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Grodek von Georg Trakl

https://lyrik.antikoerperchen.de/georg-trakl-grodek,textbearbeitung,334.html

In dem ersten Weltkrieg wird Georg Trakl als Reservist eingezogen und dient für
das österreichische Heer als Medikamentenakzessist (Apotheker)

Grodek ist ein real existierender Ort in Ostgalizien (heutige Ukraine)

Trakl schreibt dieses Gedicht 1914 während der Schlacht zwischen Russen und
Ostgalizien. Die Österreicher werden niedergeschlagen.

Die medizinische Versorgung ist sehr schlecht, so dass Trakl auch mangels
Medikamente gar nicht mehr helfen kann.

Trakl versorgt in einer Scheune 90 Schwerverletzte seiner Division und ist mit der
Situation so überfordert, dass er zusammen bricht.

Anders als heute wurden Operationen und Amputationen auch ohne Narkose, also
bei vollem Bewußtsein durchgeführt; die Sterbequote durch Entzündungen und
Sepsis war auch bei erfolgreichen Operationen sehr hoch.

Im Gedicht „Grodek“ verarbeitet Trakl seine Weltkriegserfahrung. “Grodek” bleibt


Trakls letztes aber auch berühmtestes Gedicht. Er verübt wenige Tage später am 4.
November 1914 Selbstmord in einem Feldlazarett in Krakau mit einer Überdosis
Kokain (Todesursache: Herzlähmung).

Trackl viene arruolato durante la Prima Guerra Mondiale come riservista e serve l'esercito
austriaco come farmacista militare

“Grodek” è un luogo veramente esistente nella Galizia orientale (l'odierna Ucraina)

Trakl scrive questa poesia nel 1914 durante la battaglia tra russi e austriaci. Gli austriaci
vengono sconfitti.

Le cure mediche sono molto scarse, così che è Trakl non può essere d'aiuto anche per
mancanza di medicine.
Trakl deve occuparsi in un fienile di 90 feriti gravi della sua divisione ed è così sopraffatto
dalla situazione che crolla.
A differenza di oggi le operazioni e le amputazioni venivano eseguite anche senza
anestesia cioè in piena coscienza. Il tasso di mortalità per infiammazione e sepsi era molto
alto anche in operazioni ben eseguite.

Nella poesia “Grodek” Trakl elabora la sua esperienza della guerra mondiale. “Grodek” è
l'ultima ma anche la più famosa poesia di Trackl che si è suicidato qualche giorno dopo
averla scritta, il 4 novembre 1914, in un ospedale da campo di Cracovia con un’overdose di
cocaina (causa della morte: paralisi cardiaca)

https://berlinomagazine.com/grodek-la-toccante-poesia-di-georg-t
rackl-sugli-orrori-della-guerra-3434/

Grodek di Georg Trakl Grodek von Georg Trakl


I boschi d’autunno rombano a sera Am Abend tönen die herbstlichen Wälder

d’armi mortali, e le auree pianure Von tödlichen Waffen, die goldnen Ebenen

e i laghi celesti, sui quali rotola il sole Und blauen Seen, darüber die Sonne

più lugubre; abbraccia la notte i guerrieri Düstrer hinrollt; umfängt die Nacht

moribondi, il lamento selvaggio Sterbende Krieger, die wilde Klage

delle loro labbra straziate. Ihrer zerbrochenen Münder.

Quieto s’agglomera nel saliceto – Doch stille sammelt im Weidengrund

nube scarlatta, dimora d’un Dio Rotes Gewölk, darin ein zürnender Gott wohnt,
corrucciato…
Das vergossene Blut sich, mondne Kühle;
il sangue versato, frescura lunare;
Alle Straßen münden in schwarze Verwesung.
tutte le strade convergono in nero
marciume. Unter goldnem Gezweig der Nacht und
Sternen
Sotto i rami d’oro del bosco silente,
Es schwankt der Schwester Schatten durch
sotto le stelle, l’ombra della sorella barcolla den schweigenden Hain,

a salutare le anime eroiche, Zu grüßen die Geister der Helden, die


blutenden Häupter;
le teste lorde di sangue;
Und leise tönen im Rohr die dunkeln Flöten
e nel canneto sommessi des Herbstes.
suonano i cupi flauti autunnali.

Oh lutto orgoglioso! Altari di bronzo, O stolzere Trauer! ihr ehernen Altäre,

un immenso dolore nutre, quest’oggi, Die heiße Flamme des Geistes nährt heute ein
gewaltiger Schmerz,
la fiamma cocente dell’anima,
Die ungeborenen Enkel.
i non nati nipoti.

(traduzione di Irvino Pocar)

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