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Non dovete credere solo perch alcune cose sono contenute in antichi manoscritti, non dovete credere solo

perch questa la fede del vostro paese, non dovete credere solo perch siete stati indotti a farlo dai vostri pavidi genitori e dai vostri maestri, ma ragionate sulla verit delle cose, e se dopo averle analizzate ritenete che possano essere buone, allora credeteci pure e vivete in armonia con esse. Evitate per di costringere gli altri a farlo.

ALATEUS

IL BREVIARIO DEGLI ATEI


Questo testo in regime di COPYLEFT. Pubblicazioni e riproduzioni sono libere purch il testo sia riprodotto in versione integrale, con lo stesso titolo, citando il nome dell'autore e riportando questa scritta.

INDICE
PREFAZIONE - Dimenticare Dio PARTE I - Introduzione e Precisazioni Necessarie PARTE II - I Miti e le Credenze Storiche PARTE III - Il Mito di Ges: L'Ultima Mistificazione PARTE IV - Le Favole Aggiunte: Pietro e Paolo PARTE V - L'Affermazione del Cristianesimo PARTE VI - Le Ipotesi pi Comuni sulla Figura di Ges PARTE VII - La Tavola delle Analogie PARTE VIII - Riferimenti, Bibliografia e Mappe

PREFAZIONE - Dimenticare Dio


L'ateismo non una "fede" e non si propone di fare opera di de-conversione, di decristianizzazione, di de-islamizzazione o di altro. Semplicemente l'ateismo ignora il concetto di dio e rifiuta tutte le stupidaggini che sul suo conto, nel corso di millenni, sono state astutamente ed ingannevolmente diffuse da gruppi di ignobili parassiti che, in suo nome, si sono attribuiti titoli quali: padre, iman, rabbi, guru ed altre vuote qualificazioni del genere. L'ateismo una forma di ragionamento razionale che si oppone, da millenni, alla truffa perpetrata dai "furbi" ai danni di chi non in grado, o non vuole, ragionare. L'unico dio, se cos si pu chiamare, la vostra coscienza; la vostra capacit di vivere in seno alla societ alla quale appartenete, rispettando ed evitando di danneggiare il vostro prossimo. Tutto qui! L'incontrastabile ed assoluto potere della morte e la conseguente paura che essa genera in tutti gli esseri animati (istinto di conservazione) stato la fonte di tutte le religioni. L'idea insidiosamente indotta dai preti sulla esistenza e sull'immortalit dell'anima ha resistito e si diffusa solo perch sopiva, in parte, il timore (istintivo) della morte e soddisfaceva, artatamente, ad una illusione molto potente coltivata dalla presunzione stessa degli uomini: un desiderio assurdo di immortalit: il desiderio di essere "ricordati". Ricordati da chi e perch? Mettiamocelo bene in testa: solo pochi uomini che hanno lottato per il trionfo della scienza, del razionalismo e l'affermazione delle arti (Copernico, Galileo, Shakespeare, Lavoisier, Einstein, Mozart ...ed altri) hanno conquistato il diritto di essere ricordati. Solo loro e pochi altri... Dobbiamo abituarci a pensare che la morte non niente per noi, perch il bene ed il male risiedono nel senso e la morte la privazione del senso. Perci la giusta consapevolezza che la morte non niente per noi ci rende apprezzabile la caducit della vita, non prolungandone il tempo all'infinito ma togliendoci il desiderio dell'immortalit. (Epicuro) Domandatevi: perch gli uomini dovrebbero avere un'anima e il vostro cane no? Chi l'ha deciso per voi? Si persino cercato astutamente di giustificare l'esistenza dell'anima,
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basandosi sul fatto che, qualche volta, una persona defunta possa apparire in sogno!! Esiste una ben orchestrata confusione tra il concetto di anima e quello di una "difficoltosa digestione notturna"! Diciamolo ancora e pi chiaramente: dio non esiste, non mai esistito e non esister mai; non luce, non ispirazione, non regola sacra; non esistono regole dettate ed allineate ad una sua presunta ed imposta condotta di vita e di comportamenti. Dio solo una favola; il mostruoso caos intellettuale che i preti vi hanno scaricato addosso. Nella storia dell'umanit dio solo un grande imbroglio, una nozione affiorata e maturata in tempi relativamente recenti, all'inizio del III millennio prima dell'era volgare. In fondo un grande ritardatario se vogliamo dare un peso all'incerto ed ingannevole concetto di tempo, legato al breve scorrere della vita umana, ma privo di significato se rivolto alla realt dell'universo. L'idea del dio unico nata da un naturale, quasi impercettibile, passaggio da primitive forme di magia spicciola, esorcizzante (coltivata da sciamanistregoni) a forme pi evolute, ma non meno bugiarde di pensiero, indotte dai furbi e poi riprese da astuti ebrei che sono disinvoltamente passati dagli Elohim (spiriti), ad El (demiurgo?), ad Eloi, ad Adonai per poi accomodarsi definitivamente e altrettanto disinvoltamente su Yhwh. Provate dunque a chiedervi dov'era dio, prima del III millennio a.e.v.; prima che fosse inventato! Durante la sua esistenza l'uomo segue determinate regole che nascono dal fatto stesso di dover convivere con i propri simili, di collaborare con loro facendo attenzione a non crearsi troppi problemi di convivenza. In fin dei conti l'uomo un animale sociale che deve confrontarsi con il suo prossimo evitando particolari motivi di attrito; gli eventuali attriti vengono risolti mediante le leggi e le norme di comportamento che l'uomo stesso si date, senza scomodare nessun dio. Gi intorno al 1770 a.C., ci aveva pensato Hammurabi che, tenuto conto delle esigenze sociali dei suoi tempi, formul il primo codice della storia dell'umanit. Quando il fantomatico Mos (o chi per lui) disse, nel primo comandamento: "Non avrai altro dio al di fuori di me" era perfettamente cosciente di gettare le basi per la pi grandiosa truffa mai operata ai danni del genere umano del mondo occidentale.
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Affermare: "non avrai altro dio al di fuori di me" una regola che affonda le sue radici nella paura dei sempliciotti e, quindi, una legge fatta da scaltri individui, che sfruttano questa paura, e perci non attribuibile a nessuna particolare divinit. Thomas Jefferson, a suo tempo, affermava: Parlare di esistenze immateriali significa parlare di nulla. Dire che l'anima umana, gli angeli, dio sono immateriali significa dire che non sono nulla e che non ci sono n dio, n gli angeli n l'anima. Constatazione che dovrebbe essere abbastanza ovvia, ma che non ha impedito, nel corso dei millenni, a capziosi parassiti, ammantati di falsa saggezza e di prosopopea, di elaborare quella enorme sciocchezza nota come teologia, non scienza, non disciplina e non filosofia che servita a dare una base falsa ed inconsistente sulla quale perpetrare l'inganno a danno di poveretti succubi di ancestrali paure e della loro ignoranza. Alcuni chierici, o pseudo filosofi, si sono affannati anche a dimostrare, con tortuosi giri di parole, l'esistenza dell'inesistente. Dopo essersi inutilmente affaticati su argomentazioni speciose quali quella cosmologica, quella ontologica o quella di natura morale, sulla nozione assai relativa e inconsistente di bene e di male, alla fine si sono resi conto della loro impotenza e hanno cercato di ribaltare il problema: se vero che l'esistenza di dio non dimostrabile, allora anche vero che non dimostrabile la sua inesistenza. Argomentazione di comodo; una trappola nella quale sono caduti parecchi studiosi scettici i quali non hanno tenuto conto che, razionalmente parlando, la dimostrazione compete a chi afferma qualcosa e non a chi la nega. La premessa, falsa, che dio esiste la base fondamentale per l'esistenza di diverse forme di religione. Ma se questa premessa viene a mancare, che altro resta? Per fortuna, gi dal XVIII secolo, il Barone d'Holbach, con la sua opera "Il Buon Senso" ha posto fine a queste assurde affermazioni. Perci mangiate, bevete, fumate, fate all'amore responsabilmente se volete, nei limiti di un ragionevole comportamento ma, soprattutto, non versate soldi alle chiese parassite che chiedono continuamente il vostro supporto. A tutte le vostre azioni c' un limite ragionevole che dovete razionalmente percepire, al di fuori della insidiosa morale del prete sfruttatore. Dopo il movimento illuminista del '700, dopo il comunismo, il liberalismo ed il positivismo scientifico dell' '800, s' affermato, dall'inizio degli anni '60 del secolo scorso, il grandioso, anche se confuso, movimento della "New Age", dando vita ad una estesa forma di controcultura che si (finalmente!) opposta allo stagnante e melmoso immobilismo culturale imposto, da sempre,
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da una fradicia casta sacerdotale che ha preteso, per millenni, di porsi come unico tramite tra l'uomo ed il "divino". Soprattutto stata ampiamente rigettata l'dea balzana del dio creatore; oggi l'uomo tende ad accorgersi che lui s' creato dio e non dio l'uomo ed a considerare se stesso e la sua coscienza come il solo e vero aspetto "divino" e "sacralizzare" la propria unica inimitabile e insostituibile personalit. E dobbiamo anche dire che Internet, pur con tutti i suoi difetti e le sue inevitabili storture, ha dato un significativo contributo nel far colloquiare gli uomini tra loro senza l'ingannevole e occhiuta interpretazione del prete. La corrosione delle cariatidi religiose del passato, operata da Internet, imponente. Ad ogni modo non questa la sede per rinfocolare un dibattito di questa natura. Lo scritto che segue si propone solo di analizzare e criticare, nei limiti del possibile, uno dei prodotti pi nefasti derivato da questi concetti: la religione cristiana e tutte le sue infinite storture. Questo non significa che le altre credenze siano meno corrotte, perverse e criticabili del cristianesimo; indagare sulla loro natura solo una questione di tempo e di disponibilit. Ogni religione porta in s i germi della propria dissoluzione; quante religioni del passato si sono dissolte nel nulla per questo salutare effetto di autodistruzione? E' solo questione di tempo. Occorre per tenere nel debito conto che le attuali religioni, in generale, ed il cristianesimo in particolare, sono istituzioni ancora troppo radicate per poter pensare di eliminarle in un tempo relativamente breve. Le religioni, come il comune raffreddore, sono ormai diffuse in tutto il mondo. (D .Dennet) Questo per non impedisce di curarci, di prendere l'aspirina, in attesa che qualche potente vaccino riesca a debellare definitivamente il vibrione della stupidit umana. Dio un prodotto dell'ignoranza che la scienza va lentamente ed inesorabilmente sgretolando; un concetto molto redditizio per pochi ma che perpetua la servit di molti. Viviamo perci serenamente dimenticandoci di dio!

PARTE I - Introduzione e Precisazioni Necessarie


Questo testo non esente da errori ed inesattezze. Nel corso dei secoli la chiesa ha talmente mentito, imbrogliato e distrutte le carte che risulta alquanto difficoltoso, a volte, separare la verit dal falso. Qualsiasi suggerimento pertanto gradito e bene accetto.

1 - OGGETTO DEL LAVORO Il contenuto di queste pagine sostanzialmente una: RACCOLTA IN ORDINE CRONOLOGICO di fatti, eventi, accadimenti, circostanze, leggende, bugie e soprattutto sciocchezze che hanno costituito, 2000 anni or sono, la base sulla quale si sarebbe poi sviluppato il cristianesimo nelle sue molteplici sette. Oggi, non sono in pochi a sostenere che Ges Nazareno non sia mai realmente esistito ma che egli sia soltanto una figura mitica e carismatica estrapolata da: concetti politico-religiosi non sempre in accordo tra di loro esposti in maniera pi o meno credibile scritti in luoghi e circostanze non sempre chiari (ambiente greco- romano?) scritti in tempi alquanto lontani dalla presunta morte del soggetto scritti su supporti originali definitivamente perduti scritti da autori di dubbia identit e credibilit. Accantonando i molti dubbi ed ipotizzando una reale presenza terrena di questo Cristo lo scopo del lavoro, almeno nella prima parte, dunque quello di raccogliere e catalogare, in forma cronologica e nei limiti del possibile, tutte le notizie riguardanti fatti ed eventi relativi alla vita di Ges Nazareno e di altri personaggi ad esso collegati. Una precisazione si rende subito necessaria: sono stati elencati fatti ed eventi ma non le implicazioni dottrinarie e teologiche che da esse possono derivare.
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Un esempio per tutti: interessa a questo testo rilevare il fatto che, in determinate circostanze, Ges possa aver pronunciato un discorso noto come "Discorso della Montagna o delle Beatitudini", mentre non interessa minimamente al testo vagliare o esprimere giudizi di natura dottrinaria, teologica o fideistica sul contenuto del discorso stesso. Questo solo una RACCOLTA di eventi, che si ritiene siano o possano essere accaduti, ed entro tali limiti vuole, possibilmente, restare.

2 - LE FONTI Qualsiasi fonte accettabile se aiuta ad aggiungere qualcosa di pi, o di nuovo, rispetto a ci che si sa o si crede di sapere. Grosso modo si possono distinguere, per la loro natura, due tipi di fonti: gli scritti di tutti coloro che, credenti, espongono i fatti in chiave dottrinaria, esaltandone questo ultimo aspetto a scapito, quasi sempre, della precisione e della verit; gli scritti degli storici e di tutti coloro che, non credenti, risalgono ai fatti per darne una valutazione storica, a volte anche ipotetica e del tutto agnostica. Entrambe le fonti sono state prese in considerazione, nella misura in cui sono state in grado di arricchire il contenuto del testo. Tra le fonti di tipo a), oltre agli inevitabili vangeli canonici, sono stati considerati anche quelli non canonici, tollerati, ignorati o, a volte, giudicati eretici dalla dottrina ortodossa. Tutto utile e anche necessario per evitare di accettare, supinamente, determinate tesi, generalmente false, consolidate nel tempo. Precisazioni sui V A N G E L I
(I fondamenti del mito e della leggenda) Si rende subito necessario qualche importante chiarimento. Fin dall'ottocento gli studiosi ed alcuni teologi hanno dimostrato in maniera convincente come i vangeli non siano resoconti attendibili di quanto realmente accadde 2000 anni fa. Furono tutti scritti molto tempo dopo la morte di Ges e anche dopo le lettere di San Paolo, dove non menzionato nessuno dei presunti episodi della vita del Cristo. Quando furono scritti i vangeli, molti anni dopo la morte di Ges, nessuno sapeva neanche dov'era nato. Ma in base ad una profezia dell'Antico Testamento (Mi 5,2) gli ebrei supponevano e si aspettavano che il messia (poi negato!) sarebbe nato a Betlemme. (Rif. 800) Ges non ha mai scritto nulla. Nessuno dei suoi ipotetici testimoni oculari: apostoli, seguaci, ecc. ha lasciato una sola riga su questo enigmatico personaggio. I suoi 8

apostoli pare fossero persone talmente semplici da essere quasi sicuramente analfabeti. Al di fuori dei soliti vangeli, nessuno ha mai testimoniato per iscritto gli eventi relativi alla sua nascita, ai suoi miracoli, al processo, alla sua morte o quant'altro lo riguarda. Trattandosi di persona che avrebbe sconvolto il mondo e scompigliato la societ di allora, con centinaia o migliaia di seguaci, questo lascia quantomeno perplessi e pone seri dubbi sulla sua reale esistenza. Ammettendo, solo per ipotesi, che Ges sia esistito allora doveva essere noto solo ai suoi parenti e ad un ristretto, quanto discutibile, gruppo di beduini della Giudea. Tutto ci che si sa di lui stato scritto qualche secolo dopo la sua presunta esistenza, facendo man bassa su tutti i miti allora esistenti e noti nell'ambito dell'Impero Romano (e non solo), con una fantasiosa costruzione a tavolino resa poi "ufficiale" e "credibile" dagli interventi autoritari di Costantino nel quadro del Concilio di Nicea. Pertanto si pu ritenere tutte le fonti che seguono artatamente false e prive di fondamento. Ci premesso, tutti i fatti, gli eventi, e quant'altro riportato come "Mito o Leggenda", pur essendo necessariamente inattendibili, sono stati ricavati dalle seguenti fonti che restano comunque le uniche disponibili per addentrarci nella favola: FONTI CANONICHE Vangelo secondo Matteo Vangelo secondo Marco Vangelo secondo Luca Vangelo secondo Giovanni Atti degli apostoli di Luca Lettere apostoliche di Paolo Apocalisse di Giovanni

VANGELI APOCRIFI Proto vangelo di Giacomo Vangelo dello pseudo Tommaso Vangelo dello pseudo Matteo Vangelo dell'infanzia arabo-siriaco Vangelo dell'infanzia armeno Libro sulla nativit di Maria Storia di Giuseppe il falegname Vangelo degli ebioniti Vangelo dei nazarei Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli ebrei) Vangelo di Pietro (ritrovato nel 1886?) Vangelo di Nicodemo Vangelo di Maria (ritrovato nel 1896?) Ciclo di Pilato (anafora, paradosis e morte) Dichiarazione di Giuseppe d'Arimatea La vendetta del Salvatore Vangelo di Bartolomeo 9

Dormizione della S. Madre di Dio, di Giovanni il Teologo Transito della Beata Vergine, dello pseudo Giuseppe d'Arimatea Atti di Giovanni il Teologo Atti di Tommaso La Didach (Dottrina dei 12 Apostoli) Il Vangelo di Giuda

VANGELI GNOSTICI DI NAG HAMMADI (Alto Egitto/1945 e.v.) Vangelo di Tommaso (Didimo) Vangelo di Filippo Vangelo di verit (Valentino) Apocalisse di Pietro Libro segreto di Giovanni L'origine del mondo

VANGELI DUALISTICI Libro di Giovanni Evangelista ATTENDIBILITA' E COMMENTI Per quanto concerne i vangeli in generale occorre ricordare: che si tratta di opere di fede, finalizzate alla diffusione di un credo, chiuse nel loro contesto e quasi sempre in disaccordo con gli eventi storici; di nessun vangelo, canonico od altro, esiste lo scritto originale; oggi disponiamo solo di copie di....copie, ecc. che durante i secoli hanno subito innumerevoli manipolazioni e modifiche per adattare i loro contenuti alle esigenze ad agli interessi del clero; i testi originali della maggior parte dei vangeli sarebbero stati scritti in ambiente greco/romano ed in lingua greca. Essi erano rivolti a fruitori non ebrei e per essere tollerati a Roma, e nei paesi sotto il suo dominio, dovevano eliminare qualsiasi riferimento circa l'attivit politica svolta da Ges. La massima preoccupazione degli autori stata quella di addossare la colpa della condanna di Ges agli ebrei anzich a Roma, fomentando cosi un odio bestiale ed implacabile verso l'ebraismo deicida, destinato a durare due millenni; per quello che oggi si conosce, o si pu arguire, nessun vangelo stato scritto prima della distruzione di Gerusalemme (70 e.v.); molto probabile che i pi antichi risalgano alla fine del II secolo, duecento anni dopo la nascita di Ges; i vangeli, in generale, non sono d'accordo su nessuno dei fatti pi importanti della vita di Ges. Nessuno degli autori ha mai conosciuto Ges ed ascoltato le parole che vengono trascritte con tanta enfasi; i vangeli sono stati redatti su voci, racconti e miti ripresi, in maggior parte, da altri culti. Jerome Neyrey: la cosa pi importante che noi realisticamente non sappiamo chi abbia scritto i vangeli. (Rif. 344) Rudolf Bultman: i racconti dei vangeli sono tali che noi non possiamo sapere nulla su 10

ci che concerne la vita e la personalit di Ges. (Rif. 346) Thomas Paine: quando i mitologisti della chiesa fondarono il loro sistema, essi raccolsero tutti gli scritti che poterono trovare e li rielaborarono a loro piacimento. (Rif. 342) C. Denni Mc Kinsey: Ges una figura mitica aderente alle tradizioni della mitologia pagana; chiunque voglia credere che Ges visse e cammin come un essere umano lo fa a dispetto delle evidenze e non per causa loro. (Rif. 348) Voltaire: E' una questione grossa individuare i primi Evangeli. Quel che risulta [.....] che nessuno dei primi padri della chiesa, fino ad Ireneo incluso, cita mai nessun passo dei quattro Evangeli che noi conosciamo. (Rif. 410) U. Ranke-Heinemann: I vangeli altro non sono che un tessuto di favole dannose e di "kitsch" di cattivo gusto. (Rif. ***) Infine ricordiamoci di J.P. Goebbels, ministro responsabile della propaganda nazista, che 2000 anni dopo soleva dire ai suoi collaboratori: Non importa quanto sia grande la bugia che volete raccontare. L'importante che la raccontiate con ferma determinazione e soprattutto che la ripetiate infinite volte e con convinzione; alla lunga la gente finir col crederci.

ULTERIORI NOTE INFORMATIVE SUI VANGELI A - SUI VANGELI CANONICI Oggi, dopo infiniti rimaneggiamenti e ridefinizioni del Canone, sono quelli riportati nella versione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana e pubblicati nella Bibbia. (Rif. 130) I quattro vangeli considerati canonici sarebbero stati scelti, inizialmente da Ireneo di Lione (met del II secolo) in base a criteri alquanto singolari: dovevano essere quattro come i quattro punti cardinali (le 4 regioni del mondo) dovevano essere quattro come i quattro venti principali dovevano essere quattro come le prime quattro creature viventi e cio: il leone (Marco), il vitello (Luca), l'unicorno (Matteo) l'aquila (Giovanni). Oppure, secondo un'altra versione, quattro come gli esseri animati: il leone (Marco), il toro (Luca), l'uomo (Matteo) 11

l'aquila (Giovanni). E' il cosiddetto vangelo quadriforme secondo la stessa definizione di Ireneo di Lione. Con il suo libro "Contro gli Eretici" Ireneo si scaglia violentemente contro gli ebrei accusandoli dell'assassinio del loro Signore; queste accuse verranno poi riprese da Costantino mediante pesanti atti di discriminazione giuridici e razziali. Si tramanda anche che, durante il concilio di Nicea, tutti i vangeli allora conosciuti (canonici ed apocrifi) siano stati messi alla rinfusa su di un altare. L'intervento dello spirito santo fece cadere a terra i vangeli "non autentici" risparmiando naturalmente quelli canonici a noi noti. (Rif. 410) E' certo che gli evangelisti non furono apostoli di Ges; primo perch sono sovente in dissonanza (se non disaccordo) tra di loro; secondo perch avrebbero dovuto raggiungere una et alquanto inconsueta per quei tempi. Ad esempio: Giovanni avrebbe dovuto vivere sino a 110 anni, Matteo almeno 70 anni. Cosa poco probabile visto che, a quei tempi, la vita media era di circa 30 anni. In questi ultimi anni stata avanzata una nuova ipotesi: secondo l'Universit di Tubinga, i vangeli di Matteo, Marco e Luca sarebbero derivati da un precedente documento detto "Q" (dal tedesco: quelle = fonte) del quale per poco si sa. Qualcuno ipotizza trattarsi di un proto-vangelo, utilizzato dalla Nuova Chiesa di Gerusalemme, per memorizzare fatti ed eventi riguardanti questo singolare messia (cosidetti Loghia). In particolare: - Vangelo di Marco sarebbe stato scritto a Roma dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme. E' ritenuto il pi antico dei tre vangeli sinottici. Altri sostengono sia stato scritto in oriente (Siria?) forse in lingua aramaica. - Vangelo di Matteo decisamente derivato da quello di Marco mentre dovrebbe essere il contrario se vero che Matteo (Levi) era l'apostolo di Ges. - Vangelo di Luca su questo evangelista sono state fatte molte ipotesi: era un gentile, era un ebreo ellenizzato, era una donna, era un medico siriano, convertito da Paolo in Antiochia. Si ipotizza anche che Luca abbia derivato il suo vangelo da quello gnostico attribuito a Marcione. Luca stato anche l'autore degli Atti degli Apostoli. - Vangelo di Giovanni non sinottico, va decisamente contro corrente e descrive un Ges del tutto particolare rispetto agli altri tre vangeli. Le differenze rispetto agli altri tre risultano sostanziali: diversit nella identificazione degli apostoli la resurrezione di Lazzaro soltanto sua Ges NON stato processato e condannato a morte dagli ebrei. 12

Se vero che era l'apostolo di Ges (Giovanni figlio di Zebedeo) allora era un pescatore ebreo analfabeta che avrebbe scritto questo vangelo all'et di 100 anni circa. In precedenza avrebbe scritto l'Apocalisse. Circola l'ipotesi che l'autore di questo vangelo e dell'Apocalisse sia stato un certo Cerinto, un discepolo gnostico, che avrebbe sfruttato il nome di Giovanni per attribuire una certa credibilit(?) ai suoi scritti. Per quanto riguarda l'Apocalisse evidente che i motivi sono tratti da precedenti apocalissi contenuti nel Vecchio Testamento e redatti da Daniele, Enoch, Baruc, Esdra ed Elia; altre analogie si incontrano anche nei testi scritti in persiano antico della religione dei zoroastriani. Una ipotesi recente quella di P. Benvenuto (Rif. 444), il quale sostiene che i compilatori dei vangeli canonici si siano basati su precedenti documenti (pseudo vangeli?) quali: Vangelo dei dodici (Gerusalemme): una raccolta di materiale evangelico a cura della Nuova Chiesa di Gerusalemme, in ebraico e antecedente l'anno 36 e.v. (forse: la Didache' ??) Vangelo ellenista (Antiochia): traduzione in greco della raccolta a). Vangelo paolino (Efeso/Filippi): traduzione in greco del materiale a) corredato con concetti espressi da Paolo. Portato ad Efeso da Sila. Vangelo dei timorati di dio (Cesarea): traduzione in greco del materiale a) con aggiunta di passi catechistici, a cura di Filippo. E quindi: Marco, a Roma, avrebbe derivato il suo vangelo da b+c. Matteo, ad Antiochia, dopo la caduta di Gerusalemme, avrebbe derivato il suo vangelo da b+d. Luca, in Grecia, intorno al 62 e.v., avrebbe derivato il suo vangelo da c. Giovanni, ad Efeso, intorno al 90-100 e.v., avrebbe compilato il suo vangelo in maniera autonoma. Una ulteriore ipotesi (da comprovare) sostiene che la prima forma scritta dei vangeli sia derivata da una fonte primitiva detta Ur-Markus. In particolare, per quanto riguarda il "Vangelo dei dodici" (a) occorre precisare: sino ad oggi nessuno ne ha rilevata l'esistenza certa se anche esisteva e se i vangeli sinottici fossero derivati da questo documento, allora bisognerebbe ammettere che la Nuova Chiesa di Gerusalemme abbia, a suo tempo, recepito le idee di Paolo, contrariamente a quanto si pu arguire dagli Atti di Luca. Per quanto poi concerne La Didach (greco = insegnamento, dottrina, dottrina dei dodici apostoli), si tratta di un documento, redatto in greco, ritrovato a Costantinopoli nel 1056 e rimasto sepolto sino al 1873 nell'archivio della Chiesa Metropolita di Gerusalemme. Non si conosce l'autore di questo documento, probabilmente scritto in Siria; l'ipotesi pi probabile che sia di scuola e di origine ebraica. Riportato alla luce nel 1873 dal metropolita Filoteo Bryennios, venne indicato come un "manuale primitivo di diritto canonico", di istruzioni liturgiche e di catechesi. Qualcuno lo ritiene di origine antichissima e suppone sia stato la fonte di ispirazione dei tre vangeli sinottici. D'altro canto la chiesa non l'ha mai incluso nel Canone e cerca, quanto meno, di minimizzarne l'esistenza anche se un brano dello stesso riportato negli attuali breviari (Liturgia delle Ore). 13

- Atti degli Apostoli testo attribuito a Luca, narra quanto accaduto nel periodo che va dalla morte di Ges alla misteriosa scomparsa di Paolo. La chiesa ritiene sia stato composto verso la fine del primo secolo. B - SUI VANGELI APOCRIFI Sono oltre trenta lavori che hanno visto la luce in un arco di tempo molto ampio, dal II secolo al XIX secolo. L'ultimo scoperto il vangelo di Pietro ritrovato nel 1886 e.v. Alcuni di questi vangeli sono talmente fantasiosi e fiabeschi che vien fatto di chiedere a quali categorie di credenti fossero indirizzati. La loro prima stesura comunque molto incerta. E' probabile siano stati scritti originariamente in greco e poi pi volte tradotti e ritradotti in copto, siriaco, ecc; non neanche chiaro da dove siano derivate le versioni in italiano oggi disponibili. Trattarne diffusamente esula dai limiti di questo testo perci, per maggiori informazioni, si rimanda a M. Craveri: I Vangeli Apocrifi. (Rif. 330) C - SUI VANGELI GNOSTICI Sono stati scoperti di recente (1945 in Egitto, a Nag Hammadi). Si tratta di 52 testi copti (tra cui alcuni vangeli inediti) sepolti 1500 anni or sono in una giara di terracotta. Si ritiene che alcuni di questi testi, probabilmente copiati da originali greci, possano risalire al II secolo. Probabilmente, dopo l'ordine di Atanasio, vescovo di Alessandria, di distruggere tutti i testi ritenuti apocrifi, qualche monaco del monastero di Nag Hammadi, disubbidendo al vescovo tolse dagli scaffali i 52 libri, li sigill dentro una giara e li seppell.

Sono stati tradotti inizialmente da Gilles Quispel e portati a conoscenza del pubblico nella meta degli anni 50.

Le fonti di tipo b) FONTI STORICHE sono in realt abbastanza scarne e poco illuminanti. Gli storici, almeno nei primi secoli del dopo Ges, pare abbiano completamente ignorato l'esistenza e l'attivit del nostro soggetto. Gli altri, moderni, lavorano su ipotesi, sovente logiche e ragionevoli, quali oggi si possono formulare, alla luce delle recenti scoperte archeologiche.
PRECISAZIONI SULLE FONTI STORICHE A - STORICI EBRAICI In generale gli storici ebraici, contemporanei di Ges o di generazione 14

immediatamente seguente, ignorano completamente la sua esistenza e le sue vicende. I casi sono due: la chiesa, nel corso dei secoli, ha sistematicamente revisionato i loro scritti e le successive traduzioni, in quanto contenenti notizie non positive e contrarie ai dogmi teologici della chiesa stessa; oppure si deve ammettere che il personaggio non era poi tanto rilevante da finire sugli annali storici o, addirittura, era inesistente. Tra questi autori ricordiamo: PHILO JUDAEUS (Filone Alessandrino), nato nel 734 a.u.c.(20 a.C.) e morto nell'803 a.u.c.(50 e.v.), era a tutti gli effetti un contemporaneo di Ges, vissuto nei dintorni di Gerusalemme. Ha scritto note dettagliate sugli eventi accaduti in Palestina in quegli anni; di Ges neanche una parola. GIUSTO DA TIBERIADE (opere scomparse rammentate da Pothius, patriarca di Costantinopoli) GIUSEPPE FLAVIO nato a Gerusalemme presumibilmente nel 791 a.u.c.(38 e.v.) e morto a Roma nell'853 a.u.c.(100 e.v.). E' una delle fonti pi citate anche se non mancano dubbi sulla genuina autenticit dei suoi scritti. Dei testi originali di questo autore praticamente non esiste pi nulla. Circola una ipotesi, o il sospetto, che i suoi scritti sulla guerra giudaica siano stati manomessi e falsati dalla chiesa e poi rimessi in circolazione sotto il nome di Esegippo. Si dice anche che, recentemente, sia stata scoperta una versione della sua opera "Guerra Giudaica" in lingua slava, risalente a vari secoli or sono, che pare sia fortunatamente sfuggita alle manipolazioni del clero. La notizia non comunque comprovata. Il personaggio comunque singolare. Riportiamo qui, fuori testo, una breve biografia di questo storico.

INSERTO 01 - Giuseppe Flavio Originariamente Yosef ben Matityahu ha-Kohen. Ebreo, appartenente ad una famiglia di sacerdoti, aderente al movimento esseno, per qualche tempo governatore della Galilea e del Golan, nel 66(e.v.) diventa un capo dei ribelli e si batte con accanimento contro i romani a Jotapata. Messo alle strette si rifugia in una grotta con 40 compagni e qui viene deciso il suicidio collettivo per evitare di cadere in mano al nemico. Al termine di un reciproco ammazzamento restano in piedi Giuseppe ed un compagno d'armi, i quali due, realisticamente si chiedono se valga la pena continuare. Decidono cos di consegnarsi ai romani, che pare abbiano apprezzato il gesto, considerata la brillante carriera e la vita comoda che la sorte riserver a Giuseppe. Trasferito a Roma, si fa notare per intelligenza e preparazione, tanto che viene adottato da Vespasiano, assumendo il nome della famiglia Flavia. Viene nominato storico di corte con appannaggio e casa in Roma. Resta comunque attaccato alla religione ebraica e ad essa educa i suoi figli. 15

In realt, dopo l'adozione nella famiglia Flavia, cerca di far dimenticare i suoi trascorsi di integralista giudaico, assumendo posizioni pesantemente critiche nei confronti del movimento in questione. Ha scritto (in aramaico e in greco) due opere corpose: Guerra Giudaica (7 libri) e Antichit Giudaiche (20 libri). Il breve cenno (abbastanza accattivante) che scrive su Ges, nel volume XVIII di Antichit Giudaiche, sa di falso, inserito ad arte a posteriori. Considerata la sua posizione a Roma, se lo avesse veramente scritto, avrebbe quanto meno..... perso il posto. Parecchi eruditi si sono mostrati sorpresi di non trovare nello storico ebreo Giosefo [Giuseppe] nessuna traccia di Ges il Cristo; poich tutti gli studiosi seri ammettono oggi che quel breve passo che ne fa menzione nella sua "Storia", interpolato. Eppure il padre di questo storico avrebbe dovuto essere fra i testimoni di tutti i miracoli di Ges. Giosefo era di famiglia sacerdotale, parente della regina Mariamne, moglie di Erode: egli si diffonde in particolari minuti su tutti gli atti di quel principe; tuttavia non dice una parola n della vita n della morte di Ges; e, mentre non dissimula nessuna delle crudelt di Erode, non parla della famosa strage di tutti i bambini da lui ordinata, in conseguenza della notizia che era nato un re dei Giudei. Il calendario greco cristiano ci parla di quattordicimila bambini sgozzati in tale occasione; e sarebbe, di tutte le azioni di tutti i tiranni del mondo, la pi mostruosa che non trova esempio nella storia. Eppure il pi serio scrittore che mai abbiano avuto gli Ebrei, il solo stimato anche dai Romani e dai Greci, non fa menzione di questo avvenimento tanto singolare quanto spaventoso. Non parla neppure di quella nuova stella che comparve ad Oriente dopo la nascita del Salvatore: fenomeno impressionante che non doveva sfuggire ad uno storico cos bene informato; e cos tace di quelle tenebre che coprirono tutta la terra, in pieno giorno, e per la durata di tre ore, quando il Salvatore mor, di tutti quei sepolcri che in quel momento si aprirono e della folla dei giusti che risuscitarono. (Rif. 410) Questo ci che comunemente si pensa di Giuseppe Flavio. La realt per sembra essere ben altra. Intuita l'inutilit degli sforzi per abbattere l'agguerrito esercito romano decide di abbandonare i suoi compagni e di vendersi all'impero in cambio dell'impunit ed altri concreti compensi; la nomea di opportunista e di traditore, che i giudei gli attribuiranno, lo perseguiter per tutta la vita. Saltato quindi sul carro del vincitore e agli ordini di Tito, metter a disposizione di quest'ultimo la sua esperienza e le sue conoscenze su fatti, strategie e comportamenti del movimento ribelle, collaborando alla sua sistematica distruzione ed alla caduta di Gerusalemme. Trasferito a Roma, con un bagaglio di numerosi testi sfuggiti alla distruzione, con l'adozione/premio della famiglia Flavia, acquisisce tutti i diritti di cittadino romano (che lo protegge da eventuali tardive vendette) e dar corso alla compilazione delle opere che lo renderanno famoso, sull'attendibilit delle quali torneremo in seguito.

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B - STORICI LATINI Anche gli storici latini non rammentano Ges e le sue vicende. Solo alcuni citano, quasi per caso, i termini Cristo e cristiani. Ad esempio: SVETONIO - 69/140(e.v.) - nella sua opera biografica sugli imperatori romani, scrivendo di Claudio dice: ....l'imperatore Claudio scacci da Roma i giudei che istigati da Cresto (Cristo), erano continuamente in lotta. A proposito di Nerone scrive ancora: ....furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova e malefica.... TACITO - 55/120(e.v.) - parlando di Nerone cosi si esprime: ....mise avanti come rei dell'incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo chiama cristiani, e infine inflisse loro i pi raffinati supplizi. Quel nome essi derivarono da Cristo, che sotto il regno di Tiberio fu mandato a morte dal procuratore Ponzio Pilato.

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Lo ignorano pure: PLUTARCO SENECA MARZIALE CASSIO DIONE PLINIO IL VECCHIO PLINIO IL GIOVANE e un'altra trentina tra i pi noti Come si pu constatare tutti questi storici ignorano l'esistenza ed il nome di Ges; solo un paio di volte viene rammentato il titolo messianico Cristo (l'unto) e non certo in senso positivo; gli vengono attribuite caratteristiche assai poco spirituali, considerandolo fonte di disordini e di velleitarismo politico. (Rif. 180,185,760,995) Eppure il mitico Ges avrebbe dovuto, con le sue gesta e i suoi miracoli, creare un notevole scalpore ed essere, di conseguenza, annotato negli annali storici del mondo allora noto.

3 - IL CALENDARIO Il calendario una nota dolente. Catalogare cronologicamente eventi di natura storica presuppone l'esistenza di un metodo di scansione del tempo (calendario) non opinabile. Purtroppo non cos; nel nostro mondo occidentale invalso l'uso, indiscusso, del calendario gregoriano, che assai meno preciso di quanto si possa immaginare. Quale valore si pu attribuire ad a.C. e d.C. quando l'anno 1 di riferimento messo in dubbio? In questo testo si e' comunque scelto di fare riferimento al calendario gregoriano (e.v. = era volgare) integrandolo, a volte e quando necessario, con quello romano (a.u.c. = ab urbe condita). Nell'inserto che segue, sono riportati alcuni indispensabili chiarimenti sui calendari, evitando per qualsiasi riferimento al fenomeno della Precessione degli Equinozi, scarsamente significativo data la brevit del periodo storico preso in esame (circa 7000 anni).

INSERTO 02 - Note sui calendari - CALENDARIO ROMANO (Calendario di Numa) E' basato su di una notazione cronologica e considera come anno iniziale 1 (non zero) il: 753 a.u.c., cio l'anno della fondazione di Roma (ab urbe condita). Il calendario di Numa (12 mesi e 355 giorni per anno) era derivato da quello iniziale di Romolo che considerava solo 10 mesi e 304 giorni per anno. 18

Per convenzione le cronologie assumono come inizio anno il Primo Gennaio e non il 21 Aprile, data della presunta fondazione di Roma. - CALENDARIO GIULIANO Il calendario, istituito da Giulio Cesare, andato a regime nel 45-46 a.e.v. (ante era volgare) ed attualmente in ritardo di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano. Anche questo calendario considera come inizio anno il Primo Gennaio. Secondo i suggerimenti del matematico alessandrino Sosigene, venne introdotto l'anno bisestile. Ogni 4 anni, tra il 23 e il 24 febbraio, veniva inserito un giorno detto "Bis Sextus". - CALENDARIO GREGORIANO Studiato a Roma dall'astronomo Clavio, istituito da Gregorio XIII ed imposto, in tutti gli stati cattolici, a partire dal 15 Ottobre 1582 e.v. sopprimendo 10 giorni dal precedente calendario giuliano (dal 5 al 14 Ottobre compresi). Considera come anno 1 (non zero) il presunto anno di nascita di Ges (754 a.u.c.), come era stato erroneamente determinato nel 540 e.v., dall'abate russo ed astronomo Dionigi Il Piccolo (Dionysius Exiguus) ed in seguito adottato dal monaco Beda, nel 725 a.u.c., come anno iniziale dell'era cristiana. L'errore evidente; se, secondo Matteo, Ges nato durante il regno di Erode il Grande, visto che questi morto nel 750 a.u.c., allora Ges certamente nato prima di questo evento. Ma quanto prima? Questo testo ritiene che possa essere nato nel 747 a.u.c.; solo una ipotesi, condivisa da altri, che ci permette di conciliare l'evento con altri fatti storici concomitanti. Questo calendario fu imposto con la forza (e con il massacro di centinaia di persone) in quei paesi cattolici dove la chiesa era particolarmente forte. La chiesa giustific i massacri sostenendo si trattasse di sprovveduti facinorosi i quali temevano di essere stati defraudati di 10 giorni di vita (!). I motivi erano ben altri; in questa occasione nobilt e clero (voraci ed ingordi), pretesero il pagamento delle loro rendite parassitarie per l'intero mese di ottobre, mentre coloro che tali rendite dovevano procurare dovettero provvedere con il 30 per cento di giornate lavorative in meno. Le rivolte che seguirono furono dovute al fatto che la maggior parte dei lavoratori erano pagati a giornata mentre i proprietari di immobili riscuotevano le rendite mensilmente. (Hans Rancke - University of Copenhagen). Il calendario gregoriano si diffuse in Europa molto lentamente; nel primo ventennio del 1900 molti paesi europei utilizzavano ancora il calendario giuliano. - CALENDARIO EBRAICO E' un calendario lunare (anno di 354 giorni) allineato al calendario solare mediante un ciclo di compensazione (ciclo di Metone) di 19 anni. Il mese pu essere di 29-30 giorni. L'anno 1 (non zero) corrisponde all'anno della creazione del mondo(?) 3760 a.e.v. Corrispondenza mesi
Nisan (Abib) Ijjar (Ziv) Marzo-Aprile Aprile-Maggio

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Sivan Tammuz Ab Elul Tisri (Etanim) Marchesvan (Bul) Kisleu Tebet Sebat Adar

Maggio-Giugno Giugno-Luglio Luglio-Agosto Agosto-Settembre Settembre-Ottobre Ottobre-Novembre Novembre-Dicembre Dicembre-Gennaio Gennaio-Febbraio Febbraio-Marzo

- CALENDARIO DI QUMRAN (Calendario Esseno) Aveva una durata di 365 giorni evidenziati su una meridiana scoperta a Qumran. - CALENDARIO ASTRONOMICO E' il pi corretto in senso assoluto ed il meno pratico per le cronologie storiche. Infatti tiene conto dell'anno zero, inserito tra l'uno a.e.v. e l'uno e.v.. Inizia dall' 1 Gennaio del 4713 a.e.v. enumerando tutti i giorni seguenti senza tenere conto dei mesi e degli anni. ALTRE PRECISAZIONI - Un anno solare ha la durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 6 secondi. A questo proposito il calendario gregoriano eccede, ogni anno di 24 secondi sull'anno tropico; fra 3500 anni occorrer eliminare un giorno. - Un anno lunare (ciclo di 12 lunazioni) ha la durata di 354 giorni, 6 ore, 48 minuti e 48 secondi. - Il terzo millennio iniziato nel 1993 e.v. se si considera che Ges nato nel 7 a.e.v. oppure, tenuta ferma l'ipotesi di Dionigi, inizier il Primo Gennaio 2001 e.v. e non il Primo Gennaio del 2000 e.v.; questa stata una licenza festaiola e commerciale alla quale i preti hanno dovuto abbozzare per non perdere la faccia. - Secondo il rev. J. Lightfoot, Dio ha dato inizio alla creazione del mondo Mercoled 23 Ottobre dell'anno 4004 a.e.v., alle ore 9.00 a.m.. Se i calcoli del reverendo sono esatti, dio si sarebbe riposato il Marted della settimana seguente in barba ai precetti sul riposo al Venerd, al Sabato o alla Domenica. - Secondo l'arcivescovo inglese J. Ussher (La Creazione dell'uomo) Adamo nato esattamente Venerd, 24 Marzo 4004 a.e.v. - Secondo Beda la creazione avvenuta nell'anno 3592 a.e.v. - Secondo Eusebio la creazione avvenuta nell'anno 5198 a.e.v. - La ricorrenza del Natale stata fissata al 25 Dicembre all'inizio del IV secolo su sollecitazione di Costantino il Grande e per eliminare la festa pagana dei saturnali. - L'anno gregoriano 2000 e.v. corrisponde a:
anno romano (Numa) anno giuliano anno copto anno bizantino anno ebraico (Biblico) anno greco (Seleucide) anno islamico (Egira) 2753 2046 1716 7509 5761 2312 1378

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anno Nabonassar anno indiano (Saka) anno buddista (Nirvana) anno giapponese anno cinese anno olimpico anno astronomico (circa)

2749 1922 2544 2660 4637 2776 6714

- Ma quanto vecchio questo mondo? Con riferimento all'anno 2000 e.v., eccovi alcune "dotte" valutazioni:
Eusebio Genebrard Lightfoot Scaligero Metone Beda anni 7198 anni 6900 anni 6004 anni 5948 anni 5761 anni 5592

Pico della Mir. anni 5958

CORRISPONDENZE TRA CALENDARIO ROMANO E GREGORIANO (Per gli eventi pi significativi)


a.u.c. e.v. 656 691 692 695 705 710 711 715 719 731 734 746 747 750 759 760 767 779 780 783 MITO STORIA

-98 Nascita di Giuseppe -63 Nascita di Gioacchino -62 -49 -44 -43 -39 -35 -20 -8 -7 -4 6 7 26

. .
Roma conquista la Palestina

. . . . . . .
Unione di Giuseppe e Maria Presunta nascita di Ges

-59 Nascita di Anna

.
Erode Antipatro prefetto di Giudea Uccisione di Giulio Cesare Erode il Grande tetrarca della Giudea Erode il Grande re della Palestina Inizio costruz. Torre Antonia

-23 Nascita di Maria

.
Inizio ricostruzione Tempio

. .
Morte di Erode il Grande Erode Antipa al potere Censimento fiscale

. . . .

14 Morte di Giuseppe 27 Inizio attivit di Ges 30 Morte di Ges

.
Ponzio Pilato prefetto di Giudea

. . 21

784 789 802 815 817 818 819 820 823 826 869 886 888

31 Inizio attivit apostoli 36

.
Ponzio Pilato lascia la Giudea

49 Morte di Maria 62 Morte di Giacomo 64 Morte di Paolo 65 Morte di Pietro 66 67 70 73 116 133 135

. .
Incendio di Roma

.
Moti di ribellione in Palestina Distruzione di Gamla Distruzione di Gerusalemme Caduta di Masada Moti di ribellione in Palestina Sconfitta di Bar-Kosba Fine delle rivolte in Palestina

. . . . . . .

4 - LE DATE RELATIVE A GESU' Sulle date di nascita e di morte di Ges Nazareno ci sono decine di "dotte opinioni", allo stesso tempo tutte valide e tutte criticabili che, indirettamente, avvalorano la tesi che si tratti di un personaggio mitico e quindi difficilmente databile. Quello che ci mette seriamente in imbarazzo Luca, il quale afferma che Maria ha avuto l'Annunciazione sotto Erode il Grande (morto il 4 a.e.v.) ed ha partorito durante il censimento di Quirino (anno 6-7 e.v.)(!) In effetti stabilire la data di nascita di Ges praticamente impossibile.
- NASCITA DI GESU' (secondo il mito) L'unico documento che potrebbe dare delle indicazioni utili il Vangelo secondo Luca il quale per, come sostenuto, malgrado le affermazioni rassicuranti dell'autore, sbaglia in maniera veramente eclatante. A complicare le cose ci si mette poi anche Dionigi il Piccolo il quale, aggiungendo errore ad errore, ci porta completamente fuori strada. A conti fatti, sulla base della tabella che segue, ricavata da Luca, dalla data del concepimento (annunciazione) a quella del parto, sarebbero trascorsi 11/12 anni. Se per il fedele questo potrebbe non essere un problema, innegabile per il discredito che viene gettato sulla storicit della figura di Ges.

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EVENTO RIFER. STORICO 1 - PROEMIO (Luca) .....Tuttavia, anch'io, dopo aver indagato accuratamente ogni cosa fin dall'origine, mi sono deciso a scrivere con Da quello che segue non si direbbe ordine, egregio Teofilo, abbia indagato molto. affinch tu abbia esatta conoscenza di quelle cose intorno alle quali sei stato catechizzato. .......... - ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GIOVANNI BATTISTA Al tempo di Erode, re della Erode, (il Grande) re della Giudea, Giudea, .......Dopo quei giorni nato nel 74(a.e.v.) e morto nel 4(a.e.v.) Elisabetta concep ma si all'et di 70 anni. tenne nascosta....... .......... - ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GESU' Al sesto mese Dio mand Dopo sei mesi dall'annuncio ad l'angelo Gabriele in una citt Elisabetta. Infatti Ges sarebbe nato della Galilea chiamata tre mesi dopo Giovanni Battista. Nazaret, ad una vergine Quanto a Nazaret era un indirizzo sposa di un uomo di nome difficilmente reperibile, visto che a Giuseppe, della casa di quei tempi non esisteva. Davide ...... .......... 2 - NASCITA DI GESU' In quei giorni usc un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo censimento fu fatto da Il censimento della Palestina stato Quirino che era governatore ordinato ed eseguito negli anni della Siria........ 6/7(e.v.) .......Mentre si trovavano l, [Betlemme] giunse per lei [Maria] il tempo di partorire....... .......... 3 - LA PREDICAZIONE DI Questo riferimento corrisponde GIOVANNI BATTISTA all'anno 27/28(e.v.) circa. E' uno dei Era l'anno quindicesimo del riferimenti base su cui Dionigi il regno di Tiberio Cesare; Piccolo si servito per calcolare, 23

Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell'Idumea e della Traconitide;.........

sbagliando, l'anno di nascita di Ges.

I riferimenti attribuiti a Luca sono tratti da: LA BIBBIA - Nuova versione dai testi originali Edizioni Paoline S.r.l., 1987 Imprimatur: Frascati, 12-11-1982 Sac. Carlo Meconi, Vic. Gen.

Dovendo comunque iniziare da qualche parte, sono state scelte, per questo lavoro, due date fondamentali: - DATA DI NASCITA: la notte tra il 13 ed il 14 Novembre del 7 (a.e.v.) / 747(a.u.c.) - DATA DI MORTE: ore 15 del 7 Aprile del 30 (e.v.) / 783(a.u.c.) e non c' nulla che possa far ritenere queste date peggiori o migliori di tante altre che vengono continuamente proposte. La data di nascita ha comunque il pregio, se cos si pu dire, di avvicinarsi molto alle ipotesi formulate, in proposito e in questi ultimi anni, dalla chiesa, presumibilmente basate sulle deduzioni a suo tempo fatte da Giovanni Keplero. (Rif. 130,131) Inoltre, queste due date si accordano, abbastanza bene, con quelle di concomitanti eventi storici, databili con un certo grado di sicurezza. Questo, comunque, non vuol dire che siano esatte: come si pu dire quando nato un individuo che probabilmente non ...mai nato! Ad ogni modo, ammettendone l'esistenza, il Ges sarebbe vissuto su questa terra per 36 anni.

Altro motivo di imbarazzo la reale durata della predicazione del Cristo: per Giovanni si tratta di un anno per Marco e Matteo due anni per Luca almeno tre (tre pasque?) < H3>
Un illuminato teologo, Monsignor Bosquet di Vanves, ha calcolato che Ges, nel corso delle sue peregrinazioni in Palestina, abbia percorso una distanza di 2740 chilometri e 58 centimetri. Tutta la nostra riconoscenza a Mons. Bosquet anche se quello che ci preoccupa un poco sono i 58 centimetri. 24

In fondo, per, la cosa non ha molta importanza; quello che realmente importa di non dimenticare i fatti e gli eventi che si tramanda siano accaduti. 5 - I PRESUNTI GENITORI DI GESU' SEPHER TOLDOS JESCHUT (Una Ipotesi) Per completezza di informazione riprendiamo il brano che segue dal Dizionario Filosofico di Voltaire, alla voce Messia. Il brano risente molto del noto e viscerale atteggiamento antisemita dell'Autore; resta comunque il fatto che si tratta di un antico e poco noto documento (vero o falso che sia) che questo testo, considerate le premesse iniziali, non pu esimersi dal riportare.
Fra tutte le opere dettate da questo loro accecamento, [degli ebrei] nessuna cos odiosa e stravagante come l'antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, rimesso alla luce da Wagenseil, nel II tomo della sua opera intitolata: Tela Ignea, ecc. In questo libello si pu leggere una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, forgiata con tutta la passione e la malafede possibili. Cos, per esempio, vi si trova che un certo Panther o Pandera, abitante di Betlemme, essendosi innamorato di una giovine donna sposata a Jochanan, ebbe da questo commercio impuro un figlio che fu chiamato Jesua o Jesu. Poi il padre di questo bambino fu obbligato a fuggire, e si ritir a Babilonia. Il piccolo Jesu da parte sua fu mandato a scuola; ma, aggiunge l'autore, ebbe l'insolenza di star a testa alta e scoperta davanti ai sacrificatori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto come era costume: atto che dest grande riprovazione, e attir l'attenzione sulla sua nascita spuria, esponendolo cos all'ignominia. Questo Sepher Toldos Jeschut era conosciuto fin dal secondo secolo: Celso lo cita dandogli fede, e Origene lo confuta nel suo IX capitolo. Un altro libro anch'esso intitolato Toldos Jeschut, pubblicato l'anno 1705 dallo Huldrich, segue pi da presso l'Evangelo dell'infanzia, ma formicola di anacronismi e di grossolani errori. Fra l'altro fa nascere e morire Ges sotto il regno di Erode il Grande, e vuole che davanti a questo principe sia stata mossa la causa dell'adulterio di Panther e di Maria madre di Ges. L'autore, che prende il nome di Jonathan e si dice contemporaneo di Ges e abitante di Gerusalemme, dice che Erode consult a questo proposito i senatori di una citt della terra di Cesarea. (Rif. 410)

E' probabile che questa interpretazione sia stata tratta dal libro "Contro i Cristiani" di Celso (II-III sec.) il quale recita: .....tu t'inventasti la nascita da una vergine: in realt tu sei originario da un villaggio della Giudea e figlio di una donna di quel villaggio, che viveva in povert filando a giornata. Inoltre costei, convinta di adulterio, fu cacciata dallo sposo, falegname di mestiere. Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti gener quale figlio furtivo. ........Tua madre dunque fu scacciata dal falegname che l'aveva chiesta in moglie, perch convinta di adulterio e fu resa incinta da un soldato di nome Pantera.
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Alcuni autori ritengono di aver individuato questo misterioso Pantera in: Tiberio Giulio Abdeo, detto Panthera, centurione dell'esercito romano, presente in Palestina prima del 9 (e.v.). Sarebbe morto a 62 anni e sepolto nei pressi di Bingerbruck (Germania) dove stato trovato un monumento funebre a lui dedicato. (Rif. 855, 330) Un'altra interpretazione molto fantasiosa (forse troppo!) sostiene che Maria sia stata sedotta niente meno che da Tiberio (futuro imperatore) che da giovane si trovava in Giudea. Questo giustificherebbe le ambizioni di Ges ad essere proclamato re dei giudei.

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Una nuova versione dei fatti viene fornita da Luigi Cascioli, prelevata dal Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli Ebrei). (Rif. 760)
Ai tempi del secondo santuario, essendo imperatore Tiberio, e ai tempi di Erode II d'Israele, responsabile di azioni malvagie, come raccontato nello Josippon, in quei tempi c'era un uomo della stirpe di David, chiamato Giuseppe, che aveva una moglie di nome Maria; egli era timoroso di Dio ed era discepolo del Rabbino Schimon ben Shatach. Abitava vicino a lui un malvagio, di nome Jochannan, trasgressore delle leggi ed adultero. Maria era una donna di bell'aspetto, ed il malvagio Jochannan aveva posto gli occhi su di lei, voleva possederla. Cos seguiva sempre la donna ma in modo che lei non si accorgesse di nulla. Il fatto avvenne nel mese di Nissan, alla fine della Pasqua, nel giorno di Sabato, a mezzanotte. Poich Giuseppe doveva recarsi al tempio per le cerimonie, questo malvagio si alz di nottetempo e si appiatt vicino alla porta della casa. Quando Giuseppe usc, Jochannan entr in silenzio e giacque con Maria, mentre lei gridava, pensando che fosse il marito: - Mio signore, mio signore, perch ti accoppi con me? Non lo sai che ho le mestruazioni e sono impura? Allontanati da me, e non fare questa orribile azione, non suscitare l'ira divina. Ma il malvagio giacque con lei e lei rimase incinta di lui. Jochannan se ne and via ma poco dopo ritorn per ripetere la stessa azione. Maria si ribell ancora e, sempre convinta che fosse il marito, gli ripet: - Non ti bastato offendere Dio una volta? Ora ritorni ancora? Il malvagio, dopo averla posseduta una seconda volta, se ne and via dalla casa. La donna era addolorata e piangeva, e si colpiva forte il volto per il peccato commesso. All'alba Giuseppe ritorn a casa e trov la moglie che piangeva e si lamentava. Le chiese cosa avesse e lei gli rispose: - Guai a noi e guai a mia madre che mi ha generato, e guai a te che hai commesso una cos grave trasgressione, sapendo che ero mestruata sei venuto da me due volte questa notte senza timore di Dio! Cosa sar di te il giorno del giudizio? Giuseppe cos le rispose: - Sei matta, forse hai fatto un sogno e hai pensato che fossi io! Ma Giuseppe aveva capito che il responsabile era il suo vicino ma non disse nulla alla moglie. Lo stesso giorno and dal rabbino Shimon ben Shatach suo maestro il quale, dopo averlo ascoltato, gli disse: - So che non hai testimoni, per cui la sola cosa che puoi fare per controllare se il figlio che nascer sar di Jochannan il malvagio, di segnarti il giorno. Giuseppe, per, pensando che se fosse rimasto a Gerusalemme gli sarebbe venuta grande vergogna e disprezzo per ci che era avvenuto a sua moglie, la quale sarebbe rimasta incinta non certo di lui che tutti sapevano non aver mai avuto contatti con lei, decise di partire per trasferirsi in Babilonia lasciando la moglie nella sua casa. Dopo nove mesi avvenne che Maria partor un figlio a cui dette il nome di Giosu che era il nome di suo zio, fratello di sua madre. Lo circoncisero a otto giorni. Maria non avendo mai saputo ci che era veramente successo, rimase nella convinzione che Giosu fosse il figlio di suo marito Giuseppe anche se tutti sapevano la verit perch Jochannan il malvagio lo aveva raccontato alla gente del paese. Tutti parlavano di questo fatto, mentre lei non ne sapeva nulla. Quando il ragazzo crebbe lo mise in una scuola per studiare la Torah e quel bastardo era intelligente tanto che in un giorno imparava ci che agli altri non bastava un anno. 27

Per questo che da quel giorno i rabbini dissero: - I bastardi sono intelligenti ma lo sono di pi se figli di una mestruata. Giuseppe, marito di Maria, stava in Babilonia lontano da Gerusalemme due mesi di viaggio. Mai chiese di lei n fece sapere ad alcuno la sua questione e col rimase per tutta la vita. Un giorno, durante una lite con i compagni, Giosu venne a sapere da questi che era un bastardo figlio di una mestruata. Ritornato a casa raccont tutto alla madre, la quale, dopo essersi accertata che il fatto fosse vero, rimase cos sconvolta che gli tolse il nome Giosu, suo zio, e lo chiam Ges.

6 - DEMOGRAFIA E NUMERI
Alcune cifre strabilianti ed assai poco realistiche che, ogni tanto ci vengono prospettate dagli storici dell'antichit, possono avere due possibili giustificazioni:

la difficolt di comunicare, di accedere ad informazioni di prima mano ed una visione, necessariamente parziale, del mondo in cui vivevano, pu averli indotti in errore, tanto da alterare determinati valori sino all'inverosimile; oppure la necessit di compiacere i loro mecenati, dei quali descrivevano le gesta, esaltando le loro imprese a volte con cifre decisamente esagerate. Pertanto, prima di procedere nella lettura delle cronologie riportate in questo testo, occorre prendere visione di quanto contenuto nel seguente Inserto 03; aiuter a ridimensionare ed a rendere pi comprensibili ed accettabili determinati eventi.

INSERTO 03 - Note Demografiche (secondo la scienza) Secondo le ultime conoscenze scientifiche: l'universo avrebbe cominciato ad espandersi dai 14-15 miliardi di anni fa (Big-Bang); la vita sarebbe apparsa sulla terra da circa 4 miliardi di anni; l'apparizione dell'uomo (homo sapiens) risalirebbe ad oltre 160 mila anni or sono; da allora sarebbero vissuti sulla terra oltre 100 miliardi di individui definibili come umani (umanoidi). La seguente tabella, compilata sulla base di autorevoli fonti (Rif. 200,202,203,205, 208,210,215), mette subito in evidenza alcuni valori essenziali per la corretta valutazione degli eventi, almeno in chiave demografica, accaduti ai tempi di Ges. (Le cifre in parentesi sono stimate e/o calcolate).
ANNO POPOLAZ. MOND. e.v. -10000 (?) -8000 (10) (Milioni) DETTAGLI (Milioni) Primi tentativi di agricoltura Primi insediamenti agricoli permanenti

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-5000 -4000 -2500 -1000 -600 -300

(100) (125) (175) (190) (200) (220)

Messa a coltura della Valle del Nilo Messa a coltura della Valle dell'Indo Prime applicazioni dell'uso dei metalli

. .
Di cui: Cina=50 Inizio dell'Era Volgare Di cui: Europa=35 di cui: Italia=4 India=45 Cina=58 (Primo censimento cinese) Impero Romano=26 Di cui: Europa=38 Vicino Oriente=18 Impero Romano=28/40(?) Di cui: Europa=32 Di cui: Europa=30 Di cui: Europa=35 Di cui: Europa=40 di cui: Italia=5

(250)

200 400 600 800 1000 1200 1300 1400 1500 1600 1650 1700 1760 1800 1830 1900 1950 1976 1989 2000 2010 2020 2025

(255) (260) (300) (330) (365) (400) (420) (435) (450) (470) 500 (650) (780) (820) 1000 (1700) 2500 4000 5240 6000 (6890) (7500) (8000)

.
Di cui: Europa=70 di cui: Italia=12

.
Di cui: Europa=85 Di cui: Europa=89 di cui: Italia=13

.
Di cui: Europa=125 Di cui: Europa=140 (Cristiani=50) Di cui: Europa=146 di cui Italia=18

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Di cui: Europa=295 di cui Italia=33

. . .
Di cui: Europa=510 di cui Italia 57 Di cui: Terzo Mondo=5670

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Di cui: Terzo Mondo=6800

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(Secondo Deevey Edward - The Human Population - vi invece ragione di ritenere che fra l'8000 e il 4000 (a.e.v.), come conseguenza della rivoluzione agricola, l'umanit sia aumentata di circa 16 volte.) Tenuto conto della tabella, si possono fare alcune osservazioni, anche se mancano molti elementi per un calcolo preciso: - nell'anno 754(a.u.c.), anno 1(e.v.), la popolazione dei territori conquistati e facenti parte dell'Impero Romano era di circa 26 milioni di individui; - la superficie dei territori conquistati poteva essere di circa 8/10 milioni di Kmq; - la Palestina entro i suoi confini, come allora definiti, aveva una superficie di circa 20.000 Kmq, una parte estremamente modesta dell'impero; - parte del territorio palestinese era di natura desertica e, quindi, pi adatto alla pastorizia che a consistenti insediamenti agricoli; si pu perci supporre una densit di popolazione, per Kmq, molto modesta. - tutto il territorio palestinese era stato conquistato, ed era tenuto sotto dominazione, con un impiego di truppe decisamente ridotto. Infatti l'esercito di occupazione era composto da 3 coorti di legionari, pari a 1800 uomini, pi altri 1200 militi facenti parte della cavalleria o appartenenti a gruppi ausiliari composti da soldati greci, siriani e arabi. (Rif. 130) Vagliando tutti gli elementi disponibili e tenuto conto di una miriade di fattori, qui non elencati, si pu, molto grossolanamente, stimare una popolazione palestinese residente compresa tra 160.000 e 240.000 persone. L'incertezza grande ma qualche conferma, indiretta, ci pu venire dall'esame di un altro aspetto: superficie e popolazione di Gerusalemme. La citt, a quell'epoca, affidandoci alle mappe contenute in Rif. 130, poteva avere, entro le mura, una superficie di 1.500.000 mq. in proiezione orizzontale. A questo occorre togliere 135.000 mq. per lo spazio occupato dal Tempio ed almeno altri 200.000 mq. per spazi destinati ad edifici pubblici, palazzi residenziali, fortificazioni ecc.; restano perci 1.165.000 mq. destinati a vie di comunicazione cittadine e case di abitazione, senza dimenticare che la citt non in piano (si eleva sino a 750 metri s.l.m.) e, quindi, la superficie non perfettamente godibile. Anche se conti precisi non se ne possono fare, si pu per ragionevolmente pensare che l'area entro le mura e gli agglomerati fuori porta potessero ospitare dai 30.000 ai 35.000 abitanti. R. Laurentin (Rif. 378) ritiene che gli abitanti di Gerusalemme potesse essere circa 25000. Durante particolari festivit religiose era probabile che tale popolazione raddoppiasse. Un riferimento improprio ma orientativo: nel 424 (a.e.v.) Alessandro il Grande parte, per raggiungere l'India, con un esercito di soli "23000 uomini". (Rif. 250) Alle soglie del terzo millennio i cristiani nel mondo sono circa un miliardo. Di questi circa 600 milioni appartengono alla setta cattolica; gli altri appartengono alle altre numerose sette quali: protestanti, ortodossi, pentecostali, anglicani, ecc. Nella sola America del nord sono state contate oltre 500 distinte forme di cristianesimo.

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7 - LE POSSIBILI CHIAVI DI LETTURA A questo punto inutile continuare ad ignorare il fatto che l'argomento trattato (anche il modo di esporlo e gli inevitabili commenti) potrebbe essere recepito, da taluni lettori, come dissacrante, irriverente ed anticlericale. Anticlericale lo sicuramente! Anche se il recepire o meno certi messaggi, dipende molto dalla conoscenza, dalla formazione e dal substrato culturale di chi legge. Al di l di qualsiasi spunto polemico, si pu affermare che esistono due possibili chiavi di lettura per il contenuto di questo testo. La prima pu essere quella suggerita, indirettamente, da S. Ignazio di Loyola (1491-1556 e.v.) che, ai suoi tempi, affermava: - Noi dobbiamo essere pronti a credere che ci che vediamo bianco, quando invece nero, se la gerarchia della chiesa ha deciso cos.

L'altra chiave la suggerisce Voltaire il quale, malgrado tutto ci che si detto di lui, non era affatto ateo ma un deista convinto: - Il dubbio scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno.

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PARTE II - I Miti e le Credenze Storiche


Questa prima parte della nostra cronologia intende ricordare, e dare il dovuto rilievo, ai numerosi culti e alle credenze che si sono sviluppate, nel corso dei millenni, a partire dalle primordiali manifestazioni di "fede" derivate dal culto naturale e primigenio del "sole" e da quello della "dea madre" (i cosiddetti culti della fertilit). PERIODO: Preistorico

"Qualche decina di migliaia di anni or sono, un primate della famiglia delle grandi scimmie, l'Homo Sapiens Sapiens, prese coscienza di s e cominci ad utilizzare la straordinaria capacit di poter "opporre il pollice alle altre dita della mano"; questo gli consent di costruirsi strumenti ed utensili, pi sofisticati del semplice primitivo randello, atti a rendere pi agevole e meno precaria la sua esistenza. Quasi contemporaneamente, sempre in questo periodo, l'uomo svilupp la capacit di comunicare, articolando un certo numero di fonemi in sequenze logiche e coordinate. La possibilit di poter trasmettere messaggi e di riceverli permise all'uomo di sviluppare la cooperazione con i suoi simili, rendendo pi efficaci le sue azioni, costruendo oggetti sempre pi complessi, grazie allo scambio di reciproche esperienze. Il linguaggio articolato permise, ben presto, di andare oltre la comunicazione delle banali e quotidiane esperienze, ma consent di esprimere anche quelle fantasie, quei fantasmi e quelle angosce che animavano la mente di questi primi uomini. Ben presto gli uomini cominciarono a chiedersi il perch della loro esistenza e come intervenire contro le forze di una natura sovente ostile ed, infine, la maggior parte di essi si convinse della esistenza di cose impossibili da spiegare e con le quali era necessario convivere.
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La maggior parte ma non tutti.

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Alcuni continuarono, quasi inconsciamente, a riproporsi domande di natura esistenziale ed infine ai tanti perch qualcuno riusc a dare una risposta che pareva plausibile: "potenze misteriose ed esseri sovrannaturali dovevano governare ed influenzare le forze della natura." (Rif. ***) E' stata una delle idee pi nefaste del genere umano: erano nati gli spiriti, gli dei, ma era anche nata la convinzione di poterli in qualche modo influenzare con implorazioni, doni e sacrifici. L'invenzione degli dei e la convinzione di poterli ammansire con regalie di cibi e di animali sacrificali sugger a qualcuno, pi scaltro degli altri, di porsi come intermediario tra gli uomini e gli dei, vantando qualit e poteri che esistevano solo nella sua fantasia ma che gli altri, per ignoranza o per oscuri timori, non erano comunque in grado di contestare. Questo diede luogo alla seconda e pi funesta invenzione dell'umanit: lo sciamano, lo stregone, il sacerdote, il prete, o altro che dir si voglia. All'inizio gli sciamani-stregoni si limitarono ad esercitare forme di magia primitiva atte ad esorcizzare la cattiva sorte nella caccia, nella malattia (prime forme di medicina che davano credibilit a chi le praticava), nella disgrazia ma, in particolare combattere quel senso di stupefatto terrore che colpiva i nostri antenati quando sognavano apparizioni di persone, a loro care, gi defunte. Stava nascendo il concetto di "anima". Successivamente lo sciamano-prete, in cambio di riti propiziatori, sempre pi complessi e di sua invenzione, cominci ad accaparrarsi i doni destinati agli dei, attribuendo a se stesso il merito di ci che andava bene ed era normale e scaricando, con subdole motivazioni, le colpe di ci che non andava affatto bene, malgrado i riti, su quelli che lo mantenevano, accusandoli magari di "poca fede". Poco alla volta il sacerdote divenne sempre pi esoso e prepotente, pretendendo sacrifici sempre pi onerosi, sino a giungere ai sacrifici umani di vergini e di giovinetti, scannati o bruciati vivi, per soddisfare l'ambizione di un potere disumano e la sete di ricchezza della classe sacerdotale. In seguito, una lenta ma inarrestabile evoluzione, convinse infine gli uomini della inutilit di certi barbari sacrifici, costringendo allo stesso tempo il prete a difendere le sue posizioni di potere con motivazioni sempre pi sottili, ambigue ed incomprensibili. Si sostituirono cos alle vecchie paure ancestrali, ormai in parte sopite, le nuove frottole sull'anima, su chi governa il mondo, sull'aldil, sul dopo la morte, sulla vita eterna, ecc. Il concetto di "magia" si stava lentamente evolvendo in quello pi complesso
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di "religione". Religione che, a detta di Spinosa, per la maggior parte della gente significa solamente professare il massimo rispetto per il prete ingannatore e profittatore che si vanta di conoscere un dio misterioso e incomprensibile che solo lui conosce. Occorreranno millenni prima che il concetto di religione venga a sua volta purificato e ricondotto a quello di "scienza". (Rif.710,752,***) PERIODO: Protostorico Nascono in questo periodo (alcuni sostengono tra il 15000 ed il 13000 a.C.) i "culti solari", diffusi praticamente in tutto il mondo, con gerarchie sacerdotali e riti ben organizzati. Secondo alcuni autori anche la Massoneria risalirebbe a questo primitivo e indefinibile periodo, ma si tratta evidentemente di un mito. Sempre secondo il mito, la rete sovrannazionale delle confraternite massoniche sarebbe il pi antico e mai interrotto culto/credenza del mondo, risalente a migliaia di anni or sono, al tempo in cui gli uomini cominciarono a costruire i primi edifici in pietra. La religione cristiana e la massoneria avrebbero, in fondo, una origine comune: entrambe derivano, direttamente o indirettamente, dagli antichissimi culti solari. La differenza sostanziale tra i due culti che la religione cristiana una parodia del culto del Sole, dove al posto del Sole stesso stato messo un uomo chiamato il "Cristo". Nella Massoneria, invece il Sole rimasto tale e la sua immagine , ancora e sempre, il grande emblema ornamentale delle Logge massoniche e dei relativi costumi da cerimonia. (Rif.710,374)
CULTI SOLARI E DELLA FERTILITA' Questo un breve accenno alle caratteristiche dei miti che risalgono alla notte dei tempi. Vengono qui elencati solo alcuni concetti elementari che erano alla base dei primi culti solari apparsi sulla Terra. Il motivo per cui tutti i racconti mitici sono cos simili tra di loro come, ad esempio, l'uomo-dio crocifisso e risorto, che opera miracoli e che ha 12 apostoli, dipende dal fatto che tutte queste narrazioni sono ispirate al moto del sole attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo millenario di idee astro-teologiche, avvenute in ogni parte del mondo, in quanto i 12 segni dello zodiaco possono essere osservati ovunque. In altre parole, Ges e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono soltanto personificazioni dell'entit solare e, tra questi, la favola evangelica soltanto una piatta ripetizione di una comune ricetta mitologica, basata sul creduto movimento del sole intorno alla terra. Molti degli uomini-dio crocifissi, in ogni parte del mondo, hanno in comune la data di nascita fissata al 25 Dicembre. Questo dovuto al fatto che i nostri antenati, attenti 35

osservatori del cielo, avevano notato (da una prospettiva geocentrica) che il sole si abbassa annualmente verso l'orizzonte, sino alle date del 21/22 Dicembre, solstizio d'inverno, dove sembra restare fermo per circa tre giorni, per poi riprendere nuovamente il suo percorso ascendente sino allo zenit del solstizio d'estate. Durante questo periodo gli antenati credevano che il sole morisse (allegoricamente), per tre giorni, per poi risuscitare il 25 Dicembre. In sintesi: Il sole muore per tre giorni a partire dal 22 Dicembre, solstizio d'inverno, quando arresta il suo movimento discendente, per poi tornare a nascere, o risuscitare, il 25 Dicembre, riprendendo il suo movimento ascendente. In alcune zone della terra, il calendario, in origine, iniziava nella costellazione della Vergine e quindi il sole risulterebbe partorito da una Vergine. (N.B.: La precessione degli equinozi ha modificato questo concetto). Il sole la "Luce del Mondo". Il sole cammina sopra le nubi e tutti lo possono osservare. Il sole che sorge al mattino il "salvatore" del genere umano. Il sole porta una corona o aureola: la "corona di spine". Il sole cammina sulle acque (come riflesso). I seguaci del sole, "apostoli o discepoli" sono i 12 mesi dell'anno, o anche i 12 segni delle costellazioni (zodiaco) attraverso i quali il sole stesso dovr passare. Il sole a mezzogiorno, quando raggiunge lo zenit, si trova nella casa, o tempio dell'Altissimo. Il sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte; quindi il sole (figlio di dio) inizia il suo ministero al trentesimo anno. Il sole appeso ad una croce (crocifisso) e questo simboleggia il suo passaggio attraverso gli equinozi e, cadendo a Pasqua l'equinozio di primavera, a quel tempo risorge. (Rif.710) Secondo alcuni gruppi di archeologi e di antropologi, in periodo preistorico, si sarebbero anche sviluppati culti dedicati alla "DEA MADRE", simbolo della fertilit. In questo periodo si sarebbe costituita una civilt a carattere tipicamente matriarcale (isola di Malta?). Si tratta per ora di tesi piuttosto incerte che attendono ulteriori conferme. In effetti il culto della Dea Madre si potrebbe far risalire almeno al 35.000 (a.e.v.), pertanto si potrebbe affermare che costituisca la religione pi antica del mondo, la cui storia e la cui eredit si perdono nelle nebbie del tempo. Con la comparsa dell'uomo di Cro-Magnon, la prima specie riconoscibile come umana, intorno al 35.000 (a.e.v.) si cominciano a vedere immagini e materiale iconografico che sembrano rappresentare la figura della dea. (Rif. 725) Quello che invece appare certo che: Le religioni dell'Egitto e della Babilonia, come le altre religioni antiche, erano in origine culti della fertilit. La terra era femmina, il sole maschio. Il toro era normalmente considerato come una personificazione della fertilit mascolina e comuni erano gli dei-tori. (A volte anche il gallo.) 36

In Babilonia, Ishtar (nota anche col nome grecizzato "Astarte"), la dea della terra, era la suprema divinit femminile. In tutta l'Asia occidentale la Gran Madre era adorata sotto vari nomi. Quando i coloni greci dell'Asia Minore trovarono i templi ad essa dedicati la chiamarono Artemide e ne adottarono il culto. Questa e' l'origine della "Diana di Efeso". Il cristianesimo la trasform nella Vergine Maria e fu un concilio tenuto ad Efeso (430-431 d.c.) che legittim il titolo di "Madre di Dio", attribuito a quella che viene chiamata "Nostra Signora". (Rif. 382)

Uno o pi furbastri, non si sa bene chi, come, dove e quando (probabilmente nell'antichissima India), hanno inventato i concetti di "primo uomo", di "peccato originale" e ne hanno derivato il "bisogno di redenzione", ponendo le basi per lo sviluppo dei primitivi culti di stampo cristiano, che si sono susseguiti nel tempo sino ai nostri giorni, consentendo a noi di godere della versione pi aggiornata. A proposito di peccato originale un autore ha dato una versione un po' scanzonata di come sono andate le cose; d'altro canto riesce difficile mantenere una parvenza di seriet su di un argomento del genere. E poi, scusatelo, si dimenticato del serpente!!
In uno di quei caldi e pigri pomeriggi d'estate, durante i quali la gente sonnecchia, si tedia e si fa venire strane idee, due sbrindellati primitivi, (lui si chiamava Adamo, lei Eva), rubano una mela nell'orto del loro Grande Vicino e se la mangiano. L'avessero mai fatto!! Il Grande Vicino si chiamava Dio, un tipo estremamente bizzoso, permaloso e vendicativo. Seduta stante il Grande Vicino chiama il funzionario addetto agli sfratti, un certo Arcangelo Michele, il quale, senza tanti complimenti, caccia i due ladruncoli dalla loro comoda sistemazione in localit Eden. Ma non basta: il Grande Vicino talmente offeso che condanna anche alla eterna dannazione tutti i discendenti a venire dei due poveri bamba. Tutto per una mela! E' vero che, come stato detto, si trattava di una mela che aveva lo strano potere di infondere, per via gastro-intestinale, particolari conoscenze sulla natura del bene e del male, ma la reazione del Grande Vicino stata, ad ogni modo, estremamente esagerata. E poi se ci teneva tanto, e conoscendo bene i suoi vicini (li aveva creati lui), non poteva recintare il suo orto? Comunque inutile piangere sul latte versato; sta di fatto che le due disgraziatissime creature vengono cos costrette a vivacchiare al meglio pascolando pecore. E tra un pascolo e l'altro fanno figli. Considerati i genitori, anche i figli non potevano essere granch. Infatti il primo, l'Abele, era un piccolo leccapiedi, un ruffianello che non perdeva mai occasione di insaponare il Grande Vicino, forse nella segreta speranza di indurlo a far rientrare la famiglia nell'Eden. Il secondo, Caino, era invece di tutt'altra pasta; molto irascibile e sempre pronto a farsi saltare la mosca al naso, tanto che un giorno, in cui gli zebedei gli giravano pi del solito, stende secco il mite Abele con una randellata sul cranio. Beh! Cosa credete sia successo? Niente di niente. Il Grande Vicino, con uno strano senso della giustizia, che per una mela aveva condannato all'eterna dannazione miriadi di nuove generazioni, di fronte ad un omicidio (anzi un fratricidio) si limita a dare un gran cicchettone al Caino e poi lo abbandona al suo destino. 37

Del terzo figlio, Set, non c' molto da dire: non era n carne n pesce. ................ ................ (Rif.***) Le figure di Caino e Abele sono una piatta ripetizione dell'analoga vicenda avestica di Manu e Yima mentre l'evento del diluvio ha il suo preciso riscontro nei fatti narrati nel "Poema di Gilgamesh". Anche No fa bella mostra di s nel mito babilonese di Ut-Napishtim. Infine, a proposito del frutto proibito, chi ha detto che si trattasse di una mela? Solo i cattolici. Gli ebrei sostengono che fosse un fico, gli ortodossi un'arancia, gli islamici un grappolo d'uva o un calice di vino. In effetti la mela un frutto nordico, portata in oriente solo a partire da tempi abbastanza recenti. C' anche chi ha stabilito che Eva si sia tolta lo sfizio all'et di 80 anni, due mesi e 17 giorni. (Rif.755)

Ora, sulla base di questa colossale stupidaggine (peraltro, in parte, derivata dalla pi antica leggenda del "Giardino delle Esperidi" e delle mele d'oro) che una moltitudine di furfanti, scansafatiche, autoproclamatosi ministri di Dio ed operando nel contesto di molteplici religioni e culture, hanno per millenni assurdamente terrorizzati, colpevolizzati ed asserviti al loro bieco potere miliardi di individui. Le figure di Adamo ed Eva appartengono e derivano da numerose altre culture. Nella versione induista ADIMA ed HEVA, precedono di migliaia d'anni la corrispondente versione ebraica. Nelle versioni sumerica e babilonese del mito del Giardino dell'Eden, la coppia originale era stata creata attribuendo ai personaggi la stessa ed uguale importanza allora attribuita alla grande dea Aruru. La versione sumerica nata 2000 anni prima che la Bibbia fosse compilata ed contenuta in un documento (Cilindro della tentazione) oggi conservato presso il British Museum di Londra. Nella versione ebraica la donna diviene inferiore ed assoggettata all'uomo e considerata come la maggior colpevole del peccato originale. Origene, 1700 anni fa, a proposito del mito del Giardino dell'Eden scriveva: "Nessuno pu essere "tanto folle" da ritenere questa allegoria come la descrizione di un fatto reale.". Dichiarazione incauta; infatti Origene venne in seguito scomunicato e milioni di persone si dimostrarono esattamente "tanto folli". Bench assurdo questo mito ha ancora molto potere su di un gran numero di
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individui di mente ristretta, deliberatamente mantenuti nella ignoranza da obsoleti fondamentalismi. Anche adulti educati, a volte insistono sul fatto che un Dio onnisciente abbia creato il mondo per scopi suoi propri e imperscrutabili. (Rif.520) #1 - ANNI: 4000-3500 (a.e.v.)(?) In questo periodo nasce e si sviluppa in Egitto il culto di Iside, di Osiride e successivamente quello di Horo.
Le leggende di Iside e di Osiride e Horo risalgono a migliaia di anni addietro e molti popoli, per millenni, hanno creduto che Osiride fosse una persona reale, vissuta fisicamente, secondo alcuni, ben 22.000 anni or sono(!) Il culto di Iside di Osiride e di Horo era comunque largamente diffuso in tutto il mondo antico, compresa Roma. Secondo le pi comuni credenze egiziane Osiride ed il suo figlio Horo erano personaggi fondamentalmente intercambiabili: Io e mio Padre siamo Uno. Tra tutti gli dei "salvatori" adorati all'inizio dell'era cristiana, Osiride ha contribuito con molti particolari alla definizione della figura del Cristo. Gi molto vecchio in Egitto, Osiride fu poi identificato con altri dei egiziani a lui vicini e, poco alla volta, fin per assorbirli tutti; gli sono state attribuite oltre 200 definizioni divine ereditate dagli altri dei. Il culto di Osiride contribu con numerose idee e concetti alla stesura della prima Bibbia ebraica. Il Salmo 23 la copia di un testo egiziano che nomina Osiride come il "Buon Pastore" che conduce i defunti verso i verdi pascoli e le fresche acque della terra di Nefer-Nefer, che ristora i corpi e le anime e d loro protezione nella valle delle Ombre della Morte. Anche la nota preghiera del Padre Nostro ha le sue ancestrali origini in un inno dedicato ad Osiride/Amon: Oh Amon, Amon che sei nei cieli... Alcuni autori hanno notato strabilianti somiglianze tra gli insegnamenti di Osiride e quelli dei Vangeli; alcune frasi sono simili parola per parola. Esistono somiglianze anche nei riti come, per esempio, l'elevazione dell'ostensorio. Osiride, nella sua veste di Karast (KRST=Cristo) egiziano, esprimerebbe il concetto primo del Cristo, ripreso successivamente dai movimenti gnostici e poi adottato a Roma. Osiride era anche considerato il Dio del Vino e un maestro itinerante che port la civilt nel mondo. Nella sua passione Osiride fu vittima delle trame del fratello Set e dei suoi 72 accoliti. Come per Ges, la resurrezione di Osiride serviva a dare speranza a tutti quelli che credono nella vita eterna. La creazione del mondo, secondo quanto concepito dalla teologia egizia, ha dei risvolti quanto meno singolari. Sentite questa: all'inizio c'era il caos; poi sul caos comparve RA (il dio sole) il quale "tenendo il fallo in mano ed eiaculando sul caos" diede origine a due gemelli: l'aria e l'acqua. Questi due gemelli successivamente diedero origine a Osiride e Iside ed infine questi generarono Horo e Set. 39

A Luxor, nella Valle dei Templi, su alcuni edifici risalenti a circa il 1500 a.C., si possono vedere immagini relative all'Annunciazione, all'Immacolata Concezione di Iside ed ai Magi che offrono doni ad Horo. Nelle catacombe di Roma ci sono invece dei dipinti che rappresentano la vergine Iside con in braccio Horo bambino. Questi prototipi della Madonna col Bambino sarebbero opera di seguaci gnostici. Nelle chiese cattoliche pi antiche facile vedere sopra l'altare maggiore un triangolo equilatero che racchiude un occhio; un simbolo del culto egiziano che simboleggia l'onnipresenza dell'occhio di Osiride. (Rif. 710,761,520,***)

#2 - ANNI 2500-2000 (a.e.v.) A Babilonia nasce e si sviluppa il culto di Adonis / Tammuz.


Gerolamo, uno dei primi padri della chiesa, sosteneva che Betlemme era stata, in origine un luogo sacro dedicato al dio-salvatore Adonis, divinit solare della fertilit. Adonis sarebbe nato centinaia di anni prima dell'era cristiana nella stessa grotta che, pi tardi, si suppose fosse il luogo di nascita di Ges. Adonis stato uno degli dei favoriti dai semiti e dagli ebrei ed ogni anno, durante la sua "passione", nel Tempio di Gerusalemme, le donne lamentavano la morte del "salvatore" rappresentato con una corona di spine in capo e sacrificato nelle sembianze di un agnello. Nello stesso Tempio la dea Ishtar era adorata nelle sembianze di Maria, Regina del Cielo (Ezec.8:14). Adonis/Tammuz fu importato da Babilonia dagli ebrei tornati dall'esilio ma questa divinit pare fosse molto pi antica. Il culto era stato derivato da quello del dio-salvatore dei sumeri Dumusi, (Dumu-siabsu) il "figlio del sangue", il "signore dell'abisso". Tammuz conduceva al pascolo le greggi celesti che si riteneva fossero le anime dei morti salite in cielo. Il culto di Tammuz occupava una posizione centrale tra i sacri miti di Gerusalemme; il Nuovo Testamento lo ha ridotto di rango e lo ha trasformato in un semplice apostolo di nome Tommaso. Nella sua veste di dio della fertilit, Adonis era rappresentativo dello "spirito del grano". Betlemme significava Casa del Pane, Casa del Grano o anche Casa del Pane di Grano. Questi significati si sono persi nel mito cristiano facendo dire a Ges, come al suo predecessore Horo, "Io sono il pane della vita".(Gv 6:48) (Rif.710,520)

#3 - ANNO: 2000 (a.e.v.) (circa) Il culto di Baal nasce e si diffonde in Fenicia


Baal era un dio di origine fenicia il cui culto era molto seguito anche in Palestina, sino ai tempi della distruzione di Gerusalemme. La "passione" di Baal ben descritta su tavolette vecchie di 4000 anni, oggi conservate al British Museum di Londra. (Rif.710)

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Per la precisione Baal non il nome di un dio. In cananeo significa "signore" e veniva usato come attributo ricorrente, o titolo, per le divinit ed infatti Yahve era anche chiamato Baal. Il Baal qui menzionato ha un suo nome specifico: ALEIAN-BAAL. Nella demonologia medievale esso divenne un diavolo, re dell'inferno, insegnante di ogni genere di conoscenza e comandante di 66 legioni demoniache. Cristianesimo ed ebraismo, infatti, hanno sempre assimilato gli dei altrui a demoni inviati dall'inferno per essere adorati dagli altri popoli (sulla scia dei ragionamenti del Deuteronomio); niente da stupirsi quindi che le divinit cananee venissero considerate esseri demoniaci dai rabbini e che i Crociati e, pi tardi, i Padri Pellegrini, per naturale rivalsa, considerassero i musulmani e gli indiani "adoratori del diavolo". (Rif.725)

#4 - ANNI: 2000-1000 (a.e.v.) E' assodato che in questo periodo il culto di Mitra sia nato in India e si sia diffuso rapidamente anche in Persia.
Mitra una divinit molto antica, (sicuramente attestata nel 1400 a.e.v.), il cui culto era diffuso sia in Persia che in India (Mitra-Varuna), ed ha anticipato il "salvatore" cristiano di parecchi secoli. Il mitraismo uno dei sistemi religiosi pi vecchi della terra e le sue origini risalgono all'epoca storica delle primitive razze persiane. Resta comunque difficile dire quando questo culto sia nato; si hanno testimonianze di un culto similare su uno dei libri induisti R_gveda: Il Libro Della Lode, dove viene individuato come Mitra-Varuna; unitamente ad Ahura-Mazda e ad Anahita avrebbe fatto parte di una "Trinit Solare". In effetti il culto di Mitra era, nei decenni che precedettero l'era cristiana, il pi popolare ed il pi diffuso dei culti pagani. Nel 65-63 (a.e.v.) le armate di Pompeo si convertirono in massa a questa fede e la introdussero in tutto l'Impero Romano dando origine ai Misteri Mitraici di Roma. Il mitraismo si svilupp con grande rapidit attraverso tutto l'Impero e fu adottato, sostenuto e protetto dai numerosi imperatori che precedettero Costantino. Il mitraismo ha rappresentato il pi grande ostacolo alla diffusione del nuovo cristianesimo e quest'ultimo ebbe la meglio, di stretta misura e per motivazioni del tutto politiche. Alcuni dei sotterranei del Vaticano risalgono a prima del 376 (e.v.) e sono quelli del precedente tempio di Mitra. In quell'anno, il 25 Dicembre, il prefetto di Roma, su ordine dell'Imperatore, soppresse il culto di Mitra e consegn il santuario al nuovo culto rivale. L'attuale complesso del Vaticano costruito sopra l'antico papato di Mitra e la gerarchia della chiesa oggi del tutto identica a quella mitraica originale; esistevano infatti dei "padri" che guidavano i fedeli; il capo dei padri, una specie di papa, che era sempre vissuto a Roma, era chiamato "Pater Patratus" o anche Papa o Pontefice Massimo. La collina del Vaticano a Roma, considerata come sacra a Pietro, la "roccia" del cristianesimo, in origine era consacrata a Mitra e a questo proposito sono stati rinvenuti parecchi reperti. Alcuni autori sostengono che anche la improbabile casa di 41

Paolo a Roma fosse anch'essa un sito di culto mitraico. I cristiani copiarono molti particolari della religione misterica di Mitra, come ad esempio: - la struttura dell'altare - l'ostia - l'uso dell'acqua santa - il segnarsi in fronte con le dita - ecc. A chi faceva notare queste coincidenze, i primi cristiani rispondevano che era stato il Diavolo a creare questo stato di cose per confondere i fedeli! Nei primi secoli dell'era cristiana, la mescolanza delle credenze di Attis con quelle di Mitra e, pi tardi, con quelle di Ges avvenne lentamente nel tempo e senza soluzione di continuit. Inoltre la sua influenza nella formulazione del credo zoroastriano innegabile. Il culto di Mitra era diffuso anche in Cina dove era conosciuto come "L'Amico" e rappresentato nelle vesti di un Generale difensore dell'uomo in questa vita e protettore dal male nella vita post-mortem. I resti e le rovine dei templi mitraici sono reperibili ovunque: dalla Palestina al Nord Africa, dai territori dell'ex impero romano sino all'Europa centro/settentrionale ed in Inghilterra. (Rif.710,520,530,***)

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#5 - ANNI: 1400-1200 (a.e.v.)


Nasce in India e si diffonde velocemente il culto del "messia" indiano Krishna. Le analogie tra il personaggio cristiano ed il messia indiano Krishna sono centinaia soprattutto se si prendono in considerazione i primi testi cristiani che attualmente sono considerati apocrifi. Ma non il caso di spingersi tanto oltre. Il culto di Krishna era ben noto ai soldati greci al seguito di Alessandro Magno. E' interessante notare che, come accaduto per Ges, Budda ed Osiride, molti popoli hanno creduto e credono ancora che Krishna sia stato un personaggio storico, anche se niente lo pu dimostrare. La storia di Krishna, come ricordata nelle antiche leggende e nei testi indiani, pervenne in Occidente in parecchie occasioni e in tempi diversi. Una teoria sostiene che il culto di Krishna prese la via per l'Europa all'inizio dell'800 (a.e.v.), probabilmente portato dai fenici. Altri sostengono che questo culto fosse presente in Irlanda molto prima di questa data esibendo prove etimologiche, linguistiche ed archeologiche a sostegno di questa primitiva migrazione. Resta comunque il fatto che il mito di Krishna fu reintrodotto nella cultura occidentale in parecchie e diverse circostanze, non ultima quella fornita da Alessandro Magno dopo l'espansione del suo impero ed il suo soggiorno in India. Si sostiene anche che questo culto sia stato nuovamente riportato in Occidente durante il I secolo (a.e.v.) da Apollonio di Tiana il quale, al ritorno da uno dei suoi viaggi, avrebbe recato con s una copia della storia di Krishna (il Diegesis) depositandola ad Alessandria. Quella che segue una versione di come si sarebbero svolti i fatti: Era vissuto, nella antica India, un grande saggio, chiamato Deva Bodhisattva (= "divino destinato all'illuminazione"), di datazione incerta, il quale tra le altre cose ebbe a scrivere un racconto mitologico su Krishna, a volte chiamato Chrishna: il DIEGESIS. Nel 38-40(e.v.) Apollonio, mentre viaggiava in Oriente, trov tale storia a Singapore. Egli la consider tanto importante da tradurla immediatamente nella propria lingua madre. Nel fare questo egli apport al testo parecchi mutamenti, secondo la propria personale comprensione e la propria percezione filosofica della cosa. Al suo ritorno lasci il manoscritto originale ad Alessandria e condusse con se la traduzione ad Antiochia. Circa 30 anni pi tardi un altro teologo, Marcione, ritrov la traduzione; a sua volta egli ne fece una copia, introducendo inevitabilmente altri cambiamenti. Questa copia fu portata a Roma, intorno al 139-142(e.v.), dove venne ancora tradotta in greco ed in latino dando una presumibile origine a quello che divenne il Vangelo del Signore di Marcione, successivamente attribuito, impropriamente, all'apostolo Paolo e, in seguito a Luca. Non tutte le opinioni dei ricercatori concordano. Secondo Taylor, (Rif.712) "Il primo abbozzo delle mistiche avventure di Krishna fu portato dall'India in Egitto e fu il Diegesis; la prima versione del Diegesis fu il Vangelo secondo gli Egizi (i Terapeuti); la prima traduzione dalla lingua egizia a quella greca, 43

allo scopo di diffonderlo alla nazioni d'Europa, furono i Vangeli Apocrifi; infine le versioni corrette, castigate ed autorizzate di queste compilazioni apocrife, furono i Vangeli dei quattro evangelisti. (Rif.710, 711, 230, 712, ***)

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#6 - ANNI: 800-701 (a.e.v.)


Appaiono in questo periodo i primi libri che verranno successivamente raccolti, in varia misura, nel corpo letterario noto come Bibbia. Sono libri (39+7) di composizione non omogenea che rivelano generi letterari molto diversi e che presentano, a volte, delle marcate somiglianze con altri testi e testimonianze culturali di quel pentolone di ideologie e di divinit che era il Vicino Oriente, nella stessa epoca. Sono stati redatti in momenti e da autori diversi con il supposto scopo di fornire una base storica alle vicende del popolo ebraico e della sua alleanza con il suo Dio (YHWH = Io Sono). Tutte le opere ed i loro autori rappresentano differenti scuole di pensiero e di intendimenti atti a dimostrare come tutti i culti del passato, sorti nel Levante, fossero falliti per volont e a favore del Dio unico degli ebrei: EL (= "dio"), Eloah o Yhwh; in seguito: Adonai (= "signore"). E' possibile individuare nell'insieme quattro fonti, o provenienze narrative, quali:

Jahvista(J) Elohista(E) Sacerdotale(P) Deuteronomista(D) Si sostiene che i primi cinque libri, la TORAH, (Pentateuco, Profeti, Scritti) siano stati scritti, in parte, da Mos, personaggio di dubbia esistenza e collocazione storica; gli originali sarebbero andati perduti e ritrovati dopo 600 anni(!) nel 622 a.e.v. Gli ultimi due libri (Maccabei I e II) sono stati aggiunti molto tardi, tra il 100 e il 200 e.v.; naturalmente non fanno altro che aggiungere bugie alle tante altre sciocchezze gi in circolazione. In effetti la Bibbia una raccolta di tradizioni orali, trasmesse nei secoli, accorpate in una caotica miscela di ingenuit, di crudelt, di perversioni e di stupidaggini destinate a suscitare nei lettori istinti sadici e morbosi. E' il racconto mitizzato delle gesta di alcune bande di protervi beduini ebrei (da Eber = Errante) della protostoria. I primitivi ebrei appartenevano al gruppo etnico degli Hapiru, un coacervo di predoni e di mercenari dei quali si ha notizia per la prima volta nella Lettera di Shulgi (papiro di Brooklin e di Leida) e nelle Lettere di Tell el Amarna. Costretti a vagare nel deserto per innumerevoli secoli, cacciati e combattuti da tutti i popoli per la loro brutale natura di ladri, predatori, assassini, razziatori e portatori di paurose epidemie a causa della loro incredibile sporcizia; tant' vero che il loro onnipotente YHWH, ad un certo punto, sente il bisogno di insegnare loro alcuni elementari comportamenti su come "defecare" (comportamenti istintivi persino per i cani). Dal Deuteronomio 23/13:
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Avrai un luogo fuori dall'accampamento e uscirai la fuori. Avrai un piolo nel tuo bagaglio e con esso scaverai quando ti accovaccerai fuori, quindi ti volgerai a ricoprire i tuoi escrementi. Poich il Signore tuo Dio si muove in mezzo al tuo accampamento.........ed egli non deve vedere presso di te alcuna indecenza; Quanto alla circoncisione sembra sia stata pi volte imposta secondo una tradizione cultuale adottata dai popoli semitici. Stando al marchese di Sade (Le 120 giornate di Sodoma) la circoncisione aumenterebbe il piacere dell'atto sessuale.

Non esiste il minimo riscontro storico sulla esistenza di personaggi come Abramo, Isacco, Mos, Davide o su eventi quali l'Esodo o il crollo delle mura di Gerico. Il Corano (Sura xxxvii) ignora la figura di Isacco e indica, come sacrificando Ismaele. La versione ufficiale adottata dalla chiesa la Vulgata, tradotta da S. Gerolamo, tra il 390 e il 405(e.v.) e successivamente "riscritta" dal papa Sisto V nel 1590. Edizione che avrebbe dovuto essere ritenuta come vera, legittima, autentica, inquestionabile e approvata "con l'autorit conferitaci da Dio". Per, appena morto Sisto V, l'edizione venne ritirata e sostituita con l'altra, sempre ispirata da Dio, di Clemente VIII (1592-1605). Malgrado le varie interpretazioni "divine" la chiesa ha osteggiato per secoli la lettura autonoma e libera della Bibbia, senza la mistificante interpretazione di un prete. Questo atteggiamento si protratto, in misura pi o meno severa, sino all'inizio del XIX secolo. Leggere liberamente la Bibbia era una cosa considerata alla stregua di una eresia.
Davide e Salomone forse sono esistiti veramente, ma le loro figure bibliche sono quelle di due reeroi mitici (come Agamennone o re Art) che non hanno ormai quasi pi niente dei personaggi originari. Questa tesi stata sostenuta, sin dal'antichit, dal filosofo greco Evemero (IV-III sec. a.e.v.), il quale affermava che il mito , nella sua essenza, un personaggio/evento storico che la fantasia della gente ha successivamente idealizzato/dilatato e trasformato in leggenda (evemerismo). Dobbiamo comunque liberarci dall'idea che il dio delle parti pi vecchie dell'Antico Testamento fosse un dio buono ed onnipotente. Non era buono se non con chi fra gli ebrei l'adorava come suo nume tutelare; non era onnipotente in quanto il suo potere era limitato alla Palestina (la sua "giurisdizione") mentre quando se ne usciva si doveva sacrificare agli dei stranieri (a proposito vedasi II RE, cap.29,9 sgg. dove un re pagano salva il suo paese sacrificando il figlio a Moloch, dio locale. (Vulgata-Ante 1545)) In effetti, agli inizi, gli dei delle religioni naturali non sono onnipotenti, perch nascono come personificazioni di determinate forze naturali: il dio del cielo ha quindi un potere su fulmini e pioggia, ma non certo sulla terra o sul mare. (Rif.725)

Resta comunque il fatto che quest'opera sar la base per lo sviluppo delle tre grandi religioni monoteistiche ("religioni del libro") del Mediterraneo e del Vicino-Medio Oriente. La qual cosa non depone certo a favore di questi culti.
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Esiste infine un'altro libro, importante per gli ebrei: si tratta del TALMUD. Diviso in due parti: Mishnah e Ghemara: una raccolta di materiale giuridico e di rituali che regolano ogni aspetto della vita del fedele ebraico.

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#7 - ANNI: 700-600 (a.e.v.) In Persia Zoroastro codifica (o ricodifica) nell'Avesta i concetti fondamentali del suo culto. Pi tardi molti di questi concetti verranno integrati nel corpo letterario della Bibbia.
Come avvenuto per i fondatori di altre antiche religioni, molta gente ha creduto che Zoroastro (nome grecizzato per Zarathushtra ovvero "il Vecchio Cammelliere") fosse una reale persona fisica che diede origine alla religione persiana nel corso del 600 (a.e.v.) Al contrario, alcuni studiosi asseriscono che il culto di Zoroastro sia esistito da almeno 10.000 anni prima (!) e che in questo periodo si siano avvicendati almeno sette Zoroastri prima di giungere all'ultimo che prendiamo in considerazione. (Rif. 190, 761) E' ovvio che Zoroastro non mai esistito e che si attribuisce a questo nome una summa di concetti, di credenze e di miti provenienti da differenti etnie e per ci si ipotizza che questo nuovo credo (mazdeismo) sia stato imposto in Iran dal mitico Istaspe (per gli zoroastriani d'India il padre del re Dario il Grande, quello di Maratona, per intenderci, e per la tradizione il mecenate di Zoroastro) nel tentativo di ricondurre sotto "un solo dio" tutta una congerie di credenze e di idolatrie presenti nel regno persiano. (E' quello che poi far in seguito anche Costantino I con il cristianesimo). (Rif. 850) Alcuni autori, che invece sostengono la reale esistenza di Zoroastro, hanno ipotizzato che fosse un appartenente al casato di Deioce, antico re della dinastia di Media e che abbia avuto notevole influenza sulle decisioni politiche dell'imperatore persiano Ciro. Il nome Zoroastro viene generalmente inteso anche come "Figlio della Stella" o anche "Figlio dell'Astro", una attribuzione mitica assai comune e che deriverebbe dal nome di un antico saggio indiano, Zuryastara, un legislatore politico-religioso, ricordato per aver introdotto in India il culto del sole. E' noto che il culto di Zoroastro ha permeato tutto il Medio Oriente, assai prima dell'era cristiana e la sua influenza sul giudaismo e sul cristianesimo stata rilevante. Similmente alla prima forma del giudaismo, Zoroastro predicava il monoteismo dualista (se cos si pu definire) ed aveva proibito il culto delle immagini degli dei. E' opinione diffusa che il culto di Zoroastro sia un rifacimento del precedente culto mitraico e che la divinit di Mitra sia stata conferita al nuovo dio Ahura-Mazda, continuando a ritenere per Mitra come "figlio solare" dello stesso Ahura-Mazda, figlio destinato ad incarnarsi e ad essere sacrificato per la salvezza dell'umanit. Nella sua essenza la teologia di Zoroastro di tipo dualista e poggia sull'eterno conflitto tra il dio del bene (AHURA-MAZDA, in medio persiano Ormuzd) e il dio del male (Angra Mainyu, in medio persiano AHRIMAN). Questa dottrina non esente da pesanti intolleranze di natura religiosa verso altri culti. Gli appartenenti alla classe sacerdotale di questa religione erano chiamati MAGI. La leggenda narra che Zoroastro abbia vissuto per qualche tempo, come un eremita, in una grotta in cima ad un monte. Durante questo soggiorno ricevette, in stato di 48

trance, dal dio Mitra, i fondamenti del suo culto e li avrebbe trascritti dando origine ai cinque libri fondamentali del suo credo, denominati AVESTA ("Ci che stabilito"): - Yasna - Visprat - Yasht - Vendidad - Xorda Avesta. (L'Avesta poi integrata con libri scritti in medio persiano fra i quali il pi importante il Bundahishn). I 5 libri originali dell'Avesta sarebbero stati da lui stesso stampigliati a fuoco su 21 pelli di bue che, per qualche tempo, vennero conservate dalle parti di Persepoli, sino a quando, nel 329(a.e.v.), caddero nelle mani di Alessandro Magno che, secondo discordi opinioni: dopo averli letti, sdegnato da ci che contenevano, ordin di bruciarli (??) dopo averli letti, entusiasta del loro contenuto, promosse la diffusione della nuova dottrina nei territori ellenici. (??) In realt Zoroastro, dopo essersene servito, ha spogliato la figura di Mitra ed ha conferito la sua sovranit ed i suoi poteri al dio che gli faceva pi comodo: Aura-Mazda. I concetti contenuti nell'Avesta furono tramandati, per via orale, per quasi 900 anni, e poi, nel 600 (a.e.v.), vennero ritrascritti assumendo il nome di ZEND-AVESTA ("Commento a ci che stabilito"). E' probabile che l'idea del Messia giudaico, quale evento futuro, sia stata mutuata da quella di Saoshyant ed introdotta in Palestina dopo il ritorno degli ebrei dall'esilio di Babilonia. (Rif.710,***) Oggi i seguaci di Zoroastro ( detti Parsi) ammontano a circa 100.000, di cui 25.000 dislocati in Iran e gli altri sparsi tra India e Pakistan. (Le torri del silenzio)

#8 - ANNI: 600-500 (a.e.v.) Nasce in India una "particolare espressione" del buddismo destinata a diffondersi anche nel bacino del Mediterraneo.
Al termine Buddismo si attribuiscono, oggi, molte specificazioni, come d'altra parte succede anche per il cristianesimo. In realt esistono vari livelli di esperienze mistiche classificate come Buddismo. Qui interessa prendere in considerazione le caratteristiche di quel Buddismo (dottrina Mahayana) largamente diffuso nel Vicino Oriente, nel bacino del Mediterraneo, e forse anche a Roma, nei secoli che hanno visto la nascita del cristianesimo. (N.B.- Questa versione del buddismo oggi pu essere ritenuta apocrifa/eretica da alcuni 49

gruppi di buddisti aderenti a numerose sette di culto moderne.) Budda il nome italianizzato del sanscrito "Buddha" che vuol dire "illuminato". La maggior parte della gente pensa che il Budda sia stato un personaggio nato intorno al 550-566 a.e.v. a Kapilavastu (India) e morto nel 486 a.e.v., ma il personaggio comunemente raffigurato come tale , in realt, una compilazione di leggende di uomini-dei e di pensieri di diversi santoni che hanno preceduto e seguito il periodo attribuito al Budda generalmente inteso: SIDDHARTHA GAUTAMA / GOTAMA. Gotama fu soltanto uno di una lunga serie di Budda, nati ad intervalli di tempo diversi, e che tutti predicavano la stessa dottrina. Si conoscono i nomi di almeno 24 di tali Budda apparsi prima che l'attuale Gotama fosse conosciuto. Era comunemente ritenuto che, dopo la morte di ciascun Budda, la sua predicazione fiorisse per un certo tempo per poi decadere. Dopo che ci era accaduto un nuovo Budda rinasceva e ricominciava a predicare la verit perduta (Dharma). Sembra molto probabile, alla luce di questi concetti, che gli insegnamenti attribuiti all'ultimo Budda fossero gi esistiti prima del tempo in cui si crede che Gotama abbia vissuto. E' generalmente ammesso che un altro Gotama, conosciuto come il primo dei buddisti, abbia fondato un ordine antichissimo. Se questa circostanza fosse dimostrata vera, i detti e le azioni dei differenti Gotama non potrebbero essere attribuiti a nessuna particolare persona. A causa di questa mancanza di storicit e delle seguenti caratteristiche del mito buddista, che non sono generalmente note, ma che hanno le loro antiche origini nei miti del passato, si pu con certezza ritenere che il Budda un'altra personificazione di antiche ed universali leggende. In aggiunta alle caratteristiche di "maestro e salvatore", come sopra riportato, l'influenza del buddismo sul cristianesimo comprende: - la rinuncia (solo come idea!) al mondo ed alle sue ricchezze, incluso il sesso e la famiglia; - la fratellanza tra gli uomini; (si fa per dire) - la virt della carit e della sopportazione; (imposta agli altri) - la conversione (imposta a tutti). Che il buddismo abbia preceduto la cristianit innegabile come lo anche la sua influenza sul mondo prima dell'era cristiana. Affermatosi 500 anni prima del cristianesimo e largamente diffuso nel Medio Oriente, il buddismo ha esercitato la sua influenza sul primitivo giudeo-cristianesimo pi di quanto i padri della chiesa vogliano ammettere. Storie sul Budda e sulle sue molte reincarnazioni circolavano incessantemente nel mondo antico ad opera dei monaci buddisti che viaggiavano in Egitto, in Grecia, in Asia Minore e nel Secondo Impero Persiano, quattro secoli prima di Ges, per diffondere le loro dottrine. La Palestina deve essere stata permeata dalla ideologia buddista durante il primo secolo (e.v.). A ben vedere anche vero che le cerimonie e gli ornamenti delle religioni buddista e cristiana sono pi simili di quanto generalmente si ritenga. Sembra che un certo numero delle parabole attribuite a Ges siano state tratte 50

direttamente dal buddismo; per esempio quella del "figliol prodigo". L'esistenza del buddismo nel Medio Oriente stata confermata dagli stessi apologisti cristiani quali Cirillo e Clemente di Alessandria i quali si riferivano ai buddisti come ai "preti di Persia". Infine, alcuni studiosi insistono sul fatto che il primitivo buddismo sia molto pi antico della stessa leggenda del Budda; in alcuni templi indiani, molto antichi e di molto precedenti l'era del Gotama, ci sono delle pitture di un Budda rappresentato come appartenente alla razza negra, sia per il colore della pelle che per i tratti somatici del viso. (Rif.710, 761, 770, 785, 230, 280, 781, 790, 520) Marco Polo descrive la figura del Budda nel Cap. CLV del "Milione", chiamandolo SERGAMO e dicendo di lui: "...s'egli fosse istato cristiano battezzato, egli sarebbe istato un gran santo appo Dio".

#9 - ANNO: 500 (a.e.v.) Nasce e si sviluppa in Grecia il mito di Ercole / Eracle.


Ercole ben noto per le sue 12 "fatiche" che indicano come questo mito derivi direttamente da precedenti culti solari. Le sue dodici fatiche simboleggiano il passaggio del Sole attraverso le 12 case dello zodiaco. E' in fondo lo stesso Sole salutato giornalmente dai persiani e dagli esseni con la frase rituale Egli risorto; la stessa formula che annuncia il ritorno di Ges dall'oltre tomba in Marco 16:6. Ercole nato nel solstizio d'inverno quando il sole raggiunge il suo nadir e la costellazione della Vergine sorgeva, a quei tempi, ad oriente; viene sacrificato nell'equinozio di primavera (Pasqua) durante la Festa dell'Anno Nuovo, secondo il computo di antichi calendari. La madre di Ercole era Alcmena. Il nome, derivato dall'ebraico Almah, significa "forza della luna", secondo il culto di Gerusalemme, generatrice di sacri regnanti; questo titolo fu in seguito attribuito anche alla Vergine Maria (Alma Mater). Malgrado fosse sposata Alcmena aveva conservato la sua verginit in quanto il di lei marito si sarebbe astenuto da rapporti sessuali, per volere divino. Qualcosa di analogo al rapporto tra Giuseppe e Maria. A Tarso (presunta citt natale di Paolo) si celebrava regolarmente il dramma sacro della morte sul fuoco di Ercole e si sosteneva essere opera di grande virt e saggezza l'offrire un corpo sacrificale alle fiamme. Qualcosa di questo traspare anche in Paolo (1 Corinzi 13:3). (Rif.710,520)

#10 - ANNO: 400 circa (a.e.v.) In Egitto si sviluppa il culto di Serapide, naturale e scontata evoluzione dei precedenti miti di Osiride/Horo.
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E' un'altra divinit la cui storia e' molto simile a quella di Ges. Era chiamato il "Pastore di Dio" e considerato un grande guaritore. Serapide venne adorato in Egitto come una divinit suprema a partire dal V secolo(a.e.v.). Il culto di Serapide, molto popolare, usava bardature, ornamenti e rituali che pi tardi vennero in buona parte assimilati dal cristianesimo: canti, luci, campane, vestiari, processioni e musiche. Serapide rappresentava la trasformazione finale del salvatore Osiride in una figura monoteistica, virtualmente identica al Dio degli ebrei e dei cristiani. Questo strano dio tolemaico era una combinazione dei caratteri propri del dio Osiride con quelli del bue Api. Cos come Ges era un agnello sacrificale, Serapide era il "toro" sacrificale ed allo stesso tempo un dio in forma umana. Egli veniva annualmente sacrificato per l'espiazione corale dei peccati d'Egitto. Come si pu intuire l'immagine di Serapide che, a suo tempo si ergeva nel Serapeo di Alessandria, fu poi adottata dai cristiani come immagine di Ges ed il culto di Serapide fu considerato come quello professato in origine dai cristiani. Stando ad una lettera inviata dall'Imperatore Adriano a Serviano (134 e.v.) si rileva che: "Quelli che adorano Serapide sono parimenti cristiani;...e quelli che sono devoti di Serapide chiamano se stessi vicari di Cristo. (Rif.710,761,520) Importanti ritrovamenti su questo culto sono dovuti all'egittologo francese Auguste Mariette, fatti a Saqqara (Cairo), il 5/9/1852.

#11 - ANNI: 400-300 (a.e.v.) In questo periodo ha avuto origine, in Grecia, il culto di Prometeo.
Su questo culto i riferimenti sono piuttosto scarsi. Si ritiene trattarsi di un mito migrato dall'Egitto in Grecia anche se le vicende del dramma di Prometeo si svolgono sulle montagne del Caucaso.

#12 - ANNI: 250-200 (a.e.v.) Probabilmente in Grecia, nasce e si diffonde il culto di Dioniso / Bacco.
Si ritiene comunemente che il culto di Dioniso sia nato in Grecia, ma recenti studi tendono ad identificare questo culto come un rifacimento tardivo del mito egiziano di Osiride, culto questo che si era diffuso su larga parte del mondo antico, per migliaia di anni. Ci sono comunque molte incertezze nello stabilire il periodo di nascita di questo culto e dei Misteri Eleusini. La religione di Dioniso avrebbe quindi avuto un revival in Tracia, in Galazia ed anche in Frigia dove convisse, per qualche tempo, con il culto di Attis. Dioniso viene normalmente ricordato per le licenziose celebrazioni in suo nome (baccanali), ma egli ebbe molte altre funzioni e contribu parecchio alla definizione del personaggio di Ges. A Roma il suo nome fu latinizzato in Bacchus. Nel 186 (a.e.v.) il senato romano condann i Baccanali definendoli: prava religio. 52

Dioniso, come prototipo di Ges, ebbe un centro di culto anche a Gerusalemme dove, durante tutto il primo secolo (a.e.v.), fu adorato dai Giudei. Le lettere simboliche di Dioniso erano IHS o anche IES, ancora oggi presenti nella liturgia e nella iconografia cattolica; successivamente vennero trasformate in IESUS o JESUS. All'inizio IES era il nome fenicio del Bacco o del Sole personificato e la sua etimologia dice che "I" va intesa come l'UNO ed "ES" come FUOCO o LUCE ed in definitiva il significato : l'Unica Luce; qualcosa che si ritrova poi nel Vangelo di Giovanni. A Creta Dioniso era chiamato Iasius, un altro nome equivalente a Iesus. Durante le sacre funzioni dionisiache il sangue di Bacco era rappresentato dal vino ed il suo corpo dal pane; questa iconografia (Eucaristia), proveniente dal paganesimo stata, in seguito adottata dal primo cristianesimo. In tempi pre-cristiani, i preti trasformavano correntemente l'acqua in vino per indurre le masse pi sprovvedute a credere che essi possedessero dei poteri miracolosi. A Corinto, dove si suppone che Paolo abbia predicato, esisteva un marchingegno nel quale si versava acqua, che poi veniva nascostamente incanalata in altra direzione e sostituita da vino che veniva fatto entrare da un altro condotto ben nascosto. Un altro apparecchio del genere era in uso anche ad Alessandria. (Rif.710, 280, 771, 510, 520)

#13 - ANNI: 223-187 (a.e.v.) Antioco III, il Grande, si impossessa della Palestina; il suo successore, Antioco IV Epifane, provocher una rottura con il potere sacerdotale di Gerusalemme (voleva carpirne il tesoro) ed inizier una persecuzione antigiudaica. Secondo lo studioso A. Caquot, sar da questo episodio che inizieranno a manifestarsi le prime attese messianiche di un liberatore di Israele. Sopite durante la dinastia Asmonea, tali attese ritorneranno prepotentemente alla ribalta sotto il dominio romano. (Rif.725) #14 - ANNO: 200 (a.e.v.) Ha origine in Frigia il culto di Attis.
La storia di ATTIS, il figlio di un dio frigio, crocifisso e resuscitato, anticipa di secoli la storia del salvatore cristiano e si praticamente sviluppata nella stessa area che vedr poi la nascita della favola evangelica. Venerato dai Frigi (una delle pi antiche genti dell'Asia Minore) veniva rappresentato come un uomo legato ad un albero (o inchiodato ad un palo) ai piedi del quale giaceva un agnello. Lattanzio dice che "egli era un dio fattosi uomo, dedito a miracolosi interventi; ma in 53

seguito venne arrestato dalle guardie, per ordine dei giudici caldei, ed egli soffr e mor amaramente con chiodi e pali". Il culto di Attis si afferm anche in quella regione nota come Galazia, e furono i seguaci di Attis quelli ai quali Paolo "avrebbe" indirizzato la sua Epistola ai Galati. Attis fu popolare non solo in Frigia e nella Galazia ma anche a Roma dove egli e la dea Cibele, la grande madre degli dei, ebbero per secoli un tempio dedicato e condiviso, che sorgeva sulla collina del Vaticano. Il dramma di Attis, celebrato ogni anno in primavera, era inteso come una ricorrente espiazione di sangue per redimere i peccati del mondo. In questa ricorrenza, il 22 marzo, veniva abbattuto un albero di pino ed una immagine del dio era affissa ad esso, come quella di un morto inchiodato ad un albero. Nel corso della cerimonia i sacerdoti si recavano ad una tomba illuminata, contenente solo un lenzuolo mortuario (sindone!), perch il terzo giorno dalla morte Attis era risorto dal sepolcro. La somiglianza tra il mito di Attis e la favola cristiana tale che i primi cristiani, per giustificarsi, furono costretti a ragionamenti speciosi come quello di sostenere, anche in questo caso, che era stato il Diavolo a creare il mito di Attis per sviare i cristiani pi beoti dalla vera fede. (Rif.710,190,240)

PARTE III - Il Mito di Ges: L'Ultima Mistificazione


QUALCHE CHIARIMENTO Prima di addentrarci nel dettaglio, affatto semplice, degli eventi che hanno generato e costituito la base della leggenda di Ges il Cristo, necessario soffermarci su alcune importanti considerazioni. Come abbiamo visto nella precedente Parte II, nel corso dei millenni innumerevoli religioni sono nate, si sono sviluppate ed alla fine hanno dovuto cedere il passo a nuove credenze che sono cresciute sulla carcassa di quelle che l'hanno preceduta. Se si osserva la storia delle religioni, tutte le volte che una religione rivelata s' estinta, lo ha fatto di fronte all'incalzare di un altro culto: lo zoroastrismo di fronte all'islam il cattolicesimo di fronte al luteranesimo ecc. ma solo il cristianesimo occidentale regredito a favore dell'agnosticismo, cosa spiegabile con due ordini di motivazioni: Il cristianesimo occidentale, distinguendo fra lo stato laico e lo stato religioso, fra cesare e papa, stato, di conseguenza, lungamente travagliato dalla lotta fra papi e cesari, finendo con l'indebolirsi, dapprima di fronte a varie sette di
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nuova formazione, gli eretici prima e i protestanti dopo; in seguito, nel discredito generato dalle lotte fra cattolici e protestanti, s' fatto spazio l'ateismo. Il cristianesimo e' una religione sui generis, con libri sacri (specie l'Antico Testamento) che non c'entrano nulla con gli interessi organizzativi-repressivi della Chiesa; con scarse capacit di controllo dell'intellighenzia, cui sono state concesse (o non si sono potute negare) pericolose libert nelle universit del medioevo - fondate dalla Chiesa stessa - donde sono usciti i vari Hus, Wyclif, Lutero, Calvino: in effetti l'amore per la filosofia e la cultura stato sempre uno dei talloni d'Achille del cattolicesimo e ben diceva Gregorio Magno: che bisognava vergognarsi di insegnare la grammatica, dacch tutte le religioni si basano sull'ignoranza. Non c' stato nessun Copernico, nessun Ockham fra i bramini o i musulmani; il giainismo ed il buddismo sono stati fondati da appartenenti alla casta dei guerrieri. (Rif. 725)

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UNA COSTRUZIONE Il cristianesimo non si sviluppato di colpo a seguito della presunta venuta di Ges ma da un concetto che esisteva da millenni, espresso in altri termini. In effetti, come si pu constatare dalla Tavola delle Analogie riportata a fine volume, la religione cristiana stata costruita su numerosi dei, religioni, sette, culti e riti misterici che erano presenti sulla terra assai prima dell'attuale era cristiana, compreso il mondo ebraico, assai meno monoteista di quanto si voglia far credere, dove gli israeliti adoravano numerosi dei, inclusi il sole, la luna, le stelle e tanti altri presunti ospiti del "cielo". La base fondamentale di tutti i miti (e quindi del cristianesimo) si ritrova dunque negli antichissimi culti solari. Non un caso che si siano enumerati 12 patriarchi, 12 trib d'Israele e 12 apostoli, essendo 12 il numero dei segni dello zodiaco, parte fondamentale dei culti solari, in quanto questi segni identificavano le 12 "case" attraverso le quali il sole passa ogni giorno e le 12 ore del giorno e della notte. Indubbiamente anche le 12 fatiche di Ercole, i 12 aiutanti di Horus, i 12 generali di Ahura-Mazda ed i 12 apostoli di Ges sono simboli dei segni zodiacali e non corrispondono a nessun particolare interprete del dramma che si sarebbe svolto sulla terra nell'anno 30 (e.v.). A questo proposito ricordiamo ancora che: Le figure principali del cristianesimo derivano da divinit pagane esistenti in precedenza. Ad esempio, la triade padre-madre-figlio presente in molte mitologie antiche: gli egizi avevano Osiride, Iside ed Horo; i romani Giove, Giunone e Minerva; i sumeri Enchi, Ninhursaga e Tammuz; i persiani Ahura Mazda, Anahita e Mitra, e via dicendo. Da notare che per i romani i due dei avevano una figlia anzich un figlio per lontana eco dell'ormai remoto periodo matriarcale. Parallelamente altre mitologie avevano una coppia invece del trio: i lidi con Cibele ed Atti, i greci con Demetra e Persefone e cos via. Il fatto che alcuni popoli avessero un trio ed altri una coppia (senza il padre), avvenne perch nella societ in cui il maschio aveva maggior predominanza si affianc in seguito alla madre, dea della natura, ed al figlio, dio della vegetazione, un dio maschio che facesse da capofamiglia. Addirittura in alcuni popoli il dio paredro (= compagno) della dea da figlio divenne marito perdendo cos ogni alone di inferiorit o subalternanza: il caso dei palestinesi (Asera ed Aleian-Baal), degli hurriti ("Ma" ed il dio delle tempeste), e forse anche dei paleomaltesi. Nella mitologia indiana post-vedica, infine, le tre divinit trinitarie erano tutte maschili: Brama, Visn e Sciva. La Dea Madre, o Grande Madre, stata probabilmente la prima divinit immaginata dallo spirito umano; ma anche se ci non fosse, il suo simbolismo tuttavia una caratteristica predominante nei reperti archeologici del mondo
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antico, dalle Veneri gravettiane ....alle iscrizioni del Mediterraneo orientale, dell'Asia occidentale, della valle dell'Indo e dell'Egeo. Il culto si concentr dapprima sul mistero della nascita, e perci si mettevano in particolare risalto le funzioni della donna ....gli attributi sessuali erano esagerati e suggerivano l'idea della gravidanza e talvolta anche del parto. Il loro scopo era di stimolare la vita con un'abbondanza sempre maggiore, sia nel genere umano che negli animali e nella natura, sicch la nascita e la generazione erano fuse in uno con la conservazione delle risorse alimentari da cui dipendeva l'esistenza. Con lo sviluppo dell'agricoltura e della pastorizia e man mano che il culto progrediva, specialmente nel Vicino Oriente, si and facendo sempre pi chiaramente definita la figura di una dea che personificasse le funzioni materne. In un primo tempo fu la dea vergine che fece sentire la sua influenza predominante dall'India al Mediterraneo. In Mesopotamia ....le forze produttrici della terra avevano fornito nei tempi preistorici (quando la donna aiutava l'uomo a coltivare con zappe e vanghe, prima che venisse inventato l'aratro ed essa sostituita dalle bestie atte a tirarlo) una classe divina in cui predominava l'elemento femminile. (E. O. James, Antichi dei mediterranei, cap. La dea Madre e le nozze sacre). (Rif. 245) Ora, il cristianesimo con il trio Dio-Spirito Santo-Figlio ricopre la posizione mitologica del trio post-maschilistico mentre colla copia Madre-Figlio ricopre la posizione mitologica della coppia pre-maschilista. Il dio supremo d'Israele, il cui nome fu "Geova" (finch non ci si accorse che era una lettura sbagliata delle consonanti di "Iahve'" colle vocali di "Adonai"), non era singolo (come sostengono i copti monofisiti) ma composto da pi persone (cosa che ritroviamo nelle mitologie irlandese ed indiana) ed era nominalmente quello degli ebrei, cio quello dell'antico Testamento. Il dio di Israele era inizialmente un dio delle colline, delle montagne e del cielo (cio delle cose alte come il fulmine, le nubi od il monte Libano, che svettando da lontano sul piatto Israele doveva suggerire un senso di superiorit e di potenza, come l'Olimpo sui Greci, l'Eta sui Cretesi, lo Jotunheim sugli Scandinavi, ecc.) ed era il patrono di Gerusalemme - uno dei rilievi maggiori della Giudea - e della sua casa regnante, nonch ovviamente dei suoi sacerdoti i quali, durante il periodo dell'esilio babilonese lo trasformarono in divinit unica ed onnipotente, sotto l'influsso delle idee zoroastriane portate l dai conquistatori persiani. A sua volta il zoroastrianesimo iranico nacque su influsso del pensiero indiano: i popoli dell'altopiano iranico pare avessero maggiori rapporti cogli indiani che coi mesopotamici; probabilmente perch venivano dall'Iran gli hariia (anche noti come ariani, od arya, parola che significa "puri" o "nobili" e dalla quale deriva il termine "Iran") che invasero
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l'India sottomettendo i popoli l precedentemente stanziati. Notare l'assonanza fra "Iran" ed "Hariia". (Rif.725) Per questi motivi e per quasi 2000 anni centinaia di milioni di persone, prive di atteggiamenti razionali, hanno creduto alla esistenza "storica" di un Figlio di Dio, chiamato Ges il Cristo, che sarebbe vissuto, avrebbe fatto miracoli, sofferto e morto per una speciale espiazione di sangue, stabilita una volta e per sempre da Dio stesso, creatore dell'intero cosmo. In realt la storia evangelica di Ges non il ritratto puntuale di un maestro storico che cammin su questa terra 2000 anni fa, ma un mito costruito sopra altri miti ed altri dei che, a loro volta, erano personificazioni di miti solari universali e di rituali ritrovati in antichissime culture, diffuse in tutto il mondo, migliaia di anni prima dell'era cristiana. La favola di Ges servita solo ad amalgamare le numerose religioni, i culti e le sette dell'Impero Romano ed a creare una "religione di stato", istituita ed imposta con la frode, l'inganno e la forza da parte dell'imperatore Costantino I. Per due millenni una favola spuria ha cos condizionato la mente e lo spirito dell'umanit occidentale. LA CONTESTAZIONE Intanto occorre rammentare che l'esistenza terrena di Ges era gi stata messa in dubbio e negata, sin dai primi tempi del cristianesimo, da alcuni "padri e dottori" della chiesa stessa, come si pu dedurre da certe parziali ammissioni: Agostino: "Tutto ci che conosciuto come religione cristiana esisteva tra gli antichi.....dall'inizio della razza umana sino al tempo in cui il Cristo si fece carne...." Eusebio: "I nostri modi di comportamento unitamente ai nostri principi religiosi, non sono stati inventati recentemente da noi, ma la maggior parte degli umani principi fu costruita sui naturali concetti di coloro che amavano Dio nel remoto passato..." (Rif.710,740) Il gruppo dei primi critici-contestatori comprendeva molti gnostici, che si opponevano fermamente alla fisicit del Cristo ed alla giudaizzazione dei loro testi allegorici e dei personaggi in essi contenuti.
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Malgrado, nei secoli seguenti, la chiesa abbia brutalmente costretto al silenzio studiosi ed esegeti del mito cristiano, gli studi sono continuati in sordina sino alla prima met del '700 quando, grazie al movimento innovatore degli Enciclopedisti francesi e poi, verso la fine dello stesso secolo, alla politica di decristianizzazione della Rivoluzione Francese, molti scritti poterono essere resi pubblici. Nel secolo seguente altri scrittori, specie di origine anglosassone (lontani dalle grinfie del Vaticano), poterono esprimere le loro opinioni dando vita ad una scuola di pensiero ormai agguerrita ed inarrestabile. Uno dei capostipite di questa rinnovata corrente stato Robert Taylor (un prete anglicano!), che scont parecchi anni di carcere per "blasfemia", accusato di aver offeso, con le sue prediche, il "senso morale" della pudibonda e bigotta societ vittoriana. Ai nostri giorni lo stuolo di studiosi che contestano l'esistenza fisica del Ges e' talmente numeroso da non poter essere enumerato. Queste note sono pertanto dovute, in gran parte, ai loro studi, anche se i frettolosi ed incerti riferimenti non sempre rendono giustizia al loro contributo nella ricerca di una verit troppo a lungo occultata. Buon ultimo, ma non meno importante, lo studioso Luigi Cascioli (Rif. 760) con la pubblicazione del suo libro/denuncia "La Favola di Cristo Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Ges". Il 18 Marzo 2006 l'Autore ha fatto ricorso al Tribunale dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (pratica n. 14910/6) per denunciare l'inesistenza del Cristo e l'uso strumentale ed ingannevole che la chiesa fa di questo personaggio. In precedenza il Cascioli aveva promosso analoga denuncia presso Il Tribunale di Viterbo che si affrettato ad ..."archiviare" la pratica. Secondo Cascioli la figura mitica di Ges sarebbe stata derivata dalla persona di Giovanni, figlio primogenito di Giuda il Galileo, capo di una banda di rivoluzionari indipendentisti palestinesi, originari di Gamala. Quello che difficile da comprendere l'accanimento (ultima spiaggia?) con il quale la chiesa ha sempre voluto sostenere l'esistenza fisica del personaggio Ges, intrecciando la sua leggenda con la reale esistenza di personaggi storici dell'epoca quali Tiberio, Erode, Quirino ed altri. Se un individuo non ragiona ma "crede", disposto a "credere", o vuole fermamente "credere", lo fa indipendentemente da qualsiasi dimostrazione di natura storica: non ha bisogno di prove. Nessuno degli antichi che credevano ad Apollo, a Venere Afrodite, ad Attis, ad Osiride si mai sognato di ricercare i "certificati di nascita" di questi dei. Allora perch questo accanimento? Forse per prevalere su altre credenze,
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eliminare la concorrenza e dare una parvenza di credibilit ad un mucchio di frottole. Per quando mai credibilit e fede hanno camminato a braccetto? Tanto per dirne una: com' possibile storicizzare l'evento di una ragazza che, resa gravida da uno spirito santo, partorisce e resta vergine?
Probabilmente i primi predicatori dovevano cercare di far sembrare la vita del Cristo come realmente vissuta, per dare quella garanzia di veridicit che avevano le altre divinit, anch'esse prive di "certificato di nascita" ma convalidate come buone da secoli di adorazione. Questa necessit di verosimiglianza spinse i primi cristiani a mischiare la storia ed il mito. (Rif.725)

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UNA SEQUENZA TEMPORALE


La sequenza temporale che segue e completa questa parte non ha certo la pretesa di essere corretta. Serve solo a focalizzare l'attenzione di chi legge sull'alternarsi di determinati eventi che hanno attraversato il corso della storia. Anche le date, in particolare quelle riferite alle epoche pi remote, sono del tutto opinabili. Esistono numerose cronologie come questa anch'esse egualmente criticabili e quella che viene proposta solo una delle tante e descrive una sequenza

solo possibile e, a volte, incerta di alcuni fatti connessi con la nascita del cristianesimo. Per evitare fraintendimenti nel corso della lettura, si rendono ancora necessarie alcune puntualizzazioni. Analizzando la natura e le caratteristiche delle varie religioni, passate e presenti, si pu tentare una classificazione delle stesse che, per quanto grossolana ed imprecisa, comunque utile per seguire un determinato filo logico del discorso: Culti di tipo astro-teologico Assai diffusi nel remoto passato, consideravano quali divinit il Sole, la Luna ed altri Astri. I culti solari, largamente diffusi su tutta la terra, avevano una loro ragion d'essere basata sulla primordiale banale constatazione che il sole la fonte primaria della vita sul pianeta. Culti politeistici Erano basati sulla credenza nella esistenza di Dei immanenti preposti ad intervenire e ad esercitare la loro influenza sul particolare quotidiano dell'individuo; ad es. l'Olimpo degli Dei greci. Culti su base morale/filosofica (Vie di liberazione) Sono quelli tipici delle societ orientali: buddismo, taoismo, confucianesimo, shintoismo, ecc. Culti di tipo misterico-rivelati (Culti di salvezza) Sono nati, in gran parte, nel Medio Oriente e nel bacino del Mediterraneo. Generalmente di tipo monoteistico, quali il Giudaismo ed i diversi tipi di precristianesimi, che si sono affermati nel corso dei secoli. Si tratta di credenze basate su testi indicati come Parola di Dio ed anche Verit Assolute, che vanno accettati come tali e che non possono essere messi in discussione. Occorre ancora considerare alcune particolari Religioni Misteriche: esse sono quelle seguite da sette che, pur appartenendo ad una delle classificazioni
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precedenti e seguendone i principi, per altro verso se ne discostano trasmettendo ai loro membri insegnamenti di tipo esoterico. Ad esempio: - Drusi, che diversamente dagli altri musulmani, credono nella metempsicosi - Ismailiti - ecc.
Da notare che: Non tutti gli ebrei considerano oggi l'ebraismo una religione in senso stretto, ma bens un insieme di norme tradizionali seguite, in varie forme, dalla pi tradizionale a quella pi progressista, da persone unite da legami di sangue. Nella sua nuova struttura rabbinica il giudaismo sarebbe un insieme di norme di "origine divina" che regolano la condotta del credente, che le deve osservare se "vuole realizzare s stesso".(?) (Rif. 725)

Ed infine, in estrema sintesi, ecco alcune caratteristiche essenziali che un culto deve avere per essere definito di "tipo cristiano": La credenza nella esistenza di un Dio unico antropomorfo che per sua imperscrutabile volont ha voluto, reso e stabilito che il genere umano, da lui stesso creato, "colpevole" (peccato originale) e perci destinato alla dannazione eterna, salvo redenzione. In una determinata epoca "pseudo-proto storica" Dio ha un ripensamento e manda sulla terra un "Salvatore" (figlio di Dio, figlio dell'uomo, profeta, un Cristo) predestinato a diffondere la parola divina, che tutti gli uomini devono seguire, e con il compito di riscattare e redimere, con il sacrificio della propria vita, i peccati del mondo, indicando agli uomini stessi, la via della salvezza e della vita eterna. La credenza che esista un termine alla vita di questo cosmo, all'avverarsi del quale, dopo una grande baraonda (apocalisse), il Cristo ritorner sulla Terra (parusia prevista anche per altri "salvatori": Zoroastro, Krisna, ...), tutti i morti risorgeranno, ritroveranno i loro corpi e verranno definitivamente giudicati e destinati alla dannazione eterna o alla eterna salvezza. Nel frattempo, in attesa di questo "giudizio universale", le anime dei morti sono provvisoriamente sistemate in aree di parcheggio comunemente note come: paradiso, purgatorio, inferno o altre simili.
Posto che per soffrire occorre avere un corpo sensibile al dolore e, visto che tali corpi verranno riassegnati nel corso di questo fantomatico "giudizio", non chiaro che cosa ci facciano ora le "anime" dei defunti relegate all'inferno. Anche le anime possono essere arrostite dalle fiamme infernali? E poi perch due giudizi? Non ne basta uno? Infine, a confondere le idee, esiste una corrente di pensiero la quale afferma che l'inferno non sar eterno ma verr abolito alla fine del mondo (apocatastasi) e tutte le anime verranno "redente" (indulto universale) e andranno ad affollare il paradiso; altre sette cristiane invece sostengono che solo 144.000 anime saranno ospiti definitivi del paradiso, mentre tutti gli altri (migliaia di miliardi) se la vedranno brutta. 62

A tutto questo si collega un insano, mortificante e deprimente culto della morte e dei trapassati, nonch l'adorazione di strumenti di morte (croce) e immagini di atroci torture.
Alcuni scienziati hanno definito l'inizio del cosmo "Big Bang" e la sua presunta fine come il "Big Crunch" (la grande contrazione, la grande "strizzata", la morte termica, conseguente al continuo e costante incremento dell'entropia universale). Ci che la chiesa ha cercato di interpretare con l'allegra "canzoncina" Dies irae.......

Questi sono i tre punti fondamentali ai quali un individuo deve credere per potersi definire cristiano, indipendentemente dal nome terreno assunto dal cristo sacrificale, di cui al punto b): GESU', MITRA, KRISHNA o altro. Infine, per quei particolari cristiani che aderiscono alla setta cattolica ancora necessario "credere", senza alcuna possibilit di discussione, in alcuni importanti princpi (dogmi) quali: la trinit: coesistenza di tre persone in un dio unico (anni 325, 385 e.v.) presenza di una duplice natura e di una duplice volont nel Ges (anni 451, 680 e.v.) la perpetua verginit di Maria: ante partum, in parto, post partum (anno 649 e.v.) esistenza di particolari luoghi di permanenza eterna delle anime quali Paradiso, Inferno e, dal 1439 e.v., di un nuovo luogo di permanenza temporanea detto Purgatorio. transustanziazione del pane e del vino nel corpo del Cristo (anno 1563 e.v.) immacolato concepimento di Maria, da parte di Anna, o anche preservazione di Maria dal peccato originale al momento del suo concepimento (anno 1854 e.v.) infallibilit del papa (anno 1870 e.v.) (Questa veramente buona: il papa, pur sempre un uomo, si ritiene infallibile perch parla a nome di un dio in virt di un'autorit a farlo che s' attribuita da solo!!!) assunzione del corpo di Maria in cielo (anno 1950 e.v.) esistenza di un "limbo" dove confluiscono le anime dei neonati abortiti o deceduti prematuramente, prima di ricevere il battesimo. (anno ?? e.v.)
NOTA: L'esistenza del limbo stata sostenuta per secoli dalla chiesa. Poi il 20/04/2007, l'infallibile Benedetto XVI ha abolito, di sua iniziativa, questo strano luogo ed ha "trasferito" le suddette anime in un angolo imprecisato del paradiso (??).

La religione cristiana si basa quindi su concetti e dogmi che vengono definiti sacri o santi. Sono idee che non si possono minimamente criticare o discutere. E' cos e tanto vi basti!! E' il famigerato "principio di autorit" inventato ed imposto dalla chiesa: cos perch ci scritto sulla Bibbia, nei vangeli ... ecc.
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Il bench minimo dubbio su qualcuna di queste "sacre verit" getta, inesorabilmente, l'anima del cattolico nelle braccia di Satana.

INSERTO 04 - Inferno e Paradiso A proposito di Inferno (inteso come luogo di eterno dolore, e non come personaggio custode dell'Ade), occorre rammentare che durante i lavori del Concilio Vaticano II (1962-1967) l'allora titolare del Soglio di San Pietro, Giovanni XXIII, (papa di un certo carisma e che aveva raccolto intorno a s numerosi consensi) se ne venne fuori affermando che "l'inferno non esiste" e che la punizione per i peccatori consiste nel vivere in eterno lontani dalla luce divina e perci privati della supposta beatitudine che ne deriva. L'affermazione lasci tutti di stucco generando gravi imbarazzi. Non si sa come la prese Ges che in vita sua terrena aveva molto insistito sulla fine che avrebbero fatto i peccatori, condannati ad essere precipitati nella Gheenna del Fuoco; d'altro canto anche Dante si deve essere rivoltato nella tomba, proprio lui che dell'inferno aveva minuziosamente descritto organizzazione e struttura!! Il risvolto pratico fu una percettibile riduzione degli introiti di bottega in quanto molti si chiesero se valeva ancora la pena di pagare la tangente al prete per evitare di finire arrosto, ora che le fiamme dell'inferno erano state dichiarate estinte. E' vero che restava sempre l'opportunit di tentare la conquista del paradiso ma questo pare non sia mai stato un grande incentivo per le masse di fedeli. Se chiedete a molti praticanti di darvi una definizione sulla natura e sul significato di paradiso rischiate di ricevere le risposte pi strane. Qualche tempo dopo, il papa successivo, Paolo VI, appena preso possesso della sua carica, si affrett a ribadire con molta energia che "l'inferno esiste, eccome!!" La domanda che ora viene naturale questa: cosa deve fare un fedele praticante di fronte a due affermazioni fatte da due INFALLIBILI in netto contrasto tra di loro? Forse non troverete nessun riferimento a tutto ci negli atti ufficiali del Concilio Vaticano II, ma li troverete sicuramente sulle pagine di quei giornali che all'epoca pubblicavano quotidianamente cronaca e resoconti dei lavori conciliari. Comunque sia, a parte le esternazioni di Giovanni XXIII, interessante notare come quasi tutte le religioni siano concordi nel definire i loro "inferni" come luoghi di atroci sofferenze che solo la mente perversa e corrotta del prete riesce ad immaginare. Viceversa sulla definizione di "paradiso" le incertezze dominano; per alcune religioni il paradiso nemmeno esiste. Per altre le idee sono confuse ed incerte. Nell'ebraismo solo determinate correnti lo prendono in considerazione. L'unica religione con idee abbastanza concrete l'Islam. Il musulmano che muore in grazia di Allah accede ad un giardino di delizie dove viene nutrito con latte, miele, vini prelibati (non alcolici naturalmente) e deliziato da vezzose fanciulle, sempre vergini: le uri dai seni di alabastro. Alcuni ne enumerano 12, altri 40 oppure 70, altri ancora affermano che il numero delle ragazze corrisponde al numero di Ramadan che il fedele ha devotamente osservato durante la sua vita 64

terrena. Il paradiso di Allah dovrebbe dunque essere un posto dove tutti copulano alla grande, come conigli! Resta comunque incerta la sorte delle donne che muoiono in grazia di Allah.

Dopo quello che successo in questi ultimi anni, sempre pi difficile definire la teologia cristiana come "monoteista". La religione induista (certo non monoteista) annovera 3306 divinit maggiori e minori. Il cristianesimo ne contava, anni fa, circa 1350 (santi, beati ed altre entit in grado di compiere interventi di natura divina). Per l'esattezza a questi ne vanno aggiunti altri 465 proclamati dal solo papa Wojtyla, nei suoi 27 anni di pontificato. Quindi, salvo errori ed omissioni, il totale ammonterebbe, per ora (17/6/2002), a 1815. (Rif. 440) E' quindi sotto gli occhi di tutti come la religione cristiana abbia perso, da tempo, le sue caratteristiche di religione dell'unico vero dio. Essa oggi una religione politeistica, di stampo neopagano, basata su una scala verticistica (come quella greco-romana facente capo all'Olimpo) che va dai beati, ai santi, ai padri della chiesa sino alle alte gerarchie e alla trinit. La cosa ancora pi evidente se si considerano i nove cori dell'angiologia "ufficiale" che comprende, in ordine ascendente: angeli, arcangeli, principati, potesta', virt, dominazioni, troni, cherubini e serafini. Si pensi, infine, allo sterminato numero di santi, ognuno dei quali abilitato a particolari protezioni e/o interventi a favore di: viaggiatori, naviganti, militari, commessi, carcerati, prostitute, animali e con particolari competenze su: mal di pancia, anoressia, commercio di armi, fratture ossee e via dicendo. Occorre poi rammentare che, mentre le religioni pagane o naturali si collocavano all'interno della societ ed i sacerdoti si inserivano, come i magistrati o i mercanti, all'interno del tessuto sociale, al contrario i preti delle religioni rivelate - eccetto i musulmani sunniti - tendono a formare una classe a s separata dagli altri, poich appartenenti ad una istituzione nuova ed artificiale (in quanto formata sull'elaborazione di idee correnti ma non condivise da tutti) introducendo cos la distinzione tra potere temporale e potere spirituale. Il loro dio deve imporsi dal nulla sui creduloni e quindi le sue caratteristiche devono garantire: di essere un dio rassicurante, quindi onnipotente e buono. Quando qualcosa va storto, la colpa , o della poca fede dei credenti, o del diavolo, una creatura sua nemica, naturalmente malvagia, creata da dio stesso (!!).

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di essere un dio pi potente degli altri e quindi si inventano su di lui un sacco di fandonie, tipo quella che ha creato il mondo, che domina il cielo e dal cielo, che giudicher le anime, ecc.; di essere un dio incomprensibile, di modo da giustificare col mistero divino l'autorit dei sacerdoti e la loro incontrollabilit. Applicando una tecnica, collaudata da secoli di prevaricazioni, il condizionamento comincia molto presto, con un rito di iniziazione (battesimo) imposto a pochi giorni dalla nascita, complici i genitori pavidi, timorosi, accecati dalla stessa superstizione e supini al conformismo, prosegue poi nella prima infanzia e nella giovinezza, fornendo risposte assurde alle prime domande sull'origine del mondo, sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male, tali da distruggere sul nascere i primi tentativi di pensiero logico e razionale. Non per nulla J. de Maistre predicava: Dateceli dai cinque ai dieci anni e saranno nostri per tutta la vita. Il cristianesimo (come d'altra parte anche l'islam) insegna ai bambini che occorre credere senza discutere e che questo atteggiamento "bovino" una grande virt: non bisogna mai argomentare sul perch si crede! La razionalit del giovane viene cos mortificata sul nascere e l'individuo reso schiavo da credenze irrazionali che ne fanno un ilota devoto al clero. Molti, alla fine, si aggrappano alla religione non perch sia consolante, ma perch sono vittime di un sistema educativo che non ha offerto loro la possibilit di una visione laica della vita. (Rif. 800) Titillando quindi l'ignoranza del prossimo, si perviene al successo e miriadi di poveracci fuggono dalla realt (a volte scomoda per chi non vuole ragionare) affidandosi alla nuova religione. E' da notare che pi un popolo civilizzato ed oppresso, pi sforner movimenti mistico-religiosi. India, Cina, Medio Oriente, Egitto, Europa Medioevale, Indiani d'America fine anni '80, ne sono la conferma. Poich i preti sono separati dal resto della societ, essi sono inizialmente visti, dai potenti, come una minaccia e poi, o accettando il fatto che la maggioranza s' data alla nuova fede, o subodorando l'affare, o perch finalmente i preti vincono e prendono il potere (spesso per breve tempo essendo pi uomini di cervello e di ventre che di azione), i regnanti li accettano all'interno della propria struttura di potere. Scelta criticabile e pericolosa perch quando il potere politico debole, i preti si fanno avanti per dominare: per tutto il medio evo nel mondo cristiano ci saranno scontri di potere fra regnanti e preti. Come pure in Cina e nella Giudea monarchica. Alla fine i poteri politici prevalgono ed i preti o vengono integrati nella societ perdendo il loro status separato e privilegiato (ebrei, protestanti), o diventano una docile sezione dell'amministrazione, limitata al potere
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spirituale (regni cristiani, regno di Giuda, ecc.), ad essa legata per combattere le nuove tendenze innovatrici, che comunque non riescono o non vogliono scalzarla dalla sfera spirituale, dove si autolimitata. Comunque, la cosa peggiore che possa capitare quando si crea il connubio "dio e patria". A questo punto non c' pi limite al terrore, alla sopraffazione, all'intolleranza pi miope ed a mostruosi bagni di sangue. (Rif.725)

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LE FONTI MITICHE (Le Leggende) Dilungarci sulle fonti mitiche che hanno contribuito all'impianto teorico del cristianesimo sarebbe oltre modo lungo e tedioso. Rammentiamo solo le principali; quanto basta per affermare che gli autori dei testi fondamentali del cristianesimo non hanno dovuto lavorare molto di fantasia per infiorare i loro scritti di motivazioni sovrannaturali, ad uso e meraviglia (e consolazione) di quanti disposti a crederci. Come forse si gi intuito, essi hanno attinto, a piene mani, da leggende orientali, all'epoca ben note a Roma che, con grande condiscendenza, ospitava e tollerava sette e riti di svariata natura e provenienza. Uno dei punti di merito dei conquistatori romani sempre stato quello di rispettare i culti praticati nei paesi occupati, senza cercare di introdurre una religione "ufficiale" di stato che, d'altro canto, nemmeno esisteva. E' del tutto evidente che la maggior parte dell'impianto mitico cristiano si basa su diverse credenze, specialmente per ci che concerne i concetti di trinit, spirito santo, apostoli e seguaci, ecc. Il concetto di trinit, come gi detto, ha anche degli innegabili ed inequivocabili agganci con la trimurti induista.
Nella Trimurti induista Brama, Visn e Sciva rappresentano rispettivamente il Creatore, il Preservatore e il Distruttore. Essi identificano, in definitiva le tre forme di un unico brahman.

Non si pu ignorare che tutti gli dei del sole pre-cristiani hanno, quasi tutti, in comune: un dio come padre; una vergine sposata(?) come madre; la loro nascita stata annunciata da una stella; sono nati intorno al solstizio d'inverno; hanno avuto dei tiranni che hanno cercato di ucciderli; hanno cercato di ucciderli con estesi infanticidi; hanno avuto una morte violenta; sono risorti dalla morte; quasi tutti sono stati visti dopo la risurrezione; si sono trattenuti sulla terra per 40 giorni dopo la risurrezione. ed altre significative coincidenze e similitudini Il tutto in buona parte confermato da San Giustino Martire in una sua lettera ai pagani. P. Campbell (Rif. 160)
Una osservazione curiosa: sembra che pur di attribuire una nascita miracolosa alle loro divinit, i profeti non s'accorgano di adorare dei ...bastardi. La cosa palesemente 68

assurda se si considera che, presso quasi tutte le religioni, l'adulterio sempre malvisto e perseguitato.

Il mito degli angeli cristiani deriva da precedenti credenze zoroastriane, mentre il mito dei diavoli trova la sua origine nei Deva induisti. Lo scienziato tedesco Max Muller (Oxford University), autore di un'opera nel campo della mitologia comparata, sostiene che tutti gli antichi miti delle culture protoindoeuropee, o ariane, come quelli zoroastriani, indiani, greci derivano in sostanza da miti primitivi imperniati sul culto del sole. (Rif. 446)
Un mito, di per s, non e' necessariamente una cosa malvagia. Ha un potere allegorico e metaforico. Pu accrescere il godimento del credente. Pu essere essenziale per i risultati. Fu utile, per esempio, il mito del diritto divino dei re. E sono utili i miti del Natale, della Pasqua e quelli di altre religioni. Ma c' una regola, non scritta, che separa il professionista dal dilettante; l'adepto dal profano. Solo il secondo ingannato dai miti. Il primo no. (R. Hersh)

Indagando un poco sui singoli aspetti rileviamo ancora che: In fatto di annunciazioni Maria non stata la sola ad usufruirne, abbiamo anche: SARA (moglie di Abramo) per la nascita di Isacco ANNA (moglie di Gioacchino) per la nascita di Maria ELISABETTA (moglie di Zaccaria) per la nascita di Giovanni Battista solo per citare le pi note. Sulla morte e risurrezione (dopo tre giorni, o al terzo giorno) si ricordano: MITRA (Persia) OSIRIDE (Egitto) TAMMUZ (Mesopotamia) ADONE (Siria) ATTIS (Frigia) DIONISO-BACCO (Grecia) ERCOLE (Grecia) SAMHEIN (Irlanda) BALDUR (Scandinavia: dopo 40 gg.) Ercole, in particolare, figlio del dio Zeus e della fanciulla Alcmene, dopo la risurrezione, sale direttamente all'Olimpo con le prerogative di un dio tra gli dei.
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Ed ancora ATALIDE, figlio di Mercurio, che moriva e resuscitava tutte le volte che gli faceva comodo. Su "particolari" concepimenti e "parti" verginali si registrano: ISIDE che genera HORO (Egitto) MYLITTA che genera TAMMUZ (Mesopotamia) MYRRHA che genera ADONIS (Siria) NANA (Cibele?) che genera ATTIS (-200 e.v.) dopo aver mangiato un frutto speciale DANAE che genera PROMETEO, fecondata da una pioggia d'oro DEVAKI che genera KRISHNA (c.-1200 e.v.) SEMELE che genera DIONISO (Bacco) SARA che genera ISACCO ELISABETTA che genera GIOVANNI B. ALCMENA che genera ERCOLE MAYA (Mayadevi) che genera BUDDA (Sakiamuni) ed altri ancora, derivati da molteplici mitologie Quasi tutti gli "dei/salvatori" del passato sono nati in una grotta. Le grotte erano universalmente considerate come il grembo della terra, quindi un posto logico ed ideale per la nascita simbolica di un dio o per una rigenerazione. Sulla nascita al 25 Dicembre: occorre ricordare che questa data (solstizio d'inverno!) coincide, almeno nell'emisfero settentrionale, con la fine della caduta del sole sull'orizzonte e con l'inizio della sua rinascita. Questa data sempre stata considerata, presso tutte le civilt primitive, come un giorno fausto che preludeva al ritorno della buona stagione. Un giorno ideale per far nascere un dio, compreso l'ultimo arrivato, quello cristiano! Si ritiene che in questo fatidico giorno siano nati anche:
ADONE ALBAN ARTHUAN AMATERASU AMON-RA ATTIS ATUM-ATUN BACAB BALDUR BEL-MARDUK DAZHBOG DIONISO-BACCO DUMUSI (Tammuz) DUPLJAJA 70 Siria Celti Giappone Egitto Frigia Egitto Yucatan Scandinavia Babilonia Slavonia Grecia-Roma Sumeri Illiria

DUSARES ELABABALUS FREYR GEOLA HELIOS HORO HUITZILOPOCHTLI INTI-RAYMI ITZAMNA KRISHNA MITRA OSIRIDE QUETZALCOATL SAMHEIN SCING-SHIN SERAPIDE SHAMASH SOLE-APOLLO SURYA TAMMUZ TRUNDHOLM UTU BABBA YULE ZOROASTRO

Nabatei Siria Scandinavia Sassoni Grecia Egitto Centro America Incas Yucatan India Persia Egitto Messico Irlanda Cina Egitto Babilonia Troia India Mesopotamia Danimarca Sumeri Germania Persia

La data di nascita di Ges stata fissata tra il 24/25 Dicembre del 753 a.u.c. (anno: 1 e.v.) dal papa Giulio I, intorno al 337 e.v., su imposizione di Costantino I, per eliminare la festa pagana dei Saturnali (anche: festa del sole, rinascita del sole, natale del sole invincibile, Dies Natalis Solis Invicti). Ovviamente non tutti sono d'accordo; alcune sette cristiane di matrice ortodossa celebrano questa ricorrenza il 6 Gennaio. Sul giorno e sul mese di nascita di Ges sono state formulate, nel corso dei secoli, oltre 136 ipotesi che proponevano, di volta in volta, date come: Gennaio 6 (Clemente Alessandrino) Gennaio 6 (Epifanio vescovo di Salamina) Gennaio 10 (id. Clemente Alessandrino) Marzo 28 (S. Cipriano in disputa con S. Ippolito) Aprile 23 (S. Ippolito in disputa con S. Cipriano) Maggio 20 (id. Clemente Alessandrino) Aprile/Settembre (Rev. Jack Barr) Agosto xx (Rev. H. Browne) Settembre 15 (Rev. Lightfoot) Settembre 20/30 (R.T. Beckwith) ecc. ecc.
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Il natale diventato una ricorrenza festiva a partire dal: 354(e.v.) a Roma 375(e.v.) ad Antiochia 430(e.v.) ad Alessandria d'Egitto ecc. ecc. Sulle manifestazioni astrali: anche ZOROASTRO sarebbe nato mentre era in corso una congiunzione di pianeti; il vecchio cammelliere sarebbe nato a Battra (nord-est della Persia) nel -630(e.v.). Filosofo e profeta ha fondato una religione dualistica (quella dei Parsi, Mazdeismo) basata sul testo sacro Avesta. Attualmente questa religione conta circa 32500 adepti in Iran ed altri sparsi nell'India. Sulla risurrezione: gli iniziati ad antichissimi culti, sorti in Persia, Mesopotamia ed Egitto, ritenevano di poter prendere contatto con l'aldil facendosi seppellire vivi, in stato di sonno ipnotico, in una cripta ed a volte in compagnia di altri morti, per tre o quattro giorni. Alcuni, che si risvegliavano in anticipo, ne uscivano completamente pazzi di angoscia e di terrore. Ges non stato il solo ad essere inviato sulla terra come salvatore del mondo. Prima di lui se ne contano almeno altri 26, tra i quali Krishna, Mitra, Zoroastro ecc. Lo studioso Kersey Graves ne esamina 16 nel suo libro "I sedici salvatori crocifissi nel mondo." (Rif. 220) Occorre inoltre ricordare che KRISHNA (incarnazione terrena di VISNU'), come salvatore apparso almeno 1200 anni prima che i vangeli fossero concepiti: La volont dei Deva fu compiuta; tu concepisti nella purezza del cuore e dell'amore divino. Vergine e madre salve! Nascer da te un figlio e sar il salvatore del mondo. Ma fuggi, poich il re Kansa ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori, che stanno alle falde del monte Meru....ivi darai al mondo il figlio divino.... (Rif. 165,345) L'Unzione: un rito antichissimo con diverse valenze:
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in oriente, mediante questo atto, i re ittiti ed i nobili egiziani venivano consacrati alle loro divinit; nel caso specifico di Ges, l'unzione attribuiva al soggetto dignit regale, secondo antiche tradizioni bibliche a partire da Saul unto come re d'Israele. (Rif. 130) Il Battesimo: anche questo un rito molto antico con significato di "immersione purificatrice". Era praticato, presso molti popoli, dai sacerdoti a favore degli iniziati ai diversi culti: in Egitto = culto di Iside in Frigia = culto di Attis in Babilonia = culto di Marduk in Grecia = culto di Dioniso e Demetra in Persia = culto di Mitra .............. Gli induisti praticano qualcosa di analogo, nel fiume Gange, da tempo immemorabile. E' ancora il caso di ricordare che a Nauplia (Grecia meridionale) esisteva una fonte detta "Canato" nella quale si credeva che Era, bagnandosi ogni anno, ridiventasse vergine. (Pausania, Periegesi, libro II, cap.38). Questa fonte stata poi identificata con una sorgente che si trova nel monastero di Santa Mon, presso il borgo di Pronia. Per inciso, dal leggendario ciclo dei Cavalieri della Tavola Rotonda risulta che anche Re Art ebbe una nascita "fuori dal normale" a seguito di operazioni magiche e conseguenti corna al marito della di lui madre. Alla Tavola Rotonda sedevano "12" seguaci (apostoli) e come Ges anche Art mor in seguito ad un tradimento. Ora si attende il suo ritorno in terra, insieme ai suoi seguaci, dal regno di Avalon, una dimensione parallela controllata dalle divinit pagane. (Rif. 725) TAVOLA RIEPILOGATIVA degli dei mitici che hanno influito sulle origini delle credenze cristiane (escluso ovviamente quelli americani):
Divinit Area Paternit Maternit Nome Ishtar Nascita Resurr.

.
Adone Atalide Siria Grecia

. .

.
Mercurio

Vergine Luogo Anno 25/12 Si

.
Si (Si)

. .

. .

Si

73

. Bacab America . Baldur Scandinavia . Dioniso-Bacco Grecia .


Attis Frigia Ercole Freyr Horo Indra Isacco Krishna Mitra Osiride Perseo Quetzalcoatl Samhein Sansone Shamash Tammuz Zoroastro Grecia Scandinavia Egitto Tibet Palestina India Persia Egitto Caucaso America Irlanda Palestina Palestina Zeus Odino Osiride

Nana Chiribirias

Si

. .
Alcmene Freya Iside

. .
Si

. . .

-200 Si Si Si Si

Si

. .
Si

Huitzilopochtli America

. .
Jhwh (Visn)

. .
Sara Devaki

.
Si No Si Si

. . Stalla . . . . . . . . . -700 . . . -1200 . . . . . . . . . . . . . . . .

.
(40gg.) Si Si

.
Si Si Si

. .
Si Si

. . . . .
Si Si Si

. . . . .
Jhwh

. .
Danae

Stalla -600 Si

.
Si

.
Si Si

. Mesopotamia . Persia .

. . . .
Militta

.
Si No

. .
Si

.
Si Si

.
Si Si

. .
Si

-630 Si

Il testo riporta una mappa della "Palestina" mediante la quale potete avere un'idea (stimata) di come fosse il territorio ai tempi della nostra cronologia. (Anno 750 a.u.c.)

Dopo tutte le necessarie (a volte tediose) premesse siamo ora pronti ad addentrarci, cronologicamente, in quegli anni cruciali che descrivono nascita, vita, miracoli e morte del presunto Ges, ispiratore, ma non fondatore, del cristianesimo. E' una cronologia folle, aberrante, farneticante nella quale difficile separare le presunte verit dagli atteggiamenti pi deliranti e offensivi del buon senso comune. Il testo ricco di riferimenti storici che aiutano, ogni tanto, a ritornare con ...i piedi per terra. Gli altri richiami (Rif.) servono soprattutto ad individuare gli autori di tutte le sciocchezze qui elencate.

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ANNO: 98 (a.e.v.) - 656 (a.u.c.)

001 - NASCITA DI GIUSEPPE A Betlemme nasce Giuseppe, padre putativo di Ges. (Rif. 055)
LA FAMIGLIA DI GIUSEPPE (Secondo il mito) Nato a Betlemme nel 656(a.u.c.) Morto a Nazaret il 20 luglio del 767(a.u.c.) all'et di 111 anni (secondo i copti: 26 del mese di Epep). Appartenente alla trib di Giuda, secondo dottrina, era figlio di Giacobbe a sua volta discendente di Davide. Esercitava l'attivit di falegname, carpentiere, artigiano edile ma pare fosse anche investito di qualche prerogativa sacerdotale presso il Tempio di Gerusalemme; cosa poco probabile non essendo un levita. Si sposa, in prime nozze, all'et di 40 anni e mette al mondo 6-8 figli: - Giuda (Tommaso, Taddeo) - Joseto - Simeone (Simone) - Giacomo (detto il Minore) - Lidia - Lisia (Assia) - (Tamara?) - (Ester?) Resta vedovo a 89 anni (745 a.u.c.), dopo 49 anni di matrimonio, quando Giacomo il Minore ancora in tenera et. A 90 anni (746 a.u.c.) il sommo sacerdote del tempio gli affida in custodia Maria, con regolare contratto di fidanzamento, in attesa delle previste nozze. All'et di 109 anni, passato indenne attraverso gli eventi messianici che hanno coinvolto la famiglia, si ritira a vivere con Maria e con i figli Giacomo il Minore e Giuda, essendo tutti gli altri figli ormai sposati. A 110 anni (766 a.u.c.) un angelo lo avvisa che dovr morire entro un anno. Dopo la sua morte, gli angeli avvolgono la sua anima in un panno di seta e la portano in cielo. Il corpo invece viene sepolto nella stessa tomba del padre Giacobbe. Una supposta genealogia mitica:
Davide | | | (....?) Giacobbe | | |______________| | | Giuseppe _____________________|__________________ | + (....?) | + (Maria)

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| Simeone : Giuda : Joseto : Giacomo Min. : (Tamara?) : (Ester?) : Lisia(Assia) : Lidia

| Ges : Giovanni(?)

ANNO 63 (a.e.v.) - 691 (a.u.c.)

002 - NASCITA DI GIOACCHINO In questo anno nasce Gioacchino, futuro padre di Maria. (Rif. 025,035,050)
LA FAMIGLIA DI MARIA (Secondo il mito) . GIOACCHINO, il padre originario della Galilea e appartenente alla trib di Giuda. Proprietario di mandrie e greggi, era considerato immensamente ricco (non c'era altri come lui nel popolo d'Israele). La sua ricchezza era tale che gli permetteva di essere molto generoso, tanto da dividere i suoi proventi in tre parti: - una parte da destinarsi ai poveri - una parte veniva versata al clero - il rimanente era dedicato alle esigenze familiari e dei dipendenti. Si era sposato a venti anni con: . ANNA, la madre figlia del sacerdote Isachar, originaria di Betlemme, trib di Levi. Per i primi venti anni di matrimonio non ebbe figli, per infecondit del marito. Come donna era ritenuta molto avvenente, tanto che dopo la nascita di Maria e la morte di Gioacchino, si sposa altre tre (?) volte e ricupera il tempo perduto, generando altri otto figli. (Rif. 025,035,050) Dopo la morte di Gioacchino, Maria (figlia unica) avrebbe quindi ereditato una immensa fortuna; fatto alquanto stridente con il racconto della vita di privazioni, che si ricava dagli autori, canonici e non. E poi perch avrebbe dovuto sposare un presunto nullatenente (di 90 anni) con tutto ci che le sue ricchezze potevano permetterle in fatto di matrimonio? Infine, a rincarare la dose dei dubbi, abbiamo Maometto, che nel suo Corano, identifica Maria come discendente della famiglia di AMRAM. (Rif. 135)

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La genealogia che segue ricavata da quanto - vero o fantasioso - gli autori riportano nei loro vari testi ed tutta da verificare.

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Occorre ricordare sempre la naturale e necessaria propensione della chiesa ad alterare, travisare e falsificare fatti, nomi e circostanze nell'intento di attribuirsi una certa "credibilit" ormai da molti messa in dubbio.
Isachar + (....?) | | _____________________|_________________ | | | | Anna Emerina | + | (.....?) _________________|____________________________ | | | | | | + + + + | (Gioacchino) (Salome) (Cleofa) (.....) | | | | | | | | | (?) | Maria (a) Maria (b) Maria (c) Elisabetta Verg. di Salome di Cleofa + + + + (Zaccaria) (Giuseppe) (Zebedeo) (Alfeo) | | | | GESU' | | GIOVANNI : | | BATTISTA Giovanni Giacomo Giacomo (?) Il Maggiore Il Minore : : Giovanni Giuseppe Evangelista Il Giusto : Filippo : Giuda Taddeo : Simone : Cleofa J.

Secondo alcuni autori, a)-b)-c) dovrebbero essere le Tre Marie canoniche; secondo altri invece il gruppo dovrebbe comprendere Maria Maddalena ed escludere Maria di Salome. Buona parte degli affreschi di Giotto, nella cappella degli Scrovegni di Padova, dedicati alla vita di Maria, sembra ispirata ai racconti dei vangeli apocrifi. Anche Maometto (Corano, Sura XIX) narrando di Maria e della nascita di Ges, si riferisce a fonti contenute in vangeli apocrifi. (Rif.725)

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ANNO 62 (a.e.v.) - 692 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: ARRIVANO I ROMANI Pompeo, conquistata la Siria, conclude anche la conquista della Palestina e l'annette all'Impero quale Protettorato. ELEZIONE DI IRCANO II Pompeo risolve in Palestina il conflitto sorto tra Aristobulo II e Ircano II, entrambi Asmonei pretendenti al trono di Gerusalemme. Viene scelto Ircano II.

ANNO 61 (a.e.v) - 693 (a.u.c.)

Riferimento Storico: TUMULTI IN PALESTINA L'esclusione di Aristobulo II provoca disordini in Palestina. Per sostenere Ircano II Pompeo interviene e presidia militarmente il paese. Ircano II resta sul trono affiancato dal controllore di fiducia dei romani: Antipatro.

ANNO 59 (a.e.v.) - 695 (a.u.c.)

003 - NASCITA DI ANNA Questo il supposto anno di nascita di Anna, madre di Maria. (Rif. 025,035,050) ANNO 58 (a.e.v.) - 696 (a.u.c.)

004 - LE NOZZE DI GIUSEPPE All'et di anni 40 Giuseppe si sposa, in prime nozze, con ..? e nel corso degli anni genera sei-otto figli: Giuda (Tommaso, Taddeo) Joseto
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Giacomo (il minore) Simeone (Simone) Lisia (Assia) Lidia [Tamara ?] [Ester ?] (Rif. 055)
Notizie sulla prima moglie di Giuseppe non ce ne sono. Qualcuno, con molta fantasia, ha ipotizzato che questa prima moglie, anch'essa di nome Maria, fosse la sorella maggiore di Maria Vergine, che sposer poi Giuseppe in seconde nozze. Tutto questo non si accorda con la storia dell'immacolato concepimento di Anna, in virt del quale Maria sarebbe stata concepita pura e senza peccato originale, secondo la strana trovata, confermata dal dogma della Immacolata Concezione di Pio IX, nel 1854. E poi come si giustifica la differenza di et tra le due presunte sorelle? (Rif. 995)

ANNO 55 (a.e.v) - 699 (a.u.c.)

Riferimento Storico: EZECHIA Ezechia (medico, zelota originario di Gamala), un galileo pretendente al trono di Gerusalemme, scende in campo per estromettere Ircano II. Il proconsole di Siria Gabinio interviene con le sue truppe, riportando l'ordine sul territorio.

ANNO 52 (a.e.v.) - 703 (a.u.c.)

Riferimento Storico: CLEOPATRA In questo anno Cleopatra VII diventa regina d'Egitto.

ANNO 49 (a.e.v.) - 705 (a.u.c.)

Riferimento Storico: ANTIPATRO 80

Antipatro, controllore di Ircano II, in assenza di quest'ultimo, impegnato in una guerra contro i Parti, viene nominato amministratore della Giudea.

ANNO 44 (a.e.v.) - 710 (a.u.c.)

Riferimento Storico: ERODE ANTIPATRO Erode Antipatro, figlio di Antipatro, amministratore della Giudea, nel corso di un ennesimo scontro, sconfigge ed uccide in battaglia Ezechia. Il posto di Ezechia viene preso dal figlio Giuda detto il Galileo. [Nell'inserto che segue potete trovare chiarimenti sui brevi ma intricati sviluppi della Dinastia Erodiana.]

INSERTO 05 - Dinastia Erodiana (Secondo la Storia) Il re seleucide Antioco IV, temendo la diffusione del giudaismo nell'area mediterranea, proib le pratiche giudaiche e cerc di distruggere le sacre scritture. Nel 587 a.u.c. (167 a.e.v.) Giuda il Maccabeo, figlio del sommo sacerdote, guid la rivolta degli ebrei contro Antioco IV. Venne trovata una soluzione con la creazione della dinastia Asmonea, di origine greca, ma convertita al giudaismo. Successivamente, l'ascesa al potere di Erode il Grande pose fine alla dinastia Asmonea. I personaggi che maggiormente interessano questa cronologia sono sottolineati. [+ nozze , = figli] Dal ceppo di ERODE ANTIPATRO: A
ERODE

.
1 2 3 4 5 6 7 8 9

C
Fasael

E
Antipatro Alessandro Erode Alessandra Cipro(B)

+ . . . .

F . . . .

= . . . .

G . . . .
Agrippa

+ Cipro(A) =

+ Salampsio =

. . . . . . . .

. . . . . . . .

. . . . . . . .

. . . . . .

. . . . . .

. . . . . .

. . . . . .

= = = =

+ Agrippa I =

. . = Giuseppe + Olimpia = Mariamne(C) . = Ferora + ignoto = tre figli .

. .

. .

. . . .

= Berenice = Drusilla

. .

. . 81

10 11 12 13 14

. . . . .

. . . . .

. . . . .

Salome

+ Giuseppe = + Costobaro =

Antipatro Berenice

+ Cipro(C) = + Aristobulo = + Teudione =

??? ??? ???

. . .
=

. . .
ERODE

.
+

.
Alessia

.
=

.
???

. .

. .

. .

. .

Dal ceppo di ERODE IL GRANDE: .


15 16 17 18

A
ERODE

=
= =

C
AntiAles-

+ . . . . . .
+

= . . . . . .
= ??? = =

+ Doris + Mariamne

+ (ignota) + Glafira

= Div.figli = = = AlesTigrane IV Erode di

. . .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+ Mariamne

. .
= Aristo-

. .
+ Berenice(1)

Mariamne

19 .
20 21 22 23 24 25 26 27

. . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . .
Anti-

= Agrippa I + Cipro(B)

Agrippa Bere-

. . . . . . . . . . . .

. . . .
= Aristo-

. . . .
+ Iotape + + Erode Erode

= Drusilla = ??? = Salome = ???

= Erodiade

. .
= Mariamne

. . . . . .
+ Filippo

. . . . . .
= ???

= Salampsio + Fasael = Cipro(C) + Erode

= ??? pa = ??? tr o = Salome

28 29 30 31

+ Erodiade

. .
+ Maltace

. .
= Erode

. .

. .

+ Aristobulo = ???

+ Mariamne(E) = ??? + Glafira (Figlia di = ??? A re = ??? ta I V)

. . . .

. . . .

. .

. .
Erode

32

. .

. .

. .

82

33 34 35 36 37 38 39 40 41

. . . . . . . . .

. . . . . .
+ Pallade + Fedra + Elpide + cugina(?)

. .
= Olimpia

+ Erodiade + Giuseppe + Salome

= ??? = Mariamne

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . . . . . .

+ Cleopatra = Filippo = Erode = Fasael = Rossana = Salome

= ???

. . + nipote(?) . .

. . . . . .

. . . . . .

. . . . . .

. . . . . .

- ERODE ANTIPATRO - Si considerava un discendente diretto del profeta Esa ed era originario dell'Idumea (regione a sud della Giudea). Aveva sposato Cipro(A), una principessa araba della trib dei Nabatei. Nel 705 (a.u.c) viene nominato amministratore della Giudea; manterr questo incarico sino al 711(a.u.c.) quando verr assassinato. Sposato una sola volta, ha avuto 5 figli uno dei quali Erode Il Grande. - ERODE il GRANDE - Nato nel 680 e morto nel 750 (a.u.c) all'et di 70 anni. E' una delle figure pi controverse della dinastia erodiana. Ben deciso a mantenere saldamente in pugno il potere, si libera dalle congiure di palazzo facendo uccidere: - la madre Cipro(A) - la seconda moglie Mariamne (A) (nel 725 a.u.c.) - il figlio primogenito Antipatro - il figlio Alessandro - il figlio Aristobulo - il cognato Gionata (fratello di Mariamne (A)) - almeno altri 4 parenti prossimi - decine di ufficiali della sua guardia personale, implicati in diverse congiure. Con l'uccisione della moglie Mariamne (A) e del cognato Gionata la dinastia Asmonea si praticamente estinta. Si sposato 10 volte generando un numero imprecisato di figli (oltre 14). Salito sul trono, nel 711(a.u.c.), come tetrarca (= capo di un quarto) della Giudea, nel 715(a.u.c.) viene designato, da Ottaviano Augusto, re di tutte le provincie della Palestina. Congiure dinastiche a parte, Erode il Grande si distingue anche per atti di insospettata generosit. Si tramanda che si travestisse da popolano per mescolarsi al popolo e rendersi conto della sua miseria, e che abbia venduto buona parte dei suoi averi per sfamare i poveri durante la carestia del 729-730(a.u.c.). Diede un notevole impulso alle opere pubbliche promuovendo: la costruzione di numerosi templi, in diverse localit della Palestina, dedicati agli dei greci e romani, per venire incontro alle esigenze di culto delle popolazioni non ebraiche; la costruzione di un tempio in Samaria in onore dell'imperatore Ottaviano che era stato divinizzato; la costruzione della citt di Cesarea; la costruzione della Torre Antonia (719 a.u.c.); 83

la trasformazione edilizia di Gerusalemme con nuovi edifici, giardini e la sistemazione viaria della citt alta (731 a.u.c.); la costruzione di nuove mura a difesa di Gerusalemme; il rifacimento del Tempio e la sistemazione della relativa spianata di circa 140.000 metri quadrati; i lavori iniziati nel 735(a.u.c.) hanno comportato l'impiego di 10.000 lavoratori e sono stati terminati nel giro di 18 mesi. (Rif. 172) Un fatto certo: dovette dare prova di notevole abilit e capacit di governo considerato che il suo regno durato ben 39 anni (6 come tetrarca + 33 come re). - ERODE (FILIPPO) - Figlio di Erode il Grande e di Mariamne (B), non ha mai avuto grandi incarichi. Vissuto prevalentemente a Roma con la moglie Erodiade e la figlia Salom. - ERODE ARCHELAO - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750 a.u.c.) riceve da Roma l'incarico limitato di Etnarca (= sovranit regionale limitata) della Idumea, Giudea e Samaria. Manterr tale incarico sino al 759 (a.u.c) quando viene deposto ed esiliato da Ottaviano Augusto. Sposato due volte con Mariamne (E) e con Glafira, si ignora il numero degli eventuali discendenti. - ERODE ANTIPA - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750 a.u.c.), viene nominato dai romani tetrarca della Galilea e della Perea. Manterr l'incarico sino al 793 a.u.c. quando verr deposto ed esiliato da Caligola. Sposato in prime nozze con una principessa araba (una figlia di Areta IV, re di Petra), si reca in visita a Roma, dal fratello Erode (Filippo), e qui ha un colpo di fulmine. Rapisce la moglie del fratello, Erodiade e la nipote Salom e le conduce a Gerusalemme. Scaccia dal palazzo la prima moglie (per questo Areta IV gli dichiara guerra e lo batte!) e vive more uxorio con la cognata. Non ha avuto discendenti. - (ERODE)FILIPPO IL TETRARCA - Figlio di Erode il Grande e di Cleopatra, alla morte del padre (750 a.u.c.) riceve l'incarico di tetrarca della Traconide e della Iturea. Manterr tale incarico sino al 787(a.u.c.) anno della sua morte. Sposa Salom, figlia di Erode(Filippo) e di Erodiade. Non ha avuto discendenti. - ERODE GIULIO AGRIPPA I - Figlio di Aristobulo e di Berenice, nipote di Erode il Grande. Nel 791(a.u.c.) viene nominato da Caligola tetrarca delle regioni ad oriente del Lago di Tiberiade (il Golan). Mantiene l'incarico sino alla sua morte avvenuta nel 797(a.u.c.) Sposato con Cipro(B) genera tre figli: Agrippa(II), Berenice e Drusilla. - ERODE AGRIPPA II - Figlio di Erode Giulio Agrippa I e di Cipro(B) pronipote di Erode il Grande. Nominato re dai romani nel 802(a.u.c) rimane in carica sino all'844(a.u.c.). Non ha mai avuto poteri effettivi; era una carica pi che altro onorifica.

84

ANNO 43 (a.e.v.) - 711 (a.u.c.)

005 - MATRIMONIO Gioacchino ed Anna si sposano. (Rif. 025,035,050)


Riferimento Storico: MORTE DI ERODE ANTIPATRO Erode Antipatro viene assassinato; gli succede il figlio Erode il Grande, come Tetrarca della Giudea.

ANNO 40 (a.e.v.) - 714 (a.u.c.)

Riferimento Storico: ERODE IL GRANDE SUL TRONO Erode il Grande viene nominato re delle seguenti provincie della Palestina (Canaan): Giudea, Galilea, Samaria, Decapoli e Transgiordania. Ircano II, rientrato dalla prigionia, viene assassinato con tutti gli altri discendenti degli Asmonei.

ANNO 37 (a.e-v.) - 717 (a.u.c.)

Riferimento Storico: DISTRUZIONE DI QUMRAN (Prima versione) Un violento terremoto distrugge Qumran, sede della pi importante comunit essena. L'insediamento viene abbandonato per qualche decina di anni. DISTRUZIONE DI QUMRAN (Seconda versione) Erode il Grande attacca e distrugge l'insediamento esseno di Qumran. Gli esseni avevano violentemente contestata l'ascesa al trono di Erode il Grande in quanto ritenuto "straniero" (idumeo) e non appartenente alla discendenza di Davide, secondo la tradizione e la Legge Mosaica.

Parlando di esseni, conviene anticipare qualche notizia su quella che stata, per la chiesa, una delle pi imbarazzanti scoperte degli ultimi anni.

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INSERTO 06 - I Manoscritti di Qumran A - MANOSCRITTI DI QUMRAN (Documenti storico-cultuali) Le vicende accadute intorno a questa importante scoperta sono emblematiche di come la chiesa abbia proceduto e proceda sistematicamente alla eliminazione di ci che preferisce non si sappia. Il potere clericale, basato su determinate e false credenze, inculcate con forza (e con ferocia) nel corso di due millenni, difende se stesso, nascondendo determinate verit; mantenere la gente nell'ignoranza ed in uno stato perenne di pecorinismo nazareno significa difendere i propri privilegi economici, finanziari e politici.

La prima scoperta risale al 1947 ed stata fatta casualmente da un pastore beduino, in una grotta in localit Khirbet Qumran, sulla riva occidentale del Mar Morto; consisteva in 7 rotoli completi, contenuti in giare di terracotta, nonch altri frammenti, molti dei quali venduti dai beduini sul mercato clandestino delle antichit. Successivamente la zona venne battuta alla ricerca di nuovi reperti; le grotte esplorate furono 270 e, si dice, ma non certo, che i rotoli ritrovati siano stati oltre 40 ai quali vanno aggiunti altri 800 reperti. Si suppone che questi reperti fossero stati sepolti nell'imminenza della guerra giudaica e trattasi di scritti prodotti, in linea di massima nella prima met del I secolo (e.v.). Per una serie di disgraziate circostanze (guerre in Israele), i primi rotoli e l'autorizzazione a nuove ricerche furono affidate alla cosiddetta "banda del domenicano", capeggiata dal monaco DE VAUX e ben presto tutti i reperti finirono nelle mani di questa presunta "commissione di esperti" che avrebbe avuto il compito di tradurli e renderli di pubblico dominio. Il contenuto dei rotoli fu ritenuto esplosivo non tanto perch contenenti particolari notizie sul cristianesimo (in fondo sono tutti testi ebraici), ma perch riportavano alla luce quella realt essena che la chiesa ha sempre voluto artatamente ignorare. Quindi, in combutta con il Vaticano e con la forzata connivenza del governo israeliano, che aveva altri gravi problemi per le mani, la commissione, per 50(!) anni non fece quasi nulla se non occultare tutto il materiale impedendone anche la riproduzione fotografica. Il materiale venne classificato in due categorie: - reperti biblici - reperti settari (questi ultimi naturalmente top secret) e solo nel 1996, dopo una ennesima protesta di studiosi ed accademici di tutto il mondo ed una interrogazione presso il Parlamento d'Israele, si cominciarono a 86

diffondere le prime copie fotografiche dei documenti. Cinquanta anni di protervo occultamento di un patrimonio storico! Tra i rotoli pi importanti ed oggi noti, vanno segnalati: - Apocrifo della Genesi - Rotolo del Tempio - Rotolo della guerra - Commentario ad Abacuc - libro dei Giubilei - Regola dell'assemblea - Regola della comunit - Rotolo di rame - Documento di Damasco - ed altri Il rotolo di rame particolarmente importante perch contiene un inventario criptato di tutti i tesori del Tempio, nascosti dai sacerdoti, in 64 nascondigli segreti, in previsione dell'attacco romano a Gerusalemme. Il Documento di Damasco, gi noto per una copia rivenuta al Cairo molti anni prima, importante perch lascia chiaramente intendere come "Damasco" fosse uno dei tanti nomi che indicavano la comunit essena di Qumran. Attualmente questi reperti sono esposti al pubblico nello speciale padiglione SHRINE OF THE BOOK ( il Santuario del Libro) dello Israel Museum di Gerusalemme. Se giudichiamo quanto raccontano il Nuovo Testamento, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli come fatti storici indiscutibili, allora impossibile rendere giustizia, in senso scientifico ai Rotoli. E' la dottrina cristiana in realt a dettare le regole. (P. R. Davies) (Rif. 347,772,374,376) B - IL PAPIRO MAGDALEN A proposito di questo papiro, uno studioso ci manda la seguente segnalazione che riteniamo un utile complemento a quanto esposto in merito ai reperti di Qumran. Ho da poco letto un libro,(Testimone oculare di Ges - Carsten P. Thiede e Mattew D'Ancona) dove si parla di tre frammenti di codice di papiro, trovati nel 1901 a Luxor da un cappellano inglese, che poi li don all'Universit di Oxford, dove aveva studiato, appunto all'Istituto Magdalen. Questi frammenti sono stati studiati anche con il microscopio a scansione laser, per individuare anche le minime tracce di inchiostro, oltre che comparandoli con molti altri manoscritti, in particolare quelli di Qumran. Gli autori parlano anche del frammento 7Q5 di Qumran analizzato in modo analogo. Com' noto accertato che 7Q5 contiene un brano del Vangelo di Marco. Ebbene i tre frammenti contengono brani del Vangelo di Matteo. L'esame al radiocarbonio non stato fatto perch i frammenti sono troppo piccoli e comunque il margine di errore, 10% circa, lo rende inutile. Comunque il confronto paleografico dice che la scrittura risale allo stesso periodo di alcuni testi greci di Qumran, quindi anche 7Q5, e di alcuni frammenti trovati ad Ossirinco; questi ultimi possono essere datati con certezza al 66 d.C. mentre per i testi di Qumran non ci sono problemi, non sono posteriori al 70 d.C. In altre parole sembra che i Vangeli di Matteo e di Marco esistessero come tali nel primo secolo d.C. Probabilmente nella prima met, visto che alla fine del I sec. e l'inizio del II, lo stile di scrittura sarebbe stato leggermente diverso. Questo non d, come ammettono gli autori, attendibilit storica ai Vangeli in senso moderno, per evidente che per costruire un mito simile in pochi decenni doveva 87

esserci un ambiente culturale molto vivace. (F. Fornasier) Il fatto che lascia alquanto perplessi come siano stati "datati" alcuni di questi frammenti e come sono stati interpretati i segni che essi riportano. Sulla datazione fatta con il radiocarbonio (non sempre possibile) su frammenti tanto piccoli, il margine di errore sposta il periodo di pi/meno due secoli, quindi praticamente inutili quando si vuole giocare sui quei limiti molto ristretti che farebbero comodo alla chiesa. Quanto all'estrapolazione di interi brani da qualche decina di caratteri visibili e leggibili sui frammenti stessi, dipende dalla buona volont di chi ...estrapola; sembrano, a volte, esercizi da Settimana Enigmistica! C - POSTILLA - In data 10/9/2001, sul quotidiano LA STAMPA, pag. 11, sono apparsi alcuni articoli nei quali si annuncia l'intenzione della chiesa di "ritoccare" la Bibbia alla luce di quanto contenuto nei rotoli scoperti a Qumran; gli stessi per 50 anni gelosamente nascosti. Si sta profilando una ennesima e disinvolta manipolazione di quella che viene comunemente propinata come "parola di Dio". Si afferma anche che, probabilmente, Ges ha vissuto con gli Esseni per 18 anni, nella comunit di Qumran; questo farebbe del nostro personaggio un capo partigiano, un guerrigliero a tutti gli effetti come ipotizzato da alcuni studiosi da almeno un secolo prima!!! (Rif. 450)

ANNO 35 (a.e.v.) - 719 (a.u.c.)

Riferimento Storico: LA FORTEZZA ANTONIA Erode il Grande inizia la costruzione della Fortezza Antonia (Torre Antonia) situata su uno dei lati del Tempio. La fortezza diverr sede del presidio romano di Gerusalemme.

Il testo riporta una mappa di ""GERUSALEMME" mediante la quale potete avere un'idea della citt, come si presume fosse ai tempi della nostra cronologia. (Anno 800 a.u.c.)

ANNO 33 (a.e.v.) - 721 (a.u.c.)


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Riferimento Storico: NOZZE DI CLEOPATRA Cleopatra VII sposa Antonio

ANNO 30 (a.e.v.) - 724 (a.u.c.)

Riferimento Storico: SUICIDIO DI CLEOPATRA Cleopatra VII ed Antonio si suicidano. L'Egitto passa sotto il diretto controllo di Roma e diventa una Provincia dell'Impero.

ANNO 24 (a.e.v.) - 730 (a.u.c.)

006 - L'UMILIAZIONE DI GIOACCHINO Durante la celebrazione della festa della Dedicazione (Dicembre) Gioacchino si reca al Tempio con le consuete generose offerte. Il sommo sacerdote Isachar (suo suocero) lo fa avvisare in pubblico, dallo scriba Ruben, che le sue offerte e la sua presenza nel Tempio non sono pi gradite causa la sua infecondit. (Rif. 035,045,050)
Secondo le tradizioni e la legge ebraica di allora, la sterilit era considerata una maledizione divina e pertanto invalidante per coloro che ricoprivano una carica pubblica o di natura religiosa (sacerdoti). La sterilit della moglie era un valido motivo per l'annullamento del matrimonio. Si riteneva che un individuo sterile e quindi maledetto da YHWH offendesse, con la sua presenza nel Tempio, la divinit. Per le donne, inoltre, era un segno della maledizione divina anche rimanere semplicemente nubili e vergini. La religione cristiana ha, con il mito di Maria, capovolto questo concetto. L'episodio comunque strano; se veramente Gioacchino era uno dei maggiori contributori del Tempio come poteva il clero rifiutare le sue consistenti offerte? Perch lo suocero Isachar non ha agito con maggiore discrezione? Pare poi che le sacre scritture considerassero, come maledetto, anche chi in Israele non generasse figli maschi. Resta comunque il mistero su quali erano i reali contrasti tra i due.

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INSERTO 07 - Le pi importanti feste ebraiche Alcune delle pi importati feste ebraiche celebrate ai tempi di Ges, limitatamente a quelle a volte citate nel testo. PASQUA - 14/15 di Nisan - (Dio passato). Ricorda e commemora la liberazione dalla schiavit d'Egitto. E' una festa mobile che si celebra tra met Marzo e met Aprile. La celebrazione e' immediatamente seguita dalla festa degli Azzimi che dura 7 giorni. PENTECOSTE - Sette settimane dopo Pasqua - (Il cinquantesimo). Si celebra 50 giorni dopo la Pasqua. Durante la festa il sommo sacerdote offriva al Tempio pani confezionati con farina di grano nuovo. Durata un giorno. CAPANNE - 15-23 di Tisri - (Tabernacoli). Si celebra sei mesi dopo la Pasqua, a inizio di Ottobre e dura 8 giorni. Ricorda e commemora la costruzione delle capanne da parte degli ebrei in fuga dall'Egitto. DEDICAZIONE - 25 di Kisleu - (Luminarie). Commemora la purificazione del Tempio dopo la profanazione di Antioco IV, re di Siria, avvenuta nel 587 (a.u.c.). Si celebra a Dicembre e dura 8 giorni. Durante questo periodo, ogni sera, vengono accese speciali luci in tutte le case. JOM KIPPUR - 10 di Tisri - (Espiazione e perdono). Al decimo giorno del settimo mese. E' la cerimonia dell'espiazione collettiva delle colpe di tutta la comunit. A quei tempi i peccati venivano metaforicamente caricati su di un animale (capro espiatorio) oppure anche su di un criminale od uno schiavo. In seguito la vittima veniva spinta a morire nel deserto. Questa pratica del capro espiatorio (Hazazel) stata copiata da analoghi riti egiziani. Durante alcune di queste feste (Pasqua, Capanne, Dedicazione) gli ebrei maschi erano tenuti a recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme e versare l'obolo al Tempio, di mezzo siclo d'argento. (Rif. 172) Chi non poteva muoversi doveva comunque versare l'obolo ai collettori disposti presso le Sinagoghe periferiche. Mezzo siclo d'argento era il corrispettivo di una giornata e mezza di lavoro; il tributo era dovuto tre volte l'anno in occasione della Pasqua, Pentecoste e festa delle Capannne

007 - LA RICERCA DI GIOACCHINO Gioacchino, umiliato, consulta i registri delle 12 trib di Israele, per controllare se veramente era il solo a non aver generato figli. La ricerca non gli giova. (Rif. 025)

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LE DODICI TRIBU' (Secondo il mito) Trib facenti capo ai discendenti di Giacobbe: - Aser - Beniamino - Dan - Gad - Giuda - Issacar - Levi - Neftali - Ruben - Simeone - Zabulon Trib facenti capo ai discendenti di Giuseppe: - Efraim - Manasse In effetti le dodici trib sarebbero tredici. Normalmente non viene contata la trib di LEVI, priva di territorio proprio e con i relativi componenti sparsi in varie citt della Terra Promessa. In particolare, i leviti sarebbero i discendenti di Levi, terzo figlio di Giacobbe e di Lia la "cisposa", figlia di Labano. Ai tempi di Mose avevano acquisito il monopolio dell'esercizio del sacerdozio.

008 - GIOACCHINO SI ISOLA.... Pubblicamente umiliato, Gioacchino raduna le sue mandrie e con i suoi pastori si ritira in "terre lontane". (Rif. 035,045,050) Si ritira sotto una tenda nel deserto digiunando per 40 giorni e 40 notti. (Rif. 035) 009 - ....ED ANNA SI DISPERA Anna, sola e priva della consolazione dei figli, piange per l'abbandono del marito e lo teme morto. (Rif. 035) 010 - ANNUNCIAZIONE AD ANNA Un angelo appare ad Anna e la consola annunciandole che, per grazia divina, partorir una figlia, il nome della quale sar Maria, destinata ad essere consacrata al Tempio. Esorta Anna ad incontrare il marito, alla Porta Aurea di Gerusalemme, quando egli sar di ritorno. (Rif. 025,035,045,050)
N.B. - Nel 730(a.u.c.) non esisteva in citt una Porta Aurea. Gli autori fanno probabilmente riferimento alla Porta d'Oro (Porta di Susa?), che verr aperta durante la ricostruzione del Tempio, ordinata da Erode il Grande nel 734(a.u.c.). 91

Di questa straordinaria annunciazione stata data "sicura" conferma, nel 1854, da Pio IX che, con il dogma dell'Immacolata Concezione, ha definito Maria come persona umana concepita senza peccato. Questo lascia presumere che il coito con intento procreativo, predicato dalla chiesa, sia comunque un peccato.

011 - ANNUNCIAZIONE A GIOACCHINO Cos, come per Anna, anche a Gioacchino appare un angelo che gli annuncia la prossima nascita di una figlia e lo invita a tornare a casa e ad incontrare Anna presso la Porta Aurea. (Rif. 025,035,045,050)

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012 - GIOACCHINO HA DEI DUBBI Gioacchino ha qualche dubbio su quanto gli stato annunciato. Malgrado le esortazioni dei suoi pastori esita a partire. Allora l'angelo gli riappare nuovamente nel sonno e lo convince a togliere le tende. (Rif. 035) 013 - AVVISO PER CONOSCENZA Come era accaduto per Anna e Gioacchino, un angelo appare anche al sommo sacerdote Isachar e lo informa della futura nascita di Maria. (In fondo lui il nonno). Lo invita pertanto ad accettare, di buon grado e secondo la legge, le offerte di Gioacchino, essendo caduto l'impedimento della infecondit. (Rif. 045) 014 - VIAGGIO DI RITORNO ED INCONTRO (Giugno) Dopo 30 giorni di viaggio, con bestiame al seguito, Gioacchino nuovamente a Gerusalemme. La moglie, tempestivamente informata da un angelo, sul giorno del ritorno, lo attende alla Porta Aurea. Convenevoli, ringraziamenti e lodi al Signore per la grazia ricevuta. (Rif. 045) 015 - IL BANCHETTO Gioacchino invita un gran numero di amici e conoscenti ad un grandioso ricevimento per festeggiare il suo ritorno ed il prossimo lieto evento. (Rif. 045) 016 - PRIMA OFFERTA AL TEMPIO Gioacchino offre al Tempio agnelli, capretti e vitelli promettendo di consacrare la nascitura al Signore. (Rif. 045) 017 - SECONDA OFFERTA AL TEMPIO - AUSPICI Al completamento del sesto mese di gravidanza (Novembre), Gioacchino rinnova le offerte di animali al Tempio. Durante il sacrificio, dall'arteria di un agnello sgorga latte anzich sangue; da ci vengono tratti favorevoli auspici sulla futura nascita. (Rif. 045)

ANNO 23 (a.e.v.) - 731 (a.u.c.)

018 - NASCITA DI MARIA (Febbraio)


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Tutte le fonti lasciano intendere che il parto sia avvenuto regolarmente al nono mese. Solo l'autore del "Vangelo Armeno" ci informa categoricamente che Maria nata di sette mesi e quindi alla fine del 730. (Rif. 045) 019 - MARIA: SEI MESI, SETTE PASSI (Agosto) Avendo Maria compiuto i sei mesi, Anna la pone per terra per vedere se cammina: Maria fa sette passi e ritorna tra le braccia della madre. Allora Anna prende una insolita decisione: fa costruire un "santuario" nella camera da letto rinchiude Maria in tale santuario perch non venga contaminata da nulla di impuro ingaggia sette fanciulle, ebraiche e vergini, per farla trastullare. (Rif. 025)

ANNO 22 (a.e.v.) - 732 (a.u.c.) 020 - MARIA COMPIE UN ANNO Al compimento del primo anno Gioacchino offre un grande ricevimento invitando un numero sterminato di persone: "...i sacerdoti, gli scribi, il consiglio degli anziani e tutto il popolo d'Israele...". Scopo della festa: presentazione della bambina e ricevimento delle consuete benedizioni. (Rif. 025) ANNO 21 (a.e.v.) - 733 (a.u.c.) 021 - LA FRETTA DI GIOACCHINO Al compimento dei due anni l'impaziente Gioacchino ritiene giunto il momento di affidare Maria al Tempio, temendo che possa in seguito essere rifiutata. Anna, considerata la tenera et della figlia, di parere contrario e consiglia di attendere. (Rif. 025) ANNO 20 (a.e.v.) - 734 (a.u.c.)

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Riferimento Storico: LA COSTRUZIONE DEL NUOVO TEMPIO Erode Il Grande ordina il rifacimento del Tempio di Gerusalemme.

022 - MARIA ENTRA NEL TEMPIO All'et di tre anni, preceduta da uno stuolo di fanciulle recanti fiaccole accese, Maria entra nel Tempio. Esegue una graziosa danza sul terzo gradino dell'altare e poi, senza voltarsi, sale di corsa i quindici gradini che conducono all'ingresso del ritiro. (Rif. 025, 035, 045, 050)
Si trattava probabilmente di una scuola di elite, retta dai sacerdoti e destinata all'educazione delle ragazze di un certo rango: figlie di re, di sacerdoti e di alti dignitari. Non chiaro dove la scuola fosse dislocata; certo non nel Tempio che, distrutto da Nabucodonosor nel 167(a.u.c.), doveva essere, nel 734(a.u.c.), per condizioni e struttura alquanto modesto. La costruzione del nuovo Tempio, iniziata in questo anno e terminata negli anni 785-790(a.u.c.), sicuramente dopo la morte di Ges, non poteva ospitare nel suo interno una scuola di questo genere. Nelle sue linee essenziali, questa scuola doveva essere simile ad analoghe istituzioni greche, dove l'istruzione comprendeva anche oratoria, poesia, pittura, musica e per finire la danza, l'educazione fisica ed il tiro con l'arco. Maria entra nella scuola del Tempio a pieno titolo in quanto figlia di Gioacchino, uno degli uomini pi ricchi della Palestina e nipote di Isachar, sommo sacerdote. (Rif. 130)

ANNO 19 (a.e.v.) - 735 (a.u.c.)

023 - MARIA ORFANA (?) All'et di quattro anni Maria sarebbe rimasta orfana di padre e madre. (Rif. 045)
La notizia della morte di Gioacchino e di Anna, qu riportata, contrasta con quanto sostenuto da altri autori e con quanto contenuto in altre parti del testo.

ANNO 14 (a.e.v.) - 740 (a.u.c.)

024 - VITA DI MARIA NEL TEMPIO Dotata di precoce intelligenza e di notevole maturit di carattere, Maria diventa presto oggetto di ammirazione e viene additata come esempio di preclare virt. Il ritmo quotidiano della sua vita era cos scandito:
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dal mattino all'ora terza: preghiera dall'ora terza alla nona: lavori di tessitura dopo l'ora nona di nuovo preghiera in attesa della refezione, servita da un angelo. Oltre a ci trovava il tempo per lo studio e la meditazione della Legge Mosaica, per il canto dei salmi davidici e per la conversazione con diversi angeli che la ubbidivano in tutto. A volte eseguiva anche guarigioni di ammalati, con il tocco della mano. (Rif. 035) 025 - IL NUTRIMENTO DI MARIA Durante tutti gli anni della sua permanenza nel Tempio, Maria ha sempre distribuito la sua quotidiana razione di alimenti ai poveri. Essa si nutriva prendendo giornalmente il suo cibo dalla mano di angelo. (Rif. 025, 035) ANNO 11 (a.e.v.) - 743 (a.u.c.) 026 - PRE-ANNUNCIAZIONE Nel Tempio, appare a Maria un angelo, il quale si abbandona prima ad una serie di prodigi e poi annuncia a Maria che, tempo tre anni, concepir un figlio destinato a salvare il mondo. Maria ha ora 12 anni. (Rif. 100) ANNO 9 (a.e.v) - 745 (a.u.c.) 027 - UNA PROPOSTA DI MATRIMONIO Avendo Maria compiuto i quattordici anni, un certo sacerdote Abiathar offre munifici doni ai responsabili del Tempio affinch Maria venga concessa in sposa al proprio figlio. Netto rifiuto da parte di Maria alle pressioni dei sacerdoti. (Rif. 035)
Infatti, durante la permanenza nel Tempio, ha fatto voto di verginit, in contrasto con le comuni credenze che ritenevano tale stato una maledizione divina.

028 - VEDOVANZA DI GIUSEPPE Muore la prima moglie di Giuseppe, dopo 49 anni di matrimonio. Giuseppe ha ora 89 anni. (Rif. 055)

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ANNO 8 (a.e.v.) - 746 (a.u.c.)

029 - ZACCARIA DIVENTA SOMMO SACERDOTE Muore il sommo sacerdote Eleazaro e Zaccaria, figlio di Barachia, subentra nell'incarico. (Rif. 045) 030 - L'ETA DELLA DISCREZIONE La permanenza delle vergini nel Tempio era prevista per un massimo di 12 anni. Avendo Maria ed altre 12 ragazze maturato il tempo per lasciare il ritiro, il consiglio dei sacerdoti deve prendere una decisione in merito alla loro collocazione. (Rif. 050) 031 - IL SORTEGGIO Le versioni sull'evento sono discordanti. In sintesi: il sommo sacerdote, ispirato da un angelo, emana un bando in tutta la Giudea ordinando a celibi e vedovi di presentarsi al Tempio muniti di bastone personale (o tavoletta con inciso il nome). Maria e le 12 vergini vengono esibite in pubblico; si ritirano i bastoni (tavolette) lasciando il compito di decidere l'affidamento alla potest divina. I bastoni (tavolette) vengono poi restituiti ai legittimi proprietari con la relativa indicazione dell'avvenuta assegnazione. Dal bastone (tavoletta) di Giuseppe esce una colomba bianca, quale segno di particolare favore divino, essendogli stata assegnata in custodia (e in previsione di future nozze) Maria. (Rif. 025, 035, 045, 050)
L'episodio ha tutte le caratteristiche di una vendita di schiave all'incanto. Ricorda molto alcune usanze greche dell'epoca; le ragazze allevate in scuole di elite e con garanzia di verginit, venivano cedute, per cifre altissime, a personaggi facoltosi e di rango, in qualit di concubine di lusso. Il contratto poteva anche essere a tempo determinato o contenere clausole di riscatto. Aspasia, compagna e consigliera di Pericle, per quasi 40 anni, da giovane aveva seguito questa trafila.

032 - GIUSEPPE DISSENTE Giuseppe molto preoccupato per ci che la sorte gli ha riservato. (Se le date sono esatte ha 90 anni!) Giuseppe si schermisce dicendosi troppo vecchio, carico di figli e possibile oggetto di derisione, considerato il divario di et con la giovane promessa. (Rif. 025, 035, 045, 050)
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033 - GIUSEPPE VIENE CONVINTO Giuseppe viene aspramente rimproverato dal sommo sacerdote e minacciato di un possibile intervento della collera divina. Alla fine si convince. (Rif. 025, 035, 045, 050) 034 - DOVE VA MARIA - (Prima versione) Celebrato il rito di promessa di matrimonio Giuseppe torna a Betlemme per i preparativi delle nozze. Maria ritorna in Galilea (?), a casa dei suoi genitori, con altre sette fanciulle che le sono state destinate come dame di compagnia. (Rif. 050) 035 - DOVE VA MARIA - (Seconda versione) Scortata da cinque dame di compagnia: Rebecca, Sefora, Susanna, Abigea e Cael (Zahel) Maria si insedia nella casa di Giuseppe. (Rif. 035, 045) 036 - DOVE VA MARIA - (Terza versione) Nel mese di Maggio, dopo regolare contratto di matrimonio, Maria entra a far parte della famiglia di Giuseppe mediante la tradizionale cerimonia ebraica di accoglimento. (Rif. 378)
Su quello che poteva essere il rapporto pre-matrimoniale o matrimoniale tra Giuseppe e Maria la chiesa non mai stata chiara. Su questo particolare ci soccorre la segnalazione di un nostro collaboratore: Ho letto che gli ebrei, quando si sposavano, facevano un fidanzamento seguito da un primo matrimonio; e se la donna restava incinta, facevano un secondo definitivo matrimonio. Nel periodo tra il fidanzamento ed il primo matrimonio la ragazza era chiamata "almah", che erroneamente stato tradotto con "vergine" nel caso della madre di Ges. Durante (o poco tempo prima?) i due matrimoni, la donna ungeva il marito con olio profumato e le due unzioni, raccontate nei Vangeli, sarebbero da interpretare in questo senso.(F. Fornasier) La verginit, per gli ebrei, era comunque una condizione sine qua non per il matrimonio; la sua mancanza era motivo di divorzio e, in casi pi gravi, motivo di condanna a morte della ragazza mediante lapidazione.

037 - GIUSEPPE PARTE PER LAVORO Sistemata Maria in casa, Giuseppe parte per impegni di lavoro a Cafarnao (o a Sefforis?). Non chiaro quale attivit svolgesse: se falegname, carpentiere o costruttore edile. Maria si prende cura di Giacomo il Minore, ultimo nato dal precedente matrimonio di Giuseppe, ancora in tenera et. Inoltre, con le altre cinque dame, provvede alla tessitura di un nuovo velo per il Tempio. (Rif. 025, 045, 050)
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Sefforis era la capitale in costruzione di Erode Antipa, distante qualche chilometro da Nazaret(?). Successivamente venne chiamata Tiberiade in onore di Tiberio Imperatore.

038 - L'ELEZIONE DI ZACCARIA VIENE CONTESTATA Dopo averlo eletto i sacerdoti si rendono conto che Zaccaria non ha figli e mettono pertanto in dubbio la validit della nomina, a causa della sua infecondit. (Rif. 045) 039 - ZACCARIA CERCA UNA SCAPPATOIA Zaccaria invoca la grazia divina per avere un figlio ma senza nutrire troppe speranze, considerato che all'epoca aveva 120 anni e la moglie Elisabetta 98 anni. (Rif. 045, 135) 040 - ANNUNCIAZIONE A ZACCARIA Le preghiere di Zaccaria vengono ascoltate. Un angelo gli appare nel Tempio e gli annuncia che la moglie avr un figlio; il suo nome dovr essere Giovanni. (Rif. 015, 045) 041 - ZACCARIA HA QUALCHE DUBBIO Di fronte a tanta notizia Zaccaria viene colto da comprensibili dubbi e chiede all'angelo una qualche prova. L'angelo lo rimprovera per la sua poca fede e come prova lo rende muto sino al compimento del lieto evento. (Rif. 015, 045) La privazione della parola, anzich nove mesi, sarebbe durata solo tre giorni. (Rif. 135) 042 - ANNUNCIAZIONE AD ELISABETTA (Il 20 del mese di Tishri) L'arcangelo Gabriele annuncia ad Elisabetta, incredula, la prossima nascita di Giovanni. (Rif. 045) ANNO 7 (a.e.v.) - 747 (a.u.c.) * GESU': ANNI 0

043 - PRIMA ANNUNCIAZIONE A MARIA Mentre Maria si trovava presso la fonte (o in casa, non si sa bene), le appare un angelo (Gabriele) che le annuncia il concepimento di un figlio per opera dello spirito santo. Maria ne profondamente turbata ma l'angelo la
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tranquillizza. I soliti "bene informati" ci dicono che questo avvenuto all'ora terza di Mercoled, 15 del mese di Nisan. (Rif. 005, 015, 025, 035, 045, 050, 135) 044 - SECONDA ANNUNCIAZIONE Qualche tempo dopo (tre ore o tre giorni), un bellissimo giovane (angelo in forma corporea) penetra in casa di Maria e le conferma l'annuncio del concepimento divino, risolvendo tutti i dubbi e le perplessit della giovane. (...il verbo di Dio penetr in lei attraverso l'orecchio...) (Rif. 035, 045, 135)
Per opportuna informazione: Maria non era una donna ma bens un angelo, inviato preventivamente in terra da Dio, per ricevere il figlio. Il concepimento di Ges non avvenuto nel ventre; Ges entrato nel corpo di Maria da un orecchio ed uscito dall'altro!! Questo, per lo meno, quanto sostenuto nell'ambiente della setta catara e riportato nello pseudo libro di Giovanni (Conceptio per Aurem). (Rif. 145) Secondo Tertulliano, invece, la fecondazione di Maria fu operata mediante un raggio luminoso. Altri infine sostengono che il concepimento sia avvenuto per bocca (Conceptio per Os). Invece, stando al Vangelo di Giuda, Ges (l'Autogenerato?) sarebbe figlio della Grande Dea Madre Barbelo che lo avrebbe concepito mediante un penetrante sguardo del Dio primitivo, unico e ineffabile, da non confondersi con El, il dio dell'Antico Testamento. (Rif. 475)

045 - PRE-AVVISO AI MAGI Prevedendo una regolare gravidanza di nove mesi, un angelo si reca in oriente per sollecitare i magi a mettersi in viaggio. (Rif. 045) 046 - MARIA SI RECA DA ELISABETTA (Febbraio-Marzo?) Maria si mette in viaggio e raggiunge Ain-Karim (monti della Giudea), per fare visita alla cugina Elisabetta, la quale in attesa (sesto mese) della nascita di Giovanni. (Rif. 025, 045)
Se, come dicono i vangeli, il viaggio iniziato a Nazaret, il percorso stato di 150 Km., a dorso di mulo. Cosa alquanto sconsigliabile per una donna sola ed incinta. Se invece Maria si trovava a Gerusalemme (Betlemme) allora il percorso si riduce a 20-25 chilometri.

047 - LE RACCOMANDAZIONI DI ELISABETTA (Marzo-Giugno?) Elisabetta si rende conto della gravidanza di Maria e le raccomanda di custodire il segreto sul suo stato e di non uscire di casa onde evitare malintesi,
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sospetti e pettegolezzi da parte di estranei. (Rif. 045) 048 - NASCITA DI GIOVANNI (Giugno-Luglio?) In questo mese nasce Giovanni il Battista. (Rif. 015, 020)
GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo il mito e la leggenda) - Padre: ZACCARIA, a sua volta figlio di Barachia, discendente di Aronne. - Madre: ELISABETTA, parente di Maria per vincolo con la di lei madre Anna. Nasce ad Ain-Karin, paese situato in una zona montuosa a circa 7-8 Km. da Gerusalemme, nel Maggio del 747(a.u.c.), sei mesi prima del cugino in secondo grado Ges. Si dice sia cresciuto come un asceta nella zona desertica della Giudea, rivestito di pelli e mangiando ci che la natura gli offriva, come locuste e miele selvatico. Intorno ai 30 anni inizia a predicare, lungo il Giordano (nei pressi di Gerusalemme), praticando il battesimo e profetizzando l'avvento di un nuovo messia. Aspramente critico nei riguardi di Erode Antipa e del suo concubinaggio con la cognata Erodiade, viene arrestato e rinchiuso nella fortezza di Macheronte, sulla sponda orientale del Mar Morto. Dopo parecchi mesi di carcere, Erodiade e la figlia Salom ottengono, da Erode Antipa, che venga decapitato. (Presumibilmente nell'Agosto del 781 (a.u.c.)) (Rif. 015, 135) Una nota estemporanea. Sono in molti a meravigliarsi del fatto che Giovanni Battista si nutrisse di locuste mentre trovano perfettamente naturale che i francesi vadano pazzi per le lumache alla parigina. Le locuste sono, ancora oggi, consumate in alcuni paesi dell'Africa sud-orientale. Naturalmente vengono saltate in padella con un filo d'olio, sino a renderle croccanti; un pizzico di sale e spezie secondo i gusti. Pare che anche gli esseni non le disdegnassero. Il problema, forse, non quello di mangiarle ma di.... acchiapparle. GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo un'altra ipotesi storica) Storicamente di Giovanni Battista non si sa nulla, eccetto una breve notizia, riportata da Giuseppe Flavio, sulla base della quale possibile formulare le seguenti, discutibili, ipotesi. Giovanni aderisce e condivide, sin da giovane, gli ideali di riscatto e di liberazione della Palestina professati dalla comunit essena. Su tale decisione potrebbe aver pesato il fatto della morte del padre Zaccaria, avvenuta anni prima, per mano della famiglia degli Erode ma il fatto del tutto improbabile. Vive la propria giovinezza nel deserto, a Qumran, con la comunit essena che lo accoglie di buon grado in quanto: quale discendente di Aronne ha tutte le carte in regola, secondo la profezia biblica, per assumere la figura del messia religioso che dovrebbe porsi a capo dell'attuale e corrotta classe sacerdotale, mentre: Ges, discendente di Davide, si porrebbe come messia politico a capo del movimento per la cacciata dei regnanti erodiani, considerati come usurpatori e collaborazionisti degli occupanti romani. 101

E' il concetto della duplice attesa messianica coltivato dagli esseni. Giovanni era un profeta di tendenze radicali ed Erode Antipa lo fa giustiziare perch rappresentava una seria minaccia alla precaria stabilit politica del regno. Oggi, nei territori meridionali dell'Iraq, esiste ancora una setta che non riconosce la supremazia di Ges ma che segue, con scrupolo e convinzione, gli insegnamenti di Giovanni il Battista. Sono comunemente detti Mandei, ma essi si definiscono Nazareni (Nazorei) con riferimento all'omonima antichissima setta e non alla citt di Nazaret. Che a quei tempi qualcuno si vantasse di discendere in linea retta da Davide una cosa che lascia alquanto perplessi. Stando alla lettera di ci che riportato nella Bibbia (Libro dei Re) questo Davide sarebbe stato uno dei pi efferati farabutti che la storia ci abbia tramandato. Il fatto che sia riuscito a sedersi su di un trono non toglie nulla alla sua mostruosa protervia. Tanto per paragone: come se oggi qualcuno si vantasse di discendere da Hitler. Resta comunque il fatto che non esiste nessuna prova archeologica o storica dell'esistenza del regno di Davide. Nessun testo contemporaneo del Medio Oriente ne parla; si tratta di uno dei tanti miti inventati dagli autori della Bibbia. (Rif. 130)

049 - CIRCONCISIONE DI GIOVANNI (Luglio?) Otto giorni dopo la nascita, Giovanni viene circonciso ed il padre Zaccaria riacquista l'uso della favella. (Rif. 015, 045, 135) 050 - MARIA RITORNA A CASA (Luglio?) Dopo tre mesi di permanenza presso Elisabetta e dopo aver assistito alla nascita di Giovanni Battista, Maria ritorna a casa. (Rif. 015, 025, 378) 051 - IL RITORNO DI GIUSEPPE (Luglio-Agosto?) Dopo prolungata assenza Giuseppe ritorna, pronto a sposare Maria, secondo la solenne promessa fatta al Tempio al momento dell'affidamento. Quando si rende conto che Maria gravida si dispera e cade in uno stato di profonda desolazione e di paura. A nulla valgono le proteste di innocenza di Maria, le spiegazioni sul "singolare" intervento divino e le testimonianze di buona fede delle cinque dame di compagnia. (Rif. 025, 035, 045, 050, 055) 052 - PENSANDO AD UNA SOLUZIONE (Agosto-Settembre?) Giuseppe teme sopratutto la punizione che il Sinedrio potrebbe infliggergli per non aver custodito nel dovuto modo la giovane che gli era stata affidata. Pensa pertanto come togliersi dai guai, evitando il disonore ed anche il ridicolo, escogitando alcune possibili soluzioni quali: il ripudio l'occultamento di Maria in un luogo segreto
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la pubblica denuncia dell'inganno (soluzione drastica che avrebbe potuto comportare anche la lapidazione della ragazza). (Rif. 025, 035, 045, 050, 055) 053 - UN ANGELO TRANQUILLIZZA GIUSEPPE (Agosto-Settembre?) Nella notte, durante il sonno, un angelo (Gabriele?) appare in sogno a Giuseppe e lo induce a pi ragionevoli consigli. Infatti Giuseppe trattiene presso di s Maria. Secondo alcuni autori i due si sposano subito. (Rif. 005, 025, 035, 045, 050, 055) 054 - ARRESTATI! (Agosto-Settembre?) Lo scriba Anna, recatosi in visita a casa di Giuseppe, si accorge della gravidanza di Maria e si affretta ad informare i sacerdoti. Il sommo sacerdote Zaccaria fa arrestare i due presunti colpevoli. (Rif. 025, 035, 045) 055 - GIUDIZIO ED ASSOLUZIONE (Agosto-Settembre?) In sede di giudizio Giuseppe viene praticamente accusato di violenza carnale (o quasi!), mentre Maria, qualora Giuseppe si dimostri innocente, rischia un'accusa di adulterio e quindi tenuta per legge a rivelare il nome dell'eventuale seduttore. Considerato che i due imputati insistono nel dichiararsi innocenti, vengono sottoposti ad uno strano test di verit, consistente nel compiere sette giri intorno all'altare del Tempio, dopo aver bevuto un disgustoso intruglio ("acqua amara di maledizione"). Usciti entrambi indenni dalla prova vengono assolti e liberati. (Rif. 035, 045)
Giacomo, nel suo proto-vangelo, d una versione dei fatti un po' diversa: "quando Maria rimase incinta durante un'assenza del marito, e quello se ne lament, i sacerdoti fecero bere ad ambedue l'acqua di gelosia e tutti e due furono dichiarati innocenti". (Rif. 025)

056 - UN RIFUGIO DISCRETO (Settembre-Novembre?) Malgrado l'assoluzione, Giuseppe non si sente tranquillo e ritiene pi opportuno appartarsi agli occhi del mondo sino al termine della gravidanza di Maria. Secondo il Corano, a ci avrebbe provveduto lo stesso Zaccaria, nascondendo Maria in un casolare segreto dove veniva nutrita giornalmente da "angeli del cielo". (Rif. 045, 135) 057 - CENSIMENTO E VIAGGIO A BETLEMME (Novembre?) Per adempiere agli obblighi imposti dal censimento delle popolazioni, decretato da Ottaviano Augusto, Giuseppe si pone in viaggio con Maria alla
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volta di Betlemme, luogo di origine della sua casata. (Rif. 015, 025, 035, 040, 045, 050, 055)
CENSIMENTI (Secondo la Storia e un'Ipotesi) Da tempo si sta facendo strada la convinzione che, nel periodo della nascita e dell'infanzia di Ges, i censimenti organizzati in Palestina siano stati due, anzich uno, come generalmente si ritiene. PRIMO CENSIMENTO (747 a.u.c.) Riportato solo per dovere di cronaca. Per ora solo una ipotesi, non storicamente confermata. E' stato un censimento di natura demografica, tendente a rilevare la consistenza numerica della popolazione palestinese, suddivisa nelle varie trib. Che fosse di natura demografica lo indica il fatto che i capi di casato furono chiamati a censirsi nel loro luogo di residenza abituale. e questo giustificherebbe lo spostamento delle popolazioni (almeno dei capi di casato). Un censimento di natura fiscale sarebbe stato organizzato in tuttaltro modo. Nell'anno di nascita di Ges: 747(a.u.c.), mancando in Palestina un procuratore incaricato, il censimento ordinato da Ottaviano Augusto, venne fatto sotto la supervisione del Governatore di Siria, Sanzio Saturnino e del console di Siria, Publio Sulpicio Quirino. Naturalmente i vari autori dell'epoca ne danno versioni a volte completamente distorte. Alcuni esempi ripresi da M.Craveri: Rif. 330 Proto vangelo di Giacomo: Ora venne un ordine dell'imperatore Augusto che fossero censiti tutti gli abitanti di Betlemme di Giudea. Vangelo dello pseudo Matteo: Avvenne poi, dopo qualche tempo, che si fece un censimento, per decreto di Cesare Augusto, per cui ognuno doveva dichiararsi nel suo luogo di origine. Questo censimento fu fatto dal preside della Siria Quirino. Vangelo arabo-siriaco: Nell'anno 309 dell'era di Alessandro, decret Augusto che ciascuno si facesse registrare nella sua citt. Storia di Giuseppe: Frattanto usc un decreto da parte del re Augusto che si facesse un censimento di tutta la terra, ciascuno nella sua citt di origine. SECONDO CENSIMENTO (760 a.u.c.) Storicamente certo, era di natura fiscale e catastale. La Giudea era divenuta Provincia Imperiale e pertanto si poneva il problema di accertare i redditi ed imporre le consuete imposte. La decisione viene presa nel 759(a.u.c.) con decreto di Ottaviano Augusto. Il censimento stato eseguito nel 760(a.u.c.) sotto la supervisione di Publio Sulpicio Quirino, divenuto nel frattempo governatore di Siria, e con la collaborazione del procuratore della Giudea, Coponio. E' stata forse sfruttata la precedente esperienza maturata da Quirino durante il primo censimento? Resta comunque un fatto strano: i redditi dovrebbero essere rilevati nel luogo dove 104

vengono prodotti senza provocare estesi spostamenti della popolazione. Betlemme, circa 10 Km da Gerusalemme. (Beth-Lehem = Casa del Pane). A quell'epoca contava un migliaio di abitanti. Censimento a parte, Ges doveva nascere a Betlemme, mentre invece non vero. E' un falso conclamato dei vangeli per la necessit di accreditare a Ges una certa dignit messianica, secondo quanto previsto da vecchie profezie bibliche di Isaia e Michea; inoltre, anche lui, doveva nascere nello stesso luogo dove era nato il suo sedicente antenato Davide. Oggi, alcuni teologi cattolici tendono a disconoscere la nascita a Betlemme. (Rif.995) Secondo E. B. Szekely: Dobbiamo prima di tutto stabilire quali citt NON sono state quelle di nascita. Ges non nato a Betlemme di Giudea che fu scelta per accordarsi con la Legge mosaica e con quanto contenuto in alcune profezie. Betlemme stata scelta anche per motivi di opportunit dinastiche e di legittimazione messianica. Non neanche nato a Nazaret. Il nome reale della citt natale stato eliminato. Il nome storico e la posizione geografica del luogo di nascita di Cristo e' GAMALA...... (Rif. 362)

058 - LA NASCITA DI GESU' (Notte tra il 13 ed il 14 Novembre) Qui le cose si complicano. Le versioni sull'evento sono molteplici e vale quindi la pena di dettagliare: Il viaggio verso Betlemme iniziato a Nazaret (percorso presunto Km 150 a dorso d'asino) (Rif. 015, 050, 055)
Un autore, il quale sostiene che il viaggio sia iniziato a Nazaret, ci informa che la coppia era dotata di: un'asina una tenda composta da tre pali e da un telo grigio altre dotazioni quali: pane, frutta, coperte, un vestito per ciascuno, pannolini e camicine. Il viaggio durato tre giorni e due notti; la prima notte stata passata in tenda, la seconda notte in una locanda. Per la terza notte, che quella del parto, hanno raggiunto la stalla alle ore 20; la stalla era di metri 7 per 4. (Questo ci che si dice essere bene informati!) Un altro eminente Autore, che concorda sul percorso Nazaret-Betlemme, sostiene trattarsi di una "giovane coppia" e ci descrive Giuseppe come uomo robusto (....)che non dimostra pi di 20 anni, mentre a Maria attribuisce un'et di circa 15 anni. E' una versione che si discosta notevolmente dalle comuni credenze e che vale la pena segnalare in quanto l'Autore, oltre che giornalista, risulta membro di alcune Accademie Pontificie di Roma. (Rif. 378)

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Un'altra perplessit: se Betlemme era il luogo di origine di Giuseppe ragionevole pensare che ci fosse qualche parente, conoscente o amico in grado di ospitare la coppia, evitando loro di finire in una stalla.

Durante il viaggio Maria ha delle strane visioni che alterano il suo comportamento. Un angelo, apparso all'improvviso, tranquillizza i viaggiatori. (Rif. 025, 035) Il viaggio verso Betlemme iniziato a Gerusalemme (percorso Km 10) (Rif. 035, 040, 045, 055) Non hanno fatto nessun viaggio perch la coppia risiedeva a Betlemme (Rif. 005) Giuseppe e Maria hanno viaggiato soli (Rif. 015, 035, 040, 050, 055) Giuseppe e Maria hanno viaggiato con Jos, figlio di Giuseppe. (Rif. 045) Giuseppe e Maria hanno viaggiato accompagnati da alcuni precedenti figli di Giuseppe (Rif. 025, 045) Il parto avvenuto prima di assolvere agli obblighi del censimento (Rif. 025, 035, 040) Il parto avvenuto dopo aver assolto agli obblighi del censimento (Rif. 045, 055)
In questo caso Ges sfuggito al censimento? Sarebbe rimasto uno sconosciuto non censito?

Il parto avvenuto in una grotta (Rif. 025, 035, 040, 045) Il parto avvenuto in una stalla (Rif. 015) Il parto avvenuto nella casa di Betlemme (Rif. 005) Il parto avvenuto in un palmizio (Corano) (Rif. 135) Il parto avvenuto in una casa di Gerusalemme (Rif. 172)
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Quest'ultima una versione tarda di origine islamica. La casa si trovava nell'angolo sud-orientale della spianata del Tempio e faceva parte delle antiche stalle di Re Salomone(?). Si racconta che nel 1047 e.v., il viaggiatore persiano Nasir-I-Xushraw in visita a Gerusalemme, abbia visitato detta casa ed abbia scoperto i segni impressi dalle unghie di Maria su alcune colonne alle quali si era aggrappata durante il travaglio del parto (!!!).

Il parto avvenuto dopo sette mesi di gravidanza e non al nono mese (Rif. 070) Maria non stata assistita durante il parto (Rif. 040, 055) Maria stata assistita durante il parto da: i figli di Giuseppe (Rif. 025, 045) da diversi angeli (Rif. 035) dall'arcangelo Gabriele (Rif. 135) Il parto stato del tutto indolore ed avvenuto a mezzanotte circa. Alla nascita Ges aveva occhi azzurro scuro e capelli chiari. (Rif. 995) Dopo la nascita sono intervenute le seguenti levatrici o presunte tali: Zelomi e Salom (Rif. 025, 035) Eva (sic!) la compagna di Adamo, (riscattata al cospetto di Dio dalla prodigiosa nascita) e da Salom (?) (Rif. 045) una vecchia (?) (Rif. 040) Una delle levatrici ha voluto constatare di persona il permanere della verginit di Maria dopo il parto. Per punizione la sua mano stata rinsecchita; successivo pentimento, perdono e guarigione. Chi era l'incredula: Salom (Rif. 025, 035, 045) una vecchia (Rif. 040)
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Dopo i Concili di Costantinopoli del 553 e quello Lateranense del 649(e.v.), i dubbi sulla verginit di Maria sono stati "definitivamente" dissipati. I Concili stessi hanno "decretato" la perpetua ginecologica verginit di Maria: ante partum, in parto, post partum. (Per che schifo!!! L'idea che una sporca mammana giudea si metta a frugare, con mano infetta, nella intimit di una ragazza che ha appena partorito, tale da suscitare il vomito anche nel pi ottuso dei credenti.)

059 - IL PRIMO MIRACOLO(?) Una vecchietta, attirata dalla luce che emana dalla grotta, entra e, dopo i complimenti di rito, chiede a Maria di essere guarita da una paralisi che l'affligge da lungo tempo. Maria le dice di porre le mani sul bambino e la paralisi sparisce all'istante. (Rif. 040) 060 - LE PRIME PAROLE (Prima Versione) Subito dopo la nascita Ges si rivolge a Maria precisando la natura del suo ruolo terreno. Conferma di essere stato mandato in terra per la salvezza del mondo, come le era stato precedentemente annunciato dall'arcangelo Gabriele. (Rif. 040)

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061 - LE PRIME PAROLE (Seconda Versione) Dopo il parto nel palmizio, Maria torna a casa con Ges. Stupore e perplessit dei congiunti che Ges tempestivamente tranquillizza parlando loro dalla culla, precisando gli scopi della sua venuta in terra. (Rif. 135) 062 - LA PRIMA POPPATA Mentre Eva esulta per la nascita del bambino, Ges si alza dalla mangiatoia ove era stato deposto, succhia il primo latte dal seno della madre e poi torna tranquillamente a sedersi nel fieno. (Rif. 045) 063 - ANNUNCIO DEGLI ANGELI ED ADORAZIONE DEI PASTORI Gli angeli annunciano al mondo la nascita di Ges. I pastori che erano nelle vicinanze, dapprima spaventati e poi incoraggiati dagli angeli stessi, si dirigono verso il luogo della nascita guidati da una grande stella. (Rif. 015, 035, 040, 045)
STELLE E COMETE (Secondo la Storia e la Scienza) La stella cometa, che si arresta sulla stalla (grotta) dove nato Ges, una immagine tanto suggestiva quanto falsa. Gli autori, canonici e non, che descrivono questo evento, (dopo qualche centinaio di anni dalla sua manifestazione), fanno riferimento, in maniera alquanto imprecisa e per sentito dire, ad eventi astronomici accaduti ai tempi della nascita e, per loro natura, ripetitivi. - Nell'anno 748(a.u.c.)- inverno, si verificata una congiunzione di Giove con Saturno, nella costellazione dei Pesci. Quando questo fenomeno accade, l'unione delle due sorgenti luminose riflesse produce una luminosit pari a 5 volte la loro somma, per un normale effetto di diffrazione della luce. Il fenomeno ripetitivo e si manifesta, puntualmente ogni 854 anni. - Nell'anno 749(a.u.c.)- primavera, avvenuta un'altra congiunzione di Giove, Saturno e Marte, sempre nella costellazione dei Pesci. Keplero, a suo tempo, ha studiato questo fenomeno, determinandone la frequenza in 794 anni, 4 mesi e 12 giorni. Questi eventi, che si sono verificati a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, hanno probabilmente messo in moto astronomi ed astrologi dell'epoca, determinati a spostarsi per studiare il fenomeno a loro agio.

064 - IL TERZO GIORNO Maria cerca una sistemazione migliore; esce dalla grotta con il bambino ed entra in una stalla. Ges viene deposto nella mangiatoia, riscaldato ed adorato da un "bue" e da un "asino". (Rif. 035)

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La chiesa non ha mai precisato chi fosse il proprietario del bue. Quanto all'asino si presume fosse quello di Giuseppe.

065 - IL SESTO GIORNO La famiglia si trasferisce a Betlemme e vi sosta per due giorni. (Rif. 035) 066 - CIRCONCISIONE (22 Novembre) Nell'ottavo giorno dalla nascita Ges viene circonciso secondo la Legge Mosaica. Esegue l'operazione la levatrice Salom che conserver il prepuzio in una ampolla di olio di nardo. (Rif. 015, 035, 040) Esegue l'operazione una vecchia ebrea che si prende, come ricordo, il cordone ombelicale (??) di Ges e lo conserva in una ampolla di olio di nardo. Successivamente, questa ampolla verr acquistata da "Maria la peccatrice", la quale se ne servir per l'unzione, riportata in seguito. (Rif. 040) Esegue l'operazione un uomo, non meglio identificato. (Rif. 378)
Il nardo era una essenza balsamica ottenuta da un albero ormai estinto da lungo tempo.

067 - IL DICIOTTESIMO GIORNO La famiglia si trasferisce a Gerusalemme. (Rif. 040) 068 - LA CONSACRAZIONE AL TEMPIO (24 Dicembre) Trascorsi i 40 giorni previsti dalla Legge Mosaica per la purificazione di Maria, Ges viene condotto al Tempio per la sua consacrazione. Vengono eseguiti i sacrifici di rito con due tortore (o due colombi) e pagato il consueto riscatto di 5 sicli d'argento. (Rif. 015, 035, 045)
Il sacrificio delle tortore prevedeva che l'officiante le uccidesse aprendo loro la testa con l'unghia del pollice. (Lev.1/14) IL NOME DI GESU' Una tabella che riporta alcuni dei nomi e degli appellativi con i quali viene comunemente indicato il personaggio GESU'.
ITALIANO Ges Dio salva ARAMAICO Yeshoua Yehoshu Yesu EBRAICO Jeshu . GRECO Iesus . . ARABO

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. . Nazareno (1) . . Cristo Messia . Maestro

Yehosua . Nazoraios . . . Mashiah . .

Iesus Jehshua Nazoraios Yeshua Ha Nostsri Yeshua Ha Nozri Cristos Mashiha Maschia Rabbi Immanuel Galilaios Soter . . . Jesus Ben Yoseph

. . . . Christos . . . .

. . . . . . . . .

Nazoraios .

Emmanuele (Dio con . noi) Galileo Salvatore Figlio di Dio Figlio del Padre Figlio del Maestro Figlio di Giuseppe Figlio del Falegname . . Bar Abba Bar Abba Bar Naba . .

Galilaios . Soter . . . . . . . . . . Hazrat Issa IbineMar yam Al Masih IbineMar yam . . . . . . . . . . . Al Nabi Issa Kalimat Allah Ruash Elohim

Naggar Bar Naggar .

Figlio di Maria

Messia figlio di Maria Figlio di Pandira (2) Figlio di prostituta Falegname Resuscitato Signore Pesce (Acronimo) Colui che ... Un certo ... Quel tale ... Appeso (crocifisso) Maledetto Profeta Issa Parola di Dio Spirito di Dio

. . . . . . . . . . . . .

Yesu Bar Pandira Yesu Bar Stada . . . Otho Isch Pelomi Talui

. . . . Ichthys . . .

Figlio di Jochanam (3) .

Yesu Bar Jochanam . Ben Charsch Etaim .

Immach Schemo Vezikro . (ISCHV) . . . . . .

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(1) Il termine deriva da "Nazir" (il separato) un termine che, a quei tempi, indicava l'appartenenza ad una particolare setta. (2) Per Pandira/Pandera/Pantera: Vedi Genitori Ges (3) Per Jochanam: Vedi Genitori Ges

069 - IL VECCHIO SIMEONE A suo tempo lo spirito santo aveva rivelato a Simeone, uomo giusto e di provata fede, che non sarebbe morto senza prima avere visto il nuovo messia di Israele. Durante la consacrazione di Ges, Simeone (112 anni) riconosce in lui il messia e chiede a YHWH di poter finalmente morire. (Rif. 015, 035, 040, 045) 070 - LA PROFETESSA ANNA Anna, figlia di Fanuele della trib di Aser(?), dopo la vedovanza ha sempre vissuto nel Tempio raggiungendo l'et di 84 anni. Anche lei riconosce in Ges il nuovo liberatore di Gerusalemme. (Rif. 015, 035, 040)
NOTA - Di quale trib parla Luca? La trib di Aser era scomparsa, assieme ad altre 10, dopo la distruzione del regno d'Israele e la deportazione a Babilonia (-586 e.v.).

071 - ARRIVANO I MAGI (Fine anno?) In data non precisata (comunque non dovrebbe essere oltre il 9 Gennaio 748 a.u.c.), arrivano i Magi e si attendano nei dintorni di Gerusalemme. (Rif. 025, 035, 040, 045)
Alcuni autori sostengono che i Magi siano arrivati nella tarda primavera dell'anno 748(a.u.c.) o, addirittura, due anni dopo la nascita.

INSERTO 08 - I Magi (Secondo la leggenda e il mito) Su questi fantastici personaggi si scritto di tutto; potevano essere: astrologi astronomi esoteristi indovini maghi principi regnanti sacerdoti esseni sacerdoti di Zoroastro e quanto altro si vuole. 112

Si racconta fossero tre fratelli: MELKON = re dei persiani GASPAR = re degli indi BALTHASAR = re degli arabi oppure che fossero: MELCHIORRE (Ram, Melkon), discendente di SEM, maharaja indiano; cede il governo a suo fratello e parte con il compagno di viaggio ed amico Tsekinata. GASPAR(R)E (dall'iranico Gashspar), discendente di CAM, re dell'Armenia; era un seguace della dottrina di Zoroastro. Abdica, in favore del fratello Ntikran, per dedicarsi ai suoi studi ed alle sue ricerche. BALDASSARRE (Balthasar, Valtasassour), discendente di JAFET. Era un re arabo. Nei primi secoli del cristianesimo alcune sette hanno dibattuto per decenni per stabilire se i magi si conoscevano tra di loro, prima di iniziare il viaggio, oppure se si sono incontrati per la prima volta a Gerusalemme; discussione veramente fondamentale! Altre sette primitive hanno sostenuto, per qualche tempo, che i magi fossero 2, oppure 4, oppure 12 come gli apostoli, oppure 60. Una menzione a parte merita il Mago Artaban, proveniente dal nord Europa. Vari inconvenienti ritardarono il suo viaggio ed arriv a Gerusalemme dopo 33 anni, in tempo per vedere Ges in croce. Tra le tante leggende si ricorda anche il ritrovamento dei corpi dei Magi, da parte di Elena, madre di Costantino, nel 315 e.v. In prima istanza sarebbero stati trasferiti a Costantinopoli, poi a Milano come dono al vescovo Eustorgio. Dopo la conquista di Milano, ad opera di Federico Barbarossa, i resti vennero trasferiti nella cattedrale di Colonia, dove oggi si dovrebbero trovare. (?) Uno studio interessante identifica i Magi come sacerdoti della setta essena, che avrebbero accolto nella loro comunit il bambino Ges, figlio illegittimo di una donna (Maria?), la quale sarebbe stata ripudiata dal marito per aver commesso adulterio con un soldato romano di nome Pantera. Era usanza comune dare rifugio nella comunit ai bambini ed alle donne abbandonate. Il compito dei Magi, nella comunit essena, era quello di scrutare il cielo per individuare la stella che avrebbe dovuto annunciare l'arrivo del Messia di Aronne. Infine la chiesa sta cercando, ultimamente, di ricuperare un personaggio scomodo e un po' frastornante per i "fedeli": si tratta di Babbo Natale: ergo Santa Claus ergo Sanctus Nicolaus ergo Sinterklaas ergo Saint Nick ergo San Basilio ergo San Martino

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e infine San Nicola presule di Mira, (oggi Demre-Turchia), a suo tempo partecipante al Concilio di Nicea. Si dice fosse un generoso e disinteressato donatore. In realt Babbo Natale un personaggio del tutto moderno, inventato dallo scrittore Clarke Moore, nel 1809 in USA, e poi ripreso nel 1949, come Saint Nick, da H. H. Sundblom, per pubblicizzare i prodotti della Coca-Cola. Per la cronaca le renne di Babbo Natale si chiamano: Blitzen Comet Cupid Dancer Dasher Donder Prancer Vixen e non detto che la chiesa non trasformi Babbo Natale in un santo e le renne in "animali sacri" quali l'agnello di dio, la colomba, ecc. Sin verso il 1950 l'elargitore di doni natalizi era un certo "Ges Bambino", un patetico personaggio che le nuove generazioni ormai non ricordano, al quale era necessario scrivere una letterina di buoni propositi e di attaccamento alla fede, per ricevere qualcosa in dono. E' persino inutile rammentare che l'usanza di scambiarsi (o elargire) doni durante il solstizio d'inverno, ha origini antichissime e rientra nelle consuetudini di tutti i culti primitivi che hanno preceduto il cristianesimo. Persino i cinesi avevano il loro "babbo-natale": Shengdan Laoren. In questi ultimi anni abbiamo assistito a molteplici manifestazioni di insofferenza, da parte del clero, per le celebrazioni "pagane" di Hallowe'en, difficilmente recuperabili da parte della chiesa; figuriamoci poi la Befana! Resta il fatto che intorno a queste manifestazioni circola una montagna di denaro e dove c' odor di soldi la chiesa non pu restare indifferente: dona nobis partem! (Rif. 790, 755, 757, 485)

ANNO 6 (a.e.v.) - 748 (a.u.c.) * GESU': ANNI 1

072 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione I) I Magi sono giunti a Gerusalemme soli o con una modesta scorta. Si tratta di Melchiorre (accompagnato dall'amico e compagno Tsekinata), Gasparre e Baldassarre. (Rif. 005, 025, 035) 073 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione II)
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I Magi sono giunti a Gerusalemme scortati da un poderoso esercito di 12000 (!) cavalieri che si accampano intorno alla citt. (Rif. 045)
Caspita! In questo caso i 3000 uomini, che componevano l'esercito di occupazione romano in Palestina, devono aver avuto qualche serio problema, ma la storia non ne fa cenno.

074 - I MAGI SI INFORMANO La stella, che ha guidato i Magi dal lontano oriente, si temporaneamente occultata, pertanto gli stessi sono costretti a chiedere informazioni su dove si trovi il neonato messia Ges. (Rif. 005, 025, 035, 045)
Come mai occultata? Intervento divino o tempo nuvoloso?

075 - ERODE SI PREOCCUPA E CONVOCA I MAGI Le voci che corrono sulla nascita del nuovo messia e l'arrivo dei Magi mettono in agitazione Erode il Grande il quale fa convocare i Magi stessi per essere adeguatamente informato. (Rif. 005, 025, 035, 045) 076 - INCONTRO DI ERODE CON I MAGI Erode chiede ai Magi in base a quale profezia essi hanno dedotto la nascita del nuovo salvatore di Israele. I magi affermano di possedere, in patria, un libro mitico risalente ai tempi di Adamo, che solo loro sono in grado di consultare. (Rif. 005, 035, 045) 077 - IL TERREMOTO Erode non soddisfatto di quanto i Magi gli hanno riferito ed ordina alle sue guardie di arrestarli. All'improvviso un grande terremoto scuote il palazzo e lo fa crollare provocando 62 morti. (Rif. 045) 078 - LIBERAZIONE / CONGEDO DEI MAGI I sudditi, terrorizzati, implorano Erode di liberare i Magi, a scanso di altre sciagure. Erode libera/congeda i Magi pregandoli di informarlo, non appena trovato il bambino, perch anch'egli desidera rendergli omaggio. (Rif. 005, 035, 045) 079 - I MAGI TROVANO GESU' La stella-guida dei Magi riappare in cielo e li conduce alla casa di Betlemme dove si trova Ges. (Rif. 005, 035) 080 - ADORAZIONE ED OFFERTA DONI
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I Magi adorano Ges e gli offrono in dono, ciascuno, una moneta d'oro e poi, ancora: oro, incenso e mirra. (Rif. 005, 025, 040, 045)
Tre libbre per ciascuna qualit corrispondenti a circa un chilogrammo. La mirra una resina orientale utilizzata come balsamo curativo, come analgesico o per la composizione e la conservazione dei cadaveri.

081 - SUPPLEMENTO DONI Oltre ai precedenti doni ne sarebbero stati elargiti altri e precisamente: da parte di Melchiorre: aloe, mussolina, porpora, pezze di lino e un libro preziosissimo, scritto e sigillato dalla mano di Dio; da parte di Gasparre: nardo, altra mirra, cannella e cinnamono; da parte di Baldassarre: argento, pietre preziose, zaffiri e perle. (Rif. 045)
A proposito del libro, trattasi di una pergamena, scritta a caratteri d'oro e sigillata, che Adamo aveva ricevuto da Dio in persona, dopo la cacciata dal paradiso terrestre. Adamo affid, in seguito, il libro al terzo figlio Set, affinch lo tramandasse ai posteri; nella pergamena, che "nessuno aveva mai letto", era prevista, con un anticipo di 4000 anni, la venuta di Ges in terra. ("La Caverna del Tesoro": libro apocrifo veterotestamentario). Quanto agli altri doni, se davvero i Magi hanno tanto largheggiato, il successivo viaggio in Egitto avrebbe dovuto compiersi senza troppi problemi economici.

082 - RICAMBIO DONI Maria ricambia gentilmente i doni dei Magi offrendo loro una delle fasce usate per il bambino. Questa fascia si riveler, in seguito, essere incombustibile. (Rif. 040) 083 - I MAGI SE LA SVIGNANO..... Avvertiti in sogno da un angelo circa le malvagie intenzioni di Erode, i Magi ripartono alla chetichella e tornano a casa. (Rif. 005, 025, 035, 040, 045) 084 - ....ED ERODE SI ARRABBIA DI NUOVO Accortosi che i Magi si sono eclissati, Erode si infuria nuovamente e li fa inseguire con l'ordine di ucciderli. Fatica sprecata. (Rif. 035) 085 - ERODE ORDINA LA STRAGE Erode, irritato dai precedenti eventi e sobillato da un individuo malvagio di nome Beghor (Satana?), ordina che vengano uccisi tutti i bambini, al di sotto

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dei due anni, della citt di Betlemme e dintorni. (Rif. 005, 025, 035, 045, 055)
La strage degli innocenti un evento mai accaduto e che non poteva accadere. In primo luogo: un evento del genere avrebbe lasciato una traccia negli annali storici. In secondo luogo: Erode il Grande non poteva permettersi tanto; le sue azioni erano sorvegliate e controllate dagli occupanti romani. Terzo: i romani ci tenevano all'ordine pubblico e non avrebbero corso il rischio di una sommossa popolare, giustificata solo dalle futili paure di Erode. Infine, la strage degli innocenti una vecchia fandonia, mutuata da antiche mitologie orientali e inserita ad arte in questo contesto. Per quanto non esistano riferimenti storici o cenni di alcun genere, un autore, tenuto conto della presunta consistenza della popolazione di Betlemme, ha valutato in 20-25 il numero dei bambini maschi che avrebbero potuto essere uccisi, se la strage fosse avvenuta nei termini descritti da alcuni vangeli. (Rif. 352)

086 - LA FUGA DI ELISABETTA Elisabetta, temendo per la sorte di Giovanni, fugge con il figlio in montagna. Quando si sente allo stremo delle forze, improvvisamente si apre una caverna luminosa dove madre e figlio possono rifugiarsi custoditi da un angelo. (Rif. 025) 087 - MORTE DI ZACCARIA Erode fortemente convinto che Giovanni, figlio di Zaccaria, possa essere il nuovo messia. Seriamente deciso ad ucciderlo e non riuscendo a trovarlo, fa interrogare pi volte Zaccaria senza risultato; alla fine lo fa assassinare nel Tempio. (Rif. 025)
Qu l'autore fa una gran confusione ed inserisce in questo contesto un evento accaduto 75 anni dopo! Durante l'assedio di Gerusalemme (823 a.u.c.) un sacerdote di nome Zaccaria, figlio di Barac, venne ucciso nel Tempio da un gruppo di militanti zeloti. Lo Zaccaria di questo evento aveva nel 748 a.u.c. 122 anni; se quello ucciso nel 823 a.u.c. fosse stato la stessa persona avrebbe dovuto avere ben 197 anni! (Rif. 185)

088 - FUGA IN EGITTO (?) Non tutti gli autori concordano sulla strage degli innocenti e sulla fuga in Egitto. Secondo il Vangelo di Luca, non successo niente; secondo il Protovangelo di Giacomo, Ges stato nascosto in una "mangiatoia di buoi" sino a cessato pericolo. (Rif. 025) 089 - AVVISO DI PERICOLO Un angelo avverte tempestivamente Giuseppe dell'imminente pericolo e lo esorta ad abbandonare il paese.
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Come prima soluzione Giuseppe si rifugia ad Ascalona e poi ad Hebron dove, nel giro di sei mesi, organizza, con tutta tranquillit, il viaggio in Egitto. (Rif. 005, 030, 035, 045, 055) 090 - INIZIA IL VIAGGIO Giuseppe, Maria e Ges partono verso l'Egitto. Secondo alcuni autori erano soli, altri affermano fossero accompagnati da una certa Salom, altri ancora accompagnati da tre ragazzi, una ragazza, carri e bestiame. (Rif. 045, 055) 091 - PERMANENZA FUORI ISRAELE E RITORNO Il viaggio e la permanenza in Egitto, secondo i vari autori, sarebbero durati da uno a tre, quattro e persino dieci anni, con soste pi o meno prolungate nei posti pi disparati. Gli eventi che seguono sono correlati all'et di Ges pi che ai luoghi dove tali eventi si sarebbero verificati. 092 - I DRAGHI Alla fine del primo giorno di viaggio la famiglia decide di riposare in una grotta. Dalla grotta escono improvvisamente numerosi draghi, con grande spavento dei viaggiatori. Il neonato Ges, che era in braccio alla madre, scende e si avvicina tranquillamente ai draghi che all'inizio lo adorano e poi si allontanano discretamente. (Rif. 035) 093 - LEONI E LEOPARDI Nel secondo giorno di viaggio i viaggiatori vengono scortati da uno stuolo di leoni e leopardi che li proteggono e indicano loro la strada. (Rif. 035) 094 - LA PALMA SERVIZIEVOLE Nel terzo giorno di viaggio Maria manifesta il desiderio di gustare i frutti di una altissima palma. Giuseppe (92 anni) si rifiuta categoricamente di arrampicarsi ed allora Ges, dal grembo della madre, ordina alla palma di curvarsi. Dopo aver raccolto i frutti, Ges ordina alla palma di raddrizzarsi. La palma ubbidisce e dalle sue radici sgorga anche una sorgente d'acqua limpidissima. (Rif. 035) 095 - LA PALMA PREMIATA Dopo aver pernottato sotto la palma i viaggiatori riprendono il loro cammino. Prima di ripartire Ges gratifica l'albero per i servizi resi: un angelo ne stacca un ramo e lo porta in cielo.
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(Rif. 035) 096 - TELETRASPORTO IN EGITTO (Sotine) Per alleviare la fatica dei viaggiatori Ges fa s che, in un solo giorno, venga coperta una distanza per la quale sarebbero stati normalmente necessari almeno trenta giorni. Sosta in Egitto a Sotine (nome di fantasia, citt inesistente). L'Egitto era allora una Provincia romana. (Rif. 035)
Teletrasporto a parte, il viaggio da Betlemme ai confini con l'Egitto, a dorso d'asino, non richiedeva pi di 8-10 giorni.

097 - CROLLANO GLI IDOLI (Sotine) Maria ed il bambino entrano in un tempio contenente 365 statue dedicate a falsi idoli. Al loro ingresso tutte le statue si frantumano al suolo. (Rif. 035)

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098 - IL FIGLIO DEL SACERDOTE Altro tempio dove Satana, per mezzo di un idolo, comunica con il sacerdote addetto. Questo sacerdote aveva un figlio di tre anni posseduto dai demoni e solito quindi a indicibili comportamenti. Una fascia di Ges, stesa ad asciugare e posta in capo all'indemoniato, lo guarisce facendogli vomitare corvi e serpenti. Naturalmente anche la statua dell'idolo crolla. (Rif. 040) 099 - I BRIGANTI FUGGONO Prosegue il viaggio e la famiglia giunge in una localit infestata da ferocissimi briganti. All'avvicinarsi dei nostri si leva un frastuono tale che i briganti si danno alla fuga terrorizzati, abbandonando bottino e prigionieri in attesa di riscatto. (Rif. 040) 100 - L'INDEMONIATA NUDA Altra citt. Una donna, uscita di notte per attingere acqua, era caduta in preda a Satana e vagava nuda per ogni dove. Maria interviene e fa fuggire il demonio. Seguono gratitudine ed ospitalit come si conviene in questi casi. (Rif. 040) 101 - LA SPOSA MUTA Il viaggio prosegue ed i viaggiatori giungono in una citt dove si stanno celebrando delle nozze. Satana, che non d'accordo sugli sponsali, interviene e rende muta la sposa. Maria pone il bambino in braccio alla sposa che riacquista immediatamente l'uso della parola. (Rif. 040) 102 - LA DONNA ED IL SERPENTE In un'altra citt: una donna era andata a lavare i panni al fiume e Satana, in forma di serpente, si era impossessato di lei facendola soffrire orribilmente. Maria porge il bambino alla donna che lo abbraccia e Satana fugge da lei. (Rif. 040) 103 - LA GIOVINETTA LEBBROSA Una giovinetta lebbrosa viene lavata con l'acqua che era stata usata per il bagno di Ges. La giovinetta guarisce e decide di unirsi alla famiglia e seguirla nel viaggio. (Rif. 040) 104 - DRAMMA AL CASTELLO In un castello viveva un famosissimo principe, la moglie del quale aveva
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partorito un bimbo lebbroso. Il principe, sconvolto, aveva ordinato alla moglie di ucciderlo o di affidarlo a qualcuno che lo portasse lontano dal castello. La giovinetta dell'evento precedente interviene presso la principessa disperata assicurandola che il bambino verr guarito. Si ripete la cura del punto precedente ed il bimbo guarisce. Ospitalit e generosi doni. (Rif. 040) 105 - IL MARITO IMPOTENTE In un'altra citt i viaggiatori chiedono ospitalit ad un uomo, recentemente sposato che, a causa di un sortilegio, non aveva ancora potuto avere rapporti con la moglie. L'uomo li ospita e la sola presenza della famiglia sotto lo stesso tetto scioglie l'incantesimo. Grandioso banchetto. (Rif. 040) 106 - L'UOMO TRASFORMATO IN MULO I nostri viandanti vengono ospitati in una casa dove tre donne piangenti accarezzano, baciano e nutrono amorevolmente un mulo, rivestito con un ricco manto. Le tre disperate raccontano che quello il loro fratello il quale, in procinto di sposarsi, era stato trasformato in mulo dal sortilegio di donne gelose e malvagie. Sino ad allora nessun mago era riuscito a sciogliere l'incantesimo. (Rif. 040) 107 - IL MULO TRASFORMATO IN UOMO La solita giovinetta rincuora le tre donne e le consiglia di rivolgersi con fiducia a Maria la quale, di buon grado, pone Ges sul dorso del mulo e questo ritorna uomo. Normalizzate le cose, l'uomo in questione, che era un bel giovane, sposa la provvidenziale giovinetta. Tutti felici e contenti. (Rif. 040) 108 - TITO E DUMACO Attraversando una zona deserta la famiglia si imbatte in due briganti: Tito (Demas) e Dumacco (Gesta). Dumaco vorrebbe depredare i viandanti ma Tito si oppone e offre a Dumaco, di tasca sua, 40 dracme, a titolo di riscatto, affinch possano proseguire il loro viaggio. Ges annuncia profeticamente che i due briganti saranno destinati a seguirlo sulla croce. (Rif. 040)

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109 - VERSO MATARIEH Proseguendo il viaggio verso Matarieh (12 km. da Eliopoli) i viandanti passano nei pressi della "citt degli idoli" che si trasforma in colline di sabbia. (Rif. 040) 110 - LA FONTE DI MATARIEH In questa citt Ges fa sgorgare una fontana dove Maria lava la sua tunica. (Rif. 040) ANNO 5 (a.e.v.) - 749 (a.u.c.) * GESU': ANNI 2

111 - AL CAIRO Secondo l'autore del Vangelo Arabo-Siriaco, Ges, Giuseppe e Maria avrebbero sostato a lungo in un quartiere del Cairo (Misr-Mesrin). Durante questa permanenza sarebbero stati fatti parecchi miracoli dei quali si persa memoria. (Rif. 040, 045) ANNO 4 (a.e.v.) - 750 (a.u.c.) * GESU': ANNI 3

Riferimenti Storici: MORTE DI ERODE IL GRANDE Il 13 marzo muore a Gerico Erode il Grande. Aveva 70 anni. (Rif. 780) COSTITUZIONE DI TETRARCHIE I romani dividono la Palestina in tetrarchie ed affidano ad Erode Archelao l'incarico limitato di tetrarca della Giudea. RICOSTRUZIONE DI QUMRAN Dopo la morte di Erode il Grande la comunit esseno-zelota rioccupa il territorio e ricostruisce l'insediamento di Qumran, precedentemente distrutto. RIVOLTE La datazione incerta. In questo anno sarebbero scoppiate alcune rivolte, sgominate dal deciso intervento del Governatore Quintilio Varo. Esse sarebbero state guidate da: Giuda il Galileo che, sconfitto, si rifugia sulle montagne del Golan; Simone di Perea, sconfitto e crocifisso; Athrongas, sconfitto e crocifisso. (Rif. 995) 122

INSERTO 09 - Gestione del Potere in Palestina (Secondo la Storia) Tavola riassuntiva dei nomi di coloro che esercitavano autorit e potere in Palestina ai supposti tempi di Ges.
ANNI e.v. a.u.c. -57 697 -47 707 -27 727 -16 738 -13 741 -9 -6 -4 745 748 750 ROMA (Imperatori) Pompeo G. Cesare Ottav. Augusto Ottav. Augusto Ottav. Augusto Ottav. Augusto SIRIA (Governatori/ Legati) PALESTINA (Prefetti/ Procura tori) Ircano II Ircano II+Erode Antipatro Erode il Grande Erode il Grande Erode il Grande Erode il Grande Erode il Grande Erode Antipa + Archelao + Filippo Erode Antipa + Archelao + Filippo Erode Antipa + Archelao + Filippo Erode Antipa + Filippo Erode Antipa + Filippo Erode Antipa + Filippo Erode Antipa + Filippo Erode Antipa + Filippo Erode Antipa + Filippo Erode Antipa Erode Antipa Erode Antipa Erode Antipa (Sovrani)

. . . . . M. Vis. Agrippa . M. Tizio . Sanzio Saturnino .


Gabinio Sabino ?

Ottav. Augusto Quintilio Varo Ottav. Augusto Quintilio Varo

. . .
Coponio Marco Ambibulo Annio Rufo Annio Rufo Valerio Grato Ponzio Pilato Ponzio Pilato Ponzio Pilato Marcello Marullo E. Capitone ?

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Ottav. Augusto Gaio Cesare

4 6 9 12 14 15 26 34 35 36 37 40 41 42

757 759 762 765 767 768 779 787 788 789 790 793 794 795

Ottav. Augusto Vol. Saturnino Ottav. Augusto Sulpicio Quirino Ottav. Augusto Sulpicio Quirino Ottav. Augusto C. M. Cretico Tiberio Tiberio Tiberio Tiberio Tiberio Tiberio Caligola Caligola Claudio I Claudio I C. M. Cretico C. M. Cretico C. M. Cretico C. M. Cretico L. Vitellio L. Vitellio L. Vitellio P. Petronio P. Petronio

.
Erode Agrippa I Erode Agrippa I

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44 46 48 49 52 54 55 60 62 64 66 68 69 70 73 74 79 81 91 96 98 * * *

797 799 801 802 805 807 808 813 815 817 819 821 822 823 826 827 832 834 844 849 851 * * *

Claudio I Claudio I Claudio I Claudio I Claudio I Nerone Nerone Nerone Nerone Nerone Nerone Galba ecc. Vespasiano Vespasiano Vespasiano Vespasiano Tito Domiziano Domiziano Nerva Traiano Adriano * * *

. . . . . .
C. U. Quadrato

. Tiberio Aless. . Ventidio Cumano .


Cuspio Fado Ventidio Cumano Antonio Felice Antonio Felice Antonio Felice Porcio Festo Albino Gressio Floro Tito Tito Tito Lucilio Basso Flavio Silva Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II Erode Agrippa II

. .
Cestio Gallo ?

117 870

306 1069 Costantino I 337 1100 Costantino II

. . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . .
Giulio Severo

. . . . .

. . . . . . . . .

112 - LO SCIVOLO (Cairo/Mesrin) Al Cairo Ges, che ha 2 anni e 4 mesi, si unisce, per giocare, ad altri bambini del posto. Sempre per gioco, Ges si getta da un abbaino e scivola a terra, senza danno, abbracciato ad un raggio di sole. (Rif. 045) 113 - LE STATUE URLANTI (Cairo/Mesrin) A Mesrin esistevano delle statue magiche che avevano il potere di urlare quando un nemico si avvicinava alla citt. Tali statue per avevano preso l'abitudine di urlare anche quando si avvicinava Ges. Giuseppe viene interrogato in proposito, dimostra di non saperne nulla ma poi ritiene pi prudente cambiare alloggio per evitare altri guai ed altri
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sospetti. (Rif. 045) 114 - IL PESCE SECCO (Cairo/Mesrin) Alloggiati presso una vedova. Ges pone un pesce essiccato e salato in una bacinella e lo fa rivivere e nuotare. La vedova ammattisce dallo spavento e li caccia di casa. (Rif. 030)

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115 - UN DISASTRO In un'altra citt, dove esisteva un grandioso tempio dedicato ad Apollo e ad altri idoli. Durante una grande festa, mentre il tempio era gremito di gente, Ges entra e provoca il crollo dell'edificio e di tutti gli idoli. Bilancio 291 morti. Per intercessione di Maria e le suppliche degli scampati, Ges fa risuscitare 182 persone mentre le altre 109 (sacerdoti e ministri di Apollo) non vengono giudicate degne di salvezza. (Rif. 045)
E' stata una vera fortuna, per noi posteri, che durante il suo soggiorno al Cairo, Ges non si sia mai spinto a Giza, tra le piramidi, la sfinge ed altre meraviglie del passato.

ANNO 3 (a.e.v.) - 751 (a.u.c.) * GESU': ANNI 4

116 - L'OSPITALITA DI ELEAZAR La famiglia viene ospitata per qualche mese (forse al Cairo) da un nobile signore di nome Eleazar, anch'egli esule dalla Giudea da 15 anni. Eleazar ha un figlio di nome Lazzaro e due figlie Marta e Maria. Il soggiorno termina quando un angelo appare a Giuseppe e lo avverte che ora possibile tornare in Israele. (Rif. 045) 117 - SULLA VIA DEL RITORNO (Moab) Sulla via del ritorno Ges e la famiglia sostano in una citt presso il Mar Morto. Anche qu la presenza di Ges provoca il crollo di numerosi templi tra lo sgomento e la disperazione degli abitanti. (Rif. 045) 118 - L'OCCHIO DESTRO (Moab) Ges fa amicizia con i bambini del luogo e partecipa ai loro giochi. Durante un litigio un bambino ne colpisce un altro schiacciandogli l'occhio destro. Ges interviene e lo guarisce all'istante. (Rif. 045) 119 - GLI OCCHI DEI BAMBINI (Betlemme) Una grave malattia colpisce agli occhi i bambini del luogo e li porta alla morte. Maria interviene e guarisce i bambini aspergendoli con l'acqua del bagno di Ges. (Rif. 040)

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120 - LE MOGLI RIVALI (Betlemme) Due donne, mogli (?) dello stesso uomo, erano in disaccordo tra di loro. Una di queste, Maria, aveva un figlio di nome Cleofa che era stato in precedenza guarito da Maria V. facendogli indossare una tunica confezionata con una fascia di Ges. Un giorno la moglie rivale getta Cleofa in un forno per la cottura del pane; la tunica miracolosa spegne le fiamme ed il bambino rimane illeso. La megera per non demorde e getta il bambino in un pozzo. Il bambino viene ritrovato tranquillamente seduto sulla superficie dell'acqua. Alla fine arriva la giusta punizione: la rivale stessa inciampa e cade nel pozzo fratturandosi la testa e "tutte le ossa". (Rif. 040) 121 - LA GUARIGIONE DI BARTOLOMEO (Betlemme) Una madre aveva due figli gemelli; caduti entrambi ammalati uno era gi morto mentre l'altro, Bartolomeo, agonizzante, viene risanato coricandolo nel letto di Ges e ricoprendolo con i suoi vestiti. (Rif. 040) 122 - LA DONNA LEBBROSA (Betlemme) Una donna lebbrosa viene guarita da Maria mediante aspersione con l'acqua del bagno di Ges. (Rif. 040) 123 - LA PRINCIPESSA LEBBROSA (Betlemme) Una principessa era stata ripudiata dal principe suo consorte perch scoperta affetta da lebbra. La lebbrosa del punto precedente convince la principessa a recarsi da Maria. Viene naturalmente risanata con la solita cura. Splendidi doni. (Rif. 040) 124 - IL DRAGO VAMPIRO (Betlemme) Una giovane era caduta preda di Satana che la tormentava, presentandosi a lei sotto forma di drago e succhiandole tutto il sangue, sino a ridurla come un cadavere. La principessa del punto precedente consiglia la madre della giovane di condurla a Betlemme da Maria. L'indemoniata viene aspersa con l'acqua del bagno e poi riceve in dono una fascia del corredo di Ges, da porsi in capo non appena il drago si fa vivo. Infatti, alla successiva apparizione, la fascia comincia a sprizzare fuoco e fiamme e fa fuggire il demonio per sempre. (Rif. 040) 125 - ANCHE GIUDA HA DEI PROBLEMI (Betlemme) Giuda (Iscariota) da bambino era posseduto da Satana che scatenava in lui paurose crisi di furore.
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Un giorno Giuda era seduto, per strada, alla destra di Ges, quando fu assalito dal demonio ed in preda a furia cieca colpi Ges nel fianco destro. Ges si mise a piangere e ci fece fuggire Satana sotto forma di un cane rabbioso. (L'autore ci informa che lo stesso punto, in cui Giuda colp Ges, verr poi trafitto dalla lancia durante la crocifissione). (Rif. 040) ANNO 2 (a.e.v.) - 752 (a.u.c.) * GESU': ANNI 5

126 - LE VASCHE DI FANGO Un giorno in Galilea, presso il Giordano, Ges si trastullava alla costruzione (con il solo uso della parola) di vasche e fossatelle di fango nelle quali faceva scorrere acqua melmosa che, a fine percorso, ne usciva purissima. Un ragazzo invidioso, figlio dello scriba Anna, distrugge per dispetto, con un bastone, il gioco di Ges il quale, infuriato, lo maledice e lo fa cader morto all'istante. A fronte delle vibrate proteste dei genitori del morto, Maria convince Ges a perdonare l'accaduto ed egli risuscita il ragazzo morto con un calcio nel sedere. (Rif. 030, 035, 040) 127 - I PASSERI DI FANGO Dopo quanto sopra Ges impasta dodici passeri di fango e li fa volare. Di ci viene aspramente rimproverato perch era giorno di sabato, notoriamente dedicato ad onorare il Signore. (Rif. 035, 040) 128 - UN RAGAZZO COCCIUTO Ma non finisce qui. Il figlio dello scriba Anna torna alla carica e distrugge nuovamente le vasche di fango. Nuova furia di Ges che lo fa secco per la seconda volta. Nuove proteste e preghiere come da copione precedente. Alla fine Ges risuscita nuovamente il ragazzo sollevandolo per un orecchio. (Rif. 035) 129 - L'URTO (Finisce bene) Mentre Ges cammina per il paese, un ragazzo giunge di corsa e lo urta in una spalla. Ges si infuria, lo maledice e lo fa morire sul colpo. Giuseppe ed i genitori del ragazzo lo rimproverano aspramente; Ges risponde per le rime ai rimproveri di Giuseppe poi cambia idea e risuscita il malcapitato prendendolo per un orecchio. (Rif. 035)
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130 - L'URTO (Finisce male) Altra versione del fatto precedente. Ges, oltre al ragazzo, ammazza ( o rende ciechi) anche i genitori venuti a protestare. Quando Giuseppe lo rimprovera per l'accaduto Ges si ribella rinfacciandogli di non essere il suo vero padre. (Rif. 030) 131 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il primo maestro) Il rabbino Zaccheo, favorevolmente colpito dall'intelligenza del bambino, convince Giuseppe a mandarlo a scuola da lui. Ges si oppone dicendo di non averne affatto bisogno, considerata la sua "origine". Comunque, a scuola, si dilunga in una puntigliosa disquisizione sui valori simbolici connessi alla lettera alfa. Zaccheo si stupisce e rinuncia prudentemente all'incarico. (Rif. 030, 035, 040) 132 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il secondo maestro) Questa volta il rabbino Levi che cerca di indurre Ges allo studio. Ges tiene un atteggiamento scostante ed il maestro, irritato, gli d una bastonata in testa, con un ramo di storace (pianta balsamico-resinosa orientale). Ges lo fa immediatamente stramazzare al suolo. (Rif. 030, 035, 040) 133 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il terzo maestro) Un terzo rabbino, amico di Giuseppe, chiede gli venga affidato Ges per una adeguata istruzione. Ges si reca a scuola e, tra lo stupore degli astanti, incomincia a dissertare sulla Legge Mosaica. Si raduna una grande folla e Giuseppe, temendo che anche questo maestro faccia la fine del precedente, prende Ges e lo riporta a casa. (Rif. 030) 134 - I PANNI DI SALEM Ges, giocando con altri bambini, entra nella bottega del tintore Salem e butta tutti i panni, in attesa di tintura, in una tinozza colma di colore indaco. Alle grida di protesta del povero tintore Ges estrae i panni dalla tinozza, ognuno tinto nell'esatto colore che gli competeva. (Rif. 040) 135 - ZENONE CADE DAL TERRAZZO Ges ed alcuni bambini stavano giocando su di un terrazzo quando uno di essi, Zenone, precipita nel vuoto, si uccide e Ges viene accusato di aver spinto il compagno. Per discolparsi Ges risuscita Zenone e lo fa testimoniare a proprio favore.
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Terminato il processo e riconosciuta l'innocenza di Ges, questi fa nuovamente morire Zenone e poi fugge. (Zenone: anche Abias figlio di Thamar, oppure Sinoo) (Rif. 030, 035, 040, 045) 136 - I PASTICCI DI GIUSEPPE Giuseppe non era granch come falegname; sbagliava sovente il taglio delle assi ed era compito di Ges intervenire per allungarle e riportarle alla giusta misura. Giuseppe aveva anche lavorato, per due anni, alla costruzione di un trono che gli era stato commissionato da un certo "re di Gerusalemme". Dopo due anni di indefesso lavoro salta fuori che le misure sono sbagliate e Ges interviene a sistemare l'opera tirandola da tutte le parti. (Rif. 040) 137 - IL LEGNAIOLO Un giovane stava spaccando della legna quando la scure gli cade di mano e lo ferisce gravemente ad un piede. Stava per morire dissanguato quando Ges interviene e lo risana in un baleno. (Rif. 030) 138 - GIOCHI D'ACQUA Seduto presso una fontana Ges getta della polvere nell'acqua e questa diventa color sangue; poi spruzza i vestiti di alcuni bambini macchiandoli di rosso. Commosso dai loro pianti provvede poi a far sparire le macchie. (Rif. 045) 139 - LA SORGENTE NELLA ROCCIA Ges conduce alcuni bambini fuori citt, in gita, nel deserto. Il caldo si fa insopportabile ed alcuni bambini ne muoiono. Ges prontamente interviene: fa sgorgare una sorgente da una rupe risuscita i bambini morti popola di pesci l'acqua raccolta ai piedi della rupe accende, senza fuoco, alcuni rami, affinch i pesci possano essere arrostiti e mangiati. (Rif. 045) 140 - IL BIMBO MORTO NEL DESERTO Un bimbo di tre anni (Moni figlio di Saruhi), partecipante alla precedente gita, si perde nel deserto e muore. Si ripete il caso di cui al punto precedente. Ges viene incolpato della morte del bambino e quando il corpo viene ritrovato lo fa risuscitare per essere discolpato.
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Risolto il problema, riammazza il bambino. (Rif. 045) ANNO 1 (a.e.v.) - 753 (a.u.c.) * GESU': ANNI 6

141 - SIMONE IL CANANEO Un bimbo recatosi in montagna, per raccogliere legna, viene morso da una serpe ed in pericolo di vita. Ges rintraccia la serpe e la costringe a risucchiare il suo stesso veleno e poi la uccide con una maledizione. Ges predice al bambino salvato che, in futuro, egli diverr suo discepolo. (Rif. 040) 142 - L'ACQUA NEL MANTELLO Maria, un giorno, manda Ges ad attingere acqua alla fonte con una brocca. Accidentalmente la brocca si rompe ma Ges porta l'acqua a Maria raccogliendola nel suo mantello. (Rif. 030, 035, 040) 143 - CAPRETTI Alcuni ragazzi si rifiutano di giocare con Ges ed allora egli li trasforma in capretti. Le mamme naturalmente piangono e si disperano sino ad indurre Ges a ritrasformarli in ragazzi. (Rif. 040) 144 - UN BUON RACCOLTO Un giorno Ges prende una manciata di frumento e la semina. Giunto il tempo della mietitura la raccolta sar di tre cori di frumento (660 litri) che egli doner ai poveri. (Rif. 035) 145 - IL PASSERO D'ARGILLA (Madiam) Per accattivarsi la simpatia di alcuni bambini della citt di Madiam, Ges modella un passero d'argilla, ci soffia sopra e lo fa volare. (Rif. 045, 135) 146 - I PASSERI D'ARGILLA Secondo un'altra versione i passeri in questione sarebbero stati 12. (Rif. 030) 147 - MOSCHE, ZANZARE, ECC. (Madian) Ges getta per aria una manciata di polvere e questa si trasforma in un enorme nugolo di mosche e di zanzare, con grande fastidio per gli abitanti e
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gli animali domestici della citt. Per infastidire in particolar modo i bambini, Ges getta loro addosso vespe e api generate da palline di argilla. (Rif. 045) ANNO 1 (e.v.) - 754 (a.u.c.) * GESU': ANNI 7

148 - GIUSEPPE ED IL RE Nella citt di Bothosoron (?) Giuseppe si reca in visita dal re Barjesus che lo accoglie con grande affetto e benevolenza, gli offre un banchetto e gli concede il permesso di esercitare, in citt, il suo mestiere di falegname. Inoltre il re si accolla l'onere delle lezioni che l'insegnante Gamaliele impartir a Ges affinch possa apprendere le "lettere". (Rif. 045) 149 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il quarto maestro) Ges si reca a scuola da Gamaliele e si ripete qu la dissertazione sui valori simbolici delle lettere dell'alfabeto. (Rif. 045) 150 - GIACOMO E LA VIPERA Giacomo, fratellastro di Ges, viene morso da una vipera e sta per morire. Ges interviene e lo guarisce soffiandogli sulla morsicatura. La vipera scoppia. (Rif. 030, 035, 040) 151 - IL BIMBO MORTO Una donna del vicinato piange disperatamente il suo bimbo morto. Ges gli pone una mano sul petto e lo fa rivivere. (Rif. 030) 152 - IL MURATORE MORTO Durante la costruzione di una casa un muratore muore a causa di un grave incidente. Ges lo prende per mano e lo risuscita. (Rif. 030) ANNO 2 (e.v.) - 755 (a.u.c.) * GESU': ANNI 8

153 - DA GERICO AL GIORDANO Mentre percorre la strada che da Gerico conduce al Giordano, Ges entra in
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una caverna abitata da ferocissimi leoni. Quando tutti lo danno per spacciato ecco che esce dalla caverna con un codazzo di leoni che giocano con lui. Poi Ges continua il suo cammino verso il fiume accompagnato dalle belve. (Rif. 035) 154 - COME MOSE' Giunto al fiume le acque del Giordano si aprono e Ges lo attraversa con il suo seguito di leoni. (Rif. 035)
Sono rimasti in pochi a credere che le acque del Mar Rosso si siano aperte per lasciar passare Mose ed i suoi seguaci. La chiesa stessa d, dell'evento, versioni meno fantasiose, supponendo che il passaggio sia avvenuto su fondali sabbiosi di paludi, saltuariamente asciutte per normali avvicendamenti stagionali. Queste paludi, scomparse dopo il taglio del canale di Suez, erano impraticabili per i pesanti carri da guerra dell'esercito egiziano. (Rif. 130) Non chiaro se sia riferito a questo episodio: secondo San Giustino (Dialogo con Trifone), che assicura di aver appreso la notizia di prima mano dagli apostoli, Ges scendendo nel Giordano si sarebbe aperto un passaggio facendo bollire ed infiammare le acque del fiume. Pare comunque che il Giordano fosse un fiume abituato a questi "favori". Si era gi aperto in precedenza al passaggio di Giosu, di ritorno dall'Egitto, con relativa Arca. Dopo la morte di Ges, un altro individuo, solito far stranezze sulle rive del Giordano, sar un certo Theodas (Teuda), altro profeta poco fortunato, il quale si vantava con i suoi 400 seguaci di poter attraversare il fiume senza bagnarsi i piedi. Nell'825(a.u.c.) circa, i romani sempre sospettosi e diffidenti, dispersero i suoi sprovveduti discepoli, gli tagliarono la testa e la disposero in bellavista sulle mura di Gerusalemme, infilzata su una lancia. Altri sedicenti messia (che allora spuntavano come i funghi) furono Dosidee (samaritano) e un certo Meandro, finiti regolarmente giustiziati. (Rif. 780)

155 - UN FANTASTICO RACCOLTO Mentre Giuseppe stava seminando il grano in alcuni suoi campi, Ges semina un solo chicco di frumento. Il raccolto risulter poi essere di 100 cori (22000 litri!) che Ges distribuir ai poveri del villaggio. (Rif. 030) 156 - GIUSEPPE SBAGLIA NUOVAMENTE.... Giuseppe viene incaricato da un ricco cliente di costruire un letto e, come al solito, sbaglia le misure ed una asse risulta essere pi corta del dovuto. Provvidenziale intervento di Ges che rimedia stirando adeguatamente l'asse in questione.
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(Rif. 030,035) 157 - ....E POI ANCORA Questa volta lo sbaglio da correggere si riferisce niente meno che a un padiglione ordinato dal re. Solito rimedio. (Rif. 045) ANNO 3 (e.v.) - 756 (a.u.c.) * GESU': ANNI 9

158 - IL RICCO GIUSEPPE A Cafarnao era morto un uomo ricchissimo di nome Giuseppe e tutta la citt ne era addolorata. Ges suggerisce a Giuseppe (padre) di intervenire a ridar la vita al suo omonimo indicandogli le modalit di intervento. Giuseppe (padre) esegue: si reca dal defunto, gli copre il viso con un suo fazzoletto e pronuncia la frase "ti salvi Ges". Naturalmente il morto risuscita. (Rif. 035) ANNO 4 (e.v.) - 757 (a.u.c.) * GESU': ANNI 10

159 - GESU' VA A LAVORARE Trovandosi a Tiberiade, Giuseppe affida Ges al tintore Israele affinch cominci ad imparare un mestiere. Ges sembra ben disposto ed ascolta con attenzione gli insegnamenti del maestro. (Rif. 045) 160 - ISRAELE PARTE Dopo qualche tempo Israele decide di fare un viaggio di affari ed affida a Ges i capi di vestiario da tingere, affinch provveda al lavoro durante la sua assenza. Consigli e raccomandazioni a non finire che Ges accetta di buon grado. Ed alla fine Israele parte. (Rif. 045) 161 - COMINCIANO I GUAI Israele appena partito che Ges prende tutti i capi da tingere, in diversi colori, e li caccia in una tinozza colma di colore azzurro. Poi abbandona la bottega e se ne va a giocare. (Rif. 045)
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162 - GIOCHI SCATENATI Raggiunti i compagni di gioco Ges si scatena e: sloga loro gli arti li acceca soffiando loro sul viso li terrorizza trasformando un pezzo di legno in un serpente li rende sordi ficcando loro le dita nelle orecchie arroventa una pietra, soffiandoci sopra, e glie la getta addosso porta i compagni sulla riva del lago e cammina sulle acque. Alla fine Giuseppe lo cattura e lo riporta a casa rimproverandolo aspramente. (Rif. 045) 163 - ISRAELE RITORNA Ritornato a casa Israele allibisce e, malgrado Ges ripristini i vari capi nei dovuti colori, gli tira dietro uno staio di legno che, cadendo a terra, si trasforma immediatamente in un albero da frutta. Ges scappa e si nasconde sulle rive del lago e si consola passeggiando sulle acque. (Rif. 045) 164 - ISRAELE CHIEDE VENDETTA Israele, sempre pi infuriato, accusa Ges di furto di fronte a tutta la citt. Si organizzano le ricerche del colpevole che Ges elude facilmente assumendo sembianze diverse (bambino, giovinotto, vecchio). Ad ogni buon conto, in mancanza del colpevole, viene arrestato Giuseppe. (Rif. 045) 165 - RITORNA LA PACE Sbollita un poco l'ira, Israele si rende infine conto di non aver subito danni e che nulla gli stato rubato. Allora si pente di essere stato troppo impulsivo, ritira la denuncia e tutto ritorna normale. (Rif. 045) ANNO 5 (e.v.) - 758 (a.u.c.) * GESU': ANNI 11

166 - MALACHIA E MICHEA Ges incontra due fratelli, Malachia e Michea, che si stanno azzuffando per una questione di eredit. Udite le rispettive ragioni Ges riesce a riconciliarli. (Rif. 045) 167 - IL MASSO
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Ges conduce un gruppo di ragazzi in un luogo dove si trova un grande masso con una cima molto elevata. Ad un suo cenno il masso si piega e Ges si siede sulla cima che subito si rialza. Ad un successivo cenno il masso si piega nuovamente e Ges ridiscende. (Rif. 045) 168 - IL GIOVANE ACCECATO Si sparge la voce del precedente miracolo e Ges viene fermato da un giovane, desideroso di conoscere l'autore di tanto prodigio. Ges non disposto a dargli retta e pertanto gli soffia sul viso e lo acceca. A seguito delle disperate implorazioni del malcapitato gli restituisce la vista. (Rif. 045) 169 - IL BAMBINO NEL POZZO Mentre alcuni bambini giocano intorno ad un pozzo uno di essi, Gionata (?), ci cade dentro e muore. Il giudice ritiene Ges responsabile dell'accaduto. Segue il solito copione gi narrato nei punti precedenti. (Rif. 045)

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170 - LE BROCCHE NEL POZZO Trovandosi presso un pozzo, dove tutta la gente andava ad attingere acqua, Ges afferra le brocche di alcuni bambini in attesa e le getta nel pozzo dove affondano. I bambini rimangono stupiti ed impauriti ma Ges fa riaffiorare le brocche dal fondo e le restituisce. (Rif. 045) 171 - L'ALBERO SI PIEGA Prodigio del tutto simile a quello del masso. (Rif. 045) 172 - UN RAGAZZO MAL MESSO Un giorno Ges incontra un ragazzo: lebbroso epilettico senza dita delle mani senza dita dei piedi. Messo a nudo e steso per terra, Ges lo cosparge con la polvere del suolo ed immediatamente il ragazzo torna come nuovo, vispo e sano come un pesce. (Rif. 045) 173 - IL RAGAZZO DI EFTHAIEA Andando da Emmaus verso il villaggio di Efthaiea, Ges incontra un giovane lebbroso, coperto di piaghe ed implorante l'elemosina. Interessato al caso di questo giovane, dopo una lunga discussione in tema di fede e medicina, Ges lo guarisce. (Rif. 045) ANNO 6 (e.v.) - 759 (a.u.c.) * GESU': ANNI 12

Riferimenti Storici: PUBLIO SULPICIO QUIRINO Publio Sulpicio Quirino, in precedenza console, viene nominato governatore della Siria. CESAREA La citt di Cesarea diventa capitale della Giudea che passa sotto la diretta amministrazione di Roma quale Provincia Imperiale. Come procuratore viene nominato Coponio e si decide di attuare un (nuovo ?) censimento di natura fiscale. 137

ERODE ARCHELAO Erode Archelao viene deposto ed esiliato. ERODE ANTIPA Erode Antipa viene nominato tetrarca della Galilea e della Perea.

174 - HIRAM IL SIRIACO Ges incontra nel villaggio di Buboron(?) un uomo, trentenne, di nome Hiram, proveniente dalla Siria ed al momento gravemente ammalato e totalmente indigente. Lunga discussione su problemi di fede e successiva guarigione. (Rif. 045) 175 - KHOIRATAR E GOHARTAR Erano due soldati venuti in Palestina al seguito dei Magi e qui rimasti. Ges li incontra mentre stanno litigando sulla spartizione di certi guadagni. Si intavola una lunga chiacchierata in tema di fede ed alla fine Ges li riconcilia. (Rif. 045) 176 - IL MEDICO MENDICANTE Essendo prossima la festa della Pasqua, Ges si mette in cammino verso Gerusalemme ed incontra un vecchio medico, a sua volta figlio di un medico, assai malandato: storpio, semicieco e sordo. Incapace di curare se stesso si era ridotto alla mendicit. Ges ottiene da lui una professione di fede nella trinit (!!!) e poi lo guarisce. (Rif. 045) 177 - GESU' TRA I DOTTORI Conclusa la festa della Pasqua, Giuseppe e Maria si mettono in cammino verso casa ma dopo un giorno di marcia si accorgono che Ges non con loro. (Alquanto distratti!!) Tornano preoccupati a Gerusalemme e dopo tre giorni di ricerche lo trovano al Tempio, seduto tra i dottori, gli anziani e gli scribi intento ad interrogarli ed a rispondere alle loro domande. Ges suscita la meraviglia e l'ammirazione dei presenti per le sue conoscenze sui libri della Legge, sull'astronomia e sulle scienze naturali in genere. (Rif. 015, 030, 040) 178 - RITORNO A CASA Ges ritorna con la famiglia a Nazaret e non da pi segni di attivit. Dopo il frenetico avvicendarsi di eventi miracolosi relativi alla prima infanzia, scende il silenzio sui successivi 18/20 anni della vita di Ges. Riapparir sulla scena nell'anno 779 (a.u.c.).
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ANNO 7 (e.v.) - 760 (a.u.c.) * GESU': ANNI 13

Riferimenti Storici: CENSIMENTO FISCALE Viene attuato il Censimento Fiscale, condotto da Quirino e da Coponio. LA RIVOLTA DI GIUDA IL GALILEO Giuda il Galileo guida la rivolta contro il censimento fiscale; questo provoca a Gerusalemme, durante la festivit pasquale, un pesante eccidio di pellegrini. Giuda il Galileo ne esce sconfitto e ucciso. Prenderanno il suo posto i figli: Giovanni (il primogenito) (forse il Ges secondo recenti ipotesi) Simone Giacomo il Maggiore Giuda Giacomo il Minore Giuseppe Menahem.

Giuseppe Flavio, nel II Libro della sua opera Guerra Giudaica, parla di Giuda il Galileo (figlio di Ezechia e presunto padre di Jeshu) come di un falso profeta che aveva raccolto intorno a s circa 30000 seguaci. La cifra va notevolmente ridimensionata. --------------------------------Se si accetta l'idea, ormai abbastanza diffusa e documentata, che il presunto messia fosse un partigiano esseno/zelota, allora la figura di Ges potrebbe essere individuata in Giovanni, il primogenito di Giuda il Galileo. (Rif. 760)

GIUDA IL GALILEO E IL SADDUC Durante la rivolta contro il censimento, Giuda il Galileo (fondatore del movimento zelota) sarebbe stato affiancato da un misterioso sacerdote indicato come il "Sadduc". Ci sarebbe in linea con il concetto esseno del duplice messia; in questo caso: Giuda, discendente di Davide, il messia politico Il Sadduc, discendente di Aronne, il messia religioso. 139

INSERTO 10 - La Societ Palestinese (Secondo la Storia) Ai tempi riferiti a Ges la societ palestinese era prevalentemente pastorale, integrata da una modesta presenza contadina e di pescatori; la presenza di artigiani e commercianti era alquanto limitata, sufficiente alle contenute esigenze della popolazione. In complesso il tenore di vita era abbastanza basso, al limite della miseria. D'altro canto, all'epoca, il paese non consentiva molto di pi. Su quanto conosciuto intorno al 1760 e.v., (anche se non probante) Voltaire cos si esprimeva: Ho parlato con alcuni uomini di tutte le nazioni che venivano di l; e tutti mi hanno detto che la situazione di Gerusalemme spaventosa; che il paese d'intorno tutto sassi; che le montagne sono nude; che il famoso fiume Giordano non pi largo di quaranta o cinquanta piedi; che il solo distretto buono di quel paese Gerico... Insomma, tutti ne parlano come parlava san Gerolamo, che abit cos a lungo a Betlemme, e che dipinge quella contrada come il rifiuto della natura; egli dice che d'estate non c' neppure l'acqua da bere. (Rif. 712) LA LINGUA La lingua normalmente parlata era l'aramaico seguito dal greco, quest'ultimo limitatamente a certi strati della popolazione. La lingua ebraica non era quasi mai parlata; serviva unicamente per la lettura dei testi sacri, scritti in ebraico antico. IL GOVERNO Dopo la conquista del territorio da parte dei romani, le condizioni di governo nelle varie provincie erano alquanto mutevoli. Roma lasciava una certa autonomia nel campo amministrativo e nella gestione di problemi di natura tipicamente interna; a tale scopo nominava (o eliminava) re, tetrarchi ed etnarchi secondo le esigenze e le emergenze del momento. I governanti locali disponevano di milizie proprie (in genere mercenarie) ma non in misura sufficiente da preoccupare gli occupanti. Le elites locali erano, in larga parte, costituite da rappresentanti delle famiglie sacerdotali insediate dagli occupanti. LE RELIGIONI Non corretto ritenere che la religione mosaica, (giudaismo), fosse l'unica praticata nel paese. Per quanto preponderante, essa spartiva la presa sulla mente dei palestinesi, con altri culti come quelli di: Baal Zeus/Giove Iside Adonis Serapide e molti altri.

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Resta comunque il fatto che, all'epoca, il giudaismo era il pi praticato, almeno in Giudea e a Gerusalemme, e godeva di una certa protezione da parte dei Romani che influenzavano, per motivi politici, la nomina dei sacerdoti alla direzione del tempio. A questo proposito, una menzione a parte meritano i samaritani, abitanti la regione centrale della Palestina (Samaria) che separa praticamente la Galilea dalla Giudea. Rispetto all'ortodossia verso la Legge Mosaica come la intendevano i giudei, i samaritani erano considerati degli scismatici in quanto ritenevano loro stessi i veri prescelti da dio alla guida del popolo ebraico; avevano costruito sul Monte Garizim un Tempio, un luogo di culto (dedicato anche a molte divinit pagane) in contrasto ed in opposizione alle autorit religiose del Tempio di Gerusalemme. LA POPOLAZIONE Secondo un recente studio (W. Harris - Columbia University) il livello culturale della popolazione era minimo. L'85-90% della popolazione era analfabeta. Alcuni sapevano leggere ma non scrivere. Quelli che sapevano leggere e scrivere (sacerdoti, scribi, pubblicani) erano una minima parte della popolazione attiva. Difficile dunque stabilire una ripartizione della popolazione in gruppi sociali, religiosi, caste, partiti o altri raggruppamenti. Si possono annoverare solo alcuni gruppi principali. EBIONITI - (Ebionim, Evyonim = poveri, umili, anche: sciocchi). Praticamente la maggioranza della popolazione. Persone generalmente povere e, per necessit, di costumi molto morigerati, molti probabilmente vegetariani. Erano ritenuti poco pi che plebe e, pur assommando anche artigiani e piccoli commercianti, comprendevano pastori, agricoltori, salariati, mano d'opera disponibile e schiavi. Gli ebioniti consideravano Ges come un profeta-rivoluzionario, incaricato da YHWH di porre fine alle ingiustizie sociali che opprimevano il paese. Come un "Che Guevara". Simili a loro erano anche gli appartenenti a particolari sette: i Nicolaiti e gli Encratiti (Encratici). Si presume fondati da un certo Nicola (un diacono legato ai primi apostoli) che rifiutavano l'uso del vino e celebravano l'eucaristia con pane ed acqua. SACERDOTI - Si pu dire fosse un "mestiere" elitario ed ereditario. Solo gli appartenenti alla trib di Levi, che non disponevano di un territorio proprio, potevano accedere al sacerdozio a pieno titolo. Esisteva anche una categoria di sacerdoti di rango inferiore, detti Leviti. Il sommo sacerdote del Tempio era nominato dal re o dal tetrarca in carica. Esercitava le funzioni sacerdotali per un anno, poi poteva essere sostituito o riconfermato con il sovrano beneplacito. FARISEI - (i Perushin, i separati). Appartenenti ad una corrente religiosa, conservatrice e fortemente nazionalista, fondata poco tempo prima della nascita di Ges dal rabbino Hillel, contemporaneo di Gamaliele. Erano cultori, quasi fanatici, delle tradizioni orali della Legge (Talmud) e seguivano scrupolosamente precetti minuziosi, perdendosi a volte in un formalismo esasperato. Si consideravano una casta elitaria e snobbavano le altre categorie quali scribi, pubblicani e popolani in genere, da loro considerati impuri. I farisei credevano nella risurrezione come ad un privilegio riservato unicamente agli ebrei morti in Palestina. Quelli morti fuori sede sarebbero stati segretamente portati presso Gerusalemme per ritrovare le loro anime (!!!) 141

Malgrado le diatribe e le invettive lanciate contro di essi (Vangeli Canonici, Atti), in fondo, per il loro nazionalismo, erano i pi vicini all'idea messianica di Ges. Non si pu comunque dire che fossero un gruppo monolitico. Attraverso un gioco di sottili "distinguo" erano divisi in almeno 7 gruppi: le spalle larghe i vacillanti gli sbattitesta gli umili perfetti i farisei di calcolo i farisei della paura i farisei del dovere

SADDUCEI - (Tsedukim) Costituivano una setta ed appartenevano ad una corrente religiosa, non proprio conservatrice. Si consideravano aristocratici internazionalisti e la loro formazione culturale aveva una matrice fortemente ellenica. Erano cultori della Legge originale di Mose (Torah), cosa che li metteva in posizione diametralmente opposta a quella dei Farisei. Erano fermamente convinti che l'anima morisse con il corpo. SCRIBI - (Soferim) Categoria di persone con molte affinit con i Farisei. Non erano sacerdoti e neanche Leviti per svolgevano un ruolo importante come "Dottori della Legge" della quale erano commentatori autorevoli. PUBBLICANI - Erano in pratica funzionari dello Stato e dato che lo Stato, a quei tempi, si manifestava solo attraverso la riscossione delle imposte, erano visti come il fumo negli occhi, vessatori del popolo e conseguentemente grandi peccatori. MILITARI - Escludendo naturalmente le truppe romane di occupazione, si possono rammentare le Guardie del Tempio al soldo dei sacerdoti (oggi qualcuno le chiamerebbe Guardie Svizzere) e le Milizie Ausiliarie dei governanti in carica, normalmente truppe mercenarie di provenienza estera. ESSENI - Fantasmi inquietanti, recentemente affiorati dalle brume dei secoli, sui quali varr la pena di soffermarsi pi avanti.

179 - NASCITA DI SAULO Si suppone che in questo anno, Saulo sia nato a Tarso in Cilicia. Le opinioni sono discordanti e indicano anni diversi, dal 758 al 763(a.u.c.). (Rif. 130) ANNO 8 (e.v.) - 761 (a.u.c.) * GESU': ANNI 14

ANNO 9 (e.v.) - 762 (a.u.c.) * GESU': ANNI 15

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Riferimento Storico: MARCO AMBIBULO Marco Ambibulo viene nominato Prefetto della Giudea.

ANNO 10 (e.v.) - 763 (a.u.c.) * GESU': ANNI 16

ANNO 11 (e.v.) - 764 (a.u.c.) * GESU': ANNI 17

ANNO 12 (e.v.) - 765 (a.u.c.) * GESU': ANNI 18

Riferimento Storico: ANNIO RUFO Annio Rufo viene nominato Prefetto della Giudea.

ANNO 13 (e.v.) - 766 (a.u.c.) * GESU': ANNI 19

180 - PRE-ANNUNCIO A GIUSEPPE Un angelo annuncia a Giuseppe che dovr morire entro un anno. (Rif. 055) ANNO 14 (e.v.) - 767 (a.u.c.) * GESU': ANNI 20

181 - MORTE DI GIUSEPPE Giuseppe muore a Nazaret all'et di 111 anni. Durante l'agonia la sua anima si trasferisce nella gola, poi si libera e alcuni angeli l'avvolgono in un panno di seta e la portano in cielo, mentre il corpo viene deposto nel sepolcro del padre Giacobbe. (Rif. 055)
Riferimento Storico: TIBERIO IMPERATORE Muore Ottaviano Augusto e gli succede Tiberio.

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ANNO 15 (e.v.) - 768 (a.u.c.) * GESU': ANNI 21

ANNO 16 (e.v.) - 769 (a.u.c.) * GESU': ANNI 22

ANNO 17 (e.v.) - 770 (a.u.c.) * GESU': ANNI 23

ANNO 18 (e.v.) - 771 (a.u.c.) * GESU': ANNI 24

Riferimento Storico: NOMINA DI CAIFA Caifa viene nominato sommo sacerdote; manterr questa carica sino al 790(a.u.c.) (Rif. 130)

ANNO 19 (e.v.) - 772 (a.u.c.) * GESU': ANNI 25

ANNO 20 (e.v.) - 773 (a.u.c.) * GESU': ANNI 26

ANNO 21 (e.v.) - 774 (a.u.c.) * GESU': ANNI 27

ANNO 22 (e.v.) - 775 (a.u.c.) * GESU': ANNI 28

ANNO 23 (e.v.) - 776 (a.u.c.) * GESU': ANNI 29

ANNO 24 (e.v.) - 777 (a.u.c.) * GESU': ANNI 30

ANNO 25 (e.v.) - 778 (a.u.c.) * GESU': ANNI 31

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ANNO 26 (e.v.) - 779 (a.u.c.) * GESU': ANNI 32

Riferimenti Storici: NOMINA DI PONZIO PILATO Ponzio Pilato giunge a Cesarea (Giudea), inviato da Tiberio per rivestire la carica di Prefetto della Provincia. Suo superiore diretto il Governatore della Siria, Cretico. PONZIO PILATO PROFANA IL TEMPIO Poco dopo il suo arrivo in Palestina Pilato (presumibilmente senza malizia) ordina che la Torre Antonia venga addobbata con stendardi raffiguranti le insegne di Roma ed immagini degli dei dell'olimpo romano. I giudei la giudicano una profanazione del Tempio adiacente e nasce una mezza sommossa. Una delegazione si reca da Pilato per protestare e questi si affretta a far togliere gli stendardi. (Rif. 172)

Il testo riporta una mappa del "TEMPIO" quale poteva essere dopo la ricostruzione. (Anno 820 a.u.c.)

INSERTO 11 - Il Tempio Praticamente non esiste nessuna prova storica dell'esistenza del primo Tempio eretto da Salomone; il sospetto che si tratti di uno dei tanti miti pi che giustificato. Alcuni autori hanno ipotizzato che si trattasse di una costruzione precaria in legno o addirittura di un tendone. Quanto all'Arca lo scrittore G. Hancock sostiene la tesi, alquanto fantasiosa, che si trattasse di una specie di pila o di un accumulatore in grado di produrre effetti elettromagnetici che allora potevano essere considerati prodigi divini. Visto che poi nessuno in grado di dimostrare, documenti o reperti alla mano, che Mos sia effettivamente esistito, le basi del monoteismo giudaico appaiono quindi alquanto inconsistenti. In quanto al Tempio che egli [Salomone] fece costruire, e che gli Ebrei hanno stimato come la pi bella opera del mondo, i Bramante, i Michelangelo e i Palladio, se avessero visto quella costruzione, non l'avrebbero certo ammirata. Era una specie di piccola fortezza quadrata, che rinchiudeva un cortile, e in questo cortile c'era un edificio lungo quaranta cubiti [m. 22], e un altro di venti [m. 11]; e sappiamo soltanto che questo secondo edificio, che era propriamente il tempio, l'oracolo, il Sancta Sanctorum, aveva anche 20 cubiti di larghezza, e venti di altezza. Non c' oggi architetto in Europa che non considererebbe una tal costruzione come un monumento di barbari. (Rif. 712) Nel 308(a.u.c.) l'imperatore Ciro consente il ritorno in patria ad alcuni ebrei esiliati a Babilonia, guidati dal principe giudeo Sesbassar, il quale provvede alla ricostruzione del Tempio. 145

La costruzione, terminata nel 313(a.u.c.), viene successivamente migliorata, con il consenso di Artaserse II, da Neemia e da Esdra. Nel 734(a.u.c.) Erode il Grande ordina il rifacimento dell'edificio portandolo al suo massimo livello di splendore. Il locale del Debir, mancando l'Arca, viene lasciato vuoto ma si continua a considerarlo il luogo in terra dove YHWH manifesta la sua presenza; un punto di riferimento per tutti i giudei credenti. Il Tempio venne definitivamente distrutto dai romani nell'822(a.u.c.); sulla sua area ora sorge una moschea. Il Tempio era ricoperto da lastre d'oro e all'alba rifletteva la luce con tanta intensit da abbagliare coloro che lo ammiravano. Per chi arrivava a Gerusalemme appariva da lontano come una montagna bianca di neve perch le parti non ricoperte d'oro erano di marmo bianchissimo. (Rif. 180) Del Tempio non rimasto che un muro (Muro del Pianto), meta odierna di pellegrinaggio e di devozione per gli ebrei. Il Tempio, centro del potere sacerdotale, era il simbolo dell'unit del popolo ebraico e meta obbligata di pellegrinaggio, di tutti gli ebrei maschi, durante le principali festivit religiose. Il Tempio era una prerogativa di Gerusalemme. Nelle altre localit il culto veniva esercitato nelle sinagoghe di costruzione molto pi modesta. La sinagoga veniva costruita orientando la porta principale verso Gerusalemme e poteva avere una superficie di 200-300 mq. In questo locale le funzioni, condotte da un anziano (non sacerdote), consistevano principalmente nella lettura delle scritture, il giorno di sabato, nella preghiera collettiva e nella istruzione religiosa. Arredi d'obbligo: un armadio per custodire la Torah, un candeliere a sette bracci e uno scanno di legno ove sedeva il lettore della Torah. Nelle prime sinagoghe era previsto anche un matroneo, cio una zona separata riservata alle donne. La costruzione del Tempio fu motivo per l'abolizione, forzosa e cruenta, dei culti delle alture largamente praticati dai samaritani sulle sommit di numerosi monti del paese. Mentre ai nostri giorni perfettamente naturale che politica e religione siano poteri separati (ma non sempre, almeno in Italia), che a volte seguono vie parallele ed altre no, ai tempi di Ges politica e religione erano in perfetta simbiosi; erano una cosa sola. Per questo il Tempio, oltre a essere il centro religioso, era anche il centro politico che orientava e pilotava le decisioni dei governanti locali (Roma permettendo). Strettamente collegato al Tempio era il Sinedrio, ad un tempo organo giuridico e consiglio supremo di Israele in materia politico-religiosa, agendo s'intende nell'ambito delle libert concesse dagli occupanti romani. Era composto da due sezioni: - il Gran Sinedrio di natura politica, - il Bet Din di natura religiosa. Il Sinedrio era presieduto dal sommo sacerdote di turno ed era composto da 71 membri comprendenti: - sacerdoti - anziani - scribi 146

Tra gli aspetti meno sacrali del Tempio occorre ricordare che sulla spianata che circondava l'edificio e sotto i porticati si svolgeva il pi grande mercato della Palestina. Si poteva comprare di tutto: dal bestiame alle vivande, dagli ornamenti preziosi alle pi modeste suppellettili domestiche. La casta sacerdotale gestiva una enorme quantit di denaro, facendo funzioni che oggi potrebbero essere definite di tesoreria pubblica o di banca nazionale. I sacerdoti accettavano in deposito denaro di terzi e lo reinvestivano finanziando imprese commerciali o facendo prestiti ad usura. Quella dei cambiavalute era una funzione affidata ai laici, in quanto il Tempio riconosceva e gestiva unicamente monete in corso e circolanti sul territorio palestinese: le valute estere dovevano essere convertite. Era considerata valuta estera anche la moneta romana! Durante le principali ricorrenze religiose, quando sulla spianata si accalcavano migliaia di persone, l'ordine pubblico era assicurato dal presidio romano che schierava i suoi uomini lungo i porticati che circondavano il complesso Tempio/Mercato.

182 - PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA Dopo aver vissuto a lungo nel deserto, Giovanni Battista riappare sulle rive del Giordano (Betania di Transgiordania o presso Gerico?) ed inizia il suo ciclo di predicazioni. Veste una pelle di cammello e si nutre di locuste e miele selvatico. Pratica il rito del battesimo. (Rif. 005, 010, 015, 020, 060) 183 - POLEMICHE DI GIOVANNI BATTISTA Giovanni Battista non sempre molto compiacente con chi si reca ad interrogarlo durante le sue predicazioni. E' particolarmente critico nei confronti di Erode Antipa e della sua convivente Erodiade. (Rif. 015) ANNO 27 (e.v.) - 780 (a.v.c.) * GESU': ANNI 33

184 - BATTESIMO DI GESU' Ges si fa battezzare da Giovanni Battista, inizialmente assai turbato ed esitante. A fine battesimo una colomba bianca (spirito santo) scende su Ges. Voci declamanti dal cielo. (Rif. 005, 010, 015, 020, 060) 185 - LE TENTAZIONI NEL DESERTO Dopo il battesimo, Ges viene sospinto dallo spirito santo nel deserto (dalle parti di Qumran ?) dove resta per 40 giorni, a digiuno e tentato per tre volte
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dal diavolo. Vinte le tentazioni, alcuni angeli lo servono di cibo e bevande. (Rif. 005, 010, 015)
Un essere umano pu restare sino a 40 giorni senza mangiare a condizione per che beva. Senza bere non si va oltre i sei giorni. Nel deserto, in particolare, necessitano dai 5 ai 6 litri di acqua al giorno.

186 - GESU' LA VEDE BRUTTA Tornato a Nazaret (?) si reca, il sabato, nella sinagoga e si alza a leggere il libro del profeta Isaia. A fine lettura annuncia che la profezia di Isaia si avverata e lascia intendere essere lui il nuovo messia. I presenti si indignano e lo trascinano sul ciglio di un burrone (?) decisi a scaraventarlo nel vuoto; Ges riesce a liberarsi e si allontana indenne. (Rif. 015)
Nazaret si trova in Galilea e dista circa 120 Km da Gerusalemme e 25 Km dal Lago di Tiberiade. Si estende su di un terreno piano, vagamente ondulato, dove non c' traccia di burroni o precipizi ove gettare un qualsiasi incauto messia. Oltre a tutto, non certo che esistesse ai tempi di Ges. Giuseppe Flavio, preciso e puntiglioso nelle sue descrizioni della Palestina di allora, ne ignora completamente l'esistenza. Se esisteva, doveva essere un insignificante gruppo di tuguri ed il suo nome stato utilizzato, in seguito, per confondere le idee sul significato dello scomodo termine NAZARENO. Tutto lascia supporre che invece di Nazaret si trattasse della localit di GAMLA. (Rif. 176, 180) GAMLA or GAMALA (Secondo la Storia) Malgrado le precise descrizioni di G. Flavio, l'esistenza di questa citt e' stata ignorata (ad arte?) sino al 1967, quando, durante la "guerra dei sei giorni", alcuni militari israeliani ne scoprirono le rovine, sulle alture del Golan, quasi a picco sul Lago di Tiberiade ed a 200 Km da Gerusalemme. Stando a quanto ci dice Giuseppe Flavio: (Rif. 180): si affacciava a mezzogiorno e la sua sommit meridionale, elevandosi ad una smisurata altezza, formava la rocca della citt, sotto cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone. Era vicina alla sponda del Lago di Tiberiade. Secondo D.Donnini (da una recente relazione di viaggio): (Rif. 176) si trova sulla sponda orientale del lago; era la patria di Giuda il Galileo e di tutta la sua setta: i galilei appunto, i quali, nonostante l'appellativo, non venivano dalla Galilea ma dal Golan; (Gaulanitide in greco) oggi mostra i resti di una sinagoga di quel periodo, collocata al centro di un villaggio sul monte; le rovine sono situate non lontane dalla riva golanita del Lago di Tiberiade ed, a meno di 5 minuti di cammino, da uno spaventoso precipizio.

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187 - SCELTA DEI PRIMI APOSTOLI Le modalit di scelta dei primi apostoli variano secondo gli autori: inizialmente sono quattro ed esattamente SIMONE (Pietro) ed il fratello ANDREA, pescatori, nonch GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo, anch'essi pescatori, scelti da Ges sulle rive del lago di Tiberiade; (Rif. 005, 010) sono gli stessi del punto a) che si convincono a seguire Ges dopo aver assistito ad una pesca miracolosa; (Rif. 015) il primo apostolo ANDREA (il Protoclita) sarebbe stato affidato a Ges da Giovanni Battista. Successivamente si aggregano SIMONE, FILIPPO DI BETSAIDA e BARTOLOMEO (Natanaele); (Rif. 020) i primi apostoli furono sette, scelti a Cafarnao nella casa di SIMONE (Pietro) e cio: i fratelli GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo i fratelli SIMONE e ANDREA TADDEO, SIMONE ZELOTA e GIUDA ISCARIOTA, ebioniti. (Rif. 060)

188 - L'INDEMONIATO DI CAFARNAO Mentre predica nella sinagoga di Cafarnao un uomo, dallo "spirito immondo", apostrofa duramente Ges. Ges lo riprende severamente e lo spirito immondo abbandona l'uomo e fugge. (Rif. 010, 015) 189 - LA SUOCERA DI PIETRO La suocera di Pietro soffre per una gran febbre; Ges la guarisce all'istante toccandola con una mano. (Rif. 005, 010, 015) 190 - IL LEBBROSO Un lebbroso chiede a Ges di essere guarito ed egli lo accontenta toccandolo con una mano; poi gli raccomanda di recarsi da un sacerdote per la certificazione della guarigione. (Rif. 005, 010, 015, 135) 191 - IL PARALITICO Ges si trova a Cafarnao e la casa che lo ospita assediata da una folla di postulanti. Un paralitico, steso su una barella, viene introdotto nella casa attraverso un varco praticato nel tetto; Ges lo guarisce. (Rif. 005, 010, 015)
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192 - LA CHIAMATA DEL PUBBLICANO Matteo (Levi), figlio di Alfeo, espressamente invitato da Ges, abbandona il banco delle gabelle e si aggrega al gruppo degli apostoli. (Rif. 005, 010, 015) 193 - A CENA CON MATTEO Ges partecipa ad una cena, a casa del pubblicano Matteo, ora apostolo, in compagnia di persone ritenute poco raccomandabili e si pone al centro di aspre critiche da parte di scribi e farisei. (Rif. 005, 010, 015)
IL METABOLISMO DI GESU'. A proposito di mangiare, S. Valentino (c. 270 d.C.) ci informa che: il cibo che Ges mangiava non si corrompeva all'interno del suo corpo.......Mangiava e beveva come un uomo ma, considerata la sua natura essenzialmente spirituale, lo faceva in maniera particolarissima, non restituendo gli alimenti. (Rif. 760)

194 - LA SCELTA DEGLI APOSTOLI Ges si reca su di un monte e dopo una notte di preghiera nomina definitivamente i 12 apostoli: Simone(Pietro) e Andrea, fratelli Giacomo e Giovanni, fratelli figli di Zebedeo (anche: figli del tuono) Filippo di Betsaida Bartolomeo Matteo (Levi), ex pubblicano Tommaso Giacomo, figlio di Alfeo Simone (detto anche Lo Zelota o Il Cananeo) Taddeo (Giuda), figlio di Giacomo Giuda Iscariota, ex pubblicano (Rif. 010, 015)

INSERTO 12 - GLI APOSTOLI (Secondo il mito e la leggenda) I quattro evangelisti non sono molto d'accordo sul nome degli apostoli di Ges e neanche sul loro numero. La seguente tavola mette in evidenza le differenze.
MATTEO Simone(Pietro) Andrea fr. di Simone Andrea MARCO Simone(Pietro) LUCA Simone(Pietro) GIOVANNI Simone(Pietro)di Giovanni

Andrea fr. di Simone Andrea fr. di Simone

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Giacomo di Zebedeo Filippo Tommaso Giuda Iscariota Bartolomeo Giacomo di Alfeo Matteo(pubblicano) Simone(cananeo) Taddeo (coraggioso) * * * * *

Giacomo di Zebedeo Filippo Tommaso Giuda Iscariota Bartolomeo Giacomo di Alfeo Matteo Simone(cananeo) Taddeo (coraggioso) * * * * *

Giacomo Filippo Tommaso Giuda Iscariota Bartolomeo Giacomo di Alfeo Matteo Simone lo zelota Simone(zelota) Giuda di Giacomo * Mattia *

Giacomo di Zebedeo Giovanni di Zebedeo Filippo di Betsaida Tommaso(Didimo) Giuda Iscariota di Simone * * * * * * Natanaele da Cana * Discepolo prediletto

Giovanni fr. di Giacomo Giovanni fr. di Giacomo Giovanni

Giuda fr. di Giacomo *

Utilizzando fonti diverse si possono ottenere le seguenti schede indicative, di natura ovviamente mitica, dove traspare, con una certa evidenza, l'appartenenza di alcuni di essi al movimento combattente jahvista.
PIETRO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Kepha, Cefa, Simone Bar-Jona (Bar-Jona=partigiano/terrorista), Boanerghes (Figlio del Tuono) Giovanni = a Betsaida e residente a Cafarnao pescatore s fratello di Andrea Antiochia, Corinto e Roma Prima versione: giustiziato in Palestina nel 799 a.u.c. (46 e.v.) da Tiberio Alesandro Seconda versione: giustiziato a Roma nell'820(a.u.c.). Catturato dal prefetto Agrippa, per ordine di Nerone, viene crocifisso a testa in gi.

ANDREA Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: (Il Protoclita) Giovanni = a Betsaida e residente a Cafarnao pescatore == fratello di Simone-Pietro Epiro, Grecia, Tracia, Armenia, Georgia, Scizia (Russia). Ha fondato la Chiesa di Costantinopoli. arrestato a Patrasso, flagellato ed ucciso su una croce ad X

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GIACOMO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Figlio del Tuono (partigiano) Zebedeo Maria di Salom, sorellastra di Maria V. Betsaida pescatore == cugino di Ges; fratello dell'apostolo Giovanni == passato a fil di spada (o decapitato) a Gerusalemme, probabilmente nel 795(a.u.c.)

GIOVANNI Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Giovanni il Minore, Figlio del Tuono (partigiano) Zebedeo Maria di Salom, sorellastra di Maria V. Betsaida pescatore == cugino di Ges; fratellastro dell'apostolo Giacomo Patmos ed Efeso. Evangelista, ha scritto anche l'Apocalisse; si preso cura di Maria V. dopo la morte di Ges ad Efeso di morte naturale, nell'853(a.u.c.). Si racconta che, dopo la morte, Giovanni si agitasse di continuo nella tomba, facendo alzare ed abbassare la terra che lo copriva.

FILIPPO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: == Tolomeo(?) == Betsaida probabile maestro di filosofia == probabile fratello di Bartolomeo Grecia (Delfo), Lidia, Tunisia e Frigia a Ierapoli, inchiodato ad un albero a testa in gi

BARTOLOMEO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Bar-Tolmay (figlio di Tolomeo in aramaico), Natanaele Tolomeo == Betsaida(?) Rabbino == probabile fratello di Filippo India, Etiopia e Armenia. Scritti apocrifi: Le Interrogazioni, L'apocalisse di Bartolomeo, Vangelo di

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Decesso:

Bartolomeo scorticato in Licaonia

TOMMASO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Didimo (il Gemello), Giuda il Gemello, Giuda il Cananeo == == Antiochia(?) costruttore edile, architetto == == Persia e India. Scritti apocrifi: Apocalisse di Tommaso, Atti di Tommaso, Vangelo di Tommaso in India, ucciso a pugnalate (o a colpi di lancia) su ordine di un certo Gondophares (o re Mazdai?). Si dice che la sua tomba a Madras sia stata, in seguito, trovata vuota (risuscitato?),

MATTEO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Levi Alfeo == Cafarnao pubblicano, esattore fiscale, letterato(?) == == evangelista, avrebbe scritto uno dei 4 vangeli canonici ==

GIACOMO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Giacomo il Minore, Giacomo di Alfeo, Giacomo il Sadoqita, Giacomo il Giusto Alfeo Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V. == falegname a Nazaret con Giuseppe == cugino di Ges e fratello di Taddeo ha scritto un'epistola canonica e l'aposcrifo Proto Vangelo di Giacomo a Gerusalemme, lapidato e finito con una bastonata

TADDEO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Giuda, Lebbeo, Giuda lo Zelota, il Coraggioso Alfeo Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V. ==

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Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso:

falegname si cugino di Ges e fratello di Giacomo il Minore Giudea, Mesopotamia e Persia a Suamyr (Persia); ucciso a bastonate per ordine dei sacerdoti

SIMONE IL CANANEO Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Simone lo Zelota == == Cana == == == == Prima versione: martire a Roma Seconda versione: giustiziato in Palestina

GIUDA ISCARIOTA Altri nomi: Paternit: Maternit: Nascita: Attivit: Coniugato: Parentele: Missioni: Decesso: Giuda di Simone Iscariota, Giuda il Sicario Simone Iscariota == Qerrijoth (Giudea) Addetto alla Casa dei Tributi; dipendente di Matteo il Pubblicano si == potrebbe aver scritto Il Vangelo di Giuda(?) Prima versione: suicida Seconda versione: assassinato

SIMONE LO ZELOTA Altri nomi: Vedere Simone il Cananeo

NATANAELE Altri nomi: Vedere Bartolomeo

GIUDA DI GIACOMO Altri nomi: Nessuna informazione

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MATTIA Altri nomi: La ruota di scorta ? Missioni: Figura amorfa. Sarebbe il tredicesimo apostolo che avrebbe sostituito Giuda Iscariota.

195 - DISCORSO DELLA MONTAGNA (DELLE BEATITUDINI) Da una collina, alta 150 metri, nei pressi di Cafarnao, Ges enuncia alla folla il suo celebre discorso messianico. (Rif. 005, 015)
Secondo Matteo il discorso fu fatto da una "montagna" mentre, secondo Luca, venne enunciato in pianura.

196 - IL SERVO DEL CENTURIONE (Cafarnao). Ges guarisce a distanza il servo di un centurione romano. (Rif. 005, 015) 197 - LA TEMPESTA SEDATA Mentre Ges e gli apostoli si trovano in barca sul lago di Tiberiade, si leva una furiosa tempesta che mette in serio pericolo l'imbarcazione. Ges si alza in piedi e "rimprovera" severamente gli elementi scatenati che istantaneamente si calmano. (Rif. 005, 010, 015)
NOTA - Lago di Tiberiade detto anche Lago di Genezaret o Mare di Galilea. Misura 21 per 11 Km, pari a 165 Kmq. Si trova in una depressione a 210 metri sotto il livello del mare.

198 - LA TAVOLA IMBANDITA Su richiesta degli apostoli, Ges fa scendere dal cielo una tavola imbandita alla quale tutti possono nutrirsi. (Rif. 135) ANNO 28 (e.v.) - 781 (a.u.c) * GESU': ANNI 34

Riferimento Storico(???): ARRESTO ED UCCISIONE DI GIOVANNI BATTISTA Giovanni Battista, nel corso delle sue predicazioni, ha superato certi limiti e messo in allarme Erode Antipa. Il carisma di Giovanni Battista tale che Erode teme possa essere causa di una rivolta popolare; pertanto lo fa arrestare e decapitare a salvaguardia dell'ordine pubblico. Erode ha esitato parecchio prima della condanna, temendo una reazione incontrollata degli esseni. Giovanni Battista era conscio del fatto che la comunit di Qumran vedeva in lui il 156

messia religioso destinato a riformare la casta sacerdotale del Tempio; questo forse lo ha indotto a tirare troppo la corda. (Rif. 185)

199 - I PORCI DI GADARA Zona a sud-est del lago di Tiberiade. Ges incontra un indemoniato (due secondo Matteo), che asserisce di chiamarsi "Legione" e chiede di essere liberato dai demoni che lo perseguitano. Ges trasferisce i demoni in un branco di 2000 (!) maiali che, impazziti, corrono ad affogarsi nel lago, distante alcuni chilometri. Gli abitanti del luogo, preoccupati per la salvaguardia dei loro allevamenti, pregano Ges di andare a compiere prodigi da qualche altra parte. (Rif. 005, 010, 015)
Considerato che il Levitico (11.7) proibisce categoricamente agli ebrei di mangiare carne di maiale, a che cosa serviva questo colossale allevamento? Si trattava comunque di maiali da corsa visto che da Gadara al Lago di Tiberiade ci sono almeno 12 chilometri. (Rif. 130)

200 - L'EMORROISSA Una donna (Bernice), che soffriva da 12 anni di incessanti emorragie, guarisce toccando il mantello di Ges. (Rif. 005, 010, 015) 201 - LA FIGLIA DI GIAIRO Ges risuscita, con il tocco della mano, una fanciulla di 12 anni, figlia del capo della sinagoga Giairo, con la frase: telita qumi! (ragazza sorgi!) (Rif. 005, 010, 015) 202 - DUE CIECHI Ges guarisce due ciechi toccando loro gli occhi. (Rif. 005, 010) 203 - IL MUTO INDEMONIATO Ges caccia il demonio dal corpo di un muto che riacquista anche la favella. (Rif. 005) 204 - LE NOZZE DI CANA Durante una festa di nozze, a Cana, verso la fine del banchetto viene a mancare il vino. Ges, sollecitato da Maria, trasforma in vino l'acqua contenuta in sei giare di circa tre metrete l'una. (Totale 700 litri). Lo sposo un presunto parente di Bartolomeo. (Rif. 020)

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NOTA - Alcuni ritengono che, in realt, queste siano state le nozze di Ges. Per inciso, anche Dioniso era solito a prodezze del genere: trasformare l'acqua in vino.

205 - A CAFARNAO Ges si trasferisce con discepoli e parenti a Cafarnao, ospite di Pietro. Questo luogo diventer una specie di base tattica per le sue successive attivit. (Rif. 020) 206 - DISPUTA SUL BATTESIMO Tornato in Galilea anche Ges inizia a praticare il battesimo. A tal proposito nasce una disputa tra i discepoli di Giovanni Battista e quelli di Ges. (Rif. 020) 207 - PRIMA CACCIATA DEI MERCANTI Recatosi a Gerusalemme (con sei apostoli), per celebrare la Pasqua, Ges caccia dal Tempio i mercanti che con i loro commerci profani offendono la sacralit del luogo. (Rif. 020)
Utilizzata una frusta, fatta con un mazzo di cordicelle, con la quale Ges avrebbe cacciato dal Tempio qualche centinaio di persone, se ci limitiamo ai soli mercanti e, soldati romani permettendolo. Particolari tecnici e di fattibilit a parte, da questo episodio sarebbero nati i primi seri attriti tra Ges ed i sacerdoti, gli scribi ed i farisei. L'unico che pare apprezzare le idee di Ges il fariseo Nicodemo, il quale interverr in sua difesa davanti a Pilato e concorrer alle spese per il suo funerale.

208 - L'ARRESTO DI GIOVANNI BATTISTA Erode Antipa ordina l'arresto di Giovanni Battista per le pesanti critiche, fatte in pubblico, circa la convivenza di Erode stesso con la cognata Erodiade. L'arresto avviene ad Ennon-Salin, sulle rive del Giordano. (Rif. 005, 010, 378) 209 - LA MANO ATROFIZZATA Un muratore, con una mano atrofizzata, entra nella sinagoga e chiede a Ges di essere risanato. Ges lo guarisce sollevando le proteste e l'indignazione dei farisei per aver operato il miracolo di sabato. (Rif. 005, 010, 015, 065)
Tutto sommato, pare che ai giudei non importasse proprio nulla dei miracoli ma che, sostanzialmente, non fossero operati di ...sabato!!!

210 - UNA MANCIATA DI SPIGHE Passando di sabato attraverso alcuni campi, i discepoli di Ges raccolgono alcune spighe per sfamarsi. Polemica con i farisei per il mancato rispetto del
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sabato festivo. (Rif. 005, 010, 015) 211 - I PARENTI SI PREOCCUPANO I parenti di Ges sono piuttosto perplessi e preoccupati per il comportamento del loro familiare; arrivano addirittura a pensare che sia fuori di testa o posseduto dal demonio. Quando lo trovano, mentre predica circondato da una folla di discepoli, Ges li disconosce ed indica i discepoli come suoi veri parenti. (Rif. 005, 010, 015)
Questo un punto delicato: pare che Ges avesse almeno quattro fratelli ed un numero imprecisato di sorelle. Secondo Matteo (3,31): Non costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi? Su questo argomento la chiesa sempre stata alquanto, se non totalmente, evasiva. Ammettere che Maria abbia potuto avere altri figli (e con chi?) contrasta con il concetto di "perpetua verginit" della Madonna stabilito d'autorit nel 649 (e.v.). Si propende pertanto a lasciar credere che fossero figli nati dal primo matrimonio di Giuseppe. Tra le altre incertezze, nel Nuovo Testamento, di individui di nome "Giacomo" ce ne sono parecchi: Giacomo il Maggiore Giacomo il Minore Giacomo di Alfeo Giacomo di Cleope (Clopa) ecc. La confusione massima e quindi cercare di collocare questi "Giacomo" nella loro giusta luce risulta, a volte, un lavoro veramente improbo. Non parliamo poi delle varie "Maria". In effetti solo il mito sostiene la tesi che Giuseppe si sia sposato due volte. Al contrario un ricercatore ci segnala quanto segue: "Noi sappiamo che il vangelo di Matteo fu scritto in greco, ed in greco "Adelphos" significa letteralmente ed etimologicamente "fratello carnale, nato dallo stesso grembo". Di conseguenza Matteo non poteva riferirsi ai fratellastri di Ges; anzi denotava volutamente il fatto che essi erano consanguinei".(E. C.) Questo giustifica anche quanto riportato precedentemente sulla famiglia di Ges. Resta comunque il fatto che, a partire dal IV secolo, la Chiesa ha fatto di tutto per contestare la consanguineit dei fratelli di Ges e per sostenere, ad oltranza, la verginit di Maria. Complice anche Eusebio con la sua addomesticata Historia Ecclesiastica. (Rif. 240)

212 - IL FIGLIO DELLA VEDOVA A Naim, presso la porta della citt, Ges si imbatte nel funerale del figlio unico di una madre vedova. Lo risuscita.
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(Rif. 015, 135) 213 - LA PECCATRICE (Maria di Magdala). Ges viene invitato a pranzo in casa del fariseo Simeone. Mentre si trova a tavola arriva una "peccatrice pentita" che si umilia ai suoi piedi e poi lo onora cospargendolo con prezioso olio profumato di nardo, prelevandolo da un vaso di alabastro. Ges perdona i peccati della donna non senza sollevare alcune perplessit da parte degli astanti. Secondo alcuni autori doveva trattarsi di una donna molto ricca appartenente alla trib di Beniamino. (Rif. 015)
Maria Maddalena, nota anche come Maria di Magdala in quanto originaria e/o proveniente dalla citt di Magdala (La Colombaia, il Paese delle Colombe). Questa unzione riportata solo da Luca; gli altri evangelisti ne parlano altrove.

214 - LE DONNE AL SEGUITO Durante i suoi spostamenti Ges era seguito, oltre che dagli apostoli, anche da alcune donne: secondo Luca: Maria di Magdala, Giovanna moglie di Chuza (un amministratore di Erode), Susanna e molte altre. (Rif. 015) secondo Filippo: Maria V., sua sorella(?) e Maddalena sua consorte. (Rif. 120)
La presenza della Maddalena non era gradita a tutti. Simone Pietro disse loro: "Maria si allontani di mezzo a noi, perch le donne non sono degne della vita!" Ges disse: "Ecco, io la trarr a me in modo da fare anche di lei un maschio, affinch anch'essa possa diventare uno spirito vivo simile a voi maschi. Perch ogni donna che diventer maschio entrer nel Regno dei Cieli." (Rif. 115) Questo ci che ci dice il vangelo gnostico di Tommaso e sembra quindi che la misoginia della chiesa abbia origini molto lontane. Un aspetto singolare della vicenda quello che si rileva in Luca 8,1-3 dove, dopo aver elencato le donne al seguito, egli afferma "Esse li servivano con i loro beni." Questo lascia supporre che Ges fosse finanziato dal suo seguito femminile, donne facoltose, e questo spiegherebbe la libert di movimento attraverso la Galilea, Samaria e Giudea di Ges stesso e dei suoi apostoli. Tutto sommato viaggiare costava e dovevano pur mangiare! Il tradizionale senso dell'ospitalit che molti cercano di far passare come una generosa qualit dei nostri avi non sempre vero (soprattutto tra i giudei). In questo caso poi non si trattava di un semplice e sprovveduto viandante, ma di una banda tumultuosa ed esagitata, composta da numerosi elementi molto turbolenti e assai poco raccomandabili, prepotenti e ...famelici. (Rif. 015, 115) 160

INSERTO 13 - La Moglie (Secondo il Mito) Ges era sposato? Il Vangelo di Filippo (Rif. 120) , in proposito, abbastanza categorico. Testualmente: (.32) Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella e la Maddalena, che detta sua consorte. Infatti era "Maria" sua sorella, sua madre e la sua consorte. (.55) La consorte di (Cristo Maria) Maddalena. (Il Signore amava Maria) pi di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla (bocca). Il dubbio verte sulla identit della Maddalena. Potrebbe trattarsi di: Maria di Magdala, la "pentita" dell'evento descritto in precedenza e successivamente sposata o convivente; Maria Maddalena di Betania, sorella di Lazzaro. Alcuni autori ritengono pi probabile la versione a) e sostengono che Maria di Magdala, molto ricca, non fosse una prostituta e facesse parte della trib di Beniamino. Le nozze sarebbero avvenute a Cana e in questa occasione la di lei suocera Maria V. si preoccupa del benessere degli invitati che rischiano di rimanere senza vino. In effetti la nomea di prostituta, di peccatrice anche se pentita, le fu appioppata dal papa Gregorio Magno (591 e.v.) con apposito proclama. Nel 1969 la chiesa fece una dichiarazione, a detti stretti, affermando che la Maddalena non era una "prostituta" ma solo una "donna perduta"; una sottile distinzione che pochi hanno capito. Una lettera trovata in un monastero di Gerusalemme, nel 1959, dallo studioso Morton Smith, riapre il problema. In questa lettera, del 200 e.v., il vescovo Clemente di Alessandria evidenzia al suo collega Teodoro la presenza, nel Vangelo di Marco, di alcuni passi che riguardano il matrimonio di Ges e che andrebbero eliminati a salvaguardia dell'ortodossia dell'insegnamento cristiano. Si racconta anche che Maria Maddalena, dopo la crocifissione di Ges, sia fuggita dalla Palestina, rifugiandosi in una comunit ebraica, nel sud della Francia (Sainte Beaume in Provenza), portando nel suo grembo una "figlia": Sara. Su una vetrata posta nella cattedrale di Chartres (c. 1145 e. v.) si ha la pi antica rappresentazione della vita di Maria Maddalena in Francia. Questa mitica figlia, Sara, di sangue reale, in quanto discendente della casa di Davide, sarebbe stata la leggendaria capostipite della dinastia dei Merovingi. Questa una panzana colossale! Intanto non certa l'esistenza di Davide come sovrano: lo attesta solo la Bibbia. E, comunque, dalle genealogie contrastanti e strampalate riportate da Matteo e Luca, si pu solo sicuramente certificare la natura plebea di Ges e non altro. Infine, Filippo, al punto 32, solleva un altro problema: quello sulla possibile esistenza di una sorella di Ges. Infatti come si interpreta la frase "sua sorella": sua di Maria o sua di Lui?

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Una ulteriore conferma del matrimonio ci viene dai Vangeli nei quali Ges viene sovente chiamato RABBI (maestro). Nell'antica Palestina per avere diritto all'appellativo di Rabbi occorreva essere sposati ed avere dei figli. I matrimoni venivano solitamente combinati dai padri i quali avevano l'obbligo di cercare per i figli una moglie socialmente adeguata e conveniente. Da qualche tempo in corso una discussione volta a chiarire chi fosse il famoso "discepolo prediletto", tante volte citato nei vangeli ma mai nominato. Alcuni sostengono trattarsi di Giovanni Evangelista altri, invece, indicano Maria di Magdala altri ancora propendono per Lazzaro (Eleazar). L'ammettere che Ges fosse sposato costituisce uno dei pi gravi imbarazzi per la chiesa, che basa la sua dottrina su un figlio di dio alieno da qualsiasi pulsione sessuale. A dare una pedata nel formicaio ci ha recentemente pensato lo scrittore Dan Brown, con il suo delirante romanzo di fantastoria "Il codice da Vinci". Pur trattandosi di opera di pura fantasia, la sua pubblicazione stata sufficiente per agitare le acque stagnanti delle menzogne clericali nonch a puntare il dito sui traffici finanziari del Vaticano (Opus Dei).

215 - LA MISSIONE DEI DODICI Ges conferisce ai suoi 12 apostoli i poteri e le facolt necessarie per cacciare i demoni ed operare guarigioni. Gli apostoli partono in coppia per visitare tutti i villaggi e predicare l'avvento del regno di Dio. (Rif. 005, 010, 015) 216 - MORTE DI GIOVANNI BATTISTA - 29 Agosto. Malgrado le insistenze di Erodiade, Erode Antipa restio a far giustiziare Giovanni Battista, prigioniero a Macheronte da lungo tempo. Alla fine Erodiade, con l'aiuto della figlia Salom, la spunta ed Erode ordina la decapitazione del prigioniero. (Rif. 005, 010) 217 - PRIMA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E PESCI A Betsaida Ges predica ad una folla di 5000 (!) uomini, pi donne e bambini al seguito. Giunta la sera, Ges risolve il problema logistico di nutrire la folla "moltiplicando" cinque pani e due pesci, i soli disponibili. A folla soddisfatta restano ancora 12 ceste di cibo non consumato. (Rif. 005, 010, 015, 020)
In questo caso il vero miracolo stato quello di riuscire a concentrare, nello stesso luogo e nello stesso giorno, una folla di circa 10000 persone (la popolazione di una piccola regione). Con i sistemi di comunicazione ed i mezzi di trasporto di allora, non deve essere stata impresa da poco. Secondo Lattanzio (uno dei padri della chiesa) questo evento sarebbe stato previsto, molto prima, niente meno che dalla Sibilla Eritrea, in questi termini: "con cinque pani e due pesci nutrir 5000 uomini nel deserto e, raccogliendone le briciole, ne riempir dodici panieri". 162

218 - GESU CAMMINA SULLE ACQUE Ges decide di attraversare il lago di Tiberiade ed invita i suoi discepoli a precederlo in barca. Egli li raggiunge in seguito camminando sulle acque. Anche Pietro vuole provarci ma rischia di affogare. (Rif. 005, 010, 020) 219 - GENEZARET Approdato dalle parti di Genezaret Ges compie innumerevoli miracoli. (Rif. 005, 010)

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220 - IL POZZO DI GIACOBBE Ges sta attraversando la Samaria per tornare in Galilea. Presso il Pozzo di Giacobbe (citt di Sichar) chiede da bere ad una donna samaritana che si stupisce della richiesta. Un Giudeo non avrebbe mai rivolto la parola ad una samaritana (causa i forti attriti esistenti tra giudei e samaritani). Ges si rivela alla donna quale profeta. (Rif. 020) 221 - PREDICHE AI SAMARITANI La donna samaritana diffonde la notizia della presenza di Ges e questi si trattiene due giorni presso il Pozzo di Giacobbe per predicare alla folla di samaritani ivi accorsa. (Rif. 020) 222 - GUARIGIONE A DISTANZA Mentre Ges si trova a Cana, il funzionario regio Chuza giunge da Cafarnao pregando Ges di andare a salvare il figlio morente. Ges opera la guarigione a distanza. (Rif. 020) 223 - LA PISCINA DI BETESDA (Piscina dei 5 portici). A Gerusalemme esisteva una piscina miracolosa nella quale, ad intervalli regolari, un angelo ne agitava le acque; il primo a tuffarsi, dopo l'intervento, ne usciva guarito da qualsiasi male. Ges guarisce un uomo ammalato da 38 anni che non era in grado di tuffarsi da solo. (Rif. 020) 224 - MIRACOLI A CORAZIN ED A BETSAIDA In queste due citt Ges compie ben 53 miracoli. (Rif. 065) 225 - MALEDIZIONI Gli abitanti delle due dette citt, malgrado i 53 miracoli, si ostinano ad ignorare il messaggio salvifico di Ges e perci egli le maledice, aggiungendovi, per buona misura, anche Cafarnao. (Rif. 005) 226 - LA FIGLIA DELLA CANANEA Trovandosi dalle parti di Tiro, Ges caccia i demoni che possedevano la figlia di una cananea (Rachele), ivi residente. (Rif. 005, 010) 227 - IL SORDOMUTO Partito da Tiro verso Sidone, Ges guarisce un sordomuto mettendogli le dita
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nelle orecchie e umettandogli la lingua con la sua saliva. (Rif. 010)


Tiro e Sidone sono situate in territorio siriano e rappresentano itinerari inconsueti per Ges che, secondo il Nuovo Testamento, avrebbe privilegiato nei propri spostamenti i territori della Palestina. Cosa ci faceva da quelle parti?

228 - GUARIGIONI PRESSO IL LAGO Tornato sulle sponde del lago di Tiberiade Ges guarisce un grande numero di ammalati. (Rif. 005) 229 - SECONDA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E DI PESCI Ges sfama una turba di 4000 uomini, pi donne e bambini, moltiplicando sette pani e pochi pesci disponibili. A fine pasto residuano sette corbelli di cibo non consumato. (Rif. 005, 010) 230 - IL CIECO DI BETSAIDA Passando per la citt di Betsaida Ges guarisce un cieco sputandogli negli occhi e imponendogli le mani. (Rif. 010) 231 - IL PRIMATO DI PIETRO Ges conferisce a Pietro il primato sugli altri apostoli, i supremi poteri spirituali e lo pone a fondamento della sua chiesa. (Rif. 005, 010, 015) 232 - TRASFIGURAZIONE Ges, con tre apostoli (Pietro, Giacomo e Giovanni), sale su di un alto monte (Tabor) e qui si "trasfigura". Durante tale evento si incontra anche con Mose ed Elia. (Rif. 005, 010, 015) 233 - L'INDEMONIATO EPILETTICO Ges risana un ragazzo indemoniato ed epilettico che i suoi apostoli non erano riusciti a guarire. (Rif. 005, 010, 015) 234 - IL TRIBUTO AL TEMPIO A Cafarnao Pietro, su esortazione di Ges, provvede al pagamento del tributo al Tempio, con una moneta rinvenuta nella bocca di un pesce appena pescato. (Rif. 005)

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ANNO 29 (e.v.) - 782 (a.u.c.) * GESU': ANNI 35

235 - IL RIFIUTO DEI SAMARITANI Ges parte dalla Galilea verso Gerusalemme, preceduto da alcuni messaggeri che hanno il compito di agevolarlo, con il suo seguito, nel cammino e nelle soste. Un villaggio di samaritani rifiuta di accoglierli. La qual cosa manda in bestia gli apostoli che minacciano di incendiare l'abitato. (Rif. 015)
Per quello che si pu supporre, il rifiuto dei samaritani abbastanza comprensibile. E' ormai evidente che Ges non si muoveva da solo, come uno sprovveduto profeta. Aveva un codazzo di discepoli, apostoli, donne e fanatici integralisti, di tutto rispetto, che si muovevano come "cavallette" nell'ambito dei territori palestinesi provocando, forti del loro numero, notevoli devastazioni a spese delle popolazioni contadine.

236 - SETTANTADUE DISCEPOLI Visto quanto sopra, Ges manda avanti a s una staffetta di 72 discepoli, per tastare il terreno nelle citt e nei luoghi dove intende recarsi. (Rif. 015) 237 - IL RITORNO DEI DISCEPOLI I 72 discepoli ritornano e riferiscono sull'esito della loro missione. (Rif. 015) 238 - OSPITALITA DI MARIA E MARTA Durante il viaggio verso Gerusalemme Ges viene ospitato da due sorelle: Maria e Marta (a Betania?) (Rif. 015)
Betania = Casa di Anania. Era nota anche come Al-Ayzariyah cio Casa di Lazzaro. Si trova a 4 km sud-ovest di Gerusalemme.

239 - GUARIGIONE DELL'INDEMONIATO Ges guarisce un uomo che il demonio aveva reso muto. Alcuni presenti per lo accusano di operare miracoli per mezzo di Belzeb. (Rif. 015)
Il potere di scacciare i cosiddetti "demoni" era molto diffuso tra i giudei all'epoca di Ges; molti di essi esercitavano questo potere ficcando strane erbe "consacrate" nel naso degli indemoniati ed probabile che i demoni fossero espulsi da.... fragorosi sternuti. Nei secoli successivi i demoni furono sempre meno numerosi e quelli rimasti divennero appalto di alcuni preti birboni (i cosiddetti esorcisti). Ai nostri tempi i "demoni" sono oggetto di stretta competenza della psichiatria. 166

240 - LA DONNA DEFORME Mentre si trova in una sinagoga Ges guarisce una donna curva e rattrappita da 18 anni. Nasce una polemica con il capo della sinagoga che lo accusa di non rispettare il sabato. (Rif. 015) 241 - GUARIGIONE DI UN IDROPICO Sempre di sabato, in casa di uno dei capi dei farisei, Ges guarisce un uomo idropico. (Rif. 015) 242 - DIECI LEBBROSI Entrando in un villaggio Ges incontra 10 lebbrosi e li guarisce. Uno solo di essi, un samaritano, gli dimostra la sua riconoscenza. (Rif. 015,135) 243 - ZACCHEO A Gerico Ges si fa ospitare in casa di Zaccheo, capo dei pubblicani. Scandalo da parte dei benpensanti, essendo Zaccheo ritenuto un grande peccatore. (Rif. 015) 244 - IL CIECO DI GERICO Uscendo dalla citt, Ges guarisce Bartimeo, un mendicante cieco. (Secondo Matteo i ciechi sarebbero stati due). (Rif. 005, 010, 015) 245 - LA FESTA DELLE CAPANNE (Ottobre) Ges giunge, in incognito, a Gerusalemme per la festa delle Capanne. Durante la festa per svela la sua presenza ed inizia a predicare nel Tempio. Sacerdoti e farisei ne chiedono l'arresto ma le guardie non eseguono l'ordine. (Rif. 020) 246 - LA LAPIDAZIONE DELL'ADULTERA Scribi e farisei tendono nuovamente un tranello contro Ges chiedendogli di esprimersi sulla condanna da infliggere ad una donna colta in flagrante adulterio. La risposta classica: Chi senza peccato..... (Rif. 020) 247 - IL CIECO NATO Ges guarisce un uomo, cieco dalla nascita, spalmandogli gli occhi con fango impastato con la sua saliva ed ordinandogli poi di lavarsi nella piscina di Siloe. (Rif. 020, 135)

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Anticamente si riteneva che nella saliva si concentrasse l'essenza dell'anima. (Rif. 995)

248 - FESTA DELLA DEDICAZIONE (Dicembre) Mentre Ges si trova nel Tempio, durante la festa della Dedicazione, i giudei tentano prima di lapidarlo e poi di arrestarlo. Ges si sottrae all'aggressione e lascia Gerusalemme, recandosi oltre il Giordano. (Rif. 020) 249 - RESURREZIONE DI LAZZARO Supplicato da Marta e Maria, Ges si reca a Betania e risuscita il loro fratello Lazzaro morto, da 4 giorni. (Rif. 020, 135)
Alcuni ritengono si sia trattato di un esperimento, comune a quei tempi, tra gli iniziati di pratiche esoteriche. Si tratterebbe di riduzione al minimo, mediante ipnosi, delle funzioni metaboliche e successivo richiamo in vita. Nel corso di questi esperimenti si faceva uso, a volte, anche di sostanze psicotrope, quali la psilocibina, elemento attivo di alcuni funghi allucinogeni. (J.M.Allegro) (Rif.384) Lazzaro aveva anche una terza sorella di nome Rut, sposata con il fariseo Asher-ben, che aveva una locanda a Gerico; era stata cacciata di casa dal marito perch seguace di Ges. Altri autori, basandosi su alcuni frammenti di un vangelo poco noto e di dubbia provenienza (Vangelo Segreto secondo Marco - Vangelo dei Carpocraziani?), hanno ipotizzato che Lazzaro fosse stato sepolto vivo, colpevole di essere omosessuale. Essere sepolti vivi era la pena prevista dai sacerdoti giudei per atti di pederastia e Lazzaro era incappato in questa condanna a seguito di una denuncia fatta dalla sua stessa sorella Maria di Betania. (Rif. 390)

250 - LA CONDANNA DEL SINEDRIO Ges, con le sue predicazioni, ormai diventato un elemento scomodo e destabilizzante per i sacerdoti ed i farisei. Convocato il Sinedrio, capeggiato dal sommo sacerdote Caifa, Ges viene condannato a morte in contumacia. Con questa condanna il Sinedrio cerca di prevenire le eventuali reazioni dei romani alle esternazioni messianiche del nuovo leader. (Rif. 020) 251 - IL RITIRO AD EFRAIM Informato della condanna, Ges abbandona temporaneamente la vita pubblica e si ritira con gli apostoli ad Efraim. (Rif. 020)
Efraim (oggi Taybeh) era una citt ideale come rifugio. Da sempre ribelle alle autorit centrali, disponeva di rifugi segreti, gallerie e cunicoli dove i ricercati potevano

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facilmente nascondersi. (Rif. 378)

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ANNO 30 (e.v.) - 783 (a.u.c.) (30 e.v.) * GESU': ANNI 36

252 - IL FURTO DEI TESTI SACRI Uno dei due ladroni che accompagneranno Gesu sulla croce, Demas (Tito), aveva, qualche tempo prima, rubato i libri della Legge, custoditi nel Tempio dalla profetessa Sarra, figlia di Caifa. (Rif. 085) 253 - IL TRASFERIMENTO DEI LADRONI Demas (Tito) e l'altro ladrone Gesta (Dumaco), arrestati e condannati a morte a Cafarnao, per tutta una serie di misfatti, vengono tradotti a Gerusalemme per ordine di Pilato. (Rif. 085) 254 - ACCORDI CON GIUDA La folla minaccia di rivalersi su Sarra e di bruciarla viva in quanto, mancando i testi sacri, era praticamente impossibile celebrare la Pasqua. Anna e Caifa si accordano con Giuda affinch venga gettata su Ges la colpa del furto. Per il servizio Giuda riceve "ufficialmente" 30 monete d'oro pi un altro lauto compenso versato, sotto banco, dai due sacerdoti. (Rif. 085) 255 - L'UNZIONE DI BETANIA (Sabato, 1 Aprile) Ges si trova a Betania ospite di Simone il Lebbroso (il Fariseo), amico anche di Marta, Maria e Lazzaro. Durante la cena, una donna (Maria?) prende un vasetto di alabastro e versa sul capo di Ges una libra di profumo di nardo puro del valore di 300 denari. Tutti i presenti, Giuda in particolare, si scandalizzano per l'enorme spreco. (Rif. 005, 010, 020)
L'unzione era uno dei riti previsti per il conseguimento della dignit regale. Di qui la successiva accusa a Ges di essersi proclamato "Re dei giudei". A conferire la dignit regale sarebbe stata Maria Maddalena, probabile discendente della trib di Beniamino e supposta consorte di Ges. Se, come alcuni autori sostengono, Maria Maddalena era molto ricca, allora questo presunto spreco ha una sua valida giustificazione. I 300 denari dovevano corrispondere al controvalore di circa 1155 grammi d'argento e, secondo Giovanni, ad un quantitativo di profumo pari ad una libbra. INSERTO 14 - Unit di Misura Alcune delle unit di misura usate in Palestina ai tempi di Ges: MONETE 170

- GHERA: un ventesimo di siclo; oro o argento; grammi 0.6 - SICLO: unit base; oro o argento; grammi 11.4 - MINA: pari a 50 sicli; argento; grammi 570 - TALENTO: pari a 60 mine; oro o argento; chilogrammi 34.27 - DENARO: argento; grammi 3.85 (era la paga corrente per un giorno di lavoro) Esistevano anche molte altre unit frazionarie, in rame o in argento, quali: dramma, didramma, asse, quadrante, statere ecc. MISURE DI PESO - LIBBRA: pari a grammi 327 - TALENTO: misura variabile da 20 a 40 chilogrammi MISURE DI LUNGHEZZA - CUBITO: pari a centimetri 45-55 (variabile: dal gomito alla punta del dito medio) - BRACCIO: pari a centimetri 185 - STADIO: pari a metri 185 - MIGLIO: pari a metri 1478 MISURE DI CAPACITA' - XESTES: pari a litri 0.3 - METRETA: pari a litri 39.5 - KOROS: pari a litri 525 MISURA DEL TEMPO Per gli ebrei il nuovo giorno iniziava al tramonto ed era cos ripartito: - Prima vigilia (dal Tramonto e per la durata di 3 ore) - Seconda vigilia (di 3 ore) - Terza vigilia (di 3 ore) - Quarta vigilia (dalla terza all'alba, +/- 3 ore) - Ora prima (dall'alba e per la durata di 3 ore) - Ora terza (dall'ora prima, (c. ore 9 del mattino) per 3 ore) - Ora sesta (da mezzogiorno alle ore 15) - Ora nona (dalle ore 15 sino al tramonto, +/- 3 ore) A Gerusalemme il segnale del nuovo giorno veniva dato, con suon di tromba, dai sacerdoti del Tempio.

256 - LA CONDANNA DI LAZZARO A causa del fatto precedente e di altri stretti rapporti con Ges, il Sinedrio condanna a morte anche Lazzaro. (Rif. 995) 257 - L'ASINO DI BETFAGE (Domenica, 2 Aprile) Ges deciso di rientrare nuovamente in Gerusalemme. Manda pertanto gli apostoli in un vicino villaggio (Betfage) per procurargli un asino, sul quale nessun uomo abbia mai cavalcato. (Rif. 005, 010, 015)
L'asino era considerato la cavalcatura delle persone autorevoli. Se a questo si aggiunge l'autoproclamazione a re d'Israele, mediante l'unzione, c' quanto basta per portare 171

sacerdoti, scribi, farisei, ecc. al massimo furore. Questa la prima apparizione pubblica di Ges come messia di fatto.

258 - LA BARDATURA DELL'ASINO Trovato l'asino, questo viene bardato ed addobbato con i mantelli degli stessi apostoli. (Rif. 005, 010, 015, 020) 259 - ENTRATA IN GERUSALEMME Ges entra trionfalmente in Gerusalemme preceduto e seguito da turbe di discepoli osannanti. Durante la marcia di avvicinamento Ges formula cupe previsioni sul destino della citt e dichiara di essere in grado di distruggere il Tempio e di ricostruirlo in tre giorni. (Rif. 005, 010, 015, 020)
Ges, nelle sue predicazioni amava i toni apocalittici. Per lui la fine del mondo e la sua rinascita erano imminenti: "In verit vi dico: vi sono alcuni qu presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza."(Marco) ".... In verit vi dico: non passer questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute." (Marco) (Rif. 010)

260 - I GRECI DEVOTI A Gerusalemme Ges si intrattiene con alcuni greci "devoti" che desiderano conoscerlo. (Rif. 020)
Questi greci sarebbero stati inviati dal re di Edessa Abgaro V, molto ammalato (lebbra, gotta?). Il re offre a Ges protezione ed asilo politico in cambio di una sua miracolosa guarigione. Ges gli scrive una lettera declinando l'invito ma promettendo l'invio di un suo discepolo. In altra versione si dice che Ges invi ad Abgaro un proprio ritratto, alla vista del quale il re guar immediatamente. (Rif. 995)

261 - RITORNO A BETANIA Ges si reca in visita al Tempio e poi in serata ritorna a Betania con i 12 apostoli. (Rif. 010) 262 - IL FICO MALEDETTO (Lunedi, 3 Aprile) Uscendo da Betania, per tornare a Gerusalemme, Ges scorge un fico con i rami privi di frutti; Ges lo maledice. (Rif. 005, 010)
Atteggiamento alquanto bizzarro visto che i fichi, nell'emisfero a nord dell'equatore, maturano normalmente tra Giugno e Settembre. Ad Aprile non stagione di fichi.

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263 - SECONDA CACCIATA DEI MERCANTI Giunto al Tempio Ges caccia i mercanti che con la loro presenza offendono la sacralit del luogo. (Rif. 005, 010, 015) 264 - GUARIGIONI DIVERSE Ges opera, nel Tempio, parecchie guarigioni di ciechi e storpi tra i commenti indignati dei sacerdoti e degli scribi. Ritorno a Betania. (Rif. 005) 265 - DICHIARAZIONE DI AUTORITA' (Marted, 4 Aprile) Nuovamente al Tempio. Anziani, scribi e sacerdoti chiedono a Ges di precisare chi gli ha conferito l'autorit in base alla quale egli agisce ed opera in modi cos inconsueti. Ges nega la risposta. (Rif. 005, 010, 015) 266 - UNA GIORNATA IMPEGNATIVA (Mercoled, 5 Aprile) Stando ai vari autori, in questo giorno Ges si sarebbe espresso su molteplici argomenti che qui vengono elencati solo per memoria: predicazione mediante diverse parabole tributo a Cesare i sadducei e la risurrezione primo comandamento il messia figlio di Davide ipocrisia di scribi e farisei l'obolo della povera vedova sette invettive contro scribi e farisei delitti e castighi degli ebrei discorso escatologico, dottrinario. (Rif. 005, 010, 015) 267 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione A) Anziani e sacerdoti sono giunti al limite della sopportazione. Si riuniscono per escogitare il modo migliore di uccidere Ges. Vengono presi accordi con Giuda per la cattura del messia. (Qui si parla di 30 sicli d'argento). (Rif. 005, 010, 015) 268 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione B) I sacerdoti e gli anziani tengono consiglio nel palazzo di Caifa e decidono di catturare Ges ed ucciderlo prima di Pasqua. Anania, membro del Sinedrio, propone di contattare Giuda per farsi rivelare il luogo delle riunioni notturne di Ges. Caifa consegna ad Anania 100 denari, pari a 30 sicli e cioe' circa 350 grammi di argento.
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Anania si reca a Betania e contatta, in segreto, Giuda proponendo uno stratagemma: fare incontrare Ges con i sacerdoti per discutere (di cosa?). Giuda riceve i 30 sicli che allora equivalevano al valore di uno schiavo in buone condizioni fisiche. (Rif. 995)
Secondo Giuseppe di Arimatea, Giuda era un infiltrato nel gruppo degli apostoli, retribuito giornalmente dai sacerdoti. Di pi: Giuda era il cassiere del gruppo e ne gestiva la borsa; sposato con una donna avida di denaro, veniva continuamente istigato a sottrarre contanti dalla cassa comune. (Rif. 085)

269 - LA PREPARAZIONE DELLA CENA (Giovedi, 6 Aprile) Ges fiuta il pericolo e d precise istruzioni agli apostoli sul luogo segreto ove dovr svolgersi la cena pasquale. Manda pertanto Pietro e Giovanni, in citt, ad incontrare segretamente un uomo con una brocca d'acqua (Giuseppe d'Arimatea?) che li avrebbe guidati alla casa di un amico fidato (Nicodemo?) (Rif. 005, 010, 015) 270 - IL LAVACRO DEI PIEDI Prima di dare inizio alla cena Ges provvede personalmente al lavaggio dei piedi dei suoi apostoli. (Rif. 020, 065) 271 - LO SVOLGIMENTO DELLA CENA Secondo i vari autori, durante la cena Ges interviene e si sofferma sui seguenti argomenti: preannuncia il tradimento da parte di uno degli apostoli istituisce l'eucaristia prevede il rinnegamento di Pietro annunzia la discesa del paraclito ( lo Spirito di Verit che procede dal padre) ammonimenti vari agli apostoli preghiere Durante lo svolgimento della cena Giuda si allontana e si reca dai sacerdoti. A fine cena Ges invita categoricamente i presenti a munirsi di una spada in previsione di ci che dovr avvenire. (Rif. 005, 010, 015, 020)
La cena da un punto di vista pratico. Ges arriva con altri 10 apostoli verso le ore 22.30. La sala dotata di bassi divani e di una tavola semicircolare, apparecchiata con piatti di colore scuro e con uncini in funzione di forchette. Ges sdraiato al centro con Pietro alla sua destra e Giovanni alla sinistra. Secondo la consuetudine, allora in atto, il menu comprendeva: 174

agnello cotto tra le lattughe (da mangiarsi in piedi, secondo la tradizione) contorno di verdure amare charoset (composto da datteri, uva e aceto) pane azimo vino (Il 7 Aprile 2007, nel corso delle solite carnevalate pasquali, il massimo dirigente della setta cattolica Ratzinger ha affermato, che nel corso di questa sacra abbuffata, Ges NON ha mangiato l'agnello! Delusione generale da parte dei cattolici, degli ebrei, dei pastori ma soprattutto dei beccai nostrani che su questa ricorrenza ci contano molto. Parola di "infallibile"!!!) La sacra cena era un rito molto importante della comunit essena. Comprendeva la benedizione del pane azimo e del vino da parte del capo famiglia. Secondo la tradizione ebraica la cena avrebbe dovuto svolgersi Venerdi, 7 Aprile (15 di Nisan). Ges ha in effetti anticipato la cena di un giorno (14 di Nisan). Se, come alcuni ritengono, Ges era esseno allora ha seguito il calendario esseno di Qumran. Se effettivamente si trattava della tradizionale cena pasquale (rito tipicamente familiare) come mai mancano le donne che fanno parte della famiglia di Ges e che lo hanno seguito nelle sue peregrinazioni attraverso la Palestina?

272 - IL CANTO CORALE Prima di recarsi al Getsemani per il riposo, gli apostoli si dispongono in cerchio tenendosi per mano, mentre Ges nel mezzo, canta una litania alla quale gli apostoli rispondono con un ritornello. (Rif. 128) 273 - ATTESA AL GETSEMANI Ges si reca a trascorrere la notte, con i suoi apostoli, in un podere appartato (orto di Getsemani) dove, in precedenza, era solito riunirsi segretamente con i suoi discepoli. Il podere distava circa 600 metri dalle mura di Gerusalemme. Si ritira in preghiera, sudando sangue, assistito e confortato da un angelo. Rimprovera i suoi apostoli che, malgrado le sue esortazioni, non riescono a stare svegli. (Rif. 005, 010, 015, 020, 065)
Forse la cena era stata piuttosto abbondante e la sonnolenza degli apostoli pu essere in parte giustificata. Quanto a "sudare sangue" trattasi di un fenomeno non molto frequente, ma ben noto in campo medico, detto ematoidrosi, cio sudorazione ematica, che pu manifestarsi nel corso di stati emozionali violenti oppure in soggetti affetti da disturbi ematologici.

274 - ARRIVA LA TRUPPA Giuda arriva scortato da una coorte di soldati romani e da una folla di gente
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armata e munita di fiaccole, reclutata dai sacerdoti. (Rif. 005, 010, 015, 020)
Una coorte romana era composta da circa 600 uomini. Tenuto conto di questi e della folla al seguito, si pu presumere che almeno 1000(!) uomini abbiano partecipato alla cattura di Ges. E' evidente che non si voleva arrestare solo un "messia" ma stroncare un tentativo di rivolta.

275 - IL RICONOSCIMENTO Ges viene riconosciuto dalle guardie: perch si presenta da s (Rif. 020) perch Giuda lo indica con un bacio (Rif. 005, 010, 015) 276 - TENTATIVO DI RESISTENZA Pietro cerca di opporsi all'arresto. Con un colpo di spada taglia l'orecchio destro di un certo Malco (un servo del sommo sacerdote). Ges lo rimprovera e riattacca l'orecchio a Malco. (Rif. 015, 020) 277 - LA FUGA DEI DISCEPOLI A questo punto le cose precipitano. I discepoli e gli apostoli che erano con Ges fuggono disordinatamente. Uno di essi scappa nudo lasciando, nelle mani di chi cerca di trattenerlo, il lenzuolo che indossava in quel momento. Fortunatamente il padrone del podere di Getsemani, un certo Massaliano, gli d poi di che rivestirsi. (Rif. 005, 010)
Gerusalemme situata ad oltre 700 metri sul livello del mare e nel mese di Aprile le notti sono ancora abbastanza fredde. Chi questo singolare personaggio (discepolo, apostolo o ...altro) che sfida il freddo della notte in deshabill, nell'orto di Getsemani, proteggendo le sue pudenda con un leggero lenzuolo invece della tradizionale tunica e del manto di lana? Perch un abbigliamento cosi inconsueto? Che facesse molto freddo anche confermato dal fatto che Pietro, poco dopo, rischier grosso pur di scaldarsi al fuoco nel cortile di Caifa. (v. oltre)

278 - L'ARRESTO (Giovedi, 6 Aprile; presumibilmente ore 24) Ges viene legato e scortato a destinazione. (Rif. 005, 010, 015, 020) 279 - GESU' VIENE CONDOTTO ALLA CASA DI ANNA (Venerdi, 7 Aprile) Anna era lo suocero di Giuseppe Caifa. Caifa, in quell'anno, era il sommo sacerdote di turno. (Rif. 020)
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280 - PIETRO SEGUE A DISTANZA Pietro segue il corteo, a debita distanza, con un altro discepolo (Giovanni?) (Rif. 005, 010, 015, 020) 281 - PIETRO NEL CORTILE DI ANNA Pietro entra nel cortile di Anna mediante l'aiuto dell'altro discepolo che conosceva bene la portinaia del palazzo. (Rif. 020, 065) 282 - INTERROGATORIO DI ANNA Ges risponde alle domande di Anna con tono polemico. (Rif. 020) 283 - GESU' VIENE SCHIAFFEGGIATO Una delle guardie schiaffeggia Ges per il tono poco riguardoso tenuto nei confronti di Anna. (Rif. 020) 284 - GESU' VIENE SCORTATO DA CAIFA ?....? (Rif. 005, 010, 015, 020, 085)
Trasferimento inutile considerato che Anna e Caifa vivevano nella stessa casa.

285 - L'ATTESA ED IL RINNEGAMENTO DI PIETRO In attesa, nel cortile di Caifa, Pietro rischia di essere scoperto e nega di essere un apostolo di Ges. Alla terza negazione un gallo canta, Ges getta uno sguardo su Pietro e questo fugge pieno di vergogna. (Rif. 005, 010, 015, 020) 286 - L'ATTESA E GLI OLTRAGGI In attesa di comparire davanti a Caifa, le guardie che custodiscono Ges, lo deridono e lo percuotono. (Rif. 015) 287 - RIUNIONE DEL SINEDRIO (Venerd, 7 Aprile - appena giorno) Si riuniscono i capi del popolo, i sacerdoti e i dottori in legge. Ges viene condotto davanti al Sinedrio. Presiede Caifa vestito in pompa magna. Era detto anche Tribunale di Gazith, situato presso il muro ovest del Tempio, l'attuale muro del pianto. (Rif. 015, 378)
Questo processo era praticamente e formalmente impossibile. E' stato introdotto nei vangeli per gettare la colpa della morte di Ges sugli ebrei "deicidi". La storia la scrivono i 177

vincitori. PROCESSI EBRAICI (LA STORIA) Qualsiasi processo, per avere un minimo di credibilit, non pu prescindere da certe regole procedurali e deve garantire un minimo di difesa per l'accusato. Riprendiamo da W. Fricke (Rif. 370) alcuni punti essenziali in merito ai processi ebraici: - I processi non potevano essere svolti in una abitazione privata ma nell'apposita area del Tempio, detta Beth Din. - I processi non potevano essere svolti di notte. - I processi non potevano essere svolti alla vigilia di una festivit importante, come la Pasqua. - La sentenza non poteva essere pronunciata sulla base di una sola confessione estorta. - La sentenza di morte non poteva essere pronunciata se non erano trascorse almeno 24 ore dall'interrogatorio. - Il capo d'accusa non costituiva necessariamente un reato di blasfemia. L'espressione BAR-ABBA (figlio del padre, figlio di dio) era un appellativo molto comune, all'epoca; veniva sovente aggiunto al nome dell'interessato in segno di deferenza. D'altro canto, secondo la Torah, tutti gli ebrei sono figli di dio (Bar-Abba) ed anche Ges era un ebreo. Gli ebrei potevano eseguire liberamente sentenze di morte senza dover ricorrere ai romani per esserne autorizzati. Basta ricordare: - le numerose sentenze dei diversi Erode a carico di ebrei - l'uso corrente della lapidazione come punizione per le adultere - la lapidazione di diversi apostoli tra i quali Giacomo Il Giusto - l'uccisione di Giovanni Battista a Macheronte - ed altri... In occasione di particolari festeggiamenti romani (es. un nuovo imperatore), veniva a volte concessa una amnistia che per riguardava solo i reati minori.

288 - PARTECIPANTI DI SPICCO Tra i partecipanti al Sinedrio si segnalano in particolare: Anna Caifa Semes Dathae Gamaliele Giuda Levi Neftalim Alessandro Giairo Siro. (Rif. 080)

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289 - CAPI DI ACCUSA Le accuse formulate contro Ges, sia presso il Sinedrio che presso Pilato, sarebbero state le seguenti: Aver bestemmiato per essersi dichiarato figlio di Dio (Bar-Abba) (Rif. 005, 010, 015) Aver minacciato la distruzione del Tempio (e sua riedificazione in tre giorni) (Rif. 005, 010) Avere eseguito guarigioni di sabato (Rif. 080) Aver rubato i libri sacri (Rif. 085) Essere nato da adulterio (Rif. 080) Essere stato la causa prima della strage degli innocenti dell'anno 748 a.u.c. (Rif. 080) Essersi proclamato re dei Giudei. (Rif. 080) 290 - FALSI TESTIMONI A CARICO Durante l'udienza presso il Sinedrio vengono rintracciati ed ascoltati alcuni falsi testimoni. Solo Nicodemo tenta una debole difesa in favore di Ges. (Rif. 005, 010) 291 - COMPORTAMENTO DI GESU' DAVANTI AL SINEDRIO Alle domande che gli vengono poste Ges non risponde oppure risponde in maniera evasiva. (Rif. 005, 010, 015) 292 - LE VESTI STRACCIATE Ges alla fine dice, o lascia intendere, di essere figlio di Dio. Caifa la considera una enorme bestemmia e si straccia le vesti. (Rif. 005, 010) 293 - CONDANNA A MORTE Il Sinedrio giudica Ges meritevole di morte. (Rif. 005, 010)
Potr sembrare una stranezza ma, secondo l'antica Legge Mosaica, quando un colpevole veniva condannato a morte all'unanimit, questi doveva essere immediatamente liberato, per sospetta faziosit del tribunale. Nel caso specifico di Ges la condanna a morte era formalmente valida perch mancavano almeno due voti all'unanimit: quello di Nicodemo e quello di Giuseppe d'Arimatea. D'altro canto, secondo la legge, una condanna a morte poteva essere pronunciata solo dopo 24 ore dall'interrogatorio. 179

294 - NESSUNA CONDANNA Secondo Giovanni non c' stato nessun processo ebraico e nessuna condanna a morte. Ges, dopo un primo sommario interrogatorio da parte di Anna, stato inviato a Caifa affinch lo custodisse in attesa di comparire innanzi a Pilato. (Rif. 020)

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295 - NUOVI OLTRAGGI Dopo la condanna del Sinedrio Ges viene percosso, gli sputano in faccia e lo dileggiano. In seguito viene rinchiuso nelle cantine di casa Caifa. (Rif. 005, 010) 296 - UNA DELEGAZIONE DA PILATO Tenuto consiglio, una delegazione del Sinedrio si reca da Pilato per rinnovare le accuse contro Ges e chiedere l'esecuzione della condanna capitale. I componenti la delegazione sono gli stessi elencati in precedenza. (Rif. 005, 010, 080)
La residenza abituale dei Procuratori romani era a Cesarea. Non noto per quali motivi Pilato fosse presente a Gerusalemme e dove si trovasse: nel suo palazzo o alla Torre Antonia, sede del presidio romano. La richiesta di esecuzione capitale fatta a Pilato viene giustificata asserendo che gli ebrei, sotto dominazione romana, non potevano eseguire una sentenza di morte (negazione dello Jus Gladiis). Non esatto; era solo vietato agli ebrei eseguire condanne a morte mediante la spada o la croce. Avevano invece la facolt di procedere alla lapidazione, allo strangolamento ed alla decapitazione con la scure. (v. Giovanni Battista) Un cortese collaboratore ci precisa: Lo "jus gladii" si applicava alla sola Giudea ed entr in vigore dopo la morte di Erode il Grande. Ne da testimonianza lo scrittore giudeo Giuseppe Flavio nelle "Antichit Giudaiche", Libro 20 - Cap. 9. (G.S.)

297 - LE RICHIESTE A PILATO La delegazione accusa Ges di varie colpe tra le quali quella di essersi dichiarato re dei giudei. Viene chiesto a Pilato di dare corso all'esecuzione della condanna a morte. (Rif. 005, 010, 015, 020, 085) 298 - LA MOGLIE DI PILATO La moglie di Pilato, Claudia Procula, ha fatto un sogno premonitore. Avverte pertanto il marito di non immischiarsi in quella che viene ritenuta una bega tra giudei. (Rif. 005, 080) 299 - PILATO CERCA DI DESTREGGIARSI Memore dell'ammonimento della moglie e non ravvisando particolari colpe a carico di Ges, Pilato si dichiara incompetente ad esprimere un giudizio. (Rif. 080) 300 - CONVOCAZIONE DI GESU' Pressato dalle insistenze dei giudei, Pilato ordina ad un suo corriere/messo di
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condurre Ges in sua presenza per interrogarlo. (Rif. 080)

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301 - IL MANTELLO DEL CORRIERE Il corriere introduce Ges facendolo camminare sul suo mantello steso a terra. (Rif. 080) 302 - I GIUDEI PROTESTANO I giudei protestano per l'atto di formale ossequio reso a Ges con il mantello. (Rif. 080) 303 - LE INSEGNE SI INCHINANO Quando Ges entra le insegne imperiali, rette da 12 portainsegne, si inchinano riverenti senza che i portainsegne se ne rendano conto. (Rif. 080) 304 - ALTRA PROTESTA DEI GIUDEI I giudei protestano vivamente contro i portainsegne per l'omaggio reso a Ges. (Rif. 080) 305 - SOSTITUZIONE DEI PORTAINSEGNE I portainsegne si discolpano; Pilato vuole essere conciliante e chiede ai giudei di reggere essi stessi le insegne. (Rif. 080) 306 - LE INSEGNE SI INCHINANO ANCORA Ges viene introdotto una seconda volta e le insegne si inchinano nuovamente malgrado gli sforzi dei giudei. (Rif. 080) 307 - PRIMO INTERROGATORIO DI PILATO Pilato interroga Ges circa la sua pretesa di considerarsi re dei giudei e sulle altre accuse che il Sinedrio muove contro di lui. Risposte evasive di Ges. (Rif. 005, 010, 015, 020, 080) 308 - TESTIMONI A FAVORE Durante l'interrogatorio di Pilato si presentano spontaneamente alcuni testimoni a favore di Ges: Nicodemo un ex paralitico un ex cieco dalla nascita un ex storpio un ex lebbroso Bernice, ex emorroissa
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Proteste e contestazioni a non finire da parte dei giudei. (Rif. 080) 309 - PILATO NON RAVVISA COLPE Pilato sempre pi perplesso e non riesce a capire di quali colpe possa essere accusato Ges. (Rif. 015, 020, 080) 310 - INVIO AD ERODE ANTIPA Quando viene informato che Ges originario della Galilea, Pilato cerca di liberarsi del problema e lo manda da Erode Antipa, competente per giurisdizione. (Rif. 015, 080)
Alcuni autori sono dell'avviso che il personaggio inviato ad Erode non fosse quello interrogato da Pilato. Notare, sulla mappa di Gerusalemme, che i palazzi di Pilato e di Erode erano prospicienti.

311 - ERODE CURIOSO ED INTERESSATO Erode desiderava da tempo conoscere Ges ed assistere a qualcuno dei suoi prodigi. (Rif. 080) 312 - LA TUNICA BIANCA Ges non e' propenso a compiere prodigi per il divertimento di Erode. Questo si spazientisce, lo fa rivestire con una tunica bianca e lo oltraggia con i suoi soldati. Comportamento strano: la tunica bianca era la veste degli adepti esseni, simbolo di dignit sacerdotale. (Rif. 015, 080) 313 - RINVIO A PILATO Ges viene rinviato, nuovamente, al giudizio di Pilato. (Rif. 015, 080) 314 - SECONDO INTERROGATORIO DI PILATO Su insistenza dei giudei Pilato interroga ancora Ges. (Rif. 015, 080) 315 - NESSUNA COLPA Malgrado tutto Pilato non riesce a giudicare Ges colpevole, mentre i giudei continuano a chiedere la sua morte, minacciando una sommossa. (Rif. 080) 316 - PILATO PROPONE UNA SCELTA Secondo una tradizione (inventata dalla chiesa), Pilato aveva il potere di
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graziare, in occasione delle feste pasquali, un condannato a morte. Un altro condannato, in attesa di esecuzione, era un certo Barabba, reo di ribellione ed omicidio. Richiesti di esprimere la loro preferenza i giudei chiedono a gran voce la liberazione di Barabba e la crocifissione di Ges. (Rif. 005, 010, 015, 020, 065)

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INSERTO 15 - Barabba (Secondo il Mito) Occorre anzitutto premettere che Barabba o Bar-Abba non un nome ma un appellativo, un titolo e significa "figlio del Padre" e per estensione di significato "figlio di Dio". Visto come sono andate le cose, dalla Genesi in poi, possiamo considerarci tutti Barabba! Possiamo ritenere che Barabba sia un personaggio di pura invenzione degli autori evangelici. Non viene indicato come un delinquente comune (un ladrone) bens come un partigiano che si era battuto, a mano armata, contro gli oppressori romani. Sarebbe stato catturato ed imprigionato durante una sommossa scoppiata in Gerusalemme, che aveva causato una vittima. Barabba sarebbe quindi stato accusato e condannato a morte per questo omicidio e per sovversione. Stando cos le cose, da un punto di vista politico, Barabba era molto pi colpevole di Ges Nazareno, che si era limitato a dichiararsi "figlio di Dio (Barabba) e ad autoproclamarsi "re dei Giudei". Come era dunque possibile uno scambio del genere riportato nei vangeli? Oltre a tutto il resto anche Barabba si chiamava Ges, quindi ci troviamo di fronte a due individui, processati quasi contemporaneamente, per la stessa colpa di insubordinazione nei confronti dell'impero. Uno si chiamava Ges Barabba (detto il Nazareno) e l'altro Ges Barabba (detto il Lestos). Nelle edizioni antiche, del Vangelo di Matteo, (Rif. 150) si legge testualmente: Avevamo in quel tempo un prigioniero famoso, Ges Barabba, il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in citt e di un omicidio. Nelle edizioni moderne (Rif. 005, 130) invece si legge: in quel tempo c'era un prigioniero distinto di nome Barabba.... L'aggiustamento notevole quanto ingenuo. Bruciare le biblioteche (come quella di Alessandria) in genere non serve a nulla: appaga solo i cretini che lo fanno, ma certe memorie comunque restano! Allora quale dei due Barabba l'avrebbe scampata? Il Corano (Rif. 135) afferma che Ges Nazareno non stato crocifisso. Anche altri autori sostengono la tesi che a finire sulla croce sia stato Ges Barabba (il Lestos) mentre Ges Barabba (il Nazareno), ottenuta la libert, avrebbe continuato a predicare per altri 11 anni, ed al dodicesimo si sarebbe trasfigurato, nel corso di un grandioso evento, durante il quale avrebbe rivelato ai suoi discepoli alcune fondamentali verit (?). (Rif. 126, 175, 390, 995) NOTA - Secondo il diritto romano e nell'ambito delle sue funzioni di procuratore, Pilato non aveva nessun potere di grazia. Se avesse applicato questa supposta tradizione si sarebbe reso responsabile di un grave errore, o quanto meno di un abuso di potere, nei confronti dei suoi diretti superiori. E poi, se di scelta si trattava, c'erano anche i due ladroni, Gesta e Disma, da far entrare in concorso. A parte ci Pilato era ben consapevole di dover reprimere, con estrema durezza, 186

qualsiasi tentativo insurrezionale e condannare qualsiasi sedicente liberatore, o messia. Non avrebbe mai condizionato i suoi poteri ad un referendum popolare. Da questo mitico episodio del ballottaggio si sviluppato un odio assurdo contro gli ebrei accusati di "deicidio". Solo nel 1962 Giovanni XXIII (bont sua!) discolper gli ebrei da questa accusa. Alcune recenti tesi sostengono che Pilato non ha dovuto fare nessuna scelta. Agendo molto pragmaticamente, e nell'ambito delle sue competenze, avrebbe semplicemente: liberato Ges Nazareno perch le accuse a suo carico erano inconsistenti; condannato a morte Barabba per sedizione ed omicidio. Se e' andata cos la grande figura del figlio di dio che si sacrifica per redimere l'umanit crolla come un castello di carte.

317 - PILATO SE NE LAVA LE MANI Pilato si lava pubblicamente le mani dichiarandosi, con questo gesto, non responsabile della morte di Ges che egli continua a ritenere innocente. (Rif. 005, 080)
Il Pilato che si lava le mani una immagine retorica molto bella e suggestiva ma ha un grosso difetto: Pilato era tutt'altro che uno sprovveduto!

318 - LA SENTENZA: QUELLA DI PILATO La sentenza di Pilato prevede, secondo la legge, che Ges venga flagellato prima di essere crocifisso (flagellazione con 49 colpi di flagrum). (Rif. 080)

INSERTO 16 - Sentenza di Pilato (Secondo il Mito) Questo documento, datato 1580(e.v.), conservato a Simanca (E), presso l'Archivio Generale-Segreteria di Stato- L847/F1. La versione riportata ripresa dal volume di M. Craveri - I Vangeli Apocrifi. (Rif. 330) Sulla attendibilit storica del documento il giudizio lasciato a chi legge; in buona sostanza sembra un'altra tessera del mosaico di bugie, costruito, nel corso di due millenni, a sostegno di determinate tesi sulla vita di Ges. Sentenzia che diede Pilato contra Cristo nostro Signore Copia de la sentenzia che diede Pilato contra cristo nostro signore ritrovata nela cita de Laquila inoabruzo, de lanno 1580 in Certte antiquita di marmori dove si trovorno doi Cassete, una di ferro, nela quale vi era una carta bregamina et selcrito in littre ebreia Che se in terpetato deliu fraschritto tenore: Lanno 17 de tiberio Cesare Enperador romano et di tutto il mondo monarcha in vittisimo et nelle olimpiade 121 et nelle Chiade 24 et nella Creiacione del Mondo secondo il numero e compartimento deli ebrei quattro volte 1147 dela propaggine del romano Inperio lanno 73 et de la liberacione dela servitu de la Babilonia lanno 430 et dela restitutucione del saqro inperio lanno 497 sotto li conzoli del pontechie Romano 187

lucio pisano et marzio silaurico pro cunzoli delo in vocio valerio palestino plubico governadore de giudeia quinto flavio sotto il riggimento et governo dela Cita Jerosalem presidente gratissimo pocio pilato reggente dela bassa galilea herodiade anti patrircha et pontifice del sommo sacerdocio anna et caifas: alesmael mastro del tempio Rabaham ambel: irachino Centurione de conzoli et de la Cita di Jerosale quinto Cornelio Sublemio et sesto ponpilio Ruffo nel mese de Marzo sotto il di 25. Yo Ponzio pilato qui presidente de linpero romano dentro al palazo de larchiresidenza giudico connanno sentenzio a la mortte Jesu chiamato Christo Nazareno de la turba de patria galilea homo sedicioso dela legge Mosaica Contra lo magnio inperador tiberio Cesare ditermeno et pronunzio per questo che la morte sua sia nella Coroce con chiodi a hosanza di rei per che qui Congregatosi molti homini richi et poveri non ha cessato di conmovere tumulto per tutta la galilea facendosi figliolo de iddio Rre de israel con minaciar la roina di Jerosalem e del saqro inperio con dinegare lo tributo a Cesare doversi, et averio ancora auto ardire de intrare con palme e triunfo e conpaquiato da la turba como Rre dentro de la Cita di ierosalem nel sacro tempio, onde comando al mio Centurione quinto Cornelio conduca publicamente por la Cita di ierosalem esso iesu Christo ligato e flaggelato di porpora vestito e coronato di pondente spine, con la propia Croce ne li omeri accio sia esenpio a tutti li mali fattori e con lui voglio siano condotti doi ladroni homicidi et uscirano per la porta giancarola ora detta antoniana conduca seco giesu al plubico monte di scelirati chiamato Calvario dove crucifisso e morto il corpo resti su la Croce come spettacolo di tutti li malvaggi et su la Croce sia posto il titolo in tre linguaggi ebreo greco et latino Ebreo iesu aloi chisidin - Greco iesus nazareno - Latino iesus nazarenus Rex iudeoro. Comandamo ancora che nesciuno de qual si voglia stato sosia ardischa temerariamente inpedire tal giusticia per noi comandata administrata et esiguita con ogni rigore secondo li decreti e legge del Romani come ebrei sotto pena de Rebelione alinpero Romano. Testimoni di questa nostra sentenzia li dodeci tribui de Israel: Ravan-Daniel - Rabani II - Joan - Barbosisabet - Preticlani. Per il sommo sacerdocio Raban - Judas - Boncasato. Per li farisei Rolian - Simon - Daniel. Raban - Mordogin - Boncortassitis. Per linperio et presidente di roma: lucio sextilio amostro Silio. Notari di questa publica Criminali per li libri: Nastan - Restena.

319 - LA SENTENZA: QUELLA DI ERODE Stando al Vangelo di Pietro parrebbe che la sentenza sia stata emessa da Erode Antipa e che la stessa sia stata eseguita dalle sue guardie. (Rif. 075) 320 - I GIUDEI CORROMPONO I FLAGELLANTI I giudei corrompono quattro soldati (o tre?) affinch la flagellazione venga eseguita con particolare violenza e crudelt. (Rif. 065) 321 - LA FLAGELLAZIONE Ges viene denudato, legato ad una colonna e flagellato da tre soldati (o quattro), muniti di fruste a molte code e pesi terminali.
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(Rif. 005, 010, 020) 322 - LA PARODIA Dopo la flagellazione, i soldati organizzano una specie di parodia di incoronazione del sedicente re dei giudei: rivestono Ges con un manto di porpora, simbolo di dignit regale (Rif. 005, 010, 020, 075) gli pongono in capo una corona di spine (o un cestello di rovi intrecciati come simulacro di mitra regale), fissata con un laccio (Rif. 005, 010, 020, 075, 080) gli mettono nella mano destra una canna come simulacro di scettro regale (Rif. 005, 080) si abbandonano ad una serie di beffe e di oltraggi. (Rif. 005, 010, 020, 075)
Che mattacchioni questi romani! Sarebbe stato pi naturale che la parodia l'avessero inscenata i giudei: loro avevano parecchi motivi per farlo.

323 - PILATO NON DESISTE Dopo i trattamenti inflitti, Pilato esibisce Ges (ecce homo), alquanto malridotto, agli ebrei pensando che la punizione gi subita fosse sufficiente a soddisfare la loro sete di vendetta. Niente da fare. Gli ebrei insistono a gran voce per la crocifissione. (schelappo!!!) (Rif. 020, 080) 324 - ANCORA UN COLLOQUIO Pilato parla ancora con Ges sperando, in qualche modo, di trovare una via di salvezza. Ges non lo aiuta molto e viene quindi condannato a morte. (Rif. 020) 325 - PARTENZA PER IL GOLGOTA (ore 11.30) Ges viene spogliato dalla veste di porpora e rivestito con i suoi panni. Caricato della croce, si avvia verso il Golgota, seguito da altri due condannati e scortato dai soldati romani. Percorso in salita di circa 1000 metri. Aprivano il corteo alcuni sinedristi, seguiti da Ges, dai due ladroni e da quattro soldati romani. (Rif.005, 010, 015, 080)
Il Golgota era detto anche il "Cranio" perch si supponeva che in quel luogo fosse stato sepolto il cranio di Adamo. Si trattava di una vecchia cava abbandonata dalla quale emergeva un piccolo rilievo roccioso di circa 4 metri di altezza. (Rif. 378)

326 - LA VERONICA Una donna, Veronica (sorella dell'ex emorroissa Bernice?), asciuga il volto trafelato di Ges, con uno scialle (vera eicon). I tratti del volto rimangono
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impressi sul tessuto come in un ritratto. (Immagine acheropita ?) Si tramanda che questo scialle sia stato poi donato a re Abgar, sovrano di Edessa, dal 13 al 50(e.v.) (Rif. 090) 327 - PRECETTAZIONE DEL CIRENEO Durante il percorso i soldati fermano un contadino, Simone il Cireneo (con i suoi due figli Alessandro e Rufo) e li obbligano a caricarsi della croce di Ges. (Rif. 005, 010, 015, 080)
Le cadute durante il percorso, che fanno parte del rituale della "via crucis", non sono mai avvenute. Fanno parte di una "pia" sceneggiata introdotta dal clero qualche secolo dopo.

328 - LA CHIAMATA DI MARIA Giovanni, uno dei discepoli di Ges, che aveva assistito agli eventi descritti, corre a chiamare Maria che era rimasta del tutto ignara. (Rif. 080) 329 - MARIA ACCORRE Maria accorre accompagnata da Marta, Maria Maddalena, Salom ed altre donne. (Rif. 080) 330 - LAMENTAZIONE DI MARIA Maria si lamenta e piange sulla sorte del figlio. I giudei cercano di allontanarla. (Rif. 080) 331 - ARRIVO AL CALVARIO Il corteo arriva al luogo previsto per le esecuzioni, una cava abbandonata fuori le mura. (Rif. 080) 332 - LA SPOGLIAZIONE Ges viene privato dei suoi indumenti. Solo una fascia, probabilmente offerta da uno dei presenti, gli cinge le reni. (Panno di pudicizia / subligacum) (Rif. 080) 333 - LA BEVANDA Viene offerta a Ges una bevanda a base di vino e mirra (vino e fiele) ma egli la rifiuta. (Rif. 005, 010)

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Era una specie di narcotico, un tranquillante o un anestetico affinch il condannato non si agitasse troppo durante l'affissione alla croce.

334 - CROCIFISSIONE (Venerdi, 7 Aprile - ore 12) Ges viene affisso al patibulum. Le modalit di esecuzione variano secondo gli autori. Comunque si ritiene che sia stato inchiodato ai palmi. (Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080, 085)

INSERTO 17 - La Croce (Secondo la Storia) La croce, intesa come segno, un simbolo solare antico quanto l'uomo che lo disegnava sulle pareti delle grotte preistoriche e come lo si trova presso tutte le culture, primitive e civilizzate, cristiane e no, per rappresentare di solito il sole e la vita. (Rif. 490) La croce diventata il macabro simbolo della fede cristiana a partire dal III secolo e viene oggi rappresentata nella forma stereotipa che tutti conoscono: la croce latina. In realt non era cos; la croce non aveva la forma di una "...croce" ma di uno degli strumenti riportati in figura, quindi una I, una Y, una T,

oppure poteva consistere in un traversino sorretto da due pali terminanti a forcella. Il braccio orizzontale era detto Patibulum, quelli verticali Stipes. Anche San Francesco, un santo molto scomodo per la chiesa, era convinto che la croce del cristo fosse a forma di T. Di solito alcuni stipes erano tenuti pronti, solidamente conficcati nel terreno ove normalmente avvenivano le esecuzioni. Il condannato, avviato al luogo di esecuzione, portava con se solo il patibulum orizzontale (20-25 Kg.); questo (se si ammette l'uso dei chiodi nella crocifissione) per un motivo pratico molto semplice: in carcere, secondo l'apertura di braccia del condannato, venivano predisposti nel patibulum i due fori destinati a ricevere i chiodi che trapassavano i palmi. Data la natura grossolana dei chiodi, forgiati a mano, di forma trapezoidale e sezione quadra, senza l'accorgimento descritto, sarebbe stato molto difficoltoso farli penetrare nel legno. A parte il fatto che la chiodatura era raramente applicata e si preferiva di gran lunga la legatura con spezzoni di funi rudimentali. Il condannato, intontito da una mistura di vino e mirra, disteso a terra, veniva dapprima legato al patibulum per le braccia e per i polsi e poi (eventualmente) inchiodato; due robusti esecutori sollevavano il tutto ed incastravano il patibulum nello o negli stipes. L'operazione successiva, se il patibulum era troppo alto ed il condannato non poggiava i piedi per terra, era quella di disporre un apposito supporto (un sasso, un traversino) alla base dello (dei) supporti verticali. L'inchiodatura dei piedi non veniva quasi mai praticata perch di difficile esecuzione ed oltre tutto si cercava di limitare la perdita di sangue al minimo, certo non per delicatezza, ma per prolungare al massimo la permanenza sulla croce, prima della morte. 191

Era essenziale che i piedi del condannato poggiassero per terra al fine di prolungarne al massimo l'agonia; gli stipes erano quindi abbastanza bassi tanto che quelli che assistevano all'esecuzione arrivavano con il capo al petto o al viso del condannato con il quale potevano facilmente parlare. La crocifissione era una pena destinata unicamente a chi si ribellava contro l'autorit imperiale ed agli schiavi. Era sempre eseguita in pubblico in modo da servire come esempio; un cartiglio appeso al collo della vittima portava la motivazione della condanna. I romani la consideravano una punizione vergognosa ed infamante. L'agonia sulla croce poteva durare, in casi particolari, anche 2-3 giorni; la morte era dovuta a collasso conseguente ad anossia causata dalla lunga immobilizzazione (tetano dei crocifissi). In casi particolari si fratturavano le gambe della vittima per impedire, durante la notte, che parenti ed amici lo liberassero e ne favorissero la fuga. Questo supplemento di sofferenza poteva abbreviare l'agonia in quanto il condannato per respirare tendeva a sollevarsi puntando sui piedi. La morte poteva essere molto pi rapida nei rarissimi casi di chiodatura ai polsi (nello spazio di Destot, in mezzo alle ossa del metacarpo). In questo caso il chiodo lede il nervo mediano ed il fortissimo dolore provoca lo svenimento del condannato ed una accelerazione del processo di anossia. Se Ges fosse stato inchiodato ai polsi allora molti degli eventi che seguono non potrebbero essere giustificati. Comunque Giovanni dichiara esplicitamente che Ges stato inchiodato ai palmi. (Rif. 020) Le prime immagini della croce, scoperte dagli archeologi, erano in realt graffiti di origine anticristiana, mentre l'arte delle catacombe usava solo simboli astratti per la raffigurazione del Cristo. La croce veniva considerata come un osceno strumento di tortura, un ricordo di abietta umiliazione e di morte. Solo al tempo di Costantino si cominci a mostrarla come un simbolo trionfante di vittoria sul male. Ci vollero quasi altri mille anni prima che gli artisti medioevali osassero rappresentare il Cristo morto appeso alla croce. La crocifissione viene ancora oggi eseguita nelle isole Filippine. Tutti gli anni, nel periodo pasquale, la televisione ci propone orripilanti documentari sull'argomento. E' consuetudine che in alcune di queste isole, (in particolare nel villaggio di Gua Gua, isola di Pampanga, la preferita dai turisti) durante la Pasqua, un certo numero di sprovveduti bigotti, imbottiti di alcool e di droghe, si facciano legare ed, a volte, inchiodare su una croce, sulla quale restano esposti per qualche ora. Ai loro piedi gruppi di fanatici pregano, si commuovono, organizzano pic-nic e si ubriacano quanto basta. Passata la fiesta i crocifissi vengono deposti, medicati e rianimati con energici trattamenti. Tra le tante sciocchezze si cerca di far credere che la croce sia stata costruita: con il legno dell'albero del peccato originale con il legno di un ulivo cresciuto sulla tomba di Adamo (Rif. ***)

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335 - ELEVAZIONE Durante l'elevazione ci si accorge che la buca scavata nel terreno (?) non e' sufficiente e la croce pencola pericolosamente. Alcuni "volenterosi" modificano la buca. (Rif. 995) 336 - IL CARTIGLIO Per ordine di Pilato, sopra la croce viene affisso un cartiglio recante la pseudo motivazione della sentenza in tre lingue: "Ges Nazareno re dei giudei". (Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080)

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337 - PROTESTE PER IL CARTIGLIO I giudei non ritengono appropriata la dicitura del cartiglio e protestano presso Pilato. La protesta non viene accolta. (Rif. 020, 080) 338 - I DUE LADRONI Nel contempo anche i due ladroni vengono messi in croce ai fianchi di Ges. (Rif. 005, 010)
La croce era la pena per chi si ribellava all'autorit di Roma. Quindi questi due condannati non erano "ladroni" ma, probabilmente, partigiani zeloti; altrimenti sarebbero stati uccisi in altro modo: spada o strangolamento.

339 - LE TENEBRE A partire dalle ore 12 e sino alle ore 15, il sole si oscura e le tenebre avvolgono la terra. Nicodemo riferisce a Pilato, alquanto preoccupato, che si tratta di una eclissi di sole. (Rif. 005, 010, 015, 075, 080, 085)
Nicodemo ha detto una sciocchezza. La Pasqua una festa mobile che cade sempre con la luna piena, diametralmente opposta al sole. Non poteva quindi trattarsi di una eclissi. Ammesso, solo per discutere, che si sia trattato di una eclissi di sole, tenuto conto delle velocit relative della terra e della luna rispetto al sole stesso, l'oscuramento non poteva durare pi di quattro-sette minuti.

340 - SPARTIZIONE E SORTEGGIO I soldati romani si spartiscono i vestiti di Ges. La tunica, tessuta in un unico pezzo, viene sorteggiata. (Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080)
Tanto per precisare, i soldati romani, oltre a quelle di Ges, si spartiscono anche le vesti dei due ladroni. Non era un atto di brutale ladrocinio; i soldati erano autorizzati a farlo da un'apposita legge (Lex Pannicularia). Era una specie di indennizzo o di sovrassoldo per l'adempimento della funzione poco piacevole di carnefici. La Lex Pannicularia applicata anche ai nostri giorni: i boia moderni ricevono un adeguato indennizzo per ogni esecuzione di sentenza capitale. Nei secoli passati, agli inquisiti per eresia, venivano carpiti tutti i beni, mobili ed immobili e divisi in parti adeguate tra: inquisitore scribi delatori testimoni di comodo esecutori quota pontificale.

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In realt, i soldati romani cosa si sono divisi? Secondo gli usi i Giudei vestivano una tunica a pelle ed un mantello, entrambi di lana. In particolare, non si sa con precisione se Ges portasse sandali e a chi sia toccata la tunica. (Rif. 378)

341 - OLTRAGGI DELLA FOLLA E DEI SOLDATI La folla che assiste all'esecuzione beffeggia e deride Ges. I soldati lo percuotono con colpi di canna sulla testa. (Rif. 005, 010, 015, 080) 342 - LA DERISIONE DEI DUE LADRONI Anche i due ladroni, crocifissi ai suoi fianchi, lo deridono per la sua impotenza e la sua incapacit di sottrarsi al supplizio. (Rif. 005, 010) Alla fine per il ladrone alla sua destra, Disma, ha un ripensamento e si pente della sua condotta e dei suoi peccati. (Rif. 075) 343 - LE DONNE Assistono alla crocifissione: Maria V., Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, Salom (Rif. 005, 010) Maria V., Maria Maddalena, Maria di Cleofa (Rif. 020) 344 - AFFIDAMENTO DI MARIA Ges, dalla croce, affida Maria alle cure dell' apostolo Giovanni. (Rif. 020, 080) 345 - ALLONTANAMENTO DELLE DONNE I giudei, infastiditi dai lamenti di Maria, l'allontanano dalla croce, con le altre donne e con Giovanni. (Rif. 080) 346 - IL LADRONE ALLA SINISTRA (Gesta/Dumaco) Questo ladrone non si d pace ed inveisce contro Ges. Dopo la morte si trasformer in un orrendo mostro. (Rif. 080, 085) 347 - IL LADRONE ALLA DESTRA (Disma/Demas/Tito) Il ladrone di destra, pentito dei suoi peccati, riceve da Ges: la promessa di un posto in paradiso

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l'incarico di recarsi, appena morto, dai cherubini e dalle dominazioni, che custodiscono il paradiso, per portare un suo messaggio la facolt di dimorare in paradiso, non solo come anima ma conservando anche il suo corpo, reso incorruttibile. Qualche ora dopo, al momento della deposizione, il corpo di Demas risulter scomparso. (Rif. 015, 080, 085) 348 - GLI ULTIMI MOMENTI Ges manifesta il desiderio di bere e gli viene offerta una spugna imbevuta di aceto. (Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080) 349 - LA MORTE (Venerd, 7 Aprile - ore 15) Ges lancia alcune ultime invocazioni e poi muore. Secondo Marco: un forte grido: Elo, Elo, lem sabactani? Secondo Matteo: un alto grido: El, El, lem sabactani? Secondo Luca: Padre nelle tue mani consegno il mio spirito. Secondo Giovanni: Tutto compiuto. (Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080, 085)
Se la frase esatta riportata : "Elo, Elo, lem sabactani?" allora si pu arguire che Ges parlasse normalmente in aramaico.

350 - DUBBI SULLA MORTE DI GESU' Non tutti concordano con i vangeli. Ad esempio: I musulmani non credono che Ges sia morto sulla croce ma che sia stato liberato (Sura 4:157) .... e per aver detto: "Abbiamo ucciso il Cristo, Ges figlio di Maria, messaggero di Dio", mentre ne lo uccisero, ne lo crocifissero, bens qualcuno fu reso ai loro occhi, simile a Lui....che, per certo, essi non lo uccisero. Secondo alcune versioni del Corano, Ges si sarebbe fatto sostituire sulla croce da una terza persona. Doveva essere un tipo molto volenteroso! Alcuni sostengono si trattasse di Simone il Cireneo. Gli Ahmadis, membri di una setta islamica, basandosi sulla quarta Sura del Corano e su altre fonti, ritengono che Ges non sia morto in croce. Deposto ancora vivo e guarito con un unguento miracoloso (il marhan-i-Isa), si sarebbe recato a predicare il vangelo tra le trib perdute d'Israele, in Afghanistan e nel Kashmir dove sarebbe poi morto alla venerabile et di 120 anni. (Rif. 135, 995)
Qui si innesterebbe un'altra ipotesi, che in questi anni appare insistentemente nella letteratura corrente: Ges, sfuggito in qualche modo alla crocifissione, si sarebbe 196

rifugiato in Oriente dove avrebbe continuato la sua predicazione. Ovviamente questa ipotesi tutta da verificare. Papia sostiene che Ges continu la sua missione e mor in et avanzata. S. Ireneo nel trecento sosteneva che Ges era morto a 50 anni. Secondo il Vangelo degli Ebrei Ges avrebbe iniziato la predicazione a 46 anni e sarebbe morto a 49 anni. Da pi autori stato poi rilevato l'esiguo numero di ore (15 ore!) intercorse tra la cattura di Ges e la sua morte. Trascurando molti fatti non salienti, rimane da comprimere in 12 ore lo svolgersi dei seguenti eventi: cattura al Getsemani..(ore 00.00) trasferimento alla casa di Anna interrogatorio di Anna trasferimento alla casa di Caifa attesa che si riunisca il Sinedrio svolgimento del processo presso il Sinedrio formazione della delegazione che si reca da Pilato trasferimento di Ges davanti a Pilato primo interrogatorio di Pilato trasferimento di Ges presso Erode Antipa interrogatorio di Erode Antipa trasferimento di Ges davanti a Pilato secondo interrogatorio di Pilato ballottaggio con Barabba flagellazione e parodia trasferimento dal Pretorio al Golgota affissione alla croce ed elevazione..(ore 12.00) In qualsiasi modo si consideri la cosa, tutto questo ci d l'impressione di un film che scorra ad una elevata ed anormale velocit . Avrebbe senso se si fosse trattato di una esecuzione sommaria (tipo corte marziale), nel qual caso sarebbero significativi solo i punti 1,12,15,16 e 17. E poi anche la morte dopo solo tre ore lascia alquanto perplessi.

351 - EVENTI STRAORDINARI Alla morte di Ges si sarebbero verificati i seguenti fatti straordinari: la lacerazione della cortina del santuario del Tempio (Rif. 005, 010, 015, 080) lo scoperchiamento di numerose tombe e relativi cadaveri (circa 12000!) vaganti per le vie della citt (Rif. 005, 080) il crollo di una grande architrave del Tempio (Rif. 065)
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migliaia di ebrei che improvvisamente si convertono (circa 8000) (Rif. 065) un grande terremoto che scuote la terra (Rif. 085) il crollo del santuario e del pinnacolo del Tempio (Rif. 085) tremano le colonne del cielo e l'aria sconvolta (Rif. 103) i giorni, le ore e le notti perdono la loro regolarit (Rif. 103) le fiamme dell'inferno si estinguono (Rif. 103) la Geenna diventa fredda (Rif. 103) gli angeli dell'inferno si disperdono (Rif. 103) la Morte perde ogni potere. (Rif. 103)
La cortina del santuario del Tempio (detta anche velo) separava la zona proibita del Tempio (santo dei santi) dalla parte riservata all'accesso pubblico.

352 - DISCESA DI GESU' NELL'ADE (Tartaro, Amenti, Inferno). Appena morto, ed ancora in croce, Ges scende nell'Ade. Due gemelli, Leuco e Carino, risuscitati come riferito al punto precedente ed interrogati dal Sinedrio, forniscono un dettagliato resoconto scritto di come si sono svolti i fatti. Sintetizzando il loro racconto: concitata discussione tra Satana ed Inferno che paventano l'arrivo di Ges e quindi predispongono la chiusura delle porte di accesso all'ade; le porte non resistono e Ges entra trionfalmente nell'Ade; Ges cattura Satana, lo lega e lo consegna ad Inferno perch lo custodisca; incontro con Adamo e con suo figlio Set che giacciono nell'ade da 5500 anni; incontro con patriarchi, profeti, antenati, ecc.; Ges pianta la sua croce nel centro dell'ade; Ges conduce Adamo e tutti gli altri personaggi menzionati al punto e) in paradiso e li affida alle cure dell'arcangelo Gabriele. (Rif. 080, 100)
Per quanto precisi e puntigliosi nella loro relazione, Leuco e Carino hanno dimenticato un particolare importante che, per nostra fortuna, ci viene ricordato da Tommaso. Dopo il punto g) i personaggi interessati vengono fatti "morire" una seconda volta per poter concedere loro l'impagabile privilegio di risuscitare la domenica seguente contemporaneamente a Gesu. (Rif. 115) 198

353 - LA VERSIONE DI BARTOLOMEO Bartolomeo invece sostiene che Ges, sceso nell'Amenti: ne spezz le catene estinse il fuoco tolse via tutti, lasciandolo deserto leg con cura il "vergognoso", tutti i ministri di Satana ed il malefico Melkir liber Adamo mand libero ogni uomo cur le ferite inferte dal maligno alle creature. (Rif. 103)
Visto che abbiamo incontrato Adamo (anche se qu solo una digressione), riportiamo, dal Vangelo di Filippo, una particolare versione della Genesi. .83 - Adamo stato fatto da due vergini: lo spirito e la terra vergine. Per questo motivo, Cristo stato generato da una vergine: per riparare alla caduta che avvenuta alle origini. .84 - Ci sono due alberi in mezzo al Paradiso: uno produce animali, l'altro produce uomini. Adamo ha mangiato dell'albero che produce animali ed diventato animale ed ha generato animali. Per questo (i figli) di Adamo venerano dei che hanno forma di (animali). L'albero (di cui Adamo ha mangiato) i frutti l'albero della (conoscenza. Per questo i peccati sono divenuti) numerosi. Se egli avesse mangiato (dell'altro albero), i frutti (dell'albero della vita), che produce uomini, (gli dei venererebbero) l'uomo. (Rif. 120, 330) Un grave sbaglio, non c' che dire!

354 - MORTE DI GIUDA - Prima versione. Visto come sono andate le cose, Giuda si pente del suo tradimento e cerca di restituire i trenta sicli ai sacerdoti. I sacerdoti rifiutano di riprendere il denaro ed allora egli lo getta nel tempio e fugge a casa. Colloquio con la moglie con la quale paventa ci che potrebbe accadere alla prevista risurrezione di Ges. La moglie prende la cosa con leggerezza e dichiara di non credere possibile la risurrezione. Improvvisamente un gallo, che stava arrostendo in un tegame, stende le ali e canta tre volte; a questo punto Giuda si spaventa a morte e si impicca. (Rif. 005, 080) 355 - MORTE DI GIUDA - Seconda versione. Giuda pentito getta le monete d'argento ai sacerdoti e corre ad impiccarsi. I sacerdoti utilizzeranno il denaro per comprare un appezzamento di terreno, il "campo del vasaio" da destinarsi alla sepoltura degli stranieri. Il terreno verr ribattezzato "campo del sangue". (Rif. 005) 356 - MORTE DI GIUDA - Terza versione. Con i soldi del tradimento Giuda si compra un campo. "Precipita" nel campo
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stesso, si spacca in due e sparge intorno le sue viscere. Il campo assumer il nome di Akeldama ossia campo del sangue. (Rif. 140) 357 - MORTE DI GIUDA - Quarta versione. Giuda viene ucciso, qualche giorno dopo, da seguaci di Ges (forse da Pietro) e le sue viscere vengono sparse in giro come monito per tutti i traditori. (Rif. 995) 358 - IL PERMESSO DI SEPOLTURA Maria prega Giuseppe d'Arimatea (fariseo e membro del Sinedrio) di ottenere da Pilato il permesso per un rapida sepoltura di Ges, nella tomba di nuova costruzione, offerta dallo stesso Giuseppe. La tomba ubicata presso il Calvario, nel giardino di Sloam. Giuseppe d'Arimatea chiede a Nicodemo di accompagnarlo da Pilato ma questi, timoroso, si rifiuta di seguirlo. Pilato, alla richiesta di Giuseppe d'Arimatea, manifesta qualche perplessit ma alla fine concede il debito permesso. (Rif. 010, 015, 020, 080) Secondo Pietro, il permesso di sepoltura sarebbe stato richiesto a Pilato ed anche ad Erode, prima ancora che Ges fosse crocifisso. (Rif. 075)
Su Giuseppe d'Arimatea la chiesa ha sempre steso un velo di mistero. Su questo personaggio circolano diverse ipotesi: era uno zio di Ges (zio paterno o materno?) era uno zio di Maria Vergine era un fratello di Ges era un membro del Sinedrio era un grande amico di Ponzio Pilato era un ricco mercante di stagno. (Rif. 995) Dove si trovasse poi la citt (localit) di Arimatea nessuno lo ha ancora scoperto!! Quanto al permesso di sepoltura e a tutto quel che segue, siamo di fronte ad una colossale bugia. Secondo la legge romana allora vigente i crocifissi non avevano diritto alla sepoltura I loro corpi erano abbandonati sul patibolo, per parecchi giorni, alla merc di avvoltoi, corvi, ecc. che ne spolpavano la carcassa. Quello che restava veniva in seguito bruciato e le ceneri accuratamente disperse. Del suppliziato non doveva restare nulla. D'altro canto, nei secoli seguenti, la stessa norma fu applicata dalla chiesa nei confronti di coloro che erano condannati al rogo.

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359 - FRATTURA DELLE GAMBE E COLPO DI LANCIA I giudei chiedono a Pilato di affrettare la morte dei condannati al fine di poter rimuovere l'indecoroso spettacolo prima della festivit del sabato. Pilato ordina pertanto che vengano loro spezzate le gambe. L'ordine viene eseguito sui due ladroni; quanto a Ges un soldato (Longino) ne accerta la morte con un colpo di lancia nel costato. (Rif. 020, 080)
La morte in croce era caratterizzata da una agonia molto lunga. L'esitazione di Pilato nel concedere il permesso di sepoltura era dovuta al breve periodo di permanenza di Ges sul patibolo. La frattura delle gambe poteva anche affrettare la morte del condannato; certamente ne aumentava le sofferenze. L'operazione veniva eseguita, a titolo cautelativo, onde impedire che, di notte, parenti ed amici deponessero il condannato ancora vivo e ne favorissero la fuga. Longino (soldato o centurione?) stato in seguito proclamato santo martire. Ricorrenza: 15 Marzo (Mantova-Brunswick). (Rif. 440) Periodicamente viene proposto sugli schermi televisivi un filmato (DER GRAAL), molto lungo ed altrettanto noioso e farneticante, dove gli autori tedeschi piangono lacrime di coccodrillo sui fasti e nefasti del passato regime nazista e, tra le altre cose, si vedono alcune immagini della presunta lancia di Longino. Questa "reliquia", affiorata dalle brume della storia una decina di secoli or sono, sarebbe passata per le mani di numerose famiglie di nobili bricconi teutonici per poi approdare nella Cancelleria del Terzo Reich dove pare che il cattolicissimo Adolfo Hitler la tenesse in gran conto. Lo affermano gli autori del filmato ma tutto da dimostrare!! (Rif. 995)

360 - MATERIALI PER LA SEPOLTURA Giuseppe d'Arimatea, unitamente a Nicodemo, provvede all'acquisto di quanto necessario per la sepoltura e cio: cento libbre di mirra e aloe (Nicodemo) una pietra sepolcrale nuova (Giuseppe d'Arimatea) un lenzuolo (sindone) (Giuseppe d'Arimatea) (Rif. 020, 080)

Cento libbre di mirra e aloe corrispondono a circa 33 chilogrammi e dovevano costare un patrimonio. E' una quantit sufficiente per comporre la salma di un elefante. Se erano tutti convinti che Ges sarebbe risorto a che cosa serviva tanta roba? I magi, che passavano per essere munifici e generosi, si erano limitati ad una offerta di sole tre libbre (un chilogrammo) di mirra. Quanto al sudario era una pezza lunga m. 4.36 e larga m. 1.10, tessuta a spina di pesce su un telaio a quattro pedali, di 201

fattura probabilmente siriaca. (Rif. 378)

361 - MARIA MADDALENA SI RIBELLA Durante la preparazione del corpo per la sepoltura, Maria Maddalena piange e manifesta il suo sdegno, minacciando di recarsi a Roma dall'imperatore per chiedere una tardiva giustizia. (Rif. 080)
Difficilmente avrebbe potuto farlo. Non essendo cittadina romana non aveva alcun diritto di appellarsi a Cesare. E poi Tiberio non risiedeva a Roma ma a Capri (Villa Iovis).

362 - LA PREPARAZIONE DELLA SALMA Ges stato deposto nella tomba semplicemente avvolto in un lenzuolo funebre (sindone). (Rif. 005, 010, 015) Secondo Giovanni, Ges stato deposto nella tomba avvolto con bende intrise di aromi. (Rif. 020)
Se Giovanni ha ragione allora la Sindone un falso conclamato.

363 - LA SEPOLTURA (Venerd, 7 Aprile - in prima serata) Ges viene deposto nel sepolcro. Secondo Luca "era la vigilia di Pasqua e gi cominciava a sorgere il sabato". Provvedono e/o presenziano alla sepoltura, oltre a Giuseppe d'Arimatea: Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e di Giovanni (Rif. 005) Maria Maddalena e Maria di Joset (Rif. 010) "le donne venute dalla Galilea" (Rif. 015) Nicodemo (Rif. 020) Nicodemo, Maria V., Maria Maddalena, Salom ed "altre donne" (Rif. 080)
Si dice che, durante la deposizione e le operazioni di sepoltura, Giuseppe d'Arimatea abbia raccolto alcune gocce del sangue di Ges nella coppa usata per l'ultima cena. Dopo la distruzione di Gerusalemme, Giuseppe d'Arimatea emigrer in Inghilterra portando con s la coppa, probabilmente una tazza di onice. Da questo episodio hanno origine le varie leggende sorte intorno al Graal. La prima leggenda nota Il racconto del Graal di Chrtien de Troyes, apparsa intorno al 1180 e poi ripresa e sviluppata sotto forma di romanzo (racconto cavalleresco), da Robert de Boron, Il libro del Graal, agli inizi del 1200. Quest'ultimo 202

, in definitiva, un testo "esoterico" di matrice celtica dove elementi di natura religiosa (Trinit, Spirito Santo, ecc.) si fondono liberamente con concetti magici e favolistici che vanno da Re Art, al Mago Merlino, alla Fata Morgana, a Perceval ed altri. Quello che lascia perplessi come poteva Ges ancora sanguinare se era morto da qualche ora. A parte questo, considerata la breve permanenza in croce di Ges e la fretta di Giuseppe d'Arimatea nel volerlo deporre, stato ipotizzato un vero e proprio giallo (tradotto alcuni anni or sono in un film L'inchiesta): Giuseppe d'Arimatea avrebbe deposto Ges ancora vivo e, con la complicit di Longino, avrebbe simulato la sepoltura mentre Ges veniva nascostamente affidato a terzi che avevano l'incarico di rimetterlo in sesto. Leggende e fantasie a parte, oggi pare che una specie di Graal sia conservato presso la cattedrale di Valencia. L'8 novembre 1982 il papa Giovanni Paolo II ha reso i dovuti onori a questa presunta reliquia. (Rif. 995) Secondo le usanze di allora il sabato iniziava verso le ore 18 del venerdi quando la tromba del Tempio, suonata da un sacerdote, imponeva la sospensione di ogni attivit.

364 - RICHIESTA DI SORVEGLIANZA (Sabato, 8 Aprile - mattino) I Giudei temono che gli apostoli possano trafugare il corpo di Ges per poi sostenere che risorto; viene pertanto chiesto a Pilato di far sorvegliare la tomba. Pilato incarica per la sorveglianza: Petronio (?) ed un centurione con alcuni soldati, dotati di tenda (Rif. 075) un corpo di guardia di 50 soldati (Rif. 080) un corpo di guardia di 550 (!) soldati (l'intera guarnigione di Gerusalemme?) (Rif. 090, 378) un corpo di guardia. (Rif. 005) 365 - SETTE SIGILLI I soldati incaricati della sorveglianza sigillano l'ingresso della tomba con sette sigilli. (Rif. 075, 080) 366 - ARRESTO DI GIUSEPPE D'ARIMATEA (Sabato, 8 Aprile - sera) Conosciuta la parte svolta da Giuseppe d'Arimatea nella sepoltura di Ges, Anna e Caifa lo fanno imprigionare in attesa di condannarlo a morte. Giuseppe d'Arimatea viene rinchiuso in una cella di massima sicurezza dalla quale impossibile fuggire. Essendo Giuseppe un membro del Sinedrio, il suo comportamento viene considerato come un vero e proprio tradimento.
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(Rif. 080, 085) 367 - PERMANENZA NEL SEPOLCRO Stando a quello che ci racconta Bartolomeo, la breve permanenza di Ges nel sepolcro non stata molto tranquilla. Dopo il decesso di Ges, la Morte si reca nell'Amenti (inferno) per prendere possesso della sua anima. Non riuscendo a trovarla, si introduce nel sepolcro con i suoi sei figli (Gaio, Trifone, Orfiat, Ftimon, Sotomi, Comfion) e interroga pi volte il corpo di Ges che le risponde con un ghigno. Mentre la Morte insisteva con le sue domande, il corpo di Ges venne trasportato in cielo sul carro dei cherubini, con un grande seguito di angeli, vegliardi e dominazioni. A questo punto la Morte non sa pi che fare e manda la Pestilenza nell'Amenti per dar l'allarme, ma essa giunge tardi. (Rif. 103) 368 - RISURREZIONE (Domenica, 9 Aprile - mattino) Su come sia avvenuta la risurrezione e l'uscita di Ges dalla tomba esistono le versioni pi disparate e fantasiose. I vari autori riferiscono di terremoti, voci celesti, guardie tramortite, apparizioni angeliche, ecc. Comunque sia andata, resta il fatto che domenica mattina, sul presto, la tomba era vuota. (Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080)
Un punto dovrebbe essere chiarito; al di l di ci che la chiesa ha sempre voluto farci intendere, e se la matematica non un'opinione, Ges non resuscitato dopo tre giorni o al terzo giorno. La sua permanenza nel sepolcro stata di circa 36 ore.

369 - CORRUZIONE DEI SOLDATI Avuta notizia della scomparsa di Ges, i sacerdoti versano una grossa somma di denaro ai soldati perch spargano la voce che il corpo stato trafugato, con un colpo di mano, dai suoi discepoli. (Rif. 080) 370 - LIBERAZIONE DI GIUSEPPE D'ARIMATEA Ges, insieme al buon ladrone Disma, libera Giuseppe d'Arimatea dal carcere, sollevando, per i quattro lati, l'edificio della prigione. Lo riporta a casa ordinandogli di rimanervi per 40 giorni. (Rif. 080, 085) 371 - GESU' ARRIVA IN CIELO Allorch Ges giunge in cielo, il Padre gli pone in capo una "corona di gloria e di benedizione" di tale splendore da illuminare tutta la terra. Il Padre invita alla cerimonia anche Adamo ed Eva che vengono festeggiati da tutti. Risulterebbero assenti Caino, Abele e Seth.
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(Rif. 103) 372 - PRIMA APPARIZIONE DI GESU' RISORTO (Domenica, 9 Aprile mattina) Uscito dal sepolcro, Ges si solleva in aria e vola sul Calvario dove incontra Maria Vergine, la consola e poi sparisce. (Rif. 995) 373 - GESU' RISORTO APPARE ALLE BUONE DONNE (Domenica, 9 Aprile - mattina) Ges appare ad un gruppo di donne che, di buon mattino, si recavano al sepolcro per meglio comporre la salma. Ges annuncia loro che si recher in Galilea. Le donne erano: Maria Maddalena e Maria madre di Giovanni (Rif. 005, 010, 020) Maria Maddalena, Maria di Salom, Maria di Cleofa e Giovanna moglie di Chuza (Rif. 995) Maria Maddalena, Giovanna moglie di Chuza, Maria di Giacomo ed altre donne (Rif. 015) Maria Vergine, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo, Salom, Maria e la sorella Marta, Susanna, Berenice e Lea (la vedova di Nain). (Rif. 103) Arrivate al sepolcro incontrarono un certo Filogene che parl loro della resurrezione. 374 - CONSTATAZIONE DI PIETRO E GIOVANNI Gli apostoli Pietro e Giovanni, avvertiti da Maria Maddalena, corrono al sepolcro per constatare la scomparsa di Ges. Essi vedono soltanto "alcune bende sparse per terra". Quindi, secondo (Giovanni 20,2-5), la "sindone" e' un reperto inventato. (Rif. 015, 020) Pietro e Giovanni incontrano presso il sepolcro un gruppo di angeli che confermano la resurrezione di Ges. (Rif. 995) 375 - APPARIZIONE A MARIA MADDALENA Ges appare a Maria Maddalena ma le impedisce di toccarlo. (noli me tangere!) (Rif. 010, 020)

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Nei primi secoli del cristianesimo, ai tempi di Origene, alcuni sostenevano che la resurrezione e l'apparizione a Maria Maddalena fossero frutto della folle fantasia di quest'ultima, impazzita per la morte del compagno.

375.1 - VERSO EMMAUS Dirigendosi verso Emmaus, Ges si accompagna con due discepoli (Zaco e Cleofa) che, inizialmente, non lo riconoscono. Quando lo riconoscono i due si precipitano a Gerusalemme per informare gli apostoli. (Rif. 010, 015)

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376 - APPARIZIONE AGLI APOSTOLI (Domenica, 9 Aprile - sera) Ges appare agli apostoli, che si tenevano prudentemente nascosti, e cena con loro. Gli autori non concordano sul numero dei presenti: 11 secondo Marco e Luca 10 secondo Giovanni (manca Tommaso) 10 secondo il Vang. dei Nazarei (manca Giacomo) (Rif. 010, 015, 020, 065) 377 - L'ASSENZA DI TOMMASO L'assenza di Tommaso, nel corso della precedente apparizione, era dovuta al fatto che questi si era recato al suo paese, essendogli morto il figlio Siofane. Tommaso si affretta a resuscitare il figlio, nel nome di Ges e pertanto l'arcangelo Michele provvede a restituirne l'anima. Tommaso coglie l'occasione per farsi raccontare dal figlio come vanno le cose "dall'altra parte". (Rif. 103) 378 - OTTO GIORNI DOPO Ges riappare agli apostoli otto giorni dopo. In questa occasione Tommaso si toglie i dubbi toccando le piaghe di Ges. (Rif. 020) 379 - ULTIMA PESCA MIRACOLOSA Ges si incontra sul lago di Tiberiade con Pietro, Tommaso, Natanaele, i figli di Zebedeo ed altri due. Inizialmente non viene riconosciuto. Invita Pietro, deluso da una magra pesca, a gettare nuovamente le reti. Vengono pescati 153 grossi pesci. (Rif. 020) 380 - APPARIZIONE SUL MONTE Ges raduna gli apostoli e i discepoli) sul monte Mamilch (Amalech). In questa occasione viene visto anche da: Finees sacerdote Adas rabbino Aggeo levita I tre si affrettano a riferire la cosa a Gerusalemme. (Rif. 005, 080) 381 - LA VISTA DELL'ADE Sollecitato dagli apostoli, Ges li conduce in localit Cherudek. Qui la terra
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si spalanca e gli apostoli possono vedere gli orrori dell'Ade. Svenimento generale. (Rif. 100)

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382 - LA VISTA DEL DIAVOLO L'apostolo Bartolomeo chiede a Ges di poter vedere Satana. Ges ordina all'arcangelo Michele di suonare la sua tromba ed ecco che il demonio appare, avvinto da catene di fuoco e tenuto a bada da 660 angeli. Secondo l'autore le misure del demonio sono: altezza: 1600 cubiti (880 metri) larghezza: 40 cubiti (22 metri) apertura alare: 80 cubiti per ala (le due ali: 88 metri) Il Demonio racconta a Bartolomeo la "patetica" storia della sua decadenza da angelo del Signore ad angelo del Male. (Rif. 100)
Se Bartolomeo ha preso le misure esatte, il diavolo dovrebbe avere la forma e l'aspetto di un lungo biscione dotato di due misere alucce. Una creatura straordinariamente longilinea.

383 - STATISTICHE Interrogato da Bartolomeo Ges fornisce i seguenti dati "statistici": decessi giornalieri in tutto il mondo: 3000 nascite giornaliere in tutto il mondo: 3001 anime di deceduti giornalieri, ritenute "giuste": 153 anime accolte immediatamente in paradiso: 3 su 153 (Rif. 100) 384 - ULTIMA APPARIZIONE Dopo 40 giorni dalla resurrezione Ges appare agli apostoli, di buon mattino, e f colazione con loro. Dopo colazione salgono sul Monte degli Ulivi dove Ges impartisce loro le ultime raccomandazioni per la loro futura missione apostolica. Erano presenti a questa riunione anche Lazzaro, la moglie di Pilato ed il soldato Longino. Ges parla agli apostoli in una lingua incomprensibile e, solo in un secondo tempo, resa palese. (Rif. 103, 995)
Quello che lascia un po' perplessi il bisogno di Ges di fare colazione, dopo morto.

385 - ASCENSIONE Ges sale in cielo dopo 40 giorni dalla sua risurrezione. Prima di inalzarsi lascia una impronta del suo piede su di una pietra. (Rif. 010,015,080,995)

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Lo hanno fatto anche molti altri prima di lui! Quello che proprio non si comprende (ovviamente per mancanza di fede) il motivo per cui Ges non abbia ostentato la sua resurrezione di fronte a tutto il mondo. Ormai morto e resuscitato e quindi immune dalle offese terrene dei suoi nemici (giudei, romani), perch non ha comprovato le verit da lui sempre predicate di fronte a tutto il creato? Se lo avesse fatto, tacitando per sempre gli increduli e gli uomini di poca fede, ora tutto il mondo sarebbe cristiano e scritti come quello che state leggendo non avrebbero ragione d'essere. Tutti si sarebbero arresi di fronte al suo divino splendore. Invece ha fatto solo qualche fuggevole apparizione ad alcuni poveri citrulli, ad alcune povere cretine, mentre una universale ostensione della sua divinit avrebbe potuto dominare il mondo. Una delle tante irrazionalit della religione spiegate come misteri della fede!!

386 - RELAZIONE DI PILATO A TIBERIO Pilato riferisce per iscritto, a Tiberio, gli eventi e le circostanze che lo avrebbero costretto a condannare Ges, malgrado i suoi dubbi sulla colpevolezza dello stesso. (Rif. 090)
Comunicazione del tutto improbabile. Pilato non poteva rivolgersi direttamente a Tiberio scavalcando il suo diretto superiore Vitellio, Governatore della Siria.

387 - LETTERA DI PILATO AD ERODE Pilato si lamenta con Erode Antipa e lo ritiene in qualche modo responsabile di averlo indotto a condannare Ges. Gli riferisce anche che sua moglie Procula ed il legionario Longino hanno potuto vedere ed ascoltare Ges mentre predicava, dopo essere risorto. (Rif. 090) 388 - LETTERA DI ERODE A PILATO Erode Antipa in un mare di guai e li riferisce puntigliosamente a Pilato: - ha perso una figlia piccola, Erodiade, in circostanze davvero strane; mentre giocava la bimba caduta nelle acque di un fiume. La madre l'ha afferrata per il capo ma la testa della bambina si staccata e le rimasta tra le mani, mentre il corpo stato trascinato via dalla corrente; - il figlio Lesbonace ormai in fin di vita per una misteriosa malattia; - egli stesso, Erode, immobilizzato dalla idropisia ed afflitto da vermi che gli escono dalla bocca; - inoltre la sfortunata madre della piccola Erodiade ha perso anche l'occhio sinistro. Infine Erode dichiara di non fidarsi pi dei sacerdoti leviti e prega Pilato di volersi personalmente occupare dei suoi prossimi funerali. (Rif. 090) 389 - SOSTITUZIONE DI GIUDA
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Gli apostoli reitegrano il loro numero (12), sostituendo Giuda con un nuovo apostolo designato con sorteggio. Il nuovo apostolo Mattia. (Rif. 140) 390 - SPIRITO SANTO E GLOSSOLALIA Gli apostoli si riuniscono e lo spirito santo scende su di loro in forma di fiammella. Dopo l'evento gli apostoli si mettono a parlare in tutte le lingue allora conosciute senza averle mai studiate. La folla che assiste all'evento e li ascolta li ritiene ubriachi. (Rif. 140)
Pare che questo fenomeno si manifesti anche oggi, durante le riunioni di una particolare setta cristiana (Pentecostale). In sede di preghiera collettiva, lo spirito santo scende su alcuni fedeli e questi iniziano a pregare in lingue totalmente sconosciute. Almeno, questo ci che sostengono i settari. Di diverso avviso Dario Fo (Nobel per la letteratura) che nel suo testo "Mistero Buffo" indaga e mette in chiaro la tecnica del "grammelot": un parlare apparentemente coerente ma privo di senso, in uso presso i giullari medievali.

391 - PRIMO DISCORSO DI PIETRO Pietro assicura i giudei che gli apostoli non sono sbronzi e tiene alla folla un lungo e convincente discorso. Alla fine del discorso 3000 giudei si convertono e si fanno battezzare. (Rif. 140) 392 - GUARIGIONE DELLO STORPIO Presso la "Porta Bella" del Tempio Pietro guarisce un uomo di 40 anni, storpio dalla nascita. (Rif. 140) 393 - SECONDO DISCORSO DI PIETRO - ARRESTO La guarigione precedente richiama nel Tempio una grande folla e Pietro, con Giovanni, coglie l'occasione per un altro lungo discorso. I sacerdoti intervengono ed ordinano l'arresto dei due. (Rif. 140) 394 - GIUDIZIO IN SINEDRIO Pietro e Giovanni, tradotti davanti al Sinedrio ed accusati di predicare in nome di Ges, si difendono al meglio. Alla fine vengono minacciati di ritorsioni in caso di altre predicazioni e rilasciati. (Rif. 140) RIORGANIZZAZIONE Dopo la morte di Ges e superato un periodo di comprensibile sbandamento, il
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gruppo esseno-zelota degli "apostoli" si riorganizza e ricomincia ad operare. Si viene a costituire una comunit settaria, politico-religiosa, di stampo nazionalista (la Nuova Chiesa di Gerusalemme) che ha, come scopo primario, quello di destabilizzare la casta sacerdotale al potere e sostituirsi ad essa. Oggi organizzazioni di questo tipo vengono chiamate PARTITI. La Nuova Chiesa di Gerusalemme la prima comunit mista, di matrice giudaico-cristiana che cerca di mettere d'accordo la legge mosaica con la emergente, ma ancora confusa, dottrina nazionalista cristiana. I membri di questa comunit/setta vengono indicati come Zelanti della Legge, di assoluta ortodossia ebraica. Si assiste ad uno strano scontro ideologico: la classe sacerdotale al potere e gli zelanti predicano, in fondo, le stesse cose; l'unica differenza il pulpito dal quale predicano, o vorrebbero predicare. Per la Nuova Chiesa di Gerusalemme sostituirsi alla classe sacerdotale al potere non solo una missione moralizzatrice; si tratta anche di controllare il notevole flusso di denaro che confluisce annualmente nelle casse del Tempio. Il capo della comunit sar per qualche tempo Pietro, sostituito poi da Giacomo Il Giusto ed infine da Giovanni il Minore (le cosidette "colonne"), sempre in contrasto tra di loro, prima, e con Paolo dopo. Questo naturalmente se si ammette l'esistenza storica di questi strani personaggi o, almeno di loro sostituti. Dopo la distruzione di Gerusalemme e la conseguente diaspora (135 e.v.) questo movimento si estinguer polverizzandosi in numerose sette che il Concilio di Nicea dichiarer, poi, eretiche. (Rif. 140,172,185) ANNO 31 (e.v.) - 784 (a.u.c.)

395 - CHE FINE HA FATTO PILATO? Le versioni in argomento sono molteplici e talmente fantasiose da rendere impossibile una classificazione cronologica degli eventi. L'anno scelto, il 784 a.u.c., vale come qualsiasi altro. 396 - LA FINE DI PILATO - Prima versione. Tiberio, ricevuta la lettera di Pilato, si infuria e manda un emissario (Raab/Rachaab), con 2000 soldati di scorta, per arrestarlo. Tiberio riceve ed ascolta con comprensione Maria Maddalena, venuta a Roma per protestare contro la crocifissione di Ges. L'emissario ha ordini categorici di: passare a fil di spada tutta la popolazione dei Giudei portare in catene a Roma, oltre Pilato, anche: Archelao (figlio di Erode Il Grande?) Filippo (figlio di Erode Il Grande?) Caifa ed Anna
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e tutti i "capi giudei" L'emissario fa uccidere tutta la popolazione maschile dei giudei e fa violentare ed ingravidare tutte le donne dando cos origine ad una nuova satanica razza. Durante il ritorno a Roma, presso Creta, Caifa muore; si cerca di seppellirlo ma la terra lo rifiuta e lo risputa fuori. A Roma: Anna viene avvolto in una pelle di bue ed essicato al sole; Archelao e Filippo vengono impalati; I capi giudei vengono passati a fil di spada; Pilato viene rinchiuso in un antro munito di una sola fessura; Tiberio, mentre a caccia, scocca una freccia contro una gazzella. Manca per il bersaglio e la freccia vagante entra nella fessura dell'antro e uccide Pilato. (Rif. 090) 397 - LA FINE DI PILATO - Seconda versione. Tiberio ordina che Pilato venga condotto in catene a Roma. Tiberio interroga Pilato in senato; appena il nome di Ges viene pronunciato tutti gli idoli che adornavano l'edificio cadono in frantumi. Tiberio ordina a Liciano, governatore della "provincia orientale", di sterminare la maggior parte dei giudei e rendere schiavi i superstiti. Tiberio ordina ad un suo ufficiale, Albio, di decapitare Pilato. Sul luogo dell'esecuzione, mentre Pilato si raccomanda l'anima agli dei, una voce dal cielo lo rassicura e gli promette che sar accolto tra i beati. Un angelo raccoglie il capo mozzato di Pilato; la moglie Procula, che aveva assistito all'esecuzione, muore anche lei di paura. Vengono seppelliti insieme. (Rif. 090) 398 - LA FINE DI PILATO - Terza versione. Tiberio molto ammalato. Avendo sentito degli straordinari miracoli di Ges manda un suo incaricato, Volusiano, in Palestina affinch accompagni Ges a Roma. Volusiano arriva a Gerusalemme troppo tardi, ad esecuzione avvenuta. Volusiano incontra, per caso, una donna di nome Veronica la quale afferma di possedere una tela miracolosa sulla quale Ges aveva impresso i tratti del suo volto. Volusiano ritorna a Roma con Veronica e la tela. Appena Tiberio guarda il ritratto di Ges guarisce da tutti i suoi mali. Pilato giunge a Roma in stato di arresto. Condannato a morte, Pilato si suicida con un coltello.
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Il corpo di Pilato viene legato ad un masso e gettato nel Tevere. Eventi straordinari e paurosi, provocati da spiriti maligni, inducono i romani a ripescare il corpo di Pilato per sistemarlo altrove. Il corpo di Pilato viene portato a "Vienne" e gettato nel "Rodano". Anche qui si verificano gli stessi eventi paurosi del punto precedente. Il corpo di Pilato viene seppellito nel territorio di Losanna (Monte di Pilato??) ma anche qui gli spiriti del male continuano ad infastidire gli abitanti. Infine il corpo di Pilato viene sprofondato in un lago circondato da alte montagne. (Laghetto di Pilato, sui monti Sibillini??) (Rif. 090) 399 - LA FINE DI PILATO - Altre versioni. Le versioni precedenti non esauriscono certo l'argomento della fine di Pilato. A parte ci che riportano alcuni vangeli apocrifi, nel corso dei secoli, parecchi scrittori trattarono questo soggetto dando origine a tutta una serie di manoscritti assai fantasiosi e privi di qualsiasi accettabile riferimento storico: Morte di Pilato che condann Ges Anafora Paradosi La guarigione di Tiberio La vendetta del Salvatore ... Lo scopo ultimo di questa strana letteratura era, in buona sostanza, quello di scagionare i romani ed addossare agli ebrei la colpa della condanna di Ges. (Rif. 465) 400 - COMUNIONE DI BENI Intanto gli apostoli si organizzano e si danno da fare. Gli aderenti alle prime comunit, fondate da Pietro, praticavano la comunione dei beni. I possidenti vendevano case e terreni e depositavano il ricavato ai piedi degli apostoli. L'usanza della comunione dei beni era tipica della setta essena di Qumran. (Rif. 140) 401 - ANANIA E SAFFIRA Anania e Saffira, coniugi, aderenti alla nuova comunit di Gerusalemme retta da Pietro, vendono un podere per deporne il ricavato ai piedi degli apostoli. Prudentemente per mettono nascostamente da parte una quota del ricavato. Pietro se ne accorge e li fa immediatamente morire. (Rif. 140)

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La setta nota come "Nuova Chiesa di Gerusalemme" era in realt una propaggine del movimento insurrezionalista esseno-zelota. Il conferimento di tutti i propri beni alla setta era un obbligo tassativo per tutti coloro che volevano far parte del movimento. A parte gli introiti, questo garantiva il movimento da eventuali ripensamenti degli aderenti e dalla loro defezione. Resta il fatto che questo potrebbe essere il primo esempio di quell'atteggiamento predatorio che caratterizzer il cristianesimo nei secoli a venire. Se avete tempo e voglia varrebbe la pena di informarsi su fatti e misfatti di "pie" consorterie quali i gesuiti, i francescani e, buon utimi, quelli dell'Opus Dei.

402 - MIRACOLI IN MASSA Gli apostoli si riunivano normalmente nel portico di Salomone ed in tali occasioni venivano a contatto con innumerevoli ammalati ed indemoniati che erano prontamente guariti. (Rif. 140) 403 - ARRESTO ED EVASIONE Naturalmente sacerdoti e sadducei non vedendo di buon occhio quanto sopra, decidono di far arrestare i 12 apostoli. Di notte un angelo apre le porte del carcere e libera i prigionieri. (Rif. 140) 404 - IL GIUDIZIO DEL SINEDRIO Constatata la fuga, i 12 vengono prontamente rintracciati nel Tempio, dove erano tornati a predicare come se nulla fosse. Condotti nel Sinedrio vengono nuovamente invitati a smettere di predicare in nome di Ges, sottolineando l'invito con una congrua dose di bastonate. Dopo la bastonatura vengono rilasciati. (Rif. 140) 405 - LA SCELTA DEI SETTE Gli apostoli decidono di delegare una parte dei loro impegni quotidiani a sette nuovi incaricati (diaconi) e scelgono: Stefano, Filippo, Procoro, Nicamore, Timone, Parmenas e Nicola. (Rif. 140) ANNO 33 (e.v.) - 786 (a.u.c.)

406 - GIRO DI VITE La predicazione degli apostoli preoccupa sempre di pi le autorit di Gerusalemme che decidono di porre un freno alla cosa, con tutta una serie di provvedimenti persecutori ed arresti. In questo periodo Saulo (Paolo) si fa notare come uno dei pi zelanti persecutori della nuova dottrina. Molti discepoli ed apostoli cominciano a
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lasciare Gerusalemme per diffondere il loro credo in aree pi sicure della Palestina e altrove. (Rif. 140) 407 - SIMONE MAGO Simone Mago praticava le sue arti magiche in Samaria. Nell'intento di aggiungere ai propri poteri anche quelli conferiti agli apostoli dallo spirito santo, si fa battezzare da Filippo e poi tenta di convincere Pietro e Giovanni a trasmettergli detti poteri, in cambio di denaro. Categorico rifiuto degli apostoli. (Rif. 140)

INSERTO 18 - Simone Mago (Tra Mito e Storia) A Simone Mago viene attribuito il non invidiabile primato di avere inaugurato il malcostume della "simonia", destinato a perdurare nei secoli, in seno alla chiesa. In realt Simone Mago sempre stato inviso ai predicatori di culti monoteisti in quanto, nella sua filosofia, negava decisamente il concetto di "immortalit dell'anima". Luca, nei suoi Atti (8,9-25) lo indica come cultore dello gnosticismo. Anche se alcuni autori sono propensi a ritenere Simone Mago come un personaggio reale, mancano nondimeno precisi riferimenti storici sulla sua esistenza in vita e sulle sue opere. E' quindi probabile si tratti di un personaggio inventato da Marcello, senatore ai tempi di Nerone Imperatore (54-67 d.C.), e poi ripreso tardivamente da Luca negli Atti degli Apostoli (c. 180 d.C.). Dalle fonti citate si desume sia nato in Samaria nei primi anni dell'era volgare e morto a Roma nel 64-65 e.v. Col termine Mago non si deve intendere un facitore di prodigi ma bens un appartenente alla classe sacerdotale (Magi) del culto di Zoroastro. In questa sua veste avrebbe contribuito alla formazione della concezione dualistica di Dio (un dio del bene coesistente ed eternamente opposto alla figura di un dio del male) e sarebbe l'ispiratore, con altri, dei primi vangeli dualistici e della setta manichea. La sua attivit di sacerdote e medico/guaritore si svolge, per i primi anni, in Samaria, dove sarebbe stato battezzato dall'apostolo Filippo, aderendo in parte ai concetti messianici della Nuova Chiesa di Gerusalemme. Trasferitosi successivamente a Roma, ospite nella casa del senatore Marcello, diviene consigliere "spirituale" dell'Imperatore Nerone, che pare tenesse in gran conto i suoi insegnamenti di carattere filosofico e gnostico. Catturato da un gruppo di giudeo/cristiani, facenti capo a Pietro ed a Paolo, anche essi a Roma in quel periodo (??), viene scaraventato gi da una torre ma se la cava, fracassandosi malamente una gamba che, in seguito gli verr amputata, con una operazione mal riuscita che lo condurr alla morte. Nerone, molto addolorato, ordina solenni onoranze funebri ed individua in Pietro il responsabile del misfatto; per questo delitto Pietro sarebbe stato condannato ad 216

essere crocifisso a testa in gi. (Rif. 140,146,390,995)

408 - BATTESIMO DELL'EUNUCO Sulla strada di Gaza, Filippo incontra un etiope, eunuco ed alto funzionario della regina d'Etiopia. Filippo induce l'etiope al battesimo e poi scompare. (Rif. 140) ANNO 35 (e.v.) - 788 (a.u.c.)

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Riferimento Storico: LA RIVOLTA DEI SAMARITANI Un presunto messia (uno dei tanti) eccita gli animi della gente di Samaria, gi scismatica nei confronti dell'autorita' sacerdotale del Tempio, ed organizza un grande raduno presso il santuario del Monte Garizim, con la scusa di mostrare ai fedeli alcune reliquie appartenute a Mos. Ponzio Pilato, messo sull'avviso e temendo che la riunione fosse fomentata da intendimenti di ribellione contro l'Impero, ordina l'intervento della cavalleria della Quinta Legione Macedonica che fa strage della folla giunta al monte. Molto elevato, anche se incerto, il numero delle vittime; si suppone da 6000 a 10000 morti(???).

ANNO 36 (e.v.) - 789 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: RIMOZIONE DI PONZIO PILATO A seguito degli eventi accaduti sul Monte Garizim una delegazione di Samaritani si reca dal Governatore della Siria Vitellio per chiedere giustizia contro l'eccidio ordinato da Pilato. Ritenuto responsabile di un eccesso non giustificato, Ponzio Pilato viene rimosso dal suo incarico e inviato a Roma per essere giudicato. Dopo la sentenza viene confinato a Vienne (Gallia) dove finir i suoi giorni. Secondo lo storico della chiesa Eusebio si sarebbe suicidato. LAPIDAZIONE DI STEFANO Stefano era a capo di una comunit di ebrei ellenisti, rientrati in patria ed aderenti alla Nuova Chiesa di Gerusalemme. Durante le sue predicazioni Stefano attacca pesantemente i sacerdoti del Tempio accusandoli, tra le altre cose, di essere "idolatri". La reazione non tarda: Stefano viene arrestato e lapidato e la comunit di ebrei ellenisti, 217

che a lui faceva capo, viene espulsa dal paese. Ges, secondo Stefano, era l'ultimo, in ordine di tempo, dei profeti annoverati dalla Bibbia. (Rif. 995)

409 - ARRESTO E LAPIDAZIONE DI STEFANO Stefano si fa notare per i suoi prodigi e per i miracoli compiuti tra il popolo. Arrestato, viene sottoposto a giudizio in Sinedrio; durante il giudizio si lascia andare ad un lungo discorso in propria difesa che irrita ancor pi i sacerdoti e quindi del tutto controproducente. Viene pertanto condannato alla lapidazione, anche con l'approvazione di Saulo (Paolo), allora non ancora convertito. Durante la lapidazione Stefano "si addormenta" e passa cos dal sonno naturale a quello eterno, sotto una grandinata di sassi. (Rif. 140) 410 - CONVERSIONE DI SAULO (Una prima versione) Saulo parte da Gerusalemme, verso Damasco, con l'incarico di arrestare il maggior numero possibile di seguaci di Ges. Presso Damasco una luce sfolgorante lo acceca e lo fa stramazzare al suolo, mentre una voce celeste lo invita a cessare le persecuzioni contro i cristiani. Viene condotto cieco a Damasco dagli uomini della sua scorta. (Rif. 140)
Saulo era alle dipendenze del sommo sacerdote di Gerusalemme e quest'ultimo non aveva nessun potere di ordinare arresti in territorio siriano. Quindi non si tratterebbe di Damasco in Siria ma di Damasco sul Mar Morto. In realt Damasco sarebbe sinonimo di Khirbet Qumran, anche se si sempre cercato di mascherare questo particolare. (Rif. 710)

411 - BATTESIMO DI SAULO A Damasco Saulo viene visitato da un certo Anania, inviato dal Signore, che gli restituisce la vista e lo battezza. In questa occasione Saulo assume il nuovo nome di Paolo. (Rif. 140) 412 - LA FUGA DI PAOLO Paolo comincia subito a predicare, in Damasco, con la stessa foga sino ad allora dedicata alla persecusione dei seguaci di Ges. La cosa lascia a bocca aperta i giudei di Damasco che, dopo qualche giorno, decidono di farlo fuori. Viene salvato, nottetempo, da alcuni discepoli che lo calano all'esterno delle mura cittadine dentro ad una "sporta". (Rif. 140) 413 - PIETRO A LIDDA Pietro, a Lidda (piana di Saron), guarisce un uomo di nome Enea, paralitico
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da 8 anni. (Rif. 140) 414 - PIETRO A GIAFFA A Giaffa, Pietro risuscita una vedova di nome Tabita (= Gazzella). Alcuni sostengono invece trattarsi della cucitrice Dorcas. (Rif. 140) 415 - PIETRO E LA TOVAGLIA A Giaffa Pietro ospite di Simone, conciatore di pelli. Mentre, un po' affamato, attende che gli preparino del cibo, cade in "estasi" e vede, per tre volte, una grande tovaglia che va su e gi per il cielo. La tovaglia contiene animali di ogni sorta; una voce celeste invita Pietro ad uccidere ed a mangiare ci che vuole ma egli si rifiuta. (Rif. 140) 416 - PIETRO E CORNELIO A Cesarea Pietro battezza Cornelio, un centurione romano. Si tratta del primo pagano (non giudeo e non circonciso) ad essere convertito alla nuova fede. Pesanti critiche a Pietro, da parte dei discepoli circoncisi, per aver concesso la "grazia", riservata ai soli giudei, ad un indegno pagano. (Rif. 140) 417 - SAULO A QUMRAN (DAMASCO) (Un'altra versione) Saulo, malgrado i suoi precedenti di persecutore del movimento essenocristiano, decide di entrare a far parte di questa comunit e si reca all'insediamento di Qumran. Durante il viaggio cade da cavallo; probabile fosse epilettico. Accettato, con qualche perplessit, nella comunit, si sottopone al previsto periodo di noviziato di tre anni. (Rif. 995) ANNO 38 (e.v.) - 791 (a.u.c.)

Riferimento Storico: ERODE AGRIPPA Erode Agrippa viene nominato da Caligola tetrarca delle regioni ad est del lago di Tiberiade (Golan).

ANNO 39 (e.v.) - 792 (a.u.c.)

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418 - PAOLO A GERUSALEMME Paolo, tornato a Gerusalemme, cerca di aggregarsi ai discepoli di Ges (Nuova Chiesa di Gerusalemme) i quali lo accolgono con grande diffidenza, considerati i suoi precedenti. Infine riesce a farsi accettare tramite la mediazione di Barnaba. Inizia a predicare e si crea un sacco di nemici che decidono di ucciderlo. Alcuni discepoli lo salvano trasferendolo a Cesarea e poi a Tarso. (Rif. 140) ANNO 40 (e.v.) - 793 (a.u.c.)

Riferimento Storico: ERODE ANTIPA Erode Antipa viene destituito da Caligola ed esiliato nei Pirenei.

ANNO 41 (e.v.) - 794 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: ERODE AGRIPPA I Erode Giulio Agrippa I viene nominato re della Palestina. CLAUDIO IMPERATORE Claudio I diventa imperatore.

ANNO 42 (e.v.) - 795 (a.u.c.)

419 - ARRESTO E FUGA DI PIETRO Erode Giulio Agrippa I fa arrestare Pietro e lo chiude in carcere, legato con due catene, in mezzo a due soldati. Di notte arriva un angelo che scioglie le catene e lo conduce fuori citt, attraverso una porta di ferro che si "apre da sola". Recatosi a casa di Maria, madre di "Giovanni detto Marco"(?), stenta a farsi riconoscere. Scoperta la fuga Erode fa ammazzare i carcerieri. (Rif. 140) ANNO 43 (e.v.) - 796 (a.u.c.)
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420 - MISSIONE DI BARNABA E PAOLO Mentre si trovano presso la comunit di Antiochia (Siria), lo spirito santo indica i due personaggi come prescelti per future importanti missioni. (Tra gli adepti della comunit di Antiochia si annovera anche un certo Mehaem, compagno di scuola di "Erode il tetrarca") (Rif. 140) 421 - PIETRO A ROMA Dopo la fuga dal carcere di Gerusalemme, Pietro giunge a Roma dove continua le sue predicazioni presso la comunit ebraica. (Rif. 995) 422 - GIACOMO IL GIUSTO Dopo la fuga di Pietro da Gerusalemme, la comunit esseno-zelota (Nuova Chiesa di Gerusalemme) viene diretta e governata da Giacomo il Giusto (il Pio, il Saddiq, il Minore). (Rif. 140) Secondo le ipotesi pi accreditate Giacomo era figlio di Yoseph e pertanto fratello di Jeshu.
Una descrizione di Giacomo secondo Eusebio di Cesarea. Vestiva una tunica di lino, non bevve mai alcool, non mangi mai carne, non si tagli mai i capelli, non si rase mai, non fece mai un bagno. Aveva le ginocchia dure come quelle di un cammello per il tanto che stava inginocchiato a pregare. L'abito di lino bianco era quello usato dai sacerdoti del Tempio. Giacomo si era attribuito le funzioni sacerdotali?

ANNO 44 (e.v.) - 797 (a.u.c.)

Riferimenti Storico: MORTE DI AGRIPPA I Muore Erode Giulio Agrippa I, re della Palestina ARRESTO DI PIETRO Secondo Giuseppe Flavio, il Procuratore romano Cuspio Fado ordina l'arresto di Pietro (Simone) e del fratello Giacomo, per sedizione. Per quanto concerne il nominato "Giacomo" ci sono alcune incerte opinioni sulla sua identit; molti studiosi sostengono trattarsi di Giacomo il Maggiore. (Rif. 180) Il viaggio di Pietro a Roma e tutto ci che ne segue solo un falso inserito, nel 1429, da Poggio Bracciolini, segretario di Papa Martino V. (Rif. 760) 221

423 - MORTE DI AGRIPPA I Discutendo con alcuni emissari delle citt di Tiro e Sidone, per risolvere certi dissidi, Erode Giulio Agrippa I viene colpito da un angelo e muore divorato dai vermi. (Rif. 140) ANNO 45 (e.v.) - 798 (a.u.c.)

424 - MATTEO RACCOGLIE DATI ? Matteo avrebbe cominciato a redigere, in aramaico (?), una prima raccolta parziale di avvenimenti e di predicazioni di Ges. (Rif. 130) 425 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - CIPRO Paolo, Barnaba e Giovanni (come aiutante), giungono a Cipro. Mentre intrattengono il procuratore romano Sergio Paolo, interviene un mago, tale Elimas Bar-Iesus, che cerca di distogliere il procuratore dalle chiacchiere di Paolo. Paolo si arrabbia ed acceca il mago; il procuratore, esterfatto si affretta a convertirsi. (Convertirsi a cosa?) (Rif. 140) 426 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - ANTIOCHIA DI PISIDIA Giovanni manifesta forti dissensi sulla natura delle predicazioni, abbandona i compagni e torna a Gerusalemme. Paolo e Barnaba proseguono il viaggio sino ad Antiochia di Pisidia. Paolo tiene un paio di prediche ma subito dopo i due missionari vengono cacciati dalla citt. (Rif. 140) 427 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - ICONIO Paolo e Barnaba giungono ad Iconio dove si trattengono a predicare per lungo tempo, finch sono costretti alla fuga per evitare la lapidazione. (Rif. 140) ANNO 46 (e.v.) - 799 (a.u.c.)

Riferimento Storico: CONDANNA DI PIETRO (SIMONE) Il procuratore TIBERIO ALESSANDRO fa giustiziare PIETRO (Simone) e il fratello 222

GIACOMO (il Maggiore?), figli di GIUDA IL GALILEO e presunti parenti di Ges (secondo l'ipotesi storica). (Rif. 180, 760) Secondo S. Isidoro da Siviglia, Giacomo (il Maggiore) sarebbe morto in Spagna, a Compostela, e sulla sua tomba sarebbe stato eretto il famoso santuario.

428 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - LISTRA Paolo e Barnaba giungono a Listra. Qui Paolo guarisce uno zoppo dalla nascita sollevando l'entusiasmo popolare. Qualche tempo dopo alcuni Giudei aizzano la folla e Paolo viene lapidato e trascinato fuori citt quasi morto. (Rif. 140) ANNO 48 (e.v.) - 801 (a.u.c.)

429 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - CONCLUSIONE Dopo aver toccato Derbe ed altre lunghe peregrinazioni, anche in luoghi precedentemente visitati, Paolo e Barnaba giungono ad Antiochia (Siria) dove si trattengono con i discepoli di questa citt per lungo tempo. (Rif. 140)

ANNO 49 (e.v.) - 802 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: ESPULSIONE DEGLI EBREI L'imperatore Claudio I emana un editto che ordina l'espulsione di tutti gli ebrei da Roma. NOMINA DI ERODE AGRIPPA II Claudio I nomina re Erode Agrippa II senza conferirgli particolari poteri. E' una figura di sovrano del tutto simbolica.

430 - ANTEFATTO Quando Ges era ancora in vita, Maria gli aveva chiesto la grazia di essere avvisata, almeno tre giorni prima di morire, per potersi adeguatamente preparare al trapasso. (Rif. 110) 431 - L'ANNUNCIO
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Mentre sta pregando presso il sepolcro di Ges l'arcangelo Gabriele appare a Maria, le dona un ramo di palma e le annuncia la sua prossima morte. (Rif. 105,110) 432 - LA PREPARAZIONE Nella casa di Betlemme, assistita da tre giovinette: Sefora, Abigea e Zaele, Maria si prepara all'evento e convoca presso di se parenti ed amici. (Rif. 105,110)
Stabilire dove abitasse Maria, negli ultimi anni della sua vita, un'impresa ardua. Supponiamo Betlemme, ospite dei suoi nipoti, figli delle sorelle Anna ed Emerina. Visto come la chiesa ha imbrogliato le carte, questa solo un'ipotesi di comodo. Quanto ad Abigea, Sefora e Zaele, pi che giovinette, dovevano ormai essere delle attempate zitellone. Per contro Susanna e Rebecca dovrebbero essere defunte da tempo.

433 - ARRIVA GIOVANNI Giovanni evangelista, al quale Ges, dalla croce, aveva affidato Maria, si trovava in quei giorni ad Efeso. Lo spirito santo provvede a trasportarlo a Betlemme su di una nuvola. (Rif. 105,110) 434 - ARRIVANO GLI ALTRI APOSTOLI Tutti gli altri apostoli ancora viventi, sparsi in varie parti del mondo per predicare, vengono teletrasportati a Betlemme, adagiati su delle nubi. Quelli gi morti (Andrea, Filippo, Luca, Simone il cananeo e Taddeo) vengono risuscitati e raggiungono anch'essi la casa di Maria. Presente anche Paolo; assente Tommaso. (Rif. 105,110) 435 - EVENTI STRAORDINARI Stuoli di angeli, serafini e santi primigenii raggiungono la casa di Maria. Il sole e la luna si posizionano sulla casa stessa. (Rif. 105) 436 - MIRACOLI Una grande folla stupita accorre da Gerusalemme e molti ammalati, ciechi, storpi, sordi e lebbrosi guariscono all'istante toccando i muri esterni della casa. (Rif. 105) 437 - I SACERDOTI REAGISCONO Venuti a conoscenza dei fatti i sacerdoti giudei mandano a Betlemme un gruppo di uomini incaricati di arrestare Maria e gli apostoli. La spedizione fallisce perch, dopo un miglio di strada, il gruppo viene paralizzato / accecato da un intervento divino.
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(Rif. 105,110) 438 - TRASFERIMENTO A GERUSALEMME Temendo il peggio e per evitare l'intervento del governatore romano, sollecitato dai sacerdoti, lo spirito santo trasporta su di una nube Maria e gli apostoli e li deposita in una casa segreta di Gerusalemme. (Rif. 105) 439 - MARATONA DI CANTO Raggiunta la nuova sistemazione gli apostoli si pongono in piedi, intorno a Maria, e cantano ininterrottamente inni e salmi, per cinque giorni di seguito. (Rif. 105)
Una cantata a 12 voci, per cinque giorni consecutivi, non certo il modo migliore per passare inosservati.

440 - IL FUOCO Dopo 5 giorni si sparge la voce della loro presenza ed una folla di giudei, istigata dai sacerdoti, cerca di incendiare la casa. Per una grande fiamma esce dall'abitazione e brucia vivi un grande numero di malintenzionati. (Rif. 105) 441 - ARRIVA GESU Ges arriva (di domenica) accompagnato da una moltitudine di angeli e cherubini. Convenevoli, preghiere ed ultime benedizioni. (Rif. 105,110) 442 - MORTE DI MARIA Maria muore all'et presunta di anni 71. Dopo la morte la casa si riempie di luce e di profumo e la terra trema. (Rif. 105,110) 443 - IL TRASPORTO Gli apostoli provvedono al trasporto della salma al sepolcro. Gli autori non concordano sul percorso e sulla destinazione: dal monte Sion alla valle di Giosafat, secondo Giuseppe d'Arimatea da ?....? al Getsemani, secondo Giovanni Teologo. (Rif. 105,110) 444 - UN EBREO IMPRUDENTE Durante il trasporto un ebreo di nome Jefonia (oppure Ruben) si avventa sul feretro. Un angelo interviene e gli taglia le due mani con una spada di fuoco. Pianti, pentimento, perdono e le mani tornano al loro incauto proprietario. (Rif. 105,110)
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445 - ASSUNZIONE Dopo aver deposto il corpo nel sepolcro si manifesta una grande luce ed il corpo di Maria viene traslato in cielo dagli angeli. Per alcuni: Maria e' stata deposta nel sepolcro di sabato ed assunta la domenica mattina seguente. (Rif. 105,110)
Sulla assunzione corporea in cielo non ci sono pi dubbi: abbiamo l'autorevole conferma nel dogma del 1950 di Pio XII. Dopo quello di Demas, di Ges e di Enoch (e forse di Elia) il corpo di Maria il quarto a risiedere fisicamente nello spazio senza che nessuno abbia mai stabilito dove sono realmente allocati. Gli astronauti dovrebbero fare attenzione. Questo se non si vuole tenere conto dell'assunzione leggendaria di Romolo, che per Tito Livio dichiarava esplicitamente essere una fola. (Rif. 995) Il culto di Maria venne istituito all'inizio del 1500(e.v.); stata una delle iniziative della controriforma.

446 - RITARDATARIO ED INCREDULO Mentre il corpo di Maria sale in cielo incrocia con una nube che sta trasportando Tommaso. Alle sue implorazioni Maria gli getta, come ricordo, una fascia che le cingeva il corpo. Comunque, sceso a terra, Tommaso vuole esaminare la tomba per togliersi i soliti dubbi. (Rif. 110) 447 - RITORNO Terminate le onoranze funebri tutti gli apostoli vengono riportati alle rispettive residenze mediante l'uso delle solite nubi. (Rif. 110) ANNO 50 (e.v.) - 803(a.u.c.)

Riferimento Storico: UNA TRAGICA PROVOCAZIONE Durante lo svolgimento della Pasqua, uno dei soldati romani di guardia sul tetto del portico, improvvisamente si denuda e comincia a far gesti osceni ai devoti pellegrini. Lo scandalo enorme; nasce una grande agitazione durante la quale decine di ebrei vengono calpestati a morte nel cortile. (Rif. 172)

448 - CONCILIO DI GERUSALEMME In seno alle diverse correnti facenti capo alla Nuova Chiesa di Gerusalemme si ripropone il solito problema. Si tratta di decidere, per conto di YHWH, se
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anche i pagani convertiti ma non circoncisi, sono meritevoli o meno della salvezza eterna. Prevale la corrente del si. (Rif. 140)
Cos, come Luca lo pone negli Atti, sembra un problema di lana caprina. La circoncisione l'atto fondamentale di adesione all'ebraismo come il battesimo lo per il cristianesimo. Non si cristiani senza il battesimo come non si ebrei senza la circoncisione. Ci premesso, il far dipendere la salvezza, che un eventuale dio puo' decidere di elargire, dallo stato di conservazione del pene, sembra un'idea quanto meno .....stravagante! Si avverte una certa aria di scisma nella Nuova Chiesa di Gerusalemme.

449 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - INIZIO Dopo una furiosa litigata con Barnaba, in merito alla scelta dei compagni di viaggio, Paolo parte in compagnia di Sila. Giunti a Listra si aggrega un terzo compagno, Timoteo, previa circoncisione dello stesso. (Rif. 140) 450 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - FILIPPI Qui Paolo, Sila e Timoteo se la vedono brutta. Per aver tolto i "poteri divinatori" ad una indovina del luogo, i magistrati li fanno caricare di legnate e li sbattono in prigione. Durante la notte un terremoto spalanca le porte del carcere e scioglie i ceppi dei prigionieri. Paolo fa pesare sui magistrati la sua cittadinanza romana e questi, dopo essersi scusati, li fanno accompagnare fuori citt. (Rif. 140) ANNO 51 (e.v.) - 804 (a.u.c.)

451 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - TESSALONICA Anche qui una sollevazione popolare costringe Paolo, Sila e Timoteo a lasciare la citt, di notte, diretti a Berea. Costretti a fuggire anche da Berea, Paolo si separa dai suoi compagni e prosegue per Atene. (Rif. 140) 452 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - ATENE Ad Atene Paolo predica dall'Aeropago con modesti risultati e qualche commento canzonatorio. (Rif. 140) 453 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - CORINTO
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Paolo si trattiene a Corinto per 18 mesi, ospite di una famiglia di ebrei, cacciati da Roma per ordine dell'imperatore Claudio I; si trattava di un certo Agullo, (Agullo-Aquila(?) e della moglie Priscilla). Paolo collabora all'attivit di questa famiglia (fabbricanti di tende). Poi le cose si guastano, a causa delle solite predicazioni e Paolo viene trascinato davanti a Gallione Giunio, procuratore dell'Acaia. Gallione rifiuta di occuparsi di squallide beghe inerenti a problemi di fede ebraica e lo rimanda libero. Paolo parte per Antiochia (Siria). (Rif. 140) ANNO 52 (e.v.) - 805 (a.u.c.)

454 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - TERMINE Il secondo viaggio di Paolo termina praticamente a Corinto. Durante il viaggio, oltre alle predicazioni, Paolo avrebbe scritto la prima e la seconda lettera ai Tessalonicesi. (Rif. 140) ANNO 53 (e.v.) - 806 (a.u.c.)

455 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO - INIZIO Lasciata Corinto, Paolo inizia un terzo viaggio, toccando numerose localit della Galizia e della Frigia. Si ferma ad Efeso per circa due anni, sino a quando scoppia un tumulto, provocato dagli artigiani argentieri del luogo, contrari, per motivi economici, alle predicazioni di Paolo. (Rif. 140) 456 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO Continuano i viaggi di Paolo. E' il viaggio pi lungo e del quale si sa poco. Durer sei anni, durante i quali Paolo continuer a diffondere la sua nuova teologia provocando reazioni a volte violente. (Rif. 140) ANNO 54 (e.v.) - 807 (a.u.c.)

Riferimento Storico: NERONE IMPERATORE Il 13 Ottobre Nerone diventa imperatore con il titolo di Pater Patriae. 228

ANNO 58 (e.v.) - 811 (a.u.c.)

457 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO - TERMINE Dopo aver lasciato Efeso nell'anno 808(a.u.c.), Paolo passa per la Macedonia e la Grecia e sosta qualche tempo a Troade, dove risuscita un ragazzo (Eutico) che, addormentato su una finestra(!!), era caduto dal terzo piano. Poi si dirige a Mileto ed alla fine a Cesarea. Durante questo viaggio Paolo avrebbe scritto quattro lettere: prima e seconda lettera ai Corinzi lettera ai Galati lettera ai Romani (Rif. 140)
Strani costumi quelli di Troade! Di solito sulle finestre ci dormono i gatti.

458 - PAOLO A GERUSALEMME Malgrado fosse stato vivamente sconsigliato da amici e discepoli, Paolo parte per Gerusalemme dove si incontra con Giacomo il Giusto ed altri apostoli e relaziona in merito ai precedenti viaggi. (Rif. 140) 459 - RIMPROVERI E PURIFICAZIONE La chiesa di Gerusalemme, retta da Giacomo il Giusto, rimprovera Paolo perch nelle sue predicazioni sostiene la non necessit della circoncisione e non sempre si dimostra ligio alla Legge di Mos. Gli viene chiesto di assogettarsi ad un rito di purificazione di sette giorni. (Rif. 140) 460 - ARRESTO DI PAOLO Nel Tempio, mentre si purifica, Paolo viene riconosciuto da alcuni rigidi osservanti della Legge i quali aizzano i presenti contro di lui provocando una vera e propria sommossa. Mentre stanno per ucciderlo, viene salvato da un tribuno (Claudio Lisia) e da alcuni soldati romani, che lo prendono in consegna, in stato d'arresto. (Rif. 140) 461 - DISCORSO DI PAOLO Prima di essere condotto in carcere dai soldati romani, Paolo chiede il permesso di tenere un discorso, in propria difesa, alla folla tumultuante. Il discorso non convince, il tumulto aumenta ed il tribuno lo mette in salvo in caserma. (Rif. 140)
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I romani erano sempre molto guardinghi e pronti ad usare le armi di fronte a qualsiasi tumulto o atteggiamento contrario all'autorit dell'impero. Come mai il tribuno Lisia si assume la responsabilit di far parlare Paolo di fronte ad una folla palesemente ostile e tumultuante?

462 - CITTADINO ROMANO In caserma, per evitare maltrattamenti e pesanti interrogatori, Paolo si dichiara cittadino romano. (Rif. 140) 463 - DAVANTI AL SINEDRIO Comunque il tribuno vuole vederci chiaro e capire cosa stia veramente succedendo; conduce Paolo davanti al Sinedrio per sentire quali esatte accuse gli vengono mosse. Altro discorso di autodifesa che non convince nessuno e provoca una altro tumulto. Paolo viene ricondotto in caserma sotto la protezione dei romani. (Rif. 140) 464 - LA CONGIURA DEI QUARANTA Quaranta giudei decidono di uccidere Paolo e si impegnano a tale proposito con un giuramento solenne. Si mettono d'accordo con i sacerdoti e gli anziani al fine di escogitare uno stratagemma per avere Paolo a portata di pugnale. (Rif. 140)
Sarebbe interessante sapere su cosa hanno giurato i 40 congiurati. Certo non sulla testa di YHWH perch, oltre che blasfemo, sarebbe stato poco pratico. Infatti, secondo l'apostolo Bartolomeo (sempre ben informato) YHWH ha ...12 teste. (Rif. 995)

465 - IL NIPOTE Un nipote (figlio di una sorella di Paolo) venuto a conoscenza della congiura, si reca in caserma e mette in guardia Paolo ed il tribuno romano. (Rif. 140) 466 - TRASFERIMENTO A CESAREA Il tribuno si preoccupa e decide di trasferire, nottetempo, il prigioniero a Cesarea, sotto buona scorta, 470(!) uomini: n. 200 soldati n. 70 cavalieri n. 200 lancieri Il tribuno scrive una lettera di accompagnamento al Governatore Felice, spiegando le circostanze dell'arresto, della congiura e della inconsistenza delle accuse a carico del prigioniero. (Rif. 140)
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Un sesto dell'esercito romano di occupazione per scortare Paolo? Praticamente tutto il presidio di Gerusalemme sarebbe restato sguarnito.

467 - PROCESSO Il governatore Felice imbastisce un processo chiamando, come accusatori, il sacerdote Anania ed alcuni anziani, assistiti dall'avvocato Tertullo. Autodifesa di Paolo ed il processo si conclude con un nulla di fatto. Paolo resta prigioniero a Cesarea (per evitare altri tumulti da parte ebraica), godendo di una certa libert di movimento. La prigionia durer due anni. (Rif. 140) ANNO 60 (e.v.) - 813 (a.u.c.)

Riferimento Storico: PORCIO FESTO Il nuovo governatore Porcio Festo giunge a Cesarea in sostituzione di Antonio Felice.

468 - NUOVO PROCESSO A PAOLO Il governatore Festo, giunto in Palestina in sostituzione di Felice, viene sollecitato dai giudei affinch Paolo venga consegnato a loro. Festo organizza un nuovo processo ma Paolo se la cava, in quanto cittadino romano, appellandosi al giudizio di Cesare. Festo consente che Paolo venga condotto a Roma per appellarsi all'imperatore. (Rif. 140) 469 - PAOLO ED ERODE AGRIPPA II Il re Erode Agrippa II e la sorella Berenice, informati da Festo sullo strano caso di Paolo, chiedono di poterlo conoscere ed ascoltarlo. Paolo si difende alla grande raccontando ad Agrippa II ed agli altri convenuti, la storia delle sue vicende e della sua "conversione". Agrippa II si convince della sua innocenza. (Rif. 140)
Berenice, vedova, diverr la concubina di Tito, durante la sua presenza in Palestina, nel corso della guerra giudaica. (Rif. 140,995)

470 - IN VIAGGIO PER ROMA Paolo ed alcuni altri prigionieri vengono affidati al centurione Giulio affinch li scorti a Roma. Nel corso del viaggio la nave naufraga nei pressi di Malta; tutti salvi. Durante la permanenza di tre mesi a Malta, Paolo guarisce il padre di un certo Publio, che lo ospitava, mediante la imposizione delle mani.
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(Rif.140) ANNO 61 (e.v.) - 814 (a.u.c.)

471 - PAOLO A ROMA Giunto a Roma, vengono concessi a Paolo gli arresti domiciliari, con un soldato di guardia. Paolo approfitta della relativa libert per fare opera di proselitismo. La prigionia durer due anni. (Rif. 140) ANNO 62 (e.v.) - 815 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: NOMINA DI ALBINO Muore il procuratore Porcio Festo e Albino viene nominato prefetto della Giudea. MORTE DI GIACOMO - PRIMA VERSIONE. L'apostolo Giacomo Il Giusto (il Minore) viene lapidato su istigazione dei sacerdoti del Tempio. (Rif. 140,147) LA VENDETTA La reazione del gruppo esseno-zelota alla uccisione di Giacomo immediata. Un commando vendica la morte dell'apostolo ammazzando il sommo sacerdote Anano.

472 - LETTERA DI GIACOMO IL MINORE Giacomo "fratello del signore" scrive una lettera, di natura teologica, alle 12 trib d'Israele. (Rif. 140) 473 - MORTE DI GIACOMO IL MINORE - PRIMA VERSIONE L'apostolo Giacomo "fratello del signore", mentre si trova nel Tempio, viene assalito da scribi e farisei, gettato fuori, lapidato e finito con una bastonata in testa. (Rif. 147)
Durante il periodo in cui Giacomo il Giusto (il Minore) fu a capo della comunit esseno-zelota (Nuova Chiesa di Gerusalemme), fu costretto a combattere su due fronti: - contro Paolo che, allontanandosi sempre pi dalla Legge Mosaica, crea una propria immagine di Ges ed una propria dottrina; - contro i sacerdoti del Tempio, collaboratori dei romani, in combutta con i regnanti 232

erodiani. Alla fine Giacomo fa uno sbaglio. Si attribuisce le funzioni di sacerdote, si reca al Tempio, vestito con la tunica di lino bianco ed attacca violentemente il sommo sacerdote Anano (figlio di Annas), nominato da Erode Agrippa II. La reazione dei sadducei, sostenitori di Anano, scontata ed immediata, con esito tragico. (Rif. 185,995)

474 - MORTE DI GIACOMO IL MINORE - SECONDA VERSIONE. Il prefetto della Giudea Albino ordina l'esecuzione, mediante lapidazione, dell'apostolo Giacomo il Giusto (il Minore) per istigazione alla guerra santa. (Rif. 995)
Ipotesi poco probabile. Se giudicato sovversivo Giacomo, secondo la legge di Roma, avrebbe dovuto essere crocifisso.

ANNO 63 (e.v.) - 816 (a.u.c.)

475 - PAOLO LIBERATO Trascorsi i termini di due anni di arresto domiciliare Paolo viene liberato. Durante il periodo della prigionia avrebbe scritto parecchie lettere: ai Colossesi a Filemone agli Efesini ai Filippesi (Rif. 140)

ANNO 64 (e.v.) - 817 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: INCENDIO DI ROMA Mentre Nerone si trova ad Anzio un violento incendio, provocato dalla calura, dalla siccit e dalle precarie condizioni edili dell'Urbe, distrugge una buona parte della citt, gremita di baracche e di tuguri abitativi. Le autorit identificano alcuni responsabili tra gli appartenenti ad impopolari gruppi settari giudeo/messianici e Nerone li fa mettere a morte. SVETONIO:....furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova e malefica.... TACITO:....mise avanti come rei dell'incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo chiama cristiani....

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ALBINO Il prefetto ALBINO lascia la Giudea.

475.1 - I MARTIRI Il mito dei primi martiri cristiani parte da un supposto passaggio di Tacito in cui lo storico attribuisce a Nerone di aver fatto uccidere una grande moltitudine di cristiani, nel 64 d.C. a Roma. Questo passaggio un falso, uno dei tanti compiuti dagli antichi padri. In effetti si tratta di un passaggio interpolato da Melito, vescovo di Sardi, intorno al 170 d.C. (Rif.525) Lo stesso Tacito (55-120 d.C.) ebbe a chiedersi se le vicende di Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone non fossero state falsificate, nel raccontarle, dai suoi stessi colleghi che lo avevano preceduto. (Rif.799) Nel 240 d.C. Origene afferm, con raro candore, che pochissimi cristiani sono morti per la loro fede e che essi sono facilmente enumerabili. (Rif.705) Le storie sui martiri cristiani, imputate a Nerone e ad altri Imperatori, sono state inventate molto pi tardi, nel nono secolo (e.v.); prima di allora non si conoscono documenti che parlino di questi martiri. In realt i nomi dei presunti martiri sono stati presi a caso da antiche pietre tombali e la storia stata scritta, su ordinazione della chiesa di Roma, riprendendo in parte il contenuto da uno dei Libri dei Maccabei, libro successivamente espuntato dal canone per evitare imbarazzanti riferimenti. (Rif.510) A parte poi la banale considerazione che all'epoca il movimento neo-cristiano non era ancora nato e quindi, se esecuzioni ci furono, si poteva al pi trattare di soggetti turbolenti appartenenti a sette giudeo-messianiche o giudeocristiane e perci eretici dal punto di vista della futura ortodossia; in realt si trattato di qualche fanatico e intollerante mestatore giudeo che cercava di imporre le sue idee revansciste. Letteratura asservita, cinema e televisione hanno fatto il resto.
Sul deprecato incendio di Roma la chiesa, nei secoli successivi, ha avuto buon gioco per diffondere le pi stupide menzogne. L'incendio scoppiato tra il 18 ed il 19 di un mese di Luglio particolarmente torrido, preceduto da un periodo di persistente siccit. L'acqua era scarsa ed i rifornimenti idrici precari. Nerone, che si trovava ad Anzio, torna immediatamente a Roma per controllare la situazione ed organizzare l'assistenza per la massa di cittadini rimasti senza tetto. Molti vengono ospitati in 234

edifici pubblici ed altri sistemati in baracche provvisorie, erette su suolo pubblico con materiali distribuiti gratuitamente. Nerone ordina anche la distribuzione a prezzi contenuti e a volte gratuita del grano, molto abbondante, stoccato negli edifici dell'annona. L'incendio viene domato dopo sei giorni e sei notti. Viste le proporzioni dei danni, la citt verr ricostruita sulla base di un nuovo piano regolatore e con materiali incombustibili, compreso il nuovo palazzo imperiale (Domus Aurea), in quanto il precedente stato anch'esso distrutto dalle fiamme. Come in tanti casi del genere, il popolo chiede un capro espiatorio e Nerone, su suggerimento di Poppea Sabina, manda a morte un gruppo di settari giudeomessianici, invisi alla maggior parte della popolazione per i loro tumultuosi scostanti atteggiamenti e odio dichiarato verso una societ che pure li ospitava. (Rif. 155,799,***) Il parlare male di Nerone, da parte degli storici "ufficiali" conniventi con il potere clericale, un fatto largamente scontato. Quanti si ricordano che Nerone stato per anni educato da Seneca e che tutta la sua educazione era permeata dalle idee di questo grande filosofo stoico? In questi ultimi tempi per si nota una timida inversione di tendenza. Pubblicazioni e documentari televisivi tendono a rivalutare il personaggio e a dargli una nuova collocazione storica, meno servilmente clericale.

ANNO 65 (e.v.) - 818 (a.u.c.)

476 - MORTE DI PIETRO (?) Secondo alcuni autori in questo anno Pietro sarebbe stato giustiziato a Roma. Si tratta di una notizia palesemente falsa. Pietro (Simone) stato giustiziato da Tiberio Alessandro nell'anno 46 e.v., in Palestina.

ANNO 66 (e.v.) - 819 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: PRIMI MOTI DI RIBELLIONE L'insofferenza verso l'occupazione romana e verso la connivenza con Roma da parte delle autorit civili e religiose, ha superato i limiti di guardia. Da Gamla (citta' di Giuda il Galileo) vengono organizzate le prime azioni militari in tutta la Palestina. PROVVEDIMENTI DI GRESSIO FLORIO Il procuratore Gressio Florio fa giustiziare 2000(!) ebrei rivoltosi nell'anfiteatro di Cesarea (Cifra del tutto improbabile). LE GESTA DI MENAHEM: Masada 235

Altro figlio di Yoseph (?), all'inizio della rivolta, si distingue subito come uno dei capi rivoltosi pi audaci. Con uno straordinario colpo di mano entra nella fortezza di Masada, saccheggia l'arsenale e la trasforma in una roccaforte ribelle. (Rif. 185)

ANNO 67 (e.v.) - 820 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: CONQUISTA DI GAMLA 22 Novembre: i romani penetrano nella citt di Gamla e ne distruggono la torre di guardia. DISTRUZIONE DI GAMLA 24 Novembre: i romani completano la distruzione di Gamla e uccidono 4000(!) ribelli che difendevano la citt. Altri 5000(!) si suicidano in massa per non arrendersi. (Rif. 185) N.B. - Le cifre sono palesemente irreali. Come si potevano stipare nella rocca di Gamla 9000 persone? LE GESTA DI MENAHEM: Il Messia Approfittando di una situazione di sbandamento e di generale incertezza, Menahem, affiancato da Eleazar Ben-Jair, conquista facilmente Gerusalemme, uccide il Sommo Sacerdote Anania e si autoproclama messia/re dei giudei. (Rif. 185) LE GESTA DI MENAHEM: La Contestazione Le fazioni conservatrici e filo romane di Gerusalemme non apprezzano il gesto di Menahem. Si organizzano e dopo qualche giorno riescono a sopraffare gli uomini di Menahem e a "detronizzarlo" (Rif. 185) LE GESTA DI MENAHEM: Fine del Sogno La reazione dei conservatori esplode furibonda: - fanno strage di tutti gli uomini di Menahem che non riescono a fuggire in tempo - Menahem si nasconde a Gerusalemme nel quartiere di Ofel; viene scoperto ed ucciso dopo molti supplizi. (Rif. 185) ELEAZAR A MASADA Sfuggito al massacro di cui al punto precedente, Eleazar Ben- Jair si rifugia nella fortezza di Masada, ne prende il comando e difendera' la rocca, contro i romani, per ben due anni. (Rif. 185) Eleazar Ben-Jair (Lazzaro) era fortemente coinvolto nella politica di rivendicazione esseno-zelota messa in atto da Giuda il Galileo. 236

Se le ipotesi sono attendibili egli era cognato di Jeshu e di Menahem (fratello di Jeshu). Eleazar era figlio di Giairo (Jair) e dovrebbe corrispondere a quanto riferito da Giuseppe Flavio in merito a questo personaggio. (Rif. 185)

477 - ULTIMI ANNI DI PAOLO Dopo la liberazione avenuta nell'816(a.u.c.), Paolo si reca ad Efeso, dove prosegue la sua attivit apostolica. Nuovamente arrestato, viene rispedito a Roma. Durante questi anni avrebbe scritto le seguenti lettere: - prima lettera a Timoteo - lettera a Tito - seconda lettera a Timoteo - lettera agli ebrei (Rif. 130) 478 - PRIMA LETTERA DI PIETRO Da Roma Pietro avrebbe scritto una lettera indirizzata ai gruppi di pseudocristiani dislocati nell'Asia Minore (Rif. 130) 479 - MORTE DI PIETRO Pietro viene condannato a morte ed ucciso a Roma il 29 Giugno. (Rif. 130)
La crocifissione di Pietro, a Roma ed a testa in gi, ha tutta l'aria di essere la solita "pia" favola. E certamente lo considerato che manca qualsiasi, serio, riferimento storico. In primo luogo la giustizia romana non prevedeva certe fantasie nelle esecuzioni capitali: al contrario, gli esecutori erano sempre molto pragmatici. In secondo luogo la presunta lettera, citata al punto 478, sarebbe stata scritta e spedita da Babilonia. Se Pietro si trovava a Roma quale interesse poteva avere per i gruppi pseudo-cristiani dell'Asia Minore? A parte la banale constatazione che era stato giustiziato in Palestina da almeno 24 anni! (Rif. 410)

480 - MORTE DI PAOLO Tradotto a Roma Paolo viene condannato a morte. L'esecuzione sarebbe avvenuta il 26 Giugno in localit Tre Fontane. Sarebbe stato sepolto in una tomba della via Ostiense dove oggi esiste la basilica eretta in suo onore da Costantino I. (Rif. 130)
E' una delle pi spudorate "bufale" del nascente movimento cristiano.

481 - PRIMI VANGELI (?) In questo anno sarebbero nati il vangelo di Marco, il vangelo di Matteo, quello di Luca e gli Atti degli Apostoli.
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(Rif. 130) ANNO 69 (e.v.) - 822 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: DISTRUZIONE DI QUMRAN Vespasiano distrugge definitivamente l'insediamento esseno di Qumran. VESPASIANO IMPERATORE Il Primo di Luglio Vespasiano viene eletto imperatore.

ANNO 70 (e.v.) - 823 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: DISTRUZIONE DI GERUSALEMME A Settembre Tito, figlio di Vespasiano, porta a termine l'assedio di Gerusalemme e distrugge la citt. Nello sfacelo generale la Nuova Chiesa di Gerusalemme ed i suoi ultimi dirigenti svaniscono nel nulla. (Rif. 185) DISTRUZIONE DEL TEMPIO L'ultima roccaforte di Gerusalemme, il Tempio, difeso da militanti esseno-zeloti, dopo giorni di assedio, capitola, viene conquistato e distrutto completamente. (Rif. 185) LA DIASPORA Dopo la caduta di Gerusalemme decine di migliaia di ebrei lasciano il territorio palestinese cercando salvezza e migliori condizioni di vita nei paesi circostanti (peraltro tutti territori romani!). Sugli ultimi due eventi si sono scritte molte esagerazioni: l'uccisione di 1.100.000 (!) giudei, cosa palesemente assurda, visto che la popolazione dell'intera Palestina si aggirava intorno alle 240.000 unit durante gli ultimi giorni di assedio al Tempio, Tito (secondo G. Flavio) avrebbe fatto crocifiggere almeno 500 giudei al giorno. Se ci fosse vero i problemi organizzativi non devono essere stati indifferenti in quanto occorreva provvedere: uno spazio di almeno 6000 mq. una quantit enorme di legname, chiodi e funi l'impegno di almeno 150-200 soldati a tempo pieno, distratti dalla loro primaria funzione di combattenti un efficiente sistema di smaltimento dei cadaveri per evitare il diffondersi di paurose epidemie.

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La guerra di repressione della rivolta palestinese stata condotta con tre legioni, fatte affluire in Palestina dai territori limitrofi Siria, Egitto e Cilicia. Ogni legione era composta da poco pi di 6000 uomini (6000 fanti e 120 tra cavalieri, ausiliari, ecc.) quindi un totale di 18000 uomini dislocati in tutti i punti pi "caldi" del territorio; l'assedio di Gerusalemme dovrebbe aver comportato l'impiego di 5000-6000 uomini della Decima Legione Fretensis. Le altre legioni interessate a domare la rivolta erano la: - Quinta Macedonica - Quindicesima Apollinaris Durante l'assedio di Gerusalemme, una certa Maria di Betezuba, impazzita per la fame, ammazza il suo figliolo e ne mangia una parte, offrendo il resto ad alcuni miliziani zeloti, entrati in casa, che fuggono inorriditi. Giuseppe Flavio riporta l'episodio aggiungendo il commento di Tito il quale, irritato dalla determinazione e dalla ostinazione dei giudei nella ribellione, li dichiara "degni di tanto cibo". (Rif.185) Anzitempo ed in previsione della distruzione del Tempio, i sacerdoti hanno avuto cura di nascondere, in decine di nascondigli diversi, le notevoli ricchezze sino ad allora accumulate. Il Rotolo di Rame (MANOSCRITTI DI QUMRAN) ci fornisce un inventario dettagliato e criptato sia delle ricchezze che dei luoghi segreti scelti per occultarle. Tra le varie ricchezze nascoste ed elencate nel rotolo si calcola esistessero anche 65 tonnellate di argento e 26 tonnellate d'oro. Dopo la distruzione del Tempio questo tesoro non venne ritrovato e Tito se ne torn a Roma con un bottino piuttosto deludente. (Rif. 772) Su questa vicenda sarebbe poi nata la (?)leggenda-storia(?) della immensa ricchezza ritrovata dai Cavalieri Templari, durante lunghi anni di scavi tra le rovine del Tempio (c.1119-1130 e.v.). Una ricchezza che nel 1307-1313 e.v. sarebbe poi stata causa del loro massacro e della loro estinzione.

ANNO 71 (e.v.) - 824 (a.u.c.)

Riferimenti Storici: PAGARE LE TASSE Vespasiano decreta che ogni ebreo, ovunque residente nei territori dell'Impero, deve pagare una tassa pro-capite di due dracme. Dopo la distruzione del Tempio il pagamento dei relativi tributi, da parte degli ebrei, era venuto meno. Vespasiano vuole riattivare questo flusso di denaro a favore dell'amministrazione di Roma. (Rif. 185) MOTI AD ALESSANDRIA Dopo la sconfitta molti rivoltosi, zeloti e sicari, si erano rifugiati in Egitto, con le rispettive famiglie. Ad Alessandria molti di essi cominciano ad istigare gli ebrei della comunit locale alla rivolta contro Roma e la nuova tassazione. Arrestati in 600 (compresi donne e bambini) vengono torturati dai romani per costringerli a riconoscere 239

Cesare come loro imperatore e dio; nessuno cede. (Rif. 185)

ANNO 73 (e.v.) - 826 (a.u.c.)

Riferimento Storico: LA CADUTA DI MASADA In Aprile cade Masada, assediata per oltre due anni da Vespasiano, da Tito ed infine da Flavio Silla. Comandava la fortezza Eleazar Ben-Jair, il quale, resosi conto dell'impossibilit di resistere ancora, convince i superstiti al suicidio collettivo. Muoiono in questo modo 955(!) persone. Dolo due donne e tre bambini, che si erano prudentemente nascosti, scampano al massacro. (Rif. 185)

ANNO 81 (e.v.) - 834 (a.u.c.)

Riferimento Storico: DOMIZIANO Domiziano diventa imperatore. Fa perseguitare i discendenti di Davide e quindi imprigionare i nipoti di Giuda Il Galileo. Gli arrestati erano considerati rivoltosi e combattenti messianici per il ristabilimento sul trono della "vera" stirpe regale d'Israele.

ANNO 90 (e.v.) - 843 (a.u.c.)

482 - SECONDA LETTERA DI PIETRO E' uno scritto apocrifo ad opera di un discepolo di Pietro che avrebbe cercato di interpretare il pensiero dell'apostolo. (Rif. 130) ANNO 95 (e.v.) - 848 (a.u.c.)

483 - GIOVANNI A PATMOS L'apostolo Giovanni viene confinato nell'isola di Patmos a causa delle sue manifestazioni di natura messianica. Durante questo soggiorno avrebbe redatto il testo dell' Apocalisse.
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(Rif. 130) ANNO 98 (e.v.) - 851 (a.u.c.)

Riferimento Storico: TRAIANO IMPERATORE Il 27 Gennaio Traiano viene eletto imperatore.

ANNO 100 (e.v.) - 853 (a.u.c.)

Attorno a questo anno la comunit rabbinica di IAMMIA stabilisce quali devono essere i libri canonici della Bibbia ebraica. A questo proposito occorre notare: come solo la fazione moderata dei farisei sia sopravvissuta alla caduta di Gerusalemme; cio quella corrente riformatrice vicina al popolo e lontana dalla templocrazia sadducea e dai zeloti (corrente vicina ai farisei ma usa all'azione violenta). I farisei trasformeranno la figura del rabbino (rabbi = padre) da semplice uomo di prestigio a prete, quale punto di riferimento religioso della societ, ed in pratica segneranno, come una loro matrice, la cultura ebraica dalla guerra giudaica sino ad oggi; come solo allora si sia deciso quali dovessero essere "i libri della Bibbia", oltre ai primi cinque gi noti. Quindi Ges, Paolo, Davide, Salomone, Esdra, Giuda Maccabeo ed Erode non sapevano - e non potevano sapere - quali fossero i loro "libri santi", al di fuori del Pentateuco. (Rif.725) 484 - MORTE DI GIOVANNI - OPERE L'apostolo Giovanni muore a Patmo (o a Efeso?). Durante gli ultimi anni di vita avrebbe redatto il suo vangelo. Gli sono attribuite anche tre lettere, probabilmente risalenti al periodo che va dall'848 all'853 (a.u.c.). (Rif. 130)

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PARTE IV - Le Favole Aggiunte: Pietro e Paolo


LA LEGGENDA DI PIETRO Per questo mitico personaggio necessario essere d'accordo su alcune premesse: Il termine "pietro" non un nome; esso soltanto un attributo, una qualificazione, un soprannome dato ad un personaggio di comodo, il cui primitivo nome SIMONE; su questo i quattro vangeli canonici non lasciano dubbi. I dubbi ivece nascono quando si tenta di capire il significato attribuito al qualificativo "pietro". L'abitudine di usare questo termine, con diversi significati, per riferirsi ad un determinato personaggio lo ha, alla lunga, trasformato in un nome proprio che, nell'ambito del mito cristiano, si sostituito a quello di Simone. In realt, secondo Giuseppe Flavio (Antichit Giudaiche) Simone (Pietro) ed il fratello Giacomo, figli di Giuda il Galileo, sono stati giustiziati da Tito, nel 44/46 e.v., per sedizione. Il personaggio di Pietro, considerato come custode del paradiso, ha origine nel "Libro Egiziano dei Morti", dove viene menzionato come Petra, detentore delle chiavi dell'aldil egizio. Su questo personaggio sono stati creati molti miti, attribuendo al suo nome molteplici significati derivati da culti che risalgono alla notte dei tempi.

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Nella pratica dei culti solari, anche il fallo, come il sole, era considerato il "Salvatore del Mondo" tenuto conto della sua funzione per la perpetuazione della specie ed il fallo era simboleggiato da una pietra eretta, da una colonna o da un pilastro, come ancora oggi in uso nell'ambito delle credenze induiste. Questo culto era assai comune anche in Israele, se si deve dare credito alla Bibbia (Genesi 28:10,35:14) dove Giacobbe descritto impegnato nella pratica molto antica di ungere il sacro pilastro, simbolo fallico. Il Vaticano preserva una statuetta di bronzo (in figura) raffigurante un gallo dotato di un enorme pene di natura umana al posto del becco. Sul piedestallo si legge l'iscrizione greca: "Salvatore del Mondo". [N.B. - Il disegno riprodotto tratto da una immagine pubblicata da B. Walker, (Rif.510) e riportata anche in (Rif.710)]

Cattivi pensieri: E' forte la tentazione di scorgere in questo simbolo l'atteggiamento e la propensione che la chiesa ha sempre avuto nei confronti dei suoi fedeli. Sempre a proposito di simboli fallici, Anatole France (Nobel 1922, per la letteratura) argutamente affermava che "i campanili sono come delle siringhe protese verso i culi nudi dei cherubini" Anticamente, assai prima del cristianesimo, gli Ierofanti (preti/profeti che annunciavano la venuta di un qualsiasi cristo) erano chiamati anche Petr, con il significato di "roccia". In Egitto erano detti Petor o Pator). Petr era il nome della roccia sulla collina del Vaticano dove fu costruito, inizialmente, il tempio della religione mitraica. Il termine Pietro non significa solo "pietra" o "roccia" ma anche "gallo" e , per estensione di significato pene o fallo, parole comunemente usate, ancora oggi, per indicare le funzioni vitali e riproduttive maschili. Il gallo fu uno dei simboli attribuito a Pietro, il cui nome quindi ha anche il significato di principio maschile (pater) e di pilastro fallico (pietra). Per questo, l'immagine del gallo, in passato, venne spesso piazzata sulla cima dei campanili, costruzioni considerate da qualcuno alla stregua di simboli fallici, come gli obelischi, le colonne, ecc. A Roma, prima che le sette cristiane prevalessero, era diffuso il culto del dio Giano, rappresentato con delle chiavi in mano. E' molto probabile che la
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storia di Pietro sia stata derivata anche da questo culto (Le Chiavi del paradiso). Occorre infine rammentare che, secondo determinate interpretazioni, il termine "pietro" stato considerato come sinonimo anche di "fede", per cui il passo evangelico (Matteo 16,18): ".....tu sei Pietro e su questa pietra io edificher la mia chiesa...." andrebbe letto ed inteso come: "....tu sei la fede e su questa fede io edificher la mia chiesa....". Interpretazione pericolosamente riduttiva che mette in dubbio il "primato" di Roma e del Soglio di Pietro. Il passaggio di Pietro, e la sua morte a Roma, rientrano quindi nelle tante falsit della "pia frode". Questa storia fu deliberatamente inserita nelle scritture, nel III secolo circa, come un punto di forza per favorire il primato della chiesa romana contro le chiese orientali, molte delle quali si vantavano di essere state fondate da qualche importante apostolo. Successivamente, nel 1429 e.v., il celebre falsario Poggio Bracciolini, segretario di papa Martino V, si dedic a vere e proprie forzature dei cosidetti "testi sacri", per esaltarne la figura e portarla agli attuali livelli di "devozione". Di certo sino intorno al 150-165(e.v.) questa figura era del tutto sconosciuta ai "padri della chiesa", come Giustino Martire (100-165 e.v.), che non ne fanno mai menzione. I primi accenni vengono fatti da Ireneo verso il 200(e.v.) (Rif.710,385,510,520) Da anni, la chiesa romana si affanna a scavare, a dritta e a manca, alla ricerca di qualche "osso" per giustificare il suo "primato". La pretesa scoperta del sepolcro di Pietro sotto la basilica vaticana, fatta nel 1939 dall'archeologa Margherita Guarducci, e poi strombazzata trionfalmente da Pio XII nel 1950 si , alla fine, rivelata per quella che era: una grandiosa e ben orchestrata bufala. In seguito c'ha provato anche Paolo VI, che nel 1968, nella sua veste di "infallibile" ha "certificato" l'autenticit di un mucchietto di ossi di dubbia provenienza.
Secondo Pausania (Periegesi, libro III) due antichissime statue di Afrodite, conservate a Sparta, erano scolpite molto rozzamente in legno di pero e avevano una forma "simile a delle colonne".

SAULO DI TARSO (PAOLO) (Tra Mito, Ipotesi e Storia)


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Per quanto riguarda la nascita si dice sia nato a Tarso in Cilicia (Anatolia) ma la data di nascita incerta. Probabilmente nato intorno al 760 a.u.c. (13 anni dopo la nascita di Ges). Comunque san Gerolamo non d'accordo e indica come luogo di nascita il borgo di Giscala in Galilea. (Rif. 712) Secondo santa Tecla: era di persona corta e robusta, largo di spalle e con le gambe piegate (deformi), quando camminava le sue ginocchia si toccavano ed era costretto a procedere a piccoli passi. Aveva fronte larga, la testa calva, soppraciglie unite e naso aquilino. Non si pu quindi dire che fosse un adone. (Rif. 127) Non si conosce molto riguardo la famiglia. Si ipotizza fosse una famiglia aristocratica e molto facoltosa, (trib di Beniamino?) da sempre legata a Roma e che quindi godeva della cittadinanza romana, quella cittadinanza che Saulo sa sfruttare molto bene nei momenti pi significativi della sua storia. Detto per inciso, i romani erano molto cauti nel concedere la cittadinanza di Roma agli stranieri, perci si pu supporre che la famiglia fosse legata a Roma da particolari e forti interessi (tra l'altro: fabbricanti-fornitori di tende militari per l'esercito imperiale). Resta per da considerare il fatto che Tarso diventata colonia romana, sotto l'imperatore Caracalla, verso il 970 a.u.c., e cio 150 anni dopo la presunta morte di Paolo. Da dove veniva dunque questo ambito privilegio di cittadino romano? Si trattava alfine di una famiglia giudea di tendenze farisaiche. ....il tribuno gli disse: "Dimmi, tu sei romano?" Ed egli rispose: "Si". "Io - riprese il tribuno - ho acquistato questa cittadinanza a caro prezzo". E Paolo: "Io invece vi sono nato". (Rif. 140) La sua cultura doveva essere molto vasta. Educato dalla famiglia in base ai precetti della Torah e della Legge Mosaica, la sua educazione stata sicuramente integrata con quella cultura di stampo ellenistico allora assai diffusa in Cilicia. Inviato nella sua prima giovinezza a Gerusalemme, frequenta la prestigiosa scuola di Gamaliele. Pare avesse una totale padronanza della lingua greca, della lingua ebraica e di quella aramaica. Ancora molto giovane, grazie probabilmente agli appoggi di cui godeva, diventa un agente fiduciario del sommo sacerdote del Tempio. Occupava quindi una posizione di rilievo e se in quel periodo ha conosciuto Ges, lo ha conosciuto stando in campo opposto ed operando per il controllo ed il contenimento delle rivendicazioni messianiche degli esseno-zeloti. Resta comunque legittimo il sospetto che non abbia conosciuto effettivamente
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Ges. In effetti solo dopo tre anni dalla morte del Cristo entrer in contatto e cercher di confrontarsi con quelli che si ipotizza lo abbiano conosciuto. Saulo molto zelante nel compimento dei suoi doveri acquistando cos una fama pesantemente negativa tra i sostenitori del movimento messianico. Tutto questo sino al 789(a.u.c.) anno in cui Saulo riflette seriamente sul proprio avvenire. Prossimo ai 30 anni, ambizioso, arrivista, profondamente umiliato dal suo ex maestro Gamaliele, che gli rifiuta la figlia in sposa a causa delle sue deformit, si rende conto: a) che al servizio del Tempio le prospettive per il suo futuro non sono poi tanto esaltanti; b) che la marea montante del movimento esseno-zelota ha in s qualcosa che la sua intelligenza in grado di incanalare e mettere a frutto. Questo considerato, parte alla chetichella alla volta di Kirbet Qumran (Damasco) e chiede di entrare a far parte della comunit. Si pu solo immaginare la sorpresa degli esseni di fronte a tanta richiesta da parte di un personaggio con una fama come la sua. Comunque alla fine viene battezzato (rito di ingresso) e si assoggetta pazientemente al noviziato di tre anni, durante i quali assorbe i principi del movimento esseno e, a tutti gli effetti, diventa egli stesso esseno (o almeno cos pare). Le peripezie che seguono al suo primo ritorno a Gerusalemme, gli incarichi ricevuti dalla Nuova Chiesa ebraica, i viaggi e le polemiche sono gi stati riportati nei rispettivi anni della cronologia. Quello che occorre rilevare che sin dall'inizio Paolo (ora lo si pu chiamare cos) si rende conto che la cosidetta "Nuova Chiesa di Gerusalemme" solo una conventicola di zombi che si alimenta di sterili polemiche e di battibecchi con la casta sacerdotale del Tempio, mentre lui, Paolo, ha idee ben pi grandiose: creare una nuova corrente religiosa che, pur essendo di matrice ebraica, possa essere diffusa ed accettata anche da altri popoli. La Nuova Chiesa Ebraica di Gerusalemme, per quella orgogliosa forma di chiusura mentale e sociale (che sar, nei secoli, causa di infinite persecuzioni) "noi siamo il popolo eletto" si rivolge esclusivamente alle comunit ebraiche, sparse un po' dovunque nel bacino del Mediterraneo, per aizzarle contro l'autorit del Tempio; Paolo invece vuole rivolgersi anche ai "non circoncisi" proponendo loro un nuovo culto su basi che non contrastino e non mettano in allarme l'attento e sospettoso governo di Roma.
E poi, a proposito di "popolo eletto", stando a quanto riporta la Bibbia (Giosu 24,2-24) Jahv non ha eletto gli ebrei come suo popolo prediletto ma sono stati gli ebrei a eleggere Jahv come loro dio, su sollecitazione di Giosu, nella grande radunanza di 246

tutte le trib d'Israele a Sichem. Bisognava pure definire un qualcuno a cui tutto attribuire e da cui tutto derivare. (Rif. 130)

Per quanto si possa dire, l'ipotetico Ges era un ebreo ortodosso e come tale sarebbe rimasto sino all'ultimo; non ha mai avuto l'intenzione di creare una nuova religione. Ges mirava al sodo ed aveva obiettivi molto terreni ed assai poco celesti: avrebbe puntato al trono di Israele e a null'altro. Paolo persona intelligente e scaltra. Sa benissimo che le masse possono essere governate, pi che con lo scettro (o le armi), con i miti, le paure indotte e le grandi illusioni. Si mette perci alacremente all'opera e pesca, a piene mani, nel ricco repertorio dei miti del passato, da quelli egizi a quelli della Mesopotamia, a quelli dell'insorgente messianesimo. Si inventa una quantit di miracoli che attribuisce a Ges trasformandolo, poco alla volta, in una specie di dio. Fa esattamente ci che facevano i romani divinizzando i loro imperatori anche se poi, a volte, si dimostravano degli emeriti citrulli, per non dire bestie! Una occhiata alle FONTI MITICHE puo' chiarire da dove sono derivate determinate basi della teologia cristiana-paolina. Nel fare questo Paolo entra inevitabilmente in conflitto con la classe dirigente della Nuova Chiesa di Gerusalemme, ancorata al rigido rispetto della legge mosaica, ma non dell'autorit del Tempio. Le predicazioni di Paolo, di natura deviante e con poco in comune con le idee conservatrici coltivate in seno alla Chiesa di Gerusalemme, preoccupano molto il gruppo dirigente della comunit. Lo scontro violento; Paolo viene accusato di inventare, di sana pianta, una nuova teologia che ha sempre di meno in comune con la fede giudaica e la Legge di Mos; viene accusato di attribuire a Ges, che non ha mai conosciuto, parole ed atti che quest'ultimo non si sarebbe mai sognato di dire o fare. Il problema per Giacomo il Giusto, che ormai il capo indiscusso della comunit di Gerusalemme, quello di capire sino a che punto sia utile convertire i pagani alla dottrina ebraica della Nuova Chiesa di Gerusalemme. Come conservatore probabilmente pi propenso a riservare questo "privilegio" agli appartenenti al "Popolo Eletto". Per Paolo invece il problema un altro: espandersi anche tra i pagani o accettare un inevitabile declino. Paolo non capisce, o non accetta, l'idea settaria e ristretta del messia di Aronne che dovrebbe risolvere le beghe con i sacerdoti del Tempio; Paolo pensa ad un messia da proporre, a livello mondiale, basato su altri presupposti e con finalit di ampio respiro. Comunque il concilio di Gerusalemme del 58 e.v. si chiude senza grandi decisioni; in pratica ognuno resta ancorato alle proprie idee. (Rif. 995)
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Malgrado ci la Nuova Chiesa di Gerusalemme esita a liberarsi di un "apostolo tanto scomodo" e questo per un buon motivo. Qualsiasi setta, culto o credenza per affermarsi ha bisogno di una struttura, di una organizzazione per la diffusione del credo e quindi ha bisogno di denaro. E Paolo la persona adatta per fare quattrini. Affabulatore spigliato, energico e convincente, nei suoi tre lunghi viaggi, raccoglie una quantit considerevole di contributi che versa regolarmente nelle casse della Nuova Chiesa di Gerusalemme. Gli ebrei, fuori dalla Palestina, avevano mantenuto il loro legame con il Tempio di Gerusalemme, legame che, al lato pratico, si concretizzava con il versamento di un contributo annuale di mezzo siclo d'argento. Paolo, con la sua abilit, riesce a deviare in parte questo flusso di denaro raccogliendolo per la Nuova Chiesa di Gerusalemme. Tutto questo potr apparire poco apostolico ma Luca, negli Atti degli Apostoli (11,29), implicitamente ne da conferma: le chiama "elemosine". (Rif. 140) Paolo nelle sue epistole le definisce esplicitamente "collette". E' difficile stabilire sino a che punto Paolo sia riuscito a portare avanti le sue bugie ed il suo progetto di fondatore di un nuovo culto; un fatto certo: dopo di lui alcuni altri (evangelisti) hanno raccolto il testimone ed hanno proseguito nella realizzazione del progetto continuando a divinizzare, a tappe e per circa tre secoli, la figura di Ges. Una cosa che ha sempre messo in fastidioso imbarazzo sia i cristiani che gli ebrei, il fatto che, malgrado tutto, Paolo, come Ges, sempre stato fondamentalmente ebreo. Anche se con le sue predicazioni ha messo in discussione alcuni principi della legge mosaica non vuol dire che abbia rinnegata la sua primitiva matrice di stampo farisaico. Tra le altre cose occorre segnalare che "secondo lo storico della chiesa Eusebio di Cesarea ed altri, Paolo si sarebbe (non si sa bene quando) sposato con una certa Evodia." Che fine abbia fatto Paolo realisticamente non lo sa nessuno. Dopo le ultime disavventure a Gerusalemme ed il suo trasferimento a Roma, sembra svanito nel nulla. Lo stesso Luca, che negli Atti degli Apostoli ne esalta le gesta, termina la sua presunta testimonianza lasciando aperta la questione. (Rif. 140) Un fatto innegabile; durante il suo soggiorno a Cesarea e durante gli "arresti domiciliari" a Roma ha goduto di strani inconsueti privilegi. Di quale considerazione godeva Paolo presso il governo romano e perch? Dopo due anni di permanenza a Roma Paolo, che ormai ha 56-57 anni, sparisce dalla circolazione. Che fine abbia fatto resta dunque un mistero. L'ipotesi pi accreditata, ma sempre opinabile, che il governo di Roma
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(Nerone) lo abbia trasferito in un soggiorno definitivo e pi "tranquillo" in Spagna.


NOTA - Secondo R.H. Eisenmann: Paolo, aristocratico e molto agiato, godeva di conoscenze in alto loco con il potere dirigente. In confidenza con i governatori di Cesarea e con Erode Agrippa II, poteva essere un agente di Roma. Fornisce informazioni ed il potere lo protegge, gli attribuisce una nuova identit e denaro e questo spiegherebbe la definitiva sparizione, non giustificata negli Atti degli Apostoli. (Rif. 343) Da considerarsi come una battuta: forse la CIA ha origini antichissime.

Durante gli ultimi anni certo che abbia affinato le basi della sua costruzione teologica, fondando una setta proto-cristiana, dagli imprevedibili sviluppi e meno "esclusiva" dell'ebraismo, lasciando ad altri seguaci il compito di formalizzarla e diffonderla. In fondo la dottrina di Paolo, che predicava la sopportazione agli oppressi, agli schiavi ed ai reietti, in vista di una immancabile ricompensa post-mortem, non doveva dispiacere al governo di Roma, sempre in lotta contro le rivendicazioni e gli aneliti di libert delle popolazioni sotto il giogo dell'impero. E' ora necessario ed opportuno tornare coi piedi per terra. In questi ultimi anni i dubbi, le perplessit e le incongruenze che sono sorte su questo singolare "missionario" mettono in forse la sua "reale esistenza" ed insinuano il dubbio che si tratti di un personaggio di pura invenzione, dietro al quale siano state mascherate ben altre realt. Una analisi attenta ed accurata dei Rotoli di Qumran e dei Vangeli gnostici di Nag Hammadi, ha recentemente indotto lo studioso R.H. Eisenmann alla formulazione di una nuova suggestiva tesi. Paolo sarebbe stato "l'Uomo di Menzogna" che, nell'ambito della setta essena, si sarebbe contrapposto a Giacomo, fratello di Ges e "Maestro di Giustizia" della stessa setta. (Rif. 343) Paolo avrebbe quindi provocato uno scisma nella setta e, dopo essere stato cacciato dalla comunit, avrebbe dato origine ad un nuovo movimento "La Setta degli Apostolici" di matrice fortemente gnostica. Qualche secolo dopo la burocrazia clericale di Roma avrebbe ripulito le idee di Paolo dalla loro componente gnostica, trasformandolo nel personaggio di comodo oggi a tutti noto. Resta sempre il fatto che tesi e supposizioni sul personaggio Paolo sono tante e tali da indurre, in definitiva, a mettere in dubbio la sua stessa esistenza. Fino a che punto i documenti di Qumran e di Nag Hammadi hanno una
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valenza storica oltre che mitica? Considerando le cose da un altro punto di vista e fermi restando alla favola evangelica, Paolo non sarebbe quindi uno dei 12 Apostoli, ma il pi eminente convertito dopo la morte di Ges. Egli avrebbe operato come missionario e pastore ed anche come un instancabile raccoglitore di quattrini dei Gentili che consegn poi alla Nuova Chiesa di Gerusalemme, di matrice essenocristiano-giudaica. In realt non esiste la minima prova storica che questo personaggio sia nato, vissuto e morto come Luca ci racconta nel suo "Atti degli Apostoli". Anzi, certe reticenze dello stesso Luca confermano che si tratta di un personaggio inventato, presumibilmente intorno al 180-220 d.C., dopo la stesura dei primi vangeli. E' quasi certo che il nome fittizio di Paolo costituisca solo un punto di aggregazione e di riferimento in cui convergono idee e principi maturati nei primi secoli di un cristianesimo ancora incerto e privo di precise identit. Nessun storico ne parla; Giuseppe Flavio (37-95 e.v.), che ha vissuto a Roma nello stesso periodo di tempo, attribuito all'analoga permanenza di Paolo, non ne fa alcun cenno. Lo stesso si pu dire di Plinio il Giovane (62-113 e.v.), Tacito (55-120 e.v.) o Svetonio (69-140 e.v.). Le epistole di Paolo, che sono una parte importantissima del Nuovo Testamento e che dovrebbero essere i primi documenti cristiani, per uno strano caso non parlano quasi mai di Ges, anche se si vuol far credere che Paolo sia vissuto durante e dopo l'avvento di questo cristo e che quindi avrebbe dovuto conoscere bene la sua vita ed i suoi miracoli. Si pu invece facilmente constatare come queste epistole siano una farraginosa miscela di concetti spirituali ripresi da vari culti, sette, religioni e scuole misteriche esistenti da centinaia o migliaia di anni prima del cristianesimo. Paolo non parla mai di Pilato, dei romani, di Caifa o del Sinedrio, di Erode o di Giuda, delle pie donne o di qualsiasi altra persona od eventi, tanto menzionati nei vangeli "ufficiali" della chiesa, e tantomeno della nascita straordinaria del Salvatore, delle parabole e dei suoi strabilianti miracoli. Come si pu pensare che un predicatore del nuovo messia possa andare per il mondo a convertire la gente nel nome di Ges senza citare una sola volta i suoi detti o le sue parabole? Il fatto in se stesso che non ci sia un solo detto di Ges, riportato dai vangeli e che sia stato citato da Paolo nelle sue lettere inammissibile e fatale per la storicit sia di Ges che del suo presunto apostolo/missionario.
(Ci sono poi delle cose veramente eclatanti. Nella prima lettera a Timoteo Paolo parla del lavoro di Marcione intitolato "Antitesi". Questa lettera, secondo la chiesa, sarebbe stata scritta 250

intorno al 65-66 e.v. Posto che Marcione vissuto dal 85 al 160 e.v., ed stato espulso dalla chiesa di Roma nel 144 e.v. per eresia, se ne deduce che la letterina a Timoteo stata scritta prima che Marcione stesso nascesse!) (Rif.***)

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Una ipotesi abbastanza attendibile, ma da dimostrare, quella che attribuisce le lettere paoline all'opera di Marcione. (H. Detering-Der Gefaelschte Paulus1995) Recenti studi propendono oggi ad attribuire a Marcione l'invenzione del personaggio di Paolo di Tarso. (Rif. 145) E, per quello che dato capire, gli eventi della vita di Paolo sono stati integrati, solo successivamente, nel Nuovo Testamento ed i particolari sono stati derivati anche dalla vita di APOLLONIO DI TIANA, (detto il "Nazareno"). L'intero gruppo dei documenti "paolini" costituirebbe dunque una rozza falsificazione. Nessuna lettera pu essere attribuita a questo "Paolo": si tratta unicamente di esercizi mal riusciti di pseudoepigrafia basati sul presupposto che la maggior parte della gente "beve tutto" senza minimamente ragionare. Lo storico Seneca era fratello di Gallio, proconsole di Acaia, precisamente nell'epoca in cui Paolo avrebbe predicato in tali contrade. Malgrado Seneca abbia descritto minuziosamente gli avvenimenti del suo tempo, non fa il minimo cenno di questo "straodinario predicatore". La storia della vita di Paolo ha lo stesso senso mitologico di quella di altri personaggi che lo hanno preceduto. Come altri personaggi Paolo una finzione, una delle tante "pie frodi". Recentemente, alcuni studiosi hanno creduto ravvisare la reale esistenza del personaggio Paolo, attraverso l'analisi e l'interpretazione degli scritti ritrovati a Qumran ed a Nag Hammadi. Si tratta di stabilire sino a che punto questi documenti, di tipo mitico-cultuale, possono essere ritenuti validi e probatori sul piano storico. Gi a partire dal secolo XIX, parecchi studiosi hanno iniziato a mettere in dubbio l'autenticit delle lettere 1 e 2 a Timoteo e la lettera a Tito sostenendo siano state scritte, a suo nome, da altri seguaci cristiani. Quello che era stato aggiunto, di inedito, il presunto titolo di "cittadino romano", nell'intento di rendere il nuovo personaggio gradito ai potenti di Roma. A confermare il sospetto che la figura di Paolo possa essere solo una mera invenzione, occorre chiarire la figura di Apollonio di Tiana, nato il 13 Marzo del 2 (a.e.v.) a Tiana (Thyana), in Cappadocia e morto vecchissimo, presumibilmente nel 102 (e.v.).

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E' uno di quei personaggi eccezionali passato attraverso le pi straordinarie esperienze che, spesso, sconfinano nella leggenda. La prima storia della vita di Apollonio, filosofo neopitagorico, venne scritta da Filostrato (165/70245/249 e.v.), molto tardi, nel 210 e.v., al tempo di Settimio Severo, su commissione dell'imperatrice Giulia Domna e sulla base di precedenti racconti, tradizioni orali e su appunti scritti dal suo discepolo Damis di Ninive; caso strano, Filostrato non fa nessuna menzione di un qualsiasi Ges Cristo che avrebbe dovuto essere un contemporaneo molto importante di Apollonio, se non un rivale; anzi Filostrato attribuisce ad Apollonio alcuni presunti miracoli che successivamente i Vangeli attribuiranno a Ges. Presente a Roma, Apollonio ne fu cacciato due volte, per ordine di Nerone e di Domiziano, che non gradivano le sue predicazioni. In seguito, fu paragonato ad un "Cristo pagano", secondo quanto riferisce Eusebio di Cesarea, nella sua "Storia Ecclesiastica"; Caracalla fece costruire un tempio in suo onore mentre Alessandro Severo gli fece erigere una statua nella sua cappella privata. Molti particolari della vita di Paolo coincidono con quelli della vita di Apollonio, compresi i percorsi dei viaggi, che sono del tutto identici. Il fatto stesso che si suppone Paolo nativo di Tarso si accorda con la circostanza che Apollonio ha passato una parte della sua giovinezza, per motivi di studio, in questa citt. Come per Paolo, i viaggi di Apollonio partivano da Antiochia. Apollonio visit anche le regioni orientali dove raccolse diversi libri incluso quello (il Diesegis) contenente la storia di Krishna. Al suo ritorno dall'India risal l'Eufrate su di un battello sino a Babilonia e poi via terra raggiunse Antiochia. I viaggi successivi fatti ad Efeso, Atene, Corinto ed altre localit della Grecia descrivono lo stesso percorso attribuito ai viaggi di Paolo. Come Paolo, Apollonio fu arrestato a Roma ed espulso per le sue idee; come Paolo, non ha mai predicato ai giudei in Palestina ma solo ai gentili. Gli sono state attribuite un sacco di definizioni quali: gimnosofita, buddista, bramano, nazareno, terapeuta, gnostico e mago. Si isol dal mondo all'eta' di 80 anni vivendo segretamente, presumibilmente ad Efeso, sino a 102 anni e, come per Mos, Ges e Pitagora, la sua tomba non mai esistita oppure non mai stata trovata. (Rif.710, 140, 711, 530, ***)

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PARTE V - L'Affermazione del Cristianesimo


(Il lato nascosto e infame della fede)

In questo periodo ha inizio la fase "pre-costantiniana" della storia del cristianesimo (secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II).

Negli anni che vanno dal 100 al 115 (e.v.) si ritiene siano nate parecchie correnti di pensiero intese a sintetizzare in nuovi culti quelli che erano i fondamenti delle credenze pi diffuse nell'ambito dell'Impero Romano. Sovente questi pensieri rappresentavano, nelle loro manifestazioni messianiche, pi che un bisogno spirituale, un anelito alla libert ed alla indipendenza dal giogo di Roma. Non a caso questi movimenti si manifestano in quella fascia di territori che si estende dall'Egitto all'Anatolia. E' la classica illusoria, consolante politica del "Dio con noi - Dio lo vuole" opposta al prepotere romano ed anche alla soffocante invadenza dell'integralismo giudaico del "popolo eletto", esercitato prima dal Tempio di Gerusalemme e poi attraverso la diaspora, che insospettiva ed infastidiva quelli che "eletti" non erano e neanche ci tenevano ad esserlo. Questi nuovi culti, basati sullo sperato avvento di un "Salvatore", possono essere definiti di tipo giudeo-cristiano / giudeo-messianico o pre-cristiano (Nuova Chiesa di Gerusalemme) ed alcuni dei loro contenuti verranno, pi tardi, recepiti nel nuovo cristianesimo.
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Nel 34 d.C. Tiberio cerca di porre un freno alle intemperanze ed ai disordini, fomentati a Roma, da gruppi di appartenenti a sette giudeo-messianiche; 4000 giudei vengono deportati in Sardegna e destinati al lavoro in miniera. (Rif. 799)
Nel generale fermento di iniziative di questo periodo, destinato a durare sino alla caduta di Gerusalemme, nota l'attivit sovversiva, in Palestina, di diversi predicatori e briganti, fra i quali figura anche un certo "Ges", capo brigante attivo nei pressi di Tolemaide. Notare che il nome "Ges" e' una successiva versione di "Giosu" ed entrambi derivano dalla radice J-Sh-W; si possono quindi considerare come dei sinonimi. (Rif. 710,725)

ANNO 116 (e.v.)


Riferimento Storico: SOLLEVAZIONE DEGLI EBREI Una nuova sollevazione degli ebrei viene domata dalle truppe di Traiano.

ANNO 117 (e.v.)


Riferimento Storico: ADRIANO IMPERATORE In Agosto Adriano viene eletto imperatore.

ANNO 130 (e.v.)


Riferimento Storico: LA VISITA DI ADRIANO L'Imperatore Adriano visita la Palestina e rimane fortemente impressionato dalle rovine, ormai quasi disabitate, di Gerusalemme. Ordina che la citt venga ricostruita e ribattezzata AELIA CAPITOLINA. (Rif. 172)

ANNO 132 (e.v.)


Riferimenti Storici: SIMONE BAR-KOSBA (anche: Barcho-Kheba, Simone il Magnifico, il figlio dell'astro, il figlio della stella) l'ultimo degli esseno-zeloti a perseverare nella guerra messianica di liberazione della Palestina; i Giudei lo consideravano un nuovo messia, un cristo. Dotato di larghi mezzi 255

e fiducioso in alleanze, che poi verranno a mancare, organizza una grandiosa rivolta, mettendo in crisi l'esercito romano, mediante una nuova tecnica di guerriglia (mordi e fuggi). GIULIO SEVERO Giulio Severo, inviato dall'imperatore Adriano e dotato di un cospicuo esercito di 12 legioni(!) contrattacca i rivoltosi. Dodici legioni, circa 73000 uomini, un esercito che non si era mai visto prima, soprattutto in Palestina. La cifra va decisamente ridimensionata, anche se i romani dovettero faticare non poco per ripulire il paese dai ribelli. Si dice abbiano dovuto espugnare una cinquantina di fortificazioni e passare al setaccio quasi mille centri abitati. Secondo stime dello storico Starr Chester G., l'esercito romano raggiunse i 300000 uomini, dislocati su tutti i territori dell'Impero, nel III secolo (e.v.). E' probabile, ma non certo, che l'esercito abbia raggiunto i 600000 effettivi nel IV secolo.

ANNO 133 (e.v.)


Riferimento Storico: SCONFITTA DI SIMONE BAR-KOSBA Stretto in una morsa dall'esercito romano Simone Bar-Kosba viene definitivamente sconfitto ed ucciso nella roccaforte di Beitar (Biter), vicino a Gerusalemme.

ANNO: 135 (e.v.) Dopo la distruzione finale di Gerusalemme e lo sfacelo del mondo giudaico, uno dei culti giudeo-cristiani, quello della Nuova Chiesa di Gerusalemme, si dissolve; una modesta parte di questo culto, alcune idee, verranno importate a Roma da elementi non solo giudei.
Riferimenti Storici: FINE DELLA RIVOLTA Giulio Severo spegne gli ultimi focolai di rivolta e pone fine all'ultima guerra messianica di liberazione. AELIA CAPITOLINA Conformemente alle istruzioni impartite dall'Imperatore Adriano, il legato Tinneio Rufo d inizio alla ricostruzione della citt. E' un piano di lavori talmente innovativo che canceller praticamente tutte le traccie di quella che era Gerusalemme ai tempi di Ges. Sull'area dell'ex Tempio sorgeranno parecchi templi dedicati agli dei del Campidoglio Romano. Sull'area del calvario e del presunto sepolcro di Ges verr costruito un tempio dedicato alla dea Afrodite. (Rif. 172)

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ANNI: 139-144 (e.v.)(?) Marcione si trasferisce da Antiochia a Roma, portando con se una copia del Diegesis (v.Apollonio). A Roma il libro viene tradotto in greco ed in latino e costituir la base comune per la stesura di altri vangeli tra i quali il Vangelo di Marcione. Pare sia stato lo stesso Marcione a diffondere, in questo periodo, notizie sulle ipotetiche figure di Paolo di Tarso e di Luca, sino ad allora illustri sconosciuti. Nel Vangelo di Marcione il messia non nato a Betlemme ma "disceso da Cafarnao" nell'anno 15 del regno di Tiberio; secondo l'autore non si trattava di un uomo in carne ed ossa ma di un puro spirito. Dichiarazione incauta che gli coster l'allontanamento dalla setta di Roma che propendeva per la figura di un messia, mezzo uomo e mezzo dio, morto su di una croce. Durante il suo soggiorno a Roma Marcione avrebbe anche tentato di definire un canone di tutti gli scritti utili alla nuova religione, escludendo completamente i libri del Nuovo Testamento.
Marcione, teologo e filosofo greco, nato sul Mar Nero, a Sinope (ex Ponto Eusino) nel 85 e.v. e morto nel 165 e.v.. Armatore benestante, dotato di larghi mezzi, venne scomunicato dallo stesso padre per le sue idee religiose di connotazione decisamente gnostica e fortemente critica verso il dio del Vecchio Testamento, al quale attribuiva caratteristiche pesantemente negative, considerandolo un essere vendicativo, troppo severo e geloso, alla stregua di un demone. Il cristo sarebbe stato invece figlio di un altro dio la cui essenza era sconosciuta e indefinita, se non indefinibile. Nel 140 e.v. raggiunge Roma ed entra, (dopo aver versato una barca di soldi) in qualit di vescovo, nella comunit giudaico-esseno-cristiana locale, dalla quale verr poi allontanato nel 144 e.v., sempre a causa delle sue idee, dando luogo al primo scisma nella storia della cristianit e creando una nuova corrente religiosa, il marcionismo, destinata a durare per qualche secolo. E' assai probabile che dal vangelo di Marcione sia stato ricavato quello di Luca che, in buona parte (almeno 3/4), del tutto simile al primo. Alcuni studiosi ritengono che le lettere di Paolo siano dovute a questo autore. (H. Detering-1995)

ANNI: 150-160 (e.v.) In questo periodo si verifica una scissione tra gli "pseudo- cristiani" (la maggior parte ebrei della ex Nuova Chiesa di Gerusalemme che non aderivano pi alla sinagoga) i quali cominciano a distinguersi in "materialisti" (sostenitori dell'incarnazione = nuovi cristiani) e "gnostici" i quali asserivano che il messia spirituale in realt non era un uomo ma che dell'uomo aveva assunto solo le apparenze. A seguito di ci si rilevano i primi accenni al nome Ges, dopo 120 anni dalla sua presunta morte. Nessun scrittore ne aveva mai parlato prima di questa epoca.
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Vengono fatti risalire a quest'epoca alcuni vangeli gnostici (copti) ritrovati a Nag Hammadi (Egitto), nel 1945. Erano stati sepolti per motivi non ben chiari, nel 500(a.e.v.). ANNI: 166-174 (e.v.) In questi anni avrebbe pontificato il primo papa di Roma: papa Sotero. In barba a quello che sostengono gli storici del cristianesimo, i precedenti papi ed esattamente: Pietro (30-64 e.v.) Lino (67-76 e.v.) Anacleto I (76-88 e.v.) Clemente I (88-97 e.v.) Evaristo (97-105 e.v.) Alessandro I (105-115 e.v.) Sisto I (115-125 e.v.) Telesforo (125-136 e.v.) Igino (136-140 e.v.) Pio I (140-155 e.v.) Aniceto (155-166 e.v.) non sono mai esistiti, o almeno nessun storico indipendente li ricorda. Non esistendo ancora una religione cristiana in senso proprio, non potevano conseguentemente esistere papi cristiani. Al pi, qualcuno pu essere stato un capo-setta di raggruppamenti esseno-zeloti o di giudei che, avendo rifiutata la legge mosaica, erano in cerca di una nuova identit cultuale. ANNI: 170-180 (e.v.) Appaiono i vangeli attribuiti ai quattro evangelisti: Il Vangelo di Luca, nel 170 e.v. circa (Rif.500) Il Vangelo di Marco, nel 175 e.v. circa (Rif.525) Il Vangelo di Matteo, nel 180 e.v. circa (Rif.500) Il Vangelo di Giovanni, nel 178 e.v. circa (Rif.750,500) Malgrado i successivi e patetici tentativi della chiesa di retrodatare la nascita di questi testi, resta il fatto che prima queste date nessuno ne aveva mai sentito parlare.
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Questi vangeli, basati in buona parte (o copiati) da quello di Marcione, giudaizzano e storicizzano la figura di Ges, attribuendogli anche una discendenza dinastica giudaica. Molto probabilmente sono stati scritti, su ordinazione, per affermare la supremazia della setta neo-cristiana romana sulle altre numerose sette esistenti. L'attribuzione a tre dei presunti apostoli grossolanamente falsa e serve solo a dare una certa credibilit ai testi. E Marco da dove saltato fuori? Nessuno di questi testi contiene accenni sulla nascita e sull'infanzia di Ges. Queste notizie verranno aggiunte in seguito, sui vangeli di Matteo e di Luca, a partire dal III-IV secolo, introducendo le figure di Maria e di Giuseppe. Qualche tempo dopo Ireneo di Lione negher, in prima istanza, la validit di questi vangeli, sostenendo che Ges era morto all'et di 50 anni e non a 33 anni. Poi Ireneo viene richiamato all'ordine, ritratta e si adegua. E' certo che questi vangeli sono stati scritti originariamente in greco - in quanto i nomi usati sono tutti di derivazione greca - e non si conosce nessuna traduzione in altre lingue prima del 200 e.v. (Rif.500) Alcuni esperti sostengono che il Vangelo e l'Apocalisse di Giovanni siano stati scritti dallo gnostico Cerinto.
Di Cerinto si conosce molto poco. Nato ad Efeso o ad Antiochia, nel II secolo e.v. (alcuni sostengono fosse di origine egizia), era praticamente un contemporaneo del presunto Giovanni Evangelista. Avrebbe scritto un Vangelo ed una Apocalisse che, in seguito, vennero riscritti da Giovanni per "mondarli" della loro forte connotazione gnostica ed eretica ed allinearli, almeno in parte, alla credenza ortodossa cristiana che allora si stava affermando. Oltretutto Cerinto non credeva che il mondo fosse stato creato da Dio ma bens da un Demiurgo oppure da alcuni angeli.

Non comunque chiaro (Cerinto a parte) come il vangelo di Giovanni abbia potuto entrare a far parte del canone della chiesa romana malgrado la sua spiccata connotazione gnostica, poco compatibile con i principi del nuovo culto che si andava creando. Il vangelo di Marco divenne poi la base sulla quale fu fondato il primo nucleo della chiesa copta. Particolarmente diffusa in Egitto, nel corso dei millenni la chiesa copta resistette con determinazione ai tentativi di assorbimento della chiesa cattolica e a tutt'oggi dispone di una propria gerarchia: un papa (non infallibile), vescovi, monaci, ecc. Comunque quello che importante notare il fatto che nessuno dei presunti padri della chiesa, prima di questi anni ha mai parlato, o scritto, o fatto
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riferimento a questi testi, per il semplice motivo che non esistevano. (Rif.530) Il primo vangelo, in senso assoluto, potrebbe quindi essere stato quello di Marcione, in seguito cacciato dalla setta di Roma per eresia (gnostico). Giustino Martire, uno dei pi importanti padri della chiesa, nei suoi scritti (150 e.v.) per sostenere la divinit del Cristo, cita centinaia di volte il Vecchio Testamento ed altri libri apocrifi ma MAI i vangeli. Ignora completamente il nomi di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. (Rif.750,500,530) Nella prima met del XVIII secolo (e.v.), lo storico L. A. Muratori scopre un documento, giacente presso la Biblioteca Ambrosiana, che riporta il primo riferimento storico dei vangeli. Si tratta del Codice Muratoriano (pubblicato nel 1740), nel quale vengono, per la prima volta, citati Luca e Giovanni. E' stato stimato che il documento originale, sul quale si basa la notizia, risalga al 170 e.v. circa.
Si suppone che il concetto di resurrezione corporea di Ges sia nato con la stesura di questi vangeli. Prima di questo periodo pare che nessuno abbia mai accennato a tale evento. Comunque una considerazione non certa.

Il vangelo di Filippo, rinvenuto a Nag Hammadi, nega sostanzialmente la resurrezione corporea di Ges. ANNI: 180-190 (e.v.) Era inevitabile che la stesura dei vangeli (canonici e non) suscitasse reazioni contrarie da parte degli esponenti della cultura pagana. Il pi noto di questi contestatori della nuova teologia stato CELSO, autore di un'opera intesa a smontare, pezzo per pezzo, le sciocchezze diffuse con i vangeli: La dottrina verace. Secondo Celso, quello che i vangeli spacciavano per "figlio di dio", non era altro che il figlio adulterino di una filatrice e/o sarta ebrea (sposata con un carpentiere), sedotta da un soldato romano di nome Panthera (Pondera). Madre e figlio seguono succesivamente il soldato trasferito in Egitto e qui il ragazzo sarebbe stato iniziato a quelle arti magiche di cui far grande uso durante la sua "strana carriera" di pseudo profeta. Celso ritiene che i presunti miracoli di Ges, che si era proclamato figlio di una vergine, non sono altro che giochi di prestigio e/o bugie inventate dai suoi furbi seguaci; nega la resurrezione di Ges, che in realt nessuno ha visto, e si chiede perch Ges stesso, dopo risorto, non si fatto vedere dai suoi nemici, se non altro per confonderli e disorientarli. Come immortale che cosa aveva da temere?
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Su Celso, filosofo di formazione platonica, le notizie sono scarse. Il clero cristiano si dato attivamente da fare per distruggere tutte le sue opere. La sua esistenza e la sua attivit ci sono note perch altri autori, dopo di lui, lo hanno citato e riportato nei loro scritti, per sostenere o contestare le sue opinioni (Origene, Porfirio, ecc.). Alcune delle sue affermazioni: E' noto che tutto quello che avete scritto il risultato di continui rimaneggiamenti fatti a segito delle critiche che vi venivano rivolte. Colui al quale avete attribuito il nome di Ges, in realt non era altro che il capo di una banda di briganti.

Oltretutto di individui chiamati Ges, nome molto comune, in quegli anni ne vengono ricordati parecchi: sacerdoti, figli di sacerdoti, dignitari ed anche un capobanda di un gruppo di briganti operanti dalle parti di Tolemaide. (Rif. 710) ANNI: 190-199 (e.v.)(?) Si suppone che in questo periodo abbia visto la luce una delle pi grandi baggianate di tutta le letteratura cristiana dei primordi: l'Apocalisse (= rivelazione) del presunto Giovanni. Il testo era nato per terrorizzare i seguaci forse pi tiepidi, prendendo a prestito quanto gi scritto su vari libri di questo genere, non ultimo quello di Zoroastro.
Un fatto incontestabile: questo libro stato una fonte di ispirazione inesauribile per gli scrittori di libri del terrore e per i produttori di film dell'orrore di Hollywood.

ANNO 193 (e.v.)


Riferimento Storico: NOMINA DI SETTIMIO SEVERO Settimio Severo viene nominato imperatore.

ANNO 202 (e.v.)


Riferimento Storico: PERSECUZIONE DI SETTIMIO SEVERO L'imperatore Settimio Severo emana un bando di proscrizione e di persecuzione contro le sette giudeo-cristiane.

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ANNI: 203-240 (e.v.) Cominciano ad apparire le prime immagini del Cristo: Un maestro seduto tra i discepoli Un pastore con il gregge Un pastore con un agnello sulle spalle (dal culto di Serapide) Un agnello inchiodato su di una croce Disegni di pesci stilizzati (dal culto di Afrodite e di Apollo).

Queste immagini non sono mai riferite al personaggio Ges, il nome del quale, affiorato nella seconda met del secolo precedente non ancora noto e diffuso, ma ad un presunto "Unto del Signore, ad un Signore, ad un Cristo".

La setta neo-cristiana di Roma ha inventato, molto probabilmente all'inizio del 200 d.C, (Rif.710,500) la strana figura del "missionario" Paolo, alias Saulo di Tarso, descritto negli Atti degli Apostoli di Luca. Che sia una invenzione o una scopiazzatura, lo dimostrano, come al solito, la mancanza di qualsiasi riferimento storico, le incertezze dello pseudo autore Luca e alcune pesanti incongruenze, gi descritte nella Parte IV del presente testo.
Una precisazione: su questo periodo non tutti sono d'accordo. Alcuni autori ritengono che le epistole di Paolo siano di poco precedenti la compilazione dei quattro vangeli. (Rif.710) Questo spiegherebbe il fatto che nelle epistole i vangeli non vengono mai menzionati.

ANNI: 240-250 (e.v.)


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Intorno a questi anni la comunit giudeo-cristiana che faceva capo alla setta che allignava a Roma contava: Un vescovo (episcopo=papa?) 46 presbiteri (preti e/o anziani del culto) 14 diaconi (serventi del culto) 50 lettori, esorcisti e portatori del credo 5000 adepti (pistoi = credenti battezzati) 42 accoliti (energumeni = in attesa di battesimo) su di un totale di circa un milione di abitanti. Questa comunit non disponeva di chiese costruite su suolo pubblico. (Rif.710,***) Origene era convinto che i cristiani fossero una esigua frazione degli abitanti del mondo da lui conosciuto. Egli li stimava in circa il due per cento della popolazione. Anche se erano pochi a Roma, come sostiene Origene, nondimeno le sette giudeo-cristiane risultavano estremamente fastidiose. Sparse in tutti gli angoli dell'Impero, queste sette apparivano assai pericolose per l'ordine pubblico: sempre pronte ad azzuffarsi tra di loro per delle quisquiglie dottrinarie, ma: compatte quando si trattava di osteggiare l'intero Pantheon degli dei romani compatte nel rifiuto di obbedienza all'Imperatore, in quanto divinizzato compatte, la maggior parte di esse, nella loro politica di revanscismo giudaico. L'imperatore Quinto Decio, preoccupato dal fatto che questi gruppi svolgevano sovente azioni fortemente rivoluzionarie, prese la decisione (come aveva fatto Tiberio) di deportarne qualche migliaio in Sardegna, a lavorare nelle miniere. (Rif.710,799) In questi anni vengono prodotti decine di vangeli, da parte delle innumerevoli sette neo-cristiane. Molti di essi verranno considerati apocrifi nel corso del Concilio di Nicea; altri dureranno alcuni secoli e verranno poi eliminati dalla chiesa per motivi del tutto contingenti e opportunistici. La falsificazione di documenti e l'uso della "Pia Frode" vengono sostenuti ed istituzionalizzati dal padre della chiesa e storico Eusebio (260-340 e.v.). In uno dei suoi scritti definisce un manuale pratico del "pio" falsificatore intitolato: Come pu essere legittimo ed opportuno usare il falso come una medicina e per il beneficio di coloro che vogliono essere ingannati. Tra i pi sfrontati falsificatori occorre rammentare anche Ambrogio da Milano, che sotto il nome di Esegippo riscrisse una versione addomesticata di
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"Guerre Giudaiche" di Giuseppe Flavio. Comunque Eusebio non ha inventato nulla: qualcosa del genere era gi stata ipotizzata e suggerita da Platone nel suo libro La Repubblica. (Rif.710,530) ANNO 253 (e.v.)
Riferimento Storico: VALERIANO Valeriano viene nominato imperatore.

ANNO 258 (e.v.)


Riferimento Storico: PERSECUZIONE DI VALERIANO L'Imperatore Valeriano cerca di porre fine alle tumultuose discordie che nascono tra le varie correnti "giudeo-cristiane" in seno alle comunit ebraiche, ordinando arresti, condanne ed espulsioni.

ANNO: 274 (e.v.) L'imperatore Aureliano introduce a Roma il culto del Dio Sole, cercando di imporlo come culto di stato. Edifica un tempio/santuario dedicato a questa divinit e proclama il 25 Dicembre giorno di festa in onore del nuovo dio, del quale, l'imperatore stesso si fatto supremo sacerdote. (Rif.799) ANNO 284 (e.v.)
Riferimento Storico: DIOCLEZIANO IMPERATORE Il 17 Settembre Diocleziano viene eletto imperatore

ANNO 303 (e.v.)


Riferimento Storico: PERSECUZIONI DI DIOCLEZIANO Diocleziano emana un decreto per la soppressione delle sette giudeo-cristiane. Diocleziano passato alla storia come uno dei pi accaniti persecutori dei cristiani. 264

Sono solo bugie dovute a certi storici asserviti al clero. Diocleziano, sposato con una cristiana, stato nei primi 17-18 anni del suo regno, alquanto tollerante verso i movimenti giudaico-cristiani. Acconsent che a Nicomedia, di fronte al suo palazzo, fosse costruita una delle pi grandi chiese dell'antichit. Le cose si guastarono sia per le pressioni di Galerio (che dei cristiani aveva la massima diffidenza), sia per l'atto sconsiderato di un cristiano protervo e fanatico che con un gesto offensivo cerc di mettere in dubbio l'autorit imperiale di Diocleziano. La reazione dell'imperatore fu conseguente: - abbattimento della chiesa di Nicomedia - arresto e condanna di 200 capi fanatici sparsi su tutto il territorio dell'impero. (Rif. 410)

INSERTO 19 - I Martiri (Secondo la Storia) Uno dei pi importanti fiori all'occhiello ostentato dalla chiesa, per nobilitare le sue origini, quello dei poveri martiri cristiani che entrano nell'arena delle belve, o si fanno crocifiggere, cantando inni sacri, forti della loro incrollabile fede. Peccato che tutto questo sia falso; questi morti ammazzati, a partire dall'inizio del 47 (e.v.) sino all'Editto di Milano del 313 (e.v.), potevano essere incolpati di tutto meno che di essere "cristiani", almeno nel senso che noi normalmente attribuiamo a questo termine. Il cristianesimo, inteso come teologia purgata dalle idee messianiche degli ebrei, inventato dallo pseudo Paolo di Tarso, diventato religione, in senso stretto, dopo l'Editto di Milano ed il Concilio di Nicea. E' stato in questo concilio che Costantino I, con mano ferma ed un occhio ai propri interessi, ha fissato le regole del nuovo ordinamento religioso ed ha sopratutto stabilito che cosa era opportuno e lecito credere e che cosa doveva invece essere rigettato del baillamme di idee e di superstizioni che si erano cristallizzate intorno all'idea primitiva di Paolo: definizione del "Credo di Nicea". Ancora prima ma sopratutto dopo la distruzione di Gerusalemme, migliaia di ebrei lasciano la Palestina portandosi dietro un bagaglio di frustrazioni, di rabbia ed una grande voglia di rivalsa. Sono, in genere, ebrei di fede ortodossa ma non mancano rappresentanti irrequieti della Nuova Chiesa di Gerusalemme: esseni, zeloti ed altri che cercano riparo dalle inevitabili ritorsioni che Roma aveva a loro riservate se fossero rimasti in patria. Nel cuore stesso dell'Impero, a Roma, nascono comunit sovente tumultuose, lacerate internamente da lotte su problemi di ortodossia verso la Legge Mosaica, ma compatte quando si tratta di rivendicare l'indipendenza della loro terra natale. E' fatale che manifestazioni di irredentismo finiscano, a volte, in sommosse e tumulti violenti; ed comprensibile che l'Impero difenda il suo potere ricorrendo all'uso della croce, in particolare verso quegli elementi residui della Nuova Chiesa di Gerusalemme (esseni e zeloti), ormai acefala, che si definiscono cristiani in quanto guardano a Gesu il Cristo come ad un martire del movimento messianico di liberazione e non certo come al figlio di dio. Attribuire a queste vittime l'etichetta di martiri della fede cristiana stato uno dei tanti giochi di prestigio del potere clericale. Quelli che si cercato di spacciare come cristiani erano solo degli appartenenti 265

turbolenti alle miriadi di sette giudee (non sempre ortodosse) come farisei, sadducei e scribi; i cosidetti cristiani si distinguevano, dagli altri, per la loro matrice messianicarivoluzionaria. A parte gli atteggiamenti di alcuni facinorosi che fomentavano disordini cercando di insinuare il germe dell'intolleranza religiosa in una societ largamente multicultuale. L'Imperatore Claudio I aveva cercato di risolvere, al meglio, il problema dell'ordine pubblico espellendo tutti gli ebrei da Roma (802 a.u.c.) ma il successo dell'operazione fu effimero. Usciti dalla porta, dopo qualche decennio, gli ebrei rientrarono dalla finestra riproponendo il problema di una comunit, per sua stessa natura, ingovernabile. Infine quanti sarebbero stati questi "veri" martiri cristiani? Secondo la chiesa, qualche migliaio; secondo coloro, che si sono presi la briga di spulciare gli annali storici, qualche decina. Affermazioni difficili da conciliare. Si possono facilmente contare i cristiani che sono morti per la loro religione, perch n' morti pochi, e soltanto di tanto in tanto, a intervalli.(Origene-III Libro contro Celso) Occorre ancora rammentare che, in questi specifici casi, era abbastanza semplice evitare la croce ed essere rimessi in libert. La legge di Roma richiedeva unicamente che l'accusato dichiarasse, in pubblica assise, di riconoscere il Cesare in carica come suo imperatore. (Salvo ovviamente il sussistere di altre gravi accuse come, ad es., l'omicidio.) I cittadini di Roma, liberi di professare qualsiasi religione, erano comunque tenuti, per legge, a rendere un omaggio rituale all'Imperatore considerato un semidio. Coloro che si salvavano dalla condanna riconoscendo l'autorit di Cesare erano definiti LAPSI. (Rif. 995) Nell'impero romano il cristianesimo fu considerato dall'inizio come una corrente del giudaismo, ma quando i "cristiani" dissero apertamente di non essere pi membri delle sinagoghe, furono trattati con disprezzo, come seguaci di una "religio" di fanatici che avevano commesso un grave peccato di empieta' rompendo con la fede dei padri. (Rif. 770)

ANNO 306 (e.v.)


Riferimento Storico: COSTANTINO IMPERATORE Costantino I viene eletto imperatore.

ANNI: 300-310 (e.v.) Questo sarebbe il primo concilio, storicamente noto, della neo organizzazione cristiana. La data incerta; la riunione avvenuta ad Elvira (presso Granada) ed era limitata ai vescovi e ai presbiteri di Spagna. Questo "santo" conciliabolo stabil:
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alcuni tipi di comportamento a cui i cristiani erano tenuti e relativi peccati; leggi per l'abolizione dei riti pagani ancora in uso; basi canoniche per l'isolamento sociale delle comunit ebraiche allora esistenti in Spagna e la loro ghettizzazione. Le sinagoghe verranno definite "bordelli e tane di bestie impure possedute dai demoni". Il neo-cristianesimo comincia a "prendere le distanze" dal tumultuoso messianesimo giudaico che ancora condiziona le nuove comunit. ANNO 311 (e.v.)
Riferimento Storico: EDITTO DI NICOMEDIA Galerio emana un editto con il quale si concede ai cittadini la liberta' di praticare qualsiasi religione, compresa quella "neo-cristiana o giudeo-cristiana", come si manifesta nelle sue molteplici sette e correnti.

La situazione politica a Roma assai complessa. Di fatto l'impero governato da diversi esponenti del potere politico/militare: due a Roma: Massimiano e poi Massenzio quattro che governano le provincie dell'impero con le loro legioni: Costantino, Galerio, Massimino e Licinio. Per uno di essi, Costantino, nutre ben altre ambizioni: diventare imperatore assoluto; perci guarda con interesse agli accoliti delle sette giudaicocristiane, elementi rissosi e pronti a menare le mani agli ordini di chi prometta loro un pasto quotidiano e la garanzia della impunit. Come prima mossa Costantino, unitamente a Galerio, emette un editto che sospende le persecuzioni dei cosidetti cristiani e ne arruola un discreto numero nelle sue legioni. Si st preparando per la sua marcia su ...Roma.
Celso (180 e.v.?) aveva dato una sua interpretazione dello spirito asociale e turbolento che animava gli appartenenti alle sette giudaico-cristiane. I principi divulgati dai vangeli (nella misura che erano gi noti) non avevano potuto attecchire presso le classi borghesi colte, per la loro intrinseca pochezza. Perci era stato giocoforza, da parte dei caporioni di tali sette, aumentare la consistenza numerica degli addetti rivolgendosi alle masse pi emarginate della societ: incapaci, morti di fame, ladri, delinquenti, depravati, ecc. Per questi elementi il raggrupparsi aveva significato sviluppare quell'istinto del "branco" che, in qualche misura, li metteva al riparo dai rigori della legge. Occorre notare come diversi autori abbiano pi volte sottolineato che quella gentaglia, definita da Marx "proletariato degli stracci", sia sempre stata un'ottima riserva di 267

materiale umano per agitatori ambiziosi - come ben si puo' notare nella Rivoluzione Francese - perch non avendo niente da perdere s'attaccano a qualunque cosa. E poi finch Chiesa e Stato sono stati d'accordo il cristianesimo e' stato un'eccezionale "instrumentum regni"; il problema che nel cristianesimo romano Chiesa e Stato non sempre sono stati d'accordo, col risultato di avere tutta una serie di turbamenti, res novae, scismi, ribellioni e quant'altro. (Rif. 725)

Stiamo entrando nella fase "costantiniana" della storia del cristianesimo (secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II).

ANNI: 312-313 (e.v.) Costantino, pur rimanendo fedele al culto del dio Sole, continua a strizzare l'occhio alle sette neo-cristiane. In questo ha buon gioco in quanto Massenzio non nasconde il suo attaccamento al culto ed alla cultura pagana. A Milano (313 e.v.), d'accordo con Licinio, emana un editto in cui si riconosce alle sette di matrice cristiana gli stessi diritti di quelle pagane introducendo, di fatto, un'ampia libert di culto (Editto di Milano). In effetti gli affiliati alle neo-sette cristiane cominciano a rappresentare (nelle provincie dell'impero pi che a Roma) una considerevole forza politica, tale da influire qualche volta sulle scelte dello stato. Si stima rappresentassero il 5-8% della popolazione dell'Impero.
Riferimento Storico: EDITTO DI MILANO Con questo editto Costantino I conferma quello di Galerio (del 311 e.v.) e lo amplia riservandosi, comunque, il diritto e la facolta' di intervenire e di decidere, al posto dei vescovi, su qualsiasi questione di natura teologica e sui problemi dottrinali e dogmatici che dividono le varie chiese definite "cristiane". Nasce con questo editto il Cesaropapismo. Il cristianesimo ora, nella sua forma primitiva) una delle religioni "ufficiali" dell'impero romano. (Religio licita)

LA SVOLTA. Costantino I, a partire da questo anno, favorir l'evoluzione della nuova teologia promuovendone il distacco dalla sua origine messianico-giudaica.

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INSERTO 20 - Costantino (Secondo la Storia) Costantino I, detto il Grande, nato in Albania nel 1027 a.u.c., nel 1059 a.u.c.(306 e.v.), agguanta il potere a York, approfittando di un vuoto di governo e con elezioni subito contestate dal Senato di Roma. Le sue aspirazioni al potere assoluto sull'Impero di Roma non tardano a manifestarsi. Sconfitto Massenzio, consolida la sua posizione e fa il vuoto intorno a s, temendo di essere ostacolato nei suoi progetti. Tanto per la cronaca: annega la moglie Fausta in bagno fa scannare il figlio primogenito Crispo assassina lo suocero ammazza il cognato accoppa il nipote Licinio di 12 anni elimina un numero imprecisato di ex amici e sostenitori. Costantino si comportato, in definitiva, come Erode il Grande (se non peggio) per quest'ultimo, nella storia "clerico-ufficiale", stato considerato un demonio, mentre il primo poco meno che un santo. L'impero barcollante e Costantino alla continua ricerca di nuove alleanze ed aiuti; preso atto che nei territori dell'Impero, un individuo su 10 aderisce alle sette cristiane, cerca di controllare ed incanalare questa massa di individui a proprio vantaggio. Stabilita la sua capitale a Costantinopoli, nel 1078 a.u.c. ordina un concilio a Nicea cercando (e riuscendo in parte) a mettere ordine nel marasma di idee di quelle innumerevoli sette che allora si definivano cristiane. Malgrado il suo interessato appoggio alla cristianit, pare sia rimasto fedele, sino all'ultimo giorno, al culto del dio Sole. Alcuni sostengono che, in punto di morte, abbia prenotato un posto di prima classe per l'al di l (non si sa mai!) facendosi battezzare da Eusebio, vescovo di Nicomedia. In realt Eusebio avrebbe approfittato della debolezza di Costantino sul letto di morte. Se la cosa vera allora Costantino morto eretico perch Eusebio era vescovo della setta ariana. E' morto a Nicomedia il 22 Maggio del 1090 a.u.c.(337 e.v.); altri invece dicono sia morto a Costantinopoli di lebbra. Siccome i discendenti di Costantino regnarono dopo di lui, l'adulazione dei popoli romani, da molto tempo abituati alla schiavit, giunse ad un tale eccesso che quelli dell'antica religione ne fecero un dio, e quelli della nuova ne fecero un santo: i cristiani celebrarono per molto tempo la festa del suo nome, insieme con quella della madre. (Rif. 712)

ANNO 314 (e.v.)


Riferimento Storico: IL VIAGGIO DI EUTROPIA Eutropia, suocera di Costantino I, compie un viaggio in Palestina, accompagnata da 269

Eusebio di Cesarea, alla riscoperta dei luoghi citati nella Bibbia. (Rif. 172)

ANNO 315 (e.v.)


Riferimento Storico: LE RICERCHE DI ELENA Elena, madre di Costantino I, aderisce con entusiasmo alla nuova iniziativa politica del figlio e, malgrado la tarda et, parte per la Palestina alla ricerca di luoghi e di reperti riguardanti l'origine del cristianesimo. Riesce a ritrovare: la stalla di Betlemme dove Ges sarebbe nato la croce originale, con il cartiglio redatto da Pilato i chiodi della croce la lancia di Longino il punto esatto in cui sarebbe avvenuta l'ascensione i resti dei tre Magi. Dopo la sua morte Elena verr santificata. NOTA - Quando si dice essere fortunati! Ritrovamenti cos importanti, dopo 300 anni dagli eventi ad essi collegati, potevano capitare solo a lei, ad Elena. Non per sminuire le sue "pie" intenzioni ma si ha l'impressione che Elena si sia fatta infinocchiare come una citrulla da un branco di astuti giudei che le hanno fornito esattamente tutto quello che le "occorreva trovare".

Elena (ca.255-330 e.v.), di probabili origini britanniche, prima di diventare madre di Costantivo, esercitava in Roma le funzioni di prostituta sacra presso il tempio della dea Astarte (Ishtar). Queste prostitute erano considerate capaci di guarire alcune malattie; si riteneva che le loro secrezioni intime avessero dei poteri medicamentosi. In un secondo tempo diventa concubina di Costanzo Cloro e dalla loro unione nascer Costantino. Poi per naturale "pia e cristiana" evoluzione diventer santa e rester tale sino alla meta del 1900. Infatti, nel 1960 il Vaticano sopprime la festivit del 3 Maggio dedicata alla "Invenzione della Vera Croce" e alla sua protagonista Elena, ritenendo questo avvenimento "privo di fondamenti storici". A volte (raramente) persino i preti si vergognano delle loro stesse bugie. Secondo quanto si racconta (o si spacciava per verit) Elena, a Gerusalemme, avrebbe toccato con le tre croci rivenute sul Calvario (e ancora in piedi dopo 300 anni!) un cadavere che sarebbe resuscitato, vispo e giulivo, al tocco della vera croce. Per inciso, Astarte era una antica dea promotrice della fertilit di piante, animali e uomini. Il suo culto includeva la prostituzione sacra maschile e femminile. Nel Medioevo il clero cristiano identific con questa dea (femmina) il demone (maschio) Astaroth. Rif.715,295,520) 270

INSERTO 21 - Reperti e Reliquie Ges non ha lasciato traccie materiali e concrete della sua esistenza. - Non esistono evidenze fisiche della vita di Ges: nessun manufatto, lavoro di carpenteria o scritto di propria mano. Neppure resti mortali. Tutto ci che si sa di lui scritto da altri. Tutto fu scritto dopo la sua morte. Nessuno degli scrittori ha mai incontrato Ges. Questi scritti sono assolutamente falsi. Anche allora, come oggi, si viveva in un mondo infestato da credenze di demoni, Ufo e Mostri di Lochness.Jim Walker (Rif. 366) Eppure la chiesa ha sempre cercato di proporre (e sfruttare commercialmente) determinati reperti privi di qualsiasi attendibilit e fondamentalmente falsi, sapendo che la fede degli sprovveduti a farli diventare sostanzialmente veri. - IL PREPUZIO Misteriosamente scomparso dopo la circoncisione, il reperto riappare a Roma all'inizio dell'800 e.v. ritrovato dal papa Pasquale I (uomo davvero fortunato). Venne in seguito custodito nella chiesa di Calcata, vicino a Viterbo, ove, per secoli attir folle di "devoti" estasiati. Improvvisamente, pochi anni or sono, il reperto spar dalla chiesa e non se ne seppe pi nulla. La stampa, opportunamento addomesticata, evit di dare troppo rilievo al fatto lasciando credere che la reliquia fosse stata rubata. Ma la cosa pi eclatante che, nello stesso periodo, in Francia, nella chiesa di Puy-enVelay veniva devotamente adorato un altro "autentico" prepuzio di Ges. (Rif. 712) Altro prepuzio, che va per la maggiore, quello conservato a Charroux (Francia) ed esposto annualmente all'adorazione dei fedeli. (Rif. 760) - LA VERONICA Riportiamo una notizia ANSA del 31/5/1999 che ci fornisce esaurienti notizie riguardo a questa reliquia. Un altro colpo di fortuna nell'imminenza del Giubileo 2000. Ho ritrovato il velo della Veronica - Londra Il velo della Veronica, che, secondo tradizioni cristiane non riportate dai Vangeli, una donna dette a Ges Cristo che saliva la "Via Crucis" per detergersi dal viso il sangue e il sudore e cos vi rest impressa la sua immagine, secondo il "Sunday Times" di ieri sarebbe stato ritrovato in un monastero dei frati cappuccini a Manoppello, sull'Appennino in provincia di Chieti. La scoperta di Heinrich Pfeiffer, docente di Storia dell'arte cristiana all'universit Gregoriana di Roma, il quale oggi, secondo il giornale, far una conferenza stampa per presentare i risultati di oltre dieci anni di ricerche. Quasi quattro secoli dopo la sua scomparsa, ricompare cos una delle pi pregiate reliquie della cristianit, considerata per secoli da milioni di cristiani come la vera immagine del viso di Cristo. Tracce della leggenda della Veronica sono riscontrabili a partire dal quarto secolo dopo Cristo, ma 271

solo nel Medioevo essa viene messa in diretto rapporto con le sofferenze di Cristo. Dal XII secolo al 1608 la Veronica fu conservata a Roma, nella basilica di San Pietro. Nel 1608 papa Paolo V ordino la demolizione della cappella dove era conservata la reliquia, che fu data agli archivi vaticani. Da allora non stata pi vista e il Vaticano non ha mai spiegato la sua scomparsa. A Manoppello Pfeiffer ha trovato un velo quasi trasparente, che misura 17 cm. per 24 cm.. Segni marrone-rossastri sulla sua superficie tratteggiano la faccia di un uomo con barba e capelli lunghi e gli occhi ben aperti, che diventa visibile a seconda dell'angolazione della luce. Secondo i documenti conservati al monastero dei Cappuccini, la moglie di un soldato nel 1608 vendette il velo, per ottenere il rilascio del marito dal carcere, a un nobile di Manoppello che lo cedette poco dopo ai Cappuccini. Nel 1618 esso fu messo tra due lastre di vetro, e incorniciato da un listello di noce sbalzato con argento e oro. Da allora sempre rimasto l. L'immagine sul velo, assicura Pfeiffer, non dipinta. Ma le sorprese non finiscono qui: ingrandimenti fotografici digitali del velo hanno permesso di confrontare il viso con quello della Sindone, il telo mortuario nel quale secondo un'altra importante tradizione cristiana fu avvolto il corpo di Cristo deposto dalla croce. Le due immagini rappresentano strabilianti rassomiglianze, che vanno dalla stessa forma del viso, ai capelli lunghi, a una ciocca di capelli sulla fronte, alla stessa forma della barba. Analisi di laboratorio aiuteranno a capire l'origine del velo di Manoppello, anche se probabile che i risultati apriranno furiose polemiche come avvenne con la Sindone, che nel 1988, con esami al carbonio-14 fu datata tra il 1260 e il 1390. (ANSA) - LA SINDONE A parte il fatto che qualche anno fa un bello spirito si preso la briga di contarne oltre 40, quella attualmente esibita in bottega conservata a Torino. Sottoposta nel 1988 ad esami mediante carbonio-14, si stabil che la sua origine poteva collocarsi tra il 1260 ed il 1390; malgrado ci viene periodicamente ostentata. Oltre tutto le due immagini, la frontale e la dorsale, differiscono in lunghezza di ben quattro centimetri. Il Prof. A. Piazzoli, ordinario di fisica all'Universit di Pavia, ritiene che: "L'immagine della Sindone di Torino non pu essere stata provocata da un corpo avvolto, n morto n vivo, n sudato n spalmato, n dipinto, n emanante qualunque forma di un'improbabile radiazione. E ci per una semplice ragione di geometria euclidea: l'impronta del volto (limitiamoci a questo) stesa su un piano apparirebbe deformata, poich il modello non era piano". Recentemente due studiosi inglesi (C.Knigth e R.Lomas-Rif. 376) hanno avanzato una interessante ipotesi. Ritengono che l'immagine riprodotta sul lenzuolo funebre sia quella di JACQUES DE MOLAY (1294-1314), l'ultimo maestro della setta dei Templari, arrestato nel 1307 e inchiodato (per i polsi!) ad una porta, da uno zelante inquisitore, per farlo confessare e ...salvargli l'anima.

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Altri ritengono trattarsi del Gran Maestro templare GUGLIELMO DI BEAUJEU (1273-1291) Infine, secondo il Vangelo di Giovanni Rif. 020 Ges stato inchiodato per i palmi e non per i polsi. Prima della Rivoluzione Francese esisteva una Sindone conservata all'interno della cattedrale di Besanon. Questa reliquia veniva esposta una volta all'anno dal balcone dell'arcivescovado provocando, a volte, scene di isteria collettiva. Per ordine della Convenzione Nazionale, nel 1793, questo grosso lenzuolo fu sequestrato ed inviato a Parigi dove venne frazionato in bende e pannolini per la medicazione dei degenti dell'ospedale Htel Dieu. Rif. 448 Un'altra Sindone, o qualcosa di simile, si trova (o si trovava) ad Urfa in Turchia (l'antica Edessa). Al di l di ogni interpretazione cosa dimostra infine la Sindone? Che un ignoto individuo, in epoca non definita, morto, ma non che sia resuscitato. Mi pare si voglia trasformare un curioso, macabro reperto da museo in una testimonianza di fede. - LA VERA CROCE "Rinvenuta" nel 1068(a.u.c.), 315(e.v.), da Elena, madre di Costantino I, per quasi un secolo venne ignorata come oggetto di culto, in quanto ai primi cristiani (seguaci di una forma di ebraismo illegittimo ed apostata) non importava granch di come era morto Ges. Solo dopo il 390(e.v.) la croce diventa simbolo ed oggetto di devozione della cristianit. Su questo reperto si detto di tutto salvo quando e come sia sparito dalla circolazione, il che fa pensare che questa croce non sia mai esistita. In compenso esiste in circolazione una quantit enorme di schegge della croce che se accorpate basterebbero a costruire un vascello da 100 cannoni (Voltaire) Nei pressi di Alessandria(Italia), intorno agli anni '50 del secolo scorso, esisteva ancora un convento dove tutte le monache (ed erano tante!) possedevano una 273

scheggia della vera croce. (Rif. 712,995) - ALTRE RELIQUIE Sparse un po' ovunque e pubblicizzate quando serve a far soldi, vengono proposte alla devozione dei fedeli: . la lancia di Longino . brani del vestito di Maria Vergine . grummoli del suo latte . forfora dei suoi capelli . penne cadute dalle ali dell'arcangelo Gabriele durante le sue continue missioni in terra . una camicia ed un sudario della Vergine (cattedrale di Chartres) . ecc. ecc. Rif. 448 NOTA - LE MADONNE PIANGENTI Anche se hanno poca attinenza con questa trattazione, meritano una nota. Anni or sono, prima della Perestroika, a Leningrado, presso il Museo di Storia delle Religioni (Ex Cattedrale di Kazan - Nevskij Prospekt) era possibile far piangere alcune madonne, dipinte su icone, introducendo nell'apposita fessura, un monetina da 10 copeki. (L'autore ne ha fatto personale esperienza). Questa una nota di agenzia ANSA del maggio 1999: Intervista a Radio vaticana - Il gesuita boccia le Madonne piangenti "Sono tutte false". Citt del Vaticano. Madonne che piangono, stimmate, presunte possessioni diaboliche, spiritismo: sono per lo pi manifestazioni che si presentano in momenti di crisi religiosa dell'uomo che ha "bisogno di aggrapparsi a qualcosa, di aver qualcosa al disopra di lui". L'ha spiegato alla Radio Vaticana il gesuita Jos Maria Pilon, parapsicologo, autore di libri su questi fenomeni. Per padre Pilon, che si basa pi che altro sulla sua esperienza spagnola e non cita il caso di Civitavecchia, tutti i casi di Madonne piangenti "alla fine si sono dimostrati falsi, cio provocati artificialmente".(ANSA) Le statue piangenti non sono una invenzione prettamente cristiana. Nell'antica Roma, in determinate occasioni, si facevano piangere le statue di Giunone e di Minerva. In India piangono la statua della dea Laksmi e quella della dea Parvati; quest'ultima ha pure un regolare ciclo di "sacre" mestruazioni.

Risale probabilmente a quest'anno il primo decreto antisemita, con il quale si proibisce, pena la morte, il proselitismo giudeo. Questo decreto verr, nel corso dei secoli, reiterato infinite volte, sino al Concilio Vaticano II (1960) quando, guarda caso, verr annunciato che gli ebrei sono i nostri ...pi amati fratelli. Questo ci che si dice: aver la faccia come il sedere!
274

ANNO: 324 (e.v.) Costantino, sconfitto e ucciso Licinio, diventato imperatore unico dell'impero romano. D pertanto inizio, a Bisanzio, ai lavori per la costruzione della sua nuova capitale. I lavori termineranno nel 330 e.v. e la nuova citt assumer il nome di Costantinopoli. ANNO 325 (e.v.) Costantino I si era avvicinato alle sette neo-cristiane per una serie di validi motivi: aveva trovato, in un contesto di individui turbolenti, un importante aiuto per risolvere i suoi problemi con Massenzio, al ponte Milvio; il cristianesimo gli offriva la facile, ipocrita scappatoia dell'assoluzione per gli omicidi a danno dei suoi familiari e dei suoi amici; cosa che non era riuscito ad ottenere dal culto mitraico, che non vedeva di buon occhio un tale assassino; infine il completamento e l'appagamento della sua smodata ambizione di potere: diventare, oltre che unico imperatore, anche pontefice (cesaropapismo), concentrando in tal modo, nelle sue mani, tutti i poteri dello stato. Un impero con un solo dio, una sola fede e un solo imperatore.
O forse, come qualcuno sostiene, si decise di mettere d'accordo le varie sette cristiane per motivi di "ordine pubblico" interno, senza pensare pi di tanto ad un suo personale tornaconto. Opinione alquanto discutibile visti gli omicidi che la storia gli attribuisce.

Per ottenere questo era necessario fondere in una unica "religione di stato" tutti i culti presenti in Roma e nei territori dell'impero. Impresa non da poco! Costantino si mette in moto ed ordina un concilio straordinario a Nicea (oggi Iznik) dove riunisce tutti i capi delle numerose sette neo-cristiane (oltre 80!), provenienti da Alessandria, Antiochia, Atene, Gerusalemme, Roma, ecc. Ma non basta: occorre anche la presenza dei rappresentanti dei culti piu' importanti dell'Impero Romano, che potrebbero rappresentare un serio ostacolo all'affermazione di un "cristianesimo di stato", succube ed asservito al potere imperiale.
Riferimento Storico: CONCILIO DI NICEA (20 Maggio) Costantino I guida il concilio di Nicea (presso Costantinopoli) con un pugno di ferro ed obbliga i convenuti ad un accordo sui dogmi destinati a diventare la base delle future istituzioni ecclesiastiche. I vescovi contrari alle sue direttive finiscono destituiti ed esiliati. Il risultato della votazione finale parla da se': 275

316 si e 2 no (Secondo di Tolemaide e Teona di Marmarica). Per Costantino ed i suoi delegati non e' stata comunque una impresa di poco conto. All'inizio del concilio si contavano circa 80 correnti "cristiane", sviluppatesi sul ceppo originario paolino e su altre fonti, ognuna delle quali si riteneva depositaria della verita' e cercava di prevalere sulle altre a colpi di reciproche scomuniche. Tra queste correnti, dichiarate poi eretiche, dopo la formalizzazione del Credo di Nicea, si annoveravano: Seguaci di Marcione Nicolaiti Encratici di Taziano Seguaci di Origene Seguaci di Ario Diverse sette gnostiche Carpocraziani Ofiti Modalisti Docetisti Adozionisti Montanisti Manichei Nestoriani Messaliani Fibioniti Donatisti Maroniti Nazareni/Mandei Culto di Apollo Culto di Demetra Culto di Dioniso/Bacco Culto di Giove/Zeus Culto di Mitra Culto di Krishna Culto di Osiride Culto di Horo Culto di Iside Seguaci del Sol Invictus Seguaci della Croce Rossa Figli del Sole Seguaci di YHWH Culto degli esseni Culto degli Zeloti Movimento Terapeuta Ordine della Mano Nera Ordine della Mano Rossa Ordine di Melchisedek Seguaci di Adonis/Tammuz Seguaci di Baal Seguaci di Zoroastro Buddisti 276

Seguaci di Ercole/Eracle Seguaci di Serapide Seguaci di Prometeo Druidi Seguaci di Attis ....... e tanti, tanti altri. Comunque pare che anche Dio abbia dato una mano. Deposti su di un altare tutti i vangeli noti (apocrifi e non), durante la notte il Padreterno fece fuori tutti gli apocrifi, lasciando intatti quelli che ben conosciamo, vale a dire i testi nel Nuovo Testamento, a suo tempo indicati da Ireneo di Lione.

Compito del concilio era dunque quello di unificare i vari culti, tra loro in eterno conflitto, sotto una chiesa universale cattolica, che naturalmente sarebbe stata controllata dall'imperatore. Si trattava, senza mezzi termini, di stabilire, per gli appartenti alle nuove sette cristiane, che cosa e a quale dio credere con il beneplacito imperiale. Venne quindi riformulato e reso standard un credo cristiano accuratamente ripulito da tutti quegli elementi di natura messianica strettamente legati al movimento jahvista. Roma reclamava, naturalmente, l'autorit suprema, sul presupposto che la sua setta pi importante sarebbe stata fondata da Pietro, le cui presunte ossa vennero successivamente sistemate in Vaticano e la statua di Giove convertita in quella di Pietro. Cosa d'altronde facile perch avevano tutti e due la barba. In un tipico movimento di sostituzione religiosa, tutti gli dei degli altri culti furono assogettati al nuovo dio sotto forma di apostoli, di santi o di demoni. Come ben noto, durante questo concilio i termini Ges e Cristo vennero fusi insieme per la prima volta nella frase ambigua "Ges Cristo"(non Ges il Cristo), conciliando le richieste delle numerose fazioni che si riferivano a: Hesus: dei Druidi Joshua/Jesus: per gli apostati israeliti della Nuova chiesa di Gerusalemme Horo/Iusa: degli egizi Ies/Iesios: per i seguaci di Dioniso/Bacco ........ Krishna/Cristos: originari dell'India L'Unto: dei Giudei Krst: per gli egizi e tanti altri

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E' accertato che la frase "Ges Cristo" non ha mai costituito un nome e cognome proprio, e non e' mai apparsa negli scritti degli autori greci e latini, prima di questo concilio. Gli scritti dei primi presunti padri della chiesa non parlano mai di Ges. Sino al Quarto Secolo era frequente e generalizzato il termine "IL CRISTO" ma non mai stata trovata una autentica menzione, prima di questo evento, di un "Ges Cristo". (Rif.771) Occorre comunque rammentare che il processo di fusione e di unificazione delle varie fazioni non fu immediato ma lungo e lento. Nei secoli che seguirono almeno altri 21 concilii furono convocati per stabilire le politiche e le dottrine del culto unificato. Il pi delle volte si tratt di rissose riunioni di ruffiani ignoranti e paludati, ognuno dei quali tirava l'acqua al proprio mulino; alcuni di questi concilii finirono in un bagno di sangue. Altro che divina ispirazione! (Rif.750) Il fatto che i documenti autografi originali dei vangeli, crifi ed apocrifi, non siano pi disponibili probabilmente dovuto alla decisione del concilio di distruggere tutti i testi non ritenuti validi ed adeguati al nuovo culto. Vecchia abitudine a suo tempo introdotta da Ireneo vescovo di Lione e da Atanasio vecovo di Alessandria. Si parla comunque di 200 documenti eliminati. In questo contesto si conservarono copie dei quattro vangeli ufficiali "canonici", alcuni vangeli apocrifi ed altri documenti sottoposti successivamente al famigerato "ritocco" di Anastasio (506 e.v.) Altro accordo fondamentale per il nuovo credo stato quello di "stabilire d'ufficio" che Ges e Dio sono in sostanza la stessa cosa: Io e il Padre siamo una cosa sola, consustanziali. Qualcosa del genere era gi stato affermato, circa 3500 (!) anni prima, nei testi della religione egizia, riferita ad Osiride ed al figlio Horo: Io e mio Padre siamo uno. Affermazione dogmatica che, di fatto divinizza l'improbabile figura di Ges e che, in seguito, dar origine a tutta una serie di battibecchi di natura teologica. I primi a farne le spese furono gli "Adozionisti" che ritenevano il Ges nato da un naturale rapporto sessuale tra Giuseppe e Maria. Solo in un secondo tempo, al momento del battesimo impartitogli da Giovanni Battista, Ges viene "adottato" da Dio che gli conferisce i poteri necessari alla sua missione terrena.
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Anche ai "Docetisti" non and meglio. Questi ritenevano che Ges fosse di natura esclusivamente divina e che il suo sembrare umano fosse solo un'apparenza di comodo. Una soluzione di compromesso fu proposta da Ario, il quale sosteneva che Ges (divino) fosse la prima cosa creata dal Padre e quindi gi esistente sin dalla notte dei tempi, ma non per questo uguale ne coeterno al padre stesso, ma a lui sottoposto. Questa teoria non ebbe maggior fortuna delle altre ed Ario fin esiliato. Malgrado ci l'arianesimo sopravvisse, semiclandestino, per alcuni secoli in particolare tra i barbari neo-convertiti.
Questa nuova religione, test nata, non unisce ne affratella le genti. Questa religione non ha fatto altro che dividere il genere umano attraverso un razzismo estremo, il sessismo ed altri particolarismi. Questa religione infatti si nutre sulla divisione tra i popoli, perch per esistere necessita di un nemico da combattere, sia terreno che sovranaturale. Questa religione sostiene che alcuni popoli sono speciali o eletti perch possiedono la vera fede, mentre gli altri sono immorali e dannati e spesso insiste sul fatto che dovere degli eletti distruggere gli altri. Comunque non la sola: altre religioni sostengono gli stessi concetti. (Rif.710,***) E' interessante notare che solo le religioni rivelate tendono ad essere motivo di contenzioso e di relative guerre. Questo perch? Perch la religione rivelata, essendo a differenza dei varii paganismi naturali appunto rivelata, stabilisce subito, nel suo formarsi, una distinzione fra il bene (i propri credenti) ed il male (gli altri). I secondi sono deindividualizzati in funzione della loro alterit e della loro possibile minaccia, quindi sono naturali nemici dei primi e se non vanno sterminati (caso peggiore, non previsto apertamente) vanno comunque in qualche modo discriminati; la cosa diventa grave se la religione rivelata acquisisce il potere e lo esercita in forma discriminante. In generale per scatenare una guerra di religione occorre un regime politico interessato a coprire con motivazioni religiose interessi ed ambizioni proprie, oppure un proselitismo religioso capace di incendiare le masse, gi tese a causa di tensioni sociali, e lanciarle verso l'esterno (crociate dei poveri) o verso l'interno (progrom, caccia alle streghe, ecc.). Secondo una mia personalissima opinione, nel primo caso la guerra avverr comunque, nel secondo caso pu darsi che le tensioni sociali possano trovare altri mezzi di espressione; dipende dal caso. Lo stesso si pu dire delle ideologie politiche come nazionalsocialismo e comunismo, anch'esse preoccupate di stabilire una differenza tra i "proprii" e gli "altri", naturali nemici da eliminare appena possibile, con le buone o con le cattive. (Rif.725)

DONAZIONE DI COSTANTINO Durante il concilio di Nicea Costantino avrebbe firmato un atto che riconosce alla chiesa autorit assoluta negli affari secolari. Questo atto, tenuto segreto, sarebbe poi stato reso noto nell'VIII secolo dal papa Stefano III.

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Questa una delle tante vergognose bugie inventate dalla chiesa di Roma a tutela dei propri interessi materiali. Si tratta unicamente di un falso clamoroso, come dimostrato, nel 1440, da Lorenzo Valla. L'unica concessione che sembra certa stata quella di conferire alla chiesa la possibilit di ereditare i beni dei propri fedeli.

ANNO 326 (e.v.)


Riferimento Storico: ELENA CI RIPROVA Il vescovo di Aelia Capitolina, Macario, aveva sollecitato presso Costantino I il permesso di demolire il tempio di Afrodite, fatto costruire dall'Imperatore Adriano sul presunto luogo del calvario e della sepoltura di Gesu. Costantino I acconsente e spedisce la madre Elena, in nuova "missione imperiale" ufficiale, per affiancare Macario e sovraintendere agli scavi. Alla fine i lavori porteranno alla luce una tomba, scavata nella roccia, ed una massa rocciosa calcarea ritenuta il calvario. (Rif. 172) Altre sette onorano un sepolcro ed un calvario diversi da quelli dei cattolici e degli ortodossi. Questi luoghi sono stati scoperti nel 1881-1882(e.v.) dal Generale Charles "Cinese" GORDON (l'eroe inglese ucciso a Khartum) sulla base di alcuni rilievi topografici eseguiti qualche anno prima dall'archeologo britannico Wilson. (Rif. 172)

RELIGIONE DI STATO La religione cristiana diventa RELIGIONE UFFICIALE DI STATO dell'Impero con gli Editti di Tessalonica (1134 a.u.c./381 e.v.) e di Costantinopoli (1144 a.u.c./391 e.v.), emanati dall'Imperatore Teodosio I, dietro suggerimento di Ambrogio da Milano. Con questi editti tutti gli altri culti vengono aboliti e dichiarati fuori legge; i loro beni ed i loro templi sono confiscati e devoluti al nuovo clero; vengono naturalmente abolite anche tutte le feste pagane, compresi i "frivoli e peccaminosi" giochi olimpici. Vengono eseguite le prime condanne a morte a carico dei presunti eretici. Si sono intanto definite e consolidate le prime gerarchie nell'ambito della chiesa, costituite da: EPISCOPI: vescovi, sovraintendenti. PRESBITEROI: preti, anziani della comunita'. DIACONOI: diaconi, serventi. PISTOI: credenti, iniziati, battezzati. ENERGUMENI: catecumeni in attesa di battesimo. (Rif. 712)
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ANNO: 331 (e.v.) Eusebio, storico della chiesa, nella sua Vita di Costantino, ci informa di aver ricevuto personalmente dall'Imperatore, l'ordine di produrre 50 copie della Bibbia(?) cristiana, da distribuire nelle chiese della capitale Costantinopoli. Ordine puntualmente eseguito da scribi professionisti presso lo scriptorium annesso alla chiesa di Cesarea. ANNO: 337 (e.v.) Il papa Giulio I, per ordine di Costantino, fissa la data di nascita di Ges al 25 Dicembre. A Gerusalemme il vescovo Cirillo (?-386), contrariamente a quanto riportato sul Vangelo di Giovanni, accenna alla probabile esistenza di un sudario di Ges (Sindone). ANNO 356 (e.v.) In quest'anno viene genericamente sancita, in tutto l'Impero, la pena di morte per tutti quelli che praticano ancora i riti pagani. ANNI: 361-363 (e.v.) Nel 361 Giuliano diventa imperatore a Roma e si dimostra subito estremamente tollerante nei confronti di tutte le religioni e ristabilisce la libert di culto, con grande rabbia del clero cristiano che lo ribattezzer Giuliano l'Apostata". Giuliano era stato educato, a suon di "frustate", alla religione cristiana da Eusebio, vescovo di Nicomedia, generalmente ritenuto un viscido intrigante. Poco incline a certe imposizioni, Giuliano si d, di nascosto, alla lettura ed allo studio dei testi della filosofia neoplatonica e si riavvicina alla religione degli antichi dei, ritenendo il cristianesimo una religione violenta, ipocrita, ingannevole, dominata da rozzi dogmi e da oscuri imbrogli di potere; un coacervo di superstizioni buono per popolazioni di creduloni e per matrone in menopausa.

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"Essi credono che l'Ellade sia morta. Da tutte le parti del mondo, i monaci neri si avventano come corvi sul suo purissimo corpo di marmo, e vi frugano con i becchi come in una carogna, gracchiando allegramente: "l'Ellade morta!" Ma l'Ellade non pu morire; l'Ellade nei nostri cuori. E' la divina bellezza dell'uomo sulla terra. Quando essa si risveglier, guai ai corvi di Galilea!" Giuliano stato autore di diversi libri, ormai perduti, tra i quali: Trattato contro i galilei Il nemico della barba (satirico) Sulla morte di Giuliano si sono create molte leggende per mascherare quello che stato un omicidio perpetrato dal clero cristiano. Un turpe individuo, Atanasio vescovo di Alessandria, mandante e anche autore di alcuni omicidi, istiga un soldato ad ucciderlo. L'opportunit si presenta il 26 Giugno 363, in Mesopotamia, nel corso di una battaglia contro i persiani; durante questa azione il milite approfitta dell'occasione e pugnala alla schiena l'imperatore. (Rif.799)
Mito e politeismo erano necessariamente legati perch facenti parte della espressione della capacit immaginativa umana, mentre il monoteismo avversa tale capacit immaginativa imprigionando lo spirito religioso dentro forme ed immagini statiche prefissate. (P.Trevisan)

In questo IV secolo e.v. il mondo occidentale, in particolare quello dell'Impero Romano, vive la frastornante situazione nella quale "gli Dei non ci sono pi e Dio non c' ancora". Sino ad allora l'Impero aveva garantito la libert di culto, l'ateismo, la filosofia e la ragione. Ora tutto questo viene a mancare ed inizia la barbarie. (Rif. ***) ANNO: 365 (e.v.) Morto Giuliano, i cristiani riprendono saldamente il potere e stabiliscono la pena di morte per coloro che praticano i riti pagani. ANNO: 367 (e.v.) Il vescovo di Alessandria Atanasio, in una lettera pastorale stabilisce quali sono i 27 libri da recepire nel Nuovo Testamento. Viene cos fissato
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definitivamente il Canone della nuova religione cristiana, contenente anche i quattro vangeli detti canonici. Ce n' voluto del tempo! ANNO: 376 (e.v.) Il 25 Dicembre, su ordine dell'Imperatore, il Prefetto di Roma sopprime il culto di Mitra e consegna il tempio nelle mani del culto rivale cristiano.
Si pu affermare che in questo periodo comincia a prendere forma ed a consolidarsi la struttura burocratica-temporale della chiesa cristiana. Similmente alla vita religiosa di tutti i tempi (e di tutti i templi), anche in questa organizzazione sono presenti tre aspetti tipici: l'ascetismo contemplativo (dal quale sono nate religioni quali il buddismo ed il manicheismo; per soddisfare questo aspetto l'Islam ha prodotto i Sufi ed il cristianesimo i monasteri); la burocrazia templare (o sacerdotalit: da cui consegue la necessit di sfornare sacerdoti capaci ed intraprendenti, con attitudini politiche per organizzare il culto); la profeticit che ha invasato parecchi religiosi inducendoli ad una quantit di profezie apocalittiche. Potrebbe essere intesa come il lato attivo dell'ascetismo. A met strada fra la profeticit e la sacerdotalit sfuma la vasta galassia dei predicatori che cercano di persuadere le masse a seguire la retta via, talvolta anche con predicazioni apocalittiche. Il sacerdote delle religioni rivelate ha bisogno di un predicatore che gli porti quattrini e prestigio sociale dalle masse ma teme il lato inquietante dell'ascetismo ed anche il profeta che tuona e scombussola quella societ nella quale egli perfettamente e comodamente inserito. Per quanto riguarda il monaco, esso visto dal sacerdote come un esempio inoffensivo da additare alle masse. (Rif. 725)

Inizia la fase "post-costantiniana" della storia del cristianesimo (secondo il Concilio Vaticano II).

ANNO: 380 (e.v.)

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A Tessalonica, il 28/2/380, l'imperatore Teodosio I il Grande emana un editto (De fide catholica) che, in pratica, dichiara la nuova religione cristianacattolica quale unica Religione Ufficiale dell'Impero. A questo editto ne seguiranno molti altri (almeno 15) intesi a perseguire tutti quelli che, pur proclamandosi cristiani, non accettano in toto quelle che sono le direttive dell'ortodossia che si vuole imporre. Ne fanno le spese i manichei, i marcioniti, gli ariani, apostati di vario genere e tanti altri che vengono "devotamente" perseguitati, uccisi, accecati o condannati (questa una novit!) all'esilio in patria, cio totalmente esclusi ed isolati dal resto della comunit. ANNI: 381-385 (e.v.) Viene inventato lo Spirito Santo!!! L'imperatore Teodosio I convoca a Costantinopoli un concilio nel corso del quale viene stabilito e formalizzato il concetto di Trinit, aggiungendo lo Spirito Santo ai due soggetti gi esistenti: Dio e Ges. Il Credo di Nicea ora recita: Crediamo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili ed invisibili. E in un solo Signore Ges Cristo, Figlio di Dio, unigenito e nato dal Padre, della stessa sostanza del Padre, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato e non creato, consustanziale al Padre, per mezzo di lui tutte le cose sono state create, in cielo e in terra; per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e si incarn, si fece uomo, pat e il terzo giorno resuscit, sali al cielo, e verr per giudicare i vivi e i morti. E credo nello Spirito Santo che procede dal Padre, e con il Padre e il Figlio adorato e glorificato.

Saranno necessari pi di 1500 anni prima che Ernest Hemingway dia una sua interpretazione di queste demenziali e folli affermazioni, proponendo il suo Nulla Nostro...:
Nulla nostro, che sei nel nulla, sia santificato il tuo nulla, venga il tuo nulla, sia fatto il tuo nulla, dovunque nel nulla. Dacci oggi il nostro nulla quotidiano, e rimetti a noi i nostri nulla, come noi li rimettiamo agli altri nulla. E non ci indurre nel nulla, ma liberaci dal nulla. Amen 284

Nel 385 d.C. Teofilo, vescovo di Alessandria, con la compiaciuta approvazione di Teodosio I, attacca e distrugge con le sue truppe, i monasteri che seguivano ancora le idee di Origene. Origene era stato dichiarato eretico perch aveva avuto l'ardire di sostenere che Dio una essenza puramente spirituale ed immateriale. Evidentemente dominava ancora una grande confusione sulla "natura di Dio" malgrado la trovata trinitaria di Teodosio I e seguaci. Tant' vero che un certo Priscilliano e sei dei suoi fedeli vengono decapitati nella citt di Treviri per conclamata eresia derivante da tali incertezze. ANNO: 391 (e.v.) Al fine di nascondere il fatto che non esiste nessuna base storica per le sue bugie teologiche, il clero cristiano si reso colpevole di vergognosi crimini distruggendo, sin dall'inizio, molte delle tracce degli storici dei primi secoli dell'era cristiana. Quel poco che ci pervenuto talmente alterato e modificato da distruggerne, quasi sempre, il suo valore storico. (Rif.771) Uno dei pi grandi crimini della storia umana stata la distruzione, nel 391 e.v., del Tempio di Serapide e dell'annessa biblioteca, (nota come Biblioteca di Alessandria), perpetrata da fanatici cristiani, guidati dal vescovo Teofilo (il piromane), con la connivenza dell'Imperatore Teodosio I. La biblioteca conteneva circa 700 mila volumi, tra cui manoscritti babilonesi, assiri, fenici, persiani, composizioni buddiste, scritti ebraici e papiri egizi. La biblioteca era il simbolo, per i cristiani, del mondo e del sapere pagano. Qualche tempo dopo, al fine di completare l'opera devastatrice, l'arcivescovo Crisostomo eccitava i suoi fanatici esprimendosi in questi termini: "Qualsiasi traccia dell'antica filosofia e della letteratura del mondo antico deve scomparire dalla faccia della terra". Inizia quel processo secolare di egemonia culturale, da parte della chiesa, che mira ad imporre ai credenti una forma di ubbidienza animale, escludendo qualsiasi forma di libero ragionamento. Questa politica, applicata per 10 secoli, fu confermata e ancora ribadita dal Concilio di Trento, nel 1545-1563. (Rif.771) Per fortuna (si fa per dire) guerre, rivoluzioni e sommovimenti vari costrinsero, in pi occasioni, alla fuga le antiche confraternite pagane, che si portarono dietro i loro libri, impedendo cos che molti di essi cadessero nelle mani dei devastatori cattolici. Intanto nata una nuova usanza: quella di arrostire i cosidetti eretici sul
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rogo. La prima esecuzione avviene in Germania. Questa "moda" destinata a durare sino all'inizio del 1800, verr successivamente raffinata e migliorata dall'istituto della "santa" inquisizione che verr fondato da Gregorio IX nel 1231 (e.v.).
Il piacere sadico di mandare a morte, con orribili tormenti, i propri nemici (o presunti tali) sempre stata una costante nella storia della religione cristiana. Parecchi secoli dopo, ai tempi della Rerum Novarum, Leone XIII scriveva: "Tutti i governanti devono onorare il sacro nome di dio, e uno dei loro principali impegni deve essere quello di favorire la religione. [...] La pena di morte il necessario ed efficace mezzo affinch la chiesa consegua i propri fini, quando i ribelli cospirano contro di essa e i disturbatori dell'unit ecclesiastica, specialmente gli ostinati eretici, non possono essere arrestati con nessun'altra pena dal continuare a minare l'ordine ecclesiastico ed istigare gli altri ad ogni sorta di crimine."

ANNI 392-400 (e.v.) Sopprimere la libert di culto a totale vantaggio della religione cristiana, provoca a volte qualche tardiva e disperata protesta come quella avvenuta a Calama (Numidia) che coster almeno 60 morti. Ma Teodosio impazza e decide di proibire pure i frivoli ...giochi olimpici. A Roma poi anche i Senatori se la vedono brutta: Teodosio ordina loro di abiurare il culto di Giove Capitolino; la statua della Vittoria viene rimossa dal Senato e sostituita con una croce. In questi anni si cerca di porre fine alla generale confusione definendo quali scritti devono far parte del canone della nuova religione. Nei convegni di Ippona e di Cartagine si stabilisce che i documenti essenziali sono: I quattro vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni Gli Atti degli Apostoli La lettera agli Ebrei La lettera di Giacomo Le due lettere di Pietro Le tre lettere di Giovanni La lettera di Giuda L'Apocalisse di Luca In totale 27 scritti in seguito abbondantemente rimaneggiati. ANNO 401 (e.v.) Un altro personaggio, che oggi sarebbe molto probabilmente ospite di un reparto di neurodeliri, si affaccia all'orizzonte: Agostino, campione
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indiscusso di paranoia mistico-religiosa. O meglio: si tratta di Sant'Agostino, vescovo di Cartagine, ritenuto un "grande pensatore" e "dottore della chiesa". Suo quel capolavoro di totale ipocrisia noto come Confessioni. Intanto partecipa attivamente alla distruzione di templi e statue pagane di Cartagine e dintorni; sono attivit di selvaggia demolizione che di "mistico" sembra abbiano hanno assai poco.
Nel suo trattato "DE CIVITATE" - Sermone XXXVII, parlando di un suo viaggio in Etiopia, il "dottore della chiesa" ci racconta: - Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due grandi occhi sul petto. Ma, come se questo non bastasse, va poi oltre con altre amenit del genere: - Il pavone pare favorito dall'Onnipotente dato che la sua carne non si corrompe e trionfa sulla morte. - In Cappadocia ci sono giumente che vengono ingravidate dal vento e i cui puledri vivono solo tre anni. - Le rane nascono dalla terra e non da genitori sessuati. Poi, in un'altre occasioni, d la misura di se stesso affermando: "S'aggiunge un'altra forma di tentazione, pericolosa per molteplici ragioni. E' la curiosit vana, ammantata dal nome di cognizione e di scienza." E ancora: Il buon cristiano deve stare in guardia contro i matematici e tutti coloro che fanno profezie vacue. Esiste gi il pericolo che i matematici abbiano fatto un patto col diavolo per oscurare lo spirito e confinare l'umanit nelle spire dell'inferno. (Ottantatr Questioni Diverse) Ecco un tipico padre della chiesa!

ANNO: 415 (e.v.) Nel 415, Cirillo (?-444 e.v.) patriarca cristiano di Alessandria d'Egitto, (che aveva ereditato la carica dallo zio Teofilo, il piromane) istig le sue canaglie (monaci combattenti) a terrorizzare gli ebrei e ad uccidere la nota "maestra di filosofia" Ispasia (Ipazia/Hypatia: 370-415 e.v.). Ispasia (figlia di Teone, matematico e Rettore dell'Universit di Alessandria), donna di grande saggezza versata in filosofia, matematica e astronomia, aveva fondato una scuola assai rinomata, rivolgendo i suoi insegnamenti sopratutto alle giovani donne di Alessandria, nell'intento di emanciparle dal soffocante atteggiamento maschilista dell'epoca. Si dice fosse una donna bellissima votata alla verginit.

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Era inevitabile che il suo pensiero si scontrasse con quello gretto e grossolano di questo protervo "dottore della chiesa". Non potendo tenerle testa Cirillo ordin la sua cattura e la mand a morte, in una chiesa, facendola scarnificare viva, mediante l'uso di conchiglie taglienti; infine i suoi resti furono gettati in una cloaca (o bruciati). Tutto per la maggior gloria di Dio. Per questo diabolico atto Cirillo fu in seguito canonizzato dalla infallibile chiesa cristiana (1882) ed ancora oggi viene celebrato ad Alessandria il 9 Febbraio e nelle chiese latine il 28 Gennaio. Ispasia era talmente stimata ed apprezzata per la sua brillante intelligenza che il suo assassinio stato considerato da molti autori come la morte del MONDO e della CULTURA pagana. Dopo la sua morte anche molti suoi discepoli furono uccisi, gli scritti bruciati ed i suoi insegnamenti andarono in parte perduti. Alcuni suoi lavori, conosciuti anche in Oriente, vennero tradotti in arabo e furono resi noti in Occidente dopo oltre mille anni di silenzio. (Rif.710,200,320) A seguito del misfatto, la maggior parte degli studiosi e dei filosofi, seriamente impauriti, lasciano la citt che, poco alla volta, si traformer in un borgo di incolti analfabeti, assogettati alla prepotenza del nuovo clero. E' cominciato l'oscurantismo. Risale a questo periodo una singolare affermazione di S.Agostino (354-430 e.v.): "Non creder nella verit dei Vangeli se l'autorit della chiesa cattolica non mi obligher a farlo." (Rif.706) ANNI: 430-431 (e.v.) Si tiene, ad Efeso, per volere dell'imperatore Teodosio II, un concilio che dar una prima formalizzazione al culto della Madonna, sino a questo momento in gran parte trascurato. Si trattava sostanzialmente di stabilire se Maria Vergine, dichiarata d'ufficio Deipara, poteva essere considerata: Maria Christotokos cio madre del "figlio" Ges il cristo, oppure
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Maria Teotokos e cio madre del "Dio" Ges, oppure tutte due le cose. Ne nacque un immenso "pasticcio" e qualcuno (un eretico naturalmente) sugger qualcosa come la iperdulia (iper-adorazione), cosa che non manc di dare luogo ad altre imbarazzanti perplessit: Maria, supposta creatrice del creatore, esisteva prima di Dio? Se Maria la madre di Dio e di Gesu, a sua volta figlio di Dio e di Maria, si pu parlare di sacro, divino incesto? Come si vede, si trattava di problemi del cavolo veramente gravi e fondamentali, che non vennero risolti e furono la causa di nuove eresie che si trascinano ancora oggi. La croce comincia timidamente ad apparire quale emblema della cristianit; ha ancora una forma a T, sulla quale risulta legato il presunto Cristo. Nel corso del concilio viene definitivamente dichiarata eretica la dottrina di Nestorio che aveva trovato da ridire sugli attributi di Maria. Allo scopo di addebitare ai "perfidi Giudei" la condanna a morte del presunto Ges, un certo Anania scrive un resoconto del processo (sono passati 400 anni!!!), discolpando pienamente il buon Pilato e creando le premesse per la sua futura beatificazione, unitamente alla moglie Procula.
I "corvi di Galilea", come definiti da Giuliano, procedono alacremente nella loro opera. In tutto il bacino del Mediterraneo i templi dedicati agli antichi culti sono praticamente spariti; molti sono stati distrutti, gli altri adattati e riconvertiti al nuovo culto.

ANNI: 440 (e.v.) e oltre In questo periodo si accentua, particolarmente in Egitto e Siria, uno uno strano fenomeno, gi rilevato nella prima met del 300. Ai margini di importanti citt, (dove facile essere mantenuti) alcuni fanatici si issano in cima a delle colonne (stiliti) o tra le biforcazioni dei rami di alberi (dendriti), dai quali predicano le loro presunte verit su di una fede non ancora ben definita e, intanto, attendono offerte di cibo ed altri generi di conforto. Pare che alcuni tra i pi cocciuti ci abbiano anche lasciato la pelle. Non chiaro come provvedessero all'igiene e alle loro altre necessit fisiologiche ...meno confessabili. ANNO: 451 (e.v.)
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Si svolge il concilio di Calcedonia che cerca, con scarsi risultati, di dirimere la diatriba tra: - nestorianesimo, che cerca di valorizare l'aspetto umano del Cristo - monofisismo, che cerca di esaltarne l'aspetto divino. Non ancora ben chiaro chi sia questo Cristo! ANNI: 506 ed oltre (e.v.) L'imperatore d'oriente, Anastasio I, ordina, nel 506 e.v., una revisione generale di tutti gli scritti fondamentali della religione cristiana, compresi gli scritti dei padri della chiesa e la conseguente distruzione di tutti quei documenti ritenuti inadeguati o pericolosi per la credibilit della giovane "religione di stato". Manca un bilancio preciso di quanto sia andato perso. Alcuni autori ritengono che in questa occasione siano spariti i supposti vangeli originali dei quattro evangelisti. (??) (Rif.500) Nel 512, Anastasio I viene in contrasto con la chiesa romana negando la natura umana del Cristo, riconoscendone solo la natura divina. La chiesa romana era invece saldamente attaccata al dogma trinitario, come formulato alla fine del IV secolo. A causa di questo contrasto, scoppiano a Costantinopoli paurosi tumulti ed i seguaci dei due gruppi si accoppano tra di loro (centinaia di morti) per sostenere l'una o l'altra delle tesi che, probabilmente, non riuscivano neanche a comprendere.
In effetti, esaminando i vangeli (almeno quelli canonici), pare che il Cristo si sia dimenticato di dire se aveva o no una doppia natura, cosa che si sempre cercato, ostinatamente, di attribuirgli.

ANNI 544 ed oltre (e.v.) L'imperatore Giustiniano emette l' Editto dei Tre Capitoli che suona come ulteriore condanna avverso le idee dei nestoriani, a scapito della chiesa di Costantinopoli. Non tutti sono d'accordo e si apre un ennesimo motivo di scisma destinato a durare sin verso la fine del 600. In questo secolo avranno origine molte altre "eresie" dovute alla messa in discussione del concetto trinitario. La chiesa si difender sempre ferocemente da questi elementi disgregatori del suo potere; nel 527 (e.v.) verr decretata la pena di morte per i Manichei. Nel corso degli anni seguenti la chiesa di Roma definisce lo standard iconografico della immagine di Ges, immagine destinata ad essere
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riprodotta per secoli e che lentamente sostituisce le raffigurazioni precedenti, alcune delle quali originariamente derivate dal culto di Serapide. Questa immagine standard di Ges sarebbe la stilizzazione di una figura, il Mandylion, che appariva su di un'altra presunta Sindone conservata ad Edessa (Urfa/Turchia). ANNO 590 (e.v.) Il 3 Settembre del 590 viene nominato papa Gregorio I, in seguito santificato e definito "magno". Uno dei peggiori oscurantisti che la storia ricordi. Nemico ed oppositore di tutte le scienze, del pensiero razionale, della cultura greco-romana e della filosofia viene ricordato per una lettera (passata alla storia) inviata al vescovo di Vienne (Francia) dove testualmente si legge: "...abbiamo sentito una voce, che non posso riferire senza disonore; sembra che nella tua congregazione si insegni la grammatica". Aveva perci tutti i numeri e le qualit per essere poi proclamato "santo e magno"! ANNI: 600-699 (e.v.) In questi anni il simbolo del crocifisso entra decisamente a far parte del bagaglio dei simboli cristiani. Si elimina lentamente la croce a forma di T che viene sostituita con la "croce latina", come siamo abituati a vederla. Per qualche tempo l'occupante della croce sar un agnello e non un uomo. A Roma questo simbolo era stato importato dall'India alcuni secoli prima dell'era cristiana. I primi cristiani avevano ripudiato il simbolo della croce perch ritenuto pagano. Per le prime immagini di Ges avevano preferito il simbolo del "Buon Pastore" che porta sulle spalle un agnello. ANNO: 622 (e.v.)
E' l'anno d'inizio del calendario musulmano. Maometto (570-632 e.v.), insediato a Medina, completa la stesura del Corano, testo sacro dell'Islam.

ANNI: 632-750 (e.v.) I musulmani, guidati dai quattro califfi e dalla Dinastia Ommiade, conquistano l'Africa del nord, la Spagna ed il Vicino Oriente. Questo comporta, da parte del cristianesimo, la perdita della Terrasanta, della Siria, di 3 dei suoi 5 patriarcati e di alcune regioni da lungo tempo cristianizzate. Il
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patriarcato di Roma si avvale di questa situazione che favorisce l'aumento del proprio prestigio in ambito europeo. ANNO 646 (e.v.) Il vescovo di Saragoza fa una strana ammissione: non dice che il sudario di Gesu (Sindone) sia "autentico" ma bens che non pu essere definito "superstizioso" chi crede che lo sia. Che sottigliezza! ANNO: 649 (e.v.) Un Concilio Lateranense fa proprie alcune conclusioni del precedente II Concilio di Costantinopoli (553 e.v.) e decreta d'ufficio la verginit di Maria prima del parto, durante il parto e dopo il parto di Ges. Dopo quasi 700 anni!! Ne consegue, e si sancisce, che tutti i riferimenti dei Vangeli canonici a "fratelli e sorelle di Ges" devono essere intesi come riferimenti a parenti prossimi. La solita enorme e proterva stupidaggine sviluppatasi da un errore di ...traduzione e imposta ai devoti beoti. In lingua ebraica vergine corrisponde a bethulah mentre almah significa solo "giovane donna" o, se permessa la licenza, "signorina" (non necessariamente vergine). Sono stati scambiati i ...termini. ANNO 663 (e.v.) A Withby, nel regno di Northumbria (attuale Yorkshire), avviene la riunione della chiesa celtica con quella romana. I celti tagliati fuori dalla cristianit da una serie di precedenti invasioni, avevano sempre nominati i propri vescovi, proclamati santi e fondato monasteri senza alcun intervento dell'autorit romana. Ripristinati i contatti con Roma viene a mancare quella tolleranza e quel rispetto che i celti avevano sempre avuto nei confronti delle antiche tradizioni e dei culti pagani. L'ortodossia, imposta dai vescovi papalini, finir con il distruggere e far scomparire tradizioni antiche di millenni. ANNI 730-787 (e.v.) Il Concilio di Ieria (754) approva il bando che impone la distruzione delle immagini sacre, emesso nel 730 dall'imperatore di Costantinopoli Leone III e in seguito reiterato da Costantino V.
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Nasce cos "l'iconoclastia" che, con alterni sussulti, si trasciner sino all'843, sopratutto nei patriarcati sotto il controllo di Bisanzio. Il papa di Roma non d'accordo e, con il Secondo Concilio di Nicea (787 e.v.), abolisce quanto disposto precedentemente a Ieria e ripristina l'uso e la devozione per le immagini sacre. ANNO: 800 (e.v.) Il 25/12 il papa Leone III pone la corona imperiale sul capo di Carlomagno, re dei Franchi. In fondo qualche riconoscimento gli era pur dovuto dopo tutto quello che aveva fatto per la Chiesa! Carlomagno, nel 782 d.C., aveva convertito sbrigativamente, alla nuova fede, la Sassonia. Il metodo era stato semplice ed efficace: chi non accettava il battesimo veniva immediatamente decapitato alla presenza, confortante et benedicente, dei prelati rappresentanti la chiesa romana. Circa 4500/5000 Sassoni furono cos sterminati in pochi giorni. Si era scornato contri i mori ed i baschi a Roncisvalle. Per proteggere la Chiesa e convertire le masse era venuto alle mani con longobardi, bavaresi, frisoni ed ungari e li aveva devotamente massacrati. Aveva fissato i confini dello stato clericale, incorporando in questo fantomatico regno l'Italia centrale e una buona parte di quella settentrionale. Naturalmente si tratt di una grandiosa buffonata. Il fatto stesso che l'imperatore ricevesse la corona dal papa era una prova, per i giuristi filo-pontifici, che il Potere Spirituale era superiore al Potere Temporale. Tardivo sussulto di malintesa ierocrazia. Basandosi su questo ragionamento il papa si oppose (o cerc di controllarla), per tutto il Medioevo ed oltre, all'autorit dei vari imperatori fomentando situazioni di disordine e di torbidi interni. ANNO 853 (e.v.)
In questo anno pare che il soglio di san Pietro sia stato occupato da una donna: la fantomatica Papessa Giovanna che assunse il nome ...d'arte di Giovanni VIII. Nascondendo la sua natura sotto abiti maschili, diventa segretario particolare di Leone IV(?) che, alla sua morte, la designa come successore. Resa incinta da un suo amante, nasconde la sua gravidanza, ma finisce col partorire in mezzo alla strada, durante una processione. Il popolo romano, sdegnato, la riduce in poltiglia. La chiesa, a partire dal suo successore Benedetto III, ha fatto il possibile e oltre per cancellarne la memoria e tramandarla ai posteri come una leggenda. Resta il fatto che in S. Giovanni Laterano esiste una sedia di marmo bucata con la 293

quale, in tempi andati, si controllava il sesso dell'erigendo papa. (Fonte: Guglielmo di Occam)

ANNO: 865 (e.v.) Viene ufficializzato dal papa Nicola I il "nuovo canone" della religione cristiana. E' una ulteriore elencazione di libri da recepire o da ritenere come fondamentali per il credo cattolico. Viene formalizzato anche l'elenco dei libri da rifiutare e da distruggere perch non conformi ai principi teologici ortodossi. ANNI 891-905 (e.v.) Il 6/10/891 viene eletto papa Formoso (I?), deceduto il 4/4/896 a Roma. Di lui si sa poco; quello che certo che deve averne combinate di tutti i colori, durante il suo breve pontificato, tanto che i successori non hanno esitato a prendersi qualche postuma soddisfazione. Nell'896, il nuovo papa Stefano VI, lo fa riesumare, trascina il suo cadavere davanti ad un sinodo (sinodo cadaverico) e lo fa condannare (per cosa? Forse era diventato papa senza averne diritto?) e gli fa mozzare 3 dita. Dopo di che il cadavere viene buttato nel Tevere, poi ripescato e riseppellito. Ma non finita! Nel 905, il nuovo papa Sergio III ci riprova; fa di nuovo riesumare il cadavere, lo fa rivestire con i paramenti pontificali e nuovamente processare. Alla fine la carcassa viene decapitata, mutilata di altre 3 dita e ancora gettata nel Tevere. La storia di santa madre chiesa fatta anche di queste piacevolezze!!! ANNO 910 (e.v.) In Borgogna viene fondata l'abbazia di Cluny. Godendo di forti protezioni, questi monaci avranno in seguito una notevole influenza sulle politiche papali. ANNO: 965 (e.v.) Il papa Giovanni XIII condanna a morte 24 cittadini romani che si erano ribellati alle sue assurde imposizioni.

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ANNO: 1000 (e.v.) E' un anno fatidico, inquietante e di ...grandi abbuffate per il clero. Terrorizzando il popolo bue con oscure, apocalittiche profezie che prevedono per questo anno la fine del mondo (Mille e non pi mille!), molti sprovveduti cercano una estrema via di salvezza mediante donazioni e lasciti alla chiesa che garantisce loro, ovviamente, un posto in paradiso.
La fantasia dei preti per arraffare quattrini agli sprovveduti ha dell'incredibile! L'ultima trovata, di pochi anni fa, stata quella di pretendere dal Comune di Roma, la destinazione al "sacro ventre di nostro signore", delle monetine gettate dai turisti nella ...Fontana di Trevi.

ANNI: 1030-1099 (e.v.) Il culto della Madonna ha stentato molto ad affermarsi anche a causa delle sciocchezze formulate a Efeso nel 430. Dopo le prime sollecitazioni risalenti al III Secolo, ad opera di Teodosio II, solo in questo secolo che la devozione per la Madonna con il Bambino si consolida. E' una tardiva ripresa di un mito risalente al culto di Horo, in parte gi recepito dalle sette gnostiche e poi trascurato e passato in secondo ordine e quindi poco seguito. Per motivi mai spiegati molte delle madonne nate in questo periodo sono dipinte di nero. Oggi, di queste madonne nere se ne contano oltre 400, sparse un po' ovunque.
INSERTO 22 - La Donna e la Chiesa Maria come ideale di modestia, di grazia, di verecondia e di umilt viene additata come modello di vita per tutte le donne (escluse naturalmente quelle che, animatrici della porno-teocrazia di Roma, bazzicano nelle alcove dei papi e dei prelati; basterebbe qui ricordare i generosi, disponibili e benedetti grembi di Teodora e Marozia de' Teofilatti). E' l'ennesimo tentativo di supremazia maschilista sulla donna, soggiogata all'autorit paterna, fraterna e del marito. La donna sottomessa, priva dei propri slanci e delle proprie ambizioni, diventa una bestia da ingravidare per generare altri citrulli da aggiogare al carro della chiesa. L'idea che la donna (la met del genere umano!) sia un essere inferiore ed indegno, da trattarsi alla stregua di un animale, ha origini antiche, riportate nella Bibbia e riprese poi dalla teologia cristiana. Secondo questa teologia, il destino della donna di obbedire, servire l'uomo e stare in silenzio. Tutto questo perch, secondo quella massa di untuosi cretini, definiti padri della chiesa, stata la donna a cedere alle tentazioni del serpente e a indurre l'uomo al peccato. Paolo a questo proposito non scherza. Nella lettera 1 a Timoteo 2,11-15, alquanto perentorio: "La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, n di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in 295

atteggiamento tranquillo. Perch prima stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potr essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carit e nella santificazione, con modestia". Anche Tertulliano da Cartagine (160-225 e.v.) non ha dubbi: "E non sai di essere Eva? In questo mondo ancora operante la sentenza divina contro codesto tuo sesso: necessario che duri anche la condizione di accusata. Sei tu la porta del diavolo, sei tu che hai spezzato il sigillo dell'Albero, sei tu la prima che ha trasgredito la legge divina, sei stata tu a circuire colui che il diavolo non era riuscito ad aggirare; tu, in maniera tanto facile hai annientato l'uomo, immagine di Dio; per quello che hai meritato, cio la morte, anche il figlio di Dio ha dovuto morire: e hai ancora in animo di coprire di ornamenti le tue tuniche di pelle?" E ancora Filone di Alessandria (I sec. d.C.): "Poich il progresso non altro che la rinuncia al genere femminile che viene trasformato in maschile; poich il genere femminile materiale, passivo, corporeo e percettibile ai sensi, mentre quello maschile attivo, razionale, incorporeo e pi affine alla mente e al pensiero." Occorre anche rammentare che per gli ebrei misogini le mestruazioni erano ritenute una grave impurit, per cui le donne in ciclo dovevano indossare particolari sonagli. (Lev. XV 19 agg.) Origene era talmente terrorizzato dal diabolico pericolo del fascino femminile da arrivare ad amputarsi da solo i testicoli. Questa pratica (autocastrazione) venne in seguito proibita dal Concilio di Nicea (325), ed stato un vero peccato, viste le tendenze dei nostri "padri" moderni nei confronti dei loro parrocchiani minorenni. Nei secoli seguenti alcune donne verranno santificate, per motivi di contingente opportunit e convenienza (anche al cavallo si da lo zuccherino per tenerlo buono), ma l'idea della naturale inferiorit della donna tuttora dominante. E' curioso come nel corso dei secoli i pittori abbiano sempre dipinta la madonna con i capelli biondi; essendo una ebrea palestinese avrebbe dovuto essere di carnagione e di peluria scura. Dobbiamo arrivare al XIX secolo per osservare una rinascita dei culti dedicati alle dee, ad esempio la religione Wicca, che si basa su di un equilibrio di parit tra il dio e la dea, ridonando al donna le sue originarie prerogative. Naturalmente la chiesa corsa ai ripari definendo il movimento Wicca come "stregoneria bianca". L'ultima tesi sostenuta per l'emarginazione della donna quella di Luitzen Egbertus Brouwer (Olandese, 1881-1966. Autore di alcuni testi sull'Intuizionismo e Teoria del Punto Fisso). Brouwer era un filosofo che ha vissuto e prosperato all'ombra del nazismo; uno dei pochi tollerati dal cattolicissimo Hitler. Negli anni 30 del secolo scorso aveva colto il plauso della Germania nazista con la seguente dichiarazione: L'usurpazione di un qualunque lavoro da parte della donna lo degrader automaticamente ed inesorabilmente, rendendolo ignobile. Quando tutto il lavoro produttivo sar reso oscuro ed ignobile dal socialismo, verr svolto esclusivamente da donne. 296

Nel frattempo gli uomini occuperanno il loro tempo secondo le loro capacit ed attitudini, dedicandosi agli sports, alla ginnastica, allo studio della filosofia, al giardinaggio, alla lotta, ad intagliare il legno ed a tutto ci che all'epoca sar considerato un lavoro nobile, anche giocarsi al tavolo verde quello che le loro mogli avranno guadagnato. Brouwer deve aver letto (e mal digerito) la storia del regno di Butua (Aline e Valcour di De Sade), dove i negroni costringono le mogli a: - lavorare come schiave - soddisfare tutte le loro pulsioni proibite - essere mangiate, tanto per variare la dieta - ed altre amenit del genere. (Rif.725) Figliuol mio, bassa gli occhi a terra, non le guatare, ch'elle son mala cosa. (Boccaccio/Decamerone)

ANNO 1054 (e.v.) Nel 1054 si conclude una grave crisi tra la Chiesa d'Oriente e quella romana. Si trattava di accordarsi: se il pane usato per la comunione doveva essere lievitato (Costantinopoli) o azimo (Roma) se il segno della croce andava fatto da destra verso sinistra o viceversa. Problemi fondamentali e tali da far tremare le vene ed i polsi!! Non essendo pervenuti a nessun accordo la chiesa di Costantinopoli si stacca definitivamente da quella di Roma. (Scisma d'Oriente) In realt, a prescindere dalle stupide motivazioni assunte come pretesto, il motivo vero dello scisma era dovuto alle pesanti ingerenze del papato romano intese ad ampliare la sua sfera di influenza, a spese dei territori controllati dal patriarca di Costantinopoli e, viceversa, dell'imperatore inteso a cercare di controllare tutte le forze religiose del suo reame. Due galli nello stesso pollaio! Le due parti avrebbero potuto dirimere la questione con le armi ma Bisanzio era ormai troppo indebolito per un simile intervento ed il papa non aveva n le risorse n gli uomini necessari. E, neanche a dirlo, segu il solito rituale di reciproche scomuniche, tra Leone IX ed il patriarca Michele Cerulario, con invocazioni, allo stesso Dio, di annientare il rivale. Con una strana forma di rivalsa, il clero cattolico bandisce l'uso delle forchette, assai diffuso nel Vicino Oriente, additando l'utile posata come simbolo e strumento del demonio. L'uso della forchetta a tavola costituiva peccato riscattabile pagando tre messe. Pu sembrare incredibile ma questa proibizione si protratta sino al 1600.
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ANNO 1074 (e.v.) Il papa Gregorio VII, in opposizione al movimento nicolaita da sempre favorevole al concubinato e al matrimonio del clero, decreta il celibato dei preti. La cosa solleva un'ondata di proteste da parte di tutto il clero. Sar necessario reiterare il decreto, con varie motivazioni e nel corso di diversi concili.
La permanenza in monasteri, conventi, seminari di struttura strettamente monosessuale ha, da sempre, prodotto deviazioni di tipo omosessuale che, solo recentemente hanno cominciato ad essere largamente note e, talvolta, apprezzate. In fondo stata la chiesa a suggerire i ...Pacs, o i Di.Co. che oggi osteggia.

ANNI 1095-1291 (e.v.) Il papa Urbano II, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle, d inizio ad uno dei pi spregevoli e miserabili misfatti di "santa madre chiesa": le crociate. Susseguitesi, con alterne riprese, sin verso l'inizio del 1300, produrranno qualche milione di vittime. Bande di delinquenti, banditi, assassini, grassatori, tagliaborse e nulla-facenti guidati da nobili farabutti in cerca di facile bottino e provenienti da tutta l'Europa cristiana, si dirigono verso la Palestina con lo scopo conclamato di "liberare" i luoghi santi e, a modo loro, ...ci riescono. Come cavallette attraversano molti paesi europei, lasciandosi dietro una spaventosa scia di sangue trucidando, en passant e un po' ovunque, dai 12000 ai 15000 ebrei, di cui si rammentano: - 800 vittime a Worms (Germania) - 700 vittime a Magonza (Germania) - 4000 ungheresi nonch migliaia di vecchi, donne e bambini bruciati vivi nella citt turca di Nikaia. Ma non basta: il 3 Giugno 1098, dopo la conquista Antiochia, di Marra ed altre localit, il massacro viene esteso ad altre migliaia di vittime, con casi di cannibalismo ad opera delle stesse schiere cristiane. Alla fine giungono finalmente a Gerusalemme dove, nel 1099, il governatore (musulmano) della citt tratta la resa con i fanatici del papa, a condizione che venga comunque risparmiata la popolazione civile. Neanche a dirlo! Appena entrati in citt i crociati sfogano i loro istinti bestiali stuprando, violentando, uccidendo e distruggendo tutto ci che si para loro inanzi. Moschee e sinagoghe diventano il teatro di un immane massacro e, alla fine, i
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"soldati di cristo" si riuniranno per un solenne Te Deum cosparsi e immersi nel sangue dei massacrati. E dopo avranno l'enorme soddisfazione di dichiarare: "Tutto ci che respirava nella citt stato eliminato" Un cronista dell'epoca (Albert Aquensis) riporta: "...e la davanti (al Tempio) si svolse una tale mischia cruenta che i cristiani si trascinavano nel sangue dei nemici fino alle nocche dei piedi ... le donne, che avevano cercato scampo negli edifici alti e nei palazzi turriti, furono buttate gi a fil di spada; i bambini, anche i neonati, li tiravano a pedate dal petto delle madri, o li strapavano dalle culle, per poi sbatterli contro i muri o le soglie." Per contro, Guglielmo di Tiro arcivescovo, dichiarava tutto soddisfatto: "...felici, piangenti per l'immensa gioia, i nostri si radunarono quindi dinanzi alla tomba del nostro salvatore Ges, per rendergli omaggio e offrirgli il loro ringraziamento." Le stime per Gerusalemme sono incerte, si presume che 40000/70000 persone siano state massacrate nel solo mese di Luglio '99: in maggior parte donne e bambini.
Per inciso, e vale per tutta questa succinta cronologia, occorre ricordare che la "caccia all'ebreo" a cura dei "volenterosi" cristiani non ha mai avuto soste. Per la maggior gloria di dio, si calcola che dall'anno 1000 e sino all'anno 1890 circa, sia mediante cacce vere e proprie o con progroms ed altre pie scuse, i devoti cattolici unitamente ai protestanti, agli ortodossi ed altre bestie del genere hanno sterminato almeno 500000 ebrei sparsi un po' ovunque. Di fronte a questi santi esempi il cattolico Hitler poteva essere da meno?

ANNO: 1119 (e.v.) In questo anno viene fondato l'Ordine dei Cavalieri Templari, ufficialmente con lo scopo di fornire scorta e protezione ai pellegini che si recano in Terra Santa. Inizialmente l'ordine godette della protezione del monaco Bernardo di Chiaravalle (istigatore delle crociate e poi santo) che ne dett la Regola. (Rif.376) Ma Bernardo infaticabile. Riesce a convincere i tedeschi a varcare l'Elba per convertire gli idolatri slavi al convincente grido di "Battesimo o morte", istituendo altri ordini cavallereschi di monaci-guerrieri (TeutoniciOspedalieri-Portaspada), estremamente agguerriti e determinati nelle loro imprese. A tempo perso, manda anche al rogo chi non d'accordo con le sue politiche, e cio Arnaldo da Brescia e Gilberto da Porrata, tanto per citare i pi noti.
Lo sapevate che Bernardo si vantava di aver avuto il privilegio di succhiare il latte dal seno nudo della Madonna? (Lactatio Bernardi) 299

ANNI DAL 1145 AL 1191 (e.v.) La caccia agli ebrei da parte dei devoti cattolici non conosce sosta: - nel 1145: 120 a Colonia e Spira (Germania) - nel 1146: 100 a Sully e Ramerupt (Francia) - nel 1171: 18 a Blois (Francia) - nel 1191: 100 a Bray-sur-Seine (Francia) ANNO 1182 (e.v.) L'onda lunga del Scisma d'Oriente (1054) si abbatte nuovamente su Costantinopoli La citt ospita ora numerose colonie di mercanti latini (veneziani, genovesi, pisani, amalfitani) che non prendono troppo sul serio le regole del clero ortodosso, per quanto riguarda la natura del pane (azimo o lievitato) e altre sciocchezze religiose. Gli ortodossi insorgono e "devotamente" massacrano migliaia di esponenti della chiesa di Roma. In realt si trattato di far fuori una concorrenza agguerrita che stava ormai occupando troppo spazio nell'ambito mercantile della citt. ANNI: 1200 e oltre (e.v.) Agli inizi del secolo Costantinopoli era talmente piena di reliquie da far pensare che esistesse una vera e propria industria con le sue fabbriche. Ed in effetti di questo si trattava. Costantinopoli era un passaggio obbligato per i Crociati/Pellegrini che andavano o venivano dai territori siro-palestinesi (meta: Gerusalemme), tutti desiderosi di portarsi a casa una testimonianza della loro impresa. Economicamente parlando, vista l'esistenza di una insistente domanda di mercato, era inevitabile che l'offerta si organizzasse, inizialmente a spese dei citrulli e poi dei furbi e degli speculatori che avevano fiutato l'affare. Ebrei, veneziani e sopratutto genovesi, dopo la batosta del 1182, nuovamente ben sistemati nei loro quartieri, cominciarono a darsi da fare. Si producevano a ritmo serrato reperti facili da imitare, ma non solo quelli: Lettere scritte da Ges, di proprio pugno Frammenti dell'oro portato dai Magi I cesti (12) che erano serviti alla raccolta degli avanzi, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci Troni di Davide, riccamente lavorati
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Le trombe di Gerico Cataste di tavole rudimentali provenienti dall'Arca di Noe Corone di spine Frammenti e chiodi della vera croce Tuniche e mantelli di Ges Canne della flagellazione Spugne (un po' secche) che si dicevano imbevute di fiele ed aceto Tozzi di pane avanzati nell'ultima cena Peli della barba di Ges Vesti di Maria Piume dell'Arcangelo Gabriele, (strappate dalla coda di infelici volatili) Ossi di "questo" o di "quel" personaggio Frammenti della mangiatoia di Betlemme Tante lance di Longino da armare una legione Ecc., ecc., ecc. Tra gli articoli pi costosi, che pochi potevano permettersi, c'erano gli "autentici" prepuzi della Circoncisione di Ges. Costosi perch era difficile procurarsi prepuzi di neonati senza rischiare la galera e poi dovevano essere mummificati/essicati e confezionati in pregiati contenitori di cristallo, oro e pietre dure. Se ne ricordano un paio giunti in Europa, in epoche anche diverse, e proposti, per qualche secolo, alla adorazione dei fedeli a Calcata (Viterbo) e a Puy-en-Velay (Francia). In questo periodo si ritiene siano state confezionate almeno 26 "autentiche" Sindoni. Viceversa un articolo che proprio non "tirava" erano le giare della trasformazione dell'acqua in vino: troppo pesanti, ingombranti e fragili da trasportare. Si diceva: Chi vuol fare fortuna a Costantinopoli vende reliquie, chi vuol farla tornando a casa le compra per poi rivenderle. Infatti qualsiasi stupidaggine arrivasse in Europa, trovava subito qualche vescovo compiacente pronto ad "autenticarle" per poi rivenderle a qualche ricco babbeo, oppure a collocarle nelle varie chiese come specchietti per le allodole. (Rif.710,757,***) Intanto, in questo periodo, a Roma i fedeli potevano andare in deliquio ammirando in Laterano: L'Arca dell'Alleanza Le tavole di Mos La verga di Aronne Un'ampolla con la manna ....
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Il telo della Veronica Le teste di Pietro e Paolo Un abito della madonna Un vestito di Giovanni il Battista Il tavolo dell'ultima cena Pani e pesci avanzati L'immancabile frammento della croce Il cordone ombelicale e il prepuzio di Ges. I primi quattro reperti erano palesemente ostentati a dispetto e per l'indignazione degli ebrei "deicidi". Oggi non chiara la fine che hanno fatto questi "preziosi tesori". (Rif.***)
Comunque se avete sei euro da buttare (tariffa 2004), e se siete disposti a farvi prendere per i fondelli, potete sempre visitare le Catacombe di S. Sebastiano in Roma dove, alla fine del tour, vi faranno ammirare una delle frecce che aveva trafitto il martire, nonch (e questo veramente interessante) l'impronta dei piedi di Ges su di un sasso della via Appia Antica. Se invece siete propensi al risparmio, potete ammirare gratis le suddette impronte anche in una chiesa poco distante (chiesa del "Quo Vadis?"). Quello che veramente impressiona la lunghezza di dette impronte che, oggi, potrebbe corrispondere in calzoleria, alla misura 48-50; con buona pace dei ...regnanti inglesi. E' stato detto che la fede degli uomini a rendere credibili e venerabili anche le reliquie pi improbabili. Verit sacrosanta! Anni or sono, un giovane, fantasioso imprenditore americano, cavalcando l'onda emotiva causata dalla immatura scomparsa di una grande attrice, ha racimolato un bel po' di quattrini esponendo, nella saletta di un club privato, un paio di mutandine di Marilyn Monroe. Per, dopo qualche tempo, fu costretto a chiudere lo show perch le mutandine erano risultate false. In realt appartenevano a sua sorella che lo aveva denunciato in quanto non voleva dividere equamente i profitti dell'impresa. (Rif.***) Il cattolicissimo Hitler ha speso un sacco di tempo, denaro ed energie per entrare in possesso di una "vera" lama della lancia di Longino, ritenendo che essa, come molti altri "sacri" oggetti, avesse dei poteri occulti. E' stato fortunato nelle sue ricerche, aiutato anche dallo scodinzolante nunzio apostolico che, all'epoca, era gradito ospite nei saloni della Cancelleria del Terzo Reich. Oggi questo straordinario reperto dovrebbe essere ancora conservato nella cattedrale di Braunschweig.

ANNO: 1202 (e.v.) Questo l'anno della quarta crociata e del sacco di Costantinopoli, durante il quale i "devoti crociati", istigati da Innocenzo III, mettono la citt a ferro e fuoco per costringere il Patriarca ortodosso a sottomettersi al volere di Roma
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e soprattutto consentire ai ...mercanti veneziani di occupare posizioni di privilegio nel commercio con i paesi orientali. A chi interessa ancora Gerusalemme e il santo sepolcro, da tempo ormai devotamente spolpati?
INSERTO 23 - Le Eresie Il periodo storico che va dall'anno 1000 al 1400 (e forse sino ai nostri giorni) segnala il fiorire di un numero, difficilmente quantificabile, di una serie di predicatori che la chiesa dichiarer poi eretici, perseguitandoli e uccidendoli "devotamente". Si tratta di predicatori, ingenuamente illusi, determinati a diffondere una nuova concezione di idee in netto contrasto con le abitudini e i costumi del loro clero contemporaneo. In questo periodo, (come da sempre, per chi lo vuol vedere) la chiesa sta mostrando il suo vero volto bugiardo e capezzatore, ostentando con protervia e senza pudore: la ricchezza cumulata dai preti e dal clero in generale la prepotenza dei vescovi la struttura incerta e traballante dell'istituzione l'ignoranza crassa del clero la supersizione l'oscurantismo l'arroganza del potere la negata risposta alle istanze vitali dei fedeli portando con ci ad innumerevoli ribellioni e al nascere di predicatori che (ingenuamente) propongono un ritorno alle origini (comunque false) del cristianesimo. Ricordiamo qui, fra i tanti: il movimento cataro ed il bogomolismo la predicazione valdese Gerardo Signorelli (bruciato nel 1300) che auspicava la povert assoluta tra i preti frate Dolcino da Novara che si opponeva alla decima versata al clero Jan Hus (bruciato nel 1415) che si oppose alla mondanizzazione del clero e tanti (troppi) altri

ANNO: 1208-1255 (e.v.) Il papa Innocenzo III bandisce la "crociata" contro l'eresia dei catari: il re di Francia, fiutando l'affare, raduna parecchie migliaia di cavalieri ambiziosi o disperati che devastano le citt della Francia meridionale e provocano migliaia di morti.
Lo scopo del re di Francia era di impadronirsi dell'attuale sud di questa nazione, allora considerato come un paese a s e tutt'altro desideroso di assogettarsi ai voleri di Parigi. Grazie a questa crociata (combattendo contro la quale verranno sconfitti e moriranno il conte di Tolosa ed il re d'Aragona), il Midi viene cos umiliato, impoverito, devastato e privato dell'autonomia politica, aprendo la strada alla Francia nazionale (che per tutta la modernit seminer guerre e raccoglier tempesta per via delle ambizioni dei propri governanti). 303

La letteratura provenzale, che aveva partorito quelle canzoni che rallegrarono le corti di mezza Europa medievale, fin praticamente di esistere di fronte all'imposizione forzata del francese. Da notare che si recentemente supposto che parecchi trovatori fossero catari, per via del loro cantare l'amore sublimato e masochista che rispecchia l'anelare cataro a dio. (Rif.725)

La setta catara (anche albigesi, dalla citt di Albi nella Linguadoca), allo scopo di rendersi indipendente dalla struttura e dalla burocrazia sfruttatrice della chiesa romana, aveva elaborato una propria teologia, improntata alle idee del pope Bogomil, fondata sul dualismo Dio e Demonio (una ripresa del concetto manicheo del bene e del male). Sviluppatasi rapidamente, gi nel 1167, la setta aveva tenuto un Concilio proprio diretto da un loro papa di nome Niceta. A differenza dei cattolici essi, ritenevano l'uomo portatore di per s stesso di "luce divina" e negavano: la natura divina di Ges la crocefissione e la resurrezione del Cristo la trinit e l'eucaristia l'efficacia della preghiera l'utilit del battesimo, comunione, cresima, estrema unzione e matrimonio l'utilit della gerarchia ecclesiastica Per i catari Ges era un profeta illuminato, sposato con Maria Maddalena, mentre ritenevano Giovanni Battista un demone. I fedeli si dividevano in due categorie: credentes e perfecti. Questi ultimi erano quelli che avevano ricevuto il consolamentum, (battesimo adulto) cerimonia che mondava l'anima dai peccati e obbligava i perfecti ad una vita di astinenza, di privazioni (in estremo: sino alla morte per fame) ed alla predicazione del credo. Si calcola che dal 1208 al 1255 (fine della "crociata") siano stati massacrati in Linguadoca circa 100.000 persone di cui: - 20000 a Bziers - 5000 a Marmande - molti altri in varie localit della Linguadoca. Nel 1244, nella fortezza di Montsgur (Pirenei) i 210 catari, fatti prigionieri, vennero condotti a valle e bruciati in un gigantesco rogo. In Italia si rammentano inoltre i 200 catari arsi vivi a Bagnolo e nell'arena di Verona, ancora nel Febbraio del 1278.
L'interesse intorno alla vicenda dei catari venne risvegliato, negli anni trenta del 1900, da uno scrittore tedesco: Otto Rahn (1904-1939). Rahn, membro delle SS e pseudo-storico, stato l'autore di un libro di fanta-storia la: Crociata contro il Graal che attir l'attenzione dei vertici della gerarchia nazista, 304

sempre a caccia di reliquie a sostegno delle idee nazionalsocialiste e dell'auspicato millenarismo del III Reich. (Vedi anche: lancia di Longino, anni 359 e 1200). Incaricato da Hitler e da Himmler, Rahn fece indagini e scavi dalle parti di Montesgur, alla vana ricerca di questo fantomatico Graal e delle prove dell'esistenza di una "antichissima civilt ariana". Ricerche inutili estese poi anche all'Egitto, al Tibet e al Nord Europa/Artico, sino ai primi anni della II Guerra Mondiale.

In questo periodo prende consistenza anche l'"eresia" valdese, fondata nel 1176 dal mercante lionese Pietro Valdo e che, inizialmente, sfuggir alle persecuzioni trovando rifugio nelle alte valli piemontesi. Valdo stato condannato, per le sue predicazioni, nel 1184 e poi scomunicato nel 1215. ANNI: 1209 e oltre (e.v.) Le crociate non bastano mai!! Nel corso di questo secolo verr creato l'ordine dei Cavalieri Teutonici e verr dato inizio alle Crociate del Nord, con lo scopo di "convertire con le armi" i pagani slavi e baltici. Questi nuovi banditi, armati sino ai denti e sotto l'egida della croce, devasteranno con la consueta ferocia dei cattolici, le regioni dei Balti, dei Livoni e dei Lettoni spingendosi, a volte, anche nei territori russi. ANNO: 1210 (e.v.) Innocenzo III concede a Francesco d'Assisi il permesso di istituire l'ordine dei francescani mendicanti. Nella sua impostazione originale (come chiesa dei "poveri") durer poco. Subito dopo la morte di Francesco, l'ordine si affretter a riformarsi seguendo gli andazzi del tempo: inganno, avidit, cupidigia e sfruttamento dei credenti. (Rif. 820)
Sulla storia e sulle vicende di questo presunto santo ci sarebbe molto da dire. Il "poverello d'Assisi" era tutt'altro che una persona mite, una devota "pecorella di dio". Infatti, alla sua morte, la chiesa si affretter a diffondere un falso testamento spirituale per arginare la sua nuova dottrina, pregna di connotazioni naturalistiche, magiche e druidiche, in grado di infliggere, alla ottusa clericocrazia papale, notevoli danni di immagine e finanziari. Oggi la punta dell'iceberg di questa vorace confraternita rappresentata da S. Giovanni Rotondo, il cui imponente flusso di quattrini fa gola, da sempre, allo stesso Vaticano. Sul suo fondatore, padre Pio da Pietrelcina, il S. Uffizio ha, da tempo, sospettato, intuito una truffa ai danni della stessa Santa Sede che cerca di porvi 305

rimedio. Malgrado il sospetto di truffa (per gli sprovveduti: truffa dell'acido fenico e della tintura di iodio), il "padre Pio" stato recentemente proclamato santo. Come si pu resistere all'imponente flusso di quattrini che, annualmente, si riversa nelle casse degli astuti frati?

ANNO: 1215 (e.v.) Il IV Concilio Lateranense dichiara la transustanziazione (vecchia pratica cara ai credenti) essere un "dogma" della dottrina cattolica. La transustanziazione una cerimonia "magica", vecchia di millenni, (vedi i culti di Osiride, Mitra, Dioniso, ecc.), mediante la quale un sacerdote trasforma ed attribuisce ad un pezzo di pane (ostia) le stesse qualit, virt e poteri del corpo del dio sacrificale di turno, in questo caso Ges. Lo stesso Concilio stabilisce che la comunione un sacramento e la rende obbligatoria per tutti i fedeli. Nel corso dei "lavori" vengono enunciate anche le prime norme di comportamento per la lotta alle eresie; l'inquisizione (quella dura) alla porte! ANNI 1224-1230 (e.v.) Da tempo ormai diffusa e consolidata l'usanza (chiamiamola cos) di arrostire gli eretici sul rogo. Alcuni sovrani: Federico II, Alfonso X e molti altri servi della chiesa, avevano ufficializzato le necessarie procedure con decreti appositi, non coordinati e spesso in contrasto tra di loro; perci era quasi inconcepibile che, a parit di colpa, qualcuno si accontentasse di applicare, al posto del rogo, il meno impegnativo taglio della lingua o la marchiatura a fuoco. L'intervento della chiesa, nel 1231, metter fine a queste deplorevoli discordanze, creando l'istituto dell'inquisizione dotato di regole ...ben precise. ANNO: 1231 (e.v.) Nasce ufficialmente il "Santo" Ufficio della Inquisizione che trover volenterosi imitatori anche presso la futura setta protestante. A partire da questa data e sino all'inizio del 1800, si calcola che oltre un milione di persone siano state torturate e bruciate sul rogo: Ufficialmente perch ritenute eretiche o praticanti arti magiche e stregoneria Ufficiosamente perch queste condanne comprendevano anche il sequestro dei beni dei condannati a favore della chiesa.
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L'inquisizione e la caccia alle streghe ed agli eretici hanno costituito un affare colossale che ha procurato alla chiesa una incredibilmente solida posizione finanziaria ed immobiliare. L'istituto della inquisizione tuttora vivo e si maschera sotto la "pia" dizione di Congregazione per la dottrina della fede, della quale era prefetto il card. Ratzinger, ora pontefice.
In pratica la chiesa ha reintrodotto l'uso del sacrificio umano agli dei, abbandonato agli albori della storia e rifiutato dalla cultura pagana. Solo che ora non si tratta pi di giovinetti e di vergini; le vittime prescelte per il "sacrificio" sono in genere persone che possiedono qualcosa (ma che non sono abbastanza ricche e potenti per difenderlo) su cui il prete a messo gli occhi e che finir inevitabilmente nelle casse della chiesa. A volte si trattava di poveri disgraziati odiati da tutti per via di assurdi pregiudizi. Raramente la chiesa salver queste persone, in quanto pochi inquisitori, a loro rischio e pericolo, cercavano con seriet le prove della magia e della comunione con Satana. E siccome si d il caso che la magia non esista, ovvio che davanti ad una ricerca approfondita ed accurata, quasi tutti i sospetti venissero a cadere, non potendo disporre di prove oggettive. Solo che in tal caso veniva a cadere anche il "busines", che era poi ci che contava. (Rif.725)

ANNO 1234 (e.v.) Quando si parla di persecuzione degli ebrei, il pensiero corre inevitabilmente a Hitler. Ma lui, poveraccio, non ha inventato niente; da buon "cattolico" non ha fatto altro che applicare la disposizione del Concilio di Arles (1234) che imponeva "l'obbligo agli ebrei di portare su di loro un segno distintivo" Che fosse un marchio o una stella gialla che differenza fa? Nello stesso anno, a Steding (Germania settentrionale), il 27 Maggio 1234, uno pseudo esercito "crociato", massacra cristianamente l'intera popolazione (si stimano da 5000 a 11000 vittime, compresi donne e bambini) che si era rifiutata di sottostare ad una assurda pressione fiscale; almeno cos si dice. Alla fine, per, case e fattorie verranno subito riassegnate a miti e devoti cattolici!!! ANNO: 1240 (e.v.) Nel 1240 l'Europa occidentale fu messa a soqquadro da voci che parlavano di un grande re del lontano oriente che marciava, senza trovare ostacoli, verso l'occidente. I regni islamici cadevano l'uno dopo l'altro sotto il suo dominio. Alcuni
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pensarono che si trattasse dell'arrivo del leggendario "Prete Gianni" che veniva ad unirsi ai re cristiani per distruggere l'Islam. Gli ebrei d'Europa pensarono che il re d'oriente fosse il "figlio di Davide", il re messia e si prepararono con giubilo ad accoglierlo. In effetti il re che stava arrivando era il khan dei tartari (tatari/mongoli) Batu, nipote di Gengis Khan, che port le sua Orda d'Oro sino alle rive del Mar Adriatico. Ma perch si pensava che stesse arrivando un nuovo messia o un salvatore? L'anno 1240 corrisponde all'anno ebraico 5000 e c'era chi riteneva che il messia sarebbe arrivato proprio nel 5000". (R.Hersh) Fascino o magia delle cifre tonde? ANNI 1245-1270 (e.v.) In questi anni imperversa un altro cattolico "d.o.c.": Luigi IX, re di Francia, che verr successivamente (1290) proclamato santo. Si distingue per il suo assurdo bigottismo, come promotore di disastrose crociate e come sadico torturatore di eretici. ANNI 1245-1274 (e.v.) Un nuovo astro fa la sua apparizione nel firmamento della chiesa e partorir la sua "Summa Theologica", ancor oggi un testo fondamentale per le sottigliezze teologiche della chiesa stessa. Si tratta di Tommaso d'Aquino: dottore della chiesa dottore angelico patrono dei librai patrono dei fabbricanti di matite patrono delle universit cattoliche protettore di studiosi e di studenti protettore dai temporali e dai fulmini protettore della castit ed infine detto anche "bue ottuso" per il suo lento muoversi. Comunque, per inquadrare tanto "dottore" basta questa preziosa "perla" ripresa dalla sua Summa Theologica (seconda parte) l'Eresia che recita:
Per quanto riguarda gli eretici, ci sono due cose da considerare, una dal loro punto di vista, un'altra dal punto di vista della chiesa. Coloro per i quali essi non solo meritano di essere separati dalla chiesa colla scomunica, ma anche d'essere cancellati dal mondo 308

colla morte. In effetti, molto pi grave corrompere la fede che falsificare le monete che servono alla vita temporale. Di conseguenza, se i falsi coniatori o gli altri malfattori sono immediatamente messi a morte dalla buona giustizia dei principi secolari, tanto pi gli eretici, specie se sono convinti d'eresia, possono non solo essere scomunicati ma anche, molto giustamente, messi a morte.

ANNO: 1278 (e.v.) A Londra vengono diffuse false accuse di omicidi rituali perpetrati dagli ebrei ai danni dei cattolici. E' un'ottima scusa per impiccare 267 membri della sinagoga. ANNO: 1300 (e.v.) Uno straordinario atto di fede attribuito a Bonifacio VIII: "Io d importanza alla vita di un altro quanto ne posso dare ad un fagiolo. Gli uomini hanno un'anima del tutto uguale a quella delle bestie. Il vangelo insegna pi menzogne che verit; il parto di una Vergine assurdo; l'incarnazione del figlio di Dio ridicola; il dogma della transustanziazione una pazzia. Le quantit di denaro che la favola di Cristo ha apportato ai preti incalcolabile. Le religioni sono state inventate dagli ambiziosi per ingannare gli uomini. Gli ecclesiastici non possono comunicare con il popolo perch la loro fede e la loro credenza non la stessa. L'abbandonarsi ai piaceri sessuali con una bambina o con un ragazzo un atto da considerarsi privo di peccato come stropicciarsi le due mani insieme. Il nostro scopo quello di vendere nelle chiese tutto ci che gli idioti vogliono."
Queste sono le parole di papa Bonifacio VIII (1235-1303) riportate dallo studioso e storico Jean Villani che descrive questo papa come un prete crudele, ambizioso, vizioso, cupido ed egoista. Le parole pronunciate da Bonifacio VIII sono state riportate da Jean Villani (1276-1348) nella sua opera "CRONICA" che scrisse in seguito ad un'idea che gli venne mentre si trovava a Roma per il giubileo (1300) indetto da Bonifacio VIII. Jean Villani, contemporaneo di Bonifacio VIII considerato il maggiore esponente del 1300 della storia fiorentina con tutte le relazioni che Firenze aveva avuto, dai tempi pi antichi ai contemporanei, con il mondo esteriore. La "Cronica" comprende dodici libri. Le parole attribuite a Bonifacio VIII sono in uno degli ultimi libri della serie. Villani non ha scritto in latino ma in italiano. La sua prosa viene ritenuta cos avanzata nello stile letterario da superare lo stesso suo contemporaneo Boccaccio. (E. Montesi)

Ci riprovano!! La chiesa propaganda un nuovo movimento millenaristico (cio una tardiva fine del mondo) per cui un sacco di sprovveduti imbecilli destina i propri beni, mobili e immobili, alla chiesa.
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ANNI: 1307-1313 (e.v.) In questi anni Clemente V, con la complicit del re di Francia Filippo IV (Filippo il Bello), ordina la soppressione dell'Ordine dei Cavalieri Templari (Bolla 1312 Vox in Excelso). Il 13 Ottobre 1307, gli appartenenti all'Ordine (15000), accusati di eresia e stregoneria, vengono arrestati, processati sommariamente e la maggior parte uccisi. Tutte le propriet dell'Ordine vengono sequestrate e finiscono, parte nelle mani della chiesa (ordine dei Cavalieri Ospitalieri) e, il rimanente, nelle tasche di Filippo IV. Il Gran Maestro dell'Ordine, Jacques de Molay, prima di essere ucciso (1314), viene interrogato dall'Inquisizione, inchiodato ai polsi, ad una porta.
Il 21 Gennaio 1793, quando verr giustiziato Luigi XVI, una voce levatasi dalla folla l presente esclamer: "Jacques de Molay, sei vendicato!" (Rif.376)

ANNO 1309 (e.v.) Il papa Clemente V trasferisce, su esplicita e non discutibile richiesta di Filippo IV (il Bello), la sede del papato ad Avignone. La sede ritorner a Roma nel 1377 per iniziativa di Gregorio XI. ANNI: dal 1340 al 1750 (e.v.) Si apre un nuovo perverso businness per la "santa" chiesa: la caccia alle streghe ed agli eretici. Lo scopo era quello di sequestrare ed incamerare i beni delle vittime a favore del clero e di un ristretta minoranza di sicofanti (giudici, delatori, ecc.) Nessun storico mai riuscito a quantificare il numero delle vittime. Si parla di circa 1.500.000 disgraziati, orrendamente torturati, mutilati e bruciati sul rogo. Questo un argomento che ha costituito la base di centinaia di pubblicazioni. Nell'ambito di questo testo ci limitiamo all'inserto seguente per sottolineare ancora la bestiale protervia del clero.
INSERTO 24 - Il Diavolo (Satana) e le Streghe Prima di quest'epoca il diavolo non era mai stato una figura troppo incombente per la massa dei credenti. Malgrado il fatto che moltissimi "dotti" avessero scritto fior di trattati di "demonologia", la massa lo riteneva come una figura paurosa e inquietante con cui, tuttalpi, fare eventualmente i conti se capitava di morire in stato di peccato 310

e senza il nullaosta del prete per l'aldil. L'opera di Dante poteva, al limite, titillare la mente dei nobili, degli aristocratici e di quelli che sapevano leggere ma non certo quella del popolo analfabeta sottoposto alla continua e pressante invadenza del prete. A parte dunque il passato, si pu dire che, a partire dal 1320, la letteratura clericale e gli scritti sul demonio si fanno sempre pi frequenti e puntuali, facendo bene attenzione a mettere in evidenza i complici stessi del demonio, residenti sulla terra, quali streghe, maghi, eretici, apostati, ecc.. Si contano in parecchie decine i testi di questo genere prodotti tra il 1300 e la fine del 1600. Parecchi di questi vennero in seguito ristampati pi volte ed alcuni di essi sono reperibili, ancora oggi, nelle librerie specializzate. Come si pu non ricordare, ad esempio, il Malleus Maleficarum di Sprenger e Kramer, oppure dimenticare autori del calibro di Bernardo Gui, di Nicolau Eymerich, di Claude Tolosan, di Jean Vineti, di Bernardo Rategno, di Jean Bodin, di F.M. Guazzo e di tanti altri che hanno contribuito ad attribuire una immagine bestiale al genere umano; almeno a quello cristiano. Tutti questi autori contribuirono alacremente a definire una figura antropomorfa di Satana, mettendo bene in evidenza, a volte, i suoi strordinari attributi ...sessuali.

E dato che il diavolo, poveraccio, non poteva fare tutto da solo, si pens, ovviamente, di individuare in terra i suoi aiutanti (cio streghe, maghi ed eretici vari) da catturare e punire convenientemente, attribuendo loro poteri diabolici quali il volo notturno, il sabba ed altre fantasiose capacit malefiche. E' stata la naturale, assurda e "redditizia" reazione del prete, a partire dal 1300 e sino all'inizio del 1700, al fatto che l'Europa (ma non solo) sia stata travagliata da una profonda crisi economica ed esistenziale dovuta, prima, alla paurosa peste nera che, a partire dal 1346, ha spopolato tutti i paesi generando conseguentemente una estesa carestia ed una profonda crisi economica, causa di centinaia di sollevazioni del mondo contadino ridotto alla fame; a questo si deve aggiungere l'avvento del luteranesimo, le guerre di religione e la presa di coscienza dell'esistenza di un papato marcio e decadente. Alla domanda che il popolo si poneva: perche dio sordo alle nostre sofferenze? venne facile la risposta: perch il diavolo, suo potente nemico, lo impedisce.

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Divenne allora cosa agevole al prete individuare astutamente gli aiutanti del diavolo in terra e perseguitarli con la tortura ed il rogo incamerando nel ventre della chiesa i beni delle vittime. E' praticamente impossibile stabilire quante siano state le vittime di questa "cristiana" follia. Si ritiene attendibile una stima di 1.500.000 persone, a partire dal 1340 al 1800 e oltre. A seguito si elencano alcuni casi eclatanti, certamente non esaustivi. Per tutto il resto si rimanda ai numerosi studi specializzati riguardanti l'Europa e l'America. - 1416 Como: 300 persone bruciate vive - 1485 Bormio: 41 persone bruciate vive - 1505 Cavalese: 14 persone bruciate vive - 1507 Logrono (Spagna): 30 persone bruciate vive - 1514 Bormio: 30 persone bruciate vive - 1518 Valcamonica: 80 Donne bruciate vive - 1562 Oppenau (Germania): 300 persone bruciate vive - 1562 Wiesensteig (Germania): 63 persone bruciate vive - 1562 Obermachtal (Germania): 54 persone bruciate vive - ecc., ecc., ecc., .... Dopo la vendita delle indulgenze ecco un altro business di tutto rispetto, durato almeno quattro secoli. (Rif. 825)

ANNI: dal 1348 al 1402 (e.v.) A partire da questo anno la peste nera dilaga in Europa con conseguenze devastanti. Diffusa dalle pulci dei ratti neri, si manifester in tre ondate sucessive (sino al 1402) con effetti, sulla popolazione e sull'economia, oggi difficilmente immaginabili. ANNO 1377 (e.v.) Gregorio XI si libera dalla scomoda tutela dei re di Francia e riporta a Roma la bottega di San Pietro. E tanto per mettere le "cose a posto" aizza i suoi mercenari e fa massacrare i 2500 abitanti di Cesena accusati di essere ribelli antipapali. ANNI: dal 1378 al 1415 (e.v.) Ci che accaduto in questi anni difficile e complesso da descrivere ed, in fondo, va oltre le finalit di questa cronologia.
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Diamo solo qualche breve cenno per rammentare la smodata foia di potere assoluto, che sempre stata una costante del clero, e che ha indotto protervi individui a scannarsi vicendevolmente al fine di deporre il loro deretano sul trono di Pietro. Questo periodo passato alla storia come il Grande Scisma d'Occidente sul quale la chiesa ha fatto di tutto per sminuire, mascherare, alterare fatti e motivazioni allo scopo di distrarlo dall'attenzione dei credenti pi allocchi. Visto che il papa dovrebbe essere il delegato del Cristo in terra, allora dobbiamo supporre che il detto Cristo, in questi anni, si sia distratto ed abbia fatto una grande confusione nell'attribuire le sue sante "deleghe". Infatti, in questo periodo si sono avuti, a volte, due ed altre volte, anche tre papi contemporaneamente che, ciascuno dalla propria precaria tana, si sono devotamente combattuti, maledetti, delegittimati, scomunicati ed anatemizzati l'un l'altro accusandosi, a vicenda di essere, ognuno, antipapa all'altro. Solo nel 1415 Martino V (1415-1431) riuscito a rassettare la pattumiera della chiesa, ritornando ad essere unico pontefice. Solo per memoria, ecco un breve elenco dei galantuomini interessati:
NOME A. ELEZ. A. FINE Urbano VI 1378 1389 Clemente VII 1378 1394 Bonifacio IX 1389 1404 Benedetto XIII 1394 1423 Innocenzo VII 1404

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1405 Gregorio XII 1409 1415 Alessandro V 1409 1410 Giovanni XXIII 1410 1415 Clemente VIII 1423 1429 idem 1425 1430

(Rif. 725) ANNO: 1380 (e.v.) John Wycliffe (1328-1384) prete di Lutterworth, nel 1380 traduce la Bibbia in inglese e la consegna alla setta dissidente ed eretica dei "lollardi". La chiesa, che ha sempre osteggiato la lettura libera della Bibbia, non glie la perdona e ancora, nel 1415, durante il concilio di Costanza, ordina che i suoi resti vengano esumati e dati alle fiamme. ANNO: 1389 (e.v.) Circa 3000 ebrei di Praga sono stati macellati da uomini di "provata fede cattolica". ANNO 1391 (e.v.)
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In Spagna (Andalusia) una enorme "purga" si abbatte sugli ebrei qui residenti. Circa 25.000-30.000 vittime, preventivamente marchiate secondo le "sante" disposizioni a suo tempo emanate dal Concilio di Arles (1234 e.v.), vengono in parte ammazzate e le altre ridotte in schiavit. Solo a Siviglia si contano 4000 vittime. ANNO: 1391 (e.v.) La setta valdese comincia a preoccupare la "santa" inquisizione. A Graz (Austria) 100 valdesi vengono impiccati e successivamente bruciati. ANNI: 1400-1450 (e.v.) In questo periodo entra in uso, nella liturgia cristiana, l'ostensorio. Pare sia stato introdotto da Bernardino da Siena (?) ma era, senza dubbio, uno strumento gi in uso presso gli antichi egizi, ai tempi di Akhenaton. Era l'immagine del disco solare, dotato di raggi, simboleggiante il dio Aton. ANNO 1456 (e.v.) Termina l'assedio di Belgrado. Un'altra crociata dei poveri fomentata da Callisto III. Per ripulire e riconsacrare la citt alla "vera fede" vengono sterminati circa 80000 musulmani. Forse la cifra storicamente esagerata, ma questo non toglie nulla alle pie intenzioni dei devoti "missionari", inviati dalla chiesa e capeggiati dal frate Giovanni da Capestrano. ANNI: 1470-1500 (e.v.) Sisto IV, papa dal 1471 al 1484, uno dei pi grandi roditori della storia della chiesa, ha un'idea brillante. Riprendendo alcuni concetti, gi espressi nel Concilio di Lione del 1274 ed in quello di Firenze del 1439, questo re Mida con la tiara istituisce il PURGATORIO A PAGAMENTO, un'area di parcheggio e di decontaminazione delle anime che, in prima battuta, non sono finite all'inferno. Pur nella sua perversione bisogna riconoscere che l'idea rasenta la genialit. Del purgatorio non si sa niente; non si sa quali anime ci siano finite dentro e per quanto tempo ci debbano restare; l'unica cosa certa (lo dice il papa!!) che, con opportune donazioni alla chiesa, si pu abbreviare alle anime il tedio
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dell'attesa, anticipando la loro ascesa in paradiso. Tariffe precise non ce ne sono. Si sa soltanto che acquistando indulgenze pi o meno costose si abbrevia pi o meno incisivamente la permanenza in purgatorio delle povere anime. Su questa trovata gli storici hano versato fiumi di inchiostro e quindi inutile dilungarsi pi di tanto. Si pu solo aggiungere che stato uno dei commerci pi immondi che il prete abbia inventato. Il fiume di denaro finito nelle tasche del papa sintomatico del livello di imbecillit e di plagio a cui le popolazioni erano state ridotte da secoli di feroce superstizione. Il Concilio di Trento (1545-1563 e.v.) garantir l'allegro flusso di cassa confermando questo santo dogma.
Difficile definire l'istituzione del Purgatorio come una ispirazione divina. I vangeli e i padri della chiesa che pure hanno attribuito a Ges un sacco di cose, non ne hanno mai parlato. Ancora nel 1930, il suo successore, Pio X, disponeva di tabelle dove erano indicati i numeri di giorni di purgatorio che gli esponenti della chiesa potevano ipocritamente condonare: 200 i cardinali 100 gli arcivescovi 50 i vescovi

ANNI: dal 1484 al 1498 (e.v.) Pare che questi siano gli anni d'oro dell'inquisizione cristiana. Infatti in questo periodo Tomas de Torquemada (1420-1498) d il meglio di s stesso. Confessore degli "illuminati" sovrani spagnoli si muove come un cane sciolto mandando a morte parecchie migliaia di eretici e di streghe. Tanto sciolto che persino il papa Innocenzo VIII si spaventa e gli ordina di ritirarsi in convento dove finir con lo schiattare nel 1498. ANNI: 1485-1486 (e.v.) A Guadalupe (Spagna) l'Inquisizione manda a morte 49 persone. Altri 31 ebrei sono stati giustiziati a Belalcazar, sempre in Spagna. ANNO 1492 (e.v.) In questo fatidico anno i "cattolicissimi" Isabella e Ferdinando, sovrani di
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Aragona e Castiglia, utilizzando una tecnica ormai collaudata, decidono di "saldare" il loro immenso debito contratto con i banchieri ebrei, scatenando contro di loro l'inquisizione. Molti saranno eliminati ed altri costretti ad emigrare in tutta fretta. Non si mai saputo quanta parte di questa rapina sia finita nelle casse del clero. ANNI: dal 1492 (e.v.) a circa i giorni nostri Se si dovesse dare anche solo un cenno, men che sommario, delle "ignobili piacevolezze" compiute dai Conquistatori Spagnoli e altri, questa cronologia proseguirebbe all'infinito. E' sufficiente questo breve cenno. Istigati da "frati missionari portatori di pace, fede e salvezza eterna", orde di miserabili farabutti ammazzarono, stuprarono, squartarono, rapinarono, fecero sbranare dai cani, torturarono e bruciarono, secondo una incerta stima, circa 150 milioni di nativi (aztechi, maia, incas ed altri). Ripeto: 150 milioni e la stima largamente condivisa! Occorreva per rispettare le regole, una certa procedura in omaggio alla quale, dopo aver fatti prigionieri gli indigeni e prima di ammazzarli, doveva essere letto, in una lingua a loro incomprensibile (lo spagnolo), uno dei pi infami documenti mai partoriti da mente umana: quella cristiana; era il cosidetto REQUERIMIENTO che, tra le altre cose recitava: ...garantiamo e giuriamo, con l'aiuto di Dio e del nostro potere, di penetrare nel vostro territorio e combattervi per sottometervi all'autorit e al dominio di nostra Santa Madre Chiesa... ANNI: dal 1500 al 1600 (e.v.) Ora tocca agli irlandesi. Definiti dai bravi cattolici un popolo di "selvaggi gaelici e animali irragionevoli senza idea di dio e di buone maniere". L'isola viene a pi riprese aggredita da santi conquistatori, tra i quali Humphrey Gilbert, che fece collocare sistematicamente, lungo le strade, decine di migliaia di teste mozzate, monito e gloria del vero dio cristiano. ANNI: dal 1500 al 1713 (e.v.) Non avendo probablmente nulla di meglio da fare, una parte del clero imbastisce una oziosa e secolare diatriba su un argomento quale quello della ...grazia divina.

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Per oltre due secoli i gesuiti di Molina sosterranno la possibilit, per l'uomo di prodigarsi al fine di ottenere da dio la detta grazia. Sull'altra sponda Jansen (Giansenio), basandosi sulle scritture di S. Agostino negher questa possibilit lasciando a dio l'iniziativa di concedere tale grazia. La follia terminer nel 1713 con la distruzione dell'abbazia di Port Royal, ordinata da Luigi XIV, e con la bolla Unigenitus di Clemente XI che abolir il movimento giansenista. ANNI: dal 1513-1521 (e.v.) Leone X, durante il suo pontificato, in un conato di onest ebbe a dichiarare, con una lettera al cardinale Bembo: Tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri pi stretti seguaci. (Rif.760,712,520)
Lettera di papa Leone X al card. Bembo - Archivi vaticani - Corr. Leone X - Vol. 3 - Scaffale 41 - 2 piano inf. Ovviamente il vaticano l'ha occultata, spostata, smarrita o distrutta e ne nega, naturalmente, l'esistenza.

ANNO: 1517 (e.v.) Ha inizio la riforma luterana. Con il sostegno discreto ma risoluto dei governanti di Sassonia, Martin Lutero pubblica le sue 95 tesi che compendiano il rifiuto a seguire ulteriormente i dettami e le imposizioni del papa romano e della chiesa cattolica. Questa decisa presa di posizione l'atto di nascita della nuova setta luterana (protestantesimo).
Ma chi era veramente Martin Lutero? Si trattava di un frate cattolico agostiniano, aggregato all'Universit di Wittemberg che, il 31 Ottobre 1517, decise di ribellarsi alla voracit, all'ingordigia ed alle assurde imposizioni del papato di Roma. Nel fare questo ebbe l'appoggio e la collaborazione di Filippo Melantone, altro ecclesiastico, professore di greco presso l'Universit di Tubinga e poi in quella di Wittemberg. In seguito Lutero ebbe l'appoggio di Andrea Carlostadio, rettore della stessa Universit, che propose ipso facto l'abolizione: dei voti monastici del celibato per gli ecclesiastici della confessione auricolare del canone della messa delle immagini sacre 318

Era ora! Visto che per il clero romano, portare il cibo dell'anima al popolo significava sempre lasciarlo con la pancia vuota; i contadini ed i cittadini, vittime ormai ben conscie di ci, accettarono senza esitare la nuova riforma. La riforma non ebbe, al principio, una vita facile considerata la strenua e feroce reazione del clero cattolico, saldamente incistato nei paesi di lingua germanica. All'inizio ci fu il sostegno della nuova setta ANABATTISTA, poi ferocemente contestata che: rifiutava il battesimo dei neonati, perch riteneva che lo Sprito Santo dovesse essere accettato soltanto dalla cosciente volont del fedele che lo riceveva rifiutava la gerarchia ecclesiastica si riconosceva in comunit i cui pastori venivano eletti dagli stessi fedeli misconoscevano l'autorit dottrinale della chiesa e consideravano la scrittura (Bibbia) come unica fonte di riferimento rifiutavano di obbedire alle autorit secolari e pretendevano fossero le singole autorit cristiane a governare le amministrazioni civiche avversavano la ricchezza e tutte le forme secolari di culto, le immagini sacre, la chiesa e i suoi paramenti, in nome dell'ugualianza di tutti i discendenti di Adamo. (Una nuova forma di teocrazia che port inevitabilmente alla loro eliminazione) Era molto di pi di quanto Lutero e i suoi seguaci si fossero proposti e questo condusse gli Anabattisti ad una rapida decadenza ed alla persecuzione da parte degli stessi luterani. E, alla fine, Lutero rivela s stesso per quello che veramente , con la seguente esternazione: "La ragione nemica giurata della religione e spesso mette in guardia i fedeli dalle sue insidie. La ragione la pi grande nemica della fede; non aiuta mai la spiritualit, ma spesso e volentieri combatte contro il verbo divino, trattando con disprezzo tutto quanto emana da dio. Chiunque voglia essere cristiano strappi gli occhi alla ragione. La ragione dovrebbe essere eliminata in tutti i cristiani". Spero che i cristiani, cattolici e protestanti, non abbiano recepito il messaggio. Quando poi si vuole litigare di motivi se ne trovano mille; per i protestanti divenne manifestazione di fede aprire il guscio dell'uovo sodo dalla parte pi appuntita, mentre i cattolici si fecero un santo dovere di aprire l'uovo dalla parte pi larga. Fare il contrario costituiva eresia!

ANNI: 1531-1534 (e.v.) In Inghilterra, Enrico VIII non ha esitazioni: visto che Clemente VII gli nega il permesso di sposare Anna Bolena, prende il toro per le corna e: si proclama capo della chiesa d'Inghilterra sposa Anna Bolena ricusa i vecovi designati da Roma
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espropria tutti i beni ecclesiastici perseguita in egual misura cattolici e protestanti d origine ad un nuovo culto, simile al protestantesimo: la Chiesa Anglicana.

ANNO 1534 (e.v) In questo anno, su iniziativa di Ignazio di Loyola, nasce una delle pi pestifere e inquietanti consorterie partorite dalla chiesa cattolica: l'ordine dei Gesuiti. Una mafia nell'ambiente mafioso della chiesa. Tant' che nel 1777 la chiesa stessa sar costretta ad abolire l'ordine che la stava praticamente dominando e condizionando. L'ordine venne, alcuni anni dopo, ripristinato su nuove basi. Oggi il capo di questa setta, il papa nero continua ad inquietare le gerarchie vaticane. ANNI: Dal 1534-1549 (e.v.) Peggio di Leone X si comport Paolo III, come riferisce l'ambasciatore spagnolo Mendoza, in termini inequivocabili: Spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altro che il sole, adorato dalla setta Mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto la forma di montone e di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua reincarnazione e della sua resurrezione mettendo in parallelo Cristo e Mitra. Egli diceva ancora che l'adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zaratustra offrivano al loro dio oro, incenso e mirra, le tre cose attribuite all'astro della luce. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine, o meglio ancora d'Iside, che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra, erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo per cui Mitra e Ges erano lo stesso dio. Egli osava dire che non c'era nessun documento valido per dimostrare l'esistenza di Cristo, e che, per lui, la sua convinzione era che non era mai esistito. (Rif. 710)
Se lo dice un papa, poi definito infallibile!!!

ANNO 1536 (e.v.) William Tyndale finisce sul rogo. Si era dedicato per anni a curare la stampa e la diffusione, in diversi paesi, della traduzione inglese della Bibbia.
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ANNI: 1538-1584 (e.v.) Sono gli anni di vita di un singolare personaggio della chiesa: Carlo Borromeo, fatto poi, naturalmente santo. Terrorizzato dal fatto stesso dell'esistenza del genere femminile (!) rifiuter per tutta la vita di avere contatti, pur solo verbali, con le donne anche se sue parenti. Fin qui fatti suoi! Quello che invece preme ricordare il suo accanimento contro gli attori della Commedia dell'Arte; nel corso della sua esistenza costringer centinaia di compagnie di attori a rifugiarsi all'estero dove, per fortuna, molte fecero ...fortuna (specie in Francia), grazie alla loro indiscussa abilit. Si sa, i commedianti corrompono l'anima candida degli spettatori, li distolgono dalle loro devozioni e inducono in loro peccaminosi pensieri: vade retro Satana! A tempo perso promosse anche centinaia di processi per stregoneria (Val Mesolcina) molti dei quali conclusi con i relativi roghi purificatori. ANNO 1541 (e.v.) Dopo un primo, fallito tentativo di Ulrich Zwingli, Giovanni Calvino consolida le posizioni conquistate dal protestantesimo in Svizzera, porta alcune modificazioni e da origine ad una nuova setta, consorella della prima, detta calvinismo. ANNO 1543 (e.v.) Andrea Vesalio, anatomista (e medico di Carlo V e Filippo II di Spagna), ha avuto l'ardire di affermare, nel suo trattato "Fabbrica del Corpo Umano", che le costole del corpo umano sono in pari numero sia nell'uomo che nella donna, in barba a quanto riportato nella Bibbia. Perseguitato dall'inquisizione, dovr lasciare le corti d'Europa e morir di stenti, dopo essere naufragato, sulle coste dell'isola di Zante. ANNI: 1545 - 1563 (e.v.) Durante il Concilio di Trento la chiesa cerca di correre ai ripari contro l'invadenza delle sette protestanti (controriforma). Vengono stabilite le regole per la celebrazione della messa in latino. Prima di questa data, le cerimonie religiose celebrate nelle chiese, salvo poche regole essenziali, erano lasciate alla discrezione dell'officiante. Intanto il clero non si placa: - nel 1545 in Provenza (Francia) vengono massacrati 2740 valdesi
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- nel 1559 a Valladolid (Spagna) 15 protestanti vengono arsi vivi - nel 1559 a Siviglia (Spagna) 14 protestanti finiscono sul rogo - nel 1561 in Calabria, a Guardia Piemontese, San Sisto e Montalto, i cattolici massacrano 2000 valdesi. ANNO: 1555 (e.v.) Con la stipulazione della Pace di Augusta (25 Settembre) l'Europa viene praticamente divisa in due sfere di influenza religiosa, secondo il principio cuius regio eius religio e cio chi comanda stabilisce qual' la religione da praticarsi sul territorio.
Quando i cosidetti cristiani parlano di pace si deve sempre attendere un massacro imminente. Le esigenze del ventre del prete vanno ben oltre quelle del normale buon senso. Puntualmente questa pace sfocer, nel 1618, nella paurosa "Guerra dei trent'anni".

ANNO: 1562 (e.v.) Si manifestano in Francia i primi segni di guerra religiosa tra gli Ugonotti (protestanti/calvinisti) e i cattolici saldamente radicati nel territorio. ANNO: 1568 (e.v.) Il tribunale dell'inquisizione spagnolo ha una straordinaria pensata: stabilisce che vengano "eliminati" tre milioni di olandesi (allora le Fiandre erano sotto il dominio spagnolo) in quanto protestani e ribelli a "santa madre chiesa". In virt di questa decisione circa 5000/6000 eretici verranno devotamente annegati dalle truppe di occupazione spagnole, altri 1000011000 verranno resi schiavi. ANNI: 1559-1571 (e.v.) La pretesa di egemonia culturale della chiesa da origine, in questi anni, ad una delle sue pi proterve trovate: viene istituito e reso operante l'Indice dei Libri Proibiti, che coinvolge non solo gli autori ma anche i detentori dei testi, passibili entrambi d'accusa di eresia. Molti autori supereranno l'impasse affidando la stampa dei loro volumi a stampatori esteri, fuori dai territori cattolici.

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Questo delirante indice stato abolito solo nella seconda met del XX secolo, non perch fosse cambiata l'ottusa mentalit clericale, ma perch l'editoria, sfornando migliaia di titoli ha reso troppo difficoltoso l'aggiornamento di questo vergognoso catalogo. (Pare che la sola editoria italiana sforni, di questi tempi, da 100.000 a 120.000 nuovi titoli l'anno).

ANNO 1569 (e.v.) Il teologo Sigmund Feyerabend, dopo una vita di studi e di ricerche, giunto alla conclusione che lo stuolo di demoni agli ordini di Satana ammonta a 26 trilioni di unit. Rapportati ai circa 6 miliardi di individui che oggi fanno parte dell'umanit, risulta che ognuno di noi, poveri mortali, supporta 4333 demoni. Per questo, a volte, ci sentiamo cos stanchi! ANNO: 1572 (e.v.) Per ordine di Pio V si scatena in Francia la caccia agli Ugonotti (protestanti). Nella sola notte di S.Bartolomeo (24-25 Agosto) vengono scannate circa 20000 persone (10000 nella sola Parigi!). Due anni dopo (1574) anche il capo degli ugonotti, Gaspard de Coligny, verr fatto a pezzi a Montfaucon e gettato in pasto ai corvi. ANNO: 1573 (e.v.) Il vecovo cattolico Jurai Draskovic fa sterminare 5000 contadini croati, in rivolta contro la chiesa. ANNO: 1580 (e.v.) La solerte inquisizione portoghese brucia sul rogo 224 ebrei. ANNO: 1598 (e.v.) Enrico IV, re di Francia, emana l'Editto di Nantes con il quale si sancisce la libert di religione degli ugonotti. ANNO 1600 (e.v.)

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Dopo sette anni termina il processo a Giordano Bruno e il filosofo viene bruciato, il 17 Febbraio, in Campo dei Fiori a Roma. ANNI: dal 1618 al 1648 (e.v.) E' stata chiamata la "guerra dei trentanni". Durante questo periodo cattolici e protestanti, in nome di un dio inesistente ( e perci becero ed indifferente), invocato da entrambe le parti, si sono devotamente massacrati fra di loro, provocando lo sterminio di almeno il 40% della popolazione europea. Nel 1631, nella sola citt di Magdeburgo, rasa al suolo dai devoti cattolici, circa 30000 abitanti (met della popolazione) verranno fatti a pezzi. Questa folle mattanza, scatenata dai preti, termina nel 1648 con la Pace di Westfalia dove vengono ribaditi alcuni dei principi gi espressi nella Pace di Augusta del 1555. Tra una "pace" e l'altra si sono contati quasi 60 milioni di morti. La cifra non certa ma indicativa di dove pu condurre l'assurda sete di potere del clero e dei suoi sicofanti. ANNO 1620 (e.v.) Nel mese di Luglio si scatena in Valtellina una feroce caccia ai protestanti che far 600 vittime. ANNO 1633 (e.v.) Si conclude il processo a Galileo Galilei. Nel corso del dibattito l'accusatore cardinal Bellarmino ha posto le basi per essere poi proclamato santo, con la seguente uscita che ben riassume la fondamentale idiozia su cui poggia il cristianesimo: Affermare che la terra gira intorno al sole come affermare che Ges non nato da una vergine.

ANNO 1655 (e.v.) Truppe cattoliche penetrano nelle valli piemontesi e massacrano 1712 valdesi. ANNO 1656 (e.v.) Il filosofo BARUCH SPINOZA (1632-1677), nel suo "Trattato Teologico324

Politico", considerava il Vecchio Testamento come una raccolta incompleta e corrotta di documenti sulla storia del popolo d'Israele. Aveva notato che nel Pentateuco, che sarebbe stato scritto dal mitico personaggio Mos, si parla anche delle cerimonie di lutto che gli ebrei avrebbero officiato per la morte di quest'ultimo e dei paragoni tra il Mos stesso ed i successivi profeti che ne avrebbero raccolta l'erdit e gli insegnamenti. In buona sostanza Mos avrebbe fatto la cronaca dei suoi funerali. Per l'esattezza Spinoza sosteneva che l'autore del Pentateuco fosse stato Esdra, vissuto almeno mille anni dopo. Nel Trattato Spinoza sostiene che la vera religione consiste nella pratica di una semplice piet e che del tutto indipendente dalle speculazioni pseudo filosofiche e dagli elaborati sistemi dei dogmi, costruiti dai teologi, basati sulla superstizione e sulla paura. Concetti pi che sufficienti per meritarsi una scomunica dai parrucconi della comunit ebraica di Amsterdam. Il Decreto di scomunica del 27/7/1656, riportato in parte, sembra riemergere dall'Alto Medioevo:
Secondo la decisione degli angeli ed il giudizio dei santi bandiamo, scomunichiamo, malediciamo e cacciamo Baruch de Espinoza con la maledizione con cui Giosu maledisse Gerico, con la maledizione con cui Eliseo maledisse i fanciulli e con tutte le imprecazioni che stanno scritte nella Legge. Sia maledetto nel giorno, sia maledetto nella notte, sia maledetto quando si posa, sia maledetto quando si leva, sia maledetto se esce, sia maledetto se entra. ..... Noi ordiniamo che nessuno abbia rapporti orali o scritti con lui, che nessuno lo soccorra, che nessuno rimanga con lui sotto uno stesso tetto, che nessuno gli si avvicini pi di quattro passi, che nessuno legga uno scritto redatto o pubblicato da lui.

Gli ebrei di Amsterdam cercarono anche di assassinare Spinoza che se la cav per un soffio. Fino alla sua morte il filosofo conserv lo spesso mantello invernale lacerato da una coltellata, per fortuna non fatale. Ci furono comunque altri, meno ottusi della comunit ebraica di Amsterdam, che gli offrirono una cattedra all'Universit di Heidelberg, un vitalizio ed anche una pensione offertagli da Luigi XIV (il re Sole). Spinoza prefer continuare nel suo umile mestiere di tagliatore di lenti, morendo di silicosi nel 1677. ANNI: 1664-1729 (e.v.) Il 9 Luglio 1729 l'Europa sconvolta da uno scandalo eccezionale. Il parroco di Etrpigny (Ardenne), Jean Meslier (1664-1729), muore lasciando tre copie del suo testamento, destinato a scuotere la chiesa alle sue fondamenta. Dopo quarant'anni di cura della sua parrocchia, senza mai aver destato sospetti di alcun genere, il prete rinnega il suo credo e chiede scusa ai suoi parrocchiani per essere stato costretto ad ingannarli per quattro decenni. I tentativi da parte della chiesa di bloccare la diffusione del testamento
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falliscono e centinaia di copisti producono copie del documento rivendendole a prezzi altissimi a tutte le corti d'Europa ed ai nobili che potevano permettersi l'ingente spesa. Nel 1733 Voltaire si fa carico di una edizione ridotta del testamento che viene cos universalmente conosciuto. Nel 1937 diverr un testo di riferimento per le scuole superiori e le universit dell'Unione Sovietica. ANNO: 1680 (e.v.) A Madrid l'inquisizione manda al rogo 20 ebrei. ANNO: 1685 (e.v.) Il re di Francia Luigi XIV revoca l'Editto di Nantes e, come conseguenza, circa 500 mila ugonotti abbamdonano il paese. ANNO: 1686 (e.v.) Nel mese di Maggio, truppe cattoliche penetrano nelle valli alpine piemontesi per sterminare i valdesi. Si contano 2000 valdesi massacrati. ANNO: 1691 (e.v.) In Spagna a Maiorca, l'inquisizione condanna al rogo 37 ebrei. ANNO 1697 (e.v.) Uno studente scozzese, Thomas Aikenhead, viene impiccato ad Edimburgo per aver sostenuto le idee di Spinoza sulle origini del Pentateuco. Nello stesso anno 24 protestanti vengono giustiziati a Preslov, in Slovacchia. ANNO 1766 (e.v) Il 1 Luglio 1766, viene assassinato ad Abbeville il Cavaliere Jean-Franoise Lefebvre d'Ormesson, chevalier de La Barre studente di anni 19, colpevole di non aver salutato una squallida processione che stava passando a due isolati di distanza.
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Per questo motivo il cavaliere de La Barre fu condannato: all'amputazione della mano destra al taglio della lingua al rogo a fuoco lento. Il monumento al cavaliere de La Barre, eretto a Montmartre, vicino alla insulsa "bottega" del Sacro Cuore, la dice lunga sulla infinita protervia del clero. ANNI: Dal 1780 ad oggi (e.v.) Ai fini di ci che queste pagine si propongono, e cio: mettere in discussione e negare la reale esistenza fisica di Ges indagare sulla nascita e sullo sviluppo di un culto formulato a tavolino, generato e cresciuto come un parassita sulla carcassa di precedenti culture di stampo ellenistico e latino sottolineare le infinite storture, le prevaricazioni e gli orrori che ne sono derivati in nome di un dio becero e bestiale non necessario andare oltre con questa sequenza temporale. Il resto storia recente e ben nota: dalla breve boccata di ossigeno della Rivoluzione Francese, agli orrori perpetrati nelle ex colonie, alla connivenza del papato con il nazismo, ai campi di sterminio cattolici in Croazia gestiti dai frati di San Francesco, ecc., ecc. La sua sopravvivenza dipende ora, pi che dalle solite bugie, spettacolarizzate dai media ruffiani e dai condizionamenti che ancora riesce ad imporre ai governi nazionali, dalle incredibili ricchezze accumulate nei corsi dei secoli che agiscono pesantemente sulle politiche economiche e finanziarie del mondo moderno: la mafia delle mafie. Occorre solo ricordare che, in data: 18 Luglio 1870

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un protervo e cretino imbecille, conosciuto come Pio IX ha dichiarato la propria "infallibilit". Da questa data ha avuto inizio la lenta ma inesorabile ed inarrestabile decadenza di uno tra i pi perversi sistemi religiosi che mai abbia afflitto l'umanit. Questo grazie anche all'opera di: CHARLES ROBERT DARWIN che con i suoi studi e le sue ricerche (1871) ha praticamente e definitivamente sconvolto, devastato e prosciugato il mare di melma su cui si fondano le tre cosidette "religioni del libro", e non solo quelle!
(Lo sapevate che il Governo del Kansas proibisce l'insegnamento della Teoria di Darwin nelle scuole statali? Invece in Italia, culla di antiche civilt e di clericocrazia, la teoria stata "dimenticata" dai programmi scolastici).

PARTE VI - Le Ipotesi pi Comuni sulla Figura di Ges (JESHU)

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NOTA INTRODUTTIVA Quando si nega coerentemente l'esistenza di dio implicito che venga negata anche l'esistenza dei suoi eventuali figli, in qualsiasi modo generati e quindi ogni credoreligione-castello di carta viene automaticamente relegato nel mondo delle ...fiabe. Tuttavia, nel corso dei secoli, illustri personaggi: filosofi, storici e razionalisti si sono prodigati a sottolineare la falsit della religone cristiana (e altre), prescindendo dall'esistenza o meno di dio; eccezion fatta per l'Holbach e alcuni altri, tra i quali Voltaire che si definiva "deista". Si ha l'impressione che alcuni di essi fossero pi che altro anticlericali piuttosto che razionalisti e atei. Nello svolgimento dei capitoli precedenti stato assodato (almeno sperabile) come il cristianesimo sia una grandiosa bufala costruita raccattando concetti, bugie ed assurdit dalle pattumiere di precedenti religioni che non hanno resistito al tempo e sono scomparse. A questo proposito citiamo nuovamente: THOMAS PAINE: "Quando i mitologisti della chiesa fondarono il loro sistema, essi raccolsero tutti gli scritti che poterono trovare e li rielaborarono a loro piacimento". (Rif.342) Malgrado ci, molti valenti studiosi si sono ultimamente dedicati alla ricerca di un altro ipotetico personaggio "ispiratore e fondatore", in sostituzione di quel Ges, ormai obsoleto, che il clero afferma essere il figlio di dio e il padre del cristianesimo. Nel fare questo stato difficile per tali studiosi evitare di cadere nella "trappola flaviana" per l'ovvio motivo che non esistono altri riferimenti (salvo scarsi accenni) sui fatti che sarebbero accaduti due mila anni or sono, in una miserabile contrada chiamata Palestina. E' ormai scontato e risaputo come il clero, nel corso dei secoli, abbia falsificato, manipolato, cancellato e modificato tutto quello che poteva dare fastidio e mettere in forse i "sacri principi" sui quali protervamente si mantiene. Resta Giuseppe Flavio con i suoi "corposi" resoconti. Ora, perch i testi di Giuseppe Flavio: a) dovrebbero essere attendibili e b) essere miracolosamente sfuggiti alla foja censoria del clero? Niente lo giustifica, nessun valido motivo. Tanto per indenderci, Giuseppe Flavio era il solito giudeo opportunista, venduto, traditore e ruffiano al soldo dei romani; quello che ha scritto a Roma , in fondo, la storia scritta su commissione e secondo l'ottica dei vincitori, che lo pagavano; altrimenti sarebbe stato cacciato. I Romani, nel corso della loro espansione, hanno conquistato il loro impero, non certo per portare la civilt ai barbari, ma semplicemente per raccattare tributi, imposte, risorse e prodotti a buon mercato atti a mantenere la bella vita dei crapuloni e degli sfaccenfati di Roma;

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durante tale espansione, numerose forme di ribellione alle imposizioni dei nuovo padroni, vennero a galla ed alle quali pochi storici hanno dato importanza, salvo per i fatti della Palestina che nel corso dei millenni ha brillato per la sua immaginazione nel creare e ricreare divinit, ognuna pi assurda dell'altra. Quindi tutti gli sforzi e le fatiche per ridefinire una figura di Ges piu attendibile sul piano umano e meno smaccatamente bugiarda di quella che la chiesa ci propina, sono lodevoli ed apprezzabili ma, vista la precariet delle fonti, restano comunque e, per ora, delle IPOTESI. Oltretutto, cos facendo, si corre il rischio di portare acqua al mulino della chiesa. Si visto recentemente con quel furbone di J.Ratzinger che ha dato alle stampe il suo patetico lavoro: Ges di Nazareth, dove con poco fiato e a denti stretti, dice e non dice che, forse, il figlio di dio era un esseno. Devastante "effetto Qumran"?! Attenzione: basta un niente; o, meglio basta un dogma. Con questo facile e puttanesco strumento una mignotta beduina ridiventata vergine, ascesa (tardivamente) in cielo, il papa diventato infallibile, il limbo stato abolito, Ges potrebbe diventare qualsiasi altra cosa, ecc., ecc. Il fatto che saranno solo in pochi ad accorgersene. Gli altri, i pecoroni, continueranno ad andare in chiesa "ad adorare un pezzo di pane."

Dopo questa necessaria nota introduttiva vengono riportati alcuni tra i pi recenti studi sull'argomento. UNA IPOTESI SULLA NASCITA DI JESHU Il 7(a.C.) vale a dire il 747(a.u.c.) l'anno in cui, con molta probabilit, sarebbe nato Jeshu ben Yoseph (= figlio di Giuseppe). A parte l'indicazione patronimica, non si sa praticamente nulla sulla identit dei genitori e degli altri suoi ascendenti; probabile fossero originari di Gamla (Gamala). Inoltre opportuno rammentare che a quell'epoca il nome Ges e/o Giosu era molto comune (Yehosu in ebraico, Yesu in aramaico). Molti di essi erano sacerdoti, altri ribelli e fuorilegge. (Rif. 995) Questa una ipotesi sugli ascendenti ed affini del Jeshu che ci interessa, costruita in base alle innumerevoli congetture che circolano sull'argomento. E' una ricostruzione ipotetica e come tale va considerata e criticata. Jeshu risulterebbe discendente da una importante famiglia della Palestina settentrionale, stabilita a Gamla, nel Golan.
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La famiglia si considerava erede del diritto dinastico al trono d'Israele, usurpato prima dagli Asmonei e poi dagli Erodiani; i suoi membri si ritenevano diretti discendenti di Davide.
(Davide ?) : : : Aristobulo II(?) : Ezechia : | : Giuda (.....) (.....) Jair (Il Galileo) | | (Giairo) |__________| |__________| | | (Jeshu(g)=Giovanni(a))___ | | | | | | | Simone-|(b) | |-Eleazar | | |(Lazzaro) Giacomo-|(c) | | | | | Giacobbe-|(d) | |-Thamar (Taddeo)| | | (Marta) | | | Giuda-|(e) | |-Myriam | | | (Maria) Menahem-|(f) | | | | | | | | | | | (2 figlie)-|(?) | | | | | | | | | | | | | (M.di Betania?) | |____________(M. Maddalena?) | (M.di Magdala?) |__________________________________| | (Figli?) : :

Quello che forse rimarr sempre un mistero il nome della vera madre di Jeshu. Con chi era sposato Giuda il Galileo? Secondo una interessante ipotesi recentemente formulata (e mai smentita) dallo studioso Luigi Cascioli (Rif. 760), questo autore individua nei sei figli di Giuda il Galileo (a/g) i componenti di una banda di ribelli (boanerghes = figli della vendetta) che oper in territorio palestinese, con lo scopo di coinvolgere la popolazione in una ennesima rivoluzione, finalizzata a liberare la Palestina dal dominio romano e mettere sul trono di Gerusalemme uno dei discendenti (Giovanni/Jeshu?) della stirpe di Davide. La stessa ipotesi stata recentemente confermata anche dallo studioso e
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ricercatore Giancarlo Tranfo. (Rif. 855) Anche R.H. Eisenmann, gi negli anni 80 del secolo precedente, aveva accennato a tale possibilit, individuando in Gamala il possibile luogo di nascita di questo presunto messia. (Rif. 343) In particolare Simone (b) era noto anche come Barjona (il Latitante) o come Kefas (Pietra) per la sua imponente corporatura. Secondo Giuseppe Flavio, sia Giacomo(c) che Simone (Kefas)(b) furono crocifissi, fra il 44 e il 46 (e.v.), dal procuratore di Tiberio, per costituzione di banda armata e incitazione alla rivolta contro l'autorit dell'Impero. L'appellativo di Nazareno (come nativo di Nazaret) fu adottato dalla chiesa nel IV secolo per motivi di opportunit. In realt Jeshu era detto Nazireo, cio appartenente alla comunit dei Nazirei, anch'essa impegnata nella propaganda contro la dominazione romana. Tale attivit si concretizz appunto nella costituzione di una banda di autonomisti (boanerghes) alla quale aderivano Jeshu e i suoi sei fratelli. Sulla base di questa ipotesi Pietro non pu essere stato il primo papa della cristianit essendo stato giustiziato a Gerusalemme almeno 18 anni prima. L'assenza di Jeshu dalla scena palestinese, durante la sua adolescenza, ha dato origine ad innumerevoli ipotesi. In questo lavoro ne sono state prese in considerazione solo due: Ipotesi del viaggio Ipotesi di Qumran tutte riportate e riferite agli anni della vita del Nazareno. Ovviamente ognuna di esse esclude l'altra e si basa sul presupposto che il personaggio sia realmente esistito.

IL VIAGGIO DI JESHU La partenza di Jeshu. (Anni 13) Jeshu entra nella pubert. Un principe indiano, Ravanna d'Orissa, propone ai genitori di condurre il ragazzo in India, per un adeguato periodo di studio e di formazione. Lo conduce pertanto a Puri, citt dell'Orissa, nel Golfo del Bengala, dove Jeshu inizia lo studio dei libri sacri della religione induista (Veda), presso il tempio di Jagannath, accanto al sacerdote Lamaas Bramas. (Rif. 235,350,358)

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E' molto probabile che, dopo la batosta subita da Giuda il Galileo (nel 7 e.v.), la famiglia abbia pensato di mettere al sicuro i suoi rampolli, spedendoli in terre lontane, fuori portata dalle ritorsioni delle truppe romane. Che poi Jeshu sia finito a Puri, nel Bengala, un'idea ragionevole, sostenuta da alcuni autori, ma tutta da dimostrare. (Rif. 185)

Jeshu a Benares. (Anni 17) Terminati gli studi a Puri, Jeshu, accompagnato dal sacerdote Lamaas, viaggia atraverso la pianura del Gange sino a Benares. A Benares inizia lo studio dell'arte medica con un guaritore del luogo di nome Udraka. (Rif. 235,350,358) Morte di Yoseph. (Anni 20) Una carovana, proveniente dalla Palestina, informa Jeshu sulla morte del padre Yoseph. Jeshu scrive una lettera indirizzata alla madre e la fa recapitare tramite un mercante diretto a Gerusalemme. (Rif. 235,350,358) Problemi a Benares. (Anni 20) Jeshu si fatto notare dai sacerdoti locali per le sue idee rivoluzionarie che vanno contro le tradizioni e gli interessi locali. Jeshu, con i suoi discorsi, in netta opposizione ai privilegi dei sacerdoti ed al sistema delle caste. I suoi insegnamenti sono considerati scandalosi e lo si accusa di frequentazioni discutibili: cortigiane e ladri. (Rif. 235) Congiura dei sacerdoti. (Anni 20) I sacerdoti di Benares decidono di liberarsi di Jeshu e pertanto sovvenzionano un sicario per ucciderlo. Avvertito in tempo dal compagno Lamaas, Jeshu fugge verso le regioni himalayane. (Rif. 235,350,358) Jeshu a Kapavistu. (Anni 21) Fuggito da Benares Jeshu giunge nella citt di Kapavistu e viene ospitato dal sacerdote Vidyapati, presso il tempio buddista della citt. Durante la permanenza conosce anche il monaco Barata Arabo. (Rif. 235,350,358) Verso il Tibet. (Anni 22) Jeshu lascia Kapavistu diretto verso Lasa, dove intende esaminare alcuni particolari manoscritti che Vidyapati gli ha consigliato.
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E' Vidyapati stesso a fornirgli una scorta ed una lettera di presentazione per il saggio tibetano Meng-Ste che lo aiuter a decifrare i manoscritti. (Rif. 235,350,358) Jeshu nel Kashmir. (Anni 24) Lasciata Lasa, Jeshu giunge a Leh nel Ladak (Kashmir), dove si trattiene per qualche tempo, insegnando ed operando guarigioni. (Rif. 235,350,354,358)
La permanenza in questo luogo sarebbe stata documentata in un manoscritto tibetano. Vicino alla grotta-tempio di Amarnath esiste un tempietto costruito nel luogo dove si presume che Jeshu abbia abitato. Il tempietto si chiama Takhte-Taus (ove dimor il grande). Si tratterebbe di stabilire chi era veramente questo "grande". (Rif. 235,350,354,358)

Jeshu a Lahore. (Anni 25) Jeshu riparte da Leh con una carovana di mercanti diretti a Lahore(?) (Non certo che a quei tempi questa citt esistesse.) In questa citt ospite del sacerdote bramino Ajainin, conosciuto, anni prima, a Benares. (Rif. 235,350,358) Jeshu in Persia. (Anni 25) Proseguendo il suo viaggio Jeshu giunge a Persepoli dove si trattiene per qualche tempo dedicandosi all'isegnamento e praticando guarigioni. I rapporti con il clero locale diventano ben presto tesi. (Rif. 235,350,358) Jeshu a Babilonia. (Anni 27) Lasciata Persepoli Jeshu si reca ad Ur in Caldea, citt natale di Abramo. Jeshu predica, opera guarigioni e visita le rovine di Babilonia, accompagnato dal saggio assiro Ashbina. (Rif. 235,358) Ritorno in patria. (Anni 27) Jeshu ritorna in Palestina ove si trattiene per qualche mese. (Rif. 235,358) Jeshu in Grecia. (Anni 28) Jeshu si imbarca per la Grecia dove soggiorner ad Atene e a Delfo. Studia il fenomeno dell'oracolo di Delfo e ne d una sua interpretazione. (Rif. 235,358)
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L'interpretazione di Jeshu non nota mentre invece molto chiara la spiegazione del fenomeno data recentemente da alcuni scienziati. In realt la Pizia profetava (o blaterava?) in stato di ebrezza dovuto ad inalazioni di etilene emanato dal terreno sotto il tempio di Apollo. (L.Ricci-Sole24ore.Marzo 2002).

Jeshu in Egitto. (Anni 30) Dalla Grecia Jeshu si imbarca per l'Egitto. Si reca dapprima a Zoan e poi ad Eliopoli per confrontarsi con un gruppo di maestri spirituali. Chiede ai maestri di essere sottoposto a speciali prove per conoscere e superare le tentazioni(!) della vita. Superate positivamente le prove, si dedica per qualche tempo a studiare ed a lavorare con i detti maestri. (Rif. 235,358) Ritorno a Gerusalemme. (Anni 31) Dall'Egitto Jeshu ritorna in Palestina, a Gerusalemme. I viaggi di formazione e studio sarebbero durati 19 anni. (Rif. 235,358)

JESHU E LA COMUNITA' DI QUMRAN Prima di addentrarci in questa particolare ipotesi, conviene chiarire, nei limiti del possibile, la natura e la consistenza di questa particolare comunit oggi nota come Comunit Essena.
INSERTO 25 - La Comunit Essena (Secondo Recenti Studi e Scoperte) Nel tentativo di rispondere alla domanda di come e da chi sia stato creato il mito neocristiano occorre spendere qualche parola su alcuni gruppi di presunti precursori, dei quali si conosce poco e questo poco non esente da incertezze e da contraddizioni. Di questa setta, sino a qualche anno or sono, si sapeva quasi nulla. La chiesa, per secoli, ha cercato di ignorare e di nascondere la loro imbarazzante esistenza (gli scheletri nell'armadio). Dopo il ritrovamento dei rotoli di Qumran e dopo il tentativo, piuttosto goffo e protervo, di affossarne i contenuti, anche la chiesa ha dovuto ammettere qualcosa, a denti stretti, cercando di lasciare candidamente intendere trattarsi di una setta di asceti, devoti alla Legge, di morigerati costumi e fondamentalmente pacifisti. (Rif. 130) Niente di pi falso!. Comunque.... Quello che segue va letto con un certo distacco in attesa che successivi studi e nuove 335

scoperte portino ad una miglior conoscenza dei fatti. CHI ERANO? Gli esseni appartenevano al movimento nazionalista che combatt inizialmente contro l'occupazione greca ed in seguito concentr la propria attenzione contro gli occupanti romani. Generalmente si tenevano lontani dal potere centrale (insediamenti nel Golan, sul Mar Morto e altri); su di essi si saputo poco, sino a qualche anno fa, in quanto la chiesa ha sempre cercato di ignorarne l'esistenza onde evitare imbarazzanti riferimenti con la figura del presunto Ges, figlio di Dio. L'analisi e lo studio dei rotoli del Mar Morto promette, a breve termine, di dare loro una giusta collocazione storica. E' opinione diffusa che gli esseni di Qumran risalgano ad un periodo che va dal 300 a 250 a.e.v. Secondo una leggenda gli Esseni di Qumran sarebbero i discendenti dei sacerdoti che custodivano l'Arca, a loro volta discendenti dei sacerdoti di Akhenaton. Sino a qualche decina di anni fa l'esistenza di questi gruppi era nota solo ad una ristretta cerchia di studiosi e di specialisti (che si guardavano bene dal parlarne); solo dopo la scoperta dei rotoli di Qumran essi sono stati portati all'attenzione del grande pubblico. La chiesa, dal canto suo, ha sempre preferito (e imposto) di ignorarli. Sulla base di conoscenze, ancora frammentarie, alcuni studiosi hanno posto l'attenzione sugli esseni, quali possibili precursori del neo-cristianesimo. E' stato scritto che gli esseni sono stati i "primi cristiani" e che il Cristo era un esseno, "Maestro di Giustizia" della setta. Anche Giovanni Battista sarebbe stato un esseno preposto a predicare, battezzare ed a diffondere nel mondo i fondamenti di questa dottrina. Ovviamente, come per gli altri argomenti mitici, la teoria della origine essena dei cristiani sempre stata respinta dai fondamentalisti, perch essa presuppone la preesistenza di una chiesa non fondata da Ges. Oltre a tutto, avendo Ges (come esseno) predicato la fine imminente del mondo e l'avvento di un "regno di dio", diveniva ingiustificata ed inutile una nuova organizzazione clericale di vescovi, preti, diaconi e di rituali, che gi esistevano nell'ambito del mondo esseno, e pi che sufficienti per tirare avanti sino alla pronosticata fine. (.... In verit vi dico: non passer questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute).(Marco) Una nuova tendenza quella di ritenere che i rotoli di Qumran siano stati scritti dagli zeloti (zelanti della legge), piuttosto che dagli esseni considerati alla stregua di una fratellanza di tipo contemplativo. Secondo Origene gli zeloti erano un ramo che si era distaccato dal gruppo esseno e questo spiegherebbe in parte la confusione di idee che si generata intorno a queste sette. E' opinione diffusa che i rotoli di Qumran risalgano alla prima met del I Secolo e.v. ma poco o nulla di ci che contengono lascia pensare all'opera di una setta precristiana. L'idea, da alcuni sostenuta, che indica negli esseni i veri fondatori del neocristianesimo incomprensibile se si rammenta che esistevano gi culti, organizzazioni e chiese (molto pi salde e sviluppate dell'esiguo movimento esseno) diffuse in ogni parte del globo conosciuto e ben attestate nell'area nella quale il dramma cristiano si sarebbe svolto: Siria, Galilea, Samaria, e Giudea. In realt, come si potr constatare dalla Tabella delle Analogie, il mito del salvatore e della sua 336

dottrina stato costruito su di una variet di precursori pagani che vanno dai Misteri Mitraici a quelli di origine ellenistica. Questo comunque non esclude l'influenza che gli esseni possano aver esercitato sulla formazione di questo nuovo credo. La setta essena era una organizzazione politico-religiosa (anche se numericamente esigua) molto potente, molto ricca e molto temuta. La setta, diffusa in varie parti della Palestina, era in grado di far leva sulle masse per organizzare tumulti e sommosse contro i detentori, pi o meno legittimi, del potere. Si trattava di una comunit di intransigenti nazionalisti nata, probabilmente all'epoca della occupazione greca della Palestina (circa -190 e.v.), due secoli prima della nascita di Jeshu, nella quale politica e misticismo risultavano componenti inscindibili. Il "Rotolo della Guerra", ritrovato a Qumran non lascia dubbi sulla loro natura di combattenti. Gli esseni venivano indicati, o si riconoscevano usualmente tra di loro, con diversi nomi: . Osseni . Figli della luce . Sadoqiti (Giusti) . Galilei (non nel senso di originari della Galilea ma in quello di ribelli e rivoltosi) . I Santi (nel senso di separati, diversi) . I Molti . I Vivi . Il Vino mentre i non aderenti, o nemici, venivano indicati come Figli delle Tenebre, i Morti, l'acqua, ecc. Giuseppe Flavio fa un'ulteriore distinzione e definisce gli appartenenti al gruppo esseno, facente capo a Giuda il Galileo, come giudaiti in quanto seguaci di particolari pratiche religiose che li distinguevano, almeno dal punto di vista cultuale, dalle altre sette. COMPAGINE / GRUPPI Come in ogni gruppo politico di qualche respiro anche tra gli esseni esistevano correnti di pensiero e di intendimenti che hanno dato vita ad alcuni importanti sottogruppi: - Gli Zeloti - I cosidetti patrioti del Malkut Elohim (regno di dio). Gruppo esseno fondato e diretto da Giuda il Galileo (anche Yehuda, figlio di Ezechiele). Come tutti gli altri gruppi esseni gli appartenenti erano particolarmente legati alle loro pratiche religiose, cosa che non impediva loro, al momento opportuno, di combattere con molta determinazione, in nome di YHWH, per la liberazione di Israele. Erano particolarmente interessati all'avvento del messia politico. - I Santi - Non meno intransigenti degli altri, in fatto di guerra santa messianica, avevano per pi contatti con il potere sacerdotale del Tempio e si potrebbe dire propendessero pi all'uso della diplomazia che non a quello delle armi. Questo non significa che fossero propensi a tirarsi indietro; il "Rotolo della Guerra" in fin dei conti lo avrebbero compilato loro. 337

Particolarmente interessati all'avvento del messia religioso. - I Sicari - Rappresentavano l'ala estremista del movimento di liberazione nazionale. Si chiamavano cos perch molto abili a mescolarsi tra la folla e pugnalare all'improvviso gli esponenti della classe conservatrice e collaborazionista. A volte di trattava di vere e proprie missioni suicide. Per le loro azioni utilizzavano uno speciale pugnale, detto "sica", facilmente occultabile tra le pieghe del mantello o della tunica. La loro tecnica ha fatto scuola; due mila anni dopo Mao Tse Tung scriveva: Il partigiano deve muoversi tra la folla come il pesce nell'acqua. - I Nazareni - (Anche: Nazarei, nazorei, nazirei, naasseni). Questo gruppo ha, in seguito, dato origine ad una setta religiosa ancor oggi attiva in Iraq: i Mandei, che non riconoscono Jeshu ma seguono unicamente i precetti di Giovanni il Battista. Jeshu, zelota per nascita, dopo il battesimo di Giovanni il Battista, sarebbe diventato a pieno titolo membro del gruppo (o setta) nazareno. Il gruppo era particolarmente interessato all'avvento del messia religioso. Nazareno significa sostanzialmente "consacrato a dio". I nazareni seguivano determinate regole di vita quali quelle di astenersi dal vino, non tagliarsi i capelli, ecc. Neppure improbabile che i primi cristiani siano stati detti nazareni nel senso di Nazirei, piuttosto che in quello di originari della citt di Nazaret. Etimologia davvero poco credibile e che, probabilmente, ha sostituito la prima solo quando l'antica origine dell'essenato cominciava ad essere dimenticata. (E.Ben Amozegh) (Rif. 364) DOVE VIVEVANO? - In pratica un po' ovunque, prevalentemente nelle zone desertiche, lontani dal potere centrale di Gerusalemme. Gli insediamenti principali erano comunque quello di Gamla che contava su circa 1000(?) appartenenti e quello di Qumran di circa 200-250 persone. E' stato stimato che il movimento esseno, al suo massimo sviluppo, contasse circa 5000 aderenti. Tutto sommato abbastanza pochi per gli obiettivi che si erano proposti; si tenga per conto che questa una stima molto incerta e aleatoria, priva di riferimenti concreti. Dopo la morte di Jeshu e l'assunzione al comando della Nuova Chiesa di Gerusalemme da parte di Giacomo Il Giusto, la comunit di Qumran e la Chiesa di Gerusalemme si identificarono come una entit unica. Giacomo era anche Maestro di Giustizia della comunit di Qumran. COME VIVEVANO? - Relativamente agli insediamenti pi grandi, per entrare a farne parte, occorreva farsi battezzare dal Maestro della comunit e poi sottostare ad un periodo di tre anni di iniziazione (noviziato). Solo dopo questo periodo e rispettando determinate regole si poteva essere considerati membri della comunit a tutti gli effetti. Non era necessario risiedere in comunit, ma per coloro che lo facevano, la vita era scandita da tempistiche e da norme rigorose, oggi note dal rotolo della "Regola della comunit" e da quello della "Regola dell'assemblea". Nelle comunit la propriet privata non esisteva. I pasti erano consumati in comune e solo dopo aver praticato i prescritti riti di purificazione.

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All'inizio del pasto veniva praticato il rito eucaristico (rito di ringraziamento) con la condivisione del pane e del vino. Con sfumature, pi o meno marcate tra i vari gruppi, gli esseni erano convinti che l'anima fosse immortale. Dopo la morte l'anima dei buoni trasmigrava in una lontana contrada a clima mite, temperato e costante; l'anima dei cattivi era invece destinata ad una contrada di clima opposto. Era uso corrente praticare la confessione pubblica dei peccati e stabilire l'equa pena per il peccatore. Nei casi pi gravi si poteva arrivare anche all'espulsione dalla comunit. Si dice, ma non certo, che disponessero di notevoli conoscenze in campo medico e che praticassero guarigioni mediante erbe officinali, argilla, diete particolari e digiuni. Matrimonio e crescita dei figli erano puntigliosamente regolati. I riti religiosi comprendevano anche sacrifici di animali. A CHE COSA ASPIRAVANO? - Per prima cosa aspiravano alla conquista del potere ed all'esercizio dello stesso a proprio vantaggio che, in termini pi diplomatici, si traduceva nell'attesa della venuta (o della individuazione) di due messia destinati a liberare il paese (doppia attesa messianica) e cio: - un messia di Israele quale liberatore politico destinato a diventare il nuovo sovrano. In accordo con le profezie bibbliche, questo messia doveva essere un discendente di Davide (Jeshu era discendente di Davide) - un messia religioso destinato a moralizzare e dirigere la conventicola dei sacerdoti; secondo le profezie doveva necessariamente essere un discendente di Aronne (Giovanni il Battista era discendente di Aronne, un levita). Che Jeshu fosse un discendente di Davide tutto da chiarire. A parte il fatto che Davide (personaggio o mito) sarebbe stato uno dei pi efferati mascalzoni ricordati dalla Bibbia, occorre stabilire di chi Jeshu era realmente figlio. Se Maria stata fecondata da uno "spirito santo" la discendenza da Davide viene a cadere, a meno che anche lo "spirito santo" fosse un discendente di Davide. Al clero mentitore l'ardua risposta. In attesa che quanto sopra si avverasse, si preparavano con ferma determinazione allo scontro inevitabile con la dinastia erodiana, corrotta e straniera (idumea) e con i sacerdoti, gli scribi i farisei ed i sadducei considerati asserviti, complici e collaborazionisti degli occupanti romani. Ultimo obiettivo era la cacciata dei romani e l'indipendenza d'Israele. Qualche tumulto, astutamente provocato o qualche ben assestata pugnalata di qualche sicario, contribuivano a mantenere desta l'attenzione del popolo. Il mondo piccolo. Qualche decina di anni dopo la distruzione di Gerusalemme nasce in Cina il movimento dei Turbanti Gialli. E' una setta politico-religiosa di ispirazione taoista che vede in Zhang Jiao il "messia" destinato dal Cielo a prendere il potere in sostituzione della traballante dinastia Han. Zhang Jiao, di notevole carisma, grande propagandista e straordinario guaritore, raccoglie intorno a s oltre 350000 adepti che daranno del filo da torcere alle truppe imperiali. Le comunit che si formano, dedite al culto del dio Huanglao, seguono regole di convivenza che paiono riprese dal rotolo "Regola della Comunit, compresa la confessione pubblica dei peccati. 339

(Rif. 215) Infine, ad aumentare la confusione, alcuni storici chiamavano gli esseni, o una parte di essi, anche con il nome di eclettici, elcasaiti, ascetici e/o terapeuti. In particolare i terapeuti erano i membri di una confraternita che aveva il suo quartier generale ad Alessandria d'Egitto, ma che erano presenti anche in tutto il bacino del Mediterraneo dove avevano creato templi, parrocchie e gerarchie assai prima dell'era cristiana. I terapeuti osservavano le stesse festivit poi adottate dal cristianesimo e come questo usavano scritture e libri che essi dicevano essere di ispirazione divina. Altri scrittori invece sostengono che i terapeuti erano fondamentalmente pagani, politeisti e "gnostici sincretisti" (ancora incertezze!) impegnati ad unificare in un solo dio i culti del sole, della luna e delle stelle. Per quello che dato sapere i terapeuti erano una setta di incerta origine egizia. I terapeuti si distinguevano dagli altri gruppi per i loro turbolenti riti para-religiosi che li conducevano a fenomini di allucinata astrazione. Erano dei grandi viaggiatori e coltivavano relazioni con comunit religiose dell'India. Eusebio, storico della chiesa, afferma che "i terapeuti erano in possesso di frammenti di vangeli pre-cristiani e di epistole da loro raccolte" e che questi presunti vangeli venissero da loro considerati da un punto di vista strettamente allegorico e non letterale. Solo in un secondo tempo il contenuto allegorico delle loro conoscenze venne trasformato con cieca fede in verit ortodosse cristiane. Eusebio ha attestato che i monaci terapeuti erano "cristiani" assai prima della nascita presunta di Ges e che il Diegesis da cui i futuri evangelisti (Marcione compreso) compilarono i loro vangeli, era uno degli scritti che per molto tempo aveva fatto parte delle sacre scritture di questi visionari egiziani. Secondo Filone i Terapeuti erano una enclave, una setta giudaica, in terra straniera, cosa che mal si conciglia con l'affermazione che Marcione, anti giudaico, possa essere stato un membro della confraternita terapeuta. Si afferma che i terapeuti, grandi viaggiatori, fossero in contatto con confraternite di tipo contemplativo indiane. Gli scambi culturali dovevano essere molto intensi. I viaggiatori terapeuti avrebbero riportato parte delle loro storie dal nord-est dell'India e dalle coste del Malabar. Alcuni storici sostengono che i primi terapeuti-gnostici avevano cercato di creare una nuova religione che incorporasse gli insegnamenti di tutte le altre religioni, culti, filosofie e misteri allora conosciuti, raccogliendo per primi i cosidetti "Detti del Salvatore" o "Logia Iesou" che erano stati tramandati oralmente per millenni e che provenivano dall'India, Persia, Siria, Giudea, Grecia, Egitto, ecc. Che fine hanno fatto i terapeuti con i loro numerosi monasteri? E' probabile che essi siano stati assorbiti nel grande calderone del Concilio di Nicea e che le loro strutture siano passate alla nuova chiesa. (Rif.710,240,376,280,***)

I GNOSTICI (Anche se riportati in questo contesto, essi non devono necessariamente essere intesi come componenti della comunit essena).

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Per quanto riguarda le confraternite degli gnostici (i cultori/portatori della conoscenza) esse avevano concentrato i loro sforzi nel tentativo di fondere insieme i principi allegorici/morali di molte delle credenze dell'epoca, per dare vita ad un nuovo culto universale, avulso da qualsiasi base storica e non giudeizzato, che conteneva in s molti dei principi che poi entrarono a far parte del neo-cristianesimo. Le credenze gnostiche ritengono necessaria, per la salvezza dell'uomo, la vera conoscenza e in particolare la conoscenza di s stessi. Era la reazione comprensibile di gruppi di credenti pagani al pesante condizionamento imposto dal giudaismo (il popolo eletto). Nella sua essenza la Gnosi una forma di filosofia/religione, salvifica per l'uomo, indipendentemente da un qualsiasi concetto di redenzione situato al di fuori dell'uomo stesso. E' errato ritenere che la "filosofia" o la "religione" dello gnosticismo siano nate solo durante i primi secoli dell'era cristiana, esse invece risalgono a centinaia di anni prima. Alcuni affermano che tra questi "portatori della conoscenza" si debbano annoverare anche Platone e Pitagora. Ad ogni modo si ritiene che questo movimento sia nato tra il I e II secolo (e.v.) e fiorito tra il II e III secolo, sviluppatosi su un concetto di interpretazione negativa del dio creatore descritto nell'Antico Testamento. I quattro punti fondamentali sui quali si basava e si articolava la conoscenza gnostica erano: Scienza, Arte, Filosofia, Misticismo. La costante che caratterizzava le varie correnti gnostiche era "l'elemento conoscitivo". L'elemento conoscitivo una illuminazione riservata a pochi iniziati, mediante la quale essi ottengono una conoscenza privilegiata del divino e della salvezza. La conoscenza privilegiata rende pertanto inutili la cos detta fede e le opere di carit. Si trattava quindi di un ribaltamento del messaggio salvifico sostenuto dalla nascente chiesa di Roma e che porter, inevitabilmente, alla estirpazione del pensiero gnostico. Comunque, durante i primi secoli del neo-cristianesimo lo gnosticismo divenne un movimento compatto e monolitico, avente lo scopo di amalgamare i culti e le ideologie che permeavano l'Impero Romano e molti altri territori, dall'Europa all'India ed alla Cina. Personaggi di spicco di questo movimento furono: Basilide operante in Alessandria d'Egitto (nel 117-161 e.v.) ed autore di Exegitica Valentino attivo a Roma (met del II sec. e.v.) presunto autore del Vangelo Gnostico della Verit, uno dei testi di Nag Hammadi.

A proposito di quanto sopra non si pu trascurare un'altra idea, oggi molto diffusa. Jeshu sarebbe stato affidato ad una comunit di Terapeuti, presente in Palestina, presso la quale avrebbe conseguito notevoli conoscenze nel campo dell'alchimia, della chimica, della medicina e di altre conoscenze scientifiche, conosciute ed affinate dagli stessi Terapeuti presso la loro sede di Alessandria d'Egitto. 341

Jeshu tra gli Esseni. Jeshu, a 12 anni, entra a far parte della comunit essena di Qumran, dopo essere stato battezzato dal Maestro di Giustizia della comunit stessa (rito di ingresso). Introdotto alla vita di questa comunit, di tipo monastico, negli anni che seguono e sino all'et di 33 anni (780 a.u.c.), Jeshu si dedicher all'apprendimento di varie discipline ed all'affinamento dei suoi poteri di guaritore. (Rif. 362) La crisi politica. L'uccisione di Giovanni Battista mette in crisi le speranze di rivendicazione maturate nella comunit essena di Qumran. La comunit aveva visto in Giovanni Battista l'ideale del messia religioso mentre, nel contempo, intravvedeva in Jeshu l'altro ideale di messia politico. (Rif. 995) La decisione. Jeshu avverte di trovarsi ad un bivio e di dover prendere una decisione. I lamenti in seno alla comunit sulla morte di Giovanni il Battista e la ricerca di un nuovo candidato al messianesimo religioso lo infastidiscono e sono contrari al suo temperamento, portato all'azione pi che al temporeggiamento. (Rif. 995) Riunire le funzioni. Jeshu decide di ignorare le tradizioni e le profezie e di proporsi come unico candidato per assumere le due funzioni messianiche: quella religiosa e quella politica. (Rif. 995) La comunit si oppone. A Qumran i componenti della comunit, rispettosi sino allo eccesso delle tradizioni e dei precetti della legge mosaica, rifiutano l'idea di Jeshu. Anche Giacomo il Giusto, fratello di Jeshu e membro molto rispettato della comunit, di parere contrario. (Rif. 995) Jeshu a Gamla. Considerato l'atteggiamento negativo della comunit di Qumran Jeshu decide di rivolgersi altrove. Si reca a Gamla, suo luogo di nascita e residenza della sua famiglia di origine. Qui gli zeloti hanno sempre dato prova di audacia ed hanno dimostrato di saper scendere in campo, quando necessario e senza troppo esitare. (Rif. 995)
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Il rifiuto di Gamla. Il rifiuto degli zeloti di Gamla alla doppia candidatura di Jeshu netto; talmente netto e scandaloso da minacciare di gettarlo in un precipizio. Jeshu si salva come pu e lascia in fretta la localit. (Rif. 995) Jeshu solo. Jeshu si rende conto di essere solo e di poter contare unicamente sulle sue forze. Decide pertanto di proseguire nel suo risicato progetto organizzando un proprio gruppo d'azione. (Rif. 995) Formazione dei primi nuclei. Non deve essere stato troppo difficile per Jeshu mettere insieme un primo nucleo di 8-10 uomini scelti tra quelli ai quali la presenza di Roma era invisa e disposti a menar le mani in cambio di una mera promessa di ricompensa futura. (Rif. 995) Servono soldi. Fare un golpe costa un mucchio di soldi. Servono per fare propaganda, acquistare armi, pagare spie, ecc. Jeshu se ne rende conto e va a bussare quattrini presso quelli che ne hanno molti, guadagnati senza sforzo e perci disposti a rischiarli in imprese a dir poco azzardate. I pubblicani (Matteo, Zaccheo, Giuda....), gente odiata ed invisa ai pi, sono una ottima fonte di finanziamento. I particolari rapporti con Giuseppe d'Arimatea e con Nicodemo, personaggi entrambi facoltosi, lasciano presumere che questi fossero tra i finanziatori dell'impresa. Jeshu deve aver trovato qualche finanziamento anche dalle parti di Tiro e Sidone. (Rif. 995) Comizi e battesimi. Ottenere l'attenzione ed il sostegno di un largo numero di persone fondamentale. Jeshu ed i suoi fedelissimi organizzano riunioni, per loro natura segrete, in varie localit della Giudea, dove Jeshu, dotato di notevole carisma, convince molti ad aderire, almeno a parole, alla causa essena, praticando a volte anche il battesimo di nuovi adepti. (Rif. 995) I legionari di Gadara. Forse questo un primo test per valutare l'attitudine e la capacit di battersi
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della banda armata che Jeshu sta organizzando. Jeshu e seguaci sorprendono ed attaccano un gruppo di militi romani nei pressi di Gadara e li mettono in fuga verso il lago. Gli abitanti del luogo, preoccupati per un possibile indiretto coinvolgimento e per le ritorsioni da parte dei militari, "invitano" il gruppo ad abbandonare la zona. (Rif. 995) Schermaglie al Tempio. Jeshu approfitta delle tradizionali ricorrenze religiose, che concentrano folle di pellegrini in Gerusalemme, per far sentire la sua voce e le sue ragioni al Tempio. I risultati non sono incoraggianti, i pericoli molti ma la sua scorta armata di discepoli riesce comunque a trarlo d'impaccio. (Rif. 995) Prime reazioni. Le gesta di Jeshu e dei suoi seguaci non sono passate inosservate. Il Sinedrio e probabilmente anche l'autorit romana cominciano a prendere in seria considerazione il problema. (Rif. 995) Eleazar. Jeshu contava molto sul sostegno di Eleazar e del gruppo di nazionalisti che a lui facevano riferimento. Eleazar Ben-Jair, (che probabilmente suo cognato?), dopo una prima adesione al progetto di Jeshu, si rende conto delle scarse possibilit di riuscita e ritira il suo appoggio. Jeshu avvertito dalla moglie (Maria Maddalena?) si reca a casa di Eleazar e lo convince a ritornare sulle sue decisioni. (Rif. 995) L'unzione di Betania. (Sabato, 1 Aprile) In attesa del momento decisivo, Jeshu segretamente ospite di Eleazar a Betania. Tutte le decisioni ormai sono prese e per renderle, almeno simbolicamente, irrevocabili, Maria Maddalena procede all'unzione di Jeshu, attribuendogli dignit regale secondo le antiche tradizioni bibliche. Non tutti sono d'accordo; non tutti credono nel successo di Jeshu e ritengono inopportuno anticipare abbastanza sconsideratamente i tempi. (Rif. 995) Entrata trionfale. (Domenica, 2 Aprile) Una vera e propria dimostrazione di forza. Approfittando della imminenza della Pasqua ebraica alcuni sostenitori di Jeshu si sono radunati a Gerusalemme senza dare troppo nell'occhio. L'entrata trionfale, oltre ad essere un gesto di sfida alle autorit, serve anche
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a risvegliare l'attenzione della gente su cosa si sta preparando. (Rif. 995) La cacciata dei mercanti. (Domenica, 2 Aprile) Forse Jeshu ha voluto strafare. Spalleggiato da una nutrita scorta, ha rovesciato le bancarelle dei mercanti i quali, per evitare il peggio, non hanno reagito alla prepotenza. Secondo Marco, Jeshu e seguaci avrebbero occupato militarmente, per un certo periodo di tempo, una parte dell'edificio impedendo ai presenti l'accesso e l'uscita. Comunque sia si tratta di una ipotesi molto azzardata: i soldati romani forse dormivano? (Rif. 010) Mandato di cattura. Era inevitabile dopo le ultime provocazioni di Jeshu e dei suoi seguaci. Ponzio Pilato emette due mandati di cattura: uno contro Giacomo Il Giusto (fratello di Jeshu) sul quale peraltro non pesavano particolari accuse; il secondo a carico di Jeshu con la descrizione del ricercato. Secondo Giuseppe Flavio si ricercava: ....un uomo di et matura, dall'aspetto semplice e dalla complessione scura, non pi alto di tre cubiti, gobbo, con il viso lungo, il naso prominente e le sopraciglie unite al centro, tali da rendere il volto torvo; i capelli sono radi, con la scriminatura al centro secondo l'usanza dei nazirei e la barba poco folta. (Rif. 185)
Siamo ben lontani dallo stereotipo del figlio di dio che la chiesa ci propina da secoli. L'altezza di tre cubiti (m. 1.65) non deve comunque meravigliare pi di tanto. L'altezza media degli individui aumentata molto solo negli ultimi 100 anni. A quei tempi un individuo alto m. 1.65 non era certo un nano. Sono comunque in parecchi, tra gli autori dei primi secoli, a sostenere che Jeshu fosse brutto (Origene, S.Giustino, S.Cipriano, ecc.). Il monaco Epifanio invece sosteneva che Jeshu fosse alto m. 1.80 circa; in questo caso ci troviamo di fronte ad un vero spilungone rispetto all'altezza media degli individui dell'epoca. La chiesa ha definito lo standard iconografico di Jeshu nel VI secolo e da allora tutti i pittori si sono adeguati a questo stereotipo.

Ultima cena. (Giovedi, 6 Aprile) Jeshu ormai braccato dalle autorit e deve tenersi nascosto. Organizza una riunione definitiva con i suoi luogotenenti (apostoli) in un luogo segreto, dove vengono discussi gli ultimi dettagli del piano rivoluzionario, da tempo programmato. (Rif. 995) Il piano insurrezionale.
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Cos come stato formulato, il piano, di una ingenuit infantile, verteva sui seguenti punti: portare il "quartier generale" della sommossa all'orto di Getsemani che, per la sua posizione, permetteva di controllare a vista la Torre Antonia ed eventuali movimenti sospetti delle truppe di Roma; attuare alcune manovre diversive: incendi, chiassate, zuffe per distrarre l'attenzione dei difensori, attaccare i depositi di armi e distribuire le stesse alla folla di pellegrini accampati intorno a Gerusalemme per la ricorrenza pasquale. Tra questi pellegrini vi erano mescolati parecchi individui sostenitori della causa di Jeshu; attaccare i romani e le guardie del Tempio ed impossessarsi dei punti chiave della citt; organizzare una difesa in previsione della inevitabile reazione delle truppe romane dislocate a Cesarea ed in altre parti della Palestina. (Rif. 995) Il fallimento. Il piano, cos come era stato concepito, non poteva che fallire per tutta una serie di buone ragioni: Jeshu confidava molto nella reazione delle masse di fronte ad una precisa e concreta dimostrazione di forza. Questo forse l'errore pi grave: in fondo cosa importava alle masse se sul trono d'Israele sedeva un idumeo oppure un discendente di Davide? Per la massa la miseria sarebbe restata comunque la stessa; perci il popolo sarebbe rimasto indifferente a guardare per poi eventualmente accodarsi, osannando pecorinamente, al carro del vincitore; grave scarsit di armi disponibili anche solo per eseguire i primi attacchi ai depositi militari; nessuna nozione sui rapporti di forza delle parti coinvolte. Era nota la consistenza della guarnigione romana, delle guardie del Tempio e di quelle di Erode ma quanti erano, realisticamente, gli esseni, seguaci di Jeshu, convenuti a Gerusalemme in vista di una possibile sommossa? da tempo Jeshu aveva messo in allarme le autorit con certe sue manifestazioni, a dir poco fuori luogo, da parte di uno che sta progettando, in segreto, un colpo di stato. Ponzio Pilato gioca perci d'anticipo trasferendosi a Gerusalemme per poter controllare la situazione e disporre i provvedimenti necessari: arresto di Giacomo Il Giusto (sospetto di complicit) mandato di cattura contro Jeshu truppe in stato di allerta.

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A Pilato manca solo una informazione per poter agire di sorpresa, bloccando Jeshu ed i suoi, senza scatenare reazioni che avrebbero portato inevitabilmente ad un bagno di sangue tra la numerosa folla che si era concentrata in citt per la Pasqua. Questa informazione la fornisce Giuda, l'unico che in tutta questa storia dimostra di avere la testa sul collo ed un notevole senso della realt. Giuda sa benissimo che la cosa destinata a fallire miseramente e rifiuta coscientemente di rendersi complice di un inutile spargimento di sangue. E' un fatto assodato che una qualsiasi massa di individui (cretini sociali frustrati) che si aggregano tende ad autoeccitarsi e ad abbandonarsi ad atti di violenza. In fondo quello che succede oggi negli stadi. Gi in altre occasioni i sodati romani erano stati costretti a riprisinare l'ordine con pesanti interventi e numerose vittime. (Rif. 995)
Un "Vangelo di Giuda" (recentemente scoperto in Egitto, ma del quale faceva gi cenno Ireneo di Lione), testo sacro della setta gnostica dei Cainiti, giustifica il tradimento di Giuda e l'assassinio di Abele come atti di salvezza dell'umanit previsti e voluti da dio; Giuda sarebbe quindi stato uno strumento per la salvezza e la redenzione dell'uomo (?).

L'arresto. (Giovedi, 6 Aprile) Un gruppo di soldati romani, coadiuvato da guardie del Tempio, sorprende Jeshu ed i suoi fedelissimi a Getsemani, poco prima dell'inizio della rivolta. Un piccolo tentativo di resistenza viene prontamente bloccato dallo stesso Jeshu che comprende subito di aver perso la partita prima ancora di cominciarla. Jeshu viene arrestato e condotto alla Torre Antonia, mentre gli altri si danno alla fuga. (Rif. 995)
Il luogo nominato Getsemani (il frantoio) era particolarmente indicato per riunioni segrete o come nascondiglio. Esistevano infatti numerose grotte, alcune anche grandi, come dimostrato da recenti scoperte archeologiche del 1956.

Il processo. (Venerdi, 7 Aprile) E' un processo militare, secondo legge marziale, senza tante garanzie per la difesa dell'accusato, considerato un nemico perdente, sconfitto dal tempestivo intervento dell'esercito imperiale. D'altro canto si sa che Ponzio Pilato era un duro e non andava tanto per il sottile quando si trattava di neutralizzare un nemico di Roma. Talmente duro e spietato da giocarsi, in seguito, la carriera a Garizim. Jeshu viene condannato alla croce dopo un breve, sommario interrogatorio. Alla folla di esseni, delusi e sconcertati, che intanto rumoreggia fuori dal pretorio, per la cattura dei due fratelli, Pilato offre lo "zuccherino": libera Giacomo Il Giusto, sul quale non gravavano particolari accuse. Gli esseni apprezzano molto il gesto in quanto Giacomo (maestro di Qumran) godeva di
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grande stima e rispetto mentre lo stesso pare non potesse dirsi per Jeshu che, anche in famiglia, era considerato una "testa calda". (Rif. 995) L'esecuzione. (Venerdi, 7 Aprile) Jeshu viene flagellato e poi crocifisso con il cartiglio regolamentare recante la motivazione della condanna. Se Jeshu era effettivamente gobbo, come specificato nel mandato di cattura, allora deve essere morto dopo poche ore per evidenti difficolt respiratorie. (Rif. 995)

PARTE VII - La Tavola delle Analogie


N.B. - La tabella non prende in considerazione gli eventuali contributi alla formazione del neo-cristianesimo dovuti ai movimenti Esseni, Zeloti, Terapeuti e Gnostici. Questo argomento stato sufficientemente trattato nella Parte VI - Inserto 23. Inoltre, onde evitare un eccessivo appesantimento della trattazione, sono stati trascurati molti altri "salvatori" del passato che in qualche misura hanno concorso alla formazione della favola cristiana. Solo per memoria: ADAD, ALCIDE, BALI, BEDDRU, BREMRILLAHM, CADMO, CRITE, FETA, FOHI, GANTAUT, HESUS, HIL, INDRA, ISCHY, ISSIONE, JAO, ODINO, QUIRINO, SALIVAHANA, SAMMONOCADAM, TAT, TAUT, THOR, VIRISHNA, XACA, XAMOLXIS, ecc, ecc. LA TAVOLA DELLE ANALOGIE
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FATTI-PERSONAGGI-CONCETTI FONTI ANALOGIE PERSONAGGI ED EVENTI CORRELATI ** ** 0010 - Gioacchino: il padre di Maria . . 0020 - Anna: la madre di Maria . . 0030 - Zaccaria: il padre di Giovanni Battista Lc . 0040 - Elisabetta: la madre di Giovanni Battista Lc . 0050 - Annunciazione a Zaccaria Lc . 0060 - Il dubbio di Zaccaria Lc . 0070 - Nascita di Giovanni Battista Lc-Gv 349

. 0080 - Circoncisione di Giovanni Battista Lc . IL PADRE TERRENO . . 0090 - Il nome del padre: Giuseppe Mt-Mr-Lc-Gv Horo 0100 - Il mestiere del padre: falegname Mt-Mr-Lc-Gv Krishna LA MADRE . . 0110 - Il nome della madre: Maria Mt-Mr-Lc-Gv Horo 0115 - Consacrazione di Maria al Tempio Mt-Mr-Lc-Gv Adonis 0120 - Annunciazione angelica Mt-Lc Horo 0130 - Concepimento verginale Mt-Mr-Lc-Gv Horo Mitra Krishna 350

Zoroastro Budda Ercole Prometeo Dioniso Attis Adonis 0140 - Il fecondatore: lo Spirito Santo Mt-Mr-Lc-Gv Horo Zoroastro Prometeo 0150 - Visita di Maria ad Elisabetta Lc . 0160 - Il dubbio di Giuseppe Mt . LA NASCITA . . 0170 - Censimento e viaggio a Betlemme Mt-Lc Krishna 0180 - Data di nascita: 25 Dicembre . Horo Mitra Krishna Zoroastro Ercole Dioniso Attis Adonis 0190 - Localita': Betlemme 351

Mt-Lc Adonis 0200 - Nascita avvenuta in una stalla/grotta (mangiatoia) Lc Horo Mitra Krishna Zoroastro Dioniso Adonis 0210 - Nascita avvenuta in una casa di Betlemme Mt . 0220 - Mantenimento stato verginale post partum . . 0225 - Nascita annunciata da stella/cometa Mt Budda Horo Krishna Zoroastro 0230 - Nascita annunciata da angeli Lc Krishna 0240 - Bambino adorato dai pastori Lc Horo Mitra Krishna Zoroastro 0250 - Il nome: Ges 352

Mt-Mr-Lc-Gv Horo Krishna Dioniso 0260 - Circoncisione di Ges Lc . 0270 - Consacrazione di Ges al Tempio Lc . 0280 - Il riconoscimento del vecchio Simeone Lc . 0290 - Il riconoscimento della profetessa Anna Lc . I MAGI . . 0300 - I Magi guidati da un astro Mt . 0310 - Arrivo dei Magi a Gerus./Convocazione di Erode Mt . 0330 - Adorazione dei Magi Mt

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Osiride Horo Krishna 0340 - Doni dei Magi: oro, incenso e mirra Mt Horo Krishna 0360 - Premonizione e partenza dei Magi Mt . 0370 - Persecuzione di Erode Mt Krishna 0380 - Fuga in Egitto Mt . 0390 - Strage degli innocenti Mt Krishna INFANZIA E GIOVINEZZA . . 0400 - Disputa con i Dottori nel Tempio Lc Horo Zoroastro 0410 - Assenza di Ges dai 12 ai 30 anni Mt-Mr-Lc-Gv Horo ATTRIBUZIONI E QUALIFICHE 354

. . 0415 - Figlio di Dio . Horo Krishna Attis 0417 - Signore . Krishna Budda 0420 - Figlio dell'Uomo . Horo 0422 - Maestro . Budda 0425 - Unigenito . Ercole Dioniso Attis 0427 - Primigenito . Krishna 0430 - Salvatore . Mitra Krishna Dioniso Attis Adonis Budda 0435 - Discendente da stirpe reale . 355

Ercole Budda 0440 - Dispensatore del Verbo . Budda 0445 - Il buon pastore . Osiride Horo Budda 0450 - Salvatore del mondo/del genere umano . Budda 0455 - Luce del mondo . Ercole 0460 - La via . Horo Mitra 0465 - La verit . Horo Mitra 0470 - La luce . Horo Mitra 0475 - Il messia . Horo Mitra 0480 - Pastore di Dio 356

. Mitra 0485 - Agnello di Dio . . 0490 - Il Verbo . Krishna Zoroastro Ercole Prometeo 0495 - Figlio del Padre . . 0500 - L'unto . Horo Dioniso 0505 - Il Cristo . Osiride Horo 0507 - Il re dei re . Osiride Dioniso 0508 - Il redentore . Mitra Krishna Dioniso 0509 - Remissore dei peccati . Dioniso 357

0510 - Liberatore . Krishna 0511 - La resurrezione e la vita . Osiride 0512 - Puro Spirito . . 0513 - Il Logo . Mitra Prometeo 0514 - Figlio del cielo . . GIOVANNI IL BATTISTA . . 0520 - Predicazioni e battesimi Mt-Mr-Lc-Gv . 0525 - Polemiche di G.B. Lc Horo 0530 - Battesimo di Ges a 30 anni Mt-Mr-Lc-Gv Horo Krishna Zoroastro 0535 - Arresto di G.B. 358

Mt-Mr . 0540 - Uccisione di G.B.

Mt-Mr
Horo TENTAZIONI E PERICOLI . . 0550 - Ritiro nel deserto e tentazioni di Satana Mt-Mr-Lc Horo Zoroastro Budda 0560 - Violenze a Nazaret sul ciglio del burrone Lc . LA PREDICAZIONE . . 0570 - Dodici Apostoli Mt-Mr-Lc-Gv Horo Mitra 0580 - Dispute degli apostoli sul battesimo Gv . 0590 - Discorso della montagna Mt-Lc Horo 0600 - Predicazione mediante parabole 359

Mt-Mr-Lc-Gv Krishna Budda 0605 - Predicazioni sulla venuta del regno di Dio Mt-Mr-Lc-Gv . 0610 - Prima cacciata dei mercanti Gv . 0620 - Preoccupazione dei parenti e loro disconoscimento Mt-Mr-Lc . 0630 - La peccatrice Lc . 0640 - Donne al seguito Lc . 0645 - Potere agli apostoli di fare miracoli Mt-Mr-Lc Krishna 0650 - La missione dei 12 Mt-Mr-Lc . 0660 - Il pozzo di Giacobbe Gv 360

. 0670 - Predica ai Samaritani Gv . 0680 - Maledizioni di varie citt Mt . 0690 - Il primato di Pietro Mt-Mr-Lc . 0695 - Giovanni, il discepolo pi amato Gv Horo Krishna 0700 - Trasfigurazione sul monte Mt-Mr-Lc Horo Krishna 0710 - Il tributo al Tempio Mt . 0720 - Il rifiuto dei Samaritani Lc . 0730 - La chiamata dei 72 discepoli Lc . 361

0740 - Ospitalit di Maria e di Marta Lc . 0750 - Ospitalit di Zaccheo Lc . 0760 - Festa delle capanne Gv . 0770 - Lapidazione dell'adultera Gv . 0780 - Festa della dedicazione Gv . 0790 - La condanna del Sinedrio Gv Krishna 0800 - Fuga ad Efraim Gv . MIRACOLI - PRODIGI . . 0805 - Cacciata di demoni . Horo Zoroastro 362

0810 - Guarigione di lebbrosi . Krishna 0815 - Miracoli / guarigioni di varia natura . Horo Mitra Krishna Dioniso Attis 0820 - Risanamento di paralitici . . 0825 - Guarigioni a distanza . . 0830 - Restituzione della vista ai ciechi . Krishna Zoroastro 0835 - Resurrezioni diverse . Krishna 0840 - Resurrezione di Lazzaro . Horo 0845 - Risanamento muti e sordomuti . Krishna 0850 - Risanamento storpiature varie . . 0855 - Camminata sulle acque 363

. Horo Budda 0860 - La tempesta sedata . . 0865 - Trasformazione di acqua in vino . Dioniso 0870 - Moltiplicazione dei pani e dei pesci . . GLI ULTIMI GIORNI . . 0900 - L'unzione di Betania Mt-Mr-Gv Krishna Dioniso 0910 - L'asino di Bethfage Mt-Mr-Lc . 0920 - Entrata in Gerusalemme/Predicazioni Mt-Mr-Lc-Gv Dioniso 0930 - Incontro con i Greci devoti Gv . 0940 - Maledizione del fico Mt-Mr 364

. 0950 - Predicazioni su argomenti vari Mt-Mr-Lc . 0960 - Preparazione dell'ultima cena Mt-Mr-Lc . 0970 - Lavacro dei piedi

Gv
. 0980 - La cena e l'Eucaristia Mt-Mr-Lc-Gv Osiride Mitra Zoroastro Dioniso Attis ARRESTO - PROCESSI - ESECUZIONE . . 0990 - L'arresto al Getsemani Mt-Mr-Lc-Gv Baal 1000 - Il processo ebraico Mt-Mr-Lc Baal 1005 - Scherni ed oltraggi Mt-Mr-Lc Baal 365

1010 - Il processo romano Mt-Mr-Lc-Gv . 1015 - Salita al Calvario Mt-Mr-Lc-Gv Baal 1020 - L'esecuzione/Crocifissione (in primavera) Mt-Mr-Lc-Gv Osiride Horo Krishna Zoroastro Prometeo Dioniso Attis 1025 - La spartizione delle vesti Mt-Mr-Lc-Gv Baal 1025 - Morte per l'espiazione dei peccati del mondo Mt-Mr-Lv-Gv Osiride Mitra Krishna Ercole Prometeo Attis 1030 - Due ladroni in croce Mt-Mr Horo Krishna Baal 1040 - Decesso (Solstizio di primavera/Venerdi) 366

Mt-Mr-Lc Mitra Ercole Adonis 1045 - Eventi staordinari collegati alla morte Mt-Mr-Lc Krishna Prometeo Budda Osiride Ercole 1048 - Discesa negli Inferi Apocrifi Attis Adonis Dioniso Ercole Horo Osiride Zoroastro 1050 - La sepoltura Mt-Mr-Lc-Gv Horo Mitra Baal 1055 - Il Graal (Giuseppe d'Arimatea) Apocrifi Zoroastro 1060 - La resurrezione al terzo giorno e/o dopo tre giorni Mt-Mr-Lc-Gv Osiride Horo Mitra Krishna Ercole 367

Prometeo Dioniso Attis Baal 1070 - Apparizioni dopo la resurrezione Mt-Mr-Lc-Gv Baal 1080 - Ascensione Mr-Lc Osiride Krishna Zoroastro Ercole Baal 1085 - L'impronta del piede Apocrifi . ARGOMENTI COMPLEMENTARI . . 1090 - Il simbolo del pesce . Horo 1100 - Il simbolo della croce . Krishna 1110 - La madre con il bambino . Horo 1120 - L'agnello di Dio . Horo 1130 - Simbologia del Buon Pastore 368

. . 1135 - Il concetto messianico . Zoroastro 1140 - Concetto di Trinit . Horo Krishna Mitra 1145 - Immortalit dell'anima . Zoroastro 1150 - Pietro . Prometeo V.App.Pietro 1160 - Paolo . V. Apollonio 1170 - Gli angeli . Zoroastro 1180 - Satana - Demoni e Diavoli . Zoroastro 1190 - Il futuro ritorno in terra/Giudizio universale . Krishna Zoroastro 1210 - Il peccato originale . . 369

1220 - Il segno della croce . Mitra 1230 - Il sacro cuore . Krishna 1240 - Il triangolo e l'occhio . Osiride Horo 1250 - Il graal . Zoroastro 1260 - Inferno e Paradiso . Zoroastro 1270 - Il battesimo . Mitra Zoroastro 1275 - La cresima . Mitra 1280 - L'ostia . Mitra 1290 - L'acqua santa . Mitra

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ALCUNE SIGNIFICATIVE ANALOGIE ISIDE - OSIRIDE Tra le caratteristiche di questo culto si nota: 0330 - La venuta di Osiride fu annunciata da tre Uomini Saggi (che portano i nomi di quelle tre stelle della cintura di Orione che puntano direttamente alla stella Sirio, ritenuta la stella di Osiride. Egli era considerato: 0445 - Il Buon Pastore 0507 - Il Re dei Re 0511 - La resurrezione e la vita ........ - Signore dei signori ........ - Dio degli Dei ........ - Eterno ed immortale 0980 - La sua "carne" era mangiata in comunione, sotto forma di focacce di frumento: la pianta della verit 1020 - Dall'inizio alla fine Osiride fu l'uomo-dio egiziano che soffr 1025 - e che mor 1045 - Al momento della sua morte il sole si oscur 1048 - Osiride discese all'inferno 1060 - Osiride risorse, 1080 - per regnare eternamente in paradiso.

HORO Passiamo ora al mito di HORO, considerato figlio di Osiride o anche una sua rinnovata incarnazione. Horo ha in comune con la storia di Ges i seguenti punti: 0090 - Il padre terreno di Horo si chiamava SEB (= Giuseppe) 0110 - La madre di Horo, Iside era detta ISIS-MERI, o anche MATA-MERI (Madre Maria) 0120 - L'angelo Thot annuncia ad Iside che dovr concepire Horo 0130 - Iside ha concepito il figlio verginalmente, 0140 - per intervento del Santo Spirito 0180 - Horo nato il 25 Dicembre 0200 - E' nato in una grotta e/o mangiatoia 0225 - La sua nascita stata annunciata da una "stella d'oriente" 0240 - Dopo la nascita Horo viene adorato dai pastori
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0330 - La sua nascita stata assitita da tre "uomini saggi" 0340 - I tre uomini saggi (Magi) gli offrono dei doni 0400 - All'et di 12 anni Horo insegna nel tempio di Ptah 0410 - Horo scompare dalla circolazione per 18 anni (dai 12 ai 30) Horo era definito dai suoi seguaci come: 0415 - Figlio unto di Dio 0420 - Figlio dell'uomo 0445 - Il Buon Pastore 0460 - La via 0465 - La verit 0470 - La luce 0475 - Il messia 0500 - L'unto 0505 - Il KRST (il Cristo) ........ - Fanciullo divino ........ - Iusa: il figlio prediletto ........ - PTAH (il padre) 0520 - Horo stato battezzato sulle rive del fiume Eridanus/Iarutana(Giordano) da "ANUP il Battista" (Giovanni) 0530 - Horo ha ricevuto il battesimo a 30 anni 0540 - Anup il Battista stato in seguito decapitato 0550 - Ha combattuto nel deserto per 40 giorni contro il demonio SET (Sata/Satana) 0570 - Horo aveva 12 discepoli 0590 - Horo pronunci un sermone su di un Monte ed i suoi seguaci raccolsero le sue parole e le tramandarono ai posteri come "I detti di Iusa" 0695 - Due degli apostoli di Horo erano considerati suoi "testimoni" (assistenti) e si chiamavano ANUP e AAN (i due Giovanni) 0700 - Horo si trasfigurato su di un Monte 0805 - Ha esorcizzato i demoni 0815 - Ha guarito molte malattie 0840 - Ha risuscitato Al-Azarus (El-Osiris) dalla morte 0855 - Horo ha camminato sulle acque 1020 - E' stato crocifisso 1030 - E' stato crocifisso tra due ladri oppure, secondo un'altra tradizione, tra i due discepoli Anup ed Aan 1048 - Dopo la morte disceso all'inferno 1050 - E' stato sepolto per tre giorni in una tomba 1060 - Dopo tre giorni risorto 1090 - Nella sua simbologia era compreso il pesce, 1120 - l'agnello, ........ - il leone 1140 - La trinit egizia era composta da Osiride-Iside-Horo ........ - Horo sceso in terra per "compiere la legge"
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........ - Come per Ges, si supponeva che Horo avrebbe regnato per 1000 anni. ADONIS I punti in comune con il mito cristiano sono: 0110 - La madre si chiamava Myrrha (Mylitta) 0115 - Myrrha era una vergine consacrata al Tempio, identificata poi come Maria dai primi cristiani 0130 - Il concepimento stato verginale 0180 - Adonis nato il 25 Dicembre ........ - Adonis era chiamato: 0430 - Salvatore ........ - Guaritore ........ - Pastore celeste 1040 - Adonis morto nel solstizio di primavera 1048 - Dopo la morte Adonis disceso nell'inferno ........ - Adonis moriva e risorgeva nuovamente in cicli periodici, come gli dei della vegetazione e della fertilit. E' stato assimilato al dio Sole che ugualmente moriva e rinasceva in cielo secondo il ciclo delle stagioni. BAAL Punti in comune con il culto cristiano: 0990 - Baal stato fatto prigioniero 1000 - E' stato condotto in una aula di giustizia 1005 - E' stato tormentato e schernito dalla plebe 1015 - E' stato trascinato su di una altura 1025 - I suoi vestiti sono stati divisi tra i suoi aguzzini 1030 - E' stato condannato con altri due prigionieri ........ - Dopo la sua morte la plebe si abbandona ad eccessi 1060 - Baal resuscitato e la pietra tombale scivolata via dal sepolcro per divino intervento 1070 - Dopo la resurrezione stato visto da alcune pie donne e da altri suoi seguaci.

MITRA Mitra ha in comune con Ges i seguenti particolari: 0130 - Mitra nato da una vergine 0180 - E' nato il 25 Dicembre 0200 - E' nato in una grotta, riscaldato da un toro 0240 - Alla sua nascita hanno assistito numerosi pastori recanti doni
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Mitra stato considerato come: 0430 - Il salvatore 0460 - La via 0465 - La verit 0470 - La luce 0475 - Il messia 0480 - Il pastore di Dio 0508 - Il redentore 0513 - Il logo

0570 - Mitra ebbe 12 compagni o discepoli ........ - Fu considerato un grande predicatore itinerante ed un maestro ........ - Mitra promise ai suoi seguaci l'immortalit 0815 - Fece parecchi miracoli 0980 - La sua religione comprendeva il rito dell'Eucarestia, o Cena del Signore, durante la quale Mitra afferm: "Coloro che non mangeranno del mio corpo e non berranno del mio sangue in modo da essere una sola cosa con me ed io con loro, non potranno essere salvi". 1025 - Nella sua veste di "Grande Toro del Sole" Mitra sacrific se stesso per la pace nel mondo 1040 - Mitra morto nel solstizio di primavera 1050 - E' stato sepolto in una tomba 1060 - E' resuscitato dopo tre giorni ........ - La sua resurrezione veniva celebrata ogni anno ........ - Mitra aveva le sue maggiori celebrazioni in quel periodo dell'anno che pi tardi divenne la Pasqua ........ - Il suo giorno consacrato era la domenica, il Giorno del Signore ........ - Il suo sacrificio annuale era considerato una simbolica espiazione ed un pegno di rigenerazione fisica e morale 1270 - Il culto prevedeva la pratica del battesimo e della benedizione 1275 - Il culto prevedeva il rito della Confermazione o Cresima. KRISNA Quella che segue una lista parziale delle analogie tra il mito di Krihsna e quello di Ges: 0100 - Il padre terreno di Krishna era un carpentiere che si era recato in citt, a pagare certe tasse, mentre Krishna nasceva 0110 - La madre di Krishna era Devaki (la Divina) 0130 - Il concepimento di Devaki stato di tipo verginale 0180 - Krishna nato il 25 Dicembre 0200 - E' nato in una grotta del monte Meru
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0225 - La sua nascita stata annunciata da una "Stella d'Oriente" 0230 - Hanno assistito alla nascita angeli 0240 - e pastori 0330 - Erano presenti alla nascita tre Uomini Saggi 0340 - I tre Uomini Saggi gli hanno donato delle spezie 0370 - Krisna fu perseguitato da un tiranno, il re Kansa 0390 - Il re Kansa ordin la morte di migliaia di bambini, con l'intento di eliminare anche Krishna ........ - Krishna stato nascosto sulle rive di un fiume in un canestro di paglia e poi raccolto da un'altra donna (qualcosa di simile alla vicenda di Mos) Krishna fu chiamato: 0415 - Figlio di Dio 0417 - Nostro Signore 0427 - Primigenito 0430 - Salvatore 0490 - Verbo universale 0508 - Redentore 0510 - Liberatore ........ - Dio pastore ........ - IEZEUS o JESEUS = pura essenza

0530 - Krishna stato battezzato sulle rive del Gange 0600 - Krishna predicava mediante parabole per insegnare alla gente la carit e l'amore ........ - Krishna visse povero ed am i poveri ........ - Il suo cammino fu "disseminato di rovi" 0645 - Krishna confer anche ai suoi discepoli il potere di fare miracoli 0695 - Il discepolo pi amato da Krishna fu Arjuna o Ar-Jouan (Giovanni) 0700 - Krishna si trasfigur di fronte ai suoi discepoli 0790 - Critic i preti accusandoli di ambizione e di ipocrisia. La tradizione dice che egli cadde vittima della loro vendetta 0810 - Krishna guar i lebbrosi 0815 - Comp molti miracoli 0830 - Guar i ciechi 0835 - Risuscit i morti 0845 - Diede la parola ai muti 0900 - Krishna stato unto sul capo da una donna che egli aveva guarita 1020 - Secondo alcune tradizioni mor affisso ad un albero 1025 - Krishna venuto in terra a morire per la salvezza dell'uomo 1030 - Secondo altre tradizioni fu crocifisso tra due ladri 1045 - Krishna fu ucciso a circa 30 anni di et ed alla sua morte il sole si oscur 1048 - Dopo la morte discese all'inferno
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1060 - Risuscit dalla morte 1080 - Ascese in paradiso 1100 - Krishna veniva rappresentato affisso su di una croce con fori di chiodi ai piedi 1140 - Era la seconda persona di una trinit 1190 - Krishna ritorner sulla terra per giudicare i morti e cavalcando un cavallo bianco dar battaglia al "Principe degli Inferi" che vorrebbe condurre il mondo alla perdizione 1230 - A volte Krishna veniva rappresentato con l'emblema di un cuore sulla tunica (sacro cuore di Krishna) ........ - Krishna era anche considerato come la reincarnazione terrena del dio induista Visnu ........ - A volte veniva rappresentato come un uomo che schiaccia la testa di un serpente ........ - Krishna era il leone della trib di Saki. ZOROASTRO Il contributo che il culto di Zoroastro ha dato al cristianesimo imponente: 0130 - Zoroastro nato da una vergine 0140 - L'immacolata concezione avvenuta per mezzo di un "raggio della Divina Ragione" 0180 - Zoroastro nato il 25 Dicembre (a Battra, in Persia) 0200 - Il parto avvenuto in una grotta 0225 - La nascita era stata preannunciata da manifestazioni astrali (Stella d'oriente) 0240 - Dopo la nascita stato visitato da pastori che gli hanno recato dei doni 0400 - Nell'infanzia stup molti uomini saggi con la sua grande intelligenza 0490 - I suoi seguaci lo consideravano il "Verbo fatto Uomo" 0530 - E' stato battezzato a 30 anni sulle rive di un fiume 0550 - E' stato tentato nel deserto da un demonio 0805 - Zoroastro esorcizz i demoni 0830 - Restitu la vista ad un cieco 0980 - Il suo culto comprendeva l'Eucaristia 1020 - Zoroastro fu ucciso 1048 - Dopo la morte discese negli Inferi 1080 - Dopo la morte ascese in cielo su di un "cocchio solare" 1135 - Il culto comprende il concetto messianico di Regno di Giustizia (Regno di Dio) 1145 - Il culto riconosce l'immortalit dell'anima 1170 - Il culto comprende la credenza negli angeli 1180 - Il culto considera anche la credenza nei demoni che rendono gli uomini impuri e devono essere esorcizzati 1190 - I seguaci di Zoroastro attendono la sua seconda venuta nelle vesti di un altro uomo-dio, chiamato SAOSHYANT (il Salvatore), che verr generato da una
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vergine di nome Vispataurva, nell'anno 2341, prossimo venturo. Saoshyant, nelle vesti di un Messia, inizier anche lui il suo ministero al compimento dei 30 anni e cio nel 2371 e.v. Secondo alcune interpretazioni i "salvatori" (Saoshyant) sarebbero tre: Budda, Ges e Mani ancora da venire. 1250 - Zoroastro usava una coppa sacra detta "graal" 1260 - Il culto tratta diffusamente i concetti di inferno e paradiso 1270 - Viene usata l'acqua per il battesimo e per i riti di purificazione ........ - Zoroastro ha predicato anche il battesimo mediante il fuoco ed il vento sacro ........ - Zoroastro predic diffusamente sul paradiso e sull'inferno rivelando misteri quali la resurrezione, il giudizio finale, la salvezza e l'apocalisse ........ - Ha avuto visioni profetiche e apocalittiche ........ - Ha previsto una durata di 1000 anni per il regno del signore ........ - Ha previsto la battaglia finale e la sconfitta definitiva del demonio (Angra Mainyu) ........ - Ha descritto la "Citt Celeste" ........ - ecc., ecc., ecc. BUDDA La figura del Budda ha alcune caratteristiche in comune con quella di Ges: 0110 - La madre si chiama Maya (Mayadevi) 0130 - E' stata fecondata in sogno da un elefante bianco a sei zanne 0225 - Alla sua nascita apparsa una miracolosa luce celeste Budda stato definito con i seguenti appellativi: 0417 - Il Signore 0422 - Maestro 0430 - Salvatore 0435 - Discendente da stirpe reale 0440 - Dispensatore del Verbo 0445 - Il Buon Pastore 0450 - Salvatore del Mondo ........ - Ed ancora: Dio degli Dei, Padre del Mondo, Reggitore Onnisciente ed Onnipotente, Essere Supremo, L'eterno Uno, Prediletto portatore, Il Falegname, Infinito e Sempiterno, Lavandaio del Mondo, l'Alfa e l'Omega. 0550 - E' stato tentato dal demone Mara 0855 - Ha camminato sulle acque di un fiume (presso Uruvilva-India) 1045 - Alla sua morte un terremoto avrebbe scosso tutta la terra ERCOLE Le analogie tra il mito cristiano e quello di Ercole non sono poche:
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0110 - La madre di Ercole era la fanciulla Alcmena 0130 - Il concepimento stato verginale e per opera di Zeus 0180 - Ercole nato il 25 Dicembre Ercole veniva indicato come: 0425 - L'unigenito 0435 - Discendente di stirpe reale 0455 - Luce del mondo 0490 - Verbo Universale ........ - Principe della pace ........ - Sole della giustizia 1025 - E' stato ucciso avvolto in un manto scarlatto 1040 - Deceduto nel solstizio di primavera 1045 - Mentre moriva il sole si oscurato 1048 - Subito dopo la morte disceso nell'Ade 1060 - Ercole stato resuscitato dal padre Zeus 1080 - E' asceso all'Olimpo degli Dei E' curioso notare che Ercole sarebbe morto vicino a casa, su di una ripida collina (l'Eta), cos anche Ges (la cui vera casa avrebbe dovuto essere Gerusalemme) sarebbe stato giustiziato sul Golgota, un monticello. PROMETEO Il mito di Prometeo ha un certo numero di somiglianze con quello di Ges: 0110 - La madre di Prometeo era Danae 0130 - Il concepimento stato verginale 0140 - La fecondazione avvenuta mediante una pioggia d'oro Prometeo era considerato: 0490 - Il Verbo 0513 - Il Logo del mondo 1020 - Prometeo ha sofferto ed morto su di una croce 1025 - Prometeo era disceso dal cielo in terra nella veste di un dio incarnato per salvare il genere umano 1045 - Quando morto in croce il sole si oscurato 1060 - Prometeo risorto dalla tomba 1150 - Prometeo ebbe un amico molto amato: Petraeus (Pietro), un pescatore, che poi lo abbandon. DIONISO / BACCO In comune con Ges troviamo: 0130 - E' nato dalla vergine Semele e da Zeus
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0180 - E' nato il 25 Dicembre 0200 - Dopo la nascita stato deposto in una mangiatoia Tra le varie definizioni che gli sono state attribuite troviamo: 0425 - Figlio unigenito 0430 - Salvatore 0500 - L'Unto 0507 - Re dei re 0508 - Il Redentore 0509 - Remissore dei peccati ........ - ed ancora: Dio degli dei, l'Alfa e l'Omega. 0815 - Come predicatore itinerante fece parecchi miracoli 0865 - Trasformava l'acqua in vino (era il Dio del vino!) 0900 - Era considerato un re consacrato (unto) 0910 - Cavalc un asino in una processione trionfale 0980 - Dopo la sua morte il suo corpo veniva virtualmente mangiato durante un rituale eucaristico di fecondit e di purificazione 1020 - Il suo titolo sacrificale di Dendrita o Giovane uomo dell'albero lascia indendere che sia stato impiccato o crocifisso ad un albero (Secondo alcune tradizioni ucciso dai Titani?) 1048 - Dopo la sua morte disceso nell'Ade 1060 - Dioniso tornato in vita il 25 Marzo (solstizio di primavera), resuscitato da Zeus ........ - Veniva simboleggiato con il montone o l'agnello ATTIS La storia di Attis e quella di Ges hanno in comune le seguenti caratteristiche: 0110 - La madre di Attis si chiamava Nana 0130 - Ha concepito il figlio verginalmente mediante un frutto speciale 0180 - Attis nato il 25 Dicembre Era normalmente considerato come: 0415 - Il figlio divino e il padre 0425 - Unico figlio generato 0430 - Il salvatore

0815 - Ha eseguito interventi miracolosi 0980 - Durante le cerimonie, il suo corpo, in forma di pane, era mangiato dai suoi seguaci

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1020 - Nel venerdi nero fu crocifisso ad un albero ed il suo sangue divino si sparse a redimere la terra 1025 - Era considerato come il salvatore che fu ucciso per la salvezza e la redenzione del genere umano 1048 - Dopo la morte discese negli inferi 1060 - Dopo tre giorni, il 25 marzo, (equinozio di primavera) Attis resuscit dalla morte.

PARTE IX - Riferimenti e Bibliografia


(005) - Vangelo secondo Matteo (010) - Vangelo secondo Marco (015) - Vangelo secondo Luca (020) - Vangelo secondo Giovanni (140) - Luca-Atti degli Apostoli (131) - Bibbia (C.E.I.) - Ed. 1974 (132) - La Bibbia - Nuovissima versione dai testi originali - Ed.Paoline 1987 (130) - La Bibbia (Emmaus) - Ed. S.Paolo 1998 (025) - Proto Vangelo di Giacomo (030) - Vangelo dello pseudo Tommaso (035) - Vangelo dello pseudo Matteo (040) - Vangelo dell'infanzia arabo siriaco (045) - Vangelo dell'infanzia armeno (050) - Libro sulla nativita' di Maria (055) - Storia di Giuseppe il falegname (060) - Vangelo degli Ebioniti (065) - Vangelo dei Nazarei (070) - Vangelo degli Ebrei (075) - Vangelo di Pietro (080) - Vangelo di Nicodemo (085) - Dichiarazione di Giuseppe d'Arimatea (090) - Ciclo di Pilato (095) - La vendetta del Salvatore (100) - Vangelo di Bartolomeo (103) - Libro di Bartolomeo sulla risurrezione di Gesu (105) - Dormizione di Maria secondo Giovanni il Teologo (110) - Transito di Maria dello pseudo Giuseppe d'Arimatea (115) - Vangelo di Tommaso 380

(120) - Vangelo di Filippo (125) - Vangelo della verita' (126) - Pistis Sophia (127) - Atti di Paolo e Tecla (128) - Atti di Giovanni il Teologo (129) - Il Vangelo di Giuda (145) - Libro di Giovanni Evangelista (146) - Marcello - Atti dei beati apostoli Pietro e Paolo (147) - Eusebio di Cesarea - Opere (135) - Maometto - Il Corano - Ed. Brancato

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- MAPPA DELLA PALESTINA -

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- MAPPA DI GERUSALEMME -

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- MAPPA DEL TEMPIO -

LEGENDA: a - Cortile d'Israele b - Cortile dei Sacerdoti c - Altare d - Vestibolo e - Santo (Ekal) 386

f - Santo dei Santi (Debir) g - Atrio delle Donne

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