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"Una vita qualitativarn ente diver- DElLA STESSA COLLANA

sa comporta la bolizione dello


scambio, sotto qualsiasi form a, GIIY Deuord: I SITUAZIONISTI ELE
a favore del clono e dello spirito NU OVEFORMED'AZIONE NELLA
del gioco, AI posto (iella coerci- PO LITI CA ENELL'ARTE. pa go24
L.2500
zione al lavoro l'obiettivo centra-
le e immediato è un'esistenza GIIY oebord: URLA IN FAVORE 01
priva di Imposizioni: il piacere SADE. leslo del film. Ilag. 32
L. 3000
se nza impedimenti. l'attività crea-
tiva second o le passioni dell'in- I.S. (sez . inglese ): LA RI VOLUZIO-
dividuo e In un contesto piena - NEDELL'ARTE MDDERNA EL'ARTE
MODERNA DELLA RIVOLUZIONE
me nte egualitari.... Ilag. 40, L. 4000
Siam o chiaramente tenuti in
ostaggio dal capitale e dalla sua Banut Vanelgem: AVVISO AGLI
STU DENTI. pag o48. L. 5000
tec nologia, costretti a sentirei
dipende nti. persino impotenti, Noll ingham PSlchogeogralJh ical
schiacciati sotto il pe so dell'op- UniI: BREVE STORIA DELL'I.S,
pago64, L 5000
primente inerzia cii secoli di cate-
qorie. modelli e valo ri alienali. Di Raoul Van eigem: ELOGIO DELLA
cile cosa si potrebb e fa re imme- PIGRIZIA AFFINATA, pa g.32, L 3000
diatam en te a meno? Confini, Bob Black: L'ABOLIZIONE DEL
governi, ge rarchia... Che altro? LAVORO , pay.40 . L. 3500
Ouanto temp o occorre pe r elimi-
Luigi Bonlemp i: BYTE RUGINOSI
nare le forme più radicate di pau. 48, L 4000
autorità e separazione. com e la
divisione del lavoro? Molti affer- Luigi Bonlemp i: I TEMPONAUTI
pago48. L. 5000
mano che milioni di individui
morirebbero se l'attuale su ddi- Telefono viola: EFFETII
tanza tecno-globale al lavoro COLLATERALI, pago48, L.5000
fosse eliminata insieme alla Giuseppe Bucalo: LA MALAT-
me rce : consideriamo però il gran
co
lI) TA MENTALE NON ESISTE
numero di persone che sarebbe- N pag. 48. L. 5000
ro libere da occupazioni rnanipo- ):l Raolll Va neigem: LETIERA DI
latorie. pa rassitarie e distruttive a o STALI N AI SUOI FIGLI RICON -
favore della creatività. del la salu- g CILIATI
lI) paq .57. L. 5000
te e della libertà". (JZ ) ...J
FUTURO PRIMITIVO

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JOHN ZERZAN

FUTURO
PRIMITIVO

N A U T L lJ S
On The Transition: postscript to Future Primitive è stato pub- SULLA TRANSIZIONE
blicato nel n° 36 di Anarchy. A journal of desire armed.
Future Primitive, comparso nel n° 33 di Anarchy, è stato pub-
blicato in Future Primitive and other essays, Brooklyn-NY,
Autonomedia 1994 di John Zerzan .
Future Primitive Update è stato pubblicato nel n° 34 di
Anarchy, autunno/inverno 1999-2000. "Certo, la critica è incisiva e tutto quanto, ma com'è
possibile passare da questo mondo lugubre ad un'esi-
Traduzione di Isabella de Caria, Paola Marangon e Matteo stenza piena e genuina?"
Lombardi. Penso che non dovremmo dubitare che questo viaggio
sia possibile, né che l'esplosione necessaria per dargli
Questi testi non sono sottoposti ad alcun copyri qht. inizio possa essere vicina.
Il pensiero della cultura dominante, come sappiamo , ha
Le immagini sono tratte dalle rocce di varie parti del mondo,
sempre affermato che la vita alienata è inevitabile. Infatti ,
quindi appartengono atutti.
la cultura o la civiltà stessa esprime questo dogma
Potete scrivere all'autore al seguente indirizzo: essenziale: il processo di civilizzazione, come ha osser-
John Zerzan vato Freud , è il passaggio forzato da una vita libera e
868 W. 4th naturale ad una vita di continua repressione.
EUGE~IE, OR 97402 USA Oggigiorno la cultura langue, desolata e logora, ovun-
que si guardi. Più importante dell'entropia che affligge la
logica della cultura è però quella che sembra essere la
resistenza attiva, per quanto appena abbozzata, che le
viene opposta. Questo è il raggio di speranza che distur-
ba la gara, altrimenti fin troppo deprimente, cui assistia-
mo per vedere se arriverà prima l'alienazione totale o la
distruzione della biomassa.
Le persone sono imprigionate e messe alla ruota del
vuoto quotidiano, e il fascino della civiltà sbiadisce .
Lasch ha parlato di una rabbia quasi universale che dila-
Stampato nell'aprile 2001 da Stampatre - Torino ga nella società, appena sotto la superficie: sta crescen-
NAUTILUS CP 1311 -10100 TORINO do e molteplici sono i suoi sintomi , che corrispondono al

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rifiuto di lasciare Questo mondo insoddisfatti. Confin i, governi, gerarchia... Che altro? Quanto tempo
Adorno chiedeva: " Che cosa sarebbe la felicità se non occorre per eliminare le forme più radicate di autorità e
fosse misurata dall'incommensu rabile angoscia'di fronte separazione , come la divisione del lavoro? Sono convin-
all'esistente?", Di sicuro la condizione della vita è diven- to, e spero non con l'atteggiamento di chi vuo le applica-
tata un incubo tale da giustificare un simile interrogativo, re alla realtà un principio astratto, che non si possa con-
e forse anche da indurre a pensare che Qualcosa abbia cep ire la libertà totale e l'interezza di vita senza la disso-
preso una piega terribilmente sbagliata tanti ssimo tempo luzione del potere intrinseco degli specialisti di ogni
fa, Quanto meno dovrebbe dimostrare , en trando nello genere.
specifico, che i mezzi di riproduzione della civiltà domi- Molti affermano che mi/ioni di individui morirebbero se
nante (cioè la sua tecnologia) non si posson o usare per l'attuale sudditanza tecno-globale al lavoro fosse elimi-
plasmare un mondo liberato. nata insieme alla me rce . Questa affermazione però non
Il signor Sammler di Saul Bellow si chiedeva : " Che cosa tiene conto di molte potenzialità. Per esempio, conside-
c'è di "comune" nella vita comune? E se qua lche genio riamo il gran numero di persone che sarebbero libere da
dovesse fare con la "vita comun e" ciò che ha fatto occupazioni manipolatorie, parassitarie e distruttive a
Einstein con la "materia" ? Scoprirne l'energia, svelarne la favore della creatività, della salute e della libertà. Ora
radio sltà». Ovviamente , dobbiamo tutti essere come ora , in realtà pochissim i contribuiscono in Qualche ,
quelr 'Elnstein', che è precisamente ciò che scatenerà modo a sodd isfare bisogn i autentici.
un 'energia creativa sufficiente a ridefinire completamen- Trasportare cibo per migliaia di chilometri , occupazione
te le condizioni dell 'esisten za umana, Diec imila anni di per nulla atipica oggig iorno, è un esemp io di attività
teneb re e schiavitù, per parafrasare Vaneigem, non resi- insensata, così come lo è la produzione di incalcolabili
steranno a dieci giorni di rivolu zione totale , che compor- tonnellate di veleni di erbicidi e pe sticidi.
terà la ricostruzione simultanea di noi stessi. Chi non Quest'immagine dell'umanità che morirebbe di fame se
odia la vita moderna? Può il condizionamento che ance- si dovesse tentare una trasformazione si può ridimensio-
ra rimane sopravvivere a una tale esplosione di vita, che nare prendendo in considerazione alcun i altri aspetti del-
ne elimini inesorabilmente le fonti? l'agricoltura , di carattere più positivo . È perfettamente
Siamo chiaramente tenuti in ostaggio dal capitale e possibile, in termini generali , coltivare il cibo di cui
dalla sua tecnolog ia, costretti a sentirci dipendenti, per- abbiamo bisog no. Vi sono metodi semplici, che non
sino impotenti, schiacciati sotto il peso dell 'opprimente comportano alcuna divisione del lavoro , e consentono di
inerzia di secoli di categorie, modelli e valori alienati. Di ottenere grand i rese in piccoli spazi.
che cosa si potrebbe fare immediatamente a meno? L'agricoltura stessa dev 'essere superata! così come

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l'addomesticamento, perché sottrae più sostanze organi- energia, di risorse e di tempo . Quando gli esseri umani
che al terreno di quante ne restituisca. La permacoltura è avranno ristabilito un 'intimità con la natura e saranno
una tecnica che sembra tentare un tipo di coltivazione diventati più sani e più robusti , tali regioni probabilmen-
che si sviluppa o si riproduce da sola e quindi tende ad te si ripopoleranno , in maniera completamente diversa.
avvicinarsi alla natura e ad allontanarsi dall 'addomestica- Quanto alla popolaztone, la sua crescita è un fenomeno
mento. È un esempio di promettente modalità di sosten- così poco naturale o neutro come lo è la sua tecnologia.
tamento intanto che ci si allontana dalla civiltà. Un altro Quando la vita è fatalmente priva di equilibrio, il bisogno
aspetto pratico della tran sizione è la coltivazione ,nell,e di riprodursi appare come una forma di compensazione
città e un ulteriore passo verso Il superamento dell açn- dell 'immiserimento , mentre i livelli della popolazione
coltura potrebbe essere la propagazione più o meno sarebbero relativamente bassi come avviene fra i racco-
casuale di piante . glitori-cacciatori non civilizzati che ancora abitano alcu-
Per quanto riguarda la vita nelle aree urbane, si dovreb- ne regioni del mondo.
be compiere qualsiasi passo verso l'autonomia ~ l'auto- Enrico Guidoni ha osservato che le strutture architetto-
sufficienza, a partire da ora, in modo da poter POI abban- niche necessariamente rivelano molto del contesto
donare tanto più rapidamente le città . Create in risposta sociale in cui sorgono. Allo stesso modo, l'isolamento e
all'esigenza del capitale di accentrare il controllo d,el~e la sterilità delle abitazioni nella società di classe non
transazioni economiche , della religione e del dominio sono affatto casuali e meritano di essere eliminate in
politico, le città restano enormi monumenti devastato~i toto. Architettura senza architetti di Rudofsky esamina
della vita in onore delle stesse esigenze basilari del capi- alcuni esempi di abitazioni costruite non da esperti , ma
tale. Si potrebbero utilizzare come qualcosa di simile a frutto di un'attività comune spontanea e in continua evo-
ciò che ora conosciamo come musei. cosicché le gene- luzione. Immaginiamo l'invitante vivacità delle abitazioni,
razioni successive al sovvertimento radicale del presente ciascuna unica e non prodotta in massa, espressione di
possano apprendere quanto grottesca sia d.i~entat~ l'esi- una serena reciprocità che potrebbe emergere dall 'ab-
stenza della nostra specie , Strutture mobih destinate a battimento dei confini e delle miserie artificiali , materiali
feste e divertimenti sarebbero forse la configurazione più ed emotive .
simile alla città che lavita disalienata potrebbe esp rimere. È probabile che in un mondo nuovo la "salute" sarà un
Parallalelamente all'abbandono delle città , si potrebbe problema ancor più facile da risolvere di quello dell 'abi-
verificare un'analoga migrazione dai climi freddi verso tazione. La "medicina" industriale e disumana di oggi è
quelli più caldi. Il riscaldamento degli spazi ab.itativi ~ell~ totalmente complice dei processi generali della società
regioni settentrionali costituisce un assurdo dispendio dI che ci derubano della vita e della vitalità. Tra gli lnnurne-

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revoli esempi di criminalità odierna, lo sfruttamento che preservare il potere e cementare la sua presa su di
diretto della miseria umana deve trovarsi ai primi posti. noI.
Le pratiche di cura alternative pongono già una grossa Una vita qualitativamente diversa comporta l'abolizione
sfida al modello dominante, ma l'unica soluzione reale è dello scambio, sotto qualsiasi forma, a favore del dono e
l'abolizione di un sistema che per sua stessa natura dello spirito del gioco. AI posto della coercizione al lavo-
genera una serie incredibile di malattie fisiche e mentali. ro - e quanto del presente potrebbe continuare senza
Da Reich a Mailer, ad esempio, il cancro è considerato quel tipo preciso di coercizione? - l'obiettivo centrale ed
come lo sviluppo di una follia generale repressa e nega- immediato è un 'esistenza priva di
ta. Prima della civilizzazione la malattia praticamente non imposizioni: il piacere senza impedi-
esisteva. Come poteva essere altrimenti? Da dove pro- menti, l'attività creativa sul modello di
vengono le malattie degenerative e infettive, i malesseri Fourier, secondo le passioni dell'indivi-
emotivi e tutti gli altri disturbi se non dal lavoro, dalla duo e in un contesto pienamente egualita-
tossicità, dalla città, dall 'estraniazione, dalla paura, dal- rio.
l'insoddisfazione, dall'intero tessuto di una realtà dete- Che cosa conservare? Gli strumenti
riorata e alienata? Distruggendone la fonte si sradicherà che consentono di "risparmiare lavoro e
la sofferenza. I piccoli disturbi si potrebbero trattare con fatica"? A meno che non comportino alcuna
erbe e rimedi analoghi , senza parlare di una dieta basata divisione del lavoro (ad esempio, una leva o
su alimenti sani e non trattati. uno scivolo), questa nozione è pura fantasia '
È evidente che non ci si può liberare in un istante del- dietro il termine "risparmiare" si cela il duro'
l'industrializzazione e delle fabbriche, ma è altrettanto lavoro di molti ed il saccheggio del mondo
chiaro che se ne deve perseguire l'eliminazione con tutto naturale. Come ha affermato il gruppo pari-
il vigore nell'impeto dell'attacco. Questa riduzione in gino /nterrogations: «Le ricchezze di oggi
schiavitù degli individui e della natura deve scomparire non sono ricchezze umane; sono ricchezze
per sempre , cosicché parole come produzione ed econo- per il capitalismo , che rispondono all'esi-
mia si svuotino di ogni significato. Un graffito del mag- genza di vendere e stupire . I prodotti che
gio '68 in Francia diceva semplicemente "Adesso!". I fau- fabbrichiamo , distribuiamo e amministria-
tori di quella ribellione avevano evidentemente compreso mo sono l'espressione materiale della
la necessità di andare rapidamente fino in fondo, senza nostra alienazione ».
temporeggiare né scendere a compromessi con il vec- Alla prospettiva o possibilità di trasforma-
ch io mondo. Una rivoluzione a metà non farebbe altro re la vita, viene opposto fin dal primo

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momento qualsiasi tipo di timore e dubbio. «La rivolta
non significherebbe disordine, assalti, violenza, ecc.?»
FUTURO PRIMITIVO
Tuttavia, le insurrezioni popolari sembrano dare espres-
sione concreta a forti sentimenti di gioia, unità e genero-
sità. Considerando gli esempi più recenti negli Stati Uniti , La divisione del lavoro,·che tanto ha contribuito a con-
le insurrezioni urbane degli anni sessanta, New York nel durci all'odierna crisi globale, opera quotidianamente per
1977 e Los Angeles nel 1992, si rimane soprattutto col- impedirci di capire le origini di quest'orribile presente.
piti dalla condivisione spontanea, dal drastico calo della Mary Lecron Foster (1990) sicuramente pecca per ecces-
violenza interraziale e della violenza contro le donne, e so di moderazione ammettendo che oggi l'antropologia è
persino dal clima festoso. . «minacciata da una grave e pregiudizievole frammenta-
Il maggiore ostacolo sta nel dimenticare il primato del zione ». Shanks e Tilley (1987b) lanciano in proposito
negativo. L'esitazione , la coesistenza pacifica: questa un 'insolita sfida: «Lo scopo dell'archeologia non è sem-
plicemente quello di interpretare il passato, ma di modi-
mancanza di desideri si rivelerà fatale se le si consente di
ficare il modo in cui il passato è interpretato nel presen-
prevalere . " vero impulso umanitario e pacifico ~ que.llo te ai fini della ricostruzione sociale». Naturalmente le
che si dedica a distruggere implacabilmente la dinamica stesse scienze sociali agiscono contro quell'ampiezza e
malefica nota come civiltà, a partire dalle sue radici. Il profondità di vedute necessarie per tale ricostruzione.
tempo è un 'imposizione coercitiva e limitante della cultu- Riguardo alle origini e allo sviluppo dell'umanità, l'ordi-
ra, attribuire nomi significa esercitare un controllo, come ne frantumato di campi e sottocampi - antropologia,
contare, ed è un aspetto dell'allontanamento dellinguag- archeologia, paleontolog ia, etnolog ia, paleobotanica,
gioo AI punto estremo cui siamo arrivati possiamo scor- etnoantropologia, eccetera - rispecchia l'effetto limitante
gere la necessità di un completo ritorno alla t.erra, all.'in- e storpiante rappresentato dalla civiltà fin dai suoi pri-
timità di tutti i sensi con la natura, quella raggiunta pnma mordi.
che la simbolizzazione trasformasse l'esistenza in una Ciononostante la letteratura, se affrontata con consape-
caricatura reificata e separata di se stessa. Questa volta volezza, con metodo appropriato e con il des iderio di
se ne potrà assaporare il fascino ancor più felicemente: spingersi oltre i suoi limiti, fornisce un valido aiuto.
ora sapp iamo quello che i nostri antenati non hanno Infatti, la debolezza dei modi di pensare più o meno orto-
dossi può cedere, e cede , alle esigenze di una società
capito che andava evitato.
sempre più insoddisfatta. L'infelicità tipica della vita con-
Si può cominciare subito a spaccare il cemento, come temporanea si trasforma in diffidenza nei confronti delle
consigliò una volta il mio amico Bob Brubaker. menzogne ufficiali raccontate per legittimare quella vita
Letteralmente: sotto il pavé la spiaggia! ed emerge un ritratto più veritiero dello sviluppo dell'u-

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manità. Nella vita moderna la rassegnazione e la sotto ~ abbandonare quella vita semplice e spingersi verso com-
missione sono state a lungo spiegate come elementi piesse imprese sociali e tecnologiche .
contingenti alla "natura umana'. Dopo tutto, la nostra esi- Ora apprendiamo che per lungo tempo lavita umana non
stenza precivilizzata, fatta di privazioni , brutalità,e igno- solo non conosceva l'alienazione e il dominio, ma che gli
ranza ha reso l'autorità un dono benevolo che CI ha sal- esseri umani di quel periodo, come dimostrano le ricer-
vati d~lIa barbarie. "Cavernicolo" e "uomo di Neanderthal" che condotte fin dagli anni ottanta da archeologi come
sono ancora termini usati per ricordarci dove ci trove- John Fowlett, Thomas Wynn e altri, possedevano capa-
remmo senza religione, governo e lavoro. cità intellettive come minimo uguali alle nostre: un altro
Questa visione ideologica del nostro passato è stata colpo fondamentale inferto alla civilizzazione. Dopo una
rad icalmente sovvertita negli ultimi decenni grazie al simile batosta , qual 'è stata , la tesi dell '''ignoranza''
lavoro di studiosi quali Richard Lee e Marshall Sahlins. dev'essere accantonata, per esaminare le nostre origini
Si è verificato un capovolgimento pressoché totale nel- sotto una nuova luce.
l'ortodossia antropolog ica, con importanti implicazioni. Per inserire nel contesto la questione della capacità
Ora infatti sappiamo che, prima dell 'addomesticamento e intellettiva è utile esam inare le varie interpretazioni ,
dell 'agricoltura , la vita era fatta di ozio , intim!tà co~ la pesantemente ideologiche, dell 'origine e dello sviluppo
natura, saggezza istintiva, uguaglianza tra I sessi e dell 'umanità, Robert Ardrey (1961 , 1976) ci presenta una
benessere. Per un paio di milioni di ann i Questa è stata la visione della preistoria sanguinaria e maschilista, così
nostra natura, prima di esse re ridotti in schiavitù da come fanno , seppure in tono minore, Desmond Morris e
preti , sovrani e capi. ,. ' Lionel Tiger. Analogamente, Sigmund Freud e Konrad
Un 'altra rivelazione sbalorditiva , che SI collega e Lorenz scrissero dell'innata depravazione della specie ,
approfondisce la prima, è in gado di dirci qualcosa ~.i fornendo così il loro contributo ad un presente gerarchi-
ugualmente importante riguardo a chi eravamo e ~ CI? co e opprimente ,
che potremmo nuovamente tornare ad es~ere . La prlncl~ Fortunatamente, è emerso un punto di vista assai più
pale confutazione delle nuove descnztoru della vita del plausibile, che corrisponde alla visione complessiva della
raccoglitori-cacciato ri è consistita, sebbene sp~sso vita nel paleolitico. La condivisione del cibo è stata con-
senza che fosse esplicitamente dichiarato , nel qualificare siderata per lungo tempo come parte integrante delle
questo stile di vita con condiscendenza , come il f!lassi- prime società umane (cfr. Washburn e DeVore 1961).
mo che una specie in via di sviluppo potesse raggiunge- Jane Goodall (1971) e Richard Leakey (1978) , tra gli
re in una fase precoce . Questa tesi ammette ~ì la presen ~ altri, sono giunti alla conclusione che si è trattato del
za di un lungo periodo di apparente stato di graZia e di principale elemento determinante nel nostro sviluppo
esistenza pacifica, ma sostiene che gli ess~ri umani ,sem- tipico di homo a partire da almeno due milioni di anni fa.
plicemente non possedevano le facolta mentali per Questa teoria, portata avanti fin dai primi ann i settanta da

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Linton, Zihlman, Tanner e Isaac, è quella tuttora domi- ficativa dal cibo procurato dai maschi (Hamilton 1984),
nante. Un argomento efficace a sostegno della tesi della sembra probabile che più della divisione del lavoro fos-
cooperazione, rispetto a quel.la de!la violenza cencranzza- sero la flessibilità e le attività comuni a svolgere un ruolo
ta e del predominio maschile, riguarda la dtmlnuzione centrale (Bender 1989). Come ha sottolineato Zihlman
delle differenze di taglia e di forza tra maschi e femmine (1981), la componente principale dell'esistenza dei primi
durante le prime fasi dell 'evoluzione . Il cosiddetto dimor- esseri umani sembra essere stata una flessibilità com-
fismo sessuale era in principio molto pronunciato e com- portamentale generalizzata. Joan Gero (1991) ha dimo-
prendeva caratteristiche quali canini sporgenti (o "denti strato che gli utensili di pietra potevano essere costruiti
da combattimento") nei maschi e canini molto più picco- sia dalle dònne sia dagli uomin i; infatti Poirier (1987) fa
li nelle femmine. La scomparsa dei grossi canini maschi- notare che non esiste «alcun reperto archeologico che
li induce a ritenere che le femmine della specie esercita- confermi la tesi secondo cui i primitivi prevedessero una
rono una selezione a favore dei maschi socievoli e divisione sessuale del lavoro». È improbabile che la rac-
comunitari. In mancanza di questa capacità di scelta colta di cibo comportasse anche solo una minima divi-
delle femmine , oggi in molte specie di scimm ie i maschi sione del lavoro (Slocum 1975) e la specializzazione in
possiedono, significativamente, canini più lunqhi e base al sesso dev'essere comparsa piuttosto tardi nell'e-
più grossi delle femmine (Zihlman 1981 , voluzione umana (Zihlman 1981 , Crader e Isaac 1981).
Tanner 1981). Se l'adattamento che ha dato origine alla nostra specie
La divisione del lavoro tra i sessi , fattore era incentrato sulla raccolta, quando è comparsa la cac-
un tempo semplicemente dato per sconta- cia? Secondo Binford (1984), non ci sono indizi dell 'uso
to ed espresso in termini di cacciatore e di prodotti animali (ad es. tracce di pratiche di macella-
raccoglitrice, è un altro aspetto zione) fino alla comparsa, relativamente recente, di esse-
fondamentale quanto alle origini ri umani anatomicamente modern i. Studi al mic roscopio
della specie umana. Oggi è un elettronico compiuti su denti fossili ritrovati in Africa
fatto ampiamente accettato che la orientale (Walker 1984) indicano una dieta composta
raccolta di piante commestibili, principalmente di frutti, mentre un esame analogo di
prima considerata prerogativa esclusiva utensili di pietra rinvenuti presso il sito di Koobi Fora, in
delle donne e di importanza seconda- Kenya, risalenti a un milione e mezzo di anni fa (Keeley e
ria rispetto alla caccia praticata dagli Toth 1981), dimostra che erano utilizzati con sostanze
uomini, costituisse la principale vegetali. Le modeste quantità di carne presenti nella
risorsa alimentare (Johansen e dieta dell'antico paleolitico provenivano dalla raccolta di
Shreeve 1989). Poiché le femmine carcasse animali piuttosto che dalla caccia (Ehrenberg
non dipendevano in misura signi- 1992).

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La condizione "naturale" della specie era evidentemente lire a circa 3,1 milioni di anni fa (Klein 1989). Forse il
basata su una dieta principalmente composta di vegetali motivo principale per cui si possono attribuire allo sfor-
ricchi di fibre, del tutto diversa da quella odierna ad alto zo umano è che si tratta di oggetti fabbricati con l'ausilio
contenuto di grassi e proteine animali , con i conseguen- di altri utensili, caratteristica riscontrata esclusivamente
ti disturbi cronici (Mendeloff 1977). Sebbene i nostri negli esseri umani, allo .stato attuale delle conoscenze .
primi antenati adoperassero la loro «conoscenza detta- Homo habilis, o "uomo abile", indica quella che è consi-
gliata e una forma di mappatura cognitiva del territorio» derata la prima specie umana conosciuta e il suo nome è
(Zihlman 1981) per procurarsi i vegetali necessari alla associato ai più antichi utensili di pietra (Coppens 1989).
loro sussistenza, i reperti archeologici che testimoniano Rudimentali attrezzi di legno e di osso , sebbene più dete-
l'esistenza della caccia aumentano lentamente nel corso riorabili e quindi scarsamente presenti fra i reperti
del tempo (Hodder 1991). archeologici , furono anche usati dall 'homo habilis in
Numerosi elementi hanno tuttavia capovolto le ipotesi Africa e in Asia e rivelano un adattamento «notevolmen-
riguardo all'ampia diffusione della caccia n'el paleolitico . te semplice ed efficace » (Fagan 1996). In questo stadio i
Cumuli di ossa inizialmente interpretati c'ome segno di nostri antenati avevano un cervello e una corporatura più
massicce uccisioni di mammiferi, per esempio, ad un piccoli dei nostri , ma Poirier (1987) rileva che «la loro
esame più attento si sono rivelati essere il risultato dello anatomia postcraniale era abbastanza simile a quella
scorrimento di fiumi oppure nascosti da animali. Where attuale » e Holloway (1972, 1974) ammette che i suoi
There Elephant Hunters at Tooralba? di Lewis Binford è studi su calchi endocranici di questo periodo indicano
un buon esempio di questo genere di analisi più accura- un'organizzazione cerebrale fondamentalmente moder-
ta, in cui l'autore dubita che la caccia fosse praticàta in na. Analogamente, gli utensili datati a più di due milioni
misura significativa fino a 200.000 anni fa o addirittura di anni fa rivelano una costante predominanza dell 'uso
più tardi. Adrienne Zihlman (1981) ha concluso che «la della mano destra per il modo in cui le pietre sono state
caccia è comparsa relativamente tardi nell 'evoluzione » e foggiate . Nell'uomo moderno la tendenza all'uso della
«non può risalire a più di un centinaio di migliaia di anni destra è collegata a caratteristiche prettamente umane
fa». Secondo molti (tra cui Straus 1986, Trinkhaus quali la pronunciata lateralizzazione del cervello e la rnar-
1986), non sussistono riscontri significativi della caccia
ai grossi mammiferi fino ad un periodo ancora più tardi-
vo, cioè la fine del paleolitico superiore , appena prima
della comparsa dell'agricoltura.
I più antichi manufatti conosciuti sono utensili di pietra
provenienti da Hadar, nell 'Africa orientale. Grazie a meto-
di di datazione più sofisticati , si ritiene che possano risa-

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cata separazione funzionale degli emisferi cerebrali. Klein tracciare un chiaro confine tassonomico tra homo erec-
conclude che Questo «è Quasi certamente indice di tus e antico homo sapiens da un lato e tra homo sapiens
facoltà cognitive e comunicative umane fondamentali ». antico e anatomicamente moderno dall 'altro ». Del pari ,
L'altro principale predecessore dell ' homo sapiens è Foley (1989) osserva che «non vi sono grandi differenze
l'homo erectus, comparso circa 1,75 milioni di anni fa anatomiche tra homo erectus e homo saplens- . Jelinek
Quando gli esseri umani migrarono dalle foreste verso le (1978) dichiara apertamente che «non esiste una buona
praterie africane, più aperte e aride. Sebbene le sole ragione , anatomica o culturale » per dividere erectus e
dimensioni del cervello non siano necessariamente cor- sapiens in due specie diverse e conclude (1980) che gli
relate alla capacità intellettuale, il volume cranico del- esseri umani , almeno a partire dal paleolitico medio ,
l'homo erectus è talmente simile a Quello attuale che «possono essere considerati homo sapiens- (come fa
Questa specie «dev'essere stata capace di molti compor- Hublin 1986). La notevole retrodatazione della comparsa
tamenti identici» (Ciochon , Dlsen e Tames 1990) . dell 'intelligenza, discussa più avanti , va posta in relazio-
Secondo Edey e Johanson (1981) , «se si dovessero met- ne con l'attuale confusione riguardo alle specie, nella
tere a confronto l'homo erectus dal cranio più grande e misura in cui perde terreno il modello evolutivo generale
l'homo sapiens dal cranio più piccolo - ignorando tutte le un tempo prevalente .
altre caratteristiche - i nomi delle specie dovrebbero Ma la controversia sulla classificazione delle specie è
essere invertiti». L'homo di Neanderthal, che ci precede interessante solo in relazione a come vivevano i nostri
direttamente, possedeva un cervello leggermente più primitivi antenati. Nonostante la natura irrisoria di ciò
grande del nostro (Delson 1985, Holloway 1985, Donald che può sopravvivere tanti millenni, possiamo cogliere
1991). Anche l'uomo di Neanderthal, epiteto fin troppo alcune caratteristiche di Quella vita, con i suoi aspetti,
abusato , è stato comunque descritto come un prlrnitivo , spesso eleganti , antecedenti la divisione del lavoro. La
una creatura brutale - in accordo con le teorie hobbesia- "cassetta degli attrezzi" ritrovata nella zona della gola di
ne dominanti - nonostante la sua manifesta intelligenza e Dlduvai, resa famosa dai Leakey, contiene «almeno sei
la sua enorme forza fisica (Shreeve 1991). tipi di arnesi chiaramente identificabili» datati circa 1,7
Di recente, tuttavia, la stessa classificazione delle specie milioni di anni fa (M. Leakey 1978). Qui comparve presto
è diventata un'ipotesi discutibile (Day 1987, Rightmire l'ascia acheuleana, con la sua bellezza simmetrica, in uso
1990). È stata rich iamata l'attenzione sul fatto che cam- per circa un milione di anni. Foggiata a forma di lacrima
pioni fossil i appartenenti a differenti specie di homo e dotata di uno straord inario bilanciamento, da essa tra-
«presentano tutti tratti morfologici intermedi », il che spare la grazia e la maneggevolezza di un attrezzo risa-
infonde il sospetto di un 'arbitraria suddivisione dell'u- lente a un'era di gran lunga precedente il simbolismo.
man ità in ordini separati (G ingerich 1979, Tobias 1982). Isaac (1986) ha osservato che «le esigenze essenziali di
Fagan (1989), per esempio , ci dice che «è molto difficile utensili affilati possono essere soddisfatte dalle varie

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forme create in base ai modelli "olduvalanl' di scheggia- co degli adulti moderni ». Gowlett, come Wynn , esamina
tura delle pietre » e si è chiesto come si sia arrivati a pen- il "pensiero operativo" necessario per l'uso del martello,
sare che «più complesso sign ifichi più adatto ». In que- dalla misurazione della forza alla scelta dell 'angolazione
st'epoca remota, a giud icare dai segni di taglio osservati corretta, secondo una sequenza ord inata e con la fless i-
sulle ossa ritrovate, gli esseri umani adoperavano pelli e bilità necessaria per modificare la procedura. Eg li sostie-
tendin i recuperati da carcasse animali per ricavarne ne che era necessaria una capac ità di manipolazione,
corde, borse e tappeti (Gowlett 1984). Altri elementi concentrazione , visualizzazione di forme tridimensionali
lasciano suppo rre che le pellicce fossero usate come e pianificazione , e che tal i requ isiti " erano patrimonio
rivestimenti per le pareti delle caverne e come sedili , comune dei primi esseri umani già due milioni di ann i
mentre le alghe forn ivano i giacigli su cui dormire fa», e agg iunge che "si tratta di un fatto accertato, non di
(Butze r 1970). un 'ipotesi ».
L'uso del fuoco risale ad almeno due milioni d'anni fa Durante il lungo periodo del paleolitico si verificarono
(Kempe 1988) e forse sarebbe comparso anche prima se poch i cambiamenti sign ificativi nella tecnolog ia (Rolland
non fosse per le condizion i tropical i dell 'originaria terra 1990) . Secondo Gerard Kraus (1990) l'innovazione
natale dell 'uman ità, l'Africa, come suggerisce Poirier «misurata in termini di sviluppo degli attrezzi di pietra,
(1987) . Le tecniche perfezionate di accensione del fuoco nell 'arco di due milioni e mezzo di anni fu praticamente
permettevano di incendiare le caverne per eliminare gli nulla» . Alla luce delle odierne conosc~enze
insetti e di riscaldare i ciottoli che costituivano il pavi- sull 'intelligenza preistorica, que-
mento (Perles 1975, Lumley 1976), comodità apparse sta "stagnazione" dà particolar- ( '
molto presto nel paleolitico . mente fastidio a numerosi
Come osserva John Gowlett (1986) , alcuni archeologi esperti in scienze sociali. A I
ritengono ancora che tutti gli esseri umani anteriori parere di Wymer (1989) «è dif-
all 'homo sapiens - comparso appena trentamila anni fa - . ficile comprendere uno svilup-
fossero di gran lunga più primitivi di noi esseri "comple- po così lento ». A me sembra
tamente uman i". Tuttavia, oltre ai riscontri, sopra citati , di invece assai plausibile che
un 'anatom ia cerebrale sostanzialmente "modern a" persi- l'intelligenza, sorretta dalla
no nei primi esseri uman i, questa minoranza deve oggi ricchezza e dalla soddisfa-
fare i conti anche con opere più recenti che dimostrano zione offerte dalla vita del
l'esistenza di un 'intelligenza umana completa pratica-
mente a partire dalla nascita della specie umana.
Secondo Thomas Wynn (1985), la fabbricazione dell 'a-
scia acheuleana richiedeva «un grado di intelligenza tipi-
raccogl itore-cacciatore, sia
il vero motivo della netta
mancanza di "progresso".
Evidentemente la specie
1
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ha rifiutato la divisione del lavo ro, l'addomesticamento e ne elementare della cultura simbolica è seguita di pari
la cultura simbolica fino a tempi piuttosto recenti. - passo dall 'alienazione dalla natura.
Inoltre il pensiero contemporaneo, nella sua incarnazio- Cohen (1974) ha sostenuto che i simboli sono «essen-
ne postmoderna, vorrebbe negare l'esistenza di una ziali allo sviluppo e al mantenimento dell 'ordine sociale».
separazione tra natura e cultura; tuttavia, date le facoltà Questo impl ica - come risulta, ancor più precisamente ,
presenti negli esseri umani prima della civilizzazione, da numerosi riscontri concreti - che prima della compar-
potrebbe essere più esatto affermare che essi, sostan- sa dei simboli non esisteva alcuna condizione di dis-ord i-
zialmente , preferirono per lungO tempo la natura alla cul- ne che li rendesse necessari. In senso analogo , Lévi-
tura. Quasi tutte le azioni o gli oggetti umani vengono Strauss (1953) ha rilevato che «il pensiero mitico deriva
abitualmente considerati come simbolici (vedi sempre dalla consapevolezza di contrasti e progredisce
Botscharow 1989), posizione che , in termini generali, fa nell 'ottica della loro risoluzione ». Allora da dove vengo-
parte del rifiuto di una distinzione tra natura e cultura. no l'assenza di ordine , i conflitti o i "contrasti'? Tra le
Tuttavia, qui ci riferiamo proprio alla cultura in migliaia di monografie riguardanti aspetti specifici , la let-
quanto manipolazione delle forme simbo- teratura sul paleolitico non offre quasi nulla su questa
liche di base. Sembra inoltre chiaro che fondamentale questione. Un 'ipotesi ragionevole, a mio
_ né il tempo reificato , né il linguaggio parere, è che la divisione del lavoro, passata inosservata
~ (scritto , di sicuro , e probab ilmente par- a causa del suo lentissimo prog resso ed insufficiente-
lato per gran parte di tale periodo), né mente compresa a causa de lla sua novità, cominciò a
numeri né arte trovarono posto nella vita provocare piccole crepe nella comunità umana nonché
umana preistorica, nonostante l'esistenza di pratiche nocive nei confronti della natura. Nel tardo
un'intelligenza pienamente in grado di svilup- paleolitico superiore, «15.000 anni fa, iniziamo ad osser-
parli. vare in Med io Oriente una special izzazione nella raccolta
Vorrei rilevare , di sfuggita, che concordo con di vegetali e nelle pratiche di caccia », afferma Gowlett
Goldschmidt (1990) quando afferma che «la (1984). L'improvvisa comparsa di attività simboliche (ad
dimensione occulta del mondo simbolico è il esempio, rituali ed artistiche) nel paleolitico superiore è
tempo ». Come sostiene Norman O. Brown , «la stata senza dubbio considerata dagli archeologi come
vita non re pressa non appartiene al tempo stori- una delle «grandi sorprese » della preistoria (Binford
co», affermazione che considero un promemoria 1972), data l'assenza di questo genere di attività durante
del fatto che il tempo in quanto elemento mate- il paleolitico medio (Foster 1990, Kozlowski 1990). Ma
riale non è insito nella realtà, ma è un'imposizio- gli effetti della divisione del lavoro e della specializzazio-
ne culturale , forse la prima imposizione cultura- ne facevano sentire la loro presenza come un crollo della
le sulla realtà. L'evoluzione di questa dimensio- totalità e dell 'ordine naturale: una mancanza che andava

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compensata. È sorprendente che questa transizione si possa valutare universalmente il grado di evolu zione) ;
verso la civiltà possa ancora essere considerata positiva. non esistono prove definitive che permettano di trarre
Foster (1990) sembra esaltarla quando conclude che «il , tale conclusione (Allport 1983). Vi sono molti casi
modo simbolico ... si è rivelato straord inariamente adat- (Lecours e Joanette 1980, Levine et. al. 1982) di pazien-
tativo, altrimenti perché l'homo sapiens sarebbe diventa- ti che, a causa di traumi o altre menomazioni cerebrali ,
to materialmente il padrone del mondo? » Ha sicuramen- hanno perso l'uso della parola , compresa la capacità di
te ragione , così come quando riconosce nella «manipo- parlare silenziosamente fra sé e sé , e sono comunq ue
lazione dei simboli l'essenza stessa. della cultura», ma pienamente in grado di formulare pensieri coerenti di
sembra ignorare il fatto che il successo di tale adatta- og ni sorta. Questi dati inducono fortemente a ritenere
mento ha portato all'alienazione dell'uomo dalla natura e che «le facoltà intellettuali umane sono davvero form ida-
alla distruzione di quest'ultima, fino alle terribili dimen - bili, anche in assenza di linguagg io» (Donald 1991).
sioni attuali di questi due fenomen i. In termini di rappresentazione simbolica nelle azioni,
È ragionevole supporre che il mondo simbolico ebbe ori- Goldschmidt (1990) osserva giustamente che «l'inven-
gine con la formulazione del linguagg io, emerso i ~ qual- zione del rituale nel paleolitico superiore può benissimo
che modo da una «matrice di co municazione non verba- esse re stato l'elemento struttura le che ha dato grande
le assai diffusa» (Tanner e Zihlman 1976) e dai contatti impulso all'espansione della cultura». Il rituale ha svolto
interpersonali. Non c'è consenso rigua rdo all'epoca in diversi ruoli chiave in qu ello che Hodder (1990) definisce
cu i comparve il linguagg io, tuttavia non vi sono indizi «l'implacabile dispiegamento della struttura simbolica e
della sua esistenza prima dell "'esplosione" culturale del sociale » che ha accompagnato la comparsa della media-
tardo paleolitico superiore (Dibble 1984, 1989). Il lin- zione culturale . Il rituale si è rivelato essenziale come
.g1Jaggio sembra avere operato come «agente ìnibltore» , mezzo atto a raggiungere e consolidare la coesione
come mezzo per assoggettare la vita ad «un magg ior sociale (Johnson 1982, Conkey 1985); i rituali totem ici,
controllo» (Mumford 1971 ), per contenere il flusso di ad esempio , rafforzano l'unità del clan .
immag ini e sensazioni verso cui gli esseri umani premo- Si comincia a comprendere il ruolo dell'addomestica-
dern i erano ricettivi. In questo senso avrebbe verosimil- mento, o sottomissione della natura, nel l'ordinamento
mente segnato un precoce distacco da una vita di aper- culturale del selvatico attraverso il rituale. Èevidente che
tura e di comunione con la natura a favore di una vita più la femmina come categoria culturale, cioè un essere sel-
orientata verso il dominio e l'addomesticamento che vaggio e pericoloso , nasce in questo periodo . Le statuet-
seguirono l'avvento della cultura simbolica. È probab il- te rituali di "Venere" hanno fatto la loro comparsa circa
mente errato, tra l'altro, presumere che il pensiero 25.000 ann i fa e sem brano essere un esempio della
umano si sia evoluto per il fatto che pensiamo con le prima simbol izzazione della donna a scopo di rappresen-
parole (ammesso che esista un pensiero 'neutro", di cui tazione e controllo (Hodder 1990). La sottomissione

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della natura sel- affermare che «l'arte e la religione nascono da un desi-
vaggia si manife- derio insoddisfatto». In principio astrattamente con illin-
sta ancor più con- guagg io, poi in modo più intenzionale con il rituale e l'ar-
. cretarn ente in questo te, la cultura interviene per rispondere artificialmente
periodo nella caccia sistema- all'inquietudine spirituale e sociale
tica di grossi mammiferi , Il rituale e la magia devono aver dominato l'arte primor-
attività di cui il rituale costi- diale (paleolitico superiore) ed erano probabilmente
tuiva parte integrante (Ham- essenziali, insieme ad una crescente divisione del lavoro
mond 1974, Frison 1986), per il coordinamento e la guida della comunità (Wyme~
La pratica sciamanica del ritua- 1981) . In quest'ottica, Pfeiffer (1982 ) ha descritto le
le si può inoltre considerare famose pitture rupestri europee del paleolitico superiore
come una regressione da quello come la forma originaria di iniziazione dei giovani a siste-
stato in cui tutti condividevano mi sociali divenuti più complessi, necessaria per mante-
una coscienza che oggi defini- nere l'ordine e la disciplina (cfr. anche Gamble 1982,
remmo extrasensoriale (Leonard Jochim 1983). L'arte potrebbe anche aver contribuito al
1972). Quando solo gli esperti pretendono di poter acce- controllo della natura, ad esempio favorendo lo sviluppo
dere a tale percettività superiore, che era un tempo di un primo senso di territorialismo (Straus 1990).
comune , si favoriscono ed esaltano ulteriori regress ioni L'emergere della cultura simbolica, con la sua propen-
nella divisione del lavoro. Il ritorno alla felicità attraverso sione intrinseca amanipolare e controllare, aprì presto la
il rituale è una tematica mitica quasi universale, che pro- porta all'addomesticamento della natura. Dopo due
mette, tra le altre gioie, la dissoluzione del tempo misu- milioni di anni di vita umana trascorsi in sintonia con la
rabile . Questo tema del rituale pone in risalto un'assenza natura e in equilibrio con le altre specie , l'agricoltura ha
che il rituale stesso mira falsamente a colmare , così trasformato il nostro stile di vita, le nostre modalità di
come fa la cultura simbolica in generale. adattamento, in un modo senza precedenti. Mai prima di
Il rituale come modo di organizzare le emozioni , come allora una specie aveva subito una trasformazione radi-
metodo di orientamento e restrizione culturali, introduce cale tanto profonda e rapida (Pfeiffer 1977). L'auto-
l'arte, un aspetto dell 'espressività rituale (Bender 1989) . addomesticamento attraverso il linguaggio, il rituale e
Secondo Gans (1985) «vi sono ben pochi dubbi che le l'arte ispirò il successivo addomesticamento di piante e
varie forme di arte profana derivino originariamente dal animali. Comparsa appena 10.000 anni fa, la coltivazione
rituale ». Possiamo scorgere il principio di un disagio, la trionfò rapidamente, perché il controllo , per sua natura,
sensazione che un'autenticità diretta e antica stia scom- comporta il suo rafforzamento. Una volta impostasi , la
parendo. Credo che La Barre (1972) abbia ragione ad volontà di produrre diventò tanto più produttiva quanto

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più efficientemente veniva esercitata, e di conseguenza .Un'altra conseguenza fu l'invenzione del numero, inutile
tanto più predominante e adattativa. prima dell 'esistenza della proprietà dei raccolti, degli ani-
L'agricoltura rende possibile una divisione del lavoro mali e dei' terreni, una caratteristica peculiare dell'agri-
molto più marcata, fissa le fondamenta materiali 'della coltura. Lo sviluppo dei numeri rese più impellente la
gerarchia sociale e dà inizio alla distruzione dell'ambien- necessità di trattare la natura come qualcosa da domina-
te. Sacerdoti , sovrani, corvè, discriminazione sessuale, re. Anche la scritturafu richiesta dall 'addomesticamento ,
guerre sono alcune delle immediate conseguenze speci- per le prime transazioni commerciali e per l'amministra-
fiche (Ehrenberg 1986, Wymer 1981 ,. Festinger 1983). Se zione politica (Larsen 1988). Lévi-Strauss ha argomenta-
gli esseri umani del paleolitico godevano di una dieta to in modo convincente la tesi secondo cui la funzione
estremamente varia, cibandosi di alcune migliaia di spe- primaria della comunicazione scritta fu quella di facilita-
cie di piante, la coltivazione ha ridotto drasticamente re lo sfruttamento e la sottomissione (1955) ; città ed
queste risorse (White 1959, Gouldie 1986). imperi, ad esempio , non sarebbero stati possibili in sua
Data l'intelligenza e la vastissima conoscenza pratica assenza. Qui vediamo unirsi chiaramente la log ica della
dell'umanità dell 'Età della Pietra, ci si è spesso chiesti: simbolizzazione e la crescita del capitale.
«Perché l'agricoltura non è iniziata, mettiamo , nel Conformità, ripetiz ione e regolarità fecero da viatico al
1.000.000 a.c. anziché nell'8.000 a.c.v- Ho fornito una trionfo della civiltà, rimpiazzando la spontaneità, il fasci -
breve risposta in termini di lento progred ire dell'aliena- no e il desiderio di scoprire, caratteristici della condizio-
zione sotto forma di divisione del lavoro e simbolizzazio- ne umana preagricola, sopravvissuta tanto a lungo. Clark
ne, tuttavia, considerate le conseguenze negative, questo (1979) parla di una «abbondanza di tempo ded icato agli
rimane un fenomeno sconcertante. Qu indi, come ha svaghi » dal raccogl itore-cacciatore e conclude che «que-
detto Binford (1968) , «la domanda da po rsi non è come sto, insieme al piacevole modo di vivere che ne derivava,
mai l'agricoltura [...] non si sia sviluppata dappertutto, più che la penuria e il pesante lavoro quotidiano, spiega
ma perché si sia affatto sviluppata». La fine della vita del come mai la vita sociale rimase così statica ». Uno dei
raccoglitore-cacciatore determinò un calo di taglia, sta- miti pii) diffusi e duraturi è l'esistenza di una "Età
tura e robustezza dell 'apparato scheletrico (Cohen e' dell 'Oro", caratterizzata dalla pace e dall'innocenza,
Armelagos 1981 , Harris e Ross 1981) e favorì il diffon- prima che qualcosa distruggesse questo idillio per con-
dersi della cari e dentale, delle carenze alimentari e di segnarci alla miseria e alla sofferenza. L'Eden, o qualun-
gran parte delle malattie infettive (Larsen 1982, Buikstra que nome abbia, era la dimora dei nostri antichi antenati
1976, Cohen 1981). «Considerato nell 'insieme... un raccoglitori-cacciatori , ed esprime la nostalg ia dei disil-
generale calo di qualità - e probabilmente di durata - lusi lavoratori della terra per una vita libera e relativa-
della vita umana" , hanno concluso Cohen e Armelagos mente facile ormai perduta.
(1981 ). Gli ambienti un tempo ricchi abitati dagli esseri umani

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prima dell 'addomesticamento e dell 'agricoltura sono ora sopravvivere (Lee 1968) . Secondo Tanaka (1980) spen-
praticamente scomparsi. Per i pochi raccoglitori -caccia- dono «straordinariamente poco tempo a lavorare e molto
tori che ancora sopravvivono sono rimasti solo i terrlto-' tempo a riposarsi e divertirsi», mentre altri (ad esempio
ri più marginali, zone isolate finora scartate dall'agricol- . Marshall 1976, Guenther 1976) hanno rilevato la vitalità
tura. Inoltre, i raccoglitori-cacciatori che in Qualche e la libertà dei san rispetto ai contadini sedentari , con la
modo sono riusciti a sfuggire alle tremende pressioni loro vita relativamente sicura e tranquilla.
della civiltà intese a trasformarli in schiavi (contadini , Flood (1983) ha osservato che per gli aborigeni austra-
soggetti politici , lavoratori salariati) hanno tutti subito liani «la fatica di arare e piantare non è affatto compen-
['influenza del contatto con i forestieri (Lee 1976, sata dai vantaggi che se ne possono trarre ». In termini
Mitchen 1990). più generali, Tanaka (1976) ha posto in rilievo l'abbon-
Duffy (1984) rileva che gli odiern i raccogl itori-cacciato- danza e l'equ ilibrio degli alimenti vegetali presso le prime
ri da lui studiati , i pigmei mbuti dell 'Africa centrale, sono società umane, così come «in tutte le moderne società di
stati acculturati per centinaia di anni dagli agricoltori dei raccoglitori ». Parimenti , Festinger (1983) ha parlato
villaggi circostanti e, in certa misura, da generazioni di della possibilità degli esseri umani del paleolitico di
contatti con missionari e autorità governative. Eppure accedere a «considerevoli Quantità di cibo senza grande
sembra che un impulso verso un 'es istenza autentica dispendio di energie » e ha aggiunto che " i gruppi con-
possa sopravvivere attraverso ogni tempo . «Provate a temporanei che tuttora vivono di caccia e raccolta non
immaginare », suggerisce Duffy, «un'esistenza in cui la hanno grandi difficoltà, nonostante siano stati spinti in
terra, la casa e il cibo sono gratuiti , in cui non esistono habitat molto marginali ».
dirigenti, capi, politica, crimine organizzato, tasse o Come riassunto da Hole e Flannery (1963): "nessun
leggi. Aggiungetevi il vantaggio di far parte di una società gruppo al mondo ha più tempo a disposizione dei cac-
in cui tutto è condiviso, in cui non esistono né poveri né ciatori e raccoglitori, che lo dedicano principalmente al
ricchi , in cui felicità non significa accumulazione di beni gioco, alla conversazione e al riposo». Essi dispongono
materiali». Gli mbuti non hanno mai addomesticato ani- di molto più tempo libero, aggiunge Binford (1968) ,
mali né coltivato piante. " degli operai industriali o agricoli moderni, e persino dei
Tra i membri dei gruppi non agricoli si rileva un connu- professori di archeologia».
bio particolarmente salutare di poco lavoro e abbondan- I non addomesticati sanno che , come dice Vaneigem
za materiale. Bodley (1976) ha scoperto che i san (detti (1973) , solo il presente può essere totale . Questo di per
anche boscimani) dell'arido deserto del Kalahari sé significa che vivono la vita con molta più immediatez-
nell 'Africa meridionale lavorano meno ore , e in numero za, intensità e passione di noi. E stato detto che alcuni
inferiore, rispetto ai vicini coltivatori. Durante i periodi di giorni di rivoluzione valgono secoli; nell 'attesa " Noi ci
siccità, inoltre, è ai san che gli agricoltori si rivolgono per guardiamo innanzi, noi riguardiamo indietro », come

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scrisse Shelley, «e ci struggiamo per ciò che non è». emblematica di un grande vigore e di una lucidità dei
Gli mbuti credono (Turnbull 1981) che «con un buon sensi con cui riescono ancora a resistere ed eludere il
impiego del presente, passato efuturo si risolveranno da furibondo assalto della civiltà. Truswell e Hansen (1976)
sé ». I primitivi non vivono con i ricordi e in qenerenon avrebbero potuto dire la stessa cosa di un san che, disar-
provano alcun interesse per i compleanni né tengono mato, era sopravvissufa a un combattimento con u~ leo-
conto della propria età (Cipriani 1966). Quanto al futuro , pardo ; sebbene ferito , era riuscito a uccidere l'animale
desiderano tanto poco controllare ciò che ancora non con le proprie mani.
esiste quanto poco desiderano esercitare un controllo Gli abitanti delle isole Andaman , a ovest della Tailand ia,
sulla natura. Il loro vivere giorno per giorno secondo il non hanno capi, ignorano la rappresentazione simbolica
fluire del mondo naturale non preclude la nozione delle e non allevano an imali domestici. Presso di loro è stata
stag ioni, ma questa non si traduce in una consapevolez- inoltre riscontrata l'assenza di aggressività, violenza e
za del tempo alienata, che li deruba del presente. malattia; le ferite guariscono in modo sorprendenteme.n-
Sebbene i raccoglitori-cacciatori contemporanei mangi- te rap ido ed essi sono dotati di una vista e ~i un. U~lt .O
no più carne dei loro antenati preistorici , gli alimenti particolarmente acuti. Si dice che il loro decimo sia rru-
vegetali costituiscono ancora la componente principale ziato in seguito all'intrusione degli europei nella metà del
della loro dieta nelle regioni tropicali e subtropicali (Lee XIX secolo, ma essi presentano altre caratteristiche fisi-
1968, Yellen e Lee 1976). Sia i san del Kalahari che gli che straordinarie, come un'immunità naturale dalla
hazda dell 'Africa orientale , dove la selvaggina è più . malaria, una pelle sufficientemente elastica da non per-
abbondante che nel Kalahari , dipendono dalla raccolta mettere la formazione di smagliature in seguito al parto
per 1'80% della loro alimentazione. Il ramo !ku~g .de! san né delle rughe associate alla vecchiaia, ed un" 'incr~dibi­
raccoglie più di un centinaio di specie differenti di piante le" forza dei denti : Cipriani (1966) ha raccontato di aver
(Thomas 1968) e non presenta alcuna carenza alimenta- visto ragazzini tra i dieci e i quindici anni masticare chio-
re (Truswell e Hansen 1976). La loro dieta è simile a di. Ha inoltre testimoniato l'abitudine degli abitanti delle
quella variegata e salutare dei raccoglitori-cacciatori
australiani (Fisher 1982, Flood 1983). Nel complesso, la
dieta dei raccoglitori è migliore di quella dei coltivatori,
l'inedia è molto rara e lo stato di salute è generalmente
migliore, con molte meno malattie croniche (Lee e
Devore 1968, Ackerman 1990).
Lauren van der Post (1958) si è meravigliato dell'esube-
rante risata dei san , che «prorompe dalle viscere , una
risata mai sentita tra i popoli civilizzati ». L'ha ritenuta
: ..

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isole Andaman di raccogliere miele senza alcun indu- ha descritto la capacità dei boscimani di vedere ad
mento protettivo , «eppure non vengono mai punti ed occhio nudo quattro lune di Giove.
osservandoli si ha l'impressione di assistere a una sorta In The Harmless People (1959), Marshall racconta di un
di mistero arcaico, perduto nel mondo civilizzato ». boscimane che si diresse con sicurezza verso un punto
DeVries (1952) ha citato un'ampia serie di paragoni che preciso in una vasta pianura «senza cespugli né alberi
permettono di constatare la superiorità dei raccoglitori e che indicassero il cammino " e vi individuò un filo d'erba
cacciatori in materia di salute, tra cui l'assenza di malat- con intrecciato un filamento di rampicante pressoché
tie degenerative e di infermità mentali , nonché la capa- invisibile. Lo aveva notato mesi prima quand 'era verde,
cità di partorire senza difficoltà e colore. Ha anche rile- nella stagione delle piogge . Ora che il clima era secco,
vato che tali caratteristiche tendono a deperire in segui- scavò per estrarre una succulenta radice con la quale si
to al contatto con la civiltà. dissetò. Sempre nel deserto del Kalahari, van der Post
A questo proposito, vi sono numerose prove non solo (1958) meditò sulla comunione dei san con la natura,
del vigore fisico ed emotivo dei primitivi , ma anche delle considerandola un livello di esperienza che «si poteva
loro spiccate capacità sensoriali. Darwin ha descritto gli quasi definire mistico. Per esempio, sembravano sapere
abitanti delle zone più meridionali del Sud America che che cosa si provi ad essere un elefante, un leone, un'an-
vivevano quasi nudi in condizioni glaciali, mentre Peasley tilope, una capra, una lucertola, un topo zebrato, una
(1983) ha osservato degli aborigeni famosi per la loro rnantide, un baobab, un cobra dalla cresta gialla o un 'a-
capacità di trascorrere le notti al freddo pungente del marillide, per citare solo alcune tra le moltitudini di spe-
deserto «senza alcun tipo di indumento». Lévi-Strauss cie tra cui si muovevano ». Sembra quasi pedestre '
(1980) rimase sbalordito nell'apprendere di una partico- aggiungere che i raccoglitori-cacciatori hanno spesso
lare tribù sudamericana in grado di «vedere il pianeta destato stupore dimostrando un'abilità nel seguire una
Venere in pieno giorno», abilità simile a quella dei Dogon traccia che letteralmente sfugge a qualsiasi spiegazione
del Nord Africa che considerano B-Sirio la stella più . razionale (Lee 1979).
importante, conoscendo in qualche modo, senza stru- Rohrlich-Leavitt (1976) ha rilevato che «i dati dimo-
menti , una stella che si può osservare solo attraverso strano che i raccoqlitori-cacciatori in gene-
potenti telescopi (Tempie 1976). Del pari , Boyden (1970) rale non cercano di delimitare il

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proprio territorio, ignorano l'aggressione collettiva e (Turnbull 1962), degli hazda (Woodburn 1980) e dei
rifiutano la competizione tra gruppi, condividono libera- montagnais-naskapi (Thwaites 1906), tra gli altri».
mente le risorse, apprezzano l'egualitarismo e l'autono- «Nemmeno il padre di una grande famiglia può dire ai
mia individuale nell'ambito della cooperazione del grup- propri figli e figlie che cosa devono fare. La maggior
po e sono indulgenti e amorevoli verso i bambini ». parte delle persone sembra agire in base ai propri pro-
Decine di studi indicano la condivisione comunitaria e positi », ha riferito Lee (1972) in merito ai !kung del
l'egualitarismo come i tratti distintivi di tali gruppi (ad Botswana. Secondo Ingold, «nella maggioranza delle
esempio Marshall 1961 e 1976, Sahlins 1968, Pilbeam società di raccoglitori-cacciatori si attribuisce un valore
1972, Damas 1972, Diamond 1974, Lafitau 1974, Tanaka supremo al principio dell'autonomia individuale », il che
1976 e 1980, Wiessner 1977, Morris ricorda l'(<etica di indipendenza» rilevata da Wilson
1982, Riches 1982, Smith 1988, Mithen (1988) , che è «comune a tutte le società aperte in
1990). Lee (1982) rileva l'<universalità esame ».
della condivisione tra i raccoglitori-cac- Radin (1953), stimato ricercatore sul campo, è arrivato
ciatori» mentre l'opera classica di a dire che «nella società primitiva è permessa ogni forma
Marshall del 1961 parla dell' «etica di concepibile di manifestazione o espressione della perso-
generosità e um iltà» che informa l'o- nalità umana. Nessun aspetto della personalità umana in
rientamento «fortemente egualitario » quanto tale è sottoposto a un giudizio morale».
dei raccoglitori-cacciatori. Tanaka for- Esaminando la struttura della vita sociale degli mbuti,
nisce un esempio tipico: «il tratto caratteriale Turnbull (1981 a) ha rilevato «un vuoto apparente , un 'as-
più ammirato è la generosità, quelli più disprez- senza di sistema interno quasi anarchica». Secondo
zati e detestati sono l'avarizia e l'egoismo». Duffy (1984) , «gli mbuti sono per natura egualitari: non
Baer (1986) ha elencato «egualitarismo, senso hanno capi né sovrani, e le decisioni riguardanti il grup-
democratico, autonomia personale, indivi- po si fondano sul consenso ». A questo proposito, così
duazione e istinto protettivo» come virtù come in molti altri casi, sussiste un'enorme differenza
cardinali dei non civilizzati e Lee (1988) ha qual itativa tra raccog Iitori-cacciatori e ag ricoltori. Ad
parlato di «un'avversione assoluta per le esempio, le tribù agricole bantu (come i saga) stanziate
distinzioni gerarchiche» presso «le popolazioni intorno ai san sono organizzate in base ad un sovrano,
di raccoglitori-cacciatori del mondo intero ». una gerarchia e al lavoro, mentre tra i san esistono solo ·
Leacock e Lee (1982) hanno precisato che eguaglianza, autonomia e condivisione . L'addome-
«un'assunzione di autorità» all'interno del grup- sticamento è il fattore responsabile di questa differenza
po «provoca lo scherno o l'ira tra i !kung, così radicale.
come è stato osservato a proposito degli mbuti Il dominio in seno a una società non è scollegato dal

38 39
dominio della natura. Per contro , nelle società di racco- L'omicidio e il suicidio, ha concluso
glitori-cacciatori non esiste una rigida gerarchia tra la Bodley (1976), sono entrambi «deci-
specie umana e le altre (Noske 1989), così come non samente insoliti» tra gli imperturbabili
sono gerarchici i rapporti tra i raccoglito ri-cacciatori. I raccoglitori-cacciatori. La natura "belli-
non addomesticati solitamente considerano l'animale cosa" dei nativi americani è stata spesso
cacc iato come un proprio simile; Questo tipo di rapporto fabbricata per legittimare i progetti di con-
essenzialmente egualitario è finito con l'avvento dell 'ad- quista degli europei (Kroeber 1961); i
domesticamento. . raccoglitori-cacciatori comanche
Quando il progressivo allontanamento dalla natura si hanno conservato le loro abitudini
trasformò in palese control lo sociale (ag ricoltura), non pacifiche per secoli prima dell 'invasione europea, e
mutarono solo i comportamenti sociali. Dai racconti dei sono diventati violenti solo in seguito al contatto con la
marinai e degli esploratori giunti in reg ioni "inesplorate" civiltà predatrice (Fried 1973) . . ,
apprendiamo che uccelli e mammiferi selvatici non ave- Tra i gruppi di raccoglitori-cacciatori ancora esìstenti , lo
vano affatto paura degli invasori umani (Brock 1981). sviluppo della cultura simbolica, che ha rap~da~ente
Alcuni gruppi di raccoglitori contemporanei non pratica- portato all'agricoltura, è collegato, attraverso Il rituale ,
vano la caccia prima dei contatti con l'esterno, ad esem- ad una vita sociale alienata. Bloch (1977) ha scoperto
pio i tasaday delle Filippine , e se la maggioranza sicura- una correlazione tra i livelli di rituale e di gerarchia. In
mente si dedica alla caccia, " di norma non si tratta di altri termini, Woodburn (1968) ha stabilito un nesso tra
un'azione aggressiva». Turnbull (1965) ha osservato che l'assenza di rituale e l'assenza di ruoli specializzati e di
presso glimbuti la caccia è praticata quasi senza spirito gerarchia presso gli hazda della Tan~ania . L? studio di
aggressivo, persino con una sorta di rammarico. Hewitt Turner (1957) sugli ndembu dell'Africa o~clde .ntal .e h~
(1986) ha rilevato il legame di simpatia che univa caccia- rivelato una profusione di strutture e cerimonie rituali
tore e preda presso i boscimani san da lui incontrati nel destinate a sanare i conflitti generati dal crollo di una
XIX secolo . società precedente, più unita. Tali cerimonie e stru.ttur~
Per quanto riguarda la violenza tra raccoglitori- hanno una funzione politica di integrazione. Il rito e
cacciatori, Lee (1988) ha riscontrato che «j un'attività ripetitiva, e le conseguenze e le reazioni che
!kung odiano combattere, e considerano genera sono essenzialmente stabilite da u.n co.ntratt.o
stupido chiunque combatta». Secondo sociale' il rituale fa comprendere che la pratica simboli-
Duffy (1984) , gli mbuti " provano avver- ca attr~verso l'appartenenza al gruppo e le regole socia-
sione e disgusto per ogni forma di violen- li 'è indissociabile dal controllo (Cohen 1985). Il rituale
za tra due individui e non la rapp resen - p'romuove il concetto di controllo o do~ini.o e, com 'è
tano mai nelle loro danze o recite " . stato riscontrato , tende a creare ruoli di comando

40 41
(Hitchcock 1982) e strutture politiche accentrate una posizione che gli consente di dare inizio a cambia-
(Lourandos 1985) . Il monopolio delle istituzioni cerimo- menti. Johanneseri (1987) propone la tesi secondo cui la
niali amplia nettamente il concetto di autorità (Bender resistenza all'innovazione della coltivazione è stata vinta
1978) e potrebbe essere l'autorità formale originaria. grazie all'influenza degli sciamani, ad esempio presso gli
Presso le tribù di agricoltori della Nuova Guinea l'auto- indigeni degli Stati Uniti sud-occidentali. Analogamente,
rità e la diseguaglianza che essa comporta si basano MarQuardt (1985) osserva che le strutture dell'autorità
sulla partecipazione a gerarchie di iniziazione rituale rituale svolsero un ruolo fondamentale nell 'avviare ed
oppure su!la mediazione spirituale sciamanica (Kelly organizzare la produzione nel Nord America . Un altro
1977, Modjeska 1982). Nel ruolo degli sciamani si ve de ' studioso dei gruppi americani (Ingold 1986) ha rilevato
una pratica concreta del rituale, che contribuisce al un nesso significativo tra il ruolo dello sciamano nel
dominio all'interno della società umana. dominio della natura e l'incipiente subordinazione delle
Radin (1937) ha descritto la «stessa marcata tendenza» donne.
presso gli sciamani o uomini della medicina delle popo- Berndt (1974) ha esaminato l'importanza presso gli abo-
lazioni tribali dell 'Asia e del Nord America «ad organizza- rigeni della divisione rituale del lavoro tra i sessi per lo
re e diffondere lateoria secondo cui soltanto loro sono in sviluppo di ruoli sessuali negativi, mentre Randolph
comunicazione con il soprannaturale ». Questo accesso (1988) viene subito al dunque osservando che «l'attività
esc!usivo sembra conferire loro un potere a spese degli rituale è necessaria per creare uomini e donne "come si
altri; Lommel (1967) ha constatato «un aumento della deve"». Non esiste «in natura nessuna ragione » per la
potenza psichica dello sciamano... controbilanciato da un divisione tra i sessi, sostiene Bender (1989) . «Deve
indebolimento degli altri membri del gruppo». Questa essere creata attraverso prescrizioni e tabù e resa "natu-
pratica ha ovvie implicazioni per i rapporti di potere in rale" dall'ideologia e dal rituale ».
altri ambiti della vita ed è in contrasto con i periodi pre- Tuttavia, le società di cacciatori e raccoglitori , per loro
cedenti ; caratterizzati dall 'assenza di autorità religiose. stessa natura, negano al rituale il suo
I batuque del Brasile ospitano sciamani, ognuno dei potenziale di addomesticamento delle
Quali rivendica il controllo su determinati spiriti e cerca di donne. La struttura (non struttura?) dei
vendere ai clienti le sue prestazioni sovrannaturali , in gruppi egualitari , anche di Quell i più
modo assai simile ai predicatori delle sette moderne orientati alla caccia, comporta la garan-
(Leacock 1988). Secondo Muller (1961), gli specialisti in zia dell 'autonomia di entrambi i sessi.
Questo tipo di «controllo magico della natura... arrive- Questa garanzia è data dal fatto che i
rebbero naturalmente a controllare anche gli uomini ». mezzi materiali di sostentamento sono
Infatti, lo sciamano è spesso l'individuo più potente nelle equamente disponibili perle donne e gli
società preagricole (ad es. Sheehan 1985); egli occupa uomini e che, inoltre, il successo del

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non considerano i propri corpi come oggetti esterni su sessuali sperimentali , in sintonia con la libertà con cu i i
cui interven ire. giovani mbuti «praticano il sesso prematrimoniale con
I pigmei dello Zaire celebrano il primo ciclo mestruale di entusiasmo e delizia» (Turnbull 1981 b). Gli zun i «non
ogni ragazza con una grande festa di gratitudine e ralle- hanno alcuna nozione di peccato », ha scritto al riguardo
gramento (Turnbull 1962). La ragazza prova orgoglio e Ruth Bened ict (1960) . «La castità come modo di vita è
piacere e l'intera tribù esprime le proprie felicitazioni. decisamente disapprovata... Le relazion i piacevoli tra i
Invece tra gli abitanti dei villaggi agricoli una donna sessi sono solo un aspetto delle relazion i piacevoli tra gli
mestruata è considerata impura e pericolosa, ed è tenu- esseri umani... Il sesso è un episodio in una vitagioiosa,).
ta in quarantena mediante un tabù (Duffy 1984). Draper Coontz e Henderson (1986) indicano un insieme di
(1971, 1972, 1975) è rim asta colpita dai rapporti rilassa- prove sempre più numerose a sostegno della tesi secon-
ti ed egualitari tra uomini e donne san , con la loro tlessi- do cui i rapporti tra i sessi sono più egualitari presso le
bilità nei ruoli e il loro rispetto reciproco , e ha precisato società di raccoglitori-cacciatori meno complesse. Le
che questo tipo di rapporto perdura fintantoché i san donne svolgono un ruolo fondamenta le nell 'agricoltura
rimangono raccoglitori-cacciatori. . tradizionale, ma non godono di una cond izione corri-
Duffy (1984) ha scoperto che presso gli mbuti ogni spondente al loro contributo , a differenza di quanto
bambino chiama tutti gli uomini padre e tutte le donne avviene nelle società di cacciatori-raccog litori (Chevillard
madre. I figli dei raccoglitori-cacciatori ricevono molte e Leconte 1986, Whyte 1978). Con l'avvento dell 'agricol-
più cure, tempo e attenzione di quelli dei nuclei familiari tura, anche le donne sono addomesticate ,
isolati delle società civilizzate. Post e Taylor (1984) come le piante e gli animali. La cultura ,
hanno descritto il «contatto pressoché permanente» con le cui basi si sono rafforzate con l'in-
le madri e gli altri adulti di cui godono i bambini bosci- staurazione del nuovo ordine , esige la
mani. I neonati !kung studiati da Ainsworth (1967) pre- ferma sottomissione degli istinti, della
sentavano una marcata precocità dello sviluppo delle libertà e della sessualità. Ogni dls-ordl-
prime facoltà cognitive e motrici. Ciò è stato attribuito sia ne dev'essere eliminato , e tutto ciò
all'esercizio e agli stimoli derivanti da un 'illimitata libertà che è elementare e spontaneo va
di movimento sia all'alto livello di calore e vicinanza fisi- tenuto saldamente sotto controllo .
ca tra genitori e figli !kung (ved i anche Konner 1976). La creatività delle donne e la loro
Draper (1976) ha potuto notare che «la competitività nei stessa esistenza di individui sessuati
giochi è quasi del tutto assente presso i !kunq », mentre sono represse per cedere il posto al ruolo ,
Shostack (1976) ha osservato «ragazzi e ragazze! kung presente in tutte le relig ioni contad ine ,
giocare insieme e cond ividere gran parte dei giochi ». Ha della Grande Madre, feconda generatrice
inoltre scoperto che ai bamb ini non sono vietati i giochi di uomini e cibo .

46
Gli uomini rnunduruc, una tribù di coltivatori del Sud tatto con la civiltà può produrre un effetto destabilizzan-
America, in un'espressione usata in relazione alla sotto- te e provocare una degenerazione, ma è lecito supporre
missione delle donne si riferiscono sia al sesso sia alle ·che il marxismo di Godelier (cioè la riluttanza a interro-
piante : «Le domiamo con la banana » (Murphy e Murphy garsi sul rapporto addomesticamento/produzione)
1985). Simone de Beauvoir (1962) ha riconosciuto nel- influenzi tale giud izio. Si. potrebbe quindi affermare che
l'equazione aratro-fallo un simbolo dell 'autorità maschi- gli esch imesi Coppe r, tra cui si rileva una significativa
le sulle donne. Tra i jivaro dell 'Amazzon ia, altro gruppo di incidenza di om icidi all'interno del gruppo (Damas
agricoltori , le donne sono bestie da soma e proprietà 1972), debbano questa violenza all'impatto delle influen-
personale degli uomin i (Harner 1972); il «rapimento ze esterne , ma va anche ricordato che da tempo si ser-
delle donne adulte costituisce un elemento predom inan- vono di cani addomesticati.
te in molte guerre » tra le tribù delle pianure del Sud Arens (1979) ha sostenuto, per certi versi parallelamen-
America (Ferguson 1988) . Il trattamento brutale e l'iso- te a Godelier, che il cannibalismo come fenomeno cultu-
lamento delle donne sembrano essere funzioni delle ra le è un 'invenzione concepita e promossa dalla menta-
società agricole (Gregor 1988) e presso questi gruppi le lità estranea dei colonizzatori. Tuttavia, esistono prove di
donne continuano a svolgere la maggior parte del lavoro, tale pratica (Poole 1983, Tuzin 1976), ancora una volta
se non tutto (Morgan 1985). presso popoli interessati dall 'addomesticamento. Gli
La caccia alle teste è praticata dai gruppi sopra menzio- studi di Hogg (1958), ad esempio, ne rilevano la presen-
nati, e fa parte delle guerre endemiche che conducono za presso alcune tribù africane fondate sull'agricoltura e
per impossessarsi di terreni agricoli ambiti (Lathrap pervase dal rituale. In genere il cannibalismo è una forma
1970). La caccia alle teste e uno stato di conflitto quasi di. controllo culturale del caos, in cui la vittima rappre-
permanente si riscontrano anche presso le tribù di colti- senta lanirnalità , o tutto ciò che dev'essere domato
vatori degl i altopiani della Nuova Guinea (Watson 1970). (Sanday 1986). E significativo che uno dei grandi miti
Nelle loro ricerche, i coniug i Lenski sono giunti alla con- degli abitanti delle isole Figi , "Come i figiani sono diven-
clusione che la guerra è rara tra i raccoglitori-cacciatori , tati cann ibali", è letteralmente un racconto sulla coltiva-
ma diventa estremamente comune nelle società agricole. zione (Sahlins 1983). Del pari , gli aztechi , un popolo for-
Come afferma concisamente Wilson (1988) , «vendette, temente addomesticato e incline alla cronologia, pratica-
contese , tumulti , guerre e battaglie sembrano emergere rono il sacrificio umano come rito destinato a domare le
ed essere tipiche tra i popoli addomesticati ». forze ribel li e a mantenere l'equilibrio di una società
I conflitti tribali , sostiene Godelier (1977) , si «spiegano estremamente alienata. Come ha rilevato Norbeck
principalmente in rapporto alla dominazione coloniale » e (1961) , le società non addomesticate e «culturalmente
non se ne dovrebbe far risal ire l'origine al «funziona- povere » non conoscono il cannibalismo né il sacrificio
mento delle strutture precoloniali ». Senza dubb io il con- umano.

48 49
PerQuanto riguarda uno degli elementi fondamentali alla gio di Colombo . Secondo Post (1958), i boscimani «non
base della violenza nelle società più complesse, Barnes hanno il senso della proprietà » e Lee (1972) ha osserva-
(1970) ha constatato che «nella letteratura etnografica le -to che non operano «alcuna dicotomia tra le risorse del-
testimonianze di conflitti terrttorìalf- tra raccoglitori-cac- l'ambiente naturale e la ricchezza sociale». Esiste una
ciatori sono «estremamente rare ». I confini dei !kung linea di demarcazione tra natura e cultura e i non civiliz-
sono vaghi e indifesi (Lee 1979), i territori dei pandaram zati séelgono la prima .
si sovrappongono e gli individui godono di piena libertà Ci sono molti raccoglitori-cacciatori che riescono a tra-
.di movimento (Morris 1982), gli hazda si spostano libe- sportare tutto ciò di cui hanno bisogno in una sola mano
ramente da regione a regione (Wbodburn 1968), le e al momento della morte hanno grosso modo ciò che
nozioni di confine e di violazione di proprietà hanno scar- avevano alla nascita. Un tempo gli esseri umani condivi -
so significato se non nessuno per gli mbuti (Turnbull devano tutto; con l'agricoltura, la proprietà assume
1966) e gli aborigeni australiani rifiutano un'importanza fondamentale e una specie pretende di
Qualsiasi demarcazione territoriale o possedere il mondo, deformazione difficile da concepire
sociale (Gumpert 1981 , Hamilton con l'immag inazione .
1982). L'etica della generosità e del- Sahlins (1980) ne ha parlato in modo eloquente: «I
l'ospitalità prevale sull'esclusione popoli più primitivi del mondo possiedono ben poco , ma
(Stewart 1968, Hiatt 1968). non sono poveri. La povertà non è una determinata ed
Secondo Kitwood (1984), le popola- esigua Quantità di beni, né un semplice rapporto tra
zioni di raccoglitori-cacciatori non mezzi e fini, essa è soprattutto una relazione tra persone .
hanno sviluppato «alcun concetto di pro- La povertà è una condizione sociale. In Quanto tale, essa
prietà privata ». Come già rilevato a proposi- è un'invenzione della civiltà ».
to della condivisione , e secondo la La «tendenza comune - tra i raccoglitori-cacciatori «a
descrizione degli aborigeni di Sansom rifiutare l'agricoltura fino a Quando non è loro imposta in
(1981) come «persone senza pro- modo assoluto,' (Bodley 1976) rivela una divisione tra
prietà», i raccoglitori-cacciatori natura e cultura, anche presente nell 'idea degli mbuti
non condividono l'ossessione dei secondo cui chiunque diventi un abitante di un villaggio
civilizzati per gli aspetti esteriori. non è più un mbuti (Turnbull 1981 b). Essi sanno che i
«Mio e tuo, semi di ogni discor- gruppi di raccogl itori-cacciatori ed i villaggi di agricolto-
dia, non trovano posto tra loro" , ri sono società opposte con valori antitetici.
scrisse Pietro (1511) a proposito A volte, però , il fattore cruciale dell'addomesticamento
deg li indigeni nordamericani può passare inosservato. «Le popolazioni di raccoglitori-
incontrati durante il secondo viag- cacciatori della costa occidentale del Nord America sono

51
state a lungo considerate lavoro, passando da una condizione di incanto, cono-
anomale rispetto alle altre» scenza e totalità all'assenza che oggi troviamo al centro
ha dichiarato Cohen (1981); della dottrina del progresso. Vuota e sempre più svuota-
come sostiene anche Kelly ta, la logica dell'addomesticamento, con la sua esigenza
(1991) «letribù della costa nor- di controllo totale , ci mostra oggi la rovina di una civiltà
doccidentale . infrangono tutti che rovina tutto il resto. Accettarel'inferiorità della natu-
gli stereotipi sui cacciatori- ra significa consentire il controllo di sistemi culturali che
raccoglitori ». Queste popola- presto renderanno l'intero pianeta inabitabile.
zioni, il cui principale mezzo Il postmodemismo ci dice che una società senza rap-
di sostentamento è la pesca, porti di potere può solo essere un 'astrazione (Foucault
hanno sempre presentato caratteristiche alienate quali 1971). È una menzogna, a meno che non accettiamo la
capi , gerarchia, guerra e schiavitù . Quasi sempre, però , morte della natura e rinunciamo a ciò che era un tempo
si è trascurato il fatto che coltivavano il tabacco e alleva- e che può tornare ad essere. Turnbull ha parlato dell 'inti-
vano cani. Anche questa nota 'anomalia" presenta le mità degli mbuti con la foresta , del loro modo di danza-
caratteristiche dell 'addomesticamento. Questa pratica, re come se facessero l'amore con la foresta. In una vita
dal rituale alla produzione , attraverso le varie forme di di esseri uguali, che non è un'astrazione e che si sforza
dominazione che li accompagnano , sembra ancorare e di rimanere tale, gli mbuti «danzano con la foresta , dan-
favorire i vari aspetti del declino da un precedente stato zano con la luna».
di grazia.
Thomas (1981) fornisce un altro esempio relativo al
Nord America, quello degli shoshoni del Grande Bacino e
di tre delle società che li compongono: gli shoshoni del
monte Kawich , gli shoshoni del fiume Reese e i paiute
della valle di Owens. I tre gruppi presentano diversi livel-
li di agricoltu ra, caratterizzati da un crescente senso del
territorio (o della proprietà) e della gerarchia, stretta-
mente connesso ai diversi grad i di addomesticamento.
"Definire" un mondo disalienato sarebbe impossibile e
persino indesiderabile, tuttavia credo si possa e si debba
tentare di rivelare il non-mondo di oggi ed il modo in cui
vi si è giunti. Abbiamo preso una svolta mostruosamen-
te sbagliata con la cultura simbolica e la divisione del

52 53
UN AGGIORNAMENTO asseri umani usavano imbarcazioni marittime nel
Pacifico occidentale già 800.000 anni fa. In precedenza,
la più antica traccia di navigazione marittima risaliva a
I~egli ultimi due anni sono state fatte alcune notevoli circa 50.000 anni fa. Questa enorme revisione della data
scoperte riguardo alle facoltà dei primi esseri umani. in cui .gli esseri umani sono stati in grado di costruire
Questi ritrovamenti hanno rafforzato e considerevolmen- imbarcazioni e di condurle attraverso miglia di oceano di
te approfondito alcuni aspetti del mutamento del para- fatto comporta, secondo gli autori, una completa rivalu-
digma generale in corso negli ultimi decenni. La ricerca tazione delle funzioni cognitive dei primitivi.
condotta da Thomas Wynn ed altri ha dimostrato che Analogamente, un teschio risalente a un milione di anni
circa un milione di anni fa l'homo era dotato di un'intel- fa rinvenuto in Eritrea, che presenta le fattezze dell'homo .
ligenza pari alla nostra. Ora anche l'ortodossia antropo- sapiens, ne retrodata la comparsa di 300/400.000 anni. Il
logica riconosce che gli uomini del paleolitico erano numero di settembre 1998 della rivista Discover defini-
essenzialmente pacifici, egualitari, sani e volentieri ozia- sce questo ritrovamento un «importante passo avanti
vano. sulle origini dell'umanità», e osserva che prima di tale
I dati più recenti riguardano le loro facoltà mentali e scoperta i più antichi fossili con le caratteristiche del-
hanno implicazioni radicali analoghe a quelle emerse in l'homo sapiens risalivano ad appena 700/600.000 anni
altri ambiti della vita precivilizzata. fa.
Alla fine di agosto del 1999 gli antropologi Il numero di Nature del 27 Febbraio 1997 riporta la sco-
dell'Università del Minnesota e di Harvard scoprirono .perta dei più antichi strumenti da caccia del mondo, tre
che la differenza di taglia tra uomini e donne è diminuita lance di legno datate a 400.000 anni fa, ritrovate in una
a partire da circa 1,9 milioni di anni fa. Il fattore determi- miniera di carbone in Germania. Non è chiaro se ciò inva-
nante non è stato tanto l'uso del fuoco, che iniziò allora, lidi la tesi prevalente secondo cui l'homo sapiens si
bensì la cottura di tuberi vegetali. La possibilità di cuo- sarebbe nutrito esclusivamente di vegetali raccolti e di
cere il cibo ha ridotto la necessità di una dentatura più carni recuperate da carcasse animali fino a circa 100.000
grossa, predominante nel maschio, e la corporatura dei anni fa, tuttavia il ritrovamento dimostra chiaramente
due sessi ha cominciato ad equipararsi. Il fatto di poter un'intelligenza molto sviluppata. Queste lance lunghe
cucinare, così tanto tempo fa, è un dato considerevole in 180-240 cm «richiesero un 'accurata progettazione» e
termini di capacità dei primi esseri umani. Un recente l'impiego delle cime più robuste di giovani abeti rossi,
numero di Current Antropology esamina a fondo i risul- con la parte più spessa e robusta dell'asta collocata a
tati di questa ricerca. circa un terzo della distanza dalla punta, per ottenere un
M.J. IVlorwood ealtri, nel numero di Nature del12 Marzo bilanciamento ottimale.
1998, presentano elementi a riprova del fatto che gli Questi reperti dimostrano che gli esseri umani cucina-

54 55
vano , navigavano sui mari e costru ivano con perizia BIBLIOGRAFIA
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con la cultura simbolica, sebbene questo assunto sia Oxford-NY, Oxford Univo1979
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così tanto tempo fa e per così tanti millenni , avessero -BINFORD Lewis, Faunal Remains from Klasies River Mouth, Orlando ,
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