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CON LA SINISTRA ENIGMISTICA + EURO 3,70 CON LE MONDE DIPLOMATIQUE + EURO 1,70 SPED. IN ABB. POST. - 45% ART.

2 COMMA 20/ BL 662/96 - ROMA ISSN 0025-2158

ANNO XLI - N. 188 - MARTED 9 AGOSTO 2011

EURO 1,30

Il declassamento degli Usa trascina a fondo le Borse di tutto il mondo. Obama interviene a mercati aperti per arginare il collasso: Siamo un Paese da tripla A, non c pi niente da tagliare, ora la riforma del fisco. Ma Wall Street precipita ancora di pi dopo il suo discorso e per gli States si allunga lombra di unaltra recessione. LEuropa brucia 197 miliardi, la Bce salva i titoli di Stato italiani PAGINE 2,3,4,5,6
LA CRISI ITALIANA

Una dose di crack


IL GIOCO SI FA DURO
Mario Pianta

niziamo da due (piccole) buone notizie. Una viene da Bruxelles: Olli Rehn, Commissario europeo alleconomia, si convinto che emettere eurobonds - titoli europei garantiti dal bilancio dellUnione - sia una buona idea. Li vuole usare per stabilizzare il debito dei paesi fragili, mentre andrebbero destinati alleconomia reale, a finanziare la riconversione dellEuropa a uneconomia sostenibile; comunque un passo avanti, resta da convincere la cancelliera tedesca Angela Merkel. Laltra notizia viene da Roma: il Pd di Bersani si dichiara contrario a inserire nella Costituzione lobbligo del pareggio di bilancio. una norma che azzererebbe le possibilit di politiche economiche proprio quando sono indispensabili, nel mezzo di crisi e depressione; unimposizione tutta ideologica, venuta da Berlino e subito sostenuta, in un delirio quasi unanime sui media, da un arco che da destra arriva a Montezemolo e Veltroni. In Europa c qualche apertura a contromisure che cambino alcune regole del gioco - aspettiamo ancora la tassa sulle transazioni finanziarie e ieri gli acquisti della Bce di titoli di stato italiani e spagnoli hanno fatto scendere molto i tassi che dobbiamo pagare. In Italia, invece, il gioco si fa duro. Il vertice del Pd prova a smarcarsi da un pressing che potrebbe stritolarlo, quello del governo tecnico (sopranazionale) che c gi, annunciato dallex Commissario europeo Mario Monti sul Corriere della Sera. Il suo programma ultraliberista - stato scritto da Trichet e Draghi, lattuale e il prossimo presidente della Banca centrale europea: liberalizzazioni, svendita delle propriet e delle imprese pubbliche, meno protezioni sul mercato del lavoro e licenziamenti facili per tutti. CONTINUA |PAGINA 6

Le parti sociali domani da Tremonti. Senza la Cgil


Roberto Tesi

NEW YORK

AAA, il sogno di Obama non risolleva lAmerica


Giulia dAgnolo Vallan
NEW YORK

LA LETTERA DI TRICHET E DRAGHI

Tutte le privatizzazioni imposte da Francoforte: Eni, Iri, Terna, Cdp Occhio allacqua pubblica
GUGLIELMO RAGOZZINO |PAGINA 3

iulio Tremonti ha spedito alle parti sociali una breve nota. In una paginetta c scritto quello che occorre fare per ridurre il deficit per il prossimo anno all1,6 e poi tentare di azzerarlo nel 2013. Insomma, sono delineate alcune idee per la manovra aggiuntiva, che per il 2012 sar di circa 20 miliardi. Si tratta di ipotesi sulle quali stanno lavorando i tecnici del ministero dellEconomia e della Ragioneria generale dello stato. Forse Confindustria, Cisl e Uil ne sapranno di pi in anticipo visto che domani mattina Tremonti dovrebbe incontrarli, facendo fuori la Cgil. CONTINUA |PAGINA 2

America un paese AAA, non importa quello che dicono le agenzie di credito. Conciso, vagamente infastidito, e senza sostanzialmente aggiungere nulla di nuovo rispetto a quello che sta dicendo da una settimana a questa parte, il presidente Barack Obama ha parlato alla nazione in risposta allabbassamento del rating effettuato da Standard & Poors. Ma leffetto stato opposto: la borsa di Wall Street, gi in discesa in apertura, crollata. Il Dow Jones ha perso il 5,54%, il Nasdaq il 6,90%. I peggiori dati dal dicembre 2008. CONTINUA |PAGINA 6

LONDRA BRUCIA | PAGINA 8

LESTATE ISRAELIANA

Intifada sociale a Tel Aviv


Zvi Schuldiner unisi, poi piazza Tahrir al Cairo, la Spagna con un mese di rivolte, la Grecia. Ora Israele: a Tel Aviv, a Gerusalemme, i quartieri pi poveri si riversano nelle piazze centrali e tra la sorpresa di tutti - forse degli stessi manifestanti - centinaia di migliaia di persone manifestano per le strade gridando che vogliono giustizia sociale. Parole simili non si sentivano, in Israele, da almeno ventanni. Era dal 1989, dallo smembramento dellUrss e del blocco comunista, quando arrivato al culmine un processo cominciato dalla signora Margareth Thatcher in Gran Bretagna e da Ronald Reagan negli Stati uniti, che ci eravamo abituati a pensare che c un solo sistema che funziona leconomia di mercato. CONTINUA |PAGINA 8

MONDO IN NOIR

Suonata zingara nella citt blindata


PAOLA STACCIOLI l PAGINA 10

Giovani, arrabbiati e senza futuro Terzo giorno di rivolta


La polizia apre uninchiesta sulluccisione di Mark Duggan, che ha scatenato le violenze. Gli scontri, partiti da Tottenham, hanno oltrepassato il Tamigi raggiungendo Brixton

IL DELITTO DI GIBELLINA

Ludovico Corrao, larte della convivenza


GIANFRANCO CAPITTA l PAGINA 12

pagina 2

il manifesto

MARTED 9 AGOSTO 2011

UNA DOSE DI CRACK

Manovra
Pensioni sotto tiro e Tremonti propone un taglio delle agevolazioni fiscali, poi 3 miliardi dalle successioni. Forse aumenti Iva e una micro patrimoniale
Roberto Tesi iulio Tremonti ha spedito alle parti sociali una breve nota. In una paginetta scarsa c scritto quello che occorre fare per ridurre il deficit per il prossimo anno all1,6 e poi tentare di azzerarlo nel 2013. Insomma, sono delineate alcune idee per il varo della manovra aggiuntiva. che per il 2012 sar di circa 20 miliardi. Si tratta di alcune ipotesi sulle quali stanno lavorando i tecnici del ministero dellEconomia e quelli della Ragioneria generale dello stato. In quel foglietto, ovviamente, solo ipotesi e nulla di definitivo. Forse se ne sapr di pi domani alle 15 nellincontro tra governo e parti sociali. Forse Confindustria, Cisl e Uil ne sapranno di pi in anticipo visto che domani mattina Tremonti dovrebbe incontrarli, facendo fuori la Cgil. Il grosso della manovra (che sarebbe varata con decreto legge) riguarda un taglio di 10 miliardi alle agevolazioni fiscali, cio alle deduzioni e detrazioni di spese che annualmente vengono inserite nel 730. La manovra originale varata circa un mese fa prevedeva, in realt, la riforma (cio tagli allassistenza ( in particolare pensioni di invalidit e assegni per maternit) che costa allInps oltre 90 miliardi lanno. Ma si tratta di una manovra complicata e delicata che richiede tempi lunghi (e lunghi studi) per essere approvata. E allora Tremonti ha deciso di far scattare subito una tranche della clausola di salvaguardia varata dal parlamento a met luglio. La clausola consiste, per appunto, in tagli alle agevolazioni fiscali. Complessivamente queste agevolazioni costano al fisco (la cifra stata determinata recentemente da una commissione mista) circa 160 miliardi di euro. I tagli sarebbero lineari, cio in percentuale uguale per tutte le detrazioni o deduzioni. E altri 10 miliardi di agevolazioni fiscali verrebbero eliminate il prossimo anno se nel frattempo non venisse approvata la norma con i tagli allassistenza. Si tratta di tagli brutali che potrebbero anche essere sopportabili se ci fosse una riforma complessiva del sistema del welfare. Cos, invece, si fa solo cassa. Nota curiosa: i tagli delle agevolazioni per i contribuenti si risolvono nel pagamento di 10 miliardi di tasse in pi e in un aumento della pressione fiscale. Tremonti non pu sostenere di non metter le mani nelle tasche degli italiani. Un intervento che potrebbe cambiare la vita di molte persone quello previdenziale: sparirebbero gi da 2012 le pensioni di anzianit. Per il 2010 (la riforma fu varata da Prodi con Damiano ministro del lavoro) prevista la possibilit di andare in pensione a quota 96. Ovvero con 60 anni di et e 36 di contributi, oppure con 61 anni e 35 di contributi. Dal 2013 la quota doveva essere innalzata a 97 invece, ma con la nuova proposta, in pensione si potr andare (gli uomini) solo a 65 anni, oppure con meno anni, ma con 40 anni di contributi. Per le donne (gestione Inps), nulla cambierebbe. O meglio, si sta studiando un meccanismo di innalzamento dellet pensionabile un po pi celere di quello previsto dal prece-

Il ministro delleconomia ancticipa alle parti sociali le ipotesi alle quali lavorano i tecnici. Dal 2012 potrebbero sparire le pensioni di anzianit

Venti miliardi cercasi

dente decreto (i 65 anni a regime scatterebbero dal 2030) che porterebbe ai 65 anni nel 2020. Nella nota di Tremonti non previsto esplicitamente linnalzamento di un punto dellIva che (evasione a parte) porterebbe un maggior gettito di 9 miliardi. La paura - espressa in primo luogo dalla Confindustria - che possa dare una spinta allinflazione. Tuttavia se - come sembra - nel terzo trimestre il Pil dovesse segnare una variazione negativa (e i prezzi smettessero di crescere per il rallentamento globale delleconomia, come sta accadendo per il petrolio) l'aumento dellIva potrebbe essere varato. Non in forma lineare, ma tenendo ferma lImposta sul valore aggiunto di alcuni beni primari e aumentando di due punti lIva per altri beni; quelli di lusso (ma il gettito scarso) ma anche quelli nei quali lItalia subisce la concorrenza dei prodotti dei paesi industrializzati che lIva la pagano direttamente allimportazione con molte difficolt di evasione. Il piano Tremonti prevede anche una - molto piccola - riforma dellimposta di successione: verrebbero ridotti gli attuali massimali di esenzione che attualmente sono fissa-

ti in un milione per ciascuno degli eredi diretti. Con una riduzione di un 30-40 per cento del massimale dellesenzione, lerario potrebbe incassare nel 2012 circa 3 miliardi in pi. Altra novit: si sta studiando anche la possibilit di una patrimoniale. Ma si tratterebbe di una micro patrimoniale, e non di una patrimoniale generale sugli immobili e la ricchezza mobiliare che anche con una piccola aliquota frutterebbe almeno 15 miliardi. La micro patrimoniale allo studio colpirebbe solo le seconde case. In pratica si tratterebbe solo una super Ici (il cui gettito andrebbe allerario e non ai comuni) attuata elevando le rendite catastali e questo produrrebbe anche un maggior gettito Irpef. Circola anche una idea un po bizzarra: una specie di tassazione sulle transazioni finanziarie. Dovrebbe essere dello 0,5 per mille (50 centesimi ogni mille euro) e colpirebbe le transazioni realizzate non con i contanti (per i quali c un limite nei pagamenti fissato in 3.500 euro) ma quelle realizzate con bonifici, assegni, bancomat. Insomma, Tremonti sembra disposto a chiedere aiuto allinformatica che lascia sempre una tracciabilit.

Sbilanciamoci / LA CONTRO MANOVRA REGGE ANCORA

Patrimoniale prima di tutto e tagliamo subito dopo i Tornado


n parallelo con la manovra di Tremonti, anche Sbilanciamoci.org ha presentato la sua. Se Tremonti e gli altri ministri del Tesoro ogni anno riempiono una stagione politica e parlamentare con quella che un tempo si chiamava finanziaria e ora pi semplicemente manovra, da una decina di anni Sbil ne propone unaltra, diversa in tutto tranne che nella cifra complessiva. Tremonti in luglio parlava di 50 miliardi da suddividere su tre anni, lasciando furbescamente agli ultimi due il peso di gran lunga maggiore. La controfinanziaria, come stata chiamata per tanti anni, la contro manovra come la chiamiamo adesso ha invece una distribuzione dei tempi e dei pesi del tutto diversa. Il primo anno, 2012, riceve pi della met del peso. In questo - solo in questo - la contro manovra potrebbe ricevere il plauso della Bce e dei suoi capi presenti e futuri, Trichet e Draghi. Il manifesto ha pubblicato una pagina dossier dedicata al tema (E tempo di sbilanci, 1 luglio 2011) e riporta cos un passo del testo che racconta le misure previste: In questa crisi i ricchi non stanno pagando alcun prezzo...Il prezzo della crisi ricade sulle fasce pi povere della popolazione. Proponiamo perci una tassa patrimoniale... La tassa patrimoniale prevista arriva allo 0, 5% per i patrimoni superiori ai 3 milioni di euro. Le entrate sarebbero di 10,5 miliardi, tutti nel 2012. Intorno a questa misura una tantum altre permanenti e capaci di rendere un po pi progressiva o meno iniqua la distribuzione dei carichi fiscali nel paese; ritocchi sopportabili per i redditi maggiori e per tali da migliorare la fiducia della grande maggioranza della popolazione nelle istituzioni comuni. E chi si fida sar meno tentato dallidea di salvarsi individualmente, come fanno tutti. Di fronte allaumento del prelievo, per i redditi maggiori e per le rendite finanziarie che dovreb-

DATI OCSE

In giugno rallenta la crescita nellarea, lItalia maglia nera


Nuovi segnali di rallentamento della ripresa economica tra i Paesi avanzati, secondo i dati di giugno Ocse del superindice previsionale, sceso a 102,2 punti dai 102,5 del mese precedente. Spicca in negativo l'Italia, che ha subito il calo mensile pi consistente: meno 0,7 punti sulla penisola, a fronte dei meno 0,3 punti dell'area Ocse, mentre nel confronto su base annua il Composite leading indicators (Cli) a pi 0,6 punti per l'area Ocse, e a meno 3,1 punti per l'Italia. Germania e Francia hanno entrambe registrato cali di 0,6 punti su base mensile, mentre nel confronto annuo perdono rispettivamente 1,3 e 1,8 punti. Pi contenuta la flessione per gli Stati Uniti, che perdono 0,1 punti mensili ma su base annua restano positivi per 2,8 punti. Per il Giappone il superindice calato di 0,2 punti a giugno e di 1,3 punti su anno. Ancora una volta la tendenza all'inebolimento della ripresa non ha risparmiato i paesi emergenti, che pur non facendo parte dell'area Ocse, vengono monitorati in considerazione del peso che hanno raggiunto nell'economia mondiale. Il calo mensile pi forte stato registrato dal Brasile: meno 1,1 punti a giugno e meno 4,7 punti su anno. Per la Cina il superindice ha segnato un calo mensile di 0,3 punti, e una flessione annua di 1,4 punti, per l'India calato di 0,9 punti su mese e di 5,6 punti su anno, per la Russia calato di 0,3 punti su mese mentre nel confronto annuo resta positivo per 2,7 punti.

bero quasi raddoppiare, raggiungendo il livello europeo del 23%, dal 12,5% attuale, vi sarebbe un largo spazio ai tagli: spese militari, Tornado, Ponte sullo stretto e altre grandi opere; e cos via. Tremonti ha lasciato alla parte finale del triennio il carico maggiore, impegnando anche la legislatura che non gli compete, dopo le elezioni che si prevede e si spera, perder. E lo ha fatto furbescamente, come ha scritto nel suo testo Giulio Marcon, ispiratore della contro manovra. Lasciamogli la parola: La reintroduzione dei ticket, linserimento dei costi standard nella sanit, la ridulalternativa c zione dei trasferimenti tanto difficile mettere agli enti locali, il blocco insieme qualcosa che degli stipendi nella pubnon colpisca sempre i blica amministrazione, pi deboli, ma distribuilintervento sulle pensiosca lavoro e benessere ni stanno l a dimostrare a tutti con un po quanto ancora una volta di giustizia in pi? il prezzo della crisi pagato dalle fasce sociali pi deboli.... Invece di questo tipo di tagli che colpiscono la parte della popolazione pi esposta alla crisi, vi sarebbe un altro genere di tagli e di misure in positivo e Marcon ne ricorda alcuni: E necessario ridurre del 20% la spesa militare e cancellare il programma di 131 cacciabombardieri F35 (che ci costano pi di 16 miliardi di euro. Questi sono passi obbligati in tempo di crisi: in Germania e in Gran Bretagna sono state ridotte le spese militari, in Italia, ancora no. E servono misure per rilanciare leconomia attraverso un programma di "piccole opere" (cancellando Ponte sullo Stretto e Tav), di sostegno alla green economy (energie rinnovabili, mobilit sostenibile, agricoltura biologica, ecc.) di incentivo e difesa dei redditi, unica garanzia perch possa riattivarsi una domanda interna. In questo senso la lotta al precariato, il sostegno alle pensioni pi basse, il recupero del fiscal drag e il reddito di cittadinanza sono misure assolutamente necessarie in questa fase. Mentre la manovra di Tremonti spazzata via dalla Bce, come tempistica e contenuti , la contro manovra Sbil regge. Se ne accorgeranno alla Bce?

MARTED 9 AGOSTO 2011

il manifesto

pagina 3

UNA DOSE DI CRACK

Il dettato
IL CELEBRE SPETTACOLO KONTAKTHOF CHE PINA BAUSCH HA RIALLESTITO NEL 2000 CON BALLERINI TUTTI OVER 65 /FOTO LASZLO SZITO

Nella lettera fantasma inviata al governo italiano, la Banca centrale europea chiede soluzioni di forza e rapide, per decreto

I GIOIELLI DI FAMIGLIA

LA PROPOSTA Il 9 luglio il Sole24ore lanci la proposta di Perotti e Zingales: Bisogna riprendere le privatizzazioni (Eni, Enel, Poste, Finmeccanica, Rai) che - scrivevano i due - porterebbero 140 miliardi con un risparmio di circa 5 miliardi di interessi l'anno

PARTI SOCIALI Uno dei punti del documento delle parti sociali (Confindustria+banche+sindacati) caldeggia un piano urgente di privatizzazioni. Susanna Camusso, leader Cgil, costretta a dissociarsi: Su questo non siamo daccordo

RENATO BRUNETTA Dopo lubriacatura del referendum, il governo quasi sicuramente ripescher lart 23 del Decreto Ronchi, in unintervista al quotidiano di Confindustria il ministro rilancia la privatizzazione delle public utilities, senza l'acqua, specifica.

DA TESORO A TESORETTO Gi anche il presunto guadagno delle privatizzazioni perch sono scesi i valori delle societ, sia quotate (Eni, Enel, Finmeccanica, Terna) che non quotate (Poste, Ferrovie). Se il pacchetto valeva 140 miliardi ora ne pu valere 100.

BCE La Banca centrale europea spiega al governo italiano come tagliare deficit e debito, almeno un po

Vendete tutto: Eni e Iri, Terna e Cdp


Guglielmo Ragozzino n mese fa, si svolse la grande manovra salva-tutto messa in scena, con tanto di voti di fiducia, dal governo italiano; e approvata in un batter di ciglia dal parlamento responsabile. In quelloccasione sono stati calcolati gli introiti che le privatizzazioni messe in calendario per il triennio finale della manovra stessa avrebbero apportato. Il conto, molto ottimistico, di qualche specialista si aggirava intorno ai 140 miliardi di euro, purch si mettessero naturalmente sul tavolo tutte le perle del reame. A questo si aggiungeva che lammontare del prezioso tesoretto era pari a circa il 7% del debito pubblico, vicino ai 1.900 miliardi in quegli stessi giorni. I pi ottimisti facevano inoltre notare che ne sarebbe cos derivato un significativo alleggerimento in termini di deficit. Nelle settimane seguenti il tema privatizzazioni stato lasciato cadere, ma non perch fosse sopravvenuta la preoccupazione di perdere taluni strumenti decisivi, in mano al governo, per muoversi tra i potenti, in Italia e nel mondo; il fatto era piuttosto che lattenzione era ormai rivolta altrove. stato un bene, perch le eventuali privatizzazioni si sono assai ridotte di valore, sia quelle quotate in borsa: Eni, Enel, Finmeccanica, Terna, sia le altre, a partire da Poste, Ferrovie, Cassa depositi e prestiti o Cdp. Se il pacchetto valeva 140 miliardi ora vale 120 o 100, ammesso che qualcuno comperi bislacchi gioielli nostrani, a questi chiari di luna. Daltro canto anche il deficit destinato a salire, per gli interessi raggiunti ultimamente da Bot e Btp. Per essere estremamente fiscali, nel novero delle possibili privatizzazioni sarebbero da aggiungere le Fondazioni bancarie, cui molti si accostano con pensiero reverente e in un caso di smobilizzo accelerato, proprio per quellossequio, sono dimenticate; infine le societ di servizi pubblici che comuni grandi e meno grandi hanno messo insieme in una serie di puzzle molto pericolosi. Tutte piuttosto fragili, spesso indebitate, queste imprese non hanno rappresentato mai occasioni di straordinaria attrattivit, ma hanno vivacchiato, pa-

gando ai comuni di riferimento dividendi esagerati, come del resto hanno fatto per anni anche Eni e soprattutto Enel nei confronti del Ministero del Tesoro, loro maggiore azionista attraverso la Cdp. Le ex municipalizzate, fuse insieme, entrate nel mare della finanza, travestite in varie fogge, hanno dovuto affrontare il disastro del referendum; disastro dal loro punto di vista, naturalmente. Ma proviamo a immedesimarci nella situazione di una serie di gruppi finanziari, il cosiddetto sistema, cui faceva gola il business dellacqua e ora per lerrore di quegli ignoranti del refendum, come li ha definiti in un pubblico dibattito a Cortina ascoltato a radio radicale uno dei maggiorenti del sistema Cdp, ora va tutto a carte qua-

LA LETTERA

Il decreto di Francoforte commissaria il governo


Dovrebbe essere arrivata sul tavolo del governo tra gioved e venerd da cui la precipitosa conferenza stampa di BerlusconiTremonti il 5 agosto. La lettera inviata da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, attuale e futuro presidente della Bce, accoglie tutte le proposte di Confindustria ed un diktat allItalia in cambio dellintervento sui titoli di stato. Ad anticiparne i contenuti il Corriere della sera di ieri che scrive: laccordo fra le parti era di mantenerla riservata, e giudica il cos contenuto: se non un programma di governo poco ci manca.

Le privatizzazioni, prefigurate nella quasi lettera della Bce al governo, sono la prova di forza che ci attende
rantotto. Chi vuole pi, senza la gestione dellacqua, le societ un po squilibrate che rispondono a tanti sindaci, oltre che alla domanda di valore della borsa e in una piccola forma anche agli utenti? A questo punto si innesta la presunta lettera dei capi della Banca centrale europea, Bce. Dopo il caso della Grecia anche per lItalia privatizzare da subito o farlo dal 2013 non uguale, manda a dire la lettera della Bce a Berlusconi; cos scrive la mattina di ieri il Corriere.it e le smentite a sera non sono ancora arrivate. Prendendo il riassunto della lettera per buono (buono si fa per dire, naturalmente), occorre riflettere sulla smania della Bce per antieconomiche privatizzazioni in Italia. Il primo motivo quello di normalizzare cos il sistema italiano, ancora troppo poco liberalizzato. Le imprese del governo sono considerate troppo esposte alla cattiva politica degli intrighi e refrattarie alla buona politica della finanza universale. Le imprese del governo finiscono per diventare bastioni inavvicinabili in cui il lavoro prevale sul capitale, o almeno riesce a tenere le posizioni, diffondendo il cattivo esempio. La Bce quanto meno quella che appare dalla pseudo lettera richiede una soluzione di forza, con decreto, per evitare soverchie discussioni e perdita di tempo. C poi un secondo motivo, forse ancora pi importante. Occorre mettere in riga, attraverso governo e parlamento, quel paese di ignoranti o di squilibrati, che pretende di gestire la propria acqua e gli altri beni comuni; tutto quel popolo che incantato da una magia, due mesi fa ha votato in maggioranza per mantenere il diritto di gestire la propria acqua. Il rischio, temono alla Bce e dintorni, che il referendum italiano faccia scuola e sia imitato nellEuropa e nel mondo. E questo, per dirla tutta, non si pu sopportarlo.

GLI ACCORDI A BORDO DEL BRITANNIA

Quel tecnocrate in barca Draghi e il precedente 1992


Era il 2 giugno 1992, festa della Repubblica, quando a bordo del Britannia, il panfilo della regina Elisabetta, oltre centro tra banchieri, uomini daffari, pezzi da novanta della finanza internazionale anglo-americana (tra gli ospiti eccellenti anche George Soros), si incontrarono per un summit urgente organizzato straordinariamente al largo delle coste tirreniche, tra le acque di Civitavecchia e quelle dellArgentario. Argomento forte del meeting a bordo, le privatizzazioni. Le privatizzazioni italiane. Ai tempi di quella crociera sulla terra ferma andavano forte le inchieste di Mani Pulite e la prima Repubblica si apprestava a cedere il passo. A bordo si discusse anche di riforme, naturalmente. Ma soprattutto del programma di dismissioni da parte dello stato. Le privatizzazioni, ovvero come finanziarizzare il sistema economico italiano. C chi rintraccia in quel passaggio lorigine della finanziarizzazione del sistema economico nazionale, il momento in cui lindustria lasci il passo alleconomia di carta. A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, tra loro un giovane Mario Draghi, allora direttore generale del tesoro che nel suo discorso sostenne che il principale ostacolo ad una riforma del sistema finanziario in Italia era rappresentato dal sistema politico. Il ministro del Tesoro era Piero Barucci, il governatore di Banca dItalia Carlo Azeglio Ciampi, anche lui invitato a bordo del panfilo. A palazzo Chigi invece cera Giuliano Amato. Imbarcato anche Romani Prodi e il direttore di Bankitalia Lamberto Dini. E non finisce qui perch cera anche, lo ha confermato lui stesso solo di recente, anche lattuale ministro Giulio Tremonti. Solo come osservatore a bordo del natante di sua maest: Fu solo il prezzo da pagare per entrare tra i primi nel club delleuro.

PER DECRETO
Sulle liberalizzazioni la via indicata al governo italiano da Francoforte il decreto, l'iter pi rapido e indicato nei momenti d'urgenza. Di cui Berlusconi ha in effetti abusato in questa legislatura.

LAVORO
La Bce entra a gamba tesa e chiede una vera e propria svolta sui contratti di lavoro: meno rigidit nelle norme sui licenziamenti dei contratti a tempo indeterminato (in pratica labolizione dellarticolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ndr), interventi sul pubblico impiego, superamento del modello attuale imperniato sull'estrema flessibilit dei giovani e precari e sulla totale protezione degli altri, una contrattazione aziendale che incentivi la produttivit, anticipa il Corsera.

Lestate degli abbonati

PRIVATIZZAZIONI
LEurotower incalza lItalia anche sulle liberalizzazioni: anche in questo caso la Banca centrale europea chiede di avanzare il pi rapidamente possibile. Si parla di cessioni anche per le societ pubbliche locali.

a 40 anni ci tiriamo su le maniche va t- m la nuoizioneshliirtitata ed in


Potete acquistarla direttamente sul sito del manifesto al prezzo di 15 euro. Disponibile nelle taglie S, M, L, XL. Info 06-68719330 dal luned al venerd dalle 10.30 alle 18.00 mail: manpromo@ilmanifesto.it www.ilmanifesto.it

A tutti gli abbonati che durante lestate si trasferiranno per periodi di almeno quindici giorni, offriamo anche questanno la possibilit di ricevere il manifesto in vacanza. Basta compilare questo tagliando (in carattere stampatello) e spedirlo a: REDS fax 06 39762130 abbonamenti@redscoop.it via Bastioni Michelangelo 5/a - 00192 Roma

NEL BUNKER EUROTOWER


Dunque ieri giornata convulsa nella sala operativa della Bce a Francoforte. Gli acquisti di titoli italiani e spagnoli sono iniziati immediatamente in apertura e proseguiti a pi riprese fino alla chiusura dei mercati. Un'operazione concentrata e andata avanti tutto il giorno a colpi di tranche da 50 e 100 milioni di euro.

nome .............................................................................................................. cognome......................................................................................................... indirizzo attuale ............................................................................................ .......................................................................................................................... codici dellabbonamento ........................................................................... telefono ......................................................................................................... indirizzo estivo ............................................................................................. .......................................................................................................................... .......................................................................................................................... variazione dal .......................................... al .............................................
Il tagliando deve pervenire almeno dieci giorni prima della variazione

pagina 4

il manifesto

MARTED 9 AGOSTO 2011

UNA DOSE DI CRACK

Buongoverno

Per non fare la fine della Grecia, lItalia risponde alle richieste dellUe. Cicchitto: Luci e ombre, questo leuro

Bossi cede allEuropa


Minivertice tra il Senatr Calderoli e Tremonti che per non parla. Berlusconi atteso allincontro con le parti sociali
Iaia Vantaggiato
ROMA

l Governo non commissariato e non andremo al voto anticipato. Ipotesi - questultima - che il ministro per le riforme Umberto Bossi liquida con una sonora pernacchia di mezza estate. Ma almeno la lettera con cui Trichet e Mario Draghi - rispettivamente lattuale presidente della Banca centrale europea e luomo che a novembre prender il suo posto - chiedono allItalia lacrime e sangue esiste o no? S, quella vera ma noi ci eravamo gi mossi prima della Bce. Giulio diglielo anche tu. No, io non parlo afferma seminascosto da un cancello Giulio Tremonti che con Bossi e Calderoli ha partecipato ieri mattina a un minivertice proprio nella casa del Senatr per discutere della situazione economica e soprattutto per esaminare possibili misure salvaimprese. Assente Berlusconi - che in quel di villa Certosa attende il compleanno della figlia Marina per poi volare a Roma e presiedere quasi sicuramente allincontro di mercoled con le parti sociali - a Bossi che tocca difendere

Il Governo non commissariato e non ci saranno elezioni anticipate. Presto le riforme


lesecutivo non solo lodandone loperato ma anche spingendo a ch il Governo decida di anadre dietro un po allEuropa. Certo, ammette Bossi, Europa e Bce hanno avuto il loro peso nelle scelte che palazzo Chigi ha dovuto fare per affrontare la crisi e dunque un po anche vero che Europa e Bce ci condizionano ma lo fanno positivamente. Il ministro euroscettico si trasforma in fedele sostenitore dellUnione a condizione, per, che la Bce compri i titoli italiani. Nel frattempo a noi toccher fare tutte le riforme, finire tutte le riforme che stiamo preparando. E non si capisce bene se per mettere al riparo quel poco di raccolto via via raggranellato o per mandare un segnale allEuropa.. Per tanto tempo il Paese ha speso

pi di quanto poteva - ha dichiarato il leader del Carroccio - e un bel giorno la realt ha preso il treno ed venuta a trovarci. Un periodare quasi poetico che smorza il tono della pernacchia e che la dice lunga sul contenuto della letterina arrivata direttamente in Italia dallEurotower con posta prioritaria e solo un attimo prima che Berlusconi e Tremonti convocassero la conferenza stampa strordinaria di venerd scorso. Direzione e tabella di marcia, misure da adottare e tempi per attuarele riforme con una dead line che non scavalca settembre. Sulle liberalizzazioni si proceda per decreto e stessa fretta accompagni il programma di privatizzazioni che potrebbe anche prevedere la cessione di societ pubbliche locali. Tutto e subito, senza arrivare al 2013, anno in cui lattuale esecutivo ha messo in conto di pareggiare il bilancio. Ma far drizzare i capelli il punto in cui Draghi e Trichet danno la linea sul mercato del lavoro: norme flessibili per quanto concerne i licenziamenti in barba allarticolo 18, interventi sul pubblico impiego e contrattazione aziendale mirata ad aumentare la produttivit. Il Paese avvertito tanto che oggi alla vigilia dellincontro con le parti sociali - la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i leader di Cgil, Cisl e Uil - si siederanno intorno a un tavolo comune per un incontro separato mentre lipotesi di un cdm imminente non trova conferme ufficiali. Siamo comunque allo stato di massima allerta come sembrano confermare le parole del capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che quasi quasi in un commissariamento sembrerebbe sperarci. E invece ci troviamo - dice - di fronte allesistenza di fortissimi condizionamenti che riguardano tutto e tutti. Chi polemizza su questo nodo fondamentale o in malafede o non ha capito nulla delleuro, delle sue ombre e delle sue luci. E sta tutta qui la finta svolta di Umberto Bossi costretto dalleuro ad adeguarsi non solo allItalia ma anche allEuropa. Il su popolo, per una volta, sar costretto a gradire perch se la Bce non aiuta il Senatr, il Senatr non potr aiutare - come ha promesso - le piccole e medie imprese.

OGGI INCONTRO SEPARATO CON MARCEGAGLIA, BONANNI E ANGELETTI

Massacro sociale concordato con i complici Solo domani toccher anche alla Cgil
Loris Campetti e lo ordina l'Europa, dir domani Tremonti snocciolando tagli al welfare e alle pensioni pubbliche e private, disegnando nuove relazioni sindacali ancora pi penalizzanti per chi lavora, modifiche alla Costituzione e allo Statuto dei lavoratori, privatizzazioni e liberalizzazioni a go-go. Lo dir alla carovana dei suoi interlocutori, uniti (quasi solo) dal nome con cui vengono identificati: parti sociali. Parler ai vertici confindustriali, ai banchieri, ai cooperatori, agli artigiani, agli imprendotori agricoli e, naturalmente, alle confederazioni sindacali. Per ora si limitato a spedire loro una letterina ma gi oggi incontrer i pi fidati, Marcegaglia, Bonanni e Angeletti a Villa Madama (una residenza del Tesoro), cio la Confindustria e quei sindacati che il ministro d'assalto Sacconi chiama ora sindacati complici, ora sindacati riformisti. Fosse per Sacconi, la Cgil verrebbe tenuta decisamente fuori dalla porta, non solo oggi ma anche domani, ma questo atteggiamento non aiuterebbe certo Emma Marcegaglia che ha fatto di tutto per riportare Susanna Camusso ai tavoli che contano. Sarebbe un peccato per la presidente di Confindustria perdere la firma della segretaria della Cgil, convinta non senza qualche fatica a siglare prima l'accordo sulla riforma del sistema contrattuale, che non ha entusiasmato il suo sindacato, e poi il documento unitario presentato (proprio dalla Marcegaglia) al governo con i diktat delle parti sociali, che ha lasciato sgomente la base e buona parte del vertice della Cgil. Se vero che bisogner far pagare i costi della crisi a lavoratori, pensionati e giovani privi di ogni forma di rappresen-

tanza, fondamentale che la Cgil venga coinvolta, fino a farla diventare il terzo sindacato riformista, o complice che dir si voglia. Questa soluzione sarebbe ideale, una ciambella perfetta. Ma non tutte le ciambelle escono dal forno dei pasticceri con il buco. Un obiettivo pi facile da declamare che da realizzare, l'ingabbiamento della Cgil dentro una manovra classista destinata a provocare un massacro sociale. Una volta ribadito, come ha fatto Camusso, che il governo italiano commissariato dall'Europa e dalla Bce (e perch, la Grecia, la Spagna, il Portogallo, lIrlan-

INCHIESTA P3

Indagini chiuse, rischio processo per Verdini, DellUtri e Cosentino


Rischiano il processo Denis Verdini e Marcello DellUtri. La Procura di Roma ha chiuso le indagini sulla cosiddetta P3 e lipotesi di reato a carico dei due esponenti del Pdl associazione segreta volta a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali. Ai due contestato anche il reato di corruzione per il business delleolico in Sardegna dove coinvolto anche Flavio Carboni. La procura chieder poi il processo per il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci accusato di abuso dufficio in merito alla nomina di Ignazio Farris allAgenzia regionale per lambiente. Per i pm Cappellacci deliberava su istigazione di Carboni e Verdini, i quali a loro volta agivano previo accordo e in concorso con dellUtri e con Farris per la nomina di questultimo a direttore generale dellArpa. Caduta invece laccusa di corruzione. Lex sottosegretario Nicola Cosentino rischia il processato per diffamazione nei confronti dellattuale presidente della Campania Stefano Caldoro, prima che questultimo venisse scelto come candidato del Pdl alle regionali. Cosentino, insieme a Flavio Carboni, allex assessore di Napoli Arcangelo Martino e allex giudice tributario Pasquale Lombardi, avrebbero diffuso false notizie di contenuto diffamatorio su Caldoro. In particolare facevano pubblicare un articolo su un blog che riferiva della frequentazione di transessuali da parte del governatore.

Sgarbo di Tremonti a Susanna Camusso che dovr esprimersi sui tagli al welfare, alle pensioni e ai diritti dei lavoratori. Sulle privatizzazioni il no della Cgil gi arrivato
da?), la Cgil dovr pure pronunciarsi sui pesanti aggravi a una manovra gi ingiusta che domani saranno annunciati (e oggi anticipati ai soli compagni di merenda) dal ministro Tremonti. Difficilmente Camusso, ammesso che accetti di fare lospite poco gradita in seconda convocazione, potr alzare pi di tanto la voce contro la decisione di costituzionalizzare il pareggio di bilancio, proposta contenuta nel primo dei sei punti della parti sociali. In quel documento cera anche un inno alle privatizzazioni, contro cui pure Susanna Camusso si dichiarata contraria (lunico punto di disaccordo). E se vero che su spinta della Confindustria, al-

meno della sua parte pi intransigente, il governo annuncer lintenzione di assumere in decreto legge il modello contrattuale aziendale di Marchionne in deroga al contratto nazionale di lavoro, come risponder la Cgil? Va bene che Susanna Camusso non Maurizio Landini, ma forse c un limite a tutto. Ieri da Corso dItalia arrivata una nota della segretaria confederale Vera Lamonica, che in relazione alla minacciata scure sulle pensioni ha definito quella del governo una manovra nata iniqua e che diventa ancora pi cruda adottando misure che produrranno ingiustizie e diseguaglianze da respingere. Anzich colpire ancora una volta pensioni e assistenza (innalzamento dellet pensionabile delle donne nel privato e i tagli indiscriminati a tutto il territorio allassistenza, dallindennit di accompagnamento, alle pensioni di invalidit e di reversibilit), si recuperino le risorse necessarie dallevasione, dalle grandi ricchezze e dalle rendite. Parole chiare, che presupporrebbero lavvio di grandi iniziative di lotta nel paese, pi che lattesa di convocazione nella sala dattesa di Palazzo Chigi. Un altro provvedimento di cui ieri si parlato riguarda il precariato: gira unipotesi tremontiana non molto dissimile da quella sostenuta dallarea riformista del Pd, che prevederebbe un purgatorio di tre anni per i nuovi assunti (via larticolo 18, tanto per fare un esempio) con la garanzia di un contratto a tempo indeterminato. Puzza di americano, di doppio livello salariale e di penalizzazioni certe e subito e stabilizzazioni promesse. Alla Chrysler di Marchionne i nuovi assunti hanno diritti e retribuzioni ben diverse da quelli dei lavoratori pi anziani sopravvissuti alla cura del nuovo padrone italiano. Che risponder la Cgil?

MARTED 9 AGOSTO 2011

il manifesto

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UNA DOSE DI CRACK

E in tarda serata finalmente Obama chiama il Cavaliere. Si parla dei mercati e della Siria
MARIO MONTI Il presidente della Bocconi alla guida di un governo tecnico? A me come cittadino piacciono i governi politici, risponde al Tg5 linteressato. Ma in caso di emergenza risponderebbe s? Lemergenza spero venga presto superata, di chiamata spero proprio che non ci sia bisogno - dice ancora Monti - Se avessi sentito imperativa dentro di me la vocazione di far parte di governi, avrei risposto di s alla richiesta del centrosinistra, della Lega e del presidente Scalfaro dopo il ribaltone di fine 94 di guidare un nuovo governo. Ma risposi che sarei stato disponibile solo se anche il centrodestra di Berlusconi avesse dato il suo appoggio. Allo stesso modo ho rifiutato lofferta dello stesso Berlusconi di fare il ministro degli Esteri nel 2001 e di sostituire Tremonti alleconomia nel 2004.

CON LA PRIMA PAGINA DEL 6 AGOSTO IL QUOTIDIANO LIBERO SI MERITATO LA PALMA DEL CATTIVO GUSTO E DELLA STUPIDIT. MERKEL VIENE RITRATTA IN DIVISA DA SS E COI BAFFETTI ALLA HITLER PERCH LA DEUTSCHE BANK, BANCA PRIVATA, SI SAREBBE PERMESSA DI VENDERE I SUOI BUONI DEL TESORO.

GERMANIA-EUROPA

Niente allori per Merkel A Francoforte la borsa perde il 5 per cento


Guido Ambrosino
BERLINO

/FOTO EMBLEMA

PARLAMENTO Lapertura estiva far il pieno, il Pd vuole incastrare Tremonti

Tutti insieme inutilmente


Andrea Fabozzi iunione inutile, dunque affollata. Ci saranno tutti gioved mattina nella sala del Mappamondo alla camera dei deputati ad ascoltare il ministro Tremonti. Non solo i componenti delle commissioni affari costituzionali e bilancio di camera e senato (150 parlamentari) ma anche i segretari dei partiti con i vice, i capigruppo e tutti quelli pi o meno utili che vorranno dare il loro contributo di presenza. Levento decisamente di quelli in cui si nota di pi chi non c rispetto a chi c. Si torna a lavorare dagosto e con poco impegno (e zero spesa) lonorevole pu timbrare il cartellino anti-casta. Cos Alfano, Casini, Di Pietro, Rutelli ci saranno e ci sar anche Bersani con tutto lo stato maggiore del Pd. In aggiunta, non in sostituzione di altri parlamentari perch tanto non c niente da votare. Due tre ore e ci si rivede a settembre. Nellintenzione del Pd, bisogner incastrare il ministro delleconomia sulle responsabilit del governo. Tremonti dovr dare delle risposte sul commissariamento europeo e su dove pensa di trovare i venti miliardi che mancano. Attendiamo proposte concrete nellinteresse del paese, ha detto ieri il deputato democratico Boccia. Ma non andr cos. Ladunata dei parlamentari stata convocato per unaltra ragione, per consentire a Tremonti di riferire sulla riforma dellart. 81 della Costituzione. Riferire, nemmeno pre-

Gioved annunciati Bersani e Alfano. Ma in agenda non c la manovra, solo una generica discussione sul pareggio di bilancio. Una riforma che divide il Pd
sentare un disegno di legge perch il Consiglio dei ministri non ne ha parlato, tutto quello che si sa uscito da una conferenza stampa. Una volta ascoltato il ministro, e dichiarato qualcosa alla stampa, poi, gli onorevoli dovranno ricominciare da zero se e quando un testo di legge arriver in parlamento (alla camera, ha detto Gianni Letta). Dopo le ferie, con calma. Pi utile sarebbe stato far lavorare destate le commissioni competenti di Montecitorio in sede referente su una proposta del governo o del parlamento (sullarticolo 81 non mancano, ce n persino una di uno svelto senatore Pdl che lha presentata cinque giorni fa). Ma certo si sarebbe notato di meno. Tutto questo ammesso che la riforma dellarticolo 81 della Costituzione sia fattibile. Secondo il senatore Morando del Pd (Sole 24 Ore di domenica scorsa) cos: il vincolo del pareggio di bilancio pu essere scritto in Costituzione velocemente, addirittura nei tre mesi minimi previsti dalla procedura di revisione costituzionale. Senza ostruzionismo e senza referendum confermativo perch una riforma che trova tutti daccordo. daccordo anche una altro senatore

SINISTRA E LIBERTA

Vendola: firme contro il Porcellum e tutti in piazza il primo ottobre


Dal sito di Sinistra ecologia e libert, Nichi Vendola lancia una manifestazione nazionale a Roma per il 1 ottobre, e invita alla mobilitazione per la raccolta di firme a sostegno del referendum sulla legge elettorale, per labolizione del Porcellum. Non possiamo stare fermi e assistere a questa discesa agli inferi senza reagire, scrive il leader di Sel e governatore della Puglia, denunciando che nel contrastare la crisi economica si vuol curare lammalato con una medicina letale e in questo contesto appare esitante il profilo di alternativa delle opposizioni parlamentari in Italia. Anzi, aggiunge Vendola, la sinistra europea che appare incapace di guardare con coraggio a questa deriva e di reinventarsi. Mentre le giovani generazioni e parti rilevanti di opinione pubblica chiedono un segno tangibile, credibile, radicale di cambiamento. Allestimento di banchetti in tutta Italia per la raccolta di firme sul referendum elettorale, dunque (raccolta che il leader dellItalia dei valori Antonio Di Pietro ha gi lanciato sabato scorso dalla masseria di Montenero di Bisaccia), perch scontiamo anche la poca credibilit di una rappresentanza parlamentare ostaggio delle nomenclature di partito, dice il leader di Sinistra e libert. Ma anche, rilancia, una manifestazione in autunno, allinizio di ottobre, accanto ai movimenti, con i giovani, perch lindignazione diventi energia politica e culturale.

del Pd, Stefano Ceccanti, costituzionalista, che pure fa notare come il governo sia in ritardo perch gi a marzo con il patto Euro plus si era impegnato a recepire il vincolo del pareggio di bilancio previsto dalle regole del bilancio Ue - anche se non necessariamente con una legge costituzionale. Secondo Ceccanti va bene dunque la riunione di gioved, ma il parlamento dovrebbe contemporaneamente dare un segnale agli elettori, per esempio mettendo in calendario unaltra modifica costituzionale: la riduzione dei parlamentari. Invece, sostiene il responsabile economia e lavoro del Pd, Stefano Fassina, lidea di modificare larticolo 81 della Costituzione per introdurre il vincolo del bilancio in pareggio completamente sbagliata. La politica economica nazionale deve poter conservare una sua autonomia, ragiona Fassina, secondo il quale questo lorientamento del Pd e chi invece favorevole alla riforma parla a titolo personale. Dopo aver rinunciato alla politica monetaria (con la moneta unica europea) - aggiunge Fassina - decidere di rinunciare anche alle politiche di bilancio vorrebbe praticamente dire che la politica non deve occuparsi tout court di economia. Che poi quello che in qualche modo il governo cerca di dire, quando propone anche una seconda riforma costituzionale per stravolgere larticolo 41 e scrivere che nellattivit economica tutto quello che non proibito lecito. Una riforma, questaltra, tanto estremista e sgangherata che impossibile trovare qualcuno nel Pd disposto ad accettarla.

BRUXELLES-PARIGI La Bce compra titoli di Roma e Madrid. E Parigi potrebbe ora rischiare la sua tripla A

La Ue: LItalia e Spagna non hanno bisogno di piani di aiuti


n un terribile luned per le borse europee in cui Milano quella che per una volta ha perso meno, la mattinata si era aperta con messaggi al miele per lItalia di Silvio Berlusconi commissariata dallUnione europea. Italia e Spagna non hanno bisogno di piani di aiuti, aveva esordito la Commissione Europea attraverso un portavoce nel corso del briefing quotidiano con la stampa. Il commissario europeo agli affari monetari Olly Rehn venerd scorso ha sottolineato che i fondamentali economici di Italia e Spagna sono solidi e i due paesi hanno anche annunciato ulteriori misure per il consolidamento dei conti pubblici. Dunque, tutto a posto e niente in ordine, perch da l a poco sarebbe cominciata comunque una giornata nera. La Bce, che nelle settimane precedenti ha fatto sapere di non aver comprato titoli di stato dei paesi europei, questa volta intervenuta comprando titoli italiani e spagnoli. E infatti la Commissione europea esprimeva fiducia nelle

necessarie decisioni che la Bce ha preso e sta prendendo per assicurare la stabilit finanziaria dell'Eurozona, assicurava il portavoce dell'esecutivo di Bruxelles Olivier Bailly. Tutto questo mentre la francese Christine Lagarde, nuovo direttore del Fondo monetario internazionale, accompagnava la musica pro-Italia: Accolgo con favore le dichiarazioni della Banca centrale europea, dei leader di Germania e Francia e del G7, e il loro rinnovato impegno a prendere tutte le misure necessarie in modo coordinato per garantire la stabilit e la liquidit nei mercati finanziari. Questa collaborazione contribuir a mantenere la fiducia e stimolare la crescita economica globale. Nessuno ha smentito finora che a dettare le condizioni di questo salvataggio a Berlusconi sia stato il presidente francese Nicolas Sarkozy, dintesa con la cancelliera Angela Merkel. Un aut aut cui Roma si allineata: o accelerate i tempi della manovra, o la Bce non muover un euro. Ma

perch la telefonata di Sarkozy e non di altri? Probabilmente perch il presidente francese il politico che ha i rapporti meno cattivi con Berlusconi in Europa e anche perch il capo di un altro paese che in Europa non se la passa tanto bene. Dopo il declassamento del debito degli Stati Uniti da parte dellagenzia di rating Standard&Poors, in Europa ci si chiede se la prossima tripla A a cadere possa essere quella francese. Dunque, limperativo di Sarklozy: salvare Italia e Spagna per evitare di trovarsi in prima linea. Nella zona euro, la tripla A ce lhanno la Francia, la Germania, lOlanda, lAustria, la Finlandia e il Lussemburgo. Ma Parigi ha il deficit pubblico pi alto, il 7,1% del Pil, e un deficit primario del -3,1% contro il -1,6% dellOlanda, il -0,9% dellAustria e a fronte di uneccedenza della Germania dello +0,4. Per settembre, Sarkozy ha promesso una manovra durissima che toccher in particolare le pensioni. Con presidenziali allorizzonte.

iornata nera a Francoforte. Il Dax, principale indice di quella borsa, arretrato del 5%. Lo scivolone, sommato alle perdite della settimana scorsa, porta al 18% la perdita dei listini nellarco di dieci giorni. la pi grossa frana dalle turbolenze che seguirono nel 2008 al fallimento della banca americana Lehman-Brothers. Lintervento della Banca centrale europea, che ha acquistato titoli di stato italiani e spagnoli, ha consentito un parziale recupero dei loro corsi, ma non bastato a invertire la tendenza al ribasso, trainata dal declassamento del rating sul debito Usa. In mancanza di esiti soddisfacenti, la cancelliera Angela Merkel raccoglie ben pochi applausi per essersi spesa nel fine settimana a favore dellintervento della Bce sui titoli italiani e spagnoli, nonostante la forte contrariet della Bundesbank. Buona parte della stampa tedesca le ricorda che il debito italiano un pozzo senza fondo (cos la Welt) e che la Bce meglio farebbe a non accollarselo nemmeno in parte, per evitare che poi le banche nazionali dei singoli stati debbano ricapitalizzarla. Una trentina di deputati della coalizione di centro-destra condivide le obiezioni della Bundesbank. Proprio per rabbonire questa fronda, Merkel si vede costretta a insistere su segnali simbolici come lintroduzione di una norma frenadebito nella nostra costituzione, su modello tedesco: una bandierina che ha lunico scopo di rassicurare la sua opinione pubblica. Ben poca riconoscenza dallItalia. La nostra stampa lamenta il commissariamento del governo italiano, costretto a anticipare il calendario di riduzione del deficit sotto il diktat di Parigi e Berlino, spesso con toni di offesa suscettibilit nazionale. Fino al caso estremo, per volgarit e stupidit, della prima pagina di Libero di sabato scorso. Il quotidiano di Maurizio Belpietro pubblica una caricatura di Merkel in divisa da ufficiale delle SS, col teschio sul cappello e i baffetti alla Hitler. Titolo: La Germania ci attacca per dominare lEuropa. Locchiello recita Heil Merkel. I siti online tedeschi riproducono la copertina, e la nazional-populista Bild-Zeitung, che lascerebbe volentieri cuocere nel loro brodo gli spreconi del Sudeuropa, coglie la palla al balzo per bollare la nostra ingratitudine: Giornale italiano offende la cancelliera. Doppia ingratitudine, insiste il giornale, perch la poveretta ama trascorrere le sue vancanze in Italia. Solo domenica scorsa rientrata a Berlino da una settimana di vacanza a Solda, in Val Venosta, spesa anche in telefonate con Sarkozy per sbrogliare la matassa. Di qui il comunicato congiunto franco-tedesco di domenica sera, che ha dato luce verde allintervento della Bce a sostegno dei titoli di stato italiani e spagnoli. Vi si apprezzano le misure recentemente annunciate dallItalia e dalla Spagna per un pi rapido consolidamento del bilancio e per il miglioramento della competitivit. In particolare si considera di fondamentale significato lintenzione italiana di anticipare al 2013 il pareggio di bilancio, un anno prima del previsto. Segue lauspicio di un intervento della Bce, un passo che nei corridoi della Bundesbank viene considerato una pugnalata alle spalle: Francia e Germania confidano che lanalisi della Bce costituir un fondamento adeguato allintervento della Bce sui mercati secondari (la Banca centrale europea potr comprare Btp solo da banche e fondi assicurativi), qualora essa constati il ricorrere di rischi per la complessiva stabilit finanziaria nellarea delleuro. Non si sa quanti miliardi la Bce abbia speso ieri in questo intervento, comunque insufficiente a rovesciare il clima. La discesa del Dax a 5.923 punti, poco sotto la soglia dei 6000 che viene cosiderata una sorta di linea del Piave (solo qualche settimana fa lindice veleggiava oltre i 7000 punti), una brutta botta. Sulla flessione pesano anche problemi specificamente tedeschi. Proprio ieri il ministero delleconomia ha constatato che a giugno la produzione industriale diminuita in Germania dell1,1% rispetto al mese precedente. Il dato resta 6,9 punti sopra a quello dellanno precedente, ma la frenata, dovuta soprattutto a una flessione della domanda dallestero, potrebbe essere lavvisaglia di un esaurisi degli spazi per lexport made in Germany.

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il manifesto

MARTED 9 AGOSTO 2011

UNA DOSE DI CRACK


IERI, ALLA BORSA MERCANTILE DI NEW YORK/FOTO REUTERS

Wall Street malissimo. In Italia piccola riduzione dello spread con i Bund tedeschi, ma Milano chiude in negativo. Male tutte le piazze europee, mentre loro sale alle stelle
Galapagos in dal primo mattino, lattenzione dei mercati europei era rivolta a cosa sarebbe accaduto negli Stati uniti alla riapertura dei mercati. Le notizie, per, non davano molta speranza: gi nella notte Usa, i futures pentavano al ribasso e prevedevano per il Dow Jons una perdita attorno al 2%. Previsione ottimista, perch andata molto peggio. Per dare una idea del clima, sul sito della Cnn comparso a met pomeriggio un titolo significativo: Prima vendi e poi chiediti perch. E a vendere sono stati in molti, spinti dal timore di un raffreddamento delleconomia. Bizzarramente la riduzione del rating decisa sabato da S&P non sembra aver influenzato il mercato del debito sovrano: lenorme liquidit generata dalle vendite di azioni stata impegnata largamente nellacquisto di Bond. Tanto che il rendimento delle obbligazioni decennali sceso al 2,33%. Obama alle 13 (19 in Italia) con un discorso televisivo (su Afghanistan e sui temi economici) ha cercato di tranquillizzare i sui concittadini. Ma lintervento del presidente non ha assolutamente tranquillizzato. Anzi, subito dopo la conclusione le perdite si sono ampliate: il Dow Jones ha chiuso andando sotto del 5,54%, il Nasdaq del 6,90%, mentre lo S&P500 cedeva il 6,66%. Un crollo che non si vedeva dai tempi peggiori, quelli del dicembre del 2008. Intanto, sotto la scure di S&P sono finite le due principali societ di mutui: sia per Fannie Mae che per Freddie Mac, passati sotto il controllo del governo americano durante la crisi del 2008, stato ridotto il rating. Anche Warren Buffett non si salvato dalla scure di S&P che ha abbassato l'outlook sulla sua finanziaria - la Berkshire Hathaway - da stabile a negativo pur confermando il rating a Aa. S&P ha motivato la decisione di abbassare il rating con la significativa esposizione di Berkshire ai Treasury oltre che ai titoli delle agenzie governative. Quella di ieri stata una giornata nella quale successo di tutto. Anzi di pi. Prendiamo Piazzaffari: dopo unora dallinizio delle contrattazioni, lindice Mib (quello delle 40 magggiori societ) gudagnava il 4,2%, con vari titoli con progresso attorno al 10%. Ma gi in tarda mattinata c stato un ripiegamento e alla chiusura lo stesso indice aveva perso il 2,35%. Ovviamente Milano non stata uneccezione. Londra, che la scorsa settimana aveva perso quasi il 9,5%, ieri ha lasciato sul terreno un altro 3,4%; Parigi (-10,19% la scorsa settimana) in chusura era in rosso del 4,68%. Infine a Francoforte che veniva da un tonfo

ASIA

Tutti gi da Tokyo a Shangai, si teme unaltra recessione


Michelangelo Cocco
PECHINO

MERCATI In Italia gli acquisti di Btp non fanno il miracolo. Il panico diventa globale

Un tracollo per le borse Usa


del 12,42% la scorsa settimana, ieri il Dax 30 precipitato del 5,02%. Insomma, un disastro con le pessime notizie che marciavano assieme ai fusi orari: male le borse asiatiche, comprese le cinesi; malissimo la borsa russa: a Mosca lindice Rts ha chiuso con un ribasso del 7,87% e lindice Micex in rosso del 5,50%; male, come visto, le borse europee. Per capire quanto accaduto ieri, occorre dare una occhiata agli eventi del fine settimana. Uno su tutti: il declassamento da parte di S&P del rating del debito sovrano statunitense. E poi le difficolt italiane con lannuncio di una manovra anticipata per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Una manovra imposta dalla Bce che in cambio ha promesso il sostegno dei titoli del debito pubblico con acquisti sul mercato. Infine, a condizionare i mercati, il progressivo indebolimento della congiuntura confermato ieri dallennesimo crollo delle quotazioni del petrolio, scese fino a 81,3 dollari al barile. Una situazione che ha convinto molto investitori ad abbandonare il mercato azionario che nei prossimi trimestri (per qualcuno fino a tutto il 2012) non dar grosse sodisfazioni (dividendi e capital gain) per rifugiarsi nel reddito fisso o in altri investimenti estemporanei. Tipo loro. Ieri il metallo giallo fa fatto un nuovo balzo spingendosi fino a 1.713 dollari loncia a New York. Ma nel prossimo futuro la crescita potrebbe proseguire: JP Morgan ha alzato significativamente le stime sul prezzo dell'oro nel corso dei prossimi mesi a seguito del balzo dell'avversione al rischio registrata nel corso delle ultime settimane. Secondo la banca americana, il metallo prezioso arriver a costare 2.500 dollari l'oncia entro la fine dell'anno. La stima precedente di Jp

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PER CENTO la perdita della Bank of America dopo la minaccia dell American Group di intentargli causa per recuperare perdite per 10 miliardi di dollari

Morgan era che l'oro potesse arrivare a 1800 dollari l'oncia: il rialzo della previsione dunque del 39%. Ieri mattina la borsa italiana ha beneficiato degli effetti positivi di un intervento della Bce. Le quotazioni sono partite al rialzo e al rialzo stato anche landamento dei Btp con conseguente riduzione dei rendimenti. In pochi minuti lo spread con i Bund tedeschi sceso sotto i 300 punti (3,0%) fino a quota 284 per poi risalire in chiusura a 302 punti, il 19% in meno della chiusura di venerd. Un movimento analogo ha caratterizzato i buoni pluriennali spagnoli (Bo-

nos) visto che gli acquisto della Bce hanno interessato anche il debito pubblico di Madrid. Lo spread dei Bonos con i Bund tedeschi si sono attestati a un livello inferiore a quello dei Btp italiani. Non si sa esattamento quale sia stato limpegno finanziario della Bce e se lintervento proseguir anche nei prossimi giorni. I primi acquisti sono stati sergnalati verso le 10, ma gi prima cera stato un netto recupero dei Btp. In altre parole cera chi comprava nella certezza che lintervento della Banca centrale avrebbe portato a un ulteriore guadagno come, in effetti, stato.

USA Resta un paese da tripla A, per Buffet siamo da quattro A

Obama dice una verit: il problema la debolezza della politica


DALLA PRIMA
Francesco Patern
Ma una nuova recessione sarebbe pi dolorosa di quella del 2008, scrive il New York Times citando alcuni analisti, secondo i quali l'economia pi debole di quando entrata in recessione nel 2007. Anzi, la crescita stata debole e il terreno perso non stato recuperato, anche se la ripresa iniziata tecnicamente nel giugno 2009. Alzando gli occhi dalle borse, il presidente ha anche ricordato, con parole di lode, i trenta soldati americani rimasti uccisi sabato in Afghanistan, dove i talebani sono riusciti ad abbattere un elicottero, il colpo pi duro di questa guerra iniaizta quasi dieci anni fa. Non abbiamo bisogno dellopinione di unagenzia di credito per sapere che bisogna adottare un approccio equilibrato nella gestione della riduzione del deficit, o che una trattativa arenata al Congresso non evoca unimmagine costruttiva, ha affermato ancora il presidente e ha aggiunto: Warren Buffett ha detto che, se esistesse un rating con lA quadrupla, andrebbe sicuramente agli Stati Uniti. E infatti evidente che nessuno dubita della nostra capacit di ripagare i debiti, quanto piuttosto in discussione la funzionalit del nostro sistema politico. Nonostante le cifre in discesa che arrivavano da Wall Street nel corso di tutta la mattinata, Obama dichiarava che il mercato riconferma comunque il nostro credito come uno dei pi sicuri del mondo. La buona notizia, adesso che abbiamo messo da parte la questione del tetto del debito, che i nostri problemi sono risolvicatissimo sui tagli alla spesa raggiunto in cambio dellok repubblicano allaumento del tetto del deficit, Obama ha indicato i due passi successivi da fare: Una riforma delle tasse che chieda a chi se lo pu permettere di pagare il dovuto e dei modesti aggiustamenti di programmi sanitari come Medicare. Secondo laccordo promosso dal presidente e siglato da Camera e Senato il 2 agosto scorso, lincipit in direzione di quei passi arriver da una supercommissione bipartitica istituita appositamente per affrontare il problema del deficit. Ma, ha sottolineato il presidente, la proccupazione pi grossa rimane quella della disoccupazione, e della lentezza della ripresa economica. Per meglio affrontare la crisi, Obama ha auspicato lestensione di alcune riduzioni fiscali sugli stipendi e lestensione dei sussidi di disoccupazione. Per evitare che vadano perduti altri posti di lavoro e per riportare contante nelle tasche dei consumatori e gente nei negozi. Il presidente ha anche accennato a un piano dinvestimenti di lavori pubblici per riparare strade e ponti: Non si tratta di idee democratiche, ma di idee che anche i repubblicani hanno sempre appoggiato. Ci saranno sempre fattori economici che non possiamo controllare. Limportante come si reagisce a queste crisi, ha chiuso Obama evocando la storica determinazione dello spirito americano. I cittadini di questo paese sono la ragione per cui continuo ad essere ottimista, anche in un momento come questo. E che, da parte loro, quei cittadini, oggi, hanno zero strumenti per condividere quel suo stato danimo.

DALLA PRIMA
Mario Pianta
questo passaggio di sovranit il prezzo che si chiede allItalia di pagare per tranquillizzare i mercati e risparmiare (forse) 50 miliardi di euro in tre anni di costi aggiuntivi per gli interessi sul debito dovuti agli alti spread rispetto ai tassi pagati dalla Germania. Sotto la pressione dellEuropa, il governo Berlusconi (quello che crede di esserci ancora) prepara tagli senza precedenti a spesa pubblica e pensioni per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013. Le parti sociali industriali, banchieri, sindacati chiedono discontinuit politica, ma presentano un piano che per met ricalca quello di Trichet e Draghi. Tutti dimenticano che in questi decenni le liberalizzazioni non hanno portato a crescita e occupazione, ma solo a disuguaglianze e precariet. Tutti dimenticano che appena due mesi

fa gli italiani hanno scelto in quattro referendum di rifiutare la privatizzazione dellacqua, il nucleare e la giustizia fai da te; ora si parla di liquidare come saldi estivi beni e servizi pubblici. Dalla crisi lEuropa e lItalia possono uscire in un altro modo, ridimensionando la finanza, rilanciando produzioni sostenibili, redistribuendo la ricchezza. Lopposizione in parlamento, il sindacato, i movimenti possono definire questagenda diversa, disegnare un futuro comune, dare questi contenuti allo scontro delle prossime elezioni. In gioco ormai c molto di pi di qualche taglio al bilancio. Governi annunciati a mezzo stampa, programmi in lettere riservate, Costituzione da cambiare subito, risultati di referendum ignorati. Sembra un golpe di agosto contro la democrazia. Quella - fragile - italiana, ma anche quella - possibile - europea. La discussione sulla rotta dEuropa aperta da Rossana Rossanda sul manifesto e sbilanciamoci.info pi urgente che mai.

bili in tempi relativamente brevi. Lostacolo - ha ribadito ancora - non sta nei numeri o nella scarsit di idee, ma nella mancanza di volont politica a Washington, dove c ancora chi si rifiuta di mettere il benessere del paese davanti alle divisioni di partito e dellideologia. Collocandosi nuovamente nel suo miraggio favorito, quello di un ipotetico centro dove si praticano buon senso e larte del compromesso, Obama ha evitato per lennesima volta lattacco diretto ai repubblicani, che farebbero qualsiasi cosa per vederlo morto, e ha accomunato i due partiti al governo in unimmagine di pi generale disfunzionalita. Gli americani hanno attraversato moltissime difficolt negli ultimi anni. E lo hanno fatto con grazia. Il minimo che si possa chiedere che qui a Washington si lavori duro quanto hanno lavorato loro. Ricordando laccordo storico di appena una settimana fa e criti-

a riunione demergenza di domenica tra i banchieri centrali e i ministri finanziari del G7 non ha rassicurato le borse asiatiche che ieri, dopo il crollo di venerd scorso, hanno chiuso di nuovo in picchiata. Shanghai ha perso il 3,79%, Tokyo il 2.18%, Seoul il 3.82%, Sydney il 2.91%, Taipei il 3.82%, Hong Kong il 2.17%. Le parole dordine di chi dallo scorso fine settimana ha iniziato a ritirare dal mercato miliardi di dollari sono due: double dip e sell, sell, sell. Gli investitori temono la cosiddetta doppia caduta, unaltra recessione delleconomia a stelle e strisce dopo quella che, nel 2008, segu al crack della banca daffari Lehman Brothers. E quindi vendono le azioni per ricavarne contanti da parcheggiare nei tradizionali beni rifugio in attesa di nuovi investimenti. Non a caso oro e yen giapponese stanno schizzando alle stelle. Ieri Standard & Poors ha reso note le sue previsioni per lAsia. Secondo lagenzia di rating che ha scatenato la tempesta declassando ad AA+ i titoli del debito pubblico statunitense, una seconda crisi finanziaria colpirebbe lAsia pi duramente di quella del biennio 2008-2009. Per S&P la crescente domanda interna, il settore relativamente sano delle grandi aziende, abbondanti riserve in valuta estera e laumento del risparmio (con le eccezioni negative di Giappone, Nuova Zelanda e Vietnam) costituiscono altrettanti punti di forza del continente. Ma il suo tallone dAchille la dipendenza dalle esportazioni. Data linterconnessione dei mercati globali - recita la nota dellagenzia -, un inaspettato, brusco malfunzionamento nei mercati finanziari del mondo sviluppato potrebbe cambiare il quadro dinsieme. Lesperienza della crisi finanziaria globale del 2008-2009 mostra che le economie dipendenti dalle esportazioni con ampie esposizioni verso gli Stati Uniti e/o lEuropa subirebbero le ripercussioni economiche pi pronunciate. Nella classifica di S&P, tra i paesi che devono aspettarsi la mazzata pi dura figurano Pakistan, Sri Lanka, Fiji, Australia, Nuova Zealanda, Corea del Sud e Indonesia. Ogni mese le industrie asiatiche ricavano miliardi di dollari dallesportazione dei propri prodotti. Siamo ancora dipendenti dalla domanda statunitense ed europea - ha spiegato alla Bbc Arjuna Mahendran della banca HSBC - un rallentamento in queste economie causerebbe una caduta della domanda dei consumatori, e questo farebbe crollare il pilastro della crescita regionale. Ieri la Xinhua ha sferrato un nuovo attacco contro gli Stati Uniti, questa volta puntando lindice contro le loro esorbitanti spese militari. Da quando crollata lUnione Sovietica, gli Stati Uniti, rimasti lunica superpotenza mondiale, hanno utilizzato il proprio potente apparato militare per intromettersi ovunque negli affari internazionali, proponendosi come forza egemone ma senza preoccuparsi se leconomia potesse reggere questo tipo di politica. Ora, secondo lagenzia di stato, per Washington arrivato il momento di cambiare le sue politiche dinterferenza allestero. I leader della Repubblica popolare per - a parte il ministro degli esteri Yang Jiechi che laltro ieri ha dichiarato che il rischio di default del debito statunitense sta crescendo e che tutti i paesi sono chiamati a rafforzare la comunicazione e il coordinamento - continuano a tacere sul declassamento dei treasury bond di cui Pechino la principale detentrice. Per il Financial Times la Cina ha la coda di paglia: un valore dello yuan pi ancorato al mercato (e non tenuto artificialmente basso) avrebbe favorito unaccumulazione pi normale di riserve di valuta estera frutto delle esportazioni e il debito Usa non sarebbe stato cos tanto dipendente dal credito di Pechino.

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il manifesto

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ITALIA
ISLAM Dopo 20 anni di guerre sante Palazzo Marino incontra le comunit islamiche

Moschee di zona a Milano


Giorgio Salvetti
MILANO

icordate il magico mondo di Pisapie? Con un minareto che svetta sul Duomo di Milano al posto della bela madunina? La paranoia della moschea fu il segno della grottesca campagna elettorale milanese. Ma per la prima volta il ricorso continuo agli insulti e l'appello alle peggiori fobie su cui da sempre marciavano le destre si rivelarono un boomerang. Una salutare risata rilanciata in rete seppell i tragicomici tentativi di salvare la roccaforte berlusconiana e Giuliano Pisapia conquist cos Palazzo Marino. Due mesi dopo lo spauracchio della moschea si rivelato per quello che . Ieri a Palazzo Marino si tenuto il primo incontro tra la giunta e i rappresentanti delle comunit islamiche milanesi. Una riunione cordiale e distesa che finalmente, dopo venti anni di assurde crociate e guerre di religione, ha aperto un dialogo costruttivo per risolvere i veri problemi dei musulmani di Milano. Per il momento nessuno pensa alla costruzione di una grande moschea. Semplicemente si iniziato a discutere su come si possono rendere regolari, vivibili e funzionali i piccoli centri islamici di preghiera gi ora presenti nei diversi quartieri della citt. Solo in un secondo tempo eventualmente si penser dove, come e quando costruire un centro pi grande per tutti sul modello di Roma. La nostra giunta punta a una cittadinanza inclusiva ha aperto l'incontro il vicesindaco Maria Grazia Guida capace di valorizzare le pluralit per contribuire insieme a creare una convivenza pacifica e serena.

BARI SCONTRI DELL1 AGOSTO, DUE IMMIGRATI FERMATI Due immigrati fermati e un terzo ricercato: secondo la procura di Bari sarebbero loro i tre capi della rivolta al Cara di Bari-Palese, che il primo agosto scorso ha portato a scontri con la polizia, decine di feriti tra le forze dell'ordine oltre che al blocco per ore di due linee ferroviarie e della statale 16 bis alle porte di Bari. I due fermati sono Mohamed Osman, di 30 anni, proveniente dal Mali, e Idris Mohamed, di 35, proveniente dalla Libia e per questo soprannominato Gheddafi. I due sono arrivati a Bari dal centro di prima accoglienza di Lampedusa il 5 aprile scorso. Anche il ricercato ospite del Cara di Bari e, secondo gli investigatori, proviene presumibilmente del Mali. I tre sono accusati di istigazione a delinquere finalizzata alla rivolta e minacce perpetrate nei confronti dei restanti ospiti del Cara. OMOSESSUALI IN AUMENTO LE AGGRESSIONI VERSO CHI SI PROSTITUISCE A Roma, dopo il caso Marrazzo, la vita di gay e trans che si prostituiscono in strada, si fatta molto difficile. Bologna, invece, nell'immaginario Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) vista come una citt accogliente, non solo per il buon funzionamento dei servizi, ma anche perch, sotto traccia, la forte presenza omosessuale significa un maggiore mercato. Sono due elementi che emergono da unindagine qualitativa fatta dallArcigay tramite interviste (80 a persone Lgbt, 30 a operatori) e che ha riguardato cinque citt (oltre alla capitale e a Bologna, Milano, Napoli e Cosenza). Obiettivo: esplorare la vita dei senza fissa dimora e dei sex worker Lgbt per capire come l'orientamento sessuale e l'identit di genere vengano affrontate dagli operatori delle strutture del pubblico e del privato sociale, che offrono servizi a persone in condizioni di marginalit. Ad esempio, in seguito allo scandalo che ha riguardato l'ex presidente del Lazio, ha spiegato Rebecca Zini, ricercatrice e responsabile nazionale Salute per Arcigay, la vita in strada a Roma peggiorata. Per gay e trans, aumentata la paura: pi difficile lavorare, il rischio di aggressioni pi forte. Da questo punto di vista la citt si sta spopolando. Anche se la rete di assistenza funziona abbastanza bene.

ALLARME COLOSSEO

Campidoglio vs Mibac, la finta bomba scoppia


A. Di Ge. ra solo un finto ordigno quello trovato nelle vicinanze del Colosseo, il monumento-simbolo romano fatto evacuare in tutta fretta nel pomeriggio di domenica. Ma, alla fine, scoppiato lo stesso. Sotto forma di una miccia polemica che ha incendiato prima il Campidoglio, poi il ministero per i beni culturali, infine il governo tutto, col risultato di un rimpallo di responsabilit e di dichiarazioni al vetriolo uno contro laltro. Quel barattolo di acqua ragia con una batteria da cui fuoriuscivano due fili elettrici, piazzato in una buca lungo il percorso battuto dai turisti che affollano lAnfiteatro Flavio, costato caro al sindaco Gianni Alemanno, almeno in termini di credibilit e di autorevolezza. Soprattutto dopo il suo surreale exploit in merito alla sicurezza della capitale (monumenti in quanto obiettivi sensibili compresi), argomento che aveva cavalcato alla grande in campagna elettorale, assicurando ai suoi cittadini il polso di ferro. Sono sconcertato annuncia stizzito - perch ho scoperto che non ci sono i metal detector, tolti due anni fa e che le telecamere dentro al Colosseo non hanno funzionato. Una cosa inconcepibile, di cui ora chieder conto al ministro Galan. Unaccusa, neanche tanto velata e parte il ping pong: Campidoglio vs Mibac e viceversa. Chiamato in causa dal primo cittadino che fa gioca a fare lo struzzo, il sottosegretario Giro va al contrattacco. Quel sindaco che casca dalle nuvole non lo convince proprio. E opta per parole non concilianti: Sono sorpreso che Alemanno non sapesse che i metal detector al Colosseo sono stati rimossi anni fa. Lo sapevano bene anche i suoi addetti della polizia municipale che controllano larea immediatamente circostante al monumento, di pertinenza comunale. La soprintendenza speciale decise di rimuoverli perch riteneva che la sicurezza dovesse essere garantita assai prima del perimetro del Colosseo, in tutta larea circostante dovrebbe funzionare un sistema di telecamere del comune di Roma supervisionate da una centrale della polizia municipale che mi dicono invece essere di fatto inutilizzata e non operativa. E alla proposta di Alemanno di un coordinamento fra varie istituzioni, Giro risponde (forse ancora pi sconcertato del primo cittadino) che quel coordinamento fra il comune e il governo esiste gi, rappresentato come noto dal Prefetto e dal suo ufficio territoriale. Insomma, un dialogo impossibile. Di fatto, la bomba-non bomba alza il coperchio sul funzionamento della citt e apre un interrogativo inquietante sulla gestione del patrimonio, sulle competenze e sullaffidabilit della catena di controllo. Lincuria a trecentosessanta gradi. Anche per quanto riguarda il patrimonio di serie A, che nessun commissariamento di protezione civile sembra essere in grado di difendere, per esempio usando i soldi emergenziali (motivo per cui si sono messi sotto tutela monumenti e aree archeologiche) per gli impianti di sorveglianza. Adesso, per, c un deus ex machina: si chiama Diego Della Valle e con le sue Tods sar il salvatore del Colosseo.

PREGHIERA ISLAMICA IN STRADA A MILANO/FOTO TAM TAM

Prima si sistemano i piccoli luoghi di culto gi esistenti poi si vedr se fare la grande moschea
La prima scelta dunque di porre questo confronto come risorsa e non come questione di ordine pubblico. Parole sante che sarebbero quasi banali e che invece nella Milano post Moratti, Lega e ex vice sindaco De Corato, sembrano manna dal cielo. L'impegno ha spiegato Chiara Bisconti, assessore al benessere quello di creare luoghi di culto nei quartieri della citt per uscire dalla modalit delle soluzioni tampone che non sono degne di una citt come Milano. Diverse comunit sono costrette a pregare in luoghi non adatti. E infatti in questo momento ancora una volta le celebrazioni del Ramadan hanno dovuto trovare un ricovero d'emergenza al teatro Ciak. Per questo primo o poi si dovr pensare anche a un centro pi grande, ma per ora l'eventuale progettazione di una grande moschea non all'ordine del giorno. Non ci hanno posto immediatamente la questione ha precisato il vicesindaco e questa una cosa su cui riflettere. Nessuno pu dimenticare gli anni bui post 11 settembre quando bastava dire viale Jenner per spaventare mezza Italia. Quando fantomatiche cellule islamiche riempivano giornali e faldoni delle procure spesso senza alcun riscontro nella realt. Tempi ormai passati, ma continuamente rievocati ad arte per raccattare voti e consenso speculando sulla paura. Alla fine il ministro Bobo Maroni (con il plauso di Filippo Penati) per attaccare ancora viale Jenner in mancanza di fantomatici terroristi si era dovuto accontentare di accusare i fedeli di intralciare i marciapiedi perch in assenza di un posto degno finivano per pregare in mezzo alla strada. Da allora i musulmani sono costretti ad un pellegrinaggio infinito in luoghi di fortuna grandi e piccoli, dal Palasharp alle piccole palestre. Per le comunit musulmane milanesi l'incontro di ieri segna una svolta. Mai fino ad ora erano stati considerati cittadini con cui discutere. I diversi gruppi hanno dato vita al Caim, una nuova sigla con il compito di coordinare le diverse realt islamiche presenti a Milano. Portavoce del Caim Davide Piccardo, figlio di

Hamza Piccardo, portavoce dell'Unione delle Comunit e organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii). Soddisfatto dellincontro anche Abdel Hamid Shaari, direttore del centro islamico di viale Jenner: Oggi, finalmente, abbiamo avuto la piena cittadinanza. Prima pensiamo a sistemare i centri culturali che gi esistono, insomma cominciamo a sistemare le parrocchie, poi penseremo al Duomo. La sua frase per stata sufficiente per scatenare le destre che al solo annuncio dell'incontro avevano gi rilanciato la guerra santa contro Pisapia. Un disco rotto che al momento suona ancora stonato ma che sempre pronto a tornare di moda. Basta vedere ci che successo al mercato di piazzale Lagosta. Una signora italiana di 40 anni ha strappato il velo a due donne arabe perch la spaventavano e perch sosteneva - proibito dalle legge. Peccato che la legge invocata ancora non c'.

PARIGI

Basta preghiere sui marciapiedi


Basta preghiere sul marciapiede: i fedeli islamici del popoloso quartiere parigino della Goutte d'or, a forte maggioranza africana e maghrebina, potranno presto riunirsi in una ex caserma per i riti del venerd. Lo ha annunciato ieri il ministro dell'Interno francese, Claude Gueant. Le preghiere in strada sono una cosa non accettabile, direttamente attentatoria al principio della laicit, e bisogner che finisca, ha spiegato Gueant. La proposta di spostare nell'ex edificio militare la preghiera, che ogni venerd invade la stretta via di accesso alla Goutte d'or attirando la curiosit di parigini e turisti, ha gi ricevuto, sempre secondo quanto riferisce il ministro, il via libera dei responsabili del culto musulmano che hanno visitato i luoghi proposti giudicandoli assolutamente appropriati. Si convenuto che il 16 settembre questi locali entreranno in servizio, ha precisato ancora Gueant. Le preghiere musulmane sui marciapiedi a causa delle piccole dimensioni dei luoghi di culto, abbastanza frequenti a Parigi e Marsiglia, hanno scatenato dibattiti e polemiche. All'inizio dell'anno, la leader di estrema destra Marine Le Pen le aveva paragonate all'occupazione da parte dell'esercito nazista, attirandosi forti critiche da parte della comunit islamica e dell'opposizione di centro sinistra, ma anche di alcuni esponenti della maggioranza.

INTERVISTA Parla Brunetti, direttore delle risorse umane dellazienda dei trasporti milanesi

Atm, un tram chiamato desiderio


Marina Dalla Croce
MILANO

ata nel 1931, lAtm (Azienda Trasporti Milanesi) una societ per azioni di propriet del Comune di Milano. Pur con tutte le difficolt del caso non uno scherzo gestire il trasporto pubblico in unarea urbana che interessa 2,4 milioni di abitanti laddove i problemi legati alla mobilit sostenibile sono da tempo in cima allagenda politica dellamministrazione locale senza dubbio lazienda pi importante della citt. Oggi Atm strutturata in un Gruppo che conta, oltre alla Capogruppo, 14 societ e numeri importanti. 734 milioni di passeggeri trasportati ogni anno. 166 milioni di chilometri percorsi (la rete metropolitana la pi estesa dItalia con 79,3 chilometri di rotaie). E un fatturato che supera di poco i 900 milioni di euro allanno. Pietro Brunetti il direttore delle risorse umane di Atm, logico quindi parlare con lui della risorsa umana numero uno per unazienda che impiega oltre 9 mila persone: i lavoratori. I numeri dicono che in un periodo difficile come questo lAtm pu ben considerarsi unazienda sana. Atm una delle poche aziende di trasporto pubblico locale con i conti in ordine. Negli ultimi tre anni uno straordinario piano dimpresa, che ha sostenuto investimenti per oltre 770 milioni di euro, ha permesso di rinnovare flotta, impianti e infrastrutture, migliorando lofferta in termini di regolarit, affidabilit, sicurezza e comfort. Unazienda sana che investe anche sulle risorse? Certamente. Dal 2007, cio negli ultimi quattro anni, lazienda ha assunto quasi 2 mila lavoratori. Numeri che dimostrano un andamento fortemente anticiclico rispetto alla realt nazionale e internazionale del settore. Anticongiunturale anche la scelta sulla formazione. Il numero delle persone che partecipano ai corsi cresciuto del 148% passando da 4 mila a 10 mila unit. Vuol di-

re che in media ogni lavoratore ha fatto 2 giorni di formazione, un numero altissimo per qualsiasi azienda italiana delle nostre dimensioni. Stiamo formando anche nuove figure professionali, anche per coprire le esigenze della nuova linea metropolitana 5, sui nuovi treni non ci saranno i conducenti per cui servono nuove competenze, nuove figure di supporto. In tempi di crisi come questi, tocchiamo un tasto dolente, soprattutto per i lavoratori. Qual la politica retributiva dellAtm? Insomma, gli stipendi? Faccio un esempio. Un conducente appena assunto ha una retribuzione netta che parte da circa 1.100 euro per 14 mensilit, per arrivare fino a circa 1.300 euro, in relazione al tipo di turno effettuato. Con la massima anzianit arriver fino a 2.000 euro. Dal 2007, il monte retributivo destinato agli aumenti cresciuto del 25%. Ma soprattutto la distribuzione di questi aumenti che cambiata: mentre nel 2006 il 41% era destinato ai dirigenti e

il 59% a quadri e impiegati, nel 2010 questi ultimi hanno beneficiato del 92,6% della quota relativa agli aumenti, ai dirigenti andato invece solo il 6,4%. In pi, con lintroduzione del nuovo premio di risultato, un accordo firmato con i sindacati, a favore di tutta la popolazione aziendale, siamo riusciti ad abbattere sensibilmente lassenteismo in azienda. Premio nellordine di quale cifra? Dipende. Dal 2008 al 2010 il premio cresciuto del 134%: lo scorso anno raggiungeva i 1.052 euro. Questanno ulteriormente aumentato fino a 1.361 euro. Ma la cosa che mi preme di pi sottolineare lattenzione riservata ai lavoratori contrattualmente pi deboli, i giovani neo assunti o il personale in contratto di inserimento. A loro stato riconosciuto un incremento retributivo di un centinaio di euro circa, non poco su una busta paga base che si aggira sui 1.000 euro. Cos abbiamo cercato di ridurre il gap economico con il personale pi anziano. Ma veniamo incontro ai lavoratori non solo dal punto di vista economico. Cio? Con un sistema di welfare aziendale. Lanno scorso 83 figli di nostri dipendenti sono stati accolti nei nostri nidi aziendali, nelle sedi di Baggio, Precotto e Leoncavallo. Atm integra fino all80% della retta. Lazienda, per fare un altro esempio, contribuisce con un importo economico aggiuntivo rispetto allaspettativa per maternit o paternit pari al 30% sulla retribuzione mensile fissa, per un massimo di 180 giorni: nel 2010 ne hanno usufruito 1.953 dipendenti, fra cui 1.313 padri. Il sistema davvero articolato: va dalla sanit integrata ai campi estivi per i figli dei dipendenti, dalle ore retribuite per i collaboratori con familiari disabili, fino alle sale relax nei depositi. Siamo molto orgogliosi del nostro sistema di welfare aziendale. E in un momento delicato per tutti i lavoratori come quello dellattuale congiuntura economica lo siamo ancora di pi.

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il manifesto

MARTED 9 AGOSTO 2011

INTERNAZIONALE
Miriam Giannantina
DAMASCO

SIRIA Le forze di sicurezza ora puntano su Deir al Zoor, unaltra citt fuori controllo

el mirino ora c Deir al Zoor. Dopo Hama - dove da 9 giorni con il supporto di mezzi blindati pesanti e con luso di artiglieria lesercito e le forze di sicurezza stanno conducendo unoperazione che ha causato oltre 120 vittime civili - ora si tratta di riportare allordine la cittadina sulle sponde dellEufrate, capoluogo della regione pi ricca di petrolio ma con la popolazione pi povera tra le 14 province siriane. Come Hama, anche Deir al Zoor aveva visto manifestazioni con centinaia di migliaia di persone nello scorso mese, ed era scivolata fuori dal controllo dellautorit di Damasco. Le comunicazioni con Deir al Zoor sono state tagliate in questi giorni ed impossibile parlare con i nostri contatti. Dopo 9 giorni di assedio, domenica allalba i carri armati sono entrati nella cittadina e alcune aree sono state bombardate. I residenti raccontano di una grave situazione umanitaria: lospedale locale stato chiuso e i feriti vengono curati in casa, scarseggiano medicine e viveri. Una donna stata uccisi con i due figli mentre era in strada. Organizzazioni dei diritti umani parlano di oltre 50 vittime a Deir al Zoor e di 70 in tutto il paese. Il copione simile a quello gi conosciuto dalle altre citt assaltate dallesercito, a cominciare da Daraa - dove erano scoppiate le prime proteste 5 mesi fa. La giustificazione ufficiale rimane la stessa: le operazioni militari sono dirette contro bande di terroristi e criminali armati. Sabato il presidente Bashar Al Assad ha elogiato lesercito che sta combattendo contro criminali, poich dovere dello stato difendere i propri cittadini. Ieri il presidente ha anche nominato Dawood Rajiha nuovo ministro della difesa al posto di Ali Habib. Dallinizio delle proteste in Siria si combatte una guerra dellinformazione tra la narrativa ufficiale e quella dei manifestanti, resa possibile dalle restrizioni poste dal governo siriano allaccesso dei media. I media siriani continuano a non citare le vittime civili mentre enfatizzano le perdite militari. Dalla parte dei manifestanti, la fonte di notizie sono i video messi su youtube da attivisti diventati con il tempo

Loffensiva arriva allEufrate


FOTO DELLE MANIFESTAZIONI A QAMISHLY, NEL KURDISTAN SIRIANO, FATTE COL TELEFONINO DAGLI ATTIVISTI E INVIATE POI ALLAGENZIA REUTERS. QUI ACCANTO IL LEADER SIRIANO BASHAR EL ASSAD

PALESTINA

Hamas e Fatah tornano al Cairo, per parlarsi


Michele Giorgio l clima non pi quello costruttivo dello scorso aprile, quando sullonda della primavera araba il partito Fatah del presidente palestinese Abu Mazen e il movimento islamico Hamas raggiunsero unintesa a sorpresa, che li ha portati il 4 maggio a firmare una storico accordo di riconciliazione. Ma domenica a Nasser city (Cairo) le due parti almeno hanno ripreso a parlare, dopo due mesi - giugno e luglio - passati a scambiarsi laccusa di ostacolare la formazione di un esecutivo di unit nazionale e, quindi, la fine di quattro lunghi anni di frattura nello schieramento politico palestinese. A guidare due giorni fa le due delegazioni erano per Fatah Azzam al-Ahmad e per Hamas Musa Abu Marzuk, il numero 2 dellorganizzazione. I colloqui si sono focalizzati sui modi per mettere in opera laccordo di riconciliazione e in particolare sulla formazione del nuovo governo, la questione pi sensibile. E su questo punto non si sono fatti passi in avanti. Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zahri, ha ribadito che il suo partito serio e chiede lapplicazione dellaccordo del 4 maggio il pi in fretta possibile ma anche rilanciato laccusa a Fatah di voler nominare per forza lattuale premier dellAutorit nazionale palestinese (Anp), Salam Fayyad, capo del governo di unit nazionale. Unaccusa in verit fondata, perch le intese firmate a maggio escludono categoricamente che componenti dellattuale esecutivo possano far parte di quello futuro. Fatah da parte sua ripete che solo riconfermando premier Salam Fayyad si potr evitare il boicottaggio internazionale dellesecutivo FatahHamas, visto che il primo ministro in carica gode di stima e considerazione presso molti governi occidentali. Hamas si oppone anche perch i servizi di sicurezza dellAnp negli ultimi anni hanno dato la caccia senza sosta ai militanti veri e presunti del movimento islamico e incarcerato centinaia di persone (Hamas da parte sua ha preso di mira gli attivisti di Fatah a Gaza). Proprio la questione dei prigionieri politici una delle poche sulle quali le due parti hanno trovato un terreno comune. Fatah e Hamas si sono accordati per rilasciare tutti i prigionieri politici. In effetti lo avevano concordato anche a maggio, ma i detenuti sono rimasti in carcere di fronte alle esitazioni di Abu Mazen, subito messo sotto pressione da americani e israeliani che lo hanno minacciato Barack Obama in testa di attuare un duro boicottaggio nei confronti del governo con al suo interno Hamas (perch non riconosce lo Stato ebraico e non accetta gli accordi di Oslo). Stavolta le due parti assicurano che le cose andranno diversamente. Il movimento islamico e Fatah hanno inoltre deciso di formare un comitato per risolvere la delicata questione dei palestinesi di Gaza, alcune migliaia, che non possiedono il passaporto palestinese. LAnp sino ad oggi non ha fatto molto per aiutarli. Verr anche discussa la riapertura di associazioni e organizzazioni chiuse in Cisgiordania e Gaza durante la guerra a distanza di questi quattro anni. Sul terreno c anche la questione delle elezioni amministrative: lAnp le aveva rinviate per non turbare i negoziati con Hamas, poi ha fatto marcia indietro confermandole entro la fine dellanno solo in Cisgiordania. Un passo che ha fatto infuriare Hamas che vuole elezioni amministrative dopo la formazione del nuovo governo, quindi il prossimo anno, in tutti i territori occupati e non solo in Cisgiordania. Non chiaro quando avverr la seconda sessione di colloqui.

FRONTE DIPLOMATICO

I paesi del Golfo persico ritirano gli ambasciatori


La violenza della repressione messa in atto dal presidente Bashar al-Assad nei confronti delle manifestanti anti-governative inaccettabile ed per questo che l'Arabia Saudita ha deciso di ritirare il proprio ambasciatore da Damasco. quanto si legge in un comunicato diffuso da re Abdullah (nella foto) a spiegazione della mossa diplomatica alla quale si accompagna la richiesta di interrompere queste violenze prima che sia troppo tardi. Laltroieri anche la Lega Araba aveva diffuso un comunicato nel quale condannava duramente la violenta repressione della rivolta da parte del governo di Assad. Secondo quanto denunciato dagli attivisti, solo ieri 80 persone sono state uccise in seguito ai raid condotti dai militari nel centro e nell'est della Siria. Almeno cinquanta persone sono morte quando i carri armati e i veicoli carrozzati sono entrati a Deir al-Zour durante la chiamata della preghiera dell'alba. Altri 26 sono stati uccisi a Hula, vicino a Homs, e tra le vittime si conta anche un bambino di 10 anni. Gli attivisi hanno denunciato vittime anche a Idlibm, nel nord ovest della Siria. Secondo le organizzazioni locali per i diritti umani, sono almeno 1.700 i civili morti e decine di migliaia gli arrestati da quando sono iniziate le proteste a met marzo. AllArabia Saudita sono seguiti il ritiro degli ambasciatori di Kuwait e Bahrein.

Il governo parla di operazioni contro criminali. I video su YouTube mostrano carneficine


sempre pi professionali (ormai ad esempio viene sempre citato data e luogo).

strano cadaveri gettati in un fiume da civili armati, se gruppi di manifestanti siano ricorsi alle armi. Ed la domanda che puniamo ad alcuni attivisti e osservatori. Wasim, un coordinatore delle proteste ad Homs, categorico: Le proteste collettive sono pacifiche, la gente scende in strada senza armi, e sono rimaste tali nonostante le violenze delle forze di sicurezza. Ci possono essere episodi di vendetta individuale o di autodifesa. I soldati ammutinati sono armati. Ma se a Hama o ad Homs fosse in corso uninserruzione armata organizzata, i numeri delle vittime sarebbero diversi. Gruppi armati che cercano di approfittare del caos del paese esistono, magari legati al contrabbando di armi come al confine con il Libano o agli ambienti dellinsurrezione in Iraq contro gli americani, che il regime siriano ha sostenuto per anni con uomini e mezzi. Ma sono marginali rispetto alle migliaia di siriani che protestano pacificamente rischiando di essere ammazzati o arrestati, continua Samir.

Una protesta senza leader


In Siria la protesta resta senza leader, anche se nel corso dei mesi ci siamo organizzati meglio, abbiamo diviso i compiti, ci siamo coordinati con altre citt, continua Wasim. Questo un punto di forza, perch qualsiasi leader sarebbe subito arrestato. E poi questa generazione di attivisti cresciuta sotto un regime autoritario stanca di avere leader spiega Rami Nakhle, del Coordinamento dei comitati locali, piattaforma della proteste. I governi occidentali vorrebbero avere una lista di 20 nomi con cui parlare. Questa lista non esiste. Sar il risultato degli eventi, aggiunge Wisam Tarif, altro attivista. E la strada, fatta in maggioranza da giovani, la vera protagonista della protesta, diversa dalla tradizionale opposizione, una variegata composizione di intellettuali, difensori dei diritti umani, partiti curdi e islamisti, con cui pure, nel corso dei mesi ed attraverso varie conferenze, sono aumentate le occasioni di coordinamento.

ISRAELE La protesta cominciata a Tel Aviv si estende con slogan di giustizia inusitati

Il governo accusa criminali


Dopo la settimana pi sanguinosa (oltre 300 le vittime) dallinizio delle proteste, crescono le condanne internazionali contro le violenze del governo siriano - dal Consiglio degli Stati del Golfo alla Lega Araba, da Ban Ki Moon a papa Benedetto XIV. Le condanne pi pesanti giungono dal principe saudita Abdallah, che ieri ha richiamato il proprio ambasciatore per consultazioni come ha gi fatto lItalia, e dal primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, che ha finito la pazienza e inviato il proprio ministro degli esteri oggi in Siria con un messaggio forte. Ad Erdogan ha risposto la consigliera del presidente Butheina Shaaban anticipando che ascolter un messaggio ancora pi forte sulle evidenze di cospirazione violenta contro la Siria. Nel clima di crescente isolamento internazionale, il ministro degli esteri siriano Muallem ha annunciato che entro la fine dellanno si terranno elezioni legislative libere e democratiche. Ma se il focus su Deir al Zoor, operazioni militari sono state condotte anche a Marat Al Nauman vicino Idlib e nei dintorni di Homs, mentre carri armati restano a Hama e in alcune sone di Homs. Ieri stato arrestato a Damasco il noto oppositore Walid al Bunni. evidente che il regime vuole evitare lintesificarsi delle proteste durante Ramadan, ci dice Samir, unattivista di Damasco; in alcuni sobborghi caldi della capitale, come Moadamya e Berzeh, hanno vietato lingresso in moschea agli uomini dai 15 ai 50 anni. Ma nonostante tutto ci si ripetono manifestazioni in tutto il paese, soprattutto la sera dopo le preghiere del taraween. La domanda, cresciuta negli ultimi giorni nei media internazionali tra versioni contrastanti di filmati che mo-

Infine esplode lintifada sociale


DALLA PRIMA
Zvi Schuldiner
Negli ultimi 40 anni non avevo mai partecipato a una manifestazione come quella di sabato sera a Gerusalemme - perfino degli agenti di polizia che simpatizzavano con noi! Religiosi, laici, di destra, orientali e non, lavoratori molto semplici, professori univarsitari, cartelli con grande humor e lo slogan, ripetuto, vogliamo giustizia sociale. Slogan contro le privatizzazioni selvagge, scritte sulle tasse dirette (aumentare!) e indirette (abbassare!). Perfino una scritta inusitata in una citt nazionalista e fondamentalista come Gerusalemme: ebrei e arabi rifiutano di essere nemici, e rifiutano di essere schiavi. mai collegato con le questioni economico-sociali. Con poche eccezioni, il movimento pacifista si allontanato dalla questione sociale - e si guadagnato limmagine di nemico del popolo. Cos, per il candidato Benjamin Netaniahu nel 1996 era facile andare a dire agli abitanti delle zone pi povere di Israele che il tradimento della sinistra, con la sua (presunta) pace, si traduce nel dare posti di lavoro agli arabi, il nemico (in Giordania o in Egitto), a costo di lasciare disoccupati gli israelianiebrei. Il laburista Shimon Peres intanto teneva profique riunioni pubbliche con llite imprenditoriale - e ovviamente ha perso le elezioni. Il Partito comunista israeliano stato un tradizionale baluardo della popolazione palestinese-israeliana - ma non aveva un vero programma in campio sociale ed economico. La sinistra si manifestata quasi solo sul terreno del conflitto. Sono fiorite invece le organizzazioni non governative - riflesso naturale del neoliberismo. Curiosamente, diverse indagini scientifiche segnalano gi da anni, e numerose, che anche chi vota a destra israeliana nelle sue diverse versioni sarebbe favorevole a uno stato sociale pi avanzato. Negli ultimi anni sono comparse delle alternative alla Histadrut - la vecchia confederazione sindacale, burocratica, che ormai rappresenta un freno alla lotta di classe in Israele. Un esempio si avuto con il recente lungo sciopero dei lavoratori sociali: la dirigenza sindacale ufficiale ha negoziato con il governo un accordo che ha negato soddisfazione ai lavoratori pi giovani e precari, i quali hanno cercato invano di ribellarsi. In altri casi i lavoratori si sono organizzati in sindacati alternativi (che Histadrut odia e considera una minaccia, visto che difendono davvero i lavoratori pi vulnerabili). E poi: privatizzare significa vendere beni pubblici ma anche passare servizi pubblici in mano privata. La terza possibilit pi sottile: lo stato fornisce meno istruzione, sanit e cos via, e bisogna comprare questi servizi sul mercato libero. Negli ultimi 20 anni le uniche iniziative di edilizia a basso costo per conto del governo sono quelle dirette a colonizzare i territori occupati, e qui i prezzi sono aumentati in modo smisurato.

La rivolta comincia sotto le tende


Ora a tutti risulta chiaro che leconomia cresce, le esportazioni aumentano, i milionari sono sempre pi milionari, gli stipendi aumentano - ma non coprono il costo della scomparsa dello stato sociale. Mentre i prezzi sul mercato libero volano. Finch alcuni giovani si sono riuniti sotto delle tende a Tel Aviv per discutere il problema del caro-alloggi - e in un fulmine la cosa si estesa in tutta Israele. E dopo la casa hanno cominciato a discutere di istruzione, di sanit, di stato sociale... Il panico stata tutta la risposta del governo Netaniahu. La destra ha cercato di delegittimare londa che per diventata una marea. A Tel Aviv dopo tre settimane sono diventati 200 mila. A Gerusalemme laltra sera erano pi di 30mila. Quando ha parlato un rabbino progressista, gli applausi e ovazioni di un pubblico giovane ha fatto tremare la strada. Cos anche quando ha parlato lo scrittore palestinese-israeliano Said Cashua. Ottimismo? No, pesottimismo, come scriveva Emil Habibi. La destra gi annuncia terribili pericoli esterni - dalla crisi americana ai temibili complotti palestinesi. N esiste una forza politica capace di offrire una sponda a questa intifada sociale. per qualcosa qui cambiato, e la sinistra dovr registrare che si pu chiedere giustizia sociale, come oggi nelle strade, e questo includer giustizia per quanti subiscono il progetto coloniale nei territori palestinesi occupati nel 1967.

I pacifisti e il libero mercato


In Israele dalla crisi del 1985 le prescrizioni del fondo monetario internazionale e la concezione fondamentalista del mercato dominano in modo quasi assoluto. Governi del Likud, o laboristi, o entrambi, o di Kadima, via via hanno smantellato gli elementi di welfare state a favore delleconomia di mercato. Privatizzare stato uno dei dogmi dominanti della chiesa delleconomia di mercato - una chiesa che non ammette dubbio. E insieme, ridurre le tasse - ai ricchi, si intende, come fanno i nostri padroni a Washington - mentre aumentavano sempre di pi le tasse indirette. Solo la crisi cominciata nel 2009 ha rimesso in discussione a livello globale alcune delle immagini trionfali di questo sistema che doveva garantire crescita economica mentre nascondeva le diseguaglianze crescenti. Dopo la guerra del 1967, lopposizione politica ai diversi governi passata per un pacifismo spesso molto pallido, ma anche nelle sue versioni pi radicali questo pacifismo non si

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REGNO UNITO

Tottenham
LA SCENA A TOTTENHAM DOPO LE RIVOLTE/REUTERS IN BASSO MARK PERRYMAN

Gli scontri iniziati nel quartiere nord si diffondono in varie zone della citt. Almeno 215 arresti, feriti e danni. La rivolta oltrepassa il Tamigi e raggiunge larea di Brixton
t che esige risposte. incoraggiante che la Ipcc abbia aperto uninchiesta. Ma ai manifestanti non bastato e anche lopinione pubblica si chiede se non siano troppe le volte in cui la Met Police ha toppato senza pagarne le conseguenze. Mark Duggan infatti la terza vittima in sei anni. Nel 2005, sulla scia dellattentato terroristico del 7 luglio, un commando di poliziotti ha ucciso con sette colpi alla testa Jean Charles de Menezes, lelettricista brasiliano scambiato per uno dei possibili attentatori. Nel 2009, durante le manifestazioni contro il G20, Ian Tomlinson, un edicolante di 47 anni, morto per un attacco di cuore dopo essere stato strattonato, respinto e buttato a terra da un poliziotto che gli aveva impedito di tornare a casa dal lavoro. Il responsabile della polizia durante i disordini Adrian Hanstock ha per difeso loperato delle sue squadre dicendo che non ci sono stati segnali che la violenza fosse sul punto di esplodere.

Viola Caon
LONDRA

on un buon periodo questo per Scotland Yard. Lasfalto ancora caldo, i vetri ancora per terra e la puzza di bruciato si sente ancora per High Road, vicino Tottenham Hale a nord di Londra, ma per gli abitanti della zona non ancora abbastanza e le rivolte continuano senza sosta in tutta la citt. Dopo luccisione di Mark Duggan, ventinovenne cittadino britannico di colore, durante un insegumento in macchina mirato allarresto, Londra di nuovo diventata teatro di rivolte violente, come non se ne vedevano da anni. Tutto ha avuto inizio gioved scorso, quando Duggan, padre di quattro bambini, fuggito a bordo di un taxi a una pattuglia di polizia che lo inseguiva per arrestarlo. Secondo un primo rapporto della Met Police, Duggan aveva con s una pistola e un proiettile esploso stato ritrovato sulla radio della macchina della polizia. LIndependent Police Complaiant Commission (Ipcc) ha appena iniziato le indagini e non ha ancora stabilito quale sia stata la dinamica dellincidente. La morte di

Londra brucia ancora Terzo giorno di rivolta

Il sindaco Johnson allibito dalle scene di volenza nella citt e assicura che Scotland Yard chiarir
Una condanna unanime delle rivolte arrivata dalla politica e dalla famiglia di Duggan. Il sindaco Boris Johnson, che stato chiamato in causa spesso durante le rivolte al grido di dov Boris Johnson?, ha rilasciato una dichiarazione in cui si dice allibito dalle scene di violenza che si sono verificate a Tottenham e assicura che la polizia far di tutto per chiarire. Il Ministro degli interni Theresa May, che stata richiamata di corsa dalle sue vacanze statunitensi, si unita alla totale condanna di David Cameron: un tale disprezzo per la sicurezza pubblica e per la propriet sono assolutamente senza scuse e non saranno tollerati. Il rischio in tutto questo che ci si dimentichi da dove tutto questo iniziato. La famiglia di Mark Duggan, che non vuole parlare con la stampa, ha per ripetuto a pi riprese durante la manifestazione che Mark era un bravuomo e di sicuro non meritava di morire cos. Sui muri lungo High Road, i graffiti parlano da soli: Fuck the Police. volte non solo si sono espanse dalla zona nord di Tottenham alle zone limitrofe di Haringey, Enfield, Wood Green e Walthamstow, ma hanno oltreppasato il Tamigi, esplodendo anche a Brixton, dove vive una consistente parte della comunit africana a Londra. Ieri pomeriggio il quartiere di Hackney stato teatro di nuovi scontri: gruppi di giovani hanno assalito poliziotti e negozi, danneggiando le vetrine di diversi locali. I manifestanti hanno scagliato bidoni dell'immondizia e carrelli del supermercato contro gli agenti, che in tenuta antisommossa hanno risposto caricando i giovani che cercavano di circondare una zona intorno alla stazione di Hackney Central. Che la degenerazione seguita alla veglia per lomicidio di Mark Duggan sia pi il risultato di una situazione di per s degradata che ha preso il sopravvento sulla protesta pacifica fuori discussione, ma le parole del deputato Labour per la circoscrizione David Lammy, fanno pensare a una situazione di pi generale frustrazione per loperato delle forse dellordine. Sono scioccato e profondamente preoccupato per quello che successo a Mark Duggan, aveva detto gioved Lammy. C una forte ansia ora nella comuni-

La polizia apre uninchiesta interna sulluccisione di Mark Duggan, che ha scatenato le proteste
Mark Duggan, ucciso tanto brutalmente che sua madre non neanche riuscita a riconoscerlo come dicono alcuni testimoni, ha subito suscitato scalpore nella comunit che si infatti radunata ad High Road sabato sera per una veglia in suo onore. Non posso credere avesse una pistola, ha detto la sua compagna storica, che ha per ammesso che Duggan era diventato paranoico dopo la morte di un suo cugino per accoltellamento qualche mese fa. Quella che segue dalle 20.30 di sabato sera la storia di una rivolta di popolo e di atti di vero e proprio saccheggio e vandalismo che hanno portato allarresto di 215 persone e al ferimento di 26 poliziotti e 3 dimostranti. La veglia per Mark era pacifica, dice una ragazza che ha partecipato fin dallinizio, poi dalle 8-8:30 sono partiti i primi lacrimogeni e bombe carta ed iniziato il delirio. E di delirio vero e proprio si trattato durante entrambe le notti di sabato e domenica in cui una manifestazione di cittadini che chiedevano chiarezza si trasformata in unoccasione per molti per fare irruzione in edifici pubblici e saccheggiarli di qualsiasi cosa. Supermercati, negozi di abbigliamento, centri di telefonia. Gli abitanti di Tottenham hanno letteralmente preso dassalto qualsiasi cosa. Vivo proprio di fronte al centro commerciale di Haringey [poco pi a sud di Tottenham ndr] e ho potuto vedere piuttosto bene cosa stava succedendo, scrive Karen, una ragazza che ha offerto la propria testimonianza al Guardian. Erano pi o meno in trenta ed era chiaro che fossero un gruppo di ragazzi che stavano approfittando della confusione generale e anche se nessuno si fatto male, stata una scena terrificante. Nella notte tra domenica e luned le ri-

Mark Perryman/ SCRITTORE BRITANNICO ESPERTO DI TIFO E VIOLENZA

la protesta di giovani senza futuro che urlano al mondo la propria rabbia


Cristina Cecchi rande tifoso del Tottenham Hotspur, autore di diversi libri su tifo e violenza, abitante di lunga data del quartiere, Mark Parryman ha una sua interpretazione di quello che sta accadendo nel quartiere a Nord di Londra: lomicidio del giovane Mark Duggan ha scatenato la rabbia di persone tagliate fuori dal mondo che ribellandosi vogliono essere notate e ascoltate. Quali sono quindi le cause principali di una protesta di queste dimensioni? Vorrei dire solo una cosa. Io mi sono trasferito a Tottenham 25 anni fa, nel 1996, e il quartiere era famoso per due cose: la sua squadra di calcio, e le risse con la polizia. Venticinque anni dopo niente cambiato. A questo aggiungerei che ora ci troviamo in un periodo di recessione in cui gli animi si scaldano facilmente. Quindi le proteste possono essere in qualche modo collegate ai piani di austerit decisi dal governo? No, non idealizzerei la situazione. I giovani che protestano non sono assolutamente politicizzati: non hanno particolari rivendicazioni, non chiedono un dialogo con lautorit. Semplicemente non hanno futuro, si sentono ignorati. Facendo le rivolte vogliono essere notati, vogliono che si parli di loro. E oggi molto pi semplice essere notati di quanto fosse 25 anni fa. Basta tirare una molotov, dare fuoco a un palazzo, fare una foto col telefonino e twittarlo che il tuo gesto rimbalza in tutto il mondo. Il deputato David Lammy ha sostenuto che molte persone sarebbero venute da fuori con lidea precisa di creare il caos, approfit-

SCOTLAND YARD Gradimento ai minimi storici


Per Scotland Yard questo non proprio un momento facile. Meno di un mese fa il suo capo Sir Paul Stephenson si era dimesso in seguito allo scandalo delle intercettazioni del News of the World. Dopo la pubblicazione di svariate storie di agenti corrotti, la popolarit della forza di polizia pi celebre al mondo ai minimi storici e l'ultima cosa di cui ora avrebbe bisogno un'inchiesta sull'uccisione di un sospetto spacciatore. Pare che gli agenti volessero compiere un arresto preventivo nei confronti di Duggan in vista del carnevale di Notting Hill a fine mese, un evento durante il quale circolano numerose sostanze stupefacenti. Secondo altre voci circolate nelle ultime ore, la miccia che ha fatto esplodere i disordini di sabato notte a Tottenham sarebbe stato il pestaggio da parte di alcuni agenti di una ragazzina di 16 anni. Alcuni sostengono che la giovane abbia tirato alcune pietre alla polizia, altri invece che si sia semplicemente avvicinata agli agenti per parlare con loro. Fatto sta che gli agenti avrebbero risposto prendendola a manganellate e per questo motivo la gente avrebbe a sua volta attaccato la polizia. Un video su YouTube mostra gli agenti scontrarsi con una manifestante, mentre i presenti urlano: solo una ragazzina.

tando di una protesta legittima e pacifica. anche la sua lettura dei fatti? Il problema di molti politici che stanno commentando i fatti che sono completamente disconnessi dalla realt che descrivono. Lo stesso Lammy, che deputato del luogo, un giovane e brillante avvocato nero che ha studiato a Yale e che socialmente non ha alcun contatto, n pu averne, con i protagonisti della rivolta. Mi sta dicendo che respinge lanalisi di Lammy? Dico che sempre cos: quando ci sono delle rivolte, i commentatori e i politici agitano subito lo spettro degli agenti provocatori esterni. Non escludo completamente che delle persone possano essere venute da fuori, tanto pi che Facebook e Twitter generano questo effetto di attrazione, ma mi sento di dire che a scatenare la rivolta sono stati i ragazzi della zona. La polizia di Londra ha subito vari colpi alla propria immagine. Prima l'omicidio del brasiliano dopo gli attentati del 2005, poi lo scandalo di News of the world... Indubbiamente la reputazione della poli-

zia al momento molto bassa. Le intercettazioni del News of the world hanno portato alle dimissioni a catena dei vertici, e quelli rimasti si sentono sotto attacco continuo. Fino a dieci anni fa, Scotland Yard godeva di grande rispetto nella societ e nello spettro politico del paese, adesso lo sta perdendo. In pi gli agenti sono sottopagati e hanno il morale a terra. Quando noi andiamo a manifestare contro i piani di austerit, spesso gridiamo loro di unirsi alle proteste. Reputazione bassa, poche risorse e morale a terra creano le condizioni che fanno lavorare male i poliziotti. in queste circostanze che va inserita luccisione a sangue freddo di Duggan che ha scatenato la rivolta. Dico questo non per giustificare, ma per capire. Il contesto rimane quello. Come crede che evolver la situazione? Il problema principale, come dicevo allinizio, che c tutta una parte della popolazione completamente disconnessa dalla societ, che chiede con ogni mezzo di essere notata ed ascoltata. Temo che la situazione sar esasperata in occasione delle olimpiadi di Londra del 2012, quando nel paese ci sar un giro di soldi enorme. Ne trarranno beneficio sempre i soliti, e sempre i soliti non se ne accorgeranno neanche. Lunica soluzione possibile cambiare questa situazione e far integrare nella societ tutti quelli che sono tagliati fuori. Sembra una banalit, lo so, ma lunica soluzione. Purtroppo per si sta andando nella direzione opposta. Credo quindi che questa rivolta nel breve periodo si placher, ma prima o poi ne scoppier unaltra da qualche altra parte. E tutti noi ci ritroveremo qui a chiederci ancora: quali sono le cause della protesta? Come evolver la situazione?

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CULTURA

MONDO IN NOIR

Sulle note della legalit


Paola Staccioli l suono del campanello mi obbliga a un atterraggio di fortuna dal sogno alla realt. sabato. Sono le dieci e non ho voglia di alzarmi. Mi giro dallaltra parte. Insiste. Sar uno dei soliti venditori. Mi rannicchio fra le coperte e subito i pensieri tornano a confondersi nel dormiveglia. Stridule voci femminili, un rumore forte e secco. Come una martellata. Sobbalzo. La porta di casa. Qualcuno lha colpita. E ora di nuovo. Mi avvicino, scalza. La lente ingannevole dello spioncino inquadra due ragazze che tentano di scardinarla. La mente cerca rapida una decisione. Attimi veloci ed eterni. Per la prima volta mi sorprendo in armonica complicit con la protezione blindata che rassicura le nostre vite privilegiate. Guardo meglio. Nellimmagine deformata riconosco Mirjana. Apro di scatto. Sbilanciata in avanti lei barcolla, poi lancia un urlo e tutte e due si precipitano per le scale. Le inseguo. Fuggono traballanti, impacciate dai tacchi alti. Scaraventate in una discesa incontrollata. Per accorciare la misura che le separa dalla libert. Afferro Mirjana per un braccio, la blocco, la costringo a girarsi verso di me. Trema. Abbassa lo sguardo sprezzante. Il volto spigoloso, i tratti ruvidi, lostilit priva di spiragli. La chiamo per nome. Alza gli occhi e cambia espressione. Non riesco a decifrarla. Sei unidiota! le urlo con rabbia. Sono investita dal suo fiato ansimante e dallalito denso di aglio e nicotina. I lunghi capelli scuri striati di ciocche gialle sembrano colorati dal tratto inappropriato di un pennarello. Senza sfumature. Senza riflessi. Non erano cos quando lho conosciuta. Venite su, dico, e lei cerca di divincolarsi. Addolcisco il tono indicando con gli occhi la sua pancia prominente: Scema, ti voglio parlare. Mi osserva in silenzio, fa un cenno di pace e un sorriso. Dice allaltra ragazza qualcosa nella loro lingua. Anche lei ammorbidisce i lineamenti. Salgo, mi seguono ridendo e parlottando fra loro. Avr quindici anni Mirjana. La sua amica anche meno. Venite in salone dico. Fa una risata rumorosa: Nemmeno morta. Ogni comunit ha le sue battute. Salone uno dei campi nomadi del Comune. Le chiedo: Dove sei andata dopo la chiusura di Casilino 900? Il campo pi grande di Roma, forse dEuropa. Risse, incendi, problemi fra etnie. Ma anche sogni di futuro, feste con il quartiere. Soluzioni abitative proposte dalle comunit rom. Casette umane allo stesso costo dei container. Il Comune ha ignorato. Nel 2009 i primi accenni di sgombero. Uno stillicidio di vessazioni lungo un anno. Distacco di corrente elettrica. Blitz in tenuta antisommossa. Gas urticanti, manganelli, pistole. Schedature, foto segnaletiche, impronte digitali persino dei bambini. Arresti, intimidazioni. Crescente degrado. I progetti sono stati rasi al suolo dalle ruspe allinizio del 2010. Pi di seicento persone mandate via. Mirjana alza le spalle: Sono finita in strada. E la tua sorellina? Che classe fa ora? Troppo lontane le scuole nel campo dove li hanno spediti! Ma parli di Dragana? Annuisco. Aveva un debole per me. Ero fra i volontari che portavano i piccoli rom a scuola. Duecentoquarantacinque bambini, nei tempi migliori. Ti ricordi la nostra baracca? Quattro stanze la luce lacqua calda, persino la lavatrice dice Mirjana e le si illuminano gli occhi. Annuisco: E il vucc chimico a due passi... Certo, avreste pure potuto pu-

Due ragazze rom, la citt quasi vuota e una porta blindata da aprire. Ma dallaltra parte c una volontaria che ha seguito lo sgombero del loro campo nomadi, fidandosi delle promesse di un sindaco che voleva solo ripulire la citt dagli indesiderati
in un gesto rassegnato: Un giorno allalba sono arrivati quei mostri meccanici arrivata la polizia hanno buttato gi tutto, le baracche i mobili le nostre cose tutto nel mucchio. Non ci capivo niente solo sentivo i rumori le urla delle donne i pianti dei bambini e mi sembrava di guardare un film e la testa mi girava. Le ruspe, disumane e inesorabili, negli ultimi mesi quasi ogni giorno distruggono poveri averi, brandelli di vita. E il problema si diffonde a pelle di leopardo. Per ogni grande campo raso al suolo senza alternativa tanti piccoli campi abusivi nascono nella citt. Dappertutto. Erano ottanta nel 2009, sono oltre duecento oggi. Tempo fa sono arrivata subito dopo uno sgombero. Gente buttata in mezzo alla strada. In nome della legge. In nome di una tranquillit blindata. Desolazione. Mobili giocattoli lamiere vestiti travi in una plumbea scena immobile dove anche gli alberi erano spogli. Sopra tutte quelle macerie indistinte giaceva un vecchio violino. Intatto. Come impaziente di spandere ancora nellaria note di dolente malinconia. Ora qui, sul mobile vicino alla finestra. Ricordo dei rom. Il popolo del vento. Le chiedo: E dove siete finiti? Il Comune dice che le donne e i bambini devono andare al centro per i rifugiati a Castelnuovo di Porto e gli uomini in mezzo alla strada. Noi non vogliamo separarci dai nostri uomini e allora tutti andiamo in mezzo alla strada e poi ci sistemiamo dai parenti in un altro campo fino a che non ci cacciano e ne troviamo un altro ancora. Piano nomadi del Comune. Denaro pubblico. Trentaquattro milioni di euro stanziati per circa seimila rom. Chiss che fine faranno gli altri. Almeno duemila, sembra. Un milione di euro spesi al mese, in media. Non si sa bene come. Le interpellanze finiscono inghiottite dal nulla. Mirjana: Fanno di tutto per mandarci via dallItalia ma io qui sono nata e non me ne vado. E nemmeno gli altri se ne vanno. Qualcuno era a Casilino da trentanni ma non ha i documenti che servono ora. Ecco i risultati dellallarme sociale che la destra ha creato a fini elettorali, e della dichiarazione dello stato di emergenza. Le mie parole cadono nel vuoto. Loro pensano a problemi pi concreti. Immagina come ti puoi sentire quando vedi la tua baracca che cade gi. L cera la tua vita. Tu l ridevi piangevi facevi allamore e guardavi la televisione. Noi abbiamo sempre chiesto a chi ci tratta come bestie cosa abbiamo fatto di male noi vogliamo solo vivere tranquilli. Ci hanno imbrogliato cera il sindaco cera la gente importante a Casilino 900 e hanno convinto mio padre e gli altri a firmare e ci hanno promesso tante cose ma poi non ci hanno dato niente. Gli abbiamo creduto ce ne siamo andati e abbiamo fatto persino la festa. Chiss se quel terreno finir come tanti altri nelle mani della speculazione edilizia. Lei continua: Pensa che quando mio padre andato in Campidoglio a firmare si comprato un vestito buono, con la mamma e gli altri fratelli abbiamo rimediato i soldi perch si doveva vestire bene che cera il sindaco. Doveva firmare che noi ce ne andavamo via da Casilino ma ci mandavano in un altro posto che sembrava un paradiso. Mio padre non un traditore io lo so, lo hanno preso in giro, e neppure si venduto perch voleva andare in televisione o sui giornali come ha detto qualcuno stato solo un ingenuo. Ora ripete sempre quel proverbio che dice "Se entri nel torrente, non accusare le scarpe di essersi bagnate". Devessere terribile sentirsi addosso la colpa di avere tradito il proprio popolo, borbotto fra me e me. Lei annuisce e riprende: Io quei giorni mi chiudevo le orecchie con le mani che non potevo sentire quelle urla e quegli insulti contro di lui. Perch io gli voglio bene a mio padre, perch mio padre uno onesto anche se beve e ogni tanto me le d, ma gli uomini sono cos. Lui non vuole che io rubo. Questa la prima volta che provo a entrare in una casa... proprio la tua doveva capitarmi!. Ha un sorriso dolce. Come posso crederti... sussurro. Te lo giuro su di lui. Mi prende la mano e la poggia sulla pancia. Mi sembra di percepire unenergia vitale. La abbraccio, una lacrima scivola gi sulla guancia. Mi escono le parole pi scontate: Capisco tutto Miry, ma se vai in giro a rubare bene che ti va finisci in carcere. Non vero che capisci, non puoi capire, sei pi buona degli altri ma sei sempre una gagi. Per te facile... dice guardandosi intorno senza ostilit. Ora che nasce lui cosa gli do da mangiare? Il lavoro non c e quando vado a mangl mi trattano male, i soldi per la strada non me li d nessuno e se salgo sullautobus si allontanano tutti. La sua amica ha una smorfia infantile. Mirjana prosegue: Io rubo solo perch devo mangiare e nessuno ci d da lavorare perch siamo zingari. Una volta un uomo mi ha avvicinato dicendo che sono bella e posso guadagnare tanti soldi se faccio la puttana basta che mi sistemo un po perch i capelli le puttane li lavano sempre e non devo puzzare anche se io non mi sento la puzza ma dicono che tutti gli zingari puzzano. Io non voglio, i rom queste cose non le fanno. Adesso sto attenta a chi frequento. Lei invece... per fortuna riuscita a scappare, e indica lamica. Ho un brivido. Non riesco ad aggiungere il peso di unaltra tragedia. Propongo un t, e senza aspettare la risposta vado in cucina. Preparo biscotti e cioccolatini. Quando lacqua bolle prendo lo zucchero i cucchiaini e le tazze colorate. Torno e trovo il salone vuoto. La casa avvolta nel silenzio, la porta chiusa. Poggio il vassoio sul tavolo. Guardo sotto al letto giro nelle camere esco sul terrazzo. Il violino non c pi. Le tende danzano mosse dal vento che entra dalla finestra ora aperta. I precedenti racconti sono usciti il 3, 4, 5, 6, 7 Agosto

TOPOR, ANDANTE AL DENTE, 1978, IMMAGINE TRATTA DA TOPORLINO, ATELIER CLOT PARIS

AUTRICE

I personaggi e la storia di questo racconto sono di fantasia, ma la descrizione della realt dei Rom nella citt basata su fatti accaduti. Ringrazio lAssociazione 21 luglio (www.21luglio.com) per le informazioni e la disponibilit. Paola Staccioli ha pubblicato libri sulla storia di Roma e curato quattro volumi collettivi di narrativa sulle lotte politiche e sociali in Italia. Lultimo, Per sempre ragazzo (Marco Tropea), dedicato a Carlo Giuliani. In autunno sar in libreria il suo prossimo libro, 101 donne che hanno fatto grande Roma. Lindirizzo del suo sito : www.paolastaccioli.it

lirlo un po di pi! Ride, alza le spalle, dice qualcosa alla ragazza che forse non capisce bene litaliano. Poi le fa cenno di s e lei inizia a parlare in una lingua incerta e con un tono piatto: Anche io a Casilino avevo tutto parenti amici cani. Tutto. La mia famiglia ci viveva da quasi quarantanni. Ci hanno detto le bugie per farci andare via ci hanno promesso le case normali. Abbiamo lasciato tutto e loro non ci hanno dato niente. Mio padre faceva le pentole di rame le vendeva al mercato e adesso non lavora pi e mi manda a trovare i soldi. Io non voglio ma sono gli uomini che decidono. Il modo pi semplice prendere i portafogli e scappare. pure divertente. Ride. Ero l, quei giorni allinizio del 2010. Fra i volontari che controllavano le operazioni. Cera il sindaco di Roma. Cerano le autorit comunali in pompa magna. Sicurezza, legalit. Polizia. Fiori allocchiello della destra al potere. Ricordo anche le promesse ai romani. Un grande parco entro un mese. Oggi una discarica. In mezzo a tante immagini cupe dello sgombero ne conservo una particolarmente luminosa. Mentre le ruspe avanzavano, in un angolo del campo un anziano rom seduto su un mucchio di travi suonava una musica triste. Mirjana ballava. I bracciali tintinnavano e gli orecchini riflettevano il sole facendole brillare il volto. Agitava il corpo con unintensit disperata. La sua lunga gonna a fiori gio-

cava con il vento. Torno nella realt. Gli altri della tua famiglia dove sono? le chiedo. Mia madre andata dove lha spedita il Comune, a via di Salone in quelle scatole che chiamano container. Vivono uno sopra allaltro, ci stanno anche in dieci. Destate si sciolgono dal caldo e dinverno diventano ghiaccioli. E cos appiccicati litigano. A uno d fastidio la musica, a un altro la puzza di pesce... poi c sempre pi droga. I campi autorizzati del Comune sono luoghi decentrati, lontano da tutto. Lontano dalle case degli elettori. Niente scuole niente negozi. Niente fermata dellautobus. Ci trattano come delinquenti, ci ammassano come porci. Mia madre doveva rimanere l qualche mese aveva promesso il sindaco quel giorno che stava con il nastro con la bandiera italiana e invece ci sta ancora. E non fa che dire di come stava bene a Casilino. Spendono i soldi pubblici per gli sgomberi, i vigilanti, le telecamere invece di costruire abitazioni decenti, questo il sistema dei campi dico, ed entrambe le ragazze mi fanno un sorriso. Mirjana prosegue: Io sono grande non come i miei fratelli, ho conosciuto Dimitrije e sono andata con i suoi parenti. Ci eravamo fatti una baracca sistemata bene e ci avevo messo pure i fiori. Cambia espressione. Scuote la testa

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CULTURA

Oltre
tutto

ANONYMOUS CONTRO IL REGIME SIRIANO Incursione hacker sul sito del ministero dellla difesa siriano. A compiere lazione il gruppo Anonymous, che ha lascito un messaggio nella home page in solidariet alle mobilitazioni contro il regime di Bashar Assad - il mondo dalla vostra parte - e un appello ai militari di non sparare sui cittadini.

TORNANO I CINGUETTII DELLARTISTA AI WEIWEI L'artista dissidente cinese Ai Weiwei, liberato dopo tre mesi in detenzione, tornato a postare su Twitter. Dopo la sua liberazione Ai Weiwei ha accettato una proposta di insegnamento da parte dell'Universit di Berlino ma non chiaro se e quando potr lasciare la Cina.

TEMPI MODERNI Lesperienza degli indignati spagnoli riletta attraverso Spinoza

Quella potente indisponibilit alla rappresentanza


Aurelio Sainz Pezonaga el Leviatano il filosofo Thomas Hobbes espone i lineamenti fondamentali dellideologia politica moderna sostenendo che uno Stato si costituisce unicamente quando la moltitudine si riduce allunit nella sola maniera possibile, ovvero, facendosi rappresentare da una persona o da un certo numero di persone rette dal voto della maggioranza. Scrive infatti Hobbes che la moltitudine naturalmente non uno, ma parecchi, e proprio per questo a partire da essa sarebbe impossibile organizzare una qualsiasi azione collettiva se non riducendo la moltitudine allunit attraverso la rappresentanza. Uno dei motivi per cui la filosofia di Baruch Spinoza ha destato tanto interesse negli ultimi decenni sicuramente il fatto che in essa lazione collettiva della moltitudine pensata senza la mediazione della rappresentanza. Per Spinoza la moltitudine agisce, e quindi esiste, solamente

r pensare a che tipo di sciopero generale - tutto da inventare - potr scaturire dal 15M. Per completare la decifrazione del concetto di moltitudine in Spinoza bisogna aggiungere che la moltitudine ha una potenza, una capacit di agire, che pu essere maggiore o minore. Ed per questo che Spinoza distingue grosso modo tra due tipi di moltitudine: una moltitudine libera e una moltitudine schiava. La moltitudine libera quella mossa pi dalla speranza che dalla paura, che non si limita a evitare la morte ma lotta per conferire dignit alla sua vita, quella che si riappropria dei frutti del suo lavoro e non quella che nel lavoro si annichilisce a tutto vantaggio dei potenti che la sottomettono. E se la potenza della moltitudine determina sempre la potenza di chi governa nel caso della moltitudine libera questa determinazione consiste nel far s che i governanti lavorino al servizio della libert della moltitudine e dipendano da essa. In conclusione la moltitudine libe-

TEMPI MODERNI

I compromessi inseguiti da Avishai Margalit


Mauro Trotta sistono parole ambigue, termini che non riescono a esprimere un significato compiutamente positivo n negativo, e nemmeno neutro. O, meglio, parole che pure quando vengono usate in senso positivo o neutro sembrano mantenere una sorta di retrogusto negativo. Parole come compromesso. difficile, infatti, usare questo termine senza caricarlo di una qualche negativit. Forse, questo dipende dai differenti significati che tale parola esprime a seconda che venga usata come aggettivo, participio o sostantivo. Come aggettivo o participio, infatti, compromesso richiama sempre una qualche negativit. Significa essere coinvolto in qualcosa di poco chiaro oppure trovarsi in pericolo, essere a repentaglio. Come sostantivo, invece indica un contratto, un accordo, una transazione, ma a differenza di tali sinonimi come se la parola mantenesse qualcosa del suo significato da aggettivo o participio. Tentare una riflessione, di tipo filosofico e politico, su tale sostantivo pu risultare, allora, alquanto difficoltoso, ma al contempo estremamente utile e fruttuoso per illuminare azioni e comportamenti umani, essere e dover-essere. Ed proprio questo che intende fare Avishai Margalit con il suo Sporchi compromessi (Il Mulino, pp. 213, euro 16). Professore di Filosofia allUniversit di Gerusalemme e a Princeton, oltre che tra i fondatori di Peace Now, Margalit si occupa in questo libro di un determinato tipo di compromesso, quello politico. E afferma subito la sua tesi di partenza, ovvero che in nome della pace e non la pace giusta ma semplicemente la pace ogni compromesso accettabile. Tranne uno, quello che lui definisce compromesso sordido, il quale va rifiutato a ogni costo. Per compromesso politico sordido si deve intendere un accordo volto a stabilire, o a mantenere, un regime disumano improntato alla crudelt e allumiliazione, cio un regime che non tratta gli esseri umani da esseri umani. Da queste premesse inizia un appassionante percorso allinterno del quale sono trattati temi come la differenza radicale tra coercizione e compromesso, le tensioni che si stabiliscono tra pace e giustizia, i vari tipi di compromesso, lopposizione tra la concezione della politica di tipo economico e quella di tipo sacro, la diversit di etica e morale. Margalit sviluppa il proprio discorso utilizzando vari esempi reali, legati alla storia e non si perita di portare fino alle estreme conseguenze le sue idee, utilizzandole per analizzare e giudicare tutta una serie di famosi compromessi, da quello per cui venne mantenuta la pratica della schiavit allinterno della Costituzione americana, agli accordi di Monaco e Yalta, alloperazione Keelhaul, in base alla quale furono consegnati a Stalin i rifugiati di guerra sovietici in Austria. Anche grazie alluso di esempi del genere, i vari capitoli del libro risultano strutturati come vere e proprie lezioni, mantenendo un agevole carattere schematico e discorsivo. Al di l di un accordo completo o meno con le posizioni e le idee dellautore, Sporchi compromessi si rivela un testo davvero utile che spinge a pensare, riflettere, interrogarsi, a partire dallidea di compromesso, sulle proprie concezioni e pratiche politiche e morali.

La pratica del consenso non cancella le differenze interne, che sono diventate un fattore di crescita del movimento
ra si sforza di aumentare la propria potenza accrescendo quella degli individui che la compongono, lottando per il suo diritto a una vita degna, alla gioia e alla fraternit. ancora presto per dire se ci troviamo di fronte a qualcosa di pi di un semplice germoglio, anche se il 15M ha gi dato prova della sua potenza costituente: Il 21 maggio contro la repressione della acampada Sol da parte della giunta elettorale, il 27 maggio contro la repressione della acampada a Barcellona, e il 19 giugno contro la criminalizzazione orchestrata dalle lites governative, ha dimostrato di possedere una potenza capace di determinare, almeno in parte, le regole del gioco. Certamente questa potenza di libert deve ancora consolidarsi, e c ancora molto da imparare e costruire. In ogni caso e qualsiasi cosa succeda possiamo essere certi che grazie al 15M stiamo iniziando a capire che cosa pu essere oggi una moltitudine libera. Traduzione di Nicolas Martino

MADRID, ACCAMPAGMENTO DEGLI INDIGNATI / FOTO REUTERS

Da una parte il Leviatano di Thomas Hobbes, dallaltra la categoria della moltitudo creata dal filosofo olandese
quando i suoi componenti cooperano nella produzione di un effetto, e anche il potere dei governanti un effetto della moltitudine, la loro maggiore o minore capacit di agire determinata dalla potenza o impotenza della moltitudine. Ed cos che Spinoza smonta lintera struttura del pensiero hobbesiano: allidea di una moltitudine impotente e capace di agire solo attraverso i suoi rappresentati contrappone quella dei governanti il cui potere viene determinato dallazione della moltitudine. Ma la critica di Spinoza a Hobbes non si ferma qui. Per difendere lidea di una moltitudine attiva il filosofo olandese sviluppa un concetto alternativo di unit collettiva, pensa ununit complessa. Effettivamente, al contrario dellunit rappresentativa hobbesiana che elimina o mette da parte le differenze - la singolarit dei differenti componenti della moltitudine - , lunit complessa spinoziana presuppone quelle differenze, le esige e le rivendica. Nei dibattiti e nelle discussioni del movimento spagnolo 15M abbiamo potuto distinguere il funzionamento di questi due diversi modi di intendere lunit. Chi sostiene che bisogna mettere da parte le differenze e convergere sui punti in comune in realt cerca di mettere in pratica ununit rappresentativa. Se questa opzione dovesse prevalere finirebbe per minare il movimento riducendolo a una massa di pressione il cui pensiero perfettamente separabile e quindi rappresentabile. Ma la pratica del consenso che ha caratterizzato le assemblee e le acampadas consiste invece nel costruire un pensiero collettivo a partire proprio dalle differenze, lasciando libero corso allespressione del contrasto e del dissenso. In questo modo il pensiero non separabile dalla sua costruzione dinamica in comune e lintelligenza collettiva aumenta proporzionalmente allincremento dellintelligenza dei partecipanti. In questa pratica del consenso prende forma lunit complessa della moltitudine spinoziana. Oltre a essere complessa, la moltitudine di cui parla Spinoza ununit aperta. Vittorio Morfino sostiene che il termine multitudo, cos come lo utilizza Spinoza, potrebbe anche essere tradotto con congiuntura. La molti-

tudine un tessuto di relazioni e incontri, le menti e i corpi, le pratiche e le istituzioni, i dispositivi e le strutture sociali coagulano e si combinano in temporalit e spazialit eterogenee. E tuttavia la moltitudine non un mero caos informe, invece una configurazione dinamica di forze e antagonismi differenti, ununit complessa e aperta che si di definisce tanto attraverso i suoi concatenamenti quanto attraverso le sue rotture. Bisogna tenerlo presente a proposito di due questioni essenziali che riguardano da vicino il 15M. Mi riferisco, da un lato, alla pluralizzazione delle lotte che si prodotta a partire dagli anni Sessanta e, dallaltro, alle trasformazioni pi recenti prodottesi in seno al-

la composizione della classe operaia. La pluralizzazione delle lotte implica il fatto che oggi qualsiasi movimento di trasformazione sociale debba essere un movimento di movimenti. Ed cos anche per il 15M: qui le lotte per la democrazia e contro le ingiustizie economiche sembrano essere quelle dominanti, ma vi trovano posto anche il femminismo, lecologismo, lantimilitarismo e linternazionalismo. Per quanto riguarda il lavoro, il ruolo sempre pi determinante ricoperto dalla dimensione cognitiva, immaginativa e affettiva, insieme alla precarizzazione diffusa, stanno producendo una trasformazione della classe lavoratrice, delle sue forme di vita, di lavoro e di resistenza. Anche

in questo caso lunit di classe che si va configurando ununit complessa e aperta come la moltitudine spinoziana. Lunit di classe come capacit di cooperazione produttiva consiste nella costruzione di un sapere, di unimmaginazione e un sentire comuni che crescono non a costo di dissolvere leterogeneit, ma proprio perch potenziano le singolarit. Pertanto quelli che sostengono che la classe operaia sia estranea o comunque marginale rispetto al 15M perch il movimento non egemonizzato dalla figura tradizionale delloperaio di fabbrica in realt sono prigionieri della nostalgia. Bisogner partire proprio dal lavoro e dalle sue trasformazioni, quando per esempio, si vor-

TEMPI MODERNI precariat 24 acca, le poesie di Ferdinando Tricarico

Le rime incatenate della precariet


Stefano Jossa recariato non pi uno stato, una condizione, la condizione di quelle persone che vivono nellinstabilit lavorativa e nellinsicurezza economica, come recitano i vocabolari, ma una classe sociale, che deve la sua definizione alla congiunzione tra precariet e proletariato. Intermittenza sul lavoro pi dipendenza sul mercato: lo sostiene Guy Standing, professore di economia allUniversit di Bath e autore del libro The Precariat: The New Dangerous Class (London: Bloomsbury, pp. 192, 19,99. Ne ha scritto su questo giornale Andrea Fumagalli il l8 Giugno 2011). A differenza del proletariato sostiene Standing il precariato non conosce la dialettica tra capitale e lavoro, ma vede le sue relazioni di produzione caratterizzate da un coinvolgimento solo parziale nel mondo del lavoro, combinato con un continuo lavoro-per-trovare-lavoro (work-for-labour) che sempre pi essenziale ai fini dellaccesso al lavoro strutturato e di un salario decente. Linglese, con la distinzione tra lavoro come impegno (work), lavoro come identit sociale (labour) e lavoro come attivit professionale (job), aiuta a orientarsi meglio in una realt socio-economica che le categorie marxiste non spiegano pi in maniera efficace. Precariat, precoce anglismo o troncamento precario?, compariva gi nel titolo del poemetto di Ferdinando Tricarico, precariat 24 acca, pubblicato lanno scorso da Odipus (pp. 160, euro 9) nella collana di poesia contemporanea a cura di Mariano Bino, con postfazione di Paolo Gentiluomo. Poemetto pi che raccolta di poesie, perch tutto di seguito va letto per giungere al risultato che mima lansia da fiato mozzo di chi

non vede lora di arrivare alla fine di un percorso nel quale non si-, ma si-sta-in-transito, perennemente. Nella classica distinzione, discendente da Erich Fromm e recentemente proposta come strumento di riflessione sul precariato dal sito scrittoriprecari, tra avere ed essere, avere un lavoro significher possederlo fisicamente, farne lo strumento di unidentit e la fonte di un guadagno, ma essere in un lavoro significher espressione del s e possibilit di un progetto; epper Tricarico apre il suo libro con una citazione di Marcuse, dove si legge che il compito che il lavoro pone allesistenza umana non pu essere mai assolto in un singolo processo lavorativo, ma solo in un perdurante essere al lavoro ed essere nel lavoro. Allinsegna dellessere, appunto, salvo riconoscere, subito dopo, sempre col Marcuse dei Fondamenti filosofici del Concetto di Lavoro nella Scienza economica, che il lavoro in quanto tale si presenta come peso poich sottomette il fare umano ad una legge estranea che a questo viene imposta, alla legge della cosa che bisogna fare e che rimane una cosa, qualcosa che altro dalla vita (...) Nel lavoro luomo viene continuamente allontanato dal suo essere se stesso, indirizzato a qualcosa daltro e continuamente presso qualcosa daltro e per altri. Il poemetto racconta la giornata di un precario dal primo drin drin della sveglia di veglia alle 7 del mattino fino al din don dan (oh cavolo din don dan / e non drin drin) delle 6 del mattino successivo. A questo punto si ricomincia, uguale e ciclico, perch le ore del giorno sono 24 ma quelle della vita molte di pi. Parlare di precariato ormai quasi una moda, al punto che legittimo il sospetto che ci sia chi, privilegiato, scelga il precariato, soprattutto quello

intellettuale, per farne uno strumento di affermazione personale anzich di lotta politica. Non questo, per, lo specifico del poemetto, che si muove in unorbita non sociologica, bens espressionista, nel senso originario del termine, di dare espressione, voce, a chi questespressione non lha ancora formalizzata. Forma e linguaggio, dunque, come peculiarit di unoperazione propriamente poetica, anzi prepoetica, se con quel pre- sintende tanto un prima, prima dellorganizzazione testuale, quanto un al di qua della dimensione sociale. Non di comunicare infatti si tratta, ma, appunto, di esprimere: ossessioni che ritornano, balbettii che si associano e sovrappongono, flussi di parole che non trovano logica se non quella dello scorrere del tempo, immobile perch sempre uguale a se stesso, eppur bio- e cronologicamente in avanzata inesorabile. Nessuno spontaneismo, allora, ma una sofisticata ricerca delloralit e dellemozione: ripetizione insistente di suoni a fini polisemici (amore / verso versi / nello sversatoio / del tergiversare) fino ai confini di un demenziale subto anzich agito (scemen de faire / scemenze del fare / affaire di scemi /savoir faire / ma lassa staire). Qui, nellantitesi tra saper fare e lasciar perdere, mise-en-abyme di una condizione esistenziale, quella precaria, che diventa condizione testuale di tipo anamorfico, la poesia arriva a giocare col suo stesso statuto, tra romantiche pretese di universalit (luno come tutti) e contemporaneissime ricerche di soggettivit (lidolo della differenza): ridotte a uno, lassoluto del precariato, le ventiquattrore della giornata non raccontano pi la vicenda di un singolo, ma il sinolo di una comunit. A ci il poeta, precario anchegli tra cielo e terra, non pu che ribellarsi.

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il manifesto

MARTED 9 AGOSTO 2011

VISIONI
del 1968. A guidare lavventura cera il sindaco Corrao, barbaramente ucciso domenica
Gianfranco Capitta avvero la cosa pi inaccettabile, della morte di Ludovico Corrao, la banalit da cronaca nera estiva: ucciso e martoriato dal giovane bengalese che da due anni lo assisteva come cameriere e badante. Una nera banalit che infatti pu scatenare appetiti insani attorno alla Fondazione Orestiadi che Corrao aveva creato, e altrettanto banali letture nellinformazione, come il servizio del Tg3 replicato allimpazzata nella penuria estiva, dove una cronista apriva scenari morbosi dietro a quella morte. Sar la magistratura a dirci se e perch il giovane domestico lha ucciso allalba di domenica, a 84 anni, affievolito nel peso e nella forma fisica ma sempre lucido e puntuto come stato per tutta la vita. Premettendo di averlo conosciuto e aver collaborato con lui per qualche anno alle Orestiadi teatrali, si pu testimoniare in tutta tranquillit che stato davvero un pezzo di storia dItalia. Fin da giovanissimo, in due episodi premonitori. Il primo negli anni 50, quando consigliere regionale demo-

Gibellina La rinascita, nel segno della cultura, di un territorio devastato dal sisma

MUSEO OPEN AIR

La scommessa della bellezza contro il dolore


Arianna Di Genova n terremoto devastante. Macerie ovunque e la disperazione del dover ricominciare dal nulla. Ma Gibellina non finita come lAquila, cantiere sospeso a cielo aperto, che rischia di marcire giorno dopo giorno. Alla sua guida, dopo quei momenti bui di met agosto del 1968, and un sindaco (lo fu a pi riprese, fino agli anni Ottanta) come Ludovico Corrao, che scelse una via impervia, scandalosa, inedita ma vincente. Attir a s i migliori artisti, architetti, urbanisti e chiese loro di dare un contributo alla citt. Di ridisegnarla a partire da s. Non per replicarla ma per reinventarla, iniziando dalla sutura di quella ferita che la natura aveva aperto nel territorio. Chiese a tutti di esorcizzare con la bellezza quella ferita. Di ricucirla con fili fantasiosi per alleviare il dolore della perdita irreparabile di vite umane e della memoria storica e affettiva di una comunit. Nacque cos il laboratorio-Gibellina, museo open air che, anno dopo anno, venne popolato di opere contemporanee. In quellatelier speciale, oggi c la stella (24 metri) di Pietro Consagra che si staglia nel verde, larazzo di Boetti che venne ricamato dalle donne siciliane mentre lartista soggiornava l, la chiesa-biglia, dal sapore esoterico, di Ludovico Quaroni, il Sistema delle piazze di Laura Thermes e Franco Purini. E ancora, la piazza del comune circondata dal portico di Vittorio Gregotti e Giuseppe Samon, incorniciata dalle pareti decorate con le ceramiche di Carla Accardi. Ma lopera pi imponente e simbolica senzaltro il Grande Cretto di Alberto Burri, linstallazione di land art che ricopr, con estesi blocchi di cemento bianco, parte della citt vecchia distrutta dal sisma: una colata/sudario monumentale a ricordo perenne della tragedia. Il cretto per Burri (il maestro di Citt di Castello scomparso nel 1995) una sorta di muro smanciucchiato dalle crepe e dal tempo che lartista otteneva - su piccola scala - mescolando vinavil, acqua e terre sintetiche sulla superficie del quadro. Il labirinto di Gibellina invece ciclopico, quasi unonda che sincrespa sulla terra (far da scenografia teatrale a molti spettacoli concepiti per le Orestiadi). Segue, nel suo tracciato e nelle sue fenditure, lantico impianto viario della cittadina del Belice. E ha misure che modificano il paesaggio circostante: dieci/venti metri per lato i blocchi di cement e solchi percorribili a piedi di due/tre metri. Quel Grande Cretto che venne realizzato a met degli anni Ottanta e che lott sempre con la crisi endemica dei finaziamenti destinati al patrimonio artistico, tipica del nostro paese, oggi ha bisogno di essere preso in cura. Infiltrazioni dacqua, piante infestanti, lesioni fra le varie isole lo stanno mandando in rovina. Ancora una volta, Corrao era stato in prima linea. Aveva lanciato un appello per la sua salvaguardia, cui avevano aderito personalit della cultura, da Claudio Abbado a Marina Abramovic fino a scrittori come Andrea Camilleri e direttori di musei stranieri, quali il Guggenheim di New York e il Pompidou di Parigi.

Il paese del Belice divenne un atelier dove reinventare il futuro. Anche attraverso il teatro
cristiano di origine Acli, fu messaggero di Milazzo presso i comunisti siciliani guidati da Macaluso per cercare nuove maggioranze. Ed erano giorni in cui le gesta di Giuliano e il massacro di Portella della Ginestra erano limmediato ieri. E poi, ancor pi dentro il tessuto della societ nazionale, quando patrocin in tribunale Franca Viola, la prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore dopo la fuitina, un vero rapimento violento e armato, cui laveva costretta un pretendente respinto. Quelle nozze fino ad allora estinguevano il reato. La vittoria di Viola e Corrao davanti ai giudici costrinsero il paese e i suoi maschi focosi a cambiare tattiche e fantasie, mentalit e codici. Da quegli anni 60 Corrao (Don Ludovico, come si ostinavano a rivolgersi a lui nelle campagne del trapanese) stato ripetutamente in parlamento, prima deputato del Pci, poi senatore nella Sinistra indipendente. Fino al 2002, quando presentatosi con Rifondazione, non fu rieletto. Ma nel frattempo era avvenuta la sua principale battaglia, quella che metteva insieme da protagonisti di unutopia, abitanti del Belice, larte con i suoi massimi esponenti, la vita quotidiana. Dopo il terribile terremoto nel Belice del gennaio 1968 (centinaia di morti, moltisimi feriti, decine di migliaia senza tetto, ma anche linizio sessantottino e solidale di una generazione sotto lala del Servizio civile internazionale) Ludovico Corrao, che era di Alcamo, si candid come sindaco di una delle citt pi distrutte, Gibellina (alcune come Poggioreale sono ancora ghost city inquietanti per i turisti curiosi, in altre, solo fino a pochi anni fa, resistevano i container come abitazioni). Ebbe un plebiscito che gli consent un percorso di ricostruzione davvero originale. La nuova Gibellina fu situata a 20 chilometri da quella distrutta, sui terreni espropriati a connivenze mafiose, proprio di fronte alla citt di Salemi, al di qua dellautostrada Palermo-Mazara. Ma Corrao non voleva una citt dormitorio. Chiam a raccolta artisti e architetti di gri-

Larte della convivenza, unutopia ferita a morte


bellina. Uno sconfinato sudario tagliato lungo le tracce di quelle che erano le antiche vie della citt distrutta, uno scenario che voleva ricoprire e isolare il dolore versato, ma che poteva essere la base ideale per nuove visioni. Primo spettacolo realizzato, lungo i primi anni ottanta, lOrestea di Eschilo, ovvero la fondazione della democrazia in occidente. Attori straordinari, con il testo rielaborato da Emilio Isgr, la regia di Filippo Crivelli, le mirabolanti macchine sceniche di Arnaldo Pomodoro (che ora occhieggiano in siti diversi di Gibellina nuova). Da allora ogni estate era occasione di nuove straordinarie invenzioni, con artisti italiani e passaggi indimenticabili anche dallestero. Un solo ricordo per tutti, nel 1988-89, le sconvolgenti Troiane che Thierry Salmon, con le musiche di Giovanna Marini, la scena disegnata da Nunzio e 35 attrici scatenate da tutta Europa, realizz sul Cretto, nel greco antico di Euripide filtrato attraverso la sensibilit di Christa Wolf. Spettacolo che continua a essere citato e storicizzato ad ogni occasione. Con tutti gli artisti invitati, Corrao era capace di instaurare un rapporto franco e profondo, mai invasivo o perentorio. Un elenco lunghissimo, che a volerlo ricostruire fuori dei cataloghi, lascerebbe di certo fuori qualcuno. Lui che amava i paesi del Mediterraneo come pasoliniana speranza di riscatto, e assumeva particolari di abbigliamento orientale dentro la sua predilezione di elegante dandy, amava rimettersi in discussione con ognuno di loro. E spesso erano intuizioni geniali, che intravedevano lutopia, anche se dovevano misurarsi con la rigidit burocratica di uffici regionali e ministeri. Questo non lo preoccupava, n frenava i suoi sogni, che ancora adesso, non pi sindaco, continuavano ad avere seguito profondo tra i gibellinesi, anagrafici o di adozione. Vien da pensare a lui, a quellaccelerato e profondissimo rapporto tra pensiero civile e natura, ogni volta che si vedono i meravigliosi cavalli lignei immersi nella montagna di sale di Mimmo Paladino. Ora si sono visti a piazza Plebiscito come a piazza Duomo, ma nacquero a Gibellina, scenografia per La sposa di Messina reinventata da Elio De Capitani. E ancora l stanno, come fossero i pascoli del cielo dellarte, in quelle Case Di Stefano, dove ha sede la Fondazione Orestiadi, e dove Ludovico Corrao ha concluso tragicamente la propria esistenza. I suoi funerali sono previsti per gioved mattina, nella Chiesa Madre, celebrati dal vescovo di Mazara monsignor Mogavero.

do, e inizi una battaglia da donchisciotte perch dietro ad ogni costruzione ci fosse un progetto, una elaborazione di nuova convivenza civile. Cos il comune come la farmacia, la casa come la piazza furono progettate da nomi importanti, e danno ancora una testimonianza sconvolgente a chi le guarda: la chiesa madre di Quaroni, il campanile orario di Mendini, la porta della citt di Consagra, la casa del farmacista di Purini. Ogni pietra rinvia ad unarte (e ne fa parlare con disprezzo ogni volta, da parte del sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi). Ma Corrao non voleva un muto museo,

IL CRETTO DI ALBERTO BURRI; ACCANTO, LA STELLA DI PIETRO CONSAGRA; SOTTO, LA MONTAGNA DI SALE DI MIMMO PALADINO E LUDOVICO CORRAO

voleva che quella comunit tornasse a esprimersi dopo il trauma sismico, riannodasse il fili della memoria con loggi. Per quello cominci a convocare grandi artisti della scena: attori, registi e magari pittori e scultori e poeti che attraverso il teatro, come nellantica Grecia, costruissero un ponte di senso tra il passato e il futuro. Impresa ardua, ma che cominci da subito a produrre bagliori straordinari. Anche perch si decise di utilizzare come palcoscenico unaltra opera grandiosa che andava nascendo: lenorme Cretto di cemento che Alberto Burri andava stendendo sulle macerie della vecchia Gi-

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VISIONI
PORNO MARILYN, IN ASTA NON VA Il presunto cortometraggio porno con al centro Marilyn Monroe, girato nel 1946-47 andato allasta a Buenos Aires, senza nessun record. Anzi, al ribasso: il prezzo di partenza era fissato a mezzo milione di dollari, ma le offerte (Usa, Norvegia e Giappone), non hanno superato i 280 mila dollari. Daltronde, gli esperti della vita della star dubitano che lattrice in questione sia lei.

GARA Il film dei gemelli torinesi De Serio e Terri di Jacobs

Le Sette opere della misericordia vivono nella rabbia dei clandestini


Cristina Piccino
LOCARNO

DOPO I RISULTATI ELETTORALI, LA FOLLA ESULTA DAVANTI AL DUOMO

LOCARNO Il film collettivo sulle elezioni che hanno sbaragliato la destra

Pisapia, larcobaleno sopra il cielo di Milano


Ida Dominijanni
LOCARNO

l cielo sopra Milano si apre la sera del 27 maggio, venerd. Mancano due giorni al ballottaggio Moratti-Pisapia, per la manifestazione di chiusura piazza Duomo toccata in sorteggio allo sfidante (sono fortunati, maledice Formigoni), piove a dirotto sui palloncini e le magliette arancione. Poi, di colpo, larcobaleno tinge di oro la facciata del Duomo. il segnale che il vento cambia davvero, come recitano i cartelli alzati in piazza. Quellarcobaleno inequivocabile,

Il racconto emotivo della settimana di passione che ha deciso il destino della citt lombarda
pi efficace di cento sondaggi, labbiamo visto tutti sulle prime pagine dei quotidiani del giorno dopo. Ma adesso, rivisto in Milano 55,1, film collettivo sulla settimana di passione che ha deciso il destino di Milano, brilla di pi, come loro del Duomo e larancio dei palloncini. Per il taglio delle inquadrature, ma non solo. Quellimprevisto raggio di sole autorizza, allimprovviso, lemozione a sciogliersi e lottimismo a esplodere: si pu vincere e finalmente si pu dire; il sogno che pareva impossibile sta per diventare realt; e lentusiasmo degli spettatori, quello che da Kant di fronte alla Rivoluzione francese a Zizek di fronte alla vittoria di Obama contrassegna il portato simbolico delle rivoluzioni,

pu finalmente scatenarsi. Finalmente, nel caso nostro, non va scritto per caso: il ritmo del film restituisce fedelmente il farsi strada felpato, quasi scaramantico, di una vittoria tuttaltro che annunciata, costruita con la forza della ragione dalla squadra di Pisapia contro le paranoie fobiche dei morattiani sulle moschee islamiche, i campi rom e i sentri sociali, un tormentone tanto ossessivo da risultare comico. La ragionevolezza del progetto contro lirrazionalit dei fantasmi, stava soprattutto qui la partita che s giocata a Milano. Perfino Letizia Moratti ha i suoi fantasmi da tenere a bada, quando sogna di tornare in citt dopo qualche anno di vacanza a Antigua da un antico conoscente... Auspicio di un dopo-Berlusconi per lItalia, ritrovamento di una memoria pre-Berlusconi per Milano: lalbum di fotografie di Gianni Berengo Gardin, una delle sequenze pi efficaci del film, resuscita una citt sepolta che chiede di tornare da un altro secolo, quando la borghesia era illuminata, la cultura era impegnata, i soldi non erano lunico dio e le sciure si mettevano eleganti per passeggiare in via Montenapoleone. La settimana di passione corre veloce in centro e in periferia, alla Libreria Feltrinelli con Gad Lerner e al Circolo della Stampa con Piero Bassetti, nella redazione del Corsera e di Radiopadanialibera, al mercato e nel Web, nei salotti di destra e nelle edicole di sinistra, fra i padani allergici allIslam e le islamiche velate che pretendono per i loro figli una citt allaltezza del terzo millennio. Dalla A di Valentina Andreoli alla Z di Stefano Zoia sono in 74 a girare, coordinati da Luca Mosso e Bruno Oliviero: seguendo la volata finale di Stefano Boeri e

di Matteo Salvini catturano sentimenti popolari e differenze politiche. Una per tutte e sopra tutte: Boeri gioca sempre in squadra, Salvini gioca sempre solo, si arrangia come pu fra un gazebo che manca, i giovani della radio che lo contestano e se stesso pi convinto che persuaso di quello che gli tocca fare. Pisapia incassa felice il suo 55,1 rivendicando la sua utopia alla Danilo Dolci, ma ora tocca cambiare davvero, gli ricorda Sergio Bologna a nome e per conto dei giovani che lhanno sostenuto. Il ventennio cominciato a Milano con la sconfitta di Nando Dalla Chiesa (prime scene del film, girate nel 93 da Alina Marazzi) a Milano si doveva chiudere. Titoli di coda sulla settimana di passione e su Berlusconi. Produzione Filmmaker, finanziamento collettivo (si pu contribuire: www.filmmakerfest.org). Sentenza finale, non vi diciamo quale, di un bambino, fantasioso e implacabile nella sua maglietta arancione.

a pioggia, domenica terribile, non ha scoraggiato i festivalieri: week-end di sale piene e di tutto esaurito, e non solo per le star di Aliens&Cowboys Harrison Ford e Daniel Craig, o Isabelle Huppert, icona di un cinema svizzero dautore come quello di Goretta e Tanner - senza dimenticare il recentissimo Home di Ursula Meier... Il pubblico locarnese fa ore di coda per vedere opere prime di registi sconosciuti, documentari, film indipendenti, immagini eccentriche. Che festival Locarno 2011? A voler cercare, anche solo per gioco, una chiave di lettura, potremmo dire che i film, specie quelli in gara, cercano una relazione costante con il contemporaneo, e unimmagine che riesca a esprimere la nostra realt di conflitti e sentimenti precari. Film come Low Life di Nicolas Klotz (ne parleremo), Another Heart, Hashoter, ciascuno con esiti diversi, pongono questo confronto al centro delle loro immagini. Alla stessa ricerca riconducibile Sette opere di misericordia, esordio nel lungometraggio di Massimiliano e Gianluca De Serio, i registi gemelli torinesi. stato presentato (in Italia) da molte parti come lunico film italiano presente al festival ticinese, e non vero dato che, nel fine settimana, abbiamo visto molti film italiani di qualit alta (e oggi passa Lestate di Giacomo di Alessandro Comodin, altrettanto bello) come Tahrir di Stefano Savona, Inconscio italiano di Luca Guadagnino, Milano 55,1 (vedi il pezzo accanto) film collettivo sulle elezioni comunali milanesi, che anche un po il potenziale ritratto del nostro paese oggi. Tutti schematizzando sono documentari, ma il cinema migliore va cercato l, in quella zona bistrattata da mercato, tv e produzioni che si elabora un pensiero cinematografico in movimento, il solo che si afferma a livello internazionale e viene seguito con attenzione negli appuntamenti

OLIMPIA MELINTE IN LE SETTE OPERE DELLA MISERICORDIA

mondiali (festival etc) pi avanzati. Anche i De Serio nascono nel documentario, il loro Bakroman ha vinto lo scorso Torino film festival (sezione doc), ma prima ancora si erano fatti notare con un altro doc Lesame di Xhodi (07). I loro lavori sono abbastanza differenti ma in un itinerario gi piuttosto deciso, i De Serio si muovono tra cinema e arte e narrano storie di migranti o, come in Bakroman, lAfrica dei ragazzini che si autorganizzano contro la violenza. In Sette opere (coproduzione italo rumena) siamo nel mondo dei clandestini, lo la ragazza protagonista (Olimpia Melinte) che non ha neppure un nome, la chiameranno Claudia come unaltra giovane rumena (la protagonista moldova lunica cosa che sappiamo) cadavere nellobitorio dellospedale dove la ragazza traffica, rubando nelle borse di parenti e di pazienti, e accordandosi per altri affari poco puliti con un infermiere che in cambio le promette il passaporto. La ragazza bestiale, priva di sentimenti, solo disperazione, rabbia, per il passaporto disposta a uccidere. Ma come non capirla? Vive da schiava, ostaggio di zingari feroci che le tolgono i soldi che ruba e la notte la chiudono in macchina al

TRIBUTI

Con il sax e la voce di Napoleon Murphy Brock il 12 agosto a Sarteano torna lo Zappa Day
Dopo una pausa di riflessione durata ben 11 anni, il prossimo 12 agosto torna in piena campagna toscana, a Sarteano (Siena), lo Zappa Day, un concerto-tributo al geniale musicista e compositore di Baltimora scomparso nel 1993. E sar uno degli artisti che gli stato pi vicino, tra il 1974 al 1986, il cantante e sassofonista Napoleon Murphy Brock (un Grammy award nel 2009 per la sua performance Zappa plays Zappa) protagonista deccezione della serata, che funziona un po anche come raduno per i pi inguaribili appassionati della musica di Frank Zappa. Accompagnato da una band di 16 elementi e affiancato dal gruppo amiatino I Virtuosi del Pianeta Talento, che dopo vari riconoscimenti internazionali e il successivo scioglimento torna a riunirsi per loccasione. Ci sar modo anche per ricordare la figura di Ernesto De Pascale, giornalista e produttore musicale che gi in passato aveva sostenuto la manifestazione e che soltanto pochi giorni prima della sua improvvisa scomparsa aveva riconfermato la sua collaborazione per ledizione di questanno. Info: www.zappaday.org / mail: info@zappaday.org / Tel: 347 4712114.

la radio
Nel giorno in cui cade l'anniversario della seconda bomba atomica sganciata su Nagasaki, il governo giapponese potrebbe annunciare l'idea di abbandonare l'energia nucleare. Roberto Zichittella ne parler oggi Radio3Mondo, in onda dalle 11.30 alle 12.00, con Stefano Carrer, corrispondente da Tokyo per Il Sole 24 Ore e con Fabrizio Pacifici, presidente dellong Aiutiamoli a vivere, che sta ospitando in Italia i bimbi di Fukushima

Rai1
17:15 HEARTLAND Telelm Con Amber Marshall, Michelle Morgan, Nathaniel Arcand 17:55 IL COMMISSARIO REX Telelm Con Gideon Burkahard, Wolf Bachofner 18:50 REAZIONE A CATENA Gioco Conduce Pino Insegno 20:00 TG1 Notiziario 20:30 DA DA DA Documenti

Rai2
18:15 TG2 Notiziario 18:45 COLD CASE Telelm Con Kathryn Morris, John Finn, Jeremy Ratchford 19:30 SENZA TRACCIA Telelm Con Anthony LaPaglia 20:25 ESTRAZIONI DEL LOTTO Programma generico 20:30 TG2 - 20.30 Notiziario

Rai3
17:20 GEOMAGAZINE 2011 Documentario Conduce Marco Castellazzi 18:55 METEO 3 - TG3 Notiziario 19:30 TG REGIONE - METEO Notiziario 20:00 BLOB Variet 20:15 SABRINA VITA DA STREGA Telelm Con Melissa Joan Hart 20:35 UN POSTO AL SOLE Soap opera Con Patrizio Rispo

Rete4
16:45 IL CORAGGIO DI LASSIE FILM Con Elizabeth Taylor, Tom Drake, Frank Morgan, Selena Royle, Harry Davenport 18:55 TG4 - METEO Notiziario 19:35 TEMPESTA DAMORE Soap opera Con Martin Gruber, Lorenzo Patan 20:30 RENEGADE Telelm Con Lorenzo Lamas

Canale5
16:50 UN BATTITO DAMORE FILM Con Samantha Mathis, Peter Dobson, Gina Hecht, Kevin Kilner 17:30 TG5 MINUTI - METEO 5 Notiziario 18:50 LA STANGATA Gioco 20:00 TG5 - METEO 5 Notiziario 20:40 PAPERISSIMA SPRINT Variet

Italia1
17:35 HANNAH MONTANA Telelm 18:05 LOVE BUGS Sit com 18:30 STUDIO APERTO - METEO Notiziario 19:00 STUDIO SPORT Notiziario sportivo 19:25 C.S.I. MIAMI Telelm Con David Caruso 20:20 STANDOFF Telelm Con Ron Livingston, Rosemarie DeWitt, Gina Torres

La7
16:05 LA7 DOC Documentario 17:00 LISPETTORE BARNABY Telelm Con John Nettles, Jane Wymark, Daniel Casey 19:00 CUOCHI E FIAMME Real Tv Conduce Simone Rugiati 20:00 TG LA7 Notiziario 20:30 IN ONDA Attualit Conduce Luisella Costamagna e Luca Telese

Rainews
19:03 IL PUNTO SETTIMANALE Attualit 19:27 AGRIMETEO Notiziario 19:30 TG3 Notiziario 20:00 IPPOCRATE Rubrica 20:30 TEMPI SUPPLEMENTARI Rubrica 20:57 METEO Previsioni del tempo

21:20

21:05

IL COMMISSARIO REX Telelm Con Kaspar Capparoni, Pilar Abella, Fabio Ferri, Augusto Zucchi, Martin Weinek, Nicola Farron, Gea Lionello, Denise Zich 23:10 PASSAGGIO A NORD OVEST Documentario Conduce Alberto Angela 00:15 TG1 NOTTE - CHE TEMPO FA Notiziario 00:55 SOTTOVOCE Rubrica Conduce Gigi Marzullo.

LA SPADA DELLA VERIT Telelm Con Bridget Regan, Craig Horner, Bruce Spence, Craig Parker, David de Lautour, Jay Lagaaia 23:25 TG2 Notiziario 23:40 BROTHERS AND SISTERS - SEGRETI DI FAMIGLIA Telelm Con Sally Field, Dave Annable, Calista Flockhart, Balthazar Getty 01:10 UNA DONNA ALLA CASA BIANCA Telelm Con Geena Davis, Donald Sutherland, Harry Lennix, Kyle Secor, Ever Carradine

21:05

CIRCO MASSIMO Variet Conduce Andrea Lehotska con la collaborazione di Francesco Scimemi 23:15 TG REGIONE Notiziario 23:20 TG3 LINEA NOTTE ESTATE Attualit 23:55 CORREVA LANNO Culturale Conduce Paolo Mieli 00:50 RAI EDUCATIONAL GAP Attualit Conduce Benedetta Rinaldi

21:10

LARTE DELLA GUERRA FILM Con Wesley Snipes, Donald Sutherland, Anne Archer, Maury Chaykin, Marie Matiko, Michael Biehn, Glen Chin, James Hong, Paul Hopkins 23:40 DELITTO IN FORMULA UNO FILM Con Tomas Milian, Bombolo Basilasvili, Dagmar Lassander, Isabel Russinova, Pino Colizzi, Jimmy il fenomeno Sofci 01:35 TG4 NIGHT NEWS Notiziario

21:20

MISS FBI: INFILTRATA SPECIALE FILM Con Sandra Bullock, Regina King, Enrique Murciano, William Shatner, Heather Burns, Ernie Hudson, Diedrich Bader, Treat Williams 23:30 TG5 NUMERI IN CHIARO Notiziario 00:05 PARENTHOOD Telelm Con Peter Krause, Lauren Graham, Dax Shepard, Monica Potter, Erika Christensen, Sam Jaeger, Savannah Paige Rae

21:10

21:10

TABLOID - ANTEPRIMA Attualit 21:15 TABLOID Attualit Conduce Monica Gasparini con Silvia Carrera e Monica Coggi 00:15 AIR RAGE - MISSIONE AD ALTA QUOTA FILM Con Ice-T, Cyril OReilly, Rick Cramer, Kimberly Oja, Alexandra Raines 02:05 POKER1MANIA Rubrica sportiva 03:00 MEDIASHOPPING Televendita

CROSSING JORDAN Telelm Con Jill Hennessy, Miguel Ferrer, Steve Valentine, Ravi Kapoor, Kathryn Hahn, Jerry OConnell 23:40 IN PLAIN SIGHT Telelm Con Mary McCormack, Fred Weller, Nichole Hiltz, Lesley Ann Warren, Todd Williams, Holly Maples 00:35 TG LA7 Notiziario 00:50 NYPD BLUE Telelm Con Dennis Franz, Gordon Clapp, Bill Brochtrup, James McDaniel, Kim Delaney

21:00

NEWS LUNGHE DA 24 Notiziario 21:27 METEO Previsioni del tempo 21:30 MERIDIANA - SCIENZA 1 Rubrica 21:57 METEO Previsioni del tempo 22:00 INCHIESTA 3 Attualit 22:30 NEWS LUNGHE DA 24 Notiziario 22:57 METEO Previsioni del tempo 23:00 CONSUMI E CONSUMI Rubrica 23:27 METEO Previsioni del tempo

freddo. Poi c un vecchio (Roberto Herlitzka, presenza forte che i registi non sembrano riuscire a governare), solo, malato, la ragazza lo adocchia, lo segue, pu servirle al suo piano. Anche lui ha un fardello nel passato... Assistiamo cos alla redenzione della nostra che ritrova un lampo di umanit, passando dalla condizione di ladra a quella di badante: imbocca il vecchio, lo lava, lo cura. Le Sette opere del titolo vestire gli ignudi ect appaiono a scansione da un capitolo allaltro che costruiscono il film, in sovrimpressione, a lettere godardiane. Lispirazione documentaria nella scelta di unimmagine aderente alla realt, senza connotazioni: non vediamo mai il centro cittadino per fare un esempio, ma solo una periferia di passaggio, baracche dei rom e case squallide, lospedale gelido e lautostrada che taglia i campi senza ormai nessuna poesia bucolica. Il riferimento pi evidente sembra il cinema dei fratelli Dardenne, ma il risultato fa pensare pi a una sorta di cinema torinese nuovo (vedendo il film di De Serio viene in mente quello di Munzi) in cui la realt viene sopraffatta dalla preoccupazione costante per il proprio stile che impedisce quella generosit di sguardo necessaria. Forse i De Serio farebbero bene a rivedere un po film come Lorna o Lenfant, scoprendo che non bastano le botte prese perch di nuovo umani o un bus indifferente a parlarci della disumanizzazione del presente. Ci vuole oltre allo stile un sentimento, soprattutto unidea di cinema, che qui sembrano mancare. Azazel Jacobs, figlio di uno dei padri dellunderground americano quale Ken Jacobs, lo avevamo scoperto con Mommas Man, uno stranissimo film su un tipo, trenta/quarantenne che, tornato dai suoi per una visita, non riesce pi a uscire dalla loro casa. I genitori erano gli stessi Jacobs, e il film ci parlava di quel timore di crescere, come almeno il codice comune ci dice sia, assai diffuso in ogni epoca, e specie di fronte a momenti di passaggio della nostra vita (il tipo in questione aveva appena avuto un figlio). Terri che vede nel cast anche John C.Reilly, premiato allo scorso Sundance film festival, ha tutti i segni del cinema indipendente americano che parla di ragazzini obesi e adolescenti disfunzionali, psichiatri pi folli dei loro pazienti, crudelt a sistema scolastico high school americano. Al centro c Terri che vive con lo zio depresso, grassissimo, e va in giro in pigiama. A scuola lo prendono in giro, lui si affeziona allo psichiatra (Reilly) e cerca di fargli capire che non ha nulla di sbagliato, anzi in accordo col resto di un mondo altrettanto pieno di turbe e nevrosi... Linizio promette bene, Reilly geniale, poi finiamo nelle storie di teenager sbronzi, ricerca del padre, ansia seduttiva Terri lorsacchiotto che tutte le ragazzine vorrebbero un po martirizzare.

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il manifesto

MARTED 9 AGOSTO 2011

COMMUNITY
terraterra
Marina Forti

La guerra della disinformazione


l movimento ambientalista sta perdendo punti: soprattutto sta perdendo la battaglia dellinformazione, in unepoca di disinformazione rampante. A dirlo non un detrattore dellambientalismo: al contrario, uno che ha avuto un ruolo di punta nel moderno movimento ambientalista, negli Stati uniti e su scala globale. Negli ultimi 40 anni James Gustav Speth ha lavorato con organizzazioni non profit, universit del calibro di Yale, e come consigliere in amministrazioni democratiche degli Stati uniti. Nel 1970, da giovane avvocato, stato tra i co-fondatori del Natural Resources Defence Council (che oggi ha uno staff di 300 legali e attivisti) e nel 1982 stato tra i fondatori del World Resources Institute. Durante lamministrazione Carter ha presieduto il Consiglio sulla qualit ambientale presso la Casa Bianca, che ha redatto il Global 2000 Report to the President: era la prima volta che un presidente Usa chiedeva uno studio sulle sfide ambientali del futuro, e quel rapporto rimasto un riferimento. Speth ha lavorato in seguito con il Programma Onu per lo sviluppo (Undp); oggi insegna alla Vermont Law School. E dallalto di questa esperienza che Gus Speth parla di fallimento della comunicazione ambientale, in una intervista pubblicata dal Bullettin of the Atomic Scientists. Oggi, dice, il cambiamento del clima di gran lunga la pi grave minaccia alla salute umana e ambientale: Ma qualcosa di pi grave e profondo sta accadendo nella nostra societ, aggiunge: Indicare un gruppo di fattori [di rischio] specifici al cambiamento del clima quasi fuorviante, perch se guardate a qualunque delle grandi sfide ambientali, quasi senza eccezione siamo messi peggio di 30 anni fa quando abbiamo pubblicato il Global 2000 Report. Quel documento delineava i grandi problemi del prossimo secolo (questo), dal clima alla scarsit di energia, la perdita di biodiversit, e un sistema economico che fagogita risorse naturali a un ritmo insostenibile, e faceva una serie di previsioni di crisi incombenti: Si sono verificate, quasi tutte. E non si tratta solo di crisi ambientali, insiste Speth, il problema corre ben pi profondo. Anche i ricchi Stati uniti, dice, hanno perso terreno su una serie di indicatori internazionali, non solo ambientali - come le emissioni di anidride carbonica o il consumo dacqua - ma anche indicatori come laspettativa di vita, il tasso di povert e le diseguaglianze economiche. Ma torniamo al punto: il cambiamento del clima, lesaurimento delle risorse etc sono crisi esplosive: eppure non muovono n il pubblico n i governi. Perch? In parte, dice Speth, perch non sono percepite come questioni di vita quotidiana, come lo erano invece le questioni degli anni 70, linquinamento dellaria e dellacqua. In parte perch sono molto pi complicate. C stato un momento, pi o meno quando circolata "la scomoda verit" di Al Gore, in cui tutti erano convinti che bisognava agire. Barack Obama che Hillary Clinton parlavano di questo nella loro campagna. La Camera dei rappresentanti ha approvato una legge sul clima: per la prima volta da 30 cera un consenso, nota Speth. Poi per non successo nulla (e quella legge sul clima non neppure arrivata al senato). Perch? Secondo Speth, perch stata costruita una reazione, una campagna comunicativa per instillare nei cittadini americani la convinzione che attuare misure per contrastare il riscaldamento del clima avrebbe creato un governo troppo grande (una vera ossesisone per la destra negli Usa, ndr), avrebbe fatto salire i prezzi dellenergia, ostacolato la ripresa delleconomia. E stata una campagna di disinformazione ben finanziata, che infine confluita nel movimento del Tea Party: cos ora il Congresso pieno di negazionisti del clima. E in tempi di tagli al bilancio, non difficile prevedere che la spesa per i controlli ambientali, o i programmi di energie alternative, saranno tra i primi a dimagrire...

MARCHE
Dal 2 al 9 agosto. Marted CORINALDO JAZZ 2011 tredicesima edizione. Alle 15 al Teatro Goldoni: OMAR HAKIM, uno dei pi grandi e versatili batteristi della scena mondiale, terr una masterclass di batteria. Verr rilasciato certificato di partecipazione autografato dal batterista. Ore 21.45 concerto con THE TRIO OF OZ (lingresso al concerto libero). Piazza il Terreno, Corinaldo (AN) www.corinaldojazz.com

PUGLIA
Dal 24 luglio al 9 agosto SENTIERI A SUD. Marted 9, ultima data della rassegna, Luigi Chiriatti presenter insieme a Milena Magnani Morso damore (Kurumuny) il testo che raccoglie le ricerche di Chiriatti sul tarantismo. Durante la serata, proiezione del documentario omonimo. Kurumuny, Martano (LE) Marted 9 agosto, ore 21 AI CONFINI DEL MONDO: Spiagge dautore e Presidio del libro di Nard per una lettura a a km 0 presentano il libro di Giorgio Fornoni (Chiarelettere). Gli orrori del mondo visti con gli occhi di un reporter. Se ne parla con Tonio Tondo (de La Gazzetta del Mezzogiorno) e con Massimo Albanese. Oasi Tabor prov.le 177 - Santa Caterina di Nard (LE)

le lettere

FOTO PAOLO SICCARDI

SARDEGNA
Dal 9 al 16 agosto. Marted TIME IN JAZZ XXIV EDIZIONE: "TERRA", con la direzione artistica di Paolo Fresu. Alle ore 21, BALLAK SISSOKO & VINCENT SEGAL, Chamber Music. www.timeinjazz.it Basilica di Saccargia, Codrongianos (OT)

INVIATE I VOSTRI COMMENTI SU: www.ilmanifesto.it lettere@ilmanifesto.it

Uniamo le forze
Ho letto gli articoli del giornalista e scrittore Franco Giustolisi (il manifesto 7/8), in merito alle stragi avvenute in Italia durante loccupazione nazista e la lettera del Presidente dellAnpi ("Le lettere" del manifesto 6/8), linsigne giurista e combattente Carlo Smuraglia. Conosco entrambi e pi a fondo Franco Giustolisi. Posso garantire che da anni Franco si batte affinch lItalia non dimentichi i suoi morti innocenti, e posso assicurare che la sua battaglia non contro lAnpi che rispetta e della quale fa parte, come membro del Comitato provinciale di Roma, il suo atteggiamento vuole essere da stimolo per i responsabili nazionali dellassociazione, affinch tra gli ostacoli che a tutti dovrebbero essere noti come giustamente scrive il presidente Smuraglia, anche lAnpi deve e pu fare di pi. Ricordo che, quale delegato al Congresso Nazionale dellAnpi a Torino, dal 24 al 27 marzo 2011, nel mio intervento ho posto per lennesima volta il tema delle stragi, chiedendo di coinvolgere le regioni interessate a fare ricerche approfondite per avere il numero reale delle vittime. Nel 2008 al Consiglio nazionale a Cervia, dove ero impegnato per lavoro e dovere, ho presentato un ordine del giorno sulle stragi che impegnava lassociazione a risalire al reale numero delle vittime, alle responsabilit di chi prese la decisione della Archiviazione provvisoria e il perch della scelta. Questo odg fu votato da tutto il Consiglio, con un solo astenuto. In precedenza, per i noti ostacoli, una Commissione parlamentare bicamerale dinchiesta, non ha prodotto risultati ma solo due relazioni contrapposte. Inoltre ricordo che la Presidenza nazionale dellAnpi, in

SICILIA
Dall8 al 13 agosto. PATHOS, LA TRAGEDIA DELLE TROIANE da Euripide e Seneca. Con Lindsay Kemp e Silvia Budri, regia, coreografie e corpo di ballo di Micha van Hoecke, il musicista Giuliano Gabriele. Marted 9, al Baglio Di Stefano di Gibellina. Repliche: Teatro Greco di Morgantina (Aidone, gioved 11); Teatro Greco di Acre (Palazzolo Acreide, venerd 12); Area Archeologica Giardini Naxos (sabato 13). Gradinata 15, poltrona 20 euro. Baglio Di Stefano, Gibellina (PA)

TOSCANA
Dal 5 al 15 agosto. Marted 9 FESTIVAL NAZIONALE DI LEGAMBIENTE. Alle 19,30 DIBATTITO su "Citt sostenibili e le nuove strategie di sviluppo urbano ed inclusione sociale". Al tramonto, alluliveto, un altro evento speciale: Elena Vanni in Bim Bum Bang! Commedia leggera sulla leggerezza delle armi. Alle ore 21 documentario "This is my landHebron" (72) di Giulia Amati e Stephen Nathanson (partecipano i registi). Sul palco centrale concerto: BANDABARD. Parco Naturale della Maremma, Rispescia (GR) - www.festambiente.it Dal 5 al 15 agosto. Marted MANIFESTA DEL CIRCOLO DE IL MANIFESTO VERSILIA, all'interno della Festa di Liberazione. Alle 18.30 MISERIE E GRANDEZZE DELLA STAMPA. IN ITALIA E ALLESTERO. Incontro con: Marco dEramo (de il manifesto); Fabrizio Tonello (Universit di Padova); Giorgio Zanchini (Giornale Radio RAI). Alle ore 22 concerto DISTOPIA (folk-rock) THE BANKROBBERS (ska). Interventi poetici di Giulio Pasquali. Casa del Popolo di Solaio, Pietrasanta (LU), tel. 0584 757271 segnalazioni a eventiweb@ilmanifesto.it

seguito a nostre sollecitazioni, come provinciale di Roma, nel 2010, sul tema ha scritto ai Presidenti di Camera e Senato, ottenendo generiche promesse dimpegno. Sono convinto che, continuando Giustolisi e la Presidenza nazionale dellAnpi a parlarsi a mezzo stampa o per lettera, sar difficile avere delle risposte ai troppi perch che gli italiani aspettano di avere, se non tutti, almeno gli antifascisti. Giustolisi non un carattere facile e spesso assume atteggiamenti insultanti, ma lo fa non per offendere, solo perch sente fortemente il problema e vorrebbe che chi ha commesso i reati ne paghi le sue responsabilit e ogni lentezza o tentennamento nel merito, non lo accetta. Come dirigente dellAnpi mi auspico un incontro sereno tra il simpatico irascibile Giustolisi e il calmo e gentile Smuraglia, per unire la loro intelligenza e onest intellettuale a favore di una nobile e comune battaglia contro chi vuole nascondere nelloblio del passato colpe e vergogna. LAnpi una associazione di cui parla la sua storia e non pu sentirsi offesa, nella figura dei suoi dirigenti nazionali, perch un uomo libero li chiama ad un impegno maggiore, cos come un uomo libero non pu credere che lAnpi sia un nemico da combattere. Lassociazione sempre pi impegnata contro un governo reazionario che vuole cambiare la Costituzione, lo Statuto dei diritti dei lavoratori, equiparare i repubblichini di Sal ai partigiani, cancellare la XII norma transitoria della Costituzione, quella che vieta la ricostituzione del partito fascista e cancellare la storia della Resistenza, perch questa ha riscattato lItalia dal fascismo. Questi sono alcuni degli ostacoli che a tutti dovrebbero essere noti ai quali lAnpi chiamata a fare fronte, quindi cari Franco e Carlo, vi voglio bene, ma unite le forze e trovate lintesa. Ernesto Nassi Segr. Anpi Roma

ranza e fiducia nell'esplicitare con credibilit i possibili sbocchi a questa crisi di sistema economico-finanziaria globalizzata con ripercussioni catastrofiche sul piano politico e sociale ma anche simbolico. Attendo con curiosit intellettuale i suoi prossimi interventi. Tiziana Frigerio Dorio (Lecco)

La vita in mano ai mercati


Sono del tutto incompetente in tema di economia. Ma le esplosive notizie attuali riguardo alla vera situazione della finanza interna e internazionale e ai rapporti con la politica impongono a tutti noi di capire e prendere posizione, ognuno per la sua parte. Oggi un gran parlare di mercati e speculazione. E noi abbiamo gi capito meglio che quando i tg e gran parte della stampa, con quotidiana ripetitivit e tono serioso, parlano degli onnipresenti mercati" in realt non parlano dei luoghi che da millenni hanno messo in contatto, non senza problemi, domanda e offerta di beni che servono agli umani per vivere, ma parlano di un pugno di individui e societ finanziarie-banche che ogni giorno decidono del costo della vita per tutti noi, praticamente sullintero pianeta, solo in base ai loro interni interessi speculativi. E il termine speculazione messo l con tutta naturalezza sembra indicare ormai un ingrediente come altri della gestione delleconomia. Ma siccome questo ciclone genera limmiserimento di popolazioni intere che non ne portano la responsabilit, appena attenuato il frastornamento della sorpresa e lo sgomento, probabilmente scatter il rifiuto. E il bisogno di reagire. Si tratta di gestirlo bene. Sul manifesto del 12 luglio scorso, Mario Pianta interveniva in modo molto utile e incisivo presentando con acutezza unanalisi dello sfacelo finanziario e quattro proposte concrete pronte per essere realizzate che potrebbero cambiare in breve tempo i rapporti di forza, le aspettative dei mercati ed evitare la depressione che ci aspetta. poco? Nel merito discutano i competenti e chiunque abbia qualcosa da dire. La societ per suo conto deve vigilare con molta consapevolezza. Infatti non si pu pensare che cambiamenti come questi saranno facilmente accettati dallinterno degli stessi assetti chiamati in causa e che dallinterno partir un cambiamento vero. Non sar facile

impadronirsi di questi temi perch non sono familiari, sono molto complessi e sequestrati. Ma in questi mesi abbiamo visto, dopo un lungo lavorio, enormi sorprese. Nel frattempo sono germogliati nel paese, e non solo, molti fatti nella direzione di sottrarre concretamente a questi mercati almeno fette delle nostre vite e dei nostri soldi. Non devono sfuggirci, anzi vanno osservati meglio. Carla Grandi Trento

Qualcuno denunci Berlusconi


Sono dipendente Unicredit, come dipendenti abbiamo la possibilit di acquistare azioni a rate costanti mensili. Tenendole per tre anni si ha poi diritto ad averne altre gratis. A 50 euro al mese, ne ho accumulate circa 1800 per un controvalore di circa 2000 euro. In base alla normativa vigente, cosiddetta legge sul market abuse provvedimenti varati a partire dal 2001 con vari emendamenti successivi tutti in direzione restrittiva adottata in Italia per aderire agli standard europei, ho dovuto controfirmare una comunicazione nella quale venivo identificato come "soggetto rilevante", essendo azionista e dipendente di una societ quotata. Quindi qualsiasi comunicazione fatta da parte mia sul titolo Unicredit pu determinare reati come insider trading, manipolazione del mercato o altre attivit speculative. Fin qui la lezioncina scolastica. Veniamo allattualit. Il 4 agosto scorso, un tale Silvio Berlusconi ha dichiarato in conferenza stampa, e ve n ampia documentazione filmata trasmessa da vari tg - che se disponesse di "risparmi importanti" li investirebbe nelle societ quotate in borsa a lui riferibili (Mediaset, Mondadori, ecc.). un reato. Qualcuno lo denunci. La Consob, i carabinieri, la Guardia di Finanza, le associazioni di consumatori, gli azionisti delle societ concorrenti, insomma qualcuno si muova perch ha fatto una sollecitazione al risparmio senza dare le informative previste dalla legge. Ha dichiarato che le sue societ fatturano e producono utili tanto quanto gli anni pre-crisi ( ufficiale? Ci sono numeri o si tratta di supposizioni?) e quindi comprerebbe queste azioni. Non pu dirlo. Il fatto che sia per disgrazia degli italiani Presidente del consiglio dei ministri la ciliegina sulla torta. Stefano Casonato

Grazie a Tonino Perna


Voglio ringraziare Tonino Perna per il suo articolo dal titolo "Moneta globale e monete locali" (il manifesto 7/8). Oltre ad essere estremamente chiaro, ragionevole, di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori su argomenti come l'economia e la finanza, dei quali pochi sanno spiegare senza cadere in tecnicismi, ha saputo trasmettere spe-

il manifesto
CAPOREDATTORI marco boccitto, micaela bongi, michelangelo cocco, sara farolfi, massimo giannetti, giulia sbarigia, roberto zanini, giuliana poletto (ufficio grafico) il manifesto coop editrice a r.l. REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, 00153 Roma via A. Bargoni 8 FAX 06 68719573, TEL. 06 687191 E-MAIL REDAZIONE redazione@ilmanifesto.it E-MAIL AMMINISTRAZIONE manamm@ilmanifesto.it SITO WEB: www.ilmanifesto.it TELEFONI INTERNI SEGRETERIA 576, 579 - LETTERE 578 AMMINISTRAZIONE 690 - ARCHIVIO 310 POLITICA 530- MONDO 520 - CULTURE 540 TALPALIBRI 549 - VISIONI 550 - SOCIET 590 ECONOMIA 580 SEDE MILANO REDAZIONE: via ollearo, 5 20155 REDAZIONE: 0245072105 024521071406 redmi@ilmanifesto.it AMMINISTRAZIONE-ABBONAMENTI: 02 45071452 SEDE FIRENZE via Maragliano, 31a TEL. 055 363263, FAX 055 354634 iscritto al n.13812 del registro stampa del tribunale di roma autorizzazione a giornale murale registro tribunale di roma n.13812 ilmanifesto fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 07-08-1990 n.250 ABBONAMENTI POSTALI PER LITALIA annuo 260 semestrale 135 i versamenti c/c n.00708016 intestato a il manifesto via A. Bargoni 8, 00153 Roma

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LARTE DELLA GUERRA

chiuso in redazione ore 21.30

tiratura prevista 68.830

Estremamente positivo: cos Giacomo Conti (Rc) - consigliere Fds e segretario della presidenza alla Regione Liguria - definisce il fatto che Fincantieri costruir una nave da assalto anfibio per lAlgeria. Sar una boccata di ossigeno per i cantieri liguri di Riva Trigoso e Muggiano, concordano partiti e sindacati. Nessuno si chiede invece perch lAlgeria, che ha un tasso di disoccupazione del 30% e ha appena ricevuto un aiuto di 170 milioni di euro dalla Ue, ne spenda circa mezzo miliardo per acquistare questa nave. Lo spiega indirettamente la marina italiana, che ne possiede tre: essa serve alla proiezione di potenza dal mare. in grado di sbarcare, con motozattere e motoscafi veloci, 350 uomini e 35 veicoli corazzati, appoggiati da cannoni Oto Melara ed elicotteri da attacco.

FFinch c guerra c speranza


Manlio Dinucci
Una nave da guerra, dunque, utilizzabile in operazioni multinazionali in Nordafrica o altrove, e allo stesso tempo per schiacciare eventuali ribellioni interne. Cresce infatti in Algeria lopposizione popolare al regime del presidente Bouteflika sostenuto dalle forze armate, che continuano a reprimere duramente i dissidenti. A questo apparato militare lItalia fornisce una delle pi moderne navi da guerra. Naturalmente con il placet del Pentagono: in giugno il gen. Carter Ham del Comando Africa stato ad Algeri, annunciando lo stanziamento di un milione di dollari annui per laddestramento di ufficiali algerini negli Usa, mentre il gen. Ahcene Tafer, comandante dellesercito algerino, stato ricevuto allo U.S. Army Africa di Vicenza. Il merito della nuova commessa militare per Fincantieri va non solo al governo Berlusconi, ma a quello Prodi: nel novembre 2007 invi in Algeria una nave della stessa classe, per dimostrarne le eccezionali capacit. Sbarc anche il sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri (Ds-Ulivo), per convincere il regime algerino ad acquistarla. Stesso impegno, oggi, da parte dei massimi esponenti del Pd. Quando lo scorso giugno il ministro della difesa La Russa ha prospettato la riduzione da 10 a 6 delle fregate Fremm che Fincantieri costruisce per la marina italiana (costo 350 milioni di euro luna), la senatrice del Pd Roberta Pinotti, vicepresidente della commissione Difesa, ha chiesto al governo di mantenere limpegno di costruirle tutte e dieci. Le ha fatto eco Giacomo Conti, accusando il governo di incapacit e mancanza di progettualit. Meno male che c una sinistra impegnata perch Fincantieri costruisca altre navi da guerra (fino-

ra ne ha prodotte oltre 2mila). Assicurando posti di lavoro ma, allo stesso tempo, facendo lievitare la spesa militare che, salita a 25 miliardi di euro annui, viene fatta pagare ai lavoratori con i tagli alle spese sociali. Costruendo navi per le guerre di aggressione, come le fregate Fremm che nellassalto anfibio distruggono le infrastruttture terrestri, a 100 km di distanza, con i cannoni Vulcano (http://www.youtube. com/user/ItalianNavy?feature= mhum#p/u/43/jm-khKYUkNQ). Fabbricati dallOto Melara a La Spezia, dove sar costruita anche la nave da guerra per lAlgeria, dove Forcieri (guarda caso) stato nominato presidente dellAutorit portuale. Per meriti acquisiti, di cui fa fede la prestigiosa carica di vicepresidente del Comitato atlantico italiano.

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il manifesto

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COMMUNITY
CRISI

Non restiamo aggrappati ad una barbara reliquia


Alfonso Gianni u esistere un paese che il terzo nel monvenne ricordato che la quantit doro vendibile do quanto a debito pubblico e contempoera comunque limitata ad una certa - ma tuttalraneamente detiene la quarta riserva aurea tro che trascurabile - quantit annuale che non su scala mondiale? S, lItalia. Il nostro paese inpoteva venire superata. Vi era chi - fra cui lo scrifatti ha un rapporto debito pubblico/Pil che ha vente - sosteneva che in ogni caso pensare di butraggiunto il 120 per cento, mentre nei caveau di tare tutto nel calderone di un debito gigantesco Palazzo Koch e di altri blindati depositi di banche di oltre 1.800 miliardi era come pensare di svuotacentrali in giro per il mondo giacciono - almeno re il mare col cucchiaino. Quindi, e ci tanto cos era a fine 2010 - 2.142 tonnellate in verghe pi valido adesso, la vendita di una consistente doro per un controvalore di 83,197 miliardi di euquantit delle nostre riserve auree poteva e dovero. La nostra Banca centrale ha infatti continuato va essere fatta, finalizzandola per al finanziaad accumulare quella che Keynes chiam spregiamento di una politica economica anticiclica, ovtivamente la barbara reliquia, con sempre magvero a favorire investimenti in settori produttivi giore intensit in particolare da quando nato innovativi. leuro. Il che costituisce unaltra evidente e clamoMa soprattutto lostacolo maggiore era ed rosa contraddizione. Infatti se le riserve auree rappresentato dalla risposta da dare ad una dopossono servire da garanzia a fronte della emismanda che lo stesso Tremonti si rivolgeva di fronsione di carta moneta da parte della banca centrate alla Commissione finanze del Senato qualche le, tale funzione viene del tutto meno quando il tempo fa: Ma siamo sicuri che loro sia della Banpotere di torchio nelle sole mani della banca ca dItalia, che appartenga effettivamente al pocentrale europea. Eppure se nel 1999, anno di polo italiano, ai contribuenti?. Alla domanda reesordio delleuro, le giacenze di oro italiane valetorica non si pu che rispondere che la propriet vano 22 miliardi, nel corso di questi dodici anni, delloro - attualmente - nelle mani dei partecile stesse si sono quasi quadruplicate, almeno in panti al capitale del nostro principale istituto bantermine di controvalore, con sempre maggiore vecario. Si arriva quindi a quello che il nocciolo locit in particolare neldella questione: la natura lultimo quinquennio. La privatistica della Banca Tutti chiedono sacrifici ai cosa si spiega non solo dItalia. Questa infatti cittadini, mentre a nessuno con la crescente voracit ente di diritto pubblico aurifera del nostro princidal 1936, ma i partecipanviene in mente di chiedere pale istituto bancario, ma ti al capitale della Banca la vendita di una parte soprattutto con la crescisono in stragrande magta del valore delloro, semgioranza societ per aziodelloro della patria, ovvero pre pi bene rifugio in ni private, ovvero istituti il contrario dellautarchia questo periodo di crisi di credito privatizzati luneconomica mondiale. go i terribili anni Novandellaltro giorno la notizia che anche un paese cota, con la sola eccezione di Inps e Inail. me la Corea del Sud tornato ad acquistare oro Per quanto possa sembrare strano il capitale in grande quantit, segnale inequivocabile di una della Banca dItalia definito nella misura di soli profonda sfiducia sulle sorti delleconomia e del156.000 euro (attualizzazione dei trecento miliole principali monete di riferimento internazionani di lire fissati nel 36!) ed suddiviso in 300.000 le quali il dollaro e leuro. In questo modo il prezquote di 0,52 euro cadauna. Ai primi posti nella zo delloro continua a lievitare. Siamo giunti al regraduatoria del possesso di queste quote troviacord storico di 1.661 dollari loncia con una crescimo lIntesa San Paolo, lUnicredit e le Assicuraziota vertiginosa dallinizio della crisi, visto che nelni Generali, segue poi un lungo elenco di istituti lestate del 2008 - poco prima del fallimento della minori, fra cui molte casse di risparmio locali. Lehman Brothers avvenuto alla met del settemevidente che la struttura di comando non corribre di quellanno - la medesima misura doro vesponde alla composizione esatta del capitale, alniva scambiata a non pi di 340 dollari. trimenti listituto non potrebbe funzionare, ovveNel contempo il governo ha varato una manoro, come ebbe a dire un autorevole banchiere covra economica che, stando solo allultimo decreme Bazoli: La struttura di governo della Banca to finanziario, ammonta a circa 48 miliardi. In redItalia tale da garantire una rigida separazione alt la cifra complessivamente molto pi alta tra propriet formale e poteri effettivi. Anche se circa 80 miliardi di euro - se si considerano linsiequesto veniva detto soprattutto per respingere me dei provvedimenti varati dal governo nel tenlaccusa fondatissima di un evidente conflitto di tativo del tutto fallito di rassicurare i mercati fiinteressi rappresentato da una Banca, che ha annanziari internazionali sulla solidit della nostra che compiti di vigilanza sul sistema bancario, e economia. La maggiore parte di questa ultima che l dovrebbe esercitare nei confronti dei promanovra poggia su tagli di detrazioni che aumenpri proprietari. Fino a che non si scioglier queteranno il prelievo fiscale sulle famiglie a reddito sto nodo tutto rester come prima. medio-basso. Una vera e catastrofica controriforAd un certo punto della sua missione pareva ma fiscale di tipo regressivo. Non pago di ci il goche Mario Draghi volesse porvi mano, addirittura verno Berlusconi pensa di svendere le partecipaparlando di una pubblicizzazione del principale zioni statali nelle principali societ nelle quali istituto di credito. Aveva suscitato qualche speancora presente capitale pubblico, cio Eni, Enel, ranza ma poi tutto finito in una dichiarazione Terna, Poste e Finmeccanica, che, guarda caso, mendace. sono poi quelle che vanno meglio e che assicuraTutti, governo, opposizione, sindacati, Presino allo stato profitti che sarebbero comunque sudente della Repubblica, chiedono in vario tono saperiori ai risparmi derivanti dalle dismissioni di crifici ai cittadini. Tutti si consolano con la solidicapitale pubblico. t del nostro sistema bancario. A nessuno viene A questo punto e per tutte queste ragioni ritorin mente di chiedere allo stesso e alla Banca dItana inevitabilmente una domanda: non sarebbe lia un sacrificio elementare e del tutto sopportabimeglio, per evitare uno sfacelo sociale, vendere alle, quale potrebbe essere quello della vendita di meno una parte di cos tanta riserva aurea? Peruna parte delloro della patria, ovvero il contrario ch svendere i gioielli di famiglia metaforici, ovvedellautarchia. Non necessario aspettare i tempi ro le partecipazioni pubbliche in aziende produtdella nazionalizzazione della Banca dItalia, bastetive, e non mettere mano ai gioielli autentici, cio rebbe mettere in discussione un mantra del neolii lingotti doro gelosamente custoditi nei caveau berismo, quello della sua assoluta autonomia. di mezzo mondo? Nel 1973, lallora Governatore Guido Carli diceva, La questione non affatto nuova, lo so. Vi fece nelle ultime battute delle sue annuali Consideracenno nel 2004 lo stesso Tremonti. Venne poi rizioni finali, che sarebbe stato un atto sedizioso solanciata da Romano Prodi, quandera presidente lamente pensare di rifiutarsi da parte dellistituto del consiglio, nellestate del 2007, subito dopo lo di emissione di andare incontro alle esigenze di riscoppio della crisi dei subprime negli Usa. Allora duzione del debito dello Stato. Altri tempi.

Il Mezzogiorno della Svimez


a grande stampa accoglie la pubblicazione annuale del Rapporto sulla economia del Mezzogiorno della Svimez (Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) in generale con attenzione solo ai dati o ai fatti pi eclatanti e per contro con scarso interesse ai processi di fondo che sono alla base di quei dati e che i volumi analizzano in dettaglio. Cos, qualche anno addietro tutti si resero conto con sorpresa - grazie alla documentazione e alle analisi della Svimez della ripresa della emigrazione dalle regioni del Sud (circa ottocentomila partenze negli ultimi dieci anni). Per quel che riguarda il rapporto di questanno il dato eclatante ripreso dalla stampa che nel Mezzogiorno due giovani su tre sono disoccupati. La ripresa della emigrazione non n la Svimez pretendeva che lo fosse una novit: i rapporti dei dieci anni precedenti avevano gi documentato questa ripresa indicando un saldo migratorio di settanta o ottanta mila persone allanno. Ma i rapporti Svimez, tranne casi eccezionali, non godono di grande attenzione, o perlomeno dellattenzione che meritano. E questo perch le analisi e le relative implicazioni in termini di politica economica sono effettivamente un po controcorrente. La Svimez, fin dai tempi di Pasquale Saraceno, il suo presidente storico, non si mai entusiasmata per i miti correnti sulla situazione del Mezzogiorno, i suoi problemi e le possibili soluzioni. E negli ultimi trentanni di miti meridonalisti ne abbiamo subiti tanti. Dalle cretinate sul piccolo imprenditore emergente, alle banalit sullo sviluppo a macchia di leopardo, ai distretti industriali trovati nel Mezzogiorno dappertutto (in particolare dove non cerano) al grande ruolo della economia sommersa - con linutile, anzi dannoso, ruolo della Commissione per lemersione (che non ha fatto emergere un bel nulla) - alla eliminazione dellintervento pubblico per dare spazio al libero gioco del mercato, alle interpretazioni antropologiche e politologiche del mancato sviluppo e lindividuazione della causa principale nella classe dirigente locale - tesi questultima sbandierata ai quattro venti in particolare dai rappresentanti della classe drigente medesima. Cos, di recente, lAssociazione non ha voluto ascoltare le sirene del federalismo (federalsimo fiscale nella dizione corrente) sottolineandone i rischi e indicando sempre interventi e prospettive di altra natura per lo sviluppo del Mezzogiorno e la riduzione del divario Nord-Sud (accresciutosi - come documentato - nellultimo decennio). Infatti, tornando ai disoccupati, nel rapporto ben evidenziato come le cifre attuali non siano solo leffetto della grande crisi finanziaria internazionale, bens anche e soprattutto il risultato di scelte di politica economica che hanno penalizzato il Mezzogiorno negli ultimi anni. Ed bene perci tenere conto di entrambi gli aspetti - quello congiunturale e quello di pi lungo periodo, nonch, ovviamente, dei loro intrecci. Consideriamo gli effetti della crisi. La

Enrico Pugliese

In una nota del Rapporto annuale, che uscir a settembre, si legge che il federalismo fiscale potrebbe mettere a dura prova la tenuta della societ meridionale
nota che anticipa le considerazioni generali del Rapporto di questanno (e che sar distribuito a settembre) inizia come segue: La grave recessione che ha colpito leconomia mondiale nel biennio 2008-2009 si abbattuta pesantemente sullintera economia nazionale, e ha mostrato i suoi effetti pi pesanti, in termini di impatto sociale sui redditi delle famiglie e sulloccupazione, nelle regioni del Mezzogiorno. La lenta e difficile fuoriuscita dalla crisi dellItalia ha interessato soprattutto le aree del Nord del Paese mentre il Sud, dopo la flessione del 2009, appare nel 2010 ancora in stagnazione. C dunque sia un effetto particolarmente grave della crisi, sia soprattutto la mancata ripresa. E non per caso: la ripresa si esprime con gli investimenti e questi nel Mezzogiorno sono stati particolarmente carenti. Infatti gli investimenti fissi lordi nel Centro Nord sono aumentati - segno indubbio di ripresa - del 3,5%, mentre laumento nel Mezzogiorno non ha raggiunto nemmeno l1%. Da notare che questa carenza non ha riguardato solo gli investimenti privati ma anche e soprattutto quelli pubblici: insomma su questo piano c stata discriminazione. In maniera molto asciutta la Svimez si esprime cos: Su tale risultato ha pesato sia la contrazione degli investimenti privati, conseguenza della crisi, sia soprattutto la forte contrazione degli investimenti pubblici, conseguenza delle manovre di finanza pubblica e della forte riduzione delle risorse in conto capitale dei fondi aggiuntivi per il Mezzogiorno (Fondo aree sottoutilizzate). Il risultato ovvio: stagnazione o riduzione dei consumi e peggioramento delle condizioni di vita. La spesa delle famiglie (che esprime la ricchezza o la povert della gente) diminuita per effetto della crisi e della mancata politica di sviluppo attuale e precedente. Infatti le difficolt delle famiglie vanno al di l della congiuntura ma sembrano ulteriormente aggravarsi di recente in conseguenza delle consistenti perdite di posti di lavoro, che al Sud spesso riguardano lunico percettore di reddito allinterno del nucleo familiare. E ci significa che nella disoccupazione meridionale di oggi bisogna contare non solo i due giovani su tre, ma anche molti adulti capofamiglia. A questo proposito giova ricordare che i dati eclatanti sulla disoccupazione nel Mezzogiorno e in particolare su quella

Foto finish
Dal Sahara alle Alpi
VAL CAMONICA

MONTECAMPIONE Un rifugiato dalla Libia mostra un documento. Fa parte di un gruppo di un centinaio di persone ospitate in un residence a 1800 metri di quota. Provengono tutti dallAfrica subsahariana (foto Livio Senigalliesi)

giovanile sono tuttaltro che una novit delloggi. E, detto per inciso, a questi vanno aggiunti anche coloro, soprattutto donne, che escono dal mercato del lavoro per scoraggiamento. Se i dati di oggi si spiegano almeno parzialmente con la crisi degli anni precedenti, al 2008 meritano spiegazioni che riguardano la politica economica. Scartata ormai da tutti la tesi della rigidit dellofferta di lavoro, per lo meno da quando sono riprese le emigrazioni, bisogna ricercare le cause nelleconomia e soprattutto nella politica economica. Tra la fine degli anni 90 e la prima met degli anni 2000 anche il Mezzogiorno aveva goduto in parte della crescita di occupazione legata al lavoro precario e in generale alla cattiva occupazione. Ora non c pi neanche questo; i contratti precari di 5 o 6 anni addietro non si sono trasformati in occupazione stabile ma al contrario hanno dato adito a ulteriore disoccupazione. Passiamo, per concludere, alle proposte sul tappeto e ai loro prevedibili effetti. Se in un quadro di questo genere - si legge nel Rapporto - si inserisce anche la prospettiva di un avvio del federalismo fiscale che tende, per altri versi, a determinare effetti redistributivi parimenti sfavorevoli, la tenuta della societ meridionale potrebbe rapidamente essere messa a dura prova. Laffermazione pu apparire perentoria. Anzi, pi precisamente, lo . Ma essa surrogata da tutta una vasta serie di studi condotti da studiosi meridionali da Domenicoantonio Fausto allo stesso Adriano Giannola (attualmente presidente della Svimez,) che mostrano dati alla mano - i costi che il Mezzogiorno pagherebbe nel caso di realizzazione piena del paventato federalismo fiscale, cos come cantato non solo dalla Lega e dal Pdl, ma anche da vasti settori del Partito democratico. E proprio una delle rivista della Svimez, la Rivista Giuridica del Mezzogiorno ha ospitato articoli con questo orientamento. Ci che si mette in luce non tanto la mancanza di senso di solidariet nazionale che ha ispirato i provvedimenti in direzione del federalismo fiscale, quanto il carattere discriminatorio che essi assumono tendendo a concentrare la ricchezza nella parte del paese gi ora pi ricca. E gi da ora meccanismi di finanza pubblica distribuiscono risorse a vantaggio nel Nord. Che fare dunque? Secondo la Svimez nella crisi il Sud ha pagato gi un prezzo molto alto con tagli significativi alle risorse per investimenti; in generale assolutamente prioritario arrestare la deriva ormai decennale di un Paese che sta consumando il proprio stock di dotazioni produttive. A questo fine va ripristinata la responsabilit attiva delloperatore pubblico ... La ridefinizione di una politica di sviluppo deve essere una priorit nazionale complessiva che non pu essere affidata alla spontanea allocazione del mercato ma rimanda ad interventi di politica industriale attiva volti a modificare nei prossimi anni la specializzazione produttiva del Paese. Insomma uguale, uguale lopposto di quello che viene solitamente proposto.

pagina 16

il manifesto

MARTED 9 AGOSTO 2011

LULTIMA

storie

MAL DAUTOBUS

Lunico stabilimento italiano per la costruzione di bus urbani messo in vendita. A rischio met dei dipendenti. Il governo non rinnova il parco circolante pi vecchio dEuropa. Per gli operai agosto ai cancelli

Michele Fumagallo
FLUMERI (AVELLINO)

in Irpinia
Irpinia, Italia, Europa
to per risult subito evidente: senza una chiara strategia del trasporto pubblico a lunga gittata ci si rifugi nel finanziamento occasionale anno per anno. Una debolezza denunciata dai pi avveduti tra gli operai e tra il sindacato, ma che non riusc mai a mutare il progetto strategico sui trasporti. Anche gli operai ne fanno le spese con ristrutturazioni che tagliano l'occupazione e con qualche avanguardia di fabbrica messa fuori gioco. E' ancora nella memoria di molti la lotta dei primi anni Novanta con la mitica tenda 25 aprile che fece da punto di riferimento e coscienza critica per tantissimi mesi. Colpisce, negli incontri davanti alla fabbrica, il bisogno di spaziare dai problemi dell'Irisbus al centro di tutto, a quelli pi generali della vita politica, del sindacato e della sua funzione, della qualit della vita, del destino del nostro paese, persino del nostro giornale. Racconta Giuseppe, 34 anni, uno dei pochi giovani di questa fabbrica: Che fine abbiamo fatto. Ci hanno gettato in mezzo a una strada, cos, senza dirci niente. Aggiunge Dario, delegato Fiom molto incazzato per la posizione Fiat all'incontro romano: Dobbiamo continuare col presidio, non buttare al vento la lotta che abbiamo costruito in questo primo mese. In fondo la guerra appena dichiarata. E Rossella, militante della sinistra, ormai coccolata affettuosamente da tutti come angelo custode del presidio: Sono qui perch l'operaio dell'Irisbus per me un simbolo generale dell'operaio sociale,

ono ancora l, al presidio davanti alla fabbrica di cui Sergio Marchionne vorrebbe liberarsi. Gli operai della Irisbus non ci stanno, sono disposti a tutto, anche all'occupazione pur di difendere un posto di lavoro che in Irpinia vale oro. E non ci sta il territorio: persino Ciriaco De Mita si dice pronto a gesti clamorosi, rivendica un ruolo nell'industrializzazione di quest'angolo di Campania e non vorrebbe assistere al suo smantellamento. Abbiamo seguito per giorni le iniziative di questi operai. Mercoled 3 agosto, arrivano davanti alla fabbrica Irisbus di Flumeri le prime notizie dall'incontro romano in cui Fiat ribadisce le sue posizioni: vendita dello stabilimento al gruppo molisano Di Risio, il quale dovrebbe contrattare con gli operai un rilancio a partire da una drastica riduzione delle maestranze. Il rifiuto porterebbe, sempre secondo Fiat, alla dismissione completa dello stabilimento, l'unico marchio italiano della produzione di autobus urbani ed extraurbani. C' rabbia tra gli operai al presidio della fabbrica, qualcuno con le lacrime agli occhi, appuntamento a domani. Gioved 4 agosto, assemblea davanti allo stabilimento. Alcune centinaia di lavoratori, una met delle maestranze, ribadiscono la rabbia verso Fiat mista alla delusione verso il mondo politico, vogliono continuare il presidio e stabilire volta per volta il tipo di lotta. Le cose non sono facili e bisogna vincere lo scoramento. Il prossimo appuntamento l'assemblea di venerd 5 agosto davanti alla Porta Carraio, il presidio pi delicato da dove potrebbe uscire qualche autobus. In un clima che si fa sempre pi duro, la lotta continua e si fa appello ai giovani, alla popolazione, alle istituzioni, ai tanti che vogliono conMANIFESTAZION tinuare a dare solidariet, come stato E DEGLI OPERAI in questo primo mese di mobilitazione. IRISBUS/FOTO
ARCHIVIO MANIFESTO

che va dal lavoratore allo studente. Sono qui perch credo alla speranza non solo per questa terra ma per l'Italia. Sono con gli operai perch un mondo migliore pu partire solo da qui.

LA FIAT AFFONDA IRISBUS LA RESISTENZA OPERAIA


rittura, soltanto poco pi di un mese fa Fiat aveva assicurato sulla produzione e il futuro di Irisbus. Invece arriva questo piano congegnato, a ben vedere, nei minimi particolari. All'incirca la met dei lavoratori, infatti, a pochi anni dalla pensione. Con un gioco di mobilit e cassa integrazione verrebbe garantita una copertura fino alla pensione. Le restanti maestranze dovrebbero essere assorbite dal nuovo acquirente. Un programma ributtato con sdegno dagli operai che ne hanno subito capito l'inganno. Cos va il mondo Fiat di questi tempi. Naturalmente, agendo di conseguenza e svelando i trucchi della multinazionale torinese, che ha deciso di spostare negli altri siti europei, soprattutto in Francia e Cechia, i suoi progetti autobus. Ed quel che stanno facendo gli operai con un programma di lotta che ha gi visto cortei, occupazioni di strade e autostrade, partecipazioni a consessi istituzionali. Ma il tempo stringe e la lotta diventa un braccio di ferro. L'occupazione della fabbrica resta non solo una minaccia operaia ma un'opzione sempre presente che ha gi messo in agitazione la Fiat, corsa ai ripari mettendo in cassa integrazione le maestranze tre giorni prima delle ferie, per la paura che l'assemblea indetta in fabbrica all'inizio di agosto si tramutasse in occupazione. La vigilanza deve essere alta. Di questo sono consapevoli tutti. E per questo continuer per tutto agosto (la prossima riunione al ministero fissata per fine mese) il presidio ai cancelli.

Dalla sera alla mattina


Partecipando alle veloci assemblee e agli incontri susseguitisi per giorni, si potrebbe iniziare una cronaca scherzando: bisognerebbe ringraziare la Fiat per un altro regalo ai lavoratori, costretti a parlare di s, della propria vita, del proprio futuro; e farlo insieme agli altri lavoratori, ai tanti curiosi, agli amici che ti vengono a trovare davanti al presidio delIa Irisbus di Flumeri, Valle dell'Ufita, provincia di Avellino. Si potrebbe. Ma c' poco da scherzare perch la cosa maledettamente seria. Sarebbe stato meglio che questa tegola non fosse caduta sulla testa dei 685 dipendenti della produzione (pi 75 addetti a mensa, pulizia, ambiente, vigilanza): quella di dismettere l'unico stabilimento italiano di produzione di autobus (Fiat ne ha altri in Francia, Spagna, Cechia). Una decisione presa dalla sera alla mattina, senza il minimo sentore. Anzi. Sono stati spesi svariati milioni di euro per ammodernamenti dello stabilimento terminati da poco. E addi-

Ai tempi di De Mita
L'Irisbus in Valle Ufita ha iniziato la produzione nel giugno del 1977, frutto di un accordo di programma messo in atto tre anni prima quando si svilupp una lotta tra potentati politici in territori diversi. Allora reggeva il ministero dell'industria Ciriaco De Mita che spinse perch lo stabilimento andasse nella sua Irpinia invece che nella Piana del Sele, dov'era in un primo momento previsto. Naturalmente la cosa innesc la classica guerra tra poveri che port a un'amara riflessione sui destini della politica italiana e sua miseria. Tempi lontani, che per sembrano radiosi in rapporto alla decadenza estrema della politica attuale. L'Irisbus inizi la sua storia in Valle Ufita riuscendo in parte a portare a termine i suoi impegni, anche se i tremila addetti previsti non furono mai raggiunti e ci si ferm alla cifra di 1782 negli anni Ottanta. La debolezza politica dell'investimen-

In tutti gli interventi si percepisce l'angoscia di dover dare risposte in presenza di una crisi generale di portata storica. Molte cose infatti si intrecciano in questa lotta, alcune che danno fiducia in un periodo di decadenza sociale e politica dell'Italia (e dell'Europa), altre molto amare. La fiducia data da alcune centinaia di persone che rimettono al centro il lavoro e la produzione come fattore di progresso sociale e di fuoriuscita dalla crisi. La focalizzazione sul lavoro, sul suo significato sociale e non solo privato fondamentale in un periodo di dominio assoluto dell'ideologia dell'impresa e, peggio, dell'ideologia finanziaria e speculativa. Tanto pi in un territorio dove la dipendenza clientelare la cifra della miseria della sua classe dirigente (attuale e passata) e d'un comportamento di massa duro a morire. Gli elementi negativi sono almeno due: l'assenza di una sinistra forte che rimanda a quel che poteva essere e non stato nell'ambito della lotta per l'uguaglianza e la messa al centro del lavoro vivo e della vita dei lavoratori; l'assenza di un'Europa politica all'altezza dei bisogni di tutti. La scelta Fiat di puntare, oltre che sulla Cechia per il costo del lavoro, sulla Francia come centro della produzione degli autobus, legata a una diversa politica industriale e dei trasporti in quella nazione. Sono cose che si toccano con mano nella vertenza Irisbus. La solitudine della Valle dell'Ufita (dentro un'Irpinia sempre pi debole ed emarginata, dove si dismettono lavori e servizi essenziali) che ha perso la sua vecchia identit ben prima della crisi Irisbus e non riesce a trovarne una nuova, la decadenza dell'Italia che Berlusconi sta portando a compimento tragico, la finzione di un'Unione Europea del tutto rinchiusa nei vecchi schemi (ed egoismi) nazionali. Tutto questo piomba addosso agli operai Irisbus, in un'Italia che ha il parco autobus urbani pi vecchio d'Europa e non investe una lira per il suo ammodernamento, fornendo alla Fiat l'alibi per fuggirsene all'estero. Gli operai di Flumeri venivano chiamati metalmezzadri per la loro origine e vocazione contadina. Era un termine sociologicamente neutro, ma anche un po' offensivo, quasi a dire che non erano operai all'altezza, puri. La storia ha dimostrato che sono stati operai di grande professionalit anche se qualcuno ha continuato a coltivare l'orto nelle ore libere. Se i metalmezzadri riuscissero a stupire con una scelta sociale e politica di intervento in una questione (lo sviluppo del proprio territorio, un piano trasporti generale) che antepone l'interesse collettivo a quello privato, sarebbe una bella lezione per tutti.

anche questestate ritorna con


Giochi, test e vignette politicamente irriverenti e con gli imperdibili racconti dellestate, con la straordinaria partecipazione di DARIO FO, ASCANIO CELESTINI, ALESSANDRO ROBECCHI, VAURO, PAOLO VILLAGGIO e lastrologo Bronko!
le 4. La Minnelli Olimpiadi (sig attrice la) ameri e cantan . cana. 6. te loppo sto di 8. Il contro castell . o dove Conte impri di Mo gionato 9. Or il goglios ntecristo. i, com 11. Il piaciu d 15. Tra a te che orm ti. bocca nte, inc ai una moda. onten ibile.

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TENTAT etto "In riferime dignez-v IVI DI nto pe IMITA ouz" alla Gr r i mo ZIONE vimen da qualche ec ti di tempo scrittor ia. Lautore un punto un 94 protesta ch e e dip e dilag enne fra lomati pieno di ano da di vis co, po ncese, polem litico ed lla ica ne ex comb Stphane Spagna 32. Il lle sue ORIZZO Capoluo Hessel attente esortazi go NTALI della Re , della oni. 2. Or sisten ganizz 33. Tu Basilicata (sig za, a

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RESTER IN EDICOLA FINO AL 10 AGOSTO. CON IL MANIFESTO A

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