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Tecnica delle costruzioni

Il metodo degli Stati Limite


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Riferimenti fondamentali
website:
dsg.uniroma1.it/monti
( il professore con il quale collaboro)
email:
silvia.alessandri@uniroma1.it
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Contenuti
Fondamenti teorici
Base probabilistica
Progetto agli Stati Limite Ultimi
Flessione semplice e composta
Taglio
Gli Stati Limite di Esercizio
Obiettivo della progettazione
Le opere e le varie tipologie strutturali devono
possedere i seguenti requisiti:
sicurezza nei confronti di stati limite ultimi (SLU)
capacit di evitare crolli, perdite di equilibrio e dissesti gravi, totali o
parziali, che possano compromettere lincolumit delle persone ovvero
comportare la perdita di beni, ovvero provocare gravi danni ambientali e
sociali, ovvero mettere fuori servizio lopera;
sicurezza nei confronti di stati limite di esercizio (SLE):
capacit di garantire le prestazioni previste per le condizioni di esercizio;
robustezza nei confronti di azioni eccezionali:
capacit di evitare danni sproporzionati rispetto allentit delle cause
innescanti quali incendio, esplosioni, urti.
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Obiettivo della progettazione
Conseguire una protezione adeguata
nei confronti di due condizioni limite
Uno stato di danno strutturale accentuato
che prelude al collasso
si preferisce che la struttura subisca
deformazioni anelastiche
Uno stato di danno agli elementi non
strutturali
si richiede che la struttura rimanga elastica
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Strumenti
Lutilizzo di metodi di analisi lineare o
non lineare, statica o dinamica, nella
progettazione
Lutilizzo della gerarchia delle resistenze
nella concezione strutturale
Lutilizzo del metodo degli Stati
Limite nella verifica
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Il metodo degli Stati Limite
Il problema fondamentale dellaffidabilit
strutturale. Lequazione di sicurezza.
Aleatoriet delle grandezze
Lapproccio semiprobabilistico
Valori caratteristici e valori di progetto
I coefficienti parziali di sicurezza.
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Il metodo degli Stati Limite
Principali caratteristiche
Si basa sul concetto di aleatoriet delle
grandezze (azioni, resistenze)
Si considerano vari aspetti del
comportamento (esercizio, collasso) nei
confronti dei quali si differenzia il livello di
rischio.
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Il metodo SPSL
Definizioni
Stato limite
La struttura o una sua parte non pu pi
svolgere le funzioni per cui stata progettata
Stato limite ultimo
Si verificano il collasso della struttura e la
possibilit di perdita di vite umane
Stati limite di esercizio (analogo a TA)
Si verifica la perdita di funzionalit della
struttura in relazione alle esigenze di impiego
Laffidabilit dei sistemi strutturali
Lo studio dellaffidabilit dei sistemi strutturali
viene condotto nellambito dei problemi agli
stati limite
E volto al calcolo della probabilit di
violazione di uno stato limite
Per stato limite si intende quello oltre il
quale la struttura, o parte di essa, non pi
in grado di assolvere le funzioni per cui
stata progettata.
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Laffidabilit dei sistemi strutturali
Connessa con il calcolo della probabilit di violazione
di uno SL la definizione di un livello di protezione
nei confronti del superamento del limite stesso
(diverso per ciascuno SL)
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P(R>sl, in t anni)
fessurazione
sl 1
R (risposta)
deformazione
eccessiva
sl 2
collasso
slu
esercizio
Laffidabilit dei sistemi strutturali
Per poter calcolare la probabilit di
superamento di uno stato limite
necessario:
definire un modello di comportamento
della struttura sotto le azioni esterne
(elastico, plastico o, in generale, non
lineare)
esprimere in termini analitici lo stato limite
considerato.
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Laffidabilit dei sistemi strutturali
Una volta definito il comportamento
strutturale occorre formulare il
problema della violazione dello stato
limite in termini matematici
definendo una funzione di stato limite.
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Il problema fondamentale
Si studia la relazione fra due grandezze
S : Azione , Domanda
R : Resistenza , Capacit
S
R
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Il problema fondamentale
Ad esempio
S : momento flettente M
S
(F)
R : momento resistente M
R
F
R
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Il problema fondamentale
Ad esempio
S : tensione o dovuta a M
S
(F)
R : tensione limite o
adm
F
R
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Il problema fondamentale
Deve risultare
R S
Si ha sicurezza se,
R S 0
Si ha collasso se
R S < 0
Graficamente
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Il problema fondamentale
S
R
R S > 0
R S < 0
S = 5
R = 10
S = 10
R = 5
sicurezza
collasso
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Aleatoriet
In realt R aleatoria
Caratterizzata (se normale) da
una densit di probabilit
f
R
(r)
funzione di due parametri:
media:
R
dispersione: o
R
r
f
R
(r)

R
o
R
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Aleatoriet
In realt S aleatoria
Caratterizzata (se normale) da
una densit di probabilit
f
S
(s)
funzione di due parametri:
media:
S
dispersione: o
S
s
f
S
(s)

S
o
S
Richiami di teoria delle probabilit
Definizioni
Esperimento: linsieme delle operazioni necessarie a
rilevare un fenomeno. Una singola rilevazione
nellambito di un esperimento detta prova.
Evento o esito dellesperimento: il risultato di un
esperimento:
Evento elementare: un possibile esito dellesperimento;
Evento composto: un prefissato insieme di possibili esiti,
o eventi elementari
21
Richiami di teoria delle probabilit
Definizioni
Spazio degli eventi: linsieme di tutti i
possibili esiti di un esperimento.
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(1;3)
(3;3)
(3;1)
(2;2)
(4;4)
(5;5)
(5;6)
(6;5)
E
1
(6;6)
E
2
E
3
E
4
U
Richiami di teoria delle probabilit
Definizioni
Evento certo: un evento che si
realizza sicuramente: levento
composto che contiene tutti i punti dello
spazio degli eventi.
Evento impossibile: un evento che
sicuramente non si realizza: levento
che non contiene alcun punto dello
spazio degli eventi.
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Richiami di teoria delle probabilit
Definizioni
Relazioni tra gli eventi:
Si dicono eventi mutuamente esclusivi,
o disgiunti, due eventi tali che la
realizzazione delluno esclude la
realizzazione dellaltro:
sono eventi che, nello spazio S non hanno
punti in comune.
Si dicono eventi indipendenti due eventi
tali che il verificarsi del primo non alteri la
probabilit del verificarsi del secondo
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Richiami di teoria delle probabilit
Definizioni
Combinazione di eventi:
Evento intersezione (o prodotto): levento
costituito dagli eventi elementari comuni
ad A e a B:
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Evento intersezione Evento unione
A
B
B A

B A

Richiami di teoria delle probabilit
Definizioni
Combinazione di eventi:
Evento unione (o somma): levento
costituito dagli eventi elementari di A e di B
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Evento intersezione Evento unione
A
B
B A

B A

Il concetto di probabilit
La probabilit pu essere considerata come una
misura numerica della possibilit di occorrenza
di un evento, relativamente ad un determinato
insieme di eventi alternativi che non si verificano.
Criterio della frequenza relativa:
N
A
, numero degli esiti favorevoli allevento A,
N, numero degli esperimenti.
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( )
N
N
A P
A
N
= lim
Assiomi del calcolo delle
probabilit
Assioma 1: P > 0
Assioma 2: P(S) = 1
Assioma 3 (assioma esteso alla
somma): per due eventi che sono
mutuamente esclusivi:
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( ) ( ) ( )
P A B P A P B = +
Probabilit dellevento composto
Eventi composti
Probabilit dellevento unione:
se
se
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( ) ( ) B P A P B A P + = ) (
A B = C
( ) ( )
( ) ( ) P A B P A P B P A B = + A B = C
Probabilit dellevento
intersezione
Probabilit condizionata: misura la
probabilit del verificarsi di un evento A posto
che si sia gi verificato un evento B.
Probabilit congiunta di eventi
indipendenti: misura la probabilit del
verificarsi di tutti gli eventi componenti.
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( ) ( ) ( )
P A B P A P B =
( )
( )
( | )
P A B
P A B
P B
=
Variabili aleatorie
Si definisce variabile aleatoria il numero X
associato ad ogni possibile esito di un
esperimento
Pu essere:
Discreta: se definita su uno spazio degli eventi
costituito da un numero finito o da una infinit
numerabile di elementi;
Continua: se definita su uno spazio degli eventi
costituito da una infinit non numerabile di
elementi (ad essa si associa qualunque numero
reale).
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Funzione di distribuzione
descrive il fenomeno analizzato in
termini di probabilit;
esprime la probabilit che la v. a. X
assuma valori inferiori ad un certo
numero x.
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( ) ( ) x X P x F
X
s =
Funzione di distribuzione
;
non decrescente;
;
33/319
( ) ( ) x X P x F
X
s =
( )
0 1
X
F x s s
( ) ( )
0
X X
x
F lim F x

= = ( ) ( )
1
X X
x
F lim F x

= =
Variabili aleatorie continue
Probabilit che la v.a. x cada nellintorno di un
determinato valore:
Si definisce funzione di densit di
probabilit:
34
( )
( )
dx
x dF
x f
X
X
=
( )
P x X x x s s + A

f
X
(x)
x
x dx
f
X
(x)dx
( )dx
x
x
X
f
}


Variabili aleatorie continue
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F
X
(x)
1
F
X
(x
i
)
F
X
(x)
( )
}
i
j
x
x
X
dx x f
x
j
x
i
( ) ( ) ( ) x X P d f x F
x
X X
s = =
}


( )
}


=1 dx x f
X
Due o pi variabili aleatorie
Si definisce funzione di distribuzione
di probabilit congiunta la funzione
che esprime la probabilit dellevento
congiunto:
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( ) ( ) ( )
, ,
y x
XY XY
F x y P X x Y y f x y dxdy

= s s =
} }
( )
( )
2
,
,
XY
XY
F x y
f x y
dxdy
c
=
( ) ( ) ( )
0, 0
,
XY
x y
f x y x y lim P x X x x y Y y y
o o
o o = s s +o s s +o (

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Richiami di statistica
la stima dei parametri delle distribuzioni
La media aritmetica
La deviazione standard o scarto quadratico medio
Il coefficiente di variazione
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Richiami di statistica
la stima dei parametri delle distribuzioni
La deviazione standard o scarto quadratico medio
un indice di dispersione
E una misura di variabilit di una popolazione
(o di una variabile aleatoria)
Misura la dispersione dei dati intorno al valore atteso (= medio).
Ha la stessa unit di misura dei valori osservati
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Richiami di statistica
la stima dei parametri delle distribuzioni
Esistono argomenti teorici, soprattutto nell'ambito
della stima ovvero nell'ambito della statistica
inferenziale, per rimpiazzare il fattore 1/n nella
definizione
con 1/(n1), ottenendo come nuova definizione:
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Richiami di statistica
la stima dei parametri delle distribuzioni
Inferenza statistica:
il procedimento per cui si deducono le caratteristiche di una
popolazione dall'osservazione di una parte di essa,
La parte esaminata si dice campione, ed selezionata
mediante un esperimento casuale (aleatorio).
La correzione al denominatore evidenziata fa s che
la nuova definizione sia un po' pi grande della
precedente.
Si corregge cos la tendenza della definizione
precedente a sottostimare le incertezze, soprattutto
nel caso in cui si lavori con pochi dati (n piccolo).
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Richiami di statistica
la stima dei parametri delle distribuzioni
Osserviamo il caso limite di n = 1,
(cio quando effettuiamo una sola misura). La prima definizione
d il risultato, sensato nell'ambito della statistica descrittiva ma non
molto ragionevole nell'ambito della statistica inferenziale, = 0,
la nuova definizione d un risultato non definito del tipo 0/0,
rispecchiando cos la totale ignoranza inerente all'incertezza su una
singola misura.
La statistica non dice nulla sul singolo caso.
La differenza tra le due definizioni tende ad essere numericamente poco
rilevante col crescere del numero delle misurazioni:
gi nel caso di dieci misure la differenza tra = 0.316 e = 0.301
irrilevante per la maggior parte degli scopi.
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Aleatoriet Richiami di statistica Coeff. di variazione
Il coefficiente di variazione un indice di dispersione
permette di confrontare misure di fenomeni riferite a unit di misura
differenti, in quanto si tratta di un numero puro (ovvero non riferito ad
alcuna unit di misura).
Viene definito, per un dato campione, come il rapporto tra la sua
deviazione standard () e il valore assoluto della sua media aritmetica
():

Ha senso solo per campioni aventi la media aritmetica non nulla.


Per un campione con un numero finito n di esemplari dato
dall'espressione
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Richiami di statistica
la stima dei parametri delle distribuzioni
Il coefficiente di variazione permette di valutare la dispersione
dei valori attorno alla media indipendentemente dall'unit di
misura.
Esempio:
La deviazione standard di un campione di redditi espressi in Lire
completamente diversa della deviazione standard degli stessi
redditi espressi in Euro, mentre il coefficiente di dispersione lo
stesso in entrambi i casi.
L'utilizzo del coefficiente di dispersione problematico in
presenza contemporanea di valori positivi e negativi, o qualora il
valore "zero" sia fissato sulla base di convenzioni
sostanzialmente arbitrarie, come avviene nelle scale di
misurazione della temperatura Celsius e Fahrenheit.
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Aleatoriet
Derivano dalle incertezze relative:
alle resistenze dei materiali impiegati rispetto
ai valori assunti dal progettista
all'intensit delle azioni dirette, indirette e di
natura chimico-fisica ed alla probabilit della
loro coesistenza
alla geometria della costruzione
alla divergenza tra gli effetti realmente indotti
dai carichi e quelli calcolati.
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Probabilit di collasso
s
r
Regione (semiquadrante)
della sicurezza
Regione (semiquadrante)
del collasso
I diversi eventi
hanno diversa
probabilit di
occorrenza:
f
R
(r) f
S
(s) dr ds
Qual la
probabilit che ci
sia collasso?
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Probabilit di collasso
E data da:
sicurezza
collasso
( )
( ) ( )
}
<
=
= < =
0
0 Pr
S R
S R
f
ds dr s f r f
S R p
I livelli di verifica
Nellanalisi di affidabilit si definiscono
tre livelli di verifica:
verifica a livello 3: richiedono una completa
analisi del problema implicando la risoluzione
analitica sullintero dominio di fallimento D
dellintegrale:
necessario conoscere la funzione di distribuzione di
probabilit di ogni variabile aleatoria caratterizzante il
sistema
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( ) ( ) | | ( )
} }
= s = e =
D
f
d f G P D P p x x X X
x
0
I livelli di verifica
Nellanalisi di affidabilit si definiscono
tre livelli di verifica:
verifica a livello 2: si basano su procedure
semplificate che evitano la risoluzione
dellintegrale su tutto il dominio D limitandosi a
verificare un numero finito di punti del dominio:
necessario conoscere i parametri caratteristici della
funzione di distribuzione di probabilit di ogni variabile
aleatoria caratterizzante il sistema e la matrice di
correlazione.
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I livelli di verifica
Nellanalisi di affidabilit si definiscono
tre livelli di verifica:
verifica a livello 1: laspetto probabilistico del
problema tenuto in conto introducendo
nellanalisi appropriati valori caratteristici delle
variabili:
frattili di un ordine prestabilito
a cui sono coefficienti parziali di sicurezza dedotti da
considerazioni probabilistiche
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Le verifiche a livello 2
Fanno riferimento alla distribuzione
Normale:
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salvezza collasso
f
p
0
o o
|o
M
M < 0 M > 0
M M
M M
M
f (m)
( ) |
t
|
u = =
}

du e p
u
f
2
2
2
1
2 2
S R
S R
M
M
o o

o

|
+

= =
( ) ( ) ( )
( )
}

(


= = s = s =
0
2
2
2
0
2
1
0 0 0 dm exp F M P S R P p
M
M
M f
o

t
( )
M
M
M
U
o

=
Le verifiche a livello 2
Probabilit di fallimento:
anche possibile integrare la f
y
(y) lungo la
direzione v ottenendo la probabilit di fallimento p
f
tramite la :
52
y
2
y
1
v
y*
y*
2
1
|
y*
g(y) = 0
di salvezza
g(y) > 0: dominio
di fallimento
g(y) < 0: dominio
= = 0
Y Y
Y Y
o = o = 1
2
2
1
1
( )
( )
}
s
=
0 y g
Y f
dy y f p
( )
( )
( ) | u = =
}
<
dv v f p
g
v f
0 y
Con questo metodo il
calcolo della probabilit
p
f
ricondotto al calcolo
di valore medio e
deviazione standard delle
funzioni di distribuzione
delle variabili aleatorie.
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Nel caso di v.a. normali
la p
f
si calcola semplicemente come:
Si noti che:
Se o
R
e o
S
diminuiscono, p
f
diminuisce
Se (
R

S
) aumenta, p
f
diminuisce
( )
|
|
|
.
|

\
|
o + o

u = < =
2 2
0 Pr
S R
S R
f
S R p
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Esempio
Trave appoggiata con carico concentrato
Carico:
Capacit:
( ) kN 1 , kN 3 = o = =
Q Q
N Q
( ) kNm 5 . 1 , kNm 10 = o = =
R R
N R
5.0 m
Q
R
55/319
Esempio
Il momento agente : S = Q L/4
E anchesso una v.a. con
Media:
S
=
Q
L/4 = 3.75
Dispersione: o
S
= o
Q
L/4 = 1.25
La probabilit di collasso :
4
2 2 2 2
10 85 . 6
25 . 1 5 . 1
75 . 3 10

=
|
|
.
|

\
|
+

u =
|
|
|
.
|

\
|
o + o

u =
S R
S R
f
p
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Esempio
La probabilit di collasso p
f
trovata
andrebbe confrontata con un valore
ritenuto accettabile, p
f,amm
Questo metodo, detto di Livello 2,
adatto per strutture di una certa rilevanza
Un metodo che tenga conto delle
aleatoriet in modo pi semplice
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Un approccio
semiprobabilistico
s
r
sicurezza
collasso
Si cerca una coppia
di valori:
R
d
ed S
d
per cui se si ha:
R
d
> S
d
allora:
p
f
< p
f,amm
S
d
R
d
58/319
Un approccio
semiprobabilistico
s
r
sicurezza
collasso
Si cerca una coppia
di valori:
R
d
ed S
d
per cui se si ha:
R
d
> S
d
allora:
p
f
< p
f,amm
S
d
R
d
59/319
I valori di calcolo
I valori di calcolo R
d
ed S
d
consentono di
trasformare un problema aleatorio:
Pr[R S] p
f,amm
in uno deterministico:
R
d
S
d
Cio: se R
d
S
d
p
f
p
f,amm
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I valori di calcolo
I valori di calcolo R
d
ed S
d
vengono
espressi in funzione dei valori
caratteristici R
k
ed S
k
I valori caratteristici R
k
ed S
k
sono i
frattili di ordine 0,05 e 0,95 delle
distribuzioni di R ed S
I rapporti
R
= R
k
/R
d
e
S
= S
d
/S
k
sono
detti coefficienti di sicurezza
I valori di caratteristici
La valutazione della sicurezza avviene
tenendo conto dellaspetto probabilistico
del problema attraverso luso di
appropriati valori caratteristici delle
variabili che, nellanalisi, vengono
considerati come deterministici:
Valore caratteristico: valore che ha una
determinata probabilit di verificarsi:
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I valori caratteristici
Nella vigente normativa sulle costruzioni si
assume come caratteristico:
per la resistenza R: quel valore tale che la
probabilit che R sia ad esso inferiore pari al
5%:
per la sollecitazione: il valore tale la probabilit
che S sia ad esso inferiore pari al 95%:
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( )
1
k R R R
R k V =
( )
1
k S S S
S k V =
63/319
R
d
, R
k
e
R
(nel caso di
osservazioni)
Il valore caratteristico :
R
k
=
R
1.64 o
R
Pr[R<R
k
] = 0,05
Il valore di calcolo :
R
d
= R
k
/
R

R
si ottiene da studi di
calibrazione
r
f
R
(r)

R
o
R
R
k
R
d
64/319
S
d
, S
k
e
S
s
f
S
(s)

S
o
S
S
k
S
d
Il valore caratteristico :
S
k
=
S
+ 1.64 o
S
Pr[S<S
k
] = 0,95
Il valore di calcolo :
S
d
= S
k

S

S
si ottiene da studi di
calibrazione
I valori caratteristici
La condizione di stato limite definita
dalla condizione:
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S
R
R S
R
k k
S
S

R
f (r), f (s)
f (s)
f (r)
r,s
k K K
S R =
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Lequazione di sicurezza
E dunque:
R
k
/
R
S
k

S
Nella forma pi generale si ha:
R(f
k
/
m
) S(F
k

f
)
67/319
Esempio
Trave appoggiata con carico concentrato
Carico:
Capacit:
( ) kN 1 , kN 3 = o = =
Q Q
N Q
( ) kNm 5 . 1 , kNm 10 = o = =
R R
N R
5.0 m
Q
R
Pi in generale, il valore caratteristico :
R
k
=
R
k
n
o
R
(per le resistenze)
S
k
=
S
+ k
n
o
S (per le azioni)
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R
d
, R
k
e
R
(nel caso di
n osservazioni)
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Valori del coefficiente k
n
per il valore caratteristico al 5%
n
1 2 3 4 5 6 8 10 20 30

V
X
(=CoV)
noto
2,31 2,01 1,89 1,83 1,80 1,77 1,74 1,72 1,68 1,67 1,64
V
X
(=CoV)
non noto
- - 3,37 2,63 2,33 2,18 2,00 1,92 1,76 1,73 1,64
da EN 1990 (Euro Codice 0) - Allegato D - Tavola D1
Valori del coefficiente k
n
per il valore caratteristico al 5%
(Acciaio, Cap 11 NTC 2008)
71/319
72/319
Variazione di Kn in funzione
del numero di misure
Variazione di Kn con il numero delle misure
2
0
;

1
,
7
6
3
0
;

1
,
7
3
1
0
;

1
,
9
2
3
;

3
,
3
7
4
;

2
,
6
3
6
;

2
,
1
8
5
;

2
,
3
3
8
;

2
infinito; 1,64
5
;

1
,
8
6
;

1
,
7
7
8
;

1
,
7
4
1
0
;

1
,
7
2
2
0
;

1
,
6
8
3
0
;

1
,
6
7
3
;

1
,
8
9
2
;

2
,
0
1
4
;

1
,
8
3
1
;

2
,
3
1
1
2
3
4
0 10 20 30 40 50 nmisure
K
n
Kn con CoV (Vx) non noto
Kn con CoV (Vx) noto
3
Perch semiprobabilistico
Esiste una diretta correlazione tra il
coefficiente di sicurezza e la probabilit di
fallimento:
ponendo:
si ottiene:
73/319
( )
|
|
.
|

\
|
+

u = u =
2 2 2 2
S S R R
S R
f
V V
p


|
0
R
S

2 2 2 2 2
0
0
2 2
2 2
0
1
1
1
R S R S
R
R S
V V V V
V
V V
+| + |

| = =
|
+
( )
( )
( )
( )
0
1 1
1 1
R R R R R
k
k
k S S S S S
k V k V
R
S k V k V

= = =
+ +
74/319
Il quadro normativo
NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI 2008
Altre normative superate:
D.M. LL.PP. del 09/01/1996
Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e
precompresso e per le strutture metalliche
Circolare M. LL.PP. del 15/10/96, n. 252
Istruzioni per l'applicazione del DM 09/01/1996
D.M. LL.PP. del 16/01/1996
Norme tecniche relative ai Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e
sovraccarichi
Circolare M. LL.PP. del 04/07/96, n. 156
Istruzioni per l'applicazione del DM 16/01/1996
75/319
Azioni di calcolo
Le verifiche debbono essere condotte
nei riguardi degli stati limite di esercizio
(SLE) e degli stati limite ultimi (SLU)
Le combinazioni delle azioni da
considerare per tutti le verifiche agli SL
sono specificate nel paragrafo 2.5.3.
76/319
Vita utile di progetto
77/319
Gli Stati Limite
Definizione di Stato Limite
La struttura o una sua parte non pu pi svolgere
le funzioni per cui stata progettata
Due categorie:
Stati Limite Ultimi (SLU)
Corrispondenti al valore estremo della capacit portante
o comunque al raggiungimento di condizioni estreme
Stati Limite di Esercizio (SLE)
Legati alle esigenze di impiego normale e di durata.
78/319
Gli Stati Limite Ultimi
Sono gli Stati Limite che riguardano:
La sicurezza delle persone
La sicurezza della struttura
La sicurezza del contenuto (in alcuni casi)
Gli SL da verificare riguardano:
Perdita di equilibrio della struttura o di parte di
essa, come corpo rigido
Rottura, deformazione eccessiva, trasformazione
in meccanismo, perdita di stabilit
Rottura per fatica.
79/319
Gli Stati Limite di Esercizio
Sono gli Stati Limite che riguardano:
Il funzionamento della struttura
Il comfort delle persone
Lapparenza del costruito (deformazioni, fessure)
Gli SL da verificare riguardano:
Deformazioni eccessive
Fessurazioni premature o eccessive
Degrado o corrosione
Vibrazioni eccessive.
80/319
Progetto agli SL
Il progetto si basa sulluso di modelli
della struttura
dei carichi
Nessuno SL superato quando si usano
in questi modelli i valori opportuni di:
Azioni
Propriet dei materiali e dei prodotti
Dati geometrici
81/319
Soddisfacimento dei requisiti
I requisiti vengono soddisfatti attraverso
luso del metodo dei coefficienti parziali
Il metodo prevede
Lintroduzione dei valori caratteristici
La trasformazione dei valori caratteristici in
valori di calcolo adeguati allo SL
considerato, mediante l'applicazione di
coefficienti parziali
m
o
f
82/319
I coefficienti parziali
Le resistenze di calcolo dei materiali si
ottengono dividendo le resistenze
caratteristiche per i coefficienti
m
(>1)
Le azioni di calcolo si ottengono moltiplicando
le azioni caratteristiche per i coefficienti
f
>1 o 1 a seconda che il contributo dell'azione
diminuisca o aumenti la sicurezza
83/319
Variabili di base
Azioni
Classificazione
Valori caratteristici
Altri valori rappresentativi delle azioni
variabili
Propriet dei materiali e dei prodotti
Dati geometrici
84/319
Azioni (F) e Sollecitazioni (S)
Azione F
ogni causa (carichi permanenti, carichi variabili,
deformazioni impresse, agenti chimico-fisici...)
capaci di indurre stati limite in una struttura
Sollecitazione S
ogni effetto interno (forza normale, momento
flettente, forza di taglio, ecc.) che, a causa delle
azioni, si determina nella struttura
pi in generale si potranno indicare con S anche
deformazioni, aperture di fessure, ecc.
85/319
Tipi di azioni
Per determinare S, si considerano le F :
Dirette (forze)
Carichi permanenti (peso proprio e carichi fissi)
Carichi variabili (carichi di servizio, neve, vento,
sisma, spinta delle terre, forze dinamiche, ecc.)
Indirette (deformazioni impresse)
variazioni termiche, ritiro, pre-tensione,
spostamenti di vincoli, difetti di montaggio, ecc.
Chimico-fisiche
Agenti aggressivi, umidit, gelo, materiali nocivi
Classificazione delle azioni
secondo la risposta strutturale
NTC 2008, 2.5.1.2
Statiche:
azioni applicate alla struttura che non provocano
accelerazioni significative della stessa o di alcune
sue parti;
Pseudo statiche:
azioni dinamiche rappresentabili mediante
unazione statica equivalente;
Dinamiche:
azioni che causano significative accelerazioni della
struttura o dei suoi componenti.
86/319
87/319
Classificazione delle azioni
secondo la variazione della loro intensit nel tempo
NTC 2008, 2.5.1.3
Permanenti (G)
G1: strutturali
G2: non strutturali (permanenti portati)
P: pretensione o precompressione
Variabili (Q)
Carichi ai piani degli edifici, vento, neve
Eccezionali (A)
Uragani, urti di veicoli, esplosioni
Sismiche (E)
Derivanti da terremoti
88/319
Azioni e loro combinazione (SLU)
(NTC 2008, 2.5.3)
Per gli SLU si adotta la combinazione:
k3 03 Q3 k2 02 Q2 k1 Q1 P 2 G2 1 G1
Q Q Q P G G + + + + +
essendo:
G
k
il valore caratteristico delle azioni permanenti
P
k
il valore caratteristico della forza di precompressione
Q
ik
i valori caratteristici delle azioni variabili tra loro indipendenti

i
= coefficienti parziali di sicurezza
+
0i
= coefficiente di combinazione allo SLU.
Azioni Verifiche agli S.L.U
89/319
Azioni:
Coefficienti di combinazione
90/319
Azioni:
Coefficienti parziali di sicurezza
(NTC2008, 2.6)
marcantonio.liotta@uniroma1.it
91/319
Carichi variabili per edifici (1 di 3)
(NTC2008, 3.1)
I carichi variabili comprendono i carichi
legati alla destinazione duso dellopera;
I modelli di tali azioni possono essere
costituiti da:
carichi verticali uniformemente distribuiti q
k
[kN/m2],
carichi verticali concentrati Q
k
[kN],
carichi orizzontali lineari H
k
[kN/m]
92/319
93/319
Carichi variabili per edifici (1 di 2)
(NTC2008, cap 3.1)
94/319
Carichi variabili per edifici (2 di 2)
(NTC2008, cap 3.1)
95/319
Valore di calcolo dei materiali
Il valore di calcolo delle propriet dei
materiali o dei prodotti data da:
m
k
d
X
X

q =
in cui:
X
k
il valore caratteristico della propriet del materiale o del
prodotto
q il valor medio del fattore per effetti di scala e ambientali

m
il coefficiente parziale che include:
- la possibile deviazione dal valore caratteristico
- la parte aleatoria del fattore q
96/319
Resistenza (capacit) di calcolo
La resistenza di calcolo data da:
{ }

)

=
d
i m
i k
i
Rd
d i d
Rd
d
a
X
R a X R R ;
1
;
1
,
,
,
in cui:

Rd
il coefficiente parziale che copre le incertezze del
modello della resistenza (e le incertezze geometriche)
X
d
il valore di calcolo della propriet i del materiale
a
d
il valore di calcolo dei dati geometrici (= a
nom
)
97/319
Verifica di SLU e SLE
SLU si deve verificare che:
d d
R E s
in cui:
E
d
il valore di calcolo delleffetto delle azioni
R
d
il valore di calcolo della resistenza corrispondente
C
d
il valore limite di calcolo del criterio di esercizio
SLE si deve verificare che:
d d
C E s
98/319
Analisi dei carichi
99/319
Esempio di rappresentazione del
fluire dei carichi su una struttura
100/319
Determinazione delle
sollecitazioni e delle armature
marcantonio.liotta@uniroma1.it
101/319
marcantonio.liotta@uniroma1.it
102/319
marcantonio.liotta@uniroma1.it
103/319
Rappresentazione:
Esempio di armatura (3D)
marcantonio.liotta@uniroma1.it
104/319
105/319
106/319
107/319
112/319
Ipotesi alla base del calcolo
del cemento armato
Metodo TA
Conservazione delle
sezioni piane
Perfetta aderenza
acciaio-calcestruzzo
Calcestruzzo non
reagente a trazione
Comportamento
lineare dei materiali
(fino alla o
amm
)
Metodo SL
Conservazione delle
sezioni piane
Perfetta aderenza
acciaio-calcestruzzo
Calcestruzzo non
reagente a trazione
Comportamento NON
lineare dei materiali
(fino alla resistenza f )
I materiali delle costruzioni in ca
Il calcestruzzo
Composizione:
Cemento
Inerti: costituiscono lo scheletro lapideo
del calcestruzzo
Acqua: serve a rendere possibili le reazioni
chimiche della presa del cemento e a
conferire fluidit allimpasto per la
lavorazione.
113/319
Il cemento
Alla base della maggior parte dei cementi si
ha il Cemento Portland che costituito da:
Calce (CaO): 60 68 in peso
Silice (SiO
2
): 18 28 in peso
Allumina (Al
2
O
3
): 5 14 in peso
Ossido ferrico (Fe
2
O
3
): 5 14 in peso
Altri componenti secondari: 4 8 in
peso
114/319
Il cemento
I diversi componenti vengono cotti ad elevata
temperatura (14001500
o
C) formando il
Klinker che, raffreddato e macinato con una
piccola aggiunta di gesso, fornisce il cemento.
Durante la Klinkerizzazione i componenti
primi si combinano, per formare:
Silicato tricalcico (C
3
S)
Silicato bicalcico (C
2
S)
Alluminato tricalcico (C
3
A)
Alluminato-ferrite tetracalcico (C
4
AF)
115/319
Lacqua
Lacqua combinandosi con il cemento (idratazione) da
luogo alla presa che trasforma limpasto in una
massa solida.
Deve svolgere anche la funzione di lubrificante
nellimpasto, rendendolo sufficientemente fluido da
essere lavorabile.
Deve essere in quantit superiore a quella
strettamente necessaria per lidratazione del cemento:
Allaumentare delleccesso di acqua peggiorano sensibilmente
le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo
116/319
Lacqua
Lacqua dimpasto non deve contenere:
acidi in proporzioni eccessive:
lacido solforico (3%) comporta la formazione
di gesso, che rigonfia;
zuccheri
Le norme Italiane stabiliscono:
Lacqua per gli impasti deve essere limpida, priva
di sali (particolarmente solfati e cloruri) in
percentuali dannose, e non essere aggressiva.
117/319
Gli inerti
Devono riempire al massimo i vuoti
dellimpasto, onde rendere minimo il
volume occupato dal cemento.
Si possono suddividere secondo:
il peso specifico;
la forma e le dimensioni;
altre caratteristiche petrografiche, fisiche e
chimiche.
118/319
Gli inerti
classificazione in base al peso specifico
Inerti normali:
si ottengono i calcestruzzi ordinari (peso specifico
~2300 Kg/m
3
)
Inerti pesanti:
si ottengono calcestruzzi fino a 5000 kg/m
3
(per
grosse zavorre o schermi contro radiazioni).
Inerti leggeri: pomice, scorie vulcaniche,
amianto, materiali artificiali espansi, aria
Si ottengono calcestruzzi con peso specifico fino a
1200 kg/m
3
con ridotta resistenza a compressione.
119/319
Gli inerti
classificazione in base alle dimensioni
Inerti a grana grossa (ghiaia o pietrisco)
Inerti a grana fine (sabbia)
Per ottenere un buon calcestruzzo la
miscela di inerti deve avere una corretta
granulometria, ottenuta mescolando in
proporzioni opportune inerti di tipo
diverso.
120/319
La curva granulometrica
Il controllo della granulometria si fa tracciando la
curva granulometrica della miscela (distribuzione
percentuale delle grandezze degli inerti).
Una espressione ideale della distribuzione delle
grandezze degli inerti data da Fller:
in cui D il diametro massimo degli inerti del gruppo
prescelto, d il diametro intermedio generico, e P
d
la
percentuale in peso passante il setaccio di diametro d.
Occorre verificare che la curva granulometrica sia
contenuta allinterno di una zona (fuso di Fuller)
ottenuta empiricamente.
121/319
D
d
P
d
=
Il fuso di Fuller
122/319
Fattori che influenzano le caratteristiche
meccaniche del calcestruzzo
Quantit di cemento:
La resistenza del calcestruzzo aumenta quasi
proporzionalmente al quantitativo di cemento
impiegato; tuttavia dosi eccessive (> 500 kg/m3)
sono inutili o addirittura dannose.
Inerti:
devono essere di buona qualit, puliti e dosati
accuratamente.
Rapporto acqua-cemento.
rapporto acqua-cemento minimo a/c = 0.27
123/319
Fattori che influenzano le caratteristiche
meccaniche del calcestruzzo
La fluidit del getto di calcestruzzo
viene misurata mediante il cono di
Abrams:
dopo essere stato riempito di calcestruzzo
e costipato secondo una procedura
codificata viene rimosso.
la misura dellabbassamento del
calcestruzzo fornisce unindicazione della
sua fluidit.
124/319
Il cono di Abrams
125/319
Fattori che influenzano le caratteristiche
meccaniche del calcestruzzo
Condizioni ambientali:
Il fenomeno della presa risulta molto
accelerato se avviene in ambiente caldo-
umido.
il caldo provoca levaporazione dellacqua
dagli strati superficiali e impedisce lo
sviluppo della presa.
Il gelo rallenta il tempo di presa e se
lacqua del getto gela impedisce
lidratazione e rompe i legami gi formati
tra la pasta cementizia e gli inerti.
126/319
La resistenza meccanica del
calcestruzzo
La resistenza del calcestruzzo si misura
mediante prove sperimentali;
La prova di uso comune quella di
compressione semplice (monoassiale) di
provini di forma cilindrica o cubica.
I campioni debbono avere caratteristiche
standard:
provini cilindrici: altezza h = 30 cm e dimetro della
base D = 15 cm (rapporto h=D = 2);
provini cubici: spigolo di lunghezza compresa tra
15 e 20 cm.
127/319
128/319
Non linearit dei materiali
Se la struttura va oltre il campo elastico
verso uno SLU, non sufficiente
definire il valore di una grandezza di
resistenza del materiale
Come ad esempio la tensione di rottura per
compressione del calcestruzzo o di
snervamento dellacciaio
Occorre precisare lintera legge
tensione-deformazione del materiale.
129/319
Comportamento non lineare
dei materiali
Prove sperimentali
Cubetto in calcestruzzo
Barra in acciaio
Diagrammi sperimentali
Diagrammi di calcolo
Valori caratteristici
Valori di calcolo
130/319
Prova di compressione
di un cubetto in calcestruzzo
La resistenza meccanica del
calcestruzzo
La resistenza meccanica varia in base a:
composizione del calcestruzzo (rapporto
acqua-cemento-inerti);
metodo di indurimento;
forma e dimensione del provino;
durata del test e velocit di applicazione
del carico;
tra questi fattori quello pi importante nella
determinazione della resistenza del
calcestruzzo il rapporto acqua-cemento.
131/319
132/319
Classi di calcestruzzo
R
ck
= 15-25 N/mm
2
Strutture di fondazione
R
ck
= 25-40 N/mm
2
Strutture di elevazione
R
ck
= 30-55 N/mm
2
Strutture precompresse
R
ck
= 60-120 N/mm
2
Ad alta resistenza
133/319
Diagramma sperimentale
Diagramma tensione-
deformazione ricavato
da prove sperimentali
condotte in regime di
compressione
monoassiale di breve
durata
monotonicamente
crescente.
c
o
c
c
E
c
R
c
0.002 0.004
134/319
Diagramma sperimentale
R
c
: resistenza
cubica del
calcestruzzo a 28 gg
f
c
= 0.83 R
c
:
resistenza cilindrica
del calcestruzzo
quella che si usa
nel progetto
c
o
c
c
E
c
R
c
0.002 0.004
135/319
Diagramma sperimentale
Si nota:
lassenza di un tratto
a comportamento
lineare
la progressiva
riduzione della
rigidezza anche a
bassi valori della
tensione a causa
dello sviluppo di
micro fessure
c
o
c
c
E
c
R
c
0.002 0.004
Curva idealizzata tensione-deformazione per
calcestruzzo in compressione monoassiale
La curva pu
essere
approssimata da
una parabola
fino al valore
massimo della
tensione (f
c
).
136/319

c c = 2
0
00
0
/
f
0.4f
c = 3.5
cu
/
0
00
cu
c
c
c
o
Curva idealizzata tensione-deformazione per
calcestruzzo in compressione monoassiale
Mancando un
tratto lineare si
definisce il modulo
elastico come
modulo secante
alla tensione o
c
=
0.4f
c
:
137/319

c c = 2
0
00
0
/
f
0.4f
c = 3.5
cu
/
0
00
cu
c
c
c
o
2
5700 ( / )
c ck
E R N mm =
Curva idealizzata tensione-deformazione per
calcestruzzo in compressione monoassiale
La forma della curva
fino al massimo della
tensione dipende
dalla resistenza del
calcestruzzo:
calcestruzzi pi
resistenti presentano
valori pi alti della
rigidezza iniziale ed
una maggiore
inclinazione del tratto
discendente;
138/319

c c = 2
0
00
0
/
f
0.4f
c = 3.5
cu
/
0
00
cu
c
c
c
o
Curva idealizzata tensione-deformazione per
calcestruzzo in compressione monoassiale
La deformazione in
corrispondenza della
resistenza massima
non presenta
sostanziali variazioni
ed
approssimativamente
pari a 0,002.
139/319

c c = 2
0
00
0
/
f
0.4f
c = 3.5
cu
/
0
00
cu
c
c
c
o
Modelli matematici
E.Hognestad (1951):
140/319

o
c c
0
c = 3.8
cu
/
0
00
o
c
E = tano
c c c
c
c
u
c
Z = tanu/f
f
= 2f /E
0.15f
( )
2
0
0 0
0 0
0.85 2
0.85 1
c c
c c c
c c c c
f per
f Z per
(
| | | | c c
(
o = c s c
| |
c c (
\ . \ .

( o = c c c > c

Modelli matematici
Kent e Park (1971) modificarono il modello di
Hognestad per tener conto, nel tratto discendente,
delleffetto di confinamento dei rinforzi trasversali:
141/319

f'
c
c
c
c
20
Z=
u
tanu
c
f'
c c 0.002
50u 50c
c
50h
cls confinato
cls non confinato
0.2f'
0.5f'
( )
2
0
0 0
0 0 20
20
0.85 2
0.85 1
0.2
c c
c c c
c c c c
c c c
f per
f Z per
f per
(
| | | | c c
(
o = c s c
| |
c c (
\ . \ .

( o = c c c < c s c

o = c > c
142/319
Il calcestruzzo confinato
Incremento di resistenza e duttilit
non
confinato
Il confinamento
Il calcestruzzo pu essere confinato mediante
rinforzi trasversali in acciaio (in forma di
spirali o di staffe)
Leffetto del confinamento si risente quando il
calcestruzzo raggiunge la sua resistenza a
compressione:
si producono al suo interno delle fessure, con un
aumento della deformazione trasversale
il calcestruzzo, spinto contro i rinforzi trasversali,
riceve da questi una reazione di confinamento.
143/319
Il confinamento
144/319

calcestruzzo confinato
calcestruzzo non confinato
copriferro
Il confinamento
Il comportamento del calcestruzzo
confinato dipende da diversi fattori:
La configurazione dei rinforzi trasversali:
le staffe circolari e le spirali esercitano una
pressione continua sul calcestruzzo;
le staffe rettangolari esercitano una pressione
di confinamento prevalentemente in prossimit
degli angoli e nella parte centrale della sezione
145/319
Il confinamento
Il comportamento del calcestruzzo
confinato dipende da diversi fattori:
La disposizione dei rinforzi:
una maggiore distanza tra i rinforzi trasversali
significa una maggiore quantit di calcestruzzo
non rinforzato (effetto arco)
Il rapporto tra il volume del rinforzo e il
volume di calcestruzzo confinato
La resistenza allo snervamento dellacciaio
146/319
Il confinamento
Il comportamento del calcestruzzo
confinato dipende da diversi fattori:
Il rapporto tra il diametro delle barre e la
lunghezza libera delle armature trasversali:
barre di piccolo diametro hanno una piccola rigidezza a
flessione e nelle zone lontane dagli angoli tendono ad
inarcarsi piuttosto che fornire un efficace confinamento
al calcestruzzo.
La quantit di armatura longitudinale e la sua
disposizione.
Lentit del carico.
147/319
148/319
Diagramma di calcolo
Calcestruzzo (parabola-rettangolo)
0
0.002
c
c = 0.0035
cu
c =
c
o
c
c
E
c
0.83
ck ck
cd
c c
f R
f = =

0.85
cd cd
f f =
Tiene conto
delleffetto di
fenomeni lenti
149/319
Altre grandezze
relative al calcestruzzo
Densit
Modulo elastico
Resistenza a trazione (media)
Resistenza a trazione (caratteristica)
2
5700 (in N/mm )
c ck
E R =
2 2
3
0.27 (in N/mm )
ctm ck
f R =
0.7
ctk ctm
f f =
3
25 kN/m
c
o =
Il comportamento a trazione
Il comportamento a trazione del
calcestruzzo lineare fino alla
formazione delle fessure, fase in cui il
materiale perde la sua resistenza
meccanica. La resistenza a trazione del
calcestruzzo circa il 20% della
resistenza a compressione ed
generalmente trascurata.
150/319
Lacciaio
Lacciaio nel cemento armato
impiegato sotto forma di barre di
sezione circolare, o
approssimativamente tale (barre ad
aderenza migliorata).
Le caratteristiche meccaniche
dellacciaio si determinano mediante
prove di trazione su monconi di barra
151/319
152/319
Prova di trazione
di una barra in acciaio
marcantonio.liotta@uniroma1.it
153/319
Diagramma sperimentale
154/319
Diagramma sperimentale
Acciaio
yk
f
yk t
kf f =
uk
c
s
c
s
o
c
yk
E
s
Diagramma di comportamento
del materiale
Tratto iniziale lineare, corrispondente alla fase
in cui il materiale segue la legge elastica-
lineare di Hooke;
il limite di questa fase individuato dal punto (B)
al quale corrisponde la tensione f
p
, (tensione al
limite di proporzionalit).
155/319

B
c
C
D
G
H
o
p
e
o
y
o
u
o
0
Diagramma di comportamento
del materiale
Fino al punto C il materiale ha ancora un
comportamento elastico ma tensioni e
deformazioni non variano pi in modo
proporzionale:
al punto C corrisponde la tensione al limite di
elasticit (f
e
).
156/319

B
c
C
D
G
H
o
p
e
o
y
o
u
o
0
Diagramma di comportamento
del materiale
Nel tratto C-D non si ha pi un comportamento elastico .
Dal punto D ha inizio la fase di snervamento, cui corrisponde
una instabilit del materiale, (a causa dello scorrimento interno
dei cristalli del materiale):
al punto D corrisponde la tensione f
y
, detta tensione di
snervamento.
La porzione compresa tra il punto D e il punto G il cosiddetto
plateau di snervamento.
157/319

B
c
C
D
G
H
o
p
e
o
y
o
u
o
0
Diagramma di comportamento
del materiale
La fase successiva quella detta di incrudimento:
il materiale mostra una residua capacit di resistenza fino al
raggiungimento del limite ultimo, punto H, cui corrisponde la
tensione di rottura f
u
:
in questa fase si ha una progressiva diminuzione della
rigidezza tangenziale fino al suo azzeramento nel punto della
sollecitazione di picco f
u
.
158/319

B
c
C
D
G
H
o
p
e
o
y
o
u
o
0
Diagramma di comportamento
del materiale
159/319

50 100 150 200
c
0
/ 00
3
2
1
3 acciaio armonico da c.a.p.
f
s
1-2 acciai dolci da c.a.
160/319
Diagramma di calcolo
Acciaio (bilineare)
yk
f
yk t
f k f =
uk
c
s
c
s
o
idealizzato
di calcolo
yk
f k
s yk
f k /
s yk yd
f f = /
/
yd yd s
f E c = 0.010
su
c =
161/319
Tipi di acciaio
Barre lisce
FeB22k : f
yk
= 215 N/mm
2
FeB32k : f
yk
= 315 N/mm
2
Barre ad aderenza migliorata
FeB38k : f
yk
= 375 N/mm
2
FeB44k : f
yk
= 430 N/mm
2
162/319
Tipi di barre disponibili
Diametro
| (mm)
Perimetro
(mm)
n = 1 n = 2 n = 3 n= 4 n = 5
6 18,8 28 57 85 113 141
8 25,1 50 100 151 201 251
10 31,4 79 157 236 314 393
12 37,7 113 226 339 452 565
14 44,0 154 308 462 615 769
16 50,2 201 402 603 804 1005
18 56,5 254 509 763 1017 1272
20 62,8 314 628 942 1256 1570
22 69,1 380 760 1140 1520 1900
24 75,4 452 904 1356 1809 2261
26 81,6 531 1061 1592 2123 2653
28 87,9 615 1231 1846 2462 3077
30 94,2 707 1413 2120 2826 3533
Area (mm2)
marcantonio.liotta@uniroma1.it
163/319
164/319
Altre grandezze
relative allacciaio
Densit
Modulo elastico
2
210000 N/mm
s
E =
3
7.85 kN/m
s
o =
165/319
Aderenza acciaio-calcestruzzo
Tensione tangenziale ultima di aderenza
Per barre lisce
Per barre ad aderenza migliorata
2
0.32
(in N/mm )
bd ck
c
f R =

2.25
bd ctk
c
f f =

166/319
Coefficienti parziali
dei materiali
Stati Limite Acciaio
s
Calcestruzzo
c
SLU
(fondamentale)
1,15
1,6 (c.a.) *
1,5 (c.a.p.)
SLU
(eccezionale)
1,0 1,3
SLE 1,0 1,0
* Nel caso di compressione semplice
c
viene maggiorato del 25%
167/319
Confronto con T.A.
0
5
10
15
20
25
30
20 25 30 35 40 45 50
Rck (MPa)
R
e
s
i
s
t
e
n
z
a

(
M
P
a
)
fcd (MPa)
sigma amm (MPa)
Calcestruzzo
4
15
6

+
ck
R
c
ck
R

83 . 0
168/319
Confronto con T.A.
0
50
100
150
200
250
300
350
400
450
500
FeB22k FeB32k FeB38k FeB44k
Tipo
R
e
s
i
s
t
e
n
z
a

(
M
P
a
)
fyd (MPa)
sigma amm (MPa)
Acciaio
s
yk
f

Il progetto allo SLU


per la flessione
semplice e composta
Deformazione della trave
inflessa fase elastica
Il generico punto P della linea dasse di una trave subisce un abbassamento, v, ed una
rotazione, espressa dallangolo che la tangente alla curva nel punto forma con lasse z;
per piccoli spostamenti langolo di rotazione (z) si pu approssimare con la derivata
prima della funzione spostamento:
171/319

y
v(z)
z
z+dz
dz
z
d

v(z+dz)

M
M
acciaio
acciaio
|
d
s
c asse neutro
dz
d
|
|
R
cm
c
( ) ( )
( )
dv z
z tg z
dz
~ =
Deformazione della trave
inflessa fase elastica
Un punto P a distanza infinitesima dz da P subisce una rotazione relativa:
172/319

y
v(z)
z
z+dz
dz
z
d

v(z+dz)

M
M
acciaio
acciaio
|
d
s
c asse neutro
dz
d
|
|
R
cm
c
( ) ( ) ( )
2
2
fx
x
M
d z dtg z d v z
dz dz EI
dz

= ~ = =
curvatura
173/319
Ipotesi di base
Conservazione delle sezioni piane
La deformazione c in ogni punto della sezione
proporzionale alla distanza dallasse neutro
Resistenza del calcestruzzo teso trascurabile
La parte tesa di calcestruzzo non contribuisce
allequilibrio: la sezione reagente solo acciaio +
calcestruzzo compresso
Perfetta aderenza acciaio-calcestruzzo
La deformazione di ogni barra coincide con quella
del calcestruzzo nei punti immediatamente
circostanti.
Il comportamento di una
sezione inflessa in c.a.
FASE 1: calcestruzzo teso
reagente
FASE 2: sezione fessurata
comportamento
elastico
FASE 3: sezione fessurata
comportamento
plastico
174/319
FASE 1
FASE 2
FASE 3
175/319
Nomenclatura
d
h
d ' '
d'
A.N.
s
A
s
A
'
c
c
s
c
c
s
T
s
C
c
C
R
y 8 , 0
cd
f
o
s
o
c
o
b
y
176/319
Verifica allo SLU
Deve risultare:
M
Sd
= momento prodotto dai carichi di progetto
(per la condizione di carico esaminata)
M
Rd
= momento resistente ultimo della sezione in
funzione dello sforzo normale agente N
Sd
La verifica della sezione coincide con il calcolo
del suo momento ultimo M
Rd
(capacit) in
corrispondenza del collasso.
) (
Sd Rd Sd
N M M s
177/319
Definizione di collasso
Convenzionalmente il collasso della
sezione determinato dal
raggiungimento della deformazione
ultima nel calcestruzzo o nellacciaio
Cio, la deformazione di:
Calcestruzzo compresso = c
cu
= 0,0035
Acciaio teso = c
su
= 0,010
178/319
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
su
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Definizione di collasso
Tutti i diagrammi delle c relativi ad una
situazione di collasso devono passare
per uno di questi due punti
c
cu
c
su
c
sy
179/319
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
su
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Definizione di collasso
Tali diagrammi definiscono
5 campi di rottura
1
2
3
4
5
180/319
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
CAMPO 1 (solo per tensoflessione)
Sezione tutta tesa
Asse neutro esterno alla sezione
Collasso per raggiungimento di c
su
inferiormente
Il diagramma delle c ruota attorno al punto A
Campi di rottura
181/319
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
CAMPO 2
Sezione sia tesa sia compressa
Asse neutro taglia la sezione
Collasso per raggiungimento di c
su
inferiormente
Cls compresso ancora non schiacciato
Il diagramma delle c ruota attorno al punto A
Campi di rottura
182/319
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
CAMPO 3
Sezione sia tesa sia compressa
Asse neutro taglia la sezione
Collasso per raggiungimento di c
cu
superiormente
Acciaio teso in fase plastica
Il diagramma delle c ruota attorno al punto B
Campi di rottura
183/319
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
CAMPO 4
Sezione sia tesa sia compressa
Asse neutro taglia la sezione
Collasso per raggiungimento di c
cu
superiormente
Acciaio teso in fase elastica
Il diagramma delle c ruota attorno al punto B
Campi di rottura
184/319
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
CAMPO 5 (solo per pressoflessione)
Sezione tutta compressa
Asse neutro esterno alla sezione
Collasso per raggiungimento di c
cu
(ridotto) superiormente
Acciaio compresso
Il diagramma delle c ruota attorno al punto C
Campi di rottura
185/319
Campi di interesse
Sono i campi 2 e 3
Lacciaio teso sempre snervato (o
s
= f
yd
)
La sezione ha rottura duttile
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
186/319
Equazioni di equilibrio
Alla traslazione
Alla rotazione
(ad es., attorno al baricentro G)
yd s s s cd Sd
f A A f y b N o
' '
+ = 8 , 0
) 5 , 0 ( ) 5 , 0 (
) 4 , 0 5 , 0 ( 8 , 0 ) (
d h f A d h A
y h f y b N M
yd s s s
cd Sd Rd
' '
+
'
o
' '
+
+ =
d'
y 8 , 0
cd
f
yd s
f A
s s
A o' '
b
G
h
d ' '
0,8
cd
b y f
187/319
Equazione di congruenza
Sezione piana
Fornisce la
posizione y
dellasse neutro
date due
deformazioni
qualsiasi c
c
ed c
s
d
y
s c
c
d y
c + c
c
=
c
c
s
c
188/319
Inoltre, dalla congruenza
Deformazione nellacciaio compresso
Serve a determinare
la tensione o
s
d
y
c
c
s
c
o
'
c o
'
c =
'

c = c
'
s c c s
y
d y
) 1 (
s
c'
d'
yd s sy s
s s s sy s
f
E
= o
'
c > c
'
c
'
= o
'
c < c
'
Se
Se
d
d
'
= o
'
189/319
Si osservi che
la tensione nellacciaio compresso si
pu scrivere anche:
Poich: f
yd
/E
s
= c
yd
, si ha:
( )
(
(

o
'
c o
'
c =
c
'
= c
'
= o
'
1 , ) 1 ( min
] 1 , min[ ] , min[
s c
yd
s
yd
s
yd
s
yd yd s s s
f
E
f
f
E
f f E
| |
(1 )
min ,1 min ,1
c s
s yd yd s
yd
f f e
(
' '
c o c o
' '
o = =
(
c
(

190/319
Sostituendo la congruenza
nelle equazioni di equilibrio
Equilibrio alla traslazione (con congruenza)
Equilibrio alla rotazione (con congruenza)
0,8 min[ ,1]
c
Sd cd s yd s s yd
c s
N bd f A f e A f
c
' '
= +
c +c
( ) 0,8 (0, 5 0, 4 )
min[ ,1] (0, 5 ) (0, 5 )
c c
Rd Sd cd
c s c s
s yd s s yd
M N bd f h d
A f e h d A f h d
c c
= +
c +c c +c
' ' ' ''
+ +
191/319
Sostituendo la congruenza
nelle equazioni di equilibrio
Le equazioni trovate sono generali, per
qualsiasi valore di c
c
ed c
s
(purch appartenenti ai campi 2 e 3)
Ora le particolarizziamo per le situazioni
relative ai campi 2 e 3
192/319
Nel campo 2
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Equilibrio alla traslazione ( funzione di c
c
)
Equilibrio alla rotazione ( funzione di c
c
)
yd s yd s s s cd
c
c
Sd
f A f E A f d b N c
' '
+
+ c
c
= ] , min[
01 , 0
8 , 0
) 5 , 0 ( ) 5 , 0 ( ] , min[
)
01 , 0
4 , 0 5 , 0 (
01 , 0
8 , 0 ) (
d h f A d h f E A
d h f d b N M
yd s yd s s s
c
c
cd
c
c
Sd Rd
' '
+
'
c
' '
+
+
+ c
c

+ c
c
=
193/319
) 5 , 0 ( ) 5 , 0 (
)
0035 , 0
0035 , 0
4 , 0 5 , 0 (
0035 , 0
0035 , 0
8 , 0 ) (
d h f A d h f A
d h f d b N M
yd s yd s
s
cd
s
Sd Rd
' '
+
'

'
+
+
c +

c +
=
Nel campo 3
Equilibrio alla traslazione ( funzione di c
s
)
Equilibrio alla rotazione ( funzione di c
s
)
yd s yd s cd
s
Sd
f A f A f d b N
'
+
c +
=
0035 , 0
0035 , 0
8 , 0
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Lacciaio compresso
sempre snervato
Lacciaio compresso
sempre snervato
194/319
Dominio di rottura
Variando c
c
ed c
s
, si ottengono diverse
coppie:
Si possono diagrammare, normalizzando:
( ) ) ( ,
Sd Rd Sd
N M N
cd
Sd
Sd
f bd
N
n =
cd
Rd
Rd
f bd
M
m
2
=
195/319
os
o's

v
v>0
>0
1
2
3
5
4
CAMPO 1
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
cu
retta a retta b
retta c
retta d
1
1+o
As
o
o
A's
''
''
'

'
Dominio di rottura
n
m
n>0
m>0
196/319
os
o's

v
v>0
>0
1
2
3
5
4
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
cu
retta a retta b
retta c
retta d
1
1+o
As
o
o
A's
''
''
'

CAMPO 2
Dominio di rottura
n
m
n>0
m>0
197/319
os
o's

v
v>0
>0
1
2
3
5
4
CAMPO 3
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
cu
retta a retta b
retta c
retta d
1
1+o
As
o
o
A's
''
''
'

Dominio di rottura
n
m
n>0
m>0
198/319
os
o's

v
v>0
>0
1
2
3
5
4
CAMPO 4
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
cu
retta a retta b
retta c
retta d
1
1+o
As
o
o
A's
''
''
'

Dominio di rottura
n
m
n>0
m>0
199/319
os
o's

v
v>0
>0
1
2
3
5
4
CAMPO 5
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
cu
retta a retta b
retta c
retta d
1
1+o
As
o
o
A's
''
''
'

Dominio di rottura
n
m
n>0
m>0
200/319
Verifica
Si controlla che:
Ci vale a dire:
Se (N
Sd
, M
Sd
) cade
allinterno, la verifica
soddisfatta
Se (N
Sd
, M
Sd
) cade
allesterno, no
) (
Sd Rd Sd
N M M s
os
o's

v
v>0
>0
1
2
3
5
4
Sd
N
Rd
M
Sd
M
n
m
n>0
m>0
Sd
M
Pressoflessione retta
Calcolo del momento ultimo
Il calcolo del momento ultimo di una
sezione in c.a. soggetto a sforzo
normale e momento flettente si effettua
come segue:
Determinazione del meccanismo di rottura
Determinazione della posizione dellasse
neutro
Calcolo del momento ultimo
201/319
Pressoflessione retta
determinazione del meccanismo di rottura
Per determinare il meccanismo di
rottura occorre:
Calcolare il valore dello sforzo normale ai
limiti dei modi di rottura
Confrontare lo sforzo normale agente con i
valori determinati al passo precedente.
202/319
Equazioni di equilibrio
normalizzate
203/319
0.85
0,85 0,85 0,85 0,85
yd yd
Sd c cd s s s s
Sd
cd cd cd yd cd yd
f f
N f b y A A
n
f bd f bd f bd f f bd f
' '
o o o
= = +
( )
' ' '
Sd c c s s c c s
n s s us s = o + = o +
( )
( ) ( )
2 2 2 2
0.85 0.5
0.5 ' 0.5 '
0,85 0,85 0,85 0,85
yd yd c cd c
Sd s s s s
Sd
yd yd
cd cd cd cd
f f f b y h k y
M A A
m h d h d
f f
f bd f bd f bd f bd
o ' ' o o
= = + +
( ) ( ) ( )
0.5 1 '' ' ' 0.5 1 '' ' 0.5 1 '' ''
Sd c c c c s s
m k s s = o +o + +o o + +o o ( ( (

'
'
' '
, ' , , ' , , , '
0.85 0.85
s yd s yd
s s s
c s s
cd cd s yd yd
A f A f
y d
u s s
d d f bd f bd f f
o o
= o = = = = = =

Valori dello sforzo normale


normalizzato ai limiti dei campi di
rottura
Campo 2a:
204/319
( )
1 2
' 1
su
Sd s
a
yd
n u

(
c
= o +
(
c
(

( )
( )
2 2
1
Sd c c s
a b
n u

= o +
( )
1 2
0
c a
=
( )
2 2
'
su yd
c a b
su yd

c o + c
=
c + c
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Valori dello sforzo normale
normalizzato ai limiti dei campi di
rottura
Campo 2b:
205/319
( )
2 3
cu
c b
cu su

c
=
c +c
( )
2 2
'
su yd
c a b
su yd

c o + c
=
c + c
( )
( )
2 2
1
Sd c c s
a b
n u

= o +
( )
( )
2 3
0.8 1
Sd c s
b
n u

= +
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Valori dello sforzo normale
normalizzato ai limiti dei campi di
rottura
Campo 3:
206/319
( )
3 4
cu
c
cu yd

c
=
c +c
( )
( )
2 3
0.8 1
Sd c s
b
n u

= +
( )
( )
3 4
0.8 1
Sd c s
n u

= +
( )
2 3
cu
c b
cu su

c
=
c +c
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Valori dello sforzo normale
normalizzato ai limiti dei campi di
rottura
Campo 4:
207/319
( )
4 5
1
c
=
( )
( )
3 4
0.8 1
Sd c s
n u

= +
( )
4 5
0.8
Sd c s
n u

= +
( )
3 4
cu
c
cu yd

c
=
c +c
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0
s c > 0, c < 0
c s
cu
retta a retta b
retta c
retta d
1
1+o
As
o
o
A's
''
''
'

Pressoflessione retta
Determinazione della posizione dellasse
neutro
Per determinare la posizione dellasse
neutro occorre risolvere lequazione di
equilibrio alla traslazione
Si possono scrivere diverse equazioni
per i diversi modi di rottura della
sezione
208/319
Equazioni di equilibrio alla traslazione per
i diversi modi di rottura della sezione
Campo 1:
209/319
( )
1
'
1
c
su
Sd s
yd c
n u
(
+ o
c
= +
(
c
(

( )
1
1
'
su
Sd s
yd
c
su
s
yd
n u
u
| |
c
+ + |
|
c
\ .
=
c
o
c
Equazioni di equilibrio alla traslazione per
i diversi modi di rottura della sezione
Campo 2a:
si ottiene risolvendo per tentativi lequazione
di equilibrio alla traslazione
210/319
( )
2
'
1
1
su c
Sd c c s
a
yd c
n u
| |
c o
= o + |
|
c
\ .
( )
2
c
a
=
2 2
0 0
3
c cm cm
o = c c c c
cm
c =
Deformazione al lembo superiore compresso di calcestruzzo
0
2 c =
Deformazione al massimo della resistenza =2 per cls con f
ck
50MPa
0 cm
per c s c
0
1 3
c cm
o = c c
0 cm
per c > c
Legame o-c
parabola
rettangolo
Equazioni di equilibrio alla traslazione per
i diversi modi di rottura della sezione
Campo 2b:
si ottiene risolvendo per tentativi lequazione
di equilibrio alla traslazione
211/319
( )
2
c
b
=
2 2
0 0
3
c cm cm
o = c c c c
cm
c =
Deformazione al lembo superiore compresso di calcestruzzo
0
2 c =
Deformazione al massimo della resistenza =2 per cls con f
ck
50MPa
0 cm
per c s c
0
1 3
c cm
o = c c
0 cm
per c > c
( )
( )
2
1
Sd c c s
b
n u = o +
1
c
cm su
c

c = c

Equazioni di equilibrio alla traslazione per


i diversi modi di rottura della sezione
Campo 3:
Campo 4:
si ottiene risolvendo per tentativi lequazione
di equilibrio alla traslazione
212/319
( )
( )
3
0.8 1
Sd c s
n u = +
( )
( )
3
1
0.8
Sd s
c
n u
=
( )
( )
4
0.8
Sd c s
n u s = +
1
cu c
yd c
s
c
=
c
( )
4
c
=
Equazioni di equilibrio alla traslazione per
i diversi modi di rottura della sezione
Campo 5:
si ottiene risolvendo per tentativi lequazione
di equilibrio alla traslazione
213/319
( )
( )
5
0.8
Sd c s
n u s = + +
1
cu c
yd c
s
c
=
c
( )
5
c
=
Pressoflessione retta
Calcolo del momento ultimo
Il momento ultimo si calcola inserendo
nellequazione di equilibrio alla rotazione il
valore trovato della distanza dellasse neutro
dal lembo compresso
214/319
( ) ( ) ( )
0.5 1 '' ' ' 0.5 1 '' ' 0.5 1 '' ''
Rd c c c c s s
m k s s = o +o + +o o + +o o ( ( (

( )
0
0
8 3
1
4 3
cm
c
cm
c c
k =
c c
cm
c =
Deformazione al lembo superiore compresso di calcestruzzo
0
2 c =
Deformazione al massimo della resistenza =2 per cls con f
ck
50MPa
0 cm
per c s c
0 cm
per c > c
( )
2 2
0
0
6
1
4 3
cm
c
cm cm
c c
k =
c c c
Legame o-c
parabola
rettangolo
215/319
Nel campo 2a
(normalizzato e con

s
=
s
e o=o =o)
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Equilibrio alla traslazione
Equilibrio alla rotazione
( )
2
1
1
su c
Sd c c s
a
yd c
n
| |
c o
= o + |
|
c
\ .
( )
( ) ( ) ( )
0.5 1 0.5 1 ' 1
Sd
c c c c s
Rd n
m k s = o +o + o + ( (

216/319
Nel campo 2b
(normalizzato e con

s
=
s
e o=o =o)
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
Equilibrio alla traslazione (per valori di c
c
: c
s
0,002)
Equilibrio alla rotazione
0.8
Sd c c c
n = o ~
( )
( ) ( )
0.5 1 2 0.5 1
Sd
c c c c s
Rd n
m k = o +o + o ( (

217/319
Nel campo 3
(normalizzato)
Equilibrio alla traslazione
Equilibrio alla rotazione
h
d
d'
d''
A
B
C
se
1
2
3
4
5
c
c =0,001
c =0,0035
c =0,002
cu
c > 0 s c > 0, c < 0 c s
As
A's
cu
retta a retta b
retta c
retta d
0.8
Sd c
n =
( ) ( )
0.5 1 '' 2 0.5 1
Rd c c c c s
m k = o +o + o ( (

227/319
La flessione
E un caso particolare, in cui N
Sd
= 0
Nellequazione di equilibrio alla traslazione
scompare N
Sd
Lequazione di equilibrio alla rotazione
fornisce un unico momento resistente M
Rd
Lequazione di congruenza la stessa.
228/319
Equazioni di equilibrio
Alla traslazione
Alla rotazione
(ad es., attorno alla risultante di compressione)
yd s s s cd
f A A f y b o
' '
+ = 8 , 0 0
) 4 , 0 ( ) 4 , 0 ( y d f A d y A M
yd s s s Rd
+
'
o
' '
=
d'
y 8 , 0
cd
f
yd s
f A
s s
A o' '
b
d
229/319
Equazione di congruenza
Sezione piana
Fornisce la
posizione y
dellasse neutro
date due
deformazioni
qualsiasi c
c
ed c
s
d
y
s c
c
d y
c + c
c
=
c
c
s
c
230/319
Inoltre, dalla congruenza
Deformazione nellacciaio compresso
Serve a determinare
la tensione o
s
d
y
c
c
s
c
o
'
c o
'
c =
'

c = c
'
s c c s
y
d y
) 1 (
s
c'
d'
d
d
'
= o
'
| |
(1 )
min ,1 min ,1
c s
s yd yd s
yd
f f e
(
' '
c o c o
' '
o = =
(
c
(

231/319
Sostituendo la congruenza
nelle equazioni di equilibrio
Equilibrio alla traslazione (con congruenza)
Equilibrio alla rotazione (con congruenza)
0 0,8 min[ ,1]
c
cd s yd s s yd
c s
bd f A f e A f
c
' '
= +
c +c
0,8 (0, 5 0, 4 )
min[ ,1] (0, 5 ) (0, 5 )
c c
Rd cd
c s c s
s yd s s yd
M bd f h d
A f e h d A f h d
c c
= +
c +c c +c
' ' ' ''
+ +
232/319
Normalizzando
Equilibrio alla traslazione (con congruenza)
Equilibrio alla rotazione (con congruenza)
0 0,8 min[ ,1]
c
s s s
c s
e
c
' '
= +
c +c
| | | |
0, 8 0, 5(1 ) 0, 4
min[ ,1] 0, 5(1 ) 0, 5(1 )
c c
Rd
c s c s
s s s
m
e
(
c c
''
= +o +
(
c +c c +c

' ' '' ' ''
+ +o o + o
1
h
h d d
d
'' '' = + = +o
Flessione retta
Calcolo del momento ultimo
Il calcolo del momento ultimo di una
sezione in c.a. soggetto a momento
flettente si effettua come segue:
Determinazione del meccanismo di rottura
Determinazione della posizione dellasse
neutro
Calcolo del momento ultimo
233/319
Flessione retta
determinazione del meccanismo di rottura
Per determinare il meccanismo di
rottura occorre:
Calcolare il valore della percentuale
meccanica di armatura tesa ai limiti dei
modi di rottura
Confrontare la percentuale meccanica di
armatura tesa della sezione con i valori
determinati al passo precedente.
234/319
Equazioni di equilibrio
normalizzate
Equilibrio alla traslazione:
Equilibrio alla rotazione:
235/319
( )
0 '
c c s
us s = o +
( ) ( )
' ' ' 1
Rd s c s c
m s k s k = o +
Valori della percentuale meccanica di
armatura tesa ai limiti dei campi di
rottura
Campi 2a-2b:
Campi 2b-3:
Campi 3-4:
236/319
( )
0 1
c c s
u = o +
( )
2 2
'
su yd
c a b
su yd

c o + c
=
c + c
( )
2 2
1
c c
s a b
u

o
=

( )
2 3
cu
c b
cu su

c
=
c +c
( )
0 0.8 1
c s
u = +
( )
2 3
0.8
1
c
s b
u

( )
0 0.8 1
c s
u = +
( )
3 4
cu
c
cu yd

c
=
c +c ( )
3 4
0.8
1
c
s
u

Flessione retta
Determinazione della posizione dellasse
neutro
Per determinare la posizione dellasse
neutro occorre risolvere lequazione di
equilibrio alla traslazione
Si possono scrivere diverse equazioni
per i diversi modi di rottura della
sezione
237/319
Equazioni di equilibrio alla traslazione per
i diversi modi di rottura della sezione
Campo 2a:
si ottiene risolvendo per tentativi lequazione
di equilibrio alla traslazione
Campo 2b:
si ottiene risolvendo per tentativi lequazione
di equilibrio alla traslazione
238/319
'
0 1
1
su c
c c s
yd c
u
| |
c o
= o + |
|
c
\ .
( )
2
c
a
=
( )
2
c
b
=
( )
0 1
c c s
u = o +
Equazioni di equilibrio alla traslazione per
i diversi modi di rottura della sezione
Campo 3:
239/319
( )
0 0.8 1
c s
u = +
( )
( )
3
1
0.8
s
c
u
=
Pressoflessione retta
Calcolo del momento ultimo
Il momento ultimo si calcola inserendo
nellequazione di equilibrio alla
rotazione il valore trovato della distanza
dellasse neutro dal lembo compresso
240/319
| | | |
' ' ' 1
Rd s c c s c c
m s k s k = o +
257/80
430
374
1.15
yk
yd
s
f
f MPa = = =

MPa f
yk
430 =
210000
s
E MPa =
0.01
su
c =
0.00178
yd
yd
s
f
E
c =
MPa . R . f
ck ck
75 20 83 0 = =
20.75 1.6 12.97
ck
cd
c
f
f MPa = = =

MPa R
ck
25 =
0035 0.
cu
= c
Si calcoli il momento ultimo della
sezione in figura con N
Sd
=0
Dati dei materiali:
Acciaio FeB44K
Calcestruzzo:
Esempio 1
d=d=4cm
A
s
= 10.18cm
2
A
s
= 4 cm
2
Esempio
Dati sezione:
258/319
( )
0.001018 347
0.28
0.85 0.85 12.97 0.3 0.45 0.04
s yd
s
cd
A f
f bd

= = =

0.04
' 0.089
0.45
o = =
0.11
0.39
0.28
u = =
( )
'
0.0004 347
' 0.11
0.85 0.85 12.97 0.3 0.45 0.04
s yd
s
cd
A f
f bd

= = =

Valori della percentuale meccanica di
armatura tesa ai limiti dei campi di
rottura
Campi 2a-2b:
Campi 2b-3:
Campi 3-4:
259/319
( )
2 2
'
0.226
su yd
c a b
su yd

c o + c
= =
c + c
( )
2 2
0.281
1
c c
s a b
u

o
= =

( )
2 3
0.259
cu
c b
cu su

c
= =
c +c
( )
2 3
0.8
0.34
1
c
s b
u


= =

( )
3 4
0.662
cu
c
cu yd

c
= =
c +c ( )
3 4
0.8
0.87
1
c
s
u


= =

( )
2 2
0.00271
'
c
yd
c a b
c


c = c =
o
( )
0
2 2
1 0.78
3
c a b
cm

c
o = =
c
Definizione del modo di
rottura
La rottura avviene in campo 2a
260/319
( )
2 2
0.28
s a b
<
Calcolo del momento ultimo
Calcolo della posizione dellasse neutro:
Calcolo del momento ultimo
261/319
0.226
c
=
| | | |
' 0.4 ' 1 0.4 0.255
Rd s c s c
m = o + =
'
0 1
1
su c
c c s
yd c
u
| |
c o
= o + |
|
c
\ .
Si ottiene risolvendo per tentativi lequazione di
equilibrio alla traslazione
Esercizio 2
Per la stessa sezione dellesempio
precedente si calcoli il momento ultimo
della sezione con n
Sd
=0.15
262/319
Esercizio 2
263/319
( )
( )
2 2
1 0.00461
Sd c c s
a b
n u

= o + =
( )
( )
2 3
0.8 1 0.037
Sd c s
b
n u

= + =
( )
( )
3 4
0.8 1 0.662
Sd c s
n u

= + =
( )
4 5
0.8 0.91
Sd c s
n u

= + =
Definizione del modo di
rottura
La rottura avviene in campo 3
264/319
( ) ( )
2 3 3 4
0.15
Sd b Sd
n n

< <
Calcolo del momento ultimo
Calcolo della posizione dellasse neutro:
Calcolo del momento ultimo
265/319
( )
( )
3
0.8 1
Sd c s
n u = +
( )
( )
3
1
0.4
0.8
Sd s
c
n u
= =
( ) ( ) ( )
0.8 0.5 1 '' 0.4 ' 0.5 1 0.3
Rd c c s s
m = +o + + o = ( (

Pressoflessione deviata
verifica agli SLU
Occorre verificare la seguente
condizione (non-dimensionale):
m
Sd
= momento agente
m
Rd
= momento ultimo (capacit) sotto lo
sforzo assiale agente n
Sd
.
( )
Sd Rd Sd
m m n s
Approccio classico
Si consideri una sezione rettangolare con
armatura su ogni lato soggetta a
pressoflessione deviata
La verifica della sezione impiega dominio di
ininterazione.
N
sd0
Mx My
M
sd
Interaction curves
N
sd
- M
sd
M
Rd
h
b
MSd,x
Failure domain N, Mx, M
y

MSd,y
NSd
N
sd0
Mx My
M
sd
Interaction curves
N
sd
- M
sd
M
Rd
h
b
MSd,x
Failure domain N, Mx, M
y

MSd,y
NSd
Yes
No
Approccio classico
Ciascun punto sulla frontiera del dominio (N
Sd
,
M
Rd,x
, M
Rd,y
) definito a:
Langolo dellasse neutro (|) and
La posizione dellasse neutro (d).
c

y
d
|
f
c

s
c

c
d
'
c
d
y
d
y
d
f
Approccio classico
A causa della forma complssa della porzione
compressa
Il dominio di collasso costruito per
integrazione del diagramma delle tensioni per
ciascuna combinazione di | e d.
c

y
d
|
f
c

s
c

c
d
'
c
d
y
d
y
d f
c

y
d
|
f
c

s
c

c
d
'
c
d
y
d
y
d
f
Approccio classico
The limit terns N
Sd
, M
Rd,x
, M
Rd,y
are calculates
solving, for each combination |d, the
following equilibrium equations:
o
c
= concrete stress, o
s
= stress in steel reinforcement,
A
c
= concrete compressed area, A
c
= steel reinforcement area.
= o + o
} }
c s
Sd c c s s
A A
N dA dA
= o + o
} }
c s
xRd c c s s
A A
M ydA ydA
= o + o
} }
c s
yRd c c s s
A A
M xdA xdA
Approccio classico
Flexural failure occurs when one of the
following conditions is met:
c
c
= c
cu
= 0.0035, the concrete ultimate strain
c
s
= c
su
= 0.01, the steel ultimate strain
1
.
1
According to European Standard EN-1992, Eurocode 2, with Italian National Annex.
Approccio approssimato
La superficie di collasso pu essere
approssimata analiticamente
Un metodo il load contour method
(Bresler,1960) che approssima la superficie
con sezioni a sforzo assiale costante tramite
lequazione:
2
1
0 0
1
o
o
| |
| |
+ = |
|
|
\ .
\ .
uy
ux
x y
M
M
M M
N
sd0
Mx My
Plane at
costant N
sd
Interaction curves
N
sd
- M
sd
M
Rd
Failure domain N, Mx, M
y

M0y
M0x
Approccio approssimato
Gli esponenti o
1
e o
2
dipendono da:
La geometria della sezione trasversale,
La pecentuale di armatura
Lo sforzo assiale
Bresler indic:
1.15 s o
1
= o
2
s 1.55
Il progetto allo SLU
per il taglio
275/319
Il progetto allo SLU per taglio
Le travi sollecitate a taglio
La teoria lineare
Il comportamento non lineare
Travi non armate a taglio
Funzionamento a trave e ad arco
Travi armate a taglio
Determinazione della forza nellarmatura di taglio
Determinazione del contributo del calcestruzzo
Interazione momento-taglio
Il DM 9.1.96
Esempi e confronto TA e SLU
276/319
La teoria lineare
Nel metodo TA le t agenti sulle sezioni
normali si calcolano con la nota teoria
approssimata di Jourawski:
) (
) (
) (
y b I
y S V
y

= t
in cui: I = momento dinerzia baricentrico della
sezione, S(y) il momento statico, rispetto al
baricentro, della parte di sezione al disopra della fibra
di ascissa y e b(y) la larghezza di detta fibra
La teoria lineare
277/319
1
1 c
A*
id
M
C dA* EKS* S*
J
= o = =
}
id
M EKJ =
2
2 c
A*
id
M
C dA* EKS* S*
J
= o = =
}
La teoria lineare
278/319
dF bdz = t
( )
2 1 2 1
id id id
S* S* S*
dF C C M M dM Vdz
J J J
= = = =
id
VS*
bJ
t =
279/319
La teoria lineare
Nel caso di sezioni fessurate:
a.n.
w
b d
V
9 . 0
max
~ t
Nella zona compressa:
S* ha un andamento parabolico
Nella zona tesa:
t varia solo se varia b:
0 9 t . d ~
c
n n
c
comp
ydA
M EKJ J
t
C
dA
EKS* S*
o
= = = =
o
}
}
280/319
La teoria lineare
Nel caso di sezioni fessurate:
a.n.
w
b d
V
9 . 0
max
~ t
Incongruenza: la parte di calcestruzzo sotto lasse neutro, inesistente per la
flessione, sopporta la tensione tangenziale t
max
che, come risulta dal cerchio
di Mohr, produce una tensione principale di trazione di pari valore.
281/319
Il comportamento
delle travi sollecitate a taglio
Per comprendere cosa avvenga in una
trave in c.a. sollecitata a flessione e
taglio, si deve rinunciare allanalisi della
sola sezione ed esaminare la trave nella
sua estensione spaziale.
Consideriamo il comportamento di una
trave appoggiata, uniformemente
caricata, al crescere dellintensit del
carico.
282/319
Il comportamento lineare
Inizialmente il comportamento elastico
lineare e la distribuzione delle tensioni segue
la teoria delle travi elastiche
Landamento delle linee isostatiche delle
tensioni principali :
283/319
Il comportamento non lineare
Il valore max della tensione principale di
trazione viene raggiunto al lembo inferiore
In un punto, superata la resistenza a
trazione, si innesca una fessura normale
allasse della trave, perpendicolare alle
isostatiche di trazione
Al crescere del carico la fessura si propaga e,
per effetto delle tensioni tangenziali, si inclina
verso lasse.
284/319
Il comportamento non lineare
Le fessure seguono le
isostatiche di
compressione
Nascono ortogonali
allasse della trave e
poi si inclinano fino a
divenirne quasi
parallele in prossimit
del corrente
compresso.
285/319
Il comportamento non lineare
286/319
Il comportamento non lineare
287/319
Conseguenze
Si deduce un risultato fondamentale per
lanalisi di travi in c.a. soggette a
flessione e taglio:
si deve rinunciare al semplice schema della
sezione fessurata normalmente allasse
si devono esaminare conci di lunghezza
finita entro cui, nella parte tesa, si
estendono delle fessure inclinate.
288/319
Quindi
Dallequilibrio di un
concio di trave si ha:
dx
dM
V =
x
dx
M M+dM
V V
289/319
Poich
Per una trave in c.a.
soggetta a M e V :
z = braccio delle forze interne
z T M =
x
M
z
T
290/319
Doppio funzionamento
Sostituendo lultima espressione
nellequilibrio:
T
dx
dz
dx
dT
z V + =
Allequilibrio di V concorrono due termini, dipendenti da:
la variazione della forza di trazione nellacciaio
la variazione del braccio delle forze interne z.
291/319
Doppio funzionamento
Sostituendo lultima espressione
nellequilibrio:
T
dx
dz
dx
dT
z V + =
Funzionamento
a trave
(travi snelle)
Funzionamento
ad arco
(travi tozze)
292/319
Il comportamento delle travi
non armate a taglio
Le due facce contigue di una fessura sono
superfici scabre
Infatti la fessura non attraversa gli inerti
grossi, lo scheletro pi resistente dellimpasto,
ma ne segue i contorni
Dopo lapertura della fessura, le protuberanze
di queste superfici scabre rimangono
ingranate con le corrispondenti cavit,
rendendo ancora possibile la trasmissione di
forze tangenziali
293/319
Il comportamento delle travi
non armate a taglio
Questo il
meccanismo di
ingranamento
degli inerti
(aggregate
interlock)
294/319
Il comportamento delle travi
non armate a taglio
Le fessure separano la
trave in tante mensole
incastrate nella parte
superiore compressa
dellelemento
Ogni mensola
sollecitata dalla forza
AT = T
1
- T
2
data dalla variazione
della forza di trazione
dellarmatura nel
comportamento a
trave
T
2
T
1
295/319
Il comportamento delle travi
non armate a taglio
Alla forza AT
resistono:
Le tensioni tangenziali
t
a
sulle superfici delle
fessure (ingranamento
degli inerti)
Le forze di taglio V
d
per effetto spinotto
(dowel action) delle
barre longitudinali
Il momento M
c
allincastro della
mensola di cls nel
corrente compresso
296/319
Funzionamento a trave
(flessione e taglio) e ad arco
Per valori di a/d > 7
M
u
sperimentale
coincide con M
u
teorico
La trave raggiunge la
resistenza flessionale
perch la resistenza a
taglio maggiore
Questo si ha nelle travi
molto snelle per le
quali possibile
omettere lutilizzo
dellarmatura di taglio
297/319
Funzionamento a trave
(flessione e taglio) e ad arco
Per 7 > a/d > 3
la rottura prodotta
dal cedimento dei denti
di calcestruzzo con la
conseguente perdita di
efficacia del
meccanismo a trave
La resistenza della
trave si riduce rispetto
a quanto previsto dalla
sola flessione.
298/319
Funzionamento a trave
(flessione e taglio) e ad arco
Per a/d < 3 la
resistenza cresce fino a
raggiungere la
resistenza flessionale
Il collasso in flessione
e non per taglio
Dopo il cedimento del
meccanismo a trave
si ha il meccanismo ad
arco che permette di
portare unulteriore
quota di carico
299/319
Travi armate a taglio
Perch le travi raggiungano la loro
piena capacit portante, la resistenza al
taglio deve essere aumentata fino a
raggiungere, e possibilmente superare,
quella flessionale
(la gerarchia delle resistenze!)
Soprattutto a causa della natura fragile,
e quindi particolarmente pericolosa, del
collasso per taglio.
300/319
La gerarchia delle resistenze
Si tratta di progettare gli e/m fragili in
base alle massime azioni (le resistenze)
trasmesse dagli e/m duttili
F
F
F
y
301/319
La gerarchia delle resistenze
Si tratta di progettare gli e/m fragili in
base alle massime azioni (le resistenze)
trasmesse dagli e/m duttili
F
y
F
y
F
y
La forza non pu crescere
oltre F
y
e quindi lelemento
fragile automaticamente
protetto
302/319
Travi armate a taglio
Per aumentare la resistenza a taglio si
dispone unarmatura danima disposta
trasversalmente allasse della trave
Ha il ruolo di congiungere:
la parte compressa (il corrente in calcestruzzo)
la parte tesa (larmatura longitudinale)
Le armature utilizzate a questo scopo sono:
le staffe
le barre piegate.
303/319
Travi armate a taglio
Le staffe sono pi efficaci delle barre
piegate nel prevenire i meccanismi di
rottura per taglio
304/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Lefficacia dei meccanismi aumenta:
Lingranamento degli inerti migliora
Le armature danima, in particolare prima di
plasticizzarsi, ostacolano laprirsi delle
fessure consentendo un ingranamento efficace
Leffetto spinotto migliora
Le staffe, se abbastanza vicine tra loro, aumentano la rigidezza
flessionale delle armature longitudinali
La resistenza delle mensole di calcestruzzo aumenta
Larmatura provoca la compressione di queste bielle, con
conseguente riduzione delle tensioni di trazione
Limitando lestendersi delle fessure impedisce leccessiva
riduzione delle sezioni di incastro delle mensole al corrente
compresso
305/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Larmatura danima contribuisce direttamente
a sopportare una parte delle forze di taglio
Il modello di Mrsch molto schematico ma
coglie i caratteri essenziali del fenomeno
La trave fessurata viene assimilata ad una
trave reticolare in cui:
il calcestruzzo compresso e larmatura tesa sono i
correnti
le bielle di calcestruzzo sono le aste di parete
compresse
le armature danima sono le aste tese
306/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Il traliccio di Mrsch
307/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Schema del meccanismo resistente
308/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Leq. di eq. dei momenti di una mensola di
calcestruzzo tra due fessure distanti s :
ATz = (V
d
+V
a
)s + M
c
+ F
s
sin|zcoto + F
s
cos|z
309/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Ponendo AT (dT/dx)s e z cost. , e
poich V = dM/dx , si ha:
M V
T s
z z
A
A ~ ~
310/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Sostituendo e risolvendo per F
s
si ha:
) cot (cot sin ) cot (cot sin | + o |
=
| + o |

=
z
V
z
V V
s
F
s c s
s M V V V
c d a c
/ + + =
311/319
Determinazione della forza
nellarmatura di taglio
Nel caso o = 45 e | = 90:
Nel caso o = 45 e | = 45:
z
V
s
F
s s
=
2 z
V
s
F
s s
=
312/319
Determinazione della forza nella
biella compressa
Nella biella compressa si ha:
) cot (cot sin sin
sin
| + o o
=
o
|
=
z
s V
F C
s
s
313/319
Determinazione del contributo
del calcestruzzo
E difficile valutare teoricamente:
V
c
= V
a
+ V
d
+ M
c
/s
Quindi si ricorre a formule empiriche
314/319
Interazione momento-taglio
La presenza del taglio fa sviluppare le
fessure secondo linee inclinate
Il concetto di sezione retta della teoria
della trave elastica perde di significato
Ci comporta che la T sullarmatura
tesa non coincide con quella prevista
dalla teoria della flessione
315/319
Interazione momento-taglio
Nella sezione (2) si ha: M
2
= T
2
z
Nella sezione (2) si ha: M
2
M
2
V
2
z coto
316/319
Interazione momento-taglio
Secondo la teoria della flessione si ha:
T
2,flex
= M
2
/ z = M
2
/ z V
2
coto
Quindi la forza effettiva maggiore:
T
2
= T
2,flex
+ V
2
coto
317/319
Interazione momento-taglio
Il taglio produce, nella trave fessurata, un
incremento della forza nellarmatura pari a Vcoto
Di questo si tiene conto traslando il diagramma
dei momenti con cui si progettano le armature
della quantit: z cot o 0.9d coto
In tal modo in ogni sezione il momento
considerato maggiore di quello corrispondente
allequilibrio della parte di trave individuata da
una sezione retta.
318/319
Interazione momento-taglio
Traslazione del diagramma del momento
0.9 d
0.9 d
0.9 d 0.9 d
0.9 d 0.9 d
319/319
Il DM 9.1.96
4.2.2. Verifiche allo stato limite ultimo per
sollecitazioni taglianti
4.2.2.2. Elementi senza armature trasversali
resistenti a taglio
4.2.2.2.1. Verifica del conglomerato
4.2.2.2.2. Verifica dellarmatura longitudinale
4.2.2.3. Elementi con armature trasversali
resistenti al taglio
4.2.2.3.1. Verifica del conglomerato
4.2.2.3.2. Verifica dellarmatura trasversale danima
4.2.2.3.3. Verifica dellarmatura longitudinale
320/319
Il comportamento
a rottura per taglio
Dipende da molti parametri
Non esistono metodi di calcolo semplici che
coprano tutti i tipi di rottura e che tengano
conto adeguatamente dei contributi alla
resistenza di tutti gli elementi costituenti le
membrature
Nel caso di travi parete, mensole corte, ecc.,
si useranno metodi di calcolo fondati su
ipotesi teoriche e risultati sperimentali
chiaramente comprovati.
321/319
Il comportamento
a rottura per taglio
Il calcolo agli SL si riferisce solo alla rottura:
del conglomerato d'anima o
delle armature trasversali
I rischi inerenti ad altri tipi di rottura sono
coperti:
da prescrizioni sui dettagli costruttivi
ancoraggi
da limitazioni progettuali
interasse massimo delle armature trasversali,
conformazione delle armature trasversali, ecc.
322/319
4.2.2.2. Elementi senza armature
trasversali resistenti a taglio
Appartengono a questa categoria di strutture:
i solai monodimensionali
solette, piastre e membrature a comportamento
analogo
le travi poste su aperture di luce modesta
Si considerano armature trasversali a taglio
le staffe
le altre armature che collegano il corrente teso al
corrente compresso della membratura
Gli elementi senza armatura a taglio non
devono essere soggetti a trazione affinch si
instauri il meccanismo resistente arco-tirante.
323/319
4.2.2.2.1. Verifica del
conglomerato
Il taglio di calcolo non deve superare il
valore che, riferito alla resistenza a
trazione di calcolo f
ctd
del cls, determina
la formazione delle fessure oblique
La resistenza a trazione di calcolo del
cls :
3
2
27 . 0 7 . 0
1
7 . 0
1 1
ck
c
ctm
c
ctk
c
ctd
R f f f

=
324/319
4.2.2.2.1. Verifica del
conglomerato
Le verifiche si effettuano controllando
che:
0.25 (1 50 )
Sd Rd
Rd ctd l w
V V
V f r b d
s
= + o
dove:
V
Sd
=taglio agente e V
Rd
=taglio resistente
r = (1.6 d) con d espressa in metri e 0.6 m

l
= A
sl
/(b
w
d) 0.02 (A
sl
= area armatura long. di trazione)
o = 1 in assenza di sforzo normale
o = 0 in presenza di trazione apprezzabile
o = 1 + M
0
/M
Sd
in presenza di compressione (o precompressione)
M
0
= momento di decompressione
M
Sd
= momento agente massimo di calcolo
325/319
4.2.2.2.2. Verifica
dellarmatura longitudinale
La verifica comporta la traslazione del
diagramma del momento flettente
lungo l'asse longitudinale, nel verso che
d luogo ad un aumento del valore
assoluto del momento flettente.
In altri termini, larmatura longitudinale
deve essere dimensionata per resistere
al momento sollecitante pari a:
M
Sd
(V) = M
Sd
(V) + V
Sd
0.9 d
326/319
4.2.2.3. Elementi con armature
trasversali resistenti al taglio
La resistenza al taglio dell'elemento fessurato si
calcola schematizzando la trave come un
traliccio ideale (Ritter-Morsch)
Gli elementi del traliccio resistenti a taglio sono:
le armature trasversali d'anima, come aste di parete
il cls del corrente compresso e delle bielle d'anima
l'armatura longitudinale.
V
Sd
V
Rd,ct
, (V
cd
+ V
wd
)
327/319
4.2.2.3.1.
Verifica del conglomerato
La prima verifica consiste nel
confrontare il taglio di calcolo con una
espressione cautelativa della resistenza
a compressione delle bielle inclinate
V
Sd
V
Rd,ct
= 0.30 f
cd
b
w
d
dove f
cd
la resistenza di calcolo a
compressione del calcestruzzo
328/319
4.2.2.3.2. Verifica dellarmatura
trasversale d'anima
La seconda verifica consiste nel
verificare che il taglio di calcolo risulti
inferiore od al limite uguale alla somma
della resistenza della armatura danima
e del contributo degli altri elementi del
traliccio ideale (cls teso, acciaio)
V
Sd
(V
cd
+ V
wd
)
329/319
4.2.2.3.2. Verifica dellarmatura
trasversale d'anima
La verifica si effettua controllando che:
V
Sd
(V
cd
+ V
wd
)
Ovvero che il taglio agente di progetto non superi la somma del taglio
resistente del cls e dellacciaio.
V
cd
= taglio resistente del cls = 0.60 f
ctd
b
w
d o
V
wd
= taglio resistente dellacciaio = A
sw
f
ywd
0.90 d / s (staffe)
V
wd
= taglio resist. dellacc. 2 A
sw
0.8f
ywd
0.90 d / s (piegati)
con V
wd
V
Sd
/2
4.2.2.3.2. Verifica dellarmatura
trasversale d'anima
Comunque la resistenza di calcolo
dellarmatura danima deve risultare non
inferiore alla met del taglio di calcolo.
330/319
V
wd
V
Sd
/2
331/319
4.2.2.3.2. Verifica dellarmatura
trasversale d'anima
In pratica, la seconda verifica consiste nel:
Valutare il V
cd
della sezione in esame
Calcolare la (eventuale) differenza tra azione di
taglio V
Sd
e resistenza V
cd
offerta dal cls teso
Calcolare V
Sd
/2
Associare a V
wd
il maggiore tra i due calcolati
V
wd
= max (V
Sd
/2, V
Sd
-V
cd
)
e determinare larea delle staffe
332/319
Quantitativi minimi di
armatura
Se risulta V
Sd
< V
cd
si deve disporre una
quantit minima di armatura:
Inoltre deve essere rispettata la:
s min(0.8 d, 0.33 m).
|
|
.
|

\
|
+ >

=
w w
sw
w
b
d
b s
A
15 . 0 1 10 . 0
min ,
yk
ck
w
sw
w
f
f
b s
A
08 . 0
min ,
>

=
(EC2)
333/319
4.2.2.3.3. Verifica
dellarmatura longitudinale
La verifica comporta la traslazione del
diagramma del momento flettente
lungo l'asse longitudinale, nel verso che
d luogo ad un aumento del valore
assoluto del momento flettente.
In altri termini, larmatura longitudinale
deve essere dimensionata per resistere
al momento sollecitante pari a:
M
Sd
(V) = M
Sd
(V) + V
Sd
0.9 d
334/319
Esempio
Verificare per una forza di taglio
V
Sd
= 112.5 kN e, se necessario, progettare
larmatura della sezione rettangolare con:
base: b
w
= 30 cm
altezza: h = 60 cm
armatura longitudinale: A
sl
= 5|20 = 15.7 cm
2
Caratteristiche dei materiali:
calcestruzzo: R
ck
= 30 N/mm
2
acciaio: Fe B 44 k
337/319
Esempio
Metodo SLU DM 9-01-96
La sollecitazione di progetto :
V
Sd
= 112.5 kN
Le resistenze di calcolo dei materiali sono:
2
N/mm 56 . 15
6 . 1
30 83 . 0 83 . 0
=

=
c
ck
cd
R
f
2
3
2
3
2
N/mm 14 . 1 30 27 . 0 7 . 0
6 . 1
1
27 . 0 7 . 0
1
= =

=
ck
c
ctd
R f
2
N/mm 374
15 . 1
430
= =

=
s
yk
yd
f
f
338/319
Esempio
Metodo SLU DM 9-01-96
Si verifica se si pu non armare la trave a
taglio; la verifica richiede:
La verifica non soddisfatta, la trave deve
essere armata a taglio
112500 N
0.25 (1 50 )
15.7
0.25 1.14 (1.6 0.57)(1 50 ) 300 570 1
30 57
73240 N
Sd Rd
Rd ctd l w
V V
V f r b d
= s
= + o
= +

=
339/319
Esempio: Verifica a Taglio con
il Metodo SLU DM 9-01-96
1: Verifica delle bielle compresse:
largamente soddisfatta
2: Il taglio portato dal calcestruzzo :
V
cd
= 0.60 f
ctd
b
w
d o
= 0.60 1.14 300 570 1
= 116974 N > V
Sd
0.30
0.30 15.56 300 570 798228 N
Sd cd w
V f b d s
= =
340/319
Esempio: Verifica a Taglio con
il Metodo SLU DM 9-01-96
3: Poich risulta V
cd
> V
Sd
, anche V
cd
> V
Sd
/2
,
quindi si deve assumere:
V
wd
= V
Sd
/2= 56.3 kN
Quindi le staffe saranno:
da cui
56300
0.29344 mm
0.9 0.9 570 374
sw wd
ywd
A V
s d f
= = =

Esempio: Verifica a Taglio con
il Metodo SLU DM 9-01-96
In particolare,
Se per le staffe scelgo barre |8 cio
Ma vigendo anche la limitazione di
1|8/max33cm, s=33cm
341/319
,1 ,1
0.29344 mm
0.29344 mm
sw sw
A A
s
s
= =
8
2
1 ,2 ,
100
340, 78 34
0.29344mm 0.29344
bracci sw
A
mm
s mm cm
mm
|
= = =
342/319
Esempio DM 9-01-96
Per la stessa sezione dellesempio
precedente, si verifichi il caso in cui:
V
Sd
= 300 kN.
344/319
Esempio
Metodo SLU DM 9-01-96
La sollecitazione di progetto :
V
Sd
= 300 kN
La verifica delle bielle compresse
soddisfatta (identica a prima)
Per il calcolo dellarmatura si ha:
V
wd
= V
Sd
V
cd
= 300 117 = 183 kN
345/319
Esempio
Metodo SLU DM 9-01-96
Poich risulta V
wd
> V
Sd
/2, le staffe
saranno calcolate con V
wd
:
cio staffe |10/150 mm
oppure |8/100 mm
/m cm 5 . 9
374 570 9 . 0
183000
9 . 0
2
=

=

=
ywd
wd sw
f d
V
s
A
Progetto delle armature a taglio
Tensioni ammissibili
346
Progetto delle armature a
taglio Tensioni ammissibili
347
Progetto delle armature a
taglio Tensioni ammissibili
348
349/319
Le NNT 2008
4.1 COSTRUZIONI DI CALCESTRUZZO
4.1.2 VERIFICHE AGLI STATI LIMITE
4.1.2.1.3 Resistenza nei confronti di sollecitazioni
taglianti
4.1.2.1.3.1 Elementi senza armature trasversali resistenti a taglio
4.1.2.1.3.2 Elementi con armature trasversali resistenti al taglio
350/319
Verifica del conglomerato
Il taglio di calcolo non deve superare il
valore che, riferito alla resistenza a
trazione di calcolo f
ctd
del cls, determina
la formazione delle fessure oblique
La resistenza a trazione di calcolo del
cls :
2
3
1 1 1
0.7 0.7 0.3
1.5
ctd ctk ctm
ck
c c
f f f f = = =

351/319
4.1.2.1.3.1. Elementi senza armature
trasversali resistenti a taglio
Le verifiche si effettuano controllando
che:
( )
{ }
( )
1 3
1 min
0.18 100 0.15 0.15
Rd Ed
Rd ck c cp w cp w
V V
V k f b d v b d
>
= + o > + o
dove:
V
Ed
= valore di calcolo del taglio agente e V
Rd
=taglio resistente
k =1+ (200/d)
1/2
2 con d espressa in mm
v
min
=0.035k
3/2
f
cd
1/2

l
= A
sl
/(b
w
d) 0.02 (A
sl
= area armatura long. di trazione)
o
cp
= N
Ed
/A
c
in assenza di sforzo normale 0.2f
cd
b
w
= larghezza minima della sezione (in mm)
Verifica dellarmatura
longitudinale
Le armature longitudinali, oltre ad assorbire
gli sforzi conseguenti alle sollecitazioni di
flessione, devono assorbire quelli provocati
dal taglio dovuti allinclinazione delle fessure
rispetto allasse della trave, inclinazione
assunta pari a 45.
In particolare, in corrispondenza degli
appoggi, le armature longitudinali devono
assorbire uno sforzo pari al taglio
sullappoggio.
352
353/319
4.1.2.1.3.2. Elementi con armature
trasversali resistenti al taglio
La resistenza al taglio dell'elemento fessurato si
calcola schematizzando la trave come un
traliccio ideale (Ritter-Morsch)
Gli elementi resistenti dellideale traliccio sono:
le armature trasversali,
le armature longitudinali,
il corrente compresso di calcestruzzo,
i puntoni danima inclinati. Linclinazione u dei puntoni di
calcestruzzo rispetto allasse della trave deve rispettare i limiti
seguenti: 1 ctg u 2,5
V
Ed
min(V
Rsd
, V
Rcd
)
Verifica dellarmatura a taglio
La resistenza di calcolo dellarmatura
trasversale si calcola con:
354
( )
0.9 sin
sw
Rsd yd
A
V d f ctg ctg
s
= o+ u o
Verifica del calcestruzzo
danima
La resistenza del calcestruzzo danima si
calcola con:
Dove:
f
cd
= resistenza a compressione ridotta del cls
danima (f
cd
=0.5 f
cd
)
o
c
= coeff. maggiorativo pari a 1 per
membrature non compresse
355
( )
( )
2
0.9 ' 1
Rcd w c cd
V d b f ctg ctg ctg = o o+ u + u
Armatura longitudinale
Le armature longitudinali, dimensionate
in base alle sollecitazioni flessionali,
dovranno essere prolungate di una
misura pari a:
356
( )
0.9 2 0
l
a d ctg ctg = u o >
357/319
Esempio
Metodo SLU NNT 2008
La sollecitazione di progetto :
V
Ed
= 112.5 kN
Le resistenze di calcolo dei materiali sono:
2
N/mm 56 . 15
6 . 1
30 83 . 0 83 . 0
=

=
c
ck
cd
R
f
2
3
2
3
2
N/mm 14 . 1 30 27 . 0 7 . 0
6 . 1
1
27 . 0 7 . 0
1
= =

=
ck
c
ctd
R f
2
N/mm 374
15 . 1
430
= =

=
s
yk
yd
f
f
Esempio
Metodo SLU NNT 2008
Progetto dellarmatura a taglio
360
V
Ed
min(V
Rsd
, V
Rcd
)
( )
0.9 sin
sw
Rsd yd
A
V d f ctg ctg
s
= o+ u o
( )
2
2.5, 90
0.9 sin
112.5
0.023
0.9 57 37.4 2.5
sw Ed
yd
A V
ctg
s d f ctg ctg
cm cm
= = u = o =
o+ u o
= =

si deve assumere: V
Rsd
= V
Ed
= 112.5 kN
Esempio
Metodo SLU NNT 2008
Progetto dellarmatura a taglio
361
0.23 37.4
0.22
0.9 0.5 0.9 57 0.5 1.556
sw yd
w
cd
A f
s d f


= = =

1 1 0.22
8.044 2.5 2.5
0.22
w
w
ctg ctg

u = = = > u =

Esempio
Metodo SLU NNT 2008
Verifica della biella compresa di calcestruzzo
362
V
Ed
min(V
Rsd
, V
Rcd
)
( )
( )
( )
2
2
0.9 ' 1
0.9 570 300 1 0.5 15.56 2.5 1 2.5 412.87
Rcd w c cd
Ed
V d b f ctg ctg ctg
kN V
= o o+ u + u =
= + = >
Esempio: Verifica a Taglio con
il Metodo SLU NNT 2008
In particolare,
Se per le staffe scelgo barre |8 cio
Ma vigendo anche la limitazione di
min 3 staffe per metro
s < 0.8d = 45.6cm
363/319
,1 ,1
0.023 cm
0.023 cm
sw sw
A A
s
s
= =
1 8,2
2
,
100
42.86
0.023cm 0.023cm
bra w cci s
A
mm
s cm
|
= = =
2 2
1.5 / 450 /
sw
A b mm m mm m > =
Ancoraggio delle barre longitudinali
Aderenza acciaio calcestruzzo
pr-EN 1992-1-1 8.4
coefficiente legato alla qualit delle condizioni di
aderenza e alla posizione delle barre durante il getto
= 1 per condizioni buone
= 0.7 negli altri casi
coefficiente legato al diametro delle barre
=1 per
= per
NNT 2008
coefficiente legato al diametro delle barre
=1 per
= per 364
1 2
2.25
bd ctd
f f qq =
1
q
2
q
32mm | s
( )
132 100 | 32mm | >
2.25
bd ctd
f f q =
q
32mm | s
( )
132 100 | 32mm | >
Ancoraggio delle barre
longitudinali
Lancoraggio delle barre longitudinali (e
delle reti) deve permettere la corretta
trasmissione al calcestruzzo, per
aderenza, della forza cui la barra
soggetta, avendo cura di evitare
fenomeni di spalling e fessurazione
nel calcestruzzo.
365
Ancoraggio delle barre
longitudinali
366
Ancoraggio delle barre
(NNT 2008)
Lancoraggio delle barre pu essere
utilmente migliorato mediante uncini
terminali.
In assenza degli uncini la lunghezza di
ancoraggio deve essere in ogni caso
non minore di 20 diametri, con un
minimo di 150 mm.
367
Ancoraggio delle barre
(pr-EN 1992-1-1 8.4)
368
Lunghezza di ancoraggio
(pr-EN 1992-1-1 8.4)
La lunghezza base di ancoraggio, data la tensione
A
s
f
yd
in una barra, nellipotesi di tensione costante di
aderenza ) :
o
sd
tensione di progetto della barra nella
posizione a partire dalla quale calcolato
lancoraggio.
Lunghezza di ancoraggio:
369
( )( )
,
4
b rqd sd bd
l f | o =
1 2 3 4 5 , ,min bd b rqd bd
l l l oo o o o = >
Lunghezza di ancoraggio
(pr-EN 1992-1-1 8.4)
370
bd
l
Sovrapposizione delle barre
(pr-EN 1992-1-1 8.7)
La giunzione di due barre di armatura pu essere
realizzata mediante:
sovrapposizione delle barre stesse con o senza piegatura o
ganci saldatura
dispositivi meccanici
Le giunzioni per sovrapposizione delle barre devono
permettere di:
trasmettere le forze da una barra allaltra
evitare fenomeni di distacco del calcestruzzo posto nella
zona di sovrapposizione
evitare la formazione di fessure nel calcestruzzo prossimo
alla zona di sovrapposizione che pregiudichino la funzionalit
della struttura.
371
Sovrapposizione delle barre
(pr-EN 1992-1-1 8.7)
E bene che le sovrapposizioni fra le
barre sino sfalsate e siano poste in zone
in cui le sollecitazioni non siano elevate.
372
Sovrapposizione delle barre
(pr-EN 1992-1-1 8.7)
373
Armatura di una trave
374
Armatura dei travetti di un
solaio
375
Armatura dei travetti di un
solaio
376
Armatura dei travetti di un
solaio
Il DM. 09-01-1996 prescrive:
Larmatura longitudinale deve essere
superiore a:
A
fmin
0.07h cm
2
h = altezza del solaio
Il numero dei ferri non deve essere superiore a 2
377
Armatura dei travetti di un
solaio
Diagramma di inviluppo dei momenti
agenti/resistenti
378
Armatura dei travetti di un
solaio
379
Armatura dei travetti di un
solaio
consentito limpiego di solai, piastre e membrature a
comportamento analogo, sprovviste di armature trasversali
resistenti a taglio.
La resistenza a taglio V
Rd
di tali elementi deve essere valutata,
utilizzando formule di comprovata affidabilit, sulla base della
resistenza a trazione del calcestruzzo.
La procedura per il progetto e la verifica a taglio deve essere
effettuata in corrispondenza di tutti gli appoggi, dove i tagli
sono massimi.
380
Progetto delle fasce piene
In corrispondenza degli appoggi del solaio non armato a taglio
deve essere realizzata una fascia piena (fino a 50 cm dallasse
della trave) o semipiena per assorbire il taglio in eccesso
(differenza tra taglio agente e taglio resistente)
381
Progetto delle fasce piene
382
383
Gli Stati Limite di Esercizio
Gli Stati Limite
Il superamento di uno stato limite
ultimo ha carattere irreversibile e si
definisce collasso.
Il superamento di uno stato limite di
esercizio pu avere carattere reversibile
o irreversibile (SLD).
385
386/319
Gli Stati Limite di Esercizio
I principali Stati Limite di Esercizio, derivano da:
danneggiamenti locali (ad es. eccessiva fessurazione
del calcestruzzo) che possano ridurre la durabilit
della struttura, la sua efficienza o il suo aspetto;
spostamenti e deformazioni che possano limitare
luso della costruzione o compromettere lefficienza e
laspetto di elementi non strutturali, impianti,
macchinari;
vibrazioni eccessive;
danni per fatica;
corrosione e/o eccessivo degrado dei materiali in
funzione dellambiente di esposizione.
387/319
Azioni
I valori di progetto dei carichi permanenti, dei
carichi variabili e delle deformazioni impresse
sono i valori caratteristici (cio con i
f
=1)
In presenza di pi carichi variabili e
deformazioni impresse, necessario tener
conto, con opportuni coefficienti da
applicare ai valori caratteristici, della ridotta
probabilit che tutte le azioni si presentino
contemporaneamente con i loro valori
caratteristici.
Combinazione delle azioni
388
389/319
Stato Limite di fessurazione
Prestazioni richieste
La fessurazione un evento fisiologico per le
strutture in c.a.
Una delle ipotesi di base del calcolo infatti quella
di trascurare il calcestruzzo teso della sezione
Obiettivo della progettazione limitare il
danno che pu derivare dalla fessurazione,
soprattutto in relazione alla durabilit
Si riconduce la misura della durabilit alla
misura di una grandezza fisica
(ad esempio, lapertura delle fessure)
390/319
Stato Limite di fessurazione
Fenomenologia
La fessurazione ha diversi modi di
manifestarsi. Si possono individuare dei campi
di deformazione del cls e associare ad essi i
diversi fenomeni
per c = 0,100,15 nessuna fessura
per c = 0,200,60 microfessurazione
(allungamenti apparenti elevati del cls)
olte c = 0,60 fessure visibili
391/319
Stato Limite di fessurazione
Si considerano tre stati limite:
Stato limite di decompressione D
(annullamento della compressione nel
calcestruzzo nella fibra pi tesa)
Stato limite di formazione delle fessure (o
di prima fessurazione, cracking CR)
Stato limite di ampiezza controllata delle
fessure W
392/319
Stato Limite di fessurazione
Criteri di scelta
I criteri di scelta dello SL derivano
Dalle combinazioni di carico
natura, frequenza e durata dapplicazione
Dalle condizioni di esercizio
ambiente circostante, esigenze di
impermeabilit, considerazioni di natura
psicologica ed estetica
Dalla sensibilit delle armature alla
corrosione.
393/319
Stato Limite di fessurazione
Decompressione (D)
Ha significato quasi esclusivamente per
le strutture precompresse.
Approccio di tipo probabilistico:
la misura dello stato (D) si dice positiva se
sufficientemente piccola la probabilit P
f
che la tensione S annulli la compressione
nella fibra di cls
Per il metodo semi-probabilistico, essendo

f
=1, deve risultare:
0 >
k
S
394/319
Stato Limite di fessurazione
Prima fessurazione (CR)
Approccio di tipo probabilistico:
la misura dello stato (CR) si dice positiva se
sufficientemente piccola la probabilit P
f
che la tensione S nella fibra di cls pi tesa
sia maggiore della resistenza a trazione del
cls
Per il metodo semi-probabilistico, essendo

f
=1, deve risultare:
ctk k k
f R S = >
395/319
Stato Limite di fessurazione
Prima fessurazione (CR)
Stato limite di formazione delle fessure,
nel quale, per la combinazione di azioni
prescelta, la tensione normale di
trazione nella fibra pi sollecitata :
2 3
1 2
1 2
0 3 50 60
2 12 1 10 50 60
ctm
t cfm ctm
ctm ck
ctm cm
f
f . f v.m. dellaresistenzaatrazione per flessione
.
f . f per classi C /
f . ln f per classi C /
o = =
= s
= + > (

396/319
Stato Limite di fessurazione
apertura delle fessure (W)
A questo SL si pu ricondurre lo SL di
corrosione delle armature metalliche.
Approccio di tipo probabilistico:
I valori di apertura delle fessure derivanti
dal calcolo w
S
(domanda) ed i valori
ammissibili w
R
(capacit) hanno una
dispersione
I due valori si considerano comunque
indipendenti.
398/319
Stato Limite di fessurazione
Ampiezza controllata (W)
Si stabiliscono 3 valori nominali di soglia w
R
in
relazione alla possibilit di rilevare le fessure da una
distanza 1 m:
w
R
0,1 mm le fessure non sono visibili,
0,1 w
R
0,2 mm le fessure sono visibili, ma con difficolt,
w
R
>0,2 mm le fessure sono facilmente visibili, per con la
limitazione w0,4 mm per non avere uno stato fessurativo
troppo marcato.
1
2
3
0 2 mm
0 3 mm
0 4 mm
R
w ,
w w ,
w ,
=

= =

Stato Limite di fessurazione


Combinazione di azioni
Si prendono in considerazione le
seguenti combinazioni:
combinazioni quasi permanenti;
combinazioni frequenti.
399
Stato Limite di fessurazione
Condizioni ambientali
Le condizioni ambientali, ai fini della
protezione contro la corrosione delle
armature metalliche, possono essere
suddivise in ordinarie, aggressive e molto
aggressive in relazione a quanto indicato
nella Tab. 4.1.III.
400
Stato Limite di fessurazione
Sensibilit delle armature alla corrosione
Le armature si distinguono in due
gruppi:
armature sensibili (acciai da
precompresso);
armature poco sensibili (acciai ordinari).
401
Stato Limite di fessurazione
Criteri di scelta dello stato limite di fessurazione
402
Verifica gli SL di fessurazione
Per gli SL di decompressione e di
formazione delle fessure:
le tensioni sono calcolate in base alle
caratteristiche geometriche e meccaniche
della sezione omogeneizzata non fessurata.
403
Verifica gli SL di fessurazione
Ampiezza controllata
Il valore di calcolo di apertura delle
fessure (w
d
) non deve superare i valori
nominali w
1
, w
2
, w
3
w
d
= 1.7 w
m
w
m
= ampiezza media delle fessure:
w
m
=c
m
A
m
c
m
=deformazione media delle barre darmatura
A
m
=distanza media tra le fessure.
404
405/319
Stato Limite di fessurazione
Ampiezza controllata (W)
A seconda delle condizioni nelle quali viene
a svolgersi la vita strutturale, si sceglie un
valore di soglia w
R
tra i 3 valori nominali.
Le condizioni che influenzano la scelta del
valore di soglia sono:
Laggressivit dellambiente
La sensibilit delle armature alla corrosione
La situazione di ricoprimento
Laccettazione dello stato fessurativo
(in relazione a considerazioni di natura psicologica ed
esigenze estetiche)
SL di fessurazione (formazione delle
fessure)
DISTANZA TRA LE FESSURE
Si consideri un tirante di calcestruzzo armato con
sezione A
c
e armatura A
s
sottoposto a trazione.
Tutte le sezioni risultano sottoposte a trazione
uniforme.
Allaumentare della trazione nella sezioni pi debole
si superer la resistenza a trazione con la
conseguente formazione di una fessura.
SL di fessurazione (formazione delle
fessure)
DISTANZA TRA LE FESSURE
Nel cls la tensione si annulla in corrispondenza della
fessura e aumenta man mano che ci si allontana da
essa.
Quando la tensione cresce di nuovo a livelli superiori
alla resistenza a trazione del cls c la formazione di
una nuova lesione
}
>
a
0
ct c b
f A dx ) x ( p t
p = perimetro della barra = t|, a = distanza tra due fessure successive
Forza totale di aderenza acciaio-cls
Resistenza massima a trazione del tirante
Resistenza unitaria a trazione del Cls
Tensione
di aderenza
SL di fessurazione (formazione
delle fessure)
DISTANZA TRA LE FESSURE
La condizione per la formazione di una nuova lesione
sintetizzata dalla seguente relazione:
SL di fessurazione (formazione
delle fessure)
DISTANZA TRA LE FESSURE
Il valore minimo della distanza tra le fessure a
min
(misurata a
partire dalla precedente lesione) si ricava imponendo la
condizione di uguaglianza tra la massima risultante delle forze di
scorrimento barre-cls e la resistenza massima del cls:
Per ragioni di simmetria una successiva lesione potr formarsi
soltanto se a<d/2 se d la distanza tra le precedenti due lesioni.
Questo fa si che la distanza massima tra due lesioni sia:
C ct
min
b
A f
a
ntt
= n = numero delle barre darmatura
t
b
= tensione media di aderenza
b
ct c
min max
n
f A
2 a 2 a
t|t
= = |
t|
s
A 4
=
b s
ct
b
s
ct c
max
f
2
1
A 4
n
f A
2 a
t
|
t
|
= =
c
s
s
A
nA
=
SL di fessurazione (formazione
delle fessure)
DISTANZA TRA LE FESSURE
Il valore minimo della distanza tra le fessure a
min
(misurata a
partire dalla precedente lesione) si ricava imponendo la
condizione di uguaglianza tra la massima risultante delle forze di
scorrimento barre-cls e la resistenza massima del cls:
Per ragioni di simmetria una successiva lesione potr formarsi
soltanto se a<d/2 se d la distanza tra le precedenti due lesioni.
Questo fa si che la distanza massima tra due lesioni sia:
C ct
min
b
A f
a
ntt
= n = numero delle barre darmatura
t
b
= tensione media di aderenza
b
ct c
min max
n
f A
2 a 2 a
t|t
= = |
t|
s
A 4
=
b s
ct
b
s
ct c
max
f
2
1
A 4
n
f A
2 a
t
|
t
|
= =
c
s
s
A
nA
=
Nellintorno di una fessura per
una distanza 2 amin le
tensioni nel cls diminuiscono
fino ad annullarsi sulla fessura
dove invece lacciaio assume
la tensione massima pari a
N/As. La condizione per cui tra
due fessure non se ne formi
unaltra e che la loro mutua
distanza sia as 2amin. La
distanza max tra due fessure
dunque amax=2amin
b
ct c
min max
n
f A
2 a 2 a
t|t
= = |
t|
s
A 4
=
b s
ct
b
s
ct c
max
f
2
1
A 4
n
f A
2 a
t
|
t
|
= =
c
s
s
A
nA
=
oc
os
2 amin
oc=fct
os=N/As
> 2 amin
Zona dove possono
formarsi altre fessure
SL di fessurazione (formazione
delle fessure)
DISTANZA TRA LE FESSURE
SL di fessurazione (formazione
delle fessure)
APERTURA TRA LE FESSURE
Lampiezza w della fessura pu essere determinata come differenza
tra allungamento dellacciaio e allungamento del cls.
Lallungamento del cls generalmente trascurabile
Lampiezza della lesione pu approssimativamente essere calcolata
come segue:
Poich siamo in condizioni di servizio lacciaio pu essere
considerato a comportamento elastico, per cui c
s
=o
s
/E
s
.
Nellipotesi di distribuzione uniforme delle tensioni t
b
la
tensione nellacciaio alla distanza x dalla fessura risulta essere:
412
}
=
2 / a
0
s max
max
dx ) x ( 2 w c
s
b
s s
A
x n
) x (
t|t
o o =
Forza di aderenza
} (

=
2 / a
0
s s
b
s
s
max
max
A E
x n
E
2 w
t|t o
SL di fessurazione (formazione
delle fessure)
APERTURA TRA LE FESSURE
413
4
2
2
max
max
2 /
0
max
max
a
A E
n
a
E A E
x n
E
w
s s
b
s
s
a
s s
b
s
s
t|t o t|t o
=
(

=
}
|
t|
s
A
n
4
=
c
s
s
A
nA
=
max
s b
ct
s
b
s
s
max
max
s
s
s s
b s
s
s
max
a
f
2
1
1
E
a
4
a E
A E
A 4
1
E
w
|
|
.
|

\
|
=
|
|
.
|

\
|
=
t
|
o
t
|
o
o
t
|
o
max sm max
s s
ct
s
s
max
a a
2
f
1
E
w c
o
o
=
|
|
.
|

\
|
=
Deformazione
media acciaio
423/319
TRAZIONE SEMPLICE
Da un punto di vista fenomenologico:
Con la formazione delle lesioni lintera forza di
trazione F viene convogliata nella barra, mentre il
conglomerato si scarica
Allaumentare di F la fessurazione si estende per
tutto lelemento sino a che non si stabilizza
La dilatazione media dellelemento in fase di
fessurazione stabilizzata dipende dallentit dello
sforzo nellarmatura, dalla sua quantit e dalla
resistenza del cls ma non dalla distanza tra le
fessure (quindi se le fessure sono pi lontane sono
pi ampie).
Stato Limite di fessurazione
424/319
vm
O
Qcr
Qcr,s
Qp
Qu
A
B
C
D
Fase I
Fase II
Fase Plastica
Q
Cls teso
reagente
Cls teso
fessurato
Legami
elastici
Legami
elasto-plastici
Effetti della
fessurazione sulla
deformazione
Da un generico
diagramma carichi Q,
frecce vm , si pu
vedere come la
fessurazione influenza in
maniera sostanziale lo
stato di deformazione.
Stato Limite di fessurazione
425/319
Effetti della fessurazione sulla deformazione
OA: tratto crescente con legge lineare
ABC: fessurazione del cls
CD: plasticizzazione dei materiali
Se ne dovr tener conto per lo SL di DEFORMAZIONE
vm
O
Qcr
Qcr,s
Qp
Qu
A
B
C
D
Fase I
Fase II
Fase Plastica
Q
Cls teso
reagente
Cls teso
fessurato
Legami
elastici
Legami
elasto-plastici
Stato Limite di fessurazione
Stato Limite delle
tensioni di esercizio
Si deve verificare che le massime
tensioni sia nel calcestruzzo sia nelle
armature siano inferiori ai massimi
valori consentiti.
429
Tensione massima di compressione
del calcestruzzo nelle condizioni di
esercizio
La massima tensione di compressione del
calcestruzzo
c
, deve rispettare la limitazione
seguente:

c
< 0,60 fck per combinazione caratteristica (rara)

c
< 0,45 fck per combinazione quasi permanente.
430
Tensione massima dellacciaio
in condizioni di esercizio
Per lacciaio la tensione massima,o
s
,
per effetto delle azioni dovute alla
combinazione caratteristica deve
rispettare la limitazione seguente:
o
s
< 0,8 fyk.
431