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caffè espresso Italienisch 27.06.

2008 8:27 Uhr Seite 1

Hörbuch Lernkrimi Italienisch

L’ASSASSINO DEL
caffè espresso

Roberta Rossi

Compact Verlag
caffè espresso Italienisch 27.06.2008 8:27 Uhr Seite 2

Bisher sind in dieser Reihe erschienen:


■ Englisch: B1, B2, Business English: B2
■ Französisch, Italienisch, Spanisch: B1
In der Reihe Compact Lernkrimi sind erschienen:
■ Englisch, Französisch, Italienisch, Spanisch: B1, B2
■ Englisch GB/US, Business English: B1, B2
■ Deutsch: B1
■ Sammelband Lernkrimi Englisch: B1/B2
In der Reihe Compact Lernkrimi Kurzkrimis sind erschienen:
■ Englisch, Französisch, Italienisch, Spanisch, Deutsch: A2
In der Reihe Compact Lernkrimi History sind erschienen:
■ Englisch: B1, B2
In der Reihe Compact Lernthriller sind erschienen:
■ Englisch: B1, B2, Spanisch: B1
In der Reihe Compact Lernstory Mystery sind erschienen:
■ Englisch: B1, B2
Lernziele: ■ Grundwortschatz, Grammatik (A2, B1)
■ Aufbauwortschatz, Konversation (B2)
In der Reihe Compact Schüler-Lernkrimi sind erschienen:
■ Englisch, Französisch, Spanisch, Latein, Deutsch, Mathematik,
Physik, Chemie

Weitere Titel sind in Vorbereitung.

© 2008 Compact Verlag München


Alle Rechte vorbehalten. Nachdruck, auch auszugsweise,
nur mit ausdrücklicher Genehmigung des Verlages gestattet.
Chefredaktion: Dr. Angela Sendlinger
Redaktion: Patrizia Ginocchio
Fachredaktion: Gabriella Motolese
Produktion: Wolfram Friedrich
Titelillustration: Karl Knospe
Typographischer Entwurf: Maria Seidel
Umschlaggestaltung: Carsten Abelbeck

ISBN 978-3-8174-7746-3
7277462

Besuchen Sie uns im Internet: www.compactverlag.de, www.lernkrimi.de

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Vorwort

Mit dem neuen, spannenden Compact Hörbuch Lernkrimi Italie-


nisch können Sie Ihre Sprachkenntnisse auf abwechslungsreiche und
unterhaltsame Weise auffrischen, vertiefen und erweitern.
Kommissarin Rosa Nicoletti und ihr neuester Fall bieten fesselnden
Hörgenuss!
Das Begleitbuch enthält die komplette Krimistory zum Mit- und
Nachlesen. Jedes Kapitel wird durch textbezogene Übungen ergänzt,
mit denen Sie Ihr Hörverständnis gezielt überprüfen können.
Schreiben Sie die Lösungen einfach ins Buch!
Die richtigen Antworten sind in einem Lösungsteil am Ende des
Begleitbuches zusammengefasst. Im Anhang befindet sich außer-
dem ein Glossar, in dem die schwierigsten Wörter übersetzt sind.
Diese sind im Text kursiv markiert.
Das ideale Sprachtraining im handlichen Format – für zu Hause oder
unterwegs!

Und nun kann die Spannung beginnen ...

Viel Spaß und Erfolg!

Die Ereignisse und die handelnden Personen in diesem Buch sind frei erfunden.
Etwaige Ähnlichkeiten mit tatsächlichen Ereignissen oder lebenden Personen wären
rein zufällig und unbeabsichtigt.

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Inhalt

Lernkrimi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 05
Lösungen . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
Glossar . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54

Story

Kommissarin Rosa Nicoletti ist in Venedig eine von allen Verbre-


chern gefürchtete Kriminalistin. Sie wird von der Polizei immer
dann eingesetzt, wenn alle anderen Ermittler vor unlösbaren Rätseln
stehen und Verbrecher ihr undurchsichtiges Spiel treiben.

Rosa gönnt sich ein freies Wochenende mit ihrem alten Freund und
Verehrer Ludovico Lombardo am Gardasee. Während sie in einem
Café am Seeufer von Salò sitzen und den Blick auf den See und die
Berge genießen, fällt plötzlich ein Mann ein paar Tische weiter tot zu
Boden. Vom Täter keine Spur. Einziges Indiz: ein Gemälde.
Haben die Spielschulden des Opfers etwas mit seinem Tod zu tun?
Oder handelt es sich um den Racheakt eines psychopathischen
Serienmörders? Rosa und Kommissar Bresci tappen zunächst im
Dunkeln, bis der Täter noch einmal zuschlägt und Rosa eine un-
glaubliche Entdeckung macht ...

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Capitolo 1: Un caffè all’arsenico

Sulle acque del lago di Garda si vede passare un gruppo di barche a


vela leggere. Sullo sfondo si notano le montagne. Rosa Nicoletti e
Ludovico Lombardo siedono in un caffè sul lungolago di Salò.
“Che bella giornata di sole, Ludovico!” dice Rosa, mentre gli pren-
de la mano.
“Favolosa, Rosa! È stata proprio una bella idea venire a passare qui
un fine settimana!”
“Hai ragione. Prima ero un po’ insicura a causa del lavoro, ma poi mi
sono decisa. In fondo una pausa fa sempre bene!”
“Lavoro, lavoro… sempre lavoro! Tu non pensi ad altro, tesoro
mio!” sospira Lombardo.
Nel dire queste parole le dà un bacio sulla fronte.
“Il lavoro di commissario di polizia non permette di andare in vacan-
za! E questo, tu lo sai meglio di me! Non posso allontanarmi un
momento che subito succede qualcosa!”
Lombardo abbassa gli occhi.
“Da quando stiamo insieme, hai cambiato la mia vita! Sono felice
come non lo sono mai stato in vita mia”.
“Anche per me è la stessa cosa, Ludovico, anche se, come ben sai,
preferisco andare piano nelle relazioni sentimentali”.
“Ma qui si sta parlando di amore, Rosa! E di amore per la vita!” le
risponde lui, che ora è diventato tutto rosso in viso.
Lombardo avvicina la mano di Rosa alla sua bocca per baciarla. Poi
cerca di chinarsi verso di lei. Rosa è chiaramente molto imbarazza-
ta. Ama Lombardo, ma non è ancora sicura di essere pronta al matri-
monio. Spera che lui non stia per proporsi.
“Rosa, vorresti... spo...”
Nel frattempo un signore, seduto a un tavolino non lontano da loro,
beve voluttuosamente un caffè espresso. Li guarda, mentre si gusta e

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sorseggia lentamente il caffè dalla tazzina e di scatto lancia un urlo.


“AAAAAAAAAAAAAA!!!!!”
Rosa e Lombardo si girano al suo grido quasi disumano.
“Aiuto, aiuto! Qui un uomo si è sentito male!!!! Chiamate subito
qualcuno!!! Un’ambulanza, presto! C’è un medico qui?” urla dispe-
rato il cameriere.
Rosa si alza e corre verso di lui. Lombardo la segue subito dopo.
Già alcune persone si sono avvicinate, per vedere cosa è successo.
“Lasciatemi passare! Sono un commissario di polizia!” dice Rosa.
L’uomo che giace al suolo ha circa una cinquantina d’anni. È un
signore di corporatura robusta, vestito in doppiopetto grigio e con
una cravatta.
“È il maestro Micheletti!” sospira una vecchietta. “È così una brava
persona! È il maestro di scuola elementare di mio nipote. Spero che
non sia grave...”
Rosa si abbassa verso di lui e prova a tastargli il polso. Il cuore non
batte più. L’uomo è evidentemente morto. Non ha però i segni di un
infarto. Sembrano piuttosto quelli di un’improvvisa crisi cardiaca.
Forse è stato avvelenato.
“Ludovico, va’ a chiamare un’ambulanza o controlla che qualcuno al
bar l’abbia già fatto!” ordina Rosa a Lombardo.
Poi lo allontana dal resto della folla e gli confida a bassa voce in un
orecchio: “Credo che quest’uomo sia stato assassinato. All’inizio ho
pensato a un infarto, ma da come è caduto d’improvviso al suolo, è
più probabile che si tratti di un avvelenamento. Non è il primo caso
del genere che vedo, purtroppo”.
Poi Rosa si avvicina di nuovo al cadavere. Senza toccarlo troppo, per
non cancellare le tracce, cerca di capire meglio se sia stato davvero
avvelenato.
“Lasci stare, anzi, si allontani da quell’uomo. Non tocchi! Sono il
commissario Bresci. Adesso me ne occupo io! E, come le ho detto,

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si allontani, sta compromettendo le prove!” dice in modo indispettito.


Rosa lo guarda chiaramente infastidita.
“Scusi, ma si calmi un po’ lei! Io sono il commissario Rosa Nico-
letti. Sono venuta qui da Venezia per trascorrere un fine settimana
insieme al mio amico”.
“Un fine settimana romantico. Piacere, Ludovico Lombardo, il
fidanzato” precisa Lombardo stringendo la mano al commissario.
Bresci sente di scusarsi adesso.
“Mi scusi, mi scusi, non sapevo fosse una collega! Avevo paura che
potesse compromettere le prove. Ma, come ha detto che si chiama?
Lei è Rosa Nicoletti, proprio Rosa Nicoletti?! Ma sono un suo fan!
Ho letto sui giornali di lei! Ha risolto alcuni dei casi più difficili in
Italia!” dice il commissario Bresci. Ignora quasi il povero Lombar-
do, si libera la mano e cerca piuttosto di stringere quella di Rosa, che
però ritira la sua.
“Mi pare che non ci sia tempo da perdere in presentazioni, signor
Bresci. Probabilmente quest’uomo è stato assassinato davanti ai
nostri occhi. Credo che sia stato avvelenato! Cosa ne pensa?”
“È molto professionale, signora Nicoletti... proprio come dicevano i
giornali! Piuttosto, quanto si ferma? Ehm, credo si tratti ancora
dell’‘omicida dell’espresso’ come lo hanno soprannominato i gior-
nali locali!”
Rosa lo guarda ancora diffidente.
“Cosa intende dire? Ci sono stati altri uomini assassinati in questo
modo? In effetti mi pare di aver letto qualcosa sul ‘Corriere della
Sera’, ma dicevano che non erano ancora sicuri se si trattasse dav-
vero di una serie di omicidi o solo di casi isolati”.
“Purtroppo sì, ormai crediamo che si tratti dello stesso omicida!
Abbiamo visto che l’assassino colpisce all’incirca ogni due settima-
ne. Ha già ucciso tre uomini fino ad ora, e questo sarebbe il quarto.
Il primo è stato ucciso a Desenzano, un altro a Sirmione, un altro

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ancora a Garda, e ora è capitato a questo povero disgraziato...”


“È vero, è vero... Come le ho detto, ho letto del caso sui giornali.
Avete indizi, prove... sospetti?” chiede Rosa evidentemente preoccu-
pata.
“Rosa, calmati! In fondo, non è il tuo caso” le dice Lombardo. Fino
a quel momento aveva ascoltato quello che lei diceva in silenzio.
“Ludovico!!! Ma cosa dici?! Io sono un commissario di polizia. È
mio dovere intervenire ogni volta che un criminale commette un
delitto. Sono testimone oculare di questo caso e non me ne andrò
finché non sarà stato arrestato il colpevole!”
“Posso capire il tuo attaccamento al lavoro, Rosa. È anche per que-
sto che ti amo. So che sei una donna molto sensibile e che fai tutto
con grande passione. Ma ora vuoi passare le tue vacanze qui a risol-
vere questo caso?” le chiede Lombardo, molto deluso.
“Ludovico, mi dispiace, ma abbiamo una vita davanti da trascorrere
insieme. Invece qui ci sono persone che posso aiutare, adesso.
Telefonerò al commissariato di Venezia. Spiegherò loro la situazio-
ne. Sono sicura che capiranno”.
Rosa fa una pausa.
“Allora, commissario Bresci, cos’altro mi sa dire di questo assas-
sino?”
“Sono felice che voglia collaborare con me. Ma, davvero, non credo
che ce ne sia bisogno. Penso di sapermela cavare da solo! Lei può
andare avanti e godersi la vacanza col suo fidanzato”.
Bresci fissa Rosa negli occhi. Rosa nota che ha dei bellissimi occhi
neri. È costretta per un momento ad abbassare lo sguardo, intimidi-
ta.
“Non è il mio fidanzato. È un amico e in ogni caso capirà”.
Rosa si accorge che Lombardo, dietro di lei, ha come un sussulto.
Prosegue però il suo discorso.
“Le ripeto che ho assistito a un delitto, e non me ne andrò, finché il

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responsabile non sarà in prigione! Inoltre mi ha appena detto che


quest’uomo ha ucciso altre volte e non siete riusciti a trovarlo. Non
mi pare abbiate raggiunto un grande risultato fino ad ora. Lei ha
bisogno del mio aiuto, commissario Bresci!”
Adesso anche il commissario Bresci non riesce a far a meno di
abbassare lo sguardo.
“Ha ragione. Non è un caso facile. Temo purtroppo che sarà molto
difficile scoprire chi è il colpevole”.
“Lo vedremo, lo vedremo, ...” gli dice Rosa.
Lombardo intanto si è allontanato e si è seduto a un tavolino accan-
to al bar. Il cadavere dell’uomo assassinato è stato intanto portato
via. Al suo posto si vede la sua sagoma disegnata al suolo con un
bordo bianco. Il commissario Bresci ordina immediatamente di
mandare a far esaminare la tazzina del caffè alla scientifica e di
procedere con un’autopsia sul corpo.
“Tanto so già il risultato. Temo...” confida a Rosa con aria depressa.
Lombardo intanto osserva Rosa dal tavolino, anche lui con sguardo
depresso.
“Allora, raccontami tutto quello che sai. È meglio che ci diamo del
tu, visto che nei prossimi giorni lavoreremo molto insieme” gli dice
Rosa.
“Va bene, Rosa. Non c’è molto da raccontare. L’assassino manda
una settimana prima al commissariato di Brescia un quadro dipinto
a olio della località dove vuole uccidere. Per questo ero qui a Salò,
invece che a Brescia, stamattina”.
“Pare sia un killer psicopatico, da quello che dici. Ne ha tutte le
caratteristiche. Continua...”
“Roberto, mi chiamo Roberto, Rosa” le dice lui con aria confiden-
ziale.
Lombardo li osserva, evidentemente seccato.
“Ok, Roberto, continua” lo esorta lei.

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“Niente, Rosa, nient’altro. Un quadro è l’unico indizio. Poi sappia-


mo che le vittime vengono uccise con una grande quantità di arseni-
co. Non siamo ancora riusciti a capire come l’assassino possa met-
tere l’arsenico nel caffè. Abbiamo sospettato di alcuni camerieri. Li
abbiamo anche interrogati, ma nessuno poteva avere commesso il
delitto”.
Rosa si dimostra sempre più interessata.
“Come sceglie le sue vittime? C’è un movente?”
“Anche qui c’è il mistero più totale. Fino ad ora ha ucciso sempre
uomini. Hanno tutti un’età compresa tra i 47 e i 55 anni; tutti indos-
sano un doppiopetto e una cravatta, sono eleganti quindi, più grassi
che magri, di solito stempiati o con pochi capelli. Fanno lavori diver-
si, hanno vite diverse, non si conoscono, non hanno niente in comu-
ne, ma fisicamente si assomigliano. Non ci sono però legami con
l’assassino. Pare che lui uccida a caso. Sceglie lo stesso tipo di
uomo, ma senza una ragione evidente”.
“Eppure, una ragione ci deve essere!” esclama Rosa esasperata.
“Rosa, cerca di calmarti adesso” le dice Lombardo, che le si è
improvvisamente avvicinato.
“Ludovico, ti ho detto di non preoccuparti per me” gli risponde lei
infastidita.
“Ho ascoltato tutto dal tuo amico, Rosa. Credo che questo caso sia
uno dei più difficili che hai avuto. Si tratta di sicuro di uno psicopa-
tico. Non lascia impronte, né prove, colpisce a caso. Come credi di
risolvere il caso in pochi giorni? Casi come questi vengono risolti di
solito dopo mesi di lavoro! O c’è anche la possibilità che non venga-
no mai risolti!”
Rosa ha un sussulto per l’ira. È chiaramente già dentro il caso, con
tutte le sue energie.
“Eppure io ce la farò, Lombardo!”
“E allora, se hai deciso così io, da amico, ti starò vicino... Non ho

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scelta. Lo sai cosa provo per te” ammette lui, disperato.


“Lei è un uomo molto fortunato ad avere una donna come Rosa...”
interviene il commissario Bresci.
“Per favore, non ci si metta anche lei! Continui a pensare al caso e
non si faccia venire idee strane a proposito di Rosa...” si altera
Lombardo.
“Perché, altrimenti cosa succede?” gli risponde Bresci, anche lui
seccato adesso.
In quello stesso momento si avvicina a lui e gli si mette proprio di
fronte. I due uomini si guardano furiosi negli occhi, a pochi passi
l’uno dall’altro. Rosa capisce che deve intervenire, prima che la
situazione diventi spiacevole.
“Vi prego, non è il caso di fare scene di questo tipo. La gente vi guar-
da. Un uomo è stato appena ucciso! Non è per niente professionale,
e neanche da gentiluomini! Non siate stupidi!”
Rosa, con le sue parole, riesce a calmarli. I due si allontanano l’uno
dall’altro.
“Allora, Rosa, se hai deciso di seguire questo caso... Io ti aiuterò.
Cominciamo subito a lavorare”.
Il commissario Bresci lo osserva di nuovo con occhi furiosi. Rosa
però si avvicina a lui, pronta a fargli altre domande sul caso.
Estrae dalla borsetta anche il suo biglietto da visita.
“Roberto, io e Ludovico trascorreremo l’intera giornata a Salò e
faremo domande alla gente. In questo modo speriamo di avere più
informazioni a riguardo. Qui c’è il mio numero di cellulare. Tele-
fonaci non appena riesci a sapere qualcosa sul nuovo assassinio”.
“Temo che i risultati confermeranno l’arsenico nel caffè e che sulla
tazzina non ci saranno impronte, se non quelle dell’uomo assassina-
to. È sempre così. Questo assassino sembra essere molto prudente!”
“I criminali non sono mai abbastanza prudenti. Soprattutto uno
psicopatico. In fin dei conti, spera sempre di essere arrestato. Per

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questo manda anche quadri al commissariato. Nel profondo del suo


animo, vuole essere arrestato. È malato, Roberto. Non ragiona come
una persona normale”.
Il commissario Bresci a questo punto si arrabbia. Chiede al camerie-
re un bicchiere di acqua. Sembra molto stressato.
“Non riusciremo mai a prenderlo, mai! Colpisce senza criterio, capi-
sci?” confida a Rosa, quasi liberando i suoi pensieri. “Sceglie le vit-
time a caso, i bar a caso, tutto a caso! Sai quanti bar e caffè ci sono
nelle province del Garda? Dal momento in cui mi manda un quadro
passo ogni giorno nel paese dove è stato ritratto il dipinto. Dalla
mattina alla sera io e i miei uomini osserviamo tutti i bar, e ogni volta
lui riesce a uccidere qualcuno, non si sa come! Non c’è mai un
testimone e nessuno vede niente!” urla Bresci sconvolto.
“Roberto, calmati. Capisco che questi mesi sono stati molto duri per
te. So quanto è difficile quando non si riesce a risolvere un caso. Ti
prometto che arresterò questo psicopatico al più presto. Fino ad ora
non ho mai sbagliato in vita mia!”
Rosa gli mette una mano su una spalla. Non si spiega il motivo, ma
prova una certa tenerezza per quest’uomo.
“Roberto, rilassati adesso. Vedrai che tutto andrà per il meglio...
Anche quando sembra che non ci sia una soluzione o una via d’usci-
ta, alla fine se ne scopre sempre una”.
Lombardo li sta osservando, senza dire una parola.
“Grazie, Rosa, ma adesso devo proprio andare. Ho anche un altro
caso da sbrigare, un furto sul lago di Garda. Ti chiamerò più tardi da
Brescia”.
“Quando vuoi, Roberto” lo rassicura Rosa.
Lei lo segue con lo sguardo finché lui non esce dal caffè. Prima di
uscire dalla porta, lui si volta a guardarla.
“È cominciata una love story, Rosa!” dice subito Lombardo, abba-
stanza scioccato. “Quell’uomo non mi piace! E non lo dico solo per-

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ché sono geloso! E poi, cos’è questa storia che non sono ancora il tuo
fidanzato?! Pensavo ci fosse una relazione seria tra noi due! Sono
veramente deluso da te!”
Rosa abbraccia Lombardo e gli dà un bacio leggero sulle labbra. Lui
però rimane un po’ freddo e distaccato.
“Non so perché l’ho detto... Ero imbarazzata, stavo lavorando. E poi,
in fondo, non siamo ancora ufficialmente fidanzati...”
Lombardo la stringe a sé, già rassicurato.
Passano tutto il pomeriggio in giro per Salò, a chiedere informazio-
ni. Fermano alcuni passanti sul lungolago, ma nessuno ha visto nien-
te. Tutti poi confermano che il signor Micheletti, la persona assassi-
nata, era un tranquillo maestro di scuola elementare. Era rimasto
vedovo da qualche anno. Viveva da solo in una villetta sulla collina
dietro il paese. Ogni giorno scendeva sul lungolago a prendere il
caffè e a leggere il giornale. Non aveva nemici in paese, anzi era
molto amato...
Rosa e Lombardo vanno poi a casa di Micheletti dove Rosa cerca di
forzare la serratura per entrare.
“Sei sicura che sia tutto legale, Rosa? Non hai bisogno di un per-
messo speciale per aprire questa porta? E poi, hai l’abilità di una
scassinatrice... Mi meraviglio di te!” dice Lombardo ridendo.
“Sai, a lavorare in polizia si imparano tante cose... Anche a forzare le
serrature! E poi sono sicura che Roberto capirà. È un’emergenza”
gli dice Rosa, che in un paio di minuti è già riuscita ad aprire il can-
cello.
“Sei una donna piena di sorprese, tu!” aggiunge sorridendo Lom-
bardo.
“Anche tu in passato hai dimostrato di essere pieno di iniziative del
genere!”
Un gatto viene loro incontro non appena entrano nel giardinetto
della villa in stile liberty.

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“Oh, guarda chi c’è qui, Ludovico!” si lascia scappare Rosa. Pensa
subito al suo fedele amico, il gatto Giuseppe, che in quei giorni ha
lasciato da un’amica a Venezia. Prende in braccio il gattino, un per-
siano grigio dal pelo lungo.
“È una femmina! E adesso, sei tutta sola, vero?” sospira nelle orec-
chie della gatta che ha già cominciato a fare le fusa.
“Non pensarci nemmeno, Rosa!” le dice Lombardo.
“Davvero Ludovico, ma guarda, guarda che occhietti persi che ha!”
Ispezionano insieme la casa, stanza per stanza. Proprio quando se ne
stanno andando, Rosa, che ha ancora con se il gatto in braccio, nota
una lettera su un tavolino all’ingresso.
“Non dovremmo aprirla, è personale!” le dice subito Lombardo.
Pare che le abbia letto nel pensiero. Rosa ha infatti tutte le intenzio-
ni di aprire la busta. E infatti, in un secondo la apre, guardando negli
occhi Lombardo.
“Rosa!” la ammonisce lui.
Lei lo fissa molto seria adesso.
“Ricorda, è un’emergenza! È nostro compito usare ogni mezzo per
assicurare questo assassino alla giustizia!”

Gentile Signor Micheletti,


ha quindici giorni per pagare il suo debito, altrimenti sarò
costretto a passare a duri provvedimenti.
Cordialmente
Luigi

“Lombardo, questa è chiaramente una minaccia! Alla fine, c’era


qualcuno interessato ad uccidere Micheletti!”
“Dici, Rosa? Ma che interesse avevano ad ucciderlo, se aveva un
debito? Così non avrebbe pagato!”
“Lo so, ma spesso chi non salda i propri debiti viene ucciso. Di soli-

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to è un avvertimento per gli altri debitori, una lezione che viene data
a chi non paga”.
Rosa e Lombardo passeggiano per una strada interna di Salò.
In una pasticceria storica, dove fanno anche ottimi cioccolatini e
cioccolata calda, scoprono qualcosa dalla gentile proprietaria.
“Luigi è sicuramente uno dei suoi compagni di gioco. Il Signor
Micheletti era una bravissima persona, ma aveva il vizio del gioco.
Giocava a poker ogni fine settimana. E purtroppo, come molti gio-
catori accaniti, a volte vinceva, ma spesso faceva anche debiti!”
La signora indossa un vestitino nero e sopra un grembiule bianco.
“Crede che lo possano avere assassinato?” le chiede Rosa.
“Può darsi, chi lo può dire! Forse questo ‘assassino dell’espresso’,
come lo hanno chiamato i giornali locali, è uno che salda così i debi-
ti di gioco. La prego, commissario, lo prenda! Da quando colpisce
sul lago di Garda, a parte i turisti che non lo sanno, gli abitanti della
zona vengono di meno al bar. Hanno tutti paura!”
Rosa esce dal caffè con Lombardo.
“Forse ha ragione questa signora, Rosa! Può darsi si tratti di debiti di
gioco. Questo spiegherebbe anche che l’assassino colpisce sul lago
di Garda!”
“Ma allora come spieghi i quadri e il modo di assassinare col caffè?
È tipico di uno psicopatico!”
Più tardi Rosa e Ludovico scoprono presso l’edicola che Luigi è il
proprietario del negozio. Fatalità del caso, il giornalaio, anche lui
giocatore, è scomparso. C’è la moglie al suo posto.
“Luigi è da ieri che non si fa vedere. Ogni tanto succede che scom-
pare per un paio di giorni. Ormai ci sono abituata!” spiega lei. “Pro-
vate domani, forse sarà tornato!”
Rosa e Ludovico si avviano stanchissimi verso l’hotel.
“Rosa, suvvia! Ti porto fuori a cena! Oggi abbiamo mangiato velo-
cemente solo un panino...”

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“Ok, Ludovico, ma c’è un favore che ti devo chiedere prima” gli


dice.
Rosa e Ludovico cenano insieme in un locale del lungolago di Salò,
guardando il tramonto. Per tutta la sera, non parlano di lavoro.
Quando si trovano a letto abbracciati, Rosa si confida con Lom-
bardo.

“Spero che riuscirò davvero a risolvere il caso, Ludovico. Bresci ha


ragione, non ci sono molte prove...”
“Rosa, sono sicuro che ce la farai...” la rassicura Lombardo. “Ma
non so se riusciremo a dormire... Questa gatta, che hai voluto a tutti
i costi portare qui, è molto rumorosa e fastidiosa. Mi sono veramen-
te pentito di averti fatto questo favore!”
A sentire queste parole la gatta si accuccia proprio sulla pancia di
Lombardo.
“Ma dai! Si sta semplicemente sentendo sola e sta facendo le fusa!
Vuol dire che è contenta! E poi guarda quanto le piaci!”
“Sarà, ma mi sento osservato... Mi imbarazza averla qui a dormire
sul letto con noi!”
“Sarà un’ottima compagna per Giuseppe!”
Rosa bacia Lombardo appassionatamente e spegne la luce.

Übung 1: Beantworten Sie die folgenden Fragen!

1. Dove sono andati in vacanza Rosa e Lombardo?

______________________________________________________

2. Come si chiama di nome il commissario Bresci?

______________________________________________________

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3. Come è chiamato dai giornali l’assassino?

______________________________________________________

4. Quante persone sono state uccise fino ad ora?

______________________________________________________

5. Che lavoro faceva il signor Micheletti?

______________________________________________________

6. Che animale trovano Rosa e Lombardo nel giardino di Micheletti?

______________________________________________________

Übung 2: Unterstreichen Sie die richtige Übersetzung der Wörter!

1. Kommissar commissariato, commissario, commissione


2. verlieren parere, partire, perdere
3. auch anche, ancora, allora
4. Besitzerin proprio, proprietaria, proprietario
5. Notfall emersione, emergente, emergenza
6. untersuchen esagerare, esaminare, esasperare
7. Angst paura, parure, pastura

Übung 3: Fügen Sie das richtige Adverb ein!


(chiaramente, improvvisamente, sicuramente, ufficialmente, total-
mente, velocemente, appassionatamente)

1. Rosa bacia Lombardo ____________________.

2. Luigi è ____________________ uno dei suoi compagni di gioco.

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3. I suoi pensieri sono già rivolti ___________________ al caso.


4. Questa è ____________________ una minaccia.
5. Abbiamo mangiato _____________________ solo un panino.
6. L’uomo assassinato è caduto ____________________ al suolo.
7. Non siamo ancora ____________________ fidanzati.

Übung 4: Wie lautet das Gegenteil der folgenden Wörter?

1. separato _____________________
2. fine _____________________
3. vittima _____________________
4. perdere _____________________
5. virtù _____________________
6. accendere _____________________
7. molto _____________________

Capitolo 2: Ritratto di un assassino

Nella penombra di una mansarda una grande figura si muove in-


torno a una tela, tenuta in piedi da un cavalletto. Ha nelle mani un
pennello. Si muove velocemente, con passo agitato. Le mani tremano
nervosamente. Il respiro è quasi soffocato. Dalla finestra si può
vedere il lago. L’uomo parla tra sé.
“Ecco... ancora un po’ e ho finito! Qui si vede il Vittoriale e poi devo
finire di dipingere gli alberi che lo circondano...”

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L’uomo si piega e urla tra sé.


“Sì, mamma, mamma, vedrai che stavolta riesco a uccidere papà!
Non sarà difficile! Basta versare una bustina di arsenico, di nasco-
sto... Vedrai, vedrai come morirà quel bastardo! Finora ho sbagliato
persona, ma vedrai che adesso ce la farò...”
L’uomo si affaccia alla finestra. Le sue mani adesso tremano in
maniera incontrollabile.
“Un po’ d’aria, un po’ d’aria! Ho bisogno di calmarmi. Devo respi-
rare, tranquillizzarmi. Devo riuscire a finire il quadro. E tu, mammi-
na, non preoccuparti, non preoccuparti per me. Ce la farò, ce la farò!
Devo finire il quadro entro oggi...”
L’uomo fa una pausa. Poi ricomincia a parlare.
“Poi ti preparo un bell’espresso! Sai che sono un esperto a pre-
pararli. Me lo hai insegnato tu, cara mammina. Ti ricordi? So pre-
pararlo fin da bambino. Nessuno fa il caffè così buono come lo
faccio io!”
L’uomo si siede e... racconta.
“Ti ricordi, mamma?... Papà beveva il caffè almeno tre volte al gior-
no. Ne era un fanatico. Diceva che senza caffè e sigarette non riu-
sciva a vivere. In ogni caso, mi ricordo che una volta ti ha versato
addosso il caffè bollente direttamente dalla moka con cui lo avevi
preparato... Diceva che eri una buona a nulla, che non sapevi fare
nemmeno il caffè! Alla fine, quando ho cercato di aiutarti, mi ha
picchiato talmente forte che sanguinavo... sanguinavo... e poi è
andato via...”
L’uomo scoppia a piangere.
“Poi tu ti sei avvicinata a me... Mi hai stretto le mani intorno alla
vita. Mi hai detto che andava tutto bene. Forse, non sapendo cosa
fare, hai cominciato a raccontarmi la storia del caffè espresso. Pro-
babilmente l’avevi letta da qualche parte, su una confezione di
caffè...”

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L’uomo adesso si mette a ridere. Sembra aver cambiato improvvisa-


mente umore. Si alza in piedi, tutto euforico. Si rivolge ancora alla
madre, una figura immobile seduta su un’altra sedia al lato della
stanza.
“Mi hai raccontato che il caffè espresso è una bevanda ottenuta dalla
macinazione e dalla torrefazione dei semi della coffea arabica...”
“Ti faccio vedere io, adesso ti preparo io un bel caffè!”
L’uomo scende le scale della mansarda per andare in cucina, che si
trova al piano di sotto.
“Mamma, mamma! Adesso prendo la macchinetta del caffè e ti
faccio vedere come si prepara!”
L’uomo comincia a cercare sulle mensole. Estrae una macchinetta, la
svita e ci mette dentro qualche cucchiaino di caffè.
“Tu mi hai insegnato, cara mamma, che il caffè espresso che oggi
conosciamo in tutto il mondo non è nato poi così lontano da qui.
Sembra a Milano, a fine ’800. La macchina originaria per farlo e il
procedimento di preparazione sono stati inventati probabilmente da
una signora...”
L’uomo fa un’altra pausa e poi ricomincia. La macchinetta del caffè
comincia intanto a scaldarsi su un fornello a gas.
“Il procedimento è stato poi brevettato dal signor Gaggia nella
prima metà del ’900! Questo signor Gaggia era il barista di un locale
di piazza Duomo, presso piazza dei Mercanti, a Milano. Ha fatto
diverse modifiche a differenti modelli di macchine, fino ad arrivare
alla creazione del caffè espresso milanese. Quello che viene servito
in tazzina piccola, quello che piaceva così tanto a papà!”
L’uomo urla come un matto, in preda al panico.
Il caffè fuoriesce dalla macchinetta, sporcando il pavimento, la cuci-
na, i fornelli... L’uomo allora corre imprecando per tutta la stanza.
“Non preoccuparti, mamma! Lo troverò, lo troverò! Troverò papà e
poi, poi... lo ucciderò!!!”

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L’uomo sale le scale, mentre continua a parlare. Ora si trova di nuovo


in mansarda. Sta proprio di fronte alla figura della madre.
Prende in mano un pennello. Stavolta ricomincia a dipingere in
silenzio. Si sente solo il rumore del pennello che tocca la tela e il
colore che viene steso.

Übung 5: Übersetzen Sie die folgenden Sätze!

1. Si muove velocemente.

______________________________________________________

2. Dalla finestra si può vedere il lago.

______________________________________________________

3. Ho bisogno di calmarmi.

______________________________________________________

4. Devo respirare, tranquillizzarmi.

______________________________________________________

5. Devo finire di dipingere il quadro entro stasera.

______________________________________________________

6. Nessuno fa il caffè così buono come lo faccio io!

______________________________________________________

7. L’uomo urla come un matto.

______________________________________________________

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8. Ora si trova di nuovo in mansarda.

______________________________________________________

9. Prende in mano un pennello.

______________________________________________________

Übung 6: Welche der folgenden Aussagen sind wahr? Markieren Sie


mit richtig ✔ oder falsch – !

1. Il caffè espresso si fa con la macchina del caffè. 


2. Il caffè espresso è nato a Genova. 
3. Gaggia ha brevettato il procedimento di preparazione
del caffè. 
4. L’espresso si serve in una tazzina piccola. 
5. Gaggia era un industriale. 
6. Il caffè espresso è stato inventato nel ’900. 
7. L’espresso si ottiene dei semi della coffea arabica. 

Übung 7: Welche Gegenteile gehören zusammen? Ordnen Sie zu!

1.  bello a) tranquillo
2.  colpevole b) lento
3.  immobile c) buono
4.  aggressivo d) innocente
5.  veloce e) vicino
6.  cattivo f) mobile
7.  lontano g) brutto
8.  grande h) piccolo

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Capitolo 3: A caccia di indizi

Alle sette del mattino Rosa e Lombardo vengono svegliati da un sms.


“Devi proprio andare, Rosa?” domanda Lombardo. “Stiamo così
bene insieme”.
“Lo so, Ludovico, ma non sono riuscita a dormire stanotte. Non
posso pensare che ci sia un pazzo assassino in circolazione. E, così
presto, so che il telefono non può che suonare per lavoro”.
“Ok, allora te lo prendo io dal comodino!”
Lombardo passa il cellulare a Rosa che legge subito il messaggio:
“Vi vengo a prendere alle otto. Facciamo insieme un giro degli altri
posti dove ha colpito l’assassino. Baci! Roberto”.
“E adesso ti manda già i baci?” dice Lombardo.
“E tu che fai, mi spii?!”
“Ma che dici! Mi è solo capitato di leggere...”
“Sì, sì,... Così, per caso, ti è capitato di leggere il mio sms! Non esa-
gerare... Sai che ‘baci’ si scrive per pura cordialità, anche tra
amici...” risponde Rosa ridendo.
Intanto si alza per andare in bagno a fare una doccia.
“Sarà... Ma poteva scrivere anche ciao! Comunque è una buona idea
tornare sui luoghi degli assassini. Magari tu riesci a scoprire delle
prove che lui non ha visto! Sai, ci ho pensato stanotte, ma non capi-
sco come si faccia a mettere l’arsenico nel caffè senza essere visto.
Così, davanti a tutti...”
La gatta si avvicina a Lombardo, facendo le fusa.
“Eh no... Manteniamo le distanze... Non incominciare anche tu,
adesso!”
Rosa e Ludovico si preparano insieme e scendono a fare colazione.
Il commissario Bresci si presenta puntuale alle otto davanti all’en-
trata dell’albergo. Ha una Porsche grigia. Indossa un paio di jeans e
una T-shirt nera.

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“Che splendore la nostra Rosa! La camicetta rosa si addice perfetta-


mente alla tua carnagione! Signor Lombardo, le ripeto che lei è un
uomo fortunato!”
Rosa arrossisce imbarazzata.
Lombardo è chiaramente infastidito, ma stavolta si controlla.
“Che bella macchina ha! Non male per un commissario di polizia!”
commenta invece.
“Andiamo!” taglia corto Rosa. “Voglio cominciare subito. Abbiamo
diversi elementi su cui indagare, ma nessuna prova e nessun indizio,
a parte il veleno e le tazzine del caffè. Operiamo senza meta. Ciò
vuol dire che c’è tanto lavoro da fare e io non voglio far tardi. Prima
di sera dobbiamo anche ripassare dall’edicola. Voglio parlare con
quel Luigi”.
Il commissario Bresci si gira di scatto, molto colpito dall’afferma-
zione di Rosa.
“Stai parlando di Luigi Rossetti?” chiede a Rosa.
“Lo conosci? Pare che abbia scritto una lettera al signor Micheletti.
Lo minacciava che se lui non avesse pagato una certa somma di
denaro...”
“Micheletti era quindi un giocatore?” domanda Bresci.
“Pare di sì” interviene Lombardo. “Si dice che sia un vizio piuttosto
comune qui sul lago di Garda. Perché, gioca anche lei?”
“Devo ammettere di aver giocato qualche volta, ma solo per hobby.
Di sicuro non sono un giocatore professionista!”
“Conosci però un po’ l’ambiente?” dice Rosa interessata.
“Conosco Luigi Rossetti. È un balordo. È stato in prigione un paio
di volte per truffa. Non è di sicuro una persona raccomandabile e per
bene. Se scopriamo che anche le altre vittime erano legate al mondo
del gioco d’azzardo, in effetti potrebbe essere lui l’assassino”.
“Sai dove vive?” chiede Rosa ancora più interessata.
“Vive a Garda, quindi possiamo passare da casa sua”.

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Rosa sale in macchina, vicino al posto di guida. Chiude dietro di sé


la portiera. Abbassa il finestrino e incoraggia entrambi a seguirla.
“Andiamoci subito! Voglio risolvere questo caso al più presto possi-
bile! Non c’è altro tempo da perdere!”
Anche Lombardo e Bresci salgono in auto. Partono a tutta velocità,
verso la tangenziale in direzione Garda.
Bresci alza il volume della radio e parla con Rosa a bassa voce, in
modo che Lombardo non possa sentire.
“Rosa, sai essere una persona così tenera, ma anche così dura al
tempo stesso. Tu sei una donna di cui mi potrei innamorare”.
Rosa abbassa lo sguardo. Non sa come, ma quest’uomo in qualche
modo le piace. Non è bello, ma ispira in lei un senso di tenerezza. Si
augura solo che Lombardo non lo noti.
In quel momento Bresci alza ancora il volume della radio. Stanno
trasmettendo una canzone di Eros Ramazzotti.
“Scusate, ma qui non si sente nulla! Può abbassare il volume?” gli
chiede Lombardo.
“Rosa, prima che abbassi il volume, mi rispondi? Se tu non fossi qui
con quest’uomo adesso... Se ci fossimo incontrati prima, me l’avre-
sti data una possibilità?”
“Se ci fossimo incontrati prima...” dice Rosa d’istinto. Improvvisa-
mente però si domanda cosa sta dicendo.
“Insomma, che cosa sono questi misteri?!” urla Lombardo, ora tutto
rosso in viso. Si sporge in avanti e abbassa da solo il volume della
radio.
“Un momento, un momento... Si calmi... Avrei abbassato io tra un
minuto! Stavo guidando!”
“Sì, stava guidando...”
Rosa non parla. È sconvolta per la risposta che ha dato a Bresci. Si
accorge però che deve intervenire, prima che la situazione precipiti.
“Vi prego di smetterla! Abbiamo un caso molto importante da risol-

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vere! Non è uno scherzo! E per favore, Roberto, spegni questa radio.
Non è proprio il caso di mettersi a fare i sentimentali adesso!”
Lombardo e Bresci si calmano alle parole di Rosa. La Porsche sfrec-
cia a tutta velocità sulla tangenziale, per prendere poi la strada per
Garda.
“È veramente bellissimo!” dice Rosa. La strada scende a picco sul
lago. Sullo sfondo si vedono già le case del paese.
“Alcuni tedeschi, quando arrivano qui e percorrono questa via, dico-
no che ricorda loro la costiera amalfitana. Io rispondo loro che il
nostro lago di Garda è bello quanto il mare!” spiega Bresci.
“Dove vive lei?” gli domanda Lombardo.
“Il commissariato ha sede a Brescia, ma io vivo a Desenzano. Vivo
ancora nella casa di famiglia dei miei genitori. Sono entrambi morti.
Sono molto legato alla mia casa, perché ci sono cresciuto. Si affac-
cia proprio sul porticciolo di Desenzano, dove ho una barca”.
Poi Bresci guarda di nuovo Rosa.
“Lo sai Rosa che, in base a degli studi geologici, si è scoperto che il
lago di Garda non esisteva prima dell’ultima era glaciale? Si è for-
mato proprio durante quel periodo, quindi ha origini antichissime.
Oggi è il più grande bacino lacustre d’Italia”.
“Infatti, a vederlo, sembra mare!”
“Per carità, se ti sentono gli abitanti di queste zone si offendono!
Loro sono molto fieri di essere lacustri!”
“Sarà... Ma io preferisco il mare!” dice Lombardo con tono freddo.
Rosa e Bresci si guardano negli occhi e si mettono a ridere. Rag-
giungono il lungolago dove si trova la casa di Rossetti. È sopra una
gelateria del luogo molto popolare. Arrivano di fronte alla porta
d’ingresso. Vi abitano diversi inquilini. Rosa suona il campanello di
Rossetti.
“Chi è?” risponde la moglie.
“Sono il commissario Nicoletti. Rosa Nicoletti. Ci siamo parlate ieri,

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caffè espresso Italienisch 27.06.2008 8:27 Uhr Seite 27

ricorda? Abbiamo bisogno di parlare con suo marito. È in casa?”


Segue un attimo di silenzio.
“Mi sente? È la polizia qui, apra!”
Dopo un momento si apre il cancello. Rosa, Lombardo e Bresci sal-
gono le scale. I due uomini precedono Rosa, che controlla di avere la
pistola nella borsetta.
La moglie di Rossetti urla loro di salire fino all’ultimo piano. Le
scale sono molto ripide e i tre arrivano in cima quasi senza fiato. La
moglie di Rossetti indossa un paio di jeans e una maglietta. È spetti-
nata e senza trucco.
“Scusate, ma stavo ancora dormendo. Oggi è domenica e me la
prendo con comodo! Apro solo un paio d’ore verso l’ora di pranzo.
Cercate mio marito? Non c’è e non ho idea di dove sia”.
Rosa sbircia in casa.
“Possiamo entrare?” chiede alla moglie di Rossetti.
“Ma certo! Non c’è alcun problema, tanto ci sono abituata. Che cosa
ha fatto stavolta?”
“Conosce un certo Micheletti?” le domanda Rosa.
“Certo, è il maestro di mio figlio! Pover’uomo, ho letto sui giornali
cosa gli è successo! Spero che prenderete al più presto il suo assas-
sino!”
Bresci e Lombardo entrano anch’essi e danno un’occhiata in giro.
C’è una grande confusione. Un bambino esce dalla sua stanza anco-
ra in pigiama. Cerca sua madre, che lo prende in braccio.
“Marchino, vieni qui anche tu! Saluta questi signori!” gli dice lei
accarezzandolo.
“È proprio un bel bambino!” le fa presente Rosa.
Poi però ritorna subito al suo lavoro.
“Lo sa che suo marito doveva riscattare un debito di gioco da
Micheletti?”
La moglie di Rossetti si tira indietro inorridita.

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caffè espresso Italienisch 27.06.2008 8:27 Uhr Seite 28

“Non penserà che mio marito... Guardi, so che è un ladro, uno scas-
sinatore, un truffatore... Ma un assassino proprio no! Non è nel suo
stile. E non avrebbe nemmeno il coraggio di farlo”.
“Cosa intende dire? Che un assassino deve essere coraggioso?” la
inquisisce Rosa.
“Può dire qualsiasi cosa, ma un assassino deve avere coraggio per
uccidere un altro essere umano. Mio marito è un codardo!” la rassi-
cura la Rossetti. “È scappato, perché l’ho accusato di avere un’altra
donna. L’hanno visto tutti con lei al caffè Paretti”.
In quel momento Bresci si avvicina alle due donne.
“Al caffè Paretti?! Ma è dove è stata uccisa la penultima vittima!
Quando è stato lì?” domanda alla Rossetti.
Lei stavolta diventa pallida.
“Non intendo dire un’altra parola senza il mio avvocato”.
Lombardo sale le scale che portano alla mansarda.
“E scusi, ma lei dove va? Questa non è mica casa sua! E poi, avete
per caso un mandato per entrare in casa mia?” lo ferma la Rossetti.
“Suo marito dipinge?” le chiede Lombardo.
“Per hobby. Ma che male c’è? Tutti qui sul lago dipingono. Non è né
il primo né l’ultimo. Lo impariamo a scuola. Anch’io qualche volta
dipingo. Faccio acquerelli. In mansarda ci sono sia i lavori miei che
quelli di mio marito. Comunque, è meglio che cerchiamo di chiarire
questo problema al più presto. Credo di sapere dov’è... Sua madre
abita a Sirmione, proprio vicino alla villa della Callas. Ci hanno
costruito degli appartamenti di lusso adesso. Il signor Bresci sa di
sicuro dove sono. Se proseguite verso la villa di Catullo troverete la
casa senza problemi. È una villetta gialla, sul campanello è scritto il
nome della madre. Si rifugia sempre lì quando litighiamo”.
“La ringraziamo di aver collaborato senza fare resistenza” le dice
Bresci.
“L’ho fatto, perché sono sicurissima che mio marito è innocente.

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caffè espresso Italienisch 27.06.2008 8:27 Uhr Seite 29

Sono pronta a giurarlo sulla testa di mio figlio!” risponde la donna.


Rosa a questo punto si altera.
“Signora Rossetti, ci ha appena detto che suo marito la tradisce.
Quindi è un bugiardo! Come fa ad essere così sicura che anche
questa volta non Le abbia mentito?”
La moglie di Rossetti si mette a piangere. Stringe il bambino a sé e,
rossa in viso, ordina loro di uscire.
“Fuori da casa mia! Fuori da casa mia! Sono stata gentile con voi e
non merito questo! Non fatevi più vedere senza un mandato!”
I tre scendono le scale. Quando sono quasi in fondo, Lombardo si
avvicina a Rosa.
“Certo che l’ultima frase la potevi anche evitare, Rosa! Per una
donna è già abbastanza duro sapere che il marito la tradisce! Sei
stata piuttosto cattiva...”
Rosa esce dall’edificio e poi si gira verso Lombardo rossa in viso.
“Come ti permetti, Ludovico! Sai che non sopporto quando una
donna viene presa in giro! Per quella donna è meglio che lasci subi-
to un uomo come quello!”
Rosa si allontana fredda da Lombardo.
Si avvicinano al caffè dove è stato commesso l’omicidio, che è pro-
prio nella piazzetta del lungolago, vicino al Palazzo dei Capitani, di
architettura veneziana.
“Mi viene nostalgia di Venezia a vedere questi palazzi! Sono impres-
sionanti!” dice Lombardo cercando di rompere il ghiaccio.
“Insomma, non sai dire niente di meglio?!” gli risponde Rosa.
Bresci si avvicina a loro con aria professionale.
“Per favore signori, pensiamo al caso adesso! Più tardi avrete il
tempo di discutere dei vostri problemi privati!”
“Io l’uccido... Divento io un assassino, se andiamo avanti così!”
pensa tra sé Lombardo.
Al caffè non scoprono nulla, tranne che l’uomo assassinato è

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caduto improvvisamente al suolo, dopo aver sorseggiato il caffè.


Un cameriere ammette solo che Rossetti è un grande frequentatore
del caffè.
“È da un po’ che non lo vediamo però...” confessa in tono sconsola-
to. “Peccato, perché dà sempre buone mance!”
I tre salgono in macchina e si dirigono a tutta velocità verso Sirmio-
ne, che è un po’ distante da dove sono ora.
Non appena entrano nel centro vengono travolti dai numerosi turisti.
Nelle caratteristiche vie del centro storico si susseguono negozi,
boutique, caffè e ristoranti. Quando invece prendono la via verso la
villa di Catullo il caos si fa meno intenso.
“Lo conosci il poeta Catullo? Aveva una bellissima villa su questa
altura. È un posto romanticissimo. Dall’alto si vede il lago con delle
grandi rocce bianche che spuntano dall’acqua. È uno dei panorami
più belli al mondo” racconta Bresci.
Lombardo si affianca improvvisamente a loro.
“Non si preoccupi. Non appena avremo risolto questo caso, ci andre-
mo di sicuro. Se è un posto romantico, sono certo che a Rosa piacerà
molto!”
Rosa gli sorride adesso. Cerca di rassicurarlo e forse, dentro di sé, si
sente anche un po’ in colpa. Sa che Lombardo la ama, non ha dubbi
su questo. È solo nervosa, perché prima di tutto vuole risolvere il
caso, e poi non capisce cosa sta succedendo dentro di lei.
Prova una certa simpatia per Bresci, anche se ancora non le è chiaro
di cosa si tratti esattamente.
Arrivano alla ex casa di Maria Callas, di fronte alla quale si apre un
grande cancello. Dietro di esso si scorge un parco secolare.
“Bello, vero? È l’entrata di un albergo di lusso che si affaccia sulle
acque del lago, dall’altro lato. Si dice che ci sia venuto perfino
Woody Allen!” dice Bresci.
“Sarebbe l’ideale per un viaggio di nozze o per un romantico

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weekend!” insiste Lombardo.


Rosa non risponde. Pensa sia meglio lasciar perdere. I tre proseguo-
no in silenzio. Sono tutti e tre presi dai loro pensieri.
Fanno solo una breve sosta per mangiare un tramezzino in un bar
lungo la via. Subito dopo pranzo arrivano in pochi minuti alla casa
della madre di Rossetti.
Suonano il campanello diverse volte. Alla fine viene ad aprire una
vecchietta.
“Scusatemi, sono quasi sorda! Mi sono accorta che qualcuno suona-
va, perché il mio cagnolino si è messo ad abbaiare!”
È Bresci stavolta a farsi avanti.
“Mi scusi, signora, sono il commissario Bresci. Possiamo entrare?”
La vecchietta si infervora.
“Mi dica subito cosa ha fatto quel disgraziato di mio figlio stavolta!”
grida in faccia a Bresci.
“Non si preoccupi. Abbiamo solo dei sospetti. Niente è sicuro, sta-
volta! Possiamo parlare con suo figlio?” chiede Bresci.
Rosa e Lombardo ascoltano senza dire nulla, subito dietro di lui.
“È stato qui fino a ieri. Ha dipinto un quadro. Diceva che aveva biso-
gno di distrarsi. Aveva litigato con la moglie! Mio figlio non avreb-
be mai dovuto sposarsi! Non è fatto per avere solo una donna! È un
disgraziato, come vi ho detto! E per dirlo io, che sono sua madre...
Ma entrate, entrate, che vi faccio un caffè!”
“La ringrazio, ma non abbiamo molto tempo! Possiamo vedere il
quadro che ha dipinto suo figlio?” domanda Bresci.
Rosa e Lombardo gli si sono avvicinati.
“Purtroppo non è qui. L’ha portato via con sé stamattina, dopo aver-
mi preparato un caffè. Mi ha portato il caffè a letto, mi ha baciato
sulla fronte ed è andato via. Mio figlio è come il vento! Nessuno lo
ferma! Avrei voluto averlo qui qualche giorno in più. Sa, sono molto
sola. Se non avessi il mio barboncino Ernesto...”

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In quel momento Ernesto, il barboncino, esce dalla porta e fa pipì


proprio sui pantaloni di Bresci. Lombardo scoppia in una grande
risata. Non riesce a smettere di ridere.
Rosa lo fulmina con lo sguardo. Bresci cerca intanto di allontanare
il cane, senza fargli male.
“Su, su piccolo, rientra in casa...”
“Mi dispiace, non so come scusarmi... Di solito è molto socievole.
Ernesto! Cosa ti è saltato in mente?! Il signore non è una pianta!”
Rosa, che ha cercato di rimanere seria fino a quel momento, scoppia
anche lei a ridere. Bresci è senza parole, ma ora allontana chiara-
mente il cane con un calcio. Ernesto guaisce e se ne torna in casa.
Rosa pone subito una domanda, per evitare l’imbarazzo con la vec-
chietta.
“A suo figlio piace molto il caffè?” chiede alla madre di Rossetti.
“Lo adora! Ne beve almeno tre al giorno!”
Nel sentire quelle parole il commissario si sente male.
“Penso che sappiamo abbastanza, Rosa. È meglio andare!” dice a
Rosa.
Saluta velocemente la vecchietta e invita i suoi colleghi a seguirlo al
più presto. Dice di aver bisogno di sedersi. Ha come un attacco di
ansia.
“Roberto, ti senti bene? Possiamo fare qualcosa per te?” gli doman-
da Rosa.
“Non preoccuparti, Rosa. Ho solo bisogno di rinfrescarmi e di bere
un bicchiere d’acqua...”
Lombardo sembra non credere al malore di Bresci.
“O forse di un caffè?” gli chiede.
A sentire quelle parole, Bresci sussulta ancora. “Non credo che un
caffè sia quello di cui ho bisogno. In effetti, odio il caffè! Non l’ho
mai potuto sopportare. E adesso mi capita di lavorare su un caso
dove l’assassino usa il caffè per uccidere. A volte mi domando cosa

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ho fatto di male nella vita! Ludovico, propongo una tregua. Cerchia-


mo di diventare amici. Diamoci del tu. Sei un uomo fortunato, tu!
Hai una donna fantastica come Rosa, sei un uomo bello e intelligen-
te, mentre io sono sempre più solo. Non so cosa ho fatto di sbaglia-
to in vita mia. Ti assicuro che vivere solo col mio lavoro a volte non
è facile! Soprattutto quando non riesco a risolvere i casi!”

Lombardo adesso si sente in colpa. Forse è stato davvero troppo duro


con Bresci. Eppure quell’uomo non gli piace. Non è solo perché fa il
cascamorto con Rosa. Sente che in lui c’è qualcosa di inquietante.
“Ok, Roberto. Dimentichiamo tutto e ricominciamo da capo. Mi
domando solo se abbiamo fatto bene a fidarci di quella signora. È
vero, secondo voi, che suo figlio non era in casa?”
Questa volta è Rosa a rispondere.
“Sono sicura che ha detto la verità. È una brava donna. Non è sicu-
ramente una persona disposta a coprire un criminale!”
“Da dove ti viene questa sicurezza?” aggiunge Lombardo.
“Dall’istinto” risponde secca Rosa.
“Si sa, l’istinto di una donna non sbaglia mai!” conclude Bresci.
“Ma lei non aveva detto di star male?!” gli dice adesso Lombardo,
infastidito dalla sua intrusione.
“Abbiamo deciso di darci del tu, Ludovico, ricordi? Del tu!”
Rosa prende a braccetto Bresci.
“Su, Roberto. Appoggiati a me. Siamo quasi arrivati in centro, anco-
ra pochi passi”.
Lombardo nota l’affiatamento tra Rosa e Bresci, ma decide di non
dire nulla. Si è accorto che oggi Rosa è molto fredda e nervosa con
lui e non vuole peggiorare la situazione.
Arrivano al caffè nella piazza principale, dove è stato commesso uno
degli altri omicidi. Bresci va verso la toilette per rinfrescarsi. Lom-
bardo e Rosa fanno qualche domanda ai camerieri, che anche stavol-

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caffè espresso Italienisch 27.06.2008 8:27 Uhr Seite 34

ta non danno risposte precise. Tutti però conoscono Rossetti. È infat-


ti un loro cliente affezionato, così come dell’altro bar.
“È passato da qui proprio oggi! Si è fatto preparare un espresso cor-
retto, come sempre. Mi ha lasciato dieci euro di mancia e se n’è
andato! Aveva fretta oggi. Di solito invece passiamo anche ore a par-
lare insieme al bar!”
Rosa guarda negli occhi Lombardo. Il cameriere si allontana per ser-
vire gli altri clienti.
“Hai sentito?” dice Rosa. “Potrebbe avere versato l’arsenico nel
caffè, mentre parlava col cameriere”.
“O forse mentre il barista preparava i caffè. Ho notato che resta-
no qualche istante sul bancone, prima che il cameriere li serva ai
clienti”.
In quel momento arriva Bresci, che sembra essersi rimesso.
“Allora, scoperto qualcosa?” chiede incuriosito.
“Sì, Rossetti è stato anche qui. Dà generose mance ai camerieri,
parla con loro per ore. Può essere davvero lui l’assassino. Ha di
sicuro tutto il tempo e la libertà per uccidere le sue vittime”.
Il cellulare di Bresci suona improvvisamente. Si allontana per
andare a rispondere.
“Perché si allontana? Ha qualcosa da nascondere?” fa presente
Lombardo a Rosa, insospettito.
“Non ti piace proprio, vero Ludovico?! È un uomo sensibile e timi-
do, non lo capisci?”
“Capisco solo che ti piace molto!”
Rosa preferisce non rispondere. Bresci torna subito verso di loro.
“Era il commissariato! Pare che sia stato consegnato un altro qua-
dro. Stavolta ritrae Gardone Riviera e il Vittoriale” dice loro Bresci,
preoccupato e scosso.
“Era la villa del poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio. Che voglia
colpire proprio lì?”

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“Domani mattina presto dobbiamo metterci subito al lavoro. Metterò


almeno dieci uomini in paese. Questa volta non ce la farà!”
Decidono insieme che non è il caso di andare anche al bar di Desen-
zano, dove era stato commesso il primo omicidio.
“Chiederò ai camerieri se conoscono Rossetti, ma a questo punto
non ho dubbi!” propone Bresci.
Al tavolino cercano di tracciare una cartina di Gardone Riviera, con
tutti i bar e i caffè che ci sono. È abbastanza approssimativa, ma dà
una prima idea. Così Rosa sa dove l’assassino può colpire. Bresci fa
anche una telefonata al commissariato per verificare che non abbiano
aperto altri caffè, oltre a quelli che conosce lui. Tutti e tre d’accordo,
stabiliscono che, da adesso in poi, almeno due poliziotti devono pas-
sare tutta la giornata nei posti a rischio. Il primo sospettato, o chiun-
que si avvicini senza motivo a una tazzina di espresso, deve essere
immediatamente arrestato. O, in ogni caso, fermato e controllato.
Bresci accompagna Rosa e Ludovico all’hotel, che si trova proprio di
fronte al lago. Li saluta alla luce del tramonto, col sole che sta scen-
dendo dietro le colline.
“Sei sicuro di non voler restare a cena con noi?” gli domanda Rosa.
Lombardo la guarda disperato.
“No, grazie. Sono molto stanco, Rosa. Preferisco andare a dormire
presto. Domani sarà un grande giorno!”
Bresci pronuncia queste parole e guarda negli occhi Lombardo.
Poi bacia Rosa tre volte sulle guance, stringe la mano a Lombardo,
risale sulla sua Porsche e si allontana a tutta velocità.

Übung 8: Unterstreichen Sie das nicht in die Reihe passende Wort!

1. caffè, tramezzino, acqua


2. Italia, Garda, Salò

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3. sera, mattina, tramonto


4. casa, soffitto, suolo
5. pennello, carboncino, tela
6. telefono, televisione, cellulare
7. spiare, guardare, vedere
8. duomo, chiesa, piazza
9. gatto, collina, cane
10. grande, largo, stretto

Übung 9: Was passt zusammen? Ordnen Sie zu!

1.  a caccia a) da un sms
2.  svegliati b) piuttosto comune
3.  un paio di c) di famiglia
4.  ricco d) jeans
5.  una certa somma e) di indizi
6.  un vizio f) di denaro

Übung 10: Beantworten Sie die folgenden Fragen zum Text!

1. Quale animale trova Rosa nella villetta in stile liberty?

______________________________________________________

2. Quale macchina possiede Bresci?

______________________________________________________

3. Di che colore è la camicetta di Rosa?

______________________________________________________

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4. Dove vuole colpire l’assassino?

______________________________________________________

5. Che cosa manda l’assassino al commissario ogni volta prima di

uccidere?

______________________________________________________

6. Dove abita Bresci?

______________________________________________________

Übung 11: Ergänzen Sie die Sätze mit der richtigen Präposition!

1. Non capisco come si faccia _______ mettere l’arsenico _______

caffé senza essere visto.

2. Abbiamo diversi elementi _______ cui indigare.

3. È stato _______ prigione un paio di volte _______ truffa.

4. Bresci alza il volume _______ radio e parla _______ Rosa

_______ bassa voce.

5. Stanno trasmettendo una canzone _______ Eros Ramazzotti.

6. Abbiamo un caso molto importante _______ risolvere.

7. La macchina sfrecia _______ tutta velocità _______ tangenziale.

8. Il commissario vive ancora _______ casa _______ famiglia

_______ suoi genitori.

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Capitolo 4: Un altro mistero

Improvvisamente il cellulare di Rosa suona con la musica di una


canzone di Lucio Battisti.
“Non sarà un’avventura...”
“Cosa succede?” chiede Lombardo, accendendo la luce accanto al
comodino.
Nel fare quel gesto spinge la gatta giù dal letto.
“MIAOOOOO!” la sente lamentarsi.
“Insomma, Ludovico, non puoi fare con cautela?! È già rimasta trau-
matizzata dalla scomparsa del suo padrone!” gli dice Rosa ancora
assonnata. Intanto va lentamente a rispondere al telefono.
“Sì... Sono io. Roberto! Cosa? Cosa dici, scusa? Sì, eravamo andati
a dormire... Ma è terribile!!! Sono lì in un attimo. Il tempo di pren-
dere un taxi. Tu cerca di raccogliere le prove! E cerca i testimoni.
Qualcuno deve aver visto qualcosa. In fondo siete in un teatro! Dì
ai tuoi uomini di non far uscire nessuno! L’assassino deve essere
ancora lì!”

Rosa termina la telefonata e si rivolge a Lombardo. Il sonno le è pas-


sato: si è improvvisamente svegliata. Lombardo invece ha messo la
testa sotto il cuscino.
“Ludovico, su, su! Sveglia, sveglia! Dobbiamo subito prendere un
taxi e andare a Gardone Riviera. È stato assassinato un altro uomo,
questa volta al teatro del Vittoriale!”
“Ma come?! Questa notte? Vuoi dire, adesso?! Ma com’è possibile?!
I caffè sono chiusi!” sussurra Lombardo da sotto le coperte.
“È riuscito ad avvelenare un uomo durante la pausa di uno spettaco-
lo al teatro del Vittoriale. In estate c’è un teatro all’aperto”.
“Ok, ok... Un attimo e mi preparo...” sospira ancora Lombardo. Si
alza dal letto, anche se ha ancora gli occhi semichiusi.

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“A proposito, hai cambiato la suoneria del cellulare?” chiede a Rosa,


insospettito.
“Sì, lo ha fatto ieri Roberto. Mi ha voluto fare una cortesia. Mi ero
stancata del solito suono...”
“Cosa?!” dice Lombardo, svegliandosi di colpo. “Ti cambia anche la
suoneria del telefono, adesso?!”
“Per favore, Ludovico” conclude Rosa senza possibilità di risposta.
Lombardo si accorge dal suo sguardo che è meglio non litigare.
Allora non dice più niente.
Salgono sul taxi velocemente, senza parlare. Rosa è molto preoccu-
pata per il caso.
“Non posso accettare che questo assassino abbia ancora ucciso e noi
non siamo riusciti a impedirglielo!” confida a Lombardo.
“Lo so, lo so...” le risponde, anche lui molto dispiaciuto adesso.
Arrivano al Vittoriale verso la mezzanotte. C’è una ressa di persone
ancora sedute sulle sedie, proprio come durante lo spettacolo. La
polizia sta dando loro del tè. Il commissario Bresci raggiunge subito
Rosa e Lombardo.
“Meno male che sei venuta, Rosa! Non sai che ansia! Non posso cre-
dere che sia riuscito di nuovo a ingannarmi! Abbiamo interrogato
tutti i presenti. Nessuno sa nulla e hanno tutti un alibi. C’è solo una
signora che non era accompagnata questa sera, ma non credo sia
stata lei. Gli altri sono tutti in coppia”.
“Ma non si sono mai separati? Nemmeno per andare in bagno?”
domanda Rosa.
“Forse, ma testimoniano l’uno a favore dell’altro: un disastro. E di
nuovo nessun indizio. Sono sicuro che la scientifica stabilirà anche
questa volta che l’assassino ha mescolato l’arsenico al caffè. Come
e quando riesca a farlo resta un mistero”.
“Forse lo aggiunge insieme a una bustina di zucchero. Così passa
inosservato dal cameriere!” ipotizza Rosa.

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Rosa si avvicina alla scena del delitto. Il cadavere è già stato


rimosso.
“Potevi aspettare che arrivassi io! Adesso come faccio a ricostruire
l’assassinio?” commenta Rosa innervosita.
Bresci pare adesso molto infastidito.
“Ti devi fidare di me, Rosa! Alla fine sono io il commissario qui!”
risponde seccato.
“Roberto, ma che ti succede? Non ti ho mai sentito rispondermi
così...”
“Scusa, Rosa, scusa... È la tensione. E non solo per quest’omicidio.
Per me è molto difficile riuscire a starti vicino, senza parlarti...”
Rosa prende le distanze. Si allontana di qualche passo da Bresci.
Non appena Lombardo nota il gesto, le si avvicina.
“Allora niente di nuovo?” chiede ai due.
Rosa si abbassa verso il punto in cui è stato commesso il delitto. Il
cadavere è stato rimosso, al suo posto c’è la sua sagoma disegnata in
bianco. Si accorge però che non hanno ancora toccato la tazzina del
caffè da cui l’uomo ucciso ha bevuto. È poggiata sul tavolino. In quel
momento nota una bustina di zucchero strappata, non lontano dalla
tazzina del caffè.
“Quella bustina era lì, quando quest’uomo è stato ucciso, vero? Non
avete toccato altro?” chiede Rosa a Bresci.
“Sì, era lì, credo... Non l’avevo notata in effetti...” balbetta Bresci.
“La tazzina ha il fondo di zucchero e accanto ci sono una bustina
piena e una bustina strappata. Chi lo sa, forse l’uomo assassinato
non ha aperto la sua bustina di zucchero, visto che è ancora in-
tatta accanto alla tazzina. Non lo so, non c’è niente di sicuro. È solo
un’idea... Può anche darsi che il cameriere abbia messo due bustine
sul piattino accanto alla tazzina... Ma, in ogni caso, controllerei.
Ecco, forse l’assassino ha fatto in questo modo. Ordina un caffè,
e aspetta che il barista metta sul bancone gli espressi per i nuovi

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clienti. Nell’attesa che il cameriere li serva, versa lo zucchero nel


suo espresso. Senza farsi notare, mescola l’arsenico in polvere, che
può tenere in una piccola busta di plastica o nascondere in un anello.
Chi lo sa... Poi scambia le tazzine di caffè, senza farsi vedere da
nessuno. Lui beve il caffè normale e lascia sul bancone il “caffè
all’arsenico” per la futura vittima. Il cameriere quindi serve, incon-
sapevolmente, il caffè avvelenato al suo cliente, cioè la vittima scelta
dallo psicopatico! Stavolta però questo assassino può aver fatto un
errore. Può aver dimenticato la bustina strappata o averla fatta
inavvertitamente cadere accanto a quella non ancora aperta...”
osserva Rosa.
Bresci sospira.
“Può essere una possibilità. Ma non abbiamo prove!” le dice.
“A me sembra tutto troppo complicato, Rosa!” aggiunge Lombardo.
“Ludovico, ricordati che una persona come Rossetti deve essere
molto veloce con le mani, essendo un giocatore professionista!”
“E, in effetti, ci sono diverse voci in tutta la zona sul fatto che sia un
baro. A volte viene scoperto e per questo, oltre che per i numerosi
tradimenti, sparisce spesso da casa!” aggiunge Bresci.
“Allora il caso è risolto!” dice sarcastico Lombardo.
“Che cos’hai? Ti dà fastidio?” ironizza Rosa.
“Mah, figurati! Sono felice per... voi, anzi per te!”
Dopo queste parole Lombardo si scosta da Rosa e osserva meglio il
luogo del delitto.
“Roberto, devi far assolutamente esaminare le impronte digitali su
questa bustina. L’assassino non è riuscito chiaramente a versare tutto
lo zucchero, ma l’arsenico sì. Forse aveva fretta o era nervoso. Se
siamo fortunati, può darsi che sia stato lui a dimenticare la bustina
accanto alla tazza!”
Bresci abbassa lo sguardo al suolo.
“Dici, Rosa? Secondo me non serve a nulla fare questo esame!

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Come hai detto tu il cameriere potrebbe avere messo accanto alla


tazzina due bustine di zucchero invece di una! A volte succede!”
“Fidati! Sulla bustina devono esserci di sicuro le mie impronte e
quelle, forse, dell’uomo assassinato oltre, naturalmente, a quelle del
cameriere! Se ci sono impronte di un altro uomo, allora non possono
essere che dell’assassino!”
“E chi ti dice che l’assassino non possa essere anche una donna?” la
interroga Bresci.
“Hai ragione, ma per il momento l’unico sospettato che abbiamo è
un uomo: Rossetti. A proposito, hai controllato se c’era Rossetti tra
gli spettatori?”
“I biglietti non portano il nome della persona. Non appena l’uomo
assassinato è stramazzato al suolo, ho bloccato tutti i presenti. Ma
non posso garantire che Rossetti non sia riuscito a fuggire!”
Rosa si accorge che Bresci doveva essere presente, per aver visto
l’uomo morire.
“Perché, tu c’eri stasera?”
“Sono un appassionato di Pirandello, Rosa. Stasera ho deciso di
venire a teatro all’ultimo momento. C’erano ancora posti liberi e ho
preso un biglietto”.

Rosa lo guarda meravigliata, ma anche piena di speranza. Lombardo


le si è improvvisamente avvicinato.
“Allora sei un testimone! Hai visto qualcosa?” gli chiede.
“No, non ho notato nulla” dice lui sconsolato. “Ero preso dalla sto-
ria. Non mi sono guardato molto in giro. Mi stavo rilassando. Non
pensavo che l’assassino potesse colpire proprio questa sera. Di soli-
to passano sempre alcuni giorni dalla consegna del quadro all’omi-
cidio. Deve essersi innervosito!” conclude Bresci.
“Del resto sa che adesso Rosa sta indagando su di lui. Di sicuro
legge anche lui i giornali” aggiunge Lombardo che fino ad allora

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aveva ascoltato tutto in silenzio, anche se molto attentamente. Il


“Corriere della Sera” ha pubblicato un articolo a proposito. Come
sai, Rosa è molto famosa in tutta Italia”.
“Speriamo di averlo fatto davvero innervosire, allora” precisa Rosa.
“Di solito questi psicopatici, quando hanno paura, fanno qualcosa di
stupido”.
“Spero tu abbia ragione” conclude Bresci freddo.

Rosa e Lombardo si allontanano insieme verso l’uscita, dove li


aspetta un taxi. Bresci decide di fermarsi ancora un po’ sul luogo del
delitto.
“Mi stupisce che tu sia venuta via con me, invece di restare con Bre-
sci. Di solito un caso come questo prende tutte le tue energie”.
Rosa si sente in colpa. Si rende conto di essere stata troppo dura con
Lombardo negli ultimi tempi.
“Scusami se ti ho risposto male in questi giorni, Ludovico. Questo
caso mi sta facendo impazzire. Ma ora credo sia tutto risolto. Biso-
gna solo fare in modo di trovare Rossetti! Sono quasi certa che ci
siano le sue impronte sulla bustina di zucchero!”
“Ma come fai a essere così sicura che quella bustina l’abbia lasciata
l’assassino?” le domanda Lombardo curioso.
“È il mio istinto. Dopo anni di esperienza, sbaglio raramente!”
risponde Rosa, quasi automaticamente, senza pensarci.
Rosa e Lombardo sono seduti sul sedile posteriore del taxi adesso.
Ludovico diventa triste e non parla. Poi le confida i suoi dubbi.
“Non ti ho mai vista così sicura nella soluzione di un caso, Rosa.
Forse c’è qualcos’altro, per caso? Vuoi che ci prendiamo una
pausa?”
Rosa appoggia la sua testa sulla spalla di Lombardo.
“No, Ludovico. Non ho bisogno di nessuna pausa. So quello che
provo per te. È solo che sono stanca, tanto stanca”.

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Übung 12: Sind die folgenden Aussagen wahr? Beantworten Sie mit
richtig ✔ oder falsch – !

1. L’assassino ha ucciso in un caffè sul lago. 


2. Rosa ha controllato il cadavere dell’uomo ucciso. 
3. Bresci era sul luogo del delitto. 
4. Lombardo è molto geloso di Bresci. 
5. L’assassino ha ucciso a Sirmione. 
6. Luigi Rossetti è un baro. 

Übung 13: Übersetzen Sie und enträtseln Sie das Lösungswort!

1. Wasser _ _ _ _
2. anschauen _ _ _ _ _ _ _
3. Drohung _ _ _ _ _ _ _
4. Frau _ _ _ _
5. sicher _ _ _ _ _
6. Beweis _ _ _ _

Lösung: _ _ _ _ _ _

Übung 14: Vervollständigen Sie die Sätze!


(da sotto, quando, anche se, sotto, mentre, durante)

1. Lombardo ha messo la testa _____________ il cuscino.


2. Lombardo sussurra _____________ le coperte.

3. Si alza dal letto, ____________ ha ancora gli occhi semichiusi.

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4. È riuscito ad avvelenare un uomo a teatro ___________ la pausa.

5. Rosa gli fa una domanda, ____________ tiene d’occhio il luogo

del delitto.

6. L’assassino mescola l’arsenico al caffè, ____________ lo faccia

rimane un mistero.

Capitolo 5: Alla scoperta della verità

La luce del sole penetra dalla finestra. Illumina i capelli rossi di


Rosa.
Lombardo la sta osservando. Gli piace guardarla mentre dorme.
Pensa che sia ancora più bella, ha la dolcezza di una bambina.
Accanto a Lombardo la gatta lo guarda e fa le fusa.
Improvvisamente suona il telefono. Stavolta è il telefono dell’alber-
go. Rosa ha dimenticato di caricare il cellulare.
Risponde Lombardo.
“Sì, Rosa sta ancora dormendo. Ma ora si è svegliata. Comunque
puoi dire anche a me direttamente. Ci sono novità?”
Lombardo ascolta in silenzio.
“Ah, ho capito. Riferirò tutto a Rosa”.
Rosa sbadiglia, è ancora addormentata. Si siede appoggiando il
cuscino dietro la schiena.
“Allora, era Roberto?”
Lombardo la osserva. La bacia per un istante sulla fronte.
“La scientifica ha trovato sulla bustina le tue impronte e quelle di
Bresci” le dice poi serio. “Non c’erano le impronte dell’uomo assas-
sinato, né quelle del cameriere. Solo le tue e quelle di Bresci. Forse
anche Bresci ha toccato la bustina dopo di te, ma com’è possibile

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che non ci siano altre impronte?” Lombardo parla con un tono di


voce molto basso. Ha smesso anche di accarezzare i capelli di Rosa.
Sembra piuttosto preoccupato adesso.
“In effetti, un po’ strano lo è...” aggiunge Rosa.
“C’è anche un’altra novità. Hanno arrestato Rossetti. Bresci lo ha
trovato nel club di un albergo di lusso a Gardone. Era seduto al tavo-
lo da gioco e stava giocando a carte. I suoi compagni di gioco hanno
detto che è arrivato al tavolo verso l’una. Quindi fino a quell’ora non
ha un alibi. Anche Bresci è convinto che sia lui l’assassino adesso”.
Lombardo guarda Rosa, che adesso sembra tranquilla.
“Sono felice che lo abbia arrestato Roberto. Per lui deve essere stata
molto dura in questo periodo. I giornali che lo prendevano in giro,
quello psicopatico che riusciva sempre a farla franca. Io sono fortu-
nata. Non ho mai impiegato troppo tempo per catturare un crimina-
le” dice Rosa.
Adesso è lei ad avvicinarsi a Lombardo. Si fa largo tra le sue braccia
e appoggia la testa sul torace. Lombardo però non reagisce. È molto
freddo.
“Non ti ho mai vista così, Rosa! Di solito sei tu che vuoi arrestare
l’assassino! Sei abituata a essere sempre in prima linea. Non tolleri
che qualcun altro arrivi prima di te. Che ti succede?”
È Rosa adesso a staccarsi da Lombardo. Si alza in piedi, molto rossa
in viso.
“La devi smettere di essere così geloso, Ludovico! Hai capito?!” urla
in faccia a Lombardo. È furiosa. La gatta si spaventa e scappa via dal
letto.
Rosa si precipita sotto la doccia. È nervosa, qualcosa non quadra
completamente in questo caso. Lombardo se ne sta fermo nel letto.
Osserva il soffitto. Rosa esce dal bagno. Si veste velocemente e scende
in strada.
Ha bisogno di respirare un po’ d’aria fresca. Non ce la fa davvero

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più a restare in quella stanza. Lascia un biglietto per Lombardo.


“Amore mio, torno tra un momento. Cerca di calmarti e di vedere le
cose con più chiarezza. Non è come credi tu”.
Passeggia davanti all’hotel sul lungolago. Pensa e ripensa ai suoi
sentimenti. C’è però un altro pensiero che la preoccupa: il caso. C’è
ancora qualcosa di non molto chiaro. Vuole interrogare anche lei
Rossetti.
Sta per entrare di nuovo in hotel, quando vede Bresci che la osserva
dalla strada.
“Roberto, cosa ci fai qui?” gli dice avvicinandosi.
“Sai, passavo di qui per caso. Stanotte ero molto agitato, Rosa. Non
sono riuscito a dormire. Ero così felice di essere riuscito ad arresta-
re l’assassino!”
Rosa lo abbraccia d’istinto.
“Non avevo dubbi, Roberto! Sapevo che prima o poi ce l’avresti
fatta. Vedi, basta solo avere un po’ di fiducia in se stessi!”
Rosa fa per divincolarsi dall’abbraccio, ma Bresci la stringe ancora
più forte a sé prima di lasciarla andare improvvisamente.
“Scusami, mi sono lasciato prendere dal sentimentalismo” le dice,
osservandola nervoso.
Rosa però non dà più importanza a questa frase. Lo ignora.
“Sai, Rossetti non ha confessato al commissariato. Nega tutto, forse
è meglio se lo interroghi anche tu. C’è inoltre un’altra cosa che mi
preoccupa” aggiunge Bresci.
“Di cosa si tratta?” domanda Rosa, ora molto incuriosita e al tempo
stesso preoccupata.
“Non so, ma lo stile dei quadri di Rossetti mi pare molto diverso da
quello dell’assassino. Non capisco perché, ma ha dipinto quest’ulti-
mo quadro in un altro modo”.
“Sai, a volte gli psicopatici cambiano personalità. Non mi sorpren-
derebbe se quest’uomo avesse personalità differenti”.

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“Non so. Volevo farti vedere una cosa. Ho il quadro a casa mia,
insieme agli altri. Avresti tempo di venire un momento da me, in
modo da farti vedere di persona cosa intendo?” le propone Bresci.
“Ho fatto anche esaminare gli altri quadri a dei professionisti. Non
possono essere di Rossetti, perché lui è mancino. I quadri sono stati
invece dipinti da una persona con la mano destra. Così mi hanno
detto gli esperti. So che però è impossibile. Devono essere i suoi.
Devono essere i suoi. Devono essere i suoi...” ripete Bresci sconso-
lato.
“È vero, ci sono tutti gli elementi, perché sia lui l’assassino, ma
questo particolare dei quadri è strano...”
“Allora vieni da me?” le chiede Bresci un po’ spazientito e stressato.
“Volevo salire da Lombardo prima...” propone Rosa.
“Rosa, scusa se te lo dico direttamente. Ma so che Ludovico non mi
può sopportare. Non durerà molto. Voglio solo farti vedere i quadri.
Ti riporterò indietro in meno di un’ora”.
“Sì, forse hai ragione... Sbrighiamoci allora e, se abbiamo bisogno di
più tempo, gli posso sempre telefonare da casa tua” interviene Rosa,
preoccupata della reazione di Lombardo. Bresci la fa accomodare
subito nell’auto, che è parcheggiata proprio di fianco a lui.
Rosa afferra come d’istinto la sua borsetta, dove sente la forma della
pistola.
Bresci adesso sorride finalmente soddisfatto. Poi mette in moto e si
avvia a tutta velocità verso Desenzano. Durante il viaggio Rosa e
Bresci continuano a parlare del caso, di come Rossetti è stato arre-
stato, di cosa succederà adesso in tribunale.
A Desenzano scendono con la macchina in un garage. Dopo aver
parcheggiato Bresci l’accompagna all’ascensore. Rosa è di nuovo
nervosa. La porta dell’ascensore si apre direttamente davanti all’ap-
partamento di Bresci.
La casa è su due piani. Il piano terra è completamente aperto con una

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grande cucina americana e un salotto. Una scala porta al piano di


sopra, alla camera da letto e al bagno. Rosa nota subito che non ci
sono quadri nel salotto.
“Roberto, forse mi devi una spiegazione... Dove sono i quadri?”
mormora.
Quando guarda Bresci, si accorge che è tutto rosso in viso. Grosse
gocce di sudore gli colano lungo la fronte.
“Rosa, ti volevo presentare mia madre... Sai, non ho mai conosciuto
una donna come te. Sono sicuro che le piacerai!” dice lui ansi-
mando. La sua voce è cambiata. È molto più profonda, diversa.
Con un gesto veloce Bresci strappa la borsetta dalla spalla di Rosa.
Lei rimane senza parole, esterrefatta. Sta cercando velocemente di
pensare cosa fare.
“Lo sai, sei bellissima... Ma la mamma è sempre gelosa delle donne
che porto in casa... L’ultima ho dovuto ucciderla con queste mie
mani... Non la smetteva di urlare... Ho dovuto farlo... Non voleva
bere il caffè... Col caffè sarebbe stato più facile... Ma il caffè, il caffè,
il caffè espresso è solo un privilegio di papà... Papà, papà, papà... Ti
troverò... Ti troverò...”
Bresci si mette a girare su se stesso. Nelle mani tiene salda la borsa
di Rosa, dove c’è la pistola. Lei approfitta della sua distrazione per
andare al piano di sopra. Fa per appoggiare una mano su una sedia,
ma vi trova un manichino con una vecchia parrucca.
“La madre!” pensa tra sé.
Cerca di mantenere i nervi saldi e di ragionare.
Toglie un quadro dal cavalletto. Sulla sua tela è stato già tracciato
col carboncino il profilo di un altro paese, stavolta Limone. Afferra
il cavalletto in mano, pronta a colpire Bresci non appena sale le
scale. Lui però è velocissimo. Evita il colpo. Un secondo dopo Rosa
si ritrova con le sue mani intorno alla gola. Non riesce a urlare, non
riesce a liberarsi. Sta per svenire.

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“Rosa! Rooosaaa!!!”
È Lombardo che sta cercando di sfondare la porta. Con un calcio
Rosa riesce ad allontanare per un attimo Bresci, che si è distratto a
causa del rumore.
“Rosaaaaaaa!” urla Lombardo, mentre sale le scale. Si tiene il brac-
cio. Deve essersi fatto male a una spalla per aprire la porta. Non
appena Bresci vede Lombardo, si butta dalla finestra. Lombardo
corre ad abbracciare Rosa.
“Tesoro, stai bene?” dice in ansia.
“È tutto ok. Avevi ragione. Perdonami. Sono stata solo una stupida”.
“Perdonami tu, piuttosto. Sono stato io uno stupido a dubitare di te!”
Rosa si alza in piedi. Ora è tornata in sé. Si affaccia alla finestra.
Vede Bresci immobile al suolo. Si tiene con le mani una gamba e
urla dal dolore. Chiede aiuto. Sembra essersi ripreso, è un’altra per-
sona. Il commissario Bresci di sempre. Un paio di poliziotti lo cir-
condano.
“La dichiariamo in arresto!” gli dicono.
“Ma siete impazziti!” impreca lui. “Io sono il vostro commissario!”
“Quando ho visto che non tornavi, ho chiesto informazione all’hotel.
Un cameriere mi ha detto che ti aveva visto andare via con Bresci.
Bresci non mi è mai piaciuto, lo sai, e non solo perché ero geloso. Mi
sono preoccupato e ho chiamato il commissariato. Ho parlato con un
suo collega ispettore che aveva i miei stessi dubbi su di lui. Mi ha
raccontato di aver scoperto che Bresci aveva passato alcuni mesi
della sua giovinezza in manicomio. Suo padre se n’era andato. Sua
madre, per il dolore, si era suicidata, quando lui aveva solo 12 anni.
È stato l’ispettore a portarmi qui, Rosa!”
Rosa diventa rossa in viso. Si vergogna.
“Stavolta sei stato più bravo di me, Ludovico!”
“Che l’allievo sia riuscito a battere il maestro?” ironizza lui.
La bacia teneramente. Scendono insieme le scale, tenendosi per

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mano. Rosa gli dice ridendo: “Mai più una vacanza sul Lago di
Garda, Ludovico!”
“Te l’ho detto fin da principio, Rosa. A me piace il mare!”
Si abbracciano e ridono insieme, mentre dalla finestra arrivano le
grida di Bresci.
“Lasciatemi, lasciatemi, sono innocente! Vi faccio vedere io! Sono il
commissario!!! Mamma, mamma, aiutoooo!”

Übung 15: Welche Synonyme gehören zusammen?

1.  assassino a) camera
2.  prigione b) riflettere
3.  stanza c) carcere
4.  chiamare d) caldo
5.  bollente e) omicida
6.  pensare f) telefonare

Übung 16: Ergänzen Sie die Sätze mit der richtigen Präposition!

1. Lombardo se ne sta fermo ___________ letto.

2. Rosa esce __________ bagno.

3. Si veste velocemente e scende __________ strada.

4. Lascia un biglietto __________ Lombardo.

5. Pensa __________ suoi sentimenti.

6. Torno __________ un momento.

7. Rosa esce __________ stanza.

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Übung 17: Welches Wort ist das „schwarze Schaf“?

1. quadro, fotografia, dipinto


2. assassino, criminale, poliziotto
3. commissario, poliziotto, spazzino
4. istante, ora, momento
5. ristorante, hotel, albergo
6. macchina, patente, automobile
7. stanza, camera, pavimento
8. sentimento, ansia, paura

Übung 18: Bringen Sie die Wörter in die richtige Reihenfolge!

1. per bacia fronte un sulla la istante Lombardo


______________________________________________________
2. la si Rosa precipita doccia sotto
______________________________________________________
3. nuovo di è nervosa
______________________________________________________
4. si Bresci finestra butta dalla
______________________________________________________
5. viso in Rosa rossa diventa
______________________________________________________
6. le scendono tenendosi mano per insieme scale
______________________________________________________
7. ridono abbracciano e si insieme
______________________________________________________

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Lösungen
Übung 1: 1. Rosa e Lombardo sono andati in vacanza sul Lago di Garda. 2. Il
commissario Bresci si chiama Roberto. 3. L’assassino è chiamato dai gior-
nali “l’assassino dell’espresso”. 4. Fino ad ora sono state uccise quattro
persone. 5. Il signor Micheletti era un maestro di scuola elementare. 6. Nel
giardino del signor Micheletti Rosa e Lombardo trovano una gatta.
Übung 2: 1. commissario 2. perdere 3. anche 4. proprietaria 5. emergenza
6. esaminare 7. paura
Übung 3: 1. appassionatamente 2. sicuramente 3. totalmente 4. chiaramente
5. velocemente 6. improvvisamente 7. ufficialmente
Übung 4: 1. insieme 2. inizio 3. colpevole 4. trovare 5. vizio 6. spegnere 7. poco
Übung 5: 1. Er bewegt sich schnell. 2. Vom Fenster aus kann man den See
sehen. 3. Ich muss mich beruhigen. 4. Ich muss durchatmen, mich beruhi-
gen. 5. Ich muss das Bild bis heute Abend fertig malen. 6. Niemand macht so
guten Kaffee wie ich! 7. Der Mann schreit wie ein Verrückter. 8. Jetzt befin-
det er sich wieder im Dachzimmer. 9. Er nimmt einen Pinsel in die Hand.
Übung 6: 1. richtig 2. falsch 3. richtig 4. richtig 5. falsch. 6. falsch 7. richtig
Übung 7: 1. g 2. d 3. f 4. a 5. b 6. c 7. e 8. h
Übung 8: 1. tramezzino 2. Italia 3. tramonto 4. casa 5. tela 6. televisione
7. spiare 8. piazza 9. collina 10. stretto
Übung 9: 1. e 2. a 3. d 4. c 5. f 6. b
Übung 10: 1. L’animale che Rosa trova nella villetta in stile liberty è un gatto.
2. Bresci possiede una Porsche. 3. La camicetta di Rosa è di colore rosa.
4. L’assassino vuole colpire a Gardone Riviera. 5. Ogni volta prima di uccidere
l’assassino manda al commissario un quadro. 6. Bresci abita a Desenzano.
Übung 11: 1. a, nel 2. su 3. in, per 4. della, con, a 5. di 6. da 7. a, sulla 8. nella,
di, dei
Übung 12: 1. falsch 2. falsch 3. richtig 4. richtig 5. falsch 6. richtig
Übung 13: 1. acqua 2. guardare 3. minaccia 4. donna 5. sicuro 6. prova
Lösung: quadro
Übung 14: 1. sotto 2. da sotto 3. anche se 4. durante 5. mentre 6. quando
Übung 15: 1. e 2. c 3. a 4. f 5. d 6. b
Übung 16: 1. nel 2. dal 3. in 4. per 5. ai 6. tra 7. dalla
Übung 17: 1. fotografia 2. poliziotto 3. spazzino 4. ora 5. ristorante 6. patente
7. pavimento 8. sentimento
Übung 18: 1. Lombardo la bacia per un istante sulla fronte. 2. Rosa si preci-
pita sotto la doccia. 3. È di nuovo nervosa. 4. Bresci si butta dalla finestra.
5. Rosa diventa rossa in viso. 6. Scendono insieme le scale, tenendosi per
mano. 7. Si abbracciano e ridono insieme.

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Glossar

f feminin
fam umgangssprachlich
fig bildlich
irr unregelmäßig
m maskulin
pl Plural
v Verb

a bassa voce mit leiser Stimme, leise


abbaiare v bellen
abbassare v senken; leiser stellen
abbassarsi v sich beugen
abilità f Fähigkeit
accanito besessen
accarezzare v streicheln, liebkosen
accorgersi v irr bemerken
accucciarsi v sich hinlegen
addirsi v irr passen
adorare v verehren, lieben
affacciarsi v aus dem Fenster schauen;
gelegen sein, auf ... hinausgehen
affermazione f Bestätigung
afferrare v (er)greifen, packen
affiatamento m Einvernehmen,
Übereinstimmung
allievo/a m, f Schüler(in)
allontanare v entfernen
allontanarsi v sich entfernen
alterarsi v sich aufregen
ammonire v irr ermahnen
animo m Seele

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ansia f Angst, Beklemmung


ansimare v keuchen
a picco steil, senkrecht
appoggiarsi v sich (an)lehnen
approfittare v profitieren
arrossire v irr erröten
arsenico m Arsen
assassinare v umbringen, ermorden
assassinio m Mord
assassino/a m, f Mörder(in)
assomigliarsi v sich ähneln, ähnlich sein
assonnato verschlafen
attaccamento m Hingabe
avvelenamento m Vergiftung
avvelenare v vergiften
avvertimento m Warnung, Hinweis
avviarsi v sich auf den Weg machen
bacino m lacustre Seegebiet
balbettare v stottern
balordo m Gauner
bancone m Theke
barboncino m Pudel
barca f a vela Segelboot
barista m, f Barmann, -frau
baro/a m, f Betrüger(in)
battere v schlagen
biglietto m da visita Visitenkarte
bollente (kochend) heiß
bordo m Rand
brevettare v patentieren
bugiardo/a m, f Lügner(in)
buono/a m, f Nichtsnutz
a nulla fig, fam

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bust(in)a f Tüt(ch)e(n); Umschlag


cadavere m Leiche
cancellare v hier: verwischen; löschen; beseitigen
cancello m Gittertor
carboncino m Kohlestift, Kohlezeichnung
carnagione f Hautfarbe
cascamorto m Süßholzraspler fig, Verehrer
catturare v fangen
cavalletto m Staffelei
cellulare m Handy
chinarsi v sich bücken
cima f hier: oberes Stockwerk; Gipfel
codardo m Feigling
colare v rinnen, tropfen
colpevole m, f Schuldige(r)
colpevole schuldig
commettere v irr begehen
compromettere v irr hier: verwischen; gefährden
confermare v bestätigen
confidare v anvertrauen
confidenziale vertraulich
consegna f (Aus)Lieferung
consegnare v (aus)liefern
cordialità f Herzlichkeit
cordialmente herzlich
costringere v irr zwingen
cucina f americana Einbauküche
dare v irr un’occhiata fig einen Blick werfen
darsi v irr del tu/lei sich duzen/siezen
debito m Schuld
debitore m, f Schuldner(in)
diffidente misstrauisch
di nascosto heimlich

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dipingere v irr malen


dipinto m Gemälde
dipinto m a olio Ölgemälde
dipinto a olio mit Ölfarben gemalt
di scatto plötzlich
disgraziato m Pechvogel; Mistkerl fam
distaccato distanziert
distrarsi v irr sich ablenken
disumano unmenschlich
divincolarsi v sich durchwinden
doppiopetto m Zweireiher (bei einem Anzug)
edicola f Zeitungskiosk
era f glaciale Eiszeit
esasperato verzweifelt
esortare v ermahnen
espresso m corretto Espresso mit Schuss
esterrefatto entsetzt
estrarre v irr hervorholen, herausziehen
farcela v irr es schaffen
fare v irr le fusa schnurren
farla v irr franca fam davonkommen
farsi v irr largo sich ausbreiten
fatalità f del caso wie der Zufall will
fidanzato m Verlobter
fin da principio von Anfang an
folla f Menschenmenge
fornello m Herd
fronte f Stirn
fulminare v hier: durchbohren fig; treffen;
erschlagen; blitzen
geloso eifersüchtig
giacere v irr liegen
gioco m d’azzardo Glücksspiel

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godersi v irr genießen


gola f Hals
grembiule m Schürze
guaire v winseln
guancia f Wange
imbarazzare v in Verlegenheit bringen
imbarazzato verlegen
imbarazzo m Verlegenheit
impronta f Spur, Abdruck
impronta f digitale Fingerabdruck
incoraggiare v ermutigen
indagare v ermitteln
indispettito ungehalten, verärgert
indossare v anhaben, tragen
infastidito genervt
infervorarsi v sich erhitzen (vor Zorn)
ingannare v betrügen, täuschen
innervosire v nervös machen
innervosirsi v nervös werden
innocente unschuldig
inorridito entsetzt
inosservato unbemerkt
inquietante beunruhigend
inquilino/a m, f Bewohner(in)
inquisire v irr untersuchen, nachforschen
insospettirsi v argwöhnisch werden
intendere v irr beabsichtigen, vorhaben, wollen
interrogare v befragen
intimidito eingeschüchtert
intrusione f Eindringen, Einmischen
ira f Zorn
ispirare v hervorrufen
labbra f, pl Lippen

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legame m Verbindung, Verhältnis


litigare v streiten
lungolago m Seeufer, Seepromenade
macinazione f Mahlen
maestro/a m, f di scuola Grundschullehrer(in)
elementare
malore m plötzliche Übelkeit
mancia f Trinkgeld
mancino linkshändig
mandato m Auftrag, Mandat
manichino m Schaufensterpuppe
manicomio m Irrenanstalt
matto/a m, f Verrückte(r)
mensola f Konsole
mentire v (be)lügen
mescolare v (ver)mischen
meta f Ziel
minaccia f Drohung
minacciare v (be)drohen
mi pare che ich glaube, dass
moka f typisch italienische manuelle
Kaffeemaschine
movente m Beweggrund
nascondere v irr verbergen, verstecken
nervi m, pl saldi starke Nerven
omicida m, f Mörder(in)
omicidio m Mord
pallido bleich, blass
pancia f Bauch
pare che es scheint, dass
parere v irr scheinen; glauben, meinen
parrucca f Perücke
particolare m Detail

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pelo m (Tier)Haar, (Körper)Haar


pennello m Pinsel
penombra m Halbschatten
pentirsi v bereuen
picchiare v verhauen, verprügeln, schlagen
precedere v irr vorangehen, vorausgehen
precipitare v, fig sich zuspitzen, schlimmer werden
precipitarsi v stürzen, sich stürzen fig
prendere v irr in giro auf den Arm nehmen fig
prendersela v irr sich Zeit lassen
con comodo
proporsi v irr hier: einen Heiratsantrag machen;
sich anbieten
prova f Beweis
provvedimento m Maßnahme, Vorkehrung
prudente vorsichtig
quadro m Gemälde, Bild
rassicurare v beruhigen, versichern
rendersi v irr conto sich bewusst werden,
sich etwas bewusst machen
ressa f Menge
riferire v irr mitteilen
ripido steil
riscattare v einlösen
risolvere v irr lösen
ritrarre v irr abbilden, darstellen
rompere v il ghiaccio fig das Eis brechen fig
sagoma f Umriss
saldare v begleichen
saltare v in mente einfallen
sanguinare v bluten
sapersela cavare v sich zu helfen wissen
sbadigliare v gähnen

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sbirciare v (heimlich) betrachten


sbrigare v erledigen
sbrigarsi v sich beeilen
scaldarsi v sich erwärmen
scappare v fliehen, entkommen;
herausrutschen fam
scassinatore m, Einbrecher(in)
scassinatrice f
schiena f Rücken
scientifica f Spurensicherung
scomparire v irr verschwinden
scomparsa f Verschwinden
sconsolato betrübt
sconvolto erschüttert
scoppiare v hier: ausbrechen; platzen
scorgere v irr erblicken, sehen
scosso erschüttert
scostarsi v wegrücken
seccato genervt
secolare jahrhundertealt
sedile m (Auto)Sitz
seme m hier: Bohne; Samen
senza fiato atemlos
serratura f (Tür)Schloss
sfondo m Hintergrund
sfrecciare v sausen
soffitto m (Zimmer)Decke
soffocare v unterdrücken, ersticken
soprannominare v nennen
sordo taub
sorseggiare v schlürfen, in kleinen Schlücken trinken
spalla f Schulter
spettinato ungekämmt, zerzaust

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spiacevole unangenehm
spiare v ausspionieren, bespitzeln
sporgersi v irr sich vorbeugen, sich nach vorne
lehnen
spuntare v hervorkommen, auftauchen
stabilire v irr beschließen, festlegen
staccarsi v sich entfernen
stempiato kahl an den Schläfen, Geheimratsecken
haben
stile liberty m Jugendstil
stramazzare v zusammenbrechen, hinfallen
strappare v (auf-, zer-)reißen
stretto eng
stringere v irr drücken, schütteln;
in die Arme schließen
suicidarsi v sich umbringen
suolo m (Fuß)Boden
susseguirsi v aufeinander folgen
sussulto m Zusammenfahren
suvvia! Auf!
svenire v irr in Ohnmacht fallen
svitare v aufdrehen
tagliare v corto fam es kurz machen
tangenziale f Umgehungsstraße
tela f Leinwand
temere v irr fürchten
tenerezza f Zärtlichkeit
tensione f (An)Spannung
testimone m, f oculare Augenzeuge, -zeugin
testimoniare v bezeugen
torace m Brustkorb
torrefazione f Rösten
traccia f Spur

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tracciare v entwerfen, zeichnen


tradire v irr betrügen
tramezzino m Sandwich
tramonto m Sonnenuntergang
tregua f Pause
tremare v zittern
trucco m Schminke
truffa f Betrug
truffatore m, truffatrice f Betrüger(in)
uccidere v irr umbringen, töten
vedovo m Witwer
veleno m Gift
versare v addosso darüberschütten
viaggio m di nozze Hochzeitsreise
vita f Leben; Taille
vizio m schlechte Angewohnheit, Laster
voltarsi v sich umdrehen
voluttuosamente genüsslich

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Compact Lernkrimis –
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Sprachen Lernziele
■ Englisch, American English, Business English ■ Grundwortschatz
■ Französisch ■ Aufbauwortschatz
■ Spanisch ■ Grammatik
■ Italienisch ■ Konversation
■ Deutsch als Fremdsprache

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