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LUCA ROSSETTO CASEL

«Or incomincian le dolenti note».


Paolo e Francesca in musica: le fonti

L
’episodio di Paolo e Francesca – al centro del canto V dell’Inferno – rappre-
senta un punto di confronto obbligato per chi si accosti oggi alla Commedia
dantesca. Tanto saldamente appare radicato nell’immaginario collettivo, tanto
stretti i suoi legami con la cultura occidentale – alta e bassa, popolare o meno – da
figurare a buon diritto (per ricorrere a un’espressione musicale) tra i grandi temi che
la percorrono e, sotto diverse forme ed espressioni, la attraversano: un tema fatto
oggetto di interpretazioni e reinterpretazioni, elaborazioni e rielaborazioni in grande
quantità, tanto vasta da risultare all’apparenza incalcolabile.

Metodi e strumenti di lavoro


All’apparenza. Oggetto della ricerca presentata in queste pagine è, per
l’appunto, il censimento delle composizioni musicali incentrate – o comunque riferi-
bili, in maggiore o minor misura – alla vicenda degli sfortunati amanti riminesi. Una
prima fase di lavoro è consistita nel reperimento dei dati, raccolti attraverso l’interro-
gazione dei motori e meta-motori di ricerca relativi ai cataloghi, archivi e repertori
bibliografici disponibili in Rete.1 Per garantire la maggior completezza possibile, tale
interrogazione è stata effettuata per mezzo di più ricerche successive, condotte per
stringhe molto semplici (singoli termini quali «dante», «paolo», «francesca», «rimini»
e relative varianti con meta-caratteri). I risultati così ottenuti sono stati successiva-
mente sottoposti a confronto incrociato, naturalmente coinvolgendo anche i (pochi,
per la verità) studi di carattere analogo precedentemente pubblicati. 2 Ulteriori

1. Tra tali strumenti, merita senz’altro una menzione a parte il prezioso catalogo virtuale realizzato
dal Karlsruher Institut für Technologie, che permette di interrogare simultaneamente un ricchis-
simo complesso di motori e meta-motori di ricerca legati a istituti di studio e ricerca internazionali
(76 alla data dell’ultimo accesso: 8 settembre 2018).
2. Tra questi, si segnala in particolare il catalogo di composizioni d’ispirazione dantesca raccolto in
The Dante Encyclopedia, a cura di Richard Lansing, London-New York, Routledge, pp. 905-911.
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ricerche mirate hanno quindi permesso di precisare i dettagli e chiarire le ambiguità


dei singoli casi incerti.

Risultati e sviluppi della ricerca


Il quadro che risulta da tale ricerca si presenta, se non esaustivo – in quanto
soggetto ai limiti degli strumenti di lavoro descritti sopra: l’indicizzazione del patri-
monio archivistico e bibliotecario rappresenta allo stato attuale un processo tutt’altro
che compiuto – ampio e dettagliato.
Soprattutto, avvalendosi delle possibilità di costante affinamento, di coopera-
zione e condivisione offerte da tecnologie informatiche e – quel che più conta –
approcci sempre più inclini a principî di libero accesso alla conoscenza, si propone
come ulteriore strumento di studio e punto di partenza per ulteriori sviluppi: tutto il
materiale è disponibile in Rete sotto forma di tabella raggiungibile (e liberamente
scaricabile), oltre che attraverso il collegamento integrato, tramite l’indirizzo abbre-
viato https://goo.gl/ELwahf e il codice grafico riportato di seguito.

Per motivi di sicurezza, l’intervento sui dati in essa contenuti è riservato agli
amministratori; qualunque visitatore ha però la possibilità di proporre modifiche,
correzioni e integrazioni per mezzo di commenti diretti.
Naturalmente, la tabella disponibile in Rete prevede la possibilità di modificare
a piacere l’ordinamento di righe e colonne. La versione pubblicata di seguito presenta
i dati, per quanto possibile, in ordine cronologico; i casi dubbi sono collocati in corri-
spondenza del periodo più plausibile. La tabella include anche, riportati in rosso, i
dati relativi a due composizioni ispirate alla Commedia, ma che non è stato possibile

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appurare se effettivamente legate all’episodio di Paolo e Francesca: i cicli di liriche


Inferno di Jan Klusák del 1963, e i cinque Frammenti dalla Divina commedia («Pět
fragmentů z Božské komedie») di Rob du Bois del 1974. La scelta di includere
comunque tali lavori risponde da un lato all’intento di presentare un panorama della
materia trattata quanto più possibile completo; e soprattutto, dall’altro, alla speranza
di offrire uno stimolo alla collaborazione dei lettori.

Considerazioni essenziali sui dati raccolti


Allo stato attuale, l’osservazione dei risultati della ricerca permette di rico-
struire con buona approssimazione le fortune musicali dell’episodio di Paolo e
Francesca, rilevandone tendenze ed eccentricità.
La più antica tra le fonti registrate è databile tra gli ultimi anni del diciassette-
simo e il primo ventennio del diciottesimo secolo: si tratta del Canto dantesco di
Francesca da Rimini, cantata per voce e basso continuo di Francesco Durante su testo
ricavato dalla Commedia (documentata da un unico testimone manoscritto in custodia
presso la biblioteca del Conservatorio «Luigi Cherubini» di Firenze). Si tratta però di
un caso isolato: le successive composizioni dedicate alla vicenda di Paolo e Francesca
risalgono infatti al principio dell’Ottocento. Riacceso e progressivamente animato
sotto l’influsso della temperie romantica, l’interesse per il canto V attecchisce in
particolare sui palcoscenici dei teatri d’opera. Vi giunge sotto i nobili auspici di Gioa-
chino Rossini, nelle forme della citazione dei versi danteschi di Otello, su libretto di
Francesco Berio di Salsa, nel 1816. Di particolare fortuna gode il libretto Francesca da
Rimini di Felice Romani: alla prima intonazione di Feliciano Strepponi, del 1823, fanno
seguito numerose altre versioni, più o meno pesantemente rielaborate, i cui esempi
estremi sono costituiti dalle intonazioni di Giovanni Franchini – in traduzione
spagnola: Francisca de Rimini –, del 1857, e di Andrea Zescevich, del 1866. Di pari
passo, si sviluppa una fiorente produzione di liriche per canto e pianoforte. Il testo è
senza eccezioni ricavato da Dante; tra gli autori delle intonazioni spiccano i nomi di
Gaetano Donizetti (Amor, ch’a nullo amato e O anime affannate, entrambe del 1843),
Hector Berlioz (col testo adattato in Nessun maggior piacere, 1847), ancora Rossini (Farò
come colui che piange e dice, del 1856; anche nella versione orchestrale di Marcello Pepe);
ma l’elenco è foltissimo. A quest’epoca risalgono inoltre le prime incarnazioni in

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ambito coreutico, seppure, per il momento, con una presenza decisamente più defi-
lata. Tre attestazioni in tutto, tutte sotto il titolo di Francesca da Rimini: due con
musica di Vincenzo Schira, per le coreografie di Giovanni Galzerani e Giulio Viganò
nel 1825, di Giacomo Serafini nel 1831; una con musica di Ferdinando Gualtieri e
coreografia di Antonio Coppini, del 1856.
La seconda metà del secolo registra i primi sconfinamenti nell’ambito della
musica strumentale. I primi esempi si possono ravvisare nell’ouverture di Hermann
Franke per la tragedia Francesca von Rimini di Paul Heyse, del 1870, e soprattutto nella
fantasia di Čajkovskij del 1876; mentre all’anno successivo risale la più salottiera Elegia
per F. [e] P., per pianoforte, di Domenico Silveri. La produzione strumentale raggiunge
la massima espansione più avanti, tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi due
del Novecento: risalgono a questi anni le composizioni sinfoniche d’ispirazione
dantesca di Antonio Bazzini (Francesca da Rimini, poema sinfonico, 1890), Arthur
Foote (Francesca da Rimini, prologo sinfonico, 1892), Pierre Maurice (Francesca da
Rimini da Dante, poema sinfonico, 1899), Enrique Granados (Dante, poema sinfonico,
1909), Paul August von Klenau (Inferno Fantasie, 1910; Dante-Symphonie, 1913).
Al principio del Novecento, un nuovo modello di riferimento s’impone nella
tragedia Francesca da Rimini di Gabriele D’Annunzio, rappresentata nel 1901 (con
musiche di scena di Antonio Scontrino) e pubblicata l’anno successivo. Rielaborato in
forma di libretto da Tito Ricordi, il dramma del futuro Vate è intonato da Riccardo
Zandonai nel 1914; mentre nel 1916, addomesticato a uso dei salotti borghesi, offre
inoltre il testo letterario per la lirica di Caterina Moratti Paolo dammi pace! per canto e
pianoforte. Allo stesso periodo risalgono i primi esempi d’impiego della Fantasia di
Čajkovskij in ambito coreutico: la coreografia realizzata da Michel Fokine nel 1915
inaugura una nutrita schiera di balletti.
Gli anni più recenti appaiono caratterizzati dal ritorno degli amanti riminesi
sulle scene operistiche, apparentemente abbandonate dopo Paolo and Francesca di
Dorothy James del 1932, dall’omonimo dramma di Stephen Phillips del 1899 (già
posto in musica da Eduard Francevič Napravnik nel 1902 e da Claude Merisse
Haydon nel 1920). Nel 1989 Alfredo Aracil intona Francesca o El infierno de los enamo-
rados su libretto di Luis Martínez de Merlo. Patrick Soluri, compositore particolar-
mente aduso alle tematiche dantesche, si accosta a quella in questione in due diverse

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occasioni: Inferno, su libretto di Allison Ryan, e The Inferno of Dante: Canto V, su


libretto di John Ciardi, rispettivamente del 1999 e del 2002. Al 2004 risale Inferno di
Johannes Kalitke, su libretto proprio basato su Peter Weiss; e al 2007 l’ingresso di
Dante nel mondo del musical con La Divina Commedia di Marco Frisina, su libretto di
Gianmario Pagano.

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