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turrisbabel

Mitteilungsblatt der Architektenkammer Bozen Notiziario dell’Ordine degli Architetti di Bolzano VierteljährlichTrimestrale OktoberOttobre 2000
Kondominien / Condomini
50

Kondominium
Condominio
Das Gesicht des ‚condominio‘
Bozner Etagenwohnhäuser der
fünfziger und sechziger Jahre
als Experimentierfeld der
architektonischen Modernisierung
De Architectura
Condominio Julia
Taxe Percue Sped. in a. p., 45%, art. 2, comma 20/b legge 662/96 (BZ) In caso di mancato recapito, rispedire all’ufficio di Bolzano C.P.O. per la restituzione al mittente che si impegna a corrispondere il diritto fisso

Wohnanlage Kondominium Weißberger


Vorträge und Kunst
Conferenze e arte
Donald Judd
turrisbabel Kondominien / Condomini
50
Editorial / Editoriale
2 Il profumo del broccolo
Luigi Scolari

Kondominium / Condominio
4 Il condominio: una coperta troppo corta
Lucia Peron
6 Condominio, Zinshaus, Maison & Palais
Pier Francesco Bonaventura
10 Das Gesicht des Condominio
Jörg Stabenow
Mitteilungsblatt der Architektenkammer 20 Armando Ronca, edifici IPEAA in via Sassari a Bolzano
Notiziario dell’Ordine degli Architetti
Flavio Schimenti
39100 Bozen, Sparkassenstraße 15
39100 Bolzano, via Cassa di Risparmio, 15 22 Costruire ed abitare: la progettazione al servizio dell’uomo
Tel. 0471/ 971741 http:// www.bz.archiworld.it Camilla Dell’Eva
e-mail: turrisbabel.bz@archiworld.it
26 Qualitätsstandards und Instandhaltungsprobleme
Diego Del Monego
30 WBI – Kondominien in Meran, 1972 bis heute
Andrea Forgione
Verantwortlich für den Inhalt / Direttore responsabile:
Luigi Scolari
34 Edilizia e architettura
a cura di Luigi Scolari
Vizedirektor / Vicedirettore
42 Milanovendecase. Forme, stili e riti del condominio milanese
Umberto Bonagura
Alberto Vignolo
Redaktion / Redazione:
46 Pietro Derossi: condomini recenti a Torino
Giovanni Dissegna, Emil Wörndle
Claudio De Luca
Mitarbeiter / Collaboratori:
Alessia Carlotto, Andrea D’Affronto, Elena Dedè,
De Architectura
Thilo Doldi, Gertrud Kofler, Margit Landbacher, Armando
Marra, Fulvio Melle, Mario Sbordone, Martina Toepper, 48 Condominio Julia
Kurt Wiedenhofer, Rodolfo Zancan
Maria Chiara Pasquali

Kammerbeauftragter / Resp. rapporti con l’Ordine:


52 Die Zone und das Kondominium
Roberto D’Ambrogio Oswald Zoeggeler
58 Wohnanlage Kondominium Weißgerber in Lana
Verantw. für die Werbung / Resp. per la pubblicità:
Ulrich Weger, Tel. 0471/973886 Walter Gadner, Magdalene Schmidt
60 Wohnhaus „Fuchs-Säge“ in Latsch
Grafik / Grafica: LUPE, Bozen/Bolzano
Druck / Stampa: Arti Grafiche Cadrobbi, Zusammengestellt von Margit Lanbacher
Pergine Valsugana (TN)

Vorträge und Kunst / Conferenze e arte


Für Wort, Bild und Zeichnungen zeichnen
die jeweiligen Autoren verantwortlich. 62 Architetture europee a confronto
Scritti, fotografie e disegni impegnano soltanto
Armando Marra
la responsabilità dell’autore.
Register der Druckschriften des Landesgerichtes Bozen 66 Donald Judd, nel migliore dei luoghi in condizioni migliori
Registro stampe del tribunale di Bolzano Letizia Ragalia
N./n. 22 /97 vom/del 9.12.1997

Vierteljährlich/Trimestrale, Jahr/Anno XI/50 Wettbewerbe / Concorsi


Oktober / Ottobre 2000
70 Wettbewerb Ursulinengebäude Bruneck
Spedizione in a.p., 45%, art. 2 comma 20/b,
legge 662 /96 – Filiale di Bolzano
Kostenlose Verteilung / Distribuzione gratuita 76 Textbausteine / Architetture di carta
78 mailtb.bz@archiworld.it
Titelseite / Copertina:
Semirurali, Bolzano – Foto: Ludwig Thalheimer 79 Inter-nos
4 Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Luigi Scolari

Editorial
Editoriale Il profumo del broccolo
Il termine “condominio” potreb- vincolanti poste dal mercato variegato repertorio di materiali,
be porre una breve questione immobiliare e dalla normativa timpani di classiche remine-
terminologica, il vocabolo non urbanistica. scenze, Erkehr sovra- e sotto-
possiede infatti un significato in A Bolzano gli architetti Ronca, dimensionati ed infine tutta la
architettura, più precisamente Dalla Bona e Zamolo sono i declinazione della poetica del
esso si riferisce alla condivisio- testimoni storici di questo modo balcone con relativa fioriera.
ne della proprietà sulle parti di operare, mentre il condomi- I fronti edificati della città che
comuni di un edificio, a cui ci nio Julia, su via Druso, rappre- cresce realizzano uno scenario
rimanda lo specifico ordinamen- senta una piccola cifra rispetto urbano che scompare nell’ano-
to giuridico. Il linguaggio par- alle ingenti cubature edificate di nimato di facciate sterilmente
lato ha però esteso la pertinen- recente, e dalle quali non abbia- ripetitive, o si impenna su una
za del vocabolo tanto da defi- mo saputo trarre altro esempio. loro interpretazione grafica e
nire con esso un intero palazzo. Arduo compito quello di gestire banalmente decorativa. Dalle
In italiano il “condominio” è i grandi volumi residenziali nuove zone di espansione della
sinonimo di “edificio multipiano che si informano alla tipologia città non emerge una imma-
per appartamenti”, e rievoca il del casermone. Compressa la gine entusiasmante, forse per-
destino comune di gran parte planimetria degli alloggi nelle chè si ritiene che non sia un
della popolazione inurbata. due dimensioni, come predilige condominio, magari popolare,
Con questo numero 50 di Turris- il mercato e consente la norma- la realizzazione con cui un ar-
babel abbiamo cercato di ricon- tiva edilizia, il progetto si esau- chitetto riesce a promuovere
fermare che solo il primato risce in una operazione di co- la propria immagine.
dell’architettura, garantito dal- smesi: sulla facciata appaiono Vignolo ci descrive l’atmosfera
l’impegno e dalle capacità del vivaci campiture di colore, un in cui i maestri milanesi con
progettista, consente un supe- raffinate soluzioni architetto-
ramento delle condizioni niche hanno fatto la storia
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 3

del palazzo per appartamenti. anspruchsvolle Architektur imstande der Anonymität von gleichförmigen
Sentire il profumo del broccolo ist, das enge Korsett von wirtschaft- Fassaden erschöpft oder in banaler
della vicina due piani più sotto, lichen und urbanistischen Rahmen- Dekoration ausufert. Von den neuen
o il vociare dei bambini dal cor- bedingungen zu sprengen. Erweiterungszonen der Stadt geht
tile sono immagini della memo- In Bozen sind die Architekten Ronca, keine Ausstrahlung aus, – vielleicht
ria sociale, che insieme ai Dalla Bona und Zamolo historische weil man glaubt, dass ein Architekt
modelli dell’architettura del Leitfiguren für eine solche engagierte sich nicht mit Kondominien verwirk-
Novecento dovrebbero essere Planungsweise, und das Kondomi- lichen kann, schon gar nicht mit
riferimenti imprescindibili nel nium Julia in der Drususstraße ver- Volkswohnbauten.
momento in cui ci si appresta dient es als leider einziges Beispiel Vignolo beschreibt die Atmosphäre,
al foglio per iniziare il progetto aus der großen Anzahl der dort in der die großen Mailänder Archi-
del condominio. jüngst errichteten Bauten, lobend tekten mit raffinierten Lösungen
erwähnt zu werden. Geschichte des Wohnbaus geschrie-
Der Begriff „Kondominium“ ist kein Der Umgang mit den großen Bau- ben haben. Wenn man den Duft von
architektonischer Begriff, sondern massen der Wohnbauten – sie erin- Broccoli riechen kann, den die Nach-
bezieht sich auf die Besitzaufteilung nern an den Typus der Kaserne – ist barin zwei Geschosse tiefer kocht,
gemeinsam genutzter Bereiche eines schwierig. Die Anforderungen des oder heitere Kinderstimmen aus dem
Gebäudes. In der allgemeinen Ver- Immobilienmarktes und die Bauvor- Hof heraufdringen, dann sind dies
wendung hat der Begriff jedoch eine schriften diktieren komprimierte Bilder eines gesellschaftlichen
umfassendere Bedeutung und bedeu- Wohnungsgrundrisse. Die Planung Gedächtnisses, die zusammen mit
tet ein gesamtes Wohngebäude. beschränkt sich oft auf Kosmetik: den Architekturmodellen des
Im italienischen Sprachgebrauch ist Farbtupfer an den Fassaden, Materi- 19. Jahrhunderts als Vorbilder dienen
der Ausdruck „condominio“ Synonym alspielereien, klassizistische Giebel- sollten, sobald man sich anschickt,
für ein mehrgeschossiges Gebäude formen, Erker in allen Größen und einen Plan für ein Kondominium
mit Wohneinheiten und steht so nicht zuletzt alle nur denkbaren zu zeichnen.
Sotto Nuova zona residenziale
gleichsam für das gemeinsame Balkonvarianten mit entsprechenden
a Bolzano, in secondo piano
un condominio di A. Ronca Schicksal eines Großteils der städti- Blumentrögen. Die gebauten Ansich-
Unten Neue Wohnbebauung schen Bevölkerung. ten der ständig wachsenden Stadt
in Bozen, im Hintergrund
In dieser Nummer 50 von turrisbabel ergeben ein Bild, welches sich in
ein Kondominium von A. Ronca
(Foto: Ludwig Thalheimer) wollen wir aufzeigen, dass nur eine
6 Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Lucia Peron, avvocato

Kondominium
Condominio Il condominio:
una coperta troppo corta
Come per molti altri istituti giuridici, il parte, di disposizioni non modificabili dalle
Codice Civile disciplina il Condominio negli parti, per garantire il rispetto del diritto del
edifici senza darne una definizione. singolo di fronte alla maggioranza.
Il nostro ordinamento conosce la proprietà Il C.C. (datato 1942) pone l’attenzione sulle
come diritto esclusivo su di un bene, con regole generali relative all’amministrazione:
facoltà per il proprietario di utilizzarlo, poteri e funzioni dell’assemblea e dell’am-
escludendo qualsiasi altro dal godimento, ministratore, regolamento di condominio,
o di privarsene, alienandolo e addirittura… criteri di ripartizione delle spese: si ha,
distruggendolo! Il Codice disciplina anche cioè, una concezione del bene piuttosto
la comunione, cioè l’esercizio contempora- statica, mirando più a disciplinare l’esisten-
neo da parte di più persone di un diritto te che a considerare con favore le possibili-
(la proprietà o altro) sullo stesso bene indi- tà di migliorarlo. Infatti le innovazioni in
viso. Le facoltà del comproprietario sono alcuni casi sono, come è ovvio, radicalmen-
assai più limitate di quelle del proprietario te vietate (es. quelle che alterano il decoro
esclusivo: può disporre solo della sua quo- architettonico, o che pregiudicano sicurezza
ta del bene; l’amministrazione spetta di e stabilità del fabbricato), in altri sono rigi-
diritto a tutti i comproprietari; ciascuno di damente limitate (innovazioni gravose o
essi può servirsi della cosa comune, ma voluttuarie), e in tutti gli altri debbono esse-
senza impedire il pari uso agli altri. Nel re approvate da maggioranze qualificate,
condominio, invece, si sommano porzioni spesso difficili da ottenere.
di edificio sulle quali i singoli condomini L’evoluzione tecnologica e sociale, ha reso
hanno la proprietà esclusiva e parti comu- obsolete molte di tali disposizioni e, forse,
ni, sulle quali sussiste il diritto di proprietà la stessa struttura giuridica del condominio,
pro quota di tutti i condomini. mettendo in evidenza come l’utilità delle
La partcolarità del condominio, infatti, è opere di miglioramento sulle opere comuni
che le parti comuni sono strumentali al debba essere valutata non solo in termini
godimento delle singole proprietà esclusi- prettamente economici e non solo in rela-
ve: mentre, generalmente, nell’ordinamen- zione ai condómini, ma in relazione ad inte-
to italiano, la comunione è vista con sfavo- ressi di più ampio rilievo sociale: di qui gli
re (per cui è sempre possibile sciogliere la interventi normativi su singole materie
comunione anche su richiesta di un singolo (dall’adozione di impianti di termoregola-
comproprietario), a proposito del condomi- zione all’eliminazione delle barriere archi-
nio l’art. 1119 c.c. stabilisce il principio tettoniche fino alle norme in materia di par-
opposto, ovvero l’indivisibilità delle parti cheggi), ove si riducono le maggioranze
comuni (con alcune eccezioni); nè il singolo necessarie, in un’evidente ottica di favore,
condominio può, di regola, disporre del dettata dall’evolversi della coscienza sociale.
diritto sulla parte comune separatamente Spero che queste sintetiche (e, purtroppo,
dal proprio diritto sul bene esclusivo: e approssimative) osservazioni sul condomi-
questo proprio per l’accessorietà delle parti nio siano comunque sufficienti ad eviden-
comuni rispetto alle singole proprietà. ziarne la crisi, e ad illustrare le ragioni che
Il diritto di proprietà sulla singola unità im- impongono il ripensamento dell’intero isti-
mobiliare segue la disciplina della proprie- tuto: non è pensabile che singoli e disorga-
tà in generale (artt. 832 e seguenti c.c.); nici interventi legislativi, come attuati finora,
invece, il regime giuridico delle parti comu- riescano nell’intento di adeguare la disci-
ni è dettato dagli artt. 1117 e seguenti del plina normativa sul Condominio alla sua
A destra Armando Ronca,
condominio in piazza Verdi, a Bolzano
C.C., e solo in via residuale dalle norme attuale connotazione e alle esigenze di una
(Foto: Ludwig Thalheimer) sulla comunione in generale. Si tratta, in società lontana anniluce da quella del ’42.
8 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Pier Francesco Bonaventura

Condominio, Zinshaus,
Maison & Palais
Il termine Kondominium nella sua accezio- Sul piano giuridico il condominio presup-
ne corrente è un prestito dall’italiano ormai pone l’esistenza di una proprietà immo-
entrato nell’uso del tedesco parlato in Sud- biliare divisa tra più soggetti contitolari del
tirolo. Per il Duden Kondominium è invece diritto di proprietà sulle parti comuni.
un termine del diritto internazionale indi- In ciò il condominio si differenzia da altre
cante la sovranità comune esercitata da forme di abitazione plurifamiliare più diffu-
due o più stati su di un territorio. se in passato, come la casa d’affitto.
Il fatto che in Germania e negli altri paesi di
lingua tedesca il concetto di condominio Le case d’affitto (Mietshäuser o Zinshäuser)
venga espresso da complesse e poco usate costituivano il grosso delle zone di espan-
parole-perifrasi come Miteigentumswohn- sione delle città nella seconda metà dell’Ot-
haus o Mehrfamilienhaus indica di per sé tocento, e in particolare a Bolzano dell’area
la minore rilevanza sociale del fenomeno al del piano Altmann. In un’epoca in cui l’im-
di là del Brennero, essendo ivi più diffuse piego del risparmio nel settore finanziario
altre forme di abitazione (la casa unifa- era ancora poco diffuso, la costruzione e
miliare, l’affitto) e di gestione della proprie- l’amministrazione delle case d’affitto rap-
tà immobiliare. presentava una delle principali forme d’in-
Nonostante vi siano ormai condomini di vestimento di piccoli e grandi patrimoni.
diritto e di fatto anche nei paesi, il condo- Talora la figura dell’investitore si identifica-
minio e i suoi rituali codificati (i millesimi, va con quella del progettista come nella
l’assemblea in seconda convocazione, etc.) casa Plankenstein a Merano di Peter
restano connaturati alla sfera urbana e Delugan e nelle case Canal di via Dante 20
alla relativa anonimità dei rapporti sociali e Bittner di via L. da Vinci 17 a Bolzano,
in città. Viceversa, quando nei condomini che prendono nome dai rispettivi architetti-
urbani si sviluppano forme di socialità e impresari. Quest’ultima, costruita dal
comunanza di interessi più approfondite Baurat Johann Bittner nel 1898, emerge
si è soliti parlare di “piccolo villaggio”, dal panorama della Neustadt per l’originale
come è il caso della cooperativa di Aslago facciata in porfido di Sarentino con logge,
analizzata da Camilla Dell’Eva. balconi, sporti e finestre sormontate da
archetti neoromanici. Da essa promana
quel senso di rispettabilità e solidità che
associamo alla casa altoborghese del prin-
cipio del ‘900: facciata rappresentativa
verso strada, quattro alloggi ciascuno da
oltre 200 mq di superficie e 3.30 m di altez-
za, più un piano mansardato abitabile, allo-
ra destinato alla servitù. Dovendo disimpe-
gnare un unico alloggio per piano, il vano
scala è posto lateralmente lungo il lato
libero dell’edificio su cui affacciano anche
i balconi, la veranda e i servizi. La veranda
illumina un ampio vestibolo, Vorzimmer,
A destra
che occupa tutta la campata tra i due muri
Casa Bittner, J. Bittner,
pianta e prospetto ovest di spina (interasse 5 m). Ogni alloggio
comprende quattro vani da 21 a 35 mq
1 Standardizzazione
degli alloggi dal
e una cucina abitabile da 14 mq. L’edificio
Manuale dell’architetto 1 profitta del dislivello esistente tra via
10 Kondominium / Condominio – Condominio, Zinshaus, Maison & Palais Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Leonardo da Vinci e via Rosmini e usufrui- INA-Casa (1949) e le varie leggi per favorire
sce verso sud di un piano interamente l’accesso degli strati sociali meno abbienti
fuori terra adibito ad alloggio del portiere, alla proprietà immobiliare. Lontane ormai
a lavanderia e Weinkeller, e nella parte dai grandi assi viari e dalle piazze delle
parzialmente interrata a cantina. Esiste adunate le case dell’edilizia residenziale
inoltre un ulteriore piano di cantine com- pubblica vanno a collocarsi molto più dis-
pletamente interrato. cretamente nei quartieri periferici e adotta-
no quel linguaggio antiretorico che per

Foto: Ludwig Thalheimer


Nel periodo tra le due guerre lo Stato si fa analogia con le contemporanee espressioni
costruttore per il tramite degli enti a ciò letterarie e cinematografiche italiane è
preposti (INCIS, Istituto Nazionale Case stato definito “neorealista”. Esemplari di
Impiegati dello Stato) o degli enti assicura- questa tendenza sono a Bolzano gli alloggi
tivi e previdenziali. L’assegnazione degli INA-Casa di via Parma degli anni 1956-58,
alloggi avviene secondo una logica corpo- che coniugano urbanità e verde condomi-
rativa: case dei ferrovieri, dei postali etc. niale, soleggiamento e tranquillità, e – caso
L’apice dello standard abitativo (stanze da raro a Bolzano – dimensioni e comodità
18 a 23 mq e 3,20 m di altezza con pavi- adeguate ai tempi (appartamenti da 80 a
menti alla veneziana) è riservato a quella 120 mq, doppi balconi, ascensori, posti
classe di funzionari medio-alti dello Stato auto) a costi ragionevoli.
quali magistrati, militari e insegnanti che è
la principale destinataria degli interventi Nel dopoguerra si afferma un nuovo tipo di
dell’INCIS. Talora la qualità abitativa dei investitore diverso dal colto professionista
singoli alloggi passa in secondo piano di alla Bittner e dall’ente pubblico dello Stato
fronte ad esigenze di ordine formale (il sociale. Il costruttore che compra terreni,
2
“barocchetto” del complesso di via Car- costruisce e vende appartamenti opera in
ducci) o politico-rappresentativo (le case in una logica rigorosamente economicistica e
stile littorio di Corso Libertà), che compor- in un quadro non certo favorevole all’archi-
tano l’assenza di balconi e un’esposizione tettura di qualità, segnato dalla preminenza
solare non sempre ottimale. Trattandosi di del Codice Civile sull’urbanistica e dall’au-
interventi non speculativi si riserva più mento della domanda di alloggi di livello
attenzione alla progettazione degli spazi co- medio-basso, con conseguenze spesso de-
muni (androni, scale, cortili), sempre ben vastanti per il territorio. In alcuni casi riesce
curati e generosamente dimensionati. Può tuttavia a produrre risultati degni di nota,
accadere così di trovare a Bolzano, in parti- quando si lega a professionisti di valore
colare nelle zone intorno al Monumento, come è il caso dei costruttori bolzanini fra-
condomini piuttosto ordinari con atrii molto telli Vanzo e dell’architetto Armando Ronca.
grandi e impreziositi da marmi pregiati. Per i Vanzo e per altri committenti pubblici
L’intervento pubblico nell’edilizia residen- e privati Ronca declina in un ampio arco di
ziale prosegue nel dopoguerra con il piano tempo il tema del condominio nei tipi

2 Interno, P.zza Mazzini n. 2


3 Condominio in via Torino,
prospetto su via Rodi e
su via Torino, progetto non
realizzato di A. Ronca
4 Haus am Fluß,
Arch. O. Zoeggeler,
pianta del quinto piano 4
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Condominio, Zinshaus, Maison & Palais – Kondominium / Condominio 11

edilizi della casa in linea (viale Druso 53-67, le spese di riscaldamento a seguito della
1936/39), della palazzina (viale Druso 22, crisi petrolifera del 1973) e l’obbligo di par-
1948), dell’isolato (via Perathoner, 1952/54), tecipare ai costi di urbanizzazione in ragio-
della torre (via Sassari/via Parma, 1956/61). ne della cubatura (legge 10/1977) hanno
Questo progetto non eseguito del 1957 comportato una drastica contrazione degli
per un complesso edilizio di 15.000 mc in spazi comuni dei condomini – non diretta-
via Torino, ripescato dagli archivi della mente monetizzabili – che non di rado

Soprintendenza, riunisce in sé diversi vengono portati all’esterno dell’edificio in


aspetti degli edifici sopra citati. Su un basa- forma di ballatoi, scale esterne etc.
mento continuo destinato ai negozi si ele- Queste restrizioni di ordine urbanistico e
vano due corpi di fabbrica di caratteristiche commerciale vengono spesso enfatizzate
differenti: una palazzina di cinque piani più in edifici dai volumi molto articolati come
l’attico e una casa-torre di otto piani. il complesso residenziale Hoher Weg ai
Gli appartamenti, di quattro stanze nella Piani di Bolzano. Un esempio estremo di
palazzina e di tre stanze nella torre, sono di questo virtuosismo è il condominio
dimensioni oggi non più usuali: stanze da Haus am Fluß di via Dante, ora in via di
12 a 21 mq, altezza di piano di 2,80 m. ultimazione dopo una lunga vicenda pro-
Nonostante la semplicità dello schema pla- gettuale e costruttiva. Siamo qui evidente-
nimetrico, Ronca riesce come sempre ad mente all’antitesi della solidità e compat-
articolare la facciata con una serie di inte- tezza della casa Bittner. Il volume si articola
ressanti soluzioni formali come nei coevi intorno a un cortile-cavedio e si rompe in
edifici di via Perathoner e di via Sassari. una serie di episodi incongrui: un vano
Non ci è noto quale sia stata la storia suc- scala gettato come un ponte da un corpo
cessiva del progetto. I due fabbricati oggi all’altro, terrazze ondulate, sovrastrutture
esistenti all’angolo tra via Torino e via Rodi emergenti dal tetto. Pur rivolgendosi ve-
hanno conservato qualcosa delle idee di rosimilmente alla stessa clientela bene-
Ronca, in particolare nel prospetto nord-est stante della casa Bittner, il condominio del
dell’edificio alto, ma mancano di qualità e 2000 ne riduce radicalmente gli standards
rientrano piuttosto in quella vasta e anoni- dimensionali, giacché le camere doppie
ma categoria di “condomini” – nel senso variano da 13 a 14 mq e l’altezza di piano
di edilizia residenziale corrente e senza scende ai 2,60 m fissati dal D.P.G.P del
troppe pretese – di cui abbondano le zone 1977 in materia di igiene e sanità. Il piano
semicentrali e periferiche del capoluogo. nobile – ovvero il piano di maggiore pregio
Le caratteristiche dell’edilizia abitativa commerciale – è ormai migrato verso l’atti-
hanno subito modifiche strutturali a partire co, raggiungibile tramite comodi ascensori
dagli anni ’70. L’aumento dei costi di co- piuttosto che con scale ormai declassate a
struzione e di gestione (e in particolare del- poco più che semplici vie di fuga.
12 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Jörg Stabenow

Das Gesicht des Condominio


Der italienische Begriff ‚condominio‘, der Armando Ronca: Perathonerstraße 1-25,
Herkunft nach ein juristischer Terminus, Sassaristraße 50-76, Dantestraße 2-4
bezeichnet die Vereinigung von Wohnungen Nur langsam begann in Bozen nach 1945
verschiedener Eigentümer unter einem die Öffnung gegenüber der architektoni-
gemeinsamen Dach. Der Ausdruck hat schen Moderne. Prominente Bauten im
sich eingebürgert als Synonym für die Bau- Stadtzentrum wie der Südtiroler Landtag
aufgabe des städtischen Etagenwohnhau- an der Crispistraße und die Sparkasse am
ses. Vom deutschen ‚Mietshaus‘ unterschei- Walterplatz vertreten eine konservative
det er sich durch die Vorstellung vom Architekturhaltung. Dies gilt auch für die
Bewohner als Eigentümer seiner Wohnung. Wohnbebauung mit zwölfgeschossigem
In typologischer Hinsicht ist das ‚condomi- Turmhaus, die Luis Plattner 1950-52 für
nio‘ ein Mischwesen. Es umfasst nahezu den Bauunternehmer Vanzo an der Sernesi-
alle Formen des Wohnungsbaus vom straße ausführte. Steinverkleidung im Erdge-
Mehrfamilienhaus bis zur Sozialwohnungs- schoss, geschlossene Mauerflächen, senk-
anlage; es teilt zahlreiche Merkmale mit rechte Fensterformate und die Walmdächer
anderen kollektiven Wohnformen wie dem der straßenbegleitenden Flügelbauten
Wohnheim oder dem Hotel; und es ist kennzeichnen den traditionalistischen Habi-
offen für Verbindungen mit wohnfremden tus dieses ersten Bozner Hochhauser.
Funktionen: Büros, Geschäfte, Ladenpassa- Für denselben Bauherrn und in ähnlich
gen, sogar Kinos lassen sich dem ‚condo- zentraler Lage, an der Perathonerstraße
minio‘ integrieren. In der zweiten Hälfte 1-25/Südtirolerstraße 7-27, errichtete Ar-
des 20. Jahrhunderts ist das ‚condominio‘ mando Ronca 1952-54 ein Etagenwohn-
die städtische Bebauungsform schlechthin. haus, das sich vom Traditionalismus seines
Das Wachstum der Stadt vollzieht sich Vorgängers deutlich abhebt. Statt eines
durch den Zuwachs an Etagenwohnbauten. steinverkleideten Sockels besitzt es ein voll-
Das Gesicht des ‚condominio‘ prägt die verglastes Erdgeschoss, statt gleichmäßig
Physiognomie der Stadt. durchfensterter Wände rhythmisch gera-
sterte Fassaden, statt geneigter Dächer
In Bozen hielt zu Beginn der fünfziger Jahre ein ausladendes Flachdach. An die Stelle
die Architektur der Nachkriegsmoderne traditioneller Vorstellungen vom ‚Haus‘ tritt
Einzug. Die Bauaufgabe, in der sich die ein abstraktes Ordnungssystem. Mit die-
neue Architektursprache zuerst manifestier- sem Gebäude setzt sich in Bozen die Nach-
te, war das ‚condominio‘. Insbesondere kriegsmoderne durch.
die Fassadengestaltung des Etagenwohn- Das Etagenwohnhaus erhebt sich auf
hauses wurde zum Schauplatz der architek- einem trapezförmigen Straßengeviert als
tonischen Innovation. zweiseitige Blockrandbebauung. Der Pera-
Protagonist der Nachkriegsmoderne in thonerstraße, die sich am Busbahnhof
Bozen war der Architekt Armando Ronca, platzartig erweitert, wendet es seine sie-
der sich 1935 in der Stadt niedergelassen bengeschossige Hauptfront zu, die Südtiro-
hatte und auch in Mailand ein Büro unter- lerstraße begleitet es mit einem sechsge-
hielt. Den neben der Arbeit Roncas wich- schossigen Baukörper. Die Hauptansicht
tigsten Beitrag zum Baugeschehen der wird begrenzt von zwei kantig vorspringen-
fünfziger Jahre leistete das junge Archi- den Flankenmauern, zwischen die ein aus-
tektenpaar Dalla Bona/Zamolo, das seit ladendes Flachdach eingespannt ist. Mau-
1953 in Bozen tätig war. Im folgenden ern und Dach bilden einen kastenförmigen
soll anhand ausgewählter Bauten Roncas Rahmen, der die Fassade überfängt. Rah-
und des Büros Dalla Bona/Zamolo die men und Fassade berühren sich nicht –
Fassade des ‚condominio‘ als Experimen- durch in die Fassadenfläche eingetiefte Bal-
Rechts Luis Plattner,
tierfeld architektonischer Modernisierung kone sind sie gegeneinander abgesetzt.
Etagenwohnhaus mit Läden,
Bozen, Sernesistraße, 1950-52 in den Blick gefasst werden. Die rhythmische Gliederung der Fassade
14 Kondominium / Condominio – Das Gesicht des Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

läßt sich lesen als Überlagerung zweier len Linienmuster ist ein Flächenmuster
orthogonaler Ordnungssysteme, die hier appliziert, das sich aus unterschiedlich pro-
als ‚primäres‘ und ‚sekundäres System‘ portionierten Einzelfeldern zusammensetzt.
beschrieben werden. Das ‚primäre System‘ Die Felder formieren sich zu unregelmäßi-
ist ein homogener Raster aus vertikalen gen Sequenzen, die sich jedoch auf jeder
und horizontalen Streifen, in denen sich die Ebene symmetrisch organisieren und von
Lage der Stützen und Geschossniveaus Stockwerk zu Stockwerk wiederholen. Varia-
abbildet. Vor das Liniennetz des ‚primären tion und Regel, Abwechslung und Wieder-
Systems‘ tritt die Flächenstruktur des holung halten sich in dieser abstrakten
‚sekundären Systems‘. Sie setzt sich zusam- Komposition die Waage.
men aus waagerechten und senkrechten Das zweidimensionale Spiel der Linien und
Bändern, von denen die einen unterhalb der Flächen wird bereichert durch die dreidi-
Geschossdecken verlaufen, die anderen in mensionale Beziehung zu den dahinterlie-
unterschiedlicher Breite und wechselnden genden Wohnungsfronten mit ihren Fens-
Foto: Ludwig Thalheimer

Abständen die Geschosse miteinander ver- tern und geschlossenen Wandzonen.


binden. In die so entstehenden Komparti- Im Vorbeigehen ist wahrzunehmen, wie
mente sind oberhalb der Geschossniveaus vordere und hintere Ebene sich gegenein-
geneigte Brüstungsgesimse eingefügt. Das ander verschieben. Dabei wird die semi-
tiefer liegende ‚primäre System‘ besitzt transparente, d. h. zugleich öffnende und
eine grobkörnige Oberfläche, das leicht verhüllende Funktion der vorgehängten
erhabene ‚sekundäre System‘ ist glatt ver- Fassade deutlich.
putzt. Wie eine Maske legt sich das ‚sekun-
däre‘ über das ‚primäre System‘ und über- Eine Fassade, die ohne das abstrakte Glie-
führt dessen gleichmäßigen Takt in einen derungssystem eines Rasters auskommt,
synkopischen Rhythmus. Gemeinsam bil- entwarf Armando Ronca ab 1956 für ein
den die beiden Ordnungssysteme ein diffe- Etagenwohnhaus an der Dantestraße 2-4/
renziertes Relief, das die Fassade in vibrie- Rosministraße 1-3. Das 1959-60 im Auftrag
rende Spannung versetzt. des Bauunternehmers Vanzo errichtete
Gebäude tritt mit einem siebengeschossi-
Auch in der Wohnanlage an der Sassari- gen Baukörper in die Flucht der Spitalgasse
straße 50-76, die Ronca gemeinsam mit und vermittelt mit einem fünfgeschossigen
Giordano Sabbadin und Giovanni Sale 1956 Flügel zur schräg abknickenden Rosmini-
entwarf und 1957-61 ausführte, bildet ein straße. Die Hauptfassade des Baus organi-
1
homogener Raster den Ausgangspunkt der siert Ronca als rhythmische Gruppierung
Fassadengestaltung. Der Sozialwohnungs- vertikaler Einheiten. Durch einen symmetri-
komplex besteht aus einem zehngeschossi- schen Gesamtaufbau gewährleistet er den
gen Turm, einem fünfgeschossigen straßen- Zusammenhalt der Fassade. Die Symme-
begleitenden Baukörper und vier diagonal trieachse markiert er durch einen dreieck-
gestaffelten Zeilen, die in die Tiefe des förmig vorspringenden Mittelabschnitt, der
Geländes hineingreifen. Turm und straßen- wie ein Erker alle Wohngeschosse über-
1 Armando Ronca,
paralleler Baukörper öffnen sich zur Straße greift. Ihn fasst er ein durch weitere vertika-
Etagenwohnhaus mit Läden,
Bozen, Dantestraße 2-4/ hin in einer Balkonzone, der ein orthogona- le Fassadenabschnitte: von innen nach
Rosministraße 1-3, 1956-1960 les Gitterwerk vorgehängt ist. Das Gitter außen folgen zu beiden Seiten je ein Band,
2 Armando Ronca,
Giordano Sabbadin und
trägt rechteckige Scheiben unterschied- in dem sich Fenster mit reliefierten Brüs-
Giovanni Sale, Wohnanlage, lichen Formats, die als Sicht- und Sonnen- tungsplatten abwechseln, ein breiter,
Bozen, Sassaristraße 50-76,
schutz dienen. geschossübergreifender Wandabschnitt und
1956-61
Als autonome Struktur tritt hier der Raster eine weitere vertikale Fensterfolge mit
Nächste Seite vor die Fassade der Etagenwohnbauten. orange gefassten Geschossdecken und ver-
Rechts Armando Ronca,
Etagenwohnhaus mit Läden,
Raster und Geschossniveaus sind gegen- glasten Brüstungen. Den Umriss der Fas-
und Hotel, Bozen, einander versetzt, der Raster stellt die Bal- sade akzentuiert Ronca durch einen schma-
Perathonerstraße 1-25/
kondecken frei und läßt sie als rhythmi- len, geringfügig vortretenden Rahmen.
Südtirolerstraße 7-27, 1952-54
Links Giovanni Sale, schen Akzent in Erscheinung treten. Vor das Oberhalb des Rahmens setzt er mit Hilfe
Etagenwohnhaus, Bozen, orthogonale Stabwerk des Rasters legt sich eines mittig angeordneten Flugdachs der
Südtirolerstraße 37-55/
Garibaldistraße 28-44, 1957-60
das abstrakte Flächenmuster der rechtecki- Gebäudefront eine ‚Mütze‘ auf.
(Fotos: Ludwig Thalheimer) gen Sichtschutzscheiben. Dem orthogona- Das Ordnungsprinzip der Fassade ist nicht
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Das Gesicht des Condominio – Kondominium / Condominio 15

aus der Geschossgliederung entwickelt, Ingredienzien. Zwei der Projekte seien hier einerseits die tragende Struktur des Gebäu-
sondern aus der vertikalen Reihung der vorgestellt. des, andererseits die Struktur der das
Fenster, die durch Brüstungsfelder mitein- Die langgestreckte Front der 1961- 62 errich- Gebäude umschließenden Hülle abbilden
ander verbunden werden. Durch die wech- teten Nr. 167-181 rhythmisieren die Archi- können. Im Idealfall ist der Raster rich-
selnde Gestaltung und Anordnung der tekten durch den Wechsel von stark struktu- tungslos: oben und unten, links und rechts
Brüstungselemente erhält jede der vertika- rierten Abschnitten mit sparsam geglieder- sind gleichwertig. Grundsätzlich besitzt der
len Gruppen ihren eigenen Rhythmus. Die ten Intervallen. Die straffer organisierten Raster keinen Anfang und kein Ende: Das
ungegliederten Wandabschnitte zwischen Fassadenabschnitte sind jeweils zwei Ach- Liniensystem läßt sich vertikal und horizon-
den Fensterkolumnen dienen als Resonanz- sen breit und bestehen aus vertikalen, die tal unbegrenzt vorstellen. Das Wesen des
fläche. Farbe und Material unterstützen die Position der Stützen anzeigenden Streifen, Rasters besteht in der beliebig häufigen
Klangqualität der Fassadenkomposition. violett markierten Geschossdecken, schma- Wiederholung gleichartiger Kompartimen-
Das warme Ocker der Ziegelverkleidung bil- len Balkons und geschosshohen Betonre- te. Rationalität, Objektivität, Serialität sind
det den Grundton, von dem sich die stump- liefs. Eine abweichende Gestaltung im
fe Messingfarbe der Stützen im Erdgeschoss, gesamten dritten Obergeschoss stärkt den
die orange Farbfassung der Geschossdek- horizontalen Zusammenhalt der Fassade.
ken in den äußeren Fassadenabschnitten Mit sehr einfachen Mitteln ist hier eine
und das graue Betonrelief der Brüstungs- große Fläche wirksam strukturiert.
platten als Klangvarianten abheben. Eine komplexere Artikulation entwickeln die
beiden Architekten 1962/63 für die angren-
Dalla Bona/Zamolo: Drususallee 167-181 zende Nr. 195-203 und 215-223. Die beiden
und 195-203/215-223 identischen Baukörper gliedern sich jeweils
Armando Roncas Fassadenlösungen setz- oberhalb eines straßenbegleitenden Laden-
ten in Bozen einen Standard, an dem ande- geschosses in zwei vor- und zwei zurück-
re Architekten sich orientierten. Dies gilt springende Volumina. In jeder Etage folgt
insbesondere für seinen gleichaltrigen Kol- über der weiß markierten Geschossdecke
legen Giovanni Sale, der zu Beginn der ein grobkörnig verputzter Brüstungsstrei-
fünfziger Jahre in Bürogemeinschaft mit fen, in den hochrechteckige, ziegelverklei-
Ronca arbeitete und sich später an der Pla- dete Felder eingestellt sind. Die geschoss-
nung der Wohnanlage in der Sassaristraße weise gegeneinander versetzten Felder
beteiligte. Das an der Sassaristraße ver- rhythmisieren die Etagenfolge. In den
wendete Motiv der einem orthogonalen zurücktretenden Fassadenabschnitten und
Gitter vorgehängten Sichtschutzplatten auf der Gebäudeflanke dienen dieselben
greift Sale in seinem 1957-60 ausgeführten Felder als Sichtschutzplatten für Balkons.
2
Etagenwohnhaus an der Ecke Südtiroler- Volumetrischer Rhythmus der Baukörper-
straße 37-55/Garibaldistraße 28-44 auf. gliederung und Felderrhythmus der Fassa- die Eigenschaften, die im Raster zur Dar-
Dabei verwandelt er das starre Gitterwerk dengliederung ergänzen einander. stellung kommen. Damit ist er prädestiniert
in eine biegsame Hülle, mit der er die kur- als Emblem für eine Architektur, die die
vierte, vor- und zurückspringende Eckbe- Raster und Rahmen Befolgung funktionaler, konstruktiver und
baung allseitig umgibt. bauwirtschaftlicher Bedingungen zum obers-
In freierer Weise läßt sich auch ein jüngeres Der Raster ist eines der Schlüsselthemen ten Kriterium zeitgemäßen Bauens erhebt.
Architektenteam von Roncas Fassadenlö- der architektonischen Moderne. Er entsteht Zugleich bietet er sich an als Angriffsfläche
sungen inspirieren. Das Büro Dalla Bona mit der Skelettbauweise in den Chicagoer für eine Kritik, die der modernen Architek-
und Zamolo, das seit Mitte der fünfziger Hochhausbauten des späten 19. Jahrhun- tur Schematismus, Maßstabslosigkeit, die
Jahre in Bozen zahlreiche Wohnbebauun- derts. In Europa tritt er erstmals um 1903 Nivellierung des Individuellen vorwirft.
gen realisiert, zeigt sich in seinen Fassaden- im Betonfachwerk der Pariser Etagenwohn- Auch in Bozen wird in den fünfziger Jahren
gestaltungen ausgesprochen experimen- bauten Auguste Perrets und Henri Sauva- der Raster zum Erkennungszeichen archi-
tierfreudig. Als Beispiele können mehrere ges in Erscheinung, aber auch in den Fugen tektonischer Modernität – jedoch erst, nach-
fünfgeschossige Etagenwohnbauten im der Plattenverkleidung der Wiener Post- dem ihm seine als bedrohlich empfunde-
unteren Verlauf der Drususallee gelten, in sparkasse Otto Wagners. Sein Siegeszug nen Eigenschaften genommen wurden.
denen die Architekten unterschiedliche beginnt in den fünfziger Jahren, als sich die Dies geschieht auf dem Weg seiner Integra-
Gliederungsvarianten erproben. Eine diffe- Skelettbauweise weltweit durchsetzt. tion in ‚komponierte‘ Fassaden. Vom objek-
renzierte Putzstruktur, wechselnde Fenster- Damals wird der Raster zum Emblem einer tiven ‚System‘ verwandelt er sich dabei in
formate, rhythmisch gegeneinander ver- internationalen Moderne. ein subjektiv interpretiertes ‚Thema‘ der
setzte Flächen, reliefierte Platten und der Der Raster als Fassadenstruktur ist ein Fassadengestaltung. Der Raster wird vari-
sparsame Einsatz von Farbe sind dabei ihre orthogonales Liniensystem, in dem sich iert, rhythmisiert, maskiert und gerahmt.
20 Kondominium / Condominio – Das Gesicht des Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Variation: Keiner der von Ronca verendeten schen Abstraktion, die in den Bildern Piet
Raster gleicht dem anderen. Die Raster Mondrians ihren wichtigsten historischen
unterscheiden sich durch die Proportionie- Bezugspunkt findet.
rung der Kompartimente, durch die Akzen-
tuierung der Horizontalen oder der Vertika- Die Fassade als ‚Bild‘
len, durch das jeweilige Verhältnis zwischen
vorgehängtem Gitter und dahinterliegen- Das moderne Etagenwohnhaus entsteht
dem Gebäude. aus der horizontalen und vertikalen Addi-
Rhythmisierung: Indem Ronca dem einfa- tion identischer Wohneinheiten. Schon 1902
chen Gitter zusätzliche Gliederungselemen- bezeichnete der Wiener Architekt Otto Wag-
te integriert – Brüstungsgesimse an der ner diesen großstädtischen Typus treffend
Perathonerstraße, Balkonniveaus an der als ‚Zellen-Konglomerat‘. Die Anonymität
Sassaristraße –, überführt er den homoge- eines solchen ‚Zellen-Konglomerats‘ spie-
nen Raster in ein rhythmisches Liniennetz. gelt sich im gleichförmigen Gitterwerk des
Maskierung: Ronca blendet seinen Linien- Fassadenrasters. Die individuelle Einzel-
netzen flächige Strukturen vor. An der wohnung läßt sich in ihm nicht mehr
Perathonerstraße ist die vorgeblendete wiedererkennen. Für den Verlust an Indivi-
Fläche ein grobmaschiges System aus hori- dualität entschädigt die Fassade als ‚Bild‘.
zontalen und vertikalen Bändern, das die Sie gibt dem ‚condominio‘ als Ganzem ein
rhythmische Akzentuierung der Fassade unterscheidbares Gesicht und verbindet die
verstärkt. An der Sassaristraße besteht die Wohneinheiten zur wiedererkennbaren
Maske aus zahlreichen Einzelflächen, die ‚Adresse‘. Zugleich übernimmt sie eine
sich als abstraktes Muster über das Gitter- Nobilitierungsfunktion, die der repräsenta-
werk verteilen. In beiden Fällen sind die tiven Wirkung der historistischen Fassaden-
vorgelegten Flächensysteme symmetrisch architektur eines gründerzeitlichen Mietspa-
organisiert. Dadurch erhält der richtungs- lasts vergleichbar ist. Der gestalterische
lose Raster eine ideelle Mittelachse, wird Anspruch der Fassadenkomposition vertritt
also gerichtet. den sozialen Anspruch des ‚condominio‘.
Rahmung: Oben und zu beiden Seiten fasst Die Fassade des Etagenwohnhauses als
Ronca den Raster durch einen umlaufen- Trägerin eines gesellschaftlichen Anspruchs
den Rahmen ein und gibt so der potenziell verspricht dem künftigen Bewohner die
unbegrenzten Gitterstruktur einen klaren Erhöhung seines Sozialprestiges. Dem Bau-
Abschluss. Auch die aus vertikalen Kolon- herrn hingegen verspricht sie eine Steige-
3
nen gebildete Höhenentwicklung der Fassa- rung der beim Verkauf der Wohneinheiten
de in der Dantestraße beschließt er durch zu erzielenden Rendite. Aus seiner Sicht
einen Rahmen. Das Motiv der rahmenför- erfüllt das Fassadenbild den Zweck einer
migen Umfassung ist ein Kompositionsmit- Reklametafel, die für das angebotene Pro-
tel, das sich von Mailänder Etagenwohn- dukt ‚Wohnung‘ wirbt. Mit den anspruchs-
bauten der dreißiger Jahre – der Casa Ghi- vollen Fassadenlösungen der Perathoner-
ringhelli (1933) und der Casa Rustici (1933- straße 1-25 und der Dantestraße 2-4 wen-
35) von Giuseppe Terragni und Pietro Lin- det sich der Bauherr an ein bürgerliches,
geri – ableiten lässt. Der Rahmen, mit dem potenziell zahlungskräftiges Publikum.
Ronca seine Fassaden umgibt, lässt die Bemerkenswert erscheint, dass auch der
gerahmte Fläche als kompositorische Ein- staatliche Bauherr IACP seine Sozialwoh-
Vorhergehende Seite heit, als ‘Bild’ wahrnehmen. ‘Bilder’ im nungsbauten an der Sassaristraße 50-76
Gigi Dalla Bona und
Sinne abstrakter Flächenkompositionen durch eine anspruchsvolle Fassadenarchitek-
Jole Zamolo, Etagenwohn-
haus mit Läden, Bozen, sind die Fassaden aller hier vorgestellten tur ausstattet. Vermittelt durch den Anspruch
Drususallee 195-203, 1962-63 Etagenwohnbauten - vom komplexen der Fassadengestaltung, tritt die Volkswoh-
(Foto: Ludwig Thalheimer)
Liniengeflecht der Perathonerstraße bis nungsanlage in Konkurrenz zum bürger-
3 Gigi Dalla Bona und zum kontrapunktischen Felderrhythmus der lichen Etagenwohnhaus. Wird damit ein
Jole Zamolo, Etagenwohn-
Drususallee. Liniengeflecht und Felder- höherer gesellschaftlicher Stellenwert für
haus mit Läden, Bozen,
Drususallee 167-181, 1961-62 rhythmus begegnen sich in der bildhaften das Wohnen des ‚Volkes‘ reklamiert? Oder
4 Armando Ronca, Fassadenkomposition der Sassaristraße. soll die Angleichung an bürgerliche Wohn-
Etagenwohnhaus mit Läden,
Das architektonische Fassadenbild scheint vorstellungen eine Verbürgerlichung der hier
Bozen, Duca d’Aosta-Allee
27-41, 1968-70 hier in Dialog zu treten mit einer maleri- einziehenden Arbeiterfamilien bewirken?
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Das Gesicht des Condominio – Kondominium / Condominio 21

Condominio und Stadt d’Aosta-Allee 27-41 besteht aus vier kubi-


schen, hakenförmig um ein zentrales Trep-
Die Fassade ist die Schnittfläche zwischen penhaus gruppierten Einheiten. Das Etagen-
‚condominio‘ und Stadt. Städtebauliche wohnhaus besitzt keine privilegierte Schau-
Leitbilder bestimmen die Konfiguration des front mehr, sondern will von allen Seiten
‚condominio‘ und damit auch die Gestal- betrachtet werden. Doch auch diesmal ver-
tung seiner Fassade. Die städtebauliche zichtet Ronca nicht auf die Anbindung an
Planung in Bozen nach 1945 knüpft an die den Blockrand. Durch einen zweigeschossi-
Planungsarbeit der dreißiger Jahre an und gen straßenparallelen Baukörper, den er
folgt dem konservativen Ideal einer sich dem ‚condominio‘ vorlegt, unterstreicht er
ringförmig ausbreitenden Großstadt aus den Zusammenhang mit dem städtebau-
geschlossen umbauten Straßenblöcken. lichen Kontext.
Die am großstädtischen Maßstab orientier-
te Bebauung erreicht je nach Lage eine
Höhe von bis zu sieben Geschossen. Einzel-
ne dem Blockrand integrierte Turmbauten
wachsen zu einer Höhe von neun bis zwölf
Geschossen empor.
Das ‚condominio‘ als Teil einer Blockrand-
bebauung besitzt eine der Straße zuge-
wandte Vorderseite und eine auf das Block-
innere orientierte Rückseite. Während die
Vorderseite zum ‚Gesicht‘ des Hauses auf-
gewertet wird, erhält die Rückseite häufig
eine ungegliederte Putzhaut. Die hierarchi-
sche Differenzierung zwischen ‚vorne‘ und
‚hinten‘ ist ein Merkmal des gründerzeit-
lichen Mietshauses, von dessen Typologie
sich das ‚condominio‘ der fünfziger und
frühen sechziger Jahre noch nicht allzu weit
entfernt hat. Lediglich durch seine Größe
unterscheidet es sich von seinem Vorfahren.
Der Bauträger eines ‚condominio‘ erwirbt
in der Regel eine Grundfläche, die für meh-
rere Mietshäuser ausreichen würde, und Die Architektursprache der Nachkriegsmo-
lässt sie einheitlich bebauen. Das ‚condo- derne trifft in Bozen auf ein traditionelles
minio‘ an der Perathonerstraße umschließt Verständnis von Haus und Stadt. Die archi-
nahezu die Hälfte eines Straßengevierts. tektonische Modernisierung ist hier zuerst
Nur am Stadtrand wird die Konvention des und vor allem ein Thema der Fassadenge-
ganz oder weitgehend geschlossenen Block- staltung. Das Etagenwohnhaus der fünfziger
rands außer Kraft gesetzt, nur hier kommt Jahre – in typologischer Hinsicht ein Nach-
es zu einer aufgelockerten und durchgrün- komme des gründerzeitlichen Mietshauses
ten Bebauung. Die Wohnanlage an der Sas- – erhält ein neues, ‚modernes‘ Gesicht.
saristraße erschließt das Blockinnere durch In der Konzentration der architektonischen
diagonal gestaffelte Gebäudeeinheiten. Erfindungskraft auf die Fassade des ‚con-
Eine Unterscheidung zwischen ‚vorne‘ und dominio‘ läßt sich ein konservatives Merk-
‚hinten‘ ist dennoch beibehalten. Alle Gebäu- mal erkennen. Zugleich liegt jedoch darin
de besitzen eine als Schaufront ausgebildete eine besondere Qualität. In den Bozner
Balkonzone, die auf die Sassaristraße blickt. Etagenwohnbauten der fünfziger und sech-
Die Bebauung löst sich vom Blockrand; die ziger Jahre treten Haus und Stadt, Moder-
Fassade bleibt der Straße zugewandt. ne und Tradition in Dialog miteinander.
Erst in seinen letzten Projekten errichtet Der geschlossene Straßenraum orchestriert
Armando Ronca Etagenwohnbauten als frei die städtebauliche Wirkung abstrakter
stehende Volumina. Das 1968-70 ausgeführ- Fassadenbilder; die moderne Fassade ver-
te siebengeschossige Gebäude an der Duca wandelt das Bild der traditionellen Stadt.
22 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Flavio Schimenti

Armando Ronca, edifici IPEAA


in via Sassari a Bolzano
Il complesso insediativo di via Sassari, nel La torre è a base quadrata, alta 50 m impo-
quartiere Don Bosco, veniva ad espletare stata su due lati con una maglia cementizia
le esigenze dello sviluppo urbanistico indi- regolare, in un rapporto complesso di pieni
viduate dalla commissione preliminare e di vuoti, che creano degli ampli loggiati.
per l’elaborazione del nuovo piano regola- Il disegno della facciata è simmetrico, com-
tore per la città di Bolzano, della quale fa- posto da lastre ancorate che servono da
ceva parte anche Armando Ronca. espediente per riproporre parapetti ad H
L’IPEAA (oggi IPES n.d.r.) affida l’incarico speculari e monchi, realizzati in calcestruz-
all’ingegnere in qualità di capo gruppo ed zo armato dello spessore di 10 cm.
egli sceglie i seguenti professionisti bolza- La composizione architettonica ricorda da
nini: Giovanni Sale, Sabbadin, Bologna, vicino, l’impostazione plastica di Oud, quel-
Nolli e Putzer, come collaboratori delle la di Terragni a Como, gli edifici di Cesare
opere da intraprendere. Cattaneo ad Ivrea.
L’incarico è affidato nel 1956 e richiede Il grattacielo svetta elegante sul quartiere
l’ultimazione in cinque anni del più grande Don Bosco, e culmina in un attico con pen-
complesso insediativo e residenziale voluto silina, che possiamo ritrovare nel quasi
nel dopoguerra, per un totale di 150 alloggi coevo edificio di via Roma. Nel prospetto
e 798 vani e quasi 1000 abitanti residenti. rivolto verso nord-ovest sono posti i servizi
L’impianto urbanistico si articola su bloc- igenici e la grande canna fumaria che per-
chi residenziali sfalsati disposti a scacchiera corre verticalmente tutto l’edificio.
in una sorta di W rovesciata, nella quale un L’edificio a torre si compone di venti appar-
solo edificio, l’edificio a torre di quattordici tamenti. Vengono elaborati standard urba-
piani, è collocato sul fronte strada verso nistici corrispondenti alle diverse esigenze
Don Bosco. Il lotto è di forma rettangolare abitative delle famiglie in quegli anni. I 150
e Ronca ruota leggermente le costruzioni vani complessivi sono ripartiti in quattro
verso via Resia. tipologie base, diversificate per metratura,
L’edificio sul fronte strada si erge su pilotis collocazione ed esposizione. Il materiale
e fa da portale d’ingresso al complesso usato, per quanto riguarda gli infissi era
insediativo. Le costruzioni attigue dei bloc- l’alluminio, l’impianto di riscaldamento era
chi articolati non superano i cinque piani a pavimento alimentato da un sistema di
per dare preminenza all’edificio a torre. teleriscaldamento (fra i primi in Europa).
Esso era già stato elaborato a Bolzano dal Le parti comuni interne ed esterne erano
progettista negli esempi di via Roma (1953) realizzate in lastre di travertino ed in parte
ed in via Marconi (1954) e da Luis Plattner in porfido, l’intonaco esterno risaltava
in Piazza Sernesi (1952). Della tematica del per un contrasto cromatico di grigio-perla
“grattacielo” egli riprende un “tipo” caro e verde (fino a qualche anno fa) ora rosa
all’architettura italiana di quegli anni. e bianco. Anche gli edifici più bassi, sfalsati
Si pensi alla Torre Velasca del gruppo BBPR in pianta, erano impostati prospetticamen-
(1954) ed alla Torre Pirelli di Giò Ponti te su un reticolo cementizio dalla maglia
(1956) a Milano. Così anche Ronca risolve- regolare, sintassi neoplastica ispirata al
va alcune questioni che stavano a cuore De Stijl, anche se in questo caso il rapporto
agli architetti razionalisti e trattate già da fra vuoti e pieni era a favore di quest’ulti-
Le Corbusier: migliore sfruttamento delle mo. Qui la composizione predilige le linee
aree, strappando terreni alla speculazione orizzontali, piuttosto che quelle verticali,
edilizia, migliore utilizzo degli spazi verdi e evidenziate con l’inserimento di finestre
degli spazi comuni, migliore esposizione a nastro. Con l’arretramento del reticolo
ed orientamento degli edifici. strutturale vengono creati dei ”giardini
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000

d’inverno”, utile soluzione per le diverse


esigenze abitative. I fabbricati erano sud-
divisi in blocchi ripartiti in dieci apparta-
menti, due per piano, con accesso a pettine
dal cortile interno. L’impianto urbanistico
consente con tale disposizione: una per-
fetta isolazione di tutti gli alloggi, perchè
anche d’inverno il sole può penetrare dalle
prime ore del mattino tra gli spazi liberi
dei fronti edilizi; in secondo luogo si crea
una continua aereazione dei cortili, che
impedisce il ristagno degli odori e la for-
mazione di umidità; in terzo luogo si con-
sente un ottimo sfruttamento del suolo con
preminenza di verde e di spazi ricreativi.

A destra Armando Ronca,


edificio IPEAA in via Sassari
(Foto: Ludwig Thalheimer)
24 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Camilla Dell’Eva

Costruire ed abitare:
la progettazione
al servizio dell’uomo
«…se abbiamo intenzione di classificare in obiettivi, ovvero operare un’approfondita
modo adeguato (…) i vari generi di edifici analisi del territorio e delle comunità inse-
e le varie parti all’interno di ciascun gene- diate, al fine di proporre una riorganizzazio-
re, il metodo di una siffatta indagine impo- ne spaziale che, in base alla disponibilità ed
ne in ogni caso di chiarire esaurientemente alla economicità delle risorse, risponda al
quali differenze vi siano tra gli uomini: giac- meglio alle esigenze più profonde degli
ché gli edifici sono fatti per loro e variano uomini. Tuttavia essa, di fronte a pressanti
in rapporto alle funzioni che svolgono nei esigenze pratiche ed economiche, si trova
loro riguardi» spesso costretta a procedere alla costruzio-
L. B. Alberti ne della città secondo regole tecniche stan-
dardizzate e meramente formali. Eppure
Avreste mai pensato che uno dei padri del- non è detto che la qualità della vita misura-
l’architettura potesse rivelarsi un precurso- ta e perseguita in termini di cubatura e
re delle riflessioni sociologiche sulla città? attrezzature, attraverso l’applicazione di
Eppure, in queste sue parole Leon Battista standards edilizi fissi, corrisponda realmen-
Alberti coglie perfettamente l’idea di fondo te alle esigenze di vita degli abitanti1.
che ha guidato la nascita e lo sviluppo
della disciplina sociologica urbana, rivelan- Per il sociologo una buona qualità della
do inaspettatamente lo stretto rapporto che vita va ricercata non soltanto in una buona
intercorre tra due discipline comunemente qualità dell’abitare e in una sufficiente pre-
ritenute indipendenti. senza ed efficienza di servizi pubblici, ma
anche – e soprattutto – nella concreta pos-
Scopo primario della sociologia è quello di sibilità, data agli abitanti, di esercitare al
chiarire il rapporto causale che lega un meglio la propria socialità. Gli elementi
gruppo sociale, con la sua cultura ed i suoi architettonici in sé, tuttavia, non sono suffi-
valori precipui, al territorio da esso occupa- cienti a determinare il sorgere di relazioni
to, con la sua forma e il significato simboli- sociali stabili; piuttosto l’organizzazione
co che gli viene attribuito. Essa è la scienza spaziale può favorire, od ostacolare, i rap-
che studia la genesi ed i prodotti dell’agire porti già esistenti in nuce, nella misura in
sociale degli uomini, aspetto visibile del cui preveda o meno degli spazi adatti all’e-
loro più profondo e peculiare universo di sercizio di tali rapporti: una piazza, un
valori, con lo scopo di risalire dalle forme parco, una panchina dove sedersi a chiac-
materiali in cui esso si esprime alla causa chierare. In mancanza di ciò la città stessa
Sopra Planimetria dell’insediamento prima che le ha determinate. Per questo si ribella, finendo per imporre la propria
1 – Stecche da 2 a 12 piani
forme materiali simili, come una casa o forma alla cultura e alle relazioni dei suoi
2 – Edificio per il riscaldamento
3 – Parcheggi una chiesa, non possono essere espressio- stessi abitanti ed innescando, di conse-
4 – Garage ne di valori e aspirazioni universali, ma il guenza, un processo di reazioni a catena
5 – Garage interrati
loro significato e la loro valenza vanno difficilmente arginabile.
6 – Parco giochi per bambini piccoli
7 – Campo sportivo ricercati nel senso specifico che il gruppo Si capisce allora l’urgenza di riunire l’urba-
8 – Campo giochi attrezzato
sociale che le ha costruite vi ha riposto, in nistica alle riflessioni sociologiche, poiché
9 – Asilo
10 – Centro parrocchiale quanto irrinunciabile espressione culturale. ad essa spetta il compito di rendere visibile
11 – Negozi e ufficio costruzioni La scienza urbanistica dal canto suo, pur – e, perché no, anche vivibile – ciò che la
12 – Bosco
partendo da presupposti differenti, tende sociologia ha potuto comprendere della
A destra Facciata del complesso per sua natura a fare propri i medesimi realtà socioculturale che si è trovata di
26 Kondominium / Condominio – Costruire ed abitare: la progettazione al servizio dell’uomo Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

fronte. Se non riusciremo a leggere nei fe- Nonostante da lontano appaia come un
nomeni la Weltanschauung che essi hanno unico, grande edificio, il complesso è in
voluto esprimere, le forme materiali pro- realtà costituito da 3 blocchi indipendenti,
dotte dall’uomo ci appariranno irrimediabil- che racchiudono in sé diversi spazi verdi
mente mute e prive di senso; ma se invece per l’incontro e lo svago di adulti e bam-
saremo in grado di individuare in esse la bini, oltre a diverse sale per il tempo libero
direzione del mutamento sociale e cultura- e spazi pubblici di vario genere, tanto da
le, potremo giungere ad operare in futuro connotare il complesso sempre più come
delle scelte di organizzazione dello spazio un vero e proprio quartiere nel quartiere.
realmente rispondenti alle esigenze più I diversi blocchi sono collegati tra loro at-
profonde degli uomini. traverso scale e labirintici passaggi interni,
tali da determinare, in verità, scarsa ricono-
Il complesso “St. Albuin” di Aslago, scibilità dei luoghi e difficoltà di orienta-
un commento sociologico mento per chi proviene dall’esterno2. Gli
edifici sono sfasati gli uni rispetto agli altri
Il complesso “St. Albuin” di Aslago, facil- allo scopo di garantire ad ogni alloggio una
mente individuabile nel contesto urbano a sufficiente esposizione ed una libera visua-
causa della sua mole rilevante, della sua le verso la città. In questo la naturale pen-
posizione sopraelevata e del forte impatto denza del terreno ha giocato un ruolo posi-
visivo dovuto ai colori delle facciate, risulta tivo, salvo considerarne le inevitabili riper-
essere un elemento caratteristico dell’e- cussioni all’interno degli alloggi; molti ap-
spansione urbana che negli ultimi 30 anni partamenti, infatti, si sviluppano addirittura
ha interessato la città di Bolzano. Nel com- su 3 livelli, rendendo poco agevoli gli spo-
plesso stesso, in quanto testimonianza stamenti interni, soprattutto per le persone
esemplare delle tanto criticate tendenze più anziane3. A questi alloggi si accede at-
architettoniche diffuse negli anni 70, che traverso ballattoi di proprietà comune che
privilegiavano edifici a forte densità abitati- corrono lungo tutto l’edificio e che, come
va, abbiamo individuato un interessante tutte le parti comuni, vengono tenuti puliti
campo d’indagine per la ricerca di una chia- a turno da tutti gli inquilini. Gli alloggi a
ra definizione del concetto di qualità abita- piano terra, invece, si affacciano direttamen-
tiva in ambiente urbano, che possa confer- te sul cortile, quasi a voler riprodurre uno
mare – o al contrario smentire – l’ipotesi di stile abitativo che definiremmo “di paese”.
scarsa qualità della vita in strutture così
1
caratterizzate. Indubbiamente il livello di qualità degli spa-
Il complesso trova la sua origine nell’omo- zi privati, misurato in termini di materiali e
nima Cooperativa, fondata negli anni 60 forniture, risulta elevato per case che anco-
dall’allora direttore della Caritas e Assisten- ra sono definite da molti come “popolari”4;
te del KVW Don Josef Zingerle, allo scopo eppure il fattore di maggiore importanza
di sostenere finanziariamente le famiglie per poter parlare di effettiva qualità della
meno abbienti nell’acquisto del bene-casa. vita è dato dall’organizzazione di quegli spa-
Nel febbraio ’72, grazie a sostegni econo- zi di vita comune che costituiscono il luogo
mici di provenienza austriaca e germanica, di maggiore espressione del carattere pro-
la società St. Albuin finanziò l’acquisto di priamente sociale dell’uomo cittadino.
un lotto di terreno di proprietà della Dioce- Raggiungendo il complesso a piedi si ha
si, ubicato alle pendici del Virgolo, dove, l’impressione di abbandonare la città per
secondo il progetto successivamente re- entrare in una dimensione tutta nuova,
datto dall’Arch. Othmar Barth di Bressano- fatta di verde e di quiete, di bambini che
ne, avrebbero trovato collocazione ben giocano scalzi nel prato e di mamme alla
1 Ballatoi di proprietà
comune che corrono lungo
200 famiglie altoatesine, selezionate sulla finestra. L’isolamento del complesso dal
l’edificio sul retro. base del bisogno e dell’effettiva disponibi- traffico cittadino, infatti, unita all’ubicazione
2 Alcune tipologie presenti
lità economica. centrale degli spazi ricreativi, rende possi-
nel complesso St. Albuin:
appartamento a tre stanze Inizialmente costituita da soli 9 soci, la bile un controllo continuo. Non solo; la
con terrazza e appartamento società ha rappresentato una delle prime conoscenza reciproca e consolidata tra gli
con una stanza
3 Retro del complesso
esperienze di cooperazione edilizia della inquilini ha innescato un meccanismo di
sul cortile interno città di Bolzano. controllo sociale tale, per cui ognuno sente
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Costruire ed abitare: la progettazione al servizio dell’uomo – Kondominium / Condominio 27

propria la responsabilità anche dei figli posizione sociale dell’utenza, aggregata


altrui. E’ questo il motivo per cui nel com- sulla base di esperienza e cultura comuni.
plesso non si registrano casi rilevanti di Al di là dell’evidente effetto coesivo che
vandalismo o microcriminalità, ordinari l’appartenenza ad una stessa comunità lin-
invece in altre zone simili per marginalità e guistica e culturale comporta, infatti, resta
densità abitativa. rilevante il ruolo rivestito dall’esperienza
Le occasioni di incontro e di scambio tra gli cooperativa, alla quale va il merito di aver
abitanti sono frequenti nel complesso, favorito la partecipazione e la responsabi-
favorite in buona parte dall’organizzazione lizzazione dei singoli. La forte motivazione
degli spazi comuni: non è raro d’estate che sta alla base dell’adesione ad una
vedere gli inquilini chiacchierare sui ballat- cooperativa, per quanto fondata in buona
toi in compagnia di un bicchiere di vino, né parte su istanze individualistiche che pon-
incontrarli nuovamente d’autunno nel corti- gono al primo posto la realizzazione del
le impegnati a cuocere le castagne raccolte proprio alloggio e vedono la collaborazione
insieme nel bosco confinante.
Ma il luogo di maggiore socializzazione è
tuttora costituito dal vicino e frequentatissi-
mo centro parrocchiale5, realizzato insieme
ai condomìni per far fronte alle esigenze
della nascente comunità tedesca di Oltri-
sarco. Ogni domenica la popolazione del
complesso si riversa puntualmente nei cor-
tili per raggiungere la chiesa e partecipare
alla funzione, in occasione della quale si
incontra e intesse relazioni. Si rivela così il
ruolo coesivo e socializzante dell’elemento
religioso, riconducibile in buona parte alla
forte valenza culturale che la comunità alto-
atesina attribuisce alle tradizioni religiose.

Il fiume Isarco, la statale, l’autostrada e la


ferrovia separano nettamente il rione dal
resto della città. Nonostante le distanze
2 3
siano in realtà piuttosto brevi, per qualun-
que spostamento è di fatto necessario con gli altri soci come un fatto puramente
avere un mezzo di trasporto, cosa che favo- strumentale al raggiungimento dello
risce ulteriormente il senso di isolamento e scopo,costituisce infatti una grande occa-
marginalità. Non è raro infatti per gli abi- sione, poiché determina la spinta a svilup-
tanti di altre zone usare espressioni del tipo pare solidarietà e partecipazione.
“su ad Aslago”, quasi a voler esprimere la Maturata in un’epoca in cui l’unica preoc-
1
Si verifica quel fenome- Con il passare del tempo
separazione anche ideale del rione rispetto cupazione era quella di soddisfare l’esigen-
no indicato da Birgersson tuttavia insorgeranno
come “paradosso dei inevitabilmente alcuni al resto del tessuto urbano. Eppure la za generalizzata di possedere una casa,
servizi”, per cui un servi- problemi, legati per lo più popolazione sembra non subire affatto gli sulla base di considerazioni statistico-
zio, considerato di quali- a difficoltà di spostamento
effetti di questa situazione, poiché sembra demografiche che denunciavano un rappor-
tà dagli esperti, viene dentro e fuori gli edifici.
valutato negativamente 4
Tutto ciò è dovuto al aver dato piena soddisfazione alle proprie to poco equilibrato tra numero di famiglie
dagli utenti. carattere propriamente
aspirazioni abitative. e alloggi disponibili, l’esperienza di Aslago
2
Per questo motivo è cooperativo della costru-
stato in seguito necessa- zione, che permette agli porta il merito di aver posto particolare
rio scrivere i numeri civici inquilini, coinvolti in Perché dunque non si sono manifestati attenzione alla funzione residenziale com-
a carattere cubitale sulle prima persona nella scelta
disagi particolari in un complesso che, per plessiva, che colloca la residenza al centro
facciate degli edifici. dei materiali, di realizzare
3
Attualmente nel com- alloggi di elevata qualità. l’isolamento a cui è sottoposto, l’elevata di una fitta rete di interdipendenze tra fun-
plesso risiedono in realtà 5
Vedi in proposito:
densità abitativa e la standardizzazione zioni; è stato il superamento del vecchio
ben pochi anziani, gli at- P. Bernhard Frei, “Vom
tuali abitanti sono ancora Kirchtum aus gesehen” degli spazi privati poteva invece essere vo- modello di zoning, che associando un’unica
i membri di quelle giovani in Siedlungswerk tato a trasformarsi in un moderno ghetto funzione ad ogni porzione di territorio,
famiglie che, non più di St. Albuin (Hrsg. vom)
all’interno della città? portò in passato alla costruzione dei tanto
20 anni fa, parteciparono Das Siedlungswerk in
alla Cooperativa. Haslach, Sommer 1985. Il motivo principale va ricercato nella com- criticati quartieri-dormitorio.
28 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Diego Del Monego

Qualitätsstandards und
Instandhaltungsprobleme
Mit einem Eigentumsbestand von über bzw. Nischen, die ihm Licht-, Wind-, und
10.686 Wohnungen ist das Wohnbauinstitut Lärmschutz bieten, in die er sich ungestört
der größte Bauträger des Landes im Wohn- zurückziehen und von denen auser den
bau. Knapp mehr als die Hälfte der Woh- Blick weiträumig schweifen lassen kann.
nungen befindet sich in Orten mit städti- Er braucht ganz einfach „Rückendeckung“.
schem Charakter, der Rest in Dörfern und Die Massenflucht aus den Städten in Rich-
auf dem Land. Die immer noch rege Bautä- tung Naherholungsgebiete, um eben Orte
tigkeit des Institutes erstreckt sich mittler- der Ruhe und Geborgenheit im Freien auf-
weile über einen Zeitraum von mehr als 50 zusuchen, hat Ausmaße angenommen, die
Jahren. Die Erfahrung im Bauwesen hat der Natur keine Regenerationspausen mehr
Tradition. Eine Tatsache, die – abgesehen gewähren. Das Qualitätsangebot der Woh-
von einigen wenigen Ausnahmen – seit nungen des Institutes hinsichtlich ihrer
1972 (Übernahme der Kompetenzen für den Größe, der Güte der verwendeten Baustof-
sozialen Wohnbau durch das Land) für eine fe und der Ausführung steht dem landes-
überdurchschnittlich gute Ausführung der weiten Durchschnitt im Wohnbau an nichts
Bauvorhaben bürgt. nach. Es liegt häufig sogar darüber.
Noch fehlt eine umfassende Untersuchung Der Lebensstandard in den Sozialwohnun-
über das Wohlbefinden der Mieter der Insti- gen auf dem Land zählt zum höchsten
tutswohnungen, trotzdem kann aufgrund Europas. Das ist vor allem auf die beschei-
der gesammelten Erfahrungen und Eindrü- denere Größe der Wohnanlagen und die
cke vieles noch verbessert werden, damit geringere Höhe der Gebäude im Vergleich
die Lebensqualität in den Wohnungen, aber zu jenen im städtischen Bereich zurückzu-
1
vor allem in deren Umfeld gesteigert wer- führen. Der Kontaktfaden (Sicht- und Hör-
den kann. Außerdem ist auf eine Senkung kontakt) zwischen Wohnung und Hofbe-
der immer noch zu hohen Instandhaltungs- reich, Gemüsegarten und Spielplatz bricht
kosten hinzuarbeiten. hier nur selten ab. In den Ballungszentren
müssen Kinder, Mütter und Betagte auf
Lebensqualität diesen unmittelbaren Anschluss zur Woh-
nung verzichten. Es mangelt außerdem,
Lebensqualität, ein weitläufiger Begriff, zu für alte Menschen vor allem, an Betäti-
deren Gestaltung und Schaffung der Woh- gungsmöglichkeiten im Freien (Pflege von
nungsbau für die Menschen einen maßgeb- Gemüsegärten, gemütliches Beisammensit-
lichen Beitrag leisten kann. Das erfolgt im zen in heimeliger und übersichtlicher Um-
wesentlichen durch die Erfüllung sämtlicher gebung usw.). In Orten mit hoher Wohn-
Maßnahmen, die bei der Planung und beim dichte sollte man neben den Kinderspiel-
Bau einer Wohnanlage zu berücksichtigen plätzen Schrebergärten mit dazugehörigen
sind, damit die künftigen Bewohner dort Geräteschuppen vorsehen, damit die
auch gerne leben wollen. Betagten in das soziale Gefüge des Viertels
Ein schwieriges Unterfangen, das nicht eingebunden werden.
immer gelingt, weil in der Regel nach wie In der ehemaligen „Semirurali“-Zone in
vor auf die Außenraumgestaltung der Bozen hat es so etwas gegeben. Im Zuge
Wohnanlagen zu wenig Wert gelegt wird. der Neubebauung der Erweiterungszone
Der Mensch sucht, wenn er sich im Nahbe- „Bozner Au“ (ex „Semirurali“-Zone) 1978
1 Kondominium, Mühlbach-
promenade reich von Gebäuden aufhält, instinktiv vor wurde diese auch für den deutschen Sprach-
Rechts oben Ex Semirurali-Zone allem geborgenen Auslauf unter Bäumen, raum nördlich der Alpen höchst populäre
Rechts unten
Baumalleen und grünen Laubengängen; Möglichkeit der Eigenversorgung, vor allem
Wohnbebauung, Drususstraße
(Fotos: Ludwig Thalheimer) gemütliche Sitzmöglichkeiten im Grünen für Rentner, nicht mehr berücksichtigt.
30 Kondominium / Condominio – Qualitätsstandars und Instandhaltungsprobleme Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Die damals gehegte Absicht, trotz hoher


Baudichte eine vorwiegend als Fußgänger-
zone mit ausgedehnten Grünbereichen aus-
gerichtete Wohnbauzone zu schaffen, konn-
te aus verschiedenen Gründen nicht durch-
gesetzt werden. Das gesamte Konzept
wurde hinfällig, weil die laut Durchfüh-
rungsplan vorgesehenen Zubringerstraßen
an die Tiefgaragen (Cagliari-, Sassari-, Bari-,
Parma-, Alessandriastraße) nicht zurückge-
baut wurden und Durchzugsstraßen geblie-
2
ben sind. Die Wohnqualität in den zu den
Straßenfronten hin gelegenen Wohnungen saden nicht begonnen. Bald wird auch hier
ist dadurch erheblich geschmälert worden. die Lebensqualität vieler Wohnungen über
Lärm und Staub beherrschen den Alltag. Jahre beeinträchtigt sein. Das Grün muss
Die Bewegungsfreiheit der Fußgänger dann wieder neu gepflanzt werden, und
zwischen den einzelnen Baulosen ist ge- der alte Mann und die Mutter mit dem Kind
hemmt. In den Innenhöfen und auf den müssen unter der sengenden Sonne und
Verbindungswegen, die keine benannten im Blickfeld Hunderter von Fenstern „ohne
Gassen sind, herrscht zum Beispiel im Rückendeckung“ auf der Parkbank sitzen.
zweiten Baulos gähnende Leere; weit und Die alten Bezugs- und Orientierungspunkte
breit ist kein Mensch in Sicht. Warum? Hier sind weg – alles ist wieder neu – Anony-
leben doch mehr als 1000 Menschen! Ein mität macht sich wieder breit. Zur Lebens-
steriles Ambiente ohne Plätze und Wege, qualität gehört auch die zeitliche Beständig-
die Geborgenheit vermitteln, wirkt eben keit der gewohnten Umgebung. Jetzt ist es
kalt und anonym. Anders verhält es sich im leicht sagen, daß die Errichtung eines Park-
ersten Baulos. Die üppige Vegetation, die hochhauses an der Ecke Palermobrücke
seit der Fertigstellung herangewachsen ist, Cagliaristraße vielleicht sinnvoller gewesen
schafft Atmosphäre. Der Besucher kann wäre. Aus Erfahrung soll man lernen. Diese
hier mittlerweile im Schatten und im Schutz Erkenntnisse und die damit zusammen-
gestandener Bäume verweilen. Der Stras- hängenden langfristigen Folgeerscheinun-
senlärm wird gedämpft. Noch haben aber gen hinsichtlich massiver Instandhaltungs-
die großen Sanierungsarbeiten an der arbeiten haben das Institut dazu bewogen,
Deckenisolierung der darunter gelegenen vor allem im vierten Baulos der Erweiter-
Tiefgaragen und der stark verwitterten Fas- ungszone die Unterbauung der Grünzonen
weitgehend zu vermeiden. Eine weitere
Maßnahme, die in diesem Baulos größten-
teils Anwendung gefunden hat, ist der
Schutz der Fassaden durch Dachvorsprün-
ge oder Mauergesimse - Bauelemente, die
vom Planer im Allgemeinen nicht gern
gesehen werden, aber de facto die Häufig-
keit der Instandhaltungsmaßnahmen an
den Fassaden um ein Vielfaches verringern.
Die sogenannte „Patina“ gibt Anlaß zu
einer Flut von Beschwerden jeder Art.
Häufige Instandhaltungsarbeiten mindern
erheblich die Lebensqualität der betroffe-
nen Bewohner und sind kostspielig.

Hier nun einige Überlegungen und Anre-


gungen, die aufgrund der gemachten
Beobachtungen zu einer besseren Lebens-
qualität in Wohnbauzonen, vor allem im
3 städtischen Bereich, dienen können:
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Qualitätsstandars und Instandhaltungsprobleme – Kondominium / Condominio 31

– Prinzipiell mindestens einen 6 bis 12 m2 - Benennung der inneren Verbindungswege


großen und 2 m breiten bzw. tiefen, zu in den Wohnbauzonen schafft Identität;
zwei Dritteln als Loggia und zu einem Drit- - Begrünungen von blinden Fassaden mit
tel als Balkon ausgebildeten, vernünftig Kletterpflanzen – grüne Wände statt Sicht-
orientierten Freiraum sowohl für kleine als betonmauern;
auch für große Wohneinheiten; Betagte - beschränkte Blecheindeckungen der
oder Alleinstehende, die in einer kleinen Dächer – sie verändern das Mikroklima und
Wohnung leben, brauchen einen ebenso wirbeln durch die bei Sonnenschein darü-
großen wohnungsgebundenen Freiraum ber entstehende Thermik ununterbrochen
wie eine Familie, weil sie oft mehr Zeit Staub auf;
darin verbringen; das Geländer auf der - im städtischen Bereich grundsätzlich

Foto: Ludwig Thalheimer

Gesamtlänge zu einem Drittel offen mit begrünte Dächer - günstige Auswirkungen


senkrechten Stäben bis zum Boden und zu auf das Mikroklima des Wohnviertels,
zwei Dritteln abgeblendet, also geschlossen regenwasserspeichernd, kälte- und wärme-
(zum Schutz der Privatsphäre), dazu eine isolierend für den darunterliegenden Bau;
integrierte Wanne für Blumen und Garten- Wiedergewinnung von Lebensräumen für
kräuter zum täglichen Bedarf; Flora und Fauna;
- Schrebergärten mit Gerätehäuschen, nach - Versorgungskanäle bzw. -schächte zwecks
Möglichkeit vor allem in der Nähe von Vermeidung von immer wieder erforder-
Kinderspielplätzen – Kontrollfunktion und lichen Grabungsarbeiten;
soziale Eingliederung der Betagten (es ist - auf keinen Fall Tiefgaragen unter den
immer jemand im Hofbereich, der die Grünzonen, lieber ein Parkhaus an einer
Ereignisse beobachtet); stark befahrenen Straße oder Kreuzung;
- Gartenbänke ausschließlich mit Armlehne - nach unten gerichtete Außenbeleuch-
und Tisch-Bank-Kombinationen erleichtern tungskörper, die seitlich und nach oben
den Betagten das Hochkommen und den kein Streulicht abstrahlen;
Kindern das Spielen, Malen und Werken; - in jedem Stadtviertel bzw. jeder größeren
- charakteristische Bezugspunkte schaffen Grünzone eventuell ein Tagescafè mit
z. B. durch Baumgruppen, große Brunnen der Verpflichtung zu vorgezogener Sperr-
mit niedriger Brüstung und geringem Was- stunde, in dem keine alkoholischen
2 Eingangssituation,
Prinz-Eugen-Allee serstand, damit Kinder in Sicherheit mit Getränke verabreicht werden dürfen, wo
3 2. Baulos, EWZ Bozner Au dem Wasser spielen können; die Benutzung der sanitären Einrichtungen
(Arch. Darbourne&Darke)
- grüne Laubengänge, Alleen, Baumgrup- ohne Konsumationspflicht kostenlos ge-
4 Baulos 2K, EWZ Bozner Au
(Arch. O. Zoeggeler) pen – vermitteln Geborgenheit und Ruhe; währleistet wird.
32 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Andrea Forgione

WBI – Kondominien in Meran


1972 bis heute
Meran, eine Stadt in Südtirol mit einer
großen sozialen Wohnungsnot, hat für das
WBI immer einen besonderen Stellenwert
gehabt und war Schauplatz einer Stadt-
entwicklung und -erweiterung, die das
Stadtbild und die Bewohner nachhaltig
beeinflusst hat.
Ich möchte an dieser Stelle die Entwicklung
bzw. die Zusammensetzung des WBI außer
Acht lassen, das 1972 entstanden ist und
in dessen „Erbgut“ viele Sozialwohnbauten
des INACASA, INCIS, ENTE 3 VENEZIE,
ROMITA usw. eingeflochten wurden, was
zumindest am Anfang eine klare Richtli-
nienfestlegung der Institutsbauten vor
allem im Kondominiumsbau praktisch
unmöglich machte.
Erst Mitte der siebziger Jahre sind sowohl
von institutsinternen, wie auch von exter-
nen Architekten geplante Bauwerke errich-
tet worden, die jeweils die institutseigenen
Richtlinien der Kondominiumsbauweise oder Gliederung eher eintönig und gleich-
erkennen lassen. Ich werde anhand Mera- förmig ausgefallen ist, was sich in der
ner Beispiele einige Bauwerke analysieren Zufriedenheit der Mieter ausdrückt und den
und versuchen, jene Charakteristika hervor- Erhaltungszustand erklärt. Die fünf-
zuheben, die Institutskondominien aufwei- geschossigen Wohnblöcke, die alle eher
sen und die mir wichtig erscheinen. streng und monoton angeordnet wurden,
Als typische „Meraner Entwicklung“ kann sind auf „Pilotis“ errichtet worden. Somit
eindeutig die damals wie heute umstrittene ist im EG ein großer begehbarer Freiraum
Bebauung in Sinich (D.-Chiesa-Platz und entstanden, welcher aber nie eine Nutzung
Vigil-Platz) bezeichnet werden; dabei fällt erfahren hat und zusätzlich eine nachträgli-
die Bebauung am Vigil-Platz leicht aus dem che Dämmung samt Absenkung der Dek-
hausinternen Vorstellungsrahmen heraus, kenhöhe im EG notwendig machte. Es fällt
da das WBI sich nur anteilmäßig mit einer außerdem auf, dass aufgrund der hohen
geringen Anzahl an Kondominien an der Dichte die Freiräume um die Gebäude, die
Bebauung beteiligt hatte. So ist auch zu von einer großen, teils über Schächte son-
erklären, dass die architektonische Sprache nenbelichteten, Tiefgarage für die PKW’s
erschlossen werden, eher klein ausgefallen
sind und zusätzlich noch oberirdisch über
Wege verbunden sind. Sie wurden zwar mit
Blumen und kleinen Bäumen bepflanzt,
verleihen den Kondominien aber noch kei-
nen natürlichen Eindruck. Auch die Spiel-
plätze im Brennpunkt der C-, bzw.
U-förmig angelegten Bauwerke wirken ver-
nachlässigt und reizlos. Die Geschäfts-
passagen stehen mit Ausnahme einer Bar
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 WBI - Kondominien in Meran, 1972 bis heute – Kondominium / Condominio 33
34 Kondominium / Condominio – WBI - Kondominien in Meran, 1972 bis heute Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

noch leer (und das nach 20 Jahren) und 1977-79 – 73 Wohnungen


bedurften noch vor Inbetriebnahme einer Arch. Sulligi/Postal, Ing. Raffi – WBI
Generalsanierung (Wassereinbrüche, 1981-85 – 110 Wohnungen
Schimmel, Wand-Glasaufbauten, Belich- Arch. Abram/Schnabl, Ing. Gotter – WBI
tung, usw.). 1982 – 38 Wohnungen
Allein die hölzerne Bank, auf einem künst- Ing. Micheli, Ing. Gotter – WBI
lichen Hügel errichtet, würde zum Verwei- 1994-2001 – 30+31 Wohnungen,
len einladen, aber dazu fehlt der vor der Arch. Plankensteiner, Ing. Parteli/Gotter/-
intensiven Sonnenbestrahlung schützende Arch.Forgione – WBI
und kühlende Baumbestand. Warum konn-
te sich beim St.-Vigil-Platz keine neue urba- Wenn man die ersten drei Kondominien
ne Anbindung an das Stadtgefüge entwik- des WBI analysiert, dann fallen sofort eini-
keln? Die Antwort liegt eindeutig in der ge Merkmale der damaligen Bauweise auf:
urbanistischen Erschließung des Gebietes.
Es kann nämlich nur über eine Nebenstra- - Höhe der Bauwerke (teils bis zu zehn
ße befahren werden, dem Angerweg (via Stockwerke);
Frutteto), der durch das ehemalige und - Durchgänge, Eingänge mit einer gewissen
teilweise noch vorhandene Militärgebiet Monumentalität;
(Cadornastr.) unterhalb des Maiser Friedho- - Grundrisseinteilung der Wohnungen;
fes führt. Diese Lösung wirkt zwar ver- - großzügige Verwendung von Fertigteilen;
kehrsberuhigend (Sackgasse St.-Vigil-Platz), - sehr viel Grün- und Ruhezone mit großzü-
aber leider auch lebensberuhigend und ist giger, hoher Bepflanzung;
somit zumindest als fragwürdig zu be- - sport- und kinderfreundliche Zonen;
zeichnen, vor allem wegen der unmittelba- - sehr teure und große Tiefgaragen;
ren Nähe zur belebten Romstraße, die - Versuch eines urbanen Wachstums und
direkt zum Herzen Merans führt und even- einer Eingliederung in den Sinicher Kontext.
tuell durch die Antoniussiedlungsstraße
angebunden werden könnte (auch im Besit-
ze des WBI).
Zu den Gebäuden, die vom WBI angekauft
wurden (aber ohne dessen Bauleitung er-
baut wurden), sei noch gesagt, dass sie
den hohen Standard, den Kondominien
heute bautechnisch aufweisen, nicht errei-
chen, obgleich die Wohnungen, die bis
Mitte der 80er Jahre entstanden sind, für
heutige Verhältnisse erstaunlich großzügige
Einteilungen aufweisen und von den Mie-
tern als sehr geräumig empfunden werden
(doppelte Bäder, Zweifachgaragen, große,
über die gesamte Fassade laufende Balko-
ne usw.). Nun zu einer zeitlich parallelen,
aber urbanistisch wie sozial und architekto-
nisch anders verlaufenen Situation, die
sich in Sinich an der D.-Chiesa-Straße ent- Die Wohnungsgrundrisse werden bereits
wickelt hat. Hier sei vorausgeschickt, dass etwas kleiner und rationeller und es wer-
Größe, Positionierung und Charakteristik den erste Versuche der Energieeinsparung
der einzelnen Kondominien durch eine unternommen. Die Wohnqualität ist durch
städtebauliche Planung der Architekten die sich aus der punktuellen Bebauung
vorgegeben worden sind, die auf jegliche ergebenden großen Grünbereiche recht
Bebauung Einfluss ausgeübt hat. hoch und unterscheidet sich von „städti-
Folgende Bauten sind dort von 1978 bis schen“ Kondominien durch die vielseitige
heute realisiert worden und stehen bei- Nutzung dieser Lebensräume.
spielhaft für die Kondominiumsbauten des Ein großer Versammlungsraum, eine kleine
WBI in diesen Jahren. Nahversorgungszone (Apotheke, Post,
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 35

Minimarket, Tabaktrafik usw.) und ein Kin- werden, wird erst nach Fertigstellung und
dergarten mit Spielgeräten und einer fast Benützung durch die Mieter möglich sein.
romantisch anmutenden „Pergola“ runden Anders beim Projekt von Höller/Klotzner
das Gesamtbild ab. Einzig die Größe der (1993), das mit der Realisierung von
Bauwerke lässt Fragen aufkommen, 8 Wohnungen in der Piavestr. begonnen
obgleich es sicher schwer ist, mit so gro- wurde. Dort handelt es sich um ein archi-
ßen Flächen von einer „maßstabsgerech- tektonisch schwer zu beurteilendes Kondo-
ten“ Gestaltung und Komposition zu spre- minium, da die internen WBI-Richtlinien
chen, auch wenn einige Versuche (110 vor allem bezüglich Baukosten und sinn-
Wohnungen) der architektonischen Mini- voller Belichtung bzw. Flächengestaltung
mierung unternommen wurden. kaum eingehalten wurden.
Dieses Bild wendet sich völlig in den 90er Zwar erscheint die Laubengangfläche sehr
Jahren, in denen sowohl durch bauflächen- großzügig, jedoch schlecht belichtet, da
mäßige wie auch durch höhen- und ener- eine schwere Betonwand die Sicht nach
gietechnische Einschränkungen die Kondo- außen verhindert und das Gebäude sehr
minien kompakter und wirtschaftlicher wer- Verwendung von Solarkollektoren, Gaszen- „wehrhaft“ erscheinen läßt, was sicher
den. Ein gutes Beispiel dafür ist die C- tralheizung, sehr guter Wärmedämmung nicht im Sinne des sozialen Wohnbaues ist,
förmige Bebauung im Baulos D.-Chiesa- (10 cm Kork auf 30 cm Ziegel, WBI-Standard), der ein menschenfreundliches, behagliches
Str.-Ecke Fabio Filzi von Arch. H. Planken- Fenster mit k-Wert 1,3 (jetzt 1,1), Veranden und helles Wohnen in den Vordergrund
steiner, 1992 entworfen, 1994 begonnen mit verschließbaren Wintergärten usw. stellt. Auch die große Eingangshalle über
und leider wegen eines Konkurses immer Diese zwei Kondominien bilden in ihrem zwei Geschoße, sowie die einreihige Tief-
noch in Bau, allerdings in der Endphase. Inneren einen großzügigen Hof, in dem eine garage und der überdachte, von zwei gro-
Die Fassaden sind bereits sehr farbenfroh variable Wegeführung kleine private Gärten ßen elliptischen Bögen gebildete Freiraum
und lustig, die einzelnen Stahl- und Beton- voneinander abgrenzt. Die Tiefgaragen entsprechen nicht dem Kondominiums-
elemente bekommen plastische Bedeu- sowie die Kellerräume sind fast oberirdisch standard für 8 Wohnungen, so dass das
tung und gliedern die Kondominien, die angeordnet, während sich der Innenhof auf Institut intern eine Umplanung für die
wohnungsinternen Grundrisslösungen +3,00 m befindet. Ein überdachter kleiner Errichtung seines neuen Sitzes in diesem
sind funktioneller, rationeller und mieten- Säulengang zur Straße hin erschließt einen Gebäude begonnen hat.
günstig. Der Energieeinsparung wird große Supermarkt, eine Cafeteria und eine örtli- Wenn man nun die Meraner Situation be-
Bedeutung zukommen, und zwar durch che Anlaufstelle der Sanitätseinheit. trachtet, bemerkt man zumindest im Kon-
Bemerkenswert auch die Stiegenhäuser, dominiumbau die Tendenz des WBI, die
die bis zu acht Wohnungen erschließen, alle Flächen und Volumina immer rationeller zu
wie üblich in Marmor ausgeführt, deren nutzen, um so durch gezielte Kosten – bei
Alutüren und –fenster in unterschiedlichen gleichbleibender Qualität – den gewünsch-
Farben lackiert sind und somit eine Identi- ten Standard zu erreichen. Einige Projekte,
fikation ermöglichen. Im Dachbereich sind wie z.B. die 95 Wohnungen in Meran, wer-
pro Kondominium zwei Dachterrassen den aber noch zeigen müssen, ob der Kon-
und ein großer Dachboden untergebracht. dominiumbau des WBI, welcher sich von
Insgesamt machen die bis zu vier Geschos- den „Brutalismen“ der 60er und 70er Jahre
se hohen Bauwerke einen chromatisch sehr distanziert hat und möglichst hohe Lebens-
freundlichen Eindruck. und Wohnfreude für die Mieter anstrebt,
Ein ähnliches Projekt befindet sich noch in immer noch einen positiven Ansporn für
der Planungsphase und wird ein Konglo- die Privatwirtschaft, die mit deutlich höhe-
merat von Kondominien werden, welches ren Kosten arbeitet, leisten kann.
das WBI in der Verandenstr. (Luis-Zuegg-
Str.) nahe der Torggler-Chemie nach einem Ich glaube aber persönlich, dass sehr viele
Entwurf eines Meraner Architekten realisie- Fehler jeglicher Art, die in der Vergangenheit,
ren wird. Es handelt sich um insgesamt 95 weiß Gott auch wann und warum, began-
Wohnungen, die in verschiedenen Gebäu- gen worden sind, durch ein steigendes kriti-
den von je vier bis zwölf Einheiten zusam- sches Interesse der einzelnen Bewohner und
mengefasst sind. Für heutige Verhältnisse einer neuen, positiven Bewusstseinbildung
wirkt das Bauwerk stark gegliedert (Stie- nicht mehr auftreten werden, da auf den
genhäuser, Balkone, Gänge usw.), aber Projektanten und Bauausführenden heute
eine genaue Beurteilung, ob die richtungs- eine hohe planerische, wirtschaftliche aber
weisenden Maßstäbe des WBI eingehalten vor allem „soziale“ Verantwortung lastet.
36 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

a cura di Luigi Scolari

Edilizia e architettura
Turrisbabel ha invitato tre operatori nel set- richiede un elevato standard qualitativo di
tore edile a delineare il loro modo di inten- produzione edilizia.
dere la relazione tra architettura ed edilizia. Per qualità architettonica ritengo debba
Ci siamo rivolti al sig. Elio Serra della intendersi la capacità di risolvere in modo
F.lli Serra costruzioni generali ed iniziative ottimale sia le necessità funzionali/distri-
immobiliari, all’ing. Wittig di Domus Resi- butive che quelle tecnico/costruttive in un
denz e all’arch. Stenico presidente della quadro unitario capace di interpretarle
Lega delle Cooperative, in quanto ritenia- compiutamente sotto il profilo estetico.
mo essi rappresentino tre modi di operare Domus Residenz: Was ist architektonische
possibili nell’edilizia residenziale. I primi Qualität? Eine nicht leicht zu beantworten-
due imprenditori costruiscono per terzi e de Frage! Architektonische Qualität zu
vendono senza intermediari immobiliari il erlangen, bedeutet – abgesehen von der
proprio prodotto, del quale devono garanti- hierfür erforderlichen Kreativität – vor
re qualità, funzionalità e durata, il terzo allem ein Verständnis für die örtliche Situa-
ente si pone come struttura organizzativa tion, die Beherrschung einer zeitgemäßen
ed amministrativa di un’utenza che intende Formensprache, sowie einen fachkundigen
costruire in proprio. I presupposti e gli und ehrlichen Einsatz der Materialien. Ein
scopi sono differenti, ma l’obbiettivo è weiteres Merkmal architektonischer Qua-
comunque quello di realizzare case d’abita- lität eines Projektes/Baues ist, wenn seine
zione. Ci siamo chiesti che spazio e che peso Aussagekraft über längere Zeit Bestand hat
è lasciato all’architettura ed in che modo il und auch jene überzeugen kann, die nicht
suo promotore, l’architetto rientra nel ciclo der Architektur-Elite angehören.
produttivo del patrimonio immobiliare. - Die örtliche Situation erfassen: Ich hoffe,
dass die Planungsverantwortlichen imstan-
Turrisbabel: Cosa intende per qualità archi- de sind, die Werte des gebauten Umfeldes
tettonica e qualità edilizia? / Was verstehen zu erkennen und zu respektieren, sie zu
Sie unter architektonischer Qualität und speichern und neu zu interpretieren oder
Bauqualität? ihnen sinnvolle neue hinzuzufügen.
- Zeitgemäße Formen und Materialien:
F.lli Serra costruzioni: E’ forse improprio Dies ist für mich ein wesentlicher Teil der
voler considerare questi due termini in architektonischen Qualität, da in Südtirol
modo distinto e contrapposto in quanto schon zuviel Bausubstanz eine unglückliche
essi rappresentano due aspetti di un dato und unsinnige Re-Produktion einer fehl-
che si realizza nei fatti in modo unitario. interpretierten Vergangenheit ist. Eines
2
In considerazione dell’alto valore del mer- meiner wesentlichen Anliegen ist es, die
cato abitativo provinciale, che considera la obengenannten Ziele zumindestens in
casa come bene di investimento oltre che Ansätzen zu erreichen.
d’uso (basta pensare al rapporto di merca- Was ist Bauqualität? Eine nicht so schwieri-
to tra casa in proprietà ed in affitto) e con- ge Sache: Hier genügt es, die nötige Fach-
cepito quindi per durare nel tempo, si può kenntnis, Erfahrung und Sorgfalt anzuwen-
probabilmente intendere per qualità edilizia den; die Bauqualität resultiert im wesent-
l’alta qualità dei materiali e delle tecnologie lichen aus der Einhaltung der Regeln der
utilizzate nel processo costruttivo. Naturwissenschaft und der Bautechnik (für
Ciò riguarda tutti gli aspetti del processo letztere wird in den komplexeren Bereichen
edile e coinvolge in modo particolare oltre wie der Installationstechnik immer mehr
agli elementi strutturali propri della costru- eine enge Zusammenarbeit mit kompeten-
zione soprattutto gli elementi di finitura ten Fachbüros notwendig). Schwieriger
(Impianti tecnologici, serramenti, pavimen- wird es, wenn hier an der falschen Stelle
tazioni, isolazioni e coibentazioni e finiture) gespart wird: So kann man z.B. bei öffent-
In sostanza il mercato abitativo locale lichen Bauaufträgen mit Mindestpreisverga-
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Edilizia e architettura – Kondominium / Condominio 37

1 F.lli Serra Costruzioni,


Residenz 2001
via Verdi, Merano
plastico e pianta tipo
di un alloggio
2 Hotel Mendelhof, disegno
3-4 Hotel Mendelhof,
stato di fatto e progetto
di ristrutturazione,
Arch. Valtingojer 4
38 Kondominium / Condominio – Edilizia e architettura Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

ben infolge des Ausschlusses von guten Credo che la consapevolezza di ciò sia
(und deshalb auch nicht den billigsten) Fach- diventata negli ultimi tempi in parte anche
betrieben genügende Beispiele von Pfusch patrimonio sia dei costruttori che dei pro-
am Bau als Folge von Sparwut finden. fessionisti, ma soprattutto anche degli
Hier gilt wie überall: Das billigste Angebot utenti. Nel corso della personale esperien-
ist meist nicht das wirtschaftlichste! za nel settore ho infatti avuto modo di veri-
Arch. Stenico: Se mi permette vorrei esten- ficare come negli ultimi anni sia di molto
dere la domanda alla “qualitá urbanistica” cresciuta l’attenzione agli aspetti qualitati-
che é quella che condiziona il valore in sé vo-architettonici nell’edilizia abitativa, ren-
delle singole costruzioni. Le case di abita- dendo più interessanti quei manufatti che
zione realizzate dalle cooperative edilizie presentano un alto valore architettonico.
hanno sofferto quasi sempre di una certa Domus Residenz: Das Verhältnis zwischen
angustia urbanistica, sono state cioé collo- Bautätigkeit und Architektur. Die Bauten im
cate in modo residuale all` interno dei piani öffentlichen Bereich haben in unserem
di attuazione che vengono proposti dai pro- Land durch die Architekturwettbewerbe
prietari privati dell`area. Oppure sono state eine gewisse Vorbildfunktion übernommen
collocate nei cosiddetti “fazzoletti”. Ritengo (leider nicht immer). In der privatwirtschaft-
invece che le cooperative dovrebbero poter lichen Bautätigkeit, die im allgemeinen
partecipare alla definizione del piano di etwas weniger Mut zu neuen und unkon-
attuazione assieme ai proprietari privati. ventionellen Lösungen hat, werden allmäh-
Ritengo che la qualitá edilizia, nel senso lich doch mehr Aufträge an Architekten
5
della casa “costruita bene” come ci chiedo- vergeben, welche sich im öffentlichen Be-
no i nostri soci, sia la condizione indispen- reich Anerkennung und einen guten Ruf
sabile, ma non sufficiente per raggiungere verschafft haben.
la qualitá dell`abitare cui tutti aspiriamo. Arch. Stenico: Mi sembra che vi sia un pes-
E´solo la qualitá architettonica dell`inter- simo rapporto perché la gran parte delle
vento che consente di armonizzare la strut- energie viene assorbita da fatti amministra-
tura alle funzioni che essa svolge ed alle tivi, giuridici, burocratici al punto tale da
persone che la abitano. mettere in secondo piano la consapevolez-
za e l’analisi (anche critica) delle proposte
Turrisbabel: Secondo la Sua esperienza in architettoniche.
che rapporto stanno attività edilizia ed
architettura? / Aufgrund Ihrer Erfahrung, in Turrisbabel: Quali sono le qualità di un
welchem Verhältnis stehen Bautätigkeit progetto che consentono di vendere meglio
und Architektur? un prodotto edilizio? / Welche sind die
Eigenschaften eines Projektes, die erlau-
F.lli Serra costruzioni: Credo che tale do- ben, ein Bauprodukt besser zu verkaufen?
manda esprima un problema assai rilevan-
te e precisamente: probabilmente più del F.lli Serra costruzioni: Credo di aver già par-
70% del volume che viene globalmente zialmente risposto a questa domanda e
costruito sul territorio è costituito da volu- comunque ritengo che la capacità di risol-
me a carattere residenziale o ad esso assi- vere sia le esigenze funzionali che quelle
milabile, che in considerazione di quanto costruttive in un quadro di qualità formale
precedentemente detto è destinato a segna- siano elementi progettuali fondamentali
re per lungo tempo il territorio in cui viene per la vendita di un prodotto edilizio.
realizzato, per cui la qualità architettonica Domus Residenz: Würde ich ein Rezept
ed urbanistica del nuovo costruito assume hierfür besitzen, so würde ich es der Kon-
particolare rilevanza. Ritengo assai positivo kurrenz hier nicht verraten. Eine Erfahrung,
che oggi si comprenda il valore ed il peso die wir diesbezüglich jedoch machen mus-
del carattere architettonico di quella che sten, ist, dass manche Projektmerkmale,
una volta veniva definita “semplice edili- welche wir qualitativ interessant fanden –
zia”, relegando troppo spesso l’interesse die jedoch von traditionellen Standardlö-
delle categorie professionali all’architettura sungen abwichen – von etlichen Käufern
con la “A” maiuscola, riferita soprattutto ai nicht erkannt bzw. verstanden wurden.
progetti di opere pubbliche. Käufer mit mehr Wissen über Bau- und
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Edilizia e architettura – Kondominium / Condominio 39

Wohnkultur sind hier wesentlich sicherer


und schneller in der Beurteilung und Ent-
scheidung. Um das Urteilsvermögen der
Wohnungskäufer und Auftraggeber von
morgen zu verbessern, sollte schon in den
Schulen mehr Aufmerksamkeit der Archi-
tekturgeschichte (auch der regionalen, ört-
lichen) gewidmet werden.
Arch. Stenico: Certamente il linguaggio
leggibile da parte dei suoi aspiranti utenti.
Ció non significa necessariamente la con-
formitá al gusto corrente; significa che pro-
poste anche molto innovative possono
essere apprezzate dal mercato in quanto
vengano percepite dall’utente come uno
stimolo e una evoluzione qualitativa. I soci
delle cooperative di abitazione hanno ad
esempio una forte aspettativa per proposte
progettuali interessanti che sappiano
interpretare il loro desiderio di costruirsi
“qualcosa di veramente nuovo”. 6

Turrisbabel: Esistono indagini di mercato


sul tipo di utenza e le sue aspettative,
come vengono definite e quantificate le
esigenze del futuro fruitore dell'abitazione?
/ Gibt es Marktforschungen über die Art
der Benützung und seine Erwartungen,
wie werden die Bedürfnisse des zukünfti-
gen Benützers der Wohnung bestimmt und
quantifiziert?

F.lli Serra costruzioni: Da tempo racco-


gliamo le richieste di acquisto di immobili
che ci giungono dal mercato e le organiz-
ziamo secondo una classificazione quanti-
tativo/tipologica. Negli ultimi anni il mer- 7

cato é andato via via strutturandosi pre-


valentemente in tre classi particolari e pre- migliorato le proprie condizioni di reddito,
cisamente: intende elevare qualitativamente la tipolo-
- Una fascia di richiedenti l’alloggio come gia dello spazio residenziale e quindi ricer-
prima casa e che intendono avvalersi del ca localizzazioni di pregio, soluzioni archi-
contributo provinciale per l’acquisto. tettoniche di qualità e spesso é disponibile
In tale caso si tratta di alloggi con superfi- al recupero qualitativo del patrimonio
cie netta di c.a. 110 mq., e con struttura dis- architettonico di valenza storica.
tributiva di tipo tradizionale con tre camere Domus Residenz: Marktforschungen allge-
da letto, cucina, soggiorno e servizi. meiner Art gibt es genügend; sie sind je-
- Una fascia crescente di richiedenti doch nicht den örtlichen, spezifischen Ge-
“Single” che ricercano un alloggio indivi- gebenheiten angepasst; wir sammeln hier
duale con schema tipologico più libero die Erfahrungen Schritt für Schritt. Eine
5 Domus Residenz,
costituito da un ampio locale soggiorno gute Ergänzung zur ”Marktforschung“ ist
Arcum, Ferienwohnungen
an Karerpass con angolo cottura, una camera da letto e – wegen der Verschiedenheit eines jeden
Arch. W. Pardeller, J. Putzer servizi e possibilmente dotato di ampia Projektes – die Überprüfung eines laufen-
6-7 Domus Residenz,
terrazza, loggia e/o giardino. den Projektes aus der Sichtweise des
Villa Ortenstein, Meran
Arch. W. Piller - Una fascia di mercato inoltre che, avendo Kunden, wo bei genügender Aufmerksam-
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Edilizia e architettura – Kondominium / Condominio 41

keit kritische Punkte für den Verkauf ausfin- ditoriale sia cresciuta la sensibilità verso le
dig gemacht und entsprechend nachkorri- qualità architettoniche della progettazione
giert werden können. Ein wesentliches nella ricerca di un rapporto che riconosce
Bedürfnis der Käufer, der Wunsch nach alla progettazione architettonica la capacità
großzügigen Wohnflächen, wird von uns di conferire al prodotto edilizio un maggior
völlig ungewollt limitiert: livello di qualità e conseguentemente di
- Die von Angebot und Nachfrage regulier- appetibilità sul mercato immobiliare.
ten Grundpreise (so teuer wie rar) und die Domus Residenz: Nachfrage und Interesse
möglichen maximalen Verkaufspreise füh- an architektonischer Qualität lassen sich
ren unvermeidlich dazu, dass die Räume leichter wecken, wenn Bauvorhaben die
der Wohnungen meist so klein wie gerade Rohbauphase überschritten haben; so kön-
noch verträglich ausfallen. nen beim Begehen und realen Erleben der
Arch. Stenico: Esiste un paziente lavoro di Wohnungen architektonische Qualitäten
ascolto dei soci delle cooperative di abita- dem Kunden klar vermittelt werden, was
zione da parte della nostra associazione, allein mit Plänen, Modellen oder 3D-Zeich-
la Legacoop. Inoltre la partecipazione dei nungen wesentlich schwieriger ist.
soci é prevista in tutte le fasi del processo Arch. Stenico: E’ compito dell’architetto
edilizio (dalle decisioni urbanistiche fino ai quello di dare ai soci gli strumenti di lettu-
fatti tecnico-costruttivi). Quale miglior ra della propria proposta architettonica; in
modo di analizzare le esigenze dellùtente? cooperativa anche la progettazione puó e
deve diventare un fatto democratico e di
Turrisbabel: È richiesto, o c’è corrisponden- partecipazione.
za verso un prodotto architettonicamente
connotato? / Gibt es ein Verlangen nach Turrisbabel: Industrializzazione edilizia e
Produkten mit architektonischer Qualität? serialità contrapposte a variabilità della
pianta e movimetazione dei volumi. In che
F.lli Serra costruzioni: A differenza degli modo l’applicazione di sistemi industrializ-
anni ’70 ed ’80, dove il modello architetto- zati in edilizia può risultare interessante?
nico più richiesto era quello cosiddetto / Bauindustrialisierung und Serienproduk-
“tirolese” (Rivestimenti in legno sulle fac- tion stehen im Gegensatz zu der Variabili-
ciate, tetti a falde molto inclinate e con tät im Grundriss und der Bewegung von
grossa sporgenza, balconi con ringhiere Volumen. Inwiefern kann die Applikation
massicce in legno ecc.) ed una fase dalla von Systemen der Bauindustrie interessan-
metà degli anni ’80 a parte degli anni ’90 te Aspekte ergeben?
dove è stato praticato, anche dai professio-
nisti, un discutibile mix stilistico con ele- F.lli Serra costruzioni: Ritengo che l’indu-
menti che vanno dal postmoderno a cita- strializzazione della produzione edilizia
zioni di svariata provenienza (torrette, logge nella nostra provincia non ha avuto in pas-
colonnate, timpani ecc.), la clientela si è sato e difficilmente avrà in futuro applica-
sensibilizzata e si è orientata o al recupero zioni consistenti a causa delle caratteristi-
immobiliare del patrimonio di reale valenza che del mercato abitativo che ho esposto
storica, rispettandone le caratteristiche ai punti precedenti. Parziali elementi di pre-
tipologiche originarie, o nel caso di nuove fabbricazione vengono semmai utilizzati
realizzazioni si mostra in parte più sensibile negli scantinati e nei piani interrati destina-
ad un linguaggio architettonico moderno, ti ad autorimessa.
scevro da eccessi decorativi e di valenza Domus Residenz: Zum Glück bedingen
compositiva sotto il profilo architettonico. die wirtschaftlichen Vorraussetzungen in
Rispetto al passato c’è più sensibilità sia da Südtirol, dass serielle Fertigteilbauten im
parte dell’utenza finale che da parte della Wohnbau nur einen kleinen Marktanteil
A sinistra Cooperative Edilizie committenza immobiliare verso prodotti einnehmen, und dass vorwiegend indivi-
In alto: Chiara/Abitcoop,
che esprimono contenuti architettonici duelle Architektur verlangt wird. Im Ausbau
(Arch. R. Palazzi)
Al centro verso sinistra: moderni e sicuramente connotati, viene ist es jedoch wichtig, auf Produkte der
Coop. Euriopa 92 riconosciuto al prodotto edilizio il valore Serienproduktion zurückzugreifen, da an-
(Arch. P. De Martin)
Sotto: Coop. Alioscia
aggiunto della qualità architettonica. Riten- sonsten unvorsehbare und unnötige Mehr-
(Arch. A. Biotti e R. Palazzi) go che anche dal punto di vista impren- kosten entstehen.
42 Kondominium / Condominio – Edilizia e architettura Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Arch. Stenico: La sempre maggiore diversi- Turrisbabel: Come avviene la scelta del
ficazione degli stili di vita e delle forme progettista? / Wie ergibt sich die Wahl der
familiari, richiede alla edilizia abitativa il Projektanten?
massimo della flessibilitá e della adattabili-
tá alla domanda reale del mercato. F.lli Serra costruzioni: Se nei tempi iniziali
Mi convince lo sforzo di industrializzazione dell’attività la scelta veniva effettuata tra
del prodotto casa, a condizione che non i professionisti che a diverso titolo erano
riduca la possibilitá per i singoli di fare già affermati nel mercato professionale
scelte adatte alle proprie esigenze. consolidato, nel corso degli ultimi anni
In buona sostanza c’è bisogno di alloggi abbiamo cercato di scegliere i professioni-
individualizzati e che possano cambiare sti da incariare sulla base di un riscontro
frequentemente nel corso della loro “vita”. professionale riferito principalmente ai
seguenti aspetti:
Turrisbabel: Sulla base di quali esperienze e - Conoscenza e capacità di gestire concre-
indagini è riuscito a definire un catalogo tamente gli aspetti di carattere urbanistico-
compositivo, di tipologie distributive e fini- normativo e di gestione dell’iter procedura-
ture che sia di riferimento per il progettista? le con la pubblica amministrazione conna-
/ Aufgrund von welchen Erfahrungen und turati alle iniziative di costruzione.
Forschungen ist es Ihnen gelungen einen Tra le altre la capacità di dialogare attiva-
Katalog der Verteilungstypologien und Fer- mente con l’ente pubblico per recuperare
tigstellungen, der als Anhaltspunkt für Pro- quella certezza del diritto che pur nell’ambi-
jektanten dient, zu entwickeln? to delle leggi vigenti, permette di evitare
lunghi e costosi processi di contenzioso e
F.lli Serra costruzioni: Per tale domanda val- di risolvere in modo costruttivo la realizza-
gono in parte le considerazioni della prece- zione di un manufatto che presenti quelle
dente. Va inoltre considerato che ogni pro- qualità che spesso nella separatezza dei
getto costituisce un prodotto singolare al procedimenti concessori vengono sacrifica-
quale i vari schemi tipologico/distributivi e te all'interpretazione meccanicistica e lette-
funzionali devono adattarsi. Il medesimo rale delle normative.
discorso vale per le tipologie delle finiture. - Capacità di coniugare le esigenze di fun-
Domus Residenz: Bei Ausführungsdetails zionalità, di semplicità tecnico-costruttiva e
haben wir durch die langjährige Tätigkeit di economicità con un linguaggio estetico-
nicht gerade einen Katalog, jedoch eine formale originale e soprattutto differente
gute Nase für deren Bewertung entwickelt, progetto da progetto in relazione alle speci-
was für die Detaildefinitionen mit den fiche caratteristiche del luogo, nella consa-
Planern von Vorteil ist. Für Grundrisstypen pevolezza che la ripetizione meccanica del-
gibt es schon Architekturkataloge genug; l’assemblaggio dei volumi, la ripetitività
die besseren Architekten haben diese delle facciate e dei particolari costituiscono
abrufbereit im Kopf. di per sé quell’effetto di periferia urbana che
Arch. Stenico: La lega delle cooperative spesso si accompagna all’edilizia abitativa.
di Bolzano promuove costruzioni di alloggi Domus Residenz: Bei größeren Bauobjek-
in cooperativa da circa trent’anni, senza ten wählen wir die Projektanten über einen
contare la piú antica esperienza nazionale. beschränkten Planungswettbewerb aus.
Inoltre nella Legacoop operano anche Bei kleineren Bauvorhaben ist es zweckmä-
imprese di costruzione, organizzate in for- ßig, einen Planer zu beauftragen, welcher
ma cooperativa, con le quali si realizza un schon mit den örtlichen Verhältnissen ver-
continuo scambio di esperienze sulla base traut ist, dessen Einstellung zur Architektur
di una piena fiducia reciproca. Lo stesso der unseren entspricht, und welcher die
dicasi per i progettisti che partecipano Fähigkeit und den Willen zur Diskussion
assieme a noi nello sforzo di garantire ai bzw. zur Auseinandersetzung über Lösungs-
nostri soci i miglior risultato possibile. möglichkeiten mit uns hat.
Insomma, il “consumatore” è organizzato Arch. Stenico: Noi contattiamo i progettisti
e diventa esso stesso “produttore”. giá nella fase di individuazione delle aree
Conosciamo molto bene le esigenze di chi per nell’ambito dei piani urbanistici, chie-
si fa la “prima casa”. dendo loro di farsi carico assieme a noi ed
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Edilizia e architettura – Kondominium / Condominio 43

ai nostri soci di tutta una lunga e comples- Bisogna purtroppo sottolineare come inve- consapevolezza dell’imprenditore edile nel
sa fase preventiva alla assegnazione del ce sotto il profilo legislativo il quadro nor- modificare in modo duraturo il territorio
terreno. I progettisti non possono far conto mativo originario si sia progressivamente siano molto cresciute negli ultimi tempi.
fin dall`inizio su un incarico professionale, deteriorato in modo da rendere l’insieme Parimenti plaudo alla Vostra iniziativa, rite-
ma partecipano, rischiano ed investono della normativa spesso contraddittoria, nendo che essa possa essere di stimolo
professionalmernte insieme a noi per rag- rendendo ogni intervento sostanzialmente anche alla categoria professionale degli
giungere, solo nella fase finale, il momento dipendente da specifiche interpretazioni e architetti affinché si rivolga anche al pro-
progettuale. I diversi progettisti che colla- sul piano dei rapporti con l’amministrazio- dotto dell’edilizia abitativa con l’attenzione
borano con noi, si conquistano la fidicia dei ne pubblica gli stessi siano ancora impron- propria del “fare architettura”.
soci, i quali hanno comunque l’ultima paro- tati ad un clima di carattere inquisitorio. Domus Residenz: Viel sinnlose Bausubs-
la in capitolo per l’affidamento dell’incari- Ritengo quindi che oltre ad essere neces- tanz am Wohnungsmarkt in unserem Lande
co. Accettiamo volentieri proposte di colla- sari i vincoli urbanistici e le relative norme berechtigt die Frage: Wieweit haben die
borazione, alle condizioni sopraesposte, da debbano essere chiare e trasparenti e che zuständigen Bauträger ein Verantwortungs-
parte di chi volesse candidarsi. le procedure amministrative debbano esse- bewusstsein für die Auswirkungen ihres
re profondamente innovate e snellite. Handelns? Dies hängt wohl von der Sensi-
Turrisbabel: I vincoli urbanistici ed i regola- Domus Residenz: Mit großer Unsicherheit bilität und dem Weitblick, doch auch von
menti edilizi: in che modo la produzione und großem Unbehagen, da die Lücken in ganz persönlichen Zielsetzungen der ein-
edilizia risponde a questi paletti normativi? der Gesetzgebung uns den jeweiligen ad zelnen hier tätigen Personen ab.
/ Die urbanistischen Verpflichtungen und hoc getroffenen Entscheidungen der zu- Mir ist die Möglichkeit der Mitgestaltung
die Baubestimmungen: Inwiefern antwor- ständigen Behörden aussetzen. Die beste- und die dazugehörende Mitverantwor-
tet die Bauindustrie auf diese gesetzlichen henden Unsicherheiten in der Auslegung tung nach außen bewusst; sie ist mir im
Fixpunkte? etlicher wichtiger Baubestimmungen müs- Zusammenhang mit den zuvor erklärten
sen jedenfalls – auch durch schriftliche Gut- Anliegen ein wesentlicher Antrieb in
F.lli Serra costruzioni: Una corretta pianifi- achten von seiten der Behörden – verrin- meiner Arbeit und auch ein wesentlicher
cazione urbanistica ed un reale grado di gert werden. Hier wäre es wünschenswert, Teil meiner Freude daran.
certezza normativa sono, unitamente alla in der Gesetzesvorbereitung durch engere Arch. Stenico: Nel caso dell’edilizia coo-
trasparenza delle procedure, elementi fon- Zusammenarbeit zwischen den Kammern perativa, incidiamo meno di quello che vor-
damentali per un efficente gestione degli der Architekten / Ingenieure und der Bauin- remmo sulla qualitá del territorio.
interventi edilizi sul territorio. dustrie sinnvolle und praxisbezogene Vor- Come dicevo siamo ancora privi del diritto
È ormai cosa superata da tempo e nei fatti schläge der Politik / Verwaltung vorzulegen. di proporre piani di attuazione ed otte-
la realtà di un’imprenditoria edilizia che Arch. Stenico: A mio avviso c’è un eccesso niamo terreni solo lá dove decidono Enti
cerca in ogni modo di edificare nel disprez- di normativa che soffoca la vitalitá e la Pubblici e privati.
zo delle norme, inseguendo il puro profitto creativitá della architettura, soprattutto Incidiamo di certo sulla qualitá sociale del
speculativo in barba ai regolamenti ed alle quella delle case di abitazione. Del resto la territorio laddove noi rappresentiamo
normative urbanistico/edilizie. storia ci insegna che i molti vincoli non l’unica forma partecipata di accesso alla
La scarsità dell’offerta di terreni edificabili hanno neppure impedito le speculazioni. casa (a differenza del classico condominio
ed il loro conseguente elevato prezzo, Un grande soggetto immobiliare “non pro- o della casa Ipes) e quindi realizziamo un
fanno sì che l’attenzione dell’imprenditore fit” come siamo noi avrebbe l’aspirazione a rapporto meno anonimo, piú vivo e piú
sia rivolta soprattutto alla congruità urbani- trovare nell’Ente Pubblico un partner che fertile tra le persone ed i “mattoni” che
stica dell'intervento da cui strettamente faciliti le sue realizzazioni sociali, nel rispet- fanno le case. Anche per questo motivo, di
deriva la commerciabilità degli immobili, to intelligente delle regole. Si migliorereb- responsabilitá per l’immagine dei quartieri
alla celerità delle operazioni concessorie ed be certamente il prodotto edilizio. ce ne piacerebbe avere di piú!
alla possibilità di interloquire con le struttu-
re amministrative pubbliche che a diverso Turrisbabel: In conclusione come perce-
titolo intervengono nei processi concessori pisce la responsabilità di modificare con il
ed autorizzativi inerenti alla realizzazione Suo operato l'immagine del territorio? /
delle diverse iniziative edilizie. In sostanza Schließlich, wie empfinden Sie Ihre Verant-
ritengo che l’imprenditoria edilizia consoli- wortung, die Landschaft mit ihrer Arbeit
data sul territorio provinciale abbia oggi un zu verändern?
maggior interesse ad una corretta pianifica-
zione urbanistica e soprattutto ad un rap- F.lli Serra costruzioni: A conclusione di
porto costruttivo di dialogo con la pubblica questa breve intervista, riprendendo
amministrazione alla quale spettano da un quanto ho precedentemente anche se evi-
lato sia gli aspetti di pianificazione che dentemente in modo sommario espresso,
quelli di controllo del processo edilizio. sono convinto che la responsabilità e la
44 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Aberto Vignolo

Milanovendecase.
Forme, stili e riti
del condominio milanese
Lungo i tracciati delle rue corridor che si che hanno sedimentato ritualità e definito
dipanano dal nucleo della città medievale, convenzioni di vita metropolitana. È il
definiscono la trama del piano Beruto e si luogo dove l’industre borghesia lombarda
estendono nel territorio della piana lombar- ammira compiaciuta se stessa, riflessa
da fino a sconfinare verso i sentieri e la nelle lucide specchiature marmoree degli
polvere, Milano conserva a tutt’oggi i ca- androni o deformata, come in un dipinto
ratteri durevoli della tradizione urbanistica fiammingo quattrocentesco, nelle conves-
ottocentesca. È su questa matrice che si sità degli ottoni dall’incerto bagliore.
innesta e attecchisce con vigore la tipologia E ancora, il condominio è per antonomasia
della casa d’abitazione plurifamiliare, il teatro d’azione di una figura tanto carat-
ovvero dell’edificio multipiano a blocco. teristica e tipica da diventare per certi versi
Tipo edilizio eminentemente borghese, la leggendaria. Angelo custode del decoro e
casa d’abitazione o “condominio”, termine del buon nome degli inquilini, oltre che
sbrigativo e ambiguo quanto efficace, con- regina dello sguardo attento e del passapa-
nota molta parte della città più densamente rola confidenziale, la portinaia illumina,
costruita, in quanto soluzione idonea al custodisce, veglia e protegge gli inquilini
mercato immobiliare ai fini dell’intensificar- tutti, aleggiando tra le tendine in pizzo di
si dello sfruttamento dei suoli e dell’incre- Cantù apposte sull’uscio e l’indelebile
mento della densità edilizia. odore di broccolo proveniente dal retro
Di fatto il condominio tende a fagocitare, della guardiola dell’ingresso. Essa vigila
1
riassumendoli in sé, i caratteri degli altri attenta sul via vai dei fattorini e dei garzoni
tipi edilizi codificati nella tradizione costrut- del lattaio, del salumaio o del prestinaio, e
tiva. Alla villa o al villino e alla casa signo- addomestica col suo saluto cordiale l’ano-
rile da una parte, e alla casa a schiera o a dina freddezza citofonica.
ballatoio dall’altra, si contrappone la forza Lasciando questo sguardo dall’interno per
unificante dell’edificio a blocco. Gli elemen- tornare a percorrere la città con l’occhio
ti distintivi si concentrano sulle dimensioni verso l’alto, lungo le strade e i viali, risalta
dei locali, sul numero dei vani e sul tipo come un fondale scenico uniforme il
delle finiture, rinnovando distinzioni di ran- “basso continuo” della residenza, trama e
go o di prestigio che si assommano alle ordito disponibile ad accogliere ed esaltare
interne gerarchie sociali e, in parte, funzio- i molteplici destini delle umane vicende.
nali. A una differenziazione topologica che Tra primi attori e comparse, lo spettacolo
pure sussiste, con zone della città tradizio- della città vede in scena le case, le cose e
nalmente di maggior pregio, si affianca le genti, tutte ugualmente concorrenti nel
infatti una stratificazione altimetrica che fa determinare la vitalità multiforme di un
convivere negozi e botteghe su strada, epoca, quella attuale, che in attesa di
studi e uffici professionali ai primi livelli, lasciare una memoria durevole di sé, con-
abitazioni nel corpo centrale e residenze di templa con pacata nostalgia gli esempi
lusso nei piani attici, dove la luce e lo delle epoche trascorse, sovrapposti in un
sguardo aperto divengono plusvalore fon- quadro sinottico di segni e stili.
diario nella “città che sale”. Già a partire dagli anni Venti e Trenta infatti,
Ma la quintessenza del condominio è in- l’immagine della città si viene a determi-
vero fatta, oltre che di caratteri distributivi nare attraverso la giustapposizione di lin-
e morfologici, di modi d’uso e di tradizioni guaggi che, posta la sostanziale uniformità
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Milanovendecase. Forme, stili e riti del condominio milanese – Kondominium / Condominio 45

del tipo edilizio dominante, porta la ricerca lico tra il linguaggio dell’antico e l’incipien-
architettonica a concentrarsi sul piano della te moderno, che nell’edificio di via Morozzo
facciata. Il condominio viene ammantato della Rocca (1940) svela un gusto minimali-
con poche varianti con le vesti classicheg- sta ante-litteram: le levigate aperture sono
gianti e vagamente oniriche del Novecento disposte con assoluta regolarità, e il rivesti-
o con i reticoli diafani e le astratte geome- mento metallico del basamento di facciata
trie del razionalismo. (una lega di metallo cromato) introduce
Architetti come Muzio, Portaluppi, De Finet- caratteri di solidità e di chiusura, sottolinea
ti e Lancia, attraverso le raffinate interpre- la diversità funzionale del piano terra del-
tazioni della casa d’abitazione – la casa l’edificio e ne fa un prezioso forziere.
dell’uomo, come Ponti aveva intitolato nel Il clima culturale di questo periodo, per
1928 la rivista Domus – sanciscono la molti aspetti complesso e contraddittorio, è
dimensione rappresentativa dell’ordine bene descritto da Carlo Emilio Gadda, che
borghese della città. Al tempo stesso, i pro- nei disegni milanesi de L’Adalgisa impieto-
tagonisti del razionalismo eroico – i sodalizi samente tratteggia la maniera edificatoria
creativi dei Figini e Pollini, Asnago e Ven- del momento: è “il funzionale novecento,
der, Terragni e Lingeri, Banfi Belgiojoso con le sue funzionalissime scale a rompi-
Peressutti Rogers – arricchiscono la città di
quel nuovo linguaggio ancora ritenuto uni-
versale e salvifico, prima di essere ricon-
dotto a segno di eleganza colta di una élite.
Ma la contrapposizione tra i due fronti,
quello del Novecento e quello del razionali-
smo, non è in realtà netta e univoca. Molte
figure appaiono per molti aspetti di confi-
ne. Basti pensare ad esempio ancora a
Ponti che, tra un fregio e un marcapiano,
un decoro per vasi e un elemento d’arredo,
nel 1935 si cimenta nell’exploit modernista
del primo Montecatini, palazzo per uffici
dalle superfici terse e levigate in marmo
2 4
verde, dai serramenti d’alluminio a filo fac-
ciata e dalla composizione volumetrica a gamba, di marmo rosa: e occhi di bue da
corte aperta che infrange la continuità non dire, veri oblò del càssero, per la stire-
dell’asse stradale, così ben ossequiata, ria e la cucina; col tinello detto office […]
giusto dirimpetto, dall’edificio simbolo del Con le vetrate a ghigliottina uno e sessanta
Novecento, la Ca’ Brütta di Muzio. larghe nel telaio dei cementi, da chiamar
Altro esempio significativo è la figura di dentro la montagna ed il lago, ossia nella
Piero Portaluppi, architetto classicista in bi- hall, alla quale inoltre conferiscono una
temperatura deliziosa: da ova sode. Ma
basti, con l’elenco delle escogitazioni fun-
Foto: Paolo Rosselli

zionali”.
È nel dopoguerra che il funzionalismo, as-
surto a pallida copertura dei bisogni del
mercato immobiliare, trova pieno compi-
mento. La matrice ottocentesca del condo-
minio, aggiornata ma fedele, diviene docile
supporto per le diverse interpretazioni del-
1 Piero Portaluppi,
edificio in via
l’edificio residenziale.
Morozzo della Rocca (1940) La questione dell’identità per la nuova abi-
2-3 Angelo Mangiarotti,
tazione implica in quegli anni una ricerca
Bruno Morassutti, casa
in via Quadronno (1959-60). progettuale che, se da una parte è forte-
Prospetto sul giardino con mente ancorata alle tracce della tradizione,
il sistema delle pannellature.
4 Casa Caccia Domini,
dall’altra non esita a confrontarsi con le
Piazza S. Ambrogio 3 innovazioni tecnologiche apportate da una
46 Kondominium / Condominio – Milanovendecase. Forme, stili e riti del condominio milanese

sempre più ampia offerta produttiva. Rico-


struzione e memoria, sviluppo e tecnolo-
gia: entro questi termini si individuano una
pluralità di risposte, di letture e di proposte
progettuali, tutte egualmente concorrenti
nel determinare il valore di un’architettura
moderna o contemporanea che, confron-
tandosi con i parametri ambientali propri di
ogni luogo, si lega alla cultura architettoni-
ca che vi ha operato in precedenza
La specializzazione funzionale sempre più
accentuata del condominio residenziale
porta alla diffusione del suo gemello analo-
go, l’edificio per il terziario. Una rinnovata
distinzione sul piano della facciata vede da
una parte il curtain wall e l’espressione
della razionalità tecnologica per gli edifici
adibiti ad uffici, di contro ai materiali di
5
rivestimento che si confrontano con la città
consolidata per le residenze. Ma non man- principio di variabilità per piani sovrappo-
Foto: Gabriele Basilico

cano le eccezioni, come il condominio di sti, e libera la composizione dalla schemati-


Angelo Mangiarotti e Bruno Morassutti in ca serialità degli appartamenti impilati e
via Quadronno (1959-60), che raccoglie nei specchiati attorno ai corpi scala.
profili metallici delle logge affacciate sul Le piastrelle di litoceramica diventano quin-
verde l’aspirazione a una moderna esattez- di effigie di signorilità condominiale e se-
za e positività. gno distintivo della funzione residenziale.
Un tratto caratteristico di questi anni è il In tale ruolo appaiono anche nell’edificio di
rivestimento in klinker, di cui è campione via Velasca di Asnago e Vender, porzione
Luigi Caccia Dominioni. L’edificio di piazza di un intero isolato che è stato quasi intera-
Carbonari (1960-1961), lucidamente fiero mente modellato dai medesimi architetti
dei bagliori riflessi dalle piastrelle color lungo un arco temporale che corre dal 1939
6
créme caramel, sorprende per l’arditezza al 1953.
dell’impaginazione sfrontatamente random All’ombra della medievaleggiante torre dei
delle finestrature, disposte in nome dell’uso BBPR, possente segno della reinvenzione
razionale dello spazio e dello sfruttamento delle “preesistenze ambientali”, si contrap-
sul filo di lama del regolamento edilizio. pongono le ragioni della forma urbana e le
In piazza Carbonari come anche in via necessità tipologiche moderne, in un’area
Nievo (1955), il controllato arbitrio della assolutamente centrale dove i tracciati viari
configurazione delle aperture introduce un rispecchiano ancora la matrice medievale.
La composizione di facciata dell’edificio è
tutta giocata sul filo dei lievi arretramenti
e della levigatezza dei materiali, rappresen-
tativi della duplice destinazione d’uso:
rivestimento in granito rosa di Baveno e
serramenti in alluminio anodizzato a filo
esterno fino al quarto piano (uffici), klinker
e serramenti in legno con profilature metal-
liche per i piani superiori (residenza).

5 Luigi Caccia Domini,


In via Faruffini (1954) il rivestimento cerami-
edificio in Piazza Carbonari co si frantuma in piccole tessere che com-
6 Asnago e Vender (1954)
pongono una superficie uniforme, una bian-
casa d’abitazione, via Faruffini
7 Giulio Minoletti, casa del Cedro ca tela sulla quale Asnago e Vender traccia-
via Fatebenefratelli (1952-57). no delicate asimmetrie e astratte trame.
8-9 Gruppo Albori, condominio
in via Altaguardia (1999), sezione
Nelle aree più centrali della città, la tangibi-
d’ingresso e del corpo scala. 7 le presenza degli elementi monumentali e
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000

Foto: Gianni Berengo Gardin


le esigenze rappresentative della commit-
tenza determinano il ricorso a rivestimenti
più pregiati, come esempio il marmo di
Candoglia nella “Casa del Cedro” in via
Fatebenefratelli (Giulio Minoletti, 1952-57).
Di questo caso va pure notata l’esemplare
logica di adeguamento alle circostanze:
l’edificio è scomposto in due fabbricati
indipendenti e arretrati dal fronte stradale,
a salvaguardia di un’antica pianta di cedro,
le cui fronde riversano una variegata
ombra sui prospetti marmorei.
I numerosi esempi di questa stagione rap-
presentano l’alfa e l’omega dell’impegno
della cultura architettonica milanese,
coerentemente protesa alla ricerca di un
proprio stile. Il condominio offre infinite
possibilità di sperimentazione per l’architet-
8
tura degli interni, e accoglie fra le proprie
mura i nuovi oggetti d’uso quotidiano Dopo la stagione degli anni Ottanta, che
innalzati al rango di forme simboliche dal poco ha lasciato quale traccia architettonica
nascente fenomeno di massa del design. oltre ai tendoni dei palastilisti, in anni più
Gli appartamenti si popolano delle lampa- recenti qualche elemento di novità ripropo-
de dei fratelli Castiglioni e dei televisori ne attenzioni delicate, di molto sforzo ma
Brionvega, tra un imbottito di Zanuso e una di nessuno sfarzo. Il condominio di via
seduta virtuosamente sagomata da Albini, Altaguardia del gruppo Albori (1999) com-
di macchine per cucire Necchi per la casa- pleta un isolato urbano senza cancellare le
linga evoluta, dei primi arredi in resine pla- tracce di una grande Paulownia, e recupe-
stiche e di catini in moplén. Di compassi rando una lieve inflessione dell’antico trac-
d’oro e di cucchiai d’argento. ciato agricolo. Attraverso le logge che rie-
Ma il consumato pragmatismo può talvolta vocano la memoria delle case di ringhiera,
sfociare nella tacita accondiscendenza ai l’edificio condominiale ammicca alla casa
fabbisogni del mercato e alle richieste ste- popolare, ricuce le tracce di presenze con-
reotipate della committenza. Il condominio solidate nella città, e recupera modi opera-
prêt-à-porter segna in tal modo i prodromi tivi sapientemente artigianali.
dello stilismo milanese. È partendo da attenzioni come queste che
L’ottimismo fiducioso degli anni Sessanta Milano, città mercuriale dei traffici frenetici
volge al termine, lasciando il campo alla e degli scambi, può aspirare a lasciare
crescita quantitativa delle residenze coatte nuove tracce sensibili e non effimere.
di periferia. Come exitus dell’edificio con-
dominiale si può assumere a simbolo la
funerea “stecca” progettata da Aldo Rossi
nel quartiere Gallaratese (1973). L’ossessiva
icasticità di questo esempio – che risulta
difficile definire casa, finanche edificio,
forse lo si può appellare solo attraverso la
funzione, ovvero residenza – , frutto della
fissazione su carta, prima, e in materiale da
costruzione poi delle ossessioni del suo
autore, riduce l’architettura della città a
scarno segno mnemonico, e riconsegna la
periferia milanese, vista attraverso le serra-
tissime ombre dei sui portici, al ludibrio di
cineasti d’avanguardia o di sociologi della
domenica. 9
48 Kondominium / Condominio Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Claudio De Luca

Pietro Derossi:
condomini recenti a Torino
Tre interventi recenti a Torino di Pietro Un intero lotto edilizio di proprietà di una
Derossi. Tre situazioni diverse per tre aree compagnia assicurativa. Tre edifici in linea
urbane differenti. La periferia di Corso ed una torre. Un tema difficile da gover-
Francia, il centro storico di via Cappel nare, in precario equilibrio tra rendite cata-
Verde e la collina di via Figlie dei Militari. stali, benefici fondiari, realizzi immobiliari
Raffigurazioni diverse di procedure che e il bisogno di un'architettura di qualità da
traducono l’abitare in una casa, in un con- ricercare in una dimensione periferica e
dominio. Tre occasioni per raccontare una frammentaria da valorizzare, lontana dal-
città, un territorio, una metropoli multi- l'oggetto da contemplare, dall’edificio da
etnica lontana dall’immagine stereotipata riprodurre in altri luoghi. Tema della ricerca
della Torino barocca, nobile, e capitale di non è la sostituzione di una periferia nega-
stato e di automobili. ta, sbagliata e disordinata ma è piuttosto
1
Itinerrare nell’architettura della Torino con- la riproposizione attenta di una dimensione
temporanea attraverso Derossi, gli insegna- un po’ “casuale” di un contesto eterogeneo
menti preziosi di Mollino, le luminarie di da indagare e capire, mai da cancellare,
artisti per una Torino notturna. Vagare alla sempre da raccontare.
ricerca di un’architettura narrativa, voluta- Vagamente evocative di un mondo figurati-
mente senza avanguardia, capace di misu- vo del primo novecento italiano, queste
rarsi con le nuove identità post-industriali. case hanno la forza ed insieme il limite di
Corso Francia è un grande viale che da apparire come una sorta di ristrutturazione,
Torino guarda ad ovest. Uscendo dalla un intervento postumo sul già costruito.
città, alte densità abitative si diluiscono in Sembrano, nel loro essere sovrapposte per
un paesaggio urbano fatto di stratificazioni piani e scomposte per strati verticali, la
saltuarie e scarnificazioni profonde. decantazione lenta di un tempo passato
Abitazioni e capannoni industriali si alter- fatto di continue modifiche e alterazioni
nano in un continuo modificarsi di stili e restituite alla scena urbana nella precarietà
dimensioni. Là dove il paesaggio si fa più del tempo scaduto. Sono architetture che
rarefatto, troviamo il primo dei tre inter- non propongono soluzioni perentorie, non
venti di Derossi. si elevano a modello, ma nel loro generarsi

2
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Pietro Derossi: condomini recenti a Torino – Kondominium / Condominio 49

ripercorrono i processi che hanno costruito


l’intorno e dell’intorno si nutrono inda-
gando le forme contestuali del mimetico e
del concettuale. Case che rimandano ad
altre case e di queste ne prendono i fili, gli
orientamenti, posandosi sul terreno lungo
i bordi della strada e disegnando all’interno
un giardino privato cintato da portici che
portano le logge dei piani superiori. Case
che si trasformano nel loro toccare terra,
nell’affacciarsi sulla strada, nel rapportarsi
con l’interno, nel salire verso il tetto.
Se la distribuzione è quella classica della
scala che serve due appartamenti, diversi
sono poi i tagli e la distribuzione degli
alloggi ai singoli piani.
Alla torre, scomposta secondo lo schema
tradizionale nelle figure dello zoccolo, del
fusto, e del coronamento dissolto nell’allu-
sione del non finito, temi già affrontati
3 4
nella torre di Berlino dell’IBA, si aggiungo-
no i temi della struttura che si libera dal ba- Una ricerca particolarmente evidente nella
samento e della decorazione restituita da casa sulla collina. Un piccolo condominio
un profilo metallico che contorna il fusto contrassegnato da un’ipotesi di lavoro che
disegnando una possibile “altra” facciata. potremmo definire “almeno il doppio”.
Un’imprevista variazione al piano regolato- Una casa con una facciata dal ritmo serrato
re sottrae l’edificio alla nuova strada che su strada di ricordo viennese, le bucature
avrebbe dovuto scomporre il lotto e proiet- strette, la rottura in più punti, la presenza
ta la torre in una dimensione un po’ irreale dell’intonaco, della pietra, della zoccolatura,
tutta rivolta all’interno quasi come si trat- del marmo delle logge e dei decori.
tasse di una sorta di padiglione abitativo Tutto un mondo figurativo all’intorno, alla
inserito nel giardino di proprietà. tradizione borghese e un po’ ricercata del
Ma è nell’intervento di Via Cappel Verde, vivere sulla collina torinese. Un mondo,
una casa per studenti nel centro storico di che come d’incanto, scompare una volta
Torino, che la traduzione del già costruito entrati. La facciata interna che apre su un
produce un’architettura, apparentemente lì piccolo giardino privato vede infatti un
da sempre. Una casa di un “seicento” im- ampio uso del vetro, dello zinco titanio,
maginario, idealmente ristrutturata con del ferro, del tessuto. Disegni e materiali di
nuovi serramenti, nuovi ingressi, una nuo- un mondo apparentemente più moderno e
va distribuzione, qualche addizione. ricercato. Una metamorfosi improvvisa, un
L’atto del narrare usato per la formazione salto nel tempo, un’architettura per due
di una architettura che si concretizza spo- progettisti diversi o semplicemente la com-
stando l’attenzione dal momento della plessità di un abitare contemporaneo.
produzione a quello della fruizione.
Un atteggiamento non molto dissimile a
configurazioni meno figurative ma più
astratte e moderniste di uno Steven Holl
che ribalta la normale procedura di avvici-
namento al progetto secondo lo schema
1-2 Complesso residenziale
in corso Francia,Torino. tradizionale: dalla pianta alla sezione, per
Vedute della corte interna
produrre un’architettura intesa come resti-
verso corso Francia.
In alto l’edificio d’angolo tuzione filologica di viste e spazi prospettici
in basso quello curvilineo che generano piante e sezioni.
2 via Cappel Verde
Un indagare continuo sull’abitare contem-
3 via Figlie dei Militari
4 Le luminarie, installazione poraneo alla ricerca di alternative possibili. 5
50 Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Maria Chiara Pasquali

De Architectura
Condominio Julia
L’edificio residenziale è stato realizzato in Per movimentare la facciata lunga 50 m.
un lotto, appartenente ad un unico proprie- su Via Druso, sono state inserite due rien-
tario, destinato dal piano urbanistico ad tranze nel corpo di fabbrica ed un Erker
essere suddiviso in due zone: una residen- tondeggiante in posizione centrale che
ziale e l’altra a verde pubblico. divide il prospetto in due parti simmetriche.
L’area a verde pubblico era prevista lungo Si è deciso di utilizzare per le facciate un
il lato ovest del lotto e collegava Via Druso materiale, il mattoncino faccia vista, carat-
a Via Visitazione; la zona residenziale ve- terizzante molti edifici razionalisti della
niva così a trovarsi nello spazio residuo di Bolzano anni ’40 (vedi edificio residenziale
forma triangolare, prospiciente l’incrocio all’incrocio Via Longon - Corso Libertà; il
stradale tra Via Druso e Via Visitazione. fabbricato ex Fiat – prospetto su Via Druso
Il primo intervento è stato di tipo urbanistico. – ora demolito). Questa scelta è stata fatta
E’ stata presentata una variante al P.U.C. perché interessava continuare a riflettere
proponendo di slittare l’area residenziale sul significato e sulle potenzialità evolutive,
lungo l’asse di Via Druso, in modo da la- all’interno della cultura contemporanea,
sciare un cuneo verde all’interno della zona del linguaggio dell’architettura in mattoni.
abitativa delimitata dalla strada pedonale L’utilizzo del rivestimento in mattoni faccia
di Via Visitazione. a vista ha consentito inoltre di “disegnare”
In questo modo si sarebbe potuto realizzare il prospetto con marcature di elementi,
un edificio che, in continuità con i fabbricati sottolineature, ombreggiature.
affacciati su Via Druso, creasse un unico Per quanto riguarda la distribuzione interna,
fronte lungo l’asse stradale e ridefinisse l’edificio ha due corpi scala che servono
l’angolo all’incrocio delle due strade. più appartamenti per piano e i garages,
La forma del fabbricato deriva quindi dalle le cantine, i locali accessori situati nei due
scelte urbanistiche determinate preceden- piani interrati.
temente.

L’attacco dell’edificio di progetto a quello


esistente e’ stato risolto realizzando un
corpo ponte di due piani tra i due edifici,
sotto il quale è consentito l’accesso veico-
lare ai parcheggi interrati.
Inoltre per mantenere la continuità del
profilo con il corpo di fabbrica attiguo e per
definire la forma parallelepipeda del volu-
me edificato si è scelto di realizzare, all’ulti-
mo piano, una struttura di travi e pilastri
in calcestruzzo.
La testata del corpo di fabbrica, è caratte-
rizzata dall’aggetto dei balconi, con para-
petto metallico, di forma semicircolare e
copertura vetrata.
Il corpo arretrato dell’attico riprende tale
forma circolare ed anch’esso è rivestito in
metallo color alluminio.
L’affaccio verso il verde è stato realizzato
con una fascia continua di balconi in agget-
Sopra Condominio Julia, to racchiusa da una “seconda parete” com-
prospetto Est (via Visitazione)
posta da travi, pilastri, parapetti in metallo
A destra Vista da via Druso
(Foto: Ludwig Thalheimer) color alluminio e copertura vetrata.
52 De Architectura – Condominio Julia Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Foto: Ludwig Thalheimer


1

Progetto
Dott. arch.
Maria Chiara Pasquali,
Bolzano
Direzione Lavori
Dott. arch.
Marco Gasca Queirazza,
Bolzano
Statica 2
Ingegneri Associati
Pasquali-Rausa, Bolzano
Committente
Costruzioni Meranesi S.r.l.,
Merano
Impresa Costruzioni
Wipptaler Bau, Vipiteno
Concessione Edilizia
153/96 del 27.11.1996

Superficie del lotto


mq. 2.521
Superficie piano di attuazione
mq. 1.369
3
Superficie a verde pubblico
mq. 1.151
Cubatura fuori terra
mc. 6.842
Cubatura interrata
mc. 9.105
Superficie coperta
mq. 528
22 unità immobiliari
1 negozio di esposizione
34 box chiusi

1 Prospetto Sud (verde pubblico)


2 Pianta piano attico
3 Pianta piano primo
4 Pianta piano terra 1 : 500
5 Prospetto sud
A destra Vista da via Druso
(Foto: Ludwig Thalheimer) 4
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Condominio Julia – De Architectura 53

5
54 De Architectura Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Oswald Zoeggeler

Die Zone und das Kondominium


Das was von der letzten Jahrhunderthälfte engstirnigste davon war für den „freien
für die Architekturgeschichte bleiben wird, Sichtwinkel“. In schwerbesetzten und wich-
ist die Peripherie und das Kondominium. tigen Baukommissionen kontrollieren auch
Zwei Erfindungen der Nachkriegszeit, wel- die Intelligentesten nur die Kubatur.
che die Architektur und den Städtebau ver- Die Diskussion um die Architektur reduziert
ändert haben. sich auf ihre Kubatur, und wenn man so
Dass wir die Städtebaukunst nicht mehr lange rechnet, bis diese stimmt, dann sind
pflegen und uns nur mehr auf die „wissen- alle zufrieden.
schaftliche Urbanistik“ verlassen, daran Der heutige Städtebau glaubt endlich einen
ist die Moderne im allgemeinen Schuld. Grad von Wissenschaftlichkeit erreicht zu
Schon in den zwanziger Jahren, als man haben, denn Kubatur, Höhe und Grenzab-
noch an die Revolution glaubte und als stand sind mit wissenschaftlicher Objekti-
man noch überzeugt war, dass die Welt und vität zu messen, und die vom Gesetz vorge-
somit auch die Stadt wie eine Maschine sehenen 9 Quadratmeter Grün, welche die
ausschließlich aus Funktionen bestünde, Gesundheit und Glücklichkeit der Bewohner
schrieb man in naiv-revolutionärer Form garantieren, sind unantastbare Wahrheiten.
die Regeln für eine korrekte Stadtplanung Die historische Stadt ist bestimmt das
in der Charte d’Athenes nieder. Die großen komplexeste und vollkommenste Gesamt-
Meister, wie Le Corbusier, der einer der kunstwerk, das der Mensch je geschaffen
Hauptverfasser dieser Charte war, befolg- hat. Man hat die Architektur vom Städtebau
ten zwar bei ihren Arbeiten diese Grundsät- getrennt, und von der Architektur kontrol-
ze, die architektonische Qualität, die Erneu- liert man nur mehr einen kleinen, nicht so
erung und die Poesie derselben kommt wichtigen Teil. Die Bürokratie will nicht die
jedoch von anderen Planungskriterien. Qualität der Architektur und des Städte-
In den Zeitschriften übersah man diese, baues beurteilen, sie kontrolliert nur ihre
gesprochen wurde nur vom Funktiona- quantitativ messbaren Einheiten. An sich
lismus, weil dieser „Mode“ war. ist eine solche Einstellung gar nicht negativ,
Als dann in der Nachkriegszeit das alles denn es muss überhaupt nicht alles kon-
schon fast vorbei war, Le Corbusier arbeite- trolliert und vorgegeben werden. Schäd-
te schon an seinem Proportionssystem licher ist allerdings, wenn Normen wie jene
“Modulor” und suchte nach neuen Aus- des Grenzabstandes oder jene des Gebäu-
drucksformen für architektonische Monu- deabstandes eine städtebauliche Struktur
mente, welche nicht mit jenen der Macht verhindern.
der Diktaturen verwechselt werden sollten, Das Wort Peripherie bedeutet schon lange
da sickerte etwas vom “modernen Städte- nicht mehr jene romantisch-ländliche Ge-
bau” der zwanziger Jahre bis in die Büro- gend vor den Toren der Stadt. Die Periphe-
kratie durch, und die Juristen unter den rien sind jene Stadtteile, die in der Nach-
Architekten erfanden die Normen des kriegszeit nach den Ansichten und Normen
modernen Städtebaues. des „modernen Städtebaues“ gebaut wur-
Die zehn Gebote der Charte d’Athenes, die den, und diese sind inzwischen ca. 80%
die damals jugendlichen Avantgarde-Archi- der Ausdehnung der europäischen Stadt.
tekten in revolutionärer Provokation nieder- Die harmlos aussehende Norm des Gebäu-
geschrieben hatten, verwandelten in den deabstandes und jene des Grenzabstandes
fünfziger Jahren fleißige Bürokraten in gra- verursachte es, dass die neuen Stadtteile
ue Theorie und in unwiderrufbare Gesetze. nebulöse, formlose Additionen von Einzel-
Die Stadt wird in Zonen gedacht und jede gebäuden sind, zwischen welchen sich
Zone erhält eine einzige Funktion. ungeplante zufällige Resträume ergeben,
Die einzelnen Zonen werden von Normen die weder Straßen noch Plätze sind oder

Oben Europaallee
bestimmt, und Normen gibt es für Kubatur, irgendeine städtebauliche Qualität haben.
Rechts Haus Am Fluss Höhe, Grenzabstand und so weiter, die Die historische Stadt hingegen, bis zum
Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Es gibt heute geniale und bewundernswer-


te Makler, das Problem ist nur, daß ihr
Interesse weder Architektur noch Städtebau
sein kann. Der Makler baut nicht für sich
selbst, er produziert eine Handelsware, die
noch auf dem Papier, bevor sie gebaut
wird, verkauft wird.
Der Makler baut Industriegebäude, Wohn-
bau und sogar öffentliche Bauten, praktisch
alles. Er baut die Stadt und bietet sie zum
Verkauf an. Dies ist ein schwieriger, wenn
nicht unmöglicher Weg, gute Architektur
und schöne Städte zu bauen.
Der Makler baut nicht wie einst der Fürst
oder der Bischof, die für sich ein Monu-
ment und für die Stadt etwas Bedeutendes
hinterlassen wollten. Er baut auch nicht wie
der Unternehmer aus der Gründerzeit, der
1 für sich selbst ein ansehnliches Haus baute,
welches ihn selbst, seine Bildung, seine
Zweiten Weltkrieg, wurde gezeichnet, wurde Macht und seinen Reichtum darstellte.
volumetrisch geplant. Die Architektur, das Sein Vermögen investierte er in Mietshäu-
einzelne Gebäude hatte außer seinen inter- sern, die er so gut und schön baute, wie
nen Funktionen nach außen eine städte- er eben konnte, er baute für sich selbst
bauliche Rolle, es war ein Teil eines städte- und für seine Erben, seine Bauten mussten
baulichen Elementes, Teil einer Straßen- dauern. Die Städtebauer waren damals
wand, Teil einer Platzwand. Einzelgebäude noch Architekten und sorgten dafür, dass
wurden zu größeren Strukturen zusammen- Straßen und Plätze gebaut wurden.
gebaut, freistehend war nur das Monument, Die Peripherie mit ihren Kondominien ist
der Dom, das Schloss, das Theater u.s.w. jedoch nicht Schuld oder Erfindung der
In die Zonen der Peripherie, in welchen der Makler. Es ist vielmehr die falsche Moral
Gesetzgeber fast nur die Dichte kontrolliert der Architekten, die eigene Fehler und
und die eigentliche volumetrische Planung Mängel mit der Geldgier der Spekulanten
dem Zufall oder anderen Kriterien über- verdecken möchte. Der Makler macht seine
lässt, werden Häuser hineingebaut, die Arbeit viel besser als der Architekt. Die fal-
weder Strassen noch Plätze gestalten wol- schen Städtebaugesetze erfanden und
len, noch etwas Bestimmtes darzustellen befolgen Architekten mit Überzeugung,
haben, sie müssen nur dem „Markt“ ent- und die Architektur dazu ist letztlich auch
sprechen und deshalb gut verkäuflich sein. von Architektenhand.
Das sind die „Kondominien“, jene zweite Trotz der Normen und der Zonen der Städte-
große Erfindung der Nachkriegszeit, die un- bauer und trotz der Wünsche und Befehle
sere Städte und unser Leben verändert hat.
Da wir der anglo-amerikanischen Illusion
der „gardencity“, wo jeder sein eigenes
Haus baut, noch nicht verfallen sind, bauen
wir fünfstöckige Gebäude. Diese fünfstö-
ckigen Gebäude bauen jedoch nicht jene
Leute, die sie bewohnen werden, und auch
nicht die „Städtebauer“. Sie begnügen sich
mit der abstrakten und theoretischen
Zonenplanung, die reale Stadt hingegen
baut der Makler, der Spekulant.
Unsere Gesellschaft hat diesen Beruf erfun-
1 Semirurali-Zone in Bozen
den und unsere Städtebaunormen haben
2-3 Wohnkomplex in Rentsch
4 Wohnkomplex in Rentsch, innen diesen Beruf notwendig gemacht. 2
turrisbabel 49 Oktober Ottobre 2000

der Makler ist am Ende doch nur der Archi-


tekt der, der seinen Bauten die Qualitäten
der Architektur und der Städtebaukunst
einflößen muss. Das ist seine Aufgabe.
Jede Architektur hat ihren Standort, mit
dem sie verwachsen muss. Architektur wird
immer in eine bestehende Umwelt hinein-
gebaut und ist deshalb ein kleiner Teil
dieses Ganzen. Die neu einzufügende Ar-
chitektur ist ein Teilstück, welches die beste-
hende Umwelt ergänzt und sie in eine neue
Einheit bringt. Der Architekt muss versu-
chen seine Idealvorstellung mit den Nor-
men und den Wünschen und Notwendig-
keiten des Bauherrn in Einklang zu bringen.
Jeder Ort hat seinen Charakter, seine Erinne-
rungen und seine eigene Geschichte.
Das neue Gebäude, das in diese Welt
hineingebaut wird, könnte etwas damit zu 3

tun haben.
Jedes Gebäude, auch wenn es mit noch so
objektiven, neutralen und funktionalen
Kriterien geplant wurde, hat seinen Cha-
rakter, seine Seele und wirkt damit, wenn
es einmal gebaut ist, auf die Umwelt.
Es erzählt seine eigene Geschichte, warum
es so aussieht, warum es so gebaut wurde
und was es darstellen möchte.
Die Volkswohnbauten in der Europaallee
waren 1977 einer der ersten größeren Auf-
träge und er war gekennzeichnet von
Bedingungen aller Art. Die Europazone war
die erste Erweiterungszone von Bozen, es
waren hier zweihundert geförderte Woh-
nungen für Bozen vorgesehen, und deshalb
hatte sie auch politisch ihre Wichtigkeit.
Der Durchführungsplan war soeben geneh-
migt und galt als sehr fortschrittlich, und
deshalb wurde mein Vorschlag, ihn abzuän-
dern besonders entschieden abgelehnt.
Eine weitere Bedingung war die Zusammen- 4

arbeit mit dem Institut (Arch. Roland


Veneri). Am Volumen, an der Geschossan- und dabei vorerst die öffentlichen Räume,
zahl und an den Wohnungsgrößen durfte die Straßen und die Plätze zeichnen. Mit
nicht gerüttelt werden. Überzeugt hat den Wohnhäusern füllten wir dann die Zwi-
schließlich das Projekt, weil wir die Trep- schenräume. Die historische Stadt wurde
penhäuser vor die Gebäude stellten und nach diesen Prinzipien gebaut. Die Jury
offen ließen, damit sie nicht als Kubatur glaubte, es sei ein interessantes Projekt,
zählen. Anstatt der vorgesehenen 200 Woh- schied es aber als erstes aus.
nungen konnten wir somit 288 bauen. Jahre darauf erhielten wir den Auftrag, in
Die Planung von fünfzig Wohneinheiten in der Semirurali-Zone an Stelle einer Schule
der „Semirurali-Zone“ in Bozen ist eine Wohnungen zu planen. Wir projektierten für
Folge des verlorenen Wettbewerbs für das dieses kleinere Baulos mit den selben Pla-
vierte Baulos dieser Zone. Bei diesem Wett- nungskriterien, mit welchen wir das Wett-
bewerb wollten wir einen Stadtteil planen bewerbsprojekt machten: mit den fünfzig
58 De Architectura – Die Zone und das Kondominium Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Wohnungen bauten wir zweieinhalb Plätze In diesen zwei Straßen wandte man den
und eine Straße. Die eigentlichen Wohn- Eklektizismus der Gründerzeit am phanta-
häuser, die nach den Normen zur Kubatur sievollsten an: hier gibt es eine Miniatur
zählen, wurden mit überdachten „Terrassen- des Palazzo Pitti, ein schottisches Schlös-
gebäuden“ verbunden. Dies ermöglicht schen, ein toskanisches Haus mit einer
geschlossene Fassadenfronten für die städ- Colombaia, ein Häuschen im Berliner Stil
tische Gestaltung und erhöht die Wohn- mit einer Münchner Rundbogenloggia und
qualität. ein englisches Haus. Was für unser Projekt
Das Haus in Rentsch ist als eine Art Stadt- vielleicht noch einflussreicher war, sind die
mauer, ein Stadt-Abschluss gedacht. Ein INCIS-Häuser von Calzabini, die erst 1928
Wohnkomplex mit hundert Wohnungen hier in eine Baulücke gebaut wurden.
kann mit einem „normalen“ Haus nicht Sie bilden mit ihren Portiken, Höfen und
Durchgängen eine städtische Struktur im
kleineren Maßstab. Das Haus am Fluss hat
einen Durchgang der von der Dantestraße
über einen Innenhof in das Talfergrün führt.
Strukturmäßig haben Grundriss und Volu-
metrie einen Bezug zur schlanken goti-
schen Typologie der Bozner Laubenhäuser.
Die Normen waren bei diesem Projekt ein
entscheidender Faktor. Jhre günstige Aus-
legung erlaubte uns, nahezu das Doppelte
zu machen. Normen sind für allgemeine
Fälle, die Wirklichkeit ist immer ein spezifi-
scher Sonderfall. In diesem Sonderfall
konnten wir nach legalen Regeln der Norm
ihre Kubatur verdoppeln. Um nun diese
Kubatur unterzubringen, mussten wir auch
die Höhe nahezu verdoppeln. Auch dies
war möglich mit völlig legalen Mitteln.
Die Wellenbalkone an der Nordseite kom-
men aus der Norm des „freien Sichtwin-
5 kels“: ab dem vierten Obergeschoss mus-
sten wir jeweils 1,20 Meter zurückspringen
mehr viel gemeinsam haben. Dafür gibt es und durften gleichzeitig, dank einer ande-
keine historischen Typologien, die als Mo- ren Norm, 1,80 Meter auskragen.
dell dienen könnten, wenn nicht ein Stra- Beim Winklerhof wurde eine Mauer zum
ßenzug. Wir entwarfen deshalb einzelne Leitmotiv. Es musste ein Grundstück vom
Wohntürme, die mit Terrassen zu einer grö- „geschlossenen Hof“ abgetrennt werden,
ßeren städtischen Struktur verbunden wer- die zwei Gartenbereiche sollten einge-
den. Die Wohntürme haben sämtliche Vor- schlossen werden und das ganze sollte
teile eines freistehenden Gebäudes, und von der Landwirtschaft abgeschlossen sein.
die Terrassen ersetzen in den Obergeschos- Außerdem ist das Gelände sehr geneigt
sen teilweise den Garten und schließen und sämtliche Wohnungen sollten gegen
die Verbauung. Die Wohnungen im oberen den kalten Sarner Wind geschützt werden.
Teil des Gebäudes haben auf der einen Die Mauer kommt aus dem Gelände,
Seite die Aussicht auf den Rosengarten und schützt die Villa gegen Norden, wird dann
auf der anderen auf die Stadt. Im Sockel- zur Geländemauer mit Pergola, die den
gebäude verbindet eine zweigeschossige Garten der Villa einfasst und dann wird
Fußgängerstraße den gesamten Wohn- diese Mauer zur schützenden Trennmauer,
turmkomplex und von dort führen Treppen an die sich das Kondominium lehnt.
in Lichthöfen, ähnlich wie in den Bozner Gegen Süden öffnet es sich mit einer leich-
Lauben, zu den oberen Wohnungen. Das ten Konstruktion und mit runden Terrassen.
5 Haus am Fluss
Rechts oben Haus am Fluss
„Haus am Fluss“ in der Dantestraße ist in Formal bindet die Mauer sämtliche bau-
Rechts unten Winklerhof Altmanns Stadterweiterung hineingebaut. lichen Eingriffe zu einer Einheit.
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Die Zone und das Kondominium – De Architectura 59
60 De Architectura Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Walter Gadner, Magdalene Schmidt

Wohnanlage Kondominium
Weißgerber in Lana
Die neue Wohnanlage sollte im räumlichen (Maisonette), oder Wohnungen, die sich auf
Zusammenhang mit der bestehenden Be- einer Ebene befinden und sich nach Osten
bauung (Wohnanlage Adlegger I, Fertigstel- und Westen oder in beide Richtungen
lung 1992), aber auch möglichst weit ent- orientieren. Alle Einheiten verfügen über
fernt von der viel befahrenen Boznerstraße einen entsprechenden Freibereich in Form
angelegt werden. Gleichzeitig wurden im eines Gartens, eines Balkons oder einer
Eingangsgeschoss des Grundstückes Terrasse. Die Topographie des Geländes er-
Geschäftsräume projektiert, die eine unab- möglicht im 1. Obergeschoss auf der West-
hängige Nutzung erforderten. In der glei- seite die Anordnung von kleinen Gärten,
chen Ebene befindet sich auch die Zufahrt die einen sehr privaten Charakter haben.
der zwei Parkebenen, die von beiden Wohn- Auch von der üblichen Raumaufteilung
gebäuden genutzt werden. konnte abgewichen werden. So besteht je
Aus diesen Überlegungen resultiert die nach Bedarf die Möglichkeit der Anordnung
Lage und Form des Gebäudes: ein Riegel von gleichwertigen Räumen. Die 29 Woh-
mit den Längsseiten in Ostwestrichtung, nungen liegen in der Größenordnung von
bestehend aus zwei Teilen, die gegeneinan- 45 m2 bis 150 m2.
der versetzt sind. Die erste Wohnebene
liegt über der Eingangsebene (Geschäft Die Planverfassern strebten ursprünglich
und Parken) und verfügt deshalb über ein „Wohnen in der Gemeinschaft“ an, das
einen entsprechend ruhigen und eigenen die gemeinsame Nutzung der Freiflächen
Wohn-Freibereich. Durch die Lage des Ein- und der „halböffentlichen“ Innenflächen
ganges mit der vertikalen Erschließung vorsah. So gab es zum Beispiel einen Raum
erfährt der lange Gebäuderiegel eine Zäsur, für Fahrräder und Kinderwagen, weiters
und es ergibt sich gleichzeitig eine wurde ein Tischtennisraum geplant. Die
gewünschte Zonierung der Außenbereiche. Baukörper waren in einem bestimmten
regelmäßigen Abstand unterbrochen, was
Insgesamt sind 29 Wohnungen unterschied- der gesamten Anlage mehr Durchlässigkeit
licher Größe entstanden. Unsere Vorgaben und Transparenz geben sollte. Diese Ent-
waren variable Grundrisse, die Möglich- wurfsgedanken wurden aber leider aus pri-
keiten der Veränderung in vertikaler und vatwirtschaftlichen Gründen nicht realisiert,
horizontaler Richtung bieten. Grundlage für auch die Außenflächen wurden gegenein-
diese Variabilität ist ein statisches System, ander abgegrenzt, was nun der Anlage
dass auf einem Rastermaß basiert. Durch einen Teil ihrer Großzügigkeit nimmt.
Vor- oder Zurückspringen innerhalb dieses
Systems entstehen die Laubengänge oder Im äußeren Erscheinungsbild ist das stati-
auch „gefasste“ Außenbereiche, wie die sche System aus Stützen und Riegel ables-
1
Terrassen im Dachgeschoss. bar, in das die Wohnungen mit einem regel-
Wichtig war, dass jede Wohnung über ihre mäßigem System von „Quereinschnitten“
eigene Haustür verfügt und dass alle Woh- oder Unterbrechungen hineingestellt sind.
nungen einen direkten Bezug zum Außen- Der Riegel ist in der Höhe gestaffelt, eine
raum haben. Vermieden werden sollten Zäsur setzt die vertikale Erschließung. Die
dunkle Flure und Treppenhäuser, dies wur- unterschiedliche Zahl der Geschosse re-
de erreicht durch Laubengangsysteme oder sultiert aus der topographischen Lage und
über mittige Zugangsbereiche (EG) mit der aus der Zuordnung zur Nachbarbebauung.
entsprechenden Belichtung. Aus Gründen der Höhenentwicklung sind
Angeboten werden konnten Grundrissty- die Dachgeschosse zurückgesetzt und auch
pen, die sich über zwei Ebenen erstrecken mit einem anderen Material versehen.
Projekt
Architekt Dr. Walter Gadner
& Partner, Meran
Bauleitung
Geom. Claudio Palla, Lana
Statik
Dr. Ing. Hartmut Theiner, Meran
Bauherr
Lanabau KG, Burgstall und
2
F. F. Stauder, Lana
Baufirma
Lanabau KG, Burgstall
Baukonzession
26.06.1997
Planung
1996
Realisierung
1998-2000
Fläche des Baugrundes
10.213 m2
Oberirdische Kubatur
3
9.913 m2
Unterirdische Kubatur
11.190 m2
Überbaute Fläche
1.220 m2
Wohneinheiten 32
Pkw-garagenplätze 165

4
1 Lageplan
2 Grundriss Obergeschoss 2
3 Grundriss Obergeschoss 1
4 Grundriss Erdgeschoss
62 De Architectura Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Zusammengestellt von Margit Lanbacher

Wohnhaus
„Fuchs-Säge“ Latsch
1Die Latscher Umfahrungsstraße bei Nacht erverzinkter Blechabdeckung über dem aus-
passierend, bleibt das Auge an einem baufähigen Dachstock. Eine Wendeltreppe
scheinbar schwebenden Gebäuderumpf aus schwarzem Stahl mit Holzauftritten ver-
hängen; er entpuppt sich als markanter bindet die Dachgeschosswohnungen mit
Wohnungskomplex inmitten traditioneller dem Dachboden.
Wohnbebauung in der Erweiterungszone In Hinblick auf die nahe gelegene Trasse
„Fuchs-Säge“. Die nach Norden hin massi- der Vinschgauer Eisenbahn suggeriert das
ge, bodenhaftende Struktur trägt die Gebäude eine kräftig stampfende Lokomo-
inneren Funktionen klargegliedert nach tive, welche mittels formalen Details wie
außen und stemmt spielerisch den Gebäu- z.B. dem erwähnten Dachaufbau, über bau-
dekern in die Höhe. liche Kubaturnormen und auferlegte Maß-
Dieser akzentuiert sich durch eine borde- regelungen hinwegzutäuschen vermag.
auxrote Holzschalung; im übrigen besteht
die Außenhaut aus weiß getünchtem Putz. Bauliche Ausführung
Alle elf Wohneinheiten öffnen sich nach
Süden hin mit großzügigen Glasflächen Fundamente, Kellermauerwerk und
und dunkelblauen Holzbalkonerkern. Treppen in Stahlbeton; Plattendecken und
Ebenfalls von Süden her verläuft die Er- Hohlsteindecken; Außenmauerwerk
schließungsstraße; eine Rampe führt auf in doppelschaligem Mauerwerk in Poroton
das aus grundwassertechnischen Gründen mit Korkeinlage (Stärke ges.= 40 cm);
höher gelegte Erdgeschoss, wo der Hof- Trennwände zwischen den Wohnungen
raum einen willkommenen, teilprivaten 2 x 15 cm starke Porotonblöcke mit Beton-
Zentralbereich darstellt. Über den Lift, füllung als Schalldämmung;
wahlweise das Treppenhaus, erreichen die Dachkonstruktion in Holz, Dacheindeckung
Bewohner das erste und zweite Oberge- mit verzinktem Stahlblech; Außenabschlüs-
schoss sowie das Dachgeschoss. Je Ge- se in Holz mit Isolierverglasung;
schossebene gibt es drei Drei- und Vierzim- Außenputz mit Kalkmörtel, teilweise
merwohnungen mit Nettoflächen zwischen Fassadenverkleidung aus farbig gestriche-
56 und 72m2. Weiters gehören ein Keller ner Holzschalung. Jede Wohneinheit ist mit
und ein Garagenparkplatz zum Raumpro- einer autonomen Gasheizung versehen,
gramm einer jeden Wohnung. diese sorgt gleichzeitig auch für die Warm-
Eigenwillig sitzt der Dachabschluss in feu- wasseraufbereitung.

1 Ansicht Nord
2 Ansicht Ost
3 Ansicht Süd
4 Schnitt
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Wohnhaus „Fuchs-Säge” in Latsch – De Architectura 63

Planung und Ausführung


1992-1993
Architekten
Gapp & Gurschler
Architekten
Fläche des Grundstück
1.200 m2
Verbaute Fläche
327 m2
1 2 Volumen über der Erde
2.542 m2
Volumen unter der Erde
1.212 m2
Kellergeschoss
1 Stellplätze in der
Tiefgarage, Keller Vorraum
Erdgeschoss
Maschinenraum, Hofraum,
2Wohnungen;
1. Obergeschoss
3 Wohnungen
2. Obergeschoss
3 Wohnungen
Dachgeschoss-Dachboden
3 Wohnungen
3

4
64 Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Armando Marra

Vorträge und Kunst


Conferenze e arte Architetture europee
a confronto
“Il sublime commuove, il bello attrae… Florian Beigel e Tony Fretton sono espo-
Sublime è l’intelletto, bello è l’ingegno… nenti di una nuova corrente culturale che
Il sublime deve essere semplice, il bello sta attraversando negli ultimi anni l’Inghil-
può essere adornato e abbellito.” terra, sotto la spinta propulsiva di una
Immanuel Kant galleria d’arte e della relativa rivista “9H”.
A partire dagli anni Ottanta, la galleria rac-
Negli ultimi mesi si sono succedute a Bol- coglie attorno a sé un gruppo di giovani
zano le conferenze di architetti provenienti architetti, fra cui David Chipperfield, Alan
da varie parti d’Europa, che hanno offerto Stenton & Paul Williams, Adam Caruso &
spunti di riflessione molto interessanti ai Peter St. John ed altri (oltre, naturalmente,
fini di un dibattito incentrato sul tema della ai suddetti Beigel e Fretton), che si ricono-
qualità architettonica, rapportabile alla real- scono nelle ipotesi progettuali avanzate da
1 tà locale altoatesina. Peter ed Allison Smithson negli anni Ses-
santa ed in un linguaggio architettonico di
Il primo appuntamento ha riguardato l’atti- assoluto rigore quale quello espresso dagli
vità di due architetti operanti in Inghilterra: svizzeri Herzog & de Meuron. La ricerca di
Florian Beigel, di origine tedesca, e Tony essenzialità non è dettata da valori ideolo-
Fretton. La loro conferenza è stata accom- gici o da puro esercizio stilistico, bensí da
pagnata da una mostra intitolata ‘Outside- un atteggiamento pragmatico ed empirico,
In. London Architecture’, ospitata nella per il quale si addiviene all’opera architet-
Galleria Museo di Bolzano (dal 23 marzo tonica attraverso un attento inserimento
al 5 maggio 2000) in concomitanza con l’e- della medesima nel paesaggio (urbano o
sposizione dei progetti di altri architetti in- extraurbano che sia), non secondo le argo-
glesi della nuova generazione all’Architek- mentazioni teoriche di Christian Norbert-
turforum Tirol di Innsbruck. Schultz, ma per giustapposizione di ‘forme
Il 19 maggio è stata la volta dei ticinesi primarie’ opportunamente composte e
Livio Vacchini e Silvia Gmuer, che svolgono dimensionate.
la loro attività tra Locarno e Basilea, sedi Questo tipo di approccio ‘asciutto’ e ‘schiet-
dei loro rispettivi studi. Infine, il 6 giugno to’ è emerso anche durante la conferenza,
Manuel de Las Casas di Madrid ha comple- nella quale si è dato risalto più alla ‘concre-
tato il quadro degli apporti culturali euro- tezza’ delle realizzazioni che non all’appara-
pei, con la descrizione dei suoi progetti dal to teorico su cui queste ultime si fondano.
sapore decisamente mediterraneo. Tony Fretton ha esposto tre progetti relati-
2

3
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Architetture a confronto – Vorträge und Kunst / Conferenze e arte 65

vamente recenti, tutti in terra britannica: rico-filosofico, che permea l’opera dei due
la Lisson Gallery, a Londra (1990-1991); il progettisti svizzeri e trova in alcuni ‘con-
Center for Visual Arts, a Swey (1996); la cetti-cardine’ il proprio campo di esistenza:
casa del collezionista, a Londra (1998). La l’ordine come ‘principio primo’ del costruire;
prima opera appare particolarmente signifi- l’orientamento e la simmetria (radiale o bi-
cativa, in quanto la sua collocazione a com- laterale, in relazione alla funzione pubblica
pletamento di una cortina edilizia esistente o privata dell’edificio); sacralità e classicità
ha imposto maggiori vincoli al progettista. come ricerca dell’essenza dell’architettura
L’edificio si articola su quattro livelli, evi- (arché); geometria espressione della bellez-
denziati nella facciata principale da un dise- za; euritmia, ovvero armonia tra le parti.
gno decisamente sobrio ma proprio per Tuttavia, si è subito posto l’accento sull’a-
questo assai suggestivo: ogni piano si spetto concreto del ‘costruire’, ovvero sul
relaziona in maniera diversa, indipendente- momento della verifica fisica della concezio-
mente dagli altri, con il mondo esterno e ne strutturale-spaziale. La forma è il risultato
così pure le opere esposte all’interno della del calcolo, logico ancorché matematico.
galleria. Tutto è giuocato su di una sequen- Punto di partenza, sul piano dei riferimenti
za di superfici trasparenti ed opache, di culturali, è, da una parte, lo studio appro-
piccoli aggetti, piccole rientranze e piccoli fondito dei monumenti dell’antica Grecia
disassamenti (vedi il montante dell’infisso (in particolare, i templi); dall’altra, l’analisi
delle finestre ai piani terra e primo), per cui critica dei grandi maestri moderni, da
l’effetto finale è senza dubbio di un organi- Wright a Lecorbusier, da Mies van der
smo architettonico definibile come ‘mini- Rohe a Louis Kahn, nel tentativo di indivi-
malista’. All’interno vi sono spazi estrema- duarne un possibile denominatore comune.
mente flessibili che consentono ampia L’insieme di queste considerazioni si fonde
libertà nell’allestimento delle mostre. con l’interesse per l’arte, nelle sue accezio-
4
Florian Beigel rappresenta certamente uno
dei punti di riferimento per i più giovani
componenti del gruppo che gravita attorno
alla rivista “9H”. Il suo trasferimento in
Inghilterra (a Londra), dove insegna e lavo-
ra, non gli ha impedito di operare nella sua
terra di origine: la Germania. I lavori da lui
descritti evidenziano una predilezione per
la grande scala di intervento, soprattutto
se si tratta di ‘ricuciture’ del tessuto urba-
no, come nei progetti per il Kunstlandschaft
5
Cospunden (Urban Design Competition –
1997) e per gli Apartments di Clerkenwell, ni ‘concettuale’ e ‘minimale’, e si ritrova
nei pressi di Londra (1999). espressa, con notevole potenza, nella pale-
Il controllo di interventi di così ampio stra polivalente di Losone (1995-97), in cui
respiro è dato dall’applicazione di schemi l’impatto visivo è certamente riconducibile
grafici ispirati alle complesse tessiture dei all’archètipo del tempio classico (l'edificio è
quadri di Paul Klee, e lo stesso principio lievemente rialzato rispetto al livello della
viene poi utilizzato nell’organizzazione degli strada), pur differendo da quest’ultimo
spazi interni alle abitazioni. Ovviamente, il nella concezione strutturale e nei significati.
tutto viene mediato dal confronto con la Nel palazzo postale a Locarno (1990-95),
1 Tony Fretton,
Casa del collezionista, peculiarità del luogo dove l’astrazione di un viene affermata con forza l’indifferenza
Londra (1990-91), sezione. disegno si trasforma in una parte di città. della forma nei confronti della funzione:
2 Tony Fretton,
Lisson Gallery, Londra
questo aspetto è sottolineato dai prospetti
(1990-91), sezione Livio Vacchini e Silvia Gmuer hanno fatto caratterizzati da ricorsi orizzontali alternati
3 Tony Fretton, L. Gallery,
del ‘rigore etico’ e della ‘oggettività del in cemento e vetro specchiante; da notare
veduta dall’interno della
sala espositiva. bello’ i principi su cui basare la loro ricerca anche la soluzione della non corrisponden-
4-5 Livio Vacchini, progettuale. La premessa all’esposizione za tra i pilastri del portico e le lesene del
Palestra polivalente
Losone (1990-97),
delle varie realizzazioni è stato un sintetico corpo superiore. In quest’opera si possono
pianta e veduta richiamo ai fondamenti dell’apparato teo- rilevare elementi di affinità con i disegni
66 Vorträge und Kunst / Conferenze e arte – Architetture a confronto Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

fantastici di Escher e le sculture minimali di coscienza progettuale da parte di docenti


Donald Judd. universitari quali, appunto, De Las Casas.
La casa a Costa (1991-92) rappresenta una La sua esperienza presso la Sovrintendenza
sorta di ‘manifesto’ del pensiero architetto- ai Beni Culturali e come progettista di
nico di Vacchini, nella sua estrema sempli- numerosi interventi pubblici supporta, sul
cità e coerenza. Oltre ai concetti sopra piano tecnico, l’attività accademica che egli
menzionati, appare evidente il tipo di rap- svolge (come del resto gran parte del suo
porto che l’edificio intrattiene con il conte- lavoro) a Madrid.
sto ambientale (rapporto artificio-natura), Gli esempi presentati in occasione della
facendo sì che il paesaggio entri attraverso conferenza di Bolzano riguardavano: la
le ampie vetrate, e con esso la luce (altro sede dell’Istituto Ispano-portoghese Re
elemento-cardine), proiettando le ombre Alfonso Enriques a Zamora (1995-98), pri-
degli oggetti e degli abitanti-attori su di un mo premio del relativo concorso; il proget-
pavimento di un acceso giallo riflettente. to di concorso per il centro servizi di via
Da ricordare anche la Scuola di architettura Alto Adige a Bolzano (1998); il progetto di
a Nancy (1994-95), con l’utilizzo esteso concorso per la riqualificazione di un quar-
della prefabbricazione al servizio del con- tiere storico di Salerno (2000), primo premio.
cetto architettonico (l’edificio è costituito In particolare, l’Istituto Ispano-portoghese
esclusivamente da elementi ‘primari’) e la di Zamora è paradigmatico della filosofia
Piazza del Sole a Bellinzona (1996-98) dove progettuale dell'autore: il doversi rapporta-
calcolo e casualità si incontrano per defini- re ad una preesistenza (le rovine di un
re uno spazio urbano. complesso conventuale d’epoca gotica) e
Silvia Gmuer ha infine presentato il proget- ad un contesto ambientale fortemente
to per la ristrutturazione e l’ampliamento caratterizzato dalla presenza di un fiume
dell’Ospedale cantonale di Basilea (1995-98), sono elementi che impongono un’attenzio-
che rispecchia gli intenti di un impianto sem- ne particolare. Dalla lettura dell’articolazio-
plice ed accogliente: ampliamento con una ne delle rovine è emersa la soluzione di
6
tipologia ‘a corte’, grande luminosità degli edificare rispettando i tracciati planimetrici
ambienti (sebbene opportunamente modu- dell’organismo originario e realizzando un
lata), apertura di un portico verso la città. corpo di fabbrica a forma di Z (leggibile
anche in sezione – si tratta di una curiosa
Nell’opera di Manuel de Las Casas traspare coincidenza con l’iniziale del nome della
un approccio progettuale dotato di grande città: Zamora, appunto), dove trovano col-
sensibilità, particolarmente nell’accostarsi locazione le funzioni pubbliche, ed un’ala
ad architetture esistenti, senza tuttavia residenziale. L’impianto generale risulta
rinunciare ad un linguaggio decisamente estremamente chiaro, per cui si percepisce
moderno. Si tratta di una peculiarità che immediatamente una gerarchia degli spazi:
accomuna gran parte della nuova genera- il vuoto principale è quello dove si svilup-
zione di architetti spagnoli, come si può pava il corpo longitudinale delle navate
constatare sfogliando le riviste italiane e della chiesa (di cui rimane solo l'abside),
quelle internazionali. La Spagna sta attra- rivolto verso il fiume e contraddistinto
7
versando, da vent’anni a questa parte, un anche da un giardino-labirinto di memoria
periodo di grande vitalità a tutti i livelli, da rinascimentale (le piante utilizzate sono le
quello economico a quello sociale, a quello medesime che ornavano il chiostro quando
culturale; si pensi ad eventi quali le Olim- il convento era integro).
piadi di Barcellona e l’Expò di Siviglia (en- Il linguaggio architettonico adottato rifugge
trambe tenutesi nel 1992), che sono state il qualsiasi mimetismo: la geometria cristalli-
pretesto per fare di questo paese un terre- na delle addizioni, l’impiego di ampie
no di confronto e sperimentazione sia per vetrate continue e l’uso dei materiali (nello
architetti che per urbanisti locali e prove- specifico, il corten) non lasciano dubbi
nienti da varie parti del mondo (vd. anche sulla matrice moderna del progetto, e tutta-
l’esperienza di Bilbao). Se oggi l’architettu- via l’immagine che ne deriva è di grande
ra spagnola ha raggiunto la ribalta interna- armonia. La sobrietà dell’intervento non
zionale è proprio grazie a questi fermenti entra ‘in competizione’ con le rovine, che
culturali e alla divulgazione di una nuova vengono inglobate nel nuovo in maniera
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Architetture a confronto – Vorträge und Kunst / Conferenze e arte 67

‘lieve’ da diaframmi vetrati e sfiorate da te come la qualità architettonica, e quindi


pensiline sorrette da snelli pilastri. urbana, possa scaturire da soluzioni che
Anche la scelta del corten quale rivestimen- partono da presupposti assai dissimili, pur-
to esterno ha il fine di fare da contrappunto ché siano caratterizzate da una profonda
all’espressività materica della pietra, cre- coerenza concettuale e culturale; infine, si
ando un affascinante rapporto dialogico fra nota come l’architettura venga associata
antico e moderno. sovente all’arte, nelle sue svariate forme

Infine, preme evidenziare la duplice valen- espressive contemporanee: non considera-


za, sul piano dei riferimenti culturali, di un re una componente così importante porte-
intervento di questo tipo: da un lato la geo- rebbe ad un inaridimento del ‘fatto proget-
metria delle linee è un chiaro richiamo al tuale’, riducendolo a mero esercizio tecnico
razionalismo; dall’altro, la problematica (non è possibile spiegare le opere architet-
dell'inserimento contestuale viene affronta- toniche di Michelangelo, prescindendo
ta con un atteggiamento di tipo organico dalle composizioni pittoriche e scultoree
(lo stesso De Las Casas menziona il concet- del suo tempo, oppure, in epoca a noi più
to di ‘genius loci’). vicina, le realizzazioni di G. Rietveld senza
richiamarsi alle astrazioni di Mondrian e
Non è questa la sede per affrontare un’ana- Van Doesburg, e così via).
lisi approfondita delle tematiche progettuali In definitiva, stiamo vivendo un periodo di
dei singoli autori (del resto, esiste già un’a- grande ripensamento sul tema della città,
deguata bibliografia in merito), tuttavia è sulle idee e sui meccanismi che ne hanno
possibile individuare alcuni motivi di rifles- determinato l’evoluzione, soprattutto nel
sione, che ci sono offerti da questa panora- corso del Novecento; e, mentre a Venezia si
mica di esperienze d’oltre confine: in primo inaugura la Biennale di architettura intitola-
luogo, le matrici culturali sono da ricondurre ta “Less aesthetics - more ethics”, ci si

6-7 Livio Vacchini, ai grandi maestri del Movimento Moderno accorge di come la riqualificazione di intere
Casa Vacchini, Costa Tenero ed a quelli americani, dei quali però è data parti di tessuto urbano possa derivare sem-
(1991-92), pianta e
una rilettura critica in chiave attuale (la plicemente da interventi puntiformi e stra-
facciata a monte
Oben Manuel de Las Casas, ‘concretezza’ riveste un ruolo più importan- tegicamente mirati, che ne ridefiniscano
Istituto Hispano-Luso Rei
te della ‘teoria’: le periferie degli anni Cin- l’immagine anche sotto il profilo squisita-
Alfonso Enriques, (1995-98)
veduta della pensilina di quanta, Sessanta e Settanta rappresentano, mente estetico. E’ dunque di fondamentale
collegamento fra antico e per lo più, il risultato di ottuse applicazioni importanza il continuo confronto con ciò
nuovo e veduta della corte
delle elaborazioni teoriche dei suddetti che avviene nel resto d’Europa e, più in
principale con le facciate
in corten e vetro. maestri); secondariamente, appare eviden- generale, nel mondo.
68 Vorträge und Kunst / Conferenze e arte Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Letizia Ragaglia

Donald Judd, ovvero:


nel migliore dei luoghi
in condizioni ideali
Alla fine degli anni Cinquanta sia in Europa affrontare l’architettura e il design, così
che in America compaiono sulla scena arti- come la politica e i rapporti con l’uomo e
stica una serie di tendenze scultoree e pit- con la natura.
toriche che reagiscono al soggettivismo Donald Judd è nato nel 1928 a Excelsior
dominante dell’Informale e dell’Espressio- Springs, Missouri. Studioso di filosofia alla
nismo Astratto con un processo di radicale Columbia University, scrittore arguto e
riduzione delle opere alla loro fisicità e con polemico per la rivista “Arts”, incomincia
un atteggiamento autoriflessivo sulla prati- relativamente tardi a proporsi come artista
ca concreta del fare arte. professionista: non realizza le prime opere
Donald Judd è uno dei protagonisti di que- significative che dopo i trentadue anni.
1
sta generazione di pittori e scultori che svi- Attorno al 1960 Judd registra con grande
luppano un linguaggio antiespressivo, meticolosità gli sviluppi nelle opere di arti-
impersonale, radicalmente riduttivo che il sti come Rauschenberg e Oldenburg, i quali
filosofo Richard Wollheim nel 1965 defini- riportano l’oggetto d’uso quotidiano nell’o-
sce come minimal art. pera d’arte, o di Frank Stella e Cady
La ricerca dell’elementarità, il rifiuto dell’il- Noland, che riescono a conferire dignità
lusione, la negazione di ogni possibile alle superfici bidimensionali di forme geo-
gerarchia e fondamentalmente anche del metriche su tela. Con mirabile spirito critico
principio compositivo, sono paradigmi Judd dichiara superata la concezione di
essenziali delle opere di Judd, sulla base una storia dell’arte come susseguirsi di stili
dei quali gli è stata sovente mossa l’accusa e riconosce l’inevitabile compresenza di
di interessarsi esclusivamente a categorie diverse posizioni. Nei suoi quadri e nelle
formali. Ma se solo si cerca di comprende- sue sculture dei primi anni Sessanta cerca
re l’intera opera dell’artista, si capisce ossessivamente di raggiungere la forma
come ogni singolo lavoro sia l’esemplare assoluta, liberata da qualsiasi riferimento
espressione di un atteggiamento di vita, a un oggetto esterno. In primo luogo porta
connotato da un forte anelito estetico ed l’oggetto nel quadro: un anello di plexiglas,
etico, rintracciabile anche nel suo modo di un pezzo d’alluminio, che devono essere
percepiti come oggetti in sé e non come
simulazioni. In seguito libera il quadro
dalla parete e lo posiziona nello spazio
come oggetto. Negli anni 1962-63 nascono
i primi oggetti in legno con parti in smalto
o alluminio: due pareti lignee addossate
l’una all’altra ad angolo retto e unite da una
cerniera metallica; una piattaforma in legno
1 Senza titolo, dalla quale emerge verticalmente la strut-
Alluminio, Plexiglas,
25 x 100 x 25 cm
tura di un rettangolo; oppure una cassa ret-
(dal libro “Donald Judd tangolare cava, all’interno della quale si
Farbe” – Hatie Cantz Verlag)
intravede un’asta di metallo. Ogni oggetto
2 101 Spring Street,
New York, vista esterna si presenta con una propria individualità:
(dal libro “Kunst + Design la forma, il materiale, l’estensione e il colo-
Foto: Todd Eberle

Donald Judd Preisträger


der Stankowski-Stiftung
re sono qualità liberamente scelte che non
1993” – Cantz Verlag) 2 rimandano ad alcun genere di figurazione,
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Donald Judd, nel migliore dei luoghi in condizioni migliori – Vorträge und Kunst / Conferenze e arte 69

né suscitano la minima associazione. Judd È del 1965 il suo saggio Specific Objects, in
intende sostituire il termine “scultura” con cui definisce la propria posizione artistica
quello di “specific object”, poiché i lavori analizzando l’opera di Dan Flavin e Robert
non sono affatto il risultato di un processo Morris, i quali accanto a Carl Andre e
di tipo scultoreo. In questo periodo il paral- Sol Le Witt costituiscono il nucleo della
lelepipedo a base rettangolare vuoto all’in- minimal art. Judd ha sempre rifiutato que-
terno si configura come elemento base st’ultima definizione, sostenendo che non
dell’opera di Judd. Egli preferisce il paralle- si fosse mai costituito un vero e proprio
lepipedo al cubo, perché il cubo rinvia alla gruppo di artisti e ritenendo il termine
sfera, un corpo assoluto, immutabile e “specific object” più consono ad esprimere
le varie individualità artistiche.
Negli anni successivi Judd elabora infinite

Foto: Todd Eberle


variazioni del suo concetto plastico occu-
pando il suolo e la parete con oggetti ret-
tangolari singoli o suddivisi in più parti. I
parallelepipedi vengono allineati uno sopra
l’altro con un intervallo pari alla loro stessa
altezza, le casse di grandi misure si succe-
dono, in modo che si possa percepire sia la
forma singola che l’effetto d’insieme.
Forme identiche ottengono di volta in volta
una diversa combinazione di materiali e
colori: nel caso di un box aperto in legno
compensato, risaltano con chiarezza le
venature del legno e gli spigoli; al contra-
rio, lo stesso box in alluminio anodizzato è
sottoposto a forti riflessi di luce, che smus-
sano ogni acutezza e incisività e creano
ulteriori suddivisioni immateriali attraverso
l’effetto ottico. Se la stessa unità formale è
realizzata in plexiglas, avviene uno scam-
bio continuo di elementi formali e tonali.
3
Effetti diversi possono essere ottenuti
statico, connotato inevitabilmente da asso- anche solamente attraverso la rotazione di
ciazioni di tipo trascendentale e religioso. 90° dell’elemento base oppure mediante lo
Il rettangolo, invece, non è legato ad alcu- spostamento dell’osservatore.
na ideologia, è neutro e al tempo stesso Nel 1968 Judd acquista una fabbrica ab-
suscettibile di variazioni; con il rettangolo bandonata a Springstreet 101, nel quartiere
si possono creare progressioni e successio- di Soho a New York. Egli non interviene
ni ritmiche, così come suddivisioni, senza sulla facciata, ma ristruttura l’edificio di
dover rinunciare a simmetria e angoli retti. cinque piani demolendo alcuni muri per
Nel 1964 Judd sostituisce il legno colorato ottenere degli spazi più ampi, in cui poter
con l’alluminio, l’acciaio inossidabile e il contemporaneamente vivere, lavorare ed
plexiglas e giunge così alla definizione esporre. Springstreet diventa in un certo
semidefinitiva del suo vocabolario artistico, senso il modello degli interventi architetto-
dal quale deriverà l’intera sua produzione nici perpetrati successivamente da Judd
artistica successiva. Il suo instancabile sia in America che in Europa. Numerosi
impegno in ambito plastico si allarga anche progetti per case, giardini, sculture all’aper-
ad altri ambiti, comprendendo progetti di to si susseguono e si completano seguen-
3 101 Spring Street, architettura e di design, così come un’attiva do immancabilmente lo stesso criterio:
New York, terzo piano,
partecipazione al dibattito storico-artistico rispettare le risorse esistenti e iniziare una
studio con lavori di Donald
Judd e sedie di Alvar Aalto e politico. Emerge in maniera sempre più progettazione partendo da una macrostrut-
(dal libro “Kunst + Design eclatante, come qualsivoglia sua espres- tura che sarà poi suddivisa. Ai progetti si
Donald Judd Preisträger
sione sia in fondo parte integrante di una affiancano testi teorici, in cui Judd pretende
der Stankowski-Stiftung
1993” – Cantz Verlag) sua personale estetica. per l’architettura lo stesso spirito ascetico
70 Vorträge und Kunst / Conferenze e arte – Donald Judd, nel migliore dei luoghi in condizioni migliori Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

che per l’arte plastica: in molti suoi giudizi ristrutturati per essere adibiti a spazi espo-
di valore esprime maggiore considerazione sitivi. Dal 1986 la responsabilità del proget-
per le creazioni degli ingegneri che non per to viene affidata alla Chinati-Foundation.
quelle degli architetti, mosso da un atten- Judd stesso ha acquistato due hangar per
zione autentica per gli aspetti funzionali e esporvi 100 box in alluminio degli anni
materiali piuttosto che da un interesse per 1980-84; in contrasto con gli effetti di lucen-
il cosiddetto lato creativo. Judd non giudi- tezza e relativa leggerezza esperibili negli
ca mai in maniera astratta e globale, bensì hangar, nel vasto terreno circostante sono
attenendosi sempre ad esempi concreta- posizionati i Concrete Works, 15 lavori
mente indagabili. monumentali di cemento consistenti in
Ripugnato dal carattere puramente commer- parallelepipedi cavi. Il complesso, denomi-
Foto: Todd Eberle ciale del mondo espositivo newyorchese, nato “Mansana de Chinati”, viene completa-
Judd cerca un luogo, in cui poter presenta- to dalla cosiddetta “arena”, l’originaria
re i suoi lavori e quelli degli spiriti a lui palestra del forte, che oggi è dotata di un
affini in maniera ottimale. Nel 1971 scopre cortile coperto, bagno e cucina e funge da
presso il confine texano-messicano la pic- punto d’incontro per manifestazioni cultu-
cola località di Marfa, dove – fedele al suo rali e feste.
principio di non usurpare mai la natura Il “Progetto Marfa” rappresenta oggi uno
intatta – trova una serie di edifici abbando- dei più monumentali e particolari centri
nati in mezzo ad una landa desolata. Il nu- d’arte e di cultura, in cui Judd ha potuto
cleo centrale della nuova dimora è dato da perseguire il proprio intento di presentare
una casa in legno a due piani, che, dopo la l’arte “nel migliore dei luoghi in condizioni
ristrutturazione, viene cinta da un muro di ideali”. Si commette dunque un errore,
mattoni di argilla che ingloba anche due de- accusando Judd di puro formalismo: le
positi seguendo l’idea dell’hortus conclusus. forme geometriche, i colori puri, i materiali
Seguiranno l’approntamento di una biblio- industriali necessitano di contesti ideali e
teca e di una sala espositiva: in ogni stanza sono destinati a suscitare esperienze esteti-
del complesso si trova una sdraio proget- che e spirituali. Judd stesso nella seconda
tata da Judd per favorire un confronto con- parte dei suoi Complete Writings (1975-86)
4
templativo con l’arte. dedicati al proprio operato analizza gli
In questo contesto Judd inizia anche a pro- ambivalenti rapporti con l’opera di Mon-
gettare i suoi mobili: scrivanie e tavoli da drian e con gli artisti dell’avanguardia
pranzo, sedie e sgabelli, così come scaffali russa, identificando nella ricerca della pura
in legno o alluminio colorato sono conno- astrazione un comune denominatore ed
tati dallo stesso rigore delle sue opere. esprimendo un desiderio già formulato nel
Al contempo le attività di Judd si moltipli- 1967: “A form that’s neither geometric nor
cano a dismisura e gradualmente vengono organic would be a great discovery”

4 Architecture Studio,
occupati una serie di edifici di Marfa e adi-
secondo piano, tavolino e biti a ufficio progettazioni, laboratorio di
sedia di Donald Judd
stampa, locale amministrativo e spazio
5 Chinati Foundation –
installazione permanente, espositivo. L’utilizzo delle diverse costruzio-
Concrete Works ni avviene sempre nel massimo rispetto
6 La Masnada de Chinati
edificio a due piani, piano
per le strutture esistenti e all’insegna di
superiore, contenitori di interventi di ristrutturazione minimi, cosic-
Bonnie Lynch
ché un ufficio postale degli anni Venti o la
(dal libro “Kunst + Design
Donald Judd Preisträger facciata di un vecchio supermercato sono
der Stankowski-Stiftung ancora assolutamente riconoscibili.
1993” – Cantz Verlag)
Foto: Todd Eberle
Nel 1979 l’impegno di Judd in Texas condu-
ce all’idea di una fondazione per rendere
7 Senza titolo, 1985, accessibile al pubblico le sue multiformi
Alluminio, verniciatura
produzioni e attività. Dapprima la DIA
a forno, 30 x 90 x 30 cm
8 Senza titolo, 1990, Foundation acquista l’ampio terreno di Fort
un’opera 60 x 90 cm della D.A. Russell a sud di Marfa, dove si trova-
“Serie di 7 xilografie”
(dal libro “Donald Judd
no numerosi capannoni un tempo destinati
Farbe” – Hatie Cantz Verlag) ad uso militare, che ancora oggi vengono
8

5
72 Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Zusammengestellt von Johann Schwärzer

Wettbewerbe
Concorsi Wettbewerb Ursulinengebäude
Bruneck
Jury Nachdem die allermeisten Schulen aus der Der ganze Baubestand steht unter Denk-
Dr. Arch. Alessia Biotti, Bozen Stadt in die neue Schulzone ausgesiedelt malschutz; der ältere und wertvollere Teil ist
(Vertreterin der Abteilung. 11 sind, möchte man mit dem Pädagogischen an den Fassaden deutlich abzulesen, sein
Hochbau und technischer Dienst Aut. Provinz Bozen) Gymnasium noch eine Oberschule in der äußeres Erscheinungsbild ist zu erhalten;
Günther Adang, Bruneck Altstadt belassen und durch die Sanierung spätere Zubauten an der Süd- und an der
(Vertreter der Stadtgemeinde Bruneck) und Erweiterung des sogenannten „Ursuli- Westseite können auch neugestaltet wer-
Schwester Hildegard (Bacher) nengebäudes“ für diese Schule eine defini- den. Hierbei ist der besonders heikle archi-
(Vertreterin des Ursulinenklosters) tive Bleibe schaffen. tektonische Kontext historischer Bausub-
Direktor Dr. Anton Brunner, Olang Das Pädagogische Gymnasium (früher: stanz (Kloster, Stadttor, Stadtmauer) zu
Prof. Georg Peintner, Bruneck „Lehrerbildungsanstalt”) vermittelt den beachten und in die Entwurfsüberlegungen
(Vertreter des Pädagogischen Gymnasiums) Schülern ein breites Grundwissen und bie- miteinzubeziehen. Das maximale Ausmaß
Dr. Arch. Klaus Michael Mathieu, Bozen tet ihnen dazu noch drei Ausrichtungen zur des ostseitigen Zubaues ist durch das Denk-
(Vertreter des Landesdenkmalamtes) Wahl an, eine soziale, eine musische und malamt vorgegeben worden; eine entspre-
Dr. Arch. Irmgard Mitterer, Terlan eine musikalische. Die Schülerzahl hat in chende Baufluchtlinie ist im Lageplan 1:500
(Vertreterin der Architektenkammer) den letzten Jahren zugenommen (derzeit eingetragen; die mögliche Maximalhöhe
Dr. Ing. Stefan Ladurner, Meran 386). Längerfristige Prognosen sind jedoch des Zubaues entspricht der Fußbodenober-
(Vertreter der Ingenieurkammer) nicht möglich, da gesamtstaatliche Schulre- kante des 2. Obergeschosses (= + 9.29 m).
formen Auswirkungen auch auf diese Ober- Die Aula Magna und die Turnhalle werden
Schriftführer und Koordinator schule mit sich bringen können. auch außerschulisch genutzt und müssen
Dr. Arch. Johann Schwärzer, Gais Das Ursulinenkloster stellt als Hauseigen- daher einen getrennten, direkten Zugang
tümer für das Pädagogische Gymnasium von außen erhalten und mit eigenen sani-
Wettbewerbssieger die untersten vier Stockwerke zur Verfü- tären Anlagen ausgestattet sein.
1. Preis: gung und behält die beiden Dachgeschosse Die Aula Magna und ein großer Musikraum
Dr. Arch. Rudolf Perktold, Bozen für eigene Zwecke (Privat-Mittelschule und müssen direkt aneinandergrenzen, so dass
Mitarbeiter: Mädchenheim) zurück. Diese beiden ober- sie durch das Öffnen einer mobilen Trenn-
Dr. Ing. Giulio Lavoriero, Steinmannwald sten Stockwerke sollen also unverändert wand zu einem einzigen Raum zusammen-
2. Preis: bleiben, mit Ausnahme technischer Einbau- gefasst werden können.
Architekturbüro OfAS ten, die sich aus der Umgestaltung der dar- Der Zeichensaal ist ebenfalls mit einer
office for archistructures, Bozen unterliegenden Geschosse ergeben könn- mobilen Trennwand auszustatten, durch die
Dr. Arch. Alois Jobstraibizer ten (z.B. Aufzugschacht). Der Hauptzugang er in zwei gleich große, separat nutzbare
Mitarbeiter: zu Mittelschule und Mädchenheim kann Räume geteilt werden kann.
Dr. Arch. Michael Comploj Purger weiterhin im 1. Dachgeschoss vom Kloster Abschließend noch einige Hinweise zur
Cand. Arch. Johannes Niederstätter her erfolgen, ein zweiter Fluchtweg ins Baugeschichte. Das „Ursulinengebäude“
3. Preis: Freie wäre jedoch zu überlegen. wurde 1909 nach Plänen von Franz Müller
dott. arch. Matteo Scagnol, Brixen Da der Bau schon bisher als Schulhaus errichtet, in einer Bresche, die offenbar in
Mitarbeiter: genutzt war, sind im Bestand wahrschein- die mittelalterliche Stadtbefestigung
arch. Sandy Attia lich größere Eingriffe nicht erforderlich geschlagen worden war. Westseitig schließt
(auch wenn die interne Zuordnung der ein- es direkt an das Südtor der Altstadt („Ursu-
zelnen Funktionen zu überprüfen ist, z.B. linentor“) und an das Klosterareal an.
Verwaltung – Eingänge, Lehrerzimmer – An der Ostseite setzt – nach einer Baulücke
Unterrichtsräume), darüber hinaus soll von 8 m – noch ein Rest der Stadtmauer
jedoch durch einen ostseitigen Zubau Platz an, an deren Innenseite sich eine Zeile ein-
für jene Räume geschaffen werden, die im facher Wohnhäuser lehnt. Hier lässt sich
Bestand nicht untergebracht werden kön- noch etwas vom mittelalterlichen Weichbild
nen. Hierbei werden – damit das Raumpro- Brunecks erahnen: ein eng verbauter Bezirk
gramm berücksichtigt werden kann – meh- innerhalb eines wehrhaften Befestigungs-
rere Kellergeschosse erforderlich sein. ringes, inmitten freier, offener Landschaft.
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Wettbewerb Ursulinengebäude Bruneck – Wettbewerbe / Concorsi 73

Bemerkungen zum Verlauf bleibt einerseits ein großer Teil der beste-
des Wettbewerbes henden Fassade erhalten, andererseits wird
in jedem Stockwerk eine kurze interne Ver-
Das Kolloquium zwischen Koordinator, bindung zwischen Altem und Neuem her-
Jury und Teilnehmern war auch bei diesem gestellt, woraus sich ein gut funktionieren-
Wettbewerb sicher sehr hilfreich und hat des Erschließungssystem ergibt. Der Innen-
wesentlich zu einer Klärung von Fragen hof ist bei diesem Projekt – im Gegensatz
beigetragen, die in der Ausschreibung zu zu vielen anderen Wettbewerbsbeiträgen –
wenig eindeutig formuliert waren. Vorga- so dimensioniert, dass er nicht beengend
ben der Denkmalpflege wie z.B. die Maxi- wirkt und den anschließenden Räumen
malbaugrenzen für ober- und unterirdische genügend natürliches Licht zuführen kann.
Bauten sind sogar neu formuliert worden, Bemerkenswert ist die Idee, vom Ursuli-
um die Unterbringung des gesamten Raum- nentor einen niveaugleichen Eingang ins
programmes zu erleichtern. Haus zu schaffen. Er führt zunächst in eine
Die anfängliche Befürchtung, dass die Aus- gefällige Eingangshalle und weiter in ein
schreibung nicht genügend Spielraum für ringförmiges Gangsystem, das das ganze
unterschiedliche Lösungen lasse, hat sich Erdgeschoss einbezieht.
als unbegründet erwiesen. Bei 46 einge- Die neue Treppenanlage, die im Altbau vor-
reichten Projekten war die Jury mit einem gesehen ist, muss wohl aus Brandschutz-
Arbeitspensum konfrontiert, das noch zu gründen gegen die einzelnen Stockwerke
bewältigen war und eine seriöse Ausein- abgeschottet werden. Sie beansprucht auch
andersetzung mit jedem einzelnen Beitrag zwei Räume in den beiden Dachgeschos-
ermöglichte. Eine detaillierte Tabelle mit sen, was von der Vertreterin des Ursulinen-
den Ergebnissen der Vorprüfung wollte die klosters mit Bedauern zur Kenntnis genom-
Jury leider nicht als Grundlage für ihre men wird.
Arbeit verwenden, obwohl sie nur Angaben Besonders hervorzuheben ist die intelligen-
über die Einhaltung der Wettbewerbsbedin- te Lösung einer terrassierten Verbauung an
gungen und rein funktionelle Gesichts- der Reischacherstraße, durch die an der
punkte enthielt und noch ausreichend Frei- Südwestseite des Altbaues ein ganzes
raum für die architektonische Beurteilung Stockwerk freigelegt wird und für die neuen
gelassen hätte. unterirdischen Räume auf eine sehr ge-
Die Entscheidung der Jury stellt schlus- schickte Weise eine ausreichende natürliche
sendlich wieder einmal einen Kompromiss Belichtung garantiert wird. Die Aula Magna
dar zwischen den sogenannten Fachpreis- liegt sehr günstig, mit einem direkten
richtern einerseits, die eine überzeugende Zugang vom öffentlichen Platz. Sie ersetzt
Architektur favorisiert haben, und den Sach- die bestehende Außentreppe und könnte in
preisrichtern andererseits, deren Anliegen diesem Bereich das derzeitige architektoni-
funktionelle Räume gewesen sind. Da sich sche Erscheinungsbild wesentlich verbes-
in diesem Fall auch die drei Architekten sern. Der externe Zugang für die Turnhalle
unter den Juroren nicht auf ein Projekt liegt an der Reischacherstraße und ist nicht
einigen konnten, ist die Entscheidung für ungünstig positioniert.
den 1. Preis mit 4 : 3 äußerst knapp ausge- Nachdem dieses Projekt realisiert werden
fallen. Schwer nachvollziehbar ist, dass soll, erlaubt sich die Jury, auf jene Punkte
einige Projekte, die in der engeren Auswahl hinzuweisen, die bei der Erstellung des
für einen Preis gestanden sind, von der Ausführungsprojektes zu berücksichtigen
Jury bei der Vergabe von Spesenvergütun- wären: Beim Musikpavillon muss das
gen nicht berücksichtigt wurden. Projekt auf die Bauvorhaben der Gemein-
de Bruneck abgestimmt werden (öffentli-
Bewertung der Jury che WC-Anlagen, evtl. Unterführung unter
der Reischacherstraße, Neugestaltung des
1. Preis – Der neue Baukörper, der vor den Tschurtschenthalerparkes).
Altbau gesetzt wird, nimmt die Richtung Die Anbindung des Neubaues an das öst-
der vorgegebenen Baufluchtlinie auf und lich anschließende natürliche Gelände
schließt nur auf einer Breite von ca. 7 m an muss verbessert werden. Die Stützmauer
den denkmalgeschützten Bau an. Dadurch an der Straße ist weitgehend durch eine
74 Wettbewerb / Concorsi – Wettbewerb Ursulinengebäude Bruneck Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

Böschung zu ersetzen. Die Ostfassade des 3. Preis – Der Neubau wird in eigenwilliger
Neubaues sollte dahingehend abgeändert Weise diagonal vor den Altbau gestellt:
werden, dass sie sich deutlicher vom Altbau über einen schmalen „Knotenpunkt“ wird
abhebt. Für die Spezialklassen im 1. Unter- in jedem Stockwerk eine Verbindung zwi-
geschoss ist eine natürliche Belüftung an- schen Alt und Neu hergestellt. Ein großer
zustreben. „Versuchsräume“ dürfen lt. Art. Teil der denkmalgeschützten Fassade bleibt
99 der Schulbaurichtlinien nicht in unterir- erhalten, ein Ausblick vom Altbau in die
dischen Geschossen vorgesehen werden. anschließende Landschaft bzw. Altstadt ist
noch möglich.
2. Preis – Dieses Projekt fußt auf einem be- Die internen Wege sind kurz. Ein einziger
sonders klaren architektonischen Konzept. Aufzug bedient den ganzen Schulkomplex.
Der parallel vorgelagerte rechteckige neue Der Schulvertreter hebt besonders die
Baukörper neigt sich leicht nach außen. gelungene Gestaltung der Aula Magna mit
Das verleiht dem Neubau seine Unver- anschließendem Musikraum (= Bühne) und
wechselbarkeit und jene formale Eigen- des Zeichensaales hervor. Nachdem die
ständigkeit, die gerade beim Bauen in einer unterirdischen Bauten nicht direkt bis an
denkmalgeschützten Umgebung anzustre- die Reischacherstraße reichen, wäre die
ben ist. Auch wird durch die Schräge die Baudurchführung mit geringeren Proble-
Belichtung der bestehenden Ostfassade men verbunden als bei anderen Projekten.
optimiert. Einige Spezialklassen im Unter- Anzuführen sind einige Mängel bezüglich
geschoss müssten allerdings verlegt wer- der inneren Erschließung: die Eingangshal-
den. Die zu geringe Höhe des Zeichensaa- le an der Raingasse ist zu knapp bemessen;
les und der umständliche Zugang zum Zei- die Treppe in das Untergeschoss ist zu
chensaal werden vom Schulvertreter bean- schmal; der Zugang zur Aula Magna ist um-
standet. Im Bereich des Aula Magna sind ständlich; es fehlt die Fluchttreppe für die
umfangreiche statische Eingriffe geplant, Turnhalle. Für die Informatikräume ist keine
die in dieser Form kaum durchführbar sind. natürliche Belichtung vorgesehen. Die Turn-
Die Aula Magna ist zu klein. halle weist eine Höhe von nur 5 m auf.

1. Preis
Dr. Arch.
Rudolf Perktold
(Bozen)
Mitarbeiter:
Dr. Ing.
Giulio Lavoriero
(Steinmannwald)

1
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Wettbewerb Ursulinengebäude Bruneck – Wettbewerbe / Concorsi 75

1 Lageplan 1:1000
2 Erdgeschoss 1:750
3 Südost-Ansicht / Schnitt FF
4 West-Ansicht / Schnitt EE
5 Schnitt AA / Nord-Ansicht

3 3

5
76 Wettbewerb / Concorsi – Wettbewerb Ursulinengebäude Bruneck Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

2. Preis
Architekturbüro OfAS
office for archistructures
(Bozen)
Dr. Arch.
Alois Jobstraibizer
Mitarbeiter:
Dr. Arch.
1
Michael Comploj Purger
Cand. Arch.
Johannes Niederstätter

1 Erdgeschoss 1:750
2 Südost-Ansicht / Schnitt FF
3 Lageplan 1:1000

3
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 Wettbewerb Ursulinengebäude Bruneck – Wettbewerbe / Concorsi 77

3. Preis
dott. arch. Matteo Scagnol
(Brixen)
Mitarbeiter:
Arch. Sandy Attia

1 Obergeschoss 1:750
2 Südwest-Ansicht
1
3 Lageplan 1:1000

3
78 Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

a cura di Pier Francesco Bonaventura

textbausteine
Architetture di carta La vita, istruzioni per l’uso
Un condominio parigino è il teatro dell’am- aprire il rubinetto, tirare la catena dello
bizioso romanzo di Georges Perec (1936- sciacquone, accendere la luce, preparare la
1982), tradotto in italiano da Rizzoli e in te- tavola, qualche decina di esistenze simulta-
desco („Das Leben, Gebrauchsanweisung“) nee che si ripetono da un piano all’altro,
da Rohwolt. In novantanove capitoli si in- da un edificio all’altro, da una via all’altra.
trecciano – descritte talora con pedantesca Si barricano nei loro millesimi – è così che
precisione – le biografie degli inquilini pre- si chiamano infatti – e vorrebbero tanto che
senti e passati di un immobile haussmannia- non ne uscisse niente, ma per quanto poco
no dell’immaginaria rue Simon-Crubellier. ne lascino uscire, il cane al guinzaglio, il
Tra le tante storie, una fa da filo conduttore. bambino che va a prendere il pane, l’espul-
L’eccentrico inglese Bartlebooth, pittore per so o il congedato, è sempre dalle scale ch’e-
diletto, ha dato incarico a un coinquilino sce tutto. Tutto quello che passa infatti passa
artigiano, Gaspard Winckler, di scomporre per le scale, tutto quello che arriva arriva
ciascuno di una serie di cinquecento suoi dalle scale, lettere, partecipazioni, i mobili
quadri giovanili nelle settecentocinquanta che gli uomini dei traslochi portano o porta-
tessere di un puzzle. Bartlebooth passerà il no via, il dottore chiamato d’urgenza, il
resto della vita a ricomporli nel suo alloggio viaggiatore che torna da un lungo viaggio.
del terzo piano. L’analogia tra l’arte (e l’inuti- E’ per questo che le scale restano un luogo
lità) di preparare e comporre puzzles e il anonimo, freddo, quasi ostile. Nelle antiche
gioco delle vite che si dispiegano e si inter- case c’erano ancora gradini di pietra, rin-
secano è una delle chiavi di lettura di questo ghiere di ferro battuto, qualche scultura,
romanzo che occupò Perec per dieci anni delle torciere, una panchina a volte per dar
(1969-1978). L’appendice contiene, oltre a un modo alle persone anziane di riposarsi tra
indice dei nomi e a una cronologia indispen- un piano e l’altro. Negli edifici moderni, ci
sabili per orientarsi nel coacervo di storie sono ascensori con le pareti coperte di graf-
narrate da Perec, uno spaccato dell’immobi- fiti che si vorrebbero osceni e scale dette
le con i proprietari dei vari appartamenti. “di sicurezza”, di cemento grezzo, sporche e
sonore. In questo edificio, dove c’è un vec-
Capitolo I – Per le scale, 1 chio ascensore quasi perennemente guasto,
le scale sono un luogo vetusto, di dubbia
Sì, tutto potrebbe iniziare così, qui, in que- pulizia, che si degrada di piano in piano
sto modo, una maniera un po’ pesante e secondo le convenzioni della rispettabilità
lenta, nel luogo neutro che appartiene a tutti borghese: passatoia due volte spessa fino al
e a nessuno, dove la gente s’incontra senza terzo, spessore unico dal terzo in poi, per
quasi vedersi, in cui la vita dell’edificio si finire in niente negli ultimi due sotto i tetti.
ripercuote, lontana e regolare. Di quello che Sì, inizierà da qui: fra il terzo e il quarto
succede dietro le pesanti porte degli appar- piano di rue Simon-Crubellier numero 11.
tamenti, spesso se non sempre si avvertono Una donna sui quarant’anni sta salendo le
solo quegli echi esplosi, quei brani, quei scale; indossa un lungo impermeabile di
brandelli, quegli schizzi, quegli abbozzi, que- skai e porta in testa una specie di berretto di
gli incidenti o accidenti che si svolgono in feltro a pan di zucchero, un po’ sul genere
quelle che si chiamano le parti comuni, i secondo noi folletto, diviso a scacchi rossi e
piccoli rumori felpati che la passatoia di grigi. Un borsone di tela bigia, di quelli vol-
lana rossa attutisce, gli embrioni di vita garmente detti “chiava-e-via”, le pende dalla
comunitaria che sempre si fermano sul pia- spalla destra. Un fazzolettino di batista è
nerottolo. Gli abitanti di uno stesso edificio annodato intorno a uno degli anelli di
vivono a pochi centimetri di distanza, sepa- metallo cromato che legano la borsa alla
rati da un semplice tramezzo, e condividono tracolla. Su tutta la superficie della borsa si
gli stessi spazi ripetuti di piano in piano, ripetono tre motivi pseudo stampigliati: un
fanno gli stessi gesti nello stesso tempo, grosso orologio a bilanciere, una pagnotta
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 La vita, istruzioni per l’uso – Textbausteine / Architetture di carta 79

campagnola tagliata al centro, e una specie bili, si rivelarono talmente alte che Antoine
di recipiente di rame senza manici. Rameau dovette vendere tutto all’asta.
La donna guarda una pianta che tiene nella E già da qualche mese i mobili sono in Sala
mano sinistra. E’ un semplice foglio di carta, aste e da qualche settimana l’appartamento
le cui grinze ancora visibili testimoniano è stato rilevato da un’agenzia.
una piegatura in quattro, fissato per mezzo La donna che sale le scale non è la direttrice
di un fermaglio a un grosso volume multi- dell’agenzia, ma la sua vice; non si occupa
grafico: il regolamento di comproprietà di questioni commerciali, né di relazioni con
riguardante l’appartamento che la donna sta i clienti, ma esclusivamente di problemi tec-
per visitare. Sul foglio in realtà sono state nici. Dal punto di vista immobiliare, l’affare
schizzate non una, ma tre piante: la prima, è buono, il quartiere valido, la facciata in
in alto e a destra, permette di localizzare l’e- pietra da taglio, le scale discrete malgrado
dificio, pressappoco a metà di rue Simon- la decrepitezza dell’ascensore, e la donna è
Crubellier che divide obliquamente il qua- venuta a ispezionare più accuratamente lo
drilatero formato nel quartiere della Plaine stato dei luoghi, a buttar giù una pianta più
Monceau, XVII arrondissement, dalle vie precisa dei locali con, per esempio, dei tratti
Médéric, Jadin, De Chazelles e Léon Jost; la più marcati per distinguere le pareti diviso-
seconda, in alto e a sinistra, è uno spaccato rie e dei semicerchi con freccia per indicare
dell’edificio che indica schematicamente la in che senso si aprono le porte, prevedere i
disposizione degli appartamenti, precisando lavori e preparare un primo preventivo per
i cognomi di qualche abitante: signora il rammodernamento: il tramezzo che divi-
Nochère, la portinaia; signora de Beaumont, de lo stanzino da bagno dal ripostiglio sarà
secondo a destra; Bartlebooth, terzo a sini- abbattuto, per far posto a un bagno vero
stra; Rémi Rorschash, produttore televisivo, con vasca scalinata e water; le mattonelle
quarto a sinistra; dottor Dinteville, sesto a della cucina verranno sostituite; una caldaia
sinistra, così come l’appartamento vuoto, murale a gas cittadino, mista (riscaldamento
sesto piano a destra, occupato fino alla morte centrale, acqua calda), sostituirà la vecchia
da Gaspard Winckler, artigiano; la terza pian- caldaia a carbone; il parquet a pezzi e boc-
ta, nella metà inferiore del foglio, è quella coni delle tre stanze verrà rimosso e rim-
dell’appartamento di Winckler: tre locali che piazzato da una copertura di cemento a sua
danno sulla strada, una cucina e uno stanzi- volta coperta di thibaude e moquette.
no da bagno sul cortile, un ripostiglio cieco. Delle tre stanzette in cui Gaspard Winckler
La donna tiene nella mano destra un volu- ha vissuto e lavorato per quasi quarant’an-
minoso mazzo di chiavi, quelle di tutti gli ni, non resta molto. Quei pochi mobili, il
appartamenti visitati in giornata indubbia- piccolo banco da lavoro, la sega a due
mente; parecchie sono attaccate a porta- tempi, le minuscole lime, non c’è più niente.
chiavi fantasia: una bottiglia in miniatura di Sulla parete di camera sua, di fronte al
Marie Brizard, un tee da golf e una vespa, letto, vicino alla finestra, se n’è andato il
un pezzo di domino raffigurante un doppio quadro quadrato che gli piaceva tanto:
sei, e un gettone di plastica, ottagonale, nel figurava un’anticamera nella quale si trova-
quale è incastonato un fiore di tuberosa. vano tre uomini. Due in piedi, con la finan-
Gaspard Winckler è morto da quasi due ziera, pallidi e grassi, e sovrastati da cilindri
anni. Non aveva figli. Non gli si conosceva- che parevano avvitati sul cranio. Il terzo,
no parenti. Bartlebooth incaricò un notaio di anche questo vestito di nero, era seduto
rintracciare eventuali eredi. La sua unica accanto alla porta nell’atteggiamento di chi
sorella, Anne Voltimand, era morta nel 1942. aspetti qualcuno e impegnato a infilarsi un
Il nipote Grégoire Voltimand, era stato paio di guanti nuovi le cui dita aderivano
ammazzato sul Garigliano nel 1944, all’epo- perfettamente alle sue.
ca dello sfondamento della linea Gustav. La donna sale le scale. Fra poco, il vecchio
Al notaio occorsero parecchi mesi per sco- appartamento diventerà un grazioso picco-
vare un lontano cugino di Winckler; si chia- lo alloggio, doppio soggiorno + camera e
mava Antoine Rameau e lavorava in una servizi, vista, tranquillità. Gaspard Winckler
fabbrica di divani modulari. I diritti di suc- è morto, ma la lunga vendetta che ha ordi-
cessione, cui si aggiungevano le spese to con tanta pazienza, con tanta minuzia,
occasionate dall’accertamento dei successi- non si è ancora compiuta.
80 Oktober Ottobre 2000 turrisbabel 50

a cura della redazione

mailtb@archiworld.it
Comunicato stampa si stanno affacciando sulla scena della ge-
Ospitiamo in questa rubrica aperta ai stione dei concorsi: elevato numero di par-
lettori ed agli interventi esterni il comunica- tecipanti, tempi di valutazione ristretti ed
to stampa di un’interessante iniziativa di un crescente impegno per tutti. Come rea-
dibattito pubblico: una tavola rotonda sul gisce a questa situazione la pubblica ammi-
tema dei concorsi di architettura che si nistrazione, e come reagiscono gli architetti?
terrà a Bolzano il 30 novembre. Ci sembra Esistono nuove formule di concorso che
in questo modo di fare da tramite tra la possano ovviare a questi problemi? E’ pos-
pagina scritta (vedi tb 49 sul tema dei con- sibile oggi risolvere la situazione a livello
corsi) ed il dibattito vero e proprio che ci locale o bisogna ragionare a livello europeo?
auguriamo avrà luogo in tale occasione. Questi alcuni temi con cui s’intende stimo-
L’esperienza maturata nella nostra provin- lare un dibattito avanzato sui concorsi che,
cia nel campo dei concorsi d’architettura alla luce delle esperienze passate e delle
rappresenta un punto di riferimento d’a- nuove problematiche recentemente affiora-
vanguardia a livello nazionale, per il nu- te, porti ad una risposta a queste domande.
mero e la qualità dei risultati, ed anche in
Europa è citata come un esempio. Da: Silvia Alba
Dall’impegno e dal dibattito prodotto in <CarbonariMatteo@valsugana.com>
questo particolare clima è partito un fonda- Data: martedì 22 agosto 2000 – 17.18
mentale contributo per la promozione della Ho ricevuto con piacere il numero 49 di
cultura e della pratica del concorso, che si turrisbabel (il mio primo turris) e faccio i
sta diffondendo sempre più come lo stru- complimenti alla redazione. La foto di
mento più idoneo per puntare alla diffusio- copertina mi ha ricordato una novella di
ne della qualità architettonica. Michelucci sull’architettura:
La formulazione delle “Direttive per lo svol- “Io sono in un bosco ed in questo bosco
gimento dei concorsi di architettura” da vedo che c’è una capanna; piccola, molto
parte della Commissione concorsi dell’Or- piccola, mal ridotta, certamente abban-
dine degli architetti di Bolzano, confluita donata. Poi, avvicinandomi, mi accorgo
poi nella stesura da parte degli Ordini che non è abbandonata ma che c’è gente
nazionali di un “Decalogo nazionale sui dentro. Qualcosa si muove. C’è gente?
concorsi”, e l’imminente definizione di un Ma chi può abitare lì dentro? Quanta gente?
regolamento nazionale dei concorsi, rap- Una, due persone? Come mai? Allora mi
presentano risultati concreti e sono tappe avvicino più che posso e, ad un certo mo-
di un percorso che, anche se attraverso mento, attraverso una apertura che è nella
angolazioni e punti di vista diversi, dimo- capanna, vedo un’ala di un angelo che si
stra una tendenza unitaria. sta muovendo là dentro. Ecco la ragione!
L’ordine degli architetti di Bolzano e la com- Questo spazio non è adatto agli uomini.
missione concorsi promuovono ora una L’uomo (così come è) non arriva a capire
tavola rotonda con dibattito pubblico sul tutto quello può dare una capanna come
tema dei concorsi, a cui partecipano ospiti questa; un angelo sì. Allora significa che è
sia locali che europei. Si tratta di un’occa- l’uomo che deve cambiare. Bisogna acqui-
sione importante per mettere apertamente sire quella sensibilità per cui un oggetto,
e direttamente a confronto le esperienze, le anche una misera capanna, può diventare
opinioni e le aspirazioni delle diverse figure essenziale e non è mai lontano dalla no-
che ruotano intorno al sistema-concorso: stra possibilità di usarlo e di trasformarlo;
gli amministratori, gli architetti, i cittadini. poiché quell’angelo metteva a posto tutti
A pagina 80
Armando Ronca con Le condizioni di partecipazione e di svolgi- gli oggetti che stavano dentro quel picco-
Giordano Sabbadin e mento ai concorsi hanno subìto nell’ultimo lo ambiente e questa delicata operosità
Giovanni Sale, Bolzano
via Sassari, 1957-1961
periodo una rapida e profonda trasforma- gli permetteva di conquistare una spazio
(Foto: Ludwig Thalheimer) zione, e nuove domande e nuove esigenze sufficiente per vivere”. Fiesole 1990.
turrisbabel 50 Oktober Ottobre 2000 81

Evidentemente in Mauritania la delicata a cura di Mario Sbordone l’anno senza limitazione di numero. In via
operosità non è ancora andata perduta. esclusivamente dimostrativa è possibile
Riguardo allo spazio dedicato ai concorsi
voglio aggiungere un aspetto che mi pare Inter-nos riceverne uno a scelta gratuitamente al
proprio indirizzo di posta elettronica, men-
non sia presente nei vari contributi ripor- tre l’elenco delle nuove pubblicazioni è di
tati. Si tratta della partecipazione dei citta- Riportiamo in questa pagina gli indirizzi di libera consultazione.
dini. Oltre alla committenza pubblica e ai due siti di riferimento per quanto riguarda
progettisti, anche i fruitori dello spazio i concorsi di progettazione, quello di una
e delle attrezzature pubbliche devono aver testata on-line di architettura ed uno di un
voce in capitolo sia nella fase di definizio- interessante archivio progetti.
ne del contenuto del bando, che nella fase
di valutazione (…) www.archiworld.it – E’ la pagina del siste-
(Il testo in versione completa si può trovare ma telematico ufficiale degli architetti
sull’indirizzo: palomarascolta@libero.it) italiani, alla quale fa riferimento lo stesso
CNA, ed è molto ricca di informazioni
riguardanti i vari aspetti della professione,
gli Ordini Provinciali, la Previdenza, le
Università. Ospita anche una sezione con- www.archimagazine.com – Questo sito
corsi, i cui contenuti però non sempre sono presenta una vera e propria rivista di archi-
all’altezza delle aspettative, risultando per tettura interamente pubblicata on-line
lo meno fino ad oggi meno esaurienti di con diverse sezioni, quelle dedicate all’ar-
altri siti sullo stesso argomento. chitettura, al design, ai concorsi, alle mo-
stre e altrettanti articoli aggiornati inerenti
la materia. Di buona qualità per la rete il
materiale illustrativo dei progetti pubbli-
cati, e decisamente interessante la sezione
concorsi, suddivisi tra design e architettura.
La maggior parte dei bandi sono disponi-
bili in versione integrale e, cosa senz’altro
lodevole, la consultazione è gratuita.

oberon.iuav.it – E’ il sito dell’Archivio Pro-


getti dell’Istituto Universitario di Architet-
www.europaconcorsi.com – Il sito è intera- tura di Venezia, e contiene, oltre al catalogo
mente dedicato ai concorsi di architettura, che presenta gli interessanti materiali con-
suddivisi accuratamente per categorie servati all’interno dell’Archivio (in buona
geografiche (nazionali, europei, extraeuro- parte consultabili on-line), anche una sezio-
pei) e tipologiche (a partecipazione aperta, ne dedicata alle mostre, tra cui quella dedi-
ristretta, per studenti, etc,). Contiene anche cata al progetto dell’Ospedale di Venezia
informazioni sugli affidamenti d’incarico, le di Le Corbusier e quella inerente l’attività
gare di appalto, e vanta una notevole com- dell’Ing. Eugenio Miozzi. Una ulteriore
pletezza fornendo i bandi integrali e dove sezione è dedicata ai collegamenti con gli
possibile anche gli allegati. Si tratta però di altri archivi italiani di architettura ed infine
un sito a pagamento, infatti il servizio un’altra ancora a tutti gli archivi, i centri e
download bandi costa circa 100.000 Lire i musei di architettura di tutto il mondo.
Werbung in turrisbabel Pubblicità su turrisbabel
„turrisbabel“ ist die Kulturzeitschrift der Architekten- “turrisbabel” è la rivista culturale dell’Ordine degli
kammer der Provinz Bozen; es erscheint 3-4-mal im Architetti della Provincia di Bolzano. La rivista esce con
Jahr und umfasst ca. 80 Textseiten plus Werbung. 3-4 numeri all’anno, è composta di circa 80 pagine di
Das Heft liefert aktuelle und dokumentarische Informa- testo più la pubblicità. Contiene attualità e documenta-
tion zum Thema realisierte und gedachte Architektur, zione su architettura realizzata e progettata, arreda-
Wettbewerbe, Design und Inneneinrichtung in Südtirol mento e design in Alto Adige e fuori, offrendo informa-
und außerhalb. zione in questi settori. Ogni numero ha una tiratura di
Jede Ausgabe hat eine Auflage von 3.000 Exemplaren, 3.000 copie, che vengono spedite in abbonamento
die durch Postabonnement an alle Architekten und postale a tutti gli architetti e rappresentanti comunali
Gemeindevertreter, an öffentliche Ämter und Einrich- della provincia di Bolzano, alle amministrazioni e servizi
tungen, an die Presse, an Geometer, an Vertreter des pubblici ed a nominativi scelti tra geometri e ingegneri.
Bauwesens und der Wirtschaft der Provinz Bozen “turrisbabel” viene inoltre inviato a tutti gli ordini
geschickt werden. Außerdem wird „turrisbabel“ auch provinciali degli architetti ed ingegneri, agli organi di
allen Architekten- und Ingenieurkammern Italiens stampa ed a eminenti personalità del mondo impren-
zugeschickt. Sie haben also die Möglichkeit, für Ihre ditoriale e professionale. “turrisbabel” Vi offre la possi-
Produkte in „turrisbabel“ zu werben. Mit Ihrem Beitrag bilità di pubblicizzare i Vostri prodotti. Con il Vostro
unterstützen Sie die Diskussion und die Information contributo rendete inoltre possibile la discussione e
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gebaute Umwelt zum Inhalt haben. del nostro mondo costruito.

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