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Dalla conferenza

Überlieferte Sprache und technische Sprache*


(«Lingua tràdita e lingua tecnica»)

Vorbemerkung Scorgimento preliminare


Die dem Thema zugrundeliegenden Sachverhalte sind so Gli stati indolici che giacciono al fondo del tema sono così
vielgestaltig, daß im Vortrag nur Weniges besprochen werden kann. multiformi che solo poco potrà esser discusso nella conferenza. Essa
Er soll auch nur dazu dienen, ein Anlaß zur Aussprache zu sein. Und deve d’altronde solo servire a costruire un’occasione per una parola
diese wiederum soll nicht belehren, sondern lehren: d.h. lernen d’intesa. E quest’ultima, daccapo, non deve impartire una lezione ma
lassen. Das Lehren ist schwerer als das Lernen. Der rechte Lehrer is insegnare, cioè: lasciar imparare, far sì che s’impari. L’insegnare è più
den Schülern einzig darin voraus, daß er noch weit mehr zu lernen difficile dell’imparare. Il retto insegnante è avanti rispetto agli allievi
hat als sie, nämlich das Lernenlassen. (Lernen: Das Tun und Lassen unicamente in questo: egli ha da imparare ancora molto più di loro,
zu dem in die Entsprechung bringen, was sich uns jeweils an poiché deve imparare il far sì che s’impari, il lasciar imparare.
Wesenhaftem zuspricht.) (Imparare: offrire l’agire e il lasciare alla redizione di ciò che
sostevolmente si addice a noi in tempra costitutiva.)

Der Titel des Vortrags: “Überlieferte Sprache und technische Il titolo della conferenza «Lingua tràdita (lingua geniturale) e
Sprache” mag befremden. Er soll es auch, um anzudeuten, daß die lingua tecnica»1 può riuscire estraneante. Ed è bene che sia così, per
darin vorkommenden Namen – Sprache, Technik, Überlieferung – significare che le denominazioni in esso convenute — lingua, tecnica,
solches nennen, dem eine hinreichende Bestimmung fehlt. Hin- tradizione — indicano una fuga indolica per la quale manca una
reichend wohin? Dorthin, wo wir im Durchdenken der genannten sufficiente intonazione. Sufficiente a che? A che noi, pensando nella
Begriffe das erfahren, was heute ist, was unser Dasein angeht, loro integrità i concetti citati, esperiamo ciò che oggi è, ciò che
bedroht, bedrängt. Diese Erfahrung ist nötig. Denn, stellen wir uns concerne, minaccia e coarta la nostra esistenza, il nostro adessere.
blind gegenüber dem, was ist, und bleiben wir starr den geläufigen Tale esperienza è una stretta del pensiero. Finché insistiamo nella
Vorstellungen über Technik und über Sprache verhaftet, dann cecità rispetto a ciò che è, e restiamo imprigionati nelle correnti
entziehen oder beschneiden wir der Schule – ihrer Aufgabe und immagini della tecnica e della lingua madre, allora togliamo, del tutto
Arbeit – die bestimmende Kraft, die ihr zukommt. o parzialmente, alla scuola — al suo compito, alla sua opera — la
forza d’intonazione che le compete.

(…) (…)

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Sprache Lingua madre

Von alters her gilt die Lehre, der Mensch sei im Unterschied zu Fin dai tempi antichi, vige la dottrina che afferma: l’uomo, a
Pflanze und Tier das sprachfähige Wesen. Dieser Satz meint nicht differenza della pianta e dell’animale, è l’essere che è capace di parlare
nur, der Mensch besitze neben anderen Fähigkeiten auch diejenige, <la lingua>. Questa proposizione non significa solo che l’uomo
zu sprechen. Der Satz will sagen: erst die Sprache befähige den possiede, accanto ad altre capacità, anche quella del parlare. La
Menschen, dasjenige Lebewesen zu sein, das er als Mensch ist. Als proposizione vuol dire: solo la lingua madre rende capace l’uomo di
der Sprechende ist der Mensch: der Mensch. Doch wer oder was ist essere quel vivente che, come uomo, è. Proprio in quanto è il
der Mensch? Und was heißt sprechen? Es genügt, diese beiden parlante, l’uomo è: uomo. Ma chi è o che è l’uomo? E che è detto
Fragen nur zu nennen, um erkennen zu lassen, daß sich hier eine quando diciamo «parlare»? È sufficiente solo citare questi due
unübersehbare Fülle des Fragwürdigen auftut. Aber beunruhigender interrogativi per lasciar scorgere il dischiudersi di un’infinita dovizia
noch als diese Fülle bleibt der Umstand, daß es von vornherein an di tratti da interrogare. Ma più angustiante ancora di tale dovizia è la
einem verläßlichen Leitfaden fehlt, dem entlang die genannten circostanza che, fin dapprincipio, manca un affidabile filo conduttore
Fragen sich auf eine sachgerechte Weise entfalten ließen. Darum sulla scorta del quale le citate interroganze si lascino dispiegare in
halten wir uns auch hier bei der Sprache, wie bei der Technik, modo conveniente al loro tema. Per tale ragione ci atteniamo (…) qui
zunächst an die gängigen Vorstellungen. innanzitutto ai correnti format della lingua madre.
Sprechen ist: 1. eine Fähigkeit, Tätigkeit und Leistung des Parlare è: 1. una capacità e facoltà, un’attività e una prestazione
Menschen. dell’uomo.
Es ist: 2. die Betätigung der Werkzeuge der Verlautbarung und des Esso è: 2. l’azionamento o la messa in funzione dei mezzi
Gehörs. operativi della fonazione e dell’udito.
Sprechen ist: 3. Ausdruck und Mitteilung der von Gedanken Parlare è: 3. espressione e comunicazione, al servizio dell’intesa,
geleiteten Gemütsbewegungen im Dienste der Verständigung. dei moti dell’animo diretti dai pensieri.
Sprechen ist 4. ein Vorstellen und Darstellen des Wirklichen und Parlare è: 4. un addurre e un esporre il concreto e il non concreto.
Unwirklichen. Queste quattro caratterizzazioni della lingua — peraltro in sé
Diese vier in sich selber noch mehrdeutigen Kennzeichnungen stesse oscure <poiché si prestano a diverse interpretazioni> — sono
der Sprache hat dann Wilhelm v. Humboldt auf einen tieferen Grund state poi fondate, su un più profondo fondamento, da Wilhelm v.
gegründet und so das ganze Sprachwesen umfassender bestimmt. Es Humboldt, che ha così determinato, in modo più comprensivo e
genüge aus seinen Betrachtungen über die Sprache den einzigen Satz stringente, l’integro stanziarsi della lingua madre. È sufficiente qui
anzuführen: menzionare quest’unica proposizione delle sue riflessioni sulla lingua:
„Wenn in der Seele wahrhaft das Gefühl erwacht, daß die Sprache Quando nell’anima si risveglia veracemente il sentimento che la
nicht bloß ein Austauschmittel zu gegenseitigem Verständnis, lingua madre non sia scempiamente un mezzo di scambio per la
sondern eine wahre Welt ist, welche der Geist zwischen sich und mutua intesa, ma un vero e proprio mondo che il genio — grazie
die Gegenstände durch die innere Arbeit seiner Kraft setzen muß, so all’intima opera della sua forza — deve porre fra sé e ciò che gli

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ist sie [die Seele] auf dem wahren Wege, immer mehr in ihr sta di contro, cioè gli oggetti, allora essa [l’anima] è sul vero
[nämlich in der Sprache als Welt] zu finden und in sie zu legen.“ cammino per trovarvi e riporvi [scil.: nella lingua in quanto
mondo] sempre più indoli. 2
Der Satz Humboldts enthält eine negative und eine positive La proposizione di v. Humboldt contiene un asserto negativo e
Aussage. Die positive sagt: Jede Sprache ist eine Weltansicht, nämlich uno affermativo. Quello affermativo dice: ogni lingua madre è una
diejenige des Volkes, das sie spricht. Die Sprache ist die veduta del mondo (un modo in cui il mondo stesso appare alla vista),
Zwischenwelt zwischen dem Geist des Menschen und den e per l’esattezza quella del popolo che la parla. La lingua è il “mondo
Gegenständen. Die Sprache ist der Ausdruck dieses Zwischen von di mezzo”, cioè il mondo della duale intermediazione, fra il genio
Subjekt und Objekt. (…) dell’uomo e gli oggetti. La lingua è l’espressione di questo intermedio
duale di soggetto e oggetto. (…)
Die negative Aussage in Wilhelm v. Humboldts Satz betont: Die L’asserto negativo nella proposizione di v. Humboldt suona: la
Sprache ist kein bloßes Austauschungs- und Verständigungsmittel. lingua non è uno scempio mezzo di scambio e d’intesa. Solo che
Allein, gerade diese geläufige Vorstellung von der Sprache erfährt proprio questo corrente format della lingua ottiene, sotto il comando
durch die Herrschaft der modernen Technik nicht nur eine neue della moderna tecnica, non solo un nuovo impulso, ma un
Belebung, sondern eine Verfestigung und einseitige Aufsteigerung ins consolidamento nel suo unilaterale estremo potenziamento. Esso si
Äußerste. Sie schlägt sich in dem Satz nieder: Sprache ist palesa e si esprime nella proposizione: lingua è informazione.
Information.
Nun könnte man meinen, die technische Deutung der Sprache als Ora, si potrebbe ritenere che l’esplicazione, cioè: la versione,
Mittel der Mitteilung und Benachrichtigung sei selbstverständlich, tecnica della lingua madre come mezzo di comunicazione e di
insofern die Technik sich selber als ein Mittel verstehe und alles nur trasmissione di notizie (note direttive) vada da sé nella misura in cui
nach dieser Hinsicht vorstelle. Aber (…) diese Erklärung [bleibt] an la tecnica si auto-interpreta come mezzo e fórmata tutto secondo
der Oberfläche. Wir müssen statt dessen fragen: Inwiefern kommt questa prospettiva. Ma (…) questa dichiarazione resta in superficie.
auch und gerade in der Umprägung der Sprache zur bloßen Dobbiamo invece interrogare: in che senso, anche e proprio
Information das Eigene der modernen Technik zur Geltung, daß sie nell’improntare la lingua madre al format dell’informare, cioè nel ri-
den Menschen zur Bereitstellung und Sicherstellung der Naturenergie coniarla in scempia informazione [i.e. nell’informatizzazione], diviene
herausfordert, d.h. stellt? Inwiefern liegt im Sprachwesen selber efficace l’addictum della moderna tecnica, ossia il fatto che essa esige
gleichwohl die Angriffsfläche und Möglichkeit für die Umprägung l’uomo, informandone l’essere all’approntamento e all’assicurazione,
zur technischen Sprache, d.h. zur Information? in format, dell’energia della natura? In che senso è d’altronde
intrinseco allo stesso stanziarsi della lingua madre il tratto che offre il
fianco al suo riconio in lingua tecnica? In che senso insomma vige in
essa l’attendibilità del suo configurarsi in informazione?
Um diese Fragen auch nur im groben zu beantworten, ist zweierlei Per rispondere, anche solo a grandi linee, a tali interroganze è
nötig: Einmal bedarf es der hinreichenden Bestimmung des Eigenen necessario, per un verso, intonare sufficientemente l’addictum della

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der Sprache, d.h. dessen, was das Sprechen des Menschen eigentlich lingua madre, ossia il tratto che si addice indolicamente al parlare
ist. Zum anderen muß hinreichend genau umgrenzt werden, was dell’uomo, mentre, per l’altro, demarcare, con adeguata precisione, il
Information im streng technischen Sinne meint. significato rigorosamente tecnico di «informazione».
Wenngleich Wilhelm v. Humboldts Deutung der Sprache als La versione humboldtiana della lingua come veduta del mondo,
Weltansicht eine fruchtbare Erkenntnis gebracht hat, läßt sie doch im sebbene abbia apportato una fruttuosa cognizione, lascia
Unbestimmten, was das Eigene der Sprache, das Sprechen selber ist. nell’indeterminato l’addictum della lingua, ciò che il parlare è
Aus Gründen, deren Erörterung hier übergangen werden muß, bleibt nativamente. Per ragioni che non possono qui essere puntualizzate,
Wilhelm v. Humboldt bei der Kennzeichnung der Sprache als Wilhelm v. Humboldt resta legato alla caratterizzazione della lingua
Ausdruck, nämlich eines Inneren, d.h. des Gemüts, durch ein come espressione: come esternazione di un interno, cioè come
Äußeres – die Verlautbarung und Schrift – stehen. estrinsecazione dell’animo mediante un che di esteriore — la
fonazione e la scrittura.
Sprechen aber ist eigentlich Sagen. Jemand spricht unaufhörlich, Il parlare, però, quando sia scorto nel suo addictum, è: dicere, dire.
und sein Sprechen bleibt nichtssagend. Wogegen ein Schweigen Uno può parlare ininterrottamente senza che la sua parola dica
vielsagend sein kann. Doch was heißt „sagen“? Wir erfahren es, wenn niente. All’opposto, un tacere può dire molto. Ma che è detto quando
wir darauf achten, was uns die eigene Sprache bei diesem Wort zu diciamo «dire»? Possiamo esperirlo se scorgiamo ciò che la lingua
denken gibt. „Sagan“ heißt zeigen. Und was heißt zeigen? Es heißt: nativa dà da pensare in questa dizione. In «dire» — come nel
etwas sehen und hören lassen, etwas zum Erscheinen bringen. Das germanico sagan — sono detti l’indicare e il mostrare, in uno: il
Ungesagte ist das noch nicht Gezeigte, noch nicht ins Erscheinen mostrante indicare. E nel mostrante indicare? È detto il lasciar vedere
Gelangte. Zum Erscheinen aber kommt durch das Sagen e udire un’indole, il lasciarla scorgere, il recarla all’apparizione,
Anwesendes, daß und wie es anwest; zum Erscheinen kommt im l’accorgersi di essa. L’indictum è il non ancora indicato, il non ancora
Sagen auch das Abwesende als ein solches. Eigentlich sagen, d.h. giunto all’apparizione, il non ancora apparso nell’accorgere.3 Ma
zeigen, d.h. erscheinenlassen, kann nun aber der Mensch nur solches, all’apparizione viene, mediante il dire, ciò che si ad-stanzia — nel che
was sich selber ihm zeigt, was von sich her erscheint, sich offenbart e nel come del suo ad-stanziarsi; all’apparizione viene, nel dire, anche
und sich zuspricht. ciò che si dis-stanzia in quanto tale. Ora però l’uomo può, in modo
addetto, dire — mostrare indicando, lasciar apparire, far scorgere —
solo ciò che, per indole, si indica a lui mostrandosi, ciò che
nativamente appare, si afflagra e si addice.
Nun kann aber auch das Sagen als Zeigen so vorgestellt und Tuttavia il dire può anche essere addotto e implementato in modo
vollzogen werden, daß Zeigen nur heißt: Zeichen geben. Das che nell’indicante mostrare sia detto e inteso solo il «dare
Zeichen wird dann zur Meldung und zur Nachricht über etwas, was indicazioni», il «dare segni», il «contrassegnare», il «segnalare».4 Il
sich selbst nicht zeigt. Ein erklingender Ton, ein aufblitzendes Licht segno — l’indice — diviene così la notifica e la nota direttiva di ciò
sind für sich genommen keine Zeichen. Sie werden erst zu solchen che per indole non si mostra <del non flagrante>. Lo squillo di un
hergestellt und bestellt, wenn zuvor verabredet, d.h. gesagt ist, was tono, la folgore di una luce, per sé presi, non sono segni, indici. Essi
sie jeweils bedeuten sollen. Denken wir an die Morsezeichen, die auf sono come tali attuati e arruolati (in uno: co-artati) solo se si sia

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Punkt und Strich, deren Anzahl und Anordnung beschränkt und dapprima convenuto, ovvero si sia detto, ciò che essi devono
dabei den Lautgebilden der Sprachlaute zugeordnet sind. Das sostevolmente denotare. Pensiamo al c.d “alfabeto Morse”, ai suoi
einzelne Zeichen kann je nur eine von zwei Gestalten, Punkt oder segni e indici, che sono limitati a punti e linee — a loro volta
Strich, haben. Hier vollzieht [sich] die Rückführung der Zeichenfolge organizzati secondo il numero e l’ordine — e che, come tali, sono
auf eine solche von Ja-Nein-Entscheidungen, zu deren Herstellung coordinati alle <già stabilite> configurazioni sonore dei suoni della
Maschinen bestellt werden, deren Stromfolgen und Stromstöße das lingua. Il singolo segno può ogni volta avere solo una fra due forme,
Schema der abstrakten Zeichengebung ausführen und die punto o linea. Qui si compie la riconduzione della sequenza segnica a
entsprechenden Meldungen liefern. Damit nun eine solche Art von una sequenza di decisioni binarie (“decisioni sì/no”), per la cui
Nachricht möglich wird, muß jedes Zeichen eindeutig definiert sein; attuazione sono impiegate delle macchine, i cui impulsi e sequenze di
insgleichen muß jede ihrer Zusammenstellungen eindeutig eine corrente implementano lo schema della segnalazione astratta e
bestimmte Aussage bedeuten. Der einzige Charakter der Sprache, der forniscono le relative notifiche. Ora, affinché una nota direttiva di
in der Information übrig bleibt, ist die abstrakte Form der Schrift, die tale genere divenga possibile, ogni segno-indice deve essere definito
auf die Formeln eines Logikkalküls umgeschrieben wird. Die dabei univocamente; allo stesso modo, ogni loro formazione deve denotare
notwendig geforderte Eindeutigkeit der Zeichen und Formeln sichert univocamente una determinata dicitura (informativa). L’unico
die Möglichkeit der sicheren und schnellen Mitteilung. carattere della lingua madre che permane, come un residuo,
nell’informazione è l’astratta sagoma della scrittura, la quale viene
trascritta nelle formule di un calcolo logico. La — qui artatamente
esatta — univocità [i.e. uni-denotanza] dei segni-indici e delle formule
assicura la possibilità dell’affidabile, celere comunicazione.
Auf den technisch-rechnerischen Prinzipien dieser Umformung Sui principi tecnico-computativi di questa formatazione [i.e.
der Sprache als Sagen zur Sprache als bloß zeichengebender Meldung formatante trasformazione] della lingua, in quanto indizione, nella
beruhen der Bau und die Leistung der Großrechenanlagen. Das für lingua quale notifica,5 poggiano la costruzione e la prestazione dei
unsere Besinnung Entscheidende liegt darin, daß von den computer. Ciò che è decisivo per il nostro sentimento è questo: che
technischen Möglichkeiten der Maschine die Vorschrift gestellt wird, dalle attendibili potenzialità tecniche della macchina è dettata una
wie die Sprache noch Sprache sein kann und sein soll. Art und prescrizione sulla guisa in cui la lingua madre possa e debba essere
Charakter der Sprache bestimmen sich nach den technischen ancora una lingua. Guisa e carattere della lingua si determinano a
Möglichkeiten der formalen Zeichengebung, die eine Folge seconda delle attendibili potenzialità tecniche della segnalazione
fortgesetzter Ja-Nein-Entscheidungen in der größtmöglichen formale, la quale implementa, con la massima celerità possibile, una
Schnelligkeit ausführt. Welche Programme der Rechenmaschine sequenza di ininterrotte decisioni binarie. Quali programmi possano
eingegeben werden können, womit sie, wie man sagt, gefüttert essere caricati nel computer, ciò con cui esso possa essere, come si dice
werden kann, richtet sich nach dem Bau und der Leistungsfähigkeit <in tedesco>, “foraggiato” — è qualcosa che si regola a seconda
der Maschine. Die Art der Sprache wird durch die Technik bestimmt. della costruzione e delle prestazioni della stessa macchina. La guisa
Aber gilt auch nicht das Umgekehrte: Der Bau der Maschine richtet della lingua è determinata dalla tecnica. Ma non vale anche l’inverso
sich nach den sprachlichen Aufgaben, z.B. solchen der Übersetzung? — ossia che la costruzione della macchina si regola sui <vari>

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Aber auch so sind die sprachlichen Aufgaben im vorhinein und compiti del dire, per esempio quelli del tradurre? Anche se così fosse,
grundsätzlich an die Maschine gebunden, die überall die tali compiti sono previamente e principialmente vincolati alla
Eindeutigkeit der Zeichen und der Zeichenfolge fordert. Darum läßt macchina, che esige ovunque l’univocità dei segni e delle sequenze di
sich ein Gedicht grundsätzlich nicht programmieren. segni. Ecco perché, per principio, una poesia non si lascia
programmare.
Mit der unbedingten Herrschaft der modernen Technik steigert Con l’incondizionato comando della moderna tecnica si accresce
sich die Macht – der Anspruch sowohl wie die Leistung – der zur la potenza — la pretesa così come la prestanza — della lingua tecnica
größtmöglichen Informationsbreite eingerichteten technischen nella misura in cui viene eretta a regola per la più grande ampiezza
Sprache. Weil diese in Systemen des formalisierten Meldens und possibile delle informazioni. La lingua tecnica — in forza del suo
Zeichengebens verläuft, ist die technische Sprache der schärfste und attuarsi in sistemi dei formalizzati notificare e segnalare — costituisce
bedrohlichste Angriff auf das Eigentliche der Sprache: das Sagen als il più aggressivo e capzioso attentato contro l’addetta indole della
das Zeigen und Erscheinenlassen des Anwesenden und Abwesenden, lingua madre: il dire in quanto mostrante indicare e lasciar apparire ciò
der Wirklichkeit im weitesten Sinne. che si ad-stanzia e ciò che si dis-stanzia — ossia: la concretezza nel
senso più ampio.
Sofern aber das Verhältnis des Menschen sowohl zu dem Ma giacché la relazione dell’uomo con l’ente che lo circonda e lo
Seienden, das ihn umgibt und trägt, als auch zu dem Seienden, das er regge, così come con l’ente che egli d’indole è, riposa nel lasciar
selbst ist, im Erscheinenlassen, im gesprochenen und apparire, nell’effato e ineffato dire — l’attentato della lingua tecnica
ungesprochenen Sagen beruht, ist der Angriff der technischen contro l’addetta indole della lingua madre è al tempo stesso la
Sprache auf das Eigentliche der Sprache zugleich die Bedrohung des minaccia che colpisce il più addetto stanziarsi dell’uomo.
eigensten Wesens des Menschen.
Hält man im Sinne der alles bestimmenden Herrschaft der Se l’informazione — nel senso dell’omnideterminante comando
Technik die Information wegen ihrer Eindeutigkeit, Sicherheit und della tecnica —, in forza delle sue univocità e sicurezza e della sua
Schnelligkeit der Vermittlung von Nachrichten und Anweisungen für celerità nella comunicazione di note direttive e di istruzioni, è ritenuta
die höchste Form der Sprache, dann ergibt sich daraus auch die la più alta forma della lingua, allora da ciò conseguirà anche il
entsprechende Auffassung des Menschseins und des menschlichen conforme concepimento dell’essere uomo e della vita umana. Così
Lebens. So lesen wir bei Norbert Wiener, einem der Begründer der leggiamo in Norbert Wiener — uno dei fondatori della cibernetica,
Kybernetik, d.h. der am weitesten ausgreifenden Disziplin der cioè di quella disciplina che, fra i saperi della tecnica moderna,
modernen Technik: possiede la più ampia portata concettuale:
„Die ganze Welt sehen und der ganzen Welt Befehle erteilen, ist Vedere l’intero mondo e all’intero mondo impartire ordini — è
fast das gleiche wie überall zu sein.“ quasi come essere dappertutto.6
Und an anderer Stelle: E in un altro luogo:
„Tätig leben heißt mit angemessener Information leben.“ Vivere attivamente significa vivere con adeguate informazioni.7

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Im Gesichtskreis der informationstheoretischen Vorstellung der Nel circuito di avvistamento dell’adduzione della lingua madre e
Sprache und des Menschen wird dann auch eine Tätigkeit wie das dell’uomo, nel senso della teoria dell’informazione, anche un’attività
Lernen technisch ausgelegt. So schreibt Norbert Wiener: come l’imparare è interpretata tecnicamente. Così Norbert Wiener
annota:
„Lernen ist seinem Wesen nach eine Form der Rückkopplung, Imparare è, nella sua essenza, una forma di abbinamento
bei der das Verhaltensschema durch die vorangegangene riverso o retro-abbinamento, nel quale lo schema di
Erfahrung abgewandelt wird. (…) Rückkopplung ist (…) ein sehr comportamento subisce una variazione attraverso la precedente
allgemeines Charakteristikum von Verhaltensformen (…) esperienza <intesa come dato esperienziale>. (…) Il retro-
Rückmeldung ist die Steuerung eines Systems durch abbinamento, nel senso del collegamento retro-attivo, è (…) una
Wiedereinschalten seiner Arbeitsergebnisse in das System selbst.“ caratteristica molto generale delle forme di comportamento (…)
La retro-notifica è il pilotaggio di un sistema mediante la re-
immissione dei suoi “dati di lavoro” nel sistema stesso.8
Den technischen Prozeß der Rückkopplung, der durch den La prestazione del processo tecnico di retro-abbinamento, che si
Reglerkreis gekennzeichnet ist, leistet eine Maschine ebenso gut – caratterizza come un circuito di regolazione, è compiuto da una
wenn nicht technisch überlegener – als das Meldesystem der macchina altrettanto bene — se non in modo tecnicamente superiore
menschlichen Sprache. Darum ist der letzte Schritt, wenn nicht gar — che dal sistema di notifica in cui consiste la lingua umana. Perciò
der erste, aller technischen Theorien der Sprache zu erklären, l’ultimo passo, se non addirittura il primo, di ogni teoria tecnica della
lingua consiste nel dichiarare
„daß die Sprache nicht eine ausschließlich dem Menschen che la lingua non è una proprietà riservata esclusivamente
vorbehaltene Eigenschaft ist, sondern eine, die er bis zu einem all’uomo ma un carattere che egli condivide, fino a un certo grado,
gewissen Grade mit den von ihm entwickelten Maschinen teilt.“ con le macchine da lui prodotte.9
Ein solcher Satz ist möglich unter der Voraussetzung, daß das Una tale proposizione è attendibile se si assume che l’addetta
Eigentliche der Sprache auf das bloße Zeichengeben, das Melden indole della lingua madre sia ridotta — cioè contratta e atrofizzata —
reduziert, d.h. verkümmert wird. allo scempio segnalare, al notificare.
Indessen stößt auch die Informationstheorie der Sprache Tuttavia anche la teoria informazionale della lingua urta
notwendig an eine Grenze. Denn necessariamente contro un limite. Infatti,
„jeder Versuch, einen Teil der Sprache (durch Formalisierung in ogni tentativo di rendere univoca — tramite formalizzazione in
ein Zeichensystem) eindeutig zu machen, setzt schon den sistema segnico-segnaletico — una parte della lingua presuppone
Gebrauch der natürlichen Sprache voraus, auch so weit sie nicht già l’impiego della lingua naturale, anche nella misura in cui essa
eindeutig ist.“ non sia univoca.10

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Immer bleibt noch die „natürliche“, d.h. die nicht erst technisch Sempre ancora la lingua “naturale” — non quella ogni volta
erfundene und bestellte Sprache erhalten und gleichsam im Rücken tecnicamente inventata e arruolata — resta in sé recondita, e per così
aller technischen Umformung des Sprachwesens. dire si mantiene alle spalle di ogni formatazione tecnica del suo
stanziarsi.
Was hier die „natürliche“ Sprache genannt wird – die nicht Ciò che qui è chiamato «lingua naturale» — la non tecnicizzata
technisierte Umgangssprache –, heißt im Titel des Vortrags die lingua del commercio quotidiano —, nel titolo della conferenza, è
überlieferte Sprache. Überlieferung ist nicht bloße Weitergabe, sie ist detta «lingua (madre) tràdita». La tradizione non è la scempia
Bewahrung des Anfänglichen, ist Verwahrung neuer Möglichkeiten trasmissione; essa è piuttosto il serbante inveramento dell’iniziale, la
der schon gesprochenen Sprache. Diese selbst enthält und schenkt conservazione di nuove attendibilità della già parlata lingua madre
das Ungesprochene. Die Überlieferung der Sprache wird durch die <cioè del suo fato>. Proprio quest’ultima contiene e dona l’ineffato.
Sprache selbst vollzogen, und zwar in der Weise, daß sie den La tradizione della lingua madre si compie mediante la stessa lingua
Menschen dafür in Anspruch nimmt, aus der aufbehaltenen Sprache madre, e segnatamente nel modo seguente: essa pretende l’uomo nel
her die Welt neu zu sagen und damit Noch-nicht-geschautes zum suo stanziarsi [i.e. lo addice o lo affilia all’udienza dell’indictum
Scheinen zu bringen. Dies aber ist der Beruf der Dichter. dell’essere], affinché egli, mosso dalla lingua tenuta in serbo
<nell’inizio>, dica nuovamente il mondo e con ciò afflagri il non
ancora scorto. Ma questa è la vocazione dei poeti.
Der Titel des Vortrags „Überlieferte Sprache und technische Il titolo della conferenza «Lingua tràdita e lingua tecnica» non
Sprache“ nennt somit nicht nur einen Gegensatz. Hinter dem Titel denomina solo un’opposizione. In questo titolo si nasconde il cenno
des Vortrags verbirgt sich der Hinweis auf eine ständig wachsende ad una tentazione, sempre crescente, che minaccia l’uomo nel più
Gefahr, die den Menschen im Innersten seines Wesens bedroht – intimo del suo stanziarsi, vale a dire nella sua relazione con la sfera
nämlich in seinem Verhältnis zum Ganzen dessen, was gewesen, was d’integrità di ciò che — già stanziato, in avvenire e ora — è. Ciò che
im Kommen, was gegenwärtig ist. Was zunächst nur wie ein d’impatto appare solo come una difformità fra due generi di lingua, si
Unterschied von zwei Arten der Sprache aussieht, erweist sich als ein mostra come un generarsi che vige sovrastando [i.e. sovrintendendo]
über dem Menschen waltendes Geschehen, das nichts Geringeres als l’uomo, e che concerne e dissesta niente meno che l’umana relazione
das Weltverhältnis des Menschen angeht und erschüttert. Es ist ein con il mondo. Si tratta di una vita del mondo [di un sæculum] dei cui
Weltleben, dessen Stöße der heutige Mensch kaum beachtet, weil er urti l’uomo odierno a mala pena s’accorge, poiché è continuamente
fortgesetzt mit den neueste Informationen zugedeckt wird. subissato dalle più recenti informazioni.
Darum wäre zu überlegen, ob der Unterricht in der Muttersprache Sarebbe allora necessario considerare se l’insegnamento della
angesichts der Mächte des Industriezeitalters nicht etwas ganz lingua materna non sia — dinanzi alle potenze dell’epoca industriale
anderes ist als nur etwas allgemein Bildendes gegenüber der — un che di interamente diverso dalla mera formazione generale in
Fachausbildung. Zu bedenken wäre, ob dieser Sprachunterricht statt quanto distinta dalla quella specialistico-disciplinare. Sarebbe
einer Bildung nicht eher eine Besinnung sein müßte, nämlich auf die necessario soppesare se questo insegnamento della lingua, più che
Gefahr, die die Sprache und d.h. das Verhältnis des Menschen zur una formazione, non debba essere piuttosto un pensante sentimento:
Sprache bedroht, eine Besinnung aber zugleich auf das Rettende, das un pensare che assente alla tentazione che minaccia la lingua madre

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sich im Geheimnis der Sprache verbirgt, sofern sie uns immer auch — e cioè la relazione dell’uomo con la lingua; ma, al tempo stesso, un
in die Nähe des Ungesprochenen und des Unaussprechlichen bringt. sentimento del salvifico nascosto nell’arcano della lingua, nella misura
in cui essa sempre anche ci offre alla vicinanza dell’ineffato e
dell’ineffabile.

*
Testo di una conferenza che Heidegger tenne il 18 luglio 1962 a Comburg nell’ambito di un corso per insegnanti degli istituti tecnici. Traduzione a
cura di I. De Gennaro e G. Zaccaria.
1
«Lingua tecnica» ovvero — come si vedrà in seguito — non “linguaggio o gergo tecnico”, ma «lingua tecnicamente inventata e arruolata», parola
tecnicizzata.
2
Wilhelm v. Humboldt, Über die Verschiedenheit des menschlichen Sprachbaues und ihren Einfluß auf die geistige Entwicklung des Menschengeschlechtes, Berlin
1836. Faksimile-Druck nach Dümmlers Original-Ausgabe von 1836. Ferd. Dümmlers Verlag, Bonn 1960, § 20, p. CCXXI.
3
«Accorgere» è qui un sostantivo. L’accorgere dell’essere.
4
Il segno è formatato in contrassegno e segnale.
5
Questo è ciò che noi chiamiamo «informatizzazione della lingua madre».
6
Norbert Wiener, Mensch und Menschmaschine, Metzner Verlag, Frankfurt am Main 1952, p. 95.
7
Ibid., p. 114.
8
Ibid, pp. 63 e 65.
9
Ibid., p. 78.
10
Carl Friedrich von Weizsäcker, «Sprache als Information», in: Die Sprache, Fünfte Folge des Jahrbuchs Gestalt und Gedanke. Verlag R.
Oldenbourg, München 1959, p. 70.

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