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anna fermi

ho incontrato
il mio angelo
E ti svelo
come puoi farlo anche tu

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Redazione: Edistudio, Milano

I Edizione 2010

© 2010 - EDIZIONI PIEMME Spa


20145 Milano - Via Tiziano, 32
info@edizpiemme.it - www.edizpiemme.it

Stampa: Mondadori Printing S.p.A. - Stabilimento NSM - Cles (Trento)

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1
La partenza
Sai, quello che realmente siamo
è invisibile: tu sei invisibile, io sono invisibile.
Trova chi veramente sei,
e troverai ciò che non perirà mai.
Reshad T. Field

«C’era una volta...» segna l’inizio di ogni storia. Eppure


mi accorgo che non è così semplice risalire all’origine di
questo racconto... Cerco di mettere ordine nella mia me-
moria per risalire al momento in cui tutto iniziò e mi im-
batto in immagini che si sovrappongono, in voci discor-
danti, in emozioni forse troppo forti da essere decifrate.
Qual è l’origine della mia storia? La nascita? Forse... Ma
scopro ormai da tanto tempo di nascere e morire conti-
nuamente, in un incessante rinnovamento e scoperta di
me. Cerco allora il momento in cui io ho avvertito di
incominciare a vivere veramente e ritrovo nella neb-
bia di ricordi confusi la luce e la chiarezza di quando ho
incominciato a comprendere chi ero, cosa volevo e dove
volevo arrivare. E in quella luce affiora vivida l’immagine
del mio primo incontro con l’angelo. L’angelo ha segnato
l’inizio della mia vera vita. Un giorno lo incontrai e im-
provvisamente incominciai a ricordare...

Ore 17.00. Venerdì pomeriggio


Mi piace rimanere in ufficio a quest’ora: i corridoi si
svuotano dalle voci che si chiamano, dai passi veloci che
rincorrono riunioni importanti. C’è finalmente silenzio.
Fisso il computer che rimane muto alle mie richieste: qua-

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le idea posso proporre come nuovo programma? Nessu-
na risposta, nessuna ispirazione. Tutto tace, ma in un si-
lenzio opprimente, pesante. Ci sono troppi dubbi, troppe
preoccupazioni che mi impediscono di ascoltare. Mi alzo
e vado alla finestra: camminare mi aiuta sempre a scioglie-
re i nodi dei pensieri.

Fuori piove ed è già buio. È il tipico pomeriggio in-


vernale milanese. È un panorama uggioso simile all’umo-
re profondo della mia anima. Ho trentadue anni. Sono
sposata da tre anni e ho un bambino nato due anni fa.
Lavoro come assistente di un capostruttura di Mediaset e
prima di lunedì mattina devo trovare un’idea per un nuo-
vo programma. Mi osservo nei vetri della finestra e mi
sento soffocare. È da tempo che sento questo malessere,
questa profonda insoddisfazione opprimere le mie gior-
nate e la mia solita allegria. Mi sento sempre più stonata
nel coro melenso e rassicurante della mia quotidianità,
così fuori luogo con il disordine, il caos e il desiderio di
fuga che albergano il mio cuore e popolano le mie not-
ti impedendomi il sonno. Sono triste, insofferente: forse
sono solo stanca. Avrei bisogno... di riposo? È questo il
rimedio? Ma qual è il malanno? Cerco di osservarmi den-
tro, ma il velo delle mie lacrime non riesce a vedere oltre
il buio del mio malessere. Improvvisamente intuisco con
disperazione che vorrei un’altra vita: ma per fare cosa?
Per diventare chi? Non ho le risposte, né la chiarezza ne-
cessaria a trovare una soluzione, né l’idea necessaria per
lunedì mattina.

Rimango a fissare lo schermo del computer e dentro di


me si ode l’urlo forte di una disperata richiesta di aiuto.
Voglio stare bene, essere felice. Ma come fare? Mi sento
anche ingrata a lamentarmi di una vita economicamente
fortunata, ricca di soddisfazioni professionali e con una
famiglia desiderata da sempre. Voglio uscire da questo

16 prima parte. l’angelo è il mistero

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groviglio di malumore: novembre, in fondo, mi ha sem-
pre depresso. E se incomincio a impegnare creativamente
la mia mente sono certa che riuscirò a sentirmi meglio.
Torno a scrivere: niente... nessuna idea! Mi perdo nel
tempo che scorre veloce; mi lascio andare a un vuoto
mentale che mi tranquillizza, mentre gioco con i tasti
della tastiera. Improvvisamente appare sullo schermo la
parola “angelo”, scritta in stampatello, a caratteri grandi
e in neretto.
ANGELO
Fisso allibita la scritta: ma... da dove è uscita? Che tasti
ho digitato? Non riesco a spiegarmi come sia apparsa.
La fisso nuovamente e, stranamente, sento come una for-
za attirare il mio sguardo e richiamare la mia attenzione.
Un’emozione strana, nuova e indecifrabile mi tiene av-
vinghiata a quella parola, mentre un calore improvviso
incomincia a calmare la mia ansia, la mia angoscia. Vivo
delle sensazioni strane che non comprendo. Però fisso
la scritta e mi sento bene. Avverto una tranquillità di-
menticata, una gioia immotivata, una pace improvvisa.
Sospiro, liberata dai pesi eccessivi dei miei timori e lon-
tana dall’oscurità della giornata. Mi sembra di essere una
bambina felice davanti a un pacco regalo.

“Angelo... Che bello sarebbe realizzare un programma


sugli angeli...” Continuo a fissare lo schermo del com-
puter con la consapevolezza di aver trovato una traccia
importante, un indizio insperato. Ho trovato l’idea! Non
so ancora come realizzarla, ma sarebbe veramente bello
riuscire a comunicare tutte quelle emozioni suscitate in
me dalla parola “angelo”!

Corro da Leonardo, il mio capo, e gli propongo l’idea.


È contento, approva e discutiamo insieme il modo miglio-
re di realizzare televisivamente l’argomento. Escono tante

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idee, tanti spunti che, però, non ci convincono. Forse è
tardi, forse è meglio andare a casa e lasciare che la pau-
sa del weekend aiuti la creatività a trovare la soluzione.
Sono tranquilla, fiduciosa: ma in cosa? Rientro nel mio
ufficio per prendere le mie cose e scappare a casa. Or-
mai è tardi e la mia famiglia mi sta aspettando. Mentre
sto per chiudere la stanza il telefono squilla. Fisso l’ap-
parecchio infastidita: voglio scappare a casa! Non vo-
glio rispondere, ma il telefono continua. Torno indietro:
ma perché non posso lasciar andare e rinviare a lune-
dì? È Fabrizio, un mio carissimo amico, che lavora in
azienda per individuare format stranieri. Mi informa che
mi ha inviato delle cassette da visionare e di comunicar-
gli quindi il mio eventuale interesse. Non mi specifica il
tema, né io approfondisco l’argomento. È ormai troppo
tardi e sono ancora molto coinvolta dall’idea di un pos-
sibile programma tv sugli angeli. Torno a casa con un
benessere nuovo, una luce improvvisa sulla mia inquie-
tudine.

Gli angeli... Ma chi sono veramente? Sono cattolica e


credente. Gli angeli sono sempre stati i destinatari del-
le mie preghiere per una particolare protezione o bene-
dizione. Fin da piccola, infatti, mi è stato insegnato che
ogni persona ha un angelo custode che veglia, protegge e
guida il suo assistito. Mia madre, poi, mi aveva insegnato
la preghiera dell’angelo custode che recitavo ogni sera
prima di addormentarmi.
Crescendo, poi, appresi che gli angeli sono Messagge-
ri di Dio, creati per comunicare all’uomo la Sua Parola.
L’angelo è sempre stato per me un’immagine affascinan-
te, una figura forte, protettiva e molto dolce. Quando ero
bambina cercavo di guardare oltre le nuvole per arrivare
a trovare il mio angelo. Credevo, infatti, che queste Cre-
ature di Luce esistessero, ma che abitassero gli spazi lon-
tani del cielo e che, solo in seguito alle nostre preghiere,

18 prima parte. l’angelo è il mistero

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scendessero a noi. Ovviamente, poi, con la maturità, gli
spazi del cielo sono diventati quelli della mia anima, ma...
gli angeli rimanevano sempre un po’ staccati dalla mia
vita terrena. La preghiera era il tramite per raggiungerli
ma, mai e poi mai, avrei pensato di incontrarli così da
vicino. Ora, invece, per la prima volta, appaiono nella
mia vita non chiamati da me (così io, almeno, penso...)
e in modo strano. Per la prima volta avverto nascere in
me delle emozioni nel pensare a queste presenze alate.
Per la prima volta percepisco un mistero svelarsi ai miei
occhi. Come era apparsa quella parola, come era nata
quell’idea? Era semplicemente un caso? O il caso non
esiste?

Il weekend trascorre sereno. Ma con domande nuo-


ve a cui non voglio trovare una risposta. Ancora lontana
dal comprendere che quel mistero sta chiedendo, invece,
una mia soluzione.

Lunedì mattina
Rientro in ufficio e trovo un’incredibile sorpresa. Le
cassette inviate da Fabrizio mi attendono sul tavolo. Le
visiono sconvolta: sono tutti filmati americani di pro-
grammi tv... sugli angeli! In particolare sono tutte storie
americane di persone che dichiarano di aver incontrato
gli angeli. Sono davvero tante le coincidenze, troppe! Ma
che significano? C’è un mistero difficile da decifrare e mi
inquieta cercarne il significato. È come se avvertissi l’ar-
rivo di una tempesta imminente da cui voglio scappare.
Decido, quindi, di allontanarmi dal mistero che, imper-
territo, continua a interpellarmi. Cerco di convincermi
che sto solo creando un programma televisivo, che il mio
è un interesse puramente professionale. Ma è ormai trop-
po tardi: il mistero continua a parlare in attesa di una mia
mossa.

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Due giorni dopo
Vado in libreria e acquisto alcuni libri sugli angeli.
Voglio documentarmi, conoscere meglio l’argomento
per l’eventuale programma. Con mio stupore scopro nu-
merose storie di persone che dichiarano di essere state
salvate dagli angeli, di aver trasformato la loro vita in
seguito a un incontro con queste Creature Celesti. Ma
soprattutto apprendo un’informazione fondamentale:
se non chiedo, l’angelo non interviene! Perché?
Perché l’angelo custodisce e rispetta l’esperienza uma-
na della libertà e non può imporre il suo intervento se
l’uomo non lo richiede. Ma soprattutto per permettere
all’uomo di scegliere se aprirsi al Mistero e a un mondo
fino a quel momento pensato invisibile e lontano. Chia-
mare l’angelo e chiedere il suo aiuto sviluppa, infatti, una
nuova consapevolezza di se stessi come individui spiri-
tuali. Non c’è più separazione tra cielo e terra, ma tutto
è unito e vicino. La nostra domanda permette, quindi, la
relazione con l’angelo. È come quando un corteggiatore
mostra il suo desiderio all’amata: non nascerà mai un
vero rapporto se la donna non gli risponde “sì”. Così,
se vogliamo l’amicizia del nostro angelo è necessario in-
vitarlo a entrare nella nostra vita. Ovviamente il nostro
Amico Celeste è sempre stato accanto a noi ed è anche
intervenuto in nostro favore senza che noi, magari, ce
ne accorgessimo, ma non abbiamo mai goduto della sua
amicizia fino al momento in cui noi non abbiamo voluto
esplicitamente entrare in relazione con lui.
La lettura di quei libri mi colpisce e proseguo la mia
vita quotidiana con una costante idea come sottofondo
silenzioso alle mie nuove giornate: gli angeli, dunque,
esistono. Leggo, infatti, storie di persone che hanno in-
contrato gli angeli, che sono state salvate, che parlano, li
vedono, li sentono.
Gli angeli, dunque, non sono più i destinatari lontani
delle mie preghiere, ma una presenza concreta, che

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anch’io incomincio a percepire. Ma chi sono realmente?
E come posso incontrarli io?

È un pensiero che non mi abbandona, ma che fatico


ad ascoltare. Prestare attenzione alle mie domande mi
risulta troppo difficile. Ho un bambino da crescere, un
matrimonio da salvare, una carriera da costruire. Non
ho tempo, né forza per permettermi di ascoltare, riflette-
re, meditare. Sono talmente presa che non so da quanto
tempo non faccio un bagno rilassante nella vasca: una
doccia veloce è l’unico lusso che mi posso permettere.
Proseguo, quindi, la mia vita “normale” che mi sta sem-
pre più stretta. Incomincio a intuire di non essere felice,
di voler cambiare: ma non so come e né se ho il coraggio
di mutare rotta alla mia esistenza.

Nel frattempo il progetto di un programma sugli an-


geli viene approvato dalla direzione. La formula è simile
al format americano visionato: filmati di storie americane
vere sull’argomento verranno introdotti e commentati da
un conduttore. Il mio compito è, dunque, finito. Il diret-
tore di rete sceglierà il conduttore, gli autori e il regista
per realizzare il numero zero di Angeli. Esco, dunque, di
scena: o meglio, preferisco allontanarmi e dedicarmi al
mio solito ruolo di assistente del capostruttura. Mi spiace,
però, non riuscire a seguire lo sviluppo del programma:
è come se perdessi qualcosa di importante. Ho come la
sensazione di voltare le spalle a un’occasione importante,
irripetibile. È come se si aprisse davanti a me una via che
non ho la forza, l’energia per percorrere. Eppure il mio
cuore piange quella perdita...

Riprendo la mia solita vita che diventa sempre più


insopportabile per l’assenza di un senso profondo se-
condo cui dirigere i miei giorni futuri e per il dolore di
una distanza sempre maggiore tra me e mio marito. Che

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periodo! Un buio senza speranza avvolge i miei passi ed
è dolorosissimo procedere. La sera prima di addormen-
tarmi, ispirata dalle letture sull’argomento, incomincio
a rivolgermi al mio angelo custode e a chiedere. Non
oso chiedergli nulla di materiale: voglio solo essere fe-
lice! Sembra così semplice da chiedere e da ottenere,
eppure è così complicato riuscire a comprendere cos’è
la felicità. Per fortuna che l’angelo è in grado di ascoltare
la voce del nostro cuore e decifrare la nostra domanda
reale! Solo più tardi, infatti, avrei scoperto che quello
che la mente giudica essere causa della nostra felicità
non corrisponde spesso, invece, con i desideri del cuore.
Il cuore, infatti, conosce la nostra essenza e la nostra
verità, il segreto del nostro destino e della nostra mis-
sione. Ascoltare il cuore e decifrarne la voce implica la
necessità di aprirsi a un’energia particolare che ci gui-
da alla vera comprensione di noi stessi, delle esperienze
della vita e degli altri. La mente, invece, è più legata allo
sviluppo del percorso terreno e, quando non è integrata
col sentire del cuore, lavora per realizzare i suoi obiet-
tivi che sono, talvolta, in contrasto con quelli del cuore
e della nostra anima. Spesso, infatti, desideriamo una
felicità legata alle conquiste materiali che sono necessa-
rie e utili se, e quando, sono in armonia con le richieste
dell’anima. Gli angeli, che sono i Guardiani del Cuore
e i Custodi dell’Anima, riescono ad ascoltare la nostra
voce più vera a cui, spesso, le nostre orecchie sono sor-
de e a esaudirne le richieste.

COME FARE...
...per incontrare un angelo? È molto importante chiamarlo,
invitarlo a diventare nostro amico. È necessario chiedere per
ottenere il suo aiuto. E dare un nome al proprio angelo aiuta
a creare una relazione d’amicizia, intima e affettuosa. Come
fare? Cercate di ritirarvi in un momento di silenzio e con una

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candela accesa. Poi chiudete gli occhi e cercate di pensare al
vostro Amico Celeste, di immaginarlo accanto a voi. Chiedete
dunque quale nome vuole avere. E ascoltate: il primo nome che
sentirete sarà il suo! Non censuratevi pensando di non essere in
grado o di aver scelto un nome non adatto. Il nome che avrete
avvertito sarà nato dal vostro cuore e sarà quello scelto dal vo-
stro Compagno Speciale. Ora l’angelo ha un nome. Chiamatelo,
parlategli: lo troverete sempre presente al vostro fianco e pronto
a rispondere ai vostri richiami.

Lunedì mattina
Inizia una nuova settimana. Si registra la puntata pilo-
ta di Angeli. Io, però, non sarò presente. Mio figlio ha la
febbre, la babysitter ha la madre in ospedale e mio mari-
to sta lavorando all’estero. Mi sento sempre più sola ad
affrontare l’impegno quotidiano di crescere un bambino
piccolo, ma soprattutto avverto la mancanza di un so-
stegno affettivo. Ho trascorso un anno in Germania per
seguire mio marito e stare insieme con il bambino ap-
pena nato. In realtà, non siamo quasi mai stati insieme
e mi sono molto affaticata nel seguire la casa, la crescita
di Alberto e la carriera di mio marito. Sono rientrata in
Italia con mio figlio per cercare di recuperare me stessa.
Ma chi sono io? Dove sono finita? Mi cerco con tristez-
za negli impegni, nei doveri della mia giornata e non mi
riconosco. Non soffro la solitudine fisica, ma il dolore di
non essere ascoltata, la mancanza di attenzioni vere e la
sensazione di essere trascurata, data per scontata nella
mia capacità di essere presente e generosa. Mi sono persa
dietro i bisogni altrui: e ora, chi pensa a me? Anche il
lavoro non mi soddisfa più: sento il bisogno di crescere,
di maturare e dare sfogo alla mia creatività. Fare l’assi-
stente implica, ancora una volta, dedicarsi a una persona:
io vorrei incominciare a pensare a me stessa. Ma dove
iniziare? Non so come svoltare via, né se ho l’energia
per una rivoluzione. Ora devo occuparmi di mio figlio.

1. la partenza 23

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Devo cercare di farmi capire da mio marito e compren-
dere quale lavoro vorrei fare. È un periodo doloroso. Ho
paura che non ci sia una via d’uscita. Anche se sono certa
che qualcosa dovrà cambiare: io voglio vivere e non sem-
plicemente sopravvivere. Ogni sera mi addormento dopo
essermi rivolta al mio angelo custode a cui sempre chiedo
di aiutarmi a essere felice. Mi ascolterà?

È trascorsa l’estate. Sono passate le vacanze


Qualcosa sembra migliorare. Ho compreso che non
mi basta dedicarmi al marito, alla carriera e nemmeno a
mio figlio. Sento il bisogno di indirizzare la mia esistenza
verso qualcosa di più profondamente importante. Avver-
to la mancanza del senso vero della vita: per cosa vivo?
Come voglio vivere il mio futuro? Le mie risposte attuali
non mi soddisfano, ma ancora non conosco la soluzione
del dilemma. Rientro in ufficio e niente è più come pri-
ma. Leonardo, il mio capo, è stato trasferito a un altro
incarico e io rimango in attesa di un nuovo responsabile.
Forse non esisterà nemmeno più la struttura dove attual-
mente lavoro: dove andrò a finire? Devo attendere, mi
consigliano in azienda. Ma chi e cosa?

Voglio cambiare, voglio trovare la mia strada: è la pre-


ghiera al mio angelo custode. E tutto incomincia a muo-
versi verso una direzione nuova, che ancora, però, non mi
è chiara. Sono senza lavoro, ma non sono preoccupata,
anzi. Vivo questo momento come l’occasione per rinno-
varmi e andare a scoprire un lavoro più adatto a me. Il
dialogo con il mio angelo diventa sempre più intenso: gli
parlo spesso durante la giornata e gli confido le emozio-
ni più intime, i desideri mai confessati. Sento che il mio
Compagno Celeste mi ascolta: nel silenzio della mia pre-
ghiera avverto le sue risposte e spesso noto la sua presenza
e i suoi messaggi nelle coincidenze della mia giornata, in

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frasi che qualcuno “casualmente” mi dice e che sembrano
proprio riferirsi a me e alla mia domanda, così come in
brani di libri letti o canzoni il cui testo sembra risponde-
re proprio al mio interrogativo. Incomincio a sviluppare
un’attenzione nuova per cogliere la voce del mio angelo.
Ma è soprattutto nel silenzio che avverto meglio le pa-
role amorevoli, rassicuranti e illuminanti del mio Amico
di Luce. Allora mi apro, mi racconto e sempre mi sento
capita e avvolta in un abbraccio caldo, di protezione.

Non so come sarà il mio futuro, ma incomincio a non


averne più paura, perché ho fiducia nel mio angelo. So,
infatti, di avere al mio fianco Qualcuno sempre disponi-
bile ad accogliermi, ad abbracciarmi e ad aiutarmi.

L’estate è ormai solo un ricordo


e novembre sta ritornando
È già passato un anno da quando ho incontrato la pa-
rola angelo sullo schermo del mio computer. Ora l’an-
gelo non è più solo il Messaggero di Dio cui recitare la
preghiera prima di addormentarsi, ma è il mio più caro
amico. Nonostante l’angelo sia un’essenza spirituale senza
corpo, ora entra nella mia vita in modo reale e vero: ha un
suo linguaggio per comunicare, un suo modo per rendersi
evidente, ed entra in relazione con me e la mia quotidiani-
tà. Lo sento, lo percepisco e riconosco il suo aiuto, la sua
presenza e il suo amore. In ogni momento in cui tendo la
mia mano sento il calore della sua presa afferrarmi e in-
fondermi fiducia. La mia vita è cambiata perché so di non
essere mai sola e di avere al mio fianco il mio angelo.

Nel frattempo la direzione di rete decide di non con-


fermare gli autori scelti per realizzare il numero zero di
Angeli perché non era piaciuto il loro copione. Incontro
il direttore di rete che mi chiede se mi piacerebbe lavo-

1. la partenza 25

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rare come sua assistente. No, rifiuto: basta assistente! «E
allora, perché non fai l’autrice di Angeli? È una tua idea,
no?» mi propone. L’offerta mi colpisce: mi piacerebbe
tanto, ma non mi sento in grado. Io non ho mai scritto
un copione. «Pensaci» mi chiede nel salutarmi. E io in-
comincio a pensarci.

Ho sempre desiderato scrivere fin da piccola. A scuo-


la, ovviamente, ero molto brava in italiano e nel compor-
re i temi. Amavo scrivere e dedicavo molto del mio tem-
po libero alla scrittura del diario o di testi. Ma quando i
professori mi consigliavano di coltivare questo mio talen-
to, io rifiutavo. Volevo fare qualcosa per gli altri, per le
persone sofferenti. Volevo essere un medico per andare
a lavorare nelle missioni. Ma, ahimè, le materie scientifi-
che non erano il mio forte e quindi mi sono laureata in
filosofia con indirizzo in comunicazione. Credevo nella
responsabilità della comunicazione di proporre messag-
gi utili alle persone. Se non potevo curare fisicamente le
persone, le avrei aiutate comunicando messaggi che po-
tessero far star bene. Ma fino a questo momento della
mia carriera non mi è stato possibile. E soprattutto: cosa
vuol dire star bene? C’è un malessere fisico, materiale,
psichico e dell’anima. Quale guarire, e come?

Ora, forse, ho la possibilità di realizzare le mie vere


aspirazioni. Posso, finalmente, comunicare emozioni che
aiutano le persone a stare bene perché Amate e perché
dotate di uno sguardo diverso, una prospettiva nuova:
il mondo visto dal cielo. Così come era accaduto a me
quando lessi la parola angelo sul computer. Il mio ma-
lessere era sicuramente dovuto alla mancanza di un senso
profondo dell’esistenza; o, forse, alla mia incapacità di
ascoltarmi e di seguire la voce profonda del cuore. Avevo
perso il contatto con me stessa; soffrivo per mancanza
d’amore. Ma quale amore cerco? Ora voglio conoscere,

26 prima parte. l’angelo è il mistero

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voglio cercare e scoprire il significato della parola amo-
re e sento di poterci arrivare guidata dalla luce del mio
Compagno Celeste.

Mi trovo, dunque, davanti a un’importante scelta: fare


l’autrice di Angeli o continuare a lavorare in azienda. È
una scelta difficile: cosa voglio veramente? Qual è la mia
strada? Chiedo al mio angelo di illuminare la risposta, di
aiutarmi a comprendere dov’è il mio bene. Soprattutto
la notte, prima di coricarmi, parlo con il mio Custode e
gli chiedo di mostrarmi la decisione migliore. Mi addor-
mento a fatica e con inquietudine, ma poi riesco a riposa-
re tranquilla. Quando la mattina apro gli occhi mi sento
alleggerita e non ho dubbi: voglio scrivere e affrontare
questa nuova avventura. Forse è arrivato il momento di
realizzare i miei sogni: di provarci, almeno. Non ho pau-
ra, né esitazioni. E un po’ me ne sorprendo.

Cerco di guardarmi dentro e di provare a cambiare


idea: no, non funziona. Ormai ho scelto e sono certa
che il mio angelo nel sonno della notte mi abbia aiutato
a chiarirmi le idee. Durante il sonno notturno, infatti,
il nostro corpo eterico entra in contatto con la dimen-
sione spirituale e incontra il proprio angelo. Nella con-
versazione notturna il nostro Amico Celeste ci aiuta a
comprendere, a districare il groviglio dei nostri pensieri
e preoccupazioni e illumina la soluzione alle nostre ri-
chieste. Quando poi ci risvegliamo, se rimaniamo con
gli occhi chiusi e non ci catapultiamo giù dal letto per
rincorrere le incombenze mattutine, possiamo avvertire
dentro di noi la risposta richiesta o notarla nelle pieghe
del nuovo giorno. Sono serena, fiduciosa perché ho la
netta sensazione di compiere la scelta giusta. Ovviamen-
te, nel dialogo mattutino con il mio angelo custode lo
ringrazio per avermi guidato a individuare la direzione
da intraprendere.

1. la partenza 27

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COME FARE...
...a entrare in contatto con il nostro Angelo Custode nel sonno
della notte? Mentre il corpo riposa, la nostra anima raggiunge lo
spazio dello spirito e dialoga con il proprio Angelo ricevendo le
illuminazioni necessarie per la giornata successiva.
Prima di addormentarci, dunque, rivolgiamo l’ultimo pensiero
al nostro Amico di Luce, chiamiamolo e parliamogli a cuore
aperto. Chiediamogli di avere la risposta al dubbio che ci tor-
menta, alla domanda che ci affligge. Poi abbandoniamoci al
sonno e all’incontro notturno con il nostro Custode. Al risveglio
cerchiamo di rimanere nel letto in ascolto, senza buttarci imme-
diatamente nella frenesia del nuovo giorno.
Sentiamo la risposta angelica? Se, appena svegli, non riusciamo
a cogliere il messaggio del nostro Amico Celeste, prestiamo at-
tenzione ai segni sicuramente presenti nella giornata. Arriverà
la risposta desiderata. Ovviamente diventerà più facile ricono-
scere il messaggio angelico se ogni giorno alleniamo la nostra
attenzione, il nostro ascolto e il nostro sguardo praticando sem-
pre più spesso questo esercizio.

Quando nel weekend mio marito rientra in Italia gli


comunico la mia decisione. Sono entusiasta per l’offer-
ta che voglio accettare. Ovviamente devo licenziarmi,
rinunciare all’impiego di Mediaset e diventare libera
professionista. Certo, mi si prospetta una situazione
economica più precaria, ma ho fiducia nel mio futuro.
E poi è l’occasione per realizzare il mio sogno di usare il
talento della scrittura per far star bene le persone. Mio
marito, purtroppo, non comprende: «Non erano questi
i nostri progetti. Non ci possiamo permettere due liberi
professionisti in famiglia e, poi, volevamo andare a Parigi
e avere un altro figlio». Sono molto triste: perché non mi
capisce, perché non mi aiuta? Cerco di spiegarmi meglio:
«Ma noi possiamo aiutarci a vicenda: io ho cercato di
aiutarti a realizzare i tuoi sogni. Perché non riesci a fare

28 prima parte. l’angelo è il mistero

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la stessa cosa? Non toglierò niente a te e al bambino». È
inutile. La realizzazione del mio sogno sembra cozzare
contro i suoi progetti futuri. Devo scegliere e comunicare
la mia decisione lunedì mattina. Ho un weekend a dispo-
sizione per pensare e decidere. E una profonda tristezza
da smaltire: ma cosa significa amare?

Lunedì mattina
Dopo una lunga notte insonne ho preso la mia decisio-
ne. Durante la notte ho cercato disperatamente di com-
prendere come è bene che io agisca. Ho chiesto al mio
angelo custode di ispirarmi la scelta e di darmi la forza
di ascoltare la risposta del mio cuore. Non dormo per la
paura di sbagliare, per il senso di dovere nei confronti
della mia famiglia che schiaccia i miei sogni. Mi sento
egoista a cercare la mia realizzazione. Forse è meglio che
rinunci o rimandi a tempi migliori.

Ma cosa vogliono gli angeli? Non riesco a sentire con


chiarezza e divento ancora più nervosa. Immagino che i
miei Amici Celesti mi lascino la libertà di scegliere l’espe-
rienza e il percorso. Qualsiasi decisione sarà importante
per comprendere meglio chi sono e cosa voglio. Forse
scrivere non è così importante. Forse mio marito ha ra-
gione: con il matrimonio ho scelto di vivere per la fa-
miglia. Questo lavoro non ci permetterà di realizzare...
la sua carriera. Ho molto amato mio marito e gli voglio
bene, ma negli ultimi due anni ho avuto sempre la sen-
sazione che l’amore per me entrasse spesso in collisione
con l’amore per lui. Come oggi. Sono triste, ma anche
convinta della decisione presa. Andrò a Parigi e avrò un
altro figlio: sono convinta.

Sono tranquilla quando attraverso l’entrata e mi dirigo


verso l’ascensore per arrivare al mio solito ufficio. Entro

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in ascensore e digito il tasto del settimo piano. Al primo
piano l’ascensore si apre ed entra Giulietta, una giorna-
lista esperta di angeli chiamata a lavorare in redazione.
«Stai venendo alla riunione?» mi chiede. «No. Ho deciso
di non accettare la proposta di essere l’autrice di Angeli»
e le racconto ogni cosa. «Sappi, però, che se non scrivi
tu questo programma, Angeli non andrà mai in onda»
mi risponde Giulietta perentoria. L’ascolto stupita: cosa
significa? «Allora, che fai? Vieni alla riunione?» insiste.
Ho pochi secondi per rispondere e decidere la mia vita.
Avverto la paura che Angeli non riesca a venire alla luce
e voglio difenderlo, proteggerlo. Schiaccio, dunque, il
tasto del quinto piano, quasi senza pensare. «Ok. Ven-
go!» e seguo Giulietta alla riunione dove partecipo come
autrice del programma. Sono euforica, libera e piena di
energia. Riconosco in quell’incontro improvviso l’ultima
opportunità di scegliere la mia via, un nuovo aiuto dei
miei Compagni di Luce. Fino all’ultimo mi parlano, mi
mostrano che sono vicini, presenti e che mi vogliono aiu-
tare. Mi abbandono, supero le resistenze della paura e i
dubbi della mente e corro libera e fiduciosa incontro al
mio nuovo futuro e destino. Volo verso la mia meta in-
sieme ai miei Compagni Celesti. Ho scelto gli angeli, ho
scelto di comunicare l’esperienza di persone che, come
me, hanno scelto di andare incontro al Mistero. E per la
prima volta in vita mia ho scelto me stessa, le aspirazioni
del mio cuore. Così come desiderano gli Angeli...

Inizia oggi un nuovo cammino, una nuova vita dove


io scelgo di mettermi al servizio degli angeli. Questa de-
cisione ha illuminato una parte nascosta di me. Ma sarò
in grado di seguire il volo di queste entità di Luce? Dove
mi trascineranno? Osservo la scia lasciata dalle loro ali,
così lontana dalla mia solita vita. Ho le vertigini: riuscirò
ad abbandonarmi al loro abbraccio? Imparerò più tardi,
dopo anni di vita vissuta con i miei Compagni Speciali,

30 prima parte. l’angelo è il mistero

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che il volo sembra condurre lontano da noi, dalla nostra
esistenza, per guidarci però verso la nostra verità, den-
tro di noi, dritti al nostro cuore. Inizia, dunque, oggi un
lungo cammino per riuscire a trovare la via del cuore. E i
passi saranno tanti...

Torno a casa
Comunico a mio marito la mia ultima decisione. Ov-
viamente non è felice, ma prova ad accettarla. È offeso
perché ho deciso diversamente da come avevamo concor-
dato e soprattutto perché in contrasto con i suoi proget-
ti. Non può però impormi una scelta diversa e, così, pro-
viamo a impostare una vita coniugale dove trovino spazio
anche i miei nuovi bisogni. Lo rassicuro che non farò mai
mancare nulla a lui e a mio figlio; ma è sufficiente?

Inizio a scrivere. Prima con titubanza, timidezza. Poi


acquisto sempre più sicurezza e fiducia anche perché i
miei copioni sono sempre più apprezzati. Ma non è solo
per questo motivo... Ogni volta che scrivo sugli angeli vivo
emozioni particolari ed esperienze inusuali. Mi è molto
più facile avvertire la presenza degli angeli e ricevere i loro
messaggi. Scrivere diventa, quindi, un rito importante per
entrare in contatto con l’energia angelica e intuire ciò che
è bene che io scriva. Prima di scrivere mi raccolgo in silen-
zio o eseguo esercizi di meditazione per liberarmi da pen-
sieri, emozioni e sentimenti negativi che mi impediscono
di ascoltare. Poi accendo una candela, brucio l’incenso e
incomincio a scrivere. Se sento che i miei pensieri ancora
mi impediscono di “spiccare il volo”, ascolto una musica
dolce (la mia preferita è Enja), con gli occhi chiusi, e cerco
di rilassarmi. Quando sento nascere una gioia intensa e un
forte sentimento d’amore so che sono pronta. E incomin-
cio a scrivere, per leggere poi con sorpresa quanto via via
esce dalle mia penna. Spesso ho la strana sensazione che

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qualcuno (?!) mi detti le parole da scrivere: è, infatti, im-
possibile che io possegga certe informazioni sugli angeli!
Quando rileggo i testi mi accorgo di inserire informazioni
fino a quel momento sconosciute e che vengono in seguito
confermate dai libri sull’argomento. Non posso, quindi,
che essere ispirata dai miei Messaggeri di Luce. Anche lo
stile della scrittura sta progressivamente cambiando e di-
venta sempre più caldo ed emotivo. È come se a contatto
con gli angeli riuscissi a entrare in contatto con il mio cuo-
re e a liberare le mie emozioni. Scrivere i copioni, quindi,
diventa per me l’occasione di vivere una particolare magia
che mi accorgo funzionare nella misura in cui io provo
amore. Il mio sentimento d’amore per gli angeli è il segre-
to di questo strano incantesimo.

COME FARE...
...a sentire la presenza del nostro Amico Celeste, a sviluppa-
re il dialogo con la dimensione angelica? Scrivendo al nostro
angelo. Come? Prendiamo un quaderno, una penna (meglio
se colorata: il colore, infatti, ha una vibrazione che favorisce
il contatto con l’energia angelica) e una candela. Il quaderno
diventerà il nostro diario dove aprirci al dialogo con il nostro
angelo. Accendiamo la candela e raccogliamoci in silenzio per
aiutare l’incontro e l’ascolto. È indispensabile, quindi, elimi-
nare ogni elemento estraneo che turbi la tranquillità interiore:
vanno spazzati via tutti i pensieri negativi come la paura, la
rabbia, la gelosia, l’invidia. Se non riusciamo a liberarcene,
chiediamo agli angeli di eliminare ogni elemento che ostacola
l’incontro e l’ascolto della loro voce. Di spazzare via, dunque,
dalla mente ogni pensiero negativo che impedirebbe la pace
mentale. Gli angeli puliranno immediatamente ogni tossina.
Nel silenzio della nostra solitudine prestiamo attenzione al
nostro respiro: espiriamo lentamente buttando fuori tutta la
negatività che visualizziamo come un fumo nero che esce
dalla bocca. E inspiriamo, dunque, energia di luce pura, che
visualizziamo mentre entra dal naso e scorre in tutto il nostro

32 prima parte. l’angelo è il mistero

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corpo. Se la musica aiuta il rilassamento, possiamo ora ascol-
tare un brano dolce, piacevole e che ci aiuti a sentirci bene.
Ora possiamo iniziare a scrivere al nostro angelo. Cosa? Tutto
ciò che desideriamo, come se stessimo scrivendo al nostro
migliore amico. Apriamo il cuore e confidiamo anche i nostri
pensieri più nascosti. Sentiremo la presenza del nostro Amico
Celeste rivelarsi nelle parole usate, nelle emozioni provate e
nel sentimento di amore, di gioia e di gratitudine improvvisa-
mente avvertite dal nostro cuore.

Purtroppo faccio salti mortali per riuscire a scrivere


e a mantenere l’equilibrio familiare. Mio marito è molto
impegnato nel suo lavoro e non è disponibile ad aiutarmi
nell’accudire il bambino. Scrivo dalle quattro del mat-
tino (ora in cui sono sempre svegliata da... qualcuno o
qualcosa!) fino alle sette. Poi mi lavo, mi vesto, preparo
la colazione per tutti e accompagno mio figlio all’asilo.
Corro, quindi, in azienda dove lavoro alla preparazione
delle puntate fino alle 16.00 quando – ancora di corsa! –
torno all’asilo per trascorrere con mio figlio il resto della
giornata. Ritorno a scrivere solo quando Alberto si ad-
dormenta.

Sono molto stanca, ma soprattutto molto triste. Voglio


bene a mio marito, ma mi sento molto sola. Abbandona-
ta, senza nessun appoggio. Anzi, è come se io fossi una
nemica che agisce contro di lui. È doloroso accettare il
fatto che l’uomo che afferma di amarti non ti comprende,
non ti appoggia e non ti è vicino. Ho un lutto doloroso da
affrontare nel mio cuore: la rovina del mio sogno d’amo-
re. C’è una sofferenza incredibile che mi schiaccia e una
domanda: che cos’è l’amore? Lo chiedo agli angeli ogni
giorno, ogni notte. Ma non riesco a trovare la risposta.
Ancora non mi accorgo che sono le esperienze che vivo a
guidarmi verso la risposta, ancora nascosta nel mio cuo-
re. Gli angeli mi stanno guidando a percorrere la via del

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cuore e ad arrivare a ciò che vado cercando, ma la pazien-
za e il tempo sono necessari per percorrere questo nuovo
cammino. E l’impazienza e la fretta sono decisamente i
difetti che con grande amorevolezza i miei Amici Celesti
mi portano a correggere. Incomincio a desiderare di ri-
manere sola per recuperare le mie forze e comprendere
come continuare a vivere. Saremo ancora insieme? Ma
cosa significa essere in due? Ormai non mi è sufficien-
te condividere una casa, un progetto di vita. Voglio che
l’amore aiuti a far fiorire i talenti reciproci e a esprimere
al meglio le potenzialità, le essenze di ciascuno. Piango
disperata un amore a cui anelo e che non trovo. E soffro
perché non riesco più a vivere l’amore che ci aveva unito.
Ci siamo tanto amati, ma ora... Cosa sta succedendo?

Chiedo aiuto agli angeli, chiedo di ispirarmi la soluzio-


ne. Forse i loro messaggi arrivano e io non sono in grado
di leggerli, di vederli... E gli angeli sono costretti a parlare
sempre più forte per farsi udire dal mio cuore reso sordo
dalla paura, dal dolore... Gli angeli, infatti, parlano sem-
pre e continuamente all’uomo, ma è importante riuscire a
mettere a tacere la mente e rallentare la frenesia della vita
per poter ascoltare la loro voce. Gli angeli, allora, quando
l’udito umano diventa sordo, cercano di attirare la nostra
attenzione con eventi o situazioni sempre più “clamorosi”
proprio per svegliare la nostra sensibilità assopita.

COME FARE...
...a riconoscere i messaggi angelici? Le coincidenze sono uno
dei modi in cui si esprimono gli angeli. Quando ci accorgiamo di
alcune coincidenze, fermiamoci e osserviamole attentamente.
Chiediamoci, quindi, perché si sono manifestate. Qual è il loro
significato e, dunque, il messaggio da cogliere? Ogni coinciden-
za, infatti, non è frutto di un caso, ma di una sincronicità che è
espressione di una “regia” celestiale.

34 prima parte. l’angelo è il mistero

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Lunedì mattina, ore 4.00
Come sempre non riesco più a dormire. Mi giro e mi
rigiro nel letto. Voglio dormire, ma non riesco. Ho tra-
scorso una notte agitata. Ho pianto con il cuore a pezzi.
Mi sono addormentata da poco: perché non posso con-
tinuare a riposare? Non voglio alzarmi e soprattutto non
voglio scrivere! Sto troppo male! «Esisto anch’io!», urlo
arrabbiata con gli angeli. Non ne posso più del servizio,
della missione, mentre la mia vita va a rotoli! Non ho le
forze per sopportare tutto ciò! Voglio tornare indietro,
voglio tutto come prima, quando tutto andava bene ed
ero felice! Singhiozzo, avvinghiata al cuscino: ora mi sen-
to veramente sola.

Devo scrivere il commento di un filmato e non vo-


glio. Non so cosa scrivere e, soprattutto, sento troppo
dolore nel confrontarmi con quel contenuto. È la sto-
ria d’amore di due ragazzi (Carlo e Lucia) che dopo
anni d’amore si lasciano. Per anni non si incontrano
fino al giorno in cui Lucia ascolta alla radio un messag-
gio. «Carlo dà appuntamento a Lucia al parco..., alle
ore...» mentre Carlo sente «Lucia dà appuntamento a
Carlo al parco..., alle ore...» Entrambi sono sorpresi e
turbati. Sono incerti, resistono, ma poi accettano l’in-
vito e si recano all’appuntamento. Arrivano al parco e
quando si vedono ritrovano il loro amore e non pos-
sono evitare di tuffarsi nelle reciproche braccia. Sono
felici e stupiti: nessuno dei due ha inviato quei mes-
saggi. E allora? Due ragazzi che si abbracciano e si ba-
ciano appassionatamente attirano la loro attenzione. Si
avvicinano e chiedono i loro nomi: Carlo e... Lucia! Sì,
erano i protagonisti dei messaggi ascoltati! Un caso? O
una coincidenza di una regia che aiuta i cuori a vivere i
percorsi dell’amore? Io devo scrivere il commento, ma
ogni volta che provo a scrivere scoppio in un pianto in-
consolabile: perché non posso avere io quell’amore? Lo

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chiedo disperata al mio angelo custode, mentre il sen-
so del dovere prevale sulla mia disperazione. Scriverò
il testo del lancio dove devo fornire solo informazioni
utili a comprendere la storia. Ma il commento... No, è
troppo! Non ho le forze: è un compito troppo grande e
doloroso. Non voglio andare avanti. Per la prima volta
avverto la difficoltà della prova. Sento rabbia nei con-
fronti degli angeli che accuso di avermi trascinato in
un’impresa troppo impegnativa.

Per fortuna che il mio Custode non prova sentimenti


così miseramente umani e il suo amore incondizionato
per me è di un’infinita pazienza e non conosce offesa.
L’angelo guarda il mio cuore ora attanagliato dalla paura,
dal dolore e dalla fatica. Cado, ma la sua energia d’amore
mi solleva e mi rialza. Perdo fiducia in me, nella mia ca-
pacità di uscire dal tunnel di cui non riesco a intravedere
l’uscita e perdo fiducia nel mio Compagno Speciale. Ma
ormai il mio cuore ha scelto la via, la missione e l’Amo-
re. La mia mente ancora si ribella, protesta, ma l’amore
del mio angelo e il mio desiderio di amarlo riusciranno
a zittire quei malumori e a guidarmi nell’abbraccio del
mio Compagno dove tutto, improvvisamente, si illumina
e trova pace.

Ore 4.30
Prendo carta e penna. Rimango nel letto e incomincio
a scrivere. Ho fatto un patto con gli angeli: io scrivo il
lancio, ma non il commento. «Lo scriverà qualcun altro!»
affermo decisa. Incomincio a scrivere il testo del lancio.
Non mi sento molto bene e non scrivo con facilità. “Pa-
zienza” penso. “Non posso essere perfetta... questo sarà
il testo più brutto della serie, ma non posso fare di più...”
Una calma improvvisa blocca i miei pensieri e il mio do-
lore. La mano sfugge al mio controllo, afferra la penna

36 prima parte. l’angelo è il mistero

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e incomincia a muoversi sul foglio. Io non so cosa sto
componendo. La mano continua a muoversi velocemen-
te, come se seguisse i movimenti di un’armonia vivace,
allegra. Osservo con paura quanto sta accadendo. Forse
sono veramente esaurita, forse è la mia immaginazione...
Ma la mano continua a scrivere non guidata e senza che
io osservi il foglio. Chi sta scrivendo al posto mio? La
scrittura si blocca. La mano depone la penna e tutto sem-
bra ancora normale.

Con grande timore afferro il foglio e leggo il mes-


saggio. «...L’amore è un mistero per l’uomo, ma non per
gli angeli che conoscono le vie del cuore. L’amore è un
cammino che gli angeli aiutano a percorrere. Composto da
discese, pianure, colline e anche ripide montagne. È ne-
cessario che l’uomo percorra tutte queste vie per arrivare a
conoscere se stesso, il proprio cuore e incontrare la sua ani-
ma... Quando conoscerà la sua anima incontrerà l’amore.»
Parole dolcissime che toccano il mio cuore. Ora pian-
go commossa, la mia pelle vibra e il cuore batte all’im-
pazzata. Sento un calore abbracciarmi e una dolcezza
straordinaria avvolgermi e consolarmi. Sento l’amore
del mio angelo e so che lui è qui, accanto a me e che
non mi lascerà mai sola nel lungo cammino alla ricerca
dell’amore. So che questo messaggio è per me e per tutti
i telespettatori. Ora incomincio a intuire cosa può essere
l’amore: un lungo cammino per arrivare a trovare la mia
anima e il mio cuore. Un percorso che prevedrà sentieri
in solitudine, altri in compagnia, altri ancora in cui sarò
tentata di fermarmi. Ma so che avrò sempre accanto a
me il mio angelo...

Mai più negli anni a venire vivrò l’esperienza di ca-


nalizzare attraverso la scrittura automatica messaggi an-
gelici. Forse quel giorno la grande sofferenza mi aveva
reso particolarmente sensibile o gli angeli dovevano agi-

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re in modo così clamoroso per risolvere il mio blocco,
aiutarmi a comprendere e a ritrovare la tranquillità ne-
cessaria.

È passato un mese
Ho chiesto la separazione a mio marito. Riesco a sop-
portare il suo dolore, la sua rabbia e lo sconvolgimento
della mia vita familiare grazie all’appoggio dell’Angelo
che mi infonde calma, forza e serenità. Continuo a scrive-
re con sempre maggiore sicurezza. Il commento al filma-
to dei fidanzati è piaciuto tantissimo, ma ne sono certa:
non è solo merito mio...

38 prima parte. l’angelo è il mistero

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