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I

profeti sono scomodi perché dicono la verità e vanno contro le mode


facili e contro le attese sbagliate della gente.
Per questo chi dice la verità è condannato a soffrire. Geremia ne è una prova.
Nella I Lettura abbiamo ascoltato che i capi dissero al re: «Si metta a morte
Geremia, perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e
scoraggia tutto il popolo». Era vero ciò che i capi dissero al re? Assolutamente
no! Geremia diceva la verità e rimproverava la vita immorale del popolo, per
questo fu condannato e gettato «nella cisterna».
Oggi è la stessa cosa. Proviamo a dire la verità, proviamo a parlare
secondo il vangelo e vi assicuro che ci faremo molti nemici. Perché ciò? Perché
oggi va di moda la menzogna.
Le persone non vogliono sentire la verità, ma quello che a loro piace e fa
comodo. Oggi viviamo in un mondo di apparenza, di ipocrisia.
Quante volte, parlando con le persone gli diciamo ciò che in realtà non
stiamo pensando. È ipocrisia questa? Assolutamente sì!
Se noi davvero vogliamo essere dei buoni cristiani dobbiamo avere il
coraggio di incontrare incomprensioni e impopolarità: dobbiamo cercare di
avere la stima dei fratelli, la loro amicizia, ma non a qualsiasi prezzo.
Ciò significa che se una persona sbaglia, in modo molto caritatevole e
fraterno, dobbiamo farle capire che sta sbagliando e non assecondarla nel suo
errore. Lo facciamo noi questo?

Sentir parlare nel Vangelo della liturgia di questa domenica di “fuoco gettato
sulla terra” in piena estate, sembra quasi una scelta ironica da parte della
Chiesa. Con le ondate di calore sempre più afose e fastidiose, anche il Vangelo
rischia di suonarci fastidioso!

Ovviamente il calore del fuoco che Gesù è venuto a portare sulla terra è più
simile a quello dell’amore che a quello fisico e meteorologico. Gesù non vuole
aumentare la temperatura dell’aria ma quella del cuore, quella della fede.

La vita di fede nella comunità cristiana è come quella dell’amore tra due persone
che si amano veramente, non può essere fredda e nemmeno tiepida. Gesù vuole
discepoli riscaldati dal Vangelo e desiderosi che questo muova la loro vita e
quella del mondo che li circonda.

Il Vangelo è un invito alla pace ma non ci deve lasciare in pace. Il Vangelo
ci porta a scelte forti e quotidiane che possono, anzi devono, incidere nella via
concreta e anche delle relazioni più significative.
il Vangelo per portare la pace nel mondo ha bisogno di discepoli
innamorati di Gesù, con la passione per le sue parole e con il desiderio profondo
di conoscerle e attuarle, anche se può costare divisioni e sofferenze.
Qualche giorno fa abbiamo ricordato un grande santo del Vangelo, che
non ha avuto paura di dare la propria vita per la passione di Gesù, ed è San
Massimiliano Kolbe, frate francescano che muore nella fredda stanza della
morte di Auschwitz durante la seconda guerra mondiale per opera dei nazisti.
Padre Massimiliano Kolbe non ha timore di perdere come Gesù la propria
vita perché si è sentito totalmente immerso, battezzato, nel Vangelo, sapendo
che anche donando così la propria vita riusciva a far vincere il Vangelo.
Ma di santi così ce ne sono tantissimi che con il fuoco dell’amore di Dio
hanno scaldato con la loro testimonianza la Chiesa, sempre a rischio di
raggelamento, anche nella più torrida estate come questa.
E lo possiamo essere anche noi, se solo ci affidiamo alle parole di Gesù,
cercando in queste parole quel calore che tante volte cerchiamo altrove. Nel
fuoco dell’amore di Cristo possiamo scaldare la nostra vita e attraverso di noi il
mondo intero, senza mai darci pace!
La vita di fede è un cammino, una corsa, a volte faticosa, ma nella quale
non possiamo fermarci. In questa corsa dobbiamo correre con perseveranza
tenendo fisso lo sguardo su Gesù.
Purtroppo, spesso, non solo non corriamo, ma neanche camminiamo alla
sequela di Gesù.
Per perseverare con fedeltà in questa corsa è necessario deporre tutto ciò che
è di peso e il peccato e il peccato che ci intralcia.
Chiediamo al Signore che ci faccia comprendere ciò che è un peso nella
nostra vita, ci aiuti a vincere ogni forma di apatia, ci sostenga nei momenti di
prova e di tentazione e riaccenda nei nostri cuori il fuoco da lui acceso,
lottando con tutte le nostre forze perché non si spenga. Amen!