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BRIAN FREEMAN

POLVERE E SANGUE

Traduzione di Alfredo Coluto PIEMME


Titolo originale dellopera: The Walcber
Copyright 2008 Brian Freeman
Realizzazione editoriale:
Agostudio, Alessandria I Edizione 2009
2009 EDIZIONI PIEMME

Sono arrivata a casa verso mezzanotte. Dal vicinato provenivano ancora fischi e scop-
pi di fuochi artificiali. La pioggia bttente si era ridotta a unacquerugiola nebbiosa e
le strade erano animate da festeggiamenti abusivi. I bengala si aprivano sopra gli al-
beri come fiori dai contorni sfocati. Le girandole sibilavano. I petardi tuonavano. La
notte estiva odorava di dolciumi e fiammiferi bruciati, mentre io dal cortile osservavo
larcobaleno di luci tutto intorno a me. Dallisolato accanto provenivano le voci di ra-
gazzini che urlavano come indiani assetati di sangue. Io stessa mi sentivo pervasa di
allegria ed eccitazione. Alzando lo sguardo ho visto che la finestra della camera di
Laura, al piano di sopra, era buia. Nessun segno di vita. Sono entrata in casa dalla
porta scorrevole e ho attraversato la cucina a piedi nudi, per non far rumore. Non vo-
levo che mio padre mi sentisse e si mettesse a farmi domande su dove ero stata e cosa
avevo fatto quella sera. A parole potevo mentire, ma il viso mi avrebbe tradita. Se mi
avesse visto, mi avrebbe chiesto anche di Laura. Dovera? Con chi era? Non volevo
rischiare che si ripetesse quello che era successo la sera prima. Pap e Laura.
Una brutta lite. Ho salito i gradini due alla volta e mi sono fiondata in camera da let-
to, chiudendo la porta a chiave. Una miriade di pensieri mi frullava per la testa. Forse
era cos che ci si sentiva sotto leffetto delle droghe. Senza accendere la luce, mi sono
tolta i vestiti bagnati. La pelle era sporca, i lividi sulle cosce mi facevano male. L
sotto ero appiccicosa, dove era fuoriuscita un po di quella roba. Una pulsazione sor-
da pervadeva linterno del mio corpo, ma era una sensazione piacevole. Un dolore da
prima volta. La mia festa dellindipendenza. Oddio, la pillola! Non potevo certo di-
menticarmela, non adesso. Ho frugato nel cassetto della biancheria e ho preso il con-
tenitore di plastica rosa nascosto sul fondo. Ho pensato di prenderne due, tanto per
stare sul sicuro, ma era una stupidaggine. Ho pensato anche di spalancare la finestra
della camera e gridare al mondo: cindy Starr non Pi vergine! . Che sciocchezza.
Mi sono messa un paio di mutandine pulite, i pantaloni del pigiama e una maglietta
dei Fleetwood Mac. Non ho fatto la doccia n mi sono lavata i denti. Mi sono stesa
sopra le coperte con gli occhi spalancati Di sicuro non sarei riuscita a dormire. Ero
troppo piena di Jonny. Lho lasciato a casa sua dopo che eravamo tornati dal parco.
Sua madre lo aspettava alzata. Io non le piaccio, ma so bene cosa ha passato dopo
aver perso il marito. Tre anni fa, quando morta mia madre, a mio padre successa
la stessa cosa. La signora Stride ha il terrore di perdere suo figlio, come se Jonny fos-
se lultima cosa che le ricorda suo marito. E per lei io sono una minaccia. Sa che lo
amo. Che ci sposeremo. Ancora non so quando, ma lo faremo di sicuro. Glielo
porter via. Quanti pensieri per la testa! Mi sono seduta sul letto e mi sono sistemata i
capelli dietro le orecchie. Avevo bisogno di parlare con qualcuno. Non ho molte ami-
che, perch a casa c sempre troppo da fare e manca il tempo per coltivare amicizie.
Ho pensato di scendere di sotto e chiamare Jonny, solo per sentire la sua voce ancora
una volta. Ma probabilmente era gi a letto e avrebbe risposto sua madre. Non era il
caso. Ho deciso di parlare con Laura. La verit che non lo faccio spesso. Dovete sa-
pere che io e Laura siamo sempre andate daccordo, ma non cos daccordo. Io ho di-
ciassette anni e lei diciotto. Non abbiamo altri fratelli o sorelle, e siamo come due ca-
lamite che si respingono. Io sono quella allegra, latleta, la civetta, mentre Laura lu-
natica, misteriosa e con una fifa tremenda dei ragazzi. Avere una sorella che loppo-
sto di te non sempre un bene. Ti guardi allo specchio e pensi a quello che non hai.
Da quando mamma morta stata dura per Laura. Lei e pap litigano in continuazio-
ne. Per lo pi discutono di Dio. Dopo lincidente di mamma, Laura ha smesso di an-
dare in chiesa, come se fosse stata colpa di Dio se lavevamo persa. Pap le dice che
finir allinferno se volter le spalle a Ges. S, parla proprio in questo modo. Pap
sempre stato uno di quelli che la domenica si mettono il vestito buono per andare in
chiesa, soprattutto in questi ultimi anni dopo la morte di mamma. Sostiene che Dio lo
ha punito per i suoi peccati. Per me la colpa solo di un ubriaco al volante. Dopo
aver perso mia madre ho trovato me stessa. So che brutto parlarne in questi termini,
ma toccato a me cucinare, lavare e tenere la casa in ordine. Ho deciso che nella vita
bisogna prendere una direzione e mantenerla. Io andr al college, sposer Jonny, di-
venter una fisioterapista e aiuter le persone a ristabilirsi dalle lesioni. Cio, quello
che mamma non ha mai avuto occasione di fare. Laura mi invidia per la mia sicurez-
za riguardo al futuro. Ho deciso di andare a parlarle. Sono saltata gi dal letto e ho
percorso il corridoio fino alla sua stanza. Era impossibile non fare rumore, perch le
tavole del pavimento cigolano in modo orribile. Ho bussato piano alla porta della sua
camera. Laura? Di solito, la luce gialla accanto al suo letto resta accesa fino a tardi.
Spesso trovo mia sorella con il naso tra le pagine di un libro. In quel momento, da
sotto la porta non filtrava alcuna luce. Nessuna risposta. Allora ho girato lentamente
la maniglia e sono entrata. Laura? ho chiamato di nuovo. Non cera. Non era anco-
ra tornata a casa. Ho acceso la luce, e limprovviso bagliore mi ha costretto a strizzare
gli occhi. La stanza era nelle solite condizioni. Laura una gran disordinata. Vestiti
buttati sul pavimento. Dischi impilati sul cassettone, accanto al giradischi. Poster di
Carly Simon e di Linda Ronstadt, fissati di sbieco alla parete. Libri dappertutto. Vir-
ginia Woolf. Sylvia Plath. Gail Sheehy. Dovera? Ho ripensato alla serata trascorsa al
parco. Io e Laura ci eravamo andate insieme. Dovevo incontrarmi con Jonny dopo la
sua partita di softball, per andare a nuotare al lago. Sentivo che sarebbe stata la nostra
prima volta. Erano settimane che ci pensavo. Il fatto che, prima che arrivasse Jonny,
Laura si era comportata in modo strano. Diceva cose astruse, vagamente
inquietanti, che non riuscivo a comprendere. A un certo punto mi ha chiesto se
sarei riuscita a mantenere un segreto. Le ho risposto che avrei potuto mantenerlo in
eterno, se ce ne fosse stato bisogno. Ed era vero. Ma poi non ha avuto la possibilit di
rivelarmelo. Invece, si allontanata da sola lungo il sentiero. Era buio. La pioggia
scendeva fitta. Non avrei mai dovuto lasciarla andare. Mi sono detta che andava tutto
bene. Laura aveva un appuntamento con un ragazzo. Proprio come me con Jonny.
Ecco perch non era ancora rientrata. Stavo per uscire dalla sua stanza, quando ho no-
tato qualcosa sul letto e ho capito che mi sbagliavo. La lettera era identica alle altre
che sono arrivate, anonime, nel corso degli ultimi due mesi. Laura mi aveva detto di
non averne pi ricevute. Perch mi ha mentito? Ho aperto il foglio, fissando la foto
sgranata in bianco e nero e quello che cera scritto sotto in inchiostro rosso. Mi ve -
nuto un conato di vomito e ho dovuto lottare per non cadere in ginocchio sul pavi-
mento. Mentre stringevo la lettera in mano, ho ricordato un dettaglio che avevo nota-
to nel parco. Prima del temporale, prima che Jonny ci raggiungesse, Laura continuava
a dire che qualcuno si nascondeva nel bosco. Che qualcuno la osservava. Ho capito
che dovevo tornare indietro. Ho preso le chiavi della macchina e sono scesa di corsa,
in pantaloni del pigiama e maglietta. Era ormai luna passata, e dei fuochi artificiali
non restavano che macchie annerite sul prato. Ho preso la Opel Manta di mio padre.
Le strade erano deserte, mentre guidavo veloce attraverso la luce soffusa della neb-
bia. In un quarto dora sono arrivata alla riserva naturale vicino a Tischer Creek. Non
ho riconosciuto nessuna delle
auto parcheggiate sullerba incolta. Il parco era molto ampio, ed ero sicura che
nascosti tra lerba ci fossero altri ragazzi che facevano quello che io e Jonny avevamo
fatto poco prima. Non sapevo dove cercarla. Laura! ho gridato. Mi sembrato di
sentire un sussurro. Avevo paura, e mi sono data della stupida per essere andata in
quel posto da sola. Sono corsa al centro del terreno fangoso che usavamo come cam-
po da softball e ho cominciato a girare in cerchio, cercando di scrutare tra gli alberi e
i sentieri avvolti nella nebbia. Ho sentito migliaia di grilli frinire eccitati. Il terreno
sotto i miei piedi era spugnoso e bagnato. Destate non porto quasi mai le scarpe.
Laura! La sagoma scura di un airone con una gigantesca apertura alare e buffe
gambe a penzoloni mi passata sopra la testa. Il mio grido lo aveva spaventato.
sceso verso lacqua fredda del lago ed scomparso. Mi sono incamminata in quella
direzione, cercando lapertura tra gli alberi che conduceva alla spiaggia a sud, dove io
e Laura avevamo atteso larrivo di Jonny, alcune ore prima. Non ci sono mai arrivata.
Trenta metri pi avanti, ho trovato qualcosa tra lerba. Una scarpa di Laura. Una Con-
verse da ginnastica rosa. Lho raccolta e ho cercato laltra l intorno, senza trovarla.
Ho perlustrato il campo, alla ricerca di altri oggetti che potessero appartenerle, ma ho
visto solo mozziconi di sigarette e bottiglie di birra. Sapevo che, per trovarla, mi sarei
dovuta addentrare nei boschi. Con la sua scarpa in mano, vicino al punto in cui ero,
ho notato un sentiero che si snodava verso nord, tra le betulle lungo la sponda del
lago. Una specie di istinto, che deve avere a che fare con lessere sorelle, mi ha detto
che Laura era andata da quella parte.
Quando lho imboccato, stato come se il sentiero mi avesse inghiottito. La
luna scomparsa. Camminavo leggera, per non fare rumore. Non gridavo nemmeno
pi il nome di Laura. Avevo paura di chi avrei potuto incontrare. Il sentiero era co-
perto da un tappeto di aghi di pino che scricchiolavano al mio passaggio. La pioggia
gocciolava dai rami che si chiudevano sopra di me. Il vento si infiltrava tra gli alberi
e mi soffiava sul collo come un respiro caldo e umido. Sono trascorsi lunghi minuti.
In genere non passavo da quelle parti, e quel sentiero mi era totalmente sconosciuto.
La mia mente ha preso a immaginare storie spaventose su quello che poteva annidarsi
nei boschi. Non so quanta strada abbia percorso, n se avrei dovuto prendere uno dei
vari sentieri che salivano sulla collina, allontanandomi dal lago. Se ci fosse stato
qualcuno a mezzo metro di distanza non me ne sarei accorta. Quello era il genere di
luogo in cui i mostri diventano reali. Ho visto una piccola apertura nelle tenebre da-
vanti a me, dove gli alberi si diradavano. Una parte di me desiderava voltarsi e torna-
re indietro. Non volevo scoprire quel luogo segreto, n cosa celava. In un qualche
strano modo lo sapevo. Lo sapevo e basta. Ho sentito lacqua picchiettare sulla sabbia
bagnata. Dal bosco sono uscita su una radura ampia una ventina di metri, in un punto
in cui la spiaggia curvava a semicerchio verso gli alberi. Venature dorate ondeggiava-
no sul lago. Dopo il buio del sentiero, l riuscivo a vedere molto meglio. Mi sono por-
tata una mano alla bocca, soffocando un grido. Mi sono messa a correre. Laura ho
sussurrato con voce strozzata.
Era peggio di qualunque cosa avessi mai immaginato. Ho visto la mazza da ba-
seball in alluminio accanto a lei, scintillante e appiccicosa. Ho sentito odore di rame.
Sono crollata in ginocchio, con le braccia protese e le mani tremanti. Le mie labbra si
muovevano come se stessi mormorando una preghiera, e dal petto mi uscito un ge-
mito. Oh, no, no, no. Era tutta rossa. Rossa dappertutto, come se lavessero immer-
sa nel vino. I suoi bei capelli biondi erano dello stesso colore del rossetto sgargiante.
Strisce cremisi gocciolavano dalle ali della farfalla tatuata sulla sua schiena. La sua
pelle era ricoperta di mosche, alcune vive, altre morte, intrappolate nel sangue e inca-
paci di fuggire dal loro banchetto. Aveva il viso rivolto verso di me, con una guancia
nel fango, ma non aveva pi una faccia. Non aveva pi il suo sorriso, n i suoi occhi
marroni, nulla che fosse mai stato di mia sorella. La vita le era stata tolta colpo dopo
colpo. Ho cercato di immaginare la furia che aveva compiuto quello scempio e non
sono riuscita a concepire un cuore cos nero. Ho posato una mano esitante sul suo
braccio. La pelle era gi fredda. Ho ritratto la mano ed stato come se lavessi im-
mersa nella vernice. E stato allora che lho sentito. Rami che si spezzavano. Un movi-
mento. Un respiro. Non proveniva da Laura, ma dalla foresta buia. Ho afferrato la
mazza da baseball e mi sono alzata in piedi, con le dita strette intorno allimpugnatura
di cuoio. Ho sollevato la mazza con decisione, pronta a colpire. Cera qualcuno alle
mie spalle
Parte Prima FESTA DELLINDIPENDENZA Capitolo 1 Il tenente Jonathan
Stride si ripar gli occhi quando la porta a vetri gli spar in faccia il riflesso di un
raggio di sole. Non appena le immagini tornarono nitide, si accorse che la donna ap-
parsa nel patio era sua moglie Cindy. Ma Cindy era morta. Per un istante, il tempo
rallent come durante una lunga caduta, mentre il brusio della conversazione prose-
guiva intorno a lui. Si dimentic di respirare. Il sorriso enigmatico della donna era lo
stesso che ricordava. Quando lei sollev gli occhiali da sole, i suoi occhi castani lo
scrutarono con uno sguardo familiare, scavalcando tutte le altre persone nel ristoran-
te. La donna dimostrava quarantanni inoltrati, gli stessi che avrebbe avuto Cindy se
fosse stata viva. Piccola, come una fata, ma con un fisico atletico e forte. Carnagione
abbronzata. Emanava un alone di potenza. Non era lei, certo. Erano passati pi di cin-
que anni da quando Cindy era morta di cancro, mentre lui la vegliava accanto al suo
letto dospedale. Il dolore per la sua perdita si era ritirato in un angolo remoto della
sua anima, ma, ci nonostante, gli capitava di vedere una completa sconosciuta e tut-
to riaffiorava. Per scuotere i suoi ricordi
non ci voleva molto: bastava uno sguardo o unandatura particolare. Quella
donna lo stava guardando. Era bassa, ma comunque qualche centimetro pi alta di
Cindy, che in punta di piedi arrivava a malapena al metro e sessanta. I capelli biondi
le cadevano liberi sulle spalle, e aveva spinto gli occhiali da sole sulla testa. I suoi
orecchini erano punti luce di zaffiro. Indossava una gonna estiva a fiori blu, lunga
fino alle ginocchia, scarpe azzurre con il tacco, una camicetta bianca e una giacca di
pelle leggera con le frange intrecciate. Mentre lo guardava teneva una mano poggiata
su un fianco. I laccetti della giacca le penzolavano tra le gambe. Stride laveva gi vi-
sta da qualche parte. I tuoi cinque secondi sono scaduti gli annunci Serena Dial.
Stride si scosse dalla sua trance. Come? Serena sorseggi la limonata e occhieggi
la donna con la giacca di pelle mentre veniva accompagnata a un tavolo sul patio. La
brezza del lago le scompose i capelli scuri e setosi. Sei libero di guardare qualunque
donna per cinque secondi. Dopodich viene catalogato come flirt. Mi ricordava
qualcuno si giustific Stride. Come no. Serena era unex poliziotta e ora lavorava
come investigatrice privata. Lei e Stride condividevano lo stesso letto da quasi due
anni. Stride si rivolse alla sua partner del Detective Bureau, Maggie Bei, come a un
giudice super partes. Questi cinque secondi sono unusanza comune? chiese. As-
solutamente rispose Maggie, facendo locchiolino a Serena.
Stride sapeva che non sarebbe mai uscito vincitore da quella discussione.
Daccordo, stavo flirtando ammise. Serena stiracchi le braccia e con il dorso della
mano carezz la guancia di Stride, ruvida a causa della ricrescita della barba sale e
pepe. Gli pass le dita tra i capelli ondulati e si pieg in avanti per posargli un bacio
su una guancia. Il suo odore era un misto di zucchero e agrumi. La maggior parte
degli animali marca il proprio territorio urinando fece notare Maggie, con la bocca
piena di sandwich alla cotoletta. Con aria innocente batt le palpebre degli occhi a
mandorla e sorrise a Serena. Stride rise. Possiamo rimetterci al lavoro? Fai pure
gli rispose Serena. Afferr una patatina fritta dal piatto di Maggie e la morse, sco-
prendo i denti. Cosa si dice di nuovo sul guardone? chiese Stride a Maggie. Lanci
unocchiata furtiva alla donna dallaltra parte del ristorante, e si accorse che lei stava
facendo la stessa cosa, guardandolo di sottecchi da dietro il menu. Venerd notte ha
colpito ancora rispose Maggie Mentre si stava spogliando, una sedicenne a Fond.
du Lac si accorta che un tizio la spiava, nascosto tra gli alberi allesterno della casa.
Ha urlato e lui se n andato. E riuscita a vederlo? Maggie scosse la testa. Ha
detto che probabilmente era alto e magro, ma non c altro. Era buio. E con questa
sono gi nove solo nellultimo mese comment Stride. Siamo in estate. E la stagio-
ne buona per i pervertiti.
Il calendario indicava domenica primo giugno. Era pomeriggio inoltrato, ma il
sole splendeva ancora caldo e alto sulle ripide colline su cui sorgeva la citt di Dulu-
th, nel Minnesota. Dopo il solito inverno lungo e rigido, i turisti avevano ripreso a
tornare nei weekend per ammirare le navi cariche di minerali ferrosi entrare e uscire
dal canale che si immetteva nel Lago Superiore. La zona di Canal Park, dove Stride e
le due donne erano seduti, nel patio sul tetto del Grandmas Saloon, brulicava di cop-
piette e di bambini che davano da mangiare ai gabbiani sul lungolago. Quellinsieme
di turisti e di abitanti del luogo e il clima pi caldo corrispondevano a unimpennata
di lavoro per la squadra di Stride. Il tasso di criminalit era in aumento con larrivo
della bella stagione, ma fino a quel momento cerano stati giusto i soliti casi di furto,
effrazione, ubriachezza molesta e spaccio. Oltre a un guardone con una passione per
le liceali bionde. Da oltre dieci anni Stride era il sovrintendente del Detective Bureau
che a Duluth si occupava dei reati gravi, e si era trovato di fronte a comportamenti
umani che sfidavano ogni spiegazione razionale. Abusi sessuali. Laboratori dove si
producevano droghe. Suicidi. Omicidi. Il guardone non aveva ancora mostrato alcuna
propensione alla violenza, ma Stride non minimizzava la pericolosit di qualcuno che
amava guardare le ragazzine spogliarsi nelle loro camere. Il passo dal voyeurismo
alle molestie e poi allo stupro era breve. Frequenta la zona sud, giusto? domand
Stride. Maggie rispose con un grugnito e si scost la frangia nera dagli occhi. Era una
poliziotta minuta di origini cinesi, che lavorava al fianco di Stride fin da quando lui
aveva preso in mano il Detective Bureau. S, tutte le segnalazioni provengono dalla
zona sud di Riverside spieg Maggie. Un paio di volte ha oltrepassato il ponte per
Superior. Il grande lago che si stendeva dietro le spalle di Stride si assottigliava nel-
le baie frastagliate e nei porti del fiume St. Louis, snodandosi a sud tra le citt di Du-
luth e Superior. Lungo la strada panoramica accanto al fiume, Duluth si divideva in
piccoli agglomerati urbani come Riverside, Morgan Park, Gary e Fond du Lac. Nes-
suno di questi era abbastanza grande da giustificare la presenza di una forza di polizia
locale, quindi quella di Duluth estendeva il proprio servizio lungo il sinuoso corso del
fiume. Sai com nelle cittadine fluviali disse Maggie. La gente lascia le tapparel-
le alzate e le finestre aperte. Per un guardone come essere un gatto che guarda un
pesce in una boccia di vetro. Anzi, molti pesci. Abbiamo qualche pista per identifi-
carlo? chiese Stride. Non ancora. Non abbiamo nessuna descrizione, n sappiamo
quanti anni possa avere. Stiamo controllando la lista dei maniaci sessuali, ma non ci
sono sospettati. Non usa una macchina? Nei pressi di tre dei luoghi in cui stato
avvistato, ci stata segnalata la presenza di un piccolo SUV, un CRV o un Rav4. For-
se color argento, forse grigio o color sabbia. Nessun abitante della zona possiede un
mezzo simile. Questa lunica pista che abbiamo. Come sceglie le sue vittime?
chiese Stride. La sua fascia det sono ragazze dai quattordici ai diciannove anni ri-
spose Maggie. Frequentano scuole diverse e non si conoscono tra loro, n hanno
amici comuni. Ma sono tutte bionde. Non credo che il nostro uomo giri casa per casa,
sperando in un colpo di fortuna. Se cos fosse, lavremmo gi beccato. No, va a colpo
sicuro,
Ha mai cercato di entrare nelle case? chiese Serena. Serena non faceva parte
della polizia di Duluth, ma a Las Vegas aveva lavorato come detective per la Omici-
di. Era la compagna di Stride, ma anche una delle detective pi brillanti con cui aves-
se mai lavorato. Lui e Maggie si servivano della sua consulenza, in via ufficiosa, nel-
la maggior parte dei casi. No, si limita a guardare rispose Maggie. In pi di unoc-
casione la finestra delle ragazze era aperta, ma lui sempre rimasto fuori. Serena
rub unaltra patatina dal piatto di Maggie. S, ma forse trover il coraggio per en-
trare e fare altre cose. Il voyeurismo conduce spesso ad altri crimini. E proprio
questo che temo conferm Maggie. Voglio catturare questo tizio prima che passi
ad azioni pi efferate. Guard dallaltra parte del patio del ristorante e aggiunse: A
proposito, capo, stai per capire perch le donne hanno adottato la regola dei cinque
secondi. Cosa vuoi dire? Stride era perplesso. Poi alz lo sguardo e comprese. La
donna con la giacca di pelle, quella che gli ricordava sua moglie Cindy, stava venen-
do verso di lui. Lei Jonathan Stride, vero? gli chiese. Stride spinse indietro la se-
dia e si alz in piedi. Era alto pi di un metro e ottanta e, quando abbass gli occhi,
sulla testa della donna vide una ricrescita grigia alla base dei capelli biondi. Strinse la
mano che lei gli porgeva e sent le unghie pungergli il palmo della mano. S, sono
io. Sicuramente non si ricorda di me, ma eravamo insieme al liceo. Mi sono diplo-
mata un anno prima di lei e Cindy. Mi chiamo Tish Verdure.
La sua voce era come un seducente, affannato borbottio. I suoi abiti avevano
un profumo di viola che copriva lodore di sigaretta. Era ben truccata, ma sotto il fon-
dotinta si notava che let e la nicotina avevano scavato dei solchi nella pelle intorno
agli occhi e sulla fronte. Nonostante questo era piuttosto carina, con un naso piccolo e
sottile, le labbra chiare di forma ovale e un mento a punta. A Stride quel nome non
era nuovo, ma non ricordava altro. Questo almeno spiegava perch la donna gli era
sembrata familiare. passato molto tempo disse, in tono di scusa. Non si preoc-
cupi. Conoscevo Cindy da prima che voi due vi incontraste. Non mi sembra che
Cindy abbia mai fatto il suo nome disse Stride. Be, a quel tempo ero la migliore
amica di Laura. Alludire quel nome, la mente di Stride fu invasa da una tempesta di
ricordi. Lui e Cindy nudi nellacqua, a fare lamore. Ray Wallace che controllava la
sua pistola. Il gigantesco uomo di colore, Dada, in fuga sulla carrozza di un treno. So-
prattutto, il sibilo di una mazza da baseball tra le mani di Peter Stanhope. Avrebbe
potuto essere di nuovo il 1977. Serena si schiar la voce rumorosamente, scuotendo
Stride dal suo stato di trance. Oh, scusa. Signora Verdure, questa la mia compa-
gna, Serena Dial, e lei la mia collega in polizia, Maggie Bei. Maggie si limit ad
agitare in segno di saluto la mano con cui stringeva il sandwich. Serena invece si
alz, facendo sembrare laltra donna pi piccola di quanto non fosse. Stride riusc
quasi a percepire un soffio daria fredda tra Tish e Serena. Non si conoscevano, ma
bast loro un semplice sguardo per capire che non si piacevano.
Abita da queste parti? domand Stride. Tish studi il Lago Superiore con oc-
chi malinconici. Oh, no, erano anni che non tornavo a Duluth. Non ho una dimora
fissa. Sono una scrittrice di viaggi, quindi mi muovo spesso. Altrimenti sto ad Atlan-
ta. Cosa la riporta qui? chiese Stride. A dire il vero, stavo cercando lei rispose
Tish. Me? S. Stride scambi unocchiata con Maggie e Serena. Forse dovrebbe
sedersi e raccontarmi il perch. Tish si accomod sullultima sedia rimasta libera al
tavolo, quella rivolta verso il lago. Fece scivolare la borsa di pelle dalla spalla e la
poggi sul tavolo di fronte a lei, poi tir fuori un pacchetto di sigarette gi iniziato.
Si pu fumare qui fuori? Preferirei che non lo facesse le disse Serena. Scusi. So
che dovrei smettere, ma il fumo un modo per tenere a bada i miei nervi. Laltro
bere. Niente di cui andare fieri, ma cosa posso farci? Anche io una volta ero un fu-
matore intervenne Stride. Be, non voglio fare tanto la misteriosa disse Tish. Sor-
rise a Maggie e a Serena, ma i visi delle due donne erano maschere di pietra. Allora
concentr lattenzione su Stride. Innanzitutto, voglio dirle quanto mi dispiace per la
morte di Cindy. So che voi due eravate fatti luno per laltra. gi passato un po
di tempo, ma grazie comunque disse Stride. Sarei venuta volentieri al funerale, ma
in quel periodo ero a Praga, dove stavo scrivendo una storia. Stride sent il sospetto
spuntare come un germoglio primaverile. gentile da parte sua, signora Verdure,
ma lei era con Cindy al liceo. Credo che nessuno si sarebbe aspettato di vederla
al suo funerale, venticinque anni dopo. Oh, io e Cindy ci eravamo tenute in contat-
to ribatt Tish. In che senso? Di tanto in tanto ci scrivevamo, anche se non molto
spesso. Davvero. Stride non pronunci quella parola come una domanda, ma per
quello che era: incredulit. Poi aggiunse: Le spiace mostrarmi un documento?.
Niente affatto. Tish frug nella borsa e, trovato il portafoglio, ne estrasse la patente
e gliela porse. Il silenzio calato tra loro non sembrava infastidirla. So che le sembre-
r strano il fatto che sia tornata dopo tutti questi anni. Indirizzavo la mia posta a Cin-
dy allospedale dove lei lavorava. Cartoline di auguri per Natale e cose del genere.
Per me era bello avere ancora un legame con la mia vecchia vita qui. Ho lasciato Du-
luth dopo il diploma e non sono pi tornata indietro, ma questo non significa che me
ne sia dimenticata. E naturalmente, ogni volta che scrivevo a Cindy mi sentivo un po
pi vicina a Laura. Sa cosa intendo dire? Stride esamin la patente rilasciata dallo
stato della Georgia e constat che il nome Tish Verdure e la foto corrispondevano
alla donna seduta di fronte a lui. Chi Laura? chiese Serena. Per Stride fu come se
gli avessero strappato la crosta da una ferita ancora recente. Era la sorella di Cindy.
Serena inarc le sopracciglia, con uno sguardo che diceva: Perch non mi hai mai
parlato di lei?. Laura fu uccisa prosegu Stride. Qualcuno la colp a morte con
una mazza da baseball. Era il 4 luglio 1977.
Lassassino stato catturato? chiese Serena. No, fuggito. A causa mia. Il
tono non incoraggiava altre domande. Serena apr la bocca e la richiuse. Maggie gio-
cherell con il cibo nel piatto, senza alzare lo sguardo. Forse dovrebbe dirmi perch
si trova qui, signora Verdure riprese Stride. E cosa vuole da me. La prego, mi
chiami Tish, e diamoci del tu si pieg in avanti, poggiando i gomiti sul tavolo. I suoi
occhi castani avevano unespressione seria e corrucciata. In effetti sono qui per via
di Laura. E ovvio che la sua morte pesi ancora su di te. Be, pesa anche su di me. Al
liceo eravamo molto unite. Quindi? Quindi sto scrivendo un libro sullomicidio
di Laura. Il viso segnato di Stride si accigli. Un libro? Esatto. Non solo sulla
sua morte, ma anche sulle persone che la circondavano. Su come sono cambiate le
loro vite. del genere true crime, tipo A sangue freddo, hai presente? Cio, guardati.
Tu sei il responsabile del Detective Bureau di questa citt. La sorella di tua moglie
stata uccisa quando avevate entrambi diciassette anni e il caso non mai stato risol-
to. Credo che questa conversazione sia finita dichiar Stride. Ti prego, aspetta.
Non far parte di un libro su Laura disse Stride. Non mi interessa rivangare quella
parte della mia vita. Fammi finire, per favore. Tish sollev le mani. Non solo
una storia sulla morte di Laura. C dellaltro. Voglio che il libro serva da catalizzato-
re per riaprire le indagini. Voglio risolvere il caso. Voglio scoprire chi ha ucciso Lau-
ra. Stride incroci le braccia. Tu?
Esatto. Ascolta, se devo lo far anche da sola, ma vorrei il tuo aiuto. Inoltre,
credo che tu voglia aiutarmi. Questa loccasione buona per liberarsi di quel caso
una volta per tutte. Cindy mi aveva detto che tipo di persona sei, di come la morte ti
rubi ogni volta un pezzetto danima. Ora Stride era in collera. Tish, credi che in
questi anni non avrei riaperto il caso se fosse stato possibile fare qualcosa? Lomici-
dio di Laura non un caso irrisolto. Sappiamo chi stato. E fuggito. E scomparso.
Tish scosse la testa. Non credo che sia andata cos. E sono convinta che nemmeno tu
ci creda. Quellestate cera molto di pi nella vita di Laura. Per la polizia fu facile at-
tribuire la colpa a un anonimo vagabondo, un vagabondo di colore. Lo stereotipo del-
lUomo Nero. Nessuno voleva accettare il fatto che probabilmente lassassino di Lau-
ra era qualcuno vicino a lei. Hai qualche sospetto? chiese Stride. Be, si potrebbe
iniziare da Peter Stanhope. Alludire il nome di Stanhope, Serena si gir di scatto.
Peter era coinvolto? domand a Stride. -S, per un po stato il principale indizia-
to ammise Stride. Perch non me ne hai mai parlato prima? chiese Serena. Stride
rimase in silenzio. Peter Stanhope era un avvocato, proveniente da una delle famiglie
pi influenti di Duluth e, cosa pi importante, Serena lavorava per lui come investiga-
trice privata. Mi sono informata continu Tish. Al tempo Randall Stanhope aveva
tutta la polizia sul suo libro paga, e non avrebbe avuto difficolt a tenere i sospetti
lontano da suo figlio. Qualcuno deve controllare da vicino Peter Stanhope.
Serena spinse indietro la sedia, provocando uno stridio metallico, si alz e si
allontan. Maggie la segu con lo sguardo, poi si chin in avanti e scosse la testa.
Ascolta, Trish. Mi chiamo Tish. Tish, Pish, Bish, come ti pare. Permettimi di
riportarti alla realt. Non puoi andare in giro ad accusare la gente senza prove, tanto
meno un ricco avvocato come Peter Stanhope. Non puoi aspettarti che la polizia ti
aiuti. Se non hai nulla di nuovo da aggiungere alle indagini non possiamo aiutarti
intervenne Stride. Nemmeno se volessimo. Ma io ho qualcosa da aggiungere dis-
se Tish. Il volto di Stride continuava ad avere unespressione rabbuiata e sospettosa.
E di cosa si tratta? So che qualcuno seguiva Laura.
CHI HA UCCISO LAURA STARR? Di Tish Verdure 20 maggio 1977 Oggi
Laura mi ha mostrato la lettera. Quando sono entrata nella sua stanza la stava leggen-
do seduta sul letto e non ha fatto in tempo a nasconderla. Mi sono accorta che era
sconvolta. Chiss da quanto la stava fissando, prima che entrassi. Il biglietto era scrit-
to su un foglio a righe, come quelli che usiamo a scuola. Il bordo era sbrindellato,
lungo il lato da cui era stato strappato dalla spirale. Il messaggio era stato scaraboc-
chiato con del rossetto rosso. DOVE LO VUOI, PUTTANA? E questo che diavolo
? ho chiesto. Da dove salta fuori? Laura mi ha tolto il biglietto di mano. Qual-
cuno lha messo nel mio.armadietto, a scuola. Sai chi stato? Non ne ho idea.
Volevo rileggerlo, ma Laura lo aveva gi riposto nel cassetto del comodino. Devi
parlarne con qualcuno ho detto.
Lei mi ha ignorato e si messa a canticchiare il motivetto di Sara Smile, una
canzone di Hall and Otes suonata dal giradischi. I capelli biondi e vaporosi le ondeg-
giavano sulle spalle mentre si muoveva a tempo di musica. Si comportava come se
aver messo via quel biglietto significasse che non esisteva pi. Laura lho ripresa.
una faccenda seria. Se non lo dici a nessuno allora lo far io. Lei mi ha minaccia-
to con un dito. Oh, invece non lo farai, sorellina. Non voglio che questa faccenda
sollevi un vespaio. Sai come sono fatti i ragazzi. solo uno scherzo. Comportandomi
come se avessi paura non farei che peggiorare le cose. Ma io ero convinta che non
fosse uno scherzo. Sono sprofondata nel pouf bianco di Laura. Sapevo che era inutile
tentare di farle cambiare idea, perch mi chiama sorellina solo quando si mette in
testa di fare la cocciuta. Nella maggior parte dei casi, Laura accetta volentieri che sia
io la responsabile della casa. Nelle faccende quotidiane la comando a bacchetta e a lei
non dispiace. come una barca a vela su un lago, che lascia che sia il vento a decide-
re dove farla andare, senza preoccuparsi della meta. Io invece accendo il motore e se-
guo la costa. Lho guardata, stesa sul letto. Indossava una maglietta bianca con lo
scollo a V e pinocchietti neri con una grossa cintura nera. Era molto pi carina di me.
Aveva il seno e le curve al posto giusto e dei bei capelli. La settimana scorsa Jonny
mi ha detto che il mio volto molto pi interessante di quello di Laura, perch non
simmetrico e perfetto come il suo. Intendeva farmi un complimento. Io lho esortato a
impegnarsi di pi. I miei capelli sono scuri, quasi neri, e li tengo dritti come spaghetti
con la riga nel mezzo. Ho il naso spigoloso, come la pinna di uno squalo che mi spun-
ta dalla faccia. Ho le iridi grandi e scure e due piccole pesche al posto dei seni. Sape-
vo bene a quale delle due miravano i ragazzi. A Laura, non a me. Forse per questo
che lei era sempre a disagio con loro. Li teneva a distanza. Raramente accettava degli
appuntamenti. Durante linverno andata qualche volta al cinema con Peter Stanho-
pe, ma ha smesso quando lui ha cercato di infilarsi nei suoi jeans. Per quanto ne sape-
vo, Laura era ancora vergine. Comunque, se non lo era pi, non me lo avrebbe mai
confidato. Ultimamente ti si vede poco ho detto. Da pi di una settimana, Laura
spariva dopo la scuola. Tornava tardi, e a volte stava fuori tutta la notte. Era taciturna
e nervosa. In due occasioni lavevo sentita piangere in camera. E allora? Stai
bene? Laura ha fatto spallucce. Non mi aspettavo che dicesse qualcosa. Non ci con-
fidavamo mai i nostri segreti. Nonostante questo, non volevo lasciar cadere il discor-
so. Poteva fingere quanto voleva, ma sapevo che qualcosa non andava. Con lei biso-
gnava fare attenzione alle piccole cose. Quando morta nostra madre, lunico segnale
di quello che Laura provava lho avuto quando ho trovato sotto la sua finestra i pezzi
di una statuetta in ceramica di Ges. Cos ho cercato un indizio. Qualcosa di diverso.
Non ci ho messo molto ad accorgermi che aveva capovolto a faccia in gi una foto
sul suo comodino. Osservandola mordersi ununghia, mi sono accorta anche di qual-
cosaltro. Non portava pi lanello dargento al dito indice, su cui ora risaltava una
striscia di pelle pi chiara.
Laura ha notato dove era caduto il mio sguardo e ha nascosto le mani sotto le
cosce. Sapevo che con le domande dirette non avrei ottenuto nulla, cos ho tentato
unaltra strada. Con chi esci in questo periodo? ho chiesto. Unaltra alzata di spal-
le. Vado spesso da Finn. Tu e le tue cause perse le ho detto. Era la cosa sbagliata
da dire. Mi ha lanciato unocchiata infastidita. Comunque, sapevo di aver ragione:
Laura aveva un debole per le persone in difficolt. Era convinta di conoscere il modo
per risollevare le loro esistenze. Era una delle sue qualit migliori, ma lei era troppo
ingenua, si fidava troppo della gente. Io devo aver ricevuto il gene del cinismo, poi-
ch sono convinta che le persone non cambino mai davvero. Finn ne era il classico
esempio. Viveva a Superior, dallaltra parte del ponte, insieme a sua sorella maggio-
re, Rikke Mathisen, linsegnante preferita di Laura. Conoscevo Finn solo perch di
tanto in tanto Laura lo portava in giro. Era un tossico. Quando credeva di non essere
osservato ti scrutava con occhi da far venire i brividi. La signorina Mathisen sapeva
che Laura era una persona di buon cuore, ed era certa che mia sorella avrebbe potuto
aiutare Finn a sconfiggere i suoi demoni. E cos Laura trascorreva parecchie ore da
loro. Io non ero daccordo, ma lei non voleva sentire ragioni. Ho aperto la bocca per
esordire con unaltra ramanzina, ma Laura mi ha preceduto con una domanda im-
provvisa. Allora, sei gi andata a letto con Jon? Ho controllato che la porta della
stanza fosse chiusa, affinch nostro padre non ci sentisse. No. Ma lo farai, vero?
S, prima della fine dellestate, credo. Lui sa che lo voglio. Ma gli ho detto
che lo faremo solo quando la nostra intimit sar tale che ci sembrer quasi di averlo
gi fatto. Interessante. Mi piace. E poi, devo iniziare a prendere la pillola. Po-
treste usare il preservativo ha suggerito lei. Era la conversazione pi strana che
avessimo mai avuto, proprio perch si trattava di un normale dialogo tra sorelle. Noi
non ci parlavamo mai in quel modo. Ma avevo capito il suo intento. Aveva spostato
largomento della conversazione, da lei a me. Non voglio ho risposto. Se far ses-
so, voglio sentire tutto, capisci? Laura ha riso. No, non capisco. Tu prendi la pil-
lola? Non mi serve. Oh. Non sapevo pi cosa dire. Ho trovato un lavoretto per
lestate. Davvero? E di cosa si tratta? Far la cameriera in quel nuovo locale ac-
canto al ponte, il Grandmas. Sono contenta per te. Cercano gente. Posso mettere
una buona parola anche per te, se resterai da queste parti. Era un modo indiretto per
chiederle se aveva intenzione di andarsene di casa dopo il diploma, il mese successi-
vo. Erano mesi che diceva a pap che se ne sarebbe andata non appena finita la scuo-
la. Viaggiare. Lavorare. Scoprire il mondo. Ora non ne ero pi tanto sicura. Niente
pi anello al dito. Non ho ancora deciso cosa far ha ribattuto. Mi sono alzata dal
pouf. Vado a correre. Divertiti.
Prima di uscire, ero decisa a farmi ancora un po i fatti suoi. Ascolta, credo
davvero che dovresti parlare a qualcuno di quel biglietto. Chiunque sia, questo pazzo
sembra pericoloso. Laura ha aperto il cassetto del comodino, guardando allinterno.
La lettera era in cima a tutto il resto. Attraverso la carta sottile ho visto la scritta trac-
ciata con il rossetto. E solo uno svitato ha detto. Li butter via tutti. Ha preso il
biglietto e lo ha ridotto in pezzetti grandi come coriandoli. Poi li ha buttati nel cesti-
no. Mi sono sentita a disagio. Tutti? Ce ne sono altri? S. Laura ha scrollato le
spalle. Quanti? Non lo so. Una decina. Dieci? Quando hanno iniziato ad arri-
varti? Qualche settimana fa. Li hai conservati? Lei ha annuito. Voglio
vederli ho detto. Laura ha fatto un sospiro teatrale, come se stessi sollevando un pol-
verone per un nonnulla, poi ha frugato nel cassetto, tirando fuori un pacchetto di let-
tere legato con un elastico. Lo ha aperto, spargendo i fogli sulla coperta. Non riuscivo
a credere ai miei occhi. Alcune lettere erano scritte con il rossetto, come lultima.
Tutti i messaggi erano osceni e violenti. TI SCOPER. TIENI LA PORTA CHIUSA
A CHIAVE. SEI SOLA STASERA, PUTTANA? Cerano anche delle foto. Ritagliate
da riviste porno. Erano foto in bianco e nero di uomini con un pene gigantesco e di
donne che gli facevano lavoretti con la bocca. Sulle foto erano scarabocchiati altri
messaggi. SUCCHERAI ANCHE IL MIO. SEI ANCORA VERGINE NEL CULO?
Sei pazza? ho gridato. Devi portare questa roba alla polizia. Non voglio peg-
giorare le cose. Non manca molto alla fine della scuola. Dopo la smetter. Non
puoi saperlo. Andiamo, non ha fatto niente di cui preoccuparsi. Sta solo cercando
di spaventarmi. E solo un guardone che vuole irritarmi, farmi sentire violata nella mia
intimit. Be, io non glielo permetter. Sospetti di qualcuno? le ho chiesto di nuo-
vo. No. Ho parlato con qualche ragazzo. Sai, per scoprire se avevano sentito qualco-
sa. Avevo pensato che forse se ne era vantato con i suoi amici. Ma nessuno sapeva
nulla o, se lo sapevano, non me lhanno detto. Ne hai parlato con pap? Vuoi
scherzare? Darebbe di matto. Tu non farti scappare una sola parola, sorellina. Tanto
alla fine direbbe che solo colpa mia. Mentre stavo a guardare, Laura ha fatto a pez-
zi tutti i biglietti e le fotografie. Volevo fermarla. Le ho detto che stava commettendo
un grosso sbaglio, ma lei ha continuato a strappare, a sminuzzare e a ridurre i fogli in
brandelli finch rimasto solo un mucchietto di carta, che ha gettato nel cestino.
Tanti saluti ai biglietti ha detto.
Capitolo 2 Stride e Tish lasciarono insieme il Grandmas Saloon, e giunti al
molo di cemento che si protendeva sul Lago Superiore, Tish si accese una sigaretta.
Si stiracchi i muscoli, sporse il mento in avanti ed esal una boccata, come fosse un
sospiro. La brezza cattur e disperse il fumo, ma Stride seguit a percepirne il fanta-
sma nellaria, e dovette stringere i pugni nelle tasche per resistere al desiderio di una
sigaretta. Tish, accanto a lui, si appoggi al muro che costeggiava il canale, stretto e
profondo, che collegava il lago ai porti interni di Duluth e Superior. Un ponte mobile
vecchio di un secolo, di acciaio grigio splendente, si alzava e abbassava sul canale al
passaggio delle navi. Dallaltra parte del ponte cera la zona conosciuta come la Pun-
ta, una sottile striscia di terra che si protendeva nel mare formando un riparo naturale
per il porto. Stride e Serena vivevano l, in un cottage in riva al lago che risaliva al
1890. Il lato del ponte dalla parte della citt era conosciuto come Canal Park, e negli
ultimi venti anni aveva visto un proliferare di ristoranti e di hotel. I turisti venivano a
Canal Park per ammirare le grandi navi. Era come vedere dei dinosauri usciti dal pas-
sato della citt. Tanto tempo prima, Duluth era diventata
un importante centro industriale grazie a un improvviso fiorire di traffici, e la
sua economia era legata alla sorte delle centinaia di navi che trasportavano minerali
ferrosi. La zona del centro era costituita quasi interamente da antiche case vittoriane
che ricordavano un tempo in cui la citt era ricca grazie alle miniere e ai trasporti.
Ora non pi. incredibile quanto sia cambiata questa zona esclam Tish. Quando
ero piccola, da queste parti cerano solo industrie. Ora assomiglia a Coney Island.
Gi. A Canal Park girano un sacco di soldi, ma non per la gente comune le spieg
Stride. Costruiscono condomini per attirare qui la gente da Minneapolis, ma la citt
fatica a tirare avanti. Come al solito. Vivi sulla Punta? gli chiese Tish. Stride an-
nu. Ai vecchi tempi non ci viveva nessuno. Alla Punta i ragazzini andavano a fuma-
re erba e a scopare sulla spiaggia. Stride rise. Lo fanno ancora. Tish si chiuse la
cerniera della giacca di pelle. La brezza della prima sera era fredda. Mi ero dimenti-
cata che qui le estati non sono calde. Contiamo sul riscaldamento globale com-
ment Stride. Tra qualche anno saremo la nuova Florida. Sembri cinico. Non si
pu trascorrere tutta la vita a Duluth senza sviluppare un po di cinismo ribatt Stri-
de. Qui tutti aspettano la grande occasione, ma nessuno vuole ammettere che il no-
stro tempo scaduto. Quando io e te eravamo piccoli le navi stavano gi iniziando ad
andarsene. Nulla le ha sostituite. I politici continuano a vendere sogni, ma la maggior
parte di noi ha imparato a vivere senza pi starli a sentire.
Il mondo grande disse Tish. S, be, non fraintendermi. Amo questo po-
sto. Una volta ho cercato di trasferirmi e sono dovuto tornare indietro. Tish annu.
Lo so. Ho letto di te. Hai fatto il poliziotto per tutta la vita. Sei a capo del Detective
Bureau da pi di dieci anni e probabilmente, se lo volessi, potresti diventare capo del-
la polizia, ma a te piace stare sulla strada. Un paio di anni fa, durante le indagini sulla
scomparsa di unadolescente, hai lasciato il lavoro per seguire una agente di nome
Serena Dial a Las Vegas. Non hai retto a lungo. Qualche mese pi tardi sei tornato a
Duluth, e Serena con te. Queste sono ricerche per il tuo libro? chiese Stride. S
ammise Tish. Ma ero anche curiosa. Era come se ti conoscessi attraverso Cindy. Mi
chiedevo come avessi preso la sua morte. Mettiamo in chiaro una cosa disse Stri-
de. Qualunque cosa io dica resta tra noi, intesi? Ho accettato di parlare con te solo
perch hai ragione: la morte di Laura mi turba ancora. Ma niente di quello che dico
deve finire su nessun libro, a meno che non ti dia io il via libera. Tish si accigli.
Cos ho le mani legate. Esatto. Probabilmente non lavori in questo modo quando
scrivi libri di viaggio, ma cos va il mondo. Se vuoi il mio aiuto, dovrai sperare che
alla fine io decida di darti il mio assenso. Non ti fidi di me, vero? chiese Tish.
No. Lei butt a terra la sigaretta e la spense calpestandola. Capisco. Sono stata
uningenua a venire qui, convinta che ti saresti aperto. Dimentico sempre che Cindy
mi conosceva, ma tu no.
Stride non disse nulla. Non sapeva cosa pensare di Tish. Non coglieva alcuna
malizia nella sua voce, ma non credeva che Cindy avesse intrattenuto un rapporto
damicizia con unamica dinfanzia senza che lui ne avesse mai sentito parlare. Nono-
stante tutto, Tish gli piaceva. Forse perch gli ricordava Cindy, e forse perch perce-
piva che linteresse della donna nei confronti di Laura era autentico. Non si trattava
solo di un libro. Era una questione personale. Stride voleva sapere il perch. Cosa
posso fare per guadagnarmi la tua fiducia? chiese Tish. Potresti iniziare raccontan-
domi la tua storia rispose Stride. Non c una domanda di riserva? ribatt lei, sor-
ridendo. Stride non ricambi il sorriso. Tish sospir e studi le colline della citt,
dove le strade salivano dal livello dellacqua come terrazze. Hai ragione, in trentan-
ni la citt non cambiata granch. Tutti i vecchi edifici e le vecchie case ci sono an-
cora. Se chiudo gli occhi potrei sentirmi di nuovo una ragazzina. Stride colse un tre-
mito nella sua voce. E questo non un bene? Non proprio. Nella maggior parte
dei posti in cui vado, la gente si lamenta dei troppi cambiamenti. Nulla pi come
una volta. Forse mi aspettavo che anche Duluth fosse cambiata. Non ero pronta a far-
mi sbattere in faccia tutti questi ricordi. Stride attese. Da ragazza, non vedevo lora
di andarmene da Duluth prosegu Tish. Ho lasciato la citt il giorno dopo che mi
sono diplomata al liceo.
Che anno era? Giugno 77, un mese prima della morte di Laura. Mi sono
trasferita a St. Paul, mi sono trovata un appartamento e un lavoro. Non volevo pi ri-
vedere Duluth. Perch avevi tanta fretta di andartene? Tish esit. Stride la osserv
attentamente, chiedendosi se non stesse preparandosi a mentire. Per anni aveva inter-
rogato dei sospettati, e la maggior parte di loro aveva quello sguardo quando si inven-
tava una storia. Come se avessero bisogno di qualche secondo per immaginare la bu-
gia e valutarne lefficacia. Da Tish si aspettava una menzogna generica, che non rive-
lasse nulla della sua vita. Ero una ragazzina. Ero nata per fuggire. Qualcosa del
genere. Ma lei lo sorprese. Ascolta, ero conciata male, okay? Mia madre stata am-
mazzata quando avevo undici anni. Negli anni successivi sono passata da una casa fa-
miglia allaltra. Ero una ragazza arrabbiata. Mi sentivo senza casa. Non voglio incol-
pare nessuno dei miei genitori adottivi, hanno fatto del loro meglio e io non gli ho
certo semplificato le cose. E tuo padre? chiese Stride. Non lho mai conosciuto.
Mamma rimase incinta quando aveva appena ventidue anni. Vendeva profumi in un
grande magazzino, quindi incontrava parecchi uomini sposati. Quando ero piccola,
mi diceva che era stata con un marinaio finlandese che un giorno era arrivato in citt
in barca. Lo trovavo romantico. Non si prese la briga di raccontarmi la verit. Solo in
seguito scoprii che razza di codardo avevo avuto come padre. Mi dispiace. Non
sono stata io a soffrire di pi, ma lei. Ha avuto una vita difficile. Essere single e in-
cinta negli anni Cinquanta era come avere la peste. Fu espulsa dalla sua comunit re-
ligiosa. Licenziata dal lavoro. Rimase disoccupata per mesi, prima di essere assunta
come sportellista in una banca. Faticavamo sempre per arrivare a fine mese. Ma era
una gran donna. Orgogliosa. Indipendente. Devessere stato duro perderla Gi.
Stride la capiva. Anche lui si era sentito senza una casa quando, a sedici anni, era
morto suo padre. Lincontro con Cindy, qualche mese dopo, era stata la sua salvezza,
o avrebbe rischiato di diventare un ragazzo disadattato, come Tish. Amareggiato.
Solo. In cerca di una via di fuga. Comunque, cerco di non pensarci troppo prosegu
Tish. andata cos e basta. Ho vissuto una vita niente male, e non sarebbe successo
se avessi avuto uninfanzia normale. Tocca a tutti pagare un dazio alla vita. Co-
shai fatto dopo essere andata via? chiese Stride. Tish si appoggi al muro della ban-
china e abbass lo sguardo verso lacqua color cioccolato. Volevo lasciarmi Duluth
alle spalle, e St. Paul non era abbastanza lontana, cos decisi di trasferirmi in un posto
pi caldo. Sono andata ai Caraibi, dove ho fatto qualche lavoretto, passando da uni-
sola allaltra. Alla fine ho scritto un articolo sulle mie esperienze e lho venduto a una
rivista inglese di viaggi. cos che ho iniziato. Ho scritto altri articoli, e mi sono
creata una rete di collegamenti con altre riviste europee. Mi pagavano per andare in
giro per il mondo, e quello diventato il mio lavoro. Non sembra male. Infatti.
Lho fatto per un sacco di tempo. Poi ho incontrato una persona, un fotografo con cui
lavoravo a
un pezzo su Tallinn, in Estonia. Ci siamo innamorati. E cos che sono finita ad
Atlanta. Lavoravamo entrambi al Journal-Constitution. Per un po andata bene,
ma alla lunga non ha funzionato. Siamo ancora amici, ma dopo anni ci siamo resi
conto che non eravamo fatti per essere compagni di vita. Cos ho ripreso a viaggiare,
ma non mettevo il cuore nel mio lavoro. A quel punto ho deciso di prendermi un pe-
riodo di pausa, e mi sono resa conto che pensavo ancora a Laura. Laura morta
molto tempo fa disse Stride. Lo so, ma certe ferite non guariscono mai del tutto.
Tish gli mostr la catenella dargento che portava al collo, lasciandola penzolare con-
tro la seta bianca. Tocc un anello sottile che pendeva alla fine del ciondolo. Vedi
questo anello? Laura ne aveva uno identico. Li avevamo comprati insieme alla Fiera
dello stato, lestate prima che morisse. Non prezioso, ma mi piace tenerlo con me.
Eravate molto unite? Tish annu. Inseparabili. Allora come mai non ricordo di
averti mai visto a casa di Cindy? Ah, gi. Certo, tu non puoi capire. Non sei mai
stato una ragazza adolescente. Sarebbe a dire? Sarebbe a dire che avevamo liti-
gato, pi o meno quando tu e Cindy vi siete messi insieme. Per qualche settimana non
ci parlammo. Era maggio, poco prima della fine della scuola, e subito dopo me ne an-
dai. Per cosa avete litigato? Non me lo ricordo. Qualcosa di stupido. Stavolta,
Stride pens che stesse mentendo. Come vi siete conosciute? le chiese. Al terzo
anno ci siamo trovate a frequentare insieme
il corso di geometria di Rikke Mathisen spieg Tish. Compagne di banco.
Eravamo spiriti affini. Laura era unirrequieta, proprio come me. Anche lei aveva
perso la mamma e suo padre era un pezzo di merda, quindi capiva cosa stavo passan-
do esit un attimo. Scusami, non avrei dovuto parlare cos di tuo suocero. Stride
fece spallucce. Lui e William Starr non avevano mai avuto un buon rapporto. Il padre
di Laura aveva reagito alle tragedie che la vita gli aveva messo davanti scaricando la
sua rabbia, e il suo senso di colpa puritano su tutti quelli che gli stavano intorno.
Tranne che su Cindy. Sapeva che non gli conveniva litigare con la figlia minore. Per
quindici anni, dopo la morte della moglie, era stata Cindy a occuparsi di lui, finch
William Starr era morto di cancro. Proprio come Cindy dieci anni pi tardi. Ora Stri-
de capiva quanto sarebbe stato facile ridursi come suo suocero, quando anche lui ave-
va perso la moglie nel fiore degli anni. Credo che a quel tempo Cindy fosse gelosa
di me prosegu Tish. Sai anche tu che Cindy e Laura non furono pi le stesse dopo
la morte della madre. Cindy assunse il controllo della famiglia e Laura glielo permise,
ma era come se non fossero pi sorelle. Cos, quando mi conobbe, io fui per Laura la
sorella che stava cercando. Cindy non disse mai nulla, ma non credo che il nostro rap-
porto le piacesse. Io ero sempre a casa loro, spesso dormivo l. Io e Laura condivide-
vamo tutto. Saremmo scappate insieme da Duluth e avremmo scoperto il grande mon-
do, capisci? Solo che tu ti sei trasferita, e Laura no disse Stride. Tish si rabbui.
Esatto. Che cosa successe? Te lho detto, niente di importante. No, hai detto
che non te lo ricordi ribatt Stride. Tish lo fiss. Hai ragione, non me lo ricordo.
Mentiva ancora. Comunque, facemmo pace continu Tish. Quando mi trasferii a
St. Paul le scrissi una lettera. Lei mi rispose e tornammo a essere amiche, come se
non fosse successo nulla. Laura mi avrebbe raggiunta in citt. Peccato che non ne
ebbe mai loccasione: fu uccisa prima che potesse andarsene. Forse per questo che
la sua morte mi ha tormentata per tutti questi anni. Non doveva andare cos. Io e Lau-
ra dovevamo svignarcela insieme, e invece abbiamo permesso a una stupida discus-
sione di dividerci. Cos lei rimasta qui e non pi riuscita ad andarsene. Da come
parlava, sembrava che Duluth fosse una zona di guerra e Laura un soldato intrappola-
to dietro le linee nemiche. Quando iniziarono le molestie? domand Stride. In pri-
mavera. Fine aprile, inizio maggio. Laura aveva dei sospetti sul responsabile?
Tish scosse la testa. No, ma sicuramente era qualcuno della scuola. Trov la mag-
gior parte dei biglietti nel suo armadietto. Pensava che, dopo il diploma, quella perse-
cuzione sarebbe finita. Non and cos? No, dopo la fine della scuola i messaggi
e le foto iniziarono ad arrivarle per posta. Laura me lo raccont nella lettera che mi
scrisse quando ero nelle Twin Cities. Avevo paura per lei. Perch hai tirato fuori il
nome di Peter Stanhope? Hai motivo di credere che fosse lui a tormentarla? Fu uno
degli ultimi a vederla viva. So che era tra i sospettati per lomicidio. Poi aggiunse:
La tua ragazza ha rapporti di qualche tipo con Peter Stanhope?.
Stanhope un suo cliente rispose Stride. Non le disse che il loro rapporto
andava ben oltre. Stanhope aveva chiesto a Serena di lavorare per il suo studio legale
come investigatrice a tempo pieno, e lei stava considerando lofferta. Stride pensava
che avrebbe accettato. Sar un problema? domand Tish. Peter ricco e potente.
Questo sempre un problema. Tish fece spallucce. Non ho paura di lui. Ascolta, so
che Peter era cotto di Laura. Quella primavera erano stati insieme per un periodo e
Peter voleva andare fino in fondo. Se Laura avesse ceduto, lui lavrebbe lasciata non
appena ottenuto quello che voleva. Ma lei non cedette? chiese Stride. Niente af-
fatto. Peter non vedeva lora di farsela, ma Laura non era il tipo, e lo lasci. Lui la
prese male. Sai come sono fatti i bulli benestanti come Stanhope. Credono di poter
avere tutto ci che vogliono solo perch il loro paparino ricco. Lui voleva Laura, e
quando lei lo rifiut divenne furioso. Le lettere iniziarono ad arrivare poco dopo.
Questo non abbastanza per fare un collegamento disse Stride. Be, io so che tipo
era Peter. Prima di provarci con Laura ci prov con me. Io non volevo avere niente a
che fare con lui. Quando gli dissi di no divent cattivo. Il sole scese dietro la collina
e Tish rabbrivid. Lunghe ombre accompagnavano una brezza fredda che soffiava
dallacqua. Ascolta, Tish. Ora ti dir alcune cose ma, come ho detto, devono restare
tra noi. Intesi? Tish annu, insoddisfatta. Intesi? insistette Stride 47 Daccordo,
resta tra noi. Bene. Ricorda che conosco questo caso come le mie tasche. Lho vis-
suto da ragazzo insieme a Cindy e a Ray, il poliziotto incaricato dellindagine. Quan-
do ho assunto la direzione del Detective Bureau, ho esaminato i rapporti uno dopo
laltro. Ho ricontrollato tutte le prove, perch anchio avevo i miei dubbi. Non ho tro-
vato nulla che indicasse un coinvolgimento di Peter o di chiunque altro allinfuori di
Dada, luomo che ho affrontato vicino ai binari della ferrovia. E che cosa hai trova-
to? incalz Tish. Innanzitutto, il rapporto sulle impronte digitali. Le impronte sulla
mazza da baseball corrispondevano a quelle di Dada. Per la mazza apparteneva a
Peter Stanhope intervenne Tish. Lho letto sul giornale. Sicuramente avrete trovato
anche le sue, di impronte. S, ma era logico che ci fossero. Quelle di Dada, invece,
no. Qualcuno seguiva e molestava Laura insistette Tish. Da settimane. Non uno
sconosciuto, ma qualcuno che la conosceva. Stride, con delicatezza, le poggi una
mano sulla spalla. La polizia ne era al corrente. Ne sei sicuro? Fu Cindy a dir-
glielo. Ero presente quando inform Ray. Ascolta, Cindy la pensava come te: la per-
sona che mandava quei biglietti a Laura era la stessa che laveva uccisa. Cindy aveva
anche una delle foto che il molestatore aveva mandato a sua sorella. Una foto porno-
grafica con un avvertimento scarabocchiato sopra. E? Sulla foto non cerano im-
pronte rispose Stride. Non fu di alcun aiuto.
Ma stato parecchio tempo fa. Oggi non si dispone di tecniche migliori per
rilevare le impronte digitali? Forse ancora possibile trovare qualcosa. Stride annu.
Disponiamo di tecniche molto pi sofisticate, vero, ma ci manca la foto. sparita,
insieme alle altre scattate sulla scena del crimine. Lo stesso dicasi per la mazza da ba-
seball. Gran parte delle prove fisiche riguardanti il caso sono scomparse. Maledi-
zione! esclam Tish. Non lo trovi sospetto? Parli di un omicidio avvenuto circa
trentanni fa. Le cose si perdono. Non le rivel i suoi sospetti sul fatto che fosse sta-
to Ray Wallace a far sparire le prove. Tish riprese a camminare. Erano quasi arrivati
al faro, alla fine della banchina. Lei, con la borsa a tracolla, sal gli scalini e si appog-
gi alla vernice bianca e screpolata della torre, con le braccia conserte. Stride la segu
sui gradini. Mi dispiace le disse. Tish sollev lo sguardo verso di lui. Posso fidar-
mi di te? Come? Tu hai detto che non ti fidi di me. Io posso fidarmi di te?
Credo di s. Su certe cose dovr mantenere il riserbo, ma non ti mentir. Tish apr
la lampo della borsa e ne estrasse un piccolo sacchetto di plastica che conteneva una
busta ingiallita. Stride vide la calligrafia in stampatello e il nome scritto sulla busta.
LAURA STARR. Tish gliela porse. Ecco. Prove fisiche. E questa che diavolo ?
chiese Stride.
Una delle lettere ricevute da Laura. Me la invi quando vivevo a St. Paul.
Quindi tu hai avuto questa lettera per tanti anni e non ne hai mai parlato con nessu-
no? A quel tempo non pensavo che fosse importante disse Tish. Poi lho messa
via e me ne sono dimenticata. Qualche mese fa, quando ho lasciato lappartamento
del mio ex ad Atlanta, stavo sistemando delle scatole e lho ritrovata. Non capisci?
Questo cambia tutto. stato allora che ho iniziato a pensare al libro, perch sapevo di
avere qualcosa che avrebbe potuto far riaprire il caso. Stride capiva benissimo. La
lettera indirizzata a Laura non era un biglietto infilato in un armadietto della scuola.
Chiunque glielavesse inviata laveva messa nella cassetta della posta, usando un
francobollo e leccando la busta. Anche a trentanni di distanza, questo significava una
cosa. Dna.
Capitolo 3 Clark Biggs guard sua figlia dimenarsi sul pavimento del salotto.
Mary sollev uno a uno i blocchi colorati e con cura ne impil dieci uno sopra laltro,
fino a costruire una torre con i colori dellarcobaleno. Quando ebbe finito, rivolse a
Clark il sorriso pi ampio e bello che lui avesse mai visto, di quelli che gli facevano
male al cuore. Poi Mary fece crollare la torre soffiandole contro come il lupo cattivo
della fiaba, ridacchi e riprese a impilare i cubi. Lavrebbe potuto fare in continuazio-
ne senza mai stancarsi, come qualsiasi bambina di cinque anni del mondo. Solo che
Mary ne aveva sedici. Chiunque lavesse guardata avrebbe visto in lei la tipica adole-
scente. Aveva una massa di capelli biondi e riccioluti. Sul volto, rotondo e vivace,
spiccavano due occhi che a Clark ricordavano il blu dei Caraibi. Era alta quasi un me-
tro e ottanta, tarchiata. Una ragazzona. Avrebbe potuto essere una podista o una lotta-
trice. Era ingiusto che il suo corpo stesse diventando quello di una bella ragazza, ma
intrappolato nella mente di una bambina. Clark passava notti insonni a incolpare se
stesso e Dio per lincidente avvenuto in acqua. Si consolava pensando che Mary sa-
rebbe stata per sempre felice e innocente, senza le difficolt, i dolori, i dubbi e la con-
sapevolezza di s tipici delladolescenza. Una magra consolazione. ora di andare a
letto, Mary mormor. Lei finse di non sentirlo. Continu a giocare con i suoi cubi e
a canticchiare un motivetto. Clark riconobbe la sigla di un programma televisivo che
avevano visto poco prima. Era sorpreso da quante cose le entravano in testa e quante,
invece, non ce la facevano. A letto, Mary ripet senza convinzione. Mary si ferm
e si accigli. Pieg le labbra verso il basso, come quelle di un clown triste. Lui rise e
lei lo imit. Altri cinque minuti le concesse. Clark odiava la domenica sera. Alle
dieci Mary andava a letto e lui si ritrovava solo, nella loro piccola casa, a guardare
unaltra ora di tv e a sorseggiare unultima birra. Il mattino seguente Donna, la sua ex
moglie, sarebbe arrivata a casa per prendere la figlia. Mary avrebbe pianto e sarebbe
andata con lei. Clark avrebbe pianto e lavrebbe guardata andarsene. Poi avrebbe ver-
sato del caff nel thermos, si sarebbe preparato un sandwich al tacchino per pranzo e
sarebbe andato al cantiere dove lavorava al porto di Duluth, consapevole che, al suo
ritorno, avrebbe trovato la casa vuota. Lo attendevano cinque lunghi giorni di solitu-
dine. Trascorreva la settimana in una sorta di trance, in attesa del venerd sera, quan-
do il SUV di Donna si sarebbe fermato davanti a casa sua e Mary sarebbe uscita di
corsa per saltargli al collo. La sua bella ragazza. La sua piccolina. Viveva per trascor-
rere il fine settimana con lei, ma quei giorni finivano troppo presto e in un baleno ar-
rivava il momento di metterla a letto, il momento in cui sentiva la sua anima rab-
buiarsi al pensiero di unaltra settimana da solo.
Vieni, tesoro le disse con voce spezzata. Clark si alz dal divano. Mary ave-
va ereditato da lui la sua ossatura robusta. Faceva il muratore dallet di diciotto anni
e, dopo averne trascorsi venti a lavorare allaperto tra gelidi inverni ed estati bollenti,
ogni mattina si svegliava con la muscolatura legata. Da giovane gli bastava una doc-
cia calda per sciogliersi e riprendersi. Ora non pi. Ormai i dolori lo seguivano per
tutto il giorno. Mary si raddrizz e gli tese le mani. Lui la accompagn nella sua stan-
za. La sua pelle era rosa e morbida, mentre quella di Clark era come cuoio. Mary per-
cep la tristezza del padre e cerc di rallegrarlo facendo le boccacce. Lui sorrise e le
lasci credere che le sue smorfie avessero funzionato, quando in realt nulla, in quei
momenti, avrebbe potuto alleviare la sua depressione. I cubi, pap disse. S, teso-
ro, penser io ai tuoi cubi. La prossima settimana saranno qui ad aspettarti. La stan-
za di Mary si trovava sul retro della piccola casa, con due finestre che davano sui bo-
schi dietro lappezzamento di terreno. Mary zampett dietro a suo padre per andare in
bagno a lavarsi i denti. Era buio. Clark si avvicin alla finestra e studi il proprio ri-
flesso sul vetro. Aveva le borse sotto gli occhi. I suoi capelli color sabbia erano trop-
po lunghi. Doveva tagliarli, cosa che di solito faceva da solo per risparmiare. I suoi
jeans si stavano sfilacciando. Infil un dito nella tasca sinistra e avvert il contatto con
la pelle della gamba. Indossava una maglietta della nascar e un cappellino in tinta mi-
metica. Ioooooo! grid Mary, correndo di nuovo in camera e saltando sul letto ci-
golante. Dormiva in uno
di due letti singoli, troppo piccolo per lei, ma non sembrava dispiacerle che i
piedi le penzolassero oltre il bordo. Quasi non cera spazio per lei tra i grossi cuscini
a forma di animali che collezionava. Indossava una camicia da notte ornata di gale
che le arrivava fino al ginocchio. Questa era una delle cose che preoccupavano Clark
quando Mary usciva senza di lui. Lei non aveva alcun concetto della sessualit, ma il
suo corpo comunicava qualcosa di diverso. Aveva laspetto di una ragazza normale,
in salute e attraente. Non provava vergogna, e spesso si toglieva i vestiti e se ne anda-
va in giro nuda per casa, senza capire perch Clark le imponesse di vestirsi. Hai fat-
to in fretta disse Clark. Ti sei lavata davvero i denti? Mary annu, seria. Davve-
ro? La ragazza incroci le braccia e annu di nuovo, con il corpo che tremava come
gelatina. Daccordo disse. Clark spense la lampada sul soffitto ma lasci accesa
quella sul comodino. A Mary piaceva che la stanza restasse illuminata anche di notte.
Controll che le finestre fossero chiuse, per evitare che lei uscisse dalla stanza per an-
dare a correre in giro per il vicinato. Dormiva pochissimo. Teneva gli occhi chiusi per
unora, poi si alzava e Clark la sentiva che faceva rimbalzare un pallone contro le pa-
reti della stanza. Quando non era troppo stanco si alzava per giocare con lei, in attesa
che le tornasse il sonno. A volte Mary si addormentava acciambellata sul pavimento e
lui toglieva le coperte dal letto per coprirla. La mise a letto. Gli occhi di sua figlia lo
osservavano vivaci. Buonanotte, Mary.
Ti voglio bene, pap. Te ne voglio anchio, tesoro. Il dolore che prov
allo stomaco al pensiero di doverla salutare il mattino seguente, fu talmente forte che
non riusc ad aggiungere altro. La baci sulla fronte e, mentre chiudeva la porta, la
vide ondeggiare, le mani rivolte al soffitto, come se potesse vedere le stelle e dirigerle
come fossero i componenti di unorchestra. Clark torn sul divano, fin la birra e ne
apr unaltra. Pens al momento in cui Donna, al mattino, sarebbe venuta a prendere
Mary. Donna viveva dallaltra parte del ponte, a Superior, e lavorava come segretaria
in uno studio legale. Clark stava a Gary e abitava nella casa bianca costruita con bloc-
chi di cemento che era appartenuta ai suoi genitori. Erano cinque anni che condivide-
va Mary con Donna, a distanza. Ed erano cinque anni che odiava a tal punto quella si-
stemazione da percepirla come una malattia che lo logorava dallinterno. Non era col-
pa di Donna. Il senso di amarezza tra loro si era trasformato da tempo in solitudine.
Si erano sposati da giovani e avevano cercato di far funzionare le cose, ma la difficol-
t di crescere Mary insieme li aveva distrutti. Amavano entrambi la figlia, ma Mary
richiedeva cos tante attenzioni che erano rimasti senza energie per amarsi tra loro.
Donna pensava che avrebbero dovuto riprovarci. Aveva parlato di un nuovo inizio.
Due settimane prima, quando era andata da lui per lasciargli Mary, avevano trascorso
la serata insieme, tutti e tre seduti sul divano. Poi, quando Mary era andata a dormire,
avevano bevuto vino, riso ed erano finiti a letto insieme. Come quando erano giovani,
prima di Mary, prima del divorzio. Il sesso era stato intimo e appassionato. Ma quan-
do Clark si era svegliato era solo.
Donna non era stata in grado di affrontare la mattina insieme. Questo era stato
sufficiente. Sapeva che sarebbe dovuto andare a letto, ma non si alz dal divano.
Guard la televisione finch le palpebre furono troppo pesanti per tenerle aperte e la
testa gli cadde sul petto. Dorm profondamente, come se la spossatezza e lalcol la-
vessero drogato, perdendo la concezione del tempo. Si svegli quando sent Mary gri-
dare, Un grido terribile, lamentoso, da incubo. Era disorientato, incerto se quanto
stesse accadendo fosse reale. Alla fine del corridoio, al buio, la porta della camera di
Mary si spalanc, sbattendo contro il muro. Sua figlia era una sagoma stagliata contro
la debole luce proveniente dalla stanza. Lui lui lui lui lui! gridava. Clark piomb
gi dal divano e, in ginocchio, scosse la testa per destarsi dal torpore. Spalanc le
braccia e Mary corse verso di lui, stringendolo cos forte che quasi lo fece cadere sul
tappeto. La pelle della ragazza era bagnata di sudore e paura. Aveva gli occhi spalan-
cati e ansimava. Clark sent le sue unghie graffiargli la schiena come coltelli. Lo
stringeva con una tale forza che faticava a respirare. Mary, che succede? Cosa c
che non va, piccola? Lui lui lui lui lui lui lui lui! Va tutto bene, Mary, tutto bene.
Non c nessuno. NO NO NO NO NO. Clark le carezz i capelli e si mise a can-
ticchiare una ninna nanna sottovoce. Mary tremava come un uccellino. Era successo
anche la settimana scorsa. Aveva fatto un brutto sogno, pensava che nella sua stanza
ci fosse qualcuno e, per tutta la notte, si era rifiutata di tornarci. Mary non distingueva
ci che era reale da
ci che non lo era. Quando immaginava qualcosa era come se esistesse davve-
ro. Shh la rassicurava sottovoce. Shh: Lei pianse sulla sua spalla. Clark afferr
una coperta di pile dal divano e gliela avvolse intorno. Le sue lacrime gli bagnavano
il collo. Andiamo, ti faccio vedere che tutto a posto le disse. Ti faccio vedere
che non c nessuno. No, pap, no, lui lui lui lui. Oh, lo so, lo so, ma stato solo
un sogno, tesoro. Nientaltro. Mary scosse la testa senza alzarla dal petto del padre,
poi lo guard terrorizzata, port la bocca allaltezza del suo orecchio e gli sussurr
con una chiarezza tale da farlo tremare: Finestra. Clark si sent raggelare. Strinse i
pugni, e ladrenalina lo rese attento. Attraverso la finestra del salotto, che aveva la-
sciato aperta, scrut il buio della notte. Le tende si muovevano allunisono con il ven-
to. Sent profumo di pino e di pioggia. Non sapeva cosa fosse successo, ma se Mary
aveva usato una parola come quella, di sicuro era qualcosa di importante. Clark tir
su la figlia. Era pesante, ma gli avvolse le braccia intorno al collo e si lasci portare
sul divano. La stese tra i cuscini, la baci e la guard fisso negli occhi nel tentativo di
capire cosa le fosse successo, di spingerla a comunicare con lui. Gli piaceva pensare
che, nelle loro menti, esistesse un luogo in cui potevano incontrarsi, superando cos il
baratro che il suo handicap aveva spalancato tra loro. Desiderava solo riuscire a tro-
varlo. Ora vado a chiudere la finestra, Mary, ma non uscir dalla stanza.
Lei si tir la coperta sulla testa. Lui and alle quattro finestre che davano sul
giardino davanti, le chiuse e fece scattare le serrature. Vide gocce di pioggia sul ve-
tro. Torn da sua figlia e lentamente le scost la coperta dal viso. Hai sognato che in
camera tua cera qualcuno, tesoro? Lei ripet: Finestra. Hai visto qualcuno
fuori? Lui lui lui lui lui. Si nascose di nuovo dietro la coperta. Tu resta qui, teso-
ro. Ora pap va a dare unocchiata. Clark percorse il corridoio buio fino alla stanza
di Mary. Era mezzanotte passata. Spense la lampada accanto al letto e, con la stanza
immersa nelloscurit, and alla finestra e scrut il prato sul retro e il bosco a pochi
metri di distanza. Non vide nulla. Rimase l a guardare per svariati minuti, ma fuori
non si mosse nulla. Quando torn in salotto trov Mary addormentata, con i capelli
biondi che fuoriuscivano dai bordi della coperta. Il volto era per met scoperto, ange-
lico e rilassato. Clark sentiva il cuore martellargli nel petto, e sapeva che sarebbe re-
stato sveglio fino a tarda notte. Si sedette accanto a lei, le carezz una guancia con un
dito calloso e venne ricompensato con un sospirone, e con suoni sommessi che espri-
mevano contentezza. Clark si alz dal divano senza disturbarla. Era nervoso, ma sen-
za sapere con certezza il perch. I bambini avevano spesso degli incubi, tutto qui. No-
nostante questo, non aveva mai sentito Mary usare una parola tanto specifica. Fine-
stra Prese una grossa torcia dalla cucina, usc dalla porta
principale e se la richiuse alle spalle. Scese gli scalini della veranda e una piog-
gerella fine gli bagn il volto. Le foglie mormoravano, smosse dal vento notturno.
Accese la torcia e punt dappertutto il fascio di luce gialla, senza trovare nulla di in-
solito: il salice piangente, laltalena appesa a un ramo, le tre vecchie macchine da cui
aveva prelevato pezzi di ricambio, lerba lunga che aveva bisogno di essere tosata.
Senza far rumore, si diresse sul retro della casa. Con la torcia stretta in pugno gir
langolo. Esamin con attenzione il giardino sul retro. Non ci andava spesso, se non
per tagliare lerba di tanto in tanto. Cera solo una sottile striscia di prato e, dietro di
essa, una densa macchia di betulle, la cui corteccia bianca era screpolata come verni-
ce secca. Fiss il bosco ed ebbe la strana sensazione che qualcuno, nascosto tra gli al-
beri, ricambiasse il suo sguardo. Alz le spalle. Di sicuro era solo la sua immagina-
zione. Clark si port davanti alla finestra di Mary e illumin il davanzale. La finestra
gli arrivava alla cintura e da l, se la luce nella stanza fosse stata accesa, avrebbe po-
tuto vedere allinterno. Punt la torcia in basso. Lerba accanto ai suoi stivali era
schiacciata in pi punti. Guardando meglio, Clark vide una serie di orme che si allon-
tanavano e scomparivano nel fitto degli alberi.
Capitolo 4 Stride svolt nel vialetto del loro cottage sulla Punta a mezzanotte.
Non avevano il garage, ma solo un tratto di terreno fangoso dove parcheggiavano le
auto. Dinverno tiravano dei cavi elettrici dallinterno della casa a cui collegavano i
veicoli per impedire ai motori di congelarsi durante le gelide ore notturne. Stride infi-
l il suo fuoristrada Expedition tra la ringhiera e la Mustang di Serena, e scese. La
pioggerella lo segu sul prato e sugli scalini della veranda. In casa le luci erano spen-
te, ma quando apr la porta vide che un fuoco ardeva nel camino, dallaltra parte del
salotto. Il ceppo era ormai un cumulo di braci e cenere. Lo stereo suonava una ballata
di Patty Loveless. Parlava di una donna che moriva e saliva alle stelle. Aveva ascolta-
to quella canzone innumerevoli volte quando Cindy stava morendo, e anche in quel
momento gli spezzava il cuore. Serena era seduta sul pavimento nella posizione del
loto, con gli occhi chiusi e il viso rilassato. Praticava lo yoga come parte del program-
ma di riabilitazione dalle ustioni che aveva subito alcuni mesi prima in un incendio.
Lintensit mentale degli esercizi laveva anche aiutata a gestire meglio i ricordi degli
abusi sessuali
che aveva subito da piccola. A quanto pareva, funzionava. Da quando si cono-
scevano, Stride non laveva mai vista tanto in pace con se stessa. Esteticamente Sere-
na era molto diversa da Cindy. Era alta, con i capelli neri lunghi fino alle spalle, pi
voluminosi e ondulati di quelli di Cindy. Aveva la fronte alta e occhi verdi come
smeraldi. Alla luce del fuoco la sua pelle sembrava incandescente, ma Stride riusciva
comunque a distinguere i punti in cui le sue gambe erano rimaste sfregiate. Stava
guarendo. Ormai riusciva a correre senza che le gambe o i polmoni le cedessero, e
aveva accettato il fatto che il suo corpo sarebbe rimasto per sempre rovinato. Non
perfetto. Non giovane per sempre. Era il prezzo che tutti dovevano pagare allet, ma
Serena lo aveva pagato pi alto. Dopo lincendio aveva preso a indossare vestiti che
la coprivano tutta, anche in casa, ma ora aveva ricominciato a portare i pantaloncini
corti, e non le importava pi se la gente la osservava. In primavera aveva anche mes-
so su qualche chilo, non potendo dedicarsi allattivit fisica a cui era abituata in pas-
sato. Si era messa a dieta per perderli, ma a Stride non importava. La trovava sensua-
le. Serena apr gli occhi quando lui si sedette su una poltrona in pelle accanto a lei.
Lentamente dispieg le gambe e le distese. Sopra i pantaloncini indossava un reggise-
no nero che i suoi seni riempivano interamente. I capelli erano legati in una coda di
cavallo dietro la testa. tardi gli disse. S, scusa, mi passata lora. Sei stato
con lei? Non colse tracce di gelosia nella sua voce, ma volle rassicurarla comunque.
No, ho lasciato Tish sul lungolago alcune ore fa. Sono andato agli archivi della poli-
zia e ho ricominciato
a studiare i rapporti sullomicidio di Laura. Senza che neanche me ne accorges-
si si fatta mezzanotte. Ti ha messo la pulce nellorecchio, vero? chiese Serena.
Immagino di s. Cosa pensi di lei? Stride pass la punta delle dita sulle borchie
dottone della poltrona di pelle. Mi nasconde qualcosa. Non so cosa, ma non mi pia-
ce. Poi aggiunse: Invece mi sembra che a te non piaccia lei. Serena scosse la testa.
Ti sbagli. Andiamo. Ti ha dato sui nervi. No, dico sul serio. Io non piaccio a
lei. C una bella differenza. Come fai a dirlo? Certe cose tra donne si capisco-
no, Jonny. Stride non voleva mettersi a discutere. Hai trovato nulla nei rapporti
della polizia? chiese Serena. No, ma Tish mi ha fornito qualcosa di nuovo. Le
parl della lettera che gli aveva dato e della possibilit di recuperare del dna dal fran-
cobollo o dallaletta della busta. Serena assimil linformazione e lo studi con occhi
pensosi. Mi sorprende che tu non mi abbia mai parlato di Laura e della sua morte.
Ormai un pezzo che stiamo insieme, Jonny. C qualche motivo in particolare per
cui non lhai fatto? Stride non sapeva cosa dire, perch non sapeva con certezza il
motivo per cui si era tenuto per s la storia di Laura. Quella settimana di luglio lo
aveva cambiato profondamente sotto tanti aspetti e da allora non era stato pi lo stes-
so. Quella settimana aveva capito che avrebbe trascorso il resto della propria vita con
Cindy.
Quella settimana aveva conosciuto Ray Wallace e aveva capito che uno dei
modi per combattere la morte era diventare un poliziotto. Aveva anche scoperto
quanto si soffre a commettere degli errori e che certi sbagli non possono essere can-
cellati. Se oggi avesse dovuto pensare a che tipo di uomo era, di certo avrebbe trac-
ciato una linea retta fino a quellestate. Nonostante questo, non era mai riuscito a par-
larne. Raramente condivideva le passioni pi intense che provava. Cap che nei due
anni in cui aveva cercato di convincere Serena a rivelargli i segreti del suo passato,
difficilmente aveva condiviso segreti che appartenessero a lui. Dal suo silenzio, Sere-
na cap che non era pronto a parlare. Non insistette. Invece, ammorbid il volto in un
sorriso provocatorio. Indovina cosa ho fatto stasera? chiese. Stride pieg la testa in
un gesto interrogativo. Sono andata alla biblioteca e ho trovato una copia del tuo an-
nuario scolastico del 1977 gli disse. Oh no. Serena gli si avvicin e sussurr: Bei
capelli. A quei tempi li portavo lunghi. Tu e Shaun Cassidy. Erano gli anni
Settanta, Cristo, il decennio dimenticato dal buongusto. No, no, stavi bene. Che ru-
bacuori dovevi essere. Cos affascinante. E quegli occhi! Come li definiva Cindy?
Occhi da pirata? Si nota benissimo, Jonny: un fuoco che arde sotto le ceneri, il ritratto
del futuro detective ferito. Serena si copr la bocca e inizi a ridere. Passi troppo
tempo con Maggie la rimprover Stride. Ho visto anche una foto di Cindy. Non
lavevo mai vista da giovane. Era bellissima.
Gi, proprio cos. Aveva un viso molto interessante. Una volta glielho
detto, e per poco non mi ha preso a pugni. No, dico sul serio, con quegli occhi
grandi, quel naso un po a punta e i capelli corvini era una che attirava lattenzione.
Capisco perch ti sei innamorato di lei. Cio, Laura era una bellezza convenzionale,
mentre Cindy era pi particolare. Rimase in silenzio per un momento, poi aggiunse:
Allora, parlami di Laura. Comera?. Non la conoscevo molto bene ammise Stri-
de. Spesso non era a casa, quando andavo da loro. Ho sempre pensato che fosse una
di quelle ragazze che hanno un rapporto conflittuale con la loro bellezza. Non amava
essere guardata dai ragazzi. Lei e Cindy erano unite? No, non direi. Non erano
antagoniste come capita certe volte tra sorelle, ma conducevano vite separate. Dopo
la morte di Laura, Cindy soffr molto per la distanza che si era creata tra loro. Pensa-
va di aver mancato loccasione di avere una sorella. Nellannuario scolastico ho vi-
sto anche Tish disse Serena. Non mente sul suo rapporto con Laura. Le ho viste in-
sieme in tre foto diverse, e sembravano davvero ottime amiche. Un punto per Tish
concesse Stride. Solo che non le hai mai viste insieme, giusto? Non conoscevi Tish.
Come mai? Tish sostiene di aver litigato con Laura, e di essersi trasferita a St. Paul
subito dopo il diploma. Questo successo tra maggio e giugno, quando io e Cindy
iniziammo a stare insieme. Tish ti ha detto per cosa hanno litigato?
Sostiene di non ricordarselo, ma che comunque non era nulla di importante.
Credo che menta su entrambi i fronti. Quindi cosa era successo? Non lo so, ma
in genere per cosa litigano le adolescenti? domand Stride. Per i ragazzi. quel-
lo che penso anchio. Hai in mente qualcuno in particolare? Tish dice che per un
po Laura era uscita con Peter Stanhope. Lo accusa di essere stato il persecutore di
Laura. Serena si accigli. Peter. Mi dispiace, ma in questo caso Peter ci era den-
tro fino al collo disse Stride. Perch non me lo hai detto? Ho notato che non eri
contento quando ho iniziato a lavorare per il suo studio legale, ma non avevo capito
che avevate condiviso un passato di questo genere. successo trentanni fa. Da al-
lora praticamente non ci siamo pi parlati. Le persone cambiano. Era una bugia.
Stride non pensava che qualcuno potesse cambiare davvero. Non era entusiasta alli-
dea che Serena lavorasse per lo studio di Peter Stanhope, ma voleva che si trovasse
un lavoro pi tranquillo. Lincendio nel quale, quellinverno, aveva quasi perso la
vita non era stato un incidente. Il lavoro laveva portata a incrociare la sua strada con
quella di un maniaco e, da allora, ogni volta che Serena usciva Stride si ritrovava a
lottare con lansia. Serena aveva lavorato alla Omicidi di Las Vegas, uno dei diparti-
menti pi duri che lui riuscisse a immaginare, e questo aveva contribuito a renderla
una donna molto indipendente. Ora capiva quello che provava Cindy ogni volta che
lui
usciva di casa e langoscia che le stringeva lo stomaco ogni volta che sentiva
suonare il telefono. La moglie di un poliziotto pu ricevere quella chiamata da un
momento allaltro. Posso parlare con Peter e riferirgli di Tish e del suo libro? do-
mand Serena. Stride fece spallucce. Se Tish continua a scavare, prima o poi Peter
lo verr comunque a sapere. Diglielo pure. Per il momento, io non sono coinvolto.
Credi davvero che Peter avrebbe potuto uccidere Laura? Non lo so. E possibile,
ma a quel tempo nessuno volle considerare quellipotesi. Per via del padre di
Peter? S. Chi si occup del caso? Stride si tocc la cicatrice sulla spalla, dove
un proiettile gli aveva perforato la carne. La ferita gli mand una fitta, come a ricor-
dargli che era ancora li. Ray Wallace. Serena espir lentamente. Credi che Ray
labbia fatta passare liscia a Peter? Pu darsi. Credo che dovresti raccontarmi
cosa successo esattamente quella notte disse Serena. Sei daccordo? S. Stride
fece scrocchiare le dita, fiss il fuoco e non disse nulla. Posso leggere i rapporti del-
la polizia propose Serena. O magari parlare con Maggie. Ma preferirei sentire la
storia da te. Stride si pass una mano tra i capelli ondulati, come faceva sempre
quando era nervoso. Ripens ai capelli lunghi che aveva da giovane e alle dita di Cin-
dy che li accarezzavano quando facevano il bagno.
Io e Cindy ci siamo sentiti in colpa per un bel pezzo confess a Serena. Per
cosa? Per aver lasciato sola Laura, quella notte. Non potevate sapere cosa sareb-
be successo. S, ma era buio, pioveva, i ragazzi avevano bevuto e noi abbiamo per-
messo a Laura di addentrarsi da sola nei boschi. Siamo stati degli stupidi, saremmo
dovuti rimanere con lei.. Serena attese. Quella sera ci fu una partita di softball
prosegu Stride. Ceravamo anche io e Peter Stanhope. Io e Cindy ci saremmo dovu-
ti incontrare dopo la partita, per andare al lago. Mentre giocavamo lei e Laura passa-
rono a salutarci al campo, poi se ne andarono insieme. La cosa mi irrit. Non volevo
Laura tra i piedi. Perch no? Quella doveva essere la nostra sera. Capisci, la
sera. Io e Cindy avevamo deciso di fare lamore per la prima volta. Oh disse Sere-
na, allungando la vocale. Ora capisco. In quel momento non ragionavo con il cer-
vello, come si suol dire. Ne sono certa. Io e Cindy pi tardi ne parlammo. Ave-
vamo intuito che qualcosa non andava, ma non facemmo nulla. Come sarebbe a
dire che qualcosa non andava? Stride si accigli. Quella notte nei boschi cera
qualcuno.
CHI HA UCCISO LAURA STARR? Di Tish Verdure 4 luglio 1977 Ho sentito
un rombo di tuono provenire da oltre gli alberi, come se la tempesta fosse un animale
che si avvicinava. Il sentiero era buio. Sopra le nostre teste doveva essere arrivata la
notte, poich la luce non filtrava pi tra i rami. Laria umida era come un peso sul
petto. Si riusciva quasi a vedere lumidit, sospesa come una nuvola sopra il sentiero.
I miei capelli lunghi si erano attaccati come rampicanti alla pelle fradicia di sudore.
Indossavo il reggiseno di un bikini, un paio di short ed ero a piedi nudi. Laura, agita-
ta, camminava al mio fianco. Scalciava impaziente il terriccio con le sue Converse
rosa. Il suo sguardo saettava dentro e fuori dal bosco, come se si aspettasse di scorge-
re qualcuno che la spiava. Indossava jeans e una camicia blu a quadri, con le maniche
arrotolate sopra i gomiti. Portava lo zaino su una spalla. Giocherellava con lanello
dargento che aveva al dito. Spero che smetta di piovere prima che comincino i
fuochi dartificio ho detto. Laura ha sollevato lo sguardo verso le cime degli alberi,
ha fatto un rumore con la gola e non ha risposto.
Sapevo bene che tutti i party per il 4 luglio erano ormai rovinati. In meno di
unora sarebbe calata la notte e, prima di allora, sarebbe arrivato il diluvio. In quel
momento laria era completamente calma. Nulla si muoveva. Gli uccelli marroni che
normalmente ci zampettavano intorno in cerca di briciole si erano messi al riparo.
Sembrava che tutte le betulle e i pini trattenessero il respiro. Laura si fermata sul
sentiero. Le ho lanciato unocchiata interrogativa, e ho visto che le tremava il labbro
inferiore e i suoi occhi erano colmi di paura. Che succede? Non ha risposto. Gli al-
beri intorno a noi erano come un nero corteo di soldati. Ho seguito il suo sguardo, ma
nel buio non sono riuscita a vedere nulla. Cosa c? ho detto di nuovo. C qual-
cuno ha risposto Laura. Ho aguzzato lo sguardo e mi sono avvicinata di qualche pas-
so agli alberi. Ma ho avvertito solo il profumo dei pini, come se fosse Natale a luglio.
Ne sei sicura? Ho sentito qualcuno ha insistito lei. Ero convinta che si sbaglias-
se, ma era facile immaginare la presenza di qualcun altro nel parco. Quel luogo tra-
smetteva un senso di imponenza, di antichit, come se fossimo a chilometri di distan-
za dalla citt. La gente veniva qui per fare cose segrete. Non si poteva mai sapere chi
ci fosse nei paraggi. Vieni fuori! ho gridato. Ehi! Un fruscio ha scosso i cespugli
e io sono restata immobile, terrorizzata. Un tacchino selvatico scattato fuori dalla
vegetazione proprio davanti a me, sbattendo freneticamente le ali. Era una massa tre-
mante di piume, con il collo rosso come un rubino. Ha attraversato il sentiero ed
scomparso nellintrico dei cespugli. Io e Laura abbiamo fatto un salto, gri-
dando, poi ci siamo messe a correre, rischiando di cadere a ogni passo. Laura stringe-
va la cinghia dello zaino. Il mio cuore galoppava. Una reazione sciocca, lo so, ma
stata colpa delladrenalina. Dopo che il tacchino si allontanato abbiamo ripreso a
camminare, ma eravamo ancora agitate. Ogni pochi passi Laura si voltava e si guar-
dava alle spalle. Quando siamo arrivate vicino al campo da softball ho cominciato a
sentire le voci dei ragazzi davanti a noi. Avevamo parcheggiato vicino al campo
unora prima. Io volevo restare per guardare Jonny giocare, ma Laura preferiva evita-
re la vicinanza dei ragazzi, e io non la biasimavo. Cerano bottiglie di birra vicino a
ogni base, e molte erano gi vuote. Eravamo le uniche ragazze in zona, e fin dal pri-
mo momento non ci avevano mai tolto gli occhi di dosso. Alcune ragazze avrebbero
fatto i salti mortali per essere loggetto di simili attenzioni, ma Laura si era incupita e
aveva detto che voleva andarsene. Anche in quel momento, appena abbiamo raggiun-
to la fine del sentiero che gira a ferro di cavallo intorno al campo, ha esitato. Scen-
diamo al lago ha detto. Perch non aspettiamo la fine della partita? Cos potr veni-
re anche Jonny. No, so che voi due preferite stare da soli. Era vero. Mi sentivo in
colpa, ma volevo Jonny tutto per me, quella sera. Io e lui. In acqua e poi sulla spiag-
gia, insieme. Al tempo stesso, per, non volevo lasciare sola Laura. Va tutto bene.
Puoi restare con noi. Prova a metterci un po pi di convinzione rispose Laura. Fi-
nalmente un sorriso.
No, che Non ti preoccupare, quando lui ci raggiunger vi lascer soli.
Andiamo. Devo dire a Jonny dove incontrarci. Sono uscita dalla boscaglia. Laura
ha incrociato le braccia sul petto e mi ha seguita. Le voci e le risate sono aumentate
dintensit. Sul campo a forma di diamante cerano una ventina di ragazzi; alcuni gio-
cavano, altri stavano seduti vicino al parcheggio. Le macchine erano sistemate a ca-
saccio nellerba dietro di loro, accanto a una strada piena di curve che scendeva dalla
statale. Il campo era un piccolo spazio tra lerba e i cespugli, tanto che un colpo abba-
stanza forte avrebbe mandato la palla dritta nella palude. Oltre le piante, si scorgeva
un torrente serpeggiare verso il lago. Il cielo, a ovest, era color carbone e allorizzon-
te balenavano lampi di luce. Si sentiva odore di pioggia. Poco lontano, da uno dei
sentieri che si intrecciavano nel parco come una ragnatela, arrivato un rumore di pe-
tardi. Jonny era in prima base. Gli alberi terminavano ai margini del campo da soft-
ball, e io e Laura gli siamo arrivate alle spalle. Quando lui ha visto gli altri ragazzi ri-
volgerci cenni di saluto, si voltato. Alcuni di loro hanno fischiato. Bottiglie di birra
vuote erano sparse un po dappertutto. Jonny aveva unespressione seria, che si am-
morbidita quando mi ha visto. Quando andavo in giro con Laura mi ero abituata a es-
sere praticamente invisibile, ma Jonny mi ha guardata come se non vedesse nes-
sunaltra. Mi piacerebbe spiegare che tipo di legame cera tra di noi, o perch tutto
successo cos in fretta. La verit che non ne ho idea. Certo, lui era bello. Alto e ma -
gro, forse un po troppo, come la maggior parte
dei ragazzi. Lunghi capelli neri e ribelli. E splendidi occhi. Sono stati la prima
cosa che ho notato in lui, scuri e profondi. In essi potevo vedere tutto. Dolore. Senso
di perdita. Umorismo nero. Determinazione. E cos intenso che di tanto in tanto
devo dargli una ridimensionata, ma a lui non dispiace che faccia a pezzi il suo ego. In
questo periodo si sta interrogando. Lo so, perch io, dopo la morte di mia madre, ho
fatto lo stesso. Avevo quattordici anni quando successo, e ho trascorso molto tempo
a pormi delle domande, chiedendomi dove sarei andata, cosa avrei fatto, chi sarei di-
ventata. Sento di aver trovato le risposte, ma Jonny ha perso suo padre appena nove
mesi fa e le sue le sta ancora cercando. E cresciuto con la volont di andare per mare,
come suo padre, ma ora non pi. Sua madre non lo lascer salire su una nave per il
trasporto dei minerali ferrosi. Credo che nemmeno a Jonny interessi pi. Quando il
lago si preso suo padre, stato come se lacqua lo avesse tradito. Ora il lago un
nemico. Non so che cosa far, ma sono convinta che quando lo capir ci metter tutto
se stesso. Come ha messo tutto se stesso nel nostro rapporto. Jonny ha gridato qualco-
sa al lanciatore, che ha trattenuto la palla, in attesa. Ha lasciato la base ed venuto
verso di noi. Indossava pantaloncini e scarpe da ginnastica. Aveva il petto scoperto.
Mi ha baciata. Ciao. Ciao. Eravamo un po imbarazzati, perch sapevamo en-
trambi cosa stavamo pensando. E eccitante, sconvolgente e snervante sapere che pre-
sto faremo lamore. Scendiamo al lago gli ho detto. Ci raggiungi l? Certo.
Ci metterai molto? No, abbiamo quasi finito, e probabilmente la pioggia ci
far smettere comunque tra pochi minuti. Okay, ti amo. Ti amo anchio. Mi ha
baciata di nuovo. Ha salutato Laura, ma era chiaro che si stava chiedendo se saremmo
rimasti soli. Una parte di me voleva che Laura restasse, perch ero nervosa per quello
che sarebbe successo. Unaltra parte di me non vedeva lora di fare il grande salto.
Abbiamo seguito il margine del campo, fino al punto in cui un altro sentiero fian-
cheggiava il torrente che scendeva verso il lago. Gli occhi dei ragazzi ci seguivano.
Li ho sentiti fare battutine. Laura procedeva alla mia sinistra e fissava il terreno. Tra i
ragazzi cera anche Peter Stanhope. Era il suo turno in battuta. Gli siamo passate a
pochi metri di distanza. Lui si appoggiato alla mazza, senza toglierci gli occhi di
dosso nemmeno per un attimo, girando la testa per seguirci. Laura non ha alzato lo
sguardo, ma sapeva che lui la stava fissando. Peter la voleva e, anche se non diceva
niente, era talmente sicuro di s da riuscire a trasmettere il suo desiderio. Non era alto
come Jonny, ma era forte e di costituzione robusta. Aveva folti capelli biondi, con la
scriminatura nel mezzo. Masticava sempre chewing-gum e le sue labbra erano co-
stantemente atteggiate a un sorriso compiaciuto che gli scavava due fossette sulle
guance. La sua pelle era arrossata e lentigginosa. La maggior parte delle ragazze gli
moriva dietro. Volevano farsi un giro sulla sua Trans Am. Volevano nuotare nella pi-
scina olimpionica della casa di suo padre. Peter passava da una ragazza allaltra, com-
portandosi come aveva fatto con Laura, cercando di convincerle a fare sesso con lui.
La maggior parte accettava. A
scuola si diceva anche che si fosse portato a letto un paio di insegnanti sposate.
E cos che va la vita quando sei uno Stanhope. La parola no non rientra nel tuo vo-
cabolario. Il padre di Peter, Randall, possiede unimportante industria mineraria al
porto. La gente gli mostra un timoroso rispetto. E il tipo duomo che pu ottenere tut-
to ci che vuole con una semplice telefonata. E Peter vive allo stesso modo. Si prende
ci che vuole. Io non lo sopportavo, perch a casa nostra, da sempre, circolavano po-
chi soldi, e pensavo che chi ne aveva cos tanti se li fosse procurati passando sulla te-
sta degli altri. Inoltre, non mi piaceva il modo in cui trattava Laura, Ancora non ho
capito perch avesse accettato di uscire con lui. Ma a Peter non importava quello che
pensavo io. Io non ero nulla. Mi ha oltrepassato con lo sguardo, e ho capito che con il
suo cervello arrapato stava mentalmente spogliando Laura. Andiamo via ho detto.
Ci siamo allontanate velocemente dal campo. Appena entrate nella foresta ci siamo
trovate nella penombra. Laura si guardata alle spalle, come per controllare se Peter
ci stesse seguendo. E disgustoso ho detto. Laura non ha risposto. Accanto al sentie-
ro, il torrente scorreva sui sassi. Lo abbiamo seguito per circa dieci minuti, fino al
punto in cui la baia si apriva in una macchia marrone di piante di palude. Da l si ve-
deva lacqua blu del lago bagnare la spiaggia, subito oltre le erbacce. Ci siamo messe
a correre sulla spiaggia, e appena a riva ho cominciato a schizzare schiuma con i pie-
di nudi, facendo alzare in volo alcune anatre. Ti va una nuotata? ho chiesto a Lau-
ra. Non ho il costume..
E allora? Lei ha scosso la testa. Sono uscita dallacqua e mi sono seduta sul-
la sabbia. Laura si sfilata lo zaino dalla spalla, sedendosi accanto a me. Siamo resta-
te in silenzio. La macchia scura nel cielo ingigantiva a mano a mano che si avvicina-
va. Il lato settentrionale del lago era gi oscurato dal crepuscolo, e non distinguevo
pi il confine tra lacqua e gli alberi. Su quel lato del lago cera unaltra spiaggia, rag-
giungibile attraverso sentieri che scendevano dallaltra estremit del parco. Il vento
tiepido aveva iniziato a raffreddarsi. Laura sedeva con le mani intorno alle ginocchia,
fissando lacqua. Ieri sera tu e pap ci siete andati pesante ho detto. Le loro litigate
erano allordine del giorno, ma quella volta era stata peggio del solito. Non mi va di
parlarne ha tagliato corto Laura. Stavolta qual era il motivo? ho insistito. Nien-
te. Ha distolto lo sguardo, chiudendo il discorso. Le sue gambe hanno avuto un sus-
sulto. Ha voltato la testa per guardarsi alle spalle, e per un attimo ho pensato che si
sarebbe alzata e sarebbe corsa via. Cosa c che non va? ho chiesto. Niente. Si-
cura? Ha scrollato le spalle. La vita strana. Cio? Non lo so. E strana e ba-
sta. Anche tu non sei tutta a posto ho detto, sorridendo. Lei non ha ricambiato il
sorriso. Scusa ho aggiunto. Era solo una battuta. Non fa niente.
Ho sentito qualche goccia di pioggia bagnarmi la pelle. Davvero, cosa c che
non va? Sto solo pensando a un po di cose. Per esempio? Laura ha stretto a s
le ginocchia. La pioggerella le scorreva sulle guance come lacrime. Pensi che riusci-
resti mai a uccidere qualcuno? mi ha chiesto allimprovviso. Che razza di domanda
? Cio, credi che solo un pazzo potrebbe fare una cosa simile? Ho cercato di in-
terpretare lespressione sul suo volto, che era solo una maschera dombre. E le gocce
sulle sue guance non erano di pioggia. Stava piangendo davvero. Mi stai spaventan-
do, Laura. Che cosa vuoi dire? Se pap abusasse di me ha proseguito. Tu lo uc-
cideresti? Ho provato una stretta al cuore. Oh mio Dio, successo qualcosa tra voi
due? Laura ha scosso la testa. No, non si tratta di questo. Allora dimmi di cosa si
tratta. Adesso non ha importanza. Temevo che non avrebbe detto altro. Laura, ti
prego. Vorrei solo che le cose non fossero cos complicate. Cio? Non lo so.
In generale. Mi ha guardata. Sai tenere un segreto? Certo. Non lo dirai nean-
che a Jon?
Certo, se questo che vuoi. Di cosa si tratta? Non me lo ha detto. Non ne ha
avuto loccasione. Stavolta lo abbiamo sentito entrambe. Un tonfo secco nei boschi
dietro di noi. Ci siamo voltate, trattenendo il respiro. Non vedevamo nessuno, ma ce-
ra qualcuno nascosto nella vegetazione. Jonny? ho chiamato. Nessuna risposta.
Aspetta qui ho detto. Stavolta non ho gridato. Ho corso sulla sabbia verso il sentie-
ro tra gli alberi, e l mi sono fermata, restando in ascolto. Ma ho sentito solo il vento,
che scuoteva la foresta. Ho girato lentamente in cerchio, strizzando gli occhi nel ten-
tativo di penetrare loscurit. Ho fissato il punto in cui credevo di aver sentito il ru-
more di un ramo spezzato. Tutto immobile. Sapevo di non essere sola. Laura ha gri-
dato, e quando sono tornata sulla spiaggia era iniziato il diluvio. Un lampo ha illumi-
nato il cielo e subito dopo un tuono ha scosso la foresta. Il suo rombo copriva tutti gli
altri rumori. Chiunque fosse nei paraggi avrebbe potuto approfittare della tempesta
per allontanarsi indisturbato. Dopo alcuni secondi, insieme a quello fresco della piog-
gia, mi arrivato alle narici un odore strano e dolciastro. Marijuana.
Capitolo 5 Tish Verdure, con un gin tonic in mano, studiava la fila di vecchie
foto di eventi sportivi della scuola appese sopra il spar, in un bar del centro. Una ri-
traeva una squadra di hockey vincitrice di un campionato. In unaltra due spilungoni
bianchi erano stati immortalati durante unazione di gancio cielo a basket. Nella ter-
za, dei giocatori di baseball esultavano da una panchina dello stadio, con le mazze da
gioco sparse tuttintorno. Alcune foto erano state scattate negli anni Settanta, e diver-
si volti le erano familiari. Ma oggi alcuni di quei ragazzi avrebbero anche potuto es-
sere presenti nel bar, e lei non li avrebbe riconosciuti. La cameriera, una studentessa
annoiata con una maglietta dei Rascal Flatt, le disse che uno dei clienti al banco vole-
va offrirle un drink. Tish rifiut con un cenno senza nemmeno guardare luomo. Non
era la prima volta, quella sera. Gli uomini pensavano che una donna sola in un bar
fosse necessariamente a caccia di prede, quando in realt non voleva fare altro che
sbronzarsi. Tish sapeva di bere e fumare troppo. Era il suo modo per andare avanti.
Si chiese se tornare a Duluth non fosse stato un errore. Rimestare nel suo passato, su
cui aveva gi mentito, non avrebbe portato nulla di buono. Stride sapeva che non era
stata sincera, glielo aveva letto negli occhi. Una parte
di lei avrebbe voluto fare le valigie e andarsene prima che le cose peggiorasse-
ro, ma doveva restare, per Laura. E per Cindy. Stupidamente le aveva fatto una pro-
messa, e ora doveva mantenerla. Non poteva pi rimandare. Pag il conto. Era luna
del mattino. Lasci il bar attraversando la folla di fumatori che stazionavano fuori
dalla porta e pass davanti a una serie di vetrine spente, dirigendosi verso la sua auto
a noleggio. Non sal a bordo, ma prosegu lungo la ripida pendenza della Second
Avenue verso langolo della strada. Si ferm accanto a un parchimetro sul marciapie-
de e fiss di sbieco la strada, dove un foglio accartocciato di giornale era spinto dal
vento contro un edificio di mattoni. Al piano terra delledificio cera un negozio di te-
lefoni cordless, con lampia vetrina illuminata da luci al neon. Quando era bambina,
in quel punto cera una banca. La banca dove sua madre faceva la cassiera. Tish era a
scuola quando successe. Il poliziotto che la venne a prendere aveva un neo su una
guancia e un alito che sapeva di caff. La accompagn alla stazione di polizia e la la-
sci ad aspettare in una sala bianca dove, dopo un po, entr una donna con un vestito
a fiori e glielo disse. Tutto qui. Quella notte Tish dorm in casa di sconosciuti. Mam-
ma, sono a casa mormor al vento. Si gir, lasciandosi alle spalle ledificio dove una
volta cera la banca, e torn svelta alla macchina. Laria fresca le aveva in parte
schiarito la mente dai fumi dellalcol. Con lauto si diresse a nord, fuori dal centro, su
strade praticamente senza traffico. Trov tutti i semafori verdi. Gir a destra sulla
Ventunesima Avenue, pass sopra la superstrada e fece una curva a gomito per im-
boccare la strada che costeggiava la scogliera e conduceva allappartamento che ave-
va affittato. Parcheggi sotto gli alberi in fondo alla
strada e scese dalla macchina, si accese una sigaretta e rimase li a fumare. In
basso, il lago scintillava. Le betulle erano sagome dalle mille braccia, che sembrava-
no vive. Alle sue spalle, il cavalcavia della superstrada era un gigante ruggente di ce-
mento armato. Prov una strana sensazione. Come se degli occhi la stessero osser-
vando. Era cos che Laura doveva essersi sentita. Tish trem, ma fin comunque la si-
garetta, gett il mozzicone sulla strada e prosegu verso la porta dingresso. Si blocc
di colpo. Uno dei piccoli pannelli di vetro colorato era rotto, e dalla porta fuoriusciva
un quadrato di luce bianca. Il vetro rotto era quello pi vicino alla maniglia. Tish fece
un passo indietro e rimase in ascolto. Tutto era silenzioso. Si guard alle spalle, con
una fitta di panico. La sensazione di essere osservata era passata. Adesso era sola, ma
si sentiva violata. Prese il cellulare e chiam la polizia. Le dissero che avrebbero
mandato subito una pattuglia. Rincuorata dalla consapevolezza che presto sarebbe
giunto qualcuno, torn alla porta e la apr con una leggera spinta. La serratura era sta-
ta sbloccata. Entr con cautela, con tutti i sensi allerta, alla ricerca di qualcosa che
tradisse la presenza di un intruso. Inspir profondamente, cercando di cogliere leco
di una presenza, ma percep solo lodore di vernice fresca, che ancora aleggiava nella
casa dopo i lavori precedenti il suo arrivo. Non vide nulla fuori posto. Non mancava
niente. Ma era in citt solo da un paio di giorni, appena sufficienti a trovare il corag-
gio per incontrare Stride, appena sufficienti per recarsi sulla spiaggia settentrionale
del lago. Un pellegrinaggio per percepire di nuovo lo spirito di Laura. In casa aveva
solo la valigia e un po di cibo. Tish rest a lungo ferma nellingresso. Quando fu cer-
ta di essere sola, and in camera da letto. Le sue
carte erano sparpagliate sul letto, sistemate in modo diverso da come le aveva
lasciate. Qualcuno aveva rovistato tra i vestiti nei cassetti. Larmadio e la valigia era-
no aperti. Tish trattenne il respiro, corse alla valigia e apr il comparto in tela sopra la
sezione principale. Allung una mano allinterno e sospir sollevata. La lettera di
Cindy era ancora l, intatta, insieme al ritaglio di giornale sulla rapina. Torn in salot-
to e si sedette, in attesa della polizia. Era ovvio che, anche se era arrivata da poco,
qualcuno era gi al corrente della sua presenza. E quel qualcuno voleva gi che se ne
andasse. Stride era steso a pancia in su sul letto e fissava il soffitto. La finestra della
camera da letto era aperta, e si udiva il frangersi delle onde del Lago Superiore oltre
la duna di sabbia. La sottile striscia di spiaggia distava pochi metri dallingresso po-
steriore. Tish aveva ragione quando diceva che in passato quasi nessuno abitava per
tutto lanno sulla Punta. A quei tempi cottage come quello di Stride erano per lo pi
residenze estive. Oggi erano veri e propri beni immobili. Le vecchie case venivano
demolite e sostituite da ville e condomini. Qualunque cosa si trovasse sul lungolago
ora valeva oro. Stride preferiva il periodo in cui si era trasferito qui con Cindy, quan-
do la gente si chiedeva perch mai qualcuno volesse vivere nellocchio delle tempeste
del Lago Superiore. Lui non avrebbe saputo spiegarlo razionalmente. Era solo che
spesso, guardando quel lago cos ampio, aveva la sensazione di fissare leternit. Se-
rena era seduta sul letto a gambe incrociate, accanto a lui. Le luci erano spente. A
volte, quando chiudeva gli occhi, pensava che riaprendoli avrebbe visto Cindy seduta
in quello stesso punto, in quella stessa posizione, con un
mezzo sorriso sulle labbra. Come se tutto il tempo che era passato fosse stato
frutto della sua immaginazione. In realt non si stava avvicinando ai cinquantanni. In
realt non era stato ferito dalla morte e dal senso di perdita. Era un giovane poliziotto.
Un giovane marito. Aveva ancora tutta la vita davanti, e non alle spalle. Sai cosa ri-
cordo di quella notte? disse a Serena. A parte me e Cindy, voglio dire. Mi ricordo
della mazza. Serena non disse nulla. Stride vedeva la scena come un video proiettato
nella sua testa. Primo piano. La mazza che rotea e rotea. Era la mazza di Peter. Una
di quelle in alluminio. Color argento vivo. Non permetteva mai a nessuno di usarla.
Ricordo che faceva delle battute di prova in casa base, e si sentiva il sibilo quando
fendeva laria. Lo vedo ancora mentre la stringeva tra le mani. Lunica cosa che rie-
sco a pensare che, poco dopo, qualcun altro us quella stessa mazza per uccidere
uninnocente. Una ragazza che avrebbe potuto diventare mia cognata. Qualcuno la
colp, senza mai fermarsi, fino a lasciarla a terra, morta. Se era la mazza di Peter,
come mai finita nelle mani di qualcun altro? domand Serena. La sua voce era tal-
mente bassa da sembrare un sussurro. Sempre che ci sia finita. Lhai detto tu che
avete trovato delle impronte digitali appartenenti a unaltra persona. S, vero
ammise Stride. Laveva toccata qualcun altro. Qualcuno che uccise Laura. Per tutti
questi anni stata lunica spiegazione sensata. Come ha fatto la mazza a finire sul-
la scena del crimine? Stride se lo ricordava. Rivide la mazza nella sua mente. Primo
piano. Nel campo. Inizi a piovere disse. Ci mettemmo tutti a correre.
Si era scatenata una vera e propria tempesta. Tutto si fece buio. Il tuono romba-
va come un treno in corsa. Io mi diressi verso il lago, attraverso il bosco, per incon-
trarmi con Cindy e Laura. Peter era in seconda base e se ne and non appena scoppi
il temporale. Mentre correvo verso il sentiero, scorsi la mazza di Peter in mezzo alle
erbacce. Doveva essersela dimenticata, perci pu averla raccolta chiunque. Sul cam-
po cerano parecchi ragazzi. Ma? incalz Serena, quando avvert la sua esitazio-
ne. Ma ricordo di aver pensato che Peter sarebbe tornato indietro a riprenderla.
Stride si era distratto per osservare Laura e Cindy che si allontanavano. Voleva che la
partita finisse alla svelta. Sentiva ancora il sapore delle labbra di Cindy, che sapevano
sempre di ghiacciolo alla ciliegia. Quando si baciavano era come se fossero connessi,
come se dellelettricit scorresse tra loro. Ebbe unerezione, pensando a cosa avreb-
bero fatto pi tardi. Sempre che lo avessero fatto. Sempre che lei lo volesse davvero.
Stride si era accorto che era nervosa. Si chiese se avesse portato Laura con s come
uno scudo, per avere una scusa per non arrivare fino infondo. Mentre le due ragazze
scomparivano nel bosco, per, vide Cindy girarsi a guardarlo, e lespressione sul suo
volto gli disse che nulla era cambiato. Lei lo voleva. Lo aspettava. Guard il cielo
cupo. Restava poco tempo. Batt con impazienza sullincavo del guantone. Dave Mc-
Gill era in battuta, e continuava a mandare palle non valide ai margini del campo,
dove Raymond Anderson, il ricevitore, andava a prenderle. Stride pens che fosse
meglio sospendere subito la partita. Sentiva odore di pioggia, e alcune gocce gli ave-
vano gi bagnato il viso. A nessun altro la cosa sembrava importare.
Finalmente McGillfu eliminato. Peter Stanhope prese il suo posto, facendo on-
deggiare in modo teatrale la mazza e sfoggiando un ghigno arrogante. Stride conosce-
va Peter solo di fama. Non erano amici. Non uscivano in compagnia. Lunica cosa
che avevano in comune era il baseball. La conversazione pi lunga che ricordava di
aver avuto con Peter era incentrata su Rod Carew. Peter fece roteare la mazza con
violenza e manc la palla. Strike uno. Stride vide un lampo di luce e immagin la
mazza di Peter sollevata sulla sua testa che attirava lelettricit come un parafulmine.
Meno di cinque secondi dopo, il rombo del tuono si rivers sul campo come un rullo
di tamburi. Peter manc di nuovo la palla. Strike due. Il suo volto era contratto in
unespressione di sforzo e frustrazione. Masticava il chewing-gum nervosamente. Era
un buon battitore, ma troppo impaziente. Cercava di segnare un home run a ogni lan-
cio. E sbagliava spesso. Al terzo lancio, per, la sua mazza di alluminio centr la pal-
la con uno schiocco secco, facendola volare sopra la testa di Stride. Peter si chin,
prese una bottiglia mezza vuota di Grain Beli e la scol, poi la gett nelle erbacce. Si
pul la bocca con il bordo della canottiera rossa. E cos tu e Cindy Starr state insie-
me, eh, Stride? chiese. Gi. Sai, il vero bocconcino sua sorella. Stride non ri-
spose. E Laura che ha le tette prosegu Peter. Ad almeno met dei ragazzi venu-
to duro quando passata, prima. Perch non ci provi con lei? Perch mi piace Cin-
dy. Ah s? E com? Perch ti interessa? chiese Stride. Ehi, non ne voglio da
lei, se questo che vuoi sapere.
Mi chiedevo solo se latteggiamento da principessina un marchio di fami-
glia. Cosa accidenti vorresti dire? Voglio dire che Laura se ne va in giro come
una specie di regina di ghiaccio rispose Peter. Qualcuno deve scioglierla. Chiudi
il becco tagli corto Stride. E Cindy? E frigida come sua sorella? Stride si tolse il
guantone e con entrambe le mani spinton Peter sul petto, facendolo incespicare al-
lindietro sullerba bagnata e mandandolo a finire con il sedere nel fango. Rest a
guardarlo, con i pugni stretti e sollevati, pronto a combattere. Sent un altro dei ragaz-
zi sul campo gridare qualcosa. Il lanciatore lasci la palla e il battitore gett a terra la
mazza. Tutti si raccolsero intorno a Stride. Peter rise e si alz, pulendosi dalla sporci-
zia. Allontan gli altri ragazzi con un cenno. Ehi, va tutto bene. Me la sono cercata.
Stride lo osserv attentamente, aspettandosi che lo colpisse a tradimento. Non agi-
tarti disse Peter. Volevo vedere fino a dove posso spingermi con le persone prima
che ricambino la spinta. E una lezioncina che ho imparato da mio padre. Voglio le
tue scuse gli disse Stride. S, certo. Mi dispiace. Ti basta? Devi rilassarti, Stride.
Stride lo ignor. La partita riprese. Il battitore fu eliminato e un altro prese il suo po-
sto. Ancora un inning e sarebbe finita. Con lavvicinarsi della notte e lammassarsi
delle nuvole, Stride faticava a seguire lazione sul campo. Hai gi visto Abissi?
chiese Peter. Stride grugn un assenso. Laveva visto con Cindy nel fine settimana
precedente. lo lho visto tre volte disse Peter. Cazzo, com Jackie Bisset con
quella maglietta? Porco cazzo. Vorrei che
ci fossero delle attrici porno come lei. La settimana scorsa ho visto Giovani
gattine arrapate in centro. Che tristezza. Tutte brufoli e niente tette. In casa base,
Gunnar Borg respinse una palla bassa oltre il lanciatore, facendola deviare contro un
sasso sporgente dal terreno. Stride si lanci sulla sua destra e la raccolse. La estrasse
dal guantone per lanciarla a Nick Parucci, in seconda base, ed eliminare cos il batti-
tore. Poi vide le stelle. Peter Stanhope gli era corso addosso, mandandolo a finire nel
fango con una spallata e facendogli cadere la palla di mano. Stride si rialz alla svelta
e recuper la palla dallerba, ma a quel punto Peter era gi in seconda base, con un
ghigno stampato in faccia, e laltro giocatore era al sicuro in prima. Il fianco destro di
Stride era sporco di terra. Gli faceva male, come se qualcuno lo avesse colpito con
una pala. Non metterti contro di me, Stride lo ammon Peter. Stride lanci la palla
al lanciatore, gir sui tacchi e torn in prima base. Gunnar Borg rise. In quel momen-
to, finalmente il cielo si apr. Il vento soffi forte e la pioggia scese a secchiate. Le
gocce pungevano come aghi. Il cielo fu illuminato dai lampi e i ragazzi corsero alle
macchine parcheggiate alla rinfusa tra le erbacce. Anche Stride si mise a correre, ma
nella direzione opposta, verso i boschi e il lago. Verso Cindy. Il campo era gi un fiu-
me di fango. Sul terreno Stride vide bottiglie di birra, un guantone e un sacchetto di
patatine vuoto. La mazza di alluminio di Peter Stanhope si trovava nel punto in cui
laveva lasciata cadere quando si era fiondato in prima base. Stride sent qualcuno
gridare, poi il rombo dei motori delle auto. Le luci dei fanali illuminarono il campo.
Dei clacson suonarono. La pioggia lo segu anche nel bosco. Il temporale si riversava
da un milione di foglie. I capelli lunghi gli si
erano appiccicati alla pelle. Correva, ma era troppo buio per riuscire a vedere
se stava seguendo il sentiero. Fece un passo falso e inciamp, sbucciandosi un ginoc-
chio. Gli faceva male, ma la pioggia lav via il sangue. Si asciug il sudore dagli oc-
chi e avanz tra i rami bassi di un albero piegato sul sentiero. Sent odore di legno
bruciato e pens che parte del bosco nelle vicinanze potesse essere in fiamme. Quan-
do cadde il fulmine successivo, vide il riflesso arancione sullacqua e largenteo sipa-
rio della pioggia oltre gli alberi. Il lago non era lontano. Corse pi in fretta. Poi Stride
ud qualcosa di strano. Qualcuno fischiettava. Il suono era cos vicino che pens che
la persona gli fosse alle spalle. Si gir e si fece strada tra i cespugli che costeggiavano
il sentiero, ritrovandosi in una piccola radura. L era stato allestito un fuoco allaper-
to. Rimanevano poche braci calde, da cui si levava un filo di fumo. Non vide nessuno
nella radura, ma unombra che sembrava quella di un orso si stacc da una betulla e si
avvicin al fuoco morente. Distinto, Stride indietreggi. Allinizio luomo non si ac-
corse di lui. Era un nero gigantesco, alto pi di un metro e novanta, con i capelli rasta
lunghi fino alle spalle e un berretto rosso, verde e oro. I suoi arti erano grossi come
tronchi, con i muscoli ben definiti. Indossava una maglietta bianca e larghi pantaloni
neri con strisce degli stessi colori del cappellino. Stride lo riconobbe. Lo chiamavano
Dada. Era uno dei vagabondi che si aggiravano nei pressi delle rotaie durante i mesi
pi caldi dellanno. Era Dada che fischiettava. Non come un uomo che attraversa ner-
voso un cimitero, ma pi come un pettirosso alla fine dellinverno. Libero. Forte.
Stride indietreggi lentamente, ma Dada lo vide. I loro sguardi si incrociarono. Il fi-
schiettare si interruppe: Stride vide le labbra delluomo piegarsi in un sorriso, rivelan-
do denti bianchi che si stagliavano contro la pelle debano. Dada non sembrava sor-
preso o preoccupato. Mentre Stride tornava al sentiero, Dada rise senza dire una paro-
la. La sua risata echeggi nelle orecchie di Stride, soffocata dal rumore della tempe-
sta. Stride prosegu verso il lago, trovando la strada pi che altro per istinto tra gli al-
beri fitti. La pioggia gli grondava dal volto. Le zanzare gli ronzavano intorno e lui le
schiacciava. Trascorsero svariati minuti, poi il sentiero si apr nella radura sabbiosa.
Vide Laura per prima. Si era messa al riparo sotto un pino, i cui rami verdi formava-
no una specie di tetto sulla sua testa. Aveva gli abiti zuppi. Stringeva lo zaino al petto
e fissava lacqua increspata. Sembrava preoccupata. Quando lui le tocc la spalla, lei
grid, poi si tapp la bocca con una mano. Sono io la rassicur. Mi hai spaventata
a morte. Dov Cindy? le chiese. Laura indic un punto sulla spiaggia e Stride la
vide. Si era tolta i pantaloncini e, in bikini, ballava sotto la pioggia. Ecco Cindy. Un
folletto dellacqua. Uno spirito libero. Ehi grid Stride. Quando lo vide, Cindy
smise di ballare e corse sulla spiaggia a piedi nudi. Ehi, ciao. Gli gett le braccia al
collo e lo baci. La sua pelle era morbida e bagnata. I lunghi capelli le coprivano il
volto. Vuoi andare a casa? le chiese. Questa tempesta non era prevista. No, no,
restiamo insistette. Sei sicura? S, davvero. Voglio restare, Jonny. Laura si mise
lo zaino in spalla e infil i pollici nelle
tasche dei jeans. Rivolse ai due un sorriso enigmatico. Voi fate i bravi, intesi?
Io vado. Cindy sembrava combattuta. Si morse il labbro inferiore. meglio di no,
Laura. Non da sola. Me la caver, sorellina. Resta con noi. Dico sul serio.
Non vi serve il terzo incomodo. Non stasera. Te lavevo detto che me ne sarei anda-
ta quando arrivava Jon. Veniamo con te propose Stride. S, restiamo insieme
conferm Cindy. Laura abbracci forte Cindy. Voi due restate qui e non preoccupa-
tevi per me. Non se ne parla. Come tornerai a casa? Adesso non troverai pi un
passaggio. Quando scoppiato il temporale se ne sono andati tutti. Andr fino alla
superstrada e prender un autobus. No, no, no, una follia. Dai, ce ne andiamo tut-
ti. Laura si stacc da sua sorella e le mise una mano sul petto. Ascolta, non voglio
fare la preziosa. Ti voglio bene, ma devo andare. Non da sola ribad Cindy. Non
ti lascer andare da sola. Non sar sola replic Laura. Non sarebbe stata sola?
chiese Serena. Doveva incontrarsi con qualcuno? Stride annu. Questo ci che ci
disse. Chi? Peter Stanhope disse che aveva appuntamento con lui. Disse alla po-
lizia che lui e Laura stavano insieme. E tu gli hai creduto? La sua storia plausi-
bile, ma Laura aveva detto a Cindy di averlo lasciato perch Peter insisteva nel voler
fare sesso. Tish mi ha detto la stessa cosa.
Forse Laura non voleva far sapere a nessuno di loro due. S, possibile.
Poi cosa successo? chiese Serena. Stride ascolt il rumore delle onde, fuori dalla
finestra. Il vento faceva scricchiolare la casa. Non lo so. Quella stata lultima volta
che lho vista. Le successo qualcosa sul campo da softball, dove hanno ritrovato la
sua scarpa. Ma non stata uccisa l. Ha seguito un sentiero che si allontanava dal
campo ed arrivata fino a una spiaggia sul lato settentrionale del lago, a quasi un chi-
lometro e mezzo di distanza. E l che Cindy lha trovata. Quindi la mazza di Peter
non stata ritrovata sul campo da gioco, nellultimo punto in cui tu lavevi vista?
chiese Serena. No. Era sulla spiaggia, accanto al cadavere. Qualcuno lha presa, ha
seguito il sentiero che portava alla spiaggia e l ha ucciso Laura. E c dellaltro.
Cosa? Nessuno ne al corrente. La stampa non ne fu mai informata. Lho scoper-
to solo quando ho assunto la direzione del Detective Bureau e ho controllato il caso.
La polizia ha trovato dello sperma vicino al corpo. Quella notte Laura aveva fatto
sesso? chiese Serena. Stride scosse la testa. Non lhanno trovato dentro il suo cor-
po, ma l vicino. Nei boschi vicino alla spiaggia su cui Laura fu assassinata. Qualun-
que cosa sia accaduta quella notte, qualcuno era l a guardare. E questo qualcuno
lassassino, oppure ha visto chi stato.
CHI HA UCCISO LAURA STARR? Di Tish Verdure Cosa ricordo di quella
notte? Ricordo che noi due restammo soli, dopo che Laura aveva imboccato il sentie-
ro per ritornare al campo. Io e Jonny. Ora so di aver sbagliato a lasciarla andare, ma
in quel momento eravamo accecati dal desiderio. Avremmo potuto prendere unaltra
decisione. Se lo avessimo fatto, la serata sarebbe andata in modo diverso. Cerco di
non pensarci troppo. La vita va come deve andare. E anche la morte. Ricordo che io e
Jonny uscimmo mano nella mano fuori dal riparo degli alberi. Pioveva a dirotto, ma
non cerano pi lampi n tuoni. Solo vento e acqua. A dirlo cos sembra romantico,
ma in realt fu molto divertente. Ridemmo un sacco. Sbattevamo le palpebre e boc-
cheggiavamo come pesci, come se stessimo respirando sotto una cascata. Tremavamo
per il freddo. Il vento ci sbatacchiava da una parte allaltra come fossimo bambole.
Ricordo di aver detto: Andiamo a nuotare. Fui io a prendere liniziativa. Se Jonny
avesse cercato di togliermi i vestiti glielavrei permesso, ma non lavrebbe mai fatto.
Mi sganciai il reggiseno del bikini e feci scivolare gi le spalline, e vidi i miei seni
candidi risaltare nel buio, coperti dai capelli, lunghi e bagnati. Li scostai, per-
ch Jonny potesse vedermi. I miei capezzoli erano rosa e turgidi. Gli presi la mano
perch mi toccasse, e lo guidai per mostrargli come accarezzarmi. Quando ci baciam-
mo di nuovo, ricordo la sensazione dei nostri petti nudi e bagnati premuti luno con-
tro laltro. Ricordo di essermi scostata da lui e di aver osservato i miei piedi mentre
mi toglievo gli slip del bikini. Davanti a lui, ero nervosa e consapevole della mia nu-
dit. Non riuscivo a guardarlo negli occhi. Scioccamente, sentii il bisogno di coprir-
mi. Ricordo che alla fine trovai il coraggio di alzare lo sguardo, spalancare le braccia
e dire: Ora hai visto il pacchetto completo. Non riuscii a trattenere una risata. Jon-
ny era pietrificato, in soggezione. Sei bella mi disse. Era vero, ma come si fa a non
essere belli quando si hanno diciassette anni? Non ero una modella, ma ero pur sem-
pre la ragazza che lui amava. Ricordo di essermi coperta i seni con le braccia e aver
detto: Ora tocca a te. Per lui mettersi nudo fu pi difficile. normale, per i ragazzi.
Ero molto curiosa, anche se non volevo che lui se ne accorgesse. Jonny temporeggi.
Armeggi con i pantaloncini. Quando li ebbe tolti, le sue mutande erano pi bianche
dei miei seni, e rigonfie a causa dellerezione. Mentre se le toglieva il suo nervosismo
era evidente, e pass un po di tempo prima che riuscisse a guardarmi di nuovo negli
occhi. Ricordo che avrei voluto allungare una mano e toccarlo, ma non lo feci. Sei
pronta? mi chiese. Di sicuro tu lo sei.
Non questo che voglio dire. So bene cosa vuoi dire. No, non ero pronta.
Avevo una fifa terribile. Sapevo che laveva anche lui, ma non avrei fatto dietrofront.
Ricordo che nuotammo. Entrammo nudi nel lago scuro, con la pioggia che ci tambu-
rellava sulla pelle. Sotto i nostri piedi il letto del lago era un miscuglio di sabbia e
sassi. Ci immergemmo nellacqua fino alle ginocchia. In quel momento, nuda e ba-
gnata, mi sentii vulnerabile, con tutto il cielo sopra la testa. Immaginai che strane
creature potessero trovarsi l dentro insieme a noi. Ricordo di aver gridato quando
quello che pensai fosse un pesce che nuotava in mezzo a noi mi pass sullo stomaco.
Poi capii che non era affatto un pesce, e fui felice che Jonny non potesse vedere il
mio viso diventare paonazzo. Ricordo di aver fatto il morto, con i miei piccoli seni
che sembravano picchi innevati sopra la superficie dellacqua. Jonny mi strinse. Le
sue mani esplorarono il mio corpo. Era piacevole. Ricordo che quando lo toccai lui
chiuse gli occhi ed emise un gemito di piacere. Saremmo potuti rimanere l tutta la
notte, a ritardare ci che entrambi volevamo fare. Immersi nel lago eravamo in una
specie di mondo parallelo, senza nulla alle spalle e nulla davanti a noi. La pioggia
battente e il sibilo del vento coprivano ogni altro suono. Non cera la luna a scintillare
sulla superficie del lago, solo il buio pi completo. La realt era invisibile. Cos come
era invisibile la violenza a cui avevo consegnato mia sorella. Ricordo che ci sdraiam-
mo sulla spiaggia. Niente stelle. La nebbia si alzava dalla pianura come una grossa
nuvola. Ormai la pioggia non era altro che qualche spruzzo sulla pelle. Zanzare affa-
mate cominciarono
a svegliarsi, ronzando, in cerca di sangue. Se non lo avessimo fatto in quel mo-
mento, non lo avremmo fatto pi, per quella notte. Ricordo Jonny sopra di me. Mi
sentivo schiacciare e non mi importava. I nostri baci erano appassionati. Eravamo en-
trambi impacciati. Ricordo di aver spalancato le gambe come ali. Ridevamo e ci di-
menavamo. Io lo aiutai, e dopo la pressione e il dolore, dopo che le nostre mani, piedi
e ginocchia si erano incastrate nel modo giusto, capimmo entrambi che lo stavamo fa-
cendo. A met ci fu una piccola pausa, durante la quale ci guardammo con occhi pie-
ni di stupore. Poi sentii i suoi muscoli irrigidirsi e, mentre succedeva, lo strinsi con le
gambe senza smettere di fissarlo negli occhi. Ricordo che restammo l per un sacco di
tempo. Ricordo sudore e pioggia. Quando lui si stacc, gli mostrai come toccarmi, e
lo guardai mentre lui mi guardava e le nostre dita si muovevano insieme. Chiusi gli
occhi e successe anche a me. Ricordo di aver pensato che il mattino seguente il mon-
do sarebbe stato un posto molto diverso. E, il cielo mi testimone, fu davvero cos.
Parte Seconda
PARLARE CON GLI SCONOSCIUTI
Capitolo 6
Maggie era gi sveglia quando il telefono squill, alle tre del mattino. Era se-
duta con i piedi sollevati su una sedia della cucina, mentre una tazza di t oolong si
raffreddava sul tavolo accanto a lei. Indossava una vestaglia di seta a fiori. Tutte le
luci del piano inferiore erano accese, come se avesse organizzato una festa notturna
ma si fosse dimenticata di mandare gli inviti. Le luci erano lunico modo per infonde-
re calore a quella casa, che Maggie chiamava la casa delle Ombre Oscure. Aveva pre-
so quel nome da una scadente soap opera gotica degli anni Sessanta di cui aveva visto
le repliche. La casa di pietra color vaniglia era di quattro piani, contornati da corni-
cioni ornamentali. Una combinazione di arcate e finestre a volta la facevano somi-
gliare a un castello di Lego progettato da un bambino. Dentro cerano una quantit di
piccole stanze e strisce di polvere ricoprivano i davanzali delle finestre. Maggie ci vi-
veva da sola e ci stava troppo larga. Anche da sposata, non le era mai piaciuto restare
al buio in quella casa. A lei piacevano i locali moderni, ampi e luminosi, tutti vetro e
acciaio cromato. Ora laveva messa in vendita, e aspettava un piccolo rialzo dei
prezzi per accettare unofferta. Una volta venduta la casa, avrebbe acquistato
un appartamento in centro, sul quale aveva gi messo gli occhi. Maggie si svegliava
spesso nel cuore della notte, a lottare contro gli incubi. Lanno appena trascorso era
stato il peggiore della sua vita, culminato in gennaio con lomicidio di suo marito e la
nube di sospetto che era scesa su di lei. Provava ancora un senso di colpa per i nume-
rosi errori e i segreti che avevano temporaneamente compromesso il rapporto tra lei e
Stride e lavevano fatta finire, insieme a Serena, nelle mani di un brutale criminale.
Di giorno le era facile perdonarsi, di notte era unaltra storia. Aveva un portatile acce-
so davanti a s, e stava navigando tra i siti delle agenzie di adozione. Per mesi aveva
pensato di adottare un bambino, ma i tempi e la burocrazia della procedura la intimo-
rivano. Non era sicura di voler aspettare degli anni solo per poi andare incontro a una
delusione. Aveva fatto richiesta a una serie di agenzie internazionali, ma le loro rispo-
ste non erano state incoraggianti. Era una cittadina americana naturalizzata, ma aveva
chiesto asilo politico dopo i fatti di Piazza Tienanmen, e questo, in pratica, escludeva
la possibilit di adottare un bambino cinese. Essendo cinese, inoltre, aveva dovuto su-
bire lostruzionismo razzista di paesi che non ne volevano sapere di dare in affida-
mento un bambino bianco a una donna asiatica. Anche le sue caratteristiche personali
non giocavano a suo favore, persino negli USA. Non era sposata. Aveva passato i
trentacinque anni. Aveva un lavoro in cui la sua sicurezza personale era costantemen-
te a rischio. Lunica cosa a suo vantaggio era laver ereditato milioni di dollari dalla-
zienda di suo marito. I soldi erano sempre un buon lasciapassare.
Quando il telefono squill, Maggie chiuse il portatile. Era Max Guppo. Scusa
per lora le disse. Ero sveglia. Hai detto che volevi essere informata non appena
fosse stato avvistato di nuovo. Il guardone? S. Sono a Gary. Una ragazza ritar-
data lo ha visto fuori dalla sua camera da letto. Sono qui con suo padre, si chiama
Clark Biggs. Maggie appunt lindirizzo con cura. Arriver tra circa unora. Im-
pieg cinque minuti per farsi la doccia, poi indoss una maglietta nera, dei jeans e un
paio di stivali con i lacci e il tacco quadrato. Non perse tempo ad asciugarsi i capelli,
ma li lasci in ciocche bagnate e disordinate. Un piercing con un diamante le brillava
al naso. Prese una giacca di pelle bordeaux dallarmadio, poi usc di casa e sal sulla
Avalanche gialla parcheggiata nel vialetto. Scese la collina percorrendo la 1-35 e im-
bocc lintrico di cavalcavia che portavano nella zona meridionale della citt. Il porto
scintillava al chiaro di luna e le nuvole attraversavano il cielo alla sua sinistra. Nella
zona industriale, dove pennacchi di vapore si levavano in aria, formando draghi bian-
chi stagliati contro il cielo nero, acceler fino a centoventi allora. Gocce di pioggia
picchiettavano sul parabrezza. Imbocc la statale 23 e percorse i venti chilometri di
strada che attraversava i paesini lungo il fiume St. Louis. Oltre la carreggiata si intra-
vedevano basse montagne, coperte di betulle e sempreverdi, attraversate da solchi
chiari, che dinverno venivano ricoperti dalla neve e si trasformavano in piste da sci.
Non erano il massimo, ma per chi amava
lo scialpinismo, lo stato pianeggiante del Minnesota non offriva altro. Clark
Biggs abitava in una cittadina chiamata Gary, una delle numerose piccole comunit
dimenticate dalla generazione dei grandi centri commerciali. La strada principale
sembrava uscita da un film degli anni Cinquanta. Gli edifici in mattoni erano per lo
pi abbandonati. La vernice si scrostava dai vecchi cartelli pubblicitari della Coca
Cola e della Miller High Life. Tra un edificio e laltro cerano spiazzi vuoti dove le
erbacce crescevano tra le crepe del cemento. I bar erano la nuova spina dorsale di
questi centri abitati e, dopo la mezzanotte, tenevano occupata la polizia di Duluth. La
piccola casa di Clark Biggs si trovava a ovest della statale, quasi di fronte alla scuola
elementare della citt, in un complesso a ridosso di un parco alberato. Maggie super
lagglomerato urbano per compiere un giro di ricognizione della scena del crimine e
fin in un parcheggio di camper dallaltra parte del bosco. La foresta si stringeva in-
torno alla comunit di case semoventi su tutti i lati; sarebbe stato facile parcheggiare
una macchina senza che nessuno se ne accorgesse, per poi scomparire tra gli alberi.
Fece uninversione a U e torn al complesso dove viveva Clark Biggs. Le strade e gli
spazi residenziali erano ampi, occupati da case rettangolari a uno o due piani, con i
garage separati. Querce alte e frondose offrivano ombra in abbondanza. Era il tipo di
quartiere in cui le auto e i furgoni non venivano venduti per comprarne dei nuovi: se
ne stavano semplicemente sul prato ad arrugginire. Molte case avevano recinti per te-
nere lontani i daini, ma non quella dei Biggs, che era su un piano solo. Era tinteggiata
di bianco, con cinque scalini in cemento che conducevano alla porta. Dal tetto manca-
vano
alcune tegole. Lampio giardino ospitava alti pini e un salice piangente, e subi-
to dietro cominciava la foresta. Lerba era alta. Per un guardone, quello era un posto
perfetto. Zona tranquilla. Finestre al pianterreno. Una comoda via di fuga offerta dal
bosco. Un quartiere in cui le preoccupazioni pi grandi erano la perdita del lavoro in
fonderia o la possibilit di beccarsi una coltellata in una rissa al bar. Nessuno si pre-
occupava di tirare le tende e abbassare le persiane, perch nessuno andava in giro a
curiosare. Maggie parcheggi sulla strada e Guppo le and incontro. Era sulla cin-
quantina e non era molto pi alto di lei, ma i pantaloni che accoglievano il suo girovi-
ta si sarebbero potuti usare anche come paracadute. Rade ciocche di capelli neri e unti
facevano del loro meglio per coprirgli il cranio. Guppo la inform velocemente sui
fatti. Cosa mi dici delle impronte trovate da Biggs? chiese Maggie. Serviranno a
ben poco rispose Guppo. Quando siamo arrivati la pioggia le aveva gi alterate.
Il guardone si diretto nei boschi? Guppo annu. Abbiamo seguito le tracce fino
agli alberi, e l le abbiamo perse. C un parcheggio di roulotte dallaltra parte del
bosco spieg Maggie. Dobbiamo parlare con i residenti. Bambini compresi. Non
vorrai che svegli della gente per un guardone, vero? No, puoi farlo anche domani.
Voglio sapere se qualcuno ha notato degli estranei, delle macchine, qualunque cosa
fuori dallordinario. Scopri anche quante persone conoscono questa ragazza. Voglio
capire come questo tizio le sceglie. Anche lei bionda, no?
S. Carina? Be, s, ma non di una bellezza adulta. come una
bambina. Capito. Maggie sal gli scalini, facendo rumore con i tacchi squadrati.
La porta non era chiusa a chiave, e Maggie entr dopo aver bussato con le nocche. La
casa odorava di cibo da fast-food. La moquette in salotto era grigia e logora, e le tac-
che e i graffi sui mobili ne rivelavano let. Signor Biggs? chiam. Clark Biggs
emerse dal buio di un corridoio alla sinistra di Maggie, e subito si port un dito da-
vanti alle labbra per zittirla. Finalmente Mary si addormentata. Maggie annu e si
present. Con una rapida occhiata valut il suo interlocutore, che sembrava un tipico
operaio del Minnesota. Grosso e forte, un tipo che mangiava stufato e beveva Bud-
weiser. Stivali slacciati. Vestiti logori. Capelli lunghi color sabbia, con un segno cir-
colare lasciato da un cappellino da baseball. Maggie lesse preoccupazione e stanchez-
za sul suo volto. Si sedettero sul divano malconcio. Come sta? chiese Maggie. E
spaventata a morte rispose triste Clark. Che razza di mostro pu fare una cosa simi-
le a una ragazzina come lei? Capisco come si sente lo rassicur Maggie. Il mio
sergente mi ha detto che Mary mentalmente handicappata, giusto? Clark annu.
Da piccola ha subito un trauma cerebrale. Che cosa successo? domand Mag-
gie.
Alcuni bambini lhanno tenuta sottacqua per troppo tempo. Cos, per gioco.
Fisicamente una normale ragazza di sedici anni, ma il suo livello di apprendimento
quello di una bambina dellasilo. Mi dispiace molto. Non si dispiaccia per me,
signora Bei. Mary la cosa pi bella che mi sia mai successa, e me ne fotto se men-
talmente avr cinque anni anche quando ne compir quaranta. Farei qualunque cosa
per lei. Naturalmente. Maggie decise che Clark Biggs le piaceva. Aveva un debo-
le per gli uomini che si nascondevano dietro una maschera di rudezza. Mary era il
centro delluniverso per Clark, malgrado il dolore, i costi e le difficolt che il suo
handicap gli aveva posto davanti nel corso degli anni. Guppo le aveva detto che Clark
era divorziato, e Maggie immagin che doversi occupare di una ragazza come Mary
fosse pi di quanto un matrimonio pu sopportare. Clark non sembrava il tipo che si
lamenta del destino. Si limitava a tirare avanti e basta. Laltro agente di polizia mi
ha detto che non il primo caso disse Clark. vero? Crediamo che si tratti dello
stesso uomo, s. Nella zona sud della citt e di Superior sono stati segnalati altri nove
casi. Le ragazze sono tutte adolescenti bionde, come Mary. Vuole dire che le sele-
ziona? S, crediamo di s. Chi questo figlio di puttana? quello che dobbia-
mo scoprire. Pu dirmi se conosceva qualcuna delle altre vittime? Maggie ripet a
memoria la lista di nomi. Clark alz le spalle. Katie Larson la figlia di Andy, vero?
Vivono a Morgan Park?
S. Ho conosciuto Andy in chiesa. Katie ha fatto da babysitter a Mary, un
paio di volte. E stato due o tre anni fa. Gli altri nomi non li conosco. Maggie lo an-
not tra i suoi appunti. Anche alcune delle altre ragazze si conoscevano alla lontana.
Due di loro giocavano insieme a calcio. Due andavano a tagliarsi i capelli nello stesso
posto. Altre tre frequentavano lo stesso liceo. Nulla che costituisse un legame solido.
Mary va a scuola? domand Maggie. Clark annu. Frequenta una scuola a Supe-
rior, per i bambini menomati nello sviluppo mentale. Ce la porta mia moglie durante
la settimana. Lei e sua moglie siete divorziati? S, io tengo Mary nei weekend e
Donna il resto della settimana. Una smorfia sul suo volto. Doveva essere un argo-
mento di cui non amava discutere. Potrebbe darmi lindirizzo e il numero di telefono
di Donna? Avr bisogno di parlarle. Clark glieli disse a memoria. Non lho chia-
mata per riferirle laccaduto. Passer da qui domani mattina e voglio dirglielo di per-
sona. Allora prima di parlarle aspetter che labbia fatto lei. Clark annu. Sicura-
mente il sergente Guppo le ha gi fatto alcune di queste domande, ma la prego di ave-
re pazienza prosegu Maggie. Ultimamente ha notato degli sconosciuti aggirarsi in-
torno alla casa? Ha notato auto mai viste prima parcheggiate nel vicinato? Non che
io ricordi. Di recente sono successi fatti strani riguardanti
Mary? O magari sua moglie le ha parlato di problemi verificatisi nel corso del-
la settimana? Clark scosse la testa. Nulla fuori dallordinario. Mary interagisce
con molte ragazze, fuori dalla scuola? No, sta soprattutto con me o Donna. Mag-
gie annu. Le sarei grata se potesse farmi avere una lista delle persone con cui Mary
entra regolarmente in contatto. Uomini e donne. Le persone della scuola. I suoi colle-
ghi di lavoro e quelli di sua moglie. Cose del genere. A causa della sua condizione,
luniverso di Mary sostanzialmente pi piccolo di quello delle altre ragazze vittime
del maniaco, quindi potrebbe essere pi semplice trovare una connessione con le altre
vittime. Le far avere quella lista conferm Clark. So che una domanda imba-
razzante, signor Biggs, ma pu dirmi di pi sul livello intellettivo di Mary? Crede che
potrebbe riconoscere luomo che lha spiata? O potrebbe distinguerlo in una serie di
foto segnaletiche? Non stupida sbott Clark. E solo disabile. Non era mia in-
tenzione offenderla. Voglio soltanto sapere se possiamo contare su di lei come testi-
mone. Non so se ha visto in faccia questo tizio, ma Mary ricorda le cose. Se lo ha
visto riuscir a identificarlo da una foto. Ma non la lascer mai entrare in un tribuna-
le, se questo che ha in mente. Capisco. Le dispiacerebbe se facessi venire un
agente con le foto segnaletiche dei maniaci sessuali della regione gi noti alla polizia?
Per mostrarle a Mary, intendo. Non vorrei traumatizzarla di nuovo disse Clark.
Se lo dovesse vedere tra le foto si spaventerebbe. Potrebbe essere lunico modo
che abbiamo di trovare quelluomo.
Clark sospir. E va bene. Ma voglio essere presente anche io. Naturalmen-
te conferm Maggie, poi aggiunse: Se non le dispiace vorrei tornare anche io, in-
sieme allagente, per parlare di persona con Mary. Da domani star con Donna,
quindi dovr vedersela con lei. Devo confessarle che lidea non mi entusiasma. Non
riuscir a cavare un ragno dal buco, con Mary, e non mi piace che mia figlia parli con
degli estranei. Le prometto che non la far agitare. Non una promessa che pu
mantenere disse Clark. E una ragazzona, ma ha la mente di una bambina. Ha paura
delle cose che non riesce a capire. Posso vederla? chiese Maggie. Come,
adesso? Non per parlarle. Voglio solo vedere che aspetto ha. Clark si accigli.
Non voglio svegliarla. Sar molto silenziosa. Vorrei dare unocchiata anche alla
sua stanza. Clark cedette e la accompagn lungo il corridoio. Nonostante la mole,
camminava sulle assi del pavimento senza produrre alcun rumore. Apr di qualche
centimetro la porta della stanza di Mary e guard allinterno, poi si scost per permet-
tere a Maggie di entrare. Mary dormiva, russando leggermente. Suo padre aveva ra-
gione: era identica a qualunque altra adolescente della sua et. A parte i capelli bion-
di, Maggie non not alcuna caratteristica fisica che la accomunasse con le altre vitti-
me. Era pi corpulenta della maggior parte delle altre ragazze. I suoi capelli erano pi
ricci di quelli delle altre. Era sdraiata a pancia in gi, mezza scoperta. La camicia da
notte si era arrotolata, scoprendo la parte inferiore del suo corpo. Maggie not il ta-
tuaggio di una farfalla sulla spina dorsale. Senza fare rumore controll la finestra.
Con labat-jour accesa, dubitava che Mary potesse vedere bene allesterno. Era quasi
certa che un riscontro fotografico con i responsabili di reati sessuali della zona non
sarebbe servito a niente. Torn con Clark Biggs in salotto. Ho notato che sua figlia
ha un tatuaggio disse Maggie. S, e allora? Niente, ero solo sorpresa. Mary
adora le farfalle. Sua madre pensava che le sarebbe piaciuto farsene tatuare una.
Lhanno fatto senza dirmi niente. Si sarebbe opposto? Clark si accigli. No, non
credo, ma io mi sono fatto tatuare e so che fa un male cane. Nonostante questo, Mary
lo adora. Le piace farlo vedere sollevando la maglietta, per. Lo fa vedere a tutti, e la
cosa non mi piace. Cosa intende dire, a tutti? Se qualcuno passa in macchina
mentre lei in giardino, Mary si solleva la maglietta. Lo stesso dicasi se qualcuno
suona alla porta. Non riesco a farla smettere. Capisco. Credo che per ora sia tutto,
signor Biggs. Spero che prendiate quel bastardo. Fino ad allora dormir sul pavi-
mento in camera con Mary. Non serve lo rassicur Maggie. So che per Mary
stata unesperienza traumatica, ma finita. Fino a che non capiter di nuovo com-
ment Clark. Non credo debba preoccuparsi di una prossima volta. Questo guardone
cambia sempre bersaglio. Vogliamo catturarlo cercando di prevedere chi sar la sua
prossima vittima. Stronzate scatt Clark. Maggie inarc le sopracciglia, sorpresa.
Prego? Voglio dire che gi venuto da Mary. Chi mi garantisce che non
torner? Sta dicendo che stasera non stata la prima volta che Mary ha visto que-
stuomo? Clark scosse la testa. Credo che sia successo anche la scorsa settimana.
Perch non me lha detto prima? Perch non ce lha segnalato? Ho ritenuto che
non ci fosse nulla da segnalare disse Clark. Credevo che Mary avesse fatto un brut-
to sogno. Credevo se lo fosse immaginato. Ma, ora che ci penso, il modo in cui grida-
va: Lui! Lui!, credo che fosse perch quel tipo era tornato. Quel tipo era tornato.
Era la prima volta che succedeva, per quanto ne sapesse Maggie. Nessuna delle altre
vittime aveva riferito di essere gi stata spiata in precedenza. Naturalmente, forse il
guardone aveva avuto fortuna. Forse le vittime non se ne erano accorte. Per Maggie
non la pensava cos. Questo comportamento era nuovo. Nuovo e inquietante. Non le
piaceva.
Capitolo 7 Mercoled mattina Serena prese la macchina e si diresse a ovest,
lungo la Punta. Dopo numerosi giorni di pioggia, le nuvole sul lago si erano diradate,
permettendo al sole di scaldare la citt. Nel calmo porto alla sua sinistra, Serena vide
la sovrastruttura color ruggine di una nave cisterna carica di minerali ferrosi che attra-
versava le acque profonde diretta al ponte mobile. Imprec. Era gi in ritardo per
lappuntamento con Peter Stanhope, e sapeva che ora avrebbe dovuto aspettare altri
dieci minuti prima che il ponte venisse riabbassato. Davanti a lei cerano altre tre
auto. Spense il motore e abbass il finestrino per far entrare la brezza umida, poi si
mise a leggere un tascabile di Louise Penny. Per chi viveva sulla Punta, i ritardi do-
vuti al ponte erano allordine del giorno e bisognava essere preparati. Serena lesse pa-
recchie pagine di Stili Life poi vide la gigantesca imbarcazione scivolare sotto la
campata del ponte. Ogni volta sembrava che le navi passassero al pelo, ed erano uno
spettacolo impressionante, enormi e silenziose. Dopo che la nave e il ponte si furono
salutati con le sirene segnaletiche, Serena riaccese il motore della Mustang e, un paio
di minuti pi tardi, attravers Canal Park diretta verso il centro della citt.
Lo studio legale di Peter Stanhope occupava gli ultimi due piani del Lonsdale
Building, nella zona commerciale di Superior Street, tra le banche, i broker, gli avvo-
cati e gli impiegati statali che costituivano il cuore pulsante della citt. La facciata era
in mattoni rossi, elegantemente lavorati, e le linee del tetto ricordavano lo stile dori-
co. Ledificio era pi basso rispetto agli altri che lo circondavano e risaliva al 1894.
Peter avrebbe potuto scegliere una collocazione pi esclusiva, nella torre di vetro di
un edificio appartenente a una banca, un isolato pi a est, ma aveva spiegato a Serena
che preferiva avere lufficio pi vicino a un passato affascinante, quando la citt,
come suo padre, era ricca e prosperava. Serena mise i soldi nel parchimetro e attra-
vers di corsa il traffico su Superior Street. Indossava pantaloni neri a righe che ac-
centuavano la lunghezza delle sue gambe, scarpe a punta con il tacco e una camicetta
di seta turchese. Teneva i capelli scuri sciolti, liberi sulle spalle. Portava una sottile
ventiquattrore bordeaux e si sentiva vestita come una donna in carriera. Era una stra-
na sensazione. Quando faceva la poliziotta a Las Vegas indossava dei jeans attillati,
magliette senza maniche e teneva il distintivo appeso alla cintura. Prese lascensore
che lavrebbe portata allultimo piano alle dieci e dieci. Era preoccupata per il ritardo,
ma si rilass quando la segretaria le disse che Peter era in riunione e avrebbe tardato
almeno altri venti minuti. Serena si accomod su una poltroncina, poi si alz e prese a
camminare avanti e indietro, irrequieta, nella sala dattesa. Larredamento dellin-
gresso era antico e costoso. La parete era ornata da fotografie in bianco e nero che ri-
traevano il padre di Peter e gli edifici del dopoguerra, le
navi e le carrozze ferroviarie della Stanhope Industries. Serena not anche im-
magini pi moderne e alcune con titoli di giornale incorniciati, che conclamavano le
vittorie pi importanti dello studio di Peter. Una volta aveva vinto una causa per qua-
ranta milioni di dollari come risarcimento esemplare da un fabbricante delle Twin Ci-
ties per uno stent coronarico difettoso. Unaltra volta venti milioni di dollari in segui-
to a un incidente di uno scuolabus in cui un bambino aveva perso la vita. E cos via.
Peter e soci, specializzati nel settore infortuni, sembravano una squadra inarrestabile.
Serena si chiese, e non per la prima volta, cosa ci facesse in quel posto. Era una ex
detective della Omicidi, e ora uninvestigatrice privata. Faticava a immaginarsi come
dipendente di uno studio legale, anche se il suo lavoro non sarebbe stato molto diver-
so da quello che svolgeva attualmente. Avrebbe continuato a interrogare vittime e te-
stimoni. Avrebbe condotto indagini allinterno di aziende per scoprire cose che i diri-
genti volevano tenere nascoste. Era comunque un lavoro investigativo. Temeva che
non sarebbe stato emozionante come quello sulla strada, ma lesperienza dellinverno
precedente le aveva fatto passare la voglia di essere continuamente in pericolo. Per
almeno un anno o due voleva fare un passo indietro e riconsiderare la propria vita.
Lopportunit era comparsa dal nulla. Due mesi prima, Peter Stanhope aveva letto un
articolo sul giornale di Duluth che parlava del passato di Serena come detective a Las
Vegas. Laveva chiamata per offrirle un incarico freelance: Serena avrebbe dovuto
trovare le prove di fatturazioni fraudolente in un ospedale delle Twin Cities. Nel cor-
so delle sei settimane successive, Serena era entrata in contatto con due infermiere e
un contabile, che le avevano fornito delle carte con
cui gli avvocati di Peter avevano potuto avanzare una richiesta di patteggia-
mento e giungere rapidamente a un accordo. Peter rimase talmente colpito che la set-
timana seguente laveva chiamata per offrirle un lavoro stabile allinterno dello stu-
dio. Quando ne aveva parlato con Stride, Serena era rimasta confusa davanti alla sua
riluttanza, perch anche lui aveva espresso il desiderio che lei intraprendesse un lavo-
ro meno pericoloso. Ora che conosceva il passato che lui condivideva con Peter, lo
capiva meglio. Anche la sua eccitazione iniziale si era placata. Alle dieci e quaranta-
cinque un assistente laccompagn nellufficio di Peter, sul retro delledificio, da cui
si godeva una spettacolare vista sul lago. Come nel resto dello studio, anche larreda-
mento nellufficio di Peter sembrava uscito dagli anni Cinquanta. Serena pens che,
in un certo senso, Peter stesse cercando di essere allaltezza del nome di suo padre.
Non era sicuramente facile vivere allombra di un gigante dellindustria. Serena tro-
vava quantomeno curioso che, dopo la morte di Randall Stanhope, la prima cosa che
Peter aveva fatto era stato vendere lazienda di famiglia. Peter gir intorno alla scri-
vania, le strinse la mano con vigore e disse: Serena, scusi se lho fatta attendere.
Questo quello che si definisce orario da avvocato. Siamo sempre in ritardo su tut-
to. uno dei rischi della professione. Non c problema rispose Serena. Lui fece
un gesto in direzione del tavolo rotondo in quercia accanto alla finestra. Prego. Si
sedettero entrambi. Dietro la spalla di Peter, Serena not una fotografia di Randall
Stanhope insieme al figlio, che al tempo aveva circa dieci anni, in piedi sul ponte mo-
bile sopra il canale. Peter se ne accorse.
Quella una delle poche foto in cui ci siamo entrambi le raccont. Randall
non trascorreva molto tempo con me. Chiunque dica che quelli erano tempi pi facili
non sa quanto lavorasse duro. Mi sorprende un po il fatto che ora lei sia un avvo-
cato e non lamministratore delegato della Stanhope Industries comment Serena.
Ho avuto locchio lungo rispose Peter. I guadagni facili nellindustria dellacciaio
erano finiti e non sarebbero tornati. Troppa concorrenza dallestero. Quando Randall
mor, pensai che sarebbe stato pi giusto che fosse qualcun altro a portare lazienda al
fallimento. E cos andata. E cos ha deciso di diventare un avvocato. S. Proba-
bilmente Randall si star rivoltando nella tomba. Lui odiava gli avvocati. Per me, in-
vece, un processo la sfida pi esaltante. Poi aggiunse: Gradisce un caff?. S,
grazie. Peter torn alla sua scrivania per chiamare la segretaria. Questa era solo la
seconda volta che Serena incontrava Peter Stanhope di persona. Peter era uno che
amava ostentare la propria ricchezza. Indossava una giacca satinata color antracite
che luccicava alla luce del sole, un paio di scarpe lucidate a specchio e una cravatta di
seta color ambra con un fazzoletto coordinato, un orologio di Tiffany, e gemelli in ar-
gento con sopra incise le sue iniziali. Con i tacchi, Serena era circa cinque centimetri
pi alta di Peter. Lui era attraente, con una corporatura robusta e muscolosa, il mento
pronunciato, il naso scottato dal sole e il volto punteggiato da lentiggini. Portava oc-
chialini tondi con una sottile montatura di rame. I capelli grigi erano pettinati allin-
dietro. Come Stride, si avvicinava alla cinquantina.
Serena era convinta che lintelligenza di una persona andasse ricercata negli
occhi, e quelli di Peter erano svegli. Aveva un atteggiamento tranquillo e sicuro di s,
come una persona perfettamente a proprio agio. Nonostante questo, non si pu avere
cos tanta ricchezza e successo senza trasudare un po di arroganza. Di tanto in tanto
Peter sorrideva con aria compiaciuta, e Serena scorgeva il ragazzino presuntuoso fare
capolino dal suo passato. Sapeva che gli avvocati erano specializzati nellindossare
delle maschere, e si chiedeva quale fosse il vero Peter, se labile professionista o la-
dolescente arrogante. Probabilmente tutti e due. Ha pensato alla mia offerta? le
chiese tornando a sedersi. S, e la sto ancora valutando. Spero che non sia un proble-
ma. Naturalmente no. Si prenda tutto il tempo che le occorre, ma non un minuto di
pi. La voglio qui con me. Sono convinto che svolgerebbe un ottimo lavoro. Inoltre,
il compenso sarebbe molto pi alto di quanto lei abbia mai guadagnato come detecti-
ve o come investigatrice privata. Non ci vuole molto rispose lei, sarcastica. Ha
detto che voleva parlarmi. Immagino abbia delle domande. S, ma non riguardano
il lavoro. Ah no? Mi chiedevo se si ricorda di una ragazza di nome Tish Verdu-
re chiese Serena. Peter inclin la sedia allindietro e arricci le labbra. Tish Verdu-
re. Sono sicuro che al liceo ci fosse una ragazza di nome Tish. Infatti.
Be, e allora? tornata in citt. Sta scrivendo un libro sullomicidio di Lau-
ra Starr. Peter si rabbui. Immagino quindi che lei abbia sentito delle storie sulla
mia adolescenza. Gi. Storie che le hanno fatto dubitare di voler lavorare per un
uomo come me. S, cos ammise Serena. Peter rimise in posizione la sedia e si
chin in avanti. Apprezzo la sua sincerit, e cercher di essere sincero anchio. In-
nanzitutto, chiariamo una cosa. Non mi scuser per chi sono o chi sono stato. A scuo-
la ero uno stronzo, e molte persone le diranno che lo sono ancora. Probabilmente tra
queste ci sono parecchie donne con cui sono uscito. Pi o meno quello che ho
sentito dire. Peter fece spallucce. Non mi sorprende, ma me ne frego di ci che
pensa la gente. Ascolti, a quel tempo Randall aveva pi soldi del diavolo, e io pensa-
vo che questo mi desse il diritto di potermi comportare da padrone del mondo. Ero
sveglio, ma a scuola combinavo poco. Mi portavo a letto tutte le ragazze che potevo.
Ero un figlio di puttana arrogante. Sta cercando di farmi apprezzare la sua onest?
Niente affatto. Glielho detto, niente scuse. Io sono fatto cos. Lei sa che il mio
compagno Jonathan Stride disse Serena. Certamente. Al tempo della scuola non
conoscevo bene il tenente Stride, e non lo conosco bene neppure adesso. Ma, da quel-
lo che ricordo, probabilmente non ha unopinione molto alta di me. Si potrebbe
metterla in questi termini.
Okay, ma ora vengo al punto. Non ho ucciso io Laura Starr. Chi stato?
La polizia pensa si sia trattato di un vagabondo. E lei la pensa allo stesso modo?
So solo di non essere stato io. Fu uccisa con la sua mazza da baseball. Questo
non dimostra nulla. La mazza era rimasta sul campo e chiunque avrebbe potuto rac-
coglierla. La segretaria di Peter buss alla porta ed entr portando una piccola caf-
fettiera color argento e due tazzine di porcellana. Vers il caff e se ne and senza
dire una parola. Serena lo assaggi e riconobbe il sapore forte del caff di Starbucks.
Quindi immagino che questa scrittrice, questa Tish, mi abbia preso di mira disse
Peter. Vuole inchiodarmi per lomicidio. Sicuramente lei sulla sua lista. Sa, la
pubblicit negativa non mi preoccupa. Ne ricevo in continuazione. Per detesto che
vecchie dicerie vengano usate contro di me. Non so se possiamo catalogarle come
semplici dicerie ribatt Serena. Stride mi ha detto che lei era tra i sospettati. C chi
sostiene che Ray Wallace abbia volontariamente deviato le indagini lontano da lei.
Ray, come poliziotto, era una figura problematica. Lo sappiamo entrambi. Alcuni
anni dopo, fu costretto a dimettersi da capo della polizia per unaccusa di corruzione
in cui era coinvolta la Stanhope Industries gli fece notare Serena. E successo molto
tempo dopo che avevo venduto lazienda. S, ma i rapporti tra la societ e Ray ini-
ziarono quando Randall, suo padre, era ancora vivo.
Posso solo dirle che, se Ray mi ha aiutato dietro le quinte, non cera alcun bi-
sogno che lo facesse. Ero e resto innocente. Serena si accigli. Peter era convincen-
te, ma vendere storie a una giuria era il suo mestiere. Mi dica cosa ricorda di Tish
Verdure chiese linvestigatrice. Peter sorseggi il caff. Ricordo che lei e Laura
erano culo e camicia. Entrambe bionde, molto carine. Lei uscito con Tish? do-
mand Serena. Diciamo che ci ho provato. A quel tempo ci provavo con tutte le
bionde con un bel paio di tette. Lo faccio ancora. Tish mi disse di no. Un rifiuto sec-
co. A lei? Peter sorrise. Serena vide il ragazzo presuntuoso balenare nel suo
sguardo. Buffo, eh? Be, Tish era una ragazza strana. Laura era praticamente la sua
unica amica. Non aveva il padre e avevano sparato alla madre. Una vita dura. Serena
sollev una mano. Aspetti un attimo, hanno sparato alla madre di Tish? Proprio
cos. Com successo? Peter sorrise. Lavorava come cassiera in una banca del
centro. Ci fu una rapina che and a finire male. La madre di Tish era uno degli ostag -
gi che non ce la fecero. Quando successo? Non ricordo. Molto prima del liceo.
Probabilmente Tish non aveva ancora tredici anni. Io lo sapevo solo perch i ragazzi-
ni parlano parecchio. Tutti si chiedevano perch Tish fosse cos introversa, e la storia
di sua madre si diffuse in fretta. Come ho detto, era una ragazza strana. Ma lei ci
ha provato comunque con Tish.
Ero schiavo della mia libido disse Peter. Certe cose non cambiano. Quale
fu la prima con cui ci prov? Tish o Laura? Tish, in effetti. E quando le disse di
no, lei si gett sulla sua migliore amica? Qualcosa del genere. Serena scosse la te-
sta. Ha ragione, Peter. A quel tempo era proprio uno stronzo. Non ho mai detto il
contrario. Le ha dato fastidio essere respinto da Tish? Niente affatto. Immagi-
no che non fossero molte le ragazze che le dicevano di no. E proprio per questo che
non mi ha dato fastidio spieg Peter, accennando un sorriso. Ho sentito dire che
quellestate Tish e Laura litigarono pesantemente. Era lei il motivo del litigio? Io?
Non riesco a immaginare il perch. Be, in quel periodo lei usciva con Laura, no?
Peter fiss Serena. Bevve un altro sorso di caff. Giusto. Quindi forse a Tish non
piaceva questo fatto. Se le cose stavano cos, io non ne ho mai saputo niente.
Come ha conosciuto Laura? Al penultimo anno di scuola frequentavamo insieme
il corso di geometria della signorina Mathisen. Cera anche Tish. Tish ha detto che
Laura lha lasciata dopo un paio di appuntamenti perch lei, Peter, voleva fare sesso e
Laura non era daccordo. Ha detto cos? Be, si sbaglia, ma del resto successo un
sacco di tempo fa.
C qualche motivo per cui Laura avrebbe voluto tenere segreta la vostra rela-
zione? Non ne ho idea, ma anche lei stata unadolescente. Non tipico delle ra-
gazze adolescenti comportarsi cos? Certe volte. Serena voleva fargli altre doman-
de sulla notte in cui Laura era stata uccisa, ma sapeva che Peter le aveva gi detto tut-
to quello che era disposto a rivelarle. Ora toccava a Jonny. Era lui il poliziotto, non
lei. Non pi. La ringrazio per avermi consentito di farle tutte queste domande gli
disse. Forse in cuor mio sono ancora una detective. per questo che voglio assu-
merla. Lo so. Le far sapere al pi presto riguardo al lavoro. Forse io la contatte-
r ancora prima disse lui. Come mai? Ho un altro lavoro freelance da proporle.
E di cosa si tratta? domand Serena. Be, se Tish porter avanti questa storia del
libro, potrei avere qualche problema con i media. Andranno a rivangare vecchie men-
zogne. Mi serve il suo aiuto. Cosa posso fare? Pu scoprire chi ha ucciso Laura
disse Peter. Oppure, se non ci riesce, pu dimostrare che non sono stato io.
Capitolo 8 Tish era in ritardo. Stride era seduto su una panchina di pietra tra i
roseti di Leif Erickson Park. Stava mangiando un panino al roast beef e aspirando la-
roma delle rose rosse, gialle e bianche tuttintorno a lui. Poco distante, un gazebo
bianco si affacciava sul lago, su una sporgenza adiacente al camminamento in legno
che seguiva il bordo della scogliera e scendeva fino alla riva di Canal Park. Allora di
pranzo, quando il cielo era limpido, il parco era affollato di persone che facevano pic-
nic sullerba e ammiravano i fiori. Vide Tish arrivare dallaltro lato di London Road e
scendere da una Honda Civic blu marino. La donna si ferm per lasciar passare un
furgone di una ditta di consegne, poi attravers la strada. Rivolse un cenno di saluto a
Stride e lo raggiunse percorrendo il sentiero di ciottoli che attraversava il parco.
Ciao lo salut con il fiato corto, poi si sedette. Non aveva portato il pranzo con s,
ma solo un caff da asporto. Indossava occhiali da sole, una maglietta bianca dellu-
niversit della Georgia e pantaloni grigi di una tuta. Ai piedi portava un paio di Nike,
senza calzini. Ciao, Tish.
Scusa per il ritardo. Ero al catasto e ho dovuto aspettare per usare la fotoco-
piatrice. Cosa ti serviva? chiese Stride. Fotografie aeree della citt della fine de-
gli anni Settanta. Per il libro? Tish annu. Volevo vedere esattamente che aspetto
avesse il terreno a quei tempi. Oggi, il giornale di Duluth ha pubblicato un articolo
su di te e il tuo libro disse Stride. S, pensavo che sarebbe potuto servire a stanare
un po di gente che ricordi cosa successe allora. Per ora non ne ho trovata molta.
Avvisare non sarebbe stato male disse Stride Sto ricevendo un sacco di telefona-
te. Hai ragione, scusa. Non ci avevo pensato. Stride diede un altro morso al pani-
no e non rispose. Guard il furgone che Tish aveva lasciato passare ripercorrere Lon-
don Road nella direzione opposta e fermarsi in divieto di sosta di fronte a loro. Ho
sentito delleffrazione nel tuo appartamento riprese. I poliziotti che sono venuti
pensano che siano stati solo dei teppistelli. Probabilmente cos la rassicur Stri-
de. Forse ti hanno vista arrivare e hanno sperato in un colpo facile. In quelle case sul
lungolago in genere ci va la gente con i soldi. Tish alz le spalle. Io non sono cos
fortunata. Sto scrivendo un articolo su Duluth per una rivista svedese, e lagenzia pro-
prietaria delledificio mi lascia usare lappartamento per lestate. E uno dei vantaggi
del mio mestiere. Stiamo ancora indagando, ma sembra che non sia stato portato
via nulla.
S, il portatile lavevo in macchina disse Tish, poi aggiunse: Comunque
non credo che siano stati dei ragazzi. No? Credo che qualcuno voglia spaventar-
mi. Per via del libro? S. Penserai che sono paranoica. Un po ammise Stride.
Sono passati trentanni, Tish. La donna non rispose. Parlami della vita di una
scrittrice di viaggi disse Stride, cambiando argomento. Deve essere affascinante.
Non come pensi. A volte mi sento senza fissa dimora. Non faccio in tempo a inna-
morarmi di un posto che gi me ne devo andare. Qual stato quello che hai apprez-
zato di pi? Tish soffi sul caff e ne bevve un sorso. Il Tibet. Adoro le montagne,
ma non avrei mai potuto viverci. Perch no? Per via dellaltitudine. La detesto.
Da sempre. Una volta mi tocc attraversare un ponte di corda sospeso sopra un ca-
nyon; giuro che dovettero darmi dei tranquillanti e trascinarmi di peso mentre tenevo
gli occhi chiusi. Stride rise. E tu? domand Tish. Di cosa hai paura? Io? Non
lo so. Andiamo, ci sar pure qualcosa disse Tish. O i duri come te non si spaven-
tano mai? Ho paura di un sacco di cose.. Per esempio? La perdita. Lei lo
guard. Ti riferisci al fatto che hai perso Cindy?
Mi riferisco a ogni tipo di perdita. Odio le conclusioni, gli addii, i funerali e
tutte le cose di questo genere. La fine dei libri, dei film. La conclusione delle vacan-
ze. Mi piace quando le cose vanno avanti, ma non succede mai. E tu e Serena?
chiese Tish. Cosa vuoi sapere? Voi due andrete avanti? Stride si accigli. Per-
ch ti interessa? Vuoi farci diventare personaggi del tuo libro? No, non questo.
Penso spesso a te e a Cindy, e mi chiedevo se Serena ti rendesse felice. S, mi ren-
de felice tagli corto lui. Scusa, un discorso troppo personale? Stride alz le
spalle. Questo il Minnesota, Tish. Noi parliamo del tempo e della squadra dei
Twins. Non facciamo discorsi pi personali di questi. Oh, dimenticavo disse Tish,
poi aggiunse: Bella giornata. Gi. E come vanno i Twins? Questo potrebbe
essere il loro anno. Hai ragione, cos va meglio ammise Tish con un sorriso. Stri-
de le strizz locchio e fin il suo sandwich. Accartocci linvolucro, si alz, e lo de-
posit in un cestino a pochi metri di distanza, poi torn alla panchina e si sedette di
nuovo accanto a Tish. Aspetti un pacco? le chiese. Cosa? Fece un cenno verso il
furgone della ditta di consegne parcheggiato in divieto di sosta a cinquanta metri da
loro. Lautista di quel furgone ti tiene docchio. Quando sei arrivata aveva seguito la
tua macchina.
Tish guard con attenzione. Vide un volto al finestrino che subito si ritrasse.
Luomo portava ampi occhiali da sole e aveva la testa rasata. Non puoi intervenire?
chiese. Posso fargli una multa. Tish pos il caff e si tolse gli occhiali. Aveva il
volto teso. Lo riconosci? chiese Stride. Non mi pare. Sa che labbiamo sgama-
to. Il motore si avvi con un ruggito. Il furgoncino part di scatto e prosegu verso
nord, lungo London Road. Tish rimase a guardare finch non scomparve dietro una
fila di edifici in mattoni. Pensi ancora che sia paranoica? chiese a Stride. Stride non
era sicuro di come rispondere. Avevi gi visto quel furgone? Ora che ci penso,
forse negli ultimi due giorni lho notato un paio di volte. Forse non nulla, ma far
un controllo con la compagnia di spedizionieri disse Stride. Grazie. Non sono
stato con le mani in mano durante queste due settimane aggiunse Stride. Volevo
chiamarti solo quando avessi avuto qualcosa di concreto da dirti. Hai avuto i risul-
tati di quei test del dna? Stride annu. Sono arrivati stamattina dal laboratorio.
E? Lui scosse la testa. Mi dispiace. Non c nessuna corrispondenza. Abbiamo
prelevato il dna dalla linguetta della lettera spedita a Laura, e abbiamo trovato un
campione accettabile. Quando labbiamo confrontato con i database nostri e dellFBi,
non abbiamo ottenuto nulla. Chiunque sia o sia stato, non nei nostri file. Merda.
Non ci contavo molto. Lascia che ti chieda una cosa disse Tish. Il dna di Peter
Stanhope incluso in qualche database? Ne dubito. Quindi potrebbe trattarsi del
suo dna senza che noi abbiamo modo di verificarlo. Certo. Non possiamo fare in
modo che un tribunale richieda un campione del suo dna? sugger Tish. Non senza
un motivo plausibile disse Stride. Dovremmo avere qualcosa di specifico che lo le-
ghi allomicidio. Laura stata uccisa con la sua mazza da baseball protest Tish.
Questo potrebbe servire se lomicidio fosse avvenuto la settimana scorsa e se avessi-
mo ancora quella mazza. Dopo trentanni, nessun giudice pronuncerebbe una delibera
con quello di cui disponiamo. E questo perch Peter Stanhope ha pi soldi di Dio
in persona. Francamente, s. Mi dispiace, Tish, ma qui ci sono certe realt a cui non
si sfugge. Tish osserv lacqua blu e calma del lago. Una leggera brezza le soffiava
tra i capelli. Non riesco a credere che non ci sia nulla che possiamo fare. Deve pur
esserci un modo per ottenere un campione di dna da Peter. C dellaltro prosegu
Stride. Altre cattive notizie. Di che si tratta? Questo non lo potrai mettere nel
libro.
Okay, dimmi. Sulla scena del crimine era stato rinvenuto altro materiale
genetico. Non lontano dal cadavere cera dello sperma. La polizia ha tenuto segreto
questo particolare. Ce lavete ancora? Il campione intatto? Stride annu. Lho
controllato di nuovo. Lavevo gi fatto a suo tempo, ma ai database vengono aggiunte
nuove persone ogni anno. Non cambiato nulla: nessuna corrispondenza. Puoi
confrontare il dna dello sperma con quello ritrovato sulla lettera? propose Tish. E
qui che arrivano le cattive notizie. Cosa vuoi dire? Ho gi fatto il confronto. I
due dna non corrispondono. Gi, davvero una brutta notizia convenne Tish, ag-
grottando la fronte. Infatti. Anche se riuscissimo a ottenere una corrispondenza, que-
sto significherebbe solo che cera anche unaltra persona presente sulla scena del cri-
mine. Il pubblico ministero non presenterebbe mai delle accuse contro nessuno a
meno che non riusciamo a identificare la persona a cui appartiene quello sperma.
Avete il dna di Dada? No. Quindi potrebbe trattarsi di lui. Sappiamo che quella
notte era nei boschi. Forse ha visto chi ha ucciso Laura. Probabilmente lha uccisa
lui stesso le ricord Stride. Non dimenticare che sulla mazza cerano le sue im-
pronte. E poi, sono solo congetture. Non sappiamo chi fosse Dada n dove sia andato.
Dopo trentanni, probabilmente morto. Laspettativa di vita per i barboni come lui
non molto lunga.
Ricordi qualcosa che potrebbe aiutarci a localizzarlo? Ne sai quanto me.
Era un rasta. dreadlocks, cappello giamaicano, hai presente, no? Probabilmente oggi
avrebbe un aspetto molto diverso. Per non era vecchio, no? No. Intorno ai ven-
tanni, forse. Quindi potrebbe essere ancora vivo. Avresti pi possibilit di tro-
vare Amelia Earhart. Stride sent il rumore di un motore provenire dalla strada e si
gir per guardare. E tornato disse. Chi? Il tuo ammiratore. Lo stesso furgone
di poco prima era parcheggiato dallaltra parte di London Road, vicino alla Civic di
Tish. Stavolta la portiera si apr e scese un uomo. Attravers la strada e and dritto
verso di loro. Era alto e molto magro, con gambe come matite. Indossava luniforme
della compagnia di spedizioni: camicia a maniche corte, pantaloncini e scarpe da ten-
nis bianche. Lhai gi visto? chiese Stride. Tish si morse un labbro. No. Mentre
lautista si avvicinava, Stride not in lui i segni dellinvecchiamento e di una vita sre-
golata. Aveva laspetto di un beone incallito. Doveva essere poco oltre i quaranta, ma
la pelle sul cranio calvo era macchiata, e sulle guance e ai lati del naso aveva una ra-
gnatela di capillari rotti. Si tolse gli occhiali da sole, scoprendo occhi azzurri e arros-
sati. Le sopracciglia bionde erano tagliate corte. Aveva un volto lungo e sottile.
Tish? esord, ignorando Stride. Sei tu? Lei esit. S, sono io. Avevo sentito
dire che eri tornata in citt. Ci conosciamo?
Sono Finn Mathisen. Ne passato di tempo. Non ho pi laspetto di una vol-
ta, ma questo vale per tutti, no? Ti ricordi, avevo lunghi capelli ricci. Oh, Finn, cer-
to, scusa disse Tish. Dal tono di voce sembrava lo avesse riconosciuto davvero.
Come stai? Tiro avanti. Ho detto a Rikke che eri tornata, e lei mi ha preso per
pazzo. Ma invece eccoti qui. Gi, eccomi qui disse Tish. Ho sentito del libro che
stai scrivendo. Proprio cos. Mi chiedevo se uno di questi giorni potremmo usci-
re a pranzo o a cena. Sai, per parlare di Laura e dei vecchi tempi. Mi piacerebbe mol-
to. Tish esit un istante, poi disse: Certo, perch no. Hai un numero di cellulare
o un recapito? Certamente. Aspetta disse Finn. Estrasse una penna dalla tasca e
premette il pulsante per fare uscire la punta. Scrisse TISH sul palmo della mano.
Spara. Lei disse il numero e lui se lo scarabocchi sulla mano. Ti chiamer le
disse. Daccordo. Ti trovo in gran forma, Tish. Grazie. Finn torn al furgone
senza dire una parola a Stride. Mise in moto e si allontan, salutando Tish dal fine-
strino aperto. Tish rispose con un cenno. Un vecchio amico? chiese Stride. Pi
amico di Laura che mio. Sembra che abbia avuto una vita dura. S, neanche allo-
ra se la passava troppo bene. Sua sorella maggiore, Rikke, era la nostra insegnante di
matematica. Aveva chiesto a Laura di seguire il fratello. Finn
era un tossico messo piuttosto male. Avevano perduto entrambi i genitori.
Stride annu. Mi ricordo di Rikke Mathisen. Era uninsegnante molto attraente, la
classica bionda nordica. I ragazzi del liceo avevano tutti una cotta per lei. A me
non piaceva come persona, ma a Laura s prosegu Tish. Io ero indipendente, ma a
Laura serviva il surrogato di una madre. Pensavo che Rikke fosse gentile con Laura
solo per ottenere il suo aiuto con Finn, e la cosa mi irritava. Perch? Lhai visto
anche tu. Finn aveva dei grossi problemi. Laura aveva la sindrome della crocerossina,
ma era piuttosto ingenua. Le dicevo sempre di non trascorrere cos tanto tempo con
lui. Le dicevi le stesse cose su Peter Stanhope? chiese Stride. S. Solo che lei
non ti ascoltava. Tish scosse la testa. Invece s. Laura lasci Peter, e lui mente
quando afferma che segretamente stavano insieme. Questo non possiamo provarlo
in alcun modo. Possiamo, invece, con il dna di Peter insistette Tish. Se tu lo
avessi, grazie a quello trovato sulla lettera potresti dimostrare che perseguitava Lau-
ra. A Stride non piacque quello che le lesse negli occhi. Lascia che ti dia un consi-
glio, Tish. Da poliziotto. Se vuoi scrivere un libro fallo, ma se vuoi infilarti in unin-
dagine di polizia, allora sappi che potresti finire in grossi guai. Quindi non fare stupi-
daggini.
Capitolo 9 Mentre tornava al municipio, Stride controll i messaggi sulla se-
greteria telefonica e ne trov uno piuttosto urgente del nuovo procuratore della contea
di St. Louis. Parcheggi nel solito posto dietro ledificio ma, anzich dirigersi al suo
ufficio in municipio, and al tribunale e con lascensore sal al quinto piano. Le porte
a vetri dellufficio del procuratore erano a destra appena usciti dallascensore. Chiese
alla segretaria di informare Pat Burns che lui era arrivato. Pat aveva assunto quel ruo-
lo da poco tempo. Il procuratore precedente, Dan Erickson, aveva dato le dimissioni
in seguito a uno scandalo avvenuto nel corso dellinverno. Stride e Dan erano stati
nemici per anni, e per il tenente era stato un sollievo toglierselo di torno. La commis-
sione della contea aveva impiegato mesi a nominare un sostituto, e alla fine aveva
scelto Pat Burns, che era una delle principali associate della succursale di Duluth di
uno studio legale delle Twin Cities. Aveva svolto il suo praticantato occupandosi di
crimini relativi allo spionaggio aziendale e aveva trascorso parecchi anni nellufficio
del procuratore di Chicago, prima di trasferirsi nel Minnesota. Era sveglia e sapeva
fare il suo mestiere.
Stride si chiedeva come mai avesse rinunciato a centinaia di migliaia di dollari
lanno per perseguire stupratori e pedofili, ma sapeva che la risposta era costituita da
una sola parola. Politica. Come tutti quelli che si accomodavano sulla poltrona del
procuratore di contea, anche Pat puntava a cariche pi alte. La cosa non infastidiva
Stride, anche se significava che ogni decisione sarebbe stata valutata attraverso le len-
ti della raccolta di voti e fondi. Attese venti minuti prima che la porta si aprisse. Pat
Burns stava leggendo dei fogli in una cartelletta e sollev lo sguardo sopra i mezzi
occhiali. Salve, tenente. Entri pure. Stride era gi stato l due settimane prima, per
una visita di cortesia. Allora lufficio era ancora identico a come lo aveva lasciato
Dan Erickson. Adesso invece il tocco maschile era stato cancellato. Larredamento
pesante scelto da Dan era sparito. Pat preferiva il vetro e lacero danese. Le pareti di-
pinte di fresco illuminavano la stanza di un morbido color pesca. La vecchia moquet-
te era stata tolta e sostituita da un tessuto pi leggero. Lufficio odorava di rinnova-
mento, come una casa nuova. Molto carino comment Stride. Grazie. Ho tenuto
la bottiglia di Bombay di Dan, se le piace. Io preferisco lo Chardonnay. Sono a po-
sto cos. Le spiace se io bevo qualcosa? Faccia pure. Dopo la laurea in giuri-
sprudenza ho fatto un praticantato di due anni a Londra. L ho preso labitudine euro-
pea di pranzare bevendo vino e non lho pi perduta. Appoggi la cartelletta sulla
scrivania e si tolse gli occhiali da lettura. Apr un frigo in acciaio, ne estrasse una bot-
tiglia gi aperta e vers del vino bianco in un piccolo calice. Ne bevve un sorso e con
un cenno invit Stride a sedersi su un divano in microfibra color sabbia, collocato
contro la parete. Sopra il divano, su una mensola in legno, faceva bella mostra di s
una scultura darte moderna in acciaio su una base di roccia lavica. Stride indossava
jeans, una giacca sportiva e stivali neri, ma sentiva che non era labbigliamento giusto
per quellufficio. Pat indossava pantaloni color panna di sartoria, una giacca e una
blusa bianca. Una collana di quadrati metallici intrecciati tra loro ondeggiava sopra la
scollatura. I suoi capelli castani erano morbidi e ben pettinati, e le ricadevano sulla
fronte come unonda. Era alta e snella, e dal suo profilo personale Stride sapeva che
aveva compiuto quarantanni in gennaio. Pat si sedette allaltra estremit del divano e
incroci le gambe. Poggi il calice su un ginocchio e inclin la testa verso i fogli sul-
la scrivania. La vedova di quel giocatore di golf ucciso da un fulmine il mese scorso
far causa alla contea gli disse. E perch la morte di suo marito dovrebbe essere
colpa nostra? Infatti non lo , ma ogni giorno nasce una nuova teoria di responsabi-
lit legale. I giocatori di golf sono come parafulmini ambulanti disse Stride.
Ogni estate ne restano fulminati un paio. Esatto. Lui si trovava su un campo da
golf della contea, e lavvocato della vedova sostiene che non abbiamo adottato misure
sufficienti per fornire riparo da una minaccia inevitabile ma prevedibile. Che ne
pensa di un segnale di pericolo con un ritratto di Ben Franklin? sugger Stride.
Non incoraggiamoli rispose Pat, sorridendo. Poi aggiunse: Comunque, pas-
siamo alle questioni di polizia. Maggie ha fatto qualche progresso sul caso del guar-
done?. Ancora nulla. Non ha pi colpito, dopo il caso di quella ragazza disabile a
Gary un paio di settimane fa. Teniamo unauto civetta vicino alla casa della ragazza
parecchie ore per notte, nel caso gli tornasse voglia di farsi vedere. Lo ritiene pro-
babile? Il padre della vittima crede che labbia gi spiata in precedenza. Forse il
nostro uomo ha un interesse speciale per questa ragazza. Mi tenga aggiornata dis-
se Pat. Le famiglie non si turbano pi di tanto quando gli spacciatori di droga si am-
mazzano a vicenda, ma si sentono alquanto vulnerabili se dei pervertiti si mettono a
spiare le loro figlie dalla finestra. Ricevuto. Vorrei che ci incontrassimo una vol-
ta al mese aggiunse Pat. In modo da passare in rassegna i casi pi importanti.
daccordo? Naturalmente. Mi accorder con la sua assistente. Non voglio pestar-
le i piedi, ma mi piace sapere cosa succede. Non mi va essere colta di sorpresa dai ti-
toli di giornale o essere assalita dai giornalisti. Capisco benissimo convenne Stri-
de. Se dovesse succedere qualcosa, K2 o io la chiameremo direttamente per metterla
al corrente. K2 era il soprannome colloquiale per il vicecapo Kyle Kinnick. Gliene
sono grata disse Pat. Poi aggiunse: Stamattina mi ha chiamata Peter Stanhope.
Davvero?
preoccupato per questa giornalista, questa Tish Verdure, e per il libro che
sta scrivendo riguardo a un omicidio irrisolto degli anni Settanta. C un articolo sul
giornale di oggi. Esatto conferm Stride. E questo il genere di cose che ho biso-
gno di sapere in anticipo, tenente. Non lo stava rimproverando, ma la sua voce era
fredda e diretta. Soprattutto se coinvolto qualcuno del calibro di Peter Stanhope.
Non mi piace essere impreparata quando uno dei principali contribuenti della mia
campagna elettorale mi chiama per parlare di unindagine di cui io non so nulla.
Stride annu. Ha ragione. Mi scuso. Avrei dovuto chiamarla subito dopo che Tish mi
aveva informato del suo progetto. Onestamente, non pensavo che Pat lo interrup-
pe con un cenno della mano. Non si preoccupi. Non voglio spiegazioni n scuse. Or-
mai andata cos. Voglio solo che in futuro ci sia pi chiarezza, intesi? Assoluta-
mente. Ora mi parli di questo caso. Intuisco che lei conoscesse la vittima, giusto?
Era la sorella di mia moglie. Ah, capisco. Mi dispiace. Mi racconti cosa succes-
so. Stride le tracci a grandi linee gli avvenimenti e la storia delle indagini. Le disse
anche cosa sapeva riguardo al libro di Tish e la inform dei test del dna che aveva fat-
to eseguire nelle ultime settimane. Pat ascolt attentamente, sorseggiando il vino.
Peter mi ha chiesto se abbiamo intenzione di riaprire unindagine sul caso. Non
credo ci siano prove sufficienti per farlo disse Stride. Finora, nulla porta a pensare
che la conclusione iniziale, Laura assassinata da un vagabondo, possa essere sbaglia-
ta. Tish non ha ancora trovato nulla che possa confutare o mettere in dubbio quelli-
potesi. Ma lei sta eseguendo dei test su delle prove fisiche. Stride annu. vero.
Se il confronto del dna avesse prodotto una corrispondenza capace di dirci chi fosse il
persecutore di Laura o a chi appartenesse lo sperma rinvenuto vicino al suo corpo, di
sicuro questo avrebbe cambiato le cose. Avremmo nuove domande da porre e, poten-
zialmente, qualcuno con nuove informazioni. Solo che, da quanto mi dice, scom-
parsa una delle prove chiave osserv Pat. Ovvero, larma del delitto. Inoltre non
abbiamo la minima idea di come trovare questo vagabondo dopo trentanni, n se sia
ancora vivo. Non so proprio come faremmo a portare avanti il caso in simili circo-
stanze. Concordo disse Stride. Abbiamo parecchi sospetti e altrettanti dubbi.
Quindi dobbiamo impedire che i media si abbandonino a strane congetture. Non vo-
glio che la stampa metta sotto processo qualcuno che noi non abbiamo intenzione di
portare in tribunale. Si riferisce a Peter Stanhope disse Stride. Mi riferisco a
chiunque. Pat fece una pausa. Ascolti, tenente, io sono una persona molto concreta.
Sappiamo entrambi che i soldi hanno il loro peso. Se potessi dimostrare che Peter
Stanhope si reso colpevole di un crimine lo accuserei? Certamente. Ma allo stesso
tempo voglio evitare che si diffondano voci su di lui se non possiamo dimostrarne la
colpevolezza. Direi la stessa cosa di qualunque sospettato ma, lo ammetto, voglio es-
sere particolarmente prudente quando si tratta di qualcuno che un amico e un soste-
nitore. Cos va la vita. Lo so bene.
Non ho idea di come fosse Peter Stanhope da adolescente. Posso solo dirle
che in una causa il mio studio si trovato opposto al suo, e i miei colleghi hanno una
grande considerazione della sua professionalit. Capisco. Allora vediamo di sta-
bilire alcune regole. Per prima cosa, faccia molta attenzione a quello che rivela a Tish
Verdure. Non la conosciamo. una giornalista e una potenziale mina vagante. Lulti-
ma cosa che vogliamo un nuovo caso alla Martha Moxley, chiaro? Benissimo.
Stride non disse che aveva appena incontrato Tish e le aveva rivelato una cosa che
probabilmente avrebbe dovuto tenere per s: il ritrovamento di un campione di sper-
ma vicino al corpo di Laura. Pat sollev due dita. In secondo luogo, sappiamo en-
trambi che questo caso potrebbe ritorcersi contro di noi indipendentemente da quello
che facciamo. Se Tish riesce a suscitare linteresse dei media di New York, saremo
sommersi dalle telefonate. La storia potrebbe finire su 20/20 o su Col Case. E persi-
no sulla stampa nazionale. Che cosa suggerisce? domand Stride. Le suggerisco
di sviscerare a fondo questo caso. Controlli ogni dettaglio. Si assicuri di poter rispon-
dere a ogni eventuale domanda. Ripercorra tutta lindagine, ma sia discreto. Stride
esit. Che c? chiese Pat. Temo che lindagine originale possa essere stata com-
promessa. Pat annu. Si riferisce a Ray Wallace. S. Non lho conosciuto, ma
ne ho sentito parlare. Un grosso problema. Ray era un buon poliziotto, ma ha pas-
sato il limite
spieg Stride. Forse ha escluso in modo troppo affrettato la colpevolezza di
Peter Stanhope. Forse stato lui a far sparire larma del delitto e la lettera del mania-
co. Be, se Ray ha combinato un casino simile, sar meglio che lo scopriamo noi
prima di Tish o di chiunque altro. Certo. Unultima cosa disse Pat. S? A un
certo punto, potrei decidere di chiudere il sipario. Se non faremo altro che morderci la
coda e apparir ovvio che non avremo mai abbastanza prove per portare qualcuno in
tribunale, mi riservo la possibilit di fermare lindagine. Mi dispiace, so che questa
ragazza significava molto per lei e per sua moglie. Ma se non troviamo nulla di nuo-
vo, allora lei e Tish dovrete accettare lidea che questo caso non verr mai risolto.
CHI HA UCCISO LAURA STARR? Di Tish Verdure 5 luglio 1977 Marted
pomeriggio eravamo tutti e tre in salotto. Io, pap e Jonny. La casa non mi era mai
sembrata tanto piccola. Non avevo dormito, e mi sentivo come se i muri e il soffitto
volessero schiacciarmi. Non riuscivo a respirare. La stanza era cos calda e umida che
si sudava anche senza muovere un dito. Ce ne stavamo seduti l, senza dire una paro-
la, a guardare il pulviscolo illuminato dalla luce del sole che filtrava dalla finestra.
Jonny mi teneva la mano, e io avevo la testa poggiata sulla sua spalla. Il volto di mio
padre, rosso come un peperone, era rigato da lacrime di rabbia e rimorso. Quando
mamma era morta, aveva incolpato Laura di essere ancora viva, e ora la incolpava per
essere morta. Aveva perduto unaltra persona cara. Mio padre. Non mai stato un
uomo imponente e ora, anno dopo anno, sembra rimpicciolirsi. I suoi capelli scuri,
cos folti quando ero piccola, ormai sono molto radi. I vestiti gli stanno larghi, ma
non vuole che gliene compri dei nuovi, e cos le camicie bianche gli pendono sulle
spalle. Alla sera se ne sta seduto sulla sua poltrona reclinabile e legge la Bibbia alla
luce della
lampada. Non ha pi alcuna ambizione. Gli restano solo sogni infranti e un tiro
alla fune con Dio. Ricordo quando tornava a casa dai grandi magazzini Wahls, con i
suoi completi gessati: sembrava il padrone del mondo, un uomo con uno scopo. Un
giorno sarebbe diventato il direttore del negozio. Cos diceva a mamma. Ora altri uo-
mini si sono arrampicati sopra le sue spalle, e pap scrive pubblicit sui giornali per
le vendite di biancheria. Ha cinquantanni, ma ne dimostra sessanta. Difficile accor-
gersi di quanto una persona dipenda da unaltra e, quando questa se n andata, sem-
bra che laltra precipiti gi da un ponte, in caduta libera. Dopo il fatto nel cuore della
notte, sono andata a casa di Jonny. venuto lui ad aprirmi e io non ero un bello spet -
tacolo: piangevo, ero sporca di sangue. stato lui a chiamare la polizia, perch io non
ce la facevo. Sono venuti a prenderci e ci hanno riportati nel bosco. Li ho accompa-
gnati verso il punto in cui si trovava il corpo, ma non sono voluta andare fino alla
spiaggia. Non volevo vederla di nuovo. Nemmeno i poliziotti, grandi e grossi, riusci-
vano a credere a quello che le avevano fatto. Cose del genere non possono succedere.
Non qui a Duluth. Mi hanno fatto sedere in una macchina della polizia parcheggiata
sullerba. Mi hanno fatto un sacco di domande, costringendomi a ripetere fino allo
sfinimento quello che avevo visto e fatto. Credo che sarebbero andati avanti per ore,
ma Jonny ha insistito perch mi riportassero a casa. Dovevo dirlo a pap. Dovevo far-
mi una doccia e lavarmi via il sangue. Prima, per, mi hanno scattato delle foto, con i
flash che mi illuminavano il volto. Hanno preso dei campioni del sangue che mi rico-
priva. Ho capito cosa pensavano: che forse
ero stata io a ucciderla. Non riuscivo a immaginare come qualcuno potesse
concepire una cosa simile. Ho detto che ero innocente. Non sono certa che mi abbia-
no creduto. Mi dispiace tanto, pap ho mormorato, seduta in salotto. Sentivo il bi-
sogno, per il suo bene, di prendere sulle mie spalle tutto il peso della tragedia. Non
avrei mai dovuto lasciarla andare via da sola. Pap non mi ha nemmeno guardata. Il
castigo di Dio una cosa terribile. Lo sai che non voglio sentire queste cose.
Avevo detto a Laura che stava peccando ha proseguito lui. Volevo urlare, ma non
lho fatto. Mi sono morsa la lingua. Questo il suo modo di combattere il dolore, di
spiegare le cose terribili che avvengono per caso. Nel corso degli anni mio padre di-
ventato sempre pi intransigente. Come se tenere la schiena ritta facesse qualche dif-
ferenza quando ci si trova nel mezzo di un tornado. Come se il fulmine potesse di-
scernere il bene dal male. Pap ha piegato la testa e ha ricominciato a piangere. Io ho
sospirato, guardando Jonny nei suoi occhi scuri. Lui mi ha dato un bacio sulla testa.
Siamo diventati adulti di colpo, e non solo in un senso. Hanno bussato alla porta.
Vado io ho detto. Sulla soglia cera un uomo con folti capelli rossi e baffi dello
stesso colore. Gli occhi azzurro chiaro mi guardavano da dietro un paio di occhiali
troppo grandi con la montatura sottile. Doveva avere poco pi di trentanni. Era di
statura media, ma di corporatura robusta. Le dita delle mani sembravano salsicciotti.
Indossava una giacca sportiva di tessuto scozzese e una
camicia bianca rigonfia allaltezza del ventre. Niente cravatta. Dal colletto
aperto spuntavano i peli rossicci del petto. Aveva jeans larghi e scarpe nere, su cui ho
notato la presenza di macchie. Mi sono chiesta se fosse sangue. Sono il detective
Ray Wallace ha detto. Della polizia di Duluth. Entri pure. Wallace entrato in
casa zoppicando. Mi ha seguita in salotto, dove sono tornata a sedermi accanto a Jon-
ny. Wallace si presentato a mio padre, che non si alzato dalla poltrona, poi ha
ispezionato la stanza con lo sguardo, prima di prendere una sedia e sedersi. Un tipo
sveglio lo si riconosce subito, e Wallace lo era. Mi dispiace molto per sua figlia, si-
gnor Starr ha detto. Mio padre si soffiato il naso con un fazzoletto, che poi ha ri-
piegato, infilandoselo in tasca. Ha poggiato le mani sulle ginocchia e non ha detto
nulla. Sto cercando di scoprire con esattezza cosa le sia successo ha proseguito
Wallace. Pap rimasto a fissare il pulviscolo in silenzio. Non sono stata io ho det-
to senza riflettere, rompendo il silenzio. Per un poliziotto, quello doveva essere come
un cartello luminoso con su scritto: SONO STATA IO! SONO STATA IO! Wallace
ha sorriso, piegando le labbra ma senza scoprire i denti. I suoi baffi si sono mossi
come un verme rossastro. Nessuno dice che sei stata tu, figliola. Poi. ha guardato
Jonny. E lui chi ? Sono Jon Stride. Il ragazzo di Cindy. Piacere di conoscerti,
Jon. Ora, perch non torni a casa?
Jonny si alzato dal divano ed andato a stringergli la mano. Aveva qualcosa
di diverso, che non avevo mai notato prima. Qualcosa di maturo e attraente. Li vede-
vo valutarsi a vicenda come fossero entrambi uomini adulti. Se Cindy dice che non
stata lei, pu stare certo che cos. E io non me ne vado. Cero anchio la notte scor-
sa. Lo sguardo di Wallace ha avuto uno scintillio. Come vuoi. Jonny tornato a
sedersi. Io ho detto: Ieri scattavano delle foto, e io ero sporca di sangue perch ci
sono finita in mezzo, poi ho sollevato la mazza perch mi sembrava di aver sentito
qualcuno muoversi nei boschi. Hai sollevato la mazza? ha chiesto Wallace. Oh,
merda. S, temo di s. Okay, buono a sapersi. Ti chiami Cindy, vero? S.
Andavi daccordo con tua sorella, Cindy? S, certo. E risaputo che ogni tanto le
sorelle litigano. Certo, a volte, ma non era mai niente di serio. Mio padre si
scosso dalla sua apatia. Si pu sapere cosa le salta in mente, Wallace? Lei fuori di
testa se pensa di accusare mia figlia. Wallace si sistemato gli occhiali sul naso con
il pollice e lindice. Io non sto accusando nessuno, signor Starr. Sto solo raccoglien-
do informazioni. Si voltato di nuovo verso di me. Cindy, hai ancora i vestiti che
indossavi la notte scorsa? S. Li hai lavati? No, sono nella cesta. Ci servi-
ranno. Li dovr portare con me.
Certo, come vuole. E anche le scarpe. Non le avevo, le scarpe. Ah.
Wallace ha tirato fuori una foto dal taschino della camicia. Questa sei tu la notte
scorsa, giusto? Giusto. Hai del sangue intorno alle mani, sulle gambe e sui pie-
di. S, lo so. Glielho detto, ci sono finita sopra Wallace ha scosso la testa. Va
tutto bene, non preoccuparti. Quelli della Scientifica mi hanno detto che il responsa-
bile avrebbe dovuto essere ricoperto di sangue. Cio, letteralmente inzuppato. Dalla
testa ai piedi. Non solo un po qui e l. Ha guardato mio padre. Mi scusi se sono
stato troppo preciso nella mia descrizione. Volevo solo dire che abbiamo gi dedotto
che molto improbabile che Cindy sia coinvolta, ma mi piace vedere la reazione sul-
la faccia della gente prima di trarre delle conclusioni. Se vuole incolpare qualcuno,
incolpi me ha detto pap. Wallace si spostato sulla sedia di legno, facendola cigo-
lare. Sembrava incuriosito. Cosa intende dire? Intendo dire che prima toccato a
mia moglie e ora a mia figlia. Sono morte entrambe. Non importa chi fosse a impu-
gnare la mazza. E stato Dio a ucciderle. Non credo che Dio uccida le ragazze di-
ciottenni disse Wallace. Si sbaglia. Lo fa in continuazione. Tutti i giorni. I peccato-
ri vengono puniti. Capisco. La voce di Wallace era piatta e fredda. Signor Starr,
i suoi vicini lhanno sentita litigare ad alta voce con Laura la notte prima che fosse
uccisa.
Ho visto le dita di pap stringersi intorno alla Bibbia che teneva in grembo.
S, a volte discutevamo. Quella volta per cosa avevate litigato? Volevo che lei
restasse sul sentiero di Dio. Non lo faceva? ha chiesto il detective. Non sempre.
In che senso? Questa una faccenda tra me e Laura sbottato pap. Come pu
farmi una domanda del genere mentre Dio sta decidendo il destino della sua anima in
questo preciso istante? A Wallace quella risposta non piaciuta. Signor Starr, lei
sapeva che Laura non era tornata a casa, la notte scorsa? S. Sono andato in camera
sua intorno alle dieci, e lei non cera. Che cosa ha fatto? Nulla. Sono tornato a
letto. Sapeva dove fosse andata Laura? No. rimasto alzato ad aspettarla?
S, ma mi sono addormentato. stato in casa tutta sera? Certo, glielho appena
detto. Ha parlato con qualcuno? No. Wallace annu. Signor Starr, lei ha mai
picchiato sua figlia? Pap scattato in piedi, tremando e facendo ondeggiare la ca-
micia bianca. Erano anni che non lo vedevo muoversi tanto in fretta. Come si per-
mette! Wallace non ha fatto una piega. Risponda alla domanda, per favore.
Mai ha detto pap, deciso. A volte nei litigi si perde il controllo. Non
lho mai toccata. Wallace ha guardato me. Era come se mi chiedesse una conferma
senza parole. Voleva sapere se era vero, se pap aveva mai picchiato Laura. O me.
Ho retto il suo sguardo. Mio padre non lo farebbe mai ho confermato. Wallace ha
annuito. Per ora sembrava bastare. Ho ripetuto a me stessa che non avevo mentito,
perch sapevo che pap non aveva mai alzato una mano contro di me ed ero convinta
che non lo avesse mai fatto nemmeno con Laura. Nonostante questo, non riuscivo a
togliermi dalla testa le parole di Laura. E se pap abusasse di me? Tu lo
uccideresti? Ma non ho detto nulla. Wallace continuava a fissarmi. Cindy, hai gi
raccontato ai miei uomini cosa successo la notte scorsa. Ora ti chieder di ripetermi
alcune parti. Certamente ho risposto. So che un brutto momento, e capisco
quanto tutto questo sia difficile per te. Grazie. Vorrei che mi dicessi esattamente
cosa hai fatto la notte scorsa, tutto ci che successo fino al momento in cui la poli-
zia ha risposto alla chiamata. Non tralasciare nulla. E io glielho detto. Naturalmente
ho tralasciato alcune cose. Quello che avevamo fatto io e Jonny quella notte, per
esempio. E anche altre cose. Jonny ha confermato alcuni elementi: Peter e la partita
di baseball, la tempesta e il fatto che la mazza di Peter era rimasta sul campo. Mi
sembrava quasi di riuscire a vedere la mente di Ray Wallace lavorare
freneticamente ogni volta che veniva fatto il nome di Peter Stanhope. Era come
se una parte di lui fosse l con noi e unaltra fosse altrove. Non ero stupida, capivo ci
che stava succedendo: praticamente stavamo accusando di omicidio il figlio di uno
degli uomini pi ricchi della citt. Un poliziotto che sente una cosa del genere cerca
subito una spiegazione alternativa. E Wallace lha trovata, grazie a un uomo di colore
che quella notte si aggirava tra i boschi. E cos tu e Laura avevate limpressione che
qualcuno vi stesse osservando ha detto, appena abbiamo finito di raccontare. Non ha
detto nulla riguardo al biglietto del maniaco. Nulla sul fatto che Laura e Peter stavano
insieme e si erano lasciati perch Peter pretendeva di fare sesso. Nulla sulla mazza.
S. Per non poteva essere Peter Stanhope, giusto? Lui era ancora sul campo da
baseball con Jonny quando avete avvertito la presenza di qualcuno. Io e Jonny ci
siamo guardati, poi abbiamo annuito entrambi. Sei sicura che lodore che avete av-
vertito fosse di marijuana? Ho guardato mio padre. Io non lho mai fumata, ma lo-
dore lo conosco. Hai visto il nero di cui ha parlato Jon? Io non ho visto nessu-
no. Wallace ha fissato Jonny. Di sicuro il punto in cui hai visto questo tale, questo
vagabondo, non era molto distante da dove si trovavano le ragazze, giusto? Era a
un centinaio di metri, direi ha risposto Jonny. Okay, parlami di questo tizio con
lacconciatura rasta.
Lo chiamano Dada. Wallace si inumidito le labbra con la lingua. Ehi, ehi,
stai dicendo che sai chi ? Lavevi gi visto prima? Jonny ha fatto un cenno affer-
mativo. Sta spesso nei pressi dei binari, al porto, dove i treni si dirigono a sud. E
tu che ci facevi da quelle parti? un posto come un altro. Io sapevo perch Jonny
ci andava. Era il suo posto privato, la sua via di fuga, il luogo in cui pensare. Jonny
mi diceva che amava passeggiare laggi, tra i barboni che andavano e venivano, elu-
dendo la polizia e il servizio di sicurezza ferroviaria. Nella sua testa, anche Jonny si
sentiva un viaggiatore. Un senzatetto. Okay, allora, chi questuomo? Lho visto
per la prima volta un mese fa. Era nei boschi vicino a Raleigh Street, verso lArro-
whead Bridge. Gli altri hanno paura di lui, perch molto grosso. Lo credono una
specie di spirito. Wallace ha sbuffato. Uno spirito. La maggior parte di quei tizi
un po fuori di testa. Uno con laspetto di Dada scatena facilmente strane fantasie.
E violento? Non lo so. Lho visto solo un paio di volte. Puoi mostrarmi il punto
in cui lhai visto? S, penso di s ha detto Jonny. Si sposta spesso, per. Tutti
loro lo fanno. Se ha ucciso una ragazza, probabilmente salito sul primo treno di-
retto a sud ha detto Wallace. Secondo me se ne andato da un pezzo. Si alzato
in piedi. La sua gamba destra, quella su cui zoppicava, sembrava rigida. Si massag-
giato il ginocchio, e gli ho visto fare una smorfia di dolore.
3 Credo che per ora sia tutto ha detto, poi si rivolto a Jonny. Il tuo aiuto
mi farebbe comodo, ragazzo. Hai tempo di venire con me? Jonny ha guardato me, e
io ho acconsentito con un cenno. Certo. Wallace si sistemato i pantaloni larghi
intorno allo stomaco. Mi sentivo delusa. Il detective considerava lipotesi che il re-
sponsabile fosse un completo sconosciuto nonostante Laura avesse ricevuto minacce
per mesi. Nonostante fosse stata la mazza di Peter Stanhope a ucciderla. I soldi hanno
il loro peso. Quindi cercherete questo Dada? ha chiesto mio padre. Anche lui cre-
deva a quella teoria. Come tutti gli altri. Nessuno voleva prendere in considerazione
lalternativa, perch era troppo complicata. Troppo spiacevole. No ha risposto
Wallace. Cio, lo faremo, ma non subito. Lho fissato, sorpresa. Ma forse non do-
vevo sentirmi cos. Dopotutto, era uno in gamba. La prima cosa che voglio fare ti-
rare fuori tutta la verit da Peter Stanhope ha detto Wallace.
Capitolo 10 Ray Wallace. Per anni era stato il miglior amico di Stride. Il suo
mentore nel corpo di polizia. Era come se, nei mesi trascorsi dalla morte di suo padre,
Stride avesse aspettato di trovare qualcuno che potesse indicargli una nuova direzione
da seguire nella vita. Poi, scopr che quando si mette qualcuno su un piedistallo, le
probabilit di vederlo cadere sono altissime. Ricordava ancora la prima domanda che
aveva posto a Ray quando erano usciti dalla porta della casa di Cindy, il 5 luglio
1977. Come mai zoppica? Ray si era fermato, con la mano poggiata sulla portiera
della sua Camaro. Vietnam aveva risposto. Mi sono beccato una pallottola in un
ginocchio. Oh, cazzo. Gi, una vera sfiga, ma sai cosa ti dico? Dopo una cosa
del genere, pi difficile lasciarsi scoraggiare dalla solita merda che la vita ti tira ad-
dosso. Stride si sarebbe ricordato quel commento per anni. Fino a quando Ray gli
spar. Mi piace come hai difeso la tua ragazza, disse Ray mettendo in moto lauto.
Cindy non ha fatto niente di male rispose Stride. Ti credo, ma credo anche
che lei non me la racconti tutta. Non una bugiarda. Non ho detto questo, ma
c una certa differenza tra mentire e tralasciare una parte della verit. Stride rimase
in silenzio. Ray sterz con una mano, tenendo il gomito poggiato sul finestrino aperto
della Camaro. Con laltra mano reggeva un bicchiere da asporto con cannuccia, da
cui sorseggiava del caff freddo sotto i baffi rossi. Crede che riuscir a scoprire chi
ha ucciso Laura? domand Stride. Lo spero. Ma non sar facile, te lo dico subito.
Da quello che mi dici, cera parecchia gente in quei boschi. E questo significa che ci
saranno parecchi sospettati e parecchio materiale che un avvocato difensore potr
usare in tribunale. A meno che qualcuno non abbia visto qualcosa, forse non sapremo
mai la verit. La verit, a volte, scivolosa come il ghiaccio. Un tiepido vento estivo
entrava dai finestrini. Ray premette sullacceleratore facendo ruggire il motore del-
lauto. Prima devo passare in un posto disse il poliziotto. Percorse il lungolago su
London Road e raggiunta la Glensheen Mansion svolt sul viale dingresso della gi-
gantesca tenuta. Stride not numerosi veicoli della polizia. Ray spense il motore e
scese, poi si chin verso il finestrino della Camaro. Aspetta qui. Torno tra un paio di
minuti. Stride lo vide avvicinarsi a un altro detective che era in piedi in mezzo al
viale accanto ad alcuni agenti in borghese. Lenorme villa in mattoni rossi con le sue
tre caratteristiche guglie, era visibile attraverso gli alberi. DO Ray si accese una siga-
retta. Stride riusciva a sentire il Mormorio delle voci ma non riusciva a distinguere le
parole. Intuiva comunque di cosa stessero parlando. Una settimana prima Elizabeth
Congdon, erede della fortuna mineraria Congdon, e la sua badante che viveva insie-
me a lei, erano state trovate morte allinterno della villa. Una era stata soffocata, lal-
tra uccisa a bastonate. I giornali avevano scritto che il movente era stato una rapina,
ma Stride aveva gi sentito delle voci che ipotizzavano il coinvolgimento d un mem-
bro della famiglia Congdon per il possesso di una tenuta del valore di decine d milio-
ni di dollari. Un quarto dora dopo, Ray risal in macchina. Soldi disse. Sono loro
a far girare il mondo. Ha arrestato qualcuno? Ray gli strizz locchio con aria
compiaciuta. Tieni docchio i giornali. Fece inversione con la Camaro. Non un
buon anno per gli sporchi ricchi disse Ray. A maggio hanno trovato quella donna a
Indianapolis, Marjorie Jackson. Le avevano sparato allo stomaco e si erano presi i
cinque milioni di dollari che teneva nascosti in casa. Cio, ti immagini tenere tutti i
tuoi risparmi nel sacchetto dellaspirapolvere? E ora abbiamo perso la signora Cong-
don. A volte c da chiedersi se vale la pena avere tutti quei soldi. Come Randall
Stanhope comment Stride. Ray annu. Gi. Io penso che sia stato Peter a ucci-
dere Laura disse Stride. Ah s? E come mai? Larma del delitto la sua mazza.
Credo che lui labbia attaccata sul campo da softball, lei riuscita a sfuggire e lui lha
inseguita fino alla spiaggia settentrionale.
Supponiamo che tu abbia ragione disse Ray. Come farai a dimostrarlo?
Forse qualcuno lo ha visto. Ray si rovesci del caff sui pantaloni, e sfreg la mac-
chia con le dita. Pu darsi, ma prima dobbiamo trovare un testimone, che comunque
deve essere disposto a testimoniare contro il figlio di uno degli uomini pi ricchi del-
la citt. Non illuderti. Anche se qualcuno ha visto, dubito che sar disposto a
parlare. Sta dicendo che Peter intoccabile? Niente affatto. Ma a volte, bench
tu sappia dentro di te chi il colpevole, non riesci comunque ad avanzare unaccusa
formale. Ah, e tieni per te le tue opinioni, Jon. Quando saremo dagli Stanhope, non
parlare a meno che non ti chieda io di farlo. Intesi? Certo. Perch vuole che venga
con lei? Ray sorrise. Per tre motivi. Innanzitutto, voglio che Randall pensi che Pe-
ter sia solo un altro testimone, non un sospettato, e il fatto di averti con me mi aiuter
a vendere quellidea. In secondo luogo, sar meno probabile che Peter menta se tu sa-
rai presente, perch non potr sapere cosa tu abbia o non abbia visto. E il terzo mo-
tivo? Il terzo motivo che non voglio che si pensi che lho fatta passare liscia a Pe-
ter solo per i soldi del suo paparino. Tu sei la mia spalla, Jon. Benvenuto nel corpo di
polizia. Era il genere di tenuta che odorava di soldi vecchi. Soldi dovuti a un capita-
lismo rapace. La casa e il terreno attiguo erano circondati da un recinto di punte di
metallo, intervallato da colonne di pietra dello stesso colore della pietra grezza della
tenuta. La villa si trovava a circa mezzo chilometro oltre gli abeti, pressoch invisibi-
le
dalla strada. Ray si ferm sotto ledificio a due piani della portineria e si an-
nunci al citofono. Un minuto dopo, il cancello di ferro si apr senza rumore. Ray
avanz tra gli alberi e parcheggi davanti al garage. Stride non si era mai avvicinato
tanto alla casa. Scorse fontane sul retro, cespugli sferici spuntati a dovere e un campo
da tennis recintato. La tenuta in stile Tudor, in pietra rossa di Duluth, torreggiava so-
pra di lui con le sue guglie a punta e le dozzine di comignoli. La maggior parte delle
finestre a bovindo erano chiuse da spesse tende. Randall ha costruito tutto questo?
chiese Stride. Ray scosse la testa. No, questa roba di fine secolo. Prima che ini-
ziassero a tassare le rendite, se mi capisci. In quei giorni, Duluth aveva un tonnellag-
gio maggiore persino del porto di New York. Eravamo i numeri uno. Alcune fami-
glie, come gli Stanhope e i Congdon diventarono molto, molto ricche. E ora?
Ora fanno tutto il possibile per tenersi stretti i soldi. Una domestica li accolse alla
porta e li accompagn in una biblioteca, dallaltra parte dellatrio a cupola. Stride si
sentiva in imbarazzo, vestito con i pantaloncini e una felpa bianca. Le sue scarpe da
ginnastica scivolavano sul marmo. Dentro la biblioteca, il soffitto era formato da travi
a vista, i muri avevano una carta, da parati color grano e il pavimento di mogano era
coperto da un tappeto orientale. Lungo una parete, scaffali decorati a mano erano ca-
richi di antichi diari di bordo del diciannovesimo secolo, e ritratti a olio di uomini an-
ziani in abiti scuri. Forse meglio che io vada disse Stride. Non lasciarti intimidi-
re ribatt Ray. Questa gente rutta, scoreggia e ha lalito cattivo proprio come tutti
gli altri.
Sentirono una risata provenire dalla soglia, insieme allodore di sigaro. Sul
serio? Forse a pranzo non avrei dovuto mangiare quel sugo alla puttanesca. Era Ran-
dall Stanhope. Stride non lo aveva mai incontrato di persona. Lo aveva visto in televi-
sione e sui giornali. Era meno alto di quanto si aspettasse, non pi di un metro e set-
tanta. Aveva capelli grigi tagliati corti, occhiali squadrati e, come i soggetti dei ritrat-
ti, indossava un abito scuro in tre pezzi. Nella mano sinistra reggeva un bicchiere
contenente una bevanda color ambra e ghiaccio e tra lindice e il pollice della destra
stringeva un sigaro. Lei Ray Wallace, vero? Il capo della polizia mi ha parlato
molto di lei. Dice che una delle promesse del dipartimento. Mi piace. Grazie, si-
gnore. E il ragazzo chi ? chiese Stanhope, puntando i suoi occhi blu su Stride.
Lui Jon Stride rispose Ray. La notte scorsa era nel parco insieme a Peter. Mi sta
aiutando a ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato alla morte di quella
ragazza, e speravo che Peter potesse fornirmi altri dettagli. Stanhope sorrise. Tu
giochi a baseball, come mio figlio? Stride annu. S, signore. Bene. Stanhope si
rivolse a Ray. Ho sentito che state per arrestare il genero di Elizabeth Congdon per
gli omicidi a Glensheen. Avete fatto in fretta. In realt la cosa non ancora pubbli-
ca, signore. Oh, lo so, ma mi ha informato il sindaco: Una brutta faccenda. Gi.
Via lei non venuto qui per questo, lo so. No, signore. Peter in casa?
Vorrei fargli alcune domande. Ma certo. Sono rimasto scioccato dalla notizia del-
lomicidio. Che brutalit. Naturalmente, Peter le dir tutto quello che sa. Quella ra-
gazza era una sua amica, e lui non vede lora di aiutarvi a scoprire chi lha uccisa.
Gliene sono grato rispose Ray. Mi dica una cosa, detective. Lei non pensa nem-
meno lontanamente che mio figlio possa essere sospettato, vero? Al momento non
dispongo di informazioni sufficienti per sospettare di nessuno, signore fu la risposta
di Wallace. Stanhope sorrise e Ray ricambi. Lo sceriffo aveva ragione quando mi
ha detto che lei un tipo sveglio, detective. Grazie, signore. Ho parlato personal-
mente con Peter di questa vicenda. Credo che potr aiutarvi a identificare il colpevo-
le. Ray sollev le sopracciglia. Ha visto chi ha ucciso Laura? Non ha assistito al
crimine, ma quando sentir la sua storia, sono certo che anche lei la penser come
me. Vorrei parlare con lui. Naturalmente. Peter! Peter Stanhope entr nella bi-
blioteca con aria tranquilla. Aveva aspettato fuori, in attesa di essere chiamato. I suoi
capelli biondi erano puliti e ben pettinati. Si era appena rasato. Indossava pantaloni
eleganti, una camicia bianca con cravatta e una giacca di tweed. Stride not dei graffi
sulla sua faccia larga e lentigginosa, oltre a un livido bluastro sulla fronte. Aveva
unandatura rigida. Si infil le mani in tasca e fece una smorfia di dolore. Dietro Pe-
ter, la stessa domestica che li aveva accolti allingresso
entr in silenzio nella biblioteca e consegn a Randall Stanhope una grossa
scatola d cartone. Quando fu uscita, Randall pass la scatola a Ray. Questi sono i
vestiti che Peter indossava la notte scorsa disse. Non sono stati lavati. Come vedr
ci sono parecchie macchie di fango ed erba, ma niente sangue, a parte, forse, un po
del suo. Avevo immaginato che i vestiti sarebbero stati importanti come prove, quindi
li abbiamo conservati cos comerano. Ray rivolse un cenno a Stride, che guard
dentro la scatola. Diede una rapida occhiata ai vestiti e annu: quegli abiti erano gli
stessi indossati da Peter la notte prima. Cosa ti successo, Peter? domand Ray.
Qualcuno mi ha preso a calci in culo, secondo lei cosa mi successo? sbott Peter.
Peter! intervenne suo padre con tono severo. Stanhope si gir verso Ray. La prego
di scusarmi. Peter molto arrabbiato per quello che successo. Capisco, natural-
mente. Vede, Peter e Laura stavano insieme. Stride apr la bocca per protestare,
ma la richiuse subito. Ray incroci le braccia e studi Peter, appoggiato a disagio
contro uno degli scaffali. vero, Peter? Il ragazzo scroll le spalle. S. Da
quanto tempo? Un paio di mesi. Sua sorella mi ha detto che Laura ti aveva la-
sciato dopo essere uscita con te alcune volte. Ha detto che insistevi per fare sesso, e
lei ti aveva respinto. In genere le ragazze sono pi propense a dirmi di s. Questa
non una risposta. Laura voleva che il nostro rapporto fosse un segreto, una cosa
tra me e lei. Non voleva che lo sapesse nessun altro.
Perch? E chi lo sa? Le ragazze sono strane. Forse non voleva che la gente
si mettesse a chiederle dei favori. Quando sentono il mio cognome tutti cominciano
ad avanzare pretese. Cosa successo ieri notte? Peter guard Stride. C stato un
bel temporale. Abbiamo sospeso la partita, e io sono corso alla macchina. Ho aspetta-
to che smettesse di piovere, poi sono tornato sul campo. Perch? Sapevo che sa-
rebbe arrivata Laura. Vi eravate messi daccordo per incontrarvi? Avevate un ap-
puntamento? Non avevamo pianificato nulla, ma lavevo vista prima sul campo, in-
sieme a sua sorella. Lei mi aveva lanciato uno sguardo. Sapevo cosa voleva dirmi. Mi
stava dicendo di rimanere in zona, cos ci saremmo potuti vedere pi tardi. Uno
sguardo? chiese Ray. S, uno sguardo. Okay, vai avanti. Lavevo sentita arri-
vare, e ho deciso di farle paura. Lho colta alle spalle. Per un attimo si spaventata a
morte, poich non poteva sapere chi fossi. stato allora che mi ha graffiato. Peter si
tocc la faccia. Ti ha graffiato per sbaglio? Esatto. Poi cosa successo? Ab-
biamo iniziato a pomiciare. Cio, quando ha capito che ero io era molto dispiaciuta.
Ha detto che, prima, aveva sentito qualcuno nei boschi e si era spaventata. Dopo un
po ci siamo sdraiati sullerba e, be, ci siamo capiti.
No, non ho capito disse Ray. Volevamo fare lamore. Sul campo da soft
ball. Esatto. E lavete fatto? Peter scosse la testa. No. Ci stavamo rotolando
sullerba, togliendoci i vestiti, ed stato allora che successo. Cosa successo?
Quel tizio ci ha aggrediti. Quale tizio? Non so chi fosse. Un nero enorme.
Che cosa ha fatto? Mi ha colpito con la mia mazza da baseball. Dove laveva
presa? Lavevo lasciata sul campo e lui deve averla raccolta. Mi ha colpito sulla
schiena. Il medico ha detto che ho varie costole rotte. Poi mi ha strappato via da Lau-
ra. Cio, mi ha sollevato come se fossi una bambola di stracci. Era veramente forte.
Laura si messa a urlare, e lho vista correre verso il bosco, per cercare di mettersi in
salvo. Lui ha iniziato a seguirla, con la mazza ancora in mano. Mi sono alzato e ho
cercato di colpirlo, e lui mi ha dato un pugno in testa. Mi ha messo ko. Non ricordo
altro. Ray lo guard. Cos successo quando ti sei svegliato? Per quanto tempo sei
rimasto svenuto? Non lo so. Forse un quarto dora. Dovera Laura? E questo ti-
zio di colore? Erano spariti entrambi. Sei andato a cercarla? Peter spost i pie-
di, a disagio. No. Un uomo si mette a inseguire la tua ragazza nei boschi e tu te ne
vai come se niente fosse?
Mi sono fatto prendere dal panico. Ero spaventato a morte. Randall Stanho-
pe si intromise nella conversazione. Mi dispiace, detective. chiaro che mio figlio
avrebbe dovuto assicurarsi che la sua ragazza stesse bene. Sono molto deluso dal suo
comportamento. Gli occhi di Peter si accesero di rabbia. Ehi, che cavolo potevo
farci? Se lo avessi seguito, ora sarei morto anchio. E questo che avresti voluto?
Taci, Peter lo zitt suo padre. Torniamo alluomo che vi ha aggredito riprese
Ray. Cosaltro ricordi di lui? Peter alz le spalle. Era grosso. Come un orso. Cre-
do che avesse i capelli rasta. Lavevi mai visto prima? No. Ray annu. Quella
notte jon ha visto un uomo di colore che corrisponde alla tua descrizione. Ah dis-
se Randall. Be, questo un bene. Un altro testimone. Crede che riuscirete a trovar-
lo? Jon dice che un vagabondo che vive vicino ai binari disse Ray. Oh, quindi
lo avevi gi visto in precedenza? chiese Randall a Stride, che annu. Questa s che
una fortuna prosegu Stanhope. Detective, spero che riuscirete a catturarlo. So che
gli uomini di quel tipo sono dei girovaghi, quindi non mi stupirei se ormai se ne fosse
andato. Deve immaginare che la polizia si metter sulle sue tracce. Senza dubbio
comment Ray. Le occorre altro da Peter? Ray scosse la testa. No, per il momen-
to. Bene. Ha ancora un minuto, detective? Vorrei scambiare due parole con lei in
privato.
Ray si lisci i baffi e fece un cenno a Stride, poi gli lanci le chiavi della Can-
taro. Aspettami fuori, okay? Non ci metter molto. Ascolta la radio, se ti va. Stride
e Peter uscirono insieme dalla stanza. La luce del sole del pomeriggio entrava dalle
finestre sulla volta dellatrio, ma nel punto in cui si trovavano i due ragazzi la stanza
era immersa in una penombra polverosa. Stride sent ticchettare un orologio. Dalla
cucina sottostante proveniva odore di selvaggina. Peter lo accompagn in silenzio
fino alla porta, e Stride percep una gelida tensione tra loro due. Tu non stavi con
Laura disse Stride. E tu cosa sei, uno sbirro? Lascia perdere, va. Lhai uccisa
tu? No, stronzo. Ora sparisci da qui. Peter apr la porta con uno strattone. Stride
gli pass accanto e sent la porta sbattere alle sue spalle non appena-ebbe varcato la
soglia. Diede un calcio alla ghiaia, poi si chin, raccolse un sasso e lo gett in uno
stagno ovale per le anatre. Super la Camaro di Ray, trov una panchina in ferro bat-
tuto nero, e vi si sedette allungando le gambe. Sagome di uccellini svolazzavano tra
gli abeti. Laria era umida, e Stride inizi a sudare. Venti minuti dopo, la porta din-
gresso si apr di nuovo e Ray usc. Era solo. Si accese una sigaretta e cammin fino
alla panchina. Ehi, Jon, scusa se ci ho messo cos tanto. Nessun problema. Ray
esal una nuvola di fumo grigiastro. Allora, cosa ne pensi? Penso che Peter stia
mentendo. Pu darsi disse Ray. Ma la sua storia su questo Dada coincide con
quello che hai visto tu. Non hai detto di aver visto questo tizio prima che scoppiasse il
temporale e che voi lasciaste il campo da softball?
S. Pu essere che Peter lo abbia visto in giro prima della partita? Impro-
babile rispose Stride. Ero gi sul campo quando arrivato Peter, e non ho visto
Dada da quelle parti. Quindi Peter lo deve aver visto dopo di te. Dopo il temporale.
Quando Laura stava tornando al campo da soft ball. Direi di s convenne Stride.
Credi che Laura nascondesse la sua storia con Peter? Stride si accigli. Credo che
Cindy lo avrebbe saputo. Le sorelle non sempre si dicono tutto. S, questo
vero. Cindy e Laura non erano certo ottime amiche. Ma da come Peter mi aveva par-
lato durante la partita non sembrava che stesse insieme a Laura. Forse era il suo
modo di mantenere il segreto. Forse. Stride non sembrava convinto. Comunque,
puoi restare con me ancora un po? Mi farebbe comodo il tuo aiuto. Certo rispose
Stride. Ray infil una mano nella giacca sportiva e ne estrasse un revolver a canna
lunga. Apr la camera di scoppio e la controll. Prima che la richiudesse con uno scat-
to secco e la riponesse nella fondina sotto lascella, Stride riusc a vedere i proiettili
color argento nel tamburo. Daccordo, allora disse Ray. Andiamo a prendere que-
sto Dada.
Capitolo 11 Donna Biggs usc dalla statale 23 nei pressi del belvedere sul fiu-
me al Perch Lake Park. Chiuse lauto e si sedette accanto allacqua, tinta di arancione
dal sole al tramonto. In quel punto il fiume era interrotto da strette lingue di terra,
come nastri di cioccolata su un impasto alla vaniglia. Dalla sponda a Fond du Lac,
nuotando per una trentina di metri si poteva arrivare alle spiagge e alle betulle sulli-
sola pi vicina. Donna ricordava i bagni di mezzanotte da adolescente, quando insie-
me a una dozzina di ragazzini si allontanava dal molo per venire l a bere, fumare
erba o a scopare sulla sabbia. Lei e Clark si erano messi insieme proprio durante una
di quelle serate. Mary le tir la manica, richiamando la sua attenzione. Mamma?
Donna sapeva cosa voleva sua figlia. Quelle soste erano diventate un rituale del ve-
nerd sera. Gli ultimi momenti di pace insieme prima del fine settimana di solitudine.
Ti va di sedere sulla sponda del fiume per un po? chiese. Mary assent con deci-
sione. Allora vieni. Erano a pochi chilometri da casa di Clark, a Gary.
Erano in ritardo e Clark aveva gi chiamato due volte, chiedendo che fine aves-
sero fatto. In genere, Donna gli portava Mary in tempo perch potessero cenare insie-
me, ma quella sera aveva dovuto lavorare fino a tardi e Mary aveva fame, quindi si
erano fermate al McDonalds e lei le aveva comprato bocconcini di pollo e patatine
fritte. Donna non aveva mangiato nulla. Si sentiva stanca e nauseata. Quando aveva
finito di preparare la borsa di Mary e si erano messe in strada, erano le otto passate.
Mary scese dallauto e corse verso lacqua con la sua andatura dinoccolata. Tesoro,
attenta a non avvicinarti troppo le grid dietro Donna. Si sedette su una vecchia pan-
china di legno e allung le gambe, poi si gir verso il labirinto di alberi alla sua destra
e strinse gli occhi a causa del sole. Alla sua sinistra, un sentiero polveroso si allonta-
nava dal fiume..Sottili rampicanti verdi e fiori bianchi penzolavano sul sentiero, e il
vento tiepido spargeva nellaria la polvere carica di polline. Alcune api le ronzavano
vicino al volto, e Donna le allontan con un gesto della mano. Mary era impegnata
nellinseguimento di una farfalla monarca con le ali arancioni e nere. Linsetto svo-
lazzava su e gi, e Mary teneva un dito teso, nella speranza che ci atterrasse sopra.
Correva avanti e indietro, inseguendo la farfalla finch questa non si allontan sopra
lacqua. Vieni a sederti vicino a me, tesoro le disse Donna. Mary si sedette pesan-
temente sulla panchina. Donna cinse le spalle della figlia e le fece appoggiare la testa
nellincavo del collo. Le baci i riccioli biondi e con un dito le punzecchi una guan-
cia. Mary ridacchi. Si somigliavano poco, per essere madre e figlia. Mary
aveva preso da Clark laltezza e la corporatura robusta. Donna era minuta, al-
meno quindici centimetri pi bassa di Mary e venti chili pi magra. Sapeva che era
strano vedere per strada quelladolescente troppo cresciuta tenere per mano sua ma-
dre. Mary era ancora una bambina. Donna invece era invecchiata parecchio, appesan-
tita dalla fatica dellessere genitore. Una cosa accudire una bambina quando si han-
no venticinque anni e una cosa farlo quando se ne hanno quaranta. Donna era anco-
ra vestita come in ufficio. Faceva la segretaria in un piccolo studio legale del Wiscon-
sin, dove insistevano affinch portasse tailleur eleganti e tenesse i capelli biondo ce-
nere ben acconciati. La paga e i benefit, comunque, erano buoni e lo studio le consen-
tiva di occuparsi di Mary ogni volta che la figlia ne aveva bisogno. Erano cinque anni
che lavorava l, da quando lei e Clark si erano separati. La sicurezza economica com-
pensava almeno in parte le lunghe ore di lavoro e la solitudine della sua vita. Hai vi-
sto? chiese Donna, indicando uno schizzo sullacqua e le onde concentriche che si
erano formate. Cera un pesce. Pesce! esclam Mary. Ti piacerebbe essere un
pesce? le chiese la madre. Potresti nuotare sottacqua e fare amicizia con le tartaru-
ghe. Oppure potresti essere una bella sirena, con una lunga coda di pesce. Non sareb-
be buffo? Pesce! ripet Mary. Donna sorrise. Teneva la figlia per mano, e insieme
guardavano i falchi volteggiare sopra di loro e le barche solcare pigramente il fiume.
Contarono gli uccelli tra gli alberi. Donna colse un fiore di campo e lo diede a Mary
perch ne staccasse i petali. Trascorsero una mezzora tranquilla, come lacqua che
scorreva ai loro piedi e il
sole che scendeva dietro gli alberi. Poi le scintille dorate sullacqua si tramuta-
rono in ombre. Era ora di andare. Clark le stava aspettando, e non sarebbe stato giusto
arrivare troppo in ritardo. Lui sentiva la mancanza di Mary. Anche a Donna mancava
Clark. Continuava ad aspettare che lamore che provava per lui si spegnesse, invece,
con il passare del tempo si stava estinguendo solo lamarezza lasciata dal divorzio.
Erano arrivati a un punto di saturazione, incapaci di gestire Mary insieme. Ora, quan-
do lo vedeva, si sentiva nuovamente attratta dal suo coraggio e dai suoi modi solenni.
Alcune settimane prima si era anche concessa di rimanere a dormire da lui, nel suo
letto, senza che ci fosse bisogno di parlarne. Il mattino dopo era sgattaiolata via prima
che Clark si svegliasse, non perch fosse pentita di quello che aveva fatto, ma perch
temeva che lui non la pensasse allo stesso modo. Ehi! Mary! Qualcuno grid un sa-
luto da sopra la strada dietro di lei. Donna si gir a guardare e vide un adolescente,
pi o meno dellet di Mary, scendere il ripido pendio in sella a una bicicletta. Li sa-
lutava eccitato, con un sorriso stampato in faccia e i capelli mossi dal vento. Donna lo
riconobbe. Era un loro vicino di casa quando lei abitava ancora a Gary, che viveva a
circa due isolati dalla loro vecchia casa. Era un bambino coreano adottato, tarchiato e
forte. Voleva bene a Mary ed erano cresciuti giocando insieme. Ora che erano pi
grandi, lui era uno dei pochi che non la prendeva in giro per il suo handicap. Anche
Mary lo vide. Charlie! Charlie! Con un salto Charlie super la strada, con lampia
schiena sollevata dal sellino della bici. Ricadde sul manubrio, poi impenn con la
ruota anteriore, per mettersi in mostra come fanno sempre i ragazzi. Mary squitt per
la contentezza. Donna sent lo stridio della gomma quando Charlie tir i freni. La bi-
cicletta rallent e il battistrada lasci una striscia nera sulla strada. Durante lo stridio
della frenata, Donna vide del ghiaino schizzare da sotto la bici. Le si blocc il fiato in
gola prima di poter lanciare un avvertimento. La ruota anteriore si impenn, come
una balena che esce dallacqua, e quella posteriore ne segu la traiettoria. Un attimo
dopo la bicicletta volava in aria insieme a Charlie. Rimbalz e sbatt per terra, con i
raggi che giravano vorticosamente. Charlie fece un volo a mezzaria, con le braccia e
le gambe spalancate a X. Fin di testa sullasfalto e, anche se si trovava a cinquanta
metri di distanza da loro, il suono dellimpatto schiocc nitido nellaria come un pe-
tardo. Rimase immobile in mezzo alla strada. Charlie! grid Mary. Donna scatt in
piedi. Rimase l, paralizzata, con lo sguardo che saettava da Mary a Charlie. Il suo
istinto le diceva di correre ad aiutare il ragazzo, ma anche di non lasciare mai sua fi -
glia da sola. Si chin, prese il volto di Mary tra le mani e le parl con dolcezza ma
con tono fermo. Mary, tu resta seduta qui. Non muoverti, capito? Non devi muover-
ti. Resta seduta qui. Ti prego, piccola, ho bisogno che tu mi capisca. Fammi vedere
che hai capito. Gli occhi di Mary erano colmi di confusione e di lacrime. Non si
mosse. Brava, piccolina, resta seduta qui e non ti muovere. Donna corse verso la
strada, armeggiando con il cellulare nel tentativo di comporre il 911 mentre correva.
Si sentiva impacciata con gli abiti da lavoro. La camicetta le usc dalla gonna. Perse
lequilibrio per colpa dei tacchi, imprec e scalci via le scarpe. I sassi le tagliavano
le calze e le graffiavano i piedi. Quando raggiunse Charlie, mormor una preghiera
vedendo una pozza di sangue allargarsi come un cancro sotto la testa del ragazzo. In-
clin la testa per guardare da una parte allaltra della strada, ormai buia nel crepusco-
lo. Non cerano macchine in vista. Un Rav4 era parcheggiato su una sporgenza circa
mezzo chilometro a nord, ma non cera nessuno allinterno. Era sola. Donna guard
Mary. Era ancora sulla panchina, con il pollice in bocca. Le rispose un operatore del
911 e Donna fu sollevata nel sentire la voce di unaltra persona. Fece un respiro e cer-
c di inghiottire il panico, e di ricordare esattamente dove si trovava, ma non le veni-
vano i nomi delle strade e dei paesi. Per un istante, fu come se si trovasse in un punto
sconosciuto della Terra. Poi il nome della localit trov modo di farsi strada nel suo
cervello e lo balbett al telefono, cercando di farsi capire. Loperatore era talmente
calmo da risultare irritante. Le faceva continuamente le stesse domande, costringen-
dola a ripetersi. Mi serve aiuto! insistette Donna. Mandate dei soccorsi! Luomo
finalmente le disse quello che voleva sentirsi dire. Stava arrivando la polizia. Stava
arrivando unambulanza. Stavano arrivando tutti. Le disse di restare con il ragazzo.
Donna sent un gemito provenire da terra. Charlie si stava svegliando e cercava di
muoversi. No, no, resta immobile gli mormor. Non sapeva se lavesse sentita. Si
inginocchi in mezzo alla strada e gli prese una mano. Era floscia. Lui non reag alla
stretta. Resta immobile.
Charlie aveva gli occhi chiusi. Cerc di girare la testa, e lei gli avvicin le lab-
bra allorecchio. Aveva la mano sporca del suo sangue. Non muoverti. Resta qui,
Charlie. I soccorsi stanno arrivando. Rimase in ascolto, cercando di sentire le sirene.
Dove diavolo erano? Controll di nuovo se non stessero arrivando delle macchine, te-
mendo che il buio rendesse lei e Charlie invisibili finch non fosse stato troppo tardi
per sterzare. Suon il cellulare. Rispose e dallaltra parte ud la voce di Clark. Dove
cazzo sei? Non si fa cos, Donna. Le parole le uscirono rapide di bocca, senza che
potesse fare nulla per rallentarle. Clark, vieni qui, vieni subito qui! Che succede?
Centra Mary? Vieni subito e basta, sono sulla statale a sud della citt. Vieni subi-
to! Grazie a Dio, lui non fece altre domande. Il telefono ora era muto. Sicuramente
si era gi messo in strada. Quando cera bisogno di lui, Clark arrivava subito. Era per
questo che lo aveva amato tanto a lungo. Non doveva fare altro che aspettare. Aspet-
tare le sirene. Aspettare Clark. Donna si gir. Stesa sul terreno, non riusciva a vedere
la panchina accanto al fiume dovera seduta Mary. Non voleva chiamarla per nome,
con il rischio che sua figlia si mettesse a gironzolare per la strada buia. Pos la mano
di Charlie sullasfalto. Sono ancora qui lo rassicur. Donna si alz in piedi. Oh
mio Dio! grid. La panchina di legno era vuota. Non vedeva Mary da nessuna parte.
Donna si strapp i capelli. Del sangue le
macchi la faccia. Guard dappertutto: la sua macchina, gli alberi, il sentiero
che spariva lungo la sponda del fiume. Mary! Mary! Grid pi e pi volte, ma non
vide la sua bella bambina. Oh, Dio, qualcuno mi aiuti! Aiuto! Mary! Un coniglietto
non pi grande del pugno di Mary fece capolino da una pianta di verga doro e salt
in mezzo al sentiero. Mary prov il desiderio di stringerlo per sentirsi meglio. Aveva
gi carezzato un coniglio: il suo pelo era morbido e il suo corpicino caldo la rendeva
felice. Si alz e si avvi verso il sentiero, cercando di non fare rumore. Il coniglio la
osserv avvicinarsi, sbattendo gli occhi scuri, con il naso fremente. Fece due saltelli,
girando la coda a batuffolo verso Mary. Iniziarono cos una specie di danza, con
Mary che faceva un passo e il coniglio che faceva un saltello, come se stessero gio-
cando insieme. Coniglio tub Mary. Qui, coniglietto. Lo segu lungo il sentiero,
gli occhi fissi davanti a s, senza curarsi degli alberi o del fiume, n della strada, che
presto spar alla vista dietro di lei. Non si accorse che stava facendo buio. Il coniglio
se la port dietro ancora un po, un salto alla volta, e quando alla fine scatt verso
nord sul sentiero e spar, Mary si mise a correre cercando di raggiungerlo. Lo chiam
e lo cerc tra i cespugli. Era scomparso, ma in uno spiazzo fiorito Mary vide unaltra
farfalla monarca, che subito vol fuori dalla sua portata. Si dimentic del coniglio e
prese a inseguire linsetto. Si dimentic anche di Charlie. E di mamma. Non pensava
di essere sola, perch con lei cera la farfalla. Solo quando linsetto vol sopra le
cime degli alberi
Mary si ferm, si guard intorno e cap che non cera pi nessuno con lei. Nel
fitto degli alberi era quasi completamente buio. In basso vedeva la sponda del fiume,
ma non cerano pi i puntini danzanti del sole, e lacqua era nera. Mary rest immo-
bile in mezzo al sentiero, senza sapere cosa fare. Si morse il labbro e sbatt le palpe-
bre. Le lacrime le rigarono le guance. Mamma? Non osava parlare ad alta voce.
Non sapeva chi lavrebbe potuta sentire. Voleva che il coniglietto tornasse indietro.
Da qualche parte sotto di lei, molto lontano, credette di sentire la voce di sua madre,
ma non sapeva come raggiungerla, e aveva paura che la mamma si sarebbe arrabbiata
perch lei si era allontanata. Lo aveva gi fatto e mamma si era sempre arrabbiata, an-
che se poi la stringeva forte. E adesso, Mary desiderava tanto essere abbracciata. Sen-
t dei rumori tra gli alberi. Spalanc gli occhi. Sperava che fosse la mamma, o Char-
lie, o pap, e che fossero venuti a prenderla per portarla a casa. Fece un passo indietro
e intrecci le dita sullo stomaco. Era difficile riuscire a vedere qualcosa, a parte le
ombre che erano come la notte fuori dalla sua stanza da letto. Alz lo sguardo. Vole-
va vedere il cielo, ma i rami erano chiusi come braccia conserte sopra la sua testa, e la
cosa non le piaceva per niente. I rumori si fecero pi intensi. Grid pi forte e pia-
gnucol. Mi dispiace. Gli alberi si mossero. Erano vivi. Mary vide un uomo sbuca-
re da dietro gli alberi. Allung le mani verso di lei come farebbe un mostro, ma non
era Charlie, non era pap. Era un estraneo, e lei non riusc a parlare n a gridare, per-
ch le era stato insegnato di non parlare agli sconosciuti. Mai. Per nessun motivo.
Non voleva guardarlo. Pens che se avesse chiuso gli occhi lui se ne sarebbe
andato, come succede negli incubi. Lo fece e, quando li riapr a fessura, lui era ancora
l, e si stava avvicinando. Quando fu abbastanza vicino perch lei potesse vederlo in
faccia, apr la bocca in una O di terrore, perch quelluomo era peggio di uno scono-
sciuto. Era luomo fuori dalla sua finestra. Luomo che le faceva paura. Lui lui lui
lui lui lui lui! Luomo disse qualcosa e si mosse verso di lei, con le braccia tese in
avanti. No no no no no! Mary corse e cadde, poi si rialz in piedi e scoppi a pian-
gere. Non si volt indietro. Non voleva pi vedere quelluomo, non voleva pi vedere
la sua faccia, non voleva pi sentirsi osservata da lui, non voleva pi trovarlo fuori
dalla sua finestra. Voleva che mamma e pap lo mandassero via. Voleva svegliarsi e
ritrovarsi nel suo letto. Correva alla cieca. Non sapeva dove si trovava. Sapeva solo
che il mondo stava sprofondando, che i rami e i cespugli cercavano di afferrarla come
fossero le mani di mille mostri. Sentiva gli animali respirare e sbuffare. Il terreno sot-
to i suoi piedi si trasform in una oscura pozza di sabbie mobili. Acqua. Era in acqua.
Era nel fiume. Poi il terreno svan da sotto i suoi piedi e Mary inizi ad affondare.
Capitolo 12 Stride apr un piccolo compartimento della sua scrivania. Dentro
cera solo una fotografia, di oltre dieci anni prima. La prese tra lindice e il pollice.
Ritraeva due uomini in abiti eleganti, in piedi davanti a un camino in mattoni al Kit-
ch, il club privato dove i pezzi grossi di Duluth andavano a sorseggiare Martini, man-
giare carne rossa e decidere il futuro della citt. Stride era luomo sulla sinistra. Ac-
canto a lui cera Ray Wallace, con un braccio intorno alle sue spalle e un sorriso
grande quanto il lago. Quella sera Stride era stato messo a capo del Detective Bureau
della citt. Ray era il capo della polizia. Negli occhi di Ray scorgeva un orgoglio pa-
terno. Non cera niente di simulato in quel sentimento. Ray aveva guidato ogni passo
della sua carriera, fin dai primi giorni di Stride nel corpo di polizia. Quella sera al
Kitch, Ray gli aveva detto che la cosa che lo avrebbe reso luomo pi felice al mondo
sarebbe stato consegnare a lui le chiavi del suo ufficio una volta che fosse andato in
pensione. Due anni dopo, Ray gli piant un proiettile nella spalla. Us lo stesso revol-
ver a canna lunga che aveva tenuto
in perfette condizioni fin da quando era lui stesso un detective, la stessa pistola
che aveva usato nella caccia a Dada. Mentre Stride lo guardava, sanguinante sul pavi-
mento, il suo vecchio amico si era infilato la pistola in bocca, sotto i lunghi baffi rossi
e si era fatto saltare le cervella. Con il senno di poi e guardando la foto, Stride si dice-
va che avrebbe dovuto capirlo. Ray era corpulento. Aveva le guance rubiconde per
via dei quattro whisky che aveva bevuto a cena. Il viso iniziava a mostrare i segni
dellet. Era circondato dai segni di una ricchezza che non avrebbe dovuto apparte-
nergli: lorologio costoso che portava al polso, le bottiglie di Champagne, la vacanza
ad Aruba e le perle intorno al collo della sua giovane moglie. A quel tempo, Stride
non aveva voluto vedere quei segnali. Non aveva permesso loro di farsi strada nella
sua mente finch, in un hotel delle Twin Cities, un informatore della Stanhope Indu-
stries gli aveva messo davanti tutte le carte, rivelando ventanni di corruzione, imputa-
bili a un solo nome. Ray. Stride incaric un revisore dei conti di seguire la pista di
quei documenti, che condusse a Ray e a un gruppo di dirigenti della Stanhope. Il sin-
daco e il procuratore distrettuale si sarebbero accontentati delle dimissioni del capo
della polizia, ma i media misero le mani sulla storia, e ad attendere Ray ci sarebbe
stata, oltre alla rovina economica e alla vergogna, anche la galera. Quando la moglie
di Ray chiam Stride dalla loro casa in montagna vicino a Ely, Ray stava minaccian-
do di farli fuori tutti. Sua moglie. I loro due bambini. Stride and lass da solo, inten-
zionato a convincerlo a consegnargli la pistola, da uomo a uomo, da detective a capo.
Quando Ray lasci uscire sani e salvi la moglie e i figli, Stride pens che avrebbero
sistemato tutto in modo pacifico. Solo pi tardi cap che a quel punto la questione era
tra lui e Ray. Per il suo capo essere tradito da Stride era stato come essere tradito da
un figlio. Ray voleva che lui fosse presente quando si sarebbe suicidato. Non ti bia-
simi pi per quello che successo, vero? Stride vide Maggie sulla soglia del suo uf-
ficio. Il resto del Detective Bureau alle spalle della donna era buio. Era mezzanotte
passata. Maggie entr e si sedette di traverso sulla sedia imbottita che Stride teneva in
un angolo. Le sue gambe corte ciondolavano a mezzaria, e stringeva in mano una
lattina di Diet Coke. Ci ho ripensato fin troppe volte disse Stride. Mi comporterei
nello stesso modo, dallinizio alla fine. Maggie e Cindy erano state le due persone
che, dopo la morte di Ray, lo avevano aiutato a non sprofondare in un pozzo di de-
pressione. Se non ci fosse stata Maggie, Stride dubitava che sarebbe tornato al lavoro,
una volta guarita la spalla. Era pronto a licenziarsi, ma Maggie lo aveva tormentato
con alcuni casi in sospeso, finch Stride si era reso conto che amava ancora fare il po-
liziotto, con o senza Ray. C una cosa che non capisco disse. Ovvero? Ancora
oggi mi chiedo perch Ray non abbia mai cercato di corrompermi. Aveva preso bu-
starelle per tutti quegli anni, ma non mi aveva mai chiesto di chiudere un occhio. Non
mi ha mai chiesto di assecondarlo. _Sapeva che avresti detto di no ribatt Maggie.
Tu credi? Se Ray fosse venuto da me quando ero ancora un poliziotto alle prime
armi e mi avesse chiesto di chiudere un occhio su qualcosa, credi che non lo avrei fat-
to? Per nessun motivo gli avrei detto di no.
Forse proprio questo il punto, capo. Quale? Tu eri lunica cosa di cui
Ray andava veramente fiero disse Maggie. Non voleva rovinarti come aveva rovi-
nato se stesso. Non voleva che tu facessi la sua fine. Stride poggi la foto sulla scri-
vania. Forse hai ragione. Sollev lo sguardo verso di lei e aggiunse: Cosa ci fai
ancora qui? E tardi. Ho visto che la luce del tuo ufficio era ancora accesa. Novit
interessanti sul fronte adozione? Non ancora. Non riesco ancora a decidere. Sai
come la penso. Tu hai un talento naturale per fare la madre. Maggie alz le spalle e
non aggiunse altro. Ceri a Fond du Lac? le chiese. Maggie bevve un lungo sorso
dalla lattina, poi pieg la testa allindietro e fiss il soffitto. S. La ragazza ce lha
fatta? No. Era gi morta quando lhanno tirata fuori dallacqua. E il ragazzo?
Quello in bicicletta? stato fortunato. I suoi parametri sono buoni. I medici credo-
no che se la caver. Come lhanno presa i genitori della ragazza? Maggie scosse
la testa. Sono entrambi a pezzi. Mary era tutto per loro. Limpegno nei confronti
della ragazza aveva distrutto il loro matrimonio, ma entrambi vivevano e respiravano
per lei. Spero che la madre non si dia la colpa per aver lasciato sola la figlia disse
Stride. Il ragazzo aveva avuto un brutto incidente. Non avrebbe potuto comportarsi
diversamente.
Non sono tanto sicura che si sia trattato di un incidente. Stride poggi i go-
miti sulla scrivania. Cosa intendi dire? Donna Biggs crede che sulla scena ci fosse
anche il guardone. Crede sia stato lui a spaventare Mary e a costringerla a fuggire.
Quando lei caduta in acqua, lui se n andato. Ci sono elementi che lo conferma-
no? Donna giura di aver visto unauto parcheggiata poco pi avanti rispetto al pun-
to in cui si trovava lei. Dice che era un Rav4 color argento, che corrisponde agli avvi-
stamenti di un SUV vicino ai punti in cui colpiva il guardone. Naturalmente nessuno
ha preso la targa. Non granch. Donna ha anche visto un uomo salire sul Rav4
mentre lei correva lungo il sentiero, dopo aver sentito Mary gridare. Sarebbe in
grado di identificarlo? No. Ha lasciato prove di qualche genere? Perlustrere-
mo i boschi tra il sentiero e il punto dove era parcheggiata la macchina. Non voglio
essere pessimista, ma anche se riusciremo a trovarlo, sar dura dimostrare la sua re-
sponsabilit nella morte di Mary. Se lui avesse cercato di afferrarla, e lei fosse
morta in seguito alle sue azioni, potremmo tirare fuori unaccusa di omicidio colpo-
so. S, lo so, ma con quali prove? Il fatto che lavesse gi spiata in precedenza.
Lauto. Qualunque prova fisica che riusciamo a trovare. Il fatto che Mary si sia messa
a gridare. Dannazione, chiss
quali ricordini si tenuto questo tizio. Magari, quando lo troveremo, scoprire-
mo che scattava foto alle ragazze. Se riuscir a mettere insieme un po di pezzi, Pat
Burns riuscir a far aprire gli occhi alla giuria. Da come ne parli sembra che tu ab-
bia preso questo caso come una faccenda personale comment Stride. Maggie annu.
Ho visto quella ragazza, mentre dormiva in camera sua. Faceva tenerezza. Avevo
detto a suo padre che non aveva nulla di cui preoccuparsi, e ora sua figlia morta.
Tenevamo sotto controllo la casa di Clark e di Donna, ma a quanto pare lui stato pi
furbo di noi. Donna dice che si fermavano in quel parco ogni venerd, prima che lei
lasciasse Mary a casa dellex marito. Sicuramente il guardone le aveva seguite. O
la madre si sbaglia. Non credo. Stride si fidava dellistinto di Maggie. Fa quel
che ti dice la pancia concesse. Sollev la fotografia dal tavolo e la studi di nuovo.
Faticava a scrollarsi di dosso il passato. Sai, ho sempre pensato che la morte di Ray
fosse uno degli eventi generati a catena dallomicidio di Laura disse. Come mai?
Credo che la complicit tra Ray e Randall Stanhope sia iniziata allora disse Stride.
Fu a quel tempo che Ray inizi a farsi corrompere. Questo non lo sai con certez-
za. No? Dopo che avevamo interrogato Peter, Randall chiese a Ray di fermarsi per
parlare in privato. Ray usc poco pi tardi, e insieme andammo a cercare Dada. Solo
anni dopo ho capito quello che doveva essere successo. Credi che Ray e Randall
abbiano stretto un accordo concluse Maggie.
Stride annu. Esatto. Ray non voleva catturare Dada. Voleva ucciderlo. Era
lora del crepuscolo. Ray ferm lauto sulla ghiaia nei pressi dellArrowhead Bridge.
Le campate gemelle si protendevano come ali, lasciando il passaggio aperto per le
navi cariche di minerale ferroso provenienti dal Soo. Lacqua era nera e agitata dal
vento. Il poliziotto e il ragazzo scesero dalla Camaro e si appoggiarono al cofano,
dietro il paraurti anteriore. Gocce di pioggia fredda bagnavano il parabrezza. Nuvole
cineree si ammassavano sulle loro teste, spostandosi lentamente dalle alte colline ver-
so il lago. Ray diede un colpetto al suo pacchetto di sigarette e ne offr una a Stride,
che laccett. Il ragazzo toss quando il fumo gli arriv nei polmoni. Ray gli sorrise, i
capelli rossi mossi dal vento. Quindi questa la zona dove hai visto Dada? S.
Non una bella zona dove aggirarsi senza compagnia. Dovresti pensarci bene prima
di venire quaggi da solo, sai? Me la so cavare. Ray fece un gesto verso i binari
della ferrovia. Li conosci, quelli? A circa cento metri di distanza, Stride vide due
uomini intorno ai ventanni in jeans e a petto nudo, che tracannavano birra e passeg-
giavano sul terreno fangoso, prendendo a calci i gambi di frumento selvatico. Intorno
ai binari si ergevano piramidi d taconite e tronchi dalbero scortecciati. Uno degli
uomini svuot la sua bottiglia e la sistem di traverso su un binario. Il prossimo treno
che sarebbe passato lavrebbe tagliata in due. Stride aveva visto una quantit di mez-
ze bottiglie in quella zona. Alcuni vagabondi le usavano come scodelle per la mine-
stra.
No, mai visti prima. Ray spense la sigaretta per terra. Vado a scambiare
due parole con loro. Mi lasci venire con lei si offr Stride. Spiacente, Jon. Se le
cose dovessero mettersi male, non voglio avere un adolescente tra i piedi. Ma io
conosco bene questa zona. Lo so. Adesso, per, devi lasciare che gestisca la cosa
da solo. Daccordo? Stride fece spallucce. Okay, come vuole. Me ne star qui.
Bene. Ray si sistem i pantaloni e imbocc la strada che portava ai binari. Stride si
arrampic sul cofano dellauto e lo guard allontanarsi. Il detective era a cinquanta
metri dai due uomini quando uno dei due si gir e lo vide. Si misero a correre. Ray
imprec ad alta voce e part allinseguimento, ma con la gamba zoppa non poteva
correre veloce e a lungo. I due superarono una collinetta e scomparvero alla vista.
Ray ci mise cinque minuti buoni per raggiungere il dosso. Stride era rimasto solo.
Sentiva il terreno vibrare per il passaggio di un treno che prendeva velocit. Un ser-
pente di vagoni rossi e verdi, sporchi di graffiti e traboccanti di minerali ferrosi si
muoveva lungo i binari, avvicinandosi. Stride scivol gi dallauto e attravers la sta-
tale. Dallaltra parte, un leggero declivio scendeva fino a un pccolo gruppo di quer-
ce, dove un ruscello scorreva pigramente verso le acque del porto. Stride corse velo-
cemente gi per la collinetta e risal verso i binari. Aspett la locomotiva, diretta a
sud lungo la lnea della costa. Era un convoglio piuttosto lungo. E mentre dozzine di
vagoni gli scorrevano davanti agli occhi, percep lodore della polvere ferrosa, catra-
mosa come il fumo di sigaretta. I vagoni sbatacchiavano, ronzavano, oscillavano e
sobbalzavano. Era un treno lunghissimo. Ci mise una decina di minuti a passare.
Dopo il transito del vagone di servizio, il rumore si attenu. Mentre guardava il con-
voglio farsi sempre pi piccolo, Stride si rese conto che era tutto bagnato a causa del-
la pioggia. Chi il tuo amico? Stride sobbalz. Si gir e trov Dada alle sue spalle.
Una quercia morta incombeva dietro il nero, dando limpressione che i rami lunghi e
sottili spuntassero dalla sua testa. Davanti a Dada, Stride sembrava molto pi piccolo.
uno sbirro? Dada era a quindici centimetri da lui, e Stride avrebbe voluto indie-
treggiare, ma non lo fece. Da quella distanza, vide che era molto giovane. Intorno ai
ventanni. Non indossava il solito berretto colorato. I suoi capelli ingarbugliati spun-
tavano da una fronte alta e penzolavano come vermi fino al petto. Il bianco dei suoi
occhi si stagliava contro la pelle scura. Aveva le sopracciglia inarcate, che gli conferi-
vano un aspetto diabolico. Ti ho chiesto se uno sbirro. La voce di Dada, inaspet-
tatamente, era pacata, quasi ipnotica. S disse Stride. Si tratta di quella ragazza?
S. Pensano che labbia uccisa io? Vogliono parlarti rispose Stride. Dada fece
ondeggiare una borraccia ammaccata appesa per il tappo a una catenella, poi se la
port alle labbra e bevve un sorso. Si pul la barba irregolare. Parlare? Una ragazza
bianca viene uccisa, un nero stato visto insieme a lei, e la polizia vuole solo
parlare?
La pioggia prese a cadere pi fitta, imperlando la testa e il volto di Dada. Stride
avvertiva chiaramente il rumore delle gocce che cadevano sul terreno. Sei stato tu?
domand Stride. Secondo te? Stride lo fiss. No, penso di no. Allora togliti di
mezzo. Sta arrivando un altro treno. E ora che io vada da unaltra parte. Non posso
permetterlo disse Stride. Sent il terreno vibrare per lapprossimarsi di un altro con-
voglio. Ogni minuto, un altro lungo serpente partiva dal porto. Sei coraggioso, ma
sei uno sciocco se pensi di potermi fermare. Ti chiedo solo di parlare con lui disse
Stride. Digli cosa hai visto. Senza di te, non riusciranno mai a risolvere questo
caso. Conoscevi la ragazza? Era la sorella della mia fidanzata. Mi dispiace.
Dimmi cosa hai visto. Il fischio di un treno spezz laria. La pioggia scendeva fitta
e gocciolava dalle ciglia di Stride. Quella ragazza aveva dei segreti dichiar Dada.
Poggi una mano sulla spalla di Stride e lo spinse di lato senza alcuna fatica. Il moto-
re di un treno merci rugg alle loro spalle, trascinando i suoi vagoni grigi e arruggini-
ti. Le ruote dacciaio sulle rotaie producevano un fastidioso squittio, che sembrava il
verso di maiali castrati. Si gett contro Dada, ma era come cercare di placcare un
tronco dalbero. Dada gli piant una gomitata nel petto e gli diede un pugno, che fu
come una martellata. I polmoni di Stride si svuotarono completamente. Fin sul sede-
re, nel fango, lottando nel tentativo di respirare.
Dada era a pochi passi dai vagoni del treno. Stride si rimise in piedi e si butt
di nuovo, mirando pi in basso. Si gett contro le caviglie del vagabondo. Dada sci-
vol sul terreno fangoso, poi cadde. La borraccia gli sfugg dalle mani e rotol via.
Dimmelo! grid Stride. La loro pelle era striata di fango. I vagoni del treno sferra-
gliarono accanto a loro, ad appena tre metri di distanza, enormi e assordanti. Stride
cerc di afferrare Dada per un polso, ma il vagabondo si rimise in piedi, trascinando-
lo con s. Stride lo colp al collo, senza sortire alcun effetto. Dada lo spinse via come
una mosca, ma Stride caric di nuovo e con la destra prese a colpire i reni del gigante
nero. I muscoli nodosi di Dada erano come un punching ball che assorbiva tutti i col-
pi. Stupido ragazzo disse Dada. Lo colp sulla bocca, spaccandogli il labbro con un
anello dargento. A Stride sembr di ricevere un badile dacciaio sui denti. Barcoll
allindietro di qualche passo poi cadde sullerba. Toss e sent il sapore del sangue.
Quando prov a chiudere la bocca sent che la mandibola era fuori asse e che uno dei
molari ballonzolava come fosse appeso a un filo. Voleva alzarsi, ma i suoi occhi in-
viavano al suo cervello immagini confuse di quello che aveva davanti. Il dolore gli
pulsava nel cranio. Sent qualcosa. Uno schiocco secco, seguito da un acuto sibilo
metallico. Una voce. Fermo! Era Ray. Stava sparando. Stride lott per mettersi a
gattoni. Aveva la bocca aperta, e il sangue gli gocciolava dalle labbra quasi fosse un
vampiro. Scosse la testa, cercando di mettere a fuoco. Quando le immagini si fecero
pi nitide, vide Dada correre verso i vagoni che stavano accelerando. Sulla statale, vi-
cino alla Cantaro, Ray spar di nuovo, impugnando il revolver con entrambe le mani.
Il proiettile rimbalz su uno dei vagoni. Dada afferr un piolo di una scala di acciaio
e con un movimento quasi aggraziato port una gamba sullultimo gradino. Le ultime
carrozze di quel gigantesco millepiedi passarono contorcendosi. Stride vide Ray zop-
picare, nel vano tentativo di correre. Il treno se li lasci alle spalle. Dada si fece sem-
pre pi piccolo, inghiottito dalle tenebre. Stride fece alcuni passi strascicando i piedi,
poi sent il mondo vorticargli intorno e svenne. Che eroe disse Maggie con un sor-
riso. Non stato il mio momento migliore ammise Stride. Cosa disse Ray della
fuga di Dada? Con il senno di poi, credo che ne fosse sollevato. Sapeva che, una
volta salito su quel treno, non lo avremmo rivisto mai pi. Tutti avevano avuto quello
che volevano. Ray. Il padre di Laura. Peter Stanhope e suo padre. Potevano credere
che avevamo individuato lassassino di Laura, anche se era riuscito a fuggire. Questo
permetteva di mettere una pietra sopra a tutta quella storia, e fu ci che facemmo.
Ma Dada uccise davvero Laura? chiese Maggie. Ray fece controllare la borraccia,
per confrontare le impronte digitali con quelle sulla mazza di Peter. Corrispondevano.
Dada aveva impugnato quella mazza, il che confermava la storia di Peter. Non cera-
no altri testimoni. E questo fu abbastanza per Ray? Fu abbastanza per tutti. An-
che per me. Fino a oggi.
CHI HA UCCISO LAURA STARR? Di Tish Verdure Non avevo mai creduto
alla colpevolezza di Dada, ma non potevo dire nulla. Mio padre aveva bisogno di
chiudere quella storia, non di lasciare una ferita aperta. La polizia finse di cercare
Dada in giro per il paese, ma in realt nessuno voleva trovarlo. Se fosse tornato sareb-
bero state sollevate delle domande, le cui risposte era meglio lasciare sepolte insieme
al cadavere di mia sorella. E facile credere nel male. E facile individuarlo. Il diavolo
nero era venuto in citt, aveva scelto una ragazza da sacrificare, poi aveva preso uno
sporco treno che lo riportasse nelle terre selvagge. il genere di favola che ci raccon-
tavano in chiesa. La gente di queste parti ama pensare che il bene e il male siano faci-
li da distinguere, come il bianco e il nero. La brava gente porta la croce. La gente cat-
tiva no. La gente cattiva sono gli estranei. molto pi difficile accettare che il male
possa abitare in mezzo a noi. Il nostro vicino. Il nostro insegnante. Il nostro amico. La
persona che molestava Laura con le lettere anonime? Nessuno volle pi sentirne par-
lare. Non era Dada che infilava biglietti sconci nellarmadietto di Laura, a scuola.
Non era lui che le inviava minacce.
Non importava. Se Dada laveva uccisa, perch cercare un secondo uomo? I
genitori potevano smettere di trattenere il fiato. I bambini potevano tornare a giocare
nel parco. Era tutto ci che ci interessava. E cos accettai quella storia, pur sapendo
che era una menzogna. Pur sapendo che tra di noi si nascondeva un assassino. Non
sapevo che faccia avesse, ma ero sicura che ci fosse. Speravo che un giorno la verit
sarebbe venuta fuori, ma questo non dipendeva da me. Jonny non la prese bene. Sen-
tiva di avermi delusa. Diceva che era colpa sua se Dada era riuscito a fuggire. I dotto-
ri gli sistemarono la mandibola, ma il suo volto rimase comunque leggermente asim-
metrico. Mi piaceva. Lo rendeva pi umano. Sembrava anche pi adulto. Pi duro.
Come se la cicatrice che lanello di Dada gli aveva scavato sul volto servisse a ricor-
dargli che quando si combatte si pu anche perdere, ma che se non si combatte non si
pu nemmeno vincere. Iniziai a vedere luomo con cui avrei voluto vivere. Che avrei
voluto amare e sposare. La cosa strana che sapevo che sarebbe diventato un poli-
ziotto ancor prima che succedesse. Lesperienza con Laura, Peter e Dada lo aveva
cambiato. Cos come Ray. Non gli dissi mai che non mi ero mai fidata di Ray. Jonny
aveva trovato un modello da imitare. Ho sempre pensato che sarebbe stato un poli-
ziotto migliore del suo mentore. Ray faceva quel lavoro per se stesso, ma per Jonny
era diverso. Lui lo faceva perch quellanno gli era stato portato via qualcosa, e quel-
lo era un modo per cercare di riprenderselo, anche se non ci sarebbe mai riuscito. Ci
sono alcune cose che, quando le perdi, non ritroverai mai pi.
La vita va avanti, in meglio o in peggio, ma a volte, nel silenzio, la tua mente
viaggia nel passato. Non superai mai del tutto quellestate. Non ne parlammo mai pi,
ma io la portai con me ogni giorno della mia vita. E so che lui fece lo stesso. Non tor-
nai mai in quel parco. Al lago. Non volevo ricordare. Nonostante questo, certi giorni
percorrevo la strada che costeggiava quella zona e guardavo tra lintrico degli alberi,
e di colpo avevo di nuovo diciassette anni. Se solo potessi dire a Jonny la verit su
quello che successo quella notte.
Parte Terza IL TESTIMONE Capitolo 13 Clark Biggs sedeva immobile e rigi-
do sulla sedia di legno poggiata contro la parete del salotto. Teneva le mani in grem-
bo e gli occhi fissi su uno scaffale pieno di libri dallaltra parte della stanza. Maggie
segu il suo sguardo fino a una fotografia in cornice di Clark e Mary, scattata nel giar-
dino sul retro della loro casa. Giocavano tra le foglie cadute. Mary gettava foglie di
quercia in aria, sorridente e con i boccoli biondi ondulati. Nella fotografia, Maggie
vide la felicit e lorgoglio celati dietro lo sguardo solenne di Clark. Ora quella felici-
t era stata spazzata via, lasciando il suo cuore vuoto. Signor Biggs? disse di nuo-
vo, a bassa voce. Lui sembr risvegliarsi da uno stato di trance. Mi scusi, come ha
detto? Le stavo chiedendo se ha mai visto un Rav4 color argento parcheggiato nel
vicinato, o se conosce qualcuno che ne possieda uno. Oh. Clark poggi le mani
sulle ginocchia e fiss il disegno, ormai sbiadito, sul tappeto ai suoi piedi. No, non
direi. Nemmeno io aggiunse Donna Biggs. Mi dispiace. Donna era seduta ac-
canto a Maggie sul divano. Lanciava frequenti occhiate al suo ex marito, come se
stesse lottando con limpulso di andare a consolarlo. I suoi occhi erano rossi e umidi.
La brutta notizia che ci sono centinaia di automobili come quella nella zona di Du-
luth e Superior disse Maggie. Un po troppe. Comunque, stiamo eseguendo con-
trolli incrociati tra i proprietari dei veicoli e la lista dei pregiudicati, nella speranza di
restringere il campo di ricerca. Inoltre, ora che abbiamo un veicolo specifico, stiamo
interrogando nuovamente anche i residenti delle altre zone in cui ha agito il guardone,
nella speranza che qualcuno abbia visto qualcosa. Controlleremo anche le liste delle
persone e delle organizzazioni che ci avete fornito, per verificare se qualcuno che co-
nosceva Mary possiede quel modello di auto. Nessuno di coloro che conoscevano
Mary avrebbe potuto fare una cosa simile disse Donna. Clark fece un cenno affer-
mativo. S, stato un estraneo. Se si fosse trattato di qualcuno che conosceva, Mary
avrebbe reagito diversamente. Capisco, ma dobbiamo considerare tutte le possibili-
t rispose Maggie. Ricordate che potrebbe trattarsi di qualcuno che aveva anche
scarsi contatti con Mary. I guardoni e i maniaci di quella specie sviluppano spesso
elaborate fantasie sulle loro vittime, basandosi sul loro aspetto fisico o su un incontro
casuale. sufficiente un saluto rivolto al commesso di un negozio. Per una mente di-
sturbata, anche una semplice conversazione in grado di scatenare unossessione.
Mary era una bambina protest Donna. Chi avrebbe potuto fantasticare in quel
modo su di lei? Maggie sospir. Era anche una bella ragazza. Mary era vulnera-
bile intervenne Clark. Come hai potuto lasciarla da sola, Donna? Come?
Dimmelo!
Le guance di Donna sbiancarono. Cosa potevo fare, Clark? Per lamor del cie-
lo, cosa potevo fare?! Chiamare il 911 e restare con lei. Ecco cosa dovevi fare. Lei
era sotto la tua responsabilit. E lasciare quel ragazzo a sanguinare in mezzo alla
strada? Avresti dovuto chiudere Mary in macchina. Non cera tempo! Non ho
avuto tempo per pensare! Maggie pos una mano su un ginocchio di Donna. Si-
gnori Biggs, so che siete entrambi sconvolti per quanto accaduto ma, qualunque
cosa pensiate, non stata colpa vostra. Signora Biggs, quasi certamente quel ragazzo
le deve la vita, e lei non poteva sapere che a Mary sarebbe capitata una cosa del gene-
re. Signor Biggs, so che si sente a pezzi, ma ora la cosa migliore da fare trovare
luomo che ha terrorizzato sua figlia e assicurarci che non faccia pi del male a nes-
suno. Daccordo? Clark Biggs si alz e prese a camminare avanti e indietro. I cubi
di plastica di Mary erano sparpagliati sul tappeto del salotto. Si pieg, ne raccolse
uno e lo strinse nel pugno carnoso. Teneva gli occhi chiusi. Era spettinato, con i ca-
pelli sporchi e il volto coperto dalla peluria bionda della barba non rasata. Signor
Biggs? Lo so. Mi dispiace. Non si preoccupi lo rassicur Maggie. Perch do-
veva proprio finire in acqua? mormor Clark. Oh, Clark, ti prego, non ricomincia-
re disse Donna. Dio era incazzato perch la prima volta eravamo riusciti a salvarla?
Pensava che non avesse gi sofferto
abbastanza? Come ha potuto farla ricadere in acqua? Dimmelo, come ha potuto
Dio permettere che morisse annegata? Maggie si aspett di vedere gli zigomi di
Clark rigarsi di lacrime, ma il suo volto abbronzato rimase asciutto, cos come i suoi
occhi. Dal divano, Donna accenn il gesto di andare da lui ma si ferm subito. Mag-
gie capiva che il loro amore reciproco non era morto, ma era come se si trovassero
sulle sponde opposte di un canyon, senza alcun mezzo per attraversarlo. Avete tro-
vato niente nei boschi? chiese Donna a bassa voce. Ci avevate detto che avreste
cercato degli indizi. Vorrei poterle dire che abbiamo avuto fortuna rispose Mag-
gie. Abbiamo trovato dei rifiuti sul sentiero, tra gli alberi e sul ciglio della strada,
ma nulla che si possa collegare al guardone o al suo veicolo. In seguito, quando lo
avremo identificato, forse alcuni di questi elementi ci permetteranno di collegarlo alla
scena del crimine. Clark lasci cadere a terra il cubo di Mary. Quando troverete
questuomo, lo accuserete di omicidio? Pagher per quello che ha fatto? Maggie esi-
t. Non sta a me deciderlo, ma al pubblico ministero, a seconda delle prove che riu-
sciremo a raccogliere. Le assicuro che far tutto il possibile per trascinarlo in tribuna-
le. Voglio che Mary abbia giustizia. Donna scosse la testa, triste. Se non riuscirete
a trovare prove sufficienti, allora ci sar solo la mia parola, vero? Signorina Bei, io
lavoro in uno studio legale, e so che questo potrebbe essere un problema. Perch
dovrebbe esserlo? domand Clark. Se Donna dice di averlo visto, allora cos.
Ma io non lho visto replic Donna. Ho visto unauto e un uomo che non
sono in grado di identificare. So come lavorano gli avvocati difensori. Diranno che
poteva trattarsi di chiunque. Oppure che mi sono inventata tutto. Inventata? ripre-
se Clark. Cosa diavolo vorresti dire? Clark, io sono stata lunica a vedere il Rav
sulla statale. Diranno che mi sentivo in colpa per aver lasciato Mary da sola, e che
stavo solo cercando di difendere me stessa incolpando qualcun altro. Diranno che,
poich sapevo del guardone, lho usato come capro espiatorio. Che stronzate ta-
gli corto Clark. troppo presto per preoccuparci di questo intervenne Maggie.
Quando avremo identificato luomo, probabilmente troveremo altre prove nella sua
casa e nella sua auto. Se individueremo qualcosa che lo colleghi a Mary, allora la sua
testimonianza, signora Biggs, avr parecchio peso davanti a una giuria, indipendente-
mente da quanto fumo lavvocato difensore cercher di soffiare loro in faccia. Cerc
di parlare in modo convincente, ma sapeva che Donna aveva ragione. E anche Stride.
Probabilmente il massimo che sarebbero riusciti a ottenere era unaccusa per viola-
zione della privacy. Una condanna a due anni per aver spiato dei minori. Due anni
erano una magra consolazione per la perdita di una figlia. La prima cosa da fare
trovarlo aggiunse. Questuomo spiava Mary. Da qualche parte, in qualche modo, le
loro vite si sono incrociate. Lei ha detto che potrebbe trattarsi anche di qualcuno
che Mary ha semplicemente salutato per strada
disse Donna. Se vero, come farete a restringere il campo? Be, dobbiamo
sperare che non si tratti di un contatto tanto semplice rispose Maggie. Mary non era
la prima ragazza che spiava, eppure aveva qualcosa di speciale che lo ha fatto tornare
da lei. La domanda : che cosa? Il suo aspetto fisico non la differenziava particolar-
mente dalle altre ragazze. Se le mettessimo una di fianco allaltra, Mary non risulte-
rebbe diversa dalle altre. Era mentalmente handicappata disse Donna. Maggie an-
nu. S, ma non lo si capiva solo guardandola. Credo che tra Mary e questuomo
debba esserci stata una, seppur minima, interazione. Parler di nuovo con il personale
della scuola di Mary, ma se il contatto non avvenuto l, allora quando successo
probabilmente eravate presenti anche voi. Mary non rimaneva quasi mai da sola,
vero? Mentre pronunciava quelle parole, Maggie si rese conto di aver involontaria-
mente sferrato un altro pugno al senso di colpa di Donna. Lunica volta che aveva la-
sciato sola la figlia, Mary era morta. Donna si asciug gli occhi. S, cos confer-
m. Stavamo sempre con lei. Signor Biggs, lei ritiene che il guardone abbia spiato
Mary dalla finestra anche una settimana prima dellincidente che ha denunciato. An-
che in quel caso si trattava di un sabato sera, giusto? Clark annu. Crede che quella
sia stata la prima volta? Quella stata la prima volta in cui Mary lo ha visto disse
lui. Ne sono sicuro. Sto cercando di stabilire una linea temporale degli eventi
spieg Maggie. Vorrei capire quand stata
la prima volta che questuomo ha incontrato Mary. Vorrei che vi concentraste
sui giorni precedenti a quel sabato. Cercate di ricordare qualunque evento insolito ca-
pitato durante quel periodo. Controller la mia agenda disse Donna. Mary ri-
masta con me fino a venerd sera. Quel sabato non successo niente disse Clark.
Io e Mary siamo rimasti in casa quel giorno. Quella mattina mi hanno consegnato
laltalena che avevo ordinato. Dopo averla montata, Mary ha voluto giocarci subito.
Abbiamo passato tutto il pomeriggio in giardino, e per cena ho cucinato degli ham-
burger. Si fermato qualcuno davanti a casa mentre eravate fuori? Ha notato qual-
che attivit insolita? Gente che girava nel vicinato? Clark scosse la testa. Tengo
sempre docchio cose del genere. Quella settimana Mary stata ammalata per un
paio di giorni aggiunse Donna. Mercoled o gioved non andata a scuola. Ho do-
vuto accompagnarla dal medico. Mentre si trovava l ha visto qualcuno che non co-
nosceva? S, cera un infermiere che non avevamo mai visto prima. A Mary piace-
va. Maggie appunt il nome della clinica di Superior dove aveva lo studio il medico
di Mary. Bene comment. Questo esattamente il tipo di informazioni che mi oc-
corrono. Se doveste ricordare altre cose del genere, qualunque contatto casuale avuto
da Mary con un estraneo, vi prego di informarmi immediatamente. I due annuirono.
Mi dica, signora Bei, lei ritiene che questuomo sia
violento? chiese Donna. Intendeva fare del male a Mary? Maggie sapeva
quello che Donna stava pensando. Forse, in un certo senso, era stato meglio cos. Mo-
rire per annegamento era un destino migliore che essere rapita da un maniaco. In ef-
fetti Dio era stato misericordioso. Non lo so rispose Maggie. Per il momento non
ha mostrato alcuna inclinazione alla violenza, ma non significa che prima o poi non
possa superare quel confine. Non mi interessano le sue intenzioni ringhi Clark.
Lha uccisa. Quel pervertito ha ucciso la mia bambina.
Capitolo 14 Il vento che soffiava sul lago agitava lacqua oltre il ponte mobile.
Decine di gabbiani solcavano il cielo. La piccola nave che faceva il giro turistico del
porto ballonzolava sulle onde increspate di bianco, e Tish Verdure strinse con forza il
parapetto di acciaio rosso vicino alla prua. Chiuse fino al collo la lampo della giacca
di pelle, ma il freddo trovava comunque il modo di insinuarsi dentro i vestiti. Accanto
a lei, Finn Mathisen oscillava, assecondando il rollio della nave. Era alto e magro
come lasta di una bandiera. La sua camicia dai colori variopinti era gonfiata dal ven-
to. Gett la testa allindietro e fin la sua lattina di birra. Sembri molto infreddolita
disse. S, hai indovinato. Vieni, andiamo a sederci dentro. La prese per mano e la
accompagn al ponte inferiore della nave. Tish quasi sospir di gioia quando la porta
si chiuse alle sue spalle, lasciando fuori il vento mentre si posizionava sotto la ventola
che soffiava laria calda proveniente dalle caldaie della nave. Trem, mentre iniziava
a riscaldarsi. L si trovava anche la maggior parte degli altri passeggeri, seduti sulle
panchine accanto agli obl a godersi il panorama. Finn trov due
posti su una panca a tribordo, da dove si godeva una splendida vista del lago, e
si accomodarono. Vado a prendere unaltra birra dichiar Finn. Tu vuoi
qualcosa? No, grazie. Lo guard salire al bar. I vestiti gli stavano larghi, come se
avesse perso peso dallultima volta che li aveva indossati. Come lei, Finn andava per
i cinquanta, ma non li portava bene. Tish not il tremore delle sue mani. Il colorito it-
terico della pelle. Era malato. Si chiese se si rasasse la testa volontariamente o se
avesse perso i capelli in seguito a una cura per il cancro. Quando Finn torn, si accor-
se che Tish gli guardava il cranio. Tanto li avrei persi comunque. Oggi va molto
di moda la testa rasata ribatt Tish. Non importa che mi rassicuri. Ho pensato che
era meglio essere calvo che avere la fronte che mi arrivava a met della testa. Avevo i
capelli pi folti di un rasta, ma intorno ai ventanni ho iniziato a trovare ciocche di
riccioli biondi sul cuscino. Apr la lattina di birra. Allora Finn, come stai? chiese
Tish. Finn trangugi mezza lattina in un unico sorso, e si pul la bocca con il polsino
della camicia. Come sto? Direi che lo vedi anche da sola. Scusami. Ferite au-
toinflitte dichiar, sollevando la lattina di birra. Ecco il nemico. Da ragazzo consu-
mavo per lo pi erba o cocaina. Ma non c bisogno che te lo dica, no? Finalmente mi
sono liberato dalle droghe e ho fatto amicizia con lalcol. I medici dicono che il mio
fegato ha issato la bandiera bianca. Per continui a bere. Almeno morir felice
disse Finn. Sono anni che
entro ed esco dai centri di disintossicazione. Per un po restavo sobrio, ma non
durava. Qualche mese fa mi hanno detto che il danno era permanente, cos ho pensa-
to: Al diavolo. Non dovresti arrenderti. Non la considero una resa. pi una
specie di suicidio per principianti. Se avessi le palle, mi sarei gi ammazzato da un
pezzo. Finn, per lamor del cielo sbott Tish. Che c, la cosa ti sconvolge? Mi
dispiace. Neanche Laura mi aveva mai voluto considerare come una causa persa.
stata lunica che abbia cercato di aiutarmi. Vorrei che non dicessi queste cose.
Ehi, almeno adesso incolpo solo me stesso. Per anni ho incolpato mia madre. Anche
dopo che io e Rikke ce ne eravamo andati dal Nord Dakota, pensavo di essere quello
che ero per colpa di nostra madre. Le cose per non sono cambiate, cos ho comincia-
to a biasimare Rikke. Era colpa sua se non riuscivo ad andare avanti. Per alcuni anni
sono anche andato a vivere da solo. Ma dopo un altro tentativo di riabilitazione nelle
Cities, ho capito che ero stato io a fottermi da solo. Cos sono tornato. Non cambia-
to nulla. Come sta Rikke? chiese Tish. Finn scol il resto della birra. Barcollava.
Si chin in avanti e poggi la faccia contro il vetro dellobl. Ora si trovavano nel ca-
nale navigabile, di ritorno verso il porto. Il ponte era sollevato, e Finn pieg il collo
per guardare la campata sospesa sopra di loro. Sta come me. Amareggiata. Inse-
gna ancora? Finn scosse la testa. Ha lasciato la scuola anni fa. E stata licenziata per
aver avuto una relazione con uno studente. Oggigiorno una cosa del genere basta per
farti finire dentro. Ai nostri tempi si limitavano a nascondere tutto. Mi di-
spiace. No, non vero. A Laura piaceva Rikke, ma a te no. Dentro il porto, Tish
sent le oscillazioni della nave ridursi. Vide la lingua di terra della Punta e pens a
Stride e Serena che vi abitavano. Davanti a loro, i silos per il grano e i giganteschi or-
meggi per le navi di minerali ferrosi. Nella penombra del crepuscolo sembravano pi
grandi e bui. Perch volevi vedermi, Finn? chiese Tish. Lui scroll le spalle. Pen-
so spesso ai vecchi tempi. A volte io vorrei poterli dimenticare. Io ho gi dimen-
ticato fin troppo. Per tutta la vita ho avuto dei blackout. Enormi vuoti, dove ora non
resta nulla. Forse meglio cos. Tish non replic. Ho sentito dire che stai scrivendo
un libro sulla morte di Laura prosegu Finn. Proprio cos. Come ti saltato in
mente? In che senso? Cio, perch rivangare il passato? Non stato gi abba-
stanza doloroso? Forse sentivo di doverlo a Laura rispose Tish. Le mani di Finn
ebbero un fremito. Occhieggi il bar, ma rimase seduto. Sai che a quel tempo ero in-
namorato di Laura. No, Laura non me lo aveva mai detto mormor Tish. Lo im-
magino. Sapevo che lei non ricambiava i miei sentimenti. Non le dissi mai quello che
provavo perch non volevo sentirmi rifiutato. Ma, come ho detto,
Laura era lunica a cui fregasse qualcosa di me. Oltre a Rikke. Finn si prese la
testa tra le mani e premette. Chiuse gli occhi poi li riapr, sbattendo rapidamente le
palpebre. Ti senti bene? chiese Tish. S. Mai stato meglio rispose. Poi aggiunse:
Si pu sapere cos successo tra voi due?. Cosa vuoi dire? Quel maggio, passa-
vo molto tempo con Laura. Tu non ceri e questo la faceva soffrire. Aveva bisogno di
qualcuno. Sono cose che succedono tra amici disse Tish. Finn annu. Ti senti in
colpa per averla abbandonata? Cio, forse se tu fossi rimasta lei sarebbe ancora viva.
Tish si sent come se lavessero colpita. Apr la bocca per negarlo, ma non ci riusc.
S, ci penso spesso. Anche io. Avrei voluto essere io a salvarla. Invece, guarda
com andata a finire. Non colpa tua. No? esit. Ascolta, c una cosa che
devo dirti. E un peso che devo togliermi. Riguardo a cosa? Allomicidio di Lau-
ra. Tish trattenne il respiro. Di cosa si tratta? Mi mancano molti pezzi, sai? Spa-
riti. I miei ricordi sono frammentari. Ero fumato, fuori di testa, come al solito. Ho
solo pensato che, forse questo ti avrebbe potuto aiutare. Cosa stai dicendo?
Quella notte ero nel parco le rivel Finn. La notte in cui Laura stata uccisa.
Tish strinse le mani a pugno. Coshai visto? Hai visto chi lha uccisa?
No. Cosa ci facevi l? Quando ho visto Laura e sua sorella nel parco, mi
sono messo a seguirle. Le ho viste scendere al lago. Marijuana pens Tish. Per-
ch seguivi Laura? Perch lamavo. Te lho gi detto. Eri tu che la molestavi?
Che le mandavi quelle lettere? Quali lettere? Di cosa stai parlando? Tish lo scrut
in volto, per capire se stava mentendo, ma sembrava sincero. Lascia perdere. Che
cosa hai visto quella notte? Ho visto quando ha lasciato sua sorella e il suo ragazzo
al lago. Lho seguita lungo il sentiero fino al campo da softball. Poi? Qualcuno
lha assalita sul campo. Chi? Non lo so. Era troppo buio. Non sono riuscito a ri-
conoscerlo. Ho solo visto un uomo saltarle addosso e sbatterla per terra. Laura ha ur-
lato. E tu cosa hai fatto? Finn distolse lo sguardo. Niente. Mio Dio, Finn,
come hai potuto? Non sei intervenuto? Stavo per gridare, per chiamare aiuto, ma
non volevo si sapesse che mi trovavo l. Comunque, non avrebbe fatto nessuna diffe-
renza. In che senso? Mentre guardavo, ho avvertito una presenza alle mie spalle.
Qualcuno arrivato di corsa dopo il grido di Laura. Io mi sono accovacciato tra la ve-
getazione, e ho visto questo tizio uscire sulla radura. Era un nero alto e grosso. Non
so chi fosse.
E che cosa ha fatto? Lha salvata. Come? Ha preso una mazza da ba-
seball dal campo e ha colpito il tizio alla schiena. Poi lha allontanato da Laura e lha
pestato a sangue. Laura corsa dalla parte opposta, nei boschi, verso la spiaggia a
nord. Sai, dove hanno trovato il suo corpo. E il nero che cosa ha fatto? Lha se -
guita. Con la mazza? Finn scosse la testa. No. La mazza rimasta sul campo.
Ne sei sicuro? Sicurissimo. Ho visto il nero gettarla via. Poi? Poi niente. Non
ricordo altro. Sei tornato a casa? Te lho detto, non me lo ricordo sbott Finn.
molto importante insistette Tish. Devi concentrarti. Finn fece una smorfia.
Credi che non interessi anche a me ricordare? Dopo quel punto, tutto diventa nero.
Non so cosa sia successo. Non ricordo pi niente.
Lei una scrittrice, signorina Verdure esord Pat. Come interpreta il rac-
conto di Finn? Tish lanci unocchiata a Stride, che era seduto accanto a lei, davanti
alla scrivania. Credo che questo cambi tutto disse. In che modo? Be, mi sem-
bra evidente. Lipotesi sulla colpevolezza di Dada si basava sulle sue impronte, trova-
te sulla mazza da baseball. Ora sappiamo il perch di quelle impronte. Non era stato
lui ad aggredire Laura, bens lha salvata da Peter Stanhope, che stava cercando di
violentarla. Quei due non stavano insieme. Non era previsto nessun incontro segreto.
Peter lha aggredita, poi intervenuto questo Dada. Stando alle parole di Finn, fu
Dada a seguire Laura
fino alla spiaggia su cui fu ritrovato il suo corpo fece notare Pat. S, ma sen-
za la mazza. Questo importante. Pat annu. Non strano che Finn Mathisen ricor-
di un dettaglio del genere con tanta chiarezza? Se lo ricorda e basta, questo lim-
portante. Almeno quello che sostiene lui. Intende dire che ha mentito? Non
ne ho idea, ma allora perch non si fece avanti a suo tempo? Perch aspettare tren-
tanni per raccontare questa storia? Mi ha detto che non ricorda nulla del resto del-
la notte. Per mesi non ricordava nemmeno di essere stato presente sul luogo. I ricordi
gli tornano come flashback, come se avesse recuperato la memoria. La memoria
recuperata non sempre affidabile. Alle giurie non va molto a genio. Solo che la
sua ricostruzione della storia coincide con i fatti. S, ha ragione. Pat guard Stride.
Lei cosa ne pensa, tenente? Direi che Finn ha detto la verit, almeno fino a un
certo punto comment Stride. Il suo racconto di quanto successo sul campo da
softball tra Laura e Dada ha senso. Il motivo per cui si fatto avanti proprio adesso
un altro paio di maniche. Non so nemmeno se abbia raccontato tutto quello che ricor-
da. Secondo lei perch ha deciso di uscire allo scoperto proprio ora? domand Pat
a Tish. Ha detto nulla al riguardo? Credo che si senta in colpa per averlo tenuto
segreto per tutto questo tempo Tish esit. Inoltre, non credo sia in buona salute.
Ritiene che sia malato? E grave?
Mi ha detto che il suo fegato se ne sta andando. Ha alle spalle un passato di
abusi di alcol e di droghe. Il testimone perfetto comment Pat, con un vago sorri-
so. Poi aggiunse: Se posso chiederglielo, signora Verdure, lei esattamente cosa spera
di ottenere scrivendo questo libro?. Cosa intende dire? Be, ha intenzione di far
su un bel gruzzolo di soldi? Vuole farsi pubblicit e finire sui titoli dei giornali?
Voglio solo giustizia per Laura rispose Tish. Tutto qui. In altre parole, per lei
importante che, in un qualche modo, il suo libro risolva il caso. Tish annu. Mark
Fuhrman scrisse un libro sullomicidio di Martha Moxley, in Connecticut, e ora qual-
cuno finalmente finito in prigione per quel crimine. Signorina Verdure, devo dir-
le che se questa la sua intenzione, allora si prepari a restare delusa. Sono sicura che
il tenente Stride le abbia spiegato le difficolt di un caso con una simile scarsit di te-
stimoni e di prove a sostegno. S, lo ha fatto rispose Tish. Ma io vi sto offrendo
del materiale di cui non disponevate in precedenza. Nuove prove. Nuovi testimoni.
Voglio sapere cosa avete intenzione di fare al riguardo. Pat giunse le mani. Lei
cosa vorrebbe che facessi? Voglio che trovi il modo per costringere Peter a fornire
un campione di dna che la polizia possa confrontare con quello ritrovato sulla lettera
del persecutore e sulla scena del crimine. No tagli corto Pat. No? Tutto qui?
Tutto qui. Tish spinse indietro la sedia e si alz. Non riesco a
crederci. Il nostro testimone ci fornisce la prova che Peter Stanhope aveva
mentito, riguardo a quella notte. Se riusciamo a trovare una corrispondenza con il suo
dna, potremo dimostrare che era lui ad aver preso di mira Laura. Non abbastanza?
Pat scosse la testa. No, non lo . Innanzitutto, Finn non ha mai fatto il nome di Peter.
Ammette invece di non poter identificare il ragazzo che era con Laura. Ma nella
sua dichiarazione Peter aveva detto che si trovava sul campo da softball con Laura.
Non ha mai negato di essere stato l. Diceva che era stato Dada ad aggredire Laura,
ma la dichiarazione di Finn prova che le cose sono andate diversamente. Non det-
to. Era buio. Finn pu aver interpretato male quello che stava succedendo tra Laura e
il ragazzo nel campo. E pu aver ricostruito in modo sbagliato anche le azioni di
Dada. Lei vuole insabbiare tutto perch Peter uno dei suoi sostenitori politici,
vero? Conosco anchio le regole del gioco. Lei non sa un bel niente, signorina Ver-
dure sbott Pat. Non avanzer unistanza basandomi sulla ricostruzione di un noto
tossicodipendente che per decenni ha taciuto. Sarebbe un abuso della mia autorit, e
nessun giudice mi prenderebbe in considerazione. Inoltre, non voglio avanzare uni-
stanza perch non si arriverebbe mai a un processo. Anche se riuscissi a dimostrare
che il persecutore di Laura era Peter Stanhope, non avrei comunque abbastanza prove
per accusarlo di omicidio. Finch non sar sicura che ci siano basi solide per istruire
un processo, non ho intenzione di espormi. chiaro? Questo un cane che si mor-
de la coda obiett Tish. Non pu ottenere delle prove senza intentare
giudizio, cosa che non pu fare senza avere le prove. In altre parole, non far
nulla. Non ho detto questo. Be, io ho avuto questimpressione aggiunse Tish.
Sa, non ho ancora contattato la stampa nazionale, ma forse arrivato il momento di
farlo. Se coinvolger la stampa nazionale perder il controllo della storia la am-
mon Pat. Questo non giover al suo libro. Spesso la pressione dei media ha un ef-
fetto opposto a quello sperato. Correr il rischio rispose Tish. Signorina Verdu-
re, lei ci ha dato una nuova prospettiva da cui guardare il caso, e noi lo faremo. Solo,
forse non nel modo in cui vuole lei. Cosa intende dire? chiese Tish. Pat rivolse un
cenno a Stride. Tenente, le spiace spiegare? Verificheremo la storia di Finn disse
Stride a Tish. Bene. quello che voglio. Ma non si tratta solo di Peter Stanhope
aggiunse Stride. Cio? Tish era perplessa. Cio, con la sua dichiarazione, Finn si
collocato sulla scena del delitto spieg Stride. Fino a oggi non avevamo idea che
si trovasse l. Ha ammesso di aver seguito Laura. Quindi s, voglio sapere cosa pensa
di aver visto Finn. Ma, di fatto, Finn si appena guadagnato un posto tra i sospettati.
Capitolo 16 Stride gir a sinistra per uscire dallinterstatale e si diresse verso
lalta campata del Blatnik Bridge. Lo stretto passaggio sopra il ponte, che valicava la
baia di Superior, era conosciuto anche come High Bridge, il ponte alto. Era un so-
prannome rimasto dai tempi in cui il secondo ponte tra le citt di Duluth e Superior
era il modesto Arrowhead Bridge. Da quando, nel 1985, era stato aperto il Bong Brid-
ge e chiuso lArrowhead, i due ponti lasciavano un identico passaggio per le navi,
con uno spazio di circa trentacinque metri tra la carreggiata e le fredde acque del por-
to. Ma per la gente del posto, il Blatnik Bridge sarebbe rimasto sempre lHigh Bridge.
La polizia di entrambe le sponde della baia odiava il ponte. Nebbia, ghiaccio e neve
provocavano frequenti incidenti. Il vento faceva sbandare automobili e camion. Stabi-
lire a chi spettasse la giurisdizione era sempre complicato, perch la linea di confine
tra le due contee passava esattamente per il centro del ponte. E poi cerano quelli che
usavano lHigh Bridge come surrogato del Golden Gate, cio come posto preferito
per suicidarsi. Sul Blatnik non cera un marciapiede, ma solo una corsia laterale rico-
perta di ghiaia e una barriera di cemento alta un metro. La gente fermava la macchi-
na, scendeva e faceva un salto di due secondi verso lisola che non c. Stride aveva
operato su entrambi i lati del confine di contea, quando era coinvolto nelle operazioni
di recupero dei rottami di incidenti avvenuti a causa della nebbia, e vi era passato sot-
to a bordo delle barche della guardia costiera impegnate nella ricerca dei corpi. Per
lui, il ponte era sinonimo di morte. Si immise veloce sulla corsia di sinistra, passando
sotto larcata di acciaio brunito del ponte e scese nella zona settentrionale di Superior,
quella pi degradata. Dallautostrada raggiunse Tower Avenue e super le vetrine dei
negozi con le saracinesche abbassate, in un punto dove Superior assomigliava a una
citt fantasma. Le due citt erano conosciute come Twin Ports, i Porti Gemelli, ma
Superior era la sorella povera: la popolazione era in calo e leconomia vacillava per
via del declino industriale. Qui nessuno guadagnava. Nessuno costruiva case. La gen-
te cercava lavoro e contemporaneamente cercava di arrivare a fine mese. Stride si di-
resse a sud, oltre la zona di negozi al dettaglio, in un territorio deserto e pianeggiante.
Svolt su una strada sterrata che incrociava una serie di binari. La casa in cui viveva-
no Rikke e Finn Mathisen sorgeva su un lotto di due acri dove la strada finiva in mez-
zo ai campi e ai rifiuti. Lerba del giardino era alta. Delle querce si aprivano su un
edificio vittoriano a tre piani, con la vernice blu dei rivestimenti tutta scrostata. Stride
parcheggi la sua Expedition dallaltra parte della strada e scese. Ledificio si trovava
accanto a un incrocio ferroviario incustodito, con soltanto una X bianca a segnalare la
presenza dei binari. Pali del telefono inclinati correvano paralleli alle rotaie. Stride
vide
un treno rombare tra le case a mezzo chilometro di distanza. Il suo fischio in-
termittente infranse il silenzio. Quando smise, Stride avvert il rumore pi gradevole
dei campanellini a vento che tintinnavano sulla veranda dei Mathisen. Erano quasi le
otto di un gioved sera. Normalmente, durante le assolate giornate estive, sarebbe ri-
masta ancora pi di unora di luce, ma le nuvole in cielo erano dense e grigie, e la
luce del crepuscolo assomigliava gi alla notte. Una brezza costante, umida e calda,
sollevava la polvere dallo sterrato. Stride percorse il lastricato che si faceva strada tra
lerba. Vide un vialetto che conduceva a un garage separato, e una Impala degli anni
Ottanta parcheggiata tra le erbacce. Gli scalini di legno che salivano alla balconata si
piegarono sotto il suo peso. Si ferm davanti alla porta e sbirci allinterno. Al pian-
terreno cerano le luci accese. Quando buss alla porta, una donna alta e robusta sbu-
c dalla cucina con un grembiule legato intorno alla vita, venne ad aprire e Stride si
trov di fronte alla versione invecchiata della donna che gli aveva insegnato matema-
tica il penultimo anno di liceo. Posso aiutarla? chiese la donna, asciugandosi le
mani sul grembiule a fiori. Sotto indossava una camicia bianca con il collo a V e un
paio di pantaloncini. Le finestre erano chiuse, e dalla casa proveniva unaria calda e
stantia. Lei la signora Mathisen? S. Sono il tenente Jonathan Stride, della po-
lizia di Duluth. Sicuramente non si ricorda di me, ma lei stata la mia insegnante di
matematica al liceo per un anno. E passato pi tempo di quanto a entrambi piaccia
ammettere, credo.
Rikke non sorrise. Polizia, ha detto? S, speravo di poter parlare con Finn.
Non c. Sa quando torner? No. Capisco. Le spiace se entro? Vorrei fare al-
cune domande anche a lei. Rikke tergivers prima di farlo entrare. Ha detto che lei
della polizia di Duluth? Non dovrebbe esserci qualcuno di Superior con lei? Qui
non siamo in Minnesota. Lo so, ma di fatto non necessario le spieg Stride.
Non ci metter molto. Rikke si strinse nelle spalle e apr la porta. Allinterno, la
casa era decorata con vecchi tappeti a quadri e mezza dozzina di vasi di terracotta da
cui cadevano delle piante di filodendro. Not due gatti pelle e ossa che si aggiravano
sul pavimento di legno. Uno strato di peli di gatto si era depositato sul mobilio del sa-
lotto, e si avvertiva odore di ammoniaca. Si sedette su una sedia scomoda. Rikke si
tolse il grembiule e si sedette sul divano di fronte a lui, dove prese a giocherellare con
la stoffa lisa, strappando gommapiuma da uno dei braccioli. Un soriano arancione le
salt in grembo. Cosa vuole? chiese a Stride. Lui cerc di visualizzare linsegnante
poco pi che ventenne nascosta dentro quella donna. Da giovane era alta e snella, con
fluenti capelli biondi e il classico fascino nordico. Aveva profondi occhi blu e portava
grandi occhiali rotondi poggiati sugli zigomi. I seni abbondanti le gonfiavano i ma-
glioni bianchi e sfidavano la gravit, e le sue cosce forti e tornite tiravano la stoffa dei
jeans. In classe manteneva un atteggiamento severo,
da dominatrice sadomaso, e i ragazzi ci scherzavano su negli spogliatoi dicen-
do: Maestra, sono stato cattivo. I trentanni trascorsi avevano lasciato il segno. Rik-
ke era appesantita, e la cellulite le increspava le gambe. I capelli erano corti e ancora
biondi solo perch tinti. Il volto era rotondo e con il doppio mento. Non portava pi
gli occhiali, ma lo sguardo era ancora fiero come Stride lo ricordava, gli occhi due
sfere di ghiaccio azzurro. Un seno pendeva sul petto come un pupazzo di neve mezzo
sciolto, mentre al posto dellaltro il tessuto della maglietta si arricciava sopra uno
spazio vuoto. Un nastro rosa era appuntato al taschino. Lei insegnava algebra, vero?
O era geometria? Geometria. Non lo fa pi? No, da un bel pezzo. Non mi
sono sbagliato, vero? Finn vive qui con lei? S, vive qui. suo fratello? Pro-
prio cos. strano trovare due fratelli ancora insieme dopo cos tanti anni com-
ment Stride. Finn ha avuto una vita difficile rispose Rikke. sette anni pi gio-
vane di me, e ha sempre avuto bisogno di qualcuno che si prendesse cura di lui.
Come mai? Perch le interessa? Sospetta che Finn abbia fatto qualcosa di male?
Niente affatto. Allora cosa ci fa qui? Finn ha fornito delle informazioni relative
a una delle nostre indagini spieg Stride. Sinceramente, sono qui per valutare la
sua credibilit come testimone.
Quale indagine? Stride non rispose. Irritata, Rikke scacci il gatto e si aggiu-
st la maglietta. Cosa vuole sapere? Mi parli del suo passato. Ha detto che suo
fratello ha avuto una vita difficile. Io e Finn siamo cresciuti nel Nord Dakota rac-
cont Rikke. Nostro padre mor in un incidente dauto quando Finn aveva diciasset-
te anni, e nostra madre cinque anni dopo. Allepoca mi ero appena laureata. Presi
Finn con me e ci trasferimmo qui. Mi trovai un lavoro. Comprai questa casa con i sol-
di guadagnati dalla vendita della fattoria. Speravo che sarebbe stato per noi un nuovo
inizio, ma le ferite di Finn erano troppo profonde. Si drogato per anni. E adesso
un alcolizzato. A volte penso che avrei fatto meglio a buttarlo fuori di casa, cos
avrebbe dovuto imparare a tirare avanti da solo, ma io sono lunica sua parente. Non
gli avrei mai voltato le spalle. Non deve essere stato facile. Non ho detto che lo
stato. Si ricorda di una ragazza di nome Laura Starr? domand Stride. Il volto di
Rikke si irrigid. Sulle sue guance spuntarono dei puntini rossi. S, certo. Una
giornalista, Tish Verdure, sta scrivendo un libro sullomicidio di Laura spieg Stri-
de. Lo so. Leggo i giornali. Finn ha detto a Tish che si trovava nel parco, la notte
in cui Laura fu uccisa. Rikke scosse la testa. Finn ha detto cos? No, non vero.
Crede che Finn stia mentendo? Forse si sta inventando delle storie per fare colpo
su
questa donna, ma pi probabilmente la sua mente sta mettendo insieme i fram-
menti di quello che ha letto sullomicidio nel corso degli anni. Lo stato mentale di
Finn non per nulla affidabile, tenente. Le droghe e lalcol gli hanno fritto il cervello
fin da quando era ragazzo. Non distingue pi bene ci che reale da ci che non lo ,
soprattutto dopo cos tanti anni. Glielo assicuro, lui non si trovava nel parco. pas-
sato molto tempo obiett Stride. Come fa a esserne cos certa? Secondo lei per-
mettevo a Finn di guidare? chiese Rikke. Lui non ha mai posseduto unauto. Si
spostava solo quando lo accompagnavo io. Quella sera, ce ne restammo tutti e due in
casa a guardare i fuochi dartifcio. Stride si chin in avanti e poggi le mani sulle
ginocchia. Finn conosceva Laura? S, la conoscevamo entrambi. Se ho ben ca-
pito, Finn era innamorato di lei. Finn? Al massimo provava lo stesso amore di un
cucciolo per il suo padrone, nulla di pi. Laura era una delle mie studentesse predilet-
te: dolce, carina e tranquilla. Voleva fare la consulente per gli adolescenti nelle fami-
glie disadattate. Era la sua vera passione. Io la incoraggiavo a passare del tempo con
Finn, perch ero convinta che avrebbe fatto bene a entrambi. Devo dire che lei si de-
dic davvero a Finn. Credo che per lui abbia fatto una differenza importante, e sono
sicura che mio fratello le fosse grato. Probabilmente lui lo considerava amore. Che
altro pu dirmi di Laura? Di questo le conviene parlare con Tish sugger Rikke.
Per un po quelle due sono state ottime amiche.
Per un po? Rikke inclin la testa. S, ma di sicuro alla fine non lo erano
pi. Davvero? Dio, no. Ruppero bruscamente i rapporti. Laura venne da me in
lacrime. Le raccont cosa era successo? Mi disse che avevano litigato. Il mo-
tivo? Rikke un la punta delle dita e parl lentamente. Per via di un ragazzo. Tish
era pazza di gelosia. Pretendeva che Laura smettesse di vederlo. Chi era questo ra-
gazzo? Laura non mi disse il suo nome, ma io ho sempre pensato che si trattasse
del ragazzo di quella ricca famiglia di Duluth, gli Stanhope. Dopo la morte di Laura,
ho letto sui giornali che lei e Peter stavano insieme. A Stride non piaceva la piega
che stava prendendo il discorso. Si chiese di nuovo il perch dellaccanimento di Tish
contro Peter. Dopo lomicidio di Laura, Finn le ha mai raccontato nulla al riguardo?
Le ha mai confidato di sapere qualcosa? Naturalmente no. Come le ho detto, lui
non si trovava sulla scena del delitto. Devo parlare con Finn disse Stride, alzando-
si in piedi. Dove posso trovarlo? Rikke agit la mano in un gesto sbrigativo. Va e
viene quando gli pare. Non sono la guardiana di mio fratello. Chiami la compagnia di
spedizioni, e forse loro potranno aiutarla a localizzarlo durante il suo giro di conse-
gne. Stride annu. Grazie per il suo tempo. Rikke non rispose.
Sa, mi ricordo ancora qualcosa delle sue lezioni di geometria aggiunse il te-
nente. Ah s? Credo che si chiamasse postulato delle linee parallele. Rikke si
strinse nelle spalle. Se due linee ne incrociano una terza e formano meno di due an-
goli retti, allungandole abbastanza le due linee si incroceranno. Perch mai lo trova
degno di essere ricordato? qualcosa che ritrovo in gran parte delle mie indagini
spieg Stride. Prima o poi le linee si incrociano sempre. Dopo che Stride se ne fu
andato, Rikke Mathisen rimase in piedi davanti alla finestra del salotto che dava sulla
strada. Scostando la tenda di pizzo, vide Stride allontanarsi nella penombra del crepu-
scolo- e salire sul suo fuoristrada. I fanali si accesero come due occhi, poi il mezzo
percorse lo sterrato che portava alla statale, sollevando la ghiaia e sobbalzando quan-
do attravers i binari. Rimase a guardare finch i fanalini di coda non scomparvero e
la notte scese come una nuvola nera ad avvolgere la casa. Il soriano arancione si sfre-
g contro le sue gambe miagolando, ma Rikke rest immobile. In lontananza, a nor-
dest, un treno fischi. Anche da quella distanza, ne percep la vibrazione sotto i piedi.
Non importava da quanto tempo viveva in quel posto: sentiva ancora il rumore di
ogni treno che passava. Rikke si allontan dalla finestra. Sulla parete dellatrio era
appeso uno specchio, con una pesante cornice dottone, coperto di polvere. Scorse il
suo riflesso e il respiro le si blocc in gola: quello che la fissava era il volto di sua
madre, come un fantasma dallo sguardo
crudele spuntato dal terreno. Il fato era crudele. Erano passati trentanni ed era
diventata identica alla persona che lei e Finn avevano tanto odiato. Puoi correre quan-
to vuoi, e quando pensi di essere riuscito a fuggire, ti accorgi che, in realt, non hai
fatto altro che girare in cerchio. Spense la luce del pianterreno e a tastoni, come una
cieca, cerc gli scalini di mogano che portavano al piano di sopra. In cima alle scale
fiss la porta chiusa davanti a lei. La stanza di Finn. Scosse il pomello di metallo, ma
la porta non si apr. Lui la teneva sempre chiusa. Non sapeva che Rikke aveva un
doppione della chiave. La donna entr e accese la luce, senza preoccuparsi del fatto
che dalla strada Finn avrebbe potuto vedere la luce accesa dietro la finestra. La stanza
era in disordine. Il letto e lanta dellarmadio erano disseminati di panni sporchi. Lat-
tine di Budweiser accartocciate ricoprivano il pavimento come argentei dischetti da
hockey. Le lenzuola puzzavano di urina. Finn bagnava ancora il letto. Il primo casset-
to del comodino laccato di nero era aperto. Lei lo estrasse del tutto e ne rovesci il
contenuto facendolo rotolare e tintinnare sul pavimento. Ripet loperazione con tutti
e quattro i cassetti, poi prese a rovistare con le mani tra le cianfrusaglie. Finn conser-
vava qualunque cosa. Vecchi cellulari e cavi per il computer, moduli per le tasse
compilati a met, penne ormai scariche e matite spezzate. Riviste pornografiche sciu-
pate, bottigliette di lubrificante e una vagina di gomma incrostata di sperma. Una vec-
chia foto. Rikke la sollev per osservarla meglio. Era circa dieci centimetri per dieci,
con un sottile bordo bianco, i colori sbiaditi e innaturali. Riconobbe Finn nel giardino
posteriore della loro casa, seduto su una panchina da picnic accanto a Laura,
con un braccio intorno alle sue spalle. Erano giovani e sorridenti. Laura indossava
una maglietta senza maniche e Finn era a petto nudo, con i capelli biondi, ricci e va-
porosi. Rikke si ricordava di aver scattato lei quella foto. La strinse tra le mani tre-
manti, poi la strapp a met, poi di nuovo a met, e ancora, e ancora, finch i pezzi
non furono troppo piccoli, e ne sparse i frammenti sopra gli oggetti sul pavimento,
come una manciata di sale grosso. Da ragazzo, Finn lasciava la sua stanza a Laura,
quando lei si fermava a dormire l la notte. Lei dormiva nel suo letto e lui sul divano,
al piano di sotto. A volte per, lui sgattaiolava di sopra per spiarla. Rikke sapeva tut-
to. Lo aveva visto starsene l, al buio, davanti alla soglia della camera, a fissare il let-
to dove la luce delle stelle illuminava debolmente la carne nuda di Laura. Non ne
avevano mai parlato. Per certe cose non cera bisogno di parole. Rikke and alla scri-
vania, estrasse tutti i cassetti e ne rivers il contenuto sul pavimento. Frug tra quel
ciarpame senza trovare quello che cercava, ma sapeva che prima o poi sarebbe venuto
fuori. Conosceva Finn. Con calma tolse tutti i vestiti dalle grucce nellarmadio, tolse i
giochi di societ dagli scaffali impolverati e pass le dita sulla superficie rugosa del
legno. Non trov nulla. Allora spost il materasso dal letto e tolse anche la rete. Nien-
te. Con una mano rovesci il comodino nero sul pavimento. Cadde anche la lampada,
schiantandosi in mille pezzi. Rikke si pieg e controll la parte sottostante del como-
dino, poi annu cupa tra s. Eccola l.
Una busta gialla rigonfia era fissata al legno con del nastro adesivo che aveva
ormai perso leffetto collante poich era stato staccato e riattaccato innumerevoli vol-
te. Rikke prese la busta, strappando anche le strisce di nastro, poi ne apr la linguetta
ed estrasse un fascio di carte arricciate ai bordi. Studi le foto una a una. Finn le ave-
va stampate con la sua stampante a getto dinchiostro. Immagini sfocate, scattate di
notte. Non importava. Si distingueva chiaramente ci che vi era ritratto. Ragazze ado-
lescenti. Le guard una a una poi le ripose nella busta. Appoggiato alla parete oppo-
sta, accanto alla scrivania di Finn, cera un cestino di metallo. Lo svuot dellimmon-
dizia che conteneva e ci mise dentro la busta Cerc una scatola di fiammiferi in mez-
zo al caos del pavimento, ne accese uno e lo lasci cadere nel cestino, dove il fuoco
bruci la carta e la trasform in una piccola torcia. Dal cestino si alzavano fumo e
fiamme arancioni. La busta e tutte le foto si arricciarono in ceneri nere che presero a
svolazzare per la stanza come fiocchi di neve color carbone. Nel corridoio, lallarme
antincendio si mise a squillare. Rikke lo ignor. Quando il fuoco si fu consumato, il
metallo allinterno del cestino era annerito. Rikke prese un righello, si mise in ginoc-
chio e cominci a ridurre in polvere le ceneri rimaste. Aveva la pelle coperta di fulig-
gine. Si alz e si pul le mani sui pantaloncini, lasciandovi sopra delle strisce nerastre.
Ora toccava al computer, poi alla macchina fotografica. Nel corso della notte sareb-
bero finiti nel fiume. Non si possono cancellare dati del genere. Qualcuno che sapeva
il fatto suo sarebbe riuscito a recuperarli dal computer. Rikke sent un rumore in cor-
ridoio e alz lo sguardo. Finn era sulla soglia della stanza.
Capitolo 17 Tish parcheggi in un vicolo dietro il Kitch. Il buio era rischiarato
solo da una luce giallastra proveniente dalle finestre del locale. Scese dalla Civic sot-
to una pioggia obliqua. Apr lombrello e lo tenne inclinato come una bandiera, poi si
fece strada tra le pozzanghere fino a raggiungere lingresso del locale. Il club di quat-
tro piani torreggiava sopra di lei, regale e imponente nei suoi mattoni rossi, come la
casa di un ricco. Gli indiani in pietra ai lati dellingresso la fissarono con disapprova-
zione. Quando entr, il suo vestito bianco era macchiato di pioggia e le scarpe dai
tacchi alti erano sporche. Si scosse i capelli, spruzzando acqua sul tappeto rosso. Il
corridoio principale era rivestito di legno scuro e adorno di candelabri. Sul pavimento
era impresso in oro il logo del locale. Tish mosse alcuni passi incerti, aspettandosi
che qualcuno la fermasse, ma il corridoio era vuoto. Non era mai stata al Kitch, ma la
gente parlava di quel club nello stesso modo in cui quelli della costa est parlavano
dello Skull and Bones. Le facce dei membri erano cambiate dopo centoventicinque
anni ma lammissione era consentita solo su invito. A Tish sembrava una societ se-
greta per pochi
privilegiati. Un luogo costruito sulla tradizione e sul denaro. Alla sua sinistra
cera un salotto con il soffitto in travi a vista e il pavimento ricoperto da una moquet-
te con disegni in stile paisley. Un fuoco era acceso nel caminetto in mattoni, e due
poltrone reclinabili erano collocate ai lati del focolare. La pioggia laveva infreddoli-
ta, quindi si avvicin al camino, allung le mani per scaldarsi e sent il calore penetra-
re sotto i vestiti. Mentre era l, con lacqua che gocciolava sulla moquette, not sulla
parete ovest un vecchio dipinto a olio che ritraeva un volto familiare: un uomo anzia-
no, quasi completamente calvo, in completo scuro a tre pezzi. Emanava forza e agia-
tezza. Quando si avvicin al ritratto, Tish vide il suo nome inciso su una targhetta in
ottone posta sulla cornice. Randall Stanhope. Ex presidente del club. Posso
aiutarla? La domanda arrivava da dietro. Tish si volt e vide un maggiordomo in
smoking sui cinquantanni, con i baffi ben curati. Chiedo scusa disse Tish. Rad-
drizz le spalle e rivolse alluomo un sorriso accattivante. Dovrei incontrarmi qui
con Peter Stanhope. Potrebbe dirmi dove posso trovarlo? Non aveva fissato alcun
appuntamento. Erano trentanni che non vedeva Peter, ma le avevano detto che tra-
scorreva gran parte delle sue serate al Kitch. Proprio come suo padre. Il signor Stan-
hope nella sala del biliardo, di sotto le rispose il maggiordomo. Vuole che gli an-
nunci che lei qui? No, lo raggiunger di sotto. Conosce la strada? le chiese
luomo.
Temo di no. Mi permetta di accompagnarla. Tish segu il maggiordomo
gi per le scale, dove i soffitti erano pi bassi e i muri davano un senso di claustrofo-
bia. La stanza del biliardo era pi piccola di quanto Tish si aspettasse, con le pareti
color pastello e una moquette a scacchi. Mezza dozzina di uomini in camicia bianca e
cravatte allentate erano raccolti intorno a un biliardo rivestito di feltro rosso scuro.
Bevevano whisky in tumbler di cristallo. Quando la videro, interruppero la conversa-
zione. Tish riconobbe immediatamente Peter Stanhope, nonostante i capelli grigi. Pie-
gato sul tavolo, impugnava una stecca da biliardo personalizzata, stava preparandosi
per un tiro. Era lunico con la giacca. Tish era abbastanza vicina a lui da percepire
lodore di alcol nel suo fiato. Mentre lei lo guardava, Peter colp una palla con uno
schiocco secco e mand la boccia viola numero quattro nella buca pi lontana. Si-
gnor Stanhope? S, George? rispose Peter. Ma invece di guardare il maggiordomo
squadr Tish. Credo che lei abbia un appuntamento con questa signora. Peter si
raddrizz e appoggi la stecca contro il tavolo, poi incroci le braccia e si massaggi
il mento abbronzato con la mano sinistra. I suoi occhi blu scintillarono di curiosit
dietro gli occhiali color rame. Ah s? Il sorriso di George svan allistante. C
qualche problema? chiese. Non lo so rispose Peter con tono gentile. Guard Tish.
C? Mi chiamo Tish Verdure si affrett a dire la donna.
George, una bottiglia di quel pinot Alphonse Mellot che ho bevuto ieri sera, ti
spiace? C qualcuno, stasera, nella 306? No, signore. Portamela di sopra, allo-
ra. Certamente. Peter si riemp di nuovo il bicchiere da una bottiglia semivuota di
Lagavulin e prese Tish a braccetto. Vogliamo andare? Laccompagn a un ascen-
sore di fine secolo, piccolo e scomodo. Mentre salivano spalla a spalla Peter non dis-
se nulla. Si limitava a sorridere, mostrando denti bianchissimi e lisciandosi i capelli.
Tish si accorse che lanciava occhiate al suo corpo. Quando le porte si aprirono, lui la
accompagn in una stanza color panna, arredata con un divano bianco pastello, una
poltrona e un tavolino quadrato di vetro. Oltre unaltra porta
aperta, Tish vide un letto matrimoniale coperto da una trapunta a motivi florea-
li. Fece un passo indietro. Questa una camera da letto disse. Una stanza per gli
ospiti disse Peter. I membri che arrivano da fuori citt di tanto in tanto alloggiano
qui. Oppure viene usata per qualche notte da uomini sbattuti fuori di casa dalle mogli.
Ecco perch io preferisco la vita da single. Fece una pausa e aggiunse: Non si pre-
occupi, non le salter addosso, se questo che la preoccupa. Ho solo pensato che un
po di privacy sarebbe stata gradita a entrambi. Lasci la porta aperta. Come pre-
ferisce. Peter si accomod sulla poltrona, sorseggiando il suo whisky. Tish, a disa-
gio, si sedette sul divano, con le ginocchia strette una contro laltra. Un paio di minuti
dopo, il maggiordomo entr portando due calici panciuti e una bottiglia aperta. Li
pos sul tavolo davanti a Tish e li riemp, poi le rivolse uno sguardo inequivocabile e
se ne and, chiudendosi la porta alle spalle. Vuole che la riapra? chiese Peter, rife-
rendosi alla porta. Tish si strinse nelle spalle. Bene, eccoci qui prosegu. Ne pas-
sato di tempo. Ti trovo bene, Tish. Ti spiace se ti do del tu? Tish fece di nuovo spal-
lucce. Da ragazza eri sexy, e vedo che non hai perso il tuo fascino le disse, osser-
vandola attentamente. La vera bellezza migliora con il passare degli anni, non
trovi? Se Io dici tu. Saresti carina a contraccambiare il complimento disse Pe-
ter. Sai di essere bello. Che bisogno hai di sentirtelo dire da me? chiese.
Peter rise. Assaggia il vino, Tish. eccellente. Tish lo assaggi. Era vero.
Stai cercando di dirmi che sei cambiato? chiese. Tutti cambiamo. Tu sei diversa,
io sono diverso. Non importa disse Tish. Non mi interessa chi sei o quanti soldi
hai. quello che hai fatto trentanni fa a interessarmi. Peter annu. Tu pensi che io
abbia ucciso Laura. Pensi che abbia preso una mazza da baseball e le abbia sfasciato
la testa. S, cos. Be, non lho fatto. Come posso convincerti che sto dicendo
la verit? Tish bevve un altro sorso di vino. Era fruttato e leggero come lelio. Non
puoi. So gi che allepoca avevi mentito. In che senso? Finn Mathisen ti ha vi-
sto scatt Tish. Ti ha visto aggredire Laura in mezzo al campo. E il nero, Dada,
lha salvata. Quando Laura corsa via, la mazza era ancora sul campo. Ce lavevi an-
cora tu. Finn Mathisen mormor Peter, scuotendo la testa. Erano anni che non
pensavo a lui. A lui e a sua sorella. Rikke era una di quelle insegnanti giovani dietro
cui sbavavamo tutti. Per favore, Tish. Sappiamo entrambi quanto affidabile Finn
come testimone. Pat Burns non chiamer mai a testimoniare qualcuno che non ricorda
gran parte degli anni Ottanta. Non mi interessa che tipo di testimone potrebbe esse-
re rispose Tish. Sto scrivendo un libro, non preparando unarringa per una giuria.
Ci che importa che lui stia dicendo la verit. Ipotizziamo che sia cos. Questo
non significa che ho ucciso Laura.
Stai ammettendo di averla aggredita? Non sto ammettendo un bel niente.
Comunque, anche se ero cos stupido da pensare che se una ragazza mi diceva no
in realt voleva dire s solo perch mi chiamavo Peter Stanhope, pensi davvero che
lavrei uccisa per un motivo del genere? Perch non ti aveva dato quel che volevi?
S, lo penso. Su una cosa hai ragione: non accetto di buon grado i rifiuti ammise
Peter. Tu mi avevi detto di no, e io ti ho dato della lesbica. Se non ricordo male, ti
ho baciata e ti ho palpato le tette. Ero un porco. Puoi dirlo forte. Ma non ti ho
uccisa, no? Sei ancora qui. Forse desideravi Laura pi di quanto desiderassi me. Il
sorriso di Peter vacill. Le sue labbra ebbero un tremolio. Forse eri ossessionato da
lei prosegu Tish. Forse eri infuriato perch lei non ti voleva. Incroci il suo
sguardo e sussurr: Sei sola stasera, puttana?. Le dita di Peter strinsero il bicchiere
con forza e Tish pens che il cristallo si sarebbe infranto. Non so di cosa tu stia par-
lando. Invece lo sapeva. Tish aveva ragione. Mand gi il disgusto e bevve altro
vino. Peter si alz e si sgranch le gambe. Colse il proprio riflesso in uno specchio
dalla cornice in ottone e spolver il bavero della giacca. Il suo sorriso ritorn, pi lu-
minoso di prima. Mi sono sempre chiesto se ti scocciasse il fatto che Laura mi tro-
vasse attraente. Non ti trovava affatto attraente. Oh, qui ti sbagli di grosso. Tutte
le ragazze, a quel
tempo, erano interessate a me. Tu eri leccezione. O giocavi solo a fare la pre-
ziosa? Dai, piantala. E per questo che non ti piaceva il fatto che stessi con la tua
migliore amica? Laura ti aveva mollato. Me lo disse lei stessa. Ah, ma sei sicura
che non stesse mentendo? Forse Laura non voleva che tu sapessi come stavano dav-
vero le cose tra noi. Ma ridicolo scatt Tish. Chiss cosa avresti fatto se avessi
scoperto la verit prosegu Peter. Immagino che ti saresti arrabbiata parecchio.
Hai finito? Non ho neanche cominciato. Non metterti contro un avvocato, Tish.
Non la passerai liscia insistette lei. Peter rise. Lo sai anche tu che non succeder.
Tish si fece piccola: mentre lui la guardava si sentiva esposta. Gli occhi di Peter scin-
tillavano di una lussuria che lui non si preoccupava di nascondere. La cosa triste
che io ti sto accusando di essere un assassino, ma tu vorresti comunque portarmi a
letto. Peter si sedette accanto a lei sul divano e le loro gambe si toccarono. Indovi-
nato. Sei cos disperato? Non sono affatto disperato. Ti immagino circondato
da un harem di modelle ventenni disse Tish. A volte succede. Allora perch vuoi
provarci con una donna che va verso i cinquanta e che ti considera lincarnazione del
diavolo?
Io non sono il diavolo. Pensavo che finalmente stessi iniziando a trovarmi at-
traente. Scordatelo. Che tu ci creda o no, mi piacciono le donne mature. Forti.
Indipendenti. Non sono molte le donne che mi tengono testa. Stai dicendo che sei
eccitato da una donna che ti accusa di omicidio? Mi sono state rivolte accuse peg-
giori. Peter sogghign. Credo che tu stia mentendo, Tish. Io ti piaccio. Da sempre.
La considerazione che hai per te stesso sufficiente per entrambi. Non sono mol-
te le donne che arrivano a rifiutarmi due volte. Tish ebbe un fremito di paura. Cosa
vuoi dire? Non quello che pensi. Dico solo che sei riuscita a ferire il mio ego, per
non parlare della mia virilit, addirittura in due decenni diversi. Credo che soprav-
vivrai comunque. Ti ho gi detto che non prendo bene i rifiuti. Mi rendono solo pi
determinato. Devo mettermi a gridare? Niente affatto. Non mi sognerei mai di
stuprare una donna, a meno che il suo sogno non sia farsi stuprare da me. Bene.
Ora per ti bacer disse Peter. Credo che tu me lo debba. Non ti devo niente.
Allora dammi uno schiaffo, se vuoi. Peter si pieg in avanti. Tish lo fiss negli oc-
chi senza scostarsi. Mentre si muovevano contro le sue, le labbra di Stanhope erano
ruvide. Lei non provava nulla, ma
reag come se non fosse cos. Gli mise una mano intorno al collo e lo strinse a
s. Lui sorrise come fanno gli uomini in queste situazioni. Tish sent le sue mani
esplorarle il seno con un tocco leggero, come per saggiare il terreno. Ora o mai pi.
Tish morse il labbro inferiore di Peter. Con forza. Sangue caldo schizz sulle loro
facce, e lei premette la guancia contro di lui, bloccandolo. Peter grid per il dolore e
lott per liberarsi. La spinse via e balz in piedi. Il suo mento era un fiume scarlatto
che scorreva fin sulla camicia. Pazza puttana! grid. Stammi lontano, Peter gli
rispose lei con calma. Lui spalanc la porta della stanza degli ospiti. Tu sei comple-
tamente fuori di testa. Tish lo guard allontanarsi e si pul le macchie di sangue con
la manica del vestito bianco. Stava pensando: Ti ho in pugno. Due ore dopo, un ru-
more svegli Tish da un sonno profondo nel suo appartamento. Si drizz sul letto, e
la coperta le scivol intorno alla vita. Ascolt i suoni che provenivano dalla finestra
aperta, dove la risacca si infrangeva contro la scogliera. Dalla superstrada arriv il
colpo di clacson di un camion. Non cera altro. Scese dal letto e prese la vestaglia
dallarmadio. Il suo vestito bianco era avvolto nella plastica su un ripiano. Si ferm.
Attese. Qualche secondo dopo, lo ud di nuovo. Un suono distinto e musicale. Da
qualche parte, allesterno. Il rumore di un vetro che andava in frantumi. Tish corse in
sala da pranzo, alla ricerca del telefono. La stanza era avvolta nellombra. Era sola.
Non cera
nessuno in agguato, nessuno pronto a sbucare da dietro un angolo. Il rumore
non si ripet. Unauto si allontan sulla strada, il rombo del motore sempre pi debo-
le a mano a mano che superava la curva che riportava in citt. Tish and alla porta
dingresso e guard attraverso lo spioncino. Fuori, il marciapiede e la strada erano
immersi nel silenzio. Lentamente, apr la porta e vide riccioli di nebbia danzare alla
luce dei lampioni. Quando usc, il sudore inizi a ricoprirle la pelle come una muffa.
Tutto era immobile. Mosse alcuni passi incerti verso il bordo del marciapiede, con il
lastricato che le graffiava i piedi scalzi. Quando vide lauto che aveva preso a noleg-
gio parcheggiata vicino agli alberi, si mise a correre. Met del parabrezza era piegato
allinterno, e il cruscotto era ricoperto da frammenti di vetro bianco. Popcorn taglienti
di vetro ricoprivano i sedili. Incastrata tra i raggi del volante cera una mazza da base-
ball di legno. Capitolo 18 Lasfalto del parcheggio della compagnia di spedizioni
dove lavorava Finn Mathisen era bagnato e dalle pozzanghere si sollevava del vapore.
Una serie di acquazzoni si era riversata sulla citt per tutto il giorno, lasciando nella-
ria un odore di muffa e di vermi. Laria umida incollava la maglietta nera alla pelle di
Stride, e anche la giacca grigia che portava sopra era umida. Un rivolo di sudore gli
rigava la fronte. Era venerd sera. Avrebbe voluto tornare a casa e infilarsi sotto la
doccia, ma doveva aspettare Finn, in ritardo di unora dal suo giro di consegne. Il par-
cheggio era pieno di automobili dei dipendenti della compagnia. Intorno a Stride nu-
merosi furgoncini e camion eseguivano operazioni di carico e scarico. La compagnia
si trovava a circa un chilometro dallaeroporto di Duluth, il che rendeva pi semplice
caricare i colli sui voli in partenza. Da sopra la sua testa arriv il rombo di un jet,
quasi certamente il volo serale della Northwest diretto a sud, alle Twin Cities, carico
di merci e passeggeri. Un furgone giallo sporco usc dalla statale. Stride riconobbe
al volante il volto sottile e la testa rasata di Finn Mathisen. Finn non si accorse di lui.
Stride attese
che parcheggiasse in uno spazio libero e lo guard scendere dal veicolo, salire
gli scalini della piattaforma e scomparire dentro ledificio. Anche da venti metri di di-
stanza, not che luniforme da lavoro di Finn era sudicia dopo una giornata in quel
calore. Giorni come quello prosciugavano tutta lenergia degli abitanti di Duluth.
Stride attese mezzora prima che Finn uscisse impettito dalla porta principale delle-
dificio. Si era fatto la doccia e si era cambiato, e ora indossava dei pinocchietti che
facevano sembrare le sue gambe ancora pi sottili e una canottiera grigia con ampi
buchi per le braccia. Ai piedi calzava vecchie scarpe da ginnastica senza calzini.
Finn lo chiam Stride. Si stacc dalla Expedition e gli and incontro nel punto in
cui finiva il marciapiede e iniziava il parcheggio. Finn era almeno quasi dieci centi-
metri pi alto di lui, ma dava limpressione di poter volare via insieme alla brezza che
soffiava dal lago. Lei chi ? domand Finn. I suoi occhi si muovevano inquieti.
Stride si present. Quando Finn sent la parola polizia, spost il peso da un piede al-
laltro e guard il parcheggio da sopra la spalla di Stride, come se volesse correre via.
Il suo alito mandava zaffate di menta come fuoco dalla bocca di un drago. Hai un
appuntamento stasera, Finn? gli chiese Stride. Eh? No. Cosa intende dire? Hai il
fiato profumato. Come se ti fossi lavato i denti cinquanta o sessanta volte. Soffro di
alitosi, e devo usare le pasticche per lalito spieg Finn.
Stride annu. buffo. Quando i poliziotti della stradale sentono odore di men-
ta, la prima cosa che pensano che il guidatore abbia bevuto. Non che hai fatto tar-
di perch ti sei fermato a bere due cicchetti al bar, vero? Finn si volt a guardare la
porta della compagnia di spedizioni. Diavolo, no. Ho un etilometro in macchina
disse Stride. Ti va di provarlo? Non ho bevuto! Okay, Finn. Crediamoci. Ho
delle domande da farti. S, mia sorella mi ha detto che passato da casa nostra. Ha
detto che le ha fatto un sacco di domande sullomicidio di Laura. Proprio cos.
Non mi va di parlarne. successo trentanni fa, in un periodo veramente di merda
della mia vita. Ora la tua vita migliorata? chiese Stride, squadrandolo dalla testa
ai piedi. Tish aveva ragione. Sembrava in fin di vita. Finn sussult. S, va bene, ho
passato tutta la vita seduto in un parco mentre Dio mi volava sopra e mi cagava in te-
sta. E questo che vuole sentirsi dire? Sono un perdente. Voglio sapere se quello che
hai detto a Tish corrisponde a verit. Perch le interessa? Cio, a chi sta dando la
caccia? Tutte le persone coinvolte ormai sono vecchie o morte. Era vero, e Stride
non sapeva come rispondergli. Non si era mai chiesto il motivo che lo aveva spinto a
tornare su quel caso, trentanni dopo che Ray Wallace lo aveva dichiarato risolto.
Non si trattava di Tish. Non si trattava di Pat Burns che gli aveva imposto di rovistare
sotto ogni sasso, nel caso la stampa nazionale avesse iniziato a fare domande.
Si era reso conto che lomicidio di Laura aveva mutato il corso della sua vita, ed era
rimasto turbato dal fatto che del caso e di Laura sapeva molto meno di quanto
pensasse. Se lassassino di Laura ancora vivo, allora ha un debito da pagare disse
Stride. Ci sono tanti modi per pagare un debito, non solo finendo dietro alle sbarre.
Crede che convivere con una colpa del genere per trentanni non ti consumi abbastan-
za? C qualcosa per cui ti senti in colpa? chiese Stride. Finn deglut rumorosa-
mente. Voglio solo tornare a casa. Non voglio essere coinvolto. Parla con me,
Finn. Ho gi raccontato tutta la storia a Tish. Non mi piacciono le storie di se-
conda mano. Raccontamela di nuovo. Finn si asciug il sudore dalla testa calva.
Daccordo, daccordo. Ripet i suoi ricordi della notte in cui Laura fu uccisa, che
corrispondevano alla versione riferita da Tish. Tralasci alcuni dettagli, ma Stride lo
lasci parlare senza interromperlo. Finn concluse dicendo che Dada aveva seguito
Laura tra i boschi, lasciando la mazza sul campo da softball. E possibile che tu aves-
si frainteso cosa stava succedendo sul campo tra Laura e il ragazzo? chiese Stride.
Cosa intende con frainteso? Forse non si stavano azzuffando. Forse stavano po-
miciando. Finn scosse la testa. Impossibile. Sei sicuro che il nero, Dada, lasci
la mazza da baseball sul campo? domand Stride. S.
Come fai a esserne cos sicuro? Lho visto che la buttava da parte, okay?
Che altro ricordi? Niente. Non ricordo nientaltro. Stride lo fiss negli occhi.
Mentiva. Hai detto a Tish che nei tuoi ricordi ci sono dei vuoti prosegu il tenente.
In tutta la mia vita ci sono dei vuoti rispose Finn. A volte la gente non distingue
con certezza la realt dal sogno, sai cosa intendo dire? I tuoi vuoti sono cose del ge-
nere? Ho detto che non me lo ricordo, okay? Niente significa niente. Ma non era
cos. Finn gli nascondeva qualcosa. Stride ne era sicuro. Perch seguivi Laura?
chiese. Mi piaceva. Lhai seguita fino al parco? No, lho vista per caso. Insieme
a sua sorella. Sapevi che qualcuno stava perseguitando Laura? Che la minacciava?
Che le mandava messaggi osceni? No fu la risposta di Finn. Non eri tu? Non
avrei mai fatto una cosa del genere. Io la seguivo e basta. Conoscevi Laura piutto-
sto bene, vero? Perch non le hai rivelato la tua presenza? Perch la spiavi? Finn
apr la bocca e subito la richiuse. Non lo so mormor. la risposta migliore che
sai darmi? Io non cio mi piaceva stare a guardarla. Era una situazione imba-
razzante. Stride annu. C qualcosa di vero in questa storia, Finn?
Come sarebbe a dire? Tua sorella sostiene che quella notte non sei mai an-
dato al parco. Finn scosse la testa. Rikke pensa che io non sia in grado di combatte-
re le mie battaglie. Per lei sono solo un ragazzino. Quindi Rikke ha mentito. Ha
detto che siamo rimasti a guardare i fuochi artificiali, giusto? Be, tenente, cera an-
che lei quella sera. Ci fu una tempesta. Altro che fuochi dartificio. Stride se lo ri-
cordava. Finn aveva ragione. Perch allora avrebbe dovuto dirmi una cosa del gene-
re? chiese Stride. Per proteggermi. Ti occorre protezione? A quel tempo, pro-
babilmente s. Hai ucciso tu Laura? No. Come puoi esserne certo? Dici di non
ricordare niente. Hai detto che Dada se ne and senza prendere la mazza e che il ra-
gazzo che aveva aggredito Laura era rimasto sul campo, privo di sensi. Restate tu e la
mazza, Finn. Magari lhai raccolta. Magari hai fatto quello che avevi fatto per tutta la
notte. Hai seguito Laura fino alla spiaggia settentrionale. Finn si premette la testa tra
le grosse mani. Aveva le unghie mangiucchiate e sporche di sangue. No. Come
puoi saperlo? incalz Stride. Mi lasci in pace replic Finn. La sua pelle giallastra
assunse una colorazione cremisi. Si copr gli occhi. Io credo che Rikke abbia menti-
to perch pensa che sia stato tu a uccidere Laura. No. Parlava con voce smorzata.
Il sudore gli rigava il volto come lacrime e gli colava dal mento.
Come puoi esserne certo? Finn strinse le mani a pugno e le batt contro la
fronte. Non posso! Ora contento? Non posso esserne certo! Non me lo ricordo! Per
quanto ne so, potrei aver preso quella fottuta mazza e aver ridotto Laura in poltiglia.
Okay? Provi a convivere con una cosa del genere. Provi a non sapere se hai o no uc-
ciso una ragazza. Vediamo come giover alla sua vita. Spinse Stride da parte e corse
verso la propria auto. Guardandolo salire in macchina, Stride si ricord di aver parla-
to con Rikke di geometria e, ancora una volta, vide il postulato delle linee parallele
applicarsi alla vita reale. Stava osservando due linee intersecarsi. Due linee che
avrebbe preferito rimanessero parallele, senza mai toccarsi, cos il passato non avreb-
be infettato il presente. Lauto di Finn era un Rav4 color argento.
Capitolo 19 Non cera modo di trovare sollievo dal calore. Anche sulla Punta,
dove di solito si godeva una piacevole brezza proveniente dal lago, laria della sera
era soffocante. Stride parcheggi nel fango, vicino al suo cottage. Ondate di calore si
sollevavano dal terreno e le foglie pendevano flosce dagli alberi. Serena non era a
casa. Stride non entr, ma super la bassa duna per ammirare il tramonto sul lago.
Lui e Serena tenevano due sedie sulla sabbia in cima al lieve pendio, dove spesso, al
mattino, si sedevano a bere un caff. Una delle sedie era occupata. Era Tish. Stride le
si sedette accanto, lei non si gir a guardarlo. Il suo sguardo era fisso su un punto di-
stante, guardava le barche a vela sullacqua. Teneva in grembo una borsa di plastica
che copriva con entrambe le mani, come fosse un neonato che potesse dimenarsi e ri-
schiare di cadere. Non si dissero nulla. Il lago era placido, una distesa di porcellana
azzurra, e la linea di confine tra il cielo e lacqua si perdeva nella foschia. Sono an-
data alla casa sbagliata disse finalmente Tish. Stride non rispose. Era la casa in cui
stavate tu e Cindy. I nuovi inquilini mi hanno detto dove trovarti.
E molto tempo che non abito pi l. Lo so disse Tish, girandosi per stu-
diarlo in volto. Una volta Cindy mi mostr una foto di casa vostra. Non lho pi di-
menticata. Lho riconosciuta non appena lho vista. Credo di non essermi mai soffer-
mata a pensare a quanto tempo passato. Per qualche strano motivo, ero convinta di
trovarti ancora l. E anche Cindy. Lo so, assurdo No, succede anche a me ri-
spose Stride. Ma Cindy se n andata. E anche Laura. E i loro genitori. quasi come
se tutta la loro famiglia non fosse mai esistita. Non dire cos. Ma cos che stan-
no le cose. Capisco quello che provi disse Tish. Io ho perso mia madre. Ho perso
Laura. In un certo senso, quando morta Cindy mi sono sentita di nuovo orfana. Era
come se lei fosse lunico legame con il mio passato e la mia famiglia. Ma non voglio
paragonare il mio dolore al tuo. Stride non disse nulla. C una cosa che devo dirti
riguardo al mio libro cominci Tish. Ho scritto i primi capitoli in prima persona,
dal punto di vista di Cindy. Racconto la storia attraverso i suoi occhi. Stride la fiss,
costernato. Perch hai fatto una cosa del genere? Lei cera. Era la testimone.
Non hai un lasciapassare per entrare nella sua vita! scatt Stride, alzando la voce.
O nella mia. Tish sembrava turbata. Mi dispiace. Lei fa parte della storia, proprio
come te. Questo non ti d il diritto di calpestare la sua tomba. Non quello che
sto facendo. Lo giuro. Stride si strinse nelle spalle. Sentiva un peso opprimergli il
petto.
Non pensavo che la cosa ti avrebbe messo cos a disagio disse Tish. Non
solo questo. Cos, allora? Niente, lascia perdere. Non si tratta di te o del tuo li-
bro. Avrebbe voluto aggiungere altro, ma non lo fece. Avrebbe voluto dirle quanta
rabbia provava nel sentire il dolore tornare in vita ogni volta che la vedeva. Avrebbe
voluto confessare il senso di colpa per aver permesso a Cindy di tornare nel suo cuo-
re, un cuore che ora apparteneva a Serena. Invece, mise da parte le sue emozioni e
cambi discorso. Dopo quello che successo alla tua macchina, vorrei mettere un
agente di pattuglia davanti a casa tua le disse. Tish sbatt le palpebre. Quindi sta-
volta non pensi che si tratti di una bravata da ragazzi. Non lo so, ma non voglio
correre rischi. Okay, certo, come preferisci. Tish prese la borsa e gliela pass sen-
za dire nulla. Stride guard allinterno e vide un vestito bianco, ben piegato. Questo
per te disse. Non so se capirai quello che ho fatto. O perch lho fatto. Stride era
preoccupato. Che cos questo? Nelle macchie di sangue sul vestito troverai un
campione del dna di Peter Stanhope disse Tish. Stride richiuse la borsa e guard il
cielo. Cosa diavolo hai combinato? Quello che era necessario. Porca puttana,
Tish, ma sei fuori di testa? Ascolta, Peter colpevole, e tu mi hai detto chiaro e
tondo che nessun tribunale pu costringerlo a fornirci un campione di dna. Cos me lo
sono presa. Spero di avergli lasciato anche una cicatrice.
Hai appena confessato un crimine. Lhai aggredito? Ha iniziato quel bastar-
do, cercando di baciarmi. So cosa pensi, ma mi sono procurata una cosa di cui prima
non disponevamo. Per confermare che era Peter a perseguitare Laura. Stride scosse
la testa. Non cos semplice. C un motivo per cui la corte non pu obbligare Peter
a fornire un campione di dna. Non abbiamo un movente per il delitto. Anche se ese-
guiamo il test e scopriamo che era proprio Stanhope a mandare quelle lettere a Laura,
questo non cambia nulla. Pat Burns non lo metter di certo davanti a una giuria. Puoi
starne certa. Mi stai dicendo che non eseguirai il confronto? Credi che mi basti
schioccare le dita per far succedere le cose? Ho un sacco di lavoro arretrato. Ci sono
altre priorit. Una cosa confrontare il dna su una lettera minatoria per risolvere un
caso freddo. Eseguire il test su un individuo specifico solo perch ti sei messa in testa
che potrebbe essere colpevole tutto un altro paio di maniche. Non buttare via tut-
to, Jon. Non dirmi che ho fatto tutto questo per niente. Parler con Pat Burns. Di
pi non posso fare. Non riesco a credere che tu sia disposto a ignorare questa pro-
va insistette Tish. Non riesco a credere che rinunceresti allunica possibilit che ab-
biamo di scoprire cosa sia successo veramente. Hai sentito la storia di Finn. Quella
notte Peter aggred Laura. Lui era sul campo, con la mazza, dopo che Dada laveva
salvata. Finn non credibile. Se c una persona sul cui dna vorrei eseguire dei
confronti, quello lui. Di cosa stai parlando? Pensi che Finn abbia ucciso Laura?
Penso che sia alquanto probabile. Finn uno squilibrato, Tish. Non ci vuole molto a
pensare che sia in grado di commettere un omicidio. Vuoi farla passare liscia a Pe-
ter Stanhope. E per via dei suoi soldi? Hai imparato la stessa lezione di Ray
Wallace? Tish si interruppe di colpo, rendendosi conto di ci che aveva detto. Spa-
lanc gli occhi. Dio, mi dispiace. Ti prego, perdonami. Nessuno che sia colpevole
la passa liscia con me disse Stride. Lo so. Mi dispiace. Sei tu quella che non rie-
sce a vedere oltre Peter Stanhope disse Stride. C un sacco di gente che nasconde
segreti su Laura. Anche tu. Io? Rikke mi ha detto che eri invidiosa del rapporto
tra Peter e Laura. Non essere ridicolo. Da come la vedo io, tu eri ossessionata da
lui dichiar Stride. Non si tratta di Peter. Nessuno voleva prendere le parti di Lau-
ra, cos ho deciso che toccava a me. Perch? Era la mia migliore amica. Per-
ch avevate litigato, quella primavera? Una cosa da niente. Ci era gi passata.
Qual era il motivo? Te lho gi detto, non me lo ricordo. Sono passati trentanni.
Stai mentendo, Tish. Non puoi mentire a un poliziotto e sperare che non se ne accor-
ga. Litigavate per Peter Stanhope? E per questo che ti sei tanto accanita contro di lui?
Mi chiedo se anche tu avessi un motivo per uccidere Laura. Ma una follia. Non
penserai davvero che avrei tribolato tanto se fossi in qualche modo coinvolta nel lo-
micidio, vero? Doveri quella notte? le chiese Stride. Te lho gi detto. Vivevo a
St. Paul. No, coshai fatto quella notte in particolare? Doveri? Con chi eri? Tish
fece spallucce. Non ne ho idea. Che strano. Una persona dovrebbe ricordare cosa
stava facendo la notte in cui fu assassinata la sua migliore amica. Stai facendo trop-
pe congetture tagli corto Tish. Si alz in piedi sulla sabbia, facendo cadere la sedia.
Laura stata uccisa dal suo persecutore. Hai il dna di Peter. Ora tocca a te. Ho
unaltra domanda la ferm Stride. Ed meglio che tu mi risponda. Tish incroci
le braccia stizzita. Che c? Quand che Cindy ti ha fatto vedere una foto di casa
nostra? Tish spalanc la bocca. Stride pens che involontariamente gli avesse rivela-
to un particolare di troppo. Non lo so. Credo lavesse allegata a un biglietto di augu-
ri di Natale. Piantala di raccontarmi frottole. Hai detto che Cindy ti aveva mostrato
una foto. Non te lha mandata. Era con te. Quando successo? Qualche mese pri-
ma che morisse ammise Tish. Dove? E venuta a trovarmi ad Atlanta. Stride
sond la propria memoria. In quegli ultimi, terribili mesi, Cindy aveva iniziato ad ac-
cettare il fatto che stava morendo, che non cerano pi terapie da tentare. Stride ricor-
dava di un fine settimana che lei aveva trascorso lontano da casa, lasciandolo da solo
per tre
giorni. Aveva detto che voleva fare pace con il passato. Non gli disse mai dove
and, n gli raccont nulla al ritorno. Stride aveva temuto che volesse suicidarsi, per
risparmiare a entrambi lagonia di una morte lenta. Invece, ora sapeva che era andata
da Tish. Da una persona di cui non gli aveva mai parlato per tutta la vita. Perch?
Mi devi la verit disse Stride. Tish raccolse la sedia caduta e la puntell nella sab-
bia. Si sedette di nuovo, ma non guard Stride. La prima volta che Cindy mi scrisse
fu circa quindici anni fa cominci Tish. Poco dopo la morte di suo padre. Cono-
scevi William Starr? Abbastanza da disprezzarlo. Stride annu. Ricordava le lun-
ghe settimane in cui Cindy era rimasta al capezzale di suo padre, mentre lui portava
avanti una battaglia persa contro il cancro. William Starr era sempre stato un uomo
difficile da apprezzare. Trovava da dire su tutto. Era rigido. Ossessionato dalla rettitu-
dine, dal castigo divino e da una costante paura di finire allinferno per i suoi peccati.
La morte per trova il modo di ammorbidire anche il pi duro degli uomini. Stride ri-
cordava Cindy tenere la mano di suo padre, ascoltarlo piangere, assolverlo come nes-
sun prete avrebbe saputo fare. Cindy non aveva illusioni su suo padre disse Stride.
Neanche Laura. Gli voleva bene nonostante tutto quello che lui le aveva fatto, ma io
sapevo che era un gran pezzo di merda. Tradiva sua moglie, lo sapevi? E spesso, an-
che Laura li aveva sentiti litigare al riguardo. Perch Cindy ti ha scritto quando suo
padre morto?,
Tish esit. Credo che la morte del padre le abbia fatto tornare alla mente laf-
fetto che provava per Laura. E quella solitudine che si prova quando si resta senza fa-
miglia. Cos pens a me. Sapeva quanto fossimo unite io e Laura, e decise di riallac-
ciare unamicizia. E poi? Ci siamo scritte per anni. Non spesso, ma abbastanza.
Non mi ha mai parlato di te puntualizz Stride. Dovevamo il nostro legame a
Laura. Entrambe avevamo perduto una persona a cui volevamo bene e non eravamo
riuscite a superarla. Perch venuta a trovarti ad Atlanta? chiese Stride. Tish par-
l con voce sommessa. Cindy sapeva che stava morendo. Voleva vedermi, per dirmi
addio. E per rivelarmi alcune cose. Mi raccont tutto quello che le era successo in
quella notte del 1977. Con Laura. Con te. Al lago. Tutto. Cose che non aveva mai
confessato a nessun altro, prima di allora. Ecco perch ho scelto di narrare il libro at-
traverso la sua voce. Stride scosse la testa. Si sentiva come se stesse precipitando, in
caduta libera. Perch lo ha fatto? Perch non voleva che lasciassi perdere. Voleva
che facessi qualcosa. Ecco perch sono ossessionata. Ecco perch devo sviscerare il
caso e fare tutto il possibile per arrivare alla verit. Non capisci, Jon? E per questo
che sono qui. Ho resistito fin da quando Cindy venne a trovarmi, ma ora non ce la fa-
cevo pi. Tornare dopo tutti questi anni non stata una mia idea. E neppure scrivere
un libro sullomicidio di Laura. stata unidea di Cindy.
Capitolo 20 Quando Serena arriv a casa, dopo mezzanotte, trov la porta della
soffitta socchiusa. Era uno spazio della casa non ancora completato, e aveva unaria
alla Alice nel paese delle meraviglie, come fosse un passaggio per unaltra dimensio-
ne. La scala era stata costruita nel salone principale del cottage, dove cinque scalini in
legno di noce conducevano a due strette porticine. Dietro di esse, lambiente era illu-
minato da una lampadina solitaria, e le vecchie travi di legno salivano verso il soffit-
to. Altri gradini conducevano a unaltra serie di porte, con la vernice scrostata vec-
chia di centanni. Anche quelle porte erano aperte. Serena sal fino al livello della
soffitta. Lass, durante i mesi pi caldi, il calore si raccoglieva come una nuvola e,
durante linverno le grandi finestre si incrostavano di ghiaccio. Lo spazio era ampio.
Sopra la sua testa si ergeva la sommit del tetto. Il pavimento, non ancora finito, era
un campo minato di schegge e chiodi. Ragnatele pendevano come tendaggi dalle tra-
vi. A parte gli scatoloni da trasloco disseminati sul pavimento, non cera nientaltro.
La loro intenzione era, un giorno, di trasformare il piano superiore in una suite, sfrut-
tandone langolatura eccentrica
e la vista sul lago, ma per il momento era solo una discarica per gli avanzi del
loro passato. Ehi disse Serena. Jonny era seduto sul pavimento. Indossava solo dei
boxer neri. Aveva i piedi scalzi e i capelli ancora umidi e spettinati dopo la doccia.
Intorno aveva sparpagliato il contenuto di due scatoloni. Serena vide scatole da scar-
pe piene di foto, plichi di lettere e cartoline tenuti insieme da elastici, e altre cianfru-
saglie provenienti dal suo matrimonio, che da tempo lui aveva messo da parte. Stride
non rispose. Dio che caldo prosegu Serena. Si sedette accanto a lui e prese una se-
rie di foto che ritraevano Jonny e Cindy sulla striscia di spiaggia sulla Punta. Erano
giovani. I capelli di Jonny erano scuri. Una foto, leggermente fuori centro, era stata
fatta con lautoscatto, con la macchina fotografica appoggiata sul ceppo di un albero.
Nella foto Jonny e Cindy si baciavano. Era il genere di bacio che ti manda dei brividi
fino alla punta dei piedi. Serena non pot reprimere una fitta di gelosia. Rimise a po-
sto le foto, senza pi volerle guardare. Si sentiva come unintrusa in un tempio. Ti
senti bene? chiese. Jonny sembrava smarrito. Non amava condividere i propri ricor-
di, e Serena si era rassegnata da tempo a non insistere troppo. Anche a lei erano oc-
corsi molti anni per riuscire a fare pace con i fantasmi del suo passato, e sapeva che
non li si pu condividere con gli altri a comando. Ogni tanto, lui le lasciava intrave-
dere uno spiraglio. Una piccola fessura. Ma solo quando si sentiva pronto per farlo.
Stride si stese allindietro, poggiando la testa sui palmi delle mani. Sollev lo sguardo
verso le ombre
dellalto soffitto e Serena not la barba ispida che gli ricopriva il volto. Per es-
sere un uomo di quasi cinquantanni, era ancora snello e robusto. Aveva gli addomina-
li scolpiti e faceva regolare esercizio fisico, proprio come lei. Naturalmente, era solo
un prendere tempo. Let cominciava a mostrare i propri segni sulla pelle, negli oc-
chi, nei muscoli, nei capelli e su tutto il corpo. Ti ho mai raccontato del giorno in cui
scoprii che Cindy aveva il cancro? mormor. No, mai. Serena riusciva quasi a ve-
dere la sua mente viaggiare indietro nel tempo, per recuperare i ricordi tra le ragnatele
del passato. Sentiva che stava per rivelarle qualcosa di importante. Stavo indagando
sulla scomparsa di una ragazzina le disse. Ti ricordi il caso di Kerry McGrath? Ci
lavoravo sedici ore al giorno. Cindy aveva avuto insolite perdite vaginali, accompa-
gnate da un intenso dolore, cos si era fatta prenotare una risonanza magnetica. Io
avrei dovuto accompagnarla, ma me ne dimenticai completamente, e lei and sola.
Tornai a casa verso mezzanotte, senza nemmeno ricordare che aveva avuto la visita.
Lei era seduta sul letto e mi sorrideva. Un sorriso fragile come cristallo. Non mi ac-
corsi di nulla. Continuavo a blaterare dellindagine, e Cindy sorrideva. Oh, Jonny
sussurr Serena. Ero talmente preso da quella storia, che andai avanti senza quasi
prendere fiato. Poi, finalmente, la guardai ma continuai a non capire. E lei mi disse,
senza smettere di sorridere: Non benigno, amore. Cos, senza aggiungere altro. Il
suo sorriso and in frantumi, e io capii. Sapevo cosa sarebbe successo. Sapevo che i
nostri piani per il futuro si erano appena dissolti. Guardai il mio prezioso gioiello se-
duto sul letto, la guardai singhiozzare, e in quel momento seppi che lavrei perduta.
La sua voce si spezz. Stride chiuse gli occhi. Serena avvert le lacrime rigarle le
guance. Mi dispiace cos tanto gli disse. Lui fece un profondo, lento respiro. No,
dispiace a me avertelo detto. Non giusto nei tuoi confronti. Non necessario na-
scondermi delle cose lo rassicur Serena. Ci ho messo parecchio per abbassare le
mie difese, con te. Ero cos occupata a proteggere me stessa da dimenticare che anche
tu avevi i tuoi demoni. colpa di questo caso. Mi ha fatto ricordare tutto. E que-
sto un bene? Non lo so. Ci ho messo anni a superare la morte di Cindy. Ora
come se qualcuno mi avesse strappato i punti di sutura. Serena si chiese se fosse il
caso di aggiungere qualcosa. Ti ha portato a mettere in dubbio certe cose? gli chie-
se. Quali cose? Me. Serena lo vide rabbuiarsi. Non pensarlo nemmeno le dis-
se. Non affatto cos. Serena ebbe limpressione che stesse cercando di convincer-
si. Certi giorni mi sento in competizione con un fantasma ammise. Qualcuno che
rimarr sempre perfetto, sempre giovane. Non c nessuna competizione. Scusa se
ti ho fatto sentire in questo modo. No, un problema mio, non tuo.
Non che questo caso mi fa sentire di pi la mancanza di Cindy spieg Stri-
de. Lei mi mancher sempre, e tu lo sai. Il problema che sto scoprendo cose che
mettono in discussione tutta la mia vita. Cindy aveva dei segreti, fatti che non mi ave-
va mai rivelato. Non avrei mai pensato che fosse possibile. Le raccont del suo in-
contro con Tish sulla spiaggia. Indic gli scatoloni e disse: Ho controllato tutte le
lettere di Cindy. Non ho trovato traccia di Tish da nessuna parte. Cindy nascondeva
qualcosa e, per qualche ragione, aveva deciso di non condividerla con me. Non capi-
sco. Non essere troppo affrettato a credere alle parole di Tish lo ammon Serena.
Quella donna ha un piano tutto suo. Temo che stia giocando con la tua testa, Jonny.
Non so quale sia il suo gioco, ma non mi piace. Se voleva prendermi allamo, c
riuscita ammise Stride. Ora non posso fare altro che seguire la pista. Per non
metterti a dubitare del tuo passato solo per causa sua. Forse c un motivo che ha
spinto Cindy a non parlarti mai di lei. Forse Tish sta mentendo. Stride annu. Lo so.
Ci ho pensato anche io, ma la naturalezza con cui parla di Cindy mi porta a pensare
che si conoscessero davvero. Forse mente su altre cose, ma non su questo. Serena
non era convinta. Credo che dovresti lasciar perdere tutto. Probabilmente hai ra-
gione, ma non posso. Non otterrai la soddisfazione che speri. Pat Bums ha ragione,
e tu lo sai. Questo caso non finir in tribunale a meno che qualcuno non decida di
confessare, cosa che non avverr. Quindi, cosa speri di ottenere? Stride raccolse gli
oggetti appartenuti a Cindy e inizi a riporli negli scatoloni. Li maneggiava con deli-
catezza,
come se fossero pezzi dantiquariato che rischiavano di rompersi se trattati con
noncuranza. Non lo so. Infil una mano in uno scatolone e ne estrasse una Bibbia
rilegata in pelle, con la copertina lucida e morbida. Soffi via la polvere, poi la rigir
tra le mani e sfogli le pagine sottili. Gli angoli erano consumati e pieni di orecchie.
Era di Cindy? domand Serena. Di suo padre. Stride cerc di ricordare unocca-
sione in cui aveva visto William Starr senza la sua Bibbia in mano. Laveva sempre
con s, come uno storpio con la sua stampella. Cindy cambi, dopo la sua morte
disse. Succede a tutti. Stride annu, ma non ripose la Bibbia. S, ma sto parlando
di una cosa diversa. Notai in lei un cambiamento strano. Allepoca pensai che fosse
dovuto al dolore, ma ora ho compreso il vero motivo. Era per via di Tish.
Capitolo 21 Sabato pomeriggio Maggie si ferm nel paese di Gary per fare vi-
sita a Clark Biggs, ma non trov nessuno in casa. Il fuoristrada delluomo non cera.
Gli scrisse un biglietto e lo infil nella fessura tra la porta e lo stipite. Con il cellulare
gli lasci un messaggio sulla segreteria telefonica. Era preoccupata per lui. Era il pe-
riodo peggiore, quello dei giorni successivi alla morte di un figlio. In pi di unocca-
sione, Maggie era stata testimone di doppie tragedie, in cui un bambino restava ucci-
so e un genitore si suicidava poco dopo. Sulla strada prese a sud verso Fond du Lac
anzich proseguire a nord verso la citt. Era il suo giorno libero, ma voleva tornare
nel parco dove era morta Mary Biggs. Era difficile che potesse scoprire qualcosa di
nuovo, ma tornava spesso sulle scene del crimine, come se uneco di quanto era suc-
cesso o di quello che la vittima aveva visto potessero farsi strada nel suo cervello. Era
una pia illusione, ma le piaceva crederlo. Era anche una giornata perfetta per passeg-
giare sui sentieri che fiancheggiavano il fiume St. Louis. Londata di caldo perdurava.
Il sole del pomeriggio faceva sollevare lasfalto. Maggie guidava con il condizionato-
re al massimo, con indosso solo una canottierina
e dei pantaloncini. I suoi piedi a malapena raggiungevano i pedali dellAvalan-
che. Mentre si avvicinava ai riflessi dorati del fiume al Perch Lake Park, vide una
flottiglia di variopinte barche a vela ammassate nelle strette insenature. Alcuni moto-
scafi trainavano tra le onde adolescenti a bordo di vecchi pneumatici. Sulla spiaggia
dellisola pi vicina, occhieggi una fila di corpi seminudi che si abbrustolivano sui
teli da spiaggia. Maggie scese dalla Avalanche, si sistem gli occhiali bordeaux e si
sedette sulla prima panchina libera che trov. Sollev le gambe e gir la faccia verso
il sole, per goderne il calore. Quando riapr gli occhi le venn in mente che, come era
successo a Mary, anche lei era sola in quel luogo. Tutti gli altri condividevano la pro-
pria giornata con qualcuno. I mariti con le mogli. Le madri con i figli e le figlie. I ra-
gazzi con i fratelli. Persino i vecchi che passeggiavano da soli tenevano un cane al
guinzaglio. Maggie ci pens di nuovo. Voleva un bambino Qualcuno da crescere, di
cui prendersi cura e con cui passare le giornate. Era facile desiderare qualcosa quando
non la si poteva avere. Si alz dalla panchina e imbocc il sentiero polveroso che por-
tava alla spiaggia, oltre le betulle e i bassi cespugli. Era lo stesso tragitto percorso da
Mary, innocente e inconsapevole, che dalla sicurezza della piccola panchina grigia
laveva condotta in un luogo in cui un estraneo e lacqua profonda lavevano portata
via. Dal punto in cui si trovava, Maggie lanci unocchiata al la strada. Da quella di-
stanza Donna Biggs, quandera corsa per salvare la figlia, sarebbe stata in grado di
vedere attraverso gli alberi un uomo alto salire bordo di un SUV color argento, ma
non avrebbe ma potuto riconoscerlo. Era certa che Donna non si fosse sbagliata. Cre-
deva che Finn Mathisen fosse stato in quel luogo. Che avesse spiato Mary. E Finn
aveva un Rav4 color argento. Ma saperlo e poterlo dimostrare erano due cose ben di-
verse. Raggiunto il punto in cui Mary si era messa a correre verso il fiume, Maggie
lasci il sentiero ed entr nel bosco. Sapeva che la Scientifica aveva rivoltato quel po-
sto come un calzino, e non si aspettava di trovare qualcosa che a loro potesse essere
sfuggito. Nonostante questo, voleva calarsi nei panni di Finn. Mary sta urlando, corre
via. Il rumore lo terrorizza e Finn fugge tra gli alberi, verso la sua auto, facendosi
strada tra gli alberi esili che lo graffiano. Sente il proprio respiro e il ciac ciac delle
foglie bagnate sotto i piedi. Non doveva percorrere molta distanza, ma la paura di es-
sere catturato la faceva sembrare moltissima. Maggie vide la strada davanti a s. Sbu-
c dagli alberi, proprio come aveva fatto lui, e si ritrov sulla piazzola ghiaiata della
statale. Il Rav4 color argento era stato visto l. Finn entra nel veicolo, sgomma sui
sassolini e parte a razzo. Maggie fiss il punto dove la strada faceva una svolta. Ve-
deva la zona pianeggiante vicino alla piazzola, dove il ragazzo era caduto dalla bici-
cletta. Da quel punto la Donna, nel momento in cui chiedeva aiuto, aveva una chiara
visuale del declivio e del Rav che vi era parcheggiato. Era quasi certamente accaduto
tutto molto in fretta. Mary imboccava il sentiero. Donna si accorgeva della sua assen-
za. Luomo che spiava Mary sentiva che la ragazza si stava avvicinando e le andava
incontro. Mary urlava. Donna correva per cercarla. Finn, se di Finn si trattava, scap-
pava tra gli alberi. Maggie cap che Finn non avrebbe potuto prevedere che Mary si
sarebbe incamminata lungo il sentiero da sola.
Era stato un colpo di fortuna. Finn sapeva che quasi tutti i venerd Donna e
Mary venivano al parco e che trascorrevano del tempo sedute sulle panchine davanti
al fiume. Il massimo che poteva sperare era spiarla. Guardarla. Quale sarebbe stato il
posto ideale per farlo? Maggie pens che non sarebbe rimasto seduto in macchina,
con il rischio di essere visto da unauto di passaggio. Avrebbe preso un binocolo e si
sarebbe trovato un posticino adiacente al sentiero, il pi vicino possibile al punto
dove Mary e sua madre erano sedute. Scese il pendio, alla ricerca di un punto dove
accovacciarsi tra gli alberi. Tenne docchio la piazzola, come avrebbe fatto anche
Finn, cercando un posto nascosto ma con una buona visuale. A venti metri di distanza
trov un sentierino, dove il fogliame era appiattito, probabilmente una scorciatoia
usata dai ragazzini per tagliare dalla strada al fiume. Lo segu, certa che anche Finn
avesse preso questa direzione, poi raggiunse il sentiero principale, quello percorso da
Mary, e cap che se avesse proseguito verso lacqua, avrebbe goduto di unottima vi-
suale della parte di fiume che piegava verso la radura dove erano sedute Mary e Don-
na, a guardare gli uccelli in volo. Maggie corse gi per il lieve pendio. Immaginava la
scena: Finn si era nascosto tra i cespugli, accovacciato, con il binocolo in mano a
guardare il volto della ragazza a cento metri di distanza. Esamin attentamente la
zona ma non trov tracce che mostrassero segni di una presenza umana. Avrebbe
chiesto a quelli della Scientifica di tornare ed esaminare con attenzione quel punto,
ma non era ottimista. Frustrata, Maggie risal il pendio. Tornata sul sentiero principa-
le, rest sorpresa nel trovare un uomo che la fissava, a meno di tre metri da lei.
Era Clark Biggs. Oh! esclam la poliziotta. Signor Biggs, ero venuta a cer-
carla. Clark annu ma non disse nulla. Teneva le mani in tasca. Non si era fatto la
barba e, a giudicare dal suo aspetto, sembrava che non avesse nemmeno dormito.
Maggie pens che pi un uomo grosso, peggio prende certe situazioni. Le persone
robuste hanno la tendenza a credersi forti, ma davanti a disgrazie del genere, anche
un uomo forte non nulla. Non importa quanti muscoli abbia. Non importa quanto
sia coraggioso. Cosa ci fa qui? gli chiese. Sono venuto a parlare con Mary rispo-
se luomo. Capisco. Lei amava lacqua prosegu Clark. E, per ironia della sorte,
stata proprio lacqua a ucciderla. La portavo sempre a Wisconsin Point, dove passa-
vamo intere ore sulla spiaggia. Detestava doversene andare. Era il suo posto preferi-
to. Maggie non disse nulla. Mi dica che avete trovato quel bastardo. Stiamo se-
guendo qualche buona pista, ma non voglio crearle false speranze, perch potremmo
fare un buco nellacqua. Ma mi occorre il suo aiuto. Qualunque cosa. Maggie fece
un respiro profondo. Mi perdoni se glielo chiedo, ma come sta? Posso solo immagi-
nare quello che sta passando. E lo stesso vale per la sua ex moglie. So che le famiglie
sono spesso riluttanti a chiedere aiuto, ma ci sono persone con cui, forse, vi farebbe
bene parlare. Non voglio quel tipo di aiuto rispose Clark. Nel caso dovesse cam-
biare idea, mi chiami. Posso indicarle alcuni nomi.
So anchio qualcosa di lei, signora Bei. So che questanno anche lei ha perso
una persona cara. Perdere un marito non come perdere una figlia disse Maggie.
Non aggiunse che lomicidio di Eric era avvenuto quando il loro matrimonio era gi
finito da tempo, quando il loro amore si era tramutato in disprezzo. Clark si strinse
nelle spalle. Il dolore sempre il dolore. Mi dica, come posso aiutarla? Voglio vede-
re quel bastardo marcire dietro le sbarre, dove merita di stare. Maggie infil una
mano nella tasca dei pantaloncini e ne estrasse un cartoncino venti per venti con sei
foto disposte su due file. Erano tutte state prese da patenti di guida, e tutte di uomini
calvi, sui quaranta. Guardi con attenzione queste foto, per favore, e mi dica se rico-
nosce qualcuno di questi uomini. Clark prese il cartoncino spiegazzato e lo tenne a
distanza di braccio dal volto. Maggie fiss i suoi occhi mentre lui studiava ciascuna
foto. Esit un istante davanti alluomo in alto a destra, poi prosegu. Quando ebbe fi-
nito, torn su quelluomo e aguzz gli occhi per quasi un minuto. Alla fine, tocc la
foto con un dito. Questo dichiar. Non so dove, ma lho gi visto. Lavora come
spedizioniere. Il sabato in cui Mary vide per la prima volta il guardone fuori dalla fi-
nestra della camera, questuomo le consegn un pacco. Unaltalena. Le dita di Clark
strinsero il cartoncino. A Maggie non piacque quello che vide nei suoi occhi. Gli tol-
se la foto di mano e se la rimise in tasca. Quindi lui disse Clark. Siamo ancora
lontani dal poterlo dimostrare, ma sospettiamo di s.
Ha un Rav4 color argento? S. Allora che altro vi serve? Avete trovato la
macchina che cercavate e il collegamento di quelluomo con casa mia. Cosa aspettate
ad arrestarlo? Non c nulla che mi renderebbe pi felice, ma al momento non ab-
biamo ancora abbastanza prove gli disse Maggie. Ci procureremo un mandato di
perquisizione, e lo interrogheremo come si deve. A seconda di quello che scopriremo,
forse potremo accusarlo di violazione della privacy. In effetti, quella la legge contro
i guardoni. Comunque, siamo molto lontani da unaccusa di omicidio e, a essere sin-
cera, forse non ci arriveremo mai. Quindi lui ha spaventato mia figlia fino a farla
morire e tutto quello che si becca uno scappellotto? La prego, signor Biggs. Sia-
mo solo allinizio delle indagini. Se questo luomo che ha fatto del male a Mary,
far tutto il possibile affinch venga punito come merita. Ha un legame con le altre
ragazze vittime del guardone? Maggie annu. Ha effettuato consegne anche in tre
delle altre case. un dato significativo, ma non necessariamente conclusivo per una
giuria. Stiamo cercando ulteriori collegamenti con le altre ragazze, ma per il momen-
to non abbiamo ancora trovato nulla. Il volto di Clark fu percorso da un fremito.
Strapp un ramo da un albero e lo spezz in pi parti che poi lasci cadere sul sentie-
ro. Fiss il fiume, dove il riflesso del sole era accecante. Speravo potesse ricordare
cosa avvenuto durante la consegna dellaltalena disse Maggie. Il fattorino ha inte-
ragito in qualche modo con Mary? Lha vista?
Clark chiuse gli occhi, senza rispondere. Maggie aspett senza aggiungere altro
fino a quando luomo li riapr e annu lentamente. Io e Mary eravamo entrambi fuori
in giardino disse. successo qualcosa? Clark sospir. S. Mary si messa in
mostra. Ha sollevato la maglietta e gli ha mostrato i seni. Faceva spesso cose del ge-
nere. Era come una bambina, non cera alcuna malizia nei suoi gesti. Come ha rea-
gito il fattorino? Io mi sono scusato e lui ha detto che non cera problema. Ha
aggiunto altro? Non mi sembra. Ricorda di aver mai visto quelluomo vicino a
Mary, prima di quella volta? Clark scosse la testa. No. Non ricevo molti pacchi.
Non si comportava come se lavesse gi vista. Imprec, poi aggiunse: Basta davve-
ro cos poco per scatenare queste persone? Gli bastato vedere il seno di Mary per
trasformarsi in un mostro?. Succede rispose Maggie. Per uomini come quello,
linnocente mostra di nudit da parte di una ragazza, anche casuale, pu scatenare una
serie di fantasie erotiche. Se le costruiscono nella testa, fino a convincersi di avere
una relazione con le ragazze in questione. Pu diventare unossessione. Figlio di
puttana imprec Clark. Dicevo sempre a Mary di non farlo, ma lei non capiva. Lo
trovava divertente. Maggie non fece commenti. Non fategliela passare liscia disse
Clark. Faremo del nostro meglio.
Maggie si diresse verso il parcheggio, ma Clark la ferm mettendole una mano
su una spalla. La sua stretta era sorprendentemente delicata. C unaltra cosa dis-
se. Lei si volt. Che cosa? Lui le ha visto il tatuaggio. Come, prego? Il fatto-
rino ha visto il tatuaggio di Mary. Lei si era piegata, e la maglietta che indossava si
era sollevata, cos lui ha visto il tatuaggio che Mary aveva in fondo alla schiena. Si ri-
corda? Lha visto anche lei. Era una farfalla. Lui lo stava fissando e, quando me ne
sono accorto, ha distolto subito gli occhi. Poi ha detto: Quant bello il tuo tatuag-
gio, o qualcosa del genere. A Mary piaceva tantissimo. E stato a quel punto che si
tirata su la maglietta. Il tatuaggio di una farfalla ripet Maggie. Se lo ricordava
bene. Esatto. Non so se pu voler dire qualcosa. Forse s.
Capitolo 22 La stanza degli interrogatori era piccola. Dalla porta alla parete di
fronte misurava meno di due metri. Quando era chiusa, si aveva limpressione che il
soffitto venisse gi e che le pareti potessero schiacciarti. La luce fluorescente era
fredda e sterile, e alzando lo sguardo si era costretti a sbattere le palpebre. Sentivi tut-
ti gli odori della persona di fronte a te. Sudore, rutti e scoregge. Larredamento era
costituito da un tavolo di metallo, che a malapena entrava nella stanza, e da una sedia
barcollante accostata al muro, dove sedeva il sospettato. Stride era seduto sul tavolo
accanto a Maggie, fianco contro fianco. Finn si contorceva sulla sedia, le lunghe
gambe, simili alle zampe di un ragno, piegate in una posizione scomoda. E adesso
che succede? chiese Finn. Sono venuto qui come mi avevate chiesto. Dio, ma vo-
ialtri non avete altri casi su cui indagare? Tutti i criminali si sono presi una vacanza?
Cazzo, successo trentanni fa. Stride rivolse un cenno a Maggie, che lesse a Finn i
suoi diritti. Ehi, ehi, ehi! esclam Finn. Che diavolo vi prende? Mi state arrestan-
do per un qualche motivo? Non ancora rispose Stride.
Devo chiamare un avvocato? Non lo so. E tu? Ascoltate, stavo solo cer-
cando di aiutare Tish. Era meglio se tenevo la bocca chiusa. Merda, Rikke aveva ra-
gione. Non avrei dovuto farmi coinvolgere. Non sei in arresto puntualizz Stride.
Vogliamo solo assicurarci che i tuoi diritti ti siano chiari. Se vuoi puoi chiamare un
avvocato. O puoi uscire da quella porta. Vorremmo solo chiarire alcune cose, ma sta
a te decidere. Certo, sar dura chiarire tutto se rifiuterai di parlarci. Stride osserv le
vene bluastre sul cranio di Finn, intricate come rivoli dacqua. S, certo, parlare bo-
fonchi Finn. Sai quanto me ne frega. Possiamo tenere la porta aperta? Magari tra
un po. Questa lunica stanza disponibile. Posso avere un po dacqua? chiese
Finn. Non ci metteremo molto, poi andremo a prendere tutta lacqua e laria fresca
che vogliamo, okay? Voglio solo chiudere questa storia. Maggie prese dal tavolo
una busta di carta, la apr e ne estrasse una fotografia, che porse a Finn. Ti sembra
familiare? chiese. La fotografia era un primo piano di una farfalla monarca tatuata
sulla schiena di una ragazza, a dimensioni naturali e ben dettagliata, con ali arancioni
e nere che davano lidea di ondeggiare al vento. La foto era stata scattata allobitorio
e la schiena era quella di Mary Bigs. E un tatuaggio disse Finn. Non ti ho chiesto
cos scatt Maggie. Ti ho chiesto se ti sembra familiare. Hai mai visto un tatuag-
gio come questo, prima dora?
Finn restitu la foto, rifiutandosi di guardarla. No, non mi sembra. No? Sa-
bato 24 maggio hai consegnato un pacco a un certo Clark Biggs, a Gary. Sua figlia
Mary era nel cortile davanti alla casa e ti ha mostrato il suo tatuaggio. Maggie gli
sbatt in faccia la foto. Questo tatuaggio. Non me lo ricordo. Consegno centinaia
di pacchi ogni mese. La ragazza si scopr davanti a te. Ti fece vedere il seno. An-
che questo succede centinaia di volte al mese? Finn sorrise. Sareste sorpresi di sa-
pere quante volte. Le donne aprono la porta, e spesso non indossano granch. Lo
trovi divertente? chiese Maggie. La sera del giorno in cui hai consegnato quel pac-
co, qualcuno era fuori dalla finestra della camera di Mary, a spiarla mentre si spoglia-
va. Si ripresentato anche la settimana successiva. E venerd sera era con lei su un
sentiero a Fond du Lac. A terrorizzarla a morte. Mary mentalmente era ancora una
bambina. Non capiva cosa stesse succedendo. Si messa a correre ed caduta nel
fiume, dove annegata. Una ragazza dolce, innocente. Morta. La pelle di Finn era
del colore dellacqua per lavare i piatti. Guard per terra. Una vera disgrazia. Non
hai altro da aggiungere? Tagliamo corto, Finn. La madre di Mary ti ha visto. Ha visto
anche il tuo Rav4 color argento. Non ero io. Hai consegnato dei pacchi anche a
tre delle ragazze che sono state spiate nel corso dellultimo mese. Ve lho detto,
consegno un sacco di pacchi.
Maggie estrasse dalla busta un altro fascio di carte legate insieme. Questa non
la prima volta, vero, Finn? un pezzo che spii le ragazze. Stando ai documenti del-
la motorizzazione, tu hai vissuto a Minneapolis per tre anni, alla fine degli anni No-
vanta. In quel periodo, furono segnalati undici casi di un guardone che spiava adole-
scenti bionde. Le segnalazioni sono iniziate un mese dopo il tuo arrivo in citt e sono
finite subito dopo che te ne eri andato. Minneapolis una citt molto grande. Que-
sto non significa nulla. Quindici anni fa facevi il bidello in una scuola a Superior e
sei stato licenziato prosegu Maggie. Ho parlato con la donna che al tempo era pre-
side. Mi ha detto che eri stato accusato di entrare nello spogliatoio delle ragazze, in
momenti poco opportuni, per guardarle. Oh, andiamo, come se fossi il primo bidel-
lo a cui piace dare una sbirciatina di tanto in tanto prov a giustificarsi Finn. Non
sto dicendo che lho fatto, ma che problema ci sarebbe? Lo fanno anche tutti gli inse-
gnanti. Non dimostra nulla. Al momento stiamo perquisendo casa tua gli disse
Maggie. Degli agenti la stanno rivoltando come un calzino. Che cosa troveranno,
Finn? Foto? Mappe? Passeremo al pettine fitto anche la tua auto, e troveremo qualco-
sa che ti colleghi alle ragazze che hai preso di mira. Sotto la luce, la testa calva di
Finn scintillava per il sudore. Credo che ora farei meglio ad andare. Pensavo che vo-
leste parlare di Laura. Non vi dir altro sullo spiare le ragazze o su quel cavolo pen-
siate che io abbia fatto. Se vuoi puoi andare disse Stride. Ma visto che hai tirato
fuori tu largomento, parliamo di Laura. Lei
aveva un tatuaggio quasi identico a quello di Mary Biggs. Il tatuaggio di Mary
ti ricordava Laura? E per questo che ti sei fissato su di lei? Non voglio rispondere.
Mi hai detto che quella notte hai visto solo per caso Cindy e Laura nei boschi. Poi
siamo venuti a sapere di Mary Biggs e delle altre ragazze bionde, e del fatto che un
uomo se ne stava a sbavare mentre loro si spogliavano in camera. Sai cosa penso,
Finn? Penso che tu stessi spiando Laura. Penso che tu la stessi pedinando. Le manda-
vi lettere minatorie. Credo che quella notte tu labbia seguita al parco. Io non la pe-
dinavo si difese Finn. E non le ho mai mandato nessuna lettera. C dellaltro
prosegu il tenente. Non labbiamo mai detto ai media. Qualcuno si era masturbato
nel luogo in cui Laura fu pestata a sangue. Immagino che lassassino si fosse eccitato
al punto da sentire il bisogno di farsi una sega. Abbiamo ancora quello sperma, Finn.
La prossima cosa che faremo sar ottenere unordinanza che ci permetta di confronta-
re un campione del tuo dna con quello dello sperma. Sono convinto che corrisponde-
ranno, e che tu eri sulla scena del crimine, quella notte. Glielho gi detto. Non me
lo ricordo disse Finn. Allora aiutami a rinfrescarti la memoria. Consentici di prele-
vare un campione del tuo dna. Facci fare il confronto. Non vuoi anche tu sapere come
stanno le cose? Finn li guard, sconvolto. No. Mi hai detto quanto dura vivere
senza sapere se hai ucciso qualcuno o no. Forse, una volta saputo che ti trovavi dove
morta Laura, ti si sbloccher la memoria. Stride fece una pausa poi aggiunse: O
forse lo ricordi gi, Finn. Forse sai benissmo cosa successo quella notte. Non
posso dirvi nulla. un pezzo di passato che ho perso. Stride scosse la testa. Non
lhai perso. E ancora dentro la tua testa. Dici di aver visto qualcuno aggredire Laura.
Qualcuno che cercava di violentarla. Sicuro che non eri tu? No! Non ero io. Era
qualcun altro. Chi? Non so chi fosse. Non riuscivo a vedere. Poi arrivato
Dada. Laura corsa nei boschi. Sicuro di non averla seguita? No disse Finn. In-
croci e sciolse le gambe. Dici di non ricordare. Non possibile che tu abbia effetti-
vamente seguito Laura nei boschi, verso la spiaggia? Non credo di averlo fatto. I
suoi occhi dardeggiarono per la stanza, in cerca di una via di fuga. Quella notte non
si concluse sul campo da softball. Qualcuno prese la mazza e segu Laura fino alla
spiaggia settentrionale. Qualcuno la uccise, picchiandola a morte. La colp fino a ren-
derla quasi irriconoscibile. Se avessi fatto una cosa del genere, probabilmente anchio
lavrei esclusa dai miei ricordi. Oh mio Dio mormor Finn. Oppure hai visto tut-
to? Tu sei un guardone, no? Hai visto chi ha ucciso Laura? Perch questo che ci oc-
corre sapere. Dobbiamo sapere cosa successo. Non me lo ricordo. Maggie si
pieg in avanti. Per ti ricordi di Mary Biggs, vero? Ti ricordi che aspetto aveva,
no? Be, guarda che aspetto ha adesso. Gett sulla scrivania una serie di foto. Le
foto dellautopsia.
Le sollev una a una e le mise in mano a Finn, che impallid, deglut rumorosa-
mente e mosse la testa avanti e indietro come un pendolo, incapace di distogliere lo
sguardo dai resti rigonfi e senza vita di Mary Biggs, estratta dalle acque in cui era an-
negata. Lhai uccisa tu, Finn. Hai ucciso questa splendida ragazza. Finn strinse gli
occhi. Apri gli occhi! grid Maggie. Finn sollev le palpebre, scioccato. Maggie
prese un primo piano del volto di Mary, la pelle bianca e soffice. Mise la foto talmen-
te vicina a Finn da impedirgli di vedere altro. Il volto di Mary era tutto il suo mondo.
Dimmi perch disse Maggie. Dimmi perch le hai fatto questo. La sua voce si
ammorbid. Ascolta, so che non era quello che intendevi fare. Eri innamorato di lei?
Volevi unoccasione per confessarle i tuoi sentimenti? Ma lei non capiva. Lei aveva
paura di te. Finn ingoll laria come un pesce fuor dacqua. Deglut a fatica, come se
avesse in bocca qualcosa che non voleva andare gi. Mary e Laura meritavano un
destino migliore disse Stride a bassa voce. Finn era come un elastico teso fino al
punto di rottura. Quando nascose il volto tra le mani, Stride incroci lo sguardo di
Maggie. Entrambi si aspettavano di sentire un fiume di parole, un fiume impetuoso
che rompe la diga. Avrebbe parlato. Avrebbe confessato. Avrebbe gettato via lincu-
dine che gli gravava sulla coscienza. Avrebbe cercato il perdono per quei segreti che
avevano reso un inferno la sua vita, a cui era sfuggito solo nascondendosi in un mon-
do di marijuana, cocaina e alcol. Lasciati andare mormor Maggie.
Va tutto bene le fece eco Stride. Finn li guard infuriato. Lacrime gli rigava-
no il volto e gli usciva muco dal naso. Si port una mano alla bocca, scost i due po-
liziotti con un movimento brusco del braccio e corse fuori dalla porta, sbattendosela
alle spalle. Maggie e Stride lo sentirono ansimare e vomitare sul pavimento di marmo
del municipio. Quando Stride riapr la porta, lodore dolciastro del vomito lo spinse a
coprirsi il naso e a guardare altrove. Finn era sparito. Dieci minuti dopo, nella stanza
degli interrogatori aleggiava ancora lodore di Finn. Stride si pieg allindietro sul ta-
volo e appoggi la testa al muro. Maggie si alz dal tavolo, si sedette sulla sedia dove
prima si trovava Finn e tir su i piedi. Il suo cellulare suon, Lo tir fuori di tasca e
rispose. Stride riconobbe la voce di Max Guppo, il detective grasso a capo della squa-
dra di agenti inviati a casa di Finn Mathisen insieme ai poliziotti di Superior. Maggie
gli fece alcune domande, poi riattacc. Non sembrava soddisfatta. Niente dichiar.
Andiamo. Maggie scosse la testa. Non hanno trovato un accidenti di niente che lo
colleghi ai casi del guardone. Sembrava che la sua stanza fosse stata ripulita da qua-
lunque cosa potenzialmente incriminante. Il computer era privo del disco fisso, al suo
posto cera un bel buco nel tower. Le scarpe erano tutte nuove e i vestiti appena lava-
ti. Rikke disse Stride. La collega annu. Sa cosa ha fatto suo fratello. Forse pos-
siamo fare pressione su di lei.
Sono trentanni che copre Finn. Non smetter di certo adesso. E la macchina,
il Rav4 color argento? Come sopra. Lavato e stirato. Anche gli pneumatici sono
stati annaffiati. Stride sospir. E adesso? Credo che riusciremo a ottenere unac-
cusa di violazione della privacy. Se riusciamo a collegarlo alle altre vittime, sar pi
facile convincere la giuria. Se. Doveva pur avere un metodo per selezionare le
sue vittime. Scopriremo quale. Diavolo, ha eseguito consegne in quattro delle nove
case prese di mira dal guardone. Mi sembra una coincidenza bella grossa. Grossa,
ma pur sempre una coincidenza comment Stride. Se le case fossero sei o sette sa-
rebbe diverso. Quattro non sono abbastanza, nemmeno considerando il Rav color ar-
gento. Finn non ha precedenti penali. Non riusciremo mai a far entrare in tribunale le
storie di Minneapolis o di quando faceva il bidello. Un avvocato difensore pu soffia-
re fumo negli occhi della giuria e convincerli che Finn soltanto una vittima delle
circostanze. E riguardo allomicidio di Mary? Stride scosse la testa. Sai anche tu
che da quella pista non otterremo nulla. Saremo fortunati se riusciremo a ottenere
unaccusa di voyeurismo. Non abbiamo nulla in mano che ci consenta di collocarlo
sulla scena della morte di Mary e, pur potendo, non possiamo stabilire cosa sia real-
mente accaduto. Almeno possiamo accusarlo di recidivit. Per quanto ne sappiamo,
ha spiato le ragazze una decina di volte. Con il giudice giusto, possiamo sperare in
una condanna di due anni. Stride pos delicatamente una mano sulla gamba di
Maggie. So che questo caso vuol dire molto per te, Mags, ma stai sognando.
Senza precedenti penali, si beccher al massimo un anno e sar fuori in tre mesi.
Sempre che metta la testa dietro le sbarre. Cos va la vita. Che schifo. Lo so.
Cosa cavolo racconto a Clark Biggs? Che stiamo ancora lavorando sul caso. Non
abbiamo ancora finito. Se attraverso i test del dna riusciremo a dimostrare che Finn si
trovava dove Laura stata uccisa, avremo unaltra occasione. Forse confesser. Forse
non lo beccheremo per la morte di Mary, ma se riusciremo a metterlo al fresco per
lomicidio di Laura, avremo comunque fatto giustizia. Se disse Maggie, facendo-
gli eco. S, s Stride si pass le mani sulla faccia e prov un senso di spossatezza
pervadergli tutto il corpo. Credi che abbiano gi ripulito lingresso? Maggie si al-
lung e apr la porta. No. Merda esclam Stride. Devo lavarmi la faccia.
questo che dicono gli uomini quando devono andare a fare un goccio? No, diciamo
che dobbiamo andare a fare un goccio. Generalmente gli uomini si lavano le mani,
dopo? chiese Maggie. Non ti piacerebbe la risposta. Bleah. Stride rise. Usc
dalla stanza degli interrogatori e si copr il naso per ripararsi dal pungente odore di
vomito. I corridoi erano vuoti. Era sera, e il municipio era quasi deserto. Raggiunse la
porta a vetri che portava al bagno degli uomini, la spalanc con una spallata e
apr lacqua fredda del primo lavandino che incontr. Si pieg in avanti, spruz-
zandosi lacqua sul volto e si sfreg la pelle con forza. Si pass le dita tra i capelli,
bagnandoli e scompigliandoli. Ne sent lodore ancor prima di vederlo. Sangue. Ave-
va gli occhi chiusi e, quando li riapr, sbattendoli, vide riflessa nello specchio la pri-
ma cabina dei bagni, la porta socchiusa. Due rivoli gemelli di sangue incorniciavano
di rosso il bianco delle piastrelle sul pavimento. Stride corse alla cabina e spalanc la
porta, mandandola a sbattere contro la parete. Finn Mathisen era stravaccato sulla taz-
za, con la testa riversa allindietro, la bocca spalancata e cascante. Le braccia gli pen-
devano inerti ai fianchi, e sul pavimento cera un coltellino svizzero cadutogli di
mano. Il sangue sulle piastrelle gocciolava da due tagli verticali e seghettati che Finn
si era fatto su entrambi i polsi.
Parte Quarta ATTO DI PIET
Capitolo 23 Serena vide Peter Stanhope in un angolo della stanza principale al
Blackwoods. Il suo tavolo dava sulle placide acque del lago attraverso una vetrata
alta fino al soffitto. Era luna del pomeriggio, e, il ristorante era pieno di clienti. Peter
sorseggiava un bicchiere di vino rosso e con laltra mano controllava le e-mail sul
Blackberry. Serena si sedette di fronte e guard il suo labbro inferiore, gonfio e viola-
ceo. Lui segu il suo sguardo e fece spallucce. Tish. Ho saputo. stata colpa
mia ammise Peter. Con la forchetta stacc un pezzo di pesce morbido, che mastic
lentamente. Comunque, non mi sarei aspettato che facesse qualcosa di cos folle.
Non necessariamente folle comment Serena. Peter pieg la testa con fare circo-
spetto. Cosa intende dire? Serena non rispose. Peter ci pens su un momento, poi si
guard intorno e abbass la voce. Per avere il mio dna? E cosa se ne farebbe Tish
Verdure di un campione del mio dna? Secondo lei? Peter scosse la testa, come per
rimproverarsi da s.
Che stupido sono stato. Non sapevo che Stride avesse alla Scientifica dei re-
perti relativi allomicidio di Laura. Pensava che Ray Wallace li avesse fatti sparire
tutti? Non mi piace il suo tono, Serena. Non da qualcuno che lavora per me. Che
tipo di prove hanno? Non posso dirglielo. Peter si accigli. Potrei ottenere unor-
dinanza che impedisca alla polizia di eseguire altri test. Potrebbe farlo, ma cos
metterebbe in piazza la faccenda. La stampa lo verr a sapere, e la gente si chieder
cosa vuole nascondere. Le ho gi detto che non ho ucciso io Laura. Allora non
ha nulla da temere. Le cose non sono cos semplici. Serena attese. Con un cenno
Peter allontan la cameriera dal tavolo. Si accigli e si fece indietro sulla sedia, incro-
ciando le braccia. Cosa diceva George Bush? Quando ero giovane e stupido, ero
giovane e stupido. Ha mandato lei quelle lettere di minaccia a Laura concluse
Serena. Vero? Okay, lo ammetto. Perch? Perch? Stavo con Laura, ma lei
non voleva venire a letto con me. Credevo che giocasse a fare la difficile. Ero incaz-
zato. Cos ho iniziato a mandarle quei biglietti. Erano uno scherzo. Ne ho visto
uno. Non erano affatto uno scherzo. Ehi, avevo diciassette anni. Non cerchi delle
scuse, Peter. Lei terrorizzava quella ragazza. Pensi quello che vuole, ma non lho
uccisa io. Lei non si limitava a inviarle quelle orribili lettere,
vero? Finn ha detto la verit. E stato lei ad aggredire Laura sul campo da soft-
ball. Peter incroci lo sguardo di Serena. Non sono stato io. Quella notte sono tor-
nato sul campo per recuperare la mazza da baseball e ho incrociato Laura che usciva
dai boschi. S, ho cercato di baciarla e s, forse ho esagerato un po. Credevo volesse
farsi pregare. Tutto qui. Detto cos mi sembra uno stupro comment Serena. Non
sono uno stupratore. Gi, i figli di pap non lo sono mai. Il volto di Peter si con-
torse in una smorfia di rabbia. Avrei potuto mentirle, ma non lho fatto. Davvero?
Ha unaltra scelta? Si messo da solo con le spalle al muro. Ha gi confessato alla
polizia che lei e Laura stavate pomiciando su quel campo. Ha ammesso che quella
sera eravate insieme. La cosa migliore sarebbe mantenere il silenzio. Almeno, que-
sto quello che mi dice di fare lavvocato che in me. Be, visto che ormai ha ini-
ziato a parlare, vada avanti. Cos successo dopo che ha avvicinato Laura? arri-
vato il nero, che mi ha messo ko. Cos successo una volta ripresi i sensi? Laura
e quelluomo non cerano pi. Avevo un mal di testa lancinante. Cos me ne sono tor-
nato a casa. E la sua mazza? Me ne sono completamente dimenticato. rima-
sta sul campo? Non ne ho idea. Non lho cercata. Non ci ho nemmeno pensato. Vo-
levo solo andarmene da l. Che altro pu dirmi di quella notte? Non c altro.
Non sa cosa sia successo a Laura? No. Per quanto ne so, quel nero lha am-
mazzata. Questo ci che ho pensato in tutti questi anni. Quella notte ha visto Finn
Mathisen? No. Serena scosse la testa. Se io fossi una poliziotta, non crederei alla
sua storia, Peter. Lei perseguitava Laura, ne era ossessionato. Lha aggredita la notte
in cui stata uccisa, e poi se ne semplicemente andato? E qualcun altro lha uccisa
usando la sua mazza? Deve proprio considerarmi una stupida. Serena, a quel tempo
non ero di certo un santo, ma uccidere una ragazza? Assolutamente no. Serena si
alz dal tavolo. Credo non ci sia altro da aggiungere. Significa che vuole conclu-
dere il suo rapporto lavorativo con me? Esatto. Peter estrasse un biglietto da cin-
quanta dollari dal portafoglio e lo appoggi sul tavolo. Mi permetta di accompagnar-
la fuori. In macchina ho qualcosa che potrebbe farle cambiare idea. Lo consideri un
segno di buona fede. Di cosa si tratta? Deve vederlo. Serena fece spallucce e
acconsent. Uscirono insieme dal ristorante. Peter indic una Lexus nera in fondo al
parcheggio. Quella la mia. Mentre camminavano la prese a braccetto. Ho saputo
del tentativo di suicidio di Finn, la settimana scorsa disse Peter. Se la caver?
Sempre che non ci provi di nuovo. Finn dovrebbe essere il sospettato numero uno
di Stride, non io disse Peter. Ha ammesso che era nel
parco, quella notte, per seguire Laura. E ora cerca di ammazzarsi non appena la
polizia lo interroga. Finn tra i sospettati, ma lei si appena rimesso in partita per
via di quelle lettere. Non c storia. Legalmente non sono affatto preoccupato di
quanto sta succedendo. Pat Burns lo sa. E sono sicuro che anche Stride lo sappia. Ci
sono una serie di problemi: sui testimoni, sulle prove Nessuno mi accuser mai di
un crimine. Allora io a cosa le servo? domand Serena. Do molta importanza
alla mia immagine pubblica. Se questa storia arriva alla stampa, e se i sospetti conti-
nuano a girarmi intorno, io e la mia attivit ne risentiremo in modo negativo. Arriva-
rono alla Lexus. Peter pass una mano sopra la carrozzeria lucida. Non so chi abbia
ucciso Laura prosegu. Ma se i media e la polizia vogliono affondare i denti nella
carne di qualcuno, voglio che sia Finn. Voglio che lei scopra tutto il possibile su di
lui. Scopra i retroscena. Dimostri che lui il tipo di persona che avrebbe potuto ucci-
dere una ragazza. Lei una detective. Indaghi sul sospettato. Questo il lavoro di
Stride rispose Serena. Non le sto dicendo di nascondergli qualcosa. Qualunque
cosa lei scopra, la condivida pure con lui. Ma le sue mani sono legate dalle procedure
della polizia e dagli altri casi. Inoltre Tish gli sussurra continuamente allorecchio che
il colpevole sono io. Voglio mettere in campo qualcuno che giochi dalla mia parte.
Non mi fido di lei. Non le sto chiedendo di farlo. Se trover delle prove che las-
sassino sono io, le usi. Ma non succeder, perch non sono stato io. Ascolti, so che
tipo di donna
lei, Serena. Chi stato un poliziotto ragioner sempre da poliziotto. Lei vole-
va partecipare a questa indagine, e io le sto offrendo loccasione di farlo. E di venire
pagata profumatamente per il suo tempo. Serena avrebbe voluto dire di no, ma Peter
aveva ragione. Perch Finn? chiese. Perch non mi ha chiesto di investigare sul
nero, su Dada? Gli avvocati cercano i punti deboli. E Finn lanello debole della
catena. In altre parole, preferisce che Dada resti un mistero. Chiunque sia sospet-
tato in questo caso vuole che Dada resti un mistero ammise Peter. Lui il bonus
per uscire di prigione. Se nessuno sa dove si trova, nessuno pu dimostrare con asso-
luta certezza chi ha ucciso Laura. Serena scosse la testa. Io sarei un pessimo avvo-
cato difensore. Sarei sempre assalita dal dubbio che il mio cliente possa essere colpe-
vole. Certe volte preferirebbe non saperlo. S, invece. Vorrei sempre saperlo.
Peter apr il bagagliaio della Lexus. Le avevo detto che avrei compiuto un atto di
buona fede. Questo le dimostra quanto voglio che lei creda in me. Allung un brac-
cio nel bagagliaio ed estrasse una scatola stretta, lunga poco pi di un metro e larga
circa quindici centimetri, tenuta chiusa da un nastro incrostato e giallastro. Sulla sca-
tola Serena lesse una sola parola, scritta con un pennarello nero. DISTRUGGERE.
Che cos? chiese. Peter le porse la scatola. Era solida e pesante. Aveva ragione
riguardo a Ray Wallace disse Peter.
Era daccordo con mio padre per sviare le indagini da me. Randall voleva che
Ray accusasse Dada. E Ray cosa fece? Insabbi il caso. In seguito, fece in modo
che alcune prove chiave scomparissero dagli archivi della polizia. Forse Randall pen-
s che qualcuno, un giorno, avrebbe potuto riaprire il caso, e voleva stare dalla parte
dei bottoni. Cos distrusse gran parte delle prove. Ma non questa. Randall insistette
per conservarla lui stesso. Credo che la considerasse una specie di garanzia personale,
caso mai a Ray fossero venuti dei sensi di colpa. Che cos? domand di nuovo
Serena. larma del delitto disse Peter. La mazza da baseball usata per uccidere
Laura.
Capitolo 24 La corsia dellospedale era come una chiesa, dove ogni voce di-
sturbava il silenzio. Anche i passi di Stride che echeggiavano tra le pareti rimbomba-
vano come petardi. Il corridoio era in penombra. La maggior parte dei pazienti dormi-
va. Si ferm alla guardiola degli infermieri, dove gli indicarono una stanza in fondo
al corridoio. Sulla soglia della porta guard Finn Mathisen ma non entr. Il volto del-
luomo, di solito pallido e giallastro, ora presentava una tinta cinerea. Teneva gli oc-
chi chiusi. Gli avambracci erano fasciati fino ai gomiti e lago di una flebo era infila-
to nella spalla destra. Le sue condizioni si erano stabilizzate ed era quasi pronto per
essere dimesso, ma in lui Stride vedeva ancora la morte. Con i pazienti in ospedale gli
succedeva sempre. Se non fosse andato in bagno, o se fosse arrivato cinque minuti
pi tardi, Finn sarebbe morto. Si sentiva in colpa per averlo tormentato con quellin-
terrogatorio a cui lui aveva cercato di sfuggire tentando il suicidio. La domanda che
ora Stride si poneva era: a cosa voleva sfuggire? Al senso di colpa per aver spiato
Mary Biggs provocandone la morte o a quello di aver ucciso Laura?
O da entrambe le cose? Se Finn fosse riuscito a uccidersi, si sarebbe portato le
risposte nella tomba. La sua morte sarebbe stata simile a ci che era stata allora la
fuga di Dada. Avrebbero chiuso le indagini e i sospetti, giusti o sbagliati, sarebbero
piombati sul cadavere di Finn come uccelli rapaci. Cosa diavolo ci fa lei qui? Stri-
de si gir e vide Rikke Mathisen alle sue spalle. La donna teneva tra le mani un bic-
chierino di caff del distributore automatico, da cui si alzava uno sbuffo di vapore.
Rikke era alta quasi quanto lui. Il suo volto era indurito dalla collera. Scost Stride,
entr nella stanza del fratello e tir la tenda sottile, escludendo Finn dalla vista di
Stride. Le ho chiesto cosa ci fa qui sibil di nuovo. Volevo vedere come sta
Finn. Con un dito teso come una freccia, Rikke indic fuori dalla stanza. Alla fine
del corridoio si trovava una piccola sala dattesa, con orribili divanetti arancioni, vec-
chie riviste e un televisore da tredici pollici che pendeva dal soffitto. Non cera nessu-
no. La televisione era spenta. Stride and di fronte a una grande finestra che dava sul-
la strada principale di Superior. Rikke lo segu. Indossava una felpa troppo grande e
dei jeans. Non si avvicini a lui continu. Non gli parli nemmeno. Sono stata chia-
ra? Ho assunto un avvocato. A partire da ora, con lei abbiamo chiuso. Come sta
Finn? E vivo sbott la donna. Ho sentito che lo dimetteranno domani. Sono feli-
ce che stia bene. Non sta affatto bene.
Mi dispiace per quello che successo. Gli occhi di Rikke erano due pietre
azzurre. Mi risparmi le scuse. Sapevate perfettamente che tipo di persona Finn.
un tossico, Cristo. Un alcolizzato. Lo avete deliberatamente spinto oltre il suo limite.
Spero che vi sentiate fieri di voi stessi. Non andata cos si giustific Stride. Ve-
nendo qui si messo in pace la coscienza, tenente. Ora se ne torni a casa. Stia lontano
da me e da mio fratello. Rikke si sedette, prese una vecchia copia di People e la
sfogli con rabbia. Lei sapeva che Finn spiava le adolescenti disse Stride. Non ho
nulla da dire. morta una ragazza. Non per colpa di Finn. Invece s e lei lo sa.
Ha distrutto le prove, vero? La nostra squadra ha riferito che qualcuno ha bruciato
della carta in camera di Finn. Mancava il disco fisso del suo computer. Se lui men-
talmente instabile, lei non lo aiuter di certo nascondendo ci che ha fatto. Rikke ri-
chiuse il giornale. Il posto di Finn non in una prigione, ma a casa con me. Io posso
prendermi cura di lui. Non pu controllarlo disse Stride. Non lo capisce da sola?
Una volta tornato a casa ricomincer tutto da capo. Lo sappiamo entrambi. E se do-
vesse morire unaltra ragazza? Come si sentirebbe allora? Finn non farebbe mai del
male a nessuno. No? E che mi dice di Laura? Glielho detto, lui non si trovava l
quella notte. Non ha niente a che fare con quella faccenda. Era insieme a me. A
casa.
Stride scosse la testa. Qualcuno si masturbato vicino al corpo di Laura. Ab-
biamo ancora lo sperma raccolto dalla Scientifica. Se Finn si trovava l saremo in gra-
do di dimostrarlo. Non vi permetter di prelevare un campione del suo dna. Non
sar necessario. Finn ha lasciato parecchio sangue sul pavimento del bagno del De-
tective Bureau. Ha raccolto il suo sangue dal pavimento? domand Rikke. Che
razza di barbaro ? Un uomo sta morendo, e lei riesce a pensare solo alla sua indagine
del cazzo? Io mi preoccupo per le vittime rispose Stride. Confronter i due dna.
Scopriremo se Finn, quella sera, si trovava sulla scena del delitto. Parler con il
mio avvocato. Lui metter fine a questo strazio del corpo di Finn. Lei disgustoso, lo
sa? E un animale. Lei non capisce cosha passato mio fratello in vita sua. Stride si
sedette davanti a lei e incroci le gambe. Quella sera Finn aveva preso la macchina,
non cos? Quando tornato a casa era coperto di sangue. Io penso che lei fece la
stessa cosa che ha fatto pochi giorni fa. Lha coperto. Lha protetto. Credo che ora
dovrebbe andarsene dichiar Rikke. Non ho altro da dire. Finn era innamorato di
Laura. Ossessionato da lei. cos che tutto ha avuto inizio. Lei non sa nulla ribat-
t Rikke. E meglio che lasci perdere. Mi creda, i problemi di Finn sono iniziati mol -
to prima di Laura. Serena suon il campanello e attese. La Honda Civic noleggiata
da Tish era parcheggiata davanti al condominio che si affacciava sul lago. Il para-
brezza era stato
sostituito, e ai bordi cera ancora del nastro adesivo da carrozziere. Dallaltra
parte della strada, Serena vide un agente della polizia di Duluth che la guardava da
unauto civetta. Gli rivolse un cenno di saluto. Lo conosceva. Erano le dieci passate,
ma le luci nellappartamento di Tish erano ancora accese. Nessuno venne ad aprire, e
Serena suon di nuovo. Stavolta, dalla finestra vide che Tish stava arrivando. Indos-
sava una camicia da uomo che le arrivava a met coscia lasciando le gambe scoperte.
Tish apr la porta: il suo alito e i suoi abiti odoravano di tabacco. Lodore di fumo si
mescolava nellaria con un aroma aspro di gin. Tish si appoggi allo stipite della por-
ta e si lisci le ciocche dei capelli. Serena Dial disse. Cosa posso fare per te?
Speravo potessimo scambiare due parole. Tish si strinse nelle spalle. Daccordo.
Gir sui tacchi e si diresse verso il retro dellabitazione. Serena entr e si chiuse la
porta alle spalle. La casa era scarsamente arredata, senza quadri alle pareti bianche n
tende alle finestre. La moquette color panna era di pregio, ma il resto dellarredamen-
to era solo funzionale. Serena vide un tavolo da pranzo che poteva essere usato anche
come scrivania, su cui Tish teneva il portatile e gli appunti. Il tavolo della cucina era
sgombro, a eccezione di una scatola di cibo precotto e due bottigliette vuote di Sch-
weppes. Segu Tish sulla veranda. La donna si sedette su una sedia pieghevole, e pog-
gi le gambe sulla ringhiera di legno. Reggeva un drink e una sigaretta stava finendo
di consumarsi in un portacenere poggiato per terra. La camicia le scivol da parte, ri-
velando una porzione degli slip di un bikini bianco. Serena si appoggi alla ringhiera
del terrazzo che dava sulla nera superficie
del lago. Quasi non cera scogliera sotto di loro, ma soltanto venti metri di vuo-
to prima dellacqua scura. Tutto era calmo, senza nemmeno una brezza di vento a
smuovere il calore. Tish si scacci una mosca dallavambraccio. Ho letto di te dis-
se. Come, scusa? Ho letto del tipo che linverno scorso ti ha presa di mira. So che
per poco non sei morta. E cos. E allora? Deve essere stata unesperienza terrifi-
cante. Lo stata. Io non credo che sarei riuscita a sopravvivere a una cosa del
genere. Non mi piace parlarne tagli corto Serena. Certo, capisco convenne
Tish, poi aggiunse: Sai, la prima volta che ci siamo conosciute non mi avevi fatto
una buona impressione. Anche se credo che la compagna di Stride non mi sarebbe
piaciuta a priori, chiunque fosse. E perch? Forse per un senso di fedelt verso
Cindy. E adesso? chiese Serena. Ora vedo che in te c molto pi di quanto aves-
si capito in un primo momento. Quante volte una ragazza riceve un complimento
del genere? chiese Serena, ironica. Voglio solo dire che, quando la gente ti vede,
forse non sempre riesce ad andare oltre quel volto e quel corpo da schianto. Questo
corpo ha addosso qualche chilo in pi di quanto vorrei. Non fare la modesta. Co-
munque, non avrei dovuto giudicarti in modo avventato. Mi dispiace. s
Scuse accettate disse Serena. Ma c una cosa che devo dirti. Di cosa si
tratta? Io e Stride abbiamo parecchie cose in comune. Forse lui non lo manifesta
come faccio io, ma siamo entrambi feriti. La perdita di Cindy ha lasciato in lui una
profonda ferita. Non ne dubito. Non mi piace che qualcuno rivanghi quel
dolore disse Serena. Ti riferisci a me? S. Sei molto sincera. E tu, Tish? Tu
sei sincera? Cosa intendi dire? Conoscevi davvero Cindy? chiese Serena. O ti
stai inventando tutto? Perch, da quanto ho potuto vedere, non ci sono prove che tu
labbia mai incontrata. E se stai giocando con noi, voglio dirti che te ne far pentire.
La conoscevo davvero. Allora come mai lei non ha mai detto nulla a Jonny?
Anche la pi rispettabile delle donne ha i suoi segreti. Tish sollev la sigaretta che
teneva stretta con due dita. Tu non hai qualche segreto ancora nascosto? Qualcu-
no ammise Serena. Visto? Se non divulgo i miei segreti, ho sempre un buon mo-
tivo per farlo. Cindy aveva qualche valido motivo per voler nascondere il rapporto
che aveva con te? Forse le ho chiesto io di farlo. E perch mai?
Tish fece roteare il ghiaccio nel bicchiere, poi trangugi il drink. Hai afferma-
to che ci sono luoghi del nostro passato che non amiamo visitare. Ti cos difficile
accettare che questo valga anche per me? Non ero pronta per tornare qui e affrontare
il mio passato, e questo Cindy lo capiva. Ora invece sei pronta a farlo? Sono qui.
Mi ci sono voluti trentanni, ma sono qui. Trentanni fa successe qualcosa tra te e
Peter Stanhope? chiese Serena. E questo che stai nascondendo? No. Allora
perch sei tanto convinta che sia colpevole? Tu non sai comera Peter, allora. Io
s. Serena scosse la testa. Se tu fossi una poliziotta, direi che ti sei innamorata di un
sospettato. Non un amore vero e proprio, di quelli che fanno palpitare il cuore. Ma
quando si poliziotti facile fissarsi su una persona e mettere i paraocchi. Forse
sei tu quella con i paraocchi replic Tish. Peter non ha cercato di suicidarsi dopo
essere stato interrogato sullomicidio di Laura le ricord Serena. Finn s. Finn,
allora, era solo un patetico ragazzino con un sacco di problemi. Gente come quella
capace di ogni cosa, compreso lomicidio puntualizz Serena. Se Laura avesse
pensato che Finn fosse un violento, non avrebbe trascorso tutto quel tempo con lui.
Forse non lo sapeva. Laura ti ha mai raccontato nulla del passato di Finn? Mi ha
detto che a Fargo gli era successo qualcosa di terribile, ma non ho mai saputo cosa. E
stato allora che Rikke lo ha salvato. Finn era innamorato di Laura disse Serena.
E
s lamore pu essere un concetto piuttosto ambiguo per una persona del genere.
Sappiamo che la spiava. Ha spiato ragazze per tutta la vita. Ti riferisci ai casi del
guardone? Serena annu. Stride e Maggie sono sicuri che il guardone fosse Finn.
Ha perseguitato una ragazza finch non morta. Questo non significa che abbia
ucciso Laura disse Tish. Sai cosa rendeva la vittima tanto speciale? Aveva sulla
schiena il tatuaggio di una farfalla, proprio come Laura. Finn ancora ossessionato
da lei. Tish spalanc gli occhi. Dici sul serio? S. Tish appoggi i piedi scalzi
sul pavimento della veranda e giunse le mani davanti al volto, come stesse pregando.
Poi scosse la testa. Fu Peter ad aggredire Laura insistette. Non Finn. Non sai
quanto pu diventare vendicativo Peter dopo un rifiuto. Ti riferisci a Laura o a te
stessa? A tutte e due. Andiamo, Tish. Cos che non mi stai raccontando? Cosa
ti ha fatto? Tish sbuff in segno di disprezzo. A parte spingermi in uno sgabuzzino
quando eravamo a scuola per palparmi le tette e strusciarsi sul mio inguine? Peter era
il tipo di ragazzo che si prendeva ci che voleva anche dopo che tu gli avevi detto di
no. Credeva che gli spettasse di diritto. E oggi non cambiato neanche un po.
Non sto cercando di difendere il suo comportamento disse Serena. Bene, perch
era veramente disgustoso. Un pervertito.
Cosa fece? Dopo il mio rifiuto di uscire con lui, mise in giro nella scuola
delle voci su di me. Che genere di voci? Raccont in giro che ero lesbica. Non
sai come mi sentivo a disagio. Lo immagino. Gli adolescenti credono subito a que-
sto genere di bugie. Tish guard le falene svolazzare intorno alla luce della veranda
e non disse nulla. Diede un tiro alla sigaretta. Improvvisamente, Serena cap. Aspet-
ta un attimo, non era una bugia, vero? Aveva ragione. Tu sei lesbica. Tish annu len-
tamente. Lhai detto a Peter? le chiese Serena. No. Peter non sapeva che fosse
vero, ma la sola idea che la gente lo pensasse mi terrorizzava. Quindi ne eri consa-
pevole fin da allora? S. Non hai ancora fatto outing? Non lo nascondo, ma
non indosso nemmeno una maglietta con su scritto ORGOGLIO GAY. Tish soffi il
fumo dalla bocca. Mi dispiace se questo discorso ti mette a disagio disse Serena.
Non sai quanto pu diventare cattiva la gente quando c lomosessualit di mezzo.
Le stesse persone che predicano lamore di Ges mi lapiderebbero, se potessero.
Non la pensano tutti allo stesso modo. Abbastanza da consigliarmi prudenza.
C una persona speciale nella tua vita? Tish spense la sigaretta nel portacenere.
Non pi.
s Ho vissuto cinque anni con Katja, una fotografa conosciuta a Tallinn. Lei si
stava affezionando troppo, cos sono scappata via. Non era la prima volta che mi suc-
cedeva. I rapporti lesbici sono quasi sempre brevi e intensi. Ci avviciniamo emotiva-
mente, poi ci si mette di mezzo lattrazione fisica e, spesso la fiamma si spegne.
Laura sapeva che sei gay? chiese Serena. Il volto di Tish era lucido per via della-
ria umida. Non ne avevamo mai parlato. Nemmeno con la tua migliore amica?
Erano altri tempi, Serena. Oggi essere gay difficile, ma allora era pericoloso. Anita
Bryant imperversava contro gli omosessuali. Nessuno metteva in piazza la propria di-
versit. Piuttosto, la si teneva ben nascosta. E Laura? Anche lei era lesbica? Te
lho detto, non parlavamo di queste cose. Tish si alz in piedi, chiudendo la conver-
sazione. Credo che ora dovresti andare. Se questo che vuoi. S. Anche Sere-
na si alz in piedi. Posso farti unultima domanda? Di che si tratta? Cosa suc-
cesso a tua madre? Tish incroci le braccia sul petto. I suoi occhi erano colmi di rab-
bia. Se mi fai una domanda del genere, sicuramente lo sai gi. Ho sentito dire che
le hanno sparato. Nel corso di una rapina in banca in cui era stata presa come ostag-
gio. Esatto. Perch ti interessa tanto? Serena non sapeva perch le interessasse,
forse la semplice curiosit da detective. Quando la vita di
qualcuno viene scossa pi di una volta da fatti violenti, listinto mi spinge a
cercare una connessione. Non c nessuna connessione insistette Tish. La rapina
non centra niente con tutto questo. Successe anni prima che conoscessi Laura. Mia
madre si trov nel posto sbagliato al momento sbagliato. Deve essere stato difficile
restare sola a quellet disse Serena. Tish alz le spalle. Restare soli difficile a
qualsiasi et.
Capitolo 25 Stride era steso sul divano di pelle del salotto quando Serena torn
a casa, intorno a mezzanotte. Dormiva, con ancora tra le mani un romanzo in edizione
economica. Una gamba penzolava dal divano, e il piede nudo sfiorava il tappeto. Dal-
lo stereo usciva la voce di Sara Evans. Serena si spogli e si prepar per la notte, la-
sciandolo dormire. Le finestre erano aperte, le tende rigonfie come vele. Laria della
notte era calda e umida. Con quel clima, lei dormiva con indosso solo una canottiera
larga. Torn in sala, spense le luci e la musica, poi si fece una tazza di t alla pera,
che sorseggi sul divanetto di fronte a Stride. Dai cespugli vicino alla veranda si leva-
va una fragranza di rose. I suoi occhi si persero a fissare loscurit e si fecero pesanti.
Pos la tazza di t, si appoggi allo schienale del divanetto e, presto, anche lei prese a
sognare. Nelle nebbie del suo cervello, si ritrov su una spiaggia insieme a Tish. Un
venticello fresco carezzava i loro corpi. Si accost alle spalle di Tish e le accarezz il
collo. Le vertebre di Tish spuntavano dalla sua schiena come larco regolare di unar-
pa. La sua carne era tenera e giovane, e quando iniziarono a fare lamore Serena si
sent libera, senza alcun senso di colpa. Quando ebbero finito si ritrov a galleggiare
in acqua, da sola. Era in paradiso, se si escludeva uno strano, ritmico martellio che
serpeggiava nellimmobilit di quel mondo, snervandola. Come il battito di una batte-
ria o di un cuore. Si sent uscire nuda dallacqua e vide Jonny, coperto di sangue, col-
pire un corpo sulla spiaggia, producendo tonfi secchi. Il corpo di Tish. Serena si sve-
gli di colpo, con il fiato corto. Anche Jonny era sveglio, e la guardava. Tutto
bene? Si scosse dal torpore e sbatt le palpebre. S. Che ore sono? Quasi le tre.
Ho fame disse Serena. Cosa ti va? Serena pens alla sua dieta. Quarantasei
uova. Le vuoi strapazzate o fritte? Non tentarmi. Credi che stia scherzando?
Stride indic la scatola stretta e pesante che Serena aveva appoggiato sul tavolo della
sala da pranzo. Quella cos? Allufficio oggetti smarriti ho trovato qualcosa che
ti pu servire. Gli occhi di Stride si ridussero a due fessure, in un misto di preoccu-
pazione e curiosit. La mazza disse soltanto Serena. Stride la guard. Di Stanho-
pe? Serena annu. Quel figlio di puttana comment Stride. Serena sapeva che non
si riferiva a Peter, ma a Ray Wallace. Ray, che aveva sabotato le indagini sullomici-
dio in cambio di denaro e potere. Ray, che aveva consegnato larma del delitto a un
uomo sospettato di aver commesso il crimine. Stride and al tavolo. Non tocc subito
la scatola, ma la studi da vicino, come se il cartone, linchiostro e il nastro adesivo
potessero parlargli. Si pieg su di essa, come se fosse ancora permeata dallodore del
sangue. Poi, con due dita su ciascun angolo, la sollev per valutarne il peso. Peter lo
ha definito un gesto di buona volont disse Serena. Non era obbligato a darmela.
Avrebbe potuto distruggerla poi aggiunse: Ha ammesso di essere lui lautore dei
biglietti pervenuti a Laura. Lha fatto perch lavremmo scoperto comunque, dopo
il confronto dei dna, giusto? Giusto. Proprio quando mi ero appena convinto che
Finn fosse il colpevole, Peter sgomita per tornare in partita disse Stride. Lui sostie-
ne di essere innocente. E tu gli credi? Non lo so, ma penso sar bene che io gli
stia vicina. Con me disposto a parlare. Ha detto altro? Nulla che al momento io
possa dirti, ma lo puoi indovinare da solo. stato lui ad aggredire Laura sul campo
da soft-ball disse Stride. Non avevano nessun appuntamento, nessuna relazione.
No comment. Stride pos la mazza. A rigor di logica, tutti i sospetti puntano ver-
so Peter. Laura stata uccisa con la sua mazza, arma che lui ha conservato per anni.
Se non fosse per Finn, non avrei dubbi sulla colpevolezza di Peter, anche se questo
non ci aiuterebbe certo a portarlo in tribunale. Peter vuole che io raccolga delle
prove contro Finn disse Serena. E tu lo farai? Credo di s. Cos facendo potre-
sti aiutare il vero colpevole. Lo so.
Ma non sai resistere alla tentazione? No ammise. Rikke ha tagliato fuori
Finn le disse Stride. Ha assunto un avvocato. Non possiamo parlare con lei. Pen-
savo di considerare il caso da un altro punto di vista. Quale? Domani voglio an-
dare nel Nord Dakota. Voglio saperne di pi sullinfanzia di Finn. Tish ha detto che
gli accaduto qualcosa di terribile. Voglio scoprire cosa. Forse proprio questo il
collegamento che ci manca. Porta Maggie con te sugger Stride. Gradirei che in
questo viaggio ci fosse anche un agente di polizia. Mi stai prospettando di trascor-
rere cinque ore di viaggio a discutere con Maggie delle stazioni radio che ascolta? Ci
ammazzeremo a vicenda. Stride rise. Allora noleggia un aereo privato. Stanhope
pu permetterselo. Questo vero. Sar meglio andare a dormire disse Stride.
Al diavolo il sonno. Serena si alz pigramente dal divanetto, scostandosi i capelli
neri dal volto. Stringendo Stride per le spalle, si sedette a gambe divaricate su di lui,
con le ginocchia strette alle sue gambe e i seni vicino alle sue labbra. Le mani di lui
scivolarono dietro la sua schiena e strinsero le natiche da sotto le mutandine. Lei gli
mise le mani sul volto, gli spinse la testa allindietro e lo baci. Ho sognato che mi
beccavi a fare lamore con Tish e la picchiavi a morte. Bastardo assassino. Dimmi
di pi la incalz. Non sono il tipo che confessa tutto. Provocatrice. Tish ti
sembra attraente? gli chiese.
carina, ma non il mio tipo. Adesso stai pensando a lei o a me? Serena
spinse in basso il bacino. A te. Ottima risposta. Squill il telefono. Dio mi
odia disse Serena, rotolando sul fianco sinistro e studiando il display sul ricevitore.
Numero privato. Avranno sbagliato. Non rispondo? No, meglio rispondere.
Lei mugugn e rispose. Che c? La voce allaltro capo della linea era morbida
come miele e profonda come una sirena nella nebbia. Chiese di parlare con Stride.
Serena premette il pulsante del vivavoce e gli porse la cornetta, poi gli torn sopra e
prese a spogliarlo con gesti impacciati. Stride disse lui, impaziente. Chi parla?
Lamico di un amico. I miei amici non mi chiamano alle tre del mattino sbott
Stride. Scusi per lora. Cosa vuoi? Conosce un uomo di nome Hubert Jones?
Stride guard Serena, che si ferm un istante e scosse la testa. No rispose Stride.
Lui conosce lei, signor Stride. Davvero? Vuole parlarle. Digli di chiamarmi
in ufficio domani mattina. La mia segretaria gli fisser un appuntamento. A quel-
lora dovr essersi gi messo in viaggio. Come, prego? Hubert Jones arriver a
mezzogiorno allaeroporto
OHare di Chicago. Da l, al pomeriggio prender un volo per il Sudafrica con
scalo a Londra. Rester a Johannesburg per nove mesi, per un incarico accademico.
Se vuole parlargli, dovr farlo domani. A Chicago. Perch dovrei mollare tutto per
incontrare un uomo che non conosco? chiese Stride. Come ho detto, lui la conosce.
Faccia una ricerca su di lui, signor Stride. Scopra che tipo di uomo . Poi venga a
Chicago. E venga da solo, senza altri poliziotti, intesi? Ora riaggancio tagli corto
Stride. Se il signor Jones vuole parlarmi, pu chiamarmi in ufficio. Ha detto di ri-
ferirle un messaggio disse velocemente luomo. Quale messaggio? Mi ha chiesto
di ricordarle che la ragazza nascondeva dei segreti. Stride non rispose, e Serena sent
i suoi muscoli tendersi e la sua libido svanire. Il silenzio si tagliava con il coltello.
ancora l, signor Stride? S. Questo messaggio significa qualcosa per lei? Co-
nosce gi la risposta. Verr a Chicago? Serena guard Jonny, perplessa. Ci sar
disse Stride. Mi dica dove e quando. La voce fiss il luogo dellincontro allaero-
porto OHare, poi riagganci. Serena lasci cadere il telefono sul divano e incroci le
braccia. Che succede? chiese. Chi diavolo Hubert Jones? Non lo so, ma andr
in ufficio presto per scoprirlo rispose Stride. Poi andr a Minneapolis, e prender
un volo per Chicago. A caccia di uno sconosciuto? A caccia di Dada rispose
Stride.
Capitolo 26 Non mi piacciono gli aerei piccoli dichiar Maggie, allacciando-
si la cintura del sedile di pelle bianca del Learjet 25 di Peter Stanhope. La strinse qua-
si al punto da bloccare il flusso di sangue al bacino. Questo affare dotato di ma-
schere per lossigeno? Scommetto che ci toccher usare dei tappini per il naso. Ri-
lassati disse Serena. Fai finta di essere ricca. Io sono ricca le ricord Maggie.
Allora com che non possiedi uno di questi? Perch non mi piacciono gli aerei
piccoli! Serena rise. Dai, non fare la bambina. Cos molto pi comodo che guida-
re. Non hai voluto prendere la macchina solo per evitare di dover discutere sulla
scelta delle stazioni radio. A Fargo dovremo noleggiare comunque unauto disse
Serena. E vai con il country. Ho con me il mio iPod. Potremmo ascoltare la mia
collezione di Bon Jovi. Anche io ho il mio iPod. Martina. Red Hot Chili Pep-
pers. Alan Jackson. White Zombie. Shania.
Oh, per favore esclam Maggie. Non ascolter nessuna cantante con le tet-
te pi grosse delle mie. Il che le esclude praticamente tutte scherz Serena. Mag-
gie le mostr la lingua. Serena appoggi un braccio sul ripiano di legno lucido accan-
to al sedile e guard fuori dal finestrino, mentre il jet imboccava la pista di decollo di
Duluth. Accanto a lei, Maggie chiuse gli occhi e piant le unghie nel bracciolo. Lae-
reo acceler con un ruggito e si sollev ad angolo acuto nel vento. Il decollo fu pieno
di scossoni, con le ali del jet che ballavano. Serena aveva volato spesso da e per Las
Vegas, cavalcando le correnti ascensionali delle montagne del deserto, e quel genere
di turbolenza non la preoccupava pi. Laereo vir a ovest. Sotto di loro, cerano chi-
lometri e chilometri di foresta punteggiati da laghi di forma irregolare, come nere im-
pronte di ghiacciai che si stavano ritirando. La parte settentrionale del Minnesota pre-
sentava uno sviluppo urbano e stradale limitato. Il tempo trascorse veloce mentre il
jet passava a sud degli imponenti rilievi che sormontavano il Lago Leech. Il cielo era
sgombro di nuvole, e Serena poteva ammirare il panorama sottostante. A mano a
mano che si avvicinavano alla parte occidentale dello stato, le zone boscose lasciava-
no il posto a rigogliosi appezzamenti coltivati, uno accanto allaltro, che viravano dal
grigio al verde scuro come i colori di una bandiera. Non si alzarono mai abbastanza
in quota da evitare gli improvvisi vuoti daria. Che palle disse Maggie. Siamo
quasi arrivati. Serena cambi argomento. Allora, come va il giro delle adozioni?
Maggie espir rumorosamente dal naso. Non
molto incoraggiante. Temo che le poliziotte cinesi single non siano viste di
buon occhio. Non puoi saperlo finch non provi. Maggie stacc le dita dal brac-
ciolo solo il tempo sufficiente per scostarsi dagli occhi la frangia di capelli neri. Non
solo quello. Non sono sicura di essere allaltezza del compito di crescere un bambi-
no da sola. Non so se sarebbe giusto nei suoi confronti. E poi, questa faccenda di
Mary Biggs mi ha scosso parecchio. I suoi genitori si erano dedicati completamente a
lei. Io non so se sono pronta ad amare qualcuno cos tanto. Non sono pronta ad af-
frontare le eventuali conseguenze, se qualcosa dovesse andare storto. Puoi chieder-
ti e se su ogni fatto della vita disse Serena. Lo so. Tu e Stride ne parlate mai?
Io non posso avere bambini. Mi riferivo alladozione. Credo che quella finestra
si sia chiusa rispose Serena. Sono cresciuta sapendo di essere sterile, quindi non ho
mai sviluppato il senso materno. Jonny dice che ormai troppo vecchio. Non penso
che succeder. E non senti che ti manca qualcosa? A volte. Io lo sento ecco-
me disse Maggie. Allora dovresti farlo. Laereo atterr a Fargo sbandando legger-
mente. Una volta a terra, noleggiarono unauto e si diressero a sud dellaeroporto, ol-
tre luniversit e le strade alberate dei quartieri di periferia. Parcheggiarono vicino
alla biblioteca, che si trovava a un isolato dalla striscia sinuosa del Red River, che de-
limitava il confine tra il Nord Dakota e il Minnesota e separava Fargo dalla sua citt
gemella del Minnesota, Moorhead.
Nella biblioteca, Serena chiese di consultare gli elenchi telefonici di Fargo del-
linizio degli anni Settanta. In breve tempo, la bibliotecaria deposit sul tavolo una
pila di volumi della ATT. Gli elenchi odoravano vagamente di muffa. Maggie prese
quello del 1972 e si lament quando raggiunse la lettera M. Qui ci sono decine di
Mathisen disse. Questo posto una succursale della Norvegia. Sappiamo come
si chiamavano i genitori di Finn? chiese Serena. Ole e Lena? Come sei spiritosa.
Dio, sto anche iniziando a parlare con un accento del Minnesota. Serena studi la li-
sta da sopra la spalla di Maggie. Probabilmente la maggior parte di questa gente or-
mai sar morta o si sar trasferita. Chiamiamo la motorizzazione del Wisconsin
propose Maggie. Se riusciremo a ottenere la data di nascita di Finn dalla patente, poi
potremo cercare lannuncio della sua nascita sui giornali locali. In questo modo verre-
mo a conoscenza dei nomi dei suoi genitori. Molto furba. Maggie prese il cellula-
re e chiam la motorizzazione. Sono in attesa disse. Canticchi per qualche istante
poi disse: Ole regala a Lena un vibratore per il suo compleanno. E Lena dice: Che
cos questo?. E Ole risponde: Be, questo te lo infili tra le gampe per stuzzicare
tua kosina. E Lena: Ah, bene, io ho gi una cosa simile. Anche questo si kiama
Sven?. Sei una pervertita comment Serena. Oh, come vero. S, pronto, potre-
ste recuperarmi una data di nascita? Recit il suo numero di distintivo del Minneso-
ta, poi il nome e lindirizzo di Finn. Pochi
istanti dopo, scrisse una data su un foglietto di carta. Perfetto, grazie. Serena
lesse la data appuntata da Maggie. Il 22 aprile 1959. Vado a prendere il microfilm
del giornale di Fargo. Dieci minuti dopo, trovarono lannuncio della nascita di Finn
Mathisen, fratello di Rikke Mathisen e figlio di Nils e Inger. Nils coltivava granturco
in un vasto appezzamento di terreno a ovest della citt. Maggie scorse con lindice la
lista dei Mathisen sullelenco del 1972. Qui non c nessun Nils, ma ho trovato una
Inger disse. Lindirizzo corrisponde. Credo che Nils sia morto in un incidente
quando Finn era piccolo. Cosa vuoi fare? Andiamo laggi? Serena annu.
Certo. Chi diavolo si ricorder di loro dopo trentacinque anni? I contadini la-
sciano la propria casa solo da morti o per consegnare le chiavi a una banca disse Se-
rena. Con un po di fortuna, alcuni dei vicini di Finn vivranno ancora qui. Hai al-
meno una vaga idea di cosa stiamo cercando? chiese Maggie. Assolutamente no,
ma scommetto che quando la troveremo lo sapremo subito. I problemi di Finn non
sono cominciati a Duluth. Qualunque cosa gli sia successa, ha avuto inizio qui. Far-
go era in pianura. Il genere di pianura in cui le autostrade si perdevano nella bruma
dellorizzonte senza una curva o un cavalcavia, dove solo la curvatura del pianeta im-
pediva di vedere fino al Montana. Il genere di pianura dove il Canada tirava il fiato
per soffiarlo su quelle distese di terra, senza niente davanti che potesse rallentarlo,
sollevando nella citt muri di polvere, pioggia e neve. Il genere di pianura dove un ru-
scello fangoso come il Red River poteva straripare e allagare tutto ci che incontrava
sul suo cammino, come lacqua di una caraffa versata su un tavolo. Serena e Maggie
si diressero a ovest di Fargo, superando campi di grano alto e lotti coltivati a soia,
orzo e colza. Il vento caldo e il sole battevano contro il parabrezza dellauto. Tennero
i finestrini aperti e, come compromesso, la radio spenta. Ogni pochi chilometri incro-
ciavano unauto sulla strada a due corsie, ma a parte questo il panorama era piatto e
desolato. Serena guidava e Maggie consultava la mappa. Girarono a sud su una strada
di campagna a circa cinquanta chilometri dalla citt e, cinque chilometri pi avanti,
svoltarono di nuovo su un viottolo sterrato, sollevando un piccolo tornado di polvere.
Dopo ancora un altro chilometro parcheggiarono davanti a una fattoria bianca tra va-
sti campi coltivati, che sembrava uscita da un calendario di case rurali. Una bambina
di circa dieci anni, con indosso un vestito a girasoli, inseguiva un labrador che abba-
iava forte mentre correva incontro alle due donne. La bambina prese il cane per il col-
lare e lo riport verso la casa, guardando con palese curiosit la macchina e le due
sconosciute. Questo il posto dove cresciuto Finn disse Serena. Immaginava che
decenni prima la casa e gli edifici circostanti non avessero un aspetto molto diverso.
Ci sarebbe stato anche allora un pick-up sporco parcheggiato sullerba, cos come i
solchi fangosi scavati dal trattore che portavano ai filari delle coltivazioni. Scesero
dallauto e cominciarono subito a sudare sotto il calore del sole. Serena indossava
jeans, una maglietta bianca e scarpe da ginnastica, con i capelli raccolti in una coda di
cavallo. Maggie portava jeans neri, una camicia nera in parte sbottonata e fuori dai
pantaloni, e stivali neri con tacchi alti. Che senso ha mettersi i tacchi per andare in
campagna? chiese Serena. Maggie si spinse gli occhiali da sole sugli occhi. Salve
disse con voce profonda. Sono Johnny Cash. Attraversarono la strada polverosa e
percorsero il vialetto. La ghiaia scricchiolava sotto i loro piedi. La bambina che ave-
vano visto prima si dondolava su unaltalena in mezzo al prato. Le rivolsero un cenno
di saluto, e lei le fiss senza sorridere. Sentirono il cane abbaiare allinterno della
casa. A mano a mano che si avvicinavano, Serena avvert profumo di fiori e laroma
dolce di una torta di mele. Una donna magra dai capelli ricci e neri, con indosso un
vestito estivo, apr la porta a vetri facendola sbattere alle sue spalle. Fissandole, and
fino al bordo della veranda, e tolse delle foglie secche da un cesto di fucsie appeso
alla balconata. Buongiorno disse, in tono vagamente sospettoso. Posso aiutarvi?
Le due donne si presentarono, e Maggie mostr il distintivo. La donna si rilass e in-
curiosita inarc le sopracciglia. Minnesota? chiese. E cosa siete venute a fare fin
qui? Cerchiamo un ago in un pagliaio disse Maggie. Cerchiamo informazioni
su una famiglia che possedeva questa casa molto tempo fa disse Serena. Si chiama-
vano Mathisen. Parliamo degli anni Sessanta e Settanta.
Mathisen? Questo s che un cognome da Nord Dakota. A proposito, io sono
Pamela. Pamela Anderson. E s, non importa che facciate battute, le ho gi sentite tut-
te. Immaginate il mio orrore dieci anni fa, quando scoprii quale sarebbe stato il mio
nome da sposata. Rise. Per il matrimonio gli ho regalato una foto incorniciata del-
laltra Pamela. Quindi vivete qui solo da dieci anni? chiese Serena. Io s, ma mio
marito ci abita da quando era bambino. Questa era la casa della sua famiglia. Non sa-
pevo che qualcun altro avesse posseduto la fattoria prima dei suoi genitori. Quanti
anni ha suo marito? Non abbastanza per esservi daiuto, se questo che state pen-
sando rispose Pamela. E nato nel 1973. Comunque, mia suocera vive con noi. Que-
sta stata casa sua fino alla morte del marito, poi lha ceduta a noi. Naturalmente non
so se possa essere a conoscenza delle persone che hanno vissuto qui prima di lei, ma
da queste parti la gente trova sempre il modo di sapere i fatti altrui. Sorrise. Possia-
mo parlare con lei? chiese Serena. Oh, certo, ne sar felice. Ora su una sedia a ro-
telle e il diabete lha resa quasi cieca. Le cambierete la giornata. Pamela le accom-
pagn in casa. Serena sent la voce di George Strait uscire sommessamente da uno
stereo e sogghign verso Maggie, che rote gli occhi. Il labrador si fece avanti per sa-
lutarle. Sembrava aver concluso che fossero amiche, poich era stato loro concesso di
entrare in casa. Serena si inginocchi e lo accarezz. Ho appena fatto una torta dis-
se Pamela. Ne gradite una fetta?
Serena vide Maggie fare un sorriso ironico. Sapeva della sua dieta. Mi piace-
rebbe, ma sar meglio che resista rispose Serena. Io ne prender un bel pezzo dis-
se Maggie. Con del gelato, se possibile. Pamela sembr soddisfatta. Torno subito.
La stanza di Mary Ann dallaltra parte della casa, ve la porter qui. Le lasci sole.
Torta di mele ancora calda disse Maggie. Hmm Stronza mormor Serena.
Si sedettero sui cuscini di tweed del divano. Pamela torn con unabbondante fetta di
torta, decorata con due palline di gelato alla vaniglia, e un bicchiere di latte. Il piatto
odorava di cannella. Lo poggi sul tavolino ovale di fronte a Maggie, che la ringra-
zi, si mise in bocca unabbondante forchettata del dolce e mastic rumorosamente.
Ehi, deliziosa comment con la bocca piena. Se ti strozzi, non contare su di me
per la manovra di Heimlich disse Serena. Pamela torn da loro spingendo una sedia
a rotelle. La donna che vi era seduta sopra aveva capelli bianchi che le incorniciavano
la testa come unaureola. La sua pelle abbronzata era raggrinzita e punteggiata di
nero, e degli occhiali da sole le coprivano gli occhi. Aveva una coperta fatta allunci-
netto stesa in grembo, da cui non spuntava nulla. Le sue gambe erano state amputate
sotto le ginocchia. Mary Ann, queste signore sono qui per parlarti disse Pamela.
Per parlare con me? Ma che meraviglia. La sua voce era spezzata, ma i suoi modi
erano solari. Le labbra secche si piegarono in un sorriso. Sento odore di torta di
mele. Pamela usa la mia ricetta. Quattro volte vincitrice del nastro blu alla fiera del
Nord Dakota. Cara, non che me ne daresti un pezzetto? Mary Ann la riprese Pa-
mela con gentilezza. Lo sai che non si pu. Lanziana donna sospir, poi si tocc il
naso con un dito. Riesco ancora a percepire il profumo di una torta appena sfornata
dichiar. Pamela spense la musica e si sedette su una poltrona accanto a sua suocera,
che fece scivolare le mani sotto la coperta per scaldarle. Serena e Maggie si presenta-
rono di nuovo. Minnesota? chiese Mary Ann. Io e mio marito andavamo sempre
in una riserva di pesca vicino a Brainerd. Che splendida zona. Tutti quei laghi e que-
gli alberi. Qui, invece, non ci sono che chilometri e chilometri di mais. Sua nuora
dice che lei ha vissuto in questa casa fin dagli anni Settanta cominci Serena. Oh,
s. Henry e io comprammo un piccolo appezzamento di terreno vicino a Minot poco
dopo esserci sposati, grazie a un po di denaro ereditato da suo padre. Henry fece un
ottimo lavoro. Era laureato, sapete? Aveva una mente molto scientifica. Vicino a
Minot? E come siete arrivati qui? Be, la mia famiglia era di Minot, e quella di
Henry di Fargo, il che provocava alcune difficolt nel periodo delle feste. I parenti
volevano sempre che ci trovassimo in due posti allo stesso momento. Cos, un bel
giorno, il padre di Henry gli disse che la casa dei Mathisen era in vendita, e ci trasfe-
rimmo qui. I miei genitori erano pronti ad andare in pensione, e si trovarono una ca-
setta a Casselton. Da quel momento tutto and per il meglio.
Lei conosceva la famiglia Mathisen? chiese Maggie. Se li conoscevo? Oh,
no, no. Come ho detto, noi non eravamo di queste parti. I genitori di Henry, che pos -
sedevano una fattoria a circa otto chilometri da qui, per, li conoscevano piuttosto
bene. I suoi suoceri le hanno mai raccontato qualche storia sui Mathisen? doman-
d Serena. Storie? Stiamo cercando di scoprire pi cose possibili su quella fami-
glia. Soprattutto sui loro figli. Non sono sicura di potervi aiutare disse Mary Ann.
Reclin la testa allindietro, ed estrasse la mano sinistra da sotto la coperta per grat-
tarsi il collo. Non ricordo di aver sentito molte cose sui loro figli. Ne avevano solo
uno, no? Un ragazzo. No, un momento, la figlia era pi grande. Non viveva qui. Ha
mai sentito nulla di strano riguardo al ragazzo? Di strano? Non direi. E solo triste
come sono andate le cose. Come sono andate quali cose? chiese Maggie. Be, un
adolescente che perde entrambi i genitori una cosa davvero terribile. Sapevo che
il padre era morto in un incidente dauto disse Serena. S, credo che lei abbia ragio-
ne comment Mary Ann. A quei tempi non era facile tirare avanti senza un uomo
in casa. Mi stupisce che ce labbiano fatta. E poi la madre oh, che terribile tragedia.
Devo confessarvelo, io e Henry non eravamo pi convinti di volerci trasferire in que-
sta casa, dopo quel fatto. Credevo che non sarei mai riuscita a dormire in questo po-
sto. Perch? la incalz Serena. Cos successo a Inger Mathisen? Oh, non lo
sapete? Visto che siete poliziotte, lo
davo per scontato. Fu uccisa da un estraneo, nella sua stanza da letto. Dissero
che probabilmente si era trattato di un vagabondo in cerca di gioielli o contanti. Tro-
vo inconcepibile che qualcuno faccia una cosa del genere. gi terribile uccidere un
altro essere umano, ma in quel modo oh, cielo, ancora oggi mi fa male pensarci.
Come fu uccisa? chiese Maggie. Fu pestata a morte sussurr Mary Ann, stratto-
nando la coperta. Riuscite a immaginarlo? Picchiata a morte con una mazza da base-
ball.
Capitolo 27 Stride compr un hot dog e si sistem su una delle poltroncine vi-
cino al gate della British Airways, nel Terminal 5, e allung le gambe sulla fila da-
vanti. Fuori dalle vetrate, i gate dellaeroporto internazionale OHare assomigliavano
a un parcheggio di jet 747 ornati dai loghi variopinti di compagnie aeree di tutto il
mondo. Allinterno, nella zona delle partenze, migliaia di passeggeri scorrevano sotto
i lucernari e le lunghissime tubature bianche. Il tempo che gli occorse per mangiare il
panino lo pass osservando landirivieni di persone e aerei. Si trovava dietro il check-
point di sicurezza, grazie a una chiamata fatta a un amico della polizia di Chicago.
Dada se di lui si trattava sarebbe arrivato entro unora in uno dei tre terminal per i
voli nazionali. Stride ipotizz che sarebbe arrivato dal Missouri, diretto a Johanne-
sburg. Luomo che aveva trovato su internet, Hubert Jones, era un professore di studi
africani alla Washington University di St. Louis. Il sito delluniversit comprendeva
anche una foto del corpo insegnanti. Stride aveva studiato con attenzione quellimma-
gine per stabilire un collegamento con la fisionomia del giovane fuggiasco di tren-
tanni prima. Lunica
cosa che era riuscito a stabilire con certezza era che Hubert Jones avrebbe po-
tuto essere Dada. Lacconciatura rasta era sparita, sostituita da capelli grigi a spazzo-
la. Le sopracciglia erano diventate folte e cespugliose. Il volto ampio e con il doppio
mento mostrava un uomo appesantito, nulla a che vedere con il gigante in ottima for-
ma che lo aveva battuto trentanni prima. Gli occhi avrebbero potuto essere quelli di
Dada neri e profondi ma in fondo era passato troppo tempo, e troppi inverni si
erano accumulati sulla pelle di quelluomo. Stride bevve una Coca Cola per mandare
gi lhot dog, poi rilesse il materiale su Hubert Jones che aveva stampato in ufficio
prima dellalba. Jones aveva cinquantadue anni e due lauree alluniversit di Berkley.
Aveva viaggiato e tenuto conferenze in Europa, e la cattedra provvisoria che aveva
accettato in Sudafrica era il terzo incarico accademico nel continente africano. In am-
bito universitario, Hubert Jones era una celebrit. Aveva anche scritto un libro. Era
questo, pi di tutto il resto, a convincere Stride che Hubert Jones fosse Dada. Era inti-
tolato Dandelion Men e raccontava la storia dei tre anni in cui Jones aveva vissuto in-
sieme agli operai itineranti nelle zone meridionali del Midwest, dopo aver lasciato il
college intorno ai ventanni. Con il tempo, anche lui era diventato uno di quei vaga-
bondi, parte di una comunit di persone che si spostavano come semi portati dal ven-
to. Si muovevano a piedi. In autostop. Saltavano sui treni. Lavoravano, rubavano, si
ubriacavano, finivano in prigione e non si fermavano mai abbastanza nella stessa
zona per poterla chiamare casa. Su internet, Stride aveva trovato un estratto del libro:
Questi uomini non erano i senzatetto o gli psicolabili che si riversarono nelle strade
delle nostre citt anni dopo, quando le
tasse ci fecero scoprire il limite della nostra compassione. Era unepoca in cui
uomini come quelli sceglievano questo stile di vita perch li rendeva liberi. Era un fe-
nomeno prevalentemente rurale, non urbano. Questi uomini erano i figli delle nostre
radici, della nostra terra, e vivevano alla merc del clima, del cibo e dellacqua. Co-
noscevano la violenza. A volte sbocciava nel loro gruppo ma, pi spesso, proveniva
dallesterno, da uomini che indossavano uniformi. I Dandelion Men potevano essere
picchiati, persino uccisi, ma nessuno sarebbe mai riuscito a privarli della loro dignit
e della loro umanit primordiali. A volte penso che le persone che erano pi violente
verso di loro, che pi ne avevano paura, erano coloro che pi ne invidiavano la liber-
t. A Stride, il libro sembrava la storia di Dada, compresa la cornice temporale che
andava dal 1976 al 1978. Quando fece una ricerca online sui contenuti del libro, per,
non trov alcun riferimento a Duluth, n al Minnesota o ai fatti di quellestate. Nessu-
na citazione dellomicidio nel parco. N di fughe a bordo di un treno carico di carbo-
ne. Se Hubert Jones aveva vissuto in prima persona quegli eventi, li aveva esclusi dal
proprio diario. Stride guard le scale mobili del terminal. Nella sua mente rivisse gli
istanti accanto ai binari, e sent Dada che lo colpiva come fosse una mosca. Ricord
la lotta disperata per riuscire a riprendere fiato, e il bagnato di fango e pioggia. Sent
di nuovo il crepitio dei colpi di Ray, sparati alla cieca. Rivide Dada, sul treno, farsi
sempre pi piccolo. Quella ragazza aveva dei segreti. A trenta metri da lui, su una
delle scale mobili, Stride individu Hubert Jones. Il frastuono dellaeroporto si ridus-
se nel suo cervello a un ronzio smorzato, escludendo tutto tranne luomo che scende-
va, immobile sui gradini. Era enorme, alto pi di un metro e novanta, simile al tronco
gigantesco di un vecchio albero. Indossava un abito nero, una camicia bianca inami-
data con gemelli ingioiellati e una cravatta dai colori accesi, che Stride riconobbe es-
sere i colori dei rasta: verde, rosso e oro, proprio quelli del berretto di Dada. Si chiese
se quello non fosse un segnale per farsi riconoscere da lui. Quando Jones gir la testa,
i loro sguardi si incrociarono e le grosse labbra delluomo si aprirono in un ampio
sorriso. In quel momento, Stride lo seppe. Lo seppe per certo. Era Dada. Per essere
un uomo cos massiccio, si muoveva con grazia e rapidit. In fondo alla scala mobile
controll le persone che gli stavano intorno, come a verificare se Stride gli avesse or-
ganizzato un comitato di benvenuto di agenti di polizia e della sicurezza. Quando
pens di essere al sicuro, si fece agilmente strada tra la folla, che si apr per lasciarlo
passare. Stride si alz per andargli incontro. Non gli piaceva guardare gli uomini dal
basso in alto, e Jones appariva minaccioso quanto lorco in cima alla pianta di fagioli.
Si strinsero la mano. La forza delluomo sembrava immutata. Vedo che ha ancora la
cicatrice disse Jones, indicando il volto di Stride con un dito carnoso. Mi dispiace.
Mia moglie la trovava sexy rispose Stride. Jones rise. La stessa risata tonante di
tanto tempo prima, come quella del cattivo di un vecchio spettacolo radiofonico. Stri-
de la riconobbe. stato lei a chiamarmi la notte scorsa disse. Non lamico di un
amico. S, ero io.
Perch tutto questo segreto? Non sapevo che genere duomo lei fosse, te-
nente. Per quanto ne sapevo, avrebbe potuto mettermi i ceppi alle caviglie, se ne
avesse avuto loccasione. Volevo sentire la sua voce. Ho sempre pensato di essere in
grado di prendere le misure di un uomo dal modo in cui mi parla. E ho superato la
prova? Oh, non potevo sapere con certezza se mi avrebbe fatto circondare dai mi-
gliori sbirri di Chicago. Ma ho pensato che il ragazzo che mi aveva affrontato accanto
ai binari mi avrebbe incontrato da solo per una questione dorgoglio. Non cambiato,
tenente. Stride odiava ammetterlo, ma Jones aveva ragione. Sarebbe stato pi saggio
portarsi dei rinforzi, ma, come da giovane, aveva peccato nuovamente di arroganza.
Voleva affrontare quelluomo da solo. Se volessi farla arrestare, potrei farlo disse.
S, ma spero che sia passato abbastanza tempo perch lei creda di nuovo quello che
credeva da ragazzo. Io non ho ucciso nessuno. La saggezza propria dellinnocenza e
dellesperienza, tenente. Solo il tempo che sta in mezzo ci provoca dei problemi. Jo-
nes si sedette sulla fila di poltroncine davanti a Stride e poggi le mani sulle ginoc-
chia. Il tenente afferr per il tappo una bottiglietta dacqua ancora chiusa dalla pol-
troncina accanto a lui. La porse a Jones, che la prese tra le sue grandi mani. Avr
sete dopo il volo disse Stride. In effetti s Jones apr la bottiglia e ne bevve met,
poi la richiuse e chiese: Posso finirla, o vuole subito il suo campione di impronte di-
gitali?. Stride si sent avvampare. La tenga disse. Jones sogghign e pos la botti-
glia sul pavimento.
Perch mi ha contattato dopo tutto questo tempo? domand Stride. Ha sa-
puto di Tish Verdure e del libro che sta scrivendo sullomicidio? Ho ancora degli
amici nella comunit dei rasta spieg Jones. Come sapr, sul giornale di Duluth
comparso un articolo che parlava di quel crimine, sostenendo che un vagabondo rasta
era tra i sospettati. Larticolo ha fatto il giro dei nostri siti web, e alla fine qualcuno
mi ha mandato un messaggio chiedendomi: Sei stato tu?. Ma perch si fatto
avanti? Tutti la credono morto. Era al sicuro. Ci ho pensato a lungo, mi creda, ma
alla fine ho deciso che era arrivato il momento di lasciarmi alle spalle quella parte del
passato. Confesso che ero anche curioso di rivederla. Nellarticolo si parlava di un
detective di Duluth, e mi ha sorpreso scoprire che si trattava dello stesso ragazzo che
avevo affrontato quella notte. Ho dato unocchiata a Dandelion Men su internet
disse Stride. Non fa riferimento agli eventi di Duluth. Jones si fece indietro sulla
poltroncina. La sua mole colmava tutto lo spazio, e i fianchi premevano contro i brac-
cioli. Oh, avrei voluto parlare di Duluth, ma sapevo che certa gente mi stava ancora
cercando. E come essere un orso a piede libero in citt: quando ti trovano non si limi-
tano a metterti in gabbia. Ti sparano. Il poliziotto che le spar allora era corrotto
gli rivel Stride. Credo sia giusto che lei lo sappia. Era unepoca di corruzione.
Perch aveva scelto quella vita di vagabondaggio? Forse si potrebbe dire che ero
inorridito dalla vita
moderna disse Jones. Mi sentivo scollegato. Solo un ragazzo pu essere tan-
to ingenuo. Comunque, la comunit che scoprii aveva radici pi forti e profonde di
qualunque altra che avessi conosciuto fino ad allora. stata dura lasciarla. Di tanto in
tanto, cerco ancora di trovare i dandelion men, ma sono una specie in via di estinzio-
ne. Come animali selvatici il cui habitat naturale stato distrutto. Quando mi avvici-
no scappano via. Non appartengo pi al loro mondo. Da come ne parla sembra che
le manchi disse Stride. Jones si tir i risvolti della giacca con un sorriso divertito.
cos. A volte immagino come sarebbe sparire di nuovo. Ma solo una fantasia. Mi
parli di Laura. Laura? La ragazza assassinata. Jones incroci le braccia sul pet-
to. S, certo. Ho saputo come si chiamava solo dopo aver letto quellarticolo sul
giornale. Era solo una ragazza nel parco. Per tutti questi anni, ho pensato che fosse
stato lei a ucciderla disse Stride. Jones annu. E adesso? Non ne sono pi tanto
sicuro. Abbiamo nuovi testimoni. Qualcuno dice di averla vista salvare Laura, anzi-
ch aggredirla. Un testimone ripet Jones. S, quella notte nei boschi cera qual-
cun altro. Non lho visto, ma sapevo che cera. Sentivo lodore della marijuana che
stava fumando. Finn pens Stride. Cera anche un altro ragazzo sul campo da
softball prosegu il professore. stato lui ad aggredire Laura. Io lho fermato.
Stride annu. Dopodich, Laura corse verso la spiaggia a nord. S, lo so. La
seguii. Arriv fino alla spiaggia? La vide laggi? S conferm Dada. Cosa
vide? Dada sorrise. Glielho gi detto, tenente. Quella ragazza aveva dei segreti.
Capitolo 28 Non riusciremo mai a tornare in Minnesota entro sera disse
Maggie. Erano a unora a ovest di Fargo, sedute in un parco. Dalla panchina si vede-
va il varo di una barca sulle acque del Lago Ashtabula. Alla loro sinistra si trovava la
parete di cemento della Diga Baldhill, che arginava il fiume Sheyenne e creava uno
stretto tratto di lago artificiale. Era pomeriggio inoltrato. Laria odorava di carburante
per barche e di hamburger. Sciatori dacqua sollevavano onde sul lago. L vicino, nel
campeggio, dei bambini giocavano lungo una striscia di spiaggia sabbiosa. Peter ri-
vuole il suo aereo ribatt Serena. S, ma luomo che cerchiamo potrebbe starsene in
giro a pescare fin dopo il tramonto. Dopo aver lasciato la fattoria dei Mathisen, era-
no passate dal commissariato di polizia di Fargo, dove i loro colleghi del Nord Dako-
ta le avevano aiutate a identificare luomo che aveva condotto le indagini per lomici-
dio di Inger Mathisen, la madre di Finn. Il detective in questione, Oscar Schmidt, era
andato in pensione da pi di dieci anni e con la moglie si era trasferito in una citt
chiamata Valley City. Serena e Maggie
erano andate a cercarlo, e sua moglie le aveva mandate a nord, sul Lago Ashta-
bula, il punto preferito di Oscar per andare a pesca. Vuoi andare in acqua? propose
Serena. Maggie si sistem gli occhiali da sole e guard il parco. Intendi dire a fare il
bagno? Intendo dire che fa caldissimo. Tiriamoci su i pantaloni e bagniamoci i pie-
di. Ci sto. Lasciarono le scarpe sulla panchina e si arrotolarono i jeans sopra i pol-
pacci. La sabbia sulla spiaggia era rovente, ma quando immersero le dita dei piedi in
acqua sentirono che era ghiacciata. Fecero alcuni passi, immergendosi per una venti-
na di centimetri. La madre di Finn fu percossa a morte, proprio come Laura disse
Serena. Si tratta di una coincidenza, secondo te? No. Credi alla storia del
ladro? No. Nemmeno io. Chiss perch Oscar s. E quello che gli chiederemo.
Sempre che esca dal lago. Serena sollev il mento verso il sole caldo. Nellattesa
Maggie vuot una lattina di Diet Coke, controllando impaziente lorologio mentre il
tempo passava. Finalmente, una barca in alluminio di quattro metri e mezzo che di-
mostrava tutti i suoi anni attracc a riva. A poppa, un uomo anziano con lunghi capel-
li grigi e dei baffi che si arricciavano sul labbro superiore spense il motore Evinrude e
lasci che la barca scivolasse per inerzia verso riva. Indossava un costume da bagno
blu con delle strisce verticali ed era a petto scoperto. La
pancia sporgeva tesa come un pallone da basket, ma il resto della pelle era flo-
scia e color cuoio. Era basso, non pi di un metro e sessanta, e portava occhiali da
sole. Mentre Serena e Maggie lo osservavano, Oscar Schmidt scese in acqua, trascin
la prua poggiandola dove iniziava la rampa di calcestruzzo e si diresse in ciabatte in-
fradito verso il suo fuoristrada Chevrolet rosso. Signor Schmidt? lo chiam Mag-
gie. Uscirono gocciolanti dallacqua, e si diressero verso il punto in cui era ormeggia-
ta limbarcazione. Lui si ferm, le mani sui fianchi. Sono io rispose in tono burbe-
ro. Voi chi siete? Maggie fece le presentazioni. Ha cinque minuti di tempo per di-
scutere di un suo vecchio caso? Quale caso? Inger Mathisen. Schimdt ripieg
gli occhiali da sole e li infil nella tasca del costume da bagno. Mi sono chiesto
spesso se prima o poi qualcuno sarebbe tornato per mordermi le chiappe. Sospir, e
aggiunse: Lasciatemi portare in secco la barca, poi parleremo. Dieci minuti dopo,
la piccola imbarcazione gocciolava nel parcheggio, e Schmidt era seduto sulla pan-
china di fronte a Maggie e Serena. I suoi capelli cespugliosi erano umidi e il suo alito
odorava di birra. Serena inclin la testa verso lacqua. Com andata? Mi sono
scolato sei lattine, ho fatto una nuotata e non ho preso un accidenti. Giornata tipica. A
dire la verit, il pesce non mi piace granch. Non mi mai piaciuto. La maggior parte
delle volte li ributto in acqua, perch altrimenti mia moglie vuole cucinarli.
Bel posto dove trascorrere la vecchiaia comment Maggie. S, non male,
eh? In Texas abbiamo un camper dove passiamo linverno. Fosse per me rimarrei qui,
ma mia moglie odia la neve. Ci parli del caso Mathisen esord Serena. Non c
molto da dire. Una fattoria isolata. Un sabato notte. La donna dormiva nel suo letto, e
qualcuno la prese a randellate fino ad ammazzarla. Avete mai catturato il colpevo-
le? Schmidt scosse la testa. Macch. Non avevamo nulla in mano. Ipotizzammo si
fosse trattato di un bastardo che era uscito dallinterstatale alla ricerca di un po di
contanti. Probabilmente fu sorpreso di trovare qualcuno in casa. La fattoria era a
otto chilometri dalla strada obiett Serena. E per nulla facile da trovare. Schmidt
alz le spalle e si mordicchi ununghia. Avete avuto notizie di altri casi simili acca-
duti lungo linterstatale? chiese Maggie. Magari nel Montana o nel Minnesota? Di
solito tizi del genere sono localizzabili come puntine su una mappa. Non ci furono
altri incidenti che facessero pensare a una serie di crimini disse Schmidt. Pensam-
mo che il responsabile si fosse spaventato. Le serrature erano state forzate? chiese
Serena. Da quelle parti nessuno chiude la porta. Qualcuno ha visto o sentito qual-
cosa? Lavete vista anche voi quella zona. Non ci sono case nel raggio di chilome-
tri. E il ragazzo? Schmidt si gratt i baffi. Quale ragazzo? Finn Mathisen, il fi-
glio di Inger. Non era in casa.
Maggie si chin in avanti. Senza offesa, signor Schmidt, ma lei non un con-
tadino, quindi perch non la smette di lanciare palate di letame? Schmidt rise, facen-
do sussultare i baffi. Lei mi piace. Non ho mai avuto un debole per le orientali, ma
lei in gamba. E anche bella. Tutte e due lo siete. Perch pensava che un caso del
genere sarebbe tornato a morderle le chiappe? chiese Maggie. Schmidt guard il suo
fuoristrada, e Serena immagin che stesse pensando alla cena che lo aspettava a casa.
Ascoltate, perch creare problemi alla brava gente dopo tanti anni? A chi diavolo
importa pi? Qualche anno dopo lomicidio di Inger, unadolescente fu uccisa a
Duluth spieg Serena. Pestata a morte con una mazza da baseball. Finn tra i so-
spettati. Schmidt si accigli. Merda. Allora, vuole raccontarci la vera storia?
Ehi, non cerano prove che dimostrassero che non era stato un ladro a ucciderla.
Ma lei non ci credeva. Schmidt punt verso di loro un dito calloso. Certe volte bi-
sogna scegliere tra lessere un poliziotto o un essere umano, okay? Forse nelle grandi
citt non funziona cos, ma nei piccoli centri s. Per come la vedo io, lomicidio di In-
ger Mathisen fu un atto di misericordia. Cosa intende dire? chiese Maggie. Inger
era una vera stronza. Secondo voi perch suo marito si ubriacava ogni sera e alla fine
fu investito da un camion? Detestava stare in quella casa, ma era un debole e non riu-
sciva a opporsi. Opporsi a cosa? Schmidt sospir per il disgusto. In citt si dice-
va
che Inger facesse delle cose ai suoi figli confess. Roba perversa. A quei
tempi non si parlava di cose del genere. Da quelle fattorie sono usciti parecchi ragazzi
conciati male. Vada avanti. Schmidt toss e sput per terra. Il ragazzo, Finn, ave-
va quattordici o quindici anni. Era gi messo male. Si drogava. Per come la vedo io,
era strafatto e decise che era ora di farla finita con sua madre una volta per tutte. La
uccise con la sua mazza. Trovammo le sue impronte sullarma. Aveva detto che
non era in casa disse Serena. Cos ci disse sua sorella. Rikke? Schmidt annu.
Lei se nera gi andata da quel buco infernale. Aveva ottenuto la licenza di inse-
gnante presso luniversit del Nord Dakota. Lavorava e abitava a Fargo. Giur che
quel fine settimana Finn era rimasto con lei, nel suo appartamento. Ci furono altri
testimoni a confermare la sua versione? Un paio di persone ricordavano di aver vi-
sto il ragazzo. Non erano sicure se lavevano visto sabato o domenica. Lei pensa
che lo avessero visto di domenica intu Maggie. S. Immagino che Finn abbia ucci-
so Inger sabato notte e poi abbia chiamato la sorella. Lei venuta a prenderlo e lo ha
riportato a Fargo per fargli passare la sbronza e concordare con lui una storia comune.
Nessuno vide nulla, per, quindi non c modo di dimostrarlo. Rikke riport a casa
Finn il marted successivo, e fu allora che dichiararono di aver trovato il corpo. Rikke
ci telefon e io arrivai sulla scena.
Li interrog? Interrogare dei ragazzi la cui madre appena stata uccisa?
Non mi sembrava il caso. Solo che lei non gli credette, vero? Diciamo che non
insistetti troppo. Daccordo? Nessuno lo fece. Ne parlammo. Tutti in citt sarebbero
stati pi contenti se avessimo detto che a ucciderla era stato uno sconosciuto. I ragaz-
zi avevano gi sofferto abbastanza, cos decidemmo di lasciare che vivessero le loro
vite. Un atto di misericordia gli fece eco Serena. Proprio cos.
Capitolo 29 Tish parcheggi su una strada sterrata a due isolati dalla casa di
Finn, situata sotto i rami penduli di un salice piangente. Mentre aspettava tenne la si-
garetta fuori dal finestrino aperto della Civic. Sapeva che avrebbe dovuto smettere
ma, da quando aveva lasciato Duluth, aveva trascorso gran parte della sua vita da sola
e quasi sempre in stato dansia, e il fumo era una sorta di droga che leniva il dolore.
Le sue sigarette erano sempre con lei. Su una barca a vela nel porto di Dubrovnik,
dopo la fine della guerra e il ritorno dei turisti. In una capanna di pietre e fango su
una montagna del Tibet. Ad Atlanta, in un parcheggio della libreria Borders di Snell-
ville, mentre piangeva dopo essersi lasciata con Katja. A Duluth, quando Laura era
scappata via e laveva chiusa fuori dalla sua vita. Se solo fosse rimasta. Le cose sa-
rebbero andate in modo diverso. Sent lauto vibrare quando un treno dal porto arriv
nella sua direzione. La lenta locomotiva sbuffava come un animale ed escludeva la
vista della casa di Finn. Polvere di carbone si levava dai vagoni stracolmi, e si deposi-
tava in una pellicola granulosa sul parabrezza dellauto. Tish si port le mani alle
orecchie per proteggersi dallo sferragliare del treno. Dopo che anche lultima di quel-
le spaventose carrozze fu passata, Tish vide Rikke, con un vestito blu scuro e un om-
brello in mano, scendere i gradini della propria casa. Era la prima volta che la vedeva
da quando era tornata a Duluth. Gli anni erano stati impietosi. La sua bellezza austera
e la corporatura da amazzone erano stati portati via dallet, e anche da quella distan-
za sul suo volto erano riconoscibili i solchi scavati dalla sofferenza. Rikke tagli at-
traverso il prato fino a unImpala marrone. Usc dalle erbacce con lauto, si port sul-
lo sterrato e super lintrico di binari, passando poco lontano dallauto di Tish. Tish si
abbass per non farsi vedere. Attese che lmpala si allontanasse, poi scese dallauto e
si diresse verso la casa. Si fece strada tra i sassi in mezzo ai binari. Lumidit le aveva
appiccicato la maglietta alla pelle. Guardandosi intorno, le sembr che il tempo si
fosse fermato. In quel luogo, le strade sterrate, la casa e i treni erano come unistanta-
nea del suo passato. Le ricordavano cose di altri tempi. Bibite fredde. Frisbee dac-
qua. Televisione in bianco e nero. Le ricordavano unepoca in cui le persone che
amava erano ancora vive. Buss alla porta. Nessuno venne ad aprire, allora sbirci at-
traverso le tende color panna appese alle finestre. Si chiese se Finn stesse dormendo.
Gir la maniglia, ma la porta era chiusa a chiave. Controll tutte le finestre, e ne tro-
v una con il chiavistello aperto. La apr, scavalc il davanzale, scostando le tende,
ed entr nel salotto. La casa era silenziosa e odorava di chiuso. Sent qualcosa sfre-
garle la gamba e fece un balzo, poi si accorse che si trattava solo di un gatto che le
era passato accanto. Si richiuse la finestra alle spalle.
Finn? chiam. Ci sei? Non rispose nessuno. Nervosamente, fece un giro
del pianterreno. La cucina era piccola, con elettrodomestici vecchi di anni. La porta a
zanzariera che si affacciava sul giardino posteriore era malconcia, con la rete che
pendeva da un lato. Apr una porticina e dietro vi trov un piccolo bagno, non pi
grande di un ripostiglio, con una lampadina scoperta che pendeva dal soffitto e una
bottiglietta di pillole vuota sul bordo del lavandino. Tamoxifen. Prov un moto di
compassione per Rikke. Tornata in soggiorno, accanto alla porta dingresso vide le
strette scale che salivano al piano di sopra. Esit davanti al primo gradino. Finn?
chiam di nuovo. Tish si avvi per le scale e trasal al rumore provocato dai suoi pie-
di sui consunti gradini di legno. Giunta di sopra, si trov davanti a una porta chiusa, e
senza una precisa ragione, fu sicura che l dietro ci fosse Finn. Non buss. Spinse la
porta con un colpetto del piede e mentre si apriva rimase in attesa sulla soglia. La
stanza era buia. Oltre le tende chiuse, solo alcune strisce polverose di luce riuscivano
a farsi strada. I suoi occhi si abituarono a quella penombra. Vide Finn seduto sul pa-
vimento, con la schiena appoggiata al letto, che si cingeva le ginocchia con le braccia.
I suoi avambracci erano avvolti in bende bianche e indossava solo la biancheria inti-
ma. Sono io, Finn disse. Sono Tish. Gli occhi delluomo erano persi nelle om-
bre. Non la guard. Tish non era nemmeno sicura che lui fosse consapevole della sua
presenza. Poi parl con voce stanca. Dovresti andartene, lei torner presto. Non
mi importa.
Non vuole vederti. Sono qui per vedere te. Come stai? Come sto? le
fece eco Finn. Vorrei essere morto. Non dire cos. Sei fortunato. Come no.
Quando la gente mi vede per strada dice: Guarda che uomo fortunato. Tish si se-
dette sul pavimento accanto a lui e gli cinse le spalle con un braccio. La pelle nuda di
Finn era appiccicosa. Forse dovresti andare a letto. Sono giorni che sto a letto. Ho
finto di dormire, cos Rikke mi avrebbe finalmente lasciato in pace. Ha paura di quel-
lo che potrei fare. Ha motivo di averne? Vuoi sapere se lo far di nuovo? Vorrei,
ma sono un codardo. Quanto sono patetico? Mi sento in colpa confess Tish. E
come se, tornando, ti avessi portato io a compiere quel gesto. Non colpa tua.
Allora perch lhai fatto? gli chiese. Per via dellomicidio di Laura? Hai ricordato
qualcosaltro? Finn strinse gli occhi. Una lacrima sbocci come una rosa dallangolo
di un occhio e scivol lungo il naso, fino allangolo della bocca. Tutti vogliono che
io ricordi, ma non ci riesco. Io invece credo di s. Finn scosse la testa. Non sarei
mai dovuto andare nel parco, quella notte. Allora perch lhai fatto? Perch
una cosa che non riesco a controllare esclam Finn. Non capisci? Non ci sono mai
riuscito. Controllare quale cosa? Lui strinse i pugni. Guardare. Ecco cosa sono:
un guardone.
Parli delle adolescenti? chiese Tish. Eri tu a spiarle? Finn nascose il volto
tra le mani e annu. Perch? Credi che sia una mia scelta? Credi che mi piaccia es-
sere cos? Fiss il pavimento e aggiunse: La mamma mi lasciava guardare. Non ca-
pivo nemmeno cosa stesse succedendo, ma lei mi lasciava guardare. La detestavo per
questo. Tish fiss il letto e inizi a capire. Spiavi anche Laura? chiese. S.
Dove? Qui. La guardavo nel letto quando dormiva da noi. Lei lo sapeva? No.
Non da subito, almeno. Hai detto che eri innamorato di lei, Finn. Come puoi fare
una cosa del genere a qualcuno che ami? Te lho detto. Non riesco a smettere. Vor-
rei potermi strappare gli occhi. Sapevi che quella notte Laura sarebbe andata al
parco? Finn fece un rapido cenno affermativo con il capo. Come facevi a saperlo?
Me lo aveva detto lei. Sapevo che stava scappando. Era colpa mia. Lavevo spaven-
tata. Aveva scoperto che la spiavi? S. Le confessai tutto. Dovevo farlo. Ma fu
un errore. Lei non mi cap. E tu lhai seguita anche dopo la litigata con Peter, vero?
Lhai seguita fino alla spiaggia. Non lo so. Pu darsi. Tish sent che le mancava
laria. Che cosa successo? Non me lo ricordo si limit a rispondere Finn.
Finn, devi dirmelo. Non me lo ricordo! Tish chiuse gli occhi e si chin verso di
lui. Sent lodore di sudore e di paura, poi gli mormor allorecchio: Ci sei quasi.
Cosa hai visto?. Niente. Sogni mai quella notte? No. Io non sogno mai. Io
scommetto il contrario, Finn. Va via, ti prego. Allontanati da me. Raccontami i
tuoi sogni. Finn scosse la testa senza parlare. Lei intu che stava per cedere. Rac-
contameli ripet Tish. Ho degli incubi sussurr. Da anni. Di che tipo? Cosa
vedi? Sangue. Tish attese. Tanto sangue disse. Che la copre tutta. Che
altro? Rumore. Come un risucchio. Un gorgoglio. E il vento. Ma non il vento. Si-
bila, come le ali di un uccello. Che cos? chiese Tish. Ma sapeva gi la risposta.
Finn spalanc gli occhi, e la bocca si apr come lingresso di una caverna. E la maz-
za. La vedo andare su e gi. Su e gi. Non riesco a fermarla. Qualcuno la fermi! Si
fiss le mani. Le mani fasciate. Lho uccisa disse. Non capisci? Lho uccisa io.
Capitolo 30 Chi lha uccisa? domand Stride a Hubert Jones. Non ne ho
idea. Stride scosse la testa, frustrato. Allora cosa ci facciamo qui? Jones inclin la
bottiglia di birra e la scol, poi si sfior le labbra spesse con un fazzoletto. Si erano
spostati a un tavolino pi tranquillo, in un bar del Terminal 5. Non ho mai detto di
conoscere lidentit dellassassino ribatt Jones. So solo che non sono stato io.
Lultima volta che lho vista, Laura era viva. Ai binari rimasi scioccato nellappren-
dere che era stata uccisa. Perch non si fatto avanti? Jones ridacchi e scosse la
testa. Quando una ragazza bianca viene fatta fuori, la prima domanda che la polizia
si pone : Chi era il negro pi vicino alla scena del crimine?. Lha detto lei stesso
che il poliziotto responsabile del caso era corrotto. Sapevo cosa sarebbe successo. Sa-
pevo che dovevo andarmene dalla citt. Ha detto che Laura aveva dei segreti gli
ricord Stride. S, cos. Lo capii fin dal primo momento che la vidi.
Quando stato? Nei boschi. Mi pass accanto, non pi distante di quanto
sia lei adesso, ma non mi vide. Era determinata. Aveva una destinazione da raggiun-
gere. Lo capii da come camminava, da come teneva lo zaino. La guardai e pensai, do-
mani questa ragazza non ci sar pi. Non nel senso di morta, badi. Nel senso che sa-
rebbe andata altrove. A iniziare una nuova vita. Stride non era convinto. Mi parli
della zuffa sul campo da softball. Sentii la ragazza urlare. Corsi verso di loro, tra
lerba alta. Il ragazzo la teneva bloccata. La baciava, le strappava i vestiti, e lei si ri-
bellava, cercando di colpirlo. Stride attese. Io mi infuriai prosegu Jones. Consi-
dero lo stupro come la massima forma di disprezzo. latto di un barbaro che deruba
una donna della propria anima. Cosa fece, di preciso? Vidi qualcosa tra lerba.
Una mazza da baseball. La raccolsi e colpii il ragazzo alla schiena. Gliela piantai
come fosse una lancia e sentii le sue costole spezzarsi. Lui lasci andare la ragazza, io
lo sollevai di peso e lo scagliai tra le erbacce. Quando mi piegai per controllare come
stesse la ragazza, lui mi si lanci di nuovo contro. Allora lo colpii in faccia. Cadde al-
lindietro, privo di sensi. E la ragazza? Era scappata nei boschi. il ragazzo che
laveva assalita era la stessa persona che aveva sentito accanto a lei? La persona
che fumava marijuana? Jones ci pens su un istante. No.
Ne sicuro? S. Sa comera quel parco destate, tenente. Cera gente imbo-
scata dappertutto. E Laura? domand Stride. La segu? S. Volevo accertarmi
che stesse bene. Fu una sciocchezza. Nelle sue condizioni, probabilmente non aveva
nemmeno capito chi lavesse aggredita. Avrebbe potuto facilmente supporre che fossi
stato io. Non sono molte le adolescenti bianche a cui piace farsi inseguire da un nero
in mezzo ai boschi. Prese la mazza da baseball con s? No, la lasciai sul
campo. Non aveva paura che il ragazzo lavrebbe seguita, armato di mazza? Non
era nelle condizioni di seguirmi. Lei sicuro di non aver preso la mazza, vero? ri-
pet Stride. S. La polizia ha trovato le sue impronte digitali sullimpugnatura.
Come le ho detto, lavevo raccolta per colpire il ragazzo. Laura stata uccisa con
quella mazza. La polizia lha trovata accanto al corpo sulla spiaggia, a pi di un chi-
lometro dal campo. Come arrivata fin l? ovvio che qualcuno ce lha portata,
ma non sono stato io. Ha idea di chi pu averlo fatto? No, ma come le ho gi
detto, cera qualcun altro nei boschi. Pu essere che Laura avesse preso la mazza
con s? No, si era solo messa a correre. Lei ha detto di averla seguita riprese
Stride. Poi cosa successo?
Jones si puntell il mento con le dita. Innanzitutto, lasci che le chieda una
cosa. Mi considera ancora un sospettato? S. Almeno sincero. Lei era pre-
sente. Le sue impronte digitali si trovano sullarma del delitto. fuggito dalla citt.
Ho spiegato ciascuno di questi punti. Peccato che non posso sapere se lei stia di-
cendo o meno la verit disse Stride. Vada avanti. Mi parli di Laura. Jones si siste-
m sulla sedia di acciaio e plastica dellaeroporto, che cigol sotto il suo peso. Alli-
nizio credevo di averla persa. Credevo che fosse uscita dal parco. Poi lha
trovata? S, il sentiero girava intorno al lago, fino a unaltra spiaggia. Fu l che la
vidi. Le disse qualcosa? Oh, no, lei non sapeva della mia presenza. E la spiag-
gia su cui hanno ritrovato il cadavere? Penso di s. Ma lei era viva? Assoluta-
mente s. Aveva con s la mazza? Glielho gi detto, no. Poi cosa
successo? Me ne sono andato. Cos e basta? La ragazza stava bene. Non cera
altro che potessi fare. Annunciandole che mi trovavo l lavrei solo spaventata. Ab-
biamo trovato dello sperma al bordo della radura vicino alla spiaggia. Era suo?
i Inarc un sopracciglio. Dello sperma? No. Torn al campo da softball?
No, presi un altro sentiero e uscii dal parco. Incontr qualcun altro? Vide laltra
persona che riteneva trovarsi nel bosco? No. Tutto qui? chiese Stride. C al-
tro che vuole dirmi? Non c altro. Stride si chin sul tavolino e fiss Jones finch
questi non sbatt gli occhi, a disagio. Sta mentendo disse. Perch mi ha fatto veni-
re fino a qui se non ha intenzione di raccontarmi tutta la storia? Tutto ci che le ho
detto la verit insistette Jones. La domanda : cosa non mi ha detto? Perch
pensa che stia tralasciando qualcosa? Quella ragazza aveva dei segreti scand Stri-
de. Lo ha detto lei. Credo che lei sappia qualcosaltro sul conto di Laura. Qualcosa
di molto specifico. Voglio sapere di cosa si tratta e perch non ne vuole parlare. Fin-
ch non lo far non salir su nessun aereo. Jones si pass la lingua sui denti bianchi
e sorrise. Ha visto qualcosa, vero? domand il tenente. S. Che cosa? Cosa vide
quando trov Laura sulla spiaggia? una cosa che non aiuter nessuno. Men che
meno la vittima. Lasci che sia io a deciderlo comment Stride. Ci che vidi era
bello e innocente. Non cera alcuna violenza. Mi dica. Jones sospir. Laura non
era sola.
Con chi era? Non lo so. Comunque non era una persona che le avrebbe fat-
to del male. Si stavano baciando, come due innamorati. Ora capisce perch non sono
intervenuto. Non mi avrebbero voluto tra i piedi. Che aspetto aveva lamante di
Laura? Jones scosse la testa. Laura aveva unamante di cui non si poteva parlare, a
quei tempi. Non era un ragazzo, tenente, ma unaltra ragazza. Laura era sulla spiaggia
con una bionda della sua stessa et, pi o meno. Si stringevano come se non volessero
mai pi lasciarsi andare.
Capitolo 31 Tish studi le fotografie incorniciate sul mobile nellufficio di Jo-
nathan Stride, al municipio. Ne vide una di lui e Serena, abbracciati. Era stata scattata
da un punto panoramico sulla Strip a Las Vegas. Accanto, cera una foto di Cindy
con il porto di Vancouver alle spalle. Aveva i capelli lisci e scuri e lo sguardo intri-
gante. Con il tempo, i ricordi che Tish aveva di Cindy si erano via via affievoliti, tan-
to che ora non riusciva pi a sentire mentalmente il suono della sua voce o a evocare
unimmagine distinta del suo volto. Poi, una foto come quella rendeva di colpo tutto
pi vivido. Le si inumidirono gli occhi. Ud il rumore di qualcuno che si avvicinava
alle sue spalle e si affrett a rimettere a posto la foto. Si asciug le lacrime e si costru
un sorriso forzato. Stride entr in ufficio e lei cap subito di non essere riuscita a in-
gannarlo. Gli occhi del tenente andarono alle fotografie e indugiarono a lungo su
quella di Cindy. Le indic una sedia davanti alla scrivania, si accomod a sua volta e
si appoggi allo schienale, con la mascella serrata. Aveva i capelli scarmigliati, e la-
ria di uno che non aveva dormito. Tish si sedette, a disagio. Sent la porta dellufficio
chiudersi e quando si gir
vide la poliziotta cinese, Maggie Bei, appoggiata alla porta. Non sorrideva.
Qualcosa non va? chiese la giornalista. Perch volevi vedermi? domand Stride.
Tish fece un respiro profondo. Ha confessato. Chi? Finn. Ieri sono andata da
lui. Credevo di averti detto di non giocare a fare la poliziotta la rimprover Stride.
Mi sentivo responsabile per il suo tentativo di suicidio. Volevo scoprire perch lo
aveva fatto. Siamo arrivati a parlare dellomicidio di Laura, ed stato allora che ha
parlato. Cosha detto, esattamente? Ha parlato dei sogni che fa, in cui la vede ri-
coperta di sangue e in cui la mazza va su e gi. Poi lo ha detto. Chiaro e tondo. Lho
uccisa io. tutto? Non abbastanza? chiese Tish. Ha fatto il nome di
Laura? Non so cosa intendi dire. E una domanda molto semplice, Tish. Finn ha
detto di aver ucciso Laura? No, ma di chi altri poteva parlare? chiese Tish. Cosa
sta succedendo? Direi che abbiamo finito concluse Stride. Grazie per essere ve-
nuta. Dietro di lei, Maggie apr la porta dellufficio e si fece da parte. Abbiamo fi-
nito? Cos? Cos. Andrete ad arrestarlo? chiese Tish. No. No? Cosaltro vi
occorre? Ascolta, non era questo
che mi aspettavo. Ammetto di essermi sbagliata. Ero convinta che Peter Stan-
hope fosse coinvolto. Ma ora potete verificare la corrispondenza del dna di Finn con
quello sulla scena del delitto. Lui mi ha detto che era presente. Mi ha detto di averla
uccisa. Questa la svolta che ci occorreva. Per il tuo libro? Non solo per il libro.
Per risolvere il caso. Questa confessione inutile disse Stride. Inutile? Come sa-
rebbe a dire? Stride sollev la mano e cont sulle dita. Uno, Rikke ha assunto un
avvocato. La legge dice che possiamo parlare con Finn solo in presenza del suo lega-
le. Poich sono stato cos stupido da parlarti di questo caso, un avvocato difensore
pu sostenere che tu eri uno strumento usato dalla polizia per interrogare Finn. Risul-
tato? La confessione finisce alle ortiche. Due, Finn stato appena dimesso dallospe-
dale e quasi sicuramente era sotto gli effetti di analgesici quando gli hai parlato.
Quindi il suo avvocato sosterr che non era in grado di intendere e di volere. La con-
fessione finisce alle ortiche. Tre, poich Finn non ha fatto il nome di Laura, non pos-
siamo sapere di chi stesse parlando. La confessione finisce alle ortiche. Ma paz-
zesco. Stride rivolse un cenno a Maggie. Diglielo. Maggie richiuse la porta e si
sedette sul bordo della scrivania di Stride. Io e Serena abbiamo indagato sul passato
di Finn. Sua madre abusava di lui. I poliziotti pensano che Finn sia uscito di senno e
abbia bastonato a morte sua madre. Con una mazza da baseball. Lhanno lasciato an-
dare perch non potevano dimostrare nulla e, francamente, nessuno voleva vederlo in
cella. Pensarono che con luccisione di quella donna fosse stato reso un servi-
zio alla comunit. Povero Finn disse Tish a bassa voce. Ora hai il quadro della
situazione? chiese Maggie. Che Finn abbia fatto o meno il nome di Laura, il suo
avvocato sosterr che lui ha trasferito i ricordi dellomicidio della madre alla vicenda
di Laura. Cazzo, ha detto di averlo visto in sogno? Come possiamo sapere cosha
concepito il suo cervello dopo anni di abuso di droghe e alcol? La confessione fini-
sce alle ortiche concluse il tenente. Tish si sforz di riflettere. Io cero insistette.
Finn non era sotto leffetto di droghe. Non parlava di sua madre. Lui era presente.
Nel parco. Con Laura. Non mi hai lasciato finire disse Stride. Quattro, abbiamo
recuperato larma del delitto. La mazza da baseball. Cosa? Ce laveva Peter Sta-
nhope. Era un regalino di Ray Wallace. Abbiamo eseguito dei test sulla mazza, e non
abbiamo trovato le impronte di Finn. Non possibile. Ci sono delle impronte
che non riusciamo a identificare, ma non appartengono a Finn disse Stride. Forse
indossava dei guanti. A luglio? E il dna? Confrontate i campioni di sperma.
Anche se dovessero corrispondere, dimostreremmo soltanto che si masturbato vi-
cino alla scena del delitto. Dannazione, Jonathan, lui mi ha confessato di averla uc-
cisa. Cinque prosegu Stride, sollevando lultimo dito.
La confessione finisce alle ortiche perch solo due persone lhanno sentita: tu
e Finn. Tish alz le spalle e sollev le mani. E allora? Che differenza fa? Non ti
ascolter nessuno. Non hai alcuna credibilit. Come, prego? Nessuno ti creder
perch sei una manipolatrice, egoista e bugiarda! Tish scatt in piedi. Come osi! Di
che accidenti stai parlando? Anche Stride si alz. Non giocare con me, Tish. Non
mi piace quando qualcuno mi prende in giro. Non mi piace quando qualcuno gioca
con le persone che ho a cuore. Non mi piace quando qualcuno mi usa e mente per
conseguire un qualche scopo segreto. Qual il tuo vero movente, Tish? Perch ti tro-
vi qui? Non so di cosa tu stia parlando rispose la donna. Invece lo sapeva. Tish
glielo lesse nello sguardo. Sapeva che lei stava mentendo. Parlo del fatto che ho un
nuovo sospettato da aggiungere alla lista disse Stride. Finn, Peter, Dada, scegli chi
vuoi. E ora tu. Tish abbass gli occhi sulla scrivania e ricadde sulla sedia. No, Jo-
nathan, ti sbagli. Ho trovato Dada. O, per meglio dire, lui ha trovato me. Mi ha det-
to che quella notte ha seguito Laura fino alla spiaggia. Non come pensi cerc di
giustificarsi. Ti ha vista, Tish. Ti ha vista insieme a Laura. Ceri anche tu.
Capitolo 32 Stride si aspettava che Tish negasse, ma non lo fece. Va bene, hai
ragione ammise la donna. In quel momento assomigliava a un fiore lasciato troppo a
lungo senzacqua. S, quella notte cero anche io. Avrei dovuto dirtelo da tempo, ma
volevo che nessuno sapesse. Era una faccenda privata. Era qualcosa tra me e lei. Ma
non puoi pensare che le avrei fatto del male. Io lamavo. La voce di Stride era rauca
per la rabbia. Non hai fatto altro che mentirmi. Hai mentito sul luogo in cui ti trova-
vi quella notte, e su cosa stessi facendo. Hai mentito sul motivo della lite tra te e Lau-
ra. Eri sulla scena del crimine quando Laura fu uccisa e non hai mai fatto menzione di
quello che hai visto. Mi hai ingannato fin dallinizio. Lo so. Mi dispiace. Hai
compromesso in modo irreparabile questa indagine. Senza di me, non ci sarebbe
stata nessuna indagine gli ricord Tish. E solo grazie a me se la gente tornata a
occuparsi di questa storia. Se ho commesso degli errori, lho fatto in buona fede. Devi
capire Stride tagli laria con una mano, zittendola. Lei lo fiss, muta e spaventa-
ta. Maggie, con le braccia conserte, guardava il pavimento. Stride spinse la sedia e si
mise a camminare avanti e indietro nel piccolo spazio dellufficio, lottando con la
propria collera. Fiss le foto sul mobile. Cindy sapeva che ti trovavi l? chiese.
S ammise Tish. E per questo che voleva che tu scrivessi il libro, vero? per que-
sto che venne da te e non da me. S. Lui scosse la testa, incredulo. Si sentiva come
se dovesse mettere in discussione tutti gli anni che aveva trascorso insieme a Cindy.
Sua moglie gli aveva mentito, gli aveva tenuto nascoste delle cose. Non era arrabbia-
to solo con Tish, ma anche con Cindy. Comincia dallinizio e raccontami tutto.
Tish inspir lentamente. Era un mondo diverso da quello di adesso. Lo sai anche
tu. Cio? Di certe cose non si poteva parlare. A nessuno. Ascolta, gi abba-
stanza difficile essere unadolescente omosessuale oggi, quando la maggior parte del-
le scuole ha risorse e consulenti adeguati. Vorresti solo trovare un tuo spazio, ma non
ci riesci. A quel tempo, un segreto del genere valeva la tua vita. Era una lotta diffici-
le, ma almeno ero consapevole di ci che ero. Per Laura fu molto pi difficile. Lei
tent di opporsi alla sua condizione. Aveva paura. Aveva un disperato desiderio di es-
sere normale. Laura sapeva che tu eri lesbica? chiese Maggie. Le dita di Tish sus-
sultarono. Stride intu che aveva un disperato bisogno di fumare. Allinizio no rac-
cont. Eravamo solo amiche. Io ero attratta da lei, ma non feci nulla per mesi, per-
ch non ero certa dei suoi sentimenti, e non volevo spaventarla. Cio, in uno strano
modo ero quasi sicura che lei ricambiasse, ma che la sua riservatezza le impedisse di
ammetterlo. Capita a molti. Poi a un certo punto glielo hai detto concluse Stride.
S. Fu questo il motivo della discussione? E per questo che vi siete allontanate?
S ammise Tish. Le cose tra di noi iniziavano a cambiare. Cera pi contatto fisi-
co. Succedeva per caso, ma voleva dire qualcosa. Facevamo i compiti sul suo letto, e
intrecciavamo le gambe, accarezzandoci pigramente, pur fingendo che non fosse im-
portante. Dopo aver corso, ci massaggiavamo a vicenda. Dormivamo insieme nello
stesso letto, senza fare altro. Era come se ci stessimo girando intorno, fingendo che
non stesse accadendo nulla. Poi come and? Laura inizi a preoccuparsi, e prese
a uscire con dei ragazzi, come per convincersi di essere etero. La cosa non mi piace-
va. Ero arrabbiata e gelosa, ma non lo davo a vedere. La maggior parte di quegli ap-
puntamenti erano dei disastri. Lei si bloccava. Peter Stanhope fu il peggiore di tutti.
Insisteva per fare sesso, ma Laura non ne voleva sapere, pur senza capirne la ragione.
Arrivammo a un punto in cui io non potevo pi rimanere con le mani in mano. La-
mavo molto, ed ero certa che lei contraccambiasse. Cos, a maggio del nostro ultimo
anno, le proposi di campeggiare fuori, un sabato sera. Noi due sole. Dormivamo nello
stesso sacco a pelo, ridendo e scherzando, e il mio cuore era tutto per lei. Non ricordo
nemmeno come successe, ma la baciai. Lei non si oppose. Baci appassionati, che di
innocente non avevano nulla. Le dissi che lamavo e successero delle cose.
Che cosa and storto? chiese Maggie. Fu un errore. Ci spingemmo troppo
in l, troppo in fretta. Laura non era pronta ad accettare la propria omosessualit. Si
ribell. Il giorno dopo, quasi non mi rivolse la parola. Inizi a evitarmi. Non si faceva
mai trovare in casa. Mi escluse dalla sua vita. Ero disperata. Che cosa hai fatto?
Non mi ero mai sentita cos sola. Finita la scuola, scappai via. Mi trasferii nelle
Twin Cities, dove cercai di dimenticarla, ma senza riuscirci. Ero innamorata cotta di
lei. Hai cercato di contattarla? S. Le scrissi per dirle dove mi trovavo. Le dissi
che mi dispiaceva. Le chiesi se potevamo restare amiche, solo amiche, senza niente di
fisico. Non era quello che volevo, e ingannavo me stessa pensando di riuscire a starle
vicina senza provare il bisogno di baciarla. Ma avrei fatto di tutto pur di riaverla nella
mia vita. Laura ti rispose? S. Qualche giorno dopo mi invi una lunghissima let-
tera, dove raccontava di quanto si era spaventata. Di quanto si era vergognata per es-
sere scappata via in quel modo. Diceva di aver accettato la sua condizione, che mi
amava e che voleva stare con me. Inutile che ve lo dica, ero al settimo cielo. Estasia-
ta. Le nostre vite sarebbero cambiate. Certo, eravamo ingenue adolescenti, ma non ho
mai pi amato nessuno cos tanto. Parlaci della notte nel parco disse Stride. Tish
chiuse gli occhi. Cerco di non pensare mai a quella notte, di escluderla dai miei pen-
sieri. Devi raccontarci tutto. troppo orribile. Era la pi bella notte della mia
vita poi, di colpo, diventata il peggiore degli incubi.
Non riuscivo a credere che Dio fosse stato tanto crudele. Cos senza cuore.
Che cosa successo? la incalz Stride. Io e Laura parlammo al telefono per tutta
la sera. Eravamo daccordo di scappare insieme. Io possedevo una vecchia auto, cos
le dissi che sarei venuta a prenderla a Duluth. Come data lei scelse il 4 luglio. Disse
che sarebbe stata la sua festa dellindipendenza. Decidemmo di incontrarci sulla
spiaggia nord del lago. Sarebbe stato magico. Tish sorrise. E per un po, lo fu.
Tu eri gi l? S, ero arrivata un po prima per aspettarla. Lei sbuc correndo dagli
alberi. Mi raccont cosa era successo sul campo, che qualcuno laveva aggredita. Mi
aveva parlato della persona che la perseguitava con quelle lettere, quindi potevo capi-
re quanto fosse spaventata. Pensai che fosse il caso di partire subito, ma Laura non se
la sentiva di tornare nel bosco. Cos aspettammo. pi il tempo passava, pi ci di-
menticavamo di tutto il resto, perch insieme eravamo felici. Non ricordo tutte le vol-
te che ci dicemmo ti amo. Stare l sulla spiaggia, dopo la tempesta, era come stare in
un bozzolo protettivo. Ci baciammo. Facemmo lamore. Ci addormentammo sulla
sabbia, strette luna allaltra. Non ce ne saremmo mai volute andare. Stride ricord
che quella stessa notte si trovava sulla riva opposta del lago, con Cindy, a provare le
stesse sensazioni. Ma non dur mormor il tenente. Tish sbatte le palpebre. La sua
voce era bassa, quasi inudibile. No. Tish, nuda e sdraiata, era sveglia e fissava il
cielo. Le nuvole si erano separate in un mosaico di isole scure, e
tra gli spazi aperti facevano capolino le stelle. Vicino ai suoi piedi, il lago lam-
biva la spiaggia, ha lanugine dei pioppi volava nel vento come neve e cadeva a terra
accanto a cumuli di foglie a forma di cuore. Entrambe erano stese supine, con la sab-
bia che grattava loro la schiena. Avevano le dita intrecciate e le gambe divaricate,
come in una catena di bambole di carta. Tish si appoggi a un gomito e guard Laura
dormire accanto a lei. Vide una goccia di pioggia cadere sul petto dellamica, si pieg
e lassaggi con la lingua, poi chiuse le labbra sul capezzolo turgido. Quel bacio ven-
ne accolto con un sospiro di piacere, un sussulto nella gola di Laura. Ti va di nuota-
re? sussurr. Mmm, vai tu. Laura rimase per un attimo sospesa tra il sogno e la
realt, poi si riaddorment. Un ragno non pi grande di una capocchia di spillo le sal
sulla spalla. Tish gonfi le guance e lo soffi via. Laura mormor qualcosa e si gir,
poggiando la testa sullavambraccio. I capelli le caddero come una maschera sul vol-
to, ha curva della sua schiena era scivolosa di sabbia, e il suo tatuaggio sembrava
sbattere le ali verso Tish, che si alz, assaporando il vento della notte sul corpo nudo.
Raggiunse la spiaggia umida, fino a sentire lacqua tra le dita dei piedi, poi lentamen-
te si immerse nel lago, come una sirena. Si allontan dalla spiaggia fino a non toccare
pi il fondo roccioso. Diede qualche lenta bracciata per restare a galla, poi si volt
sulla schiena, poggiando la nuca sullacqua. Muovendo le gambe, si spinse verso il
centro del lago, hacqua era come seta sulla sua pelle nuda. Avrebbe voluto gridare a
Laura di raggiungerla, ma la spiaggia era nera e lontana. Il silenzio aveva un che di
sacro, come se si trovasse in una chiesa, lasci ciondolare i piedi sotto di lei, ondeg-
giando le braccia solo quel tanto
che le permetteva di mantenere la testa a fior dacqua. Una zanzara le si avvici-
n ronzando allorecchio, e Tish si lasci sprofondare. Il lago la avvolse, rombandole
nelle orecchie. Si immerse in profondit e, quando i suoi polmoni reclamarono aria,
risal scalciando. Lacqua le gocciolava dalle ciglia, dal naso e dal mento, e dai capel-
li le scendeva lungo la schiena come una carezza. Non sentiva nulla oltre al proprio
respiro. A fatica scorgeva le increspature che aveva provocato nellacqua. Un odore
paludoso le tappava il naso. Era scollegata da tutti i suoi sensi, e si sentiva appagata.
Al centro del lago, in una terra tra il passato e il futuro, si sent felice. Era un momen-
to diverso da qualsiasi altro vssuto fino ad allora. Un momento privo di preoccupa-
zioni, pervaso di pura gioia. Rapido come era arrivato, le sgusci tra le dita come una
creatura del mare e non torn mai pi. Ud un rumore provenire dalla spiaggia, dove
gli alberi e lacqua illuminati dalla mezza luna si intersecavano in un punto invisibile.
Il rumore corse sul lago, giunse alle sue orecchie e le attravers il corpo come la scos-
sa di un fulmine. Inclin la testa, confusa. Un inspiegabile gelo si diffuse in tutto il
suo corpo. Aveva la certezza, pur senza sapere come, che quel rumore non era niente
di buono. Spezzando quel silenzio da cattedrale, grid. Laura! Stai bene? Nessuna
risposta. Per qualche strana ragione, seppe che non ci sarebbe stata alcuna reazione.
Nessuna voce musicale. Nessuna risata. Nessun grido dalla spiaggia. Sto bene,
sciocca, di che ti preoccupi? Solo dei ritmici, regolari, sordi colp martellanti. Colpi
mortali. Tish immerse il viso in acqua e cominci a nuotare, sollevando spruzzi alle
sue spalle. Nuot con tale impeto
che il suo corpo sfreg la sabbia ancor prima che lei si accorgesse di essere
giunta a riva. Si alz ansimando e si asciug gli occhi. Spalanc la bocca e, quando
cerc di gridare, non emise alcun suono. Laura era nello stesso punto in cui si trovava
quando laveva lasciata, ma nulla era pi lo stesso. Gli arti avevano assunto una posa
innaturale. Tish percep odore di rame e di morte. Accanto a lei, gettata a caso sul ter-
reno, una mazza color argento. Tish si butt sulla sabbia, in lacrime. Abbracci Lau-
ra, la scosse come fosse una neonata, si sporc del suo sangue, le sussurr allorec-
chio, la preg di svegliarsi, le disse quanto lamava. Pi e pi volte. Finch non furo-
no entrambe fredde. Tish pianse in silenzio, con il volto affondato tra le mani. Mag-
gie si strinse nelle spalle e Stride apr la porta dellufficio e con un cenno chiese del-
lacqua. Tish fece qualche respiro affannato, poi si raddrizz e si asciug il volto.
Non pensavo che avrei reagito cos disse. Me lo tenevo dentro da troppo tempo.
Stride annu. Una delle segretarie arriv con una bottiglietta dacqua, che il tenente
apr e porse a Tish. Lei la sorseggi lentamente. Come faceva Cindy a sapere che
quella notte ceri anche tu? chiese. Quando lei arriv io ero ancora sulla spiaggia
mormor Tish. Mi nascosi nel bosco, ma lei mi sent alle sue spalle. Le raccontai
cosa era successo. Le rivelai la verit su me e Laura. Cindy non ha mai detto a nes-
suno di averti visto l. Perch ti ha protetta? Sapeva che non ero stata io a uccidere
Laura.
Questo non un buon motivo per mantenere il silenzio. Eri una testimone.
Tish scosse la testa. Non avevo visto niente. E poi, Cindy non stava proteggendo
solo me, ma anche suo padre. Se la gente avesse saputo la verit su me e Laura, per
lui sarebbe stato un colpo troppo duro. Avresti dovuto rivolgerti alla polizia. Per
dire cosa? chiese Tish. Per lamor del cielo, avevo diciotto anni. Avevo una fifa
blu. Temevo che lassassino pensasse che io potevo identificarlo. Ero quasi certa che
la gente avrebbe incolpato me. A quel tempo essere omosessuali significava essere
pervertiti, pedofili. Avevo gi perso Laura, e non avrei potuto riportarla indietro. Non
sapevo chi era stato. Non possedevo alcuna informazione che avrebbe potuto aiutare
la polizia. Volevo solo scappare. Hai toccato la mazza? chiese Maggie. Ci trove-
remo sopra le tue impronte? Gli occhi di Tish si accesero di rabbia. Vedete? So-
spettate ancora di me. Sei stata lultima persona a vederla viva puntualizz Stride.
Non ho mai toccato la mazza disse Tish. Non mi interessa cosa potete pensare,
ma vi sto dicendo la verit. Finn ha confessato. Quella notte deve aver seguito Laura
e ci ha visto fare lamore. Deve essere impazzito per la gelosia, e quando sono entrata
nel lago, ha perso il controllo. Per quanto ne so, era sotto leffetto di droghe e non
aveva la pi pallida idea di che cosa stesse facendo. Mi piacerebbe dirti che que-
sto cambia le cose, ma non cos disse Stride. Forse puoi scriverlo nel tuo libro,
ma non servir a portare Finn in tribunale. Per il fatto che ho mentito? chiese
Tish.
Stride annu. Io ti credo, ma una giuria potrebbe facilmente convincersi che tu
e Laura aveste litigato. Che Laura fosse venuta a dirti addio e che tu non fossi riuscita
ad accettarlo. E questo che direbbe un avvocato difensore. O forse Peter intanto si era
ripreso, aveva raccolto la mazza e aveva seguito Laura. Lui la perseguitava, questo lo
sappiamo, e quella era la sua mazza. Come possiamo sapere di che cosa era capace?
E poi c anche Dada, che fuggito dalla scena del crimine. Le sue impronte sono
sullarma del delitto. Non capisci? Forse noi sappiamo com andata, ma non potre-
mo mai dimostrarlo. Dovrai accontentarti di questo. Tish si alz in piedi. Poggi la
bottiglietta dacqua mezza vuota sulla scrivania di Stride e si lisci i vestiti. Rigida,
gli porse la mano in gesto di saluto. La sua stretta era debole e poco convinta. Scusa
se ti ho mentito disse. Scivol fuori dallufficio e si chiuse la porta alle spalle. Mag-
gie guard Stride. Cosa ne pensi? Stride si accigli. Che sta ancora mentendo.
Capitolo 33 Clark Biggs sedeva in un bar sulla strada principale di Gary, con le
grosse dita strette intorno a una bottiglia di birra. Accanto a lui, Donna sorseggiava
una Diet Coke. Quasi non si erano parlati. Quando lei gli pos una mano sulla spalla,
lui non riusc nemmeno a girarsi per guardarla. Quando lei si appoggi al suo braccio,
Clark si rese conto che stava piangendo, ma non prov nulla. Si sentiva come intorpi-
dito, e non aveva la forza di consolarla. Avrebbe voluto piangere, ma non ci riusciva.
Era come trovarsi in un sogno in cui si vuole correre, ma le gambe non rispondono.
Sapeva quello che voleva Donna: cercare di ricostruirsi una vita insieme, rimettere in-
sieme il loro matrimonio dopo che Mary li aveva costretti a separarsi. Voleva qualco-
sa che colmasse il vuoto, ma non sarebbe mai successo. Senza Mary, lui non aveva
pi una vita, e non voleva riaverla. Vorrei che non mi chiudessi fuori cos mormo-
r Donna. Clark non rispose. Bevve la sua birra. Il bar era affollato, e quella cacofo-
nia di voci creava una bolla di intimit intorno a loro due. Sarebbe stato pi felice da
solo. Non voleva che Donna, n tantomeno qualcun altro, condividesse il suo
dolore. Mi incolpi ancora per com andata? chiese lei. Clark esit un istante, poi
scosse la testa. Aveva smesso di provare rabbia nei suoi confronti. Donna non poteva
sapere che nel bosco si nascondeva un mostro. Il fatto che la vita cos fragile, e ci
sono troppi predatori. Una ragazza entra in un negozio per comprare un regalo e vie-
ne rapita e strangolata. Unaltra ragazza si reca a una festa di Halloween e viene pic-
chiata a morte nel giardino sul retro. Unaltra ancora va in vacanza in unisola e
scompare per sempre. Fragile. Perduta nello spazio di un grido. E nessuno viene mai
incolpato, nessuno paga mai il prezzo. Non stata colpa tua disse. Avrebbe potu-
to essere con me quando successo. Grazie, Clark. Avevo bisogno di sentirmelo
dire. Clark si accorse che stringeva le mani intorno alla bottiglia con tale forza che
le nocche erano sbiancate. In realt non si sentiva affatto intorpidito. Frenava le pro-
prie emozioni come un giocattolo tenuto sottacqua in una vasca da bagno, perch
aveva paura di lasciarle andare. Aveva paura che la sua rabbia e il suo dolore potesse-
ro investirlo come uno tsunami se avesse provato a guardarli in faccia. Non sapeva
come gestirli. Avrebbe potuto fingersi privo di sentimenti, come fosse morto, oppure
avrebbe potuto aprire la porta del proprio cuore e impazzire. Dietro di lui, la porta si
apr e il vento e il calore si fecero strada nellaria carica di fumo. Lui e Donna si gira-
rono al suono di voci di ragazzi, mentre una squadra femminile di softball si infilava
nel bar, con indosso magliette bianche e pantaloncini. Le ragazze si tolsero i berretti e
i loro capelli ricaddero liberi. Con i visi rossi e
sudati, ridevano e si spintonavano: festeggiavano una vittoria. Lasciarono le
mazze, i guantoni e i cappellini in un angolo vicino alla porta, e una palla rotol sul
pavimento di legno fino ai piedi di Clark, che si chin e la raccolse. Era sporca e
compatta. Una delle ragazze, allincirca dellet di Mary, tarchiata e robusta, con i ca-
pelli castani, batt le mani e gli rivolse un cenno. Clark le lanci delicatamente la pal-
la. Lei la afferr al volo, sorrise, e se la pass da una mano allaltra mentre si sedeva.
Hai mai desiderato che Mary fosse come quella ragazza? chiese Donna.
Normale? Lei era quella che era rispose Clark. S, ma si persa troppe cose. La
prima cotta. Il primo bacio. La migliore amica. Avrebbe potuto essere in quella squa-
dra, Clark. Avrebbe potuto essere una qualunque di quelle ragazze. Era felice in-
sistette Clark. Donna fiss malinconica le ragazze dallaltra parte del locale. Era fe-
lice solo perch non capiva ci che stava perdendo. Cosa stai cercando di dire?
chiese Clark. Non lo so. Abbiamo sempre detto che era la volont di Dio, ma davve-
ro Dio ha voluto che lei fosse cos? Davvero Dio ha voluto che io e te ci separassimo
perch non riuscivamo a gestire la situazione? Non credo che Dio ci stesse guardando
quando ha lasciato che tutto ci succedesse. Stai dicendo che meglio che Mary
sia morta? No. Poi aggiunse: Non lo so. Non so come dirlo, ma s, per certi versi
non credi che sia meglio cos?. Clark torn a girarsi verso il bancone. Non voleva
pi guardare la squadra delle ragazze. La loro dolcezza e la loro chiassosa giovinezza
lo addoloravano. Mary
non sta meglio ora che morta. Io non sto meglio. Forse tu s. Non questo
che intendo dire, lo sai. Cerco solo di trovare un senso a questa faccenda. Una spiega-
zione. Uno scopo. Non c nessuno scopo. Rivolse un cenno al barista. Unaltra
birra. Ubriacarti non la far tornare indietro disse Donna. Cosa te ne frega? Non
sono pi tuo marito, quindi lasciami in pace. Donna tir su con il naso e bevve un
sorso di Diet Coke. Clark attese con impazienza che il barista gli servisse la birra, e
non appena gliela mise davanti la trangugi in un unico sorso. Pi beveva, pi il muro
che aveva sollevato per proteggersi si riempiva di crepe. Le emozioni scivolavano
fuori. Sentiva le lacrime bruciargli gli occhi. Oh no mormor Donna. Cosa? Lei
indic il televisore sopra il bancone. Cera il notiziario delle nove. Clark vide che tra-
smettevano in diretta una conferenza stampa. Il procuratore della contea di St. Louis,
Pat Burns, era in piedi nellatrio del tribunale, di fronte a una serie di microfoni. Die-
tro di lei, i due detective del Minnesota che aveva gi incontrato, Maggie Bei e Jona-
than Stride. Lesse le ultime parole di una frase che scorreva sullo schermo. Non
verranno mosse accuse. Ehi! grid Clark al barista. Puoi alzare il volume? Il
barista punt il telecomando contro lo schermo, e Clark si sporse in avanti per sentire
meglio. Alcune conversazioni nel bar si interruppero e molti si girarono
verso il televisore. Era una piccola citt. Tutti conoscevano Donna e Clark.
numerose congetture sullomicidio di Laura Starr, avvenuto a Duluth nel 1977 stava
dicendo Pat Burns. Recenti servizi dei media hanno suggerito che teniamo un so-
spetto in custodia e che stiamo per formulare delle accuse. Purtroppo queste informa-
zioni sono inesatte. Per il momento non abbiamo effettuato alcun arresto, e non di-
sponiamo di prove sufficienti per indire un processo. Seguiremo ogni nuova pista che
si presenter per risolvere questo terribile crimine, ma non giusto alimentare false
speranze in una comunit che ha tanto a cuore che giustizia sia fatta. Cosa diavolo
significa? chiese Clark. Donna si asciug gli occhi. Stanno mollando. E cos che
gli avvocati dicono le cose. Clark sent la domanda di un giornalista. vero che un
sospettato ha cercato di suicidarsi dopo essere stato interrogato dalla polizia di Dulu-
th? Sullo schermo, in alto a destra, apparve una foto, e Clark riconobbe il volto del-
luomo presente anche sulle foto segnaletiche che gli aveva mostrato Maggie. Vide
come si chiamava. Finn Mathisen. Non posso rilasciare commenti al riguardo disse
Pat Burns. si vocifera di unimportante confessione disse un altro reporter, so-
vrastando il coro di voci. Burns scosse la testa. Abbiamo raccolto numerose testimo-
nianze, e le stiamo ancora valutando. Al momento, la polizia non dispone di elementi
sufficienti per accusare nessuno. Peter Stanhope non risulta pi sospettato di es-
sere coinvolto nellomicidio? Non discuter della colpevolezza o dellinnocenza di
nessuno.
Crede che finirete per risolvere questo caso? Lo spero sinceramente. Clark
non guardava Pat Burns. Studiava il volto di Maggie Bei, dietro di lei. Ci che vi les-
se cancell ogni sua residua speranza. Quando Maggie guard la telecamera, fu come
se guardasse direttamente lui, ammettendo di aver fallito e scusandosi. Unaltra voce,
sostiene che lindiziato principale sia un abitante di Superior, di nome Finn Ma-
thisen, e che Mathisen sia anche sospettato per i recenti casi di voyeurismo nei con-
fronti di ragazze adolescenti. Clark trattenne il respiro. Donna gli strinse un braccio.
Stiamo raccogliendo prove in merito al cosiddetto caso del guardone disse Burns.
Il signor Mathisen iscritto nel registro degli indagati, ma non ancora stato accu-
sato. Non aggiunger altro. vero che in unoccasione si arrivati al decesso di
una ragazza? Stiamo indagando se esistono collegamenti tra la morte per annega-
mento a Fond du Lac di una ragazza mentalmente ritardata e le attivit del guardone.
troppo presto per trarre delle conclusioni. Spegni disse Clark al barista. Luomo
lo guard a braccia conserte. Sicuro, Clark? Spegni ripet lui. Il barista cambi
canale. Troppo presto per trarre delle conclusioni? chiese Clark. Donna gli accarez-
z un braccio. Devono dire cos, ma questo non significa che non giungeranno a
unimputazione. Non devi fartene unossessione, Clark. Lascia che facciano il loro la-
voro.
La passer liscia. Non puoi saperlo. Clark chiuse gli occhi. La sua mente
annebbiata dallalcol era come una diga che iniziava a creparsi sotto lincessante
pressione di un fiume in piena. Ogni volta che una delle ragazze alle sue spalle ride-
va, risentiva la risata di Mary. Era come se fosse ancora viva, con le braccia tese per
chiamarlo. Quando cercava di visualizzare il suo volto, per, non riusciva a vederlo.
Unaltra faccia si sovrapponeva nella sua mente a quella della figlia. La faccia oliva-
stra e lo sguardo lascivo di Finn Mathisen. Clark? Sent la voce di Donna, ma come
se venisse da molto lontano. Clark? chiam lei di nuovo. Sono qui rispose con
voce roca. Adesso ti porto a casa. Lui annu. Vado un attimo in bagno, poi tornia-
mo a casa. Rimarr l con te, va bene? Non ti lascer da solo. Stasera resto con te.
Daccordo. Torno subito disse Donna. Esit un momento e aggiunse: Devo dir-
ti una cosa, ma non qui. Quando saremo soli, potremo parlare. Gli pass accanto, e
lui la prese per un braccio. Erano circondati da persone che si spintonavano, che odo-
ravano di fumo e di birra scadente, che si gridavano parole, e tutto questo gli faceva
girare la testa. Avvicin la faccia, per poter inspirare il suo profumo di lill. Negli oc-
chi di Donna vide desiderio e disperazione. Al tatto, la base del suo collo era morbida
e familiare. Il suo seno si alzava e si abbassava come un uccellino spaventato.
Mary era fortunata ad avere una madre come te disse. Il volto di Donna fu
scosso dallemozione. Gli fece una carezza, e sent che la pelle di Clark era calda. Lui
pens che avrebbe potuto assaporare quel contatto per tutta la notte. Torno subito
disse Donna. Clark annu. Guard la sua ex moglie muoversi nella ressa e sparire die-
tro la porta di quercia del bagno. Questa sarebbe potuta diventare come una delle tan-
te notti che avevano trascorso insieme durante i primi anni. Ricordava Donna quando
aveva ventun anni, quando i loro corpi erano in forma e vibranti di ormoni. Prima che
i loro sogni maturassero, invecchiassero e morissero. Infil una mancia nel vaso sul
bancone e si alz dallo sgabello, ondeggiando nel tentativo di camminare. Nessuno
gli prest attenzione. Si tenne in equilibrio contro le spalle di estranei finch non gli
si schiar la mente. Attraverso quel mare di bevitori, vide i due tavoli dove le adole-
scenti sorseggiavano Coca Cola e ridevano con bocche piene di denti bianchi e appa-
recchi correttivi. Armoniose risate innocenti. Qualcuna aveva dello sporco sulla fac-
cia. Altre tenevano i berretti tirati allindietro. Sotto il tavolo, avevano tutte le gambe
scoperte e i calzini bianchi. Clark prov una pugnalata al cuore. Raggiunse la porta
del bar. Le ragazze avevano impilato la loro attrezzatura da softball in un angolo.
Apr la porta ma, prima di uscire, afferr una delle mazze di legno e la prese con s.
Capitolo 34 Tish sedeva davanti al file del suo libro. Le sue dita indugiavano
sulla tastiera del portatile, ma non le venivano le parole. Era giunta a un punto in cui
doveva decidere: dire la verit o mentire. Aveva rimandato la decisione perch era
convinta che quando fosse arrivata a quel bivio la scelta sarebbe stata semplice. Ma
non era cos. Aveva quasi finito, ma non era pi sicura di voler concludere. Allung
una mano per prendere una sigaretta, ma nemmeno il conforto del fumo lattirava.
Con rabbia, richiuse di scatto il portatile. La prima volta che aveva riaperto la porta
sul passato, le era sembrata la cosa giusta da fare, come se fosse finalmente arrivato il
momento di sloggiare tutte le creature della notte dai loro nascondigli. Di mantenere
la promessa fatta a Cindy. Di tornare a casa. Ora si chiedeva se non sarebbe stato me-
glio per tutti se fosse rimasta dovera. Attravers la porta a vetri che conduceva sulla
veranda affacciata sulle acque del lago. Apr la porta e mosse un passo incerto sulla
passerella senza guardare in basso. Le vertigini erano una cosa bizzarra. Quelli che
non ne soffrivano non potevano capirlo. Riuscivano ad arrampicarsi su per pareti ver-
ticali, a stare
ritti sui tetti o a far penzolare i piedi dagli ski-lift senza provare nulla. Lei, al
solo pensiero di una di queste cose, sudava e aveva i brividi. Non erano le altezze a
spaventarla, ma la propria mancanza di autocontrollo. La sensazione che una parte
sconosciuta e disperata della sua anima lavrebbe spinta a buttarsi ogni volta che si
trovava sullorlo di un precipizio. Non importava dove: una scala mobile, una monta-
gna, un ponte. Doveva tenersi ben stretta a un appiglio per non farsi assalire dal pani-
co. Era gi abbastanza brutto dover morire, ma non voleva assolutamente farlo preci-
pitando. Sent il fiato gonfiarsi e sgonfiarsi nel petto. Rientr nellappartamento e
chiuse la porta. Nella stanza da letto, vide la sua valigia aperta sul pavimento, quasi
pronta. Non aveva pi motivo di trattenersi in citt. Aveva trovato le risposte che cer-
cava, e ora sarebbe stata ben felice di ripetere quello che aveva gi fatto anni prima.
Fuggire. Andarsene. Mettere tra lei e Duluth il maggior numero possibile di chilome-
tri. Tish entr nella stanza e si sedette a gambe incrociate sul pavimento, davanti alla
valigia. I vestiti erano ben piegati. Apr la cerniera della borsa sopra lo scomparto
principale: dentro cera la busta, sbiadita e sgualcita dal tempo. La tir fuori e la ten-
ne tra le mani. Laveva accarezzata cos tante volte che la carta era diventata lucida.
Linchiostro sulla busta era nero e sottile. La calligrafia era quella di Cindy. Tish ri-
lesse quelle parole: Per Jonny. Aveva conservato quella lettera fin dalla morte di Cin-
dy. Non sarebbe stato giusto andarsene senza dargliela. Daltro canto, Tish si chiede-
va se era giusto complicargli la vita pi di quanto non avesse gi fatto, risvegliare il
passato ora che lui era riuscito a offuscarlo. Forse era meglio che seguitasse la sua
vita con Serena, senza pi pensare a Cindy. Dire la verit o mentire. Non cera biso-
gno di proteggere William Starr. Non meritava neppure un briciolo della sua compas-
sione. Non doveva nemmeno proteggere se stessa. Non pi. Era ora di liberarsi della
vergogna provata quando Cindy le aveva rivelato la verit. Tish infil di nuovo la
mano nella tasca della valigia e tir fuori la busta di plastica, chiusa con una cerniera,
in cui conservava il ritaglio di giornale. Lo estrasse delicatamente, attenta a non strap-
pare la pagina ingiallita. Era un frammento di unaltra epoca. Di una vita precedente.
Stese le grinze e lo tenne per i bordi. Il titolo era come un urlo che le straziava il cuo -
re. OSTAGGIO UCCISO DURANTE UNA RAPINA IN BANCA Lo rilesse per la
milionesima volta, poi lo ripieg meticolosamente e lo ripose nella busta di plastica.
Come se, mettendolo via, cessasse di esistere. Andava su tutte le furie ogni volta che
pensava che William Starr aveva nascosto quel ritaglio tra le pagine della Bibbia.
Finch Cindy non lo aveva trovato. Il telefono squill nellaltra stanza. Tish ripose la
busta nella valigia e and a rispondere. Pronto disse. Tish, sono Peter Stanhope.
Per un momento pens di riattaccare, ma non lo fece. Cosa vuoi? Innanzitutto,
voglio scusarmi. Come? So che avevi altre intenzioni, durante il nostro incontro
dellaltra sera, ma non avrei dovuto fare quello che ho fatto. Mi sono compor-
tato male. Scusa. Se speri che anchio mi scusi, scordatelo. Posso capirti. Non ti
ho chiamata per chiederti qualcosa. Poi aggiunse: Ho visto la conferenza stampa di
stasera. Di fatto le autorit stanno rinunciando a proseguire nelle indagini. Mi chiede-
vo cosa significher questo per il tuo libro. Quello che io scrivo nel mio libro e
quello che fanno la polizia e il pubblico ministero sono due cose diverse rispose
Tish. Allora, cosa scriverai? chiese Peter. Dovrai leggerlo per scoprirlo. Non
penserai ancora che io sia il colpevole, vero? Ho saputo che Finn ti ha confessato di
aver ucciso Laura. Ho anche appreso dellomicidio di sua madre Una vera tragedia.
Gi. Sono certo che ti dispiace che nessuno paghi per la morte di Laura disse.
Tutto quello che posso dirti, come avvocato, che arrivare in tribunale non significa
necessariamente trovare giustizia. Non pensare di aver fallito solo perch non hai
convinto un pubblico ministero a sollevare delle accuse per un omicidio vecchio di
trentanni. Lo so. Mi dispiace per Finn, ma non per te, Peter. Almeno Finn aveva
una scusante: sua madre abusava di lui. Tu hai molestato Laura e hai cercato di stu-
prarla, e la tua unica scusa erano i soldi e larroganza. Per le accuse di agiatezza e
arroganza, mi dichiaro colpevole rise. Tish detestava il fatto che lui fosse cos melli-
fluo e imperturbabile. Anche ora che aveva sentito la verit direttamente dalla bocca
di Finn, era riluttante a rinunciare allidea che fosse Peter il colpevole.
Dimmi una cosa, sapevi che quella notte cera anche Finn nel bosco? chiese
Tish. Lavevi visto? No. Che mi dici dei suoi retroscena familiari? Peter ri-
spose con un sospiro esagerato. Cosa stai pensando? Mi appena venuto in mente
che Finn un ottimo capro espiatorio. Soprattutto se sapevi dellomicidio di sua ma-
dre. Non ne sapevo nulla. Allora come mai sei stato cos svelto ad assumere
quellinvestigatrice perch indagasse sul suo passato? Perch cos che noi avvo-
cati vinciamo le cause rispose Peter. Portiamo alla luce i segreti. Mi chiedo se tu
gi sapevi quello che Serena avrebbe scoperto. No. Non andare in cerca di assurde
cospirazioni, Tish. Non sapevo che Finn fosse nel parco, quella notte, e non sapevo
nulla del suo passato. Tish non replic. Forse mi odi, ma desiderare che io sia il
colpevole non significa che sia vero aggiunse lavvocato. Ray Wallace pensava che
tu fossi colpevole. E anche tuo padre. Non sapevano di Finn. Se sei innocente,
perch hai permesso alla polizia di distruggere le prove? Perch le prigioni sono
piene di innocenti sbott Peter. Comincio a stufarmi, Tish. La gente come te pensa
che essere ricchi sia una colpa. Sembrava sulla difensiva. Nervoso. Come se Tish
avesse toccato un nervo scoperto. Forse Pat Burns ha chiuso con te, ma io no disse
Tish. Volevo lasciare la citt, Peter, ma ora non ne
sono pi tanto sicura. Forse Finn convinto di aver ucciso Laura, ma in realt
ha solo visto chi stato. Forse ha visto te. Maggie si era appisolata quando alle sue
orecchie giunse un suono simile al ronzio di un insetto nella sua stanza. Spalanc gli
occhi. Disorientata, cerc a tastoni linterruttore della lampada sul comodino e sbatt
le palpebre per la luce intensa. Il ronzio assomigliava a quello di un maggiolino, uno
di quegli insetti che quando finiscono contro le porte a vetri cadono a terra sbattendo
freneticamente le ali. Dopo un attimo, per, cap che era un suono troppo armonioso.
Quando si ripet per la terza volta, Maggie ricord che aveva messo il cellulare su
vibrazione nel corso della conferenza stampa, poi lo aveva lasciato nella tasca dei
pantaloni neri buttati su una sedia. Il telefono continuava a suonare. Guard lorolo-
gio e vide che era mezzanotte. Scese dal letto e prese il cellulare. Il vento che soffiava
dal lago gonfiava le tende della camera da letto come vele. Maggie Bei. Signora
Bei, mi scusi se la disturbo a questora. Sono Donna Biggs. Maggie and alla fine-
stra tenendo il telefono appoggiato allorecchio. Fuori, il cielo era plumbeo. Sent
odore di tempesta. Cosa posso fare per lei, Donna? Qualcosa non va? Sent una
traccia di esitazione nella voce di lei. Non lo so. Temo di s. Mi dica. Stasera io
e Clark eravamo insieme in un bar di Gary, e abbiamo visto la conferenza stampa te-
nuta dalla signora Burns.
Mi dispiace molto disse Maggie. Ho cercato di contattarvi entrambi, in
modo da informarvi su quello che avreste sentito, ma non sono riuscita a raggiungervi
in tempo Capisco. Spero mi creda se le dico che non ho nessuna intenzione di
abbandonare le indagini sul guardone. Non rinuncer a questo caso. Vorrei solo poter
essere pi incoraggiante riguardo alle accuse per la morte di Mary. Non colpa
sua rispose Donna. Temo solo che Clark sia molto arrabbiato. Stasera glielho letto
negli occhi. devastato. So quanto stato terribile per entrambi disse Maggie.
Clark sparito dal bar, signorina Bei. Se n andato senza dirmi dove. Aveva bevuto
parecchio. Sono venuta a cercarlo a casa sua, e ormai sono ore che lo aspetto qui.
Speravo che tornasse, ma non lha fatto. Ho provato a chiamarlo al cellulare, ma deve
averlo spento. Le ha detto qualcosa? chiese Maggie. Niente. Io ero andata in ba-
gno e, quando sono tornata, lui non cera pi. Ha chiamato il 911? No, volevo
prima parlare con lei. Non so cosa fare. Chieder di cercare Clark e il suo fuoristra-
da. Non si preoccupi, lo troveremo la rassicur Maggie. Ho paura di quello che po-
trebbe fare aggiunse Donna. Maggie pens al volto di Clark quando lo aveva incon-
trato nei boschi dove era morta Mary. Clark possiede una pistola? chiese piano.
Ha dei fucili da caccia, ma sono tutti qui a casa, ho controllato. Non ha nessuna pi-
stola.
Meglio cos disse Maggie. Attese un attimo e aggiunse: Ha parlato di fare
del male a se stesso? Teme che possa suicidarsi?. No, non questo rispose Don-
na. Non ho paura che Clark si uccida. Ho paura che uccida qualcuno. Qualcuno?
E chi? Nel notiziario hanno parlato di un uomo, quello su cui avete indagato. Ades-
so Clark sa come si chiama e dove abita. Intende dire Finn Mathisen? Lui. Credo
che Clark voglia fare quello che voi non potete. Ottenere giustizia per Mary. Maggie
imprec sottovoce. Sar l tra mezzora. Signorina Bei, deve trovarlo. Non per-
metta che Clark lo faccia. Capisco. No, non capisce. Non mi interessa di quel-
luomo. Merita di morire. Ma non voglio che Clark getti via la propria vita. Non pu.
Non adesso. Maggie avvert nella voce di Donna un tono di supplica. Cosa sta di-
cendo? Clark non lo sa le disse Donna. Non sa che sono incinta.
Capitolo 35 A mezzanotte cera silenzio nei quartieri periferici di Superior. I
camion delle televisioni, che avevano circondato labitazione di Finn per il notiziario
delle dieci, se ne erano andati. La casa era buia e silenziosa. Il Rav4 color argento
lungo il vialetto sembrava un fantasma. Clark sapeva che Finn si nascondeva l den-
tro, seduto in una delle stanze al buio. Sperava che luomo che aveva ucciso sua figlia
non riuscisse a dormire. Pens di entrare in casa. Spaccare una finestra o sfondare
una porta. Si disse che voleva solo guardare Finn negli occhi e leggere la colpa sul
suo volto, dirgli che mettendo gli occhi su Mary aveva distrutto due esistenze. Ma sa-
peva che era una menzogna, e che nel suo cuore albergavano oscuri propositi. Aveva
bisogno di pisciare. Apr la portiera del pick-up e scese. In cielo non cerano stelle,
solo nuvole che, mentre le guardava, si facevano sempre pi scure e minacciose. Il
vento gli sferzava la schiena. Si piazz in mezzo ai binari della ferrovia, apr la patta
e scaric un getto di urina tra i sassi. Quando ebbe finito, tornal veicolo e si allung
sul sedile per afferrare la mazza da baseball che aveva rubato. Al tatto trasmetteva
una sensazione piacevole, d compattezza, come uno strumento di giustizia.
Mentre stava per chiudere la porta del pick-up, sent una voce velata dallulula-
to del vento, che gli sussurrava allorecchio. No, pap. Clark si gir di scatto.
Mary? Cerc il suo spirito nelloscurit, ma si rese conto di essere solo. La mente
gli stava giocando brutti scherzi. Il ricordo della voce della figlia, per, limpido come
se lei gli fosse ancora accanto, plac la sua furia. Clark rimase a lungo in piedi, esi-
tando. La tempesta era vicina e si preannunciava molto intensa. Laria secca sembra-
va sul punto di spezzarsi. Si chiese se Mary tosse tornata indietro per fermarlo. Per
dirgli che ci che voleva fare era sbagliato. Ributt la mazza nel furgoncino, mandan-
dola a sbattere contro laltra portiera, poi si sedette al posto di guida e strinse forte il
volante. Le folate di vento scuotevano il pick-up. Prese il portafoglio ed estrasse la
foto di lui e Mary scattata sulla spiaggia due estati prima. Dopo averla fissata in silen-
zio e aver ricordato quella splendida domenica pomeriggio che avevano trascorso in-
sieme, pieg la testa allindietro sul poggiatesta, e prese a respirare profondamente
con la bocca spalancata. Finalmente arrivarono le lacrime che tanto aveva atteso. Era-
no un esercito silenzioso, che marciava fuori dai suoi occhi e gli rigava il volto non
rasato. Non si mosse, n avvert le spalle scosse da singhiozzi. Era solo il suo dolore
che trovava sfogo in quella pioggia tranquilla. Quando le lacrime cessarono, Clark si
drizz e si asciug il volto. Non poteva fare quello che aveva in mente. Non poteva
uccidere a sangue freddo. Allung una mano verso la chiave di accensione, deside-
rando di essere lontano da quel luogo terribile. Sperava che
Donna lo stesse aspettando a casa. Forse lei aveva ragine. Forse era ancora
possibile salvare qualcosa del loro rapporto. Al bar, nei suoi occhi aveva scorto un
antico desiderio, come le braci di un fuoco a cui occorreva solo un soffio per ripren-
dere vigore. Prima di mettere in moto la vettura Clark not un movimento sul portica-
to della casa, dallaltra parte dei binari. La porta si apr come la bocca di un mostro, e
un uomo alto e magro usc nella notte. Era Finn, quasi invisibile nei suoi abiti scuri.
Si muoveva a passi incerti, come un uomo malato. Si ferm sullultimo scalino e si
guard intorno. Clark trattenne il respiro quando Finn sofferm lo sguardo sul suo
pick-up, ma cap subito che le tenebre lo proteggevano. Finn si convinse di essere
solo, pass accanto agli alti lill nel giardino e, circospetto, raggiunse il suo Rav4.
Clark aveva compreso cosa si apprestava a fare. Era giunta lora di andare a spiare.
Non gli importava se una ragazzina innocente era morta. Non gli importava essere il
sospettato numero uno. Sarebbe andato a cercare unaltra finestra, unaltra ragazza.
Era una cosa che Clark non poteva permettere. Infil la foto di Mary in tasca, e men-
talmente, chiese scusa a Donna. Aspett che il Rav uscisse dal vialetto dingresso, poi
mise in moto il pick-up e part lasciando le luci spente. Anche da una certa distanza i
fanali posteriori del Rav erano perfettamente visibili. Finn comp un percorso a zig-
zag, superando case con le luci spente e querce simili a giganti che proteggevano la
strada. Su Stinson Avenue, curv in diagonale verso nordest, in direzione della zona
incolta dietro laeroporto. La strada tagliava attraverso i campi di granturco e supera-
va le maleodoranti ciminiere della raffineria di il 2 petrolio. Clark sent le gomme
sobbalzare sopra i binari di jna ferrovia. Dopo parecchi chilometri, la strada li con-
dusse nellEast End, non lontano dalla statale e dal bacino del porto. Gruppi di case
costruite su lotti aperti punteggiavano i due lati della strada. Qui i condomini erano
quadrati regolari. Clark vide le luci rosse del Rav farsi pi grandi e fren per non av-
vicinarsi troppo, poi Finn svolt e le luci scomparvero. Clark super lincrocio e but-
t un occhio alla strada sulla sua destra. Fece uninversione a U e la imbocc proce-
dendo lentamente, lo sguardo fisso dinanzi a s. Qui cerano pi alberi, come in un
parco, oltre a un campo da gioco e a due campi da tennis circondati da una vecchia
recinzione. Due isolati pi avanti, vide le luci dei freni accendersi. Clark rallent a
passo duomo. Quando giunse allincrocio, il Rav era sparito. Prosegu per svariati
isolati poi ritorn sui propri passi e imbocc la strada laterale dove aveva visto le luci
dei freni per lultima volta. Diverse auto erano parcheggiate lungo la strada e sui via-
letti, ma non vide nessun Rav. Finn era stato inghiottito dalla notte. Dove sei? mor-
mor Clark. Si mosse nella scacchiera di strade come un topo in un labirinto. Vide un
Rav parcheggiato allesterno di un garage indipendente, ma quando si avvicin si ac-
corse che non era del colore giusto. Sabbia, non argento. Continu a guidare, chie-
dendosi come aveva fatto Finn a seminarlo e se la deviazione attraverso lEast End
era stato un espediente per far perdere le proprie tracce a eventuali inseguitori. Clark
pens che forse aveva imboccato la statale e si era diretto a nord o a sud, verso unal-
tra destinazione. Invece no.
Eccolo l. Clark svolt a un angolo e vide il Rav color argento di Finn parcheg-
giato con due ruote sul marciapiede, sotto i rami di un olmo, in un appezzamento in-
colto e privo di abitazioni. Clark si ferm, ingran la retromarcia e torn dietro lan-
golo. Spense il motore e scese, lasciando la mazza nel pick-up. A nordovest, il cielo
si illumin per un istante. Un fulmine. Clark cont in attesa che la grancassa del tuo-
no arrivasse alle sue orecchie, ma non dovette attendere a lungo. La tempesta si stava
avvicinando. Sfrutt la casa pi vicina come riparo e scatt tra gli alberi. Quando si
trov di fronte al Rav4, attravers lappezzamento aperto e si avvicin al lato del pas-
seggero. Il veicolo era vuoto. Finn si era allontanato. Clark controll i dintorni in ogni
direzione. Non vide n sent nulla, a parte il fruscio delle foglie degli olmi e un altro,
intenso rombo di tuono. Clark tir a s la portiera del passeggero del Rav. Era aperta.
La lampadina dellabitacolo rimase spenta. Linterno era impregnato dallodore di
Finn: sudore e puzzo stantio di fritto. Controll se ci fossero cartine, foto o appunti,
ma tra la spazzatura sui tappetini dellauto non trov nulla. Il vano portaoggetti era
chiuso, e Clark frug nei pantaloni alla ricerca del coltellino che portava sempre con
s, con cui forz la serratura. Allinterno trov la sezione sportiva del giornale locale,
piegata su una foto di tre ragazze della squadra di nuoto del liceo di Superior. Il volto
di una ragazza era stato cerchiato con un pennarello blu. Una bella bionda. Si ricord
di ci che gli aveva detto Maggie, che questuomo non incappava per caso nelle sue
vittime. Le sceglieva. Le studiava. Le seguiva. Aveva sempre una destinazione in
mente. Una casa specifica, una ragazza specifica.
Clark lesse la didascalia con il nome della ragazza. Angela Tjornhom. Ma dove
abitava? Chiuse la portiera ed esamin le abitazioni circostanti, alla ricerca di finestre
illuminate, ma tutto il quartiere era buio. Si allontan dal Rav, dalla strada e torn a
nascondersi tra le case. Per essere un uomo della sua stazza, si muoveva veloce e si-
lenzioso sullerba morbida. Allangolo di ogni casa, cercava Finn accovacciato sul
terreno vicino a una finestra del primo piano. Sfruttava la luce dei fulmini per proce-
dere sulla strada. La pioggia inizi a battere un ritmo frenetico sugli alberi sopra la
sua testa. Quando Clark arriv in uno spazio aperto, nel giro di pochi secondi fu com-
pletamente fradicio, e dovette asciugarsi gli occhi per riuscire a vedere. In fondo alla
strada, rimase immobile sotto lacquazzone, indeciso sulla direzione da prendere. A
ogni lampo di luce in cielo cercava di penetrare la grigia cortina di pioggia che scher-
mava i giardini posteriori delle case. Finn non si vedeva da nessuna parte. Clark scel-
se di andare a destra, ora a passo sostenuto. Raggiunse la fine dellisolato successivo,
ma di Finn nessuna traccia. Poi, al bagliore dellennesimo lampo, lo vide. Era a una
cinquantina di metri di distanza, protetto da un sempreverde, a pochi passi da una del-
le finestre posteriori di una casa modesta. Clark si avvicin cautamente, attento a non
farsi scorgere. Allimprovviso, come se avesse avvertito la sua presenza, Finn si gir.
Se fosse caduto un altro fulmine, Clark sarebbe stato esposto, invece riusc a rimanere
immobile e invisibile nelloscurit. Finn guard nella sua direzione senza vederlo.
Quando luomo torn a voltarsi, Clark si ripar dietro una fila di pini e percorse un
sentiero serpeggiante che lo port a dieci metri dalla schiena di Finn. La finestra sul
retro della casa era buia. Finn si port
una mano allorecchio, e Clark realizz che impugnava un cellulare. Stava
chiamando qualcuno. Pochi secondi dopo, la finestra si illumin e Clark comprese.
Finn stava chiamando la ragazza. Voleva che si svegliasse. Attraverso le fessure ver-
ticali delle persiane, Clark vide la ragazza della foto, sedici anni al massimo, scendere
dal letto e andare fino a una scrivania bianca, con indosso una maglietta grigia a mez-
ze maniche e i pantaloni del pigiama. Sollev il telefono, disse qualcosa, poi riaggan-
ci. Torn a letto, ma prima che spegnesse la luce, Finn chiam di nuovo, e Clark
vide la ragazza rispondere con unespressione infastidita sui volto. Riagganci, ma
ormai era sveglia. Si avvicin alla finestra per guardare la tempesta. Finn era rapito:
fissava la ragazza incorniciata in quel rettangolo di luce, la sua maglietta leggera e il
ventre piatto. Era bella, mentre si accarezzava i capelli spettinati e si mordeva unun-
ghia. Non si rendeva conto di essere vulnerabile e in mostra. Clark approfitt dellos-
sessione che immobilizzava Finn per arrivargli alle spalle. Per attaccarlo, aspettava
solo che la ragazza si girasse. Per un intero minuto, i tre attori in scena rimasero im-
mobili. La ragazza, allinterno, fissava la pioggia e la notte con enormi occhi blu.
Finn, immobile accanto al sempreverde, fissava lei. Clark gli era cos vicino che te-
meva Finn potesse sentirlo respirare. Poi la ragazza bionda si volt di colpo e, un
istante dopo, la finestra fu di nuovo buia. Prima che Finn potesse muoversi, Clark gli
fu addosso. Ti suo gigantesco avambraccio cinse il collo del maniaco con la forza
schiacciante di un serpente, sollevandolo dal terreno. In quella posizione Finn non
poteva respirare. Lott, scalciando e sferrando colpi inoffensivi contro Clark. Questi,
in un primo momento pens di strozzarlo, di sentire la vita uscire dal suo corpo. Inve-
ce allent la presa e lo colp alla nuca con un pugno fulmineo. Finn, privo di sensi,
croll sul terreno bagnato. Clark si tolse la cintura e la us per legargli le caviglie, poi
afferr luomo e se lo mise sulle spalle. Quasi non si accorse del suo peso. Attraverso
il turbinio della tempesta, lo riport al proprio veicolo.
Capitolo 36 Donna ha ragione disse Maggie, preoccupata. Clark deve esse-
re andato in cerca di Finn Mathisen. Stride distolse gli occhi dalla strada. Credi che
Clark butterebbe via la propria vita per una nullit come Finn? Per vendicare sua
figlia? S. Aggiungi il Rav4 color argento alla lista delle auto da ricercare su en-
trambi i lati del confine. Speriamo che Rikke sappia dirci dov andato Finn. Sa-
rebbe come ammettere che colpevole. Ma servirebbe a salvargli la vita ribatt
Stride. Mentre Stride guidava, Maggie compose il numero di Donna sul cellulare.
Guidavano sotto la pioggia, con il fiume St. Louis che serpeggiava alla loro destra.
Gli pneumatici della vettura sollevavano muri liquidi ogni volta che Stride attraversa-
va i torrentelli che dalle colline si riversavano sulla strada. Slitt sul ponte della ferro-
via che valicava le zone paludose che dividevano il Minnesota dal Wisconsin. Il ven-
to ululava nel canyon creato dal fiume, e un treno carico di minerali ferrosi sfrecci
sul sostegno sopra di loro, diretto nella direzione opposta. Stride strinse forte il volan-
te quando la struttura del ponte vibr come se stesse per frantumarsi.
Raggiunse la curva dallaltra parte del ponte, super la cittadina di Oliver e im-
bocc la statale che portava a Superior. Attraverso la cortina dacqua sul parabrezza,
vide lunghe file di betulle parallele alla strada a due corsie, e tifacee che ondeggiava-
no nei fossi come trottole. Attravers una zona deserta prima di giungere al confine
meridionale della citt. Era luna del mattino. Superior aveva laspetto di una citt
fantasma. Una pioggia argentea attraversava in diagonale la luce dei lampioni. Per-
corse varie strade fino allabitazione di Finn Mathisen. Unauto di pattuglia della po-
lizia di Superior era parcheggiata davanti alla casa. Si ferm dietro lauto della poli-
zia, e scese insieme a Maggie. Una poliziotta bionda con i capelli zuppi di pioggia
scese dal portico e si diresse verso di loro. Si strinsero la mano mentre la pioggia li
punzecchiava come spilli. Sono Lynn Ristau, della polizia di Superior si present
la donna. Non era alta, ma aveva una corporatura robusta, sufficiente a far passare a
uomini pi grossi la voglia di litigare con lei. Io sono il tenente Stride, e lei il ser-
gente Maggie Bei. Voi di Duluth scegliete sempre le condizioni climatiche migliori
per farvi sfuggire i sospettati disse la Ristau con un sorriso. Hanno intercettato il
veicolo? chiese Stride. La donna scosse il capo, spruzzando acqua dai capelli biondi.
Nessuno ha visto il vostro uomo. Avete parlato con la donna? S, ma non ha
detto molto. Non sapeva che suo fratello fosse uscito e non ha idea di dove possa es-
sere andato.
Va bene, vedremo di spremerla un altro po. Pu restare qui e tenerci aggior-
nati? Potremmo avere bisogno del suo aiuto. Pu scommetterci. Stride e Maggie
salirono i gradini del portico e attraversarono una cortina dacqua che scendeva dal
tetto. Rikke spalanc la porta ancora prima che suonassero il campanello. Indossava
una vestaglia di cotone giallo che la copriva fino alle caviglie e aveva unespressione
accigliata. Che diavolo sta succedendo? chiese. Possiamo entrare? ribatt Stride.
Rikke si fece da parte. Stride e Maggie si scrollarono di dosso quanta pi acqua pos-
sibile ed entrarono, ma continuarono a gocciolare sul tappeto. Le pareti della casa
erano scosse da folate di vento che arrivavano da ovest. Rikke chiuse la porta dietro
di loro e incroci le braccia. Allora? chiese. Stride esamin la sala vuota. Rikke era
stata seduta sul divano con una tazza di ceramica piena di caff. Dov Finn? Non
ne ho idea. E lei non ha risposto alla mia domanda. Cosa sta succedendo? Pensia-
mo che qualcuno stia cercando suo fratello. Chi? Il padre della ragazza morta nel
fiume. Rikke impallid e gir il viso da una parte. Ma ridicolo. Sappiamo che
Finn era al fiume, quel giorno intervenne Maggie. Seguiva quella ragazza. E anne-
gata per causa sua. Se lo poteste dimostrare, a questora Finn sarebbe in prigione
sbott Rikke. Si gir di nuovo e punt
un indice in faccia a Stride. Questa situazione tutta colpa sua. Non smetter
di perseguitare mio fratello finch non sar morto. Stiamo cercando di
proteggerlo ribatt il tenente. un po tardi, dopo tutti i guai che gli avete causato.
Avete sbattuto la sua faccia in televisione, e i giornalisti sono costantemente alla no-
stra porta. Non c da stupirsi se un pazzo ha deciso di dargli la caccia. Non potevate
arrestarlo, cos lo avete dato in pasto ai media e avete lasciato che fosse qualcun altro
a fare il lavoro sporco. Mi dispiace per i giornalisti. Hanno le loro fonti, ed diffi-
cile fermarli. Comunque, questo non cambia il fatto che dobbiamo trovare Finn prima
di Clark Biggs. Non posso aiutarvi. Non pu o non vuole? Non posso dirvi
quello che non so. Non so dove sia andato Finn. Ho detto alla poliziotta che non sape-
vo nemmeno che non fosse in casa. Stavo dormendo. Sa a che ora potrebbe essere
uscito? Rikke fece spallucce. Sicuramente non prima di mezzanotte. Finn era di
sotto quando io sono andata a letto. Quindi uscito da meno di unora calcol
Stride. In che condizioni fisiche si trova? debole. Non dovrebbe stare fuori.
Le aveva detto che forse sarebbe uscito? No. Non abbastanza in forze per poter-
si permettere di andare da qualche parte. Stride si avvicin al volto di Rikke. C
solo una cosa che Finn andrebbe a fare dopo mezzanotte, e sappiamo entrambi qual
. Glielo lesse negli occhi. Lei sapeva.
Non ho idea di che cosa stia parlando protest Rikke, guardando il pavimen-
to. So che lei vuole proteggerlo ma, in questo momento, le sue menzogne non fanno
altro che metterlo in pericolo. Basta giocare, Rikke. Finn malato. E uscito per spiare
unadolescente e, se non abbiamo preso una cantonata, Clark Biggs lo ha seguito.
Questuomo pensa che Finn sia responsabile della morte di sua figlia. Se trova Finn
davanti alla finestra di unaltra ragazza, secondo lei cosa potrebbe fargli? Rikke
gonfi il petto con un respiro profondo. La sua mascella si irrigid come fosse cemen-
tata e Stride la vide serrare i pugni. And verso il divano e si sedette vicino al cami-
no, da cui dellacqua gocciolava sulla grata. Prese la tazza di caff in mano, ma non
bevve. Sappiamo cosa successo a vostra madre disse Maggie. Ho parlato con la
polizia del Nord Dakota. A Finn serve aiuto. Rikke rote gli occhi, quasi fosse anco-
ra uninsegnante e uno dei suoi studenti avesse commesso uno stupido errore.
Aiuto? Secondo voi io non ho cercato di procurarglielo? E stato in terapia per anni.
Poi aggiunse: Lho protetto per tutto questo tempo perch mi sentivo responsabile.
Finn ormai adulto disse Stride. Rikke scosse la testa. Lei non cresciuto nella
nostra famiglia, tenente. Non sa cosa abbiamo passato. La polizia mi ha detto che,
stando a certe voci, Finn subiva degli abusi disse Maggie. Voci? S, ecco cosera-
no. Voci. Teniamo la cosa sotto silenzio, cos il nostro bel paese di campagna non do-
vr affrontare situazioni imbarazzanti. La voce di Rikke era carica di amarezza. I
nostri vicini, i nostri insegnanti, il pastore della chiesa, sapevano. E fingevano
che tutto andasse bene. Inger preparava torte e biscotti. Aveva avuto una vita
cos difficile dopo la morte del marito, povera anima. A chi poteva importare dei suoi
figli? A chi poteva importare se in realt lei era uno sputo del diavolo sulla terra?
Lei se ne era andata da quella casa disse Maggie. S, ma mi ero lasciata Finn alle
spalle. Non avrebbe potuto portarlo con lei le disse Stride. Non alla sua et.
No? Allora sono una stupida se questo pensiero continua a tormentarmi da trentacin-
que anni. Sapevo cosa sarebbe successo a Finn dopo che me ne fossi andata. Inger
aveva iniziato con me. Ero il suo pasticcino preferito. Di giorno non andava tanto
male, ma erano le notti che io e Finn odiavamo davvero. Sembrava che la fattoria fos-
se sulla luna: solo noi tre, isolati in quel triangolo perverso. Lei costringeva Finn a
guardare, sapete. Che bel quadretto familiare, eh? Costringeva Finn a guardare men-
tre si fotteva me. Lo costringeva a guardare mentre mi teneva ferma la testa e si face-
va leccare. E adesso lui continua a guardare. Non riesce a smettere. Dov? chiese
di nuovo Stride. Ve lho detto, non ne ho idea. Abbiamo mandato dei poliziotti
alle case di tutte le ragazze che erano state spiate disse Stride. Non hanno trovato
traccia di Finn n di Clark. Da ci dobbiamo dedurre che Finn si trovato una nuova
vittima. Una ragazza che ancora non conosciamo. Sappiamo che lei ha ripulito la
stanza di suo fratello prima della perquisizione aggiunse Maggie. Dobbiamo sapere
se ha trovato qualcosa. Rikke pose la tazza e giunse le mani come in preghiera. Se
lo trovate lo metterete in prigione.
Se non lo troviamo al pi presto, potrebbe essere ucciso disse Stride. Cera-
no delle foto mormor Rikke. Molte. Foto di adolescenti. Alcune nude, altre no.
Scattate dalle finestre delle camere da letto. Ha distrutto le foto? Rikke annu.
Ha riconosciuto qualche ragazza? chiese Maggie. S, alcune le avevo viste al noti-
ziario ammise Rikke. Compresa la ritardata, quella che morta. Cerano foto re-
centi? Magari di qualche ragazza adocchiata dopo la morte di Mary? S, cerano
delle foto nuove. Erano ancora nella macchina fotografica. Unaltra bionda. Sui quin-
dici o sedici anni. Assomigliava un po a Laura. Sa chi questa ragazza? No.
Ha idea di come Finn labbia trovata? No. Rikke ci pens su un attimo e disse:
Probabilmente frequenta il liceo di Superior. In una delle foto indossava una ma-
glietta degli Spartan. Stride si gir verso Maggie. Parla con la Ristau. Cerchiamo di
trovare un album scolastico del liceo di Superior il prima possibile. Rikke potrebbe
riconoscere la ragazza dalle foto di classe. Maggie era gi sulla porta. Ci penso io.
Capitolo 37 Meno di unora dopo, Stride e Maggie erano nellEast End, seduti
nella sala da pranzo di una spaventata adolescente di nome Angela Tjornhom. I suoi
genitori le erano seduti accanto. Angela indossava una maglietta degli Spartan, i pan-
taloni del pigiama, e aveva i piedi scalzi. Teneva le mani strette in grembo. Il bel vol-
to e la corporatura esile la facevano sembrare una modella. Stride cap che Rikke ave-
va detto il vero. Volendo, nel volto di Angela si sarebbe potuta ravvisare una somi-
glianza con Laura. Quindi questo tizio mi aveva scattato delle foto? chiese Angela.
Mi dispiace, ma s, pensiamo di s rispose Maggie. Mio Dio. Anche quando ero
nuda? Non lo sappiamo. Non aprir mai pi le persiane, sapete? Non riesco a
crederci. Poggi la testa sulla spalla di sua madre. Dove diavolo questo
bastardo? domand il padre di Angela. Era un uomo basso, con appena un anello di
capelli intorno alla testa calva. Era paonazzo di rabbia. lo stesso pervertito che si
visto al telegiornale? Stiamo cercando di localizzarlo rispose Stride.
Vorremo il vostro permesso di ispezionare il giardino posteriore. Fate pure.
Fate tutto quello che necessario. Stride annu. Angela, per caso ricordi se stasera
successo qualcosa di particolare? La ragazza, che aveva pianto, si stratton la ma-
glietta e si asciug il naso con il dorso della mano. Ho ricevuto un paio di chiamate
mute al cellulare. Quando successo? Non lo so. Poco dopo mezzanotte. Cosa
hai fatto? Ho acceso la luce. Le telefonate mi avevano svegliata. Ho guardato fuori
dalla finestra, ma non ho visto nessuno. In realt, con tutta quella pioggia non riusci-
vo a vedere un bel niente. Era gi successo prima? chiese Maggie. Angela annu.
S, due o tre volte. Sempre di notte. Pensavo fosse solo qualcuno che aveva sbaglia-
to numero. A scuola conosco una delle ragazze che sono state spiate, ma non avrei
mai pensato che sarebbe potuto succedere a me. Domani verr un agente per racco-
gliere una dichiarazione completa disse Stride. Maggie pos una mano sul ginocchio
della ragazza. Forse faresti meglio a parlare con qualcuno, Angela. Le ragazze che
vivono esperienze del genere spesso reagiscono come le vittime di uno stupro. E
qualcosa di spaventoso, che lede lintimit di chi lo subisce. Non dovresti affrontare
la cosa da sola. Angela fece spallucce e si nascose tra le braccia di -sua madre.
Troveremo qualcuno che la possa aiutare conferm suo padre. Stride e Maggie la-
sciarono la famiglia e tornarono
fuori, sotto una pioggia battente. Entrambi accesero le torce e le fecero ondeg-
giare come piccoli fari mentre si dirigevano al giardino sul retro. Sotto i loro piedi,
lerba era fradicia. Rigagnoli dacqua si riversavano nel prato dai canaletti di scolo.
Sul retro della casa, il terreno era pianeggiante e punteggiato di sempreverdi. Stride
riusciva a intravedere la strada pi vicina, a oltre trenta metri di distanza. Punt la tor-
cia sullerba, facendo brillare le pozzanghere. La stanza dangolo era quella di Ange-
la. La luce era accesa e le tende erano chiuse. Stride esamin lerba sotto la finestra.
Niente dichiar. Forse la pioggia ha cancellato le impronte ipotizz Maggie.
Stride scosse la testa. Non pu essersi avvicinato tanto. Se fosse stato qui, lei lo
avrebbe visto. Esamin il resto del cortile. Per un istante, un fulmine illumin la not-
te. Stride vide che, a pochi metri dalla finestra di Angela, il terreno era irregolare. Si
avvicin a una zona fradicia e fangosa sotto uno degli abeti, in un punto in cui le radi-
ci uscivano dal terreno. Il cono di luce della torcia illumin un groviglio di impronte
e di erba schiacciata. Maggie si pieg e studi le orme sovrapposte. Due persone
disse. Sembra ci sia stata una colluttazione. Stride individu una singola serie di
impronte che si allontanavano verso la strada. Le segu con la torcia. In un punto del
terreno privo di vegetazione, le tracce nel fango erano profonde e perfettamente visi-
bili. Trasportava qualcuno disse Stride, indicando il punto in cui il tacco sprofon-
dava nel terreno cedevole. Temo non ci resti molto tempo, capo disse Maggie.
Seguirono le orme fino alla strada, dove scomparivano. Lacqua era fuoriuscita
dalle fogne e scorreva come un torrente lungo il bordo del marciapiede. Stride si tolse
la pioggia dagli occhi e and dallaltra parte della strada per vedere se le impronte ri-
prendevano ma di Clark e Finn non cera pi traccia. Rivolse un cenno a Maggie, in-
dicandole di dirigersi a sud, mentre lui proseguiva verso nord, correndo al centro del-
la strada, dove il livello dellacqua era pi basso. Alla luce intermittente dei lampi os-
servava il nastro di asfalto e gli spazi tra le case. Ogni rombo di tuono era sempre pi
vicino e pi lungo del precedente. Lintensit della tempesta stava peggiorando, e
latmosfera era tesa, come se laria stessa fosse sul punto di esplodere. Si sentiva fra-
dicio fino alle ossa. Gli alberi, spinti dal vento, si curvavano sopra la sua testa, e
quando si ferm in mezzo a un ampio incrocio, si sent molto piccolo. Un altro fulmi-
ne solc il cielo, simile a un impiccato disegnato da un bambino. Da quel punto e in
quel momento, Stride lo vide. A tre isolati di distanza, illuminato dalla luce bianca, si
trovava un Rav4 color argento, parcheggiato sotto i rami curvi di un olmo. Corse sol-
levando schizzi nellacqua ormai profonda. Mentre si avvicinava vide Maggie correre
verso il Rav dalla direzione opposta alla sua. Arrivarono quasi allo stesso tempo e su-
bito presero a esaminare il terreno intorno al veicolo. Entrambi puntarono le torce al-
linterno, aspettandosi di trovare il corpo di Finn riverso sui sedili posteriori. Lauto
era vuota. Finn non mai tornato qui disse Maggie. Hai visto il pick-up di
Clark? Lei scosse la testa e si inginocchi. Aspetta, c qualcosa sotto la ruota.
Anche Stride lo vide. Maggie si allung sotto lo chassis del Rav ed estrasse un
cartoncino chiaro da sotto il battistrada di una gomma. Quando lo sollev, videro che
si trattava di una fototessera, sporca e bagnata. Maggie la illumin con il raggio della
torcia. Sono Clark e Mary Biggs disse. Credi che labbia lasciata qui di
proposito? Maggie scosse la testa. Probabilmente gli caduta dalla tasca. Se
Clark ha preso Finn, dove pu averlo portato? chiese Stride. Non lo so. A meno
che non lo abbia gi ucciso, scaricando il corpo da qualche parte. Stride si mise nei
panni di un padre disperato, che si trova davanti luomo che ha provocato la morte di
sua figlia. Credo che se lavesse voluto uccidere, lavrebbe fatto quando era alla fi-
nestra di Angela. Chieder lappoggio di altre pattuglie, ma ho limpressione che
siamo in un vicolo cieco. Che ne pensi del Perch Lake Park? sugger Stride. E l
che morta la ragazza. Ci ho pensato anchio, ma il parcheggio era vuoto disse
Maggie. Ho mandato una pattuglia, nel caso si facesse vedere. E Donna? Forse lei
sa dove potrebbe essere andato Clark. Maggie annu. La chiamo subito. Infil una
mano in tasca per prendere il cellulare, poi si ferm. Aspetta un attimo disse, illu-
minando di nuovo la foto. Secondo te dove stata scattata? Stride si avvicin per
guardare meglio. Su una spiaggia da queste parti. Probabilmente sulla Punta. Si vede
il lago sullo sfondo. Non siamo lontani da Wisconsin Point, vero?
a pochi chilometri a sud. Maggie infil la fotografia in tasca. Clark mi ha
detto che portava sempre l Mary. Era uno dei suoi posti preferiti. Credi che ci ab-
bia portato anche Finn? E un luogo isolato, poco distante e gli ricorda Mary. Di-
rei che lipotesi pi probabile concluse Stride. Andiamoci subito disse Maggie.
Capitolo 38 Clark trascin il corpo di Finn sulla sabbia, stringendo con una
mano la cintura legata intorno alle caviglie delluomo. Nellaltra mano teneva la maz-
za da baseball. Sobbalzando sul terreno irregolare, Finn riprese i sensi e inizi a di-
menarsi, artigliando il fango. Sputacchi erba e sporcizia e grid. Clark ignor i suoi
lamenti, soffocati dallululato del vento e dal rumore delle onde che si infrangevano
sulla spiaggia, una lunga lingua di sabbia e di alberi. Il cielo riversava torrenti di
pioggia e lo accecava con una serie quasi ininterrotta di lampi. Da qualche parte pro-
veniva lodore di legno bruciato, dove un fulmine aveva colpito un albero. Il tuono
era cos vicino e assordante che Clark sentiva la terra tremare sotto i suoi piedi. Se
avesse creduto in Dio, Clark avrebbe pensato che fosse in collera, ma aveva rinuncia-
to alla fede molti anni prima. Aveva smesso di credere il giorno in cui Mary era finita
in acqua per la prima volta e ne era uscita come il fantasma di ci che era un tempo.
Allora aveva capito che non cera nessun Dio. Nessuna piet. Quella notte, anche
Clark non avrebbe avuto piet. Lasci cadere Finn al centro della spiaggia vuota, nei
pressi di un grosso tronco di legno scolorito da mesi di vagabondaggio sulla
superficie del lago. Una cosa pallida, senza corteccia, punteggiata da tane di insetti
scavate nel legno. Clark afferr Finn sul davanti della camicia e lo poggi di schiena
contro il tronco. Del sangue gli gocciolava dal viso, nei punti in cui aveva sfregato sui
rovi e sui sassi che gli avevano graffiato la pelle, ma la pioggia lo lavava via quasi
istantaneamente. Finn dimenava le caviglie contro la cintura che le teneva immobiliz-
zate, e aveva i muscoli contratti per la paura. Chi sei? chiese Finn. Praticamente
stava gridando, ma la sua voce era ridotta a un sussurro. Hai ucciso mia figlia ri-
spose Clark. Finn guard terrorizzato il suo aguzzino, che appariva grosso quanto un
orso. Vide la durezza su quel volto e in un istante realizz chi fosse Clark e cosa
avesse intenzione di fare. Si stacc dal tronco e strisci via, trascinandosi dietro i pie-
di immobilizzati. Il suo corpo ballonzolava come un pesce sul fondo di una barca. In
due passi Clark gli fu addosso, lo afferr per il colletto della camicia e lo sbatt di
nuovo contro il tronco. Quando Finn fu di nuovo dritto, Clark impugn la mazza
come fosse una lancia e lo colp alla bocca dello stomaco con una tale forza da fargli
sputare sangue e succhi gastrici. Finn cerc di respirare, ma nei suoi polmoni non ce-
ra nulla. Le sue dita strinsero la sabbia in modo spasmodico, mentre lottava per tenta-
re di incamerare un po daria. Sul suo volto le lacrime si mescolarono alla pioggia.
Clark immaginava che avrebbe tratto pi soddisfazione nellinfliggere dolore a Finn,
ma non era cos. Si sentiva senza vita, come lenorme relitto di legno a cui era appog-
giato Finn.
Le onde si infrangevano a meno di dieci metri di distanza, e lacqua arrivava
quasi a bagnargli le scarpe. La spuma formava una cortina bianca, alta quasi quanto
lui. Quando lacqua defluiva verso il lago, sulla sabbia lucida scorse il luccichio del
quarzo. Gli sembr di rivedere Mary da piccola, con i piedini che sguazzavano tra le
pozze e i ruscelletti. Vide lestate baciarle i capelli, sent i suoi gridolini di gioia. Per-
cep la forza delle sue braccia umide mentre lei lo abbracciava. No, pap gli sus-
surr Mary, di nuovo. Con insistenza. Clark si costrinse ad allontanare il suo fanta-
sma. Cerano cose che una bambina non poteva capire. Cerano cose che un padre
doveva fare. Mi dispiace, piccola. Afferr la mazza con entrambe le mani e la tenne
come farebbe un giocatore, stringendo le dita grosse e forti sul legno solcato da vena-
ture. Le labbra di Finn formarono la parola no, ma dal suo petto non usc alcun suo-
no. Clark fece compiere alla mazza un ampio arco e la abbatt sulla spalla di Finn. Le
ossa si spezzarono. I muscoli si lacerarono. Il corpo di Finn si sollev dalla sabbia e
ricadde un metro pi in l. Luomo si rannicchi in posizione fetale. Teneva gli occhi
chiusi e gemeva. Clark continuava a non provare nulla. Era insensibile. Morto. Rac-
colse Finn e lo raddrizz di nuovo. La clavicola delluomo, la cui pelle aveva assunto
una tonalit cadaverica, usc da sotto la pelle come un osso di pollo spezzato a met.
Basta supplic Finn. Ti prego, fermati. Mi dispiace tanto. Non meriti di
vivere. Lo so.
Clark si accovacci a pochi centimetri dal volto di Finn. Ti sei preso tutta la
mia vita. Tutto ci che sono, tutto ci che ho fatto, era per quella ragazzina. Quando
lhai uccisa, io sono morto. Capisci? Sono morto a causa di ci che tu hai fatto. E che
cosera lei per te? Dimmi, che diritto avevi di entrare nella sua vita? Del muco goc-
ciol dal naso di Finn. Le sue labbra presero a tremolare. Non era mia intenzione
farle del male. Mi dispiace che sia morta. Volevo solo parlarle. Non lho mai tocca-
ta. Hai spiato mia figlia dalla finestra disse Clark. Lhai vista nuda? Finn rima-
se in silenzio. Rispondimi! S. Le hai scattato delle foto? S. Che altro?
Altro silenzio. Porca puttana, che altro? Ti sei fatto una sega? E questo che hai fatto
mentre guardavi la mia bambina? S. Oh, Ges, mi dispiace, s. Clark si alz di
nuovo, con una determinazione terribile. No, no, no grid Finn, ma era troppo tar-
di. Clark colp di nuovo, su un lato del ginocchio, e si ud un rumore terribile quando
femore e tibia si frantumarono. Finn si afferr la gamba, come se con quel gesto po-
tesse placare il dolore. Dalla gola emetteva suoni gutturali, animaleschi. Si contorse
sul terreno. Clark trasse.un profondo respiro e si allontan di qualche passo, lascian-
dolo alla merc del vento e della pioggia. Cammin lungo la battigia e lasci che le
onde gli colpissero le gambe, con una forza tale da farlo quasi cadere. Ora
Dio era sicuramente in collera. I lampi erano una luce stroboscopica che gli ba-
lenava sulla faccia e solcava il cielo come un coltello. Finn grid. Uccidimi! Per la-
mor di Dio, uccidimi e falla finita. Clark ud di nuovo la voce di Mary, come se lei
fosse l, accanto a lui, a tirargli il braccio e a richiedere la sua attenzione. No, pap,
no. Mi dispiace, piccola. Nessuna piet. Solo che ora latto di piet sarebbe stato
farla finita. Una volta, con il suo pick-up, aveva investito un grosso cervo, che era
fuggito nel fosso sul lato della strada, agonizzante. Non poteva andarsene e lasciarlo
l a morire lentamente. Disse a Donna di restare a bordo del veicolo e di non guarda-
re. Prese il fucile dal retro e spar in testa al cervo. Un atto di piet. Clark si allontan
dalla battigia, e raggiunse Finn alle spalle. Finn percep la sua presenza ma non ac-
cenn a girarsi. Clark vedeva il petto delluomo gonfiarsi e sgonfiarsi. La testa calva
di Finn era come un melone in equilibrio sul tronco. Clark sapeva che sarebbe bastato
un colpo della mazza per porre fine a tutto. Per porre fine alle loro vite. Un millise-
condo di dolore per porre fine alla sua agonia, a quella di Finn e a quella di Mary.
Fallo e basta grid Finn. Clark strinse le dita intorno allimpugnatura della mazza. I
suoi occhi colsero un neo irregolare sulla nuca di Finn e si concentrarono su di esso.
Il suo bersaglio. Il suo punto sensibile. Caric il colpo e si prepar a sferrarlo.
Capitolo 39 Wisconsin Point era la punta gemella della Minnesota Point, che
separava il Lago Superiore da Allouez Bay con una lingua di terra su cui si infrange-
vano le onde e le tempeste. A differenza della sorella del Minnesota, dove vivevano
Stride e Serena, Wisconsin Point era costituita in gran parte da terreno non edificato,
in certi punti cos stretto che non ci sarebbe stato abbastanza spazio per colare delle
fondamenta. Lunica strada che portava da quella parte era una provinciale chiamata
Moccasin Mike, allestremit sudorientale di Superior. Stride percorse Mocassin
Mike in mezzo alla tempesta a cento chilometri allora, con i tergicristalli in lotta
contro la pioggia battente. La strada era dritta come una freccia, ma piena di cunette e
di dossi. Stride non si accorse di un affossamento del terreno, colmo dacqua, che
fece staccare il veicolo da terra. Lui e Maggie vennero sbalzati dai sedili e quando ri-
caddero Stride espir violentemente, mentre una fitta di dolore gli attraversava la
schiena. Il veicolo cigol nellavvallamento allagato, poi le ruote trovarono presa sul-
lasfalto e lauto risal dallaltro lato, sollevando spruzzi dacqua alle loro spalle.
Procedendo veloce, la Expedition percorse tre chilometri, e manc poco che
Stride superasse la svolta per la Punta. Fren con decisione e controsterz, facendo
ondeggiare la coda dellautomobile, poi acceler di nuovo sullasfalto cosparso di bu-
che come un terreno lunare. Sempreverdi si piegavano sulla strada, e i rami che spor-
gevano venivano troncati dal passaggio di Stride. Gli abbaglianti trafiggevano loscu-
rit, ma lui riusciva solo a distinguere la pioggia argentata e il nero della foresta, fin-
ch il veicolo non usc di colpo dalla vegetazione e si ritrovarono sulla stretta peniso-
la, con la baia che si apriva alla loro sinistra. Una folata di vento scosse la Expedition
e minacci di ribaltarla. Stride rallent. Il tuono era come una scatola di latta percossa
vicino alle sue orecchie. Non mi piace disse. I fulmini sono proprio sulla nostra
testa. Percorsero la strada irregolare per quasi un chilometro, poi Stride vide un ri-
flesso metallico alla luce dei fari. Un pick-up degli anni Novanta era parcheggiato
nellerba alta sul lato destro della strada, accanto al pendio che portava alla spiaggia.
Lauto di Clark. Stride ferm la Expedition di sghimbescio sulla strada e scesero.
Maggie corse subito al pick-up e premette il volto contro il finestrino. vuoto dis-
se. Devono essere alla spiaggia. Chiama i rinforzi. Mentre Maggie gridava istru-
zioni al telefono, Stride estrasse la Glock dalla fondina. Un sentiero fangoso, largo
appena una trentina di centimetri, serpeggiava tra lerba alta e le betulle e conduceva
in cima al pendio. A ogni passo, il terreno bagnato sprofondava sotto i piedi di Stride,
che, a un certo punto dellarrampicata, scivol, cadde in ginocchio e rischi di perde-
re la pistola. Dovette puntellarsi con una mano sul terreno per riuscire a tirarsi su.
Maggie gli era dietro, e imprecava ogni volta che i tacchi le si piantavano nel fango.
Scalci via le scarpe e procedette scalza. Raggiunsero la cima della collina, dove la
spiaggia si allargava sotto di loro. Il lago era un essere vivente, enorme e violento,
che invadeva quella minuscola lingua di terra. Intorno a loro, gli alberi si agitavano
impazziti. I fulmini li inondavano di luce, come il raggio circolare del faro di Supe-
rior che a intervalli diradava le tenebre sullacqua. A un primo sguardo, la spiaggia
pareva vuota. Dove sono? grid Maggie, con le mani a coppa intorno alla bocca.
Non li vedo! Il fulmine colp di nuovo, e Stride indic un punto. Aspetta, eccoli
l! A cinquanta metri di distanza, Clark Biggs e Finn Mathisen erano sui lati opposti
di un gigantesco tronco. Finn era steso a terra in posizione scomposta, con il torso per
met appoggiato allalbero. Clark era in piedi dietro di lui. Quando il lampo successi-
vo illumin la spiaggia, videro che Clark stringeva tra le mani una mazza da baseball
e si preparava a colpire Finn alla testa. Fermo! grid Maggie. Avrebbe potuto an-
che essere muta. Clark non sentiva nulla. Clark! Fermo! Stride punt la pistola ver-
so il cielo e spar un colpo. Il rumore fu forte, ma non era sicuro che avesse superato
quello del vento, della pioggia, del tuono e della risacca. Per pochi, lunghissimi se-
condi, la spiaggia rimase immersa nel buio e loro furono ciechi. Quando
una nuova scarica di luce illumin la scena, Clark era immobile, con la mazza
sollevata sopra la testa, che fissava la sommit della collina. Stride si aspettava che
colpisse Finn, ma luomo esit proprio mentre era sul punto di sferrare il colpo. Finn
era voltato verso di loro. Era vivo. Stride corse gi dal pendio, fino alla striscia di
sabbia e segale selvatica. Super le pozzanghere, tallonato da Maggie, e si ferm a tre
metri dal tronco riverso. Punt la pistola verso terra, ma la tenne in modo che Clark
potesse vederla bene. Guard Finn e vide che era gravemente ferito, con la spalla rot-
ta, la mano sinistra premuta contro il ginocchio disarticolato e il volto contorto in
unespressione di agonia. Si era morso il labbro talmente forte da farlo sanguinare.
Porca puttana mormor Maggie. Poi grid: Clark! Non farlo! Metti gi la
mazza!. Il volto di Clark era duro come la pietra. I suoi occhi erano pozze di tene-
bra. Scosse la testa. Questa la tua vita continu Maggie. Non distruggerla. Mary
non lo vorrebbe. Mary morta rispose Clark. Ascoltami, Clark. So che uomo
sei. Tu non sei un assassino. Finn fece una smorfia e si sollev in parte. Grid a
Clark, che era alle sue spalle: Comportati da uomo e colpiscimi con quella cazzo di
mazza!. Clark serr la presa e pieg i gomiti per caricare il colpo. Stride si alz e al -
lung le braccia, puntando la Glock dritta alla testa di Clark. Il vento era cos forte
che faticava a rimanere immobile. La pioggia gli inzuppava il volto e il resto del cor-
po. Metti gi la mazza, Clark disse Stride.
Non mi ucciderai disse Clark. Non per proteggere una merda come lui.
Giocavano a chi avrebbe ceduto per primo, fissandosi a vicenda. Ti prego, Clark lo
supplic Maggie. Gli occhi di Biggs scattarono verso la donna. Tu sai cosha fatto
questuomo a Mary. Merita di morire. Questo non sta a me o a te deciderlo. La
tempesta scese dalle colline come la carica di un esercito. Il vento sibilava e spingeva
allindietro i loro corpi. Sopra le acque agitate, striature di fulmini laceravano il cielo
intero. Il mondo virava dal nero al bianco e di nuovo al nero. Stride sent nellaria un
forte calo di pressione e temperatura. Stava per arrivare una scarica. Dobbiamo an-
darcene grid Stride a Clark. Qui non siamo al sicuro. Andate, allora. Lasciatemi
in pace. Metti gi la mazza. Non posso farlo. Clark, mi ha chiamato Donna
intervenne Maggie. Non vuole perderti. E spaventata a morte. Clark esit. Ti ama
ancora aggiunse la poliziotta. Fallo! grid Finn. Gli occhi di Clark si fissarono
sulla nuca di Finn, come se potesse vedere la mazza colpire in quel punto. Sentire il
rumore di ossa spezzate. Vedere il sangue e la materia grigia schizzare fuori. Stride
sapeva cosa passava per la testa di quelluomo. Clark voleva sentire di nuovo qualco-
sa. Qualunque cosa. Cos non otterrai ci che vuoi disse Stride. Guardami,
Clark! lo implor Maggie. Ascolta! C una cosa che Donna non ti ha detto. in-
cinta Avrete un altro bambino.
Gli occhi di Clark saettarono via da Finn. Stai mentendo. No. Non pu
essere incinta insistette Clark. E vero. Te lo giuro. Questa la tua seconda possibi-
lit, Clark. Non buttarla via. Stride pens che Clark stesse piangendo, ma con tutta
quella pioggia non poteva esserne sicuro. Mary morta! grid Clark. Qualcuno
deve pagare! S, vero convenne Maggie. Ma non tu. Non ora. Clark arretr di
un passo. La rabbia lo aveva abbandonato. Chin la testa, e il mento scomparve nel-
lincavo del collo. Una mano aveva lasciato la presa sulla mazza e pendeva lungo il
fianco. Le dita dellaltra si aprirono e larma cadde sulla sabbia. Clark indietreggi e
sollev le mani in segno di resa. Sia ringraziato il cielo mormor Stride. Abbass
la pistola. Accanto a lui, Maggie rinfoder la sua arma e si accovacci davanti a Finn.
Clark barcoll verso la battigia. Era a circa cinque metri da loro, immerso nellacqua
fino alle caviglie, con le mani sollevate al cielo. Chiama unambulanza cominci
a dire Stride, ma non riusc a concludere la frase. Il terreno sotto i suoi piedi cominci
di colpo a vibrare, come se ogni granello di sabbia attaccato alla sua pelle umida fos-
se vivo. I capelli e i peli sfidavano la gravit, ritti come soldati sullattenti. La carne
gli formicolava. Avvert sulla lingua un sapore metallico. Stride sapeva ci che stava
per succedere. La morte stava attraversando di corsa il terreno.
Un lampo. Miliardi di ioni in cerca di un ponte per raggiungere il cielo. Un
corpo da usare come ponte. Grid un avvertimento a Maggie, gett a terra la pistola e
si accovacci. Chiuse gli occhi e si tapp le orecchie con una tale forza che il frastuo-
no della tempesta fu risucchiato in un silenzio improvviso, che per non dur a lungo.
Un istante dopo, nel suo cervello esplose il fragore di una bomba, i cui frammenti gli
si conficcavano nella carne e nelle ossa. I suoi piedi si staccarono da terra come se
qualcuno lo avesse scagliato via. Un lampo bianco si fece strada attraverso le palpe-
bre serrate, Stride sent laria fredda liquefarsi e diventare calore. Per ultimo percep
il lezzo di carne bruciata. Si chiese se fosse la sua.
Capitolo 40 Il formicolio nella carne di Stride svan rapido come era venuto.
Era steso a terra, supino, con gli occhi spalancati, e inghiottiva la pioggia che dal cie-
lo gli penetrava in bocca. Intorno a lui, solo silenzio. Niente vento. Niente tuoni. Nes-
sun rumore di onde. Sent la sua voce chiamare Maggie, ma il suono era smorzato,
come se provenisse da qualcuno che si trovava in fondo a un tunnel. Sentiva il rumo-
re che i bambini ascoltano nelle conchiglie. La testa gli pulsava. Aveva gli arti flacci-
di come gelatina. Si tocc la faccia, il petto e le gambe, senza sentirli molli o bruciati.
Le suole delle scarpe erano intatte, non sembrava che lelettricit le avesse sciolte o
fosse riuscita a entrare da qualche punto. I vestiti erano bagnati. Si tocc il collo per
controllare le pulsazioni e sent che il battito era veloce ma regolare. Il fulmine gli era
passato vicino, ma non si era scaricato attraverso il suo corpo. Si sollev sui gomiti, e
la spiaggia prese a vorticare come una giostra. Londa sonora gli aveva fatto perdere
il senso dellequilibrio. Chiuse gli occhi e lasci che il cervello si schiarisse. Quando
cerc di alzarsi in piedi, sent le gambe piegarsi come fossero di gomma e ricadde in
ginocchio sulla sabbia bagnata. Il disorientamento
gli procurava un senso di nausea, e in bocca aveva un sapore di bile. Fece un
nuovo tentativo di alzarsi, e anche se lo stordimento lo fece barcollare, riusc a reg-
gersi in piedi. Percepiva nellaria odore di bruciato. I fulmini continuavano a saettare
nel cielo come lampadine appese sul lago. Ogni lampo gli faceva dolere gli occhi. Si
rese conto che la pioggia che gli aveva inzuppato tutto il corpo era diminuita di inten-
sit. Il vento si era calmato quasi del tutto. Quando fece un passo, il ginocchio cedet-
te. Sent sul braccio il tocco di una mano che lo reggeva. Merda, che male disse
Maggie. Il suono della sua voce sembrava provenire da sottacqua. Gi. Stai
bene? Credo di s rispose Stride. E tu? Ho un mal di testa da record, ma non
credo di essere stata colpita. A pochi metri da loro, Finn gemette. Stride e Maggie si
appoggiarono luno allaltra e camminarono barcollando fino a lasciarsi cadere in gi-
nocchio accanto a lui. Era seduto accanto al tronco, in una pozza dacqua, con le
mani strette a pugno e la testa che ondeggiava ritmicamente avanti e indietro. Aveva
gli occhi chiusi. Un rivolo di sangue gli fuoriusciva dalle orecchie e scorreva lungo la
mandibola. Finn! grid Stride. Gli afferr il volto con entrambe le mani e Finn spa-
lanc gli occhi. La sclera era venata di rosso, le pupille nere e dilatate per il panico.
Riesci a sentirmi? grid Stride, ma la sua voce sembrava provenire da lontano.
Finn, in preda alla confusione e alla paura, cominci a menare pugni. Stride gli affer-
r i polsi nel tentativo di
immobilizzarlo. Il petto delluomo si alzava e si abbassava al ritmo del suo re-
spiro frenetico. Stride gli sent il polso senza rilevare alcuna irregolarit. Esamin ra-
pidamente il corpo di Finn e non trov segni di bruciature, ma era ovvio che i suoi
timpani erano scoppiati quando il tuono era esploso sopra di loro, e Stride sapeva che
il dolore doveva essere insopportabile. Maggie, accanto a lui, si drizz sulle ginoc-
chia. Dov Clark? Stride lanci unocchiata verso il punto dove aveva visto Clark
lultima volta in piedi nellacqua. Luomo era sparito. Scrut tra le ombre nellerba e
lungo la lingua di sabbia, ma non lo vide da nessuna parte. Maggie si alz in piedi,
ancora barcollante. Clark! Stride moll la presa su Finn, che si contorse e strisci
via, trascinandosi con un braccio. Lo sforzo fu eccessivo, e si ferm, ansimando e
sputando pioggia. Stride si alz in piedi e cominci a cercare Clark. Non pensava che
si fosse allontanato, ma era come fosse stato risucchiato in una nuvola. La spiaggia
era deserta. Dove diavolo finito? Maggie indic un punto. Unonda si stava riti-
rando verso il lago e mentre lacqua scivolava via dalla sabbia, Stride vide un corpo
prono sulla battigia, a circa dieci metri dal punto in cui si trovava Clark prima che il
fulmine li colpisse. Era quasi invisibile, unombra pi scura contro la riva nera. Il cor-
po non si mosse quando unaltra onda lo copr sommergendolo completamente. Sca-
valcarono il tronco e iniziarono a correre. Maggie inciamp e cadde di faccia sulla
sabbia. Stride si ferm per aiutarla, ma lei gli fece cenno di andare avanti. Stride cor-
se fino alla riva del lago, dove trov il corpo di Clark, livido. Ogni ondata lo copriva
con una quindicina di centimetri di acqua e schiuma. Stride gli infil
le mani sotto le spalle e lo trascin sulla spiaggia, lontano dalla portata delle
onde. Maggie gli arriv accanto. Oh, mio Dio. Gli abiti di Clark erano lacerati,
come se fossero esplosi. Il suo petto era percorso da una fitta ragnatela di bruciature.
Le scarpe sembravano essersi sciolte sui piedi, e quando Stride controll le suole tro-
v due buchi circolari. I segni del passaggio del fulmine. Erano ancora tiepide. Solle-
v il polso di Clark, freddo e molle, e non rilev alcuna pulsazione. Controll di nuo-
vo sulla carotide ma non sent nulla neppure l. Sollev le palpebre di Clark, e due oc-
chi immobili e privi di vita lo fissarono. Ho un defibrillatore in macchina disse
Stride. Maggie scatt via. Mentalmente Stride calcol il tempo trascorso e concluse
che Clark era stato riverso sulla sabbia, in arresto cardiaco, per almeno cinque minuti.
Troppo. Pieg allindietro la testa delluomo e gli sollev il mento. Apr la bocca di
Clark, gli tapp il naso, e copr quelle labbra fredde con le sue. Espir lentamente per
due volte, e osserv il petto di Clark alzarsi e abbassarsi per laria che entrava e usci-
va dai polmoni. Cambi posizione e punt il palmo della mano destra al centro del
petto di Clark, poi mise la sinistra sopra la destra. Si alz per avere pi forza e spinse
ripetutamente, contando fino a trenta. Quando ebbe finito, indietreggi e riemp i pol-
moni delluomo con altri due lenti respiri, poi premette di nuovo contro la cassa tora-
cica per altre trenta volte. Ripet il procedimento ancora una volta, dimentico di tutto
tranne del trascorrere del tempo. Poi ancora. E ancora. Quando ebbe completato il ci-
clo per la quinta volta, premette due dita contro il collo di Clark. Niente. Lorologio
nella sua testa era ormai arrivato a otto minuti.
Continu a praticargli la respirazione bocca a bocca e quasi non si accorse di
Maggie quando gli arriv accanto con il piccolo kit del defibrillatore. Laudio dello
strumento inizi a recitare istruzioni mentre lei lo preparava. Stride alternava la respi-
razione al massaggio cardiaco. Maggie asciug la pelle di Clark con uno straccio pre-
so dallExpedition, poi gli posizion i due elettrodi del defibrillatore sul petto. Era
protesa sopra il congegno, cercando di ripararlo dalla pioggia. troppo bagnato,
cazzo disse lei. Lo so. Maggie accese il macchinario. Pronto disse. Stride inter-
ruppe il massaggio e tolse le mani dal corpo di Clark. Maggie premette il pulsante
analizza e il defibrillatore misur lattivit cardiaca. La risposta fu scoraggiante.
Nessuna attivit. Non cera nulla da defibrillare. Merda imprec Stride. Control-
l la pulsazione. Ancora niente. Si pieg di nuovo e applic altri numerosi cicli di re-
spirazione bocca a bocca, poi indietreggi e Maggie premette ancora una volta il pul-
sante. Nessuna attivit. Erano passati dieci minuti. Stride prov ancora. E ancora. E
ancora. Due minuti dopo, ancora nessuna pulsazione. Nessuna attivit cardiaca. Nien-
te che il defibrillatore potesse sistemare. Picchi sul petto di Clark con i pugni, sem-
pre pi forte e pi veloce, poi sent la voce di Maggie, come se provenisse dal fondo
di una galleria del vento. Capo. Cont fino a trenta. Cont fino a due. Cont fino a
trenta. Cont fino a due. Jonathan, finita. La mano di Maggie gli strinse la spalla
in modo gentile ma deciso. Verso met dellultima serie di pressioni toraciche, Stride
si era finalmente fermato e si era seduto sui talloni, con le braccia abbandonate lungo
i fianchi. A malapena riusciva a sollevarle. Aveva capito da subito che Clark era mor-
to, che il fulmine aveva fermato il suo cuore, ma fu solo quando si arrese, quando non
gli restava pi nulla da fare, che la realt gli fu evidente. Chin la testa contro il petto.
Dove cazzo lambulanza? Non avrebbe fatto alcuna differenza, capo. Hai fatto
tutto il possibile. Stride sapeva che era vero. Fiss il cadavere e richiuse le palpebre
delluomo. Ora Clark sembrava in pace, libero dalle sue angosce. Stride si alz lenta-
mente. I muscoli bagnati e freddi gli dolevano. Ludito gli stava tornando, e sent il
debole gemito delle sirene della polizia avvicinarsi. La tempesta si era spostata verso
est, e ora i fuochi dartificio erano sopra il lago. Le ultime gocce di pioggia gli bagna-
rono la pelle. Laria adesso era calda e umida, e i vestiti gli si appiccicarono addosso.
Sent il bisogno di allontanarsi da l. Vado a vedere come sta Finn disse. Maggie
annu. Sulla spiaggia, Stride vide Finn avanzare carponi sulla sabbia, scostando lerba
alta con il braccio sano. Sembrava un granchio a cui avevano strappato una chela.
Stride inclin la testa, confuso, e mosse qualche passo incerto in direzione delluomo.
Cosa sta facendo? Maggie lo guard. Non lo so. Finn! chiam Stride, ma luo-
mo non poteva sentirlo. Stride, pervaso da un inspiegabile senso di disagio, si diresse
a passi rapidi verso il tronco. Maggie era rimasta accanto al corpo di Clark.
Finn! Pur senza sentirlo, Finn percep Stride farsi pi vicino. I loro occhi si
incrociarono sulla spiaggia buia, e una muta ostilit pass tra loro. Con movimenti
frenetici, Finn torn a rivolgere la propria attenzione al terreno intorno al gigantesco
tronco. Stride di colpo cap. Percep la mancanza di peso sotto la spalla e, quando si
tocc il petto, si accorse che nella fondina non cera pi la Glock. Prima che il fulmi-
ne colpisse, aveva sotterrato la pistola nella sabbia. Proprio nel punto dove Finn stava
frugando. Stride si mise a correre. Prima che potesse scavalcare il tronco, il braccio
sinistro di Finn emerse dalla sabbia impugnando la pistola. Strinse la presa intorno al-
limpugnatura e infil lindice davanti al grilletto, poi la punt verso il tenente, a cir-
ca tre metri da lui. Stride si ferm e alz le mani. Le sirene erano ormai vicine. Le
auto della polizia stavano percorrendo la strada della Punta. Abbassa larma, Finn.
Finn lo ignor, continuando a tenere la canna della pistola rivolta verso di lui. Stride
sent un vecchio, intenso dolore risvegliarsi nella spalla. Era una ferita apertasi anni
prima, quando un proiettile aveva penetrato la carne e i muscoli, scagliandolo a terra.
Un proiettile sparato dalla pistola di Ray Wallace. Stride guard Finn, e vide il volto
di Ray Wallace, la stessa agonia, la stessa disperazione, lo stesso proposito. Erano en-
trambi uomini che non avevano pi nulla da perdere. Non farlo, Finn. Stride accen-
n un passo in avanti, Finn scatt e agit la pistola per fermarlo. I suoi movimenti
erano impacciati. Stride studi lindice di Finn, preoccupato che
potesse tremare sul grilletto e far partire un colpo. Si spost di lato, ma il brac-
cio di Finn lo segu. Abbassala ripet Stride, rivolgendo il palmo della mano verso
terra. Finn sollev la canna, indicandogli di allontanarsi. Si fissarono proprio come
era successo tra lui e Ray. Una situazione di stallo, con in mezzo la canna di una pi-
stola. Stride pens a Ray, caduto in disgrazia per mano del suo protetto. Ray, che nel-
la sua mente aveva lasciato un ricordo di ossa, capelli, sangue e cervello schizzati
lungo il corridoio bianco. Ray, il suo migliore amico. Ray, che aveva premuto il gril-
letto. Stride ricord a se stesso che questo era Finn, non Ray. Lo stallo poteva anche
finire nel modo giusto, ma restava poco tempo. Sent Maggie che lo chiamava, non
era lontana. Dietro la spalla di Finn, vide il luccichio dei lampeggiatori rossi di una
volante. Presto i poliziotti si sarebbero riversati dalla collina. Sarebbero arrivati ad-
dosso a Finn come un branco di lupi. Spaventandolo. Spingendolo a sparare. Mag-
gie, stai indietro grid Stride, sperando che lei riuscisse a sentirlo. Finn indietreggi.
La sua testa era imperlata di gocce di pioggia e sudore. Gli occhi saettavano in tutte le
direzioni. Stride vide lansia delluomo impennarsi come lago di un manometro.
Calmati gli disse, con voce ferma e tranquilla. Va tutto bene. Alle spalle di Finn,
Stride vide due sagome salire in cima a una duna e poi scendere sulla sabbia, tra ler-
ba alta. Poliziotti. Con le dita aperte e le braccia gi alzate, Stride sollev una mano
pi in alto dellaltra, sperando che i due comprendessero il suo messaggio. Fermate-
vi.
Una delle due figure interpret il segnale e si ferm, ma laltra continu ad
avanzare. Lombra che si era fermata grid: Aspetti!. Stride riconobbe la voce del-
la poliziotta di Superior che avevano incontrato prima. Riconobbe anche laltra don-
na, che ignor lavvertimento e corse verso Finn, gridando il suo nome. Era Rikke.
Non pu sentirti le url Stride. Poi aggiunse: E armato. Rikke si ferm a met
strada. Era dietro Finn, a poco pi di cinque metri da lui. Indossava una camicia bian-
ca abbottonata male e pantaloncini blu. Le sue gambe, un tempo snelle, erano tarchia-
te come tronchi dalbero. Finn! grid, ma suo fratello non reag. Stride fece cenno
a Finn di voltarsi, indicando Rikke. Finn non si mosse, allora lui fece due passi indie-
tro, per tranquillizzarlo, poi ripet il cenno. Finalmente, con un brusco movimento
della testa, Finn si gir e vide sua sorella. Nessuno faccia nulla ordin Stride. Finn
mosse la canna della pistola a sinistra, e Stride comprese. Finn voleva che lui e Rikke
fossero entrambi nella sua visuale. Consider lipotesi di non muoversi, poi fece lenti
passi laterali lungo la spiaggia fino a raggiungere un punto dove Finn potesse vederli
entrambi senza dover girare la testa. Rikke teneva lo sguardo fisso sul fratello. Fece
un passo verso di lui, ma Finn sollev di scatto la Glock e se la punt alla tempia. Il
dito indice era teso sul grilletto. Calma la esort Stride. La cosa tra me e lui, te-
nente disse Rikke. Fece un altro passo, e Finn scosse la testa con violenza, premen-
do ancora di pi la pistola contro la tempia.
Fa sul serio la ammon Stride. So io di cosa ha bisogno ribatt Rikke. Pre-
se con due dita il primo bottone della camicia e lo slacci. Finn osserv quel movi-
mento con occhi sbarrati. Rikke slacci un altro bottone e separ i lembi della cami-
cia, scoprendo una V di pelle bianca. Finn inspir dal naso. Tutto il suo corpo fu per-
corso da un fremito. Spalanc la bocca e lentamente allontan la pistola dalla testa.
Mi dispiace per quello che ci ha fatto gli disse sua sorella. Mi dispiace per quello
che siamo diventati. Rikke slacci anche gli altri bottoni, lasciando penzolare i due
lembi, poi fece scivolare a terra la camicia. La pancia sporgeva sopra la cintura degli
shorts. Il seno sinistro pendeva come un palloncino, mezzo sgonfio, il capezzolo piat-
to e color rosa pallido. Dellaltro seno restava solo un intrico di cicatrici rugose. Rik-
ke cadde in ginocchio e spalanc le braccia, invitando Finn ad avvicinarsi alla sua
pelle nuda. Stava piangendo. Anche il fratello piangeva. Finn gemette come un gatti-
no intrappolato e si mosse verso di lei, con la pistola ancora puntata alla tempia. Era-
no quasi giunti a contatto quando Finn ebbe uno spasmo involontario. Il suo dito tir
il grilletto. Il suo sguardo si fece vitreo. Il proiettile gli trapass il cervello. Fuoco e
frastuono invasero la spiaggia. Rikke gemette, e Stride vide un ultimo flashback del
volto di Ray Wallace prima di tornare al presente, dove il corpo di Finn cadde in
avanti, privo di vita e finalmente libero.
Parte Quinta VERTIGINI Capitolo 41 Serena se ne stava in disparte dal gruppo
di persone che partecipavano al funerale di Finn Mathisen nel cimitero di Riverside.
Si strinse nel trench, mentre il vento le agitava i capelli neri intorno al volto. Si trova-
vano oltre il confine meridionale di Superior, molto oltre i binari della ferrovia e i de-
positi di rifiuti, tra campi in pendenza punteggiati da pini i cui rami erano rivolti al
cielo grigio come angeli in preghiera. Lacqua di un torrente gorgogliava sui ciottoli,
accanto al sentiero. Il prato era rigoglioso e ben curato. Lei era su un pendio boscoso,
a una quindicina di metri dalla cerimonia, accanto a una delle lapidi di marmo pi
grandi. Non erano venuti in molti a piangere Finn. Una dozzina di persone in tutto.
Rikke era dritta come un fuso, con una maschera austera dipinta sul volto. Tutti si te-
nevano a debita distanza da lei. Serena non riconobbe nessuno, a parte Jonny, Maggie
e Tish raccolti in un crocchio. Sapeva che avrebbe dovuto essere al fianco di Jonny,
ma non aveva mai conosciuto Finn n Rikke e non voleva intromettersi nel dolore di
nessuno. La verit era che cos aveva una comoda scusa per starsene in disparte. Le
piacevano i cimiteri ma odiava i funerali. La morte non la infastidiva, ma detestava
latto del morire. Se qualcosa doveva finire, voleva che finisse e basta. Ud dei passi
alle sue spalle e si sorprese di vedere Peter Stanhope. La chioma di capelli grigi del-
lavvocato era quasi immobile nonostante il vento. Sul labbro aveva una cicatrice ar-
rossata. Non mi aspettavo di vederla qui disse Serena. Peter le and accanto senza
mostrare lintenzione di volersi avvicinare al funerale. In qualche modo mi sento re-
sponsabile. Perch? Perch ho incaricato lei di scoprire cosa nascondeva Finn, e
ora lui morto. Non si senta in colpa lo rassicur Serena. Probabilmente ora
Finn sta meglio. Questo vero. Serena si volt e i loro sguardi si incrociarono.
Questo non significa che lei ne esce con la coscienza pulita, Peter. C ancora la fac-
cenda di Laura e di quello che lei le ha fatto. Intende le lettere minatorie? Le ho gi
detto che ero un ragazzino rozzo e stupido. Non parli come un bambino che ha ru-
bato la gomma da masticare dal negozio sotto casa. Ha cercato di violentare quella ra-
gazza. Peter si sfreg la ferita sul labbro. Quindi cos? Ha deciso che sono un
mostro? Non so che cosa sia lei. E questo significa che non pu lavorare per
me? chiese. Rifiuta il lavoro che le offro per un errore che ho commesso da adole-
scente? Serena sollev lo sguardo verso il profilo degli alberi, che assomigliavano a
nettabottiglie spinosi. Sent un mormorio di voci gravi provenire dai pressi della
tomba. Mi dispiace. Non importa se successo ieri o nel 1977. La risposta
no. Si tenga il suo lavoro, Peter. Io non lo voglio. Cos rinuncia a un bel po di sol -
di. Non si tratta di soldi rispose Serena. Credevo fosse diversa. Mi aspettavo di
pi da lei. Serena fece spallucce. Be, non permetta che il mio rifiuto rovini il suo
gran giorno. Cosa vuole dire? Questa la sua festa dellindipendenza disse Se-
rena. Ora che Finn morto, il caso di Laura muore con lui. Peter annu. S, certo,
ora nessuno potr pi accusarmi. Ma resta il fatto che io non ho ucciso nessuno.
No? la voce di Serena tradiva il sospetto. Sta diventando paranoica come Tish
disse Peter. Persino suo padre non le credeva, Peter ribatt Serena. Lespressione
dellavvocato si rabbui. Non mai stato il mio pi grande ammiratore. Dissi a Ran-
dall che non lavevo uccisa io, ma lui sapeva cosa era successo tra me e Laura sul
campo da softball. Forse ha pensato che mentissi. O forse voleva solo proteggere il
nome degli Stanhope. Comunque, non importa. La cosa pi facile per Stride, Pat
Burns e tutti gli abitanti di Duluth credere che sia stato Finn a uccidere Laura a col-
pi di mazza. Proprio come nel 1977 la cosa pi facile fu convincersi che lassassino
era stato Dada. Crediamo a tutto ci che ci fa sentire al sicuro. Non ha paura di
quello che Tish scriver nel suo libro? domand Serena. Peter studi Tish, in piedi
accanto a Stride, vicino alla bara di legno. Lei sembr percepire il suo sguardo sulla
schiena, perch si volt e vide Serena e Peter in
cima alla collinetta. Pieg le labbra in unespressione di disapprovazione.
Tish pu scrivere quello che le pare disse Peter. Non mi interessa. A volte la spie-
gazione pi semplice quella giusta, Serena. Finn era innamorato di Laura, e Laura
non lo voleva. Cos lui decise che lei non sarebbe stata di nessun altro. Per certe
persone ritengono che anche lei la pensasse allo stesso modo controbatt Serena.
Pu darsi, ma il grosso errore di Laura non stato dire di no a me. Allora qual
stato? Permettere a Rikke di impelagarla con Finn. Equivaleva a comprare un bi-
glietto per la casa degli orrori. Fece un cenno verso la sorella di Finn, che era in pie-
di con una mano poggiata sulla bara, ma con gli occhi fissi su Tish. Serena lesse la
rabbia sul volto teso della donna. I suoi occhi non si staccarono mai da Tish, che pre-
feriva guardare a terra, piuttosto che sostenere il suo sguardo. Finn e Rikke erano
una strana famiglia convenne Serena. Ha ragione, ma non si dimentichi di una
cosa disse Peter. Cosa? Che nel 1977, Laura passava molto tempo con quella fa-
miglia.
Capitolo 42 Stride e Serena erano alla testa del corteo di auto che lasciava il ci-
mitero. Si diressero a nord, sulla Tower Avenue e svoltarono nel parcheggio di una li-
breria-caff dove si fermavano spesso a mangiare qualcosa quando si trovavano sul
lato orientale dei porti gemelli. Maggie e Tish li seguirono. Entrarono insieme nel lo-
cale, dove laria odorava di noce moscata e mirtilli. Amanda, la proprietaria, rivolse
loro un cenno di saluto e si allontan dagli scaffali pieni di libri per abbracciare Stri-
de. Si sedettero a un tavolo accanto alla finestra. Stride poggi la testa al muro. Il cie-
lo dietro il vetro era grigio e rosso scuro. Il crepuscolo stava rapidamente cedendo il
passo alla notte. Cosa prendete? chiese Maggie. Stride fece spallucce. Per me un
caff. Tu, capo? Un semplice e banale caff? Ti facevo pi uno da cappuccino cal-
do con molta schiuma e frittelle di mele. Stride la fulmin con lo sguardo. Per te,
Serena? chiese Maggie. Prendi un chat con me? Mi piacerebbe ma meglio di
no. Per me una bottiglietta dacqua.
Maggie fece roteare gli occhi. Tish? Niente, grazie. Devo essere allaero-
porto tra poco. Maggie sospir e and alla cassa. Fece le ordinazioni e and al ban-
cone dei libri per chiacchierare con Amanda. Come procede il libro? chiese Serena
a Tish. quasi finito. Tish si tir nervosamente le maniche della camicetta bor-
deaux. Aveva i capelli raccolti allindietro e fissati con una molletta. Parti stasera?
Tish annu. Ho la valigia in macchina. Immagino che sarete entrambi felici di veder-
mi partire. Stride e Serena non dissero nulla. Quando sono venuta qui, non ho pen-
sato alle possibili conseguenze prosegu Tish. Sono stata uningenua. Avrei dovuto
ascoltarvi. Attese, ma il silenzio si fece pesante. So che ti senti in colpa per Clark
Biggs disse a Stride. E anche per Finn. Non credo proprio che tu sappia come mi
sento rispose Stride. Vide la barista poggiare le loro consumazioni sul bancone,
and a prendere la sua tazza di caff e la bottiglietta dacqua di Serena, poi torn a
sedersi. Bevve un sorso di caff bollente. Alle spalle di Tish, not del movimento nel-
lingresso e si sorprese di vedere entrare nel locale Rikke Mathisen. La donna li rico-
nobbe e li fiss con uno sguardo carico di veleno, poi spar dietro una fila di biografie
nella zona libreria. Rimasero seduti in silenzio. Forse meglio che vada disse infi-
ne Tish. Stride alz le spalle. Allora vai. So che dai la colpa a me. Lho capito.
No che non hai capito. Allora spiegati. Stride pos la tazza di caff e si
chin in avanti, appoggiando i gomiti sul tavolo. Vuoi sapere se credo che le cose
sarebbero andate diversamente se tu fossi stata sincera con me? Si. Vuoi sapere se
credo che le cose sarebbero andate diversamente se tu ti fossi fatta avanti quando
Laura fu assassinata? S. Ma non posso saperlo per certo. La verit che non sapevo
che centrasse Finn finch tu non sei arrivata in citt. Ero alloscuro dellomicidio di
sua madre. Lui era malato, disperato. Una combinazione del genere facile che porti
alla morte di qualcuno. Quindi no, non do a te la colpa per quello che successo a
Finn. E Clark Biggs? Una vera tragedia, ma non lho portato io su quella spiaggia. N
tu. Tish incroci le braccia. Allora cosa c? Oh, andiamo, Tish mormor Sere-
na. Tish la guard e cap. Cindy. Vorrei sapere perch non mi ha mai parlato di
te disse Stride. Mi dispiace. Non so che altro dire. Stride aggrott le ciglia e guar-
d il cielo notturno. Merito qualcosa di pi di questo. Lo so. Stride vide la ten-
sione sul volto di Tish. Ascolta, per favore non incolpare Cindy. Incolpa me. Quan-
do ci siamo riavvicinate, sono stata io a chiederle di non parlarti di me. Sapevo che
avresti scoperto che quella notte ero a Duluth. Cindy non voleva tacerti delle cose,
ma tu non eri solo suo marito. Eri un poliziotto. Non avrebbe potuto chiederti di far
finta di niente, se tu avessi scoperto qualcosa. Ti saresti presentato alla mia porta il
giorno dopo, e io non ero pronta per questo. Era qualcosa che avevo bisogno di gesti-
re con i miei tempi.
Tutto qui? Tutto qui. Tish afferr la borsa e si alz. Devo proprio andare
allaeroporto. Ti sono grata, Jon. Avresti potuto tagliarmi fuori, e ti avrei capito se
avessi deciso di farlo. Si gir per andare alla porta, Stride si alz e la segu. Teneva
le mani in tasca. Laccompagn fino alla porta e gliela apr. Una brezza calda si river-
s nel locale. Siamo soli disse Stride. C altro che vuoi dirmi? Nulla rispose.
Sicura? Sicura. Stride si accigli. Addio Tish. Lei si avvicin di un passo. I
suoi occhi gli ricordarono di nuovo quelli di Cindy. Gli fece una carezza delicata sul
volto. Sai che Cindy ti amava, vero? Certo. Allora nientaltro ha importanza,
no? Impacciata, Tish si volt e si diresse verso lauto. Stride lasci che la porta si ri-
chiudesse e torn allinterno del locale. Serena lo guardava, ma lui non torn al tavo-
lo. Invece, vag distratto tra le corsie della libreria, allungando di tanto in tanto una
mano a toccare la costa di qualche libro senza vederla davvero. Cerc di capire cosa
stesse provando e concluse che era un senso di perdita. Si ricord di aver detto a Tish
che lunica cosa che temeva dalla vita erano le conclusioni, e in questo momento sta-
va chiudendo una porta della propria anima. Forse, in un certo senso, avrebbe voluto
che lomicidio di Laura restasse irrisolto. Finch il caso fosse stato presente, anche
Cindy avrebbe continuato a esserlo. Lei sarebbe rimasta giovane. Loro amanti alle
prime armi. Ray un poliziotto incorruttibile. La vita un mistero. Ora che aveva trova-
to le risposte, queste non erano riuscite a fargli trovare la pace. Lo avevano solo la-
sciato a piangere per unaltra fine. O cera dellaltro? Gett unocchiata a Rikke, vici-
no allingresso del negozio. Lei lo fiss con aria di sfida prima di uscire. Stride gir
langolo e si ritrov faccia a faccia con Maggie e Amanda, che sfogliavano un libro
su come allevare i bambini. Maggie alz lo sguardo e colse al volo lespressione sul
suo volto. Stai bene? chiese. Stride fece spallucce e scosse la testa. Maggie gli
strinse un braccio. Lui indic il libro che lei aveva in mano. Che cos? Maggie si
scambi unocchiata di intesa con Amanda. Credi che dovrei dirglielo? Amanda
rise. Be, perch no. Okay. Maggie guard Stride. Ho deciso di andare fino in
fondo con la storia delladozione. Non importa quanto sar dura. Voglio un bambi-
no. Stride sorrise. Sono felice per te, Mags, davvero. Spero solo che sia un ma-
schio. Come mai? chiese lui. Stai scherzando? Io e una bambina? Quella pove-
retta resterebbe rovinata per tutta la vita, con una madre come me. Non potrei mai
farle una cosa del genere. Amanda fece roteare lo sguardo. Lui un uomo, mia
cara disse con un tono carico di simulata esasperazione. Non capisce la maledizio-
ne che noi donne dobbiamo sopportare e che trasmettiamo alle nostre figlie. Male-
dizione?
Maggie allarg le braccia, come se la risposta fosse ovvia. Prima o poi, siamo
tutte destinate a diventare come le nostre madri gli sussurr Amanda in un orecchio.
Stride sbuff e decise che in quella conversazione non cera posto per un uomo. Si
gir per lasciare che Maggie e Amanda continuassero a parlare di madri e figlie, poi
si ferm di colpo. Si volt di scatto, facendole sobbalzare. Cosa avete detto? Tish
si sciolse la coda di cavallo, lasciando che il vento le agitasse i capelli biondi. La bor-
sa di pelle le pendeva da una spalla. Era arrabbiata con se stessa e si sentiva in colpa
per essersene andata. Guard landirivieni di macchine e per poco non torn nel ne-
gozio. Aveva la lettera di Cindy nella borsa, e sapeva che avrebbe dovuto darla a Stri-
de. Lo doveva sia a lui sia a Cindy, ma si sentiva come sul bordo di un ponte, paraliz-
zata nel guardare in basso. Non riusciva ad affrontare la verit. Apr la portiera del-
lauto e sal. Gett la borsa sul sedile del passeggero e infil la chiave nel cruscotto,
ma rimase seduta immobile, senza mettere in moto, lottando con la scelta di restare o
andare via. Sapeva che se fosse andata allaeroporto e salita sul volo per Minneapolis,
non sarebbe pi tornata a Duluth. Mai pi. Forse venire l era stato un tremendo erro-
re. Tish gir la chiave e avvi il motore. Ingran la retromarcia e indietreggi, ma ud
un rumore metallico sullasfalto e sent la macchina sbandare, come se stesse sobbal-
zando su qualcosa di pesante. Si ferm, spense il motore e scese, lasciando aperta la
portiera. And davanti
allauto e imprec: alla luce dei fari vide che la gomma anteriore destra era a
terra. Oh, merda mormor. Si abbass sui calcagni e guard lorologio. Non aveva
mai cambiato una gomma in vita sua, e non sapeva se nei paraggi ci fosse una stazio-
ne di servizio. La soluzione era ovvia. Andare da Stride. Esit un istante, visto che gli
aveva appena chiuso la porta in faccia. Poi si alz, si volt e grid di spavento. Alle
sue spalle cera Rikke Mathisen, cos vicina che i loro corpi quasi si toccavano.
Qualche problema? chiese Rikke. Tish si fece indietro per avere un po di spazio.
Ho forato rispose. Rikke era pi alta di lei di quasi una testa. I suoi occhi scattaro-
no verso lo pneumatico sgonfio, e il suo volto rimase impassibile. Devi andare da
qualche parte? Allaeroporto. Lasci la citt? Tish annu. Ti ci porto io si offr
Rikke. Metti le valigie nella mia macchina. Tish accenn un sorriso. Non neces-
sario. Posso far cambiare la gomma. Cos avremo unoccasione per fare due chiac-
chiere disse Rikke. Non credi che dovremmo parlare, Tish? Tish si sfreg gli
avambracci. Aveva freddo. S, ma questa una macchina a noleggio. Non posso
mica lasciarla qui. Questa non una grande citt. Puoi chiamare la compagnia di
noleggio. Manderanno qualcuno a ritirarla.
I miei amici sono dentro insistette Tish, guardando lingresso della libreria e
provando limprovviso desiderio di vedere il volto di Stride. Sicuramente uno di
loro potr darmi un passaggio. Probabilmente tu ora preferisci startene da sola. Ho
detto che ti accompagno io. Andiamo. Tish esit ancora un secondo. Rikke era in
collera per la morte di suo fratello, e se voleva la possibilit di sfogare la sua amarez-
za contro di lei, che lo facesse pure. A Tish non importava. In un certo senso, se lo
meritava. Certo, daccordo assenti alla fine. Perch no? Prese la borsa, spense le
luci della Civic e apr il bagagliaio. Prese la valigia e la trasfer nellImpala scura di
Rikke, parcheggiata l accanto. La donna non si mosse per aiutarla. Aspett che Tish
avesse chiuso il bagagliaio, poi sal al volante e mise in moto. Anche Tish sal a bor-
do e fece per mettersi la cintura di sicurezza. La cinghia era rotta. Scusa, un pezzo
che devo farla aggiustare disse Rikke. Uscirono dal parcheggio, lasciandosi alle
spalle la Civic di Tish. Che ponte vuoi che prenda? chiese Rikke. Il pi basso ri-
spose Tish. Soffro di vertigini.
Capitolo 43 Stride si chin verso Maggie e Serena sul tavolo del bar. Come
ha fatto Finn a tornare a casa? chiese. Maggie bevve un sorso di t dalla sua tazza
color panna e inarc un sopracciglio. Di cosa stai parlando? La sera in cui fu ucci-
sa Laura, Finn era nel parco a spiarla. Come ha fatto a tornare a casa a Superior? Se-
rena si strinse nelle spalle. In macchina. Si, peccato che Rikke non permettesse
mai a Finn di guidare disse Stride. Be, Rikke ha giurato che Finn non era in quel
parco, ma sappiamo tutti che invece cera andato. Quindi avr avuto di sicuro una
macchina. O forse Rikke andata a prenderlo disse Stride. Subito dopo averlo
detto a voce alta, cap come erano andate le cose. Dopo il commento a cuor leggero
di Amanda sulle madri e le figlie, Stride si era ritrovato a considerare le circostanze
della morte di Laura da una prospettiva completamente nuova. In un caso che aveva
gi troppi sospetti, aveva trascurato unaltra persona che quella notte doveva trovarsi
nel parco. Questo cambia davvero la nostra teoria? chiese Serena.
Se Rikke andata a prenderlo, significa che ha sempre sospettato che Finn
avesse ucciso Laura. Ha mentito per fornirgli un alibi. Stride si fece indietro sulla
sedia. Anche io la pensavo cos, ma funziona in entrambi i sensi. Fornendo un alibi
a Finn, ne ha creato uno anche per se stessa. Maggie scosse la testa. Cosa vuoi dire,
capo? Dico che se Rikke andata al parco per prendere Finn, forse incappata nel-
la mazza da baseball sul campo. O forse lha trovata Elvis Presley sugger Mag-
gie. Forse era cos sconvolto per aver ucciso Laura che stato per questo che un
mese dopo si fatto una overdose. Stride annu. S, forse sono solo mie fantasie,
ma le impronte di Finn non sono sulla mazza. Ci sono quelle di Peter, Dada e Cindy,
ma non quelle di Finn. Se lui lha uccisa, perch non abbiamo trovato le sue impron-
te? Invece, ce ne sono altre che non riusciamo a identificare. Perch Rikke avrebbe
dovuto uccidere Laura? chiese Maggie. Dipende da come stavano davvero le cose
tra loro disse Stride. Amanda ha detto che prima o poi ogni figlia diventa come la
propria madre. Succede in tutti i rapporti in cui ci sono degli abusi, giusto? Labuso
genera un altro abuso. Rikke ha ammesso che sua madre la molestava sessualmente.
La domanda , Rikke ha seguito i passi di sua madre ed diventata lei stessa una mo-
lestatrice? Credi che Rikke e Laura avessero una relazione sessuale? Non im-
possibile. Laura trascorreva molto tempo da loro nel periodo in cui lottava con la pro-
pria sessualit. Dopo la rottura con Tish, forse si sentiva confusa e
vulnerabile e aveva bisogno di qualcuno con cui confidarsi. Cos and a chie-
dere aiuto alla sua insegnante preferita. E se Rikke avesse approfittato della sua fidu-
cia? Sappiamo che in seguito Rikke fu espulsa dal corpo insegnanti per aver avuto
una relazione con uno studente. Abbiamo sempre detto che Finn era pazzo di gelosia
per la relazione tra Laura e Tish, ma forse abbiamo interpretato la cosa dal lato sba-
gliato. Forse era Rikke a essere gelosa. Maggie ci pens su un po, poi scosse la te-
sta. Anche se Rikke avesse sedotto Laura, perch avrebbe dovuto ucciderla? Se
era davvero una molestatrice compulsiva, non possiamo sapere come avrebbe reagito
una volta scoperto che Laura voleva scappare rispose Stride. Si parla di una coppia
di fratelli cresciuti in un ambiente di violenza e incesto. Sappiamo quali effetti questa
situazione ha avuto su Finn. Credi che Rikke non abbia i suoi demoni? Per sap-
piamo che Finn quello capace di uccidere disse Maggie. Stride si figur una fatto-
ria isolata nel Nord Dakota, una luce fioca in mezzo a chilometri e chilometri di cam-
pi bui. Era come stare sulla luna, aveva detto Rikke. Il suo sguardo si indur. Aspetta
un attimo, ne siamo sicuri? Maggie apr la bocca per protestare, poi la richiuse.
Porca puttana intervenne Serena. No che non lo siamo. Voglio parlare con Rik-
ke disse Stride, alzandosi. Voglio confrontare le sue impronte con quelle sullarma
del delitto, e voglio sapere con esattezza cosa succedeva in quella casa. Si guard
intorno nella libreria. E ancora qui?
Serena scosse la testa. uscita subito dopo Tish. Lho vista io. Va bene,
vediamo di trovarla disse Stride. I tre si diressero alluscita. Nel parcheggio, Stride
gir a sinistra sul marciapiede verso la sua Expedition, parcheggiata accanto alla
Avalanche di Maggie, ma si ferm quando Serena gli mise una mano sulla spalla, in-
dicando unauto. Jonny disse. Quella la macchina di Tish. Stride riconobbe la
Civic dallaltra parte del parcheggio e si accorse subito dellinclinazione anomala do-
vuta alla gomma sgonfia. Si accigli mentre esaminava il resto del parcheggio. Do-
v Tish? chiese. Maggie corse alla Civic e si inginocchi per esaminare lo pneuma-
tico con una piccola torcia agganciata al portachiavi. E stato tagliato disse. Stride
guard Serena. Rikke. Il Blatnik Bridge incombeva davanti a loro oltre la curva
della superstrada, le arcate illuminate da file sfuocate di luci bianche. Tish inizi a
sentirsi nervosa a mano a mano che si avvicinavano alla campata, prevedendo la sca-
rica di paura che le avrebbe bloccato la pancia durante la traversata. Avrebbe voluto
distogliere lo sguardo, ma non ci riusciva: al contrario, fissava lacciaio come fosse
un mostro marino con la gigantesca schiena inarcata sullacqua. La sua tensione era
palese. Qualcosa non va? chiese Rikke, in tono gelido. No, che i ponti mi fanno
paura rispose Tish. Dai finestrini aperti entrava un forte vento che scuoteva lauto.
Salirono verso la sommit del ponte, e lintreccio di cavi di acciaio si alz sopra di
loro come i binari di un ottovolante. Rikke guidava lentamente. Le
auto dietro di loro illuminavano labitacolo con i fari prima di sorpassarle a si-
nistra a quasi il doppio della velocit. Su entrambi i lati, molti metri sotto di loro, le
luci della zona industriale punteggiavano il terreno, e una macchia scura era tutto
quello che si poteva vedere del canale della baia di Superior. Tish strinse forte le
braccia al petto. Aveva laffanno. Rikke si allung e le pos una mano calda sulla co-
scia. Tish sussult. Il panorama splendido disse Rikke. Dovresti guardarlo.
Non voglio vedere. Rikke rallent ancora di pi mentre salivano verso lalto. Tish
aveva le mani sudate, e un braccio ebbe un breve spasmo. Non possiamo andare pi
in fretta? chiese. No, mi piace molto questo punto disse Rikke. A volte penso
che il modo migliore per morire sia proprio lasciarsi cadere da un ponte. Non dire
cos, mi fai paura. La macchina accost a destra, sollevando del ghiaino. Tish guar-
d il nastro di cemento alto circa un metro che percorreva tutta la lunghezza del pon-
te. Quellunica barriera tra lauto e una caduta di trenta metri verso lacqua era a po-
chi centimetri dal suo finestrino. difficile non pensare alla morte quando sai che
stai morendo disse Rikke. Morendo? Rikke annu lentamente. I dottori mi hanno
detto che il cancro tornato. Ha formato delle metastasi, come dicono loro. Che brut-
ta parola. Mi restano pochi mesi. Mi dispiace disse Tish. Quindi, di fatto mi tro-
vo a dover compiere una
scelta. Una morte rapida e indolore o una lenta e dolorosa. Tu cosa faresti?
Non lo so. La mano di Rikke si strinse sulla sua coscia. Premette forte, e le unghie
si piantarono nella carne. Non ho mai capito cosa ci trovasse Laura in te. So che eri
bella, ma tu non la capivi. E da me che venuta quando aveva bisogno di conforto.
Sono stata io ad aiutarla a capire chi era. Mi fai male. Bene. Te lo meriti. Tolse
gli occhi dalla strada. Guardati, sei ancora molto bella. Io invece sono invecchiata. Il
mio corpo uno schifo. Il mio seno rovinato. Le mie gambe sono piene di cellulite.
A malapena riesco a guardarmi allo specchio. Anche io ero bella, ti ricordi? I miei
studenti mi desideravano tutti. Tish rest immobile, senza dire nulla. Anche Laura
mi voleva aggiunse Rikke. Lo sapevi? Non vero. Oh, s invece. Laura mi
disse della vostra storiella. Mi raccont di comera finita. Venne da me perch cerca-
va unamica. Una madre. Era tanto spaventata, tanto sola. Io le sono stata vicina
quando tu non ceri. Lei ha passato ore a piangere tra le mie braccia. Diventammo
molto unite. E una notte, quando capii che era pronta, le mostrai che avrei potuto
amarla in un modo molto speciale. Oh mio Dio disse Tish. No, stai mentendo. I
cavi dacciaio scendevano dalla campata intorno a loro mentre si avvicinavano alla
sommit. Refoli di nebbia svolazzavano davanti ai fanali. La strada era a malapena
visibile. I rombi dacciaio della struttura sopra le loro teste sembravano ragni visti at-
traverso una ragnatela trasparente.
Non cera niente di male in ci che facevamo continu Rikke. Laura non
avrebbe mai dovuto scappare da me. Non per venire da te. Sterz di colpo e piant il
piede sul freno, facendo sbandare la macchina, che and a sbattere contro il bordo di
cemento, proprio nel punto pi alto del ponte. Erano di traverso, con appena cinquan-
ta centimetri di ghiaia e cemento tra la portiera di Tish e la lunga caduta. Altre auto
passarono loro accanto come calabroni, suonando il clacson. Cosa cazzo stai facen-
do? Tish si strinse nelle braccia, tremante. Riparti, riparti! Eri tu al centro dei
suoi pensieri, vero? ringhi Rikke. A Laura non importava niente di me. O di Finn.
Era te che voleva. Riparti! grid di nuovo Tish. Ti prego! Rikke spense il mo-
tore. Tish and in iperventilazione. Si allontan il pi possibile dalla portiera. Non
riusciva a smettere di guardare lacciaio sopra la sua testa e la fila di luci bianche.
Sent di nuovo il richiamo delle vertigini, il folle bisogno di uscire dallauto e di sal-
tare. Sei pazza? Riparti, riparti subito! Ti prego, far qualunque cosa! Perch sei
tornata? le chiese Rikke. Per vendetta? questo che volevi? Ho cercato di spaven-
tarti per farti andare via, ma tu sei rimasta. Tish scosse la testa senza dire nulla. Il
panico e il terrore la paralizzavano. Rikke tolse le chiavi dal cruscotto, apr la portiera
dalla sua parte e scese, poi la richiuse con forza. Il traffico le sfrecciava accanto attra-
verso la nebbia e la notte. Gir intorno allauto e arriv accanto al finestrino aperto
dalla parte del passeggero. Dentro, Tish era rannicchiata
contro la portiera. Rikke inspir una boccata daria e guard il buio del canale,
oltre la barriera. Poi si allung con il tronco dentro lauto, afferr il polso di Tish e la
stratton. Lei gemette. Non farlo! Guardami! insistette Rikke. Quando Tish ab-
bass il volto, Rikke lafferr per il mento e lo sollev finch i loro sguardi si incro-
ciarono. Gli occhi di Tish erano colmi di lacrime. Riconobbe il desiderio e la violenza
lottare sul volto di Rikke. Ecco cosa ti meriti per essere tornata a torturarmi. Per
aver fatto impazzire Finn. E colpa tua se morto, lo sai? Solo tua. E come se fossi
stata tu a piantargli quel proiettile nel cervello. Mi dispiace, mi dispiace. Rikke
prese la testa di Tish tra le mani e la costrinse ad aprire la bocca. Si pieg e copr le
sue labbra con un bacio violento. E cos orribile? Ti fa tanta paura? Laura ha avuto
paura di me dopo che avevamo fatto lamore. Paura! Per colpa di Finn. Lui non si sa-
rebbe mai dovuto intromettere, ma era invidioso del fatto che lei avesse scelto me.
Tish si pul la bocca. Smettila! Quella notte Finn ci guard mentre lo facevamo.
Sapevo che era l. Ma il giorno dopo and da Laura e le raccont cosa era successo a
Fargo. Era un segreto tra me e lui. Non aveva alcun diritto di dirglielo. Voleva solo
dividerci. Allontanarla da me. Il volto di Rikke era nero di rabbia. Finn disse a
Laura che lavevo fatto per lui. Per lui! Sapevo cosa gli faceva nostra madre. Dovevo
farla smettere, e sapevo che Finn non avrebbe mai alzato un dito per proteggersi.
Ogni volta lui se ne tornava strisciando nella sua tana e lei tornava a pretendere sem-
pre di pi. Quindi tocc a me essere forte. Tocc a me salvarlo.
Se pap abusasse di me, tu lo uccideresti? Solo un pazzo potrebbe fare una
cosa simile. Finalmente Tish cap. Laura non parlava di suo padre. Parlava di Rikke.
Del suo segreto. Tornai alla nostra fattoria prosegu Rikke. Presi la mazza e pestai
nostra madre fino a ridurla in poltiglia. Finn mi guard mentre lo facevo, consapevole
che non avevo scelta. Nessuno lavrebbe mai dovuto sapere. Invece lui and a spiffe-
rare tutto a Laura. Stupido, stupido bastardo geloso! Laura avrebbe dovuto lasciare
che mi spiegassi, invece scappata via. Cosa avrei dovuto pensare? Se lei fosse rima-
sta non le avrei mai fatto del male, ma se ne and via! Tish era sconvolta. Non me
lo aveva mai detto. Oh, ma prima o poi lo avrebbe fatto disse Rikke. Non la bia-
simo. Non biasimo nemmeno Finn. Avremmo sistemato tutto se non fosse stato per
te. Sei stata tu a distruggerci. Ma ora tocca a te. Rikke fece penzolare le chiavi della
macchina davanti alla faccia di Tish. Questa la fine per entrambe. Mentre Tish
gridava, Rikke lanci le chiavi oltre il parapetto, dove caddero con un lampo argen-
teo.
Capitolo 44 Mentre Stride e Serena si avvicinavano allarcata illuminata del
Blatnik Bridge, si accesero gli stop delle auto davanti a loro e il traffico si arrest. Le
luci del ponte, in alto, erano avvolte nella foschia. Davanti, i clacson lanciavano un
lamento stonato mentre le macchine scorrevano lentamente, formando un convoglio
sulla campata. Stride abbass il finestrino e si sporse per guardare avanti, ma per via
della nebbia non riusciva a scorgere la sommit del ponte. C stato un incidente?
chiese Serena. Non lo so. Ogni volta che c nebbia capita sempre qualche tampona-
mento. Serena guard oltre il bordo. Una bella caduta. Siamo a quaranta metri
sopra lacqua. Dallaltra parte della barriera centrale, il traffico usciva dalla foschia
nella direzione opposta. Le auto si tagliavano la strada a vicenda per conquistarsi una
posizione nella corsia di sorpasso. A Stride non piaceva leccessiva velocit o limpa-
zienza degli altri guidatori. Si allung dietro il sedile, prese un lampeggiatore demer-
genza magnetico e lo agganci al tettuccio del veicolo. La luce rossa prese a girare
spargendo intorno il suo fascio luminoso. Stride accese le quattro frecce e spense il
motore.
Vuoi venire? chiese a Serena. Sul ponte? Se preferisci puoi restare qui.
Col cavolo. Vengo con te. Apr la portiera e scese. Serena fece lo stesso. Lei era
pi vicina al bordo dellasfalto, dove il fango e la ghiaia sottile erano ammassati con-
tro la barriera di cemento. Fa attenzione le disse Stride. Puoi scommetterci. Lui
fece un cenno per fermare gli altri veicoli e prese a camminare sulla strada, seguendo
la linea di vernice bianca che separava le due corsie. Serena si allontan dal bordo e
gli cammin accanto. La visibilit era di pochi metri davanti a loro. Sulla destra, travi
dacciaio salivano verso il semicerchio dellarcata del ponte. Le luci sopra le loro te-
ste erano visibili a sprazzi, a seconda del movimento dei banchi di nebbia. Stride
dava un colpetto alla carrozzeria di ogni macchina a cui passavano accanto, per avvi-
sare i guidatori della loro presenza. Non voleva rischiare che qualcuno cambiasse
bruscamente corsia mentre loro arrivavano da dietro. Sent il telefono suonargli in ta-
sca, lo estrasse e rispose. Che succede, Mags? Sono a casa di Rikke. Non c trac-
cia di lei. Segnala la sua Impala marrone alla polizia. Gi fatto. Voi dove siete?
Stride scosse la testa. Non vorresti saperlo. Stiamo risalendo a piedi il Blatnik. A
piedi? S, il traffico semiparalizzato. Sta succedendo qualcosa. Sii prudente,
capo. Quello un ponte pericoloso. Stride riagganci. Si fecero strada nel traffico,
ma con laumentare dellaltitudine la nebbia si fece pi
densa. Le auto si muovevano intorno a loro come se fossero intrappolati nella
giostra di un Luna Park. Torniamo verso il parapetto disse a Serena. Non mi piace
camminare in mezzo alle macchine. Grandioso rispose lei senza entusiasmo. Stri-
de sollev le braccia davanti a un minivan Chevrolet che si stava spostando verso la
corsia di sinistra. Raggiunto lo strato di ghiaia tra lasfalto e il parapetto aument
landatura. Attenta, qui si scivola le disse. Fai attenzione anche tu. Super il pri-
mo dei grossi pilastri che salivano come alberi di travi e rivetti. Dei fori rotondi con-
sentivano al vento di circolare attraverso lacciaio. Gruppi gemelli di cavi pendevano
elegantemente dalla cima della campata come corde di pianoforte, tenendo sospeso il
manto stradale su cui camminavano. Dal lago provenivano folate di vento, che danza-
vano intorno alle torri come spiriti. Stride si resse alla barriera di cemento, ma per un
secondo una vertigine gli tolse il respiro. Da lass sentiva le oscillazioni del ponte. Il
traffico acceler. Le auto che si erano raccolte sulla corsia frenarono e lasciarono se-
gni di pneumatici sullasfalto mentre con un ruggito si toglievano dallingorgo. Stride
agit la mano, cercando di rallentarle. Nessuno gli prest attenzione, e gli passarono
accanto come giganti. Sent qualcosa. Non era lululato del vento. Era un grido. Una
forte corrente ascensionale spalanc la nebbia come fosse una tenda. A trenta metri di
distanza vide una.Impala marrone, che bloccava per met la corsia destra in cima al
ponte. Una scia di auto le passava accanto per poi ridistribuirsi sulla strada verso Du-
luth. Una donna alta era in piedi fuori dalla macchina, staffilata dal vento. Era vestita
di nero, ed entrava e usciva dalle nuvole come una strega. Rikke. Porca puttana
disse Stride. Anche Serena la vide. Cosa vuoi fare? Stride prese il cellulare e glielo
mise in mano. Chiama Maggie e fai arrivare la polizia di Duluth dallaltra parte del
ponte. Poi cerca di fermare questi maledetti idioti e di bloccare il traffico. Si allonta-
n di qualche passo, poi si gir e grid. D a Maggie di chiamare anche la guardia
costiera. Li voglio subito sotto il ponte, nel caso ci sia bisogno di unoperazione di
salvataggio in acqua. Estrasse la pistola e cominci a correre. Rikke fiss in direzio-
ne della baia. Rapida e indolore mormor. Un impulso irrazionale per poco non
spinse Tish a uscire dallauto e spingerla, ma la strada vibr e lImpala inizi a muo-
versi lentamente. Tish grid, si volt sul sedile e blocc il freno a mano. Rikke spa-
lanc la portiera del passeggero e si sporse attraverso il polivinile consunto. Tish si
aggrapp al volante, ma Rikke era pi forte, e quando le dita di Tish lasciarono la
presa entrambe furono sbalzate allindietro. Tish fin sul ponte. Rikke imprec e per-
se lequilibrio, rischiando di precipitare. Tish si appiatt a terra e si copr la testa con
le mani. Il traffico e il vento erano un ruggito uniforme. Ogni muscolo del suo corpo
era teso come una corda. La sua paura delle altezze le martellava in testa, inviando al
cervello impulsi di panico. Era un richiamo seducente, come quello di un pifferaio
magico che le ordinava di alzarsi, correre e saltare in acqua. Salta. Poni fine al terro-
re.
Rikke si pieg accanto a lei. La prese per la giacca e la sollev, sbattendola con
la schiena contro la macchina. Tish chiuse gli occhi, ma Rikke glieli spalanc con le
dita. Tish vide la barriera di cemento e lo spazio dietro di essa che la chiamava a
braccia aperte. Rikke le strinse il volto tra le mani. Per tutti questi anni mi sono
chiesta se tu sapevi qualcosa. Se mi avevi visto. Se Laura ti aveva rivelato cosa avevo
fatto. Mi aspettavo che tornassi per raccontare a tutti cosera successo. E alla fine,
dopo tutti questi anni, lhai fatto. Non lo sapevo disse Tish. Ti prego, lasciami
andare. Non ce la faccio pi. Quella notte ero andata a prendere Finn nel parco. Era
fatto allinverosimile e blaterava di te e di Laura, di avervi viste nei boschi. Io avevo
trovato la mazza da baseball sul campo, e capii subito cosa dovevo fare. Zittire Laura.
E ripagarla per avermi lasciato. Io lamavo! grid Tish. Picchi ferocemente i pu-
gni sul petto di Rikke, spingendola verso il bordo del ponte. Maledetta puttana,
come hai potuto! Rikke riprese lequilibrio e cadde in avanti, sulle ginocchia. Strin-
se tra i pugni il bavero della giacca di Tish. I loro visi erano a pochi centimetri di di-
stanza. E tu? Ho passato tutta la mia esistenza a guardarmi le spalle a causa tua. Mi
hai rovinato la vita. Hai rovinato quella di Finn. Tish la schiaffeggi con forza. Tu
mi hai portato via Laura! Rikke si alz in piedi, imponente sopra di lei. Alzati.
Tish lafferr per le caviglie e tir con forza. La donna grid e cadde come un albero,
finendo sulla ghiaia. Tish si trascin in direzione delle auto che sfrecciavano loro ac-
canto, ma Rikke le si gett sulla schiena e la schiacci sullasfalto. La fece voltare e
rocce affilate graffiarono la pelle
di Tish. Il viso della svedese era paonazzo e deformato dalla furia, le sue dita
stringevano il collo di Tish come artigli, premendo sulla trachea e impedendole di re-
spirare. Tish ebbe degli spasmi e cerc di staccare le mani di Rikke, ma erano come
due blocchi di granito. Rikke! Entrambe udirono quella voce. Rikke lasci andare
il collo di Tish. Scrut attraverso la nebbia sul ponte, e vide Stride, con la pistola in
mano, che correva verso di loro. Tish ansim in cerca dossigeno. Cerc di liberarsi,
ma Rikke si alz in piedi, stringendole di nuovo il collo per costringerla ad alzarsi
con lei. Tish lott e scalci, gli occhi spalancati mentre Rikke la spingeva verso il
bordo del ponte. Tish cerc di abbrancarsi allauto, ma Rikke la teneva stretta, co-
stringendola a fissare labisso nero sotto di loro. Tish lo vedeva chiaramente. Nella
sua testa, stava gi cadendo. Laria le usc dal petto, e pens che il suo cuore sarebbe
esploso. Fermo! grid Rikke a Stride. O mi butto con lei! Stride si ferm. Rinfo-
der la pistola e alz le mani. Lasciala andare, Rikke. Tish si contorse tra le braccia
di Rikke come un animale spaventato, artigliandole i vestiti. Se la lascio andare, sal-
ter gi minacci Rikke. E fuori di s. Riportala in macchina. Rikke fece un
passo verso la barriera di cemento sul bordo del ponte, che le arrivava appena al gi-
nocchio. Si pieg sul vuoto, spingendo anche Tish, che lanci un grido terrorizzato.
Mi butto disse Rikke. E la porto con me. Non me ne frega niente.
La mente di Stride escluse il resto del mondo. Ogni distrazione venne annulla-
ta. Non si accorgeva pi del vento, dellaltitudine o del sordo risuonare della strada
sotto i suoi piedi. Si avvicin fino ad arrivare a un paio di metri da Rikke. Stai indie-
tro lo ammon lei. Lui sapeva che Serena era dietro di lui, a fermare il flusso di auto
dirette a ovest. Dallaltra parte del ponte, sent la sirena di una volante arrivare da Du-
luth. Lauto si ferm a venti metri di distanza, di traverso sulla corsia di destra, e una
giovane poliziotta scese con la pistola spianata. Lentamente Stride alz la mano per
fermarla. Lei rimase dove si trovava, e il traffico proveniente da Duluth si blocc die-
tro la pattuglia. Erano soli, lass. Voglio che torniate entrambe in macchina disse a
Rikke. Bioccoli di nebbia volavano tra di loro. I banchi di nuvole coprivano e scopri-
vano il ponte. In basso, Stride ud il fischio di una barca. Riconobbe il suono di un
motoscafo della guardia costiera, che si dirigeva sotto la campata del ponte per posi-
zionarsi nella baia. Era stato spesso su quella barca. La maggior parte di quelli che si
buttavano non uscivano vivi dallacqua. Fece un altro passo. Lasciala andare disse
a Rikke. Dalla a me. Gli occhi di Rikke erano pietre azzurre. Non muoverti dis-
se. Stride alz le mani. Non mi muovo. Uno dei gruppi di cavi verticali che soste-
nevano linfrastruttura era immediatamente dietro Rikke, che vi si aggrapp con il
braccio sinistro e con laltro sollev Tish di peso da terra. Lei scalci freneticamente,
mentre
i suoi capelli biondi le roteavano intorno alla testa mossi dal vento. Dai lo
schern Rikke. Vieni a prendermi. Tish non ti ha fatto niente di male disse Stri-
de. Qualunque cosa sia successa tra te e Laura appartiene al passato. Allora non
sarebbe dovuta tornare. Stride vide la poliziotta dallaltra parte del ponte arrampi-
carsi silenziosamente oltre la barriera che divideva le corsie. Era a dieci metri da Rik-
ke, alle sue spalle. Gli fece un segno con la mano sinistra, poi indic se stessa e punt
la pistola verso lacqua. Lo guard rivolgendogli una domanda muta. Sparare o non
sparare. Creare un diversivo. Quasi impercettibilmente, Stride annu. La poliziotta
alz la mano sinistra e sollev un dito. Poi due. Quando sollev il terzo, lindice pre-
mette il grilletto e unimprovvisa detonazione riemp laria sul ponte. Rikke sussult
e, nello stesso istante, Stride si butt in avanti. Non fu abbastanza veloce. Rikke sca-
gli Tish contro il guardrail di cemento, dove lei perse lequilibrio e cadde in avanti.
Rikke si volt e si mise a correre. Stride abbranc Tish e quasi riusc a reggerla, ma il
torso della ragazza scivol via dalla sua presa. Con la mano destra Stride le afferr
una coscia e con la sinistra la prese dietro un ginocchio, ma lei scivol di nuovo, ri-
schiando di cadere nella baia. Scivolava, cadeva e urlava, poi le mani di Stride si
strinsero intorno al suo polpaccio e il piede destro di Tish si ferm tra le sue dita. La
donna era sospesa a pi di trenta metri tra il ponte e lacqua. Il suo peso spinse Stride
contro la barriera di cemento. La sent contorcersi, lottare contro di lui, come se vo-
lesse precipitare. La parte superiore del corpo del
tenente era protesa oltre il ponte: Tish lo stava trascinando gi con lei. Non sa-
rebbe riuscito a sollevarla. Poteva solo tenerla stretta per la caviglia, ma sentiva che i
muscoli delle braccia iniziavano a cedere. Serena! grid. La sent correre dietro di
lui. Tieni duro! Stride cerc di fermare il tempo. Cerc di sgombrare la sua mente
da tutto tranne che dalla stretta delle sue mani intorno alla caviglia di Tish. Erano
come manette. Strette. Non avrebbe ceduto. Resisti, Jonny. Sono qui. Serena si pie-
g oltre il bordo, fiss le acque scure e imprec. Oh, merda, non so se ce la faccio.
Devi. Sto per cedere. Serena si pieg e cerc di afferrare il corpo di Tish. Strinse la
giacca della donna tra le dita, ma il tessuto si strapp quando tir. Serena ansim e
cadde contro Stride. Lui barcoll e la morsa intorno alla caviglia di Tish per poco non
si apr. La mano, dammi la mano! grid Serena a Tish, le cui braccia erano una Y
sollevata dietro la sua testa, allungate verso la baia. No, no, no, non ci riesco! Ti-
rati su, Tish, ce la puoi fare. No! Le dita di Stride erano sudate e insensibili, e il
dolore raggiungeva le terminazioni nervose sulle spalle e sul collo. Cerca di pren-
derle laltra caviglia disse. Non restava molto tempo. Le gambe di Tish si agitavano
allunisono con il suo corpo. Il vento la muoveva come fosse un giocattolo, facendola
girare. Serena cerc di afferrare la caviglia libera, la manc, ci prov di nuovo e gri-
d.
Ce lho! Tira! Tira! Stride scatt allindietro con un grido. Serena, accanto a
lui, fece lo stesso. Un po alla volta si allontanarono dalla barriera di cemento, e Tish
li segu. Videro le sue ginocchia, le sue cosce e quando la vita super il bordo del
ponte, Serena lafferr per la cintura e la depose sullautostrada. Tish sussultava
come un pesce fuor dacqua. Stride la lasci andare e si appoggi allImpala. Respira-
va affannosamente. Il braccio sembrava trafitto da centinaia di spilli. Tish farnetica-
va, tra gemiti e pianto. Mettila sul retro dellImpala, falla stendere mormor a Se-
rena. Deve calmarsi prima che riusciamo a farla salire sulla mia macchina. Tenen-
te! Stride sollev la testa di scatto. A tre metri, la poliziotta che aveva sparato il col-
po di avvertimento era stesa sullasfalto, impegnata in una violenta lotta con Rikke. I
due corpi rotolavano e si dimenavano, e lui vide la pistola spinta lontano lungo la cor-
sia, fuori portata. Rikke si sollev e colp il volto dellagente con una gomitata. La te-
sta della donna picchi contro lasfalto e il suo corpo si irrigid. Stride imprec, si tir
su aggrappandosi allauto e corse. Le gambe gli sembravano fatte di gelatina. Si stup
di vedere le macchine sullaltra corsia percorrere il ponte verso Duluth come se fosse-
ro auto da corsa. La nebbia lo rendeva quasi invisibile, e doveva evitare i veicoli che
si raccoglievano nella corsia di destra. Corse verso Rikke, che si era rimessa in piedi
e barcollava. Quando allung le braccia nel tentativo di fermarla, lei lo colp con en-
trambi i pugni alla mascella, con una forza sorprendente. Stride fece per afferrarle
i polsi, ma lei lo spinse via, facendogli perdere lequilibrio. Poi fugg. Stride
sent rumori di clacson e vide luci bianche accecanti. Le auto correvano come elefanti
ciechi in preda al panico. Si lanci allinseguimento di Rikke, che si era infilata nel
traffico alla sua sinistra. Le grid di fermarsi, ma lei non lo ascolt. Come una palla
di cannone, una enorme Escalade nera sfrecci sulla corsia di sinistra, e Rikke si ri-
trov proprio sulla sua traiettoria. Stride vide il lampo rosso delle luci dei freni. Gli
pneumatici stridettero. Rikke grid, ma la sua voce fu troncata dal SUV che la colp
al torace, quasi tagliandola in due. Il corpo della donna fu scagliato lontano e rotol
via, fino a fermarsi venti metri pi in l, immobile. Prima che Stride potesse reagire,
percep la presenza di qualcosa di gigantesco e pericoloso dietro di s. Si gir e vide
una berlina bianca sbucare dalla nebbia come una nave pirata. Quando lautista vide
la Escalade ferma sulla corsia di sinistra sterz a destra, dritto verso Stride, che al
momento dellimpatto salt sul cofano, rimbalz sul metallo e fin con il petto contro
il parabrezza. Sent laria uscirgli dai polmoni. Si aggrapp al cofano quando la mac-
china si schiant contro la barriera di cemento laterale, poi gli manc la presa. Stride
vol. Come un uccello, scagliato dal cofano della berlina nel vuoto oltre il bordo del
ponte. Cadde.
Capitolo 45 Durante una caduta, il tempo dilatato. Il cervello di Stride sapeva
di essere a trenta metri sopra lacqua scura ed era consapevole che avrebbe percorso
quella distanza in circa tre secondi. Nonostante questo, i suoi pensieri accelerarono
come stelle comete, lasciandogli abbastanza tempo per vedersi cadere ed essere con-
scio di ci che provava. Non cera tempo per aver paura. Quando fu scagliato a mez-
zaria, credette di udire Serena gridare, ma la sua voce svan allistante, e lunico ru-
more intorno a lui era lassordante ruggito del vento. Laria premeva contro il suo
corpo, fredda e potente, veloce come un proiettile. Ud un sibilo che sembrava un gri-
do proveniente dal suo petto. Sper che non fosse cos. Non voleva morire urlando.
Colse unultima immagine del ponte prima che sparisse sopra di lui. Le luci erano
mezzelune di un bianco sfuocato, poi si spensero, e lui venne avvolto nelloscurit.
Sotto di s non vedeva niente, n acqua n luce, e cap che aveva gli occhi chiusi. Si
costrinse ad aprirli, per sfruttare quella bizzarra sensazione di tempo dilatato e orien-
tarsi. Quando ci riusc vide le luci della Punta, dove abitava, e qualcosa nel luccichio
di quella
sottile striscia di terra gli fece desiderare di poterla vedere di nuovo. Cerc di
respirare, ma non ci riusc. I suoi polmoni erano stati compressi nellimpatto contro
lauto, e si rifiutavano di gonfiarsi per incamerare ossigeno. Si sentiva stordito, legge-
ro, come se fosse gi sottacqua. Tre secondi. Ebbe il tempo di pensare che non aveva
visto tutta la vita scorrergli davanti agli occhi. Nessuna sequenza di immagini proiet-
tate come la pellicola di un vecchio film. Nessun ricordo di Cindy, Maggie, Serena.
Nessuna voce n suono. Nessun angelo che gli accarezzava il braccio e gli mostrava i
suoi cari defunti. Era in un risucchio colmo daria e stava per raggiungere lacqua, in
cui non sarebbe affondato con la facilit di un coltello che taglia il burro, ma contro
cui si sarebbe schiantato come fosse fatta di cemento. I suoi tessuti e le sue ossa si sa-
rebbero sfracellati allistante, con la rapidit di un interruttore sarebbe passato dalla
vita alla morte. Fu questo il primo pensiero cosciente a penetrare la sua mente in quel
primo, lungo secondo. Stava per morire. Pens alla gente che si buttava dai palazzi.
La gente sugli aerei che si stanno per schiantare. Sicuramente anche loro avevano
avuto quel brillante momento di chiarezza. Ora sei vivo, e tra un istante sarai morto.
Era quasi curioso di scoprire cosa avrebbe provato, e cap che la morte aveva un ina-
spettato lato seducente. Ma ebbe tempo per capire che non voleva morire, non ora,
non per un bel pezzo, ed ebbe tempo per ricordare che il Golden Gate Bridge era mol-
to pi alto del Blatnik Bridge, e che delle persone erano sopravvissute dopo essere ca-
dute nella baia di San Francisco, anche
quando avrebbero voluto morire. Non molte. Qualcuna. E chi ci riusciva cade-
va con i piedi in avanti. Prima i piedi. Il suo cervello gli urlava quellindicazione. Pri-
ma i piedi. Se avesse toccato lacqua con la testa, le spalle o il petto, sarebbe morto
come se lacqua fosse stata un muro di mattoni. La sua sola speranza era di aprire un
piccolo varco in quella barriera liquida e infilarcisi dentro. Con gli occhi aperti e la
costante sensazione di tempo dilatato come una caramella gommosa allungata, Stride
si distese il pi possibile e diresse le punte dei piedi verso lacqua, sollev le braccia
sopra la testa e sollev il mento verso il cielo. In uno spazio pi breve di un secondo,
si mise nella posizione di una freccia puntata verso un bersaglio. Non irrigidirti. La-
sciati andare. Stai per morire. Non vero. Espulse gli ultimi residui di ossigeno che
gli erano restati in petto e rilass i muscoli. Chiuse gli occhi e, quando lo fece, il tem-
po riprese a scorrere normalmente. Le punte dei piedi separarono lacqua, e il suo
corpo lattravers come un razzo. Era consapevole del dolore, delle ossa che si spez-
zavano, dei vestiti che gli venivano strappati dalla pelle, dellacqua che gli inondava i
polmoni. Vide le luci del mondo spegnersi e, tutto intorno, la notte. Poi quellagonia
ardente divenne gelida. Si sent scendere sempre di pi, sempre di pi, come se aves-
se potuto attraversare la terra e finire direttamente allinferno. Solo che il canale non
era senza fondo, e dopo essere
sceso il pi possibile rimase sospeso, come una farfalla in un bozzolo, prima
che il suo corpo iniziasse a raccogliersi su se stesso e risalire. La baia che lo aveva ri-
succhiato aveva deciso che era troppo duro da mandare gi e lo stava sputando fuori.
Pi tardi, non avrebbe ricordato nulla di tutto questo. Lultima cosa che avrebbe ri-
cordato sarebbe stata la sua corsa verso Rikke Mathisen, sul ponte. In quel punto, il
film finiva. Non avrebbe ricordato lauto che lo aveva colpito e spinto gi dal ponte,
la caduta, il dilatarsi del tempo, limpatto che gli aveva rotto la gamba sinistra, e
compresso entrambi i polmoni, il risalire in superficie, il proiettore della guardia co-
stiera che riversava su di lui il suo caldo bagliore. Non avrebbe ricordato di aver pen-
sato che, se era arrivato fino a quel punto, sarebbe sopravvissuto.
Capitolo 46 Quando Stride vide le porte a vetri aprirsi, cap che la donna ap-
parsa nel patio del ristorante era Cindy. Ma Cindy era morta. Per un istante, fu come
se stesse precipitando di nuovo, in picchiata verso lacqua. Il sorriso enigmatico era
identico a quello che ricordava. Quando lei sollev gli occhiali da sole, i suoi occhi
castani lo scrutarono con uno sguardo familiare, scavalcando tutte le altre persone nel
ristorante. Non era Cindy, naturalmente. Era Tish. Li raggiunse allo stesso tavolo
dove li aveva incontrati per la prima volta, tre mesi prima. Stride era seduto di fronte
a Serena e a Maggie. Il calore dellestate aveva ceduto il passo a tiepide serate di set-
tembre, nelle quali il buio divorava la luce del giorno. Lultima scheggia di sole
scomparve dietro le colline a ovest, e il lago si fece grigio e sfuocato. Quando si se-
dette, Tish ebbe un brivido. Come stai? le chiese Stride. Tish lo scrut con atten-
zione. Non dovrei essere io a chiedertelo? Stride aveva la gamba destra ingessata.
Le stampelle erano poggiate contro il corrimano del patio. Si tocc il
collarino. Le ferite fisiche guariscono disse. Forse le tue sono pi profon-
de. Tish assunse unespressione coraggiosa e sorrise. Sai quando si dice che devi
affrontare una paura per superarla? Tutte stronzate. Non voglio mai pi attraversare
un ponte in vita mia. Si allung e prese per mano Stride e Serena. Non ho ancora
avuto loccasione di ringraziarvi come si deve. Sarei morta se non fosse stato per
voi. Ormai finita, non pensarci pi le disse Stride. Ma non era davvero finita,
per nessuno di loro. Serena aveva incubi in cui riviveva la caduta di Stride dal ponte.
Si svegliava madida di sudore e lo abbracciava. Stride, dal canto suo, era sorpreso e
un po preoccupato dal fatto di non aver avuto alcuna reazione alla sua esperienza. Si
sentiva stranamente vuoto, come se fosse stato qualcun altro ad affrontare quella ca-
duta. Temeva che un giorno le sue emozioni represse lo avrebbero travolto come una
valanga. Dico sul serio, come stai? chiese di nuovo Tish. Ci metter qualche mese
a riprendermi del tutto ammise lui. I medici non vogliono che torni in servizio pri-
ma della fine dellanno, ma non ho intenzione di aspettare tanto. Maggie fece loc-
chiolino a Tish. Ora sono io il capo ad interim del Detective Bureau. Ha paura che
gli freghi il posto. Fai pure disse Stride. Ho gi venduto la tua poltrona ribatt
Maggie. Era troppo grande per il mio culetto. Piantala, Mags. Lei rise. Hai fini-
to il libro? chiese Stride a Tish. Sono arrivata allultimo capitolo. Tish si tir una
ciocca di capelli con un gesto nervoso. Mi sento in colpa a scriverlo. Come se
fossi in parte responsabile dellaccaduto. Trentanni fa, sono stata io a spedire Laura
tra le braccia di Rikke. Stride scosse la testa. Rikke sapeva come manipolare le ra-
gazzine. lei lunica responsabile, non tu. Lo so, ma forse, se fossi stata pi pa-
ziente, Laura sarebbe rimasta con me. Non sarebbe mai caduta nella trappola di Rik-
ke. Vorrei che mi avesse detto cosa era successo tra loro. Ha avuto paura inter-
venne Serena. Laura aveva scoperto che Rikke era unassassina, ed era scappata.
E quando io sono tornata da lei, morta disse Tish. Non sentirti in colpa per esse-
re sopravvissuta. Tish lo fiss con uno sguardo penetrante. Questo un gran buon
consiglio. Un rumore elettronico cinguett da sotto il tavolo. Stride port automati-
camente la mano alla cintura, ma non aveva con s il cercapersone. Maggie tir fuori
il suo e lo guard. E il mio, capo. Rapina a mano armata a un benzinaio in fondo a
Michigan Street. Vuoi che venga con te? chiese Stride. In via ufficiosa, sinten-
de. Maggie sospir e guard Serena. Vedi di tenerlo buono, okay? Ci prover.
Maggie spinse indietro la sedia e si alz. Rivolse un cenno di saluto ai tre e usc dal
ristorante. Anche io dovrei andare disse Tish. Si alz da tavola, ma non si mosse. I
suoi occhi si fecero vitrei, e si sforz di ricacciare indietro le lacrime. Si sedette di
nuovo, ma quando cerc di parlare le parole le si bloccarono in gola.
C unaltra cosa ammise finalmente. Stride si sent a disagio. Anche senza
che Tish dicesse nulla, sapeva che quel qualcosa riguardava Cindy. Per tutta la vicen-
da gli era mancato un pezzo. Un segreto. Non era pi sicuro di volerlo sapere. Ho
una cosa da darti disse Tish. Mi dispiace averci messo cos tanto, ma spero che ca-
pirai perch lho fatto. Estrasse una busta dalla borsa e la fece scivolare sul tavolo
verso Stride. Lui lesse le parole scritte con inchiostro nero. Perjonny. Riconobbe su-
bito la calligrafia. Cindy me la diede lultima volta che ci siamo viste spieg Tish.
Mi disse che, se mai fossi tornata qui per affrontare il mio passato, te lavrei dovuta
dare. Non lho mai aperta. Non lho mai letta. Stride non raccolse la busta. Il tuo
passato? chiese. S. Prima di morire, suo padre le disse qualcosa su di me. Qualco-
sa di importante. Ecco perch Cindy si era messa in contatto con me. Pensavo che
non avrei voluto condividerlo con nessun altro, ma voi due meritate di sapere. Stride
attese. Il padre di Cindy sapeva di me e Laura. Aveva sentito Laura parlare al telefo-
no, e sapeva della nostra intenzione di scappare insieme. And su tutte le furie. Co-
noscevo William Starr disse Stride. Lidea di avere una figlia omosessuale sarebbe
stata insostenibile per lui. Era molto peggio di cos prosegu Tish. Non si trattava
solo del fatto che Laura fosse lesbica, ma anche di me, del fatto che noi due ci amas-
simo. Di te? Tish tir fuori qualcosaltro dalla borsa. Un ritaglio
di giornale. Quando lo apr lentamente, Stride lesse il titolo. Lo lesse anche Se-
rena, e incroci lo sguardo di Tish, che annu, imbarazzata. Non ti ho mentito, Sere-
na, non del tutto. La rapina in cui mia madre fu uccisa non centrava nulla con la
morte di Laura. Cindy trov questo ritaglio nella Bibbia di suo padre poco prima che
lui morisse. Lo aveva conservato per anni. Lei gli chiese il perch, e finalmente lui le
raccont la verit. Ammise di aver avuto una relazione. Tish scosse la testa, amareg-
giata. Quellegoista, ipocrita figlio di puttana. Lo odio. Nulla cambier mai i miei
sentimenti per lui. Con tua madre? chiese Serena. Tish annu. Le lacrime le col-
marono gli occhi e le corsero gi per le guance. Lei era una donna rispettabile. Pi
rispettabile di quanto lui meritasse. Non lo disse mai a nessuno. Nemmeno quando
perse il lavoro al negozio. Nemmeno quando fu cacciata dalla chiesa. Non ammise
mai che il padre era lui. Stride chiuse gli occhi. Non gli era mai piaciuto William
Starr. E non gli piaceva nemmeno ora. Per tutti quegli anni, lui non mi ha mai rico -
nosciuta. Anche dopo la morte di mia madre, non ebbe il fegato di ammettere chi ero.
Sono felice che pensasse che Dio lo stava punendo per tutto quello che era successo.
Si asciug una guancia con il dorso della mano. Cindy me lo disse e io la implorai di
tenere la cosa tra noi. Riuscite a immaginare cosa signific per me? Scoprii di avere
una sorella. Una sorellastra, diciamo. Scoprii anche che il grande amore della mia
vita era in realt una cosa terribile. Immorale. Io e Laura. Mi ero innamorata di
Tish si ferm. La voce le si era bloccata di nuovo. Non potevi saperlo mormor Se-
rena.
No, non potevamo saperlo. Anche dopo che Cindy me lo ebbe detto, conti-
nuai a fingere che non fosse vero. Amavo ancora Laura. La sua perdita continuava a
farmi male. Volevo che le cose continuassero come le ricordavo. Non volevo rinun-
ciare a quello che avevamo. Tish tocc il biglietto davanti a Stride. Cindy voleva
che te lo dicessi. Detestava lidea di tenerti nascosta una parte della sua vita, ma io
avevo insistito. Quando seppe che stava per morire, mi fece promettere di tornare qui.
Voleva che lo facessi per Laura, ma credo anche che non volesse che io restassi sola.
Pensava che, forse, qui avrei trovato una sorta di famiglia. I suoi occhi presero une-
spressione interrogativa. Tu hai una famiglia qui disse Stride. Grazie. A tutti e
due. Tish si alz. Ora devo proprio andare. Promettimi che tornerai, Tish. Lei
fece il giro del tavolo e si pieg per abbracciare Stride e sussurrargli allorecchio:
Anche dopo averla persa, ho tenuto parte di lei con me. Stride non disse nulla. Tish
abbracci velocemente Serena e si mise la borsa a tracolla. Il vento le scompigli i
capelli, e lei se li sistem. Rivolse a Stride un sorriso incerto e se ne and. Stride la
segu con lo sguardo finch non spar alla vista. Di schiena, assomigliava di nuovo a
Cindy che si allontanava da lui, lasciandolo solo. Stride strinse la busta tra le mani e
consider lipotesi di-non aprirla e lasciare che si perdesse nel vento. Ora non gli ser-
viva un messaggio nella bottiglia. Non gli serviva una risurrezione. Lui e Serena ri-
masero seduti insieme, senza parlare,
mentre la sera si faceva pi scura intorno a loro. La maggior parte dei tavoli era
vuota. Faceva troppo freddo per stare allaperto. Sulla Punta, oltre il ponte mobile,
onde bianche si increspavano e accarezzavano la sabbia. Laria profumava di autun-
no. Dopo un po, Serena si alz e lo baci sulla fronte, posandogli le dita fredde sul
braccio scoperto. Io vado a fare una passeggiata sul lungolago disse. I loro sguardi
si incrociarono, e lui annu. Serena lo lasci l, solo con Cindy. Stride segu i bordi
della busta con la punta delle dita e si chiese quanto a lungo sarebbe riuscito ad atten-
dere senza aprirla. Non era sicuro di essere pronto per un ritorno in vita di Cindy,
nemmeno per un breve istante. Non ora che aveva superato il proprio dolore. Quando
non riusc pi a trattenersi, prese un coltello dal tavolo, tagli la busta sul lato lungo
ed estrasse il foglio allinterno. Era normale carta per macchina da scrivere, su cui
erano scritte poche righe a mano. Caro Jonny, se stai leggendo questa lettera, signifi-
ca che finalmente Tish ti ha detto la verit, e tu sai perch ti ho tenuto alloscuro di
tutto per cos tanto tempo. Significa anche che ho perso la mia battaglia contro il can-
cro. Mi dispiace, amore mio, per essermene andata prima del previsto. Stride fece un
respiro profondo. Gli bruciavano gli occhi, e le parole sulla carta si fecero sfuocate.
Non ho passato un solo giorno senza desiderare di raccontarti di Tish, ma non stava a
me rivelare questo segreto. Stava a lei. A mia sorella. Ed era un segreto nato in mezzo
a troppo sangue e dolore perch qualcun altro
si arrogasse il diritto di rivelarlo Spero che tu riesca a perdonarmi. Ora non ci
sono pi, quindi dimmi che non ci hai messo troppo a superare la mia perdita. So di
che stoffa sei fatto, Jonny. Quando finisci contro un muro di mattoni, continui a sbat-
terci contro la testa con il tuo dolore. Spero che tu non labbia fatto anche con me.
Dimmi che non sei solo e che ti sei innamorato di nuovo. Questo mi darebbe pace.
Non so davvero che altro aggiungere. Forse Dio non mi ha dato tutto il tempo che vo-
levo, ma come posso lamentarmi? Per il tempo che ho avuto, ho avuto te. Con tutto il
mio amore, Cindy Stride ripieg il biglietto e se lo infil in tasca. Si copr la faccia
con le mani, senza pi sentirsi vuoto o morto dentro. Pianse unultima volta per sua
moglie, poi alz gli occhi al cielo grigio della sera, singhiozz e si lasci andare.
Quando si gir per guardare la passerella silenziosa lungo la riva del lago sotto di lui,
vide Serena seduta sulle rocce tra le ombre lunghe, di spalle rispetto a lui, con i capel-
li neri scompigliati dal vento. I gabbiani volavano e gridavano intorno a lei, cavalcan-
do il vento con le ali spalancate. Stride cap che era ora di andare. Lei lo stava aspet-
tando.
Ringraziamenti Come sempre i miei ringraziamenti vanno ai miei agenti e ai
miei editor: Ali Gunn, Marion Donaldson e Diana Mackay in Inghilterra, Deborah
Schneider e Jennifer Weis negli USA. Ho avuto anche il privilegio di lavorare con
una squadra di agenti, editor, responsabili di vendita e uffici stampa in molti paesi del
mondo, che sono stati di fondamentale importanza per la mia carriera. Rivolgo a loro
tutta la mia gratitudine. Negli ultimi anni ho stretto legami damicizia con molti letto-
ri e librai che sono una costante fonte di incoraggiamento e dispirazione. Un ringra-
ziamento speciale va a Jean N., Mike O., Lilamae, Lynn, Amanda, Sally, Laura P.,
Sara W., Bonnie, Jim H., Ed K., Eric, Paul P., Christine, Lenie, Connie (e a tutti quel-
li di Ezzulia.nl), Ambra, e Alfredo. Voglio inoltre ringraziare alcuni dei miei primi
lettori, che mi hanno fornito preziosi consigli quando questo libro era ancora in forma
di bozze, tra cui Matt Davis, Paula Tjorn-hom Davis, e Gail Foster. E, naturalmente,
Marcia, mia moglie da 25 anni, che sguazza nel ruolo della mia critica pi severa (e
della mia migliore amica). I miei genitori e la mia famiglia mi sono sempre stati ac-
canto, anche quando erano lontani. Grazie per aver creduto in me in tutti questi anni.
Lo stesso vale per i nostri amici e vicini Barb e Jerry. Stride e Serena continuano a vi-
vere in un cottage a Park Point a Duluth, che potrete visitare di persona su www.cot-
tageonthepoint.com. Un ringraziamento anche a Pat e Bill Burns per la loro continua
ospitalit quando io e Marcia andiamo a Duluth.
Come sempre, potete scrivermi allindirizzo brian@bfree-manbooks.com.

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