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Universit degli Studi di Macerata

C.d.L.
Formazione e Gestione delle Risorse Umane

Geografia Culturale

Carmelo Maria Porto

Le scelte di localizzazione,
configurazione
fi
i
e il paesaggio
i risentono
i t
della CULTURA di un popolo
Ma cosa la CULTURA?
1.
2.
3.
4. .
5. .

la
la parte dell
dellambiente
ambiente opera dell
delluomo
uomo
(Herskovits)
modello di pensiero e comportamento
caratteristico di una popolazione o societ
(Harris)
essa non geneticamente predeterminata o
istintiva, ma il risultato dellinvenzione
sociale che si trasmette solo grazie
allapprendimento e alla comunicazione
(Hoebel)

Termine onnicomprensivo che


identifica non solo llintero
intero stile di
vita di un ppopolo,
p , ma anche i valori
e le credenze dominanti.

CULTURA

GEOGRAFIA

Relazione tra cultura e geografia:


La geografia culturale lapplicazione
dellidea di cultura ai problemi geografici
((Wagner,
g , Mikesell,, 1962).
)
Gli esiti teorico-metodologici dellintuizione
di questo nesso appaiono evidenti fin dal
1871, quando E. B. Tylor formula la sua
rivoluzionaria definizione di cultura.

La definizione di cultura di E.B. Tylor:


La cultura, o civilt quel complesso
insieme, quella totalit che comprende la
conoscenza,, le credenze,, larte,, la morale,, il
diritto, il costume e qualsiasi altra capacit e
abitudine acquisita dall
dalluomo
uomo in quanto
membro di una societ

Relazione tra cultura e geografia:


Come delimitare i campo di interesse specifico
ddella
ll
geografia
fi
culturale
l
l
nellambito
ll bi
d ll
della
geografia umana senza sacrificare laspetto pi
i
innovativo
i della
d ll nozione
i
antropologica
l i di cultura?
l
?
Tylor suggerisce: La comunicazione (verbale e
non verbale) rappresenta il mezzo attraverso cui si
trasmettono nel tempo (tradizione) e nello spazio
(diffusione) i modelli propri a ciascuna cultura.

Relazione tra cultura e geografia:


In questo senso si pu affermare che: la cultura
il momento iin cuii il rapporto tra luomo
l
e la
l natura
si esprime e realizza in sistema di segni (Buttitta,
1979).
1979)
Senza cadere nel vortice del formalismo generato
dal modello, la geografia culturale deve essere
in grado di trattare i fatti culturali, intesi come
insieme di valori segnici, senza dimenticare che:

Continua
i modelli
d lli culturali
l
li possono essere comunicati
i i e

interpretati solo se rapportati luno a laltro


allinterno
all
interno di un sistema;
La pratica comunicativa, che su tali meccanismi si
fonda,, a sua volta si inscrive in un contesto di altre
pratiche, intesi come sistemi di comportamenti
orientati in ambienti sociali ordinati (istituzioni
sociali);
Lazione individuale e lordine sociale, infine, si
sviluppano entro un quadro ambientale
organizzato in funzione della soddisfazione dei
bisogni umani (territorio).

La Geografia Culturale: origini.


Gli anni venti-trenta del XX secolo: la
scuola californiana inventa un nuovo modo
p
delluomo sul
di valorizzare le impronte
paesaggio;
Gli anni ottanta
ottanta-novanta
novanta del XX secolo: la
crisi complessiva dei modelli e paradigmi.

La Geografia Culturale: origini.


Nonostante

la
Geografia
Culturale
contemporanea nasce in California, ad
opera
p
di C. Sauer,, g
gli storici della g
geografia
g
ne rintracciano le origini ideali nella
Germania dell
dellottocento
ottocento (Kulturgeographie,
(Kulturgeographie
1845) nellopera del geografo tedesco A.
V Humboldt.
Von
H b ldt

La Geografia Culturale: origini.


Von Humboldt (1769-1859) nel suo Kosmos
iindica
di luomo
l
come lultimo
l l i
e pi
i nobile
bil scopo
di una descrizione fisica del mondo
Mette in luce che luomo parte integrante del
quadro ambientale, al quale soggetto in quanto
essere vivente ma che modifica con la sua attivit
di
essere
pensante,
pur
essendone,
complessivamente, condizionato.

La Geografia Culturale: origini.


Capostipite della Geografia Culturale F. Ratzel

(1844-1904)
(1844
1904)
che
con
Antropogeografia
interrogandosi
sullinfluenza
esercitata
dallambiente
dall
ambiente sull
sulluomo
uomo, pone il problema del
determinismo geografico.
Ratzel elabora teorie sulla relazione tra il clima e
gli uomini, sullinfluenza della temperatura sul
corpo
p e sulla mentalit delluomo,, sulla relazione
tra le differenze ambientali e il modo di vita delle
popolazioni.

La Geografia Culturale: origini.


Ratzel anticipa cos il diffusionismo: una tesi che
prevede la diffusione dei tratti caratteristici di una
cultura a partire da una luogo di origine.
Il pproblema ppi rilevante sollevato da Ratzel
consiste nella possibilit di distinguere ci che
dipende dalla natura, ed pertanto determinato da
questa da ci che dipende dalla storia , dalla
questa,
cultura o dalleconomia.
Lo studio delle relazioni orizzontali e verticali
verticali
che intercorrono tra una societ e il suo ambiente
deve stare alla base della geografia.

La Geografia Culturale: scopi.


Studia luomo in quanto individuo e attore sociale;
Cerca
C
di comprendere
d
l diversit,
le
di
i individuando
i di id d

nel tempo e nello spazio la partizione delle culture


e dei singoli elementi che le compongono;
Elabora nuove definizioni di paesaggio nelle quali
viene dato maggior risalto alla componente umana
e culturale;
Cerca di conoscere i caratteri culturali
localizzabili in specifici territori.

La Geografia
L
G
fi Culturale
C lt l contemporanea:
t
Carl O. Sauer e la scuola di Berkeleyy
Sauer ha disegnato per primo una sorta di
epistemologia della disciplina;
Si impone come fondatore della geografia
culturale con un saggio sulla morfologia del
paesaggio nel quale una buona conoscenza
della botanica e della geografia fisica si
intreccia con la storia degli insediamenti
umani.

La Geografia
L
G
fi Culturale
C lt l contemporanea:
t
Carl O. Sauer e la scuola di Baerkeleyy
Come i suoi contemporanei, Sauer concepisce la cultura

come llinsieme
insieme degli strumenti e degli artefatti che
permette alluomo di intervenire sul mondo esterno;
Egli per si spinge oltre: la cultura composta anche da
complessi viventi che le societ hanno imparato a
mobilitare per modificare lambiente naturale, renderlo
meno ostile all
alluomo
uomo e pi produttivo.
produttivo Queste
trasformazioni non sono prive di conseguenze: quando
sono prodotte senza cautela, minacciano lequilibrio
naturale
t l e portano
t
catastrofi
t t fi ecologiche.
l i h
Per Sauer lattitudine a gestire con saggezza lambiente
uno dei pi importati parametri di giudizio delle culture.
culture

La Geografia
L
G
fi Culturale
C lt l contemporanea:
t
Carl O. Sauer e la scuola di Berkeleyy
I lavori della scuola di Berkeley vertono sui gruppi

etnici del mondo americano o sulle grandi civilt


tradizionali.
Il segno
g
che i ggruppi
pp umani imprimono
p
al
paesaggio spesso permane a lungo dopo che essi
sono scomparsi o che hanno modificato totalmente
i loro metodi di valorizzazione.
valorizzazione
Per Sauer e i suoi allievi, la geografia culturale
non fatta per le societ moderne,
moderne infatti,
infatti
concentrano i loro studi sulla diversit dellHabitat
e delle pratiche agricole dei primi coloni.

La Geografia
L
G
fi Culturale
C lt l contemporanea:
t
Carl O. Sauer e la scuola di Berkeleyy
Sauer e i sui allievi prendono in considerazione

solo due aspetti delle societ industrializzate: il


modo in cui esse distruggono lambiente naturale
in cui si sono sviluppate e il corredo di piante e di
animali non autoctoni di cui si circondano.
Dagli anni Trenta del XX secolo,
secolo in Sauer e nei
suoi allievi viva uninquietudine ecologica gi
molto moderna,, tanto che ggli orientamenti dati alla
geografia culturale dalla scuola di Berkeley
restano fra i pi attuali.

La Geografia tropicale di Pierre Gourou


Gourou dal grande fondatore

della geografia umana


francese Vidal de la Blanche assume il fondamento che la
francese,
cultura ci che si interpone tra luomo e lambiente.
Nei suoi lavori, Africa e Per una Geografia Umana, la
cultura risalta come una variabile indipendente, non solo
come frutto delle relazioni tra uomo e ambiente; anzi,
invertendo i termini storici della questione uomo ambiente,
ambiente
Gourou parla di determinismo culturale.
la cultura a generare le societ, la cultura a influenzare
i paesaggi, la cultura a scolpire e condizionare gli
ambienti fisici, e non viceversa.

Geografia e religione
Lo studio della genesi delle aree culturali trova come fattore

fondamentale del modellamento del paesaggio e della descrizione dei


generi di vita la religione.
Si tratta di studiare le religioni mettendo in risalto le espressioni di
queste sul ppaesaggio:
q
gg le case dei vivi e il culto dei morti,, gli
g
insediamenti e lindividuazione del sito, le forme delle citt, cio le
ripercussioni materiali della vita religiosa sullambiente (La Mecca,
Lourdes, Citt del Vaticano, Santiago di Compostela, San Giovanni
Rotondo)
Pi raffinato quel filone di studi che analizza le variet delle attivit
g
sui generi
g
di vita: abitudini
delluomo e linfluenza della religione
alimentari, proibizioni alimentari, fino al condizionamento dei
comportamenti sociali riguardo la procreazione, il matrimonio o
leducazione dei figli.

Geografia e religione
Il territorio un luogo condiviso formato da

luoghi carichi di significati ai quali tutti hanno


accesso grazie ai pellegrinaggi, santuari, campi di
battaglia e monumenti storici; le generazioni
passate vi hanno vissuto, i loro corpi vi riposano
((Claval,, 2002).
)
Lingue, credenze, costumi e religioni creano fra
ggli uomini dei legami
g
che segnano
g
lo spazio
p
in
maniera concreta. Il paesaggio diventa matrice
didentit e impronta dellidentit stessa.

Alimentazione e territorio
Lalimentazione certamente tra le componenti
ffortii ddella
ll identit;
id i questo afferma
ff
M
Montanari
i
mettendo in luce i diversi regimi alimentari delle
regioni
i i europee, in
i particolare
i l di quelle
ll
continentali e di quelle mediterranee.
Le due Europe, soprattutto dopo la Riforma
Luterna, si contrappongono per il consumo di
carne e nelluso di olio e grassi e nella
conservazione dei cibi.

Alimentazione e territorio
Oggi forte il rischio della perdita di questa identit in favore di una

illusoria cultura planetaria dove non c ne scambio, ne reciprocit,


ma solo
l imposizione.
i
i i
Il processo di occidentalizzazione del mondo per via culturale suscita
pi critiche che consensi per i rischi evidenti e fondati di
banalizzazione Tra i modi di penetrazione pi marcati di questo
banalizzazione.
processo, che tra laltro sembrano non conoscere cedimenti, la cultura
del cibo e dellalimentazione sono lesempio pi evidente.
Laa diffusione
d us o e dellhamburger
de a bu ge e della
de a sua vendita
ve d a in forme
o e
standardizzate, in catene ovunque riconoscibili (quella di Mc Donalds
in particolare) tanto pervasivo da avere generato una parola diventata
sinonimo di globalizzazione, mcdonaldizzazione.

Che cosa la
GLOBALIZZAZIONE?
INTERNAZIONALIZZAZIONE
(Rapporti economici, politici, giuridici e culturali tra una
comunit o stato e altri paesi)

MONDIALIZZAZIONE
(Problemi con effetti a livello mondiale e soluzioni
possibili con organismi internazionali: ambiente,
ambiente acqua,
acqua
clima, energia, migrazioni, malattie, mafie)

GLOBALIZZAZIONE
(diffusione di dispositivi, simboli, materiali, tecniche,
procedure e prodotti fruibili su scala mondiale)

LA GLOBALIZZAZIONE
sta ad indicare le nuove forme
assunte nel mondo dal processo di
accumulazione del capitale
capitale dalla
triade Usa, Giappone, Unione
E
Europea
PER CREARE UN UNICO
MERCATO E PER OTTENERE
PROFITTI SU SCALA MONDIALE

IL FENOMENO
implica
i li li
linterazione
t
i
di dinamiche
di
i h
complesse
caratterizzato dal comune
confluire di processi non solo
economici ma anche politici, sociali,
ma soprattutto
tt tt culturali
lt li

QUALI EFFETTI:
Formazione di un mercato finanziario
globale
Nuove tecnologie per lo scambio di beni e
servizi
Iperconcorrenza (agevolata
(
l da
d
liberalizzazione, privatizzazione e
deregulation)

e ancora
Sviluppo dellinformazione e progresso dei mezzi
di trasporto: la
l dimensione
di
i
ddell villaggio
ill i
globale
Cultura globale: il peso degli apporti dipende
dalla capacit di influenza delle varie nazioni
Perdita di rilevanza dello Stato come punto di
riferimento nello scenario economico e politico
p

perch villaggio
villaggio globale?
quello che accade in un punto
qualsiasi
l i i del
d l pianeta
i t come se
avvenisse sotto casa, accanto a noi
come se vivessimo in un immenso
gg
villaggio

LINIZIO!
molti
molti studiosi concordano nel
ritenere che linizio dei grandi
squilibri
ilib i ambientali
bi t li coincida
i id con la
l
rivoluzione industriale
circa 200 anni fa.

ma nell
nellottica
ottica geografica
Il cambiamento globale ha inizio
prima
con le cosiddette scoperte
geografiche
fi h e con la
l colonizzazione
l i
i
moderna.

perch?
gli europei non globalizzarono solo
i traffici ma diffusero un importante
veicolo di comunicazione: le lingue

alle grandi regioni naturali si


sovrapposero le
l regioni
i i umane,
riconoscibili per llimpronta
impronta pi o
meno intensa che g
gli uomini
emigrando vi imponevano

Globalizzazione e rottura degli schemi


La valorizzazione del localismo e dello studio del
territorio
i i e dellambiente
d ll bi
vicino
i i sii rafforza
ff
se
inquadrato in un contesto culturale.
Ripartire dal locale, come logica contrapposizione
alla teoria globale sembra essere il giusto antitodo
per sconfiggere lappiattimento culturale che i
processi di globalizzazione producono nei territori
infettati.

Civilt e cultura europea


La civilt la pi complessa organizzazione di varie

culture, un sistema di culture,


culture
culture una composizione di codici
riconoscibili (lingue, religioni, leggi) e di tratti originali
leggibili su un determinato territorio.
Una definizione geografica dellEuropa non pensabile.
Non si possono individuare criteri di uniformit geografica
del territorio e ancor meno un confine chiaro tra questa
entit e ci che ne resta ai margini. Limmagine di una
Regione Europea delimitata da Urali, Mediterraneo e
Atl ti una pertanto
Atlantico
t t una mera convenzione,
i
assolutamente fuorviante quando si vuole comprenderne la
specificit.
p

Civilt e cultura europea


Secondo il geografo Jacques Lvy, aldil del

patchwork etnico,
etnico linguistico
linguistico, religioso e politico
che caratterizza il territorio europeo
contemporaneo, possibile leggere una serie di
elementi
l
i comunii che
h individuano
i di id
senza dubbio
d bbi
unarea culturale europea.
La cultura greco
greco-romana
romana e linflusso
l influsso giudaico
giudaicocristiano hanno certamente determinato la
formazione di un nucleo culturale europeo
p in cui
la centralit delluomo il principale fattore
aggregante.

Luomo al centro
Possiamo concludere usando le parole del grande

maestro L.
L Gambi : per
per me solo llindagine
indagine
preliminare delle strutture pu consentire lo studio
adeguato di come una societ ha conquistato e
ricreato lambiente ove vive . (1973).
Ci significa che llambiente
ambiente ha una esistenza
sociale solo grazie al modo in cui i gruppi umani
lo concepiscono,
p
, lo analizzano e ne percepiscono
p
p
la possibilit e vi applicano le migliori tecniche di
sfruttamento e di valorizzazione.

Continua .
Lo studio del mondo in chiave soggettiva ,
antropocentrica, smantella la gran parte
p matematico,, i modelli
delle teorie di tipo
delle logiche del mercato e impone luomo
come individuo o come comunit.
comunit
Il paesaggio diviene matrice didentit e
impronta dellidentit stessa.

I tratti culturali si intrecciano

SISTEMI CULTURALI
(h
(hanno
trattii culturali
l
li in
i comune))

Sulla Carta ciascun sistema


culturale rappresentato da una
REGIONE CULTURALE

Carmelo Maria Porto