato. Come in lui, appena la volont si fu ribellata a Dio, le
passioni si sfrenarono e disconobbero limpero della volont, cos, allorquando chi regge i popoli
disprezza lautorit divina, i popoli a loro volta scherniscono lautorit umana. Rimane certo il
solito espediente di ricorrere alla violenza per soffocare le ribellioni: ma a che pro? La violenza
reprime i corpi, non trionfa della volont.
Tolto dunque o indebolito il doppio elemento di coesione di ogni corpo sociale, lunione cio dei
membri fra loro per la carit vicendevole e lunione dei membri stessi col capo per la soggezione
allautorit, qual meraviglia, Venerabili Fratelli, che la societ odierna ci si presenti divisa come in
due grandi armate che fra loro lottino ferocemente e senza posa? Di fronte a coloro ai quali o
concesse fortuna o lattivit propria apport qualche abbondanza di beni, stanno i proletari e i
lavoratori, accesi dodio e dinvidia, perch, mentre partecipano degli stessi costitutivi essenziali,

pur non si trovano nella medesima condizione di quelli. Naturalmente, infatuati come sono dagli
inganni dei sobillatori, ai cui cenni si mostrano dordinario docilissimi, chi potrebbe persuaderli
come dallessere gli uomini uguali per natura, non segua che tutti debbano occupare uno stesso
grado nel consorzio sociale, ma che ognuno ha quella posizione che con le sue doti, non contrariate
dalle circostanze, si sia procacciata? Per ci, quando i poveri lottano coi facoltosi, quasi che questi
si siano impadroniti duna porzione di beni altrui, non soltanto offendono la giustizia e la carit, ma
anche la ragione, specialmente perch anchessi, se volessero, potrebbero con lo sforzo di onorato
lavoro riuscire a migliorare la propria condizione.
A quali conseguenze, non meno disastrose per gli individui che per la societ, conduca questodio di
classe, superfluo dirlo. Tutti vediamo e lamentiamo la frequenza degli scioperi, per i quali
allimprovviso si produce larresto della vita cittadina e nazionale nelle operazioni pi necessarie;
parimenti le minacciose sommosse e i tumulti, in cui spesso avviene che si d mano alle armi e si fa
scorrere il sangue.
Non vogliamo stare qui a ripetere le ragioni che provano ad evidenza lassurdit del Socialismo e di
altri simili errori. Leone XIII, Nostro Predecessore, ne tratt con grande maestra in memorabili
Encicliche; e Voi, Venerabili Fratelli, cercate, col vostro abituale interessamento, che quegli
autorevoli insegnamenti non cadano mai in dimenticanza, e che anzi nelle associazioni cattoliche,
nei congressi, nei discorsi sacri, nella stampa cattolica sinsista sempre nellillustrarli saggiamente e
nellinculcarli secondo i bisogni. Ma in particolar modo, non dubitiamo di ripeterlo, con tutti gli
argomenti, che ci d il Vangelo e che ci porgono la stessa umana natura e glinteressi sia pubblici sia
privati, studiamoci di esortare tutti gli uomini ad amarsi tra loro fraternamente in virt del divino
precetto sulla carit. Lamore fraterno non varr certo a togliere di mezzo la diversit delle
condizioni e perci delle classi. Questo non possibile, come non possibile che in un corpo
organico tutte le membra abbiano una stessa funzione ed una stessa dignit. Far nondimeno che i
pi alti si inchinino verso i pi umili e li trattino non solo secondo giustizia, come duopo, ma con
benevolenza, con affabilit, con tolleranza: i pi umili poi riguardino i pi elevati con
compiacimento del loro bene e con fiducia nel loro appoggio: a quella maniera appunto che in una
stessa famiglia i fratelli pi piccoli confidano nellaiuto e nella difesa dei pi grandi.
Se non che, Venerabili Fratelli, quei mali che finora siamo venuti lamentando, hanno una radice pi
profonda, ad estirpare la quale, se non concorrono gli sforzi di tutti gli onesti, vano sperar di
conseguire loggetto dei nostri voti, vale a dire la tranquillit stabile e durevole negli umani
rapporti. Quale sia questa radice linsegna lApostolo: La cupidigia la radice di tutti i mali(22).
Ed infatti, se ben si consideri, da questa radice si originano tutti i mali onde al presente inferma la
societ. Quando invero con le scuole perverse, ove si plasma il cuore della tenera et malleabile
come cera, con la stampa cattiva, che informa le menti delle masse inesperte, e con gli altri mezzi
con cui si dirige lopinione pubblica, quando, diciamo, si fatto penetrare negli animi lesiziale
errore che luomo non deve sperare in uno stato di felicit eterna; che quaggi, proprio quaggi pu
esser felice col godimento delle ricchezze, degli onori, dei piaceri di questa vita, non v da
meravigliarsi che tali esseri umani, naturalmente fatti per la felicit, con la stessa violenza onde
sono trascinati allacquisto di detti beni, respingano da s qualunque ostacolo che ne li rattenga od

impedisca. Giacch poi questi beni non sono divisi ugualmente fra tutti, ed dovere dellautorit
sociale dimpedire che la libert individuale trasmodi e simpadronisca dellaltrui, di qui nasce
lodio contro i pubblici poteri, di qui linvidia dei diseredati dalla fortuna contro quelli che ne sono
favoriti, di qui infine la lotta fra le varie classi dei cittadini, gli uni per conseguire ad ogni costo e
strappare il bene di cui mancano, gli altri per conservare ed accrescere quello che posseggono.
Fu in previsione di questo stato di cose che Ges Cristo Signor nostro col sublime sermone della
montagna spieg quali fossero le vere beatitudini delluomo sulla terra, e pose, per cos dire, i
fondamenti della cristiana filosofia. Quelle massime anche agli avversari della fede apparvero come
tesoro incomparabile di sapienza e come la pi perfetta teoria della morale religiosa: e certo tutti
convengono nel riconoscere che prima di Cristo, verit assoluta, nulla di simile in siffatta materia e
nulla di pari gravit ed autorit e di tanto alto sentimento fu mai da alcuno inculcato.
Ora tutto il segreto di questa filosofia sta in ci che i cosiddetti beni della vita mortale sono semplici
parvenze di bene, e che perci non col loro godimento che si possa formare la felicit delluomo.
Sulla fede dellautorit divina, tanto lungi che le ricchezze, la gloria, il piacere ci arrechino la
felicit, ch anzi, se vogliamo davvero essere felici, dobbiamo piuttosto, per amore di Dio,
rinunziarvi: Beati voi poveri Beati voi che ora piangete Beati voi quando gli uomini vi
odieranno e quando vi metteranno al bando e vinsulteranno, e respingeranno il vostro nome come
scellerato(23).
Vale a dire, attraverso i dolori, le sventure, le miserie di questa vita, se, com dover nostro, le
sopportiamo pazientemente, ci apriamo da noi stessi ladito al possesso di quei veri ed imperituri
beni, che Dio ha preparato a coloro che lo amano(24). Ma un cos importante insegnamento
della fede da molti purtroppo negletto, e da non pochi dimenticato del tutto. Tocca a voi,
Venerabili Fratelli, farlo rivivere negli uomini: senza ci luomo e lumana societ non avranno mai
pace. Diciamo dunque a quanti sono afflitti o sventurati, di non fermare locchio alla terra, che
luogo di esilio, ma di levarlo al cielo, al quale siamo diretti; perch non abbiamo quaggi una
citt stabile, ma cerchiamo quella futura(25). E in mezzo alle avversit, con le quali Dio mette alla
prova la loro perseveranza nel servirlo, riflettano sovente quale premio loro riservato, se da tale
cimento usciranno vittoriosi: Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci
procura una quantit smisurata ed eterna di gloria(26). Da ultimo, ladoperarsi con ogni potere e
con ogni attivit per far rifiorire fra gli uomini la fede nelle verit soprannaturali, e
contemporaneamente la stima, il desiderio, la speranza dei beni eterni, sia la prima delle vostre
missioni, Venerabili Fratelli, ed il principale intento del Clero ed anche di tutti quei Nostri figli che,
stretti in vari sodalizi, lavorano con zelo per la gloria di Dio e il bene vero della societ. Infatti, a
misura che crescer negli uomini il sentimento di questa fede, andr scemando la smania febbrile
onde si ricercano i vani beni della terra, e gradatamente andranno sedandosi i moti e le contese
sociali.
Ed ora se, lasciando da parte la societ civile, rivolgiamo il pensiero alla considerazione di ci che
proprio della Chiesa, vi , senza dubbio, ragione perch lanimo Nostro, trafitto da tanta calamit
dei tempi, almeno in parte si allieti. Infatti oltre agli argomenti, che si offrono da s luminosissimi,

di quella divina virt ed indefettibilit di cui gode la Chiesa, non piccola consolazione Ci offrono
quei preclari frutti che del suo operoso pontificato ci lasci il Nostro Predecessore Pio X, dopo aver
illustrato lApostolica Sede con gli esempi di una vita tutta santa. Vediamo, infatti, per lopera sua,
acceso universalmente negli Ecclesiastici lo spirito religioso; ravvivata la piet del popolo cristiano;
promosse nelle societ cattoliche lazione e la disciplina; dove costituita la sacra gerarchia, dove
ampliata; provveduto per leducazione del giovane clero, conforme alla severit dei canoni, e, nella
misura del necessario, a seconda della natura dei tempi; rimosso dallinsegnamento delle scienze
sacre ogni pericolo di temerarie innovazioni; larte musicale ricondotta a servire degnamente la
maest delle sacre funzioni, ed accresciuto il decoro del culto; il cristianesimo largamente propagato
con nuove missioni di banditori del Vangelo.
Sono questi, in verit, grandi meriti del Nostro Antecessore verso la Chiesa, meriti dei quali
conserveranno i posteri grata memoria. Tuttavia, poich il campo del padre di famiglia, sempre
esposto, cos permettendo Iddio, alle male arti del nemico, non avverr mai che non debbasi in esso
lavorare perch il fiorire della zizzania non danneggi la buona messe. Pertanto ritenendo come detto
anche a Noi ci che Dio disse al profeta: Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni,
per sradicare e demolire, per edificare e piantare(27), per quanto star in Noi avremo sempre la
massima cura di rimuovere qualunque male e di promuovere il bene, fintantoch non piacer al
Pastore dei pastori di domandarCi conto dellesercizio del Nostro mandato.
Ordunque, Venerabili Fratelli, mentre vi rivolgiamo questa prima lettera enciclica, ravvisiamo
opportuno accennare alcuni dei punti principali a cui abbiamo in animo di dedicare le Nostre
speciali cure; cos, studiandovi voi di secondare col vostro zelo lopera Nostra, anche pi
sollecitamente si otterranno i desiderati frutti.
E innanzi tutto, poich in ogni umana societ, qualunque sia stato il motivo della sua formazione,
primo coefficiente di ogni operosit collettiva sono lunione e la concordia degli animi, Noi
dovremo rivolgere unattenzione specialissima a sopire i dissensi e le discordie tra i cattolici, quali
esse siano, e ad impedire che ne sorgano altre in avvenire, talch tra i cattolici uno sia il pensare ed
uno loperare. Ben comprendono i nemici di Dio e della Chiesa che qualsiasi dissidio dei nostri
nella propria difesa, segna per essi una vittoria; pertanto usano assai di frequente questo sistema
che, allorquando pi vedono compatti i cattolici, proprio allora, astutamente gettando tra di loro i
semi della discordia, maggiormente si sforzano di romperne la compattezza. Piacesse al Cielo che
tale sistema non cos spesso avesse avuto lesito desiderato, con danno tanto grave per la religione!
Quindi, qualora la legittima autorit impartisca qualche ordine, a nessuno sia lecito trasgredirlo,
perch non gli piace; ma ciascuno sottometta la propria opinione allautorit di colui al quale
soggetto, ed a lui obbedisca per debito di coscienza. Parimenti nessun privato, o col pubblicare libri
o giornali, ovvero con tenere pubblici discorsi, si comporti nella Chiesa da maestro. Sanno tutti a
chi sia stato affidato da Dio il magistero della Chiesa; a lui dunque si lasci libero il campo, affinch
parli quando e come creder opportuno. dovere degli altri prestare a lui, quando parla, ossequio
devoto, ed ubbidire alla sua parola.

Riguardo poi a quelle cose delle quali non avendo la Sede Apostolica pronunziato il proprio
giudizio si possa, salva la fede e la disciplina, discutere pro e contro, certamente lecito ad
ognuno di dire la propria opinione e di sostenerla. Ma in simili discussioni rifuggasi da ogni eccesso
di parole, potendone derivare gravi offese alla carit; ognuno liberamente difenda la sua opinione,
ma lo faccia con garbo, n creda di poter accusare altri di sospetta fede o di mancata disciplina per
la semplice ragione che la pensa diversamente da lui.
Vogliamo pure che i nostri si guardino da quegli appellativi, di cui si cominciato a fare uso
recentemente per distinguere cattolici da cattolici; e procurino di evitarli non solo come profane
novit di parole , che non corrispondono n alla verit, n alla giustizia, ma anche perch ne
nascono fra i cattolici grave agitazione e grande confusione. Il cattolicesimo, in ci che gli
essenziale, non pu ammettere n il pi n il meno: Questa la fede cattolica; chi non la crede
fedelmente e fermamente non potr essere salvo(28); o si professa intero, o non si professa
assolutamente. Non vi dunque necessit di aggiungere epiteti alla professione del cattolicesimo; a
ciascuno basti dire cos: Cristiano il mio nome, e cattolico il mio cognome; soltanto, si studi di
essere veramente tale, quale si denomina.
Del resto, dai nostri che si sono dedicati al comune vantaggio della causa cattolica, ben altro
richiede oggid la Chiesa che il persistere troppo a lungo in questioni da cui non si trae nessun utile;
richiede invece che si sforzino a tutto potere di conservare integra la Fede ed incolume da ogni alito
derrore, seguendo specialmente le orme di colui che Cristo costitu custode ed interprete della
verit. Vi sono oggi pure, e non sono scarsi, coloro i quali, come dice lApostolo: non sopportando
pi la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, si circonderanno di maestri secondo le
proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verit per volgersi alle favole(29). Infatti, tronfi e
imbaldanziti per il grande concetto che hanno dellumano pensiero il quale, in verit, ha raggiunto
grazie a Dio incredibili progressi nello studio della natura, alcuni, confidando nel proprio giudizio
in ispregio dellautorit della Chiesa, giunsero a tal punto di temerit che non esitarono a voler
misurare colla loro intelligenza perfino le profondit dei divini misteri e tutte le verit rivelate, ed a
volerle adattare al gusto dei nostri tempi. Sorsero di conseguenza i mostruosi errori delModernismo,
che il Nostro Predecessore giustamente dichiar sintesi di tutte le eresie condannandolo
solennemente. Tale condanna, Venerabili Fratelli, Noi qui rinnoviamo in tutta la sua estensione; e
poich un cos pestifero contagio non stato ancora del tutto sradicato, ma, sebbene latente,
serpeggia tuttora qua e l, Noi esortiamo che ognuno si guardi con ogni cura dal pericolo di
contrarlo; ch ben potrebbe ripetersi di tale peste ci che di altra cosa disse Giobbe: un fuoco
che divora fino alla distruzione e che consuma tutto il raccolto(30). N soltanto desideriamo che i
cattolici rifuggano dagli errori dei Modernisti, ma anche dalle tendenze dei medesimi, e dal
cosiddetto spirito modernistico; dal quale chi rimane infetto, subito respinge con nausea tutto ci
che sappia di antico, e si fa avido ricercatore di novit in ogni singola cosa, nel modo di parlare
delle cose divine, nella celebrazione del sacro culto, nelle istituzioni cattoliche e perfino
nellesercizio privato della piet. Vogliamo adunque che rimanga intatta la nota antica legge: Nulla
si innovi, se non ci che stato tramandato; la quale legge, mentre da una parte deve
inviolabilmente osservarsi nelle cose di Fede, deve dallaltra servire di norma anche in tutto ci che

va soggetto a mutamento, bench anche in questo valga generalmente la regola: Non cose nuove,
ma in modo nuovo.
Ma poich, Venerabili Fratelli, ad unaperta professione di fede cattolica e ad una vita ad essa
consentanea sogliono gli uomini essere stimolati, pi che da altro, dalle fraterne esortazioni e dal
mutuo buon esempio, perci Noi Ci compiacciamo vivamente che sorgano di continuo nuove
associazioni cattoliche. E non solo desideriamo che queste fioriscano, ma vogliamo che il loro
incremento si giovi della Nostra protezione e del Nostro favore; e tale incremento non mancher
purch obbediscano costantemente e fedelmente a quelle prescrizioni che furono o saranno date
dalla Sede Apostolica.
Tutti coloro, pertanto, che iscritti in tali associazioni spendono le loro forze per Dio e per la Chiesa,
non dimentichino mai il detto della divina Sapienza: Luomo obbediente canter vittoria(31);
perch se non obbediranno a Dio con lossequio verso il Capo della Chiesa, essi invano
attenderanno laiuto del Cielo e invano altres lavoreranno.
Ma affinch tutte queste cose siano mandate ad effetto con quellesito che Ci ripromettiamo, voi
ben sapete, Venerabili Fratelli, esser necessaria lopera prudente ed assidua di coloro che Cristo
Signore ha mandato come operai nella sua messe, cio del Clero. Perci comprendete che la
vostra cura principale deve essere di applicarvi a santificare sempre pi, come esige il sacro stato, il
Clero che gi avete, ed a formare degnamente per un ufficio cos venerabile, con la pi disciplinata
educazione, gli alunni del santuario. E bench la vostra diligenza non abbia bisogno di stimolo, pure
Noi vi esortiamo e vi scongiuriamo a voler adempiere questo dovere con la massima solerzia. Si
tratta di cosa che per il bene della Chiesa ha importanza capitale; ma, avendone i Nostri
Predecessori di s. m. Leone XIII e Pio X trattato in proposito, non il caso di aggiungere altri
consigli.
Solamente bramiamo che quei documenti di cos saggi Pontefici, e pi specialmente la
Esortazione al Clero di Pio X di santa memoria, merc le vostre insistenti premure, giammai
cadano in oblo, ma siano sempre scrupolosamente osservati.
Di una cosa peraltro non vogliamo tacere, ed il ricordare ai sacerdoti di tutto il mondo, Nostri figli
carissimi, lassoluta necessit, tanto per il vantaggio loro personale, quanto per lefficacia del loro
ministero, di stare strettamente uniti e pienamente ai propri Vescovi. Purtroppo dallo spirito
dinsubordinazione e dindipendenza che ora regna nel mondo, non tutti, come con dolore
accennammo pi sopra, sono scevri i ministri del santuario: n sono rari i sacri Pastori che trovano
angustie e contraddizioni proprio l, donde dovrebbero aspettarsi conforto ed aiuto. Orbene, se
qualcuno tanto miseramente vien meno al dovere, rifletta e mediti bene che divina lautorit dei
Vescovi, che lo Spirito Santo ha destinati a reggere la Chiesa di Dio(32). Rifletta inoltre che se,
come abbiamo visto, resiste a Dio chi resiste a qualsiasi legittima potest, assai pi irriverente la
condotta di coloro che ricusano di ubbidire ai Vescovi, che Dio ha consacrati con carattere speciale
per esercitare il suo divino potere. Il santo martire Ignazio cos scriveva: Poich la carit non mi
lascia tacere con voi, voglio esortarvi a comunicare in armonia con la mente di Dio. Infatti Ges

Cristo, nostra vita inseparabile, il pensiero del Padre, come anche i Vescovi, posti in tutte le
regioni della terra, sono il pensiero del Padre. Pertanto conviene procedere daccordo con la mente
del Vescovo(33). E la parola di quel martire insigne stata, attraverso ogni et, la parola di tutti i
Padri e Dottori della Chiesa.
Si aggiunga che gi troppo grave, anche per le difficolt dei tempi, il peso che portano i Vescovi, e
che pi grave ancora lansiet in cui vivono per la responsabilit di custodire il gregge loro
affidato: Essi infatti vegliano su di voi, come chi ha da renderne conto(34). Non si deve dunque
chiamare crudele chi, con la propria insubordinazione, ne accresce lonere e lamarezza? Perch
questo non sarebbe vantaggioso per voi(35), direbbe a costoro lApostolo, e ci perch la Chiesa
il popolo adunato intorno al sacerdote e il gregge raccolto intorno al pastore(36); ne consegue
che non con la Chiesa chi non con il Vescovo.
Ed ora, Venerabili Fratelli, al termine di questa lettera, il Nostro cuore torna spontaneo col, donde
volemmo prendere le mosse. la parola di pace che Ci ritorna sul labbro; per questo con voti
fervidi ed insistenti invochiamo di nuovo, per il bene tanto della societ che della Chiesa, la fine
dellattuale disastrosissima guerra. Per il bene della societ, affinch, ottenuta che sia la pace,
progredisca veramente in ogni ramo del progresso; per il bene della Chiesa di Ges Cristo, affinch,
non trattenuta da ulteriori impedimenti, continui fin nelle pi remote contrade della terra ad
apportare agli uomini conforto e salute. Purtroppo da lungo tempo la Chiesa non gode di quella
libert di cui avrebbe bisogno; e cio da quando il suo capo, il Sommo Pontefice, incominci a
mancare di quel presidio che, per disposizione della divina Provvidenza, aveva ottenuto nel volgere
dei secoli a tutela della sua libert. La mancanza di tale presidio venuta a cagionare, cosa
daltronde inevitabile, un non lieve turbamento in mezzo ai cattolici: coloro difatti che si professano
figli del Romano Pontefice, tutti, cos i vicini come i lontani, hanno diritto dessere assicurati che il
loro Padre comune nellesercizio dellapostolico ministero sia veramente libero da ogni umano
potere, e libero assolutamente risulti.
Al voto pertanto duna pronta pace fra le Nazioni, Noi congiungiamo anche il desiderio della
cessazione dello stato anormale in cui si trova il Capo della Chiesa, e che nuoce grandemente, per
molti aspetti, alla stessa tranquillit dei popoli. Contro un tale stato Noi rinnoviamo le proteste che i
Nostri Predecessori, indottivi non gi da umani interessi, ma dalla santit del dovere, alzarono pi di
una volta; e le rinnoviamo per le stesse cause, per tutelare cio i diritti e la dignit della Sede
Apostolica.
Rimane, Venerabili Fratelli, che, siccome il cuore dei prncipi e di tutti coloro ai quali spetta mettere
fine alle atrocit ed ai danni che abbiamo ricordati, sta nelle mani di Dio, a Dio supplici leviamo la
voce e, a nome dellintera umanit, gridiamo: Donaci la pace, Signore, nei nostri giorni. E chi
disse di s: Io, il Signore faccio pace(37), Egli, placato dalle nostre preghiere, voglia quanto
prima sedare i flutti tempestosi dai quali sono agitate la societ civile e la societ religiosa. Ci
assista propizia la Beatissima Vergine, Ella che ha generato lo stesso Principe della pace; e lumile
Nostra persona, il Nostro pontificale ministero, la Chiesa, e con essa le anime di tutti gli uomini,
redente tutte dal Sangue divino del suo Figlio, accolga sotto la sua materna protezione.

Auspice dei celesti doni e pegno della Nostra benevolenza impartiamo di gran cuore, Venerabili
Fratelli, lApostolica Benedizione a voi, al vostro clero ed al vostro popolo.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 1 novembre 1914, festa di Ognissanti, anno primo del Nostro
Pontificato.
BENEDICTUS PP. XV

(1) Ioan. XXI, 15-17.


(2) Ioan. X, 16.
(3) Ioan. XVII, 11.
(4) Matth. XXIV, 6-7.
(5) Luc. II, 14.
(6) Ioan. XIII, 34.
(7) Ioan. XV, 12.
(8) Ioan. XV, 17.
(9) Matth. XXIII, 9.
(10) Matth. VI, 9.
(11) Matth. V, 45.
(12) Matth. XXIII, 8.
(13) Rom. VIII, 29.
(14) Matth. XXV, 40.
(15) Ioan. XVII, 21.
(16) I Ioan. III, 23.
(17) Ibid. 14.

(18) Rom. XIII, 1.


(19) Ibid. 5.
(20) I Petr. II, 13-14.
(21) Rom. XIII, 2.
(22) I Tim. VI, 10.
(23) Luc. VI, 20-22.
(24) I Cor. II, 9.
(25) Hebr. XIII, 13.
(26) II Cor. IV, 17.
(27) Ierem. I, 10.
(28) Symb. Athanas.
(29) II Tim. IV, 3, 4.
(30) Iob. XXXI, 12.
(31) Prov. XXI, 28.
(32) Act. XX, 28.
(33) In Epist. ad Ephes., III.
(34) Hebr. XIII, 17.
(35) Ibid. 17.
(36) S. Cypr. Florentio cui et Puppiano ep. 66 (al. 69) .
(37) Isai. XLV, 6-7.

LETTERA ENCICLICA

AD APOSTOLORUM PRINCIPIS(1)
ESORTAZIONI E NORME
PER LA CHIESA CATTOLICA IN CINA

Quando, presso il venerato e glorioso sepolcro del principe degli apostoli,


sotto le volte maestose della Basilica Vaticana, il Nostro immediato
predecessore di s.m., il sommo pontefice Pio XI, or sono trentadue anni,
conferiva la pienezza del sacerdozio alle primizie e ai germogli novelli
dell'episcopato cinese,(2) cos effondeva i sentimenti di intima gioia di
cui in quel solenne momento era pervaso il suo cuore: Siete venuti,
venerabili fratelli, a vedere Pietro; che anzi da lui avete ricevuto il
pastorale, del quale farete uso per intraprendere viaggi apostolici e
radunare le pecorelle. E Pietro con amore ha abbracciato voi, che fornite
non piccola speranza di portare ai vostri concittadini la verit
evangelica.(3)
L'eco di queste parole ritorna alla mente e al cuore Nostri, venerabili
fratelli e diletti figli, in quest'ora di afflizione per la chiesa nella vostra
patria. Non fu certo riposta invano, allora, la speranza del grande
pontefice, se una schiera di nuovi pastori e di araldi dell'evangelo, se un
rigoglioso fiorire di sempre nuove opere di apostolato - pur in mezzo a
molteplici difficolt - tennero dietro a quel primo manipolo di vescovi che
Pietro, vivente nel suo successore, aveva inviato a reggere quelle elette
porzioni del gregge di Cristo. E Noi, quando avemmo pi tardi la gioia di
erigere la sacra gerarchia nella Cina, facemmo Nostra e aumentammo
quella speranza e vedemmo dischiudersi ancor pi larghe prospettive
per il dilatarsi del regno divino di Ges Cristo.
La persecuzione - Due precedente lettere
Ma pochi anni dopo, purtroppo, oscuri nembi si addensarono nel cielo, e
per queste comunit cristiane, alcune delle quali gi di antica
evangelizzazione, ebbero inizio giorni funesti e dolorosi. Vedemmo i
missionari, tra i quali era un gran numero di zelanti arcivescovi e
vescovi, e lo stesso Nostro rappresentante, costretti ad abbandonare il
suolo della Cina; e il carcere o privazioni o sofferenze d'ogni genere
riservate a vescovi, a sacerdoti, a religiosi e a religiose e a molti fedeli.
Allora fummo costretti a levare la voce accorata per esprimere il Nostro
dolore per l'ingiusta persecuzione, e, con la lettera enciclica Cupimus

imprimis(4) del 18 gennaio 1952, avemmo cura di ricordare, per amore


della verit e nella consapevolezza del Nostro dovere, che la chiesa
cattolica non pu considerarsi estranea, e tanto meno ostile, ad alcun
popolo della terra; che essa, nella sua materna sollecitudine, abbraccia
in un solo amplesso tutti i popoli; e non cerca potere o influenza terreni,
ma, con tutte le sue forze, dirige gli animi di tutti al conseguimento del
cielo. Soggiungevamo che i missionari non curano gli interessi di un
particolare paese, ma, venendo da ogni parte del mondo e uniti come
sono da un unico divino amore, hanno di mira solo la diffusione del regno
di Dio; la loro opera, quindi, lungi dall'essere superflua o nociva,
benefica e necessaria per aiutare lo zelante clero cinese nell'apostolato
cristiano.
Nella successiva enciclica Ad Sinarum gentem (5) del 7 ottobre 1954, di
fronte a nuove accuse rivolte contro gli stessi cattolici cinesi,
proclamavamo che il cristiano non , n pu essere, secondo a nessuno
nel vero amore e nella vera fedelt alla sua patria terrena. E poich si
era diffusa nel vostro paese l'ingannevole dottrina detta delle tre
autonomie, Noi in virt del Nostro universale magistero, ammonimmo
che essa, sia nel significato teorico, sia nelle applicazioni pratiche, che i
suoi fautori sostenevano, era inaccettabile per i cattolici, in quanto
mirava alla separazione dall'unit della chiesa.
Testimonianze di fedelt
Ed ora dobbiamo rilevare che presso di voi, in questi ultimi anni, le
condizioni della chiesa sono venute peggiorando. vero e questo Ci
motivo di grande conforto nella presente tristezza che di fronte al
prolungarsi della persecuzione non sono venuti meno in voi l'intrepida
fermezza nella fede e l'ardente amore verso Ges Cristo e la sua chiesa;
fermezza e amore che avete dimostrato in numerosissime maniere, di
cui - anche se solo una piccola parte nota al mondo - riceverete un
giorno il premio eterno da Dio.
L'Associazione patriottica
Ma nello stesso tempo Nostro dovere denunciare apertamente - e lo
facciamo con profonda pena - il nuovo e pi insidioso tentativo di
sviluppare e di portare alle estreme conseguenze il funesto errore che
Noi cos chiaramente avevamo riprovato.

Infatti, con un piano che si rivela accuratamente disposto, stata


fondata presso di voi una associazione patriottica, alla quale i cattolici
con pressioni di ogni genere sono costretti ad aderire.
Questa - come stato detto pi volte - avrebbe lo scopo di unire il clero
e i fedeli nel nome dell'amore della patria e della religione per propagare
lo spirito patriottico, difendere la pace tra i popoli e al tempo stesso
cooperare alla costruzione del socialismo gi stabilito nel paese,
nonch aiutare le autorit civili ad applicare la cosiddetta politica di
libert religiosa. Ma ormai anche troppo chiaro che, sotto queste
espressioni di pace e di patriottismo che potrebbero trarre in inganno gli
ingenui, il movimento che si dice patriottico propugna tesi e promuove
iniziative che mirano a ben precisi scopi perniciosi.
Gli scopi dell'Associazione patriottica
Sotto il falso pretesto di patriottismo, infatti, l'associazione vuole
gradualmente condurre i cattolici a dare l'adesione e l'appoggio ai
principi del materialismo ateo, negatore di Dio e di tutti i principi
soprannaturali.
Sotto il pretesto di difendere la pace, la stessa organizzazione fa propri e
diffonde falsi sospetti e accuse contro molti ecclesiastici, contro
venerandi pastori, contro la stessa sede apostolica, attribuendo loro
insani propositi di imperialismo, di acquiescenza e complicit nello
sfruttamento dei popoli, di preconcetta ostilit verso la nazione cinese.
Mentre da una parte si afferma che necessaria una assoluta libert
religiosa, e si proclama di voler facilitare le relazioni tra l'autorit
ecclesiastica e la civile, di fatto l'associazione pretende che la chiesa,
posposti e trascurati i suoi diritti, rimanga del tutto sottoposta alle
autorit civili. I membri sono quindi spinti ad accettare e giustificare
ingiusti provvedimenti come l'espulsione dei missionari,
l'incarceramento dei vescovi, di sacerdoti; di religiosi e religiose, di
fedeli; sono parimenti costretti ad acconsentire alle misure prese per
impedire pertinacemente la giurisdizione di tanti legittimi pastori; sono
indotti a sostenere principi che ripugnano all'unit e all'universalit della
chiesa e alla sua costituzione gerarchica, nonch ad ammettere
iniziative intese a sovvertire l'obbedienza del clero e dei fedeli ai
legittimi ordinari, e a staccare le varie comunit cattoliche dall'unione
con la sede apostolica.
Metodi di violenza e di oppressione

Per diffondere e imporre pi facilmente i principi di tale associazione


patriottica, si ricorre ai pi differenti mezzi di oppressione e di violenza:
una propaganda rumorosa e tenace con la stampa; una serie di convegni
e di congressi, ai quali si costringono a intervenire - con lusinghe, con
minacce e con inganni - anche coloro che non avrebbero intenzione di
parteciparvi, mentre quanti coraggiosamente si levano nelle discussioni
a difendere la verit sono soverchiati e anzi addirittura tacciati di nemici
della patria e del nuovo ordine.
Sono inoltre da ricordare quei fallaci corsi di indottrinamento a cui
sono costretti sacerdoti, religiosi e religiose, alunni di seminari, fedeli di
ogni ceto e di ogni et, e che, per mezzo di interminabili lezioni ed
estenuanti dibattiti, rinnovantisi talora per settimane e per mesi,
esercitano una violenza di ordine psicologico, che mira a strappare una
adesione la quale molte volte quasi nulla pi ha in s di umano. Senza
dire della tattica intimidatoria, esercitata con ogni mezzo, subdolo o
palese, in ogni ambiente privato o pubblico; delle confessioni forzate e
dei campi di rieducazione; delle umilianti sessioni di giudizio
popolare, dinanzi alle quali si osato trascinare perfino vescovi
venerandi.
Contro tali metodi che violano i pi fondamentali diritti della persona
umana e conculcano la sacra libert di ogni figlio di Dio, non possono
non levarsi, insieme con la Nostra, le proteste dei fratelli di fede e di
tutte le persone oneste del mondo intero per l'offesa arrecata alla stessa
coscienza civile.
Il cristiano e l'amore per la patria
Poich, come dicevamo, nel nome del patriottismo che tali misfatti si
compiono, Nostro dovere qui ricordare a tutti, ancora una volta, che
proprio la dottrina della chiesa che esorta e spinge i cattolici a nutrire un
sincero e profondo amore verso la loro patria terrena, a prestare
l'ossequio dovuto, salvo il diritto divino naturale e positivo, alle
pubbliche autorit, a dare il loro contributo generoso e fattivo ad ogni
intrapresa che conduca ad un vero, pacifico e ordinato progresso, ad un
genuino bene della patria comunit. La chiesa mai si stancata di
inculcare ai suoi figli l'aurea norma ricevuta dal suo divin Fondatore:
Date dunque a Cesare ci che di Cesare, e a Dio ci che di Dio
(Lc 20,25); massima che si fonda sul presupposto che nessun contrasto
pu esistere tra i postulati della vera religione e i veri interessi della
patria.

Ma bisogna subito aggiungere che se il cristiano, per dovere di


coscienza, deve rendere alle autorit umane quello che loro spetta, non
pu l'autorit umana reclamare dai cittadini un ossequio nelle cose in cui
esso dovuto a Dio e non a lei stessa; tanto meno pu esigere una loro
obbedienza incondizionata quando intende usurpare i sovrani diritti di
Dio, ovvero costringe i fedeli ad agire in contrasto con i loro doveri
religiosi, o a staccarsi dall'unit della chiesa e dalla sua legittima
gerarchia. Allora il cristiano non pu che rispondere, serenamente ma
fermamente, come gi san Pietro e gli apostoli ai primi persecutori della
chiesa: Bisogna obbedire a Dio, pi che agli uomini (At 5,29).
La sede apostolica romana e il popolo cinese
Con enfatica insistenza, i fautori del movimento pseudopatriottico
parlano ognora di pace e proclamano che i cattolici devono militare in
favore di essa. Parole, per s, apparentemente ineccepibili: chi infatti
non dovrebbe esser lodato se non colui che prepara il cammino della
pace? Ma la pace, voi ben lo sapete, venerabili fratelli e diletti figli, non
fatta di espressioni verbali, non una formalit esteriore, suggerita
magari da tattica occasionale e contraddetta da gesti o iniziative che,
anzich ispirarsi a sentimenti pacifici, dispongono gli animi a
risentimenti, odi o avversioni. La vera pace deve fondarsi sui principi di
giustizia e di carit insegnati da Colui che della pace si fregia come di un
titolo regale Principe della pace (Is 9,6); la vera pace quella
auspicata dalla chiesa, pace stabile, giusta, equa e ordinata - tra gli
individui, tra le famiglie, tra i popoli - che, nel rispetto dei diritti di
ciascuno e specialmente di quelli di Dio, congiunga tutti col vincolo di
una reciproca e fraterna collaborazione.
E in tale pacifica prospettiva di armoniosa convivenza di tutte le nazioni,
la chiesa desidera che ogni popolo abbia il proprio posto di dignit; la
chiesa che, seguendo sempre con simpatia le vicende storiche della
vostra patria, non da oggi sinceramente auspicava - con le parole
auguste del Nostro predecessore - che siano pienamente riconosciute
le legittime aspirazioni e i diritti di un popolo che il pi numeroso della
terra, popolo di antica cultura, che conobbe periodi di grandezza e di
splendore, e al quale, ove si mantenga nelle vie della giustizia e
dell'onore, un grande avvenire non pu mancare.(6)
Arbitrarie limitazioni del magistero pontificio
Al contrario, secondo le notizie trasmesse dalla radio e dalla stampa, non
mancherebbero taluni, purtroppo anche tra il clero, che osano insinuare

il sospetto e l'accusa di una malevolenza che sarebbe nutrita dalla Santa


Sede verso il vostro paese.
E partendo da questo falso e offensivo presupposto, ardiscono anzitutto
limitare di loro arbitrio l'autorit del supremo magistero della chiesa,
asserendo che vi sarebbero questioni come quelle sociali e economiche
- nelle quali ai cattolici sarebbe lecito di non tener in alcun conto gli
insegnamenti dottrinali e le norme impartite da questa sede apostolica.
Opinione, appena il caso di dirlo, assolutamente falsa ed erronea,
perch - come avemmo occasione di esporre qualche anno fa a un'eletta
accolta di venerabili fratelli nell'episcopato - la potest della chiesa non
affatto circoscritta al dominio delle "cose strettamente religiose", come
si suol dire, ma ad essa appartiene tutto il campo della legge naturale,
come pure l'insegnamento, l'interpretazione e l'applicazione di questa, in
quanto ne viene considerato il fondamento morale. Infatti, per
disposizione divina, l'osservanza della legge naturale si riferisce a quella
via, seguendo la quale l'uomo deve tendere al suo fine soprannaturale.
In questa via la chiesa , pertanto, guida e custode degli uomini, per
quanto riguarda il fine soprannaturale.(7) la stessa verit gi
sapientemente illustrata dal santo Nostro predecessorePio X,
nell'enciclica Singulari quadam del 24 settembre 1912, quando
osservava che tutte le azioni del cristiano sottostanno al giudizio e alla
giurisdizione della chiesa, in quanto sono buone o cattive dal punto di
vista morale, cio in quanto concordano o contrastano col diritto
naturale e divino.(8)
Inoltre, dopo aver proclamato tale arbitraria limitazione, costoro, mentre
a parole dichiarano di voler obbedire al romano pontefice nelle verit da
credere e - cos usano esprimersi nelle norme ecclesiastiche da
osservare, giungono poi a tale audacia da ricusare obbedienza a chiari e
precisi provvedimenti e disposizioni della Santa Sede, ai quali
attribuiscono immaginari secondi fini di ordine politico, quasi tenebrosi
complotti rivolti contro il loro paese.
Un grave atto di ribellione
Una prova di tale spirito di ribellione alla chiesa, un fatto gravissimo che
causa di indicibile e profonda amarezza per il Nostro cuore di padre e
di pastore universale delle anime, quanto dobbiamo menzionare qui
appresso. Da qualche tempo, con insistente propaganda, il movimento
cosiddetto patriottico va proclamando un preteso diritto dei cattolici di
eleggere di propria iniziativa i vescovi, asserendo che tale elezione
sarebbe indispensabile per provvedere con la dovuta sollecitudine al

bene delle anime, e per affidare il governo delle diocesi a pastori graditi
alle autorit civili in quanto non si oppongono agli orientamenti
ideologici e politici propri del comunismo.
Anzi, abbiamo appreso che gi si proceduto a non poche di tali abusive
elezioni e che, inoltre, contro un esplicito e severo monito diretto agli
interessati da questa sede apostolica si perfino osato di conferire ad
alcuni ecclesiastici la consacrazione episcopale.
Dottrina circa l'elezione e consacrazione dei vescovi
Di fronte a cos gravi attentati contro la disciplina e l'unit della chiesa,
Nostro preciso dovere di ricordare a tutti che ben altri sono la dottrina e i
principi che reggono la costituzione della societ divinamente fondata da
Ges Cristo nostro Signore.
I sacri canoni infatti chiaramente ed esplicitamente sanciscono che
spetta unicamente alla sede apostolica giudicare circa l'idoneit di un
ecclesiastico per la dignit e la missione episcopale(9) e che spetta al
romano pontefice nominare liberamente i vescovi.(10) E anche quando,
come in certi casi, nella scelta di un candidato all'episcopato,
ammesso il concorso di altre persone o enti, ci avviene legittimamente
solo in virt di una concessione - espressa e particolare - fatta dalla sede
apostolica a persone o a corpi morali ben determinati, con condizioni e
in circostanze ben definite. Ci premesso, ne consegue che vescovi non
nominati n confermati dalla Santa Sede, e anzi scelti e consacrati
contro le esplicite disposizioni di essa, non possono godere di alcun
potere n di magistero n di giurisdizione; perch la giurisdizione viene
ai vescovi unicamente attraverso il romano pontefice, come gi avemmo
occasione di ricordare nella lettera enciclica Mystici corporis: I
vescovi ... in quanto riguarda la loro diocesi, sono veri pastori che
guidano e reggono in nome di Cristo il gregge assegnato a ciascuno.
Mentre fanno ci, non sono del tutto indipendenti, perch sono
sottoposti alla debita autorit del romano pontefice, pur fruendo
dell'ordinaria potest di giurisdizione che comunicata loro direttamente
dallo stesso sommo pontefice.(11) Dottrina che avemmo occasione di
richiamare ancora nella letteraAd Sinarum gentem a voi
successivamente diretta: La potest di giurisdizione, che al sommo
pontefice viene conferita direttamente per diritto divino, proviene ai
vescovi dal medesimo diritto, ma soltanto mediante il successore di san
Pietro, al quale non solamente i semplici fedeli, ma anche tutti i vescovi
devono costantemente essere soggetti e legati con l'ossequio
dell'obbedienza e con il vincolo dell'unit.(12)

E gli atti della potest di ordine, posti da tali ecclesiastici , anche se


validi - supposto che sia stata valida la consacrazione loro conferita sono gravemente illeciti, cio peccaminosi e sacrileghi. Tornano al
proposito quanto mai ammonitrici le parole del divino Maestro: Chi non
entra nell'ovile per la porta, ma vi sale per altra parte, ladro e
brigante (Gv 10,1); le pecorelle riconoscono la voce del loro vero
pastore, e lo seguono docilmente, ma non vanno dietro a un estraneo,
anzi fuggono da lui: perch non conoscono la voce degli estranei
(Gv 10,5).
Sappiamo bene che, purtroppo, per legittimare le loro usurpazioni, i
ribelli si richiamano alla prassi seguita in altri secoli; ma tutti vedono che
cosa mai diverrebbe la disciplina ecclesiastica se, in una questione o
nell'altra, fosse lecito a chiunque di rifarsi a disposizioni che non sono
pi in vigore, in quanto la suprema autorit ha, da diverso tempo,
disposto altrimenti. Anzi, proprio il fatto di appellarsi a una diversa
disciplina, lungi dallo scusare l'operato di costoro, prova della loro
intenzione di sottrarsi deliberatamente alla disciplina che vige e che
debbono seguire: disciplina che vale non solo per la Cina e per i territori
di recente evangelizzazione, ma per tutta la chiesa; disciplina che
stata sancita in virt di quella universale e suprema potest di pascere,
di reggere e di governare, che fu conferita da nostro Signore ai
successori dell'apostolo Pietro. ben nota, infatti, la solenne definizione
del concilio Vaticano: Fondandoci sulle chiare testimonianze della sacra
Scrittura, e in piena armonia con i precisi ed espliciti decreti sia dei
Nostri predecessori, i romani pontefici, sia dei concili generali;
rinnoviamo la definizione del concilio ecumenico di Firenze, secondo la
quale tutti i fedeli debbono credere, che "la santa sede apostolica e il
romano pontefice esercitano il primato in tutto il mondo; che il
medesimo pontefice il successore di san Pietro, principe degli apostoli,
il vero vicario di Cristo, il capo di tutta la chiesa, il padre e il dottore dei
cristiani; che a lui, nella persona di san Pietro, stata affidata da nostro
Signore Ges Cristo la piena potest di pascere, reggere e governare la
chiesa universale ". Pertanto insegniamo e dichiariamo che la chiesa
romana, per divina disposizione, ha la potest ordinaria di primato su
tutte le altre, e che tale potere di giurisdizione del romano pontefice, di
carattere veramente episcopale, immediato; e che i pastori e i fedeli,
di qualunque rito e dignit, sia singolarmente presi, sia tutti insieme,
sono tenuti al dovere di subordinazione gerarchica e di vera obbedienza
verso di essa, non soltanto nelle cose della fede e della morale, ma
anche in quelle che si riferiscono alla disciplina e al governo della chiesa,
diffusa nel mondo intero; talch, conservata cos l'unit della comunione
e della fede col romano pontefice, la chiesa di Cristo sia un unico gregge

sotto un unico sommo pastore. Questo l'insegnamento della verit


cattolica, dal quale nessuno pu scostarsi senza perdere la fede e la
salvezza.(13)
Da quanto vi abbiamo esposto consegue che nessun'altra autorit, che
non sia quella del supremo pastore, pu revocare l'istituzione canonica
data a un vescovo; nessuna persona o assemblea, sia di sacerdoti sia di
laici, pu arrogarsi il diritto di nominare vescovi; nessuno pu conferire
legittimamente la consacrazione episcopale se prima non sia certa
l'esistenza dell'apposito mandato apostolico.(14) Sicch, per una siffatta
consacrazione abusiva, la quale un gravissimo attentato alla stessa
unit della chiesa, stabilita la scomunica riservata in modo
specialissimo alla sede apostolica, in cui automaticamente incorre non
solo chi riceve l'arbitraria consacrazione, ma anche chi la conferisce.(15)
Insussistente pretesto
Che dire infine del pretesto addotto dagli esponenti dell'Associazione
pseudo-patriottica, quando vorrebbero giustificarsi invocando la
necessit di provvedere alla cura delle anime nelle diocesi prive della
presenza del loro vescovo?
evidente, anzitutto, che non si provvede ai bisogni spirituali dei fedeli
con la violazione delle leggi della chiesa. In secondo luogo, non si tratta come si vorrebbe far credere - di diocesi vacanti, ma spesso di sedi
episcopali, i cui legittimi titolari o sono stati espulsi, o languono in
prigione, oppure sono impediti, in vari modi, di esercitare liberamente la
loro giurisdizione; dove inoltre sono stati ugualmente imprigionati o
espulsi o comunque estromessi quegli ecclesiastici che i legittimi pastori
- in conformit con le prescrizioni dei diritto canonico e con speciali
istruzioni ricevute dalla Santa Sede - avevano designato a sostituirli nel
governo diocesano.
Ed veramente doloroso che, mentre zelanti pastori soffrono tante
tribolazioni, si prenda proprio occasione dai loro dolori per insediare ai
loro posti dei pastori falsi, per sovvertire l'organizzazione gerarchica
della chiesa, per ribellarsi all'autorit del romano pontefice.
E si arriva a tal punto di arroganza da voler imputare uno stato di cose
cos lacrimevole e miserando, che provocato da un preciso disegno dei
persecutori della chiesa, alla stessa sede apostolica; mentre tutti sanno
che questa, per gli ostacoli frapposti alla libera e sicura comunicazione
con le diocesi della Cina, si trovata e si trova nell'impossibilit di

procurarsi - ogni volta che occorra - le appropriate informazioni che sono


indispensabili, per il vostro paese come per qualunque altro alla scelta di
candidati idonei per la dignit episcopale.
Invito a conservarsi intrepidi nella fede
Venerabili fratelli e diletti figli, vi abbiamo manifestato fin qui le Nostre
preoccupazioni per gli errori che si tenta di insinuare in mezzo a voi, e
per le divisioni che si creano, affinch. illuminati e sostenuti
dall'insegnamento del Padre comune, vi possiate conservare intrepidi e
incontaminati nelln fede che tutti ci unisce e ci salva.
Ma ora, con tutta l'effusione dell'affetto, vogliamo dirvi quanto Ci
sentiamo vicina a voi. Le vostre sofferenze fisiche e morali, specialmente
quelle sopportate dagli eroici testimoni di Cristo - tra cui sono alcuni
venerandi fratelli Nostri nell'episcopato - Noi le portiamo nel cuore e,
giorno per giorno, le offriamo, con le preghiere e le sofferenze di tutta la
chiesa, sull'altare del nostro divin Redentore.
State saldi e riponete la vostra fiducia in lui: gettando in lui ogni vostra
sollecitudine, poich egli ha cura di voi! (1 Pt5,7). Egli vede i vostri
affanni e le vostre pene; egli soprattutto accoglie l'intima sofferenza e le
lacrime segrete che tanti di voi - pastori, sacerdoti, persone religiose e
semplici fedeli - versano al vedere lo scempio che si vorrebbe fare delle
vostre comunit cristiane. Queste lacrime e queste pene, insieme col
sangue e le sofferenze dei martiri di ieri e di oggi, saranno il
pegno prezioso del fiorire della chiesa nella vostra patria, quando grazie
alla potente intercessione della Vergine santa, regina della Cina, giorni
pi seren torneranno a risplendere sul vostro cielo.
In questa fiducia, con molto affetto nel Signore, a voi e al gregge affidato
alle vostre cure, in auspicio di celesti grazie e a testimonianza della
Nostra speciale benevolenza, impartiamo la benedizione apostolica.
Roma, presso San Pietro, 29 giugno, nella festa dei santi apostoli Pietro
e Paolo, dell'anno 1958, XX del Nostro pontificato.

PIO PP. XII

(1) Pius PP. XII, epist. enc. Ad Apostolorum Principis qua hortamenta ac normae impertiuntur in
praesentibus rerum angustiis, [Ad venerabiles Fratres ac dilectos Filios Archiepiscopos aliosque
locorum Ordinarios ceterumque clerum ac populum Sinarum, pacem et communionem cum
Apostolica Sede habentes], 29 iunii 1958: AAS 50(1958), pp. 601-614.
Esortazioni e norme alla chiesa cattolica in Cina nelle presenti angustie; La persecuzione e due
precedenti lettere pontificie; Testimonianze di fedelt alla chie sa; L'Associazione patriottica:

suoi scopi; Metodi di violenza e di oppressione; Il cristiano e l'amore di patria; La Santa


Sede e il popolo cinese; Arbitrarie limitazioni dei magistero pontifcio; Un grave atto di
ribellione; Dottrina della chiesa circa l'elezione e la consacrazione dei vescovi;
Insussistente pretesto; Invito a conservarsi intrepidi e saldi nella fede.
(2) AAS 18(1926), p. 432.
(3) Ibidem.
(4) AAS 44(1952), p. 153ss.; EE 6/1977ss.
(5) AAS 47(1955), p. 5ss; EE 6/1098.
(6) Cf. Pius XI, Nuntium ad Delegatum Apostolicum in Sinis, 1 aug. 1928: AAS 20(1928), p. 245.

(7) Sermo ad Patrum Cardinalium Collegium et Episcopatum, 2 nov. 1954:


cf. AAS 46(1954): pp. 671-672.
(8) AAS 4(1912), p. 658; EE 4/364.
(9) Can. 331 3.
(10) Can. 329 2.
(11) Litt. enc. Mystici corporis, 29 iun. 1943: AAS 35(1943), pp. 211-212; EE 6/191.

(12) Epist. enc. Ad Sinarum gentem, 7 oct. 1954: AAS 47(1955), p. 9; EE 6/1106.
(13) Conc. Vat. I, sess.IV, c. 3: Coll. Lac. VII, p. 484; COD 814.
(14) Can. 953.
(15) cf. S.S. Congregatio S. Officii, Decretum, 9 apr. 1951: AAS 43 (1951), 217218.

CARTA ENCCLICA

AD CAELI REGINAM
DE NUESTRO SANTSIMO SEOR
PO

POR LA DIVINA PROVIDENCIA


PAPA XII
A LOS VENERABLES HERMANOS
PATRIARCAS, PRIMADOS, ARZOBISPOS, OBISPOS
Y DEMS ORDINARIOS LOCALES
EN PAZ Y COMUNIN CON LA SEDE APOSTLICA
SOBRE LA REALEZA DE LA SANTSIMA VIRGEN MARA
Y LA INSTITUCIN DE SU FIESTA

VENERABLES HERMANOS
SALUD Y BENDICIN APOSTLICA

A la Reina del Cielo, ya desde los primeros siglos de la Iglesia catlica, elev el
pueblo cristiano suplicantes oraciones e himnos de loa y piedad, as en sus
tiempos de felicidad y alegra como en los de angustia y peligros; y nunca fall
la esperanza en la Madre del Rey divino, Jesucristo, ni languideci aquella fe
que nos ensea cmo la Virgen Mara, Madre de Dios, reina en todo el mundo
con maternal corazn, al igual que est coronada con la gloria de la realeza en
la bienaventuranza celestial.
Y ahora, despus de las grandes ruinas que aun ante Nuestra vista han
destruido florecientes ciudades, villas y aldeas; ante el doloroso espectculo de
tales y tantos males morales que amenazadores avanzan en cenagosas
oleadas, a la par que vemos resquebrajarse las bases mismas de la justicia y
triunfar la corrupcin, en este incierto y pavoroso estado de cosas Nos vemos
profundamente angustiados, pero recurrimos confiados a nuestra Reina Mara,
poniendo a sus pies, junto con el Nuestro, los sentimientos de devocin de
todos los fieles que se gloran del nombre de cristianos.

INTRODUCCIN
2. Place y es til recordar que Nos mismo, en el primer da de noviembre del
Ao Santo, 1950, ante una gran multitud de Eminentsimos Cardenales, de
venerables Obispos, de Sacerdotes y de cristianos, llegados de las partes todas
del mundo, decretamos el dogma de la Asuncin de la Beatsima Virgen Mara
al Cielo[1], donde, presente en alma y en cuerpo, reina entre los coros de los
ngeles y de los Santos, a una con su unignito Hijo. Adems, al cumplirse el
centenario de la definicin dogmtica hecha por Nuestro Predecesor, Po IX,
de ilustre memoria de la Concepcin de la Madre de Dios sin mancha alguna
de pecado original, promulgamos[2] el Ao Mariano, durante el cual vemos con
suma alegra que no slo en esta alma Ciudad singularmente en la Baslica
Liberiana, donde innumerables muchedumbres acuden a manifestar
pblicamente su fe y su ardiente amor a la Madre celestial sino tambin en
toda las partes del mundo vuelve a florecer cada vez ms la devocin hacia la
Virgen Madre de Dios, mientras los principales Santuarios de Mara han acogido
y acogen todava imponentes peregrinaciones de fieles devotos.
Y todos saben cmo Nos, siempre que se Nos ha ofrecido la posibilidad, esto
es, cuando hemos podido dirigir la palabra a Nuestros hijos, que han llegado a
visitarnos, y cuando por medio de las ondas radiofnicas hemos dirigido
mensajes aun a pueblos alejados, jams hemos cesado de exhortar a todos
aquellos, a quienes hemos podido dirigirnos, a amar a nuestra benignsima y
poderossima Madre con un amor tierno y vivo, cual cumple a los hijos.
Recordamos a este propsito particularmente el Radiomensaje que hemos
dirigido al pueblo de Portugal, al ser coronada la milagrosa Virgen de Ftima[3],
Radiomensaje que Nos mismo hemos llamado de la "Realeza" de Mara[4].
3. Por todo ello, y como para coronar estos testimonios todos de Nuestra
piedad mariana, a los que con tanto entusiasmo ha respondido el pueblo
cristiano, para concluir til y felizmente el Ao Mariano que ya est
terminando, as como para acceder a las insistentes peticiones que de todas
partes Nos han llegado, hemos determinado instituir la fiesta litrgica de la
"Bienaventurada Mara Virgen Reina".
Cierto que no se trata de una nueva verdad propuesta al pueblo cristiano,
porque el fundamento y las razones de la dignidad real de Mara,
abundantemente expresadas en todo tiempo, se encuentran en los antiguos
documentos de la Iglesia y en los libros de la sagrada liturgia.

Mas queremos recordarlos ahora en la presente Encclica para renovar las


alabanzas de nuestra celestial Madre y para hacer ms viva la devocin en las
almas, con ventajas espirituales.
I. TRADICIN
4. Con razn ha credo siempre el pueblo cristiano, aun en los siglos pasados,
que Aqulla, de la que naci el Hijo del Altsimo, que reinar eternamente en
la casa de Jacob[5] y [ser] Prncipe de la Paz[6], Rey de los reyes y Seor
de los seores[7], por encima de todas las dems criaturas recibi de Dios
singularsimos privilegios de gracia. Y considerando luego las ntimas
relaciones que unen a la madre con el hijo, reconoci fcilmente en la Madre de
Dios una regia preeminencia sobre todos los seres.
Por ello se comprende fcilmente cmo ya los antiguos escritores de la Iglesia,
fundados en las palabras del arcngel San Gabriel que predijo el reinado eterno
del Hijo de Mara[8], y en las de Isabel que se inclin reverente ante ella,
llamndola Madre de mi Seor[9], al denominar a Mara Madre del Rey
y Madre del Seor, queran claramente significar que de la realeza del Hijo se
haba de derivar a su Madre una singular elevacin y preeminencia.
5. Por esta razn San Efrn, con frvida inspiracin potica, hace hablar as a
Mara: Mantngame el cielo con su abrazo, porque se me debe ms honor que
a l; pues el cielo fue tan slo tu trono, pero no tu madre. Cunto ms no
habr de honrarse y venerarse a la Madre del Rey que a su trono![10]. Y en
otro lugar ora l as a Mara: ... virgen augusta y duea, Reina, Seora,
protgeme bajo tus alas, gurdame, para que no se glore contra m Satans,
que siembra ruinas, ni triunfe contra m el malvado enemigo[11].
San Gregorio Nacianceno llama a Mara Madre del Rey de todo el
universo, Madre Virgen, que dio a luz al Rey de todo el mundo[12].
Prudencio, a su vez, afirma que la Madre se maravill de haber engendrado a
Dios como hombre s, pero tambin como Sumo Rey[13].
Esta dignidad real de Mara se halla, adems, claramente afirmada por quienes
la llaman Seora, Dominadora y Reina.
Ya en una homila atribuida a Orgenes, Isabel saluda a Mara Madre de mi
Seor, y aun la dice tambin: T eres mi seora[14].
Lo mismo se deduce de San Jernimo, cuando expone su pensamiento sobre
las varias "interpretaciones" del nombre de "Mara": Spase que Mara en la
lengua siriaca significa Seora[15]. E igualmente se expresa, despus de l,

San Pedro Crislogo: El nombre hebreo Mara se traduce Domina en latn; por
lo tanto, el ngel la saluda Seora para que se vea libre del temor servil la
Madre del Dominador, pues ste, como hijo, quiso que ella naciera y fuera
llamada Seora[16].
San Epifanio, obispo de Constantinopla, escribe al Sumo Pontfice Hormidas,
que se ha de implorar la unidad de la Iglesia por la gracia de la santa y
consubstancial Trinidad y por la intercesin de nuestra santa Seora, gloriosa
Virgen y Madre de Dios, Mara[17].
Un autor del mismo tiempo saluda solemnemente con estas palabras a la
Bienaventurada Virgen sentada a la diestra de Dios, para que pida por
nosotros: Seora de los mortales, santsima Madre de Dios[18].
San Andrs de Creta atribuye frecuentemente la dignidad de reina a la Virgen,
y as escribe: (Jesucristo) lleva en este da como Reina del gnero humano,
desde la morada terrenal (a los cielos) a su Madre siempre Virgen, en cuyo
seno, aun permaneciendo Dios, tom la carne humana[19]. Y en otra parte:
Reina de todos los hombres, porque, fiel de hecho al significado de su
nombre, se encuentra por encima de todos, si slo a Dios se excepta[20].
Tambin San Germn se dirige as a la humilde Virgen: Sintate, Seora: eres
Reina y ms eminente que los reyes todos, y as te corresponde sentarte en el
puesto ms alto[21]; y la llama Seora de todos los que en la tierra
habitan[22].
San Juan Damasceno la proclama Reina, Duea, Seora[23] y tambin
Seora de todas las criaturas[24]; y un antiguo escritor de la Iglesia
occidental la llama Reina feliz, Reina eterna, junto al Hijo Rey, cuya nvea
cabeza est adornada con urea corona[25].
Finalmente, San Ildefonso de Toledo resume casi todos los ttulos de honor en
este saludo: Oh Seora ma!, oh Dominadora ma!: t mandas en m, Madre
de mi Seor..., Seora entre las esclavas, Reina entre las hermanas[26].
6. Los Telogos de la Iglesia, extrayendo su doctrina de estos y otros muchos
testimonios de la antigua tradicin, han llamado a la Beatsima Madre
Virgen Reina de todas las cosas creadas, Reina del mundo, Seora del
universo.
7. Los Sumos Pastores de la Iglesia creyeron deber suyo el aprobar y excitar
con exhortaciones y alabanzas la devocin del pueblo cristiano hacia la
celestial Madre y Reina.

Dejando aparte documentos de los Papas recientes, recordaremos que ya en el


siglo sptimo Nuestro Predecesor San Martn llam a Mara nuestra Seora
gloriosa, siempre Virgen[27]; San Agatn, en la carta sinodal, enviada a los
Padres del Sexto Concilio Ecumnico, la llam Seora nuestra, verdadera y
propiamente Madre de Dios[28]; y en el siglo octavo, Gregorio II en una carta
enviada al patriarca San Germn, leda entre aclamaciones de los Padres del
Sptimo Concilio Ecumnico, proclamaba a Mara Seora de todos y
verdadera Madre de Dios y Seora de todos los cristianos[29].
Recordaremos igualmente que Nuestro Predecesor, de ilustre memoria, Sixto
IV, en la bula Cum praexcelsa[30], al referirse favorablemente a la doctrina de
la inmaculada concepcin de la Bienaventurada Virgen, comienza con estas
palabras: Reina, que siempre vigilante intercede junto al Rey que ha
engendrado. E igualmente Benedicto XIV, en la bula Gloriosae
Dominae[31] llama a Mara Reina del Cielo y de la tierra, afirmando que el
Sumo Rey le ha confiado a ella, en cierto modo, su propio imperio.
Por ello San Alfonso de Ligorio, resumiendo toda la tradicin de los siglos
anteriores, escribi con suma devocin: Porque la Virgen Mara fue exaltada a
ser la Madre del Rey de los reyes, con justa razn la Iglesia la honra con el
ttulo de Reina[32].
II. LITURGIA
8. La sagrada Liturgia, fiel espejo de la enseanza comunicada por los Padres y
creda por el pueblo cristiano, ha cantado en el correr de los siglos y canta de
continuo, as en Oriente como en Occidente, las glorias de la celestial Reina.
9. Frvidos resuenan los acentos en el Oriente: Oh Madre de Dios, hoy eres
trasladada al cielo sobre los carros de los querubines, y los serafines se honran
con estar a tus rdenes, mientras los ejrcitos de la celestial milicia se postran
ante Ti[33].
Y tambin: Oh justo, beatsimo [Jos], por tu real origen has sido escogido
entre todos como Esposo de la Reina Inmaculada, que de modo inefable dar a
luz al Rey Jess[34]. Y adems: Himno cantar a la Madre Reina, a la cual me
vuelvo gozoso, para celebrar con alegra sus glorias... Oh Seora, nuestra
lengua no te puede celebrar dignamente, porque T, que has dado a la luz a
Cristo Rey, has sido exaltada por encima de los serafines. ... Salve, Reina del
mundo, salve, Mara, Seora de todos nosotros[35].

En el Misal Etipico se lee: Oh Mara, centro del mundo entero..., T eres ms


grande que los querubines plurividentes y que los serafines multialados. ... El
cielo y la tierra estn llenos de la santidad de tu gloria[36].
10. Canta la Iglesia Latina la antigua y dulcisima plegaria "Salve Regina", las
alegres antfonas "Ave Regina caelorum", "Regina caeli laetare alleluia" y otras
recitadas en las varias fiestas de la Bienaventurada Virgen Mara: Estuvo a tu
diestra como Reina, vestida de brocado de oro[37]; La tierra y el cielo te
cantan cual Reina poderosa[38]; Hoy la Virgen Mara asciende al cielo;
alegraos, porque con Cristo reina para siempre[39].
A tales cantos han de aadirse las Letanas Lauretanas que invitan al pueblo
catlico diariamente a invocar como Reina a Mara; y hace ya varios siglos que,
en el quinto misterio glorioso del Santo Rosario, los fieles con piadosa
meditacin contemplan el reino de Mara que abarca cielo y tierra.
11. Finalmente, el arte, al inspirarse en los principios de la fe cristiana, y como
fiel intrprete de la espontnea y autntica devocin del pueblo, ya desde el
Concilio de feso, ha acostumbrado a representar a Mara como Reina y
Emperatriz que, sentada en regio trono y adornada con enseas reales, ceida
la cabeza con corona, y rodeada por los ejrcitos de ngeles y de santos,
manda no slo en las fuerzas de la naturaleza, sino tambin sobre los
malvados asaltos de Satans. La iconografa, tambin en lo que se refiere a la
regia dignidad de Mara, se ha enriquecido en todo tiempo con obras de valor
artstico, llegando hasta representar al Divino Redentor en el acto de ceir la
cabeza de su Madre con flgida corona.
12. Los Romanos Pontfices, favoreciendo a esta devocin del pueblo cristiano,
coronaron frecuentemente con la diadema, ya por sus propias manos, ya por
medio de Legados pontificios, las imgenes de la Virgen Madre de Dios,
insignes tradicionalmente en la pblica devocin.
III. RAZONES TEOLGICAS
13. Como ya hemos sealado ms arriba, Venerables Hermanos, el argumento
principal, en que se funda la dignidad real de Mara, evidente ya en los textos
de la tradicin antigua y en la sagrada Liturgia, es indudablemente su divina
maternidad. De hecho, en las Sagradas Escrituras se afirma del Hijo que la
Virgen dar a luz: Ser llamado Hijo del Altsimo, y el Seor Dios le dar el
trono de David, su padre, y reinar en la casa de Jacob eternamente, y su reino
no tendr fin[40]; y, adems, Mara es proclamada Madre del Seor[41].
Sguese de ello lgicamente que Ella misma es Reina, pues ha dado vida a un
Hijo que, ya en el instante mismo de su concepcin, aun como hombre, era Rey

y Seor de todas las cosas, por la unin hiposttica de la naturaleza humana


con el Verbo.
San Juan Damasceno escribe, por lo tanto, con todo derecho: Verdaderamente
se convirti en Seora de toda la creacin, desde que lleg a ser Madre del
Creador[42]; e igualmente puede afirmarse que fue el mismo arcngel Gabriel
el primero que anunci con palabras celestiales la dignidad regia de Mara.
14. Mas la Beatsima Virgen ha de ser proclamada Reina no tan slo por su
divina maternidad, sino tambin en razn de la parte singular que por voluntad
de Dios tuvo en la obra de nuestra eterna salvacin.
Qu cosa habr para nosotros ms dulce y suave como escriba Nuestro
Predecesor, de feliz memoria, Po XI que el pensamiento de que Cristo impera
sobre nosotros, no slo por derecho de naturaleza, sino tambin por derecho
de conquista adquirido a costa de la Redencin? Ojal que todos los hombres,
harto olvidadizos, recordasen cunto le hemos costado a nuestro Salvador;
"Fuisteis rescatados, no con oro o plata, ... sino con la preciosa sangre de
Cristo, como de un Cordero inmaculado"[43]. No somos, pues, ya nuestros,
puesto que Cristo "por precio grande"[44] nos ha comprado[45].
Ahora bien, en el cumplimiento de la obra de la Redencin, Mara Santsima
estuvo, en verdad, estrechamente asociada a Cristo; y por ello justamente
canta la Sagrada Liturgia: Dolorida junto a la cruz de nuestro Seor Jesucristo
estaba Santa Mara, Reina del cielo y de la tierra[46].
Y la razn es que, como ya en la Edad Media escribi un piadossimo discpulo
de San Anselmo: As como... Dios, al crear todas las cosas con su poder, es
Padre y Seor de todo, as Mara, al reparar con sus mritos las cosas todas, es
Madre y Seor de todo: Dios es el Seor de todas las cosas, porque las ha
constituido en su propia naturaleza con su mandato, y Mara es la Seora de
todas las cosas, al devolverlas a su original dignidad mediante la gracia que
Ella mereci[47]. La razn es que, as como Cristo por el ttulo particular de
la Redencin es nuestro Seor y nuestro Rey, as tambin la Bienaventurada
Virgen [es nuestra Seora y Reina] por su singular concurso prestado a nuestra
redencin, ya suministrando su sustancia, ya ofrecindolo voluntariamente por
nosotros, ya deseando, pidiendo y procurando para cada uno nuestra
salvacin[48].
15. Dadas estas premisas, puede argumentarse as: Si Mara, en la obra de la
salvacin espiritual, por voluntad de Dios fue asociada a Cristo Jess, principio
de la misma salvacin, y ello en manera semejante a la en que Eva fue
asociada a Adn, principio de la misma muerte, por lo cual puede afirmarse

que nuestra redencin se cumpli segn una cierta "recapitulacin"[49], por la


que el gnero humano, sometido a la muerte por causa de una virgen, se salva
tambin por medio de una virgen; si, adems, puede decirse que esta
gloriossima Seora fue escogida para Madre de Cristo precisamente para
estar asociada a El en la redencin del gnero humano[50] y si realmente
fue Ella, la que, libre de toda mancha personal y original, unida siempre
estrechsimamente con su Hijo, lo ofreci como nueva Eva al Eterno Padre en el
Glgota, juntamente con el holocausto de sus derechos maternos y de su
maternal amor, por todos los hijos de Adn manchados con su deplorable
pecado[51]; se podr de todo ello legtimamente concluir que, as como
Cristo, el nuevo Adn, es nuestro Rey no slo por ser Hijo de Dios, sino tambin
por ser nuestro Redentor, as, segn una cierta analoga, puede igualmente
afirmarse que la Beatsima Virgen es Reina, no slo por ser Madre de Dios, sino
tambin por haber sido asociada cual nueva Eva al nuevo Adn.
Y, aunque es cierto que en sentido estricto, propio y absoluto, tan slo
Jesucristo Dios y hombre es Rey, tambin Mara, ya como Madre de Cristo
Dios, ya como asociada a la obra del Divino Redentor, as en la lucha con los
enemigos como en el triunfo logrado sobre todos ellos, participa de la dignidad
real de Aqul, siquiera en manera limitada y analgica. De hecho, de esta
unin con Cristo Rey se deriva para Ella sublimidad tan esplndida que supera
a la excelencia de todas las cosas creadas: de esta misma unin con Cristo
nace aquel regio poder con que ella puede dispensar los tesoros del Reino del
Divino Redentor; finalmente, en la misma unin con Cristo tiene su origen la
inagotable eficacia de su maternal intercesin junto al Hijo y junto al Padre.
No hay, por lo tanto, duda alguna de que Mara Santsima supera en dignidad a
todas las criaturas, y que, despus de su Hijo, tiene la primaca sobre todas
ellas. T finalmente canta San Sofronio has superado en mucho a toda
criatura... Qu puede existir ms sublime que tal alegra, oh Virgen Madre?
Qu puede existir ms elevado que tal gracia, que T sola has recibido por
voluntad divina?[52]. Alabanza, en la que aun va ms all San Germn: Tu
honrosa dignidad te coloca por encima de toda la creacin: Tu excelencia te
hace superior aun a los mismos ngeles[53]. Y San Juan Damasceno llega a
escribir esta expresin: Infinita es la diferencia entre los siervos de Dios y su
Madre[54].
16. Para ayudarnos a comprender la sublime dignidad que la Madre de Dios ha
alcanzado por encima de las criaturas todas, hemos de pensar bien que la
Santsima Virgen, ya desde el primer instante de su concepcin, fue colmada
por abundancia tal de gracias que super a la gracia de todos los Santos.

Por ello como escribi Nuestro Predecesor Po IX, de f. m., en su Bula Dios
inefable ha enriquecido a Mara con tan gran munificencia con la abundancia
de sus dones celestiales, sacados del tesoro de la divinidad, muy por encima
de los ngeles y de todos los Santos, que Ella, completamente inmune de toda
mancha de pecado, en toda su belleza y perfeccin, tuvo tal plenitud de
inocencia y de santidad que no se puede pensar otra ms grande fuera de Dios
y que nadie, sino slo Dios, jams llegar a comprender[55].
17. Adems, la Bienaventurada Virgen no tan slo ha tenido, despus de Cristo,
el supremo grado de la excelencia y de la perfeccin, sino tambin una
participacin de aquel influjo por el que su Hijo y Redentor nuestro se dice
justamente que reina en la mente y en la voluntad de los hombres. Si, de
hecho, el Verbo opera milagros e infunde la gracia por medio de la humanidad
que ha asumido, si se sirve de los sacramentos, y de sus Santos, como de
instrumentos para salvar las almas, cmo no servirse del oficio y de la obra de
su santsima Madre para distribuirnos los frutos de la Redencin?
Con nimo verdaderamente maternal as dice el mismo Predecesor Nuestro,
Po IX, de ilustre memoria al tener en sus manos el negocio de nuestra
salvacin, Ella se preocupa de todo el gnero humano, pues est constituida
por el Seor Reina del cielo y de la tierra y est exaltada sobre los coros todos
de los ngeles y sobre los grados todos de los Santos en el cielo, estando a la
diestra de su unignito Hijo, Jesucristo, Seor nuestro, con sus maternales
splicas impetra eficacsimamente, obtiene cuanto pide, y no puede no ser
escuchada[56].
A este propsito, otro Predecesor Nuestro, de feliz memoria, Len XIII, declar
que a la Bienaventurada Virgen Mara le ha sido concedido un poder casi
inmenso en la distribucin de las gracias[57]; y San Po X aade que Mara
cumple este oficio suyo como por derecho materno[58].
18. Glorense, por lo tanto, todos los cristianos de estar sometidos al imperio
de la Virgen Madre de Dios, la cual, a la par que goza de regio poder, arde en
amor maternal.
Mas, en estas y en otras cuestiones tocantes a la Bienaventurada Virgen, tanto
los Telogos como los predicadores de la divina palabra tengan buen cuidado
de evitar ciertas desviaciones, para no caer en un doble error; esto es,
gurdense de las opiniones faltas de fundamento y que con expresiones
exageradas sobrepasan los lmites de la verdad; mas, de otra parte, eviten
tambin cierta excesiva estrechez de mente al considerar esta singular,
sublime y ms an casi divina dignidad de la Madre de Dios, que el Doctor

Anglico nos ensea que se ha de ponderar en razn del bien infinito, que es
Dios[59].
Por lo dems, en este como en otros puntos de la doctrina catlica, la norma
prxima y universal de la verdad es para todos el Magisterio, vivo, que Cristo
ha constituido tambin para declarar lo que en el depsito de la fe no se
contiene sino oscura y como implcitamente[60].
19. De los monumentos de la antigedad cristiana, de las plegarias de la
liturgia, de la innata devocin del pueblo cristiano, de las obras de arte, de
todas partes hemos recogido expresiones y acentos, segn los cuales la Virgen
Madre de Dios sobresale por su dignidad real; y tambin hemos mostrado cmo
las razones, que la Sagrada Teologa ha deducido del tesoro de la fe divina,
confirman plenamente esta verdad. De tantos testimonios reunidos se forma
un concierto, cuyos ecos resuenan en la mxima amplitud, para celebrar la alta
excelencia de la dignidad real de la Madre de Dios y de los hombres, que ha
sido exaltada a los reinos celestiales, por encima de los coros anglicos[61].
IV. INSTITUCIN DE LA FIESTA
20. Y ante Nuestra conviccin, luego de maduras y ponderadas reflexiones, de
que seguirn grandes ventajas para la Iglesia si esta verdad slidamente
demostrada resplandece ms evidente ante todos, como lucerna ms brillante
en lo alto de su candelabro, con Nuestra Autoridad Apostlica decretamos e
instituimos la fiesta de Mara Reina, que deber celebrarse cada ao en todo el
mundo el da 31 de mayo. Y mandamos que en dicho da se renueve la
consagracin del gnero humano al Inmaculado Corazn de la bienaventurada
Virgen Mara. En ello, de hecho, est colocada la gran esperanza de que pueda
surgir una nueva era tranquilizada por la paz cristiana y por el triunfo de la
religin.
Procuren, pues, todos acercarse ahora con mayor confianza que antes, todos
cuantos recurren al trono de la gracia y de la misericordia de nuestra Reina y
Madre, para pedir socorro en la adversidad, luz en las tinieblas, consuelo en el
dolor y en el llanto, y, lo que ms interesa, procuren liberarse de la esclavitud
del pecado, a fin de poder presentar un homenaje insustituible, saturado de
encendida devocin filial, al cetro real de tan grande Madre. Sean frecuentados
sus templos por las multitudes de los fieles, para en ellos celebrar sus fiestas;
en las manos de todos est la corona del Rosario para reunir juntos, en iglesias,
en casas, en hospitales, en crceles, tanto los grupos pequeos como las
grandes asociaciones de fieles, a fin de celebrar sus glorias. En sumo honor sea
el nombre de Mara ms dulce que el nctar, ms precioso que toda joya; nadie
ose pronunciar impas blasfemias, seal de corrompido nimo, contra este

nombre, adornado con tanta majestad y venerable por la gracia maternal; ni


siquiera se ose faltar en modo alguno de respeto al mismo. Se empeen todos
en imitar, con vigilante y diligente cuidado, en sus propias costumbres y en su
propia alma, las grandes virtudes de la Reina del Cielo y nuestra Madre
amantsima. Consecuencia de ello ser que los cristianos, al venerar e imitar a
tan gran Reina y Madre, se sientan finalmente hermanos, y, huyendo de los
odios y de los desenfrenados deseos de riquezas, promuevan el amor social,
respeten los derechos de los pobres y amen la paz. Que nadie, por lo tanto, se
juzgue hijo de Mara, digno de ser acogido bajo su poderossima tutela si no se
mostrare, siguiendo el ejemplo de ella, dulce, casto y justo, contribuyendo con
amor a la verdadera fraternidad, no daando ni perjudicando, sino ayudando y
consolando.
21. En muchos pases de la tierra hay personas injustamente perseguidas a
causa de su profesin cristiana y privadas de los derechos humanos y divinos
de la libertad: para alejar estos males de nada sirven hasta ahora las
justificadas peticiones ni las repetidas protestas. A estos hijos inocentes y
afligidos vuelva sus ojos de misericordia, que con su luz llevan la serenidad,
alejando tormentas y tempestades, la poderosa Seora de las cosas y de los
tiempos, que sabe aplacar las violencias con su planta virginal; y que tambin
les conceda el que pronto puedan gozar la debida libertad para la prctica de
sus deberes religiosos, de tal suerte que, sirviendo a la causa del Evangelio con
trabajo concorde, con egregias virtudes, que brillan ejemplares en medio de las
asperezas, contribuyan tambin a la solidez y a la prosperidad de la patria
terrenal.
22. Pensamos tambin que la fiesta instituida por esta Carta encclica, para que
todos ms claramente reconozcan y con mayor cuidado honren el clemente y
maternal imperio de la Madre de Dios, pueda muy bien contribuir a que se
conserve, se consolide y se haga perenne la paz de los pueblos, amenazada
casi cada da por acontecimientos llenos de ansiedad. Acaso no es Ella el arco
iris puesto por Dios sobre las nubes, cual signo de pacfica alianza?[62]. Mira
al arco, y bendice a quien lo ha hecho; es muy bello en su resplandor; abraza el
cielo con su cerco radiante y las Manos del Excelso lo han extendido[63]. Por
lo tanto, todo el que honra a la Seora de los celestiales y de los mortales y
que nadie se crea libre de este tributo de reconocimiento y de amor la
invoque como Reina muy presente, mediadora de la paz; respete y defienda la
paz, que no es la injusticia inmune ni la licencia desenfrenada, sino que, por lo
contrario, es la concordia bien ordenada bajo el signo y el mandato de la
voluntad de Dios: a fomentar y aumentar concordia tal impulsan las maternales
exhortaciones y los mandatos de Mara Virgen.

Deseando muy de veras que la Reina y Madre del pueblo cristiano acoja estos
Nuestros deseos y que con su paz alegre a los pueblos sacudidos por el odio, y
que a todos nosotros nos muestre, despus de este destierro, a Jess que ser
para siempre nuestra paz y nuestra alegra, a Vosotros, Venerables Hermanos,
y a vuestros fieles, impartimos de corazn la Bendicin Apostlica, como
auspicio de la ayuda de Dios omnipotente y en testimonio de Nuestro amor.
Dado en Roma, junto a San Pedro, en la fiesta de la Maternidad de la Virgen
Mara, el da 11 de octubre de 1954, decimosexto de Nuestro Pontificado.
PO PAPA XII

[1] Cf. const. apost. Munificentissimus Deus: A.A.S. 32 (1950), 753 ss.
[2] Cf. enc. Fulgens corona: A.A.S. 35 (1953) 577 ss.
[3] Cf. A.A.S. 38 (1946) 264 ss.
[4] Cf. Osservat. Rom., 19 de mayo de 1946.
[5] Luc. 1, 32.
[6] Is. 9, 6.
[7] Apoc. 19, 16.
[8] Cf. Luc. 1, 32. 33.
[9] Luc. 1, 43.
[10] S. Ephraem Hymni de B. Mara (ed. Th. J. Lamy t. II, Mechliniae, 1886) hymn. XIX, p. 624.
[11] Idem Orat. ad Ssmam. Dei Matrem: Opera omnia (ed. Assemani t. III [graece] Romae, 1747,
p. 546).
[12] S. Greg. Naz. Poemata dogmatica XVIII v. 58 PG 37, 485.
[13] Prudent. Dittochaeum XXVII PL 60, 102 A.

[14] Hom. in S. Luc. hom. VII (ed. Rauer Origines' Werke t. IX, 48 [ex "catena" Macarii
Chrysocephali]). Cf. PG 13, 1902 D.
[15] S. Hier. Liber de nominibus hebraeis: PL 23, 886.
[16] S. Petrus Chrysol., Sermo 142 De Annuntiatione B.M.V.: PL 52, 579 C; cf. etiam 582 B; 584 A:
"Regina totius exstitit castitatis".
[17] Relatio Epiphani ep. Constantin. PL 63, 498 D.
[18] Encomium in Dormitionem Ssmae. Deiparae [inter opera S. Modesti] PG 86, 3306 B.
[19] S. Andreas Cret., Hom. II in Dormitionem Ssmae. Deiparae: PG 97, 1079 B.
[20] Id., Hom. III in Dormit. Ssmae. Deip.: PG 97, 1099 A.
[21] S. Germanus, In Praesentationem Sanctissimae Deiparae 1 PG 98, 303 A.
[22] Id., ibid. 2 PG 98, 315 C.
[23] S. Ioannes Damasc., Hom. I In Dormitionem B.M.V.: PG 96, 719 A.
[24] Id. De fide orthodoxa 4, 14 PG 44, 1158 B.
[25] De laudibus Mariae (inter opera Venantii Fortunati) PL 88, 282 B. 283 A.
[26] Ildefonsus Tolet. De virginitate perpetua B.M.V.: 96, 58 A.D.
[27] S. Martinus I, Epist. 14 PL 87, 199-200 A.
[28] S. Agatho PL 87, 1221 A.
[29] Hardouin, Acta Conc. 4, 234.238 PL 89, 508 B.
[30] Syxtus IV, bulla Cum praeexcelsa d. d. 28 febr. 1476.
[31] Benedictus XIV, bulla Gloriosae Dominae d. d. 27 sept. 1748.
[32] S. Alfonso Le glorie di Maria, p.I, c.I, 1.
[33] Ex liturgia Armenorum: in festo Assumpt., hym. ad Mat.
[34] Ex Menaeo (byzant.): Dominica post Natalem, in Canone, ad Mat.

[35] Officium hymni, Akathists (in ritu byzant.).


[36] Missale Aethiopicum: Anaphora Dominae nostrae Mariae, Matris Dei.
[37] Brev. Rom.: Versic. sexti Resp.
[38] Festum Assumpt., hymn. Laud.
[39] Ibid., ad Magnificat II Vesp.
[40] Luc. 1, 32. 33.
[41] Ibid. 1, 43.
[42] S. Ioannes Damasc. De fide orthodoxa 4, 14 PG 94, 1158 B.
[43] 1 Pet. 1, 18. 19.
[44] 1 Cor. 6, 20.
[45] Pius XI, enc. Quas primas: A.A.S. 17 (1925), 599.
[46] Festum septem dolorum B. M. V., tractus.
[47] Eadmerus, De excellentia V. M., 11 PL 159, 508 A.B.
[48] F. Surez, De mysteriis vitae Christi disp. 22, sect. 2 (ed. Vives 19, 327).
[49] S. Iren., Adv. haer. 4, 9, 1 PG 7, 1175 B.
[50] Pius XI, epist. Auspicatus profecto: A.A.S. 25 (1933), 80.
[51] Pius XII, enc. Mystici Corporis: A.A.S. 35 (1943), 247.
[52] S. Sophronius, In Annuntiationem B. M. V.: PG 87, 3238 D. 3242 A.
[53] S. Germanus, Hom. II in Dormitionem B. M. V.: PG 98, 354 B.
[54] S. Ioannes Damasc., Hom. I in Dormitionem B. M. V.: PG 96, 715 A.
[55] Pius IX, bulla Ineffabilis Deus: Acta Pii IX 1, 597. 598.
[56] Ibid., 618.

[57] Leo XIII, enc. Adiutricem populi: A.A.S. 28 (1895-1896), 130.


[58] Pius X, enc. Ad diem illum: A.A.S. 36 (1903-1904), 455.
[59] S. Thomas, Sum. Theol. 1, 25, 6, ad 4.
[60] Pius XII, enc. Humani generis: A.A.S. 42 (1950), 569.
[61] Brev. Rom.: Festum Assumpt. B. M. V.
[62] Cf. Gen. 9, 13.
[63] Eccli. 43, 12-13.

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CARTA ENCCLICA

AD CATHOLICI SACERDOTII
DEL SUMO PONTFICE
PO XI
SOBRE EL SACERDOCIO CATLICO

INTRODUCCIN
l. Desde que, por ocultos designios de la divina Providencia, nos vimos
elevados a este supremo grado del sacerdocio catlico, nunca hemos dejado
de dirigir nuestros ms solcitos y afectuosos cuidados, entre los innumerables
hijos que nos ha dado Dios, a aquellos que, engrandecidos con la dignidad
sacerdotal, tienen la misin de ser la sal de la tierra y la luz del mundo[1], y de
un modo todava ms especial, hacia aquellos queridsimos jvenes que, a la
sombra del santuario, se educan y se preparan para aquella misin tan
nobilsima.
2. Ya en los primeros meses de nuestro pontificado, antes an de dirigir
solemnemente nuestra palabra a todo el orbe catlico[2], nos apresuramos,
con las letras apostlicas Officiorum omnium, del 1 de agosto de 1922,
dirigidas a nuestro amado hijo el cardenal prefecto de la Sagrada Congregacin

de Seminarios y Universidades de Estudios[3], a trazar las normas directivas en


las cuales debe inspirarse la formacin sacerdotal de los jvenes levitas.
Y siempre que la solicitud pastoral nos mueve a considerar ms en particular
los intereses y las necesidades de la Iglesia, nuestra atencin se fija, antes que
en ninguna otra cosa, en los sacerdotes y en los clrigos, que constituyen
siempre el objeto principal de nuestros cuidados.
3. Prueba elocuente de este nuestro especial inters por el sacerdocio son los
muchos seminarios que, o hemos erigido donde todava no los haba, o
provedo, no sin grande dispendio, de nuevos locales amplios o decorosos, o
puesto en mejores condiciones de personal y medios con que puedan ms
dignamente alcanzar su elevado intento.
4. Tambin, si con ocasin de nuestro jubileo sacerdotal accedimos a que fuese
festejado aquel fausto aniversario, y con paterna complacencia secundamos
las manifestaciones de filial afecto que nos venan de todas las partes del
mundo, fue porque, ms que un obsequio a nuestra persona, considerbamos
aquella celebracin como una merecida exaltacin de la dignidad y oficio
sacerdotal.
5. Igualmente, la reforma de los estudios en las Facultades eclesisticas, por
Nos decretada en la Constitucin apostlica Deus scientiarum Dominus, del 24
de mayo de 1931, la emprendimos con el principal intento de acrecentar y
levantar cada vez ms la cultura y saber de los sacerdotes[4].
6. Pero este argumento es de tanta y tan universal importancia, que nos parece
oportuno tratar de l ms de propsito en esta nuestra carta, a fin de que no
solamente los que ya poseen el don inestimable de la fe, sino tambin cuantos
con recta y pura intencin van en busca de la verdad, reconozcan la sublimidad
del sacerdocio catlico y su misin providencial en el mundo, y sobre todo la
reconozcan y aprecien los que son llamados a ella: argumento particularmente
oportuno al fin de este ao, que en Lourdes, a los cndidos destellos de la
Inmaculada y entre los fervores del no interrumpido triduo eucarstico, ha visto
al sacerdocio catlico de toda lengua y de todo rito rodeado de luz divina en el
esplndido ocaso del Jubileo de la Redencin, extendido de Roma a todo el
orbe catlico, de aquella Redencin de la cual nuestros amados y venerados
sacerdotes son los ministros, nunca tan activos en hacer el bien como en este
Ao Santo extraordinario, en el cual, como dijimos en la Constitucin
apostlica Quod nuper, del 6 de enero de 1933[5], se ha celebrado tambin el
XIX centenario de la institucin del sacerdocio.

7. Con esto, al mismo tiempo que esta nuestra Carta Encclica se enlaza
armnicamente con las precedentes, por medio de las cuales tratamos de
proyectar la luz de la doctrina catlica sobre los ms graves problemas de que
se ve agitada la vida moderna, es nuestra intencin dar a aquellas solemnes
enseanzas nuestras un complemento oportuno.
El sacerdote es, en efecto, por vocacin y mandato divino, el principal apstol e
infatigable promovedor de la educacin cristiana de la juventud[6]; el
sacerdote bendice en nombre de Dios el matrimonio cristiano y defiende su
santidad e indisolubilidad contra los atentados y extravos que sugieren la
codicia y la sensualidad[7]; el sacerdote contribuye del modo ms eficaz a la
solucin, o, por lo menos, a la mitigacin de los conflictos sociales[8],
predicando la fraternidad cristiana, recordando a todos los mutuos deberes de
justicia y caridad evanglica, pacificando los nimos exasperados por el
malestar moral y econmico, sealando a los ricos y a los pobres los nicos
bienes verdaderos a que todos pueden y deben aspirar; el sacerdote es,
finalmente, el ms eficaz pregonero de aquella cruzada de expiacin y de
penitencia a la cual invitamos a todos los buenos para reparar las blasfemias,
deshonestidades y crmenes que deshonran a la humanidad en la poca
presente[9], tan necesitada de la misericordia y perdn de Dios como pocas en
la historia.
Aun los enemigos de la Iglesia conocen bien la importancia vital del sacerdocio;
y por esto, contra l precisamente, como lamentamos ya refirindonos a
nuestro amado Mxico[10], asestan ante todo sus golpes para quitarle de en
medio y llegar as, desembarazado el camino, a la destruccin siempre
anhelada y nunca conseguida de la Iglesia misma.
I. EL SACERDOCIO CATLICO Y SUS PODERES
El sacerdocio en las diversas religiones
8. El gnero humano ha experimentado siempre la necesidad de tener
sacerdotes, es decir, hombres que por la misin oficial que se les daba, fuesen
medianeros entre Dios y los hombres, y consagrados de lleno a esta mediacin,
hiciesen de ella la ocupacin de toda su vida, como diputados para ofrecer a
Dios oraciones y sacrificios pblicos en nombre de la sociedad; que tambin, y
en cuanto tal, est obligada a dar a Dios culto pblico y social, a reconocerlo
como su Seor Supremo y primer principio; a dirigirse hacia El, como a fin
ltimo, a darle gracias, y procurar hacrselo propicio. De hecho, en todos los
pueblos cuyos usos y costumbres nos son conocidos, como no se hayan visto
obligados por la violencia a oponerse a las ms sagradas leyes de la naturaleza
humana, hallamos sacerdotes, aunque muchas veces al servicio de falsas

divinidades; dondequiera que se profesa una religin, dondequiera que se


levantan altares, all hay tambin un sacerdocio, rodeado de especiales
muestras de honor y de veneracin.
En el Antiguo Testamento
9. Pero a la esplndida luz de la revelacin divina el sacerdote aparece
revestido de una dignidad mayor sin comparacin, de la cual es lejano presagio
la misteriosa y venerable figura de Melquisedec[11], sacerdote y rey, que San
Pablo evoca refirindola a la persona y al sacerdocio del mismo Jesucristo[12].
10. El sacerdote, segn la magnfica definicin que de l da el mismo Pablo, es,
s, un hombre tomado de entre los hombres, pero constituido en bien de los
hombres cerca de las cosas de Dios[13], su misin no tiene por objeto las cosas
humanas y transitorias, por altas e importantes que parezcan, sino las cosas
divinas y eternas; cosas que por ignorancia pueden ser objeto de desprecio y
de burla, y hasta pueden a veces ser combatidas con malicia y furor diablico,
como una triste experiencia lo ha demostrado muchas veces y lo sigue
demostrando, pero que ocupan siempre el primer lugar en las aspiraciones
individuales y sociales de la humanidad, de esta humanidad que
irresistiblemente siente en s cmo ha sido creada para Dios y que no puede
descansar sino en El.
11. En las sagradas escrituras del Antiguo Testamento, al sacerdocio, instituido
por disposicin divino-positiva promulgada por Moiss bajo la inspiracin de
Dios, le fueron minuciosamente sealados los deberes, las ocupaciones, los
ritos particulares. Parece como si Dios, en su solicitud, quisiera imprimir en la
mente, primitiva an, del pueblo hebreo una gran idea central que en la
historia del pueblo escogido irradiase su luz sobre todos los acontecimientos,
leyes, dignidades, oficios; la idea del sacrificio y el sacerdocio, para que por la
fe en el Mesas venidero[14] fueran fuente de esperanza, de gloria, de fuerza,
de liberacin espiritual. El templo de Salomn, admirable por su riqueza y
esplendor, y todava ms admirable en sus ordenanzas y en sus ritos,
levantado al nico Dios verdadero, como tabernculo de la Majestad divina en
la tierra, era a la vez un poema sublime cantado en honor de aquel sacrificio y
de aquel sacerdocio que, aun no siendo sino sombra y smbolo, encerraban tan
gran misterio que oblig al vencedor Alejandro Magno a inclinarse reverente
ante la hiertica figura del Sumo Sacerdote[15], y Dios mismo hizo sentir su ira
al impo rey Baltasar por haber profanado en sus banquetes los vasos sagrados
del templo[16].
Y, sin embargo, la majestad y gloria de aquel sacerdocio antiguo no proceda
sino de ser una prefiguracin del sacerdocio cristiano, del sacerdocio del

Testamento Nuevo y eterno, confirmado con la sangre del Redentor del mundo,
de Jesucristo, verdadero Dios y verdadero hombre.
En el Nuevo Testamento
12. El Apstol de las Gentes comprenda en frase lapidaria cuanto se puede
decir de la grandeza, dignidad y oficios del sacerdocio cristiano, por estas
palabras: As nos considere el hombre cual ministros de Cristo y
dispensadores de los misterios de Dios[17].
El sacerdote es ministro de Jesucristo; por lo tanto, instrumento en las manos
del Redentor divino para continuar su obra redentora en toda su universalidad
mundial y eficacia divina para la construccin de esa obra admirable que
transform el mundo; ms an, el sacerdote, como suele decirse con mucha
razn, es verdaderamente otro Cristo, porque contina en cierto modo al
mismo Jesucristo: As como el Padre me envi a M, as os envo Yo a
vosotros[18], prosiguiendo tambin como El en dar, conforme al canto
anglico, gloria a Dios en lo ms alto de los cielos y paz en la tierra a los
hombres de buena voluntad[19].
13. En primer lugar, como ensea el concilio de Trento[20], Jesucristo en la
ltima Cena instituy el sacrificio y el sacerdocio de la Nueva Alianza:
Jesucristo, Dios y Seor nuestro, aunque se haba de ofrecer una sola vez a
Dios Padre muriendo en el ara de la cruz para obrar en ella la eterna redencin,
pero como no se haba de acabar su sacerdocio con la muerte[21], a fin de
dejar a su amada Esposa la Iglesia un sacrificio visible, como a hombres
corresponda, el cual fuese representacin del sangriento, que slo una vez
haba de ofrecer en la cruz, y que perpetuase su memoria hasta el fin de los
siglos y nos aplicase sus frutos en la remisin de los pecados que cada da
cometemos; en la ltima Cena, aquella noche en que iba a ser entregado[22],
declarndose estar constituido sacerdote eterno segn el orden de
Melquisedec[23], ofreci a Dios Padre su cuerpo y sangre bajo las especies de
pan y vino, lo dio bajo las mismas especies a los apstoles, a quienes orden
sacerdotes del Nuevo Testamento para que lo recibiesen, y a ellos y a sus
sucesores en el sacerdocio mand que lo ofreciesen, dicindoles: Haced esto
en memoria ma[24].
Poder sacerdotal sobre el cuerpo de Cristo
14. Y desde entonces, los apstoles y sus sucesores en el sacerdocio
comenzaron a elevar al cielo la ofrenda pura profetizada por Malaquas[25], por
la cual el nombre de Dios es grande entre las gentes; y que, ofrecida ya en

todas las partes de la tierra, y a toda hora del da y de la noche, seguir


ofrecindose sin cesar hasta el fin del mundo.
Verdadera accin sacrificial es sta, y no puramente simblica, que tiene
eficacia real para la reconciliacin de los pecadores en la Majestad divina:
Porque, aplacado el Seor con la oblacin de este sacrificio, concede su gracia
y el don de la penitencia y perdona aun los grandes pecados y crmenes.
La razn de esto la indica el mismo concilio Tridentino con aquellas palabras:
Porque es una sola e idntica la vctima y quien la ofrece ahora por el
ministerio de los sacerdotes, el mismo que a S propio se ofreci entonces en la
Cruz, variando slo el modo de ofrecerse[26].
Por donde se ve clarsimamente la inefable grandeza del sacerdote catlico que
tiene potestad sobre el cuerpo mismo de Jesucristo, ponindolo presente en
nuestros altares y ofrecindolo por manos del mismo Jesucristo como vctima
infinitamente agradable a la divina Majestad. Admirables cosas son stas
exclama con razn San Juan Crisstomo, admirables y que nos llenan de
estupor[27].
Sobre el Cuerpo mstico
15. Adems de este poder que ejerce sobre el cuerpo real de Cristo, el
sacerdote ha recibido otros poderes sublimes y excelsos sobre su Cuerpo
mstico. No tenemos necesidad, venerables hermanos, de extendernos en la
exposicin de esa hermosa doctrina del Cuerpo mstico de Jesucristo, tan
predilecta de San Pablo; de esa hermosa doctrina, que nos presenta la persona
del Verbo hecho carne como unida con todos sus hermanos, a los cuales llega
el influjo sobrenatural derivado de El, formando un solo cuerpo cuya cabeza es
El y ellos sus miembros. Ahora bien: el sacerdote est constituido dispensador
de los misterios de Dios[28]en favor de estos miembros del Cuerpo mstico de
Jesucristo, siendo, como es, ministro ordinario de casi todos los sacramentos,
que son los canales por donde corre en beneficio de la humanidad la gracia del
Redentor. El cristiano, casi a cada paso importante de su mortal carrera,
encuentra a su lado al sacerdote en actitud de comunicarle o acrecentarle con
la potestad recibida de Dios esta gracia, que es la vida sobrenatural del alma.
Apenas nace a la vida temporal, el sacerdote lo purifica y renueva en la fuente
del agua lustral, infundindole una vida ms noble y preciosa, la vida
sobrenatural, y lo hace hijo de Dios y de la Iglesia; para darle fuerzas con que
pelear valerosamente en las luchas espirituales, un sacerdote revestido de
especial dignidad lo hace soldado de Cristo en el sacramento de la
confirmacin; apenas es capaz de discernir y apreciar el Pan de los ngeles, el
sacerdote se lo da, como alimento vivo y vivificante bajado del cielo; cado, el

sacerdote lo levanta en nombre de Dios y lo reconforta por medio del


sacramento de la penitencia; si Dios lo llama a formar una familia y a colaborar
con El en la transmisin de la vida humana en el mundo, para aumentar
primero el nmero de los fieles sobre la tierra y despus el de los elegidos en el
cielo, all est el sacerdote para bendecir sus bodas y su casto amor; y cuando
el cristiano, llegado a los umbrales de la eternidad, necesita fuerza y nimos
antes de presentarse en el tribunal del divino Juez, el sacerdote se inclina sobre
los miembros doloridos del enfermo, y de nuevo le perdona y le fortalece con el
sagrado crisma de la extremauncin; por fin, despus de haber acompaado
as al cristiano durante su peregrinacin por la tierra hasta las puertas del cielo,
el sacerdote acompaa su cuerpo a la sepultura con los ritos y oraciones de la
esperanza inmortal, y sigue al alma hasta ms all de las puertas de la
eternidad, para ayudarla con cristianos sufragios, por si necesitara an de
purificacin y refrigerio. As, desde la cuna hasta el sepulcro, ms an, hasta el
cielo, el sacerdote est al lado de los fieles, como gua, aliento, ministro de
salvacin, distribuidor de gracias y bendiciones.
Poder de perdonar
16. Pero entre todos estos poderes que tiene el sacerdote sobre el Cuerpo
mstico de Cristo para provecho de los fieles, hay uno acerca del cual no
podemos contentarnos con la mera indicacin que acabamos de hacer; aquel
poder que no concedi Dios ni a los ngeles ni a los arcngeles, como dice San
Juan Crisstomo[29]; a saber: el poder de perdonar los pecados: Los pecados
de aquellos a quienes los perdonareis, les quedan perdonados; y los de
aquellos a quienes los retuviereis, quedan retenidos[30]. Poder asombroso,
tan propio de Dios, que la misma soberbia humana no poda comprender que
fuese posible comunicarse al hombre: Quin puede perdonar pecados sino
slo Dios?[31]; tanto, que el vrsela ejercitar a un simple mortal es cosa
verdaderamente para preguntarse, no por escndalo farisaico, sino por
reverente estupor ante tan gran dignidad: Quin es ste que aun los pecados
perdona?[32]. Pero precisamente el Hombre-Dios, que tena y tiene potestad
sobre la tierra de perdonar los pecados[33], ha querido transmitirla a sus
sacerdotes para remediar con liberalidad y misericordia divina la necesidad de
purificacin moral inherente a la conciencia humana.
Qu consuelo para el hombre culpable, traspasado de remordimiento y
arrepentido, or la palabra del sacerdote que en nombre de Dios le dice: Yo te
absuelvo de tus pecados! Y el orla de la boca de quien a su vez tendr
necesidad de pedirla para s a otro sacerdote no slo no rebaja el don
misericordioso, sino que lo hace aparecer ms grande, descubrindose as
mejor a travs de la frgil criatura la mano de Dios, por cuya virtud se obra el
portento. De aqu es que valindonos de las palabras de un ilustre escritor

que aun de materias sagradas trata con competencia rara vez vista en un
seglar, cuando el sacerdote, temblorosa el alma a la vista de su indignidad y
de lo sublime de su ministerio, ha puesto sobre nuestra cabeza sus manos
consagradas, cuando, confundido de verse hecho dispensador de la Sangre del
Testamento, asombrado cada vez de que las palabras de sus labios infundan la
vida, ha absuelto a un pecador siendo pecador l mismo; nos levantamos de
sus pies bien seguros de no haber cometido una vileza... Hemos estado a los
pies de un hombre, fiero que haca las veces de Cristo... y hemos estado para
volver de la condicin de esclavos a la de hijos de Dios[34].
El sacramento del Orden sella con forma indeleble
17. Y tan excelsos poderes conferidos al sacerdote por un sacramento
especialmente instituido para esto, no son en l transitorios y pasajeros, sino
estables y perpetuos, unidos como estn a un carcter indeleble, impreso en
su alma, por el cual ha sido constituido sacerdote para siempre[35] a
semejanza de Aquel de cuyo eterno sacerdocio queda hecho partcipe. Carcter
que el sacerdote, aun en medio de los ms deplorables desrdenes en que
puede caer por la humana fragilidad, no podr jams borrar de su alma. Pero
juntamente con este carcter y con estos poderes, el sacerdote, por medio del
sacramento del Orden, recibe nueva y especial gracia con derecho a especiales
auxilios, con los cuales, si fielmente coopera mediante su accin libre y
personal a la accin infinitamente poderosa de la misma gracia, podr
dignamente cumplir todos los arduos deberes del sublime estado a que ha sido
llamado, y llevar, sin ser oprimido por ellas, las tremendas responsabilidades
inherentes al ministerio sacerdotal, que hicieron temblar aun a los ms
vigorosos atletas del sacerdocio cristiano, como un San Juan Crisstomo, un
San Ambrosio, un San Gregorio Magno, un San Carlos y tantos otros.
Poder de predicar la Palabra divina
18. Pero el sacerdote catlico es, adems, ministro de Cristo y dispensador de
los misterios de Dios[36] con la palabra, con aquel ministerio de la
palabra[37] que es un derecho inalienable y a la vez un deber imprescindible, a
l impuesto por el mismo Cristo Nuestro Seor: Id, pues, y amaestrad todas
las gentes... ensendoles a guardar cuantas cosas os he mandado[38]. La
Iglesia de Cristo, depositaria y guarda infalible de la divina revelacin, derrama
por medio de sus sacerdotes los tesoros de la verdad celestial, predicando a
Aquel que es luz verdadera que alumbra a todo hombre que viene a este
mundo[39], esparciendo con divina profusin aquella semilla, pequea y
despreciable a la mirada profana del mundo, pero que, como el grano de
mostaza del Evangelio[40], tiene en s la virtud de echar races slidas y

profundas en las almas sinceras y sedientas de verdad, y hacerlas como


rboles, firmes y robustos, que resistan a los ms recios vendavales.
19. En medio de las aberraciones del pensamiento humano, ebrio por una falsa
libertad exenta de toda ley y freno; en medio de la espantosa corrupcin, fruto
de la malicia humana, se yergue cual faro luminoso la Iglesia, que condena
toda desviacin a la diestra o a la siniestra de la verdad, que indica a todos
y a cada uno el camino que deben seguir. Y ay si aun este faro, no digamos se
extinguiese, lo cual es imposible por las promesas infalibles sobre que est
cimentado, pero si se le impidiera difundir profusamente sus benficos rayos!
Bien vemos con nuestros propios ojos a dnde ha conducido al mundo el haber
rechazado, en su soberbia, la revelacin divina y el haber seguido, aunque sea
bajo el especioso nombre de ciencia, falsas teoras filosficas y morales. Y si,
puestos en la pendiente del error y del vicio, no hemos llegado todava a ms
hondo abismo, se debe a los rayos de la verdad cristiana que, a pesar de todo,
no dejan de seguir difundidos por el mundo. Ahora bien: la Iglesia ejercita su
ministerio de la palabra por medio de los sacerdotes, distribuidos
convenientemente por los diversos grados de la jerarqua sagrada, a quienes
enva por todas partes como pregoneros infatigables de la buena nueva, nica
que puede conservar, o implantar, o hacer resurgir la verdadera civilizacin.
La palabra del sacerdote penetra en las almas y les infunde luz y aliento; la
palabra del sacerdote, aun en medio del torbellino de las pasiones, se levanta
serena y anuncia impvida la verdad e inculca el bien: aquella verdad que
esclarece y resuelve los ms graves problemas de la vida humana; aquel bien
que ninguna desgracia, ni aun la misma muerte, puede arrebatarnos, antes
bien, la muerte nos lo asegura para siempre.
20. Si se consideran adems, una por una, las verdades mismas que el
sacerdote debe inculcar con ms frecuencia, para cumplir fielmente los
deberes de su sagrado ministerio, y se pondera la fuerza que en s encierran,
fcilmente se echar de ver cun grande y cun benfico ha de ser el influjo
del sacerdote para la elevacin moral, pacificacin y tranquilidad de los
pueblos. Por ejemplo, cuando recuerda a grandes y a pequeos la fugacidad de
la vida presente, lo caduco de los bienes terrenos, el valor de los bienes
espirituales para el alma inmortal, la severidad de los juicios divinos, la
santidad incorruptible de Dios, que con su mirada escudria los corazones y
pagar a cada uno conforme a sus obras[41]. Nada ms a propsito que estas
y otras semejantes enseanzas para templar el ansia febril de los goces y
desenfrenada codicia de bienes temporales, que, al degradar hoy a tantas
almas, empujan a las diversas clases de la sociedad a combatirse como
enemigos, en vez de ayudarse unas a otras en mutua colaboracin.
Igualmente, entre tantos egosmos encontrados, incendios de odios y sombros

designios de venganza, nada ms oportuno y eficaz que proclamar muy alto el


mandamiento nuevo[42] de Jesucristo, el precepto de la caridad, que
comprende a todos, no conoce barreras ni confines de naciones o pueblos, no
excepta ni siquiera a los enemigos.
21. Una gloriosa experiencia, que lleva ya veinte siglos, demuestra la grande y
saludable eficacia de la palabra sacerdotal, que, siendo eco fiel y repercusin
de aquella palabra de Dios que es viva y eficaz y ms penetrante que cualquier
espada de dos filos, llega tambin hasta los pliegues del alma y del
espritu[43], suscita herosmos de todo gnero, en todas las clases y en todos
los pases, y hace brotar de los corazones generosos las ms desinteresadas
acciones.
Todos los beneficios que la civilizacin cristiana ha trado al mundo se deben, al
menos en su raz, a la palabra y a la labor del sacerdocio catlico. Un pasado
como ste bastara, slo l, cual prenda segura del porvenir, si no tuviramos
ms segura palabra[44] en las promesas infalibles de Jesucristo.
22. Tambin la obra de las misiones, que de modo tan luminoso manifiesta el
poder de expansin de que por la divina virtud est dotada la Iglesia, la
promueven y la realizan principalmente los sacerdotes, que, abanderados de la
ley y de la caridad, a costa de innumerables sacrificios, extienden y dilatan las
fronteras del reino de Dios en la tierra.
Poder de orar
23. Finalmente, el sacerdote, continuando tambin en este punto la misin de
Cristo, el cual pasaba la noche entera orando a Dios[45] y siempre est vivo
para interceder por nosotros[46], como mediador pblico y oficial entre la
humanidad y Dios, tiene el encargo y mandato de ofrecer a El, en nombre de la
Iglesia, no slo el sacrificio propiamente dicho, sino tambin el sacrificio de
alabanza[47] por medio de la oracin pblica y oficial; con los salmos, preces y
cnticos, tomados en gran parte de los libros inspirados, paga l a Dios
diversas veces al da este debido tributo de adoracin, y cumple este tan
necesario oficio de interceder por la humanidad, hoy ms que nunca afligida y
ms que nunca necesitada de Dios. Quin puede decir los castigos que la
oracin sacerdotal aparta de la humanidad prevaricadora y los grandes
beneficios que le procura y obtiene?
Si aun la oracin privada tiene a su favor promesas de Dios tan magnficas y
solemnes como las que Jesucristo le tiene hechas[48], cunto ms poderosa
ser la oracin hecha de oficio en nombre de la Iglesia, amada Esposa del
Redentor? El cristiano, por su parte, si bien con harta frecuencia se olvida de

Dios en la prosperidad, en el fondo de su alma siempre siente que la oracin lo


puede todo, y como por santo instinto, en cualquier accidente, en todos los
peligros pblicos y privados, acude con gran confianza a la oracin del
sacerdote. A ella piden remedios los desgraciados de toda especie; a ella se
recurre para implorar el socorro divino en todas las vicisitudes de este
mundanal destierro. Verdaderamente, el sacerdote est interpuesto entre Dios
y el humano linaje: los beneficios que de all nos vienen, l los trae, mientras
lleva nuestras oraciones all, apaciguando al Seor irritado[49].
24. Qu ms? Los mismos enemigos de la Iglesia, como indicbamos al
principio, demuestran, a su manera, que conocen toda la dignidad e
importancia del sacerdocio catlico cuando dirigen contra l los primeros y ms
fuertes golpes, porque saben muy bien cun ntima es la unin que hay entre
la Iglesia y sus sacerdotes. Unos mismos son hoy los ms encarnizados
enemigos de Dios y los del sacerdocio catlico: honroso ttulo que hace a ste
ms digno de respeto y veneracin.
II. SANTIDAD Y VIRTUDES SACERDOTALES
Dignidad sacerdotal
25. Altsima es, pues, venerables hermanos, la dignidad del sacerdote, sin que
puedan empaar sus resplandores las flaquezas, aunque muy de sentir y llorar,
de algunos indignos; como tales flaquezas no deben bastar para que se
condenen al olvido los mritos de tantos otros sacerdotes, insignes por virtud y
por saber, por celo y aun por el martirio. Tanto ms cuanto que la indignidad
del sujeto en manera alguna invalida sus actos ministeriales: la indignidad del
ministro no toca a la validez de los sacramentos, que reciben su eficacia de la
Sangre sacratsima de Cristo, independientemente de la santidad del
sacerdote; pues aquellos instrumentos de eterna salvacin [los sacramentos]
causan su efecto, como se dice en lenguaje teolgico, ex opere operato.
Santidad proporcionada
26. Con todo, es manifiesto que tal dignidad ya de por s exige, en quien de ella
est investido, elevacin de nimo, pureza de corazn, santidad de vida
correspondiente a la alteza y santidad del ministerio sacerdotal. Por l, como
hemos dicho, el sacerdote queda constituido medianero entre Dios y el
hombre, en representacin y por mandato del que es nico mediador entre
Dios y los hombres, Jesucristo Hombre[50].
Esto le pone en la obligacin de acercarse, en perfeccin, cuanto es posible a
quien representa, y de hacerse cada vez ms acepto a Dios por la santidad de

su vida y de sus acciones; ya que, sobre el buen olor del incienso y sobre el
esplendor de templos y altares, lo que ms aprecia Dios y lo que le es ms
agradable es la virtud. Los mediadores entre Dios y el pueblo dice Santo
Toms deben tener limpia conciencia ante Dios y limpia fama ante los
hombres[51].
Y si, muy al contrario, en vez de eso, quien maneja y administra las cosas
santas lleva vida censurable, las profana y comete sacrilegio: Los que no son
santos no deben manejar las cosas santas[52].
Mayor santidad que en el AT
27. Por esta causa, ya en el Antiguo Testamento mandaba Dios a sus
sacerdotes y levitas: Que sean santos, porque santo soy Yo, el Seor, que los
santifica[53]. Y el sapientsimo Salomn, en el cntico de la dedicacin del
templo, esto precisamente es lo que pide al Seor para los hijos de Aarn:
Revstanse de santidad tus sacerdotes y regocjense tus santos[54]. Pues,
venerables hermanos, si tanta justicia, santidad y fervor diremos con San
Roberto Belarmino se exiga a aquellos sacerdotes, que inmolaban ovejas y
bueyes, y alababan a Dios por beneficios temporales, qu no se ha de pedir a
los que sacrifican el Cordero divino y ofrecen acciones de gracias por bienes
sempiternos?[55]. Grande es la dignidad de los Prelados exclama San
Lorenzo Justiniano, pero mayor es su carga; colocados en alto puesto, han de
estar igualmente encumbrados en la virtud a los ojos de Aquel que todo lo ve;
si no, la preeminencia, en vez de mrito, les acarrear su condenacin[56].
Santidad para celebrar la eucarista
28. En verdad, todas las razones por Nos aducidas antes para hacer ver la
dignidad del sacerdocio catlico tienen su lugar aqu como otros tantos
argumentos que demuestran la obligacin que sobre l pesa de elevarse a muy
grande santidad; porque, conforme ensea el Doctor Anglico, para ejercer
convenientemente las funciones sacerdotales no basta una bondad cualquiera;
se necesita ms que ordinaria; para que los que reciben las rdenes sagradas,
como quedan elevados sobre el pueblo en dignidad, lo estn tambin por la
santidad[57]. Realmente, el sacrificio eucarstico, en el que se inmola la
Vctima inmaculada que quita los pecados del mundo, muy particularmente
requiere en el sacerdote vida santa y sin mancilla, con que se haga lo menos
indigno posible ante el Seor, a quien cada da ofrece aquella Vctima adorable,
no otra que el Verbo mismo de Dios hecho hombre por amor nuestro. Advertid
lo que hacis, imitad lo que trais entre manos[58], dice la Iglesia por boca del
obispo a los diconos, cuando van a ser ordenados sacerdotes.

Santidad para administrar los sacramentos y la Palabra divina


Adems, el sacerdote es el dispensador de la gracia divina, cuyos conductos
son los sacramentos. Sera, pues, bien disonante estar el dispensador privado
de esa preciossima gracia, y aun que slo le mostrara poco aprecio y se
descuidara en conservarla. A l toca tambin ensear las verdades de la fe; y
la doctrina religiosa nunca se ensea tan autorizada y eficazmente como
cuando la maestra es la virtud. Porque dice el adagio que las palabras
conmueven, pero los ejemplos arrastran.
Ha de pregonar la ley evanglica; y no hay argumento ms al alcance de todos
y ms persuasivo, para hacer que sea abrazada con la gracia de Dios que verla
puesta en prctica por quien encarece su observancia. Da la razn San
Gregorio Magno: Penetra mejor en los corazones de los oyentes la voz del
predicador cuando se recomienda por su buena vida; porque con su ejemplo
ayuda a practicar lo que con las palabras aconseja[59]. Esto es lo que de
nuestro divino Redentor dice la Escritura: que empez a hacer y a ensear[60];
y si las turbas le aclamaban, no era tanto porque jams ha hablado otro como
este hombre[61] cuanto porque todo lo hizo bien[62]. Al revs, los que dicen y
no hacen, se asemejan a los escribas y fariseos, de quienes el mismo divino
Redentor, si bien dejando en su lugar la autoridad de la palabra de Dios, que
legtimamente anunciaban, hubo de decir, censurndolos, al pueblo que le
escuchaba: En la ctedra de Moiss se sentaron los escribas y fariseos;
cuantas cosas, pues, os dijeren, guardadlas y hacedlas todas; pero no hagis
conforme a sus obras[63]. El predicador que no trate de confirmar con su
ejemplo la verdad que predica destruir con una mano lo que edifica con la
otra. Muy al contrario, los trabajos de los pregoneros del Evangelio que antes
de todo atienden seriamente a su propia santificacin, Dios los bendice
largamente. Esos son los que ven brotar en abundancia de su apostolado flores
y frutos, y los que en el da de la siega volvern y vendrn con gran regocija,
trayendo las gavillas de su mies[64].
No descuidar la propia santificacin
29. Sera gravsimo y peligrossimo yerro si el sacerdote, dejndose llevar de
falso celo, descuidase la santificacin propia por engolfarse todo en las
ocupaciones exteriores, por buenas que sean, del ministerio sacerdotal.
Procediendo as, no slo pondra en peligro su propia salvacin eterna, como el
gran Apstol de las Gentes tema de s mismo: Castigo mi cuerpo y lo
esclavizo, no sea que habiendo predicado a los otros, venga yo a ser
reprobado[65], pero se expondra tambin a perder, si no la gracia divina, al
menos, s, aquella uncin del Espritu Santo que da tan admirable fuerza y
eficacia al apostolado exterior.

Vocacin a una especial santidad


30. Aparte de eso, si a todos los cristianos est dicho: Sed perfectos como lo
es vuestro Padre celestial[66], con cunta mayor razn deben considerar
como dirigidas a s estas palabras del divino Maestro los sacerdotes llamados
con especial vocacin a seguirle ms de cerca! Por esta razn inculca la Iglesia
severamente a todos los clrigos esta su obligacin gravsima, insertndola en
su cdigo legislativo: Los clrigos deben llevar interior y exteriormente vida
ms santa que los seglares y sobresalir entre ellos, para ejemplo, en virtud y
buenas obras[67]. Y puesto que el sacerdote es embajador en nombre de
Cristo[68]; ha de vivir de modo que pueda con verdad decir con el Apstol:
Sed imitadores mos como yo lo soy de Cristo[69]; ha de vivir como otro
Cristo, que con el resplandor de sus virtudes alumbr y sigue alumbrando al
mundo.
Oracin
31. Pero si todas las virtudes cristianas deben florecer en el alma del
sacerdote, hay, sin embargo, algunas que muy particularmente estn bien en
l y ms le adornan. La primera es la piedad, segn aquello del Apstol a su
discpulo Timoteo: Ejerctate en la piedad[70]. Ciertamente, siendo tan
ntimo, tan delicado y frecuente el trato del sacerdote con Dios, no hay duda
que debe ir acompaado y como penetrado por la esencia de la devocin. Si la
piedad es til para todo[71], lo es principalmente para el ejercicio del
ministerio sacerdotal. Sin ella, los ejercicios ms santos, los ritos ms augustos
del sagrado ministerio, se desarrollarn mecnicamente y por rutina; faltar en
ellos el espritu, la uncin, la vida; pero la piedad de que tratamos, venerables
hermanos, no es una piedad falsa, ligera y superficial, grata al paladar, pero de
ningn alimento; que suavemente conmueve, pero no santifica. Nos hablamos
de piedad slida: de aquella que, independientemente de las continuas
fluctuaciones del sentimiento, est fundada en los ms firmes principios
doctrinales, y consiguientemente formada por convicciones profundas que
resisten a las acometidas y halagos de la tentacin.
Esta piedad debe mirar filialmente en primer lugar a nuestro Padre que est en
los cielos, mas ha de extenderse tambin a la Madre de Dios; y habr de ser
tanto ms tierna en el sacerdote que en los simples fieles cuanto ms
verdadera y profunda es la semejanza entre las relaciones del sacerdote con
Cristo y las de Mara con su divino Hijo.
Celibato

32. ntimamente unida con la piedad, de la cual le ha de venir su hermosura y


aun la misma firmeza, es aquella otra preciossima perla del sacerdote catlico,
la castidad, de cuya perfecta guarda en toda su integridad tienen los clrigos
de la Iglesia latina, constituidos en Ordenes mayores, obligacin tan grave que
su quebrantamiento sera adems sacrilegio[72]. Y si los de las Iglesias
orientales no estn sujetos a esta ley en todo su rigor, no obstante aun entre
ellos es muy considerado el celibato eclesistico; y en ciertos casos,
especialmente en los ms altos grados de la jerarqua, es un requisito
necesario y obligatorio.
33. Aun con la simple luz de la razn se entrev cierta conexin entre esta
virtud y el ministerio sacerdotal. Siendo verdad que Dios es espritu[73], bien
se ve cunto conviene que la persona dedicada y consagrada a su servicio en
cierta manera se despoje de su cuerpo. Ya los antiguos romanos haban
vislumbrado esta conveniencia. El orador ms insigne que tuvieron cita una de
sus leyes, cuya expresin era: A los dioses, dirjanse con castidad; y hace
sobre ella este comentario: Manda la ley que acudamos a los dioses con
castidad, se entiende del alma, en la que est todo, mas no excluye la castidad
del cuerpo; lo que quiere decir es que, aventajndose tanto el alma al cuerpo,
y observndose el ir con castidad de cuerpo, mucho ms se ha de observar el
llevar la del alma[74]. En el Antiguo Testamento mand Moiss a Aarn y a
sus hijos, en nombre de Dios, que no salieran del Tabernculo y, por lo tanto,
que guardasen continencia durante los siete das que duraba su
consagracin[75].
34. Pero al sacerdocio cristiano, tan superior al antiguo, convena mucha mayor
pureza. La ley del celibato eclesistico, cuyo primer rastro consignado por
escrito, lo cual supone evidentemente su prctica ya ms antigua, se
encuentra en un canon del concilio de Elvira[76] a principios del siglo IV, viva
an la persecucin, en realidad no hace sino dar fuerza de obligacin a una
cierta y casi diramos moral exigencia, que brota de las fuentes del Evangelio y
de la predicacin apostlica. El gran aprecio en que el divino Maestro mostr
tener la castidad, exaltndola como algo superior a las fuerzas ordinarias[77];
el reconocerle a El como flor de Madre virgen[78] y criado desde la niez en la
familia virginal de Jos y Mara; el ver su predileccin por las almas puras,
como los dos Juanes, el Bautista y el Evangelista; el or, finalmente, cmo el
gran Apstol de las Gentes, tan fiel intrprete de la ley evanglica y del
pensamiento de Cristo, ensalza en su predicacin el valor inestimable de la
virginidad, especialmente para ms de continuo entregarse al servicio de Dios:
El no casado se cuida de las cosas del Seor y de cmo ha de agradar a
Dios[79]; todo esto era casi imposible que no hiciera sentir a los sacerdotes
de la Nueva Alianza el celestial encanto de esta virtud privilegiada, aspirar a
ser del nmero de aquellos que son capaces de entender esta palabra[80], y

hacerles voluntariamente obligatoria su guarda, que muy pronto fue


obligatoria, por seversima ley eclesistica, en toda la Iglesia latina. Pues, a
fines del siglo IV, el concilio segundo de Cartago exhorta a que guardemos
nosotros tambin aquello que ensearon los apstoles, y que guardaron ya
nuestros antecesores[81].
35. Y no faltan textos, aun de Padres orientales insignes, que encomian la
excelencia del celibato eclesistico manifestando que tambin en ese punto,
all donde la disciplina era ms severa, era uno y conforme el sentir de ambas
Iglesias, latina y oriental. San Epifanio atestigua a fines del mismo siglo IV que
el celibato se extenda ya hasta los subdiconos: Al que an vive en
matrimonio, aunque sea en primeras nupcias y trata de tener hijos, la Iglesia
no le admite a las rdenes de dicono, presbtero, obispo o subdicono; admite
solamente a quien, o ha renunciado a la vida conyugal con su nica esposa, o
ya viudo la ha perdido; lo cual se practica principalmente donde se guardan
fielmente los sagrados cnones[82]. Pero quien est elocuente en esta
materia es el dicono de Edesa y doctor de la Iglesia universal, San Efrn Sirio,
con razn llamado ctara del Espritu Santo[83]. Dirigindose en uno de sus
poemas al obispo Abrahn, amigo suyo, le dice: Bien te cuadra el nombre,
Abrahn, porque tambin t has sido hecho padre de muchos; pero no
teniendo esposa como Abrahn tena a Sara, tu rebao ocupa el lugar de la
esposa. Cra a tus hijos en la fe tuya; sean prole tuya en el espritu, la
descendencia prometida que alcance la herencia del paraso. Oh fruto
hermoso de la castidad en el cual tiene el sacerdocio sus complacencias...!;
rebos el vaso, fuiste ungido; la imposicin de manos te hizo el elegido; la
Iglesia te escogi para s, y te ama[84]. Y en otra parte: No basta al
sacerdote y a lo que pide su nombre al ofrecer el cuerpo vivo (de Cristo) tener
pura el alma, limpia la lengua, lavadas las manos y adornado todo el cuerpo,
sino que debe ser en todo tiempo completamente puro, por estar constituido
mediador entre Dios y el linaje humano. Alabado sea el que tal pureza ha
querido de sus ministros[85]. Y San Juan Crisstomo afirma que quien ejercita
el ministerio sacerdotal debe ser tan puro como si estuviera en el cielo entre
las anglicas potestades[86].
36. Bien que ya la alteza misma, o por emplear la expresin de San Epifanio, la
honra y dignidad increble[87], del sacerdocio cristiano, aqu por Nos
brevemente declarada, prueba la suma conveniencia del celibato y de la ley
que se lo impone a los ministros del altar. Quien desempea un ministerio en
cierto modo superior al de aquellos espritus pursimos que asisten ante el
Seor[88], no ha de estar con mucha razn obligado a vivir, cuanto es posible,
como un puro espritu? Quien debe todo emplearse en las cosas tocantes a
Dios[89], no es justo que est totalmente desasido de las cosas terrestres y
tenga toda su conversacin en los cielos?[90]. Quien sin cesar ha de atender

solcito a la eterna salvacin de las almas, continuando con ellas la obra del
Redentor, no es justo que est desembarazado de los cuidados de la familia,
que absorberan gran parte de su actividad?
3?. Espectculo es, por cierto, para conmover y excitar admiracin, aun
repitindose con tanta frecuencia en la Iglesia catlica, el de los jvenes levitas
que antes de recibir el sagrado Orden del subdiaconado, es decir, antes de
consagrarse de lleno al servicio y culto de Dios, por su libre voluntad,
renuncian a los goces y satisfacciones que honestamente pudieran
proporcionarse en otro gnero de vida. Por su libre voluntad hemos dicho:
como quiera que, si despus de la ordenacin ya no la tienen para contraer
nupcias terrenales, pero las rdenes mismas las reciben no forzados ni por ley
alguna ni por persona alguna, sino por su propia y espontnea resolucin
personal[91].
38. No es nuestro nimo que cuanto venimos diciendo en alabanza del celibato
eclesistico se entienda como si pretendisemos de algn modo vituperar, y
poco menos que condenar, otra disciplina diferente, legtimamente admitida en
la Iglesia oriental; lo decimos tan slo para enaltecer en el Seor esta virtud,
que tenemos por una de las ms altas puras glorias del sacerdocio catlico y
que nos parece responder mejor a los deseos del Corazn Santsimo de Jess y
a sus designios sobre el alma sacerdotal.
Pobreza
39. No menos que por la pureza debe distinguirse el sacerdote catlico por el
desinters. En medio de un mundo corrompido, en que todo se vende y todo se
compra, ha de mantenerse limpio de cualquier gnero de egosmo, mirando
con santo desdn toda vil codicia de ganancia terrena, buscando almas, no
riquezas; la gloria de Dios, no la propia. No es el hombre asalariado que trabaja
por una recompensa temporal; ni el empleado que cumple, s, a conciencia, las
obligaciones de su cargo, pero tiene tambin puesta la mira en su carrera, en
sus ascensos; es el buen soldado de Cristo que no se embaraza con negocios
del siglo, a fin de agradar a quien le alist para su servicio[92], pero es el
ministro de Dios y el padre de las almas, y sabe que su trabajo, sus afanes, no
tienen compensacin adecuada en los tesoros y honores de la tierra. No le est
prohibido recibir lo conveniente para su propia sustentacin, conforme a
aquello del Apstol: Los que sirven al altar participan de las ofrendas... y el
Seor dej ordenado que los que predican el Evangelio vivan del
Evangelio[93]; pero llamado al patrimonio del Seor, como lo expresa su
mismo apelativo de clrigo, es decir, a la herencia del Seor, no espera otra
merced que la prometida por Jesucristo a sus apstoles: Grande es vuestra
recompensa en el reino de los cielos[94]. Ay del sacerdote que, olvidado de

tan divinas promesas, comenzara a mostrarse codicioso de srdida


ganancia[95] y se confundiese con la turba de los mundanos, que arrancaron al
Apstol, y con l a la Iglesia, aquel lamento: Todos buscan sus intereses y no
los de Jesucristo![96]. Este tal, fuera de ir contra su vocacin, se acarreara el
desprecio de sus mismos fieles, porque veran en l una lastimosa
contradiccin entre su conducta y la doctrina evanglica, tan claramente
enseada por Cristo, y que el sacerdote debe predicar: No tratis de
amontonar tesoros para vosotros en la tierra, donde el orn y la polilla los
consumen y donde los ladrones los desentierran y roban; sino atesoraos
tesoros en el cielo[97]. Cuando se reflexiona que un apstol de Cristo, uno de
los Doce, como con dolor observan los evangelistas, Judas, fue arrastrado al
abismo de la maldad precisamente por el espritu de codicia de los bienes de la
tierra, se comprende bien que ese mismo espritu haya podido acarrear a la
Iglesia tantos males en el curso de los siglos. La codicia, llamada por el Espritu
Santoraz de todos los males[98], puede llevar al hombre a todos los crmenes;
y cuando a tanto no llegue, un sacerdote tocado de este vicio, prcticamente, a
sabiendas o sin advertirlo, hace causa comn con los enemigos de Dios y de la
Iglesia y coopera a la realizacin de sus inicuos planes.
40. Al contrario, el desinters sincero gana para el sacerdote las voluntades de
todos, tanto ms cuanto que con este despego de los bienes de la tierra,
cuando procede de la fuerza ntima de la fe, va siempre unida una tierna
compasin para con toda suerte de desgraciados, la cual hace del sacerdote un
verdadero padre de los pobres, en los que, acordndose de las conmovedoras
palabras de su Seor: Lo que hicisteis a uno de estos mis hermanos ms
pequeos, a m lo hicisteis[99], con singular afecto reconoce, reverencia y
ama al mismo Jesucristo.
Celo apostlico
41. Libre as el sacerdote catlico de los dos principales lazos que podran
tenerle demasiado sujeto a la tierra, los de una familia propia y los del inters
propio, estar mejor dispuesto para ser inflamado en el fuego celestial que
brota de lo ntimo del Corazn de Jesucristo, y no aspira sino a comunicarse a
corazones apostlicos, para abrasar toda la tierra[100], esto es, con el fuego
del celo. Este celo de la gloria de Dios y de la salvacin de las almas debe,
como se lee de Jesucristo en la Sagrada Escritura[101], devorar al sacerdote,
hacerle olvidarse de s mismo y de todas las cosas terrenas e impelerlo
fuertemente a consagrarse de lleno a su sublime misin, buscando medios
cada vez ms eficaces para desempearla con extensin y perfeccin siempre
crecientes.

42. Cmo podr un sacerdote meditar el Evangelio, or aquel lamento del


buen Pastor: Tengo otras ovejas que no son de este aprisco, las cuales
tambin debo yo recoger[102], y ver los campos con las mieses ya blancas y
a punto de segarse[103], sin sentir encenderse en su corazn el ansia de
conducir estas almas al corazn del Buen Pastor, de ofrecerse al Seor de la
mies como obrero infatigable? Cmo podr un sacerdote contemplar tantas
infelices muchedumbres, no slo en los lejanos pases de misiones, pero
desgraciadamente aun en los que llevan de cristianos ya tantos siglos, que
yacen como ovejas sin pastor[104], que no sienta en s el eco profundo de
aquella divina compasin que tantas veces conmovi al corazn del Hijo de
Dios?[105]. Nos referimos al sacerdote que sabe que en sus labios tiene la
palabra de vida, y en sus manos instrumentos divinos de regeneracin y
salvacin. Pero, loado sea Dios, que precisamente esta llama del celo
apostlico es uno de los rayos ms luminosos que brillan en la frente del
sacerdote catlico; y Nos, lleno el corazn de paternal consuelo, contemplamos
y vemos a nuestros hermanos y a nuestros queridos hijos, los obispos y los
sacerdotes, como tropa escogida, siempre pronta a la voz del Supremo Jefe de
la Iglesia para correr a todos los frentes del campo inmenso donde se libran las
pacficas pero duras batallas entre la verdad y el error, la luz y las tinieblas, el
reino de Dios y el reino de Satans.
43. Pero de esta misma condicin del sacerdocio catlico, de ser milicia gil y
valerosa, procede la necesidad del espritu de disciplina, y, por decirlo con
palabra ms profundamente cristiana, la necesidad de la obediencia: de
aquella obediencia que traba hermosamente entre s todos los grados de la
jerarqua eclesistica, de suerte que, como dice el obispo en la admonicin a
los ordenandos, la santa Iglesia aparece rodeada, adornada y gobernada con
variedad verdaderamente admirable, al ser consagrados en ella unos
Pontfices, otros sacerdotes de grado inferior..., formndose de muchos
miembros y diversos en dignidad un solo cuerpo, el de Cristo[106]. Esta
obediencia prometieron los sacerdotes a su obispo en el momento de
separarse de l, luego de recibir la sagrada uncin; esta obediencia, a su vez,
juraron los obispos en el da de su consagracin episcopal a la suprema cabeza
visible de la Iglesia, al sucesor de San Pedro, al Vicario de Jesucristo.
Tenga, pues, la obediencia constantemente y cada vez ms unidos, entre s y
con la cabeza, a los diversos miembros de la sagrada jerarqua, haciendo as a
la Iglesia militante de verdad terrible a los enemigos de Dios como ejrcito en
orden de batalla[107]. La obediencia modere el celo quiz demasiado ardiente
de los unos y estimule la tibieza o la cobarda de los otros; seale a cada uno
su puesto y lugar, y se ocupe cada uno sin resistencias, que no serviran sino
para entorpecer la obra magnfica que la Iglesia desarrolla en el mundo. Vea
cada uno en las rdenes de los superiores jerrquicos las rdenes del

verdadero y nico Jefe, a quien todos obedecemos, Jesucristo Nuestro Seor, el


cual se hizo por nosotros obediente hasta la muerte, y muerte de cruz[108].
En efecto, el divino y Sumo Sacerdote quiso que nos fuese manifiesta de modo
singular la obediencia suya absolutsima al Eterno Padre; y por esto abundan
los testimonios, tanto profticos como evanglicos, de esta total y perfecta
sujecin del Hijo de Dios a la voluntad del Padre: Al entrar en el mundo dije:
T no has querido sacrificio ni ofrenda; mas a m me has apropiado un cuerpo...
Entonces dije: Heme aqu que vengo, segn est escrito de m al principio del
libro, para cumplir, oh Dios, tu voluntad[109]. Mi comida es hacer la voluntad
del que me ha enviado[110]. Y aun en la cruz no quiso entregar su alma en las
manos del Padre sin antes haber declarado que estaba ya cumplido todo
cuanto las Sagradas Escrituras haban predicho de El, es decir, de toda la
misin que el Padre le haba confiado, hasta aquel ltimo, tan profundamente
misterioso, Sed tengo, que pronunci para que se cumpliese la Escritura[111],
queriendo demostrar con esto cmo aun el celo ms ardiente ha de estar
siempre regido por la obediencia al que para nosotros hace las veces del Padre
y nos transmite sus rdenes, esto es, a los legtimos superiores jerrquicos.
Ciencia
44. Quedara incompleta la imagen del sacerdote catlico, que Nos tratamos de
poner plenamente iluminada a la vista de todo el mundo, si no destacramos
otro requisito importantsimo que la Iglesia exige de l: la ciencia. El sacerdote
catlico est constituido maestro de Israel[112], por haber recibido de Cristo el
oficio y misin de ensear la verdad: Ensead a todas las gentes[113]. Est
obligado a ensear la doctrina de la salvacin, y de esta enseanza, a
imitacin del Apstol de las Gentes, es deudor a sabios e ignorantes[114]. Y
cmo la ha de ensear si no la sabe? En los labios del sacerdote ha de estar el
depsito de la ciencia, y de su boca se ha de aprender la ley, dice el Espritu
Santo por Malaquas[115]. Mas nadie podra decir, para encarecer la necesidad
de la ciencia sacerdotal, palabras ms fuertes que las que un da pronunci la
misma Sabidura divina por boca de Oseas: Por haber t desechado la ciencia,
yo te desechar a ti para que no ejerzas mi sacerdocio[116]. El sacerdote
debe tener pleno conocimiento de la doctrina de la fe y de la moral catlica;
debe saber y ensear a los fieles, y darles la razn de los dogmas, de las leyes
y del culto de la Iglesia, cuyo ministro es; debe disipar las tinieblas de la
ignorancia, que, a pesar de los progresos de la ciencia profana, envuelven a
tantas inteligencias de nuestros das en materia de religin. Nunca ha estado
tan en su lugar como ahora el dicho de Tertuliano: El nico deseo de la verdad
es, algunas veces, el que no se la condene sin ser conocida[117]. Es tambin
deber del sacerdote despejar los entendimientos de los errores y prejuicios en
ellos amontonados por el odio de los adversarios. Al alma moderna, que con

ansia busca la verdad, ha de saber demostrrsela con una serena franqueza; a


los vacilantes, agitados por la duda, ha de infundir aliento y confianza,
guindolos con imperturbable firmeza al puerto seguro de la fe, que sea
abrazada con un pleno conocimiento y con una firme adhesin; a los embates
del error, protervo y obstinado, ha de saber hacer resistencia valiente y
vigorosa, a la par que serena y bien fundada.
45. Es menester, por lo tanto, venerables hermanos, que el sacerdote, aun
engolfado ya en las ocupaciones agobiadoras de su santo ministerio, y con la
mira puesta en l, prosiga en el estudio serio y profundo de las materias
teolgicas, acrecentando de da en da la suficiente provisin de ciencia, hecha
en el seminario, con nuevos tesoros de erudicin sagrada que lo habiliten ms
y ms para la predicacin y para la direccin de las almas[118]. Debe, adems,
por decoro del ministerio que desempea, y para granjearse, como es
conveniente, la confianza y la estima del pueblo, que tanto sirven para el
mayor rendimiento de su labor pastoral, poseer aquel caudal de conocimientos,
no precisamente sagrados, que es patrimonio comn de las personas cultas de
la poca; es decir, que debe ser hombre moderno, en el buen sentido de la
palabra, como es la Iglesia, que se extiende a todos los tiempos, a todos los
pases, y a todos ellos se acomoda; que bendice y fomenta todas las iniciativas
sanas y no teme los adelantos, ni aun los ms atrevidos, de la ciencia, con tal
que sea verdadera ciencia. En todos los tiempos ha cultivado con ventaja el
clero catlico cualesquiera campos del saber humano; y en algunos siglos de
tal manera iba a la cabeza del movimiento cientfico, que clrigo era sinnimo
de docto. La Iglesia misma, despus de haber conservado y salvado los tesoros
de la cultura antigua, que gracias a ella y a sus monasterios no desaparecieron
casi por completo, ha hecho ver en sus ms insignes Doctores cmo todos los
conocimientos humanos pueden contribuir al esclarecimiento y defensa de la fe
catlica. De lo cual Nos mismo hemos, poco ha, presentado al mundo un
ejemplo luminoso, colocando el nimbo de los Santos y la aureola de los
Doctores sobre la frente de aquel gran maestro del insuperable maestro Toms
de Aquino, de aquel Alberto Teutnico a quien ya sus contemporneos
honraban con el sobrenombre de Magno y de Doctor universal.
46. Verdad es que en nuestros das no se puede pedir al clero semejante
primaca en todos los campos del saber: el patrimonio cientfico de la
humanidad es hoy tan crecido, que no hay hombre capaz de abrazarlo todo, y
menos an de sobresalir en cada uno de sus innumerables ramos. Sin
embargo, si por una parte conviene con prudencia animar y ayudar a los
miembros del clero que, por aficin y con especial aptitud para ello, se sienten
movidos a profundizar en el estudio de esta o aquella arte o ciencia, no indigna
de su carcter eclesistico, porque tales estudios, dentro de sus justos lmites y
bajo la direccin de la Iglesia, redundan en honra de la misma Iglesia y en

gloria de su divina Cabeza, Jesucristo, por otra todos los dems clrigos no se
deben contentar con lo que tal vez bastaba en otros tiempos, mas han de estar
en condiciones de adquirir, mejor dicho, deben de hecho tener una cultura
general ms extensa y completa, correspondiente al nivel ms elevado y a la
mayor amplitud que, hablando en general, ha alcanzado la cultura moderna
comparada con la de los siglos pasados.
Santidad y ciencia
47. Es verdad que, en algn caso, el Seor, que juega con el universo[119], ha
querido en tiempos bien cercanos a los nuestros elevar a la dignidad sacerdotal
y hacer por medio de ellos un bien prodigioso a hombres desprovistos casi
completamente de este caudal de doctrina de que tratamos; ello fue para
ensearnos a todos a estimar en ms la santidad que la ciencia y a no poner
mayor confianza en los medios humanos que en los divinos; en otras palabras:
fue porque el mundo ha menester que se repita de tiempo en tiempo en sus
odos esta salvadora leccin prctica: Dios ha escogido a los necios segn el
mundo para confundir a los sabios..., a fin de que ningn mortal se glore ante
su presencia[120]. As, pues, como en el orden natural con los milagros se
suspende, de momento, el efecto de las leyes fsicas, sin ser abrogadas, as
estos hombres, verdaderos milagros vivientes en quienes la alteza de la
santidad supla por todo lo dems, en nada desmienten la verdad y necesidad
de cuanto Nos hemos venido recomendando.
48. Esta necesidad de la virtud y del saber, y esta obligacin, adems, de llevar
una vida ejemplar y edificante, y de ser aquel buen olor de Cristo[121] que el
sacerdote debe en todas partes difundir en torno suyo entre cuantos se llegan
a l, se hace sentir hoy con tanta mayor fuerza y viene a ser tanto ms cierta y
apremiante cuanto que la Accin Catlica, este movimiento tan consolador que
tiene la virtud de impulsar las almas hacia los ms altos Ideales de perfeccin,
pone a los seglares en contacto ms frecuente y en colaboracin ms ntima
con el sacerdote, a quien, naturalmente, no slo acuden como a director, sino
aun le toman tambin por dechado de vida cristiana y de virtudes apostlicas.
III. LA FORMACIN DE LOS CANDIDATOS
AL SACERDOCIO
Seminarios
49. Si tan alta es la dignidad del sacerdocio y tan excelsas las dotes que exige,
sguese de aqu, venerables hermanos, la imprescindible necesidad de dar a los
candidatos al santuario una formacin adecuada. Consciente la Iglesia de esta
necesidad, por ninguna otra cosa quiz, en el transcurso de los siglos, ha

mostrado tan activa solicitud y maternal desvelo como por la formacin de sus
sacerdotes. Sabe muy bien que, si las condiciones religiosas y morales de los
pueblos dependen en gran parte del sacerdocio, el porvenir mismo del
sacerdote depende de la formacin recibida, porque tambin respecto a l es
muy verdadero el dicho del Espritu Santo: La senda que uno emprendi de
joven, esa misma seguir de viejo[122]. Por eso la Iglesia, guiada por ese
divino Espritu, ha querido que en todas partes se erigiesen seminarios, donde
se instruyan y se eduquen con especial cuidado los candidatos al sacerdocio.
Superiores y maestros
50. El seminario, por lo tanto, es y debe ser como la pupila de vuestros ojos,
venerables hermanos, que comparts con Nos el formidable peso del gobierno
de la Iglesia; es y debe ser el objeto principal de vuestros cuidados. Ante todo,
se debe hacer con mucho miramiento la eleccin de superiores y maestros, y
particularmente de director y padre espiritual, a quien corresponde una parte
tan delicada e importante de la formacin del alma sacerdotal. Dad a vuestros
seminarios los mejores sacerdotes, sin reparar en quitarlos de cargos
aparentemente ms importantes, pero que, en realidad, no pueden ponerse en
parangn con esa obra capital e insustituible; buscadlos en otra parte, si fuere
necesario, dondequiera que podis hallarlos verdaderamente aptos para tan
noble fin; sean tales que enseen con el ejemplo, mucho ms que con la
palabra, las virtudes sacerdotales; y que juntamente con la doctrina sepan
infundir un espritu slido, varonil, apostlico; que hagan florecer en el
seminario la piedad, la pureza, la disciplina y el estudio, armando a tiempo y
con prudencia los nimos juveniles no slo contra las tentaciones presentes,
sino tambin contra los peligros mucho ms graves a que se vern expuestos
ms tarde en el mundo, en medio del cual tendrn que vivir para salvar a
todos[123].
Estudios filosficos siguiendo a Sto. Toms
51. Y a fin de que los futuros sacerdotes puedan poseer la ciencia que nuestros
tiempos exigen, como anteriormente hemos declarado, es de suma
importancia que, despus de una slida formacin en los estudios clsicos, se
instruyan y ejerciten bien en la filosofa escolstica segn el mtodo, la
doctrina y los principios del Doctor Anglico[124].
Esta filosofa perenne, como la llamaba nuestro gran predecesor Len XIII, no
solamente les es necesaria para profundizar en los dogmas, sino que les
provee de armas eficaces contra los errores modernos, cualesquiera que sean,
disponiendo su inteligencia para distinguir claramente lo verdadero de lo falso;
para todos los problemas de cualquier especie o para otros estudios que

tengan que hacer les dar una claridad de vista intelectual que sobrepujar a
la de muchos otros que carezcan de esta formacin filosfica, aunque estn
dotados de ms vasta erudicin.
Seminarios regionales
52. Y si, como sucede, especialmente en algunas regiones, la pequea
extensin de las dicesis, o la dolorosa escasez de alumnos, o la falta de
medios y de hombres a propsito no permitiesen que cada dicesis tenga su
propio seminario bien ordenado segn todas las leyes del Cdigo de Derecho
Cannico[125] y las dems prescripciones eclesisticas, es sumamente
conveniente que los obispos de aquella regin se ayuden fraternalmente y
unan sus fuerzas, concentrndolas en un seminario comn, a la altura de su
elevado objeto.
Las grandes ventajas de tal concentracin compensarn abundantemente los
sacrificios hechos para conseguirlas. Aun lo doloroso que es a veces para el
corazn paternal del obispo ver apartados temporalmente del pastor a los
clrigos, sus futuros colaboradores, en los que quisiera transfundir l mismo su
espritu apostlico, y alejados tambin del territorio que deber ser ms tarde
el campo de sus ministerios, ser despus recompensado con creces al
recibirlos mejor formados y provistos de aquel patrimonio espiritual que
difundirn con mayor abundancia y con mayor fruto en beneficio de su
dicesis. Por esta razn, Nos no hemos dejado nunca de animar, promover y
favorecer tales iniciativas, antes con frecuencia las hemos sugerido y
recomendado. Por nuestra parte, adems, donde lo hemos credo necesario,
Nos mismo hemos erigido, o mejorado, o ampliado varios de esos seminarios
regionales, como a todos es notorio, no sin grandes gastos y graves afanes, y
con la ayuda de Dios continuaremos en adelante aplicndonos con el mayor
celo a fomentar esta obra, que reputamos como una de las ms tiles al bien
de la Iglesia.
Seleccin de candidatos
53. Todo este magnfico esfuerzo por la educacin de los aspirantes a ministros
del santuario de poco servira si no fuese muy cuidada la seleccin de los
mismos candidatos, para los cuales se erigen y sostienen los seminarios. A esta
seleccin deben concurrir todos cuantos estn encargados de la formacin del
clero: superiores, directores espirituales, confesores, cada uno en el modo y
dentro de los lmites de su cargo. As como deben con toda diligencia cultivar la
vocacin divina y fortalecerla, as con no menor celo deben, a tiempo, separar
y alejar a los que juzgaren desprovistos de las cualidades necesarias, y que se
prev, por lo tanto, que no han de ser aptos para desempear digna y

decorosamente el ministerio sacerdotal. Y aunque lo mejor es hacer esta


eliminacin desde el principio, porque en tales cosas el esperar y dar largas es
grave error y causa no menos graves daos, sin embargo, cualquiera que haya
sido la causa del retardo, se debe corregir el error, tan pronto como se
advirtiere, sin respetos humanos y sin aquella falsa compasin que sera una
verdadera crueldad no slo para con la Iglesia, a quien se dara un ministro
inepto o indigno, sino tambin para con el mismo joven, que, extraviado ese
camino, se encontrara expuesto a ser piedra de escndalo para s y para los
dems, con peligro de eterna perdicin.
Signos de vocacin sacerdotal
54. No ser difcil a la mirada vigilante y experimentada del que gobierna el
seminario, que observa y estudia con amor, uno por uno, a los jvenes que le
estn confiados y sus inclinaciones, no ser difcil, repetimos, asegurarse de si
uno tiene o no verdadera vocacin sacerdotal. La cual, como bien sabis,
venerables hermanos, ms que en un sentimiento del corazn, o en una
sensible atraccin, que a veces puede faltar o dejar de sentirse, se revela en la
rectitud de intencin del aspirante al sacerdocio, unida a aquel conjunto de
dotes fsicas, intelectuales y morales que le hacen idneo para tal estado.
Quien aspira al sacerdocio slo por el noble fin de consagrarse al servicio de
Dios y a la salvacin de las almas, y juntamente tiene, o al menos procura
seriamente conseguir, una slida piedad, una pureza de vida a toda prueba y
una ciencia suficiente en el sentido que ya antes hemos expuesto, este tal da
pruebas de haber sido llamado por Dios al estado sacerdotal. Quien, por lo
contrario, movido quiz por padres mal aconsejados, quisiere abrazar tal
estado con miras de ventajas temporales y terrenas que espera encontrar en el
sacerdocio (como suceda con ms frecuencia en tiempos pasados); quien es
habitualmente refractario a la obediencia y a la disciplina, poco inclinado a la
piedad, poco amante del trabajo y poco celoso del bien de las almas;
especialmente quien es inclinado a la sensualidad y aun con larga experiencia
no ha dado pruebas de saber dominarla; quien no tiene aptitud para el estudio,
de modo que se juzga que no ha de ser capaz de seguir con bastante
satisfaccin los cursos prescritos; todos stos no han nacido para sacerdotes, y
el dejarlos ir adelante, casi hasta los umbrales mismos del santuario, les hace
cada vez ms difcil el volver atrs, y quiz les mueva a atravesarlos por
respeto humano, sin vocacin ni espritu sacerdotal.
Responsables de la seleccin
55. Piensen los rectores de los seminarios, piensen los directores espirituales y
confesores, la responsabilidad gravsima que echan sobre s para con Dios,
para con la Iglesia y para con los mismos jvenes, si por su parte no hacen

todo cuanto les sea posible para impedir un paso tan errado. Decimos que aun
los confesores y directores espirituales podran ser responsables de un tan
grave yerro, no porque puedan ellos hacer nada en el fuero externo, cosa que
les veda severamente su mismo delicadsimo cargo, y muchas veces tambin
el inviolable sigilo sacramental, sino porque pueden influir mucho en el nimo
de cada uno de los alumnos, y porque deben dirigir a cada uno con paternal
firmeza segn lo que su bien espiritual requiera. Ellos, por lo tanto, sobre todo
si por alguna razn los superiores no toman la mano o se muestran dbiles,
deben intimar, sin respetos humanos, a los ineptos o a los indignos la
obligacin de retirarse cuando estn an a tiempo, atenindose en este
particular a la sentencia ms segura, que en este caso es tambin la ms
favorable para el penitente, pues le preserva de un paso que podra serle
eternamente fatal.
Y si alguna vez no viesen tan claro que deben imponer obligacin, vlganse al
menos de toda la autoridad que les da su cargo y del afecto paterno que tienen
a sus hijos espirituales, para inducir a los que no tienen las disposiciones
debidas a que ellos mismos se retiren espontneamente. Acurdense los
confesores de lo que en materia semejante dice San Alfonso Mara de Ligorio:
Generalmente hablando... (en estos casos), cuanto mayor rigor use el
confesor con el penitente, tanto ms le ayudar a salvarse; y al revs, cuanto
ms benigno se muestre, tanto ms cruel ser. Santo Toms de Villanueva
llamaba a estos confesores demasiado benignos despiadadamente
piadosos, impie pios. Tal caridad es contraria a la caridad[126].
Responsabilidad principal del obispo
56. Pero la responsabilidad principal ser siempre la del obispo, el cual, segn
la gravsima ley de la Iglesia, no debe conferir las sagradas rdenes a ninguno
de cuya aptitud cannica no tenga certeza moral fundada en razones positivas;
de lo contrario, no slo peca gravsimamente, sino que se expone al peligro de
tener parte en los pecados ajenos[127]; canon en que se percibe bien
claramente el eco del aviso del Apstol a Timoteo: A nadie impongas de ligero
las manos ni te hagas partcipe de pecados ajenos[128]. Imponer
ligeramente las manos es (como explica nuestro predecesor San Len Magno)
conferir la dignidad sacerdotal, sin haberlos probado, a quienes no tienen ni la
edad conveniente, ni el mrito de la obediencia, ni han sufrido los debidos
exmenes, ni el rigor de la disciplina, y ser partcipe de pecados ajenos es
hacerse tal el que ordena cual es el que no mereca ser ordenad[129], porque,
como dice San Juan Crisstomo, dirigindose al obispo, pagars tambin t la
pena de sus pecados, as pasados como futuros, por haberle conferido la
dignidad[130].

57. Palabras severas, venerables hermanos; pero ms terrible es an la


responsabilidad que ellas indican, la cual haca decir al gran obispo de Miln
San Carlos Borromeo: En este punto, aun una pequea negligencia de mi
parte puede ser causa de muy grandes pecados[131]. Ateneos, por lo tanto,
al consejo del antes citado Crisstomo: No es despus de la primera prueba,
ni despus de la segunda o tercera, cuando has de imponer las manos, sino
cuando lo tengas todo bien considerado y examinado[132]. Lo cual debe
observarse sobre todo en lo que toca a la santidad de la vida de los candidatos
al sacerdocio. No basta dice el santo obispo y doctor San Alfonso Mara de
Ligorio que el obispo nada malo sepa del ordenando, sino que debe
asegurarse de que es positivamente bueno[133]. As que no temis parecer
demasiado severos si, haciendo uso de vuestro derecho y cumpliendo vuestro
deber, exigs de antemano tales pruebas positivas y, en caso de duda, difers
para ms tarde la ordenacin de alguno; porque, como hermosamente ensea
San Gregorio Magno: Se cortan, cierto, en el bosque las maderas que sean
aptas para los edificios, pero no se carga el peso del edificio sobre la madera,
luego de cortada en el bosque, sino despus que al cabo de mucho tiempo est
bien seca y dispuesta para la obra; que si no se toman estas precauciones,
bien pronto se quiebra con el peso[134], o sea, por decirlo con las palabras
claras y breves del Anglico Doctor, las sagradas rdenes presuponen la
santidad..., de modo que el peso de las rdenes debe cargar sobre las paredes
que la santidad haya bien desecado de la humedad de los vicios[135].
Normas de la S.C. de Sacramentos
58. Por lo dems, si se guardan diligentemente todas las prescripciones
cannicas, si todos se atienen a las prudentes normas que, pocos aos ha,
hicimos Nos promulgar por la Sagrada Congregacin de Sacramentos sobre
esta materia[136], se ahorrarn muchas lgrimas a la Iglesia, y al pueblo fiel
muchos escndalos.
59. Y puesto que para los religiosos quisimos que se diesen normas
anlogas[137], a la par que encarecemos a quien corresponde su fiel
observancia, advertimos a todos los superiores generales de los Institutos
religiosos que tienen jvenes destinados al sacerdocio, que tomen como dicho
a s todo lo que hasta aqu hemos recomendado para la formacin del clero, ya
que ellos son los que presentan sus sbditos para que sean ordenados por los
obispos, y stos generalmente se remiten a su juicio.
60. Ni se dejen apartar, tanto los obispos como los superiores religiosos, de
esta bien necesaria severidad por temor a que llegare a disminuir el nmero de
sacerdotes de la dicesis o del Instituto. El Anglico Doctor Santo Toms se
propuso ya esta dificultad, a la que responde as con su habitual sabidura y

lucidez: Dios nunca abandona de tal manera a su Iglesia que no se hallen


ministros idneos en nmero suficiente para las necesidades de los fieles si se
promueve a los que son dignos y se rechaza a los indignos[138]. Y en todo
caso, como bien observa el mismo Santo Doctor, repitiendo casi a la letra las
graves palabras del concilio ecumnico IV Lateranense[139]: Si no se
pudieran encontrar tantos ministros como hay ahora, mejor es que haya pocas
buenos que muchos malos[140].
Que es lo mismo que Nos recomendamos en una solemne circunstancia,
cuando con ocasin de la peregrinacin internacional de los seminaristas
durante el ao de nuestro jubileo sacerdotal, hablando al imponente grupo de
los arzobispos y obispos de Italia, dijimos que vale ms un sacerdote bien
formado que muchos poco o nada preparados, con los cuales no puede contar
la Iglesia, si es que no tiene ms bien que llorar[141]. Qu terrible cuenta
tendremos que dar, venerables hermanos, al Prncipe de los Pastores[142], al
Obispo supremo de las almas[143], si las hemos encomendado a guas ineptos
y a directores incapaces!
Oracin y trabajo por las vocaciones
61. Pero, aunque se deba tener siempre por verdad inconmovible que no ha de
ser el nmero, sin ms, la principal preocupacin de quien trabaja en la
formacin del clero, todos, empero, deben esforzarse por que se multipliquen
los vigorosos y diligentes obreros de la via del Seor; tanto ms cuanto que
las necesidades morales de la sociedad, en vez de disminuir, van en aumento.
Entre todos los medios que se pueden emplear para conseguir tan noble fin, el
ms fcil y a la vez el ms eficaz y ms asequible a todos (y que, por lo tanto,
todos deben emplear) es la oracin, segn el mandato de Jesucristo mismo:
La mies es mucha, mas los obreros pocos: rogad, pues, al dueo de la mies
que mande obreros a su mies[144]. Qu oracin puede ser ms agradable al
Corazn Santsimo del Redentor? Cul otra puede tener esperanza de ser oda
ms pronto y obtener ms fruto que sta, tan conforme a los ardientes deseos
de aquel divino Corazn? Pedid, pues, y se os dar[145], pedid sacerdotes
buenos y santos, y el Seor, sin duda, los conceder a su Iglesia, como siempre
los ha concedido en el transcurso de los siglos, aun en los tiempos que
parecan menos propicios para el florecimiento de las vocaciones sacerdotales;
ms an, precisamente en esos tiempos los concedi en mayor nmero, como
se ve con slo fijarse en la hagiografa catlica del siglo XIX, tan rica en
hombres gloriosos del clero secular y regular, entre los que brillan como astros
de primera magnitud aquellos tres verdaderos gigantes de santidad, ejercitada
en tres campos tan diversos, a quienes Nos mismo hemos tenido el consuelo

de ceir la aureola de los Santos: San Juan Mara Vianney, San Jos Benito
Cottolengo y San Juan Bosco.
62. No se han de descuidar, sin embargo, los medios humanos de cultivar la
preciosa semilla de la vocacin que Dios Nuestro Seor siembra
abundantemente en los corazones generosos de tantos jvenes; por eso Nos
alabamos y bendecimos y recomendamos con toda nuestra alma aquellas
provechosas instituciones que de mil maneras y con mil santas industrias,
sugeridas por el Espritu Santo, atienden a conservar, fomentar y favorecer las
vocaciones sacerdotales. Por ms que discurramos deca el amable santo de
la caridad, San Vicente de Pal, siempre hallaremos que no podramos
contribuir a cosa ninguna tan grande como a la formacin de buenos
sacerdotes[146]. Nada, en realidad, hay ms agradable a Dios, ms honorfico
a la Iglesia, de ms provecho a las almas, que el don precioso de un sacerdote
santo. Y consiguientemente, si quien da un vaso de agua a uno de los ms
pequeos entre los discpulos de Jesucristo no perder su galardn[147], qu
galardn no obtendr quien pone, por decirlo as, en las manos puras de un
joven levita el cliz sagrado con la purprea Sangre del Redentor y concurre
con l a elevar al cielo tal prenda de pacificacin y de bendicin para la
humanidad?
Accin Catlica y vocaciones
63. Aqu nuestro pensamiento se vuelve agradecido hacia esa Accin Catlica,
con tan vivo inters por Nos imperada, impulsada y defendida, la cual, como
participacin de los seglares en el apostolado jerrquico de la Iglesia, no puede
desinteresarse de este problema tan vital de las vocaciones sacerdotales. De
hecho, con ntimo consuelo nuestro la vemos distinguirse en todas partes (al
par que en los otros campos de la actividad cristiana), de un modo especial en
ste.
Y en verdad que el ms rico premio de sus afanes es, precisamente, la
abundancia verdaderamente admirable de vocaciones al estado sacerdotal y
religioso que van floreciendo en sus filas juveniles, mostrando con esto que no
slo es campo fecundo para el bien, sino tambin un jardn bien guardado y
cultivado, donde las ms hermosas y delicadas flores pueden crecer sin peligro
de ajarse. Sepan apreciar todos los afiliados a la Accin Catlica el honor que
de esto resulta para su asociacin, y persudanse que los seglares catlicos de
ninguna otra manera entrarn de verdad a la parte de aquella tan alta dignidad
del real sacerdocio, que el Prncipe de los Apstoles atribuye a todo el pueblo
cristiano[148], mejor que contribuyendo al aumento de las filas del clero
secular y regular.

Familia y vocaciones
64. Pero el jardn primero y ms natural donde deben germinar y abrirse como
espontneamente las flores del santuario, ser siempre la familia verdadera y
profundamente cristiana. La mayor parte de los obispos y sacerdotes santos,
cuyas alabanzas pregona la Iglesia[149], han debido el principio de su vocacin
y santidad a los ejemplos y lecciones de un padre lleno de fe y virtud varonil,
de una madre casta y piadosa, de una familia en la que reinaba soberano, junto
con la pureza de costumbres, el amor de Dios y del prjimo. Las excepciones a
esta regla de la providencia ordinaria son raras y no hacen sino confirmarla.
Cuando en una familia los padres, siguiendo el ejemplo de Tobas y Sara, piden
a Dios numerosa descendencia que bendiga el nombre del Seor por los siglos
de los siglos[150] y la reciben con accin de gracias como don del cielo y
depsito precioso, y se esfuerzan por infundir en sus hijos desde los primeros
aos el santo temor de Dios, la piedad cristiana, la tierna devocin a Jess en la
eucarista, y a la Santsima Virgen, el respeto y veneracin a los lugares y
personas consagrados a Dios; cuando los hijos tienen en sus padres el modelo
de una vida honrada, laboriosa y piadosa; cuando los ven amarse santamente
en el Seor, recibir con frecuencia los santos sacramentos, y no slo obedecer
a las leyes de la Iglesia sobre ayunos y abstinencias, pero aun conformarse con
el espritu de la mortificacin cristiana voluntaria; cuando los ven rezar, aun en
el mismo lugar domstico, agrupando en torno a s a toda la familia, para que
la oracin hecha as, en comn, suba y sea mejor recibida en el cielo; cuando
observan que se compadecen de las miserias ajenas y reparten a los pobres de
lo poco o mucho que poseen, ser bien difcil que tratando todos de emular los
ejemplos de sus padres, alguno de ellos a lo menos no sienta en su interior la
voz del divino Maestro que le diga: Ven, sgueme[151], y har que seas
pescador de hombres[152]. Dichosos los padres cristianos que, ya que no
hagan objeto de sus ms fervorosas oraciones estas visitas divinas, estos
mandamientos de Dios dirigidos a sus hijos (como suceda con mayor
frecuencia que ahora en tiempos de fe ms profunda), siquiera no los teman,
sino que vean en ellos una grande honra, una gracia de predileccin y eleccin
por parte del Seor para con su familia!
65. Preciso es confesar, por desgracia, que con frecuencia, con demasiada
frecuencia, los padres, aun los que se gloran de ser sinceramente cristianos y
catlicos, especialmente en las clases ms altas y ms cultas de la sociedad,
parece que no aciertan a conformarse con la vocacin sacerdotal o religiosa de
sus hijos, y no tienen escrpulo de combatir la divina vocacin con toda suerte
de argumentos, aun valindose de medios capaces de poner en peligro no slo
la vocacin a un estado ms perfecto, sino aun la conciencia misma y la

salvacin eterna de aquellas almas que, sin embargo, deberan serles tan
queridas.
Este abuso lamentable, lo mismo que el introducido malamente en tiempos
pasados de obligar a los hijos a tomar estado eclesistico, aun sin vocacin
alguna ni disposicin para l[153], no honra, por cierto, a las clases sociales
ms elevadas, que tan poco representadas estn en nuestros das, hablando en
general, en las filas del clero; porque, si bien es verdad que la disipacin de la
vida moderna, las seducciones que, sobre todo en las grandes ciudades,
excitan prematuramente las pasiones de los jvenes, y las escuelas, en
muchos pases tan poco propicias al desarrollo de semejantes vocaciones, son,
en gran parte, causa y dolorosa explicacin de la escasez de ellas en las
familias pudientes y seoriales, no se puede negar que esto arguye una
lastimosa disminucin de la fe en ellas mismas.
66. En verdad, si se mirasen las cosas a la luz de la fe, qu dignidad ms alta
podran los padres cristianos desear para sus hijos, qu empleo ms noble que
aquel que, como hemos dicho, es digno de la veneracin de los ngeles y de
los hombres? Una larga y dolorosa experiencia ensea, adems, que una
vocacin traicionada (no se tenga por demasiado severa esta palabra) viene a
ser fuente de lgrimas no slo para los hijos, sino tambin para los
desaconsejados padres. Y quiera Dios que tales lgrimas no sean tan tardas
que se conviertan en lgrimas eternas.
CONCLUSIN
Exhortacin a los sacerdotes
67. Y ahora queremos dirigir directamente nuestra paternal palabra a todos
vosotros, queridos hijos, sacerdotes del Altsimo, de uno y otro clero,
esparcidos por todo el orbe catlico: llegue a vosotros, gloria y gozo
nuestro[154], que llevis con tan buen nimo el peso del da y del calor[155],
que tan eficazmente nos ayudis a Nos y a nuestros hermanos en el
episcopado en el desempeo de nuestra obligacin de apacentar el rebao de
Cristo, llegue nuestra voz de paterno agradecimiento, de aliento fervoroso, y a
la par de sentido llamamiento, que aun conociendo y apreciando vuestro
laudable celo, os dirigimos en las necesidades de la hora presente. Cuanto ms
van agravndose estas necesidades, tanto ms debe crecer e intensificarse
vuestra labor salvadora; puesto que vosotros sois la sal de la tierra, vosotros
sois la luz del mundo[156].
Llamados a ser santos

68. Mas, para que vuestra accin sea de veras bendecida por Dios y produzca
fruto copioso, es necesario que est fundada en la santidad de la vida. Esta es,
como ya declaramos antes, la primera y ms importante dote del sacerdote
catlico; sin sta, las dems valen poco; con sta, aun cuando las otras no
sean tan eminentes, se pueden hacer maravillas, como se verific (por citar
slo algunos ejemplos) en San Jos de Cupertino y, en tiempos ms cercanos a
nosotros, en aquel humilde cura de Ars, San Juan Mara Vianney, antes
mencionado, a quien Nos pusimos por modelo y nombramos celestial patrono
de todos los prrocos. As, pues, ved os diremos con el Apstol de las Gentes
, considerad vuestra vocacin[157], que el considerarla no podr menos de
haceros apreciar mejor cada da aquella gracia que os fue dada por la sagrada
ordenacin y estimularos a caminar de un modo digno del llamamiento con que
fuisteis llamados[158].
Ejercicios espirituales y retiros mensuales
69. A esto os ayudar sumamente aquel medio que nuestro predecesor, de s.
m., Po X, en su piadossima y afectuossimaExhortacin al Clero
catlico[159] (cuya lectura asidua calurosamente os recomendamos), pone en
primer lugar entre las cosas que ms ayudan a conservar y aumentar la gracia
sacerdotal; medio aquel que Nos tambin varias veces, y sobre todo en nuestra
carta encclica Mens nostra[160], paternal y solemnemente inculcamos a todos
nuestros hijos, pero especialmente a los sacerdotes, a saber: la prctica
frecuente de los Ejercicios espirituales. Y as como, al cerrarse nuestro jubileo
sacerdotal, no creamos poder dejar a nuestros hijos recuerdo mejor y ms
provechoso de aquella fausta solemnidad que invitarlos por medio de la
susodicha encclica a beber con ms abundancia el agua viva que salta hasta
la vida eterna[161], en esta fuente perenne, puesta por Dios providencialmente
en su Iglesia, as ahora, a vosotros, queridos hijos, especialmente amados
porque ms directamente trabajis con Nos por el advenimiento del reino de
Cristo en la tierra, no creemos poder mostrar mejor nuestro paternal afecto que
exhortndoos vivamente a emplear ese mismo medio de santificacin de la
mejor manera posible, segn los principios y las normas expuestas por Nos en
la citada encclica, recogindoos al sagrado retiro de los Ejercicios espirituales,
no solamente en los tiempos y en la medida estrictamente prescritos por las
leyes eclesisticas[162], pero aun con la mayor frecuencia y el mayor tiempo
que os ser permitido, no dejando de tomar, despus, de cada mes un da para
consagrarlo a ms fervorosa oracin y a mayor recogimiento[163], como han
acostumbrado a hacerlo siempre los sacerdotes ms celosos.
Reavivar la gracia de Dios

70. En el retiro y en el recogimiento podr tambin reavivar la gracia de


Dios[164] quien por ventura hubiera venido a la herencia del Seor no por el
camino recto de la verdadera vocacin, sino por fines terrenales y menos
nobles; puesto que, estando ya unido indisolublemente a Dios y a la Iglesia, no
le queda sino seguir el consejo de San Bernardo: Sean buenas en adelante tus
actuaciones y tus aspiraciones, y sea santo tu ministerio; y de este modo, si no
hubo antes vida santa, por lo menos hyala despus[165]. La gracia de Dios,
y especialmente la que es propia del sacramento del Orden, no dejar de
ayudarle, si con sinceridad lo desea, a corregir lo que entonces hubo de
defectuoso en sus disposiciones personales y a cumplir todas las obligaciones
de su estado presente, de cualquier manera que hubiere entrado en l.
Recogimiento y oracin
71. De ese tiempo de recogimiento y de oracin ellos y todos saldris bien
pertrechados contra las asechanzas del mundo; llenos de celo santo por la
salvacin de las almas; completamente inflamados en amor de Dios, como
deben estar los sacerdotes, ms que nunca en estos tiempos, en los que, junto
a tanta corrupcin y perversin diablica, se nota en todas partes del mundo
un poderoso despertar religioso en las almas, un soplo del Espritu Santo que
se extiende sobre el mundo para santificarlo y para renovar con su fuerza
creadora la faz de la tierra[166]. Llenos de este Espritu Santo, comunicaris
este amor de Dios, como sagrado incendio, a cuantos se llegaren a vosotros,
viniendo a ser con toda verdad portadores de Cristo en medio de esta sociedad
tan perturbada, y que slo de Jesucristo puede esperar salvacin, porque El es
slo y siempre el verdadero Salvador del mundo[167].
Exhortacin a los seminaristas
72. Antes de terminar, queremos, oh jvenes que os estis formando para el
sacerdocio, volver hacia vosotros con la ms particular ternura nuestro
pensamiento y dirigiros nuestra palabra, encomendndoos de lo ms ntimo del
corazn que os preparis con todo empeo para la gran misin a que Dios os
llama. Vosotros sois la esperanza de la Iglesia y de los pueblos, que mucho o,
por mejor decir, todo lo esperan de vosotros; porque de vosotros esperan aquel
conocimiento de Dios y de Jesucristo, activo y vivificante, en el cual consiste la
vida eterna[168]. Procurad, por consiguiente, con la piedad, con la pureza, con
la humildad, con la obediencia, con el amor a la disciplina y al estudio, llegar a
formaros sacerdotes verdaderamente segn os quiere Cristo. Persuados de
que la diligencia que pongis en esta vuestra slida formacin, por cuidadosa y
atenta que sea, nunca ser demasiada, dependiendo, como en gran parte
depende, de ella toda vuestra futura actividad apostlica. Portaos de manera
que la Iglesia, en el da de vuestra ordenacin sacerdotal, encuentre en

vosotros lo que de vosotros quiere, a saber, que os recomienden la sabidura


del cielo, las buenas costumbres y la larga prctica de la virtud, para que luego
el buen olor de vuestra vida deleite a la Iglesia de Jesucristo, y con la
predicacin y ejemplo edifiquis la casa, es decir, la familia de Dios[169].
Slo as podris continuar las gloriosas tradiciones del sacerdocio catlico y
acelerar la hora tan deseada en la cual la humanidad pueda gozar los frutos de
la paz de Cristo en el reino de Cristo.
Misa votiva
73. Para terminar ya esta nuestra carta, nos complacemos en comunicaros a
vosotros, venerables hermanos nuestros en el episcopado, y por vuestro medio
a todos nuestros queridos hijos de uno y otro clero, que como solemne
testimonio de nuestro agradecimiento por la santa cooperacin con que ellos,
siguiendo vuestra direccin y ejemplo, han hecho tan abundantemente
fructuoso para las almas este Ao de la Redencin; y ms todava para que sea
perenne el piadoso recuerdo y la glorificacin de aquel sacerdocio del cual el
nuestro y el vuestro, venerables hermanos, y el de todos los sacerdotes de
Jesucristo, no es sino una participacin, hemos credo oportuno, odo el parecer
de la Sagrada Congregacin de Ritos, preparar una Misa propia votiva de
Jesucristo, sumo y eterno Sacerdote, que tenemos el gusto y consuelo de
publicar junto con esta nuestra carta encclica, y que se podr celebrar los
jueves, conforme a las prescripciones litrgicas.
74. No nos queda, venerables hermanos, sino dar a todos la bendicin
apostlica y paterna, que todos desean y esperan del Padre comn; la cual sea
bendicin de accin de gracias por todos los beneficios concedidos por la
Divina Bondad en estos dos Aos Santos extraordinarios de la Redencin, y que
sea tambin una prenda de felicitaciones para el ao nuevo que va a
comenzar.
Dado en Roma, junto a San Pedro, a 20 de diciembre de 1935, en el 56.
aniversario de nuestra ordenacin sacerdotal, de nuestro pontificado ao
decimocuarto.

PIUS PP.XI

Notas

[1] Mt 5,13-14.
[2] Enc. Ubi arcano (23 dic. 1922).
[3] AAS 14, 449ss.
[4] AAS 23, 241ss.
[5] AAS 25 5-10.
[6] Enc. Divini illius Magistri (31 dic. 1929).
[7] Enc. Casti connubii (31 dic. 1930).
[8] Enc. Quadragesimo anno (15 mayo 1931).
[9] Enc. Caritate Christi (3 mayo 1932).
[10] Enc. Acerba animi (29 sept. 1932).
[11] Cf. Gn 14,18.
[12] Cf. Heb 5,10; 6,20; 7,1-11.15.
[13] Heb 5,1.
[14] Cf. Heb cap. l l.
[15] Cf. Fl. Jos., Antiq. 11,8,5.
[16] Cf. Dan 5.1-30.
[17] 1 Cor 4,1.
[18] Jn 20,21.
[19] Lc 2,14.
[20] Sess.22, c.l.
[21] Heb 7,24.
[22] 1 Cor 11,23ss.

[23] Sal 109,4.


[24] Lc 22,19; 1 Cor 11,24.
[25] Cf. Mal 1,11.
[26] Conc. Trid., sess.22, c.2.
[27] De sacerdotio 3,4: PG 48,642.
[28] Cf. 1 Cor 4,1.
[29] De sacerdotio 3,5.
[30] Jn 20,23.
[31] Mc 2,7.
[32] Lc 7,49.
[33] Lc 5,24.
[34] Manzoni, Osservazioni sulla morale cattolica, c.18.
[35] Cf. Sal 109,4.
[36] Cf. 1 Cor 4,1.
[37] Cf. Act 6,4.
[38] Mt 28,19-20.
[39] Jn 1,9.
[40] Cf. Mt 13,31-32.
[41] Mt 16,27.
[42] Cf. Jn 13,34.
[43] Cf. Heb 4,12.
[44] Cf. 2 Pe 1,19.

[45] Cf. Lc 6,12.


[46] Cf. Heb 7,25.
[47] Cf. Sal 49,14.
[48] Cf. Mt 7,7-11; Mc 11,24; Lc 11,9-13.
[49] S. Juan Crisst., Homil. 5 in Is.
[50] Cf 1 Tim 2,5.
[51] Suppl. 36,1 ad 2.
[52] Decret, dist.88 can.6.
[53] Lev 21,8.
[54] Sal 131,9.
[55] Explanat. in Psalmos, Ps.131,9.
[56] De instit. et regim. Prael., c.ll.
[57] Suppl. 35,1 ad 3.
[58] Pontif. Rom. de ordinat. presbyt.
[59] Ep. 1,1, ep.25.
[60] Hech 1,1.
[61] Jn 7,46.
[62] Cf. Mc 7,37.
[63] Mt 23,2-3.
[64] Sal 125,6.
[65] 1 Cor 9,27.
[66] Mt 5,48.

[67] CIC (1917) c.124.


[68] Cf. 2 Cor 5,20.
[69] 1 Cor 4,16; 11,1.
[70] 1 Tim 4,8.
[71] Ibd.
[72] CIC (1917) c.132, 1.
[73] Jn 4,24.
[74] Cicern, De leg. 2 8 y 10.
[75] Cf. Lev 33-35.
[76] Conc. Elvira, c.33 (Mansi 2,11).
[77] Cf. Mt 19,11.
[78] Brev. Rom. Hymn. ad Laudes in festo SS. Nom. Iesu.
[79] 1 Cor 7,32.
[80] Cf. Mt 19,11.
[81] Conc. Cartag.. 11 c.2 (Mansi 3,191).
[82] Advers. haeres. Panar. 59,4: PG 41,1024.
[83] Brev. Rom. d.18 iun.4,6.
[84] Carmina Nisibaena, carm.19 (edit. Bickel, p.112).
[85] Ibd. carm.l8.
[86] De sacerdotio 3,4: PG 48,642.
[87] Advers. haeres. Panar. 59,4: PG 41,1024.
[88] Cf. Tob 12,15.

[89] Cf. Lc 2,49; 1 Cor 7,32.


[90] Cf. Flp 3,20.
[91] Cf. CIC (1917) c.971.
[92] Cf. 2 Tim 2,3-4.
[93] 1 Cor 9 13-14.
[94] Mt 5,12.
[95] Tit 1,7.
[96] Flp 2,21.
[97] Mt 6,19-20.
[98] 1 Tim 6,10.
[99] Mt 25,40.
[100] Cf. Lc 12,49.
[101] Cf. Sal 68,10; Jn 2,I7.
[102] Jn 10,16.
[103] Jn 4,35.
[104] Mt 9,36.
[105] Cf. Mt 9,36; 14,14; 15,32; Mc 6,34; 8,2, etc.
[106] Pont. Rom. de ordinat. presbyt.
[107] Cf. Cant. 6,3,9.
[108] Cf. Flp 2,8.
[109] Heb 10,5-7.
[110] Jn 4,34.

[111] Jn 19,28.
[112] Jn 3,10.
[113] Mt 28,19.
[114] Rom 1,14.
[115] Mal 2,7.
[116] Os 4,6.
[117] Apolog. c.l.
[118] Cf. CIC (1917) c.129.
[119] Prov 8,31.
[120] 1 Cor 1,27.29.
[121] 2 Cor 2,15.
[122] Prov 22,6.
[123] Cf. 1 Cor 9,22.
[124] CIC (1917) c.1366, 2.
[125] CIC (1917) tt.2l, c.1352-1371.
[126] S. Alf. M. de Ligorio, Opere asc. 3 122 (Marietti 1847).
[127] CIC (1917) c.973,3.
[128] 1 Tim 5,22.
[129] Ep. 12: PL 54,647.
[130] Hom. 16 in Tim: PG 62,587.
[131] Hom. ad ordinandos (1 junio 1577); Homiliae (ed. bibl. Ambros. Mediol.
1747) 4,270.
[132] Hom. 16 in Tim.: PG 62,587.

[133] Theol. mor. de Sacram. Ordin. n.803.


[134] Ep. 1,9,106: PL 70,1031.
[135] II-II q.189, a.l ad 3.
[136] Instructio super scrutinio candidatorum instituendo antequam ad Ordines
promoveantur (27 dic. 1930): AAS 23 (1931) 120.
[137] Instructio ad supremos Religiosorum, etc. Moderatores de formatione
clericali, etc. (1 dic. 1931): AAS 24,74-81.
[138] Suppl. 36,4 ad l.
[139] Conc. Later. IV, ann.1215, c.22.
[140] Suppl. 36,4 ad a.
[141] Cf. L'Osservatore Romano, ao 69, n.21022 (ao 1929) n.176, 29-30 julio.
[142] Cf. 1 Pe 5,4.
[143] Ibd., 2,25.
[144] Mt 9,37,38.
[145] Mt 7,7.
[146] Cf. P. Renaudin, Saint Vincent de Paul, c.5.
[147] Mt 10,42.
[148] Cf. 1 Pe 2,9.
[149] Cf. Eclo 44,15.
[150] Cf. Tob 8,9.
[151] Mt 14,21.
[152] Cf. Mt 4,19.
[153] Cf. CIC (1917) c.971.

[154] 1 Tes 2,20.


[155] Mt 20,12.
[156] Mt 5,13-14.
[157] 1 Cor 1,26.
[158] Ef 4,1.
[159] Haerent animo (4 agosto 1908): ASS 41,555-575.
[160] D. d. (20 dic. 1929): AAS 21,689-706.
[161] Cf. Jn 4,14.
[162] Cf. CIC (1917) c.126.595.1001.1367.
[163] Cf. AAS 21,705.
[164] Cf. 2 Tim 1,6.
[165] Cf. Ep. 27, ad Ardut.: PL 182,131.
[166] Cf. Sal 103,30.
[167] Jn 4,42.
[168] Jn 17,3.
[169] Cf. Pont. Rom. de ordinat. presbyt.

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