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E A T R o ,
DELLA CARlTAf-`
[STORICO,LEGALE,MISTXCO,POLlTICO
IN C’UI SI DIMOJ’TR-íNO
le Oprc tutte della Real Santa Caſa dell’ lncurabilí.
SIESERCIT'ANOSQTTO ILTITOLO

DI SANI-A MARIA DEL POP OLO


Nella Cñtttà dl N apoll
IN BENEFIZ IO DEL PROSSIMO
Pam Primi/”Mente lì Matta della Fondazione, e Pragr'effi del Santa Luc;
ga, de’ſiooi ‘Bqufàttori più coſpicui, de’Pri-vilegzj , e Grazie come;
@mogli dalla Santa Jade, da'lmperadari , e Rè Cattolici ,
.5 del!"
M i Ordine con cui 'viene
_ml/[Sirituale, chanelamminifflmta_
tflmPoMle. , tanto
?LUISO [N SETTE LlBR-I~
C!! gl'lnäçi noceffarij in( fine;
C Q M 'P o. s :r o
D, À. M O N S I G N O R

D* VINCENZO MAGNATI
, Meſcovg di Mcgarz "indi ſicgua Correttore , ‘Vjſit'atnorlg a ed ordinario
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.della Rella Real Caſa Santa z ~- -
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chítettura uſaſi tutta l’ arte ingegnoſa in farcompaxirc d'c’rió_
. guardavoli Edifici’una ſpecioſa Proſpettiva , adomandola con
_V la finezza dc’marmí, con Pucci-lenta del [avorio , e con la dif-f
‘ > poſizioncdcll’ordinc, acciò che allenati gli riguardanti, ed
ammiratí dclwgo, enohílaſpctw, giudicando, e rintracciando vadíno
SML per riuſcire lele—leve# gi?, e plgugbílc l’inuinſçgo 'day' opera ; e cogî
‘ ~ a appaia:
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gp"zmzs addivehir'ánehe ſuole à' Sçtítfo'xi; cähla ìägheìzá‘, ed emineñzau


del TitolQ-Pçrleppxe zgljſppfloxdi d’çſtar: al'. Lccxoarî.lä‘cnxiofitàs,…e .rieevcr’
.çſſl gli Autori lo ſplendore"delle ſotxiliffime oſſervazioni de gl’ Intendenxi , c
…quei raggi di pn; perpexua Luce dell’- acutiffima intelligenza dc’Pcriti nelle_
lettexc ','e non ſi; già 'prinçípal :nativo de"PſincíPi a c .delle ..celebri Republi
çhç çosìunivexſalmenxe flimáte di proçgrar _con ogni `sforzo , che da’Serícto
Fi'glifatti cgrçgj _dc gli uomini illgſtri , e dç’famoſi Eroi, anche' decantatí
`PM‘ .la vera pietà Cliiilìiana a’ chnencj ſi tramandaffcroz affinche dalle tc
hçbxe dell’oblivione _ſepolti non rimaneſſe” , ma da Divíni Oracoli derivan
Widçfi z finçome appreſſo dimoſtxerollo _. Ben’è vero, che .doppo la dcſtruzzío
'zie dc’Baxbaxi, çhc longa ſerie de’ſecoli a tutta ,Europa .continui , ed iHCeſſanti
`.;lilly-'131i‘pepe-nonoz a novella vita _riſorte comparirono le lettere , .cd altresì
j’aptiço,e lodevol’uíq introdotto da’Sçríttori _comparve , coll’onorarſi del
nome gli pn Grande', Per dare (come dice l’ Adagio) un Dio Turela
:e all’ onorare fatiche _con aver. racçolto le çhíare azzjoni , e lc preclare ch‘
lla `(Inci - uomini naxi Per _non dar già peſo alla Terra, ma per illufirar—
la , c de’ quali oſcure erano, ççondç’nnaçe all’ onde dell’pblivione le No:`
WP! ,
Or .dovendo io dar’alla luèe la fondazione -, gli Progreffij le Prcroga
Îích 1’ eſenzioni a .e 10 Prato preſente della _tanto celebrata Real Santa..
v-;Caſa dell’ lncurabili; _e _tutte le Sacroſame opere , che in cſſa eſercícànſi 5 hò
..fiimato d’intitolar l'opera‘ Ign”;- ddk Carità , e di preſentarla offequioſo
-allg grandezza, efirígolar pietà dell’EE. VV. ſapendo bene che ñun guardo
;ſolqſidella Voſtra benignità _ſarà raggio Solarcz che di fangoſe zollc la farà
divenix’ oro , e Per dir il vero ,Maria Longo non ingannolſi d' iſtítuir tante_-`
Saerpſamç opere quante nel mentovaxo _Teatro campeggíano , ed alla di
aczzjone, e governo ſpezialmente de’ Nobili di appoggiarle, ſi perche...
.queſtí uniçí _a’ _ſuoi ſentimenti ebbero gran, parte nella fondazione di un tan:`
to Teatro della Cattolica Religione , ' conforme _in tutta l’ Opera de ſetta..
Libri andai-;ò io ,diviſando , ſianche Per l' _amminiſtrazjone di eſſo , che aver
dovçanoçon ~ſoſtenerlo, mantenerlo, e ſtabílirlo con perpctue, cdinvio
,labili ordinazioni , ed uniformi a’ flatuti di Santa Chief-1'; poiche a] parer de'
Savj maggio;- preggío vogliono queſtí , che _ſia di mantener _l-’ .opera , che..
.d' ihſtitpirla ,` (Luindi LI'Vio quel Prinçipe della Romana Iſtoriá deludendo
gli _militari , 'e celebri progreffi di Annibale in Canne picciola Città nella Puó'
glia avvenuti per inſegnamento a’Poſteri laſciò regiſtrato
'UÌÙW'Ì" .fili-”Mtb- ' ~' ' , › ſci;
i :vince-rh
` ~ [ëd-7 ,
All’incontro era ben nom a Maria ,ripiena ellá di una ſopranqturale Celc-Î
flial’intelligemazçon quanta avedutezza ne’tra-ſcoxſi ,ſecoli ne’ſuoi .tempizſPc-î ſi
:ímentádoſi anche ne’pxeſernri,di *aver queſti Nobili maneggiare-gli‘affiri tut
ti del Publíço,e _con quanta prudenza regola;- gli vidde,e coníquamo zelo-ver
;ſo del Popoloſoſte’ner.inviolabíli gli ſuoi Privilegj,e çon proçuearc íèmpjcmaí- L*
gli {“95 vantagg'íze
’ " l’abbondanza
ſſſi " ſi’de’vivcri pel > _ſottenxamenco
7 'W di, ma”:nella
quanti
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'nélía Gíxxä alimentawnfi , o'ndcÎ .50h Èriíiä ,3` ëínäí‘ürèxíl'ohíiíäné in‘fflrm‘ El-j
laz-che la men cavata_ Real Sança'Caſa_ gchxiÎaxf” doVeſierò, ' tra ` gli altri Atri-r
mini‘ſtr‘atori,` -Ecoflomi, Cenflátelliìzſſ *o QoVei-naçoxi ,come appe'llar' ſi in);
gliene ;‘de’ quáſièqc‘* 1110i luoghi pieno uguagl‘io‘darè'pef ſodi'sñzzíone non'
met-,10 degli Erqdítî a ì the di tutto"-l’anibîc'o 'della, Terra ,F ;in Titolare ,ì ed unì
‘Nobile di Seggio_ z e che-'quelli- per ;urti-gli? Seggi in giro ‘ándaſſczávvçgnachef
.ſicura. ella. unì-umeàgidí quei? `;uornſím'fços!" illuſtri ,ì 9 p"c‘ffflfflÌá; 'e per çſ—JÎ
pari-enza?,`v 'e Pc; la‘ gran-piçtèchrffiiana z ehe ‘ne’pecci de"mèdeſimí ;eg-15.‘
m &Nb-bs a.: “ö—Vic 'più acmſcíut’e averehbonbzſ ‘e' ſoſtcnuic‘s‘ e ;ìxíonì 'già- díìóì
minuixea_ e ‘kemacd leſue Sieroiäfutezope‘reç avendolo-'cosìl' 'eſperienza‘ ſit’i‘o’
_a qgeſtinoüri tempi dimoſtrato ;.- e içòh'ináhifeſtà', ì ed , &Viti-cm:: prob'abflcä*
ìfliinò Ella. la pia ,i e ’ſagzoiiazlviat_nic-”uv Tdi hd‘p'poteiſiſſz' e ſſii’oh Roverſi gia’ui'ai.
allontanare Perſons'ggi'di tanta_ gran'qujälit‘ä'z di‘r'egolat" li’affa'ti tutti della'
Real Santa Caſa-diverſamente?” quelle direzzìiòùi ſhlíte'cñì governarſi il Pil-ì
Nico ;fl poiche finq da‘che conobbe’ ` ſfiioi’Nätálí la' "belle" Pattcnope ſii ’eli-1,45
diviſain‘ranteiRegioni, "e ‘Vic‘olíVP'e’ dàIpÒìÎihìrgiùtiS'eggi ~~`{x551 'ap’pe'lla‘ti :ì
quantunque in quei primi ſecoli ſortíçi aveſſero' Vai-ie‘ denomihàìioni ,J eroe.
Teatri; Piazze a Poxçiciz *e Tocchi', Le, di' queſta ‘ulcíiiiá ' “Diizionè‘piincif
Palmente z che come originata-ì là Città' dà' Greci z *delle proprie 'Voci-j \ \

della natural favella-ſervívanfì quei. Popoli , ‘ſòpoi‘, 'ehe corrotta la _dizzio-Q’


ne… ?ſommi-Vaſi ”echi-.che. app-ceſſa de' l‘ ind’c’rmcmiz'e dc" medèſimi‘ Greci"
:ſuona Luogo › Regione, 'e Sed.; 2- e cos çdr’np'rbh'acó viene da Vinççqzo_ dé"
Exanehis nella [e‘cmda' delle ſue Deciſioni , Sedili‘: òlimì vaflflbîntur Tocci;
E çosì pare leggeſi-nelle Conſuetididi di‘Nápólj al çafiqalt., E per lunga_ (Eric, `
‘dicempo govexnoffi la"Circà con -kicenexç - gli‘direttorí di èfla il nome di_ Col; ì
iettoxizrvpcr-effçr Rata a queſti 'appoggiata {e commeffa là, riſcoffione delle.;
teáli, epubliche impoſizioni 5,. ma finalmente e'an'I’ aphellázioiíe 'de‘ Seggi_ `
`tante… _denominazioni eeſſarcno z e numeta‘vanſi eſſer queſti" vexitiquaſictrofl ì
conformcìnon meno. accuratamentcàçhccküditàmente ſcriífeìil Tucínizel_ quale `
mi riporto, oſſerVAndoſi 'fiel ſuo 1:'er idrico.làtQ²dÒIl-'Origine ì‘èPlatini-:15:70,ne...` ì
de’ Seggi di Napoli non ſolamente la_ diſpoſizione dell’opeèá z ma l’ayvedu
tezzaJih aver-'con ogni fedeltà raccolto( quadro‘ di' curioſo hiè‘delìmi
Seggi_ da gli Antichi di memorabile Ei ÉcÌtm per_ 'atteſtato del_`ſhoj,\äpe1fe z per '
curioſità de’Leçtei-atí , e per gloria della [ua _Patria ,o e quanmnqiieſſ Rata `, vi
foſſe grandiffima divexſicà de'pareri ſopra l'origine de’ſoprámentovati Seggi; ‘
‘tuttavia andò Egli con. molto_ giudiziox e. Con_ ’molta ficigà;'d_iéiſiindo vl'or-ñ `
dine, ela ſerie de’cempi, narrando con buon ‘metodo le‘ memorabiliricorîì '
.danze della Patria a c non piccíola gloria.da. gl"ſhfçendenti. ci t”ſràſſeìzìçosînoriii ‘
meno per la foxma dell’antichità-di canto celebri ,i "e' tanto nobili Adunánic "- i
che per la penna del Tutini han‘ li prefetti, Seggi ”doppiato all'Home il. volo‘. i ñ
Eranmon hà dubio, ne’iecoli_ traiandati‘ ventiquattro Seggi,v -e dapoi’
begli ultimi anni del, Rè Ruberto ,‘ o pure , come altri vogliono, ne" tempi
(lella Regigaz Gioygggz_ _ripaxticg fù la. Nobiltà [japoletana 7 e ximeiſa in ein:
HDC,
Qui; tñitc lePíálîſie , Poítici; ;Teiíti ffiinoii {finiti ſi vidiuö in Zjiízſti
cinque principali ,-equantunquç ſei ſianſi , `0.- folletto ſemprcnni ſtati gli E.
letti: .ſuccedev per l’unione della Piazza di Forcella conſiderata ſuperiore alle.:
altte inferiori , ‘ è pode il privilegio del ſuo-Eletto , e traqueſti vien’ altresì'
nominat'il ſettimo yet la rappreſentazione’ della Piazza del Popolo . E per
conſci-var la memoriávdi çfler quefli fiati ventiquattro nella forma da m: di
ſopra enunciata ſtabilito tenne , come. inviolabilmente' al preſente practice-j
fi, Eletti vengono gli ſei, eeinque ,def Nobili, ehe uniticon li cinque.:
Seggi coſtituiſcono il numerode’ycntinove -eon far pompa ciaſcun di eſfiflnd
’di quei antichi . _e ſervanla prexogativa di convoear le Piazze, per tratta!!
gl’affari del Publica , e propongono il; biſogno-ñ, ñ e le occorrente del medi-ſi.; :
mo ricevendo gli Voti da ogni uno; {per dir il vero , eſetcita‘n q‘ueſti gran-z'
diffima autorità ne'loto Seggi; ben' è vero.che ſon eieati da*-medcſimi No:
bili delle Piazze anno per anno ', e ritengon' in _.quefii noſtri. recenti tem.“
pi Titolo di Deputati, 'non già dic-piani_ conforme pel paſîato_ eran elena.
minati, e discufl'e maturamentele propoſizioni 5 ſi'prçndoao quei eſpedienti
più proficui per ſavio delPubliçp, , l . › w; _. _A ,
DiqnefliSeggiperò. che ſono di &Fund; di Montagna? Nido,
Porto z c Portanova non ritrovo di eſſervi ſia di em maggioranza , come..
tutti eguali di Nobiltà , ediOrigine , e ;quantunquenelli anni del Signo
're 1488. vi foſſe _Rata qualche pretenzione di precedenza, ſtabilito ritrovati , e .
di Regio mom-0,: di gommmcwſcnſo tra leſcritture della Città nel TribuJ. -
mi; qeſhadrfimíîrextq
Conſiveptuaií dis-Franceſco,indipſſexvarſi
S.Loxenzo,l’Ordine
_Convento ,, e Chieſi de’con
dell’Alfabeeo, PP.Minorí'
precede `
:effseggio Capuano,e _ſeguir gi’altri appreſſo ſecondo il ſopramcntovato Ordío'
ne ſenza pun-to ter-:ar pteggiudizio l'un l'altro-in minima parte delle preroga
eiye,che godono tutti , e cinque i, ,anzi quando convengono nel Tribunale...: _
di S. Lorenzo, quell' Eletto , ,che prima giunge ſiede nel primo luogo , e...
tiene il campanello , per non eſſervi , e’ non riconoſcerviſi differenza veru-z
na _tra di eſIi diprecedenza . e magioranza, perche tutti ge :mi glorioſi delle
mai appieno lodate Famiglie di un ingenita , ed antica 1\' obiltà , e non ri.-'
troveraflî certamente penna ſufficiente a commenda rli,e poſſo bene atteſtare -,
;he la fama iflçſſa ſi è fiancata , che hà cento lingue , di proPalare al Mondo
l’ impreſe militaei di uomini così illuſtri col valor della delli-a accómpagnato
col (coppie di averſi apert'il fentiere alla gloria,ed altresì di piopalare lepre
;late gta: di tantíPreneipi Porporati , di Vicarfidi Chtiſto in Terra, e Paí-r ~ ’
[fori di Santa Chieſa z che col gcmino ſplendore della Nobiltà . e delleJet
per; han laſciato a'PoflFtí più toſto eſempli d'invidia,che d’imitazione , con.;
.yerdato ,a divedere a tutto l’ambito della Tetra , in ogni età in ogni temo.
po gli Nobili de’preſati Seggi di non eſſerſi giamai allontanati dalle premiare...
*Il-99$ ÌS'SWWÉP Pil' a c Prudsmi Agtcgati i té_135,11 ,SMEG optato nc'cſiraſfl
` ~ MDI
cöiſi , èffìënti ſecoli 'a b'ekſiièficiödel ſibblicö ;"e'de’n'aíüîili J e` propri} Preti?
ci 'i , edi tutta la Chieſa Cattolica Ortodoſſa , ed è‘ così noto da per tutìñ
?o , che non ha biſogno di altra'mia eſpreffione , .tanto più , che l’angu.
flo ſpazio di una 'lettera none campo proporzionato a poterlo Propalare, L‘:
laſcio ad’altri famuli 'Scrittori , clic ‘non‘ meno’ per la‘ forma‘ delle pro-jr
rie virtù , che per*v _la pennazg'li'ſacciauo "col volo ſormontato vsù l’E mp1'.
ro ;ifior
ha Non devo‘però
d’ingegno ,‘ſi ericci-e 'di' ‘ammirarſiſ
maturità’ di' ſenno ,pure' negli Eletçi'del
"la prudenza , abiltrl Popoloda chi p
,` ed avvedu-lw
rezza ne’ publici maneggi, e di regular gl’ affari tutti di tanta grancpminu-ñ
nità con univerſal ſodisfazione ditutti, e tre gli ordini. della Città` , e per(
leloro prudentiflìme direzzioni ‘talvolta aſcender veggonſi ne* primi gra—l"
di del Magiſtrato, col darſi proporzionato il _ſuo nigchio alla ;uma-:115,
propria virtù . _ i p , p
Stabilitaſi dunque l'Elezzione da Maria di uomini così illuſtri, vi con:
corſe anche favorevole il Cielo per far celebri le mentovate Sacrofante opera-:ñ
del Santo Luogo , eflendo ſtate da queſti abbracciare con ſviſeerato amore.,
di veri Padri verſo dell’lnſermi -, e di veri Protettori verſo di tutto il celebra-
to Teatro della Carità; Eflendoſi ſempre più moſtrati intrepidi in ioflenere*
le Prerogative, le Grazie, l’Lſenzioni , e gli Privilegij di eſſo , e con co‘
ſtanza de’Zenoni han continuato a farli risblendere , e ſi ſon' oſſervati eosi te-l
nacr in aver mantenuti gli Statuti di una tanto gran Fondatrice z che al di-ì
certo ſarebbeſi confirm-ito Pittagora nella ſua vana , e ſciocca opinione , che:
quelli Nobiliſiìmi Perſonaggi foflero informati dell’Anima di Maria , di co-j
tanta uniformità ſono gli ſentimenti delli medeſimi,che appellar devonſi il {04
Regno di tante prodigioſe , eſacroſante opere , che nel Santo Luogo eſerci-Ì-j
tanſi 5 Ed a chi altro dovea io dedicare queſte mie fatighe y che impiegate-'- _
foſſero elle in beneficio del Proflimo , ed a gloria dell'Altiffimo , che all"
EE. VV. additandomelo l’Eecleſiaſte al cap. 1. num. 7- omnia fiumina ira—4
tra”: in mare , a* mare non redunda: , ad 10mm ande ex'mntflumina re—_i
mertunmr , ur iterum fluant , poiche ſieome buona parte della Fondazio-l
ne ebbe l’origine da’Nobilide’ſopramentovati Seggi: ſacendoſi in tutti , e..
ſette queſti libri nuova rímembranza di ella z e di tutto lo ſtato preſente del
Santo Luogo , rito rnar decſi a guiſa de’Fiumi anche alla memoria , e ricor-e
danza di effi: non eſſendovi in quefla Città altri Perſonaggi,- ehe poſſano
ſoſtenere quella Real Santa Caſa , quefio Gran Teatro della carità , queſto
Santuario della Cattolica Religione, quanto l’EE. VV. con protegerlo viè
più validamente con ſpecial patrocinio , aumentarlo di grazie , e mantener
lo nelle ſue prerogative ñ. eſenzioni, e decanrati Privilegi} . E non ordina
ria
biliſarà la gloria
trionfare tra dile una tantouncelebre,
ſeeneſidi ed inclíra
Teatro della Città
Carità nel veder
, dOVe gli ſuoi No
rappreſentarbveg-ñ
gonſi tutti gl’atti preſcritti dalla vera Pietà Chriſlianazche non tanto nelle ſue‘
Pertinenze, enel _ſgo ſeno, quanfo per tutto lfambitg della Tgrra ſerviran
no
_ííózdí fqoneìä ííoffilíí Belli firpërîe [oaí j Belli Píîffiffia Maíkoñi'fllaríc}
,Lorenza angq_ Fondatriçcflz Si degnino dunque con la ſoliça Idro beqiguitî'
dj graciírcjffiſáY VV._qqcflc mic cſprcſiionì aççòmpagnatç dalla_ fincçriçà den’
gnjr‘np mio, _e della ſpecial devozione , ch; ho rotcfl'ato all’ EE, .VV. E così ‘ ‘\
lo ſpero per'avcr, ſodísfatco. a' mici doveri, ç fi" ;amo prícgq il Sign, Lidia;
-çhç li gonſcrvi per mille anni felici, ç çon lí,çnçdcfimi ſcntímcáti di _quei
*antichi Eroi .lóxo Antsnétia s ‘La "Tx-{WWW offssuig .mi. Sidi-?ero v <5:
.:fi-;i523 *ſax-ò. ſempre *
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` . Mpcggzo Magnztéz
Al Benigno Lettore.

‘Dania quìſëri-uo non in‘: altro appoggio di ”Menia i e di fide di


Q quello può darli un uomo deſideroſo diflrpaleſë al Mondo l' apre-'.1‘
' che/i eſſercttano nella Real Santa Cafe dell’ lncurabili . dove/offer”,
go la carica di Superiore Eccleſia/fico; efflmdomiparuto coſa molto/Iraq
”a , che doppo due ſecoli di un tanto Santo Luogo non *vi/ia/Zata perſona ,
che abbia unite le memorie dellaſua Fondazione , de’ſiaoi Progreffi , delli
flat' Privilegij , e delle Grazie cancedutele da’più Sommi Pontefici 1 M495
[là Ceſhrea , e Cattolica , il modo , e l’ordine del Governo coi-‘isziriiuale;
come temporale; ?Monda-adv ſen-Poe più gloria a, Dio , lode alla *vir-tà cm
affida-…ne la *vera charicà Cbri/Ìiana , ed eſempio al'I-ì altri per imitarlua'
”mi N o/irq Signore lddioſteffo vuole , cheſiſcrivano , e /ijtramandino a?
Poſh-ri perennemente le memorie glorie/è per /iimolo di efficaci moti-w' ai‘
ben oprare d'z onde
delſaffb-, ondeſcaturirono
quando Mosè coltocco
le acque perdella *ver-ga incener)
elfi-guſci!” la aurea-z.;
l’ e/iremajëtſie del
.Popolo Ebreo, udì dal, Cielo, che tutto ciò ſcriwſſë in un ’libro, come…“
ſièegge nell‘ Eſhdo_ alçapñ_ 17. verſ- 17- Scubc hoc ob monimcntum in lia' j
bro , e poco appreſo: Ad perpetuam rei mcmoriáms E quando dal'mede-Z
lima M 01? fà liberato dalla Egittiacaſer-vitù I" impoſe di ridurre in com-j_
`pendio quanto
le bocche eraſucceduto;
di tutti acciòfuffefacilmn”
:ſiìmedendofi così regiflrato nel Deut.nella memoria,
a1 cap, 3 1. Verſ~e lnel-1
9.:’ -
Scribite Canticumz 5:, dqçcçc Eilio’sſiſracl,i ut fflcmgritèr
@ccanrents . '
ççgcam; gong'
Al Profeta Abac; doppo di efferlí fiati‘ da! Signore rivelati altiffimi
.fili/ieri a ltfxà comandatodal medeſimoÒ-cbe li ſcriveffie flabito sù delle.,
‘Tavole-x. came/ilegge nel cap. z. verſñ‘ z. del ſudett-o ‘Abacuc.: Scribc vi‘- -
ſum fl, öçexplana cum ſuper tabulas, ut pcrcuírac qui legal-ic cum : (dif—o
Geremifzdoppo le Cdc/Zi'vi/ionifbrje non-,li comandò , che le noeaffe in un
{ibra-f. h-l-iççzcap. 3; _Varg è.; fiçxièc omnis verba , quz loquqcug ſum ac!
_‘- … ,. . , E’
t'c , in libtſiö, e Efinalmente, all’ Evangeli/Za Giovanni delle diverſtz »viſioni-,‘
e grazie conceffleli , li diede precetto di comporre un libro , conforme offer
@uffi nel çgp. ;'4' verſ; u. dell’Apomliſſ: 030d vidcs, ſcribein libro, *La
flziegando queſto teſto Liranof 'diffe .' Ad inſtruffioncm Pidelíum -, lo dx'
chíarò pure il Regio Salmi/Zd nelſuo ſalmo 77. :` › (Luanta mandavír Patribus
noſtris nota faccrc ea filíis_ ſuis , ut cognoſcat generatío altera, Rc. ut poi
nantín Deo ſpcm ſaam , 8; non oblívíscantur operum Dei .
Gìaeewnaſotto le ceneri eflinte le memorie di quelle ‘virtù s che
un tempo aceeſſè nelfuoco dell’Amor ?Di-vino rifialdawno i cuori de' Fede/i
alla *pero _caritd , ejommìniflra'vano gli ajuti necefftzríj per li biſogni,
per li poveri [nfèrmi z non già per traſcuragine , conforme deve_.
trederſi , mdper le occupazioni continue de’miei Predeceſſori, e delli Am
mimflratori non bem potuto egli-to rue-corre le notizie, ñe. parle inſieme", ſed*
0m_ quaſi do'ppodfleſècoli procurerò io di‘eercarne lefiintille , e diletcì dz'ró’
[equanto [ipotrà per camme la verità; -laonde per giungere al de za'er :to
fine ,della glorieçdi Dio, e delgiovamento del Proffimo mi adatterò [apm
me per rappreſentare ça” ’chiare a e ſemplici parole inalzando lo /Zile di
qualche-fatto per meglio aiutare ad approfittar/ì chi leggerà tali notizie , e..
per affeconddre il guflo di _chi de-ve eſſer ubedito: per dare 4114 luce a e l‘7‘?
`«conoſcere ”Mondo-fumo_ Teatro di Carità , che Main quotidianamenó:
teflelLaſudefla Real Santa Coſh dell’ Inca-*abili ſotto il Titolo di Santa..
Maxiadcl Popolare-{invocando `l’aiuto Divino , dò Principio alloſtrÌ-oere
l’opſſcosì glorioſè, _così Sceroſthe della *vera Chriſtiam Cbarità -,~ per
ma incorrere-web’ io nellamaledicença delle lingue mar-daddi eſſèr tenuto
pezze-WWW” che-Ãper ”uſim-ato di a-ver ècconſeñtito di tener/epellite le me
` .Meri-é de’Ttnefizttoe-i eosìſpirituuli-,come tem'forali di un luago tîíto rigu 1r
dewle {ante-nta pregiùdiqía dell’ublieojtmìquali ‘Beneflttori oltre a quelli ‘
. ſiemenzimanoin tutti «queflisjett'e ,Lib-vi: ,j può "Amber numeraefi la Famiglizſi." ~
' ’düvm tante-ze tante altrescb'eñper. bre-vità bò tralaſciatojtogliendffigli Matiz v
*vi agli Altrijibm' optfrdreflbeneficio del Proffirho' , ed appagberihffiperſhd
benignilà il .Lettore di. que/id mid buona *volontà in rappreſi-”tur al Publiñ" I
cole memorie di que/let KeaLSmta Caſi-` giì— eſtinte , ed appena mentomte…
per 16 *bocche degli uomini., quando per gloria di Dio . ’ er grandezza ›
_ñ 'na tantogmn Metropoli , dove 'vedeſi riſſa/rendere più de ,le altre Città Cat
;oiicbe 14_PJ6IÃ._Clîri/Ziñnd , etrionfhre [a carità vevfſo‘:del Proſſzmo ,"*eper
' f. Santo Stima@ 4’_ V egnen-ſſti dare-rebbe 720g” 1afama. per _tutto l'ambito della
Terra - Priego‘inta’nto. il Cielo , che mi pre/ii tanto di 'vita , _che poſſa con-'L
deere-e dflÌicefirze .que/?Amicafatiçaper vantaggio del Proſſìmo ., Per gloria.. `
dd 5M!? Luogo, è epei: la dovuta lode alla_ Città, con proteſtìezrmi per fine di
_ſätgopoflzë ,mè/fcſſo
` z. e talmente/Zu
' T Operaralla..
' Santa Chieſa' Romana
"ſiſi da;ra,to;
doſſo; ed alle' Decreti della Seem Congregazione de’ Riti , e dell’ uni-new.
le Inquiſizione emanati nelli anni della camma” Redenzíone 16 2. 5.: 1 6 34.
conl’eſplanazioni , e dichiarazioni del fà Sommo Pontefice Urbano V…,
nell’anno_ 3 1. del medeſima ficqla, eficondq li mentuati Santiffimi Deere
tt' 1 e non altrimenti 'voglio, çbeprenda da ehi legge quanto/trim in tut
ti, eſette li mento-pat!" libri di Mafia Longo Brendan-ice, ed .altre Perſona”
non effendo mia intenzione d’irfinuare al Mondo opinione di Santità 4 nia’:
”a Për/ana , che *verrò nominata , nè onore di culto , ne *venerazione al.
(una , muſo/amante menzione degli atti di *virtù z che daſèſi [adatta
di tali ferjone . {ſiDiſçlic-íz

b z, ‘PROE;
z

‘ A Città di Na'ñoli ſindai &mijn-.della Chieſa naſcentë , e chè..


vagiva nelle faſcio, ebbeJa fortuna di abbracciar ella la Santa..
;'Fede Cattolica ,Per opra- dei’PrinCiPc delli Apoſtoli Pietro , paſſato dall',
oriente in` queſta _regione _per andare in Roma contro a Simon Mago,
per opporſi appunto alle ſue diaboiiche ,_ ed infernali magie, ed alle..
ſue ſcelerate‘-z ed empie ſimonie, e quivi trattenutoſi per alcuni giorni,
ove predicando il Vangelo , e facendovi di molti‘ miracoli converti
alla Santa FedeAſpi-emo quel Santo uomo , che fù il) primo , doppo
Santo Candido &nioi'ezbatteqaäo ,- e fù 'dal medeſimo eletto per Ve
ſcovo della indetta Citta nell’ anno_ vigefimo’doypg la noſtra Reden
zrone. ' ' I ~ .:-- ' .
Or ſm da quel ceppo è Rata ella propenſi alla vera pietà Chri-I
ſliana , e preſervata per particolar providença divina da qualliſia ombra.
di falſa dottrina, o dogmi contratij a’ ſentimenti della Santa Fede, e..
_della Santa‘ Chieſa, eſſendo flata in tutti li tempi la prima a difende
re, ed accettare gli Riti , Tradizioni , Conflituzioni Apoſtoliche , L
Determinazioni de Sacri Concilij , e de Sommi Pontefici , che han go
vernata la Santa Sede, e pare che Noſtro Signore dal Cielo abbia com
probata tanta ſua pietà , avendole dati per Santi Tutelari , e Padroni ›
che l’han protetta , e difeſa in turte le incurſioni portate da Nemici
della Santa Fede, come Goti, Oſtrogoti, Vandali, Unni, c Saraceni,
.da Santi Agrippino, Agnello , Pomponio, Euſebio , ed altri , partico
_. .a lar—

r
\

lai-mente del glorioſo


ed antivedendo le ſueſiSari Gennaro;
ſciagurez cheſignifica
gliele preſalî con
in* protegzlone
liqueſarſi il la
ſuoCittà‘
San

gue , o con reſtar congelato ,‘- quando s' incontra con la ſua 'l'e-`
ſta Q l

. ~ i Sotto gli auſpicij del ſudetto Principe dell’ Apoſtoli , ha ſempre...


continuata ella -a ſoſtenere la purità della Santa noſtra Fede , facendo a
gara gli ſuoi Popoli in eſſercitarſi nell’ opere della vera pietà Chriſtia
na z erigendo Te‘mpij , e fondando luoghi Pij , e riducendo tut
ti gli cotìumi appreſi- dalla ſuperſtizioſa gentilità al Vero culto Di
vino . ‘ '
In qudio flatoſi governò ſino al ſecolo decimo ſeſto , nel qual
tempo Noſtro Signore volle illuſtrare la ſua Chieſa con porre al Mon
do nuove Religioni de’ ſuoi ſervi , ed illUminar la mente de’ ſuoi Fe
deli con nuovi índrízzi per la‘ fallite eternaz onde ſi vidde la Chieſa
molto illu'ſtrata da tanti Froi, e tanti uomini illuſtri , e per la Santi
, tà de loro coſtumi, e per la dottrina impareggiabile , che ſi riconoſi
{ceva in effi , perche fiorirono in queſto ſudetto ſecolo , ignazio di
Loyola Fondatore della Compagnia di Giesù , San Gaetano Fondato-i
tc de Padri Teatini, Santa Tereſa Fondatrice de Padri ScalKi Carmeli.
tania filippo Neri a Giovanni di Dio , Camillo de Lellis , ed altri
Fondatori di tante Religioni , quante ſi Venerano nella Santa Chieſa;
Ii per non mancare punto la bella Partenope di eſier partecipe de..
fruttuoli documenti, ed iliruzzioni, che davan li ſoggetti delle ſudette
Religioni per la vita eterna , ſt‘í ella la prima a riceverli nel ſuo ſeno
` ammirandoſi da tutta Europa gli atti di carità eſercitati con l-i medeſiq
mi , e la generalità in ſtabilirſi con tinta commodità , che preſente
memc ſ1 oilervano iiare, non invidiando a’ primi Signori del Regnoz
non però Noſtro Signore Iddio deſiderava altra apra ſpecifica per Naz
poli, e benche (ì foſſero eretti -li Monti della Piet-iz della Miſericor—
dia, de Poveri, dello Spirito Santo ,, e della Santiſſima. Annunziata...,
pareva di goder ella di tanta propenzione dc ſuoi Popoli verſo di
tante opre pie, che ſi eſercitavano perkil Proſſimo 5 Tuttavia per eílcr
ella. ſempre mai comparſa adorna di virtù Chriſtiane , che a ragione...
è ſtata ſempre chiamata la più_ Cattolica Citta dell’ Univerſo, ma gli
freggi più illuſtri, che dovevano far ella campeggiar pompoſa trà tut-`~
te le (.ittà Cattoliehe doveva cſſc’r l' eſercizio continuo di un’ ardente..
Carità verſo del Proſſimo languenre tra li ſuoi malori e Queſta le ſor;
ma prezioſa corona, diviſandola per Regina di tutto il Mondo Chri
iii-ano, e le pone il più bell' impronta , che dir ſi poſſa , col quale.;~
paleſa per i' univerſo eiIer i ſuoi figli veri ſeguaci del decnfore 122..,
, oe
ho; eaguoſimt omnes; parole iſtcſlje del ñoſtroRedenÎoFÈ preſſo San:
Giovanni al cap. 13. quia diſcipulr mer eſtir , fi dileéìionem habueri.;
tir ad iti-vice”. ln quelìo conoſceranno tutti, che ſiete miei Diſcepoli,
{e vi amarete reciprocamente, c sù delle mcdcſimc parole fa echo l’Az
lcſandrino nel [ib. 5. al cap. 2.4.: Contenderim non alia corona, non..
alia targati, atqueſignaculo diſcipulos Chriſti cagnoſhi affiancare-,quam
à @aiutalo cheritatir.
Queſ’co amore verſo del Proffimo , come quello ; che neceſſaria
'mente include l’ Amor Divino al parer dell" Angelico Maeſtro eſpo
nendo le Parole del noſtro Redentore in San Giovanni al cap. 15. Hoc
e/Z pmi-epruno mmm, ut diligatis invicem, e le parole dell’ Angelico
ſono: Qin unum preceptum includitur in alia , qui enim diligie
proximum ſin-rm, necffijè cſi, ut diligat Deum , @a ha); enim ch’ai?,
ſi”: diuiſt, tamèn iPſi affur [ecundum conſequentiam ſimr umane”
ç queſt’ amore ha tanta gran Enza, che accoppia l' amante con l’ama
ro, ſecondo li ſentimenti del Gran Padre Aguzlino nel [ib. 8. de Tri
nit. charirar e/Z *virtus copulanr amari-tem cum amaro, e fà , che l’ u0-~
mo ſ1 diffmda tutto in Dio , ed Iddio ,nel h'uomo : ,Qui ma
”et in cbr-rita” , i” Deo man” : conforme ſi' legge nel medeſi
mo San Giovanni al cap. 4., che meraviglia è ,dunque , ſe da sì
bella unione ſiano ſcoppiatiſh. e dcerínoc gli ’più ,vivi effirti *di carità
altrove j…,djzj, la qualc'nel fecondo giardino di‘Napoll'avendo ben"
gittatc le ſue radici nel ſodo della Fede dal buſtO di una vera pietà
Chriſiiana a guiſa dell’Albore del Terebinto in tre rami ſeparati , ma.,
non diviſi, ſi vedono le tre virtù Tèologali ſorgere, e ſe bene di que
ſia pianta innumerabili ſiano i germogli, che rendono qucſta Città tut
ta Verdcgiante nella ſperanza de beni eterni , ed inſieme rlſplcndcntfl... ,
e' sſavillante del fuoco dell' Amore verſo del proffi-no , nulla di meno
la radice di queſt’ Albore non altrove fi ritrova, altrove non ſi rico
noſce, altrove non fà pompa dc ſuoi Virgulti , ſe non nel Sacro ,Oſi
pedale dell'lncurabili , dove appunto è la fucina del fuoco di detto Au‘,
rnorc, ove tra le fredde, aride , e diſſeccatc membradell'infcrmi , via
più ſi accende l'amoroſo _fuoco della Carità di tutti gli ordini della“
Città, che non poflono punto ſmorzarlo oli fetidi umori de morbi, o
{acque delle delizie mondane. ,
Da queſto Santo Luoco han preſo vigore , anzi maggior calore::
tutte l’altrc virtù Chriſtiane , che ſi ammirano nella Città , e come...
vuole San Gregorio il Grande: ’Ut multi arborir rami ex unzlrndi
ce prada-mt , /ic multe *vir-tute: ex una cbaritate generanrm , mc
babe: aliquid *viriditatís mmm bom' operi: , ſi non manet i” rada'
re CID-tritati: 5 onde con ragione da Teologi ſi definiſce in queſta forma
Eli
E’? "Wim WWW‘ "W a MiB-em. virtus..) _. :
Quaſi”, perfióìum_ ori( reperireponfi, v -
'OL-:fia ebarità_ dunque aeeiò via più lì aqereſça ne‘ petti_ ‘ Îde [veri,
'Pedeliſſil paleſi nel ſuo proprio Teatro, qual’ appunto è` la Real Ca-í
ſa Santa,`
'ſuoi, e 1:- Oſpedale
Trionſi._ " dellſlncurabili_
V ,_ ove ogni
" giorno
‘ fa pompe_
` p
-. ,- ll ſolo( nome dellìlneurabfli dimloſtra il grave biſogno. del proſii-'g
f i110; poiche ſi_ trova ridotto in tante grandi miſerie _, che ſi ha per ir
' remediabile il` ſuo` male ,_ ed, in conſeguenza è_ certo l'obligo; çhL.
‘i ciaſcun_ Fedele tiene in :ſoccorretlo-` ie non vorrà deviare dalpriricipal pre-ì‘ '
certo della Divina Legge z conforme fi legge nel_ Deuteronomio al
capra. Dìh’ger_ Dominum Drum tuum ea.: toto_ corde tuo, E3‘. ex tata
anima‘ tua e); :ora ſhrrirudine ma, e conforme il noſtro. Reden
tore eſplicò, ad uno‘ de ſcribi .Iſrbrei :_ dicendoli_ ,ì che doppo_ il‘ primo
precetto della dilezzione Divina z ſequiva qucſto, della_ dnlezzione del `
Proffimo con le (equenti parole preſſo di Sanj Luca al (al).` ro.` Dilig”
pro-rimani tam-fica!, le. M5122.; e poí.*.çon.c,azcnando.. amendue detti
precetti z per' elìet l’ uno coçipreſo nell’ ltrp xs‘conform‘e .hd-eſpreſſo di
ſopra, li poſe_ nel più ſublime-luogo“distufla legge'. Divina} dichia
randoli maggiori a, tutti gli} altri“: "ciie_ _inÈelſo ſi‘ *gontmgono' z conforl
mc ſi leggef'in. San. Marco AMP-142'143?! @tum .dl-'x43 'WANT-?MW
non, efl;
non, rn‘ain modo,
potere_ ſapeva il Giuríſperiifa
alcuno ..aſugire l’~ tentato—:eda
obligo'. ,uz-:hehomo; Redentore.,
tenelva"di adem-l
pire ad` un tanto_ gran precetto; perciò‘ ſotto; l"fombra finta igno—
;fammi` çcxça`va coprire il ſuo‘ fallo , dicendo'... come ſi_ legge_ nel_ mede—L’
ſimo~ gap. rqadi `San Luca..` E( q‘uir; cſi :parer prox-_inaur 5 che la_ ſua...:
Giuriſperiziaffinon era giunta thAthzda poteriſapcre il ſignificato della.,
parola' ( “l’ècſhmaj ma il noflto, Redentore 10qu “confondere lu
ſua malizia ,fl 'volle eſplicarla_ con quella parabola dell’: uomo ferito da
Ladri nel Boſco, e ſoccorſo con 'perfetta carità‘ dal Samaritano z lo
cſemplificò,, dunque il Proſſimo, co'n_ molirarliffun uomo, maltrattatozì
ferito, ſemivivo, 'langue-nce , ed abbandonato anche *da quelli , {qual
liëacçcdoüz
più di ogni altro premeva_
e LcVítia ` ij’ oiiervanxza_ del` Divino
. "ſi Precetto,
* ' * cioé dz"
7 . $*c quello è`il Proflìmq a. eſemplificaton dal‘ Redentore, 5‘ chi [Sofi-J
giàmlai dubitare, che l’ infermi di mali_ incurabili, marciti da putridç}
Piagbc a. cd. cſinanjti da` altri malori , immobili_ ,.1 ſemivivi in_ un fondo
di letto’gbbandonari , e derelitti,_ per‘ non, dim quaſi' mon; ’ non fiano
$931!!- .3. ‘143i‘- mîſFHno- È “HH-‘L porgere 31MB.. a, ſoccorrerli z come a]
**ì -' e - ` ſuoi

ſubì Pmffiffii z ſe n'ón VEE-r! BcVÎaÎe ad fiiín'èífiàll firëcëtio dellá legg'


DiVína,
v_ Chi che ſi profcſſa ,averà'
çlunqqanon da’Fczl-eliq- ` . di ſapere
deſiderio . k ñ. ſicd . affcr
, hóxízia,
’quali mai_ {foſſero ‘flaíílnffi-tuthí' 'di' -un .:opera coſsì grande ',- c neſs;
gfgtg g! Sigtjorc dequ*e"gojzj.óglgrígg a fungo l_’…ſiUnívcxto; ' `² “
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DELLA C'ARITA'
Iflorico, Legale; Miflico , Politica

LIBR O PRIMO.
DellZOrigineſi ;éFondazionei della .Real 54m Caſa çlell: lpçzirabili 3_

CAPITO L o ÌPR mo;


DELL’ ORIGINI-:‘- . E ſiF ORTVNA DI

LONGO
--ñFONDATRIGE
DELLA REAL SANTA CASA DELL’JNCVRABILÌ.

~ ‘A Divina Provi rinti nel cap. mIa/hit Dea,- in Eccle


denzanel tempo ſia quosdam, primi-rn quidem Apoſr’olos, fà
fieſſo, che laSan cundo Prophet” ,‘ttflifl Doóîorfl, dcinde
ta Chieſa neceſ Virtua:: , exindè Gratias curationumffipió
ſira di aiutoñce- - tulationes, Gubernationer, Genera lingua
, lefle porge ..in— rum,1nxerprctationcs Sermonumfl ſi Víd ~
eonranente op— de ſorgere cörro de Manichei il Gran..
portuno rimedio t Dottore Aguſtino , contro de Albi
i
u ‘ila‘ alle ſue calami genzi il Patriarca San Domenico , e
;.3
‘ll ‘I 'A

tì,conforme ſi è contro de Luterani Sant’ignazio di


oſſervato fin da principij della Fede; Loyola; c cosí nelli altri tempi que
naſcente , pere e l’adornò di tutti gli aiuri , ſecondo ricercava il biſo
quei doni diviſi in più perſone , cho gno , così per Sovvenire alli miſera
dovevano eſſerle di giovamento, ſol bili deſtiruti d’ogni aiuto umano ,
‘ licvo , e direzzione à ſuoi Fedeli, di— che appunto è il Scſto Dono enuncia
cendolo l’ Apoſtolo delle Genti à Co to dal ſudetto Apoſtolo in aiuto de’
A poveri
2ſi Teatro della Carica

poveri Infermi oppreſſi , c languenti, 5 erivoltataſi alla medeſima con veri


per li loro malori fece Sorgere Maria atti di fede , di paſſare alla ſua S. Ca.
Longo nel Secolo decimo ſeſto della fa di Loreto , e ricevere colà la Gra
z noſtra Rcdenzione , per farl’eſerci zia , dove fattaſi condurre, e gionta
tare nella Città di Napoli con zelo in quel Santo Luogo , fece iſtanza di
ineſplicabile di vera Eroina Chri aſcoltarſi la S. Meſſa , ma per cſſcr l’,
ſtiana, ricercandoſi appunto in quel ora molto tardi , nonſi l'itſOVflVL
tempo queſto aiuto in louvenire li celebrante , e tra queſte altercazioní
poveri jnfermi. comparve un Sacerdore giamai ve
Fù Maria Longo diſcendente da Cata duto , non che conoſciuto in quella
logna Principato unito alli Regni d' Regione , ſi veſtì delle veſti Sacerdo
Aragona, e Caſtiglia,nata in Napoli, tali, e celebrò la meſſa ſolita per l’in—
3 conforme uvole il Guadagno nel lil. fermi paralitici , che ſuole celebrarſi
prima della ſua vita.- , conforme ella_ dalla Chieſa nella feria ſeſta della“
medeſima fi dichiara tale per la peti ſettimana di Pentecoſte con l’ Evan
zione fatta alla Santa Sede per la gelio appreſſo di Santo Luca al rap. 5.‘
fondazione del Monaſtero delle Cap e di San Matteo al cap. 9. quale ter
puccinelle , e fù collocata _in matri minata , ſi voltò alli circoſtanti , e li
monio con Giovanni Longo ſuo na diſſe : Rendete grazie alla Vergitie per la
zionale , e della ſua diſcendenza, che ſalute reſtituita d Maria , e diſparve ,’
prima‘ſervì di Secretario Ferdinan ſenza poterlo più vedere , onde in
do il Cattolico appunto quando fe cominciò la Santa Donna à ſperi
ce acquiſto della Città , e Regno di mentare nella ſua perſona un gran.
Napoli per mezzo di Conſalvo ſuo tremore, e queſto ceſſatole,fi ritrovò
Capitano , venuto in Napoli ſin dal dell’ intatto ſana nel corpo,e molto
tempo di Alfonſo ſecondo , Be aven vigoroſa in tutte le ſue membra,e re
do con opinione d’ eſtremo valore di ſe le graz-.c à Noſtro Signore Iddio ,
ſcacciato i Franceſi , e fatto acquiſto 8c alla Santiffima Vergine per la gra
al ſudetto Rè d’ un Regno così fio zia ottenuta ſecondo il ſuo deſiderio;
rito, e così nobile, che ne riportò egli però ella internamente ſi ſenti inferñ
il cognome di Grande , e fù detto vorata , 8c infiammato il ſuo cuoro
Gio: Longo dalla ſudetta Maeſtà di di allegrezza , e di fiducia di conſe
chiarato Regente , e Preſidente del guir la bramata grazia, infervoran
Sacro Conſeglio di detta Città,e Re dolì maggiormente nelle ſue pre
gno , conforme riferiſce il Boario al ghiere quando il Sacerdote giunſe à
lilrofn'mo negli ”nali dr Padri Cappuc quelle parole del Vangelo , ai: Pa
eiai nell’anno 1538.della noſtra Re ralitieo: Tili dîroſhrge , 8c incontinen
denzione alfll. 273. te cominciò à caminard in preſenza..
Gli ſuccede à queſta Santa Matrona de circoſtanti , e ſe ne ritornò all ’al
di cſſcr Prata avvelenata da una ſua. bergo,e fra tanza fece ricercare il Sa
4 Serva per avvertirla , e corregcrla... cerdote da ſito 'genero, che l’aveva.
della ſua vita poco grata à Dio, e re-ó accompagnata nel ſuo, viaggio , e.
ſtò talmente offeſa nel .corpo con l' non ritrovatofiîfù ſtimato da tutti
attrazz’ione de nervi,paralitica , che univerſalmëte eſſer fiato il celebran
non ſi poteva più regere da ſe , e nei te un" Angelo,& oſſervatofi da quei
meno moverſi ſenza, che foſſe aiura~ Popoli tal prodigio , fù ſparſa vo
ta da altri, e tra queſti ſuoi parimen ce da per tutto, chenoſtro Signore fi
ti , öe angoſcie portate dalla gravez era degnato condeſcendere alli San
za dell’ infermità , concepì nell’ani ti voci della pia Donna ,i per cavarne
mo ſuo grandiſſima ſperanza di ri da lei l’opera così celebre,così pia, e»
cuperare la ſua ſalute per interceffio così caritativa della Real Santa Ca
ne della Glorioſa Vergine di Loreto , ſa dell’Incurabili.
1 CAP.
Libro. I. Cap. II. z
anco il Popolo Napoletano ínclinas
C A I’. Il. tiſiîmoper ſe ſteſſo alla Pietà , 5c il
Padre Monopoli dell’ ordine di San
Conte Mariaſì diſoaſh àfondare Domenico , che ſtava in grandiſſimo
l’ Oſpedale . concerto per la ſua bontà,e dottrina
appreſſo di tutta la Città , e fidata
M Aria dunque non ingrata del be in Dio Maria con deboliſſimo prin -
nefizio ricevuto,ſi applicò,e ſi die cipio ſì è reſo il ſuo Oſpedale uno de
de tutta. al culto Divino , e ritorna più principali luoghi Pij,e della Città,
ta in Napoli penzò di fondare ſotto e Regno,c’:onforme lo riferiſce Tomaſo
la prorezzione della Glorioſa Vergi Gig/lo ne ſitpplementi della/eran” parte dei
ne un’ Oſpedale, come ſegui , e non compendio dell' Hiſtoria del Regea di Na 4—.

poteva altrimenti ſuccedere , poiche polifiritta da Mamérin Raf? o nel libre


quando egli è piaciuto al Cielo di prima alfa!. 28. benche il Padre Don
compiacerſí nella Terra di qualche. Giacomo Dentice nella Vita di San
grand’ opera , vi è concorſo ſempre.: Gaetano Thiene nel ltó.prinre al cal“ 7.
con qualche prodigioſa dimoſtrazio num.Prime , á* tap. r 9. n. z. aſſeriſce di
`ne eſtrinleca, come ſi è oſſervato im eſſer ſtato il primo Fondatore di tal'
molti Patriarchi de Religioni; onda opera,Ett0re Bernaccia Genoveſe pa
quando uſci à queſta luce San Do* dre della Beata Battiſta da Genova,
inenico, fù rcconizzata la ſua naſci benche ne Manoſcritti della ſudctta
ta dalla vi ione delcane con la fiac- ‘ Real Santa Caſa non vi è tal memo
cola acceſa in bocca; Santo Ignazio ria,e devo pur'io-preſtar fede,e ſeguir
di Loyola con la viſita delli Prenci l’orme del P. Frà Domenico Gravi na
yi dell' Apofioli nella cura delle ſue Uomo de’più celebri della ſua età,
ferite ricevute nell' aſſedio di Pain de' più Illuſtri del ſuo dortiffimo , 8c
plona ;San Carlo con lo‘ ſplendore) Illuſtriſs . Ordine del Patriarca San
della ſua patria , che ſi vedeva , co Domenico , e dc’ più benemeriti del
me un nuovo ſole ſopra della ſua ca— la Cattolica Religione , àfavor della
ſa; San Franceſco di Paula non pote quale profondamente ſcriſſe contro
va venire à queſta luce,ſe ſua Madre l’inſorte creſie , e con tan ra efficacia..
.non ſi diſponeva di calare nella Stal di argomenti,e di prvove , che appel
la per partorirlo; San Gio:di Mata_ fù lato venne ſcudo fortiſſimo dell'Au
degno d’eſſerli dimoſtrato dall’Ange torità Pontificia , e Diſtruggiroro
lo il modo di veſtire li ſuoi Religio dell'eretica pravità avendo imbran
fi; San Franceſco d’ Affiſi di riparare, dita la penna contro dell’ ldolatria ,
e ſoſtenere la Chieſa già quaſi caden del Gentileſimo, e dell'ereſie de’Setta
te per l'ereſie . ſeminare ne ſuoi tem rii,ſpetialmente di Lurero , e Calvino
-Piç e tanti altri , de quali ne fa men Uomini empii, e Scelerati , Uomi
zione la Chieſa,e notià chi ſi ſia ver ni imperVerſari nel male , Uomini
ſatonella lettura delle Sacre Carte; lpnovatori di falſi Dogmi , e dl erro
Onde Maria avvelenara dalla ſua ſer nee dottrine ſeminare per buona..
va per fondare un’ opra coſsì glorio parte di Europa , e nel ſuo libro inti
ſ? D 5C avvalorara dal Cielo, incomin tolato mx Turturis nella parte ſecon
Ciò _à pOrre in cſſequziOne la ſanta da ſi leggono le ſeguenti parole. _
ſua intenzionecon ſervirſi dell’Oſpe— Sit-má- mſhnabilium Noſòcominna i Ma
dale attaccato alla Chieſa di San Ni ria Frantiſca Longa confirm' MFN”; effi
colò vicino alla Doana', öc al Molo,e adi-want: Cancionatore quodam Menopa
vedendo di non poter riuſcire il ſuo lz'tana Dominicefitmilie , qui eſt Frate;
diſegno , pensò di traſportare queſta Hzeronjmus.
ſua grand’opera nel lu.0g0,dove pre Così ſimilmente vien teſtificato dal Pa
leizremcnte ſi ritrova , inanimandola dre Fra' Teodoro Valli* dell’iſteſſo Ordi
A z ne
Fóñ.

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11,'
' ,,.13“

4 Teatro della . Carità


ne Domenicano nel ſuo compendio riſcono le lettere, lo ſpirito’, e l’inno
'degli più lllu ri Padri della Provincia di cenza de’coſtumi , avendo illuſtrato
Napoli nella parte 4. c1/[izl.21 8.c0n ha in ogni tempo la Romana Ortodoſſa
vervi ſoggiunto di cfler ſtato anche Chieſa , Con ‘aver ſparſo fiumi di
mediatore preſſo detta Santa Matro ſangue in Teſtimonianza della San
na p‘el’ traſporto‘ della congregatio ta Fede , diíſetando l’ auvide brama.
.ne de’ Bianchi dentro il recinto della degli Eretici, ede Tiranni ldola‘tri,
Real Santa Caſa. ' ~ empire `le libra-rie di eruditifiime , 'c2
E per ultimo non laſcia anche di riferir ſottiliſſime oprez tra quali l’ Angeli
lo il Padre Fra Gio-va” Mit/;t’h- Cavalieri co Dottore , che *ricevè 'anche l’ap
nel ſuo libro intitolato Galeria de Som provazione delle vſue celeſtiali dottri
mi P0ntqfici,PfltrÌarcl1i, Arci-veſcovi, e Ve ne dal commun Redentore cÒn Divi..
ſcovi dell’ ordine de Prcdímtori nella 4. nò Elogio. Bènèſcripſzſti 'de ”le Than”; t
centuria alfa!. 34.6. dove facendo men finalmente ridotte in grembo di San
zione di eſſer Prato eletto Per Arcive ta 'Chieſa tante, e-tante anime can la
ſcovo di Taranto dal Sommo Pontefi— Santa Pred'icaZioneflhe giuſtamentb
ce Clemente Settimo(Chieſa nö ancor gli 'compete il Titolo de’ PredicatOri;
paſſata ſorto la Nominazione Regia) eſeguendo le veſtigia frà Girolamo
ed inviato dall’iſteſſo Pontefice con., ~ additateli da ſuoi maggiori , fù ‘in
immortal ſua gloria altra monte-:con lui oſſervato ‘ſempre'un profondo ſa
tro de’Settarij, e di quei Eretici , in pere 'z una 'gran dottrina, ed un’ineeſó Î
6 contrò la morte in Viterbo nelli anni ſante fervor di ſpirito-,favellmdo con
del Signore 1 528. dove li fù eretto un ogni libertà al Popolo Napoletano,
famoſo Sepolcro , e per quanto *mi è' con rappreſentarli di efl'erlr à cuore..)
finto perm'eſſo di oſservare , e per‘ la 'carità -, e la pietà Chrifliana , della.
quanto con ſagaciſſima induſtria hò quale tantoſi è preggiata ,j e preg
procurato di riconoſcere nell’ *Archi gia queſta Metropoli ,conſi‘glrandolq
vio per adunar'e dall’antiche ſcrittu di non abbandonare l’incominciata.»
re , c,rauviſare con perfette norizie le impreſa , ſpianando con ſuoi pareri l’
memorie già quaſi ſpente di queſto affari più ardui,che ſi incontravano ',
Santo luogo,non hò ritrovano tal me~ efù ſperimentato er nuovo Alef-_
inox-ia 5 rimettendomi à chi con ’oc ſandro de nodi indi olubili , poiche:.
(bio linceo, profondo ſapere, (Se alta eon li ſuoi maturi conſigli ', ecoſh
mtelligenza hà ſaputo inveſtigàrne.) la ſua cloquenzaz e con la ſua indici*
la verità , contentandomi ſolamen bil deſt’rezzaz fù egli baſtevole à fi‘a
te , e con ogni candidezza di mani bilir ne’quori dell‘udetto Popolo di
feſtare al Publico le opre glorioſe,che proſeguiti' oprez e di ſuper-ar q‘uam
íi eſercitano in queſto così celebre.» te oppoſizioni furon rappreſentato
Teatro della Carità. per diſtornar Maria -con temerario arr
.Non fù però fuori dipropoſito di a dire di perſezzionar-il giari‘oſo Tea-'
ver incontrato per la ſua retta interi, tro della vera Chrifiiana Carità.
zionelà Santa Matrona Maria Lon
go Religioſo di tanta gran virtù, che C ' A_ P o III.
ſeppe ’così ben’ inſinuarle di perfez
zionare opre coſsì Sacroſante , per eſ Came Maria traſhortò lÎ
ſerſi egli ſempre moſtrato degno fi Infermi nel prrſhnte
glio di un tanto Santo Patriarca Do~ Oſpedale.
menico ,dato à queſto baſſo mon
do dal Cielo per ſoflegno della Cat Raſportati la Pia Donna li ſuoi lh-r'
tolica Religione , con aver fonda fermi nel luogo ſudetto, non aven
to un Ordine , nel'quale ſemPre mai - r dole poturo riuſcire di mantenerli nel
ne’ ſuoi Religioſi hanno fiorito, e fio— primiero luogo,e per il ſito , e per l’1
angu
Libro ſil. Cap, III. 7
anguſtia,e per l'aria poco conſacevole int-am Saw-am pra boſl'oitalitate bajaſmodi
al male incurabile , e dubitando pure inibi cxercenda de c‘eri/Eaſt} illorum , ad
trà ſe ſteſſa , ſe poteva ſoſtenere , c qaosſpeélat recipiendi licemiam , ..ó-fa
mantenere l’impreſa ſenza l’autorità caltatem contadini”: . @adam [mſi quam
de, ſuperiori , e conſultaraſi con ſuoi dic‘i‘am baſjiitale eru‘i‘um, ſia receptam ex
Padri Spirituali , hebbero queſti per titerit , á* in to boſjoitalitas'incepta faerit ,
2 bene, che haveſſe havuro ricorſo , co á* quarta-'iii duraturi-it, ip/imz boſpitale ,
me eſegui à Signori nobili,quali moſ illiaſqfle Qflìriaies , Inſirmi,v -Servifores, á**
fi da tanta bontà , e da un vero zelo Cmfratres, ac aliaperſèna, quad ut 0mm'
di Chrifiiana pietà , tutti concordi bus , da’ ſiagulis Privilegi), exemptionibas,
ſupplicarono la Santità di Papa Leo— gratgsfl'ndaltis , Indalgefltjs , excepta ple
ne Decimo all'hora Regente la Santa naria comeffii ‘viſitafltibas Ercleſiam H0—
Sede,ch_c ſi degnaſſe per ſua benigni ſpitalis in Samir' Jarobi,ó* Conceptioflisfi
rà di darli facoltà di erigere un’ Oſpe~ [lis , ac tertia partis Penitemiaram eis
dale à ſimilitudine dell’ Oſpedale di inianói‘aram , viſitantibasſiflgulis Sabatis ~
San Giacomo d' Agofia ſiſtente in.; in Balla credimi.; dio-"ii Arcbiboſpitalis
Romane la Santità Sua ſi compiacque contentis, cmefflîmibar, fa-uoribas, imma
- di condeſcendere ad opta così pia, c ,flitutibnb ó‘ decretis/Ìirimalibasflc tem
3 così Sacrofanta , e ſpedi la Bolla del poralibas , quibus Arcbibqſpitale pradi
la Fondazione ſotto li undeci di Mar {Zaijaſqaè Servitores,iiffirmiflffioiales,
zo dell’anno r 51 9. del tenor ſeguen confratres , ó* alia: Per/bi” atamar pati
tc a 3 amur , ó* gaua’entſta ati potiri , ó' gau
dere quomodolibet poter-«mt inſinua-amati,
Balla Fandatianis p Hoſjn'talis iam-z, potiri , ó- gaadere iiberè , á- liritè pay/im,
ſabilium Civitatis Neapolis. á* 'vulcani in omnibus , ó* per omnia, ar ſi
privilegia , indulgentia (exreptis ſupradi
LEO PAPA DECIMVS.` {iis ) exemption” , ó** alia pramijſh diò’t'o
Arrbiboſſoitali per ms, &ſl-dem pradiííam
D Ilee‘i‘i Filzi Salate”: , ò- Apoſtolimm’be-e come/ſa eidem lia/Pira” erigma’a, ſia reci
”ediói‘ionemzNaper pro parte wſtra ”0 pimdo apre/Sè, ó* nominati!” comeſſt faif
bis fait expoſitzim , quod -uos proptèr ma (ènt, indalgemas , pariterqae com-edimas :
ximum necçffitatem Civitatis 'ueſhra , ó‘ Apoſtoliris litçris per ”os , ó** Romano:
fidate”: animamm_ *ueſlraram capiti: in,… Pomiſires predeceſſhres noſiras, ai profa
Civita”: Neapolitana, ſe” ejus di/Zrió't’u , brim Sam‘i'i Petri de Vrbe ,ſiib quibus vis
'4 ”mms Hoſpitale Pro pauperibm Iararabili ruerbamm foi-mis, etiam i in ei; ra-veamr,
bas ad iflſiar Archibaſpitalis etiam parape quod eis derogari , ſimilari ,filſpmdi , fia
mm Incarabilium Sam‘îi [arabi de Augu impedire' , etiam per quafiumque elauſalas
ſta de ”rbe erigere. @zarèfiipplicari nobis id importante-s mm pqfflint , Conſtimtioni
cura/iis , at deſhpèr apportanè pro-vide”, ' bus , ó' Ordinationibus Apo/?alias , dz*
paterna diligentia ”Hai-Mms . Nos igitur aly} i” contraria”; facimtibas m” ob—
qui Sapremis deſideramas affèc‘i‘ibas , ut ſtantibus quibaſcamqae.Datam Rom; apud
dic'ì‘is pauperibasflai praptèr contagio/iam S. Petram ſhb Amilo Pi/i’atoris die r I .
comm , ó* berrmdam marbam ab Immi— Martffi x 5 19.P0ntiſicata5 noſtri anno Sex
m'bus de/picilmtar , óderelinqatmtar , de ro - Evangeliſia_ - Dilec’i‘is ſilís Communi
domo, i” qua recipiantar , ó* boſpitentur , tatiCi-vitatis Neapolitatm.
pro-vidcantur , 'ueſtrisqae [application-*bus Non contenta però Maria di tal Bolla,
inclinati.V0bis ur in Guitare-Neapolitana, parendole di non ſodisfare alla gene—
ſca diſi'riói‘u eius anam Hofloiiale pro ciſl roſità dell’animo ſuo una Bolla , nel
del” pauperibus Incurabiiibas ad ill/Zar la quale ſolamente ſi eſprimeva 1a..
Arrbibospitalis Pradiéì‘i i” lora congruo fondazione del luogo, ſenza verun’al
(riſque alii/iii” prajudirio erigmdi , fia tra prerogativa rimeſſiva ſolamente
aliquod aliad Hoſpitalityfiu Ereleſtam, ai” à ſomiglianza di quella di San Giafl
como
6_ Teatro della Carità;
como di Agoſta, e dolcemente ſi do nell’ anno r 515. della noſtra ſaluto'
leva_ trà ſe ſteſſa del ſudetto Sommo detto Sommo Pontefice Leone per
`Pontefice di non aver privilegiato fare conoſcere à ſeguaci del Giuris
l'amaro, ecaro ſuo Oſpedale nella, perito,qual ſ1' fuſſe il Proſſimo , volle,
conformità di quello di San Giaco— che fi chiamaffi: l'Oſpedale dell’1ncu
mo ,quando egſi detto Sommo Pon rabili, 8c ordinò à chi ſpettava , che
tefice fi rammaricava ſovente c6 Mi tutti quei Infermi ſiſtenri in detto
niſtri della Santa Sede, che ne' ſuoi Santo Luogo , e che i'vi fi ritrovava
tempi pareva, di eſſtrſí raffreddata la no per curarſi le loro infermità foſ
carità verſo del proſſimo , cche vi ſero traſporeati,e diviſi nelli altri O~
fuſſero molti ſeguaci , anzi fimili al ſpedali della Città , e nel ſopramen
Giuriſperiro enunciato da San Luca., tovato Oſpedale di San Giacomo ſi
flel cap; X. del ſuo Vangelo , ;e queſti riceveſl’ero,& ammetteſſero ſolamen
per iſcuſarſi dell’ obligo del precetto te l’Inf'ermi di male ineurabile,come
fingeſſero anche loro di non ſapere», quelli,chc ſono proſſimi indubirabili,
qualſifuſſc il proffimo,pensò di ri; e certi,e per li quali ſi devono impie
‘mediare à queſta ineſcuſabileigno, gare per loro benefizio tutti quei aju
tanza, 8c à tanto grande inconveniñ t'i,che ſuole compartire la pietà Chri
ente per la poco oſſervanza della Di . ſtiana , e non mancò egli il Pontefice
vina legge illuminato dal Divino Spiñ. di arricchirlo d’ infinitiprivilegii , e
tiro con togliere dalla mente de fe grazie ſpirituali, e de beni temporali.
deli ogni dubbio, 8c acciò per l ’ auve Nel' anno dopoi 1572. il Cardinal An
nire niuno poteſſe ſcuſarſi , qualſi ”nio Maria Sal-mari tutto propenzo
ſuſſe il proſſimo, rinovò le memorie 9 alla carità Chriſtiana , 8c à ſouveni
del— Cardinal Pieri-.a Gaiman per l’inſtió re à poveri biſognoſi moſſo dall'
…zione fatta di un’Oſpedale ſorto il eſempio del ſopraccennato Pontefi
Titolo dell’ jncurabili . ce Leone ſuo pro zio reſtaurò di nuo
Si trovava già nell’ Alma Città di R01 vo detto Oſpedale , come riferiſce il.
ma edificata laChieſa con l’Oſpedale medeſimo Ciacconio nella ſua vita.
chiamato San Giacomo in Agoſta, con queſte parole.
così detta per fiat vicina al Mauſufl Hutícmu Reipubliu munem,reliqua fia” li
o leo di Ceſare Agoſto , che ſi diffen-~ ber-alito”: i” (genoa- , ”terrificanti-e i” do
deva ſino al fiume, edificato in eſecu mtſticar , ó’fittdtir i” Drum monumenti,
zione dell‘ ultima diſpoſizione fatta Xenadoc/flium pan/zen”;- Incurabiliaw i”
nell’ anno 1338. della noſtra Reden, Vrbc, quad Sam-‘h' Jarabi dicitur ampli -
zione dal Cardinal Pietro Colonna, con* t‘a-vi! , magna altri pende” Templar
forme riferiſce Giacconio nella vita_ Dco, Dmmmr _xgrotir c'anſimxit . D: illo
del medeſimo Cardinale con le ſo- _ Theodorus Amaydemus i” Mello ,
guanti parole . quem de pietate Romana eredità ſir-'pf
Î-lry‘pitalefluod PerrruCo-'rmna Cardinali: ad ſir, bet habet.
rîonſhlcìldum miſerabilium perſemnrum Antoni” Maria Curdinalis Salviatur-vir ,`
;1m ſhlum age/lati , 'tren-'m mm jnwra ut Allgll/Ìî ci!” manummta reſianmr Re
éilz‘um mofóorum calamitatum ſno tcſtañ animz’. Hir templum Sauífi'lacobi Im”
mmro maxima pic-tate conſtimc-Îrdum inf» riróiliflm fundítùr erexit , aliudque ma
,’èra!,ereéíumfuit,
Deo d“a‘. charitutirffirimitiàr
i*
gni/íae ”tz-'[fimumſiruc'lura, eximia ampli
zudim- , admiraéili Regio apparam 'vigen
Fù governato detto Oſpedale ,conforme a’um extruxit , een/‘um Hoſhity" mira ſibi-:ñ`
7 fi governa fln al preſente giorno da rai'iſate adattati: .
una compagnia di Nobili Romani, e Maria ben inteſa di tanta grand’ opera.
sùl principio della Fondazione firice rinovata in Roma per li aviſi gion—
vea da Mimſtrr del medeſimo Santo ri di colà, c divolgati ſimilmente per
Luogo qualſiiîa ſorte d' Infermi , mà Napoli ,tutti uniti li nobili sfavillátnti
l
Libro l. Cap. HI. 7`
di carità , e ſommamente’ anzi-oſi di ga; ”annulli Adriano detraxere , 'qrrare
fondare *un ſimil‘eOſped—ale, non ſolo i” iſlam dif/Ziſa” , quad aliàr tantra Ale
per ſouvenire à biſogni de ſuoi Cit xandra”: Sextam paólitamm fiera! ,
tadini z ma anto di quelli di qualſiſia cdidere 73.
nazione' ſtraniera , e li parve di eſſere SexrurTarq-ziniar,S‘extusNero,Sexmr á- i/Ie;
fiati *deluſi dal ſudetro Ponteficu Samp” à Sex-tia diretta Romaflir.
Leone per la *Bolla emanata come ſo ln queſto poco tempo volle pur egli
pra,e procurarono ſu-pplicare di nuo Adriano , come alla pietà propenlo
rovo la ‘Santa Sede , came ſegui d' ot abbracciar volentieri l' occaſione per
:tenere aitra Bolla, quando in Roma manifeſtarla ,e ſupplíc-ato dall' Am
-fi-rrionfava per la rinovazi0ne del ſu miniſtratori della Real Santa Caſa ,
-detto Oſpedale di San Giacomo per e da Paolo, e Salvatore Trail-i com
*opera del ſud-erro Leone poſta in eſe— patroni laici dellaCa-ppella de Santi
cuzione,mà per diverſi accidenti non Antonio di Padova , -e Nicolò (ita in
{i puatè Ottenere la grazia dal mede Marano ad unirla à beneficio della..
ſrmol’ontefice, poiche divertito dalle rsſudetra Real Caſaincontanente -ne
Guerreñd’ñltalia , da i moti della Ger formò la ſequente Bolla con aver
*Mania , 8c Inghilterra per le nuove: colti dal campo del nuovo Tearro ,
Propoſizioni ereticali di Martin .Lu quei primi fiori , ‘de quali ſoavemen
tero contriſtatoſi ſommamenre nell’ te il Mondo gode l’odore, eli frutti
animo di vedere tanti [concert-i nell’ di qualſiiia’Pianra, e Maria ſempre
italia, per la Chr-iſtianità, e quaſi per più premeva per la ſpedizione dell’
-turra Europ-a ,ſorpreſo da ‘un ran altra Bolla , gemendo , 'e ſoſ irando
di-fiimoflcid‘ente-di febre , pa ò all'` rrì ſe ſteſſa di non porer il uo bra
altra vita-nel primo di Decembre del `mato intento ottenere per la morte
i’ auto*: 5 zr . e reſtarno ſoſpeſe '-'le ſup di Adriano,chi penſava doppo il
pliehe fatte per tal Bolla . Governo delle Sp'agne ’ponere in.
Suooedutoà detto Leone Adriana’ſeſto
z i *di quefio nome-à ' di *9. "Geziìncxo dell’
:iOn cale;tutte le cure mordarei , e.;
--rutri gli affari del Mondo, 8c procu—
mano r5 2-2.. benche aſſente da Roma -rare ñal'debile , '6c eſtenvato ſuo cor
Per ;richW-arſi Governatore Generale -po,8c allì-akfati'cata ſua mente la bra
.delle S agnefinviato colà dalla ‘Mae -t'ata quiete, ed il-dovuto ripoſo con
M Ce area di Carlo 'VrCODÎE‘ſllOCOXl ‘ più fervore,e maggior tolleranza ſti
{ideate per ~eííer ſtato ſuo maeſtro , e 'molato dalla carica reggevaAdriano
gionto in Roma doppo lungo ,e di nell’immenſicampi di tutto il M0 n
Îſaſtroſo viaggio, 8c anguffiato anch' -do Chriſtiano con aſſidui ſudori
'egli per la continuazione delle guer *nuove , e già mai practicate fat ighe
:-re in Italia,ed~altrove aggravato dal -ſi riduſſe à morte ; e qui traſportata
--le continue iatiche, come nuovo nel -leggeti l-a ſua~Bolla ,
-la corte Romana afflitto pure nell"
intimo del ſuo cuore, come-pijſiimo, ñADRlAN‘Vs EPlSCOPVS SER
-rutto dedito alla vera pietà e'r li VUS -SERVORVM DEI.
-travagli , e mori della Chriſtianirà ,
in pochi meſi reſe l'anima al Sig-.ap
x z punto ſotto li r4.. Decembre dell-‘an— A -DtîoPer-femme rei memoria”; rx inim
nobis def/ap” meriti: lim impari”:
-no 1523. quaſi , che appena --have‘a Ape/?elica Ser-ultram affiora, voti: per qu;
`ſeduto nella Santa Sede, e non man r4 Dimitri-:alta: amg-mata”, á* lflſirma
-earono li mañldicenti di detrarlo »al rw” , ac miſerabiliam perſonam”; fiab
parere di Giacconio , come ſcrive; -vmtiom' canſhlitrflr, liberam- annuimus ,
pella ſua vita con le ſeguenti paroñ :aqua favor-ih”: ,. profiquimur opportu
e . m’r . Cam iraq”: Eccleſia Capella ”mr
In Adria ai Pontificia-,á- i” abiti-,acida lia *cr-para Saaffomm Nicolai , á- Afltîíay dc"
“o
8 Tcatro- della Carità,
Padua Ville Marani Neapolitam Diete etiam benefici cui aliud attira' ſturm",
” , qu; de iure patronati:: laicorum vi alioquin , imo non *va/”et , á' ſemper in*
delitet Dilee‘Zi Filff Pauli de Fraſſò de di unionióus confuſioſie ret ad farm, *voca
e74 Villa ”ei/lit per liberano reſignatio tic quorum intereffèt Paulum , nemo” ſitt
”em dilel’h' fili Salvatori: etiattt de Fra/l gulosE-couomo: , ó‘ procuratore: pradiñ
ſh nuper ipſius Eccleſia Ree’loris Capella (fa: i‘: quiáuwi: excommum'catiouis , uſ
”i uuncupati Je illa , quam tune ,alti penſioni: , ó* I”terdic’t'i , alg'ſque Eccleſia
”elat Per dileá‘umſilium juliemum Ceci /iico’sſèutemg'c , cenſuris, ó* pani: a jure,
um clericum Romauum literarum Apo *vel ab bomine, qua'uis occaſiotie , 'uel cau- ~
oliearum Sollicitatorem Procuratorem ſalati: ,ſiquibus quomodolibet lnnoa’ate'
ſuum ad hoc ab eo ſPecialiter conflitutum exiſtunt , ad effec't'um praſèntiuno dumta..
i” manila: no/lrisſhantèfaóîam , á- per xat conſìquendum barumjerie abſolute
nos admiffàm -uaca-uerit,á“ meet ad pm tes , ó- abſolutosfàre een/Put:: , ac die’h‘
[em, á* ſicut exhibitio nobis nuper pra Hoſjzitalis frue‘îuum reddituum , á- pro
parte dilee‘îorumſiliorum &mamme-”má 'vcizmum mmm ame/tum valore”- pm.
Procuratorum Hoſpital” Santi”; Maria ſeutièut pro expreffo habent:: liujuſma.
de Populi) de lncurabilibu: monete/?ati de' ſupplicatimilm: inclinati Eccleſiam
Neap.; ae dil’t’i Pauli petitio eoutineóat , ſi Pmdic’i‘am , quaſine cura eſt,ſi‘ve` promiſ
diffa Eccleſia , i” qua ſingulìs ebdomadis ſo ,ſi'ue alia quo-ui: modo , aut ex alterius
due Míffle celebrari conſue'uerunt , eidem cujuſcumque per/bem , fi’u perſimt'lem oli
HoſPitali perpetuo *uniretur , auueá‘ere 67:' Salvatori: , 'vel cujtes'uic alter-'us ref/i’
tur , ó‘ incorporaretur , tx hoc profe-[lo gnatiomm dellla i” Romana Curia , ‘vel
pauperilu: Infiniti: Incuralzilibus die‘h’ extra cam ,etiam Notariopuálieo , á* telli
lnſſpitalis dejulventionis auxilio provi— busf'ae't'amwacet , etiamſi tanto tempore
deretur , ac _antes celebrati-mi: dflaruw *Itaca-unit , quodeejus collatio juxtà Late
Mifflzrum bujuſmodi per Mini/lr” die'h' ranenſis ſtatuta -Coucilj ad Sedem Apoſiaó
I—Iffioitaliflcilius flipporearetur i, Divi licam legitimè devoluta , ipſàque Eccleſia
mi/que Cult”: in eadem Eccleſia ſiafiipe diſìmſitioni Apoſtolie-e ſfecialiter re/èr- -
ñ ret incrementuno , ac pro parte Economo *vata exiſtat, ó-fiiper ea inter aliquos lis,
rum , ó' Procuratorum , ac Pauli pradi cujutflatum pra/'emiáus lzaóeri *volumus
e’Î'orum affe ren tium iu/Ìatronatut bajujl pra etc-preſſa , pendeat indeciſa , dummoa’o
modi :idem Paulo ex fuudatiotte , *vel alo tempore dat-e prçfiutium , ”anſit in ea
tati one competere,acfruófus,redditus , á' alicui ſpecialità-ju: quçſitum cum 0m
proventi” dich Fc cleſia alfa ducatorum m'bus Jurióu: , á* pertinentg'k ſui: ciale”
auri de Cameraſècumlum comunem ex Hq/[oitalj ,. cum ad hoc dil’t’t’ Pauli unici
timationemwalorem ami-vm” non excede Patrouiproſè , die‘îiſque ſucceſſhrilus per
re , nobisfuerit humiliter fiepplieatum , ut dic‘îum Procuratore” ſuum , ad looc aá eo
Eccleſiam predióîa” eidem Hoſl'oitali um' ſiaecialitèr couſtittttum , expreffios accedat
re,annee"lere, d‘incorporare , ut prefer; aſſenſu: , aulîoritate Apo/Eolica tenore
tur , ó** quod Economi, ó* Procuratore: preſentino” perpetuo unitarie, 'anueflimus,
Hoſpitalis bujuſmodi nunc, ó- pro tempore Iacoporamuslta quod liceat ex ”une
”ei/Zeme; eidem Paulo, ſuisqueſucceſſori .Economic , c’r Procuratoriáu: prafatt':
è”: umor” cet-eu”; Fonderie um'us cum oli perſeguel alium ,ſeu alia: corporaletn fa):
midia libra cera anni: ſinguli: in o: ſeſſzenem Eccleſize , juriumque , ó- perti
Puriſicatianit Bea ta Mari-e Virginie tra nentiarum prediä‘orum propria auc‘Zori—
dere , ò‘- conſignare deáeant decemere , tate libere appreheudere , ó' perpetuo re
aliaſque in pun-iui: opportune provider: ; tinere illiuſìfuefiue'íu: redditi” , ó" pro
ele lenignitate Apoſiolica dignaremur . ‘Uemfîllt in Hoſpital” , ó' Ecclcſìç prgdi
No; qui dad-m inter alia *voluiouus quad flat-um ”ſus , ó- utilitatem con-verte”,
petemes tieneſieia Eccley‘iaſtica aly': tmiri Dia-”ſani loci, ó* cujuſ-uis alteriuc liceo:
:meremur FNPÎÌMEÌ'E 'uerum arm'wlm "Ua tia fiiper lio; minime tequi/íta, ac alii-'2‘”
lorem ſem-volte”; extimaílomm precliéíam .If-concetto: , á- Procuratores ad tradem
dum
Libro l. Ca'p‘. II I. 9
diem , o" cenſignandum eisdem Paulo. , ó* loflì fratello conſanguineo del ſopra
ſucceſſori-in; loco Liri/Patronato: buia/3 mentovato Leone eletto è di I 9. N0
modi ”num cereum dich' pende”; anni; vembre del ſudettoanno I 523.incon
ſingulis in feſto Prediíà‘o teneri decerni~ tanente ſodisfece alle peritionide ſu
mu: nò‘ oáſtantiáusffireſſènti mlnmaze m.. detti nobili,con emanare la B olla dc
[tra Prediffd , acfelicis recordationis Bo ſidcrata, quaſi doppo poche ſettinu
mfch Pupe Oda-w‘ Predeceffàri: noſiri, ne della ſua elezione, conforme fi 0ſ
ó' aly": conſtitutionzbus , ó** Ordinatíoni ſerva dalla medeſima Bolla,e par,che
bus Apoſtolicis contrae-g"; quibnſi’um/[ue, -foſſe fatalità della Real Santa Caſa_
aut/ì aliqm' /ìeper Províſionz’ons ſibifaci dell' Incurabili di Napoli di eſſet ſta…
endis hujuſrnodi , -vel aly: bene/icq': Eccle ta con ſpecial grazia favorita dalla
ſiaſtiſis in illis partibus [Pedale: , rue! ge nobiliſſLna , e Sercnifiìma Caſa de)
nerale; ’ZióZ-eſed”, *vel legatorum eiuv lit Medici, con aver emanata Bolla con
m'as impetrarint , etiam ſi per eas ad in— tante prerogative, e privilegij, çon
hiáìtionem, refer"uationem , á* decretam, forme qui ſotto ſi legge.
1”! &ii-;ts quomodolibetſir Proceffùm , qua:
quid’? [inerzia/;- praceſſíei babi”: per coſ— BVLLA CLEMENTIS V1!.
dn”, ac inde [equina qmecumque ad Eccle Privilegiomm conceſſomm Sacro , ó* de
aíam ‘001”th non extendi ,fid nullum per 'Uotiflima Hoſpitali jncuraoilium lnſir
?ma ci: , quo ad cxemtionem benfficiorum momm d‘ancîç Marie de Papato
aliorum pmjudicium generare' ; á‘ quióuſſi ſidellffirna Civitatis Neapolis.
lìbctalgs privilegjs, Indulgentgſijr,ó* liſte
ris Apoſtolzcii generalióas , 'ad ſpeciali CLEMENS FPISCOPV'S
bns quorumzÎumque tenornm exiſtnnt , per SERUVS SERVORVM DEI
qu; [orafi-mio!” non expreſſt', vel totali- AD PERFETVAM RE] MEMORIAM
tèr non inſerm , cſſèc’t‘ut rerum impediri
-valeat quomodoliácl , ‘Del diffcrri , dc X Saperne di//Zqſite'onis arbitrio Grcgi
quibus quorumque totis tenorióus,de ‘ver Dom;niCaPrafidcmeî,iÎzter cura; multi
boad 'vere/zum baóenda ſit in noſiri: litteris 16 pliccs,quas ex mimſierio Paſtoralir eflíeio
mentio/,beciali5pr0 viſo, quod difffa Eccle nobis ce nſemar incombe” , illa”: [iosntèr
ſia debiti: propter”: non flat-dem;- obſè- . amplfóì‘imur per quam paufcrióui‘ inſir
quvj'y ,ſed illius congmèſhppartentar one misfraſertim incanto/?libici , aly’ſqu: 7ni
ra conſueta. , ó- infizper ex nunc i'm-im”; ſeralnhóui per/eni: , earum neccj/ittztióm,
deccrnimu: , ó‘ inane,,ſi/è;urſh}>er jr “e á* indigentusfiebvenjmr,á* q”; propter-ea
qnoquam, qnaw’s auc'ÎoritateſZ'imter, ml procijlzſſè compellimw, cum 2; nobispetz'tnr
noſtrç protefr'ionis
ipſe: ad idmal-;imma
ignoranter conti-age”: ac‘îentari . Nulli confòvemus,
acſideler indm’gentysÒ* rc’mJſ-/ſſ
ergo mnina lion-im' liceo! bano pagina”:
noſtre aóſhlutionis,nnionir,annexionir,ln— fionibus invitamux,ut ”iam exindè divina
corporalfioni5,volunta ti5,ó~* decreti infrin grafia aptiores reddanmrfl' alias ſuper fi:
gere, "U121 ei anſte temerarz’o centraire ; ſi _ ejuſilem q‘ficffpartesfa‘voraáilitèr imparti
quis attiene bot; attentarepre/urnvſhritſhn murhoram‘ in Domino,can/]Licimas expedire.
dignatíozvcm Omnipotentí: Dei , ac Beata Sanè Propane dilec'Îorum ſi/iornnr i ammoni
rum Petri, c9* Pauli Apoffolomm ejnsſè‘ tatis Ncapolitan. nobii nuper mln-oſta pe
noverit incnrſhrum . Datum Rome apud títio continebat , quodalias poſtqtmmf-eli
Sanflum Pen-1”#- anno1ncarnationi: Do ci: recordatíonis Leo Papa Decimo! pne
mini” Mille/im, quintengeſimo *vigtſtmo deceſſòr noſtc’r expcr ”Cífffllrás cunſis mo
[Ecundo, Tenia [du: Marty; , Ponti/Iban” tuproprio, ó* rx certa ſcientia Hoſpital:
no r1 anno prima. Sanä‘iî Iacobi de Angle/lu d: ”ráe in Ar
Subentrato nella Pontificíal ſedia con, chihoſpimlefir rap”: omnium Hoſt-;italiana
15 univerſal giübilo della Corte , e del fazlpcrum inſirmorum Incumbjlmrn ”bili—
Popolo Romano il Cardinal Giulio [let conſtrucîomm , ó* conflruendorum
de Medici, che Clemente VIJ. appel— per qua/?iam erexerat, d" injfittx‘emt, illi
qu]
lztſñizfl
-.

IO. Teatro della~ *Carità


5m omnia , di* ſingola conſtrttéi‘a , ó* ton em reg-Itas, ſi di/Ìoſitioflret inter ‘uiwr;
raenda intniaóiliam inſirmornm baja/.’ á*ſi ex eanfii morti; poſt‘ diem alien: do
modi Hoſpitalia immediati fitbjeeerat , á* nanti:,leganti5,vel teſiantimut aliàr , ”t
ab eo dependentia membra fieerat , at ei framiffitar diſhonentis immediate _ſe
dem Arehietſpitali,q1md illitd,ae illiai Eo gite-*item legata ,donata , al” alla: diffo
eleſia inſirrm, confratrei, Mini/iti , ſir-vi 1tiones loujuſmodi alieni ex ejnſdem Ar
torcx ami/iare.r,á* bona queeamqize omni ehio/[oitalis Cieſtodibm* , ó" Conſiliarg": p’ro
óns,0‘ſingnlis Privilegys immunitatiliat, tem/:ore extſtentibres ſidelitër nnnciare ,
exempti onibus ,grati/.cſiworibtmc’y Indie[— alioquin die‘io menſe chip/o excomaniea
gentg'sfioiritaalibanó-,temporaliám in `ge tionit lataſèntentia, a qua non niſi de ett
' nere, ó* inſieeieſaó imagine Sanc'ît' Sal ſtodum , ó' Conſiliariornm lonjuſmodi pro
-vatori5,á* .Sane’li Spiriti” inſiixia de diíía tempore exiſtentiam conſènſhffiraterqaàm
arbefle Sanäi Jaeoái in campo/lella Ho in mortli artittelo confinata: obſoleti ne
ſpitalilms ,eoramqae eonfraternitatnm 1‘5 niret , ai offzeio, (fl- exereitio Notariatns
ratrilms, ínſirmit,”1lniſtrit, fir-vitoribttt, nbilibet ad annumſitſpenſionis penam in
familiaribus, rebus' , ó** ioni: Ape/lolita , curreret to ípſhz quiſiſitſpenſione baja/l
aut qua-vis alza aaeYoritate conceſſi: , á* modi durante in diä‘o exereitio quomodo
pro tempore concedendis, non ſhlam ad in lilret ſe ingereret , falſiem eommitter et;
flar, ſed aqteè Principalitèr , ó" aáſtltee et[ alias tamen,de qui/ms inter ſnſpenſionc’m
la panini: differentia perindè , atſiipſit è eandem ignorante: , rogue—eri”, detrimen
Principioſigillatim eonteſſifaiffintflterë tum aliquod propterea non ſieſtinEre-nt.
tur,poti›vntttr, á‘ gattderentzindieffirat. Lieeretqueſingnlit die‘Zi Annina/piſelli: con
Et inſiepèr quod Clerici etiam in Sagre': Or fratribnsflune pro/Emili”, &fattu-is ali
dinióus eonffimti , All/atei, Épzſeopí, Ar gnem Pretójthnm S'eenlarem , *vel cujns
thiepiſoopifflatriarebflä aly" Eccleſiarnm ‘tris ordini: Regular-em in -ſnnm eligere
Prelati etiam Sane‘i'o Roman-e Eeelçſhe eonfifforem , que' 'vita eius eomite eorflm
Cardinales, poffi-ntde boni: per eos , etiam eonfejfion il”; diligenter anditii, ab omni
per Eee[q/ia;,Monaſteria , á' beneficia Ee bni,ó'ſingnli5 eorflm pereàtis, exeeffilm,
eleſiaſtica acquiſiti: tàm inter wivoe,quàm eriminibm , (èſdeliíiis quantummmqne
ex cauſa morti: in eorum ultimi: *volan gra-vile”, ó' enormibns, etiam ſi taliafo
tatibus, quantumeamqne clip/aren't dic'ío rent,}>ropter quo Sede: Apoſtoliea eſſèt me
Archihoſfitali donare,ó~ legare-;vel etiam ritò eonſalenda,'videlitet in eidem Sedi re
illud in omnibus eor‘nm l’onis hajaſmodi, fer-vati; affitti/ig E celeſiaſtica liberta”: ,
ſe” eoram parte univerſale”: here-dem, in erimimem harefis,ò‘ rebellionis , ant ton
;mere . jiu'rationis i” perſonamflelſtamm Roma
Et quod quililet Clariſtz'ſidelie ntriflſqr/eſe ni PontiſititJe” Sedisprediáie,falſitatnm
x”: in nrbe pro tempore reſident qui, in litteraram Apoſtolicaram , Innaſionis, de
ci!” tte/lamento , 'vel alia ultima ”allentare pradationitf oempationis, aut de'uaéîatio'
de boni: /itis , aliqeeid non tamen infra ni: terrarnm Roman; Eteleſi; mediare‘- ,
qninqae daeatorflm 'anri valore”: eidem vel immediatèſaljec’larnm, offenfa perſo
Arebiboſffitali donare!, ſe” legaret,plena nali: in Epiſcopam, *vel aliflm Prelatam ,
riam omnium peeeatorum ſuoram,de qui— inljilitionis , devolution” eau/arm” ad
óns corde conte-iti” , ó' qua ore eonfiſſet Romanam Cariam, delationis armarttm ,
foret , lndnlgentiam , 0’" remlffionem,eon~ c3]- aliorum prohilitoram ad parte.: inſide
ſeqnerentur. [iam damtaxat exceptirjſcmel in'uita , in
Tenerenmrqae Nota rg",ó~ Scrílm de donado aly': 'vero quotiensforet opportunam Pro
nilas , dr legati: dzc'ioflrebilioſpitali pro commij/is deb'itam ejs abſolutionem impen
tempore aeiendi!,ae Tfſtelmc’lítl graditi[ deret,ó’ injnngeret penitentiamſhlatarè’ .
li5,vel alii; ultimi! ‘vo/”mdtióm‘ Arc/”' Nec non *vota quentmqtte nltramarino li—
hoſpitalis , ó‘ illin: panperflm bnjaſmodi minum Beatomm Apo/Zalone”: Petri ,
utilitatem_ qaomodolióet coneernentiónt Pauli de nrle , ae :ja/'dem Sanéîi latobi
pro tempore rogatí infra mt’nſi‘m poſt di in Campo/lella , a" Sant‘ie Marie de Lo
?l’10
'Libro l. Cap. III. 11
”toner non Religiouis, ó*- taſtitatis *vo xus ‘valentibu; per/è ipſòsſimpedití: 'veñ'
m dumtaxat excepiis ,ñ in alia Pielallſ ro,ſeu Inſirmls per alios , eeeleſias , aut
opera eommutare’. Idemque vel alias eo” Capellas , *vel Oratorio Are/szoſpitalis,
feſſòr omnium Pecc‘îhíí’um,de’ quibus tor ó' membrorum bujuſmodi in Annuncia
de tontriti,á* ore confeffiſòlent ſe,… in tione Glorioſa' Virginis Mari-e , ó* eom
vita, ; á* in mortis artieule, quotiens ille mernora’tíonis Omniurn ö'aneîorum , ac
oeeurrere videretur,etiantſi mori‘ tune Apoſt‘olorum Philippe', á* Jaeobi Feſti-uiñ_
”on ſequere’tur; illis autem ex ejusdem tatzbus d primis Veſoeris uſìzue ad ocea
Arcbibojpitalis confratribus pro tempo fiem ſhlis ſingularum Feſti'uitatunr ea
re exi/Ientibus, qui dieîo Arebiboſjzitali rundem annuatim ele-vote -viſitarent , ó
deeem ducato: auri , fuel eorum valore”: ad Arebiboſpitalis ,fia membrorurn bu
in pecuniawel 4le rebus propter boe ſpa juſmodí reparationem, conſhruílionem,á*
cialitèr donarent , ſemel ſingulis anni: manutentionern , ó- pauperumque lnſir
lenariam remiffionem ipſiusſineeritate, morum , ae miſerabiliumperſhnarum in
leei,unitate diò't'a Romano Ecoleſiefle ob Arc/Jiboſpitali , ó' membri: baja/’modi
flmantia, ó* reuereutia ipſius Pradeceſî pro tempore degentiumſhbwmione, refo—
ſorir, óſheeefforumfieorum Romanorum eillatione, á‘ aliorum neeeffùriorumful—
Pontiſieurn 'Canonicè intranſium perſi CÌÌÎL’ÌZMÌ” ,o ò‘fiibſid iurn ;names porri
fleneibus eadem aucîwitate Apoſtolica gent adiutriees,plenariam omnium pecca
concede re page:. torum fiiorum , de quibus corde eontriti,
E; quod idem Gonfratres , qui qtiatrageſi. ó- qua ore confijſzforent, Indulgentiatn,
malibus , ó"alijs tuttu: annifluibus non ó- remfflîonempa-na rum coneeſhìrat.
”ulla in dic-‘7a urbe , á* extrù illius mu. Nec non euſtodibus dic‘îi Arebiboſpitalis, ó‘
res eonſiſtentes Ecole-fia 5…; flationibus membrorum bujuſrnodi,ó* eorunt euilibet
confiquendis *viſitariſole ant , Earl-:ſiam in fingulisfiſtivitatibus pradiffis, unum
diéì‘i Arebiboſpitalis de'uotè ‘viſitare-nt, 'uel plurer Presbyterum ,ſeu Presbjteros
‘á' manu: in die’fi Areblbo/ffiialis ſubſi S.eeu!ares,ó' quorumvis Ordinum etiam
diam quantumm’s modicì‘ poi-rigore”: de obſhr'uantia Regulares,qui Cbriſtiſide
adiutriees easdem Indulgentias , ó-pee lium prua’ieîorum eonfiffiones audit-e , ó‘
eatorum remiffiones eonſhquere new—,quar ab eorumpeceatob eriminibus, ó- cicliſti;
confiquerenturffi diöîas [lationarias Ec abſol-Uere , ae pro eomrniffispçnitentiam
cleſias perſonalltìr ‘L’lſiMÌ‘Hít {Zotac-rat, fiilutarnn impendere valeant,ae eonfra ñ*
à- ordina-vera! . *tribus in. urbe dumtaxat , infirrnis 'vero,
Et nibilominus omnibus, á-ſingulis utrius -~ ó- 4.9': utriuſìfue fixns flelelibus in Ar
que Sexus Cbriſtiſidelibus , qui Arabi/1m ' elziho/Pitali , á- membri bujuſmoa’i refl
fiitale ,ſeu illius Ecole/iam prediíì'zî die dentibus , @in illis_ defix-vientibus , ut
bus Sabati tertie partir injune‘íarune eis oñrationent Dominieam , á- ſhlutationem
penitentzſiarunt, á‘ qui in ejusdein Sanc'i‘i
Angelieam quinquies ſiogulis diebus re—
1acobi,ó* Conreptionis Glorioſiſſime Dei citando, omnes, ó* fingulas Indulgentias,
Genitrieis Maria Feſtiuitatibles, ó* ea á* pereatorum, remi/jz'ones , quarſideles
rum qualibet è. primis Veſoerir u/?fue ad pnefirti Ecole-fia.: intra 'Vr/iene ,, ó“ extra
oreaſhm ſoli: ſingularum fiſti‘vitatum illius neurosſtationuntgj- quadrageſſrna
earundem annuatim devoti? viſita-*engé libus , ó" 41_17': per totum anni cireulum
pro diffi Arebibospitalis, ó‘ illius paupe temporibus , 'viſitando eon/èquebantur,
turnfieb/fentatione,sſubſidio,á' alimonia, conſegue‘ poſſènt, perinde‘ aeſi diebus , ó*
pro. ut [ua cuique confiientia diííarot , temporibus bujuſnxoa'i easdem Eccleſia:
manu: porrigerent adiutricesfluotiens id perſhnalitèr 'viſitarent indulſerat . Nec
faeerent, totiens plenariam omniiì' pecca non Presbiteris , ó“ Confefforibus per a'i
toru/njitarum, de quibus corde eontritz' ,. ffos Confrate: , o" Cuſtoefes eligendis in
é* que ore confiffifirentfldu@mtìam,ó’ firmos,ó~* alx'os utriuſque [Ea-us in Arabi
Et remisſionent in Domino
deinde omnibus, elaroitusfuerat.
ó'ſtngulis ſiiitriuſzue [è boſpita‘li , ó* membri: buia/;nodi reſiden
res,ó* dcfirvientes Sedi Apo/folio; reſer`
"uom… B, a Ex

FF
"ó"""|

’15‘ ' Teatro della Carità


E xcc’pti .t contenti: i” Balla in die Ce”; D`a~ mifferetur deliä‘um; iur'retur canti-43m;
mini legi conſueta fi’mel i” 'vita,á- de mm aut re: ilD/Zl conſffleret exereere , ſeu ex
refirvatir caſibus quotiem opurfaret, a6 cemma”italianisſh/Pmſimir, á' interdió't'i,
fllven-,ac plenaria”; Indulgeatiam,ó' re— fiu alias ſenteutiar,cmſhras, ó* piena: E e
1— mſſimem omnium pnratarum fiiorum in eleſiafliear pramulgare nequireut. Ar co”
morti; articulo imperiale-re ; ae ei: Eur/1a fratrióus Arehihaſhzitalir , membrane”
ri/iiam , á‘ alia Saerameuta Eeeleſiaſtiea beua mobilia,ó~ immobilia,etiam [ata tam
miniſirare, ae Sepulzu r; Eccleſſíaſiie; tra pararum Sam'r'i Georg?“ lanue”. nuncupa
dere pqffèm, lieentiam, á-faeultatem tou ta,t am preſentia , ófutura pro quiáuſ
eefférat . ”cmq/ie aly": mobilióus,ó‘ immobiliari: ba,
E! Damum,Arcbihoſlizitalcſhemára , ó* i” ei: m': , quorum: umque ‘valorem :xi/Fermi,
alt-gente: perſàuas,ac durante Servizio aéîu ſu”; quióufuis perſhuir , tam Eeeleſizeſtieir,`
in Archiboſpitali,ó' membri: pmdil‘lir a'e quam Saeularióus eujuſeumq-ue qualitatis,
ſèroientesffèrvitores tune preſenter,á*fi4 ó* pmeminentize exi/i‘entióus , ac Eccleſtjs,
turosſhc eorumſiugulos,@Martinique-,ó- eu etiam Cathedraliáu: (Metropolitana, Par
juſlibet eorum bmeſicia Ectltſtaſtiea ,etiam raee/zialióus,Hq/iitalióusmel aly"; qui bur
ſieertis tum exprefflis modi; quali rata 'vir Pijs lati; Permulare ,ſeu bona Art/”'
forent per eoſdem Ser’uitares ,'ó* per/ina; baſi‘oitali: , ó‘me’mbrarum fluire/'modi eum
in Titulum , 'vel Commendam , aut alias pradíe’i‘is,ó” quilt/‘vis aly"; per/uni: etiam
:una pro tempore ”brenta , ae res , ò’ bona Ecelcfiaſtieis, rnel Saeularióur, at Eee leſiir,
quueumque mobilia , ó‘ immabilía tum‘ á* lori: prg-diff”, cum quióur Archi/roſpi
prçfintia,á‘futura ab omni jure quorum— ta/ir , ò“ membrarum /Ju juſmodi conditio
;umque Parrocchialium Eccleffìarum infra uem efficere Puffi-ur meliorem i” emp/Jiteu
quarum limite.: exzſtebaut , ſ2” quarum ſim perpetiea,ó*ſhb ammo eauoueffim ee”
Pa rrorelziam' pra tempore eſſènt , ae juri/l ſu, ſèu ad ífmpm’, 'vel alia: , quotiem opus
die’ì‘ione, demim'o, poteſtate, viſitatioue, (5]‘ farei‘ concedendi , ó* vende-adi , ó* eorum
correfliafle Patriarcllarum , Archiepi ca pretia infaórieas,ó- ſhbſieutatiauem `pau—
Forum , Epiſcoparum , ó* aliarum Ordiua~ perum Arthibzzſhitalis , ó* membrarum
rioram eoru mque officialiumſſi cariorum, bujuſmaa’i eoavertma’Mióeram lite ntiam,
Cammtſſariorum,ó' aliorum quorum-um ~(b‘fitcultatem e‘auceſſèrat,praut inſirflgulls
que etiam Apaſtolieorum Iudieum , (j‘- De radiíiis' litteris pleuiur coutiuetur . ,
legatarum, tam Ettleſiaſticorum, quam Sie .Cum eidem predettſſòri proparte ipſhrum.;
tularium , etiamſimiſtim Ordinary’ , ó‘ eammunitah’s expo/itum , quodipſi
Delegati, alias qualitereumque qualifi propter maximum neeeſſitatem diff-e Ci'uiñ
cati fare”: per alia: ſua: literas exemerat, :ati: Neapolis, ó‘ſàlttít’m animarumſtla
á* totalitìr lilerawrat , aeſuá Beati Pe rum cupiebant i” prefara Civitateſeu eius
_zri patrocinio , acfiia , ó- _Sedis predié’r'a {li/Iris?” ”ul/m Hoſpitale prò pauperiáus
protee‘i‘io rcſhſeeperat, ”ee uauſiii, R0 iaeurabilióus ad iuſtar ipſius _Archiati/[bi
mauo Ponti/ſti pro rompere exi/Ìmti im tali4,de uróe erigi . Et prafittuspmdereffbr
”italian-"èſubieeeratr Ita quod Palmare/2;, diffarum communitatir i” ea parte‘ſhppli
Ardiepiſeppifififioffi, Ordinari, Officia cati-mila; inclinata: eri/‘dem eammuuitati
ley, Cammiſſitrj,Reç-‘70rer, ó' [udite: pr; iu dir-7t: Civita” , ſèu ei ur diſtrie‘Zu ume”:
dióîi fa!” prg/èute; , á'futuri ”ul/am lu Hoſìlitale pro eiſilem pauperióu: ineuraái —
riſdicîzìiomm,Saperi-;ritatemuuéîaritatm, [ibur ad iuſtar Arebibqſpitalís prpfilti i”
damiuiumhwnſta:emmiſitqtiouemflut cor loco congruo erigendi per fila: iufirma
,reéìiozzem _iu Archiboſ‘bitalf , membra z ó" bre-ui; literaszlie'entiam,ó~faeultateni cau
per/'quer, ac buia/'modi ſer-pitti” durame, _cej/i/ è! ñ
fier-yitarc; eqrumqu; beneficia, res, &bom; ,Ac quad-jooſtquam diflum Flo/‘bitale eauſiru
’/mjuſuzodigum ”Madrid-futura”; pa c'Zum , i” eo Hoſpital/ita: iureptaforet
tè Prgrſu; exe-mp”; , ó* exempta etiam rar quam {1m durare! ipſum lia/pila”, illiu/Ì
;laut Fuji/fiumque a’eliéîi z aut confraffur, que Ojfieiales, luſirmi, Ser-viruſes, ò* ca”
ſu; m' ;ele qua agent-.tr elica-ag”; _cm-ó fratrerfle alle perfimflflr omnibus, ó“ſiu
N *
gil
Libro I. Capj III.“ I 3
galis pri'vileg;ſi,exemptionibas,gratj5,i;z. perpetaèſirmatis ”bar obtinere der-‘erni
daltis, á' Indulgemtjs exceptis ter-tia par Îmis _ñ Et ”ibilomimìs i” eodem Hoſpitali
tís ~pçfliteottiarrm; eis injunlîamm finge Neapolis ”nam Goffiatemitatem ”trito/L
, lis ſabbatis , ò- plenaria i” Sanói‘i Iaeobi, que/ixus Cbriſtiſideliamſhb in'uoeatiotie
o" Conceptimis Beat-e Marte Virgiaisfë ejaſdem Beatz,~ Marie ale Popnlo adito/Zar
ſti-vitatibns , Arcbia/pitale , ſea illim Eo Confratepnitatís diſh' Arabiboſpztalis
oleſiam bajaſmoa’i ‘vi/itamibas , ut preſer aroe’loritate qu/loliraſh* tmorr pnea'ic’fis
”incanta/is, mo ”0” eoneeſſſiombas,fa vo erigimas , ó' íflſiitziimas , ao Hoſpitali
ribas,Immanitatibas ,ó- deoretis ópiritfla Feapolis , ó* Confraternitati ereoîçpm
libros,á~ temporalibas , quibus Ar ebibo/Píñ ióîis .
tale prediflamgjuſème firvitores,ltrſirmi, Neo non Offie ialz'bas, Inſirmls,á' Sfrw‘tori
Official”, confratres , c3}- aliçperſhnx ate bus Hoſpital?! Neapolis' , á* Confratrib” s
ban'tar',potiebantuf,ó- gaudebant, ſèa ati, Confraternita tis baja/'modi, at omnibus,
potiri, á“ gaudere , quomodolibet poffent i” ó'fingolis privi/ogg"r , Immoniiatibos,
fiat-”rum ati , potiri , gamlere -ualerent exemptionibas, graty's,fa-voribus, ó- I”
i” omniba5,á‘ per omnia, aeſiprivilegia, a‘ultis Splritaa libros', á* temporalibas Ar
1”dale-:mimmoeptisſhpradic'i‘is,exemptio ebibo/pitali , ó- z’l lim eonfratemitati
”es , ó* alia premifflr dim Arobiboſpitali pmdiéîis, ao illomm eoofratibar, Mim'
per Zpfilmpradeoefforem , zè'ſedem prafatzî flrls, lnſirmis, Ser-uitorib us, &perſimi s
…ammazza-m Hoſpitali erigendo expreſiè, come and‘ q/H'bus illtſi ütünlllr,pfl fiumi”,
&nominatim cà‘w/ſùffmffèflt indulxiffiat, ó*- gaadem, ao ”ti,p0tiri, á* good-ere po
prour etiä‘in eiſilem littm‘s dieitar plc-”ius terunt quomodolibet infiamma liſi pati
, conti-veri ,prflfiui communitas tonoeſſíonis. ri,ó- garidere perpetuo‘ poffîmffi: deb-tant."
bajuſmoali 'vigore i” dir-?a Civitan- imam Er i” oo'flfiatram era-‘7a Cottfraternita
Hoſpituleffirb invocano” pr;dió?a,ùfun— tis bnjaſmodi animammfizlati fmóîao
damentisfecerant , i” quo pauperes infir ſirìs oonſìolatar,oonfratribus ípſis abſèntt‘
mi inmr‘abiles debitam fitb-vmtionemſìo bas,at rom”) Parroobiales Eocleſias m'
fl‘ipitmt , ó“ eonfowmar , quare pro parte ſitando , omnes, e'tſingulas Indalgentias,
eommanitatis przediëi’amm nobis fliit ba ó' peccatoram remiſſione-s conſi’qaafltur,
militèrffiipplieatflm, at eomçfflíom’, o?" in qaas eonſhquercntur,ſi Eoeleſi am Hoſpi
a’alto,ac poſterioriblzs litteris predeotſſoris talis Neapolis baja/;nodi -w'ſitar em, quad
bajaſmodi robore ”oſtrç approbationis ad qae‘ dléi‘i, Commanitar Hoſpital-3 Neapo
z‘ioere, ae alias in premiflis opportunè pra lis pradiò'i‘am per Magi/has ab els ad Sex
rviolare de bemgmta'te Apoſtolzoa dignare* menſe: pro tempore Deputatos , prodi 17a
mar . òi‘erms rt’ít’umſit gaber-vata”; extitit, re
Nos Igitar', gm' circa Hoſpitalium quorum gem-,et gabcrnare.
[ibetſtatuum ſhlabriter dirigendam , ó‘ Nec non i” Eccleſia ipſiur Ho/pt’talis Nea—
confo'uendum libmter opem,á* operam im— politani per aliqaos Prçsbjtoros ida” eos,
pendimas, oommanitatem prçfatos,ó* eorù' ad eomm mitum amouibz'les , Miffàs ,
ſingalox quibaſ’uis exrommunioationisſhſſi 6’! alla DÌ'UÌÌM Offida celebrari,ae Eccle
petffiofli`s,ó' interdiò’t’ifllijſque Eoeleſiaſti ſiaſtiea Sacramenta,etíam Eacbari/iz"; i”
oisp/èntefltysamfiirisd* penis a Jun’, ml ſirmz’s 'in illo pro te’m ore exzſtemz'bus mi
i ab bomifle uaois occaſione , 'vel eaaſir la~ niſtrarz‘,ac eorpora eeedentiam inibi Er
tis , qaiZus qaomodolibet inmdati exi olq/íaſtir; Sepe/tam tradifaoere, oblatio
ſi‘ant , ad cffeé’t’um pmſmtium dummxat ;uſque , ó' elemoſinas inibi pro tempore
conſt-quando”; , bara”: Seriè abſhlveates, erogatas pro dich Hoſpital!" abſqae ali
ci" abſolatosfore eenſëntesſhajuſmodi [lif oajus contradz'ói'ione recipere .
plioationibus inclinati oonrçjjionem , Neo non ut neoeffítatibas ejasdt’m Hoſpi'talis
indalmm, ao poſteriores litterar prèdeoeſſl Neapolitanaram,ao parlpt’rttm, et mifi’ra
ſoris /Îajaſmorli , in eis contenta , qua billam perſonam”: i” illo pro tempore re
rmnqae Apo/lolita alici'oritate tenore pra ceptammfäoilius' fiibwniatur Magzſtris
[Em-“1,11772 ripprobam/is , ó“ oorffirmamas, ao ipſias Hoſpitalis Neapolitanarum a‘ Com
mu
"'EÌ

'r4 7 Teatro della Carità


munita” prçfatir pro tempore deputati: pmbendc’re, ó* perpetuo retina-re , nc
per [è, vel aliumſt” alias ad I”: depu~ allorrrmjruélur,rezlditflr , ó' pro-'05mm
tando: i” Rc'gmſis ”triuſqve Sicilie pro i” Hofiu’mü Ndupalitano,ó* confraterni -
dit?” Hoſpital! Neapolis que/laure , ó tatit Deſhletamm hujuſmodí ll/Ìlí,({]' ”ti
qugſtarfitccrcflr elecmqſinmmam, alla limtem .:ormerterc Dlfl'cſùnl laei,á* cu
tioner,ó~ſulſidía,ſcù chäritaxi-uaſhffm jurw'r alteriur licentia minime requiſi
gia à Cbrijîffidrlilur Exigert’, recipere, ta,/ic Mme” 71ml z’pſiur confiatemitatir
ó' ad diffr'um Hoſpitale Neapolitanum Deſhlatorum mera congrua‘ filPPOÌ‘ZCÌl'
pra 0218M” ſibi incumáefltiflm ſuppor tm- , dié'r'a auííorimtc Apoflolim caran
ratìme , ó- peflſſbrmrum i” ea pro tem dem tenore preſe-miu”; perpetuo‘ animal',
pore recepramm ſhlſtmtarime , deferri annec?imm,á* incarporamur. E: inſuper
fàl'ò‘ftſtl’ prrjòrzar, ſe!) que/Zare: ad [ma cupimter xt payperióur inſirmir i” did?”
depurare, líórrè, ó* licirè mleam . Ac Hoſpitali Neapalitamrflm pra tempore
quad Hoflvitale Neapolitannm precli ele-gentil!” de apporta”; , ó' pile/7157)”;
e‘fum i” ‘Timlflm perpetui lenqſicffBc troni: Prflſidíüſlflóîlf”lîflt,ó' Gbriſixſidfl
clcſiaſtici nigi, ó* tamquam perpetua”: le: adpia ſiabmntimít auxilia ipſi pa”
&cneſirium Eccleſiaſticm” per year-vir è peribflr irzſirmir impena'mdum per am
Sede Apo/lolita, vellegatar cjuſtlem im pli!” excitmmr de Omnipatentir Dei mt'
petrari,ſ2’u de’ illafuel ci!” Ecclrſia , ”e firicardia,ac Brararum Petri , ó* Pa :ali
da’ beneficia Eccleſia/líco, Apo/Police, *vel Apo/Zalone”: ejur aut‘i‘aritate cmſiſi , 0m
ordinaria aucî‘arz'tate diſpqni mqueat, m'óar , Òſingulir utriuſque /èxur Clan"
ó- perpetuo Im patronati” pro tempore [h’ſidelilur mrè pgrzitmtióur, ó- confeffir
cxzſtmn'xrm confluire”: Confraternita :idem Hoſpitali Nrapolit. ally” 60m:
n': ereéZç /mjtrſmadiflc tam illud, quà”: lcgantióur in marti: articolo plenaria”:
illiur mrmlra,á* per/57112,45 0mm' Supe omnium peccatomm elargimrrr.
rior-ita”, á- Inrirdic'Zine pra tempore Ipſirque ”wir-ſq” Sexi” C/yrr‘ſtiſidelióm;
exiffmtz'um, Guardiamrum,fiu Rec'Zo qui liacle/iam Hoſpitalir Nmpolrtani
rum dilîi Arc/:ilmſhimlir de ”rle pmi /Jujuſmadiſingelir -S'abbati a'z'elm devotè
nìr exempzum,ó- [Mar-um exiſiarfl» effl 'Uzſita'vcrz'm , á* iniái aliqaod ”tritati
cmſeamr ciſdcm ”fioriture Apo/lalla!, *1mmſuffragium eroga-veri”, ”f tandem
ò* tenore perpetuo comedímur, á* pari. ferri; partir injrmc‘íarum eirp-enitmſia
tar indulgenza: . rm” remifflíonem, quam tmſequermtflr,
_Nec ”0” guaſta-”que creäîiam’r , ó* impe ó- canſhqm‘ pofflèntſi eisdmr Saóóati die
tratiofler de dic?” Hoſpitali Neapolim lur Ecclçſiam Archibaſpitalir de ”lo
m, ſèu de illíur Eccleſia al cade”: Sede’, Minſk-adi pcrſhnaliter viſitarmt, con/ì
'vel legati: rjur , ar” ordinario lori pro qflantur,á' conſèqzzi poflintfiindulgemurſi
tempore fatica-dar nulli”: ralorir , *vel Et infilper pro mayori Chriſhlſidelium prie
momenti Hei/Zen’ , a”: qm’d quídfi’cù: diffarum commaditate India/gentili”; ple—
affentar-i cantíflgcrir ,irritmmó' imma naria”; -viſimmióm Eccleſia: Arc/riha
deccmimvr . /pitalilz membrarum hujuſmadi hifi**
Pratereà Conflitti-mirate”: Deſe/alarm” fia Annuncio-:luni: ipſiur Glarios-c Vir
mura-pala”; in dic'Za Cioitate , m ipſi ginir Mari-e , ”t premiè’r’itur eomeſſäm,
commi-”ſtar affi’rrmt ”upcr anzianità quand Ecdeſidm Hoſpitalir Neapolitano
creda”: m”; omnílur illin: boni: ,ſi ad rum infeſto Pentecafles 1mjeſmodiwzf/rſi
hot' dilc’fl‘ommſiliamm ”roller-70mm il tantum-ande”: lndulgmtiam, ó- peccatañ
ll” corffratmm L’xpreſſùr acceſſèrit aſl mm remiſſione”; confiquam'ur qua: to”;
ſen/ì” eidem Hofioitali Neapolitanorum fiquertnmr, ó' conſequi poſſènt ,ſi dim!
haut [irc-at communitati ,ſm al ci: pra die Annunciatianir Eccleſia”: Hoſpitalir
tempore deputati: predilì‘lr corporate”: Neapolitanomm baja/*modi *viſitare-*rr
paſſE’ffiMEm banorumfiaflfratc’mitatir ì circle”: auc’hritate , ó* temre‘trarzrferiñ
Deſalatorumhujuſmadi,p6rſè,wl alium, mar, ó- tranſmíc’ì‘ìmur , m” obffamièu:
fill alias propria “rifinita te liberi’ ap premiflit, acronſtitutimilur, ó" ordina—
rionilus Apoſiolicir, Nor;
Libro I. Cap. Ill. IV. IS'
N ec non quiómvir littcris Apoſiolicir cia'em ſerſi ſimilment! poſta in eſecttzione
Art'bilyoſpitalz' dc :cr/;Wrc quióar'uir Eccle detta Bolla , nella` quale ſi dichiara.”
ſijr , ó" locisflc perfimir etiam infawmm che il Governo ſia confra’ternità,ſen
Fabrica Principit Apoſtolomm de arrivo, (3* za eſprimerſi le qualità de Signori
expeditionir contra llíſide’lt‘ſ, ac alia: quo Governatori , nè le loro condiziOiii,e
moa’olióet pro rompo” comçffzr, quibus to per non incorrere nelle cenſure del
”orer illarflm pro exprçflzr lmbmtor iſſis la Chieſa,e di eſſere Acefali,cioè ſen
altri: in ſica ”bora permaflſorir ( ac -vi za capo, come fi legge ”al Ca”. 8. 93.
ce dumtaxat ) quod ad premi/[[1 Ariccia/i diſtiqíímentre la Santa Sede per ſ’ca
ter , ó* cxffrcſiè derogamm , carcrirquc `bilire nella Chieſa à chi ſi doveſſe.
contrari/5 quibuscumgflo. obedire , e da chi doveſſero reger
Cam-rm: quia difficile fire! pra/Ente: lit ſi li Fedeli , ſi faticò molto per
tcrar ad fingula, in quibus de air ſider determinar queſto punto tanto ſd
forfimfacimda fam [oca dtforre , 'uo ſtanziale per tutta la Chriſtianità;
lama: , ó* dic7‘a autorirate Apoſioſica de bencbe ſin dal tempo del Principe.»
cerm’mur , quod ipſàrrzm tranfirmpti; dell’ Apoſtoli per togliere qualſiſia..
mamo Norm-g’ Publici ſignarir , ó“ Sigil confuſione trà fedelifit emanata tal’
lo alicajus perfino i” dignimze Ecclrſia Inſtituzione, conforme vuole Barba/Z:
flica. conſtituta muniti: cad-:m prorſurſi~ dc qflício , ó* pato/late Epzſtopi part. pri
da: i” indici”, á* extra adlyiáeatfluf ad ma cap.7.rc’[fè Di'um Petrus "Mamà' la
hióeretur eirdtm prafintibrnrffifirent txt" ca pro ſingalir Prflatiom‘s, &Dig-rita fa’

bitz, *Ud oſtcnſie. Naſh' Ergo omnia” lio tum gradilmr conſtimit , at referto”: Cle
mimcm liceat bano pagina”: ”offre abſh ' mc”: Papa i” rami” illo: 80.drſtiflc7., di*
lutionir, approbatíom's confirmariaflir,cre Anaclctm i” can. prima 99. dtſtinéì‘. ,o
&ioni; , lfiſhiíuliWîiJ‘ , ”mej/ioni: , :mio dopoi fù magiormente ſ’tabilito dal
”ir,a”ncxio”ir , Incorporationir , elargi Santo Pontefice Diani/io prima con
:ioni: , induſtſ, tramlatioflir, tranſmiſſio forme fi hà inca”. ll 3. que/Z. I. , ó‘
m’r , de’rflgatiüflſs , wluntatir , ó- decre i” ajax rw'ra,Platina cxfſtz'maruir, [mimi
ti ,~ izzſrig ere , ml ci anſia temc’rario con q!” Greg: propry" affigmm‘ paſtorer,ur di
trairc . Si quis auti’m hoc attcmptariprç citur m tuffa/farai”, de zi: , quaſiunt Ìz '
firma/eri! , indignatiomm Omm'potrmis Pra/ati: , quiſuamm o'vium ſingoli c”
Dai ,'ac Beatorum Petri , ó' Pauli Affo ra m Imbermr. Diani/ì!” igitur Pomifex
flolorum ci”: , ſi’ ”om-m incurficmm . faä‘ur, prcróflcrir Romani: Ecclcſiar , á*
Data”; Roma apud Samríum Pctmm Alz anzcterca i” ”rbt Romanaſtatim diviſi,
”a ſommario/air Dominica Millcrima Poirot/n'a: , ó* Dia-ccſèrſorar diſtrióuit,
quingemijſimo *vigtſimo Tar-tia . ‘Tonio quo quirqfleſifliómſhirſiimitiómquc co”
ida: Decembrir . Pontíſicatas mſtri am” tcmm offer: ”cc alte-ria; adminijlrationi
rima - quirquamſe ingerercr., Tuttavia Go”
Gran': da Mandato S. D. N. M. de Bracijr zalc:. i” 1172.3.DecretolíumTít.X.nel me
pro 13:. lO. lorDanielo. A. Gratia Dell/i. deſimo tap. dc his, quaſiunt è Prçlan's
carro, Jul. Gtciur. Aramo, F. Bernardo:. &openſa di eſſere ſtata lnſtiruzione
`o del Santo Pontefice Evariſto con lo
c A P. .iv. ñ_ ſequenti parole:anm-uir enim anri
ſi”: Faroe/?l'as prima; ali-viſiffl’t , acſira
Como Maria diede eſitazione ”ſir certo: Clerici): intitola/ſc!, ipſiriq”:
alla ſhdctta Bolla . ` Eccleſiar Titolo: appellaſſèr ; rame” quia
Valeria-vi per/Zcutio, prashjtcrí: àſiris
p Iceutaſi detta Bolla con ſomma_ titoli: cchì‘ir ,ſhluórcm [ram ira/lime”
allegrezza della Città , e molto ”rmficóſtulerat , reſiitm‘t cam Dìomſiur ,
r più di Maria, e ridotta la fabrica in.» pace Eccleſia datafindcfliéîumjſifltplu
qualche buon ſtato , ſi diede princi res Primum Parochiarum dirvi arcm 2'!—
pio ad opra ‘così’ſacroſanta',’con eſ~ lum conſtimant, aly" 'varo E'uariſtum , a:
da
` .'16 - Teatro della Caritàl
due”: Severinus Binil-*Ls in pot-ad EPi/P cipe delle grazie Spirituali a tutti gli
Eruar/'ſtLautdmeter lil.z.de rue-ten‘ ma. ordini della Ci'ttà,e Regno : *
paccap. 70.Ciconius ad Litulum dc Cle Frà tanto paſſaro à miglior Vita il Rc—
Ì‘ÌCZJ non rcſidenliáut Fileſacus ale orig. gcnte ſuo Spoſo , fi veſh dell’ abito
parec.cap.4 Balboa la cap. omnis. depa 7 .del Terzo Ordine del Serafico Padre:
- mld“ remzſſóc. San Franceſco , ſ1 diede tUtta al Scr
con queſte ` Sante Inſtituzioni furono vi io dell’ lnfermi,e fece la diviſionc
g, da 'Maria dichiarati li fratelli di degli Oſpedali,due per la Città, cioè
detto Archioſpedale , conforme. pre uno per gli Uomini ,c l’altro per lo
_ ſentementcſi governa queflo Santo Donne inferme,amendue di male In-`
luogo da un Regente della Regia.. curabile, e er ultimo il Terzo Oſpe
Cancellaria, da un Titolato , da um dale, che 1 à nella Torre del Greco ,
NObÌlC di un ſeggio ad un Seggio dove ſi mandano gl’lnfermí biſogni”
per anno,da un Conſigliero,un"Avo~ lì di migliore aerc, conforme ſcrive:
cato, e due Mcrcatanri, uno Cittadi Manubri): lio/eo ſopra accennato .nel
no,c l’altro t'oraſtiere. primo libro della ſeconda par-te dd
Il Primo, ſoſtiene le parti di Sua Mae Compendio dell'Hiſtoria del Regno
3 ſtà Ceſarea,e'Cattolica,Dio guardi, di Napoli nel'f'oLZS. e ſi trasferì ella.
erche ſono la protezzione della dalla propria Cala à detto Heſpe
medema Maeſtà Geſarca,e Coctolica da‘ie di Napoli, dove volle abitare.
dell'Imperatore tri/1c tempo”; fù cret pcr ore: più commodamente ritro
.to detto Archioſpitale qual dopoi varſi pronta al Servigio delle povere
con la renuncia de’ Regni fatta dal Inferme, ſervendole quaſi fuſſe una..
Glorioſo Carlo V. alla Maeſtà di Fi— vil fanteſca,con carità indimbile .
lippo Secondo ſuo figlio paſsò ſotto Stabilita dunque la ſud-:tra diviſione:
la direzione del medeſimo nell' anno delli ſopramcntovati .Oſpedali , c'
appunto della noſha Redenzionu impiegò ella,detta pia Macrona con
15:4.. e ne ottenne anco dalla Santa tutto lo Spirito nel Mimſtcro di
Sede 1] bencplacito, governandoſi in Marta , e nella contemplazione di
quel tempo la Chieſa dal Sommo Maria con tanta ſollecitudine, ö:. a
Pontefice Giulio Terzo, come ſcrive more , che non abborriva qualſiſia.
Giacconi” nella vita del medeſimo eſercizio della Carità Chriſtiana ver
;Pontefice . ſo delli poveri Infermi , eſſendo ben',
Hoc eadem anno Philippm Secumlus Ill/ffa ella iſtrutta nc'Miniſteri della noſtra
m’mum Rex uxorem a'zexit , ó' miſſo ad ' Santa Fede,e rimaſta Vedovadi Gio:
4. Pontificem Piſi‘atia [Ware/tiene!” Nea— ſuo Spoſo ~, diſtribuì turte le' ſue fa
politaori Ragni , qu od Eccleſia beneficia— g colta à poveri, ma buona parte di eſ
rium eſtffiqffeffionem oátimtít. ſe al ſuo caro Oſpedale , come per
Il Secondo vien Eletto in nome di tur ſuaſa , di eſſere la cura dell’ Infermi,
5 ti li Titoli, e Baroni della Città , öc opera ſpecifica della Carità, 8c che il
Regno, e preſiede à tutti ll Colleghi noſtro Salvatore la raccomandò con
doppo detto Regentc . molta premura , anzi fi degnò_ egli
Il terzo Nobile , per tutta la Nobiltä medeſimo di dichiararlo con la boc—
Napoletana , e và in giro per tut ca ſua ſteſſa uanto le ſia à cuore, le
6 ti ll Seggi,come di ſopra; appreſſo il‘ gendoſi ,pre o di San Mattep nel cap.
Conſcgliero per tutto il Regio Mi 25.del ſuo Vangelo: Ame” dico *volii:
niſtero;l'Av0caro per tutti li Tribu gilamdièflci/z‘is uni ex Iiisfratrióut meít,
nali,e_Curìali , cliduc Mercanti, il mibifeeiſtis 5 E così ella con zelo im
prìmo,ſeſto in numero alli ſopramë paregiabile communicava ‘queſti ſen"- _
tovati,viene in nome delli Cittadini, :timenti alle Dame , e ſerventi , che l’ .
e l’ ultimo per li forafiieri , avendo affiſtevano per tal’opcra, raccordan
Volano dCîta pia Mattone. far parte— -dole di non dover ſemi:: nel Tzcáné
o
“Lib. i. Cap. IV. I7‘
do Giudizio univerſale dal ſudetto li nel fit. 36lde Religioſi': Domiba: al cap;
Salvatore le ſue parole preſſo del 4..de Xenodocbio , quod Rex Gbidelbertui',
medeſimo San Matteozjnſirmas eram, (j- Vltrocba Regina in Lugdonen 1 :erbe co’
á* non rviſitaflis me; Tunc reſpond-?bit il diderunt, cuju: inflitutionis Ordinem, ó"
lis dicens: Amen dico 'uobisflnamdiù non ' gaidquidprzefäto Xenodoc/oio,aat per i —
eci/lis ani dc minor-ibm bif, nec inibiſc ſi-rum Regam oblationem,aut per quorum
cifl‘is. Et ibant bi in [appliczarn eterna”. cumqueſidclium eleernoſjnam collare? , ant
E non laſciava pur ella di confort a conferendum cf/l in quibaſi'umque rebus ,
re le povere Jnferme, che così è dono - atque corporibar, nihil exinele adſe quo
di Dio la Salute , come l'infermità, libet tempore Antifles Eccleſia lagdanen
rappreſentandole con parole _mode ſis ”memorie ad Ju: Ecole/112 transfer”.
Pce, 8c edificative ,che ſe per il paſſa E finalmente Roma non ingrandi
9 to l’era piaciuto il male della colpa, ſchi tanto l’ Oſpedale eretto da San
non le diſpiaceſſe per ottenere la ſa— ta Fabiola negl’ anni della noſtra;
lute dell’Anima l' Amarezza del in ſalate 63 5. come riferiſce San Giro
firmità, già , che al parere di San Gi lamo nella ſua prſt. 30. Sanc‘Îam Fa
rolamo ſpiegando il cap.9. del ſudet biolam N o/òcorniam inſiiraiſſè , in quo
to San Mat teo,che propter peccata,plc .egretantcs colligeree , á* miſèrorum cor
ramque e-ueniunt debilitates,& in que ſt_0 porafimcretflradít Dinar Hieronimur ,
modo rendeva legiera, e ſopportabi ó* Baronias tom. 5. in anno 4.00. POÌ
le la gravezza de loro mali , ſegna che anche nell’ultimi ſecoli vi è ſta
landoſi ſempre più con arti di vera.. ta tal inſtituzione,e forſe con mag
Carità , e non faceva mÒltiplicare à gior pietà,conforme ſi oſſerva nella
loro danni gli demeriri con Dio , o ſudetta Maria Longo per l' opera.
renderle degne di maggiori caſtighi, eretta -nelſudetto ſuo carooſpe
e t`riſtezze,come vuole San Gio:Chri~ dale.
ſoltomo nelle ſue concioni,parland0 Che ſia l’Oſpedale, e perche così chia
di Lazaro:ſic tibi ó* morbus redditar le mato volgarmenre,e qual fia la ve
-uior , diſcedenre quidem diabolo propter 11 ra Denominazione di eſſo,ſi oſſervi
mimi gratiarnrn affionem . Dei vero au Gonzalez. nel ſudetto Titolo di ſo
xilio accedente . pra accennaro de Religioſis Domi
Non ſi vanti più l’ Antichità , che Hir bus.Ho/Pitale nomengeneralc eff,com]›le
xo cano 1V. Rè della Giudea foſſe ſtato &cn; quantumque bo/;oitir receptioncm
il primo , che aveſſe eretto l’ Oſpe cap. Dilec't'i 5 t. de appelli-upper tua5,de
dale per li Pellegrini, conforme rife arbit.Theophilus ton” 7.de amore co
riſce Giuſeppe Hebreo nelle ſue hi— gnation. tempor.fol. 464. Ea autem [oca
ſtorie al [ib. r 3. alcapa 3. 8c Egiſippo dí'UFr/a ſhrlluntur nominafltìm proptèr
Hiſtoriografo ne’ principij della., diverfitatem Regionam, ”im quia Imma
Predicazione dell’ Apoſtoli ſin dall’ ne Nature multiplex, ó‘ ‘varia eſt eni/è
anno 1 70. della noſtra Redenznone.) ria cum in ille': locir ſhccurrilur , ut do
ſecondo ſcrive Euſebio nel lib.z.3.e 4.. cene Petrus Gregorius lib. 1 5. Sjnmg
dell’ Hiſtoria Eccleſiaſtica , e fanno mac. cap. r 8. Mariana de Rege,öc re
menzione del ſuderto Oſpedale d' gendí razione libano/7.1 3 .Xenodocbia
Hircanozxienedocbiam in porta poſitunr, dic-”near loca deputata ad Peregrinor, ó
tot”: par-iter Mundus aadioit.Non am— Paupcres , iterfàcientes , racipiendor i
plifichi tanto la Gallia il Rè Gbidel Greco 'verbo Xena, quod latinèſigniſicae
berto H. che regnò nell’ anno della.. boſpíten; reczpere , at probat Sujdas co
noſtra ſalure 74.1. unito con Vltroca dem verbo , ó- poſt eum Longlea: [ib. 6.
Sua Spoſic , di avere eretto nelle ſue ſtime/1‘. cap. primo,Pancirola lib. 2. var.
Dizioni di Leone un' altro Oſpedale cap. I 7t.
per la cura dell’ jnferrni , conforme.) Procotropbiaſtmt loca,abi paoperes debiler,
riferiſce Conſole: nel lib.3. de Decreto rzqailabere proprio ſui corporis alime
niam
. 1/
/

18 . Teatro della Carità


ziam querere neqneant , ani dienntur nella Chieſa di Santa Maria della..
mendicandes ire-validi in morir. cod. de. Nova de Padri Franceſcani , ove à'
mendicantiá. inaal. lil. i l., de quilt”: in man deſtra fece collocare il ſepolcro
Lilltm' r 9.9. `/Îoe illad cadde Saero Sand. di detto Lotrecco, 8c à finiſtra quel-`
Ecole/ſl. ſi quis ad declinando”: 4.9. 5. tibi lo del Navarro,dove preſentementc
autem toa'. de Eprſtopó** Cler. ſi leggono li loro Epitaffij .
Orp/mnotrop/Iia dieantnr, ”bi orpfani, ideſt
parere-tiles oróati alantnr.Antent.Orf/1a~ ODE‘I‘TO FUXIO LAVTRECCO, &e;
1 3 notrop/ias Cod. de Efiſi’.ó* Glerie.Antb. OSSIBVS , ó' MEMORIA:.
de Ettlefflaſiiei: tit. colla:. 9.9ſinal. PETRl NAVARRI CANTABRl,ó*e.
Beneplrotrop//Ìa dienntnr loea, *voi Infante’:
1 4 paaperei nnper nati, á' expo/iti edaean CA P. V.
tt”- al. l. illad I 9.
Noſàeomia dituntar lora , ”li .:grati , á* Come Maria procurò , che non entraſſe`
1 5 lflſirmi ruranmr. l. ſantini!” áſied Deo il Contagio nel/no Oſpedale .
noázt,Cod. deſiiero ſhnói‘. Ecole/I Mini/ire'
autem enram habent” bnjaſmodi agro ` COn quanta attenzione,e vigilanza
raminm, Paralolani dieantnr . l. Para procurò Maria , che non entraſſe
bolani l. placet. God. de Epiſoop. ;á- Cle r tal’lnfezzione nelli ſuoi Oſpeda li,lo
rit. de quibai agent, Cuiac.in Novellg. dicino, e teſtifichino li ſuoi PP . Spi
1nflini,Germanius de Saeerznnn. cap. rituali, poiche con le ſue infocatu
z.Alciatus lil. 4.. rap. 9.Lelinr Bifi'iola Orazioni, 8c ardentiſſime preghiere
tom. l . horarſaetefffl lil. r 3.eap. I 0.0ſ drizzatc al Cielo, c con la uniformi
ſervandoſi pure tutto ciò in Sil-rieſi'. tà del voler Divino furono preſerva
‘verb- Heſìzitaleffi Bardofde innEeeleſlt'i. -ti dalla ſudetra 'infazzione , öc ella..
2. rap. l l. de hoſpfi- confrater. con maggior fervore avampando
Maria però mentre ſi deliziava nel ſuo nel cuore di un fuoco ardente dell’
caro Oſpedale non invidiando alle. Amor Divino ſcorreva di quà , e di
~lopramentovare lnſtituzioni perle là per tutta la caſa can ogni pron
16 ſue opere così grateà Dio , entrò tezza, e preſtezza ove la neceflîtà ,
nella Città una Herifl'ima peſtilenza ' e la cura dell’Infermi la chiamava
incominciata nell’anno i 52.7. è con no : procurava, che à tutti ne’tem
tin-uò ſin’all’an-no 29. del medeſimo pi opportuni foſſero ſomminiſtrari
Secolo , facendo grandiffima ſtrag li medicamenri , e diſtribuire le vi
ge,e vi morirono da ſopra ſeſſanta vande con ogni diligenza : invigila
mila perſone nella -Città,e nell’anni -va con grandiſſimo ſtudío alla poli
antecedenti. aveva pure travaglia zia dc’ letti, e delle ſupellettili , la
ta tutta l’ Italia , conforme riferiſce vava ella con le proprie mani à tuc
il Smnmonte nel ”5.7. fol. 4.3. della ſua ` tile piaghe , e nettava loro il mar
)ſtoria,e Colennteeeio, e Torna/è Coſho nel ciume con ſtupore de’circoſtanti cö
compendio dell’Iſtoria di Nap0li al panni linei,e ſottili , ricrcando quei
liazflelfilgx. »e che vi fù-dcrto con corpi già reſi ſracidumi della natu
` tagio `nella .Città .per la venuta di ra umana : lmpiegandoſi ad ogni
r7 Monſieur-Lorrecco per aiuto dc Ve officio per ſchifo, e ſordido , che ſi
neziani contro la Maeſtà Ceſarea, e foſſe , non perdonando à fatica per
vi morì anch'egli ſorto li 1 5.Agoſto, compire all’opra già incominciata.»
e nel medeſimo tempo paſſò all’ al per {eri-igio di Dio , e per la grati
tra vita nelle carceri Pietro Navar tudine dovuta verſo della Glorioſa
ro , à quali fece edificare à ſue ſpeſe Vergine, e la Nobiltà Napoletana…,
generoſamente li Sepolcrí dimarmo ele Dame tutte di una tanto pia..
Ferdinando di cordua Duca di Scſſa Città oſſervando queſto nnovo’ſpet—
Ripon: del Gran Capitano Conſali'o tacolo ne’ſudctti Oſpedali , fi parti
vano
Lib. I.. Cap. V. * Î9
vano compunre , e molto più edifi parte ne collocò in matrimonio , o
cate di tanta ſua gran pietà,e per le parte nc conduſſe à ſervire l’Oſpeda.
ubliche ſtrade, e nelle loro priva le,eipensò có Maria Ayerba dr Ara
tc caſe la chiamavano Santa, nuova. gona Duchefla di Termoli unita ſe
Apoſtola della Chiaſa,Prodigio del co di animo, e di zelo verſo la pietà
la Carità , vera ſerva di Dio , che) Chriſtian-’1, avendola moſſa col ſuo
aveva rinovati ii prodigij., e miracoó. eſempio di eſercitare ſeco tinta_
li de Santi più rinomati della Chie-` grann" opera,come appreſſo ſi dirà,
ſa, come di Santa Margarita Regiñ. di ſupplicare la Santa Sede per l'e
na di Scozia , di Santa Eliſabetta. rezzione di un Monaſtero di Penti
Regina di Portogallo , edi Santa.. te, unito all'amato , e caro ſuo Oſ-.
Franceſca Romana , de Santi Franó. pedale , come poi appreſſo ſuccedè
ceſco Saverio, Filippo Neri, Gaeta* per apra, di detta Ducheſſa di Ter
no Teaneo, e taltri noti per tutto l' _ ' moli .
Univerſo, , 8c il Padre Com/21 Lenza Con queſte direzzioni così ſue , come
ì racconta nelli ſuoi Annali dell’anno della Ducheſſa parendo alla Santa.
588.pagina 108. come ad imitazioî S Matrona , che gli affari dell’ Oſpe-x
ne di Maria Longo , Suor Paola di dale erano ridotti à qualche buon.
San Tomaſo Nobile Spagnola dell' ſtato, , pensò di ſgravarſi del peſo
abito di San Domenico frequenta di quel Governo , per applicarſi.
va ſovente l'Oſpedale eretto, dalla,. con maggior libertà , e divozio-.
ſudetta Maria, e nettava le_ piaghe) neall’interno della ſua Anima con '
con la ſua lingua, quando non era, le Sante meditazioni , tanto maga
da altre perſone vedura,e ſotto pre giormente , che pel’ ſuo eſem-r
teſto di vedere le ſei-ire,` ſe da Medi. pio aveva già perſuaſa , e rirara à
ci l'erano ſtate ben medicate , le.; ſe la Duchefla ſopraderra per corn
lambiva con la propria bocca , ad pagna nelle fatiche ,g e cura dell'in-v
imitazione anche di Petronilla de, fermi, e mentre pregava affettuoſa..
las velas del ſudetto 'Ordine di San mente Noſtro Signore, ſe qucſto ſuo.
Domenico ,~ così perſuaſa da Santa ritiramento foſſe piaciuto alla Mae-ñ.
Caterina di Siena,e così co igliata ſtà ſua, ſentì trè_volte una voce re
dalla medeſima, per eſſer coſa mol— ~ plicandole: Ania-ui tu il tuo Con/orto ,
to grata à Dio, ed ella detta Santa., amavi tu gli proprj figli; la terza vol
Caterina non mancava. di fare il ra, percbe, non ami ;z me ancoro,ebo ti bè,
medeſimo . . arricchita ele' tanti benefizffití bo concedo
Il telo però di queſta Santa Marrona.; te tante grunge ti hà reſtítuita nella pri-.
non ſi fermò quì : creſcendole ſem: ſtina ſhlutelnteſe con queſte voci Ma `
pre più l'ardente amor Divino nel "ria, che-non piaceva al Cielo per all"
iiiopettoznon porendo ſoffrire_ gli ora , che abbandonaſſe gl’lnſermi,
peccati publici,,con li quali veniva... ma che li nudriflc, e manteneſſe , co
altamente offeſa la Maeſtà divina.» me figli,e da quel tempo ſeguiròcon
diſpoſenella ſua mente di poter'cri iiivaggior attenzione , e diligenza ad_
4- gere un Monaſtero per le Peccatri~ affiſte’rli , e farli curare , impiegando.
ci,che penitenti ſi riducev-ano all’ 0,* tutta ſe Preſſa alla cara di tutti ‘,e tre
vile di Chriſto,perciò ſovente entra gliOſpedali ſin tanto , che dopoifù
va ne luoghi inſami , ne’lupanari, e chiamata, 6c iſpirata da Dio ad altra
ñ c6 divori Sermoni s’afi'aricava di ri~ñ opra pure molto grata alla Macſtà
durre quelleanime miſeramente per Divina , 8c anche di ſervigio del_
dute ne ſozzi diletti della Carne , 8c Publico ., '
indi già mai ſr partiva, ſe non aveſſe O

fatto qualche guadagno, perDio,e ne


:caſſe molte darle fanci di ſatanaſſſhe
N CAP..
ZQ Teatro- della Carità
Gio:Antonio,e di Vittora Compone
e; A P… vtſſ ſca ſorellav al Sommo Pontefice Pao
lo quarto fondatrice del_ Monaſtero '
Gan” Maria edifici il- Monaſiera, della Sapienza ,, deſtinata er iſpoſa
delle Cali”-:ein-elle.` 4, al primogenito del Conte i Venafro
’ Camillo, Fandom 5, mà ella; ir"poſataſi
M Aria ſia da che Per_ interceflìonu internamente çol Redentore, procu
' della Glorioſa Vergine le fù rex rò con` ſua madre di viſitare la Chic
1t Matita. da Dio .la. prifflm ſalu.tc,pcn.-. ſa di San Sebaſtiano con l'occaſione
sò di andare in; Geruſalemme per Vie dellaſua feſta , e di, licenzjarſi_ colà
fitare quei Santi Luoghi,m_à chiama-ó dalle Monache ſue_ Parenti ,_ le quali
ta_ ›. e (Pinta internamente di fondare, ben’ inteſe della_ volontàdi Maria»,
l’Oſpedale , non poſe in cſi’ecuzioneg a tirono la Clauſura , e la fecero en
il Santo’ ſuo deſiderio , e pareva , che, ' trare nel Monaſtero, reſtando deluſa
noſtro Signore l} atraverſaiſe , di" ' la_ Madre eon tutt' il'Parentado , e di
ademplire quefia Santa tua volontà, là fece la reſoluzione di erigere il
tanto Più, che l’Oſ edale figovcma-ñ Monaſtero della Sapienza ,L come ſe
va dalla` lua cara compagna Ducheſ-. s:. guì_ per' opera_ del Padre San Gaeta
ſa‘ di Termoli ben da lei_ 'in ſtrutta , e. no ,. che le diede grandifiimo,aiuto ,
con lagrime,.c con preghiere fi tacco ö; agevolò molto, che_ foſſe poſtá in
mandava à ſuoisarttj Divoti_ , 8t_ alla_ eſſecuzione la_ fondazione del ſudor
ſudcttta Glorioſa Vergine ſua Pro to, Monaſtcrorali Parere del Padre.
tetrice,. e ſtà queſie ſue’infocate_ oraó. Dm’tire nellió., prima al rap. 1.9; nel*
zioni ,_ :preghierele fù_ paleſata la... l_a vira di detta. Santo‘ Padre Gaeta
volontà Divina ,. che avèrebb’ella.. na ,1 rinovandoſi` pure dalle medeſi
z… fatta‘ coſa_ più grata al Cielo, di c_om—. me le memorie, delleSante, Vergini
mutare il pellegrinaggio di~ Ge_ruſa-. Euſtachia , e Paola Seniore , e Mar
lemme in fondare, ö; erigere un Mo cella Vedova deſcritte dall’ eloquen
naſtero de’ Vergini ſott’il Titolo di, za imparegiabìle del G. 12mm Gi
Santa Maria, in_ Geruſalemme , con.›, ntama. nelle ſue, epiflole riportare;
raccomandare allaDucheſia l’ erez—ñ dal Bar’om'a ne 2,6. e 3r.di Gennaro,
zione del Monaflero delle Pentiteuz e 28. ”Settembre . Martella cſi/Em—
per non mancare nella Città ,, di a* per in ar,e,,ſemferr in‘ Calamo : numquäm
ver anch? ella le tre Mariexche tanto, ſitrirlawdara_.'1pſ2_t etenim prima in uróg
fi vantava Geruſalemme di aver aſ manaſtieam wita'm, ab, Arbanaſio Alexan-.
ſiſtito alla morte del noſtro, Reden-. drino 13,121]er ſibi tradita!” ingentibus
' tore ;` conforme {i legge appreſſoà animi: taleanrfizjìum nabilitatrs extre
San Giovanni nel ſuo Vangelo al rap… -vii . E di Santa Euſtachiaz non laſcia
1,9/.Sta64flt. autem juxta trame Iq/_u Ma* il inedeſimojan, Girolamo con_ le_ ſe
rer eius , Sa; or'Matris eius' , Maria, s. ſeguentipamle di glori_ficarla.. Eu
(Ile-ph; ,_a’-~ Maria_ Magdelena ,,e nella_ flat/ria, lui* á- ]julia dióîa 4^qu ex Iu
ſudetta_ Partenope 'ſi oſſervgrono, lo, ó- genteJulia origina”, duieret. ind
Maria_ Longo ,i che da, altri vien_ pure Euſiaehioflrtiur_ E grz *mail/'ta tir portar,
nominata Maria Lorenz-1,, e da' altri, á- arrogantiam generi; eonſhlarir Virgi~
I Laurctanazper la grazia ricevuta in_ nali prápaſitafregerì! z ó‘ i”, prima uróe
Loretodelle ſue infermità fondatrice_ mmm gen”: ſhljugaverir' ,_ pudiei
delle Monache Capriccinelle,_che qui~ rin , d‘e. e per ultimo di Santa_ Pao
ſotto ſi dirrà. Maria Ayerba di Arañ. 7( la riferiſce il medeſimo. Sanrio. Ne
gona delle Pentite n'ellà Real Santa… qui: erre: i” Paula nomine-,,fiiendum (ſi,
Caſa dell’ Incurabilife Maria Carafa, fuiſſè Paulamluniarem aida”; baja; fi
compagna delle ſudette Maria Lou- mm neptem,ex Tìexotioſilioó- Lam ge.
gp 18; A_yerba di’ Aragona, e figlia di_ ì nitan ex_ refxomſſrom ?nanyrir , ww..
nm!,
Lib.I._ Cap., Vi. a VII.. ZI.
ſentirmi”. eum, Patentes,anteqm`rm_ conoi— '
peter/or ,Domino . Ad eam :rd/”oe i” ,ana Îc_ A_ P.. vir.
:alam inſiitamdam, S.Hieronjmfls pbamz.
nexium epiſiolam ſoripſit ad Lgtam ajax Come_ Maria/labii) dettb ”ao-ua
'mir-tm z eamqjat Hierofiljmam q”4m-. * Mmaſiero
_ prima”) :pitti radeon epiflola uebgmrnter,
maga-uit: ._ Et tandem parlata i” Morra/Ich. N El tempo iſteſſo, che Maria'ſi riti-.
rio_ Betlzle’bcmitln. apud Euſiaebiam eda rò nel ſuo Monaſiero,_giunſero'in
cata, eum eademflmper *uioçit‘ , acciò i Napoli gli PP. S.Gaetano,e Giovan- `
ſeguiſſe l’orme della ſua Avia Pao—. ni Mariano‘ mandati dal Sommo.
la‘ ’, e diſua Zia` Euſtachiaeol diſ Pontefice Paolo IV., che avea inſti—
rezzo delle ſue_ ricchezze ,v a della_ tujro l'ordine così illuſtre z, e cosí
nobiltà del ſuo, Parentado, e, Napoli_ proficuo per la. ſalute del proflimo;
ſi -pregia-ſſe anch’ ella_ di non_ eſſere» conforme vuole Giugiaro nella vita
dfinſerior condizione all‘ altre Città; del ſudettp Pontefice . Nazvampzſterì_ -
per la pietà,_e fortezza d’ animodeL. Prrrjbjtc’romm. Collegi/mr inſtituit qui
le ſue figlie , avendo ſe mprernai .K Tbeirtini :i Tbe’are oppido , eajas Epifio
prodotti Eroi , 8c Eroine` della vera.` Pu: prafizerat , appellatiſam . CW* primi
Chriſtiane. pietà . ~ ſha’a‘lcs “table/Ere Caſetams Tbiemus ,.
L; ſopramentovare_ inſpirazioni, 6g inñ. Boìtifacias. Calce-'és Ale’xandrinar ,. Pau
tri'n ſeche dichiarazioni ebberoxanta 111;_Conffliarias ,fili ebzſilerias , quorum:
efficacia appreſſo di, queſta ſerva di., Senda ‘vi-vendi- ratio/Lc è Clemente VII.
9. Dio , che inçqnxenente diede princi—. approbara r 7. kalmdas Oéîobris Cbrtſti
pio alla‘ fabrica del Monaſtero. ,Rua-e :torno 1_ 528. , cb* Ponti/ſtatus quinto ad
le, in, brevfflimo tçmLO; ridotto. a fiñ. Prizgripis Apzſtoloram 'in Vatirano_ ſolem's
ne , raccomando ſtrettíſi‘ì_mamen_te‘4g ' :zia paopeziatis , (ib/27:15" ,fé-raffinati.;
l'Oſpedale alla Ducheſſa ſopraccen-. *una :miſi/rank; bcnelie altri dicano ,
nata di Termoli, reſaſi, già Maeſtra 3L che'ſuſſe ſtato il Primo Fondatore..
i - \
di ſpirito ,_c vera Madre delli. polveri San Gaetano , non pero detto Giarñ.
'xo Jnfermi-,e di vero cuore li ſerviva— , col-zio, tiene il cont_\aijio con qoeſtg
8c ama-var da veri ſuoi figli, c ſi ritirò parole .` ‘
ella Maria nel nuovo ſuo Monaſtero, &zi-Im La; Petxflm.- Carafimflaidam. Ga je-.
accompagnata da dodeci Yergjnihle; :41mm Tbiemeam Ordini: Clericoru‘m
quali volontariamçnte iſpirate da.). Regular-iam inflitutorem aglioſvmz; ; aly
-Dio ſi erano 'ſecounite alla fonda ab bis è Bonifacio è Colle , á- x‘i Paulav
zione djel Monaſtero: fimb‘oleggian Conſiliario Ordinem iflſtitatamfàtmmr.
le, dodeci Tribù deſcritte dall'E Ego mm. [erotiozquai :lam ‘illar inflitto
vair-geliſ’ta Giovanni nella ſua Apo:: toys, boa" abtomſbcios_ appellam : Nam
caliſſe-aſeap. 7. Òal cap. 1A.: Virgin”; Glamensſéptimas litterarflaibys ”marlenev
‘flimfimf r diff-'quarter Again”: quemáſſ .Ordinari firma-tnt ad ,loauncm Petraioìl
conqae—,eziti eli-ali ‘doveanÎ-eſſere për, Épiſéopamr Ibmtimm , ad` Cajçtamrm
lodato continuamente il: Signore , lîfffijft’fflm Vicentino», o" adſèeios eo-Î
conforme* apunro ſi‘KILPe-rj(mentare...` rum Jedi: anno I 534.. die 24.. lung" . De
d'altcmpotdella loro fondazione fia., *uita Cajetani,Botiifùeg" à Colle, á* Pauli
no al preſent—e giorno.,_…e ſi &mining; Conſiliary" Antonia: Caracciolas latine‘ ; _
rà‘ ,Perl-’avvenire , mercè._aſla eum: di çaejtaiti etiam Caſtaldor italicè firí
chi ſe governa, &all’oſſervanzaſ ì
pſit-;ñm'à ſia come fivoglia, gionro in
dallemedeſrme {i Profeſſi;~ inviolabrl- \ Napoli detto Santo- Padre ſi portò
mente - **da-,,Maria , alla quale avea ſcritto‘
o Pontefice , paſſando con lei
4 quakhe ‘corriſpondenza : firmando-I
1-3* EFFE” Serva dl Dio , conoſciu
`\ ta,
'22 Teatro della Carità
tala ſin dall'anno 1530., che fù nel Santi Miniſteri, 8c acc ornodarvi 1L."
la Città Gio: Pietro, ele raceomandò Chieſa,;l c0ro per celebrare li Divini
queſ’ti ſuoi-cari compagni , e detta.; uſhzij , dClll quali tanto ſi compiace
Sant-a Matrona gli aſſegnò un ſuo il Signor Iddio , avendolo ſignifica
go preſſo della Real Santa Caſa dell’ ro per bocca del Regio'Prrffcta ”cl Sal
Incurabili , dove al preſente abita, mo 45:1Jc’rſ ,2. 3. Sucriſicium [artdir hono—'
no le Monache Pentite della mede rtfmbrt mc, e la Sagreſiia; ſi trasferì
ſima Caſa, conforme riferiſce il ſu egliad un' altra. caſa vicino al Mo
‘ detto Padre Caracciolo nella *vita del naſ’tcrozpdove’al preſente abitano le
Sam , e vi ſi legge una lettera ſcrit-e Capuçcmelle 5 non diſtogliendoſì
ça in quei tempi dal ſopramento punto di frequentare l’ Oſpedale , di
vato Gio: Pietro Carafa di ringrazra, amminiſtrare gli Sacramenti,8e aver
mento alla Santa Matrona : per a cura del nuovo Monaſtero di Maria,
ver uſati tang' atti di vera corteſia , e nella. ſtalletta della ſudetta caſa,vi
e benignità verſo de’ſuoi cari Com., accomodò al miglior modo poſſibile
pagni,e nel mentre dimorarono det una Chieſetta , che ſOl‘tÌ dopoi col
ti Padri nel ſudetto luogo attende nome di SantaMaria della Stalletta,
vano alla vita attiva nel ſervigio memore detto Santo Padre dellÌL.
`de ll’Oſpcdale con molta edificazio. Chieſa , e Monaſtero ſabricato per
ne , preſtando tutti gli ajuti ſpiri-~` opra del Santo Dottore Girolamo ap
tuali, e temporali alli poveri_ lnfcrñ. preſſo dcl Preſepe del Salvatore in
m1 . Bcttelemme , dove dimorava con..
Celebravano la Meſſa nella Chieſa di ſuoi Chierici Regolari,per non man
Santa Maria del Popolo ſita dentro care alla Città anche queſta nuova
la ſudetta Real Caſa, dc ivi conveni-~ Inuenzione di vera umiltà Chri~
vano à fare li loro effircizij ſpiri. ſtiana .
tuali con grandiſſima utiltà , e bene` Doppo di—aver conſumati li ſudetti trë
fizio del Cleto, che per tal'effetto añ meſi glorioſamente nelli ſudetti ſan—
veano inſtituito l’ordine,öc a‘nche del ti cſſercizii, e paleſati li ſuoi ſenti
popolo,che vi cöcorreva,che pareva menti perla Riforma del Cleto , ,dc
appunto un" oſſervantiſiìma Chieſa. allettato il Popolo , e tutta laCittà
de PP. Regalati, 8c in caſodi vacan con l’eſempio della ſua immacolata
za di qualche cappellan0,eranq infi - vita , ſù richiamato da Gio: Pietro ,
niti à concorrervi,mà non vi era am-` che paſſaſſe in Venezia per ſervigio
meſſo', ſe non era dotato di ſingolari di Dio , e queſto Santo Vomo ubedì
virtù, anzi vi eran richieſte di perſoñ. à cenni con eſſerſi colà portato, non
ne di primaria Nobiltà , moſſe non.. però detto Santo Padre ritornò alla
già da qualche premio,che porcfl’cro Città ſorto li r Ldl Febraro dell’and
ricevere dalle diſ’rribuzioni quori~ no r 5 33. con ſuoi compagni per or
diane , mà dal deſiderio di attendere_ dine della Santità di Pupo Clans-m
ad una vita veramente ſpirituale , e te Vll. ;ì richieſta della Nobil
ritirata , e tra queſte vi furono Lelio tà Napoletana, che volle compia
Brancaccio , che dopoi fù eletto per cerla ſenza indugio con Bolla ſpe
Arciveſcovo di Sorrento , e di là in. ciale del ſudetto Pontefice riporta
Taranto, Ettore Caracciolo, Ferdinando. ta nella ſua vita dal Padre Caracciolo
Bracco , 8c altri ſogetti illuſtri per la.; ſopraccennato , dove gionti per o
loro naſcita, e virtù, e conti uò det pera dell’Illuſ’tre Vicerè di quel'temó
to Santo Padre ne’ ſudetti cſſercizij Po D. Pietro di ſro/«ſodi ſù data que
per lo ſpazio di tr`e_,à quattro meſi in ſta preſente Chieſa di San Paolo, e.)
circa;mà perche la caſa , dove abita~ coll’intervento del fù Cardinal Vi”
va con ſuoi compagni non era ca cmzo Carafa della Nobiliſiima Caſa
pace per poter eſſercitare li loro dc Duchi di Andria , e pcſſarono con.:
giu
Lib. I. Cap. VII. 8c VIII. 2,3
giubilo di turca la Città, e ne preſe con la ſolita ſua pietà , eli deſtinò
-ro la poſſeſſione à r9. Maggio dell’ per Padri Spirituali del ſuo Mona
anno r 538. reggendo la Santa Sede.; I’tcro; mà queſti rifiutatmio forte
il Sommo Pontefice Paola Terzo eſſendo mente,quantunque inſtantementu
vi anch’egli condeſceſo , che fuſſe pregati dalla medeſima, la cura del
data detta Chi-eſa à queſti Religio Monaſtero, come ripugnante al lo—
ſiffimi Padri,quantunque ſuſſe ſtata ro Inſtiruru; mà avendo ella ſperi
ſempre mai pel paſſato un’ Anti mentato il profitto , che facevano ,
‘ chiflima Parocchia ; che dopoi fù gli andava trattenendo à continua
rinovatañ nelli anni della noſtra ſa~ re l’eſercizio già incominciato de.
x o lute r 5 91.e conſecrara à r r.di Mag Padri Spirituali ; e queſti per grati
gio da Monſignore il Veſcovo dell’ tudine de benefizij ricevuti ſi con
Acerra dell’ anno 1603. Gio: Botti/?a tentarono di prendere la cura per
del To o , 8c al preſente ſi riconoſce qualche tempo; e frà queſto mentre
per un Tempio de più Celebri d’Ita Maria ebbe ricorſo alla Santa Sede` ,
l—ia z_ e nel mentre ſi patrirono dalla. che all’ora reggeaſiñ dal Sommo Po”
Città , reſtò Maria molto ſconſola teſice Paolo Terzo ſudetto, quale di
ta, 6c afflitta , ma vedendo,che tut chiarò il Monaſtero .Clauſura con;
te le operazioni dc ſudetti Religioſi Bolla particolare , dcſtinò Maria_
erano indrinate all-a magior gloria pcr Abbadeſſa perpetua , öc ordinò`
di Dio,ſi rimiſc tutta al Santo voler 'à Padri Cappuccmi, che in perpetuo
di Dio; fece in tanto ella con tutto anche loro aveſſero cura del Mona
le ſue compagne ſolennemente la.; ‘fiero, eſtaſlero ſoggette le Mona
Santa Profeſſione ſott’il Titolo di che alloro Governo, conforme ap
Monache del Terz’ Ordine di San.» pare dalla Bolla emanata dal ſudet
Franceſco fecondo la direzzionca ro-Pontefice ſotto l~i X. Decembre)
delle Regole di Santa Chiara. nell' anni di Criſto 1538. del tenor
ſeguente ~.
C A P'. VlIl.
Come Marxía‘oromròffi/fle lo‘ PP. Cappacini PAVLVS. PAPA III.

ſrcóenfraffèro ”alla cura del ſloo . DI le c'ha in Chríſioſilia ſhſutc’m,ó' L4”


Monaſicro. floſicam benedié’hmcm . Cum Mona
4. ſtcrium Monñialium ſob Inwcatzom’ Sa”
DOppo l'a partenza de PP. Tearini , ó't'a Maria in Hicruſärlc’m Neapolis Ordi
giunſero nella Città gli PP. Capñ' ni: Sanc’íic Clara per Te fundarum fue
,r _puccini doppo ſedare certe contro ric , ó* rzſìjue admùr per Frati-cs Ordi
verſie con la Santa Sede per mezzo nir SME-Zi Franci/‘ci Capaci-vor mmc”—
d‘el Cardinal Antonio Sanſwerino della patos rviſitamm, ó- tuam, á* Monialíflm
Nobiliſiim'a Caſa de Principi' di Bófſi i” eo dcgentium Confcſſíoner audrta , ó
gnam; , che perſuaſe il Sommo Pon abſhhotiom’r bmeſiciam impenſum:ó* co”
tefice Paolo Terzo di confirmar il lo 'Umiat , ut T” , ó' Montale: i” eo oxi
ro Sant’Inſtituto, e non li aggregaſ ſienterffixymo obſèr'uantiam Regala Sara
ſe alli PP. Oſſervanti del loro mede fl‘ze Clare/Eriffiffìmè oá/ërvarir , quod
ſimo Padre San Franceſco , confor- ` per Fratrcr diffl Ordini: gaber-”omini .
mc ſegui,e Giacconi” nella vita di detto’ Propterea nos mom proprio -, ó' ex certa
Cardinale dimoſtra quanto li foſſero fiientia, ac ”ulſit pro tepprecióus oblatir,
obligati , con queſte parole : Qzarë ordinamm, ac volumi”, ut ‘ſibi , da* Ab
Cappuccinomm Ordo non tam Illſhmtfl* batìffk pro tempore i” dic?” ‘va’ſtro Mona
?iL/45 , quam Antonio Cardinali San ſterio exíſtcnti adſir confoffor dic'r'z' Ordi
ſevermo deſc-:E pervenute le notizie m’s Mmdicantium Reflrmatorum Culo-*r
2 à María‘ del loro arrivo , l'accolſo cinomm mmrqtatomm, qui mſirir con
feria
²4 Teatro della Carità
feſſzonihu: diligenter auditi: , mhz': ahſo rentur, totz'es dem-uo conceffà iutellz'gan
lutimi: heueſicium imperiale”: , ac pani tar, ó'ſint , Ùſtoh qulhuſ-vir ”vacatio
temiam injurzgere mleatſàlutarem , ac nihur, derogatimihm, ó- ordinihut non
etiam Sacramenta omnia mhz': tam i” comprehendaritur, ſed ah ille': omniuò pe
vita, qll-‘im i” morti: artìculu ”tini/?ra nitus exemptaſiut , á* effè eenſeautur . - '
re 5 qui etiam Marziale: priffiteri *vole-ti— Datum Rom-e apud Saulîum Petrumſìih "
tes , recipi facere , ó* vela”; Profil/ioni: anulo Piſcatorir die decimo Decemhrir *7*
illarum extra clauſtra henedicere , at i” milleſimofluíngcntqſimo trigeh'mo one-uo,
tiìs per Te , *vel Ahhatiſſam predilîam Pontiſicatus ”tigri arma quarto.
proſitentthur imponatur , ó" 'uiſitatiom'r Non ebbe ſi to o Maria fatta ſollen-_l
qflicium i” 'vat, (F' are/[rum quamlihet ad nemcnte la Santa Profeſſione , ab
cratc’s tamen ahſque ingreffio ejuſa’em bracciata la vita Religioſa,e la clau
Monaſterg' lihere` exercere,ó- omnia alia, ſtrale, c data eſſecuzione alla ſopra
Òſingula facere , qu; Confiſſòres , fuel mcntovata Bolla, che incominciò il
Viſitatore: Mauialium ejuſdem Ordi Signor Iddio à provarla con farle.
ni: Sardi-e Clare ſecuudum Regular” , 5 ſperimentare graviffimidolori , 8c
(j- 'conſtitutioaer , ac laudahilem ip/li afflizzioni di corpo, e farla aſſalirv
rum conſieetudim’mfilcere eoufieewrurzt, di nuovo dalla primiera infirmitì
facere pzffiut , ó* 'ualeaut , de Apoſtolicç della ſua Paraliſìa, della quale mira
Sedi; henignitate concedimur , ó indul coloſamente fù riſanara per inter
gemu: . Mandare”: Gen-?rali , ó- Mini* cellione della Glorioſa Vergine nel*
ſiro Provincia die-‘Zi Ordini.” ut confeſſo la ſua Santa Caſa di Loreto .
rem predicîum concedant , inhiheuter, ut Attendcva con tatto ciò alla mortiñ
i” *virtute Sanc’t'a Ohea’ientia, ó- excorm cazione dc ſenzi, con li quali avea...
municationir lateſtritefltie fatta , quam continua gnerra , e giamai alcuna_
eoutrafarienter incurrere wolumns ipſe tricgua,e tutta era intenta all’ ora
faflofl* à qua ”tm mſi per No;,aut Sede” zione,8_c alla meditazione delle coſe
Apoſtolicam, frçterquam ~ in morſi: arti celcſti per godere de Miſteri Divini,_
culo eonſtituti ahſòlm’ pqffint, Generali , e gionta vicino all’ultimo reſpiro Hi
ac Vicario,ſe” Miniſtro Provincie , ac 6 ſua vira,chiamare àſele ſue mona
Univerſi; , ó“ſitzgulir, qui requiſiti pra che con .un ardente,öc infervorato di
diffafacere rec/(ſaw’ririt , ae quihaſ-w‘r ſcorſo di vero ſpirito le eſorrò alla ca
Superiorihuhó‘ Prelato': , quihuſvi; aly': rità vrcennevole,alla pace fraterna,ct
perfimis, ”e` vor, 'ue/fi alech: , ó- requi al vero amore Divino,con quelle pa
ſitos,ſeu pro tempore eligeudoxſieper prg. rola-..Pad roll-*equo whir,Pacem meant do
”al/is , fuel eorum aliquo 'uerho, 'uelfaáì‘o 1mhi5,rivolta{í all’lmmacine del Sal
7;.-oleſtare, perturhare, ac inquinare pre vatore, che avea nelle mani , lnvo
umant quo modo. Non oh/laretihur pra cando tre volte il nome dolciffimo
mzflìmc aly": Apoſtolicir conſtitutionihux , 7 di Giesù, reſe l'anima ſua pura ., 8c
á- ordinatiouihur , flatutir, eo” uttudiuiñ monda al ſuo Creatore, reſtando la.
hm, ordini, ac Monaſterio predie‘îo , ac ſua cara compagna Maria Ayerba..
aly': Moriaſierg": , ó' Ordiuihur preſa!” di Aragona Ducheſa di Termoli ,
runi Reg-ilaria”: coaecſſir, (oſiſirmrlliſflló‘ per eſecutrice delle ſue opre glorio
innovatir, acſtatutl: , dr- ordinatimihu: ſe , come appreſſo ſi dirà , avendo
uffi!, acfaciefldir i” capitali: generali ‘ella terminato il corſo della ſua vita
hur dte'Zi Ordini; , quorum omnium , così glorioſamente con av'er rinova
quorumcumquo ſoripturarum hic dene te le antiche memorie de primi E
eçffitate exprimendarum tenorer pro plc. roi , non dico Brione della Chieſa.
”è , iti-ſufficiente” ac ale" 'ue-rho ad *ver Cartolica .
ha” expreffir haheorter harum ſèrie ele Nelli ultimi periodi però di ſua vira.- ,
rogamur. Volanti-ſilice, ut quotier lz'ttcrç , non fù María eſente ,e libera dallo
lati/eltem, ó' come-;fia hujuſmodi "CUORI s tentazioni,e ſugcſtioni infernali ſoli
tc

_~ñ. …L… F4
,._ññ __._

Lib. II.- Cap. I. 27


te à patirſi dalli ſervi di Dio,de qua- ' vincere , e chi hà ſaputo trionfare.»
liſi ſcrive nelle vite de’ Santi più dell’Abillìo , e chi ha trionfato del
glorioſi , e più rinomati di Santa.. la morte iſteſſa , addittando l’Ima
Chieſa , e leggeſi ſpezialmente ap gine del Santo Crocifiſſo, che ſtretto
reſſo del Beato Raimondo nella vi teneva nelle ſue mani,e prolequendo
ta della Celebre Santa Caterina da., li ſuoi infocati ſoliloquii, Ah ripete
Siena , che l’ inimico commune l’ac va ella ſovente, una ſcintilla di con
cuſaſſe di vana gloria , ma ella co fidenza in eſſo,che per amor di tutto
flantemente gli riſpondeva, di non.. l’umano Genere hà ſparſo il ſuo pre
aver giamai accettati tali atti di ziolìliimo Sangue nel patibolo della
vantamenro, e di lode nella ſua men Croce mi dà certiffima ſperanza di
te, nel ſuo cuore, e nella ſua inten eſier io annoverata nel numero degli
zione , e parve di eſſcr così ſuccedu Eletti .
to à Maria , poiche tra le lagrime.: , In queſto mentre per un’ accidente cre
trà li ſoſpiri,e trà li ſingulti delle ſue r Idutoſi, 'che le foſſe ſopragionto dalla
care, edilette figlie, che dentro la.. grave, e mortale infermità: oflervan
ſua povera, ed anguſta cella diſcor dola gli circoſtanti quafi che morta..
rendo le davano titolo di Beata , di le applicavano alcuni medicamenti
Serva di Dio , di vera Santa del Cio per rimediare alla violenza del male
lo , ed ella ſemiviva , e ripiena d’af così preſentaneo , 8c alla malagevo
fanni mortali à pena intendendo lezza del reſpiro ; 8c ella quaſi che.:
uei diſcorſi , eſci-amando proruppe riſorta da un profondo letargo rivol
nelle ſeguenti parole . taſi alle ſue dilette figlie dolcemente
Voi mie amate figlie penſate, che ab- ' ſi lagnò con eſſe loro , dicendole .
9 bia io optato delle molte opre buo Iddio vel perdoni care Sorelle,poiche
ne, per le quali debba meritare l'eter con la vol’cra importuna, ed indiſcre
na Beatitudine, certamente non ca ta carità mi avete privata di un be
mina così 5 per me non hò potuto , e neinefſabile, mi avete interrotta un'
valuta ad un nulla, cquanto voi con eſtrema conſolazione , una ſodisfa.
voſtri diſcorſi rappreſentate di elſe zione indicibile ,ed un’ineſplicabile
re mia virtù , ſono tutti doni dell' celeſtial godimento, 0h quato dolci,
Altiliimo, Grazie del Cielo, favori , oh quanto ſoavi, oh quanto dilette
e frutti di parimenti , e piaghe del voli viſioni hò goduto del mio caro
mio dolciſſimo Redentore , del mio S oſo Giesù, ed o'h quante Angeli
Caro Spoſo Giesù, e gli meriti della.. c 16 Sinfonie hò udito , öc oh quan
ſua Sacratiffima l’aflìone , mi faran to hò vagheggiato con queſti oc
no degna di aprirmi le porte della., chi , e così gli chiuſe in ſempiterno
Celeſte Geruſalemme, eli meriti del ſonno; rinovandoſi in queſta ſerva_
medeſimo mantengono in me viva.. di Dio quanto ſcriſſe il Beato Severo
la ſperanza , e la fiducia di godere.. Salpitio del Glorioſo San Martino
l’etcrna gloria .› "Veſcovo di Tours , eSan Gregorio
In tanto non ceſſava il Padre Fri; Fran Magno ne’ ſuoi Dialoghi al lib. 4. nel
ce co Liardo Cappuccino Vomo di cap. 14. di San Seruolo Paralitico,ap—
gran virtù, di gran ſpirito, e di vita_ punto come detta Santa Religioſau;
10 eſemplare, di eſſortarla à non teme il primo zelante della ſalute dell’ani
re in quel tremendo paſſagio, veden me, ed il ſecondo nimico acerrimo
dola dibattere per il ſno Pagliaccio, 1 2 della ſua carne, e furono degni delle
e trà ſe ſteſſa conturbarſi, e la piane. celeſtiali armonie prima di render l’
.Santa Religioſa gli riſpoſe , che ca— anima al commun facitore, e Maria_
gione hò io di temere,nulla pavento, come dotata dall'Altiffimo di amen
poiche mi aſſiſte chi per me com due qucſte fingulari virtù , e del
batte ,che non può eſier vinto,chi sà - la propria mortificazione , e dell’ ac
qui—
26 Teatro della Carità
quiſto dell’Aníme , per le quali tanto e caſa dell’incurabili , per aver Mari-a
in vita ſi adoprò , baſtanremente di Longo portato al Mondo una Rega.
ſopra deſcritto, e perciò prima di la x 5 la,un’ inſtituto,un nuovo ordine Mo
ſciare queſto balli) Mondo meritò naſtico,da paragonarſi all'inſtituzio
tanta conſolazione interna , e tanta.. ni di quei antichi, e Santi Romiti, 8:
grande eſtraordinaria allegrczza con Anacoreti della Tebaide : venendo
i rante viſioni,~’5t` Angeliche melodie . conſtituito in una oſſervanza di ſtrec
Trà tanto divulgatoſi per la Città la fa tiſlíma rcgolar diſciplina ,in un rigi
ma della ſua morte, vi concorſe una.. difiìmo modo dl vivere, in una vita.
gran moltitudine di perſone cosi No— - molto auſtera , che rendono certa
I 3 bili. come populari , tumultando , e mente queſte Religioſe un ſpecchio,
gridando, di voler' oſſervare il Cada ed un vivo eſemplare d’ ogni vera;
vere di Maria non già deforme , e dc virtù Criſtiana , e religioſa, veſtendo
turpato, ma’bello, &amabile, che; ella di panno vile , e ruvido , Scalze,
furono conſtrette l’a fflitte , e ſconfo ſenza adoprare panni lini sù' del cor
late ſue Religioſe di eſporlo nelle-o po , quando devono dar ripoſo alle
publiche Grate; per dove à ga ra,e di affaticate lor membra , altro letto
voramente lo toccavano , e baciava non ritrovano , che le nude, e dure
no gli piedi, da quali ſi ſentiva una... tavole adobbate di vna rozza ,* e ru
ſoaviffima fraganza, e ſe gli ſtringe ſtica ſchiavina : digiunano ogni gior
vano nelle mani , e nel petto , come.» no, eccetto le domeniche, con nodrir—
Reliquie di una Santa, che tale a pu n ſi de’ cibi quarcſimali , e tal volta..
to la ſtimavano,e per tale la venera de latticinij, ſe ure non fuſsero in
vano,e molti-particolari Divoti ſpar forme, e ſorprc e da graviſſimi malo
gevano sù del Venerando corpo di ri, 8c all’ora per diſpoſizione del me
verſi fiori per applicarlí all' informi , dico, ed ordine della ſuperiora,e con
14-Altri vito’ccavano le Corone per l’ feflore le vien diſ enſata la carne , ed
iſteſſo fine; e Noſtro Signore ſi com in ſimili cafi di e tema neceſſità le.:
piacque onorare queſta ſua Serva,che vien permeſſo di bever vino, prohibi
per mezzo ſuo ottennero molte _gra to per altro dell’ uſo di eſſo per offer
zie , mà non eſſendo il mio fine di ce ,vanza delle Regole, che inviolabili
le'orare gli cncomij perſonali di tant-.t vengono da queſte Religioſe oſſerva
ran Serva di Dio , rimettendomi à re . Eſiendo conſtantiſlime manteni
chi hà poruto avere per ultimo oget txjci dell’inſtituro, eregole della Re
to di maniſeſtar- al Mondo la virtù-di' ligioneflpprovate dalla Santa Sede-v,
Maria menam ne’ Chioſtri' monaſtici‘ , ed. inſpirate à Maria dallo Spirito
c'r cſempio u‘i chi deve‘proſcſſaro Santo; riconoſcendoſi ſin al preſente
ile-'medeſimi Cliioſtri il ſuo Santo In :giorno la vita lmmacolata , la fre
flátuw, mentre jo andarò diviſando egucnza de Sagramcnti ,la continua -
le ſnc preclarc geſta per la fondazio zione dell‘orazioni , ed una vita mol
ne della Real Santa Caſa dell’Jn'cura to ritirata , ed auſtera in queſte ſerve
bili, che veramente fù un prodigio di Dio,e non ſarò io giamai ſufficien -
del Cielo, riconoſcendoſi in eſſa , di te à manifeſtare nel publico Teatro
eſiere veramente un Teatro della ve del Mondo le virtù , ele preclare ge
ra Carità Chriſtiana , conforme ap ſta delle medeſime , e baſtarà ſola
rcſſo dimoſtrerò , con dividere in_ 16 mente far paleſe à tutti, che la Città
più libri le opre tutte , che ſi eſſerci di Napoli vien preſervata da diſaſtri,
tano à oloria dell Altiſſimo in queſta che giuſtamente dall’altiffimo le lou
ſodetta Real Santa Caſa . raſtano , pla-:andoſi l’ ira. Divina ,
Ben‘e vcro,che la Fondazione del ſu ,mercè alle low penirenze , mortifica
detto Monaſtcro fù non meno grato -z-ioni , e continue orazioni , che offe
à Dio , che queſta del Real Oſpedale, riſcono al Cielo ,- vcdendoſi in cſſe ri
novel

-" ~l"~\\‘
Lib. I. Cap. VlII. 27
novellati, quei prodigi} di~ Mosè ver ſentendo internamente un’ inſolita.
ſo del ſuo Popolo Hebreo; conforme conſolazione, vJin’alle rezza cſtraor—
leggcſi nell'eſodo al cap. 32. Bre/l'a: dinaria, un giubilo opranaturale ,
ira tua., ó* eſio plaeabilis ſup” nequitia quando univerſalmente credeaſi dal
popoli toi . Recordare Abraham, 1/ùar,ó* Mondo tutto, che doveſſero immer
j/raelſì’rruorune tuorurn , quibus iuroſti gerſi rrà le teuipeſìe del duolo , e.
per temet ipſum , dicenr . Multiplieobo dell’aſſlizzione per la perdita fatta_
ſèrnen 've/lrurn,ſicut StellasAColi , ó- uni d’una Madre ramo amoroſa , tanto
'Uerſarn terrarn bano, de qua lorutus ſum, pia, e tanta vençrara da ogni ſorte)
dabo ſemini 'ue/ira , ó- poflidebitis earn di perſone , con una prudente, e Cri
[Emper . Plaratuſque Dominus, ne`[q‘aeeret ſtiana conſiderazione , di non aver'
malum, quod loeutusfuerat adverſies po elle perdura Maria, mà fatrane di eſ
pulmnſhum, e pare che Noſtro Signo ſa acquiſto maggiore con la ſua.;
re compiacendoſi della bontà di que morte; giudicando fermamente trà
í’te Sante Religioſe, co‘h ſpecial gra di loro, e tenendo nella loro mento,
zia concorra à maniſeſtarla da per che ſe l’ebbero per Maeſtra , per ma
L7 tutto: venerandoſi dà tutti , e trè dre, e per compagna in queſto baſſo
gli ordini della Città le ſanre opera~ Mondo l'averebbono da ſperimenta—
zioni, la gran perſezzione,e le gran re per Avocata,e protettrice appreſ
'di virtù delle medeſime ;e quantun ſo dell’AJtiſIimo nel Cielo , confor
que sù quei princi ij aveſſe cagiona 19 me apunto ſuccede à primi PP.della
ta una gran meſſizia la morte di Compagnia di Giesù doppo la inor
Maria nelli animi delle ſue diletta te del Patriarca S. lgnazio,teſtifican
figlie in vedere,öc oſſervare già eſtin dolo così il Padre Ribadeniera nella
ìa,morta,e priva di queſta luce quel ſua vita,e così pare, che venghi com
la appunto, permezzo della quale.) ’probato in ueſ’te Religioſe , oſſer
erano ſtate generate à Dio , ed edu vandoſì cre cere à maravi glia nelle.:
cate per li veri ſentieri dell' eternità, virtù , nella vita Monaſtica , e nell'
ö: anche per la tenerezza dell’ affer— ' oſſervanza del primo rigore dell’ in
ro, e vera cordialità moſtratale ſin.. fiituro formato da Maria , 8c anche.:
da primordij della Religion naſcen nella venerazione, venendo ammira~
te , ſtimolo da ſar intenerire anche li te dalli ſtranieri , riverite da Patrio
’ cuori più duri,e ſorti dell'iſteſſo maci ti, e ſtimate da nobili, e Grandi , e:
gno; or quanta forza puotè avere ne’ - veramente le ſante, umili,e virtuoſe
perti di povere donniccivole, lo cóſì operazioni ſanno rendere le perſone
deri da ſe ſteſlo chi à cognizione del zo riguardevoli , ele coſtituiſcono per
la noſtra umanità,leggend0ſi appreſ ogerto delle communi lodi,cd à tan
ſo turti gli Scrittori,cosi Sacri, come te preclare virtù di queſte venerande
proſani , quanta meſtizia , quanta.. Religioſe, cento bocche perpetua
rriſtezza , e quanto dolore abbia ca menre aperte aurà la fama per de
gionato ad ogni ſorte di perſone la» cantare la gloria di una tanto gran..
morte de' co:rgio.zti , di amici , e de’ vita eſemplare,8c Angelica, ed jo frà
con {ideati , ce lo dimoſtra anche l’e tanto paſſo à deſcrivere turtc le al
vangcliſta Giovanni in Criſto Signor tre opre della Real Santa Caſa 'dell’
noſtro nel cap. i r. deſuoi Vangeli 'ver/I Jncurabili , ò perfezzionate , ò inca*
3 5. parlando della morte di Lazza minare da Maria , perche memorie..
:0,8: lac‘brymatus eſt leſìzs,dixerunt ergo così onorevoli, e così celebri , ò da.
Jua‘ei : Eeee quomodo amabot eum ; Tut tempo ſono ſtritolate , ò trà brievi
tavia ad un tratto ſi viddero eſtinreo confini del luoco ſolo , dove fi eſſer
le lacrime , ceſſare le malinconie ,c_› citano, rimangano quaſi , che ſepel
18 ſuanici tutti gli dolori,gli ſoſpiri,ed ai lite,e per dir’il vero gl’inchioſtri.ſo
angoſcie delle addolorate ſue figlie.” lainente ſono quei mezzi , che han.
D z vntu
2’8 _ Teatro della Carità
vir’tù di reſiſtere à gl’ inſulti dell’ età ſua rimembra nza, e di tutte l’ opru
divorarrice degli affari tutti del Mö della Real Senta Caſa dell' Incurabi
do, edi tramandar’à Poſteti qualſi li , reſa già Teatro della vera. carità
íia azzione, ò cattiva, ò glorioſa, ed Criſtiana , e cöſorme gli noſtri-mag
io di tutto ciò teſo capace, hò volu giori faticarono per benefizio priva ,

to, quando altro nö poſſo, per argo to, e del Pu blico, così è ben di dove
méto della mia divozione verſo que re, che gli Poſteri non ſi dimentichi— .
'ñ ſta ſerva di Dio col tributo oſſequio no di faticare _à gloria def Maggiori ,‘
2.2 ſ0 di queſti caratteri perpetuare la..

,Fine del Priano _Librof


T E A TR O -
DELLACARÎTA
lſiorieo , Legale Q‘ jlíliflico Q`Politieo.

LIBRO SECONDO
Dc Progreſlì della Real Santa Caſa dell' Jncurabili.`

CAPITOLO PRlMO.

Come’la Real Santa Caſa principiò ad eſſer


Onorata dalla Maeſià Ceſarea,
e Santa Sede. `

A fama di tantu dio `, conforme la Maeſtà Sereniſſ


opere pic , e così ma di Ferdinando il Cattolico con.»
glorioſe ſi dilatò generoſità di vero Principe Criſtia
da per tutto,poi no, era ſtato ſolito di ſoccorrere à
che non poreva luoghi Pij , ſpezialmentc del Sale 5
F no eſſere tanto Onde la Maeſtà Sua Ceſarea incon
occulte, che non tanente ſi degnò dare gli ordini op
’._, veniſſero all’ o portuni per tal ſuffidio del ſale , e;
‘ recchie diqua1ſi~ poco tempo appreſſo di annui doca
ì" "ì ſia perſona, onde
N.4!
titrecento ſopra la Regia Teſoreria
pervenutala notizia alla glorioſa., nella conformità delli Reali Ordini
mîmoria di Carlo V. per l' iſtanze. del tenor ſeguente , non volendo el
fatteli dalli Economi , e Procuratori la detta Maeſtà Ceſarea efler punto
di ?nel tempo della ſudetta Real inferiore alla pietà Criſtiana de’ ſuoi
C3 a, fb'erano creſciuti I'Jnfermi , e Maggiori‘
nccclhravano di qualche Real Sulli
Magni
ZÒÎ Teatro della Carità
Magmfici *viri Regij, amici-_que noſtri ria receptar, y porque agorà Nos à
Carrffimt valuta-m Sido fecha relacion,que en el dicho
Olpital ſe recojen cerca de ciento,y
PEr parte delli Magnifici Maeſtri , E ochenta perſonas , - que biben‘ de li
conomi ,e Procuratori della Vene
rabile Ecc‘lcfia , 8t Oſpedale di Santa moſrna,yeſtan en grande neceffi
2
Maria del Popolo djéìa dell’Jncura— dad,y nos ha fido ſupplicado hitieí
bili diqueüa Città di Napoli , ſono (emos merced al dicho Oſpital de_
ſtate preſentate in queſta Regia Ca— probeer que en cada un año ſeles de
mera lettere del llluſtriſs. Signor Vi
cer`e , clauſe , e ſigillare ,ur dom del por nuel’tra Corte alguna lemoſna.
tcnor'ſeguente.A tergo ; Illuflribu: , ordinaria para aydar à (u manteni:
á*- ”iagmſicir-uirir Magno baja: Regni míento con alguna cantidadde Sal»
Cumcraria, ejuſqw Loc'umtcmnti, Prefi— como el Rey Cattolico mi Señor .y
demióus ,ó“ Rutina/¡614; Rep}; Camere
Samp-aria, Cvflſiliartir 'RL-gg": fidelibu: ,
abuelo , que aya gloria, lo aáoſtum
¿dada/Emir. -Intus vero- CAROLVS V. brava hazer con los lugares pios,que
Rama/‘10mm Imperatur Semper Augufim, nuebamentc ſe fundavan, en el diñ_
Rex Germania , Iaamm Mater , á- Idem cho Reyno, y porque de mas de lo
Carol”: ciusſilim Rage: Caſtcllç Arago— que es Serbicio de Dios, nucſto Se-.
Îmm, ”tr/'uſque Sicilie, Hicrſh/ùlcm ,
I’ngaria, Dalmata’, Eroatix, Ill.,:ò* ma , fior nos muebcà ello la buena volun-Î
m ci ruiri Collaterali: Capfliary' Rc tad que general, y particularmente
gy'fiddc: dileóîlſſzſimi. Per parte del Ve
tenemos a las colas dela dicha nueſtra_
nerabilc Oſpedale di Santa Maria. fedeliſſrma Ciudad-quere,nos,y Nos
del Popolo dell’ Incurabili , ci ſono
ſtate preſentare lettere della Ceſa plaze, que le haga affi, encargamos,
rea , e Cattolica Maeſtà del tenor y mandamosà Vos . y en Vueſtra
ſeguente videlicet ìmfga - All’ Ill. Auſcncia del dicho Reyno à los de
Magnifico y amado conſcjero,Viſ0 - nuellro collaterel conſcjo del , que
rey , Lugartbeninte,y Capitan Ge con el parecer de las de nueſtra Ca
neral nueſtro en el Reyno de Napo— mera dela Sumaría hagais , ò hagan
les, y cn ytalia D.Carlos dela Noy, tallar la cantidad de ſal , que ſarà
caballero de nueſtro orden del Tu _neceſſario parrael diche Hoſpital, y
lon de oro , v nuel’tro Gran Cabal probcays , o probean , que à quella
lerizo,y en lu aulcncia alos de nue ſe les deen cada un’äno dela forma,
ſtro Ceilateral Conſejo de dicho y manera, que nucſtra certe por le
Reyno : lotus "vera (EL REY) lllu molna la collumbra dar àOtros O(
fire Yilptey nueltro Lugar l'lu'nicn‘ pitales, Monaſtcrios, y Lugares pios
tt-,y Capitan General- Nos avemos del dicho Reyno , y que tanbien -
entendido que en eſta nueſtra Fide veays, ò vean la Limoſna ,que ſerà
lrffima Ciudad ſe ha edificado mL. conveniente conſtítuír al dicho M0
Oſpital ¡amado de Santa Maria naſtcr'io, y a quella le conflituaysl,
de! Papale, adonde ſe receptan los y affigneys , o conllituyan', y ”affi
enfermos lncurables, que antes no gnen,para que les lea pagada de nue
ten-.m donde ſe recojar por ſer ſu llra corte, como m'eyor parecera a
enfermedad tu}, que-nach los que Yos, òà lo; del dicho nueſtro Col_
late
Lib. II. Cap. I. ` ;1
-lateral Conſejo , que aſſi proceda, mille per ciaſcheduno non' volete
de nueſtra voluntad , y con eſta , a incorrere , la preſente , retinendovi
vos , yen vueſtra auſenciaà los appreſſo di voi aurentico tranſunto,
del dit-,ho nueſtro Colateral Con- v reſtiruirete al preſent-ante . Datum
Neapoli in cade”: Regia Camera Summa
ſejo damos entero , y baſtante ria- dic 14.. Aprilir r 526. -ñ Amani”: de
Poder , la preſente reſtituyendo al _Vardium pra magno Camerario -- Vi”
preſentante . Datum en ~Madrid centiur Cioffi” Mag. Ac'íorum -- I” par.
4.8.1921. 1693. ñ- chijs Arreadatori ſit
à 3.de Março año de 152.5.YO" lir, ac Dohamrio,ó* Crcdmſèrij: Dolm
EL REY - Garcia Secretarius 3 ”aaſhlis Civita”: Neapolis.
~Mñſolcuat carolmum unum or. E pochi anni dopoi appunto nell'anno
*vino pro Taxatore - ln Far. 8. 153:. conſiderando per la gran pie
tà innata della Sereniſſima, e ſem
fl]. 387. pre Auguſta caſa d' Auſtria quanto
Noi volendo obedire, come ſe mo tenu beneficio ridondava al publico l’ e
ti alli mandati di ſua Ceſarea Mae -rczzione della ſuderta Real Caſa
‘t

ſtà,-ſemo remaſti contenti , sì come Santa, e per eſſer anch‘ella la Maeſ’tà


per la preſente ci contentamo , che_ ſua Ceſarea partecipe d’opra così
clomoſinulitèr ſi abbiano da dare ogni Sacroſanta , donò i” futurum , á- i”
anno incominciando dal preſente perpetrmm per ſoſtentamento de’po
anno r4. Ind. al detto Oſpedale
veri inſermi docati trecento annui
trenta ſei Tomola di Sale per uſo ſopra la Real Teſoreria, delli quali,
dell’ Oſpedale predetto . Per tanto e del ſopradetto Saleſi ſtà in poſſeſſo
Ordinarete à chi ſpetterà , che duran ſino al preſente giorno di eſiigerſi
te il beneplacito della predetta Mae dalla ſudetta Real Caſa , e gover
fià,ò dell‘llluſtriflimo Signor Vicerè, nandoſi la Città’, e Regno in quel
.ò noſtro li ſiano date , e conſignate tempo del Cardinal Pompeo Colonna,
dette rrenraſei Tomola di Sale , e che vi mori anche nel governo , e fù
‘così s' eſegua , e non altrimente ; la ſepellito nella Chieſa de PP. Oli
. reſente reſti al preſentanteDatam ventani , dove ſino al preſente gior
j” Caffe-lo now Neapolis dic 26. Marni no ſi vedono le ſue memorie,gli ſcriſ
`1 526. Comes Sanc’la Soveria-e Lot/{mie ſe da Bruſelles la ſequente lettera
mmGeneralís - - V. Mantellini‘ Ragemu
con tanta premura.`
V. o'e Colle Regemñ- Joanne: Am. Saler
nitana: pro Secretario de midollo :lee-mo
ſinalìtèr in par. communitatum 3. fil.
_166. E, volendomo obedire quanto
-ELREY—
per dette preinſerre lettere del pre
fato llluſtriflìmo Signor Vicerè ſi Muy Reweremlo e” CriflcaPadrg
ordina,e comanda. Vi dicemo, ordi ſlluſſrrſſ- Magmficus , y
na’rno , e comandamo , che à detto amados ”ue/ira:.
Oſpedale dell’lncurabili debbiate oſ—
ſervare , e far' oſſervare lo tenore,e 6' i ORla mucha devozion', que
forma di eſſepreinſerte lettere , per tenemos al Olpital de Santa
che al preſente Arrendatore il prez
zo di detto Sale ſeli ſcomputarà , e Maria dal Popolo della nuelira ciu
farà buono in l’eſtaglio del ſuo ar dad de Napoles, que ſe dize de los
rendamento in lo rédere de’ſuoi con lncorables le havemos hecho , como
'puti , non facendo lo contrario ,per por la preſente le hazemos grazia, y
.quanto la Regia, e Ceſarea graZia merced de Trezientos ducados de..
tenere cara ,e ſe in la pena di docati
mone
K ,
32 _ Teatro della' Carità
moneda cada año perpetuamente ſo ſtrarli . Avea in quel tempo la San
rita ſua per molte querele ricevute
bre la Teſoreria general delle Reyno de’Quefiori de’luoglii pij , ſpecial
para ayuda de lo que ſe gaſta en el mente di San Spirito in Saxia de Ro—
por Sottemmiento de muchas po— ma ſoſpeſa la facoltà à tutti. di po
bres; y porque queremos , que ſean terſi più per l’ avvenire ſervire di tal
bien pagados, os ruegamos , encar privilegio conceſſo à tutti general
mente dalla Santa Sede, e da ſuoi
gamos , y mandamos , que probeays Prcdeceíſori; Non però ſentite l’opre
como de qualeſquier pecunias de così meritorie, e così pie, che eſſerci—
nueſtra RegiaCorte ordinarias , y tavano in detto Santo Luogo ſotto
cſtraordínarias ſe paguen à los pro- ' il titolo di Santa Maria del Popolo,
curadores ,òfatorcs del dicho Oſpi rivocò detta ſul‘penzione ſolamente
per l’ Oſpedale dell’ Incurabili di
tal los dichos trecientos ducados de Napoli , conforme più ampiamente
Moneda cada año pcrpetuamente ſioſſerva dalla ſua Bolla, che quì
deſde la fecha da la preſente en ade ſotto ſì legge per maggior gloria di
lante. no embargante la Prematica , Dio, e ſpezia] grazia della Real San
ta Caſa dell’lncurabili. ‘
ò Orden, que ay , paraque no ſe pa
guen mas de Siete mi] ducados ca CLEMENS PAPA VIl.
da año dc ſalario, ò Mercedes ſobre
la dicha Teſoreria General, que tal’ D Ilelì‘iſilff ſaluta”, ó* Apoſlolicam. Cum
nufèr propter ali-verſa: querela: ad
es nueſtra determinada voluntad, Y
9 nor de quaſtorihus Hoſpitalirnoſiri S an
deſpacheys ſobre ello cn nueſtro óì‘i Spiriti” zn Saxia de Vrhe , ó* nonnul
nombre las proviſiones neceſatias , lornm alioruntpiorurn , ó* religioſorum
que con eſta os damos,y CÒmete locorum delatar. Nor privilegia per Sedem
mos paracllO, nueſtro entcro , y ba 7 Apoſtolicam eir, alyſhue pg"; locz's, á* reli
gioſi: eoncffit ad henclolacitum noſtrnm
ſtante poder ,la preſente reſtituyen por alias noſtras [uh plot/rho ſuſpenderi
do al preſentante , Datum cn Bruſ 77””, (y' qtlaſtorihur ipſirſteh excomunica
ſelas a‘ onze dias del mes de Março tionit lat-e ſementi@ pena, nè ex tutto*
,de mil , yquinientos treynta , y deinteps quoſtaxfacere preſume-rent , cun;
un’años -- YO EL REY -- Vidi: irritanti decreto inhihuerimur , nec non
ordinari/t locorum in "virtutc Sanc‘ì'a ohe
Alphonſe” done/oe( Generali; The dientiç, &ſufflentionirà Die-init , nè in
ſaurarius ñ- Valdeſi”: Secretariat- loris ſua jurzſàliííioni ſuhjee’íir, eoſalcnz
in partium I Z-fòl. 197. ggíoſtores (lare , ó* quaſtarfircere tel/ate
Divolgandoſi ſempre più l' opta così ;un permicîercnt; :ed pecuniat Per eoſdem
Sacrofanta della ſudetta Real San qmeſiorer colle’éîas ſcqueſlrarz' facerent,
ta Caſa, e pervenu ta all’orecchie del ó' infiqueflro tenerent, donec alinal d no
Sommo Pontefice Clemente V11. il hit, in mandati: haherent, inter alia man
?nale più di ~ogn'altro godeva di davcrimus , ó“ſicut nohír nuper exponi
entrrel’eſſercrzro della vera Chri ficiſti: propter ’hujuſinodi ſhſhcntionem,
ſ’tia na charità in un Oſpedale, del propter quam ei pahlicatione indulgentia
quale egli porca gloriarſi di averlo rum Chriſii ſidelihnr mani/5 adjzetricer
arricchito di tanti privilegi j , e gra hoſpitali _Incurahiliurn 551725743 .María de
zie ſpirituali, lo ſ’timava con molta Popolo Neapolitan. porrigentihut per
ragione ſuo parto, non volle manca— fa!. record. Leone-m Papam X. predeceſ-È
re di porgerli quell’ajuto,che ſ’tímò à ſorem noſlrnrn conccffàmm , á* quaſtua
propoſito in quel tempo di ſommini zione pro iſſo hoſpitalifacicnda cejſhtum
of.
Cap. I. .i il; 3`
Lib. Ii.
eſt, Cbri/líſidcles ab operibus pur, ó- elee Pontefice verſo di queſto ſanto luo
_moſinis , areas eidem boſpitalifacerent , ſi go, poiche volle anche farlo parteci
diffuſi-ſpenſio obſta re non *videretur re pe de’beni temporali della Santa Sc
irabantur , ac imperi/ie pro curatione Jn de , con ſomrniniſtrarli altri aiuti,
curabilium ad ipſum hoſpitale confluen avendoli data in commenda per -
tium,ó* alu's illius oncribus neceffiiru's abſl petua, öc unita à detta Santa Caſa
que indulgentiarum dic'i‘i hoſpital/'spubli un Monaſtero di San Baſilio rilaſcia
cationc, ó* quaſtuatione perferri neque to da medeſimi con conſenſo della
ant. Nos igitur necejfitatiba: ipſius hoſpi Santa Sede nelle pertinenze della
talis, ut Piflm,é* meritorium exſtitit, con— Dioceſi di Lecce ſott’il titolo di San
ſulere valente!, -veſtris inſitpplicationibus ta Maria di Cerrata,mà propriamente
inclinatiſic/pentionem predic’i‘arn , ó* im~ de cbaritate, attributo ſpecific0,che fi
pedi‘menta quacurnque quoad hoſpi dovea à detto Santo luogo , per eſſer
tale Sanóîa Maria dumtaxa't aufforitate il Theatre della vera cbarz‘tà Chri
Apoſiolica tenore pra-[intiurn relaxamus, ſtiana, come di ſopra hò moſtrato;
ó- beneplacitum prgdiii‘um rewcamur, ac avendo voluto egli porre in eſſecu
'uobis per mr , 'uel queſtorer, fiu (lemmi/l 11 zione quanto dalla Santa Chieſa è
- ſhriosffi} perſona: Eccleſiaſticas dic‘i‘i boſl ſtato preſcritto per le unioni de'beni
pitalis, ad boc a wbir pro tempore depu Eccleſìaſtici ad un luogo Pio ,e Reli
:andar , ó- per Vicarium Arcbiepiſiopi gioſo per li altri requiſiti , che ſi ri
Neapolitani ſine alicujus pecuni-e receptio cercono utilitas, ó- necçffitas . E che
ne approbandas , prout ante bujuſmodi maggior neceflìtà , 8c utilità per li
fiiſpenrionem poteratir , ó* conſheoeratis; poveri, infermi , che languivano Se
lia quod Cbriſiiſideles, eidern Hoſpitali, mivivi per le ſtrade , e ricourandoſi
manu: adiutrices porrigentes , Indulgen 12 nel ſudetto Hoſpedale, vengono aſ—
eias eis per Ieonern prçdeccſſorem conctſſas fiſtiti con li medicamenti del corpo,
conſa’qrmnturſigſique que’ſtores,eleemoſina:, e dell’Anima,e tal’inſtituzione è ſta
legata, trota, ó* alias pia: Cbriſtiſidelium ta molto antica , e ſi hà e:: Can. Vnio
elargitiones percipere , babere , ó- levare 10.4144]. 3. e fù anche rinovata dal
liberè, ó' licite` vulcani, ei: etiam conce Sacro Conc. Trid. nel cap. I 3. alla Scſi".
dirnus per prg/int” , inbibentes omnibus ‘ 24-. de refirmatione , Onde ſpedi Bolla
ordinary”r, á" aly": quibuſhumqueſhb Eſio particolare per tal’ unione nella for
municationis latçſhntcntia pena , nè 'vor, ma ſeguente..
ó- queſiorer a 'vobis depu tatos `bujuſmodi
ſkper bis quoquo modo impedire preſie— CLEMENS EPISCOPUS SERVVS
- mani, non obſtantz'bus pramiffir, ac conſli SERVORUM DEI.
tutionibus , ó* ordinationz‘bus Apoſtolicis,
cateriſizue contrarijs guibuſcumque . De A D perpetuam rei memoriam . Paſtoralir
cerncntes prg/ſentirmi tranſtcmptis manu eur-e debita”; nobis peiſſiiadet, ut ad ca,
Notarij publici/ubſiriptir, ó* Sigillo ali 1 3 per qu; Hoſpitalium , ó* aliorum piorum
cujus Curi-e Ecclqſiaſiicç munitis eamdem locorum,ac in ei: degentiam pauperum
pror/icr fidem in judicio,á* extra‘: adbiben i”fiffiî07’ll7fl,ó" aliarum miſèra biliurnper~
damforeflu; ipſis originalibus litterz's ad ſonarum nece ”atibus , congrui 'valeat
biberetur,ſiforent exbibita , *vel oſten/Ie. ſizboenirifaoorabilitèr, á- ejjîcacitèr in
Datum Rome apud Sanáìum Petrurnſitb tendamur. Cum iraq; Monaſterium Santi;
annlopiſiatoris die 9. Maij 1 53 I . Ponti Mari; de Cerata,alz'ar de rbaritate, ordi
ficatus noſiri anno aſia-uo. nis Sanóîi Baſilíj Licicnſir Dia-ceſis, qu od
Forís verO---ñDilechsſilijs Admini/Ìmtori dileó’r'us' Filiur noſher Nico/aus Sanc'i'e'
bui Hoſpitali‘s Incurabilium Sanch- Ma Theodore' Diaconus Cardinali: ex conceſ
ri-e de Populo Neapolitan. , ác. ſione apo/l. in commcndam nupèr osz.
Mà non terminarono ſolamente qui le nebat, (ammenda bujuſmodi ex eo , quod
r o prerogative,e grazie d’un tanto Gran dic’t‘us Nicola/ir Cardinali; illi boa/ie per
E dtñ
'3 4’ Teatro della Carità
dileóîumſilium Alofſium Caſtollar Cleri fraóîoum,fldditum,ó‘ pro-ventola” Mo
mm Merda-”ſom procuratore”; fimm ad mſterij ,ó'boſhitalis Pmdiíì‘omm, ”ec
boo ab eoſPeoialiter conflimmm in mani. non :idem boſhitalz‘ ame-rom”) *vero:
box/[Bontà , ó* libcrè oçffít ; (Vo/?que offlin annuo: waloresflwrumque, ó* ”Itimum
mm ipſàm duxímm admióîmdam, c'e/3a”. ipzu: Monaſtorij vocazioni: modom ,
te aci/gno oo , quo ante commando”; ip/ùm, etiamſi ox illo quae-ui: generali: ”ſer-ua
*vambat , modo 'vacaro ”oſi-atm- ad pne tio etiam i” corpore iuris ciau/à reſul
ſè’m , &ſito; cxbibjta nobis mapèr pro jct pra/Enti”: pro exprçffì: babe-Wes, Mo
fa”; di/ec'ì‘ommſiliomm deputatorum ”aſtcrium prxdióîum, cujuxfiuóîus, red
regimini Hoſhz‘mli: Incurgbilíum mm ditu5,ó* pro-um”: ad :rigim‘a tresflorco
copati ejoſdc’m Sam” Mari; de Popolo ”os aura' i” libri: Cam”; Apoſi‘olz'cç ta
Neapolis romina-bg”; Cum i” dino [zo/;31' xatz' reperito”: quovi: modo , á* ex miu/3
talipro [Fab-{Jemima pato/”rum infimoñ cumque per/?ma 'uaoet, etiamſitanto tem
rum [nom-abiliti”: , á* all’urto”; ”zi/«Probi-` pore moa'uerit , quod eius pro-uiſio juxtù
lium perſon-1mm, qu.: i” boſpimh' re lateraneflſi: [Zan-ta oomílij, aut alias ca
cipimtur, &cbarirati-uè tractafltor , ac nonica: Saudi-mo: ad Sedem apoſtolioam
ſammy-anti”, dij/?que cbarimtir, ó- piera-, legitimè ale-voluta exiſtat, ó** illa, ex qua
iis operibm , gup i” code”; [oo/piro” extra ‘uis cato/à ad [Eden: camdem fico?” fuel
conti” , mio!“ cooper-ſſa ſim ”cocſſaria generalitèr partir-cat , aoſuper illius re
pro illz': fiéÒCW”diS,fd(-‘llltutfl ipſius boſjzi. gimi”, ó* adminiſhratiom inter aliquox,
talix, minùxſhppemm , ſi diffico- Mona* lis, claim/lam”: preſentibus haben‘ 'volu
ſl‘crium , quod Cofl'vmóî/o car” , eidem mm pro exprcſſo fender” indeciſà dum-ó,
ba/Pitali perpetuo ”m'rotmz annefforelur, ”odo tempore dom pre/èmium :idem
á* incorporarotur; Ex boo profe-Ho ”ooo/J Monaſterio do Abbato provìſhm, aut illud
arixſtab'uomiorzi pauperom iroſirmoruM altari oommendatum canonicè mm avi/lat,
Incurabilium , á' all'aria” mi/èrabilium, com omnibus joribm , á- pertinentijsſuis
perſonam”; prddióîarum ”on par-um :idem bo/Pitali , duff”. Apo/folico tenore:
conſola-ott”, a: alia pietatis ,ó- ;barito Prc/èntium perpetuo unimus, annoo‘i‘imm,
lís opera bojoſmodi flciliu: mao/”em ó inoerporamm . IM quod lim” Depu
ſent!” , augcremur , á‘ cambiament”; tati! pm ori.: , par [è , w! alium , fiù
ro parte díäìorum Depntatar/om nobis alias corporate”: poffi’ſſíomm , fi” quaſi
fuit hamilitèr ſtupplicamm , ”t dif-‘om regimiizis, admimſtralionis corumdem
Monaſterium vide-m boſiaitali perpetuo a; bonomm Monaſterij , juriumque , á*
unire, armecîero, &incorPoraro , ao alias' portinmtiamm eoromdam propria audio
in pra-*mfffi: opportune‘ provider: de bom', rita” liber? apprcbmde” , ó* perform}
guiſa” Apo/Zaha; digflaremur . No: igie retina”, illiuſèiuofluít‘”: , reddit”: , á!
mr qui diodo”; intèr alia 'valmam- , quod Provo-mas i” boſhitali: , ó* filius”ſm
parape
ſimm, ac Monaſterij prñz'dio’Zomm , ó!
potente: beneficia cycle/iaſtim alijs mir)
tenere-'Mur oxfrimerc , 'Uenìm annuo!” militato”, ch'è: juxh‘z conſiimtiom'mfàe-ó
*valor-om _ſccuna'ùm extimationem etiam lim rooordatiofli: Clementi; Papa V. pra*
benq/foi} , mi 41in”niri peteromr , alia-— decoffloris noſtri i” Concilio Vimnerzſifio
qui-*3 :mio non valere!, @ſemper i” :mio for boo aditam converter: , Diocçſùni lo
m’bm comçffio fiero: ad. parte: 'vocatis, ci, ó- cojm-uis altari!” liomtíaſhpe r boo
quorum intereffètprxfato; doom-m: , ac minimè requiſito , non obſtarm‘bm priori
comm [ing/olo; è quibus”: :room-tonica— *voluntatc :za/ira prgdiá‘a, ac Iatommnſi:
zioni!, fif/Pçmionis, interdiäi, alii/21m! Concili] ”wéffimè celebrati :mimo: fer
acclcſiaſilcisſtmmtij: ,om/kn‘: , da* pz. pctm”, ”iz i” mſibm à ju” oomçſfir
”15 , à ”oramai 4b bomb” qua'uis acta/ia* - robibmfl'sz Neo no” pie'memori-v Boni/’añ
uomo! atm/Z; lati: ,ſi quibus quomodolibet oi” [’an VHL etiam padova/.Earls 2'10
donadoni ;wi/Zum ad qffèflum pra/’enzima - ſtri, á-*alij: Apoſìoliois con/'titutionibfls,
dummxèx :OÎÎ/Lzloeudym, bari-m ſërie [cb-e ”eo no” Monafleriorum, ct ordini: ÎPmdi
fil‘umm, dr obſolntosforc ”oſs-ms , ac throw iter-ammo confirmation: Apo/ic
hm
Lib. "Il. Cap. .L- s( II. 3 S'
lira , *vel qua-uísſirmitate olio roboratis , Seguito tal unione, ſù di gran ſollievo
ſtatutz's , ó" (Pfiſhlflìdlfiltlfití , privilegq": 14. al ſuderto Oſpedale , «LL al preſente.:
91mq!” indultis`, o" Literis Apoſloltcis ei pur ſe ne cava qualche beneficio per
dern Ordini , ac illius Arc/rirmindrim pio li poveri Interim' , ma ſul principio
tempore cori/l'ente' /icb quibuſt'umque ter/ori-_ giouò molto per l’eſempio'alli altri,e
bus ó'formis , ac cum quibuſ‘vis etiam ele- diede mocivo alla pietà de fedeli di
rogatoriobum derogatorq's , alq'ſque el [ca cooperare con le loro limoſine, e do
cioribus, ò' inſhlitis elauſtclìs , irritanti naZione de beni all'opra incomincia
buſque , ó** aliis decreti: ingenere , *vel in ta, conforme vi furono-molti Bene
ſpecie gallfllfflſî, o" opprobatis , etiomſi in fattori, e per ſtcbilimento dell’oprL
èis ca-Òeatur expreſsè , quod Monaffert'ir ſi ebbe ricorſo alla Maeſtà Ceſarea..
:'pſius ordinís pro tempore ‘vacantibus .Ab di Carlo V., che ſi degnalſe dare il
bates idonei per dir-'Zum Arcbimandritarn Regio aſſcnzo, e beneplaciro à tutte
per/ſci , nec illa quota“; pretexttc commen le vendite, donazioni,…ſtirurioni, le
dari ,ſeu unire' poffint , ac comme-na': , ó" gati, e fidei commifii fatti , e da far
tmiones dc illir etiam per /èdern pradic’fant ſi in beneficio di detto Santo Luogo.
pro temporeflicîìa , nulla/int , quibus illo
rt‘rrn ‘ucriores teneri-s', acſi de 'verbo ad C A P. I I.
-ver‘áummibil penitrìs ami/ſo inſererentur,
prefi-ntilms pro ſhſſicienter expreffiís ba Come lo Real Santa Caſa fi‘cſhabilita cou
bentes, illis aliter inſito robore permanſh particolari Gratie, dalla Maeſtà
ris , bar 'vice dumtaxat-/pecialitÈ-Î, á- ex Cqſarea,ó* della S. Sede
prcſiè derogamns , contrariis quibufi'um
que , o" quibuslibee a/ie‘s privilegiis , ‘1n r Reſc’uro; 8c avanzato vie più i1
du!gentiü,ó‘ Litteris Apoſlolicis generali numero dell’Infermi,ſi fece à ga
bìis,~p`elſpecialibus q/:orunteurnque tenor-um ra dalla pietà de’ Fedeli con ſommi
exiſtant , per quiz pmſmtibus non exprefflz, niſtrare limoſine per ſoſtentamen—
*vel totaliter non inſerto , offra… earum to de’medeſimi, facendoli anche do
impedire' 'iui/eat quomoa’olibetfljel differre, nazioni, legati pii,e laſciti, eli Eco
ó** a’-:~quibus quorumque totis tenoribur de nomi di quel tempo per ſeruirſi delle
-verbo ad 'verb/mo babenda ſit mentio ſpe ſudette limoſine,quali ſi foſſer0,ſup
cialis, p‘rovtſo quodpropter unionem,anne~ plicarono detta Maeſta Ceſarea di
xionem,oſi“ incorporazione”: predie‘i‘as dir-‘Zi pocerli alienare, vendere,permurare
[Monaſterium inſpirítualibus non ladatur, anche fideicommìſſi , acciò non ſi
ó* in tempera/ibm detrimenta non ſitbſti mancaſſe agl’ alimenti de’ ſudetti
near ,[Ed ejus congriièficpportentur onera lnfermi , e la Maeſtà ſua uſando la
confieeta. Nos enim ex nunc irriturn deter— ſua pietà condeſceſe ;ì rali petizioni,
nimus,ó‘ inaneſiſecusſuper iis e‘: quoquam memore di quanto vien diſpoſto dal
qua-vir cittéioritateſì‘ientèr , *vel ignoran la Santa Chieſa De bonis Echeſi-e non -
ter contingerit attentari. Nulli ergo borni. 2 alienandls Pietati: intuito , come ſi ha
num liceo! , bunc paginam ncyfrx ub/olu—ñ nella GloſÎ cap. I. que/I. 2. quia aurum
tionis ,' unionis , annexionis, incorporatio habet Eccleſia , non utſervet,ſed ut ero
nis,derogationii,ó~* decreti ſiinfringere, ‘Uel
get: ó'ſubveniat in neegj’itatibus,aurum
ci ate/ic tornerai-io contrarre :quis autem but/*antonia non quierunt , neque auro
boe attentare pro/iempfirit, indignationem Pſtlſfìlt , qua ("er 7107) (Mibflſflf Î JÎIIENLÎ
Omntpotentis Dei , ac Beororum Petri, á- ' ſiicrorum eſt redemptio captiuorum,
Pauli Apo/Iolorum eius/E’ no'uerit ”leur/it 'vera illa ficnt va a prettoſlc, qu; reali-`
rum. Datum Rome apudS‘une‘lum Pet-"um flrunt anirnas è morte 3 ille ‘ver-us :beſito
anno Incarnatíonis Dominica- milleſimo rus eſt‘ Domini , qui operator , quodſii n
quingenteſimo trigeſimo prima , quarto guis ejus eſt operatus , ó* nemo potcſt di
decimo Kalendas _lulu , Ponti/ſcams noſtri cere,Cur pauper -vi’uit P Nemo pote/t' quoz
anno or-"fa vo; ri , quia copri-ui redemptijitnt ?Nemo po
E z . tcſt
al

'3 6 Teatro della Carità


’reſt accuſare , quia te’mplum Dei e/Z edifi— e portano al detto Oſpedale,li quali
cata”; , vel Ca-mrterium ampliatumfluia ando donato , venduto , alienato ,
.iu alimania Pauperum , redemptiane cap permutato, conceſſo , legato , e re
tiwrum , .edifit’ationc templi ,vel aug litto al detto Oſpedale alcuni beni
mentaliouc’ eameterii , paffimt bona Eccle feudali , frutti , öc entrate , öc in eflì
ſin alienari , eapffizer. , ó* cap. aurum iſtituito crede detto Oſpedale , 8c al
cà* ibi Glo/Î in ‘verb. in lai: d, que/Z. .z. Fc* cun‘t altri intendono inſtituire , do..
deric de Seni: con/i 224.. num. 5. E la nare , vendere , alicnare, permutare,
Maeſtà ſua uniformandofi alle lu concedere ,legare , e telinquere tan
dette ſanteApoſtoliche lnſtituzioni, to inter 'Ui’Uos , come in loro ultimo
diede gli ordini neceſſatii ſecondo l' *volontà di detti loro beni feudali ,
iflanze fatte , tanto maggiormente, frutti entrate, ſeu prezzi di eſii deſi
3 che .eſſendo edificata detta Real San derano per queſto li prefati ſuppli..
ta Caſa ſotto la ſua Real Prorezione,. canti fi per la urgente'neceſiìtà tiene
ella era Capo del ſopradetto Sant0~ detto Oſpedale ,lì ancora per eſſer*
Luago, e ſcriſſe al Marcheſe di Villa-z tanto-opera pia , e maſſime per eſſer
franca Don Pietro di Toleto all'ora Vi* Voſtra Ceſarea Maeſtà lo primo Pro
cerè della Città,e Regno ſubentrato tettore, di quello ;e con tale ottimo
nella carica per la morte del Cardinal propoſito , 6c intenzione fù princi
Colonna ſopra mentovaro nella for piato. ad edificarſi, dal quale n' è
ma , che ſicgue cauſato beneficio ,., e cauſerà di bene'
in meglio ,che V. M. C. íi degnaſſe
in tutte le dette inſtituzioni , dona
ELREY zioni, :vendizioni , permutazioni ,
conceſſioni , legati fatti, e da ſarnoſí
Lluſt. Marques primo Nueſtro Viſo. qumodorumque, ó- qualiterömque tan.
î rey lugarr-heniente, y Capitan Gener to inter vivo: , come in ultima 'Dolm
4 tal-Por parte-delos Proceítores, y Go. tù da qualſivoglia perſona di tutti ,
vernadores. del Oſpital delos lncura. e qual :vogliano beni feudali entrate
blesñdeſla nuefizra fideliffimaCiudad; denari , ſeu frutti e prezzi di quelli.
Nos haſi‘do preſentada una peticion al preſtito-Oſpedale , e per lo detto.`
. del tenor ſeguente. ' Oſpedale ad-altri preſtar ſuo aſſenſo,
Sacra Ceſarea, Cattolica Maeſtàz-Peo conſenſo , e benplaeito , e di quello,
parte delli Mag. &lì-cc. Procectori, - farneli ſpedir privilegio, in ampia
e Governaroridel ſacro Oſpedale; di forma ,Ge mafiìme , che per ſua Ce-Î
Santa Maria del Popolo , alias~ dell?“ ſarea.Maeſtà,.& ſuoi Serenitíirni Pre
Incurabili della Mag. e, FideliſCittà deceſſori di, felice memoria , è fiato
di Napoli ſi fà intendere à V. M., eóccſſo,e fatto grazia del ſuo affina,
come detto Oſpedale elemoſinalitcr ebeneplacito, alla Venerabile Chicñ_
fù cominciato à conſtruere, 8c editi; ~ ſa ,. 8c Oſpedale di Santa Maria An
carſi, licomeal preſente lì con.ſtrue;,. nü‘ti-ata di detta magnifica Citt‘àzcon
öc edifica ,in lo quale molti huomi iI-.quale dettaChicſa `e magnificara,öc
_ ni , e Donne incurabili dall'ora , che ampliata, 8c continuaméte ſi và ma.
ſono anni quattordici in. qua inſino gnificando dibene in meglio ,e così
adclſo ſono nutriti , e nutriſcono, di: ſ erano conzgrazia di nolho- Signor,
in quello ſono trà ſeicento perſone ‘1_ dio , e di Voſtra Ceſarea Maeſtàfix
ogni anno , c tucte alle ſpeſe proprie farà in detto Oſpedale , mediante;
del detto Oſpedale , medianti le ma detto ſuo Regio aſſenſo , ilche otteñ‘
niadjutrici di quelli che ſperano eſ , nendo, come,.,detti ſupplieanri ſpera_
ſer premiati nel Celeſte Regno , e no da quella , reſteranno ſi-come ſo
perche ſono flati,e ſono aleunicom no fideliſlimi Oratorí,& Servitori di
ntoti dalla Divina iſpirazione , e per ſua Maeſtà Ceſarea ,la quale Noſtro
la gran devozione che ando portato, Signore lddio conſervi , c proſpetti
con
La,… i1. cap.,- 11.8( In. 37.
con augmento di l’tati , efigli ,com'er de ‘da Padri ſpirituali, ſpezialmente
delia . Y Porque à ca no tenemos da Padri-Religioſi d‘ ogni COUdlflOnc
la inſormacion, îue ſeria neccſſa- i furono inventate per benefizio del
` ria para probeer` ſo re lo ſuſodicho, Proſſimo alcune Radunanze di gente
lo que conviene , os encargamos , y‘ , altretanto timoroſ'e di Dio , quanto
mandamos , que veays particular diſpoſta adeſſercitare la vita chriſ
mente lo contenido en la dicha pori— ſtiana con quella divozione dovu
cion, y 03,inf0rmcys del perjuycio, ta. ad una. Profeffione inſegnataci
ò danno , que à nueſtra Regia Corte,... dal Redentore, e confirmataci dal
ò à Otto tercero alguno ſe podria medeſimo ſul patibolo della Croce ,
ſeguir dello , y dela neceffidad , que:. . e col ſpargimento del ſangue prezio
tiene eldicho Oſpitaſ , y de todo lo Î ſo ,-e ſortirono dopoi dette radonan
que viered'es convenir cerca delo ſu- a Zc il titolo‘di Congregaziom’ , e li pri
ſodicho , y havida la dicha informa. - mi che diedero ueſto nome- nella
cion nos embieys.la relacion dell a:. Chieſa furono li gru rif-‘eri , con: forme
iuntamcntecon vueſtro parecer delos!. vuole-.Gonzalez nel [ib. 3. Deere.- talium
que ſe deve proveer , para que-uiſto ~ ”té-z. de convcr/Ì conjag. - Cous-*rega
àquelñ, nos,.podamos reſolver , como: ' tiorzem Cruriatoram, ſe” Grueifeo‘oram
c'onvenga . La preſente-.reliae al pre-‘r ſia dieîamfuiffi' ù Grace, quam Reli
ſentante_ . Data”: en Madridà Siete gio i. manibus cireumfirunt; inſtitfltam
de Hebrero_ de 1535.- Y—O.-EL REY. àSanCto Cleto Pontifice atom Gabri/h'
'Miaqaez Seeretarias. -- Man. Vit. -fo 83. che dopoi fù rinovata--da ſiam',
ris .-uero- --. All’ Ill-uſi; Marques. do ...I Helena Madre di Coſtantino Ma gno
Villafranca -nueſtro Primo-,r y Viſoé lm'peradore doppo di averritrowata
rrey , Lugarthiniente. ,.y; Capitan Ge- - la Santa Croce, e queſti Religioſi ſi.
neral zen: el *nuoſtroi diÎ'Nan radunava-no inſieme , e -ſolennizav-a ~
poles. -, r':- .‘ . ,_ no-leglorie‘della ſanta Croce , e ſi
Riſuonando ſempre piùla Tromba da; miſteriidella. noſtra ſanta Fede; e
perrtutto decantando l' opre così pie.` dopoi dalla Santa Sede-fù confirm a
5 roſe ,.così celebri dellanera Charità.v ta , 8c- approvata. nel tempo delli.
chriſtiana, che ſi eſſercitavano. nella:. ſommi Pontefici Vrbano ſecondo , Ale
ReaL Santa. caſa. dell’ lnourabili , ſi:: /Èmdro terzo:,.ez (Celeſtino ,v ó* 1712101:. pur
moſſerogliBP. Religioſi d'ogni Or-v terzo , e finalmente da Pioſèromlo nel
dine profeſſori d’. ogni; virtù -chriſtiaó, Concilio Mantoano , e ſeguendoſi le
nas,.~ſpecia-lmente- 'quei applicati alla. orme di. ‘tali ſante infiltrazioni da
talune-dell’ animecon miliihni , c'on-. Religioſi Na.-politani,'ando introdor
feſfioni-,nprediche , dortrine chriſtia te le Congredgazioni Laicalir, e ne’.
neaöt inſtruzioni per la-vita ſpirituale. ,Confratelſi- i dette Congregazioni
di eſſercitare. anche loro lawera chriſ fi riconoſce la vera- charità chriſtia—
tiana- pietà., conforme appreſlo ſi na , e: dalli medeſimi ſi eſſercit a la:
vera dilettione del Profiimo , con ve
nirealla Real Santa Caſa dell' Incu
, c- ,A1, P. 1.11. rabili ſecondo -lo giornate aſſegnate
à' ſervire, e conoſcere il Proſſimo deſ
530m s' ÎMPMÌMÌÌH da’ Padri Religioſi a! critto, come ſopra dal noſtrìo Reden
~ firoire' gli Inflrmi dell’. .Oſpedale tore , quando l’ eſemplificò al Giu
dell’ Immobili; riſperito .
L U'NÎÈ DÃrſi. _
- A Città-di Napoli come-piiflima in
`clinata. ſempre, e propenſa in tutti
1 htempi ad. abbracciare l"opre più qu'ueſto giorno viene nell’ Oſpedale;
‘Proficue per la ſalute dell’anime, ori-z ' l la Congregazione ſotto il titololdeló…
a
38 ` Teatro della Carità
3 la Preſentazione della Glorioſa Ver. detta opra , oſſervo puntualmente
gine de Confrarelli Dottori , 8c altre tali lnſtituzioni , benchè da altri ſi
perſone di onefie , e riguardevoli ſcriva diaveravuro li ſuoi principii
famiglie, eretta dentro la venerabilc nell’anno 25. del medeſimo ſecolo;
Chieſa di San Giorgio maggiore ſot Mà voglio credere , che s’incominciò ñ
to la dirczzione dc Padri pii opera. nel ſopradetto anno , di ſollennizarſi
rii , veramente pij, e Religioſiffiini ia feſta di Paſqua ſpecialmente il lu
Huominitutti applicati al ſervizio nedì, con dare a’ poveri infermi un
del prosſimo _fanno godere nella Cit. ſontuoſo pranzo da Congregati , che
tà, c fuori di eſſa il frutto del loro fino al preſente giorno fi mantiene
zelo à prò delle anime , ricevendone ‘tai’ oſſervanza; rinouandoſi da inc-
da csſi continuamente gli documenti deſimi queil’arto di carità, che c0
ſalutari per la vera via della ſalate , mandò il Signore agl'lſraeliti in con
veri germogli del loro Fondatore P. vocare gli vicini al mangiare l’Agnel
D. Carlo Carafa , clic nonlaſciò mi~ -. lo paſcale una volta l’ anno , come fit
nima opra per ſervizio del prosflmo, legge nell’ Eſodo al cap. iz. Affi-mat
e prima di fondar egli la Congreìar Wicimlm ſtmm , per fare à poveri la li
zione de’ ſuoi Padri , ſi diede tot-al— moſina
fraterna, carità.
8c‘ cſcrcirare con efiì
› la veraſi
mcnte al ſervizio dell’ Infermi di
queſta Real Santa Caſa con eſſerci*
tarſi in accommodare lie letti, in MARTEDI.
mondare li corridori, e corſec dell'
Infermi in aiutarli nel medicarſi , in G Li Padri della compagnia di Giesù
i’nſtruirli nelli Miſteri della Santa Feñ.v non inferiori agi’ altri Religioſi di
tlc,c conſolarli cOn la preſenza, e? alſiſia ſpecie in dottrina , in pietà
con le parole molto correfi, ö( affabi—. 5 chriſtiana.,ëöc in carità verſo del.
ii , e vi fondò un’Oratorio del` Secola-. proſſimo , dati al Mondo da Dio per
ri ſort' il Titolo di San Franceſco,con inſtruzzionè dc ſuoi fedeli , per diſe
clie- faceſſero li mcdeſimi uffizij , e ſi ſa di Santa Chieſa contro delli Ere
eflÌÎrcitallcro nelle oprc della carità ,, tici , e per aiuto ſpeciale del pröffi
che ſino al preſente giorno ſi conti mo ; avendo queſti antepoſto alla.
nuano da Confratelli di dettoOraroñ quiete della contemplativa li trava
rio, conforme ſi dirà appreſſo; gli della vira attiva , come ſpecifica.
Hor queſti ſudctti Confrarelli della Pre della vera. carità verſo Dio, per
4 ſentazion'e vengono nell’ Oſpedale amor del ualc ſi aiuta il proſſimo,
prima dell’ ora 'della cena dell' Jnſer— eco‘si l’in cgnò l'Angelico Dortore
mi , e ritrovando morti dell’uno , c l' art/“c. i4.. ‘ad a. Pcrfäfíx churitati: cf!,
altro ſeſſo li ſepcliſcono , e dopoi vi.: m aliquis propter Dei amorem pratrrmit
ſicario gl’ infermi eſſortandoli con va- z tnt dſl/L’e’diflſm comemplativ-e viti-3, quam
rii , e diverſi diſcorſi ſpirituali , li ció., mag” amar”, á- accz’piat, *vita occupazio
bano con le proprie mani, e ſogliono 7m” , e ciò per procurarli l’eterna ſa
ricrearli con qualche galanreria di lute. Adpramrana’am praximomjmſulu
dolci l e ſervono parimcnte all’ Infcr. tem, lni‘iituco certamente della Vera,
mi deſtituti che vivono ſeparati dall' . e perfetta carità. E San Gio: Chriſo
altri nel luogo deſtinato per loro , u ſtomo nell’Omí/ia'34..ad papale”: non
chi-amaro .la Corſea de Perciati ,-c. lì , dubitò di affii-mare, che queſto eſſer—
dic-Je principio à detta opta, ina lia- cizío della vita attiva , eſſere più
bile ſm dall'anno 1624., conforme ri— d—eiiderahilc del martirio ſteſſo, in
feriſce il Padre Caſino Imc/,a null’ maniera rale, che ſe qualcheduno
Annali dc PP. Miniſtri dell’ inſermi , per aiutare altri à ſalvarſi , laſciaſſc
Religione fondata dal _Padre Camillo di prendere il martirio ,‘~ di morire
a’? Lilli!, che eflcrcitandofi nella ſii— per la noſtra Santa Fede, per la qua
le
Lib. II. Cap. III. , 39
"le foſſe già pronto à dare la propria i Santa Real Caſa ,, ſempre col conſe
vita, 8c un altro glorioſamente , e glio , e conſulta de’ſudetti Religio
fortemente per eſſa moriſſe; avanza ſiilimi Padri avendo ſin dall’ anno
rebbe queſto ſenza dubio il Martire 1605. eretto detto Monte anche per
nella Gloria ,intendendo però della ſuſſidio dell’ lnfermi dell’ Oſpedale
Gloria eſſenziale , che alla miſura dell’lncurabili.
della carità corriſponde , non già Bando nel ſudetto giorno ſi portano
dell' accidentale, d'onde l’ Aureola in queſto Santo luogo , ſi uniſcono
negli Santi Martiri riſulta . Hit Mar 8 tutti nella Cappella dentro dellÎ
qmzm praſtet , ó* ardtat; alter rvero Oſpedale di noſtra Signora della Pu
Martyrim proptèr proximi dèffifrat “idi— rità,dove ſi conſerva per l’lnſermi il
ſicatioaem, ”ec/olio”; drffl’rat, ‘Ue’mm , Santiſſimo Sacramento dell’Eucha—
alſque martyrio migret; Vttr eri: pofl riſtia, e con tdrcie acceſe divora
quam lrirzc traflſierir probabili” . Ri mente cantano le Litanie di det
ſponde à qucſtoqueſito con l'auto ta Noſtra Signora, intonandole il
r-ità dell’Apo/Zolo delle Gann', che ſia Padre della Compagnia, che hà cura
migliore del Martire , chi con mag della Congregazione , ed è loro Pa
gior carità non è tale . Adçſh Bram: dre Spirituale, ſtando inpiegato in
l’aulurſhmemiam c’rc’m , come ſi leg tutti quei eſſercizij ſpirituali , e per
ge nella ſua -Epi ola ad Pln‘lib. cap-.z _ tinenti alle loro anime profeſſandoli
ailëgnaiidone per ragione, come l' , `quella venerazione , e quell'oſſequio
eſſercìtar‘e talcarità ſia di maggior ovuto ad un Padre Spirituale di una
'guſto di Dio , che lo ſteſſo' Marririo. tanta grande adunanza.
Nll/il ‘Ue’rè efl volontari: tim, ”am quod Doppo recitare le ſudette Litani e mu
proximoſix ”HIGH li Padri de la Com tano li letti all’infermi , mantenen
pagnia ben' inteſi delle dottrine doſi da Hueſti 30. à loro ſpeſe , e
evang’eliehe , con ragione ſi diffon ſommini rano il mangiare alli me
dono nell’ajuto del proſſimo, e con deſimi con molta pietà , 6c attenzio
queſte maſſime ingeriſcono ne’petti ne à cento perſone nel primo ingreſ-Ò
de'Fedeli l'oſſervanza della vera cari ſo dell’ Oſpedale , ammirandoſi da
tà Cli‘r'iſtiana , e perciò procurarono, tutta la Città la propenzione mira
*che ſi attendeſſe con molto fervore bile à gli uffici} di pietà di queſti Ca
alla cura dell’Inter-mi da loro Divo valieri la prontezza de’ragionamen
ti , e v'engtmo li confratelli della ti ,e l’indicibile fervore in eſſercitare
Congregazione nel ſudetto giorno con eſſi la carità Chriſtiana , decan
eretta ſort'il titolo dela Natività della tandoſi da per tutto le loro lodi, e
Beam Vergine, e ſotto la direzzione, e loro virtù , che a guiſa di fiori im
governo deìſudetti Padri della com
marceſcibili ſpiraranno eternamente
pagnia di Giesù , 8c eſſercitano quei la ſoavità della gloria celeſte.
atti della vera carità chriſtiana. Nel medeſimo giorno vengono ad eſ
Qpeſla Congregazione è formata la ſercitare gli atti della carità le Da
maggior parte de'ſoggerti della pri me nell’Oſpedale delle donne ſotto
7 miera nobiltà Napoletana, etràdi la direzzione de’Padri dell’Oratorio
loro vi aggregano anche Dottori , e di San Filippo Neri, veri allievi di un
perſone civili, per eſercitare il go tanto Gran Santo, 8c emulatori delle
verno del Monte de’Veìrgognoſi così virtù chriſtiane , tutt’applicati alla
chiamato‘, per eſſer ſtato da loro ſalute del proſſimo, 8c alla cura del
fondato per mantenimento dell’ le loro anime eſſercitando inviolabil
opta de’poveri , che ſi vergognano menre gl’ inſ’tituti della loro Con:
di andare per la Città queſtuando, ò grega’zionemon tralaſciando giamai `
limoſinando , e per eſercitare le ope queſti li ſermoni al Popolo , quali
re della carità nell’Oſpedale di detta rieſcono così ſalutevoli , che nume
ro
'40 Teatro della Carità
roſiffimo ſempre ſi riconoſce il con , no nel ſudetto giornoſdi Marttedìì
corſo degli Vditori , vedendoſi ne’ tutte l’ lnferme il mangiare ñ con
ſudetti ,ñ rinovellata l’ efficacia del mantenere ſeſſanta letti per loro
gran Dottore Ago/ii”, e col loro fer commodità , e tal volta frà l' anno
vente zelo riſcaldano gli cuori più godere di qualche ricreazione parti
raffreddati nella divina legge , e non colare moſtrando naturalmente il
pochi oſtinati .negl’errori , e nella lo grande amore verſo delle loro figlie,
ro perverſa vita , mercè de'conſegli perche ſempre è maggiore l’ amore
di queſti Religioſiflìmi Padri ſi rav della Madre, che del Padre al parere
vedono, e non ſolamente affiſtono del Filoſifo nel liá.8.Etbicor.Maxrir i”
in queſto giorno alle ſudette Dame, tmtiar cſi amor, quùm Parri: , confide
:nà in molti giorni della Settimana randofi pure dalle medeſime , come
vengono con altri eonfratelli delle à gli humili ſono conceduti da Dio
Congregazioni `laicali erette da me gli doni della ſua grazia , anzi fi de
deſimiPadri , nelle quali inſinvano gna con eſiì di un modo particola
la gioventù à tracciare le vere ſtrade re abitare nel Cielo. Habiiam i” excel
della Virtù, e della bontà , e due di ſo, dice lſhja nel cap.66. ver/I2.. á“ cum
loro non mancano di venire quoti tontrito,ó* humiliſpz’ritu, e queſti doni
dianamente à ſervire gl' Infermi nel con molta iiberalità li concede , che
ſudetto Oſpedale con eſſortar li de come afferma il Salmiſta , ſolamente
ſtituti al ben morire , 8c alli altri di gli umili ne abbondano nel Salmo
ſopportar pazientemente l’ infirmità 64.Valles abundabcmtfrummtoſhc inter
mandateii dal Signore per purgare pretAndo quelle parole San Gregorio
le loro anime con queſto mezzo. nella ſua Homilia , non dice delli
Le ſudette .Dame con raro eſempio di Monti, cioè da ſu perbi, l’acque della.
umiltà inſieme ,e carità vengono à Divina Grazia ſe ne cadono , e ſola
ro ſervire le donne inferme , ſenza mente nelle Valli umili fi fermano,
mai ſtancarſi con fervore indicibile, cagionandoli de’beni celeſti l’abbon
aecomodandole gli letti, e cibarle danza50nde ragionevolmente laſciò
con le proprie mani, non iſdegnando ſcritto San Valeriano: Inclinand”:
per eſſer Dame di tanta qualità di :ſi ad ”mmm 1mm# itatcm animm, ”ſit
eſſercitarſi per loro amore nelli più apud Domimzm oótinmdx 10m: grafia,
vili Miniſtri deli’ Oſpedale: Cono conforme appunto ſi oſſerva dalle
ſcendo ben’delle, che altro più effica ſudette nobiliſsime Marrone.
ce mezzo non vi ſia per poſſedere l'
amor Divino , quanto di diffonderſi M E R C O R D I.
nella carità del Proffimo, ricevendo
lo noſtro Signore per ſe ſteſſo , quan Nqueſto ſudetto giorno fi porta 3
to ſ1 fà per il ſudetto proffimo, come trionfare nel ſopraccennato Teatro
fi legge in San Matteo al cap. 25. della rarità la Congregazione dell'Im
*um-t. `@fool :mi ex minimi: meisfi‘riſtir, 12 macolata Concezzione di Noſtra Sig.
mibif’eciſtir, non dimenticandoſi que eretta dentro del' Collegio maffimo
ſte di eſſere vere loro Madri con ſti~ de’Padri della Compag. di Giesù , de’_
mare le povere inferme da figlie, quali ho fatto di ſopra commemora
quantunque ſi ritrovino delle Madri zione del loro iſtituto,fondato per
che ciò non faccino , oſſervandoſi nel 1a ſalute del proſſimo diffondendoíì
capitava/.'14. i” 1/'aja , etſi illa oblita per ogni ſorte di perſone , e perciò l’
fuerit,nobiliflìme
Qſigcſte ego rame” mm obliviſcar.
Mattone ſotto l'in erezzionc di detta Congregazione fà
per far campeggiare maggiormente
1 r dirizzo de’ſudetti Padri dell’Orato nel ſudetto Team gli huomini più
rio con una congregazione inſtituita illuſtri dell’ Vniverſo, come ſono lì
a parte per queſt’opra , ſomminiſtra-~ Dottori, ed Avvocati,deìquali è com
po
Lib H. Cap. III. 41`
poſta la ſopramentovata Congrega ſhrtcm, ſii-ea!” definſionís‘ *uiribus in re
zione , e da qnali eſcono, e ſono uſcì. bus ſçpè publicis ,ac lap/a erigu’nt , jim'
ti li primi Giuriſconſulti della Rega] gata reparant , non minurprovident bu
Monarchia Cattolica , e dalla mede mano Generi , quàmſiprpliis-ó , ac *vulne
ſima premiati ,con averli eletti alle ribus Patriam , parente/que fiiloarent ,
prime cariche del Miniſtero , Giudi neque enim ſhlos noſtro Imperia credimi”
ci, Conſiglieri,Preſidenti della Regia illo: , qui gladiis , cljoeir , ó*- tborace ni
Camera, e Regenti della Regia Can— tuntur ,ſi-’d etiam Aduocatos 5 .Militant
cellaria con glotia indicibile di que namque Patroni cauſttrurn, qui glorioſo'
ſta così illuſtre Adunanza,meritando *vom conſii rnuniniine, laborantiurnſpem
perle loro virtù altra penna‘per deſ witam, ó" prg/Zero: def/indien: , ubi pro fit*
crivere le ſingolarità dell’ acume del á"a cauſaram , aliqui legunt fata juxtiz
loro intelletto,e dell ‘integrità di vita, illud Latini Pacati. Nolo mi/èrorarn , rue!
mà ſarà ſupplita coll’ aUtOritì degli fabiani onerare , -velfatum , Impera
antichi Autori , e Scrittori di fama tores in l. Cod. de legibus,dicunt eau/‘aran
immortale per ridire quanto ſi deve fata compone” , ó- in lege 4.1. Cod. ‘Theo
generalmente della dottrina di huo dos. de *appellatiom legitur diſi‘eptationis
mini tanto benemeriti alla Republi- ñ fata , utranrque lec'i‘ionem probat Cuja—
ca , e tanto illuſtri per la fama della cius [ib. r 5. olſer-uat. cap. 9. ó- pulcbrè
1 3 loro eloquenza, e per l’utile di tutta adwcationis de/J'riblt Caffidorus _lib. I.
l’ umana generazione , conforme ſi *‘uar. cap. 12. [ns "verbis. k uid enim Ad
oſſerva nel Gonzalez nel lib.1. decret. -uocationir oflicio ornatius , quod percgri—
tie. 37. de poſtulando. Nam Doc’iorum, num negatium adſuas moleſtias trabit , ut
(jr /ldL-oeatoram officium , ó- munus bo laboribusſhb veniat alienis.
neſium , nobilff/imurn eſt; l. nemo Cod. E finalmente il noſtro Redentore anche
de Dignit. [ib. tz. Vnde Adina-ati dicun— 14. egli eſercitò l' officio d’ Avocato.
tur clarzfiímie eloquentia lamina l. re/h' Cbriſturn Dominum noſtrum Ad’uocati of—
mondi Cod. tia’ Advocatis‘ di'uerſ in cap. ficium in ‘Terris exercutſſi , pracipuè dum
gli‘: Epifiopu: 5. q. 3. Qrsarc’ apud Ro Mariano Magdalenam, contra Pbariſieum
'nu/101‘ maxi-mc‘ bonoratczr , ó‘ nobzles cau defenſàoit a'pud Lucam cap. 7. ó‘ dum
ſii? peroraffi tcſtatnr Valcns , ó* Valen mullercm adulterij crimini: accuſirtam
tin-..is in l. ;IL-_Wait 6. Cod. de poſtuland. fill) patrocinio liberaw't apud Ioannem
eli-'cd de Julio (Je/Zire refer! Suetonius in cap. 6.irnò ad‘voi'ationis oflicium proprinm
ci”: vita cap. 7t. de Cru/ſi Scipione, Le effi' Domini noſiri tradit Joannes cap. 2.
lio, ó" alii: ,-idem refer: Cicero [ib. I. de Epiſtola 1.
Orat. de aliis nobilifflirnis ‘virir Plinius Weſta ſudetta radunanza dunque di
lib. 2. cap. 4.. Marceau/ee ſit Advocato huomini così illuſtri nell’ingreſſo che
rum utilitas , i’m-vm) , ó** neceſſita: , docet fa nello Spedale ſepeliſcono li defon
Coſtantinus in l. 4.. Cod. de Admcat. ti dell’uno,e l’altro ſeſſo con divora ,
di'verſ Iudic. ubi vocat laudabile , 'vite I 5 e ben ordinate eſequie ſecondo l’iſti—
que lromznum neccſſìrium advocationis tuzione di S. Chieſa , dopoi ſi recita.”
oflicz'um. Plura Advocatorum pracania e ſi ſpiega da Confratelli la Dortrina
profiquuntur. Garzia dc Nobili!. Gloſ Ghtiſtiana con belliſſimo ordine , o
35. n. 4.1 . Guarinus in defent. Rcorum modo , non mancandoli ad uomini
in pmſatione n. z. Moreno de Bargas di tanto ſapere , per non incorrero
de Nobilit. diſ. 3. ó* alii quamplures* , á nell’imprecazioni d'~.lſaia nel cap. 6.
non minus lrumano generi con/itlitur per *vtr/I 5. Ve mibi,quia tacui, e fra queſto
hoc patrocinium , quà”: cum Patria , pa— mentre apparecchiarelì le vivandu ,
rennſhne arm:: defenduntur , ut ajunt 8c apparecchiata la menſa , vien da
Leo, ó* Anthemiusin. l. Adv-’cati 14.. ta la benedizione dal Padre Spiritua
Cod. de Advoc. diuerſ Indie. ibi. le della medeſima Compagnia , ſi da
Aduno”, qui dlrimunt ambiguafac'fa cau principio alla cena , all’infermi del
F Cor
42 Teatro della Carità‘
Colcapitale di` tanta. granſi'píctà non
Cox-ridare, ſeù Corſeà del primo in
greſſo dello Spedale per cento ſeſ oſtante l’oſtinat-aconrcſañpaſſata Con
ſanta di elfi , e dopoi cantando Inni, PB. ſoptamentovati de’ChetíciRz_
o Salmi ſi ritirano nelle loro Caſp golari di .S. Paolo, coneflexfi ricorſo
con modeſh'a tale, che edificñano tuc— 17 à-tribunali ſupxemi, “enne,- ſtabilita‘.
ri gli circoſtanti nel guardarll , non.. nel ſudecto- luogo can— ordine così
che oflervarli nell’attenzione , e pie- ben diſpoſto ,che vxen ammirato da,
và,-che eſercitano nel ſervire ſpave ſtxanieci,,riveríca, ed abbracciata da
ri‘infcrmi, bcnche l'chifoſi, e pieni-di * Patrioti, e: menta con filma ſpe
ogni malore ,-e ramo ardentemenoc. ziale-da grandi ,, ſuperando. di gran
gli* amano, .che non laſciano di cone lunga-gli ſtabillmenti degli antichi
lolanliz. convenire. qualche altra vol* Predeoeflorì,vchc appunto è l’ogget
nax frñàclñz lerbimañna- àvìſìtarli ,.e nell’i tOIdCUB comuni lOdl 5 ela. belloPao
gíomirdell’ Aſcenſione, del Sig-nom, tenope Generñxjce-feconda. di Huo
di Santo: Martino , e l’ ultimo Giove- mini così illuſh-jz, pi} , e lemma-ti
di diñCamevale-.li-faono un ſontuoſo: trionfa ora~ſeſteſſa—, c—fà pompa in
Fall-lo, ,. penſar comparire’ maggio: ogniztempo. delle Prc-.dare virtù» dae'_
mence la ver-a pietà Cmiíbíflfla nel ſm.-` mcdbſiml , non. invidjandoall’ Arco—
deflco Team deílm Gori-và Evango. Pago della. Grecíazalla: Sorb'ona della..
licañ. Francia , alla. celebre Academia 8a—
Ma: non contenti queſti: chiariſſuni lu lagmant-lca delleSpagne-,allaſapienó
mi- delrſapere_ di eſſerolca-rel’a- pietà» za—di Roma, ed~altre riguardevoli
nel, cauto dccmmmó Toma della Yniverlìx—à di. queſto baſso Mondo
Carità cſiendokm'oti dal ahiaeiflímm pen la docuìoa,e per: le glorioſa ope—
16: S‘oledellî Evangelica- leggo paſſano— razioni-do’ ſuoni` Letterari , degne di<
aalla; difeſo dcllepovem Vedova, degli elIèr &mmie-ate. da qua-lſiſiañ giurìſpe
abbandonati' Pupillil, e. delle miſera— rico del-Mondo Cat›t0líco~,c con ſti
bill,- psnſono de &drum-da* ogm umano- ma. _univerſale applaudire, ricono
asjuxo nella Congregazione* ſacro. il‘ ſcendofi la. diſpoſizione dell’ ordine
. vicolo, edcimçocazione del Samoa Dot-ì aderenteà- gli eſempijdel comun Re -.
tor 11mm già. ſtabilita» nella Caſa- de’ demore ,e che ſcolpiti veggo'nfi nel
SS. Apofiolìdellí- l-.Rlcllgìoſiffimi` Pam cuoce di oneſta ,. nobile, e lcrtcrata
dol Tea-tinixpolche lìe’tempi tmſcor-ſiz Adunanza, Per la: quale per che lì
qllCflî-'ls @iulm-3,110” meno… che dot— veri-fichi ciò , che pet-comma:: inſe-ó
rnſsjma :adunanza congregavaſi-uelì gnamenco laſciò-ſcelta). l’ Apoſtolo
Collegio: dc’l-ìP.. Chem'ci di- S’è. Paolo delle Gemi ài Tcſſàloníeì , ò Saloniçi
nellaſtradz di Porcanova- ,… così vol nel-’Epz‘fiola La! mp.: .mr/?6.1Km imitato;
'garmente denominara‘ ,; che d'opoi ro: nojìrifaá‘i diísflä‘DminAE vollero
collîjnd'riz-zo , c buona condotta-del Porca-pen anrcſignano, e Mallevzdoreè
Padre D. Stefano Pepe- Cherico Rc íl-mencov‘ato boato-Ivano, del quale
golarcdc-'ſopramcntova-ti/PP. 'Beati Santo Chieſa manifeſtò al Mondo
m’ unitamente con: più Letter-ati` di.: tutto le ſpecialiflíme virtù, con
chimempi, e riguardevoli per le 10-* avergli reſſur-o- un elogio ſpezíale
ro virtù morali , e per lovers carità nella ſua cmonizazíone ficometcfli
ehr—iſtiana radicata ue’pctti de’mede— 18 fica l'Emi”. Bar-im' nel Martirologit);
fimi ;paſsò nel ſudetto luogo de' de’SS. Co‘nfeſſori, Vergini , e Martiri.
SS. Apoſtoli ſotto li 2.. di A tile dell’ 1” Britannia Mmori Sam?! filoni: proſbitc
anno 164: , conforme o ervarſi in ri, á“ Conjèſjoriſ , qui pro Cbriſtz’ amore'
Frame/io dc' Magiſtri; nel-'ſuo libro cuuſtu Pupz'llorum 'vida-1mm , ao pal-pe
intitolato Rerum mmorabilíum Ecolo rum dtfiildebat,.così appunto-negli at
ſiflſtioamm , ao etiam a’dxſiciarum fidolz/l ti fatti nel Ponteficato del‘ Sommo
jim; (Dimmi: Neapolitam libprfom 29. Pontefice Clemente Seſto.
, Porca _

~~ñ -\› `
Lib. Il. Cap. III. 43',"
Potea ben gloriarſi, e {rantarſi la ſcozia deſta ſopramentovata adunanza vien
- di aver dato alla luce parto così de compoſta da cinque Governadori , e
vdito à beneficar il proſſimo abbando zo da un Fiſcale, per formarſi Tribuna—
nato, e derelitto da ogni umano aju le perle cauſe , che riceverdebbonſi,
to con aver ſequito le veſtigia del Sal e da medeſimi governarſi, per non
19 vadore, e far campeggiare nella San ,eſſer ſottopoſte ad altro Tribunale,
ta Chieſa opra così Sagroſanta , ma e vi è anche tra di loro il Segretario,
non eſſendovi fermezza in queſto che neceſſariamente regiſtrar deve
Mondo , mutate le vicende , di eſſo, gli appuntamenti, eriſoluzioni de
ribellaraſi Regione così perſpicua da Governadori
Dogmi della noſtra Santa Fede Cat Ne’teznpi oltrepaſſati ſolea eliggcrſi
tolica, non ſolo diede ,dipiglio in va un titolato dl prima claſſe della Cit
'Ìie 'ſetted‘ ereſie , e di ſciſmi, con di tà, ma comeche non potea affiſtervì,
viderſi dalla Cattolica unione; mu come richiedea l’ lſtituto , e poco
tande Religione , mutò coſtumi, ed prattico nella giuriſprudenza , mu
operazioni ', e' ſuccedendole come al toſſì da Colleghi parere , e vien elet
la Grecia, che le ſue grandezze, ed to per ordinario un capo de’Tribu
il lume" del ſapere paſſarono nella nali,ò Regente di Cancellaria , con
'Giudea,v ‘in Roma , ed altri luoghi forme preſenremente eſſercita la ca—
ſogctti à più, e diverſe umane poren rica il Regente D. Gaetano Argenta
“zacosì'appunto è ſucceduto à quel’c' 2.1 Preſidente del S. R. C. Miniſtro , nel
'opra, che per divina diſpoſizione fù di cui petto quaſi in proprio Cielo
‘traſmeſſa in Napoli, e per dir il vero ſoggiornano unitamente la giu
ſcriſſe , e diſſe molto de’Piſoni Lum riſprudenza, e la giuſtizia", gareg
m , con dire ch'ebbero l’onore` non in giando nella di lui perſona la gran
origine ſola,mentre da per loro ſteſſi dezza del Magiſtrato ì, e l’altezza del
formaronſi l’ Ali , ſdegnando inal ſapere, moſtrando inceſſantemente
zarſi -coll’ Imagini ſumoſe de’Mag la finezza dif?nella neI ſoſtegno del
giori
ſili , e eſenza
raggi, toglier diadqueſte
vli ſplendori impreſtito
com Principe iſte o in tutti gli acciden
ti , anche travaglioſí della Città , 'e
p‘arir fecero le ſole proprie preroga Regno. ‘ -
tive , e-preclare geſta: e non lì ammi Gli altri quattro Governadori ſono
'ri' tal uno, che un Teatro di tanti fiati ſempremai come al preſente ſo
eroi abbia ben trUtinate le antiche . no del Ceto de’primi Avvocati de’
diſpoſizioni , e regolatele con mi Regij Tribunali,conforme ſimilmen
glior metodo de’traſcorſi ſecoli , ed te' l’Avocato Fiſcale, eletto dalla me
età cÒn metterſi à faccia de’ſuoi deſima adunanza, eſoliti ſempre di
ſplendori,con certezza di acquiſtarſi pronunziare gli giudizij in preſenza
lode maggiore, 8c plauſi inceſſanti, e del Sole , come faceano gli Popoli
compiacimento à chi benelo confi della Bitinia , per non perder di viſta.
dera , eſe il Filoſofo nel 5. della ſica la verità , de’ quali laſciò ſcritto
politica non ricerca altro , che cruditi Claudiano nel Iib.2,.ad Entrap.
ad rcipublim diſciplina”; , e queſto eru Thyri Thraces tra”: , grz-e mmc Bit/:iaia
ditiſsimo conſeſſo non ricerca altro, firmr, e come verſati nella giuriſpru
che rruditi ad reipuòlim Chriſtìam di denza precorrendo con fatti le ſpe
[riplmnm,e ſe linie maggiori de’ſ’tudij ranze conſequiſcono ſovente'quegli
ſono turte indrìzzate al ſollievo del 0nori,e quelle cariche,le quali conſe—
roffimo, alla carità del medeſimo, quir ſogliono coloro, che dovizioſì di
'ed all’eſſerci'zio dell’Evangelica leg merito ſi rendono ammirabili ne’
ge, conformcpſſervaſi ne’ſtabilimen Regii miniſteri , e di rado ſioſſerva
ti di ſi riguardevole adunanza , con no, che detti Gov ernadori , quſcale
traſcriverli qui ſotto. non ſian pafiati al Regio MinìſtcrO.
_ ' F z Dalla
. . ~
. 4._4 Teatro della Carità
Dalla prefata pia , ecclebre adunanza à Pianeti del Cielo , ed altre fantaſie ,`
ricevonſi due ſorti di cauſe, la prima come per la Dea Fcbe diſpenſavanſi
de’Poveri , che ridotti in umane mi le candele al Popolo ó* Sammalia ſie—
az ſerie, e deplorabili, affatto impoten bamz conforme ſcrive Sigióerza nelle
ri di poter litigare , ed andar avanti ſue Croniche. Pflfrò ame Chi/h' adria”
à Giudici per rappreſentargli le pro tíí ricrea: inſingulis diſh-ibra” ù Gentili. .
prie miſerie , e ragioni, per non aver óflsſitrz' conſueti” i” Summa [ibm , qua
modo di aiutarſi; e l'altra di quelle ſien‘ſoleóam' etiam alii: temparilmrfl Ma
perſone , che quantunquc non ſiano crob. lib. 2. Satur .ij/im: illumſhpflſtj
ridorte à tal povertà, e che non poſ zioni: Gentiliumſucrit ritióut expiamm,
ſano contribuire ad Avvocati, c Pro acſhcroſtmóìum redditum in Dei Exte..
curatori gli loro emolumenti , ma ſiam e/fi* laudabilim- introduóîum : e ve
oppreſſi da Potenti , per li quali niva altresì ſtimaro Mercurio Iddio
li vien dencgara la giuſtizia , e de letterati , e pingeaſi col ſeno aper
provare le ragioni , che le aſſiſtono, to , e di la moſtrava una ſchieta di
vengono propoſte'in banca, e ben
ſitrutinate, ediſcuſſe , e ritrovate le piccioli Dei, che diceaſi'eſſerle lina..
gini de' virtuoſi per il grande amore
petizioni giuſte per poterſi _intro orſe che li portava,e per non dimen
mettere ſenza diſpendio della Con_ ticarſi giamai di eſſi , ſe li tcnea ben
gregaziqne ſi ricevono , e ſiidiſìri: ſtretti nel petto. E queſti Germi della.
buiſcono à congregati , à quali pietà,e del verolume della Santa Fe
pare dalli Governadori , e ſtimano de cambiari tali titoli della Gentilitì~
,quelſti _Huoînini ben acquiſtati quel tributario all’ Altiſſimo , ed al Santo
~tempo , e quelle fatiche , che in oPe Proretrore Jvone la dovuta venera
,razioni 'di virtù , e di Dio ſi traduce; zione , e tutti quei arti di vera caritì
ra vvivando le memorie e _del Reden chriſtiana verſo del Proſſimo con la
tore , e del Santo Protettore Jvone. Dottrina,e ſapere reſiſi per ogni ver
E tanto ho potuto raccorre di queſta ſo prodigioſi , e reſtarà il nome di eflî
fl coſpicua `Adunanza , e' manifeſtar glorioſo alla fama di tutti li ſecoli.
la nel pubblico Teatro di queſto Nel rncdcſimo giorno compariſcono
Mondo , e di paſſaggio , laſCiando ad pure gli Padri Teatini , per rendete
altri ſoggetti di commendarla, e far ,24 maggiormente glorioſo il ſopradetſi
la conoſcere qual ella ſi ſia , mentre il to ‘Teatro della Carità , come veri , e
mio fine , ſi è di paleſare le opere,che zelanti Imitatori del Santo- Padre
ſi cſſcrcitano nella ſanta Caſa degl’ Gaetano lor Fondatore, che anch’
lnciirabiliſeopo
eſſer mio'principalefl
queſta uſſnita_ di profeſſioneperà egli ebbe parte per l'erezzione di
queſto gran Teatro del la Can't-‘z ,
uei che
(Il‘c’am trionfano
della Carità m’tra le ſcenebene
è paruto del perche nel tempo ,che ſi trattenne in
Napoli, conforme di ſopra hò mo
darne qualche contezza,non però ſo ſ’rraro inſinuò alla ſopraccenata Ma
no tanti gli applauſi di queſ’ri , quan ria Longo Fondatrice del Sá'to luogo
te ſonole Concluſioni della Dorrrina, 8c à tutta la Città di promovere tan
che moſtrano nella difeſa del Proffi~ ta grand’opra incominciata, e tanto
mo di ſopra già deſcritta , e paſſo à glorioſa,e tanto grata al Cielo,e ſep
proſcgurre l’incominciace impreſe. pe perſuadere col ſuo fervore, e zelo,
23 La Determinazione fatta in compa a gli Eccleſiaſtici ſpecialmente il
rire tra le ſcene di queſto così glorio modo da tenerſi_ nella cura delle al,
ſo,e nobil Teatro nel mentovaro gior trui anime , öc il ſuo fine fù di fonda
no di Mercordi , non fù ſenza miſte re la Religione per riformare il modo
ro, ne ſenza miſterioſa oſſervanza , di vivere à gli medeſimi Eccleſiaſtici,
poiche la ſuperflitioſa Gentilirà ne' e ridurli alla vera vita Apolfolica, 8c
ſuoi tempi attribui titolo di Dei , 'ed acciò li ſuoi PP. Chierici Regalati
‘ atten
un”. cap. .-_\.~~11-I.’,~‘ _41;
”rendeſſero con“ mag-gior ?applica eolí l’eſempio-delle loro virtuoſe , 8c,
zione; e ſollecitudine alla cura dell? eroiche azzioni~più,che con le parole
anime‘, &falla ſudetta riforma , Volla fan trionfarela vera carità del proſ
che non poſſedeſſero 'coſa alcuna --di ſimo nel 'ſudettoTearr-o deil’lncura
proprio ,- e ne meno andaſſero' que bili dal 'quale gia mai non ſi patrono
› uando,"e‘ domandaîndo limoſinaìi nel ſudetto giorno , ſe li Infermi non
er loro ſoſtentament'ò ,~ màſt‘aſſero han finito di mangiare, e.li permura
ondati- ſopra la lptovidënía Divina” 7 noie vivande à ſodisfazioue di cia
e li ſuoi Religioſi ſino al preſente ſcunoper conſolarli quanto gli vien
giorno-fi mantengono 'in tal' offer; permeſſo dalla benignità de’confra
vanzña ,portando nel petto ſcolpito telli, che mantengonoà loro ſpeſe
quanto c’inſegnò il noſ’rro Redento ueſt'-opra, e ritrovandoſi pur inſe
re preſſo San Matteo nel mp.6. Noli:: polto qual che defonto-li danno ſe
’ergo filliaiti'qffî diam”: : Qgid~mawdu~ poltura con ogni vera cordialità , e
cabina”, aut quidóióc’mm , aut quo ape pietà chriſtiana. ,
riamur; ha: mi”; omnia gente: inqui ſiGIO‘VEDr
rrmt. Suit mi”: pam- we/ler, quia [ai:
omnibus'indtgetis; qugrite ergo prima”;
regem Dehò' juſtitiam t’illſ,0’ bar omnia S ſeguono pur in queſto giorno liſo
adijcimtnr ‘UOHJ. E ſperimentano quo— praderti Religioſiſſimi Padri Tea
tidianamente l’aſſiſtenza del Signore tinl à— far pompa della carità nel`
concontinui'Pròdígij per la grand’ 25 Teatro di tutte le miſerie 'umane , e
oſſervanza di detti Religioſiflìmi ſercitandovi la vera pietà , ed il vero
Padri, quali poſſo ben` accertare-al` amore del proſſimo, per non . perdere
Mondo'turro ,` di aver eſſi ridotte le gli giorni, li meſi , e. gli anni della
Chieſe per il' culto
çosi’fiequentate‘ vdal Divino‘,
‘Popolo, e8cper
eſſer
la preſente vira, quali al .parere dei
Gran- Patriarca Ago/lina rurri ſono
' polizia` , che dopoi han fatto à gara perduti ,ſe non ſi ſpendono , 8c im
gli altri Religioſi , e Per le loro pre‘ piegano in amare, e riam are Dio, 8:
diche, e fervoroſi Sermoni, e miſſioni il proſſimo . Perdzt quod *vivi: , qui
tira no dl cuori de' Fedeli alla vera Dmm mm diligit, (y- proximum, cſiendo
pietà chriſtiana ,non facendo eccez ben’inſtrutti detti Religioſi del vero
zione di perſona veruna, abbraccian 26 Amore Divino , mentre come inſe
do tutti con corteſia, 8c affabilità in gnano gli Teologi , tre ſono gli atti
dicibile, e nel ſudetto giorno viene la del vero amore di un cuore fedele
Congregazione di diverſe perſone verſo Dio. Il primo è non darli diſ
popolari ſotto il Titolo pure dellſ guſ’co . Il ſecondo procurare di darli
Immacolata Concezione con la di guſto. Il terzo più perfetto, e il patir
rezzione de’ medeſimi , e danno à volentieri, e ſoffrir per lui travagli,
mangiare à cento trenta lnfermi de etribulazioni, particolarmente per
ſ’tituri nel luogo accennato della la _ſalute del proſſimo , che perciò le
C0rſea--de’ Perciati , nulla curando animelepiù
ſtate amanti
Tera-ſc di Dio,
di Giesù, come ſono
le Mad-11m: de ſi
detti Pdri lo Splendore del loro ſan
gue,…e gli agi delle caſe , calpeſìando Pazzi, e gli Franceſchi' Sa-Uerzîj,ſpecial
con generoſità incredibile le gran mente queſt’ ultimo ſovente diceva
-1
dezze delle loro Famiglie con arren per la gran volontà di piacere al
dere à ſervire à detti poveri Infermi, Signoreflurpati, a!” mori, 8c alla vita
non ſchivandoli per ſordidi,e putridi, delle croci , e de’travagli per ajuro
che ſiano per eſſer veri eſemplari del del proſſimo; Plum Domine, plflra pari,
la virtù del Santo Patriarca,che fon ó- non man' . E con queſte direzzioni
dò più Oſpedali per aver occaſione ſi regolano detti Padri , 8L inſinuano
di ‘ſervirſi con le proprie mani, onde à loro dovuti "tali propoſizioni, 8c
1n—
Teatro .della Caritàſſ

inſtituirono nell’ anno vir-1.. Vna cibano,ſino à quei poveri già 'deſtituſi
Congregazione dentro la loro Chie t‘i più ſchifoſi, öc abietti, e fra queſto G.

47 ſa de'Santi Apoſtoli mercè al zelo mentre viſi legge qualche legenda


l imparegiabile dei Padre D. Safar” ſpirituale nel corridore, ò Corſea,
Pepe , di gente varia meſcolata di così denominata volgarmente.
‘qualche nobile , ma tutta compoſta Finita la Cena de’ſudetti Inſermi , con
‘di popolo civile ſotto il titolo del carità impare’giabile de’ confratel
;- Gloriaſo Patriarca San Giufippe , il di 29 *li levano .li‘piatti , cantando frì
cui giorno vien ſollennizaro da detti queſto mentre canzonette ſpirituali
Confratelli con fare un ſontuoſo` poco diſcoſto dalla Corſea, moven
ranzo à detti lnſermi, ricreandoli, e do queſto eſſercizio compunzione
refocillandoli con ,amore ſuiſcerato alli medeſimi lnfermi , Ammirazio—
per eſercitare via più la vVera pietà ne all’ iſteíſí Miniſtri, eſerventi del
Chriſtiana , e fù principiata detta ln Santo luogo , ed edificazione a cir
ſtituzione ſin dal anno 164.1.che per coſtanti , empiendo ſempre più di_
ciò diſcordano alcuni Autori, che gloria detto Teatro della Carità.
foſſe principiara l’ opta primaria in
queſt'anno 164.1., mà fù l’opra ſu VENERDI:
detta di ſollennizare la ſudetta feſta
del Glorioſo San GiuſcPPc- _ 7 Hi mai vorrà rapprefimtare all’,
Nel giungere detti confratelli nel San- univerſo l’imparegiabile amore
to luogo il Padre Spirituale ,che ha ~ de-'Nobili di queſta Città, l‘ardentiſ..
cura della- Congregazione , dà prin- ſima carità , 8c il fervente zelo , col
28 cipio ad un ferveroſo Sermone eſſor- ‘ 30- quale riguardano queſto Thea.
tando l’Inſermi -à ſoffi-ire con pazien tro ripieno di tutte l'infelicitî , po
za, eroleranza gli dolori, gli 'pati vertà, emiſerie del genere umano,
menti, ele angoſcie , che ſeco porta non eflendovi povertà , nel Mondo
rio li morbi , e tante ſorti di malori, ſenza infirmità, conforme ſcherzò
niandateli da Dio , per purgare in Sqſacle in creuſa. ,
ueſto mondo le l0ro Anime , e rie At mila' null”: wide-tra‘,
?ce ben ſpeflo molto proficuo que - 0611i pauperſit ’varare morbo,
‘ſto ſermone , ò pur’eſſortazione così Sed agrotare perpetim.
familiare , quadagnandoſi ſempre .Governando queſti un Monte eretto
qualche Anima oſtinata , 8c acquiſta per le ſette opre della Miſericordia
'anche per ſe, e per li ſuoi congregati ſecondo ,lîinſtituzione di Santa Chie~
~detto Padre maggior ſpirito con eſ ‘ſa ſempre Pronti àſovvenire , e ſoc
'ſercitarſi à ſi Sacroſanto Miniſtero, correre li biſogni del proſiimo con
adattandoſi à queſto propoſito quan generoſità pari alla loro Naſcita, c
to laſciò ſcritto Davide nel Salmo corriſpondente ad una gran pietà
'1 I 8. vOi' mmm apcmi , ó' attraxi /jn'ri chriſtiana , conoſcendo molto bene,
Îum , e San Gregorio Papa nell’ omilz’a 9. che la vera nobiltà non conſiſte nel
i” Iîoicbiel. oſſerva ”íſi ad predicandum vantare ſe ſumoſe imagini degli
Proximirſè impendrretſhiritualis dac'ì’ri avoli , mä nell’acquiſto di qlclle vir—
”ai in co grafia non treviffèt . E creſce à tù, particolarmente della vera cari
tal ſegno la carità di queſti Padri,che tà , che ci rendono grati alla viſ’ta di
per il gan fervore , e zelo rieſcono Dio , tenendo ſcolpito ne’loro cuori,
tanti APoſtoli. quanto laſciò ſcritto ne'Proverbi Sa
Doppo detto Sermone un altro Padre lamone nel mp3. ‘UC’rſ3. Miſt'ricora'ia,
ſuo Compagno diſtribuiſce trà Fra z?)- -yeritas mm te de/èram , circumda ea:
telli le Tavolette per portarle all’ guttwi tuo, d*- dc/'t'rilze i” ‘Tabulis tardi;
lnfermi , e danno d_a mangiare à tr”, á' iÌI‘UCÌÎiaí grafiam , ó' diſciplina!”
cento di efli , ècon le proprie mani li comm Den, 0'* [/ominiÉÌ/ii.
oe*
Lib; II.“ Capa IH.. 47
Qtiefl-i pijffiini Cavalieri anche effl qua-lc approſſoſifldiſcorrerä , e altre.
cempariſcono nel ſudetlto Teatro o re ſingol—ari perla Città,quali pare,
eſſereitando l’ opta della ch—arità, c eflmnt, á-mfluaflr , riceve de bene
chriſtianañ ſceſe con maggior affetto, fizii , e ne porge ad altri , e così ebbe
e propenzione de'msdeſimirReligioſi principio detto Monte , öc apunto
edi ogni ſome. di- perſone facendo nelli anni del Signore 160:. , e ſi vede
pempade‘tnionfi, delle glorie, e delle ſmo-al preſente giorno ſempre più
grandezze‘ della: noflara. Religione avanzate ,ñ eſercitandoſi con tanto
Cattolica, enon dev-o tralaſciare Ii decoro , e pietà le ſue opre , che reca
primordij , con- li quali s' incominciò edificazione.,.e meraviglia à tutto i'
queſta grand' opta dell’ Incurabili, univerſo, governandoſi da detti no
dt onde uſcì-poi l'erezzione del Mon biliffimi Cavalieri con ogni atten
te pet-attinge ſette l’opre della Miſe zione , che uguale , non già ſuperiore
ricordia. porrà giamai ritrovarſi , tutt-e le ſet
D. Giarleim- Caracciolo Cavaliere tanto te opre della Miſericordia, invigilan
3x benemeu'to ,levantcoben` conÒſciuto do-da veri Padri amoroſi, che. ſia no
DOHxſOiOPEP li ſuoi natali tanto ce ben -diſtribuite le iimoſine particolar
lobrì~,.&;iiiuſtri>, quanto per le ſue; mente de' poveri biſognoſi, come ze
virtù. ,equa-lità perſonali , dovendo lantiv , 8c offervanti dell‘ lnſtituzioni
andare à;dipor-tn con alcuni ſuoi ami di Santa Chieſa , per eſſer. robba laſ
ci-imRofiliPO-u mà impedito da una, ciata alli medeſimi ,. e‘per carità , e.;
fieriſiima tempeſta d? acqua , e di 3. 2. per ſnſſidio. @Liquid habet qua-vi: Ec
ventnnneſcolata: conituoni ,~ e .fulmi ckſia ,par-peru”, aſl. Ca”; ſin. á- ibi Gio/I
ni-,e :non avendo POfutO- ſodisfare à~ n. 1 6*. quaſi, l .Camqaod autem z 3. quaſi.
ſe ſteſſoz,öflà«ſh01 ſudecti:amici, pen* 7a Glofl ira-Can. Gafillas lo. qmeſtñ. 2. e)
sò/queila robbae apparecchiatafl or che fiano benr fondate tutte l’entrate,
ſervizíodi tutta-ia brigata di di ti 8t. averi ,zp‘er non mancare punto à
buirla a’: poveri: infermi- della Real quanto‘vien diſpoſto daſudetti ſacri'
&Roſs-Galffl-th pochi-anni :prima- era canoni.
ſiam-;fondata .per ſollevare, e‘ricreare Non contentidetti nobiliffimi Cavalie
quella povera, gente* andante di 3 3 ridi eſſercitare ſolamente loro nel '
qualche *eflraordinario rinfreſco, non ſudetto Teatro la vera carità già di
potendoſi-dalla ſudettaxcñaſa in' quei moſtrata , la fanno anche eſſerci
principii ſomminiſtrare à- tanta-mol tare- da Religioſi , come Riformati
titudine quei deſiderii ,. che porta dj San Franceſco , e Miniſtri dell’ In
ſeco l’ infirmità à-qualſiſia~ñpetſona_.~, fermi del-Padre Camillo de Lellis, com
conforme porta laifama , di eſſer co petendo àqueſti, ſpezialmente per
sì lucceduto per amica-tradizione , eſſer fondata la loro Religione per
equcſto atto fù-.tanto gradito dal Si ſervire all' lnfermi , 8c Oſpedali.
gnor Iddio, cheda piccol principio, Queſta. Religione fù primà fondata con
crebbe à miſura., che ſi fondò dopoi 3 4. titolo di Congregazione , conforme
dettoÌMome-della: Miſericordia , ſpe vuole Ciaccam‘o nella 'vita dc 80mm' Po”
rimentandoſi quei tanto ,che ſctiſſe nſici nel tempo , che reggeva la San-.
Qginto Currie di Ahſſimdro Mag/1” ſi** ta 'Sede Gregorio XV. e ne pigliò il pa
pe parvaſcíucilla-magnum exam-ui! inn- trocinioñil Cardinal Antonio Salvi-tti
und/'um, eccon grandiffima -gloria del— circa gli anni del Signore 1572. Mi
la~Rcal Santa Caſa dell’ lncurabili, niſtrorum Iflſirmomm Patrocinium [iz/Et
per eſſer uſcite dalla~medeſima. mol~ Pit , ó** Camillum mi Dzw’mzm eius i”
te altre opre , la~Fondazion~e delli ſtrummtumſumm’s putting": efferrc cum
Monaſteridella Sa pienza,e delle Ca p admiratione conſùemmt , perche detto
puccinelle , come ſopra ho detto , e Cardinale ſtava tutto intento alla.,
la Congregazione de' Bianchi , della cura dell' lnſermi , teſtaurò- l’dOlſpe
ae
o> Teatro della Carità
48 .

dale dell’ lncur abili, e l’ampliò , con ſuoi per l’iſteſſa memoria l’ oſſervan
forme di ſopra ho moſtrato. za di tal giornata , come ſcrive Euſè
ÎFrà gl’ altri mezzi che adoPrò detto Pa bio Ceſarimfi’ nella ſua vita nel lio. 4..
3 5 dre Camillo per inſinuare ne’ cuori de’ al rap. i 8. rendendoſi aflai più illuſtri
ſuoi Religioſi la carità , fù di farli del loro chiariſiìmo ſangue, eſtiman
portare sù del petto la ſanta Croce , doſi più glorioſi di eſſercitare col ſu
cioè la continua memoria della Paſ— detto profiimo quei atri di vera u
ſione del noſtro Redentore , dove ſi miltà come Cavalieri di Chriſto Si
conſidera , che riſplenda meglio la... gnor noſtro, che di vantare con moi
carità di DlO verſo l‘ huomo , e però ta ragione la loro origine , e le loro
l’ Apoſtolo nella ſua Epiſi. ad Romano: Grandezze ſin dal tempo della Chieſa.
cap. 5. 'Utr/Î 8. prima di trattare di naſcente,della quale ſempre ſono ſta—
quanto egli per noi patì diſſe. Com— ti zelantiſíìmi, ö: oſſervantiffimi del
menda: autem ”am charitatem Deus i” le ſue inſtituzioni , öe han meritato
nobis , e dove meglio ſi ſente provo in ogni tempo d’aver del propio ſan
care l’ huomo ad amarlo , che nella.. gue Principi Porporati , e di aver go
conſiderazione de' ſuoi parimenti. E vernata la Santa Sede nel ſupremo
per tal’effctto l’Angelico Dottore la ſoglio del Principe delli Apoſtoli,con
ſciò ſcritto. Per hoc cognoſcit homo qua” aver anche ottenuto le prime cariche
mm Deus homim’m di[igat,ó’ per boo pro militari, Principati , e Grandanti da...
-vocatur ad eum diligendom. più ſereniſiìmi Rè , 6c Auguſtisſime
Fù molto commendara dalla Santa.. Maeſtà Ceſaree.
36 Chieſa la glorioſa Santa Cecilia , che De’ PP. Riſormaridi S. Franceſco poſſo
portava nel petto gli Evangelii della 38 dire dell’Ordine tutr0,che il loro Pa
uoſtra Santa Fede. Virgo glorioſiz ſem triarca volle darli l’ abito cineritio
per .E‘Udîígt’lhflìí Cori/h' genoa! i” Foo?” per coprire ſorto quelle ceneri l'ardë
rc , 0’* non diebus ”Equo noc’z‘ióm waoaóat za del vero amore verſo delRedëtorc,
[i colloqui” oli-vini: , ó" oratiom. E queſti e del proiiimo: applicati queſti ſan—
Religioliffimi PP. portano l’ effigie; tiſtìmi Padri alla vera contemplazio
della Croce nel petto avendo voluto ne della celcſte Patria con mitigare
detto Fondatore , che conſideraſſero ſempre più l' ira Divina contro de).
gli parimenti ſofferti dal Figlio di r peccatori, 6c alla vita attiva, immer
Dio , e con tali penſieri ſi armaſſero ſi tutti alla ſalure del proſſimo con
contro del proprio ſenſo, e ſi diffon miflioni, prediche , e confeſſioni, con
dcſſero tutti al ſervizio del proflimo: aver dato alla luce per ſervizio del
iiimando à ſuoi Religioſi dette le pa Publico Librarie intiere , riconoſcen
role di San Pierro nella ſua Elojſt. r. doſi ne’ libri , e Dottrine ’la vera vita
colo. 4. verſi 1. Chriſto igitur puffo in car -A poſtolica , e per empire detto Tea
m’ , ó" *vos cade”; oogitatiom’ armamim'. tra di ogni ſorte de ſequaci della vera
L’elczione fatta di Venerdi da’ſudetti carità , e rappreſentare quelle parti
37 piilſimi Cavalieri per venire con ſu dimoſtranri l’ amore verſo Dio , «Se il
detti Religioſi à trionfare nel ſudetto rolììmo : mancavano queſti Padri
Teatro , e far pompa della carità del della Serafiea Religione per far cam
proffimo,fù forſe perche in queſto p'eggiarenon
mentre in eſſo la loro vera
piacciono umiltà i
al Signora
giorno non ſi ammettono da Fedeli
altri penſieri , chela rimembranza.. 39 punto le noſtre virtù, ſe non ven
della Paffione del noſtro Redentore , gono accompagnate dalla ſanta hu~
e l’oſſervanza de ſuoi Precetti , par miltà , equeſta virtù fù quella che)
ticolarmente la dilezzione del proſſi reſe così gran Santo `il loro Padre , il
mo , ad eſempio pure del Grande , e; Sora/[oo d'Aſhſi , ripetendo trà ſe ſteſſo
piiilimo Imperadore Ccſtamino , cho ad ogni momento rivolto al Signor
con molta premura riſcuoceva da. Iddio. T” aoiffi” mm , ego abiyſhr ;zi/Jil.
Dot
Lib. II.. Càp. .lII. 49
Doctrina inſegnata dal Gran Padre; uoridianamente una Meſſa nella_
.Agoſtimnc voleva che ſi teneſſe ſempre Cappella del medeſimo Oſpedale,ove
dinanzi à gl’occhi, e ſcolpita nel cuo :ſta ripoſto il ſantiffimo Sacramento
re. Audi anima mm qualirſi: i” hoc mor dell’- Euchariſtia per ſuffragio di quel
tali corpore entrata peccati: , irretim 'vi le anime , che paſſano nell’altra vita,
tg": , capra illcrcórir , affixa membrir, co” per acquiſtare oltre il merito della li
fixa cari: , dÉ/Zratm negotg": , contraſta ti moſina , anche il ſuffragio delle pre
moribm- , tgffiic‘ía doloribm, crraribm 'ua-ñ ghiere appreſſo del Signore,conforme
ga ,fioſffieá‘imióur inquina , fillicitudini ſcrive l' Angelico Dottore nella Le”.
-lmr anxia. 2. *Tali: mi”: elcemqſinafruííuoſtr cſt mm
Con quali ſentimenti, econ queſte di film” cxparte dann': ,ſed etiam rx ſuf
40 rezzioni Unitamente con li ſopra fragio recipienti:.
~mentovati Cavalieri, e Religioſi del Paſſa più oltre l’ infinita pietà di queſtí,
Padre Camillo dr Lellis, 8c anche de Sa 42 poiche mantengono trentacinque
cerdoti Laici , de quali fi diſcorrerä letti per l' informi , che ſi vanno cu
appreſſo in altra occaſione vengono rando, undeci per li deſtituti , cioè
nel ſudetto ſanto Luogo, e danno da per quelli , che ſono nella corſea do
mangiare à tutti li Infermi,che giun Perciati , 8c altri cinque nell’Oſpe
gono à cinquecento , e li ſervono con dale delle Donne ; e ne' tempi ſtabili
tanta ſollecitudine,con tanto affetto, ti per prender gli rimedii nella Città
e con ’tanta attenzione , ſino à cibarli d’Iſchia ſi mantengono ne' ſudetti ri
con le proprie mani , eſſercitandoſi medii diece infermi della ſudetta
per vero amore ne’ più vili , e baffi Real Caſa neceffitoſi per quelle indiſ
miniſteri dell’ Oſpedale , che compa— poſizioni di quei bagni, e rimedii per
riſcono tanti loro ſervi , che riguar far celebre via più la pietà , e perpe
dandoſi,nó può chi ſi ſia di non reſta'r tuare 1a loro vera carità chriſtianaña
compunto da tanta gran carità, ſcor per tutta l' eternità ; procurando per
rendo per tutti gli angoli delle corſee ogni via di eſſere veri eſſ'ecuto‘ri dell'
per ſoccorrere alli biſogni di minimo Evangelica Legge , trattando queſti
infermo , con eſſortate tutti alla ſoſ poveriinfermi con modi piacevoli,
ferenza de'mali , e de parimenti, ap con volto giocondo,e da veri PP.
portando conſolazione indicibile alli amoroſi ; 8c il Cielo che con purgato
:nedeſimi , come glorioſiflìmi Opera occhio mira l'azioni de Mortali , non
ſli della vigna del Signore , diſpen laſcia per ſua bontà di accreſcere alli
zandoli queſta limoſina con vera cor ſudetti Nobiliffimi Cavalieri li ſplen
dialità paterna , avendo detti nobiliſîñ dori de’ loro Antenati, e l'ampliazio—
fimi Cavalieri fatta eſperienza di ne delli opre, che ſi eſſcrcitano nel
nella promeſſa di Chriſto Signor no ſopracitato Monte,ſpezialmente que
äto appreſſo San Matrheo nel rap. 5. ſta delli poveri infermi di mal’incu
*vtr/È 7 . Beati Miſëricorder, quoniam ipſi rabile , per la quale d’ infinita obligaó'
Mifi’ricordiam con/èqmmmr. Traſpor zione ripieni fi dichiarano l’ Ammi
tando in tal modo queſti beni tempo niſtratori della Real Santa Caſa dellÎ
tali nel. Paradiſo , per entrare nel nu Incurabili, e tutti gli Ordini della.,
mero di coloro, de' quali parla San Città, comperendoli aſſai bene quan
Cipriano Martire de mortalitate i” ſine. to laſciò ſcritto in poche parole , eſ
Ad cale/les The/aura: terrena patrimoni:: preffive pero delle loro glorie, de' lo
”duff-alam”: ,diſtribuendo alli poveri ro trionfi, e della vera loro carità
infermi quefi’a limoſina ſenza veruna chriſtiana Iſaia al cap. 2.‘UerſÎ z. á
'4.: eccezzione di perſona;La generoſità, fluent ad cum 0mm: gente: , ó- ilnmt po
e pietà di detti Cavalieri , ſi diſtende pnli multi , á' diam: *umile , ó' afienda
pure in. beneficio dell’anime de ſudet— ma: ad Monta” Domini .
ti poveri infermi , facendo celebrato
G SA
;o ’-Î Teatro della Carítä
ſudetto Oſpedale' rie'rea-ndole tutto
SABBATO. con cibi particolari, quante vi fi ritro
vano nel ſuderto luogo, e con raro
Ompariſcono di nuovo in queſto eſempio d’ umiltàlſì vedono tutte ap
ſuderto giorno li Padri Teatini à plicate al ſervizio del proſſimo 5 paſÎ
43 trionfare con Nobili del bell’ Orato ſando tal volta ad impiegarſi ne’ più
rio eretto nella Venerabile Chieſa di baffi miniſteri ſpettanti alle ſerve , e..
San Paolo ,.'della quale ſi ò di ſopra.. *tal volta anche ginocchioní cibano
parlaro , ſort’ il Titolo del ſhmzffimo le defiiture, c quelle inferme gravare
Grooiſiſſh nel ſopramentovaro Teatro; da morbi graviſſimi, compaffionaſh
non tralaſciando minima occaſione do con vera pietà quei ſetidi ,-e puz
così detti Nobili,come detti Religio zolenti malori , frequentando ſeven* -
ſiffimi Padri non men-o celebri Perl’ " te tal' eſſereizio z acciò la pianta del
illuſtri natali , che chiari per le vere.; le virtù Evangeliche non iſteriliſca.
virtù Chriſtiane , che profeſſa’no , e la ſotto l’ ombra di altri divertimenti ,
fama , che nelle attioni de’ mortali , che portano le grandezze umane, in
nOn meno di occhi, che fornita ſi mo ſinuandole detti Religiofiffimi Padri
ſtra , de loro fruttuoſi progreſſi , pre con tanta efficacia , 5c avvedute'zzn.
ſentando le norizie alla Carte Roma l’ oſſervanza della Evangelica Legge,
na ſin da primer-dij della_ loro fonda che ſino nella durevolczza de' ſecoli
zione gli hà eſaltati à governare qua ſerviranno le tante preclare azzionì
fiſempre per tuttoil Mondo Catto di eterno eſemplare à tutti li Eccle
'llCO le prime ſedi Veſcovili di Santa ſiaſtici ad imitazione del noſ’tro Re
Chieſa con ſodisfazione univerſale.. dentore preſſo San Gio’al rap. 1 3. mr.
-de’ Miniſtri della Sede Apoſtolica nel l 3. Vos votati: ma Magi/Y” , ó- Domino,
fed-edi annoverati trà Paſtorj dell’ ó* bene climi: ;ſhm treni”; fi orgo [avi
'ChriſhanoGregge, cercando per al prio: mffror Domino: , ó' Magi/ſer , ó!
’rro à tutto potere con le ſante , e» ‘ *vos deboli: alter criterio: lavare fado:.
prudenti operazioni di manifeſtarſi Exomplum dodo’ ‘vobir , ”o ucmdñnduw
eſemplari di veri Paſtori dell’ Anime.; egofcri ‘vobir , ita ó- 1”er riatir.
commefleli , oſſervando quanto vien In queſto medeſimo giorno ſi vedono
diſpoîſ’co dalſacro Concilio Tridenti— con molto fervore, 8c affetto eſſerci
no nel rap. r. de ”formati-one , nella 45 mſi nelſervigio dell' lnſermi à Vi
feff'zz. parlando del Mini-fiero Paſto cendali congregati di una Congreñ
rale. Prodi-:ero , gaber-vare, á* paſcoro gazionc fondata dal Padre Fra-nocfiw
Fidel” ſèmndum ſagem Evangelica”; i” Pci-vane della compagnia di Giesù
ſuperflatwolibm , ó quater”: opus ſi: eretta dentro del Collegio maſſi-mo’
etiam i” nuturalibm. della medeſima compagnia tutta
Con l'c ſolite dimoſtrazioni di vero af. compoſta di Sacerdoti, e di primi
ſetto di ſopra enunciare così detti ſoggetti della Città , Conkeſſori Pre
Religioſiffimi Padri , come detti No dicatorí, Parrochi , e Miſlíonanti , e
bili ſe'rvono in queſto giorno li Pm. veri Miniflri Apoſtolici , oprando da
ri inſermi , maniſcſtando ſempre'più per tutto quel copioſo frutto , che l'
la vera ‘carità cſemplificataci dal Si eſperienza hà dimoſtrato, approfi.`
gnore Iddio in perſona 'del Giuriſperi tandoſi per loro medeſimi , con rap'
ro ,dando la cena à cento di effi , e; Preſentare al proſſimo li benifieij
Mamet-:gono per li medeſimi dodeci - continui,che ſi ricevono del Signore,
letti. ì -
altrimenti con gran pericolo ſi riten
N ella medeſima forma ritornano lo_ ` gono da medeſimi , come inſegna l'~
44 Dame nel ſudertogiomo di ſabbato Angelico ſpiegando' l’ Epiſtola del
ſorto la dirczzione de Padri Pii Ope Dortor delle Genti adTheſſal. rap-.pr.
rarij, con ſervire le povere Donne nel letiz- Benq/ſcia Dei ;nic-10:2 ”fiv-{ilm
t",
Lib. II._CaP. IH.: ...5E
mr, ”iſi perfida: in ci: homo; deteſtan frequenti converſioni col ritirarſi dal
do con grand’ efficacia la traſcura peccato , e verificandoſi di loro ciò,
gine de’ Fedeli, e la tepidezza nel che ſi legge preſſo di San Matteo al
ben' operare in tanto, che come oſ cap. 5.1;erſ 1 6.81”; [una: lux rueflra coram
ſerva San Giovan Chriſoſtomo nell’ hominibur,ut .‘Uideaut opera ‘vcſtru bouu,á*
Ome-L4.. i” Muttfolmi/zi 31.1“” plui-inni: gloriſirem Putrc’m 'uo/hu”: , qui in Cali:
nulla omuinoſignu Gori/fiume iu'uc-Îlio u'i eſt, oprando da per tutto prodigi} , e
ci‘oline; acciò non li venga rinfaccra geſta glorioſe con ammirazione Vni
to dal Signore con le parole di San verſale del publica.
Marrh. altap. 8. vor]. 21. Multi ab Compariſcono nelmedeſimo_ giorno li
oriente, ó* ”ridente ”miu-*xt , ó* ”cum Padri delle Schole pie venuti nel
bc”: i” Regno Cçlorum , ſilijv autem regni .4.6 Mondo,e dati dal Cielo per inſtruz—
eijc‘íeutur in :ombra: exterior”. E per zione, 8c aducazione della Gioventù,
non mancare queſ’ci Santi Miniſtri anzi della puerilità , 8c adoleſcenza
dell’Altare di rappreſentare anche ſimilmente, per non farla traviare
loro le parti dovure in queſto Teatro dal dritto ſentiere della legge evan
pel gran zelo della ſalute del proſſ gelica .anlſia queſt’età viene ma
mo, della gloriadcl SignOre, 8t eſemó_ giſtralmente deſcritta da Dortori,
pio de’Fedeli , vengono à _ſervxre— ll conforme ſi oſſerva in Gonzales nel
poveri lnfermi cſſortandoli, e con-_ Made-ore:. :ita-1,. de *voto , á“uoti re
fortandoli con parole ſoavi , e dOlCl (ſempione.
à ſopportare , e ſoffrire con pazienza Quenum tamèu çturpuorz’lís dicutur, du
-le noioſe infermità, li gravi parimen hium eſt, ó' quidem aliquamlo ſtarim , at:
ti, c le angoſcie, che portano ſeco li qui! ”ams ç/Ì , puer moutur , Lcum non
morbi di tanta diverſità di ‘ſpecie, ſolum 8.5.ubi autem puerilís wide mu,
-moſtrando con eſii la vera carità qua liber. uude puerperu dicitur que
evangelica deſcrittaci dal Reden adbuo i” cuuubilis :3/1 mp. pr. 30. qua/Z2.
tore, mentre per altro chi non hà fi ſèd in' propriàs Iufimtes dimmi”, quia
na carità con Dio, e vero amore ’ver adhùcfaudz’ Potcſtatc’m non habent , qua
ſo del medeſimo , ſi ſcopre incon lesſtmt, qui luc'fuut ,flu illis paulo ma
tanente nel trattare col Proſſimo, jor”. l. 3. 5. admittz’ [pn/uffici: do
come la ſalſa moneta al tocco della udmim'ſi. Tutor. , ó- liorum ictus i” ſep
pietra paragone,à rame; Mà li ſudet timum uſque aunum exturrit. dir-‘l‘a 1.1”.
ti Miniſtri del Sacro Altare ſempre ſi fiji-film l. inſpouſhlióus.l.ſiiufimti 2.8.
ritrovano pronti nell’aiuto del proſ Cad. de jur. delib.oap.cum in Principio de
'ſimo, tutti abbracciano, , tutti acco ſizouſhlió. imbub. li5.6. Iſidor. libJ Lorig.
gliono , 8t à tutti porgono li mezzi tap. z. darfur plurc's tango/h' à Baróoſù
neceſſarijper la loro ſalute, riIUCendo i” Pro-:mio ”5.6. deere:. *Ueróo . Profeéîur.
.in eſſi quanto laſciò ſcritto l'Apoſ’to Illi -urropuerilirati prox-?mi ſhnt,qui cum
Jo delle Genti nell’ Eri/Z. prima‘ ad fari incipiuut , ”ullum tumèn animi in
toi-iu. nel rap. 9. F457!” ſum iuſirmis tellec'lum habent , ”eo quid ugo”: intel/i
in ;‘mus, ut iufirmos lucrrſucerfm , 0mm'— gum [fiv-vu”; 6. rom pupi/li, 5. pupil
bus omnia fiiflus ſum , ut 07mm ſal-uo; lum Iu/Zit. do inutil. quale-:ſunt qui fiep
factremOmuia autemfacio proptèr t‘vau timum arm-um extoſſérunt , oòîauumque
‘gclíumflt particolar ci”; officiar; Onde attingum : Vudè pueritiu , /èiì puerilz’r
/della perfezzione di queſti ſervi di ictus inc/'pit è ſeptimo am” , ó* dura:
Dio ,dell'amore , che profeſſano al uſque udpuorrtutrm , vide-tico: i” mu—
Proſſimo , della Santità della loro ſZ-ulis uſque 14.11127211”; , infcmiui: *vera
Congregazione , ev dell’ aiuto , che uſque ad I 2. [.argc’m‘o 25. *ucrſimulitóris
_ſomminiſtrano al Publico non picñ. ffde uuro, ('9' argento. dote”: Alciumr iu
.ciola teſtiinonianza ne facciono gli dufì‘a [fuori ‘Qui-ui!. ilíädoçde .errate mi
progreſſi, li frutti dell’anime, e le nor. “IPA… nu. pr, Pat”, Azoriu: apart.
G 2. 1”
;2 Teatro della Carità
Inſtimt. ”5.6. quſtó. con altri infiniti adornara dalla'varietà, come parla il
Autori,che porta il ſudetto Gonzalez Real Profeta nel ſuo Salmo 4.4…. Ormai:
nel ſopracitatoluogo, e queſtiRe— - gloria (ju: Fiſh Regis a5 int”: i” fit”.
ligioſiſiìmi PI’. ſi vedono tutti appli— ſm'jr avrei: ciroumamióîa vanietatibur,
cati nel ſervigio‘ di queſti fig'liuoli,` di molti,öcdiverſi iſtiruri Religio
eſſercirando con medeſimi la vera ſi, e tale ſarà anche ſino alla fine del
éarità chriſtiana. ' ‘ Mondo , come ſotto l’allegoria delle
Correva l’ anno ”17. ſedendo nel ſimbrie , che ſono il fine delle veſti
ſoglio Pontificio Paolo di queſto no circondate da ſimili prezioſe va—
me Quinto, quando ad un tratto ſi rietà.
47 vidderó ſorgere nella Santa Chieſa L a varietà deg’ Iſtituti Religioſi, che
molti Servi dl Dio per eſſer‘citarſi 43 ſempre di nuovo per mezzo di buo
alla ſalate-del Proſſimo, tra quali vi mini Santi partoriſce la Santa Chie
fù il venerabile Padre Giuſi”: de Ca ſa,e ſſendone l'Autore lddio iſteſſo,gli
laſum Aragoneſe, che inſtituì una deſidera diverſi , per tirare alla per
Congregazione delle Schola pie ſot fezione li ſuoi fedeli di genij diverſi,
to l’invocazione, e Titolo della Ma dice varij, per maggiormente abelli
dre di Dio, conforme ſi legge nella re con tal varietà la'ſua ſpoſa , ſem
vita del ſudetto Pontefice deſcritta pre nuovi per ſempre infervorare
dal Ciacconio, Ze ampliata dal-Pa * con tal novità i ſuoi ſervi 5 Efinal—
dre Oldrino della compagnia di mente ,continui , e differenti per
- Giesù.
Room i” quirifleli apud 543,57; Suſa-mm i ovviare alli continui,e differenti mo
di,che uſa Satanaſſo per danneggiar
ttmplum in muoio diſi‘alceatorum Car ci. Q4!” meditatur difiordíar , _diligz't ri
nia/”4mm , Seminario!” M Sam’h‘ Do xas,0- qui exalmt oſtiflm guri: miriam
fforir Pim!! nomine ad Hertliwrum ci dimoſtra Salomone ne’ ſuoi pro
converſionczriflſiita” . 1” Gal/ia milita— verbi al cap. i 7. ”cr/I 26.
rem ordine”: Sand-e Mar-it a'e Monte Wcſto'ſuderto Vcnei‘Padre de Cala/lim
Carmelo ab Henri” Magna Rega’ annui: non ebbe altro fine di fondare queſt'
reddifibu; dimm”; ad /Îórç/ës profiiganñ aduanza , che per ſervire al Sig. nella
darſto/1,44111': , ut autem Evangrſzoi Do buona educazione di”dfigliuoli diſce
[Zorer ad Omnia”; Geminm filato”; pro— denri lamaggior parte della plebbe
”tram-ſim) apr-'om reddrrmmr , in Re minura,quale forſe per non aver que
ligioſàm” ‘viroram Academijr linquas ſto ajuro , fi applicarebbe 'turta alli
latina”, Greca-*11, Heóraioam ”adi ‘or-er': viziböc ogni ſorte di male; ma la Diñ'
;ít Gera”- Sacerdote»- Omron) Jrſu vina Maeſtà , che di tale Apoſtolico
CbrífliadCut/ooli‘cam Fidcm i” Gallijs cflercizio grandemente ſi compiac
”genti-im , Maria Chrzſtiangſſima Regi que volle ſtabilirne Inſtituto , con
ria‘ , ò- Hmlrica Pariſimſi Paſian prom iſpirare à Giuſeppe il modo , e la
tibflsſirmavit . Ckricarùm Màtrlr Dei forma. del vivere, e poi dichiararſene
cdrom ad Scholar”; Piarum onu: perfe Autore conforme di turti l’ altri Re
rvminm ínſtítnitz E dopoi nell’anno ligioſi ſtaruri, e regole, permiſe , che
1621. governando la Santa Sede il più volte , 8c in diverſi tempi foſle
Sommo Pontefice Grc’goria XV. l’ an. ſcoſſa da diverſi venti di preſecuzioó
noverò trà le Religioni, conforme ni, e travagli in modo rale, che pare
nella vita del medeſimo Pontefice ſi va di dover' eſſere affatto ſradicata,
oſſerVaſcrit-ra da medeſimi Aurori. ma col ſuo potente braccio l’ha man
Com Clericorum Lnronſium, ó*- Matrix ' tenura, avendola approvata la Santa
Dei, qui [l‘ho/drum piamm mama} cura: '- Sede Apoſtolica'con molta gloria
i” ordine: religicſhr crexitOndc in tut del Fondatore, e de ſuoi Religioſi
ti li tempi la Chieſa del Signore è appunto nelli anni del Signore 1621.
ſtara ſempre riccamente abbellira, 8c conforme di ſopra liò*moſtrato.
La
Lib. IL cap; III. * ſi
La 'Vita di quefl‘i Religioſiſíimiffladri’ luſtrandolo colle vere virtù.Chri‘
per li loro incorrotti coſ’cuini è un ri ſtiane quaſi tutti gli ordini 'della
tratto della {implicita , e così mode Città, e con generoſità pari alla loro
_ fia eſemplare, 8c umile , che ſono ac pittà-l moſtra‘ndo gli ſegni di un ſui
elamari da per' tutto.. per l’ Idea di ſoſtrato affetto verſo del proflimo
perfettiffimi Religioſi , accoppian eſemplificato dal Redendore , tiran—
dOſi in loro la bontà, lelettere , e la do appreſſo di loro lodi , 8c applauſi
. povertàevanglica, e primiera del immortali, Privilegio ſpeciale delle
primo loro Fondatore' con ammira Virtù , che obliga anche li maledi
zione del publico ,ñe ſodisfazione ccnti ad ammirarle, 8c eſaltarle 8c à
della ſede Apoſtolica , inſegnando tante preclare geſta, come veri ſe
con molta umiltà à queſta gente mi quaci della vita Evangelica, cento
nuta: con riſplendere ſempre più in occh'iperpetuamente aperti avrà la
queſto eſſercizio , che di moſìrare in fama, e ſaranno ſempre mai riguar
49 altra forma l’acurezza del lor-cingo devol’i ‘er tutto l’ Vniverſo.
no , e l'altezza della loro Dortrina, ' Campari cono in queſto giorno sù di
laſciando à ‘PP. della Comp. d’ illu queſto Teatro diverſe Congregazioni,
firare‘le Scienze tutte sù le più ſti quali andarò div-iſando con quell’ or
mate eatedre del Mondo, avendo dine , che mi portò adattare p:r rap- ’
ſormontato tanto l’altezza delle loro preſentare al Publico la carità de' ſu#
dottrine , che vaga corre la fama per detti Ordini della Città. '
tutto l' univerſo, riconoſcendoſi li Si vedono tutti intenti à’ ſervire detti
loro Collegi-j' per tanti Muſei, non 51 poveriinſermi ; nel primo luogo li _
’già luoghi deſtinati alle Muſe , ma Confratelli dell’Oratorio ſotto il ti
di tatte le ſcienze umane ripieni. tolo di tutti gli Santi, ſotto la direz
Nel ſudetto Teatro‘ comparendo detti zione de ſopramentovari Padri dell’
Vmil'iſiimi Padri non laſciano d’eſer Oratorio di San Filippo, e ſucceſſiva—
cirarſi anche queſti nel ſcrvigio dell’ mente delle altre adunanze. QJCÃL '
lnfermi ,ñ con eſſortarli di ricevere ’Confraternita vien compoſta di gen
dalla mano del Signore le loro ma te molto civile , 8c oneſ’ta applicata..
litie,& offerirle per l'offeſe fatte alla alle mercanzie anche per ſervizio del
Maeſtà ſua, infinita bontà, dopoi li ben publico,ma molto più alla dilez
cibano con le proprie mani, e foglio zione del proſſimo, vcn'endole inſi
no regalati-i alcuni berettini per co nuata da ſudetti Religioſiliirni PP.
prirli la teſ’ra, non avendo ſruttifi non diſſimili al loro Inſtitutore tanto
cato ne'beni temporali , ſommini ripieno dell’ amor Divino, per il qua
firan’doli la Religione appenail vitto le Ia-Santa Chieſa non laſcia d’ enco
neceſſario, verificandoiì di eſſi quan miarlo con queſte parole: Charimte
to laſciò ſcritto Salomone ne‘ ſuoi Dei canina-ams [Nigra-bat jrtgirer tanta
proverbi al cap. 30. 'ucrſ7. á* s.. Duo' que cor ci!” aſtuabat ardore , ut intra fi
raga-ui Te , ”è dtnfgfl mihi". MMdicita-ñ ‘ ”rif/m comimri mm pqffèt , illiusſinum y‘
"'7" i ò‘ Di-vìtz'ar ”e drdtrix mihi: ”ibm confraóì‘is atque’ dati: dub”: rflſtulir, rm'
‘MN-m *vic’íui mea neceſſaria. rabilittr Dominus Amplified-veri!. Onde-v
entrato nel petto , e nel CUOre de ſu
DOMENICA detti Confrarelli il ſanto amore , e la
52 carità del proſſimo procurano à tut
M l ſarà in ~queſ’co giorno lecito di ' to lor potere di ſervire li ſudetti po
ripetere quanto laſciò ſcritto veri, e miſerabili inſermi, mantenen
50 lſaia nel rapa. 'vc’rſÎz, ó'fiuent ad cm” do per loro ſervizio trenta ſei letti
07mm Gamer, á' ibumpapuli multi3P0i~ con ricrearli in queſ’ro giorno , dando
Che nel Teano già di ſopra moſtraro da mangiate a cento cinquanta di eſ—
della Carità ſi trionfa don gloria , il ſi , 6c à ſiſſanta tignoſelli’, alri‘a opfa
a par

i l‘Teatro della Carità
5'4
:‘i parte di detto ſanto luogo , della... 5 5 e {rà quei, che trionfano nel ſudetto
quale appreſſo ſi diſcorrerà , ſtando Teatro, vì compariſcono pure ſem
eletti piillìmi fratelli tutti applicati pre pronti,e ſempre indefeſíí li fratel
ad acquiſtare con l’ opre della carità li dell’ Oratorio de Sartori ſorto il ti
verſo del proſſimo il vem amore di tolo del Seraſico Padre San Francejìo '
Dio , ripetendo ſovente col Glorioſo inſtituito dal Padre D. Carlo Carafa
Sant’ Egidio compagno del Serafico Fondatore de PP. Pij operarii , come
Padre da” Frame/io. Vrza tmz' , á‘ ama di ſopra hò dimoſtrato, chi prima di
n onor” tantum, á* conte-”mere omnia pro fondare la Congregazione,ſidiede.›
eo , tor/dere ad iulm”, gole/Etre i” [lìío, á totalmente al ſervizio di queſto ſan
o emriproprer ”nom ; che ſono le con to luogo prendendo per tal-fine à pig
dizioni del vero amor di Dio ſecondo gione una caſa quivi vicina per eſſer
la dottrina commune delli veri aman citarſi continuatamente nella vera..
ti del Signore. carità del proſſimo , 8c acciocche.;
Sorto la medeſima direzzione di queſti anche doppo ſua morte tal’ uffizio
5 3 zelantiſſimi , e fervoriſìimi PP. com di carità ſi foſſe poruto eſſercita
pariſcono pure nel ſudetto Teatro al re , vi fondò il ſudetto oratorio ſito
tri fratelli di altra Congregazione; nel medeſimo Oſpedale, conforme»
eretta ſott’ il titolo del loro Fonda preſentemente ſi oſſerva , mantenen
tore Sa” Filippo Ncrz' , eflendo ella co doſi tal’ eſſercizio da ſuoi Padri in
iſtituita di Gente oneſta , e molto ci violabilmente , come veri operati]
vile , e come ben’ addortrinata da ſu della'vigna del Signore, non travian
detti Religioſi del vero amor del do punto le traccie moſtrateli dal lo
proſſimo per adempimento della.. ro primo Padre per _far acquiſto di
Legge Evangelica , come c’ inſegnò quelle virtù , che li rendono glorioſi
l’Apoſtolo delle Genti nella ſua Epiſt. appreſſo Dio, e gli huomini con ap
aa' Romano: rap. r 3.7)t’rſÎI 0. Diligei pro plicazione indefeſſa verſo la caritî
xtmttm tuttmſimt teipfitm. Dileéîio Proxi per ſervizio del proſſimo , vedendofi
mi malttm ”0” operator: leitudo ergo ſempre più creſcere ne’ loro cuori,
legir eſt dilrc't’io : e l'amore al parer con porre in eſſecuzione ciò , che la
dell’ Angelico part. 2. qfleſt. 26. art. 2. ſciò ſcritto l‘Apoſtolo delle Genti ad
:ſi complru'mtia ”Armor/im} rx hoc _ſigni Philippmſer cap. l . num. 9. Et ho; oro , ut
tttr moti” ad appetibile , quod oſt diffide charítas "Utſtfa magis,ac magi; ahi-nd”
rittm , á* ultima ”quiet , quod c’ſt gim i” air-”tia , ó* i” 0mm' ſmfit , ut probc’tis
diumsche apunto è l'ultima perſezzio patiora , ó- ſitisſirtceri. Diffondendoſi
ne dell’ amore . Onde baſtantementu 5.5 ſempre più nell' amore di queſti po
perſuaſi detti fratelli della vera diletñ' veri infermi, per li quali detti fratelli
54- tione , e del proſſimo con fervore; mantengono dodeçi letti, e nel ſudet
non inferiore alli altri applicati all' to giorno'ſepelliſcono li defontidell’
eſercizio della carità di vero‘ ſincero uno , e l’altro ſeſſo , laſciando alli al
cuore, mantengono quelli rz. letti tridifare le loro parti nel ſudetto
per ſervizio dell’ infermi del detto Teatro; ſomminiſtrandoli quelli aiuti
ſanto luogo , e danno da mangiare à ſpirituali, e temporali ,che vengono
160. di loro, ſervendoli con paterno, permeſſialla propria qualità, 6c o
e ſuiſcerato amore, rifacendoli li let neſta condizione , poiche NÒſh'o‘- Si
ti, mutandol’i le biancherie , e ciban gnore lddio, li doni, che grazioſa
`doli con le proprie mani , non iſde- ‘ "e mente ci concede, vuole, che all’altri
gnando qualſiſia miniſtero per ſordi ſi comunichino , conforme dice l’An
do , che ſia , per trionfare la loro ca gelico , ſpiegando l’ Ep/ſt. 2. ad Corin
rità chriſtiana nel tanto decantato tltios ca‘o. i. ltc‘ſiſ'. z. Vado ?mlt , quod de
Teatro. omnibus boni: no/ìrir, ſi'u: ſint climi/'4,
Trà li ſudetti ſeguaci della vera carità , ſiw potentia , five _ſl-”mia , ſive ſhpim
il‘
Lib. IL cap. `111., ;i
ria artroſi” olio” ari—lim alii-r, ſ’tudii non tra-laſciano in diverſe ma
Non è ragione alcuna , che avendo fat niere di comparire nel ſudetto Tea
ta onorata menzione di tanti Confra tr05ec0nforme il Sole riſplende ora
telli,e Religioſi non meno celebri per in una parte, or’in un’altra ;così que
le loro virtù. , e dortrine quanto illu fli Religioſiflìmi PP. diſcorrouo da.
firi per l’effercizio della carità Evan per tutto, dove ricerca il biſogno per
gelica verſo del proffimo , che io tra ſovvenimento del proflimo , e pareri.
57 laffi di mentovare con dovuta com- ' _di non ſodisfare a loro medeſimi div
mendazione li Fratelli artegiani, che aver inſinuatoà molti pochi divoti
aggregati nell’ Oratorio eretto nell’ di cſſercitare ne’ ſudetti giorni la ca
Oſpedale ſort’ il titolo della Giorio/lt rità col proſiímo eſemplicato dal Re
Vergine del Carmine , comparendo an— dentore , e moſtraro nel ſudetto Tea
che l'oro ad eſſer-citare la fervente ca tro , procurarono di fondare un' altro
rità col proſſimo nel ſudetto Teatro , Oratorio di orefici ſorto il titolo del
ö: à cogliere quelle palme,e quei frut la Vifitatiom di Noſtra Signora eretta..
ri delle vere virtù chriſtiane , avvale. nel Collegio di Sant'Ignazio loroFon-z
rari pure dalla divozione della Glo datore ſito nel Mercato, che ſorti
rioſa Vergine,m~antengono per ſervi pure il nome dal volgo, il Collegio
5 s-zio de tignoſelli venti letti, opra pur 60 del Carminellot queſti Confratelli
ſpecifica del ſudetto Teatro in onore mantengono nel ſudetto luogo dode
della Beata Vergine , eſſendoli ben. ci letti , vengono a ſervire gl‘ infer
noroquanto laſciò ſcritto San Gio: mi, ediſpenſano nel ſudetto giorno
Dama/“mo nel' ſermm de Anatomia:. alii deſtituti , cioè à quelli della cor
Dei Goa-imc” , che noſtro Signore 1d ſea de Perciati , frutta, dolci ,-e pane,
dio ingeriſce nel cuore à uelli Fede non eſſendo diffimilià Tobitha ne'
li la divozione di Maris-2,3” vuol ſal principii della Chieſa naſcente fa
vare. Dow?” Maria tſſc* , eſt,arma cendo opte ſingolari con diſpenó_
qufdamfalmi: , qua Dei” In': dat , quod zare limoſine alii Fedeli; confor
mi: ſii-&mrſieri’; n‘e Santo Anſelmo me ſi legge nelli atti dell' Apoſto;
apud Sariflum Bonaventuram da fi:: lialtap.9.mrſ36.-1flIoppe autèm fin':
ml.mp.‘3. col medeſimo S. Bonaven quadri”- difi'ipula nomi”: Tribù/1a , gru
tura preſero' sbaglio, 8c errarono, interpttrata- dioitur Dormi , lo: o erat _ple
quafldodiſiero,.efler impoſſibile dan ”a operibur boni: , ó‘ eleomoſioir, e nel
narſi chi veramente della ſantiſiìma cap. Io. mrſ. 1.á‘2.- Si fà menzione
Vergine è diVOtO; Omm': ad Mariani dell’opre di Cornelio.Vir autem tra:
”hWſ/Ì” , ò- aó ip/Zi roſlotflnrgm‘ooflíáile in Cçſùrca ”omino Cameli”: Ccnturio
of! , ”fermi : E queſti ſuderçi artigia Cobortis, qua: dicitur italica , religioſa: ,
ni avendo poſta tutta la loro fiducia ac time”: Drum cum Omm' Domo ſua,fa
in Maria non ceſſano di eſſercitarſi tiem eleemoſina: multa: plcói ; Onde ri
con ardenriffimo Zelo à queſt’ opra pieno queſto Teatro di tanta Carità
della‘carirà verſo dell’ inſermi tutti Evangelica,e di tanti beneſizij mo
applicati per qua nto ad effi ſpetta nel ſtrarine’ſudctti giorni, che conti
ſervizio delli medeſimi. nuamente eſſercitano li ſoprameh
.Non'conoſce quali ſiano le vere virtù tovati Religioſi , e laici con gloria
59 Ch! Il -nome de PP'. delia Compagnia di della noſtra Santa Fede Cattolica,
Glfſh non porge tributo di applauſi , chiudendoſi da ſudetti Padri della
de quali PP.ſi può bien dirc,che ſono il Compagnia di Gjesù, cou ragione
fonte di tutte le ſcienze, della bontà, vengono ammirare da tutto l'Vni
il ſollievo de Miſcri , il tempio della., verſo, e vengono giudicare degne
pietà , è' della vera carità del proſſi dell’lmmortaiirà, conforme immor
mo_,'tral'imp1eghi di tàn’te ſorti del talmente viver-à il loro nome,e ſaran
le cure ;del-fiamme, e tra 'le fatiche de‘ no di eterna memoria à tutta la
\
Chriſtiauità. CAP.
'*.
76 Teatro. della Carità
CAP. IV. dendoſi ſempre più fiorire nel ſudet
to Santo luogo con gloria della no
Come alt" eſempio delle ſitdctte Congre ſtra Santa Fede Cattolica.
gaziooi ſi moffèro tuttigl’ordim' Scrive il Padre Sanzio Cicatelli nella vi
della Citta' à ſer-vir: ta del ſopramentovato Padre Ca
gl' Infermi, tì millo de Lellis nel [ihr. rap.zr.,come
fittorrerli. giunſe queſti nella Città di Napoli
ſorto 2.8. di Ottobre dell’anno r 5 85.
P Ropalando la fama , e correndo` e portatoſi nell’Oſpedale dell' Incu
› via più il grido da per turto della rabili, lo ritrovò in qualche ſtrettez
1 -vera carità chriſtiana così ben eſ za, incominciò egli à frequentarlo,
ſercitata nel ſudetto Santo luogo, s’ e col ſuo eſièmpio ſi moſſe tutta la
indiiſſcrolrurti gl' ordini della Città Nobiltà unitamente col Popolo ì
à frequentare queſto ſopramentova frequentarlo , facendo à gara di m0—
to Teatro, elezzione applaudita dal ſtrare il lor fervore, come anche li
ie Univerſali acclamazioui, ricono Cardinali _Arciveſcovi , imitando il
ſcendoſi ne’cuori medeſimi quei veri Glorioſo S. Carlo Borromeo,e Sa” Ludo
ſegni eſemplari di Chriſtiana pietà 'uito il Nono Rè di Francia , e le Da
ravvivando le memorie già ſpente me in compagnia delle Signore Vice
de’ſecoli traſcorſi , che vantarono ie regine ſervendo con affetto eſtraor
gloriede loro Re'gnanti , e di altri dinario le povere Inferme ad imitae
perſonaggi, ſublimandoli alle Stelle zione delle Sante Eaſtotlzia , e Fabiola
perqualche atto di pietà moſtrato, Mattone Romane tanto celebrate da
quando furono tutti imbrattati di San Girolamo, ſpezialmente l'ulti
'Vizij, di tirannie, 8c altre ſcelera ma, conforme riferiſce il Baronio nel
rezze al parere de più celebri Autori, tomo 3. de’ ſuoi annali nam. 7. á* [eq.
che han tramandato à Poſteri ’le lo Roma Fabiola No/'otomium, let altri?” :ſl
ro 'geſta ; recando maraviglia gran Sarah: Hierottjmar prima”; erexit, e
difiìma à coloro, che ſon dotati di fecero elle trà di eſſe certa taſſa per
maturo giudizio , eome poteſſero mantenimento de letti , e detto Pa
uſare pietà nel medeſimo tempo , e drc de Lellis con ſuoi compagni non
tanto crudelmente infierirſi contro mancavono di aſſiſtervi continua—
del Genere umano ſenza verun’atto mente, così di giorno, come di norte
di compaſſione , e ſeveramente puni Non hà dubio, che l’eſempio è molto
re quei vizij, equei misfatti, de’quali 3 efficace nel ben’ oprare , mà più
loro non andavano lontani, e non., nel male, ſpecialmente coll’eſempio
erano eſenti. All’incontro l’ ardenz a de’Superiori , e di Rè , conforme lo
il fervore‘, l ' amor grande verſo del prova Cl'audiano.
Proſſimo anche de’primi Perſonaggi
della Città eſſendo à guiſa di una., Componitur oróir
ſiamma,che ſtar non può ſepolta , e Regisad extmplam: net ſi infleo‘ì'ere
manifeſtaſi ſuperiore all’intelligen.» ſeri/its
za umana in applicarſi à queſto Di Hama-*ro: ediéîa valent , ttt 'vita
vino eſſercizio della dilezzione nel regem”.
proſſimo eſemplifrcaro ‘dal Reden~ Mobile mutatttr/Z’mper tam Pri”
tore,e poſto in eflecuzione nelle per ot'po valga:.
ſone delli poveri Infermi dell’lucu E Caſſiodoro nel lio. 3. epiſiflzffiaolict' a'e
rabili , comparendo anche loro à cori: mater eſt mms regentis , ó' quale
trionfare nel ſudetto Teatro della Ca— fuori! domina/'1t "r tiróitrmm , talent part':
mi: Evangelica ad onta del gelo di [iL-erratis affec’z‘am, E Solerzano nell'
queſti ultimi ecoli già intepiditi emo/:Watt 29. fai-illa.: quilt—‘oe (ff diſtro
nell'amOt di Dio , e del proſſimo ve. fils t’ſi) orrore: Nattfm , quam ùſſmit’em
*~ ſu'
Lib. II. Cap;` IV. 77'
ſia' Prime!” poffitformare rem publicam. molto corteſe con l'InfermizAgrſilaur
Tutta via queſte Sante Marrone uni- ' 'tam arde/;ter affeölns ”ga agro”; , ut
' tamente con la nobiltà , e Popolo ſapè exclamuvit . Hc!) (Pm-cia m, qua: tor
non tanto fi moſſero dall' eſempio, mzlim bello inteſimo Perdidlt , mà non
quanto dalla loro fervente carità, per queſto ſi moſſcro dalla vera pie
. verſo Dio, edel proffimo; poiche tà, öc amore del Proſſimo. -
flavano ben elle inteſe delli Divini Si dia lode , e fi celebrino con Encomíj'
Prccetti , e quanto laſciò ſcritto l' Eterni Alfonſo Rè di Aragona , c-prj.
Apoſtolo delle Gentì nella ſua Epiſt. 6 mo diNapoli, .e nel quale ſi vidde
pr. ad corinthios mp. 12.. *ver/Z 30. risblendere molto la ſua pietà , e Ca
Emulamíni autem cbaflſmam ’nell'ora, rità del Proflìmo con viſitare, e refo
ó* adlmc excelèefltiarc’m 'uiam 'uobix dc cillare li poveri Infermi ., conforme
mmſtrfl. › ſcrive Giovanni Santeno nel ſuo
Eſalti dunque, applaudiſca l’ antichità - ſpecchio bon.princip. p.125. , ed il
4. ingrandiſcano pure con li loro en— Rè Ferdinando ſuo figlio pur primo
comij li Scrittori di quei tempi Adria Rè della medeſima Città di Napoli
”o Imperadore , che viſitava l’ 1nfer con generoſità veramente reale ap
mi due , etrè volte il giorno 15ng plicò per ſervigio dell’Oſp edale ſotto
bis, ac ter di: , ò* mmnullos &quite; R0 il Titolo della Santiſſima Annuncia-`
mcmas, ac Iiácrtinos wſimvit , ſolarijs rc ta della Città *ſudetta turte quelle pe
fovit, á* conſilijr ſublcmvit, ſcrive ne , che à ſuo tempo ſi cavavano da
Lampridio in Aleſandro; ma non coutumaci delle robbe comeſtibili,c0.
ſcrifie, che nel medeſimo tempo in me non meno eruditam ente, che dor
crudeliva ſempre contro de' Chriſtia- ‘ tamente ſi oſſerva ne’ Cometari) de
ni, conforme teſ’tifica Baronio . Porn) 7 Riti della gran Corte della Vicaria di
whemcntcmſub Hadriamfaíínm fuzſſe Napoli al tampr. dell' Illuſtre Duca
ad‘verſhs Chri ian-05 perſe-curiomm, ſZztis del' Vaſto Girardo D. Carlo Petra. Chi `
dacmtgra'vi ſm-L ill‘l ”mc à Sam?” Pa ortanuta la laurea Dottorale con la
trióusſcripm Apologie, quibus /Lmè gla linqua, e con la penna in bricve tem
dinm parſècritionis à ccmiuibm chriſtia Po manifeſtoffi per uno de’ primi
mrum tlrſcrc conatifimt,ur.andratus, Giuriſconſulti de‘ſuoi tempi, con a
6c Ariſtides Philoſophi,quorum San ver aggiunto à gli ornamenti de’ſuoi
&us Hieronymus.- lib.6. de ſcriptori - Natali quei delle ſue ſpecioſe virtù;
bus Eccleſiaſ’ticis, ſumma cum laude fù eletto, come principio di quel
mcminit . QLL: cnim dubito! , Adria premio dOVUtO al ſuo merito, Giudi
Îmm minime L‘é’ffàffè a 'vcxatione Chri ce della ſudetta Gran Corte civile, d'
_flianomm , qm ipſorum [oca qua pm caz onde paſsò al gra do di Regio Conſi
teris Sacro/india Hierojiiljmis ”4225450 gliere , indi Preſide di più Provincie,
minatimiómldolozum prophana-vix , at efinalmente inſignito dalla Maeſtà
qucfé'dà'uitmt ſcribit Severus lib.2.Pau di Carlo Secondo Regna nte dell' onore
linus ad Severum Epiſt. I r. Hiero di Regente della Cancellaria , e leg
nymus Epiſt.; 3. 8c Ambroſìus in -Pfiil gonſi nel ſudetto prima Rito le ſe
mo 47. 'Him
quenri parole,
juſtzl/ímè ~
, a'c pièfiu‘i‘am exiſtma ,i lit
Celebrino pure altri Tito Ve/Ìaſiano, pijfflzſimm-Rc’x Ferdinanduît Prima: pra
5 chiamandolo Orbit amor , c3]- deliri-e:
Aîgrotamcs ‘non moda inwfi-Iyutſcd etiam Venti”, ;ſuor anti-quite” è fraudamibu:
perſc’met ipſum rcſit‘icbut , così lo teſti annonam ?ſx-MZ”, lunoni Gcreali dc/Ziñ
fica. Seſto Aurelioalle
co,ſiappla~udendo in Tito,
geſta die Plurar,
Ageſi ”aver-at @Ca-rca, ó' Lucio Portia Luci
nio Edilzbm , ut refi’rt Livius decad. 3.
lao, riferiſce nc’ſuoi Apoſtegmi , de-. [117. 7. Auguſtfſſímç Virginis Deipam
Hoſſiitali mrmorata , idcſt Sanc’Zi//ſiímz
ſcrivendolo
to un Gran nella ſuaLacedemoni,
R‘c de vita di eſſer ſtae i
Ann/imitare lflq'm Ci'vituis , ‘vc-r; Juno
m:
5'8 Teatro della Carità ,i

m': eli-vara”: omnium Regine de inam— e‘ Froflrim da Marco Antonio; Mi


rir,Cujur Sacratſſmum Templar» meriti! diaſi luogo al vero memorie ſtimate,
:amiamo rvero Pantropham appellamm, così onorevoli dal tempo vengono
mq”: mimſolflm pamm, acfruger , ſed conſumare, e ſtritolate, conforme ce
”iam 0mm': gcm’ri: alimenta,ó~ quicquid -l'inlegna il Regio Profeta nel Salmo
aliud ad cammadè traducmdam 'uitam ror. uerſî27.á~ ommsſimt mſlimënmm '
flm’t’ar par-‘orribili, orpbam’s, 'virginións, *vere-raſh”: , ò pure trà piccipli confl
(gratis, bqſloiti/mr , inner-:em propè mo— nidi un luogo a pena noto rimango
da”- bominum Multimdirxi ”firmi/Re mil noſepellite L'opre della carità,la di
gnÌ/ícè ſappi-dita:. E/l1 Im inter ”ma lezzione del Proffimo ſolarHente ſo
Neapolitan ñ‘ ”rbir ornamenti!, prgcipaum, no quelle, che han virtù di reſiſtere i
quo reliqnaſ ;mr UAH-1 moda , _fid toriur gl’ inſulti dell'età divorarrice delle
etiam (wap, ”71165 antecellrrc ”xi/ai *vick memorie, e diogn’altra coſa , e di.
t” r. quuc *vera aliqlfld aqua-lc preferita tramandare per tutti li ſecoli le glo
rum atatum picture, aut mrMiſicmtia-m rie delli Operatori , così lo diſſe Da*
anali/[è _fin-ile credi-ieri”; ; quantflmws niele nel capa aver/S3. Em”: quaſi Stel
conci Nervrt liberalims ronmlrndrrflr',qui tar i” perpetua: çternitam , potendo
fue-r0; , -ziclparmujófls deſtina” , 'Uil i” dire con ragione di vederli rino
magna i” pia nata! , firiſumftzóm per vellata l'a vera carità nel ſudetto
ltalium edi-rari mandato”, ut poſt' Aurcl. Trana da ſuoi Benefattori , ſapendo
Viſtolmrmcra‘: Siflonius cam'mmtficip. queſti ben miſurare le vere Chriſtiaq
D
Home”. [Up-.pag. ”zi/11' 28. ne azzioni, e la cognizione dell’Eter
Chi ſarà mai dunque, che paragonando nità ; e sì come le molte loro virtù
gli encomi-j dari dall’antichità , co gli renderanno meritevoli di qualum
me ſopra ſi è moſtrato, à piccioli at que ſ’timazione appo tutt' il mondo,
ti di pietà uſati da Regnanti della altre tanto giuſtiíſimo, il Cielo beni
loro età , non convenga di eſſaltáre gnamente gli arriderà.
con lodi maggiori la carità evangeli Paſſegino pure con franco piede gli
ca uſare , e che ſi uſa da fedeli dell’ fioriti campi dell’ Immortalità gli
uno, e l‘altro ſeflo,e de’Principi chri— Bcnefattori di queſta Real Santa Ca»,
fl‘iani, con quel ſuiſcerato , e paterno ſa,che han ſapuco ſtampar glorioſitîñ'
amore deſcritto da Secri Evangeliſti, fune le orme nell’erto ſentiere delle
dovendo lungamente vivere quei più ſode virtù della legge Evangelis
Huomini , che con le loro preclare ca, e compariſc‘ono sù del ſopramen
geſta porgono ajuro al Proflìmo, e tovaco Teatro della Carità del Proſſ
giovamento al publigo , e laſciano mo à trionfare,e d’accreſcerc li ſplen
con le loro virtuoſe , e generoſe dori—al medeſimo della verace gloria'
3zzioni eſempi :l’imitazione à Poi—’te eterna con diſtribuire le loro ſoſtam—
rí, 8c à Vegnen-ti.Ben`è vero,che ſalda. ze à beneficio de’Pçveri Infermi , e
l’artc ne’rirrovati di perpetua”: ad dai mal’lncurabile,ſtiinandoli figliuo—
huom-ini celebri nelle lettere , e nella li di Dio , veri Parti del Redentore,
Milizia la vita; compenſando la bre che dannoin centivo di eſſereitare la.
vrtä , che la naturali preſcrive. Per vera Pietà Chriſtiana, ba ſtan doli per
ciò vegg‘onſi òdi metalli più preg premio la propoſizione del ſuduo
giati , ò di Marmi più pellegrini riz Redentore: ,and um' ex mir/inn': nei:
zare ſuperbamente le Statue , acciò feci/l”, mibiferiſtis , cſcrviranno di vi
che nella durevoleZza della materia, vo eſempio all’altri,per mover come_
non ſianocaduche le loro celebri ri fedeli al medeſimo eſſercizio-,e ſe non
membranze , ed in queſta forma fu pocranno ſovvenirli con le loro
rono onorari Plutone da Ariſtotile, ſoſtanze, al meno ſervirli con la.
Demetrio Fata rea dall’Atcnieíì , Op propria perſona, come vi ſono chiap—
pmfla da Anazarbofinn’g da Scipione, riſſimi eſemplari dell'una , e l’altra..
opta
,
Lib. Il., Cap. 1V.
”Pra di'carità` , che brevemente mo minarne alcuni per non defraudarli
ſtrarò appreflo,potend0li raccordare della gloria dovuta,e per nó mancare
ciò che laſciò ſcritto in una ſua epi di moſtrarli la vera gratitudine con
ſtola SanGirolamo ad NapotiunumNo” palelare al Mondo di tenerſi dieſſi
mcr/:iui ma lt’gt’ſſè mutu morte morti-ur”, ,eterna la memoria,e non venghi lace
* qui [iu-mer opera churitutir exercuit, lia— rata la fama delli Amminiſtratori di
o” mi”: multa: Interceſſzrcr , á impoffi- _ meſser ingrati con loro Benefattori;
bile eſh muli-0mm proces non exaudorr. Vizio *così abominevole, così empio,
Con molta ragione dunque devo-anno che da turte le Creature anche inſen
verare li Benefattori , ſublimando ſe ſare,e prive di ragione vien fuggito, e
foſſe poſſibile le lo-ro glorie ſin ſopra ſchifaro, deſcrivendolo San Bernardo
9 de’Cieli , e la fama non ſtancherà già nel ſuo Sermoue 25. ſopra la cantica
mai le ſue ali per celebrare le loro lo per diſtruttore di tutte le Virtù . l”
di , e portarle à volo per tutti li an grutitudo of} inimicu anime , exiuauitio
goli della Terra, perche quantunque meritorum , 'virtutum dzſherſio , bom-fi
“’ foſſe ſtata fondata la Santa Real Ca ciorum perduto, iugrutituda *uentus eſl
ſadalla Santa Matrona Maria Longo urem,ſiocum ſibí ſoutem loietutis, rorcm
non pOtè ella ſomminiſtrare all’ ln mfiricordíz-,flumm grati '
fermi, 3c à turta la Famiglia, che aſ Sù del principio della fondazione di
ſiſte per loro ſervigio tutto il biſo queſta grand’ opta Maria Lore-meu
gnevole,e vi concor—ſero li Benefatto Longoincontmtaſi col Priiz *ip: di Su
ri con generoſità , e liberalità come m‘una Ravaſchieri gli domandò la li
vien apuntodeſcritta dall’ Angelico 11 moſina pel ſuocaro, 8c amato Oſpe
2. 2. queſtJ 7. uu.pr. Liberalitus cſi ’Uiſ- ~ dale,ed egli con generoſità di vero
zur ómè dx'jpm/Zmdi dí‘vita: i” uſhr bono.: Cavaliere Chriſtiaiio le conſegnò
ſordi-.r que, puupcriáus, conforme ſi 'una poliza di docati diecemila , e la
e veduto pratricarc per ſervigio de’ Santa Matrona dubitò , che queſta
poveri lnfermi di mal’incurabile da prontezza fuſſe ſtato qualche ſche r
Ben-;fattori della Real Santa Caſa, ,zo, per eſſer ſtiinata ella troppo ap
come propenſi alla vera pietà, e cari paſſionata del ſuo caro Oſpedale,mä
xità, ö: eſclami contro di quei Fedeli, accertataſi, che non altrimente , l’
che andoil nome ſolamente, non già aveva burlata detto Cavaliere, per
l’opere della noſtra Religione, San aver riſcoſſo dal Banco detta ſumma,
Cipriano nel libro de CZL’JÌÌÌÌ/ìnſá' , ubi incontanente diede le grazie al Si
ſic alt. Mutui: m- putrifflouium tuum gnore , e per teſtimonianza della ſua
_Torte def/[Liu: , [i ops-rari ex oo la rgitèr cie— gratitudine publicò da per turto la
fzerir, &tue/i7; mi/èr , quia dum times, ”è generoſità,e pietà di detto Cavaliere,
rcrfumz'liurirflrre dcfſiriut, vini , ó*- iſa/Zi ſapendo ben’egli , che come ſequace
ſulu: deficit, ó' dum ”e quid dc reo/or mi: della vera carità Chriſtiana dovea
mimmtur, attcìrrdjr, ”ou reſpiri!, quod if/è delle ſue ſoſtanze far partecipe li po
mirri/ur” amator magi; mammaria , quam veri , conforme laſciò regiſtrato To_
’ur-1m; tuo:. . bia nel rap. 4. con queſte parole : Ex
e ſitu-L un lungocóatalago de’Benef-at ſuo/Zum”; tuafao eleomoſimm, ó* noli
tori,'ſe voleſii annoverarli tutti , ba— a‘vcrtere furia”; ”mm ob ,ullo puupere,
ſi-andoli\d’eſFer carichi di rneriti per ſpezialmente da poveri di mal’lncu
aver eſserîcta'ca la vera carità col proſ rabile , e fù il primo de'beniſattori 'à
ſimo,e godere di eſſer ſcritti nel libro comparire sù del ſudette Teatro , con
dell’Eternitàxonſhrme lo dimoſtra l’ far arroſſire il Giuriſperito , che ſi
'Apoſtolo delle Gëti nella ſua Epiſto'. .faceva ignorante dinon conoſcere il
la ad Ph-ilipppcnſes ſup.4..ver/Ì4onnî Proſſimo.
oumfmiſi'riptaſìmt i” libro «viteGauJe’to Traſportati l’ lnſermi dalla Santa Ma
”ti-um dlſügdflflch, c procurerò di' no trona nel preſente Santo luog0,e rice
H z vuta
óo Teatro della Carità
’12-' vutaſì dalla medeſima la prima Bol rolomeo Capobianco Veſcovo di Letto
la- della fondazione ſin dall’_ anno re -- Monſignor Fabio Arcella Arcive
1-516. coni-orme di ſopra hò dirne* ſcovo di Capua -- Monſignor Gio: da
ſ'tra-co, incominciataſià divolgare t' Fon/èm Veſcovo di Ca-ſteli'o à mare di
opra così glorioſa ,- fi diede anche:. Stabia , e Regio Cappellano Magiore '
.principio-dia benefantori ad in ſtituire ‘MOnſignor Sd'üfl'ó dc Permtiir Veſco— '
tl-redr ir poveri- lnfermi , che fà'- ÌÌ 4 . vo di Muro -- Monſignor; Criſi-{fin
principal-‘opta‘ ſecondo l'intenzione Bar-”aldo Veſcovo di Sant"Agata de
di* Maria: Lorenz-a Longo , e per tutta Gori - - Monſignor Ferdinando di'
”Serie di quel ſecolo decimo ſcſto Amm Veſcovo di Bojano. E non vor
, tragualifuron0= rei, cheſî apprendeſſe dal publica,
Gio’: Frame-fiv Loffredo.- Nitodemo- Spinelli, che per colpa di livida paſſione fuſi
jaddloo de' l’orror- , Gio: Andrea Curiale , Ab. ſero rimaſti prividelia gloria dovu
i 3‘134” Gio: Andrea Carafa de' Principi.- di ta ne’te‘mpi andati queſti ſudetti Ve;
Stigliano,-` LuigiZ-iroſo . Gio: Tom/ode' feo‘vi, öe Arciveſcovi, e veri Paſtori
Gama-ra,… Abbate Gi”: Antonio Cri/Ein, diSanra Chieſa ,che anche loro han
Gio: Andretta# Majo,-Gio; Maria Carafa fatte le parti della vera cari tà ſul
di Alejandro coin‘infl-nitiñ, dc’ quali ſi detto Teatro, poiche eſſendoſi atteſo
"paggena regiſtrati , e norati ne'li'bri con ſ'ui-ſceraro amore alla cura dell‘,
dcr-l‘Archivio di detta Santa Cat-ſar Inſermi, pocoall’ora curoſti di pale
effefldomi gia roceſtato- di ſopra, fate al Mondo ie- loro beneficienze,
che li baſterà ali altri‘,~ 8c aànehe a quando era-no ſcritte à caratteri di
qui-,ſki di* ſ’car regiſtratala loro pietà Stelle nell’empiero,e ſi procurava di
nel‘l’enwpiîrem e-con_ queſili— benefizii &Bibi-lire l'opra- incominciara, ma per
ſi' andò avanzando detna’ Santa* opta, non additarli come compagni del
e furono l‘i' primi* , che fecero le parti? Giuriſperito tentatore del noſtro
nelle ſcene del- tanto decantaro- Tra. Redentore,che domandò qual lì foſ
no; che come ſegnati dellla vera cha 1 5 ſe il Proſſimo avendocelo ſignificato
*rit’àç vollero riconoſcere il Proſſimo, con la Parabola deil’huomo ferito , e
ſo‘vvenerrddlo- con le loro‘ ſoſtanze,- e che pareva di ſpaccare à Sacerdori, e
iovandolo ne’biſogni delle i-rrfirmirà, ch‘i-tl l'oſſervanza più delli altri del
edi rnì-al’lncwrabile 7 per non- vemrli Divino precetto; perciò ſono in obli
kimpmveraeo quanto laſci-ò fermo go di celebrare di queſti la generoſa
pe‘: noſtro inſegnamento i' Evans-eli - pietà,la vera carità evangelica , e l'
fia’ Giovanni nella ſua Epiſtola prima immenza affettuoſa liberalità verſo
”nf :1. @i haáner-itfuá/lawlam ho”; del proſtìmo,con giovarli per mezzo'
Moi-ridi, á- -uia’rrìt Frattura/har” acceſſi. delle proprie ſoſtanze à guarire le
mm Iulm, ó* :lau/Eri! 'ui/Zara fica ab tante infirmxtà, le tante pucride pia
eo: quam-ida charm” Dei mm” i” eo. Fi.. ghe”: tutti liloro malori ; e ſtavano
ſich' mer' rio” diligenza: ’verba , mq” [in. efli be-n’inteſi come Paſtori eletti da
qua, ſed opere , á* verita” , _conformu Santa Chieſa per difeſa della Chri
appunto ſi è' veduta. pratticare ne’ſu. ſtiana Greggia quanto laſciò ſcritto
detti Benefattori con aver moſtracd per inſegnanza commune Pietro
con l’o‘pre , e non can le parole la lo. Ravennate -ó Pietaois januam claudit ,
torvirtù, e carità verſo del proſſimo, qui *viſiera Mi/èrícordz'o: Proxima':
Nel medeſimo Secolo comparirono pu. ma’dicammta non ape-ri:. E queſta
14 re à far la loro parte nel ſudecro grand’opra eretta da MariaLongo di
Teatro molti Prelati, trà quali. ramoſſl feconda in numeroſi tivi da
Monſignor Tomaſh Caracciolo Arciveſcvo Vaſto fonte per tutto ll Regno, e
di Capua , e_ Regio Cappellano Ma. fuori di eſſo,e vollero queſti con atti
giore -- Monſignor Albi-'rica Giaquiolto, imparcggiabili della vera virtù far
Veſcovo di Te’lcſe —- Monſignor Bar. campeggiare nel ſudcrto Teatro
. quan
Lib. .II. cap. .1V. 6 1'
quantov gli era. fiato— preſcritto dalla Ce/Ìarizadi-Majella - Role-”a Carafà Du~
Santa Sede nel Ca”. Gloria Epifcopi ”Cheſſa di M-ataloni - Silvia Piccola
12. gergſſzflloria Epifiopi effipauperibus rmìm' Ducheſſa di Amalfi - Par-zia Pi
provider-e; Iguaminia Sacerdoti:. ”apr-ij: floju - Cecilia Caproni; - Dianora Rieſli
ſtudc’re dimm: . E con tal‘ oſſervanza litma ~ Laura delle TÌBZZEÌD. Iſabella di
aggiunſero maggior decoro al lor Toledo Ducheſſa di. Caſtrovillari - D.
grado, edificazione alli popoli ,e ſo— Anna Maria- Sanſe'uerine Conteſſa di
dísfazione alla Sede Apoſtolica, e Nola - Por-via Ferreirañjlngelu Capri/ez
ſplendore alla Religion Cattolica, ö: Luerezia Mama/ò - Liruia Lembo - D.
eſſendo paſſati dallìoccaſo di queſta Giralama Colonna - Diamra Sei'uerez. -
vita all'oriente della verace Gloria Lucrezia della Parra con altre molte: ,
con eterna memoriadi tutto il Mon eaminando intanto il nome delle ſu
do Chriſitiano. dette piiſiìme Mattone glorioſo per
Se la Real Santa Caſa dell’Incurabili le bocche degl’ huomini ſenſati , o
della Nobiliſſima Città"di Napoli per profeſſori delle vere virtù chriſtiane,
infiammu'i Poſizeri alle vere opre ma molto più riguardevoli per eſſer
x7 della pietà Criſtiana eſpone nel pu ſi eſſercitate nel ſervizio dell’infermi
blica gl'llluſtrieſempii di quelle pijſ di mal’incurabile, con averli inflitui
time Mattone de’ſecoli paſſati , farà ti eredi doppo morte per ſovveni
ſenza du bio comparire le loro azioni mento perpetuo alle loro miſerie.: ,
così preclare, e le loro virtù così glo ſpropriand‘oſì de’loro beni, er arric—
rioſe ſenza punto cedere la maggio chirſi della vera gloria celeſfc,
ranza' àſecoli rrmſandati ; 8c invidiar mer non ſaprà mai la rapacità de ſe
non potea in quel- tempo Napoli alle coli, eſſendoſi avvilite nel ſervire le)
Amazoni , 8c Eroine della gentilità povere inferme,& umiliate fuori‘ dell’
nella coſtanza , e fortezza d’ animo, eſpertazione del loro grado , e della.»
öc alle Vergini clauſtrali della Cat 191'01'0 naſcita , portando impreſſo nel
tolica Religion-e . Di queſ’te virtuoſe etto la ſcienza de' Santi, che in
Marrone numerar ſi poſſono molto ſegna il dÎVenire ſtol-to, per eſſere
poche, ma innumerabili ſono le Re ſapiente , e grato à Dio ; e ſiami leci
ligioſe ne’Chíoſtri , e di tal Fonte fu to di rappreſentare la ſentenza dell"
rono elle gli tivi, che irrigando gli Apoſtolo delle Genti nella ſua Epi
campi della gloria con aver eſſercita fiola ed Philip. rap. z. *ver/ie. 7. poiche
to nel ſudetto Teatro la vera carità ni-uno può giamai avvilirſi tantonper
evangelica , fecero verdeggiare li lo Dio,per qualſivoglia ecceſſo di e er
ro allori al paragone delle palme di cizio baſſo, 8c umile, che faccia. ,
rante Sante , che ſi venerano nel-la quanto l" iſ’teſſo Iddio per noſtro
Chieſa sù l' Altare da Fedeli, com amore ſi- eſinani, prendendo forma-,di
aver inſtituiti eredi delle loro ſoſtan ſervo , 8c apparendo à ſomiglianza_
ze li poveri inſermi dell’uno; l’altro di peccatore : e benche ora regni glo
ſeſſo di mal‘incrrrabile , con aver'an rioſo nel Cielo , conforme oſſerva il
che ſervito perſonalmente le povere Cajetano , ſupporta pure l-* infedeli,
infame ridotte per le. loro miſerie che ſono la magior parte degli huo
nel ſudetto Sanno Luogo con capirà mini, diſpreggi , 8c i-nfamie,tenendo
impareggiabile, e con vero ſuiſcerato lo in concetto di ſeduttore, e ciò ſino
amore, riconoſcendole come proprie alla fine del Mondo, per inſegnarci à
figlie , ſenza ſchifairle punto per lc.. d‘ispreggiare l’ opinione degl huomi
ranteñ purr'sd‘e piaghe , 6c abomine ni , ö( a non curare l' immortalità
_ voli mali 5 compariſcono dunque della fama , e le lodi del Mondo. Hoc
ſul publico, acciò ſiano di eſempio mlmſmti” i—n 'uoóir , quod (’7' i” Chrtſto
à tutto l’ambito della Terra , e ſono Ieſh , qm’ mm informa Dei effèr, mm raf
le ſeguenti. fina”: arl/'trame efl eſſè ſi* equarlemlpía,
\ e
62» 'Teatro della Carità
fia! [Emotipſimr Minniti-uit ,formamſrmt' jam copi: habitare ; e vengo a dar con'
tlL’ſ'iPÌCöſ , inſr’militudírtEm bomimim fa tezza de loro nomi , che quì- ſorto
it”; , ótbabttu inventa: ttt boato. Hami tr-aſcrivo ; mà di alcuni pochi per
liavit _ imotip/iim fuc’im obm'iem riſque non tediare il Lettore - Giacomo Tolſi
ad ”torrent , mortom autem Crucis. Frameſco d’ Anfora -D. Gio: Battiſia
Da tal’el'empio ammaeſttate le ſudette Gagliardo - Framefio Conte . Gio: Lio
Mattone non curarono punto di eſſer nardo Lubrana- GiozPiotro Ricci - .Fratt
citarſi ne più vili miniſteri, per trion 'caſco Antonio Boffio- Gio: Berardi” Buo
fare glorioſo nelle ſcene del ſopra no ñ Diego Nnglres de Palma-Mario Zur'
mentovato Teatro. taro - Pa ”lo Giraldi ~ Gabriele Pino— D.
Terminato , che fù il ſecolo decimo Framcfio Brutto ñ Giuſeppe Salinei- Gaſl
ao ſeſto , ſorſerò altri benefattori ſe pare Roomc’r , o Laiggi Poderito- e di
guaci della vera carità chriſtiana.- , `queſ’ti ultimi , come Benefattori più
come non punto inferiori à quei del celebri, e de quali vi ſono nella Real
ſecol precedente, ſapendo ben queſti, Chieſa li loro depoſiti,deſcriver_ò ſpe
che per divenire nell’altro ſecolo ric zialmente le loro condizioni.
chi ,mezzo più facile non ſi ritrova , Furono così grandi le virtù di Mario
che per amor di Chriſto dare le ſue, 22 Zucoa›»o,che nó ſe ne deve per niun ſe
ſoſianze à poveri. Però Santo Agoſtz' colo perderela memoria ; poiche ol
.’20 ſopra quelle parole dell’Apoſtolo: tre la norizia delle belle lettere , oltre
Pracipr divitibui baja: fittaſi nonſopcrbè la lingua Greca, e Latina , incomin
firpere nella ſua szſtola l. ad Timor/Lab ciò à ſtudiare li primi rudimenti del
mp. 6. *vcrſ i7. dice , che non ſi con la Medicina , e per dar compimento
tentò dire divittbus , mà vi aggiunſe; à queſto da lui molto ſtimaro ſtudio,
’boioiſeculi , perche vi ſono li ricchi abbandonò egli ogni altro eſſercrzio
dell’altro Mondo, `@zio fimt div-ito‘: litrerario , e ricevutane doppo alcuni
iiz'teriuiſitruſi , che apunto ſon quei, anni la Laurea Dottorale , mercè al
che voluntariamente bencficano li ſuo maraviglioſo profitto , nc diven
poveri con li loro beni , conforme ſi ne Maeſtro , anzi in brieve tempo, di
oſſerva nel ſermone 205.[16 tc’mp.abmp. eſſerne publico Lettore ; e come chi-_a _
3. del ſudetto Santo Patriarca Agoſti dilettavaſi non poco delle umane let
”o .E certificati detti nuovi Benefat tere, profeſſando di comparir crudi
tori , che non vi è altra richezza,che to;e tal volta annoiato dalla faticoſa
l’ acquiſto della Beatitudine eterna_ lettura rincoravaſi in compagnia..
con dare li noſtri beni temporali , e; delle Muſe. Non conoſceva egli ripo
mentouarò alcuni de loro nomi , e di ſo maggiore nelle ſue vaſte fatiche; ,
alcuni altri mi diffonderò nellemeri che. quando con oſtinate vigilie nella
tate commendazioni,con porger via ſua profeſſione qualche nuova opi
più un charisſimo eſempio à Vegnen nione indagava , godendo che altri
ti , e qual premio glorioſo traggono nelli ſtudii ſi approfitraſſe per ſua..
quei, che han per ſpoſa la carità del maggior lode,prodigo era d'inſegna
prosſimo, appunto quei fervoroſi de menti, quali volle, che ſempre com
iiderii dell’ iſteſſo Dio , e quelle vere; iariſſero veſtiti di erudizione , e ri
conſolazioni, per le quali prima di chieſto da molte Città d’Italia per
partirſi .da queſto Mondo incomin Levante , non volle accettare già mai
ciano ad abita re nel Cielo, ſperimen1 l’invito per ſerbare gratitudine alla_
tando quel che laſciò ſcritto Sa” Giñ. ' patria; la Filoſofia , e Medicina leg
'zi rolamo , riportato da Euſebio nella ſua ger volle, e per aſcotarlo venivano
Epiſtola della morte del medeſimo, da vicine , e lontane Regioni gli eru-ñ .
chi ama veramente Dio 8c il prosſi diti curioſi d’ imparare le ſue dottri
iÎno incomincia da quà giù à guſtar il ne ,onde giuſtamente ſortìgrido im—
Cielo , qui mmm in cbaritate , i” Carlo mortale, etraſſe alla ſua benivolenza
gli
Lib. Il.: Cap;- ñ- I-V. 6-3'
gli animi di' tutta la Città, e per rana Vi riporre' dalli'Ammíniſti-at ori di
ta acute’zza del ſuo<iñngegnó,c fatiche‘ detto Santo Luogo per gratitudine
33 nella publica Lettura conſegni l'a-. dovuta ad un` tanto gran Benefat
Laurea di Conte Pálacinoſienza pun* tore.
0
to inſuperbi'tſi' , mentre nel conoſci" 26' Mario Zlate-oro Ploi/oſhplzio , ó*
rnento del vero portando come huo‘ ` drtis MUdícin-t Doífori,
mo di perfetta virt'üîeontinuamcnto Earumquc i” Regio Noapolitam
il core nella bocca , faVel-lava con... Gymnuſio
molta libertà , eſſendo aſpro nimico Interpetri por/pioacèffimo.
della ſimulazione , grave nel ragio Longa lamzorumſèrie;
nare , e come umile odiava in altri l’ E: exir/de oomitir Palatina' Lau
alterigia , e la vanità. ` rram ron/L’auto;
Con i' occaſione' della ſua perizia ,e dat.. Qgi lm’urabilium Sacra Domo lv;
34. trina fù eletto anche per Medico del redr iufiri‘ota
' la ſudett'a'
vtahiti Real
, dove Santa Caſa dell’Incu
c“ompaffionando le m—i Po/l firm tandem firm”: cſt aggrefflor.
Vini-m fcilz‘oèt nature ‘Zlc’ſtl'già ar'
ſerie , e l’ angoſcie de poveri infermi, tir mothodo infimtus
’con applicazione eſtra‘ordinaria at Cilrabíler dgrotfls, ſono: reddidit
tendeva alla lato cara, ma con tanti Grandiorifato moric’m
atti di ſuiſcerato amore , che avea.. Ad fizpernaturalom natura”: aſpi—
tanti elogii al ſuo ‘nome, quante era ra”:
no le lingue dell' inferm’i . 1/1/35 Imuraóiles
La ſua caſa era una copioſa officina di Hai-editato , ó* ;limitate ſonar/ir.
convaleſcen-ti , cd inſerirli per l'utile, Gran' animi monumento”: Sacro
e ſodisſazione che riceveano per la.. Dom”: Prçfèc‘îi
erizia del ſuo meſtiere , competen
doli le lodi dell’ Eccleſiaſtico al cap. P. P.
38. ver/it- 3. DÌ/Eiplifla Medici oxalmoit
cap”: illiur,c’j’jn con/pad?” Mugnatorum Obijmmno fitlutir [mmm-e.
collaudabitur. Logoraro dalla matura_ MDCXXXIV.
età , ma più dall’ inceſi anti ſ’tudii , li
25 ſopragiunſe un’infirmità tanto gra P Aulo Giraldo ereditando da ſuoi
Ve , che lo riduſſe à morte, mà prima Antenati maturezza ne’conſigli,co
di conſumar’ egli gli ultimi ſpiriti, 27 ſtanza nelle azzioni , e ſpiriro altiſ
laſciar volle eredi li poveri inſermi ſimoin ogni affare, viſſi: in tanta
del mal inCurabile,per aver egli ſem ſtimazione ne’ ſuoi tempi, che da
re applaudito alle glorie, alli trion tutti veniva amato , etemuro, con ~
fi,& alle lOdi del ſudetto ‘Teatro della grandezza _ di animo ſo‘p‘eriore < alla
vera carità chriſtiana, poiche ſe non.. naſcita , inclinatiſſimo ` alla miiià -
poteva morendo preſtarli quei aiuti‘ tar Diſciplina, ond'e‘ ne’primi anni
neceſſarii~col ſuo mcſtiere , laſciò 'il della ſua gioventù per *avezzarfi
modo ad altri , che con le ſue ſoſtan alla toleranza delle fatiche lontano
Ze , e beni temporali veniſſero curati, dagli agi di ſua_ caſa molto dovizio
e con la toleranza del male non mai‘ ſa de'beni di fortuna, ſi eſſercitò nel
diVerſo da ſe medeſimo pieno di amo la caccia, come Imagine di Guerra, e
re , e di carità licenzia ndoſi da ſuoi ſ1 avanzò tanto, che in bricve ne di*
Dimeſtici da… ſuoi poveri, e dalli venne Regio Prefetto della‘— medcſi-í
amici, chiuſe gli lumi a queſta luce, ma; mà come huomo di profonda
er aprirli all’ eterna gloria, e .ſù ſe intelligenza, volle pur ſequire la mi
pellito nella Real Chieſa di Santa.; lizia , e-dalla Real Generoſità del
Maria del Popolo , leggendoſi nel ſe Glorioſo Filippo Wai-to ſù Creato
polcro la ſeguente inſcrizione fetta Capuan de’Cavalli, 8c effiicitò la
ca—
54 Teatro _della ‘Carità-2 - - -
carica con ſua gran lode, mi con di-z, ſandali ſuoibeni, a poveri, e di tutto
verſa fortuna , e fù- pr evenuto dalla' propoſito _ſovente veniva à trionfare,
morte,intorno alla quale furono va; e fatele ſue, partiztra le ſcene del ſo
rie le opinioni, mentre per opra de' pramenrovato Teatro con tanto fer
ſuoi Emoli vollero con la ſua m'orte vore,& ardenza ,verſo de’Poveri così
oſcurare le chiare azzioni della ſua putridi,co_sì ſchifqſi,e pieni di mal’in
vitazMà p.rima,che chiudeſſe gl’occhi _curabilez ayverandoſì di lui quel det
à queſta vita inſtituì erede la Real .tp della ſpoſa‘nella cantica al oops.
Santa Caſa dell’lncurabil per non re :iter/Z i7. _Aqua multa! ”on patron-tm:
ſtar egli privo, 8c eſente de’Trionſi, e extioquere oharitatem , non ſtiman—
Trofei. del ſopraceennatoTea'tro,avé do ,per ſervigio de’medcſimi niun dio-
'do nelle ſue ſcene adempire glorioſa ſagio nella ſua perſona per il grande
’mente le ſue parti , e fù ilſuo cada incendio, che nel ſuo cuore nudriva
vere ſeppellito nella medeſima Real della dilezzione del‘ Proſſimo. Carico
Chieſa di santa Maria del 'Popolo, ~ in tanto Gabriele di virtù , e di cari
dove ſi legge la ſeguente` Inſcriz-` ’ rà , eſſendo un vivo eſempio delle
zione. , , _ umane , e fedeli azzioni, coſtretto 3
Paolo Giraldo fortuna agio”: ›, animi depoſitare l’ Umano triburo alla
amplimdim’, ñÎ Terra , andò àgodero trà le celeſti
28 At liberalt‘tatt portelt’lzrz' , Gerarchie l’ eterna Gloria , e fù ſe
Egaltam Dutir, Rogt'_ Verzat‘t'oais Pro: pellito nella mentovata Chieſa con
feifîi, . la ſottoſcritta p inſcrizzione ſepol
. - Deoora adepto . crale.
Inſigni
ſ ſi Pitta” in Satram
In ittttam barra'em;ſlam ;dem Gabrieli del Pino Comenſi,
30 Singalari Pietatc' Viro
_Gratitttoliiztſis ergo ejttſdem Edi: Modera
Suit, qui bom': ex Omnibus
tore; r Satram bano Domani
ngedem inffituit.
l
I’. P.v , a‘ Profcfli grati animi
Italiani oppido -vitafimóîo
Anno ClÒlXXLIl. VIII. lalui' Jil/ij P. P.
Et pria/tè ldtts Imc ſuo ex *voto
trarzſ'ato 'Ao Saerom quaticidíe
I’ro ipſiar Voto.
Abriele Pino da Como Città nella Cortſiituere.
Lombardia unita al Stato di Mi Almo CIQlXDCXLV.
z 9 lano abbandonò da Fanciullo la Pa
Lcria,e portoſií in Napoli per alimen— L ’ Intelligenza , che dimoſtrö Fran
rareie ſue ſperanze ne’vantaggi del ceſco Bruno nel conoſcimento del
iaforruna, e con applicazione eſtra 3I la vera pietà chriſtianaſià cosi gran
ordinaria, atteſe ben‘egli à coltivare de, che altri di uguagliarla ſperar
.la Mercatura , come meſtiere molto puote , non già ſuperarla. Fù la di
jucroſo, e facile alle volte al precipi lui Patria la Città diNapoli, naſcen
zio_,e tal volta di gran ſollievo nelle do di molto oneſta , e civu famiglia,e
_famiglie :Aggiunſe al ſuo eſsercizio vogliono alcuni, che foſſe dirama
la bontà della vita ,e la dolcezza de' to dal celebre Antonio Bruno di
coſtumi, per lo che nella Città fù ſcendente dalla Manduria trà Popoli
amato, 8c altreranro da Foraſtieri, Salentini , che dopoitrasferiſſi nella
de'quali copia grande ne manteneva - ſudetta Città,dove fermaronſi li ſuoi
di amici; Mà ſi come era intento al eredi , e vi ſtabilirono domicilio .Gli
ſuo meſtiere,così attendeva alle opre primi rudimenti delle lettere appa
della vera Chriſtiana pietà , diſpen` rogli queſti trà Padri della Compa
gina
htm—4 4 m
Lib. ILCap. i ;67"
'gnia di Giesù,da q'uali'inſegnat’e li fu.” conſolava gli afflitti , ſollevavagli
rono le lettere latine,e greche, 6c of— oppreſſi dal male, ricreava ogni uno
' ſervandoſi da medeſimi, che Frame con la ſua preſenza,e col ſuo divoro,
ſèo d’ingegno acuto , e nel applica 6c allegro converſarexln ſomma tut
zione dello Studio ardente non ca to, quel tempo , che l'avanzava dop
minava , ma voleva all'Eminenza di po di aver ſodisfatto alle funzioni
una mirabil _facondia , procuravano ;rt-della ſua Chieſa , lo ſpendeva in ſer
di ſomminiſtrarli ſempre occaſioni vigio di detti Poveri; così voglio cre
di eflèrcitarſíp con diverſi componi dere, che ſi aveſſe eſſercitato D.Am`e[~
menti, effigendoli da lui ogni giorno, lo RW pur Canonico della medeſima
6c egli con agevplezza grande paga ‘Chieſa, e Benefattore del ſudetto
va non ſenza grandiſſima loro am Santo Luogo; ma per quanto hò
mirazione. procurato di averne le notizie, non è
Eſſendo uſcito di ſcuola, venne manda ſtato poſſibile 5 potendoſi contentare
to da ſuoi Maggiori à ſtudiare ſcien di ſtare regiſtrate colà sù nel Cielo;
ze ſuperiori, e quantunque foſſe di mà Franceſco innammorato di Dio
32 fiorito ingegno , e tentafle ogni ſira con ardenza così grande, che li fù
*da per isfuggire li campi ſpinoſi delf forza diffonderſi nel proſſimo , e ve
le leggi , pur convennegli , nulla dl ramente il vero Amore ſi fà conoſce
meno coltivarli per ſodisſazione de' re dall’operare , elo ſplendore delle
ſuoi ,6c avanzandoſi ſempre più nel opre virtuoſe ſifa da tutti ammira
profitto di eſſe , fù decorato della re., e compaſiionando‘ tanto le miſe
laurea dottorale; quando ad unñtrat rie di detti poveri, vedendoſempre
to perſteflíb
ſeco iſ irazione
quanto di Dio di
le coſe ruminando
quà più dinanzi à gli occhi ſi doloroſo ſpetta
colo , che non li baſtava il cuore di
_ſiano caduche, deterininò di laſciare abbandonarli , e conoſcendoſi gi i
le vane ſperanze, e di menar vita riti cadente più ſorto di una continuata
33 rata per ſalvezza della ſua anima; indiſpoſizione,che ſotto il peſodegli
onde applicatoſi al ſtato clericale , anni tutto dedito al ſervigio del ſuo
coltivò la vera pietà chriſtiana , che eatore , öc alla contemplazione di
lo rendettero molto raguardevole,ac quel bello non mai mutabile di la sù,
coppiandovi pure la candidezza della impegnato ſempre nelle divozioni,
vita,quale menando ſempre nelſuo pervenne alli ultimi 'ſuoi giorni, e
fiato con atti eſemplari, divenne me morendo con. eſempio d'imitazione,
ritevole di eſſere eletto per Canonico 35 laſciò delle ſue facoltà eredi li ſu0i
della Cathedral Chieſa della Patria. Poveri dl mal’incurabile,avendo fatto
Trà le altre preclare ſue virtù, 8c az~ molto bene le ſue parti nel ſudetto
zioni, e degne di eterna commenda Teatro , e volle eſſer ſe pellito nella
zione, furon l'aver egli abbandonate ſudetta Real Ghieſa cſi-poſitando il
le proprie commodità , ſi trasfetiva ſuo Cadavere vicino alli ſuoi lnfermi,
continuamente à ſervire l’Inſermi di leggendoſi nella medeſima Chieſa il
mal’Incurabile nell’Oſpedale.ln que .' ſequqnte Epitafio.
flo luogo eſſercitò in un iſ’teſſo tem
po con gran fervore di ſpirito molte, ’5 .5» Pmmi/Ea‘Brimw—I. C.
e diverſe opre di carità , ivi aiutava :ì Et Cam-niro N capolita”
ben morire' gli moribondi afliſtendo Moribm, at Religione
li con perſeveranza , 'e ſollecitudine Omarffflima.
della loro eterna ſalute ſino all' ulti Singulari benefit curia.
mo fiato , con darli di poi ſepoltura. Ham in Adam I; mia”
Ivi gl’inſtruiva nelle coſe apparte inflitta!.
;nenti alla fede,eſ0rtavali alla pazien Moderatore: P. P.
Zaz e gl’ invitava al Paradiſo . Ivi Amm ClgDCXLV.
' l Frà
1…

'66 Teatro della Carità


FRì tante maraviglioſe memorie del-s nella ſudetta Chieſa ſepellito,e nella
la vera pietà criſtiana, volle anche.: medeſima tomba, in cui venne anche
37 avervi luogo D. Gio-www' Saline: di ſepellita ſua moglie , acciò che non.»
‘nazione Spagnola paſſat' in Napoli meno in morte, che in vita albergaſ
molto giovine per ſoldato trà le- mi— ſero queſti due cariſſimi conſci-ti, le
lizie, che ſi mantengono in nome- del gendoſi nel ſepolcro .
Re per preſidio,e difeſa della medcſi '4.1 A qui fai-.e el magnifica Capitan In” de
ma Città , Ge avendo egli arrelo à gli Sal-im” Eſpañol
c’ſſercizij militari , apparò in acerba. Continuo di’ .m Mag. Bemfiueor deſk 'ue
età maturo giudizio, 6c il meffleru ”enable Hoſpital
delle 'a›rmi,öc in più occaſioni avendo Mario Primiero de Home”
moſtrato il ſuo valore, in brieve tem MD.XXXXIIILAÎÎM;.
po arrivò ad eſſer Capitano ci’ infan
teri‘a con molta ſua loda , nella qua-‘l Jam-bia Magri-alma uxorſupradiéîi Iaanní:
carica per quiete della ſua- anima paſ de- Salma:.
38 sò alle nozze,ed unito-Colla ſua ſpo
fa à tracciare ia vera via dell’ eterni E Cco corn-patire sù di queſito Teatro
tà‘, 'con-occhio paterno riguardavano Gaſperi-e Rom”, che, li compiacque;
li biſogni de ſoldati della compagnia 42 la Divina Previdenza di farlo naſce
deſtinatali,& attendeva Giovanni .par re al Mondo .per ſoſtegno di queſta.
ticolarmente à tutto potere , che ſirf- grand’ opra , e per inſegnanza à] Fe
onde color0,ehe ſorto altroCapitano i deli, come debba eſſercitarfi la carità‘`
fero tutti ben trattati dalli Uffiziali ;
Evangelica , della quale ſi fà pompa..
miliravano nel vederli loro colleghi nella Real Santa Caſa dell’ Incurabi
con tanto affetto, come figli trattat i, li , e procurati-ò , che ſi apra queſto
procuravano ſmeoporſi al ſuo co ‘Teatro, ſi eſponga al Publica, ſi pale-'
mando, e quando-tal paſſaggio ſe gl' fi à tutto l’ ambito della Terra , e fi
impediva , piange vano la propr ia.. faccia conoſcere à tutti Gaſpare R0
ſorte, 8c ammalandoſi tal volta alcu mer nato in Anverſa nella Provincia..~
no di l-oro , ſubito gli faceva'curary del Brabantein Fiandra, Per nobili
39a proprie ſpeſe, 8c aggravandoſi il tare non meno la Patria , che tutta.
male, li faceva traſportare nel ſopra la Provincia , decorata del titolo di
menrovato Oſpedale , dove ven-iva. Marcheſato del ſacro Romano Im
egli ſovente à viſitarli, 8c avendo oſ— pero , e dichiarata Sede Veſcovile)
ſervato uſarſi con l' infermi tama dal Sommo Pontefice Paolo 1V. nellí
gran ca—rità da Miniſtri di detto ſanto anni del Signore I 5 59. molto chiara,
luogo , s’affezzionò tanto , che volle e molto 'rinomata per le ſue ricchez
anch'egli fare le ſue parti ‘nelle ſcene ze , edifici} , e fortezze , e per li con
del ſudetdo Team., parendoli di non tinui tra-fichi, e mercanzie deſcri tra...
aver ſodisfatto à. Dio , con aver uſata eruditamente dal celebre Geografo
ogni ateenzione con: ſuoi ſoldati ſud de' ſuoi tempi Abramo Ortelia.
diti , e zelara la loro eterna filare.- , Nacque queſti di principal , e nobil fa
con averli ſempre eſortari alla' fre miglia, ma molto più illuſ’cre per la..
quenza de ſanriilimi Sagramenti, in ſua bontà, e per le ſue~vircù grate.
citandoli col ſuo eſempio; e così go alla viſta del-l’ Altilſimo . Ne’ primi
deva di eſſercita-rſi nell’opre della ve ann.i,anzi {in da fanciullo moſtrò có-~
ra carità Evangelica. Cinto Giovan gionta ad alto intendimenro incom
”i di tanta bontà d‘i vita , e di tanto parabil prudenza, e la curioſità,chc_›
40 virtù criſtiane vicino alli ultimi alici 4.3 ſovente ſuole accenderſi ne'Pet ti de'
del ſuo fiato , laſciò certa porzione: giovani virtuoſi l’ induſſe à caminare
de ſuoi beni à~ìſudctti poveri infermi fuori della patria per conoſcere , c)
di mal’ incurabile ,v e fù il ſuo corpo farſi conoſcere; onde dall' aver prat~
- ñ ticato
.Lib. 'II.,Capſi IV. 67‘
ticato paeſi ſegretati dal grembo del correre , e porgere aiuto à luoghi pij,
la Chleſa Cattolica, ne portò non., che ſi mantengono nellaCittà per be
ſenzaſua grati lode glorioſo il nome neficio del Publico , e per ſollievo de’
. miAſipoſtolici'.;
di non aver pumo ma divenire da Dog-
da Emulatori del -. poveri infermi dell’uno , ’e l'altro ſeſ
ſo , e per eſſercizio della carità , con..
la ſua-grand"indole fù publicato , di d'rſtribuite anche le ſue ſoſtanze à po
eſſer ſ’tata macchiata la ſua memo; ~ veri biſognoſi, ſacrando à Dio molte
'ma tocco dal Divino Spirito riſerba figliuole ne’ Monaſteri,öc altre molte
‘eo permoſtrare à t'utt’il Mondo Cat " .ñ collocandole col maritrarle , per non
tolico',q`ual ſia~la vera dilezzione del -farle ſoggiacere all'inſulti del Demo
proſſimo ‘comandata da Dio , e ve nio , öe alli inviti luſinghevoli del
dendo di non poter riuſcire ne’ confi Mondo; quando ſi ſtiina va univerſal
ni della ſuaPat’ria gli vaſti ſuoi diſe mente da tutti , che aveſſe egli volu
‘ gni, ſi portò in Napoli, dove apren~ to perpetuare il ſuo nome , con la di
do caſa di mercatura, v’ incontrò e ſcendenza, iſtinto, che porta ſeco la..
alche amarezza , che ſuole portar Natura, tanto più compatib’ile,quan
ſii-:zo la' negoziazione, particolarmen to meno dalla di lei corruttela men.
te a’ foraſtieri , e poco prattici del viziato , vedendoſi ſempre più cre
genio de’ Nazionali; non 'però egli ſcere ne' cuori de viventi ſar ſoPravi
con la ſua prudenza ſuperò ogni ma vere ,e perpetuare il loro nome.
lagevolezza , e con le ſue dolciſſime Terminate dunque con la morte il ſo
maniere ſeppe guadagnare gli animi 4.5 pravrvere ne’ poſteri , è un ſuellere ,
~ di quanti-con lui trattavano, ricono 8c un recidere dalle radici la fecondi
ſcendoſi nelle ſue gcſta un ritratto tà delle piante, e con un ſol colpo ab
delia corteſia, e diaffabiltà; Virtù batere , e. porre ſottetra più vite; 0n
tanto commendata da ſcrittori , ſpe de con gran ragione alcuni dichiarati
i zialmente
Etica ul cap.da6. Ariſtotele nel 4., ali!”
Eſſabilemſi all-Lore dell' à pagaril tributo della noſtra cadu
cità, della noſtra mortalità,più pian
:un: Potentutióusſt haben-,altra cum pri ſero il mancamento della loro poſte
-tmir ,aliter :un magi: , alim- cum minus rità , che l'iminaturo ceſlamento del
uom , ſiugulir tribueudo , quod chſ-'t , e. proprio'vivere ; così la Figlia di Jeſie
da Clitreo nel ſuoTrattato da -veru No v’edendoſi coſtretta dall’ ignoranza_
bilimre rap. t z. al maggior ſegno la.» invincibile,b dall'empietà di ſuo pa—
eſalta. Nifiil Aquè uuímos homiuum de— dre à ſervire di vittima , Ìöc olocauſto
-uimit , gru“?iamqae duri! , oſſia-it , ut 46 deldi lui ineonſideraro,e men ragio
morumfiicilitot ”rod :ratio animi , equali— nevole VOtO , domandò ella due meſi
ñ” , birmania” , ó* in omne: effabílzſitur , .
di tempo per lagrimare , e piangere..
e con queſte direzzioni ſuperò tutti non già l’ innocente ſua morte , ma ’
_li coetanei, e della nazione , e li eſteri la ſterile, ed infeconda ſua virginità,
nel'ſuo meſtiere , anzi tutto il ceto conforme ſi legge nel libr. de Giudici
mercantile,e ſor-monto à tanta altez _al cup. l l. Poter mi /ì upcruifli o: tuum
aa la ſua' puntualità , ö: il maneggio ad Domíuum,flac mihi quodoumque polli
‘de' publíci trafichi , che vagò la fama oilu: e: , conceſſa tibi ultioue,utque 'ui-fio
‘da per turto ,che molti della medeſi ria dc lio/Zio!” fuit. Dixitque ad potra”. v
ma- profeſſione acceſi dal grido , ve Hotſòlum ”zi/zi pnt/la , quod (lepre-condi
nivano da lontane Regioni per veder ”fitte me , ut duobut manſioni ciroummm
lo , 8t ammirarlo.~ ` - nio-:tes , á' pianga”; *virgiuim tem mmm,
Ne’ ſuoi maggiori progrefii,e nel verde tum ſodalióu: mei: . Cui ille rcſjlondít :
delle ſue ſperanze avendo apparato ` Vada* , ó* climi/ir rum duobus mmſióu: :
44 con la ſua‘ induſtria ,grandiſtirne‘ric pumque uáiiffèt cum [brio-,ó- ſhdalz’bmfiois
ehezze, incominciò à dar ſegni eſem-` fleóut oirginimtemſhum in moutibus; e_›
plari della chriſtiana pietà , con ſec-, Córnelio a Lapide ſpiegando detto
12 q libro
6,8? Teatro: della Carità.
libro , diſsef, .é- pl‘a-ngam 'virginitaótem per ttt-’nm, quod nihil “ripiano. toto dio"
mmm, qtoodfiilicet -virgp (int prole,ó~ 11a Pfizeſhjtlſſèt‘, memorabilemillmmeritoqut
redo moriar, Et al Rè.Ezzecchia~eſſen- . Iarozlabilcmmooemedidít , diemperñ
doli ſtata- minacciata la morte., altro dirſi , conforme diffuſamente ſi legge‘
ſtimolo , altro ſentimento non avea.. . preſſo Süftünifl nella ſua-vita; così. ap
di piangere, perche vedeva. giàeſtin— punto ſi oſſervava in Gaſpar-edi reſtar
ta la ſua-famiglia,la ſua generazio- - egli-molto afflitto , emolto ſconten
ne ,eſclam—ando con Iſaia nel. capi 38-. to, ſe-tràñil giorno non beneficava li;
run/I 12. (Fr-”erano mea aHalîfſt,d*ſÎ02fl- 48 ſuoi poveri , li. ſuoi figli , che tali lil
mſi-m ejZ à me ; cioè ,come interpreta.- , ſtimava, eſſendo così la condizione-o
no. molti Dettori ,flirpr mira. , á‘ſhfí degli Amami di tener ſempre dinan
poſt-rrimi: allarme/l z e la-natura.- mor— _ zi à gli occhi l? ogetto amato, come:
tale inqueſta; parte _ hà tanta grani… oſſerva Saro Gio: Cbriſhjlom nel ſuo.
forzame’ cuori umani ;ma maggiore. i ſeñrmone al Popolo nell’om'rlia- s. fo!.
ſempre ſi èriconoſciura inqueifflhu mihi 36. Tali-r enim amantimronſm tudo
ſono dovizioſi de' beni, e ricchezze, omniaadamatomm negatia per ſe. ſitri.
della Terra-Tuttavia Gaſpare fù ſem.— A mlt/m., ó' ”iſn't illos mquzfaoere ,.
pre alieno da tali deſiderij , -Aavcndoli mau: divora.
datolume la Div-ina- Grazia ,d-i eſſe-r Mà ſe con tanta diligenza , accuratez
ſtato adottato per FigliuoloñdiDio-, za, e benignità ſi portò. in ſollevare_
con l'eſſcrcizſiio della vera: carità… en
dall-:2` miſerie ogniſorte di poveri,
con l’oſſervanza de’ ſuoi precetti ,ea 49 con. maggior' premura ſi diede à ſol
co ſi cura-va- egli, edi diſcendenza», levareli poveri di mal’ incurabile; ..
e- della perpetuita del ſuo nome, con Giunto egli -n'egl’ ultimi periodi di
femme oſl'ervò San- Baſilo’o. in na- . ſua vita procurò d’inſtituire- l’hercde,
tris rſfl- tx ſpirit-o juoera Domino' ruote”: , per non aver figli ,de divizioſi ſuoi
á- potcſtarrmaccrpz’r fieri Filius Dei, eum.. beni, e delleampie ſue. ricchezze, e.:
tognaxionis /èumdum {alarm-provi”. facoltà ; ſparſaſì per la Città queſta
Preferivaſempre gli Religioſi :‘rpoveri voce ,.vi furono molti ;e Religioſi, e.
laici , rieordevole del Conſeglio dell’. . laici ,per trattarſeco di tal’ inſtitu
Apoſtolo San Paolo ,i come ii legge., zione , e vi furono molte di ſcordie , o.
nell’ Epſitſtola and-Romano; mp. 1,3; ver/J, diverſità di ñ pareri., conforme pare ,.
1-3.Ncoç[ſítatibm Sanfforum ammortizzare— che foſſe predetto dall’ Apoſtolo ,del
tcr,.perche come-nota~l’A~ngelico nel le-.Genti nella ſua Epiſtad Corinthoap..
la- ſualm. 2. ſpiegando le indette-pa. rr. r”rr/I 1.9i Oporto: hñjredeséffè , acciò
role, che ſi acquiſti di più. il ſuffragio che manifeſtamente ſi conoſcazdi eſ
delle. loro orazioni ,e ſi riceve mag_- , ſere-.tutte diſpoſizionidi Dio,quanto.
gior utile da Fedeli‘ Potito; ef} ſalve-z sù la terra- ſi opr.a.,,e chi veramente-o.
niendumjnflir , quam-alìis-,qmae- utili”: èLſeguace delle. Vere virtù Evangeli
C v. i fl
ch’e vvien dal medeſimo-eletto à. pro- ~
Vedevaſi-purrinovollaea in Gaſpare la..., movete la ſua-gloria ;, onde' avendo
4-7 memoria-di Tim Vrſpafiaflo vrer0~Prc>n~` trà‘., ſe ſteſl'o Gaſpare conſiderate lu
cipo- Aguſto celebrato dall’ antichi miſerie
incurabile de poveri infermi , loro
volle laſciare e di‘mal?
eredi ſi
tàe,- di non avergiamai negato cola.
alcuna— ,- che ſi fuſſe potuta concedere. del ricco ſuo patrimonio con molti
à=ſuoi Popoli. Namm'que nega-u” giri:- t_ legati da pagarſi dagli Amminiſtra-ñ`
quam-pe” rm' br” : á- ” q”; valley”, , pru- ' tori, e Governatoti , come dopoi ſeo-
”moli-ro adhormtus eſtz anzi quando gui,e benclre foſſe ſtato ſolito diman
non beneficava- ral’tuno nel giorno, dare ne’ ſuoi affari parere, e conſiglio
ſolev-a mentre cena—va la ſera,ripetere da’ ſuoi più cari , tuttavia in queſta.
ſoVente. Amici abóimopèrdum la gior - determinazione coſtantemente perſe
mra. Atqw etiam-”cardarus’qnmdm fir- › Verò egli,c con le armi della- ſua bon
fà p
ma...11…@.ip;. iv:. 555.21“
tì,della ſuamodeſtiaz, _ez dellaſſeonſi Mieli-.dieta Amminiſtratpri Mall-.:m
denzain.Dio vittorioſo divenne. l
Wçhcycegmtiwdinç dovuta eſegue
In queſto ment-recreſecndp più il, ſuo, ` publicamcmcnçſla ,RcaLChiçſa .ílzſpr. " "
male., ſolerte-dire ,icahchlcísſìmp ſtim gusmeegitaffioó
mavaognitravaglìozdellazſua,inſerfl, 52- D, O, M
miisà col penſareall’. eternità”, 6.0.1.16.» (fuſioni-rl, RWÎÌWÌ';
lericchezze.tçrró.enp;,,con ,le quali ſi, Nafiene; Belgiçe, -,
poſſono, ançhe. compra:. .i Regni, .ì. ,Qgi adr-,21, in . Parapemm .adjlevamefi‘
nulla vagliono, ſr. non-ſithmgrarcqn; Fermati chqrítale exarſir. i'
Loprze virtuoſe-.la‘lepria ijJYNiQ’: Brilli; perpçmam rltemefiyàrgr
ſpezie-.lineare. .col com-Paſſione”. gli: .Ei-jr elargjtu; .p
biſognoſizfl ſowvenirglinelltnecccffir &tram/ram edemizaſſe. ñ
eà ,,e, non; tra-viòegli da,.qu…eſ}i. ſentir _ r Haredtmirfliwm ‘i
ment-i, ,poiche collfarverdato, àpozzer, . Bit-ſlim: firm. 40mm Pwflfli.
mizdr qualſia. ſorte' la-.limoſina. ,Keane Gratirudirii; ergo»
50.à.cafiit-uir.c Dio per ſup. debitore-2 p. Erin-tante. marmitte/.Zimmim.
come beni. notò. Sa” Gia:: Chriſoflmo. Exjguflm. Tm veleni-mmie”.
nella. ſua; Omilia 1.5.44 Papi-lam… 1”. Baſi-er:. AMQDWÌÎÌÌ; ó.
eleamaſzfla Drum habe:. ebbitorcm MÎD CSL-:XX V21; -
.Vaglia. pur àidir: il vero., bella coſa fiè
Wilde virtù-‘Evangelichezfarſi eſente.). ` nell’*u~lcirni..pcripd.i. EMP#
dalla-giuriſdizione della- morte, del-Jia. ſato aggiunſe tanti trofei, , e. gioki”.
qualenon van lontani: ne meno gli. ari-.WTO. Team- iJ; celebre; Gaſpare,
' Pron-cip”, che.“ clp'eitioſì` naſcono. …e—vi.- . Rammnon volle far’ invidia-;ame- llîn, -
“ono.- ſenza; virtù. per vaggraviali di tri-:loi della. Città di Napoli :i ſuoi Na.
maggiocpeſio. la terna,.che; più che lì:. rionali Luigi ?oder-ire» avendo voluto,
loro Grandezza-_laura vic-a Chriſtie., anch’ egli trionfarezecelebtate le lo‘
na cr fà rendere.. riguardevoliv ›. U di; del— medeſimo Iearra con li ſuoi
Grandi. ſpogli, e forſe :nel medeſimo tempoz,
con _queſte ſame operazioni 'da eſſe: aggiungendo nuove palme , e nuove.
:mata-.w darmri gli Fedeli con iflima corone da racçoglierſr da veri ſegua
univerſalemenò Graffiti-re la Vit-a., ſino ci della carità, chriſtianap troppo' in;
alla ‘regclziiezzaaſtaliro da fabio. ar- - giullie ſarebbe il ſilenzio 'delli Armini
demiſhma ,, cui nulla giouando. g—lì nifiratori della Real Santa Caſadçll’
5r medicanwnti- de" più Periti Medici di. Incurabili , ſedel, ſſldçtto prode Caz
quel tearpo. chiuſe à perpetuo ſon-no pitanoponeſſero nel profondo dell’
gli occhi:.ba.fla-ndoli,che alleſue pre oblivione, e caçcſſcro. gli ſuoi arrive-re,
dare virtù ceut’occhi perpetuamenre ` ñ ſali encomü ,.quendozrinovàegli con.
avrà la fama ,.e- la Real Caſa dell' In gran decorozdella. Patria la ricordarſi
curabili, Huorrw ſi come invita , an. ~ za' dc. Galan-tiri, e'lç memorie dF-Î'i
che ln mcr-te. fùdagno. di commenda. Theadajíi , che non tanto inondargnf.),
Zlone per aver riſor-ra , e ſollevata. le* giornace del ſangue de Nemici.,
ditt-a. Real Santa Caſa , ridotta_ 5 3 quanto l’imporporarono del trionfoz'
qll-flebo neceſſità , e quaſi oppreſſa: e vittoria- de loro. medeſimi,e di virtù
ſ magnanirne , e chriſtiane, eſſendoſi
Per le continue perdite de’ ſuoi averti
ricevute da più… diſaſtri patiti univer— oſſervato univerſalmente di non: eſ-_
ſalmente dalla Città, e Regno nel ſc ſervi ſtaro Capitano al Mondo tanto.,
CPliFrfìſçorſo ; e ſarà di eterna memoñ. pianto ,elagrimato come .Leggiv Pa
ria ll ſuo nome venuto in queſ’ta Re derico , perche niuno Capitano hà ſa
gione per far’egli la parte maggio” puto già mai con la vera—pietà , e 2p.
nel ſopramentovatoíl’eatro della cari- i z lo del ben publica acquiſtarſì quel ti
tà della Real Santa Caſa dell’ lncura-z tolo`tanto pregiato_ di Padre della...
Patria. Nac
D

70 Teatro della Carità


Nacque queſti da Giai Baniſta Fade-rico, e L Ne'primi cimenti del ſuo valore ancor
.54. Vittoria Scorri-*m famiglie amendue 56 giovanetto ſi portò al ſoccorſo di
nobili Napolitane, e ſù indrizzato da' Genova , ed in più fazzi'oni nella val
Genitori allo ſtudio delle lettere,ma il le di Oneglia moſt'rò 'in'età così acer
ſuo genio chiamollo alle armi, all', ba maturo ſepere‘, e ’fù 'da ſupremi
eſſercizio militare,che quanto fatico Comandanti animato ad impreſe.
ſo al corpo ‘ſia,altre tanto pericoloſo maggiori, ſpecialmente dal celebre
all’ anima: empiendo di cadaverila.. Fra Lelio Brùnç’arcio ſu‘o congionto ; e
terra,e popolando il Mondo di gente terminati gli ’affari di Genova , paflò
eſtinra , e di eſſerciti inſepolti , e l’in nelle guerre del Monferrato , e ſi ri
ferno di anime perdute,e non sò come trovò nell'aſſedio di Caſa‘le,paſſò nel
ſi ritrovi chilo deſideri,chi l'ambiſca, la Fiandra invitato all’ impreſe di
non chi debba proſeſſarlo ; poiche Cleves ,- e della Fortezza di Schinc, e
pare ,' che ſìan lecite a’ſoldati la ſu di là in Alemagna , per dar rincipio
perbia-ì, l’ audacia ,la crudeltà ,le ra. a‘lla famoſa vittoria , qu-an o cadde
pine ,‘e la libertà ad ogni vizroì: ſti Norlinga 5 onde fù dal Sereniflìmo
mandole lodi, e non vituperii , orna Cardinal Infa nt’e Ferdinando d'Aflſiria
menti , enon dishonori , come ſe il inalzato à gradi maggiori, 8c avendo
lampo della ſpada ſepeliſſe nelle re egli appreſo con ſublime ingegno
nebre la luce della ragione , e l’ inſe tatto ciò, che poteva render perfetto
gnamento di queſta ſcuola,'è l’iinpa". un Capitano nella ſcuola marziale di
rare ad uccidere,à morire per eterna Fiandra , che veramente fù queſta il
mente morire z anzi_ vien da ſoldati famoſo Oriente de ſuoi ſplendori , fi
nell’iſtefio grado tenuta la vita , e la ritirò nella Patria ,la quale non avrà
morte ,e s’incontra ad occhi chiuſiñ giàmai-invidia à Roma, di chi ſcriſſe
queſta , come ſe non vi ſuſſe n`e altra Livio, decantando le ſue lodi,e glorie
vira , ne altra morte’. i per la fortezza di animo , ma più to- y
Luigi però tolſe‘alle armi ſi gravi ingiu ſ’to audacia moſtrarañda Scevola di eſ
rie , e titoli così empij , con ſuſcitare 57 ſer entrato ne’padiglioni del Rè l’er- i
gli antichi pregi di eſſe, e con eſempi - ſcna pci ammazza'rlO‘, mà per sba.”
proprijdi Capitano,diedc chiaramen glio avendo ucciſo un ſuo famigliare,
te à conoſcere di non eſſer già la mi ſi bruggiò da ſe la deſtra , e ſe gli fe
lizia di ſua natura un moſtro inſatia cero tanti encomij,e ſù tanto applau
bile, che ſi nudriſce di vitíi , di prede, dito:laſciando I poſteri la memoria:
55 e rapine , ma ella hà per baſe la ra., Ferro’, ó- patifartia; Rumania”: cſt; leg
gione ,e che la Giuſtizìa ſia l'arbitra gendoſi diffuſamente nel lib.: 7.di Ra’
della ſpada , e nello ſtato di'Guer-' faello Volaurano ; e Luigi fara cantare
riere , può l'huomo piacere à Dio, e): c0n le voci de ſecoli: Magnafiucrr, dr'
ſalvarſi ſe vuole, e de' vizii non deve_ Magna puri Ncapalz'tamlm-cffi.
incolparſi l’eſſereizio ‘militare, ma la Apenazgiontìin …Napoli fù neceffitato
volontà dell' huomo , 'che l’ abuſa , e f per’ubedire à ſupremi comandi, di
può la pietà anche trà le armi nudrir-Î paflare al-'ſoccorſo di Fonterabia nel-
'ſi , e le difficoltà, che ad ogni paſſo s_’ .z ._ la Biſcajamel di cui aſiedio con quan—
inCOntrano per mantenerla nel cuo to roſſore reſtarono gli Franceſi , con
re,ſervono perCielo
la corona nel ſabricarſi più prezioſa*
i, e ſerva di eſem altretanra gloria rimaſero gli Spañ_
gnuoli , e gl’ Italiani , 8c eletto pure
pio à tutt-’il Mondo Cattolico Luigi , gueſto gran Capitano à diſcacciare‘
che inſieme' con le armi materiali,v alle colline di Lerida gli Franceſi
ſeppe anche maneggiare le armi ſpi commandati da Monſieur della Motta
rituali,e tra li allori dovuti al ſuo cañ, de quali in più ſanguinoſe ſortite or
po , e tra le palme di tante vittorie ,e 58 tenne vittoria; fù egli col ſuo valore
ſeppe intrecciarvl anche le Croci . inrimo'ad inveſtire gli ſguadroni., e
Lib, II.“ Cap. IV. 7l
li enetrò l’ala deſc-agli ruppe , e gli rito, e morto il Marcheſe Serra ;e pri
3 i' pòcoll’acquií’ço delle bandiere, e ma ,ehe ſe li fuſſero applicati gli ri
del cannone. medi) volle prendere gli Sacramenti,
Pd aneh’cgli al ſoccorſoídi Perpígnano, e per miracolo ſi racconta dl effet
.e fù principalTAutore dell'acquiſto di fiato lolcampo dalle mani de’Nemi
.Manſon. ,‘e. la Maeſtà ſua Sereniſſima 'ci, che la ferita, avendolo volut'il
di Filigpq @marx-az lo volle ſeco nel Cielo riſetbare à coſe maggiori , per
_viaggio di Saragozaña _Servendoſi di che in ogni età, in ogni tempo ſi mo
‘tantograa Ca itanq in varij conſe ſtrò ſtudioſo oſſervatore della Divi—
&lí Ì, amava-lo Brut-,tamente per l'ine na legge, Difenſore del Giuſto,e Pro—
comparabile (ha virtù, e dop o di tettore della Pietà.
aver ſervito la_ Maeſtà ſua’, eee rie, Nell'ore della Notte Parchiffimo di
come alla Patria, 5t ificontanante ſù {0an , e Vigilante nelle preghiere al
. deflinato al comando della Cavalle~ Lograva coh l' Anima ne' Padiglioni
ria ſotto l‘ubedicnza del Marcheſe Gr del Cielo, e gareggiava con le Stelle,
di Torrccuſa Pci liberare Orbitello che fann’in ordinanza le vigilie mili
capo de’Prefidij di Toſcana aflèdiata tari al Rè della Luce. Nel Vigor de lle
120i} tutte quelle Piazze del ` Prineipe forze non fù giamai pr'jecorſo dall'
Zümüſd di Sami@ ;di là paſso à Mila Alba, e sfidava in campo. l'aurora a
no, e fù fort-rum di Cremona, perche ricantar le Lodi al ſuo Fa citare, reci
`(Franza in grandiſſimo riſchio di cade tando divOtamente Salmi , ,dc la ni.
59.150 nellamani de'N-cm iaia: nel med.:— Era il ſuo for te ſcudo’ il patrocinio_
flmo tempo dëìa :ſinNapolí per dc’SantLe le ſue tenerezze rivolte al
la_ ſollevazione dx* Plebe. che ,a la Sovrana Recigaflhe trionfo de’Cie
guiſa di peihífcro veleno ſi ſparſe per li , e conquanſsò le forze tutte degli "
,entra il Regno” preſe cgl'il coman abiflì; Che maraviglja_ fù, che'veniſſe
do .delle Anni del Rèper ſalvezza afiíſtito ſempre nelle Battaglie dal
de’Baroni per reprimere la contu Signore delli eſſereitá? ’
maciade’popoli ,. e per abbattere la Sotto l'occhio del-’medeſimo D.Gí0'uamzi
remerità, el ambizione del Ducha di guerreggiò contro de'Portugheſi , 8c
Cbzflzvenut’in quel-tempo à peſcare in due fazzioni reſtaron ſconfitti con
nel torbido mare la Corona di un perdita di più Luoghi , e ſe in quel
Reg-,notiamo fiorito; mà ſeppe così tempo fuffiro fiati ſeguitati li ſuoi .
bcn'cgiiluígi maneggiare affari di conſegli , forſe non ſarebbono ſucce
una Guerra, così geloſaide’Popoli , e duri tanti ſconcerti con tanto danno
cosi pericoloſa,che doppo più batta della Monarchia Spagnola.
glie imprigionò `il Chifi; ., liberò la Final-mente dalla Real munificcnza fù
Patria, conforme ſuccedè di nuovo premiara con farlo Vicerè,e Capitan
liberarla dall’Ama-ta Franceſe con 63 Generale di Galizia , dove non ebbe
impegno di quella Corona , che pro la Giuſtizia più regolata bilancia,
euzrar -voleva altra fortuna con l’ Ar avendo proveduto gli ufficij d'huo
miRegie. , ' mini, nOn gl"huomihi di uffici j, 8c oſ
Ritornò in [ſpagna accompagnato -ſervati li ſuoi andamenti , 6c il me
dalla fam:: delle ſue glorioſe azzioni, todo del ſuo Governo da Monſieur
e. .ftldeſtiruxo da quella Real Maeſtà Sciomberg, fece ritenere le ſue Trup
à comanda: le armi nella Chìenna; pe , ehe ſii ,erapo troppo ardite
' ma per li aggiuſtamenti, ſequiti in inoltrare ne' confini., e ſtabìlixaſi
Burdeos , fi trattenne ne’confiui di da poi la ,pace con Portogheſi
Catalogna, e mentre viaggiava c‘ol fece, ritorno in ,Napoli carico di
60 Sereniſiìmo DGM-van” d’Auflxifl ., fù meriti ,e di glorie., e vidde il‘com
neceſiìtato di cimentarſi con ' corſari mun affettodella patria , che ,nulla
Mori, e nell’lnſulti fù gravemente ſe più,e viv god-è mentre viſſe peëpertue,
‘a
rn
72‘ Teatro della Carità
, V de invariabili l"0noranze.’ Sacro Monte della Miſericordia;e dif.
Trà queſte amoroſe dimoſtranze di ve perato affatto da Medici, ricevuti
ra cordialità, penſava di dar rimedio li Sacramenti con grandiſſima devo
al ſuo male d’ldropiſia di polmone zione, abbracciatoſi col Crocifiſſo, al
con l'aere nativo , e ſempre più cre— quale avea laſciato un ricco legato
ſceva per la ſoverchia violenza de" per abbellirſi un ſacro ſuo Altare nel
medicamenti applicaroli; mà non 'la Chieſa di Santo Agnello , ed inco
cefi'ava di eſſercitar egli le opre'della minciata la ſua agonia ſempre col‘
vera carità evangelica, conforme era cuore unito con Dio , fazio di glorie,
ſtatoſuo coſtume anche nella guer carico di meriti, e di onori con tran
ra , eſſendoſi oſſervato , nel marciare quillità degna d’imitazione cambiò
dell’eſſercito , öc accorgendoſi , che la Terra col Cielo , ſervendo al glo
alcuni de’ſnoi per propria debolezza rioſo ſuo nome di eterno eneomio il
non potevano ſoſtenere la lunghez comun dolore per tanta perdita m0-
za, e la malagevolezza del camino, ſtraro dalla Patria , ed il ſuo Cadave
ſenza efler richieſto li faceva rifocil re fù veramente con Real pompa cir
lare, eli provedeva di cavalcature,öc condato, 8c accompagnato, e con in
alli Infermi uſava tanta carità, che ‘ceflanti lagrime de’ Nobili, e ‘de’Prirh
molte volte li faceva curare nella cipali Baroni,e Titoli del Regno,e cla.`
propria ſua caſa, 6c à proprie ſpeſe, e tutr’il Popolo , e gli Amminiſtratori
` er detta carità , e generoſità veniva della Real Santa Caſa per aver anch’.
con aſſetto ſuiſcerato da tutti riveri egli rappreſentata la ſua parte nel
to,& à piena bocca chiamato il Pa-z ſudetto Teatro della Carità non la
6 3' dre commune: moſtrando egli mag ſciarono di encomiarlo col ſequente
gior fervore , e pietà criſtiana tra epirafio , che nella Real Chieſa di
campi Marziali, che forſe li Religioóñ detta Real Santa Caſa ſotto il Titolo
ſi ne'Sacri loro Chioſtri, non dico div di Santa Maria del Popolo ſi legge.
aver provedute tante Verginelle,ſoc~
corſi tanti Mendichi , &alimentare 65 Alojſi'o Pttderito d prima uſque Mì-q
iù famiglie in ogni tempo , e nella litia
Patria, efuori di eſſa,con eſatta oſſer Ad Supremttm: Duri: Imperium
vanza di quanto laſciò ſcritto il Sa e‘wéîo,
cro Evangeliſta Matteo al rop.6.Te Patria, Regis, Religioni/out amm
autemfilm-me eleemoſirtam , neſìiatſim' tſſmo
ſtra tua, quid fatiat dextera tua : e per Hojur Sacra Dom”: ex fimiffè h-fr
diril vero, fù molto profuſo in diſ roth':
enſar con larga mano le limoſine, Profee’íi poſuere anno Domini
delle quali nc fùſolamente conſape
voleil Cielo , e ſovente diceva egli, MDcrxxxvu.
"che 'aurebbe dato ä- Poveri quanto
oſſedeva, ſe non l‘avefle ritenuto la G Li ſudetti AmminiſtratOri del tan`
neceſtità del ‘decoro, che gl’ impone to celebre Sacro Luogo vollero
va àſoſtentar il ſuo grado; e Vicino 66‘ſempre più tener ravvivara la me— -
alii ultimi periodi di ſua vita , ſù per moria della ſua famiglia, e l'antichi
alcuni ’giorni tormentato' di paro tà de’ ſuoi Maggiori quantunque te
ſiſmi~ cagionati dalla violenza del neſſero‘racchiuſe nella ſudetta Chie
male, e de'medicamenti. Chieſe di far ſale ceneri di Giulio Poderieo , con- '
il ſuo Teſtamento, e come viſſe eſſer forme ſi oſſerva con la ſequente in
citando la vera carità chriſtiana, co ſcrizzione , ed eran ben inteſi delle
54 sì volle anche morire laſciando ere Glorie del ſuo Parentado
de del ſuo Patrimonio così la Real
Caſa Santa dell’lncurabili , come il
. I“
' Lib, II; @15.- lvz av. 73
6ſſ7 Ialia Pad-:rico Javeni imampm
loro mali,e delle loro putride piaghe
r'aóili, voleva inceſſamente ſenza riſparmio
Gaja: ſptíîam Virtuti pri/15 cxítasffi‘tz‘r di fatica affiſterli ella,e farli curare in
re pendii, ”t :cat dum 'uixit ſua preſenza. Tutti ſe gli abbraccia
* , Fair inter ſilcra oerſtirm. va , turti li ſ’tringeva nel petto,nor› ſe
‘ì Ita mmc martuumfrui Cç/o ſit ere-' li tolſe giamai dinanzi à ſuoi occhi ,
dmdum. vivi ficandoli tutti non come la metà,
Paul” Federica: iii-uit”: _fimeri fu ma come tutta l’anima ſua,e poteva.
perſi” ben ella dir col Regio Salmiſta nel
OL integgezrime, á- Cbriſtiani obitmî ſuo Salmo r I 8. 'ver/I 109. Anima mea i”
Memoria”: , .etc-mia”: doloris caga-ñ_ manibas meisjèmper. Appena vidde il
menta”; P.C. ſuo caro Oſpedale abbile à fermare:
Xixit Anni: XXV, ſu la Terra il piede , che col ſuo fer
vore, con li ſudori della ſua fronte; '
Obijt XVI Julij dieſèmper ambra/im: tanto ſi affaticò di ſtabilire la forma,
per @onorata ed il modo che ſino al preſente gior
no ſi oſſerva per l’ eſſercizio della ve-f
MDLVllII. ra carità, che parue non già per la...v
picciolezza delli anni bambino , ma
Si Flavia: orali: fundam, ſi peéîorc' per l’accreſcimento dell’ ora in aiuto
fiamma: A del proſſimo appena nato, reſo quaſi
’Ni/;ii has pro meriti: çffèt .Al-*mmc Gigante , correndo tutti gli Ordini
mis, della Città à trionfare nel ſudetto
Mc mi/Zrivm Juli , major” pafiit bo Teatro .
”all’5 IneorninciarOn ſul principio à frequenä
, Obſc’qnium piera 5, ó' ma cana z tare queſto ſanto luogo la .Duchcfiir d'
ſich. Arian0,la Duo-heſſà ali Nardò,la Marebeſa
di Polignana,la Contrffa di Aliſi,e la Co”
C A P. V. teſſà di' Trimnto con molte altre , e ſi
eſſercitavano à ſervire l’ inferme , o
Comtſipra/E-gaifi'a l’qflèrvanza diſèr-vire moſtrare con eſſe la vera carità chri
- all'1” armi , e ſbcrorrerli . ſ’ciana; Oſſervanza,che ſin’al preſente
giorno ſi vede pratticare dalle Dame,
D Al primo momento , che la ſopra-` conforme di ſopra hò moſtrato, ed ir!
mentovata Maria Longo per iſpira più luoghi,vedendoſi ſempre più cre
zione Divina concepi nella ſua mente ſcere l’ amore del proſſimo nel petto
di fondare il tanto celebre Oſpedale.. delle ſudette Nobili Mattone, poten
dell’ infermi di mal’ incurabile à ſo-s doſi veramente dire delle prime , ciò
miglianza di vera Madre, che prima che ſcriſſe del Noſtro Redentore il
di concepire , nudriſce col proprio .Cartuſiano' ſopra quelle parole nelli at
ſangue dentro' delle ſue viſcere la.; ti delli Apoſtoli al mp. pr. 'auf z. 2 …e
creatura ,incominciò à nudrire con_ ſiepi! Jeſi:: ſame, ó- docere; inſegnò alli
le 0razi0ni,e con le ſue’ fatiche il mo ' altri quello , ch’ eſſo iſteſſo operava…
do di eſſercitare la carità con li me Primo exorfiir cſi DPEÌ‘arÌ , drina’c qllüdfl
deſimi , e dopoi avendola con dolore ci! Marainperche col loro eſempio in
di parto data alla luce , non le diede citarono le altre all’ iſteſſa oſſervan
l’ animo di rimettere la cura ad altre -za, e ſollecitudine verſo del proſſimo
perſone, e poſponendo ella all'Cffstto per conſervare la vera carità Evange
materno verſo la ſua cara prole non) lica deſcritta dal noſtro Redentore.
ſolo lÎpropria quiete , ma' la vita.. L a medeſima oſservanza ſeguono pur-e,
.iſ’teſſa , s‘affaticava nortfl, e giorno in 3 conforme di ſopra hò rappreſentato,
governarli, e` delleloro _miſerie,delliv . diverſi Religioſi ,-e molti Laici ſotto
K la
74 Teatro della Carità'
la direttione de’ medeſimi Religioſi , menta;& quanto piùſublimi diſegna.
dc quali hò procurato deſcrivere le; no le fabriehe tanto più profonda”
loro virtù, e la loro carità, conforme mente s’inolrrano à ritrovare la pie
hà ſaputo giungere il mio corto in tra, dove quelle appoggiate ſirendo; -
tendimento, non mancando in queſta no più ſieure dalle ſcoſse de venti, ö*
Città, e fuori di eſsa penne celebri , dal proprio peſo; perciò detti Reli
che poſsano deſcrivere , diviſate o gioſiffimi PP.procurano di ſperimen
ſublimare le loro eroiche , apoſioli tare nel principio dell’ingreſso della.:
che, e preclara geſta 5 e la mia inten Religione gli loro Novizij, e nella.,`
zione , e lo ſtimolo avuto è ſtaro di patienza , e nell'umiltà , e nell’ obe
manifeſtare al Publico l’opre di cari dienza 5 e Veramente chi vive in co
tà , che ſi eſſereitano dentro ueſta. munità non farà ' già mai profitto
Real Santa' Caſa , per non degaudar nelle virtù, ſe non ſi diſpone con ani
` la gloria à chi ſpetta , e per eſempio mo riſoluto di eſeguire quanto dal
a’ Poſteri . Superiore gli vien comandato , 6c al
Come poſſo tener celata , e paſſar ſotto arere di San Gregorio Papa nel ſuo
4 ſilenzio la gran carità de ſtudenti,che ”L3 5. de ſuoi morali al tap. '10. l'obe—
ſono aggregati in una Congregazio dieíza è quella virtù , che turte l’ al,
ne ſotto il titolo della Santiſſima An tre dietro a ſe le conduce , e perſeve
nunziata di Noſtra Signora,conf0rme rantemente le cuſtodiſce . Obedt'etttía
anche di moltiDortori ſotto la direz ſola 'virtus tſt, quo mteras 'virtuter inſe
zione de Padri della Compagnia di rit , inſèrta/Ìlfle tuſtodit , e la vera pe r
Gicsù , de quali hò fatta di ſopra in fezzione del Religioſo conſiſte iu..
più luoghi menzrone , compariſcono mortificare toralmente la ſua volon
ogni giorno à farle loro parti nel ſu tà à Dio , conforme ſi legge nella vi
detto Teatro , e rappreſentare con_ ra di San Exige-”zio appreſso del Soria; ,.
gran fervore quei atti di vera pietà che ſovente diceva à ſnoi Monaci. 11
nelle ſcene del medeſimo,con ſervire los *voro: Monari”: efle diteóat , qui ”tor
gl’infermi,e ricreare gli più biſognoſi tt‘ſitati: ‘voltttttatt’btts ſia': , parati effèttt
con qualche rinfreſco,e polizarli,non tti/til 'vello, tti/til ”alle , [ed Abbatt't tatt
aborrendo qualſiſia umile miniſtero, tttmmodo tonſilia , *vel protepta [Pr-vare;
e come ben inſtrUtti nella via della.. così apunto vien preſcritto nelle Re
perfezzione , conoſcono che ta] ſorte gole , öe Inſtituto di detti Religioſi ,
di morti‘ficazione ſtabiliſce nel cuore e procurano , come tenere piante nel
la vera umiltà , d’onde l’acquiſto di loro fertiliffimo campo di huomini
gloria maggiore nell’altra vita deri non meno illuſtri per le lettere , che:
va,e0nforme chioſa l’Angelico le pa per la bontà della vita ben coltivar
role dell’ Apoſtolo delle Genri nella. le,per raccoglierne col tempo l'aſpet
Epz'ſtola pr. ad Corinth. nel rap. r . Ser-uu: tazione de frutti deſiderati; onde una
-uooatttt e: , ”ott fit tibi ”Ir-e. ,Qgia cart/t:: volta l'anno , ma per tutto il meſe di
eſh ltttmilt'ttttt't; ó‘ſiſüf Ambroſittt affioran Novembre-,compariſcono nel ſudetto
to quis deſpeñt'or eſt i” hot/km!” propter Teatro , afiiſtendovi la mattina , ed il
Domt'mtm , tanto pregi: exaltaóitttr infla giorno con fervore eſtraordinario, ri
tura. facendo li letti alli poveri infermi, ci
Paſsegíno pure, 8c adempiſcano le loro bandoli con le proprie mani , e mon
5 parti nel ſudetto Teatro gli Novizij dando tutte le corſee,inſtru‘endoli ne’
della Compagnia di Giesù , per aver Miſteri della Santa Fede con inſe
molto ben conſiderato gli Fundatori gnarli la Dottrina Chriſtiana , e con
di queſta dottiffima,e ſantiffima Re ſolandoli con la preſenza,& eſſortan—
ligione,che non ſi poſsono da gli huo doli di ſoffrire patientemente le loro
mini per niun conto inalzare gli edi travaglioſe ſhfirmità , con invitarli
fiZÌbſC Prima non ſi cavano le fondaf alla Celeſte Patria -5 e per maggior
com
Lib. ,II.ìCap. VL
77
commodità di aſſiſtere à detti infer ciullezza `inclinato alle lettere, diede
mi ſi trattengono nel-tempo del ripo ~{dito a' ſuoi, che con particolar cura
ſo in una ſtanza dentro la Santa Real l'ncaminaſſcro- à gli ſtudii , con li
Caſa;-e cosi inſtrutti à ſoſtener il gio quali avendo accopiaro un' innocen
go della Religione , conforme l’ inſe te vita, diſprezzò ſin da teneri ~anni
gnamento di Geremia al cap. 3.mrſi27. la vanità del Mondo. Lontano da ſe
de ſuoi treni, e lamentazioni Booam colaritravagliaſsumer volle l’ abito
cſt Viro tam portaverit jagam ao adoſe- ` clericale , aborrendo tutto ciò , cho
fcmtiaſha .Sin dal primo loro ingreſ poteſse farli divieto all’acquiſto del
ſo, e ben ammaeſtrati nell' opre del ſapere , 8c al vivere virtuoſamentu ,
la carità Evangelica ſan paſſaggio al fuggiva le converſazioni come roui—
lo ſtudio delle lettere,quale termina ne della gioventù , impedimenti all’
to,ſi diffondono tutti nell’ aiuto del eſsercizio letterario,e ſemi dell’igno
proſſimo rendendoſi ſempre più am ranza , e continuando con perſeve
mirabili per la continua applicazione ranza immurabile la ſua vita inco
verſo de medeſimi, e con ragione vie minciata,che viveva con tanta ritira
ne il-loro nome giudicato degno dell’ tezza , ſe non in caſa , in Chieſa , e.)
immortalità , poiche non devono fi nelle Librarie fi vedeva. In fine conſi
nire col fine delli anni quelle vite, che rodetando ſempre più la vanità del
faticano , e ſudano per l’eternità. Mondo , pensò di erigere una nuova.;
Si vedono pur comparire di nuovo à Religione,framiſchiando la vita con
3 trionfare ſu le ſcene del ſudetto ‘Tea templativa c0n,l’ attiva , ed unitoſi
tro li PP. Teatini , li Religioſi del Pa con alcuni compagni , penſarono di
dre Camillo a'e Lellis gli Padri della.» fondare il nuovo inſtituto,e vedendo
Compagnia di Giesù,quei delle ſcuo ſi Gſm/lgo/Zioo ſeguire da ſuoi compa~
le pie-,eli Padri Reformati di San. gni con tanta unione di volontà , e.:
Franceſco apunto nel giorno di Ve fervore di ſpirito , pensò di eſſer di
nerdi per certo ſtabilimento ultima ſpoſizione Divina , e ſenza più inol
mente tatto con li ſudetti Governa trarſi ad altro maneggio , ſi uni con.,
tori, 8c Amminiſtratori del tanto ce effi à vivere in commune , ricevendo
lebre Monte delle ſette oprc della mi ſotto del ſuo indrizzo alcuni Chieri
ſericordia,le di cui glorie prot’uſame‘ ci, e Secolari . ~
te hò dimoſtrato nel ſudetto giorno “ L e communità non hà dubio, che come
_ di Venerdi,come anche in più luoghi Il tanti fruttuoſí alberi ſono nel giar
de ſudetti Religioſiſiimi Padri : reſta dino di Santa Chieſa dalla celeſie.;
ſolamente di paleſare lc glorioſe ge mano piantare; ma quali ſiano da.
ſta de PP. Chierici Regolari, e de Pa Dio , e quali dall’huomini , ce l’ inſe—
dri Capuccini , benche di queſti pure gna il noſtro Redentore_ preſſo Sa”
hò eſpreſſo di ſopra lc Idro virtù , 8c Matt/;eo al rap. 1 5.12erſ.r 3 .dallo ſpian
illoro zelo , come veri germogli del tarle, e ſradicarſe , quando non ſono
Serafico Padre San _Frame/to . E per dal ſuo Celeſte Padre fondate , e dal
ultimo devo rappreſentare la vera_ venirli negato l‘approvazione da chi
pietà , e la vera perfezione Religioſa tiene le ſue veci, 8c il ſuo luogo in.:
de Padri ſcalzi di Santo Agoffliflo deſti terra : Omnis piantana , quam no” plan
nati tutti,e tre queſti Ordini Religio ”. tavit Poter mea; co-leſtit era-2mm…
'ſ1 à ſar pompa , 8c à trionfare sù leo onde detto venerabil Padre ſi portò
ſcene del ſudetto Teatro , e nel mede in Roma, dove ſi tr—attenne per qual
ſimÒ giorno di Venerdì . che tempo , e ſupplicata più volte la
Degna ſempre di glorioſa ricordanza.. Santità del Sommo Pontefice Srſto V.
9 ſopra le Città d’italia ſarà la Città di ſi degnò d’apProvare l’Inſtituto già
Genova , per aver dato alla luce Gio; ſtabilito con ſuoi compagni , confor
Ago/lino Adorno , quale ſin dalla fan me ſì vede regiſtrato nella vita del
K 2 ſu
76 Teatro della Carità
ſudetto Pontefice nell'additioni dell’ zione, e come parto del Sommo P011.
Oldrini al Ciaeonio: CaII/Ìitutiom m tefice Siſlo V. per eſſer' ſtara confir
mm Kalflnd. Jul/'i anni 1 5 88. Congrega mata dalla Santità ſua queſta nuova
tiamm Presbyterorum , ó‘ Clerirarum à Congregazione, gli coneedè con ſpe
Ina/me Aug-”ſlim Adorno Presbytere Ja cial Breve la Chieſa di Santa Maria
numſi , acſhciz’r , aliquot ante anni: infli Maggiore , quantunque foſſe anticaJ
tutam rozzſirma‘uitfieó ”ibm ſnbſtuntiali Parocchia, anzi Chieſa Abbaziale,ed
ó”: *viſit *voti: , vir?” comrmmi , baéim hà il ſuo Abba-te ,.il Paroco , e nice:.
rlcrlmli ; ”un dc’nammatiom! Prerójtc’ra eddomadarij ,quali vi affiflono ſola.”
ram , ó** Clerie-orum Regularium Mina mente il giorno della Aſſunzione di
rum [kb :ma Prflfccî‘o ſiói dcindc dig-mala . Noſtra Signora , e ſenza impedire le;
St abilita la Congregazione da detto *ue prerogative, e li eſſercizij de medemi:
13 neraóile Gio: Ago/lino, fù egli da detto non eſſendo &Ata giamai intenzione..
Sommo Pontefice benignamente , 4:, del ſudetto Sommo Pontefice di por
eon pateruoaſſetto inanimároà pro tar minimo pregiudizio a’Miniſtri di
ſeguire opra così pia, Se lnſtituto co detta Chieſa, ne di oceultare, e ſepel
sì gratoà Dio; offerendoli pronta lire nell’ oblivione le memorie anti
mente o'gni aiuto, e racomandollo ' che di queſta Baſilica; porendoſi van
caldamente al Cardinal Alrffimdro ‘Pe 17 tar’ ella di ,eſſer Hara edificata fin.»
”tti di Monr’alto ſuo pronipote, cre— dall' anni 533. dellanoſtra ſalute da..
andolo anche Protettore della Con Su” Par/:panic Veſcovo da“ Napoli, con
.4 gregazione 5 e queſto Prencipe por l’ occaſione di liberare la ſua Città
porato con generoſità corriſponden dalli continui inſulti di Satanaſſo,che
te alla ſua dignità , gli donò doppo giorno , e norte,comparendo da por.
quale-he tempo la caſa vicino alla.. co nel ſudetto Inogo con urli.,e ſtrida
Chieſa di San Lorenzo in Lucina,che inquietava quella contrada, e teneva
comprò dal Sommo Pontefice Paolo tutta la Gente inorridita, e ſpaven
V. e li Padri per gratitudine vi poſero / rana ;onde raccomandatoſi à Dio, ö:
una lapida nella parte interiore della alla Glorioſa Vergine Pompanio per
medeſima caſa , come ſi legge nella.. quiete de ſuoi popoli , fù egli eſaudi
vita del medeſimo Cardinale appreſ to; e per comandamento di Noſtra.,
ſo del Giacomo illuſtrata dal ſudetro Signora fu eretta detta Chieſa, ed in
Oldrino. Clerici: Minox-ibm nomiar,nan contanente ceſsò l' apparizione di
'vip-tute Dama”: propè Tempi/rm Sam-7.2 quella moſtruoſa beſtia , e l'orrore de
Laurcmzo/Jirmm,z'n Luci/2.1 dzííumquosl Cittadini , e queſti per la grazia rice
a‘: Paulo V. arte/?erat car-”it , ur :Hi ad i”— vuta , formarono un porcellino_~di
tcriorcm ci!” ;Ki-mmm i” capite verbs-'lu' ñ bronzo collocandolo sù del Campa
fi'e expllmrm” . nile in memoria della grazia rice.;
D. O. M. vura .
Le’xandzr Prremu Cardinali: Montal Pcrfezzionara la fabrica, e ridotta in
tus S. R. E. l’ira—Cancellarius Religioni x s forma di Chieſa,nel medeſimo anno
15Clerìcnrtlm Rega]. Minori-m Six” V. volle conſegrarla il ſommo Pontefi
PontificisMaximi Proarwmmljfizi Mil” ce Clown/21'”. conſanquineo del ſu
yiearc- inflitta”, Bale/111m Sam‘fi Lauren detto Santo Veſcovo , e volle intito
t-i i” Latina è Paulo V.“Pomifî Mamſin larla Santa Maria Maggia” non per
”lariſ'ſivare ablnmit, Dom/:mque am che fofle {iam la prima Chieſa dedi
plum /Ìrmma liberalitale attributi. cata alla Santiflima Vergine , mà
O r queſti Religioſiflìmi‘ Padri come ve perche dalla medeſima ſù eletto il
16 n germoglidi Santa Chieſa dirann luogo , e comandata l' erezzione del
ronſi per diverſi luoghi del Mondo tempio-:non avedo voluto detta gran
Cattolico , e paſſarono in queſta Cit Regina del Cielo mancare il ſuo pa—
tà ſin dal principio della loro fonda* trocinio ad. una Città tanto pia , e
‘ tanto
Lib. II’. Cap. V!. 77
tantodcdiffl al eulto'Divinom doveri. come puoi perſuadere ad altri la San
fl qucſta denominazione per eſſèr coñ, rità, e l’innocenza de’coſtumi, e lo
ai ſucceduti), pure nel tempo del dimoſtra chiaramente l’ Eccleſiaſtico
Santo Pontefice Liberia nell’edifica.-, nel capa-1.. -wrſ 5. 92:32' ſiái ”Bqllîm e(l,
zione del Tempio in Roma ſotto la. :Mainboard: eri!? E da queſto inſe
medeſima denominazione con l’ere gnamento non. han già mai …deviato
dità del Nobiliſiimo Giovanni. Pam} queſti Religioſi, potendo giuſtainen.
m , e della ſua pijſiìma conſorte ſin te meritare le lodi della Republica
dal anno 35:. della noſtra Reden de‘Sacri Dettori , e de’Predicarori,'e
zrone. . gli applauſi di tutto il Chriſtianeſi‘
Paſſata queſta Chieſa in mano. de’ſu mo, rilucendo ſempre più le loro lei:
detti Reügiofifiimi Padri l’ando di tere, le loro virtù morali, vivendo >
.I 9 nuovo riedificata,e ridotta in. forma ua di loro con una candidezza
di Tempio , con eſſere riuſcita una eſtraordinaria di coſtumi , e di mode
delle belle Chieſe della Città,c ſi dio. ſtia, e perſuaſi à ſar le parti nelle ſce
de principio à talreſtaurazione ſm ne del- ſudetto tanto celebrato Teatro
dall' anno cinquanteſimo terzo del della Carità con ogni prontezza abrae
ſecoio paſſato , mcrcè alla generoſità_ eiarono l’invito , per acquiſtare mage
del pijſſimo Cavaliere Andrea gior merito con Dioſheniv‘olenza ap
,.3 dei Duchi di Flame-n', leggendoſi sù preſſo gl’huomi-ni, e render-fi più per
la perra maggiore nella parte inte fetti con l’effercizio deli-a carità ſe
rio; e di detta Baſilica la ſeguente lo* condo l’inſegnamento dell’ Angelico'
ſeriz—ziune Tequila”: het (little-Rega*: ”.quieſhd 86… pcrflóìio [camini: in chart',
fur. Mme-Là Dim Pmpmz’e Analiſi:: mta traſi-tir; E finalmente condurre
Ngaſaſi'r.DeÌ Marra imperante, confirm nella ſicurezza del porto… le prezioſe
rfhim , eidemqur dii'rrtumfirb Tir. Sands merci delle loro preclare geſta, e delle
Mari-e Maiori: , al: ann-7- Domini virtuoſe fatiche impiegate per ſer
DXXXIll. ver-ſia” ddr-ibm; , Andreas vigio del proſſimo , e ſaranno di eter
‘de Ponte, Parri ”gli ſocietari-m Je u ma na comandazione appreſſo. il Mondo
n-ifirmtia anal-[Mur, no‘uo, di** ampliorì turto cattolico. ì
firm rij’imd.imenrii ”diffida/it. Speſſe volte fuol’aecador—e nel Mondo,
Per non mancare detti Religioſiffimi che in una iſteſſa Religione, ſotto del
Padri di
i ajuro de’diffonderſi anche
proſſimi con loro nell’
le Doctrine, medeſim-o Fondatore eretteſì VngQ-e
21 no diverſità d’inſtituti, 8c allignando
con le confeſſioni , e con l’eſempio , e _ trà Religioſi una ſtudioſa, e Santa
con le prediche , ben inſtrutti dell’in emulazione , abbiano operato. con ſi
ſegnamento dato dall’Apoſtolo delle fatto modo non ordinarij benefici} al
zo Genti al ſuo diſcepolo Timoteo nel la Chieſa Cattolica . Onde li primi
la ſua :piſtola r. al cap.4. *ver/Ir 6.14a” fondato-rido'Padri Capuccini veden
a’c tibi, ci» doit-«inc attendi- con atten do il primiero. inſtituto del loro Sera
zione all’anima tua,öc alle ſacre let fico Padre al quantointepidito riſol
tere ; Hoc enim facim: ſoggiunge il ſero di rinovare lo Spirito del Santo
medeſimo Apoſtolo , Ò- te ipſum firſ Patriarca con fond-are à tal fine la
m1” facies , ó- m qui' ie audit-m, ed in Religione con regole più ſtrette , e
queſto modo gioverari à te ſ’teſſo , ö: più rigide , e ritirata dal commercio -
àtutti quei, che ti aſcoltano. Inſe umano, limoſinando di porta in por
gnamento per dir il vero, diſceſo dal ta.il lor vitto , veſtendo abiti ruvidi,
Divino Oracolo , degno di eſſer' ap e con piedi ſcalzi, imirando li conſe
preſo, e practicato da quei , che ſono gli del Santo Dottore Agtſtim nel ſuo
chiamati à queſto Santo Miniſtero, e trattato ſopra l’A oſtolo Giovanni,
certamente chi non poſſiede la bontà, affermando, di e er impoſſibile poſ-ì
chi non attende alla vita ſpirituale, ſedere lo Spirito di Dio, 8c inſieme
at
"78 Teatro della carità
attendere alle proprie commodirä: umiltà univerſalmente da tutti ,'u
Spirit”: deficitmln' raro quicſìitfl ſi come continuano ad abitare ne’ luoghi ſo
le coſe delicate ingraſſano, e ricreano litarii per attendere à loro ſtelii, allo
la noſtra carne,così l'aſprezze corpo ſtudio delle ſacre lettere , lungi da
rali ingraſſano, e ſollevano lo Spirto. tumulti , ſtrepiti,e diſtrazioni delle.
Vt enim caro mollibur , ſia anima duri: Città , ricordevoli di quanto laſciò
nutriti” ,illam blanda”: riſolve”: , Izanc ſcritto Sa” Baſilio nel tom. 2. a': 'vita ſh
aſpera oxerrent . Onde molli detti Re litaria ñ Solitario vita, Coeltſiis Doíírine
ligioſiffimi Huomini dal vero Spirito eſtſèhola, uo Divinarum arti/om dzfiipli—
Divino formarono li loro flatuti , e ”a z E non volendo mancare anche di
riconoſciuti dalla Santa Sede furo eſercitarſi nella ſalute, del proſſimo
no confirmati, come di ſopra hò di applicanſi mirabilmente alla ſanta_
moſtrato , e vollero anche abitare ne’. Predicazione , e rieſcono così degne
luoghi ſolitarij per aſcendere alla vi— le loro Prediche , e così fruttuoſe,che
ta contemplativa , più , che all’attiñ‘ 'vi concorrono à ſentirli gl' huomini
va,per eſercitarſi con più fervore,con più inſigni nelle ſcienze, e con fervot
più ſpirto , e maggior frutto per aiu di ſpirito , e modeſtia eſemplare ri
to dell’ anime , con raccomandarle prendono le pravità de coſtumi,ram
nelle orazioni al Signore , e divertire mentandoil Divino flagello provato
colle medeſime gli caſtighi, che ſo da tempo in tempo dall’Orbe Criſtiañ
vraſ’canorà Mortali per le loro colpe, no nell’oſtinazione degli errori; e con
e Per le enormità de’loro peccati , eſ l’orazione mentale,e coll’eſercizio di.
ſendo queſto il proprio, e retto ſi una continuata mortificazione ſi ac
gnificato del orazione ſecondo l’An quiſtano le parole che illuminano la.
gelico 22. qua/[.83. artic.pr.0ratiocſt mente , e compungono i cuori degli
[ictltio decentium à Deo ; mà non già ri aſcoltanti . Acqui” *verba qu ì predice:
22 tirarſi alla ſolitudine, e viver ſoli,ve— oratiomóumonforme diſſe San Girola
nendo molto improbata da Dottori , mo al ſuo Diſcepolo Eaſtlfl'o nel tomo
e Legislatori tal ſorte di vita , come alt. delle ſue Epiſtole , trattando del
può riconoſcerſi nel cap. adaudímtiam la morte del medeſimo Santo, e poco
cap. rx parte de Capelli:. Mnachrlrm. ”e rima di morire queſto Santo Dotto
i” agr.5. ad [ma hoc tit., Nam [Mondaino: re,li diſſe : Valex mi”; bajaſmodi prodi
ſolo: teſto Divo Thoma relato à Cor catia, (’7' a'oc’t’rina ad illuminandum,á‘ ar
nelio à Lapide in cap-1.. exodi , Dama” gumo’um, e pare , che nella bocca di
ſolitaria: :11,8: Auóìore Seneca api/1.25. 23 quefli Religioſiffimi Padri , ſi avveri
omnia mala nobis ſhlitudo pcrſhaa'et: aa pure la favola del nettare nella bocca
magna pars peccatomm tollz‘tur , ſipm‘a di Platone datoli dagli Dei per la vera.
turz's trjÌis @Ji/lat. Undè Iuſtiníumos i” facondia , e per ie parole piene di ce
-No-ucllis 133. Moaacloosſine trſtibar *vi ieſtial dorrrina,e come ripieni di ogni
were,ſte1us :xi/linux…, come puoi oſſer perfczzione Evangelica compariſco
varſi nel Conzalez al [212.3. Decreto! no anche loro tra tanti Religioſi nel
lium :1135; deſtam Mondo/zar. ſopradetto Teatro ad eſſercitare la.,
Con qUeſ’ri andamenti, e ſante determi vera carità criſtiana con li poveri
nazioni di vera raſſegnazione Criſtia— infermi , e di mal’ incurabile; ſtando
na ſono creſciuti, 8c avanzati nella.. ben inteſi diquanto laſciò ſcritto l’
vera perfezione Religioſa, nella qua Angelico Dottore. ln ſpirituali *vita
le agiungendo la ritiratezza ne Chio charm” e/Z principium,ó‘ſinis , ó- habet
-ſi'ri ,la candidezza de coſ’tumi , e la.. multa: gradi” : onde come il ferro ca
modeſtia,e piacevolezza nel trattare vato fuori dalla fucina ſcintillando"
che ſi ſono reſi l'idea de’ perfettiffimi faville difaoco brugia i circoſtanti, .
Religioſi amati , e Primati per la loi-o e mantiene per qualche tempo il10*.cañ
- i
Lib. nyc-ap. V. 7d
lare , così queſti P. P. infervorati dal Spagne , Francia , Germania , Giap
ſanto amore di Dio ſi vedono per pone ,ja per l’ Iſole Filippine , e final
tutto l’ Oſpedale ſervi're con ſuiſce mente in Italia dove per opra del ſu—
rato effetto li poveri infermi ,gli ac detto Padre Diaz. nell’anni della ſalu
commodano Ii letti,mondano le cor te r 593. fù approvato il loro inſtitu
ſee, gli eſſortano alla ſofferenza de to, ſedendo nella ſede del Prencipe
mali,e s’ immergono ad ogni atto dell’Apoſtoli Clemente V11 l. conforme
ſer-vile , così apunto quando il per ſi 'oſſerva nella vita del medeſimo da—
fetto , e fiucero'amore prende poſſe ſ data in luce dal Ciaooonio, 6c illuſtrata
ſo del cuore de' mortali, non vi è huñ_ dall’ Oldrim' : Reoeptionem cà* Profi/ffio
mano travaglio , ne la morte iſteſſa, ”em No uitiorum ad Congregatiomm Fra
che poſſa da quello allontanarlo , e.» trum Reformatorum Diſi‘aloealorum Or
percrò laſciò ſcritto Dionigi Curtuſia dr'm's Eremitamm Sancî‘i Angy/lim' ”flyer
m, eſponendo la cantica 8. oerſî 6. 2; te admifiam, ó“iflſtitüfdm ordimwit .
@fa perfeóì‘a, Òſimera dileá'io pro ;ml Stabilita la Congregazione , ſi portò in
la adueffitate, ó*- trióolatione, Ìmo neque 26 Napoli detto Padre Diaz. , e ſi diede
pro morteeffìzgimda z‘i dileéì‘o reoedít , o tutto all’aiuto del proſiìmo , accop
perle tante virtù , e tanti atti di pie piando la vita contemplativa all’ at
tà , 8c vera umiltà Religioſa , no ili tiva per ſervigio del mcdeſimo , illu
tando ure con la medcſima le ſcene ſtrando non meno il ſuo nome con le
del ſu etto celebre Teatro della rarità, ſue fatighe , e con le ſue virtuoſe az
e non ſarà già mai lingua , che non_› zioni, non che l’ordine nuovamente
iſnoderà le voci alle loro lodi , 8c al flabilito; e merícò,che dal publico
la loro gloria . gli fuſſe dato quel luogo di- Santa.;
` _Chi con ſagace intendimento procura.. Maria della verità , ed unito queſto
d’inveſtigare quali ,5: quante ſiano le Religioſiflímo Padre col Padre Fra”
firade,perle quali ii poſſa giungere.. eefio _Andrea di Sa” Gzaoob , 8c altri.
alla perfezzione, 8c alla Gloria Eter compagni diede principio alla fabri
na,rintracci con franchiggia di cuore ca, così del Convento, come della
le orme glorioſamente impreſte nell' Chieſa ſenza altro appoggio, öc al
A erro ſentiere della vera virtù criſtia— tro ajuco, che delle continue limoſine
24. na delli venerabili PP. Fm Tomaſo di ſomminiſtrate” dalla pietà de Napo
G” o , É- Afldrm Diaz,che diede prin letani, e compita la fabrica,c perfez
cipio in Napoli alla Riforma de’ Pa zionata la Chieſa riuſcita una delle
dri Agofl'iniani 5 non però' vaglia il 27 più belle della Città nelIi anni di
vero, queſta Religione 'come inſtitui-' Chriſto 1 653. fù conſccrata da Mon
ra dal Gran Padre Scritto Ago/lino non ſignore del Pezzo Arciveſcovo di Sor
può già ipai dirſi nroa, ma benſi ri rento appunto nel meſe di Fcbrajo ,
novata , e ridorta nella priſtina oſſer— conforme ſi oſſerva da una inſcrizio
vanza ,8c gli ſuoi primordii ebbero ne collocata sù la porta maggiore
origine in Portogallo dal vencrabile della ſudetta Chieſa, avendo egli vo
Padre Fra ‘Tomaſo di Gierù unito col luro porre prima in eſſecuzione quan
ſuo Padre Diaz. , 3c altri, benche ſi to vien preſcritto dalla Santa Sede ,
trattenne egli nelle Spagne , e cattu non porendoſi celebrar Meſſe altro
rato da Mori , doppo di aver ridotto ve , che nelle Chieſe . Soiendum eſt Eo
molte migliaia di anime nel grembo cleſias eſſe edñfſicrmda: ex prooepto Eccleſia,
di Santa Chieſa , ſario, cosi di fatiche qui alibi quà”; in lori: Deo ſaw-ati: Mzſ
impiegate per ſervigio del proflímo , fireriſioium ojírri nequit Ca”. [n.6411.
25 come di gloria per l'innumerabili ſue bio ergo 14.54;. nulla: 15. Ca”. Miſſù—
preclare virtù, cambiò la Terra col rum. Can- Vm’cuique r 3. Ca”. Cloricor
Cielo, 8c il ſuo ordine ſi dilatò per` 34.. eum alii: de ron/èrratiom’ dſ/Ìillfffr.
maggior ſua lode per i’ Africa , per le e pare che così ſoſſe anche preſcrlitto
ne ~
`80 Teatro della Carità
nell’ antica legge, conforme s’oſl'erva con la ſanta Predicazione; 8c allo
ì nel Deuteron. alcapJ 2. *verſi 3. Ca'ue fiudio delle lettere per non errate,
-ne offer-as boloraflſta tua in omni loro , 29 perche conte oſſerva l’ Angelico
qucm wìdrris, ſed in 10mm , quem ele-gen': Dottore,alli Apoſtoli ſoli non ſù ne
28 Domini” , arponat nomenſuam iói , e ceſſario lo ſ’tudiare, per aver ricevuto
Barboſa de potrſtfpiſcopi alleg.: 3.mr.2. la ſcienza infuſa dallo Spirito Santo;
prova,che non ſolo vi ſia colpa mor mà alli altri è neceſſario acquiſtarla.
tale,mà vi ſia la pena di ſoſpëſione,‘e con lo ſtudio Prçdrratorióar neocffà
di‘ ſcomunica à chi celebra fuori della rium eſt, utſtua’eam; Oo”: ”0” babi-an#
Chieſa . Umle mortale peccatum extra fiientíam ex infioſiom, ſimt Apoſtoli ,fieri
caſam nroçffitatis ir; loco non filtro cele continuoſtudz'o , 8c internandoſi fiſſa
brare, Imo , ó” Clerici Extra lam Sacra mente ſenza riſparmio di ſudore al
cela-brama: punirmtur Perna fioſpcnſiom's, ſtabilimento del loro inſtituto , arri
excommanimtionís i” Caio. mzllus 1 5. varono al ſommo della perfezzione,
Cunſi quis 35. da ton/tara!. diſtJ. tanto maggiormente, che lungi da.
In chſto mentre più che mai ſi diede tumulti , e diſtrazioni della Città in
IO queffi Religioſi alle penitenze, al luogo ſolitario, attendevano a loro
la mortificazione, al digiuno , a3( all’ medeſimi, allo ſ’tudio , 8c al ſervigio
orazione , per impetrare dal Signore di Dio, 8c alla ſalute del proſſimo,ſe
con tali mezzi quello ſpirito di ſa condo l’ inſegnamento dl Cornelio à”
pienza , che ad un’ impreſa incomin Lapide, eſponendo le parole di Oſea
ciata ſi richiedeva , conſapevoli di al capa.. Dacam cam inſalitudinem , ó*
quanto laſciò ſcritto il Baſilio nella loqflar adcor c’jus, di dover eſſer l’ope-`_
ſua Omilia i . de jejam‘o anto mediamJa rarij nella vigna del Signore à ſimili—
jlmiltm Laglrlatororſhpiemer farli; pure tudine del Battiſta , e di Chriſto Si
con tutto ciò pareva , che ſi ſuſcitaſ gnor Noſtro , ritirarſi à luogo ſolita
ſero contro di loro le maledicenze , e rio per eſſercitarfi con più fervore , e
le calunnie con aver rinovato lo ſpi maggior ſpirito. ng ad *uitam ac'Zi
rito del Santo Patriarca , venendoli *uom delliaantur , ari/ſolitudine”: [è reci
rinfacciato quanto laſciò ſcritto San yianr, óvſhſili roddarzt , ”t intorqaicfias
Gregorio il Mag/70 . Plan”: , quae ſeta? cor-fur,q”amſhirz`tm, utq; Deo ſe rmiarrt,
:mr/_ſpomtmur , radice; ”on miti/mt, c ab eaqtzc car laqumte, ”o'uum lume” , na
Sant’ Anſelmo riprova al maggior 'Uas Dirt; , á* Anima.: [Muriarlt propter
ſegno tal mutazione nel lió.1.alla ſua Eccleſiafl* Roípublicx ſommo. Conoſciu
Epiſto[.9.andſiti/1lmdetur,majora qua: toſi in tanto la loro gran pietà , &.il
dam, aut milioraſhirimaliſorwre appo— frutto , che à benefizio del Proſſimo
terc, quam illo' praſèmi: Morraſteríi inſti ſi riceva mercè' alle loro direzzioni,
mamo… liteat, flſtima r, autſèfalli, ſi-uè che giudicar non ſi può, quali foſſero
praçfl’rmdo paria par-ibm , ſiruè minora ſtati Più grandi, o li altrui encomij,
'major/'61”, ticlpraeſizmmdo/èpoffè , quod ola vera umiltà di tali Religioſi , e
non PQUÎÌMUU rertè creda!, [è non mariti/l_ pareva, che tanta virtù non ſi vedeſ
fi, quod deficit-rat; ma av valorari queſti ſe riluccre, e far le ſue parti nel ſu
dalla Divina Protezzione , ponendo 30 detto Teatro della Carità , come per—
tutte le loro ſperanze nel Signore fettiffimi Religioſi; anch’eſſi giàſí
Iddio,ſervendoſi diquanto fù da Iſaia vedono comparire nel giorno di Ve
oſſervato nel cap.4o. verſa:. ~ m' ſpe nerdì a trionfare , 8c à raccogliere le
ram i” Domino , mutabam_firtímdimm, palme con li atti di carità ,, che ſi eſ
affllmem’ penna: ſia” Aquile , current , ſercitano col Proſſimo,ed in mezzo à
á‘ non [dbm-uſim! , ambulaótmt , o" tanti Religioſi con ogni bontà,adcm~
271m dcfitic’rzt. ueſta fortezza dimo piſcono tutte le parti di veri pruden
ſirarono dettiRcligioſiſiimi huomini, tiſlimi , e pijllimi vMiniſiti di Santa
ſi diedero _all’ acquiſto dell’ anime, Chieſa , così non meno per la forma
dcl
O

Lib. II. Cap. V. 8l


delle vere virtù , che per l’innocenza porendoſi attribuire 3 quell-i congre
dc’ buoni coſtumi, edella lor vira, gati ,ciò , che ſcrifle nella ſua epiltola
,iiiimacolata han rado piato lode al ad Corinrhl’ Apoſtolo delle Genri,
home, e ſplendore al a nuova loro rap.9.vc›ſî8.Pareflr cſt autem Dem omne-m
congregazione, con meritarlo giu— gratiam abundarefizctre i” mhr ,, ”t i”
ſtamenre Per tutti li ſecoli. omnibus ſemper 071mm: /hfficz‘mtiam ba
‘Veggo dinuovo ſorgere trà le ſcene del éflzir , adlmdc‘ti: i” 0mm- 0pm 51mm”, ſia”:
ſudetto Teen-agli' Padri della Compa _fiìriptum eſt. Diſperſir , dadi: Pauperióur,
nia di Gicsù, c [i Padri dell' Oratorio di juſtztia ejur mami‘ i” eterna”. E quanto
San Felippo Neri,viſirando hor queſti, ſimilmente laſciò ſcritto per noſtro
,hor ~quell"lnfermi, ſtorrendo per rut~ inſegnamento l’ Evangeliſta S. Luca
tele corſee,corteſiffimi con curti,go al raffina-verſi z.de ſuoi vangeli, Cam
dendo di ſervirli con ſuiſcerato amo fizcírprandium, al” rmam, ”oli varare
re ne più vili , e ſozzi miniſteri dell' amico: mar, neque/Farra’: moi-,neque co
arO’ſpetale,öc apPunco quando il mon gnatarflcquè vicino: droits’: , ”c’fortè rc
’ do tutto immerſo nc’ paffarempi,che á* ipſi invite”; , á-ſiat tibi rc’trióvu’o; fid
portar': ſeco gli ultimi giorni di Car rum aci: comit-im”, mm pa/lpcrcs,dcói
nevalc ;Onde li Padri della Compa [er, claudos, 0’* oſcar, ó* bean” em, quia
gnia per veſſercirare via più li loro mm habent rctrz'óurrc Tiói ;,re/rióuemr
fludenri uſciti dal Noviziato, c farli mi”: tibi i” rg/ìzrrcc‘îione juſtarflm.
tener freſca la memoria della carità Veſti arci di ſoprafina carità ’vegon.
verſo del Proſsimo , conforme di ſo ſi pur-’eſercitare dalle Dame nell‘ Oſ—
ra liò eſpreſſo, gli fan trionfare nel 33 pedale delle Donne ſorto la direz
iiulrimi rre giorni di Carnevale nel zione de’ſopramentovari PP. dell’0
ſUd. ‘Teatro, mantenendo“ con l’eſſer rarorio di San Filippo nell’ ultimo
cizio della vera dilezzione col proſ Martedì , di Carnevale , ne giorni di
ſimo , fonte , öc ori inc di ogni Sa” Martino, e San Feléopo Neri, e della
perfezzione Criſtiana, ricordando- ñ Pantera/_Ze da quelle Dame, che adem—
li ſempre con l’ cſſempio, e con piſcono le loro parti nelle Scene del
L’opcre l’inſegnamento laſciato dall' ſudetto Teatro ſorto la direzzione dc
Apoſtolp Paolo nella ſua epiſtola ad Padri Pij Operarii, ele prime in rurri
Galatas cap. 6. ’ue’rſ 8. -- qua: enim ſ‘ li Martedi di quareſima , come vere
mina'uerz't beim” , li.” ma!” , quom‘am Madri amorole vengono con Muſici
qui Seminar in (arm’ fim , dc came à diſporle al ben’opra re , alrrc al ben
mom cormptiatzem ; 71”' autem [Emilia: morire , 8L altre àreconciliarlc con
iii/"DÌÎÌNE , drjptritu meter *uit-1m atrr- . noſtro Signore, non cercando altro,
77‘177] p che di arricchirle con le grazie ſpiri
Gli P1’. dell’Oratorio di S. Filippo Neri tuali , ed’ inſtruirlc de’ recetti evan
paſſano al altra opra con li Congre .gclicì, e mentre ſi de itiano con le
ga’ti , cosí di tutti li Santi , come del iìnfonie,e con li dolci canrici celeſtia
324010 Fundatore deſcritti di ſopra.” li‘, non laſciano i ſu-dctti Religioſiſſi
poiche in qucſti ultimi giorni vengo. mi Padri con li loro ſuavi,cd infocari
no unit-’umore in proceffione ad eſ~ ſermori farle apprendere la vanità
ſortare gl’ Infermi di ſoffrire patien del Mondo , CllC porta ſeco conti
tcmcntc li loro mali,aſſiſtonoàqual— nui travagli, 5c amarezza , 8c unen—
c 1c moribondo , procurano d’ in doſi col Signor lddio, di-non traviare
:ſtruirli de miſteri Celeſti con inſoca più da rerri ſentieri della Divina
ti Sermoni, eli ſomminiſtrano li Pſi legge, per acquiſtarſi nel fine l’eterna
mi nella Domenica un ſontuoſo p3 gloria,come Veri operarij della vigna
0, e gli ultimi nel martedì , diſtri 3c! Signore,adartandoſi à queſti pijſ
buendolfio à tutti con ogni amore , e 34 íimi Padri ciò,c.hçfi legge nell'eccleñ
da veri ſeguaci della `Divina legg’*: ſiaſtico al 02112.4. 1m;/ir.5~. In perizia/mr
ì’ , L rr
82 Teatro della Carità~
requirootet modo: ”mſiror , ò- nat-rante.: 36 ta ragione devo annoverar’ io D.
Carminaſrripmmrum 5 eper ultimo Gio-ua” Amom‘o Giorio avendo egli
nel Martedi Santo non laſciano di come Sacerdote laicale à tutto l’ or
oſſervare l‘iuſtituzioni della Chieſa., dine Eccleſiaſtico dato norma della
con la lavanda de piedi nel ſudetto vera vita Apoſtolica, öc inſegnato à
Oſpedale,come vere_ Madri amoroſe, Poſteridel mcdeſimo ordine con lc
non dimendicandoſi minima parte) ſingolari ſue virtù, con l’ imparegia
della Carità, come appunto ſcriſſe. bile ſuo zelo, e con le preclare ſuo
San Bernardo nella ſua Poi/lola prima geſta degne di eterna ricordanza:
ad Role-”um . No” poffitm oolz'vt'ſci ‘vi/Ze er aver anch’egli adempiute nelle.;
ra mea, e Damiano nel lio. 5.alla ſua ſcene del ſudctro Teatro le ſue parti
rpiſi. 7. *vo: autem dílt’éîtſſzma membra al Proffimo,ver0 lmitatore della Di
”tra , 'viſiera unit-”tc mete . .Et Ovidio vina lcgge,come appreſſo più diſtin
anch’egli ſcherzò nel (to. 8. delle ſue tamente ſi dimoſtrerà . Nacque que- -
Metamorfoſi. _ 37 ſti nell'lſola di Prodda tanto `decan~
Korn” iſto Creme!, moti viſura dixit. data dalliAntichi Scrittori : facen
Er eſſercitano nel ſudctto giorno tal done pur di eſſa menzione Virgilio
memoria per imitazione del noſtro ”ol lio. 9. dell’eneide.
Redentore : per non privarſi elle nel Tumfimittt Prot/2]”: alta tremit , d”
Giovedì Santo della Sacra Euchari rrtmqtto mollo .
ſtia, e delli atti di pietà communi à E ſin da fanciullo moſtrò congionto al
tutt’ il Criſtianeſimo in rimembran ſuo intendimento un’ indicibil pro—
za de’ Miſteri della Fede Cattolica, e penzione alla pietà Criſtiana,la qua
per dar luogo alli Amminiſtratori, le creſcendo ſempre più con li anni
e Governatori della Real Santa Ca ſormontò tanto , che ſi Vedcano in.»
ſa : facendo anche queſti-l‘e loro par- ` lui rinovare le memorie dell’Apoſto
35 tipreſſo
nel ſudetto Trono,
ſi moſtrcràſi, conforme
ed in ap.ñ
quel giorno lato, delli Anacoreti della TabaideJ,
l rinovano la 'Sudctta Santa lnſtituzioñ e de‘primi campioni di Santa Chiela.
Apparò egli li primi rudimenti delle
ne con la lauanda de piedi à 1 3. Po ſcienze nella Parria,mà paſſat’in Na
veri, a’quali anche de beni della San 38 poli per aderireal‘la volontà de Ge
ta Caſagli Somminiſtra‘no vn doca nitori con applicazione eſttaordina
to ,- ed vna-Ciambella -dipane ben.. ria inoltroſſi à ſtudi maggiori . C’añ
rande, come inclinati-«alla inſeri minò le ſtrade della filoſofia , como
cord-ia, alla pietà, öczall’ antiche!“ con lume del ſapere . Aggiunſe non pa
ſuetudine di. Santa 'Chieſanleggeir go de paſſati ſtudi anche lo ſtudio
doſi- ne proverbi -al cap. :Haier/l 9. qui delleleggi, e della Teologia , e con.»
Promtt (ſl ad miſericordia”: , brot’rlic'ttttrj queſti dovizioſi arredi di lettere , ri
de partiotts Cfilmſhis‘ dg’dit Por/[tori . O'ſ- - tornò alla Patria, ivi doppo qualche
ſervanza tanto commenti-ata vnivcrè tempo fà perdita de Genitori,e come
ſalmente da fedeli', e- ben conoſciu opulenro de’bcni temporali , fù con*
ta da ſuderti amminiſtratori,trahen ſigliato da ſuoi `couſanguinci,& anti-i~
done per ſe medeſimi-meriri-.per l’al ci à prender moglie. lnſtinto natu
tra vita, ~e beneficio all'an'ìme de Be rale ingerito nel cuor’ umano Per
nefattori, ſecondo l’ opinione vdi San perpetuare le famiglie , e le diſcen
Gregorio Turonenſe nel'ſuolio. 6. al denze: rappreſentandoli altreſi ,che
tap. zo. Sittt Imc Eco/rſhe dal”, ola-”2,1“ de’ anche dal jus Divino viene il matri—
I/ir punperrr rtíſioittmur,`mil\t` miriam ob monio commendato; anzi ſin dallzL.
tlmtflt apud Drum . creazione ,del Mondo ritrovaſi dalla
Tra tanti Bencfartori,e fra tanti ſegua* Sacre carte inſinuaro, inanimando l’
ci della vera carità tanto commen uomo alla Generazione , tanto piîi
dara dal Neuro Redentore con mol creſceva il moriva di perſuaderlo ,
quan
. _ 'Lib, II. Cap :83'
quando che la ſua Famiglia veniva lici preſſo Sa” Matteo a! mp." r 9. ‘Ue'rſ.
celebrata in quell’Iſola come Parri` ' `21. Ait illi Jeſus. Si rvis perſeír’m éſi‘foî'
zia , 8c amata per li gran beneficii , de vende quod habet , á- dzì paaperibus , i‘
che compartiva al Publico,ſollevan— á* habe-bis theſimmm i” Carla , á" UM" ›
do volentieri li oppreſſi , impiegan— ó— ſcqnere me .
doſi à ſervire tucti con ogni vera.. Poſta in eſecuzione la vendita de ſuoi
cordialità , acquiſtandoſi ſempre più lçnidiſtribui àpoveri quando apun
l’aura popolare , non curandoſi tal to avea del ſuo facultoſo Patrimonio
volta di vantaggiar gli altrui inte cavato , ed edificato pure à ſue* ſpeſe
xeſſi c6 danno de’proprij,per la bon vn conſervatorio di orfane , rinunciò
tà ereditaria della Famiglia , e per con atto generoſo la Parrocchia . Co
sì avendo `sbandiie con forriffimo pet—ì
ciò tutri gli Cittadini , non che gli
ſuoi conſanguinei eſclamavano con to tutte le noioſe cure , e della carica,
Iſaia al rap. 6. delle ſue Profezie n. 9. e dè beni té'porali quaſi novello Dio—
- 'Erſrientmifz gentióus ſeme” comm , á" gene della Criſtiana Religione ,
garmm eoiìzmi in medio Populorflm ', 0m contento del ſuo doglio , applicoffi
mr, qui -uiderint eat, ragno/Emi film-,quia tutto allo ſtudio de Santi Padri , öc
iſtiſufltfi’me”, mi benedixit Dominus . . alle Miſſioni Apoſtolîche , 8c eſserci—
Mà tOCCO egli da iſpirazione celeſte diſ— tare la vera carità con poveri Infer
39 prezzò la vanità del ſecolo , e fatta mi del mal’ Incurabile, profittando
elezzione dell’abiro Eccleſiaſtico, in tanto nelli ſudetti eſsercizij , che ve
contancnte fi‘i promoſſo agli ordini niva ſtimaro l’oracolo de’ Miffionan
ſacri, 8c applicaroſi poſcia alla Vita . ti, l’ldea della carità , il Padre de po
Apoſtolica andava predicando la pa veri Inſermi ,viſitandoli ſovente ,
rola di Dio à ſuoi popoli ; ſpirando à ammaeſ’trandoli nel tempo delle loro
quei odore di dottrina , e di ſantità, e angoſcie; edè loro dolori, aſsiſ’cen—
ſtà ráto eſſendo vacata la Parcochia doli al ben morire , ?e ſervendoli nè
nella parria iſteſſa , vennegli ſubito più ſchifoſi biſogni di perſone mez
conferita , c ſubentrò alla cura-di zo infracidite, di notte , e di gior
quelle anime, ſuccumbendo à quel no , quando non veniva impedito
peſo , per uhedire à Superiori 5 e quì dalle miſſioni, econ riſoluzione di
moſtrò quanto poſſono fare quei,che vero Miniſtro Apoſtolico adempiva
han delle altrui anime cura , era egli le ſue parti nel ſuderto ‘Term-aa Si
afiiduo nelle funzionifligilante nell’ militudine della ſpoſa nella cantica
affiſtenza de moribondi , e molto ca al cap. 7. *verſ s. dixx' ,aſcendamin pal
rírativo con poveri z diſpenſandoli mam,` ó* appre/jendamfruílm eius, e Sa—
.profuſamente le ſue entra te , tratto nt' Ambrogio nel ſuo lil. de Iſaia vo
ne quel tanto, che ſolamente baſtava le, che queſta palma s’ intenda la ca
al ſuo parchiflìmo vitto , al provedi rità. charim; palma ef), ipſti rſt etiam
mento della ſua modeſta , eben rego plmimdo vidi-‘arie , plem'mdo legio- charl—
lata’famiglia, 8c al decoro della ca ta: aſl', mmm!” ergo , uz rompi-ehm”
rica,nulla curando di empire le ’ Pran m”; , i‘m-ram”: , ”t -vmmmur , q!” 'vm
ze di prezioſe ſupcllettili per orna rit aſi‘endit Pil/md?” , mandata; fru
mento della ſua caſa , e per far pom [ius ejns. * _ n-
pa delle ſue dovizioſe facoltà; anzi In queſto belliſiino arbore della Santa.
conſiderata l’anguſ’tia del luogo di a: Carità dell'amor di Dio,e del Proſſi
non poter dilatare le glorie della Fe mo ſaHVa egli Do” Giona” Ant anime
de Cartolica ſecondo ii valli , 8c alti non tralaſcrava di andar miſſionari
ſuoi penſieri , e di far maggior acqui do qui-‘fi Per tatto il Regno , Chia-
fl‘o di anime all’ Ovile del Signore , mato da quei Paſtori della Divina
4,0 vende il ſuo patrimonio , ſeguendo Greggia c6 ſomma loro conſolazio
l'inſegnamento, e li conſigli Evange ne › eſodiſfazione ,chiariiiìmo a-r
` .' L 2 g0
i:
I'
' o
84_ Teatro della, Carità
gomento di .quanta ſtima foſſc _quer re della có'gregazione de propagan
í’to grand’ operario nella V1 gna da da fide eretta nell’ArciveſcovalChie
Signore per la ſua Dottrina , bontà , ſa di Napoli per l’eſercizio dello
e vita apoſtoliça vniverſalmente ap Miſſioni . Rinovando tanta grand’
preſſo di tutti v ' opera ſorta nella Francia nell’ anni
Con le ſue _continue fatiche , con l’ inc, di noſtra ſalute 1605., regendo la.
ſauſta fecodità nel predicare _con e' Santa ſede Paulo V.leggend0ſi nella
lo apoſtolico , confeflare inceſſan e, ;ſua vitale ſeguenti parole : Cçtum_
menre , ed inſtruire li Popopli , per farm-datum Oratarji Ieſh Chriſti ad Caó_
la ſalute eterna 5 Non dava trieg ua '7/101icamſidem i'” Gallijr aflgmdam Ma
alie ſue ſtanche membra , e riſtoro ria Clariſtz'anffflma Regina , ó“ Henri”
all’ eſtenuato ſuo corpo, per li conti Pcri/ímſi Pallon- petrndióm- ,firma-uit ,
nui parimenti, e vigilie . Rendeaſi e dopoi ſequitata , 8c accreſciuta..
ineſplicabile la frequenza .di ogni in Genua per opta del Cardinal Stefa
ſorte di perſone , edi diverſe Regio— m Durflzzo , conforme ſi oſſerva nel
ni, ambizioſo di favellar ſeco , veni-. la ſua vita appreço del tanto decan
vano à ritrovarlo ,per ricevere da. tato .Ciaramia ne l’ anni di Chriſto
lui gli veri documenti , per tracciare 1 627. congregatíomm Mijſianír Parifij:
la vita _eterna , non ſerbandoſi per _ſc ortam , _ó' GM” flaremrm annua ten/ì‘
_altro tempo, che la notte per Orare, vdrammi domo ;adattata , alianzmque pio—
ſolo à Dio, öc à ſuoi proffimi vivcn. rnm homimtm airxilio procurato, i” mi-l
do , ö; à tutti, che lo vechano, non riſicam animamm (utilitatem prepagate”,
. che l' udivano comparizione, e cam e per non defraudare queſto preggio
biamenro
candoſi di di
luivita
ciò cagionava
, _ſiche laſciò, ſcritto
verifi alla Bella Partenope , della quale ſi,
prcggia tanto il Mondo Cattolico
l’ _Apoſtolo delle v.Cienti nella ſua epi _della ſua pietà , godendo egli ſola
ſtflla prima ad coriptóiar. cap. 9. .mr/I mente di veder riſorra una grand"
;2. omnibus omniafiic'ímfirm , 'ut 0mm: 1nſtituzione quaſi ſpenta per l’addio
/ùl-vflrfiërcrrm. il ſuo cibo era viliſii trp nella .Città , e Dioceſi di Napoli;
mo , il ſonno di poche ore , e qucſto Onde giuſtamente puorè queſta glo
per lo più ſopra le nude Tavole , la _riarſi di D . Gio: .Antonio .Giorio Riſtau—
ſua converſazione era piacevoliſiì. ratore delle memorande ſue memo
ma, 5c affabiliſiima , ma il zelo dell’ rie , e Sante _ſue glorioſe , ;Se antiche
altrui ſalute talmente in tutte le ſue Inſtituzioni , E quantunque gli foſſc
azzioni lo ſpingeva fervoroffimo,che inſinuato di eſſerlo ſtato Religioſo
avampandpli nel volto, ciò , che v0. di maggio; perfezzione, come fi ha".
leva , ne’ cuori dell’ ,aſcoltami im. nel mp( mm ad Mozzflſterium de ſia!”
rimeva; e talvolta con vna ſola ,Monet/70mm, e conforme diffuſamen
parola ott‘eneua da più oflinati quel' te ſcrivc Baréas. de qflírio , á- fotrſtate
che altri con lunche predichc , öç Epiſcopi par. prima ſitprlmo raf. 14-.
reſort-'azioni, nOn porci/ano , ö( vdcn fl. 1 1. per Toti/m . Tutta via ‘volle
do tal ,volta decantare le ſue lodi , mantenerſi nel ſtaro Clericale , nel
con roſſore chip-:iva gli occhi à'Tct quale fù tanto venerato , ed in tan—
;a ,e ſi riti ava ' * .ta gran flima appreſſo di tutti, che
invitato più volte da Religioſi di ri aveano .à ſommo onore di pratri
,42 [irarſi ne’ Sacri chioſtri,`nçn volle carci , e diſcorrervi ſeco , e fù oſſer
' già mai _egli acconſentirvifflrevalen vato , che già mai {ſeppe intumidir
do tanto' queſto amore di andar ſinell’ aura delli communi applau
acquiſtando anime colle Miſſioni, íì , e lodi, ſerbando ſempre il mede
che ſupero non ſolo gli Religioſi , ſimo tenor di vita ,Prima però , che
mà limedeſimi ſuoi Direttori,po 43 partifie da quefio Mondo , econſi—
;cado ben i9 {chiamarlo Riſtamaroe guaſſe lo ſpirito in 'mano del ſuo
I ,Rif
.4
Lib.. II.. Cap V. .87
Q
Redendorc , diede vivi argomenti mi di Uomini di' ſegnalata virtù
della ſua Viniltà , e dell’ affetto ver, non laſciaſſero del ſudette Teatro
ſo de poveri di mal’ Incurable, aven, parte veruna , cui non ſi vc'deſſero
do voluto trà medeſimi eſalare il con _fervor' Jneſplicabile oprare le
ſuo ſpirito nell’ Oſpedale , dove viſi, loro parti .con benefizij, con ,Beni
tato dal Cardinal’ Arciveſcovo joni temporali, laſciando eredi li pove
oo Caracciolo della Nobiliſíima Ca ri di mal’ Incurabile,e'di diſporre al
ſadc i Daolio' d’ Airola ì, opore 11in tri vnelli loro vltimi periodi della
mai più veduto , nè prarticato da vita legati particolari per li medeſi.
ſimili Prencipi porpurati , non dico mi ,non porendo .di tutte le facul
àtanto ſervo di Dio,mà nè meno cà :per raccogliere li frutti nell' ar
à Titolari del loro Sangue; ma (lo… bore della Carità uſata col proſſimo
vuto ai merito di' tanto grand’ Ope nel ſopramentovato Teatro , e pro
rario della vigna del Signore,e fi curarò di nominarne alcuni , non;
nalmente coſtretto à depoſitare l' otendoſi annoverar tutti , per la
umano Depoſito oppreſſo più dal moltiplicità di eſſi, e ſerviranno ſi
peſo delle fatiche, che degli anni, _no nella durevolezza de ſCCOli per
licenziò l’ Anima benedetta al Cielo ietàd’r eterno eſemplare à tutto l’
44 carica di meriti . Il ſuo cadavere ambito della Terra , Pcrloche da
,Fù ſcpcllito nella medeſima Chieſa tutti univerſalmente,eda pruden
della Real Santa Caſa dell’ Incurabi ti ſpezi’almente vien ſtimato , che
li dove ſù dall’ Amminiſtrarori con tal' ,opta della Real Santa Caſa dell’,
la ſequente Inſcrizzione onorato , Jncurabili ſia giunta à queſta per
tenendo ben cuſtodito il Teſoro del~ fezzione per ajuro particolare diDio,
.le ſue ceneri, qual gran teſoro eter. e quaſi per miracolo à beneficio della
nainente immortale. Città, del Regno, e ſtiori di eſſo;
così poteſs‘ io el'primerlo con mag
H1G ;ACET , gior energia , mangandomi lo ſpiri
45 Corp”: ' Ser-vi Dei ro ,la lena, ela parola ,che forſe
Ret-”moli D. Joanm'; Antony' de Iorio non ſiritrovarebbe chi lo faceſſe nè
a Prot/7)”: ”i con minor facundia , nè con affetto
Coagrcgatíonir Apoflolícaram Miſſioni-im maggiore, per paleſare la gloria ,
Cardo, Ornammmm, ac Dem: . la Carità , e la pietà de Beneſattori
Aodioato paroperz'oas opalomo parſimonia eſſercitata nel ſudetro Teatro nè ſo
Sarcra'otale Mina: implrm. pramentovari due ſecoli , confidan
Contini-oi; guadraginta annoram infraéîar do nella Divina Providenza , che co
Apo/folico': Mlffionam laboribus sì pare debba ſuccedere nel ſecol cor
"Omnibus in Regno ron/Pim”: . rente , ſe pure con l’ appligazio
Doóîrimi,httmilltath'vangelioa Pazopcrtate, ne , e divertimenti alli continui luffi
Zelo Di-vihi calma@ Animarum non venchi lecitoà fedeli di atten
i” rarflm lil-:militari: Exemplrrm dere ſolamente allg vanità del Mon
In Noſocomyſis Inl‘araóilí/lin do ,alli propri} intereſſi, 8c all’ ac
VÌÌ‘NHL’ Curſi/m conſumati”. quiſto dè beni temporali , Corruttela
dè noſtri tempi ,v ma dep orabile ,
Di: A.
XX.D.Jung'
MDCLXXI II.
orali: Saieſi LXVH.
non penſandoſi _punto di rendcrſi
@god [ooo lapide glorioſi nell’ eflercizio della Divi- v
TſſhllſllÌ/I poſtcris Profeſſi *vol-vero’ na legge, ſpecialmente nella dilez
' 1691. i zione del Proſſimo; auverandoſi di
loro ciò che laſcio ſcritto l’ Apoſto
Arve -veramente , che li ſecoli De lo delle Genti al ſuo Diſcepolo Ti
czmo ſeſtq della noſtra Salute vnita. lnotco nell’ api/Zola 2. al 'ila/I 4. rap. 4.
46 mente col ſecolo traſcorſo ſcraciſſ~ prevedendo quanto preſentemenre ſi
` prat
`Q
"86 Teatro della Carità
rat tica : Brit mi”; tempi”, :um/ammo P rie ſP eſe , e coſtituirvi tre meſſe
Î olofflrz'nam nonſuſiiaclflam,ſcd adſha a'e quotidiane, conforme ſi oſſerva dal
ſia’rrí'a anccmaóaatſibi magi/ira: , Pru la' ſotto ſcritta Inſcrizzione, adem
rimm amilo-:15 , 0’“ zi verita:: quidem piendoſi da Governatori , 8c Ammi
Molin-m avverte”: , arlfabulas autem niſtratori del San to luogo inviolabil—
mente quanto ſtà convenuto con la
tonmr'tcmur.
Vengo du nqe ad eſprimere alcuni no medeſima Maria Aflrbflflſſendo pron
mi diquei,che con li loro legati V01 tiffimi d' eſſeguirela volontà de Bc
lero anche loro trionfare trà le nefattorife deſtinati per eſſercitare
ſcene del ſu detto ‘Teatro, e quantun-ñ~ anche loro detti amminiſtratori gl:
que ſiano celebri le glorie de medeſi atti della legge Criſtiana , edi ſer
’ mi , ed ogni mia lode ſempre riuſci bare ſempre fuori dell’ acque dell’,
ràinſeriore all’opinione del loro no~ Oblivione la fama di quanti han bc_
me, a: alle loro virtù , e vera pietì neficato detto Sacro Santo luogo ,
Criſtiana uſata con ſudetti poveri etali.
farli celebri
- perle bocche dè Mor ſi
infermi , e di mal’lncurabile ; Tutta Maria :le Ayeróa Duciffù Thermalaram ,ì
via ceiarci non ſenza pregiudizio del
fine intrapreſo di far paleſe al Mon (5* baja: lmaraóiliam Hoſpital” devo
dole‘memorie tanto onorevoli ‘de 49 :ij/?ma bano Majoran- Capello”: ſióo’ ,
Benefattori , ò dal tempo quaſi ſe— ó- ſais candid” , atque dota'uít : á- quod
pellite , ò da varie circoſtanze taciu Domini Globe-mutare: predirfì‘i hoſpital”
46 te ,ò traſcurare per poca auvedu in nomine ci!” Domo; debe”: effice—
tezza di quei , che atteſcro ſolamen n,ó- curare, ati” ca {ì mao: lapo!
te alla cura de vivi , quando dovea lam’s ,maria/or , ó** vita integerrimis in
no conſiderare di’ellere debito di perpctaum celebre-tar , contribuente: az':
gradimdine ingerita ne cuori vma— 'vic’Zam, cameram , ó-leflam ,at pra
ni dalla natura di perpetuare le Cuimltóet.
glorie de Maggiori , ſpezialmente Aram‘ mercede ſiflgulir dorato; quindzcim
ſe li maggiori faticarono per li, Po baz: lego , quod ipſiintrà prediá‘am Hoſ
í’ceri , e per loro beufizio laſciarono pztale affitti/cè commoromar . Item ida
lc loro ſollanze ,eli loro averi. ”raf-imola, qui , qui eisſerviat, 'vic‘Zam,
Mom Ayerlm d’ Aragona ſin dalli pri á* loc’fam, ac pro mercerie ducato: annua:
mordzj ,che la Sant-a Marrona [Maria. ſex , romina”: totam boa predió‘o’oram
4.7 Lorenza Lungo a pparaſſc le ſcene del Gabernatoram cmfiimtia , ut hoc non
la Carica nelſudetto ‘Teatro ; adempi ſim aafforítatc’ Marziano ale diEZa Dama
quella le ſue parrisù del-le medeſi de Ayerbagammiam quad i” dir?! m—
me, conforme più vdiffuſamente ſi pella aeloáremr , iaxta tenarem , á* for
dirà appreffo,e voél’ eſſere la prima mam inſtrumc’flti , per Notari/om Virgi
à raccogliere li frurti nell’ arbonrc lium de Bulóitoflzóì’i alle. XXVIOc'Îabì-i:
dell’ amor di Dio,e del Proffimo,cd M.D. XXXIII. I-eramſiprrdicTa omnia
inceſſantemente rigare con ſudori le na” preſſanti”, i” tali caſio Ecole/i4 JÌ'UF
ver-degiaudi palme nè campi della… Anmmciatç de Napoli [Frate-dat
_pietà,alliſt_endo,ò con la perſon-3,?) c5 Hor mentre det. virtuoſa , non men che
le limoſiiiè à ſudetti poveri di mal’ Santa Matrona à paffi di Gigante..
incurabile, come altreſi voll’cſſere la ſormontava l’erto colle della virtù ,
prima nella fondazione della Chic u àattendendo .ln un
ſervire à Dio, medeſimo
8c alla tempo
dilezzione del
ſu ,far erigere,_l’ altar maggiore di
eſſa per sua ſpezial devozione , con Proffimo,con affiſtere à poveri Infer
aver procurato , che risblendeſſe mi di mal’ Incurabile , facendo ri
pure nè ſuoi credi , e rimaneſſe tal’ ſplendere le ſue preclare geſta nel no
crczzion: per loro benficio , avendo bil ‘Teatro della Carità, c6 tanta ſodiſ—
43 voluto dol-are den-o altare à pro fazziÒne , «Se allegrezza , che veniva
L
ſem
Q .. Lib. II. Cap V. ,fl 87
sëpre più ammirata da ſeguaci della E par, che così lo comprobò il Viginal
legge evangelica;quando ad un trar- Poeta con un ſol verſo :
50 ro fulli da Parc-.a micidiale interror- Ere, Ciere *vira: martcmqae accende
ta la ſua quiete, la ſua tranquilliſh'ó re canta. ~
ma pace, e li ſuoi ſanti eſſercizij, con E Stazio anche in quei tempi, che `er
la perdita prima del ſuo caro , 8t a- molto barbara la noſtra linqua lari
mato Figlio Ferdinando , edopoi di' na ., fece le ſue parti .col ſega-ento
Andrea di Capua ſuo dilettiſſimo Verſo. . *
conſorte , l’uno doppo l’ altro in... AtToba terribili: fini”) Taratanta
un’ iſteſſo anno, e fece collocare le; redixi:: , ' 4
‘ di loro ceneri nell’Altare fatto edifi- Compariſca pure in queſto ſacroſanto,
care da le medeſima, che dopoi dop- e venerabil Teatro della Carità Cri
po due anni lo dotò, e V1 coſhtuì lo ſtiana precettato dal Figliuolo di Dio
Ca`ppellanie già enunciate, e ſi legge in Terra, così ſtabilito dalla Chieſa_
la ſeguente Inſerizzione à man de madre commune della noſtra Santa
Fede Cattolica ortodoſſa, così² per l'
flra dell’Altare.
Andrea Cognomrnto dc’ Capua amor divino, e del proffimo., confor
51 ‘Tbermolanoram Dan'
me ſi legge ne’Sacri Vangeli ſpecialó_
Regam Aragoniorflm gratiam fiemma mente in S. Matteo: Dílígos Domi
Fida , ó* integritare adepto. nurn Drum :anni ex toto cordo tuo , ó* i”,
Satriani-8 banche Romana Ecole-file tota anima toa . Hoc oſt prfle‘otum maxi
EA‘CÌ‘CÌÌHÌ Imperatori exlmio mum , ó** primi-m mandamrn . Soſnndirm
Maria Erba Coni” x autem ſimile eſt buio dll/'gg proximum .
Mamo; Amor-il". 54. tuomſz’oat to lpſhm: il preſente Duca.;
Anno Salam M.D.XXXJ. di Termoli D. Domenico Caramanico
paia all’ univerſo p ſiravaganza ’di i
Dall’altra parte dell’Altare à man fini eſſer queſti pervenuto alla ſucceffio
ſtra ſ1 oſſervano li ſeguenti verſi. ne di D.Andrca dl Caput-,perche ſecon—
do gl’ oracoli Divini , e prorticati
Que mibi debitasſhproma manora 'vite dalla noſtra Vmanità, e propalari da
52 Infalix ſolm nano tibi nate prior. Mimſtri del Vangelo , che Gene-ratio
.Fortuna intoſtans lex, 0'** variabili; dei aduenlt,ó* Gmertiíio praterie , ed effen- »
Debatras cineri iam flop” e e moo . ñ do ,ceſſata la perpetuità della deſcen
Hat da! Matrix amor~ rapti ſolamina nati , denza di D..Andrea trasferita in una.;
Invida cui Laahr/imam brr-ue ”mit opus. 55 Dama dal ſuo Sangue Donna Giulia
Nate jaces 'viva contra mea 'vota ſhperſtes di Capua impalmata con detto Duca,
enon hà 'che cedere alla gran Noó.
Vox _gè’itzor po bat lux mibi eran! tenebre.
Maria Erba Ferdinando Tbermulanormn biltà della Fameglia già-eſtinta di
Capua ; perche la Caſa Cattaneo de
,. Dtm' .
f Filio Daloiffimo . volta,gli eroi di queſta Fameglia in
Perpetao meri-ns pofilit , veſ’tirono per più ſecoli Feudi di. Pal
Annoſalmir bnnMna MDXXXI. _ me, che inſegne non iſtraſcinarono
gli metalli de loro trionfi , ſeſi con
templano le loro ſpade nel pegio ,o
”elle Tromba Sonore,
nelle ſingolarità delle tempra ;poſſo
53 ,Qi-’ei Timbani -ſhnanti -
dire,che gli acciai più affinatid'el Cá
Banditori non ſon difeſtd , pidoglio ſatigarono a biläciare la ſti—
Maſquillefune/Ze, , , ma,e le ſpade de gli Annibali,e de gli
Cbc d’r equie alzano i tanti;
*loi le palle de mofibetti . Aldrubali , {tentarono à paragona- ,
Panno odo/[o rm bruttofiillo, re 'gl’ trofei di tali eroi , c biſogna.
E da Burbil’ri qlliſiloſano ancor le) v . confeſſare d’eſſer Tombe famoſe del—
Monete. ~ 56 la gloria; e gloriar ſi dee la Reptàbli
~ ‘ ca l
88 Teatro della Carità
ea di Genova , d’onde deriva queſta., ria la Santa Real Caſa di ‘aver per
Ziamiglia, perche dagli Eroi dl queſta Benefarrrice tal Proſapia per aggiun
Lia ſa fù data la ;luiere à rurta l' italia, gere pregi’ al tanto decanrato Teatro
per averle data a quiete de Mori, che della Carità, e la pia,e veneta nda Ma
’dalla Mauritania l’inſultavano,ed in ria Aycrba ſeguendo l’ orme , e le ve
quietavano , e ſeeondarono la natura ſtigia del Duca ſuo Spoſo, non già
_Con i pregi di inaudice prodezze nelle per la diſcendenza di ſua Caſa , rn'o
Armate navali colmç di Palme , e di ſtrofiì così propëſa col ſeguir l’inten
~Allori d’iimnorealità, e di Terra , ed zione del Duca , e con le facoltà del
;.bbarrerono tutte le buſſole dei remi _ medeſimo; eta] memoriaè ſtata , e
ſeoli, e ne'campegiamenti delle Terre ſarà da riconoſcerſi dagli Ammini
\ alicarono le pendici d’ inacceffibili firatori , mentre .eſſendo ella rimaſta
Trofei,edinalberarono più antenneaL Padrona , con l’unico ſuo Figlio , re—
le Auguglie de loro Trofei , che ſorte maſroli cutra {i diede à proſeguire gli
non eppero di vele nemiche, Oracoli, e le‘legg‘i del commun Re
(il ii szzzrzdimemi di qucſta Caſa ſono dentore, eſarà di eſempio alla pre
_1". ;‘.Îida tutto l‘ Univerſo ammirari , ſente Ducheſſa Erede , e di tal pia.
LÎlOi-iaxrdofi la francia, la Spagna, l’1: Marrona , e del Duca ſuo Spoſo , che‘
ieîia , ,iſccialmente la Città _di Napo non laſciò di ſervire, e di difendere la.
l: , non elico'Genova d'onde _deriva , _Santa‘Chieſa da Grande valoroſo , ed
incinte da quella uſcì la nobilillíma invirto Capitan Generale dell’Eſerci~
.Caſa d’Or ia ramo celebrata , confor to, e da vero Eroe de’ſuoi campi .
;nc tutti gliprimiScrirrori ne danno Rendeſi per ultimo chiariſſima la fa
il raguagl’io , così i_l Villan’i,il Carrio 57 ma, e glorioſoil nome di Gia: Anta
;icíl' lfloria di Spagna , e tanti , e ”i0 di' [Martino , che eommiſerando li
ganci altri, che ſar-ebbene un volume; poveri inſermi del ſudetto mal’ In
. [e la Signora D.G1,u[:’;: di Capo-ua Erede, curabile , avendo voluto moſtrarc
.c Diſcendente del prefaro Duca non., un ſuiſceraro affetto verſo de mede
1:’ inganni; d’ im'palmarli con D. Do ſimi con un legato di uenricinquc
znenmo Caranco,ſa-pendo bene, ed 0t— .mila ſcudi laſciato nelli ultimi pe
einianréte beniſsJint‘clÎa della cl‘iiaraxd riodi di ua vira , per ſollevare lc
illuſtr. Famiglia Cataneo, mentre ſuo miſerie del tanto celebre Teatro , c
J‘adre non lplo è uno de’ Grandi delle comparirvi anch’ egli trà le ſue ſce
&paglienna ,s’inipalinò con Dllabella ne, ed ampire le parti dovute di vn
.Gaetano _Figlia del Duca di Sermone ſeguace della vera carità Criſtia—
ta , e Principe di Caſerta Grande pu, na; e fù così profittevole , che li
,redelle Spagne , Cavaliere del Teſo ſollevò nell’ urgenti biſogni, nè qua
riez c ſua Madre ſù D.Virt01 ia Spino-. ~ liſi flEl‘OVíìVa queſto pijllimo , e non
i:: Primogenita di detta Famiglia ben men celebre Santo luogo 3 8c altre
;xe-ra ;ì tutto quello baſſo Mondo, e tanto fù ben' impiegato , quanto
er lc-gloriç riportare, _come Militari cornparriro dall' affettuoſa ſua ge
ii l'uoi'Anteceflbri, e iurri del ſno Pa neroſità -
;enrado così nelle ‘Toge del Foro, e Mà molto più ſarà la fama di Afiam'a
' pelle Porpore Ecelcſiaſtiche , e negli _58 di Elia turco dedito ad eſſercirarela
Oi‘cri del Vaticano _è ſtara ſempre ri Carità , e dileZZione del Proffimo
ſplendclltiffinla queſta Famiglia Ge. tanto commendata dal noſtro Rc
;.ctri_ce de’ Figli ,` che hanno _egual- denrore _, con ferma deliberazione
mente decorate le Mitre, li ſagri Pas gli vivere alle virtù, à ſe ſtcſſo, e non
,lira-.lamenti , l’ Armi , che ſon veri ſo al Mondo , portatoſi in Napoli dalla
í’rcgnj di ,Santa Chieſa, veri Succeſſo ſua Parria,.öc adempi alſai bene le
z-i degli Apoſtoli, e de’ Diſcepoli ſo: parti ſue nel ſudetto Tantra , viſitan
ſlixfflri a".tyçdçlìmtzchc più _ben sì gLQ: do l' Jiifernií con paterno amore ,
com
Lib. ÌI. Cap; V. 89"
compatendo li loro malori , ſouve dell’altra vita, abbandonò queſta per
nendoli nè loro biſogni , che ammi godere nell' altra l’eterna gloria, la
rata la ſua virtù , veniva commune ſciando di ſe quella fama, che im
mente ſtimato per loro Padre,per mortalmente regnerà appreſſo gl‘ '
loro Protettore ,e per loro Benefat ‘uomini,e ſpecialmente appreſſo delli
tore.Animatoà queſta grand' opra due ſudetti Santi luochi, veri ſon da
dall’ eſempio dell’ affetwſe dimo menti della carità Chriſtiana , che
ſtrazioni verſo de Poveri, che vedeva in eſſi ſi ;ſſercita à beneficio del
pratticare nelſudetto Teatro, e ſu Publico per opta , e per l’ affiſtenza
leſondamenta di queſti atti di cari dell’ amminiſtratori zelandiſſimi eſ
tà alzò egli gli edificij di una gran ſecurori della ſua volontà manute
benivoglienza, 8c amore di benifi nendola inviolabile per la celebratio
carli , e non andarono à voto gli ne delle meſſe : fiando ben queſti in
ſuoi penſieri,che portando giunti teſi di quanto vien preſcritto dalla..
con le ſue gran facoltà gli modeſtiſ Santa Chieſa, e dalli Dottori di eſſa ,
ſìmi coſtumi., non laſciava giorno come volonta: Deftméì‘orttm door-at ita-
di eſſercitare gli atti della vera dilez conooffia matte”, oſſervädoſi i” _Barrio/à
zione col Proſſimo , e veniva ſempre de lure Eccleſiaſticolio. 3. de legatis_
iù inſervoraço nel Santo Amor di ad pias cauſas tap. 27. ſimo‘ Itoo , quod
Dio, efù oſſervato univerſalmente cf) adimplere defimo’íorum ‘voluntates ,
da chi lo conoſceva , e pratticava, ſim': piu”; t’ſt , Attth. de ſtçred. ó‘ Faltid.
che doppo acquiſtate da lui ricchez 5.ſi ‘vero exprçffim colldt. I. l. per:. 5. illa
ze conſiderabili ,non mai ſeppe in cod. dc’ ”toeſſàrjsſèrw's bèredt'óttr ittſtt'ñ
ſuperbirſi ,ſerbando l’iſteſſa umil tttondt'r , :toi Bold. , Paul!” , Sti/jo. , á'
tà, e modeſtia , che prima delle ſue omne: , ditìía l. nulli i” ſioe , íót , pierate
dovizioſe ſacultà pratticava ne Ne not- tartat , mm In': , qu; Tiraqttell. in
gozijÎFatto , che rariffimc volte` . Trattde mort. pag. 7. dec/tum. r. num.
ſuol vederſi in altri, che nati baſſa 8.Gttttier. in [memopotrſt mm:. 307.fff
mente , e pervenuti , ò per caſo, ò dc’ legat. 1. Tam 'vol maximè, quiz‘: ſàtt’s
per fortuna all’altezza delle com pitt”; cſt defitttiíorttm anima: , ſh/tom per
modità , dimenticati della priſtina indirec'îttm t`t petit': Purgatory" liberare ,
condizione, tutti ſuperbi ,tutti in quod qttidomſit, quando illffiç illarum oo
lunttms executiontſi mandata!” ; argu
tumiditi , nulla ſtimano , e niun co
noſcano. Hebbe queſt' huomo animo mento cap. in lim-ri: 5. infine do Raptort’
così degno ,che cercava volentieri om. Per tanta vigilanza , affiſtenza ,
* di pOter’ altri beneficare;e vicino à e fervore di ſuiſcerato amore delli
gli ultimi ſuoi fiati volle inſtituire Amminiſtratori di detto Santo luo
159 erede dè ſuoi dovizioſi averi la go in ſar’ eſſeguire la volontà di Be
caſa della Santiſſima Annuntiata di nefattori deſonti , e di far trionfare
Napoli con publico Teſtamento , nelle ſcene del ſudetto Teatro la vera
rivocando altri , se mai aveſſeli egli Pietà , etutte l’opre ſpettanti alla
fatti , nel quale con ricordevole carità Criſtiana , ſperaſí mercè alla
oſſervanza degna ſempre di eſſer vi pietoſa generoſità de’ Fedeli ſempre,
va nella memoria dè ſequaei della maggior’ accreſcimento nell’ eſſerci
carità, e dilezzione del Proſſimo, zio della carita verſo de poveri In
onorò li ſuoi cari Inſermi del mal' fermi di mal: Incurabile , con vedere
Incurabile di un legato di centomila rinovate ſempre più _le ſcene del ſu—
ſcudi con peſo di‘diecc meſſe il gior detto Tmtro , e ſi vedrà ſempre più
no, da celebrarſi nell' Altare privi fiorita la ſua'Gloria , che verdeggie
legiato della Real Santa caſa , 8c eſ rà.con la durevolezza de ſecoli, con
ſendo già vecchio , turto intento ad forme ſi vedrà pure verdegiare la..
orationi , &’à meditare gli viaggi memoria immortale di tanti Bene
ñfattori. M Non
C
90 Teatro della Carità
Non ſtimo ſuoridi propoſito di far con mi ſecoli traſcorſi con ammirazione
ñep Fai-ire ſù di queſto óacro Santo Tea di tutto l’ambito della Terra gli atti
tra della Carità l'Eminentiffimo Vin— generoſi della voſtra pietà verſo de’
cenzo Cardinal Petra vero Germo Poveri , e di mal’ jncurabile , con 1a-
glio del Regente di queſta Real Can ſciarli eredi delle voſtre ſoſtanze,c
cella ria , che (Ubi bene ha ſcritto co con grandezza di animo di veri lie
me Sup. delli Oſpidali, oltre gli altri deli vendite anche voi à trionfare nel
libri concernenti alla Giudicatura di tanto mentovato Teatro della Carità,
queſti Regzj Tribunali come hò di e laſciaſte al Mondo la memoria ,e
viſatoñin queſto ſecondo libro al tap. la gloria delia libe-ralità Napoleta- .
,ſtrano al n. 7. al tretanto ſi riconoſce na , e bemhe alcune di voi pijſſimc
in der. Eminentiſiìmo figlio di aver .Mattone non infiltuiſte eredi detti
rinovare le memorie `de Cardinali poveri de' -voſtri averi, e delle voſtrc
_Bellardini , Mantica, Toledo , e Ba tacultà , ſuppliſte con la voſtra aſſi
ronio, ed altri Eminentiſſimi Cardi ſtenza ne’ loro ſervigi , 8c eſercitij ,
nali ;e divolgara per le Corte,la ſua.. quaſi disdicevoli alla voſtra condi
grand intelligenza ſu ne primorchj zrone , 8L alla voſtra qualità; con_
‘ella ſua età per votante della Se» tutro ciò ſù molto grata à Dio tanta
gnAtura diGiuſtizia , edi Grazia , voſtra umiltà , 6t. ecco unitamente
do" oi Luogorenente di Moorîgnor al voſtro nome tributario per gradi
Audiroxe della Camera Apoſtolica… , -rlldine gli Amminiſtratori ogni ve
cheportava ſç'co tutta la Giuriſdiz nerazione , gli Infermi offeriſcono
zione, e dopoi eletto per Segretario all'Altiſlímo gli aliti più affettuoſi
del Concilio , ö: appreſſo per Segre del loro Cuore per tanti voſtri bene
rio de‘Veſcovi , e Regolari , e con l’ fieij compartiteli, e la Patria coſtan
acume del ſuo ingegno , e con la ſua *temente inalzando ſeniprefiù la..
direzon-ne per più, e più anni amen. voſtra munifice’za vi conſer erà ine
due le carie ie ha eſſercitato con tan ſtimabile l’oſſequiodouvro à tanti
zo plauſo dipiù Sommi Pontefici,ehe voſtri preggi d] ſuiſcerato amore;
‘tina [mente a Santità .-di N oſtro St' moſtrato con ſopradetti Poveri de- *
gnuro’ odierno conoſciuta la ſua., ſtituti di ogni uman’ aiuto , e la fa—
?gran virtù , le ſue grandi fatiche , e ma con tromba ſuonora fara' riſuo
compito , così bene 'à tal Cariche lo nare per tutti li Secoli le voſtre lodi,
promeſſe alla Porpora; e queſta Real e le voſtre preclare geſta con appla
Caſa per _ gratitudine , mentre per uſi vniverſali, e -tutti gli viventi ſi
tutti gli affari concernenti a’ Privie‘ applicheranno . à richiamare dalla. *
legij di eſſa non hà laſciato di farceli Tomba’il voſtro Nome , per ſar:`
mantenere , conforméſuo l’adre fece perpetuare la* voſtra rimembrnza.
mantenere li ſtatuti de’Tribunali Lai, ne’ Poſteri . Comparirete ſempre più
ea'lized amendue ha'n fatto riconoſce. glorioſi trà li atti della carità di
re quanto da Scrittori vien tCſtlficatO queſto Sacro Santo luogo , ri plende
che Filt'i ttt `plarimartz ſtqaaotttr 'veſtigia rete tra l’ Infermi, lampeggiarete
Part’fltlífid ecco verificato quäto di 1'0 I trà li Ti gnoſi , rilucerete trà Matti,
pra ſi dice de'ſud.grá Sogetti; la mem. balenarete trà le convertire, e trion
del uno, e- la protezzione—del altro tá— farctc eternamente ſopra le ſcene
_to ſtitnafld à’ſtimato laſudfleal S.C. delſudetto Teatro, efù ben degna.
Con .qual’elogio porrò lo giamai lodarvi di voi la voſtra liberal'ità per li biſo~
e) òglorioſiſſimi campioni della vera… gn! de Poveri della Patria; Poiche
carità Criſtiana,e con quai eneomij ò con queſta vien conſervata la mede
vere Eroine della Religion Cattolica ſima Patria , e non ſi ceſſarà già mai
potrò rendervi glorioſe', avendo dato dalli Amminiſtratori di detto Santo
a? divcdcrc nella voſtra età , -nelli vlti luogodi‘ripetere quantoſi vede rc
g"
Lib. II. Cap. V. 91
giſtrato nell’ Eccleſiaſtico al cap. 4.4.. le , e le formale di potervi encomía.
laudmms *vira: gloria/ò: , ó* Parente: re; e così pongo termine di rappzc
zaffiro: i” generationefim 5 E poco -ap ſentare la voſtra gran pietà , la vo.
preſſo. Omm: íſti in generationibus ge” ſtra generoſità ,il voſtro amore di.
n'sjìlz: gloriam adepti/im! , á- i” diebus moſtrato verſo di ueſto Santo luo
fin': habent” i” laudimus. ed lo reſto go ,ma per non gnire già mai di
inceneriro pertanto ardore di carità tramandateà Paſteri la voſtra im.
moſtrato verſo de’ ſudetti Poveri , menſa carità , e l' immarceſeibilc
mi vedo impoverito tra l’ abondan voſtra gloria ; e paſſo à deſcrivere
za delle voſtre ſoſtanze diſtribuite in tanto lſ altre opre di queſto gran
allimedclimi, mangandomi_ le paroz Item,

Fine delLibro Secondo .

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DELLA CARITA
lſton'c‘o , Lëgale z Míſtíöa , Politico—

L I B R ’O T E R Z O
Dell’Opi-e, che_ſi eſercitano nella Real Santa Caſa dell’ jncuràbilí
come creſciuti li ſuoi Progreffi, e come approvate‘ da piu Sommi,
Ponrcfici , e dalle Maeſtà Ceſarea , e Cattolica .
C A P I T O L O PRIMO;
Come, da chi. dove, e quando fù fondata, e come' poi traſportata
neſrccinri della Real Santa Calò. la Confraternità dc Bianchi
Utti gli Arturo glioſc opre ,ſe farle pur riluc‘e’re’ cdl,
ri della vera ca— primicro ferv‘ore , mercë all’ alciſiiè_
fl riràze dilezziond* me fiamme di vn ſuiſccrato Amore
dcl Proffimo de** internamente‘
li veri Amatoriracchiuſo
di Dio-zene’
delPetri del* _ i
Proſſ-'ñ
ſcritta ne’ Sacri `
Vangeli vollero mo, e 'deſidewſi di manifeſtare al
L. comparire* finJ ' Publica le virtù Oriſtíane , e quali , e
‘ dalpnncipiozdeld quante fiano le ſtrade per giungere o
~ _ñ , I' la Fondacione di alla vita‘ eterna 5 e vorrei eſſcr io
- - ~'-'—‘~ ` vir tanto celebre fornito di mille bocche , e di mille
Santo luogo. nö meno per eſſerc‘ita re lingue per comendare perpetuamen
la‘ loro virtù , quanto per ammirare te tante loro preclare geſta; poiche’
gli 'altrui eſempi,e ſicome gli pieroſiñ ne' primi preludij giunſero `~alle co*
trionfi di Maria Lorenz-a Langa accre— lonne più celebri , e più glorioſedel—
bero ſempre più le glorie al r‘anto la vera dilezzione del Proffirno , anñ'
dec‘anr‘aro Teatro ,- altre cant o dopoi ' zi ſgomentarono la'Gloria ifieſſa,
7 da queſti, come“'ſcquac'i della- divina che non ſi fidò di fabricar rame Co
legge fù raddoppiato il volo alla rone proporzionate al lor merito,
fama. de’ ſplendori del medeſimo a &alle loro opre, vche de’medefi_mi ,a
aggiungendovi nuove ſcene per far preſagì l'ingcnira carità evangelica
campeggia” in elſe altre maravi ne’ loro cuori inneſtara .
Nel
94 Teatro della Carità v
NelFondazione
medeſimo ſcrive
tempoil P.-De›uioe
dunqumdella.. della Chieſadella Santiſſima Trinità
i ñz nella. - de’ Frati ;Riformati di S.-meefio~dí
vita di Sa” Gaetana, del_ uale più proſpettoal Regio Palazzo , e che.»
voltehò 'rammentato _di opra nel x_ i dal medeſimo; ,Santo foſſe flata go
libro primo.al,oap,.7-. fl. 4. , come foſſe `vernata,Îeñregolata,-e dop0i foſſe fia
ſ’tata inſtituita › ,. ò- pur. riſta urata. ta_ traſportata nellaí Chieſa di S. Pie
dal Prè D'. Calliſto, Piacentinadellf Or ’ v‘troada'ſrjam deÈPadri _Canonici Lare
dine de’ Canoniei lateranenſì la con
xranenſi,dov,e i-lQPrincipedelli A oſtoó_
fraternita de Bianchi ,che ha per p li‘celebròMeſſa. nel te_m`po,che i. tra:.
offizio, ed inſtituto di accompagna- _ _` i *denominata
tenne in Napoli”. per tal’effetto così‘
perlìAltare, così chia
re , eſortare , e diſporre-‘à‘ ben mo
rire li condennati à morte dalla Giu mato da Latini, Ara ; Altri con tutto
:l’cizia , con eſſerſi queſti' tanto ado ciò vrogliono, che gli Antichi Napo.
prato , e con la ſua efficacia , e con letani quivi Sacriſicavano alli loro
la ſua eloquenza , e mnzl'a ſua pru DeizAi'tri univerſalmente da più Dot.
denza, che ſeppe perſuadere gli con toricoraì detto per- l’a ltezza del luo
fratelli di traſſerirſi ne' ricinti della go , do ve vien ſituato nelle Chieſe ,
' Real Santa caſa dell’ Incurabili , ed conformte ſi oſſerva dal Gonzalez nel
vnirſi ad eſſer-citare l'opre del loro lil). 3. Dn‘retal. ti:. r r. do Con/Etruria”:
iſ’tituto nel ſudetto luogo , e non Ecclefi-e . Al; altitudine Altare appellari ,
andarono à voto li ſuoi penſieri, e quaſi alta Ara 'uoluit Ser-ui”: lib.z. Vir
le ſue prattiche, eſſeodo così ſeguito gilio' ad ill” d: Neo quicquam Altaría , ó*
nel meſe d‘ Aprile dell’ anno 1 5 19. oonſirmavir Macrobim lib.3.Sammalio
della noſtra ſalute, quando appunto rum cap. 3, Vinto-ui”: de Arthur-‘Zara
li6.4..cap.s., ande al altitudine *Tribuna-v
ſideide principio alla ſudetta fon—
dazione , nel qual tempo predicava ` lis, Tribunal dici ſolo!, lſin.C0d.de locat.
il Prè D. callrſto in Napoli tanto cc Powder-um. Novella 4,…Valmt.,Novel./í”
lebrato per la ſua dOttrina , e per la thomii de h15,qui Servi: ‘unxerrmtAra
bontà della ſua vita,e per la dol *vero z‘: rogationilus appellaturſhrèt aproa'
cezza de ſuoi tratti ,, con la quale Gentile: illud difi'rimm dare-’nor inter A
ſi acquiſtò la benivoglicnza di tutta ram, ó‘ Altare,quod Ara erigebatar Diir
la Città , 8; era ſtrettamente amato.v ſiiprris, ó"- inferir . Altare 'ritroſo/mſi;
da tutti coloro,che più intrinſeca 4 paris. Idem Maorobz‘m* lil. 3.S,amr.tap.zt,
mente lo practicavano , e sù le. fon onde-dalla ſudetta Chieſa per opta,
damentav delle` ſue virtù- ſi fabricò del ſudcttoPadre D. Calliſto ad iflan
egli gli edificii d’ v-na grandiſſima za, 8c alle preghiere di Maria. mg» i
flima,diletrandoſi pure nelle con, ehenon laſciòminima occaſione di
verſazioni dell' auree ſentenze di beni-ficare al Proſſimo , che abbraer.
Seneca , e ſpeſſo ripeteva quella,cl1e cia-ca non, l'aveſſe, finalmente paſsò,
il ſavio ſi fàſiconoſcere dall? 0 ere z iti-»Confraternita nel luogo ,‘ dove al
Onde parve ,che vi concorre e fa* proſenteeffercita le ſue maraviglioſe
Vorevole il' Cielo-z venendo ella. det Iflituzioni: ,a riconoſcendoſi. il più;
ta confraternita per le ſue direzzio: bell-’Oratorio , rilievi-ſia nella Città ,i
niannoverata ,. onerata , e ſpecifi— adamo di Pitture , Argenti , edi Arñ.
cata nella Bolla della Fondaziomzr redi, che reca inv-idia,.n0n eliminata;
ò per din megliodclla conſìitutñione. vigna a qualſiſia Oratorio dif-Luoghi
emanata dal .ſommo Pontefice Cle ; Sacrati à Dio , ſorto-il 'ſit-,olo dis”.
z mente Settimo diſopra enunciata. m- Ma ”íaSurcurreeMi/'orir , competenñ.
Ben'è vero,che queſta lilu-ſhiſſimaha». doll con molta ragionata]. denomia.
3 dunanza , vogliono alcuni, che foſſe; nazione , per eſſer rifatta tal Inſtitu
ſtata inſt‘ituita da 8. Giai-omo doll-av` zione per &tv-igioñdellc povere perſo— *
,Marra , 8c eretta dem-,ro gli. Chioſtri ne* miſerabili , che-.eſclamavano com
Iſaia
Lib. II. CRP'. V. 95'
lſaia al cap.49.per/Î I 3. [andate Cçli, á— la Patria di rado ſuol giovare z anzi
cxulta Terra , jubilate Monta.: lande”; , impedire queſti atti di virtù,e quei o
gaia con/?alam cſt Dominus papale”; nori,che incötrar ſogliono altrove gli
-fimm , ó'paupemm ſuora”; miſarebimr 5 uomini dotati di Spiriti generoſi, e di
rendendoſi per altroabominevoli con purgato,e maturo ſenn0,e quätunque
le loro ſceleragini,e con l'e loro eno r j attéda io à raccorre le notizie di quá
mità cóſormc glielo profetizò ilReg. to foſſe ſucceduto nella fondazione.
Profeta nel ſuo ſhlma‘7z.mrſ`.r 9.Q30 di detto ,Santo Luogo doppo quaſi
moda fac'Zi/ìmt in deſolazionem, [Mito de. due ſecoli non poſſo nulla affirmare:
fó’ft’rlflît , periermzf propter im'quitatem non potendomi avvalere di qualche
ſua”: , e nell'iſtefla conformità parve teſtimonianza veridica im rclſa sù le
alla Santa Sede di deſcriverli nell’ e - carte per memoria de’PoEeri, anzi
nunciata Bolla del Sommo Pontefice mi ſarà forza ſervirmi delle antiche
Clemente VII. ’con le ſeguenti pa tradizioni, e dc manuſcrítti ; nom
role: però dal prenominato Padre Denti”
Par-etere); Confraternitatcm 'Dq/òlatorsm 7 nella vita di S.Guetana non fi laſcia di
ì 5 nuamputaw i” diä'a Gohan-,m ipſi cam farne menzione , come Autore, nom
-Îmmitm aſſerzmt map” Camm‘cè :reóì‘am -che Riſtauratore dell’Opra , coll’ 0c—
mm omnibus illius bonirſi ad hot dileffo caſione di eſſer ſtato detto Santo uno
rflmſiliarum madcrmrum ill-ius confra ,de’Confratelli,come anche ſuperiore
truum Lepre/ſi” ZlateffZ-rit tan/èn/Ì” :idem della ſopramentovata. Confraternità
Hoſpjrali Neupolítam ; ita!” liceat 00m. col Titolo di Correttore, che dopoi
munita”, [Sw ab cjmpro tempore deputa ſortito fuſſe il Superiore con la deno
tispraffiic'íis corporate”; pq/ſc'f/jimem bona minazione di Governatore negli anni
rum confraternita” Drſòlutorum hujn/Î del Sign.1536. avendolo egli cavata
”odi perſi: , vel per alium ,ſi-ro alias pro dalle Scritture , *che nell’Archivio di
pria authoritatc Mer-è apprehc *ide-rr; , ó tanto celebre Oratorio fi conſervano;
pc’rpetuò retiflcre , at aliamm fruóì‘m , _pocendo ben' io rappreſentare alli
redditi”, ó* pra vent”: i” Hoſpitale': Nea Antiquari quanto laſciò ſcritto Sa”
politan. , 3?;- Conſratc’mitatis deſolata Gia: Chriſò/Zoma ſopra' tali tradizioni
mm bujuſmodi :effimót [atilimtem conver nell'Omilia 4-.a1l' eprſtalu 2. ad Tcffliloñ
-otre Diete/Emi lati , ó- mjuſais altari!” nic-”ſes 5 ufldè inqui!, perſpimum eſt‘, ”0”
limm'u minimè ”qui/ita. "dic tamen (TJ-c. omnia Apo/lalui tradidíſſè per epiffiolam ,
Divolgò pur la Fama in quei tempi , ſèd multa etiam ſine /Eriptis , ó“ la qua
avendo tramandare ſino à-queſti pre que traditiancm cazz/2mm”: tf//Z ſide di
.6 ſenti tempi le tradizioni nella ſopra gmm; e Santa Epifania eſpreſſamente
mentovata lnſtiruzione di detta. lo comproba nel ſuo Trattato de Im
-Conftater-ni à , o foſſe reſtaurazione, refì 61 . Oporto’: traditione rm' , quia mm
di aver bw adempiute le ſue parti omnia è Divina ScrÌPtm-a accipi poffimt,
Ettore Vernaccia ; poiche portatoſi quandoquidem aliqua i” Sari/”wir , ali
ueſti da Genova ſua Patria in Na ,gua i” traditiont Afoſiolz' tradiderxmt , c
.poli ., fi-diede tutto all’interna divo Tettulliano nel ſuo Trattato de ani
zione dell’ Anima con una pur eſtra ma al cap. 5.dicc; Priarfin’t Animafluèm
ordinaria applicazioni: al culto di littera, ó* fermo prior, quà”: liber, á*
~ Dio, ed alla dilezzione del Proffimo; prior Senſias , quà”; Stylus , e così cinto
degno Genitore della Beam Battiſiu da Ettore di tante virtù , 8c opere _illuſtri
- Gem-‘ua , e ſeppe così ben miſurare le incontrò egli generoſamente la mor
ſue azzioni con la cognizione delle te , laſciando di ſe quella memoria...,
-mondane caducità , che colle mol che non morirà giammai preſſo li ſe
te ſue virtù rendetteſi -meritevole di quaci della vera carità evangelica.
qualunque ſtimazione appò tutta la Ridotta. a perfezzione la Fabbrica dell'
Città di Napolizſapendo ben’egli,che s Oratorio ne’ricinti della ſteſſa Caſa..
` dell'

.I
96 › Teatro della Carità

ceneri per argomento della mia vdi
dell’ incurabili , e ſtabilita tanto pia
Radunanza , fù di non poco giova vozione , efar perpetuare ne’poſteri
mento , e di qualche ſollievo alli Po la ſua rimembranza , avendo anch’e
veri inſcrmi , poiche fù inſtituito da‘ gli adempiute le ſue parti sù le ſcene
Confratelli , che ogni Sabbato veſti del tanto decantato Teatro.
ti eglino di veſte bianca andaſſero Con queſte dimoſtrazioni di una vera.,
per la Città domandando, e chieden lo bontà, e con l’ operazioni di veri
do la limoſina per ſuffidio dell’Oſpe Miniſtri Apoſto'lici , e con quei anda
dalehe fù di mOtivo di avanzarſi via menti dell’umiltà chriſtiana non ceſ
più per la pietà‘de' fedelile limoſine; ſano di eſſercitate li loro iſtituti , e lc
e ~gli Nobili facevano à gara , e con loro Regole; ſapendo ben’ Uomini
correvano con gran divozione à ſer così virtuoſi , che la porta del Cielo,
vire gl’lnfermi , e lovvenirgli ne’pre— ſecondo l’ Oracolo Divino , è molto
ciſi, biſogni ; e tal’lnſtituzione di ſtretta , come ſi legge appreſſo San..
chiedere ogni Sabbato la limoſina fi Matteo nel mp.7.de’ſuoiVangeli wrſl
mantiene inviolabile con molta edi guàm Angy/la parta, ó- arc‘Za 'via eſtflflz
ficazione della Città ſino al preſente duri! ad oitanhá* pareri ſìmt,qui in'umiñ’t
iorno , vedendoſi tra queſti piiffimi eam,e certamente ella .non capiſce gli
è‘rarelli aggregati Veſcovi , Arciveo Su erbi nella loro opinione grandi,
ſcovi , Cardinali, eli primiſoggetti ed altieri . Superb”: diſſe il Patriarca_
delle più coſpicue Religioni, che vi Sant’ Agoſtino nel Timo 8. ſopra del
_vono nella Città , oltre trè Sommi Salmo r tz. di: Vana granditate prçſu
Pontefici Paolo IV. annoverato tra li mem mnſim’t bamimm immre per augu
Reſtauratori di queſta opra, per ade ſtam portar” ; perciò gli uomini_ Santi,
rirc'alli ſentimenti di Maria Longa , e Giuſti, che di vero cuore han cerca
conoſciutala ſin daſl'anno r 530. con to di dat guſto all’Altiſiìmo , ed aver
l’ occaſiohe di eſſer ritornato nella_› più ſpeditamente l’ entrata nel Para
‘Patria detto Pontefice in quel tempo_ diſo , continuamente procurano di
Arciveſcovo di Chieti , Clemente X. umiliarſi,e di attendere al diſpreggio
(Le innocenza X71. paſſato pochi anni di lOro medeſimi .
ſono dalla regenza della Santa Sede: Nel numero di coſtoro annoverar poſs’
alla gloria immortale delParadiſo, i0 la Radunanza di queſti Nobiliiſimí
ſincome piamente credo , 1c di cui Confratelli, poiche così ne i loro cuo
maravigl ioſe geſta ſaran deſcritte da 1 x ri, come dinanzi à Dio,& agli nomi.
rimi Letterari dell’Vniverſo , e col ni con atti ſodi di vera umiliazione
valore delle loro penne le ſolleve cercano nelle occorrenze impiccio
ranno al volo dell’immortalità, ed io lirſi, e per dir’il vero, l’umilità dalla.;
col dovuto oſſequio mi ſervirò di propria cognizio di se fieſſo deriva, e
quanto ſcriſſe di Traiano nel ſuo Pa~ nella medeſima conformità , da altri
ncgerico Plinio , al ſol dire Traiano ,g deſidera, di eſſei trattato al parere di
fi tocca quanta honeſtà fù ne'Piſoni, S.Bernardo, come ſi oſſerva nel libro
quanta ſapienza ne’ Lelij , e quanta.. delle ſue Meditazioni al rap. 9. : Non
pietà ne’Metelli, poiche Sz'mul omnia pqffimi efflî- Wrc‘ hamilít ‘, ;zi/iper 'verita
iſta nomine cantine-”mr , così appunto tem , che appu'nto è la veridica cogniz
poſſo dir’ io di un tanto Ponteſico, zione di ſe ſteſſhflonſiderandoſi da...
avendo rinovato con la ſua pietà la Periti delle Sacre Lettere , che dove
memoria dell’ antichi Campioni di regna l'omiltà,fioriſcono tutte le vir
Santa Chieſa , ben da me conoſciuto tù,conforme per inſegnamento com
familiarmente nel tempo , che reg mune laſeiò ſcritto Salamone ne’Pro—
gea queſta Metropoli Napoletana» , verbi al cap. .rx. verſiz. alzi autem di [m
tributando oſſequioſo queſ’ti pochi -m’lítar, ib; eſtſhfímtia .
caratteri accidentalmente alle ſue)
CA

-"q-`
Lib. III; Cap. II. 97
C AP. II. verbo Sepultura; quia Cada'ucra ipſe': .-1

fttnitorttmſine Indici; aat'íoritate doponi


Cm: detti Confiattlli dan Sepoltara a ex patibolo’: ”ott poſſitmzjaxtà il/ad G ain
Cad-Wen' de' Condannati dalla tt'liant' deolam. 274.. quota; orari/:gioia:
Gittſtt'z-ia . Matias-,celeberrimo oligtmtttr oia,aót’ pla
rimt' comma-veri’ hoc meta poffimt ; Omnir
N E’ primordii di sì glorioſe Inſtitu mi”: piena non tam ad delitto”; pertinet,
zioni non contëti di aſſiſtere detti qaàm adexemplttm , e così anche ſi 0ſ
t Religioſiſſimi Fratelli alli Conden ſervava nel tempo della Gentilità ;
nati à morte dalla Giuſtizia, ediſ parlando anche di quei relegati nell'
porli à ben morire, con aſſumerſi al Iſole; Cada'uera torttm , qui i” ln/itlam
tresì con molta pietà il peſo di aver relt’gatt' , aut deportati tra”: , 1m” poſſe
cura , e non perdere di viſta le loro etiam po]] morttm intra Cittt’tatom trux'
famiglie derelitte , 8c abbandonate, fcrrt’ , ÒſcpeZtÎ-t’ , leggendoſi anche;
come conſanguinee , e congionte di appreſſo di Ovidio nel ao. 3. Triſi.
tal ſorte di gente, anzi procurarono, dog. 3.
e l’ottenneró la facoltà de Superiori Qzaotttm erat ò ”ragni , paritaro parte”
didar ſepoltura alli Gadavcri de’me Dim' !
deſimi, mercè all’interceflíoni,e pre— [/t/alte”; Patria oootamalarer [tomo.
ghiere di Maria Longo , eommiſeran Integer [tutto ‘Domir' ”after hunt redacre 'Ui
. do nell'intimo del ſuo cuore tali diſ _ tam ,
graziati z cooperandovi anch’ ella. Exa! at occidente , ”atto mihi dita da ta
er queſta grand’opra, per oecultare eſt- '
ſe loro ignominie , con aver perduta E Virgilio nel lio.2.delZ'Eneide
miſeramente sù la Forca la vita , 8c Iamprimam in‘UÌſÎH Div”, ó‘ inutili: an
adempiuto l’ inevitabile lor deſtino , nos
practicandoſì preſcntemente con o Demoror , ex orto mo Dinar” patti-,atque
gni eſatta oſſervanza,anehe per tem hominum Rex
petare in parte con tanta lnſtituzio Flamini: affiſſa-uit *venti: , ó- coattgit
ne le lagrime delle loro famiglie , c4 t m.
per non farle frangere, e dare ne’ſco— Venggno dunque ſepelliti coſtoro in.,
gli duriſtimi della diſperazione; ; una ſepoltura deſtinata dalli Ammi
z, quantunque venghi dalle leggi così niſtratori di detto Santo Luogo an
l’ontificie , come Imperiali eſpreſſa— 3 che per quei, che curandoſi per in
mente prohibito di_ dar ſepoltura à ſermi nell'Oſpedale oppre‘fii , e ſu pe
queſta gente condannata nel Patibo. rati dalla violenza del male, chiudo
lo,c0me ben ſi puol’oſſervare in Can. no gli occhi à queſta luce, ſituata,öc
I’laoait 1 2.3.qaçff. 5., e nel Concilio di edificata ella detta Sepoſhira nel
Praga nel Gan. 34.. Plaoait dc lot': , qui' medeſimo recinto dell’ Oſpedale .col
fùiifioleriba—r punitmtttr , ttt ”alla pro il nome di Pifi‘ifla , non già che foſſo
lt‘s oblatiotte commtmoratioſiat , ”to cam unridotto d’acque, come vollero gli
Pfiilmis ad/èpaltaram dedrttt’mttr eoram antichi , ſervendoſi di eſſe per vivaio
cadavera , ”am atrociflm delifforttm pa de peſci,come ſi legge appreſſo Var
tratores in epulti remafleant , quia ”lis rone lio.3.de rt' rttffit'aſiaP- 3.8: appreſ
denogatm: 0mm' juró’ /èpnltara 5 net into ſo di Plinio tzt.9.…p.17., öc anche ap
flſt , quod penitmtiam patiorittt, pro reſſo la Sacra Scrittura, 8c in molti
ſuis ſotleribas pauiaatar ;'e ne’ tempi luoghi di eſſa , leggendoſî ne' Sacri
oltre paſſati nè meno ſi oceano to Vangeli di Giovanni al mio. 5. *ver/É:.
gliere dal patibolo , con Orme diffii ſmo al 'um-[I 8.Eſt aattm Jeroſhljmis fit
ſamente vuole Cencdo nella colletta.— ptr Proo-.itíoa Pi/èitta, q”; oognommatttr
ma 4.ad Deoret.lt'l›.3. war.oap.14. lib.2. thraicè Beth/Ziida qttiaqac portiottr ba
*Dorian num. 51. Gemma , Sylveſter, bem , ma così denominata per l’ am
N piez
98 Tcatro della. _Carità_
piezza di eſſa , e per la ſua gran pro mente co’ Padri Capuxini , e molti
fondità , acciò_ reſtino compreſſo Alunni della Santa Caſa di Loreto,
quelle putride eſalazioni dalla Cor: con publica .Procelſione ſ1 portano
rurtela de’ Cadaveri in un luogo cosr nel Ponte della Madalena di queſta.,
- ſotterraneo; poiche continuamente Città,e raccogliono l’ oſſa de defon
da un'ora all’altra rendono gl’lnfcr _ti sù 'l paribolo , e de quali non vien
mi l’Anima al commun Fattore,e reñ_ cancella’ dalla Giuſtizia in tempo
carehbono danno maggiore à poveri della loro ignominioſa morte la ſe
Inflprmi ripieni di ogni malore , e di poltura , e le traſportano nella ſo
’ogni umana miſeria , evitandoſi con pramentovata Pilcina della Real
la ſudetta Piſcina , e non ſi ſentono Santa Caſa dell’incurabili , venendo
più li gemiri deſcritti nella Geneſi al turti infòrma Eccleſi; cor-ſima per le.;
mp. 23.11trſ 8., , che andavano ritro ſtrade cantando Hinni , Sa lmi , e
vando , dove doveſſero ſepellirſi gli Preci , e gionti nel ricinto de lla me
Cadaveri de Popoli . Si place; anima deſima , ſono ricevuti dal Cleto dei
'Urſtrg , utſtpcliam mort-mm mmm , aa la Chieſa con dimoſtrazione di vera
dtte mc' , ó' imcrcedjte [/70 me apud E' divozione , e dopoi ven'gono accom
Phran Him”: Star; ravvivando però* 6 pagnati ſin dentro dell’ Oratorio di
univerſalmente à turti gli viventi l' detti Confratelli , effercitandoſi la
inimica Parca la noſtra caducità,e la Giuriſdiz’ione privilegiata della San
rimemhranza della nofira mortali. ta Caſa, cantandofi da Cappellani la
tà , conforme nelli atti dell’Apoſtoli libera, con altri Cantici, ed Orazioni
fi legge al cap.14.1›erſ. r4. o?” quid'hpc di Santa Chieſa , quali terminate le
facitis , ”armormlesſhmm , c nella. ſepelliſcono nel luogo di ſopra enun
Geneſi al tap.3.wrſ.`r 9. Pil/‘Uil' es, (y- in ciato con edificazione , 8c ammira—
Pul'uc’rem cherteríſ, inſinuandolo pu zione di tutto il Popolo, anzi-di tut
4. re Santa Chieſa nel giorno delle ce to il Mondo curioſo ſpettatore di
neri à tutto l‘uman Genere l‘inevita tanta grand‘Opra, vedendo uſarſi
* bil fato della morte , ſpargendolisù tanta gran pietà, e carità con le oſſa.
del capo polvere, e cenere. di gente così miſerabile, cosi oppro
Creſcendo di giorno in giorno l' oprc) brioſa, e così indegna , riportando
maraviglioſe di‘queſta ſcelta radu ſempre più per beneficio del Proffi
nanzamon potendo imaginarſi uma m0 glorioſi li Trionfi nel ſuo Teatro .
no penſiere quanto foſſe ſtata la ca la Real Santa Caſa dell’ lncurabili ,
rità della n'ledeſima verſo de’ ſudetti dove veramente fi eſſercitano tutte
condannati alpatibolo , ſovvenen le opre del-la carità,e dalla-.medeſima
do le loro Famiglie,e procurano an .` ficrogano le ſpeſe de lumi per con
che di @rgere al Signore Iddio qUei durre dette oſſa nel luogo deſtinato
aiuti ſpirituali per le loro Anime con da Conſi-atelli ſudetti Bianchi Per
li ſoliti ſuffragj di Santa Chieſa , per Legati laſciati à tal’effetro da Bene
non vedere sbandita la pietà da Na fattori,non rccando più ammirazio
poli quanto amena , edelizioſa , al ne l’Opre di Tobia, che tanto era de
tretanto ripiena di ogni virtù Cri dito à ſepellire gli Defçnri; Tobias
ſtiana . . . quali-Ji) porge-bat per ”mmm ragnatioucu
jìiam , ó‘ canſalaſiàamr ed” diyideóatqnc
Finalmente nel giorno dedicato dalla.
5' Chieſa alle Anime purganti per non flflÌCllique-Proüt porci-at de futultatíó”:
deviare pu nto daquanto per benefi ſim, affini-mtb ”Manuali/‘que mflimn»
cio delle medeſime ſi vede regiſtrato :a prieórbat , ó' marmi: , atque OECÌſÌS _ſc
ne Maccabei nel ”5.2. al mp. 12. 'ver/I putmram folio-rm: cxhibcóat , conforme
4.6. Sum?” ergo , óvſhluóri: eſtragitutio fi legge nella Sacra Scrittura al capo
pra dr‘ftméîir ‘c’xarare , ut “l peccatisſol primo di Tobia . -
_ mmm , e nel Lunedì Santo unita
.. CA.
Lib. Ill. Cap.l II: '99
C A P. XII. ciò che avvenir ſuole in ſimili con..
giunture di errar la verità , cavando
Capitali , ſè” Regole della Confratemitù, tutto da alcuni manoſcritti , benche
e Compagnia de Biamlziſotto il Ti antichi, öc al parere del Santo Giob.
tolo di Santa Maria Succur nel
noncaplerò
.ever .rain amiPqure
ſervirò ai”ſclíiſáuanto,
a imtia
rc’ Mé/Z’ris .
laſciò ſcritto ['A/Îáate Panormítano per
Uclle virtù , che furon ſin dal pri inſegnamento commune à tutto l‘u-,
mo iſtante dell’lnſtituto, e ne’pri— niverſo dell’Antichità , ſpiegando il
1 mi alboridella fondazione compa raffigurante de tramlatione EFÌ/Z'opz' . Non
gne di queſt’llluſtriflima Compagnia tj/l recedmdum aó antiguitate , m'ſi aſtm
l‘ han portata all’acquiſto di tanti dan”- error expreſſùs, á* m'ſi mutemrwcl
meriti preſſo diDio, edel Mondo, rejfarmemr exſè , (à— amiquims triáuit
che la loro gloria non avrà giamai Titnlum, capſtrper quiérèſtlam de *ve-rà”.
nel corſo de’luſtri tenebroſo occiden ſigniſimt.,0" 1.1105 jure 5.511152‘… aquaffide
te , vedendoſi ſempre più illuſtrata. aqua quotid. ó*- xſtioa , á* mp1. de‘ pm
da Perſonaggi riguardevoli per dot- ' ſcript. i” 6. , 8c ecco in poche pa
trina,n0biltà,e Santità; onde format role accennato il fine di paleſar al
vollero Regole per ſtabilimento dell’ Mondo le Regole di quaſta nobiliſii
opta, acciò ſi conoſca eſſer tal ſonda - ma Compagnia.
zione approvata da Dio , ià ch'e ſe 'Vien queſta governata dal Superiore,
condo l‘ Apoſtolo delle Genti nella., 3 colnome di Governatore con altri
ſua Epzſt. and ‘Timor/1mm al cap.2.ruerſ.` _ Conſiglieri da Conſratelli eletti , ed
I 9.8cdſirmumfimdammtum De—iſiatfl.: eliger ſi poſſono anche Religioſi per
può Iddio ciò che vuole, mà nelli‘ ſpezial privilegio, eſſendo à molti di
Edificij Spirituzli, che à ſua gloria,öe eſſi prohibito , ad aliene Congrega~
à prò delle Anime nella ſua Chieſa., zioni, 8c adunanze di aggregarſi, ma
inalza anche ſopra la ſoda pietà del riguardandoſi in queſta la ſalute dell'
le virtù, gli ſtabiliſce; dove come ſo— Anima , non vi è ſtato tal riparo ,
pra ſtabile fondamento al parer del anzi ne'principij della Fondazione”
Savio ne'l’roverbr al cap. 10.*uerſî 25. ò Reſtaurazione era queſta frequen
Iuflm autem quaſi fmdamemam [Empi tata non ſolo da perſone Sacre con
temum ſabrica l’ inſtituti delle com ſpicue per virtù , dortrina , nobiltà ,
munità 5 appunto in tal conformità e dignità , ma anche da primarii Si -.
conſiderare ſi poſſono di queſta così gnori della Città , e doppoqualche; -
Illuſtre Compagnia , quantunque. tempo' la glorioſa memoria di Fil/'[1
ſenza ligame veruno de’ voti ,*m:ì po ll. Monarca delle Spagne per giu—
anche liberi , e ſenza obligazione di ſti, e degni riſpetti comandò,che non
-colpa , e legendofi muovono à com vi fuſſe ricevura, 8c aggregata nella
puzione chi ſi ſia , ſpecialmente gli Compagnia, ſe non perſona Sacra, e
mcdeſimi Confratelli , ſentendoſi in diſperimentata virtù , e così fù eſſe
ternamente eccitare alle offirvanze guito ; forſe anche per aderire à ſen
z di eſſe , e parerà ſirano à tal’uno, co timenti di Santa Chieſa, ſtando proi-,
di me voglia io manifeſtare al Publico biro dalla medeſima di eſſercitare
l’Inſtituti, e le Regole di una Con miniſtero ſpettante à Sacerdoti, co—
gregazione diverſa dal fine dell’ in me ſi oſſerva nel tapſimt de Herr-tim,
trapreſa fatica , mà ceſſarà quefla ubi babemrbîè oitia ſiibſpecie 'virmtflm
Cenſura , eſſendo queſta Compagnia fizbihtrcnt, pro/ribelli!” laici 1t ”rpure
unita alla Real Santa Ca-ſa dellìíncu oflicium predicandi , ó* plc’rumque pr;
rabili , 8c originata trà l’ opre della., ſumunmr mimi: doàîi , 0’* i” rcbmſidci
medeſima come di ſopra hò rappre para”) inſhruffi , ó" cure”: morum [JU/'1e
ſentato , ſperando di non incontrar ſtare; e tal ſtabilit‘íienro ſin’ai preſen
N z te

\
-i--~

*WN
IOO Teatro della Carità
te giorno continuaſi, e coll’oſſervan. 1 _r tembre di ciaſchedun’anno ſi uniſco.
za delle ſeguenti Regole. no nell‘Oratotio, _taſſandoſi trà di lo -
Primo,Attendono _ ueſti PiiſIimi, nom ro gli ,Confratelli di quelle limoſine,
4 men'che Nobiliflimi Fratelli con ſvi che per mantenimento dell' apra,
ſcerato amore ad affiſtere all'1 Con ſpontaneamente erogar vogliono.
dannati su’l Patibolo dalla Giufiizia Nono , due volte l’anno come di ſopra_
nel ben morire. ;tz hò rappreſentato, traſportano l’oſſz
Secondo , Viſitano l’ Im prigionati , e l’ de Giuſtiziari , ſepellite per atroci
5 Inſermi nelle Carceri, conſolandoli, .delitti nel Ponte della Madalenamel..
8c eſſortandoli à ſoffrire ,con pazien la ſopramentovara Piſcina,celebran.
za li loro travagli venutili dal Cielo, dole generalmente l’eſſequie.
per purgare in queſta vita l’ OffCſG Decimo, ſomminiſtranopurc quei aiu
fatte all’Altiflîmo , 1 3 ti temporali alla moglie, figli, e ſo.
Terzo,Non laſgiano pure di viſitare gli relle de’Defonti su -'l Patiboio : com
6 Oſpedali,partieolarmenre uello del miſerandole vivamente , venendo
mal’Incurabile,quaſi come oro opta trattate univerſalmente da totti, co.
ſpecifica , dimo’rando queſti trà gli ' .me infami ſenza lor colpa; facendo
ricinti della loro Congregazione , tal volta paſſaggio dalla altezza del
avendolo di ſopra diffuſamente ra p la ſtimazione inaſpettatamente alla
preſentato , baſſezza dell’ ignominie , e dell’ op
Quarto, ogni prima, e terza Domenica probrioſi vituperi così oniverſal
7 di ciaſchedun meſe , il iorno doppo mente ſtimati da turco l’ambito del
pranzo ſogliono tutti i Confratelli la Terra.
per Fffari della Compagnia Congre Undccimo , tutto quel denaro di limo
gar,1, ' 14 ſine, ò taſſe, ò dell’ annue rendite.- ,
Vinto , ordinariamçnte quattro di lo che dedotti _li peſi della Compagnia,
s to per l’ aflìſtenza_ al condennatoſi ſi diſtribuiſce all’lrifermi dell’lncura
deputano , 6c eſſendo più al patibo bili, alii Carccrati nella Gran Corro
lo condannati maggior numero di della Vicaria , ö: à quei nelle Carceri
eſſi accreſceſi . ' del Grand’ Ammiraglio z e _ſi eroga_
Seſto , _come che ne’ principij della Fon pure per liberare dalle Carceri tal'u
p dazione di queſta tanto celebrata_ no,nö già. per cauſa di gioco,ò di al~
adunanza delli più antichi,e provet tra cótumasia poco grata,ò di offeſa,
ri, che ſiandaſſe per la Città que del Signor lddio, e che fiano paſſati
?cuando non ſolo per ſovvenire àpo due mefi della career-azione, coſtan
veri Infermi del 'mal’ incurabile ſu do la ſua impotenza ,
flabilito, mà anche porgere qualche Duodecimo , _ſi mantiene pure dentro
ſuflidio alli Padri Geſuiti della Caſa r 5 l’abitazione dell’Oratorio , un Con
Profeſſa , e fù formato per li medeſi— feſſore , ç ſimilmente un Cappellano
mi nelle loro Regole un Capitolo à ,da Confratelli , per ſtar pronto à dat
parte ; perciò il Sabbato da Deputa~ l'avviſo al Superiore di quanto P0*
ti con le Caſſette ſi và queſtua ndo,öc teſſe ſuccedere per li Condannati al
inviolabile tal Inſtituzionç oſſei:. patibolo , ò altra .occorrenza della
vati ñ. Compagnia.
Settimo , quando il Cadavere del Giu* Decimorerzo,e per ultimo, ne'giorni di
;o ſtiziato gli vien concedutó , nel loro 16 Sabbato Santo , e della Aſſunta di
tanto celebrato Oratorio lo trasferi Noſtra Signora aprono al publico l’
ſcono , celebrandoli li ſoliti Funerali Oratorio 'per far acquiſtare l’ indul
dalla Santa Chieſa preſcritti , e nell’ genze al popolo conceſſeli da più
enunciata Piſcina_ gli ſepelliſcono, Sommi _Pontefici per non mancare
ſeguendo di Tobia le veſtigia. anche con queſti Suffragíj di render
Ottavo, nella terza Domenica di Set ſi benefici appo del Proflimo , e ne.;
mc
Lib. 111.- Cap.l 11:8( 1V. -IOI
medeſimi giorni ſogliono diſttibuire c A P.1v.
certe limoſine à perſone deſhtute , e
neceffitoſe, refocillando non meno 1' Dell’ edificazione della Chief:: nella Rail
Anime,che li corpi de Fedeli;c tanto Santa Cuſii dtd’lflſlirdölfl.
coſtantemente , e con zelo imparegó
giabilc oſſxrvar ſi vede da detta lllu-v C Onvenevol coſa ſarà, che dovendo
itriílìma Radunanza , imitando co deſcrive're l’opre tutte della ſudet.
me ſeguace de’divini Arcani,quanto ta Caſa, prima che venghi ad altro
ſi legge nel Real Profeta al ſuo/à[ particolare incominci dalla Fonda
mo 14.8.vcrſÎó .Praceplum Poſh”, á' non zione della Chieſa , principal fonda.
prçteribzt , anzi poſſo ben'adattarle.; mento di tutte l’opre ClirifflaneBen
per dette loro Sante Inſtituzioni il è vero in ogni luogo ſecondo il con
ſentimento del Principe dell' Elo ſeglio dell' Apoſtolo Paolo li puol
qucnza Marco Tullio parlando. del orare per la continua preſenza di
le Leggi generalmente nel lim.. da lc DioJ/olo ergo *vos ‘Uiros orare in 0mm' la
gióusfiam 'video/lipiemfflimarum hami to ;conforme oſſcrvaſi nella lfffſifflJfld
Imm eſſèſënteminm. Lrgem, nec hominum Timotheum al ſaprUer/is. Tuttavia il
ingenti': excogitutum, ”ec …1mm e e ali commun Facitore ſin dal principio
quoa’populomm , ſed ;termina quiddam , della Creazione del M0ndo,volle che
quod ”viver/hm Manda”; rcgcrfl mph_ fuſſe deſtinato luogo per tutto l’am
randi'ſùpiemia. biro della Terra per la ſua venera
Arrivato finalmente il Padre 0.64111‘ zione,c vera devozione,e toſſc cono
ſto Piacentino al deſiderato fine con le ſciuta la Sua Onniporenza al parere
affidue ſue fatiche , e continue per del Padre Fragoſa ; in regina. Rei
ſuaſive del traſporto di sì nobil‘ A z public@ Chri/Ìiarm 11b. primi intro-2'145?”
dunanza ne ricinti della Real Santa proxmáz. ”uma 8. E! quzimvitſim ali
Caſa con l’unione dell‘opre ſue ceie qui affèremes, Ecole/iam initium
bri, colſe ben egli dal ſpazioſo cain ab Abel juſio , ut /èquitur Aragon. mm
p0 del ſudetto Teatro li più bei fiori alii: ”‘467- da’ Ecclcſſz‘afll. 68. ”zi/yi pag.
della Carità , da quali ſvaviiìimo il 2.Prababilius multa :ſi inc-eptffè _à prima’:
Mondo nc gode ſ1.) à queſti tempi l’ parentibm, ita Molina lib.5. di? recîa 2'”
odore di una noveil'opra della Pietà Dm”; Fida cri/1.1 4,. Brit-51.4.. de dogma!!
Criſtiana; e l’amor della Patria , che bus cap. 4.. Turrecremuta [ib. I. ſup.2:.
ogni altro avanza,l`obligò à riveder Albert”: Pbigim [ib. l .Hiera rr/{ire- Ei: cle
la , ed ivi con ſodiefazxone de Citta. ſia/Hr; ”1.1 .,Sanderus da’ Vrſibili Manar
dini fi eflercitava ne’ miniſ’reri Apo chzu Errlrſize á' alii,q”ar ſèquitur Simica
ſtolici , e carico di meriti appreſſo l’ tina-ide Eccleſia ”14.7. ubi prabat,primur
Altiſhmo, e del Publico fù coſtretto Parc-”m paſt pra-Limitazione”: pure-pri
`17 à ſodisfare all'e leggi dell’umana na Di-uim’ impoſiri ’uz-”iam à Clementiffima
tura, cambiando la Terra col Cielo , Domino obtinuiſſè in Sanguine Mediato
laſciando di ſe quella fama , che im ri: Dei , á* homimmz Clarlſti pro ſùltlte
mortalmente regnarà appreſſo tutto bumam’ Generi: in Ara Cruris qfferendí,
l’univerſozfi queſta Sacra Radunan— ſed qui in hacſide cmvcm'tmt, ad 1mm?
2a ſarà di vivo eſempio à tutti gli Eccleſia”; pertinent, á‘ ab ris cxardium
Amatori della Carità evangelica 5 e flmpſir iFſhCmſirmamrfluia al; Adamo
la fama,che le grandi operazioni de' rx rem-7mm’ doóè‘rina Patmm , Fil?“ , á*
Mortali da per tutto tramanda, non Piz/Ieri mjſieriu ſiJ-Ji accept-rum ', (j‘ im
dimoſtraraffi lenta nel propalare di Per traduiomm ;Mſi-www i” Ecclc’ſiaſi
queſti non men nobili, che piiiiìmi dulíumfiii’re. Igitur amcquam Cai” , ó'
Fratelli di una tanto illuſtre, e San Abel prodirrint 2'” [num-,jam erat Eccleſia
ta Compagnia a carxrìſh: .il zelo. i” rerum natura. lt); Suarez 3.par.qu.1.
i” Commmr.urt.3.,6c quanto ſia grato
à D10,
’I’eatroſſ della Carità' -.
102
'à Dio, 6c in quanta venerazione deb cetti della Chieſa , come vien pre.
ba tenerſi quel luogo deſ’tinato per li ſcritto nel Cam! .Cam/ric ergo r4.. Ca”.
Divini Sacrificj , &’- Orazioni, lo di molla: I 5. Cafl.M{/ſhrum, Ca”. ClErz'cu:
chia-ta egli medeſimo nell' Eſod. al 34... cum alii: de Coaſecratione diſtinc’Z. 1.
ſup.3. ‘Der/:5.6. o 7. ó' ait, Mojſi’r, Sciendum eſt, Eccleſtas eſce adlſiccmdar ex
-1efixondz'n Aolſìrmme appropinqaar inqait, pracc’pto Eccleſiç. Ratio baja: Eccleſiaſtici
ha c,ſolve calceamemum de'podibat trois; preteſo” deſhmitror ex dignitale , á* pre
' loc”: enim in quoſtar, Terra Sam‘îa eſt , excellemia Sacriſicffr Mlfid; nam i” lege
ó“ ai: ego firm Der” pato-’i5 tai,DemAl-ra Deleri/äcri/Ìcium offerre ore” liceáat, miſe'
haam , Der” Iſaac , ó- Dear Jacob , 8c il ir; temple , á* arir Dc’o dicaſi: , ó* ma!”
Real Profeta c’inſegna nel ſalmo zr. magi: in lege evangelica licere non debe! ,
'Uerſz 3.cl1e nelle Chieſe ſi deve lodar offerre Magnum Miſs-e Sacriſicz’um r”ete
Iddio; i” medio Eccleſize ſandalo Te 5 e ro‘ illo Pmſiguratum, mf in loco Sacro .
nel fiilmo.67.verſ.`27.l›2 Eccleſiis benedi an ratio addlocitur 2'” Can; 2., Canſicut
cite Deo Domino, e nel 14.9.12”.1. La”: 1 ”le con/ecratiofle Ecole/zie , diſtinc’t'. l.,
ejur i” Ecole/ia Sonar-;rame finalmente rma’èpaálicè .intere/.ie Ecole/Zar conſirm‘ ,
nel 34.1mſrS. Conſitoóor tibi in Eccle 'vale/271” laudamlor fore Principe: , qui
111-1; e l’Apoſiolo delle Gen ti nella ſua Ecclrſiarflm conſirac’íioni invigilam: pro
epiſt. I. ad Timolàeum cap. a. oerſ17- M óant [mè Valdo' ole dignitate Regit cap.
Sciar , quemodo oportear Te i” domo Dei .o. l mama. Solerzanur tom.2.de jare indi
conwr ari, qu; eſl Eccleſſol Dei *vi-vi, co— Cíortlm lol.3.mp.23.,oſſervandoſi tur
lumna , ci* firmamentum rveritat‘is ; ó‘ z. to ciò nel Gonzales lió.3.elecret.tit.1 r. l

ad Tc/ſhloizice”. cap. z. 'verſi 4.. aut quod ale con/ècratione Eccleſo'ç ; ed il medeſi—
Colitar,ita at i” temple Deo' Sedeat, (y’- ad mo preſcrive il modo di edificarſî
trp/:cſi cap. 5. *verſ 29. Nemo aflquàm anche le Chieſe nel [ihr .decret. al cap.
earnemſtoam odio balzo” ,fia’ motrir , ó' inter cate-ra tic. 3 1 .de officio Jadz‘cir Ordi
fo’Uct cam, ſicat ó** Clorrſtm Eccleſtam . E nary" ; Eccleſia enim ”avis eſi , quare Ec—
nelli atti dell'Apoſtoli al cap.r4-.1›erſI cleſia materiale: ſimt oblongo: lor/Zar ”a—
3 1 2.par che venghino aſſegnati à cia -vi5. Vuole Clemmr lib.z.conſhit.lſpoſh.cap.
ſchuna Chieſa ſin da quel tempo gli 57. joletfabricarì ad modrom navi: 'ver
Sacerdoti per orare. Et cum conſiitm‘ſ— ſi” Oriemem , ar ipſe': forma edificio' aaL
ſem illis per' ſin-gulas‘ Eccleſiar prorbjte mom’at , {ſte ”os i” Mando , tamqmìm in
ro: , ó* oraffim. , e nel Deuteronomio Mari, quodflacîliáar, á* tempo-flotta”: aſ
al cap. iz. 'uerſ 6. at ponat ”omenfimm ſiel/oè agitatar , quod navigare' aperte: a6
ilo', ó" baóltet in eo, "umietis , ó“ ojfl’retls hiir,qul adportrîſiilatir per-venire ‘volano'.
1'” loco illo holocazo/Za , ó- -uz‘c’z‘z'may w Expo-*mm Creſolo’os lle. r . Mjflagogior.
ſtras; onde non ſ’riino fuori di propo cap. I Lé- z 5. ſtc7.rolt.Aldrece a'e antiqai
ſito , che Maria Longo aveſſe fatto tate Hifizomliazrap. Iz.
edificare prima la Chieſa , 8c altri Affligeaſi la Santa Matrona per non.,
luoghi pertinenti alli medeſimi, ſi aver luogo proporzionato à ſuoi di
per uniformarſi à tante Sante Inſti ſegni per render’ella à ſomiglianza...
tuzioni , ſi anche per commodità delle altre Chieſe celebre il Santo
dell’Amminiſirazione de Sa gramen ſuo luogo , che però chiamando hor
ti, che continuamente occorreva per queſto fabrO, hor quello per aiuto
l’lnfermi,cavandoſi dalla vita di San nell’ordine,e ſtrurtura con la ſua di*
Gaetano , come di ſopra hò rappre rezzione in diverſi ,modi tanto fati
ſentato; eſſercitando queſ’ri nella.: cò , che arrivò all’ intento di una…,
Chieſa di Santa Maria del Popolo gli Chieſa non diſprezzabile in quei
ſuoi Miniſieri Apoſtolici,con ſervire tempr,benche nelli ultimi periodi del
anche con ſuoi Seguaci à quanto Secolmoderno
uſo traſcorſo abellita , e ridotta
eomparendo all’ ſi
altretanto
aveſſe potuto occorrere negli Oſpe
dali , öc "anche per adempire à pre vaga , quanto fornita di religioſiſſ
mi
- LibÌIII; Cap.lV. xò;
mi Miniſtri , e la curioſità, che nella avendo ricev uto Maria Longo grazie
ſodisſazzione di una coſa ſuol ac ſingolari datanta Gran Regina del
cenderſi dell’altra , infervorò Maria Cielo, e della Terra,d’0nde couſtituì
nnitamcnte con li Amminiſtratori bell'opra; la quale giuſtamente può
di ſabricare gli altri luoghi piccioli, meritare gli applauſi di tutto il Chri
egrandx per ſervigio dell’ lnſermi; ſtianeſimo , ed inſtituir la volle ſot
ì contentandoſi di aver ricevuto dall' ` to il titolo di Suola Maria dol Popolo
ampiezza,e lunghezza del Sito quel per farli pratticare, e ſperimentare;
le commodità proporzionate in quel *' tutti gli arti della vera Carità , che)
tempo per l’opra già incominciata , * ſi eſercitano in un tanto Santo Luo
la quale può non ſolamente dirſi , go; che può ben dirſi Prodigio della
che abbia emulata , ma in un certo Carità , Miracolo della Divma Pro
modo ſuperata quella della Autichi videnza, e l‘ornamento più ammira
Oſpedaiizöc così con oſtinate vigilie, bile delle vere virtù, che ſi profeſſa—
e ſudori avva lorata con lelimoſinu no nella Città di Napoli, e furono
de'Pedeli giü ſe alla perfezzione del con matura prudenza deſtinate l’ o
la deſignata ſua impreſa,ſati_che tut pre per attendere ciaſcuno alle obli
te baſtevoli ad iſtancat nelle ſue glo gazioni del miniſtero affignatoli , e
rie la Fama. così viene à ſodisfarſíà Dio,à ſe ſteſ
Congiunſe pur ella in un corpo trè De ſo, 8c a’biſogni del Proflímo.
nominazioni di queſto Santo luogo La Chieſa dunque vien ſervita da um 'I'

6 Venendo la Chieſa nominata ſort’il Sacriſtano Maggiore , e da un ſotto


Titolo de' Santi Filippo , e Giacomo , Sacriſtano , da cinquanta Sacerdori,
gli Oſpedali de’tuh‘i li Sami , e la. ſedeci de quali portano il nome do
' Santa caſa ſott’il Titolo diSama Ma- ' Cappellani ordinari deſtinati al cho—
ria del Popolo, e ſiami lecito à queſto ro per celebrare gli Divini ufficij , o
propoſito di rappreſentare quanto ſono Amovibili admmmr , e bcncho
ſcriſſe il Santo Pontefice Simmaco abbiano l’abitazione ne' rieinti della
nella ſua :pfflolar .ad Eom’am Epiſèopum Real Santa Caſa,e non ſoglíono mu
Are/atenfl’m delle Tre cathedre Patri tarſi-così Volentieri, ſe pure per qual
arcali inſtituite dal Prencipe delli A che difetto’, clic portaſſe ſeco qual
poſtoli , Romana, Antiot/yena , ó* Aleſ che ſconcerto à Colleghi, öc ad altre
ſimdrina , conforme riferiſce Gonza perſone del medeſimo luogo vengo—
lez nellib., 5. decreta”. XXXIII. dt Pri no licenziati. Gli altri ſono chiama
viſcgy‘kjpiogando il tap.A”tiqua . at prg ti eſtraordinari, 8c ando obligazione `
clarè dott: Sjmmat/ms Pomifix , atque di celebrar le" meſſe, 8c affiſterc ſola
comfi’qatm Carol”: Rtx Franoommfiri mente nelle publiche funzioni, che
ben: ad Hadriamrm ll. ó' ad Ioamzom ſ1 fanno in Chieſa, equivi vedeſi così, .
Vlll. cap. 23. Ad Triniratis inſtar , taz' ben regolata in tutti li Miniſteri,che
una cſt, atque individua poteſtas , amim in eſſa ſi-eſſerci‘rano,'cl1e in un mede
o/Z per dialer/bs Antiſtites Saoerdotiam. ſimo tempo poſſo ben io dire , di ve
Dim” Gregori”: líá.6.epiſì.37.á* [ibn Î . _nir' illuſtrato il Suo nome, il Santo
ofiſt. 48. onde Uno è il Santo Luogo , Luogo , e la Religion Cattolica : co
e tre le ſue denominazioni , e le ſor noſcendovi he's-'noi Miniſtri il zelo ,
ti , perche la Chieſa fù principia l'a Pictà,.& il fervore dello Spirito, e
ta, e terminata nel giorno de ſudet‘à ſopra tutto la pronta ubedienza al
ti Santi Apoſtoli Filippo,e Giacomo; Superiore , perche tolta queſta , per
Gli Oſpedali ſi aprirorio nel giorno eſſer ella l'Anima delle Cominunità
di tutti li Santi,e la Caſa fù fondata’ Può chiamarſi eſtinta ogni virtù, 6c
ſotto il Patrocinio 'della Gran Ma ogni ben 'regolata diſciplina .
dre di Dio col Titolo di Santa Maria 'll Choro della medeſima Chieſa dal
dol Popolo‘ per debito di gratitudine’: ì capo de Cantori regolaſi’per quanto
al
Teatro della Carità - i
10'4
al canto ſpetta, e quantunque non ſi dell’Orazione Dominicale,8c infiniti
coſtumí in eſſo orazione mentale , e altri Autori riportando molti Con
vocale: non practicandoſi nelle radu cilii ſpecialmente quell’in Aquiſgra
nanze de Sacerdoti Laicali; ſi atten na,e Chal on ne’confini di Borgogna
de però con ogni religioſità al canto celebrati; leggendoſi ne’medeſimi lc
de’Salmi per eſſeguire gli Precetti di ſequenti-parole. ,, Nihilominùs pau.
tutta la Chieſa Ortodoſſa, e quando ” lò alriùs inccepiſſe colligirur à Parri.
mai non vi ſuffe precetto alcuno fi D) bus jam inde 'ab Apoſtolorum tem
dovrebbe da tutti gli Eccleſiaſtici oſ 2I oribus Cleric os certis diei,& noítis
ſervarſi per la gloria di Dio , che ne iioris Eccleſiam frequentare ſolitos
riſulta, e per l’ utilità Spirituale, che ’l eſſe, ut Preces, Hymnos, 8c Pſalmos
àtutti ne proviene , e per l’edifica I) Deo decantarent 5 E l' Oldoini nell'
zione, e beni, che à Secolari deriva aggiunta al Ciacconio ſcrive,di eſſer
'no , poicliëqueſti all'udire tal canto ſtata queſt’ lnſtituzione nella Chieſa
fi ricordano del Signore , lì ſentono appunto quando reggeva la Santa_
incitare all’orazione,e ſi compungo~ Sede Son Colfuroz'o Pontiano , leggen.
no , e ricevono ſempre più nuovi, e doſi tutto ciò nella ſua vira: ,, Re.
nunciatus Pontſiiſex inſtituit, ut Pſal
Veri ſentimenti , 8c illuſtrazioni Ce S’
leſtiali, e per queſto eſſetto gli Santi ” mi in Eccleſia canerentur-Alii tamen
Dottori Tomaſo , ö: Agoſtino eſpo ” ad Damaſum Romanum Pontificem
nendo l'cpiſì. 1. dell} Apoſtolo delle.) ’D Sacros hos ritus reſerunt recentiores
Genti adThi-motheum nella [ottime 2. ’D nonnulli Scriptores , de quorum hi`
diſſero ngdexrerim orando agimmfa D) ſtoriae veritarc valdè dubito. Enel
cima: , ut offri?” noſtri* interior extitc tempo di San Celeſtino primo. ,, Ct;`
tur , e Sua Divina Maeſtà per queſto ,i leſtinus inſtituit, ut Pſalmi David
Sacrificio di Lode , che nella Chieſa. ante miſſam canerentur à Sacerdoti.
le ſi offeriſce ne rimane molto glori bus alternatim; onde non ſi manca
ficara,e così appunto lo dichiarò pel da ſopramentovari Cappellani ſtuñ
Regio Salmiſta . Sarriſioium [audi: lio dioſi Oſſervatori di tagte Sante ln`
noriſicabit me,e San Baſilio dilucidan~ ſtituzioni di adempire le loro parti
do il /àlmo 45.7;erſ2 3. ”ci tomo 3. Pſi! nelle Scene del tanto celebrato Tea.
lam ”omini tuo Altiſſimo: parlando del tra .
ſudetto Real Profeta di lſe , che non Raſſembra per dir’il vero il Choro un.»
putendo in terra vedere la bellezza ritratto del Paradiſo , e con l'Angeli
di Dio, che nel Cielo vedeſi , sfocava inſieme pare , che à gara con effi fi
e0n amoroſe Divine canzoni l'arden~ loda,e benedica il Signore,c0nſorme
te ſuo cuore . Monia”: Drum Aide-‘re laſciò ſcritto per commun' inſegna.
”an poteri”, comica ad ipſomfetz’r. mento .San Bernardo nciſlî’rma”.7.ſ0—
L'uſo di recitar’in Choro gli Divini Vſ pra la Cantica ſpiegando i! werf. 26.
8 ficj nella preſente forma . Polidoro del/211mb?". Pro’Ucnerunt Principe: con—
Virgilio nel [toa. de iam-orione rrmm jrmeíz'oſiilleotiom , che ſorto nome di
cap. 2. vuole , che foſſe ſtata inſtiru Principi ſiano gli Angioli guſtando
zione Antica della Chieſa , e di più di unirſi con quei, che ſalmeggiano,
Sommi Ponteſici di Gregorio, Gela/io; öc avendo per compagni gli celeſti
Domaſo di queſ’to nome r. quantun Spiriti moſtraranno ſempre più la lo
que il Santo Pontefice Clámme nel ro modeſtia, e la lor divozione in un'
luo [io.8.delle Conſtituzioni Apoſto eſſercitio tanto grato all'Altiſiìmo, e
liche prova , di eſſer ſtato queſt' uſo ſaranno di eterna memoria in queſto
fin dal tempo delli Apoſtoli , così Santo~ luogo le loro Ecclcſiaítichc.»
lo reſtifica 'San Girolamo nella ſua.. operazioni, per le quali vagarà cele
cfiſtola ad Euſtac/Îinm do Cfl/Ìooíia 'virgi bre la fam a per tutto l’univerſo.
nimtis. San Cipriano nell’eſpoſizione Terminate le lor funzioni da Cappella
ni

`\ñ`
i"

Lib. III.,Cap. 1V. ' ?Ios


ni ſeguono le Monache à dar princi. del Chriſtianeſimo ; che ſi oſſervano
io alle Divozioni , 8c à recitare an nelli atti delli Apoſtoli al tap.: 6.'UerſÎ
ch‘ elle gli Divini Vffici: facendo à 25.Mt’dia ”oe't'o Patti”; , ó* Silar adora”
gara così le Monache Conventuali, 'ter laudaáant Drom; ſeguendoſi anche
come le Riformate in prevenire à le veſtigia del Real Salmiſta per
glorificar’ il Signore, e quando ſpe quanto egli laſciò ſcrittoin più ſuoi
cialmente nella mezza notte li pre. ſalmi . Botte-dimm Domimtm in omnt’
vengono l’une , e l' altre dimoſtrano tempore’ , ſimpc’r [titts ejar i” ore 71260,33.
norabile allegrezza, deſideroſe di aſ 'vc’tſ 2. lingua mea meditaoitttr jaſtt'tiam
ſrſtere del continuo alle Divine lodi, tttam, tota die [atto-’tm tttam,34.. verſi 28.
e trattare ſempre con Dio , parendo Por ſiogttlos dio; bone-dimm tibi,á- [auda
di ſentir qualche rammarico per l’ bo Nome” tttum inſèott/ttm, ó' infamia/'n
impedimento del ripoſo corporale à ſietttli,r44.oerſ.`z. e finalmente nelſal
ſomiglianza di quello, che ſperano mo 145.vetſ2.latta’aoo Dominator in 'vita
nel Paradiſo , dove ſenza l’interven— mea, ‘ti/alla”; Deo ”zoo quamdſfifîflroiPO‘
to di eſſa turt‘ il giorno ſi converſa., tendoſi con ogni ragione attribuiro
con Dio; ricordandoſi elle molto be— alla ſudetta Chieſa il Titolo di un ve
ne di quanto ſcriſſe' San Lipriano ro ſantuario di Dio; non tr'aviandoſi
dell' Orazione Domicale ſopra di punto' le Traccie additateli dalla.,
queſto propoſito. xo Santa Fondatrice ;vedendoſi anche.)
lmitemur quod futuri ſumus , babi pratticar’il medeſimo in amendue gli
‘-3’
turi in Regno ſìnè interventu noCtis Oſpedali con altre divozioni, 8c ora
’.9
ſolum diem , ſic nofle quaſi in lumi xozioni ſenza punto mancare all' aſſi—
97
ne vigilemüs; ſorzandoſi di ſottrarſi ſtenza de poveri lnfermi: ſtimandoſi
dalla neceſſaria ſervitù del dormire da tutti più guſto di Dio l’eſſercitar—
per ritornare alli Di'vini Vfficii la... ſi in tal tempo nella pazienza , ed u»
mattina nell'ora di Prima per unifor miltà , che nelle ſue lodi, componen.
marſe àquanto leggeſi nel ſalmo 5. do tanti fabri di melodia,per goderla
al rutrſ4.. Manè Aſtabo tibi , qaoniam ad nella eternità tra Celeſti cigni.
'Te arabo Domine , manè oxaadier worm Ben è vero, che tra Sáti Padri vié il nu
meam5E Sim Baſilio ſopra di qucſto ſal mero dell’ore cötrovertito:riducèdo
mo ci eſſorta , doverſi prima di ogni x 1 le’alcuni à ſette ſecódo la commune
altro affare lodar Diozln ipſh diet' exar— opinione , c ſentenza de Teologi , o
dio opus boo, iaqait , ptrffloiam,á' non pofl de Canoniſti uniformandoſi col Real
milita alia o‘oet'au’ùat ma [ti ſoia”; e San Profeta nel ſuo decantato ſalmo 118.
Dionigi Areopagita nel ſuo trattato dc riverſim 64.. ſepties i” die lattdcm dim' Ti'
Divinit.Nom. ”12.3. par che l’aveſſe) h‘iſhprr j'adioia Infiſſi-43 tua : per porgaç
eomprobaro anch’egli. Ab oratiom’ i” re forſe gli defetti , e mancamenti
oipere tſt utile , ſirttt Dott: nos ipſhs tra de Giuſti, intendendoſi delle perſo
dcnm, ó- am’oatt’r , e dopoi da medeſi ne Sacre , e non già dell' oſtinari nel
‘ mi Cappellani di nuovo ſi replicano male; conforme fù manifeſtato dall’
con ogni religioſità, 8c attenzione.) , Oracolo Divino ne' Proverbi altap.
cantandoſi ſucceſſivamente le altro 2.4.. *vtr/È ;6. fipties enim outlet Ita/fur, ó”
ore terza, ſeſta , e nona , e dopoi ſuc ”Margot-Im” autem tori-:tum i” malum.
ceſſivamente vien cantata la meſſa_ Altri ſoſtengono di eſſer’ otto le hore.;
ſudetta,e dopoi la Conventuale,e c0- canoniche , trà quali Santo An
sì alternatamente celebranſì certa 12 ton. ne’ ſuoi trattatipar. 3. Tir. to.
mente quaſi in ogni ora dell’ Altiſſi 9. 4. delle ſudetto ore con 'altri Dotñ.
mole glorie, e le lodi :tributandoſeli tori riportati dalGonzalez nel za. 3.
quei onori dovuti alla Maeſtà Sua., Door”. tit. 4.1. de celebrano-*ze miſſìirum,
Divina : rinovandoſi nella ſudetta.. ſpiegando il cap. Pri-roy”;- , chi non.;
Chieſa le memorie de primi ſecoli meno eruditamente,che diffuſamen.
- O te
'106 - Teatro della Carità
te tratta di tal controverſia z baſterì forme oſſervaſi nel Viſconti nel ſuo
à me ſolamente di aver data queſta.. Teatro de M/ſſi'e ritióm w!. 3. lil:. r.
notitia per maggiormente inanima— cap.: o. cum ſèqaemiómdicet enim priori
re di queſto Santo Luogo gli Cappel rióm Eccleſia ſdſllHS amncsſidelc: utriaſl
lani à queſto Santo eſſercizio , com que fix”: i” Ecccſia pſhllermt 5 tamen
petendo più à loro , che alli altridi Poſtfî hoc tantum parmiffìmfitit Clerictr;
porgere l'inceſſenti prechiete al Cie Laicir *verò prohibitam ex Concilio Laa
lo , e di glorificare con le lodi l' Al dtceao can. l 5. cart/tag. 4.. ca”. IO., anzi
tiflimo: per adempire anche alli o non ammetteſi minino Cl-erico , non
blichi im poſti da Benefattori con le dico Sacerdote nel ſudetto Santo
loro diſpoſizxoni , con tracciare ſi Luogo così per la Chieſa , come per
milmente il conſeglio dell' A poſto li Oſpedali, ſe non vien riconoſciuto
lo delle Genti nella ſua epiſtola ad Teſi dal Correttore , come Ordinario di
ſàlonicmfi’t cap. 5. *ver/I 1 7. ſine inter tutta la Real Santa Caſa così dichia
miſſionc arate,& al parere del Patria!" rato per più Belle Pontificie , edà
ca Agoſtino nel ſuo lil:. dt air-fl… , ſuo luogoſi parlarà delle ſue facoltà
hçrçſi 57. epr/1.12 I. e vengono giuſta— cOnccdutcle dalla Santa Sede_ Apo
mente à 'ſodiſfarſi , quad prçcc’ptum floliea z per adempimento , 8c oſſer—
Domini Sam-‘Zu Mater Eccleſia credit , ſi' vanza de Decreti del Sacro Cone.
adimplcre , cum per ſuo: Mini/ira: ſtatt'r Trid. nella ſej]] 24.. cap. 16. Nullur pra—
tcmparum inter-valli: publica [and: Drum tcrea Clericasprrcgrinaszfinc commenda
celebratzöc Sedulio ſpigando la ſudet tig": ſiti ordinary' littcri: ab alla Ept’ſì‘opo
ta epiſtola di San Paolo al ſap-12.7"!. ad Divina Celebranda , ó‘Sacramcnta
3.pare che combroba il medeſimo. admiaiſtranda admittatar , e la Sacra_
Dicmdam eamſcmper orarc , á' no” de Congtegazione de Signori Cardinali
ſicerc , qui caaticir , ara tionióur quotidic Interpreti del ſudetto Sac.Conc.Trid.
jam-‘t rita”; Ecclq/íaſtica tradition” pſal ancor loro emanarono ordini univer
modi-1)': ,precibaſqac confitetis Domina”) ſalida per tatto, che foflero eſſequiti
raga”, ó- laadarc non de/iſtit; così con tali Decreti, ed inviolabil'i, econ.;
ardentiflimo fervore , religioſa pic. ogni attenzione oſſervarſi; vedendoſi
tà ,e religion eſemplare ſi prattica. nel Gavante regiſtrati appreſſo la ſua
nel ſudetto Santo Luogo per mani prattica mſi. *verba Mtfflt orrſi 4.. 5.
feſtar ſempre più le Glorie dell’ Al i! 6. Nc cat' **uago , ó' ignoto Sacerdoti ce
tiſiimo con l' oſſervanza de Ptccctti lebrare lictat , ó‘ m’ admíttatur , ad
di Santa Chieſa. celebratioacm ma approbatt' Allam Dia -
Gli Cappellani Ordinariì, nö ſi ammet cdi: Sacerdotflferam firm” Dimlſſàriîs
tono giamai al ſervigio della Chieſa, duna”: mm ante mmſióut data:.
ſe prima nó vengono eſſaminati dal Per commodità di detta Chieſa vi afiî.
; 3 li antichi cantori della medeſima.. fiono ſette Chierici ,e ſono addetti
eſponendoſi all' eſame del canto di— 14 per quanto fà meſtiere al Culto Di'
nanzi al C0rrettore,e tal volta in vmo, all’attual biſogno della ſacre
preſenza del Titolo , affiſtendovi flia , öe .al ſervigio de Sacerdoti nella
anch' egli , per averla ſopra inden celebrazione delle meſſe z vedendofi
denza à quanto ſpetta all’ immifli tinovellate ne i ſudetti Chierici l’ In
Dne di tutte le perſone Eccleſiaſtiche ſtituzione degli Antichi Secoli.Defa
pel iniſtero, al quale vengono deſti nily': Eccleſiie conſtimcrc Praſhyflcr” ,
nate; Onde ſecondo la loro abilità - C [erica: , ó** Diacono: per Para/n'a: lice
ſono eletti à tal mcſtiere , ſpettando at 5 qua; tamen 'vita ”Ritardo , é* probi—
' ſolamente à SacerdOti tal eſercizio, tar morum camme” dal; così flabilite da
quantunque ne’ Primi ſecoli della Santi Padri nelli concilii Tolerano
Religion Cattolica veniva permeſſo nono , nel ca”. u.~, e di Merida nel
anche à Laíci di ſalrmggiare s con ca”. l 8. , e non ven gono queſti elÎtti,
,p e
Lib. III. Cap. lV. IO7
ſe non ben conoſciuti per la loro btare ne’ ſudetti Lucchi ; anche per
bontà ,e perla loro puntualità, non l’ eſſecuzione data alli Decreti della
eſſendo convenevolc , che le perſone, Santità d'lnnocenzio XII.di fel.inem.
màſa Chieſa ſia proviſta 5 ſpecial che riduſſeil numero delle Meſſeà
mente queſta del ſudetto Santo Luo quaranta delli peſi forzoſi , che vi
go , dove ſi eſſercitano tutte le virtù erano perſi legati de' Benefattori
Chriſtiane , e con ragione , e giuſta delli vltimi due ſecoli, nel qual tem
mente vien da me celebrato per Tea po fù edificata la ſudettaReal Santa.
tra della Carità, non mangandoſi un Caſa, e fù neceſſario di ricevere qual
.to tutte le diligenze per la loro uo— foſſe ſtato peſo di meſſe per ſovve
na educazione , e farli tracciare gli nire à poveri Infermi , per nOn la
' veri ſentieri per approfittarſi nella. ſciarli ſemivivi , abbandonati, e de—
pietà con l’applicazione nelli eſercitij relitti à diſcrettione di chi voleva_
t ſpirituali , 8t. alla frequenza de’ San uſar loro qualche atto di pietà , e da
vti Sacramenti; acciò non ſi inſalvati ſommi Pontefici ſempre è ſtato con
chiſcanoà'guiſa di vigne non rice. ſiderato tal motivo , e queſta pia.,
vendo coltura ne’tempi proportiona— volontà delli Antichi Amminiſtra
ti , e debiti, 8c anche per attendere; tori, 8c han di_ quando in quando
e alle ſcienze, cercandoſi dal Superio conceduta qualche riduzzione.Final
re , di ve'derli tutti ben diſciplinati, mente la Santità ſua avendo riguar
c graduati nelle virtù, che giamai do à tante opre Pie , che ſi eſſercita.
poſſono finire, e non ſoggiaccino al no in detto Santo Luogo .ſi degnò di
x 5 le vicende delMondo , e non favello far l' indulto generale , condonando
lontano dalla ragione ; oiche mol~ tutte le mancanze del paſſato , e per
ti addetti nelli anni traſcorſi al ſer l’avenire hà voluto ſtabilire per ſem
vigio della ſudetta Chieſa per chie pre tal Riduzzione nella forma, che
rici Cappellani dell’uno , e l’ altro ſiegue con decreto ſpeciale. `
ordine con glorioſa ,e lodevol’ am. ,, Iannes Andreas Siliquinus U. LD.
bizione di- vantaggiar la loro fortuna r7 Proconorarius Apoſtolicus Eminen- ’
per mezzo dello ſtudio con inceſſan ,, tiffimì , 8c Reverendiffimi Domini
.ti fatiche applicati à diverſe ſcienze ,, Don Jacobi Tituli SS. Petri, 8c Mar
abbandonandola Patria, e le Loro ,, cellini S. R. E. PresbyteriCardinalis
commodità ſono aſceſi à gradi fuori ,, Cantelmi Archiepiſcopi Neapolitani
dell’ eſpetrazione umana ſino ad cſ, ,, in ſpiritualibus, 8c temporalibus Vi
ſer onorati ,di governar più Chieſe ,, carius , Locuintenens , &Officialis
col Titolo di Uicarij ,8c eſſer anco ,, Generalis , Exequtor ſpeciahter ſub
Veſcovi delle medeſime , potendoſi ,, delegatus , Sec.
giuſtamente invidiar la loro gloria, ,,,, Congregationi
Viſo ſupplici libello porreſto Sacra: ’
Eminentiſſímorſiunu
per eſſer giunti à tal grado mercè al
la loro bontà , 8c alla loro Dortrina . ,, S. R. E. Cardinalium Sacri Concilii
queſti Huominidunque ſono degni ,, Tridentini lnterpretum prazpoſito
di quelle lodi , delle quali ſi rendono ,, pro parte DD. Gubernatorum Sacra’,
meritevoli per Loro virtù , 8c che e ,, Domus , 5c Hoſpitalis Incurabilium
ternamente verdeggiaranno ne’cam. ,, hujus Civitatis Neapolis, cü reſcrip
pi dell' Immortalità. ,, to ejuſdem Sacra.- Congregationis
Celebranſi giornalmente nella ſudet ,, direéto praafato Domino Cardinali
ta Chieſa da trentacinque , e più ,, Cantelmo Archiepiſcopo Neapolita
meſſe , ſtando gli altri Cappellani ,, no, 8c ab codcm nobis prò'illius exe
16 diſtribuiti, 8c aſſegnati nelle Cap ,, qutione uſque ad ſententiam inclu
pelle delli Oſpedali,e delle Monache: ,, ſivè ſubdelegato hujuſmodi ſub te
Cambiandoſi à diſpoſizione del ſo ,, nore v 3.
pra mentovato Correttore di cele ,, Neapolitana
ì Reduítionis
O z Miſi’arum,
in.
'108 Teatro delia Carità
” inſufficientibus ,attenta notabili d'i 9) in noſtri perſona faäa ab antediá‘to
,, minutione redditibus pro adimplen ,,Eminentiflímo Domino Cardinali
,, dis quampluribus piis operibus exer ” Archi epiſcopo hu} uſmodi ſub tenore
,, ceri lolitis in pauperes lnfirmos , De ” V3. D.Vicarius noſter Generalis pro.
” mentes , ac muiieres poenitences ab ” ccdat ad exequutionem ſupradiài re.
” Hoſpitaii Incurabiiium anno 1653. ” ſcripti juxrà iliius formam , 8c reno.
” ſupplicarunt Adminiſtri , 8c ab hac ” rem , uſque ad ſententiam incluſivè:
” Sacra Congregatione obtinuerunt n lacobus Ca rdinalis Cantelmus Ar.
” miſſarum centum quadraginta quo ” chiepiſcopus.
” tidianarum , quibus ab antiquiſiimo ” Viſis ſeri turis omnibus ad rem hu.
” tempore gravabatur moderarionem ” juſmodi acienribus in aéìis exhibitís,
” ad qumquaginra dumtaxàt quoridiè ” ö: przſcbraris , öe quibus conſtat ex.
” celebrandas una cum duobus Anni ” polita,& contenta in preinſerto ſup.
” verſariis quaiibec hebdomadm per ” piici libelio, öc reſcripto fuiſſe. 8c eſſe
” quinquennium , quo iapſuro , cum) ” vera , viſis alíis ſcripturis ejuſderr’u
” anno 1658. agnitum fuerit idem.) ” Sacra: Congregationis, nempe de an.
” onus nimis oneroſum iterum obri as no 1653. 1658. öc de anno 1664.exe.
” nuerunt miſſas quotidianas ad qua ” qucoriatis per Dom.Nuntios Apoſto
” draginra cum diflis duobus anniver ” licos tunc temporis hujus Regni , vi
” ſariis reduci per quinquennium ſuc ” ſis deniq;videndis,öc conſideratis,cö
cìeffivè prorogarum uſque ad annum derádis,actenta veritate expoſitorum
›i ”
›› i 664.8:. ab inde ad aiiud Triennium, ’D utendo faeuitacibus nobis attnburis
r› nulla verò ſubſecuta prorogatione ” in pifeinſertis reſcriptis,& in illorum
” continuatum fuit hucuſque in eo ” eXequrioncm dicimus , deeernimus ,
” dem adimpiemcnto , pro quo conti ” deciaramus , ö: diffinitivè lententia
” nuando prierermiſſa fuerunt quam ” mus , oratores prendi-?cos quoad pr'ae
I› plurima pietatis opera omninoiw ” teritum fore,& eſſe abſolve’dos,prout
” ea Civitate neceſſaria; nunc auéìo ” abſolvimus, quo vero ad futuram fa
7› redditu Hoſpitalis ob pinguem hae ” euitatem continuandi Mifl'arum ce
5z reditatem ei reliéìam,ſupplicant pro ” lebrationem quadraginta pro quoli- ‘
” reduäione perpetua Miſſarum,ur ſu. ” bet die cum duobus anniverſariis in..
”P ra fafla , 6c pro condonatione , ae ” quaiiber hebdomada eiſdem oratori‘
” abſolutione quoad pra-:teritum die 3. ” bus gratis impenſiamur abſque tem‘
” Apriiis 1694. Sacra. Congregario E. ” pons reſtriflione, 6c ità decernimus ,
;r minenriflìmorum S. R. E. Cardina. 'ñ dicimus, declaramus, abſolvimus,fa- '
” lium Conciiii Tridentini lnterpe. ” cultatem impertimur , 8c diffinitivè
” trum aäenta reiarione Eminentiffi. ” ſementiamus , iſto, 8c omni alio me
” mi Domini Cardinaiis Canteimi Ar ” liori modo.In quorum fidem &c.Da
” chicpiſcopi Neapolirani benignè ” tum Neapoii ex Palatio Archiepiſco—
” commiſit eidem , ur veris exifl’enri. ” palihac die quarta Maii 1694. [oan
” bus narratis,& vocatis,ſi qui fuerint ” nes Andreas‘ Ziliquinus Viearius Ge
” quoad prateritum omnes abſolvat , ” neralis, 6c Subdelcgatus A poſtoiicus:
’Ì quo verò ad futurum peticam facul ” joſeph Preti pro Curia aëtorum ma
” tatem continuandi .celebrationerw ” giſter 48cc.
” Mifl'arum quadraginra prò quoiibet Velia generoſa riſoluzione preſa da.»
u die cum duobus Anniverſariis in. un tanto Pontefice, ſe vren elia bem'
” quaiibet hebdomoda pro ſuo arbi. conſiderata, non è Prata fuori di pro_
n trio , 8c prudentia eiſdem gratis im. 1 8 poſito, poic: e ſi è uniformato egli à
n pertiatur D.Cardinaiis Mareſcottus: quanto fù diſpoſto dal Sacro Conci
” Prxſcé’cus:R.PaHuſius Secrerarius: a lio Tridentino , conforme ſi oſſerva..
n deſt ſigillum impreflum,graris etiam manifeſtamente nel Teſoro del Foro
,, quoad ſcripruiá cum ſubdelegatione Eccleſiaſtico di Monſignor Leone al
la
Lib.IIl. Cap. 1V. i 109
la par. z. de -voto , ó*- 'voti diſhenfiitíone ri al Pontificio Soglio con le ſue pre
mp4 r. t relic‘Îa peram’a, aut rt’dditus ato clare , e pieroſe geſta , che ſarran di
mtz' leggiti mm ſufficitmt pro omnibus' vivo eſempio a'Poſtei-i, che lo ſetbe
Mtflis celebrandtr z licet appare-at de ranno ſempre fuori dell’ acque dell’
expreffit mente Teſtatorir , qui cet/tam oblivione,c celebratiſiímo nelle boc—
Miffltrum ”uom-rum in perpetua?” rele che de mortali.
brandamm reliqait , numero: Mijſh Riconoſcendoſi veramente queſto San
rttm jttxtà 'Ut'res legati eſt moderaotdtts, ex to luogo per un vero Santuario di
dtfitoſitiotte Sacri Concilt'i Trid.cap.4.ſtſſ.` Dio , dove non fi manca à minima.
25. , ò* ttàſapra cod. rap.fait à Sacra parte di quanto poffi giovare in aju
Congregatíofle declaratam , ttt i” deciſi to del Proffimo, così per l’anima,co
ab ti t. Mediolanen. , ubi enim-Mzſſarom 19 me Pc] corpo,e per tal'cffctto ſi pen
reduííioſieri debe! , qui pro ſitarum am' sò ſin da primordii della ſua fonda
Marumfiilutr legata ea adpios uſi” reli zione di porger aiuto all’Anime paſ
quemnt, t” per Conr.Tridcnt. eodem cap. ſatc'à purgare le loro colpe nel Pur
4.i”ſi”e,ó“ commemoratiofliſhcic’txde jim_ gatorio, e ſi fece ſupplicare la Santa
ta derretum díííi rap.4. ſàtuſitper inter» .Sede per liberare dette Anime pur
tionem application” Mtffiirum, á- per galnti con li ſuffragii ſtabiliti daSan
preſet i” ſmmdo momento , ò Per Colle ta Chieſa; e queſti nel tempo de’loro
c’fat ſocie-”das i” Mèffis , at declazaoit Pontificali non ſolo han concedute.:
Sao-ra Congregatioſuper pradiá‘o cap. 4. benignamente Indulgenze infinito
in deciſÌſub Titulo Mediolanen. qua inci per dette Anime , ma anche per be
fit : Commemorationifitcienda , e nell’i neficio de Viatori , con animarli al
ſteſſa forma ſi vede eſpreſſo nell’ e ſervigiode’poveri lnſermi , e benefi
nunciato decreto della Santità Suan; carli con le loro limoſine , conforme
-e veramente fù queſta riſoluzione di fi parlerà a‘ppreſſo , e frà tanto non_
grandiſſimo ſollievo à tutt’ il Santo devo trala ciare di manifeſtare l’In
luogo, dove inſopportabile rendeſi dulgenze concedute per la Chieſa,e›
la ſpeſa , che ſi eroga pel grave peſo ſuoi Altari in diverſi tempi,e confir
di un numero infinito d’infermi, che mate dà più Pontefici, porendoſi caó' -
continuamente accreſcere ſi vedo vate per cinque giorni l’ Anime del
per la gran povertà , e le grandi mi Purgatorio con applicarle gli Sacri
ſerie che nel popolo minuto ricono ficii della meſſa nella forma ſolita, e
ſconſi , fatto invero di grandiffim-L, conſueta , no‘n eſſendoſi egli appar
commiſerazionc, e parve di aver vo tato da quanto sù di queſto partico
lut’egli come Padre commune de‘Fe lare han laſciato ſcritto per com
deli, e come Padre ,e Prorettore de’ 20 mun’inſegnamento li Dottori, dió- -
Poveri,attriburo dovutoli per la pie ſtiFuendo queſti in trè maniere gli
toſa generoſità moſtrata in ogni ſu ragii ſecondo il parere di Monlì—
tempo colli medeſimi, e come Patri gnor Leone nel ſuo Teſoro del foro
zio di una’ tanta gran Città, di non., Eccleſiaſtico parta .de lorda/gentil': rap.
mancare alla Patria con benificaru 7.ſuffragiorttm autem trt'a ſunt genera ,
gli ſuoi Popoli deſtitUti di ogni u Sacriſirtum Mzffie, Oratio , ó~ opera qua
man’aiuro: avendo egliaggiunto al lièet yamaha, óſàtixfac'ì'oria, ut elemoſi- ‘
na, chumſia, Peregrtnationer, ó-ſimtlt’a;
le ſue glorie la gloria d’ eſſer Domi
natore di ſe ſteſſo col rifiuto fatto , [ëd lndulgmtia ”ott con/limito” quarta”:
del Neporiſmo , e di ogni umana_ getti” ttffìagiorum , cum Indulgmtia m‘
adherenza , con eſſerſi diffuſo ì tutto ht’l aliua'ſit , quàm applioatioſàtirfiifi/o
al ſovvenimento de’ Poveri , degno mom , ſe” Pa’ÌMÙum opera”: Clorzſti , ó“
Succeſſore, 8c Imitatore del Principe Samſlorum Dq‘ìmfi‘irfiellarminus 6.con— '
delli Apoſtoli ſuo Predeceſibre,aven troverſgmcum .lib.z.cap.r 6. inprim.,
do altresì accreſciuti nuovi ſplendo ó" Papa Gregori”: Xlll. qui innumera
bilibus
IIO Tcaç‘ro della Carità
bilibies per tom” Orbem Terramm pri— fum’îwam Anime Demi ”i Noſtri Jem
vilegia lióhemdi imam Animam è ppm': C/lriſti , ejuſque Sanc'ì‘oramſuffragia me
Purgatary’ in M/_ffleeiſdem
celebrazione 6012th merimmm cemſi’qui , ó** il/is admin.- ex
ferè in omnibus privilegg’ſis i la Purgatorffpmi; ad aiemamſhlutem per
’verba appeſa” per modumfleffragffió* i”. Dei M iſtrieordiam perduti 'valeam . *uo
ter Indie/gemme” per ”Mdllſü Steffi-agij lmtes igítiir Eccleſia”; Sam‘h Mari-e de
comeffiam, ó- eam, queſimfliciter confe Papi-lo Dem”: Sam‘îe Incendi/iam mm.
dimr mm cſt difflremia, ut una ſit ma”. cup-:he Ci-vimtir Neapolita”. i” qua
ri: offeſi”: , ó* altera minori; , ſea'pcr aliud Altare privilegiata”; ”0” reperitur
modum mmqnam tjſt principali comeffìim , á‘ i” eaj” Altare majt”, ha::
ier abſhlfltioz alia "uc’ro que (im liciter ſpeciali dona illreſtrare , dummado i” dióîa
concediiflrffic á* marmo,tuhc pro eſtflim Ecleſta Tfígi ”la M quatidic’ celebre):
forma :ju: id habet, ó* ab aliqua *ui-ua il Îur , de omnipotemi: Dei M/ſèricardia,
ludſit , propter quod marmo illa ”medi ac Beatorum Petri, ó“ Pauli Apoſtalorum
tur. Feljfl. in Sermone de Ina'ulgmtg'is co* eius auá‘aritaie eanſiſi , ut quandommque
[um. 9. ‘Ut’ſ-fi’dlalldc’m , ó* Nava”. i” Saceejdos uliqui: ſpenta ri!, 'vel Reg/ilaris
comme-manda lfldll/gflfliiſ ”0t.22,_.me.28. -Mifflmz Dcflnc70riem indie commemora
á* 29. ideequotieſtumqfle Papa concede': zioni: Defuexe'îorum , ó* ſinguli; diebus
Indulgemias pro marmi: , etiam quad il infrà iliius ”747mm , da‘ſtcuìída, ttſtiî,
la: comedat nullafuífa menzione ſìiffra qui-:rm , ſexta jèriff: , ”ee non di e[Ab
gg", ruidemr come/[ù per madumſhffmgg" , bat/n :ajax/Met /Jeáelomadz pò am' ma
ui per mmmodum qua valere porſit, ide/Z mjuſmmgue Chriſtiſidc’lis , alma Deo in
omnino valeat,argtemeni o 1. quaſi” de Caritate eofljuc’i‘a , ab imc liete migra'vit,
werá.0ólzgat.(~j-Nawrrm eodem camme”, adpmdiíZ/im Altare’ celebraáit. Anima il) -
”ot-mim. 34. quia Papa mm videtier poſse [à de The/?litro Eccleſi; per modumfi/ffra
concedere [nd/algemiam marmi: i” Pur gi Indulgmtiam eau/equa ur ; item: ejuſ'
gatorio exiſtemióm per madum auóîori dem Domini ”oſtri Iene Chriſti , ac Bea
tati: judieiarix pote/lati: , abſol'uendo e03 ti ”me Virginia* Maria? , Sami? orflmquc
direälè. Calderinjn eameſtro , eol.zo.de omnium meritisſióiſieffì‘agandi: it Purga
pwnitentRiceaÎ-dm communiièr reecptus, {orij pmi: liáerc’tur , eamedimi” , o"
Navarra”, ó- aly", porendoſi oſſervare Indulgemus. l” comme-item fiuientièuſ ,
queſti con Bonacina , chi non meno non ob amike” qmóaſmmque. Prafl’nti
magiſtrahncmc , che diffuſamente. è”: a fi’ptemmiem tantum walituris .
tratta gaeſta materia ne'ſuoi tratta. Datum Rom; ,apud Seméîam; Mariani
ti *verbo de Indulgemffls-,á-ſhffmgiis nel Majorem ſub ame/o Peſcatori: di: XI.
la diſimtatóalla que/LL. , avendo vo Auguſti MDCXCV” 1. Pamíſicaim zañ'
]ut'iu dare ml conrezza per manife ffri arma 0574 ,vap— V.F,Cardi”aiis Album”
ſtare al Mondo dinon mancarſi pun Gratis pre Deo , (y'- S.
to à quanto ſpetta. al ſervigio del (Divi~ anche rendeſi ineſplícabilc l'
Proſſimo,chc non ſiprarríchi dentro attenzione delli Amminiſtratori di
queſto Santo luogo, tanto per beneñ zz farvi aſiìſtcre per ſodxſfazione 'del
ficio dc Vivi , come dc Morti , per [i Publica due Confcſſorì per commodi.
quali fù ſpedito l’InduIto già ſopra.. . ;à ſimilmente de Cappellani , accíö
enunciato nella forma,che qui ſono prontamente poſſano confeſſarſi o
ieggeſi . gni volta , che neceſiìtano di farlo
dovendo ſempre ſtarc apparecchiatì,
INNOCENTWS PAPA XII. ‘ :premoniti perla celebrazione de.:
Sànti Sacrificij da offerírſi quotidia
A dfummm rei memoriam . Omnia!” [211ml namente à Noſtro Sig. lddio ; ve
atemu elmritate intenti,Sa:ra indù-dum dendoſi nella ſudetta Chieſa ben diſ
z l laiaſhiritiealiám Ina'ulgemiarum mune poſti , ccollocati gli confeflíonali ,
nhu dem-am”, ui inde Fidcìlillm Dc che chiamati vengono da molti col
nome
Lib. Ill. Cap. 1V. IIl
nome de’ Tribunali della penitenza, celebrati in Vaiſen , 8t in Arles per
dove delle colpe ricevonſi le ſenten queſto eſſercizio , ne’ quali fù ſtabili.
ze ſalutari da ſudetti Confeſſori Giu. tain ogni tempo la predicazioneà
dici de’ſtinati dal ſupremo,ed eterno Popoli. Hoc :mm pro adi/[miſano om
Giudice per la reconciliazione trà le nium Eccliſiarum , 0’* pro militato totíur
creature , e Creatore 5 non mangan Populi nobis plaouit, ai ”on/alam i” Ci .
doſi nell’ amminiſtrazione di queſto ’uitatioas , fid etiam i” omnia”: paro
Sacramento di ſeguir le orme di San. clyg": 'un-5m” fruit-”ali daremo: pmiflc.
ta Chieſa z perche fin dal tempo di rir paio/later”; così tante opre , che.)
Sa” Simplioio fù emanata tal conſtitu. eſſercitar vedonſi da per turto que.
tuzione ,teſtificandolo così Ciacco. _ſto Santo Luogo à beneficio del
nio nella vita del ſudetto Pontefice.. Proſſimo , che come meritevoli di
con queſte parole , Hit cazz/ſimil ad -una chiariffima Gloria non teme
Sam‘hzm Petrum Apo/lola”: , ó' ad Sa” ranno giamai le Tenebre degli anni.
Eam Paula”: Apo/Zola”: , ó* ad Sanó'r’am Accreſce pur lo ſplendore à queſta_
Laurentium Martyrem hoodomadas , 'ur Chieſa l’eſſer ſtata privilegiata dalla
Priſájteri mantra”: ioi propter fruito” Santa Sede , di aver ella Prelato ſe*
”Liſegzſionem 3. adſanéîum Laarmtium
25 parato col Titolo di Correttore; ,
Rc’giom’m I. adfimóíum Paula”: , Rc' Viſitatore, 8c Ordinario, da cui vien
giomm 6. á- 7. ad ſùiic'Zum Potmm , ut governata nelli affari tutti Spiritua
Ana/[aſia: Bibliothetarim i” l ibra': dc Ro. li, celebrandoſi quivi quattro volto
mani: Pontificio”; ”fame c‘on le ſudet. per ciaſcun’anno dal medeſimo P’on
te diretrioni caminaſi non meno dal.` tificalmente moi-*e Epiſooporamwenen
liſudetti Confeſſori , che dal ſupe do regolata nelle cerimonie da um
riore , proſequendoſi à mante ner’_ Maeſtro delle medeſime deputato
inviolabili della Santa Sede tutte le per tali funzioni, e per tutte quelle,
determinationi,ſperimëtandoſi ſem che occorrono nella ſudetta Chieſa,
pre in un medeſimo tempo la gran e che porta ſeco la carica di Ordina
d’ oſſervanza de ſoggetti nell’ aſſi. rio per tutto l'ambito del Sacro luo
ſiero per ſa gran frequenza del Po go:venendo queſt’illuſtraro con tan
polo , e la divozione , ed il fervore-i te prerogative , quante ridir non ſi
in amminiſtrare tanto ſacramento, poſſano mercè alla clemenza di tan
e la modeſtia de loro virtuoſi porta. ti Sommi Pontefici , e Real munifi
menti, e tanti saranno li loro ap cenza delle Maeſtà Ceſarea,e Catto
plauſi ,quante ſono le ore, gli mo. lica per tante oPre maraviglioſe , di
menti, e le fatiche impiegate per ſer. - carità , che in eſſo eſſercitanſi , e per
vigio del Proſſimo , come beneme tal meſtiere vien ſempre eletta per
riti di un tanto celebrato Teatro. ſona matura di ſenno di ſperimenta
Ne' tempi ſtabiliti dalla Chieſa ven ta rudenza , 8c in concetto di ſape
2+ gono deſtinati gli Predicatori per nö _re-, e prattica della profeſſione ; av
mancare punto all’Inſtituzioni Apo. venga che in tali funzioni apparato
~ſtoliche , eſſendo queſta Chieſa ne' di maggior grandezza , e ſegno di
ricinti d’ un tanto Santo Luogo , maggior’oſſequio non può moſtrarfi
dove ſi eſſercitano tutte l' opre Pre _da'cheli pel culto dovuro all'Altiſ-~
ſcritte per la ſalute eterna della n0 ſimo , e ſin da tempo immemombile
ſtra Santa fede Cattolica à beneficio fù denominato Maeſtro per inſegna
del Proſſimo , per non ſentir in eſſa.; mento,& inſtruzzione dell’oſſervan
le querele di Geremia nel ‘Trono za de' riti del Chriſtianeſimo, così
quarto , Parah' Petierlmt pane”: , ó" non appunto pratticaſi quivizeſſendo per
”at qui frange-m ei: , e per unifor altro abolire le Cerimonie dell’Anti
marſi à tanti Concilij celebrati nella ca legge,
nella come
qu.: 04-. inſegna
Uſa 'um l’ Angelico
”o‘fl iam/4mv mor
Chieſa Cattolica , ſpecialmente neÎ
ia;
1 12 Teatro della Carità'
;na/im; , ſì’d á* Îooortifi’r-e, ma :alla pror giori l’opre in aiuto del Prolſimo,co’n
,srìt lege Eoc/effiaſiira , ;mt Strait-tri poſſunf nobilitare le ſudette Scene con li
ad ”ſiam reduci; quia ronjungcrmmr ilm continui atti di un ſviſceraro amore
órcrcm” Solo , bjìzagaga mm Ecole/ia , ò' verſo de’poveri lnſermi,chiamar ben
Ghrz'ſtiçmi ſio Der-”3 Cole-nm judeizorem, potrei io queſto Santo luogo , Fonte
.26 quantunque nell’ Ebraiſmo vi era perenne della carità,il ſollievo de'mi
no riti, e leggi à parte per dette ceri ſeri, il Tempio della pietà: venendo
monie, 8c zelantifiìmi'Oſſervatori ſi così benſiñguidate, e regolate le opro
dimoſtrarono quei Popoli delle me che in e o ſi eſſercitano , che ciaſcu
deſime, confor'me ſi può oſſervare; na delle quali può giuſtamente me
nella Geneſi , nell’Eſodo, nel Deute- _ ritare un’ Elogio , 8c uomo di ſenno
renomio , e per tutta la Sacra Scrit-ñ non viſarà , che nonñdia lode al Cie
tura . C‘era-monile dooeoont coſtumá* de lo , mirando col dovuto ſer vore , e.,
oemiam trae’hmdí Sacroſimfll tamen ma con una ardentiffima benivolcnza.,
lo” ducebaflt Popolo”: për rino; Sarriſi verſo del Proſſimo eſſercitarſi la ca
o‘iorum, fiſti-vitguum, voſtimmtorum, 0'* rità tanto comendata ne’ Sacri Van
milita”: ad -veritatem cognoſcc’izdam , geli: eſſendo tutti avidi di piantar l',
ſperando”: C/jrzſiſr’um exſè mnMrum,co. arbore della virtù in un terreno, per
vsì appunto laſciò ſcritto doppo _l’ lo più ſtcrile,ina per raccorre li frut
Angſielico,Sc-oro nel tio.z.q”;j}.3.àrtio, ti dell’eterna gloria.
Latini/L'ouemibus . Onde eſſercitando-.ñ .Se taſti gli uomini dd Mondo matu
ſi rante funzioni,e tanto decoroſe in ramente conſideraſſero qual ſia l'or—
Chieſa, e con tanti miniſteri per glor namento della vera perfezzione , io
rificar via più l'Alriffimo, e 'tant' o certamente crederci, che rari, ò po—
pre gIOrioſe nel ſudetto Santo ſuo, chi ſarebbono coloro , che non an.
go , ch'einulando ſempre nuovi m0 daſſero con ogni induſtria per farne
di per aiuto del proſſimo _carico di acquiſto in ogni parte : avenga che:
.ap'plauſi , e di lodi caminarà per tut~ tra gli uomini può ripurarſi colui
toi univerſo con eterne commendaa per vero campione della Fede Cat.
zioni la .ſua fama, tolica , chi con la ben menata vita..
trà le opre della Pietà arriva ad ac.
CAP. V. ‘ uìſtarſi il venerabil titolo di ſequa.
ce del Redentore,e non potrà giamai
Doll’Opre, rbc eſſercitaizo dalla Real giungervi, ſe non ſi diſpone con fer
Sumo Caſh dell’Incurabili per le; voroſiſſimo amore di rriOnfare tra
;Wade-ll’ lnft’rmi nello' le ſcene del celebre Teatro della Cari
Oſpedali . :.ì , 8c adempire le ſue parti con li
,atti della dilezzione del Proſſimo,
D Alla Tomba ſi riehiamino glipeó. come per ammaeſtramento commu
fonti Benefattori , e compariſchi ne c’inſegna il Principe delli Apoñ.
z, no à riconoſcere gli trionfi, che sù le ſtoli nel-la ſua epiſí.z.al capamerſàln
Scene del decantato Teatro celebrati-. piera” autem amorcmfratc’mz'tatir , i”
_fi , inanimando con l’eſempio gli vi-.› amore autcmfratemimrz': o/Jaritatom 5
venti, e con le virtù eſſercitare nella manutenendoſi nelli medeſimi tre.:
_ſopravivenza nel Sant’ amor di Dio Oſpedali per la cura dell’Infermi del
in fiammarli., ma quivi emulandoſi mal'incurabile, e vengono così ben.;
p reſentemente .dalli Amminiſtratori governati , e trattati tanto nell’ani
del Santo luogo , e delliodicrni Be - ma, come ne'corpi, e con tanto bell’
nefattori la_ vera carità Criſtianaaz ordine, che reca compunzione, non..
non deviandoſi punto dall’ orme ne’ che ammirazione à tutti gli amato.
ſecoli traſcorſi da loro additate , ve, ri delle virtù Criſtiane , portando l’
denſi .ſempre 'più riſplendere mag immortal Tirolo del più celebáe Ar.
~ - c io
LibÌIIIz Cap. V. III
cliioſpcdale dell’Europa; no diviſe dal 'commun'Oſpedale dell’
Vlcn governat' il Primario da un Mae." Inferme , per farle eſenti dalli fire-pi
4. flro di Caſa, che ſuol’eſſere ſempre_ ti,che portan ſeco una gran continu
Conſeſſore, con altri due Confeſſori, nità , e ritirate nel luogo deſtinatole
cinque Padri del ben m0rire,quattro poſſano con maggior divozione , e; -
per il giorno,& il quinto per l'occor ſentimento nell'eſtremo della lor vi
renze della notte , un Chierico con.; ta raccomandarſi al Signore , 8c ap
fiſſanta , e più Serventi , tra’ quali plicarſi con ogni ſtudio, 8c attenzio—
quattro Infermieri , che continua` ne per la preparazione all' altro
mente alle neceſſità di ciaſcun’lnfer Mondo : ſeminandoſi da për tutto
mo aſſiſtono, tutti deſ’tinati,e depen; queſto Santo luogo gli beni Spiritua
denti dalli ordini delli Amminiſtra_ li per far acquiſto dell’immarceſcibil
tori, e con quanta ſollecitudine,con gloria , ponendoſi in eſecuzione;
quanta fatica, con qual cordialità di quanto laſciò ſcritto S.Giovan Chri
‘ vera ſraternacarità viſi attende alla ſoſtomo nell’Omilia 34.adpopulum. Sc
cura , e ſervigio dell’infermi , non fi mimmm igitur ó“ ms Cçlum, ”t cui”
può con le parole eſprimere : poteri. multa metcmm 0p” lemía , ó** ;te-rm': pa—
doſi veridicamente rappreſentare.- , tz’amur boni:. Quindi è , che da turti
che rinovate vedonſi in queſti tempi li ſequaci dell’ Evangelica legge ri
le dimoſtrazioni di un ſincero cor, porta queſto Santo luogo con le.»
dial' affetto deſcritto da San Girola. opre inceſſanti di carità che uſa col
mo nella ſua qui/lola:. de C”/Ì0d.VÌrg.. Proſſimo dell’unqe l’altro ſeſſo com—
che trà Monaci antichi ſi uſavano : mcmorazioni di lode indeficiente.
non deſiderandoſi nelle loro infirmi. ll terzo Oſpedale, come ſegregato dal
tà da Gente così miſerabile le delizie la Città ſiſtente neila Torre del Gre
del Secolo , e le carezze delle loro 6 co per la cura deli'ldropici, Etrici,8c
. Madri'. Si quismrò CMPUÎ'ÎÌ ;go-om”: anche per li convaleſcenti; acciò per
tramfivtur i” Exedram [Kitiara/”,ó' ta” l'aria tanto amena , e ſalute-vole cu
ta Se/mm miniſh’rio tonfo-vm” , ut nec rar ſi pofiano con maggior ſacilità,e
delirio” urbzum , ”ec matris quçras affe fi rimettano nel priſ’cino ſtato della...
_ &um; 8c avendo biſogno di affiſten lor ſaluce 5 ſecondo il parere di Stra
za nella norte tal'uno,aggravato dal bone, quando ſcrive, che oltre à Na
male, con molta diligenza, 8c atten poli vicino al lido del mare vi era E
zione vi di morano, e li Serventi , e li raclea , preſſo la quale vedeaſi un_›
Padri ſudetti del ben morire, e li Pañ_ Promontorio, ove era l’aria delicata,
dri Confeſſori; e practicano‘ queſto e molto ſalubre per` la ſoavità del
funzioni con tanto decoro, e ſodis vento aſrico , che vivi continuamen—
fazzione univerſale, che ſembrano l’ te ſpira, e vien chiamato queſto luo—
idea di veri perfetti Miniſtri Evan go da Plinio , e Pomponio Mela Her
gelici. culanmm,del quale ſcrive Dioniſio A
Nel ſecondo Oſpedale delle Donne fi licarnaſſeo nel [ib. 1. dell’ iſtorie di
'5 uſa la mcdeſima carità, e ſon’elle aſ Roma , che avendo ordinato Ercole
ſiſ’tite dalla Madre Abbadeſſa , e Vi-ì li affari à ſua diſpoſizione , 8c à ſuo
caria con altre ortoMonache , che; piacere, 8c eſſendo ſtato condotto in
pur chiamanſi Madri del ben morire, Italia dalle Navi, 8c avendo ſacri fi
e veſtono l’Abito della Glorioſa Ver cato à gli Dei la decima partedella
gine del Carmine,vi celebrano meſſa preda conquiſtata , fabricò un Ca
ſei Cappellani , e vi affil’te continua ſtello frà Napoli , e Pompei, che à
mente un Padre Confeſſore , che vi punto è la Torre della Santiiìima
accorre con ogni prontezza,e zelo di .Annunciata , ove era arrivato con l'
vero affetto per `li biſogni nella not armata Navale , e la fece chiamare
te., e per le moribonde, quali vengo col ſuo nome Eraclea , e veniva abi
P tato

—ì-ó< ñ—óñ— —«ñ

*i_
-.--_ñ|.-.—
II4 ~ Teatro della Carità
'rato da Rom ani , non ſolo per la de e Miniſtri tutti-,non isdegnando d’in
commodarli , acciò riiplenda ugual-v
licatezza dell’ aria , mà anche per la
ſicurezza del Porto, e perche veniva mente in turti , e tre gli Oſpedali la...
riverito , e ſtimato univerſalmente ‘ vera caritàze dal non mai lodato Gia
da tutti gl'Italiani , come un Dio; öc 9 *Danni Vatta'enett conflderateſi tali cir
Ovidio ne’ ſuoi tempi pur volle nelle coſtanze , come lInO delli Ainmini.
ſue metamorfoſi farne menzione nel ſ’tratori ne'traſcorſi anni nell’ultima
ſua diſpoſizione voll’egli alli amma
lìb. 1 5. lati quivi deſtinati laſcrarli certo par
Hercalcamqae ”ram , Stabia/'que , á' in
aſia nätam,
ticolar legato per maggior dimo~
E vien queſt’ Oſpedale pur egli gover ſtranza di vero affetto , e la ſoſtitu
nato con quell’ordine non inferiore zione del dovizioſo, öe opulento ſuo
8 à ſopramëtovati; vi aliìſte il Maeſtto Patrimonio à tutto queſto Santo luo.
di Caſa , che ſuol’eſſer Confefl’ore, go; e per gratitudine di un si genero
due Padri di ben morire,un Chierico ſo , e pietoſo atto giuſtamente trà’
deſtinato per ſervigio della Chieſa, c Beneſattori annoverar ſi deve , e ren.
-Sagreſtia,un’ altro Padre Confeſſore, der’immortale il ſuo nome 5 o perciò
.Otto Serventi, trà quali un infermie non è ragione alcuna , che avend’ io
re , 8c un Medico, che abita ivi nel fatta onorata memoria di molti Be
medeſimo Oſpedale unitamente con nefattori, tralaſcia di mentovare con
l’Infermi per ſtar pronto à ſovvenir— dovuta commendazione il nome di
li nelle neceífità, Gt ofiervare gli pe Giovanni Vandea-m . Uomo chiarifii
ricoli imminenti della loro 'vita , a m0 non meno perle ſue ricchezze.; ,
vendo ſempre tenuto dinanzi alii che per la ſua grand’intelligenza del
occhi gli Amminiſttatori quanto nel li affari tutti del M0ndo,e per la bon
la ſudetta Omilia pondera San Gio: tà della vita , e quantunque. per lo
Chriſoſtomo de ſudetti lnfermi, che bocche di tutti univerſalmente ven
paſſano in altra caſa pel migliora ghi celebrato , ö: illuſtrato il ſuo no
mento dell’aria. Haba-t oocmjmaſqazſ. me , con tutto ciò non hò voluto io
que mſtrum , hanc ad congrua ducatpao aver di lui dimenticanza , per cumu
ſcudi ó' Cum ‘vir èſtrataſarrexcrit , tti lare di nuove glorie,di nuovi Trionfi,
/yil aliadqu-erat, quam gloria”; Dei, qui di nuove lodi con la memOria di tan
ſ1 riconoſce rinovcllata la memoria.; to grand’ uomo queſto decantato
di Davide verſo di queſta Greggia.; , ‘Teatro della Carità Criſtiana , quanto
&anche di Giacobbe, che tanto la nobilitato dalla qualità del ſoggetto
ſua impinguava , ſtudiandoſi dalli altretanro beneficato , poiche nelli
Amminiſtratori tutti quei mezzi urgentiſtimi biſogni del Santo luogo
poſtibili per eſſercitare la carità per ro dove per anni ventiquattro ſù egli
beneficio del Proflimo con indicibil confirmato per Amminiſtratore , eſ
dimoſtrazione di vero ſincero amo ſendo ſtato dal Cielo guiderdonato
re , col quale dalli Amminiſtratori di una riguardevol, 8c ampia opulen.
vien riguardato quelBO [pedale 1 c0— za , lo ſoccorreva con larghezza , e.),
me dalii altri ſeparato , c come dalli generoſità ineſplicabile, verificando
occhi lontano per ſovvenire , e ſervi. fidi tanto gran‘d’uomo quanto laſciò
re quei poveri lnfermi , s'invigila da ſcritto il Santo Giob al cap. 36. war/I
medelìini con ogni attenzione, che; 15. per common’inſegnamento . Eri
ſiano ben trattati, eben governati , piet de aflgaſtiaſaa paupcrc’m; 8c era l’
cpsi nell'anima , come nel corpo,an~ oggetto delle communi lodi, imitan.
zi tal volta fra il meſe paſſano à viſi do egli altresì gli Rocchi , e li Ludo*
tarli, e riçrearli con la loro preſenza, - vici , e per tutta la Città riportava l'
öc oſſervate, ſe vengon ben curati,e› Antenomaſia di Caritativo,di Limo
ben trattati da quel Maeſtro di Caſa, ſmierc,di Padre de Poveri, è
N
\

_ _ 1
r ‘.
A ...‘1"" ’._ “…x
Ne‘ ſhpndetti Oſpedali ſi cura ~ogni ſor." ' a) San Matteo acidi-p.27; *mlt-id! '
te d’inſermicà,
come appteflb ma di mal'incucabilg.
ti dimoſtrerà , e tale; i
C A P. VI.
appunto fà l'intenzione della Fonde Del ”lodo , cb: vengano ricevuti I' In*: . '_
trice quella Santa, Miti-ana di Maria flrnipercurar/î nella' O/pedah' . ' ’
Longo,della quale ſoprnbondmte mena della Real Santa Cal-Jo
te ſi è dl ſhptlz parlato 5 e vien ſimil .. dcü'lmurabüi. *
mente nelle Bolle dell‘erezzione,e fonñ
dazione del [nego eſpreſſa tal‘ Inſtitu.~ , Hioſſem i‘ opre di queſto Santé" ,-r
zione del mal'in'cutabilc; uſanduſì con Luogqnen può n”on lodärle,paten-Î ,,
tutti h vera pietà commcndata :16'83 I do che l'humma eſpettazione ſuper” ‘i 'È ,
cu Vangeli appreſſo San Matteo nel vcgganfi. ſtimandofi prodi io del Cie-__‘ f Ì
cap. f. Beati Mzfiricordfl, quoniam iz/ì lo , e vero par-to dell’Altil nno , anni" \

miſericordia” cmq/Equenſe”; e dall' Am potendoſi ridirel’inceflìnti &tiene-i ' ’ , P

miniſtratori non ſi laſcia_ punto di Of che pet-l'aſſiſtenza de poveri ſbprn-J f


ſervare uantoalla carità Chriſtian mentovatilnfetmi impiegat- fbglionſi;
ſpettprffa : conſiderando la miſeri-z. - altrimenti giunget non ſi potrebbe al ' n
P
cordia di Dio , che ſperimentaſìpon. . ſegno deu-loro come’ prima 'che 'alii i , a
ciaſcun de’cheli , così con ogni accq~ Olbedaliintroducnmî; con"ogni ate' ..’
tatezza ſi attende da medeſimi di prat tenzione-ami Ii mqlori'ven qu rigo-T
noſciuti da Medici -a-l knigio de'me-` ì .
ticare quei veri atti della miſeriqqn
dia con I' Infermi: ;iöndebmdo ciòflzhe è deſimi deſtínatiſſe veramente dal mal'; "7
uv»
da San Girolamo Fà oſſervata del Pro [neue-bile ſono trava‘gliati, e patiſco; ' "
fcta‘Abſia . ch: di SQldato del Rè 1L- ' :no tal 'morbozſoſtenendo co’n tutta dvi-;z i ;
1 l ehab ;ſi venne Profct'a del Signoremon ~ ' lígenza z e 'degnamente i'ufflzio'; per "
.

per altro . ch: di a-Jet'egli eſſa-citato… l'oſſervanza delle Bolle',"e per ”offline
gli arci della Carità con ÌiPz-ofcti di z re nonëmeno'la gtan’puntuzlikàfchyff _ )
`[-;z-ab ſe perlègufltatí :- mſçondendòno; ~ la Pietà; la Giuſtizia, e la ReligiOnfl‘; I",
cinquanta in 0:11…ng gigi-ego, “cin… non volendo.contaminarei'integritè 4_ .
quanta ‘in un’altro.(íflzliqxzquincenjm ‘z . della loro Mzdtefldella loro coſcieñà ...Q
Prof-:bem: alvemtí @copi: graziamproñ‘ ._ _za, con pregiudizio deli' intereſſi ;zz
[bet-dm- @ de Duce. &nerçiturfit Dune* ‘ blici. edi un: caſa ,"èhe dóü‘ìgnto ai ‘ U
.Ecole/ic; e Davide ritrova-:doſi nel de- more abbraccia le deſtinnee; e flybili- _ _',ì
ſetto' molto biſoñnoſo, ,ed ividaBetq. te ſue opre, che ſempre_ più‘vcd'fflfl, .`. ..2“.
zeliaifovvenuto ì, e vedutoſì nel Tra. ' .-ì nel [ho celebtelìum fiotieezìenel
no del Reame affimto , ſubito diſabili no della Gſm-ia inmiottàle 'riſPlende-g ` _"ſ;
colo a ſe gli díflè, che J-ì›s.natndaſſg`, re. , .ì f“-Î- ‘ ì" * * ñ ‘.4
quanto voleflè, che nvcrçbbc pronta-"z :Pet‘ſervigio de‘ſhdetti Oſbedllí *i come-'ì- " ì..
mente tutto impetrato ,come ſi leggeffl .anche deſſe-Monache , delle quali ups?
nel MP4,. ad ”LL-:je Regi nçlvflyîzz. preflo ſi parlerà , ſi mantengono Meo"
era! “autem' &Vac-Ila' Gol-:412mflnexy z dici Fiſici , Citugici , e più Giovani
mld". ide/ì oflogmarídf, ip/ènglzmìz z - . prattiei per ’l'uno, e l'aitró , tbeſtierea. ,
‘hmfllld Regì. E poco appreſíòflsfoçie-x ~~`:\*. applicati COSì la WN» come ÌÌBÎOMO ſi- …
gm fl‘ Rex; Mc…?- ”4,11241 Qnm-mg…, x. 11|; cura-de`poveti Inſiel-mi@ dalli Am
a ago ſani-m gm‘çqm'd‘ìibi placuerit-ì la: -.- . -mflnimmi con ogni-*cmì‘ì‘ìe PW . ;L ;Q
‘ma petjeri; ma japan-ahi* , o‘ .:L-À- ‘,curIB ’Ivel'ſuomini neſſi y ‘
quanto più dovrà, dirſi delle parolu z ` e nella Panic; della Medicina.e defl' i
dei Rèdd'Cido_ ’,- a‘ chi nella perſonaj ff. u una, e dell'altra preſèfflone vermi , of ;fix '
del powero nel deſerto di queſtonzons"? -'che non &allena-nino da." communi _
a'.
do io ſovv‘îeqe . ”dk-”j çóc ”ir-init ,Afflomimet non incorrere manifeſto "
.misflſifli-tzmibifl’ciſtis-Sí legge preſs mente negliertorë; altrimenti dquel
116 È
è ff' TCQUÉO
”V e ſ‘ .
.della@egizi
:nodo di‘medícare; e quell'ínſegnaó‘ meno ínſigni nel, meſtiere, ehqdí mò' l
Menti qppoggieci più! ſoreigüevm ‘i Eccola” Publica perqgel `,’ che cn”.
d'ingegno,‘e di argomenti, che a ſu Iſi puo'flî da‘ 'odi' Rieçza tutgta. fondgeg jn x
iìerize di veritàçnon ſenzamregiudizio codgètture,'ſperímcnti,e dall‘eſito de]. a
- ‘deliçxfliute del PubliGQ .practical-.“6 ì. l'applicazione de' medicjmenti . coni ñ
pallone; ricercandofi_ por’in eflì una, farmëſeherzò‘ílffioet’a.) Î ' ‘ _ `\`

mita ſcema _da -vizir @Totudedibatau *- area! m ì ma to., U ` ~ , …


a llí flrudj, ed ‘un, cura den‘lnfermi; u Quì/'était :ib vga”; leffaéàotgndgpura.,
ſtreriañpeſh mort-:me di adoprarf'íl-“ì ‘ ‘- Czfliodoro
l' attivita grande ne‘Cirugici per mo E “parlandó delli fuwri even.
ei ”171314. áll’epijfòla'zqdifl'erlnigm ..
vTier-mi nie’ferici 9 ed‘ impiagati . prinei- -. efl'em'rh', u!“@pi’fiſf’ffivièë"deguzezurffl.,
v
,gm-i ;'1'm wlknzweìîfbuvtegífuzzö {1144. . J
pel Giudice della loro Perizie; e vera'- - impurcmrìpét‘iclil'àmi‘_,f and( ”epr-44:14:24 ,.
B mepeeè d’uopo ponfeſſarexome ii ſh ' l

,pere è quelle Gemme prezioſa j che: werden"; E'Îqriſntiiiafno ‘.ÌzeÌjìÃA. `(24/317... i ,


non' hà prezzo”: l‘uowoecqniſte tico diä. ‘cap.' .i 3. A” mb?” i” ?palma peſi',- . s
lio diſh-ande dalle virtuoſe nazioni, e.; ra,efinaln1eote0vidio òònhſçiç) pur , .
.Ho Radio :gu-,odo pur non ſerviſſe.; egiidi farleìfile‘plrti neijìómdç' Pam “ _
per-,iilimencer la Gloria , almeno t” te nell'élég'ia,‘d Rufipùwſi ` Iemtur
‘ mi ,,
iggie quel fierifíìmo nimico l'ozío , di - Non-17?' w rue-hféffippeffir:
ttilmali cazione; e con teli ' ſenfi ,gli
;Med iòi pddeeci a queſto Santa Luogo a.
«gt-rr ‘ “
lam-lim': 4082:, palmo-:In am melma .
,
palm ñ *Katie-m. il, tutto drm-'odo Vieri. anche da Dottori‘ diſtinta mera vi
per l e ſalute del Ptoflîmo.,e per orna 4 glioſnmente la ſpecie de‘M'ediei , ed , z
nengto delle proprie perſona , defidee ² appellanfi a medendoì Medici,e pei-lo
:di iracheni-rendereelebre;eglorío- n più -ohíamàmſi Fiſici, avendo ſortitoe .
fosíl ,loi-q :poinz-?zii ottimi Medici , por il nome ci Pby/z'. gm: dlfiiemia nam - .,
mac Lopsìbeqeiç ,Wi :cene-mente ralír, andà qui M—dicimt tbeoricaw [Zi
Iepaz'rti inqueih cui” , che non int' mm'PMa' appállamfur , gm' vero pra 0
ten-0. ”ponopunçq le veſtigia uddita- - fitentm- ,-' A praxi mea'endi s Medici di
ceti 63'ng ennichi-erceſſori, e forſe ‘ ' cmmar; Appliaàmr etìfdm MJÎCÀ'Cir-h_ __
"o" PPPÎ-ìîtzíonmneicàno Guitare:- , "gaia tirar-mi: &Dicatcmſiu- ñ‘
WÎQnWÎ-fçxsieíqdelriaflmflflen. randa a‘grotn. lJìdu-n LGÃΑfÎÌÌMMÎ-Tffi . c- z -
d""FIWxüstpÒ;ſei-,won lt‘míbn di ~ ~ de Wiz/IefiTutai'. Mdz‘èup'_ Cirſumççjm
"J
sìffi’árìwdsucidíewowu DSM* ' v bularñnó ”buiàat‘Gregázìu-L ,W354 j u.)
prof‘efſfflqgmebzümfflteach lu - ' IÎÒ'I"‘JÈÌ‘%"EÈ"ÌÙ; EP?“V‘WÃ’Î-sèizs
(vm :gtçç‘ësepz-ΗJ’Muuedùáxhe-w ñ d(Ue-mb.1 ' "ì ì’ “v _` ' .:L .L
WG‘ .di ?WLW-cabine**ib-U ai“: .:A ~' -Î Obligaffèſe
ABEgrotir
dici:Medie”: *veni: ;fr , . Pr…
Eflálàpîíh‘crufa.Î'_‘ z, .
nedùoleg. Pins:. vuole che fi acquiſti Etre quelti numeranſi gliv Ci'rUgicí; 'f
.con [eſpgjÌWQb-WCÌMÉ Swe-levi; -:~
3'* EÌ’Ì'ÎÃMÎlſiiWe-Piùflgydw Arma-eg”. r: -… »Cornelio Celſo, quell'uomo cento çe-__ _4.3 'il

li: acquirigurä. _edAriRo'tilql nel fibix ñ, ‘i :ó lebre nel Pramío aci'fpr'imoìdem ‘orzo‘
-Mzaflp- .Me-{Wilicmim . ’m dſc-r4". ñ .'Î, . *in libridaci all'1' lu'ce divide M M'ediciqái .q “i,
tre maniere.” jrerpaflcÌ.MefJitgΛ{quz _z a
- maioneſgzthyfl-flarmffi _, re’? 'a ”a
ríeuxfj;jgfrqqxflèzzxe Sia-imma.” in** .-5. .dada-SN?” ,uve-na, . ,ſlide-:piaci:
. ".3 *A \ fl\
ciliano nel {55;36. ,In/Yi(- cap-1 Raz ;Ein ’lb i *cum-mir,- ìettìù,i`ya`4n”.>nedere_tùkr. Pri-oh fl.. .

ſirm-çzfcpeſfllpèrim .j ö -bi-.t. War-'vo‘ ripiani DioHeÌ-iee” , fic‘unduw Phi-mari; ha…,


rum ”Panama-fidati (fly-'ö myſü'u'jî 'ì r.: dice” ,‘kniii” Cbifw'rgiem Qrccipòpijffi i" i, n
da”: plan-,in to”; 047411.”: carmine-ri:. e* :impara-1:",- eflaer‘ribuifee pur'ilx‘çitoz, »ñ*I.lì
' k l *

Adopranfi dunque quqflì a— turco potere :filo di Mediche alle‘LeVaEÎ-ici el Paſîl’: i ;b


con la continuatapmctlce di mediano‘ ' ..ri :di Girolamo‘ Memorial-'enel 5,54,”: m (in
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rante 'l'ottiçl‘inárgnièì di ciuffi: non ”Mr-cupa. I eÎ-di Labipzecçhia ſopx` W"


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enunciato ;Inter è” ”amo-4m conſulti, ‘ vengon eccetto-tr gli ammalati ſor‘3
oldletrt'eex. il., 1.5- izffîde varíi‘r, à' ”titre-
ordinzhlt.F. Code conta; de leg-il., èd ina“ preſi da ſemplici febrim leggieri, elio?,
queſti ultimi tem’pi ſon ſtimati anche, non _han complicazione con altri moſ .
penali” gliiNorcinizc‘g‘Îi Periti nell' bi,e quei affattodi cura ineapaci,pnr*_j
Anatomia, ed'in pcçommodare le‘difñ_ i chenon vi ſia inſtanta’neo’ pericolo di f
morteizav'vengn che in'quet’ci’eaſi cani"
logezionl, e fratture dl o‘ſſa, delle quae to repentina} non _vi può eccezzioíie Ve.” ’
li-ſcriſſe Plinio nel (i5, 3:8‘. Catoprodidit,
M411': ”errori-"eameìn ;e ,tutti 'queſti, ` :una cadere,e non .ordinaria attenzio~` "
Medici, quanti ’nùineììràtí ven ’dna dz. ne (ì moſtraydí non ricevere nè meno ‘ì
Dormi-i,tuteí-fono deſtinati: per l-íioſ'fl quei t che notabil nocumento alla ſu;
Pedalí- weber" òhîimëc …fi P0309!! ſër. luce dellafamiglin reear pocrebbon‘o; ’2"‘
urinario de Medicííciie’fecondanpînqn 3. come ſono -li Leproſi;aflìſtendo qneſt‘a j* F, -
continuatnente con incefl’antí faticheçx
ſolo la Città', e Regno‘, Mattioli‘: .z.
:i di eſſo ai‘petítífljmí Mn‘éltridi.qqeyz, , al ſervizio-di tutti lit-Real Santi Ca- p_ ,'
ſta feien‘a; ‘-e 'vaglia ì n“fl'íc _ill ;zero 1x- ›, fa .; «e per ultimo ſi -rendeno ’ur‘incnì
chi fazompä'razſiione' culinarie!) , . paci di eſſer" ricevuti quei feriti di pri~".i i
moderni-inſegna Éffltíîçícçó‘ſhtçülfi .m ma cur’a,de’quali Ovidio hel'lib. 1.11.) . A
”memo-”orio- ſcherzar- volle‘ È ff i. › : ì'
ſima_ accuratezza ſindaganflo- ,g 3 "Frinegmgtul prima fberàrfittaëile only] ‘
quellii-o-di qùcſti‘ Autori le "apre , le;~ mm ü W'- -`-*" ~ ' ‘77' ' ‘ J '
invenzioni , e lquoxiesàg niegarlìnoo.. \ 5 .e fi-ñſ'ofi-engono -conzogni *vigilanza Ì i*` _ſſz-z
puòs‘ 'che-(noia' Materie‘ de' traſcorlzj ,w
tempi noti'flano ſiate, ne'tioſtri tempi ,ñ-.. .lodeyol coſtanza; non 'altrimenti, Cho"
durifflmiſèo'gliì-nd onderínfleflîbíſí "1,' .
‘a, maggior ehiaíez’zaffi perfenione Il" ., , qualunque-teenomandazione le lnſti; , i
notte; -e ‘la gloria, ela’ &iſa-razione, chè. ,_
ſiè veduta_ nell" ncichiÎMedíci addetti cuzioni del Santo Luogo” le‘ DÎÎPOÉ- 7 ,7.3
.Î zioni dellai Fondatrice, *eìBenefactoi-i a." ’ r .`
a queſto Santo Luogo , 'in 114m; gli_ " ; potendoſi-altrow curaré’queſtí mali ',--Î
odierni n ſeguir-oralmente l’imcomínv' . conparùedlugnal carità‘. ‘ed amore; .’ ' Î k
cinta impreſa ;che altro diletio ‘anni ,z Q; non mandando in una ai gran Citta", ,,
ritrovano , che ne'lihri...enelln cura.. 3-, altri'Oſbedn'liì, dovev curar' pdſſolífi’ ",Ì `
dell‘infermi, "
vedefi muxoáÌmz-èdärdſaàíänedèliiimt. t perfettamffltcie ricevere ammonta.
ris-tivo *it-w.: ‘emma-*k*
”i “ì.
minìſtraroril'attenäione‘nel'rícevçre;
o
.h alcuno de'mnirëediqnilſìlîa morbo " -’
gl'lnternií. clie"v`eiigono`nelii Olquss ñ i
li per carni-8;.mantenendOE'zpcffem-z .‘ canto fin olarí,e tanta_ ?mu-,hg chüsx_
mat lirpo nd h’fenibe_ è"NſèfflC-*iiz’e— ' ì
Y
.
mental-coni b'ellÎo‘pr-e l
,—'çhglquivjlfçſvpz
lroſ‘aſheuce ’eſërcitan‘ſîi ‘e ſ con Pl‘OP‘. .. ,h
, lantiſſnhi 'dehpublionó'benefieigj “ein
‘occhi oſiërvano tutto;nella çírçoſtanz .L 4 mantenere con_ eſempio dieéçrm [ff: ñ
ze neceſſarie per ne"_n errate t nona (1-, -z- . maria’ l‘oſſervanza_ dell'j opte'xosi X07 4?
pagzflflèſÎPhnto delle proprie Peiîëìor : ,tioſedii
la Canti.
un canto celebrato Teatro* ;7 ‘
‘ nu, rt‘ - ñ i 7 "
.i b r
ni dell'riifermi ,'nioſtrandoin ,flotte le, .L'infirmità-quue che ordinnrínmence ‘È’
"Zion" Wifi ſiVèrä‘qóifimëàdm ſince@ n27 ñ ricever taglienti; ibnoîl‘e Ampi-elio. ` ‘iz
rica-…migrante”alienazione virtù. e- ~ ,

i Epileflìe, ò'vero nia-li di Luna . e `vol-` _


l‘t
dell’ámane:opel-aáioni.; … <
R ice vonfi pei-ö, liberamente, tuttezle _ſong @get-mente chiamato mal Cadnco, che ‘
'.ñ …Vengo-1‘: deſcrivere.“ 'Cornelio `niente",
ci d‘infi'hnità delri‘n‘à'liincu‘ifabile_ ing-r, i'.._‘ `"‘
.s mendtíeìèſiflſphfdſſa‘iidella Città, u z .nellibsmleap. a‘. rmgiſtralment:u` p ì ,p
paſiàn däp`0`i` gli“ocînvaleſcenti,e l’ Itp,-` .L nommeno che crudicamenre. Mrbttr_ ""
fermiöfſognoſi derma”, ev ſälucevol ñ ›. Heracleum', columnfltor‘í’, è' e/Z con- ’
nere nel 'te‘rzO d'elſa, 'Torre del Greco_ g z ;_- ‘ou‘lfìo totim coi-pori: mn perpetuafiqſu‘
preme-nemo, oitiato lità! cum menti: , ó‘
baſlantemmmfli ſopra‘ deſcritto; ma cflſufl’n ob leg/ione, ut eſt' mrbm finti;
t i
.
118
H.
TcHÌqÃM; .Parità.
e”: Mo Hiäux,hemtiema comitiqjix.zfpo~ 122/2”; figa': 5 e Virgilio ”elvis-:lama`
plc/ì; veri; operation” ”WWW-Pmimr‘ nóqa parlando dell'adirace , ed info
“fire. Paralifle' , Letlrghi, Ang-iau, i r‘iitè onde del mare eq] paragona!”
PleqritidLÒ vera Puncure,Aſma-,Em- _ p'Mabíàci, poetando diſſe. .‘ ' 1
içma; e ſpueídi Sangue, ldropifin dì' Hue gen, iii/ani ferie-nt , E”: liti-ra..
inoni,e di Betti”: quella ſemplice- ‘ ‘.flllgw- ,,. … ‘.-'* '
niente così appellaca che appunto “oo- i e’g‘eneralrnente ſbq- da Prenotici di
çüpî la natural ragione@ dal medefi~ ì ſtihti’, vche frenetici: paciſcono, e p”
pioCelſQ vien queſta deſcrirta nei 113,"1 neceflîtà della fcbre ſpa ſorpreſi , e
;.41 :4.41. Hai“; triaſum genere_- z -‘ perciò queſti tra gi’lnfermi,e non già
ſamy-win; :i iympam infili-”menta mu.. ’ 'tra 1*/._[attive;f1` opq argomenti , e, così un”

fire, cum carpa.: ſpirit” magie, quà”: 4 mchì'eìdá Ga‘içn’o nel {fé-*dghcù affè.
gua, diflendimr , png/2mm” :grip-mi ‘—' &i; cruditamentſie ‘deſcritti .' Pbrmf/z'r
dei-,um reddit.4[citu: Epamde/èuſhoe :fl "* ”fibbia/{144ML- menmn , (I' ad Zig/ì.
.4b flirt-cum game-1.14 :ia-_aqua never* ff niau,fieroremqueprqducenx,fii autem..
eünwnqucwierzmdlmmó‘ :nl-104m‘ * ex infiammazione membranulárm ee.
BUM'BG’ÎÌMM'Ì vocrmt. vello! in u- i ”brian-1.: Mei-“im“ voi-ai” Greci; e..
(reg cglligimrîertim genuina) i” Giovenale put-'egli non volle_ laſciare
mr’aäile,
Hipolqrcg-boe-4m Leucapblegmari”,
cm!,13.1544 corpore': pat-(e:‘vel
in ~ſi ì menzione geliaſätim 11-. -
Cam ſlm-r bqud daóim, ma lì:
‘qu-m rç/Blvunìur, adeò ut corpi” pal- fia/Ya pil-"andy": * .
‘ {idem ”dilemmi-Iced:. Qardalgiaäin— Son anche 'ámméfiì alla cura gli Maino..`
golço',Nauſeq ne'çibi, Vomiti, chiliſi com‘eí .quei appunto‘ , che con profon-j.
cazione [eſa, colera morbo, Diari—ea... … da :neſtizia delirqno , e Snturnini díq,
- Diflè’nçeríá,fluffq Epatico, dolori 'Co, vengono;
liciſaſfie'zzione IliaeuQſtruzziooeSsó ì ' per elfi-re eogì chiamaci
danno, valga-eheh!”`
continua uiſtizic.- ’ i
cheffinficçeriqizntdolor Neui‘rícico. è opprelíigcompareudo ſempre con-ab, .—~
verde Reni, impedimenti di Orim , ‘- ~ iCtto, e retro Volto' ,’ mentre per altro
ñ Pia he, Agojìeme
ma Franceſe ,morbo
ciiſiqualſiſia Gallico, q
{html-:mia gli Sata‘rníni; come ..vu'oqulinio ſono
alcuni Popriliſpeila,_Tòſcana . che pei
Blogizioái; SPWture di Offli- Scòcç ma denoiniuaìvanfi Aütininhç quì pani`
eat-ire”: Rdgqaíldella- qgale anche fe
. lo de Malanconieí, def nali-.'I‘_gl-ljg4,
ce menzione Oraçiode Argeó‘e; ñ. - e
Tuflä. `gli‘ defiriì `a"qùci‘"o‘fiji)(ioulfglìm r '*
{le ”5414 Mapa-@M autem-rà”: regia; --î ggriíuflirieffi, ìguéím’ ui ?iu'ierraipgfl'iim- ‘z
large-tz,… ~ > ' ‘ 4 piane”: bellààm‘figiendqu dioçùgm:.
1”““59 PUTE-Îl’lnſtituzíeni per In re‘. ² E Virgiiídjù'ël ;dell'Enel el’èſhreſſg,
-` eezzjone dif-;Magni *dellîuna-,vene
ſeſſqgede'Maſisti-ìrecextihiii , Îe il' ’altro -² ”domando-le
ſono ñ-Îîeſili.; ì ’ſ- H vo'ei Relè? ,l iii-:Yoljf` ed_
\

tre principali ſpeciegcioè Maniicí,Me . ‘I


4
per_Er mcfla;vien
ultimo ”pp-eine” Gai-:ri
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tere de‘PeritíÃon’appunto quel Pazza › -cie di elfi-e "ridgesmdofi ’alii _Faſiçqi .
che cpu furoreredaudacia delirar ſoy :30 :Inci appuätoì‘c'he' ibn' ſcemi i_ di eee.,
gliorioma ſemprezſenza verun finte» ~' v‘elÌO‘Eed 'effetto ,deux loi-omemorjp_ .
_modi fcbre,de’qupli pn* che in Adele - , :pt-ivi" fl‘ riconoſtmëo, .1 .6;.quali ſiano, A
plan-ape aveiſe parlato Terentino x . .Marco Inizio“… _ll-L U.: ad: Am”
Eſa/Wim M13“ m bom m .vad i" “m“iſhſtbffi ~ Exa‘ bui";
cuſcini' - 'iz .ñ ,, ;W i
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z ‘ yazuizaÎeKç-zzflgaor' - qqnfi _che coin-
Ed in .Egea-urban. ' ì- -Î'la ſciDcchczzz av 'gLCquáççeQî a_ .;,
-Jcimm [zercze hamiuemçbic benzine: Prw-v I‘ l' Eccielìaſticg‘nìel_ eg': ,38… «iL-.DEM ;per 7, m
.:Piaf-*ubi:

r -- Percommunmîmaë. rawemosá..99rx…
*' ’_‘ìtraxtarvicièflorqi‘CWfimixîmfi; ‘
‘.1’ u - ` ‘i ~\. :1:1 ;c‘.Î:"- -’ “. [jap
' Lib.II“I.’ Cap.Vl. 119
ſiam non haſta: : ö: al cap. zo. vor/I 1 7. pre per attendere alla cura degli am.
Fat/i0 rio/i tris amica; . Tanto vien de malati indefeſſamente , e ſenz’ altra
plorata, e detcſtAta la loto condizio pratica, che de’libri poſſono dirſi Ci
ne . 12. nici di queſt’Atene; e nella diviſione
Paſſo à rappreſentare pure l' opta così delli ammalati , ciaſcuno con o ni
caricativa , che con ammirazione u accaratezza procura d’invigilare all'
niverſale eſercitaſi tra rante ſorti d' applicazione de’remedj , così de Fiſi
rr inſirmità quella de Tignoſi , tanto ci , come de Cirugici , ſpecralmento
dal Publica applaudita, e con tanta., nell‘operazione empirica: concorren
gloria del Santo luogo ; dove vengo..~ dovi molta gioventù ad oſſervarla_- ,
no curati così piccioli , come di ogm imparando ſovente qualche novità
età anche del ſeſſo feminile, e ſecon peregrina , con la uale s’ inſinua à
do la commun' opinione de Medici, tracciare gli veri ſentieri della virtù ,
queſto morbo in due maniere lo di. con l' avanzarſi non meno ad acqui
ſtiuguono in Tigna umida, e ſeCca.» . ſtar la buona fama, chela perizia nel
Nell’ umidaſiche
eſcrementi, vi ſiprodur
riconoſcono alcuni
ſogliono ma. medicare , anzi nelle _ſolite viſite de
gli ammalati artificioſamente oſſer
teria graſſa, e viſcoſa , e nella ſecca.. vanſi così dolci nel ragionare , e così
fi oſſervano ſolamente eſcrementi eloquenti nella perſuaſione de‘ medi
ſulfurei , e così pare che venghi da camenti , che rincorano li poveri In
Cornelio Celſo deſcritta nel ſia. 6. a! fermi, e ſentonſi migliorati non tan
tap. “z. Pan-:go eſt ”ſi inter pila: quadam * to da medicamenti , quanto dallaca
quaſi ſpremuta ſui-gun; , equo acute re: ritativa favella , che con eſſi uſano, e
foſurmtur , ó* interdum made”; , ”Ill-ſto li Giovani preſentemente deſtinati al
ſſepiarſiccçfimt, idqae comit modoſine ſervigio de medeſimi, e per la notte,
”ulcere , modo exaloerato loto , e viem e pel giorno dalli Amminiſtratori,
manifeſtamente conoſciuta ne' ſuoi per alleviare altresì le fatiche à Me
Sintomi , vedendoſi nell’ lnfermi ca. dici ordinarij, fattaſi ampia ſtrada..
ſcate dalla teſt-i gli capelli, ecom con la virtù per tutta la Città ugua
molta ſottigliezza de’ Periti tal ſin gliano nella ſtimazione gli Maeſtri :
tomo oſſervaſi; poiche ſe queſti cado. venendo ſpeſſe volte, bençhe Giova
no da per tutto il capo,tal vizio de— ni chiamati nelle cure più famoſe,..
fluvio de’Capelli chiamafizſe dal Sin della Città, e del Santo luogo ,
Picitc, ò vero parte ſuperiore, Calvi.. In tanto caminando da per tutto la pen
zie , ſe in qualche parte particolare. rizia de preſenti Medici,e per la boc
del capo Aree appellanſi. E queſte in ca degli uomini letterati non ſi do
due ſpecie diſtinguonſi,poiche ſe ca vrebbe tanto dalli amatori dell'Anti—
dono in modo, che nella teſta reſti u chità eſſalrare gli Profeſſori di tal
na tal forma rotonda , come ſpeſſo ſcienza de’ſecoli oltre paſſatiflicono.
nelle volpi ſuol oſſervarſi, e vien det ſcendoſi erſe maggior virtù in que
ta, Alopecia , e ſe nella teſta vi appa,` ſti , che in quelli; apportando ſem re
riſte una forma lunga à ſimilitudine, più riputazione al Santo luogo , ol
8c à guiſa di una certa ſtriſcia, come lievo all’lnfermi,ö_c applauſi alle pro
. foſſe' di ſerpenti , e vien denominata prie perſone; perciò noryvanti tanto
da tutti li Autori Ofiaſi, e dalli Ara 1 3 l’Elvezia Teoferaſto Paracelſo,di eſ
bi Tiriaſ. ſer ſtato inventore di una nuova-Fi,
ll deſiderio della gloria,e l’amor del ſa loſofia,e di una nuova Medicina con_
pere à ſopramentovati Medici gli ſ0 traria direttamente à quella di Ari—
no acutiffimi ſproni di non eſſer in ſtotele , d’lppoerate , di Galeno , e di
feriori trà primi della Città , e de’ Avicenna , con introdurre la Chimi
Predeceſſori ne’traſcorſi tempi quivi ca , e con queſti ſuoi medicamenti
addetti , dove dimorando quaſi ſem parve di voler’egli introdurre noiſe
o
'120 Teaìro della Carità
. d.
lo metodo al medicare can abbattere ma non volle medicar’ egli la ſua..
ñ dalle fondamenta le celebrate Scuole anima macchiata di bruttifliine ere
de’Galeniſti , e benche sù’l princi io ſie; e di Forrunio Liceto Rapallo
qucſta ſua ardimentoſa impreſa e be Terra nel Dominio di Genova per a.
favorevole la fortuna: avvenga che.) ver’infiniti volumi dati alla ltìce per
ma ;gior-idell’eſpettazione ſortirono inſegnamento à Profeſſori della Me
gli effetti; tuttavia ſù oſſervato da... dicina,e di Girolamo Mercuriale for.
Periti,che la maggior parte da lui ſa ſi per eſſer ſtaro acerrimo Difenſore,
riati,p0co tempo ſopraviſſero,poiche e fideliſſimo Chioſarore, anzi Reſta
quantunque il primo morbo dalla., tiratore , e gran Maeſtro de' Seguaci
Niolenriſiima applicazione de reme della dottrina d' Ippocrate ; e la.,
dij foſſe ſtaro cancellato; la violenza Fiandra Gio: Battiſta Vanhelmont
dopoi del medicamento infiammanr per aver fabrieara una nuova Medi
do, e rodendo le viſcere , in brieve lo cina , la quale non altrimenti Gale
ſtimato guarito ad inevitabil mor nica , ò Paracelſica ſi chiamaſſe , per
te conduceva ,mentre ſi ſerviva egli eſſerli riuſcite molte cure d' Jnſermi
de’ ſuoi Chimici ſegreti non già ap— giudicate inſanabili, e da lui condot
provati medicamenti , portatili Più te al porto della’ ſalute , con averla.
dal caſo , che dal ſapere , conforme) ſciato di ſeguire gli dogmi di Teo
precorſe la fama per la continuazio fraſto, eſſendoſi oſſervati , che vacil
ne dell’cſſercizio,riuſcito perfetto di. lavano non meno appreſſo del vol
ſtillarorç,con accertare alcuni medi- ' g0,clie appreſſo diverſi Letterari,co~
camenti, ſi uſurpò il nome di Filoſo me mal fondati ne’ ſuoi principi, e)
fo,e di Medicognon già che ſi foſſe in lontani dall’inſegnamenti de rino
eſſo tanta grand’eccellenza di dottri mati Autori; e maraviglioſo fù ſti.
na riconoſciuta; 8c Urarislavia non; mato :nella Chirurgia , dalla quale
14 ingrandiſca tanto Daniello `Bennet acquiſtò molta gloria 5 benche non.:
t0,come gran Profeſſore di Medicina mácovvi chi chiamollo Riſtaurarorc
e clYe fuſie fiato tant’inſigne Scritto dell‘arte, e chi communemenre Die
re de ſuoi tempi, con aver dilucidara ſtruttor della buona Filoſofia, e dell’
l’Arte medica , 8c mirabilmente gio invecchiata,& accreditata Medicina;
vato al Publico con nuovi parti d’in E finalmente Giovanni Eurnio , öc
gegno dati alla luce ; e di aver ſim‘il Errico Regio Vltrajetto,ò come vierì ‘
mente introdorra in Vvittemberg la da altri appellato Vtrech , benche
Chimica, :Sc uſata pietà grande cun.. nel lio.4.dell’irinerario leggeſi Vltra`
Poveri, a quali di buona voglia reſti jetſtina.
tuiva quanto quelli ſtudiavano di Et Syl'uzu ím‘c’r ammo”
darli, poiche queſti atti così pietoſi Sacriſiciflm ſed” ”Itrajeóì'imſtoáimus
pur veggonſi ne’noſtri tempi oſſerva Mmm , pars R/”m' fit?” quiz pc’rfluit am
re, ſpecialmente da Medici quivi ad m.
15 detti; e non eſſaltíno tanto gli Mila Ara ſſc Carlo Cluſio , Milano Ludovico
neſi Girolamo Cardano, perche come 1 6 Settala,Bologna Vliſſe Aldovrando,
ſorti ſtravaganti gli Natali , così fu e tanti, e tanti altri celebrati , 6c ap
rono le Dcutine, le azzioni,e la vita; plauditi ,che han recato non volgar .
e Zurich Città nelli ,Svizzeri Corra gloriaalla Patria , 8c ammirazione ;ì
do Geſnero tanto celebrato dalli A_ più fioriti Letterari di tutto l’ambito
matori delle ſcienze per aver raccol della Terra 5 poiche anche trà queſti
to in più volumi la natura degli ani uomini tant’illuſtri la bella Parteno
mali, delle piete, e delle piante:ſemi pe può di tal' Arte Medica gli ſuoi
nando così bell' opre di peregrine; Profeſſori annoverare ; eſſendo ſtati
erudizioni , e Filoſofiche conſidera ‘queſti in ogni tempo incomparabili
zioni , e di medicinali oſſervazioni , Scrutatori de naturali ſegreti , e per
"a
. Lib.II I.- cap. VI. 12l

varietà di Dottrina , `e per copia di ſtinato per Medico Cirugico di que:


Scritti, e per crudizíone ripoſta,e per í’to Santo luogo , e quì oPrò coſe ma*
forza d’ ingegno han ſuperato de’ſe ravigliole , e così inaſpettate cure”
coli traſcorſi in Teorica, ö:. in pratti che udiva ſovente chiamarſi col no*
ca dell’una , e l'altra profeſſionali ſe me d’ Eſculapio , come ſe di queſto
guaci di eſſa 5 con ſperanza di ſucce tanto celebrato uomo aveſſe voluto
dere nella medeſima forma nel corre'. parlar l‘Eccleſiaſtico nel cup. 38. 'ver/È
te ſecolo alli preſenti,c6 divenir Peri 12. Da 10mm Medico ; ”enim iſlam D0
ti Maeſtri, di maggior grido, e fama, mim” crea'vit, ó* non diſta-dat ri te , quia
avendo ſempre dinanzi alli occhi gli opera ejur /imt neceſſàriu , c di quanti
'17 eſempi di Mario Sabipam,Curlo Pigna nominati ſi veggono educati nella_
' tura, Antonio Samorrſia,Lio”ardo di Ga bella Partenope , tutti per le dortri
fmt , Tomaſo Donzelli , Luca Tozzi , e ne , per l’erudizione , e perle conſul
Tomaſo Cornelio , così celebrati Scrit te , e maraviglioſe cure eſſercitatc)
tori,e Profeſſori dell’Arte medica,che fuori della Patria, giuſiamenteiodar
furon'i primiad introdur’in Napoli la devonſi non dico di aver ſu perati ,
Chimica,e per aſcoltarli venivano da mà uguagliati tanti uomini-eſſaltati
vicine, e da lontane parti, come vaſſi dall’antichità, e celebrati per l’eccel
all'oracolo, gli curioſi d’impararc , e lenza della Teorica, e Prattica,c0me
di conoſcerli,avendo con le continue illuſtri Profeſſori dell’ Arte medica ,
fatiche ridotta, come à proprio idio meritando ſenza verun dubio di eſſer
ma la lingua Greca , non badarono à tra primi Letterati commendati , a—
ſudore per domeſticarſi gli Scrittori vendo ſaputo valicar quel mare, che
Greci per trarne da quegli l‘erudizio— non è ſ’tato da tutti ; uomini Prima ti
ni più recondite , per accertar mag communemente di eſſer eternamen
giormente l’utile dc poveri lnfermi , te _encomiati dà _tutto l’univerſo,e di
non laſciando già maila penna ozio eſſer ſempre nelle bocche de Virtuoſi
ſa, ma notando degli antichi Maeſtri ammirati.
ſi z silne’libri.Agoſtino
più bello , il piùNiſo,.Marco Aurelio Con ledirezzioni di perſone tanto illu—
dorto Seminato
ſiri , e di tanta gran fama quì ſi pro
Severino non men profeſſore della; ſeguiſce à mantener’il medeſimo me—
medicina , che della Cirurgia, per eſ todo nel medicare: inſegnandoſi al
ſerſi avveduto di eſſervi neceſſaria; tresì alla Gioventù laChirugia,e non'
una perfetta cognizione della mede altrove , come anche le Anatomiche
ſima per eſſercitare la vera cura con oſſervazioni ſecondo le occorrenzo
gli ammalati , e fa il primo , che pu— di qualche caſoper publico, ò priva
blicamente l'inſegnaſſe,perchc avan to giovamento,vedend0ſi ſempre più
ti di lui da per tutto ſi apprendeVÉL, creſcere l’ immenſa carità verſo del
la CirUrgia ſolamente con la prattica Proſiìinomon tralaſciandoſi dall’A m
negli Oſpedali, e per lo più li Cirugi min-iſtratori di manifeſtarla , con in
ci eran ſemplici Empirici_ , e divol 'vigilare , che ve ngan curate le dislo
gandoſi ſempre piùla ſua Perizia, e gazioni dell’oſſa , cioè luſſazioni , le
la ſua Dottrina fulli conferita la cat . fratture , ò ſpezzature per ſervigio
tedra ne’ Studi} publici , facilitatali dc poveri Ammalari , e per ſodisfaz
,dall’intendenti della Profeſſione , la zione del Publico ; ;ſapendo bene con
`clove tagliando con gran maeſtria_ 19 Socrate, che gli uomini naſcono con_
Animali ,'öc intagando di quelli, le.: l’obligazione cheneficijalla Patria,
parti , giunſe àrcosì perfette oſſerva ' e con l'Evangeliſta Gio: con l’ oſſer—
zioni , che da più periti, e prattici A , vanza della Divina-legge , e perciò
-natomici Italiani, e Foraſtieri venne tutti applicati vivono ad acquiſtar
r0`commenda`te,e univerſalmente ap merito con Dio , c nuove palme , e.›
provate, e per commun beneficio de trionfi pel ſudetto decantato Teatro.
Q Fi
I22 Teatro‘ della Carità
Finalmente per adempîre perfettameno veggonſi raminche,8c eflili ate le let
te così bell'opre di carità , e er ter, tere .; con lodevol coſtanza, 8c eſem—
mine di tutte le care dell' inermi vi pio di eterna memoria , procureran
zo affiflc _in amendue gli Oſpedali il no di mantener ſempre 'verdegianti
Norcino già di ſopra mangiato, così le lnſtituzioni ne’ campi di queſto
communemente appellato,portando Santo luogo , l'incominciato metho
_1’ Antononiaſia di ’ attendete quaſi do di medicare , e di eſſercitare con.»
tutti della Città di Norcia nativi à poveri Ammalati la vera-carità ; do
curare gli mali di occhi , ſpecialmen, noſcendoſi in elli di eſſer Lontani da.
te le cataratte, quali con diligenza piaceri , nimici dell’inerzia , poco a
non ordinaria de pOſte , le inteſtinali manti delle converſazioni , paſſando
etnie ripongono , e le altre con mira— ſubito da qualche pieciol' impiego
bil artificio medicano , uniſcono con alla lettura de libri,vigiland0 alla lu
ſomma deſtrezza le Rotture, cavaip cerna, novelli Cleanti quaſi le notti
dalla veſſica le Pietre , e rimettono inticre, ſtando ben perſuaſi , che ſi
magiſtralmente il Catarer’e per cava: naſce in queſta luce per la fatica , e..
fuori l’orina. Operazioni molto ne— dolciſíima ſtimaſi-quella , che vien.
ceſſarie, molto gradite,ñper beneficio ſpeſa per comperar la virtù,öc adem
dell’uman genere à tanti malori ſor pire alle dovute obhgazioni , degni
topoſto, che à pena numerar poſſonſì veramente—di eſſer venerati , e di eſ
non che dalla Perizia dell’ Arte me~ ſer portat'il loro nome all'auge della
dica curabili ; convenendo giuſta Gloria.
mente à queſto Santo luogo il Ti-toñ Ben’acquiſt-ato, non hà dubio ſi chiama
lo , di eſſer’il muſeo di tutta la medi. quel tempo, che in operazioni di vir
cinal ſcienzaianzi una Continua Aca, tù ſi traduce , ma molto più glorio
demia, ö: Officina de’ naturali ſegre ſamentc ſi ſpende nell’ eſſercitare le.›
.ti, e di medicinaliſperimenti , con Chriſtiane opre , ed eſſeguir gli Divi
correndovi giornalmente_ Virt‘uofi ni, 6c Eccleſiaſtici Precettixonforme
per celebrarli', öe encomiarli, 6c dalli ne’ſudetti Oſpedali ammiraſi de’Me
Amminiſtratori non_ tralaſciaſi di az dici quivi addetti l’oſſervanza di eſſi;
farli publicamenre manifeſtarc: eo, facendo di Santa Chieſa inviolabil.
nofcendo bene, che il ſapere naſcoſto mente mantenere le lnſtituzioni , ae ñ
2-1 è à guiſa diquell’oro , che ſepellito ciò gli Ammalati venghino così nel
‘ nelle oſcure viſcere della Terra non corpo, come nell’ anima curati . Il
riſplende , e non giova; quando per Sommo Pontefice-Innocenzio lIl. na
profitto della Gioventù , e per gio. tó al Mondo Per fiaſtegno della Cat
vamento della Patria , e per diletto 'tolica Religione per ovviare à diſor
-de ſtudioſi oſſervatori publicar ſi de dini ne’ſecoli traſcorſi ſucceduti,ſpe
vono., e farſi conoſcere , come prodi eialmente ne’ſuoi tempi, ch’era ſorta
gi) della natura, ecome ſtupendi mi. ' un ldra di più,e diverſe opinioni con
racoli dell’Arte; perche delli uomini trarie à Dogmi di Santa Chieſa , co.
dotti non è giamai ſovercliio l’andar -ſtume ſolito di gente torbida , 6c in
manifeſtando , c mentovando le vir quieta , e di perfidi Eretici , che cer
tuole azzioni,e diffonder ne’loro no cano ſempre con 'l’ombre delle falſe;
mi lemeritate commendazioni : per "interpretazioni di offuſcare il chia
porgerſempre un chiariſſiino eſenu riffimo Sole del Cattolichiſmo vi diè
pio à Vegnenti , e par che queſti na. mc'onranente l'opportunorem'edio, e
ſcano al Mondo per illuſtrare con l' ‘ nel medeſimo'tempo voll'e’dare le di
Eroiche virtù non meno la propria rezzioni à Medici
vlo’ro, anime,
la ſalute delle 8c all’inſ’ctmi per _
oſſervan-
perſona, la Patria, che di ſollevati!
Publicoz 8c in queſti depravati tem. doſi tutto ciò nel‘ca‘p. cum inſirmita: da
pi, ne'quali con deplorabil fortuna Pa’nit., di r'c'mifl , c‘he’dopoi’ nell’anno
della

’fi‘- "a
.LiblI I.) cap'. VII. ` ;"3 .,
della noſtra ſalute r 566. ſotto li s. di così ben trattati, e così ben regolati
' Marzo dal Beato Pio V. reggendo la gli Spirituali miniſ’teri per la ſalute
.Santa Sede ſi). per
conſtituzioneſi emanata particolar
l' oſſervanza di dell’anima,che ſi rendono capaci del
la verità, e gli Eretici abjurano le
quanto nel ſudetto capitolo da um ' perverſe Dottrine , e fallaci opinioni
tanto Pontefice Innocenzo lII. era., ſucchiare col latte contro la Cattoli.
ſtato diſpoſto , mà con maggior di. ca Religione, e li Turchi,ò Saraceni,
chini-azione , e pene alli traſgreſſori, che ſiano con vero ſentimento, e fer
leggendoſì tutto nella medeſima, 6c vore abbracciano la nol’cra Santa Fe- '
appreſſo di Gavante mró.Medims,e di de Cattolica, Ortodoſſa,Romana,co`
Barboſa nell'alta-341.91. num-1.. de Patc sì pure lo ſcrive il Padre Domenico
flat. Epzfiap., Ciballino de cmſur. in Ruggi Chierico Regolare nelle me
Synopſiwſho Medicur, ſpiegando , 8c morie Iſtorice del Padre Camillo de
interpretando la mentovata conſti Lellis nel [ib. z. al cap. 5.- di eſſer nella
zione , che incomincia ſupra gra-gm medeſima forma ſucceduto nelli an
dominicana (5-5. , e quì con molta ſol ni della noſtra ſalute r 588` appunto
lecitudine all' _adempimento della quando venivano gli Miniſtri dell’In`
Divina legge, 6c Eccleſiaſtiche deter. fermi à ſervire gli Ammalati di que
minazioni attendcſi; anzi univerſal fio Santo luogo ſotto la direzzlone
mentein tutti ammiraſì non meno del ſudetto Padre Camillo loro Fonda
la pietà,e modeſiia,che una oſſequio tore , eſſendo ſtati ſempre ammefiì
ſa oſſervanza verſo la Santa Sede; , quivi Padri del ben morire ,e Confeſ.
Sommi Pontefici, e tutta la Santa ſori , perſone Spirituali diſcrete ,e di
_Chieſa .,_ ſperimentata virtù-,conoſcendoſi bc
ne dalli Amminiſtratori, e Corretto.
C A P. Vll. rc SuperiorÎEccleſiaſtico quanto ſpi.
rito , e quanto zelo , e quanta..
Come ”riſi Oſpedali ſi attende alla ram virtù ſi ricerchi per ben’ eſſercita
dell’ Anime . re ſimili miniſteri , e che non può eſ
ſer buona Guida, e Maeſtro delli al.
Edonſi ne’ſudetti Oſpedali applica. tri,chió non è ben guidato, öc ammac`
. *ti così li Padri del ben morire, co ſ’crato perſe ſtcſÎo, poiche il nome di
1 me-lìConfeſſori con ogni ſtudio all’ Maeſ’tro, è mom-”do , á- monſtranda di.
acquiſtño delle Anime, che appunto è (fa: c/I, Lcum praciprmm 57.ffÎde verb”.
la vera cultura della vigna del Signo ſigm’ſir.; Or mentre indeſeffi à prò di
re , 8c à queſto effetto inſegnano la tante Anime faticano , e con tanta.
Dottrina Chriflziana alli Tignoſì,am. efficacia , 8t avvedurezza nell’ oſſer
minifiranjo gli Sacramenti , predica vanza d’lnſtituti così Sacroſanti; ge
no , e ſermoneggian , in quanto gli fl'a cosi glorioſo di eterno eſemplare
vien permeſſo , poic e ſtan ſempre ſerviranno àturri gli ſucceſſori in..`
vigilanti ad aſſiſ’ter à Moribondi , e tal Miniſtero.
. diſporre gli am ati, _che ad ogni Edi qual lode non ſarà degno queſto*
momento ſi ricevono per la confeſ Santo luogo , dove ſi eſſer-citano tut.
ſione , 8C à ricevere' il Santiſſimo Sa ti quei atti della vera carità com.
’ cramento dell’Euchariſ’cia per adem mendaci ne Santi Vangeli , da Santi.
pimento di quanto vien preſcritto Dortori, e da Maefiri di Spirito, e re..
dall’enunciata Bolla , e dall’antico I fia ſolamente di deſcrivere le parti
*:ſtituto de’ ſudetti Pad ri quivi addet colari pregliiere,che immediatamen
ti , dove ricevendoſi per curate non.» te à Dio s’ indrizzano ,. c‘ benche la_
3 ſolamente Fedeli Cattolici ma Sara— ~ perfezzìone dell'uomo nella ſola ca
rità verſo Dio conſiſta ,ì tutta via per
ceni , cioè Schiavi Turchi, 8c Eretici,
quali riconoſcendoſi così ben ſerviti, poſſedere nel cuore ll Divino Amore,
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.124
za.

Teatro' della Carità


adoprar ſi devono quei mezzi più legge nel firmdi tanto gran Santo :le
roporzionati per la conſecuZiono mróirſhpfilmihi r 697. , 8c accompa
del bramato fine; e ſono la continua gnano con ſingulti , e pianti quella
memoria della Paflione di Chriſto Si memoria del-l* aſpriliîma penitenza ,
gnor Noſtro, 8c una affettuoſa Divo. ' che per le colpe di ciaſcuno sù la Cro
zione verſo della Gran Regina de? ce il commun Redentore ſopportò ,
Cieli-,onde da ſudetti zelantiſiìmi Pa. conforme lo dimoflrò lo Spirito San
dri vengon diviſe le ore degli Eſſerci to per San Pietro nella ſua Epiſtola r.
zi Spirituali; dandone buona parte.» ”cap-z. tue” .24.. Peccata ira/Ira ipſè per
del giorno all’aſhſtenza dell’Infermi, mlit i” carpe” [ho ſuper ligne”; E gli
come coſa più grata al Cielo, e la.. Amminiſtrakori per avvivarli la ſpe.
matrina non ſi laſcia di far’aſcoltare ranza de' beni-eterni guadagnati con
la Meſſa à tutti , e nel giorno ſon'i 4- la ſua morte, e per eccitarli con tal
í’trutti gliTignoſi , 8c altri della Fa; viflra di portar' impreſſa nel cuore la
mi lia ne’Miſteri della Santa Fede , e Santa Croce , han fatto collocare in..
la era fi recita da ciaſcuno qualche-. mezzo della primaria Corſea dell'0
particolar’ orazione vocale, ma uni ſpedale ſopra dell’ Altare à viſta di
verſalmente ia Coronella delle dol tutti il Santiſſimo Crocifiſſo , acciò
ciffime Piaghe di Gie sù in memoria_ ciaſcuno ponendo gli occhi äcosi Sa`
della Vcneranda Sua Paflìone , dove croſanta Imagine vada ripetendo col:
ſi ritrova rimedio ad ogni malqſicu— ſentimento di San Bernardo ſpiegato
ro refugio ad ogni tentazione, e Val-i nel ſopra enunciato ſermone . Aſpi
diflìmi argomenti prendonſi per ciam i” lmju: deſèm' exilío Serpente”:
convincere l’oflinazione nel male, dc .mmm ſuper calunnia”; Crucis exaltatum,
efficaciffimi morivi per abbattere gli utſèrpmm , qui me mordmt, mariantur .
mali abiti radicati, 8c inveterati nell* Stimando di aver eſpoſto alla viſta
Anima , che facilmente inducono al di tutti un’ incentivo alla com pun—
precipizio, 8c alla total ruina della.. zione , 6c un ſalutar medicamento .
Salut-e eterna , e coll’Apoſtolico fer alle morſicature de’velenoſi infernali
VOre de’Padri rappreſentandoli quei Serpenti , rappreſentando al vivo
diſpreggi, quei dolori, equelle ango. quell’effigie in alto collocata ciò che
ſcie pel Genere umano dal Redento ſignificò nel ‘Deſerto Mosè con porre
re ſofferte,che udendoſi da cireoſtan in luogo ſublime il Serpente di bron
ti nominar Paffione,e Sangue di Chri zo per antitodo alli morſicati dell',
flo fi liquefanno in l'agrime , e con.» infocati Serpenti.
amoroſi ſoſpiri cemprano l‘ Incen Tracciandoſi ſempre più dalli odierni
dio , che nel petto ſe l’ accende , e li 5 Padri Spirituali quivi addetti l'orme
par dolce ogni parimento , ſentendo. de’Predcceflori additateli, di eſſorta
ſr da per tutto le parole del Real re la frequenza de’Sagramenti così i
Profeta nel/211m. i 1 S-'Ufl‘ſl 3.riſuona-, quei della Famiglia , come alli Am
raf-231d retrzkuam Demi” pro omnibus, malati,ſpecialmente della Santiflìma
quae retribuit ”zi/n' , Caliumſàlmarir ac Eucariſtia , con rappreſenrarli , che:
{ipium , á‘ mmm Domini inmcaáo,prc~ ogni giorno nell'orazione Dominica:`
giandoli di guſtare con San Bernar le ſi cerca . Ham pane”: dan' nobis quo
do nell’intimo del cuore con li pari ridíè poſtulamu: , dice San Cipriano
menti dell'Infirmità le amarezze del. Martire ſpiegando detta' orazione.- ,
le colpe paſſare , riflettendo à quel a: Eudmri/h’am quotidíè ad cibumſtxlu.
ritratto del Calice ſalutare à tutt’ il tis accipiam”; , öc eſſendo pane quoti
Mondo . Sit ”go Calice”: rjus acripiam, diano , per qual cauſa tanto di rado
quia mammzmm Pa ioni: 51m intra‘ ani ſi mangia . Sx' quotidiana: eſh pani! , ci
me mm [imam , inn-antimafia mea Cella: eſſagera il Patriarca Agoſtino nel
ſtmf/É’r ”prima 5 e così appunto fi _40711.1 oſo!. ”zi/n' _644. col; r., cbr ;aa/f am
num
LibJI. 1._ Cap. VIL * 125
7mm ill/tmſhmí: , e ſe ogni giorno per gravar’i dal male , e dichiarati da
vivere in grazia , hai biſogno di aiu Medici, di non poter più vivere à
to, come puoi privarti di tanto ſulfi_ z queſta luce, invigila‘ndo con ogni au
dio. Aocipe quantita, ut quotidt’è tibi pro oedutezna all’ oſſervanza di santa
fit: Tuttavia poco ſi preggia, e poco Chieſa , ‘di non .tranſgrcdir punto le
fi ſ’sima , quando `al Figliuol di Dio ſue lnſtituzioni , e li ſuoi pre-certi , c
la propria vira coſtò ; e certamente: l’inſtruiſco‘no con ogni piacevolezza _
non viè altra' ſperanza dell’ eterna e, carità , trattandoſi con ,gente idioñ
Salute, fuorche nel ſuo prezioſiſſimo ta, con gente razza , e con, gente poi
Sangue,öc~ in' eſitoſì lavano le mac co,ò nulla inteſa de Miſteri della “San.
chie delle noi re colpe , e vengono ra-Fede , e procurano di farli con”,
purificare le-noſtre Anime , e da que dovuta riverenza ricevere tanto gran
ſto ſi prende vigore per combattere -Saeramentodell'fiuchariſtia, poiche
contro l’Abiſſo, e di reſìſtere alle ma. non meno merita. dieſſer datq à ,ſa
le inclinazioni della noſtra mortal miglianza del Traditore ia'potfi'xſſdpi
ſpoglia , Se in queſto gli meriti per l' Satanalſo, chi indegnamente ſiccom
altra vita ſi acquiſtano, e de beni ce.. munica , mà chi anche irrevcrsntg
leſtiſi divien ricco , 8c opulento; o ment-e lo tratta , e. con infocati a e di.
6 qual fedele ſarà mai, che con queſito voti ſermoni l'impiegano à' farli ap
Sacramento non voglia unirſi E con prendere così alto miſtero,e l’infinito
tenendoſróp eſſo una-viva memoria no di preparar .prima lianima, màin
della Paſſion del Redentore , che in— tutte le azzioni ſpirituali, ſpecial;
ſtituir lo volle , quando per Divin~.› mente nel recitare le. vocali oraziioni;
Precetto l’Agnello Paſcale occideva Per non eſſere à ſomiglianza ,di goth
ſi , figura appunto della Sua, morte, lo, che tenta Dio fecondo le propoſi:
in quell’iſteſſo giorno,come inſegnò zioni dell‘Eccleſiaſtico al rapito-”ſl
l’Angelico ale/Ztl”. qa.ejl.4.6. arco. ad 23. Ante aratt‘aflom Prepara Animati!
print; dovea morire , acciò cortiñ. taam , ó' ”oli font homo , gut' te nta(
ſpondeſi’e la figura al figurato , ma Dentro, non mancandnfi per quanto
"perche volle egli nel Venerdì ſequen ſpetta à tali Padri, di additarli la ve:
te la noſtra Redenzione ,coznpire,ſo ra ſtrada del l’Eterna ſalute con doL'Î
flituì l’Eucariſtia per laſciare peren ciffime maniere,con l’abilità natura_
nemente una viva memoria della ſua. le , e con amore inceſsante, ſpiegam`
morte; conforme dal venerabil Beda do—li quanto da Teologi vien_ .preſcri 'F
offervoſii - Eno/oarzſtia memoria IIa/'L ro ſopra delle orazioni., .cheai Ciel0
ſiom'r Cori/h'. »mmm quia root/errati”. s’indrizzano , ricordandoli quei atti
Sanguis ſeparata; , ſed etiam quia in die da medeſimi inſegnati , e con l'intel
in qua debe-bat oocidi Pafiba,idoſi Agna i', ligenza de’qualiiſe non perfettamen
qnt’ eratſigam immolatiom‘t Chrzſti, fait te , almeno medioeremente vengon’
inflitutum, ”t ”item redderetſme [MIMO. eruditi , öt ammaeſtrati ſecondo la
latìom' , quam 'volut't tranffi'rre i” dieſe dottrina dell'Angelico 22. queſt‘. 83.
quenti . i” art. 3. Caietano inſìtmma verbo bora:
Veſti intanto ad imitazione delli An nam. 9., Bravo ad reg/ol. Dt'vi Bmcdiá‘z',
7 tichi, e moderni l’redeceſſori, come Prado tom. 2.. Theolog. natural. rap. 3.0..
ben’inteſi delle direzzioni , ed lnſtì— qua/Z352.
tuti del Santo luogo con fervoroſe eſ Atto-mio duplex eſi . Alia Formalis , ſive a.
ſortazioni diſpongono alla frequen üuah’r,atia virtuale). Formalir dioitur ,
za de'Sagramenti , così tutta la Fa tuo” quis uffi-,aut re ”fa conſideratiomm
miglia › come l’lnſermi , à quali in rett'mt circa res ,ì qua petamar: ‘Derbi
violabilinente in ogni ſettimana gratia Caritatmi, ltumilimtem, Di'Ut'ttam
glieli ſomminiſ’trano,~e quante volto Gratiam, ateo-”am gloriam. Virtuali: oe
fuſie ncc‘ſſirio tra il giorno à quei ro eff, qu; teflfètwwamre ex 'ui , ó* ra
HW”
I

l
l
Îíſií'ó Teatro
acne Carità
rione propoſiii , quo quis ſe applieauíi ad flenſhtionem . E queſta divazioneſi‘n,
oraudum , qu; inteuiio moralitèr perſe dal principio della Fondazione di
-verat , douec *vel expre/iè , 'vel implicitè 9 tutta la Real Santa Caſa ne’cuoridc
reoocemr,e così pare,che venghi com Confratelii , Miniſtri , c de ſuoi cari
robato da Santi Padri Benedetto Ammalati dalla Santa Matrona Ma
nelle ſue Regole. Sicſtemus ad ora” ria Longo fù _inſerita ,-e ſin da quel
a'um , ut mom no ra concorde! *voci no tempo fù ſtabiiito,che ogni Sabbato
flm , Baſilio iu admonit. Ne di 0mm:` ſit‘ 6c in tutte ic Vigiiie,e Feſte principe.
àſhuo voci: tuzeſeuſiis im”, [ëd iu lingua li di eſſa fi recitaſſe la Corona, ò Ro..
verba w'gil imefldeit . Ambroſio nel ſario, e nel fine le Litanie , aſle quali
lió.ó.ele Sacrammap. &Nor; de labii: to”. vole va, che tutti anche quei della fa`
rummodo tua proceda: Orazio , animo to miglia conveniſſcro , ed ogni ſera
tus intende , ingredere, um te perfuuíla dall'infermi,per aver’eiia ſotto il ſuo
rium *video: ille , cui placere deſidera: , valido-patrocinio fondata la Caſa ,
'vide-at quia ex corde ora.: , ut te ex corde alla qua-ie diede per Impreſa iiſuo
orauiem diguetur audire; e finalmente doiciflìmo ;nome di Santa Maria del
dal Patriarca Agoſtino nel taz-.9. dei Popolo : non avendo avuta altra fidu
la Sua Regola . Cum orafi: Deum , hoc cia, così delia Fondazione ,, come dc ’
-verſetur i” corde, quodprofcrtur i” 'voce ſuoi progt'cffi doppo Chriſto Signor
e non hà dubio , che queſto metodo , Noſtro,z .ad
Madre cheeflſiempio
nella ſua
deDiiettiffima
erafino di
c‘queſt’ ordine non può non iodarfi
da chi hà cognizione della Bontà , Afiiſi… come ſcrive, nella ſua vita al
della Religioſità , e dell’Evangeiica.. cap. 8. San Bonaventura . I” Mairem
Perfezzione ; non riſparmiandofi fa Domini po/Z _Cla riſtum precipita* ſielem
tica-da Operarij così celebri per la., eamfiei, ó'ſimmm Ati-votata”: con/limit;
coltura di queſta vigna tanto dilet e con la continua ta vigilanza_ de’Pa
ta, e tanto grata à Dio, ai qual non.. dri terminate l’ore deſtinate aii’ Eco’
manca occhio per conoſcete il meri cieſiaſtiche obiigazioni non trala
t'o di tante predare,e virtuoſe azzio ſciano à tutti univerſalmente di rap
ms preſentare , come gli occhi di Maria
Sarà pur degna di glorioſa rimembran mirano, 8c impetrano grazie grandi
s za la Divozione della Gran Madre; à chi ad eſſa con divora intenzione {i
di Dio, che oſſequióſiffima in queſto raccomanda z facendone certa teſti
Santo luogo vien profeſſata, per eſ monianza nciie ſue rivelazioni ai [ib.
ſer elia Mediatrice appreſſo del no 4.eap.53. 1a Beata Geltruda;,e ſecon
ſtro Mediatore, ſenza l’intercefiione do gli ſentimenti di San Germano
della quale,al parer di San Bernardo ne’ …oi ſermoni, chi procura di o
ó.-ñ——ó 1 nei fieoſèrmone i” -ſiguum magnum hà noraria , e ceiebraria , ſia per ſe
determinat’ il Signore di-non conce certifſimo ſegno di predcſtinazione:
der grazia alcuna, guom‘am. ſic zſt ejur. Sauc'îiffliruum Marie Nome” , quod i”
-voluntar, qui iotum nos haáere 'uo/uit per ”refer-varie!” `(ajus verſài‘iir :ij/221112- , ‘Ui
Mai-iam . Anzi non vi è ſtato Santo te nonſolum tſt ſigrmm , /ì’d etiam coit—
`nella Chieſa,che non ſia ſtato divoto ciliat,á' procura!” con molta ragione
.di tantaGran Regina 5 così io com laſciò ſcritto per .commun' inſegna
probò nel Sermoue dc Nativitate Bea mento il ſopradetto San Bonaven
r; Vlrgínii‘ a‘l eap.8.8an Bernardino , e ra,che ogni uno dovrebbe accendere
che tutti coloro adornati da Dio con tali fiamme di amore , e di teneriffi
doni, grazie, e prerogative , io rico ma divozione verſo tanta Gran Re
noſcono dail’Interceffione di tanta... gina , e che non dovrebbe di giorno,
'Mediatrice 11a quod nulla Creatura a edi notte farſi partire dal cuore il
liquam à Deo oátiuuitgratiam, 'vel -ui'r doiciſiímo , .e ſoaviffimo Nome di
”tem-uffiflcundum ipſius pie Man-i,v di Maria; N ou renda! àñrorde ”ou reeea’at
*ab
Lib.II I. Cap'. VII. 12.7
ab Ore María , e San Bernardo anch' ſconderſi , 8c occultarſi , e Madre;
eglichiaramcnte dimoſtra di eſſer’ acciò col mio latte rinforzi, e faccia
ella anzi la ſcala per ſalire al Cielo creſcere quei che per la loro piccio
Harpttcatarum ſcala , e ciaſcheduno lezza confondonſi , e finalmente)
dourebbe nella divozione di Maria muro ſon’ Io, per la fortezza , e per
tutta la ſperanza della ſua ſalute.. la pietà MadreJigo [Mater-,ſono le pa,
riporre, ripetendo ſovente col me role di Guglielmo,Murusſt>mil,á-Ma.
deſimo Bernardo Hfl: maxima mea fi ter;M”rus~ ad prategcrzduszuter ad ma
ducia , hm: tom ratio/hci mer , procu triendum z Mura; inſirmit ; Mater par.
rando, 8c impetrando ella iſteſſa gli 'Unlis propter inſhflìcimtiam 'Dinar/2,614”)
doni della gratia per ſaluarſi ; già times , Mur!” ſim; , intra me abſèomz'cre
che come à Santa Brigida rivelò ; àfacic inimici , dc’ parvitate ”m cor/fila.
Niuno è tanto lontano da Dio, ſe dei-it , á- creſtere rui; P Mater/iam, luëîe.
nre non foſſe qualche perverſo o mao nutrire ; Mur”: ſum per fortimdi.
Hinato nelle colpe, che di vero Cuo ”em , Mater per pictatem ; con quan
re ricorra al ſuo patrocinio , ed in ta confidenza dunque ſi dovrebbe à
vochi ſeriamente il ſuo ſantiffimo così dolce, così pietoſa , e così po
Nome , non ritorni alla ſua gratia, tente Madre ricorrere , dalla quale
'e la bramata miſericordia non con ’ciaſcuno è così amato , come teſtifi
ſeguiſca ; leggendoſi appunto ”el ca San Pier Chiſologo ne’ ſuoi ſer
lió. ó.delle ſue revelazioni al mp. ro. 1 I moni, che non vi è Madre nel Mon
Nulla: :fl z'tu alien”: :i Dea , m'ſì omni do , che in affetto, e tenerezza di ve
xòfu'erit maledióîm , qui ſi me invoca ro amore verſo li ſuoi figli ſuperar’
Wgriz‘, mm revertatur' ad Drum , ó* la poſſa : Amat ”05 amare invinci
miſericordia”: habent z Non però biſo lflh‘ z 8c il Beato Alano tanto di
gna ingenuamente confeſſare , che.» VOto , e tanto familiare` della.,
Guglielmo Abbate ſpiegando il cap. Glorioſa Vergine , c chi conobbe..
8. della cantica urrſ. ro. ego mura: , quanto era' grande laMaterna carità,
ó' uácra meuſit'ut Turn': . Par che di con cui vien ciaſcun’ amato da tan
tutto propoſito invogliar’ faccia il ta Gran Regina de' Ccli,eſclamò,
Genere umano ad amare tanta. dicendo: 1p/Zr amar ;205 plusquum qui/T
Gran Regina del Cielo , e della Ter quam quamquam [uffi: ungaam. Di
ra , teſtificandq egli di eſſer’ parole tanta fatica è dunque l’ attendere;
xo dell’ iſ’tefi'a Beatillìma Vergine, chi da veri Operarij nella vigna del Si
' conia Maternità ebbe inſieme un_› gnore.Ricercandoſi certamente in
.cumulo di tanta grazia,che non ſolo cflì ,di eſſer' qui tanti Protei nella
ſupera la grazia à qualſivoglia San varietà de Miniſteri ſpirituali per
to conceduta , ma tutta la grazia, far acquiſto dell’Anime, 8c indriz
che inſieme ann’auta tutti gli Beati, zarle nel dritto ſentiere della vita
come vogliano tutti uniti‘ gli Dot eterna z &Anaſſagora Filoſofo ne’
tori della Chieſa; Be à miſura di que tempi della Gentilità ſi prcggiava
flaſi conoſce la ſviſcerata ſua cari di riverit' ugualmente li Dei, che gli
, tà , con laquale ciaſcun ſuo leOt'O uomini virtuoſi , 8c Aleſſandro il
ama con 'inſuperabil’ , 8c indicibil’ Grande coſtantemente aſſerí , che
affetto . Bindi il pijflìmo Abbate) quando non aveſſe auto il dominio
invitando tutti à ricorrere al ſuo del Mondo con quella Gloria . che
patrocinio , così dice , Vedete , che nacque dal ſuo valore, averebbo
son’ Io Muro forte inſieme per pro deſiderato di eſíèr virtuoſo per illu
teggere-'chi ſia,e Madre per nutrire, ſtrar’ il ſuo Nome , appunto come
Muropct l’Iníermi , Madre per li ,Diogene -reſoſi così celebre per la
EBanbini ;,Muro ſon‘ lo , acciochu ñſua virtù appreſſo tutto l' Ambito
ciaſcun’ poſſa in me da nemici na della Terra ;.…congual’ elogio , con
r qual
I 2 '8 Teatro' della Carità
qual lode,e con qual'encomio uomini va 41”!le 5. -uer/I 20. di Maria Sorel
così indefeſii, così avveduti nell’ eſ la di Mosè , ó*- Maria ſoror Maſſi: inn-
ſercizio di tante glorioſe opre di ve floſióifçminarnm tim-o adpnlfimz 757m.
ra pietà Chriſtiana celebraf’devpnſiz ani canta-uit Domino , quia glorioſè
adempiendo così bene le partitrà le magnifica”; oſi , el’ iſteſſo Davide;
ſcene di tanto decantare Teatro della fece eſtraordinarie feſte dina nzi all’
Can‘t-‘z , non altra , che di accreſcer Area del Teſtamento , come ſi legge
_ſi dalli medeſimi con la loro bontà nel no. z. de Rè a! rap. 6. verſ. 24. , o
nuovi meriti al Cielo , e laſciarando dalli Ebrei queſto Rito paſſò al
quel grido , che immortalmente re Chriſtianeſimo , conforme ſcrivono
gnerà appreſſo di tutto il Chriſtiane. .infiniti Autori , San Girolamo nell’
ſimo api/l. ad euſtoc. , San Gregor-.nel [i6. Io.
“Vengon poſcia con eſtraordinaria pom. ' epzſt.7r.San Pier Chriſologo nelfirm.
pa ſollennizare non meno le Feſte.) r 29. anzi appreſſo de Gentili pur’era
13 della Gran Madre di Dio , quanto la tal coſtume legendoſi appreſſo Vir
commemorazione della Sacra Etica. gilio nel lil”. dell’eneide:
reſtia nella Domenica fra l’ Ottava Tlmre talent , .ere , florionsqne recent-ibn:
del Corp”: Domini. così ſtabilita da lontani’.
Santa Chieſa con ſollenni proceſſio— e,vicn.deſcrittto pure da Lattanzio -
ni , ricchi apparati, Muſica , ſparo divinjnſtit lib.6.da Apuleo nel ho.; I.
di morraletti ,e di fuochi artificiati fi"orz‘dda Marziale nel opig. 66. trala
per moſtrare anche con l’eſtrinſechc ſciando delli altri,come alieni da Ri.
dimoſtrazioni la pietà , l’ oſſequio, ri Eccleſiaſtici , baſtando ſolamente
e la divotione verſo tanto Sacro San de Santi Padri le approvazioni, e re.
to Miſtei-0,Tributo douto alla Mae ſtificazioni di tali riti accettati dalla
ſtà Exa Divina , e: altreſi alla Glo noſtra Santa Chieſa,San Paolino nel.
rioſiſſima Vergine, celebrandoſi nell' la Feſta di S. Felice Martire gli com.
Oſpedale degli uomini ſpecialmen probò con li ſeguenti verſi. `
tela Feſta del Santiſſimo Roſario, Spargitefloreſhlurn,prntexìtc liminaſèrtir,
per tre continui giorni con lumi infi Pu rpflrrum ‘Ut-’7‘ ſjn'rct, njemtſitflorm am
niti , apparati , e con i"crezzione -di 77!”
più Altari nelle corſee dimoſtrand Anto diem, Sane‘Zo radar natura diti ,
no diverſi miſteri di tanta Gran Re Martjris aa' :omnium deéet, ó* Terra Co
gina concorrendovi numeroſo Po rona:. ‘
polo , 8c anche molti Nobili -, ed Etil Patriarca Agoſtino nel [i5. zz. de
ogni ſorte di Religioſi ad ammirare Cì'vítatc Dei cap.3. oz: mtminitfior-1m; ,
attentamente tanta divozione . che 14- qui i” Altan' e’rant Saná‘i Step/;ani , e
in queſto Santo Luogo ſi profeſſa in San Severo , conforme riferiſce San_
dicibile , mercè alii ammaeſtramen— Gregorio Turonenſe de gloria ronf‘.
ti de Padri Spirituali quivi addetti, moi. era ſolito di ſparger ſi fiori per
e de quali ho diffuſamente di ſopra le Chieſe ne’nataU de Santi,florer , ó*
parlato , ſequendoſi l’orme,e le anti~ Mia , trmpore nno nor/tanti” , colligere ,
che Inſtituzioni di Santa Chieſa ’, ao per porterei' ſedi: ſli me offendere , c
`pra’tticate ſimilmente nell’ Ebraiſ ”Fortunato nel lio.3.de ſuoi epigram.
.mo , e manifeſtate dal Real Profeta mi nel nono volle dimoſtrarlo. pur
nel/L11771” I I7. ver/;gr.Conſtituito diem -egli , ’ -
fil emnrm i” contenſis ”ſono od rom” Al Texu‘ntnr 'variil' altariafi'ſta canoni: y
mrir- e San Girolamo l’ interpreta_ Pingitnr ”tſiſirflorióm {tra now': _
f}-eqnmtateſhlrmnítatem in frondoſir. E Eſin da primi tempi della noſtra Sant'a
Larino dice : Ligure feéì‘nm f'rondións, Fede Cattolica da piì Imperatori ſt‘i‘
e Par che venchi turto ciò combro ordinato , che foſsero venerate , e
l:at0 da quanto nell’ Eſiodo ſi oſſer ſantificate le feſte non meno de San.
ti,
\

" Lib.IIL Cap.VII. 129


ci, qu anto -la paſIiOne del Redentore re per mantenere l'Apoſtolíco zelo
e primiei-amente da Valenziano Va` nelle Miſſioni, alle qnali vengono de
lente, e Graziano tù emanata conſti. ſtinati , quindi con mirabil facondia,
tuzione ſotto li cinque di Maggio_ e fervor di Spirito non ſolo riprendo
dell'anno 366. que refirturſhó m. de no, e con eſemplar modeſtia, gli abu
Indulgentiit on'minom ; itàſänxemnt in ſi,li mali, e depravati coſtumi, ele
[reo verba. Ob diem Puffi-lore, quam intimo oſtinazioni delli errori, ma riducono
eordo celebramus , omnibus , quo: reato: , con le invertive de’ virij l’Anime tra
udjîringit, career inol/eſit , oſazrfl‘ra drſſbl viate dal diritto ſentiere della ſalute-,e
vinix”. Attamon/àorilegnr, in Majeſtote tanto rieſcono eloquenti di lingua,e
rem, in mom”: ‘vencfiom, ſi-vè malcſicm ſer-aci di veri ſentimenti Divini ſom
adult”; rupeor , bomioida , "'oommnnione miniſtrateli nell’ opportunità dal
sſtins munerii‘ſèpurenmne dopoi l’iſteſ` moltoſapere , dalla molta prattica,e
ſi Imperatori nell' anno ſequente pro d
dalla Celeſtial Dottrina, che ne’ loro
mulgarono altra legge, e così ſucceſs petti,e nella lor mente radicata vede
ſivamente fecero gli altri; non però ſi , che degnamente sì glorioſo mini
Sirmondo ſcrive in appendice Codici: ſtero ſoſtengono , inſegnando la dot
Teodqſiani ordine 8.6),- 9.extare etiam ele ñ trina Chriſtiana, reconciliando gli a
gantem ”gens Valentini-1m, cui”: lege': ob— nimi pe-r‘antiche diſcordie, togliendo
ſer'uationiſiudiorè in-vigiloſſè ipſum Va via le-inimicizie, Conſolando tutti,öc
lentinianum, ‘Teſtir eſt‘ Div”: Ambroſini inſinuando in fine à tutti anche à
in eius orat.fnnclm` . ngd depíemte eius quei della Famiglia la via del Cielo ,
loquar, qui com [lamine: nobili orto: gene veri 'ſeguaci della Divina legge , ſti
" › ó* lotuplm pro/àpia acer-ſitter urge mando per ſe ſteſi’i quanto ſi legge in
ret,Pr;fló?m inſiſteret roſponditmè Nihit San Matteoal mp. 28. 'uerſÌ I9. Euntes
cruenta”) , ſhná‘is prfſertim diebus/la doom omnes gente: , 8c appreſſo di San
tuoretor , San Gregorio Niſſeno nell‘ Marco al capa 6. rverſi 5. Prxdicatc E
Orario”: 3.de Chriſti reſi; rrec’Zione ,pa r— vangelium omni Creator-e; e così vera
che le comproba , come anche quan ente vien adempito da queſti ze
to da Gregorio IX. nelli Dccrerali lantiſsimi Operai-ij di Santa Chieſa..
vien preſcritto; Nulla.; adeo ngritudín-c portandoſi con eterna memoria di
prcſſèr, á' oónoxiur e/Z, quin per /mjurfi tante glorioſe operazioni , che altro
[Ii magniſio'emium mali ſia.; remffflíonem riſuonar non Qdono , che li loro En
ſentir:: , atque levanren : har die next/ii[ comij, e le loro lodi50nde giuſtamen—
vunmr , debito” dimittimrſì’r'vur bono ,b te dalli Amminiſtratori , e ſuperior'
ó- /mmono praconio , atque Ediéîo Eccle Eecleſr aſtico tali oſſervanze in tutti,
ſi; mano mittitur. i e tre gli Oſpedali ſi mantengono,per
Vivi ſi veggon pur gli eſſercitii della.. eſſer queſto Santo luogo un Santua
1 5 Miſſioni ne’ giorni dell’ Advento del rio,dove tutte le Inſtituzione di San
Signore pratticare : predicandoſi ne’ ta Chieſa ſono ripoſte , e tutte per
ſudetti Oſpedali , per non venir dall' particolar Previdenza Divina adem
Altiſſimo gli Amminiſtratori , e Su piute vengono; eſſendo ſtato queſti
perior-'Eccleſiaſtico rinfacciati , G uo fondato non meno per illuſtrar la...
modo pr;dicaóunt,niſi 'unanime-,con for Città,e Regno di Napoli,quantotut
me laſciò ſcritto l’ Apoſtolo delle) › ta la Chriſtianità, dove inceſſante
Genti all’ epiflola ad Romano: nel "of. mente faticandoſi à ſomiglianza de’
r o. 'ver/.I 5. , e ſermoneggiandoſi da.. più periti Operarij della Vigna‘del
Padri Miſſionanti ,quei appunto ad Signore , che in così fatte dlſClPlſnQJ
detti alla Congregazione del Padru 'rendeſi da tutti univerſalmente dalli
Pavone, de’quali hò di ſopra rappre Amminiſtratori, Correttore , Maſtro
ſentato, e moſtrato quali ſiano queſti di Caſa, Miniſiti, vPadri Spirituali, vu
Religioiiſlimi uomini dati dal Signo Gente della Famiglia celebre il nome
R l’cſl
'l

130 Teatro della Carità


Î eſſercizio, la Patria , e la Religion.. T— Ammalati, e per la coſtruzzione del
Cattolica, - le fabriche neceſſarie avvaler fi poſ
ſono delle limoſine , 8c oblazioni de
C A P. V111. Fedeli, così‘pcrmeſſo , e diſpoſto da.,
Sacri Canoni anche di alienare Beni
Come la _Real Santa Caſà fl‘- di maggiori addetti alla Chieſa pianti: intuitu,co
Grazie accreſciuta dalla Mae/là. me ſi oſſerva nella G-/offiCam prima 1 2.
Cc’ſa rea,e Cattolica,e dal quaſtz., quia nemopotcſí diccre eur pau
la Same Sede . pc’t vivi:: ”ema patcſt quem', quia captivi
rcdemptiſimt: m’mo pote/t' :mu/[tre, quia
`A Lla glorioſa fama dell'opre tante Templum Dei e/Z edlſicutum, ‘Ud temere
fruttuoſc , e tanto grate à Dio di rium ampliata”; , quia 2'” ulimau’ia pau~
1 queſto Santo luogo ſtabilite per be ;22mm , redemptime capri-uom”: , xdtſica.
ncfizio del Proflimo preſtò corteſi l' - :ione Templi , 'vel augumentatime Cams"
orecchie la Santa Sede,venendo alta ”ru , poffìmt bona Ecclcſia alienari. Ca”.
mente flimato ,. e venerato per eſſer Sacroi'um, ó' Camaurum, á* ih G10]] in
citarſi con vero ,e ſviſcerato amore; 'ue-rh” bi: dich qué/1.2. Fede-ric. de Se”.
l’Evangelica carità, öc à richieſta del— ſd”ſ.224.”ll”l. 5110 The/àurifiri Ente.
li Aduiiniſtratori fù incontanente dal punt . de lo
1 5. Per boni:
cheEcole/É non alienandír
ſapendo ſap.
nîſſolto bene..
Sommo Pontefice Paola Temo, ſup
~plicato dal Cardinal Antonio Pucci uumini tanto illuſtri , e tanti pij , c0
Penitenziere maggiore di Santa.; me l’ ubedienza alla Santa Sede è
Chieſa , e Protettore in quei tempi nella Pace,che collocata nell'Altez
dell'iſteſſo Santo luogo,conceduto il za della Chriſtiana perfezzione mag.
Mare magnum per la ſodisfazione giormente riſplende, non ebbero cer.
delle Mefie,& oblazioni,che da fede tamente biſo no di ſprone , di por
li ſ1 offerivano per ſovvenimento de -gerli oſſequo 1 le ſuppliche per l’ in
poveri Ammalati,e ſù ſempre proro tento deſiderato , come ſegui , 8c in
gato ſino all’anno vigeſimoterzo del fervorari via più,ebbero campo mag
ſecol traſcorſo,e ſopragionta in quel Fiore di fat campegiare il lume del
tempo la morte del Sommo Pontefi oro gran zelo , della loro pietà, e del
ce Gregorio XV. fù conceduco alt ro loro ſviſcerato amore verſo del Proſ
del medeſimo tenore , anche in Sede ſimo per mezzo delle ſeguenti lette
vacante , del
l’eſemplare quale appunto
, eflſiendofi riporto
per diverti ac- , re Apoſtoliche . ~
Jo.annes Dominieus Spínula Protho
cidenti della Cit‘tà,e Regno ſmarrito 3 norarius A poſtolicus (.Iuriaz Cauſa
il primo,non già per dapocaggìne de ,, rum Apoſtolicze Cameras Generalis
miei Prcdèccſſori, 8c Amminiſtratori ,, Auditor , Romanaaque Curia: )Udcx
oltre paſſati , avendo avuro ſempre à ,, Ordinarius, ſententiarum quoque,öc
cuore gli ſplendori della v'era Carità ,, Cenſurarumfläm in eadem Romana,
quivi elièrcitata , e volend' io ravvi-o ,, quam cxcra cam latarum , ac litera
vare le memorie quaſi ſpente` delle ,, tum Apoſtolicarum qua’rumcum`
grazie ricevute dalla Santa Sede con ,, que univerſalis,öc metus cxequtor,ab
.ritrovare diſpoſizioni uguali all' im ,, .eade’m ſpecialitèr deputatus.
preſa da me incominciata, e Volontà ,, Univeríis., ö: ſingulis Reverendiffi~
continuata ne preſenti Amminiſtra ,, mis Dominis Abbatibus , Prioribus ,
to”, che lo governano, non è'conve ,, Prsepoſitis,Archidiaconis,Scolafiicis,
niente , che tralaſci di rappreſentare ,, Cantoribus , Theſaurariis , Sacriflis,
tutte le notizie di così bell’ opra per ,, tam Cathedralium , quàm Collegia
ſgravarſi la coſcienza alla Santa Se ,, tarum, Canonicis, Parochialium Ec
de per tal’lndulto ſi ebbe ricorſo; ,, cleſiarum Reäoribus, Plebanis,Vice
quando per mantenimento degli ,, plebanis, eorumque Locateneëtîbuç,
. 3P_
Lib.IIl. Gap.VI II. 'I 3.1' ..u
/

* ,ì, Cap pellanis,Cutatis, cztcriſq; pres ,, ſalariis Capellanorum inibi pro


UU
biteris', Clericis,Notariis,Tabellioni ,, tem ore deputatorum ſuperaſſent in
,, bus publicis quibuſcumqueîilliquo, ,, Ho pitalis-, 8c pauperum przedié’co
,, vel illis,ad quem,vel ad quos preeſen ,, rum uſus , 6c urilitatem converti li
UU
tes noſtrre literae pervcnerint , ſeu ,, berè poſtënt, 8c valerent, auëtoritate
,, quomodolibet praeſentabunturſialu ,, Apoſtolica conceſiìt,& indulſit, pro
,, tem in domin0,& noſtris hujuſmodi, ,, ut in literis exindè confeflis pleniùs
,, imò verius Apoſtolicis firmirèr obe. ,, continetur.Cum vero poſtea erga di
,, dire mandatis. Noveritis,quod nuper ,, &am Eccleam , öc Hoſpitale toto fe
,, coram nobis pro parte , 8c ad inſtan. ,, re terrarum orbe celebratiffimam.”
,, tiam llluſt. Dom. Correítoris, ö:. Gu ,, ubi in dies uſque ad oítingenta infir
,, bernatorum,öc Adminiſtratorum ve. ,, mi ex diverſis Mundi partibus con
U *o
nerabilis Eccleſiaöc Hoſpitalis Incu ” fluentes,gravibUs,diverſiſque morbis
,, rabilium Civitatis Neapolis ſuiſſe ex ,, laborantes, maximis diſſi Hoſpitalis
,, hibitas literas decreti Sacrae Con ,. impenſis curanrur,öc intra cujus ſep—
UU
gregarionis lllu ſtriſſimorum , 8c Re ,, ta' duo Monaſieria Monialium con
,, vercndiſiímorum DD. Cardinaliunu ,, vertitarum nuncupatarum Sanſti
,, Sacraa Congregationis Concilii Tri ,, Franciſci ordinis , 8c toridem alia lo
,, dentini huiuſmodi ſub tenore : Bea— ,, ca, unus videlicèt novitiatus nuncu
,, tiſlìme Pater alias bonz memoriç UU
patus, in quo mulieres à peccato car.
,, Antonio Titolo Sanſtorum quatuor ,, nis diſcedendo, probationis ſuae an.
,, Coronatorum Presbytere Cardinali ,, num explere , alter vero locus , ſeu
,, nuncupato , 8c poenitentiario majori ,, Conſervatorium v ulgo nuncupatum
,, pro parte tunc exiſtentium aliorum. ,, in quo alix vitae mulieres fatuae , 8c
,, admiriiſtratorum Hoſpitalis,Ecclefiç ,, deliteſcentes recipi ſolent praeſunda
,, prediítse Incurabilium Sanfita: Marie ,, ta reperianrur,& 0b haec, 8c alia prie
de Populo expoſìto , quod creſcente ,, clariſiima pier-iris, 8c charitatis ope
.U 'U

in dies Chriſti fidelium crga dif-tam.; ,, ra, que ad Dei gloriam,& honorem..
`,, Eccleſiam &Hoſpitalc devozione.- , ,, ibi aſlìduè exercentur,Chrifiifidelium
0v
quamplures per coſdem Chriſti fide ,, devotio in dies ſummoperè augeatur
,. les pro miſſis inibi celebrandis,hoſpi ,, diverſe oblationes , 8c legata pia ei
,, tali, ſeu Eccleſiae hujuſmodi oblatio— ,, dem Hoſpitali , 8c illius Eccleſìaz 0c
,, nes fiebant, 8c Capellani ejuſderru ,, caſione ,8c intuitu prsediëtorum cha
,, Eccleſize , 8c Hoſpitalis ad illarum.; ,, ritativè fiunt,illa vcro,ut plurimum.:
,, celebrationem quandoque non ſuffi ,, miſſarum, 8c Cappellanorum onere.;
,, cercnt, 8c ne Eccleſia , öc Hoſpital” , gravata reperiuntur. Ea propter pra:.
R

5, praediflrum novo aliorum Capella ,, diäi oratorcs humilitèr ſupplicant ,


,, norum onere gravaretur , ipſi admi ,, ut ſupradiítum antiquum lndultum
,, niſtratores cupiebant dié’tat Eccleſia, ,, conceſſum à praediéìo Antonio Cardi
,, ö: Hoſpitali, ut infrà, concedi, 6c in ,, nale Sandorum quatuor denuò ſedis
,, dulgcri , Dom. vero Antonius Car. ,, Apoſ’tolicae munimine roborari , 8c
,, dinalis , 8c Poenitentiarius ſupplica ',, confirmari , 8c omnis ambiguitatis
,, tionibus adminiſtratorum pratdiáìo d
,, ſcrupulus , quicirca huiuſmodi miſ
_,, 'rumſìbi deſupcr porrcfltis inclinatus, ,, ſarum , 5c novorum Cappellanorum
,, praediéìis Hoſpitalis Adminiſtratori ,, onera poſt illius co nceflionem uſque
,, bus,ut celebratis de cattero in Eccle ,, ad prieſens ob diverſas ſancitas Apo
,, ſia prazdiéìa miffis ordinariis quibuſÎ ,, ſtolicas Conſtitutiones in mente fide.
,, cumque oblationibus pro tempore; ,, lium inſurgi potcſt,de medio tollere,
,, faſhs plcnè ſatisfaëìum eſle cenſea ,, 8c tàrn pro quiete conſcicntiarum 0
;, tur, 8c ordinariç miſſae hujuſmodi ad ,, ratorum ſupplicantium , 8c ſuorum.;
,, meritum oblationum ipſas ſacicn ,, Succeſſorum, quam etiam pro major-i
3, tium ſufficerent , ö: oblationes_, qua: ,, decore ejuſdem Eccleſize, 8c Hoſpita
R z lis,
ſil 32 Teatro
della Carità
” lis , atque etiam Praefatorum Chriſ’ti ì, Apoſ’tolicae firmiratis robur adjicere,
v fidelium devorio magis,8.c magie au 3)
omneſque,& ſingulos tam j uris, quí
-, geatur , nec aliquo modo ſub 'quavis 77 ſaliti defeótus, qui deſuper quomodo
i, frivola occaſione tepeſcat,öc inſuper ’7
liber intervenerint in eiſdem ſupplc
n amplioris etiam gratía: favore diäam 7,
re,öc conceffionem, 6c lndultum hu
z, Eccleſiam,öc Hoſpitale proſeguendo ’7
juſmodi perpetuo,yalida,öc efficaciſ.
,z obingcntes impenſas,quas in diverſis ’O
ſima eſſe , öc foce luoſque Plenarios,
,, celeberrimis pietatis operibus quo” ’7 6c integros effcflus ſortiri, 8c obtine.
n diè erogare cogitur , 6c 0b temporis ” re . Hoc ſupplici libello Santiffimo
n calamitatem in reddituum,öc prove ,ì Domino Noſtro oblato,atquc à San~
” tuum diC’taz ECClcſii-B, öc Hoſpitalis c ,S tirate Sua ad Sacram Congregatio
,, xaflìioncflàm ratione praſatorumle
n nem Cardinalium Concilii Tridenti
n gatorum,quam aliorum illì proveni— ” ni Interpretum reje&0,congratio cen.
n entium , de eximia Sedis Apoſtolicae ” ſuit ejuſmodi _Indultum habere lo
e» benignitatc etiam concedere , 8c de ” cum etiam in futuris oblationibus R.
” clararc praedié’cum antiquum indul 7)Cardinalis Vbaldinus, loco -l- Sigilli .
r, tum haberelocum etiam in futurum, ” Nos vero Joannss Dominicus Spino
n &comprsehcndere perpetuis futurís ” la Auditor,öc ludex praeſatus, atten
n [Eponbus omnia legata,öc oblationes ” dentes ,quod officìi noſtri partes ſunt
n piorum Chriſii fidelium volunrates n Apoſtolica lndulta,ca-:teraque à _San
y V quaſcumque diéìo Hoſpitali, ö:. Ec ,D fla Sede favorabiliter impartita,… il.
n ’clelia’, fafìas, 8c facicndas, atque abſ n libata perpetuo p'ermaneant , ö: in..
n que aliquo alio-onere novorum Cap. n omnibus debitum ſuum ſortiantur
n Pcllanorum pleniffimè ſatisfaáìumña ” effeäum , optataeque exequtioni de
n eſle, omninò ccnſcarur,quibtiscumq; ’7 mandentur omnem noſtram curam, '
” legatis, 8c oblationibus pro tempore ar 8c ſtudium adhibere , ö: multò id e
n faóìis , öc futuris etiam temporibus è’ tiam impenſius faciendum jurè opti
v perpetuis faciendis ſaluti animarum, ” mo nobis convenit,cum intelligimus
v ö: piis eorum voluntatibus quibus. ,Q illa majori pietatis ſtudio , 8c arden
n cumque in favorem diéìze Eccleſixſic ar tiori charitatis affeéìu conceſſa , in..
n Hoſpitalis lncurabilium Cappella ” pauperum levamen auxilium , 8c ſ0
” norumjantum hujuſmodi Eccleſia ” latium tendere,ut 8c majora luſcipiät
:a perinde‘ ac ſi alii novi Cappellani ju. ” incrementa , quo ſpecialibus privile
:a xrà legata pmſentia 8c futurainſti. ” giis adjuta , 6c decorata comperiun.
n tuerentur,öc deputarenttir,öcinſtitu. ” tur,undè cum pro partè,öc ad inſtan.
n ti,öc deputati eſſeva-Sc milièe ordina n tiam diëìae Vencrabilis Eccleſiae, 8c
,› ria‘: tliflx Eccleſia , 8c Hoſpitalis ad i’ Hoſpitalis Incurabiiium Neapolis,ac
n meritum illotum legata praefata ſa ›› etiam illius Illuſtriſsi DD.` Corre
» cientium ſufficiant,öc ſufficere intel rr &oris,Gubernatorum,& Adminiſtra.
). 'ligantur, ö.: quod declaratiohujuſ r› torum ad nos recurſum habitum,po
n modi,[ndultum antiquum habere lo. ” flulatumque ſuiſſe , quatenùs pro e
n cum in furnrum tollat deſuperomne’ ,i xequtione diétarum literarum de
,3 dubium ambiguiraris, 'nec contra di ” creti ſibi de opportuna Juris remedio
» &am declarationem aliquid obyci, ” -providere dignarcmur . Nos autem;
n VCI quopiam alio deſcffu norari, im » joannes Dominicus Auditor , öc ju
,, pugnari,öc invalida” minimi: poffit, ” dex preeſatus attendcntes requiſitio
n dc dáíìa legata , & oblationes in Mo. n nem hujuſmodi fore juſtam,öc ratio
,, nialium pradíáìarum eiuldem Eccle ” ni conſonam, 8c quod juſta petenti ,
,y ſiae , .3c Hoſpitalis hujuſmodi paupe ›› non eſt denegandus aſſenſus , tenore
,,› rum neu-ſliratem abſque oratOtum) ” prxſentium vobis omnibus,& ſingu
,, ali‘quo ſcrupulo poſſint,öc valcanr,öc ” lis ſupradiflis , 8c veſtrorum cuilibet
n de upîr perpetuè, öc inviolabilitèr ’>9 inſolidum committim‘us, &.in virtu
tc
'Lib.IIl. Cap.Vl II. 13z
tc Sanflz obedientiae mandamus, ’7 ſivè molcſtíam intuliſſc, diſtumquc
quatenus viſis prÎeſentibus, 8c poſt. 9! venerabile Ho'ſpitale,l:`.ccleſiam,öc a`
quam harum vigore fucritis teqiiiſiti, i. lios prazdiéìosmanurenuiflhdefcndilî
aur aliquis veſtrum fuerit requiſitus, ſe,8c conſci-valſe,… pacifico, öc quie
moneatis , öc requiratis omnes con to uſu dida’ram literarum decreti,ti
tradiffores, prout nos 'monemus,8c re bique perpetuum ſilentium impoſuiſ`
quirimus per przſentespmneſquç a ſe obſervarique arí’cendi adimpleri , e
lios,öc ſingulos in exequtione preten xequcioni demandari impoſuiſſe,ob.
tium nominandos,& cognominädos, ſervariquc,aé`t:ndi,adimpleri,excqu—
eiſqüc ſic monitis, 5c requiſitis, pra: tioni demandari,ceſſari,deſiſti, abſti
cipiatis,8c mandetis,prout nos man neri,caſſari,rcvocari, manuteneri,de
damus , quatenùs infrà ſex dicrunu fendi,& conſervati, ſeque ad hazc, öc
ſpatium , quorum duos pro primo , alia omnia in proceſſu cauſa: , 8c cau
duos pro ſecundo , 8c reliquos duos ſaruin hujuſmodi,tàm principalitèr.
dies pro tertio, ultimo, 8c -peremptoñ quam mcidenrèr,c_oujun&im,ſcpara
rio termino ſub bis mille ducatorum tim,öc inſolidum,ante,öc poſ’t lite-n..
auríde Camera, locispiis arbitrio no. contcſtatam deducendas praediſtas,
ſtro applicandorum,8c pro illis man- . 8c alias ob cauſas , ö: rationes ſi , 8c
da-ti excqutivi,& in juris’ſubſidiü ex. cum opus fucrit, deducendas , 6c ob
commumcátionis,aliiq;Eccleſiaſticis ſtendendaspmnibus viis,]uris,&. fafl’i
ſententiis,cenſuris, 8c poenis debeant remediis neceſſariis,& opportunis a
realiter , öc eum effeéìu praainſertas ſtringiz ardari, cogi , 8c compelli, öc
decreti lite‘ras,in omnibuszöc per om mandatum de obſervando , ö: aliud
nia, prout in eis continetur öc habe quodcumque neçcſſarmin , deſupet ,
tur,obſervaſſc,attendiſſe, 8c adimple` öc opportunum decerni, 8c telaxari,
viſſe,ac debitae totali plenarie,& om. juſque, 8c iuſtitiam fieri , '8c admini
nimode excqutioni demandaſſe ,' 8c. ſtrari,atqueon1ne jus,omnequereme
pro vero , 8c reali cxequtionis hujuſ dium diítis inſtantibus utilius,öc ex
modi effeé’cu ceſſaſſe, receffiſſe, deſti peditius deduci,beneficiumque juris,
tiſſe,& obí’cinuifle ab omnibus,& qui 8c nobile officium Iudicis implorari ,
buſcumquc moleſtiís , vexationibus , Pixmiſſaque , 8c alia omnia deſupct
pci-tu: bationibus,& impedimentis di. neceſſaria, 6c opportuna tic , öc alias
&i venerabilis Hoſpitalis, 8c Eccleſia: omni meliori modo fieri, 8c interpo
lncurabilium,ejuſque DD. Corredo -ni vidiſſe,& audiſſe, expenſaq;refcciſ~
ris,Admin_iſtratorum,& Officialium; U* U—
ſe,öc ſi quid pretendunt,coram nobis
quomodocumquc,& qualitercumque 8c non alibi deduxiſſe,jurique ſtctiſſe
contra tenorem , diſpoſitionem , öc ~ ac de praetentionibUS ſuis , legitimè
formam prseiìnſertarum literarum.; docuiſſe, prmlentibuſque noſtris mo
decreti Sache Congregationis illatis, nit’orialibus litcris in omnibus,8c per
datis,faé’tis , 8c prázſtitis , aut inſerti omnia paruiſſc,& obcdiiſſe realitèr,öc
comminatis,dandiſque, 8c inferendis cum effeéìu, 8c inſuper inhrbeatis, 8c
in futurum didaſque moleftias,öc cz. inhibendo expreſsè przcipiatis , öc
tera diflio vencrabili Hoſpitali,Eccle manderis,prout nos inhibemus, pra’,
ſiz,öc DD.Corrc&ori, Adminiſtraroñ _cipimus,$c mandamus eisdem ſic mo
ribus, 6c Officialibus , ac eorum iuri nitis , 8c monendis , univerſiſque , 8c
bus,& ſupradiéìís decreti Sacrz Con ſmgulis Dominis ludicibus,Comzmſñ
Uv
gregarionis litcris c0ntraria,nullas,öc ſariis Delcgatis, 8c ſubdelegatis, cre
nulla,indebita,injuſta dc fa&0 faíìao, teriſque luſtitiae Miniſtris , omni
- illata,& prazſumpra declarafl`c,çe tá buſque aliis ,. ö( ſingulis 'in exc
quam talia revocaſſe, öc extinſiſſe,& ”
qutione prxſenrium nominandis , 3.’.
è’
pro caſiis , revocatis, öc excintis ha D)
cognommandis, nè viſis,ö; ſeu recep
,, buifl'e- nullumque omninò damnum, ,, tis pratſentibus, ſub eiſdemſentcn.
tiis
`-_ _

_ .—.
"I 3 4 Teatro' della Carità
I
Maffeo Barbarini che Vráauo VIII.a-p-ſſ
D) tìis, cenſUrís, 8t pocnis accedant, ſeu
,D prçſumantmec eorum aliquis audeat, ellar ſi volle , öc ineontanente pro
2) ſeu preſumat diéìum venerabile Ho curò di riformare alcuni abuſi intro
D) ſpitale,ac DD.Corre&orem,Admini dotti nella Chieſa , e validamen
J) ſtratores,öe Officiales, ac alios ſupra te adoproſiì di ridurre in eſſa la.,
’D dd. Inſtantes in , 5c ſuper praemiſſis , priſtina'Eccleſiaſtica oſſervanza , g,
D)
nec ali-is quomodolibet premiflorum nellianui delSignore 1625. ſotto li
’D
cauſa,öc occaſione moleſtare,veXare, 21.Lugli0 una univerſal conſtituzioó.
2)
perturbare,inquietare,8c ſeu modo a ne emanò proibendo il MareMagnü,
2)
liquo impedire, nec moleſta ri, vexari, 8c ogni altro privilegio da ſuoi Pre
’D perturbari,inquietari,aut impediri fa deceſſori conceduto concernente tal'
J)
cere per ſe ſe alium,ſeu alios, in judi affare à beneficio di quallìſia luogo ,
,D
cio, vel extra',tacitè,vel ex preſsè, di Perſona , e Religione; aderendo ad
’D
reítèwel indireétè,quovis ſub prçtex un’ altra conſ’tituzione del Sommo
,D
tu, cauſa, ingenio,vel quazſito colore Pontefice Clementſſlll. emanata nell’v
’D forma,& occaſione, alioquin coſdem
anno I 604.. Derogatur etiam couſiitut.
,I
ñ monit os, 8c monendos, ſi in prçmiflis ſpecial litèr cou/Zitut.Mari Magno ó- Ba!.
J)
ſe ſore gravatos ſenſerint,perempt0 lie altre; ”uucupatir , ó“ quióuſuír etiam
3’
riè citetis, öe citare curetis,prout nos Iummeuto , eonſirmatioue Apo/lolita, 'vel
J)
citamus per przſentcs , quatcnus de quavisſirmitate alia robot-ati: , ſtatutir ,
I)
cima quinta die poſt preeſentium ex mdultii , ó* litteris Apoſioliei: , fieóquo
equrionem ultima , ſi iuridica ſuerit, rum rueroorum couceptiom'j compro/:em
I!
7)
alioquin prima die juridica tune im duutur omnia/?attua , privilegia , ó* iu
D)
mediatè ſequenti compareant Romae dulta Òe. , e per tal conſtituzione di
2)
in judicio legitimè coram nobis , vel tempo in tempo con ogni oſſervan
,D noſtro in civilibus Locumtenenti za dovura alla Santa Sede , ſi è avu
3)
cauſam eorum gravaminis allegata to ricorſo dalli Sommi Pontefici,da_ſi
’7 ri, 6t juſtitiae complementum recep quali fi ſono ſempre ottenure le fa

turi, certificantes eoſdem, quod ſi in coltà neceſſarie;e finalmente dal Sö

dido termino comparverint , fivo mo Pontefice Inuoc.XILpaſſato à go
’7 non.Nos nihilominus,ſive Locumte dere l’eterna Gloria ne’27.Settembrc.
D)
nens noſter priet‘atus , ad ulteriori!. dell’anno 1700. fù conceduta la Re—
i’
procedemus, ſive procedet , juſ’titia. duzzione i” perpetuum , ó* iufuturum,
I) mediante,abſolutionem vero omniü, come di ſopra hò fatto menzione:
'D
6c ſingulorum premiſſorum Nobis , con l’occaſione delle meſſe , che in;

vel Superiori noſtro tantummodo Chieſa vengono celebrate , e di altre
,9 reſervamus. In quorum omnium’, 8c grazie à gueſto Santo luogo conceſ
J)
ſingulorum fidem,öcc.Datum Romae ſe, ſtando quefl’in poſſeſſo di ricevet
J)
ex :edibus noſtris, anno à Nativitate in tutti li tempi onori, grazie, e pre

Domini milleximo ſexcenteſimo vi rogative dalla Maeſtà Ceſarea,e Cat.
J)
geſimo tettio, Indiétione ſexta , die.. tolica, c dalla Santa Sede Apoſtolica
l’
vero vigeſima menſis Iulii, Apoſtoli conforme appreſſo dimoſtrarò, e ve
D,
ca ſede vacante per obitum feelicis dranſi eſpreſſe con più Bolle,Indulti,
,I
re cordationis Gregoriis Papç.XV. e lettere Apoſtoliche,e Regie per l'o
Ricevute dalli Correttore, 8c Ammini pre così ſingolari di vera pietà , c ca
4. ſtratori con ſomma ſodisfazione le…: rità , che quivi ſi veggon ſempre più
indette Apoſtoliche lettere, ſomma creſcere, 8c eſſercitare ſin dal tempo
mente godendo , di attendere all' eſ. della ſua ſondazioue , che ebbe prin.
" ſercizio di opre così glorioſc del San cipio dalli Sommi Pontefici Leone X2,
to luogo ſenza verun ſcrupulo,quan e Clemente Vll.', c da queſto maffima
do doppo brieve tempo fù inalzato mente
,tc conoſce
le Grazie, il fondamento
Privilegi di ,tue.
, Progrcflì E: ì
alla Sedia Pontificale il Cardinal
611*_
/
. Lib.l]l. Cap.Vl II. 137
zioni, 5c avanzamenti Spirituali, c.; ſotto li 30.Decembre dell’anno 1 54.2
temporali, ö: ebbe veramente queſto cinanò conſtituzione vi,‘&
de'Veſcovi,Arciveſco per altre
li ſpogli
per-ñ ſi
grand’uomo , queſto gran Principe.:
.mimo così' generolo , e così degno, ſone Eccleſiaſ’tiche per lovvenimen.
che cercava volentieri l’occaſioni di to delle ſpeſe erogate, che dopoi l’oſ—
poter altri beneficare, ſpecialmente. ſervanza di tal conſtituzione invio
d'ingrandire quei luoghi addetti all’ labile ſi è mantenuta à beneficio del—
aiuto del proffimo, e doppo le ſue.: la Chieſa fino all’ anno 94.. del ſecol
lunghe indiſpoſizioni licenziò l'ani traſcorſo , nel qual tempo detto 1”
ma al Cielo , e fù aſſunto al Pontifi ”oomtioXlLſot to li 30.Gennaro ema
cato il Cardinal Aloffandro Farneſè , e Io nò altra Bolla derogando la ſudetta
chiamoffi coi nome di Paolo Ill. ne' Con-ſtituzione di Paolo , per ovviare
13 .Ottobre dell’anno r 534..,e nel me alli molti diſordini, 8c inconvenienti
deſimo tempoſi udi , che Solimano anche pregiudiziali all’Anime de'Ve -
. nel Regno di Pcrſia foſs’entrato , 'öc ſcovi , Arciveſcovi , ſuoi Familiari ,
inſelicemente fi difendeva pur l’ A conſanguinei, 8c altre perſone Eccle—
frica, dove ..colà di ſuo ordine era_ fiaſtiche,chc ſin dall‘emanazione del.
gionto Barbaroſſa , e diſcacciatone ’la ſudetta Conſtituziqne ſempre mai
Muleaſſeri , al Turco tributaria la.; ſon accaduti,benche detto Paolo lil.
reſe,con tener ſimilmente travaglia per ſua ſpecial grazia di