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PUBBLICAZIONI DELLA SOCIETÀ ITALIANA


per la ricerca dei Papiri greci e latini in Egitto

PAPIRI GRECI E Limi


VOLUME PRIMO
ni 1-112

con lo tavole fotooolloorafiolie

1.^

FIRENZE
TIPOGRAFIA ENRICO ARIANI
Via Ghibellina, 51-53

1912
B R A /^^.
SOCIETÀ ITALIANA
l'Eli LA RICERCA DEI PAPIRI GRECI E LATINI IN EGITTO (1)

Allatini coium. Carlo, Roma Doria Francesco, duca d' Eboli, Napoli
Anau avv. Flaminio, Fireuze Fancelli Alpedo, Firenze
Avnaboldi conte B., Milano t Fogazzaro senatore Antonio, Vicenza
Bagatti-Valseccbi baione G., Milano Fortunato senatore Giustino, Napoli
Balzani conte Ugo, Roma Frauchetti barone Leopoldo, Roma
Barbèra comm. Piero, Firenze Frova dott. Arturo, Milano
Bastogi conte Giovaccliino, Firenze, Gallavresi dott. Giuseppe, Milano
Bastogi conte Giovannangelo, Firenze Gigliucci contessa Beatrice, Firenze
Belli Francesco, Firenze Gigliucci contessa Carlotta, Firenze
Bemporad comm. Enrico, Firenze Hoepli comm. Ulrico, Milano
Biblioteca Lanrenziana, Firenze Klein dott. G. B., Firenze
Boito senatore Arrigo, Milano Lattes comm. Elia, Milano
Biidiui-Gattai signore Maria, Zeliuda e Levi cav. dott. Giacomo, Firenze
Giulia, Firenze. Loria dott. Lamberto, Firenze
Gagnola nob. Guido, Milano Lumbroso prof. Giacomo, Roma
Cantoni cav. Achille, Milano Morpurgo dott. Salomone, Firenze
Cantoni signora Giulia, Milano Municipio di Firenze
Cantoni cav. iug. Luigi, Milano Municipio di Milano
Casati conte Alessandro, Milano Mylius cav. uff. Giorgio, Milano
Cini cav. Giovanni Cosimo, Firenze Orvieto signora Amalia, Firenze
Comparetti senatore Domenico, Firenze Orvieto dott. Angiolo, Firenze
Corsini princij)e Tommaso, Firenze Orvieto signora Laura, Firenze
Croce Benedetto, Napoli Patrono prof. C. M., Cairo
Davidsohn dott. Roberto, Firenze Pauliicci di Calboli marchese Ranieri,
De Francisci avv. P., Milano Lisbona
Del Vecchio prof. Alberto, Firenze Peratoner capitauo Alberto, Firenze
De Marchi dotr. Marco, Milano Pestalozza prof. Uberto, Jlilano

(1) La Società fu costituita nel Marzocco


1908 per iniziativa di Angiolo Orvieto (v. '
'

del 19 Gennaio di quell'anno). Nella primavera dell'anno stesso furono fatti scavi ad Asch-
mnuén (Hermupolis Magna) per conto della Società, sotto la direzione di Ernesto Scliiapa-
relli e del compianto Francesco Ballerini. In seguito, hanno scavato a Behnesa (Oxyrhynclios)

il prof. Pistelli nell'inverno del 1910 (e 1912), il dott. Farina nell'inverno del 1911. Cosi

lo Scliiaparellì come il Pistelli acquistarono anche papiri ed ostraka da negozianti e i^'outii-

<lini (li varii luoglii dell' Egitto.


PAPIRI Dl'lLLA SOCIETÀ ITAMAISA. VOL. I.

Fiuto ciiv. Eniauuele, Firenze Società Reale ili Napoli


Pistelli inot. Ermenegildo, Piienzc Sonnino barone Sidney, Ironia

Placci signorina Adelaide Iv., Firenze Sormaui Carlo (ìabrio. Urlo (Lago di

Placci Carlo, Firenze Como)


Quintieri Luigi, Napoli Stromboli signora Berta, Firenze
Rosadi avv. Giovanni, Firenze Stromboli prof. Pietro, Firenze
Hainauia avv. Nissim, Parigi Tomm asini senatore Oreste, Roma
Sangiorgi avv. Francesco, Firenze Villari senatore Pasquale, Firenze
Sanguiuetti eonini. Vittorio, Bologna Vitelli prof. Girolamo, Firenze
Scliiff' prof. Roberto, Firenze Volpicelli cav. Vincenzo, Napoli
Sessa cav. Rodolfo, Milano Zumbini senatore Bonaventura, Portici
Sforni Gustavti. Firenze Zuretti ])rof. C:irlo Oreste, Palernu)
Società '
Atene e Roma ", Firenze

NI). Con generose offerte contribuirono anche la signora nuircliesa Adele Altieri di
Sostegno, il signor P^d^\ard Bullangh, il dott. Alberto Geisser, il signor Aldo Weill-
Scliott, la signoia Eleonora Duse.
S' inizia con questo volume la pul)blicazione di testi greci e latini,

letterarii e documentarii, che la '


Società italiana '
si è procurati o per
mezzo di scavi fatti eseguire in Egitto (ad Aschmunèn e a Behnesa, finora),
o per acquisti da negozianti e contadini su papiro per la massima parte, :

ma anche su pergamena e piombo. Li chiamiamo, dunque, papiri


cocci,
ex parte potiori; ed è licenza non nuova, né presumibilmente biasimevole.
Sono per ora 112 (1) numeri (papiri, pergamene, piombo; serbiamo gli
ostraka per i volumi seguenti), dei quali 5 latini, di varia estensione ed
importanza. Molti altri sono già pronti o quasi pronti per un secondo vo-
lume, oltre quelli che fra (jualche settimana ci porterà da Behnesa il pro-
fessore Ermenegildo Pistelli. Per parecchi volumi, in somma, non mancherà
di certo la materia, neppure se, come non credo, venissero a mancare i mezzi
di nuovi scavi ed acquisti.
E fortunatamente anche in Italia è in aumento il numero delle per-
sone che possano e vogliano curarne l'illustrazione. I n.' 20 e 55 del nostro
volume hanno trovato illustratori eccellenti nei professori Ramorino e Vas-
salli ;
dei n.' 1-7 e 9 si deve al professore Pistelli la pubblicazione dotta
ed accurata ; tutti o vengono pubblicati da tre giovani
quasi tutti gli altri

filologi —
Teresa Lodi di Ferrara, Medea Norsa di Trieste, Lorenzo Cam-
melli di Firenze —
che in tempo relativamente breve hanno superato egre-
,

giamente non le sole difficoltà paleografiche della papirologia, ma anche


quelle filologiche, storiche ed antiquarie che delle paleografiche non sono
meno gravi.
Quasi sempre ho ricollazionato io le loro trascrizioni con gli originali;
e ben s' intende che ho corretto gli errori e le inesattezze di cui mi sono
accorto, così nelle trascrizioni come nelle illustrazioni. Ma debbo anche ag-
giungere che talvolta avrei introdotto errori miei, se osservazioni e nuove
revisioni dei miei giovani collaboratori non mi avessero soccorso; senza

(1) In realtà sono 113, perchè e' è un 3G».


VI PAI'Un BELLA SOCIETÀ ITALIANA, VOI. I.

dir poi che nei testi astrologici e magici non ho potuto ne saputo addi-
rittura far nulla. Del resto, lettura ed interpretazione di papiri presentano
a volte difficoltà gravissime. Molti, inoltre, dei papiri nostri sono in condi-
zioni materialmente deplorevoli. E poiché, nonostante ogni manchevolezza,
essi appaiono (^ui utilizzabili per ulteriore lavoro scientifico, sarebbe giu-
stizia, e niente altro che giustizia, una parola di lode a questi giovani col-
laboratori e collaboratrici, senza la cui opera paziente ed intelligente molti
frammenti e frammentini non avrebbero ritrovato il loro posto, parecchi
testi sarebbero rimasti non letti o non compresi. Ma è bene, d'altra parte,
che agli studii nostri si conservi il carattere di assoluto disinteresse per-
sonale, e non se ne ricavino neppure tali piccole soddisfazioni di amor
proprio. E bene che sia così; e per chi o non lo sappia o non lo approvi,
giunge opportuno un pezzetto di papiro di Oxyrhynchos, il cui testo, inter-
pretato con geniale libertà, io credo sia da riferire appunto alla hermeneia
papirologica :

^aó/dov Ha) hóttov jtoàv


àìib'QÒrjV òijÀoì.

Dove, a giudizio nostro, àxeQÓijg vuol dire '


disinteressato '
; e, a giudizio di
molti altri, potrebbe voler dire '
inutile '
(1).

Le abbreviazioni adoperate per indicare altre collezioni di papiro, sono


suppergiù quelle generalmente in uso, e forse non è necessario ripeterne qui
l'elenco : sarà citata in abbreviazione, alla sua volta, anche questa nostra
collezione, e sarebbe desiderabile che tutti la citassero allo stesso modo.
La sigla PSI (= Papiri [della] Società italiana) piacerebbe a noi, e spera-
bilmente se ne contenteranno gli altri.

Firenze, Marzo 19J2.


G. Vitelli.

(1) A parte lo scherzo, to/ii]veia è l'intitolazione, non il soggetto del seguente


jx<'i-/^dnv - òìjloì : con queste parole, cioè, s'interpreta un testo precedente (probabilmente
biblico), che per il momento non sappiamo identificare.
">
ELENCO DEI TESTI EDITI NEL VOLUME

a) Greci.

1. EVANGELIUM MatthABI XXV 12 sq. {Oxì/rhynchos, s. VII).


*2. EVANGBLIUM LuCAB XXII 45 sqq. {Henniipolis Magna, s. IV).
3. EVANGELIUM lOHANNIS III 14 sqq. {Oxyrhynchos, s. VI?).
4. Pauli Ep. ad Romanos I 27 sqq. {Oxyrhynchos, s. V).
5. lACOBi EpiSTULA I 25 sqq. {Oxyrhynchos, s. V).
*6. ProtevangBLIUM IacOBI {HermupoUs Magna, s. IV).
7'. Afocalypsis Eliae {HermupoUs Magna, s. IV).
65. Scolii a un testo biblico {Oxyrhynchos, s. VI).
54. Frammento teologico-ascetico {Oxyrhynchos, s. V ?).
26. Atti del martirio di S. Papnuzio anacoreta {Oxyrhynchos, s. V).
*27. Atti del martirio di S. Cristina {Oxyrhynchos, s. V).
*8. HOM. OdySSEA V 106-113 {Oxyrhynchos, s. P?).
9. HoM. Odyss. XV 329-333. 362-366 {Oxyrhynchos s. IV-V).
10. HOM. II. VITI. XI. XII. XIII (HermupoUs Magna, s. IV).
11. HoM. II. IV 50-66 {Oxyrhynchos, s. IV-V).
12. HoM. II. IX 575-585. 608-619. {Oxyrhynchos, s. IV).
13. HOAL II. X 199 sqq. {HermupoUs Magna, s. III).
14. HOM. II. XVIII 76 sqq. {Oxyrhynchos, s. IV-V).
15. HesioDI Scut. Herc. w. 28-33 {Oxyrhynchos, s. IV-V).
16. ISOCRATIS NlCOCLBS 47 sqq. {Oxyrhynchos, s. V).
18. DioNYSii Thracis Ars Gra.mmatiga (?, s. V).

99. Frammento di commedia {Oxyrhynchos, s. II).


100. Frammento di commedia (rEfìPros di Menandro) (?, s. IV).
*17. Epigrammi {HermupoUs Magna, s. III?).
85. Appunti di retorica {Oxyrhynchos, s. III).
19. Appunti di scuola (?, s. V).
*55. Frammenti d'un indice del Digesto {Oxyrhynchos, s. VI).
22-25 Oroscopi {HermupoUs Magna e AnUnoupoUs, s. IV).
28. Tavoletta magica {HermupoUs Magna, s. III-IV?).
*29. Papiro Magico {Oxyrhynchos, s. IV?).

(1) Dei numeri segnati con asterisco è dato il facsimile in fotocoUografia.


vili l'AriIil DELLA SOCIETÀ ITALI AXA, VOI. 1.

*101-108. Documenti amministrativi di Mbndbs {nomos Thmuites, s. II).


47. Ori:>ine del riparios ai kbphalaiotai e agli eirenarchai
(Tholthis deWOxyrh., s. VI?).
53. Schede di censimento <per l'a. 131/2> {Oxi/rhi/nchos, a. 132/3).
40. Registrazione di agnelli {Tholthis deWOxyrh., a. 129).
56. Registrazione di bestiame {HermupoUs Magna, a. 107).
109. Dichiarazione di eseguita demosiosis [Oxi/rhi/nchos, a. 154).
74. Istanza per comunicazione di una homologia ai biblioph'^'-
LAKES ENKTESBON {Oxìjrhynchos, s. III).
87. Frammento di documento (istanza di un operaio addetto alla
Tgaiavt) óitòQv'C' {Oxìjrhynchos, a. 423).
57. Notificazione allo stratego (disdetta di affitto) [Theadelphia, a. .52).

80. Registro di (pagamenti di> tasse {Oxyrhynchos, s. VI).


(Ì7-69. Ricevute (di tasse) {Oxyrhynchos, s. VI).
44. Ricevuta di tasse {Hermopolites nomos, s. V).
46. Ricevuta di tasse {HermupoUs Magna, s. V-VI).
43. Ricevuta di tasse fondiarie {Hermopolites nomos, s. V).
89. Ricevuta (di un livello ecclesiastico ?) {Oxyrhynchos, s. VI).
37. Ricevuta (di sitologi) per pagamento di grano {HermupoUs
Magna, a. 82).
51. Quietanza per la\'0ri di argtxati;ra {Theadelphia deWArsìn.,
a. 63/4).
36. Ricevuta (di tre centenaria di lana/ {Oxyryhncìios, s. IV).
48. Ricevuta d'interessi {Oxyrhynchos, s. VI-VII),
60. Rk^EVUTA di una macchina per acqua {OxyrhyncJws, a. 595).
81. Quietanza di affitto di una officina {Oxyrhynchos, s. VI).
82. Quietanza di affitto di terreno {Oxyrhynchites nomos, a. 65).
73. Frammento di ricevuta {Oxyrhynchos, s. VI).
35. Ordine di pagamento {Oxyrhynchos, a. 256 ?).
45. Ordine di pagamento (Hermopolites nomos, s. V).
70. Mandato di pagamento (?, m. s. VI).
88. Ordine di pagamento {Oxyrhynchites nomos, s. VI).
66. Vendita di terreno (?, s. V).
38. Vendita di un asino {HermupoUs Magna, a. 101).
39. Vendita di una cavalla {HermiipoUs Magna, a. 148).
79. Vendita di due asine {Oxyrhynchos, a. 216/7).
63. Mutuo di danaro {Oxyrhynchos, s. VI).
42. Mutuo di grano ed orzo {Theoxenis àoiVArsin., s. IV),
78. Mutuo di grano ed orzo {Hermopolites nomos, s. V).
1ìLFj]^(U) dei TESTJ e ih ti nel volume IX

8G. Malleveria {Oxyrhynchosl, a. 367/75).


52. Maldcveria {Oxì/rhì/nchos, s. VI ?).
Gl-63. Malleveria {Oxyrhynchos, a. 609 e 612).
59. Frammento di malleveria {Oxì/rhi/nchos, a. 582).
76. Intimazione ad un mallevadore (Oxyrhynchos, a. 574/78).
75. Affitto di gasa (Oxyrhynchos, s. VI ?).
*30. Affitto di terreno (He.rmojjoUtes nomos, a. 82).
31. Affitto di terreno {Arsìnoìtes nomos, a. 164).
32. Affitto di terreno [IleraJdeopoIUes nomos, a. 208).
33. Affitto di un uliveto {Philadelphia à^WArsin., a, 266/7).
34. Affitto di terreno {Hermupolis magna, a. 397).
73. Affitto di terreno [Oxyrhynchos, s. III).
77. Affitto di terreno {Oxyrhynchos, a. 551/65).
90. Frammento di contratto d'affitto (Oxyrhynchos, a. 364).
58. Frammento di contratto {Oxyrhynchos, a. 565/78).
36', Contratto fra coniugi {Oxyrhynchos, a. 11/19).
*64:. Promessa solenne di una donna (moglie ?) (Oxyrhynchos, s. V').

41. Querele di una moglie {AntinoupoUs, s. IV).


71. Lettera (di Sion a Leontios) (Oxyrhynchos, s. VI).
91. Lettera di Anubas a Nikomachos (?, s. II).
92. Lettera di Neilos ad Hrroninos (Theaddphia iX^tWArsin., s. III).

93. Lettera di Heliodoros a Valeria (Oxyrynchites nomos, s. III).

94:. Lettera ad Eudalmon (?, 8. II).

95. Lettera di Ptolemais x\) Ammonios (Oxyrhynchites nomos, s. III).

96. Lettera di raccomandazione {Oxyrhynchites nomos, s. V).


97. Lettera di raccomandazione (?, s. VI).
49. 50. 98. Lettere
(?, s. IV-V e VI).

83. (Rendimento CONTl (Oxyrhynchos, a. 293).


di>
84. Appunti d'interessi di famiglia (Oxyrhynchos, s. IV-V?).

b) Latini.

*20. ClCERONIS in Verr. Act. I, l (,Oxyrhynchos, s. VI).


110. Frammenti della Catilinaria di Sallustio {Oxyrhynchos, s. IV).
*21. Vbrgil. Abn. IV 66-68. 99-102 {Oxyrhynchos, s. V).
111. E'rammento di rescritto imperiale {Oxyrhynchos, a. 287/304).
112. Frammento di rescritto imperiale {Oxyrhynchos, a. 316).

l'iijt. Sue. Hai. J.


ADDENDA ET CORRIGENDA

1 a 10 ra]lavza l. zd[ÀarTa
15 2 a?.(pfj'\ /. ak(pr][

17 II G II pensiero espresso noi pentametro callimacheo (v. Adn.) occorre spesso in


varie forme, ad es. iu una recentissima inscrizione di Salonicco (Byz. Zeitschr.
10, 149) : 01 yàg a/no)/ioi huv reùyijy.ótFg l;,à>ai. Ctr. H. Kurtz. Leben der heìl. Theo-
dora V. Thessalonich p. XXI.
11) 21 AóXcoy) l. AóXù>[v)

24 Introd. Il documento del recto è il nostro n.° 41.

2(>. Alcuni frammenti questo e del seguente (n.° 27) testo sono stati ritrovati dalla
di
signorina T. Lodi, dopo la stampa dei fogli che ii contengono e della foto-
collografìa che riproduce il n.° 27 (v. tav.). Indichiamo qui le correzioni che
ne risaltano.
1 OLTcex^gi&ti 8è [avrai] rò y.oQ[à.oiOP 2 Y'Ajia TTa[jivovz']ió;

3 [» > ».]«0J' » •,•


¥ [c. 10 11.] i- a« f etc. 4 [^ .< r^vviwv rrjv fisyakóxìjzav avxov \jio.i xo] jiqÓooì::tov
4. 5 [e. 8 11. tÒ xo] I
gdatov. Ofimc: ÈTifit][a£v etc. 6 UaTrvovriog. xal sjrek&ovaa
7 [- lè'^w y.\al l'^òs etc. (forse [eld'] l'sw) 7. 8 'Atiu Ila |
{;t\vovTiov [ovT\óg èanv etc.
9 [è),do^voa ò[È ixetò. tij'jg 13 [óè] ÈxQàri]a[sì> ajVTOv ri/v ;^s?<>av

14 [l'jTÒ] trp' oréytjv (cfr. Adn.). 15 "Alna ITajt^vovuog de


16 za àgylvQa] xal rò. XQvaà, sicché in principio del rigo suppliremo [.toit]» piuttosto
che [Taìir]a. 17. i.i\o.xa]iag. axovaov
[t] (5Ì] dvydrrjg a[vr^]? àxovaaaa
18 [rò)'] /J/or TÙJy ày[yéX]ojr xal (cfr. Adn.).

27. Per i nuovi frammenti v. Add. a n.° 26. Per il codice Messinese del martirio di
S. Cristina v. ora Studi ital. di filol. class. XIX 316 sqq.
1 ]j'Te>i:£[ v* »] » g V » » [ 2 jtqÒ? r](5)' ò(/'ì')laXfià)']v aov 7rQÓ\x£ivTai (cfr. Adn.).
3 ]As^.^,[6 11.],. *[
4 xa\}Jaw\ et 8'e i^iij e * [7-8 11.]. Non sembra possibile ,"/} jri)\oay.vvì]oeig] ovvero jiq[o-

oeIevod'] ; ma, ad ogni modo, nel rigo seguente suppliremo Ovoetg piuttosto
che dvojjg.

5 xifxwQi[ag] xal ovx £^e[?.EÌzai oe] (cfr. Adn.). 6 àva^U.ipuaa dì; ì) àyia \slg etc.
7. 8 ^dgog jidarjg ògyfjg xal [e. 8-10 11.] |
àr('^[o]v 8 7:[ò <^à>]s- zì]g à\_Xrj{}EÌag xa.i\

9. 10 ,-7[àoa)'] a,wag[Ttac e. 10 11.] |


ex 10 zòv [ffcófoj'Tcé /(e] AV Ta[Dra jtdvza\
13 Scriveremmo ora, seguendo il cod. Messinese, [èji' aviòv xal ài/iai jivgàv vjroxdxw]
14 JiVQovadai »,[,],.,.*, iva x\ò :i:ai'\òlov {? cfr. r. 16) zdyjjov']

15 Xgiaxivag stxI xòv xl^goyojv


16 rò ow/ia. zò Sk jtaiòiov [Xoio]xZva. Per la forma v.réxXavE)' cfr. R. Wiinsch in Beri.
phil. Wochenschr, 1912 n.° 1 p. 1.

17 Evloyoj OE 6 i?ff [ ó £1' zo'Tg

18 /(»/ hxaxaXeljTìjg /i[£ EÌg~\ etc. Anche il cod. Mess. ha Èyxaxa/.Eijtijg, o può darsi che
tanto qui quanto nel papiro sia errore di itacismo ; ma non e' è neppure da
scandalizzarsi dell' uso del presente in testi sifìatti.
XII L'AVIUl DELLA SOCIETÀ IT2LIAXA, VOL. 1.

19 TiVQÒg rovTov [xal a^^éaor


20 6 ri'QUì'ros L-c' [«/««'.] Avevamo supplito ìjt' è/n- ci. per es. Psalm. 40, 12; e vien
confermato ora anche dal cod. Messinese, che ha sjTi/agfj ó rvQawoc
//>/.t(oc

Ovojìarò? sji' èfii.

21 7TV0 |a| a(fr[co'] xal àjT\J:i<T'\ftr8v etc. Ci siamo accorti che i nostri scrupoli riguar-
danti r uso di ì^>ì?.9gì' non avevano ombra di fondamento cfr. Psalm. 18, 5. :

Matth. 9, 26. Marc. 1, 28 etc.


S
24 II papiro ha ov flarog
28. Già edito (insieme agli attuali n.i 20. 21. 27. 30) in Omaggio della Società ita-
'

liana '
etc. (Firenze, tip. Ariani, 1911). Si vegga la recensione del Wùnsch
in BerL phitol. Wochenschr. 1912 n.° 1 p. 1 sqq., della quale, pur troppo,
non abbiamo potuto giovarci nella ristampa, già avvenuta nell'estate del 1911.
Riportiamo qui qxianto ci sembra di maggiore importanza, anche se alcune
delle correzioni o delle interpretazioni coincidono con quelle date ora da noi
nel testo o nelle note o negl'indici. I trimetri della invocazione (r. 1-8) sono
cosi restituiti (nella forma di i'/irog xhjTiy.óg]:

^Tvyvov oHÓiovg eÒQaoj-ia yaQiaQÓojoittx,

OKvì.a^ òi>a>:ov7t?.t^E iQixagaroaTgéf/'i/


y.EvO/uoroòÌTd fió/.e JTV£ì>/j.aT>jXdTu

avv 'Egivraiv TTixQuTg /idorc^iv fjyQicofnvuii.


SgdxovTeg iegol, /taivdòsg (pQixial hÓqui,
/lóXer' eg [f:ia\oiSàg rag èfiàg &v/.tovfiévag,

jrglv ij /i' àvdyxji xovrov fy.jiùaai xdya


gozxriv Tioti'jasir jingaóm'evoTov òaifiora. ,

UHOve y.aì :Toìrjoov ajtarr' iv id^ei,

ògùoai (jigódn/iog') iirjòsv svavrimOtìg Ifiol.

vfiftg ydg ènrf: Trjg yahjg agyrjyhui.

Ma non occorre dire che anche noi e' eravamo accorti dell' andamento giambico di
tutta questa prima parte senonchè non crediamo si guadagni molto a presentare un
;

trimetro di sette piedi come


è il quarto di questi che qui precedono, e introdurre nel
penultimo un che darebbe, oltre il resto, anche esso sette piedi, a meno che
Jigàdv/tiog

ngó&v/iog non debba abbreviare la sillaba media.


Una serie di choliambi (davvero molto zoppicanti !) riconosce poi il W. nei rr. 20 sqq.:
'Aì'a^ fidxag à&nvdTcor Tagràgni' oySjnTQu
).apù>v oiì'yvovg rs òsivrjg

tgéijovai Ksgfiégov yanai,

ov t' 'Egtvvcov /idonyag evij'óqiovg g/jaaF.ig,

TU JlfgoFg^óvìjg kéxTga oàg (pgévag jinjiei,

orar ct' svvaTg raXg ao&ov/iévaig ywgìjg,


eh' aq>&iJov Edgajiir ov xqshel xóo(À.og,

site OS "Ooigiv àaxgor Alyvjixov yahjg...

ooi yàg Scdxxcag iaxi nàaaoqjog xal jiaìg,


oòg 8' è'aziv "Avov^ig, svae^rjg cp&ixwr xrjgv^,
8svg' sXdÉ, xàg Èfiàg yvcófiag xÉXei '(ngócpgoìv^
fjiEt oe xgi'JTZoTg ooTg Èyco avii^óX.nig y.lj'j'Qo).

Interessante è il confronto di fxòótìjv (r. 17 e 39), che anche noi avevamo inteso
così come vuole il W. (v. Indice XIII s. v. Exòoxog], con un passo del cosi detto lamento
ADDENDA ET VORBIGENDA xiix

della doniKL al)baii(]otiata (PGrenf. I p. 2 ; Herond. ed. Ci'usius'' p. 117) : ttqòq tir ì) Kviificg

è'ySozov àysi /«[«] xa'i ó jrokvg "Etjojg jiaga^aficóv.


Nella iiiLroduzioue a questo testo (p. 63 1. 3 dal basso : vehuÓuìiioveì l. rey.uoda{uuvei)
fu dimenticato di annotare che nella parte posteriore della tavoletta occorrono ripetuti
i primi 4^/» righi, senza varianti e con qualche scorrezione grafica di più. La corretta
lettura di jnrvtw.TijXàin e ÒQàxovTF.g ceQoi (r. 3 e 4) si deve a Giorgio Pasquali.
30 10 Più d' uno trova difficoltà ad ammettere che /ifrot'jom aot sia errore dovuto a di-
strazione dello scriba, che avrebbe dovuto scrivere invece iieiQtiaof.iai. nagd oov :
per es. Wùnsch {Beri. phil. Woch. 1912 n.° 1 p. 2 sq.).
V. Arangio-Ruiz e R.
Ma non avevano presenti gì' innumerevoli luoghi di scritture pri-
essi forse '

vate siifatte, dove è a volte difficile intendere chi è l'affittante e chi il fit-
'

taiuolo. Non vai proprio la pena di ricorrere ad ipotesi più o meno compli-
cate, per... non ammettere uu errore che è dei più frequenti.
34 1 'Plaovuov (non -lov) ha il papiro.
13 [ì]v sà\v : piuttosto [air ìd]r

43 2 Adn. ófwy.coni'jzrjg occorre anche in Pap. Theadelph. (Jouguet) n.° 17, 7.

44. 45 e 46 provengono da scavi fatti in Aschmunén (v. 43 Introd.).


49 2 i'aryov l. CatQOv
50 14 cTagsxófiìjv : cosi il papiro (non jzaofi/-, né jtuosox-). Per fy. n/n'jg v. a n.° 83 1.

18 l. jrokXoìi iQÓvot.; (cosi il pap.).


53 Introd. Una scheda di censimento dell' a. 20 di Tiberio (Philadelphia dell'Arsin.) è
stata recentemente pubblicata da S. Eitrem.
112 \tìxvi!c'.'] L {j.ujTQÒg'] (ci. per es. 178)
149 Adn. Cfr. n.° 71, 4.
58 II documento non sarà posteriore all' a. 574 ;
cfr. 76 1.

i l. TU. VJTOTSTUy/lSVU. 'EjimÒtJJlfQ

59 Introd. Abbiamo, beninteso, i documenti PO 136 e 137, ma nel nostro è difficile per
rs ^ioni di spazio introdurre tutta la formula zoì' Ttjg ddag Xif^ecog ygvofiévov etc.

Forse vi erano abbreviazioni. Nel r. 2 l. MJavgixiov —


60 5 marg. l. -8 Ottobre 595"'
62 4 marg. l. 27 Sett. 612" '
'

64 Introd. p. 133 sq. In ogni caso, si veda ora quello che a proposito della yuvy tQotpìtig
osservano P. M. Meyer e Preisigke, Ein Erbstreit aus dem ptolem. Aegypten
(Schriften der wiss. Gesetlsch. in Strassburg, 13 Heft) p. 30 sq. ib. p. 134. —
Mogli qiaQi.iay.ol. non erano certamente rare cfr. Artemid. 2, 32. 4, 7 (p. 129 :

8 sq. 245, 19 sqq. Hercher) etc. 1 "Ooiniv l. "OotQtv 13 f. àjie[hv]ao/ié[vrj\ ?


66 39 JiQÓx{8itai)'\ l. [}iQÓx[8nai)\
71 11 ioi]/j.(ó&r] (cosi il pap., non ì)q.).
76 1 Nella lacuna dopo avyoùaxov va aggiunto fuyioxou evsQyhov (cfr. r. 12).

77 14 sq. È probabile che fosse un personaggio di molte benemerenze il FeQfiavóg, alla


cui madre furono assegnate delle terre che conservarono poi a lungo il nome
di lei. Si può pensare al duce degli Egiziani contro i Blemyes ? Cfr. Beri,
Klassikertexte V 1 p. 108 sqq. (ovv. Blemyomach. VI 4 p. 195 Ludvsrich).
81 12 Per òià.òoxog cfr. Maspero a PCair. 67037, 4. 67051, 8.

92 17 f. [aww] sUoyri&ù ci. PStrassb. 32, 10.


100. Solo dopo la stampa la signorina Lodi ha identificato i righi 34 sqq. del verso con
gli ultimi righi del frammento Ginevrino (Pap. Gen. n." 155) del FsojQyóg Me-
nandreo (vv. 79 sqq. p. 106 sq. Koerte -). Tale identificazione ci dà anche
XIV PAPIBI BELLA SOCIETÀ ITAL., ADDENDA ETC.
modo il verso va posto prima del recto (probabilmente, dun-
di stabilire che
que, il frammentariamente conservato era il primo del quaderno); sicché
foglio
sono frammenti nuovi del FrcoQ-yó? non solo le sillabe e parole dei righi 41 sqq.
del verso, ma anche tutto ciò che si legge nei rr. 1-32 del recto, e che era
il seguito della scena fra Philiuna e Myrrhine (innanzi al r. 8 possiamo ora

leggere Mvoq(ivì]), dove prima credevamo di vedere ^Q?)- Ma i segni


~ alla
fine del r. 48 significheranno 1' entrata in iscena di un altro personaggio e ;

infatti tracce molto tenui di scritto (per noi indecifrabile) compaiono cosi in-
nanzi al r. 4, come anche innanzi al r. 5 e ad alcuni altri. Comiinque sia, il
xi jioiì)[oo) o sim.] del r. 5, il xaì vvv r! 7ioi\_- ] del r. 17, 1'
fif.ùv vjióIoitt.^.o)'-'] del
r. 21 sembrano riferibili alla situazione indicata da Myrrhine nel r. 88 (= v. 86
del Pap. Gen.) : njiooov/iai vPv ri :Toifjaal, ite ÒeT.

Le correzioni da fare alla trascrizione del verso sono intanto le seguenti :

34 òvaxvy^^ùv 34^ ] 85 to]rjiiia 86 t(:i'\ovXófiip' 37 jrénjov&as, zéy.vov

38 yeìQa]? ^ Ti yào ; 39 ~]òeT : (sic; cosicché la jjrima parte del v. 87 sarebbe di


Philinna, non di Mj^rrhine, e converrebbe abbandonare 1' [£.Te]( del Wilamo-
witz per 1' [oì'fioi] del Nicole (piuttosto [(5 deo]i, rlvoi xtX. ci. Pericir. 397 ?) o
per altro più idoneo supplemento, quale sarebbe per es. [)Jye. n6]r rlvog r) natg
fati; (ci. Sam. 97 sq. ?Jys- tò jiaiòwv rtvog eariv Colax 50 etc), so lo spazio
\
;

lo tollerasse ([Ag'faji Schenkl, senza probabilità). In ogni caso, del resto, con
r èjtgi del Wilamowitz bisogna anche intendere, come il W. intendeva, wer '

soli das Màdchen haben ? (e come aveva già inteso il Weil col suo [àk^ovl
'

Tivóc), e non di chi sarà figlia la ragazza ? ', poiché verosimilmente Myrrhine
'

lo sapeva, e la sua straordinaria agitazione dipende appunto dalla notizia or


ora avuta che il padre si propone di sposare la figlia (cfr. "Koerte, ed. mai.*
p. XLVI). L'attribuzione a Philinna del primo emistichio, così com'è suggerita
dal nostro papiro, rende possibile intendere :
'
di chi è {èoTi) figlia '
etc, alla
qual domanda Mj'^rrhine risponde con toùto vvv, (pi^.tj, [axovs òi] ;i.ov o sim.]. — \

Lo Zuretti, Menandro (Palermo 1912) p. 33, suppone che anche Myrrhine igno-
rasse la paternità della figliuola, e traduce :
'
il padre chi sarà della ragazza ? '.

Ma M. lo ignorava, non era questo il momento per rivolgere a


se davvero
se stessa questa domanda, quando cioè doveva essere soprattutto in pensiero
per la condizione della figliuola rispetto ai due pretendenti). 40 ypilrì <A
quanto cortesemente ci scrive A. Koerte, convien credere che cpiX-q fosse anche
nel Pap. Gen., cioè rovr'' ìly.ovs vvv (juIe da correggere forse in tovto vvv <piXri)
43* ] 44=^ ] 48" ]
(cioè di questi tre versi, come del 34^ (=z Pap. Gen. v. 81),
non rimane nulla, o perchè contenevano un numero minore di lettere o per-
ché in essi la scrittura era più densa).
Qualche frutto ha dato anche una revisione del recto:
7 dìio{<ov 10 fiìjtFon f7ir]\_ (cioè iitjxéqo.- corretto in /fj;z£g'') 14 la lettera innanzi

a IT é forse a 22 7iaoor]aiavx''r] * [ 28 ajraaiòfl [ (1' s sembra mutato -r in a ;

dunque, sarebbe òet corretto in fiat}.


p. 184 col. 2 r. 2 Aièv/xog l. Aiòvfiog
186 » 2 » 8 Aggiungi MvQQ(ivri) 100 8 :

188 » 1 « 15 Cfr. sopra Add. a 100


162 » 1 » 14 sq. Nel papiro ivi citato è xotg xù>v èvHXì'jaecav etc. :

201 » 1 » 33 àjToV.vvai etc. va cancellato (cfr. sopra Add. a 100)


PAPIRI GRECI E LATINI
n.i 1-U2
1. EVANGELIVM Matthabi XXV 12 sqq.

Oxyphynchos (cm. 9X8) Sec. VII.

Frammento di libro su papiro contenente il Vangelo di Matteo. La


scrittura unciale ha qualche somiglianza con quella dei frammenti del Pastor
di Hermas in PAmh II tav. XXIV, ma appare meno antica : probabilmente
del VII sec. La pagina era di 31-32 righi con una media di 18 lettere
per rigo. e. p.

a) recto XXV 12-15.

£i]7T€V àfi.ijv Xs'yco [vfltì'

ov]x olóa vjiàq yqijo^qsT-

r]s ovv ÒTi ovx \oi6aT€

trjv] rjfÀSQa[v oHóè xfjv

5 &Q\av &GTt£{Q y\àQ dv[^Qw-


7io]g ànoSrjfxóòv [sxà^s-

G£]v lovg ióiovg à[ovkovg

xaì Tijaosócoxsv a[vTOig

rà i)7i]«QX0VTa avTo[v xal


10 o> fxèv è'ócojxsv £ Ta\Xavra

b) verso XXV 20-22.

sxéq-]

óri\Ga è'(pì] aÌT(7ì ó xg a[ò-

Tov] €v óovXs àycc^è xaì [m-


Gxè èni\ òXiya fjg 7riGtó[g

fili 7ioXX(Jóv\ 08 x[aTaGzTJ-


5 CO)] H'[aeX\d-s slg ttjv [ xagàv
Pap. Soc. ital. I. 1
'2 PAPIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

xaì ó] là óvo tàXavra el\TCsr

xs d\vo TaXavTtt }io\i, na-


Qéòtì)\xac, lós àXXa óv[o è-

10 x\éQÒriGa [f^?/ cttniò ó xg

adjrov tv è\ovXs

3. Pel numero delle lettere è certa la lez. ini (non Inei Iti D). 7. Per la stessa
ragione y.al 6 (non be xaì 6 . 9 sq. è^r |
exigdtjaa potrebbe entrarci, ma non è lezione che
possa appartenere a questo testo.

2, EVANGELIVM LVCAB XXII 45 sqq.

Aschmunén (cm. 8X4,5) Sec. IV.

Non sono di poca importanza le varianti che questo frammento d'un


magnifico codice su pergamena ci offre (vedi per es. le note ad a 2 e ò 7. 9),

ma specialmente notevole è l'omissione dell'intero versetto 51. Che possa


trattarsi d' omissione casuale non si può escludere assolutamente, anche
perchè il vers. 50 finisceccn ós^ióv e il 51 con aHzóv, ma è tutt' altro che
probabile: si tratta infatti d'un codice che porta correzioni d'altra mano
(ved. a 4) e né dopo àt^ióv né in margine c'è alcun segno di richiamo.
Il fatto che uno dei presenti alla cattura di Gesù fattosi avanti per difen-
derlo tagliò con la spada un orecchio al servo del pontefice ', fa parte
'

della narrazione di tutti e tre i sinottici (Mt XXVI 51, Me XIV 47, Le XXII
50: cfr. Huck Synopae der drei ersten Evangelien^ p. 199). Invece la guari-

gione miracolosa dell'orecchio è narrata soltanto da Luca, appunto nel


versetto 51, che qui manca: àvroxQid^dq óè ó 'IrjGovg sìnsv' idre awg zovtov.
xaì àxpànevog tov (briov iaGaro avróv, dove in luogo di queste ultime parole
xttl-avTÓv si ha in D la lezione profondamente diversa xaì èxrsCvag zrjv xsTqu
ijìparo aévov (=- Le V 13) xaì ànsxarsGTd^r] rò ovg airov (cf. Mt XII 13,
Me III 5, Le VI 10), lezione seguita anche da alcuni codd. dell'Itala (a e
ff* r), mentre altri pure dell'Itala (i 1) trasportano la frase dopo il vers. 53.

Ed è anche da notare che Giovanni (XVIII 10 sq.), il quale narra il


fatto del ferimento così come è nei Sinottici (cfr. Wright A Synopais of
the Gospels in greek* p. 147) ed aggiunge di suo il nome del feritore, Simon
Pietro, e quel del ferito, Malco, non sa però nulla della guarigione del-
l'orecchio.
2. EVANGELIVM LVCAE 3

Dei critici del Nuovo Testamento soltanto, per quanto io so, Joh. Weiss
fin dal 1897 (in Mei/er's Kommentar iiber das N. T. p. 631, nota) aveva os-
servato che può parere strano che nella risposta di Gesù non si accenni al
ferimento, e perciò sospettava che i vers. 50 e 51'' (cioè il racconto del
ferimento e della guarigione) fossero inLuca una glossa formatasi su Mat-
teo.Nessuno fece sua questa supposizione nei commenti posteriori: la ri-
cordò A. Loisy {Les Evangiles Synoptiques II p. 582 n. 4) ma gli parve ar- '

rischiata '
; e certo è arrischiato il supporre che nel solo Luca abbia a
mancare il colpo di spada. Con maggiori particolari il Weiss tornò sulla
sua ipotesi [Die Schriften des Neuen Testaments neu ubersetzt* etc, Gòttingen
1907, I p. 515), ribadendo il sospetto che il testo originario di Luca sia
qui ampliato e che tanto il colpo di spada quanto la guarigione dell'orec-
chio siano un' aggiunta posteriore : Luca avrebbe avuto originariamente
soltanto il vers. 49 con la domanda dei discepoli {xvqis, d Ttazà^o/xsv iv
HuxaiQi] ;) che si riconnette col vers. 38 {xvqi€, lòov nàxaigai &Ò€ avo), e la
risposta negativa di Gesù, cioè la prima parte del versetto 51. Non è qui
il luogo di discutere a fondo questa ipotesi : dovevamo soltanto ricordarla
perchè il testo che pubblichiamo può servire a confermarne quella parte
che pare più probabile.
Quanto all'età, non importa ricordare quanto siano ancora incerti i cri-

terii per determinarla quando si tratta di manoscritti letterarii e calligrafici.


Ma che il nostro frammento non sia più recente del IV secolo, è opinione
suffragata da attenti confronti (vedi per es. PO III tav. 5 e VII tav. 1 ;

Schubart, Pap. Graec. Berol. tav. 31 e 43) che per mia preghiera ha fatti

anche Guglielmo Schubart, al quale pare si possa collocarlo nella prima


rnetà del IV secolo. Più in generale e con maggior sicurezza potremo dire
che è più antico dei più antichi manoscritti completi del N. T. e. p.

a) verso XXII 45-47.

xal àvufftàg ànò [ri^g

nqoosvxìfi xal àX[^ùiv


TTQÒg Tovg !.iaif^riTd[g sv-
(Ofl
Qfi> xoi/^iÉvovg a[v-

xovg ànò rffi XvTi[ìfi

xctl eÌTTfì' avTotg t\ì xce-

^fvóeti- àva(TTàv[zeg
4 PAFIEI DELLA SOVIET! ITALIANA

10 fxóv èri di adrov [Xa-


XovvTog l'óov òx[Xog

xaì ó xaXovfX€v[oc 'lov-

óag 'Jo']xa[()tcói!/

2. xaì è om. da tutti i codd. 4. 1. }<ot,ucofigì'ovg. La correzione interlinare cofi è di


mano diversa e piìi recente. 8. 1. Jigoasvx'^o'&e. 10. Dopo Tisigaa/uóv un punto in alto
di seconda mano, e cosi in b 1. 3 dopo ds^tóv, 1. 7 dopo uqov, 1. 9 dopo /naxatQwv, 1. 12
dopo s/^é. —
IVj ds DE al. i pivi hanno soltanto ère.
: 12 sq. Restituisco la lezione quale
è in D ma per lo spazio è egualmento possibile 6 Zy.aQiwd:
;

b) recto XXII 50-53 sqq.

ÓOv\Xov TOV à()Xl£Q£

we] xaì àifnXsv rò ovg

av]TOV rò ds'^ióv eìnsv


dìi\ rrfg TTQÒg zovg naga-
5 Y£\vofxévovg én' avròr

àgjxtsgeig xaì (JXQctTìfiY

o\vg Tov isQOv ó)g £Tt[1

Xr]az]rjv e^rjXd^sTs fie-

ra fi]axacQ(tìV rò xa^^ /;-

10 fji£]Qav òvrog [xov sv

rio i]sQM oix i^sreiva-

ra] XHQag èn èfié [àXXà


avrrj iarlv ifitàv fj] &[Qa

3. Delle parole omesse dopo òs^tóv {ànoxQc&elg-avzóvj abbiamo parlato sopra. Nella
perg. è scritto sinì e al v. 5 avzd, come è chiaro nella tavola fototipica. 4. L'articolo

davanti a tìjg mi par da escludere per ragioni di spazio, se non si suppone ò' o. Per

l'abbreviazione irfg cfr. PO 208 e 654 : ha t>sempi anche in D (vedi Traube Nomina Sacra
p. 113 sqq.). 7. Per l'omissione di }<al jtQsaflvTSQOvg cfr. Lo. IX 22 (dove jiqso^. xaì è
om. da b. : cfr. Blass. adn. ad h. 1.). 8. s|»?Aj?£re KMPX, i^^k&ats Sin, BDLRT, è^slr;-

kv-&axe ArA. 9. fiaxaiQwv xaì ^vkcov tutti i codd. (come Mt e Me). In seguito rò an-
che D. 10. I codd. ovTog fxov /is&' v/icóv iv.
3. EVANQELIVM lOUANNIS

3. EVANGBLIVM lOHANNIS ìli 14 sqq.

Oxyrhynchos (cm. 8X6,5) Sec. VI ?

Frammenti di due fogli non consecutivi (ne mancano in mezzo due)


d'un libro su papiro di piccolo formato (circa cm. 14X9). La scrittura
unciale, che a me pare non più antica del VI secolo, è diritta, pesante,
disuguale : anche i righi delle pagine non sono in egual numero. Nel mar-
gine superiore della prima è il numero Xi, che è certo il numero della pagina
e, fatto il calcolo, dimostra che il codice cominciava col principio del Van-
gelo di Giovanni. Del secondo foglio diamo solo i resti della prima pagina :

dell'altra non mi è possibile decifrare i pochi segni che rimangono. e. p.

¥. 1 - a) recto III 14-17 (cm. 8,5X6,8).


xat xa^wg [Mwvafjg {iìpcoffsv

TÒV Ò(flV [iV t[] SQ^j/JlOì OVTOìg

vlpw^fjv[ai òsi TÒV vtòv rov àvov

Tra TTàg ó [Triarsvwv ******

5 é'xì] ^oorjv [alwviov ovzwg yàg

'qyàmf]a\sv ó i)g tòv xó(r/.iov uiG-

T£ TÒV viòv [tòt /.loroytvfj

fào)xf%' [iva nàg ó TiiGrevcov *= *

avTO) fii] [àTTÓXrjzai àkX" è'xfi

10 ^oìTjv a[iu}vior ov yàg

4-5 Prima di sxt} aon e' 7. Per avzov dopo


è spazio per le parole /n) àjiólrjxat òAA'.
viòv manca lo spazio. 8 sq. Questo rigo e il primo della pag. seg.
ìtt' avxù> L. 10.
risultano troppo brevi; ma forse non è da trarne conseguenze per il testo. Può anche
darsi che questa pagina finisse con alwviov, seguisse uno spazio vuoto, e che con ov yàg
cominciasse la seguente.
FAPIEI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

h) verso III 17-18.

à7ié(TttiXf]v ó i/g ròv


vlòv sìg TÒv xóff]fiov IV u

xQivrj ròv xÓGfJov tiA]A' iva

ffùì^fj ó xóffftog ói atÒTo]v ó Trtanv-

5 (ov dg aéxòv ov xQi]v6Tai, ò òt

fxij TTiffrevcov slg to] òvo^a


xéxQirai ori f.irj tisttiJgtìvxs

fcg tò òvofxa rov ho]voy€vo

4. Questo rigo supera molto la media delle lettere. 6. Le parole ek tò ovofia

sono introdotte qui per errore e non sarà il caso di pensare a un indizio d' una più
;

breve e semplice lezione di questo versetto (cfr. Blass, Evang. sec. lohannem praef.
p. XVII sq.). 7. ^St] prima di xéxQaai è da escludere per ragioni di spazio.

F. 2 - a) recto III 31-32 (cm. 5X5).

sudv[o) Tiavtwv iariv ò wv


fX TXfi \yffi Ó fX TOV OVQaVOV
ÌQXÓ!x{svog ènàvù) TidvTOov

£ffTlv[ O éWQaXfV xul flXOVGtV


6 ZOVTO /JiaQ[TVQH

2. Dopo yi]? mancano le parole in rfjg yfjg sariv xal ^x tij? yfjg kaksT del testo comune
(per ix zfjs yijs Èaxiv xal cfr. Blass, adn. ad h. 1.).

4. Pavli Ep. ad ROMANOS I 27 sqq.

Oxyrhynchos ';cm. 7,8X6) Sec. V.

Frammento d'un codice su pergamena, di bellissima scrittura unciale.


Si può confrontare, tra gli altri, il Cod. Cantabr. Bezae (v. The Palaeogr.
Society II tav. 14) per molte somiglianze di scrittura : per es. il <i> col corpo
schiacciato o ovale, sole lettere che passano il rigo P r $ w etc. Il nostro fram-
mento per i tratti più fini e per altri speciali caratteri credo si possa ascrivere
al V secolo. e. p.
4. PAVLI EP. AD ROMAm)8 7

a) 1 27-30.

àno-\

lafx^dvov]Teg xaì y.aOòag


oi)x fòo]xifjaffav tòt ^r
s'xstlv Sì' èTiiyvcùasi rra-
ó &g
Q£Ó]o)xtr avTOvg hc àòó-
5 xi}.i\uv vovv TTOittv tà /u)

xai)ì'f\xovxa TtsnXriQbì-

fiévo\vg nàarj àóixia no-

vrjQta TtXsov£\§i(x xccxCa

fXfGTOvg (f^]óvov (fó[vov

10 ÌQióog òóXov x\axoi]^f\[ag

ipii)vQiGTàg xaT\akàXovg

^soajvyeTg v^QioJTÙg i)[tc£-

Qìj<fdrovg]

1. Lo ultime due lettere del rigo sono di scrittura minutissima. 4. 6 &eòg (om.
da alcuni mss.) è aggiunto sopra il rigo dalla stessa mano. 10. ò6?.ov (om. A) potrebbe
mancare, poiché la riga da un massimo di lettere 21 può scendere a 16.

b) I 32-11 2.

rà loi-]

avrà 7TQd(jffo[mg à^ioi

^avccTov sìatr \ov fióvov


aiià Tvoiovoiv àXXà { xaì

avrtvàoxovGiv To{ìg

5 TiQàGaovdr dio àv{aTco-

XóyyjTog il é dv^Q[wn6
nàg ò xQirctìv iv [<>) ydg xqC-

Vfig TÒv ertQolv Gtavròv


x\axaxQlr£[ig rà yÙQ avrà
10 7T]QdGG£tg [Ó XQirOÙÌ 01-

ÓC(]Htì' [
8 PAPIBl DELLA SOCIETÀ ITALIANA

5. lACOBi Epistvla I 25 sqq.

Oxyrhynchos (cm. 8X6) See. V.

E un foglio d'un piccolo codice in pergamena. Le due pagine hanno


nel margine superiore il numero d' ordine {it, e iij) conteneva dunque, oltre
;

l' Epistola di Giacomo, qualche altro breve scritto. La scrittura unciale,


diritta, con disuguaglianza di spessore, ci sembra si possa attribuire al

V secolo ; ma può essere più antica. e. p.

a) I 25.

t[ig] ìófiov zeXsi-

or tòv TTÌg éXfv-

!^[£Qia]g xal Jiaga-

fi[£iv\ag ovx àxQO-

5 «Tj)g ènikriafxo-

vfig ytvófxsvog

àXXà TTOir^TTjg sq-

yov o{)T[og\ i^iaxaQi-

og èv zf] [7i]oi7]Gst

b) I 25-27.

«;

avrov sarai i\i d]£

zig doxH [i^Jojj-

oxòg dv\ai fx\rj

iaXiiv[aYU){Y(tì)v YX\(à(S-

5 aav è\av\zov àX-

Xà ànazmv xaQ-
óiav avxov [t]ov-
zov fidzaiog rj

^Qfjaxeia [^]Qrj-

[oxsia

1. èk è lezione sicura. 6. tavrov è lez. sicura, benché al v. 7 si legga aviov (o avtov).


6. PROTBVANGELIVM lACOBl 9

6. PROTBVANGELIVM lACOBI.

Aschraunén Sec. IV.

Questo papiro, proveniente dagli scavi italiani ad Aschraunén (1904),


conserva negli scarsi avanzi la forma e la legatura originaria di libro. Per
la scrittura vedi la tavola fototipica. Che si debba ascrivere al IV secolo
parve a G. Vitelli e mi fu confermato da F. G. Kenyon quando lo pubblicai
in parte in Studi religiosi dir. da S. Minocchi, fase. II, 1906. Qui si ripub-
blica perchè ho potuto metterne insieme altri avanzi e perchè quelli già editi
son rimasti ignoti anche ai due recenti editori del Protevangelo (v. Amann

Le Protévangile de Jacques etc, Paris 1910; Michel, Proteo, de Jacques etc,


Paris 1911), mentre la loro importanza è assai maggiore di quella dei fram-
menti in pergamena del V-VI secolo pubblicati dal Grenfell, An Alexandrian
erotic fragment, etc, n" 8 pp. 13-19. Pur chi voglia ammettere con Harnack
{Die altchristliche Litt. I p. 598 sqq.), e con altri (v. Meyer in Handbuch z. d.
Neutestam. Apokrijphen, p. 48 sqq.), che non si possa sostenere l'unità origi-
naria del Protev. quale lo abbiamo (ma forse, per l' insieme se non per
alcuni particolari, si può sostenere con ragioni assai solide !) e che Vi si
debba distinguere, dopo la storia di Maria condotta fino al momento che
si riconnette con quella dei Vangeli, un Apocryphum losephi e un Apocry-

phum Zachariae, non è possibile concludere col Meyer che la composizione


del Protev. quale è ora sia del quinto secolo, o coli' Amann che « la le-
gende de Zacharie est certainement un'appendice qui n'a été ajouté à l'ou-
vrage qu'à une date assez recente (fin du IV' ou commencement du V® sie-
de) », o tanto meno col Michel che V Apocryphum Zachariae, nella forma che
ha nel Protevangelio, sia de peu antérieur au VP siede
'
Il nostro papiro '
!

dimostra che almeno nella seconda metà del quarto secolo si leggeva il
Protev., nell'insieme, quale lo leggiamo noi, fatta eccezione di qualche frase
o forse di qualche breve periodo sicché questi frammenti, anche per una
;

futura nuova edizione critica, che sarebbe necessaria (l' Amann e il Michel
hanno riprodotto quasi tal quale il testo del Tischendorf), parranno di non
poco valore.
Un testo così malsicuro nei particolari non ci permette un calcolo esatto
delle pagine originarie di cui restano questi frammenti e di più la scrit- ;

tura è d' ineguale spessezza, sicché dalla media di 34-35 lettere per rigo
si può scendere qualche volta a 29-30 o salire a 38-39. Ma poiché i fram-
menti appartengono a cinque fogli consecutivi, si può calcolare che il Protev.
fosse contenuto in un fascicolo di 24 pagine, cioè d' otto fogli, di circa
Pap. Soc. ital. I. 2
10 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

era. 20 X 18, con 23-24 righi per pagina. Risulterebbe che il foglio 1 con-
teneva circa 800 lettere per pagina corrispondenti a circa 17-18 righi del-
l' ed. Tischendorf e lo stesso, con differenze minime, per i fogli 4 e 5. Il
;

foglio 2 invece appare, rispetto all' ediz. Tisch., più breve d'un centinaio
di lettere. Porse nel rimprovero del sacerdote a Maria (XV 3) sovrabbondano
le parole da rj àvargacpetaa fino al secondo €7ioii]aag. Si può supporre che si

volle far più grave e solenne il semplice rimprovero aggiungendovi il ricordo


delle grazie speciali avute da Maria. Certo gli elementi era facile ricavarli
dal precedente rimprovero di Giuseppe (XIII 2 : anche XIX 1) e
cfr. ;

1' aggiunta può essersi formata non d' un sol pezzo, come può dimostrarlo
il non trovare in molti mss. le parole xal xoQsvaaaa èvwniov aixov. Un tratto
assai più lungo doveva mancare nel f. 3 ;ma la congettura da me accen-
nata altra volta, che s'avesse a pensare al cap. XVIII 2 dov'è l'inaspettato
passaggio alla prima persona, è mostrata falsa dal nuovo frammento, il quale
basta a provare (vedi Fr. 3, 12 èné^Xsìpa) che quel passaggio era anche nel
testo del papiro. e. p.

F. 1" recto (cm. 0,55X0,35) — Protev. XIII, 1.

1 rjXitev '/[wCryy

2 HGfjki}^e[v

3 ó)Yxcojii[€vr^v ai)-

4 Tov y\cà

2. Il papiro dunque leggeva come C staijf.dev... xal evQsv. 3. Sarebbe col testo
volgato di sole 29 lettere : il Fabricius, invece di hvifs, dalla traduzione Postelliana
demissa facie congetturò liajTeivoiae : con questa lezione avremmo 34 lettere, cioè la
media più comune.

F. l** verso — Protev. XIV, 1.

1 ^lu)G]rj(f

2 rC a\vTfi 7101-

8 ì'jGti ai\ci\g

4 na\xó(^ie-

roq]

Il rigo 2 comprenderebbe seguendo il testo del Tischendorf 50 lettere e il 3 soltanto

26: sproporzione non ammissibile All'abbondanza del 2 si può rimediare togliendo le parole
if amrjg e con AC il xò davanti a re. Nel 3, leggendo con C sÌTie oh èv savrcò guadagno-
6. PBOTEVANGELIVM lACOBI 11

remmo cinque lettere. Ma s'intende cho questa e altre osservazioni simili, che potreb-
bero facilmente moltiplicarsi, sono accennate soltanto per fermar l'attenzione. 4. ^axó-

fiEvog anche AC corrisponde alla versione Siriaca ed è una delle lezioni importanti per
:

la distinzione dei vari gruppi di manoscritti.

P. 2« verso (cm. 0,85X0,6) — Protev. XV, 2.

ànrisv ngòg [

'lo)arj(f'[ fl-

TISV Ò ts[Q£Vg TCCiQ-

^£V0V[
5 xaì è'xX[sl(J£V fqjaveguì-

Gsv TOig [

vn^T^Qatag

1. La lezione del papiro escluderebbe la parola ògo/uaìo? (oppure Sgoftalcog). Ma il

rigo avrebbe 29 lettere, e non è impossibile che Sgo/xaTog sì leggesse dopo tegéa. Che
la parola manchi anche nel testo del Fabricius non è indizio da tenerne gran conto.
7. Il computo delle lettere rende probabile che mancassero almeno le parole d yga/^ifia-
xsvs, come in AC. —
Vedi anche per questa pagina la osservazione fatta sopra.

F. 2* recto — Protev. XVI, 1.

] xccì tì-

71SV r^v nuQe-


y£v6n\ivog
ùpLùg^ lò

tà] àfiag-

rrjfiara xa]l Xa^àav

fnÓTia£\v TÒv

ÒQeivri\v

3-4. Dallo spazio non è possibile determinare con sicurezza se a ysvó/nsvog seguisse
tozTj, come in C. 6. E probabile che nel papiro mancasse hvqìov. 7. Risulterebbe
di sole 18 lettere : è dunque da ritenere che il papiro ripetesse anche qui dopo tsgevs
le parole tò vòcoq ifjg iXéy^ecog.
12 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

F. 3» recto (cm. 8 x 2,9 e 7 X B) — Protev. XVII, 2 e XVIII, 2.

xaì TTjxoXlov^si 'Jwffi^y xal ff^yK^av ènì [iiXi-

o\v rqk\ov

G\ivyvr^v

5 i:i\Stv avx\yiv

a\oi èGxiv[

noTt fis\\'

zro ^Ì\o)Gì][g)

nòXov t\ov ovQavov


10 ile tòv ù[éQa
TisTsivà [ xal èné-
^Xslpa èlnl TTjV pp'
xaì f()ya[T«e

athcòv [ ovx efxaa-


15 Gwrio [

qisQOVTlsg toì Gtó/jiaTi aijtwv od TXQOGstpsQor

7. Probabilmente il papiro om. Mo.QiàiJ. dopo slne. 9 sq. Forse : xal àré^Xeyja sìg
xòv I
nóXov Tov ovgavov xal slòov aviòv èaz&xa, xal |
Et? tòv àéga xal slòov amòv ex&afi^ov xal
rà I
TisTsivà xtX.Nei righi seguenti la differenza col Tisch. non può essere che di qualche
lettera. 14 sq. Può essere anche ovx è/iaaùvro.

F. 3" verso — Protev. XVIII, 2 e XIX, 2.

àXXà TcàvTùìv fjv rà TcgÓGcona avo) §XéTTOv\ta' xaì


] sGtrjxsi-

Gav ] xaì ij

XSÌQ t\òv x«*"

fiaQQOv ] rà Gzó-
l-iara xa]ì fxi] nsC-

voria ]ÓQÓfXOv
6. PBOTEVANGELIVM lACOBI 13

x]aTa/?at-

vovGa J
TIOV TC{0-

Q€Vr]

10 1 èneya-
Xvv^'q ò](fihaXnoi

Gl]ll\sQOV 6-

TI ] xaì nuQ-

axQfina G7ti]X\aCov

15 ] xovc

ò\XCyov

] ^Q£(pog

1 sq. Forse : xai ìòov rà ngófiaza ov jigos/Saivov. Certo mancano le parole èlavvófisva
tjv come in CDIH. S. Anche qui un testo pivi breve. Probabilmente : xal ènfjQev 5 noi-

uìjv iTjv XSÌ90L Tov jiaid^at avrà xai rj


x^^-Q etc. ; ma c'è forse ancora qualche lettera di

troppo, tanto più perchè nei righi sgg. la media del numero delle lettere appare più
bassa. 11 sq. Forse fj rpvxrì nov on slòov (om. qui o^/iegov e poi con C) oì ò(p&. fiov xaivov

^safta xal nagàdo^ov oTÌ/.ieQov ozi, o sim.

P. 4" verso (cm. 0,85X0,6) — Protev. XIX, 2-3.

xal ^X^sv xaì[ av-

TOV MccQià(i x\a.ì

àg fisyàh] ix\oi xai-

vòv ^éa/jial GnriXài-

ov ì]
[xaia x[al

sÌTtsr ceiz[rj

xHa^ia «'xtó[

iyévvYi(Se{v

^alwfirj C[fj

Sarebbero più di 40 lettere col testo del Tischendorf è probabile che la frase
3. :

oì]ixeoov t)^i. avtrj nel papiro, come in altri codici, fosse più breve.
ri 4-5. Nella dispo-
sizione delle parole il papiro concorda con CE. 8. Il numero delle lettere esclude che
il papiro contenesse anche le parole xal nàXiv fiévei nagd'évog, o simili.
14 PAFIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

F. i" recto — Protev. XX, 3-4.

ó 7iàv\i:(i)V ósGnÓTrjg

k'GTa]i Gol awtriQta

nQoafjlx^]£ ^aXwfxri

5 i^^àdTtt^ev

] òxi oérog i-

Yevvì]^ifj TtccQaxQfilfxa id&rj

Ó8dt,xaiu)fi\évri

1. E impossibile determinare con sicurezza se le parole 6 jtdvrwv òsonóxr]? siano

un'aggiunta, o piuttosto debbano sostituire la parola xvqio? ; ma più probabile è la so-


stituzione. Vedi infatti XI, 2 rov jzdvtcov òsanóxov e le varianti ivi citate dal Tischendorf ;

e confronta VII, 1 XXIII, 3 XXV, 1. 4. Sarebbero col Tischendorf ventiquattro let-

tere il papiro ne conteneva probabilmente una diecina di più. E almeno una ventina
:

di più il rigo seguente. Sarebbe cosa troppo facile, ma non utile, colmare le lacune,
prendendo senza regola dall' uno o dall'altro dei codici. 8. Dal calcolo delle lettere

è probabile che nel papiro mancasse 2ak(ófit], oppure le parole ix tov onrjkaiov.

P. 6" recto (cm. 8,5X6 e 7X4) — Protev. XXI, 2 e XXII 1-3.

ènì tòv yevv[ij^£VTa

idofiev àGtlsga

àvaroXr} e »[ àfx^lv-

vavra aj)r[o«g

5 xal omwg èlyvoofiev

TM lak' xal i][X-d-Ofi£V

sÌTXSv avt\oig

xal èàv svQlrjTS

éX&ÒV 7lQ\oGXVVTqG(JÙ

10 lòàav [de 'Hgdóórjg

ÒQYia^[elg
Tfàvta r[à xal xatm-

zégm «[
6. PBOTEVANGELIVM lACOBI 15

i] MaQi[ài,i (po^rj-

15 ^£iaa e[Xa^6r
amò xa\ì sihrixsv èv (pdtvrj ^oóov ^ óè 'EXiaà^sr

2 sq. Il pap. qui si allontana dalla volgata e non corrisponde alla lezione d'alcun
ms. conosciuto né aiuta il confronto con Mt II 2. Dopo avaxolr] (forse èv rfj àvaTolfj, ci.
; \

Mt. II 9) è chiaro un e e poi i tratti d' un' altra lettera che non riesco a stabilire :

vedi la tavola fototipica. 6. Per l'abbreviazione Tal, assai frequente nei codd. piti an-

tichi del N. T. (Sin. A B C D) vedi Traube, Nomina Sacra p. 105 sq. 7. slnsv avroìg.

Per non supporre qui una variante cfr. in Tisch. le aggiunte del Wilbrandt, Proleg.
p. LXXXVIII, 11. Forse è'jrF/xrpev tpovsvtàg xeXsvcov (opp. nslevoag) amoXg àveXeXv.
18. £[v Brj§hé/ii ? Ma non basta a compiere il rigo.

P. 5" - Protev. XXII, 3 e XXIII, 2-3.

àxoijùaùa ][X£vr] avTÒv


xa]i nsQis^Xé-
nsTO ] TÓnog
'EXi(fà^]8T^ Xéyei (fw-

5 fxt^lréQa fxstà

] 'EXiaà^sT
] TÒ ÒQOC

] fiv Sia-
(paTvov ] A*«-
t' avTòov

10 TiQÒq a\mòv
11 TÒ àXrj\i^£g
12
13
14 ]* Tavra
15
16 t]ò yàg
Ttvsvfia

1. ']fiEvrj. Tutti i mss. Xa^ovaa avxóv. Non so trovare una forma media bene adatta al
senso. Forse Aa;So,(«£V»? amòv'^ Per quest'uso di Xa/i§dvofiat
PFior. 36, 1. 7 (a. 312p).cfr.

7 sq. Col testo del Tisch. troppo brevi e sarebbe facile suggerire le aggiunte neces-
;

sarie. 10 sq. Tra avtòv e rò il testo del Tisch. par troppo breve. Nei righi seguenti
12, 13, IB poche tracce di lettere non decifrabili.
16 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

7. Apocalypsis Eliab.

Aschmunén (cm. 6,5 x 6,5) Sec. IV

tempo e della stessa mano dei precedenti frammenti del


Dello stesso
Protevangelo è questo frammento d'un libro su papiro contenente l'Apo-
calisse d' Elia, frammento che ha il pregio di attestarci esso solo il testo
greco, poiché di quell' Apocalisse non abbiamo che la traduzione copta :

V. G. Steindorff, Die Apokalypse des Elias etc, Leipzig 1899 (== Texte und

Untersuchungen zur Gesch. der AUchrist. Liter., Neue F. Band II Heft 3).

Debbo r identificazione alle indicazioni di Teodoro Zahn. e. p.

a) verso.

[xQiveì Tovg]

Ttoifievag rov {Xaov

TTjv vofirjv t[ TiaQaóoi^Tqaovtca

àviv óóXov * * [

ò%£ 'HXfiag xal ^Ev[(bx

5 zov xóffiJ,[ov xal

xaxa\ómxovGiv ròv vtòv rfig àóixkcq

1 sqq. Vedi o. e. pag, 105 1. 5 sqq. della traduzione tedesca (e cfr. p. 169) ' er :

wird richten die Hirten des Volkes, er wird sie fragen nach der Schafherde, und sie
werden ihm iibergeben werden, ohne dass eine Todes-List an ihnen ist. Darauf kom-
men herab Elias und Enoch und legen ab das Fleisch der Welt und nehmen ihr gei-
stiges Fleisch und verfolgen den Sobn der Ungerechtigkeit 4. forse o re? '.

b) recto.

]Xu}GG(jav

]„ TajlSQl

]» aixfifxiv

]# óiarov

1. yXoìaawv'ì Ma di questo frammento non son riuscito a trovare il passo corrispon-


dente, né saprei dire se preceda o segua all'altro e neppure se appartenga allo stesso
8. H OMERI 0DY8SEA 17

testo. Infatti non si può escludere che nella pagina a) verso l'Apocalisse di Elia arri-
vasse alla fine, se il testo greco era, come è probabile, della stessa lunghezza del testo
copto. 6. Dopo una traccia di lettera la linea è bianca, il che dimostra che qui era

il titolo d'un capitolo, oppure che la linea fluiva prima per tornare a capo.

8. HOM. Odyssba V 106-113.

Oxyrhynchos (cm. 14X18) Sec. P (?)

Frammento su papiro proveniente dagli scavi sociali ad Oxyrhynchos


(Pistelli, febbraio 1910). Per la varietà di lezione v. apparato critico nella
editio maior di A. Ludwich (Lipsia 1889). Correzioni, segni ortografici e
segni critici innanzi ai versi sembrano della prima mano ; certamente non
v'è differenza d'inchiostro. Sarebbe stato di molto interesse vedere quanti
versi innanzi al 109 avessero il segno dell' atetesi (cf. Kirchhoff, Die hom.
Odyssee^ p. 201 ; Ludwich, Aristarch 1 552) sicuramente poi l'obelos innanzi
;

al V. 113, la cui atetesi non è altrimenti attestata, ci indica che dove-


vano esser trattati allo stesso modo i vv. 114-5 (forse come ripetizione dei
vv. 41 sq. ?), ma non attribuiremo a siffatta atetesi molto valore. Che final-
mente il V. 110 abbia insieme l'asterisco e l'obelos, risponde all'uso di
Aristarco, trattandosi di versi a suo giudizio giustamente ricorrenti in altra
sede (dopo il v. 132 ma anche di là con ragione li espunge il Wolf) solo
; ;

rimane da spiegare perchè il v. Ili, la cui sorte è inseparabile da quella


del V. 110, ha preposto invece un obelos con stigrae. Ignoriamo anche per-
chè l'accento sull' « nel v. 113 (cioè ano, non arto) abbia dalle due parti
una stigme, se pure non si tratti di segni affatto casuali.
L'ampio margine dopo il v. 113 ha appunti e conti privati,
inferiore
a quanto sembra segno che
vede sotto l'ultimo verso omerico, un po' a
(il si

sinistra, e che avrebbe tutta l'apparenza di una diple, evidentemente non


ha relazione alcuna col testo precedente) e così anche il verso. Tanto nel ;

recto quanto nel verso compare il nome Jióvfiog. La scrittura di questi ap-

punti non sembra, in ogni caso, più recente del III secolo di Cristo di ;

quanto più antica sia quella del testo omerico, non sappiamo dire. Ma
anche il fatto che si tratta di una colonna di volumen, non di pagine opi-
stografe di libro, ci porta a ritenerla non recente vedasi il fac-siraile. :

g. V.

I'''p. (toc. ital. I. :!


18 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

\GTV TtSQt IlQlaf.1010 fl[

]a)i Ó€ noXiv nsQGavTe[

\voGx(jùi A{^ì]vai,ì^v aXiTo[

— ì] Gcfiv enwQG^ arsfiov ts xaxov xui xvii{

110 -X- — • £V^' aXXoi fiev naVTsq a7rs(f^i^ov sGO-ko\

-r- Tov ó aga ósvq' avs/xog rs ifSQwv xac xvfi£7i\

TOV vvv o ìjVaìYfi aTTéTtefiTTefisv otti ra^'L

— ov yaQ 01 zrjió' aiGa (fiXmv ano voGCftv *Aéf

110. à:iéq?i%&£v Ldw. 111. y.vfi' ènéf.aasv scli. s 182. L' « di xvfxs è cancellata con
un tratto transversale di penna, e cosi le due vocali corrette nei due versi seguenti.
112. rjvcóysiv Ldw.

9. HOM. Odyss. XV 329-333. 362-366.

Oxyphynehos (cm. isxi ) See. IV-Vp.

Striscia irregolare d' un codice in pergamena, di scrittura onciale, di-


ritta, assai accurata. Ogni pagina conteneva un 33 versi. e. jì.

a) - vv. 329-333.

] ovQavov i[xii]

330 VTC0]ÓQriGTrjQ£g £X£IV[(0V]

xXaijvag ev sifilsvoi
aisli ó]£ XiTtagoi x£[{paXag

01 GCftV £Ìl[^8GT0l

388. Il copista aveva aberrato, a quel che sembra, per homoiotelouton da oqjcv ad
inodgwcoaiv.

h) — vv. 362-366.

fiOJl (flXoV 6[GX£

avT]rj ^Q£ìp£V afx[u

o]nXotatT^v
365 ]p. rjGGior

ixofi£]x^' apiffbì
10. EOMEEI ILIAS 19

10. HOM. II. Vili. XI. XII. XIII.

Hepraupolis Sec. IVp.

Questi frammenti dei libri Q A MN dell'Iliade appartenevano a un


codice papiraceo di grandi dimensioni (cm. 27 X 33) e di eleganza perspicua.
La scrittura, in inchiostro rosso bruno, continua e senza segni ortografici,
tranne quasi tutti gli apostrofi e i punti diacritici, è una bella onciale, grande
e regolare, che per la forma caratteristica di alcune lettere e per una certa
grossezza dei tratti e sinuosità delle linee si può attribuire al sec. IV. Nei
margini superiori ed inferiori delle pagine, molto arapi, occorrono talvolta
— vedi Fr. 4" (vv. 645-47), 3'' (vv. 648-49), 5" (v. 28) — dei versi, alcuni dei
quali certo non mancano nel contesto, scritti con lo stesso inchiostro in on-
ciale rozza e corsi veggian te dalla mano stessa che fece le correzioni e le
aggiunte di versi nel testo. Ciascuna pagina conteneva
in media 30 versi e
portava nel margine superiore numerazione in inchiostro nero (vedi Fr. 3
la

e 5). In base a questa numerazione è probabile che la pag. 1 cominciasse


col libro III dell' Iliade poiché appunto dal principio di questo libro fino
;

al verso 610 del libro XI (la p. Qna comincia con XI 611) si contano nella

vulgata 5392 versi, e 180 pagine a 30 versi per pagina ne danno 5400.
Anche nel margine inferiore di alcune pagine compaiono lettere in in-
chiostro nero ma l' ordine con cui esse si susseguono {J, K, J, Ja) non è
:

conciliabile con alcun sistema di numerazione la loro lettura del resto è


:

così incerta che non credo possa servire a fondarvi ipotesi più o meno
probabili. La lezione è la volgata, con poche varianti. La collazione è fatta
col testo critico del Ludwich (Lipsia, 1902-7). t. I.

Fr. 1 recto (cm. 9,5 X.3) — L. Vili vv. 451-456.

451 0X\vix7xm
(fai]óifxa yvia.

n\o'ksno\io %\è (xsQfxega ^[eyaj

xs\v %exsX8Gix[svQ\v iorai \^\

455 ] oxécov TiXr^ysvTa

ix€Giy\ov ir a^avar^ttìv

464. sarai: ^gv Ldw. Con Ve che avanza dopo eoiai si cominciò forse a segnare una
delle varianti, per le quali vedi Ldw.
20 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

verso — vv. 486-491.

486 eXxov v[vxTa


Tgcoaiv [

aanaGir] \tQ\sXXiùtoi e\TciiXv^£


Tqmwv [avt a]YOQr]v 7roi[i](yaTo

490 [voGffi vs]ù}V ayayuìV 7i[oTafiO)

[sv xa^aQ](t} oòi óì] [

488. 1. zgiXXiaxo?.

Fr. 2 recto (cm. 18X10) — L. XI vv. 578-581.

578 ] A[ni(!aova

TiQa7iià(a\v fiì/' [ttQ

£7iOQ]ovGe xai airv[To] tev[x€

Tov ó' oog ovv {s\voìps\i>\ AXs^aì'ó[Qoq\ \Iso\sidrig\

579. sì&aQ Ldw.


J
verso — vv. 607-610.

607 ttnafXsi§opL\svoQ 7iQ\oa€(f)ri

Ms\voi\ritt\óri tco s/xw x€[xaQiGfi8ve

o]iù) 7t[£]qi yovvat^ £p\a\ «"[rijo'fo'Ji^at Axaiovg


\XiGGo\fi£\\'ov\g XQSio) yag ix[av]£zat ovxst arsxzoag
K
610. àvspcxói Ldw.

Pr. 3 verso (cm. 26X8) — vv. 611-614.

QTC a

611 aXX' i^i vvv JllazQOxXs Ja(fi\Xs [N£]ótoq [£q]£Io

or riva zov[tov aysi ^s^Xrifxsvov sx 7ioX€fi]oio

ri tot fisv t\cc

T(tì \
10. HOMElil ILIA8 21

Fr. 4 verso (cm. 15X16) — w. 628-641 e 645-647.

628 7rQ](0V0V IX8V [€ni7lQ0Ìì]i.6 TQccn]8t,av

xva\vo7is^ov sv^oov avxuQ s[n av]Tì]q

630 \xc(XxHo\v xaveov fni ós xQOfivov tio[tci)] oìpov

fislki xXmQov naqa ó' aX(pnov Ì£[qov] axrijv

d£\nag nsQixaXXsg o otxo\^£V rjy o y]aiQaiog

[XQVGsiot]g i]Xoi(fi> 7T£7iaQfZfv[o]v o[vaTa ó ttiir]oii

iG]av óoiai às usXsiaàslg


635 vs](xedovxo [òvm] d v[no

] f^ioysMV \

]
y8[Qw]v a\fioy7jTi

y]in"i] £ixvi[a

]aiyiov xvrj tv[qov]

640 a]X(piTa X£v[xa

641 exsXsjvGiv enslt

645 [tov ós] iócov ysQaiog ano ì)-q[o]vov coqto (fa£iv[ov]

646 [se ò ay]s %siQog sXcov xara ó sÓQiaaOxf-ai avmysv


647 [naTQ]oxXog ó STSQoo^sv a[vai]vsTO sms rs iivihov

629. xvavójiEÌ^av Ldw. 632. I. ysgaioi. 639. Questo verso è aggiunto nell'in-
terlinea. 1. aiyeiov. 646. avmys Ldw.

Pr. 3 recto — vv. 648-649 e 642-645.

648 ovx sdog san ysQais JioxQstfsg ovós fxs nstGsig

649 aióoiog vsfisaarjTog o /xs TtQ0sr]xs nvi^[sG-d-ai]

648. ovx ^^o? Ldw. 649. ve^isatjzóg Ldw.

642 Oi ó snsi ovv [njivovT a(f) * * [ * * TcoXvxa\yxsa òiìpav


643 (xvx)oiatv t[sqtiovto TTQog aXXrjXovg] svsnovtsg

644 s(pi(fTat]o iGod^sog (pwg

645 ](fasivv

642. TÒ) ò' Ldw. — aq>ea[av ?


22 FA FISI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Fr. 4 recto — vv. 660-672.

660 ^€^X[7jTai fi€V TvÓHÓ]rjg xgaTsglog Jiofir^dtig]

ovTuGlrai ó 0]óva£vq óov[Q]ixXvToq ri[ó Ayccf^si-ivùiv]

(if^h^T[ai] Ó£ xai EvQvnvXog xara flr^Q[ov o'Cgtu)]

tovzo[v ó c(]XXoì' ayu) vfov rjyccyov ex 7io[X£fioio]


ibi au[o vsvQijg] ^s^XrjfXsvov avrag AxtlXXsvg]
665 (a^X[og ecov ^a]va(av ov xrjósTai ovó [slsaigsi]

ìj fi£[v£t €ig x£ ó]7] vrjeg i^oai ay^i iyaX\ac!Gri(^


AqXysmv asxr^TC\ nvQog òrfCoio ^sgloìviai]

£7tia]xEQUì ov y[aQ

]sv[i yva]n7TTo[ì\Gi [

670 ]/?i1} T£ ixo[i

HXslioiGi xai rjl/niv

^or/la(Xi]rjg or' £y(i)[

672. ^or]Xaoixi Ldw.

Fr. 5 mr&o (cm. 15,5X10) — L. XII vv. 28 e 3-16.

ond

28 \r^y\Hx^ sx ò aga navra ^£fi[€iXia

3 [AQy£ioi] xat Tgaeg ofxikadòv o[vó'

[xag-QJog eri a'j^£[a]£iv Javacov x[ai


5 ] TTOiirjOavTJo vscov V7r[£g

^£o]iai òoaav x[XsiTag


vrjag] t£ ^oag xai[

gv]oiTO iheuìv ó [a£xrjTi. t£]tvxto

] To xai ov TI no\Xvv iQOVÓ\v £vn£So\v 'ì]£v\

10 ExT(ji>\g t,iiìog 6[?jr xai \ir^vi AiiXX£v{g\

an\ogi)^ìjcog noXig enXe


10. HOMEBI ILIA8 23

\A%aiu)V sfnisòov [riev]

TJQWoov ^avov offa[oi

01 i.i]ev àafxsv oi 6s Xi[novro

15 ] TioXiq Ó€xaT(t} [

(pjtXrjlv

28. Nel testo (vedi Fr. 6) mancava il verso 27. Forse si voleva riparare all'omis-
sione e invece per errore s' è scritto qui il 28 ma vedi la nota al Fr. seguente.
;

4. La correzione rj pare della seconda mano. 9. 1. s/jineòov. 14. Può essere 6 eXi[jiovro,
perchè non sempre il ó ha l'apostrofo.

Fr. 6 verso (cm. 5X7) - vv. 23-33.

23 ] avÓQOìv

] AnaXXwv
\ Zsvg
26 Tii%\sa x^HV

28 TCSpL]n£

lxoyeovT]sg Axccioc

30 EXXrjGTTJortov

x]aXvlp8V

xaXXiQQo]ov vó[(aQ]

24. La correzione pare della seconda mano, o cosi al v. 26. Il v. 27 forse, come
appare dalla traccia d'un v finale, era aggiunto nell'interlinea dalla seconda mano.
31. y.àlvxpe Ldw. La seconda mano pare volesse xalvi^'m.

Pr. 5 recto — vv. 34-47.

34 ]noGióawv xcci AnoXX(a[r]

35 a\fX(f.i l^ccxTji ivomq rs ó[eói]£i\

] xava^i^s d[£ óovQolta Ti[vQy(tìv]

] ds Jiog fiaG[ttyi

yXacfVQJrjGiv ssXfielvoi

[E]xTOQa [óèióioTsg xgaJTSQOv fxvì][(JTooQa

40 [ajvTaQ^ y (ag [zo riQoaj^sv s/.iaQva[To


24 PAPIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

[(tì]c (T ot' av sv [t£ xvvsdGi] xai avdQa[ai


[x]a7iQioc [r]]£ Xew[v
[oi] às rs nvQyr^óov G(f,{ittg

[ttVTiov] iGzttvtai xai a[xovTi^ovGi

45 \ai%na]g ex %£tQwv rov ó' ov [note

o\vds (fo^suai ayriv[oQi,ri

GTQe](ffTai aTi%a[c

31. Iloastddcov Ldw. 36. f^dxv Ldw. L'orbe ftax^] r"? L'« ascritto non è ben chiaro
e manca ad svojir] : perciò non è certo che il copista volesse il dativo. Aiijmettendo che
il segno verticale sia il resto d'un t, s'avrebbe confermata la buona correzione del
Bentlpy e d'altri. 39. 1. /xì^arcoga.

Pr. 6 recto — vv. 53-63.

53 £V[()H

Qrji[ótr]

55 iariaaav
— o'^slatv

7iv[xvovg

èvif ov [

sa^anqi [

60 dìj TOTS II{ovXvdafxac,

ExtoQ r i]d [

[i] ó\e fiaX [

59. 1. fa^ah).

Pr. 7 verso (cm. 8,B X 4) — vv. 136-140.

136 /iéyajr Aaiov[

sjvófJirjTOV ^oag avag


avaa%oixevo]i, sxiov fxeyaXw aXalXiqxu)]

]xai laXfievov xa[i

140 0o(ov]a T£ 0[ivo}iaov rs

139. 1. làf^svov.
10. HOMERI ILIAS 25

Pr. 7 recto ~ vv. 166-170.

166 [axrjGsijv rjiH€T€Qov[

[oi ó (a]g re Gifirjxeg fieGov a[ioXoi

[oixia ix]oir^G(tìVTai oda) e[ni

[ovd a7i]o?.£i7iov(nv xocXov[

170 [avÓQag ^i]Q]'rjzrj[Qac] af.iv{vov%ai

Fr. 8 verso (cm. 17X26) — L. XIII vv. 751-780.

751 a]QiGT[ovc

TloksflOljO

£7tl]TeiX(0

] SOlXUiQ

755 n\sTiv rjó t[7Ti,xo]vQZ)

uyaTr]rjVOQa Uov^vóufiavra
E]xTOQog exXvov avórj
jSirjv] i>' Ekevoio avaxxog
Ajffiov Yqtuxov v[i]ov

760 àiC]rjiJi£vog « nov ecpsvQoi

nanna\v aurjfxovag ovó^ a[v]o^£^Qv(g)

] TTQvi-ivr^iGiv Axa[i]u)v

] tpv^ag olsaavrsg

^e^Xìjfjijévoi ovtafit[v]o[i té]

765 J
agiatega <fax[g]wof[(ro']7;g

E?.£vyj]g noGiv tyr[zo]/,(o<o

£7iOTQin'ov[ra] fiax£G^{cii)

7tQ0a]£(f'l] al(rXQ0[ig £7T£]tGGl

] Yvva[iiJ.a]v£[g

770 Jr}i(fo^]og t£ ^iì^ ih [Ekevoio

Adu}.i]ag ìjó' AGi[o]g Ylgzaxov

Oi)Qv]ov£vg vvv (o[X£i:o

ai7r£iv]i] vvv tot Gwg [

7i]qoG££17T£v AÀ£[^avàQog
'

l'ap. iUnc. ital. I. 4


26 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIAXA

775 ] 101 ^viiiog avaiTio[r

71ot]s f^iaXXov £QCor]G[c(i

IxilXXù) ènti oji'rf' é/«é TiafXTrav a[vaXxióa

£§ ov yag rraga viqvai /laxrjv rj£[iQac

6H Tov ó tvO^ud fovreg oi.uXtoli.ier

780 vwXsj^itwg szaQOi ós xattxra[^ev

7GI. i-'o sopra Vv della stessa mano: cfr. Fr. 3"" v. 645.

recto — vv. 786-813.

786 [aXxifi à£vrj]G£(jOai o[gìi

ncxQ dvvaiJ.iv à' ovx 6[gti

WC SlUCtìV 7iaQ£TieiG£[v

§av ó' i(X£V evxJ-a i.ia[XiGza

790 [ajjKfi T£ K£]^QiovìjV x[ai

<Pa[/Jxryi' t' Ogifaiov t[£


na[X]fxvv T AGxaviov[
o[i q'\ £§ AGxariì^g £(>t^[(tiXaxog

]« 7TQ0T£Qrjl TOt[£

795 aQYCi\A£0)v a[v£Hb)v

[ìj ()]a i)' [vno\ §Q0VTì]g [

i/£Gn£[Gi](» ó' ofiaóùo [

xvi.ia[Ta n]a(f.Xa^0VT[a

799 xvglra (faXì]Q]io(arT[a


801 xaXx[(tì /na]QfiaiQov[T£g

^Q]oToXoty(tì[

TrQOGÌ)-£\v J' ej^sv aGnilóa


7T]oXXog ó' £7i£[Xr^Xa'[o

805 xQOTa(foi]Gi (faeivrj Gt[iéTO

(faXayylag eneiQarlo

] VTiaGTiióia Tc[

]£Vl GTt]^£[GGlV

7iQOx]c(X[s]GGaTo[
11. H OMERI ILIAS 27

810 [òaiiiovie c!%eó\ov [sX]^e iirj ónóliffrfjfac [a]vtwc

[Agyttovg ov to]i zi ^[«JX^? acJ'«7y/,i[or]6? fifisv

[aXXcc Jiog f.ia](XTiYi xaxrjt €Óaf.irjfX£V Ayiaioi

[rj -l/rjv 7ro]v Toi ^vfiog sf-Xn£%{ai) t'S^aXanai^siv

791. (pàky.rjv 'Oqd'aTóv te Ldw. 794. Parrebbe rje invece ili r?; {rfi). 799. Il
verso seguente è stato saltato per la somiglianjja della parola finale con questo {aV.a,
aXkot). 813. ìSaXand^stv Ldw.

11. HOM. II. IV 50-66.

Oxyrhynehos (cm. isxii) See. IV-Vp.

Frammento di voltimen in papiro, di scrittura unciale, diritta, poco ac-


curata : accanto ad a unciali ve ne sono di forma epigrafica. Nel verso è
traccia di parole d' età più tarda (Jtovvaiog firjzQÒg etc). m. n.

50 [vov] ó i]fisi§€[r fu]eita ^owrcig norvtu H[(ìry]

[ì]xo]i sfÀOi TQ[eig /.ijsv noXv (fiXzarai £i[ai noXrieg]

[AQy]og T€ STialQ]^)] zs xai svgvayvia MvxItjVìi]

[zag] óiarreQcxai oz av zoi ans^iywvzai tiìqì [xriQi]

54 [zaw]v ov zoi eyu) n[Qo]ffU- iffzc4/iai ovÓ£ fi€yai[Qùì]

56 [ov]x avvoo [(p-d-o]vl£ov]ff ETii n] TioXv (feQzsQog s[ggi]

[aXX]a XQf] '<[«* £]i-ior Dsixsvai uovov ovx alzsXsGzov]

[xai y]aQ ^/[oj ^eog si/ni] ysvog de fxoi £vi)^[£v oO^ev ooi]

]xai] fi£ 7iQ£[(J^vzazì^]v z£X£zo KQOVog alyxvXofiif^zrjg]

60 [a[x](poz£Q[ov y£V£i] z£ x]ai ovvexa Gì] TraQaxoizlig]

[x£x]Xrjnai g[v] Ó£ 7T[aG]i f.i£z a^avazoiGiv avaGG[£tg]


[aX]X rj zoi ix[£v zavz £]ni£i^on£v aXXrjXotGi

[goi] fX£v eyu) Gv ó £fioi £7ii ó £Xpovzai ^£ot aXXoi


a^avazoi Gv Ó£ ^aGGov A^Tjvairi £7iiZ£iXai.

65 £X^£iv £g Tqoowv xai Axaicov (fvXoTnv atvijv


7i£iQav ó ù)g x£ TQù)£g V7i£Qxv6avzccg A%aiovg

60. Sopra ^owmg jiotvm tracciad' una glossa illeggibile. 53. Era scritto ujiex&wv-
xac: corresse la stessa mano. 66. Il verso precedente (ad: Arist., insieme con questo)
manca. È stato aggiunto nel margino superiore da altra mano \_si 7Ì]eQ yag (pldovelco te :

xai ovx sico SiajtlEQaai]. Sopra l' iota di ejii è la correzione e«, preceduta e seguita da altri
sogni che non so decifrare. 62. raC)?' v7ioei^o/,cev Ldw.
28 PAPIEI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

12. HOM. II. IX 575-619.

Oxyphynchos (cm. 8X8,5) See. IVp.

Frammento d' un libro di papiro. La scrittura è onciale, diritta, assai


regolare. Ogni pagina intera conteneva un 34 versi, t. l.

a) recto — vv. 575-585.

575 71SH]710V Ó£ i)^SU>[v

OTTTTO^i niozaiov nèd[i\ov [

noXXa òs {.iiv ì]V(iì[y]ov Ts[i.isvoq

nsvTì]xovToyvo[v] zo [

580 [r^i^iiGv ós] ìfjtkìp' algoair


noXXa [ós] fiiv Xilravsve

Geuov xoX[X]'ìjia[Q
noXXa T£ To[v

585 sXXiaaolvi)-

578. Invece di evOa /.uv il copista ha scritto Jiok?.a òe fj.iv, aberrando al v. 581.
684. jTo?J.à 6k Ldw.

h) verso — vv. 608-619.

(fQ0]v£(tì Ó£ T£Tl[À.rj[G^ai

vr]]vGi xoQ(oviGi[v

610 i.itv]r] xai fioi (fiXa yovva'c ogoogr]

] Gv ó tvi (pQ£Gi ^aXX£o GrjGir

^vJiÀOV odvQO[X£Vog xai axsvoor

]
%<xQiv ovóe CI G£ xqÌì]]

] liioi a7T£X^'ì]ai q(,[X£]o[v]Ti

615 x]rjÓ€iv og x[£][X£ xrjdij

r]]/xiGv iìI£[iq]£o Tif.irfi

atlT]0&l X[£]§tO filfXVCOV

(f]an'OfX£VT^(fi

] 7j X£ /l6'Vtr)/([fr]

611. af/ai Ldw.


13. HOMERI ILIAS 29

13. HOM. II. X 199 sqq.

Herrnupolis (cm. 12x6,8) See. IIP.

Frammento di un libro su papiro di scrittura corsiva, piccola, trasan-


data, che può assegnare al terzo secolo, con rari segni ortografici, che
si

ci conserva parte di due pagine consecutive. Di tutte e due restano i 23

ultimi righi una pagina intera avrebbe contenuto 38 righi. A pie della
:

P pagina credo di poter leggere il numero l^. Se questo era il numero d'or-
dine del foglio, il codice doveva cominciare verso il principio del libro VI ;

se era quello della pagina, verso il principio del libro Vili. l. e.

a) recto — vv. 199-221.

àts(p]aivsTO x^Iqo?]

200 aTtSTQUTtjsZ o^Qii-iog [

] sxaXvìpsv

aXkrjl]oi,ai 7TC(pav(Xx[ov]

iJTtnora NsgtoìIq]

njsTit^oiz' em a[vTOv]

205 ]jus'r[a] Tgcoag fjisya^lv/xovg]


]óì]i(i>v sXoi £Gxa[TOU)VTa\

(f7j]iniv SVI TQ[(o]£[a]ac nvitoliTo]

]lJiSTCc G(piaiv Tj fieijiaaffi[v]

]7TaQa [vr]]vG[i]v anonqo^ev i^s 7t[oktvàe]

210 avax(tìQ]r][a]ov0n' stisi óafiaGavTO y A%aiov\c\

ncx\vTa nvi}^(i\vto\ x[ai aìp s]iq rjfxsag sl^[oi]

]
jWeya x[s]v 01 v7TOVQa[v]iov xksog si{i]]

a\v-d-Q(j}7tov{g\ xai 01 óÓGig sGGstai sG[-3-Xrj]

] v[iisg]giv S7nxQaTso[vG]iv [a]QiGTOi

215 7Tavi:o}]v [o]l sxaGTog o'Cv ówg[ovGi


vuoQlgrjvov ziq fisv xrsqag [

] ó[airri]Gi xai st[Xa]7nvì][Gi

204. 1. 7ie:ii&oid-'
30 . PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

] 01 ó aga navrtq axrjlv

] ijI€ts£[i,7t]£ ^OTqv ay[a0^og

220 é]fx otq[v]v£i xQaàirjl

] óva[fX£v]£(ov àvv[ai

AC

b) verso — vv. 237-263.

ai,\óofi€vog[

a]v Ó£ yiiiQov [onaaasai

] ÓQOWV liirj[Ó' £1

240 J £Ód£lG£V d[£

] fl£T££l7t£ [

] ézUQOV y£ x[£X£V£'V£
f7r]«T' OòvGTjog £yo}[

nQ]o(fQwv xQaónq xai i>vfi[og


245 no]voi,ai (fji[X\£i Ò£ e IIaXX\ag

£g]710[.1£Voio xai £x ttvqoq]

voa\Triaaiii£v £7T£i ti£qì[oì\S£ v[orfiai\

avT]£ nQO<S££(,TC£ TioXvxXag d(,[og\ Odvtìa[£VQ\

{x\riT ag fi£ fx[ak' ai.]v[££

250 ] TOi Tuvva flit ÀQy£ioig [a]yoQ£v[£ig]

iofi]£V fxaXa yag vv^ ar£zai £y[yv^i


7igo^£^rj]x£ 7iagoùxoì[x£V

J TgiraTrj à^ £t[i] fioi[ga

] £Vl [Ó]£lVOl<nV £Ómì]V

255 ii\£V£7t[rol]£(iog [Qgalavlixriórig]

256 aiii(prjx£]g ro ó £ov na[ga

257 ] 01 xvv£rjv [

262 £v]ro[G-0-£v] ifiaci[v]

268 £x]zoa^[£ Ó£ XfVXJoi 0Ó[0VT£g]

252. jiaQoixcoxEv Ldw. — 262. L'amanuense aberrò dal v. 267 al 261.


14. HOMEBI ILIAS 31

14. HOM. II. XVIII 76 sqq.

Oxyrhynchos (cm. 25X5) Sec. IV-VP.

Striscia d'un bel codice di pergamena, con ampi margini, d'una scrit-

tura unciale molto accurata, un po' inclinata a destra. Ogni pagina conte-
neva 36 esametri. e. p.

a) vv. 76-99. b) vv. 112-135.

A%ai\(t}v uXk[a

] AxiHivi; vvv ò [

S^£TS]X£G(J£V 115 ExToga [

80 X % Ztvg s^lsXi]
ovds [

Exzw]q Og TTSQ [

a[XXa
120 WS xai 8[y(ar

85 XSIGOfll

xai Tcr[a

axotT]iv a[.i(fOT[aQrjGiì'

óaxQv o[iÀOQ'^af.i€Vì]v

a]vTig 125 yvoc£v [

90 av]ooy£ /xrj Ó£ n [

Ex]t(oq rOV Ó 7][fJl£l^£T

o\kfG(jì] vai ài] [

r£iQOi.i [£VOig

X£]ovGa 130 aXXa t[oi

95 XaXx£[a
£T]oiiJiog avTog [

Axi\XX€vg óriQov [

ttXXa [

uaTQ]r]g 135 Ti[Qir

90. àvutyei Ldw.


32 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

15. Hbsiodi Scvt. Herc. w. 28-33.

Oxyrhynchos (cm. .5X3) Sec. IV-Vp.

Frammento su pergamena scritta da un lato solo. Apostrofi e il segno


diacritico su IfieiQcov sono della prima mano ; d' altra mano, o certo d'altro
inchiostro, lo spirito e i due accenti. La scrittura è onciale, accurata ed
elegante. l. e.

]v firjTiv v[

avàgàai t aXcfTj]

30 o)QTO ó' an f)vXv\

Ìf.l£lQOOV (f'lX[

£vvvxtog\

29. Dalie tracce che restano è più probabile (d(pr]l che aXq>il

16. ISOCRATIS NlCOCLBS 47 sqq'.

Oxyrhynchos (ctn. '26X6,.3) Sec. Vp.

E una che comprende parte di due pagine consecu-


striscia di papiro
tive di un che conteneva la terza orazione di Isocrate (Nicocles). La
libro
scrittura è unciale, grande, grossa ed eretta, e credo si possa assegnare al
secolo V**. Le pagine dovevano contenere 16 righi ciascuna con una media
di circa 28 lettere per rigo. Occupano il recto del papiro le pagine P e IP
(Pi- 1 a e 2 6). Patto il computo resulta che dall' ultimo rigo di IP si passa

subito col nostro testo di Isocrate al 9° di IP. Il papiro avrebbe dunque in


più dalle 230 alle 240 lettere; ma probabilmente si tratterà di righi erro-
neamente ripetuti.
Secondo E. Drerup, che si è a più riprese occupato della tradizione
manoscritta Isocratea {De codicum Isocrateonim auctoritate, Lipsia, 1894 ; Zur
Textgeschichte des Isokrates, in Philol. LV pp. 654 sqq. ; Isokrates Uberlieferung,
in SitzungsI). der kngl. hayr. Ale, 1902, I, p. 313 seqq.), ed ha riassunto e
compiuto le sue ricerche nell'ampia Praefatio al primo volume della sua
16. I80CBAT1S NIC0CLE8 33

edizione, già al tempo di Dionigi d'Alicarnasso, perduta la memoria fedele


del testo Isocrateo, i codici differivano più o meno profondamente fra loro.
Questo mostrano e le citazioni di Dionigi e papiri conservati che ci offrono i

già molte delle lezioni della volgata. Così concordano in gran parte colla
volgata il Papiro di Marsiglia della IP Orazione (Schòne, Mélanges Graux,
1884, p. 481 sqq. Keil in Hermes XIX, p. 596 sqq. e XXIII p. 346 sqq.
;
;

Blass in Jahrbiicher fiir Mass. Pkil. CXXIX p. 417 sqq.), il Papiro della V*
Orazione pubblicato dal Wessely, in Mitteil. II, p. 74 sqq. ; in parte minore,
ma sempre notevole il PO 844 (Voi. V) che
§§ 19-116 del Pane- ci conserva i

girico (con delle lacune), e non mancano lezioni della volgata anche nel
Pap. dell'orazione IIsqI Elgrivrig (Kenyon, Classiceli Texts n. 132 p. 63 sqq. ;

Beli, inJournal of Philologì/ XXX


p. 1-83) che concorda in gran parte colla
tradizione migliore rappresentata dal codice Urbinate (F). Di minore im-
portanza PO 27 (I), 704 (IV), il PAmh. 26 e il papiro pubbl. dal
sono i

Reitzenstein, in Hermes XXXV, p. 607 sq. contenente poche parole del


principio della Demonicea. Il Pap. della IP Oraz. pubbl. dal Wessely, in
Mitteil. IV, p. 136 sqq., rafforza in parte le lezioni del papiro di Marsiglia.
Anche il nostro papiro segue in vari casi la lezione dei codici deteriori :

talora presenta delle lezioni proprie, ma si tratta di lezioni o errate o meno


buone. I confronti sono con V edizione Isocratis opera omnia di E. Drerup, I,

Lipsia 1906. l. e.

Pr. 1 — a) paragr. 47-48.

[rc]Q08iQ['rjiui£Von'

VTToXeiTKtì 7iQ0(fa(Xiv 0)q ov d[eb noi]

siv r^/xag sxovtag xai nQoO^v/xiuìc]

avT av tym 7vqoot(x'§oì xai (yvfx^[ov?,£VGo)]

5 (l>[rjf.u Ó£ %07jr«]i 7TQaTT(i[v exaa][o[v]

2. vTcoXsiTia) A vjioXmco II Dr. 3. vi-ià? Dr. 4. azz' av Dr. — jzgooza^co y-al av/.i-

povhvam è la lezione volgata di A, II, e ; avj.i^ovkeva(a xal jigoaza^co Dr. 5. (Prjiul òrj

Ttgarrsiv (om. xQipui) A g. — ngàzzeiv yQijvai II.

b) paragr. 49.

«i']tw['»'] xai f.n] x'o,«tf£r[é]

[I.iix]qov ayai^ov sivat xag Tiiiag ag


[s'/^ovGiv 01 xaXoog twv r^fisTegcov

l'np. Soc. Hai. I. 5


34 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

[ * * ^ * - ' - <
x]?^

1. voiA,i^r)Te A. 4. 1. àjiéyeods.

Fr. 2 — a) paragr. 50-51.

/.i€v Xa^iiv xtQÓog fivai rof^ii[CfTe to ò]

avaXcoffac ^rjfxiav ovàs sreglov yaQ]

TOVTbìV asi TTjv uvTijV óvva[fitv fx^']

aXX OTTOTSQov av tv xaiQio f.i£T [aQSTVjg]

5 yiyvlijTai tovT oìcjìXh Tovg noiovv]


rag [irjó[a

VTC 8{X0V[

2. ovòéisQov Dr, 3. sysi Svva/^uv Dr. 4. xmqoj xal fiei' Dr. 5. wepeh'jaei è la
lezione volgata {A, II, ?) ;
per lo spazio qui pare preferibile la lezione accettata dal Dr.
ojq/sXeX.

b) paragr. 5i.

£(xoì]v XQìpilnovg
]ov(Siv oiToi TcXsKfTa Tovg oixovg To[vg]

[avTO}]v wifsXrjGovGiv o ti av v/xcov

[£xaa]Tog avTCùv rv^iq avvióuig i^yeiG^o)

5 [i-irjó] f,a£ h](nv aXX eav xai ro [a](a(xu

[Tovfiov /XTj naQTj Tr^v óiavoiccv ttjv] f^ur^r

yiyvofisvo]ig naQsara
[vai TavTìjV yaQ tv^v yv(tì[xr]v ejxovszsg

2. 'jovaiv oaoi (aie) il papiro, naQaoxcooiv ovroi Dr., Jiagdaxovoiv II pr. w, 3. avrcòv

r, savTcòv An^. 4. avrw»' : avrò? amcp Dr. — 1. avveiòcog. 5. 1. krjaeiv. — àXkà xav tò
AC.Bo.Ba. 6. rovfj.óv h probabile che ci fosse pel numero delle lettere mancanti, ed
è lozione di A, g, {B Ba). È omesso in F {Dr). La volgata ha anche ys prima di didvoiav,
e sono incerto se lo spazio lo comporti nel papiro. 8. f/orers? 1. E/oìTeg.
17. epigrammi 35

17. Epigrammi.

Hermupolis Sec. IIIp(?)

Questi epigrammi sepolcrali si leggono su un pezzo di papiro opisto-


grafo, ma non appartenente ad un libro. La scrittura, un' onciale corsiveg-
giante, principia sul verso (fibre verticali) e continua sul recto ; ma essendo
il papiro mutilo in basso, non si sa quanto manchi tra l'una e l'altra parte,
né il senso ci aiuta a stabilirlo. I versi sono scritti in continuazione : solo
i vari gruppi di distici sono separati da uno spazio e da una linea orizzon-
tale. Che le correzioni (talv^olta sostituzioni di interi versi tra le righe) siano
della stessa mano non mi par dubbio, quantunque abbiano un maggior nu-
mero di elementi corsivi : anche la rozza e trascu-
della stessa roano ritengo
rata scrittura del recto. E
da notare una particolarità del recto l'ultimo rigo :

degli epigrammi viene ad incontrarsi con l'ultimo d'una scrittura tracciata


in senso opposto, dall'alto in basso, in inchiostro diverso, ma della stessa
mano (le poche tracce bastano per riconoscere la forma caratteristica delle
lettere), che contiene versi o parti di verso degli stessi epigrammi. Inoltre,
precedono il recto, nello stesso senso, due righi di eguale scrittura dell'altra,
in senso opposto, ma illeggibili. Da tutto questo credo si possa dedurre
che lo scrittore sia anche autore degli epigrammi e che le scritture in vario
senso debbano considerarsi come vari suoi tentativi successivi. Egli inco-
minciò a scrivere sul recto ;
poi volle ricominciare e si servì allora della
parte opposta del foglio : non soddisfatto neppure di questa prova, inco-
minciò per la terza volta sul verso, con altro inchiostro, e riuscì ad arrivare
alla fine.
Gli epigrammi hanno ben scarso valore artistico : sono tentativi d'un
versificatore non incolto e nulla più. Nessun indizio ci offrono la lingua e
la prosodia per determinarne l'età. Fondandomi soltanto sui molto incerti
criterii paleografici li attribuirei al terzo secolo.
Non conosciamo quest'Euprepio di cui qui si celebrano le virtù. Di
un Euprepio Alessandrino sacerdote e interprete di misteri parla Snida (s. v.

Epiphanios), ma nulla ci autorizza a identificarlo col nostro, che può anche


essere stato un buon uomo qualunque, divenuto, come tanti altri, è7iiai](x6-
TccTog dopo morto.
Do la trascrizione diplomatica, e a fronte un tentativo di restituzione.

t. l.
36 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

Verso.

* * ^gaxvravÓQccTOVTO y[

* ov * « * * iógv * [# » *] jji^ti)'a[

y.aiaQiGTOVoX^axamXovl
TOVVOf^iaó^tVTiQenior

ev i/aóe!.iavxfiTaiTr^aeix[
co

'ì]yQaifr,avTìj '
svnQaniov ipvxr^sr '

TI

Il axaQCiìvayoQaiG ovyaQTCw '

ToiovTO(ravi]Xv^ev£iaaxiQ0VTa

zoìvocioivavàQon'ìjXvGiovTOTfXoO

e V i/adiaTQi§£iveXax£V7iaXai£XTi

roG6ai^Xì]GnoiQi]a ovdsihavsiv '

Ezai

TOvGaya^ovcXeyofJLSv

I. 1. o/jj/ua significherà press' a poco lo stesso od sìhóv (cfr. Kaibel che l'vda/.fia

n" 252, 8 a/Tj/naTiov tv[A.fìco cài^ia Udov Oéfisvog']. —


uon di poco conto
ov (ÌQayvv : intendo ' ',

significato che (iQaxvg ha spesso nel neutro sostantivato e con sostantivi di cose esempii :

con sostantivi personali non ne conosco. D'altra parte è evidente qui l'opposizione di ov
fÌQuyvv civòga con èmoruxórarov etc. 2. Se la lettera dopo rovro è veramente y si può pen-
sare ad un romo yàg... (e qui un epiteto di monumento oppure di figlia) iSQv[asv] ^ dvyàTrjQ
(in questo poeta non fa difficoltà la misura l'dgvasv invece di I'òqvoev). Anzi sarei indotta
a considerare come sicuro 1' innanzi a òqv ma mi rimane dubbio, perchè non trovo
«'
:

altio esempio di punti diacritici in questo papiro (al v. 1 se anche non è ivòal/j,' po-
trebbe essere l'ÒQVfi' ma nell' un caso e nell'altro dovrebbe essere t; in grjl'diag il caso
:

è diverso, perchè si tratta di vera e propria dieresi). Se invece la lettera dopo tovto è
V, allora il senso sarebbe: questa immagine non annunzia già un uomo di poco conto,
'

per cui si strugge in laci-ime la figliuola, ma... etc. e si potrebbe pensare a ÒQvimsTai']
'
;

1] «?. oppure òovljitofisv']ri &., ma dubito ci sia spazio per questi supplementi.
II. 2. La correzione del genitivo Evjigsjilov in dativo è connessa con la diversa

interpunzione ;ma con la nuova lezione diventava poco meno che indispensabile un
8é dopo yvxri, e forse e' ora mi pare di vederne qualche traccia sopra le lettere tv.
:

17. EPIGRAMMI -M

Verso.

I. [Ay]yéXXti tò Gxi\i.ia x(al) i'[vóaXfi'] ov ^Qa^vv àvÓQU'

àXXà óiaQQì]àrjV €7riGrjfi[ÓTai:ov] xal àqiGrov


òA/Sm xal TrXovlTOì], rovvof-ia ó^ Eingéntov.

11. 'Ev(/àd€ fièv xthat ri]? elx[óvog] rj yQU(fri aUrr]'

V
EvTiQSTxiov yjvx'ì] év i^iaxàqbìv àyogaig'
'
oi' yuQ 71(10 TOiovTog àviqXvit-ev sic 'AxsQovza

TcòJ' óci'cov àvÓQWv 'HXvfftov rò réXoc,

évi^a óiaTQi^siv è'Xaxev nàXai ì'x rirog èai)-Xf^Q

IxoCgrfi
'
ovóè ^avùr tovc àya^ovg Xéysrai.

L'espressione iv fxaxàocov àyogaìg non ricorre, che io sappia, altrove ma è correttissima ;

vuol dire là dove sono adunati i /tu^age?


'
nelle isole dei beati, come per solito di-
',

cono. Gir. Pauly-Wissowa V 2471 sqq. 3. Si aspetterebbe roiovro's iwv, che il verso

non ammette. Non riesco a decifrare la variante interlineare roiomog era scritto dap- :

prima zotovTig, poi 1' « fu mutato in o — àvì'jkv&ev : ppr l' uso àA composto àvÉQxsadai
cfr. Epigr. 974, 2 Kaibel (1° sec. di Cristo) èg hjiagòv yfjgag àvsQyofiévo). 4. 'HXvoiov :

sostantivato, come frequentemente Elysium Epigr. 554, 4 Kaibel (1° sec. di


in latino ' '
:

Cristo) /<sr' svas^écov èoiiev èv 'HXvaioj. 11 nostro epigrammatista con rò léXog pare voglia
dire semplicemente i santi uomini vanno a finire nell' Elysion
:
'
6. Cfr. Callim. '.

Epigr. IX, 2 Wilam. (Anth. Palai. VII, 451): dvì]ay.Eiv /xr] Uys zovg ùya&ovg Epigr. 559, ;

7 sq. Kaibel (2° sec. di Cristo); e anche meglio, se potessimo fidarci dei supplementi,
268, 7 sq. o[a](Ta£ yàg tpv[xa]i loe^ivwg x' àyadxòg r'] è^i'coaav |
tavzag ftij §[vrioxeiv, àV.à ?.éy'

àd'avàtovg]. — La ragio?ie della correzione sta in questo, che ci sarebbe voluto non ovòè
...liyofiev, ma ^tjòk.... kéyoi/tiev. Questo essendo impossibile por il metro, gli è parso ad
ogni modo meglio un impersonale Uyezai o l'espressione cosi è corretta, quantunque sia
;

di regola in questi casi la costruzione personale. Né è probabile che con exai intendesse
Uyexe, o avesse poi dimenticato di correggere owVf in /.iriòh.
38 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

T"' ao(povEv:iQe[p^iov>iaijiaailevai(pi}.ov

avsQaxeivovTtavTCùvaìpaixsvov

Y^Qawvìjd^vyaTijQÓ'avsihrjxsTaóe

O^QSTiTrjQiaóovGaxaKf^ilxfVù)
ji[ 'javirjvxaQivw r ajtsxcp
XaQiToaS'ovdsveXeiìpsvspLoi

HxaiTiqvifwvrjVo^bìYQaqjOG

0ìó'£V£Ì)r^xev£i7T£GavùìGrjórj

(f^syysTuisvTtQsnioa ciyaQ'ciGTCttQi

a)Vtì]a€ixovoGsyyv^ev€X&oi
jzeg

ovaxctnaQx^r^GsKtìGxaiaxovGOfxsvoG

ò' sxyor'oa
*]tiqs71iog (X€V£y(i)VoóivrinioGeGTi

;- eoa » »

h**]'CQOG[ ]l[*][Qitì[

] * [ ]HnQo[

un pentametro incompleto (non sarebbe stato difficile comple-


III. 2. jiàvx(ov-ye()à(ov è
tarlo inserendo un qualsivoglia epiteto di ysQàuiv dopo :!iàvTU)v); l'autore stesso (se fu
proprio lui il correttore) ne ha sostituito uno giusto. E notevole in esso 1' uso dell'ab-
breviazione tachigrafica t{òv). 4. >cai fpdt/^iévoj è il solito motivo degli epigrammi sepol-
crali quello che non si è potuto fare in vita ad una persona cara, si cerca di farglielo in
:

morte (qui dQSTixrjQia òiòóvai), — xàgnos etc. vorrà dire questo mia figlia, ricompensan-
: :
'

domi anche dopo morto con questa tomba, miUa tralasciò della ;Kae«? che mi doveva In- '.

somma, le faccio quietanza del debito di gratitudine che ella aveva verso di me suo padre.
Sembra almeno ohe cosi abbia inteso chi ha profferito l'altra redazione (se non fu il poeta
stesso) : nùoav zrjv y_aQiv mò' ànK^co. Ho supplito :iùoav, perchè cosi si legge nel recto (v. 9) :

esaminando il supplemento non si adattasse allo spazio;


papiro, potrebbe sembrare che il

ma bisogna pensare che chi scriveva doveva evitare i prolungamenti delle lettere del
rigo superiore e inferiore e potè quindi occupare maggior spazio del resto, se non è ;

Tiàaav, potrà essere Jiaigiav (anche nàtgcóav sarebbe prosodicamente possibile) o altro ma :

quale che sia l'aggettivo da supplire, ànéim xì^v x»qiv non può voler dire che questo :
17. EPIGEAMMI 39

III. Torà' ìaogàg, é §HVf, ròv òX^iov àvsQcc xitvov


jiuvxcov ài^idfisvov ysgncoì'

t{òv) Goifòì' EvnQs[n]iov xal ^aaiXivGi (fCXov'


rj &vydTrjQ ó' àvé^ijxs rdóe ^Q£TtTi]Qia dovOa
Tiàaav tÌ]v /dgiv wò' òjiiyay
y.cà (fi^ifxévoy x^Qirog d' ovòtv tXtiìpev è{xoC.

IV. Eì xaì Ttjv (fùìvr^v ó ^(oy^àcfog d)ó' sv£'&ì]xèr,

elixsg àv àg fióri i^iyéyytxai EénQsniog'


ti yào zig naQiòìv ri^g Hxóvog iyyv&sv è'I^oi

ovata nagi^TiiSti &GntQ àxovdófxivog.

o6s ò' exyovóg sari.

V. [Eiì]TiQéniog /.lìv ìywr, ó óè vìJTiióg san [^vya]rQÒg

]£l7rQ0[

'
dichiaro estinto il debito di gratitudine come
', VaTiéxco di una fiia&coatg, di un ódretov etc,
così frequente nei documenti. Ctr. Com. Ance, fr, 181 (III p. 434 Kock) :

Eì fivrifiorsvEig si ixudwv grclsTg ré fze

àjié/M jidiai, 0ikTre, jragà aov zrjv ydoiv.

iBeuetacti si tu memor 03 oX me diligis,


satis est, Philine : reddidisti gratiam,

come garbatamente traduce il Grozio) L' aoristo è'ieitpev non ci giova a determinare il
tempo di questo poeta, che per quel che riguarda la lingua può easer riferito tanto al 1°,
quanto al L° o al 3° secolo.
IV. 1-2. Questo distico non dice proprio nulla la protasi è eguale all'apodosi. Al :

povero versificatore non è riuscito esprimere il concetto molto comune non gli manca :
'

che la parola Cfr. Eronda, Mim. Ili, 02 sq: si' n //.rj U&og, lovgyov
'. sgsTg lavasi. Al v. 4 \

forse era preferibile la primitiva lezione c5? xaì àHovoó/,isvog.


V. 1. ods ó' sxyovog è la correzione, so ho letto bene. Parrebbe che il vecchio Eu-
prepio fosse effigiato col nipotino accanto : cfr. v. 11-12 recto : d òe vrjmóg san ùvyaTQÒg \

'HQaxksìog 6 jtatg [?); qui però il pentametro doveva essere diverso, come si vede dai fram-
menti di lettere rimaste.
40 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Recto.

Due righi con tracce di scrittura, quindi :

]vyaQ£Vav!}QO}7TOC0lV£(OV

s^adi^tvexeiv * * ttjvoóov

n
ìjvaQsrriGovxsxa^ *Q£^6 ^ ^^ »

zovvsxuQrjiòiwa
€v^£V£aa^avaTOvffxaiaei^(ao[

[ilo viqXO^ev tovtotoi.ioxì^ì]qov

aaafi£voaysvst]v
Goì/.Can:oóvaafi£Voa

(fjvXovarrsv^afisvoa

Seguono tracce di 13 righi di scrittura in senso opposto (dall' alto al basse) a


questa precedente. Ecco quanto è leggibile :

9 », TiaCavTrjVXccQivw » ans

10 x"^ ************ * * * » * *

11 oóevriTUoGeGziif^vyaTQoa

12 rjQaxXeiocoTtatffsvTTQSTTiov

13 àeua * ^ * *

VI (?) 1-2. Espressione ricercata per dire segui sempre la via della giustizia
:
' '.

meglio aQsrfjg ? La lezione -^é/zig, per frammentarie che sieno le lettere, è quasi sicura. In-
vece dalle tracce non è sicura la lez. ky.eivrjv e può essere sxeìvog. 3. La seconda re-

dazione dell' esametro sarebbe : xovvsxa QrjiSicog nal àslCcoov (iiov rjX§ev o piuttosto rovvsxa
Q7)ièio)g aei^coor fi. fj. 4. Cfr. Epigr. Kaibel 403, 6 (Sebastopoli IV o V sec.) : [ocòj/^'

àjioòvoàfiEvog ò' ekaxov [jieQixaXléa rv/t^ov] etc. Cfr. anche P Cairo


(Maspero 67024 v. 11

p. 57) : ixòvoufievog tò acò/ua xal èvdvaà/ugvog à&avaaiav. —


ov?.o/j.évrjv può essere stato usato

come l'opposto di à(pdizov ysvsijv; oppure nel senso di cosa che non si desidera, che è

fonte di mali, di affanni : cfr. Hom. Hesiod. yaaxijg ovXofxévrj, yrjgag ovXófievov etc.
17. EPIGRAMMI - 18. DIONYS. THBAC. GBAMM. 41

Recto.

VI (ì) [0]i) yàg iv àvi}Qu>noiGiv tò)v s^ààiCtv ixtivì^v


Ti)v óóòv fjv àQsxffi ovx txuUriQ£ if^éf.iiq'

Tovvexa ^ìfi'Si'mg

è'vOfv eg àO^avàrovc xcd à£i^om[v] (iiov rjXlhfv


(iofiKVog oi'/'.o/«f')v/[)'] loaufifvo? yeverjv
TQVzo TÒ f.ioxihì^QÒv Giòi-C àTioóvGàf.ievoq.
(pvlov àjiEV^diiEVOc;.

18. DioNYSii Thracis Ars Grammatica.

(cm. 9,3X6,5) Sec. V.

È un piccolo foglio di papiro rettangolare, completo, scritto su ambedue


le facce in rozza onciale, che ci dà parte del Gap. De pedibus e il principio
del Gap. De grammatica, con cui s'inizia l'opera Dionisiana. Come è noto,
la trattazione De pedibus non quantunque per lungo tempo
è di Dionisio,
gli sia stata attribuita; ma è un supplemento aggiunto posteriormente al-
l'opera di lui per le esigenze delle scuole, in cui essa veniva usata, e va col
nome di SuppL III. Ora è notevole che il nostro papiro {= p) presenta il
supplemento non quale ci è dato dai codici medievali, ma quale esso era
nella sua forma genuina, comprendente soltanto i piedi bisillabi e trisillabi,
quale cioè l'ebbe sott' occhio anche l'ignoto che intorno al sec. V fece una
versione letterale dell'ars Gramm. in lingua armena.
Nel papiro, ma non nei codici, il Suppl. HI precede il cap. De Gram-
matica la cosa però non ci sembrerà molto strana, se pensiamo che altri
;

Supplementi {lieGÌ nooGMÓaov, Usqì léyjr^Q) in alcuni dei più autorevoli co-
dici, quale il Leidense, precedono anche essi il TlfQÌ Ynafji[.(catxf^g. Per la col-

lazione ho usato dell' edizione dell' Uhlig Dionysii Thracis Ars Grammatica :

Lipsiae 1884 (p. 119, 6 sqq. e p. 5, 1 sqq.). t. l.

Pop. Hoc. Hai. I. U


42 PAPini DELLA SOCIETÀ ITALIANA

a) ì'ecto. b) verso.

X0Q610C SX TQldùV [aig Ts] xal cvyyc,-

§Qaxsi(tìv tqìox[q\ ttifsvGiv ini TÒ

ovog, oìov^'EXivog' noXv Xsyofxévoaiv).

l-loXoGGÒC ix TQIÙ- 15 MéQTq óè avzffi


V p.axQ(òr i'SàxQ- èCTiv i"§ '
nQ&TOV
ovog, oiov ['H]q(Ó- àvdyvioGig èvzQi^qg
àr^g, 'HQaxXfiq. xarà TiQOGoìóiav,

óavTSQOV £^i]y7]Gig

20 xaTà roi'g ivvnàlQ-]


IJsIqì) yQanix{à)xixì]g Xovrag Tcoi\riTixovg\

[jQÓnovg
rQai.if.iaTiy.TJ

10 sGTiv sfiTteiQia

TÒìV Tiagà TTOilrjT-]

2 sq. TQi'xQovog codd. 3. "Ehvog anche C(higiano), Aóhog ali. 12 sq. wg sm tò


TloXv codd. 1t. XsyOfXEVW J).

19. Appunti di Scuola.


(cm. 9,3X6) Sec. V.

Foglietto di papiro (=^ p), di formato del tutto simile al precedente,


con scrittura della stessa mano. Probabilmente l'uno e l'altro facevan
parte und' libretto d'uso scolastico, poiché ai precetti di prosodia e di
grammatica si mescolano notizie elementari sulla guerra troiana a domanda
e risposte!.

a) verso.

Toig óó ^aQl:iàQ[oig] TQivbyv : Ugiafilog].

zivèg : "Agrjg, 'AcfQO- Tig GTQaTTjyóg ;

óiTi^, 'AttÓXXwv, "'ExTùjQ. TCvsg

"Agtefiig, Aìjcu), 10 Gi\u^ovXoi : IIo-

2xdfxavÓQog. [Tig] Xvóàfiag xal 'A[y]-

§aGtXsvg r[c5r] i'jro)Q.


19. APPUNTI DI SCUOLA - 20. CICER0NI8 IN VEEIi. 13

b) recto.

Ti'i'tg f(àvT(,syig ; 'làaiog xcd Ev{.i-

"^'EXtvog xai Kaoa- yàrjg, ó JóXovog

15 uvÓQa, 01 TlQiàfA- 20 natriQ' l'awg àè

|tJow ncàósg. TCv- xal icviòg ò AóXo){v).

sg xYjQvxfg ;

1-6. Da Hom. Y 33-40. 67-74 (v. gli Scholia V a questi vv.) ;


ctV. Auson, Append. I
(Periochae II.). 9A sqq. ; Ovid. Trist. 1, 2, 5 sqq. etc. Precedeva : Tiveg deoi \
fìori&ovai
Toì? I
"EXXt]aiv ; "Hga, ]
Adrjvà, Iloaeiòùv, \
"Hqpaiazos, 'Egfii]?. \
ToTg Ss ^ag^agoig efcc.

19. 1. AóXoìvog. 20 sq. Cfr. Eustath. ad K 315 p. SOS, 1.^ oti wg slxòg x^qv^ })v xaxà
xòv Tiazéga xai ó àókcov, tj naXaià avvì'j&Eia òrjXoX. ai'vrj&eg yàg roìg nakaioìg, wg IoxoqeX xuI'Hqó-
SoTog (VI, 60), tÒ? 3iaxQ({}ag xé^vag òiaòéxea&ai •
avkrjxéu) yàg, (prjolv, avXrjxrig, xal xfjgv^ xr}-

Qvxog, 21. doXco p.

20. ClCERONIS IN VbRR. ACT. II, I.

Oxyphynchos (cm. il x 9) Sec. VI.

Questo frammento di papiro latino ciceroniano, il terzo che l'Egitto ci


ha donato (ma vedi ora PO Vili 1097), da T. Lodi identificato e trascritto
quale qui lo diamo, non è più a welcome novelty ', come scriveva '

A. Hunt del frammento della Catilinaria PRylands 61, ma ha la sua im-


portanza, come vedremo. L'esame della scrittura, perigli nei maiuscoli, per
il t arrotondato quand' è unito con i (es. Terentium recto 4, oUum verso 9),
per la forma unciale del e e dell' del g, per l'r
e e semiunciale dell' Z e
minuscola ma di forma vicina alla maiuscola, ci porta con tutta probabilità
al sesto secolo. Presenta qualche analogia di scrittura il codice di Ilario di
Poitiers della biblioteca capitolare di S. Pietro, datato del 509-10 (cfr. la
tavola n° 17 nella Lat. Palàogr. dello Steffens). D'abbreviature non vi
si trovano che la solita del que ed i« = esse. Vedi la tavola fototipica.
E opistografo : dunque un frammento di libro. Numerando le lettere
che mancano tra il recto e il verso, e osservando che ogni rigo del codice
conteneva 38-38 lettere, si può dedurne che tra il recto e il verso manchino
17-18 righi, tutti in testa alla pagina delverso, marginatura a perchè la

pie del recto dimostra che con le parole emptum esse vìcisti era finita la pa-
gina. Ogni pagina dunque del codice conteneva probabilmente 18 + 12 = 30
righi; e misurando gli spazi interlineari e ragguagliando, si ha un libro
della dimensione a un dipresso di cm. 28 per 20.
44 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Venendo a considerare il testo, ricordiamo prima che le nostre edizioni


critiche (come la Teubneriana di Friedr. Miiller) della Actio II, 1, si basano
su codici assai recenti e non molto sicuri. È noto che delle Verrine solo
ìa 4' e 5* deW Actio
II hanno un testo relativamente sicuro, rappresen-

tato dal 7774 = A e dal 7775


parigino S, di cui è poi copia il pari- =
gino 7823 =
D. Quanto sdV Actio 1 e alla II, 1, non se ne ha testi intieri
che in una famiglia deteriore a cui appartengono il parigino 7776 p, del- =
l' XI secolo, il Lagomarsiniano 29 q, 1' Harleiano 2687 r. Dopo =
l' Epi- =
stola critica ad Orellium del Madvig (1828), dopo il lavoro del Meusel De

Cic. Verrin. codd. (Berlin, 1876), si è occupato di questo argomento il Pe-

terson dell'Università di Montreal in America in due articoli, pubblicati


uno nel Journal of Philologi/ voi. 30 (1904), l'altro nelV American Journ. of
Philol. voi. 26 (1905, p. 409). Ma comunque si giudichi l'apprezzamento che
egli fa circa le due famiglie di codici e specialmente intorno al valore di D,
copia di S ma conservante intiero il testo delle Verrine, rimane sempre che
per V Actio II, non abbiamo che fonti relativamente recenti rappresentanti
1

il testo quale correva nell'età che immediatamente segue la Carolina. Riman-


gono si di quest'orazione un frammento in un palinsesto di Torino (Peyron,
M. T. Cic. orationum prò Scauro, Tullio etc. fragni, ined. etc. Stuttgardiae
et Tubingae 1824 il framm. si riferisce ai §§ 44-45) e altri brani staccati
;

nel Palinsesto Vaticano edito dal Mai (Auctt. class, e vatic. codd. Tom. II
p. 390), ma nulla che ci aiuti a risalire a fonte anteriore al X secolo per
i §§ 60-61 e 62-63 contenuti nel nostro papiro, il quale dunque per questi
due piccoli brani viene a rappresentare una fonte molto più antica di tutte
r altre fin qui conosciute.
La principale variante che il nostro testo presenta rispetto a quello
delle comuni edizioni è data dal coepisse con cui il frammento comincia :

il testo volgato ha confecisse. Parla l'oratore dei registri di conti che ogni
capo di famiglia ordinata soleva tenere. Si diceva di alcuni che non aves-
sero mai fatto questi conti (aliquem nunquam tabulas confecisse), cosa che
Cicerone dice niente affatto da approvare {minime probandiim). Si diceva
di altri che non avessero fatte da principio {non ab initio fecisse) tali regi-

strazioni, ma soltanto a partire da un certo tempo (ex tempore aliquo con-


fecisse, secondo il papiro coepisse) ; infine si segnalava il caso, strano in
verità e ridicolo, di Verre le cui registrazioni arrivavano sino al consolato
di M. Terenzio e C. Cassio (a. 681 di R. = 73 av. C), poi erano state
sospese. Cicerone non indaga qui le ragioni di questa sospensione, ba-
standogli rilevare che nei conti esistenti non erano
menzionate le affatto
tante statuo e i quadri che Verre possedeva, segno che non erano stati
20. CICEE0NI8 IN VFAUl. 45

comprati. Or noi, lasciando il resto, ritorniamo a quelli che avevan prin-


cipiati i conti solo da un certo tempo, continuandoli poi regolarmente. La
lezione del papiro : non ah initio fecisse sed ex tempore aliqiio] coepisse (o forse
non
[facere] coepisse) è certo preferibile all'altra confecisse, la quale, una è che
ripetizione del confecisse di qualche rigo più avanti. Si ha una conferma della
lezione coepisse negli Scolii dello Pseudo-Asconio, non solo quali sono dati
dalle copie italiane del celebre manoscritto che il Poggio trovò nel mona-
stero di San Gallo presso Costanza nel 1416 (la Pistoiese di Sozomeno, la
Laurenziana di Bartolomeo da Montepulciano, e la Colombaria Fiorentina,
cfr. l'ediz. Orelliana voi. V, 2, p. 175-6) ma, quel che più conta e posso af- ;

fermare per gentile comunicazione del professor Stangl di Wurzburg, anche


dal codice Madrileno X 81, ossia dalla copia stessa del Poggio. In tali

Scolii, commentandosi le parole habeo et istius et patris eius accepti tabulas,


si dice, verso la fine : remoraturque (Cicero) in eo quod se dicat Verres non
ex aliquo (i codd. alio) tempore COEPISSE litteras domesticae rationis facere,
sed ex aliquo tempore destitisse. E più giù, chiosando le parole est aliqua
etiam huiusce rei ratio si dice : vel mala vel bona ; dicit ergo : etsi non honam
apparet esse tamen aliquam rationem... de tabulis non conficiendis ; aliquando
COEPISSE, correctio erroris in (i codd. si) melius; destitisse cum C0EPERI8 mala
ratio, est enim inconstantia È noto che il testo
et mutatio quaedam in deterius.
Asconiano risale a un esemplare del IX secolo almeno e non vi è dubbio
che tal testo rende il passo Ciceroniano quale si leggeva quando lo
pseudo-Asconio compilò le sue glosse si ha dunque qui una conferma ;

della lezione del papiro e del suo continuarsi fino a che l' amanuense
del X o dell' XI secolo, a cui rimontano i nostri codici della Verrina, non
la mutò per errore in confecisse. D'altre varianti è cenno nelle note.

Felice JRamorino.

a) recto, Gap. XXIII, 60-61.

] coepisse es\t aliqua] etia[ìn Imius


rei ratio\ hoc vero et nouum et i'idic[ulum

est quod Me] nobis respondit cum ah eo [ tabulas


postularemus] usq. ad M. Tcrentium [ C. Gassiuìii
consules confecis]se postea destitiss[e alio loco
46 PAPIBI BULLA SOCIETÀ ITALIANA

hoc cuiusmodi sit] considerabimus nu[nc niJiil

ad me attinet h]oruì)i enim tempo\rum in qui-

hus nunc uersor\ habeo tabulas e[t tuas et patris


plurima signa p\ulcherrima pl[urimas tabu-
lo las optimas deporta]sse te negar[e non potes
atq. utinam nege]s [ii]num estende [ in tabulis
aut tuis aut pat]ris emptum ee ui\cisti

1. Per la lezione coepisse (o forse [facere] coepisse) vedi l' introduzionf . 2. et

novuvi ridiculum. Nel testo vulgato manca il primo et.


et 12, Il testo vulgato ha
patris tui (cfr. sopra, 1. 8). Che il tui nel papiro precedesse patria è da escludere anche
per ragioni di spazio.

b) verso, Gap. XXIV, 62-63.

eUga\m quo faciU[us ad /Si-

ciliam possi]m aliquando quae mihi ho[c negotii


atq. oneri]s inposuit peruenire

Oppidum est i]n Hellesponto Lamps[acum iudices in


5 primis Asiae pr]ottinciae clarum et [ nobile homines

autem i\psi Lampsaceni cum [ summe in omnes cives

Bomanos o]fficiosi tum 2)ì'cie[terea maxime


sedati et quie]ti prope praete[r ceteros ad sum-
mum Graecor]um otium poti[us quam ad ullam
10 vim aut tu]multum accom[modati accedit ut
cum ist'\e a On Dolabella e[ffl,agitasset ut se

ad reg]em Nicomeden re[gemq. Sadalam

3. Il testo vulgato hoc oneris negotiique imposuìt. Ma poiché nel papiro avanti
a inposuit hanno tracce certe di un s, T. Lodi ha supposto la trasposizione hoc
si
negotii atque oneris inpoauit, come si vede nella sua trascrizione. Non è impossi-
20. CICEBONIS IN VEBE. - 21. VEBGIL. AEN. 47

bile, benché quando altra volta Cicerone usa orvus a coppia con altro sostantivo, soglia
preporlo: cfr. per ea. De Orai. 1, 116 magnum quoddam est onus atque munus su-
scipere atque profiteri etc. 6. Meno probabile per la testimonianza del nostro papiro
si fa l'ipotesi del Kayser, a cui era propenso ad assentire Friedr. Miiller (v. adn.
C7-itica dell'ediz. Teubner), che la parola Lampsaceni fosse interpolata. 9. Lo stesso
Kayser crede che sia da espellere Graecorum, che però è anche nella citazione di Nonio
p. 224-25. 12. Il testo vulgato Nicomedem.

21. Vbrgil. Aen. IV 66-68 ; 99-102.

Oxyphynchos (cm. 11X6,2) Sec. V.

Frammento d'una pagina di libro che conteneva 34 versi per pagina


e si può perciò calcolarne la grandezza in cm. 30 X 20. Lo pubblichiamo
perchè notevole per la scrittura e gli accenti (vedi la tavola). t. l.

il) verso, vv. 66-68.

quid deluhra iuu]ant est móllis Jiàmma meduUas


interea et tacitn^m uiuit sub pectore uulnus

uritur infelix Dido] totnque u[ac/a]tnr

h) recto, vv. 99-102.

quiti] jwtius pdcem aetérnam j^ftctoslque hymenaeos


100 exerce]mus liabes iota quót ménte pe[tisti
ardet ama]ns Dido traxitque per ossa [
furorem
communem h]unc e[rgo populum 2>]a[ribusque regamiis

101. Dovrebbe essere ossa, porche il copista accenta sempre le parole polisillabe.
48 papibi della società italiana

22. Oroscopi.

Antinoe (era. 26X23) Sec. IVp.

Questo papiro e i seguenti (n. 23, 2-1:, 25) contengono degli oroscopi,
e i primi tre anche altri scritti diversi, che menzionerò nella descrizione
particolare. I primi tre sono della stessa provenienza (Antinoe), della stessa
scrittura e dello stesso tempo; l'ultimo è di provenienza diversa (Hermu-
polis) e di diversa scrittura, ma dello stesso tempo.
Molti di questi oroscopi ci conservano la data della yévtoig. Gli anni
sono contati sempre dall'era di Diocleziano, che comincia col 1° di Thoth
del 284. Gli oroscopi non si seguono in ordine cronologico neppure nello
stesso papiro : si tratta quindi di copie fatte in qualche caso molti anni

dopo la loro composizione (vedi la nota a 1. 31-32 del papiro seg. n. 23).
In ogni modo queste copie non possono attribuirsi a un tempo più tardo
della fine del quarto secolo, perchè si capisce bene come gli oroscopi per-

dessero dopo un certo tempo ogni importanza e non ci fosse quindi più
ragione di trascriverli e conservarli.
Per altri oroscopi su papiro fin qui pubblicati vedi l' introduzione a
PO 235 e PP 139: cfr. anche PO Descript. 307, 585, 596, 804.
Questo primo papiro è opistografo, diviso in due colonne. Il recto con-
tiene nella colonna di destra quattro oroscopi, in quella di sinistra tre file
longitudinali di numeri. Il verso contiene dei conti nella colonna di sinistra
(comincia koyQi eyw xul jSixiùìo) e in quella di destra altre tre file di numeri.
La scrittura così degli oroscopi come dei conti può esser tutta della stessa

mano è una unciale


: grossa, rozza, più o meno inclinata a destra. Gli
oroscopi sono da una linea i nomi degli astri e quelli delle costella-
divisi :

zioni sono separati quasi sempre da due punti. Molti sono gli errori di
scrittura {//tux^rjziuvov, ivzixTiovog, acpQOTiórj, aiyoysQm, óo^ottj etc).
l. e.

(Anno?, la notte dal 6 al 7 Gennai- ).

1 y£]v£Gic NiXannoìv
\{sTOvg) JiaxXrjTiavav l/-' lvTixTiov[og

TTQosÓQivovTog ^iGtówQov nafx£[vnvg

Tv(ii òìpè £Ìg </?

5 wgiocxénog) Xéovti
22. OROSCOPI 49

XQOVOg GXOQTlCoì

'ijXiog igfifjg aìyóxsQm


GsXi]vr] xQiòì

10 àgr^g Tavgoì

(Anno 376P, 12 Ottobre, la 1* ora del giorno).

yévfGig ^Icodvvrjg ^aùi(fi is

? IvTixTiovog &q{cc) a f^fisQag

wy JioxXriziavov 'EQfioysvr^g

ti}Q{oGx6Ttog) GxoQTtCci) QsorCiÀOV TtQÓsòqog

15 àifQorCdri xo^ótrj

ccQì^g alyóysQOì

xQÓvog GsXrjvTj Ix^vGi

Csvg óióvfioig
fjXtog èQfirjg Cvyoì

20 xXfiQog rv%rig xqko

(Anno 381 P, 19 Febbraio, ora 9^ del giorno).

yéveGig Kvgog [w]t JioxXriXiavov

Me^slg x€ &q(c() ^ '^/xégag

&Q{oGxónog) xuQxivoj

Csvg ^vyoì
25 ijXtog àcfQOTiÓT] éQ/xfig Ix^vGi
aQfjg XQÓvog raéQoj

GsX-^vtj ótóvfioig

xXriQog xv^rfi ^vyif

(370p, la notte 8-9 Gennaio, ora 4»).

yévsGig KvqìXXov ro » * « # »

30 ne; J loxXiqTiavov ty IvTixTiovog

Tv^i ly dg t,ó &QÌa) S vvxzóg

ó)Q{oGxÓ7tog) Ttag^évoì C^vg GsXr'jvrj

GxoQTtCf'ì XQÓvog ro^ótfi


Pop. Soc. ital. I. 7
50 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

fjhog alyóysQo^

35 sQfifjg zo^ÓTfi

àyjQOTiór] vÓQrjXÓoì

àgr^g kéovtv

xXriQOg ZVX1]9 GXOQTTIOJ

3. nané[vov? forse per Ilafi/iiévov? (Cfr. PO 266, 1. 4-5). 5. coq (co attraversata da g)
= MQoaxÓTios e Sga (Cfr. PLond. 12-2, 39). 11-20. Cfr. n° 2?» 31-41. 12. Dovrebbe
dire indizione 6» e a 1. 30 indizione 14*. 14. Le due ultime parole vanno per il senso
con la riga precedente ('Egfioyév>]g &soti/.ioi' TtQÓeògog). 21-28 = n° 24, 30-36.

23. Oroscopi.
Antinoe (cm. 26 x 22,5) Sec. IVp. .

Il recto del papiro contiene dei conti (comincia ^.óyos vnoóo%ffi èfiov

che forse è Io stesso per il quale è l'oroscopo). Il verso è diviso


'EQfxrjGimvog,
in due colonne quella di destra è occupata da due oroscopi, quella di
;

sinistra da tre file di numeri, scritte in senso opposto. La scrittura come


nel papiro precedente. l- e.

(338P, la notte 25-26 Die, ora 3^).

àyaxf'fj Tvxjj

yévsGiq 'EQnriGib)\yog\

v€ {è'TOvg) JioxXriTiavov

Xofax X7] dg x^ (&Q{a)) y vvxróg

5 óiQoaxónog XéovTi fxvQ{(àv) ly

ijhog alyóysQffì {ivq[ù)v) v

GeXl^VI] GXOQTlUj) fivQ{còv) Xs

xQÓvog ro^ÓTTi fivQ{mv) ^ X^STirtòv) a


tft»g l%dvai juvqÌcòv) x^
10 àgijg alyóy£Q('i fxvQ{m') id Xìstttcòv) c

àcfQOTlÓr] GXOQTTÙO fXVQicÒv) Xx^

sQlxfjg alyóysQfp /.ivqÌwv) id^

xliìQog %v%'r\g naq^évhj fivQ^oàv) xe

xkirjQog) óaifiovog óidvfioig fjLVQ{còv) x[*]

15 xX{iiQog) è'QMTog TO^lÓTr]] /uvqÌwv) ls


23. OROSCOPI 51

xX(fiQog) àvàyxrfi «[»*»] ,uvQ{(àv) t Xeimàv) [»]

Tj TCQoyevafxévrj ànóxQaaiq
ìyévfzo óióvfioig fivQ{(àv) * Xe{m(tìv) (.li/

oi'xov f^XCov ÒQioig ^ xqóvov óijx ^


20 olxov XQÓVOV ÓQiotg rjkiov àcfi a
oi'xov àQswg ógioig SQfxov din *

oixov àiòg ÒQioig óiòg àifx a


oi'xov óiòg òoCoig àgecag óifi y

oi'xov XQÓVOV ÓQioig à(pQOTiàrj(gy ótfi ^


25 oi'xov àQswg ÓQioig xqóvov àifx y
oi'xov XQÓVOV ÓQiotg à(fQOTidi]ig)> óifi /?

OÌXOV SQ(AOV ÓQCOig XQÓVOV óiix y

olxov óiòg ÒQioig à(fQOTiór](g') difi §


oi'xov àQ€ù)g ÓQioig éQf.iov óifi ^
30 oi'xov sQfxov ÓQiocg écQswg ài/x y

(Anno 376; 12 Ottobre, la 1* ora del giorno).

àya^v tvxji 'Icodvvrjg

C'' ivTixTiovog ènl vvxTOffTQav^yov

MaxaQiog 'EQfxsCov bsa^og <?>

wy JioxXvfciavov &Q{a) a rjfxsQag (Paùxfi is

35 Ó)Q{0GxÓTl0g) GXOQTltOÌ

à(fQ0Ti6r^ to^óti]

dgrjg aìyóysQO)

xQÓvog GsXrjvr] liiì^vGi

^\tv\c à\i8viioig\

40 i'ikiog €Qfj,fjC Cvyoì

xXf^Qog rvxr^g xQKp

6-16 e 18. fivQ{wv) 1. 16. Nella lacuna c'era o l^vym o xqi^.


fioiQwv. 19. & è
forse da espungersi. 19-30. probabilmente è abbreviazione di èifioiQiwv.
òifx SI. La
riga è tirata nel papiro erroneamente fra la linea 31 e la 32. Questa svista, ripetuta nel
papiro seguente (linea 30-31), mostra che abbiamo qui delle copie. 1. àyaOfj. E lo —
stesso oroscopo di Ioanues che abbiamo trovato sopra (n° 22, 11-20). 32. vvxzootq.
Cfr. PLips. 39, 3 ; 40 III 16 42, 3 etc.
;
52 papibi bella società italiana

24. Oroscopi.
Antinoe (cm, 26,2 x 21,8) Sec. IVp.

Il recto contiene parte di un documento che è pubblicato più oltre.

Il papiro contenente l' intero documento doveva essere assai più ampio.
Ridotto alle proporzioni attuali fu occupato sul verso, diviso in due colonne,
da quattro oroscopi e da tre file di numeri. Gli oroscopi e i numeri sono
scritti in senso opposto. La scrittura è uguale a quella degli oroscopi pre-
cedenti, l. e.

(373P ; la notte 3-4 Gennaio).

yévsatg "^EQ/xeiov

ni^ JioxXrjTiavov

Tv^i rj &Q{a) òlfJè slq iJ-

&Q{o0xÓ7TOg) xaQXlV(i)

5 G^Xr^vì] Ìvy(o

£[Q{x\fig dolóri]

fjXiog à(fQodkri aiyóyeQoi


xQÓvog t,£vg àgr^g

vSqìjxóoì

10 xX{fiQog) Tvx'>][g]'CvY^ì

(3B0p Die, o 36lP Genn., notte).

^f JioxlrjTtavov yévsGig '£(>,af«>[t;]

XQ\ÓVOg] XQl^ì

Cflvg] iX^vGi
15 <Ì(»[i;?] TCCVQftì

à(f[Qo]Tiàrj €Qliif]g éÓQi]XÓ(iì

ijkiolg] alyóysQOì

GsXrjVì] Xéovxi

xXfiQog TVXf]g iÓQr^xóoì


24. 25. GEOSCOPI 53

(886p, 5 Aprile, 4* ora del giorno).

20 )'£V[fo']tg NìjOria i) xal 'AnoXXoovia


Qa ànò JioxXr^Tiavov ini 2fQìjVov
jÌQT£fjiiàwQov TTQOfàgevovTog (favovffiQS <(,?)

^[algfiov^i T ó &Q{a) ijnégac


à)g{offxÓ7TOg) diSv}.ioiq

25 xQÓvoq aQv^g xagxivM

aeXijvr] Trag^évo)

Cai>g àipQOTiói] l-^i^vGi

fjXiog XQioì ravQro

xXfiQog xviTfi, Cvyo)

(381 P, 19 Febbraio, 9» ora del giorno).

30 yévsaig Kvgog

wf JiaxXrjTiavov Ms^elg xs
1^ &[q(x) rj[.iéQag ó)Q{oaxÓTiog) xaQ[x\tv(iì

Cevg [Cvyò '^Ài]og àtpQOTiói]

ègfifig ìxx^vai ccQrjg xqóvov


35 TavQfo aeXrjvri àcóv/xoig

xXifjQog) Tvxrjlg] Lvyo)

1. \.'Eqilisìov. 12. Paò essere anche óo oaxÓTiog . 28. Prima di xavQco fu omesso
ÌQf.iiÌg. 80. La riga nel papiro è erroneamente tirata tra le linee 30 e 31 : v. la nota
a 1. 31 del papiro precedente. 30-36 = n° 22, 21-28. 84. 1. xgóvog.

25. Oroscopo.

Hepmupolis (cm. 12 x 7,3) Sec. IV^.

Questo papiro è scritto solo sul recto ; contiene un oroscopo di cui


manca il principio. La scrittura è unciale, grande, rozza, lievemente incli-
nata a destra. /. e.

(il 22 Agosto di un anno posteriore al 883, la prima ora del giorno).

àjTÒ JioxXr]Tiavov q[

MeaoQrj x^ &q{cc) a 'q\fxéQag\

è)Q\0GxÓ7T0g) TTaQ&SVOÌ
54 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

xQÓvog ix^vffi
5 ^€Vg GXOQTlÙi)

dQ[ì]]g »*»***
àcfQ[o]Tiórj [1]£0v[t]i

[fjlhog 7vccQ-^év[oì]

[(TeX]ijvi] édQTj^ó'o

26. Atti del martirio di S. Papnuzio anacoreta.

Oxyphynchos (cm. 30X24) See. V.

La letteratura agiografica è scarsamente rappresentata nei trovamenti


fatti in che io sappia, dall'Egitto si è avuto
Egitto negli ultimi decennii ;

finora soltanto un frammento della vita di S. Giuliano d'Anazarba, per cui


V. Anal. Boll. t. XV
p. 73 sqq. Anche perciò non sono senza importanza i
frammenti che ora pubblichiamo, da un pezzo di papiro opistografo di
Oxyrhynchos (scavi Pistelli, gennaio 1910), degli Atti di S.^ Pafnuzio {recto)
e di quelli di S. Cristina {verso v. n. 27). Era poi senza dubbio un volumen
;

(probabilmente molto grande) di Hagiographica ', non un libro perchè


'
:

né il né quello degli Atti di


testo degli Atti del Martirio di S. Pafnuzio,
S. Cristina, poteva esser contenuto nella pagina che essi occupano respet-
tivamente. La scrittura è unciale, calligrafica, inclinata a destra, e mi pare
si possa assegnare al quinto secolo. Il papiro è certo completo nel margine

inferiore (v. la tav. che riproduce il verso).

Il Martirologio Romano
24 Settembre nota In Aegypto passio SS. Pa-
al :

phnutii et sociorum martyrum. Nei Fasti Greci S. Pafnuzio è menzionato al


25 dello stesso mese. Gli Atti Greci del martirio di S. Pafnuzio li abbiamo
nel cod. Vaticano Gr. 1660 (cfr. Bihl. Hag. Gr.^ 197) e li riportiamo in
fine, così come ci sono stati cortesemente comunicati da Pio Franchi Dei

Cavalieri. Ne diedero una versione il Lipomano e il Surio, riprodotta con


qualche emendamento in Ada Sanct., Sept. VI, p. 683 sqq. Il testo di questi
Atti è alquanto diverso da quello conservatoci nel papiro.
Il martirio avvenne, secondo gli Atti, sotto Diocleziano, a cui sarebbe
stato l' anacoreta
inviato dopo una prima prova subita sotto il prefetto
Ariano a Gentyria nella Tebaide. Quanto al nome di questa città, si tratta
probabilmente di una corruzione di Tentyra (Tentyre, Tentyris oggi Den- ;

derah cfr. P Grenf. II, 74, 1. 3 e 6). Quanto al prefetto Ariano, così se ne
;
26. ATTI DEL MARTIRIO DI ^. PAFNUZIO 55

parla al principio degli Atti : Fuit imperatore Diocletiano Arianus quidam


praeses qui per Aeijyptum Christianos homines inquirebat.... Il Surio con un'ag-
giunta aveva tradotto : per totam, Aegyptum.
Un ijYtf^iòv 2àrQioc, Uggiaróg occorre pure in PGrenf. II 78, del-
l'anno 307^. In PPlor. 38, 10 è nominato un fjysijiàn' ^drQiog 'AÓQiavóg (così
legge il Wilcken in Archiv IV, 430 mi par
Vitelli: la lettura 'Aggiavóg del
da escludere). Certo però si tratta dello stesso ì'jyificóv, un i^yenòìv Or^^ìatóog,
come induce il Vitelli dal fatto che tanto il papiro fiorentino, dell' Herrao-
polites, quanto quello Grenfell, della graiide Oasis, provengono tutti e due
dalla ÌTcaQ%[a Or^^atóog. Mi par dunque che si possa identificare questo rjysfxòav
2uTQiog AgQiavóg con 1' fiysfxòv 'Agiavóg degli Atti. Se sono attendibili le in-
dicazioni degli Atti, Ariano era preside della Tebaide già due o tre anni
prima del 307 (1) per lo meno, dacché Diocleziano abdicò nel 305 (1 Maggio).
La parte degli Atti conservataci nel papiro si riferisce alla visita di
Pafnuzio alla casa di Nestorio. l. e.

1 ]tò xoqIccgiov

2 IIcC7lV0VT]lÓg £GTIV[

3 ] # (f€l *[»,,# ]vÓ€7V * [

4 [ circa D lett. jjWfyaZ « * « * rar avT[ov zò n]QÓffcanov[ chcn 12 lett.]

5 [ circa 9 \tìtt.]sTC/.iri[a€V a]vTÒv (jCpo[ÓQ]mg «,* ao'a|UfVij[ circa 12 lett.]

6 [ circa 9 leti. ]xal insXO^ovGa è'ffu) tò xoQaGiov emsv ri} xvQ[ia] avxrig'

7 [s^sX&e xal i']ós zòv syxXiGTOV àv^Qwnov tòv Xsyóiisvov Ana


8 \IIanvovTiQv)^ ó'c èativ ò nomv xà ^avfxaarà ivéniov %ov rjyaj.i(tìvog.

1-8. Qui come in altri luoghi gli Atti Vaticani, perchè più concisi o troppo diversi
dal testo del papiro, uon ci prestano di che supplire. 6. Può leggersi a<pólÒQ']a ori

e poi forse &£aaafxévrj [avxòv ^v èmyì] \


[ywaxovaa]. Kal ÈJt. axì., 7. Xòs : mi pare di scor-

gere deboli traccia di un « ; ma tì hanno anche traccia di una lettera caudata, che for3e
fu corretta in s, i'orse e' era lòie, per Xòxìq if^^^^^^ "va i'Sijg), perchè lo spazio per il a mi
pare ohe ci possa essere. (Cfr. Atti Vatic.) — 1. eyxXeioiov. 8. 1. yysfióvog.

(1) La data del PGrenf. è sicuramente l'anno 307 ? Phamenoth, come indicano
Grenfell e De Ricci, non 306, come vuole il Cantarelli quella del PFlor. rimane in- ;

certa fra 305 e il 313. Quanto poi alla lezione 'ASomróg del PFlnr., il Wilcken sup-
il

pone che il primo q del suo 'Aggiaróg fosse in legatura col secondo, e però non vi sa-
rebbe traccia della coda della lettera stessa e questo potrebbe essere benissimo, ma ;

ilframmento superiore superstite di lettera, non credo che possa essere di q, mentre
può esser di 8.
5fi PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

9 {èXi>ovaa óè /.isrà rrjjg TiaiòCaxr^c, dg ròv TivXewva rf^c, oìx£i{a\q siótv

10 [Attu Uanvomiov CTrj]xovTa éansQ àyyeXov ^v xaì è'zvlfjs * [,, »]r?jr

11 [
circa 16 lettere ] tcqoGsxvvi](Ssv adzoì X£yov[aa'] àXrj[^(jj]g ò ^[Cog]

12 [fxov o]v[x saxiv àvrà^iog TTjg] x<^Q^^ i^'^fi xaraXa^lovffrjg p.£. sTrtira]

13 [tJé] sxQàtriG[£v uvxov ri^v] '^aìgav xaì icfiXvjGsv. Xéyovlaa óé' fisyaXvv-

^£17] ò xg]

14 [ÓTi] rjX&sg è'ffo) [errò rfjv aT£yrj]v ^lov ar]fi£QOv, è'^r^xev [a]iÒT(ò x[a-

15 [ùQyvJQàv. A[7ia nanvomio\g óè éY^X[a]G£v xaì dnsv [aj^rjj' {)\v\yàTriQ,

16 [ravrla za àQy[vQà xaì XGv]Gà ov óidó\a\aiv rjficv xsQÓog' xavxócGx^ai yàg


17 [{(g i]X7iióag fjL[aTaiag. à]xov(fov óé [[x]ov, ^vydTVjQ, xaì i[TiiXs]^ai asavrlf]]

18 [TÒr] ^lov rdòv àylysXcov xa]l ròv aidòva ròv àd^drazov. [rj] óè .{d-vydTVjQ

avTì]g} àxovGaca
19 [rovg Xo\yovg ^Ana [nanvov\iiov £^i)X^£V ànò tov xoiTà)v\o\g avrr\g

20 [(^OQOvGa £\vitfiov è'vóvfjia, è'xovaa óè xaì óidóef.ia ^fpwo'oj?!' [ÌttÌ]

9. olxiag.
1. 10. axiìxovta: Cfr. Marc. 3, 81; Paul. Rom. 14, 4; PLips. 40, II, 4;
Acta S.Marinae p. 41, 6 (Useuer) etc. 10 sq. Invece di èrvipe può leggersi k'yvyjs
(= I'xvi/je), e si può pensare a un sxvipsv [elg'] rr/v [yfjv] o altrimenti a un èrvipev [av']Trjv
\
; \

TÒ (pcjg avtov, o sim. 13. Per Psalm. 34, 27. Ci sembra


il suppl. /isya?.. 6 xvgiog cfr.
questo il supplemento più probabile e più vicino alla lezione, che crediamo errata, degli
Atti Vaticani. Ma sono possibili altri supplementi, per esempio ixeyaXvv&rjrco 6 xvqios
(Psalm. 39, 17. 69, 5) che lo spazio comporterebbe egualmente e forse anche IfieyaXvv&r] ;

V y^'X^I t<^cv (Protev. lae. XIX 2; cfr. ludith XII 18): invece non è possibile per lo spazio
[XEyalvvEL fj ipvyj] fxov ròv xv (Le. I 46). 14. Cfr. Matth. VIII 8 ovx sl/ù Ixavòg 'iva fiov
vjiò tijv oTgyrjv daék&fjg, ma non si può escludere [vjtò ròv ogorpó^v /liov (v. Atti Vat.). Ab-
bonda soft), come per es. k'aco eig rr]v oixiav (= saco èv xfj olxia) nella iscrizione di Silko
(ap. Radermacher, Neutestamentl. Gramm. p. 10). 16 e 17. &vyàTriQ con valore di
vocativo non è errore di scrittura. Cfr. Kùhner-Gerth § 357, 2 p. 47 sq. Hom. t 406
yufi^QÒg i/xòg &vydtrjQ te (per quanto non abbiano voluto tollerarlo antichi e moderni
grammatici) ; laJith 13, 18. lerem. 38, 22. Ruth 2, 1. 22. 3, 1. 16 (codd. AB in questi quat-
tro luoghi). Thren. 2, 13 (FA). 4, 22 (AB) etc. Cosi, per es., anche àvrjQ alf^aicùv II Rag.
16, 7. 16. òiòó[a\aiv : è un plurale col soggetto neutro ; ma per Sidmaiv e' è troppo
spazio. — 1. xavx&o&E. Vi sono parole interlineari sopra questo rigo a principio
18. :

si legge -dvydttjQ a[vTrjg av[rfjg. Queste due parole le abbiamo


àxov\aaaa e in fine Ovydrtjg
inserite fru r; 8è iì àxovaaaa, dove era evidente una lacuna. Il supplemento era stato
posto prima per errore a principio, e poi ripetuto al suo luogo. 20. òmòe^ìu dtdSfjfia = ;

e neppur qui sarà semplice errore di scrittura. Cfr. àvd&fjfza -#«/«« etc, e specialmente
leforme dello stesso tema àvvnóSrjtog -ÒEzog, S^aco òéÒExa, òé/.ia òfjixa (?) etc. A. Nauck, Mèi.
Gr.-Rom. V 278. D'altra specie sono àvdoTE^ia, avaiEua etc. in codici dei LXX.
26. 27. ATTI DI S. PAFNUZIO E DI S. CRISTINA 57

21 [tf^ xf(fakfj\. Ana JIccnvovTiog óè sxaO^éaO^rj ini tì]V yi^J', èxla^aa^ì]-]

22 [(Tav óè av]Tat Ttagà Tovg nóàag avxov. xaì Xéysi avtacg' Tilxv\a, ey-]
23 [xataXsiìpjars tòv 7iXov[t]ov tòv fiàzaiov' yéyQantai [yàQ 6\ci ó 7rA[oyro$]

21 sq. ^x[d-Oiaav'] \
[di xal avjrat? 23. Soguiva una parafrasi più o lueno libera
di lacob. Ep. 6, 2 ss.

Atti Vaticani (Dal cod. Vatic. Gr. 1660, i'. 354).

....ehiiv T.fj &VQa)Q({}' &vy6.TQiov, nótiaóv fie vScog òXiyov. ?Jyei avuti r/ ^egafiaivi? '
si'aeXée,

:iaT€Q. t]v yÙQ èjtiyivcóaxovaa avróv, sJiscSì] nsQifìór)ro? ^v iv roìg àvaxcoQrjzatg èia noXXàìv xaXwv
(ptjfii^ó/nevog. Qtaaafiévrj Se avxov xò ngóaconov rjòioxa vjis8é^axo avxóv. slaeXdovaa òk exQa^ev zrjv

òéanoivav avirjg Xéyovaa' s^sXd's xa^sw? 'iva l'òrjg xòv /j.axaQiov IIa(pvovxtor, di' ov JioXXà rBX/iiJQta
ysyóvaaiv èm 'Agtavov rov ^ysfióvog. TzagaxQfj/^a de fj òéanoiva avxfjg èga/iovaa fjXdev elg xtjv avXfjv

tfjg oìxiag, xal O'saaafiévrj xòv fj.axdQiov Ilacpvovxiov iaxwxa cog àyysXov xvoiov, TiQoaexvvrjoev avxcò
Xéyovaa' àXr)'&còg nSg ó fiiog fiov ovx eaxiv ùvxà^iog xfjg ofjg jiaoovaiag' /j.eyaXvv&ei>]v Se tm &s(p
fiov, òiózi xaxrj^iwaag vjiò xòv ogocpóv fiov yevéa&ai, ijiiXa^ofiévt] Se xfjg xeiQÒg avxov, etarjyayev
avxòv elg xòv ìSiov oixov, xal èv Sqóvco àgyvgcò ixà&iaev avxóv. fxeiSiàaag Se 6 /.laxdgioc Xéyei

avxfj' iaxlv vfiìv 6 jioXvg xgvoòg xal 6 àat/iiog (1. àarj/.iog . ijil fiaxaia èXmSi xavywfievoi èaxs. sjià-
xovaóv fiov ovv, xéxvov, xal èniXe^ai aeavxfj xòv àyyeXixòv fitov xal xr]v àd^àì'axov :ioXixeiav xcàv
alwvlmv àya&ù)v. oxs ovv ijxovos xavxa fj &vyàxr)g avxfjg evSov ovaa eig xòv xoixwva, evdvg xal
nagaxgfjfxa i^fjX&ev jioXvxi/xov €vSv/.ia (pogovaa. 6 fiiv ovv ixaxdgiog Tlarpvovxiog ^afial ixdi^iaev. ixd-
&ioav Se xal ai Svo Jiagà xovg TtóSag avxov, xal Xéyei avxaìg 6 /laxdgiog èvxaxaXeiyiaxe xòv xevòv •

Tovxov :iXovxov, Sióxt 6 ìòg miXa/x^dvexai xòv XQ^'^òv....

27. Atti del Martirio di S. Cristina.

Oxyphynchos (cm. 30X24) Sec. V.

E il verso del papiro precedente, della stessa mano.


Il tempo del martirio di S. Cristina di Tiro è incerto, e anche sul luogo
si è a lungo discusso. Petrus de Natalibus (VI. 130) poneva il martirio
della Santa nel 287; il Mombrizio sotto l'imperatore Adriano (117-138); in
un Fiorano del secolo XV è indicato l'anno 302, sotto gl'imperatori Dio-
cleziano e Massimiano, e nel Menologio Slavo-Russo il regno di Severo.
Il Pennazzi (Vita e Martirio di S. Cristina, Montefiascone, 1725) basandosi
sull' indicazione degli Atti latini che il martirio avvenne di Giovedì, cre-
dette di poter stabilire la data del 24 luglio 290. Il P. Pinio Bollandista
(Ada Sanctor. ad XXIV lui.) lasciò la data nell' incertezza assoluta.
Pop. Soc. ital. I. S
58 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

Quanto al luogo, si formò la favola che la santa subisse il martirio in


una Tiro d' Occidente, in Italia, presso il lago di Bolsena. E abbandona-
tasi poi questa opinione, di cui esamineremo l' origine, non mancò chi
continuasse anche recentemente a ritenere S. Cristina una martire Occiden-
tale, come TcokXcòv àvrd^iog àXXcov G. B. De Rossi {Il sepolcro della Martire
Cristina in Bolsena ed il suo Cimitero, in Nuovo Giornale Arcadico di Scienze,
Lettere ed Arti, Serie III, Voi. II, Fase. V, Milano 1890j.
Il Martirologio Geronimiano al 24 di Luglio segna : In Tyro civitate Sanctae
Christinae Virginis. Primo l' autore del Martirologio Romano piccolo fece men-
zione di Bolsena : Circa lacum Volsinium in Italia Christinae Virginis. Nel
sec. IX Adone (cfr. Pennazzi, op. cit. 442) congiunse in uno le due indica-
zioni geografiche e ne risultò la pretesa Tiro d' Italia I E sulla parola di
Adone questa Tiro Italiana fu ammessa dal Notker, dal Baronie (Ad Mar-
tyrol. Eom. XXIV Jul.), dal Fiorentini (MartgroL Occident. p. 680), dal Ma-
zochi {Opusc. II, 197), dall' Orioli {Album di Roma XXIII, p. 165), dal Tarquini
e da altri (cfr. De Rossi, op. cit. p. 24). Il De Rossi, pur rinunziando a cre-
dere a una Tiro d' Italia, come già il Pinio BoUandista, non rinunziò però,
come ho già detto, a credere che il martirio avvenisse in Bolsena, notando •

che il testo degli Atti latini, di cui parleremo in seguito, nel maggior numero
dei codici antichi non indica il luogo del martirio, ma solo quello di origine
della Santa, in principio,dove si dice che essa era de Tyro. L'indicazione che
si trova nel titolo premesso agli Atti (« quae passa est in civitate Tyro»;

in qualche codice « in provincia Tyro » I) sarebbe stata erroneamente de-


sunta da quella del luogo di origine.
Il De Rossi per sostener la sua tesi notava la mancanza di ogni testo

greco del martirio della Santa, ignota prima del sec. IX ai Siri, ai Greci,
all' Oriente. Questa affermazione viene ora a cadere dopo la scoperta di

questo testo greco antichissimo, dal quale gli Atti latini appariscono di-
rettamente derivati. E
non hanno più valore quindi le argomentazioni del
De Rossi tratte dal fatto che la S. Cristina di Tiro non appare menzionata
ne nel Calendario marmoreo di Napoli, monumento dei fasti liturgici della
Chiesa Napoletana sotto gli influssi dei Greci di Costantinopoli, ne nel più
antico Calendario Costantinopolitano, anteriore di quasi due secoli al Meno-
logio Basiliano ed ai sinassarì volgati, né nei Calendario del Codice Pari-
gino 53 (X sec.) di pertinenza della Chiesa Gerosolimitana, né nei docu-
menti dei Calendari Antiocheni, né nell'antico Menologio Orientale in un
codice Siriaco del 412.
Nulla ormai prova il prima del IX secolo, come
silenzio dei fasti Orientali
pure nulla prova il più antico culto attestato in Occidente dai Martirologi
27. ATTI DEL MARTIRIO DI 8. CRISTINA 59

Geronimiani, dalle litanie Anglicane del sec. VII, e Gallicane dell'età Caro-
lina, eRomane dei libri liturgici della famiglia Gregoriana, e dalla menzione
di Aldelmo, contemporaneo di Beda, nel De laudibus virginitatis. Vuol dire
che il culto della martire Orientale fu trasportato prestissimo in Occidente,
se pur non si voglia ammettere, come altri ha congetturato (vedi Assemani
Kalend. VI p. 496) una Cristina Occidentale, magari in Italia e proprio a
Bolsena, oltre quella di Tiro, della quale le sarebbero stati però attribuiti
gli Atti. Perciò non varrebbe opporre la scoperta delle reliquie di una
Santa Cristina in Bolsena (v. De Rossi, op. cit. e la relazione dello Ste-
venson in Notizie degli scavi di antichità comunicate alla R. Accademia dei
Lincei, Agosto 1880, p. 262-283).
In greco non si avevano fin qui che dei brevi elogi o la semplice men-
zione della Santa nei fasti editi e inediti. Fra i primi sono i Menaea magna
Graecorum, il Synaxarium Basilianum, le Ephemerides Graeco-Moschae (cfr. Ada
Sanctor. ad XXIV lui.). Degli Atti latini e' è una raccolta quasi completa
nell'opera citata del Pennazzi. I più antichi e importanti sono A. Urbevetana, :

compilati circa il 1200 (Pennazzi, 269 sqq.), A. Liberiana (ib. 352 sqq.), A. Val-
licelliana (ib. 364 sqq.). Importanti in qualche parte per il confronto col testo

del papiro sono anche gli A. Mombritiana (ib. 378 sqq.) ma più gli si ac- ;

costano gli Urbevetana e i Vallicelliana.


Che le redazioni latine derivino da una redazione greca non è dubbio.
Basti citare il qui mortuus est a ludaeis degli A. Urbev. (di cui il qui oc-
cisus est a ludaeis dei VaUicell. è correzione stilistica), traduzione diretta
del greco ó àito^avàn' imo 'lovóaCwv che è nel nostro papiro (1. 6). A 1. 18-21
(vedi la nota) è importante il confronto con un passo analogo degli Acta
Barbari. l. e.

1 ]vz:fxe[

2 %]ù)V ò(f,D^[aXf.iù)v

3 jlf * » jW * [

4 {TTQOGxvvriGlov avToig, tòg £y[ciì ov]ti t€xvo[v] f^iov G£ xa[?.£Gco' iàv àè /xr^

TtQoaéXd-rjg]

5 [xal i/'VGrig a\vTOig, 7TQ0GraG[G(a] Goi \xeyàXag TinmQi[(xg xuì ov ixì] Gè

2. Probabilmente : iòov, jrgóxeivrai jiqò t]còj' ò(p'd[aXf.iòSv aov ?.djie xal è'a^ie. 3. In
fine di questa linea 7iQÓae}.-&e roìg d'eoìs xal, altrimenti non si spiegherebbe il pronome
avtoT? nella linea see^uente. 5. L' eripiet degli Atti lat. mi ha fatto preferire qvaexai.
' '

(OTV. Qvo7]Tai) ad ì^agnàou, i^skeìtai (Dan. 3, 15) e sim. Cfr. per es. gvaai ^= erìpe della, ' '

Vulgata Ps. 6, 5. 30, 16. 53, 9. 56, 13 etc, e v. Hatch, Essays in Bibl. Greek 1889, p. 22 sqq.
60 PAPIRI DULIA SOCIETÀ ITALIANA

6 ó à[Tro^]avò}V errò 'lovóaitov, o) XarQsvtic aoC. àva^Xéìp\aGa óè {i) àyia)


tlg zòv ovvov]
7 xai [àT]Ó7T(og ysXàaaGa, elnsv ro) OvQ^aVM' ^uQog 7tà(i\r^g àvo/xiccc t%uìv

xai\

8 àTr«|t<[o]y G7iéQf.iarog, ovx oldag Sri [ó] vtòg zov t,ù)VTog ^v t[ò (fcòg rfjg

àXì]i)£iag xa.i\

9 ó OùJzfjQ zov xóaf.iov xatfjX^ev ex xmv ovvwv ànoGTf]Gai n\&(Jav tijV

àóixiar]

10 £x zov [xjoffjUOD Iva GùùGrj fjfi[à]g, xa[l] vvv ót avzòv zòv[ awCovzd fi€ Xv
zavza Tidvza]
11 Ù7roi.i[£v]u}, &azs vixffiaC Gov zrjv óvva/^uv xal G^^Gai Gov zò (fCog circa

10 lett.]

12 'O de \ncc\zriQ «i)t[ijc] OÓQ^avòg iiì) (pégcov zì)v v^qi[v avzffi zqo%ò%' èvsx-

^fivai èxé-\
13 [XevGtv xal £vz\axt^i\vai, zrjr àyiav XqiGzivav [ èn avzòv xal vn avzoì

duzsGdai (pXóya]

14 \xal e'Xaiov £mx^]£G^at erri zen nvQOVGx)at, zo{ chea" 15 lettere \^iov

zàx[iov\

15 àv\aX(t)\d-f^. f[v'\T£Ìt£[Grig ài zrjg àyiag XQiGziv\ag ènì zòv zqoxò]v xal 7i£-

QIG[zQ£-\

16 (fój.i[£Vo]g ó zQOXÒg àvéxXavav zò Gcofxa nà[v. t) óè àyia XQi,G\ziva àva-

^[X£l(Ja-]

17 Ga «[e z]òv ovv[o]v TiQOGEviazo XéyovGa' £vXoy[(j} G£ ò ^g ó év zo]tg

ovvot[g],

18 £vxaQiGZ(Jù Go[i ò] Tcazrjo zov xv Iv Xv, /xrj £Vxaza[Xi7Trjg n£ £Ìg] zòv aicòv[a],

6. aoi 1. av. 11. È probabile che nulla manchi dopo cpàg o che l'amanuense tor-
nasse a capo. Ne sono riprova gli Atti latini e la lettera assai più grande a principio
della linea seguente. 13. Supplisco svT'\E§fjvai perchè a linea 15 e' è £[v']Te&eiaì]? ma
probabilmente si tratta di false grafie per svòe&fjvai e èvòe&ecat]?. Cfr. Acta Urbevet. e Val-
liceli. '
alligari e alligata '.
' *
13-14. Si potrebbe sospettare una lacuna dopo cplóya, da
supplire >tal ^vXa oTQcóvvva&at vji' avxq>, se si tien conto della lezione degli Acta Urbevet.
e Valliceli. Ma cfr. Acta Mombrit. 14. Probabilmente rò[y tqo/óv, Iva zò xoQÓJgiov, ben-
ché faccia qualche difficoltà che la santa sia qui chiamata tò y.. 16. àvéxlavsv è forse
un errore per àvéxXaosv. 18 sgg. Gli Acta Urbevet. e Valliceli, hanno Noli me de- :
'

relinquere in hoc certamine '. E il Mombrizio Non me derelinquas in hoc agone '.
: '
27. ATTI BEL MABTIEIO DI 8. CRISTINA 61

19 àXXà ex\reivov\ ttjv %«rpai' Cov xal &ìpai xov nvQÒ[(; zomov xaì a]^éaov

TÒ €7T[avaGTàv]

20 Ì7iàv(ù ^lov, [/.ilì'jnotat ircixccgfj OvQ^avòg ó TVQa[vvog èn ifié.] xal Tavxa

21 'vf^g àyiaq XgKSxCvag, i'§r\XO^hv zò ttvq |a|a9)t'[tó xal àuéxrjsivsv ìpvxàg

[hóooXo-]

22 [XaTJQwr ég òvófiaza xsiXia nsvcaxótìia. x\a\l fjv rj àyCa XQiGrcva èna-


[vaTtavo-]

23 [fi£]vì] ini TÒv TQO%òv óyg ini xXCvi]g' fi<fav ylàg] àyysXoi xv nagliùTafisvoi]

24 [avrjJJ. OvQ^avòg óè ixéXsviJsv xaTsvsx^fjvai avzrjv ano \tov Tqoyfiv\

25 \xa)\ iX&ovarjg aiif^g ini zov ^ijfiaTog TrjgioTa avtijv Xé[y(ov' 6 6 lett.]

Verrebbe quindi fatto di pensare che l'aiwr[a del papiro fosse un errore per dycòva, ma
cfr. Acta Barbari in Anal. Boll. 29 p. 295, 14 segg. «ai fir] iy>{arakijiì]g fis slg xòv alcòva
:

(o forse anche qui 1. àycHva?). Anche quello ohe segue negli Acta Barbari è importante
pel confronto (specialmente per 1. 21) à?d' è'xtstvov xìjv y/lQà aov trjv pcgaraiàv sjil tò nvQ
:

xovxo xò jiQoxEc/iievóv fjiot, OTicog i-ioi ó kvfieòjv 'lovXiavóg. Kal jiQoaev^afiévov xov àycov
fii] STttyaQfj

Bag^àgov è^fjxpev acpvo) xò hvq nal àjiéHtecvev òca^dcov; slòoìXoXàxQag. 11 testo del papiro ha
è^rj).§£v, che può non parere la parola originariamente adoperata in questo contesto,

dove è necessario il concetto di divampare con violenza ', e fa pensare che tanto «|^A-
'

&ev che sS>iì^'sv derivino forse da un è^fj^sv (per confusioni analoghe v. gì' interpreti ad
Eur. Med. 107. Or. 609 e gli Acta Barbari dove il testo ha i^ijxpev e gli Atti latini exiens '). '

Di più l'autore del nostro martirio fa pregar la santa tocca questo fuoco e spengilo
:
' '
;

sicché il suo è^fjl^ev, può sembrar adoperato nel senso di 'se ne andò, venne meno '. :

Ma bisogna aver presente che non soltanto s^fjX&ev ha un riscontro notevole in Daniel.
8, 23 rovg fxiv ovv àvÒQag xxX. è^eXdovaa t) cpXò^ ex xfjg nafiivov èvtJivQios xal àitéxxeivs (seb-

bene qui l'uso della parola appaia giustificato dall' «;<; tijg xa/.ch'ov), ma è conformato
dall' uso del V. T., per es. Exod. 22, 6 iàv òè i^eX^òv nvg svqij àxàv&ag xxX. si egressus '

ignis invenerit spinas etc. Vulg.


'
19. sTiiavaaxàv'] è suggerito dall' exurgit degli Atti ' '

Vallic. Gli Atti Urbev. (' exurit ') potrebbero suggerire s:^[ac§wv~\ o i Mombr. (' qui pa-
ratur ') hloTfiov}. 20. L' exurit super me
'
degli Acta Urb. può essere un malinteso
'

dell' ÈJiàvw ftov che significa piuttosto contro di me (v. Sophokles, Lexicon, sub voce
' '

ènàvco) ; ma anche qui è da tener a confronto il passo biblico or ora citato. Il supple- —
mento sji' èfié (cfr. Psalm. 40, 12) è preferibile per lo spazio e la collocazione nella frase
al semplice ixoi degli Acta Barbari sopra citati. 1. [fi\ì'jjioxe. —
22. Per u>g òvófiaxa cfr. ad
es. Acta Apostol. 1. 15 Apocal. Ili 4 XI 3 e Pap. Cairo 67002, p. 2, 1. 9 (Maspero, p. 9).
;

23. Si potrebbe supplire anche naQ\aoxàvTEg jiaglsaxàreg, jiaQ[aaTadévxsg o anche jiaglava-


,

jiavófjEvoi, se si pensa al quiescentes cum ea del JVIombrizio, che in questo luogo ci


' '

dà la lezione pivi vicina a quella del papiro. Sopra y.v manca la solita lineetta.
24. Urbano, nominato anche a 1. 7 e a 1. 12 come padre della santa, a 1. 20 coli' appel-
lativo xvgavvog, e che negli A. Urbev. e VaUic. è detto magister militum ', nei Liber. '

'officio index', non par che sia l'Urbano, prefetto di Palestina, cui ricorda Eusebio (De
62 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

martyr. Pai. 3, 1 p. 910, 2 sq. Schwartz), sotto cui a Cesarea subirono il martirio Teo-
dosia e Ulpiano, entrambi di Tiro. Egli ebbe per successore un Firmiliano (ib. 8, 1 p. 925,
9 Schw.), mentre negli Atti latini al nostro Urbano è assegnato per successore Dione.

AcTA Vrbevetana.

Diamo anche dal citato volume del Pennazzi il testo degli Acta Vrbevetana con
tutte le varianti degli A, Vallicelliana e quelle più importanti dei Mombritiana.

Desiderasti enim manducare carnes filiae tuae, ecce ante oculos tuos sunt po-
sitae (1) iam accede et adora Deos; sin vero non vocaberis filia vtea (2). Quod
si non sacrificaveris, inferam tibi saevissima tormenta (3), et non te eripiet ille qui mor-
tuus est (4) a ludaeis, quem tu Sancta autem Christina respiciens in caelum, dixit
colis.
ad Urbanum, : Omni (5) quia filius Dei vivi, lumen
malitia replete impudicissime, ignoras
veritatis (6), Salvator mundi, descendit de caelo et removit omnem malitiam tuam, a
me (7) et salvai nos. Nùnc propter eum. qui me salvat Christus (8), haec sustineo, et
vincam virtutem tuam et extingicam lumen tuum. Pater autem eius non ferens eius
iniurias iussit afferri rotam et alligari Sanctam Christinam et sub rota incendi flam.-
mam et sterni sub ea Ugna (9) et oleo infundi ignem, (10), ut celerius finiretur. Chri-
stina autem (11) alligata in rota, et cum giraretur rota (12), conquassata est et dixit :

Benedico te, Deus (13) meus, qui in caelis es ; gratias tibi ago, pater (14) meus lesu
Chrìste, noli me derelinquere in hoc certamine, sed extende manum tuam et tange hunc
ignem et extingue eum,, qui exurit (15) super me. Haec dicens Sancta Christina exiit
ìgnis subito et Inter fecit animas idolorum (16) m,ille quingenlas ; et erant angeli Do-
mini astantes et (17). Urbanvs autem iussit eam deponi de rota et interrogavit eam
dicens : ....

(1) desiderasti- positae : oin. A. Vallicelliana. — (2) non te vocabo filiam meam
Valile. — (3) poenas magnas Mombrit. — (4) qui occisus est Vallic. — (5) ignoras
certe Vallic. —
Salvator Vallic. — (7) tuam et salvat Vallic. — (8) Christum
(6) et
Vallic. — ignem sub rotam, et oleum superfundi igni Mombrit.
(9) et (10) oleum —
infundi in ignem Vallic. — (11) autem est Vallic. —
(12) conquassavit totum corpus
eius. Beata autem Christina respiciens in caelum oravit dicens Vallic. — (13) Dominus
Vallic. — (14) Domine meus lesus Christus Vallic. — (15) exurgit Vallic. qui pa- ;

ratur contra me Mombrit. — (16)


animas idola colentium Vallic. — (17) et erat S. Chri-
stina quiescens supra rotam quasi supra lectum bene stratum erant autem angeli Do- ;

mini quiescentes cum ea Mombrit.


28. tavoletta magica 63

28. Tavoletta magica.


Aschraunén (cm. 2oxi8) See. III-IV(?)

Questa tavoletta di piombo, di forma ovale, di scrittura cosi legger-


mente incisa che la lettura n' è faticosa, contiene formule d' incantesimo
che, come tutti i documenti di questo genere, anche quando la scorrettezza
dello scrittore e la mancanza di nesso sintattico non vengano come qui ad
aumentare l' oscurità, abbondano di parole incomprensibili per noi e certo
anche per chi se ne serviva, benché appunto in queste, secondo l' inten-
zione degli iniziati, dovesse risiedere la forza dell'incanto. A parte tali pa-
role magiche {scpéffta /(fa/ijMara), abbiamo qui nel complesso un alternarsi
di invocazioni a deità e spiriti celesti e infernali, con quella mistione di ele-
menti egizi, greci e giudaici che è comune nell'età del sincretismo, e di
frasi che espongono il fine per cui le invocazioni son fatte ; frasi che
hanno stretta analogia colle formule magiche usate negli incantesimi
d'amore, note già dalle Tabellae defixionum (Audollent, Defixionum Tabellae
quotquot innotuerunt etc, Paris 1904) e dai papiri pubblicati dal Wessely
(Denkschriften d. K. Academ. d. Wiss., Wien, voi. 36 = I, 1888 e 43 = li,

1893), dal Kenyon {Greek Pap. in the Br. Mus., London 1893), dal Parthey
(Abhandlungen d. k. Akadem. d. Wiss. Berlin, 1865).
Quanto all' età da assegnale alla tavoletta, le difficoltà per determi-
narla in scritture di questo genere sono, come è noto, anche maggiori che
per i papiri, i documenti simili
essendo troppo scarsi da confrontare. Le
due piombo, edite dal Boll (Griechischer Liebeszauber
tavolette, pure di
aus Agypten auf zwei Bleitafeln etc, in Sitzungsber. der Heidelb. Akad. der
W., Jahrg. 1910, 2 Abhandl.) sono esse stesse di data incerta e delle molte ;

tabellae dell'Audollent soltanto un


possono datare, e non
piccol numero si

con troppa sicurezza. Della nostra diremo soltanto che non ci sembra più
recente del quarto secolo ne più antica del terzo.
Non è raro il caso di trovare in mezzo alle formule magiche trimetri
giambici o esametri o almeno tracce di una forma metrica originaria ; e la
tavoletta comincia appunto con quattro trimetri, evidenti non ostante le
scorrezioni. E chiaro che l' invocazione iniziale si riferisce alla deità che
riuniva in sé le attribuzioni di Arterais Recate e di Persephone. Su questa
identificazione di Artemis dapprima con Recate e più tardi con Persephone,
e sul suo potere di rimandare tra i vivi le anime dei morti, vaxvdai- i

[.lovsg esecutori degli incantesimi, cfr. Roscher, Lex. Myth. s. v. Recate, I

pp. 1893-1898.
64 PAPIBI BULLA SOCIETÀ ITALIANA

Quanto alla distinzione da noi data delle parole, quando si tratta di


parole inintelligibili, s' intende che ha un valore soltanto per i molti luoghi
dove è stato possibile il riscontro con simili formule già conosciute. E
poiché i riscontri da noi fatti non possiamo assicurare che siano completi,

anche la distinzione delle parole potrà essere qua e là modificata. Utili


suggerimenti e correzioni ci hanno comunicato E. De Stefani e G. Pasquali.
m. n.

1 Czvyvov (^xoTovc sÓQadfxa %aQ%aQO-


2 (Xzofxa GxvXa§ ÓQaxovreli'^e zQixagavog zQiiftj

3 xev^fXcovoàiTa fxoXs TtV£Vf.iccTìj?.aTa Gvv sqìwgiv


4 TTtxgaig f-iaGri^iv iqyQKxìUsvaiq SquxovtsG ibqoi f.isv-

5 adeg (fQixrs xoquì [xoXe zaig [errajoióag rag e/xag ^vfxovfxs-


6 rag tvqiv tj f^is avayxtj tovtov sxTiaiGai xa tqwttiij TtoirjGov ttvqGottvsv-

1 Gtov àaifxuìv axove xai nvr^Gov anavra tv Taxi ógaGai firjósv svavri-

8 oo^sig Sfxoi vf^itg yaQ sciai Tì]g yaii]g aQ[x\'tiy£Tai aXaXa%og aXXijxaQiiaii
9 /nsvsvg [xayifisvevg a^ivsfx^rjg aGra^a^a^og aQta^a^a^og o)xovf.i

10 (fXo/ii Xoy%a%iva%ava ^ova^ar^X xai Xvxar^X xai ^sXia/x xai ^sXevì]a


11 xai Go%Go%a(i GOfxoxav GoCoxafi ov^axa/x ^av^axa/J, Gvsddovx óia tov-
tov TOV

1. Leggendo oivyvovg xótov? potrebbe dipendere da TQscprj, se rQs<pe, 1. 2: per lo scam- =


bio tra j; edMayser, Gram. Pap. p. 62 sq. e cfr. Audollent 188, 13 nagaXaprj (=: -la^e)
s V. ;

16 X 10 òrjaazt] {= -aate). Quanto al senso cfr. Wessely I p. 103 1. 2340 rjxeig oQyia&rjn
nagdevs, e 2326 oQyia&rjxi. nag&evE xuQxaQovxe. Si potrebbe anche intendere axvyvov axózovg
i'ÒQaa/iia e a 1. 2 oxQé(ps ; ma è chiaro che voler ridurre a conformità di buonsenso tali

formule è impresa disperata. 2. axvXa^. E noto chn anche nella poesia gli axilaneg son

posti in relazione con Hecate (Theocr. II 12, ApoU. Rhod. Ili 12. 17, Hor. Sat. 1 8. 35,
Tibull. I 26, B2) : nei papiri magici è detta oxvlaxaysia (Wessely I p. 112 1. 2722) o sim. :

p. es. o/t/^a òe aoi ravQuuiov e^sig axvXaxwòea (pcovrjv, (Wessely I p. 115, 1. 2809 sqq.) : ma
è strano che la dea stessa sia detta oxvla^, come qui parrebbe, essendo tale appellativo
in mezzo a epiteti riferibili tutti a Hecate-Persephone, né credo sia da pensare a Cer-
bero invocato a 1. 21. Per ògaxovxEXt^e cfr. Soph. Rhizot. fr. 490 Nauck axE(pavcoaa/^évt] òqvÌ
xal TilExxdtg w/iàiv ajiEiQaiai ÒQaxóvxcov ; Wessely I p. 80, 1402 sqq. xgixaQovE vvxia ^oq^oqo-
(poQ(ìa TcaQd-evE xXeiòovxe nEQOE(paaoa xagxaQov xogrj yogyojti òeivtj jivqi ògaxovxoCovs nai. V^edi
anche p. 107 1. 2522 sqq. agxEfii jiEQOEcpovr] ... xQixagavs oEktjVT], e cfr. p. 108 1. 2546 e p. 115
1. 2814 sqq. — « XQixaQavoaxQEcprj (= -xQorpE) ? » De Stefani. 5. « iioIex aig (= sg) ? » De
Stefani ; ma cfr. Wessely I p. 49 1. Vindice s. v. /xoXsTv) e
199 ixoXelv Efiaia aoiSaia (ma r.

p. 118 1. 2927 fxoXE xaigò' snaoLÒaig. 6-7. Forse JivQOojivsvaxov dai/nova (dipendente da exjzei-
aai) xove, Hecate deve muovere il demone spirante fuoco a compiere l' incanto xove è :

interiezione che occorre anche altrove nei papiri magici, dove però son comunissimi
axovE, àxovexe, dxovaaxs etc.
28. TAVOLETTA MAGICA «5

12 vaixvovòcaiiovoq (fXe^ov tr^v xagótav to rjTiaQ ro nviVfia yoQyovia TjV ca-

cuixtv viXoyevia
13 tn tQWTi xcci (fiAiu aoyiuc YjV antxtv lauQa xaxuvayyuaaxai yogyovia TjV

ui'csxfv viXoyi-

14 viu filrj-^vat aocfiia r^v anaixtr iGaQcc hc to (icekaviov xac ysvov ^aXa-
vcùGav xavdov tioiqcd-

15 aov (fXs^ov Ttjv IfJvxTjV tijV xuQÓiav to 7j7taQ TO Tiviv/xa STI tQuni Gotfia tjv

aiTsysv iGaga a^uTt


Ifi yoQyovia iji' aiTsxsv viXoysviu a'^ccTf avnjv ^aaaviGctTi avTijg ro Go)[jia

l'vxToc xai tj/xaigag óafxaGa-


17 Tca avTTiv fXTrrjÓTjGr^ sx navToq tottov xai naoifi oixiac (piXovGa aocfia IvvJ
ijV anexiv cGaga sxàoTi^v ccvtìiV

18 wg óovXì]V eavTTfjv at>Tij TragtxovGa xai tu eavTr^g [xJTV^fxaTa navTU oti

TOVTO IttXi xat tTiiTUGGi o fi.eyag

12. Il vexvóai/A.(oì', lo spirito del morto, nella cui tomba veniva sepolta la tavoletta
votiva, poteva essere scongiurato così a rattenera la forza dei cavalli nel circo (xazà-
òtjoov tòv ÒQÓftov, Tr)v òvvufuv, zijv zaxvtrjxu, ttjv AudoU. 235 1. 9 sq. 237 1. 8 sqq.
ófjfirjy

239 1. 8 sqq. 240 1. 7 sqq.) come a compiere amore (Wessely I pp. 53-54,
incanti d'
11. 361, 368, 397 etc.), o a farsi servo del mago (Wessely I p. 95, 1, 2031 sgg. e^ogxi^a)
OS vexvdaifiov... JiagaoTa'&Tjvai fiot... xai ;f(>?;^aT«oaj fioi e 1. 2060 sqq. e^ogy.i^co... jiagaysvso'&ai
jtoog F./iF Tov ÒEivu xai avv&sia^at (a-oi to diaxovrjaai). 12 sqq. Qui è esposto il fine dello
scongiuro : a) xavaov, nvgcoaov zrjv ipvj^r/v etc. ; 6) xazavuyxdaare èxjzrjòfjaai ìx ti. etc. ; C) sxòott.

avztjv ég formule per cui ci sono molti riscontri ne cito alcuni dal papiro
òovltjv etc, :

parigino, Wessely I p. 83 1. 1528 sqq. xai xavaov avzr^g za njiXayxvu zo ozrjdog zo ijTzag zo
3ivevf.ia TU ooza tovg (/.vekovg e<og eX'&ri Jigog e/ns tov óeiva (pikovaa fie e p. 107, 1. 2490 xai ex-

òica^aaa avzr/v ano navrog zonov xai Jiaarjg oixiag a^ov avzrjv ade jzgog s/iie zov òsiva etc, p. 54
1. 381 xai avvavayxaoov zrjv deiva vjiovgyov sivat fiot. Vedi anche Audoll. 271, 43 sq. jtoitjoov
uviov o)g òovkov avzr] sqcovzu vjzozEzuyih^vat. Inseriti quasi parenteticamente tra queste for-
mule stanno i nomi delle persone che hanno attinenza coli' incanto : FoQyoviu, ì]v k'zsxev

Ndoysvta, e 2'o(pia, ìjv k'zsxev 'laàga; le quali sono, secondo l'uso di queste formule, de-
terminate per mezzo del nome della madre (cfr. Wilcken Archiv. 1 p. 423). Le formule
erano fisse, cambiavano secondo le richieste degli illusi qui, come spasso
i nomi si ;

altrove, sono posti in mezzo alle formule magiche senza aleun riguardo alla costruzione
della frase e sempre in nominativo anche dove si richiederebbe il genitivo e l'accusa-
tivo. Comunemente c'è anche la frase rlOeXv oppure Tiagayeréa-dai Jigòg g/.ié, seguita dal
nome della persona che fu ispiratrice dello scongiuro. Qui non si intende bene se l' in-
canto debba aver forza su tutte e due le donne per opera d'una terza persona o piuttosto
sul!' una per opera dell' altra. Non solita è la frase (ìlrjdfjvai elg zò jìalavetov xul yevov
(inldvtaoa per la quale si può forse confrontare PParthey II 49 /iah sig vjioxavozgav §a-
kavMì) e Wessely II p. 36 1. 477 jialr Fig vjtoxavozrjocov §u).avemv dove però non si tratta ;

di gettar nel bagno la persona, ma un oggetto simbolico. 18. ozi zovzo ééket xat èm-

Pap. Soc. ital. I.


66 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

19 ,>£og latrava ovovGiov i + sv^avxoìxaivxov scox a€ì]iovo) lagrava ovGiovaiov


i + osvTiexx^ccSsi
20 avrovxàO) aaìjiovu) ava§ /.laxag a^avarov laQtagov GxrjrcTQa kcc^wv atvyvovg

Ó€ ósivìjg
21 (fo^egag xai ^iaQi]a tov li]^ì^g a* arre nixQaig xqsiliovci xe(j^tQs /ezrat Gv

T sQvvvcav [iaCTiyyog tvìfio-

22 ^ovg uì]Gi:ig tu TcsQGscfovrjc Xsxtqu Gag (fQivag tsQnag orar en svvaig raig

Tio^ovfisvaig
2b x^Qoig iiOa (fi}icov Gaganiv ov iQ£fu xoGf.iog làs Gè oGcgiv aig tq€[ài eyvmov
yan^g coi yag òiaxcog
24 fGiiv naig Go(fog xai naGGog à kGxiv anwl^ig evGt^rfi (JjÌJ^itwv xtjqv^ óìvqo

sXi^s %ag £f.iag yvumag


25 TsXei STiiGo) xQVJiToig roig eyco Gvv^oXoig xXv^m axaccfoìO^o)^ co airjiaijai laì^air^ia

(tìx^to^ ctì(fiaxoc

26 sfiev ^uQaGi^QOfiovai i.i(i)vGvfi(fiQig zo(pa^fiid^u)QÌ)yibnai^u GaacabìevaGe ev-

^TqQOv^a af.iìjv ovga-


27 Xig G(a!/aXig GOì^a fiov (ìaxxQax^aGinovQ ax^Q aQafiexQ£i-f-it£ l^oi -U-lii + ila(ia

+ Qa^OV^Xl,§U}Q(fl^

28 Coc/ievr]^ CàyaQara xixfccQtavva avve SQsGxiycxX 7iX « avyag^ * ^oO-i^wijaXi-

zdaasi etc. cfr. Wessely I p. 97 1. 2093. Seguono poi i nomi dei demoni e degli dei in
forza dei quskli si compie lo scongiuro. 20. aefjiovo). La serie delle sette vocali, usata
frequentemente (Wessely passim ;
PKeuyon p. 68 p. 123 etc. : cfr. Wessely, Bericht ùber
griech. Pap. in Par. u. Lond., Wienor Studien 1886 p. 9) nelle formule magiche tra /^ap-
jSuQa òvófiara di grande sonorità ed effetto (cfr. Wessely I p. 85 1. 1609 EJity.aloviAai cov
za lEQci y.ai f/eya?.a xai xQvnra ovof^iaia oig /a(ge<s uxovciv), può essere derivata da forme vo-
caliche dei nomi dell'ente supremo (lao Cannes) Roscher Lex. IV p. 360. 23. Cfr. Wes-
:

sely I p. 50 l. 244 sq. ovo/j.a tov Tvcpcovog ov tQ£/.ui yt] (iv&og al'òtjg ovgavog ; id. II p. 242
1. 43 sq. 26. ayaicpw^. etc. cfr. Wessely
463 aAAco? xo ovo^a
I p. 94 1. 1986 e p. 56 1.

ayai(pw& etc. Nel pap. Parthey è dato anche il numero delle lettere della formula ygà^i-
/Maza ?.C der Spruch ist anagrammatisch um ein centrales a geordnet ayai (pcodmOw airj
' :

Itti] (a I
a I
a( rjut rjia a>&o}&co<p laya. Nella nostra tavoletta è diverso l'ordine [ai-ia) delle

due coppie centrali. 28. eQeayjycd (Roscher II 1584) deità del mondo sotterraneo, d'ori-
gine babilonese, spesso invocata o anche identificata eoo Kógr] (AudoU. 38 1. 34 Koqi] Eoso-

X'j-aA ; P Kenyon 79 1. 426 etc). Quanto agli elementi religiosi babilonesi nelle formule
magiche cfr. Roscher IV p. 361 sg. C. Bezold e Fr. Boll, Reflexe astrologischer Keilin-
schriften bei gr. Schrifstellern (Sitzungsber. der Heidelb. Akad., phil.-hist. Klasse, 1911,
7 Abhandl.ì.
28. TA VOLUTTÀ MAGICA 67

QVViVXVVOQO
30 aXiq amO^eoìi) dctìSexaxiaxr^ axQovgofioQt aw » , gov utaovxia gavox uvox figir-

xavÓQccc XV fi*
31 axciX^ai^Qccril sfia^QipLu XQW^'^ aodxQaxt*^ HaixovGaXr^vuGuvtatxoXuq aw-
QiavyaQfiaSovQi:
32 iiouGuQaovX Gci Qov x« Giaic Q(>}Ì,uxc<qqoì i^i^i^ccq^uX Go^ovxoìGiQovù) caaCi]X

ajiaóaon » »

33 iw^aófo cov^sQjiacGO} x^oo v v v (fOoo^aXXaixax Z«/W«?Z<"<^ fiaGaga ^a^agag


V£[i7iaGxioiì^[**]

34 (f,og(poQ cv^^f v^f x^X X^X X^X xccTavayyaGaTai yoyoviu tjì' axaixev viXoysvia
^Xìjà^r^vai Go-

35 (fia ijV auaixtv iGaQu sic tu (iaXaviov ainr] vai xvgit jiaGiXtv ;(i^ot'tcrn'

^fwv xavGov 7rotgo)[Gor]

36 (fXf^ov tr^v tpvxTjV zì^v xagócav zo r^nag zo nvevfia yogyovia rjv aizsxiv

viXoysvia an sgmzi {xai\

37 (fiXia Gocpia rjv aizfxsv iGaga a^azf avzr^v yogyovia ^aGaviGazs avzìjg zo
Gitìfxa vvxzoc xai
38 rjfiaigu óa/.iaGazai avzrjv fxTrrjóijGai ex nuvzog zottov xai naGi^g oixiag <fi-

XovGa Go(fia rjv aizs-

39 xtv iGUQu fxóozTjV yogyovia «$ óovXzjV a[av\zr^ nuQaxovGa xca za aainr^g

xzrj/xaza navza
40 vai xvgia fia(Gi)Xsv x^ovioav ^acov GvvzaXsGov za [syy]ayQa fi flava toj naóaXuì
zovzov OZI a^ogxi^b) Gai

80. uxQovQo^oQog o semplicemente ovgofioyog o simili (che divora l'apice della coda) è
epiteto frequente nei papiri magici riferito talvolta a Sgaxcov (per cui occorre anche
l'espressione ògaxmv òay.von' xt]v ovgai' PLeyd. W. 2, 5, 6 xvxXmregcog vrjv ovgav f/wv ev zw
;

oxoixati P Leyd. V. 6. 28 : Wessely I, ind. p. 166, talvolta alla luna (Wessely I p. 138 1. 441
òcùòsxaxiatì] ay-gov/joge [sic] 748 sq. e p. 52 1. 965 sq, Audoll. 41a
e cfr. II p. 45 1.

1. 7 sq. axQovgo^oge EeXtjvyi). R Wiinsch, Antike Fluchtafeln p, 5 nota das ist das aus :

aegyptischer Vorstellung genommene Bild des in 8ich selbst zurùcklaufenden Jahres ;

v?o es mit Selene zusammen steht, ist es ein Bild der sich zum Kreis schliessenden
Mondbabn. — xov^i ? ed è da confrontare Me 6, 41 ? 34. <pogcpog cfr. Wessely I p. 96
1. 2060 ; II p. 44 1. 726 ; PKenyon p; 105 1. 659 ; Audollent Ind. VII p. 514. 40. 1. ow-
xékeaw ra syysyga/ifiéva tw tisiùXo) zovtu), oti i^ogy.i^m ae e cfr, PKenyon p. 76 1. 358 ygaqpszai
em fiohì^ov jiszakov ; 91, 216 sq. Xa^cov jiexuXov xaoaitf.givov )^aga^ov ^aXxm ygacfiw, etc.
68 PAPIIU DELLA SOCIETÀ ITALIANA

41 zov oXor xoajiiov aQXi]r /iiav iieiisgiaiisvov ^oo^aga^av aeneaeiXun + aa-


CijSiyl Ga^ar^(f^(x) iati) laov

42 la ^vrjO^ìjtiì asìjiovoì nav%ovxi'^f^(^(io%a(oi> (fQì^ ini%ev§u)Q GiG€vy€V§aQ(j^a-

QayYTqg (oXafx^oìQco *

43 £Trarj(Ta as O-w^avGOoì layj^ti) Gov ^oov óiti)[.ir]fxov7iai] axovCìfi tìjc detjGsmg

aXXa 7ioiì]Gov yoQyovia ìp' aitai-

44 x£V riXoysria xaravayyaGor avTìjV ^Xrjdrjvat ao(fJia ìjV airsxsv iGaga sig

To ^aXaviov avzf] xavùov nvQtiìGor

45 (pXe^ov Tì]v xagóiav tu i]TTaQ %o 7vr£V[.ia yugyovia r^r airextv viXoysvia stt

8Q(ini xai (fcXia co(fia r^r aixs-

4fi X8V iGaga en ayad^tiì ^oXxo^ìj yovni otp^ìj xavGov nvQtiìGov rrjv ìpvxì]v iì]'ì'

xaQÒiav TO ì]TTaQ %o ivrtvfia

47 yogyovia i]v ezsxsr viXoysvia en squìzi xai (fiXia Gocfia rjv airaixav iGaga

ori TovTo ^sXi f^tsyag

48 ^£og axx^Q f^XX^Q ^XX^^X n%ov\xixaxx^i x^Q^X'^XX^ 7izoviJiì]X(')Qa x^Qf^X^Q^^


movili
49 fiì]xa)xa7iTOV yaqax mot'xaXX^ x^Q^X^^ otsvaojxev xai GiGig QwGiGi (fSQfiovxxi

ovùo QagovìjQ

50 ajÌQaGa'^ ifvovvo^oi]X oxXo^a^aQax ^oaf^aQixa^i * « or xaXovGiv (ìaxafi xr^^x

xaravayyaGaTKi yog-
ol yoria r]V airaixer viXoysria ^X^j^ì^vài, Gotpia rp' srsxsv iGaga sig to ^aXa-
vtov avzij (fiXr]G£ avzrp' (fiXrgov

52 rrOi'/ov sgmri axaianavGTbì ^rjvoìQ^rjv x^rjvcoQ nagi.iagau)ih xgarsoxoi gaóag-


daga^iw ^tw x''^^ X^^

53 GiGe^i^gi^x ')]Xl^^QVX Z«Z + f;" + ^'^o + fuggì] zaAa%«()£()fTft)(»%f «(»«,(( + /iw +


iMaXaxìjgfiaXa

P Kenyon p. 77 1. 366 al. e AudoUont Ind. VII p. 512 sq.)


41. 2e/j.sasda/j. (cfr.
'
Dàmon dessen hebràischer Name « evige Sonne » bedeutet (Roscher). 47. or» rovro
'

deh etc. Per la formula più completa vedi sopra la nota a 1. 18 e per i l^dg^aga òvófAaxo.
{axywQ ay_. etc) Wessely I p. 49 1. 2S8 sqq. 50. a[ÌQaoa'^ nome del dio supremo nella
letter. gnostica (cfr. Pauly-Wissowa p. 109), comunissimo nei papiri magici. Per cpvovvo- —
^orjk cfr. PLond I p. 72 nota a (pvovvoy&oviog. 51. qjdrgov cfr. Preisendanz, Ein ìieuer
Liebeszauber I. 21: o?.ov ztjg ucotjg avrov xQovop cpilr) ,ue Ndo; (pdrgov aio)viov, dove rpdzQov
aioìviov = in ewiger Liebe.
28. TAVOLETTA MAGICA - 29. FAPIRO MAGICO 69

54 xi§r^oi)vXi')c( yaQa^qa Ow^ùìO xavaor ttoiqoxjov rrjv IpvxW *'/^' ^«P^^'"*' ^^

tj/TUQ %0 TCVbV-

55 f.iu yoQYOVia rjv aitéyiv viXoyi:Via sn tQoni xui (fiXia GO(j.iu r]V anaixtr
iGaqa (fiiXxQOV rroOor *

5B sQOOTi ijvoìqì/ìjVmq a^gaffa^ m^ga mv^Qi] (fQì] aQGero(f.Qì] a^aQifia fiagsft-

57 g^av tjkis fieXioi'xt f^isXixsTWQ ^leXtyevsGTUìQ iinj*- a^^Xava^avaXfia axganna


58 x'^f.ifiaQi GtGtvyiV^aQifaQuyyr^q* a'iov yooyovia ì-jv antxtv viXoytvia tni zov £-

59 QcoTog Go(fia i]V aizsxer laaqa xavGuv noiQwaor tì]v IfJvxrjV zrjì' xagdi-

60 [av] TO rjTiag zo 7rvevi.ia xaof.isvi] nvQuvfisvr^ §aGavi^oiitvi] yoQyovia

61 7]V aixeyev viXoyi%ia toìg av ^Xi]i/^7jvai Coqia ì]V airexèv i(ia\Qcc]

62 <c To ^aXarcor xui ytvnv (iaXariGGav

66. aQosvotpQT) forse per oaoQvoq?Qì] : PKenyon p. 68, 101 sq. e 114; Wessely I
cfr.

p. 71, 1. 1078, e ved. AVilcken Arch. Ili 249 {Sarapis nnd Osiris- Apis) disse enttonte Form
:

oao(j begegnet auch in zahlreichen anderea Kompositionen etc. Vedi anche PKenyon
p. 76 1. 353 oowQvoqjQi 1. s/i(fQr], 356 sooQvaxpQi, e Roscher II p. 3081 sq. 57. PLond I

p, 65 Zev ficd^a oafjani ^isXiovys fisP.txsQza fie/.r/svsTcoQ. Vedi Wessely, Bericht ùber griech.
Pap. in Par. u. Lond. (Wiener Studien 1886) p. 12 sq, e AudoUent p. 42 sq. (ad 21, 32).
57 sq. Per n/S/.avadava^^a axQafifiuyannuQi {-gei) cfr. PKenyon I p. 67 1. 63 nota, e Audol-
lent Ind. p. 507 sq. 58. ngaevyev^. V. Audollent Ind. VII p. 499 sq.

29. Papiro magico.

Oxyphynehos (cm. 20x12) Sec. IVp(?)

Anche in questo papiro abbiamo la solita mistione di elementi ebraici


e gnostici. La dottrina dei vari cieli fu sviluppata particolarmente dagli
gnostici Anz, Zur Prage nach dem Ursprung des Gnostizismus, 2'exte
(cfr.

und Untersuch. XV, 4, pp. 20 sqq.), e a questa si riferiscono le prime linee


del papiro. Gli elementi ebraici (1. 11 sqq.) sono sempre frammisti agli gno-
stici così 7aù), la^aó)^ e 'Aàcovaiog (nel pap. Aóuìvat) sono tre delle sei
:

emanazioni di ^laXda^aé^, enumerate dalla dottrina Ofìtica, che è una delle


prime forme dello gnosticismo (op. cit. p. 11). Per i nomi delle divinità
soprintendenti ai vari cieli {àoxovrsg), come pure per quelli delle altre di-
vinità speciali soprintendenti alla neve, al mare etc. (11. 8 sqq.), non abbiamo
potuto trovare alcun riscontro. E la scrittura intricatissima (vedi il fac-si-
raile) non ci permette di dar per sicura la lettura di alcune parole, e spe-
70 PAl'im DELLA SOCIETÀ ITALIANA

cial mente d' alcuni nomi che non conosciamo da altre fonti : per es. al. 5
i<fia(f, a I. 8 Tsl^Vj ed sdavuìd^, a 1. 11 ^ifxaóav {^iai.ioav?) etc. Anche mag-
giori lacune e incertezze restano nella lettura delle linee aggiunte in tri-

plice colonna sotto la formula magica in calce al papiro. Chiaro e sicuro


è, tra la prima e la seconda testa umana, un nome IlavXoc 'lovhavóg. :

l. e.

tmxuXovf^ik Oa o xui/^ìjf^itvog tui rrjg u[iva(G)ov fiv^a^ smxaXovnis)

(Ts TOT xaO^rjfievov ev tco TVQonw ovquvm (xaQfxaQiiX


{sTri')xaXov(xe dt o xa^rjfievog £V t« ^ ovQavw Qct(pai]X

s7TixaXov(.is Gì x«>>ry/.ff|(7]i'oc sv toì y ovgavu) aovQirjX

5 STTixuXovfia Gt o xa^rji^isvog ev reo à ovqckvoì i(fta(p smxaXov-


|/oii|uf Gf o xa^rjfievog £V tw ovquvu) enit*** smxaXovfis Gt cor
£V Tw ovQcevw fÀOVQia^a smxaXovfie Gt <> xaO^rjfisvog

sni %ov xiovog rtXCì] emxaXovfia Gs adavwit xov tTii zr^g

^aXaG(G)ì^g sntxaXovfxa Ga GuayayaX xoiy) ani zwv ógaxovTon'


10 a7TixaXov(ia Ga Ta§i*Qa o ani, tuìv noTaficov anixaXovfis Ga

jiifiaóai^t anixaXovna Ga x«<^?«oyr n xa&rjf.iavog av i-iaGoii

cov '/^aÒQaXXov fiaGov zoìv avo %uQOV^i xai Gagacfiv Vfivi-

Xoyov(v)to)v tov XV Gt TtaGrjg (G)zQazirjg zrjg vtto top ()(v}Qavov aSoQ-


xi^o) anag navrag xaza zov iJ^v zov AjJQafi xat iGaxa xai lax^^ iva
15 iiov vnaxovGzjza Aa#** **»*(»»##,«*» ojr xai Tragaf^iiva

[fx]oi xai àùotjGzs [xoi xaqizav xat óvvafiig |a{| xai vtxtjv xai

V* a{f.i)7iQ{o)G0av 7Ta(v)Tù)v avóowv fiixQmv xai {iayaXwv noi xai


[xuvaxoiv xai GzQazi(iì{zuì)v xai |xat| nayavav xai yvvaxuiv

xai xoQaGiwv xui TraóiMV xai na(^v')zbìv za^v za^v Sia zì]v

20 àvvai.iir zov lam xai zrj»«-*i zov 2a^a(o>'/^ xai zo avóvfia

z(o}v a,i»(iì\^ xai zo xgazog zov Adoìvai xai zov Gzacfavov zov Aów-
vai óoza xai /xoi xaqiza xai vixrjv a{fi)7iQ0Gi)-£V navTO)[v]

xat zayai^a óogrifiaza^. p^ap/ffov zo) aX^avai/avaX^a


xai axganaxafxagi xat àia zovzo ov nuQaxaXuì xai a'^og-

25 xi^ù) vi.iac iva óoza x^Q''^ ^^' vixrjv xai óvva/iiv xai nvav-

/xa naga zov àiaótjfjiazcoifiogov zgizoxaQizr]G7jVzov za-

XV OZI a^ogxt^u) vfiag lao) 2a^ao)^ «w 2a^aw^ w 2u^ai»0


2a§atì)d a^aiai)^ ^ao)^ «««> w.'/ ^
29. PAPIRO MAGICO - 80. AFFITTO DI TFBBFNO 71

TiagaTOìTisvo)

30 /xaTr^T)/ xo0/xrj- nav


G€ o « * « » i^iag Xoc ì^oqxiCm vfiag xa-

xai sntxaXov- lovh- ta zov !/v rov

/xs xai Ttagaxalu) avog GagaxciìjX rov

xai f^OQxiCo) ^iha/^i

35 vfiag iva /lov ****** ^ xai rov TToitjaar-

naxovCrjTs **»**«.* ^ ***** ^ rog roi' ovQavov


\diadì]fia\Tw(f,oQov « aa^a'J xai zìjv yijV

[
„#^ ]«{»/,*« ry vfiaq xai Tiaiv^TU xata
T********1'
XC(/ r- ***** *

1. Sarà da confrontare il solito à(]vaaov jìv&ov, per es. Wessely II p. 1345 1. 2.

2. ftag/nagì]?. Wessely II p. 70, R 9 1. 16 sq. S' aspette-


3 (sec. IV). 14. I. vfiag.

rebbe Hai ^ivBvfia (cfr. 1. 25 sq.) ma manca lo spazio per questo o altro nome, a quanto
;

pare. 20. Si aspetterebbe r.rj\ì' yaQiv oppure Tri\i' vtxtjv, ma lo < finale par sicuro forse :

z>] la/ìu? 21. oa,MWj? ? ed è da confrontare oa^fio) "Wessely II p. 40 1. 648, nn/^evojd ib.
p. 55 1. 7? 24. Cioè ovv. 34. Cfr. (hha/i n» 28, 10.

30. Afflitto di terreno.

Hermopolites Nomos (cm. 27,5 x 14) A. 82P.

Heleue, figlia di Hermaios, assistita dal marito Sarapion, il 27 Settem-


bre 82 (secondo anno di Domiziano) dà in affitto a Eutychides, figlio di
Eudairaon, 14 arure di terreno nel villaggio x della toparchia IJacQij dvw,
per 6 anni. Essa ha già ricevuto dal fittaiuolo canone complessivo, 75 ar- il

tabe di grano, e gliene rilascia quietanza col presente


document©, che è
dunque una ixitìHanoxrj. La proprietaria deve pagare le tasse il fittaiuolo, ;

oltre il canone, deve fornirle, nel mese Epeiph (25 giugno-24 luglio) del-
l'anno sesto ed ultimo del contratto, altre 18 artabe di grano (probabilmente
le artabe che egli ha ritenuto durante i sei anni sìg Xóyov ansQiiàzbn). Legge-

remo dunque al v. 10 fierg^ffonai nagà Gov, anziché fxsTQ-qGU) Goi, altrimenti


sarebbe assai strano il caso di un proprietario che si obbligasse, alla sca-
denza dell'affitto, a fornire del grano al fittaiuolo. L'errore del resto è fa-
cilmente spiegabile ; ed errori analoghi in contratti di questa specie, non
redatti cioè da persone del mestiere, sono così frequenti, che non c'è bisogno
72 FAPIEI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

di citarne esempi (ne troverai subito più d' uno nei documenti che seguono
a questo, n° 31, 6 33, 28 34-, 12)
; ; Sarapion si dimentica che sta redigendo
:

il documento per parte della propria moglie e scrive dal punto di vista del
fìttaiuolo.
Abbiamo detto soltanto probabile la ragione del pagamento finale di

18 artabe, perchè non manca qualche difficoltà. Certo il fìttaiuolo, che aveva
potuto pagare anticipato canone sessennale in 75 artabe (12 '/« per anno),
il

non aveva bisogno semenza ma non avrà forse voluto ri-


di prestito di ;

nunziare all'uso comune (cfr. Gentilli, Studi ital. di filol. class. XIII 308 sqq.).
E forse in realtà le 18 artabe non erano una restituzione, ma costituivano
parte integrale dell'affitto, non pagata come il resto anticipatamente appunto
perchè destinata a rappresentare la TtgoxQsia ansQfiarwv. Che poi un terreno
dove si seminavano 18 artabe ne rendesse soltanto 12 '/« al proprietario, si
può in qualche modo spiegare coli' anticipazione di tutto il canone, per la
quale il fìttaiuolo ottenne patti così favorevoli. ammetteremo piuttosto
che l'anticipazione fosse di una parte soltanto della semenza, e le 18 artabe
rappresentassero sei anticipazioni parziali di tre artabe all'anno? t. l.

1 'j?AsV?j|c| ^EQfxaiov f-ierà xvgiov rov s/iavifig àvógòg 2aQa7Ti[ù)\v[o]g

'Autàl^gl EVTi'xiàtji Evóaifiwvog nQstì^^VTSoov) %a{[Qeiv.)


2 Msfiiaiywxà aoi slg t'zrj 'è§ ànò xov £V8<JT(Jòtog § (è'rovg) Jo[{xitiav\ov

xttiaaqog as^ccarov, jJgoxàg anÓQovg xal xaQnovg


3 ^'^, rag ònaQyjaviSag i^toi ex rov MsvsXàov xXiqQov ntol «**»»* JlarQ^j

àvwi àQOVQag óéxaTt'aGagag,


4 sx(fUQÌov ànuràx'iuv ròij' n()oxn{.ibVù)v àgovQmv xazaQov ttvqov àgra^ag
èfióoj^irjxovTaTTt'vTf:, {yivovTai) {ttvqov àgtà^ai) os,

5 fXhZQwi Ai^iqvaion èxtrjfiÓQOìi lIuv^dffTiog^iÌQov xwv ànò xcofirjg Tsqtov


2af.i(ji)ov. AÒTÓd'SV ói i^is/xé-

b T^Tjfica Tcagd tìov dia 2agani(ùvog àvógóg ixov (x}al dia Eòóaifibìvog

Tiargóg aov nàvra rà ngoxsifjieva

7 €x(fógicc Tfjg £^c<[s]-ciag, ó sGziv óè ànò rov èvsGtàrog /?' (sTOvg) fié^gi

s^óófiov STOvg xal avrov xov t,' {sxovg)

8 nXriQrjQ eljxl xal ovdév (fot ivxaXài nsgì oùósvòg ànXoòg, òvtwv tàw
órjfxo(Xto)v nàvTtiìv aizi-

9 xùv Ti xal àgyvgixòav \slvai\ TTQÒg if.ié. 'Ev àè xcoi €fió[ó]ficoi è'tsi xwi

fff/aTft» èviavrm iv firjvl


30. SI. AFFITTI ])I TERUENO 73

10 Enlff i.ietQr]0itì ffoi àXXac. ttvqov àgiccfiag òsxaoxtwt, {yivovrat) (nv-

Qov àQxù(icci) irj, fxt'cQùii éxzrjfiÓQùH tov aVToD fJavfiàCTiog


11 "SÌQOV. ETOvg ósvtì'qov aVTJXQÙTOQog xaiaaQOC Jofintavov Gi^adzov 27 Settembre i^

fjt,rj{vòg) ^é^aOTOv zQiaxàdo;. ^aQaniwv


12 'EXsvtjg STViye'yQafifxca rfjg yvvaixóg fiov xvgtog [xaì] nafJsìXrjtfa Tiàvra

rà ix(pÓQitt xaì eygaipa òntQ


13 avTfig f^Tj sìdviìjC ygdiAfAata.

1. Poiché Sarapion ha dato un sua moglie in nominativo, è


? di più al nome di
probabile abbia fatto lo stesso a quello di suo padre in genitivo ma non si può nep- ;

pure escludere che sia errore piuttosto di omissione {'Avrà^toys). Del resto, cfr. P Fior.
30, 7 n. —
1. EliSai'uovog. Lo stesso al v. 6. 2. ^go/àg ojiógovg nal xagjtovg s§ se non :

fosse avvenuta l'inondazione, l'anno non sarebbe stato computato nell'affitto. 3. Jtsgl
X tov IlaTQìj, oppure Tiegl x h> reo IT Per ITarQrj àv<o, che è una toparchia dell' Hermopo-
litea, ctr. BGU 552 II, 6. 3. S. 10. Per la graiia avwi, èvnalòii, òxtoh, così in testi lette-

rari come in documenti, v. Mayser, Grammatik der gr. Papyri aus der Ptolemnerzeit,
p. 134 Sgg. 4. 1. xatìagov e in seguito àoxu^ag sta per agra^wv.
; 5. Tégtov Ilaiicaov h

un villaggio dell' Hermopolites cfr. Bovvmr Tégtov ^ainoov BGU 552 II, 13.
: 10. iiexgrjoca
aot: dovrebbe dire, come abbiamo notato sopra, /tieTgrjao/.iai jiagd aoi'. 12. E/., imyiyg. :

dovrebbe dire ìjtiyéygafii-iai Eksvijg, per evitare l'ambiguità.

31. Affitto di terreno.

Arsinoites nomos (cm. 14X8,7) A. 164^.

Apollos, figlio di Onnophris, prende in affitto per tre anni da Valeria,


figlia di Gaios, cittadina (di Alessandria), rappresentata dal (fQovtiOTrjg Ka-
lokairos, arure 6 e ^/2 di terra coltivata a frumento, nel territorio del vil-
laggio Attinu, per l'annuo canone di 42 artabe di grano. La semente è
compresa nel canone : i lavori rurali e le tasse sono a carico del fittaiuolo.
Che si tratti di terra catecica non è indicato, ma parmi si possa dedurre
quasi con certezza dalla formula ffvv oìg Xrjfitfjof.iai xxl. e dalla durata del-
l'affitto, tre anni, la prima esclusiva, la seconda solita della terra catecica
(cfr. Gentilli op. cit. p. 326).
La data del presente documento (anni di Marco Aurelio, 1. 5 sq.) è
ricavata da BGU 603 (a. 168 p), in cui compare la stessa Valeria, figlia di
Gaios, che dà in affitto un èlaioìv^naQudaGog (cfr. ad 33, 10) presso Phila-
delphia. t. l.

Pap. Soc. itat. I. 10


74 PAPIRI DULIA SOCIETÀ ITALIANA

[OvjaXiQia FaCov ùarfi dia


goovTiGTOv Ka?MxsQ'>i'
nagà AnoXXìòg Ovvwifgswg.
Bdv'/.oiiat, [.ii(Sd-wO(xaihai nagà
ó cor sÌq exr^ tqìcc ano tiw siatórro;

à (fVovì) zàg VTTaQxovffag aiif^ naQÌ 164/5p

y.dó/Lirjv ÀTTivov (Tirixàg

ÙQOvoag 8'§ finial()\v fj òas éàv é-


(Ti, fKffOQi'ov xav sTog avv olg lì]i.i-

10 tl.ioij.ai aTceQf.ittT(it)v nvQov ùq-


tcc^ag e'i iji.iia\()\v zov 7TavTÒ[g]
fxaz' azogj nvQod àgra^còv rsa-
fJiQuxovcaóvo f^ihZQOì Tizag-
TO) aòirjg àrvTToXóyMv xaì

15 àxivóvvcov, T(òy aoywv

7ldvTÙ)V xaì (folbJQùìV òvwv


xaì (joXtTQOìV voiiagxsiag

TlàvXOOV ÒVTWV TTQÒ; Sfiè TÒV

ftffiicdofti'vov' xuì za £X(f6-

20 già TTagadióffo) sv zfj xwfijj

xu^aoà xuì àó(x)Xa, Kaì naQaóó-

1. anche nel sopra citato papiro di Berlino 603, 1 va letto àonj invece di
àarfi :

amf], che non dà senso. 2. Secondo la consueta disposizione delle parole dovrebbe

esserci KaloxèQov rpQovnoToù. Per il nome cfr. PO 526, 1 Kalóy.aiQog. 3. 1. 'A:^o)l<x>Tog.

6. ami]: 1. coi; cosi a r, i^avTfjg: 1. nov. Lo scrivente usa qui la terza persona, dimen-

ticando che da principio si è rivolto direttamente alla proprietaria, e non al cpgov-


Tiaxrjg. 7. 'Arrivov : v. P Tebfc. II p. 371. 8. oae per oaac. 9. oìir olg lrjfj.xpoiJ,ai : viene
in mente di correggere avv alg ?.ì^^rp.: cfr. PTebt. II, 377, 17 avr alg Irj/^ì/jofxai aneg-
nàrcov y.Qi&fjg àgid^atg e oltre a questo i molti luoghi citati dal Gentilli (op. cit. p. 310).
Ma si può anche supporre air oTg l^fitjj. ajisQfiaxcov avv olg Xi]/.itf. ansQixaai. 14. àvv- =
Tiolóycov y.ai ày.ivòvvwv V. Waszyuski, Die Bodenpacht I pp. 127-43.
: 16 sq. (poXitQwv :

V. Grontilli p. 307 sq., Waszyuski p. 122. Ma mentre (pÓQsrga orcov equivale a q^ógerga
òrrj),ariy.ó., il seguente rpógergu voj.iagyiag vorrà dire 9;. elg tovg rrjg vo/xagyjag ùijoavgovg, se
pure con vofiagyja non s' intende qui addirittura la tassa dovuta alla vn/iag/Ja. 19. 1. jMe-

iiia§co/iévov. 20. Jiagaòóao} invece del piti comune duoScóaco : cfr. P Gin. 34, 6.

21. 1. àSo?.a : cfr. P Fior. 8.5, 11. — 1. Tianaòwaoi.


31. 32. AFFITTI DI TERUENit 75

(ioì tàg ÙQOVQU.; ànò xaXu » » o,it «

« * * 7TQ0 <:- « zù)v, sài' (fairrjca /.it-

25 AnoXkù); '0[vvw(pQioìg é:] {srcòr) Xs oi'A(ry)

àaxirvXo)) (xihÌqo}) y[[eiQ[òc) ]»#»»«

22. ù^ò xuku . : suppongo ci fosse il solito ùmò Huld/Àoi' Oqvov àygcóaieo)? Òetatjg :iàarjs ;

ma non riesco a capire che cosa sia corrotto fra questo xaì.a e il seg. o//.

32. Affitto di terreno.

Herakleopolites nomos (cm. 85Xi5) A. 208^.

Pnepheros figlio di Hatres e Thenammenneus figlio di Pareitis, del vil-

laggio AyxvQwvwv (v. P Hibeh p, 8), danno in affitto a Naas ^4 <^i arura, per
quattro anni gratis (forse in compenso del lavoro straordinario per rendere
remunerativo il poderetto), e per altri quattro anni a mezzadria. I proprie-
tari si obbligano di pagare le tasse ; a carico del fittaiuolo sono le spese per
la coltivazione. I proprietari dichiarano che il terreno apparteneva prima
ai loro genitori, ma essi, come si vede dalle prime righe del documento,
non sono fratelli. Si trattava dunque anche prima di una proprietà in co-
mune ; e il condominio spiega abbastanza come fosse ridotta in così cattive
condizioni. t. l.

LtvsifSQùùg "AiQJiiog /xìjtqòq TuvuQavcug xuì Q£vaf.iiii£i-

vsvg IlaQfiiiog f.irjTQÒg 0evfio)TàToc, al [i ànò xw-


fiìjg AyxvQ(tìVù)v, Nuàzt, UageiTiog fxrjVQÒg **»#»
srog ànò rfjg avirjg '/aiqsiv. MsniGdii>\xn\-

5 iiév (SOI snì xQÓ^'ov è'zrj téaaaga ànò tov svtùiò)-


zog te; (sTovc) ^sovtjqov xal 'Avtoìvivov xcà reta 207/8p

xatGaQwv T(àv xvqioìv zò 'vnàQ%ov rjf.ish'

nsQi zfjv avii^v Ayxv(j(tìi'0)v ix vózov

zfig xóifir^g, ngórsgov zcòv yovéuiv iqfiàv,

10 àgovQìjg zòzuqzov snì tfò as zovcn xaTfoyd(Ta(j^\ui\ nà-

«[ij èQyu(s\ia xal ènifisXeia àfiifinzoìg àvzì zuv (fógov

[zov zs]tQafz(wg XQÓvoii xal fiszà ròv zszgaszì] '/QÓ'

[voi' è'xfiv Gs TÒ ijfxiffv Tftìv] é'^ aì'izov n£Qiyfivoui[vo)v\

i. òjrò Trjg avzfjg : sci!, xw/ttrjg.


7H PAPIIU DELLA SOCIETÀ ITALIANA

[y£vrji.iccTO)V Trdvioìv èn à\XXov TtxQasrfi XQ^'^ov xal fj-

15 n[àc Toiìi ysovxovg s]xi(v tÌjV XoiTrrjv iji^iiGsiav, ro)»'

àv[a?.o)]i.idzo)ì' nàvrwv yaivofxévaov iuò Gov


Tov [Najàtog' /j.rj i^sivai óè fjjxsTv à7To(ialé'G^ai Gè

T7ì[c fitJGd^cóGswg i^irjóè ,u?)v Gè zòr Naàr èvxa-


rakiTTstv rfjV fjÌG^o)Gir, tdov Tfjg yijg órjfioGi-

20 ùìv n[d]vT(tìV 6vTu>v ttqòq fif^idi tovc ytovxovg.

KvQi'a fj [xÌGd^coGig.

Erovg ic amoxQaxÓQUìv xcuGaQOìV Aovxiov ^STiiifiìov

2£nvi]Qov £i'Gs(jovg UaQxivaxog 'Aga^ixov 'Aóia^rjv[ixov]

Jlagd-ixov fxsyiGtov xal Màgxov AéQrjXiov 'AvTcavivov

25 ti'Gs^ovg xal Hov^lCov astiti fiiov rs't[a] xaiGagog


G£§aGz(àv (Pafisrà)^ xTj- Osvaiifisvvs'bg 25 Marzo 208p

/(«/«/[(Ti^JMxa x[a]d-ò}g TCQÓxsirai. KetfdXbor 'iìgiun'og

f'yoall'a [ìijnèg avTfj[g] ygdilf^iara fi,r] fióvi[ri]c.

14. Ho adattato il suppl. allo spazio : la formula comune è xagnàv y.aì yevìjfiàtmv
mivrwv. 16. vnò aov invece del più comune 7»pò? oè : cfr. PO 729,^8-29. 28. La let-
tura di questo rigo è sicura : ai aspetterebbe nvtwv ed fIòótwv : per errori analoghi cfr.
Introd. a n° 30.

33. Affitto di un uliveto.


Philadelphia (cm. 24,8Xi2) A. 266/7P.

Kasios prende in affitto da Lukios Anthestios Germanos, ginnasiarca di


Antinoe, il raccolto un èXamvonaQdÓHGog dell'estensione di sette
annuo di
arure, per il canone complessivo di 1700 drachme: una parte di questo
(1000?) è già stata pagata, il resto sarà consegnato alla scadenza dell'af-
fitto. Oltre al canone, il fittaiuolo si obbliga di fornire al proprietario come
i^aiQsra (vedi la nota a 1. 14) un'artaba di datteri, mezza artaba di olive,
dieci canestri della capacità di due xotvixeg, e quattro xdllvvzQa. Il pro-
prietario deve far eseguire i lavori rurali, salvo alcuni, qui specificati, che
stanno invece a carico del fittaiuolo.
Abbiamo potuto determinare con sicurezza la data mediante il PGen. 44.
In esso (1. 25) il Nicole leggeva slg àrtóòoGtv Aovxio^ 'AXxsGùp \
[>.,***,*.» t^)

xat] HvTivosT óttviGrfi etc. ; ma negli Add. et corr. il Wilcken (Archiv III

p. 397) dava: Aoiixui) 'Ar^eGrCcfì \


[***»»*#**»*»»] 'Avrivost àaviGTrj etc. Il
33. AFFITTO DI UN ULIVETO 77

papiro ginevrino è del Pajùra, e non è improbabile sia proprio di Phila-


delphia, donde provengono moltissimi papiri ginevrini non rimane quindi :

dubbio che vi si debba supplire [rsQfiaviìì «»»»»»] 'Avtivost (dopo rtQfiavoì


si leggeva probabilmente yv}.ivS, o altra abbreviazione analoga). Ora, poiché

il papiro ginevrino è del 260p, il 13" e il 14" anno del nostro sono certa-
mente anche essi del regno di Gallieno. t. l.

Aov\x\C\u)\i 'Av{^€aTC(iìi] reQ/Liarm évaQlxoìt]

YVfXvaGiccQXOìU] r^jg twv Avtivosùov


nóXeoag

nagà KaGÌov àTi[àTo\QO<; f.irjT(JÒc Taovvu)-


5 (fQSMg. BovXo\{.iai fx\iG^tì><JaG(/ai TiaQu Gov
rov[g\ è7nx£ifxé[vovQ x\ov ói£h]lv&ótoc
ly (è'TOvg) xal sx7117ttÓ[v]tu)v eie zò èvsGTÒg 265/61"

tsGGttQaGxttidé\xarov\ sTog iXaixovg xal (poi- 266/7P

vixixovg xaQn\nvg t]()v énàoxovTÓg Goi

10 nsQÌ (DiXadéX(f£iu\v éX\aion'on\aQa\dECGov

àQOVQMV hmà [r/] wv èàv wGi lovXi-

a[g X£yó]fxsvor, (p[ÓQo]v to£ì navtòg àQyvQi-


ov àgayjicòv x^t[Xi(tì]v sTrTctxoGiwv xal

€^a[iQ£'T](tìv (foi[vtx]oc ^rjoov nazrjtov fio-

1. Il nome 'Av&éauo?, che risulta da r. 21 (cfr. PGen. 10, 10 ;


PLond. 946, 27 voi. Ili
p. 121), è frequente e falsa grafia del nome romano Antistius (Anteatius, Autheatius) ;

V. Thesaur. 1. lat. II p. 190 sqq. Pauly-Wissowa I 2545 sqq. Proprio in Antinoe, fon-
;

data da Adriano nel 122 di Cr., non sorprende che un personaggio come il nostro ' '

fosse un.... romano, o con triplice nome alla romana (del resto v. un Gaius lulius Ger-
manus in PO 95, 6). 7. i>c7ii:!ZTÓ[vr^ù}v : 1. sy.Jimtovrag. 10. ihucovo7iaQadEÌaov : cfr. PO
689 (III p. 287). Così è da correggere anche BGU 50», 6 ;
5672, 12 ; 608, 13; CPR I 24, 14.
Analogo è qìotvixojiaqàòeiaog (Herwerden^ s. V.). 11-12. 'Iov)Ja[g ?.eyo]ftEvor (1. Xsyo/xé-

vov) : indicazione da riferirsi all' ilatwvojiaQàòsiaog. In Philadelphia, come altrove, com-


paiono ovaiai demaniali (cfr. P Hamburg., 3), per es. FsQfiavixiavì], Maixtjvactavi], SsvExavr)
etc. (cioè parti degli antichi possessi di Germanico, Mecenate, Seneca, confiscati da
Nerone). Riscontrisi PLond. 445, 5 sq. (voi. II p. 166), dove occorrono 8Òà<pri 'lovh'ag
Ss^aaxijg xal Feg/^avenov y.aioaoog (nel terr. di Bacchias). Cfr. Wilcken, Ostr. I p. 392 sq. ;

Rostowzew, Stud. zur Gesch. des Ròmischen Kolonates p. 120 sqq. ; P Gen. 38, 4 aqq.
(a. 207/8P) v:iSQ xrjg èjtiiìjQijaig (sic) |
AiovvaodcoQiavfjg ovaiag qjoivixcóvog àgovQcòv "g^ |
Sxga-
TTjyov leyofiévov otc, nel villaggio 'Esiino^ug del nomos Arsin. BGU 889, 14 ; è'/.aiwv Ilàa-
oala ?.eyófisvog, nel villaggio Sefiévvinog del nomos Arsin. BGU 603, 14 etc.
; 14. è^a{(-
Qsx'\o}v : tà i^aiQera = '
eine neben dem Pachtzins ausbedungene Naturalleistung '
A.
78 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

15 vo^[vko]v àQid^[rjV ix]iav jUé'rp[r.)] (poivixij-

ycò t[tì]c x(tìf.irjg xal èkamv éyXsxTf^q fxs-

kaiv{ri\c ÙQTa^ìjg ijfi.iav IIstqm tm avxrò


xal xaXa^iwv ót%oivixion> déxa xal xuA-

XvvzQMV tsdùàooìv àvvnoXóyoìV xal


20 àxivdvvwv, Tftjv sQyoìv nàvTOìV òvtcov

TTQÒC Gè tÒV 'Avd-éatlOV FsOfXOVÓV (sic), %{(jùV d]k TlOTlff-

ixcòv xal (bxìag xal xaTaOTraafjiov xal tt^qì^tqoiv

òvtoìv TTQÒg èfiè tòv fxiGii^ov^isvov. ^'EG^sg óè


3iQox{sifiévov)
&Tia[vTo]g Tov (fóglov ÒQa'/]^i(òv %£iXC(av énra-
25 \xoaici)v ÓQaxiiiàg ;(f;Ai'ag], zàg óè Xoi7T.{àc) ÓQaxfx[àg^

èmaxoGiag] ànodthGw àfxa Tf;) xa-

xaXiTtsiv f.i£ tòv] èXai(avo7T.aQàdsiaov

] €VOV xal xaxaGnaGfx{ )jH«»**

KaGing }X£fJLLGd\oì^ai ènl zolg TtQoxai-

30 \fJt,évoig ]og eyQaipa vntQ avcov

YQdfXfiaza ,«?) dàózog].

Die Strafklaiiseln
JSerger, in den Papyrusurkunden p. 156 sq. n. 2 (contro Waszynski,
Die Bodenpacht p. 109). h]mv dovrebbe dire àgrà^r)? ,t«àc. Cosi a r. 17
16. àiJiufltjlv :

ijficav per fj/xiaeog. 15-16. cpoivixrjyq) : cfr. BGU 732, 1 /.léiQov (foivtxtjyov, dove Herwer-
den sospettava (poivixrjQov . 16-17. neXai'vrig : così va letto anche in BGU 603, 18 èyXexrijg
* * eksvrjg. probabilmente è da intendere HaUvi'rga di foglie di palma.
18-19. xallvvcQwv :

Cfr. Levit. 23, 40 y.cùkvv&Qa (sic) (foivixcov (spatulas palmarum Vulg.). 19-20. àwjt. xal
àxivò. v. sopra n. 14 al Pap. n" 31.
: 22. (.oyjag quid ? óxsrsiag xaraanaa^ióg il: = '? — '

tirar giù i datteri ? xrjQrjXQa


' —strumenti e mezzi di conservazione ? (anche locali per
:

la conservazione dei prodotti ?). Il significato di queste parole mi è oscuro. 25. /eikiag :

questo supplemento, e cosi quello alla riga seguente, bene si adattano per lo spazio.

34. Affitto di terreno.


Hepmupolis Magna (cm. 27X20) A. 397 P.

Aurelios Taurinos, tìglio di Patherrauthios, prende in affitto da Aure-


lios Kallinikos, ^ovXsvzijg di Herraupolis, quattro arure di terreno, venute in
proprietà di Kallinikos da permuta col fratello Demetrios. Il canone, venti
artabe di grano e arakos, sarà consegnato, fiszgo) 'À^rjvai(i>, nel mese Epeiph
34. AFFITTO DI TERRENO 79

(26 Giugno-24 Luglio) di ogni anno, sulle aie pubbliche (cfr. Gentilli, op.
cit. p. 305). 11 proprietario deve pagare le tasse ed è a suo arbitrio
la du-
rata dell'affitto; il genere di coltivazione invece è a scelta del fìttaiuolo.
t. l.

'VnaTiiaì 0laovCov Kaiaagiov xcà 'Attixov xm- 397?

Xai.inQ()TttT(iìV.

ÀÙQtj^ioì KalXirCxro "^Eq/usiov (iovksvzfj '^Eq^iovtióXswc.

tfjg Xa 1.171 QoxaTrig


5 nuQà AvQ(rjXiov) TavQivov JJaO^sQfiov&tov ànò 'cfjg adTrjg nó-

Xscog. BovXfif.iai éxovaLwg xaì ai^aiQétcog fiia^o)-


Gaa^ai naga aov i(f bv §ovXsi xQÓvov ànò xagncòv
TjJ? sixvxovg £[lai\ovGì]g óoìósxàzijg ìvóixlxiovog) rag 398/9»

VTiaQxovoag g[oi TT\sql nQaxxoQtav Asvxov IIccQov


10 [àQ]ovQag TéaGaQ[ag\ iv GtiÓqoj ex yso}/jisTQÌag (pa-
[vrj0o]/jsvi^g, [*«*#*« Jovcrag sl'g Gè ànò àvrixaxaXXa-
{yflg Jrj]/.irjXQw[v xov àò]i:X(fov aòxov, stg GTtogàv
[fiv ià]v aÌQà)fxa[i\, (fi[ÓQ<>i)] ànoxdxxov GÙov xaì àfìaxog
l\^àQ\ax()g\ àQxa^wv d'xoGi, òvnsQ (fógov /.isxqì]-

15 Gù) Gol xoì Ensìip fXTjvl èxaGxov exovg xadaQÒv vt'ov

xsxoGxivsvfiérov fxsxQrp "A^rjvaio) s^' àXé-

vo)V zfjg avzrjg xwfir^g, xàv órjf.i<)GÌ(tìV nav-


xoi(ùV X£X£G/.idxo)v òvxcùv nQÒg Gè xòv ysovxov.
'f/ f.iiGÌ^ù)Gig xvQta. Kal £n£Q{(i)xtj^£Ìg) è>i.ioX{óyrjGa). Owd- s. 2 Sett. 397?

20 AvQ-ìqXiog TavQÌvog IlttxJ-sQfxnvd-iov ò nQox£ifJi,£ì'og fX£fii-

Gd-wfXtti àg nQÓx£ixat. AìÒQ{ì]Xiog) 'Eofwyévrjg BrjGaQicovóg

ànò ^Egi.iQonóX{£(i)g) tyo^aipa.) vnèo avtov yQà!.i^axa ,«))

£idóiog.
Ji' £{.i(>v '^EQ/.ioys'rovg £yQà<frj.

G. fy.ovaUog xal avdaiQéroj? è formula solita dei contratti deli' Hermopolites e del-
l'Antaiopolitos. H. Aevy.ov Uagov questo nome, eh' io sappia, non ricorre altrove.
:

11. q>a[vr]aó]/:iév>]g : 1. (pavtjaofiévag. — [è>c:!it7iT']ovaag, [eìae/.&]ovaag o sim. 11-12. àvTi-


y.at<xl?.aly>j;] : un esempio di àvTt!<aTa?2ay^ ci è dato dal PFlor. 47 (a. 217p Hermup. cfr. :

Add. et Corr.). 12. avroò : 1. aov. 18. agaxog : gen. da un nom. aga^ (cfr. BGO 938
n. 5). 16-17. t:(p' dkcóvmv. cfr. P Amh. 147, 9-10 ècp' alcov. Più comunemente s^/ dXw,
èrp' ìiliag (v. Croeuert, Memor. Hercul. p. IX).
80 FAFIUI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

35. Ordine di pagamento.

Oxyrhynehos (cm. 7X6) A. 256p?

Pekyllos ordina ad Aramonios di consegnare ad Horion 5 artabe di


grano. In PO 1054, 1055 abbiamo due mandati dello stesso Pekyllos, il

primo dei quali autografo, ma neppure in questi è indicato di quale impe-


ratore sieno gli anni apposti. A. Hunt ha creduto, basandosi su un' indica-
zione conservata nel recto del n" 1055 (il documento è scritto sul verso) di
poter attribuire i due documenti al 10" e 14" anno del regno di Gallieno
(263'' e 267^): si può dunque con qualche probabihtà attribuire anche que-

sto documento al regno di Gallieno (256''). l. e.

néxvXXoc ji/x/xaivioì

Jòg '^Qqìcovi ixóoxsi nvQov

àgrà^ag névre, {yCvovTai) {àQta^ai) i.

5 "Ernvg y (Pafievòì^ xi)^. "


256p? 25 marzo

36. Ricevuta.

Oxyrhynehos (cm. 9X4) Sec. IV^.

Theodoros dichiara a Didymos di aver ricevuto due kentenaria ' '


(200
libbre) di lana in conto, a quanto sembra, di un debito contrattuale. Il do-
cumento è incompleto. l. e.

'Evzdxioìv èfxov QsodwQov Tigòg Jióvfji,(a{v).

^Eàe^àfirjv nagà aov vnèg Xóyov zov


Ygce/xf-tazCov egéag xsvrrjvdgia y

xu^ùtg yivsTat tififlg ini vfjg e

5 ivóixziovog. ^oyi^u)f.iai xal * ov

1. 1. ivrdytov e Aiòv/uov. Per htàyiov cfr. Mitteis, Introd. a PLips. p. 58. 3. ègéag
cfr. PHib. 115, 10 etc. 5. 1. koylLoi.iai.
36? COUTRATTO FRA CONIUGI 8J

36f Contratto fra coniugi.


Oxyrhynchos A. II-IQp.

Questo documento proviene dagli scavi di Oxyrhynchos ma è del ;

Fajùra (nomos di Arsinoe), come si sarebbe potuto dedurre anche dalla


formula che è quella di una ófioXoyicc, mentre nei contratti di matrimonio
di Oxyrhynchos è del tipo protocollo. La data si può fissare fra 1' 11 e il
19 dopo Cristo, perchè gli anni sono contati dalla conquista di Alessandria
(30 av. Cr.), come per BGU
174. Cfr. Wilcken, Chrestom. I 1 p. LVIII.
es. in

Philotas dichiara a sua moglie Tapetermuthis, figlia di Phaesis, assi-


stita da Herakleides, figlio di Dorion, di ricevere 100 drachme come dote....
Qualora avvenga una separazione, egli sarà tenuto a restituirle le 100
drachme, subito in caso di ripudio, e» dentro un certo numero di giorni
(forse 30) in caso di volontaria separazione. l. e.

Pr. 1 (cm. 7,5X6,5)

è'xovg » # » * » ]xaì raoaaQaxoGTov rflg

KaiauQog xQanqaslwc, ^eov vtov fir^vòg Aióvaiov


»» iv xoofifj 0sa]Ó£X(p£i<x Trjg Osfiiaiov iisQi-

óog Tov 'Aq(Jivo]ì'tov vofxov. '^OiioXoyai 0ik(ó-

5 rag tov SsTva n\éQGrfi tt^s èniyovfig ^^ nQo-

ovcrj avTOv yvv]aix£Ì TartsTSQfiov^t ^aì]a?g


f-isrà xvQiov H]QaxX£ióoi> tov JwQioìvog

ànéxstv TiaQ amjfjg è(f èarfi gjsgvfjv àgyvQiov

ógaxixàg £x]aTÒv x^^Q^i nuQaiféQvmv


10 ]),«»,,,(»;,»#»#«. K» TavTri

5. 0ai]aig. Forse dopo aver sospeso l'o, l'amanuense ha aggiunto in più il :.

8. == èavrfj.

Fr. 2 (cm. 4X2)

\* * g óXxffi * * #
[

t]oì; xocaxov Xsvxovl

18. Pare che sì accenni a qualche particolare del corredo : Kwaxóg = Kròo? : Kwov
ifiÓTiov apud Hesych.
Pop. Soc. ital. I. 11
82 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Pr. 3 (cm. 6,5X3)

15 ó 0iX]cùTag rag xov ÙQyvQiov óga/-

f.iàg éxatòv srcl iièv\ Tffi ànorcofiTirlg nuQa-


XQrificc, f-nì db xffi ixo]vGiag ànaH-ayrig èv ì]^i\é\-

Qaig TQidxovTK. 'K7r]apx^* ^^ ^'i'


^iXiÓTa tqi-
Tov fxsQog olxiag] xal avXfjg xoivòv xal ààiaC-
20 [qstov jnQÓzeQov (I>[

15. Prima ci sarà stato : èàv Sé, òiacpoQà? avxoXg yBvo[,i,évr)g, xcoQiCovzai àie' dAAjJAwi', à:to-

òÓTco TaJietsQfiovdi etc. 18. Ho supplito rgiaKovra pel confronto coi papiri del Fajùm
(BGU 183, 252 ; GPR XXII, XXI V, XXVII) ;
nei papiri di Oxyrhynchos si tratta di un
periodo doppio (PO 905, 251). Cfr. Mitteis, Chrestom. II 1 p. 222.

Pr. 4 (cm. 6,5 X 2,5)

]rj óè TiQu^eig è'GTCo TantiSQ-


l.iov^i ^a^Giojg EX ts atirov (DiXwrov xal
ex Twv i)7raQxóvT](ov airoì Tràvrcov xai)à-

24 nsQ ex dixr]g. H ffvjvYQcccpij xvQia f^idoTvg é'o'(Tw)

Pr. 5 (cm. 3X3,5)

25 ] » » * ygal
JlégGTjg] Tfjg éTTiYovlìjg ànécfov
nagà Tfjg TiQoovG]rjg /lov ywalixàg TansTSQ-
l-iov^cog (PaiJGtog] fÀStà xvqCo\v 'HQaxXeCóov zov
Joogùovog àgyvQiojv (Jpa/juàg) ixatòv zw^t[s TiagaipéQVCov
30 ] s # » # * * ófioX[

] * « zfjg fxcà[g

25 sqq. I supplementi sono distribuiti a destra e a sinistra in modo arbitrario.


37. ricevuta per pa&amento di grano 83

37. Ricevuta per pagamento di grano.

Hepmupolis Magna (cm. 7X14) A. 82".

Eudaimon, figlio di Hermaios, ha pagato sulle aie pubbliche, per il

raccolto dell' anno 82 artabe 238 e ^4 di grano in due rate, la prima di


f,

216 artabe il 23 Agosto, la seconda di 22 e ^4 il 29 dello stesso mese. Non


fa difficoltà il trovare Eudaimon introdotto al nominativo, mentre si aspet-
terebbe [xsfiéTQìjjjiai Tiagà Evóaiixovoq. Già il Wilcken (Ostr. I p. 659 sq.)

aveva fatto notare che in parecchie ricevute di sitologi (e anche la nostra

è tale, quantunque i sitologi non siano nominati) la persona introdotta in


nominativo con dq, hq òvofia) doveva essere quella che pagava
(altre volte
la tassa, non quella che la riceveva e la sua ipotesi fu confermata in ;

seguito da PP 83 e 342, PTebt. 369, nei quali la persona che compare in


nominativo o con elg è una donna (cfr. PP 81 Introd.). Provenienza dagli
Scavi della Società Italiana in Aschmunén (a. 1908/9). t. l.

1 M6péTQrj{fÀ,ai) s(f)^ àXmvcav ^slitlaswg) ysvrii^atoq) nqùìtov (ftovg)


JofiiTiavov xaiaaQog tov xvqìov, fir]vòg KcciaaQiiov

TQCaxdg, EvóatfKov TiQSC^ivTsgog) Eofiaiov nvqiov) óox{ixov) àotà^ag

àicfxoaiag óexaé^, {yivovTca) {ttvqov àQrd^ai) <ZK, xcel irci raig èna-

yo[i[évaig)

o pov/ntjviag § {s'xovg) cclkag nvoov óoxiixov) àQzd^{ng) slxoaióvo ijfjiiav

xéTttQt^ov),

snl tò {a'ò%o) Tòav évo [7] fisigcòv) àgra^ag óiaxoGiag iQiaxoviaoxtia


i]fii0v xéraQxov. Movaaio{g) ffsGr^dxsioìfiai) (ttvqov) óoxiixov) [àgra^ag)

óiaxoGiag TQiàxovta-

oxxù) ijfjiiav TéxaQro{v), {yCvovzaì) (ttvqov) do%(ixov) àQza.§ui ^Xt] (ijfiKTv)

(xéxaQxov).

1. tcp' àXévwv : V. n° 84, 16 sq. — Eeldaecas : cfr. PFlor. 82, 9 e 8B, 14 dove la lezione
è fatta sicura dal confronto (non ostante l'osserv. a PLond. 1095, III p. 250). — ytvquarog :

intendo vnsQ yevri^axo? : cfr. Wilcken Ostr. I p. 214. 3. jivqov Soxixov debba
: credo si

intendere jiérgo) òoxiy.cò, per cui cfr. PAmh. 89, CPU 39. In un contratto d'affitto pub-
blicato dal Gentilli (Stud. It. p. 362) si legge tivqov de^i/xov che il Gentili! interpreta « in
condizioni accettabili » : ivi pure intenderei nvgov fxérQq) Se^i/xo) (= fUtgco So/iy.rò).
84 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

38. Vendita d' un asino.

Hermupolis Magna (cm. 25,5 x 12) A. lOP.

T.... dichiara di vendere a Eudaimon, figlio di Herraaios, di Hermu-


polis, un asino di color grigio, per il prezzo di 306 drachme, e di aver
ricevuto da lui la somma pattuita. l. e.

1 T ..«««[ * * * *«*#*]? toìi 'EQfiì]Gi-

(tìvog 'EQ[Ji[o7T{olkrjg) àjvayiQaipóifJLevog) «Jtt' àfxcfóàiov) (1>qo[vqiov\

h^{òc) [Evó]aiiJiori 'Egiu[ai]ov ^EQiion{oXkrj)

%aÌQSiv. ^OfioXoyùì nercQaxé-

o vai 001 or è'xoo sQyccTixòv | * orj

òvov iva aQQsva [ivóxQovr

TifX'^ig) óè Tf^g (Tvfiu£(p(ovrjix^-

vì^g àgyvQiov ÒQa%nù)V rgiaxo-


aioov £^, {yCvovtai) (óga^/nal) re;, ag xal aitró-
10 ^£V àrtsffxov Ttagd Coi' dia

XsiQÒg TrjV TiQoxsifisvrjV

Ti[irjV xaì ai'có-d'[i:\v naQeilrj-

(fag Ttag' é/^iov èv 'EQfiovnóX{£Ì) xòv

òvov xaì §£§aiw(JU} \co]t, nQ{òg)

15 Ttàffav ^s^atwCiv tovtov toi-

ovTOV àv *»*[» *]titov. CETOvg) zfTdg-


Tov aiìtoxQUTOQog xacùaQog

NsQova TQ[aiavov] (Ss^aCiov


rsQiiavixov Msx^ÌQ [***]*» Genn.-Febbr. 101^

20 *»# 'Eg/iiaCoi' syQaìpa vn(èQ) a'òt{o\v

[fiij 6]ìóÓTo{g) yqàiifiaTa.

16. Si può leggere, se mai, àvaTtÓQmrov, non àvanÓQiqjov.


39. vendita d'una cavalla - 40. registrazione di agnelli 85

39. Vendita d' una cavalla.


Hermupolis Magna (cm. 19,BX10) A. 148p.

Markos A.... vende a X, di Hermupolis, una cavalla, così come egli


l'aveva comperata da Dioskoros, per il prezzo di 188 drachme. t. L

MaQxog ^[ »*.#»,» ]og «.


[ * » Jwt

^EQi.W7ioX{tTi]) xaiQSir.

'Of.ioXoyù) TTSTtQaxévai aoi

é xal èyò) rvyxai'O) fjyoQa-

5 xévai Ì7r(,Ti)ov ^ijlnuv


nana JioGxóqov %av-

riqv roiaimqv àvanòoi-

(for, xcd àné%£iv zijv

avfi7i£(f(i)vrj!Jiévrjv

10 Tt^fjv àgyvQiov ógaxì^iàg

éxaròv òySorjxovTa-
oxzw, {yCvovTai) {ÓQaxfial) qttì]. 'Etovq tu

'AvTCovh'OV xaCauQoq rov

xvQiov <Pa/i«'à)> 7(. 26 Febbr. 148p

4. e : 1.
f]
piuttosto che rjv.

40. Registrazione di agnelli.

Tholthis (Oxyph. nom.) (cm, ii,8X6,3) A. t29P.

Il papiro è mutilo nella parte superiore : conviene supporre che fosse


indirizzato allo stratego e, secondo la formula comune, contenesse il nu-
mero dei capi di bestiame registrati nell' anno precedente C-ATtsyQaìpà/irjv %(7ì

dc£/L^óvTi i^' ini etc. Cfr. ad es. PO 74). f. l.

xal]

[àTioygàipoixat slg]

1 TÒ iveGTÒg ly {èrog) tovg 128/9?

fTtaxoXovif^ovrtag

Ù71Ò yorr\g àovag


86 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

óéxa ini Tffi a{viffi) 0wX^{fwc)


5 jxsa')]g, à vifiriatTiii

TisQÌ T-qv a{vTrjv) 0(òk^{iv)

Usarjc xcà di oÀov tov


vo/iov olà vofxéoìg

sp.ov, xai òf.iv{vm)


10 uéTOXQaxoQtt xaiGuQa
Tgaiavòv ^Aóqucvòv
as§aaxòv fxrj èìpiva-d-{ai).

Erovg ly avzoxQccTOQog

xaicaQog Tguiavov
15 'AÓQiavov Cf^aG'cov

MsxsÌQ iq Gs^{aGTf^. 10 Febbr. 129P

Jióàg JiuvvGiov Ì7iidéó{(iìxa)

xal òfi(ófi{oxa) TÒv asnàcfiiiov)

OQxov xal syoaìpa vnèq av-

[tov] firj eióÓTog [yQdfifiaTa].

5. fiéotjg : scil. roTiaQ^iag ; lo stesso a r. 7. —


così va letto anche in PO
fi vefnfjaexai :

74, 21 invece di àvEvrj[voya) ovr'ag). 16. osfiaazfj : non


ancora potuto determinare si è
quali fossero i giorni dei mese contrassegnati con questo epiteto v. Blumenthal, Ar- ;

chiv V 337 sqq. 17 sqq. La scrittura di questi ultimi righi è intricatissima non sono :

sicura che sia di mano diversa, ma però mi par certo che Didas è il nome del dichia-
rante, nondi chi ha firmato per lui analfabeta, come sembrerebbe risultare da quel xa«
che lo scriba ha aggiunto, pensando che fosse preceduto dal proprio nome a
è'ygaìfa, ;

meno che lo scriba non abbia addirittura firmato col proprio nome invece che con quello
del dichiarante, come doveva. 18. 1. oe^da/A,{iov).

41. Querele di una moglie.

Antinoe (cm. 26,2x21,8) Sec. IV.

Questo documento (sul recto del papiro n° 24) è un ricorso di Aurelia


Herais di Antinoe contro il marito Pagenes. Non essendo in forma hypomne-
matica (cfr. PO 281, 282) è strano che non ci sia la formula xa«e"v- Non
sappiamo dire a chi e con quale scopo preciso fosse diretto. Quanto manchi
41. QUERULE DI UNA MOGLIE 87

a sinistra è difficile determinare, e mi pare che il documento sia incompleto


anche superiormente.
Il senso generale è il seguente : Aurelia Herais, figlia di Didymos e di
Isidora, di Antinoe, ricorre contro il marito Pagenes. Questi, a cui era andata
in moglie da fanciulla, da prima avea tenuto un ottimo contegno verso di
lei ; ma poi avea mutato condotta, disprezzandola, mentre era pure di buona
famiglia, e consumando le sostanze di lei (cfr. 1. 20). Istigatrice delle cat-
tive azioni del marito era una sorella di lui, che finì per persuaderlo a
cacciar addirittura di casa la moglie, forse per tener lei invece di quella.
E sembrerebbe che tutto ciò fosse successo dieci anni prima che la paziente
Herais si decidesse a ricorrere in tribunale contro il marito, sempre aspet-
tando che mutasse condotta verso di lei (cfr. 1. 17 e 1. 22-23). È difficile

capire quello che riguarda il figlio (cfr. 1. 6), che potrebbe esser una delle
cause del dissidio. l. e.

1 iv 'AvTivóov TxóXei T\f^ lafiTrQOTaTrj ÀvQrjXia ^Hqcà'q JiSvixov firfjQÒq)

2 oéXrj à]vrtxvì][,iioì aQiffT6[Q]oì> noóòg àrrò 7,»]c aih[ì]q 'Av-

tivóov] TióXswq

3 ] nx'^xQÒg xal [**]*[#*»»«]?]? vf^g uQox€ifi[£vr]g]

laióooQag

4 ] ànò Tfjg amy\g 'AvTivóov nókscog. Hvxó/.irjr fièv


GvvHvai
5 J àvÓQÌ Hayh'éc dì avvri(f&ìiv ex nuQÌ>tvtag jisif o{>

o Jcttjiti^r xaì vvv ovót èva è'xoi) [7i]atàa òv nQoGeóo-

7 ]ai TCQÒg ifjiè xal aoìCfgoriv óià [n:]arTÒg xal rrgài-

TSIV

8 ]*#* xal Gffircòg àva<TTQ£(f€ffi^[at x]al diiiàv ,»f

xal àyanàv

3. La terza lettera dopo y.al era caudata {q, (p etc). 6. per es. [dia fiiov, ovv.
olà jiavtòg ^iov, T(p è/xài} dvògì. 6. ]aafirjv : certo la desinenza di un aoristo medio ; ma
di qual verbo non si può immaginare, perchè il senso è di troppo interrotto. A /.is^' o5
della linea precedente avrà fatto seguito xal avvsjìicoaa o sim. In fine di riga forse ^Qoas-
<5d[;t:a. 7. ]a«. Certo la finale di un infinito ;
per es. svvócog òiaxEìad^ai o sim. 8. òi/xàr
1. Tlf.làv.
88 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA
'
9 ^kèvi/égav'ì o\vGav xal ìx asfxvcov yov£on> xaì €[vó]ox\[\n(ji)v

10 slvijlkaxTai flc ffiè xaì xovtov rj (fivaiq \xa\ì tj

nQoaiQsdig fisTf^Xt^^rj
11 ItqÓttov xaì navTakcàc /iov xaTf(fgóv[rj](J£V xaì twv
iflùòV

12 ;f()]'>jcrajttói'oc Tomoig xaxcòg xaì àGa)ó[fv]ù)V xaì nQax-


zwv
13 a fxi] zoig £]óysvé(ti ngéni, Ttago'ivvófiévug énò %[rì\g ójnoyvrj-

aCag amov
14 [àÓ£X(fr\g — ]g xaì Gvfi^ovlsvó/ievog 5t«[(>]' amiig sfiè ix[èv]

èx^aXeiv, è'xfiv de
15 [aùrrjv yvvaixu — %\ovto vnovqyàv rij ìSCa à{ó]fX(f,fi xaì TCti{i)-6\fxsvog

zatg GVfi^ovXsCaig

16 [a^Yjg — ]iìg s'^swcfé [fx]i àvev ahiag rigò às'xa T0VT(tì[v

£vi]avT(tìv SIC rrj[v 7ia]QovGav

17 [àTTOQiav? — ]fVij fX£i;a[zi^e(j]-^ai ròv àvdga xaì fjxxov [s\(fjQ6v-

TiGfV xaì [TiQo]G-0-ì]xrjv

18 z](tìv siQrjfiévwv, TtQoafjk^ov CO) óixaazriQCoì xar ai-


%ov xaì ovàafiùóg

19 ]^i]d^rj. Elihs (JLTj Tsò^éafiai aézóv, d'Of firj avviq(fi-

{)-[ì]V a]vTcT) i^ àQxi]?

20 ]/*£ViyC xaTTjvàXùìGsv yàg %à rj/xérega xaì ov ttqog-

»»**#» slg zavza èXx^siv

21 à]vvG&rjvai' rama yàg àvalvJXév^éQwv sic slvai

Tist^si fXi xaì [rà G^vf-i^e^r^xóra fioi

Forse nàvza] TQÓnov, oon una frase che significasse


11. in modo da darmi ogni :
'

sorta di dispiaceri '. —


rS>v èfi&v. E più probabile che si tratti dei parenti che dei

beni. 12. 1. àowxsvwv. 14. La lacuna per il senso sarebbe colmata con àòeXcprjlg pro- ;

babilmente e' era poi il nome di questa sorella. 14-16. f-x^iv Si [avrrjv yvvaìxa mi pare |

supplemento piìi probabile che [ròv naìòa. —


Invece di nEL\d'o]^Evo? potrebbe essere jiaQ[a-
yo]fisvog. 16. oQyia&']elg, &viimif]elg o sim. 17. '[svr] o ]«(v»?. Dunque un participio in
-liiévrj (più giù 1.23 e' è un medio TtQoaòoxcop.évtj !) o ixeivr). — xaì rjxxov etc. non si = '

curò di me e mi considerò come nQoa&rjxri (serva, schiava,


'
cfr. Demostene, Olynth. Ili
31, al. iv vjirjQÉiov xal 7iQQadr)xrjg /lisqsi) ? 19. ècpo]fìr)-&r} ? fvs^o]^ì^§i] ?
41. QUERELE DI UNA MOGLIE - 42. MUTUO DI GUANO E ORZO S9

22 ]xai.a ZI fixicxa aneQ tj ifvaic /neiaì xaì ovx òmviqGa

\(ft\éQtiv ènì todovTOV xqóvov

23 G\(t}(f()OViv xal rjGvxàCfiv tòv àvóga nQoaàoxoìfiévr]

xccl [xsTa^dXXfGx/^ai rov

24 J
» fXsGttGdai TOì a[v]voixf(Jio) oó[ * » ]xa^rjxa[* # # »

« « » » 5 Ti^eTai fiei^ova
22. 1. fiiaet. 24. La prima lettera non è r.

42. Mutuo di grano b orzo.


Theoxenis (Arsin. nom.) (cm. 12 x lO) Sec. IVp.

Kastor, del villaggio Oso^evig, prende in mutuo da Anatolios, buleutes


di Arsinoe, rappresentato dal pronoetes Melas, 36 artabe di grano e 6 d'orzo
avv r]!xioXia, che restituirà, nello stesso villaggio, nel mese Payni (26 Maggio-
24 Giugno).
Il papiro è mutilo a sinistra (mancano dalle 10 alle 15 lettere per ogni
rigo) e manca pure degli ultimi righi, che dovevano contenere la data e
le sottoscrizioni. t. l.

l'OfjLoXoyti AÌQr]]Xiog KaGtooo 2aQa7TÌù)vog fxr^tQÒg

[
ano] xrójU?;g Qso^evCóog ó)c éxàv vq odXi]

[ ] AvQijXi(o AvaToXsioì (iovXevxfj xf^q 'Aqgi^i'oixmv)

[nóXisoog) àia MéXavog nQJovorjxov £%uv naq avxov xòv òfioXoyovv-


5 [xa sv firjvl n]avvi avv [rj/njwXsCa ttvqov àqxà^ag
[xQiaxovxaèì(\ xccl xgi^rjg àQxà^ag sf, (hv xal xrjv ànó-
\òoGiv èna\vayxoY noniasxai ó òi.ioXoyù)V

{AvQTqXiog KccGxwq] AvQiqXim AvaxoXeU'j Sia MéXavog ngovo-


[rjTow xàg TtvQ\ov ÙQxà^ag xQiaxovxaèi xal
10 [xQC^fig àQxd^]ag i'^ e[v fjirjv]l Tlavvi xov évsGxwxog sxovg
[xfjg 7iaQ{ovGrjg) lvóix]xi()Vog i iv xfj TXQOxifiévr] xwfJLr] l-iéxQOì

[xsxQaxoivi\x(o àvvirsQ^éxwg, xal ini xfjg ànai-


[xiJGscog yc]v€G^ai Goi xoj AvqVjXCiiì AvaxoXeùo
[olà MéXavog] nQovoTjxov xrjv 7T[Qà^]£iv è'x xt

7. [ejta]vay'«ov: cfr. PF 90, 12. 12. IzeTQaxotvQaM : per questo supplemento cfr.
il PFlor. 30, prestito di grano dello stesso nomos e dello stesso secolo. 14. ì'x zt

[ifiov xai ex jcòv vJiagxóvtcov fioi jtdvTCov y.a&àne.Q Ix òixriq\ o sim.

Pop. Soc. ital. I. 12


90 papiri ni: ila società italiana

43. Ricevuta di tasse fondiarie.

Hermopolites nomos (cm. 9X32) Sec. V.

Zacharias e Silvanos, komarchoi


dell' epoikion Jr^/.irjrQiov (cfr. PStrassb.

fanno quietanza a Tyrannos, diacono della chiesa di Hermupolis, per il


1, 4),

pagamento di 61 mila drachme (?) d'argento, quale ammontare delle tasse


fondiarie, per la duodecima indizione ; è da ritenere che i terreni fossero di
proprietà ecclesiastica, non che appartenessero personalmente a Tyrannos.
Questo documento, come anche i seguenti 44. 45. 46, proviene dagli
Scavi della Società italiana in Aschmunèn (1908/9). t. l.

1 AiiQi'iXioi Zttiaqiac, Ih^f^nìC, t'affi irnoyQdyoiìv xaì 2ikj:iavòc A/^ijjiwviov

à[i(fórtQoi xihf-iaQxoi

2 ùttò éTToiy.siov ^ìjixrjifJiuv rov "^E^novnoXthoo vofiov àvaòsxói^itroi xì^v

yvcbi.irjr %à>v ò^ioxctìiir^zlwv]

8 TvQavvM ótaxóvoì TrjC txxhjGiac "^EQfiovTTÓXéoyg xaiQsiv. nsTcXr^QWf.iSx^a

TTaQtt Gov Tidvt[a)r]


4 T'i^^ioaiwr fhe xccvnrixdòv titXùìv ahf àvvoìvwv vttìq rfig óoiìóaxàxr^g

h'óix{riovog) sx nXiJQovg Tùtv vlvrèQ]

5 ÙQOVQÙv, Tovv' ìfXziv àoyvQiov rdXavTa fivciàóag névzf xai %fCXia, yi-

v{ovTat) àQ{yvQÌov) {x{vQiàótg) s a (.lóvag '


xaì olà rovto

() d^tóéxaftév coi raihr^v Tìjr àTvoxrjV sìg (trjv àGg^dXeiar, xaì è7rtQ{oìT7]-

»!/£a'7;fg) mfioX{<>yrjOa^8v). <ra^> AvQijXiot Zaxcc(j[iceg]

7 Ilf-^ftTog xaì 2iX§avòg 'Anf^iwviov oi tiqox{ìC^isvoì) s^edwxafxsv ttjv


S ccTTOxìjV à)g 7iQÓx{fiTai) '
ó avzòg Zuy^uQiag exQaìpa imtQ {2iX}(iar[oi>

9 ta firj sì[óór\og.

1. IfsftfjTog da \in nom. Tlsjirjg : questo nome mi riesce nuovo è noto IleT^lg BGU ;

842, VI, 5. 2. àvaòsy^ófievoi ttjv yvcófirjv x&v 6iA,oy.wf.i. i comarchi rappresentano i loro
:

compaesani ; óiioy.cofirjxr)? è parola nuova, di regolare formazione. 3. Non è detto di


quale chiesa Tyrannos fosse diacono (cfr. del resto SsQfjvog Òidxovog tfjg àyiag sy.y.Xrjaiag
PO 136, 7) .;
V. \\n elenco delle chiese di Hermupolis in Wessely, Stud. Pai. Vili p. 304.
4. Tot òì-jfióaia è il nome piìi antico delle tasse fondiarie, che qui sono poi specificate
come tlxlot xavcùvixol e àvv&vai ; cfr. PLips. 6, II, 11. 5. xovr' soxiv pap. — Forse è da
•cancellare xd?Mvxa e correggere yuXlag. Per i conti a miriadi di drachme v. Wessely,
Ein Altersinditìum, im Philogelos p. 10 sqq. — 1. /wrai. 8. 1. rygaìpa.
48. 44. ricevute di tasse - 45. ordine di pagamento !)1

44, Ricevuta di tassk.

Hepmopolites nomos (cm. 9,5X30,5) See. V.

Phoibammon e Johannes hanno pagato, per mezzo del (liorji^óg Dionysios,


un nomisma d'oro meno tre keratia e mezzo per l'annona della decima
indizione. t. l.

1 'Y7ioó{oxf]) àvvwvdàv ènì tórcwv MavQwv ósxdcrjg lvó{ixzCovog). fPoc-

jSàfi/xciìV TavQivov xal ^Ioìuvvt^q

2 JiovvGiov ót,{a) Jiovvaiov ^ot^ì)-{ov) àéSojxtv vnÌQ rrfi e ivd(ix%Covoc)

XQVGov vofxta/^iccTiov £V naqà xsQaria


3 TQia fjfxiGv, yCv{i:Tui) xQÌvgov) v(o/ii(rfÀU[Cov) a nia^à) (x[eQdTU<)) y
{i]f.iiGv). 'ÀQrifiiócoQog koyoYQdcfjiog) cvfigXcDVù)).

2. òéòcùxsv per òsòmxaaiv. 3. ^070750950? : cfr. Wessely, Stud. Pai. HI, 819 e PLond.
IV, 1401, 12; 1412, 136 etc.

45. Ordine di pagamento.

Hepmopolites nomos (cm. 6X30) Sec. V.

Alexandros ordina a Tornos di fornire a Sarapion sei artabe d' orzo.

t. l.

1 'EloyCa^Tj slg %òv Xóyov Twqvov.

2 TuìQvoì ysùìQyoì 'AXé^avàgog G'foXaaxixóg. UaQÙo-fov ^aganCuìvi

3 7TQfa^VT£Q(>ì xQi^còv àQzà^ag £^, iyivovtai) {àQià^aì) ^.

0Ò3i> e i^ lvàix{TÌovog).

1. È annotazione posteriormente aggiunta da mano diversa in diverso inchiostro!


92 papiri della società italiana

46. Ricevuta di tasse.

Hermupolis Magna (cm. 9,5 x il) Sec. V-VI.

Ricevuta per tre nomismatia, in conto del drif.ióaiov ; un noraismation è


calcolato equivalente a 4B artabe di grano. t. l.

n{aQà) # z # * Qog

Ilafiovvioì TiQoroìjrì]. 'Eós^d-

/itrjr nagà Gov sig Xóyov órjfio-

gCov rof^iiG liana xQia xal èrv-

5 /(wc «xoj XoyiGaCiyai tv ci-

xov ÙQrà^ag teaasQaxovxa-

dvo fióvag imsQ xaQjiwv


TQiGxaiósxaTrjg ivóiixriovog).

4-5. hvfKOi = itoi/icog.

47. Ordine del riparios ai kbphalaiotai e agli eirenarchai.

Tholthis (Oxyph. nona.) (cm. 29XiO) Sec. VP?

Ammonianos, riparios, ordina ai kephalaiotai e agli eirenarchai del vil-


laggio di Tholthis di presentarsi a lui, portando seco dei malfattori, che
avean devastato i campi, e insieme le guardie campestri, ree di non aver
impedito questi atti di vandalismo. In caso che non si presentino dentro il

giorno seguente, minaccia loro l' ira del tribuno. Un ordine di arresto del
ripario agli eirenarchai è PAmh II 146. Il riparios era dapprima un ufficiale
di polizia : per altre e posteriori sue attribuzioni cfr. PO 904, nota 3. Ai
riparli sono indirizzate le querele per aggressioni e rapina (cfr. PCairo 10269,
PLips 37). In PO 897 troviamo ì riparli alla ricerca di un malfattore. Anche
quest'ordine suppone dei lamenti rivolti al ripario per parte dei possidenti
del villaggio di Tholthis (cfr. 1. 3). l. e.

1 Jlaigà) ji[Jifji(oviavov Qi7iaQ{iov)

2 x£(paX{aiuiTaig) xal slQijvàgxiaig) xw/.i{rjg) @éX&€ù)g. 'Auéxafiov rò loirròv

(p[ e. 1.5 11. Ttagà ? rtòr]


47. ORDINE DEL BIPABIOS - 48. RICEVUTA DI INTERESSI 93

3 xsxfìjfxévcav ir ttj vfióàv Trsóidàst, éng t(tì[v] àxQotpvXàxoìv TtaQai.isXovv-

tu)[%' e. 16 11.

4 Tov àygov xai /àtj xuìXvÓvtwv rovg voXln^bvcag Xvfiévsù^ai toì àyQM.
Ma tòv navroxlgàvoga ihsór,]

5 èàv Tj avQiov TtccQéXd-fi xat fiTj àTTavtli^Grjre] (psQOVTsg avzovg ini rijv

TTÓXiv, è'zi y[f] jU^r xal rovg zavra

6 loX/LiTJGartag, noia tòv xvgióv nov tòt tQ[i^oi)\vov èniatfivai oé zf] xwfijj

àXXà taig [oixsi]aig vfxcòr, xai offa

1 s'xsTai èv Tttig olxeiccig vfidòv noia ànaXXax^rjvai zoTg azQaTiwtaig. Kal


f.irj vo(iia'ì]TB óV[t àX]Xog zig 8Xii
8 na^sTv ri dv zf] xtbfir] si fxrj vfieìg /.lóvoi oi xa^aXaiùìzai.

3. 1. dygorpvlaxoìv. 4. 1. kvi-iaivea&ai. — Ma etc. : cfr. PLips. 40 II 13 sq. (anche


qui e' è spazio per ì%óv) ; III 3. 6 e 7. 1. olxiaig e l^ere.

48. Ricevuta di interessi.

Oxyphynchos (cm. 7 x 29) Sec. VI-VII.

Plavios Herminos, ànò àxzovaQiwv (cfr. ànò ngodàgoav, ànò è^axzÓQcov etc.
PPlor. 71 Introd.), riceve da lohannes, ^orj&óg, gli interessi di 50 norai-
smatia, dal 1" Pharmouthi (27 Marzo) dell' indizione decima al 1° Payni
(26 Maggio) dell' undecima. t. l.

1 IlccQà ^X{aoviov) ^Eqi-iCvov ànò àxzovaglùìv


2 zoì ^avfi^aaiozdzciì) 'lùmvvj] ^orjx^io)). 'EnXsQw^ìp' naQa aov zr]v na-
Qa(ivi^£Ìar

3 Twv voniafiaziwv n£VZì]xovza ànò (I>aQ{.iovifi vso/^ieviag Ó£xàz[rjg]

4 ivóixiztovog) l'ojc Uavvt V€0fÀ,£Via[g] évàsxàzrjc tvóix{ziovog). (I>X{ccoviog)

'EQfih'og

5 ànò àx{zovaQi(i)v) avfi(p{<avùa) zrjv nagccfiv^eiav ànò ^aQf.iovò^i rso-

fisvCag

6 àexàztjg lvSix(zCovog) l'wc Tlavvi vsofisriag èvSsxàziqg ìvóix{ziovog) mg


nQÓx{sizttì).

2. 1. tJikijQw&rjv. — Si aspetterebbe rfjg jiaQa/^v&siag. 3 sqq. 1. veojxrjvlag.


94 PAPIBI BULLA SOCIETÀ ITALIANA

49. Lettera.
(cm. 12X32) Sec. VI.

Isakios scrive ad Eulogios che, giusta l' ordine da lui ricevuto, gli ha
spedito l'oppio. t. l.

Recto.

'' KaO^à YQaìpai xaTr^'^imasv pLsyukonQÉTiHa negl tov òXiyov


fioi tj iifisiéga

Ò7T10V, ^sóg [xoi fiuQTVQOi, TTccvv i^i^Tifjasv nagà %ov iargov xal fióyig

/.isrà TtoXXàv xafiaTCOv sigiGxu) évo oixymg xal ràya snafiìpa

71QÒC trjv V/.IWV (iiyaXo7iQ(,éTi)fiav àia tov ygafXfjLaTrjCfÓQov (pgovQov.

5 Aanà^opitti de ttqò nàvrmv xal Trgoffxvvà ròv vfiéregov fiéys^ov ''

2. ojiiov è diminutivo di ómóg, succo di papavero, oppio ; forma usata dagli scrittori
tardi (Alex. Trall.): cfr. PTebt. 273, 20 e 26. —
1. è^r^aa. 3. 1. otyxla;. - ì-mya.

Verso.

-.-
T(ò tà Tiàvza fi£yakoTig{e7i£GTàT(i)) xal Tisgi^Xémioj) xófi{iTi) EvXoytov

7T{aga) 'iGaxioi' sXaxiiGTov) fiovd^{ovTOc)

6. I. EvXoyiqt.

50. Lettera.
(cm. 12,5X31,6) SeC. IV- V.

Lo scrivente rimprovera il proprio fratello perchè non s' è occupato di


far eseguire gli ordini avuti Gli axvTsìg non hanno somministrato al
: ravge-
Xàtrjg il cuoio, come dovevano, costringendolo così ad abbandonare i tori

e ad andare fino in città : lo prega di invitarli a fornirlo al più presto e


di rammentar loro che sono debitori anche di quello dei due anni ante-
cedenti, t. l.
49. 50. LETTERE - 51. QUIETANZA PER LAVORI ETC. 95

KvQÙo fÀOV [àósXqiò ,,«#1«»#

Kal àXXoté Got sÓTJXcoCa iva

7ittQaGxsvàG}]C Tovg Gxvzéac

Tov 'Ai.ii.iùìrioi> TiaQaGxfiv


5 TOì ravQaXàrì] zò óéQi-ia xcà

rò VTTÓórjfxa xazà Gvv7]&i[a]ì'

7TaQfXÓl.l£V0V xal OVX f^ÓÓ^Ì],

àXX à(ffixag amor àrsX^HV


dg tÌjV TTÓXtv zomov X"?"' fccGag

10 Toi'g xavQOVQ' n[o\C[ì]\óov toivvr

amovg naQaa%sTv avzòai

xal fittOovGiv OZI xaì zò ttsqGvvòv


xal zò TtQonsQGvvòv x?^'^o'iroi;o'fr,

èyò yàQ ix zififjg naQixóftVjV


15 zo) TTSQVGi zavQsXàzfj. Kal ttqo^ì]

zò è'gyov zffi ixixQàg ^sviag

zfig TTSQÌ zrjV Xip'óv. 'EQQtòGd-aC

G£ svxoifiai) TToXXòr xQf^^'or,

xvQié i^iov àósXffé.

9. èàaag dovrebbe accordarsi con avróv (r. 8).


: 12 sq. 1. /:id{^a>Giv e neQvaivóv e tcqo-
jieQvmvóv. 14. ««
Tc/z)jg a mie spese '? fuori prezzo '?
:
' '
16. ^svia: stanzetta, cella
(Hesych. xaTd}.v/j.a, xarayóycov) cfr. Pallad. Hist. Laus. Patr. Gr. XXXIV 1136 a
;
§svt- ;

òiov ibid. 1073 e d. Si trova anche in BGU 388, I, 15 e li pure le va attribuito questo
medesimo significato. Per un altro significato di Ssvlai v. Zucker, Beri. Sitzungsber. 1911
p. 801 sq.

51. Quietanza per lavori d'arginatura.


Theadelphia (cm. 7X8) A. 63/4P.

Si dichiara che Tepheros (una donna) ha prestato l'opera sua per


cinque giorni ai lavori delle dighe. Parecchie quietanze di questo genere
furono già pubbhcate (v. 103 sqq. PPa. 77; 78; 79 etc). Gli
PLond. II p.

abitanti dell'Egitto erano obbligati a contribuire con la mano d'opera e


col danaro al mantenimento delle dighe e dei canali il periodo di lavoro :

imposto annualmente era di cinque giorni, la tassa in denaro di 6 drachme


e 4 oboli. Non è chiaro se entrambi gli oneri dovessero essere soddisfatti
96 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

se il pagamente equivalesse alla prestazione di lavoro, come suppone il


Kenyon. Anche il Wilcken (Ostr. I p. 333 sqq.) è di questa opinione, ma
non esclude neppure la possibilità che, oltre al lavoro personale, fossero
obbligati anche al pagamento della tassa per le dighe. Cfr. ora Chrestom.
1 1 p. 334 sqq. t. l.

1 Erovc daxàtov NéQwvog KXavàiov xaiGagoq ae^aazov


FeQfxavixov avxoxQaroQOC. El'Qyiccffzai) iv 2vQi^'' nX^
i(f^ rj{fi£Qag) tvsvts Ig ;((tì/,t(«rtxà) rov a(vTOv) óex^àrov)

{sTovg) QsadsX{(féiag)

TsifSQoóg 2(OTriQixo{v) firjizQÒg) T£(psQ(òt{og)

5 <m*> QsódooQog Georjifismfiai)


<m^> 'H^axXsmv inèg 0iXo^{évov) 2vq asGrf^fxsiwfxat)

(m^> MvGxtiqg vnèg ^ATcCa){vog) 2vq a£ai]{(ieCu)(xai)

2. èv HvQi nX : sarà probabilmente il nome della località : ma la scrittura è in-


tricatissima e non escludo che possa leggere diversamente. Anche
si la lettura di (V

(= Etg) nel terzo rigo e dei due ultimi righi è tutt' altro che sicura.

52, Malleveria.

Oxyrhynchos (cm. 34X9) Sec. VIP?

M.... e Kephalon prestano malleveria al pagarches di Oxyrhynchos per


la persona di Theonoe, figha di Georgios e di Tap.... dello ktema di Leo-
nides ttsqI Tàfinart, a cui essi pure appartengono, garantendo con giura-
mento che essa non si allontanerà dal detto ktema e che in qualunque
giorno dietro qualsiasi richiesta verrà consegnata nella prigione di dove i

mallevadori la ricevettero. Nel verso si possono leggere le parole : .... Qsovór^g


ànò xTì]fiiarog) Asoìvlóov ttsqì Tdfi7T£Tc. Si tratta di una malleveria prestata
a una pubblica autorità, come tutte quelle di cui si occupa L. Wenger (in
Rechtshistor. Papi/nisstudien, Graz 1902), eccetto PO 135. l. e.

1 'Ev [ò]vóixaTi zov xvQiov xal óiffTTÓrov

['Ir](j]ov Xqcgtov zov ^soii xal aooTfjQoc

r][fi\(tìv 0ft).> X lvó{ixTÌovog) e,

OX{avC(n) \^ l\ovXiuvi^, tcTì fifyàX{(o) TiaydQXJ]

5 zamrfi zrjg '0^{vQVYXi''>^f^^') TióXsiwg). AvQiqXioi

M*#**»i*»»c "'Ana "Sìq fiVjZQÒg


52. MALLEVERIA 97

Evóo^iag xaì KaKfàkwv viòg

*»»»»**###»*»**» ^ -v ógi.iwfis{voi)

arcò [xT]'^fi{aTog) AswvCóov nsQÌ Ta{fJin]sTi zov

10 '0^{vQvyxhov) voj-iov óinoXoyovfiev èxovaia yvwfiìj

ènofivvfisvoi xòv Usiov xal as^aGiiiov

dgxov syyvàaO^ai xaì àvaóé'/^sc^ai

naqà Tfj(g) éfiitégaig) nsyaX{onQsnsiaq) AvQrjliav

Osovórjv ^vyareQav FsuìQyCov ^r^rgòig)

15 Ta7t[**]Tog ànò zov amov xrijixaTog

è(fì'
òns aézrjV àóiaÀsiriTwg
naQafXsTvai xal óiàysiv iv t(Ò avxoì

xTijf.iaTi fxsxà xfjg advfjg ànoGxavffi

xal (fiXtàxuìV xal trjg £<f saviffi

20 xaTaGzàGsùìg xal [rj]Gvxiag xal

[fi]'r]óafi(òg adzrjv à7ioX6ifi7i;{dv£<j)^{at)

urite f^ifjv fis^iGzaa^ai sig è'Taoiov)

rÓTiov, àXXà xal èTii^rfcov ^ié{vì]v)

avzrjv 7T,QÒg fjfiàg naqà %ffi v[ii:{xéQag)

25 H£yaX{oTtQe7i£Cag) èv o<a[<f]TJ7roi:é fjjxsQcc

otaGÓrjTtotovv i'vsxsv 7TQO(fd{Geo)g)

ramr^v nagacpégofiav v/niv

[xal] TiagaócÓGo/jiev di%a Xóyuv è'v^a

avrrjV xal [7t]aQ£iX'ij(f:af.i6V iv r^

30 [(fvX\axri Tffi aixffi nóXeimg). El de {xrj

[xov\co noiriGO{.i£{v), òp,oXoyoviX£{v) «£*»*»««


***** nàGLV Toig ngòg avriiv
Ì7ti^r^Tovfi£{voig) [à]7T0XQivaGd^ai. Kvgia
[fj] òfxoXipyCa) ànX{f^ yga{(p£iGa) (xal) £n£g{(oxiqi}£VT£Q) òfioXoyo{vii£V ?)

xoiv{(òg)

9. AEcavLÒov TisQÌ Ta/xjzeri, cfr. PO 158, 1 sqq. 10 sqq. Per la formula confronta le
malleverie raccolte nel citato studio del Wenger. 21. 1. àjiohfi.jidvea&at. 31 sq. Forse
si può leggere vev-&vvoi | Easadifu) {oppure eIvui ?) jiàoiv etc. 33 sq. Oppure xvqiov [tò]
ófA.o^óyrjfià) à7i^{ovv) yQa(<p£v). 34 sq. xotvwg (pap. xoiv^) * : *zù)v òvo/udrcov : la formula
mi è nuova ed oscura.
Pap. Soc. ital. I. 13
98 FA PIPI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

35 (-«trwv òvofiàtcùv Gtoi^sT ri(xiv

ayQ^aìpa) VTi{èQ) adrcov àYQCc{f.ii.i(XT(av) òvicor.

38 **#»»** niu èrekiÓTTi « **

38. Cfr. PAmh. II 150 e PO 133-186, 138-140. niu è forse la finale di un nome
proprio latino. Si aspetterebbe in principio, dove son tracce di lettere latine, dì emù;
ma non mi pare che si possa leggere. In fine i soliti segni tachigrafie].

53. Schede di censimento.


Oxyrhynehos A. 132/ 3p.

Frammenti di schede unite l'una all'altra nei margini laterali mediante


xóXh]GiQ, in modo da formare una serie di colonne. Si riferiscono al censi-
mento dell' a. 131-2^. Ci è conservata di essa soltanto la parte inferiore e non
possiamo quindi sapere se fossero indirizzate allo stratego, al ^aaiXcxòg yQa^i-
l^tativg ai XaoyQÙqoi: certo provengono dall'archivio di uno di questi
ufficiali pubblici, presso i quali era obbligo depositare copia della scheda.
E noto che il censimento xar^ olxCav, probabilmente istituito a tempo di
Augusto (a. 10/9* ovvero 5/6''), si faceva regolarmente ogni 14 anni su di :

esso dàt ampie notizie il Wilcken Ostr. I p. 444 sqq. Chrestom. I 1 p. 192 sqq. ;

e I 2 n" 200 Introd.


Come le altre schede di Oxyrhynehos già note, anche queste furono
compilate e consegnate nell'anno successivo a quello del censimento: quat-
tro in Choiak, una in Hathyr, una in Pachon : per le altre non ci è dato
conoscere la data del mese. Quasi tutte hanno una lunga formula di giu-
ramento, nota finora da due sole schede : una (PO 255) dell'anno 48, l'altra
(PO 480) del 132, quindi dello stesso censimento delle nostre. Una partico-
larità notevole e, per quanto mi consta, sconosciuta sin qui, esse presen-
tano : uoniini e donne sono elencati separatamente e alla fine di ciascun
elenco è segnato il numero totale (1). In PO 255, 11 : (precede un nome di
donna) / y //, annotano « The figure probably gives the total
gli editori :

number of persons returned » e credono che le due aste seguenti stiano a


indicare che y rappresenta un numero. Mediante il confronto con le nostre
schede (col. I, IV, VII) è facile riconoscere il vero significato di questi se-
gni / è il segno di totale, / è la sigla di ywaixsg e nelle due aste si na-
:

sconde una cifra (che potrebbe essere, ad es., un § corsivo). t. l.

(1) Gir. anche PO 1111, 17 nota?


5S. SCHEDE DJ CENSIMENTO 99

Fr. a (cm. 10,5X21) — Col. I.

[ ].. ...[

f ]viÒQ ToTO£w{g) 'Aji fQCoroìg <! -rog)

[ ]
(fVcòr) y

[Jtov]vaiog 'H[h]oó(ÓQov f.irfc(QÒc) [-'.jipfOGoc'laTei )]] àréxivoc) àarjinog)

(fVftJi') X
5 {yCvovraì) àvó{Qtg) f

IltoXXovg A/ÀÓiTog tov 'Jfxótiog fxr^{xQÒg) @£vóovi{og)

yivvrj) 'HhoówQov àr£y_{rog) àGvifi{og) cbc {hdòv) J

[KjXeonccTQu i/vydT^iqQ) [à]fj,(poÌT£Q(ov) àrsxivog) àGtjiJiiog) ég {éróbr) x

[**#]#?^a»»g fiì]rì]Q njg nQoy£yQa(fj.i.iévrjg) utsxivog) dGijiiog ù>g Ìstcòv) is

10 [ * < , , », 'H\Xioóu)Qotì TOV ^Av%bn'io[v) fxrjTQÒg Jidviirfi * -

[ ] » » oy àT£%{yQg) àarjfi{og) ó)g iicòv x

[ ]*Q£0)g firj'zQÒg) T£Q(àTog Faiov

[ à]t£x{vog) àcrifxog tog {iràv) v

[
]ig ToToéùjg tov 'HXftxog fir^TQÒg

15 [ ]xiac y(vrrj) 'HXioóóiÌqov) vio{v) 'Hhoów(()ov) ccT^xivog) acrjfiiog)

àg (sTCtìv) x£

[
^]vyàT{rjQ) àiLi(po{T£'go)v) dT£XÌi'og) tidìjH^og) óig £Tm> e

(yivovTai) y{vvaTx£g) f

[xal ófj,vvofX£V a]vT0XQàT0Qa xaiGaqa Tgaiavòv Adtjiavòv


[G£^aaTÒv ii é]yiovg xal in àXri-tJ-{£tag) £7TiÓ£Óù){xévai) rrjv TTQoxififiévi^v)

à7ToyQC((g.))v)

20 [xal f.l1]T£ £ni^£VOV ^r'jT£ 'P](0/Xat[ov) jJLTjTa 'AX£S{c(VÓQ£u) ixrjÌT£) à7T£X{£vO-£Qov)

[liriT£ AlyvnT{iov)] firjó' àX{Xov) (xr^óéva oìx{£iv) reagii tùìv nQoy{£yQa^mév(tìv)

[fj £vo\x{ov) £ir]fi£v TOì 8qxo). "ETOvg c^ aiTOXQccTOQog xaùGaqog

[TQaiavod\ AÓQiavov G£§aaTOv f^irjvòg Aógiavov ih. 4 Dee. 132p

['HXióó]wQog 'HXioSùóqov xal ' HXióóojgog

6. Per il nome Qsvòovg cfr. PLond. 468, 6 (II p. 81). 9. /.irjxrnj è scritto ; cou-
vien supporre sia errore per ixrjXQÓg e il t^? jigoyeyg. sia da riferire alla Ptollus, chi»
avrebbe avuto da un secondo marito la ragazza qui indicata. 19. (cfr. 31. 58 etc.^
ef vyiovg xai su' àXrjdeiag ò formula di giuramento abbastanza frequente oltre i già ci- :

tati PO 480, 9 265, 16 (per cui cfr. Add. et Corr. voi. IV p. 26.3), v. anche PAmh. 68,
;

33 ; PO 1029, 22.
100 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

25 I J 'HXcoóóqov olà ^HkioóéQov

[ ] STTiTSTCÓxa/^isr xaì Ò!.i0^i£xa-

[;Wf»' %òv oQxor].

26 sq. d/<o/«£«a [/«j'] I


: di òfiutiiExa « sim. dà esempi Croenert, Memor. Herculan. p. 271
n. 5 e se ne possono aggiungere in gran numero di ogni tempo (prima e dopo Cristo),
per es. PO 478, 44; 251, 30; 1030, 21 etc.

Col. IL

ijivovTccì) y[{vvaTx£q) * J

xaì òn[vv(i) avTOXQccTOQa Kaiaaga]

30 TQaia[vòv 'Aógiavòv ^s^affzòì']


f J vy[co{vg) xaì èn àXìjd-{siag) fTttósdooixéxai)]

TrjV n[Qox{£iin£vr]v) à7ioYQa{(frjv) xaì firjiTf) éni'^f-]

vov fi[i]{T£) 'P(Ofi{aiov) /iir'iiTf) l4X£'§{avdQ£a) fn]{T£) àTi£X{£VÌl£Qov) l.irj(t£)

AìyivTTTiov)]
fii]à' d[XXor firjàéva oix£iv naqè'i]
35 Tùtv 7r[QOYÌ£yQafXfX£V(ov) i) è'voxiog) £irjv to)]

oQXhì. [{"Etovc) i^ aiìToxQaroQog xaiGagog]

TQat,a[vov 'AÓQiavov ae^aazov {.ir^-] 27 Nov.-26 Dee. 132p

ròc 'Adgliavov * * J

tm6é[óo)xa xaì òjxéf^ioxa tòv ÒQxov].


40 'iÌQccor [ è'YQuìfJa]

VTtèg a[vTov f^nj £Ìóó%oq ypa/i-]

fiata.

Col.Giuramento e sottoscrizioni, diversamente dalle altre schede, sono qui


II.

della stessa mano. 28. Quanti righi precedessero non si può calcolare (e lo stesso
sia detto per le colonne seguenti) di dodici di essi rimangono lettere o sillabe iniziali,
;

che crediamo inutile trascrivere.

Pr. b (cm. 13X20,5) — Col. III.

xaì òfivvti)]

{^uinoxQaroQa xaia\aQa TQ(a)iavòr


45 [Aàoiavòv a£^aG}ròv àXtjd^i]

[flvai za 7rQ]oyayQafx/.iÉva. {"Exovg) i^

\av'[oxQàT]ooog xaiGaQog
53. SCHEDE DI CENSIMENTO 101

[Tgaiavov] "AÓQiavov Gs^aCtov


(tn^) 2]aḷh'oc
[

50 [ ] énióédbìxa

\xul òf.miÀOxa] tot Sqxov.

# * * *

Col. III. Qui non abbiamo la lunga formula di giuramento.

Col. IV.

Tvs[
àariifxoq) &g {stcÒv) ló

JcévfXTj àòslffjTj àtsxivog) dffrjfxiog) me. (stwv) y

55 (yivovrai) y(vvaixeg) y

xal òfÀvivu)) adroxQdroQa xaCcaga

Tgatavòr 'Adgiavòv as^aGxòv


i'^ (vyiovg) xal in àXrj-lJ-ieCag) èniósóuìixévai) rijV

TtQoxisifiévrjv) àTroyigacprjv) xal firiTS sm^svoiv)

60 i.i-ì]T£ 'P(tìix{aTov) fA.ì]re 'Als^avéigéa) fi't]t£

àTTslsiv^sQov) fxrjizs) Aiy{vTiTiov) fxrjà' allov

fjiì]S£va olx{£iv) naQè^ ttòv TTQoy{£yQC(fi{A,év(ov)

fi svo%{og) firjì' toì òqxoj. ("Etovc) <C

airoxQaTOQog xaiGaQog
65 Tgaiavov AÒQiavov G£^aGrov
'AU-VQ vi^. <m*> "Egi^ioy évrjg 15 Nov. 132p

EihvxCéov £TtiSéd(iìxa

xal òfXWfiExa xòv OQxov.

2aQanC(ov ^agamcovog eyga-


70 ìpa énèg avTOv àyqafifià'vov.

58. Il {vyiov?) : e| pap.

Col. V.

{sTOvg) <C]

[amo\xQàT[oQog xaiGagog Tgaiavov]


'Aógiavov [a£^aaTov
102 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

<m*> riQi^i[avòg

75 f7Tió[i'óo}xa xal òfxtofioxa]


TÒv òq[xov.

xpa virèg a[vTov

Pr. e (cm. 17,5X25,5) — Col. VI.

(e'zcòv) ^ji

] in àfX(fóó{ov)

]a%si(Sav (?) ccÒToTc

à7T]oYgai )

"^ avaxs **»


J

{£T(òv\ ^IJ

J eiTOV fJl£**tf ov

(ÌtCÒv) 01]

] * # * OavCov
(tracce di tre righi)

\ag "Hqwvoc
] ànò zrjg a(yri^c) Netx *

95 ] f'jil zov a{vTov)

[àfxffóóov
'

] » » Falov óexàrov
] à[iif){óSov) iv oìxia

]..
[xal òfivvoo amoxQaroQa KaCaaga Tgatavòv 'AjÓQtavòv ^e^aaròv
100 [i'^ éyioivg) xal ìtt' àkirj^{fCag) £móéóo){xévai) zijv 7TQ0x{tifiévr^i')] ànoyQa-
{(f)r]v) xal firjte

[ènt^ev^ov) firjzs 'P(i)fiaT{ov) fiì]T€ ^Ake^avóigéa) fii]T£ àTiaX{£v^sQov) fiiJTS

AlyivTiTiov)] firjS^ dk{kov)

[fxr^óéva olx{sTv) naqè^ t(òv 7TQoy{eyQan(xévo3v) i] svox{og) sirjv t^] òqxo).

"Ezovg <C
53. SCHEDE DI CENSIMENTO 103

[amoxQàxoQoq Kaiaagog T^aiavov "AÓQiavov Ss^aatov ]^. <m*> Ulov-


t . ](t>ttVÌOV

1^5 [ ènióéóvxa xcù ò|U«6/(]fxa ròr


[6q xov

Col. VII.

avTO) [

ó nQoy{eyQUfii.iévoq) rsgl/^iavóg

2aQanCuìv viò[g fnqTQÒq]


1 10 JiÓVflìJQ « [

Y£QÓ(iog) aariix{og) [

"A(fvy%ig àdeX{(fòg) [re^rjyc ?]

rrj? «(yri^g) d(Xr]fi{og) [

{ytvovvai) àvói^Qsg) »

115 [Jr^ixr^%Q[Ca oppure -Q[ovg

(minime tracce di cinque righi)


121 (yivovrai) y{vvaTx8g) /?

xal òixvvco aihoxQazoQa

xaiffaga Tgaiavòv

'AÓQiavòv as^aGTÒv

125 £^ iyioivg) xal èn àlrii^{sCag) émSsdcoixsvai)

Trjv TiQox{£ifi£V7iv) à7ToyQa{(prjv) xal fiVj^èr

óisljJsdiG^ai). ("Erovg) t^ amoxQaroQog


xaiauQog T{Qa\Cavov 'AÓQiavov
as^aatov Ilaxàiv y. 28 Aprile 133?
130 <m*> Af-ióig ^agaTTiùìv

ènióéòuìxa xal òfiw-


fisxa TÒT (Sygxor.

130. Probabilmente SaQammvog, ma non .sappiamo perchè la linea sopra 'Aiióig.


104 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Col. Vili.

xal òfxvvo) aÒT. xaCc]

Tgaliavòv 'Aàgiavòv Ge^aGzòv]


135 àXiq^ri sivai rà TCQoysyQiafXfJisva) [xaì fiiqte]

£7ii^s{vov) fii^TS ^P(ofiaio{v) (xrjTs 'Ale^iavógéa)

fi-^Ts ànsXsivO-sQov) ixiqts Alyyvmcov) firjó^ àX-

Xov fXTfjòéva oix{hv) nagè^ T(à{y) nQoy£yQa{fiiiévoov)

fi è'voxiog) sÌTfjv Tùì ÒQxcp. {^'Etovc) l^

140 avToxQatOQog xaiGagog Tgaiavov


^AÓQiavov as^aarov firj(vòg) 'AÓQiavov 27 Nov.-26 Dee. 132p

* , [<m*> ,,],,,,,»*»*[,], KccGTOQOC

Ì7rlià]éóo)xa xal [òfiwjfjioxa zòv

OQXOV. [ ] * » ov

145 èm,yéyQai.inai [ti^jc àvjsìpiàg

fiov xvQiog. K **[**] JÌ7ii(ovog

syQaìpa ìtiìq wòzàiv {li] sIóÓtoìv

yQanixata.

^ivagv

Col. Vili. Qui sono combinate insieme due formule di giuramento la breve (come
:

nella col. Ili) con la lunga delle altre schede. 142. Non pare si possa leggere 6]sq-

/iov{^aQei[o']v. 149. Sivuqv sta scritto in fondo al papiro e forse è di una 3^ mano.
Lo stesso villaggio anche in altri nostri papiri, e con la grafia equivalente Eivagol
occorre PO 373; del resto cfr. PHibeh I p. 8.

Pr. d (cm. 7X10,5) — Col. IX.

150 xul òfivvù) amoxQàroQa xaiffaga]

Tgaiccvòv 'Aógiavòv [ds^aGtòv]


[i^ v]yi(ovg) xaì èn [à\Xrii^{£Ìag) èTtiósò[(a{xévai) rfjv 7TQ0x{£C[x^vr]v)]

[à7ToyQa{(fr]v)] xal firjrs èn^£{vov) fi'^Te ['P<iOfiaT{ov) nrjxe 'AXe^iavàgea)]

[fiijzs àTtsXiivd-sQov)] filare Aly{vmiov) firjó' dXXov firj[óéva oìx{£ev) Tiagè^]


53. SCHanE DI CENSIMENTO 105

155 [T(tìv\ nQOYtyQianiiévtóv) i] evo%{oq) slip' t[« oqxoj. C'Ezovg)]

iC athoxgàiloQoc xcuGuqoq Tgaiavov]


'AdQiavov Gt^[aGTOv
<m2> ,,,,,, A7iokX[Q-i= 11. ]ov £mó{tóù)xa xal\
[Ó!.iu)]moxa TÒv Sqxov. [

loU **»,**„»».;;#»* è'ygaìpcc [iiTtèg av-]

tfjc /.ifj ddvh.q [yQttnixaTa.]

Pr. e (cm. 10 X 11) — Col. X.

!xr^d{éva) oìx{aTv) jvaQìS z[mv nQoyiyQ{annév(x}v)\


1H5 r) è'vox(.oi) ei7if.i{fv) tw oqxoì. 'Erovg i^ [amoxQàTOQog]
xaiaagog Tgaiavov 'AÓQiavov Gs^affzov
'Ai/iìQ xé <m2> JiovvaioQ xaì Tla-

novrèog àjx<fóx£Qoi '"iÌQov émósàca-


xafiiv xal òfKOjnóxccfjiiV tòv

170 ÒQxov. XaiQTiixwv [^HlgaxXeiov è'yga-

Xpa vnko avTcòv [fii]] hóÓtwv yqdfx-

Pr. f (cm. 6,5X13) — Col. XT.

~
fXSQog

[oìxiac \^ov -»,* ànoyqa{ )

1'^ ] civTÒq ò TTQoysygiafxinsvog)

TQ]v(f(ovog !A,7]{zQÒg) s,»*,*^,,

Ajfifioyviov ysQÓiiog) darifA,{og) {hmv) it.

]ag àósX(f)òg f-irjTigòg) z[fig] a{vTffi) dzsxij^og) àGì]^i{og) szcòv ^


] ini zfjg aivzfjg) olx{Cag) *,»#«,,**,*

180 ]**«*;.* àzexi'vog) àari{x{og) (izcòv) *&


] dzsxivog)

]
(szdbv) Xi>

J * il- ¥ ^ XCCZ * « V ^ ^ « V :-:-


.V >.-

Fap. Soc. ital. I.


j^
106 PAPIRI DELLA ISOGIETA ITALIANA

1 » * » K ^uQttniwvog Faiov tvv


186 ] /Lir^Tigòg) TsaQOvrioc) ùttoyqS *« oìxi^

] s » » » # ànoygS xai « ? « *

]à^(fó]Sov nafif.iévovQ naQaósiaov.

y.al òiLi]rvù) adroxgdTOQa xaicaga Tgaiavòr


'AÓQiar]òv Gs^aaròv è'§ vyiovg xcd èn à?,7j^{siac)

190 èTn3£]dMX£vai Ttjr nQox{stixévì]v) à7ioYQ{cc(frjv) xaì fxriz{s)

€7Ti§{€V0v) ix]ì]T£ 'P(tìfiaio{v) /./^r(s) 'Àls^i^arSgéa) /.irjTié) àTtsX{svi)£QQr)

(.i'i]%{£)] Aìyivmiov) /jjyd'' àXX\or fir^óéva oìxiscv) /«r;-

ó' ànoyQà<js](Si)ai
\

Pr. g (cm. 4,5X6,5) — Col. XII.

/jirjròi; 'AÒQìarov TTj. Jio(XxovlQÌóì]gT}

195 smdédwxa xaì òftwfiinxa tòv]

ÒQxov. KsifiaXiun' [ tyQccìpa]

irrèg azhov htj u[óÓxoq YQ^/iftaza]

54. Frammento tbologico-ascetico.


Oxyrhynchos (cm. 9X7) See. V ?

Proviene dagli scavi del 1911. Non è improbabile che sia frammento
di un' omelia o sermone su testi evangelici. m. n.

rijv ióiav ag^Quyha T»jg[

è'irj^vsci TT&Gir x{ul) t<»[

vSbìQ ixovGiwg àyiaGac\

xffi ^s^aTiTiafiévijg [

K ' > "^ ^ ~ r


o iva ysvovTS vioi tov [

XTiarOV ilSOV TTCCVIOÌV +


1. = aqpQayìda. 5. 1. ysvo)fTni.
55. frammento d'un ^indice» del digesto 107

55. Frammento d'un « Indice » del Digesto.

Oxyi'hynchos (cm. 41,2X37,7) Sec. VI.

Questo papiro, proveniente da Oxyrhynchos (scavi Pistelli, febbr. 1910),


fu svolto, ricomposto e una prima volta trascritto dalla dott. T. Lodi, che ne
aveva anche identificato il contenuto. Col suo costante aiuto ho poi con-
tinuato e completato gli studi per la lettura e l'integrazione, senza che mi
sia possibile indicare il molto che a lei esclusivamente si deve. Per il
numero delle linee, la loro lunghezza ecc., vedasi il facsimile. Sono due
facciate, scritte ciascuna su due colonne : ripiegato sul verso, il papiro ci

presenta quattro pagine successive di un libro. Anche per la descrizione


e, per qualche particolare, alle note.
paleografica basti riferirci al facsimile
Qui osserveremo soltanto che sono frequenti le abbreviazioni per tronca-
mento così nelle parole greche come nelle latine (anche nell' inscriptio,
lin. 3) la constatazione ha tanto maggiore importanza, trattandosi di una
;

scrittura giuridica, in quanto possa dimostrare che i precetti di Giustiniano


(e. Omnem § 8, e. Deo auctore
Tanta § 22) non valsero a mutare
§ 13, e.
la tradizione degli amanuensi almeno nelle trascrizioni non ufficiali.

L'impressione d'un primo esame paleografico poteva far assegnare al


papiro una maggiore antichità ma l'esame interno mette fuor di dubbio
;

che contenuta è posteriore alla compilazione dei


la scrittura giuridica ivi
Digesti. Infatti nelle prime tre linee si osserva la successione di due fram-
menti, primo di Paolo, il secondo di Ulpiano, che nello stesso ordine si
il

succedono nel titolo de pactis del Digesto (Dig. 2, 14, 4, 3 =: Paul. 3 ad


edictum Dig. 2, 14, 5 ;;= Ulp. 4 ad edictum). Inoltre, nella lin. Ili si
;

ha un rinvio ad un ^i{§XCov) W/ (ripetuto in margine dalla stessa mano),


eh' è appunto il libro XVIII del Digesto, dove la proposizione, a riguardo
della quale il rinvio è fatto, si legge quasi verbo tenus nel fr. 2 de rescind.
vend. 18, 5. E da rilevare anche, in quest' ordine di argomenti, il fatto che

NB. Abbreviazioni : Mtr. = Mortreuil, Histoire du droit byzantin, tome 1 =',

Paris, Thorel, 1847. ZcH. — =


Zachaviae von Lingenthal, Eecens. Mortreuil, Hist. cit.,
in Richter's kritische Jahrbiicher fiir dautsche Rechtfiwissenschaft, XVI (1844), pp. 794-
828. —He. —
C. Gaii. Ern. Heimbach, Prolegomena Basilicorum, in Basilic. tom. VI,
Lipsiae, Barth, 1870. —
I numeri, quiindo non siano accompagnati da altra avvertenza,
indicano le pagine. I numeri romano ed arabo che accompagnano la citazione degli
scolii dei Basilici indicano rispettivamente il volume e la pagina della edizione Heim-

bachiana.
108 FAPllil DELLA SOCIETÀ ITALIANA

la citazione del giureconsulto a cui spetta un frammento, è fatta sempli-


cemente col nome del giureconsulto abbreviato {Ulp:), senza indicazione
alcuna dell'opera e del libro donde il luogo è tratto {libro quarto ad edi-
ctum). Queste indicazioni sono sempre state, necessariamente, nell'uso della
giurisprudenza pregiustinianea (vedi Consultatio, Fragmenta Vaticana, Collatio,

Scholia Sinaitica), e si vollero conservate ancora nella compilazione giusti-


nianea Tanta §
(e. 10).

Secondo ogni probabilità, dunque, abbiamo un frammento d'uno di


quegli indices del Digesto che rapidamente si compilarono pei bisogni della

scuola e presto si sostituirono nell'uso d'Oriente agli originali latini.


Che si tratti appunto di uno di tali commentari esegetici e generali,
e non di un commentario dogmatico e monografico {de pactis (1) ), risulta
dall' ordine legale in cui frammenti 4, 5, 6, 7 (in specie, la
si susseguono i

successione dal § 3 del fr. 4 ai fr. 5 sgg., dove si discorrono materie assai
diverse), e dal richiamo al lib. XVIII del Digesto, il quale, se pure non
dimostra che il nostro commentario si estendeva almeno fino a quel Hbro,
dimostra per la sua forma, col tacere cioè l'indicazione della raccolta, che
il commentario si svolgeva sul Digesto e parallelamente a quello (2).
Il carattere dell'opera di cui il papiro fiorentino ci^ porge un frani-
raento è quello degli altri indices a noi noti, conforme al modo di forma-
zione loro, eh' è, di regola, la illustrazione scolastica degli antecessori (v. per
tutti Riccobono, Bull. IDR. IX 272 sgg. : con la giusta riserva del Fer-
rini, Alcune proposizioni, che rappresentano quasi il xai;à nóóa
Digesto 79).
della legge del Digesto, sono affatto isolate, in mezzo a una esposizione
libera e più diffusa del testo di quello, corredata di esempi tratti da titoli
diversi.
È da rilevare che in corrispondenza al principio del fr. 6 D. de pactis,
2, 14 (lin. 9), e parimenti del fr. 7 38? 40?), manca
(lin. la citazione del

giureconsulto (fr. 6 = Paul. [3 ad edictum], fr. 7 Ulp. = [4 ad edictum] ),


che si ha invece in corrispondenza del fr. 5 (hn. 3) : la definizione dei
patti legittimi appare quindi derivata, anziché da Paolo come nei Digesti,

(1) Si all' opera vjió/ivrjfxa tù)v òscpivircav di Ci-


ricorda un titolo de pactis spettante
rillo l'eroe, dove questo giureconsulto pregiustinianeo avrebbe raccolto dagli scritti dei
classici tutti i passi relativi ai pacta legibus contraria Patrie, ap. Thalel., sch. Tairtjv
:

I 646 (Mtr. 259, Zch. 807, Hb, 9). Possediamo anche un'altra monografia, di 6tà assai più
tarda (X sec. ?), /«Am; jifQÌ yidàv jiàxtcov, pubblicata da Leunclavius, lus graeco-rom.
II 192-202.
(2) Spesso nelle citazioni che s'incontrano nei testi bizantini manca l'aggiunta Tòjv

òiyiatmv (o rispettivamente j.ov xwòiy.o?), quando il rinvio abbia luogo durante l' illustra-

zione di un testo di quella raccolta (Zch. 799).


55. FRAMMENTO iri'X «INDICE» DEL DIGESTO lOit

da Ulpiano, nel quale pure non doveva mancare. Di più, 1' esemplificazione
tratta dalle convenzioni in materia di giuochi ginnici (liti. 27-33) riproduce
le disposizioni delle leggi e del senatoconsulto de aleatoribus in una forma
indipendente dai passi di Paolo e di 2 § 1, fr. 3 D. 11, 5),
Marciano (fr.

dei quali offre piuttosto una contaminatio. Potrebbe, pertanto, sembrare non
inverosimile che l'autore del nostro indice avesse fatto uso, accanto al Di-
gesto, dei testi originali della giurisprudenza classica. Ma tale congettura
non è suffragata da più intrinseche ragioni : data specialmente l'esposizione
della dottrina dei contratti innominati, pedissequa alla lettera del fr. 7, il

quale, notoriamente, risente per gran parte dell' interpolazione bizantina ;

e data anche l' identificazione di pactum con conventio, rispondente alla fu-
sione delle due teorie nel diritto Giustinianeo.
Gli elementi dai (juali risulta l'età del nostro frammento (per ciò che
riguarda il contenuto, poiché il criterio paleografico consente tuttora una
certa oscillazione), possono assommarsi nel riconoscimento dell'uso del testo
originale latino del Digesto, e risolversi nei vari argomenti da cui quest'uso
si desume. Già nel 582, sotto Maurizio, il testo latino era stato sostituito

nell'uso da traduzioni greche più o meno letterali così che il nostro testo
;

dovrà riportarsi all'età di Giustiniano o ad una di poco posteriore (1).


Sono poi evidenti e numerose le tracce di fraseologia latina, e fre-
quente è l'uso di parole ed espressioni tecniche latine conservate nel con-
testo greco. E questa la dimostrazione più piena dell'uso ancor vivo degli
originali latini, e altresì l' indizio di un' epoca in cui il linguaggio giu-
ridico greco non si era molto sviluppato solo dopo Giustiniano questo
:

cominciò man mano a formarsi e trovò poi il suo compimento e il suo uso
ufficiale nei Basihci (Reitz Theoph. praef. xxvi II 1068, 1237, 1242; ;

Zch. 799, QOTtai 74; Hb. 20, 94; Ferrini Theoph. prolegom. xvi, Suppl
Bas. VII, x). In molti scolii del VI secolo ai Basilici le espressioni tecniche
del diritto romano si trovano scritte grecamente, con greco accento e greca
flessione. Più rigidamente osservante delle forme latine è il nostro papiro,
il quale, salvo rarissime eccezioni {le(ji\xi^iot 11-12; 28) dovute evi- mm —
dentemente all'uso contestuale di due grafìe da parte dell'amanuense —
ritiene scrupolosamente la grafia latina (perfino pactor 78, pactoi, 84, ac-

(1) E quindi superfluo il rllevj,re ancora come, ad ogni modo, il rinvio che si ha

nel papiro ad un libro del Digesto collochi la nostra scrittura in un'epoca anteriore ai
Basilici,poiché dopo i Basilici i giureconsulti greci non si servirono più dei libri di
Giustiniano per la pratica del diritto (Mtr. 94), ne quindi si hanno citazioni fatte in
base alle compilazioni giustinianee che anzi, là dove si avevano, furono dopo i Basilici
:

accompagnate o sostituite con altre fatte in base a quelli (Zch. qo.tm 68, Mtr. 94-95).
110 PAPllil DELLA SOCIETÀ ITALIANA

canto a nàxrov, 4, 6, 7, 9, 35, 110 etc.) ; la flessione è quella greca, quando


si parole usate isolatamente {conuentionwv 3; publicov 7 [piible-
tratti di

cov 4]; priuatov 5; legitifioi 11-12; ciiui, poblic(i}u, corneliu 28; iulianu 62;
mauricianog 63 mauricianov 68); un'eccezione pare consensu^^ nella prima ru-
;

brica marginale pagina II recto; naturalmente


la flessione latina è invece
conservata nelle locuzioni che complessivamente prese hanno un signifi-
cato tecnico : così re nondum secuta, praescriptis iierbis, ipso iure, ait praetor,

iif = bonae fidei (70, 73, 92). Nella locuzione iiiris gention si riscontra la fles-
sione alla greca del secondo termine (1).

Lo stile latinizzante e l'uso diretto dell'originale del Digesto si rivelano


ancora nel nostro papiro, come negli altri indici a noi noti del VI secolo
[Zch. 799, Hb. 20], dai nomi classici conservati negli esempi {Stic(ìi)os
o4, 66 ; JIufKfiloc 65, 66] ; si sa che nel testo dei Basilici, e già prima, sono
sostituiti nelle esemplificazioni nomi cristiani (Ustqoc, IlavXog).
Si aggiunga infine la citazione dei nomi dei giureconsulti ricordati
nel contesto dei passi del Digesto : nomi che sistematicamente sono sop-
pressi nella più tarda redazione del testo dei Basilici, tranne nei pochi
luoghi desunti dall'indice di Doroteo (Hb. 45). Alle 63 sqq. si citano lin.

Giuliano e Mauriciano come autori delle opinioni che ad ^ssi sono rispet-
tivamente attribuite nel Digesto manca peraltro, per quel che può ve-
;

dersi, menzione della maggior parte degli altri giureconsulti che sono
la
richiamati nel fr. 7 di Ulpiano così, per lo meno, di Aristone e Celso
:

(§ 2, cfr. 50-52), e di Pomponio (§ 6, cfr. 95-97).


I vari elementi raccolti nello studio del nostro papiro sono fin qui in-
sufficienti per una sicura identificazione dell'autore di esso. Si sa che il libro II
del Digesto appartiene, secondo l'ordinamento dato alle scuole di diritto da
Giustiniano §
(e. Omnera 2), ai ngaTró/jisru
; ^i^lia e si potrebbe quindi ri-

tenere che dalla ripetuta trattazione scolastica uscissero più e più scritture
di commento e di versione di quello. Tuttavia così sconfinato non è il

campo tra cui dovette fiorire la nostra scrittura, se è vero che essa reca
in sé le traccio dell' appartenenza a un ampio commentario esegetico e ;

se si riflette che, essendo contenuta in un codice di ampio formato e di


caratteri calligrafici, munito di rubriche marginali e di paragrafi, dovette
esser parte verosimilmente di uii'opera cospicua per autore e per diffusione,
anziché di un modesto quaderno scolastico. Il che tanto più si fa proba-
bile, se si ricorda che il nostro papiro fu trovato nell' Egitto, e che niuna

scuola di diritto là sopravvisse dopo la codificazione di Giustiniano, se pure


(l) Di alcuni gruppi di lettere, come ti, e di alcune terminazioni, per esempio on, è
impossibile talvolta distinguere se i^iano scritte in lettere greche o latine.
55. FRAMMENTO D'UN «INDICE» DEL DIGEl-ìTO 1]]

ve ne furono mai degne di tal notiìe (1);


sicché ogni verosimiglianza è per
l'importazione dalle fiorenti scuole di Bisanzio o di Berito. D'altro canto
non è da esagerare fino a credere che ogni antecessore abbia fatto pe' suoi
scolari una propria fo^irivéCa delle compilazioni poiché è concepibile e ;

tutt'altro che inverosimile, come avverte anche lo Zachariae {Ztschr. d. Sav.-


Stift., RA. VII! 2), che si servissero dei lavori dei colleghi e dei
predecessori
e questi si prendessero a base nell' insegnamento. Né, fuori di questo
presup-
posto, sarebbe stata possibile la identificazione della maggior
parte degli
scolii dei Basilici.

Ora, tra commentari del VI secolo, di cui si sono a noi con-


i vari
servate parti o ricordo,
anzitutto, procedendo per via di eliminazione,
il

resta escluso che il nostro frammento appartenga agli indici


di Doroteo e
di Stefano, o alle summae di Cirillo e dell'Anonimo.
Qui basta, a parte ogni
altra considerazione, il confronto.
Di Stefano abbiamo
l'indice che corre parallelo al nostro per quasi
ogni proposizione del testo (sch. 'Ettsi^ I 555 1-3; sch. 'Hxov^svxmr =
I 557 =
3-9; sch. KvqìXXov I 557 9-11 sch. Maewv I 559 -^ 40-68, = ;

70-72; sch. 'O ènsQbnrjaaq I 566 = 92


108-111, 116-118, ì 22-128; sqq.,
sch. 'Evravdsr 569 I =
129 sqq.). Da Cirillo sono tratti numerosi scolii ai
Basilici, che danno pure una versione diversa del
testo dei Digesti per la
nostra parte (sch. "Ettsióìj in fine, I 555 1-3; sch. KvqCUov 1 557 = =
7-9 etc. etc.
imroiiriv come
;
v. i riscontri a pie di pagina).
versione' dell'Anonimo,
quella di Cirillo, e quindi assai diversa dal nostro indice,
3-7,

co-
La
.
W
stituisce il testo dei Basilici, come di regola, così
nel titolo de pactis il ;

confronto dei Basihci, eh' è possibile per quasi tutta la estensione


del nostro

^
(1) e. Omnem § 7 : « haec autem
volumina a nobis composita tradì eis (scU.
tria
discipulis) tam in regiis urbibus quam
Berytiensium pulcherrima civitate, quam et
in
legum nutricem bene quis appellet, tantum modo volumus, quod
iam et a retro prin-
cipibus coastitutum est, et non m aliis locis quaa a
maioribas tale non meruerint pri-
vilegium: quia audivimus etiam i;i Alexandrina splendidissima
cimtate et in Caesa-
rieusmm et in aliis quosdam imperitos homines devagare et doctrinam
discipulis
aduUerinam tradere quos sub hac interminatione ab hoc conamine repellimus,
:
ut, s;
ausi fuerint in posterum hoc perpetrare et extra urbes regias et
Berytiensium'matro-
pohm hoc facere, denarum librarum auri poena plectantur et reiciaiitur ab ea
civitatp,
in qua non Jeges docent, sed in ieges commit.tuut. *
Contro di ciò l'accenno di Agathias Histor. li cap. 15 (Niebuhr,
p. 97, 1), che si
riferirebbe alla esistenza della scuola di Alessandria nel 651
(Biener, Geachichte der
Nomllen Ò82, Mtr. 109), non è affatto decisivo. Egli dice: hvyxavov
yàg airov ÒLurgl^rov
Ttaiòetag evsy.a xfjg jigò xStv vófiav egli dunque compiva
; là la sua isiruzione prepara-
toria agli studi di legge. Ne ad un senso diverso riesce la lezione che, in base al cod.
R[ehdigerauus], accoglie il Dindorf p. 204, 81 (Lips. Teubner 1871): tfj? npog tòìv v
112 FA FI RI DELLA tiOClETÀ 1TAL1A2^'A

frammento, dimostra la diversità de' due testi. Anche per le Traoaygacfcei


che ci furono conservate con la summa dell'Anonimo (Zch, ^ivéyJora 197,
202, 204), spettanti ad un altro scrittore pure anonimo, notevolmente più
tardo, ci soccorre il confronto (sch. Tov 'Avmv. I 558 9-11; sch. IIsqì =
V 415 -= 27-38). I luoghi dell' indice di Doroteo, paralleli al nostro (sch.
Ilàaa I 558 =
3-11 sch. Ttòr (pvaixMv I 562
; 40-42, 53-61 =
sch. "ETrwkrjae ;

I 569= 122-128), sono solo congetturalmente identificati (Hb. 44); tuttavia

alla verosimiglianza di una tale identificazione si aggiunga, per stabilire


l'indipendenza del nostro frammento; la constatazione, tratta dai resti in-
dubbi che abbiamo dell'indice di Doroteo (p. es. ad Dig. XXIV tit. 2, 3,
XXXVIII tit. 7, 8), che questo conteneva diversamente dal nostro — —
una versione xarà nóSa dei Digesti il che si afferma anche più d'una volta
;

negli scolii dei Basilici, dicendosi ch'esso segue irò qi]tóv, il testo (sch. 47
Suppl. Zch. p. 185 sch. %ò nlàrog IH 476).
;

I commentari di Isidoro e di Teodoro d'Hermupolis (lo Zachariae, che

prima li negò, per Teodoro 'Avéxd. XL, Krit. Jahrb. XVI, 809, 816, per
Isidoro Krit. Jahrh. ibid. 811, cfr. Hb. 62, Ztschr. f. Bechtsgesch. II 320 n. 1,
Ferrini Digesto 80, ultimamente li ammise, Ztschr. d. Sav.-Stift. 267, X
cfr. Mtr. 131, 138, 310) sono da escludersi, perchè dalle reliquie che sono
ad essi riferite risulta abbastanza sicuramente che essi si componevano
piuttosto di annotazioni ai singoli testi {naQayQaipai, (Xr^fxeiiDcrai) : cfr. per
Isid., sch. 'iGióéQov II 384, sch. 'Igiówqov II 396, sch. Jvvarat II 398 ;
per
Teod., sch. Otoòcògov I 657, sch. Qsoóóoqov I 660, sch. Osoówqov II 476. In-
certissima e giustamente contestata (Zch. 808, Hb. 62) è la esistenza di una
elaborazione del Digesto di Anatolio ; nessun frammento ci è direttamente
conservato della interpretazione di Taleleo, la quale peraltro, se è innega-
bile che vi fu nega Mtr, 285-286), difficilmente raggiunse la pubbli-
(lo

cazione, ed i riferimenti ad essa sono piuttosto riferimenti al corso da


parte di chi ne ebbe diretta notizia e dell'autore suo stesso (Hb. 49).
Unicamente delle annotazioni sembra abbiano lasciato Cobida e Anastasio
(Hb. 60, 61 per Cobida anche Zch. 807).
;

L'indice di Teofilo porge, invece, qualche argomento per una conget-


turale identificazione del papiro fiorentino. Di esso abbiamo scarse rehquie ;

il che si spiega col fatto che fu ampiamente utilizzato da Stefano, il cui in-

dice — al quale quello servì di base — fu di preferenza riportato negli scolii

dei Basilici. Le tracce sicure di esso non risalgono oltre il libro XVII
(Ferrini, Bull. IDR. Ili 64), e ciò si accorda con la congettura, per altri
motivi verosimile, che egli sia morto poco tempo dopo la pubbhcazione
delle Pandette. Altri vede tracce di lui anche per quel che riguarda il
55. FRAMMENTO D'UN «INDICE» BEL DIGESTO 113

lib. XXIII, ed è disposto ad ammettere che l'indice di


Teofilo abbia
abbracciato non solo i ngara, la pars de iudiciis e la pars
de rebus, cioè le
tre parti del Digesto da leggersi nel primo,
nel secondo e nel terzo anno,
ma oltre il liher singularis de dotibm anche gli altri libri singulares da
leg-
gersi nel terzo anno (Zch. Ztschr. d. Sav-Stift.
262-263). Comunque X è fuori
dubbw 1' esistenza di un indice
teofilino dei Trgara {^al uthòg
yàg ó Qeócf.kog
€v T(o olxei'ù) indici rtòv ttqwtwv xtL, sch. ad Theoph.
Inst. II, 18, 1, Reitz
p. 417, cfr. 944), e quindi del titolo de
rimando al libro XVIII pactis. Il
del Digesto, eh' è nella lin. Ili del nostro papiro,
non costituisce meno-
mamente una difficoltà per l' attribuzione a Teofilo, anche
qualora l'in-
dice di lui fosse veramente rimasto interrotto
prima di quel libro.
Questo commentario fu verosimilmente il frutto di
un corso sul Digesto
(Mtr. 129-130, Zch. 817, Hb. 33; contra Ferrini, Digesto 79), corso che sa-
rebbe stato tenuto a Costantinopoli immediatamente
dopo la pubblicazione
del Digesto. I caratteri di esso, che risultano
evidenti dai frammenti sicuri
che ne abbiamo (vedili in Zch. 817, Hb.
34-35, più compiutamente deter-
minati che in Reitz, Theoph. II 944-957), si
riscontrano con notevole rispon-
denza nel nostro papiro. Esso era una sQinrjvaia,
come Stefano stesso lo
chiama Qeóffùog ixévtoi ò ^uaxagkrjg omo) éo^iijvsvH
:
tu Sé/^ia (sch. :?Tf-
cpavov II 642); e non molto per quel che attiene all'ampiezza
differiva,
della trattazione, dall'indice di Stefano. Del suo svolgimento questo
è
chiaro : che l' indiceuta non
suole ricalcare scrupolosamente il testo del
Digesto indugia con maggior ampiezza, con intendimento
s'
;
esegetico, sulle
proposizioni dogmatiche, e ricostruisce l'esempio
concreto del caso a'cui il
passo si riferisce, spesso aggiungendo a illustrazione
del testo altri casi che
nel Digesto non si trovano (Zch. 797, Hb.
5, 33). Lo stile è latinizzante
(Reitz, Theoph. I, xxvi, II 1068, 1237,
1242), il lessico ancora riboccante di
parole e di espressioni latine, come si
constata nel parafraste delle Istitu-
zioni e come si spiega in chi aveva
posto mano all'opera stessa della com-
pilazione, che è ancora uno stupendo monumento di latinità.
Un altro elemento di coincidenza col nostro papiro è, infine, il fatto
che r indice teofilino, pur contenendo, al pari del nostro, una più ampia
esposizione che non quelli di Doroteo e di
Cirillo e dell'Anonimo, non ap-
parisce mai l'opera personale e indipendente
del suo autore ivi cioè non :

SI nomina mai nel contesto


l'autore del frammento; ma Teofilo si mette
al posto del giurista latino,
dichiarando, in persona quasi di questo, più
ampiamente il suo pensiero ; non distingue nettamente la propria persona-
lità da quella di lui, come fa invece Stefano (Ferrini, Bull. IDR. Ili 64 Zch
Ztschr. d. Sav.-Stift. X 282), e com' è - necessariamente - l'atteggiamento
Pap. Soc. ital. I.
114 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

comune degli autori di quelle elaborazioni che rivestono piuttosto l'aspetto


di parafrasi.
I punti di contatto col nostro papiro non sono forse pochi o insigni-
ficanti. Ma per un'ironia della sorte ci sfugge l'argomento decisivo : il con-
fronto. Poiché noi abbiamo alcune parole dell' indice di Teofilo proprio in
corrispondenza del fr. 4 pr. D. 2, 14 (sch. 'O ^dó^svog 1 556) il nostro pa- ;

piro comincia in corrispondenza del § 3 dello stesso frammento bastavano :

due o tre linee di più, e il confronto sarebbe stato possibile.


Intanto, abbiamo cercato di riprodurre esattamente quello che nel pa-
piroabbiamo letto o creduto di abbiamo completato un
poter leggere, e
buon numero Ma
prima vista quanto resta ancora da
di lacune. è chiaro a
fare. Chi vorrà accingersi a continuare il lavoro d'integrazione, non dimen-
tichi che il numero delle lettere da noi indicate come mancanti è stato fis-
sato con criterii assai relativi. Ne si poteva altrimenti, trattandosi d'un do-
cumento le cui righe non soltanto sono di varia lunghezza, ma contengono
da un minimo di meno che trenta lettere a un massimo di quasi cinquanta,
tanto sono ineguali la spessezza della scrittura e il rispetto dei margini.
Appunto perciò quasi sempre abbiamo omesso di indicare quanto manchi
in fine di linea, dove l'incertezza è anche maggiore.
Filippo E. Vassalli.

1, verso.

[aico7T]r]Qcc a[i]Qsaig €V£[i]v{ai) tt] £7tsQ(0Tr][G]£i [xai aTtXwg]

[y£]vofx[£vrj] iva zots aTxatTTj^rj t[o] x£(faX[aiov orar oi roxot]

[fjir]] x{a)'c{a)^aXXovT{aì) : ulp : conuent[i]ontov » »


[

£tg avo dia(,C)Q£it{tti) sig puhlecov naxTo[v xat, sig pri-]

5 uatov To óe priuatov VTCodiaiQeit^aì) £[ig legitifxov]

1.Non è possibile ivovrai. L'infinito ivsTvai dipenderà da un precedente cpalvezai o sim.


2 sq. Per la struttura otav-xara^dkkovrai cfr. 50 sq. orav-/.isTSQysrai. 3. È possibile igli'a tà
si'órj, a] oppure za [tgla stSrj\, non è possibile che le prime due lettere siono ók (autem Dig.).

1-8. Dig. 2, 14, 4, 3 (Paul. 3 ad odictum). - Stephan. sch. 'Ensiòrj I 555. - Cyrill. sch.
'Ejieidfj I 556. - sch. 'Evda (incerti antiqui leti adn.) I 556. - sch. Et òé I 556. - Bas. 11, 1,
4 (I 555).Gregor. Doxapater sch. FQrjyogtov I 556. - sch. Ovrco I, 556.
- 8-7. Dig. 2,
14, 5 (Ulp. 4 ad edictum. - Conventionum...-iuris gentium). - Doroth.? sch. Ilùaa I 558.
- Stephan. sch. 'H y.ov^evzicov I 557. - Cyrill. sch. KvQtU. T 657. - Bas. 11, 1, 5 (I 557). -

Neil' un modo o nell'altro si Iwgga nella 1. 3 (v. nota crit.), la rispondenza col fr. di
Ulpiano, cosi come è dato nel Digesto, è perfetta solo che nel greco e' è anche questa ;

volta maggiore abbondanza di parole, in quanto espressamente vi sarebbe detto che le


tre specie si dividono in due, una delle quali si suddivide poi egualmente in due. E
55. FRAMMENTO ir UN «INDICI!» DHL DIGESTO 115

[7i\axT0i> x{ai) iuris (/entiov wg óoxfi o'*»»#[


cuvTtfjv rrj óvvai-isc publicov nccxtov t[GTCv]

TO h[{s)t{(1c)^]v tCOV OTQaTTjYCOV TOV 7lols[J.o[v TTSQl fiQrjvr^g\

ytr[o,u]frov legitif.iov Ó€ naxtov e{Griv ro ano]

10 ztvoq ìSixov vof.iov i] òoyfia[i]og avlyxXrixov xvQovfitvov]

x{ai) ri iixTov aymyriv rj araiQo[vi' f0riv oiov leyi-]

tijxoi xtjóafÀOVsg noiov\vxat oi («jnatoi tcov 0Q(fa-\

vsvo/iisvwv ov /.irjv x[aTa àiax/rjxrjv ? ccXX o óo)óexa-\

òsXtog xaXcùv avrovg xr][àei.iovag

15 zrjV óioixrjCiv nQo67]X[

sni roxerto aywyrjg ?,>*[ e. 10 11. oiov n]

r^yoQuaav ri nore x{ai) STe[ e. 12 11. re nomlum]


secuta TTQog ro aviX(f(i)[vo]r * **[

[ajvexooQriGav zov avraXXayi,i[a]rog a[

20 [ 10 11. ] , . wg tTVl TOV>^^*[

[ 5 11. ]'q vavxXriQOìV ro yag ****** iGÌ}'{ai) /([

6. Forse si aspetterebbe co? òoxéìii'y coniielìitiona xoj pacUo] \


ruvrrjv (= rtjv avxrjv} rìj

òvvd/ist ? 12. nr^òajxóvei (= De Boor, Index


xrjòsfióveg) : ofr. graec. ad Theophan. p. 764,
s. V. naiòaQaoTYji ; Ashburner, The Rhodian Sea-Law p. 58 s. v. TiaQuo^agirì^g . 16. Forse
èyév[sxo tò mxzov, oiov etc. 17. Forse hs[Qo-/vo)i^ovovvteg'ì 21-22. Per es. rò yùo nax-
Tsveo'&ai y.[(s)T{a)^v avrcòv {cioè per es. è/ijiógcoi' xal vavy.XrjQO}v'})'\\ xaivavialv] ò. a /?,>,-
<non è possibile leggere jhfìaiot) etc.

pare che a questa variante puramente formale si attribuisse qualche importanza nelle
scuole bizantine cfr. Stephan. sch. 'H xov^tvriwv I 557.
; 7-9. Dig. 2, 14, 5. (publica...-
paciscuntur). - Doroth. ? sch. Ilàaa I 558. - Stephan. sch. 'H y.ov^evrìmv I 557. - Cyrill.
sch. KvgcU. I 557. - Bas. 11, 1, 5 (I 557). - Synopsis Basilicor. 2". Vili 3. - sch. Tàv avfi-
cpcóvcov I 557. - sch. Tcóv ovfKpwvwv I 668. ad edictum). - 9-11. Dig. 2, 14, 6 (Paul. H
Doroth. ? sch. Ilàaa I 568. - Stephan. sch. KvqIIX. I 557. - Cyrill. sch. KvgiU. I 558. -
Anonym. adn. sch. Tov 'Avcov. I 558. - Bas. 11, 1, 6 (I 558). - Syn. Bas. 2". Vili 4. - sch.
T&v av/ii<pcóvwv I 563. 11-16. Si pone qui, secondo ogni apparenza, un altro caso di
riferimento dell'aggettivo legitimus ad istituto che ha il suo fondamento in fonti del
ius civile: la legitima xrjòsfxovla; ofr. Dig. 26, 4, 5 pr. pei legitimi tutores; Ulp. XII 1 pei
legitimi curatores. 16 37? Esemplificazione di patti legittimi, a) che son modo di
risolvere un contratto (16-21), 6) che sono parte di un contratto (21-27 patti adietti ?),
e) che sono patti nel senso edittale del termine {poeta de non petendo 34-37 ?). Gli :

esempì sembrano raggrupi^ati secondo il rilievo che il patto possa nel dato rapporto
sia generare sia togliere l'azione (21-27?), o generare l'azione (27 33), o togliere
1' azione (34-37). 16-20. Convenzione di recesso dal contratto di compra-vendita ?
21-27. Patti adietti nel contratto di società? Peraltro le parole emergenti dal papiro
116 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

xotV(«n'ta[ * ] óoyfia GvyxXtjxov jj£ ^ * * »xav ra /.laXil^ra

xiai) ai óiaTa'§£ig xvqovGìv avrà ta GvffT7jf,ia[T]a tiqo-

(fì^Aft)» »»»*#«»*«****«»* Tij[s] xoiVùìv[i\ac, (tvvccXXay^a


25 (tìg naxTov ^s§aiovt{aì) x{aì) %a fji{£)T{a)^v avTcor sire sni GvaraGsi

aycoyrjc sits sni avaigsffsi avrtjg zrjg xoivcaviag XQ'ì^aifxuìg

TraxTsvsriai) ofioioog ano óoy^a{zog) avyxXiqTOV xai ano 'Cdixw{v)

Ó£ vofxoov titiu x{ai) poblic(i)u x{ai) corneliu ^s^aiovziat) [

[«]*!' avazaaai, a[y]o)yvfi sav zig eni XQrmaGiv natali]

30 * # » *f * iva 1] axovTtov rj xovraQiov Qinrwv ì] [tqsxmv]

ì] m]d[u)v] rj naXaiuìV 7] nay{x)QaTia^(tìV »**»#[*]

fis\ # * aQe]trig svsxa vixrjGoi Xa^oìv q vo^ia fiata

[ e. 9 11. ] zavra [£n]l ;([()?]jw]ao'ti' n[a]t^ *[*]** Gvvd^7]xrj{v)

1, recto.

[
3-4 11. ] » * , x{ai) sni avaiQiGni tf* * [ * ] * c^ * * éx « [

35 [ 4-5 11. ] , naxTov ìGxvhv otov si XQ^^ **[«»«« ]og [

[4-5 11. ]pc«) sjii Gvyx(OQì]G£i rov zpfoi'c ijTot £n[i rov ?]

[GvvjaXXayfxarog ravra gws^sto vno xa * \

[jf*T]fc)r axQTjGzoìv naxrcov SQOvf^isv iuri[s (fen-]

28 sq. Forse [èm] \


\_iii\kv avaidasi etc. 35. ;j;gewor[o£i>'r]oV [rij-o?]
''

(lin. 22-23) sembrano accennare a patti legittimi nel senso della definizione giustinianea
accolta a lin. 9-10, ai quali pertanto non sapremmo trovare una consistenza nelle nostre
fonti : forse Voratio divi Marci, in Dig. 17, 10? 27-33. Dig. 11, 5,2, 1 (Paul. 19 2, 52,
ad edictum). - Dig. 11, 5, 3 (Marcian. 5 rogularum). Cod. 3, 43, 1, 4 (lustin.). - Thalel.
ind., Bas. 60, 8, 5 (V 417). - Anat. ind., Nomoc. 13, 28, 4. - Hagiotheodorites, sch. Tov
'Ayioeeoò. V 415. - Anonym. adn., sch. nsQi V 415. - Bas. 60, 8, 2 (V 415). - Bas. 60, 8, 3
(V 415). - sch. Osoòcóqov V 417. - Convenzione legittima, in quanto munita di azione da
un senatoconeulto e da leggi speciali la convenzione fatta a riguardo dei giuochi gin-
:

nici eccettuati dal divieto del giuoco di denaro. 28. poblicu ha il papiro era stata :

avanzata la congettura che una corruzione dei mss. avesse cangiato nel testo del Digesto
il nome della legge, e che essa non fosse altro se non la lex publilia de sponsu (Gaddi

Cronologia delle leggi comiziali romane, in Cogliolo, Fonti* II, 654). Il papiro conforta
la lezione {Publicia) del Digesto. 34-37 ? Caso di patto remissorio ? 38. Rinvio alla
materia dei patti invalidi? 38-40. Pretesa definizione del patto iuris gentium. Più cor-
55. FRAMMENTO D'UN «INDICE» DEL DIGESTO 117

[tio]v efftiv TjTOi conuentmv co ano tov £^[vcxuv]


40 ysvonevov (vofxov} rovru)v de xwv iuris (/vnti[ov]

riva fiev x{ai) ayiayaq, tixzft x{ai) 7TaQ[aY]Qcc(fag


[i] xai ayjdoyrjì' x{ai) TTaQayga^^rjv) e-^ti riva óa naQayQa{<f't]v)

[liovov sxsi] ree Ó€ Ttxzovra aya)ya[g Ttjaxra

[ovo/xaCsÌTiac) o[v] fxovov aXl' sig ióixa

45 [ovofia{va) avvaXk]ay{.iaztiìv òiaiQ£iT{ai) rjroi (ist-

[£QXeT{at) zav]T[a] tu CvvaXXaynata sig

[aXla ovofxaiztt) oiov ay]oQoaiav ngaGiv fxiG-

[if-VKSiv £xfii(J^(0(Xiv xoivù}]viav XQV^Giv nccQa-

[xuTctx^rjxrjV x{av) To]vrotg o/jioia oiov man-


50 [datar e. 10 11. ]ov otav tig aXXo fxsv

[(XvvaXXayi.ia {.itj ix]£T£QXf'c{cci) zo naxzov vnsGzv

\ós aizia saziv ayoìyt]] x{ai) yaq ztxzszai [£]vo[x'fj]

[e. 6 11. ],(,,(, ^sr ot[ov] ósòfoxa G[o\t, 7T[Qay-\

[jwa iva d(X)\g [^o]i szsqov nQayfxa [oiov óeàooxa]

55 [coi iiÀaz]io[v ira àcog] liioi %Xavióior z[ovzo GvvaX-]

44. aXV cosi pap. 47. 1. ày^OQaaiav.


: 50. [datov ddvetov? ivéyvQJov'^ 51. ò'vofia
occuperebbe troppo poco spazio. 68. Non pare possibile iòta zò (}vix\cpwvridév, oi[^ov etc.

rettamente forma affatto negativa noli' indice di Stefano, sch. Ma&cóv I 569 'Iovqc-
si ha in :

rj ixi]xs nov^Uxa fi-qtE kEyaiixa.


yevxia òé èaii y.ov(ÌEvzi(ov 40-43. Dig. 2, 14, 7 pr. (Ulp. 4 ad
edictum). - Doroth. ? sch. Tmv (pvaixiòv I 562. - Stephan. sch. Matimv I 559. - Cyrill. sch. Kv-
qIXIov I 562. - Bas. 11, 1, 7 (1 558). - Syn. Bas. S. Vili 5. - sch. Tù,v avficpcovcov I .^63.
43-50. Dig. 2, 14, 7, 1. - Doroth. ? sch. T&v (pvaixwv I 562. - Stephan. sch. Mabuv I 569.
- Cyrill. sch. KvqìXIov I 562. - Bas. 11, 1, 7 (I 558). - Syn. Bas. I. VII! 5. 50-53. Dig. 2,
14, 7, 2 (ged et si. ..-esse obligationera). - Doroth. ? sch. Twv cpvaix&v I 562. - Stephan.
sch. Matiwv I 559. - Cyrill. sch. KvqIUov I 562. - Bas. 11, 1, 7 (I 558). - Syn. Bas. S.
"VIII 5. aitia]. Un antico indice (Doroth. ?) e Stefano hanno svXoyog
51-52. vTiEoii [òi
ahia. Il testo dei Basilici (Anonym.) e Cirillo non l'hanno. Lo Zacharia, Ztschr. der
Sav.-Stift., RA. X 275, adduceva appunto questo luogo tra gli altri diretti a dimostrare
una derivazione della summa di Cirillo dall' indice di Teofilo. Poiché, secondo ogni ve-
rosimiglianza, il papiro ha semplicemente ahia, noi possiamo trarre, sulla base della
congettura dello Zachariae, un nuovo indizio a favore della congettura che il nostro
indice possa spettare a Teofilo mentre, inversamente, da questa congettura acquiste-
;

rebbero nuova forza le illazioni dello Zachariae. 53-57. Dig. 2, 14, 7, 2 (ut puta...-obli-
gationem). - Doroth. ? sch. Twv <pvaixwv I 562. - Stephan. sch. Maho'yv I 569. - Bas. 11, 1,
7 (I 558). - Syn. Bas. S. Vili 6.
118 PAPIEI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

\Xa\yi.ia etìriv x[aì) TixT£T[ai) rj praescriptis uerbis

[ajycoyrj rj óeàoìxa <Joi xaf.iaoiov iva noirjffrjg fioi

TV TTOTe oiov ygag^rjg iLto[i\ iV »*»,»»*( Tovro avvaX^


kayjxa sativ avo)vvf.iov ov y[a]Q agyvQia àfóo)-
60 xa aoc iva /^iiG^^aìffiv avrò fimqg Tixtst^ai) ovv iv%s[v\
^£V noXirixri aywyì] r] praescriptis uerbis óia

[à]£ TOVTO OQ^oig STTf^aXfTO tov iulianu o via[u-]


[ri]cianos sra tocovtov ^£f.iaTog £[av] yaQ ów ao[i]

[sti]cov TOV àovXov iva TTOir^ff'qg r[c nots o]iov i[va]

65 [eÀev^]£QCt)ar]g 7i[a]/x(fiXov rov ó[ovXov Go]v £7i[eita]


fXév^sQWGr^g TOv TiafKfiXov o ds [sticog] ex[vi]

xTjd^r] [a\no rovós » » [

7ìi(mricianov ttjv praescr[iptis uerbis

II, recto.

.ì]v (Jì^i^ia [»#(f##»if]* avaiQ[<f^* c\vvaXX[ay(ia »,«»]# T«i'Tot[ ?

70 [»^\vovo* naxto[v] sits fx tov ft'>!/fwc yeyovoc fTr[i] rmv bf TVTiot\'^

57. Hu/^idotor, se letto bene, diminutivo di y.d/iaaov f=r xa/Motov) ; cf. Sophokles Lex.
s. V. 58. Non è possibile leggero XvòaX^ióv, e anche meno ivòaX^ia. Dopo tv c'è qual-
cosa che rassomiglia ad un s latino. 69 e 70. In questi due righi la scrittura si
estende a destra oltre il limite solito, cosicché le ultime parole superstiti capitano sopra
ilprimo rigo dell' annotazione marginale, e però rimane anche incerto se vi fossero
anche altre lettere. Se così, 69 sq. probabilmente [avy'] [j^poji'o)' ov jidxzo[v'\ ? 69. r^v \

oriixa\ivoiA,évrfv {ovvero cirji^ia\v&EToa\v') àvaiQ[eaiv a]vvaXl\ayiA,aiog V. Arangio-Ruiz.

57-61. Dig. 19, 5, 5, 2 (Paul. 5 quaestionum). - Bas. 20, 4, 5 (II 380). 59. àvù-
vv^inv: è la prima volta, prima dei Ballici (20, 4, 2), che quest'aggettivo compare nel
senso tecnico degl' interpreti. Ciò è interessante per la lessicografia giuridica.
61-68. Dig. 2, 14, 7, 2 (et ideo...-sufficere). - Stephan. sch. MaSwv I 659. - Cyrill. sch.
KvQiXXov I 562. - Bas. 11, 1, 7 (I 558). - Syn. Bas. 2". Vili, Dig. 19, 5, 5, 2 (Paul.
5. - cfr.

6 quaestionum). - Bas. 20, 4, 5 (II 380). La relazione di queste opinioni è assai più
esatta nell' indice fiorentino che in quello di Stefano, dove pure ci sono conservate.
Stefano riferisce dapprima che Ulpiano, non Giuliano, avrebbe risposto, interrogato da
Maurizio (?), e sarebbe poi stato criticato da Marciano poi dice che Giuliano fu ripreso ;

da Marciano (Heimbach, Ztschr. f. Bechtsgesch. II 365). Nel Digesto, come nel papiro,
Ulpiano riferisce che Giuliano fu ripreso da Mauriciano. 69-72. Dig. 2, 14, 7, 5 (quin
immo...-nascatur). - Cod. 2, 3, 13 (Maximin.). - Doroth. ? sch. El xal I 565. - Stephan. sch.
Mafòóìv I 560. - Stephan. sch. 'O knegmiriaag I 566. - Cyrill. sch. KvgilXov I 562. - sch. T&v
avfitpdìvcov I 563. - Bas. 11, 1, 7 (I 564). - Syn. Bas. I. Vili 6.
55. FRAMMENTO D'UN <i INDICE » DEL DIGESTO 119

co? Eni t[ov ? re]


[a]i;TO Hie fx{e)T(a) tovro ysyovog naQ[a\y() óiàwGiv
'
tuì 6vay\o-]
' '
« ' ' ,. nondu[rii\
fisyia x{at) evayovrc avtmaQayQj n ós %iq i^r^ti «<[ I

\aecuta\
[* *] «[tt]* TftJV fiì] bf avvakkayfia{c\(i}v óvvax{ai) ano Tiax-
eoneensu
[zov *«]#»»[»] xat agxoci TrXatvvsff&iai) t] ccyf Xsxxèov

75 [o«] i(SÌI OTE ov Svv[tt\i;{c(ì) **».,, ^rjfis *n* oti dvvar{ai)

oiov OTa[v] £711 óarsiov fr[ e. 12 11. ] , # , ^

Toxov 7TaxT£[v]^rj o[v]x eatir [ e. 14 11.


]

x{ac) pactov »»«[»»]«»af x(at) arco óe ,,[*,»,«], sni, tmv


Toxcov x{ai) xov xe(ff ^sj-ia rovxo (?»*[«]»»[»* »]ajecr;$

80 TTqg £7i£Qa)Trj(X£wg 7TaQaxokov[**^, *]*ri OT[av x]£q-

(laxa àaviffdrj xat di%a £Ti£Q(i)[rri[G£wq, [,*»*] av(X-

(p(tìVì]i)rj QTjTog Tvxov /t(f )T(o:)^t; *#*»#,,»* [fjneióì]

* « [«]rraf i^a to /^uv £V£Xvqov »«.#»»»«fT' to Ó£

[#»»»] x£QfiaT(j)v óo^£VT(ov T(o poctu) ^orj-^tiT{ai)

85 [»*«]# OVTW ($'»»[#***]»»«<,«#[»#),*«] ai ju(£)r(a) ro Gvv-

[aXlay]/.ia T£xà-£iffai ano ìpcX[ov] nax[rov na]oa-


\yQa(pai\ x{aì) fxaXiffra [

[
]v

[ ]*

90 [ e. 8-9 11. ]ijv oiov éi [ e. 10 11. ] , , o^ov

[ e. 8 11. ] ,: » oTt, n£(pav£Q(t)T{at) [fni ri-jg ayo]Qaaiag


7ie(oi) zrjg [re] ?io[n-]
x{ai) t(i)V [Xoinu)\'\ bf- ayojyoov re [nondum] sec[nta]
dum secuta
y£iv£[(J^iai) v]navax(>)Q[r]Giv xov 0vva]kXayfxaxog
wiavaxco^Qijaecog) rtjg
oX[ov] ano naxxov x{at) ov ix[o\vov eig xo n[a]v aXXa xai ngaasùìg rj sv-

95 £cg fi£Qog x[ov (j]vvaXXayfiaxog £vaXXayrj ówax{aì) aXXayrjg

y£V£G-d-{aC) ano [n]axxov oiov iva |u[rj oX\ov xov ayQo{v)

81. [ójrAcò?] sim. y 87. più probabilmente [yQa{(pal) *


.]

72-75. sch. Twv avi-icpévuiv I 563. - Nei contratti di stretto diritto il patto fatto ini-
zialmente non può modificare l'azione a vantaggio dell'attore. 76-80. In base a patto
non possono esigersi le usure nel mutuo, ma è necessaria un'apposita stipulazione.
80-84. In base a nudo patto si potranno esigere le usure di un mutuo, mediante la ri-
tenzione del pegno (Dig. 13, 7, 8, 5 Cod. 4, 32, 4; Cod. 4, 32, 22)? 85-87. Dig. 2,
;

14, 7, 5 (sed ex parte rei...-exceptiones). - Stephan. sch. '0 èjieQWTrjoag I 566. - sch. 'Ano
yvfivòóv I 565. 91-100. Dig. 2, 14, 7, 6. (A.deo...-potest?) - Stephan. sch. '0 insQwz^oag
I 566-567. - sch. Tùv avfi<pcóra,v I 563. - sch. Ohv I 568. - Bas. 11, 1, 7 (I 564). - Syn.
Bas. 2. VIII 6, - cfr. Dig. 18, 1, 6, 2 (Pomp. 9 ad Sabinum). - Bas. 19, 1, 5 (II 258).
120 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

aXXa fisQog [a]vTOV ào^w irjl

[ * ]0;W [ c. 7 11. ]v TTQa^l


]aTO)v » » [

100 7r]a^a[y]e[/

II, verso.

naQ[ayQj\ x{ai) avtiTiaQayQ/ [x{cic)T(a)]xQ'r]ffTix[(og ****** ]ev oiov i[i\

sym o 7iQazi]g xetvw 7r[a]pa Gov tcsqi é fisQOvg xov ayQ[ov\

x[{ai) a]v ayoQaffag 7raQ[ay]Ql avTixf^rjg /xoi nsQi {t]ov àeiv [sfis]

[tov a]yQov zag zifiag Xa^siv x{ai) naQaóovvai ffoi tov 7iav[Ta]
105 aygov syu) àe òvvafxcci oog ano zov TeXevzat[ov] 7iaxT[ov]

7TaQayQa(pifjg %Qri(Si)-{ai) x{a)'i;{a)xQiqaTix(ag ós 7TaQ\a]yQ ; X[eyu)]

snsi re nondum sec[ut]a eig /.isQog v7ravaxo)Qrj(Ji[g]

y£V£T{at) o[iov ei to] q voifiiG/iiaTcov) 7T[Qa]^ev naXiv TraxzevGw TtXeiovog


[ovrcog soJtjv t]
7] 'riTTOVo\g Tt\£TtQaGif-{ai) et ys re [no]ndn[m 8'\eeuta ysyovev
Sevzsga (o-
110 naxrov ovt(a[g] sGxiv rj òsvrsQa o)v{ri «Jffavft r?]? ngoiTrig
\yri\ cooavsi ttjs t

ov ysvofilslvqg w? /? it] svQijfffig àia rovto ovv Xeym x{a)T(a)xQrj<x-


[^3ig(o]xr]g ov ysvo-

|>ev]j?? co?
[i]
zix(o[g * * * ]« óe (offavsi avav60vGi^{ai) doxsi rj oivrj xara
^ [tjj;

{svlgtjastg dia xovro * » 0) óoxsi sisvov £izs ipso mre <sic) rj ttqwtij avaiQ£[i(}]^{ai)

ovv Xeyo) 3<{a)r(a)xQ)] ào^rj xad- exarsgav svvotav aQjno** x{ai) yag ra £Tt*[
anxmg -
115 xrj avaXvGai GvvaXXayfxarog rrjg consensiì y£V0fi[

97. dó^co fi[yoQaxévai ? 98. ro]v jigad^évra 'i 102. Sotto all' é (== nèfimov) c' è un
segno di cui non sajjpiamo darci ragione ; in seguito 1' e di fiÉgovg sembra corretto.
106. TtaQaygacpfjg papiro (non cfr. Soph. Lex. s. v. xQàoj.mi.
-cpfj ne 108. Avrà
-cprjv) :

voluto ysivsi ai\. 109. Non pare


possa leggere altrimenti che Jiengàodat, mentre si
si

aspetterebbe piuttosto nmQàoxBiv (cfr. Dig. 1. e. si quam rem a te emi, eandem rur- '

sus a te pluris minorisve emero etc). In seguito, si aspetterebbe si yàg piuttosto che
'

r" ys. 114. ng/M^ri corr. da agfzoa^? Ma neppur V rj e sicuro. 114 sq. fzsgi-'\\>i^?

101-108. Continua dei patti nudi nei contratti di buona fede esempio di recesso :

parziale dalla compra-vendita re nondum secuta. Nota come le parti, secondo l'uso di
scuola, sono rappresentate da me e da te. 108-111. Dig. 18, 5, 2 (Pomp. 24 ad Sabi-
num). - Bas. 19, 5, 2 (II 278). - Stephan. sch. V Ènsgmf^aag I 567. - Cyrill. sch. KvgiXX.
I 568. 111-120? Dig. 2, 14, 7, 6 (et haec ita...-partis emptione). - Stephan. sch. '0 sne-
goìTrjaag I 567.
55. FRAMMENTO D'UN «INDICE» DEL DIGESTO 121

re nondwm secata x{ai) ftc aycoyr^v GV{i^aXX£t{aì) [

TO TtQaYf.iu óvvariai) avaXvd^rjVcec fCxoro)g x{ai) |U(«)T(a)ri'7r[ot ay(tìyì]v]

x{ac) óoxsi TQOTtov zt[v]a avav€OV(Si^{aì) co awaXkaylfia


Tiv 6^***iig £711 r*[***]**« zov ayQov fÀ,ovov*[
7is{Qi) [Tft)v] 120 7r**[ ]àvvttT{ai) às yfr[
[7ta]nTco{v)
<fe ft [ ] * [
axvQ(»{v)
« às * *[ ]*óvw xA[7^]p[ofO|« ## »<»»*] V
s^ avTùìV re n[ondw)i secuta 7i]axtsv(J7] ngog t[ov TTQurrjv]

avaxMQr^Gcci, ano rov (Jvv]alXayfiaTog àoxst [****]**[

126 avaxooQT]* [ 5-6 11. zjrjg naarfi ayoQa(Sia\g **]* nQog To[r'\

vofiov iG^vs *[***]**[*** eoa 'ì\n£Q x{aì) €(p £T[eQov] 0vvaXXa[y]-

(xatog r^àvvaro naxT£\vG]{aì) tvxov stii [S]av£iov «[ffjrf

avtov (.lovov fiiq aTianr]^rjv(ai) x{ai) x*[3-4 IL] tiuxtov nagayg


ait praetor [*]* sv Gxonog rov * * [ * * m^
] * « xoivrj ttsqIi] nax-
130 rwv rf * [
7-8 11. ] * V , f # [ * ] 01 xig av [**]**x** ttsqi, (s[

* [ ]Y£Vt * [ 7-8 11. ] TO 0v[

* ] * xavw[

[ jrrfc i*[

122. xX[rf\Q[ov6ixo)v stg /^isjv

122-126. Dig. 2, 14, 7, 6 (sed cum...-emptionem). - Doroth. ? ach. 'Ejiékriae I 569. -

Stephan. sch. '0 èneQCùrrjoag I 567. - Cyrill. sch. KvqIXIov I 568. - Bas. 11, 1, 7 (I 564). -
Syn. Bas. S. Vili 6. 126-128. Dig. 2, 14, 7, 6 (quouiam...-exceptiouem) ? 129-134. Dig.
2, 14, 7, 7. - Stephan. sch. 'Evrsvdev I 569. - Cyrill. sch. KvqìXXov I 569, - Bas. 11, 1, 7
(I 569). - Syn. Bas. S. Vili 7. La rabrica marginale IIsqI xwv ndxrwv àxvQcov, sebbene

posta in corrispondenza delle linee superiori, deve riferirsi a questo punto, dove si

espone il contenuto del § 7 del fr. 7.

Fap. Soc. ital. I. 16


122 fapihi bella società italiana

56. Registrazione di bestiame.

Hermupolis (cm. 25x12) A. 107^.

Eudaimon, figlio di Hermaios, di Hermupolis, si rivolge allo stratego


Herakleides per la registrazione del bestiame di sua proprietà, 100 pecore e
una capra, già registrate l'anno precedente, e 10 agnelli. /. e.

'HQaxléiór]i aTQa{tìjyio) 'E(J!Jiou{olkov)

TittQà Evóaif.iovog TtgeG^mégov


'^EQn{aC)ov 'EQfi07i{oXCTOv). jÌ7T€yQaìpdiii7]v im dis-

XrjXvx^ÓTi t!/ (fV«) Tqaiavov xaiGagog 106 p

5 TOP xvqCov nQÓ§{^a%a) q *a, ce x{cà) àuoyQcc-

(foi^iai SIC TÒ €ViG%òc òaxarov (eroe) 107 p

Tgatavov x{ai)caQOQ xov xvqìov, tà ama


TTQÓ^iara) Q *a, àgvsg i ;«*«***»****
Ttgovo/nCiov ?) tÓttov x{aì) s^agt^-fin] *= * # *

10 (hi' xal Tcc'^ofxai rò xai^f^xov xéXoc

iìg zrjr ^Aga^iav àvwi ^iv^a * « « * #

-! » » * # » 0i§iog.

JlgàxiTtoQ) àQyivQixwv) Jq**** óiià) 'Egi.uo{i') ygaififxaréwg) asaiq-

ip£Ìwi.iai).

(Dilog [ìaGil{ixòg) ygiajjfiausvg) ói{à) <t>iXo{v ?) WCX{ov ?) (JsGijiimcù)-

/xai) ngó§{aza)
15 èxatòv af§ iig àgvtg óéxa.

'HgaxX^eiórjg) GTga{T7jyòg) ói{a) Jiàvi.i{ov) vnoyganfi{aTéwg)

G£ff7jifi£to)i.iat) ngó^iaxa) g {ab)y{a) a ccg{vag) i.

1. stratego, lo stesso anno in PAmh. II, 64. Cfr. anche PFlor. 99, 2 e
Lo stesso
nota. Al posto dell'asterisco è un segno, ripetuto a 1. 8, che deve essere un' ab-
6.

breviazione di ulya. 9. In fine di riga una forma di è^uQi&iMÉw o di s^aQÌ&//,r]ois, op-

pure èi àQiOfi.?ì;^ae(ag)? 10. Cfr. PO. 245, 21 sq. 11. Il nomos di Arabia è noto
da PO 710, 5 e PLond. 401, 10, ove è ricordato con altri nomoi del Delta. Non mi
consta altrimenti che vi si distinguesse una 'Agalla avm, come parrebbe qui, e neppure
è certo che qui si tratti dello stesso. — Wivda è certo il principio di un nome Egi-
ziano. Ma non ne ho trovato alcuno che possa leggersi qui.
57. notificazione allo stratego 123

57, Notificazione allo stratego.


Theadelphia (cm. ii,3X7,b e 11X7,7) a. 52p.

Sambas coltiva insieme col proprio fratello Thepherus un xXi]Qog di


5 arure che suo padre Soterichos ha preso in affitto da Apollonios. Egli
notifica allo stratego che ha intenzione di ritirarsi, prima della scadenza, dal-
l'affitto, non senza soddisfare i suoi obblighi verso il proprietario, e lo prega

di darne comunicazione ad Araesos, fratello di Apollonios ora morto. Non è


ben chiaro di quali obblighi si tratti è ovvio però supporre che fosse sta-
:

bilito per contratto il pagamento in più {sjtiTsXéaag 1. 23) di una determi-


nata somma, qualora i fittaiuoli volessero abbandonare, prima del tempo
fissato, l'affitto.
Il papiro è in due pezzi: tra l'uno e l'altro non mancano più di due
righi, giacche la distanza tra i due frammenti si può stabilire dall' annota-
zione nel margine sinistro, perpendicolare alla scrittura del documento.

t. l.

Egoni otQUTTqyùx,

OsfllCTOV fifQióog
Tiagà 2afji§à tov vtov

2oùzrjQixov Tòòv ànò


5 Qsaóskcfiéag rffi nQOx{sinsvrfi) ixiQ{i)d{og).

r^ctìQywi (Tvv rm àóeXcfiò

fXOV 0e(p£Q[o]vTl xXfjQOV

àQo{vQ(òv) névcs n{s]Ql tìjv amr]{v)

xtófirjv, à[g i\niGi)-(óaato

10 ó natijQ fjficòv 2(OTrÌQix{og),

òg TSTfXiimrjxsv), 7T.[a]Qà ^An.oXXo){viov)

TOV ntoX£fi[ai]ov. Tov oiiv


Sia vffi ix[ia]^u}a£ù}g

[rjfiiv €xd]od-év'Cog

15 \xXriQov zstfXsxóxeg]

1. Questo stratego, per quanto mi risulta, non era noto prima d'ora. 5. Oeuósk-
(péa? : grafia abbastanza comune per Oeaòshpia? {= 0saSei.<p£Ìag). 6 e 25. yE(ogyw(, à^iwi :

vedi la nota a n° 80, 3. IB. Forse anche xexshy.w? (cfr. al r. 23).


124 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

{xà TOV Ól£Xl]Xvi)Ó- ?]

Toq la (fVovs) [T]ijS£Qiov 50/1p

KXttvSCov xaiCaQog

0£^a(fTOv FeQiittvixov

20 avTOXQUTOQog ix(pÓQia,

7rQorjYi.i[s]^a èy^fi-

vai Trjg rov xXrj(Qov) yeoogyiiag)


rò xa^fjxov sTtcreXsGag'

àt àiim, xaTaxcoQKJx^évrog
25 TiaQa Gol Tovós rov VTto(.iviq{fiaTog),

rò àvriyQa(^o{v) ài vtii^qstov

f^ifTaàox/^fjvai tm xov
'AnoXXctìviov àÓ€X((fc7ì) 'Ai.isgoì,

àia rò ròv l47roX{Xéviov) TSxsXievcrjxsvai),

30 oTTOog tlàfj iy^aCvovza


rjfiàg Ttjg Y[s]coQYiag ézoi-

fxtog [sxsiv ],,,,*

Nel margine sinistro, della stessa mano :

33 'EàwOij àia 'AniTog xov Oscovog V7Tì]Q£xrj. [Exovg]


\àù}]àsxàxov Ti^eQiov KXavàiov xaiGaQog Gs^aGxov

reQ[f.iarixov]

34 avxoxQaxoQog, Ms^bÌq y. 29 Genn. 52p

28. ijiiteXéaag : si aspetterebbe ijiasléoavzeg come al r. 30 èy^aivovrag. 24. 1. '/ìol-

raxo)Qia&£VTog. 33- 1. 'Eòódif) e vTirìghov.

58. Frammento di contratto.


Oxyrhynchos (cm. 9X2i) A. 565/578^.

Della serie di documenti diretti a Plauios Apion o ai suoi eredi otto


furono pubblicati in PO I due dei quali sono riportati in
(130, 133-139),
Mitteis-Wilcken Chrestomath. I 2 (383136, 384 = PO
PO 135). Degli =
altri undici descritti nello stesso volume (PO I 192-202) cinque sono pub-
blicati in PLond III p. 278-281 (776 =
PO 197, 775 =. PO 195, 778 PO =
58. FRAMMENTO DI CONTRATTO - 59. FRAMM. DI MALLEVERIA 125

199, 774 = PO 193, 777 = PO 198), uno in PO VI 999 (= 196). Nello


stesso volume, inoltre, è pubblicato anche un altro documento (n.° 996) di-
retto agli eredi dello stesso ricco proprietario dell' Oxyrhynchites. Dagli
scavi del 1911 in Behnesa ci pervennero tre nuovi documenti indirizzati a
Plauios Apion iuniore e due frammenti che appartengono certamente alla
stessa serie, sebbene non vi si legga il nome di lui o dei suoi eredi. Facciamo
precedere i due frammenti (n.' 58 e 59) per seguire l' ordine cronologico.
m. n.

1 {^aaiXsiag tov ^aiotàtov xaì siòjffs^sffTccTov ijfiMv ósanózov (t>?.aoviov

lovarivov Tvv alwviov avyovGTOv xaì amoxQccTogiog)


2 [srovg * mese — indizione ]<:; èv 'OÌVQvy%{iT(tìv) nóXsi -f

3 [<PX{aovC(i}) 'Amoovi xoì 7Tav£V(p{'^ficp) xaì iTtsQtpvsaTJàTCt) ànò imàxcov


òqÓivccqCoùv xaì TxazQixiciì yeoi>x(ovvTi) xaì svzav&a xrj Xufxnqà
4 ['O^VQvyx^^'^f^^) TTÓXsi^ dia MrjVà olxszov] rov sneQbìrmvtoq xaì ngoGno-
Qi^ovTog xoj ióiffì Ó€(t7tÓTr] zoì aÌT<ò 7ì:av€V(f{i]fX(iì)

5 [àvÓQÌ rrjv àywyfjv xaì ivoxì]v, ò óstva] nQsG^vrsQog vìòg Uaxàxog firj-

TQÒg Magiag xaì Jlaràg v'Còg 2mvog ^rjTQ{òg)

6 [» y *»« )f »»»*»» * ÒQfiwinevoi àTi]ò ènoixiov UeffTsros, óiacpsQOvrog tfj

vfxtàv vnsQq)vsia, rov O^vQvyxiTov


7 [vofiov xaCQSiv. '^OfXoX]oyov(xsv rà v7T0T£Tayf.isva, ènsiSrjTceQ ex yovéwv
xaì nQoyóvcov

8 [ e. 26 II. ] iijticSv vneQtpvsCa oìxovvxeg èv xtp TiQòyeyQafxfiévoì xxri^axi xaì

2. Se abbiamo letto bene la cifra e della indizione, il documento è dell'anno 572/3P.

59. Frammento di malleveria.


Oxyphynchos (cm. iixi2) A. 582p.

La cifra le' della indizione (Un. 3) garantisce che il precedente ixovg ó'

deve essere del post consulatum dell'imperatore Tiberio (ra. 13 Agosto 582):
siamo perciò nell' anno primo dell' impero di Maurizio. Ma poiché non ab-
biamo altri documenti con datazione analoga, né sappiamo quali e quante
abbreviazioni furono adoperate nella parte mancante del nostro papiro (man-
cano in generale dalle 80 alle 40 lettere), non è sicuro che invece di zov

yerofiévov etc. non vi fosse altra formula. m. n.


126 PAFIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

1 ^Ev òvófiari zov xvqìov xaì ósanÓTòv Irjùov Xqigtov] xov 3sov xaì
[au)t]iiQOQ fjix(tì[v, ^jafftJsiag zov [x}^sio]tutov

2 [xaì sdcfe^sazccTov rnnàv ósanÓTOv fisyiffrov tvsQyézov (PX{aovCov) Muv-


Qixiov Nèon Ti^sqìov rov aìwviov avyovGtov xaì
3 [aitoxQàzoQoq è'rovg a, fxszà zijv vriarsiav rov ysvoiisvov rj/xcòv ó]€a7ró-

cov szovc 6 'A&vQ t' lvd{ixTÌovog) is 4 Nov. 582 p.

4 [0X{aoviù)) 'ATticovi z(ò navsviprjnoì xnl vTcsQ(pv\s(jTàz(o ano {ittcctwv

y£Ov%ovvTi xaì ivzav&a


5 [rfj Xa/iTigà ^O^VQvy%ir(Òv nóXsi, dia Mrjvd oìxjézov zov insQunCàvzog

xaì TtQodnoQi^ovzog

6 [f^J Idioj àsffTTÓzTj z(ò avTfp Ttavevcfi'^fioì àv]ÒQÌ zijv àywyrjv xaì svo'/^iqv,

AvQTjhog KvQiaxòg
7 [vlòg **^»»» fxrjZQÒg i** ógfiwfisvog ànò] ènoixCov 'Ahjai[ov] zov ^O^v-

C^yzW^oi' vofiov. ^OfioXoycf


8 [èxovdia yvcofirj xaì aid^aiQsztf) vcQoaiQéaei] ènofivvpbsvog zòv ihsiov xaì

Gs^aGfiiov ÒQxov

9 [iyyvàG&ai xaì àvaós'xsG^ai nagà zrjg iffiàv v\Ti£Q(f)VsCa^g) àia zcòv ai-

zfj 7lQO(Jì]xÓVZtOV

10 [zòv ósìva vlòv***** iJ,]t]ZQÒg 2o(piag ÒQfiwjxsvov ànò \sno\ irroix{iov)

11 [**,,», óiacpsQovzog zf^ vfi]£zeQa vnsqtpvaCa, svanóyQa(f>[ov av^f^\g

12 {ysbaqyóv, i(p (/ì ze aòzòv àSiaXsinzutg TiagafijsTvai xaì diàyeiv èv zc^

adz[m x]zì]iiia(zi)

13 [fjiszà zm> aizov (fiXzàzcav xaì ndarjg] zrjg aùzov àTfo(ixsv[i]g *»**»

13. Per ùjiooxevfjg cfr. PO 135, 18 e Gelzer Stud. p. 85.

60. Ricevuta d'una macchina per acqua.

Oxyrhynchos (cm. 35X1.3) A. 595p.

Aurelios Matthias, figlio di Serenos, dell' dell' Oxyrhyn-


epoikion Mxaxiov
chites, di proprietà di FI. Apion, per mezzo dell'amministratore Menas,
dichiara che essendosi resa necessaria nei terreni [firixavr]) ch'egli coltiva
una macchina per l'acqua (/xixQÒg eQydzrjg), egli, recatosi alla città, ne fece
60. RICEVUTA D'UNA MACCHINA PER ACQUA 127

richiesta agli agenti del suo padrone, e questi ordinò che la macchina gli

fosse data a mezzo di Biktor suo facitore in queir epoikion. Il colono ri-

lascia quindi regolare ricevuta della nuova macchina. m. n.

-f- '£i' òi'ó/xari tov xvqìov xal óeG7t(ÓT0v) 'ir^Gov Xgiatov tov &{£o)v
xal GwTTjQog fjindàv, l^aailsCag tov i>«[o]rarov xal sèas^isGraTov)

fjfiùìv Ó£ff7T(ÓT0v) fisyiatov aieQyéxov (Dkuoviov Mavqixiov


Nt'ov Ti^sqCov tov amvìov avyovfftov xal airoxQdTOQ{og)

5 è'Tovg ló, vna%iaq tov amov svffs^isGTàTov) i^jfimv ds(!n{ÓTOv) sTovg

ly (Pa(tì(fii i lvó(ixTÌovog) ló // 10 Ottobre 595

(VXaovCoì 'AttCcùvi Tf«; navsvtfrjfio) xal insQtpvEGTdTOj

ànò vriccTcov ysovxovvTi xal èvTavO^a ttj XafXTVoà 'O^VQvy%{jLT(àv)

Ttók{£i)f Olà Mtjvà olxsTOV TOV insgwTcòVTog xal TtQOGnoQi^ovTipg)

10 T(>) ìóCoì ósa7i{ÓT-t]) TOì aÌT(tì 7Tav£V(fiTJfj,oì àvdgl ttjì' àycoyrjv

xal ivoxìjV, AvQT^Xiog MaT&iag vtòg 2[£Q'iq\vov

fiTjTQÒg &£xXrjg óofi<afi£Vog arto inoilxiov] Axaxiov


xTì]fi(aTog) rr]? é[fji,(tìv] v7t£Q(pv£iag tov 'O^vgvyx^iTov) vofxov

XaÌQ£iv. Xgeiag xal vvv y£vafj,£vrjg £Ìg tyjv vrt' èfiè

15 y£ovxixriv /xrjxavrjv xaXovfJi£vr]v Kaivrjg àvtXovdav


flg àQwGifiov yfjv fiixQOv èqyàdov évóg, àv£X^à)v
£7tl Tfjg TtóX(sù)g) rj'^iwaa ttjV vfxmv v7t£Q(f)V£i.[a\v óià t&v
avTfj TtQO(TrjXÓVT(ai' &aT£ x£X£vG£ TTaQaGxrid^fivai

Liot TÒv ai>TÒv [fxi\xQÒv £QyaTìp>, xal EvOéwg TtQÓvoiav


20 Ttoiovfiévrj Tfjg GvGTàG£wg tmv avTr\g TtgayfiaTwv

TOVTOV 7tttQéGX£TÓ flOl Olà BCxTOQOg TOV ivTttvi^a

7tQayfiaT£VT0v xaivòv £tiiti]Óiov àvTXrjtixòv

£Ì>àQ£Gtov £Ó£^àfiìiV £Ìg àvanXr'iQutGiv nàvtwv


T(àv f^irj^avixòav ÒQyàvoov èv ti] Gi]I.I£Qov rj/x^Qa fjTig

25 £G[T]tv ^aw^[i] Ó£xdTrj rfj? naQovGrjg T£GGaQaGxa[i-]


óelxccTrjg] ivó(ixTiovog) vÓQOTtaQOXEtag Tfjg Gvv ^£(ò
Tt£v{T]£x[ai\òexccTrig sTtiv£fJi,'^G£(ag '
xal TtQÒg ànóSsi^Eiv
Tfjg vTTOÓoxfjg TavTTjV 7t£7Toìi]i.iai, TTjv ;(«;(>o)'^a^(<ar)

16. 1. F,Qyàxov. 18. 1. xe^.evoai jragao/j'&fjrai. 25. zeaaaQaaa. : sic p. 27. anodet p.
128 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

ijTig xvQia odóa ànXifj) yoa(f>{st(Ja). Kaì s7TSQ((tìTrjd-£Ìg) ó)/LioX{óyrjGc()

30 <ni*> Ai^Qrjhog MaxO^iag viòq ^SQtjvov

ó nQoysyQanfi^évoq) TCsnoCrjfxcci ramr^v


TÌ]v yisiQOYQa(p{iav) tov fiixgov ègyàxov

wg TTQÓx^fitai). 'Ava(ttà<tiog (JVfi^oX{aioyQd(fog)

à^Ktì^sìg sygaxpa inèg avTOv


35 àygafifidtov dvrog.

-f- di emù Anastasiu STsXiotr^ tj » » ^ +

61. Malleveria.

Oxyrhynchos (cm. 32 x 15) A. 609p.

Questo papiro e il seguente n» 62 sono malleverie di formula analoga


a PO135 e PLond III 778. In questo leremias di loseph dell'epoikion Ilay-
yovXsstov dell' Oxyrhynchites, colonus adscripticius di Plauios Apion, per mezzo
dell'amministratore Menas presta malleveria per Aurelios Pamun di Enoch
colonus adscripticius dello stesso epoikion, giurando che costui rimarrà co-
stantemente legato alla terra, senza abbandonarla né passare in altro luogo,
e dichiarandosi pronto, quand'esso sia ricercato, a presentarlo dove lo ri-

cevette e consegnarlo nella prigione privata dell' illustre casa di Apion.


La data del documento ci sembra sebbene manchi
certa, il nome del-
l' imperatore a cui gli anni di regno sono riferiti, perchè e' è il controllo
dell' indizione e la formula dell' indirizzo ciobbliga a non scostarsi di molto
oltre 1' ultimo decennio del VI secolo e i due primi decenni del VII.
m. n.

[E]v [ó]vófia[Ti rfjg àyiag xal ^]a)07toiov xal

\Ò!Jbo\ovGÌov TQiàóog [7T]aTQ{òg) xal vtov xal àyiiflv) nvaéfiairog),

^[acfilksiag tov ^siotcctov xal edffe^isaTccrov) rjfjKàv

Ó€ù7t{ÓTov) srovg ^ Haxàìv ly ivd{ixxiovog) i^.


8 Maggio 609P

5 ^Xiaovioì) Anidùvi, zip 7T:av£V^i]fio) xal VTt£Q(f{v£aTàvoì)


e

ànò vnàxo xal TiatQixCuj y£OV%ovvTi, xal

6. 1. vnaTCùi'.
61. MALLEVEBIA 129

èvzavOa rfj lafirrgà ['O^ vgjvyxiitòav) ttóÀsi, óià

Mrjvà olxéxov xov sTisgcoxàvliog x]aì tiqoo-

TCogi^ovTog r^T tóup SleaniÓTr]) T(p] aéxfò 7Tavsv(f{ì]fim)

10 àvógl TTjv àyoìyrjv xaì iv[ox'^]v, syò) 'hQìj/xiag

[v]iòg 'luyaijtf fir^Tg{òg) 0ai][ai?]og ànò s7ioix{iov)

IlayyovXssiov xov '0^vg[vy%{iT()v) vofx]nv Sia(féQ{ovtog)

ri] vf.isrég{a) vTC£g(p{v£Ìa), èv[aTtóyQ]a(f){og) avrfjg

ysoìgyóg, ò/noXoycà sx[ovGÌa yv(i)]f.iì] xaì

15 aé^ttigéxu) ngoaigs'asi, Ì7tctìfjivvfi{£vog) xò[v] d-tov

xaì ffs^dafiiov ògxov, [syyvà]a^ai [xa]ì

àvaòéxsGif'ai TtaQ{à xf]g éfisxlégag [v]7isg(f{v£Ìag)

olà tdòv airfj TiQOCtrjxlóvxmv A]vqi]?.iov

Uafiovv v'Còv 'Evòox f^fjiigàg] *,»*#*,,


20 ògn(ó{i£{vov) xaì aixòv ànò [xov avxov] ènoixiov,
£vanoyQa(fov avxrjg y£[cogyov, £\(p o) X£ avvov

àSiaXsinxwg 7iagafJi£T[vai xaì] ótày£iv

èv xoì aixuì xxT^iia{xi) xa\ì fii^óaìxdòjg aóxòv

ànoX£ifxnà[v\£Gi^ai, [xò avrò ? /iTj'JTf ^£^£iaxaa{^ai)


25 ftg £X£gov (xÓ}ttov, àXXà xaì [£7iiÌrjXov]n[£]{vov) avxòv
ngòg èfiè èv otaór]no[x£ fj]fi£ga olaa-

ÓTjTioxovv £V£X£V ngo[(fdG£(i)g] (xov)xov

naga<f£g[u)) xaì 7iaQad(i}G[uì Six]a navxòg


xÓtxov TTgoGcfvyfjg £v[^a av]xòv xaì 7Tag£Ì?.rjq){a),

30 £V xfj (fvXaxfj xov è[vóó^ov i}](iàiv ol'xov.

£1 óè fiT] xovxo rroiijau), [ófxol]oy(ò v[Ti]£v^vvog

£ivai nàGiv xotg ngò[g avxòv] snit,iqTOV(xé{voig)

ànoxgivaa^at. KvQ{ia) 'fj [£Yyv]rj àn:X{ri) yga(p{£iaa)

xaì £Ti£g{u)xrid-£Ìg) éof.iol(óyr]aa). <m. 2> 'l[£grj[.i]iag vlòg

12. Per il nome di villaggio UayyovXseiov cfr. PO 998; per èia<pÉQovTog =. ' apparte-
nente '
cfr. Gelzer p. 84 sq. 13. Sulle condizioni dei coloni adscriticii nell' età bizan-
tina cfr. Gelzer, Studien p. 70 sqq. Basilio. 65, 1. — àTioAinnàvnv occorre a proposito di
coloni BvcuióyQa<poi anche nei testi giuridici (Gelzer 1. e). Qui è usata la forma media.
15. 1. sTco^ivvfievog, e così in 62, 11.

Pop. Soc. ital. I. 17


130 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

35 'lwùrj(p tìtoixst fxoi óaq nQÓx{atTat).

Tlanvovd-ioc, Eyq{tt\pa) {vnhQ)

àYQ^ujxixàtov) òvTog.

di emù *,),.»»»#

(verso) + èy/ivìf) Isgrii^iCov vlov IwC^y àvaósxo/xéivov) Uafiovv vlòv 'Evòìx

allò Ì7toix(iov) nayyovXssiov

62. Malleveria.

Oxyrhynchos (cm. 32X21) A. 612p.

La formula è analoga a quella del documento precedente. Per Aurelios


Petros figlio di lereraias, colono €va7tÓYQcc(pog deìV sTioixtov AxTovagiov, si fa
mallevadore, con le solite formule, Aurelios lustos figlio di Kyriakos del-
l' éTtoixiov JliXadisvovg. m. n.

+ Ev òvó/xari tov xvQiov xaì dsGnótov IrjGov Xqigtov tov ^sov


xaì G(in\ii]Qog fjf.i(àv, ^aGikeiag tov 0^£i[o]TàTov xaì £va£^{s(fzàrov)
fj/xdóv dedTiótov {isyiaiov sveQysrnv (PX{aoviov) ^Hg[a]xl£Ìov tov alwviov

aòyoixSTOv xaì ai^TOxgiaTOQog) è'rovg y ©o).^ X ivó{ixTÌovog) fi.


28 Sett. 612.

5 (PX(aovìoì) Anibìvi r<^ navev(fr^p.io xaì VTisQ(fi{vsGxàt(tì) ànò VTiàzuìV xaì

TtaTQixio) ysovxovvTi xaì èvxavd-a xfj XafXTtQa O^VQ{vyxitùtv) nóX{€i) óià Mr^và

[oI]x£'tIo]v TOV éU€QU)T(tìVTOg xaì 7lQ0CTC0QÌ^{0VT0g) TW IdCu) ósGnÓTT]


Thì avTOì 7tav€vq)TJfio) àvÒQÌ Tr]V àywyrjv xaì ivoxrjv,

AiìQTjXiog [l]ova%og vlòg KvQiaxov fxrjTQÒg Tidsovtog ànò


10 £7T(Hx{iov) UiXaGisvovg TOV ^O^VQvyxiitov) vofiov. '^O^oXoyà
£xovoCa yvwfijj xaì ai)^aiQ£T(() TtQoaiQ£G£i £7TU}iJtvv{fx)£{vog)

[t]òv x^aiòi' xaì G£[idGfiiov ÒQxov èyyvùGihai xaì àvaòéxsGd^ai


Tiaglà] Tifig v]i.i£T£Qag v7i£Q(f{v£Ìag) AVQijXiov Ustqov vlòv 'kQrjfxiov

firjTQÒg Mdg^ag ànò £noix{iov) 'AxTovagiov tov '0^vQ{vyxCT0i^ rofuov

15 oia(fiéQovTog Trj éfiezéga vn£Q(p{i!£Ìa), èvanóyQa(f){ov) avTfjg

y£0)Qyov, £(p cp t£ a-ÒTÒv àdiaXaCnTwg naga^alvai xaì


diày£t,v iv Tfò aituì xTrjfjt{aTi) xaì Gn£ÌQ£iv ini trig
62. MALLEVERIA - 63. MUTUO DI DENARO 131

nuQovG[ri\(; ósvvsQag ivó{ixziovog) xaQ7T(à{v) TQiTrjQ ìvò{ixTÌovog) xal


TtlrjQÙiGai rà avtwv dfjfióaiia) xal sm.^7jrov(.ie{vov)

20 avzòv [7T]QÒg sfiè TTagacpégu) xal TiaQaówGo)

óC^a {Xó]yov s'v^cc aitòv xal naQsCXrj(p{a), èv rij (pvXax{fj)

Tov iv[óó^{ov)] i)f.iwv oTxov' si óè i^ii] Tovxo noiiqaoì, ònokoyw


'imsv[-i}-\vvog sivai nàóiv xotg ngòg aixòv £Tti^rjTov[jii'{voig)

ànoxQivaa^ai. KvQ{ia) fj sYy{vì]) àTTX{fì) yQa(p{slGa) xal sTtsQitoTtjx^slg) &fio-

XióyrjGa).
25 'lovGTog vtòg KvQiaxov gtoi^sT ixoi aiÌTrj rj iyyivrj)

ótg TTQÓxisizai). 'iwdvvrjg syQ{axpa) (vnèo) avxov àyQ(afifxdTOv) òvzog

-f- Ól èfXOV »»^»»**0j; STsXlOTTj »** +

(verso) -f EyyXvrj) 'Iovgtov vlov KvQiaxov ano ènoixliòv) IliXaaisvovg àvaós-

Xofiii(rov)

IIsTQov ano ènoixiiov) Ax%o\v\aqiov


18. ìiaonm p.

63. Mutuo di denaro.


Oxyphynchos (cm. 35 x 7) Sec. VI.

lustos figlio di Serenos, mercante di vino della città di Oxyrhynchos,


dichiara di aver ricevuto da Apion (?) figlio di Phoibaramon e Abraaraios figlio
di Alias (?) del villaggio Miktolis dell' Arsinoites un nomisraa da 17 keratia,
eh' egli dovrà rendere l'ottavo giorno della festa dell'arcangelo Michele, nel
mese Hathyr dello stesso anno. Il documento è scritto il 29 Phaophi si ;

tratta quindi di un prestito per pochi giorni. m. n.

+ Ev òvófiaTi tov xvqCov


xal Ó£Gnó{rov) 'ir^aov Xqigtov

TOV it-s{o)v xal GonriQog

rjfxwv, iiTjvl (Paw^i x^ 26 Ottobre

5 ivó{ixTÌovóg) TQSiGxaióixctTrjg {
Eyw lovGtog oivonQazrjg
e

viòg 2£orjvov firjTQog


132 PAPIRI DELLA SOCIJUTÀ ITALIANA

(PiXo^s'vag ànò Tfjg

'O^vQvyxiniùv) nóXswg i',<(ò'

10 AnCov vìb) (l>oi^ài.i^i(iìVog

xaì A^gaa/xio) vio^

AXXà ÒQfiwfxévoig

ànò xu)fi{rjg) Mixrólswg


TOV AgcivosiTov vo/nov,
15 ói.ioX[oy](à effxr/X^'v[ai]

Ttag vfjtwv €vz£va£r

iSiag f.iov xaì àvayxaiag

XQeCccg XQvaov vófiiO^a


20 iv sìg xsgdzia òsxa-
tmà ióiùnixoì Cf^yfp,

yij XQl ^' a ««e ^^Ql iC tà/


^vyioì), xal zovzo ò[.iok{oy(Jo)
e

maottGx^ì^' vfJiìv ^v rf^

25 òyd[ó]r] rjfxéga Tfjg

éoQTfjg TOV àQyay yéXov


M\ix\ci'^X TOV 'Ax^èo

[fxrjv]òg Trjg Tiagovar/g

[TQ€ia]xaiàsxàTrjg

30 [ivo/ ]
|xaì €7T€Q{(OT7]^£Ìg)J. Kvq{iOv) lò

[yQa]/nfi{dTiov) à7TX{ovv) yQa(f{èv) xaì

[£7T£]Q{ooTrj^£lg) wfioXóyirjao) +
+ lovOTog vlòg 2eQijvov

GT01X£Ì flOI TOVTO TÒ


35 yQaixfi{àiiov) wg nQÓx{HTaì).
lovaTog è'ygaipa {ÙTtèg) ai)TOv

àygaiiifiiàTov) òvTog +

)j( di emù lustu £T£k (?)

10. 'Ama ? 'Amavi ? 13. Miy.róXeag = Mitol (copt.) CPR ? II 53 ap. PTebt. II p. 390.
64. promessa solenne di una donna (moglie?) 133

64. Promessa solenne di una donna (mo(ìlie?).

Oxyrhynehos (cm. 24X20) S. P(?)

Una donna (Thais) rilascia ad un uomo, di cui non è detto il nome,


questo documento, che è una dichiarazione giurata di convivere con lui

oc yvr^Gia YafiiTrj^ per tutto il tempo della vita di lui, di volergli bene e
di non trascurar nulla che gli appartenga. Insieme dichiara di aver rice-
vuto da lui oggetti d' oro, un himation ed un chiton, dei quali è indicato
il valore, e un Sàvsiov per l' importo di cinque talenti di rame. Che se
senza giusto motivo ella si separerà da lui, renderà tutti gli oggetti rice-
vuti senza nulla appropriarsi, e annullerà il óàvsiov di cinque talenti ne
sotto alcun pretesto lo cederà ad alcuno. E se in seguito altri oggetti egli
le avrà dati oltre quelli nella presente dichiarazione contemplati, non aspor-

terà neppur questi, ma li renderà senza nulla appropriarsi. Promette infine


di non aver rapporti con altro uomo, di non ricorrere a pharmaka o filtri
o altre sostanze dannose, né in bevande né in vivande, e di non rendersi
complice di chi ciò faccia, sotto qualsivoglia pretesto.
Si tratta qui di vero e proprio matrimonio, oppure di una liaison quasi
coniugale ? Il prof. Mitteis, a cui ricorremmo per consiglio ed aiuto, non
dubita che si tratti di matrimonio vero e proprio : sia per le altre formule
analoghe ed eguali a quelle dei contratti nuziali, sia specialmente per l'in-
ciso «g yvriGia ya/xsTì] (1. 4). Naturalmente, egli aggiunge, a questa dichia-
razione della donna avrà fatto seguito un vero e proprio contratto bilaterale
di nozze.

s' intende, ha per noi gran peso


L' opinione del Mitteis, ben ma qual- ;

che dubbio rimane nonostante. L' inciso ég yvTqGicc yanéti] non potrebbe
ci

voler dire che la donna si obbligava di convivere con V uomo


'
come '

moglie genuina, appunto perchè tale non era? Nel PParis. 13, 11 (Chre-
stom. II 2 n* 280)avvthai aÌTotq ótg àvrjQ xat yw-q significa appunto, come
giustamente interpreta il Mitteis stesso (Chrestom. II 1 p. 205), che la donna
convive con 1' uomo come moglie, senza esser tale. E tolto di mezzo questo
inciso,non può, ci sembra, non lasciar dubbio il fatto che la nostra Thais
non abbia da indicar nulla che le appartenga in proprio, ma tutto le venga
dalla liberalità dell' uomo. Non sarà certo il caso di ricordare anche noi i
versi del Trinummus (vedili nella pagina or ora citata, in nota) ma per ;

le 500 drachme che la donna del PTor. 13 {Chrestom. II 2 n" 29) apporta,
e che debbono assicurarle nientedimeno che una pensione alimentare annua
di 72 drachme e 60 artabe di olyra, osserva opportunamente il Mitteis (p. 205):
134 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

'
Der Zweck ihrer Gabe war also wohl nicht so sehr eia òkonomischer, als
ein inoralischer, namlich der, das Verhàltnis durch dieselbe gegenilber dem
Verdachte des einfachen Konkubinates fest zu uraschreiben '. Qui dove
manca appunto qualsiasi contributo da parte della donna, il sospetto non è
dunque temerario.
Ma, d'altra parte, contro l'ipotesi di matrimonio vero e proprio non
è decisiva neppure la clausola riguardante la pharmakeia, i filtri etc. Igno-
riamo, è vero, se una clausola siffatta occorra in altri contratti di matri-
monio ma il fatto in essa contemplato occorreva, forse non raramente,
:

fra coniugi. Secondo la prima orazione di Antifonte, è la concubina di


Philoneos quella che avvelena Philoneos e un amico di lui, con una be-
vanda che, a quanto ella credeva, avrebbe dovuto rieccitare l'amore di Phi-
loneos per lei e dell'amico per la propria moglie; ma complice, anzi isti-
gatrice, è appunto questa moglie legittima, che credeva anche lei di non
esser più amata dal marito. E il Mitteis ci ricorda inoltre le così dette leggi
di Romolo (Plut. Rom. 22) : u>v (se. vóficov) acfoÓQÒg f,iév èanv ó firj óiSovg ix^a-
Xstv ini (paQfxaxsia zéxvoov f] xXeiòwv éno^oXfj (1) xul fioixsvd^staav xxX. Sia
comunque però, non si dirà che solo per effetto delle nostre idee moderne
in proposito noi riteniamo quella clausola più opportuna quando
. si tratti
di concubinato, che non quando si tratti di legittimo matrimonio.
Che cosa è poi il àdvsiov di cinque talenti? Senza dubbio, una dichia-
razione dell' uomo di aver ricevuto da Thais quella somma, e di esser ob-
bligato alla restituzione : in forma di mutuo è vm assegno, di cui la donna
si varrà nel caso, poniamo, che l'uomo la mandi via o le dia giusto motivo
di separazione. Non occorre ricordare il ódvscov estorto dalla cortigiana Demo
al minorenne Sopolis (PMagdola 14, a. 22P Rabel, Zeitschr. f. die Sav.-Stift. ;

28, 326 sqq.) anche le 500 drachme del già citato papiro di Torino rien-
;

trano, in un modo o in un altro, in questa categoria di mutui più o meno


fittizii {óióuviixévai, etc. PTor.). Ben s'intende poi che Thais si obblighi,

alla sua volta, a distruggere questo dàvaov nel caso che essa abbandoni
l'uomo ingiustificatamente, e a non cederlo ad altri. E alla retta interpre-
tazione dell' intero documento ha contribuito egregiamente il Mitteis, col
supplemento [n]€QiyQà[\ptiv nella 1. 15.

(1) Cfr. la letteratura di q. Leonhard in Pauly-Wissowa V p. 1242 sq.


1. ap. E,.

A uoi non sembra possibile unire mentre ben si unisca zéxvcov.... vno-
<paQ/iiay.sia zénvcov,

^oXf] (f.fr.. \\f^r non a^eriungere altro, v7io^okiiA.atog !). Al più, sarà caduto uà xai dopo xsiai
{ijii cpuQixaxeiai (xai) t£}cvcov ì) etc). Quanto poi al xXetScjv vjiofioh], ci pare che la moglie

la quale si procuri chiavi false, magari e forse principalmente della cantina, faccia qual-
cosa di analogo a quella che tmo^dlXeiai xéxva.
64. PROMJUSSA SOLEITNE DI JTN-A I)(}?{i\A {MiUÌIjlE ?) 135

Non siamo in grado poi di fare il ragguaglio dei valori indicati nelle
linee 7 sqq. ; come non sappiamo che valore abbiano le zeràgrai, che fuori
del nostro documento, conosciamo solo dai contratti nuziali del CPR, da
BGU 1045 e da qualche altro papiro, tutti del tempo imperiale.
Il nostro papiro proviene dagli scavi di Behnesa (Oxyrhynchos) ;
la

scrittura (v. facsimile) sembra piuttosto degli ultimi tempi tolemaici, che
non dei primi decenni della dominazione romana. Con questa datazione non
discorda né la prevalenza delle torme ov^tig e /.irj^fig (1. 11. 13. 15. 18;
^ì^òivi 22), per cui v. Croenert, Mem. Herculan. p. 155 sq. e Mayser, Gram-
ìitatik etc. p. 180 sqq., né il genitivo 'EQfioyévov, per cui v. specialmente

Mayser p. 277 sq. /. e.

&aìg TaQov[x*»'*»*****\ 'EQ{.ioyévov ò^ivvsi tòt "Oaiaiv xal Trjv

^loi/V xal [ròv 'Sìqov ? 3tal\ tòv ^ia xai tovq dXXovg ^sovg nàvrag x(aì)
naGag f[f (.lijv i(f 8v éà]v ^jjg [xlgóvov avvnaQansvHV Gvv tìoi

(jvvoix[i^Govad Goi &]g yvr]a[icc] yafisTì^, ovze ànòxoixog

5 ov(Sa \(xn\o\ ovxe à<j)r\iis\Qog ànò rfig oìxiag aov, xal tinoatr

[(ro]i xal [(piXeiv ? oi^O-]èv naQOQmaa rwv Gwv. xal irrfl

[*] *£QHj[»****» pf^fjcrtof /xèv TéTaQTag óexuè^ xaXxov


\T\àXarT[**»***<i*]ig àgyvgCov Xóyov dqaxfxàg TQiaxovra-

FS. iv xa\}.xov TaXàvTOi\g tqigI xal i/^iàriov TaXàvruìv TTé'vte,

10 %ir(àva f(fé vel xe'ÌÓQaxfXCòv] TaxQaxiaxiXCwv è^axoGitov, xal

dàvsiov [***» x^Xxov z\aXàvt(av névrs' iàv [.irj&èv àSi-

xovfisvrj [»»** à7taXXcc?](f(X£(Jà^ai fxs ànò Gov xaxaXiTtovGdv


(Tf, an *[**»»]« «-(,[,>s] ànoówGm Travia ovO^èr è'^idiaaa-

1. TaQov[tdUov roìi] y 1 sq. Cfr. per es. PTebt. 78, i3 sqq. Ma Hagòbriv (invece di
^Qqov) occuperebbe troppo spazio. 3. Cfr. per es. BGU. 183, 24 sq. ecp' ov xqóvov Càiaa
fj etc. 3 sq. avv^iaga/usveìv — avvotxTJaovaa : cfr. 21 sq. avviarogr/aeiv — jtoiyaovzi. O piut-
tosto ovvoi>i[ovaa aoi xa§'(b]g ? 5 sq. Vien tatto di ricordura tìopii. Ai. 490 sq. ^^TBcmessa) :

èjtsl I
tò oòr }Jyog èvvfjX&ov, sv (pQovcò rà ad. 7. Innanzi alle lettere sqi può esserci stato
hi-iitanto uà ti, ma fioi, come (ci. 17) proporrebbe il Mitteis
iiuu è possibile [^ji]£Qisl{)ì]xdg :

certo non è dopo [7r]sg£ f. [ji]sgtij[^ifidg /noi ?


e la lettera 8. [rldlavrla piuttosto che
:

lT'\dXavT[ov, perchè un seguente Sv (occuperebbe poco spazio. In seguito certamente s]<c

àgyvQLov lóyov C= :tQÒg àgyvQior, cfr. Wilcken, Chrestom. I 1 p. LXIII sqq.) cfr. per es. ;

PCìitìS. 2, 12 slg ylalxov] lóyov. 9. raldvToi]g suppl. Mittsis ; infatti, nella proporzione
500: 1 sarebbero talenti (di rame) 3 = drachme (d'argento) 36. In seguito iparlov (sic) p,
12. -xov/iiévr][ì' sì'i] Mitteis ; forse -xovfiévr] Idoy.òi ? 13. a jislgtéOrjKdg fioi} àjioòmao) Mitteis,
ma non sembra possibile per le tracce superstiti ;
possibile è forse cbTa\_Uaa]aofiélvt]] ùtto-
Scóaci) etc.
136 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

fxévri
'
\àHà ? nQ\oc. %à àia %ov óavuov %aXxov xàXuvTa névze
15 {7i]eQiyQà{ìpeiv rò à]àv£iov, xcù /xrj^svi naQa"imQr^asLV nuQsv-

QsCèi fl[Tivio\vv' àkl' éàv àXXa %qvGÌov xófffxov fiera rà tiqo-

x£Cfisv[a * jf * ] » » pi^tyac fioi nsQi^fjg, ovx ànsXslvlGofiai avT\a\

s'xovda, [à]XX[à] ànodwooo Gol ovx iSiàiaGafxévrj' xaì ov^evl


àXXwi [à]vilQU)n(tìv G{v\véa£GÌIai xazà yvvaixsiov zqÓttov
20 TcXr^v] Gov, firjóè TTOi[i]]a£iv fl'g Gs (fÙQfiaxa (pCXtQa firjóè

xaxonoià fir]T£ iv notoTq fiiJTS sv ^Qcoxoig, fnqóè GvviGxo-

QÌ]G€lV flìjóevl 7T0lì]G0VTl TtaQSVQSGSl f/TlVlOVV.

C'Ezovg) §, Xoiax.

(oi^) Qaìq òfiwfxoxa ròv TtQoysyQccfifiévov

25 oQxov [xa\ì Tioii]Gm xafi^S-óri ngoxi-


TUl.

14. Sulla nostra falsa trascrizione [*«-, ,,]og tov amov ii Mitteis suppliva [si firjv

7ig]òg (rày rov, indicando cosi senso che certamente in questo luogo occorreva. Col se-
il

guente [ji}eQiyQd[yjsiv si ripiglia la costruzione con infinito futuro (idealmente dipendente


da èfivvei 1. i), e si continua poi allo stesso modo nelle 1. 19 sqq., sebbene anche li pre-
ceda dnodmaco — è^idiaaa/iiérrì. 17. La lettera immediatamente prima di grjaag sembra
proprio a e la precedente potrebbe essere stata ti. Affatto improbabile sarebbe ijii]-

X0Qf](yìì)att5,verbo cosi frequente in contesto analogo per es. BGU 183, 6 sq. 1045, :

Ì7 etc. Senso idoneo darebbe anche ev'jjtoQi^aas se in seguito per le migliorate tue :
'

condizioni economiche mi darai degli altri oggetti, oltre etc. Il verbo jisgirSévai sem- '

bra, del resto, molto bene adoperato qui che si tratta di mundus Tnultebris. 19. xarà
yvvaixscov xqótiov non è già una conferma, qui inopportuna, del varium et mutabile sem-
per etc, ma determina, quantunque bisogno non ci sia, il senso- di owèaea&ai (= avvov-
oidasiv).

65. Scolii a un testo biblico.

Oxyphynchos (cm. ]0 x 12) , Sec. VI.

Il papiro è scuro, di scrittura poco accurata, e molto scorretto. Oltre


gli errori diitacismo e di scambio tra consonanti medie e tenui, non è ben
chiaro in certi punti il nesso sintattico. Le frasi alludono a vari luoghi
del Vecchio Testamento (loel 2, 19 [cfr. 24] 1. 4 sq.) e dei Vangeli (Mt. =
25, 1 sqq. = 1. 12 sqq. ; Mt. 18, 18 = 1- 7 sqq. cfr. Mt. 12, 32 e 16, 19),
65. SCOLII A UN TESTO BIBLICO - 66. VENDITA 1)1 TERRENO 137

senza che tra esse ci sia una certa relazione logica, e sono spesso separate
da sbarre oblique, il che appunto fa supporre che sieno degli scolii a qual-
che testo sacro. m. n.

+ óiò x{al) rjfjbeìg rovq evrifAovg óó^rjg [*»*»»*»*]

àvttvayslv »*«,*/•»«*»( nàvxai; fifxàg tòv ^iov vfxóói'

ài^Ximov diaTVQT[v] (xaì) tovc oìxovq Trlrjó&rjvai sv àyaò^-

5 oìq, gÌ'tov oivov (xaì) iXaiov xù>v xaQnóv.j rà xéxva vfjicòv

av'^f/g èv (fó^oì xov ^{€o)v sv tm fiéXXovxt éXaiovg


TVXsTv'^f sfxarog naqà lolg slnsv èv sdayysXiaig' ò i-

àv ini' zfjg yi^g fjfisTg àipsCsxai ixsCvoì à(ps-

x^ij^sTai sv ovQavm {xai) sttI xrjg yrjg. / x{al) d sàv


10 ÓTJGezai ndXiv snì yrjg ovxog sax ai ós-

órjpisvov slg xoèg sàtvag j òdsv


oi Tisiaxoi xQoìyoQOVVxsg sffcofisd^a,

Xafjmdxsg vf.icov (p(oxivè sv sXaioì j

M? TTsgixceQÌg xm vvf.i(fiu} (f}svóf.isvrj Gv-


15 vsiGsXd-opLsv slg XTjV TiaGxàxa xov i}{so)v.

4. ). diaxrjQsTv. 5. Se rcòv è letto bene, sarà da correggere xugji&v. 6. Dopo


piÉklovri s'aspetterebbe la lìnea di divisione, torse lo scriba ìa, fuse coli' t di fiéXXovxi,

eh' è lungo e marcato quasi quanto le sbarre poste a separare gli scolii. Quanto
alla forma ilaiovg = èléovg, zò ekeog —- ó eleog è comune nel V. (cfr. Helbing p. 47) e nel
N. T. — èXéov? era forse parola del testo a cui si riferisce la spiegazione che segue :

xvx^ìv à(pÉfiaTog etc, scritto tvxsTv'^.^ sfiatog. Le due lettere sovrapposte sono però molto
incerte. 7 sqq. 1. w (?) sàv èm ifjg yfjg v/istg à<pisTS.... Srjasrs.... ovzcog (o meglio roìno ?)

sarai Ssòs/isvov (ma cfr, sopra a n" 26, 20) slg ròìtg alwvag. 12 sq. 1. si (7) jiiaxol ygfjyo-

govvTrjg saófisd'a, Xaimàòeg rjfitàv <pcorsivat sv slaifo. 14 sq. 1. eog jisQixagscg xcù vvfiqnro cpai-

vófisvot avvsiask'&cofisv sig xrjv jiaaxàda xov &sov.

66. Vendita di terreno.


(cm. 63X29) Sec. VP?

Aurelia Thekla e Aurelia Rachel, figlie di Biktor, vendono a Aurelios


Ioannes, figlio di Isakios un appezzamento di terreno di un'arura e un
quarto, i cui confini sono a mezzogiorno i poderi di Apa L ,. , , , a set-
tentrione e a levante quelli del compratore, a ponente quelli di Apa loan-
Pap. Soc. ital. I. 18
i;W PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

nes Presbyteros, per la somma pattuita di quattro nomismatia d'oro, pagata


in contanti, e due Aurelie dichiarano di aver ricevuto intiera da
che le

mano a mano. Il compratore entrava in possesso del terreno a patto di


eseguire altri pagamenti in danaro e in derrate di grano ed orzo, oltre a
assumersi 1' obbligo di pagare ogni anno vnèQ rwv àvvwvwv xcà xavorixCbv
TÒ vTTSQTsXéc. DÌ questo iiTieQteXég (21), come dell' vjiaQTeXéaai (22), il senso
mi sfugge ben sappiamo però che le migliaia e centinaia di talenti dei
;

luoghi predetti non rappresentano, in realtà, se non modestissime somme ;

cfr. 43, 5 e la memoria del Wessely ivi citata.

La scrittura sarebbe chiarissima, se il papiro fosse ben conservato. Ma


e' è abbondanza straordinaria di grafie errate, e si sciuperebbe troppo spazio

a registrarle ad una ad una nelle annotazioni. Ad ogni modo, perchè non


si sospettino errori di stampa, eccone qui una lista s rj (3 avreg), i] s : = =
(3 ós'^a/xrjvi], 9 y£iTOVi]g, 17 XQwi-irivovg), 7]= i (16 xqutìoiv), ij = i; (18 r^jr),

V = 1] (4 %qvgi:ì]Qiu)v), €1 = 1, i = £1, = 00 etc, d(i>^=Tm (19. 24), % -^= ò


(28 /iiìjTirog corr. in fxrjTevog, 29 fir^xivi = (xiqótvòg, /.irjàevc ; 32 fisTtjv = i,ii]òìv :

31 TaTiavrjixa, 24 TQiffxaiTfxarrjg), TSTfQzov, tsGìqwv, aXov {'= àkXov) etc. Si


aggiungano sconcordanze sintattiche, come 26 tale ttwXovgiv, 33 fi nQàatg
xvQwr, 36 scj. nXrjgw^ìjvTfg <sic> etc.
Donde il documento provenga, non sappiamo. Probabilmente nella 1. 3
c'era un nome di villaggio, ma non siamo riusciti a leggerlo. I papiri acqui-
stati insieme con questo provenivano in parte dall' Hermopolites, in parte
dall' Arsinoites. l. e.

]»»»»»» ànò Tov vvv eig aTtarta XQÓvov tyjv imàQXOvGav


\rl\nlv xaì èXxIovaav sig ìjfiùg arcò firjVQoìag xXr]Qo(vo)/xiag àgovQav p.ia%-

[T\éTf.Qtov, diaxeifiévrjv nslgl ròt'] -nsQi^oXor (?) Tfjg xwfiijg ,**,#*[»]


Gvr cuQOvvri avrsg fiéQi, tov sxfiGs **o£Scci.ir]vfl{g) navxoìv xQvgttj-
5 QiùìV xaì ófxaioìv, UQÒg rò ixrjdèv vTVoXsCnsG&ai fjfiàg

,, ;f », 4, * iT »»« ^* * * * * yshovsg zamrjg vórov yf^óia ccttcc A*,»*


an * * ovGov, ^oggà yfjóià (Xov zov dìvovfxévot', ànrjXiwzov yfid(d Gov

TOV ùìvovfjiévov, Xi^òg yrSia àna 'icoàvvov nQSG^vrsQov, fi oì àv wGei


[yeijzovrjc ttccvtìj TiàvTo^ev, Ti/Liiig trjg sT^òclgJ àXXijXovg Gvfxn£(faì-

10 [v]rj(xivrjg zeXsiag xaì à^iag %QVGov vo/xiG/uiaTiwv dsGTCOZixtbv

[6]ixaCmv àQi^f.i(n zsGhQUìV, {yivezai) xq{vGov) vo^{iGfxàtia) ó, àrisQ svtsv&sv

fjfitg
66. VENDITA DI TEE RENO 139

al TiQoysyQaiXfxévai QsxXa xal '^Pa^ijk ànfGxrixaixfv nagd Guv


t[qv] (avoviiévov dia %kiQÒg alt; xÌQac. ix nXrjQovg, sl^ rò sivui ntoi Gs

TÒv dìvovfievov xal zovg naQcc aov f.i€TaXrjiJi,ipofx,ivoi>g zrjv

15 [Tr]Qoy€yQaiÀ.iii£'vrjv aot naq ^fÀ.wv wg TtgóxeiTai àstìrroTiav TrjV

TTQoysygafXfiévrj^v} àgovQav niav xézsQTOv xvQiav xal xgdnoiv


XQOì/xì^voi'^gJ Gol TifQi aiÙTfjg xal oìxovofiovvtog xal dioixovv-

[Tog\ nsQÌ adxfjg xa& òv sàv aigfi tqÓttov ànò tov v^v irti ròv
\u7ravTu %QÓ]vov, ini óm as rsXéaai xa^' s'xaarov siog ònèQ Ti\g avzfjg

20 [àgovjgag fxiàg xfrsQxov iiTièo ccòv àvvmi'wv xal xavtovixcóv


TÒ insQTsXèg xal , * vGov CI} àgyvQiov TàXav{xa) x{Q)iaxtXia xal nvgov àgxà^ag
[x]Qslg xal xgid^ùiv àgxd^[a\g éxx{ai)óexa xal vnsgxsXéaai j;»^»*#*»e
\àgyvg\iov xdXavxa è^axÓGia Tievxrjxovxa xal aCxov àgxd^ag ijfxiGv xal xqi-

[&]wv àgxd^rjv xéxsgxov, ènei dol xeXéffai ànò x-qg avv ^ftò xgiGxaixsxd-
25 [t]jj? ivóixixiovog) snl xò navxsXsg, xfjg ^s^aiwGsojg àia navxòg ngòg nàGav
§£§aiu)aiv i^axoXov^ovGrjg fjfiTv xaig nwXovGiv, xal fjLrj èns-

XsvGsG^ai rjfiàg fxrjó dXov xtvà vnèg rji.i(Jùv ènC Gs xòr (bvòv-
[fxsvov jxrjóè] snl xovg nagd Gov nsgl fxrjxsvòg xfjGÓs xfjg ngdoiwg
[rp]o7rw firjxivi' sàv óè inéX^co i] firj ^s^aiwGo), fj x' è'cfoóog àxvgog
30 [sg]xoì xal ngoGanoxiGiafxsv, fi ò iinèg f^/nmv énsXsvGÓfisvog,

Gol xd xe ^Xd^rj xal randvrifxa xal ènixii-iov &g [l'óiov XQ^'^?\

ómXfiv xijv xifjbijv xal [sìg] xò ór]jnó[Gi]ov xò iGov, xal fxsxrjv ^g[gov]
rj ngàGig xvgiov xal ^ò'^aiov '
xal énsgiwxrj&évxsg) &i.ioX{oy^Gafi£v). Avgrj-

Xiai "^PaxrjX

Bixxogog xal &éxXa [à]d£X(p{ai) ai ngox{sii.isvai) nenQdxai.i£V xijV ngoysyga-


35 ufiévriv àgovgav fxCav xéxsgxov xal ànsGxtlxafisv xà xijg xiixfjg

IXÌgvGov vofiiG/xaxiwv X£[G]G£g(ov xal ^s^aitoGoasv wg ng6x(£ixai) xal nXr^-

g(ioi^i]vx£g dTTv [»***,» xrj]v ngàGiv. AvgijXiog 'iwdvvrjg lGax£i(n>

[ó] ngox{£ifX£Vog) , # * » » [xfjg ngoy]£yga}i(ikvrjg OsxXa xal PaxijX wg


ngóx(£ixai)] Ilax **[*»<,<,* à^t]o)&lg è'ygaipa vnèg aù\xwv] yg[djbifi.axa]

40 [f.i]ij slóvicòv [##,»*#»»#]»»,, ovor, «,*»#»*»jn,^«* » «[»*»»]**«»«»


AnoXXdóxog fiagxvgovfiev x'^ ngdGi.
xal ói' éfiov Uax*** fyg(x(f{rj)i ;###**!
140 papiri della società italiara

67. Ricevuta.
Oxyphynchos (cm. 6,8Xfi,5) Sec. VI.

Questo e i seguenti n' 68 e 69, sono ricevute rilasciate dall'esattore


lustos a Stephanos per il pagamento di varie rate della ótayga^i], tassa
corrispondente all'antica laoygacpia Wilcken, Chrestomath. I, 1 p. 221).
(v.

L'interesse a cui si accenna nei primi due è dovuto evidentemente per il


ritardo con cui la tassa viene pagata. t. l.

-f- ' Sax^iv) iyà> 'lovCtog Ù7T0Ó£[xT(r]g) nagà doiJ]

2T£(fdvoi> nàczQov ànò X[a{vQag) 2aQànidoq\


VTTÌQ /? óiayQa{(fjfiq) t^óói.i{r]g) ivó^wrCovog) xqvg[ov x£Q{dzia) ^*]
fjl^iiGv {xai) [vnÌQ) Tov tÓxo{v) xqvGov {x£Q{àxi,a) < » ]

'EyQiàcfrj) /.tiìp'ì) (PaQ(i^iov)x/(i) xe riiig) aj)r(i]e) t lvóix{riovog)

68. Ricevuta.
Oxyphynchos (cm. 8,5 x 4,6) See. VI.

+ '

Eg%o{v) éyò) 'lovGzog vrroóéxTirjg) Trago, aov

2v8(fàvov nàCTQOv ano Xa{vQag) SagaTiióog


{ÙTrèo) a óiayQa{(fr\g) òyàóiqg ivàixirCovog) %qv{gov) x£Q{à)T{ia] óéxa
€vvrja ÌJI.IIGV y{iv£Tai) xQv{gov) id- {fjfiiGv) p.ó{va)

{xaì) (vTTèQ) TOV TÓx[pv) xp(i'O'oy) x€Q{a)'j;{ia) * * *

4. I. h'via.

69. Ricevuta.
Oxyphynchos (cm. 6,7X8,6) Sec. VI.

+ "Egxo{v) éyà) 'lovGtog V7ioóéx[T{rjg) nagà Gov]

2Te(pdvov IIccGTQOV arcò Xa{vQag) 2aQttTi{iòog\


{ÒTTèg) /S SiccyQaicprjg) rj ivó{ixTÌovog) XQ^i^ov) x£Q{a)T{ia) ó[€xcc-]

Svo fjf.aGv y{Cv£Tai) xQÌ^^^ov) t[/S] ^fiiGv

'EyQ{à<fi]) fiirjvl) (DaQ{iiov)^(i) la T{fjg) adiirjg) ì] ivó[ix{TÌovog)]


70. MANDATO 1)1 PAGAMENTO - 71. LETTERA 141

70. Mandato di pagamento.


? (cm. 8 X 12) SeC. VI ?

X ordina a Apollos vinaio di consegnare al contadino <?> 600 talenti


di argento. /. e.

^AnoXX(òTi oìvoTiQccjìj [ « ^svvadio *

Xavxa é^axÓGia [{yivsTai)\ {ràXavTo) /. M£%ìIq


X, y lvóixTi{ovog).

2. forse re(aQy[ia>) ?

71. Lettera.
Oxyrhynchos (cm. 21 x I8) Sec. VI.

Sion informa Leontios ysovxog di una contesa tra KortQevg e Mà^i(.ioq


del villaggio ^ivagv. due eran venuti alle mani in mezzo al villaggio e
I

molti altri, a quanto pare, s' erano impegnati nella zuffa, e se fosse man-
cato l'aiuto della divina provvidenza e dei XsitovQyoC, tutto il villaggio
poteva rimaner deserto. Si chiedevano quindi al ytov^og i provvedimenti
necessari. m. n.

TcTì SsfXTiÓTr] fiov à)g àXrjif-còg xaxà narra fioi if-avi-iadioo-

TccTù) xaì svaQs'zo) ysovioì Asovtuo 2mv %a{ÌQ£tv).

KonQsòg ò axvxsvg x{aì) Mà^ifxog, ÒQfiw/^isvoi

àrrò 2cvaQv xrjg xwfxrjg, fidxrjv xsiv^fXavzeg

5 TTQÒg èavxovg sv /iisffo) xfjg xwfxrjg fxsra'^v

£f.lOV T6 x(aì) zdóv XiTOVQywv, svsxsv à' stfxdxMV

àixo^XaTcévtwv, noXXóòv óè yvf.iva(id-évTOìv

x{aì) yvfivwg T(7ì Goóf-iazi exaùxog snrjX^sv


TO) éxaxsQO) '
x{al) fi fiij fj ^sia Ttgóvoia è^oìj&rj-

10 (Ter x{at) fj ^o'^O-ia xcòv XitovQyòav, slxccv àXXriX[ovg\

àvaiXtv xaì éQrj/xuì^rj uàoa rj xti}f.irj rj [ fj/xsTsoa ?].

Ex Tòóv xaTa^KtìGrj xoivvv fj of] [ ixsyaXonQéneia ?]

[»»*] èvrav&a évo Gvfii.i[àxovg?

i. SivaQv (cfr. a n° 53, 149) occorre anche in PO 514, 2, 5 ; e 810, 7. 1. àiio^Xa-


pévxcav. 8. Forse yvfivw trp acó/nan. II. 1. aveki-ìv.
142 FAPIBI BULLA SOCIETÀ ITALIANA

72. Frammento di ricevuta.

Oxyrhynehos (cm. i5Xii,5) See. VI.

Aurelios David, cuoco, fa quietanza di due nomismata. m. n.

TiliJQrjg xQVOo[v vofii]ùf.iàcia [óv]o


nagà xsQaria S[£]xa Ìóiuìtixo^

^vyin vofiizisvófisva), y(l %QJ v ^ fij xfgl i lój vo/j./,

xcà TiQÒg àciyìdksiav Tfjg vTroóoxfjc

5 tavTTjv n€TroCrjf.iai rrjv ànóòsi^iv

iJTig xvgiia) oiaa àTtXi] yQacpstGa

xal sTisQùOTi^x^sìg éo^oXóyrjtìa.

-f AvQTqXiog /tavùt fxdyiQog ijtòg

I(OGÌ](f ò TiQoysyQcxpifjisvog

10 nsnoirjfiai t'^v ànóóa(^{iv) t(òv óvo

vofjiifffiàToov ó)c 7iQÓx{£iTaì). Iwàvvrjg

0£oÓu)q(ov) à^iM^sìg è'ygaipa tnèq avTov

[à]yQaiiifi(XTov òvrog.

>|( (li emù Iohann(ìt) stsX « # * *

73. Affitto di terreno.

Oxyrhynehos (cm. 9,5X6) See. III.

Aurelia Tereus chiamata anche Apollonia, figlia di Ptolemaios, della


città di Oxyrhynehos, per mezzo di Aurelios Zoilos, dà in affitto ad Au-
relios Besas, figlio di Hatreus, e ad Aurelios Sarapion, figlio di Besas, due
arure dei terreni ch'ella possiede presso il villaggio Senepta nel xXfjQog
Jiovvao(fdvovg. I fittaiuoli dovranno pagare per l'anno corrente (il 10" anno

di non sappiamo quale imperatore) dodici artabe di fruménto nel magazzino


comunale, per l'anno venturo (1' 11° dello stesso imperatore), oltre il canone
stabilito, ottanta drachme d' argento. ' m. n.
73. AFFITTO DI TERRENO - 74. ISTANZA ETC. U3

['E]iiiia&(d(!£V AvQijXCa Ts-

Qtvg fj xal AixoXXoìvia Uvo-

{Xsi.iaio\v àn '0'^{vqvyiu)v) nóXisaìg) ói' Adgr^Xi-

00 ZoìiXov AvQrjXioig

5 Brj[ad]Ti jìtqsoìIc] ixriTQ[ò]g Tav-


ov[ »:»»»] xaì 2aQanicor( Brjaà-

T[og fXì-i]TQ[ò]g T«[,]»»**^*oe


^. [»*,], *»kt[«* *** à\nò T(tv

è[r\£a{T](òrr)g i [{siovg) ex rcDJi' vua^-


10 x^'*'*''^^' t^vrfj nsQÌ 28V€7i:{Ta) sx t{ov)

Ji[o]vv0O(f{dvovg) xXiJQOV àgovgag

évo &0Te tavrag aueÌQai xaì


^[i>Xa]i.ifjaai, Tfò pbèv ÈvsdTmTi

i {ersi) » # # » èxifiOQÌoi' àmnàxTov


15 TivQo[v à\QTà§ag d[£\xa6vo

£V ^[t'in]aTi, órji.io(JÌ(p, zm ót
sidióvci la {ètei) x^Q^? (fÓQov

àTtoràxTOV àQyvQiov ÓQa-

X(iàg [ò])'doTqx()VTa' xaì ex t{ov)


20 avT(ov) x[X\ì]Q()V àgovgag tQsTg
&Gt€ xaì ravrag « # « aì^s-

[«*<**#,]* [^v]Xaf.i'fla[ai]

6. Invece di Tav può forse leggersi Tah .-


yer Tav\ov[qiEcog] c'è spazio. 8. Forse
sì? [ srrj'dvo à]}iò. 10. Sevsjira è villaggio noto da PO 617, 2; 475, 15, 17; 499, 4.

14. Le tracce rimaste inaanzi a i>c<poQtov ìioq perra(5ttono di leggere /lóvov. 16. Per
l'espressione ^i' dé/iart ct'r. PO 501, 18 e la nota relativa.

74. Istanza per comunicazione di una homologia


ai bibli0phylake8 bnkteseon. •

Oxyrhynchos (cm. 10X9) Sec. IIP.

Precedeva certamente una esposizione dello stato di fatto, donde


avremmo potuto intendere e il significato di quel J isolato nel mezzo del
primo rigo, e a quali magistrati (si noti il plurale àvaXa^óvrag 1. 6) l'istanza
(o meglio il rapporto, cfr. 1. 1 sq. TTQodcpcovq^rjvai) fosse diretta. m. n.
144 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

J
TttVtìjV de §ovAÓfX£voi; tiqog-

(p<ùvrjiH\vai Tol{g) zdov év-

XTijfffcov Tov O^VQvyxsirov


5 vo/jIov ^i^XiO(pvka^iv, à^icò

àvaXa^óvraq naq ifiov

zijV ófxoXoyiav inoysyQafx-

fiévrjv wg xaO^rjxsi

YQttipai adzoTg ì'v sìdòbGiv.

10 A{vQ\ì^Xiog 'AnoX}.u}[v\ioc

à{Y]oQavofxriaag ^ovXsvxijg

èmfiveyxa. [sxovg) §' Msxsìq.

75. Affitto di casa.

Oxyphynchos (cm. iBXiO) ^


Sec. VP (?)

Aurelios Ploution fornaio, figlio di Philoxenos, della città di Oxyrhyn-

chos, prende in affitto da una chiesa di Oxyrhynchos, rappresentata da


Apphus óiàxovog dell' olxovófxog, una casa di proprietà della chiesa, dichia-
rando che pagherà ogni anno quale pigione un terzo di nomisma. Il papiro
è mutilo in principio, nel mezzo e nella fine. m. n.

[ olà]

Ancfiov Av&£i[ov ?] ótccxóvov tov iv avrf

oìxovóf.iov AvQrjXiog IJXovziwv

àQToxónòg viòg OiXo^évov fxrjvgòg

5 2o(piag ÓQfioifisvog ànò rfjc avtfjg 7ióX{s(ag)

%aÌQ£iv. '^Exovaiwg sTiiósxoficxi niG^tì)CctGd-{ai)

ànò vsofirjviag tov &à)^ firjvòg Ti^g

Gvv ^soì TsGGaQsGxaiàsxaTrjg ivó{ixTÌovog)


TÒv diaifÉQOVTa [r]^ ait'^ àyia £xxX{rjGÌa)
10 ixixQÒv olxov vsvnvTa èn^ ànrjXiwrrjV

[ ]
75. AFFITTO 1)1 CASA - 76. INTIMAZIONE ETC. 145

sn àfKfóóov Qv^i[rjg <?> 'A]xuxiov fisca zcòp

aVTOv rÓTiuìV xaì navxòg rov óixaiov' x(ù


rsXéGU) rf] ctèrfj ccyicc éxxXrjffia óià rfj^ Gfjg

15 £vXa^(£Ìag) vrcèg ivoixiov tovxov svinvGioìQ

XQVCov vofii<Tn{cnog) roivor IdibnixiTi C^Y'ò'

yi{v£tc(t) XQ{vaov) voifiìafiacog) [rgitov) ió{twTtxfo) C^yioì)' ótcsq ivoixiov


ÙTlOÓtbfflO
Nel verso :

***]c(QTOx(ÓTCog) vlòg (PiXo^£vo[v «]/TÒ rrlg '0^vqvyxi[tù)V nóXscog . . .

76. Intimazione a un mallevadore.


Oxyrhynehos (cm. 113X26) A. 574-578 p.

Flavia Christodote, figlia del fu patrizio lohannes, si rivolge a Plavios


Eustathios, ÙQyvQonQàrrfi (di Alessandria ?), che ha prestato, per iscritto,

garanzia a favore del fratello di lei per 61 XizQat d'oro e interessi; e poiché
Eustathios non ha pagato il suo debito, la creditrice, scaduto il termine,
esperisce le vie legali. documento incomincia con un pomposo e reto-
Il

rico esordio intorno alla nCang dei contratti e alle conseguenze buone o
cattive che ne derivano, a seconda che essa venga mantenuta o trascu-
rata dai contraenti. Prendendo le mosse di qui, la donna ricorda garbata-
mente a Eustathios che egli non ha soddisfatto ai propri obblighi, sì da
costringerla a recarsi a Costantinopoli per farsi render giustizia dall' impe-
ratore. Espone quindi le sue tristi condizioni : è onerata di debiti, assalita
dalla folla dei creditori, che stanno per strapparle persino gli ultimi pos-
sessi che le sono rimasti, dai quali ritrae di che vivere. Di tutti i danni e
le spese che ha avuto finora e di quelli che potrà avere in seguito ritiene
responsabile Eustathios ;
giacche, se egli avesse pagato puntualmente, anche
essa avrebbe potuto far fronte ai suoi impegni. Questo appunto gli notifica
col presente documento, inviato per mezzo àeW txóixog (v. nota al r. 11),
e lo scongiura di non muoversi da Alessandria finché non le avrà pa-
gato quello che le deve.
Il documento ci è giunto in due esemplari ; uno di essi avrebbe do-
vuto esser consegnato a Eustathios, rimanere presso la reclamante. l'altro
In realtà però pare che non fossero mai utilizzati infatti sono stati trovati :

ancora uniti e portano sul verso, in tutta la loro lunghezza (ra. 2,12), una
lista di conti (mercedi pagate ad ànueXovoyoi) per la quale il papiro fu
l'tq). Soc. ital. I. 19
146 PAPIEI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

certo usato posteriormente. Diamo qui la trascrizione di uno degli esemplari


(a) e poniamo in nota le poche varianti dell' altro (b), che è in peggiore stato
di conservazione. t. l.

1 + 5[ao'<]A[é]tcì:[$] Toìi O^siOTatov xcà svGs^tGTàtov ii^iwv ói-{(jn6\cov

^X{aoiHOv) 'lovGiivov Tov aìùìvtov avyovGrov [xaì aÙTOxgàroQog xal Aì-


Xtag 2o(f'iag Trjg sdffs^eGrdzrjg ij/«t5i' ótGTTOivrjg è'rovg «-*«..;-»*« ^^ * * * » *]

2 ^X{aovia) XgiffTOÓÓTrj avv ^siìì ìXXovGzQia i)vyàzì]Q tov rffi svx/.iovg

fxvìjfit^g 'laìdvvov ysTonévov nuzQixCov Gol (PX{aovioì) EvGzaO^ù'ì zhì

Xaf.i7tQ0T{dT(p) x(t)i.i{i'jTì^) xal àQyvQOTtQaTT^ TtUQsyyvà) 71£qI twv imo-


ziTayuè'ron'.

3 'iJ TiiGzig zòùv GvvaXXaynàxijov qvXazzoiiévri iv sttccivm ziO\Oir rovg


x^£f.i£VOi'g xal àxQaiffvf] z^jv ztòr GinsXOóvzoìv óiaGw^éi óiuuiGiv,
èiCnsQOvv xal zàvavzia xazuTcazoviiévr] Gacfwg àTi£Qyàt,izai. Mé-
i.ivì]zai zoCvvv -/] i>[ji£Z£Qa [.leyaXoTTQÌéTrtia) chg iyyqàquìg àvT£ij^évì]G£V
<

[loi ììttìq tov


4 £vóo^(ozdzov) i-iov àÓ£X(jj0v zov xvQiov xu)i.irizov XQVGcov Xuoag éitj-

xovzafiiav i^i£zà zmv iniGvvayofxévwv avzaXg zóxtov £iG(o Qr^zfjg ttqo-

^£GfXÌag, xal slSov 7iaQf^X0£V rj 7TQoO£Gp.ia xal zò ixavòv oéx ènoir^G£V

zfj àvzi(f(iovi]G£i avzffi, &g tVTQ£niGi)fivai ,u« Xoittòv xazaXa^tiv


5 zr^v ^aGiXstàa zcòv nóXton' xal óià zf^g tvzv%ovg xal òixaioTiQayovg

^aGiXeiag zùtv ótxaiwv inizvxtiv '


èyàt yàg Xoittòv ngòg ovóéva t%w
£Ì fxi] TTQÒg zì)v é^£T£Qav Xa[^i7ZQ(ÓTrjTa), TÌjv xal VTTSCGeXlhovGav virèg

zov £ÌQ7jl.l£V0V èvÓo'iOTaTOV flOV àÓ£X(JOV TTQÒg iflè Zr]V àrZKfWVVjGlV

1. Non conosciamo documenti datati del periodo 574-578, in cui Giustino II tenne

si nome d' imperatore, ma governarono la moglie e Tiberio. Abbiamo supplito la for-


il

mula di datazione comune nei documenti di Giustino del periodo anteriore aggiungen-
dovi il nome dell' imperatrice con gli epiteti che le vengono attribuiti nella formula di
giuramento. 2 xwix'tjtìì) xal om. b — àQyvQOJtQàxìj : banchiere (argentarius) : due àqyv-
Qo:tQmai, di Alessandria compaiono in PO 144 (a. 580). 3. Xa/njtQÓnjg b 4. è^ì-jxona-
/Mav yQvoìov XlxQo.g b — i'aco b : — i'òoii b : — EVTQejisia§rjvat b. 6. jÌjv ^aaiUòa rà>v nólecov :

Costantinopoli, residenza dell' imperatore da cui ottiene giustizia {òià rfjg y.t?.. fiaatlsia? .

Cfr.PCairo 67032, 19. 67126, 6 (con la nota del Maspero). Ma il nostro papiro fu scritto
probabilmente in Alessandria, non in Costantinopoli (altrimenti avremo Tì'jvòe t>]v ji. o
sim.). — ?Mi7ióv è lezione sicura in ambedue le copie, ma non dà sensoprobabilmente:

doveva dire Xóyov e l'errore fu causato dal !.oiJióv che trovasi nel rigo precedente —
(J.syaXojiQ'é7i£tav) b.
76. INTIMAZIONE A UN MALLEVADOEE 147

6 TùtV uviwv ì'§ì]xovTa(xiàq rov XQvGtov XnQcòv.' Ort (yàQ} 7TO?.?.oTg xoéfCiv

TTQOGTtaXaCd) xal xa.V' ixuGcr^r &oav èvo'/iXovixai nuQtc zcòv daviaióòv,

TOVTO TiùGiv df^Xov xad-éarrjxsv, à?.kà xal fi éTio^suf^eiGa noi àx(-


rr^Tog oùùice xarà tr^v Aqxuóoìv, i^ fjg t'/i^ ^'^S àvccyxaiag nov àno-

TQO(fdg, fxéXXft

7 tx TTfQiGtaGsoìg TiaQaóoO^fjVai zoig daviGraig, wGts xal tÌjV èvtsvd^sv

^i]liiav ù(fOQàv TiQÒg rijV Grjv Xa^TCQ^ÓTr^ra) rr^v firj 7iaoaG%ovGàv


/.loi là ivoij.eiX6!Jievd f.ioi naq avxffi, ewg vvv, oncog svqw sfiavrrjv
èXsvO-sQWGai ex tùtv ff.i(tìv óavcGTCòv. Ehe ovv tx tavTi]g xffi ahiag
^r^l-iia Tig sfxol

8 TTQOGTQi^fi ^ xal xivóvvévGO) ixfQi Tryt' vnoXsKf^siGav [AOt xarà rrjv

'OÌVQV/%iT(tìv àxcvrjTOv ovGiav, eizs TiQOifàGti ^svitsCag TcoirjGw óa-

7TavTJf.iaTa, ravra liéX'Xco ànaixf^Gat, rr^v Grjv XanTtQ{6rì]Ta) fiij àvs-

XOfiévr^v ÙTiQayfxóvojg rò ixavóv [xot neQinoif^Gai ènl Ttj avzffi àv-

TKfUìVriGSl.

9 IIqòq yàQ àvaiQSGiv naGrfi ói.xai\o]XoyiaQ, xal wGts yv(tìva[i] rr^v v/xe-

léqav Xafj.7iQÓTTiTa w^ éx T)]g ixaQoXxìfi avrìfi yCvizaC (xoi vnsvUvvog


xal dg rà Tiag' ([.lov àg elxòg yivó[X£va ix Gffi VTisQxJeGi-oìg óana-
vr'inaTa xal sìg za fiéX^Xovra ix zf^g f,U'I? oVGiag Xrip,(fi)i]vai Tiagà

zwv i[xwv óaviGzdòv


10 fx Tov fii] óvvaGO^ai fxe za rcao' ijxov èvo(f£tXóiX£va dovrai, ola ór]

[xi] xofiiGafiévri ^^^Q^ ^*^S étxszéQag XafinQÓzrizog za àvzi(fO)vrjx/év-

za noi naQ avx\fi tnlo zov èvòo'S.ozàzov jxov àósXq.ov' zr] ovv na-
QovGì] óianaQzvQia ixQr^Gàiiì]v nqòg avzr)V ns/Kf^fiGr]
1 avzìj olà {firma poco leggibile, e poi un po' di spazio vuoto) zov Xoyiw-

zdzov ixòCxov zr^g AXf^avÓQswv, jielh' V7ToyQa(fi)g e/.i'^'' ""^ ^^'' t^^'^ov

6. '/iQvalov hTQÒìv fisià >cal i^towayo/uévoiv avxaìg tóacov ozi yàg jioXXoì? b — puarà r/yv
'AqhuSojv (scil. èjiaoyjav) : cfr. PO 1042, 15. I beni immobili saranno poi gli stessi che
più giù son detti, con determinazione più precisa, y.mà zìjv 'O^vqv/xitwv (scil. Ttóhv).

8. noirjoai b. 9. /j.eyaXojiQ' éjieiav) b. 10. f.iEyalo7[Q(EjrEÌag) b. — La òiafiaQZVQia nell'an-


tico diritto è la testimonianza che può addurre a suo favore tanto l'accusatore quanto
l'accusato. Qui è dato questo nome all'atto che mediante l'intervento àQÌV shòixo? ha
acquistato il valore d'una testimonianza d'accusa. 11. Gli l'xètxot, ì defensores cìvi-
tatis, sono pubblici avvocati che hanno l'ufficio di proteggere i cittadini dalle ingiu-
stizie dai soprusi (Cod. lust. I, 55; Cod. Theod. I, 29): intorno ad essi v. PO 902 n. 1.
148 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Xoycóir^tog, i)g tò ìaov taiov nao ii.tavif- noòg olxsiav àacfà'/.Huv


/is&^ V7TOGrji.iicó(X£(og rov HQì]iiévQv Xoyimràrov éxólxov. 'Evoqxòó òì

12 TTQÒg ri]c àyCag xaì óiioovaiov TQiàóog xcà zrjg vixì-jg xal dianorffi tcov
xaXXirixoov ijiibov ósanoTm' (PXicwviov) lovGTiVfw rov aìrnviov uv-
yovfSxQv ^i&yCavov evsQyérov xal aìnoxQaTOQog xal AìXiag 2o(fiag rffi

evCE^sGràtr^g ij/(cSi' dsGnoirrfi firj ànoazf^vai


13 xfig AXt'iavÓQéùìr, ti /lIÌj ttqwtov tò ixavóv noi Tioirjaìj vov àviiyunr-
^svTog 1^(01 nao" avTf,g ù)g dgr^rai XQvawv -\-

Qui abbiamo la firma illeggibile dell' ey.8i>:og, b ha lo spazio in bianco —


/i£§' vjioyQa-
(pijg xov slgij/xévov ).oyio)rmoi> èy.òiy.ov h, e non occorreva che vi fosse la sua firma, mentre
era necessaria nella copia destinata al debitore — fvoqhcò 8k rrjv v/.i£régav ixeya).o:ioéjTsiav
siqÒs b. 12. xaXhvixon' a: àrjmjxwv y.a.l Evae^earàxov b. 13> rrjg 'A).s^.: scil. ^roV.sojc —
el fxrj nofÒTov a : à/Qig orar b — jtotrjoj] rov àvntp. etc. : nsgijioiì'jm] rov F.lQì]fiérov dvzKpcovìjdévTog
/loi :jaQ' avxfjg yovaiov vtiÌq xov svòoS\oxa.xov fiov àòe).(pov] b.

77. Affitto di terreno.

Oxyrhynchos (cm. 3ixi7) A. 551/565.

Il documento proviene dagli scavi del 1911. Aurelios reoómog figlio

di Pamones (?) del villaggio ^Travia dell' Oxyrhynchites prende in affitto


per due anni, da Flavio Philoxenos figlio di Ision già prete del pio clero
della città di Oxyrhynchos, un vasto territorio {/(rjxavrj) provvisto di tutti
gli arnesi di legno e di ferro, con l'uso del relativo pozzo etc. e con di-

ritto di coltivare il terreno con quel genere di coltivazione che gli piacerà,
pagando quale canone cinquantacinque artabe di grano ciascun anno e
quattro nomismata nel mese Hathyr della prima indizione. Le tasse riman-
gono a carico del proprietario. ?». n.

+ ToTg TÒ [ :<
fis]Tà TTjV VTtatCav (PX{aoviov) BaGiXeiov rov
XafXTiQo[Tàzov M]sGOQri ^' ìvdixriovog id'

0X{aovi(i)) <I>iXo'is'v(o, T(o XafiTTQoràrrp vUò rov ttjc

€vXa§ov[g] [xv^iJirjg 'iGìcarog yevofiévov tiqsg^v-

5 zk'oov zov svayovg xXtjqov Tfjg Xaf^mQàg OSvQvy-

Xitóò[v] n[óX]€(ag, AvQTqXiog rsgóvtiog


vlòg Jlai^iwvov ano xw/iirjg ^naviag rov O^vQvy-
77. AFFITTO DI TERREMO 149

XÌtov ro[i.i]ov '/^aiQstv. "^Exovaiwg èmdixoiiai

f.ua{^]u)[(Saa]Otti ènì óisti) /oo'joi' àrrò

10 [Tfjg xaxa\aTCOQàg rfjg svrvxovg (Jvv ^8rò


[slGiovff?]ìjg ìvóixTiovog à{n]ò tùiv vrcaoxórioìv

[t]^ ép.(àv lafiTrgÓTr^zli^ d]ic(xsii.ibvu)V

[£\yyvg? rov rf^g aihfjg xiafir^g eódcfovg (Pasti?)


òXóxXriQov i^irjXocvi]v xccXov {.isvrjv tfjg

15 /.ir^TQÒg rsQjiiavov, é^r^QTia/is'vrjV nddi] ^vhxf^

fSccQtia xal Giói^QW/iiaffiv, /xstù xaì rov sttixsi-

/iisvov òXoxXiqQov Xàxxov xal éÓQsv/.iaTog xal

xvxXsvfiazog xal xi]7Tiov xal fxrjxavixóàr

ògydvioi' xal cpvzàì' TiavTOÌcov xal T<àv

20 (n'rYS(i)Q[yo]vi.i£V(ov avzrj àoovQCùV **[,*;]*«*»

éaiv TrXfiovog sìg (Snooàv wv éàv atQ[(tì]f.iaf

ysrrjfxaTCtìV xal rsléaco virèg Xóyov (fÓQOv àrcotàxiov

ènt % èvl^QÓ'X''J xaì à^góy/p xaO-' sxaavor

èviavxòv TcS[i'] *«*« r #*[*«* ] éiùtv Gizov ành xaXor


25 yfvi'inatog x£xoGxn'£[vi.is]vov ÙQTu^ag nsvzr^xov-
tanévzs xaì xqvGov votuiG/Liazia zéOGaga
naqà xsQazia óexaè^ ^vyo^ ^uavìag àxivóvruv
rov (fÓQo[v] ano navzòg xivSvvov, zàv zfjg yf^g óijuoaioìv

òvzoùv Tigòg zfjV vficov XafiTtgóitrjza) zijv x£xzri[.isvrjv

30 t/rav »«*«««««** naga^x^^v zòv (fógov iviavGioìg


zòv Gi[zi]xòv £V àxgoì ti]c àXXwriag, za óè XQVGiva
£VG[za]^/ia £v firjvl "^Advg zrjg Gvv x>£o^ Ttgwzijc ivó{txziovog)

àvvTT£QU{£ZU)g). Kvg{ia) ij fxiG^{a)Gig) àirÀifj) yga(f{£TGa) xal £ntQ{(tìzrjd^£Ìg)

éliioX{óy)jGa).
Adgr'jXiog r[£gó]vzt()g vlòg Ilafióvov ó 7vgoy£ygaii!x{£vog)

1. Gli anni del post consulatum di Basilio corrispondenti a un' indizione 14'' sono
1' 8° e il24° e forse qui per lo spazio 57' si adatterebbe meglio che >;ó'. La formula
comune è fisTÙ zip vjiaxsiav <I>).. Baadsiov sxovg ,x, mentire la frase xoìg lò x fisrà tìjv ì<jt.

occorre in PO 133, 2 ; preceduta dall'indicazione degli anni di regno


140, 2 ; 125, 2, però
dell'imperatore. Cfr, n° 87. 7. :S:iavia è villaggio noto da PO 1053, 14; 1147, 7.

19. (pvicTìv cfr. PHamb. 23, 19.


: 20 sq. Forse ùoovomv x ì) wv fàv waiv ^Xelovog ? \

30. Forse ffù jiaQaayeXv, ma innanzi non sembra ne ì:iàvayy.Eg ne ì:i:ó.vayy-or.


150 PAPIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

35 Ì7iiÓ£X0fi[ai Tì]v] fXÌ(r[d-co](!iv xaì avfi(p{cov£ì) ixoi Ttàvta rà


[iyy£yQajXi.i{éva) wq i:Q]óx(£iTai). 'ladvvtjg vlòg ^aQa-nàfXf-iwvoq

[t'ygalpa inèg a]vTov àyQaiiifidTov òì'tog.

\Jl ffXOV ^l]o)dvVOV ftsXlÓTÌJ -//^

78. Mutuo di grano e orzo.

Hermopolites noraos (cm. iix8,S) Sec. V.

II papiro proviene da scavi in Aschmunèn. t. l.

[ '0{xoXo]y(ò òffiXeiv aoi xcà XQeoìdTiv

[ccTTÒ zov — fxrjvòg rfjg ] naqovar^g TeGaaQaGxaióexàtrjg ìvói,x{r[ovog)


[aiTOv ÙQxà^ag 8]vdsxa xaì xgiiJttìv ÙQidfiag névre'
5 [yCviovTat) (àQTU^ai) fc" àg coi ànoówGùì xa]l [.léZQi^GCù rw 'Enelcf f.iì]vl

[tj]? Gvv ^soì 7T6VTexaióexàTij\q ìvóix^Tiovog) iv GitoxqCOoì véco

{xaO-aQOì x8xoGxiv£VfiévM jxéTQ](>) ^Atli]vcd'o icf «^wrwr


[ri;? airiìg x(ai.ir]g àvvTVSQ&érjcoc, yivoi-iévr^g Got rvfi

[TiQa§stì}g è'x Te ifiov xaì ix rcSJv vtcciq%Óvtoìv noi nàv-


10 [to)V xai}àn£Q ex óixrfi. ]*»»^[ ]*,»

6. oLzoxQtdoì : cfr. "Wessely, Stud. Pai. IH 123, 5. Anche in PFlor. 94, 12 va letto
ai]toxgi&o}. 8. Oppure t^? ainfjg n6).Eco?.

79. Vendita di due asine.

Oxyrhynchos (cm. 8,5X22) A. 216/17 p.

Aurelios Dionysios, di Oxyrhynchos, vende ad Aurelios Herodes, della


stessa città, due asine, una delle quali è gravida, per il prezzo di 1500
drachme. t. l.
79. VENDITA DI BUE ASINE 151
*

AvQr^hog [Ji]ori>aiog Jvovvaiov

fiTjTQÒg Bt[oov]Tog àn 'O'ivQvyiuiV

nóltoìg A[v]Qt]XLOì 'HqcjìÓì] yv-

5 0'§vQvy%siT{(ò]v TvóXswg X'^iquv.

[0]f.ioXoYòù Tc[e]7rQay.évai g[oi] òrovg

f.iov i>JyAit[a]c óvo, (bv [i.i]iav

à' hsQav [X£\vxrjV, ^àg óvo


10 TSTQa^óXovg, aGTT^Q ai'TÓihi na-
géXa^sc naQ è^iov ravvccg xoiccv-

rag àvanoQiifovg' xal àns(jyov


TTagd Gov xàg GvV7TS(fO)vrj!.isvag

virlèo] T(ò[v] òvu)[v] ÙQyvQioi'

15 ÓQaxfiàg x[f]'^''«S n[s]vTaxoGÌ(xg'

[iyivovTai) (ógaxi^icel) a](p ex [i:Xri]oovg'

xal ^s^aicÓGM Gol zrjv ngàGiv

naGì] §t§aKÌ)Gii. H noùGig xvQia


xal \^s§\a[a. {"Erovg) xs avzoxoàzoQog 216-17?

20 [xaiGaQ]og MdQ[xov] A{'G1]Xiov ^£vi]gov

['Avvoìlviviov naQd-]ixov iieyiGtov

[BgsTavrixov iisyiGvojv rsQ^iavixov


IfisyiGTOv £VGSi3o]C'g Gt^aGiov

25 (s!i^){AèQrjXiog JjtovvGùog

[nénQuxa rag ò]vovg xa[ì]

\àTiéGyov Tiagà t:]ov 'HQ(tì[óov_

[ttjv Tii^irjv (bg 7r]oox(«traf).

28. Seguono lettere indistinte finali di ancora tre righi.


152 pafjlìi della socletà italiana

80. Registro di tasse.

Oxyrhynchos (cm. 34X53,5) Sec. VI.

Il papiro, mutilo in alto e in basso, è scritto a due colonne ;


quella a
sinistra è chiara e a lettere grandi, quella a destra quasi del tutto annerita
e illeggibile. E un frammento di registro di qualche ufficio di riscossione

e vi sono segnati i pagamenti di varie tasse. Quasi nomi di luogo


tutti i

(dell' Oxyrhynchites) che occorrono in questo documento, non sembrano


altrimenti noti finora. m. n.

1 ó{ià) (seguono tracce indistinte) {vnÌQ) àqyi an\*]}i-

2 S{ivC) ^ikéov àiTÒ t{ov) aih{ov) » » « x/So(Ai/e) ? {virèg ?) Tififi^*^


fi
y
{vTièQ) t{ov) amov r, /.t, Avxov
3 u/ioiioùg) olà 'IfQTjfXiag ano lov aixov i lvò\ xsgi tiHOGt réragr^ov)

4 d{ià) 'AvovTC ano xwixr^g Ti-iovaxov y^QVj v a' clg eìxooisv

6 ó{ià) "i2gov xal Maguàfi uno HvsavrjOVTog {ùnèg) a' xaTa^o{Xffi) i fVJ°/ v

fi Cól ^vy{<o)

6 óyià) 'Oi'VO)(fgiov ànò Tegvdsaig ivntg) a' xuTafìoXiffi) i ivàoi XQI ^ ^ i^l

ÙjiÒ 'fìgìwvyog) ' '

7 è'yiu) ^AnoXXòì /ifitoivog) (éntg) óivrégag xara^olf^g àsxccTi^g ivd°j XQ'"l ^fQl fif]

8 à{ia) 'IsgrifiCag y£Oìgy{ov) ànò 'fìoioìvog {vnèg) àgyvgixioiv) ófxdrìjg ivó°i XQI

xsgi djj
f.1^

9 ó{ià) (Ptkaov y^o)gy{ov) ànò 'Sìgioniog) {vntg) àgyvgix[òn') Jfxa«j? ivój %gv-

(jOv xsgi X6
10 ó{ict) IlezQoniov ànò Avv&vog xcd ^Iaxò}§ {ùnèg) #*** Ti]g ng(t)TÌr]g) xu%a-

^oX{ffi) (tfagi
11 ni (vnèg) (e. 12 11.) rtr^

12 òno{iwg) d{ià) ^AnoXXòì hìì^o{voq) ànò 'Sìgmvog {vnèg) ósvrégag xara(ioX{flg)

ósxàrrjig) 'ivój XQl * * « *

13 ó{ià) ^loHcvvov y£0)gy{ov) ànò Agxvwviog) (vnèg) a' xara§o{Xffi) i Ivó^j dg


*»*****» 05 %gi V a 8ig xfg[

14 ó{cà) ^iXè'ov yfWQyioù) àn[ò] inoix{iov) 'OQioìvog (vnèQ) ósvrégag xaza^ioXfjg)

(Ì)agfi{ov)Oii) XQI ^ «' **(?) '«Z ^^


15 ó{ià) 'Iigì]iiiag yfO)gy{ov) ànò inoix{iov) 'Ogicorog {vnèg) jS' xcna^oP.irjg) llcc-

X(ii[v) XQI ''' ^^ *'S ^ * " >'- *


80. REGISTRO 1)1 TASSE - 81. QUIETANZA DI AFFITTO ETC. 153

16 ó{ià) TlsTQwviov ano Avviàvoc, 7i8QiG'iirQùq(^y {vTièQ) §' xaTa§{oXi\c) (l>aQfx{ov-

17 rf(tà) ^laxm^ yswQy{ov) ano Avviòvoq niQiGreQùg {imèQ) /9' xat-a^{oXfjc) (I>aQ-

fi(ov)^{t) XQI v «' 1^1 Cvyioì)

18 ó{ià) ^AnoXX(ò ysu)Qy{ov) ano TevTVQ€((tìc) vntQ àQyvQ{i)x(Jùv) ófxàx'ìjq ivd°i

vaag XQI '»' ^' *<^/ ^^yiv)


19 d{tà) 2ovQovàog y6(>ìoy{ov) ànò TevTVQiOK {vnÌQ) àQyvQ{ix(Jìiv) ósxàrv^q ivd°j

véug XQI V a idi ^vy{(ò)

20 àiià) Jlafiovv yswQyiov) ànò inoix{iov) T£VTVQs{wg) {imèQ) C ìvd'^j XQI


glg xeoi
w/
>cW\j
O «-

V }ilti ìSj Cvyi

21 d{ià) FécoQyiov YswQy{ov) ànò xw/ifijs) Tccfinsiov {vnèQ) àexàrrjg ivó°l XQI

V a iój Cvyif^)

22 d{ià) 'Ovvù)(fQÌov ànò Tsov^eoìg (énèg) devtsQag xaraf^okiilg) i tvà°l XQI

V /J' ìài ^[vyicò)]

23 à(ià) ^lùìàvrov yiO)Qy{ov) ànò TsvTVQsiwg) XQI '*' §' ^^1 ^vy{oi)

24 ó{ià) 'AnoXXcb (fQoivTiaxov) ànò £noix{iov) ['0]QCa)v[iog) vnÌQ *x]caa(ìo{X'f\g)


i ivó^l XQI '^ «' ^'S ^^Ql ^^
25 à(tà) 0ikéov àdeX(p{ov) avr{ov) {vnèQ) Toilxrfi xara^olffi i l]vól XQI

V u fi{g) xj x^
5 sqq. lòi = lòicatixà. 6 sqq. TsQvdig : PO
998 1040, 14 1165, 10.
; IG e 17. jze-
;

QiaxEQàg, se è letto bene, va col nome locale precedente (ma nel r. 10 è Avvwv senza
altro). 18 sqq. Oppure Fsi'yvQscog. 20. IS^icotixcò) ^vyuò) è cassato. 25. Nell'altra
pagina si legge per es. S(iù) "Qqov y.al Magcà/^ **».,«* {ujièg) * xarajìoX^ìjg) i Ivo''; ||
8(iò) Ile-

igmvtov d.~zò Avvcóvog {vhisq) y >caTa^ok(rjg) i i'vò^/ cpoQzi/ tò ||


Jw^og (vneQ) y narafio/.TJg ilvò'-'j

(fOQTii f etc.

81. Quietanza di affitto di una officina.


Oxyrhynchos (cm. 15X6) Sec. VP.

Provenienza: scavi di Behnesa del 1911. m. n.

+ ^AnoXXwg avv W^i^w


diàx{ovog) xal èvoixoXóyog

rov svó6^{ov) ol'xov. 'EóóO{ìj)

5 (olà) BixTWQ(og) Mrjv{à) [vnìg]


'

rap. Hoc. ital. I. 20


154 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA
èvoix{iov) rov hixq{ov) SQYaGTrfi{Cov)

èjil Trjg TQiaxaiósxttz^r^g)

iv{óixTiovog) ly XQvaiov) ìS[{iu)Tix(f)] Ìvy{^ì)

roi.itGnaTo(,g} tqitov

10 [TzaJQà xsgiaTiov) év T[£T]aQTOV


'

yiiytraC) %q\ v y" n\ xsq\ ad/ f^ióivor)'

TÒ xaì ào^{èv) BixTOQi óiad6'i{m)

Mrjvà BixTOQi àQxt{ )

15 MsaoQÌ] ìv{dixriovog) ly +
G€ar][x{si(Ofiai ?)

8. E insolita la ripetizione in cifra del numero della indizione. Oltracciò la qua-


lifica iS. Cvycò andava aggiunta non qui, ma alla fine del r. 10.

82, Quietanza di affitto di terreno.


'

Oxyrhynchites Nomos (cm. 12,5 xio) A. 65p.

Le proprietarie di un vigneto situato presso il villaggio *P" < » * * rila-

sciano ricevuta per dieci drachme. documento era


Il diretto probabilmente
all' affittuario del vigneto stesso, che aveva pagato tale somma come re-
siduo del canone d'affitto dell'anno precedente. t. L

xcr[* ] * ì' »«[«*#]»*


[tov d]iiXrp.v06tog èvSsxàxov è'iovg,

[ó)g] x{aì) riQsGar, tcoi vtiuqxovti

i]!.iìv TCéQt *P[*]a5 àuTisXòavi rag


5 XoiTiàg àgyvQiov ÓQU^ifiàg) óéxa' [yivovvaì) {ÓQa%fxal) i'

xal ovdév Goi erxaXovf.isr.

^coTùg ytyQacpa x{al) imtQ rwv yvvaixcov

uri sìSóztor yQaixixaxa.

( Etovg) </? NsQcovog [K]Xavóiov xacGaQog Ge^aGtov


10 rsQjxarixov avzoxQdxoQog (Daùx^i -It. 6 Ott. 65p

Verrebbe in mente W[_v'\ag dell'Arsinoites (cfr, PTebt. II p.


4. 412), ma qui è ne-
cessario un accusativo; non sarebbe probabile inoltre che, essendo dell' Oxyrhynchites
le proprietarie, mancasse l'espressa indicazione dell'altro nomos. 8. 1. slòviCìv.
83. CONTI 155

83. Conti.
Oxyrhynchos (cm. 23X17) A. 293p.

Proviene dagli scavi di Behnesa, nell'anno 1911. Non mi è facile ri-


solvere alcune abbreviazioni, anche perchè la pagina conservata non è la
prima del documento. Nel verso occorrono annotazioni e conti di varie
mani, per lo più di difficile lettura, ed innanzi ad una di queste annota-
zioni, di mano però diversa, la data L.t" hcù O" xal u", cioè 293/4'', sup-
ponendo che a sia errato invece di /?. m. n.

xal inQài)'ì]aav ex %inr]g wv ì] rt,u?) inàvw fXom) *Xa


y àva^ al tzqo'^

ol'vov ófioicog ixXóyov » [ * » ] ìXoitcoyqSj xeQatj *ij —


fj (tì[v à]va^ eTCQadrj (bv ^ Ti,f.ir] èrcàvu) skom) x' x^ —
5 iM [**»]yx'i' *^S VTtTjQeaiav ini fji,rj{vòg) Ilavvi f/? tì^v èv rfj

XTTqaii eìg àgiarov óià Jlayévovg (fQovTiaxov xa —


HayévH (fQOVTidTTJ sìg kóyov òìp(ov{iov) oov Xóyov ówffsi x^ is —
y àva^- rà ttqo"

ò^ovg ófioiwg èxXóyov eXoiygS x^ is —


10 s'^ (bv ccva^ inQài)ìj 3}v i] Ti{{.iy]) enccvoD sXom) x^ 6 —
norafisitaig ITroXei^iaiov ÌQya(ja}ié{voig) fig àràXrjfilpiv óia-

xo7i(àv Tcàr Tiegl ^évviv ò'iovg ^S ^



Ocovifi) (fQo{vTi(jzf) wGts TrXtvdevTuTg èQya(raixa{roig) iv Tafxùo é(v) ?.óy{ov)

ów{gsi) xS ^ —
IlaykVit (fQo{vTiGifj) ùìffts nXivOiVTaTg ÌQyaaa;j.é{voig) iv rfj xzì^Gfi x^ /?

15 y àva^ là nqo^
ayu xai sof^svxora (?) ixXóyov iXoiygS x^ oó —
uneQ ìgtIv iv xafiaQaig Ti\g xrriffecog fW àv àrco-

^Xì]OT] invnaQÓvxog Jrn-iijtQCov Ì7i(ifÀ£Xr^Tov?)

<ai°> AvQr]Xiog IlaXXàg imóoÓTCoxa

20 <m^> C'Erovg) ivdrov xal rjS xal aS Ilavn 7~ 24 Giugno 293?

1. 3 etc. Intendi sXoinoyQa<pridi-i sim. Per i^ riniig cfr. 50, 14: ci sembra ora che in
tutti e due i luoghi si debba intendere '
a prezzo corrente '. 12. lévviv: cfr. PO 718, 6.

18 e 14. oìozE : V. Preisigke a PStrassb. 24, 12. 18. e) p. 19. Avrà voluto L-riòéòcoy.a.

20. Anni di Diocleziano (9), Massimiano (8), Costanzo e Galerio (1).


156 PAPIL'I DELLA SOCIETÀ ITALIANA

84. Appunti di interessi di famiglia (?)

Oxyrhynchos (cm. 23 X 7,5) Sec. IV-V ?

Proviene dagli scavi di Behnesa del 1911. Non sappiamo dire a che
servissero questi appunti. All' estremità del margine destro, nel settimo rigo,
si scorge un frammento di lettera, e alla fine del tredicesimo mancano al-
meno due lettere. margine era dunque più ampio, probabilmente con
Il

indicazioni rispondenti a quelle conservate. Porse continuava anche in


basso, ma non abbiamo indizii per stabilire quanto manchi, li verso è bianco.

m. ìi.

xXi]Qovofxiag rffi

TliQÌ Tù)V xaixì]XX{(i>v) tot'

5 àdéX(f{pv) (.lov

IliQÌ Tov oIv{ov) Tov ààsXg:(ov) f((w

IIsqI Tàv xoìQr/idTcov


xcà Twr xTKJifdccav

IlfQÌ lÙr ^OlÓÌOÌV TOi)

10 àÓ£X(f{ov) i-iov xal Tbòr

7rQ0§àTU)V

IleQi z<àv yQttfjii.ia{Tio)V ?) tov

àÓ£X(f{ov) i.i[ov] xal TOV naTQÓq n[ov\

IIsQi Tùùv y TÓrciù)v) tù>v virò

15 xaToyìl{g\ rj ficài' év toì

\n£Q\ì TiazQÒQ xal èn £f(ov xal £r

[i:.i,.^] TOV àÓ£[X]q{ov) fiov


85. APPUNTI 1)1 EETOIilCA 157

85. Appunti di retorica.


Oxyphynchos (cm. 13X14) Sec. IIP.

Nel recto, frammento di un documento del quale non ci è possibile in-


dicare la natura : manca certamente molto in tutte le direzioni. Nel secondo
rigo di esso scorgiamo i simboli di talenti e di drachme, quindi 3 ]o) 'Anol-
Aft5[T?]t òè y£V0i.i8V(() TiQÒQ t[ , 4 \svog i-irj ÓQiaO^fjvai (c. 20 11.) [ , 5 ]oi'*» [**](fè

d'ì]l(iìi}f]vm Toìg (c. 16 11.) [ , 6 ]x(ov ovcdov firjàèv de (c. 22 11.) [ , 7 ]xal tòv

ériavaiov xQÓvor (c. 16 11.) [ , 8 ]rj(yu)Vr] <=^ fjg évrj?) zijv tovtciìv xùtv iìTtaq-
XÓvTtov [ etc. (dei righi seguenti è conservato anche meno).
Nel verso il frammento retorico occupa i primi 22 righi, quindi (natu-
ralmente d'altra scrittura) il principio di un contratto fra una donna, ma-
ritata, di Oxyrhynchos ed NN.
Le scritture così del recto come del verso non sembrano posteriori al
sec. IIP. Il papiro proviene dagli scavi del 1910 in Oxyrhynchos (da un
piccolo kòra ad ovest di El-Gammàm). t. l.

[ Ti] £0Ti(ry fj XQia ;

ànoiivrif-ióveviia Gvvio-

f.lOV Ì7ll TlQOGbìTTOV TlVÒg


'
ìtisvstóv.

5 ztià TI àTtofivrifióvsvua ry ;fo«-

a ; ori à7i:ofivì]fiov£V£Tai

iva ksxO^fj.

Jià ti (SVVT0Ì.10V ;

òri TToXXàxig fxra^tv


10 v] óiì^yijaig yivétai f]

ttXXo TI.

Jià TI ènì 7tQoc(,a))7rov :

ori noXXàxig a[v]ev ttqo-

GWTTOV avrTO[,io[r] àTTO/^ivr^-

15 ixóv£Vf.ia rj yvwixTj eaTÌ^r)

fi àXXo TI.

1 sqq. Cfr. Rhetores gr. passim, per es. Hermog. Progymn. 3 (1, 19 Walz, 2, 25 Sp.) ;

Aphthon. Progymn. p. 60 W. 23, 1 sqq. Sp. etc. etc. 1. 5. 17 e 4. 1. zQsla ed L-iatvETÓv.


158 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

[Jià] Ti figi-rai XQ^ct ;

olà TÒ XQiwóig IV * » ovxbìa[ x ]

ov xal T(àv «A2ft))'[*» ] *s [ * ]

20 ixóvxoùv, àXXà [*,]#[,*]-,<#[*]


lÓOV£*»n% i*»* [ C. 8 11.
]

* , TI sGTiv f^ ótrjyi^laig. ]

(m^) ^àQ^*v>"*-x- 2óixog * ^ [ e. 7 11. ^r^-]

ZQÒg 0£**r^g àn' '0Jv^^5y[xwv Tiókswg]

25 fisvà xvQiov Tov àvd[QÒg Evdaqxo-'ì]

vog EvTvxiàov cenò T\_ffi ccvxffi nò-]

Xswg Oi'»»jf *-»»** [ e 9 11.


]

18. Forse ^(à tò /g£(có(5>;s (ovvero xQSLOìòeig ?) sìvai (cfr. Anon. ap. Walz 2, 16 -^gsicóSt]?

di ovau -fiax' è'io-/^r]v siQtjrai '/geìa xrA.\ 18 sqq. Cfr. Spengel 2 p. 97 y.az^ È'^oyrjv ozi fiàXlov
Tcòv aV.cov TTQÒg :toklà /QeicóSrjg cotì zcò 21 sq. Forse à7. [2o zi ioziv ìj (oppure >;)
(jIco etc.
ói)'jyri[oi?. Lo spazio dopo òitjyrj potrebbe contenere circa 10 lettere, ma probabilmente non
v' era altro oltre la sillaba ocg.

86. Malleveria.
? a (cm. 8,5 X 11,5) & (cm. 7 X 10,5) A. 367/375.

Un tale presta garanzia per Aurelios Sneus, a cui tocca una liturgia
annuale per la IB^ tribù, alla quale appartiene. Qualora Sneus non si pre-
senti per adempire ai suoi obblighi, il mallevadore impegna con giura-
s'

mento di consegnarlo, integro e a piede libero ; e non facendo questo, di


rispondere delle conseguenze che ne derivino.
Del documento possediamo due esemplari, di mano diversa e mal con-
servati ma per buona sorte a quello che manca nell' uno quasi sempre si
:

può supplire con F altro. Su entrambi dunque è condotta la nostra trascri-


zione, senza distinzione di quello che si legge nell'uno o nell'altro di essi:
s' intende che quanto è chiuso tra parentesi ] manca in ambedue le copie. [

t. l.

\ca TO -:~
[

à]!Jicpoóo[ ]'OfioX[oy(Jù]

[òfivvg rrjV ^st']av xal ovQavi[av rvjxfjv zcov [rà]

[7id]vTa [vix]ci)Vio}v óeffnoTcòv rjfxwv OvaXsvviviavov


86. MALLEVERIA - 81. FBAM3LENT0 DI DOCUMENTO 159

5 x[al OvdXfVTog] xal FQaTCavov twv aloìvccov

[avyovCTCot'] éxovfficog xaì avDaiQéxwg


{éyyvàa^ai À\vQriXiov 2v£vv "iÌQOV ànò trjg

[avTfjg 7r6]k£(og, àxsQaiov xal ixrò{g\ (fv-

[kaxfjg à]vaóo^£VTa, erri tm avròv Xit[ov]qyìiv

10 [nccGJr] Ì7Tiaix£ia xaì rrjv vnèQ iavTo[v] iri-

\a\vaiov àì]fi.0Tixrjv hrovQyiav àTion[li]]Q(j}-

aai VTtèQ Tfjg naQOvdr^g i^" (fvXffi vyiùtg

xal niarmg dg tò èv fxrjàsvl /.isi^KpO^fjVai'

far óì à(fvaT£Qi](yr] xal {.iti TiaQaGTiJGot},

15 iyà) avTÒg ròv vnèo amov Xóyov vttoGzìj-

aoi-iat, i] i'voxog [shp' T](r, ^sioì oqIxoì] xal

Tfr) tisqI tov[tov xcvóvvo:], xal [£7rfp(wT»j5^«tg) w-]

[.ioXóy[(rjffa)

7. Per il nome Ursvg cfr. PFlor 71, 378 (Wilcken, Archiv IV, 452), dove però segue
un'altra declinazione (gen. Zveùtog). L'altra copia ha I^vsvoy e al r. 13 jr^rw?. 14. na-
oaarrjam : scil. ainóv.

87. Frammento di documento.

Oxyrhynchos (cm. 20Xii) A. 423?.

Probabilmente un' istanza, diretta dall' operaio Aurelios Biktor, ad


Aurelios Theodosios, sovraintendente ai lavori di ripulitura, della Tgacavi]
ÓtCùQV^. t. l.

Tote fisxà T^v énaTiav zwv óeGuordòv rjiJiùóv 'OvooQiov rò ly'

xal QsoSoGiov TÒ i' Tcòv aìcovibùv avyovarwv ^Ertlcf s'. ^'Enlff e'J 29 Giugno 428?

AvQTjX'.og BCxvùìQ NecfSQcoTog ànò Tffi Xaf^inQàg xal XajxnQordTrig

^O^vQvy%U(à\}'\ TTÓXscag, oìxàv èX£\i\as, sQydtrjg Tfjg Tgaiavr^


5 óiwQvxog, AvQriXCci) QaodoGùo KagafiàXlav ànò ti]^ adv/jg

kaf.in()cf.g '0^vQvyx[i]T(Jùv nókswg, ènifxeXriTfi ttj? àvaxa^àqcSswg


Tffi avTìfi TQaìar[rf[g óiwQvxog |Tgaiar'] xal"Ovov *\^\**{
160 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

88. Ordine di pagamento.


Oxyrhynchites nomos (cm. 26X7) See. VI.

Herraogenes, exceptor, ordina al (ìorii>òg Basilides di pagare al mura-


tore; per muratura di una [—]qTQiq (?), un nomismation d'oro in artabe 12 ^/^
di grano, e a Senaseus, per il prezzo d'affitto della pompa del pozzo, sette
artabe di grano. Egli poi, per i 1600 mattoni che ha avuti, pagherà un no-
mismation. t. l.

1 [iT(«pà) 'EQ{Xoy\évovg i^xiémoQog) BadiXsCóri /?oiji9^f^. JlaQddxov iw oìxoóófKii

vn{ÌQ) oixoóofj(,ì]g

2 [**»*# ]ar(jt(J'oe XQvCov vofxiOfidTiov iv iv tìkm àQrcc^wv dibdexa ijiitolv].

3 'Egfioyévr^g Gv/xg-ioìvco)' xal vttÌòq) p^iadov ÒQ^àvov rov Xàxxov ^svaoaT dkov
àQz{à^ag\
4 ì:cTà' yC{vovrai) (àgrà^at,) ^ //. Aafx^uvwv óè vvv [7i\Xivi)a x^iXia é^axóaia
naQs^u) voifiicfficcTiov) tv II.

5 ^ErtayoixévoìV *

Recto.

» {.wiix)ì^pìii)ox gCÌjov) (àQTd^ai) t^ {rjfiKTv)

^ {ìa^Toiò^) (aox)ip Gi{rov) {àgté^ac) ^

{aoìrilf) §1 {iTOfjnxòv) {(io£)ip

2, I. ohov (iQtd^aig.

89. Ricevuta.
Oxyrhynchos (cm. 7,6X35) Sec. VI.

Proviene dagli scavi del 1911. Il rigo 3 comincia con un segno, di cui
ignoriamo il valore incerta è anche la lettera seguente, che è legata al rr.
;

m. n.

1 + 'Eóó^iij) ó{iù) Koaf-ià nQo{voif]%ov) TsQvO^swg elg zòv àyiiov) à^^à


'Eq/àì] Xóyoì

2 TiQoa(fÓQ{ ) i'§ si/ovg xal snl Tifi 'J- lv6{ixTÌovog) akov xayx^éXXoj) àQxù^ag
~ò'
HxoGiTiévTs' yij oij xj xe /.wivov)

3 ^^71* {ÓQaxfA.^^) Gv juij(ròe) Msaogrj ìvd{ixTiovog) òyàórjg {vuèo) ffi^oXfj(g)

èvàrr^g +
'

2. .-zQOGffOQ'à? ?) in significato generico di ' contributo '


o di ' diritti di sepultura
(cfr. Wenger, Zeitschr. f. die SavUjny-St. 32 p. 332) ?
90. frammento di contratto - 91. 92. lettere 161

90. Pkammbnto di contratto d'affitto.


Oxyphynchos (cm. 8Xio,5) A. 364p.

Mftà rrjv énar^Cav loidiavov


xuì ^aXovCTiov Tm> XafiTtQOTccTOor, ^acòcfi x. 17 Ott. 364

(DXaoviM KQVjaxfVTio ànò nQa{i7ioGku>v)


naQci AVQTjXiov Kh]i.iaTiov 2an7j-

5 [^t'zlof arcò xw/fjjg OwX^foìg * » *

['Exojvaiiog smót'xo/Àat /jnaOcoGaa-

[óai] ini XQÓrov ttrj avo ànò

3. 1. KQtjay.evrlo). In seguito forso anche -Toa[tx6vcav). 5. Dopo OoMscog qualche


specifìcazione locale corno p. e. PO 991 àjtò xcófirig ZeQvcpswq yó. m. n.

91. Lettera di Anubas a Nikomachos.


? (cm. 7,5 X 10,5) SeC. IL

Anubas scrive a il taglio degli ortaggi, che cioè Kyon


Nikomachos per
(nomignolo ? ma
Mvg, Xoiqoc etc.) non ne aveva presi secondo
cfr. l4lcóni]^,

il patto da N. conchiuso l'anno scorso essendo però venuti altri disposti a ;

contrattarli, egli li contrattò alle stesse condizioni. t. l.

\lvov^dg Ntxo{ià%{(j}) sXihóvteg ^éXov-

zcjì TiaTQÌ xc^itQStv). 10 zeg avrò Gvvg)ù)vff

Kal àXXoré aoi è'ygaìpa Gai, GvvicfwvrjGa

ttsqÌ rffi xonffi tov aerò f^g nsnoirjxag

5 Xccxàvov, Sri Kvcav Gvvcfcorcag n[à']Qvat

ovx ì'Xajjfv Ti]ì Gvv- i] sGxiv {ÒQaxfiMv) ^ xcà \ * * ]

(pwviag fjg nfnoiìjxag 15 Trjg \

nÉQVGi, àXXà àXXoi

(J sq. 12 sq. Cfr. Schei. Byz. Eur. Hec. 345 (I 305, 25 Dind.) oi - orficpcovla? jtoiovvxs?.

92. Lettera di Neilos ad Heroninos.


Theadelphia (cm. 8X2i) Sec. III.

Heroninos è il noto (pQovTiGtrjg di Theadelphia, di cui possediamo la ricca


corrispondenza, pubblicata dal Comparetti in PFlor. II n.' 118-277. t. l.

Pap. Soc. ital. I. 21


162 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

NhXoi; 'Hqo)V€Ìvoì \na\Qà TQia, ènei ine-


[ffrjàXrjv VTTÒ tov sé-
Ffiì'wCxiv Gs ^skb) o- WxVl^ovog] ini * # [ » ]

%i ò dvdgwTTog €7rrj- [ # * * » ]r òvrjXccTrjv nd[vra ?]


5 Qéaasv rjfXiiv ivx/^dós 15 [tu vajvXa' ÒQa ovv fxrj

xal TÒT airàgia {o\v fxe- [n€Qi]yQaqjfjg xal nc(v[ra?]

Ts^àXsTO. Kàv vvv [*»»»] èXloyrj^f/- 'EqIqw-]


ovr GnovóaGoì' Sia- G^ai Gs £vxon[ai.]

ne^ìpi(S-0-a\i\ rag XoiTtàg [C'ETOvg) <,]" OtaQixov^i /?'.

10 [àgraj^ag dfxatvvéa

7. xav vùv: V. Indice PFIor. II p. 292. Cfr. PStrassb. 73, 6. Usener, Acta S. Ma-
rinae p. 78. Ànal. Bolland. 15 p. 74 {nda&rjxi xav vvv). 16 p. 135, 24 etc. Kiihner-Gerth
II 1 p. 246. 11. 1. ioeTì, se il supplemento ohe precede è giusto. 12. evoy/j/iovog :

V. Indice PFlor II p. 291. 15 sq. firj jisgtyQacpfjg ne circumscribaris.


: 17. [ÒQÙùìg ?],

Per èXXoyeìv (-yàv) v. Deissmann, Licht v. Osten^ p. 55.

93. Lettera di Hbliodoros a Valeria.

Oxyphynchites nomos (cm. 7,6X12,5) Sec. IIP.

La rimane oscura, principalmente perchè ignoriamo che specie


lettera
di inkqonoi sieno quelli nominati nel r. 5 e che cosa fosse detto nel r. 13 sq.
— Dagli scavi di Behnesa, del 1910. t. l.

"^HhóóooQog OvaXsQiu Eviyéwg f.ioi ovv néfi-

%fi àóeX(pfj %ttiQ£iv. lp[ov »,*]**[ ]»**.

Afia TM xara^rjvai T(><.»»[»»#if*»* ne'fi- ?]

^SÌQicùVtt Cvvé^aXo[v] 15 ìpai aéxòì iniffro-

totg iniTQÓnoig x[al] XCóiov 0X1 è^snXéxiq,

noXXà GvvéyvfivàG- èàv i^ot, svd-éwg nsfi-

\)^rjv ngòg avtovg. ìpsig KaXóxaiQov xal


Kaì Xéyeiv [X£ ànai- xijV èx%(aQrjGiv Ns-
T'^Gazai vpisig ròv 20 ixsaiXXrjg. C[>ddvco

10 JltoXefiaTov, 8v ovàè Se Gol diaXsx^fivat

rjfisTg y£iva)Gxof.iev. nsgl xovxov.


93. 94. LETTERE 163

rgo»'[ # ] » [ « » » rf ] » [ * » » ,f
]

] * « t syQcctprj

25 %òi)V ina ***»«**» i

8 sq. Xéyeiv jòr UroXe/naìov significherà '


parlare a Ptolemaios '
(cfr. qxùvsTv e. accus.
nel NT. etc). — 1. ònjìxriaatE. 16. Baro è ènnUxm (PTebt, 315, 21 ; cfr. ad PO 903, 35),
né vediamo che significato possa aver qui questo i^ejiXént] (= è^EJiXaxrj ; cfr. Solmsen,
Glotta II 306 sqq.). Che sia facile errore di pronunzia o di scrittura per È^exlmì} = i^e-
kXujiì) ; cfr. Croenert, Mem.. Herc. p. 223 n. 9) ? 19. Èy.ymQtjoig sarà stato il documento
con cui o si intimava fi Nemesilla di èy.ytooeXv da un possesso (v. per es. PFlor 56, 9 etc),
o Nemesilla stessa ne faceva dichiarazione. Cfr. 7ragaxu>ot]oi?, ovyxwgrjoig otc.

94. Lettera ad Eudaimon.


(cm. 10X12) Sec II.

Frammento finale di una lettera di una donna (?) al padre Eudaimon,


riguardante interessi domestici : tra l'altro essa gli partecipa che il ragazzo,
forse suo figlio, attende con amore e con profitto allo studio. t. l.

i^aiT[ti?]Tai ói' [X€ TiXéov 3^1]


fiata' ^rjXoT yÙQ rrjV

ri (fiQorii.iótrjg am[o]v 10 fid^Tjaiv. "AanaGai Tsq-


TtQÒg TÒ fxaQxvQffiai fvv xal Tovg qiXovv-

bfXHv xrjv (fiXccv- ràg Ce nàvrag' àonaCai


i^QwnCav fiov. QsoTg "EQQwalplo
óè xàqiq òri i\Qias xal Qériv xal tovg aovg ^aàcft e
T(V) naiól rj TtoóCg, xal 15 ndv[T]ag.

TTQOfffÓQ€V£i Ig rà fxa-

16 jU)j àybovia òè naQÌ tàv iixavCfov rj àXX[ —


fiàrià f.iov xa&svóst, zfj vvxrl xal £xa[ — ]

òsi /xeXfTCov.

Verso :

-*f*jf*##>f*f Evóaifiwvi TtaTQ[ì]

20 » » # fiiav xal d^vyaixsQa) Jtò{vfirjv)

16. fir] àycovia : cfr. PO 1154, 6. 16. 18. Nel margine sinistro, perpendicolarmente
alle fibre. 19. 1. Evòaifxovi. 20. Forse ancora qui saluti della scrittrice per altre
donne (cfr. r. 10 e 14) : ad es. "Aojiaaai Evvo/xiav (Koa^iav, Aajxiav etc.) o sim.
164 papibi della società italiana

Lettera 95. di Ptolbmais ad Ammonios.


Oxyphynchites nomos (cm. 6xio,3) Sec. III.

Ptoleraais rivolge ad Ammonios varie domande e lo prega di rispon-


dere a ciascuna di esse. Non è chiaro il senso delle 11. 8-10. l. e.

Uroks/^ialg 'Ai^ifxojviro vìjTai, xàv Gs ói] ^aóiaai


XaiQ{fiv). KaXùig 7toti](T£ic ai]- 10 slg ,** TSTagtov fj ànoG-
[idvag fjioi si Trecca Nixa- thXm ttjV ixaT nsQÌ
yÓQOV /y Tcagà 'Igiówqov xs- àndvTwv fioi (fccGiv

5 xóixiGai Tj ttvqoìk rj ivé%v- GTqixavov xaì zivsg ró-

Qor, il xaì JióduiQÓg Gol noi naQeGrrjxav JtQÒg xu-


xà yQàniiaxa 17 oi' far 15 raGTCogav. Mi] oiv àfisX'^-

óè nrj&èr tovtìov ysf- [ct^g ravTo] narra noif^-

{Gai

Verso : li/j-i^icùricoi

(}. sì xaì: da intendere xal si? 7. za y^àfi/iara scil. òèòcoxev. "


9 sqq. Forse nav
as S^ (= Ssr], V. Dindorf ap. Blaydes ad Aristoph. Ran, 265) (iaòloai eie ,. r * rhaQzov (nome

di luogo?) rj ànoaxeXXai. (cioè xiva), xì]v Ènei etc. 14. jiagéoTrjy.av : cfr. Helbing, Gram-
matik der iìeptuag. p. 67 sq.

96. Lettera di raccomandazione.


(Oxyphynchites nomos) (cm. so x i6) Sec. V.

Lettera di raccomandazione per un soldato di nome Euphronios. t. I.

['A^iboGrj Jj éfisijsQa XaixnQÓzr^g ngoGxfjrai Ev(fQo[riov t]ov GTQaricùTOV

(fQOVTi^[oiX€]voi' yvTjGiwg nao" [èn\ov xaì naqa^éG^ai a[vrò]v xoig nQiazo-


x{€Ofjiì]Taig ?)

&Gt£ tò àvì^neQéaGTor xaì àrsni^ovXor aìnoì (pvXax^fjvai, 8nwg


xaì év Tovro^ì xà fisyiaxa evxaQiGxrjGcù [^fj)] vfxexeQco [.isyé^si. Elóòg
5 yàQ àìg ovx ànoTiv§ona[i] xfig naQaxX[riG]t(xìg yéyqaqia nagaxaXcóv,

ósGnoxa. +
2. jiagadéadai '
raccomandare '
Psalm. 30, 6 (Lue. 23, 46) eh /«rpas aov jragad/joofiat
{naQatid'efJiaL Lue.) zò :zvev/^u fiov ; Pass. Perpetuao 3, 8 (p. 66, 22 G-ebhardt) etc.
3. ]. àvt:ìir]QEaaxov. i. 1. eìdòji.
96. 97. LETTERE 165

Verso :

+ 'Enidiog) rw [s/.iov? tJ']fO'7rdT(jy) d>g àkrj-9-{óóg) za nàvlra] O^lai'fxaaKùràTo^'i

97. Lettera di raccomandazione.

? (cm. 29X21) SeC. VI.

Lo scrivente raccomanda al destinatario la propria moglie e la madre


di questa, che debbono imbarcarsi per l'Arsinoites e lo prega di usar loro
ogni riguardo e di far sì che il viaggio si compia senza ostacoli e senza
indugi. Il viaggio muove da un luogo a sud dell' Arsinoites, come è indi-
cato dal verbo xaranlsTv. t. l.

+
1 ^À^iwari -fj vfi]e{r]sQa XapLTiQà xcà àósXrptxij (fiXia zrjv e,i'f/*' xoGi.i{iav]

eXsv&sgav
2 [yvvaixa xal] rrjv avTfjg fxrjzeQav xaranXsovtìag ini zòv ^A()<n[v]oÌTrjv

3 [*,,», 7r]Xoi[o]ig TiQortéfÀlfJai xcà j.irj CvyxoìQfiaaC iiva naQeXOiTv

4 [ * # » ] TcXoiwv avrcov, àXXà xaì néfiìfJjj Gvv airaig riva zòv xal
5 [ ]o «ìg xaXv^j]g zfjg vixrjg naQUGxsvàtovza aiizàg àótatìrgócputg

6 TiaQsXO^sTv' zavza yÙQ ainà xal zo) xvQUp 'AXcj:Ó(ì> zm (io-rj^fo ztòv xofi/^i/

7 è'YQaìpa, iva xal ifisig Gvv avzfjj /.idOrjzs fxfj noXXàxig XQsCa avratg
8 yivezaì zivog sxsT xal GnovóaGìjcs jidGav ^egarceiav TTQoGsvsyxsTv

9 avzaig xai nQOTzenipai avzag usta naGrjg zii.iffi, iva xai év zovzoì
10 xàgizag vfxiv òfioXoyi]G(o. IloXXà zijv GrjV àósXtfixvv (jjiXiav àGrcdCofiai.

Verso :

+ JsGTiózirj) iiov za nd{vza) Xa(inQo{zàz(a) iióoxiipLOùzàzw) 7i{a)7i{à)

Enaizsi xqsiz^ rraigà) (Piój àÓ£X(f(ov) ^^set ?[

3. Innanzi a n/.oi'otg un aggettivo (iòioig?) piuttosto che vo/iòv. 4. [ìItì] ? 6. [_jiq]ò ?


Ma ignoriamo che cosa sia »/ xalv(irj rPjg vixriz (ovv. Niy.tjg). 6. Forse xo/uftevtaQrjaicov
(ovvero -qioIoìv Lyd. De Magistrat. 3, 4. 8 p. 90, 22. 93, 16 Wiinsch). 8. 1. yivrjTai.
166 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

98. Lettera di supplica.

? a (cm. 3,5 X 7) ; 6(cm. 23X7) SeC VI.

Lettera di supplica: la stessa citazione biblica {Paroem. 20, 17) s'in-


contra in PGen. 14, 16-17 (Wilcken, Archiv III, 385). Il papiro è in due

pezzi, ma non è difficile stabilire quanto manchi tra 1' uno e T altro fon-
dandosi sul supplemento del r. 4, che si può dire sicuro. t. l.

1 KaTa^iwa[rj e. 27 11. ]GvvTd^aG^ai xc^ì àv^goonfo iva xara^iwar] avvevgs&fjvai


2 fjfiiv * , [ e. 10 11. ] #*,,,,,,,,,,* ovv èQXÓnsvoi; (féqs iv[a fi]^] sìq£&k)(Xsv

a nàXiv
3 iv fi£yiGT{ e. 10 11. ] ixavà yàg nsTióv^a/jiev wg ovx' àyvosi fj navÙQSxóc,

Oov (fiXia, àXXà


4 fiij à7T0T[vx(^fi£v Tfjg] naqaxXiqGauìg '
yéyqamai yàq iv fxià §C^Xb^ òxt, ò

èXtiòv TtXiOXÒV
5 [d6]fp [óaveiCei.]

99. Frammento di commedia.

Oxyrhynchos (cm. 18X7,5) Sec. IP.

Il papiro proviene da scavi in Behnesa (Marzo 1910). Non par dubbio


che sieno frammenti di commedia (personaggi JwQig, Kìqócov, ^xgdxcov), ma
non sembra neppure che si possa dir di più. Né diversa è la condizione
del frammento seguente (n" 100). A cosa, infatti, gioverebbe avanzare o
per questo o per quello un nome di poeta, per es. Menandro ? E sarebbe
per lo meno ozioso tentare supplementi.
Nel r. 7 è possibile anche àaXsm, ma non riesco a supplementi proba-
bili {oldaXscùt, non è tollerabile in un testo siffatto) ; nel r. 21 Squ^iexeov è
errore di scrittura per ÓQccpbtjxéov ; nel r. 33 sarà da intendere per es. xo]vx''iov
iov. Tutto ciò che è stampato in carattere più piccolo è di m*, che non
differisce gran fatto da m*. Il verso è bianco. Abbiamo dunque frammenti
di un bel volumen, non più recente, a quanto mi sembra, del II secolo di
Cristo. g. V.
09. FRAMMENTO DI COMMEDIA 167

]v[» jVToarjxako)

]T(tìnlrj(Xiov

]navóox[€]t(oiiiav^av(o

]fiaitia\ • ] » CTideiv

5 ^xmxoQTa^stai
\ovfnaiyvmioio
]akkfu)n:ov7tQayi.iaxoz
xoaxQaxmva
]oióanavTa(xoi

] airi GTSvGaióeSei
òoìQia

10 ] xaXavTOiavTaòav
^vavTrivsiósvcci
Ktg"
]axQfi§f(J ovnarv (m*> »

]nósyYvcSTiQoa'Csvai <tn*> »,.

]0T0Tl€QCCGT0VTey0} (m*> « »

16 ]&VQaff£tafQxeTcci

]wavv^TiaXcv

] n COVÓl£V€YXaT(a

] # exàeXcfwvrcoTS dlcoQia

]0'eivr}iJieQwv

20 ]lX0là0VÓ0](XST€

]QtìpiiÓQaf.iixeov

argina'

o\vxiTcaiyviov

] « vOrjii *[#»#]
25 \si,VCCTlSXiTC(l <m*> ^ „ » »

] » # vfietayayùìv XEQÒ

]'rjTr egloga /.icav

]riTaff6i(roi.iat

]vavayeTai
30 ]evgr)x ifxTaffe atga'

laovTttVTayag

óJQa/jiwvo&ogv^oa
%o?]vrioviov

]aó h1]v o [»»#]»«##.f


168 PA PISI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

100. Frammento di commedia.

(cm. 7X15,5) Sec. IVP.

Acquistato a Luxor nel 1910. Frammento di un libro in papiro, in non


buone condizioni. Anche del poco che si è conservato la lettura è spesso
incerta. Uno dei personaggi è (Pihwa (come, per es., nel FscoQyóg di Mo-
nandro); quale altro nome sia indicato innanzi al r. 8 non siamo in grado
dire. Inutile aggiungere che, non potendosi stabilire che posto avesse il
foglietto nel quaderno, non sappiamo neppure se il recto preceda il verso,
o questo preceda quello. t. l.

Recto.

XaiVVVTlTtOl[

ioiov[ rjTiaiai.ialax[

axQolìail Tonaióiovxa[
»»**« tOV'C <t[ 20 TizavraTiff ^ *[

5 sym '
riTcon^{ ri^iivvnóXoin[

avToov ** *[ naQQrjGigvTiq » |

(fiXivI TTQor(av^VQw[v 0Q0ìVTatavT[

* * # aoy ovó^KryaQfifisl * /.laGÒSTOvcl

Tieaiiv'ovàsval 25 » * « * * £7T£It[

10 rrjVfxr^TSQà ^eu *[ ovda^iov * * >i


[

<fiXiYvaxaXsGov[ vficv' fyù)[

f.iaT(iO\/€WTaxv[ov aTtaCióai # [

(XvyaQTTaQrjncova[

tTTénovcov » vr[ 30 xonf^iarl

15 oixeiOT * [

fy(axakct)y[

Verso.

36 a7T?](akoixr}v'

ìflV ] * saajfxvov
]a^il}xiyaQ'

35 ]*;lt.
100. FRAMMENTO DI COMMEDIA - 101-108. DOCUMENTI ETC. 169


40 ]ifa7] 46 ].,

] * * (f » ] * eyuì

fi
v(?}
\rai

IfTai

50
45

101-108. Documenti amministrativi di Mendes.

Nel 1901 la « Società Italiana per la diffusione e l' incoraggiamento


degli studi classici » acquistò in Egitto un centinaio di papiri carbonizzati,

rinvenuti tra le rovine di una casa distrutta dal fuoco presso l'antica Men-
des nel Delta. Poiché in quella regione, per le condizioni del suolo, i papiri
non si sono conservati altrimenti, poteva essere di qualche interesse la pub-
blicazione di quei frammenti, che dovevan far parte di un grande rotolo,
scritto a colonne, riguardante l' amministrazione di un ro7«o? di cui si hanno
scarse notizie. Ma la lettura è tanto faticosa che fino a poco fa non eran
stati trascritti, e vi si aggiungono altre difficoltà per le condizioni in cui
i documenti ci sono pervenuti, perchè, tranne poche eccezioni, sono tagliati
nel senso della lunghezza e non e' è nemmeno un rigo intero di scrittura.
Ora però, essendo riuscito all' Ing. Alinari di darci di questo scritto nero
su fondo nero delle fotografie per tutto eguali ai facsimili di documenti
non carbonizzati (si veda il facsimile che diamo del n° 105), ci siamo pro-
vati a trascriverne alcuni, valendoci di questo facile aiuto alla lettura, e
ne diamo qui qualche saggio, senza pretendere d'esser giunti a uno studio
esauriente né di dare un'edizione completa e definitiva nemmeno dei pochi
documenti, che presentiamo in parte trascritti.
Di tali papiri bruciati, pervenuti a varie collezioni Europee, sono stati
pubblicati soltanto otto in BGU (902-904, 976-980) e uno dal Wilcken (Ehi
dunldes Blatt aus der inneren Gescìiichte Aegyptens in Festschrift zìi Otto Hirsch-
felds sechzigstem Geburtdag p. 123-130).
Sono documenti della fine del II sec: nel n° 107, 5 è menzionato come
'fjY^fjiovsvGag Flavius Titianus, che fu prefetto d' Egitto negli anni 164-6'' ;

in BGU 903 e in un altro papiro inedito della nostra collezione si accenna


al óiaXoyiafxòq tenuto dal prefetto Bassaeus Rufus l'anno 9" di M. Aurelio e
Pap. Soe. ital. I. 22
170 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

L. Vero, IGS/'OP; in un altro papiro ancora occorre il nome di Calvisius Sta-


tianus, prefetto negli anni 171-76 (cfr. Cantarelli p. 57) : finalmente in altri

ci sono elementi cronologici come: roy i^ (tV«) xcà [*** **,],,, AìXiov 'Ar-

TOùvivov, e è'rovg la Aigr^XCov Hvtcovìvov xaixsaqog zov xvqCov. m. n.

101.

I papiri 101 e 102 sono formula analoga a quello pubblicato dal


di

Wiloken e a BGU 902. Dopo una nota di varie tasse, riferibili alla rela-
zione che doveva precedere, ne incomincia una nuova col nome del vil-
laggio 1ixsy%ar ^hvoìxaiag (ovv. ^hvi^ioxaiag ? - 101 7) e Ja^aarv (102 5),
rispetto al quale il relatore nota che il xoìnoyQaniiazkvg riferì che i contri-
buenti per la massima parte eran venuti a mancare, poiché un tempo,
quando furono stabilite le somme d'imposta, gli inscritti nella lista del vil-

laggio erano in 21%. 9hv<a. 27, ridottisi ora a 3 ; in JafxaGrv 54, ridotti a
4 soli ; ed anchenon potendo sostenere i gravami delle
quelli, tasse («^a-
a&sv^Gavrac), erano emigrati. Segue poi una nota delle somme riscosse.

X
XoD ÒlOl < QTTS
I
5 sìdùtv TOxaS{siag) < Qi^^oy<^
iyivovtui) < "^mj — x°
^ireyxccT ^^evcoxaiag

e(f)' ^e ó xùìfioyQa{/ii[xaT£vc) Mr^Xa>{asv) rovg


fV aÌT)fi àvayQa(fo^(évovg àvòqag
10 £x Tov TiXeiùiov iyXsXoinévai.

ànoTsXsad-fiivyav yÙQ tyjv xcoixrjv

nàXai ano àvÓQwv x^, vvvsl óè

ile fióvoi'g xarrjVTrjxévac

àvdqag y, ovairfo i^affO^svì]-

4. kot7i(oyQacfia ?) 8coix{^as(og) 185 drachme 3 oboli. 6. La somma totale è di 298

drachme 2 oboli 1 cbalco. 14. i^aa&svijaavtas (cfr. PTebt 50, 33 PO 705, 71 BGU ; ;

372, 3 e Wilckeu o. e. p. 129) significa indeboliti finanziariamente


' impoveriti Con ', ' '.

TÙ TiECjjukaia è indicata una determinata somma imposta a ciascun villaggio, al paga-


mento della quale eran tenuti a concorrere tutti i contribuenti. Ora, per lo spopola-
mento, tale contribuzione gravava tanto sui pochi rimasti ch'essi erano costretti a
emigrare per sottrarsi al pagamento dell' imposta, poiché soltanto nei comune a cui
erano iscritti per censimento essi erano obbligati a pagare le tasse. Cfr. Wiloken o. e.
p. 130; Preisigke, Girowesen p. 89.
101. 102. DOCUMENTI T)I MENDES 171

15 Gavrag àvaxsxuìQiqxsvai.
ÓKUxiijffsoog) énoxeiifisvwi') T07T0YQCii[.ifÀ,aT(if<) <**[
uXXav %oìQÌg yqaijnfi < * [

yiCvoVTaì) ÌTiox{8iixév(av) xonoyQain^iarsia) * , ^ , * * [

nQoa{óiayQ(x(f odiava) ^ = X"


20 xcoi-ioyqI ini óiccXoyi[(Sfjiov

(yivovtat) xbìi.ioyQa{}if.ia%-)\

102.

Cfr. 101 (Introduzione).

5 Jaixaaxv f'g' f^g [ò x(fìp,oyQa{p,i.iaT£vg)]

€Óì^l{wG£v) Toiig in^ avT{ffi àvayQa{(fO[X£Vovg)]

àvdqag ix rov 7tXfC6t\ov èyXsXoi-]


nevai' ysyovévai yàg tò [ nàX(ai), on ÌGrd^irj)]

xà xsffàXaiu óC6oGi)\ai, ànò àvòi^Qàv)]


10 vó, vvv óè elg i.ióv[ovg xaTijv-]

xrjxsvai dvó^gag) ó, ov[(jneQ xal]

i'^a(!0^svì](javTag àv[ax£Xio(Qì]xÉvai)'\

xal iXTjóafxóif^sv ó[vva(r^ai rrjv]

ànakrjaiv ysCvsaOai. [

lo ótoix{-qae(og) inoxeidnévcov) xwfXolyQa^mxaTsia) <«^,]


óiaXoyifffjiov '^
Q [

xwfioyQa([jt,fiazèiag) x < [

al xaO(ì]xov(Tai) » » f.i *[

(yivovrai) < x [

20 TonoyQa{fJ.fiaT£iag) S fx àAX[ai

iyivovtai) vnoxsi(fi€Vùìv) ionoyQ[a{fi fiatata) <«*»]


ai x{ai/'^xov(jai) S os "0%°

5. Nel r. 4 e' è una somma totale di 85 draclime, nel r. 3 stdàn' roxaòeiag [ , nel
r. 2 dioc e poi il simbolo delle drachme < [ ,
e finalmente una cifra fj.el nel rigo 1.

14. Sembra scritto yevs§ai, ma cfr. 106, 7. 15-lG. Cfr. 101, 20?
172 PAPIRI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

103.

E
una relazione sulla riscossione delle tasse nei villaggi del nomos,
fatta, a quanto pare, da un TonoyQai.ii.iaTsvQ, o da un ^aaihxòg yQamxazsvc,

o da altro funzionario superiore ai xù)!.ioyQa/jfiaT£Tg. Vi sono segnate le


somme d' imposta eh' erano state riscosse di fronte a quelle il cui paga-
mento era rimasto sospeso in attesa di una deliberazione del prefetto {al
órjl. iniaxéa^ai 1. 14 sqq.). Si aggiunge poi che alcuni xoofioyQa/.ii^taTsTg nel
riscuotere le imposte avevano ridotta la som.ma totale per mancanza di
contribuenti, causa lo spopolamento dei villaggi.

10 TOxaSeiag S Q/^irjyf al x[aihrjxovaat

7iQo{odiayQa(fóixevai) S ry » » y}' (yivovzai) #

(fÓQOv ro/JKtìV S ry « al x[

7rQo{(róiayQa(fófi8va) S ó v (yivovrai) ai a" [

yi%'[ovT]ai ènl rò aivco) al ór^Xcoltltlaai]

15 Ì7T\io]xk(SD-[ai) àxQi rfjg rov x[QaTÌaTov]

fl[y]siióvog óiayvwffscoc

àgy{vQiov?) S c;:;5TCx° TCQo{GdiayQa(fóf.i£va) V /^*

xwjnoygaixfiaTsTg zivfg ó[è Xai.i^avov-?]

T£g xtifàXaia ano V7rox£i[{/j,èvoìv) *»#«#]


20 xal àlkoov 'ì^ àvÓQWv nQaoGÓ[névbìV ? rò]

avvayó/xavov avrcov éxov[(fi0av]


ènl ZM Tovg in avzdòv àvayQ[a(pons-]
rovg urÓQag^ naQ óv f] ànaiz[rj(ftg],

[ix zov nXaCaxov iyXsXoinévai.]

10. Questa tassa non occorre nei papiri già noti. Qui importa 148 drachme
{roy.aòeia)

e 1 chalco ; i 5) formano 8 dr. x ob. e 3 cha. A 1. 11 il relatore, nota


jiQoadiayQa<f'ó/,isi'a (1.

il totale delle imposte riscoase 286 drachrae e 1 chalco.


: 12. Per cpÓQov vofiojv (== èvvó-
fuov) cfr. Wilcken, Ostr. I 265 sg.; PLond. Ili 56 (pap. 919, 5). - Dopo »; e' è il simbolo di
3 oboli, e cosi sembra anche nel rigo seguente dopo ò. 15. Per il valore di inioyÉa&ai
cfr. a n" 105, 16.

104.

6 [*]«()«( ) i>^ — o'x» {yivovzaì) èn{t zò aihò) S fiO — y"


[lót,](azixi] asizogjOQog yfj ók'f] zfj

iniyQa(pfj i3rjl{wdrj) shat zivog ov za


104. 105. DOCUMENTI DI MENDE8 173

ijiaQxovTa TCQÒg tfj tov ìdiov Xióyov)


10 èniTQonfi àvsli]in(fi^ì]. ravtrjg

èv X^Q^'i? ènidxstfOsCGì'ig

xaì t[ov] xwfX0YQa{fi[xaTs'wg) òr^XwaavTog

{xrjdsixiav nQÓaoóov fiv[ai\

rov àvccXiqixnxov, xà Tsls'ùfiaTla]

16 [t]&j e (sTei) énò tov tcqò sfiov ^ac{i,Xtxov) yQce(fÀ,f.ittT60}c)

[Ól£]<JTdh]. SVi^SV iXTOTS

àxQi TOV i {sTovg) sTisGxsd-i^. nao" ò [xaì]

TTQÒg TÒ la (éVoc) za ÙQyvQixà èvi)[àdt]


zi&STai, STisì xaiyóxi, nQ6\xsi%ai\

20 oiòlv ùìg TTSQÌ aèrwv xgi^èv [(fa-]

VfQÓv fxoi èyévsTO.

NcosiTOV ^evsvTrjlscog ai<60}[ ]

£VX XQ^4^ ATloXX(tìVC.(QÌo{v) à[7lÒ ?J

TOV XuiQTiixovog tov àósX[(pov]


25 tsQa{ ) ** < /l/^fx" TlQO***[*^*]
iyCvovraì) < ns

7. I terreni di proprietà privata {IóuotixÌ/ airoq^ónog yi], lòimxiy.à aaocpÓQa £Òà<pr] in

altri papiri bruciati), se appartenevano a debitori del fisco, passavano in proprietà dello
stato. Cfr. Wilcken Ostr. I 613 Mitteis-Wilcken Chrestom. I 2 n° 170.
; 8. Quanto al-

l' ejnyQacpt'ì cfr. Preisigke Girowesen p. 147 sg. e Wilcken Oatr. I 194 sgg. (?). Per l' i'diog

lóyog cfr. Archiv III 86 sgg. Mitteis-Wilcken Chrestom. 1. e. n' 173 e 172.
; 11. Per
Vsm'ay.etft(g cfi*. Mitteis-Wilcken Chrestom.. I 1 p. 176 e documenti I 2 n' 231-238. 23. iv>:
etc. quid ?

105.

dvSgag x£[

# » * « » inoxeifiévav xara «[>;*»»#]


« « # * Sr ÒifsiXstV £7ll[ «. , , # )t
]

5 snirà (pì](Jiv nàXai xfjv [x(m)hì]v\

TToXvttVÓQOV elvat xaì ó[vvaGihai]

6. 1. tneixà cprjaiv.
174 PAPIRI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

rrjv àrtaCzriùiv ysCvsadcct, v{vvsl di]

€ig fxóvovg /9 xaTrjvlTr^xévai],

ovGnsQ xal àvaxsxb){QTqxévai) xa[ì rryv]

10 xéfxii]v ókégr^fiov slvai [#«**]


tà vnò airòóv ÌTaG%£Ì^é[v%a ifTì * (erei)]

xal TOig s'Srjg steGet, fx * *[»»*]


slq TÒ xar' àxoXovlìtav am[ù>v * x ^t]

rà ini èrsQcov xM[fX(àv***]


15 £v eTioxf] Tayì]vai' naq [ 8 xal nQoq\

TÒ la' (èrsi) óiaGréXXszai, [ènsl xa^^oVi]

TiQÓxsiTat ovàèv wg [tisqI ammv]


xQi&èv (pavegóv fxoL ([yévsTo.]

^aveiTOv fx « hóÌcòv) TOxaà[£iag < » » » J

20 xal £'§ e7TixX{aGfxov?) * <5»«[


7iQo(aóiaYQa(fóiu£va) S t*» [

i)7iox£i{fxévmr) xal x**»"


'
TTQoGàiiayQacpófisva) oy^ {yivovrai) [

iyivovraì) ènijb tò avrò) < [

11. Per èjtéxetv cfr. 108, 15. 12. 1. heai. 14. Forse >ico[^fioYQa(fif.iaxecò}v)] ?

15. iV è3io-/_fì Tayfjvac cfr. PTebt 337, 2 e 4 (n.) e P. M. Meyer a PGiess. 48, 11. 20. Per
lTcx?.aafióg cfr. PTebt 373, 12; 391, 28, 470; BGU 20 e 21. Dopo la cifra
920, 24.
delle drachme (?) segue il segno di quattro oboli e poi probabilmente il principio di
un X (chalchi) ; e similmente dopo le 10 drachme i segni di oboli.

106.

£Ì[Ó](tìV fVVOfXl'oV < if =


v[t]x{rjg) < /*»y-«*

Toxaóeiag < Qxs =


5 {yivovTat) slócQV •< p*»
[yivovrai) zfjg 7iQttx{%oQÌag) -K. (oorj

Z/.iovfji£ù)g óioix{ì]G£ù)g)

VTiùxsiifjiévcov) xoìfjioyQa{nnaTeict) <^ i*[

Teifirj yfjg ùttò VTToX{óyov) < [*«


106. 107. DOCUMENTI DI MENDE8 175

10 Vavilov < f^yl

< # « *r

XitovQy{ixov) <iS<
d-r]a(avQixov) < ó
r£X{ovc) èXtttovQyiyixwv) ÒQy{àv(av) X< i"

15 fTUffrazsiag (pvX{ttxiTcòv) < ^y[

nQoGÓÓMv v7TaQ^o(va(àv) < r.'/f

TiaQccvavXi ) < v^[


sXaixTJg < ',r[
{yivovTttì) óioixi^aswg) < A 7r[
20 IfQai ) d^ria{avQixov) < tri
XaoYQa(f{iaq) [< *! H-

^r^aiavQixov) [<
XM/J^CCTIXOV [< ^ ^

iyivovTai) dtoixirfisdìg) [< *»

25 legai ) ^rjG [< «. »

IsQaxixòóv » *

2. 5. 11. Per comodo di tipografia abbiamo indicato con asterischi i simboli di oboli
e chalchi. 9. Per vjrokóyov cfr. PTebt I p. 540 sqq. 15. Per ìjiiaxaTslag rpvlamzwv
cfr. PO 803. 18. La cifra dopo il simbolo delle drachme pare sia 2000. 19. Cioè
4000 + 80 [. 26. La parola leQazixwv ora non si legge più, per sfaldatura del papiro,

107

]tov XQrii^iaTianov [ 10 11.


]

[àv'i]£V£x{févroc ósGTtórrj xa^' ò-

\{Xo\i6ti]Ta sTSQwv óovX{cov) 7iQal}év-


{tùì]v àrsXsGi, nsQÌ U)V (PXaomog

5 [Ti]Tiavòg ò r^yei^tovsvffag àvsvs-

[xJ-d'évTog avTOì v[7iò] zov ^aaiiXixov) y gain fiat écag)

\xo\v XQ^lfiaVld fXÒV Ì7T£GX£HfJ.SV0V

[d]v£vr]V£X^cci avTO) è'YQ(Xlp£V

[r]f>) dittXoyiGfiiTì èniaxéaO^ai, naq 6

10 [x]al TCQÒg TÒ va {('log) xazà za 7tQÓx£Qtt


176 PAPIBI BELLA SOCIETÀ ITALIANA

[e\zi] SiaGTkXXexai, sTtal óè tÒì rttQÌ

ttVTbav fiov fvayyo<i ytvoiìévM

\x\ov vonov Sia'koyiG\i{ùj) xQiOèv (fUQt-


QÓv /xni éysvsro.

15 < fi]r]TQ07ióX£wg Ofxovswg in àfX(fóó{ov)

f*]veQióog jiXs^avÒQog óovX(og) Jióv-

f.iov x]al ^Aveixì]Xo\v\ à/jKfoirsQwv) Ilaìjaiog

Tov ^IJGiàwQov £v dr]X{ ) nsTTQùadai


#*»»] MsGOQfj V7XÒ TOV TiQoysygaifiiJiévov)
20 'A]nfioovtov "Hgoovog tov J*#**»
***]ftje loCdwQog ^agaTTÌcovog
tov] Jidvfxov 2(iì0ixoGfxd(o rw
xal AXx)^ai]si. *»<«'' AeóvTiog **»»
] x* » etc.

11. èjisl = àjiì. 13. 1. cpaveoóv (forse (ovòivy rp.) 18. iv (hjkorOeìoi)? 21. ì.'Iai-
òcoQco. 23. Non pare si possa leggere aeoV\i.idù}^ai). 24. Cifre di oboli e chalchi.

i08.

ìóidorixcóv sàacpwv dvrwj' %q£ù)G-


10 T(àv Tov Ta/isiov òrjXmaàvToov

sivai tv XSQcSfi) xà xa&iqxovTa t£o[,]<?>

sneGx^^V '^" ovataxà vnèQ tov * # (sTovg)

àQyvQixà TsX€'Gf.iaTa twv Girsixtìov

iv évsQoì fisQsi €7riGxs&€VT(a) ala-

lo GTsXXsxai. àxQi xQÌGstììq.

OflOVlTToXsiTOV X >f * /.t « » » » *

òvó^ittTog AttoXXoìvCov etc.

109. Dichiarazione di eseguita dbmosiosis.


OxyrhyHChoS A (cm. 21 X 5) B ;
(cm. 6X6) A. 154P.

Il papiro proviene da Oxyrhynchos (scavi del 1911). Il pezzo B è an-


cora incollato nel margine sinistro col margine destro di A, in maniera che
i righi 21-80 sono perfettamente in linea coi righi 11-20. B stesso poi ri-
109. 1>ICHIABAZI0NE I)T ESEGUITA DEMOSTOSIS 177

sulta di due pezzi. Dopo il r. 31 mancano almeìw due altri righi ;


vuol
dire che il margine bianco inferiore di A (dopo r. 20) era notevolmente
più alto che non sia attualmente (circa 13 mm.). Il verso è bianco, e con-

teneva soltanto r indicazione e la datazione del documento opposto. Nel


verso di A almeno, nello spazio corrispondente al principio dei righi 12-20,

c'è m' [*».]»*»**,, t MsxsÌQ it,[. I due pezzi A e B, eccetto natural-


di

mente 18-20, sembrano della medesima mano. Né ciò impedisce di am-


r.

mettere che abbiamo qui frammenti di avyxoXXiqaii.ia di documenti originali,


da un archivio destinato a conservarli in volumen. Non può esser dubbio,
infatti, che documenti del genere a cui appartengono questi nostri (si po-

trebbero comprender tutti sotto la denominazione generica di documenti- '

iniSédwxa '), erano per solito compilati da scrivani di mestiere, forse '
uffi-

ciosamente ', se non '


ufficialmente ', addetti al bureau a cui i documenti
erano diretti : si capisce quindi come nello stesso giorno o in giorni con-
secutivi il medesimo scriba ne compilasse per persone diverse (cfr. PPlor
I p. 6).

La difficoltà è piuttosto di stabilire con sicurezza a quale specie di


'
à.oc\xmQni\-inidéd(axa '
questi nostri appartengano e a quale magistrato o
pubblico funzionario fossero diretti. Se in principio del pezzo A si fossero
conservati tre o quattro righi di più, forse tutto sarebbe chiaro. Mi sembra,
intanto, che nel r. 2 l'abbreviazione ór] (.looT non possa essere altro che àrj-
Ijlogcm(<tiv) ; e me ne dà sicurezza il rigo seguente, dove è ben vero che
delle lettere abbiamo tracce tenuissime, ma pensato che si sia a ótakayrig
ayr]

non rimane dubbio alcuno che sia appunto questa la parola da riconoscervi.
E allora non so spiegarmi altrimenti il nostro testo che come dichiarazione
'
giurata di avvenuta ài]ixoffi(tìacg ènl Tfjg òiaXoyf^g di una scrittura privata '

ovvero sia chirografo (v. PFIor 69, 8 ma cfr. ad PO 906, 9).


' '
;

Verisimilmente, dunque, Hermogenes (o come altrimenti si chiamava :

per lo spazio sono possibili così Nikogenes, Timogenes etc. come Diogenes,
Theogenes e sim.) era proprietario di arure 1 ^/le di terreno catecico nel
nomos Oxyrhynchites, nel territorio del villaggio Ilati (?) che non ci è al-
trimenti noto. Tale proprietà poteva appartenergli, anche da molto tempo,
senza che del documento di acquisto, sia da parte di Hermogenes stesso
sia da parte dei suoi autori, fosse avvenuta la órjixoaCwùtg si ricordi il caso :

caratteristico di Aurelia Aretus (PLips n" 10). Ma nell' anno precedente a


quello del nostro documento (v. rigo 3 sq.), egli, per ragioni che ignoriamo,
aveva voluto che la sua privata scrittura ovverosia chirografo fosse' ' ' '

registrata ed autenticata presso 1' archidikastes in Alessandria, e aveva pa-


gata perciò la tassa fissa di 12 drachme (PLips 10, II, 21 PO 719, 30 sq.), ;

Pap. Soc. ital. I. 23


178 PAPIET BELLA SOCIETÀ ITALIANA

aumentata dei diritti, diremo così, accessorii, probabilmente proporzionati


al valore del fondo (cfr. Mitteis, PLips I p. 36 n. 1), e della anovdrj o delle

anovàcci, '
sportulae '
(più tardi ùvvìjS^sim ; cfr. Cod. lust. Ili 2) legalmente
riconosciute (qualcosa, in somma, di analogo ai nQoaóiayQaifóixsva) e del ;

pagamento fatto aveva avuto regolare quietanza {rò av^^oXov r. 10).


Or poiché il documento B era, senza dubbio alcuno, perfettamente
analogo ad A, ed analoghi verosimilmente erano tutti gli altri documenti
del GvyxoXXYiaii.iov, non si deve ricorrere ad ipotesi di casi eccezionali per
interpretare i documenti stessi di casi eccezionali mal s' immagina un re-
:

gxiivo-volamen. Se questa difficoltà non ci fosse, potremmo, ad esempio, dire


che il dichiarante, o perchè non poteva presentare addirittura 1' ordinanza
rilasciatagli dall' ufficio del xaraloystov, o per qualsivoglia altra ragione,
dovesse ricorrere ad una dichiarazione giurata, affinchè il magistrato (stra-
tego ^i^Xio(fvXax(q T(àv iyxTrjaswv dell' Oxyrhynchites) prendesse atto della
avvenuta dì]i.ioaimaic, e così il chirografo acquistasse valore éag èv óru^ioaioi

xaraxfxwQia {.lévov. Ma chi crederà che casi siffatti avvenissero così frequenti,
da render necessario per essi uno speciale registro ? Già la stessa órjfioffioìaig
doveva essere tutt' altro che frequente (e ne è indizio il fatto che per otte-
nerla si doveva far capo ad un ufficio di Alessandria) e qui verremo a :

postulare registri speciali di casi eccezionali fra casi essi 'stessi piuttosto
infrequenti.
Meno improbabilmente si potrebbe, invece, supporre che di ogni ese-
guita órjfioaCo}(ytg non bastasse, agli effetti di legge, la juezdóoaig alla stra-
tego con V àrriYQaffov della ordinanza dell' <i(»x*'^''««o''f^S etc, ma si dovesse
anche far resultare ai funzionari fiscali e finanziarli del nomos (per es. ai
^i§Xio(fvXaxsg tyxnqaswv ; V. a PPlor. 2, 205. 211) che la relativa tassa era
stata eff'ettivamente pagata. A tale scopo possono aver servito dichiarazioni
giurate come queste nostre, con l'espressa indicazione di avere avuto quie-
tanza del pagamento fatto. La nostra amministrazione finanziaria italiana
offre analogie in discreto numero; e l'amministrazione dell'Egitto romano,
lo sappiamo già da altre specie di documenti, per abbondanza e rigore di
controlli finanziari alla nostra avrebbe avuto ben poco da invidiare.
Ad ogni modo, una ipotesi del tutto soddisfacente non mi soccorre, né ho
memoria di altri papiri che al nostro assomiglino. Ma posso ingannarmi, e
altri saprà allora indicarli. Nessun vantaggio ho saputo trarre io da tre altri

pezzetti (C, D, Ej dello stesso volumen e della stessa mano, donde trascrivo,
ad ogni buon fine, quello che ho potuto leggerne. G: -]*^-*^[~\\—w?]a7ieQ
7TrjXs[cov? — —]xai ra e7Tix[eifievcc? — —]r^ toov oàcov[— — [ivcci a aG[—; D:
\\ \\ \\
109. DICHIA INAZIONE DI ESEGUITA DmiOSlOSIS 179

- ] » xofi[ - -1
1
zo]Tio^eaia[ -\\- sl^axoaicov 4 - " ]ovtwv fxot,[ - - . * * vovtu>[ -
1
1
1
1 ] ;

E : -].ovTa [- Il
- av?]i]Xo}n[a - \\
- aQJovQiqg e[- etc. (tracce di tre o quattro
lettere in altri due righi). 9- *'•

[ circa lo 11. ] gC»»»»*]


[ *'\ov Ttjv ,.[,»,»?] òrj/iiooiu) aiv)

[ém?'] T^? òiaXoyrjg 'Paf.iEvoìid'}

f/ij;]w Tov òieX,7}).v^ÓTog} i<; [stovg) nsQi IJast

5 lèx r]oO 'AQZs,uc5d)Q0V xl'^Qo'v)

[xaro]i«(<«^?) yrjig) àgovgrjg fitàg sxxai-

[6Exa\iov tàg avvayo' /uévag) avv anovò aXg)

[,.-»,];fpj;^a( ) sTii tÒ a{vrò) ògaxf^àg

lds}xaÈ^ ò^ok'òv) ^ficwfiéX tov}, B.


10 [wv xlal tÒ avpL^^okov) è'axovy xal òiJ,vyvm)

[avToxQàxo\Qa xaiaaga [T/tov] 21

lARijov 'Adlgtdjvòv 'Avc[wv£tvov'] [o]7ro»'[ó » ì. ^ ] iO ;^e»?M[«( )] ^^«' ['^<"' « t'^ò ]

[aslilaaxòv evaE^fj aXrj&ijc Sgaxf^àg ÒExaòvo ò\_^oX' ) » ]

[efvjai rà ngoyEygd fifiéva' . ['"Exovg) i^ <hv xal zò avfi^oXov E[axov]'

15 \am'\oxgatoQog xalaagog Tixov 25 xal ò^vvm avxoxg\àxoga]


\AiW\ov 'Adgiavov 'Avxcoveìvov xaiaag{a Tt]zov AiXiov \^Aògiavòv]

[ae/?]aaTo{5 svas^ovg, Me^ELg l'Q. 11 Febbr. 154 p 'AvxoìvTvov [oE^aaxòv evoE^fj^

{m*) \^Egi.i'ì'\oyévr)g 'hjioX{ ) ethòéòwx a) x- àXrj&rj Eiv[ai xà 7igoy£yga(fi/iÉva . [Exovg)

{_ai\ ó/.ia)UExa xòv 6g\_xov2 d)g (?'} avxoxg[axogog xaiaagog Tixov]

20 [_Jigóx Eixai)] <?>. 30 A'diov 'A[ògiavov 'Avrcovivov]

ae^aazo\y Evas^ovg. »»»»»»»,•]

2. Dopo
xTjv era piuttosto un x che un i xtjv x\a&ijx(ovaav)] ? 3. [ìtté] o piuttosto
.• .-

[ano] ? Ovv. SieliWvxog) cfr. PFlor 4, 6 (adn., ma v. PCairo 10003


4. : 43, 12 Preisigke, =
e altri documenti di Oxyrh., p. os. 82, 2). 8 e 22. Ciò che nel doc. B precede la parola
abbreviata XQVI^S (cosi in A), può essere forse mg. E poi il numero di lettere mancanti a
principio dei righi A può variare viene in mente per 8 [xal mg] ;(;g?;/ta(rtfova(»') o per 22
:

[p]7iov[ò(aXg) xai] mg xgi^f^.c-ixiCovaiv)], nel senso di: con ajiovòal etc.', ma tale uso di wg xgi^J-o-- '

zlCet (= etc.') mi è noto soltanto dopo nomi di persona.


'
8. a[vzò) : a pap. 9 e 23. Posto
che si tratti qui della tassa di dt]/^oai(oaig, il di piìi è in A di Dr. 4 oh. Vai e in B di

mono di una drachme,


magari di un solo obolo (è possibile nel v. 23 tanto, per es.,
e
ó[^oX{ovg) /?'] quanto à[^okóv] oppure ó[Jiok(óv)]. 13. àXri&fji cfr. 30, 3 n. 18. 'Innol{v- :

xov)?, -}.{óxov)?, -{Xvaov)?, -{Ieìxov) etc. Per il nome del figlio v. Introd.
180 papiri della società italiana

110. Frammenti della Catilinaria di Sallustio.

Oxyphynchos (cm. 6,4X5,7) Sec. IVp.

Un
primo frammento su papiro della Catilinaria di Sallustio (Cap. VI, 2-7)
fu pubblicato in PO VI, 884. Il papiro che qui trascriviamo contiene parte
dei Capp. X-Xl è un frammento di libro e apparteneva alla parte supe-
:

riore di un foglio, come si vede dal margine che precede la scrittura in


alto su ambedue le faccie. Da quanto manca tra recto e verso si può calco-
lare che ogni pagina contenesse 32 righi e che il codice misurasse all' in-
circa cm. 19X31. La scrittura è corsiva con elementi di unciale e si può
attribuire al sec. IV presenta molta somiglianza con la scrittura del Pap.
:

Lat. Argent. 1 (Archiv III p. 168). Alla stessa età ci porta l'esame delle glosse
greche interlineari, dello stesso inchiostro di colore rosso bruno. Per segni
d' interpunzione sono usati il punto in alto e la virgola su alcune sillabe ;

lunghe è il segno di quantità.


Per alcune varianti cfr. le note. La collazione è fatta coli' edizione di
H. Jordan (Berlino 1876).

Redo (Cap. X, 4-5).

jiQjaaifia

1 ìiejnalia, habere edocnit' m)i[bitio]


Harrjvayxaasv .^

[multos mortales falsos Jie\r% suhegit '


aliud clasu[m in]
SV TCO JlQOXtQCOl

[pectore, aliud in Unghia i]n promptum habere' [ami-]


CI-

[citias inimicitiasque ] non ex re, sed | * * |


coììi[modo]

5 [aestumare, magisqu]e uoltnm quam in[genium]

3. in promptum : i mss. hanno promptum habere ed è giusta lezione. La variante


del nostro papiro dipende evidentemente da errore del copista, il quale confuse l'espres-

sione promptum habere con l'altra di suono somigliante in prompLu habere (che ricorre
poco innanzi al Cap. VII, 1) e fece una specie di contaminazione tra le due frasi.
110. 111. FRAMMENTI LATINI 181

Verso (Gap. XT, 6-7).

mira-]
l'Sia

6 [ri] ea, priuatim et pupU[ce rapere, delubra spolia-]


za /MHQa tega

[re] sacra profanaque om[nia polluere. ]

[I(/i]tur milites postquam [uictoriam adepti]

[simt] nihil rel[iqtii] uicti[s fecere.

profanaque la glossa rà fiixgà isgà non si capisce. Poiché la scrittura è con-


7. :

tinua, non è impossibile che il glossatore abbia creduto di dover leggere fana a se e
abbia glossato questa parola con za fiiKgà tega, forse per distinguerla da tempia rà lega ; =
tale ipotesi peraltro non trova conferma negli antichi glossatori, che non fanno questa
distinzione tra fanum e templum. Oppure il copista ha scritto fiixgà invece di fiiagà, e
il glossatore frantendeva sacra profana come profanata ? Cfr. Wissowa, Rei. u. Cul-

tus d. Eoemer p. 399 sq. n. 10. 8. Igitur ei milites mss ; e se nell' archetipo del
nostro papiro ei era scritto ii (come per es. in PO. 884, 24), tanto più facilmente andò
perduto innanzi al m seguente.

111. Frammento di rescritto imperiale,

Oxyrhynchos (cm. 7,8Xli,4) A. 287/304P.

Frammento di un rescritto degl' imperatori Diocleziano e Massimiano


a un Flavio o Flaviano (v. *
subnixa^s es '
r. 4). Non è facile, dal poco che
ci resta, stabilirne il contenuto, per quanto ben s' intenda che si riferisce
a una questione di diritto privato. A sinistra, nei righi 1-6, mancano circa
12 lettere ; a destra non mancheranno se non poche sillabe. E nemmeno
è possibile determinare con precisione la data del rescritto un anno : è di
in cui Diocleziano tenne il consolato, ma non sappiamo chi avesse per col-
lega. Vanno ad ogni modo esclusi i consolati di Diocleziano anteriori a
quello dell' a. non prima del 286 Massimiano divenne Au-
287, poiché '

gusto '. Probabilmente, inoltre, vanno esclusi i consolati posteriori a quello


del 293.

1 [Diocletianu]s et Maximianus Augg' Flau[


]
* * possessionem '
adempti[
182 PAPIBI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

]ur ' ut adseueras annos ap *


[

^niente iure subnixus es' po[

5 ] * Unendo iuris publici dep[

I]dtis Septemòr[es] Diocletian[o et

]cossi

] * * * AioKÀ.7]Tia\ì'ov nal

] osfiaOTcòv

10 ]
* àjtò Tov a[

4. Forse defi]mente (piuttosto che ...ve]niente) : innanzi ci sarà stato allora l' og-
getto di definiente (per es. possessionem- ?). 5. Forse o]ptinendo.

112. Frammento di rescritto imperiale.

Oxyphynchos (cm. I4,6xi2) ^


A. 316p.

Proviene dagli scavi di Behnesa (1910). Tracce di cinque righi di scrit-


tura (r. 4 prae[te\rmisso), poi t. l.

5 [****-^.'\tissim[*]** »ho*-* ** ad omnium p[


iudices diuersos ad prouincias nostras li\

re poterit per edieta eorum iussione w*[


JRomae /Sabino et Rufino consulibus.
INDICI

I. Nomi dì persone.

'A^gaàixiog 'AUà 63 11. Ajxsgcòg pa. di Totosvg 53 2.


'A^QÓfi '='A^Qaafi) 29 14. "^jTto? (ovv. 'Ajxiwv) ^otfiàfificovog 63 10.
AytjVMQ 19 11. 'Am'mv 61 7. - 63 146. - Cfr. ^Xaoviog 'A.

'Adgcavóg V. II e V. 'AtioXXI 53 168.


A'dia Zoqjia 76 1. 12 ; cfr. II, 'AjiÓXXwv (ovv. !(4;roAAà)j) ysvó/xsvog Jigòg T[ft)

Aiho? 'Avzwvìvog p. 170 ; cfr. II. ygacpeicp ? ;^rA.] 85 Infcrod.


{'Axaxiov sjioUiov 60 12 ;
cfr. 76 12 ?). '^jToAAwmgioj' 104 23.
'AXé^avdgog dovXog 107 16. 'AjioXXmvia. Nrjaxia rj xal 'A. 24 20.
'A^é^avÒQOg axoXaaxiHÓg 45 2. ' AnoXXiovla. AvgrjXla Tegsvg fj xal 'A. IIxoX.g-

'AkXàg pa. (li 'A/SQuafiiog 63 12. fiaiov 73 1.

'AXtpócp'ì xù> ^orj&cò xù>v xo/if.is{vzaQrjac{ov) 97 6. AjxoXXcóviog 108 17.


"Afieaog IlToXsfiaiov frat. di 'AjioXXdìviog 67 28. 'AnoXXcóviog. AvgrjXiog 'A. àyogavofi^oag §ov-
'Aixóig 'Afióixog pa. di ThoXXovg 63 6. Xsvxrjg (di Oxyrhyncho.s) 74 10.
'Ajuóig 2aQajiimv(pgy 53 130. 'AnoXXojviog xov IJxoXe/iaiov 57 11. 28. 29.
'Afi/xcùviavòg QiTtaQiog 47 1. 'AnoXXwg 66 41. - 85 Introd. ? Cfr. 'AjiÓXXwv.
!/4/<//6Ó»'(o? 36 1. - 60 4. - 53 177. - 96 1. 18. '
AjToXXcog '
Ovvmcpgsiog 31 3. 25.
'AfifÀCiìviog "Hgoìvog 107 20. AnoXXwg yemgyóg 80 18.
'A/Li/j.(óvcog pa. di AvQ. Hd^avóg 43 1. 7. AjioXXàjg òiàxovog xal èvoixoXóyog rov èvSó'
'Avaataaiog av/j.^olaioyQdq>og 60 33 (36 cf/ e?77M f ov) ol'xov 81 2.
'
AnoXXòyg fiec^cov 80 7. 12.
'AvatóXcog. AvQTjhog 'A. ^ovXevtrjg ztjg Agai- '
AjToXXwg olvojxgdxfjg 70 1.

voizóóv TióXsmg 42 3. 8. '


AjtoXXwg (pgovciaxtjg 80 24.
'Av&éatiog v. Aovxiog 'A. ' Ancpovg (gen. -ov) òiàxovog xfjg àyiag èxxXrj-
'Avixrjxog Ilaì'jatog 107 17. aias (di Oxyrhynchos) 75 2.

'Avov^àg 91 1. Ag— ? 56 13.


'!<4>'oi'.T 80 4. (Aggiavóg. Sàxgiog 'A. rjye/iwv Orj^atdog 26
'Avxàg pa. di 2aoamoyv 30 2. lutrod).
^J^COI'H'OS' V. II. 'Agxsficdcogog pa. di Ssgfjvog 24 22.
'Avxcóvtog ]>a,. di 'HXióòmgog 63 10. 'Agxsfii'òagog Xoyoygdtpog44 3.
"^jra 'Icùdvvrjg Jigeo^vxegog 66 8. 'Axgfjg (gen. -éw?) pa. di Avg. Brjoàg 73 5.

':4jra yl— 66 6. ' Argtjg (gen. fjxog) pa. di UvecpEgàig 32 1.

'147ra r[a:;ivovxiog v. Tlanv. '^TO«o?. ^Xaoviog A. (console) 34 1.

'Ana "Qg pa. di ikf— 62 6. AvgijXia V. 'Hgaig, QéxXa, 0eovórj, 'PaxrjX,


'Aiteig xov Gécovog vjirjgéxrjg 67 33. Tsgevg.
181 INDICI
AvQ)]Xiai 66 33. Aidvfiog pa. di AvgrjXia 'Hgaig 41 1.

AvQìjXioi 43 1. 6. - 62 5. - 73 4. Alòvfiog nonno di 'laiSwgog 107 22.


AvQrjXtog V. 'AvaxóXiog, ' Ajiolldivio? , Brjoàg, AiSvfiog vjioyga/ii/uaxsvg .56 16.
BiHxoìQ, Fegóvitog, Aaveiz, Aiovvatog, 'Egfio- AióScogog 96 6.

ysvrjg, Za^aglag, Zcótkog, 'HgwSrjg, Oeodó- AioxXrjxiavóg imperat. v. II e III.


aiog, 'lovatog, 'Icodvvrjg, KaXXivixog, Kdarmg, Acovvaiog 11 Introd.
Kefpàlcov, KXtjfiaTiog, KvQiaxóg, Màoxog, Acovvaiog. AvgrjXiog A. Aiovvolov 79 1. 25.
Mardiag, IlaXXàg, Ilafiovv, IlétQog, IIXov- Aiovvaiog 'HXioòcógov 63 4.
TÌo)v, ZaQanlwv, StX^avóg, 2vevg, TavQÌvog. Aiovvacog pa. di AiSàg 40 17.
' Acpvyxig fratello di 2aQamw%', di madrtì Acovvaiog pa. di 'Icodrvijg 44 2.
AiÒv/iri, 63 112. zltovi^atof «at HaJTOìnàJg àuqióxegoi "Qgov 63
BaaiXsiStjg ^orj&óg 88 1- 167.
BaolXeiog (console). ^X. Baa. 11 1. Aiovvaiog ^orjdóg 44 2.
Bas.taeus Rufus prefetto 101-8 Introd. zl(orvoo95(a»'oi'?) xXfjgog 73 11.
BrjQovg ma. di Avq. Aiovvotog 79 2. /ItoWogof 39 6.

BtjaaQi'cov pa. di Avq. 'Egfioyévtjg 34 21. AioaxovlgiSrjg ?] 63 194.


Brjoàg. AvQrjXiog B. ' Aigécog 73 5. AóXwv fi. di EvfiTjòtjg 19 18 sqq.
Bfjoàg pa. di AiiQ. Sagasilcov 73 6. Aofiixiavóg V. II.
BUrwQ Mrjvà 81 5. Cfr. 81 12 sq. ? /Iwet? pars, di commedia 99 10. 18.
BlxTCùQ. AvQYjXtog B. NerpsQWTog 87 3. Awgi'wv pa. di 'HgaxXeiSìjg .36» 7. 29.

BixtcoQ padre dell" AvQtjXiai QéxXa xal 'Pa- "Exxwg (ti. di Priamo) 19 9.
/iiX 66 34. 'EXévrj 'Eg/naiov mo. di Saganicav 30 1. 12.
BixtcoQ jiQay/iiaTsvT^g 60 21. "EXsvog (ps. di parola tribrachica) 18 3.
Faìog pa. di OvaXegia 31 1. "E. xal Kaaadvòga Flgiàfiov Ttaìòeg 19 14.
raZog pa. di Hagamcov 63 184. 'Evwx pa. di AigrjXiog ITafiovv 61 19. 39.
Faìog pa. di Tegùg 63 12. Ejiaixsi ? 97 11.

regfj-i 63 74. 'Eg/iaìog 38 20.

legfiaytìtóg v. II. 'Egfiaìog pa. di 'EXévrj 30 1.

IsQ/iavóg 63 108. - 77 15? (cfr. VII e 3). 'Eg/j-atog pa. di Evdatficov 38 3. - pa. di JE'v-

rsg/iavóg. Aovxiog 'Av&saTiog F. 33 1. 21. datfiwv jiQEafivxEQog 37 3. 66 3.

FsgóìTiog. AvgìjXiog F. Ifaficóvov 11 7. 34. •^-e/z^m? 24 1. - 24 11.


Féxag V. II. 'Eg/xEiag pa. di Avg. KaXXivixog 34 3.

Fscógycog 70 2 ? 'Eg/isiag pa. diMaxdgiog vvxxooxgdxtjyog 23 33.


Fewgyiog pa. di AvgrjXia Osovórj 62 14. 'Egfiijg. xòv àyiov àpfìà 'Egfi^ (sic) 89 1.

Feógyiog yscogyóg 80 21. 'Egin]aimv 23 2. - ^8 1.


Fogyovia fjv exExev NeiXoyévsta 28 12. 13 etc. 'Egfiiag ygafifiaxevg .56 1.3.

Fgaxiavóg imperatore 86 5. 'Eg/ùvog. 'PXaoviog 'E. àjiò àxxovagioìv 48 1. 4.


Aavsh. AvgtjXiog A. fidyetgog viòg'Imarjcp 72 8. 'Egfioyévtjg 22 Iti.

AriiiriXQ[ia (ovv. ArjfirjTglovg) 63 116. 'Egfioysvf]g. AvgrjXiog'E. Brjaagicovog 34 21. 24.


AT]fi]]TQiog fi. di 'Egfisiag 34 12 (cfr. 3). 'Eg/J,oyévijg EvxvxiSov 63 66.
ArjfirjXQiog k:i(tfÀ.eXrjxrjg ?) 83 18. ['EgfÀ0?~}yévrjg 'In7ioX(-ov) 109 18.
Aiòàg Aiovvolov 40 17. 'Eg/toyévì]g nonno di 6>aiV 64 1.

AiòvfXT) 63 54. - 94 20. 'Egfioyévrjg è^x{Énxu>g) 88 1. 3.

Aiòvfirj mo. di 'HXióòwQog 'Avxcoviov 63 10. "Egmg axgaxtjyòg Oefiiaxov fiegidog 67 1.


Aidv/^t] ma. di 'Acpvyxie Hagamcov 63 110. '^ Evòaifiwv 'Egfiaiov 38 3.

Aiòvfiog 36 1. - 8 Introd. lEvòai/ii]cov ? Evxvxiòov 86 25.


Aiòvfiog Ilarjaiog 107 16. Evdai/iicov jtgso^vxsQog 'Egjuaiov 37 3. 66 2.
Z. NOiMI DI PERSONE 185

Ev8ai/x(ov JiQsa^vT. pa. di Evzi'xìSì]g 30 2. 6. 6)fT«? 94 14.


Evòai'uwv pa. di x 94 li). 0svóovg ma. di TlxoXXovg 53 6.

Evòo^ia mo. di 'i4jta ",Qg 52 7. 0£q9£govg 2a>xtjgixov 57 7.

Etdóyiog xó/itjg -A)'' 6>éw»' pa. di "Ajietg 67 33.


EvfirjÒTjg pa. di AóXiùv IJ) 18. 83 13.
0ù>vig qigovzioxYjg
EvjiQÉmog 17 I 4. II 2. Ili 2. IV 2. pa. di 'Iaxò)§ yewgyóg SO 17 (cfr. 10).
'HgaxXeiog 17'' (p. 40). 7a;^a>/? 29 J4.

EvTV/idrjg Evòai/iiovog TTgeaflvrfQOV 30 2. 'IdaXog 19 18.

EvTvx^'^yig pa- di 'EQfioyévijg 53 67. 'Iegr]iuag viòg 'Icoarjcp 61 10. 34. 39.
EvrvyJÒTjg pa. di [£'('5a//<?]cov 86 26. 'hgijficag )ia. di ^vg. Iléxgog 62 13.
Ev<pQÓviog aTQaxmxr^g Otó 1 7egt]/ut'ag yscogyóg 80 .3. 8. 15.

Zaxagiag. Avgrjhog Z. Ile^fjtog 43 1. 6. 'lovXia. èXaicùvonagàòeiaog 'lovXiag Xeyó/nsvog


ZwiAo?. ^ùg^AfOf Z. 73 3. 33 11.

'Hlélg pa. di TbToei''s 53 14. 'lovXtavóg imperat. 90 1 ; v. Ili (Consoli).


'HXióòwQog 63 7. - 63 24. - 63 25. - 93 1. 'lovXiavóg V. ^Xaoviog 'I. (52 4).
'HhóòwQog 'AvTcoviov 53 10. 'lovXiavóg.TlavXog '/. 29 30 sqq.
'HhóòioQog 'HXtoòÓQov 53 16. 24. fuiianu (genit.) giurecon.s. 66 62.
'H).ióòu>Qog pa. di Aiovvaiog 63 4. 'lovaxTvog v. ^Xaovtog 'I.

'Hgatg. AvgrjUa 'H. Acòvfwv 41 1. 'lovaxog 63 36. (di emù Tiistu) 38.
'Hgaxlsiòrjg xov A(ogia>vog 36» 7. 28. 'lovazog. AvgrjXiog 'I. Kvgiuxov 62 9. 26. 28.
'Hgaxksiòtjg ozgattjyòg 'Eg/iojioXiTov 56 1.16. 'lovaxog Zsgrjvov oivojrgàxrjg 63 6. 33.

'Hgàxleiog imperatore v. II. 'lovazog v:n:odéxxr]g 67 l. 68 1. 69 1.

'HoàxXeiog 6 naìg Evjigsniov 17' (p. 40). 'IjtjToX{-og) pa. di ['Egjio'^'\yévr]g 109 18.
Hgàxlsiog pa. di Xaig^/j,(ov 63 170. "laaxa 29 14.
'HgaxXel(X)v 61 6. 'ladxiog pa. di y4tig. 'Iwàvvrjg 66 7.

'HgaxX.fjg (es. di parola molossica) 18 7. 'ladxiog èXdxioxog {.lovàl^mv 49^.

'Hgwdtjg (id.) 18 6, 'ladgu ma. di Zo(pia 28 13. 17 etc.


'Hgcódrjg. Avgìjhog 'H. yv/j.ì'aotag/j'joag ^ov- 'latòcoga ma. di AvgrjXia 'Hgat'g 41 1. 3.

XsvTÌjg xfjg 'O^vgvyxf^^f TióXewg 79 3. 27. 'laiSwgog 96 4.


"Hgcov ,53 98. 'laiòwgog IIa/j.F.i>ovg jigoedgevwv 22 3.
"Hgcov pa. di ' Anfiéviog 107 20. 'loidojgog SagaTiiwvog xov Acdvfiov Zcoaixó-
'Hgcoveh'og (phroutistes di Theadelphia ofttog 6 xal ' AX.&acevg 107 21.
etc.) 92 1. 'laidcogog pa. di Ilafjaig 107 18.
Oafjaig ma. di AvgrjXiog 'Isgtjfii'ag 61 11. 'loìmv, ysvófÀevog Trgeafivxegog xov svayovg xXr]-
0atg Tagov\Tikh'ov? roC] 'Eg/ioyérovg 64 1. 24. gov (Oxyrh.), pa. di ^X. ^iXó^svog 77 4.
6>e— ma. di se 86 24. 'Imàvvrig 22 11. 23 31. - 62 36. - 62 26. - 77
eéxXa. AvgrjXia 0. Btxzogog 66 12. 34. 38. 38. - di emù lohaiinu 72 14.
Oéx).a ma. di Aig. Mm&lag 60 12. 'Iwdvvrjg Acovvai'ov 44 1.

QsfuoTov fisgig (dell'Arsili.) 36* 3. 57 2. 'ladvvtjg 0sod(ógov 72 11.


0EvafifiEvevg Ilagehtog 32 1. 26. 'Icoavvtjg. Avgr'jXiog 'I. 'laaxiov 66 37.
0sv^mzàxog (gtìuit.) ma. di 0em^<|«e»'ÉVf 32 2. 'Iwàvvrjg 2agandfijncovog 77 36.
0£O(5o(7iof imperatore v. Ili (Consoli). 'Iwàvvrjg. "Ajza 'I. Jigsa^vxegog 66 8.
0eoòóaiog. AvgrjXiog 0. KagafiàXXov 87 6. 'Iwàvvrjg ^orjdóg 48 2.

0eóòcogog 36 1. - 61 6. 'Iwàvvrjg yswgyóg 80 13. - 80 23.


0eóòwgog pa. di 'Imàvvtjg 72 12. 'Iwar'jcp pa. di Avg. Aaveix 72 9.
0eovór]. Avgt]Xi'a 0. dvyàxrig Fsmgyiov 52 14. 'Iwafjfp pa. di 'legtj/xlag 61 11. 35. 39.
0eóxifiog itgóeÒQog 22 14. KaXaag v. II. iiT. i?«oìr vtd? (Augusto) 36" 2.

i'ajj. Soc. ttóJ. I. 24


186 INDICI

Kacadgiog. ^ÌMoviog K. console 34 1. Mavglxiog imp. v. II e 111.

KalUvixog. Avgtjhog K. 'Eg/ieiov ^ovXsvrijg MéXag ngovorjXTjg 42 4. 8. 14.


'EQiiovnóXecog xfjg ka/iJtQOxdrt]g 34 3. MeveXAov xXfjgog 30 3.

KaXóxaiQog 93 18. Mrjvàg pa. di Blxxcog 81 5. Cfr. 81 13.


KalóxaiQog g^QOVTcorrjg 31 2. Mrjvàg olxÉxrjg (rappr. di ^X. 'Aniwv) 68 4.
Calvisius Stdtianus prefetto 101-8 Introd. 59 5. 60 9. 61 8. 62 6.

KaQttfiaXXog pa. di Avq. Oeoòóaiog 87 5. Mixar)X àgxdyysXog 63 26. Cfr. IX a.


Kdaiog àjimwQ firjrgòg Taovvcótpsoyg 33 4. [29]. Movaaìog 37 7.

KaoaàvÒQa (cfr. "EXevog) 19 14. Mva^rjg 51 7.

KàaroìQ 53 142. Naàg IJagEmog 32 3. 17. 18.


KdoTCOQ. AvQtjXiog K. EaQCuiiwvog 42 1. 8. NEiXdnn<av 22 1.

KéQÒ{u>v) pera, di commedia 99 12. 19. 26. NsiXoyÉvEia ma. di Fogyovia 28 12. 13 etc.
KEqpaUoìv 53 196. NEcXog (corrisp. con 'HgoìVEtvog) 92 1.

Keqpólcov 52 7. NsfiéaiXXa 93 19.

Ks(pdX(x>v 'fìgtcovog 32 27. NÉgovag Tgatavóg v. II.


Kkavdiog v. II. NÉgoìv V. II.

KXsoTidiQa fi. di 'HXióòcoQog e IlTokXovg 63 8. NscpEgmg pa. di Avg. Bixxo)g 87 3.

Kì.rjfidxiog. AvgrjXiog K. 2<X)ri]Qixov 90 4, Nrjaria ^ «ai '.i^jzoAAwwa 24 20.


KoTlQEVg 6 OKVTSVg 71 3. Nixayógag 95 3.

KoQvrjXiog. Corneliu (se. vófxov) 55 28. ÌVjV?? 97 5?


Koofiàg jiQovorjxrjg S9 1. NiHÓ/xaxog 91 1.

KQrjaxévxiog. 'PXaoviog Kg. ànò jtga{i7ioaii(av) 'Oì'vuxpgiog 80 6. 22.

ovv. àjrò nQa(ixóvcov) 90 3. 'Ovvùxpgig pa. di 'AiToXlwg 31 3. 25.


Kvgiaxóg. Avgrjkiog K. 59 6. 'Ovwgiog imperat. v. III.
Kvgiaxóg pa. di yiùp. 'lovarog 62 9. 26. 28. OvaXsvxtviavóg e OvdX.rjg v. IL
Kvgdlog 22 29. OvaXsgia 93 !

irr.po? 22 21. 24 30. OvaXsgia Faiov àoxrj 31 1.

À'tia)»' 91 5 (v. Introd.). OvXmavóg giurecons. [/^ 55 3.

^«oVnof 71 2. - 107 23? Ovg^avóg pa. r^? aj'f'nj Xgiarlvag 27 7. 12.


Ascovidov xtfjfia 52 9. 18. 20. 24.
Aovìiiog ' Av&éoTiog Peg/j-avòg h'ag^og (anno rfayÉvtjg marito di AvgrjXi'a 'Hgaig 41 5.

265/6 P) yvfiruai'ag/og x^g xù>v ' Avrivoéwv Ilayévrjg q>govxiaxr)g 83 G. 7. 14.

jióXewg 33 1. 21. Ilafjoig 'laiòwgov pa. di AiSvftog e ' AvLxr)xog


Aovxiog 2Je7ixi/iiog Ssovfjgog V. II. 107 17.

AvKov quid'? 80 2. Cfr. VII e 3. ITadEg/iiov'&tog pa. di .4r'f). TavgXvog 34 5. 20.


M— . AvgrjXiog M— vtòg " Ana" Qg 62 6, 77a;€— «6 39. 42.
Maxdgiog 'Egfieiov vvxroargdxrjyog 23 33. TJaAAò?. ^^g^Afog 77. 83 19.
Maxi'nianus imper. Ili 1 ;
cfr. II e III. IlafiÉvrjg pa. di 'laiÒMgog 22 3.

Md^t/xos 71 B. riafiftÉvovg nagdÒEcaog amphodon di Oxyrh.


Mdg&a ma. di Avg. Héxgog 62 14. 53 187.
Magia 58 5. Ilafiovv. AvgrjXcog Ua/iovv 'Evwx 61 19. 39.
Magcdfi 80 5 (cfr. 25 Adn.). ITanovv yEwgyóg 80 20.
Mdgxog ^[,-,,.,]o? 39 1. riafiovviog ngovorjxrjg 46 2.

Mdgxog Avgt'jXiog (p M. Avg. Ssovijgog) Avxco- IJd(i(piXov xòv òovXov (es.) 55 65. 66.
Mfo? etc. V. II. Jla/^icóì'tjg pa. di ylw. FEgóvxiog 11 7. 34.
Max&iag. AvgtjXiog M. Segrjvov 60 11. 30. Tlanvovdiog 6-1 36.
Mauricianog giureconsulto 66 62. 68. rianvovxiog. "Ana TI. martire 26 1 sqq.
I. NOMI DI PERSONE 187

IlaTiovxù)?. Aiovvaiog xal TI. àfiqpÓTBQOc "Qgov Eaganlcov Jigsafìvxegog 46 2.

53 167. (.TarpiOf V. '^pgmrof).

TFageìng pa. di Gerufifisvsv? 32 2. SevuaEvg 88 3.

nagecttg pa. di Naàg 32 3. ^Jeovìjgog (79 20 scr. — ««jj^ov^ V. II.

nàaigo? pa. di Ixécpavos 67 2. 68 2, 69 2. UEiJixifiiog V. II.

riaxàg 68 5. Esgfjvog ' Agxe/MÒcógov jigoeògevcov 24 21.


Ilaxàg Eiwvog 58 6. Hegfjvog pa. di 'lovaxog 63 7. 38.
Tlav^doTig "Qgov 30 5. 10. Ssgfjvog pa. di ^wg. Max^lag 60 11. 30.

Ilavlog 'lovhavóg 29 30 sqq. 2cl^avóg. Avgrjhog S. 'A//,fiu>viov 43 1. 7.

Tlspfjg pa. di Zaxagiag 43 1. 7. 2i(ov 71 2.


néxvXXog 36 1. .Z'/wj' pa. di Ilaxàg 58 5.
Ilegxiva^ v. II, ^vev?. ^vgjyAto? 2vevg "Qgov 86 7 (v. Adn,).
Ilixgog. AvgriXiog II. 'legtjfuov (52 13. 2'o«?86 23.
nfxgwviog 80 10. 16 (cfr. 25 Adn.). Sovgovg (gen. -poìióo?) yecogyóg 80 19.

77;.oy[ 53 103. 2o<pia V. AiXia 2oqHa.


nXovxìoìv. Avgijhog TI. àgxoy.ójxog viòg <Pdo- Hocpw. r}p exBXEV 'laàga 28 13. 17 etc.
Sévov 75 3. [18]. Zocpia ma. di a; 69 10.
TIvE(p£g&g 'Axgfjxog 32 1. So(pia ma. di ^ùg. IIlovxuov 75 5.
nokv5àtJ.ag 19 10. Statianus v. Calvisius.
Pablicia lex. Poblic(i)u (se. t'o7<ot») 56 28. ZxÉ(pavog ndaxgov 67 2. 68 2. 69 2.
nov^hog IsTtxliHog Féxag 32 25; cfr. II. iSticliov xòv dovkov 55 64. 66.
Ilglauog 19 7. 15. .ZTearw»» pers. di commedia 99 7. 22 sqq.
nxokefiaìog 83 11. -93 10. Scoxàg 82 7.

IlxoXt.fiaXog pa. di ' AnoXXwviog e di "A/xeaog Scoxfjgt/og pa. di j4wp. KXrjixàxiog 90 4.

Ó7 12 (cf. 28ì. Zwxrjgixog pa. di So.fj^àg e di &EqìEgovg 67


nxoXefiaXog pa. d' Avgrj?Ja Tsgevg fj xal ' Anok- 4. 10.
Xwvia 73 2. Smxr'jgixog pa. di TECpsgmg 51 4.

nxolsfiatg 96 1. Toj'apaw? ma. di IIvEcpEgwg 32 1.


UxoXXovg 'Afióixog zov ' Afiótxog firjzgòg Osv- rat'[oj;(j9<? ?J ma. di vl?'g. Brjaàg 73 5.

Sovxog yvvrj 'Hhoòwgov 53 6. Taovvtàcpgig ma. di Kàaiog 33 4.


'PayjtX. AvgrjUa P. Blxxogog 66 12. 34. 88. Ta-T — ma. di Avgrjkia Oeovót] 52 15.
Rufinus (console) 112 8. TajiEXEgfiov&ig <Parjaiog ma. di ^iXó>xag 36''

Rufus V. Bassaeus Bufus. 6. 21. 27.


Sa^eìvog 63 49. 7apoi'[T('AA£OS' ?] 'Eg^oyévovg pa. di ©ai? 64 1.

Sabinus (console) 112 8. Tavgtvog. AvgrjXiog T. Ua&Eg/j.ov&iov 34 5. 20.


Eakovaxiog console v. III. Tauprj'og pa. di ^oi/Sd/ufioìv 44 1.
2afi.^àg ^wtrjgi^ov 67 3. TEagovg ma di Saganlrnv hi 186.
2agajtà/iificov pa. di 'Imavvrjg 77 36. TepsCs 94 10.
SaQOJiicov ' Aìnà 30 1. 6. 11. Tegeìi?. Avgt]Xia TEgsvg tj xal 'Anokk^i'ia Hxo-
2agamcor. Avgrfhog 2. Brjaàxog 73 6. Xsfiaiov 73 1.

Zagajiiùìv Paiov 53 184. Tsgàg Palov ma. di x 53 12.


Hagamcov Sagajrtcovog 63 69. TEfpegiòg Zwxrjglyov fitjxgòg TeqpEgcòxog 61 4.

Eaganlwv (e '^9?ì;j';ì;(?) toù ^«ra firjxgòg Ai- Tt^égiog V. II.


dvfit}g 63 109. TioEovg ma. di j4wp. 'lovaxog Kvgiaxov 62 9.

Sagojiiwv pa. di '


A^fiótg .53 130. Tixiavóg V. <PXaoviog Tix.
ZaguJiiwv pa. di lalòwgog 107 21. Titiu (se. rófiov) .55 28.
2aga:^io)r pa. di ^^g. Kdaxcog 42 1. TVto? ,4(?.to? '.'lóptaj'ò? '^rrwj'ri'o? v. II.
188 INDICI

Tvel 63 52. 'PXaoviog BaaiXeiog console 77 1.


'
ToroEvg Ajisqòìto; 63 2. 0).aoviog 'Egfùvog òjiò àxxovaglcov 48 1. 4.

ToxoEvg 'H^stxog 53 14. ^Xaoviog Evaxd&iog 6 XafiJigóxaxog xcofiì]xr]g

Tgatavi) òl&qv^ v. VII c 3. xal àgyvgojigdxfjg 76 2.


Tgatavóg v. II. ^Xaoviog 'lovXuavòg 6 fiéyag nayàgyj]g rijg

Tgvqpwv 53 176. 'O^vQvyyixcòv nóXewg 62 4.

TvQavvog òiàxoi'og zfjg sxxhjolag 'Eg/^iovnó- ^XaovLog 'lovaxTvog imp. V. II.


kscog 43 3. 0Xaoviog Kaiaagiog console 34 1.

TwQvog yscogyóg 46 1. 2. ^Xaoviog Kgrjoxévxiog òjtò 7iga{inooixu>v) ovv.


0afjaig pa. di TaJtetsofiovOig 36^ 6. 22. 28. ànò jigac{xóv(ov) 90 3.

^a>va? .53 89. - 53 lOi. <PXaovLog Tixiavòg tjysfioi'Evaag 107 4 sq. (cfr.
^ì^ig. 'Pc^tog 56 12 ? p. 169): V. VI.
^<ó/ 7UJ(^? y; 12. ^Xaoviog <PiXó^Evog 'laicovog 77 3.
^déag (gen. -eoi») yecogyóg 80 2. 9. 14. 25 (?). (Pot^dfi/j,wv Tavgcvov 4i 1.

^D.ivva pers. di commedia 100 7? 11. ^oijìdfjiiJiwv pa. di "Amog ovv. 'AjiIwv 63 10.
0do^£vrj (gen. -va?) ma. di 'lovaxog 63 8. Xatoì'jficov 104 24.
0i}.ó^evog 61 6. Xaigij^icov 'HgaxXsiov 63 170.
^ikó^svog. 0Xaovcog 0. 'laiwì'og 77 3. XgiaxTva (geu. -vag, ncc. -vav). r/ ayia Xg.
^iló^evog pa. di -<4vg. IIXovtiwv 75 4. 8. figlia di Ovg^avóg 27 13. 15. 16. 21. 22.
<P//lo? V. 66 14? XgiazoòóxYj v. ^X.aovla Xg.
^iXdìzag negai]? jfjg imyovfjg 36* 4. 15. 18. 22. "Qg. "Ajia "Qg 62 6.
^Xaovla XgiOTOÒóirj 'Iwdvvov 76 2. 'Qgiwv 53 40. - 93 4.

Flaidmius ovv. Flauius 111 1. 'fìguov pa. di KecpdXwv 32 27.


^Xaovioi 34 1. 'Qgleov èxòoxevg 35 3.
^Aaorifo? '
Amoìv 6 navevq)t]fiog xal vjisgq^vé- ^^3^0? 80 5. 2.") (Adn.).
azatog «jrò vnaTwv (ógSivagicov xal naxgi- ^Qgog pa. di zJ^oywofo? "> di IIuJiovTwg 63 168.
xioz) 58 3. 69 4. 60 6. 61 5. 62 6. ^flgo? pa. di Ilav^dazig 30 5. 11.
^kaoviog ' Axxixóg console 34 1. ''f^poj pa. di Avg. Zvevg 86 7.

il. Re ed imperatori.

(?). — 'Ezovg /S', Jfotax <s. P> 64 23.


Augusto-Tiberio. — ^'Ezovg x xal TsaaaQay.oaTov Ti]g Kaiaagog xQaxriaewg
d-£ov vtov <a. 11 /IQ') 36» 1 (cfr. Introd.).
Claudio. — "Erovg óoìósxàrov Ti^SQiov KXavdCov xaiffagog tìt^adTOv FtQfia-
vixov avToxoàroQog, Ms^hq y' <a. 52, Gennaio 29> 57 33 (cfr. 17 [rov
6i£XifiXv06\tog la' STOvg (= a. 50/51) Ti. KX. x. a. F. avzoxQazoQog).
Nerone. -- "Ezovg ósxdrov NéQoavog KXavóCov xaCaagog as^aarov FsQuavixov

amoxQdroQog <a. 63/4> 51 l. 'Etovg t/?' Négaivog KX. x. a. avzoxQccroQog,


^acòcfi i>' <a. ()5, Ottobre 6> 82 9 (cfr. 2 rov òisXviXvMtog évàsxàzov
ezovg <a. 64/5>).
Domiziano. — Uqwzov ezovg Jofxiziavov xaiffagog zov xvQioi', fxrjVÒg KaiGa-
Qtiov zQiaxàg (sic ; a. 82, Agosto 23) 37 1 (cfr. 4 ènl zaig sTrayo/jiévaig
//. RE ED IMPEBATORl 189

vovf.ir]Viag /?' srovg <a. 82, Agosto 29». "Erovg ósvxéQov airoxQaroQOc, xaC-

Gagog J. Gs^aarov, ^irivòg ^i^ccCtov xQvaxàòoq <a. 82, Settembre 27) 30


11 (cfr. 2 xov h'fGTwxog /?' hovq <a. 82/3) J. xaiG. Gۤ.).
Traiano. — ' Exovg TSzàQtov avroxQarogog xaiaagog NsQOva TQaiavov as^a-
Gtov rsQi^iarixov, Msxhq — <a. 101, Gennaio-Febbraio) 38 16. Twt óu-
XrjXv^óti ^' BTSi <a. 105/6) TQaiavov xaiaagog xov xvqìov 56 3. Tò èveaxòg
óexarov è'xog <a. 106/7) Tq. x. xov x. 56 6.

Adriano. -
— ^'Exovg ly' aixoxgaxogog xaCcagog TQaiavov 'AÓQiavov Gs^aGxov,
MexsÌQ i<;' ^e^aaxfj <a. 129, Febbraio 10) 40 13. "Exovg i^' aix. x. Tq.
"A. a., juiji'òg ASQiai'ov ^' <a. 132, Dicembre 4> 53 22 (cfr. 36. 46. 63.
71. 102. 127. 139. 155. 165. 194). Avxoxq. x. Tq. A. ae^. 40 10. 53 18.
29. 43. 56. 99. 122. 133. 150. 188.
Antonino Pio. — "Exovg la' Avxcovivov xaCoagog xov xvQiov, ^afxsvà)^ a'
<a. 148, Febbraio 26) 39 12. "Exovg i^' avxoxQaxoQog xaùGaQog TCxov
AìXCov AÓQiavov Avxwvivov Gs^aGxov evGs^ovg, Mé%ilQ it,' <a. 164, Feb-
braio 11) 109 14 28 e 4 xov óuX{r<Xvi)óxog)
(cfr. ic;' i'xovg <a. 152/3)).
Cfr. è'xovg lO-' <155/6) Introd. a 101-108 p. 170.
Marco Aurelio e Lucio Vero. — Tov shióvxog «' exovg <a. 164/5) 31 5
(v. Introd.); hovg //' <a. 168/9) 101-108 Introd. p. 169 sq. ; sxovg la' <di
M. Aur.) AÌQì]Xiov Avxcovivov xaiGaQog xov xvQiov (a. 170/1) ib.
Settimio Severo, Car acalla e Geta. "Exovg ig' avxoxQaxÓQwv xaiGà- —
QCtìv Aovxiov 2£Tixii.iiov 2sovrjQOV sÙGs^ovg HéQXivaxog AQa(ìixov Aóia^tjvixov
HaQd^ixov /.isjiGxov xaì MaQxov AdQrjliov Avxcovivov svGs^ovg xal Ilov^Xiov
2£7ixifiiov réxa xaiGaQog Gi^aGxcàv, ^a/xsvùd- xif <a. 208, Marzo 25)
33 22. Tò èvsGxòg ig' è'xog <a. 207/8) ^soviqQov xaì Avxcovivov xal Faxa
xaiGaQCùv xcùv xvQmv 32 5.

CarACALLA. — "Exovg xs' <a. 216/Aprile 217) aóxoxgdxoQog xaiGaQog MaQxov


Aìqt^Xiov 2£V1]qov (sic) Avxcovivov IlaQ^ixov ^isyiGxov Bqsxuvvixov fxtyi-

Gxov FtQfxavixov fxsyiGxov séGs^ovg Ge^aGxov 79 19.


Gallieno. —
"Exovg y', (S>aiievà>d xy <a. 256, Marzo 25) 35 5 (V. Introd.).
Tò óuXtjXv^òg ly' è'xog <a. 265/6) e Tò svsGxòg xsGGaQaGxaióéxaxov è'xog
<a. 266/7) 33 6 sqq. (v. Introd.).
Diocleziano e Massimiano. —
Maximianus Augg. <a. 287-
[Diocletiami,]s et

93, ma cfr. Introd. p. 181) 111 Vedi anche 111 8 sq.


1. Cfr. Indice III. —
Diocleziano, Massimiano, Costanzo e Galerio. "Exovg ivàtov xal ri' —
xal a', Uavvi X' <a. 293, Giugno 24) 83 20. "Exovg i' xal ^' xal a'
Havvi X' <a. 293/4) 83* (v. Introd.). Secondo l'era di Diocleziano sono
contati gli anni in 32. 33. 24. 25. JiaxXr^xiavov per JioxX. 32 2.
(Giuliano v. Consoli nell'Indice III).
190 INDICI

Valentiniano, Valente H ^da xul oùQavCa tv%ì] t&v


e Graziano. —
xà Ttàvra vixévrwv óeGnorwv rjfJLoóv OùaXevxiviavov x\al OvàXsvroc] xaì
rQUTiavov TMv alùjvioov aiyovGxmv <a. 367 Setterabre/376 Novembre) 86 3.
(Onorio e Teodosio II v. Consoli neir Indice III).
Giustino II (ed Elia Sofia). [Baailnag zov Osioràtov — xaì svlae^eatàrov
qfi&v ósGtcÓtov OXaoviov 'IovGtivov tov aìwviov aèyovGxov xaì aixoxqàxoqog
<a. 572/73? v. Adn.> 58 1. Baaildaq r. ^. x. èva. fj. à. a>X. I. r. ai.

aiyovGxov [ixsycGxov svsQyéxov xaì avxoxgàxoQog, xaì AìXiag 2o(piag xfjg si-

Gf^tGxàxrfi rjixóòv óiGnoCvr^g] <a. 574/78) 76 1. Cfr. tj vCxì] xaì óiafxovfj


T(bv xaXXivixwv fjfimv ósGnoxàv ^X. '/. xov al. avy. [nyiGxov ivsqyéxov xaì
avxoxQ., xaì AlX. 2o(p. xffi svG. fj. dsGnoivrfi 76 12.
(Tiberio e) Maurizio. — BaGlXsCag xov &£ioxàxov [xaì edGs^fGxdxov rj/nmv

dsGnóxov fisyiGxov svsgyéxov ^X{aoviov) M]avQixiov Néov Ti^sgiov xov alco-

viov aùyovGxov xaì [avxoxgdxoQog è'xovg a', fxsxà xijv vnaxsCav xov (xfjg

xf'dag Xi]^e(og aggiungono PO 136, 2 sq. 137, 3 ; ma qui mancherebbe


lo spazio) yero/xérov fjixmv ójeGjióxov è'xovg f, tvó{ixxiovog) le'ó', "Ad^vQ

<a. 582, Novembre 4 ; cfr. la nota degli editori a PGrenf II 86, 5 p. 136)
59 1. BaGiXiCag xov ^. x. evG. fj. ó. fji. fv. <P. M. N. T. x. al. avy. x.

aéx. è'xovg ló', vnaxeiag xov avxov svGt^sGxàxov fjfxcóv ósGnóxov è'xovg ly',

(Dacòcfi i', IvóitxxCovog) ló' <a. 595, Ottobre 8 [non 10!]) 60 2.

(Foca). — BaGiXfCag xov ^sioxdxov xaì evGf^eGxàxov fjf^imv óeGnóxov è'xovg C'-,

Jlaxàìv ly', Ivàiixic'ovog) i^' <a. 609, Maggio 8 — ?) 61 3.

Eraclio. — BaaiXiiag xov ^fioxàxov xaì svGs^sGxàxov r^fxòav ósGnóxov fxsyi-

Gxov evsQyéxov 0X{aoviov) '^HgaxXeiov xov alcoviov adyovGxov xaì avxoxgà-


xoQog è'xovg y', &ìbO^ X', lvó(ixxiovog) ^' <a. 612, Settembre 27 [non 28])
62 2.

III. Consoli.

{-I]dus Septembr[es] Diocletia[no et — ] coss j 111 6 sq. (v. Introd.).


Sabino et Rufino consulibus <a. 316) 112 8.

Msxà xr^v vnaxiiav 'lovXiavov xaì ^aXovGxCov x(òv Xa/HTTQOxdxon', (Paùxfi x'

<a. 364, Ottobre 17) 90 1.

'YnaxHag ^Xaovlwv (così pap., -lov è errore di lettura) KaiGaglov xaì Axxi-
xov xóòv Xaf.inQOxdxu)v <a. 397) 34 1.

Toìg fjiéxà xijì' inaxeiav xcòv àsGnoxóov rj/xwv 'Ovwqiov xò cy' xaì OtodoGiov xò
i' xdóv dloìvCwv aiyovGxwv, 'Eusìcp e' <a. 423, Giugno 29) 87 1.

Totg xò [x vnaxsCav (PX(aoviov) BaGiXsiov xov Xafingoxdxov, MsgoqÌj


ixe]xà xfjv

f, lvd{ixxCovog) id' <a. 561/65, Luglio 31) 77 1.


Per Tiberio e Maurizio consoli <a. 582 e 595) v. Indice II.
ir. INDLZIONl - V. MESI E GIORNI 191

IV. Indizioni.

'Ivdixtiwv passim (abbrev. ivd, ivóix, ivóix^, irà^j etc). Indizioni inesattamente
indicate 22 sqq. e sopra Indice II (s. Tiberio e Maurizio).
: v. ini —
TT^g X tvótxTiovoQ V. Indice XIII s. v. èni. vntQ Trjg ówósxàrr^g ì. 43 4 etc. — ;

i). ósxàzrjg l. véaq 80 18. 19; rfjg nagovar^g x. ì. 42 11. 02 17. 63 28. 78
3 etc; xaqnmv {ano xaqniàv 34 7) tQixrig l. sitn. 62 18; {ano) xffi Gvv
O'scp X ì. 66 24. 75 7. 77 32. [78, 6]. %ffi smvxovg gvv ^ìoi [slaiovcjrjg l.

77 10. rffi em. slffiovGrjg óajdsxàzìjg ì. 34 8.

'Enivé^r^aig : Ttjg cvv i^«j) nsvttxuidtxazrig £ni,v£ixì](fe(og 60 27.

V. Mesi e giorni.

Mesi: Qwd; ^awifi, 'Ad^vQ etc. etc. passim, ^e^aatóg (= ©Wv^) 30 11 ; Atiàvaìog
(= 'J^vq) 36» 2; AÓQiavóg {= XoCax) 53 23. 38. 141. 194; KaiaàQsiog
(= MsaoQrì) 37 2.
Giorni : inayófxsvai 88 5. ènl raig inayofxsvaig rovijir^viag (sic) ^' sTOvg (= 1

Thoth del 2° anno di Domiziano) 37 4. — vsofxrjvia 48 3 sqq. 75 7. —


TQiaxdg 30 11. 37 3. — ^s^aarrj V. ad 40 16. — [-I]dus Septembr{es) 111 6.

Calendario egiziano per l' età romana.

Anno comune Anno intercalare (1)

(1-6 'EnaYÓi-isvai r^-- 24-29 Agosto)


1 &(i)d 29 Agosto 1 &ó^ --r:= 30 Agosto
1 ^acòqi 28 Settembre 1 WaùxfL := 29 Settembre
1 'AOvQ 28 Ottobre 1 'j,:>?5^ = 29 Ottobre
1 Xoiax 27 Novembre 1 A*o<a;c = 28 Novembre
1 Tv§i 27 Dicembre 1 TiJj^f = 28 Dicembre
1 Mfx^iQ 26 Gennaio 1 MexHQ = 27 Gennaio
1 ^afisvoi}^ 25 li'ebbraio 1 (ìtafisviad- =: 26 Febbraio
1 OaQfiovdi = 27 Marzo 4 (Da/Àfvé^ = 29 Febbraio
1 Ua^wv 26 Aprile 5 0afÀ,£V(ó& 1 Marzo =
1 Ilavvi 26 Maggio 1 ^aQUOvdl ~
27 Marzo etc.
1 'Ensicf 25 Giugno Uaxév, Ilavvi, 'Ensiff, MsGoQij co-
1 MsGoQr'i 25 Luglio me neir anno comune.
1-5 ^Enayófisvai 24-28 Agosto

(1) L'anno intercalare Egiziano comincia col 1 0wì) precedente l'anno bisestile del
calendario Giuliano (per es. è intercalare in Egitto l'anno dal 1 Owd' del 35 di Cristo
alla 5 èjiayo^évT] del 36, essendo il 36 di Cr. bisestile nel calendario Giuliano), e il L 0a)&
risponde al 30 (non al 29) Agosto, perchè lo precedono 6 (invece di 5) sTiayó/ievai. Cosi il
29 Febbraio del bisestile risponde al 4 ^a/xsvcód; e dal 5 ^afisvóé {z= 1 Marzo) in poi
non e' è più differenza fra anno comune ed intercalare.
192 INDICI

VI. Funzionarii, ufficii, titoli, civili e militari.

àyoQavo/iijong. AvQrjhog \A:ToXko'3Viog à. ^ov- òiaXoytj 109 3.

Àevri]? (Oxyrh., s. IIH') 74 10. òiaXoyioiiwg e òioixrjoig v. XIII.


àyQO(pv)Mxsg (Tholthis nell'Oxyrhynchites. slgrjvdgxiai ?) xó/uTjg dcóX-éscog (dell' Oxyrl'..,

s. VlP?i47 3. s. VI") 47 2.

àxTovaQiog. 0X aoi'iog 'Eg/ùvog àjiò ày.rova- Exòixog. 6 òsTva 6 Xoyidnazog e. zfjg ' AXs^av-
gicov (Oxyrh.. s, VI-VI?) 48 1. 4. -• inol- dgécov (a. 574/78'') 76 11.

xiov ' Axrovagiov (dell' Oxyrh.) 62 14. ixSoxsvg. 'Qgimv è. (Oxyrh., a. 256''?) 35 3,

àQyvQOTTQàTrjg. <PX aovtog) Evatà&iog 6 XafiTiQÓ- èvoixoXóyog v. òidxovog.


tatog xa)j.i[i]Trjg) xaì àgyvQOJiQarrjg (in A.les- e^xénrwg. 'Egfioyévrjg è. (Oxyrh., s. VI) 88 1.

saudria, a. 574/78P) 76 2. sjzifisXijzijg. Atj/^t]ZQÌov sn[i[ieXrixov) (?; Oxyrh.,


ÙQXi ( ). Mrjvàg BUtogog à. (s. VIp) 81 13. a. 293") 83 18.
^aaihy.òg yQafiiiazevg 104 15. 107 6. <I>iXog ^. fjTCjiieXrjztjg zfjg àvaxaddgaecog zfjg Tgaiavijg
y. (dell' Hermopolites, a.. 107p) 56 14. òicógvxog. Avgi'jXcog Qsoòóaiog Kaga/A.dXXov
^i^hoqìvlaxEg èvxiì^aswv rov 'O^vgvyxttov vo- è. xxX. (Oxyrh., a. 423") 87 5.

Hov (s. HIP) 74 2. ènizgoTzri cfr. lòiog Xóyog


pori&óg. Aiovvaiog /S. (Hermop., s. V) 44 2. ijzizgojzog. avvé^aXov roTg ijitxgójioig 93 5.

'Imdvvrjg /?. (Oxyrh., s. VI-VIIp) 48 2. ^ys/iiorevsiv. 'PXaoviog Tniavòg ^ye/iiovsvaag

Baadsidtig fi. (Oxyrh., s. VIp) 88 1. ' Al- 107 5 (cfr. Introduz. 101-108 p. 169).
cpóq> (') T(ù ^otj&cfi xSiV xofi/À^j 97 G. rjys/Àwr 26 8. ó xgdxtaxog i). 103 15 sq. Per
^ovXevTt/g. AvQrjXiog 'Hgmdtjg yvfcvaoiagxr/aag i prefetti Flavìus Titianus, Bassaeus
^. rfjg 'O^vgvy/jtwv nólecog (a. 216/7'') 79 3. Ru/'us e Calvisius Statianus v. Introd.

Avgì)Xi.og ' AvazóXiog yS. zi^g ' Agaivoàùv no- 101-108. Satrius Arvianus praeses The-
XÉwg (s. IVp) 42 3. AvgriXiog KaXXivixog baidìs V. 26 Introd.
'Egfisiov /?. 'EQ[À.ov7zóXewg zfjg Xa^ngozàzrjg défia. iv ^é/iaxi òrniooko (Oxyrh., s. Ili") 73 16.
(a. 397P) 34 3. — Cfr. àyogarofii^aag. l'òiog Xóyog. ngòg xtj xov lòiov Xóyov ejnzgojzfj
yeovxog. 6 xazà Ttàvza dav/j.aaia>zazog xaì èvd- 104 ». Cfr. Adn.
gerog yeovyog Asóvziog (Sivagv dell'Oxyrh., xE(pakai(azai xó)/À.i]g OcóX&scog (dell' Oxyrh.,
s. VIP) 71 1. Cfr. JzazQixiog e XIII (s. v. s. VI'') 47 1. 8; cfr. elgijvdgxai.

ysov/sìv). xó,urjg. 6 xà ndvza fxeyaXo:^g{ejisaxaxog) xal ne-


ygafi/Àazsvg. 'Eg/iiag y. (del ngdxzcog àgyvgi- gifiXsjixo? xó/.i{rjg) EvXóyiog (s. VI) 49'.
xòìv di HormupoJia, a. 107p) 66 13. y.of^ii.ie{vxagrjaioi) 97 6. Cfr. ^orj&óg.

ygafifiazrjcpógog (pgovgóg (?, s. VI'') 49 4. xu)fA.agxog. AvgriXioi Zaxagiag Ile^fjxog xal


{ygafpEìov. 'AsioXXwg (ovA'. 'AjzóXXcov) yevófisvog SiX/^avòg ' Afifimvlov àfjupóxsQOi. xdìfÀagxoi
Tzgòg x[cò ygarpsicp ?] (Oxyrh., S. IH'') 86 calò inoixiov Arjfirjzglov zov 'EgfiojzoXixov
Introd.). vo/Aov (s. V'') 43 1.

yvfivaaio.gxrjoag v. ^ovXsvzrjg. xo)fiijxr]g V. àgyvgojrgdxTjg. — ó èvòo^óxaxog

yvfj.vaaiagxog. Aovxiog ' Avdéoziog Esgfiavòg juov àdsX(pòg 6 xvgiog xcùfirjXì^g 76 3 sq.
svagxog yv/ivaalagyog zfjg zwv ' Avzivoécov xwfxoygaixfiaxEia 101 20 sq. ? 102 15. ad 105
nólewg (a, 26.5/6") 33 1. 14. 106 8.

èì]l.ioaio)aig 109 2. xoìfxoygufxiiazsvg 101 8. 102 5. 103 18. 104 12.

òiàxovog ? ' AnoXXwg avv &eà> ó. xai ivoixoXó- Xeizovgyia v. (pvXrj.

yog ivdó^(ov) {ovv. èvdo^iozdzov)} oi'xov Xeixovgyot (del villaggio Stragi nell' Oxyrh.,
(Oxyrh., s. VI") 81 1. s. VI") 71 6. 10.
ri. FUNZIONARII, UFFICII, ETC. - VII. N03I1 GEOGFAFICI 193

koyoYQaq^og. '
AgrefiiScogog X. (dell' Ilermop., lis, S. IV") 22 3. jr. ^egflvog ' Agxe^uòótgov
s. V) 44 3. (favovoigs (?) (Antinoupolis, a. 385") 24 21.
fiEtl^wv 80 7. 12. jxgóedgog 0eóxi/iiog (Antinoup., n. 376") 22 14,
vvxioaxQàtt]yog. Maxàgiog 'Egfieiov xxX. vvhto- jigovoTjxtjg v. XIII. Koa/iiàg n. Tegvdswg 89 1.

axQ. (Antinoupolis, a. 376") 23 32. ngcaxoxcofifjxai 96 2.

ÒQÒirdoiog cfr. jiazQÌxiog. gijidgiog 'A/i/icDviavóg (Oxyrh., s. VI') 47 1.

:7aydg/>]g. <I>k{aoiHog) 'lov/uavòg 6 //.éyag Ji. tj)? anoXnyog v. 37 Introd


'OkvQvyyjzòJv jiókecog (S. VI""?) 62 4. ozgaxrjyóg ct'r. XIII. 'Egojg a. Gsftioxov /icegi-

naiQiHtoS. ^k(aoviog) ' Anlwv 6 jiav£vq>Tjfj.og òog (dell'Arsin., a. 52") 57 1. 'HgaxXsidijg


xai vneQ(pvsaxatog ànò vjidicov ÒQÒivaQiwv o. 'Eg/uojcoXixov (a. 107") 56 1. 16.

Hai ::TaTgÌHiog ysovx&v xal Èviavda xfj la/n- axgaxiwxrjg v. XIII.


Jigà 'O^vQvyxcxcòì' nólec (a. 566/612'') 58 3 avyxXtjxog (il Senato Romano) v. XIII.
( 'ir. 59 4. 60 6. 61 5. 62 5). 6 xfjg siy.leovg oi\ima/ot {^tì'ngi< dell' Oxyrh., s. VI") 71 13.
ixvìjfitjg Io}dvvì]g ysvóftevog naxoìxiog a. 574/ axoXaoxixóg. ' Aké^avògog a. 4.5 2.

78") 76 2. Ta/istov 108 10.


Jioxafxìxac UxoXsfiaiov Ègyaodfisvoi sìg àvdXt]fi- xojioyganimxeia 101 16. 18. 102 20.
ìjjiv òiaxonwv xwv jtegì Eévviv (Oxyrh., xgifiovvog (Oxyrh., s. VI") 47 6.

a. 293") 83 11. vjxaxsia cfr. III. à:jò vjxdxwv {ògòivagtwv) v.


Jigayftaxevxt'jg. Bixxwg Ji. 60 21 sq. » jraxgi'xiog.

Jigaixcov OVV jxgatJióacxog. <PXaoviog Kgrjonév- vjxrjgéxìjg, vjioyQa///iaxevg, vjioòéxrtjg, (pgovxi-


xiog àjiò :Tga(tJioaixcov) o vv. jxga(ixóva)V) (^nir axtjg V. XIII.
PFlor. 71/680. 87, 2 1> 90 3.' cpgovgóg v. ygafifiaxìjq>ógog.
Jigaxxogi'a Asvkov IJugov 34 9.
106 6. cpvXr). xrjv èviavaiov drj/tioxiHf/v Xsixovgyi'av d^xo-

jigdxTcog àgyvgixwv (Hormup. a. 107") 56 13. jiktjgwoai vjieg xfjg jragovaijg tg' (pvlfjg (0-
Tigoeògevwr 'laiòcogog Ua/^iévovg (Autiiioupo- xyrh. ?, a. 367/76") 86 10.

VII. Nomi geografici e topografici.

a) Città, Provincie, toparchie, regioni, BgsxavìUHÓg e rsgitavinóg v. II.

AeXqroi. ix AeX(pwv 99 18.


tribù e demi eie.
'EofiojioXhìjg 38 2. 3. 39 2. 56 3. 'E. voaóg
' Aòiaprjvixóg v. II. 43 2. CtV. 56 1.

Aìymxiog 53 21. 38. 61 etc. Alyimxio^g 99 6. 'Eg/^ovjToXcg (^Ma</nay 34 3 (t) ?M/njTgoxdxt]'^

Al'yvjixog 28 23. 2k!. 38 13. 43 3.

Ah^avdgsvg 53 20. 33. 60 eto. r; 'Ale^avògémv 0efAÌaxov firgig (del uomos Arsin.) 36" 4.

(se. Jióhg) 76 11. 13. 67 2. 6.

' Ak&aiEvg V. 2!u)aixóo/ucog. OfiovtjxoX.eixov 108 16.


'Avxivoémv jióXig 33 2. ' Avxivóon jzóXig rj Xafi- 0ftovtg. firjxgojióXeojg 0/iovecog 107 15.
Txgoxàxr) 41 1. 4. lovdatot 27 6.
'Aga/ìta àv(o? 56 11. Kcpaxóg ad 36» 13.
'Aga/iixó; v. II. fisar] se. Tojxagyja dell' Oxyrh. 40 5. 7,

'Agxddcov (se. èjiagxta) 76 6. Ncosixov 104 22.


'Agatvoixtjg vo/xóg 36» 4. 63 14. 97 2. 'Ag- 'O^vgvyxtxtjg. rj 'O^vgvyxixwv 76 8. rj 'O. jxóXig

at(voixci}v) [jióXig] 42 3. 62 5. 30. 58 2. 63 9. 75 18. 79 5. (Xa/Mxgd)

fiaadìg xwv tióXscov {^, Costantinopoli) 76 5 68 3. 59 6. 60 8. 61 7. 62 6. 77 5. 87 6.

Pap. Soc. ital. I.


194 INDICI

(XanTiQÙ y.al ^MfiMOOTaTtj) 87 5. — 'O^vQvy- Aaiiga Sagdjiiòog (villaggio? o sestiere della


xhrìg\ofiós Ò2 10. 58 6. 59 7. ttO 13. 61 città di Oxyrhu ?) 67 2. 68 2. 69 2.

12. 62 10. 14. 74 3. 77 7. Avvcòvog genit. 80 10. 25 (adn.). A. ^regiazs-


'O^vQvyxcov jióhg 73 3. 79 2 eto. gàg 16. 17.
TlaQd-ixóg V, il. Nsixi 53 94.
JlaiQÌ] ava toparchia dell' Hermop. 30 3. "Owr... ? 87 7 V

négoTjg TTJg sjityovrjg 36* 5. 26. 77a?r 109 4.

Soma 112 8. 2'et'éjtTa 73 10.


'Pco/xaTog 53 20. 33. 60 etc. Sévvig 83 12. ,

Ewaixóaiiiog 6 y.al ' A^.Dcuevg (tribù e demo Zivagv 53 149. 71 4.

di Alessandria) 107 22. 2'jiana 77 7. 13. 27.


TQÓJsg 19 7. Tafijieiov geuit. 80 21.
Wavsixov 105 ly. Tdfxjiszi 52 9.

{Wif&a... Renjbrn noiiio locale 56 11). Tevzvggcog ovv. revyvgewg ;::;cnit. 80 18. 19.
20 (èjioiHiov). 23.

b) Villaggi. Tsgv&ig 80 6. 22. 89 1.

TfiovaHov 80 4.
1. Dell' Arsinoites.
•/'[^ìat? 82 4 (adn.).

'
Ari IVO V 31 7.
'Qglw}'og genit. 80 7. 8. 9. 12. [èjzoixiov 'Ogim-

QsaòéXqjEia (della Ofidazov 36* vog sic) 14. 15. [24].


fifQig) 3. 51
3. 57 5 (scritto OeaÒFl(péag).
6eo^£vig 42 3.
c) ènoiy.ia, xTìjfiaru, xXfjQOi, xónoi.,
MiHJó?.£(og (genit.) 63 13.
fXTjxafai etc.
^daòÉlqeia 33 10.

2. Dkll' Hkkakleopolites. 1. Dell' Arsinoites.

\4;';«t'pcó)'Ctìx' 32 3. 8.
i?Micovojzagddeiaog lovXiag Xeyó/:tEfog (nel ter-
{nwfirjg)
ritorio di Philadelphia) 33 10 sq.
3. Dkll' Hekmopolitks. 2!vg 6 2vgi jzl ixcjiiaza nel territorio di

Theadelphia) 51 2. 6 sq.
AevHov naoov {jTouxTonia) 34 9.

.^'«/.(lAaswir) genit. 37 1 (adn.).


2. Dell' Hermopolitbs.
TsQXOV Zo.UOOV 30 5.

AtjiirjTOCOv Ijiolxtov 43 2.
4. Dello Thmuites. Mavgoi. èm zójzcov Mavgcov 44 1.

MeveMov xXfjgog ('jella top. Ilazgìj avw) 30 3.


Aafiaazv 102 5.

Z/iiov/iiecog genit. 106 7.


3. Dell' Oxyrhynchitks.
HiTEyxat 101 7.

Wevevzì]}.Ecog genit. 104 22. 'Axaxlov ènoixiov, xrfjfia 60 12 sq.


Wevj^ioy.aiag ovv. Werionaiag genit. 101 7. Axzovagiov sjioixiov 62 14. 28.
AXrjaiov ènolxiov 59 7.
•''. Dell' Oxykhy.nchites.
'AgzE/nidcógov xkfjgog 109 5.

^ Aveavr^ovTog genit. 80 6. Aiorvaocpidvovg) xkijgog (jz. Seì'éjzza) 73 11. 20.

'Agxvcovog genit. 80 13. Kaivfjg. yeovxjXT] /j.rjxari] xalov/ÀÉv>] K. 60 15.

QàtXdig 47 2. 0. /tea»;? (-5C. xojiagxiag) 40 4. Ae(ovÌÒov xzì]fia {jisgl TdfiTiBZi) 52 9. 18.


X
6. 6>. .,, 9!) 5 (V. adn.). Ai'xov. fi (= fiìjxc^^'V ?) -4. 80 2.
vili. TASSE, GRAVAMI UTC. - IX. RELIGIONE, CULTO ETC. 195

"Ovov ,.»,? 87 7. 'Qgiwvoi (scritto 'Oq.) f.jioLxiov V. sopra (Vil-


Tlayyovkesiov sjtolxtov (>1 12, 30. laggi).
TleaieToé ènoixiov, xxfj^a 68 6. 8.

Iftkaaiei'ovg ènoixiov (>2 10. 28. d) à/^iqìoòa.


TevTVQeoìg Inolxiov v. sopra (Villaggi).
Tiji /nrjTQÒg rsQfiavov. firjj^avrjv xalov/uévrjv Di Hermupolis 'Pqovqìov h/ióg 38 2 sq.
:

Trjg 1.1. r. 11 14 sq. Di OxyrtiynchoH - « A]xaxiov 76 12 : ,


;

Tgaiavì] 8iù>qv^ 87 4. 7. Xavga Zaganiòog (se non è un villaggio)


<Pasi ? {s<)aq)og, presso 2^Jiaria) 11 13. V. sopra ; TFa/nfiévovg jraQaStiaov 63 187.

Vili. Tasse, gravami etc.

avviava. v7ioò{oyrj) àvvo)vù>v-ÒExdtì-ig Ivòixrio- xatafiolri (rata di tasse) 80 2 sqq.


vog 44 1. vnsQ xùv àvvcoviòv xal xavovixMv xe<pdXui.a 102 9. 103 19.
66 20. Cfr. èr]!xóoiog. }.aoygacpia 106 21. Cfr. òtaygacpri.

dgyvQixd v. XIll. rò ovaiaxà v.^èg tov x exovg ).EixovgyeTv, -yia, -yixóv, -yóg v. XIII.
dgyvQixà zeXéafiaza zwv atrixcov 108 12 sq. Vavilov 106 10.
Cfr. òrjfA.óaiog. ovaiaxóg v. àgyvgtxd
òrjfxóoiog V XIII. slg Xóyov óìjuoaiov 46 3. zwv jiagaftvOeia v. XIII.
òrji-ioaiuìv jzdvxmv aizixwv zs xal àgy. 30 8. jxagavav?.{ ) 106 17.
xwv zijg y^g ò. 32 19. 77 28. jzdvzcov 6. sl'ze ngovofiiov... quid ? 66 9.

xavovixcov zizlwv ehs àvvcovòjv 43 4. zwv ò. ngoodcayga(pó/iieva v. Xllf.


TzavzoLcov zsksofidzwv zcòv vjiÌq àgovocòv xzX. ngoaq:iog[ ) 89 1.

34 17. TzXìjQcòaai zà-dr]fióota 62 19. Cf. XIII. aizixóg V. òrjiÀÓotog e àgj'i,'g(;;o'?.

òiayQaq>t] (= Xaoygaipia) 67 3. 68 3. 69 3. anovèrj ovv. ojiovSac KM) 7. 22.


iyx V. évx zékeafia V. àgj'?;^*^» e òyfióatog.
eiSog cfr. ivvófitov e zoxaòeia. zé}.og èXaiovgyixòJv ògydvmv 106 14. a»' «at

SXCpÓQlOV V. XIII. zd^ofiat zò xadiixov réXog (iu- una apogru-


llaXxri 106 18. pho di bestiame) 66 10.

i/nfioXij. vjzkg sfi^oXfjg èvdzrjg quid? 89 3. zoxaòeia 103 10. 106 3. elò{ù>v) zoxaóeiag 101
èvvó/Mov. siòwv svvofiiov 106 1. 5 105 19.
ivx xgrjà quid ? 104 23. zóxog V. XIII.
ijzixXaofióg. ef ijzixk{aa/iov) 105 20. vt;^V 106 2.
ijiiazazeia (pvXaxLzmv 106 15. vjióXoyog. zi/itj yfjg dnò vjioX(óyov) 106 9.

&t]aavgixóv 106 11. 13. 22. Cfr. hgazixd. (póXezga ovoìv xal cpóX.szga vo/iag/iag 31 16 sq.
Ugazixd 106 26. iega{ ) 104 25.'tega{ ) dìjo (fìógog V. XIll. rp..vofiù)V 103 12.
106 20. 2.-. (pvXaxizr)g v. kniazazein.
xavovtxd V. àvvcòva e òrjnóatog yoìfiazixóv, -xd 51 3. 106 23.

IX. Religione (pagana e cristiana) e Culto, Magia, Astrologia.

'Aócùvai 29 21.
a) Religione e Culto.
'Adrjvawv V. X (s. V. /lézgcp)

à^PCi, à^vaoog, àyyeXog v. XIll. 'Avdyxrjg xX.fjgog v. XIII {xXijgog).

àyogaì /aaxdgcov 17 II 2. "Avov^ig (evat^ijg cpOizòiv y.rjox'S) 28 "21


196 INDICI

'AjióVmv 19 3. 7w? 64 2.

"AQr,g 19 2. KÉQ^EQog 28 21.


"Aqxshi? 19 4. 100 15. xXfjQog cfr. jiQsa^vxegog. xXrjgog Avdyxtjg,
àgxàyyeXog. iv xfj òyòórj ^fiéga %fjg soqtìjs rov "Egcorog etc. V. XIII (;cA^go?).

aQy^ayyéXov Mixar^X rov ' AdììQ ^irjvóg kt).. xvQcog 29 13 etc. V. i9«d?, Xgiaxóg.
63 24 sqq. Aì'i&r] 28 21.
^AqìQoòhì] 19 2. ^??Tc6 19 4.

'AyjQcov 17 II 3. Maivddsg (pgtxtal xógat 28 4.

Aalf.io%'og xXfjQog v. XIII [y.kfJQog . Mjj^ga (vocativo) 28 56.


òiàxovog cfr. XIII. TvQavvog ò. xfjg sxhXtj- Mixo-'^X V. àp;ì;a77eAo?.
aiag 'EQfxovjiókecog 43 3. <5. rov èv avxfj (so. /xovd'Qwì', oixoì'ófiog, é/ivveiv (èjró/ÀVva&ac), og-

àyia sxxXrjola) olxovó/iov 75 2. xog etc. V. XIII.


IxxXrjaia v. XIII. "Oaigig 28 23. 64 1.

èoQxrj V. dg;(;a7;'sAo?. Ilegoerpóvri 28 22.


Egivvg. ai'v 'Eqivvoiv 28 8. Eqivvoìv 28 21. jirsvfxa (ayiov) v. Tpjaj.

'EgwTog y.XfJQog v. XIII [xXijQog) ngsa^vxegog cfr. XIII. 'lalmvog yevo/iisvov jige-

Zsvg. Ala 64 2. a^vxégov xov evayovg xXrjgov ifjg Xaf-iTigàg

"HXls ^eXiovxe hzX. 2S 57. O^vgvyx^xojv nóXswg 77 4.

'ffli-oior 17 II 4. 'Pa(par]X 29 3.

'HQaxXfjg (es. di parola molossica) 18 7. 2a^aéd' etc. 29 20. 28.


i?etof, d^gióxaxog v. II. ^ ??f«'a ngóvoia 71 9. Edgajiig [atp'd'ixog ?) 28 23. ànò X.avgag Sagdni-
Cfr. èfivvsiv, oQxog. òog (Oxyrh.) 67 2. 68 2. 69 2.
&£Óg passim, ^eoi 27 3 adn. etc. &eoXg ós Sagacpiv 29 12.
xàgig xiX. 94 5. xovg aX.Xovg deovg jzdvxag 2xdfiav8gog 19 B.

xal Jidaag 64 2. xvqis fiaaiXev x'^ovicov -decùv Tdgxagog 28 20.


28 35. 40. /«à TW i9sa. 100 12. deov vlóg xgidg. ì] àyla xal ófioovaiog r. 76 12. èv òvó/LiaTi

(KaXaaQ) v. II. d /néyag Oeóg 28 18. 47 sq. xijg ày. xal Coiojiotov xal Ó/a,. rgidòog jiaxgòg
d ?!>. xov ^A^gd/ii xxX. 29 14. d ??. d sv ror? xal viov xal àylov jivev/^iarog 61 1 sq.
ovQavotg 27 17. jravrcu»' 54 6. «»
xxiaxtjg Tvx'Tj? x}S]gog v. XIII (xXrjgog).

cpófÌM XOV deov 65 6. ei? t^v naaxàòa xov Xagov^l 29 12.


& 65 15. d ìXecòv Jixwxòv &SW òavBiì^ei 98 Xgioxóg passim. 6 aw^cov fie X., ó Jtaxi/g
4 sq. fA,à xòv jiavxox^QaxoQa deóvl 47 4. ??edj xov xvgiov 'Irjoov Xgiaxov 27 10. 18 (6 d
,ao< fiagxvoot 49 2. d vfò? xov ^ùvxog {^eoìi àjzo&ai'cov vJiò lovSaiwv). iv òvó/xaxi xov
etc. 27 8. avv -d-sw v. XIII (^s. v. avv). xvgiov xal òeanóxov 'Irjaov Xgiaxov xov ^sov
Cfr. Xgioid?. xxX. 52 1. 59 1. 60 1. «2 1. 63 1. Cfr. ^sóg.
'Irjoovg V. Xgiaxóg. Cfr. /ooi' \'Iaov) 28 41. Ciìgog] 64 2.

b) Magia.

Dai due soli testi magici compresi in questo volume (n.* 28 e 29) abbiamo estratto
ciò che non era esclusivamente magico o immediatamente qui sopra (1) o negli altri
indici. Per le parole e formule magiche, ècpéata ygdiijxara etc. il lettore dovrà ricorrere
da sé ai due testi, anche perchè troppo spesso non eravamo in grado noi di dividere
correttamente le parole e le sillabe.

(]) Ma ben sappiamo di non avere evitate incoerenze. Nel § a) per e.s. abbiamo am-
messo 'Pa(pai'/X, Saoarpiv, Xaoovfii, 2afìam& etc, e al)biamo poi lasciato Zovgii)X (29 4), Sa-
QayaqX (29 33), 'Idgxava (28 "l9), Magimgr'jX (29 2), Sa^à^ (29 37), 'Pgi] (28 56) etc. etc.
X. MONETE, PESI E 3IISUBE - XI. PABOLE LATINE ETC. 197

c) Astrologia.

Valga per l'astrologia quello che abbiamo or ora detto delle formule magiche:
astrologici sono in questo volume soli quattro testi di oroscopi (dal d.° 22 al 25). I corpi
celesti, costellazioni etc, di cui vi occorrono i nomi sono i seguenti AlyóxeQcog, "Aqtjì, :

'A<p()oóhr], Aiòvfioc, 'Eg/ufjg, Zsvg, Zvyóg, "HXiog, 'Ix'&vsg, Kagxivog, Kgióg, Kgóvog, Aémv, Ilag-
&évog, SsXrjVì], SxoQniog, TavQog, To^ózrjg, 'Ydgrjxóog.

X. Monete, Pesi e Misure.

àgovQa passim. Cfr. XIII. fivgidóeg v. xdXavxov


agrari] passim, anche in simbolo, (jivqov) vofxiofia, vofuofiaxiov (xQvaov) passim, v ev
30 4. 10. 31 10. 12. 35 4. 42 5. 9. 66 21. elg xegdxia slxoaiév, ovv. òsxasnxa, OVV. x^'
23. 7;ì 15. (ji. òoxixov) 37 3 (v. adn.). (m- 63 19 sq. 80 4. 13 sqq. 20. 24 sq. nagà
Tov) 46 6. 7. 77 25. 78 4. 88 2. 88'. [oi- xegdxia òéxa IdiMxixcò l^vyw vofiixsvófÀSva
xov xayxéXXq)) 89 2. (a. xal agaxog) 34 14. 72 1. Ji. X. xgia ìjfiiav 44 2. jt. x. Ssxaé^
(xgc&rjgj 42 6. 10. ixgt§à,v} 45 3. 66 22. 77 26. xg- vofiiofiuxog tghov nagà xegdxiov
28 sq. 78 4. (èkaiwv iyXexTfjg (isXalvrjg) 33 «' xéxagxov 81 8 sq. XQ- voftiofiaxiaiv —
Yl .(cpoivtxog '^iiQov jiarrjTov /iiovo^vXov) 33 15. deajToxixcòv dtxatcov 66 10. — nXivda x^'-~

ègaxiJ-T], àgyvgiov òga^/n^ passim, anche in Xia i^axóoca Xafi(idì'cov jtags^w vofA.ia[xdxiov
simboli. EV 88 4. XQ- vofi. ev iv aixov àgxdjìaig è(a-

svara&fia \xQvaiva), se letto bene, 77 31 sq. èsxa rjniav 88 2. Cfr. 46 5, dove un no-
Cvyóg. iòicoxixà) ^vyq) e 2jiavcag t,vyio v. XIII. misma è calcolato 42 artabe aixov.

fjfuw^éliov 109 9. ò^oXóg 109 9. 23. (2. 3. 4. 5 oboli) in sim-


xayxélXo) v. àgiàfiì]. bolo 101-106 spesso. Cfr. ìjfiiw^éXiov.

xaXa&ccov dixocvixicov 33 18. ouyxia. Svo ovyxiag {òjiCov) 49 3.


xevTYjvàgia [ègéag] 36 3. xdXavxov. xo-Xxov 64 8 sqq. àgyvgiov xa-
x.

xsgdxtov 67 3^68 3. 69 3. 80 3 sqq. (xqv- Xavxa fivgidSag xal xeiXca 43 6 (adn.).


jtévxe

aov) SO 8. 9 etc. Cfr. vófiiofia. àgyvgiov x. xgiayJXia 66 21. (e^axóaia) 66


Xitga. xgvoiov Xhgag xiX. 76 4. 6. 23. 70 2.
fiÉrgct) A&Tjvaicp i(p' àXóvcov xijg xwfitjg 34 16. xexdgxag (xgvaiov) 64 7.

78 7. fi. Ai^. sxxt]/j,ógco Ilavfìaaxiog "Qgov xaXxovg. i. 2. 3 etc. xf^XxoX in simboli spesso
30 6. 11. /{. òoxixM adn. 37 3. n- xexàgxw 101-108.
avxijg (della proprietaria) 31 13. fi. xe- Xgvaóg, xgvocov etc. v. XIII e cfr. svaxa&fia,
xgaxoivixM 42 11 sq. fi. (poivixrjyq) xfjg xcó- xegdxiov, Xixga, vófiiofia.

ftrjg 33 15 (cfr. 17).

XI. Parole latine o scritte in caratteri latini.

Nel n.° 55 : conuentioncov 3. conuenticov 39. puhlecov 4. puhlicov 7. priuatov 4. 5. legitimov


5. 9. [legijtifwi 11. iuris gentiov 6. 38. 40. [agnatoi} 12. re nondum secuta 17. 92. 107. 109. 116.
123. man\datov'\ 49. praescriptis uerhis (cioè ^ pr. u. àywyi]) 56. 61. 68. bonae fidei (&/) 70. 73.
92. pactov 78. pactw 84. ipxo iure 113. consensu 115. ait praetor 129.
198 INDICI
In altri papiri occorre il solito di emù seguito dal nome dello scriba, per es. 60 36.
63 38 etc.

Si aggiungano le parole che occorrono nei frammenti di rescritti imperiali n.^ Ili e
112. I nomi di persone e di luogo, anche se scritti in caratteri latini, sono tutti com-
presi negl'Indici II e VII. — Parola copta 23 32.

XII. Peculiarità grafiche e grammaticali.

reasQcov « téieQxov 66 (cfr. Introd.) 3. 11. 16 etc. kutfj (= iavir]) 36* 8. <Pdo^évai (genit.)
63 8. aQovQag (genit.) 66 20. — Frequentemente x per ò, x per y etc. e viceversa, xara-
HcogiadévTo; 57 24. làya (= Ta;fa) 49 3. ovxytag (^ ovyxiag) 49 3. — avwc, òxrwi, èvxaXwi,
yecogycói, à^icói v. 30 3 sqq. 57 6. 25. àhjdfji 109 13. Osaòdcpéag 67 5. roti x^órog 29 8. ròv
fiÉye&ov 49 5. jiXivdu 88 4. v/nvikoyovviwv 29 12. Sidòs/:ia 26 20. xavQeXàxrjg, xgiaxQOVog, àxeQÒijv
(Prefaz.), agveg (accus.), xeaoagaaxaièéxaxog, &vyaxégav, fisyaXóxtjxav, xàgixav, ;f£rgav v. XIII.
nagExóf^ir^v e ggrjfKÓd'ì] senza aumento 50 14. 71 11. Jiagsaxtjxav db 14. etxav 71 10. dij^dsjj?
95 9. xav vvv V. XIII. Crasi : xav, xovvofia 17 I 4, xavttjv (?) 55 7, xovrexa 17 VI 3. — ejia-

vay'xov 42 7. ovx' 98 3.

XIII. Elenco generale di parole.

à/?/?à indeci . 89 1. àygd^inaxog 62 37. 63 70. 60 35. 61 37. 62


à^goxog 77 23 ; cfr. sfÀ^go^og. 26. 63 37. 72 13. 77 37.
à^vaoog (>?) 29 1. àygiovv. tjygicofxévaig 28 4.
aya xai sgs^evxoxa ? 83 16. àygóg 47 4. 66 96. 102. 104. 105. 119.
àya&óg. ovSs &aveìv xovg àya&ovg kéyexai 17 àygocpvXaxsg 47 3.
II 6 (cfr. Adn.). iv àya^oTg alxov, oìvov xrk. àycoyi^ 66 11 etc. {noXixix-ì}) 65 61. àycoyrjv

66 4. àya&fj xvxn 23 1. 31. xàya&à òwgrj- xal èvoxijv V. èjxegwxàv. _


fiaxa 29, 23. iàycóv V. adn. ad 27 18.).

àyajiàv. xifiàv /tis xai à. 41 8. àywviàv. /uì] àycovia Jisgi riòv i/iiaxicov 94 16.
àyyéUsi 17 I 1. àSeX(p:j 53 54. 93 2. -q^ai 66 34. (ófioyvtjoia)
ayyeXog &sov 26 10. xòv fiiov xwv àyyéXoyv 26 41 14. {tòta) 41 15.
18. ayyeXoi xvgiov 27 23. àòsXqpixrj (piXia cfr. (piXla.

Syeiv. a^axe 28 15. 16. 37. à^ov 28 68. àòsXcpóg 34 12. 50 [1]. 67 6. 28. 76 4. 5. 10
àytaaaal^ 54 3. etc. 80 25. 84 5. 6. 10 etc. 92 2. 97 12.
ayiog. àyla xal ófxoovaiog (xal ^caojxoiùg) xgidg 104 24. voc. -(fé 60 19. (/ut^rgòg xfjg avxfjg)

61 1. 76 12. ayiov jivsvfia 61 2. ayiov àfi^à 63 112 (Add.). 178.


89 1. àyia èxxXrjota (in Oxyrh.) 76 9. ^ àòialgsxog. xotvòg xal à. 36" 19.

àyia Xgiaxìva 27, 6 (Add.). 13. 15. 21. àòiaXdjzxmg 62 16. 59 [12]. 61 22. 62 16.
àyvoEì 98 3. àòiaoxgóqpwt 97 6.
àyoga. iv fiaxagcov àyogàtg 17 II 2. àdixeìv. niTj&h' àóixov/usvr) 64 1 1

ayogdCstv. av 6 àyogdaag 66 102. tjyógaoav 66 ddoXog. xa&agà xal a. {xà èxcpógia) 31 21.
17. xvyxdvo) Tjyogaxévai 39 4. àei^coov ^lov 17 VI 3.

àyogavofÀ.rjaag 74 11. àd'dvaxog 28 20. (alcóv) 26 18. ig àd'avdxovg


àyogaaia 66 47. 91. 125. 17 VI 3.
XIII. ELENCO GENERALE DI PAROLE 199

a&'/unxog 66 4. rag xal nàaag 64 2. ov&svl aXXwi àv&gcanoìv

oì? 5G 5. 8. («'?, èA'o) 56 15. 17. ovvéosa&at 64 19.


aigsTv. avv acgovvn-ii^gsi 66 4. med. ;<at^' ÓV àXXoxs. xal a. ool èSrjXojoa (sygaifia) 60 2. 91 8.

iàv algfi zqójxov 66 18. wv iòr aÌQcófiai 84 àXwvia. èv axgq> xfjg dXXcovcag {sic) 77 31.

13. 77 21. aXcog. iq>' àXcóvcov 34 16. 37 1. 78 7.

«"(OfOi? {atcojttjgd) 65 1. a/ia xcò xa[xaXiJxeTv fis xòv] iXaiwvojxaguSsiaov

aiTi'a. £x zavTìjg zfjg ahiai 76 7. aver» alxiag 33 26. ci. xcò xaxa^fjvai xxX. 93 3.

41 16. 56 62.
v;rfOTt ós ajr/o àfiagxi'av (jiàaav) 27 9 (Add.).
a»(uv làì^araroffj 26 18. sk tòv alcòva 27 18 àfisXtìv 96 16.

(cfr. Adn.). sìg tovg atcòvag 65 11. dfif/A.jixcog 32 10.

alwvtog 76 1. 12. 58 1. 59 2. 60 4. 62 3. 86 dfirjv 28 26.


5. 87 2 etc. v. II e III. à/iijisXovgyoi 76 Introd. (p. 145).
àxatanavatcp è'gcott 28 52. àfuiiXcov 82 4.

àxÉgaiog 86 8. a/iicj}odov passim, sn d/.icpó6ov xxX. 38 2. 63


àxegòì)g. -ijv accus. v. Prefaz. 82 (cfr. 95 sq.). 107 15 etc.
àxi'vóvvog. [àfVJiokóycDV xal ànivòvvcov) 31 16. dficpóxegoi. Aiovvoiog xal Ilanovxcàg à. "Qqov
33 20. àxtfòvvov lov cpógov ànò navxòg xiv- 63 168. Cfr. 107 17. {^vydxrjg àficpoxtQmv
óvvov 77 27. 53 8. 16. -gai 48 2.
àxivrjxog ovaia 76 6. 8. dv passim. Cfr. èdv, è'cog dv, i'ox' dv, xdv,
ÙHokov&ia 105 13. cbaavsi etc. shisg dv 17 IV 2. o'ì dv wai rj

dxóvziov QtjiKav 55 30. 66 8. Manca nell'apodosi irreale 71 10 sq.


àxovEiv 26 17. 18. 28 43 axovs 28 7 (v. Adn.). àva^Xéxpaaa - sìg xòv ovgavóv 27 6. 16.
ovaxa Tiagdìjaei waneg (ovv. (hg xal) àxov- dvayaysTv 65 3.
aóf.uvog 17 IV 4. àvayy.atog. sìg lòlag fiov xal dvuyxaiag ;fg«iaf

àxgaicpviqg 76 3. (13 18. xdg et. fxov ànoxgocpdg 76 6.

àxgi^ég J)ì) 12. dvdyxt] 28 6. xXfjgog 'Avdyxrjg 23 16.


àngog. iv àxgco xijg aXcoviag 77 31. àvdyvcoatg svxgi^ijg 18 17.
àxgovQo^ógog 28 30. dvayoaqjó/isvog [sm xijg xcoi^ioygafj./^iarsiag OVV.
àxxovàgiog. ànò àxxovagtcov 48 1. 6. Cfr. S. V. xd)/:it]g etc.) 101 9. 102 6. 103 22. sjz' àfi-

àjió e VII e 3. cpóòov xzX. 38 2.

axvgog. (Jiàxxov) 65 120 marg. r; x' è'(poòog àvaòs^ó^svoi xrjv yvci)fi>]ì> xwv ó/ioxcofirjxcòv 43
a. sarco xxX. 66 29. 2. syyvàa&ai xal àvadsxsadai 62 12. 59 [9].

akr\òsia. èf vyiovg xal sji' àXrjdscag cfr. ò/xvv- 61 17. 62 12. Cfr. 61 39. 62 28.
siv. tò (pù)g xijg àkrjd'dag (Cristo) 27 8. dvaòodévxa (àxégaiov xal èxxòg cpvXaxfjg) 86 9.

àkrj&ì'jg. òfivvù) avxoxgàxoga - àh-jdfj slvai xà àvaigstv. r; xcxrov àycoyijv r) àvaigovv saxtv 56
jiQoyeygafifiiva 63 45. 135. 109 13 {àXrj- 11. àvacgstadai 113. dvaiXìv {dvslstv) 71 11.
&rji). 28. àvaigsatg 66 34. {xfjg xoivcovìag) 55 26. jzgòg

àlfj^wg 26 11. <hg a. 71 1. 96 7. àvaiQsaiv ndarjg òixaioXoyiag 76 9.


àlkà passim, à. xal 52 23. ov fióvov - àV.à ùvaxàdagaig xfjg Tgaiavfjg òicógvxog 87 6.
xal 66 94. ov /nóvov - àkX' {yap. aXX') sìg àvaxXàv. dvéxXavEV sic 27 16 (v. Adn.).
XX?.. 65 4. ara''' 83 2. 4. 8. 10. 15.
àXXtjkwv. xififjg xijg ngòg àXXrjXovg avfijxecpm- àvaXajióvxag nag' sfiov xfjv ó/noXoyiav vjtoys-

vri/aévrjg 66 9. eìxav àXXtjXovg àvacXìv (I. àve- yga^i/j.sv]]v xxX. 74 6. àvsXrjf^cp&rj 104 10.
Xeìv) 71 10. dvdXrj/xjixog 104 14. Cfr. 10.
aXXog passim, a. xig 47 7. àXXo zi 85 11. 16. dvdXì]fiy'tg {òiaxojxwv] 83 11.
/U>;ó' aXXov zivd 66 27. fit]S' ci. /:iì]Séva 53 àvaXiaxEiv. dvaXco^fj 27 15.
21 etc. (cfr. /ir^xs). xovg aXXovg &eovg jtàv- àvaXvd'fjvai 55 117. dvaXvaai 55 115.
200 INDICI

àvàXwjxa passim, xcòv àvalcofxaTwv jiàvrujv àvxiqiwvsXv xivi vjtég xivog 76 3. 10. 13.
yeivo/^évcov vjiò aov 32 16. Crr. àvrjXcojxa. àvxi(pcóv]]atg 76 4. 5. 8.

àvavsovv. (baavsl àvaveova&ai òoxeÌ fj ùvrj 65 ài'xXsìv. dvrXovaav elg àgcóaifiov yijv 60 15.
112 (cfr. 118). dfxXtjxtxóg 60 22.

avak 28 20. dì'vetv. Id'ivvad rjvai 41 21.


àvaJiXrìQCoaigeh àvoJih'jQcaaiv jidvxwv xwv
. fiì]- dvv.^egdéxcog 42 12. 77 33. 78 8.

^avixmv ègyàvwv 60 23. àvvJioXóywv xal àxivòvvwv 31 14. 33 19.


àvanÓQinzov V {ovov) 38 16. àvm 55 78. 'Agallar avo) xxX. 66 11. Tlaxgtj
àvanÓQKpov (l'jijiov di]ksiav) 39 7. {ovovg dì}- dvoyi 30 3. Cfr. VII a.

Xeia?) 79 12. dvcóvvfj.ov (avi'dXXayfia) 66 59.


àvaozQÉcpso&ai {oefivwg) 41 8. a^iog. xsXeiag xal à^iag (xtfifjg) 66 10. ovò'
àvari&évai. àvé&ijxs 17 III 3. à^iov 100 26.
àvacpégeiv 107 [2]. 5. 8. à^iovv. à^icò 74 5. (-còt) 57 24. rj^iwaa 60 17.

àvaxwQETv 101 15. 102 12. 105 9. (toC owaX- à^KÓof] 96 [1]. 97 [1]. à^iwdslg 60 34. 66
Xdyixaxo?^ 55 19 (ctV. 124. 125). 39. 72 12.

àvelsv&EQog 41 21 (?). àjia 'loidvvrjg sim. v. I.

àvenrjQéaaxog. wais tò àvsjirjQÉaazov xat we- djiaixEÌv 76 8. 93 8. ùjratzrjOfj 65 2. djtaixij-

nl^ovkov avrà (pvXax'&fjvai 96 3. érjvai 55 128.


àvsm^ovXog v. àvenrjQÉaaxog. à:iaixr]aig 102 14. 103 23. 105 7. sm xrjg ànai-
àvégxsodai {eig xljv jióXiv) 50 8. (èjil xfjg jió- xrjoeojg 42 12,
Aew?) 60 16. àvTjXvdev scg 'Axégovxa 17 II V'. ànaXXaytj {ixovaia, opp. ò:!ionofÀ,jirj) 36* 17.

àvsv alxiag 41 16. a. jcgoawjiov (opp. im jiqo- [ò.jiaXXd'\aa£adai /ne àjrò oov 64 12 (adn. ad
acójiov) 86 13. 13). àjiaXXay^dfjvai 47 7.

àvexofiév7]v 76 8. ànavx&v 47 5.

àveyjid 63 145. obiag. anavxa neutr. 2S 7. àjxdvxo)v 95 12.

àvt]Xw/ia- 109 Introd.? ajtai'Tog xov (pógov 33 24. eig ajtaì'xa ygóvoì'

àv^Q. àXXcov eC àvÒQCòv xxX. 103 20. avògeg 66 1. èjil xòv àjT. xg- 66 19. ajiaai (ovv. a

(opp. yvvaXxeg) 53 5. 114 etc. xw avxw Jia- Jtàat ?) 100 28.


vevcprifxco àvògi 68 6. 59 6. 60 10. 61 10. àixàxoìg 33 4.

62 8. '
contribuenti '
101 9. 12. 14. 102 djxeXevdegog 63 20. 33. 61 etc.

9. 11. 105 2 etc. jidvxcov àvÒQwv 29 17. ÙMegyd^exai 76 3.

xà)v óaiwv à. 17 li 4. ov figa/^ì"' ardga àjiégyof^iai. àjreXsvaoiiat 64 17.

17 I 1. àvéga 17 III 1. marito 30 1. 6. àjTSvSd/ievog 17 VI 4.

41 5. 17. 23. 85 25. djiéxetv. [36* 8]. jiàauv xtjv j^agt»' <w^' àjiéxo>

àr&goyjiog. iv àvdgwnoioiv èwv 17 VI 1. xòv 17 IH 4. à;rsa;fov [36» 2P]. 38 10. 39 8.


eyxX.Eiatov avdgwjiov 26 7. ov&evl àXXcoi àv- 79 12. [27]. djigaxi'jxa/^iev 66 12. 35. òuis-

&ga>3iwv ovvéaea&ai xaxà yvvaixeìov xqÓjiov Xexat 99 25.


64 19. ó àv&gcojxog ejitjgéaaev tj/àìv 92 4. ànrjXicàxov 66 7. e^r' àntjXiwirjv 75 10.

xù) àv&QWJKa 98 1. d;r;i^ ygacpelaa sim. 62 34. 60 29. 61 33. 62


àvvòjva 43 4. 44 1. 66 20. 24. 63 31. 72 6. 77 33.

àvxa.^iog 26 12. ajiAw? [55 1 ?]. negì ovdsròg à. 30 8.

àvxl xov (pógov 32 11. àjtó passim. NN. djiò xcófitjg x (ovv. nóXeoìg
àvTlyga<pov (se. xov vjco/ivrj/naxog) 67 26. x), ovv. óg/icófievog dixò xxX. spessissi-

àvxixaraXXayi^ 34 11. mo, xwv à. xcó/Àtjg 30 5. 67 4. Altrettanto


àvxixvrj/^io) àgiaxegov noòóg 41 2. spesso à. xov èvEOXcòxog sxovg, à. ^agnov&i
àvxmagayQacpt) 66 72. 101. sim., à. xagjicòv xrjg X ivo. etc. etc. à. xov

àvxai,dévat [nagaygacpriv xivi) 56 103. vvv Eig [Eni xòv) anavxa XQÓvov 66 1. 18. —
XIII. ELENCO GENERALE DI PAROLE 201

i^fjl&ev ù. Toì) xoiTÒJro? 26 19. xaterex^V' àjzgay^ióvwg 76 8.

vai - à. rov tgoxov 27 24. àjtóxoao: - à. xfjt (inxEiv. citj'ai Tivguv 27 13 (Add.). mirai (im-
oixiag 64 6. dxlyóvvog à. :iavtòg xivòvvov per.) xov nvgòg xovxov 27 19. nàvxwv àxpà-
77 28. alxov à. xaXov yevijftazo; àgra/iag xxk. fisvov yegdiov 17 III 2.

77 24. Toììg ènaxoXov&ovviai à. yovfjg aQvas ìigaxog (genitivo) 34 13.

40 3. al Ts^duToai à. %i>dov Jtàxtot) miQa- àgyvgà xa&éòga, xà ùgyvgà xal xgvaà 26 15 sq.
yQatpai 55 86. àjiOTslEa&fjvai rijv xcófirjv àgyvgixwv ngdxxwg) 56 13. vnig àgyvgcx&v
jidkai à. àvSeòiv «f 101 12
'
(cfr. 102 9 sq.) 7 Ivòixiiovog siiu. 80 9 sq. 18 sq. xòJv drj-
etc. - tit. àjiò vjiaTcov, àxiovaQiiov, ^gaiJio- J.100103V ndvTwv oixcxwv xe xal àgyvgixwv 30
akcov V. VI. 9. xà àgyvgixd 104 18. (xeXéofiaxa) 108 13.
àno^aXéo^ai as lijg ^toSwaecog 32 17. àjtofilr]- dgyvgi'ov òga^/nai, xdX.avxa etc. 33 12. 36^ 8.
&fj 83 17. 15. 29. 38 9. 39 10. 43 5. 66 21. 23. 70
ÙTio^Xapiìncov {pap. -névron') 71 7. 2, 73 18. 79 14. 82 5. 103 17. elg dgyv-
àjioygai ) 53 84. 174. giov Xóyov 64 8. dgyvgia 56 59.
àjioygacp- 93 24. dgyvgongdzrjg 76 2.
àjioyQà(pEa»at 63 193. 56 3. 5. 40 in. àgéaxeiv. [wf] xal fjgsaEV 82 3. fJQeoe xai roj

ànoyQa(ipri 53 19. 82. 69 etc. Tiaiòl rj noòlg 94 6.


ÒTióèei^tg quietanza 72 5. IC. nQÒg ànóòei^iv dggxfjg s'vsxtt 65 82. xijv ódòv rjv dgsxijg ovx
xfjg vnoòoyfjg 60 27. ixà'&rigs {^éfiig 17 VI 2.

ànoòiòóvui. 33 26. 64 13. 18. 75 17. [78 6]. dgi&firjotg ad 56 9.

ùjióòoaig. xrjv -atv Ijiài'ayxov notrjosxai 42 6. dgc&fióg. -^icò xeaégcov [== xeaadgwv 66 11.

ànoòvaàfisvog {aà)/À,a} 17 VI 4. dgiaxegov noòóg 41 2.


àjio^vt'joxeiv. ó àno&avwv vjxò 'lovòaicov 27 6. àgiaxov. sig à. 83 6.

aTconafireiv. àjzéxa/^ior 47 2. agioxog 17 I 3.


ànóxonog. ouze à. ovaa ovrs àrpij/iSQog ano x^g (Jp/io[ 65 114.
otxiag oov 64 6. àgvsg (accus.) 66 18. 15. 17. xovg ijiaxoXo-
àjióxgaaig 23 17. dovvxa.g ànò yovfjg àgvag 40 3.

ànoxQtvsiv. nàoiv colg jigòg o.vxrjv ijti^tjxovfié- àgovga pnssiyn. genit. àgovgTjg 32 10. 109
voig àjioxgivaa&at 62 33. 61 33. 62 24. àne- 6, ma -gag 66 20.
XQtdt] òè avxcp 26 1 (Add.). aggsva (ovov) 38 6.

àjtoxxfiveiv 27 21. agaevorpgìj sic. (pgt] à. 28 66.


àTtoXijjiTiàvea&ai 52 21. 61 24. àgxd^T] passini. Gir. X.
àjioXXvvai. àn]coXófÀ.r)v 100 36. dgxoxójiog l'i 4. 18.

djtofivrjfiovevsxai 85 6. àgydyyeXog [MixarjX) 63 26.


(ìjtofii'rj/iióvev/^a 86 2. 5. 14. ò-QXV- ò.gxt]v luiav 28 41. è^ àg^ìjg 41 19. xax'
ànojtXrjQwaai [tì/v X.eixovgyt'av) 86 11. do/_dg 55 73.
ànoTxonTtr) (opp. ixovaia ajiaXX.ayi^) 36* 16. àgxt]yéxai (xfjg yairjg) 28 8.
àjioaxev^. fisxà xfjg avxfjg {ehm) àjioaxsv^g xai àgxi{ ) 81 13.
cpiXxàxcov 52 18. Cfr. 69 13. àgwaifiov yfjv 60 16.
ànoaxgXXai 95 10. àarjfiog 63 111. 113. 177 etc. Cfr. àxexvog.
òjioxeXead^fjvai 101 11. aafisvog 17 VI 4.

àjióxaxxog. {(póoov) 34 13. 73 18. 77 22. {èx- dandì^o/yiai - xai Tigoaxvvcò xòv ifiéxsgov fiéys-
(pogiov) 30 4. 73 14. &0V {sic) 49 5. rfjv ofjv àdeXqcixfjv qpiXiav

àjioxgotprj 76 6. a. 97 10. aojiaaai 94 10. 12. 20 (Adn.).


àjxoxvyx,àvEtv. oix ànoxEv^ofj,ai xfjg TiagaxXr)- àaxij (di Alessandria) 31 1.

aewg 96 5. Ct'r. 98 4. dacpdXsLo.. jtgòg oixsiav dacpdXeiav 76 11. Jigòg


ànoxì] 43 6. 7. à. xfjg vjxoòoxfjg 72 4. tlg aijv à. 43 6.

Pap. Soc. ital. I. 26


202 INDICI

àaoìxsvEiv. àamò[sv](ov 41 12. fiaXàviaaa 28 14. 62.


àxeltig 107 4. ^àXXsiv. fiXrj&ìjvai slg xò fiaXaveìov 28 14. 34.

azexvog aarjfiog (di maschi e di teramine) 53 44. 51. 61.


4. 7. 8. 9. 11. 15. 52 sq. 54. 178. 180 etc. ^anxl^Eiv. xfjg ^E^ajixiafiévrjcl 64 4.

àzi/itov ojrJQ/iiaTog 27 8. ^dg^agoi 19 1.

[ÒtIojto)? ye^aoaoa 27 7. pàgog nàarjg ògyfjg (v. Add.) 27 7.

aì'j'oi'OTOf V. II e IH. fiaaaviCofiévì] 28 60. -viaaxE 28 16. 37.


avdalQETog. éxovaca yvcó/iirj xal av&aiQSXM noo- ^aaiXEia passim, v. II. xfjg Evxvxovg xal òi-
aiQÉasi 5» [8]. 61 15. 62 11. xaiongayovg ^aatXeiag 76