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Quindicinale

Anno XL

21.03.2018
Numero

700
PERIODICO DI ATTUALITÀ DEI COMUNI DI ALANO DI PIAVE, QUERO VAS, SEGUSINO

Speciale elezioni politiche - pag. 1-2-3


Asilo di Quero a rischio chiusura - pag. 6
Il centenario di Luigia Mondin - pag. 7
Grande successo da “Chichibio” - pag. 9
Alpini Vas: Romeo Mazzalovo riconfermato capogruppo - pag. 15
Chiuso in redazione il 12.03.2018 - Prossima chiusura il 26.03.2018
http://digilander.libero.it/tornado
Tassa pagata/Taxe Perçue/Ordinario Autorizzazione Tribunale BL n. 8 del 18/11/80Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 - (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DCB BL
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“BOLLICINE” - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.
1 SPECIALE ELEZIONI

I risultati delle elezioni politiche del 4 marzo 2018

Nel Basso Feltrino trionfa la Lega,


in calo MoVimento 5 Stelle, Pd e Forza Italia
di Silvio Forcellini
Un elettore su tre ha premiato la Lega: è questo, senza ombra di dubbio, il primo dato che
balza agli occhi analizzando il voto alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 (al proporzionale
per la Camera dei Deputati) espresso dagli elettori dell’intero Basso Feltrino. Il partito che fa
capo a Matteo Salvini, infatti, raccoglie il 33,7 % delle preferenze espresse complessivamen-
te ad Alano e a Quero Vas. La Lega di Salvini, sul nostro territorio, raggiunge quasi il risulta-
to ottenuto dalla Lega Nord di Bossi nel 2008 (il 34,6 %), ma migliora considerevolmente il
risultato conseguito dalla stessa Lega Nord nel 2013 (il 12,8 %), con un incremento rispetto
alle ultime Politiche di ben 20,9 punti percentuali.
All’exploit della Lega corrisponde una flessione, più o meno marcata, delle altre principali
forze politiche. Nel Basso Feltrino il MoVimento 5 Stelle, pur conseguendo in questa consul-
tazione un buon 23,5 %, perde 4,1 punti percentuali rispetto al 2013, quando aveva raccolto
il 27,6 %. In calo, rispettivamente di 2,8 e 2,7 punti percentuali rispetto al 2013, anche il Par-
tito Democratico e Forza Italia. Il partito di Renzi passa dal 24,0 % del 2008 al 20,4 % del
2013 fino al 17,6 % del 2018; quello di Berlusconi passa dal 21,3 % del 2008 al 16,3 % del
2013 fino al 13,6 % del 2018.
A tutte le altre liste vanno solo le briciole: il 3,1 % a Fratelli d’Italia, il 2,0 % a +Europa, l’1,2
% a Liberi e Uguali, l’1,0 % a Casa Pound Italia...
Per quanto riguarda il proporzionale per il Senato della Repubblica, se sommiamo ancora i
voti dell’intero Basso Feltrino il risultato non cambia: alla Lega il 33,8 %, al MoVimento 5
Stelle il 23,8 %, al Partito Democratico il 17,5%, a Forza Italia il 12,5 %...
Tornando ai dati della Camera, ad Alano si sono avute 30 schede nulle e 18 schede bian-
che, a Quero Vas 34 nulle e 16 bianche. Complessivamente rappresentano il 3,0 % dei voti
totali, 98 su 3.290.
Un ultimo cenno (sempre riferito alla Camera) sull’affluenza alle urne, che si attesta sulle
percentuali registrate alle Politiche 2013: ad Alano ha votato il 77,4 % degli aventi diritto
(1.555 su 2.010), a Quero Vas il 74,5 % (1.735 su 2.327).
Ma vediamo in sintesi l’esito del voto al proporzionale per la Camera in ciascuno dei nostri due Comuni. Nelle
pagine seguenti, invece, i risultati completi, seggio per seggio, relativi a Camera e Senato (uninominale e pro-
porzionale). Per chi volesse infine sbizzarrirsi a calcolare i voti alle due coalizioni in campo, ricordiamo che
quella di centrosinistra era composta da Partito Democratico, +Europa, Italia Europa Insieme e Civica Popolare;
quella di centrodestra da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia-Udc.
ALANO
Lega 34,3 %, MoVimento 5 Stelle 22,3 %, Pd 17,5 %, Forza Italia 14,3 % ...
Ad Alano la Lega, con il 34,3 %, torna ad essere la lista più votata, più che raddoppiando la percentuale del
2013 (che era del 15,6 %) e quasi raggiungendo quella del 2008 (il 35,8 %). A debita distanza, con il 22,3 %,
si posiziona il MoVimento 5 Stelle che, a cinque anni di distanza, perde sia il primo gradino del podio che 3,9
punti percentuali (nel 2013 aveva ottenuto il 26,2 %). Il Partito Democratico si ferma al 17,5 %, perdendo 0,3
punti percentuali rispetto al 2013 (17,8 %); Forza Italia al 14,3 %, perdendo 3,5 punti percentuali rispetto al
2013 (17,8 %). Superano inoltre l’1,0 %: Fratelli d’Italia (2,7 %), +Europa (1,4 %), Casa Pound Italia (1,2 %),
Italia Europa Insieme (1,2 %) e Liberi e Uguali (1,1 %).
QUERO VAS
Lega 33,2 %, MoVimento 5 Stelle 24,6 %, Pd 17,6 %, Forza Italia 13,0 % ...
Anche a Quero Vas le cose non cambiano di molto: la Lega, con il 33,2%, è di gran lunga il partito più votato,
più che triplicando la percentuale del 2013 (che era del 10,3 %) e ritornando più o meno ai livelli del 2008
(quando aveva conseguito il 35,9 % a Quero e il 27,7 % a Vas). In calo tutti gli altri partiti maggiori: al MoVi-
mento 5 Stelle (il più votato a Quero nel 2013) vanno il 24,6 % dei consensi (contro il 28,8 % del 2013), al Par-
tito Democratico (il più votato a Vas nel 2013) il 17,6% (contro il 22,8 % del 2013), a Forza Italia il 13,0% (con-
tro il 15,0 % del 2013). Superano inoltre l’1,0 %: Fratelli d’Italia (3,4 %), +Europa (2,6 %) e Liberi e Uguali (1,2
%).
COMUNE DI ALANO DI PIAVE – RISULTATI ELEZIONI POLITICHE
2
SPECIALE ELEZIONI
COMUNE DI QUERO VAS – RISULTATI ELEZIONI POLITICHE
3
SPECIALE ELEZIONI
4 ATTUALITÀ

Il grande classicista Carlo Carena: «Chi si


ricorda di Egidio Forcellini? Il titano del latino!»
a cura di Silvio Forcellini
Carlo Carena è uno dei massimi classicisti italiani. Nato nel 1925, laureato in Lettere all’Università di Torino, ha
insegnato per molti anni ma, al tempo stesso, si è occupato (e si occupa tuttora) di autori latini e greci, di cui ha
curato innumerevoli traduzioni (soprattutto per la collana “Classici” della Utet). Collabora inoltre a molte riviste
culturali e da oltre trent’anni scrive sul supplemento culturale del Sole 24 Ore. Proprio per questo suo curriculum di
prim’ordine, abbiamo pensato - nel 250° della morte di Egidio Forcellini, il sommo latinista e lessicografo nato a
Fener, in località Faveri, il 26 agosto 1688 e qui morto il 5 aprile 1768 - di riproporre un suo esauriente articolo
dedicato al nostro illustre conterraneo e pubblicato a suo tempo su La Stampa di Torino.
Egidio Forcellini fu uno di quei preti-legionari che i villaggi e i cascinali del Veneto hanno fornito per secoli alla
Chiesa cattolica; ma questa volta fornirono a tutti anche un genio, come pochi anni prima una catapecchia di Vi-
gnola dava al mondo il Muratori. A sedici anni, nel 1704, Forcellini entrava nel seminario di Padova e v’incontrava
uno strano maestro, Iacopo Facciolati, che fra le molte altre sue ambizioni attendeva all’ennesimo rifacimento del
Calepinus septem linguarum.
Il dizionario latino di fra Ambrogio da Calepio non è nemmeno più un libro, è un emblema, un rudere, uno scherzo.
Dal 1502, anno della sua prima edizione a Reggio Emilia, aveva subìto riedizioni e rimaneggiamenti infiniti, che,
come spesso accade delle riforme, l’avevano rimpolpato ma sfigurato e reso quasi inservibile. Pure, due secoli do-
po il Facciolati a Padova ne tentava quella che nel ‘18 apparirà come edizione “postrema”. Ma il suo giovane e acu-
to allievo si rese subito conto ch’era impresa davvero disperata e che quella sarebbe ben dovuta essere l’edizione
“ultima” come the last, non the latest.
Così Egidio Forcellini si accinse all’impresa titanica di rifondare e quasi fondare la lessicografia latina, come a dire
della lingua un tempo scritta e parlata da tutto il mondo, e ancora da tutti gli uomini di lettere e di scienze. Incomin-
ciava una storia culturale ed editoriale straordinaria, in apparenza impossibile per un uomo solo, e con le sue varie
propaggini durata fin addentro al nostro secolo.
Forcellini in realtà aveva tutto quanto occorre a imprese come quella: costituzione fisica, memoria, volontà di ferro,
e intorno quell’aria quasi palpabile nei seminari, dove si parlava solo latino o si taceva, e si studiava quasi più
Orazio che teologia; infine, quel grande fascino dell’erudizione che fa del Sei e Settecento due secoli straordinari, a
cui siamo tutti debitori direttamente o indirettamente, per reggere i nostri studi.
Pur con varie intermittenze e altri fastidi, quel prete campagnolo attese giorno dopo giorno alla sua fatica, trascorse
decine di inverni rigidi e di estati soffocanti entro le pareti della sua stanza o sotto le volte della biblioteca, nel-
l’indifferenza generale e quasi dimenticato da tutti tra gli scaffali dopo l’incoraggiamento iniziale.
Mangiava pochissimo, dormiva altrettanto poco, non usciva mai se non per la messa all’alba. Poi sempre a sfoglia-
re le immense cinquecentine o la Patrologia, a schedare gli scarni glossari dell’Impero e gli interminabili periodi di
Cicerone, minimi e inesplorati frammenti di poesiole o lapidi e monete. Nasceva un inventario della parlata e della
letteratura, e con esse della mentalità di un popolo antico ammirate fino alla canonizzazione. Quando Forcellini
posò la penna sull’ultimo foglio dei suoi quaderni, nell’aprile del 1755, era ormai incanutito, e più solo che mai: «Vi
ho posto mano da giovane - annotò, naturalmente in latino - e nel compierlo sono invecchiato, come potete
vedere».
Lasciò lì tutto ad altri, che lo trascrivessero in bella copia, il diligente Ludovico Violato impiegò per la sola ricopiatura
sei anni, riempiendo 16 tomi. E don Egidio si ritirò in campagna, nel suo paese di Alano di Piave, a insegnare
catechismo ai bambini. Quando morì, il 5 aprile del 1768, il grande lessico non era nemmeno entrato in tipografia. E
quando uscirà, nel 1772, non avrà nemmeno il modesto titolo immaginato dal suo autore, Nuovo Calepino, ma
quello, bello però più pomposo e meno nostalgico, di Lexicon totius Latinitatis, Vocabolario dell’intera Latinità.
A stamparlo, in quattro grossi e fitti tomi, fu la stessa tipografia del seminario padovano, questi incredibili editori di
una volta. Chi crederebbe che quasi negli stessi anni, a partire dal 1784, la Tipografia del Seminario cominciava
anche la stampa dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, rimaneggiata ma riveduta con mano leggerissima,
senza rinunciare ai contributi letterari di Voltaire, troppo “charmants” per poter essere espunti, e tanto meno al
“Discorso preliminare”, definendolo «il più bel sistema della scienza umana che si possa trovare»? La sezione
morale dell’Encyclopédie illuminista-seminarile comincia con queste parole: «De toutes les parties de
l’Encyclopédie la morale est celle où l’on trouve les plus bons articles». A scandalizzarsi fu quasi solo il Tiraboschi.
Così anche il Lexicon del Forcellini cominciava il suo corso, sussidio straordinario di tutti i linguisti, ancora oggi
insostituibile e con certo sostituito dal Thesaurus delle Accademie germaniche, che dopo quasi un secolo naviga
ancora intorno alla lettera O. Esaurita la prima edizione a trent’anni dall’inizio, nel 1801, se ne provvide una se-
conda, e una terza nel 1834. Dopo di che, in due luoghi e da due persone diverse, che lavorarono per anni all’insa-
puta l’una dell'altra, Francesco Corradini a Padova e Vincenzo De-Vit a Stresa e a Roma, se ne intrapresero due
revisioni approfondite, con i criteri e la terminologia ormai dell’idealismo e con i primi brividi della linguistica mo-
derna.
5 ATTUALITÀ

Il buon vecchio Forcellini s’era preoccupato soprattutto di un’esatta descrizione delle forme dei vocaboli, dei signi-
ficati e degli usi; di fornire uno strumento retorico nel solco degli artisti sommi delle età “aurea” e “argentea” della
latinità, le uniche che si sentisse davvero di raccomandare, e annotando cursoriamente, come coprendo una devia-
zione morale, le espressioni delle età “ferrea” e poi “lutea”, quella fangosa della latinità che perisce. Ora sulle sue
tracce rimescolate si delineava filologicamente e logicamente, a grappoli, la storia di ogni parola, e dall’insieme
delle parole la storia di una lingua.
Cosicché nel 1857 uscivano quasi contemporaneamente, a Padova ancora e a Prato, i primi fascicoli di due nuovi
Forcellini, suscitando con la loro coincidenza e concorrenza lo scandalo e lo sdegno di Niccolò Tommaseo, come
ennesima prova dell’inguaribile divisione e rivalità degli italiani. Il lessico primitivo passava da quattro a dieci tomi
nella nuova edizione De-Vit, la più mastodontica, e da 35 milioni di lettere a 87.
C’è, all’inizio della premessa di quest’ultimo lessico, che da sola occupa un volume di 260 pagine in folio su due co-
lonne, la citazione di un carme di Giuseppe Giusto Scaligero, altro intenditore di linguistica già in pieno Cinque-
cento. «Se - cantava lo Scaligero in una delle sue Sylvae - se c’è da condannare qualcuno alle galere, meglio le-
garlo alla compilazione di un lessico: quest’unica pena ha tutti i tormenti delle altre messi insieme». Ma addetto a
quella galera, Egidio Forcellini morì a ottant’anni, Ambrogio da Calepio a più di 70, Iacopo Facciolati a 87 e
Vincenzo De-Vit a 81, un mese dopo aver licenziato le bozze del quarto e ultimo volume a cui si arrestò la sua
opera.

Sul ritratto di Egidio Forcellini

Il ritratto di Egidio Forcellini, una cui stampa venne riprodotta sulla prima
edizione del Lexicon Totius Latinitatis, è ora conservato nel Seminario di
Padova (nella foto a destra). Così ne scriveva lo stesso Egidio nelle sue
lettere:

«Il mio ritratto…è fatto con diligenza, e ha costato a me quasi nove ore.
Egidio è sedente al suo tavolino calepinario, e colla sinistra accenna i suoi
scritti posti in scansia e contrassegnati coi loro titoli. Sopra di essi nella
cornice della scansia sta scritto: Expertus disces, quam gravis iste labor.
In fianco alla sedia l’arma di casa, poi MDCCLI, Aegidius Forcellini Sem.
Pat. alumn., λεξιхογράφος a.n. LXIII»

«Tutti questi maestri che l’han veduto concordano che mi somiglia,


eccetto che pare un po’ più rosso di me. Io ne son contentissimo, e
sebbene mi costa caro, non lo darei per dieci zecchini: io ne ho speso in
tutto lire 97:12 soldi»

(da “Lettere di Egidio Forcellini al fratello Marco con biografia di Egidio ed


altre aggiunte”, a cura di Jacopo Bernardi e Francesco Corradini, Padova
1876, pagg.177-178, 24 dicembre 1751 e 6 gennaio 1752).
6 ATTUALITÀ

LETTERE AL TORNADO

Asilo di Quero a rischio di chiusura


Il calo delle iscrizioni alla scuola materna parrocchiale di Quero mette in serio pericolo la
sopravvivenza dell'Asilo parrocchiale. Negli ultimi 15 anni siamo passati dalle 50 - 60 iscrizioni alle
attuali 25. Il bilancio della scuola materna parrocchiale è da alcuni anni
con il segno rosso (circa 25.000 euro annui di passivo). L'Asilo di
Quero è un patrimonio, un bene collettivo che va difeso con ogni mezzo. Il Comune e la
Parrocchia sono alleate per trovare la soluzione al problema. La scuola materna
parrocchiale di Quero offre diverse opportunità didattiche come i laboratori di lingua
inglese con insegnante madrelingua, di psicomotricità con professionista in materia; un
orario scolastico che va incontro alle esigenze delle famiglie che lavorano: orario
anticipato alle 7.30 e prolungato nel pomeriggio fino alle ore 18.00, inoltre l'accoglienza dei
bambini nel mese di luglio, unica scuola nel Basso Feltrino ad offrire queste opportunità.
La preparazione dei bambini che hanno frequentato l'asilo di Quero è riconosciuta dalle
insegnanti della scuola primaria (elementare) dell'Istituto Comprensivo di Quero. Facciamo fin da subito un appello alle
famiglie affinché iscrivano i loro bambini all'Asilo di Quero. Fate del bene alla nostra Comunità, iscrivete i vostri bambini
alla scuola materna parrocchiale di Quero. (La direzione della scuola e l’amministrazione comunale)
7 CRONACA

Il centenario di Luigia Mondin


Un tanto atteso traguardo quello dell’11 Febbraio 2018 per Luigia Mondin che ha compiuto 100 anni.

A festeggiarla i figli Mariangela e Giandomenico


Mazzier con i nipoti Lucia e Valdimir Perenzin, Nico-
letta Mazzier, i pronipoti Laura ed Eleonora Curto,
Diana e Francesco Perenzin, Anna Carretta e tutti i
famigliari parenti ed amici in casa di riposo a Quero.
Oltre al parroco di Quero, don Alessio Cheso, le
hanno portato gli auguri per Campo di Alano il sin-
daco Serenella Bogana e per Quero il rappresentan-
te dell’amministrazione comunale Antonio Miotto.

Una squisita torta centenaria, musica, canti e balli hanno ac-


compagnato il compleanno ed allietato tutti gli ospiti della casa
di riposo. Un grande ringraziamento è rivolto, da parte dei fami-
gliari, a tutte le operatrici e volontarie della casa che con tanta
pazienza ed attenzione curano Luigia e g li altri ospiti giorno do-
po giorno.

Auguri dalla
Francia
Il Sindaco di Auzat,
gemellato con Quero Vas,
ha trasmesso gli auguri per
un positivo 2018,
rinnovando l’impegno ad
un nuovo incontro per
scambiare momenti di
fraternità. A Jean-Pierre
Ruffé ed a tutto il Consiglio
comunale d’oltralpe, lettori de “Il Tornado”, giungano gli auguri dei nostri amministratori e delle nostre comunità.
8 CRONACA

Il 25° di matrimonio di Simone & Julio


di Silvio Forcellini
Si erano sposati il 13 febbraio 1993 a Vitoria, capitale dello Stato di Espirito Santo, nel sud-est del Brasile. Dieci
giorni dopo le nozze, il 23 febbraio di venticinque anni fa, la partenza per l’Italia, dove hanno trovato casa prima a
Scalon, poi a Caorera, infine a Fener. Stiamo parlando di Simone Tintori e Julio Cesar Cebin, entrambi brasiliani
di chiare origini italiane che, in questo quarto di secolo, si sono fin da subito fatti ben volere da tutti per la loro sim-
patia e affabilità, integrandosi alla perfezione. E in occasione delle loro nozze d’argento, hanno voluto festeggiare
alla grande in compagnia dei loro figli (tutti nati in Italia) Kevin, Laura e Giulia (e dei relativi “morosi”), degli innume-
revoli parenti e degli amici più cari. Domenica 25 febbraio si è iniziato con la Messa ad Alano celebrata da don
Francesco, che ha rinnovato il loro vincolo e ha rivolto agli “sposi” parole affettuose anche per il coraggio da loro
dimostrato nell’aver rilevato, in un periodo di crisi, un’attività commerciale a Fener (la famiglia Tintori-Cebin gestisce
da più di un anno il bar gelateria “Due Valli”, in piazza Dante). La giornata di festa è poi proseguita con un sontuoso
pranzo a base di churrasco - la carne cotta alla griglia tipica dei paesi sudamericani - presso la churrascaria “Tuca-
no” di San Vendemiano. A Simone e Julio l’augurio di tanti tanti tanti anni ancora assieme da parte dell’intera reda-
zione del Tornado. Nelle prime due foto, Simone e Julio nel giorno del loro matrimonio; nelle altre foto Simone e Ju-
lio festeggiano il loro 25°anniversario di matrimonio attorniati da figli, amici e parenti.

Lo Stato Sociale,
da Fener a Sanremo
di Silvio Forcellini
“Una vita in vacanza, una vecchia che balla, niente nuovo
che avanza, ma tutta la banda che suona e che canta per
un mondo diverso, libertà e tempo perso e nessuno che
rompe i coglioni, nessuno che dice se sbagli sei fuori, sei
fuori, sei fuori…”. E’ il coinvolgente ritornello di “Una vita in
vacanza”, il brano de Lo Stato Sociale con il quale il
gruppo bolognese si è piazzato al secondo posto al recen-
te Festival di Sanremo e che lo ha fatto conoscere al gran-
de pubblico, grazie anche alla strepitosa performance della
ottantatreenne ballerina inglese Paddy Jones (“la vecchia
che balla”). Forse non tutti sanno, però, che Lo Stato Sociale, quattro anni fa, si era esibito al Parco del Piave di
Fener. Nella foto del Tornado, ecco il gruppo sul palco del “Reset Festival 2014” organizzato dall’associazione “Li-
bero Pensiero”.
9 CRONACA

A tavola col Tornado:


grande successo da “Chichìbio”
di Sandro Curto e Silvio Forcellini
Oltre 40 persone provenienti da tutto il mondo (Brasile e Slovacchia, Otranto e…Sovramonte, tanto per citare qual-
che località) hanno partecipato al pranzo di pesce organizzato dal nostro giornale, domenica 4 marzo, all’Osteria
da Chichìbio di Fener. Oltre al rilevante numero dei presenti, da segnalare il pieno consenso di tutti al raffinato ed
abbondante menù preparato e servito dallo staff di Alberto Cristante, dagli antipasti crudi (scampi e tonno) a quelli
cotti (canocie, baccalà mantecato, sarde in saor, moscardino, capasanta, tortino di granceola e mazzancolle bolli-
te), dai primi piatti (tagliolini in busera di mazzancolle e risotto di mare) ai secondi (filetto di orata alla mediterranea
e passaggio di frittura), con in più ottimo vino, dolce e caffè. Tra i presenti, una citazione particolare merita il nostro
abbonato Massimo Gino Zatta, giunto appositamente dalla Puglia per l’occasione. Insomma, ottime portate e bella
compagnia: cosa volere di più?
10 RASSEGNA STAMPA

I genitori della primaria si sono mobilitati contro il rischio di licenziamento delle insegnanti diplomate

Segusino, firme per salvare quattro maestre


SEGUSINO. La comunità di Segusino si schiera in difesa delle proprie maestre. Una lettera aperta di protesta, rivol-
ta alla cittadinanza da parte dei genitori dei bambini della scuola primaria “Antonio Canova” di Segusino, è stata
pubblicata in rete ed affissa alle vetrine degli esercizi comunali per sensibilizzare la comunità, mediante una raccol-
ta firme, in difesa di quattro maestre dell’istituto primario che a fine anno rischiano il licenziamento a causa di una
recente sentenza del Consiglio di Stato che impone il conseguimento di una laurea per poter insegnare anche nella
scuola primaria: requisito che fino all’anno scolastico 2001/2002 non era necessario. Riporta il comunicato dei geni-
tori: «Il 20 dicembre il Consiglio di Stato ha emanato una sentenza in cui afferma, in sostanza, che i maestri che in-
segnano con il vecchio titolo di scuola magistrale, acquisito entro l’anno 2001, non potranno più essere inseriti delle
G.A.E. (Graduatorie Ad Esaurimento, da cui si attinge per il 50 per cento delle ammissioni in ruolo) per
l’insegnamento nella scuola primaria per l’infanzia. In questo modo - continua il documento - docenti che coprono
cattedre da molti anni si vedranno revocare anche il ruolo e saranno inseriti nelle seconde fasce delle graduatorie
d’istituto per fare solo supplenze temporanee, sempre che non abbiano superato i 36 mesi di insegnamento preca-
rio, altrimenti per loro si chiuderanno definitivamente le porte della scuola. L’importanza che noi diamo al ruolo che
ricopre la maestra, non è dato solo dall’insegnamento culturale o lo stare al passo con il programma, ma è soprat-
tutto l’affidabilità ed il rispetto e, non da meno, il bisogno che hanno i nostri bambini di punti fermi nella loro vita.
Vogliamo aiutarle a sostenerle sia verso le istituzioni, che sotto il punto di vista umano». E così è partita una raccol-
ta firme in solidarietà delle quattro insegnanti con moduli distribuiti in molti negozi di Segusino: edicola, panificio,
alimentari, farmacia e tabaccheria. Una situazione già molto delicata e discussa, quella dei precari della scuola
pubblica. In Italia sarebbero ben 55mila gli insegnanti, come riporta il sindacato Anief, a rischio di perdere il proprio
lavoro, per quello che potrebbe risultare il più grande licenziamento di massa della storia italiana. Un problema che
la politica dovrà cercare di risolvere il prima possibile, in quanto parliamo di precari che, da numerosi anni, permet-
tono il regolare svolgimento delle lezioni.
da “La Tribuna di Treviso” del 22 febbraio 2018

Il Tribunale di Treviso ha sentenziato la fine della Lastes di Segusino.


Tra i suoi testimonial i cantanti del “Volo”.

Fallisce la Lastes di Segusino,


l’occhialeria delle star di Sanremo
SEGUSINO. I suoi occhiali erano finiti sul palco di Sanremo appena tre anni fa, sul volto dei vincitori - li indossava
Piero Barone del Volo - e di altri”“big” della musica italiana come Grazia Di Michele. Una vetrina di stelle offuscata,
oggi, da una sentenza del Tribunale di Treviso che sancisce il fallimento dell’azienda produttrice, la Lastes Group di
Segusino, realtà storica dell’occhialeria locale con 25 dipendenti (al massimo dell’espansione) e una storia iniziata
nel 1968. Storia che il Tribunale ha fatto finire lo scorso 21 febbraio, recependo un’istanza depositata il 27 settem-
bre del 2017 e decretando il fallimento dell’azienda. Ora si procederà con l’iter previsto in questi casi: i creditori
hanno trenta giorni di tempo per vantare i diritti reali e mobiliari, il 5 maggio è il termine per l’ammissione allo stato
passivo e il 5 giugno ci sarà l’esame davanti al giudice delegato. Uno scenario che nessuno avrebbe creduto solo
tre anni fa. Lastes produceva i suoi occhiali interamente in Italia, investendo in tecnologia, materiali e lavorazioni,
ma vendeva soprattutto all’estero, dove realizzava il 70 per cento del fatturato. Un prodotto particolare, quello di La-
stes, in cui il design e l’originalità convivevano con la più moderna tecnologia. Negli ultimi tempi l’azienda di Segu-
sino aveva deciso di puntare sull’e-commerce, aprendo il portale club1968.it per vendere alcuni dei modelli. Duran-
te il periodo di massima espansione, dopo i successi dei propri testimonial sanremesi, la Lastes Group aveva dato
vita anche a un piano di assunzioni, inserendo nell’organico una decina di unità. Un’espansione che tuttavia si è
fermata, anche a causa della crisi che non ha risparmiato il settore dell’occhialeria tra Trevigiano e Bellunese.
da “La Tribuna di Treviso” del 23 febbraio 2018

Scontro sulla “Feltrina”, muore operaia cinese


VALDOBBIADENE. Ha suscitato cordoglio a Valdobbiadene la tragica scomparsa di Tang Li Ping, cinese di 49 an-
ni, deceduta in un incidente venerdì lungo la Feltrina a Fener. La donna non era molto conosciuta in paese e lavo-
rava in un’azienda agricola di Quero, dove si era recata anche venerdì. Stava proprio tornando dal lavoro con il suo
scooter, quando una Fiat Panda che proveniva dalla direzione opposta l’ha centrata in pieno. L’impatto è stato de-
vastante tanto che, oltre a mandare in pezzi il motorino, si è spezzato il casco. La sfortunata donna è stata catapul-
tata contro la parte anteriore destra della vettura e poi è finita nella scarpata a lato strada. Secondo la ricostruzione
della polizia stradale, la Panda guidata da un cinquantottenne feltrino ha invaso la corsia opposta. Eventuali re-
sponsabilità e perizie saranno affidate all’indagine aperta dalla Procura di Belluno. La quarantanovenne cinese è
stata trasportata con l’elisoccorso al Ca’ Foncello di Treviso, ma non c’era più niente da fare ed è deceduta appena
arrivata in ospedale. Cordoglio tra i connazionali che hanno attività e negozi anche a Valdobbiadene.
da “La Tribuna di Treviso” del 25 febbraio 2018
11 RASSEGNA STAMPA

Dopo cinque anni di passione è pronto il percorso di recupero dell’edificio.


La sindaca Bogana: «Diventerà fulcro di un interessante itinerario montano».

«Malga Doch sarà apripista per il rilancio del territorio»


ALANO DI PIAVE. Malga Doch: dopo cinque anni “di passione”
finalmente l’amministrazione comunale di Alano di Piave può
aprire il bando per l’appalto dei lavori di riqualificazione della
struttura che diventerà punto di riferimento per i tanti fruitori della
montagna alanese. Su malga Doch il progetto è ambizioso. «An-
dremo a ristrutturare l’intera struttura che manterrà, anche dopo,
la sua funzione di malga ma in più avrà anche un ruolo turistico»,
spiega il sindaco di Alano di Piave Serenella Bogana. «Al fianco
della malga verrà infatti realizzato un punto informativo che se-
condo noi sarà un valore aggiunto per la struttura stessa ma an-
che per coloro che vivono le nostre montagne». Il sindaco è in-
fatti convinto che «non possiamo più pensare che la figura del malgaro sia quella classica di un tempo e cioè di una
persona che porta al pascolo le mucche. Il malgaro dovrà diventare parte attiva nella promozione della sua malga in
primis, ma poi di tutto il territorio». Presso il nuovo punto informativo ci sarà quindi una postazione informatica a di-
sposizione degli utenti, ci saranno dei pannelli informativi che l’Amministrazione installerà in posizioni strategiche
per incuriosire i potenziali turisti (il tutto in collaborazione con il museo di Alano di Piave). «Dopo cinque anni di pro-
gettazioni, permessi di ogni tipo e burocrazie varie riusciamo finalmente ad appaltare i lavori per malga Doch che
verranno svolti nel corso della prossima estate», spiega la Bogana. Si tratta di un progetto ambizioso a cui teniamo
in modo particolare». Malga Doch è la prima che si incontra e quindi punto di riferimento per tutte le altre numerose
malghe presenti nel territorio comunale, circa una decina. L’amministrazione comunale alanese non si dimentica di
questo e prevede di intervenire anche nelle altre strutture. «Grazie a un contributo del Gal - aggiunge la Bogana -
riusciremo a sistemare tutte le coperture delle malghe presenti nel nostro territorio, cosicché non ci si debba più
pensare per un bel po’ di anni». Infine il Comune metterà mano alla sentieristica per una manutenzione e valorizza-
zione complessiva. «Come Amministrazione puntiamo al massimo sulla valorizzazione del nostro territorio per cui
tutti questi progetti sono per noi importantissimi», conclude il primo cittadino.
da “Il Gazzettino” del 4 marzo 2018

Il sindaco Bogana: «Il cantiere sarà appaltato in primavera; opera pronta per l’anno 2019/2020».
L’operazione consentirà al Comune di razionalizzare le spese e gli spazi.
La scuola per l’infanzia sarà nuova, mentre l’altro sito verrà ristrutturato.

Alano, in piazza il polo scolastico:


primaria, secondaria di primo grado e ora infanzia
ALANO DI PIAVE. Pronto a decollare il progetto del polo scolastico di Alano di Piave che permetterà a tutti i bambi-
ni frequentanti le scuole dell’infanzia, elementare e medie di riunirsi in un’unica area. A breve l’apertura del bando
per l’affidamento dei lavori di realizzazione del nuovo edificio che ospiterà la scuola dell’infanzia con l’obiettivo di
renderla “viva” con l’anno scolastico 2019/2020.
Il percorso. «Attualmente - spiega il sindaco di Alano di Piave Serenella Bogana - la scuola dell’infanzia è ospitata
in una struttura per la quale il Comune paga un affitto. Una situazione che abbiamo deciso di andare a risolvere con
la realizzazione di un nuovo edificio che sorgerà vicino alle scuole esistenti». Un progetto importante e ambizioso,
resosi possibile grazie anche all’intercettazione di un finanziamento dedicato all’edilizia scolastica. «L’iter non è sta-
to facile - prosegue la Bogana - ma ora finalmente riusciamo ad avviare le pratiche burocratiche che ci consentiran-
no di appaltare i lavori quanto prima». Essendo una struttura realizzata ex novo non ci saranno i noti problemi di in-
tervenire durante la finestra estiva come invece avviene quando si va a ristrutturare edifici esistenti.
Le tempistiche. Non per questo l’Amministrazione alanese lascerà passare il tempo. In mente ha un crono-
programma ben preciso. «L’obiettivo è quello di appaltare quanto prima i lavori e aprire il cantiere in primavera»,
spiega il primo cittadino. «Se tutto andrà come deve andare contiamo di terminare la costruzione del nuovo edificio
tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Procedere poi con l’arredamento della struttura e con il trasloco di parte
delle attrezzature dalla sede in cui oggi siamo in affitto al nuovo edificio in modo tale che, dall’anno scolastico
2019/2020, gli studenti possano iniziare la scuola nei nuovi locali».
Altro progetto. Al fianco di questo importante progetto rivolto ai bambini più piccoli, dai 2 ai 5/6 anni,
l’Amministrazione punta anche a fare un intervento sulle altre scuole di Alano di Piave. «Contemporaneamente ri-
vedremo anche l’impianto antincendio di tutto il polo scolastico, compresa la palestra, per un impegno di circa
50mila euro», chiude la Bogana. Insomma, dall’anno scolastico 2019/2020 i tre ordini di scuola saranno raggruppati
in un unico polo scolastico, tutto di proprietà comunale, e con tutti i vantaggi che questo porta alle famiglie, soprat-
tutto quelle che hanno più figli di diverse età.
da “Il Gazzettino” del 7 marzo 2018
12 CRONACA

Nina e Pina
protagoniste a Susegana
(S.C.) SI è svolta a Susegana il 17/18 febbraio una prova di lavoro per cani
da seguito su lepre organizzata dall’associazione “Segugi e segugisti”. Bril-
lante la prestazione delle cagnette alanesi Nina e Pina, di 5 anni, che hanno
conseguito il primo posto di batteria meritandosi la qualificazione per le finali
stagionali. Eccole nella foto a fianco con i soddisfatti padroni Aldivo Licini e
Domenico Tessaro di Colmirano.

Nozze di diamante
in casa Carminati-Tessaro
(S.C.) Dopo la coppia Nani-Masocco, la chiesa parrocchiale di Campo ha ospitato un altro matrimonio storico. Lo
scorso 1° febbraio, infatti, Ginevra Tessaro e Pietro Carminati hanno festeggiato l’importante traguardo delle noz-
ze di diamante. La coppia ha vissuto a lungo in Svizzera per rientrare poi a Campo, paese originario di lei, dopo la
pensione. Gli amici e i vicini più cari rinnovano, attraverso il Tornado, gli auguri agli sposi dando loro appuntamento
fra cinque anni per le nozze di pietra e fare ancora una bella festa. Nelle foto, l’immagine recente dei due sposi e il
corteo nuziale a Campo del 1° febbraio 1958.

Buon compleanno
a Linda Scopel!
(S.C.) La signorina a fianco è Linda Scopel che, negli
scorsi giorni e più precisamente il 15 marzo, ha compiuto
il suo primo anno di vita per la gioia dei genitori Andrea
Scopel ed Elena De Faveri, dei nonni Luciana e Pietro di
Campo, Giannina e Caterino Oddone di Alano e delle bi-
snonne Assunta e Maria. Il buon compleanno a Linda, at-
traverso il Tornado, arriva dai suoi cuginetti che la cocco-
lano nell’altra foto: Mattia, Matilde e Diletta Scopel ed Et-
tore Zanolla.

SCOPA ALL’ASSO

Al femminile la gara del bar “Al Sole” di Quero


(S.C.) Grande partecipazione alla prima gara di scopa all’asso del 2018 organizzata dal bar “Al Sole” di Quero, ve-
nerdì 16 febbraio. La vittoria è andata alle sorprendenti signorine Erica Spadetto e Fabiola Fornasier, una di Vidor
e l’altra di Giavera del Montello, che, dopo un’avvincente finale, hanno superato Albino Recchia e Giuseppe Ballia-
na di Col San Martino. Che si ricordi il sottoscritto, partecipante a gare locali dal 1983, è la prima volta che una
coppia tutta al femminile vince in zona. Per gli appassionati locali terzo posto di consolazione per gli alanesi Curto-
Licini e per i queresi Faoro-V. Schievenin.
13 CRONACA

Secco-Scarpa protagonisti nel Feltrino


(S.C.) Gianni Secco, di Colmirano, e Giuseppe Scarpa, fenerese con origini veneziane, da qualche anno formano
una coppia fissa sempre presente alle gare locali di scopa all’asso ma, nonostante alcuni successi e molti piazza-
menti, non hanno mai convinto gli esteti di questo gioco (vero Piero?). In questo periodo si sono presi, comunque,
delle belle soddisfazioni andando a vincere, in dicembre, una gara di 80 coppie che interessava tutti i bar del comu-
ne di Seren del Grappa e che si è conclusa a Rasai e piazzandosi terzi, domenica 25 febbraio, in un’altra gara che
ha visto la partecipazione di 62 coppie con fase finale disputata al Travo di Pedavena. Complimenti!

Baccalà e
bolliti alla
“Chiocciola”
(S.C.) La “Locanda Chiocciola”
di Quero è stata protagonista nel
mese di febbraio di due impor-
tanti appuntamenti gastronomici.
Il primo ci viene segnalato dal nostro abbonato e poeta Pino Verri che ha
guidato una compagnia di Bigolino nella degustazione di una cena a base di
baccalà ottimamente preparato dallo chef Manuel e servito con maestria da
Antonella. Nel secondo, domenica 18 febbraio, una ventina di commensali
ha gustato un pranzo a base di bolliti (cotechino, gallina, testina, lingua ecc.
con salse di cren, senape e verde, purè di patate, verdure cotte, tortellini in
brodo, dolce, caffè e vini). La foto di proprietà di Paolo Feltrin ci mostra una
delle tue tavolate col veterano Duilio Specia, classe 1927, sempre presente
mentre non è stata immortalata l’altra nonostante la presenza di tre bellezze alanesi come Andrea, Graziella e Ve-
ronica ma sarà per un’altra volta. Il pranzo ha visto anche il debutto nel locale di Natascia appena arrivata
dall’Ucraina alla quale diamo il nostro benvenuto.

Le 86 primavere
di Maria Giacomin
(S.C.) Lo scorso 2 dicembre Maria Giacomin, vedova Berton, di Quero, ha festeg-
giato i suoi 86 anni, traguardo raggiunto in buona
salute e lucida di mente (nella foto a sinistra). La
ricorrenza è stata l’occasione per radunare la sua
numerosa famiglia in un agriturismo in Valle di
Lamen con, a contorno, una splendida giornata di
sole in un paesaggio innevato. A festeggiare Maria
erano presenti i figli Luciana con Pietro e Gianni
con Maria Pia, i tre nipoti con consorti, i cinque
pronipoti oltre alle nipoti giunte dalla sua amata
Quinto di Treviso. A Maria l’augurio dei parenti e
nostro di trascorrere ancora tante belle giornate di
gioia e serenità.

Auguri, nonna!
Il 23 agosto Maria Vincenza Mazzier, di Alano, ha festeggiato 80 anni. Tanti tanti
auguri dagli amici e dalla famiglia, in particolare dalla nipotina Alice (nella foto a
destra).
14 ATTUALITÀ

COMUNE di QUERO VAS


Provincia di Belluno
Elenco regionale dei luoghi storici del commercio
AVVISO
Vista la nota della Regione Veneto prot. nr. 78888 in data 28/02/2018, pervenuta al protocollo comunale nr. 2056 del
01/03/2018, si rende noto che a partire dal 1 aprile 2018 e fino al 30 aprile 2018 possono esse-
re presentate le nuove domande di iscrizione nell’elenco regionale dei luoghi storici del
commercio, in conformità con quanto previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 696
del 13 maggio 2014.
Le domande sono presentate dai soggetti di seguito elencati, previsti dall’art. 3 della richiamata
deliberazione di Giunta regionale, che siano in possesso dei requisiti prescritti dall’art. 4 e, in par-
ticolare, che esercitino l’attività da almeno 40 anni alla data di presentazione della domanda e che
risultino aperti al momento di presentazione della domanda:
a) Attività commerciali al dettaglio su area privata;
b) Attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
c) Mercati su aree pubbliche;
d) Attività artigianali, con annessa attività di vendita, integrate in un contesto urbano caratterizzato dalla pre-
senza di attività commerciali;
e) Farmacie;
f) Alberghi o locande nei quali vi sia somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ai sensi della vigen-
te normativa regionale.
Le domande, corredate della documentazione prevista dalla citata deliberazione della Giunta regionale, possono esse-
re presentate tramite PEC direttamente alla Regione, Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi – Unità Or-
ganizzativa Commercio e Servizi industriartigianatocommercioservizi@pec.regione.veneto.it e, per conoscenza, ai
Comuni, indicando nell’oggetto la seguente dicitura “Domanda di iscrizione nell’elenco regionale dei luoghi storici del
commercio ditta…..(indicare denominazione)”.
La Regione provvederà direttamente all’istruttoria di competenza.
La modulistica già approvata con la richiamata deliberazione n. 696 del 2014 è pubblicata nel sito internet regionale
nell'area dedicata ai luoghi storici del commercio (http://www.regione.veneto.it - percorsi/attivita-produttive/luoghi-
storici). Quero, 06/03/2018
AUSER
CIRCOLO AUSER “AL CAMINETTO”di ALANO DI PIAVE e QUERO VAS

TOUR 
SULLA COSTA 
AMALFITANA 
considerata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità 
Dal 4 al 8 maggio 2018
 1 giorno: Costiera Amalfitana
 2 giorno: Sorrento e Capri
 3 giorno: la Costiera Amalfitana via mare (imbarco a Salerno)
 4 giorno: Napoli e Pompei
 5 giorno: Visita alla Reggia di Caserta
Pranzo ad Ariccia (famosa per la sua porchetta IGP).
Nel primo pomeriggio partenza per il rientro previsto in tarda serata.
Quota di partecipazione euro 585,00 (per 35 partecipanti)
euro 635,00 (per 25 partecipanti)
La quota comprende: viaggi in pullman, ingresso musei e visite guidate, battello e navetta per Capri,
soggiorno con trattamento di pensione completa in hotel, assicurazione Rct/medico e bagaglio.
(acconto euro 200,00 da versare entro fine marzo.)

Informazioni e prenotazioni in sede AUSER di Quero Vas tel.0439 787861 
Dal lunedì al venerdì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 
15 AUSER

Compleanni: i festeggiati dell’Auser


a cura di Elda Franzoia
Domenica 25 febbraio 2018, i soci del Circolo “Al Caminetto” si sono ritrovati nella casa delle Associazioni di Quero
Vas per festeggiare i nati nei mesi di gennaio e febbraio. Il freddo ancora pungente ha fatto particolarmente apprezzare
l’ottimo pranzo a base di pasta
con zucchine, purè di patate e
polpette “strepitose”, preparato
dalle volontarie. Molto graditi
anche i dolci offerti dai festeg-
giati che sono stati accompa-
gnati da calorosi brindisi intorno
a un bel fuoco scoppiettante nel
caminetto. La giornata si è con-
clusa con la sottoscrizione a
premi sempre molto attesa dai
partecipanti e utile per i vari
progetti di beneficenza. Si rin-
novano i ringraziamenti ai nu-
merosi SPONSOR che, con la
loro costante generosità, contri-
buiscono sempre al successo di
questa iniziativa.
In foto da sinistra: Elda Franzoia (la Presidente del Circolo), Lucia Perenzin, Maria Stella Masocco, Ivana Bernardele,
Celeste Roman, Ida Bronca e Maria Mazzocco.
Si ricorda che la prossima festa si terrà domenica 25 marzo 2018 presso il Ristorante Grill Station di Quero.

CRONACA
Alpini Vas in assemblea per rinnovo Consiglio
Romeo Mazzalovo ancora Presidente
Sabato 17 febbraio 2018 ci sono state le
votazioni presso la sede per il rinnovo del
consiglio del gruppo alpini Vas.
Si è riconfermato per il terzo mandato triennale il
capogruppo Romeo Mazzalovo, coaudiuvato dal
suo vice Francesco Zucchetto, consigliere e
tesoriere Silvano Mazzocco con i consiglieri
Davide Brandalise, Cristian Corrà, Sereno Deon,
Gianantonio Deon, Roberto Mazzalovo, Devid
Pierotto, Francesco Vanzin, Lorenzo
Zuccolotto,e Matteo Viale, consigliere e
responsabile squadra protezione civile Vas.
Grazie a tutti i collaboratori per il lavoro svolto in
questi tre anni e un buon lavoro per i prossimi
appuntamenti.
Il capogruppo Romeo Mazzalovo

In ricordo di Ivano De Marchi


17.03.1946 – 04.02.2018
di Alessandro Bagatella
La frazione di Santa Maria di Quero Vas si è stretta attorno alla famiglia di Ivano
per partecipare al suo dolore, condiviso con la moglie Giuliana, il figlio Alessandro,
il nipote, gli amici e parenti tutti. Ivano De Marchi, originario di Marcon, è mancato
improvvisamente, all’età di 71 anni. Ivano frequentava Santa Maria dagli anni set-
tanta; veniva con i genitori in ferie, qui avevano acquistato una casetta, poi ristrut-
turata. Ivano era di carattere socievole e si era fatto amico di tanti. Nella vita ha fat-
to fronte a varie vicissitudini, positive e negative, come capita ad ognuno di noi.
Ora, ormai in pensione, aveva maturato l’idea di trasferirsi a Santa Maria, nella ca-
sa dei genitori, per godersi la conquistata tranquillità e passare con gli amici ore se-
rene. Ivano era disponibile con tutti, non solo nei confronti di chi aveva qualche ne-
cessità. Era un cittadino attivo e volontariamente teneva in ordine la piazzetta del
Monumento frazionale, curando la strada e assicurandosi che tutto fosse in ordine.
La famiglia ha consentito al trapianto degli occhi. Al suo funerale, ad accompagnar-
lo, sono accorsi in molti e non solo di Santa Maria, ma anche persone dei paesi li-
mitrofi. La Chiesa di Marcon strapiena di gente è stato un segno di gratitudine ver-
so Ivano e un conforto per i famigliari. La moglie ed il figlio vogliono ringraziare quanti hanno, con la loro presenza, par-
tecipato al loro dolore. Ai famigliari rinnoviamo le più sentite condoglianze.
16 CRONACA

Laurea per Cristina Spada in Storia delle arti


Il 15 febbraio Cristina Spada ha coronato i suoi studi con il titolo di Ph.D., dottorato di ricerca in storia delle arti e dello
spettacolo presso l'Università di Firenze, presentando la tesi: “L'indirizzo dei canonici lateranensi: riforma
spirituale e rinnovamento artistico in Veneto tra XV e XVI secolo”.
Congratulazioni vivissime e l'augurio che tanta bellezza e ricchezza della nostra cultura possa continuar a brillar su
questo nostro mondo.

ATTUALITÀ

Che cos’è la Flat tax? Come funziona?


Ecco alcune cose da sapere.
La flat tax (in italiano: tassa forfettaria, letteralmente tassa piatta, cioè in percentuale uguale per tutti) è un sistema fi-
scale proporzionale e non progressivo. Tranne quando sia accompagnato da deduzione fiscale o detrazione, nel qual
caso, anche se l’aliquota legale è costante, l’aliquota media è crescente. Solitamente tale sistema si riferisce alle im-
poste sul reddito familiare, e talvolta sui profitti delle imprese, tassate con un’aliquota fissa. Dopo la proposta del con-
tratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (oggetto del Jobs Act), una riforma dell’IVA e dell’IRPEF potrebbe porta-
re ai seguenti obiettivi principali:
 far scendere le aliquote marginali e medie per i lavoratori con redditi bassi e medi;
 avere un sistema di aliquote marginali crescenti e uguali per tutti;
 sostenere i carichi familiari attraverso un sistema di trasferimenti monetari che elimini il grave problema
dell’incapienza;
 ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, attenuare il problema sociale dei nuovi lavoratori poveri o degli esodati.
Il programma delineato dalla Lega, invece, una delle forze vincenti alle ultime elezioni, ha elaborato una proposta di flat
tax “estrema”. Che prevede di sostituire l’attuale imposta sul reddito – che ha aliquote che vanno dal 23 al 43 per cento
– con un’unica imposta con aliquota fissa al 15 per cento. Prevede una no tax area per redditi fino a 7 mila euro, ma
con una “clausola di salvaguardia per tutti i redditi familiari fino a 15.000 euro i quali potranno continuare ad essere as-
soggettati al regime di imposta vigente nel caso il nuovo non fosse migliorativo”. Si prevede l’introduzione di due sca-
glioni (da 0 a 35 mila euro e da 35 mila a 50 mila euro). A cui si applica una deduzione fissa, cioè uno sconto, di 3 mila
euro. Per il primo scaglione, la deduzione si applica sia alle famiglie che agli individui singoli. Mentre per i redditi che
rientrano nel secondo scaglione, la deduzione si applica solo ai carichi familiari. Il problema sono sempre le coperture:
il gettito Irpef ammonta a 151 miliardi di euro l’anno. Per Armando Siri, neo senatore leghista, cancellando detrazioni
(che vengono tolte dall’imposta) e deduzioni (che servono ad abbattere l’imponibile) gran parte del lavoro è fatto.
D’altra parte le spese fiscali italiane sono stimate in circa 300 miliardi di euro l’anno.
Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
17 ATTUALITÀ

Reddito di cittadinanza:
ecco quali sono requisiti e benefici della misura
che vuole introdurre il M.to 5 Stelle, uno dei vincitori alle ultime elezioni.
Ogni beneficiario dovrebbe iscriversi ai Centri per l’impiego e accettare una delle prime tre
proposte che gli verranno offerte. Il sussidio non arriverebbe subito ma, come chiarito da Di
Maio, “entro il primo anno di governo”. Ed è stato il reddito di cittadinanza tra i punti pro-
grammatici che maggiormente hanno trainato i consensi elettorali del Movimento 5 stelle,
soprattutto al Sud, dove l’esclusione sociale morde di più. Pasquale Tridico, professore
dell’Università Roma Tre indicato nei giorni scorsi da Di Maio come futuro ministro del Wel-
fare, ha indicato così i tre pilastri per un nuovo welfare:
• il reddito di cittadinanza, «importante alla luce della robotizzazione e della disoccupazione, potrebbe essere
usato come strumento per la formazione e come forma di investimento su se stessi»;
• il reddito minimo garantito condizionato alla povertà, «per coprire le fasce di persone in povertà non co-
perte dai contratti collettivi»;
• la riduzione dell’orario di lavoro, «imprescindibile in un Paese con un tasso di occupazione al 57%, come il
nostro».
La proposta del M5S coinvolgerebbe in Italia circa il 20% delle famiglie, un numero estremamente più elevato rispetto
sia al ReI esistente oggi sia al reddito di dignità ipotizzato dal centro destra. Secondo i calcoli di Eurostat, nel 2016 la
soglia di povertà per una persona sola è di 812 euro al mese, che sale a 1.706 euro al mese per una coppia con due
figli: sotto queste soglie nel 2016 stava il 20,6% dei residenti, circa 12,5 milioni di persone. Nel caso di un cittadino
single l’importo può arrivare fino a
780 euro. Nel caso di una coppia
con due figli ad esempio di età infe-
riore ai 14 anni il beneficio sale a
1638 euro, qualora il reddito fami-
liare sia pari a 0, cioè nessuno dei
due abbia un lavoro e guadagni un
solo euro. Il “reddito di cittadinanza”
proposto in Italia dal Movimento Cin-
que Stelle è in realtà un reddito mini-
mo garantito, in quanto non universale
(verrebbe versato solo a disoccupati,
inoccupati o lavoratori che percepi-
scono un reddito inferiore ad una certa
soglia), non incondizionato (ci sono
una serie di obblighi, quali iscriversi ad
un centro d’impiego e dare la disponi-
bilità a svolgere lavori di pubblica utili-
tà) e non di tipo individuale (subisce
variazioni in riferimento al proprio sta-
tus familiare).
Requisiti essenziali
Bisogna avere più di 18 anni, essere disoccupati o inattivi, percepire un reddito o una pensione sotto la soglia dei 780
euro. Occorre poi rendersi disponibili a lavorare e iscriversi ai Centri per l’Impiego pubblici (esonerati le madri o i
padri con figli minori di 3 anni, i disabili e i pensionati) e iniziare un percorso di ricerca attiva di un’occupazione, fre-
quentando corsi di formazione e facendo colloqui con gli operatori dei centri. Nel frattempo si dovrà contribuire a pro-
getti sociali del proprio Comune per 8 ore alla settimana.
Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
18 ATTUALITÀ

  C A R T I E R A di V A S
3-10-17 APRILE + uscita e workshop

“EDUCHIAMO GLI OCCHI”

Questo NON è un corso di fotografia. Non crediamo esista un manua-


le di istruzioni per scattare una bella fotografia. Ci sono dei punti di vi-
sta da cui possiamo prendere spunto per arricchire la nostra sensibilità
visiva, educando gli occhi a prendere in considerazione degli aspetti e
dei dettagli che forse, fino a questo momento, abbiamo sottovalutato.

● 3 APRILE | 20.30 - 22.30 | LA BUSSOLA


Molti di noi non si sono mai messi in pratica nell’uso della Reflex in modalità manuale e credono che questa sia una mis-
sione difficile o quasi impossibile. Non è vero! Quali sono i parametri che dobbiamo prendere in considerazione per poter
iniziare a fotografare liberamente senza nessuna impostazione automatica? Questi parametri sono quattro e sono i punti
cardinali di una perfetta bussola per indirizzare le nostre mani a schiacciare e regolare i giusti pulsanti. // Conduce la se-
rata: Annalisa Durighello.
● 10 APRILE | 20.30 - 22.30 | SPIRAGLI DI LUCE E CIANOTIPIA
La luce ci permette di vedere gli oggetti, di dargli una forma e soprattutto il colore: crea le atmosfere, caratterizza i luoghi,
dà sensazioni. Impareremo come provare a sfruttarla al meglio, poiché la luce è la prima cosa di cui ci dobbiamo preoc-
cupare quando fotografiamo. A metà serata scopriremo la magia della cianotipia, uno dei processi di stampa più alterna-
tivi: una storia individuale viaggerà nel tempo e nello spazio della memoria. Frizzanti spunti per educare gli occhi! // Con-
ducono la serata: Annalisa Durighello e Giorgia Antiga.
● 17 APRILE | 20.30 - 22.30 | LIBERTÀ
- LIBERTÀ DI FOTOGRAFARE Breve introduzione sulle normative legate alla fotografia, liberatorie e protezione delle
proprie opere.
- LA FOTOGRAFIA COME STRUMENTO DI MEDIAZIONE ARTISTICA NELLA RELAZIONE D’AIUTO Ognuno di noi
contiene dentro di sé dei frammenti delle proprie storie, le quali ci permettono di definire le nostre identità e di metterci in
relazione con gli altri. La fotografia, se guidata nel suo utilizzo come stimolo visivo e se messa in relazione con questi
frammenti, ci dà la possibilità di rielaborare delle esperienze, permettendoci di entrare in dialogo con noi stessi, con le
nostre scelte, riconsiderando nuovi punti di vista, nuove soluzioni e dandoci la possibilità di rivedere il nostro copione di
vita. Questo vuol dire prendere coscienza del proprio essere, vuol dire liberarsi. // Conduce la serata: Dario Antonini.
● USCITA + WORKSHOP DI CIANOTIPIA
Il ciclo di incontri si concluderà con un’uscita fotografica + workshop di cianotipia, sceglieremo assieme durante il nostro
percorso data ed orari. Il giorno dell’uscita metteremo in pratica la teoria affrontata negli incontri precedenti, aiutati dalle
linee guida per realizzare alcuni scatti personali. Lo stesso giorno, ci lasceremo affascinare dal workshop di cianotipia,
dedicato a tutti coloro che vogliono avvicinarsi per la prima volta a tecniche di stampa antiche. Saranno messi a disposi-
zione tutti i materiali per sperimentare questo primo progetto basato sui vostri archivi fotografici fisici e/o digitali. // Condu-
cono la giornata: Annalisa Durighello e Giorgia Antiga. // Conduce il workshop: Giorgia Antiga.
Il corso si terrà in CARTIERA a VAS e prevede un minimo di 10 partecipanti e un massimo di 20
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI : educhiamogliocchi@gmail.com // 347.7690941 // 349.6210748 // 348.5663250

COME ERAVAMO

Cartoline di Fener, il ponte nel 1903


a cura di Silvio Forcellini
In questa cartolina postale, che reca la didascalia
“Fener dal Ponte sul Piave”, è riportata una foto del
“vecchio” ponte di Fener scattata nel 1903.

Molti dei nostri lettori ricorderanno la presenza - al


di là del ponte, sul versante di Segusino - di
un’osteria.

Fino a prima della Grande Guerra, all’imbocco del


ponte sorgeva anche una seconda costruzione (ben
visibile sulla destra della foto), destinata ad ospitare
i funzionari chiamati a riscuotere una specie di pe-
daggio, il cosiddetto “ponteggio” (come ci ha rac-
contato Bruno Bozzato, inesauribile “memoria stori-
ca” di Fener).
19 LETTERE AL TORNADO

Se di mille lamentele si facesse una sola azione


di Luca Turchetto
Un giorno in quel di Alano ho visto una mamma con il passeggino… Cosa normale, si potrebbe dire, eppure quale
gioia ho provato nel vedere una così bella immagine che si rinnova ogni qualvolta, nel veder una nuova vita che
cresce nel nostro paesino. Eppure il mio pensiero va poi al futuro di quella creatura: in quale paese si troverà a
vivere? Io sono innamorato di Alano di Piave, per tanti e molteplici motivi, e sebbene i tempi non siano dei più
floridi, e i problemi da risolvere siano molteplici, bisogna cercare di fare del nostro meglio per cambiare e migliorare
le cose. Chiaro che vedere alcune piccole attività chiudere fa male al cuore, ma è anche vero che, allo stesso
tempo, altre attività fioriscono e innovano, ci sono giovani promettenti e, da come pare, il Bellunese è un’ottima
base per lo sviluppo di un turismo sostenibile che potrebbe dare sbocchi ad altre attività correlate. Alano poi può
contare su numerose associazioni che portano avanti bellissimi ed interessanti eventi, che danno colore e
movimento al paese. Eppure, a fronte di un movimento di azione, si contrappone un fronte di polemica. La legge
dell’equilibrio universale esiste, ed è giusto che ci sia, non tutti siamo uguali e la pensiamo allo stesso modo, ma di
fronte al bene comune, al benessere di tutti, a volte non vedo come si possa agire nella polemica. Sì, perché a
fronte di un problema ci si può lamentare del fatto che questo esista e non fare niente, oppure si può fare qualcosa
per eliminare il problema, o aiutare chi di competenza a risolverlo portando una soluzione alternativa. Anche perché
la pura polemica con lo scopo di ostacolare, toglie solo energie vitali. Sì signori, perché se di mille lamentele si
facesse una sola azione, beh, il mondo sarebbe ben diverso. Io vorrei vedere il bambino dentro alla culla crescere
felice in un bel paese, pulito, onesto e, seppure nella difficoltà della vita, almeno in un paese ricco di speranze e
opportunità, perché costituito da gente unita. Penserete che io sia un utopico visionario? Allora chiedetevi cosa
pensavano i ragazzi morti nelle due guerre, i minatori tornati dall’estero, e tutti quelli che hanno lottato per il bene di
questo paese. Io mi sono già dato una risposta e, come recita una poesia di Cardarelli, “fin dove il cuor mi resse
arditamente mi spinsi”, cosi farò anche io.

Contrasti ASTERISCO

a cura di Silvio Forcellini

Questi due bellissimi scatti, opera di due nostri giovani lettori alanesi appassionati di fotografia, ben descrivono i
contrasti in cui ci si può imbattere sulle nostre splendide montagne. La foto a sinistra, di Leonardo Rizzotto, è stata
scattata con il cellulare sul Monte Grappa il 3 gennaio 2018 subito dopo una tormenta di neve. La foto a destra, di
Roberto Collavo, è stata scattata da Alano il 23 dicembre 2017 e ritrae un tramonto mozzafiato sopra Malga Piz.

Una poesia di 63 anni fa


di Alessandro Bagatella
Questa poesia mi è stata insegnata a scuola, in seconda elementare, sessantatre anni fa. Credo che qualcuno, della
mia generazione, se la ricorderà ancora e, comunque, spero di far cosa gradita nel rinfrescare la memoria di questi
versi.
Gennaio mette ai monti la parrucca / Febbraio grandi e piccoli imbacucca / Marzo libera il
sol da prigionia / April di bei color orna la via / Maggio vive tra musiche di uccelli / Giugno
ama i frutti appesi ai ramoscelli / Luglio falcia le messi al sol leone / Agosto avaro ansante
le ripone / Settembre dolci grappoli di rubina / Ottobre chi vendemmia riempie la tina / No-
vembre ammucchia aride foglie in terra / Dicembre ammazza l’anno e lo sotterra.
20 CRONACA

La morte di Luigi Dallo


di Sandro Curto
E’ mancato improvvisamente, a fine gennaio, nella sua casa di Vas, il nostro abbonato Luigi
Dallo, classe 1949, conosciuto anche come “pretor” o “vice”. Uomo dai molti interessi, ex
calciatore, tifoso della Juventus, appassionato di caccia, dichiaratamente di sinistra in politi-
ca e sempre attento alla realtà locale e nazionale, passava un’oretta tutti i giorni nel suo bar
preferito (“Le Bollicine” di Scalon) a leggersi i quotidiani; era spesso presente anche alle no-
stre iniziative, che si trattasse di una gita o di un pranzo.

In ricordo di Elda Mondin


di Sandro Curto
Il 12 febbraio ci ha lasciati Elda Mondin in Faccinetto, di Campo. Molte le analogie con la
morte di Luigi Dallo, dall’età, entrambi erano del 1949, al malore improvviso in casa che ha
portato in pochi minuti alla fine. I familiari, attraverso il Tornado, la ricordano per la sua dedi-
zione, per la sua generosità, disponibilità e attenzione verso gli altri, per il suo darsi incondi-
zionato, per la sua simpatia: era una donna piena di vita e di amore per la vita. La vita se l’è
portata via ma nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta.

La morte di Silvano Andreazza


di Sandro Curto
E’ deceduto il 1° marzo all’Hospice “Le Vette” dell’ospedale di Feltre, dove era ricoverato
causa grave malattia, Silvano Andreazza di Quero, classe 1948, ex operaio dell’IMA Ferroli.
Da giovane era stato calciatore militando in una delle prime formazioni della Polisportiva Te-
gorzo dove giocava anche il fratello Romeo.

ALTRI DECESSI Oltre a quelli menzionati in questa pagina, molti altri i decessi che si sono
succeduti in zona in questo periodo, tutti dopo lunga malattia: ad Alano Antonia Secco ve-
dova Spada di anni 93 e Giuseppe Pisan di anni 88, a Fener Renata Franchino di anni 65, Mario Luigi Tessaro di
anni 87 (l’ultimo dei fratelli “Basìn”) e Luigi Schievenin di anni 76. A tutte le famiglie le condoglianze della Redazio-
ne.
LETTERE AL TORNADO

In ricordo di Angelo, Caterina e Giacomo Biz


di Maria Biz
AL FRATELLO ANGELO Perché, Signore, non
hai scelto me e invece hai scelto mio fratello An-
gelo? Lui ha fatto scudo a questo mio corpo
stanco. Da anni ho questo martirio e chiudo nel
cuore quel fratello tanto amato. Solo Iddio lo sa
quante lacrime ho versato sul suo corpo immoto.
Grande è stato lo strazio di mamma, forte il pian-
to sul luogo pio, sul freddo marmo al camposan-
to dove riposi ormai, fratello mio!
PER TE MAMMA Mamma… Ho desiderio di rivederti,
è come quando ho sete e l’arsura ti brucia dentro e
brami l’acqua fresca della fonte. E’ Gesù che ti mandò in questo mondo. Lui che a trent’anni, garzone scalzo ma di molto zelo,
oggi è Santo con te in cielo. La vecchia casa è là, vuota. Le porte sono chiuse, il focolare è spento. Manca il tuo calore e il cuor
mio duole, ne risento... Ti parlo, non mi rispondi, prego e tu mi ascolti, ma non ti vedo. L’ombra tua vaga nella stanza. Lacrime
amare scendono lungo le gote mie e nella gola un nodo sento. Io sono qui, a casa tua, che ti aspetto sempre. Nel muro, appeso
un quadro, c’è la tua figura, ti guardo, ti parlo, ma nella mia mente vaga il fatale giorno della tua sepoltura.
A PAPA’ GIACOMO BIZ Lungo il sentiero del cimitero a te è rivolto il mio pensiero. Un mazzo di fiori ti ho portato,
per farti capire che non t’ho dimenticato. Questo dolore che mi porto dentro, io ti ricordo ogni momento. Dagli occhi
scendono lacrime amare, un dolore continuo mi fa soffocare. Solo un istante vederti bramerei, per esprimerti i sen-
timenti miei. Colmi sono di amore e bontà che ho per te, mio caro papà.
21 LETTERE AL TORNADO

I Fanti della Brigata “Aosta”


(Regg.ti 5° Girgenti e 6° Palermo)
di Angelo Ceccotto
La grande storia proviene dal creato, una storia messa a disposizione dell’uomo per custodirla evitando di stravolgerla,
facendone uso come bene per l’umanità. Tutto questo è venuto meno per l’egoismo dell’uomo il quale, seguendo la legge
del più forte, ne ha condizionato e usurpato la sua realtà. Quella realtà umana che nel tempo, tra domini, conquiste,
flagelli e tendenze espansionistiche, ha soverchiato l’identità umana, costringendola alla tribolazione terrena. Ora parlare
della storia è difficile anche per i benpensanti, dove per scelta o per opportunismo entrano spesso in contraddizione. Se
questo è l’andazzo umano, è difficile anche per noi parlare di storia, quella storia che ha visto coinvolto il nostro Comune
nei due conflitti mondiali. Pertanto, per descrivere gli avvenimenti storici del passato ci vuole prudenza e consapevolezza
di non essere né scrittore né storico, ma un semplice cittadino che è intento ha ripercorrere la storia analizzando quegli
eventi, che sono molteplici e che hanno segnato un triste passato per l’umanità e per la nostra popolazione. Cosicché la
ricerca vuol portare alla memoria i fatti pubblici di quella tragica realtà riemersa con il centenario della Grande Guerra. Lo
spunto primario viene laddove sono ben visibili le trincee, le gallerie, i cunicoli ancora aperti, i camminamenti divenuti
sentieri di escursione storica, come pure le ferite che pesano su tante famiglie per la perdita di un loro familiare. Tutto
questo è ancora ben visibile e sentito, determinando quale fu per la nostra gente e per i nostri soldati l’ardua resistenza
sulle nostre montagne. Ed è questo il mio intento nel riportare a conoscenza alcune Brigate di Fanteria che col loro ardire
determinarono la lotta finale della liberazione, avvalendomi di diciture e testimonianze ufficiali, come già descritto su
questa rivista, sugli eventi eroici della Brigata “Como” sul M. Cornella, articolo “I Fanti sul M. Cornella”, n. 694. In questo
contesto ricordiamo la Brigata Fanteria “Aosta”, Regg.ti 5° Girgenti e 6° Palermo. I Fanti dell’eroica Brigata “Aosta”
con i suoi Reggimenti, Battaglioni, Compagnie, hanno elevato il loro valore e ardimento che non ebbero eguali,
riconosciuti anche dall’avversario, opponendogli abilità tattica ed estremo coraggio e costringendolo ad un umiliante
ripiegamento e ad una parziale resa alla prigionia. Questo avveniva ai primi di ottobre del 1918, schierata dapprima tra la
Medata e Porte di Salton e Alta Val Calcino. Fu poi verso gli ultimi giorni di ottobre che i Fanti della Brigata “Lombardia”
resistevano tra Col dell’Orso e M. Solarolo; a dar loro man forte a est di questa, furono chiamati i Fanti della Brigata
“Aosta” a risalire con determinante impeto sul Solarolo e a espugnare senza ripensamenti il M. Valderoa, capovolgendo
le sorti della battaglia, un compito arduo di scardinamento che non ebbe uguali per quei luoghi, dapprima contesi da aspri
combattimenti tra i nostri soldati e quelli avversari. Brillante e risolutivo fu l’assalto alla conquista del M. Valderoa, laddove
i Fanti si distinsero per coraggio, orgoglio e fierezza, avendo ragione sull’avversario umiliandolo, quantomeno sorpreso
dalla nostra travolgente avanzata, respingendolo con impetuosa sforbiciata giù per le vallate non dandogli scampo,
incalzandolo a nord di M. Fontanel, Col de Spadarot, Valdumela, Primion, Avien e Costa Caorera. Più a est incalzato,
veniva inseguito e gettato allo sbaraglio lungo l’impervia Val Calcino, Cinespa, Duevalli, Lauche, Valmaor per convogliare
sul paese di Schievenin di Quero dove i Fanti dopo tanto ardimento andarono a riposo. I meravigliosi Fanti ebbero così la
riscossa su chi baldanzoso risaliva queste vallate e monti, convinto di un’epica vittoria, venendo meno all’impetuosa
audacia che fu per i Fanti l’indiscusso esempio di patriottismo nonché il riscatto sulla prepotenza avversa. D’altronde
costò un caro prezzo questa conquista, poiché per devota e patriottica virtù il sacrificio dei Fanti e Ufficiali Caduti fu di
1.474 unità. Non minore fu il dramma per gli Austro-Ungarici, la cui disfatta la sentivano da qualche tempo,
moltiplicandosi così le diserzioni e divenendo per i comandanti un pretesto per infliggere loro un ulteriore calvario, quello
dell’impiccagione. Situazione disumana che rese quel comando indegno dei suoi soldati. Come si può costatare, a subire
involontariamente la triste sorte della guerra sono sempre i più deboli, in misura maggiore se perdenti, posti con
autorevolezza all'estremo servizio sui quali ricadono sempre le conseguenze e le sorti più disumane. Qualche giorno
dopo, nella fase di rastrellamento, Monsignor Giacinto Muccin racconterà che “allora militare aggregato all’Artiglieria
Campale posta nelle retrovie, nel 1918 a conclusione dell’ultimo pattugliamento nella zona rovinosa di Quero, ci
inoltravamo poi nella valle devastata di Schievenin. Nel perlustrare tra le case bombardate della zona trovammo una
trentina di soldati a maggioranza anziani Austriaci e Ungheresi sbandati e denutriti che si dettero subito prigionieri
soffocati da un pietoso pianto, dimostrando una resa desiderata e liberatoria. Condotti a Quero per un improvvisato
rancio, furono rifocillati, per quanto possibile, poi condotti a Feltre. Per quanto riguarda la popolazione di Schievenin non
notammo alcuna presenza di civili in paese”. Per queste azioni di grandezza la Brigata “Aosta” e i due Reggimenti
vennero insigniti di Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Citazione sui bollettini di Guerra del Comando Supremo: “Al termine del conflitto, il 5° e 6º Reggimento avevano
avuto 50 ufficiali e 1474 fanti caduti per la Patria. Oltre alle ricompense e decorazione delle medaglie meritarono anche
tre citazione sui bollettini di guerra del Comando Supremo. I loro uomini vennero decorati con 232 medaglie d'argento e
358 medaglie di bronzo al valor militare”.
Aiutante Janniello Pasquale, decorato M.O. al V.M. del 6° Reg.to, 24 .10.1918, Porte di
Salton: “Aiutante 6° Reggimento, “Aosta”, al riaccendersi della lotta fuggiva dal posto di
medicazione, eludendo la sorveglianza del sanitario che ne aveva disposto l’inoltro in un
ospedale da campo, ed accorreva alla battaglia, debole bensì per il molto sangue perduto, ma
animato dalla più ardente e più pura fede. Cadeva sulla soglia delle Porte di Salton, che la
incessante ed intensa mitraglia nemica interdiceva, e che egli per primo aveva voluto varcare,
consacrando con una gloriosa morte il suo fulgido valore. Porte di Salton (Spinoncia), 24
ottobre 1918”. A perenne Memoria - Onore e Gloria ai Fanti.
Sia un gesto di riconoscenza per la grandezza e l’eroismo per quei Fanti Caduti, e un
doveroso sentimento di pietà per gli Avversari, ponendoci con fede a non dimenticarli. ORA e
SEMPRE VIVA I FANTI.
22 LETTERE AL TORNADO

Una storia vera


C’era una volta il granoturco
a cura di Oliva De Rui
Proprio così dovremo dire visto che per una serie di problematiche non sarà più possibile coltivare questa coltura
(ma meglio ancora vorrei dire cultura!).
Mi riferisco in particolar modo alla produzione di granella per ottenere la tanto celebre POLENTA. Quell’alimento
che ha sfamato generazioni di Genti Venete e che ha permesso ai nostri padri di non morire di fame nel periodo
delle due Grandi Guerre mondiali. Tante sono le avversità naturali che colpiscono questo cereale:
La Diabrotica: (foto a lato) un insetto che compie più
generazioni; la prima a scapito delle radici del mais. Le
larve di questo coleottero si nutrono delle radici cau-
sando una crescita stentata con allettamenti della pian-
ta che tende a rialzarsi dal suolo curvandosi e prenden-
do la forma del “collo d’oca“. Gli adulti sulle spighe ero-
dono gli stigmi (sete) provocando la perdita di numerosi
semi perché non fecondati.
La Piralide (le due foto qui sotto a destra) che nelle
stagioni siccitose favorisce con i suoi escrementi e ro-
sure l’insediamento
di micotossine can-
cerogene per l’uomo
e per il bestiame.
L’oncologo Veronesi
era solito dire che
aveva molta più probabilità di ammalarsi
di cancro un consumatore di polenta friu-
lano che un vigile urbano di una città co-
me Milano.
Altre avversità di natura minore sono il
carbone (o tumore del mais) anche que-
sto favorito da un clima siccitoso con
temperature tra i 26° e 34° gradi; la not-
tua (foto in fondo) una larva che erode il
colletto del mais (si nota quando le pian-
tine raggiungono i 30-40 cm. e si inter-
viene per diradarle dopo una semina
manuale) ma che non producono grossi danni. Se facciamo tutte le operazioni colturali a macchina, dalla semina
alla raccolta con mietitrebbia, non ci rendiamo conto di quante di queste avversità siano presenti nel nostro campo,
specialmente i danni causati dalla Piralide e la presenza di micotossine queste ultime localizzate sulla parte apicale
delle spighe.
Se poi teniamo conto che il prezzo della granella non
copre i costi di produzione tutto questo farebbe passare
la voglia a qualsiasi persona normale.
Ma siccome c’è sempre qualcuno che nonostante tutto
e tutti vuole insistere a seminare mais per il gusto e la
passione di volerlo fare e per poter dire il mio Sponcio o
Maranello o Biancoperla è a KM O, ebbene dopo tutte
queste avversità naturali dovrebbe fare i conti con av-
versità molto più gravi… Mi riferisco alle orde di cin-
ghiali che senza timore entrano nel tuo campo, (anche in presenza di recinto elettrico, ”tanto per una piccola scari-
ca elettrica possono banchettare indisturbati tutta la notte”) calpestano e distruggono tutto il tuo raccolto lasciando
in piedi le piante perimetrali in modo da non essere visti finché “il lavoro“ non sia stato ultimato. Di queste 2 o 3 file
di pannocchie rimaste non potrai raccogliere niente perché i corvi a loro volta completeranno velocemente l’opera.
A questo punto non ti resterà che entrare nel campo con il trincia stocchi per non dover vedere quello scempio,
arare sotto tutto, e fare uno sforzo per dimenticare al più presto. Purtroppo continuando di questo passo non an-
dremo tanto lontano.!!!
ASTERISCO
La foto di copertina
(M.M.) Peschiamo ancora una volta dall’archivio del compianto amico Gianni De Girardi, che mi aveva affidato il com-
pito di custode di molti dei suoi scatti fotografici digitali. In copertina abbiamo scelto un primo piano di una fioritura che
di solito avviene già in marzo, fino a maggio. Si tratta di un anemone: l’Anemone Hepatica, famiglia Ranuncolacee, più
comunemente conosciuta anche come erba trinità. Il nome comune "erba trinità" deriva dal Medioevo in quanto negli
affreschi di carattere religioso spesso le foglie di questa pianta servivano a simboleggiare uno dei dogmi cristiano-
cattolici relativi alla natura di Dio. Una curiosità: in Svezia il fiore, in versione gialloblu, è il simbolo del partito nazionali-
sta dei Democratici Svedesi. Gianni ha scattato questa foto con una Nikon Coolpix L22 il 15 marzo del 2015 alle 12:50.
Non conosciamo l’esatta località, ma sicuramente in zona. Tempo di esposizione 1/160 s. numero F= 3.1 ISO 80.
23 ATTUALITÀ
24 LETTERE AL TORNADO

In ricordo di Renata Franchino


Il 9 febbraio Renata Franchino, madre di quattro figli è deceduta dopo sei mesi di lotta
contro la malattia. Questo il ricordo di uno dei figli, Paolo La Placa:
«Quattro figli tutti maschi. Brava tua mamma!». Quante volte abbiamo sentito questa frase.
Già. Non siamo mai stati una famiglia normale. Ma tu hai fatto di tutto per farci sentire una
famiglia ed insegnarci il valore di quella parola. Ci hai caricati sulle spalle e ci hai cresciuti a
pane e coraggio, da sola, quando tutti dicevano che non ce l’avresti fatta. Da un giorno
all’altro, ti sei trovata sulle spalle la responsabilità delle nostre esistenze, da crescere e
sfamare, in una casa lontana dalla tua famiglia e senza più, senza mai in realtà, un
compagno con cui condividere le fatiche. Sembra una favola moderna, magari una di quelle
da scriverci un libro tra i tanti che leggevi. Non ti sei persa d’animo. Ti sei rimboccata le
maniche, grazie a poche e stupende persone, sei ripartita da zero. Grazie all’aiuto della tua famiglia abbiamo
ricostruito un nido, in cui crescere in quell’ambiente che si era fatto così arido. E da lì siamo rinati una seconda
volta. Come in un lungo sonno fatto di momenti difficili, forza e determinazione, ma soprattutto amore, quello tuo,
poco appariscente ma fatto di sostanza, ci siamo risvegliati uomini. Con te al nostro fianco, ancora. Mamma
coraggio con la passione della tecnologia, che faceva sorridere chi ti conosceva per via delle tue trovate sempre
geniali, sempre in prima linea a correre ad aiutare le tue sorelle quando avevano bisogno di te. Come se la tua vita
non fosse già stata abbastanza difficile, hai sempre dovuto lottare contro la malattia. “Mamma guerriera” anche lì,
non ti sei persa d’animo e hai sconfitto ad una ad una anche i malanni, più o meno gravi. Fino a quest’ultima,
maledetta. La sfida impossibile, troppo forte anche per chi come te aveva superato tutto. Che piano piano ti ha
messa in ginocchio, anche se sempre dignitosamente. Mai un lamento di troppo, per non “disturbare”. «Spero un
giorno di sentire da mio figlio le stesse parole che io dico a te oggi, mamma». Era la festa della tua pensione. Sei
sempre stata restìa alle dimostrazioni di affetto evidenti. E in questo ti assomiglio molto. Ma nella lettera che sono
riuscito a scriverti quel giorno, sono riuscito a descrivere in poche frasi le emozioni di uomo e di figlio, una vita
accanto a te. E oggi posso dire che, se l’esistenza assomiglia ad una partita, in cui vince chi è riuscito a farsi amare
e chi ha amato, tu hai vinto. Grazie mamma.
Cogliamo l’occasione ringraziando chi l’ha seguita negli ultimi vent’anni, il dott. Longo Augusto; negli ultimi mesi, gli
infermieri delle cure palliative Hospice “Le Vette” di Feltre; tutti coloro che sono intervenuti durante il rosario,
durante il funerale, con omaggi floreali, chi verso i familiari con un semplice abbraccio, una stretta di mano, una
parola di conforto...
I figli Alberto, Federico, Michele e Paolo

Ricordando Noè Rizzotto


Quero (BL) il 10.10.1925 - Feltre (BL) il 17.02.2018
Papà: Rizzotto Giacomo Giovanni - Mamma: Dal Zotto Lucia
Il 17 gennaio 2018 si è spento serenamente alla veneranda età di 92 anni. Dopo aver
lavorato in vari cantieri nel nord Italia e poi al distributore di carburante a Quero, nei
primi anni ’60, dopo il matrimonio, si era trasferito con la moglie a Somma Lombardo
dove ha lavorato come idraulico fino alla pensione. Da oltre un anno, dopo la morte
della moglie Teresina, era tornato a Feltre ospite dalla sorella Pierina, dove ha vissu-
to serenamente, ricevendo spesso anche la visita del fratello Silvio. Per sua volontà è
stato tumulato a Quero, nella tomba dei genitori, dove, una volta espletate le pratiche
comunali, verrà trasferita anche la moglie Teresina.
Orazione funebre dei nipoti
Caro zio Noè,
siamo tutti qui oggi a salutarti per l’ultima volta e desideriamo ricordarti con tutto il
nostro affetto. Il tuo nome è così inusuale che non avevi bisogno del cognome o di
un soprannome per essere riconosciuto: per tutti eri semplicemente “il Noè”, sia a
Quero, tuo paese natale, che a Somma Lombardo, in provincia di Varese, dove eri
emigrato per lavoro con tua moglie dopo il matrimonio. E a Somma hai vissuto per tanti anni a fianco della tua amata
Teresina. Non hai avuto figli ma hai avuto tanti nipoti e anche i figli dei vicini di casa ai quali hai voluto bene e dai quali
sei stato ricambiato. D’altro canto era facile volerti bene. Eri sempre sereno, gentile e disponibile con tutti. Ti piaceva
correre in bicicletta e stare in compagnia, o come dicevi tu “fa’ i banchett co i amis”, cioè mangiare assieme in allegria.
Anche perché, grazie ai diversi lavori che hai fatto, prima a Quero al distributore di benzina e poi a Somma come idrau-
lico, sempre a contatto con la gente, eri conosciuto ed apprezzato e di amici ne avevi molti. Da poco più di un anno,
dalla scomparsa di Teresina, eri tornato a Feltre tra le tue amate montagne, insieme a tua sorella e a tuo fratello, vicino
a Quero, che non avevi mai dimenticato e dove volevi essere sepolto. Nonostante il lutto che ti aveva colpito e i tanti
malanni che ti portavi appresso, avevi conservato la tua serenità d’animo e non mancavi di ringraziare per quanto ti
veniva fatto, sostenuto da una grande fede e dalla compagnia di Olga, cui eri sinceramente affezionato, che ti ha ac-
cudito come un familiare. Ora che ci hai lasciati vogliamo pensarti in cielo a banchettare con Teresina e tutti gli amici.
Ciao zio
25 COME ERAVAMO

Incontri del 1927


(S.C.) Per la nostra rubrica “Come Eravamo” due momenti conviviali della classe 1927 della quale faceva parte il
compianto Francesco Guerra, marito della proprietaria delle foto, la nostra abbonata di Quero Fabriella Zauli. Quella
con le donne è ristretta al comune di Quero ed è datata 1977, scattata quindi in occasione del mezzo secolo di vita;
nell’altra, senza data, è sparita la presenza femminile ma la cerchia si è allargata in quanto compaiono volti noti di
Alano e Vas. Di sicuro è presente il mitico Duilio Specia, uno dei pochi se non l’unico ancora in vita, facilmente ricono-
scibile seduto al centro in entrambe le foto.

Accadde nel 1998


a cura di Sandro Curto
RINNOVI CARICHE NELLE ASSOCIAZIONI Valentino Rech viene riconfermata capogruppo del Gruppo Alpini “Val-
deroa” di Alano di Piave con Antonio Pietro Nani e Giovanni Cesare Rizzotto vice ed Elio Collavo segretario. Giovanni
Carelle è nominato presidente della Coldiretti alanese con vice Dino Mazzier. Candido Mondin diventa presidente del
Comitato Turistico di Schievenin, vice Jury Specia e segretarie Marina Rech e Paola Specia.
DECESSI Nel mese di gennaio 1998 muore Gildo Schievenin, emigrante, ambulante, commerciante, fondatore della
sezione ANPI di Quero, personaggio molto stimato in paese. A Fener muore Severino Bacchetti, classe 1920, com-
merciante ambulante di formaggio e titolare del bar e negozio in piazza Dante. Aveva partecipato alla Campagna di
Grecia ed alle operazioni antiguerriglia in Montenegro per finire poi prigioniero in Germania e rientrare a casa solo a
guerra finita. A soli 36 anni ci lascia Italo Pisan, originario di Alano ma da tempo residente in provincia di Brescia dove
lavorava nei servizi forestali. La sua autovettura viene travolta da un treno merci ad un passaggio a livello incustodito.

Auguri, Neri!! CRONACA

Lo scorso 25 gennaio abbiamo festeggiato i 96 anni di Neri Gelisio. Nato


nel 1922 a Lentiai, cresciuto a Campo per poi mettere su famiglia con la
moglie Alice in quel di Uson. Emigrato in Germania, Svizzera e Francia per
lavoro, é scampato alla guerra ed alla campagna di Russia, non perde oc-
casione per raccontare ai suoi nipoti le avventure e i ricordi di quei momen-
ti. Nonostante le tante primavere é ancora molto tenace e fatica a stare con
le mani in mano!
Ancora tanti auguri nonno Neri, da tutta la tua famiglia!!
26 ATTUALITÀ

Segnaliamo l’iniziativa dei volontari del Primiero che stanno sostenendo la missione di padre Bruno
Dall’Acqua, proponendo un articolo tratto da: RSS LaVocedelNordEst.it. Aiutiamoli!

I progetti in corso nella missione in Madagascar


di Liliana Cerqueni
(Trento) – Magadascar: uno Stato insulare con 25 milioni di abitanti, ben 18 gruppi etnici, una popolazione per il 45%
cristiana (cattolici e protestanti).
Proprio in questa terra, padre Bruno dall’Acqua, dei padri Carmelitani, opera per la costruzione di un grande polo
ospedaliero, un progetto già tradotto nei primi interventi con l’aiuto di molti volontari tra cui Amici per l’Africa di Primiero
e il sostegno finanziario di tutti coloro che hanno creduto e credono nell’iniziativa.
Padre Bruno, com’è cominciata la sua vita di religioso missionario e l’avventura Magadascar?
Ho avuto la grazia di essere cresciuto in una famiglia molto religiosa di Oderzo (Treviso); mio padre ogni mattina ini-
ziava la giornata pregando in ginocchio nella stalla e mia mamma era molto sensibile ai bisogni degli altri, caritatevole.
Eravamo cinque fratelli, tre dei quali diventati sacerdoti. Una famiglia cristiana come c’erano dalle nostre parti nel Ve-
neto, ma anche in altre zone.
Negli Anni Settanta andai a Vittorio Veneto a frequentare il Seminario Minore: erano gli anni della contestazione e si
sentiva anche noi la necessità di uscire, di stare più vicini alla gente per comprenderne i problemi. Ho proseguito quindi
per sette anni con il servizio civile a Cinisello B. (Milano) in una comunità per persone in difficoltà come alcolisti, ragaz-
ze madri, ex prostitute, e tanti altri casi. Sono stato poi nella comunità di Sedico (Belluno), appena avviata.
Terminati gli studi al Seminario sono diventato Carmelitano religioso e sono subito partito per il Magadascar perché
proprio là operava la nostra congregazione. Era successo che avevano ucciso un nostro confratello in circostanze po-
co chiare (si parla anche di uno scambio di persona) e mi venne chiesto di raggiungerli cominciando così l’avventura in
quell’isola, dove ho pronunciato i miei voti solenni. Sono già 31 anni di vita in quel territorio.
Quali sono le prime difficoltà che ha incontrato in quel cambiamento di vita così drastico?
Ero un po’ abituato ai problemi, avendo operato in ambienti socialmente critici come le periferie urbane, a contatto con
senzatetto e persone in difficoltà. Si viveva anche in quei contesti, di provvidenza e tutto ciò che arrivava. Non è stato
molto diverso in Africa: tanta povertà, tanti bisogni, mancanza di diritti. Ho dovuto imparare la lingua del posto per
comprenderne la cultura, la mentalità, le usanze, per meglio entrare in contatto con la popolazione e mettermi in atteg-
giamento di ascolto. La gente è comunque molto accogliente e se tu accogli, sarai accolto.
Lo Stato, pur essendo poco presente, ci lascia fare, è tollerante della nostra presenza. Ci vuole moltissimo spirito di
adattamento nella quotidianità perché le differenze rispetto il nostro mondo sono profonde: il cibo, le abitudini, la mobi-
lità, i rapporti, le mentalità. Importante è formare la popolazione, aiutarla a prendere in mano la sua realtà e metterla in
grado di crescere, preparare le persone ad affrontare un’esistenza migliore.
Come nasce e si evolve il progetto a cui sta lavorando ora, che riguarda la costruzione di un grande ospedale a Ma-
zanga, città a 600 km dalla capitale?
Il progetto dell’ospedale nasce dal bisogno di occuparsi in modo concreto ed efficiente del problema della salute: la
sanità è tutta a pagamento, non esiste un’offerta sanitaria per tutti e in tutte le specializzazioni, ci sono alti dati di diffu-
sione della malaria, peste, febbre tifoidea, tubercolosi e si muore spesso di parto e sottonutrizione. Ci siamo messi al
27 ATTUALITÀ

lavoro, collaborando con la Commissione della sanità della Diocesi, con medici e personale paramedico pensando a
una struttura ospedaliera completa.
Abbiamo iniziato con le generose donazioni di una famiglia di Treviso, il prezioso aiuto di tecnici e lavoratori volontari
(è arrivato un bravo ingegnere, muratori, piastrellisti, installatori, soprattutto elettricisti di cui c’è tanto bisogno) e un
gruppo medico già impegnato sul posto, un insieme di competenze che hanno permesso l’avvio del progetto. Abbiamo
fatto richiesta di aiuto alla CEI vaticana e dopo due anni abbiamo ricevuto consenso, fiducia e sostegno economico
che copre la metà dei costi previsti (Euro 1.500.000 in tre rate, provenienti dalla destinazione della donazione Otto per
Mille).
Con questo contributo abbiamo potuto vedere un futuro più chiaro davanti a noi e programmare con più sicurezza.
Quest’anno ci siamo occupati anche della costruzione dei nuovi locali della scuola che dovrebbe formare nuovo perso-
nale paramedico, infermieri e ostetriche. Ci chiedono anche di avviare in futuro l’Università ma per questo c’è tempo.
Intanto abbiamo attivato delle convenzioni con lo Stato per il funzionamento dell’ospedale; abbiamo mandato medici a
specializzarsi fuori per Pediatria, Ostetricia e Chirurgia, Laboratorio analisi e TAC. Stiamo mettendo assieme tutte le ri-
sorse possibili con lo scopo di dare un servizio per il bene della gente.
La sfida che ci attende nel futuro è anche quella di riuscire a coprire i costi di gestione dell’ospedale: moltissima gente
non può pagare e per affrontare un’operazione deve vendere una mucca o un pezzo di risaia, oppure si affida total-
mente allo stregone in mancanza di denaro.
Vedremo come gestire al meglio le situazioni, dando il via a piccoli progetti di sostegno e a una valutazione equilibrata
delle attività redditizie all’interno dell’ospedale (laboratori ecc.) in modo da coprire i costi per coloro che non hanno nul-
la con i proventi di chi può pagare i servizi. Arriveranno dei carichi di attrezzature smesse nei vari ospedali, rimesse a
nuovo e pronte per l’uso. Si vorrebbe offrire il più ampio spettro di spazi specialistici con visite bisettimanali, medici iti-
neranti e un gruppetto stabile.
Un ponte tra Primiero e Africa
Un apprezzabile contributo in termini di collaborazione al progetto lo sta dando anche l’Associazione Amici dell’Africa,
un’associazione primierotta di circa 60 volontari nata nel 2000, ci spiega Bruno Brunet, cresciuta negli ultimi anni e
operante con progetti esterni in appoggio a interventi ampi, come quello dell’ospedale di Mazanga (costruzione strada
di accesso, pozzo acqua potabile, allestimento aula informatica per la scuola del costo di circa 20.000 euro, sistema di
insegne), oppure progetti autonomi dell’Associazione proporzionati alle risorse e alle capacità del gruppo.
Le Valli di Primiero e Vanoi hanno da sempre una grande vocazione al volontariato di estrazione sia religiosa che laica;
gli Amici dell’Africa si spendono nel doppio lavoro di diffondere sensibilità sul territorio locale e prestare risorse e com-
petenze per la creazione di strutture piccole che servano per l’autosviluppo delle comunità dei Paesi più poveri (Tan-
zania, Costa d’Avorio, Bolivia, Guinea Bissau…).
In Tanzania le squadre di Amici dell’Africa sono state presenti nella costruzione di due ospedali, una scuola, una fale-
gnameria, attualmente gestiti dalla gente del posto. Per poter operare nelle varie zone, afferma Brunet, occorre poter
contare su referenti nel luogo, partner locali come comunità di suore e religiosi già presenti, per conoscere le aspettati-
ve della gente, per superare le grandi contraddizioni e far fronte ai radicati sistemi di corruzione dilaganti.
Vigilio Dalla Sega è invece uno dei quattordici volontari che si sono recati nell’ultimo anno ad Abidjan in Costa
d’Avorio, per avviare la costruzione di tre palazzine destinate alla scuola primaria. La periferia di una città molto pove-
ra, dove di giorno si lavorava con soddisfazione e la sera non era opportuno uscire di casa per assoluta mancanza di
sicurezza, racconta. Nel villaggio di Offa, un secondo gruppo era impegnato nell’ampliamento del dispensario e la
creazione, chiesta dalle donne locali, di uno spazio coperto per il mercato, centro vitale della loro economia.
“Ci è stata riservata una bella accoglienza con una festa di benvenuto: è stato bello vedere la loro gioia autentica e la
riconoscenza per la nostra presenza e i nostri interventi!” afferma Vigilio con quell’entusiasmo che lascia intravvedere
nuove partenze, nuovi viaggi e nuovi progetti nel futuro, che meritano sicuramente attenzione e sostegno.

Come aiutarci
Con una donazione potrai contribuire allo sviluppo dei nostri progetti tra i quali:
Aula informatica per scuola infermieri e ostetriche nel nuovo polo ospeda-
liero alla missione di padre Bruno a Mahajanga in Madagascar
Conto corrente bancario Associazione "Amici dell’Africa" onlus
Cassa Rurale Dolomiti di Fassa Primiero e Belluno - EU IBAN IT 53 V 08140 05614 000024057210
Importante: al fine di informare il donatore sulle attività associative occorrono i dati anagrafici che preghiamo di inseri-
re chiaramente sulla distinta del bonifico (nome, cognome ed indirizzo).
ATTENZIONE. L'Associazione Amici dell' Africa non effettua raccolta fondi o donazioni "porta a porta". Nessuno verrà
mai a bussare alla vostra porta, pertanto se vi si dovesse presentare a casa qualcuno per nostro conto, stanno tentan-
do di truffarvi.

“La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai.”


(Henry David Thoreau, scrittore e filosofo americano, difensore dei diritti civili)

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28 ATTUALITÀ

Gli orari dei treni dalla stazione di Fener


29 ATTUALITÀ

Uso di contanti e assegni: il decalogo dell’ABI


Un’iniziativa di informazione che si coniuga con l’esigenza di una maggiore tutela e si-
curezza a vantaggio di tutti i cittadini. L’ABI promuove un’iniziativa di sensibilizzazione
per ricordare le principali regole di utilizzo del contante, degli assegni e dei li-
bretti al portatore contenute nel Decreto legislativo n. 231 del 2007 che disciplina la
normativa di prevenzione dei fenomeni del riciclaggio dei proventi derivanti da attività
criminose e di finanziamento del terrorismo aggiornata con il Decreto Legislativo 90 del 2017. Ciò sulla scia di quanto
ha già effettuato in occasione delle novità introdotte a suo tempo dal Decreto legislativo n. 231 del 2007 sulla non tra-
sferibilità degli assegni.
Le 10 cose da sapere e a cui fare attenzione:
1. è vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro
contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessi-
vamente pari o superiore a 3.000 euro;
2. gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare - oltre a data e
luogo di emissione, importo e firma - l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Fai quindi at-
tenzione se utilizzi un modulo di assegno che hai ritirato in banca da molto tempo e verifica se l’assegno reca
la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno ricordati di apporla per importi pari o su-
periori a 1.000 euro;
3. le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dici-
tura prestampata di non trasferibilità;
4. chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richie-
sta scritta alla propria banca;
5. per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto
dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca
versa allo Stato;
6. è vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato
il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero; i libretti di deposito, bancari e postali, possono essere
emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone;
7. per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l'estinzione, con scadenza il 31
dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento;
8. in caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non
trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro;
9. per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si
applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018;
10. per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentua-
le e varia dal 10 al 40% del saldo.
30 LIBRI

Venti di libertà. Il romanzo che racconta la guerra civile 1943-1945


Tra prealpi trevigiane e sinistra piave bellunese
Un romanzo storico narrato partendo da dati solidi e senza esaltazioni di parte.
La Guerra Civile tra 1943 e 1945 nelle Prealpi Bellunesi e Trevigiane è la protagoni-
sta del libro di Danilo Stramare “Venti di Liberta”, fresco di stampa per Edizioni DBS.
Un libro che è un romanzo storico ma costruito su dati solidissimi: nomi, date, luoghi,
riferimenti geografici, fotografie. Il tutto sullo sfondo dei grandi avvenimenti che con-
testualmente avvenivano nel panorama internazionale e di cui il racconto di Stramare
narra il riflesso nel locale: nessuna pretesa di esaustività, ma quanto scrive l’autore
aiuta a spalancare una finestra su un periodo e su fatti poco e solo parzialmente co-
nosciuti. Le zone direttamente interessate dal racconto di Stramare sono comprese
tra Segusino, Valdobbiadene, Vittorio Veneto e la sinistra Piave bellunese, ma quan-
to l’autore narra permette di avere una percezione geograficamente molto più estesa
di quel che avvenne in quel periodo. Senza scivolare in esaltazioni di parte Stramare
racconta di alpini, fascisti, partigiani narrandone vicissitudini, rivalità, eroismi e vio-
lenze. Lo fa anche attraverso la memoria diretta di chi visse quei fatti, raccolta talvol-
ta dallo stesso autore ed oggi ancor più preziosa perché quei testimoni non ci sono
più. Momi, il Comandante Amedeo (Marino Zanella), Toni Adami, il Capitano X Mas
Nino Buttazzoni, ma anche figure oggi quasi sconosciute come la levatrice Romilda o
Ampelio Pattini e sua figlia: tutti protagonisti talvolta involontari di una storia fatta di

tante storie e tante diverse ragioni. L’autore cerca di


mantenersi in equilibrio tra di esse, nell’intento di
conservare la memoria di quanto accadde. Il suo
racconto, che inizia a volo d’uccello nella primavera
del 1938, si conclude il giorno della resa, il 7 maggio
1945. A suggellarlo, ultima tra le immagini del libro,
la foto della sfilata dei partigiani della brigata “Maz-
zini” davanti al Municipio di Vittorio Veneto. Sono i
venti di libertà del titolo, che soffiano senza freni. E
solo a questo punto, in una dedica finale, l’autore si
permette un proprio, personalissimo congedo dagli
uomini di cui ha narrato: “Momi! La tua, la nostra
guerra è finalmente finita. […] Tornano, ma fuggi-
ranno subito, i criminali nazifascisti, i giustizieri di
Bassano e di Schievenin, i violenti della Vallina, del
bosco della Rondola e di Saccol, i Mostacetti, i Mi-
gliorati e anche il tuo amico Aquila, per non essersi
ribellato, per non essere morto. Per loro non c’è
spazio nei prati della libertà”.
Il libro è stato presentato venerdì 24 novembre alle
20.30 presso Sala Zancaner a Segusino (TV)
Danilo Stramare, “Venti di libertà. Storie di alpini, di fascisti e di partigiani”, Edizioni DBS, Rasai di Seren del Grappa
(BL), 2017, EAN 9788899369897, € 12,00 - 236 pp.
31 TEATRO

L’associazione culturale Belluno Ciak produce e realizza corto-


metraggi e film di carattere amatoriale, cercando di valorizzare
anche la nostra Provincia. Offre l’opportunità di cimentarsi nella
settima arte con varie forme di coinvolgimento; il progetto per il
2018, nel bicentenario di Frankenstein (romanzo di Mary Shel-
ley), consiste nel portare in scena la commedia teatrale “Si Può
Fare!”, liberamente ispirata al film “Frankenstein Junior” di Mel
Brooks (1974).
Per quest’anno, eccezionalmente, ci occupiamo di teatro e del
diverso modo di gestire la recitazione e la regia in quest’arte da
cui la stessa cinematografia iniziale ha attinto. Rispetto al film
originale si è voluto inserire alcuni personaggi aggiuntivi per
rendere la sceneggiatura più sorprendente. Inoltre, venendo dal
mondo del cinema, abbiamo dato spazio anche ad effetti e ru-
mori per creare le giuste atmosfere per questo genere di spetta-
colo.
Gli attori provengono da varie compagnie e si sono uniti per svi-
luppare insieme questo progetto e sono: Alessandro Dal Zotto,
Erik sacco Zirio, Silvia Chierzi, Damiana Bonetta, Ilenia Scarton,
Daniel Bogo, Marina Da Canal, Mauro Uttone, Fausto De Col,
Rino Lorenzon, Claudio Dal Farra, Walter De Barba e Giulia
Sponga. Importante è stata la collaborazione con Francesca
Sesto, responsabile e coreografa della scuola di danze orientali
Azahar, che ha impreziosito lo spettacolo con dei balletti a tema.
Le scenografie sono state realizzate dalla falegnameria Her-
mann di Taibon Agordino e dalla DP Srl di Denis Collazuol.
Lo spettacolo è organizzato insieme a Nuovi Traguardi, asso-
ciazione onlus che aiuta i pazienti affetti da malattie del sangue
nella nostra Provincia, la cui attività verrà brevemente presenta-
ta la sera della rappresentazione per fondere il divertimento ad
uno scopo socialmente utile.
Con il patrocinio dei Comuni di Quero Vas e Belluno, in collabo-
razione con l’Unione Sette Ville e Aics.
Vi aspettiamo per ridere insieme
trascorrendo una serata divertente.
SI PUO’ FARE! Centro Culturale Quero
sabato 14 aprile 2018, ore 20.45.

Biglietti in prevendita dal 15 marzo 2018


a Quero (Edicola Albertina), Vas (Locanda Solagna), Alano di Piave (Cartoleria da Milio).
Info cliccando “mi piace” su pagina Facebook Belluno Ciak e sul sito www.bellunociak.it

LETTERE AL TORNADO

La potature del melo: un corso di successo


di Alda Panciera
Si è concluso anche quest’anno il corso di potatura ed innesto del
melo e delle principali piante da frutto domestiche, organizzato ad
Alano dall’Associazione Arianova, sotto la guida del Prof. Ales-
sando Gallon, agronomo, insegnante presso l’Istituto Agrario di
Feltre. Il corso, giunto ormai alla sua ottava edizione, prevede 6
lezioni, tre teoriche e tre pratiche (di cui una estiva) e anche
quest’anno ha richiamato ben 29 iscritti provenienti dal Basso Fel-
trino e dalla Pedemontana trevigiana. Questi i principali argomenti
trattati: impianto e tecniche colturali- i portainnesti- le varietà resi-
stenti alle principali malattie - l’innesto, tecniche ed obiettivi -la po-
tatura di rinnovo e di produzione- le avversità e le malattie- i trat-
tamenti ammessi in agricoltura biologica. Ai partecipanti viene for-
nita anche una dispensa con tutte le informazioni relative alle le-
zioni teoriche e pratiche. Un grande successo che si rinnova ogni
anno, a conferma del crescente ’interesse per un’agricoltura di
qualità, in grado di garantire la produzione di frutta sana per
l’autoconsumo delle famiglie. Un’opportunità per valorizzare il ter-
ritorio, recuperando e rendendo produttivi dei terreni che altrimenti
rimarrebbero inutilizzati e per non perdere conoscenze e compe-
tenze che nel passato erano patrimonio comune.
Si ringrazia l’amministrazione comunale per la concessione degli spazi in biblioteca.
32 ATTUALITÀ
Zona industriale - 31040 Segusino (TV)
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