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INTRODUZIONE:

In questo documento vengono riassunti brevemente solamente alcuni dei testi scritti da Luisa
Piccarreta rispetto all’immensa mole di materiale redatto. Chi ha già avuto modo di leggere almeno
una grande parte di questi libri, noterà come si tratta di argomenti che, seppure visti da
sfaccettature differenti, sono in gran parte ricorrenti nei diversi volumi. Pur tenendo conto che
Luisa fosse quasi illetterata (aveva terminato la prima elementare) e quindi questi scritti abbiano al
loro interno errori “normali” e del tutto scusabili, comprensibili, riconducibili alle ridotte capacità
linguistiche/espositive di Luisa nonché all’uso di forme dialettali, i concetti qui contestati sono errori
dottrinali che vengono ripetuti costantemente, numerose volte (scritti anche a distanza di mesi o
di anni), escludendo quindi senza alcuna ombra di dubbio che si tratti di errori estemporanei,
dovuti ad una maniera “particolare” di esprimersi oppure dovuti ad un’errata comprensione del
concetto in questione che le verrebbe spiegato la visione da lei ricevuta.

Da quello che fino ad ora si legge sulla vita personale di Luisa Piccarreta, non ho in mano elementi
necessari per poter riscontrare comportamenti contrari alla Fede Divina e Cattolica. Avendo ella
stessa però scritto un’opera monumentale, appare corretto e logico analizzare i concetti da lei
espressi (o dalla visione che lei ha avuto) per determinare se tali idee così ben espresse siano
conformi alla Fede Cattolica a noi trasmessa dagli Apostoli oppure no.

Il formato espositivo utilizzato in questa critica è il seguente: per ogni paragrafo, dopo una succinta
introduzione, elenco alcuni dei documenti magisteriali e/o di scritti di Dottori della Chiesa inerenti al
tema affrontato, seguiti poi da un saggio di alcune delle frasi citate letteralmente dai “libri di Cielo”
con un breve commento critico per ogni frase riportata.

Gli argomenti principali ivi trattati sono:


1. Tentativo di una nuova rivelazione
2. Un monotelismo rivisitato
3. Un nuovo molinismo
4. Ulteriori aspetti problematici

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1. TENTATIVO DI UNA NUOVA RIVELAZIONE:

Il primo errore principale negli scritti di Luisa, che viola chiaramente la nozione cattolica della
Rivelazione Divina, é quello di affermare chiaramente che ciò che ha ricevuto è una nuova
rivelazione, mai comunicata alla Chiesa, che è necessaria a tutti i fedeli per aderire e capire se
sperano di raggiungere il nuovo e più alto livello di beatitudine che Dio desidera per tutti i suoi figli
e li ha resi disponibili esclusivamente attraverso i suoi scritti. Luisa sostiene di essere la fondatrice
di una dispensazione totalmente nuova, una nuova via di santità, un nuovo modo di essere uniti a
Dio che è stato vissuto da tre persone prima di Luisa: Adamo ed Eva (prima della caduta) e Maria
Santissima. Queste "rivelazioni" non possono essere vere perché contraddicono l'insegnamento
della chiesa sulla natura della rivelazione divina e il ruolo della rivelazione privata nella Chiesa.

RIFERIMENTI MAGISTERIALI E DI DOTTORI DELLA CHIESA:


- Lettera di Giuda Apostolo (Gd, 1:3). Carissimi, avevo un gran desiderio di scrivervi riguardo alla
nostra salvezza, ma sono stato costretto a farlo per esortarvi a combattere per la Fede, che fu
trasmessa ai credenti una volta per tutte.
- S. Tommaso d’Aquino (Sum. Theol I-II;106;Art 4). C'è uno stato triplice dell'umanità: il primo era
sotto l'antica legge, il secondo è quello della nuova legge, il terzo non avrà luogo in questa vita,
ma in cielo […]; non dobbiamo guardare in avanti ad uno stato in cui l'uomo deve
possedere la grazia dello Spirito Santo più perfettamente di quanto abbia posseduto fino
ad ora, specialmente gli apostoli che ricevettero i primi frutti dello Spirito, cioè prima e più
abbondantemente di altri.
- Papa S. Pio X (Enc. Lamentabili Sane Exitu, 3 luglio 1907). Perciò, dopo istituito diligentissimo
esame e avuto il voto dei Reverendi Signori Consultori, gli Eminentissimi e Reverendissimi
Signori Cardinali Inquisitori generali nelle cose di fede e di costumi, giudicarono che le seguenti
proposizioni sono da riprovarsi e da condannarsi, come si riprovano e si condannano con
questo generale Decreto: […] 21. La Rivelazione, che costituisce l'oggetto della Fede
cattolica, non si è conclusa con gli Apostoli.
- Conc. Vaticano II, Dei Verbum (DV), punto 4. L'economia cristiana, quindi, poiché è la nuova e
definitiva alleanza, non passerà mai, e nessuna nuova rivelazione pubblica è da aspettarsi
prima della gloriosa manifestazione di nostro Signore, Gesù Cristo (cfr 1 Tim 6, 14-1).
- Conc. Vaticano II, Dei Verbum (DV), punto 8. "Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la santità e
l'aumento della fede è stato trasmesso una volta per tutte dagli Apostoli (cfr Giuda 3). Ciò che è
stato trasmesso dagli apostoli comprende tutto ciò che serve per far vivere il popolo di
Dio in santità e aumenta la loro fede: in questo modo la Chiesa, nella sua dottrina, vita e
adorazione, perpetua e trasmette a ogni generazione tutto ciò che lei stessa è, tutto ciò che
crede“.
- Conc. Vaticano II, Dei Verbum (DV), punto 9. "E la Tradizione trasmette nella sua interezza la
Parola di Dio che è stata affidata agli apostoli da Cristo Signore e dallo Spirito Santo”.
- Catechismo Chiesa Cattolica, num 67. La fede cristiana non può accettare “rivelazioni" che
pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento, come è

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il caso in certe religioni non cristiane e anche in alcune recenti sette che si basano su tali
“rivelazioni".

ALCUNI ESTRATTI TEMATICI DAI “LIBRI DI CIELO”:


- Gesù a Luisa: "Avendo mandato dal seno del mio Potere Creativo i primi due FIAT, desidero
emettere il terzo FIAT, poiché non posso più contenere il mio Amore, questo completerà
l'opera che è stata riversata da Me. Altrimenti, l'opera della Creazione così come la
Redenzione rimarrebbero incomplete.” (Piccarreta, Luisa. Quando la Divina Volontà regna
nelle Anime, Libro del Cielo: Una selezione di Passaggi. 1995. pag. 119).
- Commento: Secondo Luisa, i primi due Fiat furono la creazione ed il Fiat di
Maria Santissima all’Annunciazione. Questo terzo piano, realizzato da Luisa,
completa il lavoro di creazione e redenzione. Qui Luisa sostiene che tramite la
sua "rivelazione privata" Dio sta rivelando all'intera Chiesa il pieno significato
della creazione e della redenzione. Inoltre, lei sostiene che senza di lei la
redenzione rimarrebbe incompleta. Secondo l'insegnamento della Chiesa, la
rivelazione definitiva di Cristo che Egli ha affidato agli Apostoli non può essere
aggiunta o superata.

- Gesù a Luisa: "Ora, figlia, anche tu [cioè insieme a Maria] sei unica nella mia mente, e sarai
unica nella storia: non ci sarà né prima né dopo di te alcuna altra creatura per la quale io
imporrò per necessità l'assistenza dei miei ministri ... Quanta attenzione è richiesta da te e da
loro, tu, ricevendo da me, come seconda madre, il grande dono della mia volontà e per
conoscere tutte le sue qualità, e il mio Ministri nel riceverlo da te per adempiere nella mia
Chiesa Il 'Fiat Voluntas Tua' in Paradiso come lo è sulla terra”. (pagina 12, idem).
- Commento: Luisa sta dicendo che i ministri della Chiesa devono ricevere da
lei il messaggio della Divina Volontà per realizzare il piano di Dio. Non si può
essere obbligati per necessità a seguire una rivelazione privata!

- Luisa rivendica la supremazia su tutta la Chiesa. Gesù a Luisa: "Poiché mia Madre fu affidata a
Me e, essendo un Sacerdote, le affidai come santuario tutte le leggi, i precetti e le dottrine
che la Chiesa aveva bisogno di possedere. E, fedele com'era e zelante per anche una delle
mie parole per non essere perse, le ha depositate nel mio fedele discepolo, Giovanni, e per
questo motivo mia madre ha il primato su tutta la Chiesa, così come ho fatto con te. Il Fiat
Voluntas Tua a tutta la Chiesa, ti ho affidato a uno dei miei ministri affinché tu depositassi in lui
tutto ciò che ti rivelo sulla mia Volontà: i Beni che contiene e come la creatura dovrebbe entrare
in essa e come la gentilezza paterna vuole aprire un'altra era di grazia, mettendo in comune i
beni che possiede in cielo con la creatura e restituendo all'uomo la sua felicità perduta". (pagina
14, idem).
- Commento: Luisa sta sostenendo di aver ricevuto un nuovo "deposito" di fede
che paragona la rivelazione data agli Apostoli.

- Nostro Signore a Luisa, "...è certo che ti ho chiamato prima su altre anime, perché per
nessun'altra anima, per quanto le abbia amate, ho mostrato come vivere nella mia Volontà,
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Gli effetti, le meraviglie, la ricchezza che riceve la creatura che agisce nella mia volontà
suprema, cerca le vite dei santi quanto vuoi o nei libri di dottrina e non troverai le
meraviglie della mia Volontà che agisce nella creatura e la creatura che agisce nella mia Il
massimo che troverai sarà la rassegnazione, l'abbandono, l'unione delle volontà, ma la
volontà divina che opera nella creatura e la creatura nella mia volontà, non la troverai in
nessuno. Questo significa che il tempo non era arrivato che la mia gentilezza chiamerebbe la
creatura a vivere in uno stato così sublime, inoltre, anche il modo in cui ti chiedo di pregare
non si trova in nessun altro... " (pag 19, idem).
- Commento: Si noti qui che Luisa non afferma che i suoi insegnamenti siano in
qualche modo connessi con la Tradizione ricevuta. Provengono da fuori ciò
che è stato tramandato. C'è un autentico sviluppo della dottrina all'interno della
Chiesa che è descritto nella Dei Verbum, specialmente nel paragrafo 8.
Questo documento dice: "La Tradizione che viene dagli apostoli fa progressi
nella Chiesa, con l'aiuto dello Spirito Santo. C'è un crescita nell'intuizione delle
realtà e delle parole che vengono trasmesse ". Ogni sviluppo legittimo nella
Chiesa deve essere collegato in modo organico alla Tradizione:
costruisce e approfondisce ciò che è già presente. Classicamente, lo
sviluppo legittimo può essere paragonato alla crescita di una pianta, ad
esempio Gesù paragona il Regno alla crescita di un seme di senape. Nel
corso degli anni si espande gradualmente e rimane la stessa pianta. La
costituzione dogmatica del Concilio Vaticano I sulla fede cattolica, c. 4, espone
la corretta comprensione di "il vero progresso della conoscenza, sia naturale
che rivelata: perché la dottrina della fede che Dio rivelò non è stata tramandata
come un'invenzione filosofica alla mente umana per essere perfezionata, ma è
stata affidato come deposito divino allo Sposo di Cristo, per essere fedelmente
custodito e infallibilmente interpretato. Quindi, anche, la comprensione dei suoi
dogmi sacri deve essere perpetuamente mantenuta, che una volta la Santa
Madre Chiesa ha dichiarato; e non ci deve essere mai recessione da quel
significato sotto il nome specioso di una comprensione più profonda”.
"Perciò ... la comprensione, la conoscenza e la saggezza degli individui come
di tutti, di un uomo come di tutta la Chiesa, crescono e progrediscono
fortemente con il passaggio dei secoli e dei secoli, ma lascia che sia
unicamente nel suo stesso genere, vale a dire nello stesso dogma, con lo
stesso senso e la stessa comprensione ". (DS 1800). Le nuove rivelazioni
di Luisa non sono, per sua stessa ammissione, connesse alla mente della
Chiesa che è radicata nella Tradizione. Non possono rappresentare un
autentico sviluppo della dottrina.

- L'interpretazione di Luisa della preghiera del Signore è completamente nuova per sua stessa
ammissione. Dice: "È vero che da quando sono venuto sulla terra la Chiesa prega il Padre
Nostro che chiede che venga il mio Regno in modo che la mia Volontà sia fatta sulla terra come
lo è in Cielo. Ma […] si può dire che tutta l'importanza di questa richiesta è rimasta nella
mia Volontà e che le creature pregano solo per pregare, senza comprendere veramente, né
avere un reale interesse nell'ottenere quello che chiedono” (pag 19, idem).
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- Commento: Luisa afferma chiaramente che l'interpretazione che sta dando al
Padre Nostro non ha precedenti e non è radicata nella Tradizione. I suoi
insegnamenti non si sono sviluppati dalla Tradizione e sono estranei
all'analogia della fede. Nessun insegnamento della Chiesa o interpretazione
della Scrittura può basarsi esclusivamente sulla rivelazione privata senza
riferimento alla Tradizione vivente. Luisa insegna esplicitamente che la sua
dottrina non è uno sviluppo della Tradizione ma una nuova rivelazione.
Pertanto, la sua dottrina non soddisfa la preghiera del Signore secondo
l'interpretazione cattolica. Alcuni sosterranno: "Ma gli scritti di Luisa soddisfano
la preghiera del Signore, non implica che siano radicati nella Tradizione?"
Questo pone la domanda: i suoi scritti soddisfano la preghiera del Signore
Gesù? E come lo sappiamo? Bisogna interpretare le Scritture con la Chiesa
Cattolica, non si può basare l’interpretazione ufficiale su una rivelazione
privata. Il Concilio Vaticano II insegna: "Ma poiché la Sacra Scrittura deve
essere letta e interpretata con in mente la sua autorità Divina, non bisogna
dedicare meno attenzione al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura, tenendo
conto della Tradizione di tutta la Chiesa e dell'analogia di fede, se
vogliamo ricavare il loro vero significato dai testi sacri“ (DV # 12).

- Gesù a Luisa, "Allora la Divina Volontà respirerà attraverso la loro anima, darà all'anima la vita,
gli effetti e il valore della Vita nella mia Volontà. Ma se non è conosciuta, come potranno
amare e volere una vita così santa, è la più grande gloria che la creatura possa darmi”. […]
“La santità delle altre virtù è abbastanza conosciuta in tutta la Chiesa e chiunque la voglia può
imitarla, perciò non ho fretta di divulgare la sua conoscenza, ma la santità di vivere nella mia
Volontà, i suoi effetti, il valore che essa contiene, il tocco finale che la mia mano creativa
darà alla creatura per renderlo simile a me non è ancora noto. Questo è il motivo per cui è
urgente che tutto ciò che ho detto a te sia conosciuto. E se non lo fai, lo faresti, per così dire,
restringi la mia Volontà e reprimi in Me le fiamme che Mi consumano e Mi fanno ritardare la
gloria completa che la creazione mi deve ". (pagina 2, idem).
- Commento: Chiaramente, Luisa sostiene che solo attraverso le rivelazioni che
ha ricevuto qualcuno può raggiungere la conoscenza necessaria per
raggiungere il più alto grado di santità. Senza i suoi scritti, questa conoscenza
è semplicemente sconosciuta alla Chiesa. La Chiesa insegna diversamente:
"Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la santità e l'aumento della fede è
stato tramandato dagli Apostoli una volta per tutte" (cfr Giuda 3): ciò che
è stato tramandato dagli apostoli comprende tutto ciò che serve per
rendere il popolo di Dio vivono le loro vite in santità e accrescono la loro
fede ". (cfr DV # 8)

- Gesù a Luisa: "Figlia mia, la mia Volontà è la Santità delle Santità, quindi l'anima che fa la mia
Volontà secondo la perfezione che ti insegno, cioè sulla terra così come è in cielo, non
importa quanto poco, sconosciuto o ignorante lei sia, supererà tutti gli altri santi nonostante i
loro prodigi, le conversioni e i miracoli che colpiscono.Inoltre, le anime che fanno la mia Volontà,
come nel mio terzo 'Fiat', sono le regine e tutti gli altri sono come le anime che fanno la mia
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Volontà in questo modo appaiono come se non facessero nulla, eppure fanno tutto, perché
rimanendo nella mia Volontà agiscono divinamente, segretamente e in modo superante. che
illumina, avvolge che purificano, sparano quei barboni, miracoli che fanno miracoli perché è in
queste anime che risiede il potere di eseguirli, mentre quelli che fanno i miracoli sono solo
canali” (p.38, idem).
- Commento: Luisa è molto chiara nel dire che con il suo "Terzo Fiat" un nuovo
modo di fare la volontà di Dio è aperto alla Chiesa. Il suo nuovo modo ci
permette di superare tutti gli altri santi nella santità (compreso S. Giuseppe, S.
Giovanni Battista, i SS. Apostoli Pietro e Paolo, tutti gli Apostoli, tutti i S.
Martiri, S. Tommaso d’Aquino, S. Teresa d’Avila, S. Giovanni della Croce,
ecc…). Senza questa "rivelazione", gli insegnamenti e i sacramenti della
Chiesa così come sono giunti a noi attraverso la Scrittura e la Tradizione sono
incapaci di portarci al livello della santificazione che Dio desidera che noi
abbiamo. Se vogliamo raggiungere i più alti livelli di santità dobbiamo aderire a
questa rivelazione privata. Questo non è un insegnamento cattolico.

- Gesù con Luisa: "Con i tre FIAT completerò l'opera di santificazione nell'uomo .... Le generazioni
non cesseranno finché la mia Volontà regna sulla terra. Il mio FIAT redentore si interporrà tra il
FIAT creatore ed il FIAT santificante. Intrecciati tutti e tre insieme e portati a compimento la
santificazione dell'uomo. Il terzo FIAT (cioè quello di Luisa) darà alle creature tale grazia che
ritorneranno quasi al loro stato originale, solo quando avrò visto l'uomo come è emerso da Me,
la mia opera sarà completa, allora mi godrò il riposo perpetuo in questo mio ultimo FIAT, solo la
vita della mia Volontà restituirà di nuovo l'uomo al suo stato originale, perciò sii attenta e insieme
a Me aiutami a compiere la santificazione delle creature." (P. 125, idem).
- Commento: Ancora una volta Luisa afferma che senza questa rivelazione
privata la redenzione rimane incompleta e non possiamo comprendere il pieno
significato della creazione. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, par.
67 citato prima (pagina 3, n. 4), anche le rivelazioni private approvate non
possono aggiungere al deposito di Fede. Sulla base di questo fatto, si possono
dare i seguenti criteri per giudicare una rivelazione privata: l'insegnamento
dato in ogni rivelazione privata deve essere dimostrabile dalla Scrittura e
dalla Tradizione a prescindere da ogni riferimento alla rivelazione privata
stessa. In altre parole, il deposito di Fede, "tutto ciò di cui abbiamo bisogno
per la santità e l'aumento della fede", può reggersi da solo senza alcuna
rivelazione privata; questo è l'insegnamento della Chiesa. Le rivelazioni di
Luisa non possono essere accettate perché cercano di aggiungere al deposito
di fede. Dove nella Tradizione, ad esempio, abbiamo l'insegnamento che
sarebbe necessaria un terzo Fiat per portare a compimento la nostra
santificazione e redenzione? Questo non è solo assente dal deposito di fede,
lo contraddice.

Papa Giovanni Paolo II durante la visita a Fatima ha dimostrato come gli insegnamenti delle
rivelazioni private debbano soddisfare i criteri di essere già presenti nella Tradizione. Ha detto: "La
Chiesa ha sempre insegnato e continua a proclamare che la rivelazione di Dio è stata portata
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a compimento in Gesù Cristo, che è la pienezza di quella rivelazione, e che "nessuna nuova
rivelazione pubblica è da aspettarsi prima della gloriosa manifestazione di nostro Signore" (Dei
Verbum, can. 4). La Chiesa valuta e giudica le rivelazioni private secondo il criterio di conformità a
quell'unica Rivelazione pubblica: se la Chiesa ha accettato il messaggio di Fatima, è soprattutto
perché quel messaggio contiene una verità e una chiamata di cui il contenuto di base è la verità e
la chiamata del Vangelo stesso” (Papa Giovanni Paolo II. Omelia S. Messa a Fatima, 13 maggio
1982).

- Gesù a Luisa: "Questa è l'Unità Suprema. Esiste anche l'unione povera e umile in cui l'anima è
rassegnata alla mia Volontà. Sì, ma tale anima non vede le mie disposizioni come le sue, come
la sua vita. lei è felice nella mia Volontà, né perde la sua volontà nella Mia. Vedo quella, sì, ma
lei non riesce a innamorarmi di Me. Né mi fa incantare dall'amore per lei, come succede a colei
che vive nella Suprema Unità. " (pagina 38, idem).
- Commento: Luisa afferma che Gesù le ha rivelato un nuovo modo di
raggiungere la "Suprema Unità" con Dio. Tutti i santi che vissero prima di fare il
suo "Terzo Fiat" non poterono che raggiungere "l'unione povera e umile in cui
l'anima è rassegnata alla mia [Volontà di Dio]". Così, San Giuseppe, San
Francesco, San Giovanni della Croce, ecc., Raggiunsero soltanto una "povera
e umile unione" con Dio; mentre attraverso il "Fiat" di Luisa e attraverso i suoi
scritti, coloro che sono vivi oggi possono ottenere una "Suprema Unità" molto
più sublime con Dio. Questo insegnamento ovviamente non ci viene dagli
Apostoli. San Tommaso d'Aquino ritrae accuratamente la Tradizione in
riferimento alla possibilità che avvenga una "nuova era" prima della Seconda
Venuta. Dice "c'è uno stato triplice dell'umanità: il primo era sotto l'antica
legge, il secondo è quello della nuova legge, il terzo non avrà luogo in questa
vita, ma in cielo". Inoltre, egli dice, "non dobbiamo guardare in avanti ad
uno stato in cui l'uomo deve possedere la grazia dello Spirito Santo più
perfettamente di quanto abbia posseduto fino ad ora, specialmente gli
apostoli che" ricevettero i primi frutti dello Spirito, cioè prima e più
abbondantemente di altri …" (Summa Theologiae, I-II,106,Art 4).

- Gesù a Luisa: "...nella mia onniscienza vedo che questi scritti saranno per la mia chiesa
come un nuovo sole che sorgerà in mezzo a lei e gli uomini, attratti dalla sua luce di
radiazione, si sforzeranno di trasformarsi in questo luce per diventare spiritualizzati e divinizzati,
così, rinnovando la Chiesa, trasformeranno la faccia della terra ". (p.4, idem). […] Gesù a Luisa:
" Queste rivelazioni riguardanti il mio Volere saranno un balsamo per guarire le ferite prodotte
dalla volontà umana. Chiunque abbia il beneficio di questa conoscenza sentirà il flusso di una
nuova vita di luce, di grazia e di forza per soddisfare la mia Volontà in ogni cosa ... Figlia mia, il
Regno della mia Volontà è invincibile: in questi scritti ho posto la luce, la grazia e
l'attrazione sovrabbondanti per rendere vittorioso il mio regno. Nella misura in cui questi
scritti diventano conosciuti, essi faranno un salario dolce battaglia contro la volontà umana e
vincerà “ (pagina 16, idem). […] Luisa a Gesù: "Vivendo in questo Voler Divino, l'anima è vestita
di una luce simile alla luce dell'Uno in cui vive, e anche in Cielo brillerà più luminosa delle
altre e sarà per i Santi la causa della Grande gloria ". (p 23, idem). […] “Io [Luisa], sentendo
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questo, mi sono detto: 'Presto dirà che la sua Volontà è più della stessa comunione
sacramentale’. Poi aggiunse immediatamente: "Giusto! Giusto! Perché la Comunione
Sacramentale dura pochi minuti, è temporanea, la mia Volontà, d'altra parte, è una comunione
perenne ... Ecco perché voglio così tanto che le mie creature prendano il mio Volere.
Questo è ciò che più conta per me, ciò che mi interessa di più e nient'altro mi interessa così
tanto, nemmeno le cose più sante. Solo quando ottengo che l'anima vive sulla mia Volontà mi
sento trionfante, perché in questo è conteneva il più grande bene che ci possa essere in
cielo e sulla terra ". (p 36-37, idem).
- Commento: Qui, Luisa afferma che Gesù le disse che il più grande desiderio
di Dio è che aderiamo a questa rivelazione privata e così entriamo nella Divina
Volontà. La Chiesa non può rendere questo insegnamento suo proprio perché
non può obbligare i fedeli ad aderire a rivelazioni private. Per esempio, un
Papa non potrebbe abbracciare gli scritti di Luisa e pronunciare: "Il più grande
desiderio di Dio è che tutti i fedeli abbraccino le rivelazioni private di Luisa".
Secondo Luisa, Gesù sta dicendo che vivere secondo le sue rivelazioni è "il
più grande bene che ci possa essere in cielo e sulla terra". Inoltre, il dono della
Divina Volontà, che può essere capita e ricevuta solo attraverso le rivelazioni
di Luisa, supera l'Eucaristia come una fonte efficace di crescita
spirituale!! Se questo è vero, non possiamo più dire che l'Eucaristia è la fonte
e il culmine della vita spirituale. Il Concilio Vaticano II contraddice Luisa:
Tuttavia la liturgia è il culmine verso cui è diretta l'attività della Chiesa; allo
stesso tempo è il fonte da cui scaturisce tutto il suo potere .... Dalla liturgia,
quindi, e specialmente dall'Eucaristia, come da un fonte, la grazia viene
riversata su di noi; e la santificazione degli uomini in Cristo e la glorificazione di
Dio, a cui tutte le altre attività della Chiesa sono dirette verso il loro fine, sono
raggiunte nel modo più efficace possibile. (SC # 10)

Il seguente paragrafo é un estratto dal classico libro di Poulain che mette le rivelazioni private nella
loro giusta prospettiva: “Riguardo alle rivelazioni speciali che sono state fatte ai santi, la credenza
in esse non è richiesta dalla Chiesa anche quando lei le approva. . . . "Poco importa" (dice Melchor
Cano) "se o nessuno crede nelle rivelazioni di Santa Brigida o in quelle di altri santi, queste cose
non hanno nulla a che fare con la fede" (De locis theologicis, Libro XII, cap. III). Papa Benedetto
XIV è abbastanza chiaro riguardo a questa domanda. "Che dire di quelle rivelazioni private
approvate dalla Sede Apostolica, quelle della Beata Ildegarda [che furono approvate [in parte da
Eugenio III], di Santa Brigida [da Bonifacio IX] e di Santa Caterina di Siena [da Gregorio XI]?
Abbiamo già detto che quelle rivelazioni, sebbene approvate, non dovrebbero, e non possono,
ricevere da noi alcun assenso di cattolico, ma solo di fede umana, secondo le regole della
prudenza, secondo che le predette rivelazioni sono probabili, e piamente da credere [probabiles et
pie credibles]“ (De canon., Libro 111, cap. LIII, No. 15; Libro II, cap. XXXII, Num. 11). Il cardinale
Pitra dice lo stesso: "Tutti sanno che siamo pienamente liberi di credere o di non credere nelle
rivelazioni private, anche quelle più degne di credenza. Anche quando la Chiesa le approva, sono
semplicemente ricevute come probabili, e non come indubitabili: non devono essere usati come
domande decifrate di storia, filosofia naturale, filosofia o teologia che sono questioni di
controversia tra i dottori: è abbastanza lecito differire da queste rivelazioni, anche se approvate, se
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ci affidiamo a solide ragioni, e specialmente se la dottrina contraria è dimostrata da documenti
inattendibili e da un'esperienza definita ». (Libro su Santa Ildegarda, pagina xvi)." (Poulain, A., SJ,
Le grazie della preghiera interiore, 1950. Pagg. 320-321).

- Presto dirà che la sua Volontà è di più della stessa comunione sacramentale. Allora Lui
[Pseudo-Gesù] ha immediatamente aggiunto: "Giusto! Perché la Comunione Sacramentale dura
pochi minuti. È temporanea. La mia volontà, d'altra parte, è perenne comunione e sorpassa tutti
i sacramenti insieme'. "Libro di cielo", pp. 36-37.
- Commento: il culto della Divina Volontà implica falsamente che la Santa
Eucaristia, fonte infinitamente efficace di crescita spirituale, sia superata
dal nuovo "sacramento" della Divina Volontà. Mentre è caratterizzato
dall'adorazione eucaristica nelle sue conferenze e nei suoi scritti, il culto tratta
effettivamente la Santa Eucaristia come subordinata in questo schema della
"Volontà Divina" presumibilmente trasmessa in messaggi che Luisa Piccarreta
affermava di ricevere da Gesù e Maria. La Sacrosantum Concilium (par 10)
recita: “Dalla liturgia, quindi, e specialmente dall'Eucaristia, come da una fonte,
la Grazia è riversata su di noi; e la santificazione degli uomini in Cristo e la
glorificazione di Dio, a cui tutte le altre attività della Chiesa sono dirette verso il
loro fine, sono raggiunte nel modo più efficace possibile" .

In sintesi, gli scritti di Luisa pretendono di completare e superare la rivelazione che abbiamo
ricevuto dagli Apostoli. Afferma inoltre che, a prescindere dalle sue rivelazioni, i sacramenti e la
tradizione della Chiesa sono incapaci di portare i fedeli al più alto grado di santificazione che Dio
vuole fortemente per tutti i suoi figli. La Chiesa insegna che tutto ciò di cui abbiamo bisogno per
la santità e l'aumento della fede è stato trasmesso dagli Apostoli "una volta per tutte" (cfr
Giuda 3). Luisa nega esplicitamente che la sua dottrina si sia sviluppata dalla Tradizione, piuttosto,
insiste sul fatto che è una nuova rivelazione da dare a tutta la Chiesa: se gli scritti di Luisa sono
veri dovremo emendare il Canone Romano - lo dico in maniera volutamente provocatoria per far
comprendere l’enorme portata dell’errore dottrinale - nella seguente maniera: "...e con tutti quelli
che custodiscono la fede cattolica, trasmessa dagli Apostoli...e da Luisa.“

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2. UN MONOTELISMO RIVISITATO:

Il secondo errore principale negli scritti di Luisa riguarda la sua idea di come la volontà umana
sia collegata a, e coopera con la volontà Divina. Luisa insegna chiaramente e ripetutamente che
quando si riceve questo nuovo "Sacramento" della Divina Volontà, la volontà umana cessa di
funzionare come tale e la Volontà Divina agisce nella creatura in modo tale che l'azione è
puramente divina. Tale condizione sarebbe anche stata vissuta da nostro Signore Gesù Cristo e
della Beata Semprevergine Maria. Questa nozione è stata condannata dalla Chiesa sia in quanto
si tratta dell'eresia cristologica del monotelismo (quando tale condizione suggerita da Luisa si
applica a nostro Signore Gesù Cristo) che per quello che concerne il quietismo (si veda il punto
successivo).

Per comprendere la giusta relazione tra la volontà umana e quella divina, dobbiamo comprendere
come la volontà umana e divina operasse all'interno di Cristo stesso. Se qualcuno agiva "nella
volontà divina" come inteso negli scritti di Luisa, questi dovrebbe essere l'uomo Gesù Cristo. In
effetti, Luisa sostiene che l'intero scopo delle nuove rivelazioni che ha ricevuto è quello di
consentire alle persone umane di agire come Cristo stesso ha agito sulla terra. Se esaminiamo la
natura di Cristo come definita dai grandi Concili della Chiesa, scopriamo che gli scritti di Luisa
sono fondamentalmente contrari e incompatibili con gli insegnamenti della Chiesa. Nelle pagine
seguenti presenterò gli insegnamenti della Chiesa sulla natura di Cristo e quindi presenterò un
campione degli scritti di Luisa che contraddicono i suddetti insegnamenti.

RIFERIMENTI MAGISTERIALI E DI DOTTORI DELLA CHIESA:


I seguenti paragrafi sono tratti dal Terzo Concilio di Costantinopoli (680-681). Questo concilio
condannò i monoteliti che proposero che in Cristo esistesse solo una volontà, la volontà divina e
che la volontà umana di Cristo fosse totalmente assorbita dal divino.

- Terzo Conc. di Costantinopoli (VI Ecumenico), 680-681 D.C. Definizione delle due volontà di
Cristo
Oltre a entrambe le lettere sinodali scritte dal beato Cirillo contro l'empio Nestorio e i vescovi
orientali, seguendo anche i cinque santi concili ecumenici e i santi e fidati Padri, e definendo
armoniosamente con loro, confessa che nostro Signore Gesù Cristo, il nostro vero Dio, una della
Trinità santa e consustanziale e che dà origine alla vita, perfetta in divinità e la stessa perfetta
nell'umanità, veramente Dio e veramente uomo, stesso di un'anima e di un corpo razionali;
confessa la stessa consustanziale con il Padre secondo Dio e consustanziale con noi secondo
l'umanità, attraverso tutte le cose come a noi tranne che nel peccato [Eb. 4:15], prima di età, in
verità, generato dal Padre secondo Dio, negli ultimi giorni, tuttavia, lo stesso per noi e per la nostra
salvezza dello Spirito Santo e della Vergine Maria propriamente e veramente la madre di Dio
secondo per l'umanità, uno e lo stesso Cristo, l'unigenito Signore Dio in due nature ha riconosciuto
indebitamente, immutabilmente, inseparabilmente, indivisibilmente, mai la differenza di queste
nature distrutta a causa dell'unione, ma piuttosto la proprietà di ogni natura salvata e in una

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persona e in una sostanza concomitante, non in due persone divise o separate, ma un unico e
solo Figlio generato da Dio, il Logos, nostro Signore Gesù Cristo, proprio come in precedenza i
profeti ci hanno insegnato su di Lui, e il nostro Signore Gesù Cristo stesso ci ha insegnato, e il
credo dei santi Padri ci ha tramandato [Conc. Chal., Vedi n. 148].

E così proclamiamo due volontà naturali in Lui, e due operazioni naturali indivisibilmente,
inconvertibilmente, inseparabilmente, in modo non conforme secondo la dottrina del Santo
Padre, e due volontà naturali non contrarie, Dio non voglia, secondo quanto hanno affermato empi
eretici, ma l'umano seguirà e non resisterà o esiterà, ma piuttosto sottomettendosi alla sua
volontà divina e onnipotente. Perché è necessario che la volontà della carne agisca, ma che sia
soggetta alla volontà divina secondo il più saggio Atanasio. Perché, come la Sua carne è chiamata
ed è la carne della Parola di Dio, così anche la volontà naturale della Sua carne è chiamata ed è la
volontà propria della Parola di Dio come Lui stesso dice: "Perché sono disceso dal cielo, non fare
la mia volontà, ma la volontà del Padre mio che mi ha mandato), [cfr Giovanni 6: 3 8], chiamando
la volontà della carne sua, perché il corpo è diventato il suo, come il suo santissimo e immacolato
carne animata deificata non è stata distrutta, ma nel suo stato e piano è rimasta, così anche la sua
volontà umana divinizzata non è stata distrutta, ma al contrario è stata salvata secondo il teologo
Gregorio che dice: "Per desiderare quello un'intera deificazione, che è compresa nel Salvatore,
non è contraria a Dio.

Ma noi glorifichiamo due operazioni naturali in modo indivisibile, inconvertibilmente, in modo


ingiustificato, inseparabilmente "nel nostro Signore Gesù Cristo stesso, il nostro vero Dio, cioè
l'operazione divina e l'operazione umana, secondo Leone il predicatore divino che chiaramente
afferma:" Per ogni la forma fa ciò che è appropriato a se stessa con la reciproca partecipazione
dell'altro, cioè, la Parola fa ciò che è della Parola e la carne realizza ciò che è della carne "[vedi n.
144]. Poiché in nessun momento dovremo concedere una sola operazione naturale a Dio e alla
creatura, così che né ciò che è stato creato, che eleviamo in essenza divina, né ciò che è
specialmente di natura divina, ci gettiamo in un luogo che genera creature. Per uno e lo stesso noi
riconosciamo i miracoli e le sofferenze secondo l'una e l'altra di queste nature da cui Egli è e in cui
Egli deve essere come dice l'ammirevole Cirillo. Perciò noi, mantenendo completamente
un'inconfondibile e indivisa (opinione), in una breve dichiarazione esponemmo tutti: che noi,
credendo che Egli è uno della Santissima Trinità, nostro Signore Gesù Cristo nostro vero Dio, e
dopo l'incarnazione asseriamo che i Suoi due le nature si irradiano nella sua unica sostanza, in cui
i suoi miracoli e le sue sofferenze attraverso tutta la sua vita ordinata, non attraverso la fantasia
ma veramente Egli ha mostrato, a causa della differenza naturale che è riconosciuta nella stessa
singola sostanza, mentre con la partecipazione reciproca di l'altro, ogni natura indivisibile e senza
confusione ha voluto ed eseguito le proprie opere; secondo questo piano, confessiamo due
volontà e operazioni naturali che concorrono reciprocamente in Lui per la salvezza della razza
umana.

Queste cose, quindi, essendo state determinate da noi con ogni cautela e diligenza, dichiariamo
che nessuno è autorizzato a introdurre, a descrivere, a confrontare, a studiare o altrimenti
ad insegnare un'altra fede. Ma chi presume di confrontare o di introdurre o di insegnare o di
trasmettere un altro credo a coloro che desiderano abbandonare la credenza dei pagani o degli
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ebrei o da qualsiasi eresia al riconoscimento della verità, o chi (presume) di introdurre una nuova
dottrina o un'invenzione del discorso alla sovversione di quelle cose che ora sono state
determinate da noi, (dichiariamo) queste, sia che siano vescovi o chierici, per essere scomunicate,
vescovi anzi dal vescovato, ma sacerdoti del sacerdozio; ma se sono monaci o laici, devono
essere anatemizzati.
- Papa Benedetto XIV (Cost. Super ad Nos, 16 marzo 1743): Il terzo Concilio di Costantinopoli,
sesto nell’ordine, […] in esso é stato definito contro i monoteliti che nell’unico e medesimo Signore
nostro Gesù Cristo ci sono due naturali volontà e due naturali operazioni in modo indiviso,
immutabile, inseparabile, non confuso, e che la sua volontà umana non é contraria, ma é
sottoposta alla sua divina ed onnipotente volontà.

ALCUNI ESTRATTI TEMATICI DAI “LIBRI DI CIELO”:


- Gesù dice a Luisa: "Ah, ripeto e ti confermo che la mia Volontà è sacramento e sorpassa tutti
i sacramenti insieme in un modo molto più ammirevole, poiché non ha bisogno di alcun
intervento né di altro materiale. Il Sacramento della mia Volontà si forma tra la mia Volontà e la
volontà di un'anima, quando entrambe le volontà si fondono l'una nell'altra formano il
Sacramento, la mia volontà è vita, e l'anima che è disposta a ricevere la vita è santa e riceve
santità, è forte e riceve forza, e allo stesso modo tutto il resto. " (pagina 106, idem).
- Commento: In questo testo, Gesù sta spiegando cosa succede quando si
riceve questo dono della volontà divina. Questa affermazione che descrive la
natura dell'unione tra la volontà umana e quella divina non può dirsi nemmeno
di Cristo stesso. Dire che la sua volontà umana si è fusa, o è stata fusa con, la
sua volontà divina, è eretica: " proclamiamo due volontà naturali in Lui, e due
operazioni naturali indivisibili, inconvertibilmente, inseparabilmente, in modo
non appropriato.” Inoltre (é secondario solo nella discussione contestuale) la
parola Sacramento come mezzo salvifico proveniente da Dio per donare la
Grazia, é da ricondurre ai Sacramenti della Chiesa cattolica, definiti dal
Concilio di Trento come pari a 7 e non modificabili.

- Gesù dice a Luisa: ”Quando un'anima agisce nella mia Volontà, la sua umanità è, per così
dire, sospesa, poi la Vita Divina del mio Amore prende il suo posto e agisce e, mentre
agisce in una creatura, il mio amore si trova senza potere del suo desiderio di espressione ".
(pagina 86, idem).
- Commento: Tutte le azioni umane di Cristo procedono dalla sua natura
umana sottomettendole alla volontà divina. Non si può dire che quando Gesù
agì sulla terra la sua volontà divina sospese, o prese il posto della sua volontà
umana e procedette ad agire nella creatura. Le due volontà in Cristo sono
“inconvertibili” e non confuse.

- "... vivere nella Mia Volontà è regnare in Essa e con Essa, mentre fare la Mia Volontà è essere
ai Miei ordini ... Vivere nella Mia Volontà è vivere con una sola Volontà - la Volontà di Dio -
una volontà tutta santa, tutta pura, tutta la pace e poiché una sola volontà regna, non ci sono
conflitti, tutto è pace ". (Citazione tratta da un opuscolo: Il regno della Divina volontà:
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un'introduzione all'adempimento della preghiera del Signore, il centro di Luisa Piccarreta per la
Divina Volontà, pagina 22).
- Commento: Qui Luisa distingue chiaramente tra agire in sottomissione alla
volontà di Dio e il suo nuovo modo di agire che implica la volontà di Dio stessa
regnare e agire nella persona. La Chiesa insegna che la volontà umana agisce
sottomessa al divino: "... la volontà umana che segue e non resiste o esita,
ma anzi sottomettendosi alla sua volontà divina e onnipotente, perché è
necessario che la volontà della carne agisci, ma che è soggetto alla
volontà divina secondo il più saggio Atanasio”.

- Gesù a Luisa: "Così l'anima, finché non è sepolta nella mia Volontà e muore completamente in
Essa, disintegrando la sua volontà nella Mia, non può tornare ad una nuova Vita Divina con il
risorgere di tutte le virtù di Cristo che contengono il vera santità. " (Piccarreta, Luisa. Quando la
Divina Volontà regna nelle Anime, Libro del Cielo: Una selezione di Passaggi. 1995, pagina 28).
[…] Gesù dice a Luisa: "Sebbene il dolore per le proprie colpe sia buono e lodevole, non
distrugge la propria essenza, dall'altra parte abbandonarsi completamente nella mia Volontà
distrugge la propria essenza e induce a riacquistare l'Essenza Divina ... . E per riacquistare
Dio, lei riacquista tutti i benefici che Dio stesso possiede. E 'solo quando l'anima è
completamente in Volontà di Dio che lei riacquista Dio. E se ne va la mia Volontà, si riacquista la
sua essenza, unitamente a tutte i mali della sua natura corrotta. " (pagina 29, idem).
- Commento: Ciò contraddice ovviamente l'insegnamento della Chiesa: "In
nessun momento dobbiamo concedere una sola operazione naturale a
Dio e alla creatura, in modo che né ciò che è stato creato, che eleviamo
in essenza divina, né ciò che è particolarmente di natura divina, gettiamo giù
in un luogo che genera creature.”

- Gesù a Luisa: "L'unica cosa che dovrebbe interessarti è che dissolvi completamente la tua
Volontà nella mia, perché per lui che vive nella mia Volontà, è unione intima, non solo per un
quarto d'ora [riferimento alla comunione ricevente] ma sempre, sempre Poiché la mia Volontà è
in continua comunione con l'anima, non solo una volta al giorno, ma ogni ora, ogni momento, è
sempre la comunione per colui che vive nella mia Volontà ". (pagina 34, idem). […] Gesù a
Luisa: "Non agiranno più sul piano umano, ma penetreranno nella mia Volontà e le loro
azioni, ora tutte divine, saranno moltiplicate per tutte le creature". (Pag. 94, idem). […] Gesù a
Luisa: "'Figlia mia, io [Gesù] ti raccomando di non uscire mai dalla mia Volontà, perché la mia
Volontà contiene un tale potere che è un nuovo battesimo per l'anima. È, inoltre, più che il
Battesimo stesso per i sacramenti la mia grazia è accolta in modo limitato, mentre nella mia
Volontà viene ricevuta tutta la pienezza della grazia: nel battesimo, il peccato originale viene
tolto, ma le passioni, la debolezza rimangono, d'altra parte, nella mia Volontà, per distruggere
la sua propria volontà, l'anima distrugge le sue passioni, la sua debolezza, e tutto quello
che c'è ciò che è umano, e vive sulle virtù divine, forza, e tutte le qualità divine.' Io [Luisa],
sentendo questo, dissi a me stesso: 'Presto dirà che la sua Volontà è più della comunione
sacramentale stessa "Quindi aggiunse immediatamente:" Giusto! Perché la Comunione
Sacramentale dura pochi minuti. È temporanea. La mia Volontà, d'altra parte, è una comunione
perenne ... Ecco perché voglio così tanto che le mie creature prendano la mia Volontà. Questo è
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ciò che più conta per me, ciò che mi interessa di più. E nient'altro mi interessa così tanto,
nemmeno le cose più sante. Solo quando ottengo che l'anima vive sulla mia Volontà, mi sento
trionfante, perché in questo è contenuto il più grande bene che ci possa essere in Cielo e sulla
terra. “(Pagg 36-37, idem). […] Gesù a Luisa: "Per entrare [nella Divina Volontà], le creature
hanno bisogno di rimuovere il ciottolo della propria volontà, anche se si trova all'interno della mia
Volontà, la loro volontà non partecipa né gode dei Suoi effetti. Il sasso, la volontà propria
dell'anima, ostacola il flusso della mia Volontà, proprio come le rocce su una spiaggia
impediscono all'acqua dell'oceano di fluire ovunque, ma se un'anima rimuove la roccia della sua
stessa volontà, in quello stesso istante scorre in Me e io in lei, e trova tutti i miei beni a sua
disposizione: potere, luce, assistenza e tutto ciò che desidera.Questo è il motivo per cui non ci
sono vie speciali, né porte, né chiavi per la mia Volontà. Un'anima deve ma desiderarla La mia
Volontà assume tutto il lavoro, dà all'anima ciò che le manca e la fa espandere in tutti i confini
illimitati della mia Volontà. Con le virtù è esattamente l'opposto. Quanti sforzi sono necessari,
quante battaglie, quanti sentieri lunghi …" (pag 123, idem).
- Commento: va sottolineato che a volte i santi usano l'iperbole per esprimere il
loro desiderio di essere totalmente al servizio di Dio. Possono parlare in
"linguaggio mistico”, ad esempio San Paolo dice: "Io non vivo più, ma Cristo
vive in me"; o qualcuno potrebbe dire: "il Signore ha consumato la mia anima"
o "Signore, possa la mia volontà morire in te" ecc. Tuttavia, Luisa presenta un
argomento teologico per un modo totalmente nuovo di agire. Non sta dicendo
"possa la volontà di Dio essere fatta in me" nel senso tradizionale
dell'espressione, cioè "per grazia, obbedisci fedelmente alla volontà di Dio". Al
contrario, sta dicendo letteralmente "La volontà di Dio compie buone opere in
me, a prescindere da qualsiasi intervento o cooperazione dalla mia volontà
umana". Come è stato chiaramente mostrato sopra, non lo si può dire di Gesù
stesso: la Sua volontà umana agì sempre in obbedienza alla Divina, non fusa
con essa. La sua volontà divina non ha preso il posto dell'umano; la
volontà umana non era fusa o sospesa dal divino. Piuttosto, la volontà
umana di Gesù ha agito con il proprio potere umano di operare. Secondo la
descrizione di Luisa di cosa significa "vivere nella volontà divina", dobbiamo
concludere che Cristo stesso non ha vissuto una vita simile ... e nemmeno noi.

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3. UN NUOVO MOLINISMO (QUIETISMO)

Il terzo errore principale negli scritti di Luisa riguarda la sua idea di come la volontà umana sia
fusa con la Volontà Divina, annullandosi in essa e “sperdendosi” in essa, lasciando che sia la
Volontà Divina stessa ad operare nell’uomo. Il libero arbitrio, che l'uomo può meglio esercitare
scegliendo di cooperare con il piano di salvezza di Dio, è uno dei principali doni di Dio mediante
il quale ci offre una partecipazione nella sua stessa divinità. Il possesso e il compimento del libero
arbitrio dell'uomo, che è stato attaccato dal calvinismo e da altre eresie, è uno dei segni distintivi
della creazione di Dio da parte nostra a sua immagine e somiglianza. Tuttavia, da vicino una
persona che avanza lungo il sentiero della salvezza arriva a conformarsi alla volontà di Dio, non è
mai stata descritta dai santi come una perdita completa della volontà della persona. Ma se
qualcuno dona la propria volontà così completamente allo spirito, come è fatto nel culto della
Divina Volontà, contro la tradizione della Chiesa e le pratiche passate di tutti i Santi, tale spirito è
suscettibile di essere un demone. Alcuni dei brani proposti sono identici a quelli proposti nella
sessione precedente; vengono qui ripresi per mostrare l’errore dottrinale non applicato al Signore
Gesù Cristo (monotelismo) ma alla volontà umana di ogni singolo essere umano.

RIFERIMENTI MAGISTERIALI E DI DOTTORI DELLA CHIESA:


- Conc. di Trento (XIX Conc. Ecumenico, sessione VI, numero 4): Se qualcuno dice che il libero
arbitrio dell’uomo, mosso ed eccitato da Dio, non coopera in nessun modo esprimendo il proprio
assenso a Dio, che lo muove e lo prepara ad ottenere la grazia della giustificazione; e che egli
non può dissentire, se lo vuole, ma come cosa senz’anima non opera in nessun modo e si
comporta del tutto passivamente: sia anàtema.
- Papa Innocenzo XI (Enc. Coelestis Pastor, 20 novembre 1687). […] é stato portato all'attenzione
del nostro ufficio apostolico che a un certo Miguel de Molinos, con il pretesto della preghiera di
silenzio, ma in realtà in contrasto con l'insegnamento e la pratica dei santi padri fin dall'inizio,
insegnava false dottrine con le parole e scritti, e in pratica li stava seguendo; queste dottrine
stavano guidando i fedeli dalla vera religione e dalla purezza del cristiano in terribili errori […]
Proposizioni condannate: 1. È necessario che l'uomo riduca i propri poteri al nulla, e
questa è la via interiore. 2. Volere operare attivamente è offendere Dio, che desidera essere
lui stesso l'unico agente e quindi è necessario abbandonare se stessi interamente in Dio e da
allora in poi per continuare ad esistere come un corpo inanimato. […] 5. Non facendo nulla,
l'anima si annichilisce e ritorna al suo inizio ed alla sua origine, che è l'essenza di Dio, in cui
esso rimane trasformato e divinizzato, e Dio poi rimane in se stesso, perché allora le due cose
non sono più unite, ma sono una sola, e in questo modo Dio vive e regna in noi, e l'anima
annulla se stessa in essere operativo. […] 13. Dopo che la nostra libera volontà è stata
rassegnata a Dio, la riflessione e la cura su tutto ciò che è nostro deve essere lasciato a
quello stesso Dio, e noi dovremmo lasciarglielo, così che possa operare in noi senza di
noi, la sua divina volontà.
- Catechismo Chiesa Cattolica, numero 306. Dio è il padrone sovrano del suo piano, ma per
realizzarlo fa anche uso della cooperazione delle sue creature. Questo non è un segno di

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debolezza, ma piuttosto un segno della grandezza e della bontà di Dio onnipotente. Dio infatti
concede alle Sue creature non solo la loro esistenza, ma anche la dignità di agire da soli,
di essere cause e principi per ciascun altro, e quindi di collaborare alla realizzazione del
Suo piano.
- Catechismo Chiesa Cattolica, numero 307. Per gli esseri umani, Dio dà persino il potere di
condividere liberamente la Sua provvidenza affidandole la responsabilità di "sottomettere" la
terra e il dominio su di essa. Dio permette così agli uomini di essere intelligenti e liberi per
completare il lavoro della creazione, per perfezionare la sua armonia per il loro bene e quello dei
loro vicini. Anche se spesso anche i collaboratori inconsci con la volontà di Dio possono
entrare deliberatamente nel piano Divino con le loro azioni, le loro preghiere e le loro
sofferenze. Diventano quindi pienamente 'compagni di lavoro' di Dio e collaboratori per il Suo
regno.

ALCUNI ESTRATTI TEMATICI DAI “LIBRI DI CIELO”:


- Gesù dice a Luisa: ”Quando un'anima agisce nella mia Volontà, la sua umanità è, per così
dire, sospesa, poi la Vita Divina del mio Amore prende il suo posto e agisce e, mentre
agisce in una creatura, il mio amore si trova senza potere del suo desiderio di espressione ".
(Piccarreta, Luisa. Quando la Divina Volontà regna nelle Anime, Libro del Cielo: Una selezione
di Passaggi. 1995, pagina 86).
- Commento: le condanne date da Papa Innocenzo XI in merito al molinismo
sono applicabili alla lettera a tale affermazione di Luisa Piccarreta. Non é
possibile che la Volontà di Dio agisca in noi senza di noi; non é possibile che
la nostra volontà rimanga “sospesa” e lasci agire Dio in noi. Da un lato
questo é comprensibile - si dovrebbe dire che la volontà umana data da Dio
all’uomo - l’uomo stesso non la deve utilizzare per lasciare operare in sé quella
Divina. Dall’altra sottintende che chiunque non agisca in questo modo escluda
l’operazione della Divina Volontà dai suoi atti. Ma il catechismo della Chiesa
Cattolica, num 307, conferma che anche chi é inconscio della presenza di
Dio e dell’opera di Dio nel mondo, può entrare deliberatamente nel piano
Divino con le proprie azioni. La Volontà Divina é più grande della
semplicistica riduzione che viene qua proposta da Luisa.

- "... vivere nella Mia Volontà è regnare in Essa e con Essa, mentre fare la Mia Volontà è essere
ai Miei ordini ... Vivere nella Mia Volontà è vivere con una sola Volontà - la Volontà di Dio -
una volontà tutta santa, tutta pura, tutta la pace e poiché una sola volontà regna, non ci sono
conflitti, tutto è pace ". (Citazione tratta da un opuscolo: Il regno della Divina volontà:
un'introduzione all'adempimento della preghiera del Signore, il centro di Luisa Piccarreta per la
Divina Volontà, pagina 22).
- Commento: anche in questo caso la condanna solenne del molinismo
dichiarata da Papa Innocenzo XI, in particolare il punto 13, si applica
fedelmente a questa proposizione. Si ricordi che la proposizione seguente é
condannata: 13. Dopo che la nostra libera volontà è stata rassegnata a
Dio, la riflessione e la cura su tutto ciò che è nostro deve essere lasciato
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a quello stesso Dio, e noi dovremmo lasciarglielo, così che possa
operare in noi senza di noi, la sua divina volontà. Riguardo al sostegno di
diversi teologi per le affermazioni del culto della Divina Volontà sugli scritti di
Luisa Piccarreta, va notato che storicamente i libri di Miguel de Molinos furono
“approvati" da vari teologi e da alcune autorità ecclesiastiche del tempo, tanto
che venti edizioni sono apparse per dodici anni ed in seguito sono state
condannate dal Santo Padre e poi messi all’indice. La pubblicazione attuale di
queste proposizioni di Luisa Piccarreta e la sua diffusione non devono pertanto
essere un segno suggestivo di una possibile bontà dell’opera. Tale giudizio
deve rimanere ancorato alle definizioni vincolanti del Magistero infallibile e
della Tradizione.

- Gesù a Luisa: "'Figlia mia, io [Gesù] ti raccomando di non uscire mai dalla mia Volontà, perché
la mia Volontà contiene un tale potere che è un nuovo battesimo per l'anima. È, inoltre, più che il
Battesimo stesso per i sacramenti la mia grazia è accolta in modo limitato, mentre nella mia
Volontà viene ricevuta tutta la pienezza della grazia: nel battesimo, il peccato originale viene
tolto, ma le passioni, la debolezza rimangono, d'altra parte, nella mia Volontà, per distruggere
la sua propria volontà, l'anima distrugge le sue passioni, la sua debolezza, e tutto quello
che c'è ciò che è umano, e vive sulle virtù divine, forza, e tutte le qualità divine.’
- Commento: la proposizione, come molte altre del resto, é sibillina; ci sono
infarcite alcune verità (“mi raccomando di non uscire mai dalla mia Volontà”),
specialmente all’inizio delle frasi proposte, probabilmente con lo scopo di
indurre il lettore a credere alle falsità che vengono successivamente esposte.
“Nuovo battesimo” é un titolo che può essere concesso al Sacramento della
Penitenza e che richiede nel penitente almeno l’atto del dolore dei peccati per
poter avere da Dio il perdono degli stessi. L’idea poi di vivere senza la propria
volontà e con tutte le qualità divine, addirittura arrivando a perdere ogni forma
di concupiscenza, quasi da non poter più essere attaccati dal demonio (ed in
effetti in altri scritti - che qui non cito - si accenna anche a questa possibilità)
appare in contrasto con la Tradizione, con l’insegnamento di Dottori e dei Santi
ed appare permeato da un’idea di superbia satanica di voler essere simili a Dio
su questa terra.

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4. ULTERIORI ASPETTI PROBLEMATICI

Esiste infine una serie di errori puntuali, non perfettamente riconducibili ad una dottrina specifica,
ma che vanno contro il comune sensus fidei e la Tradizione che ci é stata tramandata immutabile
dalla Chiesa Cattolica, sposa di Cristo Signore nostro.

- Dopo che Gesù dice a Luisa come le sue sofferenze e le sue preghiere furono determinanti per
l'istituzione del nuovo "Regno del Fiat Supremo", aggiunge: "La stessa cosa accadde nella
Redenzione: se la nostra Giustizia non avesse trovato le preghiere, i sospiri, il lacrime, le
penitenze dei Patriarchi, i profeti e tutte le brave persone dell'Antico Testamento e, inoltre, una
Regina Vergine che possedeva la nostra Volontà integralmente e che prendeva tutto su di Sé
con tante preghiere incessanti, assumendosi il lavoro di fare soddisfazione per tutta la razza
umana, la nostra Giustizia non avrebbe mai concesso la discesa del Redentore desiderato tra le
creature: la nostra giustizia sarebbe stata inesorabile e avrebbe dato un sonoro NO alla mia
venuta sulla terra ". (Piccarreta, Luisa. Quando la Divina Volontà regna nelle Anime, Libro del
Cielo: Una selezione di Passaggi. 1995, pagina 18).
- Commento: Luisa sta sostenendo che Dio doveva prima soddisfare la Sua
giustizia guardando ai meriti degli esseri umani prima che potesse inviare suo
Figlio. Questo è totalmente falso, dato che l'Incarnazione e la Redenzione
erano completamente immeritate. Se i Patriarchi, i profeti, Maria Santissima,
ecc. hanno fatto qualcosa di meritorio, è stato per i meriti e la grazia di Cristo
previsti. È davvero da ricordare che due dei più grandi misteri nell’economia
della Salvezza umana, l’Incarnazione e la Redenzione, sono stati doni
immeritati.

- Luisa: "Mi lamentai con Gesù che non potevo nemmeno sentire la Santa Messa, e Gesù disse:
'Figlia mia, non sono io il sacrificio? Quando sono sacrificato, l'anima che vive con Me nella mia
Volontà è sacrificata insieme a Io, non solo in una Messa, ma in tutte le Messe dal primo
all'ultimo, poiché lei vive nella mia Volontà, l'anima è consacrata in tutte le Ostie, non
lasciare mai la mia Volontà e io ti porterò ovunque tu voglia. Passerà tra noi una corrente
elettrica di comunicazione che non farai un atto senza di Me. Né farò alcun atto senza di te
Quindi, quando hai bisogno di qualcosa, come ascoltare la Messa, entra nella mia Volontà e lo
farai trova subito quello che cerchi: tante Messe quante vuoi, tante comunioni quante vuoi, tanto
amore quanto vuoi. Nulla manca alla mia Volontà. Non solo troverai tutte le cose, ma le troverai
in un divino e modo infinito. " (pagg 86-87, idem).
- Commento: Per partecipare fruttuosamente alla Messa dobbiamo essere
consapevoli di ciò che stiamo facendo, un atto umano è coinvolto a un certo
livello. Non possiamo essere inconsciamente offrendo noi stessi e
consacrandoci in ogni Messa in tutto il mondo e certamente non in tutte le
Messe che sono state mai offerte prima che fossimo nati! Da notare poi che
viene quasi suggerita una non necessità dei Sacramenti o dei precetti
obbedienti ai Comandamenti che, sebbene ancora non esplicitamente eretici,

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andrebbero meglio contestualizzati in quanto passibili di scandalo per i fedeli e
forieri di possibili errori dottrinali.

Atteggiamenti simil-settari:
Andando su internet, cercando soprattutto su pagine internazionali (come heretic “Divine Will”) si
trovano numerose persone che lamentano da parte dei fedeli che vi partecipano - sicuramente con
le migliori intenzioni da parte loro! - un comportamento simil-“settario”. In paesi dove la piaga
enorme delle sette é particolarmente sentito e vissuto (come in America del Nord, Australia, ecc…)
appare più facile riconoscere dei comportamenti fra i seguaci della “Divina Volontà” con quelli di
altre sette rispetto all’Europa dove il fenomeno é meno evidente perché meno esplicito. Eppure,
guardando bene anche a comportamenti di fedeli di lingua italiana o di lingua francese, si notano le
stesse caratteristiche. Molti lamentano come all’inizio sembrava un capolavoro mistico, per poi
imbattersi in alcune strane affermazioni, come nel ridurre la lettura di scritti di altri santi oltre a
Luisa Piccarreta, parlare solamente di questa rivelazione, iniziare ad utilizzare un linguaggio
terminologico nuovo e del tutto estraneo alla Tradizione (il “terzo FIAT”, il “FIAT supremo”, "mi
sperdo”, "mi fondo”, ecc.), soprattutto per una spiritualità che vorrebbe imporsi su tutta la Chiesa
Cattolica (come discusso nel primo punto di questa breve analisi). A tal proposito sono stati scritti
dei testi e critiche ben più illuminanti di tale breve dissertazione da parte di prelati ed autori cattolici
quali "Divine Will Hunting” di Padre Terry Staples, “Kingdom of the Divine Will” del Rev. William
Most, “Luisa Piccarreta: Kingdom of the Divine Will” da parte dell’associazione “Cattolici uniti per la
Fede” e “Kingdom of the Divine Will, Luisa Piccarreta, from God? Not possible” di Rick Salbato,
tutti facilmente tracciabili su internet, in lingua inglese.

Alcuni gruppi hanno addirittura creato, anche su “pagine ufficiali” in lingua italiana liberamente
consultabili, il “breviario della Divina Volontà”, modificando ed adattando la preghiera ufficiale della
Chiesa, l’Ufficio Divino, secondo questa nuova rivelazione (https://www.ladivinavolonta.it/pregare-
nella-d-v/liturgia-delle-ore-nella-divina-volontà-1ª-settimana/). È vero che, da quello che sembra,
questo non appare riconducibile direttamente alla stessa Luisa Piccarreta, e difatti appare un punto
secondario rispetto alle problematiche dottrinali di cui sopra. Non é però da trascurare un metodo
di giudizio infallibile, datoci da nostro Signore Gesù Cristo in persona, di guardare ai frutti per poter
giudicare la bontà dell’albero. L’effetto alienante che si ha poi nelle persone aderenti a questa
“dottrina”, é incredibile: anche di fronte ad una semplice perplessità, tali persone si irrigidiscono
bruscamente e diventano aggressive. Essendo una “dottrina” che sta diffondendosi anche tramite
social network, tale comportamento é facilmente verificabile, soprattutto da parte di certi gruppi e
certi prelati molto “zelanti” in questa spiritualità.

Similitudini con la New Age:


Tale spiritualità mostra in alcuni tratti delle similitudini con la New Age. Il principio è che chiunque
può vivere nella Divina Volontà semplicemente chiedendola con l'intenzione di rinunciare alla
propria volontà umana in modo permanente, usando una preghiera rituale "stile New Age” che
viene recitata. Così facendo diventerai come Dio, capace di creare proprio come fa Lui (da notare

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che “diventare come Dio" era l'antico desiderio di Lucifero e l’antica proposta ad Adamo ed Eva).
Gli scritti di Luisa contengono un linguaggio New Age.

Atto di fusione con la Divina Volontà:



Gesù, fonditi in me ed io mi fondo in Te. Gesù, facciamo tutto insieme, fondiamoci a vicenda
nella Volontà, nei desideri e nell’amore, per potermi fondere nei desideri, nella volontà,
nell'amore di tutte le creature, affinché tutte restino rinnovate nel tuo Volere; e poi fondo tutte le
mie piccole particelle nelle tue per potermi fondere in tutte le particelle delle creature, per darti
per tutte quell’amore, quella gloria e quella soddisfazione che tutti ti negano; e Ti chiedo di
suggellare questo mio atto, o Gesù, con la tua benedizione per me e per tutti.

Vita mia, Gesù, mi fondo tutto nella tua SS. Umanità e Divinità, parte per parte, perché la tua
Umanità ha per centro di vita la Divina Volontà e chi vive in Essa vive in questo centro
diffondendo luce dovunque e a tutti. Fondo quindi, mio Gesù, la mia intelligenza nella Tua
Intelligenza, la mia memoria nella tua Memoria, la mia volontà nella Divina Volontà. Fondo il mio
sguardo nel tuo sguardo, il mio olfatto nel tuo, o Gesù, la mia voce nella tua voce, il mio udito
nel tuo. Fondo le mie mani e le mie opere nelle tue mani e nelle tue opere; il mio palpito e
respiro nel tuo palpito e respiro e la circolazione del mio sangue nella circolazione del tuo
Sangue, o mio amato Gesù.

Viene allegata un esempio di "preghiera" New Age; chiunque abbia letto i testi di Luisa non potrà
non notare l’estrema somiglianza strutturale e contenutistica, in particolare la “necessità” della
preghiera al mattino per potersi “fondere” in ogni momento con la ”entità suprema” e la necessità di
ripetere questi atti costantemente per poter raggiungere e fortificare questa unione con il “divino”.
Cito: “Per iniziare: comincia la giornata con questa preghiera, al risveglio del mattino, bacia il
pavimento in un atto di umiltà, rimani in ginocchio di fronte a est: Cristo è il Sole nascente, che
vediamo l'alba del Regno della Divina Volontà, poi con le braccia incrociate sul petto, recita: “...
metto a pezzi la vita del mio libero arbitrio […] forma in me la disposizione per eseguire un atto
reale all'unisono con la Divina Volontà. Ed ancora: ”Per tutto il giorno […] dì come sopra 'Vieni
Divino. Mi lavo nel mio spazzolino ecc…”

Un’ultima suggestione: più volte in diversi testi Luisa riferisce che Gesù le parla dell’arrivo di una
“nuova era” che - guarda caso - in inglese si dice proprio “New age”…

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1) Epistola Iudae. Biblia Sacra Iuxta Vulgata Versionem. Editio quinta 1990
Versetto 3

2) Heinrich Denzinger: Enchiridion Symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et


morum. 43° edizione bilingue. Editore EDB
Papa Agatone - Conc di Costantinopoli III - Denz 550 - 552
Papa Paolo III - Conc di Trento - Denz 1520 - 1583
Papa Innocenzo XI - Denz 2170 - 2171
Papa Innocenzo XI - Denz 2181 - 2192
Papa Benedetto XIV - Denz 2531
Papa San Pio X - Denz 3401 - 3466
Papa Paolo VI - Conc Vaticano II - Denz 4204, 4209 - 4214

3) Catechismo della Chiesa Cattolica. Commento di Rino Fisichella. 1993 Piemme Edizioni.
Numero 67
Numeri 306 - 307

4) San Tommaso d’Aquino. Summa Theologiae, Volume I-II.


Questione 106: La Legge Evangelica, o legge nuova, in se stessa, Articolo 4

5) Luisa Piccarreta. Quando la Divina Volontà regna nelle Anime, Libro di Cielo: Una selezione di
Passaggi. 1995

6) Poulain A., SJ. Le grazie della preghiera interiore, 1950.


Pagg. 320 - 321

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