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SUNTO

ILIADE di Omero - Libro dodicesimo - Prove di traduzione


interlineare con note grammaticali e vocabolario essenziale in
linea.

Riccardo Guiffrey
Progetto di traduzione integrale dellIliade di Omero

ILIADE
Libro XII

LIBRO DODICESIMO
Lassalto al muro
Nel dodicesimo libro troviamo alcune delle pi celebrate scene dellIliade: la replica di Ettore a Polidamante (231-50); il discorso
di Sarpedone a Glauco (310-28); e infine lo sfondamento delle porte del muro difesivo acheo da parte di Ettore (445-66). Vi sono
inoltre alcuni episodi narrativi particolarmente interessanti come lassalto troiano in 256-64. Sempre questo libro contiene
alcune delle pi belle similitudini di tutta lIliade, come quella dei fiocchi di neve in 278-86 o quella del leone in 299-306.
Queste indubbie qualit compositive si trovano per allinterno di uno dei libri delliIiade dalla struttura meno sicura, meno
poderosa. Eppure tutto dovrebbe essere chiaro: in 88-104 i Troiani si dividono in cinque raggruppamenti, a questo dovrebbe
semplicemente seguire il racconto degli attacchi sferrati da ciascuno di essi, narrati i modo sequenziale, ma concepiti come
paralleli, contemporanei. Il progetto narrativo sarebbe stato quindi semplice da seguire, e chiaro: nella real dopo lassalto di
Asio il filo della narrazione si perde, e viene recuperato solo parzialmente con gli attacchi di Sarpedone e di Ettore. Leaf ed altri
critici analitici hanno ipotizzato che il catalogo dei versi 88 sgg. fosse lopera dello stesso autore che troppo spesso interviene
interpolando i discorsi di Nestore con inopportuni sfoggi di erudizione tattica. Ma anche accettando unanalisi di questo tipo,
unintervento chirurgico per eliminare tale parte non contribuisce in modo significativo ad eliminare la generale impressione che
la struttura e i dettagli costruttivi relativi alla fortificazione difensiva achea non siano stati sufficientemente meditati e risolti,
almeno non quanto la geografia del campo di battaglia principale.
Sempre a questo proposito, negli scolii allIliade ci sono tracce di unantica controversia in merito al numero di porte che
dovevano aprire nel muro acheo. In nessun punto il poeta ci dice chiaramente quante porte immaginava. Aristarco scrisse per
esempio una monografia, , nella quale sosteneva che vi fosse una sola porta, e come parte di questa
argomentazione atetizzava i versi 175-80. Senza voler prendere parte a questa controversia, ci possiamo comunque domandare
quanto sia plausibile la tesi di Aristarco, supponendo che non sia caduto nella trappola di attribuire al poeta una precisione pi
grande di quella che in realt non intendeva. Certo il problema aperto.

Dunque, dopo che lattacco di Asio viene respinto, il racconto si focalizza su Ettore. Mentre (da , 195) i Lapiti, con Polipete,
ingaggiano una resistenza furiosa, le truppe al seguito di Ettore attendono presso la trincea (199), mentre i loro comandanti
stanno cercando di interpretare un presagio. Lattacco viene guidato in prima istanza da Ettore e Polidamante, poi essi
scompaiono dalla scena, e lattacco viene condotto dai Troiani in generale, non personalmente da Ettore. Dov dunque Ettore ?
Potrebbe essere in attesa di riprendere lattacco dopo il fallimento di Asio. Ma se fosse cos, allora dovrebbe per prima cosa
affrontare i vittoriosi Lapiti. Ma questi ultimi scompaiono completamente dal racconto. E a questo punto le truppe di Ettore non
attaccano la porta. Il loro obiettivo quello di sfondare il muro - , 257 e questo devessere inteso in
senso letterale, dal momento che il modo in cui propongono di fare questo descritto in dettaglio e con molti termini tecnici
(251-64). Quindi il loro attacco viene fatto su un settore diverso da quello relativo allattacco di Asio.
Quindi ai versi 290-414 entrano in battaglia Sarpedone e Glauco, che attaccano e in parte riescono a sfondare il muro (397-9):
fanno questo in un punto particolare del muro, al difeso da Menesteo (332). Nella disposizione delle forze greche,
Menesteo si trova al centro, appena a destra dei Tessali comandati da Podarche. Gli Aiaci, che sono riusciti a resistere ad Ettore
in 265 sgg., devono intervenire in suo aiuto, cosicch lattacco di Sarpedone si sposta su un altro settore. Ettore prova quindi a
sfondare in un altro punto, probabilmente l dove lo schieramento acheo stato indebolito dallo spostamento degli Aiaci. I
Troiani allora assaltano il muro, ma Ettore afferra al volo una opportunit di sfondare la porta (436-71). Questa porta non alla
sinistra del fronte acheo, dal momento che il combattimento nel libro 13 avviene lontano dal luogo in cui si trovano le tende di
Idomeneo, che erano alla sinistra del fronte acheo (13.210 sgg.), e il poeta dice che Ettoer sta combattendo
in 13.312.
La poca chiarezza relativamente alla posizione della porta, in s relativamente poco importante, comunque un indicatore
dellambiguit della linea narrativa. Il raggrupparsi dei Troiani in cinque divisioni fa pensare ad una tipologia di attacco quale
quella dellattacco dei Sette a Tebe: cinque porte e cinque assalti, simultanei, ma descritti come sequenziali. E per circa trecento
versi la narrazione sembra seguire questo modello: in 118-94 Asio con il terzo gruppo; in 195-289 Ettore con il primo grouppo; in
290-429 Sarpedone e Glauco ocn il quinto gruppo. Che cosa accaduto ai gruppi di Enea e Paride ? E perch il primo assalto di
Ettore non viene dal poeta riservato al climax del racconto ? Ma con il fallimento dellattacco di Asio lintera tipologia del
combattimento cambia, e viene assimilata ad un combattimento in campo aperto di fronte a troia. Vengono impiegati temi
consueti e familiari agli ascoltatori: un eroe che incoraggia un altro guerriero, un guerriero che chiama un altro guerriero in suo
aiuto, descrizioni di carattere generale arricchite con similitudini. E c la breve aristia dei Lapiti (182-94). Il poeta inserisce poi
una lunga descrizione generale nella quale ci presenta i Troiani che attaccano e gli Achei che si difendono (251-89). Sarpedone
incoraggia Glauco (si veda la conversazione di Enea e Pandaro in 5.166-238); Teucro mette fuori combattimento Glauco con una
freccia e quasi ferisce Sarpedone (si vedano le azioni di Paride nel libro 11). Paride ed Enea escono completamente di scena. E
con la scomparsa delle cinque divisioni il racconto segue lopportunit del momento e svanisce anche ogni idea di un attacco a
porte distinte.
Laspetto pi arduo da spiegare il fatto che Paride ed Enea vengono introdotti formalmente, ma poi non viene loro assegnato
nulla da fare, e la loro assenza non viene neppure spiegata, giustificata. Questo il pi sconcertante esempio, nellIliade, di un
filo narrativo primario interrotto bruscamente prima di essere portato a compimento. Ma si confronti anche 4.402, dove

dovrebbe segnalare linizio di una aristia, o il concilio (14.27-134) che prefigura lingresso in battaglia dei comandanti feriti, una
scena efficace che in effetti non si concretizza.
possibile che le fatiche della composizione orale abbiano in qualche modo alterato, scomposto i piani del poeta Ed
naturalmente anche possibile che si siano verificati accidenti nella trasmissione rapodica del testo. Ma tutte queste sono solo
ipotesi non verificabili. Il dodicesimo libro un episodio ben definito, chiaramente distinto dagli episdi precedente e seguente,
ma un libro breve, di soli 471 versi, e per quanto il suo contenuto sia di grande effetto viene messo in ombra e interrotto dal
climax raggiunto nel libro 15, che il compositore deve contemporaneamente avere in mente. Il culmine di questo libro viene
raggiunto in un momento davvero epico, grandioso, terribile, quando Ettore in piedi sulla porta aperta, un momento verso il
quale il poeta ha progressivamente accelerato sin da quando ha fatto giungere i Troiani fino alla trincea achea.
Gli episodi di questo formano una successione di tour de force dellimmaginazione che dipingono la scena in colori eroici
accresciuti: nel mondo reale non si muove allattacco di una porta con un carro, n si butta gi un muro con un colpo del braccia,
o si manda in pezzi una porta con una pietra tenuta nella pro. Ma il racconto che sottosta a tutto questo realistico, sebbene le
tattiche che vengono descritte non riflettano un grande livello di sofisticazione nella tecnica dellassedio. Attaccanti e difensori
fanno uso delle loro normali armi: non ci sono macchine da assedio, neppure un semplice ariete; non viene neppure immaginato
che si possa riempire di terra la trincea achea per facilitare il passaggio, oppure costruire una rampa contro il muro. Questo
rimane un assalto improvvisato, e nei limiti imposti da unoperazione di questo tipo i due fronti agiscono come eserciti capaci,
ben addestrati. Nessun dio interviene a facilitare lazione di una parte o dellaltra, come Apollo interverr in 15.360-6, cos i
Troiani devono cercare di vincere il muro grazie al loro numero o di forzarlo o aprire in esso una breccia con palanchini, mentre
gli Achei dispongono gli uomini a difesa sulle merlature e rinforzano quei settori che sono pi minacciati.

Il destino del muro acheo


Il racconto si sposta ora dalle navi, dove Nestore e Patroclo stavano conversando, al campo di battaglia, ma prima che il poeta
cominci a sviluppare la consueta descrizione generale dei combattimenti, la menzione della trincea degli Achei e del muro porta
il poeta ad una digressione: i lavori di costruzione sono iniziati senza la benedizione divina, e verranno cancellati dai fiumi della
Troade non appena gli Achei partiranno.
La costruzione del muro era stata proposta da Nestore in 7.337-43 ed eseguita in 7.436-41. La sua distruzione era stata lasciata
presagire nella risposta di Zeus alle proteste di Poseidone (7.446-63). Ci sono, nellIliade, allusioni a monumenti nella regione di
Troia (la tomba di Ilo, 10.415 etc.; la tomba di un guerriero sconosciuto, 23.331), ma non chiaro se il poteva vuole implicare che
essi erano visibili al suo tempo (circa il 700 a.C.). In ogni caso questo passaggio vuole essere un espediente, forse un po ingenuo,
per spiegare perch nessun muro acheo, o nessuna sua rovina, ancora visibile al suo tempo. Dal momento che il muro al
centro della narrazione di questo libro, sembra del resto appropriato commentare la sua storia al di fuori della finestra
temporale dellepica iliadica.
La costruzione del muro plausibile, ed qualcosa che un esercito reale avrebbe potuto fare, ma non viene introdotta nellIliade
perch nella saga troiana gli Achei hanno in effetti costruito, nei modi in cui ci viene descritto nel libro 7. Tucidide (1.11.1), che
sosteneva che il muro, o comunque un muro, era stato costruito nel primo anno di guerra, avrebbe risparmiato a se stesso e ai
commentatori di Omero molte speculazioni se fosse stato in grado di riconoscere lesistenza di una invenzione narrativa in
Omero. Il punto, relativamente al muro, non quello di registrare un evento, ma quello di creare una struttura scenica a
supporto della battaglia centrale per la conquista delle navi, e in modo specifico per permettere di introdurre in questo libro
lassalto alle navi e allaccampamento acheo.
Strabone (13.1.31-2) colloca il vicino a Sigeo, a venti stadi dalla classica Ilio, ma riferisce anche di un luogo
denominato e situato a soli dodici stadi, almeno la met del quale egli riferisce era una aggiunta post-omerica
al delta dello Scamandro.
1

1
1
Cos questi, dentro la tenda (da , Ion. -, , (); freq. Plur.), il figlio valoroso di Menezio
2
: 2
curava (da ) Euripilo ferito; quelli invece combattevano,
3
3:
gli Argivi e i Troiani, in folla, schiera contro schiera (da , avv. ()); ma non era destino
4

che tenessero, che resistessero (da ), ancora a lungo la trincea degli Achei e al di sopra il muro
5
, ,

La profezia
del muro

Si veda linizio del Libro IX: .


Il libro 12 inizia allostesso modo del libro 9, con un riferimento llultima scena del libro precedente, utilizzando la formula ()
[] X () .
3 Lo la massa dei guerrieri che combatte intorno o dietro i , quindi la battaglia orda divenuta uno scontro
generalizzato, cos come lo era allinizio del libro 11 (11.67 sgg.).
2

largo, che avevano costruito a difesa (da , con il gen. sopra; metaforicamente a difesa di)
delle navi, e intorno una trincea
6
: :4
avevano tracciato, avevano condotto (da ) - e non avevano donato, non avevano offerto agli
dei le gloriose, nobili ecatombe 7

affinch per essi le navi veloci ed il cospicuo bottino
8
:
custodisse, proteggesse (da ), avendo (da , part. pres. riferito a ) al suo interno; era
stato costruito (da ) contro il volere (da , avverbio, epico, con il genitivo) degli dei
9
: .
immortali; anche per questo non per un lungo tempo rimaneva saldo, in piedi (da , ,
()).
10

Fintanto che Ettore era vivo, ed Achille era preda della sua ira,
11
,
e la citt di Priamo rimaneva non saccheggiata (da , ),
12
.
fino a questo punto anche il grande muro degli Achei rimaneva saldo, in piedi
13
,
Quando poi quanti (erano) i migliori dei Troiani morirono (da , in tmesi),
14
, ,
e molti degli Argivi alcuni furono sopraffatti, uccisi (da ), alcuni rimasero vivi, sopravvissero,
15
,
veniva saccheggiata, distrutta (da ), la citt di Priamo nel decimo anno (da , , (,
) = ),
16
,5
gli Argivi partivano sulle navi verso lamata, la loro patria,
17
6
allora Poeidone ed Apollo progettavano, decidevano (da ),
18
.
di distruggere (da , rammollire, rendere morre, il che lascia supporre un muro edificato
almeno in parte con mattori seccati al sole) il muro scatenando contro la forza, lenergia dei fiumi.
19
,
Quanti (fiumi) scorrono verso il mare dai monti dellIda,
20

Reso, Settefoci, Careso e Rodio,
21

Granico, Esepo e il divino Scamandro
22
7,
e il Simoenta, dove molti scudi (da , , si tratta di scudi di pelle di toro selvatico) ed elmi
23
:
caddero, rotolarono (da ), in mezzo alla polvere, e stirpe di eroi semidei,
24
,
Febo Apollo devi, convogli (da ), le bocche, le foci (da , ), di tutti in uno stesso punto
(da , avv. ()),

Si veda 7.448-50.
Gli eventi di cui ai versi 13-16 sono narrati dai poemi del Ciclo Epico intitolati Etiopide, Piccola Iliade, Ilou Prsis, Nstoi. Di questi
ci rimangono solo frammenti, ma conosciamo il loro argomento dai riassunti contenuti nella Crestomazia di Proclo.
6 Gli dei responsabili dello smantellamento del muro sono Poseidone ed Apollo, che ora agiscono di concerto - pur essendo su fronti
opposti perch, come lamenta Poseidone in 7.451-3, non solo gli Achei hanno omesso di celebrare le dovute ecatombi, ma anche
perch il del muro di Agamennone avrebbe certo superato quello del muro che lui ed Apollo avevano costruito per
Laomedonte, il che era una inaccettabile violazione della degli dei. Questo era certo un buon argomento, se preso a s stante:
Poseidone ed Apollo avevano per ingoiato un insulto diretto da parte di Laomedonte (vedi 21.442-57), ed il muro di Laomedonte
era comunque ancora in piedi. I due dei agiscono, come di solito fanno gli dei nellIliade, come persone, e non tanto come
personificazioni dei rispettivi domini nel mondo naturale. Poseidone era il dio preposto a governare i terremoti, ed
, e come tale sarebbe stato nella corretta posizione per demolire un muro.
7 Sono fiumi della Troade. Reso, Settefoci, Careso, Rodio e Granico vengono citati solo in questo punto nellIliade: questo non deve
sorprendere, visto che insieme allEsepo che scorre vicino a Zelea e si getta nel mar di Marmara, vedi 2.824-7 essi non
attraversano la pianura di Troia. Questi nomi costituiscono tuttavia una specie di lista tradizionale dal momento che essi ricorrono,
tutti meno il Careso, nella lista di fiumi della Teogonia di Esiodo (338-45). La lista di Esioso non coerente, e gi Aristarco aveva
suggerito che Esiodo poteva aver preso la sua lista da questo passo di Omero. In questi casi tuttavia pi sicuro immaginare che i
due poeti possano avere entrambi mutuato i loro nomi da liste tradizionali simili.
5

25
:
per nove giorni spingeva (da ) la fiumana contro il muro; poi Zeus faceva piovere (da )
26
, .
in continuazione, senza interruzione (da , , avverbio), affinch pi rapidamente facesse
(da , qui con lo stesso significato di , , mettere qualcosa in un certo stato) le
mura coperte dallacqua (da , , contr. , ).
27

Lo Scuotitore della terra in persona, tenendo tra le mani il tridente (da , ),
28
,
guidava, stava davanti (da ), quindi gettava, scagliava (da , in tmesi), tra le onde (da
, , , ()) tutte le fondazioni (da , = ())
29
, ,
di legno (da , , lett. un blocco di legno, un trave di legno) e di pietra, quelle che gli Achei
faticando (da ) avevano posto, edificato,
30
,
e le rese piatte (da , , , il senso che spian ) lungo, di fronte allEllesponto
dalle forti correnti, ondoso (da , , contr. , ),
31
8
e di nuovo nascose, ricopr (da ), la grande, spaziosa, estesa spiaggia (da , , ), con
sabbia (da , , frequentemente al plurale)
32
9:
dopo aver ridotto in polvere, cancellato, il muro; i fiumi spinse poi a ritornare (da )
33
10 , .11
gi nel (loro) letto (da , ), dove gi prima scorreva (da ) lacqua dalla bella corrente, che
scorre bella (da , ).

La battaglia intorno al muro: la proposta di Polidamante


34

34

Cos era destino che in futuro Poseidone ed Apollo
35
:
decidessero, dispondessero; ma allora, quel giorno, battaglia e strepito (da , , ()) ardeva
intorno (da )
36
,
al muro ben costruito, e rimbombavano, risuonavano (da ), i pilastri, le travi (da , ,),
delle torri
37
:
che venivano colpiti; gli Argivi, domati dalla frusta di Zeus,
38

schiacciati, premuti (da ), presso le navi ricurve, si tenevano indietro, erano bloccati (da ),
39
, :
temendo Ettore, forte maestro di rotta, di fuga per la paura;
40
:
ma questi, come prima, combatteva, lottava (da ), simile ad una tempesta (da , Ep.
, , );
41
12
come quando in mezzo a cani e uomini cacciatori (da , , , usato da Omero solo nellIliade,
e come aggettivo)
42
13 14:

Paragone

Vedi 7.462.
Si veda al verso 18.
10 come preposizione venne accorciata in alcuni dialetti, specialmente nellepica, in , , , , , , , ,
davanti a , , , , , (oppure ), , (oppure ), rispettivamente.
11 Nel prosieguo dellIliade il muro, con il suo fossato, cambia aspetto a seconda delle circostanze: a volte una fortificazione in
piena regola, altre volte un semplice argine di terra; pu aveva una sola porta, due porte o anche pi. I vari episodi di assalto al
campo acheo derivano da fonti e modelli diversi, tra i quali si trovava anche la narrazione dellespugnazione di una citt.
12 Lespressione ricorre al nominativo in 11.549 (= 15.272) nella forma
. Si noti che i cacciatori delle comparazioni omeriche sono contadini, e non cacciano per sport.
13 La comparazione descrive il comportamento di un cinghiale o di un leone in difficolt, ma per nulla intimiditi o impauriti dai
cacciatori: lanimale resiste agli uomini e ai cani, li attacca, e viene ucciso come risultato del suo stesso coraggio e della sua
determinazione. Sorprende pensare che questa comparazione non illustra le azioni e il comportamento di un eroe che si difende,
ma Ettore (49).
14 Si vedano per esempio 9.237, o 8.337: sempre riferiti ad Ettore.
9

un cinghiale o un leone si dimena (da ), trionfante, esultante, superbo (da ), nella


(sua) forza;
43

quelli, disponendo, allineando (da ), se stessi a mo di torre, a ranghi serrati (da ),
44

gli si parano di fronte e scagliano (da ) fitte (da , , femm. nom. e acc. , - ,
agg. poet. utilizzato solo al plurale)
45
:
le lance dalle mani; ma mai il (suo) cuore glorioso (da , ).
46
, :
prova paura (da ) o vuole fuggire (da ), il (suo stesso) coraggio (da , ) lo uccide
(da );
47
:
spesso (da , , , il neutro plurale come avverbio) si gira (da ) sfidando,
attaccando (da ), le schiere degli uomini;
48
:
in quella direzione dove (da , Ep. , entrambe in Omero) attacca, si avventa, si getta (da ),
qui si ritirano, arretrano (da ), le file degli uomini;
49

cos Ettore, muovendo su e gi per la massa (degli uomini), pregava (da ) i compagni
50
:
51
,
esortando(li) (da ) ad attraversare (da ) il fossato: ma i cavalli veloci non osavano,
forte nitrivano (da ) sullestremo (da , , )
52
:
53
, 15
54
:16
55
,
margine, limite (da , , ), impuntandosi (da ): la fossa larga, ampia (da ,
, ), infatti (li) spaventava, (li) impauriva (da , in tmesi, nel senso che li
spaventava cos da spingerli via dal luogo, linglese to frighten away), semplice (da , , , Ep.
e Ion. , , , come sempre in Omero) n da saltare, superare con un balzo (da ) a
ranghi serrati, n da attraversare (da ); infatti fianchi, margini (da , ), sovrastanti,
scoscesi, a strapiombo (da , ), lungo tutta (la trincea, sott. ) stavano, correvano, da
una parte e dellaltra,
55

56
,
E da sopra di pali (da , , ) appuntiti (da , , ) era dotata, era munita (da
), che avevano messi, disposti, i figli degli Achei,
57
.
fitti, in gran numero e grossi, barriera, difesa (da , , (), contro qualcosa con il genitivo),
contro gli uomini nemici.
58

E qui non facilmente un cavallo, che tirasse (da ) un carro con buone ruote (da ),
59
, 17 .
sarebbe passato (da ), e fanti, uomini a piedi, erano indecisi se, erano impazienti di vedere se
(da ), potessero farcela (da ).
60
:
Allora Polidamante, stando accanto al coraggioso, impavido Ettore, disse: 18
61

O Ettore, e (voi) altri comandanti dei Troiani e degli alleati,
62
:

15

In normale significato di , vicino; in vicinanza; presso; da presso, davvero difficile da comprendere. Forse a ranghi
serrati ? O nel senso che difficile da superare con un balzo e senza prendere un adeguato slancio ?
16 I versi 50-4 presentano tutti lenjambement, il che esprime leccitazione del momento. In 50-1, 52-3 e 53-4 abbiamo tre
progressive enjambement (nella definizione di Kirk, unperiodic nella definitione di Parry: il pensiero si completa alla fine del
verso, ma la frase continua nel verso successivo). Il violent enjambement di 51-2 ( / ) ha quasi un effetto
onomatopeico. Anche i versi 44-5 ( / ) sono un esempio di questutima categoria di enjambement.
17 Si pu anche considerare predicativo di : se potessero farcela a piedi.
18 Quello che troviamo in 61-79 il primo di quattro discorsi di Polidamante: gli altri sono in 12.211-29, 13.726-47, 18.254-83. C
una certa monotonia, somigllianza, tra di essi, forse non voluta, non intenzionale, ma in relazione al fatto che il poeta ha uno
schema, un modello per i discorsi di prudente ammonimento: si vedano per esempio i discorsi di cosigli tattici di Nestoer, 2.337-68,
7.327-43, 10.204-17.

80

19

senza criterio, senza senno (da , , ()), guidiamo (da ) i veloci cavalli
attraverso il fosso;
63
: 19
questo (era) molto difficile, arduo (da , , ), da superare:in esso infatti pali acuminati
64
, ,
aguzzi stavano, erano collocati, e presso, a ridosso di essi (era) il muro degli Achei,
65

e l non in alcun modo possibile (da , impers. con linfinito nel senso di possibile)
scendere, n combattere,
66
: , .20
ai cavalieri: () infatti una strettoia (da , , ), dove ritengo che saremo trucidati, uccisi (da
).
67

Se infatti questi completamente (da ) distrugge, sbaraglia, meditando cose ostili (verso di loro),
68
, ,
Zeus che tuona dallalto, ed desideroso di aiutare i Troiani,
69
,
e davvero, in verit, anchio vorrei che anche subito questo si avverasse,
70
:
che qui, lontano da Argo, ingloriosi, senza gloria, senza nome (da , , epico per ,
utilizzato quando la penultima sillaba deve essere breve), morissero gli Achei;
71
,
ma se essi si voltassero (da ), e si verificasse, ci fosse, si materializzasse un contrattacco, una
reazione (da , , , (, )),
72
,
dalle navi, e noi ci trovassimo a ridosso (da , lett. cadere contro; precipitare su, con il
dativo) della trincea scavata (da , , ),
73

allora non credo che neppure un messaggero farebbe ritorno
74
.
indietro alla citt sotto gli Achei che contrattaccano (da ).
75
:
Ma ors, come io dico, persuadiamoci (da ) tutti:
76
,
gli scudieri trattengano, tengano fermi (da ), i cavalli presso, sopra il fossato,
77

e noi stessi, a piedi, in massa ( da , , , termine di incerto significato), con le corazze sul
petto (da ) e con le armi
78
:
seguiamo (da , con il dativo) tutti Ettore, tutti insieme, in blocco (da , ): allora gli Achei
79
.
non resisteranno se davvero li sovrasta (da , con il dativo della persona) il laccio (da ,
anche , , ) della rovina, della morte (da , ) .
80
, ,
Cos diceva Polidamante, e il discorso favorevole, propizio (da , , gen. -, ()), piace
(da ) ad Ettore,
81
.21
e subito gi dal carro con le armi salta a terra.
82
,
E gli altri Troiani non restavano ammassati (da ) sopra i carri, sopra i cavalli,
83
, .
ma balzano va (da , in tmesi: lett. balzare lontano da) dopo che vedono il divino Ettore.

Paragone

Gli sono ora alltinterno del fossati. Se la descrizione di Polidamante coerente con 54-7, egli non deve dunque,
ragionevolmente, fare molto differenza tra il muro della trincea e la parete dei al di sopra della quale gli (55)
sono sistemati .
20 I versi 65-6, con 49-54, offrono qualche chiarimento in merito allo scopo del fossato. Esso tiene la cavalleria nemica ad una certa
distanza e riduce le possibilit di manovra delle forze che riescono ad attraversarlo, obbligandoli a schierarsi in prossimit del muro
e impedendo la ritirata. Si veda anche 16.368-9. Luso di una fortificazione esterna per integrare il muro difensivo principale diviene
comune dalla met del VII secolo a.C. nei siti greci: il fossato scavato a Vrulia, sullisola di Rodi, realizzato in modo da lasciare uno
spazio di 4-5 metri prima del muro. Un simile spazio si vede alla porta di Dipylon di Atene.
21 Si noti che 80-1 = 13.748-9, lunico altro passo in cui Ettore accetta il consiglio di Polidamante. I verso 81 formulare (8x
nellIliade, con minori variazioni). Polidamante parla ad Ettore e ai comandanti dei Troiani (61), e non si deve ritenere che sia udito
dal resto dellesercito: gli uomini seguono lesempio, anzich ordini espliciti da parte dei comandanti.

84

Quindi ciascuno comandava, dava ordini (da ), al proprio auriga,
85
:22
di trattenere (da ) i cavalli bene in ordine l, lungo il fossato:
86

Questi poi dividendosi, essi stessi organizzandosi, disponendosi (da )
87
.
ordinatisi (da ) in cinque divisioni, seguivano i comandanti.
A proposito dei versi 87-107, in nessun altro punto dellIliade viene suggerita una suddivisione dellesercito troiano in cinque
raggruppamenti, o altro numero di raggruppamenti: il dettaglio probabilmente inventato allo scopo di aggiungere un dettaglio
grafico in un momento di grande rilevanza nel poema. Si vedano per analogia i cinque comandanti dei Pili in 4.295-6 e il catalogo
dei Mirmidoni in 16.168 sgg.anchesso con cinque raggruppamenti.
Si noti anche una nota artificiale di simmetria introdotta dallo schema ricorrente del comandante in capo con due secondi. I
comandanti in capo dei Troiani vengono elencati (dopo la morte di Asio) in 14.425-6:
/ . Elenchi molto diversi di campioni Troiani vengono dati in 13.790-4 e
17.215-18.
Non ci sono dubbi sul fatto che in questo contesto un tale catalogo dovrebbe anticipare la struttura del racconto che segue, che
dovrebbe appunto descrivere ciascun assalto, uno dopo laltro, cos come viene fatto da Eschilo nei Sette contro Tebe, o veniva
probabilmente fatto nella Tebaide. Questo implicherebbe che il muro acheo avesse cinque porte, unidea dibattuta da bT, ma
questo numero non viene mai citato nellIliade. Ma qui il tema dei cinque gruppi che attaccano le cinque porte si disgrega ben
presto, dopo lattacco di Asio, e a dispetto di qualche tentativo di riprendere e sviluppare questo stesso tema. Eppure lo stesso
poeta sembra ricordarsi del mancato resoconto dellattacco di Enea quando lo riporta nella mischia, in 13.458: leroe se ne
rimaneva nelle ultime file corrucciato con Priamo perch, bravo comera fra gli altri, non lo stimava, anche se le circostanze ed
il modo con il quale Priamo esprimeva questo atteggiamento non vengono esplicitati. T mette in relazione in noi con le voci del
Catalogo Troiano, ma senza grande successo. Le divisioni non attaccano nellordine in cui sono qui nominate: per prima attacca
quella di Asio, poi Ettore, Sarpedone, e infine di nuovo Ettore.
88

22

88
,
Quelli che andavano con Ettore e con Polidamante perfetto,
89
,
questi erano i pi numerosi e i migliori, e molto bramavano,
90
.
una volta sfondato (da ) il muro, combattere presso le navi ricurve.
91
:
E come terzo li seguiva Cerbione: invece presso il carro
92
23 .
Ettore lasci (da = ) un altro, inferiore a Cerbione.
93
,
Dei secondi (da , , , qui = ) era a capo Paride, ed (erano a capo) Alcatoo e
Agenore,
94

dei terzi poi (erano a capo) Eleno e Deifobo simile ad un dio,
95
:
due figli di Priamo; terzo era Asio, leroe,
96
,
Asio figlio di Irtaco, che da Arisbe portavano i (suoi) cavalli
97
.24
fulvi, oppure focosi (da , , , , ()), possenti, dal fiume Selleenta.
98

I quarti comandava il valoroso, coraggioso (da , , sinonimo di e ), figlio di Anchise,
99
,
Enea, e con lui i due figli di Antenore
100
.

Le divisioni
che avanzano
a piedi verso
le navi

Si noti che 84-5 = 11.47-8, dove per il soggetto sono gli Achei: un ottimo esempio della maestria con la quale il poeta utilizza
queste serie di versi.
23 Cerbione un figlio bastardo di Priamo, promosso da Ettore a guidare il suo carro in 8.318, dopo la morte di Archeptolemo.
Combatte con Polidamante in 13.790 e viene ucciso sul suo carro da Patroclo in 16.733 sgg. Al suo posto, in questa circostanza,
viene lasciato un altro, inferiore a Cerbione: (92). Il non assegnare un nome ad un personaggio
menzionato esplicitamente con un proprio ruolo non tipico: S. E. Bassett, The Poetry of Homer, Berkeley, 1938, p. 256, osserva un
simile anonimato sono in due altri passi dellIliade, in 13.211 e 394.
24 Si veda la voce al Catalogo Troiano in 2.835-9.

Archeloco e Acamante, ben esperti di ogni battaglia.


101
,
Sarpedone guida (da , regge il dativo, o pi comunemente il genitivo) i gloriosi (da
, , vedi , , ) alleati,
102
:
e al suo fianco sceglie Glauco e il bellicoso, battagliero Asteropeo:
103

questi infatti a lui sembrarono (da ) essere specialmente, distintamente (da ,
avverbio ()), i migliori
104
: .25
fra gli altri, dopo di lui: egli per primeggiava (da ) anche tra tutti.
105
26
Questi, dopo che si furono uniti, stretti (da ), gli uni gli altri con gli scudi di pelli bovina (da
, ed : gen. ; qui = oppure (sempre femminile)) fatti ad arte, ben costruiti (da
, , , ()),
106
,
mossero bramosi, impazienti, contro (da , meno frequentemente , come preposizione con il
genitivo delloggetto) i Danai, e non pensavano (da ) ancora
107
, .27
di venire trattenuti, di trattenersi (da , medio con significato passivo), bens di avventarsi, di
gettarsi (da , frequentemente utilizzato come medio-passivo di ), sulle navi nere.

25

Sarpedone e Glauco, comandanti dei Lici, sono i soli comandanti degli alleati, degli , di un certo rilievo nellIliade, e
giocano un ruolo di combattenti secondo solo a quello di Ettore. Sarpedone uccide Tlepolemo, la principale vittima tra gli Achei
nella prima parte dellIliade, e trova la morte per mano di Patroclo in 16.419 sgg. Sarpedone e Glauco erano cugini: si veda la
genealogia in 6.196-9 e la scena della morte di Sarpedone in 16.419-683. Asteropeo compare qui per la prima volta, non ha alcun
ruolo nellattacco al muro acheo, ma riappare nei libri 17 e 21. Egli era tra i comandanti dei Peoni, ma non viene citato nel catalogo
(2.848-50), e forse per questa ragione, cos come per aumentare il pathos relativo alla sua morte, viene descritto come un recente
rinforzo tra le file troiane quando confessa la propria identit ad Achille in 21.153-60. la mancanza di comandanti di primo piano
tra di loro che fa confinare gli in una singola compagine; altrove viene comunque lasciato intendere che essi erano
numerosi (2.130, 4.438, 17.154-5). Qui i due pronomi (nominativo plurale, anche ) e (dativo singolare) si riferiscono
rispettivamente ad Asteropeo con Glauco, e a Sarpedone. I due versi spiegano le ragioni dellinclusione di Asteropeo, in quanto
Glauco rappresenta una scelta obbligata. Nessuno dei comandanti dei contingenti pi lontani elencati in 2.840-75 era allaltezza per
stare di fianco ai due Lici.
26 Qui potrebbe descrivere una formazione nota come , adotttata quando lesercito si mette sulla
difensiva: si veda al verso 43, a si confrontino 13.129-35 e 16.211-17 dove le truppe si ammassano per una carica. Nella fattispecia,
qui i Troiani stanno assaltando una fortificazione, e concentrano i loro attacchi in particolari punti. Leaf non ha probabilmente
ragione, quando ipotizza trattarsi di una rudimentale testudo: a meno che laccento non sia proprio sulla rudimentalit della
formazione, una frmazione a testuggine richiede gli scudi rettangolari del legionario romano. In ogni caso egli ha correttamente
riconosciuto che si tratta di tattiche relative ad una guerra di assedio.
27 Sarebbe qui naturale assumere i Troiani soggetto delle infinitive ed [] , come in 9.235 e (probabilmente
) 17.639; ma quando il verso ricorre in 126, ancora con i Troiani soggetto del verbo principale, il soggetto delle infinitive espresso,
ed . Per analogia con questa costruzione, alcuni commentatori vedono qui, e traducono come
resistere e come morire.

Lattacco di Asio
Ai versi 108-72 abbiamo la scena relativa al tentativo di Asio di forzare la porta del muro acheo. Questa scena, lattacco di Ettore
(195-289), quello di Sarpedone (378-435) e la strage di Patroclo (16.698-711), costituiscono il corpus in nostro possesso di poesia
arcaica di assedio in senso stretto. Dal momento un assalto frontale contro le mura nemiche rappresenta il climax tanto della
poesia di guerra quanto della guerra stessa, e dal momento che la scena dellassedio ha un suo posto nel repertorio dellarte
micenea, possibile che queste scene rappresentino ci che resta dei una parte significativa dell Tardo Elladica e del
periodo buio. I bastioni progettati e costruiti con precisione, cos come le casematte e i passaggi protetti delle fortificazioni
micenee, sono una testimonianza dellarte della difesa - e per conseguenza dellarte dellattacco contro queste fortificazioni.
Lattacco a cavallo di Asio, per due cavalli, due uomini ed un carro con un modo inefficiente di portare due lance allattacco in
un contesto nel quale ogni braccio importante non guerra, ma meravigliosa immaginazione poetica. E quando Asio incontra
la morte per mano di Idomeneo in 13.384 sgg. egli combatte in modo consueto, a piedi, ma con il suo carro a portata di mano.
La presenza del suo carro allinterno delle fortificazioni in questllo stretto passaggio, e la stranezza del suo attacco con i cavalli,
sono stati assunti come argomento a favore della dipendenza dellepisodio di Asio dal libro 13 (Von der Miihll). Gli assalti di Asio,
Ettore e Sarpedone sono stati naturalmente sferrati simultaneamente, o almeno come tali devono essere considerati, ma
secondo la tecnica della narrazione epica vengono descritti come sequenziali.
108

28

108

E qui gli altri Troiani e gli alleati gloriosi, dalla vasta fama,
109
:
danno retta (da , ) al consiglio di Polidamante perfetto (da , );
110

Ma Asio, figlio di Irtaco, signore (da , , in Ep. antica solo nella frase ) di genti,
non voleva
111
28,
lasciare l i cavalli e lo scudiero e auriga (da , (, )),
112

ma con essi and verso (da , con il dativo) le navi veloci,
113
,
pazzo ! e non era destino che, dopo essere sfuggito (da , verbo Ep. = , usato da
Omero solo allaoristo: qui in tmesi) alle malvagie Chere,
114

superbo (da , per lo pi con il dativo della cosa per la quale si esulta) con cavalli e carri, via dalle
navi
115
:
facesse ritorno (da ) nuovamente ad Ilio ventosa (da , , , ());
116

prima infatti lui avvolse la Moira funesta (da , )
117
.29
mediante la lancia di Idomeneo, nobile figlio di Deucalione.
118
,
Mosse infatti, dunque, verso (da , con accusativo: . , ) la sinistra delle navi , dove
gli Achei
119
:
con cavalli e carri si erano ritirati (da ) dalla pianura;
120
,
qui guid, spinse attraverso (da ), i cavalli e il carro, n alla porta (da , )
121
,
trov chiusi (da ) i battenti (da , , ) e la grande, pesante sbarra, spranga (da ,
, Ep. , , ()),
122
,
ma gli uomini li tenevano aperti (da , riferito a ), se qualcuno dei compagni
123
.
in fuga dalla battaglia potessero salvare, potessero mette in salvo (da = ), tra le navi.

La tecnica di
attacco al
muro
Paragone
Paragone

Si veda la nota a 6.19.


In 113-17, questo lasciar presagire la fine di Asio deve essere interpretato come limpostazione di un obiettivo narrativo a breve
termine, cos come lo era stato la predizione del ferimento di Agamennone in 11.191 sgg. Ma Asio in effetti non muore nel corso
dellassalto al muro, durante il quale Idomeneo non gioca alcun ruolo nonostante la sua posizione sia . Laristia di
Idomeneo segna la prima fase del contrattacco acheo (13.361 sgg.), e Asio la sua seconda vittima (13.383-93). In generale lo
spazio che lo stile epico concede al poeta per i suoi commenti rimane comunque piuttosto limitato, ed i commenti sono rari. Fra
questi commenti rientrano appunto le anticipazioni sulla conclusione di un episodio, o di una serie di episodi. In 11.604 era gi stata
annunciata la fine di Patroclo. Lepica parla di fatti noti, e non cerca limprevisto. Unaltra possibilit di anticipare i fatti offerta
dalle predizioni e dalle decisioni degli di: si veda il verso 173.
29

124
, 30
Qui, decidendo (di andare), determinato (ad andare) (da ), avanti, guidava i cavalli, e quelli
seguivano insieme,
125
:
acutamente lanciando grida (da ); non pensavano, non credevano infatti che gli Achei ancora
126
, 31
avrebbero resistito, ma che sarebbero piombati sulle nere navi,
127
,
pazzi ! Sulla porta trovarono due guerrieri ottimi,
128
,32
figli valorosissimi dei Lapiti che combattono con la lancia,
129
,
luno, il figlio di Piritoo, il forte, possente Polipete,
130
.
laltro Leonteo, simile ad Ares flagello degli uomini.
131

PARAGONE Entrambe dunque di fronte allalta (da , , ) porta
132
,
stavano, come quando le querce (da , , gen. : acc. , nom. pl. ) dallalta cima,
dallalta chioma (da , ), sui monti,
133

che per intere giornate (da , , , = , ma la forma preferita in Omero)resistono,
reggono (da ), il vento e la pioggia (da , ),
134
:
fisse, salde (da ), sulle grandi radici (da , , : per lo pi al plurale) continue, non
spezzate, profonde (da , );
135

cos quei due, fidando (da , con il dat. della persona e della cosa) nelle mani, nelle braccia e nella
forza,
136
.
resistevano al grande, gigantesco Asio che avanzava contro, che attaccava, e non fuggivano per la
paura.
137
33
138

Quelli invece venivano (da ) incontro, verso il muro ben costruito (da , ), sollevando (da
) in alto, al di sopra (da , avverbio), gli scudi di pelli di bue (da , ed , acc. pl. acc.
e in Omero) seccate (da , , ), con grandi, forti grido di giubilo (da , , ,
()),
139

intorno ad Asio signore, e a Iameno e ad Oreste,
140
.
al figlio di Asio Adamante, a Toone e ad Enomao.
141

Questi invero per un certo tempo (da , antica forma epica per , qui per = , per qualche
tempo, da mettere in correlazione [] ; []) gli Achei dalle belle gambiere
142
:

30

Si tratta evidentemente dei suoi compagni.


Cfr. 12.106-7.
32 In 127-53 il resoconto del combattimento messo in atto dai Lapiti non chiarissimo: i due Lapiti sono dapprima fuori delle mura
(, 131), quindi allinterno ( , 142), quindi nuovamente allesterno (, 145). Sono state suggeriti vari
modi per rimediare allapparente contraddizione, per esempio collocare i versi 141-53 dopo il verso 128 (o piuttosto dopo il 130),
oppure eliminare o 131-40 oppure 141-53. Non per il caso di cercare troppe soluzioni: il racconto di situazioni come questa, in
rapida evoluzione e nelle quali locchio del poeta deve muovere velocemente da un punto allaltro della scena, si presenta tanto
facilmente, quanto pu venire esagerato.
Nonostante la fama della loro battaglia contro i Centauri, i Lapiti rappresentano una fonte di difficolt, di perplessit per coloro che
si occupano di genealogie. Come popolo, come trib, essi non hanno alcun ruolo nella saga troiana, e di conseguenza hanno solo
una brevissima menzione nellIliade, qui e al verso 181. Vengono citati una sola volta nellOdissea, in 21.297. I loro comandanti,
Polipete e Leonteo, vengono citati nel Catalogo delle Navi come provenienti dal nord della Tessaglia (2.738-47), senza una nota
relativa alla loro trib, mentre Piritoo viene citato in 1.263 da Nestore, laddove rievoca il combattimento contro i Centauri. Essi
prendono poi parte ai giochi funebri in onore di Patroclo (23.836-7). La stranezza in effetti lomissione del nome tribale nelle
prime allusioni.
33 Qui viee usato in modo lasco, in quanto in realt Asio e i suoi compagni attaccano la porta.
31

154

34

incitavano (da ), stando allinterno (del muro), a combattere a difesa (da ) per le navi, in
difesa delle navi;
143

144
, ,
per quando videro, si accorsero de (da ), i Troiani che venivano incontro a, attaccavano (da
), il muro, mentre tra i Danai sorge il grido (da , ) e la fuga per la paura,
145

PARAGONE i due balzati fuori, corsi fuori (da , in tmesi, con il genitivo : ma pu
anche intendersi retto dalla preposizione con il genitivo), combattevano davanti alla
porta,
146
,
simili a cinghiali selvaggi, che sui monti
147
,
attendono (da ) di uomini e di cani lo strepito, lassalto rumoroso (da , ), che
sopraggiunge,
148

i due saltando (da ) di traverso (da , , = ) intorno a s spezzano, distruggono
(da ), la selva
149
,
recidendola (da ) alla base, alla radice, e sotto un cozzare (da , ) di denti
150
:
c, si sente, fino a quando qualcuno colpendo strappa (loro) fuori (da , in tmesi) la vita;
151

cos sul petto di quelli risuonava, rimbombava (da ), il bronzo lucente,
152
:
mentre venivano colpiti frontalmente; combattevano infatti con molto vigore, con molta forza,
153
34 .
fidando negli uomini (da , ) da sopra e nella (loro) forza.
154

Quelli invece con massi dalle torri ben costruite
155

bersagliavano, colpivano, portando soccorso a, allontanando il pericolo da (da , con il genitivo),
se stessi, dalle tende
156
: ,
e dalla navi che vanno veloci; PARAGONE cadevano gi a terra (da ) come fiocchi di neve (da
, , )
157

che il vento impetuoso (da , , (-, )), dopo aver scosso (da ) le nuvole scure, ombrose
(da , , ),
158
:35
versava gi fitti (da , , , Omero ha anche al pl. femm. un nom. ed acc. )
sulla terra nutrice di molti;
159

cos dalle loro mani i colpi fluivano, cadevano (da ), sia degli Achei
160
:
che anche dei Troiani; tuttintorno (da , senza caso, come avverbio) risuonavano (da ) in
modo secco (da , , ) gli elmi
161
.
di coloro che venivano colpiti dai pietroni (da , , ), e gli scudi (da , , ) ombelicati
(da , , ).
162

Allora gemette, si lament (da ), e batt (da ) le sue due cosce
163
, :
Asio, figlio di Irtaco, e furente, pieno di rabbia (da ), diceva parola:

Paragone
Paragone

qui utilizzato in modo aggettivale con : nel greco classico richiedere una forma verbale (e.g. ) per
definire una costruzione. NellIliade non vengono forniti dettagli relativamente a particolari opere finalizzate a migliorare la
difendibilit della porta; gli uomini, il , sono semplicemente posizionati sugli spalti e scagliano i loro proiettili sulle teste di
Polipete e Leonteo.
35 In 156-8, questa elegante comparazione con la tempesta di neve anticipa la pi lunga e famosa comparazione in 278-89) Il
parallelismo tra lassalto di Asio e il primo attacco di Ettore viene messo in enfasi dalla relativa rarit e brevit delle altre
comparazioni con la neve: solo 3.222 (una breve comparazione) e 19.357-8; ad eccezione di casi in cui la neve una aggiunta ad
una tempesta o simili (come in 10.7, 15.170 e 22.152). Limmagine solitamente quella della neve che cade (), non della
neve per terra ().

173

175

175

182

36

164

O Zeus padre, certamente ora anche tu sei (da , al pf. e ppf. passivo sono (stato) reso, sono
(stato) fatto, quindi semplicemente o ) uno che ama la menzogna, un bugiardo (da
, ),
165
:
proprio, davvero del tutto; infatti io non pensavo che gli eroi achei
166
.
reggessero a, sostenessero la nostra potenza e le (nostre) mani invincibili (da , , ()).
167
,
PARAGONE Questi, come vespe (da , , ) tremolanti, vibranti, o scintillanti, variopinte
(da , , ), nel mezzo, o (come) api (da , Att. , , )
168
,
si fabbricano le dimore (da , , forma dim. di , ma dal significato simile; in greco antico
sempre plurale) in un cammino (da , ) accidentato, scosceso (da , , ),
169
,
e non abbandonano (da , pres. e imperf. , di cui tarda forma) la cava dimora,
ma attendendo (da , con lacc.)
170
,
gli uomini cacciatori (da , Ion. , , , poet. per , nel senso che vogliono
cacciarle) combattono in difesa (da , qui costruito con preposizione ) dei figli,
171

cos quelli non vogliono (da ), pur essendo solo due, dalla porta
172
.
ritirarsi (da , medio con il gen mi ritiro da) prima di uccidere (da ) o di essere
uccisi (da ).
173
, :
Cos diceva, e dicendo queste cose non persuadeva la mente di Zeus:
174
.
il suo cuore infatti a Ettore voleva concedere (da ) la gloria.
175
:
Gli altri intanto combattevano la battaglia alle altre porte;
176
:
arduo che io, come un dio, possa raccontare tutto:
177

ovunque, da ogni parte infatti si era alzato (da ) un fuoco portentoso (da , , ():
come acceso da un dio) intorno alle mura
178
:
di pietra (da , , ()); gli Argivi, per quanto afflitti, straziati (da ), per necessit
179
:
combattevano in difesa (da ) delle navi; gli dei si dolevano (da ) in cuore,
180
.
tutti quanti erano in guerra alleati (da , , Ep. per , in Omero sempre detto degli
dei che aiutano nel combattimento: con ) dei Danai.
181
.36
Ma i Lapiti si scontrano (da , in tmesi) nel combattimento e nella lotta (da , , ).
:
:

[].
E combattevano tutti, ciascuno per la sua porta:
ma raccontare ogni cosa, come un dio, m difficileDogni parte salzava un fuoco terribile intorno al muro
Di pietra [].
182
37
E qui, a questo punto, Polipete, il forte figlio di Piritoo,
183
:

Citazione

Damaso (T)
Ormeno (T)
Pilone (T)

Questi versi contengono un eccezionale riferimento alla persona del poeta; parlano di pi porte (comunque la gran parte
dellesercito troiano ancor dietro il fossato, vedi verso 199); parlano di un fuoco misterioso. Prima di continuare la narrazione
dellassalto al muro, che appare poi condotta da eroi diversi (con attacchi simultanei narrati come successivi). Il poeta avverte che ci
sono pi porte, a giustificare in qualche modo le ripetizioni della parte che segue.
37 Qui segna la ripresa del racconto dopo la digressione. Si noti che le vittime troiane dei due Lapiti hanno, come di
consueto per Troiani di minore importanza, nomi greci.

con la lancia colp Damaso attraverso lelmo dai guanciali di bronzo (da , ):
184
,
185
,
e non resistette lelmo di bronzo, ma la punta bronzea in avanti trapass, sfond (da , in
tmesi), losso, e il cervello
186
: :
allinterno tutto si spappol (da ); lo atterr nello slancio, mentre assaltava;
187
.
quindi subito dopo uccise (da ) Pilone ed Ormeno.
188

Leonteo, germoglio di Ares, il figlio di Antimaco,
189
38.
Ippomaco, colp con la lancia, avendo(lo) colto (da ) sotto la cintura.
190

Quindi, avendo estratto dal fodero la spada acuta, affilata,
191

essendo balzato attraverso la mischia, la folla, per primo Antifate
192
: :
colp (da ) in corpo a corpo (da , , , in acc. femm. come avv. , = ): :
e quello poi sulla terra (da , , gen. , dat. , raro ) cadde, giacque (da ),
supino.
193

Quindi subito dopo Menone, Iameno ed Oreste
194
39.
tutti, uno dopo laltro (da , , ) getta, abbatte (da ), sulla terra nutrice di molti.

Ippomaco (T)
Antifate (T)
Menone (T)
Iameno (T)
Oreste (T)

Il presagio
Siamo alla sezione 195-289: Ettore sta per lanciare il suo attacco quando compare un presagio. Questo viene interpretato in
modo prudente da parte di Polidamante, ma Ettore rifiuta infuriato la sua interpretazione eguira i suoi uomini in un tentativo di
sfondamento del muro. Gli Aiaci rinforzano la difesa achea mentre le due parti fanno piovere sugli avversari ogni sorta di
proiettili.
Il poeta ritorna allo schema dellepisodio precedente: un prudente discorso di Polidamante, la reazione di Ettore, lattacco
troiano e la difesa achea, coronata da successo. Sebbene sostenga che la struttura di questo libro sia una ripetizione uno schema
tematico di base, Fenik (Homer and the Nibelungenlied, 28-33) fa unanalisi in qualche modo differente, e considera il primo
episodio costituito dei seguenti elementi:

A : la carica troiana (34-59);

B : discorso di Polidamante e reazione (60-107);

C : attacco di Asio (108-94);


bilanciato da:
A : carica troiana (195-9);
B : discorso di Polidamante e reazione (200-89);
C : attacco di Sarpedone (290-436).
In effetti la lunghezza delle parti costituenti, la distribuzione delle similitudini e linvenzione del catalogo (che deve
rappresentare il punto dinizio) depongono a favore dellanalisi qui adottata.
In questo evento dellattacco di tutti i Troiani, un attacco collettivo piuttosto che personale del solo Ettore, ed il racconto
dellattacco esposto in termini generali. La similitudine dei fiocchi di neve (278-86) collega questo episodio con quello di Asio
(108-74) si oncfronti la similitudine in 156-58 cosicch i due passaggi dovrebbero essere visti come un tuttuno e lo scambio
tra Polidamante e un irascibile Ettore (210-50) e la difesa degli Aiaci inclusi in esso. La comparsa degli Aiaci anticipa la pi
elaborata difesa in 329-377.
195

38

195
,
Mentre questi spogliavano (da , (): in tmesi, regge il doppio accusativo) quelli delle armi
splendenti, scintillanti (da ),
196
,
intanto i guerrieri (da , , Ep. e Ion. per ) che seguivano Polidamante ed Ettore,
197
,
che erano i pi numerosi e i migliori, e sopra tutto bramavano
198
,40

Si veda 5.578.
Verso formulare, = 8.277.
40 Si confrontino i versi 89-90:
197
,
39

Presagio
dellaquila
Polidamante
interpreta il
prodigio

sfondare, distruggere (da ), il muro e bruciare (da ) col fuoco le navi,


199
41 .
questi ancora erano incerti, indecisi (da ), stando vicino (da ) alla trincea.
200

Un uccello (da , , anche ) infatti venne verso (da , con il dativo) di loro mentre erano
impazienti (da ) di attraversare (da ),
201
42
unaquila che vola alta, dal volo alto (da , ()), che chiude, che taglia (da , Ep. e
Ion., ed , Ep.), a sinistra lesercito,
202

che teneva con gli artigli (da , , , in Omeri sono in Ep. dat. pl. , e sempre di unaquila)
un serpente rosso di sangue (da , , , ()), enorme, mostruoso, prodigioso (da
, , , in Omero anche , : si riferisce piuttosto al prodigio, che non alla dimensione),
203
, ,
vivo, che ancora di contorceva, si divincolava (da ); e davvero non si dimenticava di, non
trascurava (da , con il genitivo), la battaglia (da , , lett. la gioia, la brama, della battaglia),
204

colp (da ) infatti quella, che lo stringeva, al petto, vicino al collo,
205
:
piegandosi (da ) allindietro; quella via da s, lontano da s, lo gett (da ), a terra,
206
, ,
soffrendo (da ) per il dolore (da , , in Omero per lo pi al plurale), lo gett gi (da
) in mezzo allesercito,
207
.
quello poi strepitando (da ) volava via (da ) sui soffi (da , , , Ep. , sempre
questa forma in Omero) del vento.
208

I Troiani rabbrividirono (da ) come videro il serpente (da , , gen. , poet. anche )
scintillante ( , , )
209
.
che giaceva (da ) nel mezzo (da , , uso al pl.), prodigio di Zeus portatore dellegida.
210
43:
Allora Polidamante, stando accanto al coraggioso, impavido Ettore, disse
211

Ettore, sempre in tutti i modi mi riprendi, mi rimproveri (da , qui con il dativo), nelle
assemblee (da , , Ion. , , , ()),
212
, 44
anche se dico, espongo, annuncio (da ), cose buone, giuste (da , , = ), dal
momento che davvero non bene
213
45 ,
che uno che sia del popolo (da , , ) parli fuori (del giusto) (da or , cfr. ), non
in consiglio
214
, :
n davvero in guerra, ma ( giusto) che sempre esalti il tuo potere, la tua potenza:
215
46.
ora di nuovo, ora invece (da , avv. (, ): si pu interpretare nei sue modi) dir (da ), come
a me sembra essere meglio, come io credo siano le cose migliori.
216
.

89
,
198
,
90
.
41 del verso 199 antecedente della proposizione relativa [...] di 196, cui viene appesa una seconda proposizione
relativa in 197-8.
42 Si veda 8.247 sgg. e 24.314 sgg.
43 Ecco ora il secondo dei quattro discorsi di Polidamante: si veda la nota al verso 12.60. Latteggiamento di Ettore abbastanza
inspiegabile, alla luce dei versi 80 sgg. dopo il precedente discorso delleroe: tale atteggiamento riflette comunque i ruoli
tradizionali dei due eroi. E leroismo viene accentuato se alleroe viene data lopportunit di agire in modo non eroico, e rifiuta di
farlo, anche se in questo caso il rifiuto ha toni anche troppo accesi, da . In 211 [] unallusione al ruolo di
consigliere prudente, probabilmente nella tradizione, di Polidamante nella saga troiana. Polidamante non ha ruolo nellIliade prima
di questo libro, ed il suo precedente intervento in (61-79) era stato apprezzato e gradito.
44 Qui enfatico, e lintera frase formulare, e la ritroviamo in Odissea 21.319.
45 Vedi il plebs eris (cio unus e plebe, un plebeo) di Orazio, Epist. 1.1.59.
46 Si veda in 9.103 e 9.314: .

230

47

Non andiamo (da ) contro i Danai, con lintenzione di combattere per (da , con verbi relativi a
combattere, gareggiare etc. indica in costruzione . loggetto per il quale si combatte) le navi.
217
,
Sono infatti convinto che andr a finire (da ) cos, se veramente appunto
218
47
questo uccello giunto, comparso ai Troiani mentre erano impazienti (da ) di attraversare (da
)
219

unaquila che vola alta, dal volo alto (da , ()), che chiude, che taglia (da , Ep. e
Ion., ed , Ep.), a sinistra lesercito,
220

che teneva con gli artigli (da , , , in Omeri sono in Ep. dat. pl. , e sempre di unaquila)
un serpente rosso di sangue (da , , , ()), enorme, mostruoso, prodigioso (da
, , , in Omero anche , : si riferisce piuttosto al prodigio, che non alla dimensione),
221
: ,
vivo: per dun tratto (da , in Omero per lo pi allinizio della proposizione, seguito da ) (lo) gett
via (da ) prima (da , part. poetica , come congiunzione, come , con infinito aoristo, pi
raro presente) di raggiungere il suo (da , , : in Omero e poeti antichi indica semplicemente
possesso) nido (da , , dim. di , ma di significato non differente: anche nido, di vespe, o
come qui di unaquila).
222
.
E non riusc (da , qui con il significato di riuscire) a portarlo per dar(lo in pasto) ai suoi figli,
223
,
cos noi, se anche le porte e il muro degli Achei
224
, ,
sfondassimo, facessimo a pezzi (da ) con grande forza, e cedessero il passo, si ritirassero (da )
gli Achei,
225
48 :
non in ordine faremo lo stesso viaggio (da , , con plurale poetico eteroclito ; via;
strada; cammino, qui accusativo interno cognate accusative di ) lungo le navi:
226
,
lasceremo gi infatti molti dei Troiani, che gli Achei
227
.
con il bronzo uccideranno (da ), combattendo in difesa delle navi.
228
,
Cos darebbe come responso (da ) un indovino, un profeta (da , , qui .), che
nel cuore bene, chiaramente (da , , avverbio)
229
.
conoscesse, vedesse (da , qui con il genitivo), i prodigi (da , : gen. Ep. pl.) e la gente gli
credesse, gli prestasse fede .
230
:
A lui, guardandolo di traverso, diceva, rispondeva Ettore dallelmo ondeggiante:
231
, :
O Polidamante, tu non mi dici gradite queste cose !
232
.
sai concepire anche un altro discorso, migliore di questo.
233
,
Ma se davvero, veramente (da , , , qui avverbio), questo lo dici sul serio, con seriet (da
, , ()),
234
,49
allora gli dei in persona ti hanno sconvolto completamente (da , in tmesi, con posto in
posizione enfatica) la mente,
235

Ettore non
si cura dei
presagi

Si veda 12.200. Quindi 12.219-20 = 12.201-2.


Qui un interessante arcaismo, che preserva la funzione plurale di - e conserva il dittongo -- perch la forma era
sconosciuta al vernacolo ionico. Il caso oscilla, come al solito con -, tra i genitivo ed il dativo. si riferisce sempre alle navi
dellaccampamento acheo, e mantiene questo significato anche nellunica occorrenze dellOdissea (14.498).
49 I versi 231-4 corrispondono, con un minore aggiustamento, ai versi 7.357-60, la risposta di Alessandro ad Antenore come parte
del suo rifiuto di restituire Elena. Il discorso in 231-50 significativo, e ben caratterizza Ettore. Ettore ignorer ancora un presagio in
13.821-32. Per quato riguarda latteggiamento spensierato, o fatalistico, di Ettore di fronte alla guerra, ed il suo disprezzo della
divinazione, si vedano le sue parole al moerente Patroclo, in (16.859-61). Il verso 231 uguale a 18.285, dove Ettore rifiuta il
consiglio di Polidamante su una cosa ben pi seria.
48

(a te) che esorti (da ) di Zeus tonante (da , , = ) a dimenticare (da


, con il genitivo)
236
, 50 :
i consigli (da , ), che egli stesso mi che prima a me ha promesso (da , transitivo) ed ha
confermato con un cenno di assenso del capo;
237
51
238
,
tu mi esorti a credere, a dar retta (da , con il dativo), agli uccelli dalle ali aperte, spiegate (da
, , , , = , ), dei quali in alcun modo ho considerazione (da ,
con , sempre con una negazione) n mi preoccupo (da , in Omero solo nellIliade, sempre
con negazione, e con il genitivo),
239
52,
sia (da , in correlazione con del v. 240) che vadano (da ) verso destra, verso laurora e il sole,
240
.
sia che (vadano), questi, verso sinistra, verso le tenebre, il buio (da , , lOccidente, opposto
allOriente, al sole e allaurora, ), nebbioso (da , , , Ion. ed Ep. per
).
241
,
Noi obbediamo invece, piuttosto al consiglio del grande Zeus,
242
.
che signore (da , in Omero per lo pi con il dativo) di tutti, dei mortali e degli immortali.
243
53 .54
Un solo uccello il migliore, il pi nobile, combattere a difesa (da ) della patria.
244
;
Perch tu temi (da ) la guerra e la lotta ?
245
55
Se anche infatti noi tutti gli altri dovessimo rimanere uccisi qui intorno,
246
, :
contro le navi degli Argivi, per te non c timore, rischio (da , , con linfinito), di morire.
247
.
Non hai infatti un cuore impavido, che tiene testa al nemico (da , ), e bellicoso (da ,
).
248
,
Se tu ti terrai lontano (da , con il gen.) dalla lotta, o se qualcun altro
249
,
ingannando(lo), seducendo(lo) (da , poet. e ), con parole, allontanerai,
distoglierai (da , in costruzione ),
250
56.
immediatamente, colpito (da ) dalla mia lancia perderai (da , in tmesi: si veda 16.861,
oppure Odissea 12.350, o 11.433) la vita .

50

Ettore qui si riferisce al messaggio che gli ha riferito Iris in 11.200-9, e secondo il quale egli potrebbe raggiungere le navi e
risultare vittorioso fino a che non cadr la notte.
51 Qui un pronome enfatico di seconda persona singolare, che si trova 5x volte nellIliade (5.485, 6.262, 16.64, 19.10,
24.465): del tutto assente nellOdissea, compare per 3x volte in Eriodo. Amato anche da Apollonio Rodio, che lo usa 8x volte nelle
Argonautiche. Secondo Wathelet, Traits oliens, 286-7, la forma un probabile eolismo, o un arcaismo veramente antico.
52 Si veda 5.267.
53 Si veda 12.142. Il verso formulare, e si ripete in 15.496, 24.500. In 15.497-8, la difesa della viene giustificata in termini
della difesa di , , e , ma l Ettora sta esortando i Troiani di rango inferiore, e i generali devono fare
appello allinteresse personale dei propri uomini, non solo ad un senso generico di altruismo ed obbligo sociale. In effetti, se
vogliamo, per Ettore la stessa Troia.
54 Le raffinate parole di Ettore rappresentano un discorso eroico e memorabile, appropriato sia al suo ruolo drammatico che al
tragico momento. Ettore si affida, come crede, alla promessa che Zeus gli ha fatto in 11.207-10, ma per una mente pia le sue parole
costituiscono in un certo senso una fatale delusione. Nella tragedia, il disprezzo degli oracoli sicuro precursore di rovina. In
generale, comunque, lepica assume una visione razionale, accettando i presagi come una conferma o un freno a decisioni che sono
gi state prese, ma non si permette ai presagi di decidere unazione.
Il senso della frase pu essere: c solo un presagio che conta, quello che dice di combattere per la patria.
55 Si veda 4.538.
56 Si manifesta qui in Ettore il nuovo ideale della patria : si vedano altri esempi in 15.496 o 24.500. lideale di una comunit
politica cui tutti i cittadini devono sottomissione ed obbedienza.Tutti i principali eroi combattono solo per la gloria personale o
familiare, che coincide con lapprovazione pubblica ed i benefici chessa comporta. Si vedano le parole di Sarpedone in 310-321.

Lattacco di Ettore
I versi 251-64, fino allesortazione degli Aiaci, rappresentano un rimarchevole esempio di poesia epica dellassedio, senza un
parallelo nellIliade: lascoltatore/spettatore aveva certo il diritto di aspettarsi qualcosa di pi dopo troppe scene duelli a base di
tiri dasta. La poesia di assedio ha naturalmente i suoi temi tipici ed un suo vocabolario, e questo passaggio ce ne fornisce un
esempio. Lassedio al centro delle vicende di Ecalia, di Tebe e di Calidone, e deve aver costituito gran parte dell fin dai
tempi pi antichi. Ci possiamo certo aspettare che essa abbia in qualche modo sviluppato uno stile ed un vocabolario ricco come
quello che troviamo impiegato nella descrizione dei combattimenti in campo aperto nellIliade. Le scene di assedio hanno una
parte notevole nel repertorio dellarte micenea, ma nessuna delle opere che conosciamo getta luce sui problemi tecnici posti
dallattacco troiano al muro acheo, descritto nei versi che seguono.
Innanzitutto al verso 252 vediamo i Troiani attaccare in massa e con un terribile, altissimo grido di guerra: una scena simile
labbiamo in 15.379-84, e anche qui si descrive un simile grido di guerra ( , 384): nel
libro 15 lattacco in massa dei Troiani paragonato ad una (381). A questo punto la forza di Ettore ha in
qualche modo permesso agli uomini di passare la trincea che in precedenza aveva dato molto da pensare, ma non ci viene detto
come abbiano fatto a superare quello che dapprima sembrava un ostacolo insormontabile. Questo indicativo ma indizi di
questo tipo sono numerosi nel resto di questo libro del fatto che linfallibile scioltezza dimostrata dal poeta nella descrizione
dei combattimenti in campo aperto non la ritroviamo nel contesto molto speciale del combattimento da, o contro, le
fortificazioni.
Proseguendo dal verso 257, evidente che un esercito che stia attaccando un muro pu solo o scalarlo o squarciarlo, aprendo
una breccia. Scalare il muro, a meno che il muro stesso abbia una certa inclinazione (si veda 16.702), oppure sia fabbricato in
modo molto rudimentale, richiede delle scale, . E a meno che queste non siano ci che vuole sgnificare il misterioso
termine (258), uno strumento di questo tipo assente dal racconto dellassalto troiano, dal momento che lobiettivo
della forza che assalta viene espresso in modo coerente come (12.90, 198, 223-4, 257, 261-2, 418, 440),
sfondare il muro, aprire una breccia nel muro. Essi fanno ci scalzando via, estraendo, tirando via con leve alcuni elementi
chiave della struttura: [] . Si tratta di un dettaglio che non viene ripreso in seguito, probabilmente perch i
principali eroi non possono essere descritti mentre faticano come genieri alla base del muro. Oppure potrebbero demolire le
merlature che proteggono le piettaforme di combattimento (397-9), dopo di che nel presente racconto gli uomini possono
sciamare allinterno. Ma almeno in alcuni casi include le porte che sono state previste nel muro in quel settore: quindi al
verso 443 la divisione che combatte con Ettore si lancia contro il , ed Ettore pu abbattere, letteralmente sfasciare la porta
con un masso. Il modo professionale per compiere questa operazione sarebbe probabilmente luso di un ariete, incendiare la
porta o farla a pezzi con delle asce, ma questo sarebbe un lavoro di gruppo, e non lazione eroica di un singolo comandante; cos
il poeta fa raggiungere ad Ettore lo stesso scopo con unazione solitaria degna di un superuomo, scagliando un gigantesco masso.
I pochi passi che, insieme ai versi 258-60, gettano un po di luce sulla natura del muro acheo, cos come il poeta lo concepiva,
sono: 7.436-41 (la costruzione del muro), 7.461-3 (la sua distruzione), 12.3-32 (la sua distruzione in dettaglio), 12.177-8, 12.397-9
(il suo danneggiamento), 15.361-4 (la sua parziale distruzione). Dal momento che lo scopo degli attaccanti , e la
distruzione del muro mediante inondazione viene descritto come (7.463, 12.18, 12.32), il poeta non poteva
avere in mente le ciclopiche mura della cittadella di Micene, o utilizzare termini che si adattavano alla descrizione della stessa.
Secondo le sue stesse parole, i materiali utilizzati per la costruzione del muro acheo erano , cio legna, tronchi dalbero
(12.29), e , pietre (12.29, 12.178), e nel racconto iliadico si tratta certo di una difesa improvvisata, realizzata in tutta fretta in
un solo giorno. Possiamo confrontare la costruzione del muro greco con i lavori di costruzione portati a termine in due giorni e
mezzo a Delio dallesercito ateniese nel 424 a.C. (Tuc. 4.90). Un esercito meno timoroso di un attacco immediato avrebbe fatto
come faranno i Greci del Peloponneso prima di Platea, nel 429 a.C. Allora vennero usati mattoni di fango, ricavando il materiale
necessario dalla trincea scavata intorno alle mura, come leggiamo in Tuc. 2.78. una descrizione pertinente
degli effetti dellacqua su questo tipo di materiale. Omero concepisce per la trincea come separata dal muro (vedi 65-66) e
dotata di propri bastioni, di proprie difese. Per le fondazioni importanti e la sovrastruttura che viene descritta in questi versi
risulta pi adatta alla cinta muraria permanente di una citt che a unopera improvvisata. Si confronti a titolo di esempio la
descrizione delle mura di Scheria (Feaci) nellOdissea, in 7.44-5.
Una descrizione di mura un elemento necessario della poesia di assedio, ma opere realizzate sul campo di battaglia non
figurano (a parte qui) nelle scene di battaglia dellIliade, e sembra mancare una appropriata terminologia per esse.
Si consideri per esempio il termine (258),un termine ionico che ricorre nel greco pi tardo. Era conosciuto da Erodoto e
dai suoi informatori: si veda Storie 2.125, a proposito della descrizione della costruzione a gradini della Grande Piramide.
Aristarco incerto su questo punto. Ma se il termine deve riferirsi alle scale, allora deve essere interpretato come un
genitivo dellobiettivo, dello scopo, del bersaglio. Un sistema di scale per salire sulle mura sono una tattica utilizzata dagli
eserciti del Vicino Oriente sin dai tempi pi antichi, e dal punto di vista degli strumenti per lassedio che un esercito ellenistico
poteva utilizzare, sembra abbastanza ovvio, ma altrettanto ovviamente sembra qui fuori luogo: basta leggere in 375 e 397-9 il
resoconto dellattacco quasi riuscito di Sarpedone.
Il termine potrebbe anche descrivere, in un modo che oggi difficile immaginare, la costruzione del parapetto
( in Aristarco): il composto (14.35, e si veda Erodoto, 7.188) potrebbe significare a scaglioni, in file
successive, ma anche questo poco chiaro. Lorimer suggerisce che alla sua base il muro greco avesse una forte inclinazione:
questo certo possibile, anche se il suo riferimento allinclinazione, la fondazione non pi visibile nel primo millennio che
forma la parte che quasi da sola sopravvive del grande muro di Hissarlik VI non aiuta. La (28) fondazione di molte

cinte murarie arcaiche o classiche si estende oltre la sovrastruttura, e ci si pu camminare sopra. La sola altra menzione di
questo elemento nellIliade, (444), non aiuta a chiarirne il senso.
Quanto al termine (258), queste sono opere di merlatura che danno al muro elevazione, e allo stesso tempo
proteggono i difensori: devono essere immaginati da poeta come relativamente sottili, dal momento che Sarpedone pu
abbatterli con uno strappo del suo eroico braccio (397-9), in modo da creare una breccia praticabile, attraverso la quale gli
uomini possono apssare. Si vedano gli abitanti di Platea in fuga in Tuc. 3.23.
Infine il termine deve indicare un elemento verticale, di pietra o di legno (, 29), necessario per
mantenere in posizione questi materiali piuttosto improvvisati, oppure per supportare la sovrastruttura di un muro permanente.
Non chiaro perch debbano aggettare (forse come un contrafforte ?), a meno che il poeta non avesse in mente una qualche
pratica architettonica che non ha lasciato alcuna traccia nellarcheologia.
251

265

57

251
,
Cos dunque dicendo and avanti, prese il comando, la guida (da ), e quelli seguivano insieme
252
:
in un frastuono (da , : pu anche trattarsi di un grido di guerra) terribile, disumano (da ,
, ); Zeus che si diletta del tuono (da , )
253
,
scaten (da , in tmesi) dai monti dellIda una tempesta di vento,
254
:
che portava, spingeva contro (da , meno frequentemente , come preposizione con il genitivo
delloggetto) le navi un polverone (da , Ion. ed Ep. , , ()): cos degli Achei
255
, .
raggirava, ingannava (da ), la mente, e ai Troiani e ad Ettore consegnava (da ) la gloria.
256
57
Fidando nei suoi prodigi e nella (propria) forza
257
.
tentavano (da ) di sfondare, di abbattere il grande muro degli Achei.
258
, ,
Tiravano gi (da ) le fortificazioni, le impalcature (da , , ), delle torri, e abbattevano (da
) le merlature (da , , , (), per lo pi al plurale),
259
,
smuovevano, rimuovevano (da ), i pali, le contrafforti, i pilastri (da , ), sporgenti, montanti
(da , , , ), che gli Achei
260
.
per primi avevano piantato, infisso (da ), nella terra per essere sostegno (da , , , ())
delle torri, dei bastioni.
261
,
Questi essi tiravano indietro, smuovevano, cercavano di smuovere (da ), speravano (da ) il
muro degli Achei
262
: ,
abbattere; n ora in alcun modo i Danai cedevano (da , con il genitivo) il cammino,
263

ma questi con gli scudi di pelle di bue proteggendo (da ) le merlature
264
.
da queste colpivano i nemici che avanzavano sotto il muro.
265

Entrambe gli Aiaci, continuamente dando ordini, spronando (da , freq. di , in Ep. solo al
participio), sopra le torri, sopra i bastioni,
266
.
andavano avanti e indietro in ogni direzione, incitando (da ) la forza degli Achei.
267
58,
Luno con (parole) dolci,laltro con parole dure, aspre (da , , , anche ),
268
59, :

Qui sembra
che il muro
sia in effetti
qualcosa di
molto
complesso

Si tratta evidentemente della forza del braccio troiano, non della forza di Zeus. Come i soldati di ogni tempo, i Troiani
accompagnano prudentemente la loro fiducia negli dei con misure pi pratiche.
58 Ai versi 267 sg. [] un semplice zeugma, la figura retorica che prevede il collegamento di un verbo a due o
pi elementi della frase che invece richiederebbero ognuno rispettivamente un verbo specifico. Questo evita una proposizione
inutilmente goffa e complessa. Gli Aiaci adottano la stessa tattica di Odisseo in 2.188-206: parole gentili per i re e i migliori (
, 188), minacce per tutti gli altri ( , 198).
59 Gli Aiaci esortano i loro uomini. I Kampfpardnesen, i discorsi di esortazione, sono parte integrante della tipologia della guerra
omerica. Latacz Kampfdarstellung , 246-50 ne ha contati 65 esempi, 38 sul fronte acheo, 27 su quello troiano. Solo raramente,
come ai versi 310 sgg., ce un discorso diretto.

277

60
61

rimproveravano (da ), colui che vedessero completamente negligente, restio, inerte (da ,
con il genitivo), alla battaglia.
269

O amici, sia colui che primeggia, che al di sopra tra gli Argici, sia colui che si trova nel mezzo (da
, , ),
270
,
sia anche colui che peggiore (da = : , , , gen. , Ep.per ), dal
momento che in nessun modo tutti sono uguali
271
, :
gli uomini in guerra, ora c lavoro per tutti;
272
.
anche da voi stessi in qualche modo questo conoscete. Che nessuno indietro
273
,
si volga (da ), verso le navi, dopo aver sentito (da , con il gen. delloggetto) colui che ordina,
che lancia il segnale (da , , ),
274
,
ma andate avanti e esortatevi (da , con il dativo) gli uni gli altri,
275

se mai Zeus, lOlimpio fulminatore, conceda
276
.
che noi mettiamo in fuga (da ) i nemici verso la citt, fino alla citt, dopo aver respinto (da )
lassalto, la contesa (da , , ) .
277
.
Cos i due gridando (da ) spingevano, eccitavano (da ), la guerra degli Achei.
278
60,
PARAGONE Di questi, come i fiocchi (da , , ) di neve (da , , ) cadono fitti
279
,
in un giorno dinverno, quando il saggio Zeus comincia (da , qui iniziare; cominciare, con
linfinito )
280
61:
a mandare la neve (da , ) agli uomini, rendendo manifesti, mostrando (da ), i suoi
dardi (da , , solo al plurale);
281
,
dopo aver placato, calmato (da ), i venti, riversa senza posa (da , , qui avverbio), fino a
quando copra (da )
282

le cime delle alte montagne e le colline (da , , gen. , pl. ) sulla (loro) sommit (da
, , )
283
,
e le pianure verdeggianti, erbose (da , , , lett. coperte di loto) e le fertili, grasse opere
(da , , qui si intendono le terre coltivate),
284
,
e si riversa (da ) anche, persino sui porti (da , , ) e sui promontori, sulle coste (da , ),
del grigio mare,
285
:
londa la respinge, la delimita (da , ma pu anche tradursi al passivo: londa viene avvolta),
quando arriva, quando si accosta (da ): ma tutte le cose
286
, :
sono accolte, sono coperte (da ), dallalto, quando la pioggia, la tormenta (da , ), di Zeus
cade pesante (da );
287
,
cos di questi le pietre (da , , : ma , , due volte in Omero, qui e in Odissea Od.19.494)
volavano (da ) fitte verso entrambe i lati (da , avverbio),
288
, ,
queste addosso ai Troiani, quelle dai Troiani addosso agli Achei,
289
: .
quando (si) tiravano addosso, quando (si) colpivano; e un forte rumore, un gran fracasso si era levato
sopra tutto questo muro.

Per il collegamento di occorre arrivare fino al verso 287, che lo riprende.


Si veda 1.53. Zeus mostra agli uomini quali siano le sue armi.

Paragone

Lattacco di Sarpedone
Preso a s, lassalto di Sarpedone e Glauco una ripetizione di quello di Asio (108-94). Come di solito accade quando un tema
viene ripetuto a breve distanza, la seconda occorrenza pi elaborata:
I.
attacco di Asio (108-94):

contrastato da Polipete e Leonteo (127-53);

similitudine dei proiettili e dei fiocchi di neve (154-61);

Asio ammette il suo fallimento (162-72);


II.
attacco di Sarpedone (con Glauco( (290-330):

contrastato da Menesteo e dagli Aiaci (331-99);

[ similitudine dei proiettili e dei fiocchi di neve (278-89) ];

Sarpedone ammette di afer fallito (400-12).


Gi a partire dal verso 265 il racconto ha perso la sua connotazione speciale di poesia di assedio, e ora i suoi temi nel seguito
della narrazione ridivengono quelli tipici di una battaglia in campo aperto. Un guerriero (Sarpedone) incoraggia un suo
compagno (Glauco); essi si lanciano nel combattimento;un avversario di inferiori qualit (Menesteo) chiede aiuto; un guerriero
pi valoroso e capace (Aiace con Teucro) si unisce a lui ed allontana il pericolo (con 331-91 si veda 11.463-501).
Il livello di Sarpedone come guerriero gi stato messo in chiaro con la sua uccisione di Tlepolemo (5.627-59); viene ora ribadito
con il suo tentativo quasi riuscito di aver la meglio sul muro acheo. Egli dunque chiaramente qualificato, cose che non Enea,
nella mente delluditorio del poeta come il solo guerriero di parte troiana, oltre allo stesso Ettore, capace di affrontare Patroclo
(16.419-507). E gli assalti di Asio, Sarpedone ed Ettore costituiscono un crescendo, dallo scacco di Asio, al quasi successo di
Sarpedone al trionfo di Ettore. Mantenendo elevata la pressione e distraendo gli Aiaci, lassalto dei Lici prepara la strada a quello
di Ettore, come il verso 290 chiarisce.
Sebbene il poeta sia pronto, quando questo lo aggrada, ad esercitare il privilegio concesso al compositore di conoscere quello
che i suoi personaggi non possono conoscere, il suo normale atteggiamento narrativo quello di un osservatore che deve
dedurre quello che non si vede da quello che si vede. Come osservatore, egli pu scegliere tra due tipi di linguaggio retorico,
emtrambe estranei al pensiero pi tardo e a quello moderno. Egli pu dire, come al verso 292, che un dio ha indotto luomo ad
agire, oppure, come al verso 307, relativamente allo stesso evento, che lo lo ha spinto ad agire. naturale per chi osserva
lassalto di Sarpedone dire che egli stato ispirato da un dio (292): questo descrive ed allo stesso tempo spiega, la sua
impetuosit; ma allo stesso tepo naturale dire che egli stato spinto dal suo (307). E non c contraddizione in questo.
Quello che le due descrizioni hanno in comune che entrambe le immagini descrivono lazione in termini di un impulso che
origina dallesterno, o almeno distinto dallo in se stesso. anche possible, nel caso luomo abbia un ripensamento, parlare di un
, come in Odissea, 9.302. Omero non ha un termine per indicare lio, e neppure ce lha il linguaggio comune non
tecnico, ma questo non significa che il poeta non conoscesse questo concetto. La motivazione umana e quella divina erano
parallele spiegazioni di unazione (Nilsson). Una visione pi rigosa del fatto che luomo omerico non ha una propria volont
venne sviluppata da B. Snell, per esempio in The Discovery of the Mind, trad. T. G. Rosenmeyer (Oxford and Cambridge, Mass.,
1953). Possiamo pensare che, nel linguaggio degli eroi, gli dei siano esternalizzazioni di impulsi interiori, e nel linguaggio del
poeta una esternalizzazione della sua convinzione che dietro gli eventi che egli descrive ci sia una forza che li guida e li indirizza.
Me in nessuna delle due descrizioni implicita lassunzione che una azione sia in ogni modo moralmente differente dallazione
descritta nella sua essenzialit.
290

62

290

Ma neppure persino allora i Troiani e lo splendido Ettore
291
,
avrebbe sfondato, abbattuto la porta, i battenti del muro e la grande, pesante sbarra, spranga,
292

se suo figlio Sarpedone il saggio Zeus
293
.
non avesse aizzato, lanciato (da , in costruzione ), contro gli Argivi, come un leone
(contro) i buoi dalle corna ricurve (da , , , , qui come aggettivo).
294

Subito tenne, imbracci davanti a s lo scudo rotondo, ben bilanciato,
295
,
bello, di bronzo, lavorato a martello (da , ), che un fabbro (da , , )
296
62,
aveva forgiato (da ), e allinterno aveva cucito (da ) pelli di bue (da , , , qui o
(sc. ), , usato come sostantivo) numerose, ben compatte,
297
.63

Paragone
I re
valorosi
meritano
i loro
privilegi

e si veda anche (295) - la vox propria per il processo di lavorare il bronzo in uno strato convesso per
formare lo strato esterno dello scudo. Lo stesso processo descritto con maggiore enfasi sullo strato di cuoio interno, in 7.219-23.
63 Per le azioni di un guerriero che si prepare allassalto, e la costruzione del suo scudo, si veda 13.803-4. La breve descrizione
dellarmamento di Sarpedone un esempio di quella che gli scolii chiamano : innalza la reputazione di un guerriero agli
occhi delluditorio del poeta.

con cuciture (da , , ma potrebbe anche trattarsi di chiodi, rivetti, perni) in oro (da , , ,
Ep. , , : Omero ed Esiodo hanno entrambe le forme e ) continue, non interrotte
(da , ) lungo il cerchio, lorlo esterno.
298

PARAGONE Questo egli tenendo, imbracciando di fronte a s, scuotendo due lance,
299
64,
mosse per andare, come un leone montano, allevato sulla montagna (da , , = ),
che in mancanza, digiuno (da , , poet. per , con il genitivo),
300
,
di carni sia stato per lungo tempo, troppo a lungo, e lanimo eroico, coraggioso lo spinge
301
:
nel tentare di catturare (da , con il genitivo) delle pecore, ad entrare anche in un recinto (da ,
, (): qui da riferirsi specialmente ad un recinto per animali) chiuso (da , , , poet. anche
, , );
302

e se infatti trova l vicino (da (), avverbio, e gen. e dat. sing. e pl. epico di , , :
entrambe le interpretazioni possibili) uomini pastori (da , , , = )
303
,
mentre fanno la guardia (da , qui con e lacc.) alle greggo con cani (da , ed ,
entrambe in Omero, ma pi freq. il maschile) e bastoni, lance (da , ),
304
,
non davvero senza aver tentato (da , ) ha voglia, ha intenzione (da ) di essere messo in
fuga (da , normalmente transtivo in Omero, ma un uso passivo anche in 23.475) attraverso lovile
(da , , ),
305
,
ma quello o slanciandosi (da ) cattura, germisce una preda (da ), oppure anche lui
stesso
306
65:
viene colpito (da ) tra i primi, come un eroe, con un dardo (da , , ) da una rapida mano.
307
66
Cos allora lanimo spinse (da ) Sarpedone, simile a un dio,
308
.
a balzare (da , qui con e lacc.) attraverso il muro e a distruggere, abbattere le merlature.
309
67 :
Immediatamente diceva a Glauco, figlio di Ippoloco:
310
68
O Glauco, perch dunque noi due sopra tutti gli altri siamo onorati (da )
311
69
con il posto donore (da , Ep. e Ion. , ()), con carni (da , , dat. pl. ) e anche
con coppe piene, ricolme (da , , , pl. , , ; Ep. , , )
312
, ,
in Licia, e tutti come dei (ci) guardano (da ),
313

e abitiamo, e ci dividiamo, abitiamo (da , in diatesi attiva lett. distribuisco; divido; assegno, qui
abitato perch stato assegnato dai Lici), un grande appezzamento presso le sponde dello Xanto
314
;
bello di alberi (da , -, Ion. , , ()) e di terra arabile (da , , ()) fertile,
che produce frumento (da , , ()) ?
315

Per questo (da , : dat. di ) ora conviene, necessario che schierandoci fra i primi Lici
316
,70
rimaniamo saldi e affrontiamo, prendiamo parte a (da , con il genitivo della cosa cui si prende
parte), la battaglia furiosa, infuocata (da , fem. di , solo come aggettivo al genitivo),

64

Si veda in Odissea, 6.130-4.


Si confronti 11.675 ( ): qui Nestore che racconta le sue gesta nellepica pilia. Qui
per. Al verso 306 unespressione illogica nel suo senso proprio, tra i primi, tra le prime file, rimanendo una vuota
porzione di una formula. A meno che la stessa abbia perso un altro significato. Qui si pu tradurre con un come un eroe.
66 Qui una formula (8x con le sue variani nellIliade), pi forte di (15x nellIliade con le sue varianti).
67 Si ricordi lepisodio dellincontro con Diomede nel libro 6.
68 Qui , o , forma rafforzata di dellinterrogativa ;.
69 Qui 311 = 8.162.
70 Si veda 4.431-2.
65

294

326

317
71 :
affinch ciascuno tra i Lici armati di corazza, corazzati (da , , , ()), in modo spesso,
pesante (da ) possa parlare in questo modo:
318
72
Non davvero senza gloria (da , ) governano (da , con , , ; oppure
in tmesi) sopra la Licia
319
,
i nostri re, e consumano pecore grasse
320
:
e vino scelto, eccellente (da , , ()), dolce come il miele (da , , ()); ma
anche la (loro) forza
321
, .
() grande, dal momento che fra i primi Lici combattono.
322

O caro, se noi due, una volta scampati (da in tmesi, con laccusativo) a questa guerra
323
73
324
,
sempre fossimo destinati (da ) ad esistere senza vecchiaia e senza morte, io stesso non combatterei
tra i prmi, tra le prime file,
325
:
n spingerei, manderei (da ), te alla battaglia che porta gloria agli uomini (da , ,
()).
326
74
Ora per, comunque, dal momento che le Kere, i destini (da , ), di morte (ci) sovrastano (da )
327
, ,
innumerevoli, che non possibile che un uomo fugga o eviti,
328
.
andiamo, o a qualcuno daremo (da ) vanto, o qualcuno a noi .

,
,
.
Ed ecco si tenne davanto lo scudo tutto rotondo,
bello, di bronzo, lavorato a martello; un fabbro
lo martell, e numerose dentro cuc le pelli di bue
con punte doro che tuttintorno le trapassavano.

, ,
.

Citazione

Citazione

ma di continuo ci stanno intorno Chere di morte


innumerevoli, n pu sfuggirle o evitarle il mortale.
Andiamo: o noi daremo gloria a qualcuno o a noi quello.

71

Lespressione (()) formulare: si veda anche 7.300.


Si veda la nota a 4.512.
73 Si veda 8.539 ( ) o 2.447 ( ). Non invecchiare e
non morire vanno di pari passo : ma si veda anche il mito di Eos e Titono, che vengono citati nellIliade allinizio del libro 11.
74 Il deve essere tradotto come poich; dal momento che, e rende conto di (328). E il demone della morte
personificato, o materializzato come scena della kerostasia (8.68, 22.209)
72

I famosi versi 310-21 costituiscono la pi chiara affermazione, la pi chiara dichiarazione, nellIliade degli imperativi che
governano la vita eroica, e la giustificazione di questultima. una specie di contratto sociale, cos come lo enuncia Sarpedone:
valore in cambio di onore, Si veda Adkins, Arthur, Merit and Responsibility: a Study in Greek Values, 1960, Oxford, Clarendon
Press. Prima viene lonore, dal momento che solo i fondatori delle dinastie ottennero il trono dimostrando per primi valore
(come Bellerofonte, 6.171-95; poi i loro successori ereditarono il loro stato, e possono, come qui, dover rammentare a se stessi
gli obblighi che ci comporta. Almeno Sarpedone ammette e degli obblighi - che ben pi di quello che Achille fa in aggiunta
alla ricompensa del .
Si vedano poi ancora i versi 322-8 che seguono, e si confronti la filosofia del combattimento di Sarpedone con quella di Odisseo
(si veda 19.233-7) e con il fatalismo di Ettore in 6.488-9). Questi versi non seguono logicamente da 310-21, ma offrono una
seconda, personale e pi eroica ragione per combattere: se la vita fosse certa, potremmo rinunciare alla fama (si veda
largomentazione di Achille in 9.410-16), ma la vita incerta, quindi combattiamo con valore e accertiamoci di ottenere una
buona reputazione.
329

75

329
, :
Cos diceva, n Glauco si gir, (gli) volse le spalle (da ), n (gli) disobbed (da ):
330
.
questi due andarono contro, guidando la grande, numerosa, filta schiera dei Lici.
331
:75
Questi vedendo, rabbrivid, trem (da ), il figlio di Peteoo, Menesteo:
332
.
alla torre di questo infatti andavano, si dirigevano, portando la rovina, il disastro (da , , ,
()).
333

Guard attentamente (da , sempre sintomo di paura, come detto esplicitamente in 11.546)
sulla torre, lungo la torre degli Achei, se vedesse qualcuno
334
, :
dei condottieri, qualcuno che gli evitasse (da ) la rovina (da , , termine antico di incerta
origine e formazione che compare in posizione formulare nellIliade e nellOdissea);
335

not (da , in tmesi) allora i due Aiaci, insaziabili (da , , con il genitivo) di guerra
336
,
che resistevano, fermi (da ), e Teucr, che proprio allora stava uscendo dalla tenda
337
: :
l vicino; ma non era in alcun modo possibile a lui che gridava (da ) parlare in modo chiaro, farsi
comprendere (da *, formato da );
338
, ,

Ancora un
cenno al fatto
che si tratta di
un muro ben
costruito, con
torri e pi
porte

Questa la prima apparizione di Menesteo dal momento in cui stato rimproverato da Agamennone durante l. Il
suo comportamento poco eroico tipico: in 13.190-7 recupera il corpo di Anfimaco mentre Aiace tiene lontani i Troiani; e in 13.685
egli, insieme a molti altri, non riesce a tenere lontano Ettore. Il suo luogotenenteviene ucciso in 15.329, dopo di che il poeta lo
dimentica. Il suo particolare talento, non illustrato nellIliade, era quello di schierare i guerrieri e i cavalli, 2.553-5. Figlio di Peteoo,
esistono su di ui riferimenti nella tradizione post-omerica, che evidentemente voleva cercare di rendere conto della sua misteriosa
appirizione qui, nellIliade. Il suo ruolo nel poema omerico assolutamente incospicuo, e leroe passa del tutto inosservato, e nulla
relativo a Menesteo che non sia chiaramente inventato noto in periodo storico. Insieme a Odisseo viene rimproverato da
Agamennone durante lispezione delle truppe, in 4.327-48 (ma anche Diomede viene rimproverato, e rimane in silenzio proprio
come Menesteo); rimane isolato durante il combattimento (una scena tipica) e fa chiamare in suo aiuto gli Aiaci in 12.331-77; in
13.190-7 Menesteo e gli Aiaci stanno combattendo vicini, con questi ultimi in un ruolo pi evidente; nel piccolo catalogo di
13.689-91 egli appare in compagnia di alcuni luogotenenti altrimenti sconosciuti, uno dei quali viene uscito in occasione dellultima
menzione di Menesteo in 15.329-31. Page parla di un dismal record, un resoconto disastroso, ma forse il giudizio esagerato, e non
comunque esattamente quello che ci si aspetterebbe del comandante del contingente ateniese, visto che Atene era una citt di
una qualche importanza nel mondo miceneo, e sopravvisse in modo piuttosto egregio durante la cosiddetta et buia, recuperando
in modo significativo dopo il periodo di Omero.
Rimane comunque il fatto che Menesteo non compare nel resto dellIliade, e la sua associazione con i pi valorosi Aiaci nei libri 12 e
13 apparentemente inorganica. Compare tra laltro, quasi certamente, cme pretendente ateniese alla mano di Elena nel Catalogo
delle donne esiodeo (fr. 200.3 M-W). Doveva dunque essere conosciuto alla generale tradizione eroica, cos come alla poesia
catalogica per generazioni. Questo non fa per di lui, come ritiene Page, specificamente un relitto di epoca micenea, per quanto
potesse comunque esserlo. La tentazione di metterlo da parte in favore di uno dei figli di Teseo, come accade nella tradizione
ciclica, viene respinta, anche quando il testo omerico sotto forte controllo ateniese durante il sesto secolo a.C. attraverso tenzoni
rapsodiche come le Panatenee.
La genealogia della casa reale ateniese registrata da fonti pi tarde uno sforzo eroico di sistematizzazione. Menesteo, figlio di
Peteoo figlio di Orneo, era collocato nella quarta generazione di Eretteo si veda la Vita di Teseo, 32, di Plutarco. Era la legittima
linea di discendenza di Egeo. Teseo era collegato attraverso due Pandioni al primo Cecrope. In realt la mtologia locale di Atene
venne isolata, in modo notevole e senza dubbio significativo, da quella del pi vasto mondo eroico.

351

76
77

tale infatti era il rumore, il fragore (da , ), e il frastuono raggiungeva, giungeva fino a (da
), il cielo,
339

degli scudi che venivano colpiti e degli elmi (da , ) dalla chioma equina, dalla criniera
equina (da , ()),
340
: ,
e delle porte; tutte infatti erano state chiuse (da , ppf. passivo 3 pers. pl. from ), e
quelli contro di esse
341
.
stando fermi, accalcandosi, cercavano (da ), sfondando con la forza, di entrare (da ).
342
:
Subito manda (da , il verbo indica rapidit, urgenza, essendo per lo pi utilizzato nel senso di
scagliare, riferito ad una lancia) da Aiace laraldo Toote:
343
, ,
O divino Toote, correndo, di corsa (da ), chiama, fai venire (da ), Aiace,
344
:
meglio, piuttosto, (chiama, fai venire) entrambe: questo infatti di gran lunga il meglio di tutte le cose
345
, 76 .
sarebbe, dal momento che presto qui ci sar (da ) una repentina (da , , : il cui
significato alto e ripido, scosceso, in Omero per lo pi di citt costruite su rilievi scoscesi; qui il
riferimento alla morte vista con caduta in un precipizio) rovina (da , , ) !
346
,
Cos, a tal punto, infatti premono (da ) i comandanti (da , , , ()) degli Achei, che
anche prima, come sempre
347
.
sono (da , qui semplicemente essere) furiosi, rabbiosi (da , , usato solo al pl.), nelle
aspre battaglie.
348
,
Ma se per essi anche laggi sorta (da ) fatica e conflitto, battaglia (da , , ),
349
,
almeno anche solo venga il valoroso, forte Aiace Telamonio,
350
.
e insieme a lui venga, segua (da ), Teucro, molto esperto nellarco .
351
, ,
Cos diceva, e laraldo, dopo aver ascoltato, non gli disobbedisce (da ),
352
,
e si muove per correre lungo il muro degli Achei dai chitoni di bronzo,
353
, :77
e una volta giunto (da ) stette, si ferm presso gli Aiaci, e immediatamente diceva:
354

O Aiaci, condottieri degli Argivi dai chitoni di bronzo,
355

mi ha spinto il caro figlio di Peteoo alunno di Zeus
356
,
a venire qui, affinch, anche per poco, veniate per (da , con il genitivo: usato quando
implicato uno scopo, un obiettivo) (prender parte a) la fatica, la sofferenza, il combattimento (da
, , ()),
357
:
meglio, piuttosto, (venite) entrambe: questo infatti di gran lunga il meglio di tutte le cose
358
, :
sarebbe, dal momento che presto l ci sar (da ) una repentina (da , , : il cui
significato alto e ripido, scosceso, in Omero per lo pi di citt costruite su rilievi scoscesi; qui il
riferimento alla morte vista con caduta in un precipizio) rovina (da , , ) !
359
,
Cos, a tal punto, infatti premono (da ) i comandanti (da , , , ()) degli Achei, che
anche prima, come sempre
360
.
sono (da , qui semplicemente essere) furiosi, rabbiosi (da , , usato solo al pl.), nelle
aspre battaglie
361
,
Ma se anche qui sorta (da ) fatica e conflitto, battaglia (da , , ),

Si veda la nota al verso 4.84.


Le parole dellaraldo Toote ripetono fedelmente quelle di Menesteo, con i necessari, minimi adattamenti.

364

370

378

78

362
,
almeno anche solo venga il valoroso, forte Aiace Telamonio,
363
.
e insieme a lui venga, segua (da ), Teucro, molto esperto nellarco .
364
, .
Cos diceva, e non disobbedisce (da ) il grande Aiace Telamonio.
365
:
Immediatamente al figlio di Oileo diceva parole che volano:
366
, ,
Aiace, voi due l, tu e il forte Licofronte,
367
:
rimanendo spingete (da ) i Danai a combattere con vigore:
368
:
io invece muovo laggi e vado per (prendere parte a) lo scontro, il combattimento
369
, .
immediatamente ritorner (da ) indietro, dopo che (da , Ion. epico per ( ),
con il congiuntivo dellazione che dovrebbe ipoteticamente avverarsi) li avr aiutati (da , con
) .
370
,
Cos dunque avendo parlato se ne va (da ) Aiace Telamonio,
371
78:
e con lui veniva Teucro, fratello e nato dallo stesso padre (da , , = ;
372
.
e con loro Pandione portava larco ricurvo (da , , , ()) di Teucro.
373

Quando raggiunsero la torre del magnanimo Menesteo
374
, 79,
procedendo allinterno (da , opposto ad : con il genitivo; la preposizione di solito segue, ma
pu anche precedere) del muro, raggiunsero, trovarono (da , ma qui con una persona come
oggetto: con , , o pi raramente con il dativo, come qui), (uomini) che erano allo stremo,
oppressi, incalzati (da ),
375
80
quelli salivano, si gettavano su (da , con lacc. del luogo), le merlature, uguali a nera, scura
(da , , ), tempesta,
376
:
i gagliardi comandanti e le guide dei Lici:
377
, .
si gettarono insieme, si scontrarono (da , in tmesi), per combattere faccia a faccia, corpo a
corpo, si alz il grido di guerra.
378

Aiace Telamonio per primo uccise (da ) un guerriero,
379

un compagno di Sarpedone, il valoroso, magnanimo Epicle,
380
81 ,
colpendo(lo) (da , con dat. strumentale) con una pietra (da , : si tratta di una pietra
dallaspetto cristallino, lucente, caratteristica cui si riferisce laggettivo , cfr. 16.735), che
allinterno del muro
381
82 :
giaceva, grande, in cima (da , , , poet. superlativo di ), accanto al parapetto,
accanto alla merlatura: n questo facilmente
382
,
con entrambe le mani potrebbe reggerlo un uomo, neppure nel pieno fiore degli anni (da ,
rafforzato da ),
383
83: ,

Larco deve
essere
abbastanza
pesante

Epicle (T)
Alcmaone (A)

Il termine allude al fatto che Teucro un figlio bastardo, non . Nellepica i figli bastardi ricevono il loro
stato, la loro condizione sociale, dal padre. La madre di Teucro non viene menzionata.
79 La ripetizione di forse urta un po lorecchio mod
80 Si veda 11.747.
81 Si confronti 4.518 ( ), 8.327 ( ).
82 Questa grossa pietra che giaceva a portata di mano presso il parapetto, quasi per caso, un eco delle reali strategie di assedio:
mucchi di grosse piettre erano preparati per essere gettati sugli assalitori.
83 Il riferimento forse al fatto che gli uomini antichi nellopinione degli eroi omerici erano molto pi forti di quanto sono gli
uomini contemporanei.

quali sono gli uomini oggi; quello dunque, invece, dopo averlo sollevato (da ), dallalto (da
) (lo) gett (da , . (sc. ), sottinteso),
384
84,
385
:
fracass lelmo a quattro creste, e insieme ruppe, fece a pezzi (da ), le ossa della testa, tutte
quante insieme
386

quello allora simile ad un tuffatore, ad un acrobata (da , , ),
386
, .
cadde gi (da ) dallalta torre, la vita lasci le (sue) ossa.
387
85
388
,86
Teucro colp Glauco, il forte figlio di Ippoloco, con una freccia mentre stava balzando contro,
assaltando (da , qui con il genitivo, ma si trova in Omero anche con il dativo e laccusativo),
lalto muro,
389
, .
(lo colp) dove vide il braccio (da , , ) scoperto, nudo (da ), (lo) faceva desistere
(da , con laccusativo della persona ed il genitivo della cosa: per lui metteva fine alla guerra, lo
obbligava e cessare di combattere).
390
,
(Egli) indietro, di nuovo (da ), via dal muro, gi dal muro salt, nascondendosi, di nascosto,
furtivamente (da ), affinch nessuno degli Achei
391
.
lo vedesse (da ) colpito e si vantasse (da , Ep. per , solo presente e
imperfetto) con parole.
392

A Sarpedono venne dolore perch Glauco partiva, se ne andava (da ()),
393
: ,
immediatamente, quando se ne accorse; e comunque, nondimeno (da , da , con
cambiamento di accento, usato per limitare il senso di unintera frase: neologismo di Omero al posto
dellepico , usato solo qui e in Odissea 11.565), non si scordava (da , con il gen.) della
battaglia,
394

ma egli Alcmaone87, figlio di Testore, avendo colpito (da ) con la lancia
395
, :
trafisse, trapass (da ), e tir fuori (da , cfr. in 6.65) lasta;
quello seguendo (da , con il dativo) la lancia cadde (da )
396
, 88,
con la faccia in gi, e su di lui, sopra e sotto di lui risuonarono, rimbombarono (da , aoristo
senza presente in uso), le armi abilmente lavorate, cesellate (da , , ), nel bronzo,
397

Sarpedone allora afferrato (da ) con le forti (da , , , freq. in Omero ed Esiodo,
riferito alle braccia delluomo) mani il parapetto
398
, ,
(lo) tirava via, gi (da ), e quello tutto, tutto intero segu, venne dietro, cedette (da ),
completamente, fino in fondo, e allora al di sopra
399
, .
il muro venne messo a nudo, venne lasciato scoperto, e fece, stabil un passaggio per molti.

84

Si veda 3.362 e la nota ( ).


La ferita di Glauco viene ricordata in 16.508 sgg. (ma non in 14.426), quando a causa di essa non pu venire in aiuto di
Sarpedone. Qui prega Apollo di guarirlo. Le qualit di Glauco come combattente devone essere prese largamente sulla fiducia:
ottiene minori successi in 7.13 sgg. e in 16.539 sgg., ma non aiuta Sarpedone quando viene ferito in occasione delluccisione di
Tlepolemo (5.627-67). Secondo il mito, Glauco muore a Troia o per mano di Aiace (Quint. Smyrn. 3.214 sgg.) o di Agamennone
(Igino 113). I re di Licia facevano risalire la loro genealogia sino a lui (Hdt. 1.147).
86 Il verso 388 riaggiunstato e diviso tra i versi 16.511 e 16.512.
87 Nonostante la situazione di pericolo per gli Achei, Alcmaone lunica vittima nominata sul fronte acheo. Sconosciuto il
personaggio, e in mancanza di ogni informazione da parte del poeta inutile anche speculare su chi possa essere il padre.
88 Vedi 6.504.
85

400

413

89

400
89
Agendo simultaneamente (da , , part. aor. duale attivo) Aiace e Teucro, costui
luno con una freccia
401

colp (da , con il doppio accusativo della persona e della parte) alla cinghia, al telamone
splendente
402
:
dello scudo che protegge lintero corpo (da , , , anche , , in Omero sempre
, si veda per esempio 2.389): ma Zeus teneva lontano (da , con lacc. della
minaccia ed il gen. della persona; invece del gen. si trova in Omero anche il dat.) il demone della morte
403
, 90 :
da suo figlio, affinch non fosse ucciso, sopraffatto (da ), accanto alle poppe delle navi;
404
,
405
91, .
Aiace invece balzando in avanti (da ) trafisse, colp lo scudo, ma la lancia avanti non
trapass (da , in tmesi), e colp forte (da ) lui furente.
406
:
Si ritir (da , con il gen. della cosa o del luogo) allora un po (da , , qui come avverbio)
dal parapetto; ma non del tutto (da , avverbio , ()) egli
407
, .
si ritirava, dal momento che il suo animo sperava (da ) di ricevere, di ottenere (da ), la
gloria.
408
:
Voltatosi (da ), incita, esorta (da , con il dativo), i Lici divini:
409
;
O Lici, perch dunque in questo modo desistete (da , con il gen. della cosa) dalla forza (da
, ) impetuosa (da , , , femm. di , , (): che spinge alla battaglia) ?
410

Mi arduo, difficile, pur anche essendo forte, gagliardo,
411
:
(a me) che sfondo (da ) da solo (da , , , Ep. e Ion. , la sola forma utilizzata da
Omero), stabilire, aprire (da ), un varco, un percorso alle navi;
412
: .
ma venite, accompagnatemi (da ): unazione, unopera di molti () migliore .
413
,
Cos parlava, e quelli atterriti per, provando soggezione di fronte a (da , con lacc.), il
rimprovero (da , , oppure ) del (loro) signore,
414
92 .
di pi premono, si affollano (da ), intorno al (loro) saggio (da , ) comandante.
415

Gli Argivi dallaltra parte serrano, rinsaldano, consolidano (da , Ep. per ), le file
416
, :
allinterno (da ed , questultimo sia di fronte a vocali che di fronte a consonanti:
assoluto o come preposizione con il genitivo) del muro, e a loro limpresa sembrava ardua.
417

n infatti i Lici gagliardi riuscivano (da ), dei Danai
418
,
una volta sfondato (da ) il muro, a stabilire, aprire (da ), un varco, un percorso alle navi;
419

n in alcun modo i Danai portatori di lancia (da , , , ()) riuscivano i Lici
420
, .
a spingere, a ricacciare (da , spingere via da, con il genitivo), indietro dal muro, dopo che in un
primo tempo si erano avvicinati (da ).
421
93

Paragone

Questo si riferisce a Teucro.


Si veda 11.600.
91 Si veda 7.260-1.
92 epiteto di Sarpedone in 5.633, ma in quanto epiteto non sembra possedere un significato specifico, men che
meno nel mezzo di una battaglia. Il verso 414 nel libro 10 differente: qui predicativo. Il suo uso nelle formule
principalmente come alternativa metrica a .
93 Qui da , Att. , Pietra di confine, piuttosto che da , una oscura misura di distanza menzionata in
10.351, 23.431, e in Odissea 8.124.
90

PARAGONE Ma come intorno ai confini, alle pietre di confine (da , Ion. , ), due uomini
disputano (da )
422
94 ,
tenendo in mano gli strumenti di misura (da , ) in un campo in comune (da , ,
poet. per ),
423
,
(due uomini) che in un piccolo spazio (da , ) contendono, disputano (da ) per una (parte)
uguale, giusta (da , , , Ep. ed , qui sc. parte , ),
424
: 95
cos dunque i parapetti dividevano, tenevano separati (da ), questi; quelli sopra di essi
425

squarciano, colpiscono (da ), gli uni degli altri intorno al petto le protezioni in pelli di bue (da
, , , Ep. e Ion. , , , come aggettivo; ovvero (sc. ), , come
sostantivo)
426
.96
(ovvero) gli scudi (da , , ,) rotondi (da , ) e le targhe (da , , :
probilmente uno scudo pi leggero dell, di forma oblunga e non circolare, realizzato con pelli
non conciate, grezze; o circolare, del tipo del brocchiero) leggere, alate (da , , , che
pu riferirsi anche al pelo svolazzante, tremolante, lasciato sullo scudo, non conciato).
427
,
Molti venivano feriti (da ) nel corpo, nella carne, dal bronzo crudele, spietato,
428
97
sia (quello) al quale, voltatosi indietro (da ), la schiena (da , , qui al plurale per
una singola persona) venisse lasciata scoperta (da )
429
, .
tra i combattenti (da ), ma molti anche attraverso (da , qui preposizione con il
genitivo) lo stesso scudo.
430

Dappertutto le torri ed i parapetti dal sangue degli uomini
431
.
erano macchiati (da , () singolare perfetto in -- testimonianza della vitalit
linguistica della Kunstsprache), da entrambe le parti, dai Troiani e dagli Achei.
432
,
PARAGONE Ma neppure in questo modo riuscivano a provocare la fuga, la rotta degli Achei,
433
,
ma (questi) tenevano, resistevano come (mantiene in equilibrio, (sc.)) una bilancia una attenta (da
, : nel senso di non sbadata, attenta, mentre il significato onesta post-omerico) donna
lavoratrice (da , , agg. letteralmente che fila per una paga giornaliera),
434

che solleva (da ) da una parte e dallaltra (da ), tenendo un peso (da , , =
) e della lana (da , , Ion. , sempre questa seconda forma in Omero),
435
98, :
cercando di pareggiare (da ), per guadagnare (da ) un magro, misero (da , ),
compenso (da , ) per i figli;
436
99 ,
allo stesso modo, di questi in egual misura era pareggiata, era mantenuta in equilibro (da ), la
guerra e la battaglia,
437
100
finch Zeus non diede la gloria, la fama ancora pi grande ad Ettore,

94

Qui come terreno comune, distinto dai dellaristocrazia.


Qui genitivo ionico in - (< ).
96 I versi 425-6 sono uguali ai versi 5.452-3 dove il soggetto (5.451). Linarcatura violenta, se si guarda
alla forma: laggettivo precede il sostantivo . In realt, come nella traduzione qui proposta, pu essere
sostantivato, e il secondo verso pu essere interpretato come in apposizione a questo.
97 Qui abbiamo la correlazione [] []: molti venivano colpiti, alcuni perch voltavano le spalle e venivano colpiti
laddove la pelle restava scoperta, ma molti anche nonostante le protezioni, quando la lancia passava attraverso lo scudo.
98 La donna ha da una parte il peso e dallaltro la lana, e solleva la bilancia, cercando di pareggiare i due piatti.
99 Da , , , Ep. ed . Avverbio , ma anche il neutro singolare e plurale dellaggettivo, da Omero in avanti.
Anche con preposizioni, come qui . Si noti che 436 = 15.413. Dopo una breve pausa, durante la similitudine, il racconto
cresce in intensit fino al suo climax. Con la benedizione di Zeus, come il poeta ben sa, Ettore spinge i suoi uomini allo sforzo finale.
Essi caricano il muro in massa e si arrampicano sui parapetti, ma il climax, il vero gesto eroico, riservato alleroe, ad Ettore.
100 Qui () prima che (non); fino a quando (non). Con lindicativo.
95

438
, .101
figlio di Priamo, che per primo riusc a saltare, salt, super (da ), il muro degli Achei.
439
:102
poi grida forte (da ) ai Troiani con voce penetrante (da , , , come avverbio), in
modo da farsi sentire (da , mi faccio sentire gridando, mi faccio riconoscere gridando, al
participio perfetto, vedi anche i versi 11.275 e 8.223):
440
,
Sorgete, o Troiani domatori di cavalli, sfondate, fate a pezzi (da ) il muro
441
.
degli Argivi, e alle navi scagliate (da , quindi appiccare (il fuoco)) il fuoco portentoso, divino (da
, , (): come acceso da un dio) .
Il settore che Ettore attacca e sfonda probabilmente quello che Aiace e Teucro abbandonano per andare in aiuto a Menesteo: il
filo della narrazione non per facile da seguire. I versi 290-2 associano Ettore a Sarpedone, e non c alcun indizio di un
cambiamento di scena nel breve passaggio 424-32 tra le due similitudini, la prima delle quali si riferisce certamente allattacco
dei Lici, e la seconda pi probabilmente alle forze che combattono con Ettore. Poi, in 13.679-82 Ettore sta combattendo dove il
muro e la porta aveva passato, / dopo aver sfondato le folte schiere dei Danai armari di scudo, / l doverano tirate in secco le
navi dAiace e Protesilao / sulla riva del mare spumoso. Ma il poeta non ci dice sta a noi immaginarlo - di quale degli Aiaci si
tratti, n dove siano le navi di Protesilao. Il centro del campo acheo, difeso in 13.313 da Aiace e Teucro, e visibile
dallaccampamento di Achille sulla destra, sembra essere una collocazione soddisfacente. In questo caso Ettore ha attaccato di
fronte alle navi di Aiace Oileo, e il suo omonimo si spostato nuovamente alla sua posizione precedente (oppure il movimento
per soccorrere Menesteo stato trascurato) nel combattimento del libro 13.
442

101

442
, ,
Cos diceva, incitando (da ), e quelli tutti sentivano con le (proprie) orecchie (da , :
Omero ha solo lacc. sing. e dat. pl., gli altri casi formati da , da cui anche il dat. pl. ),
443
:
e si gettarono (da ) sul muro tutti insieme, in massa (da , ); quelli poi
444
103 ,
scalarono (da , con il genitivo) le impalcature, tenendo, stringendo le lance appuntite (da
, , , part. epico (cfr. )),
445
,
446
,
Ettore dopo aver(lo) afferrato (da ) portava via un pietrone (da , ), che stava davanti
(da , in poesia , qui preposizione con il genitivo) alla porta, largo, grossolano (da
, , ) alla base (da , , ), ma al di sopra
447
:
448
,
era appuntito, tagliente, acuminato; questo due uomini, i migliori, i pi forti del popolo, non
avrebbero potuto sollevarlo (da ) facilmente su un carro (da , ) da terra (da ,
, gen. ),
449
: .104
quali oggi sono i mortali (da , ); lui facilmente lo palleggiava, lo roteava, lo agitava (da
), anche da solo.
450
.
Questo a lui rese leggero (da , , ) il figlio di Crono dai pensieri tortuosi, accorti.
451

PARAGONE Come quando un pastore facilmente, senza fatica porta la pelle, il vello (da ,
, ()), di un montone (da , gen. , , : sia per la pecora che per il montone, il sesso
essendo specificato da un aggettivo) maschio (da , , , , , gen. )
452
, ,

Paragone

Il verso 438 simile al verso 16.558, dove per il riferimento a Sarpedone, non a Ettore. Si veda anche 3.356, uguale a 7.250,
dove si riferisce nel primo verso a Paride, nel secondo ad Ettore. Luso conomico della stessa dizione con un differente
riferimento tipico dello stile orale.
102 Si vedano i versi 11.586, 11.275, 8.227 Si tratta di un verso formulare utilizzato x7 con .
103 Ma il termine potrebbe anche indicare sporgenze nel muro: si veda lintroduzione allattacco di Ettore, dal verso 251.
104 Si veda 5.635 sgg. Il verso 449 uguale a 5.304 (Diomede) e 20.287 (Enea). Il sollevamento di enormi pietroni una delle rare
violazioni al reallismo nellIliade, ed una delle poche indicazioni che gli eroi erano ritenuti possedere una forza soprannaturale. Non
c alcun indizio che essi fossero ritenuti possedere anche una dimensione superiore a quella umana, sebbene in epoca classica,
quando quelli che si pensava fossero i loro resti mortali vennero alla luce, essi erano descritti regolarmente come si dimensioni
davvero eroiche, dai 7 ai 12 cubiti. Si veda per esempio Hdt. 1.68 (Oreste), Plutarco Thes. 36 and Cim. 8 (Teseo), Paus. 1.35.3
(Aiace), 1.35.5 (Asterio), 8.29.3 (Oronte), Philostr. Her. 8.3 (Peleo ?), Phlegon FGH III no. 257 F 36 ix Jacoby (Ida).

prendendola con laltra (da , , , qui nel senso di una di due) mano, con una mano, e lui
un piccolo peso (da , , ) grava, opprime (da ),
453
,
cos Ettore dopo aver(la) sollevata portava la pietra contro (da , o meno frequente , come
preposizione con il gen.) le tavole, le assi (da , , ),
454
105
che bene (da , , , poet. anche , , , entrambe le forme in epica) fermavano,
tenevano chiusa (da ), la porta saldamente (da , , ) chiusa, connessa (da
),
455
:
a due battenti (da , , , ()), altissima (da , , ); allinterno due (da ,
, , Ep. per ) paletti, chiavistelli (da , , Ep. , , ()),
456
, .
scorrevoli (da , ) (la) fermavano, (la) tenevano chiusa, ma ununica serratura (da
, , Ion. : Omero utilizza solo la forma ionica) chiudeva (da ).
457
,
Si ferma, venendo molto vicino, e, assunta una posizione stabile, ferma (da ), (la) colpisce
nel mezzo, nel centro,
458
, ,
dopo aver ben divaricato le gambe (da ), affinch il colpo non gli fosse debole, fiacco (da
, , , quasi sempre al comparativo o al superlativo),
459
106:
fracass, divelse (da in tmesi), entrambe i cardini (da , ); allinterno cadde il
pietrone,
460
, ,
con il (suo) peso (da , ), fortemente cigolarono (da ) i battenti da un lato e
dallaltro, n i paletti
461
,
tennero, ressero (da ), e le tavole vennero spaccate in mezzo (da ), un pezzo di qua un
pezzo di l
462
:
sotto il colpo, sotto limpatto (da , , ()), della pietra; quello allora si slanci (da
), lo splendido Ettore,
463
:
simile alla rapida notte, per laspetto (da , , : indica parti sottogli occhi, quindi per
estensione aspetto); splendeva nel bronzo
464
, ,
465
:
terribile, spaventoso, di cui era rivestito (da , rivestirsi di; indossare con laccusativo della
cosa) intorno al corpo, teneva, stringeva con la mano due lance; nessuno lavrebbe fermato,
trattenuto (da ), andandogli incontro,
466
107 : .
ad eccezione (da , prima di una vocale o per esigenze metriche -, ma pu aversi elisione:
qui come preposizione con il genitivo) degli dei, quando si lanci contro (da ) le porte;
gli occhi fiammeggiavano (da , dove il neutro duale , cos come il neutro plurale, si
costruisce con il verbo al singolare) di fuoco.
467

Voltatosi (da ) verso la massa, incita, esorta (da , con il dativo), i Troiani
468
: .
a passare il muro: quelli ascoltano, obbediscono a lui che incita.
469
,
470
:
Immediatamente alcuni superarono il muro, mentre altri dilagarono (da ) gi attraverso
quella stessa porta ben costruita (da , , , frequente in Omero, detto di edifici cos come
di armi, sempre nel senso di );
470

i Danai vengono messi in fuga

105

Qui in sostituzione del formulare con (si veda 9.475, 21.535) a causa del precedente .
Altrimenti un arcaismo preservato dal conservatorismo formulare.
106 Gli sono i perni che ruotano allinterno di cavit scavate allinterno della soglia e dellarchitrave: assolvevano lo stesso
copito dei cardini, delle cerniere, e mantenevano la porta in posizionepermettendole di ruotare. Ettore non spalanca la porta con il
suo colpo, ma fa uscire la porta stessa dalla sua sede allinterno del muro.
107 Qui anticipa lintervento di Poseidone che seguir immediatamene in 13.10 sgg.

471
, .108
in mezzo a, verso le navi ricurve, e un frastuono (da , ) incessante, irriducibile, tremendo
(da , , ()), scoppi, si alz (da ).
La scena dei Troiani che dilagano attraverso il muro, con linterso frastuono della battaglia, si ripete in 15.395-6, quando Patroclo
viene richiamato alla realt dal frastuono che emerge, mentre si trova ancora nella tenda di Euripilo. Il filo del racconto come
al solito sequenziale, il che d luogo a situazioni poco plausibili come la prolungata inattivit di Nestore e Patroclo, mentre
intorno a loro la strage va avanti. Come gi anticipato altrove, la serie di eventi dei libri 12-15, o almeno la maggior parte di
questi, sono sequenziali, a devono essere visti come simultanei.
Il libro si chiude con una nota di suspense dopo la conclusione del primo episodio di aattacco-ritirata degli Achei. Questo certo
un buon momento per il cantore per fare una pausa: la linghezza di questa pausa per un punto dubbio, dal momento che il
libro 12 ed il libro 13 sono certamente collegati da anticipazioni e richiami. I comandanti del breve catalogo di 12.88-102 sono gli
autori delle stragi del libro 13; Polidamante ripete il suo consiglio ad Ettore; Menesteo continua e conclude la sua mediocre
carriera; atroci uccisioni (11.146, 11.261) ricorrono in 13.202 e 14.497; minori dettagli espressivi vengono ripresi dal poeta: per
esempio / (13.191-2) fonde (11.65) e / (12.463-4), mentre
(12.224) ricorre in 13.193.

108

Il verso 471 uguale al verso 16.296.