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70 chilometri dall'Italia. Tunisia 2011: la rivolta del gelsomino

I edizione, gennaio 2011 Autore – Mehdi Tekaya e Global Voices Online Progetto Editoriale di Maria Cecilia Averame, con la collaborazione di Bernardo Parrella © Copyright 2011 quintadicopertina – Fabrizio Venerandi Editore

ISBN:9788896922156

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70 chilometri dall'Italia

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Tunisia 2011: la rivolta del gelsomino

Mehdi Tekaya (sezione storica) e Global Voices Online (sezione Voci dalla Tunisia)

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Introduzione

Introduzione

Il 15 Gennaio 2011 il Presidente della Tunisia Zine El Abidine Ben Ali abbandona il suo Paese con la famiglia e trova rifugio in Arabia Saudita (dopo una serie di notizie riportate e poi smentite, fra cui quella della sua presenza, nella stessa serata, presso l'aeroporto di Cagliari). È l'ultimo atto seguito alle proteste di strada e alle rivolte antigovernative che dai primi di dicembre hanno scosso la Tunisia. Ma è anche il principio di un percorso di rinnovamento della politi- ca tunisina e della sua classe dirigente che si sta svolgendo proprio in questi giorni, fra incognite e difficoltà.

I moti popolari si sono rapidamente diffusi da città a città: da Sidi Bouzid a Bouziane, e poi nella stessa Tunisi, e in seguito a Saïda e a Thala, dove vengono assaltati i palazzi governativi e bruciate le insegne-simbolo del potere. A Kasserine fra l'8 e il 19 gennaio av- vengono gli scontri più duri. Le autorità parlano di ventuno mor- ti, i sindacati locali di oltre cinquanta. Le notizie di cronaca han- no preso il volo, anche con una certa incertezza. E pur con la cre- scente attenzione dei media internazionali, è sul web che l’ondata

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d’informazione trova impeto. Qualcuno sostiene addirittura che la rivoluzione sia nata grazie ai social media, che Twitter abbia svolto un ruolo fondamentale e che gli attivisti si siano organizzati su Fa- cebook.

Sorgono due ordini di domande. Nel primo gruppo rientrano quelle collegate alla storia della Tunisia: come si è arrivati a questo pun- to? Non è la Tunisia uno dei Paesi più 'occidentalizzati', con buoni rapporti con l'UE, un moderno sistema sanitario, una certa parità delle donne e un'aspettativa di vita vicina alle cifre europee? È dif- ficile ricollegare il presente con la storia, ricordarsi delle rivolte di Gasfa del 2008, antefatto dell'attuale 'rivolta del gelsomino'. Occor- re chiedersi quando e come Ben Ali sia salito al potere, chi siano i rivoltosi oggi, da chi siano controllati.

Ci

sono

poi

altre

questioni

da

affrontare,

quelle

ricollegate

all'utilizzo e al ruolo dei social media e del giornalismo partecipati- vo nella rivolta. Cosa s'intende di fatto suggerendo che la rivoluzio- ne è cresciuta sui social network? E quali le sfumature o le realtà di simili posizioni?

È comunque un fatto che la 'rivolta del gelsomino' sia partecipata e raccontata in primis proprio dalla generazione di giovani nata e cresciuta sotto Ben Ali. Giovani che hanno beneficiato di

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un'istruzione avanzata, in una nazione dove il tasso di disoccupa- zione dei laureati si aggira intorno al 30% contro una media nazio- nale del 14%. Impegnati da anni a descrivere le zone d'ombra del re- gime tunisino dall'interno, hanno subìto le stesse forme di censura utilizzate per i media tradizionali non allineati con l'informazione ufficiale, con provvedimenti ad hoc per impedire l'accesso a Inter- net e la circolazione di informazioni dirette, oltre a non poche pres- sioni e ritorsioni personali.

Analogamente, è vero che certe informazioni non si trovano più nei media mainstream, e vanno cercate online. Sulla maggioranza del- le grandi testate la Tunisia è diventata notizia di primo piano solo negli ultimi giorni, quando nelle piazze erano già comparsi i primi morti. Questo compito è toccato ai citizen-journalist locali che da anni denunciano le violazioni dei diritti umani e la corruzione del governo. E nel momento caldo delle proteste e degli scontri, è stato ancora una volta Twitter lo strumento principe per condividere no- tizie fresche e senza filtri. I blog sono divenuti immediato veicolo di video, immagini, descrizioni e resoconti diretti. Materiale confuso, di dubbia veridicità? Assolutamente no: piuttosto, contenuti pro- dotti autonomamente da chi alla Rivolta del gelsomino stava par- tecipando, rilanciati anche grazie ad associazioni in loco e poi da migliaia di persone in tutto il mondo pronte a confrontare, verifi-

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care, tradurre in decine di lingue diverse, diffondere e raccontare quanto andava accadendo.

Non a caso questo instant-book pesca non poco in tali testimonian- ze via Internet, riprendendo articoli pubblicati su Global Voices Online in Italiano e in altri ambiti (appositamente scelti dal team dell'annessa associazione Voci Globali). Mentre Mehdi Tekaya, sto- rico contemporaneo e 'media-hacktivist' di origine tunisina, offre il necessario quadro di riferimento degli avvenimenti degli ulti- mi cinquant'anni e delle maggiori tematiche strettamente connessi agli avvenimenti di questi giorni.

Potete scegliere di consultare l'e-book come un normale libro pro- cedendo in ordine temporale, oppure saltare fra gli articoli proposti da Voci Globali, arricchiti da approfondimenti, correlazioni, e ag- giornamenti su Internet. Un conciso ma utile contesto per com- prendere meglio quanto va accedendo in Tunisia oggi, e quali fatti di ieri abbiano contribuito a far nascere la rivolta - oltre a riflettere sul ruolo dei citizen e social media in simili frangenti. È un modo per leggere con più consapevolezza le notizie di cronaca che arri- vano velocemente sul web, e che rischiano di sparire con la stessa velocità con cui sono arrivate, lasciandoci indifferenti e frastornati. Con questo ebook di polinformazione abbiamo voluto proporvi uno

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strumento per fermarle ed utilizzarle per conoscere meglio una realtà in divenire a pochi passi dall'Italia.

(Maria Cecilia Averame, 30 gennaio 2011)

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Questo ebook può essere letto come un normale libro, pagi- na dopo pagina, o può essere navigato utilizzando i link che trovi all'interno dei testi. Esistono all'interno del libro quat- tro tipi di link di navigazione:

le note: indicate con un numero chiuso tra parentesi

quadre, rimandano alla nota relativa. Dalla sezione delle note, cliccando di nuovo sul numero si ritorna nel corpo del messaggio da cui si era partiti;

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altra parte del libro in cui si approfondisce l'argomento in

fase di lettura; i link esterni: indicati con il simbolo

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in rete, da consultare on-line; i video: rappresentati nell'ebook con un frame possono essere visti selezionando il frame, accedendo così alla risorsa direttamente in rete.

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza

Il 7 novembre 1987, l’illusione democratica

Il 7 novembre 1987, l’illusione democratica

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Lo sviluppo economico: il modello e il suo limite

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni Tunisia, dal

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

Diritti Umani e libertà di informazione

Diritti Umani e libertà di informazione

I movimenti sociali di Gasfa nel 2008

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni Tunisia, dal

I clan Ben Ali e Trabelsi, una mafia al potere?

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni Tunisia, dal

Una generazione di cyberattivisti

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni Tunisia, dal

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni

La rivolta del gelsomino

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni La rivolta del gelsomino La caduta di Ben Ali,

La caduta di Ben Ali, prima fase della rivolta del gelsomino

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni La rivolta del gelsomino La caduta di Ben Ali,

Il dopo Ben Ali - seconda fase della rivolta del gelsomino

La Tunisia moderna degli ultimi 10 anni La rivolta del gelsomino La caduta di Ben Ali,

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza

La costruzione dello stato moderno sotto H. Bourguiba

Il 6 aprile 2000 nella solitudine della sua abitazione nel pa- lazzo di Monastir muore Habib Bourguiba, 'padre' dell'indipendenza della Tunisia, definito dai suoi compatrio- ti il combattente supremo. Bourguiba ha regnato per trent'anni fino a quando, tredici anni prima della morte, il Primo Ministro generale Zine Ben Ali ha preso il potere at- traverso quello che è passato alla storia come il golpe medico. Ben Ali è infatti subentrato al potere grazie ad alcune peri- zie mediche che decretavano lo stato di malattia del Presi- dente in carica, allora ottuagenario, e la sua incapacità a go- vernare. Nonostante questo, soprattutto negli ultimi anni, il nome di Bourguiba è diventato un simbolo di resistenza pas- siva contro il regime dell’ex-presidente Ben Ali.

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza La costruzione dello stato moderno sotto

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza

La Tunisia era una provincia autonoma dell'Impero Ottoma- no quando, nel 1881, lo Stato francese la mise sotto Protet- torato. La Tunisia non fu una colonia di popolamento[1]: le terre fertili furono confiscate dai coloni francesi e italiani, ma le strutture e le élite della società tunisina furono in par- te conservate. Nel 1920 nasce il primo partito politico moderno, il Partito Liberal Costituzionale (Destour). Nel 1934 un ricambio ge- nerazionale all'interno del partito fa emergere la figura dell’avvocato H. Bourguiba che, assieme a Salah Ben Youssef (che diverrà in seguito suo acerrimo nemico e morirà assas- sinato in esilio nel 1961), fonda il Neo-Destour. Questo par- tito, largamente inspirato alla tradizione riformista del so- cialismo francese, diviene ben presto il punto di riferimen- to del Movimento di Liberazione Nazionale. Con il Gover- no francese si alternano momenti di opposizione e di resi- stenza, anche armata, a concertazioni per il riconoscimen- to dell'indipendenza della Tunisia. Ma la posizione di Bour- guiba, che esige una indipendenza totale e immediata e non un percorso bilaterale, lo porta in prigione, e in seguito all'estero, in esilio. Dopo dodici anni Bourguiba torna trion- falmente in Tunisia il 1 giugno 1955, ma viene nuovamente esiliato. Il clima però sta cambiando rapidamente: nel 1956 il Paese conquista l’indipendenza con poco spargimento di sangue. Bourguiba, grazie alla sua azione politica e alle ca-

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza

pacità di grande oratore, s’impone rapidamente come leader naturale della giovane nazione tunisina. L'Assemblea Costi- tuente lo elegge Presidente della Repubblica.

L’istanza modernizzatrice di Bourguiba fu eccezionale nel mondo arabo-musulmano. Il carattere più avanguardista riguarda l’emancipazione femminile. Un codice dello statuto personale abolisce la po- ligamia; il divorzio e l’aborto sono legalizzati. Dal 1957, le donne acquistano il diritto di voto attivo e passivo, Bour- guiba parla apertamente di parità dei sessi. Al contrario dei suoi omologhi arabi, le spese per l'educazione e il sistema sa- nitario sono privilegiate, anche a scapito di quelle militari. La scuola diventa pubblica e gratuita. Il budget dello Stato destinato all’educazione nazionale raggiunge il 32% nel 1976[2]. Bourguiba abolisce anche l’influenza dei religiosi sulla giustizia e instaura delle corti composte da civili.

L’orientamento economico della Tunisia si volge verso un socialismo più marcato intorno agli anni '60. Il sindacalista Ahmed Ben Salah entra nel governo come Ministro della Pianificazione e delle Finanze. L'adozione di un programma economico stabilito dalla Centrale Sindacale, UGTT, porta alla collettivizzazione delle terre agricole.

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza

Il partito Neo-Destour viene ribattezzato “Parti Socialiste Destourien” (PSD).

Di fronte alla moltiplicazione degli incidenti contro la collet- tivizzazione questa politica viene abbandonata. Bourguiba, nel suo discorso dell’8 giugno 1970, riconosce la sua respon-

sabilità: “Perché io sono uomo, quindi soggetto all'errore, mi sono sbagliato, lo dico con modestia ma sono stato tratto in inganno da

un uomo che mentiva con uno scopo diabolico[3]. Ben Salah, ri- tenuto responsabile è condannato il 25 maggio 1970 a dieci anni di lavori forzati per avere partecipato, secondo Bour- guiba, a un vasto complotto rivoluzionario[4].

Tuttavia, la volontà di modernizzazione non impedisce l’instaurazione di un culto della personalità e l’instaurazione di un regime di partito unico. Permane inol- tre una pratica sociale di clientelismo e corruzione politica. Già negli anni 60, Bourguiba fa edificare un mausoleo in marmo bianco a Monastir, che diventa una città-souvenir del Capo dello Stato. Sull’ingresso del monumento Bourgui- ba fa incidere i tre titoli che riassumono la sua vita : “Le com- battant supreme”, “Le batisseur de la Tunisie nouvelle” et “Le li- bèrateur de la femme” (“Il combattente supremo”, “Il costruttore della nuova Tunisia” e “Il liberatore della donna”). I simboli delle

Tunisia, dal protettorato francese all'indipendenza

suo potere si moltiplicano, sue statue vengono erette in tut- te le città, la sua effige appare ovunque. Con l’interdizione del Partito Comunista nel 1963, la Repub- blica Tunisina diventa un regime di partito unico, dai con- fusi confini con lo stesso Stato. Bourguiba viene proclama- to Presidente a vita nel 1975. L’immobilismo politico e i con- flitti sociali che si moltiplicano favoriscono l’emergere sulla scena pubblica dei movimenti islamici.

Il 7 novembre 1987, l’illusione democratica

Il 7 novembre 1987, l’illusione democratica

Il numero 7 è onnipresente in Tunisia: ha un forte valore simbolico nella cultura musulmana, per cui rappresenta la perfezione e la rigenerazione, e appare nella quasi totalità dei luoghi pubblici tunisini. In ogni città, grande o piccola che sia, si trovano strade, piazze, boulevard, infrastrutture, caffè e negozi “du 7”. Il 7 è diventato il simbolo della presidenza di Ben Ali, e con lui di un nuovo ciclo politico che inizia il 7 novembre 1987. Quel giorno, il generale dell'esercito Zine el-Abidine Ben Ali destituisce Habib Bourguiba .

Il 7 novembre 1987, l’illusione democratica Il 7 novembre 1987, l’illusione democratica Il numero 7 è

Ben Ali diventa, in qualità di successore costituzionale, pre- sidente e capo supremo delle forze armate. La sua presa di potere viene annunciata alla radio nazionale con un discor-

so di apertura: “L'epoca che viviamo non può più soffrire né di presidenza a vita né di successione automatica alla testa dello Sta- to dal quale il popolo si trova escluso. Il nostro popolo è degno di

Il 7 novembre 1987, l’illusione democratica

una vita politica evoluta e istituzionalizzata, fondata realmente sul multipartitismo e la pluralità delle organizzazioni di massa”[5].

Habib Bourguiba lascia a Ben Ali un Paese sviluppato e mo- derno, inquadrato in un regime autoritario. Ben Ali arriva al potere proponendo iniziative liberali e prendendo immedia- tamente una serie di misure democratiche: all'indomani del- la sua elezione, migliaia di prigionieri politici vennero libe- rati e i lavori forzati soppressi. Trasforma il PSD nel Movi- mento Costituzionale Democratico (RCD) e con una riforma della Costituzione abolisce la Presidenza a vita. Allo scopo di attenuare il clima politico promulga una legge per riconoscere nuovi partiti, e instaura dei contatti con l’opposizione. Un anno dopo la presa di potere, il 7 novem- bre 1988, un 'patto nazionale' che raggruppa le diverse for- mazioni partitiche e sociali -con l'eccezione degli islamisti- impegna i suoi firmatari al rispetto dei valori della Repubbli- ca.

La successione di Ben Ali favorisce l’illusione di una transi- zione verso una sempre maggiore democrazia, grazie ad una élite progressista e pro-occidentale. Ma non tiene conto in alcun modo del 'Curriculum Vitae' del nuovo Presidente.

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Nato il 3 settembre 1933 in una famiglia modesta di 11 figli, Ben Ali comincia presto a militare nel partito Neo-destour che lotta contro la colonizzazione francese. Nel 1956, quando la Tunisia raggiunge l'indipendenza e si installa al potere Ha- bib Bourguiba, Ben Ali entra a far parte del nuovo esercito tunisino. Bisognoso di ufficiali, l’esercito invia Ben Ali in Francia dove ha la possibilità di studiare alla prestigiosa scuola militare di Saint-Cyr. In seguito si trasferisce negli Stati Uniti dove è formato in Intelligence e Military security alla Senior Intelli- gence School di Fort Holabird, nel Maryland.

Di ritorno in Tunisia diventa direttore della Sicurezza Nazio- nale, dopo avere sposato la figlia del Generale Kefi nel 1958. Dopo il fallimento di un tentativo di unione fra Tunisia e Li- bia in cui sarebbe stato coinvolto, Ben Ali viene mandato in Marocco come addetto militare, di fatto esiliato.

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Viene richiamato al suo posto tre anni dopo per contenere lo sciopero generale del 26 gennaio 1978, e si occupa di man- tenere sotto controllo la crescita dei movimenti islamici. Nell’aprile 1980, Ben Ali è trasferito di nuovo all’estero come ambasciatore in Polonia, dopo una breve invasione dell’esercito libico sul suolo tunisino. È richiamato in patria alla direzione della sicurezza naziona- le dopo la tragica “rivolta del pane” del gennaio 1984 contro la riforma governativa imposta dal Fondo Monetario Inter- nazionale, che provoca la morte di 70 manifestanti[6]. La repressione delle sommosse gli vale una reputazione di capo intransigente. Nominato Segretario di Stato alla Sicu- rezza Nazionale e poi Ministro dell’Interno nel 1986, Ben Ali dichiara alla sua prima seduta nel consiglio dei ministri:

Nella nostra lotta contro gli islamisti dobbiamo ricorrere a due metodi: la disinformazione e i delinquenti. Li tireremo fuori di pri- gione per dare loro compiti di polizia.”[7] Eletto Segretario Generale del partito unico, viene infine promosso Primo Ministro, in un contesto di confronto vio- lento fra forze dell’ordine e movimenti sindacali, influenzati dai movimenti islamisti.

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Tre anni dopo la presa di potere, in nome della lotta all'islamismo viene instaurato un regime autoritario: è la fi- ne della Primavera Democratica.

Alle elezioni legislative del 1989 tutta l’opposizione, com- prendente il movimento d’ispirazione islamica Ennahda, ot- tiene 14% dei voti, ma lo stesso giorno Ben Ali, unico candi- dato alla presidenza, è eletto con il 99,27% dei voti. Dopo le elezioni una serie di violenti incidenti strada e atti di terrorismo sono attribuiti ai membri di Ennahda. Il 28 set- tembre 1991 le autorità annunciano la scoperta di una co- spirazione islamica che mira alla presa del potere: le liber- tà personali sono ristrette e l’opposizione politica imbava- gliata. La stampa viene messa sotto stretta sorveglianza del- la polizia, e la società civile è controllata dai comitati locali del partito di Ben Ali.

Lo sviluppo economico: il modello e il suo limite

Lo sviluppo economico:

il modello e il suo limite

Gli indicatori di sviluppo in Tunisia sono positivi da anni e la differenziano dai suoi Paesi vicini. Come indica la Banca

Mondiale : “La Tunisia può vantare avanzamenti economici e so- ciali consistenti, come indica la moltiplicazione per quattro del PIL pro capite, l’aumento della speranza di vita a un livello vicino a quelli dei Paesi sviluppati, e una caduta delle tasso di povertà sceso

sotto la soglia del 4% della popolazione[8]. Il tasso di crescita co- stante intorno al 5% contrasta con il resto del Maghreb, seb-

bene il Paese non possieda risorse naturali come gas o petro- lio. I settori d'attività tradizionali dell'economia sono rap- presentati dal turismo e dal comparto tessile, ma si osserva, soprattutto nei centri urbani, uno sviluppo delle attività di servizi e la crescita del terziario. Dal 2000 l’economia tunisi- na rappresenta una delle realtà più competitive in Africa, e le esportazioni di beni e servizi sono raddoppiate fra il 1996 e il 2007.

Lo sviluppo economico: il modello e il suo limite

Questo quadro economico si scontra con una forte compo- nente negativa: “la persistenza di un forte tasso di disoccupazio- ne, particolarmente fra i giovani diplomati[9].

Per far uscire il Paese dal sottosviluppo le autorità si sono impegnate fortemente in un processo di liberalizzazione dell’economia iniziato nel 1986 con l’applicazione del piano d’aggiustamento strutturale del Fondo Monetario Interna- zionale (FMI) e con l’accordo “Partenariato Euromediterra- neo” nel 1995. Per favorire le esportazioni e attrarre gli in- vestitori è stato creato un vero regime offshore, basato sulla detassazione degli investimenti e degli utili.

La Tunisia è dunque considerata come un ‘buon allievo’ dalla comunità economica e finanziaria mondiale. La Banca Mon- diale, primo finanziatore del Paese con una media di 250 mi- lioni di dollari par anno, si congratulava nel 1999 con il go- verno tunisino di Ben Ali per la sua crescita, la sua stabilità e il suo impegno sociale[10].

Tuttavia, questa strategia d’apertura e l’instaurazione di un quadro legislativo favorevole all’iniziativa privata sono state condizionate da una forte presenza dello Stato, che rimane il principale investitore economico. La ricercatrice Bèatrice

Lo sviluppo economico: il modello e il suo limite

Hiboux rileva una serie di false apparenze nelle applicazione delle norme liberale impostate: se il deficit pubblico è sotto al 3% è grazie a tutta una seria di sotterfugi[11]. Inoltre, esiste da parte del governo un occultamento dei dati negativi che ad oggi impediscono un'analisi obiettiva della situazione eco- nomica della Tunisia.

Malgrado i buoni risultati macro-economici, la Tunisia non è stata risparmiata dalla negativa congiuntura economica at- tuale. Il tasso di crescita è caduto all'1,9% nel 2002, e le con- seguenze non hanno ancora finito di farsi sentire[12]. Il tas- so di disoccupazione negli ultimi anni è diventato uno dei più alti nel mondo arabo (la media nazionale si aggira sul 14%, con punte fino al 30% per i giovani laureati[13]). Il mo- dello di sviluppo soffre di una specializzazione eccessiva nei settori di bassa qualificazione, nel turismo e nella produzio- ne manifatturiera che dipendono dal mercato europeo. Que- sti settori non sono stati in grado di assorbire una forza la- vorativa giovane e sempre più qualificata, che ha avuto sem- pre maggiori difficoltà nell’integrazione all’interno del mer- cato occupazionale, causando una crescita esponenziale di un diffuso sentimento di frustrazione.

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

Fin dall’Indipendenza la politica estera della Tunisia è im- prontata sul mantenimento di un delicato equilibrio di re- lazione e collaborazione tanto con le potenze occidentali, quanto con il mondo arabo.

Il primo Presidente Bourguiba cerca di mantenere delle strette relazioni con l’Europa, e contemporaneamente favo- risce lo sviluppo di legami con gli Stati Uniti, con lo scopo di fare da contropeso alla politica francese, che rompe i rap- porti economici con la Tunisia nel 1957, l’anno sucessivo al- la dichiarazione dell’indipendenza dalla stessa Francia. Seb- bene il passaggio sia avvenuto con poco spargimento di san- gue, i rapporti fra le due nazioni ne risentiranno per decen- ni. Inoltre, la posizione della Francia nei rapporti con la Tu- nisia è sempre condizionata dalla presenza di numerose co- munità di cittadini Tunisini nel proprio territorio nazionale.

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

Per la diplomazia americana, nello scacchiere dei Paesi della costa nord del Mediterraneo la Tunisia ha un ruolo fon- damentale. Nella Foreign Relations of the United States (1961-1963) viene esplicato chiaramente come, per gli Stati Uniti, fosse fondamentale la preservazione di una Tunisia indi- pendente, moderata, pro-occidentale e democratica[14]. Durante il periodo della guerra fredda, quando la contrap- posizione fra il blocco occidentale (Stati Uniti, NATO e Paesi amici) e blocco sovietico (Unione Sovietica e Patto di Var- savia, con altri Paesi amici) si fa più marcato[15], Bourguiba sceglie di fare parte del movimento dei Paesi non-allineati. La scelta di non esporsi direttamente in uno dei due blocchi non gli impedisce di mantenere saldi contatti con l’occidente e con gli Stati Uniti, anche in virtù della sua poli- tica anti-comunista[16]

Inoltre, la Tunisia -primo fra i Paesi arabi- sostiene un per- corso di normalizzazione dei rapporti con Israele[17]. Nel 1965 Bourguiba propone all’ONU la creazione di una Federa- zione con la partecipazione tanto degli Stati arabi quanto di Israele. Questa posizione lo porta ala rottura, lo stesso anno, con la Lega Araba. Nel 1967, durante la Guerra dei sei gior- ni fra Israele e Egitto, Siria e Giordania, si verificano diver- se sommosse in Tunisia. In questo periodo la pressione dei

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

leader nazionalisti arabi si fa più pressante, guadagnando il favore dell’opinione pubblica tunisina. Nel 1978, Bourgui- ba condanna gli accordi di Camp David, firmati da Egitto e Israele e guidati direttamente dal Presidente degli Stati Uni- ti Jimmy Carter. La Tunisia diviene il Paese ospitante la sede della Lega Araba e infine, quando l'attacco da parte di Israele costringe l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) ad abbandonare il Libano, questa trova riparo in Tuni- sia.

Zine el-Abidine Ben Ali mantiene la linea diplomatica trac- ciata dal suo predecessore e rinforza decisamente i rapporti verso l’Unione Europea. La Tunisia diventa il primo Paese del bacino mediterraneo a firmare, nel 1995, gli Accordi di Associazione con l’Unione Europea. Questo primo accordo, che pone le base giuridiche e legali della cooperazione bila- terale, è rinforzato in seguito dal processo euro-mediterra- neo di Barcellona[18], volti a favorire la liberalizzazione de- gli scambi economici, poi confermati nel Quadro dell'Unione per il Mediteraneo (UpM) creato nel 2008. Dal maggio 2010 l’Unione Europea ha intrapreso delle ulteriori negoziazioni con la Tunisia, con lo scopo di accordarle uno “statuto avan- zato” che permetterebbe di intensificare ulteriormente il dialogo politico e le relazioni commerciali. Questo processo

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

è stato favorito dai buoni rapporti stabiliti fra la Francia e il regime di Ben Ali. Per l’ex-presidente Jaques Chirac, le re- lazioni fra Francia e Tunisia rappresentano “un modello di cooperazione": a cinquant’anni dall’indipendenza, oltre ai le- gami storici e culturali, Parigi rappresenta il primo partner economico di Tunisi.

Malgrado i numerosi accordi commerciali e militari presenti fra USA e Tunisia - il più recente è l’accordo quadro sul com- mercio e l’investimento (TIFA) firmato il 1 ottobre 2002 - il punto di vista della diplomazia americana riguardo al regi- me di Ben Ali è molto severo e le relazioni fra i due Paesi ne soffrono. I documenti diplomatici rilasciati nel quadro dell'operazione Wikileaks confermano l’idea di una politica tunisina troppo dipendente dalla figura del Presidente, do- ve la libertà di espressione è limitata, la corruzione dilaga, la disoccupazione è alta e i sommovimenti popolari non per- mettono l’instaurazione di valide relazioni commerciali:

“By many measures, Tunisia should be a close US ally. But it is not. While we share some key values and the country has a strong record on development, Tunisia has big pro- blems. President Ben Ali is aging, his regime is sclerotic and there is no clear successor. Many Tunisians are frustrated

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

by the lack of political freedom and angered by First Fa- mily corruption, high unemployment and regional inequi- ties. Extremism poses a continuing threat. Compounding the problems, the GOT brooks no advice or criticism, whe- ther domestic or international. Instead, it seeks to impose ever greater control, often using the police. The result: Tu- nisia is troubled and our relations are too.[19]

Nei rapporti con il mondo arabo, forte del successo ottenuto in campo economico , la presidenza Ben Ali ha giocato un ruolo attivo nel sostenere le istanze arabe e africane. Mem- bro della Lega Araba dal 1958, il Paese ha accolto nel maggio 2004 il suo 16° summit e invia regolarmente aiuti umanitari ai palestinesi e ai Paesi musulmani in crisi come il Libano nel 2006, o l’Indonesia dopo lo tsunami del 2004. La Tunisia svol- ge una politica attiva in tutto il continente africano e ospita la sede della Banca Africana dello sviluppo (African Develo- pment Bank).

La Tunisia fra occidente e mondo arabo by the lack of political freedom and angered by

I rapporti con i Paesi confinanti

Situata fra Algeria e Libia, due vicini imponenti sia per di-

mensioni, quanto per presenza di risorse naturali e per il loro peso geo-politico, la Tunisia ha cercato di mantenere buone relazioni con entrambi i Paesi, malgrado una certa

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

tensione. Una lunga disputa per la definizione delle frontie- re con l'Algeria è stata risolta positivamente nel 1993. I due Paesi, da allora, hanno moltiplicato la loro cooperazione, ad esempio attraverso la costruzione del gasdotto transmedite- raneo che collega l’Algeria all’Italia. Con la Libia le relazioni sono state molto tese in seguito al fallimento dell'accordo su una possibile unione fra i due Paesi avvenuta nel 1974. Fino al 1977 le relazioni diploma- tiche sono difficili, e si deteriorano ulteriormente nel 1980, quando la Libia tenta di invadere la città di Gasfa[20]. Con la fine delle sanzioni dell’ONU nel 2003 nei confronti della Li- bia, e grazie ai buoni rapporti che intercorrono fra Ben Ali e Gheddafi la Libia torna ad essere un partner economico rile- vante.

La Tunisia fra occidente e mondo arabo tensione. Una lunga disputa per la definizione delle frontie-

Sul fronte medio-orientale, la Tunisia rappresenta il primo Paese arabo a ricevere una delegazione israeliana nel quadro del processo di pace nel 1993. Il Paese mantiene una rappre- sentanza in Israele fino al 2000, quando con la Seconda In- tifada e la fine del ciclo di negoziazione di Camp David II le violenze perpetrate da Israele nel controllo dei territori pa- lestinesi occupati provocano diversi morti. L’opinione pub- blica tunisina ne risente fortemente, e il Presidente Ben Ali, attraverso un discorso radiofonico, annuncia la decisione di

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

interrompere i rapporti diplomatici con Israele denuncian- done la violazione dei diritti umani.

Diritti Umani e libertà di informazione

Diritti Umani e libertà di informazione

La Tunisia del presidente Ben Ali si è ben presto trasformata in un un regime autoritario e poliziesco, dove le violazioni dei diritti umani sono state numerose e quotidiane. Le pra- tiche usate dall’autorità si sono molto diversificate: arresti illegali, detenzioni arbitrarie, tortura, intimidazioni nei con- fronti delle famiglie, campagne di diffamazione sostenuta attraverso i media. Questo arsenale repressivo aveva come scopo la dissuasione di qualsiasi forma di opposizione e cri- tiche verso il regime. Il clima repressivo, documentato da numerosi rapporti delle Associazioni per i Diritti Umani è difficilmente comprensibi- le per chi non abbia ben chiare le specificità dell’esercizio del potere in Tunisia nei dettagli, le piccole cose della vita quotidia- ne[21] . Queste formano le procedure concrete del potere per assogettare i cittadini. La storia del dissidente Mohammed Abbou, documentata nel rapporto annuale 2007 di Amnesty International, è esemplare:

Diritti Umani e libertà di informazione

Mohammed Abbou, un prigioniero politico, ha effettuato diversi scioperi della fame per protestare contro la sua de- tenzione e contro i trattamenti violenti inflitti dai respon- sabili della prigione di El Kef. La moglie e i figli sono sta- ti intimiditi più volte da poliziotti appostatisi permanen- temente davanti al loro domicilio di Tunisi. Nel novembre 2007 sua moglie Samia, il suo avvocato, il giornalista Slim Boukhdir e una personalità dell’opposizione, Moncef Mar- zouki, decidono di andare in visita a Mohammed nella sua prigione. Il gruppo viene intercettato nove volte dalla po- lizia sulla strada che collega Tunisi a El Kef, ufficialmente per un controllo dei documenti. Una volta arrivati a El Kef, si recano in un ristorante, e all’uscita sono attesi da una cinquantina di uomini, donne e giovani che li insultano e li malmenano. Riescono a fuggire e raggiungere la loro mac- china. Quando arrivano davanti ai cancelli della prigione, altre persone li aggrediscono e impediscono loro di entrate. Queste due aggressioni hanno avuto luogo in presenza di poliziotti che non hanno fatto niente per proteggerli né per fermare gli aggressori.[22]

Queste pratiche che hanno portato progressivamente a una limitazione dello stato di diritto in Tunisia, sono nate duran- te la repressione contro gli islamici del Movimento di Ten-

Diritti Umani e libertà di informazione

denza Islamica dopo le elezione del 1989. Numerosi docu- menti hanno svelato le condizioni alle quali sono stati sot- tomessi i militanti del MTI, diventato Ennahda[23]. Torture che hanno portato alla morte, restrizione nel diritto di vi- sita, isolamenti estremi per anni, violenze fisiche e sessua- li che hanno portato i detenuti a numerosi scioperi della fa- me e suicidi. Anche negli ultimi anni è stato fatto ampio uso della tortura, di arresti illegali e si sono verificate numerose sparizioni forzate.

Dal 1999, numerosi civili sono stati giudicati da tribunali mi- litari e condannati per “terrorismo”. Le confessioni estorte sotto tortura vengono ammesse come prove, i diritti della difesa sono regolarmente violati. Spesso agli avvocati non viene permesso di parlare con i propri assistiti, come acca- duto all'avvocato per i diritti umani Samir Ben Amor, che dopo Agosto 2010 non ha più potuto recarsi in carcere. La legge anti-terrorista votata nel 2003[24], in seguito agli at- tentati del 11 settembre 2001 e al successivo attentato con- tro la sinagoga di Djerba dell’11 aprile 2002, rinforza l’impunità delle forze del’ordine e restringe il quadro legi- slativo dello stato di diritto, anche grazie a una formulazio- ne generica che ne consente l’adozione verso chiunque pos- sa essere considerato una minaccia per la sicurezza naziona-

Diritti Umani e libertà di informazione

le. Con questa legge si instaura una vera e propria paranoia, come dimostra la storia dei sei studenti di Zarzis, che sono stati imprigionati nel 2004 per avere effettuato delle ricer- che su internet con il loro professore. Accusati di essere le- gati a Al Qaeda e di avere preparato un attentato, gli studen- ti sono liberati solo nel febbraio 2006.

Adnan Hajji viene arrestato assieme ad altre 17 persone per aver partecipato alle manifestazioni di Gasfa : nonostante tutti abbiano denunciato torture e matrattamenti vengono condannati in appello a otto anni.

Diritti Umani e libertà di informazione le. Con questa legge si instaura una vera e propria

Anche l’informazione viene pesantemente colpita. Il giorna- lista Fahem Boukadous viene condattanato a otto anni in co- numacia, per aver diffuso immagini sulle manifestazioni di Gasfa . Nel 2010 viene chiuso il Sindacato Nazionale dei Giornalisti Tunisini dopo la promulagazione di un documento sulla mancanza di libertà di informazione in Tunisia. Sempre nel 2010 Radio Kalima viene chiusa, dopo quattro giorni di tra- smissioni via satellite, dall’estero[25].

Diritti Umani e libertà di informazione le. Con questa legge si instaura una vera e propria

I movimenti sociali di Gasfa nel 2008

I movimenti sociali di Gasfa nel 2008

All’inizio del 2008 la regione di Gasfa conosce uno dei movi- menti sociali più importanti della storia recente della Tuni- sia che -con la distanza necessaria per un’analisi approfon- dita- potrebbe essere considerato quasi una ‘prova generale’ della cosiddetta rivolta del gelsomino .

I movimenti sociali di Gasfa nel 2008 I movimenti sociali di Gasfa nel 2008 All’inizio del

La zona mineraria di Gasfa è situata nel sud-ovest del Paese, dietro le quinte della Tunisia più prospera e turistica. Il 6 gennaio 2008, in seguito a un concorso per il reclutamento

  • di personale della Compagnia dei Fosfati di Gasfa (CPG), gli

abitanti della zona si sono impegnati in una serie di azioni

  • di protesta durate 6 mesi e concluse con tre morti, decine di

feriti e centinaia di arresti[26].

La CPG è fra i primi produttori mondiali di fosfati e rappre- senta in questa zona uno dei pochi sbocchi lavorativi per la popolazione. Dal 1980 una ristrutturazione dell’impresa ha portato alla soppressione di 10.000 impieghi. Per anni

I movimenti sociali di Gasfa nel 2008

l’impresa non ha più assunto e la disoccupazione è aumen- tata fino a raggiungere il 30%[27].

Le prime proteste hanno luogo nel 2007, quando gruppi di disoccupati bloccano i camion carichi di fosfati. Esplodono poi con gran forza il 5 gennaio 2008, quando vengono an- nunciati i risultati del concorso di reclutamento: 380 operai e impiegati vengono prescelti, su migliaia di postulanti. La disillusione è molto alta. Il 6 gennaio vengono bloccati i binari che collegano le cave alla fabbrica e viene fermata l'attività estrattiva. È nella città di Redeyef (37.000 abitanti) che la protesta è più forte: i simboli delle autorità e della Compagnia vengono attaccati, la popolazione prende parte a diversi sit-in, scioperi della fame e manifestazioni. I disoc- cupati denunciano anche “il nepotismo nell’attribuzione dei posti alla CPG”[28]. Gli studenti dell'Università cominciano a organizzarsi ed entrano in contatti con i leader sindacali della regione.

Fino ad aprile, la strategia impiegata dalle autorità per ar- ginare la proteste consiste nell'accerchiamento della città di Refeyef da parte della Polizia. Il 7 aprile però la strategia cambia: più di venti membri ai vertici del movimento di protesta vengono arrestati. La repressione si fa più dura. Il

I movimenti sociali di Gasfa nel 2008

6 giugno la polizia spara contro i manifestanti di Redeyef. Un giovane di 25 anni, Hafnaoui al Maghazoui, viene ucciso, e una ventina fra manifestanti e poliziotti restano feriti. Il giorno seguente l’esercito occupa la città di Redeyef su ordi- ne del Presidente. I principali leader del movimento vengo- no arrestati e condannati a pene pesanti. Un mese dopo Ben Ali convoca nel suo palazzo una riunione straordinaria du- rante la quale presenta il suo “piano Marshall” per lo svilup- po della regione di Gasfa, con investimenti che ammontano a 499 milioni di euro, volti anche a favorire l’insediamento di imprese estere in Tunisia.

Questo movimento ha dimostrato il limite della gestione se- curitaria del Paese, e l’emergere di un’opposizione concreta al regime che può contare su un forte appoggio popolare, e che parte dalle regioni interne del Paese. La politicizzazione di un movimento, rafforzatosi in seguito a rivendicazioni puramente sociali, ricorda le dinamiche delle recenti proteste che hanno portato Ben Ali alla fuga. Per i ricercatori Larbi Chouikha e Vincent Geisser, questa protesta ha continuato a impregnare le memorie e serve, coscien- temente o inconsciamente, da modello di mobilitazione[29] .

I clan Ben Ali e Trabelsi, una mafia al potere?

I clan Ben Ali e Trabelsi, una mafia al potere?

L’entourage familiare del presidente Ben Ali rappresenta una “quasi mafia”: questo affermano i cable dell‘ambasciatore americano a Tunisi[30]. La famiglia allar- gata dell'ex Presidente è composta da un centinaio di per- sone che hanno preso possesso di una larga parte dell'economia tunisina per mezzo di un sottile mix di accapar- ramento di beni publici, di corruzione, di strumentalizzazione della giustizia e di minacce fisiche[31]. Secondo il giornale inglese The Guardian, la metà del mondo degli affari in Tunisia è legato a Ben Ali[32].

Le accuse di mafia sono rivolte in particolare alla famiglia Trabelsi da cui proviene la moglie del Presidente, Leila Ben Ali. I Trabelsi sarebbero all’origine di una generalizzazione della corruzione. Il patrimonio personale della coppia Ben Ali è stato recentemente stimato a cinque miliardi di euro, depositati in conti bancari esteri o in immobili. Si trattereb-

I clan Ben Ali e Trabelsi, una mafia al potere?

be di fondi derivati essenzialmente da appropriazioni inde- bite operate dal clan Ben Ali-Trabelsi[33].

Il fratello dell'ex first lady, Belhassen Trabelsi, è considerato come la figura più ricca e corrotta. Sposato con la figlia del Presidente degli Industriali tunisini, è in possesso di nume- rose imprese, fra cui una compagnia aerea, due radio priva- te, alcune fabbriche automobilistiche, la rete di distribuzio- ne Ford, società immobiliari e diversi alberghi di lusso. Inol- tre, Belhassen Trabelsi ha preso il controllo di una banca pri- vata grazie, all’intervento del governatore della Banca Cen- trale che ha perso la sua reputazione in questa storia. Un dossier sulla ‘Vera natura delle fortune del Presidente Ben Ali[34]’ a cura del portale nawaat.org, che riunisce diverse voci dell’opposizione, evidenzia diversi casi di corruzione e di appropriazione indebita. Mentre il Fondo Monetario In- ternazionale (FMI) e la World Bank chiedeva di effettuare fusioni bancarie, il Governo apre alla Banca Zituna e all’italiana Mediobanca Tunisia. Si citano anche i terreni di Cartagine, divenuti lotti edificabili, e diversi casi di tangenti.

Per perseguire una politica di arricchimento personale nel quadro dell’economica nazionale tunisina, la famiglia Ben Ali ha sviluppato un metodo basato in parte sulle privatiz-

I clan Ben Ali e Trabelsi, una mafia al potere?

zazioni, in particolare su quella dei terreni. Con la crescita del turismo i prezzi dei terreni sono aumentati esponenzial- mente, quelli più appetibili sono stati venduti dallo Stato ai membri della famiglia Ben Ali, e resi edificabili. I memoran- dum diplomatici raccontano la storia di un terreno dato a Leila Trabelsi sul quale avrebbe fatto costruire una scuola privata internazionale per rivendere poco dopo la struttura a prezzo notevolmente aumentato[35].

Ogni membro della famiglia del Presidente ha beneficiato, a livelli diversi, dell’influenza e del ruolo di Ben Ali per arric- chirsi personalmente. Nel libro La règente de Carthage[36], Ni- colas Beau e Catherine Graciet raccontano come nessun set- tore di attività è stato risparmiato, fino al punto che nessun successo economico che non riguardasse la famiglia di Ben Ali fosse tollerato. Questa situazione ha indubbiamente contribuito a fomenta- re la rivolta popolare che ha portato Ben Ali e la moglie a fuggire del Paese.

I clan Ben Ali e Trabelsi, una mafia al potere? zazioni, in particolare su quella dei

Una generazione di cyberattivisti

Una generazione di cyberattivisti

Nel contesto chiuso e repressivo che segue la Primavera Democratica dei primi tre anni della presidenza di Ben Ali e in particolar modo nell’ultimo decennio, le voci critiche al regime si sono espresse prevalentemente su internet. Le espressioni di malcontento che circolano in rete spesso non hanno legami con organizzazioni politiche, e non provengo- no da membri di movimenti contrari al Presidente: sono vo- ci spontanee e dirette, di giovani, studenti o lavoratori che vogliono raccontare in forma di tweet, blog o attraverso le immagini, quello che avviene in Tunisia oggi. Un eclettico miscuglio di voci alle prese con un regime che ha cercato di esercitare anche online lo stesso controllo po- liziesco da tempo applicato ai media tradizionali, cioè stam- pa, radio e televisione.

Una generazione di cyberattivisti Una generazione di cyberattivisti Nel contesto chiuso e repressivo che segue la

Lo Stato ha così instaurato un quadro legislativo restrittivo della libertà d'espressione online a tutti i livelli (fornitori d'accesso, gestori di cyber-cafè, amministratori di siti e fo- rum, ecc). Oltre a queste normative ad hoc, è stato poi atti-

Una generazione di cyberattivisti

vato un filtro dei contenuti grazie all’Agenzia Tunisina per Internet (ATI). Per i tunisini che decidevano di impegnarsi in una critica del regime (benché slegata da forme di militanza politica atti- va, ma finalizzata a raccontare anche in prima persona l’altra faccia del regime, quella meno conosciuta fuori dai confini della nazione) si è fatto quindi sempre più difficile trovare spazi d'espressione. I costi e le conseguenze che i singoli cit- tadini impegnati in attività di cyber-attivismo hanno subìto negli ultimi anni, spaziavano dalle difficoltà nel trovare un lavoro o seguire i studi, agli arresti indiscriminati, pressioni diffuse, problemi amministrativi.

Fino a poco tempo, la partecipazione online includeva so- stanzialmente due categorie di utenti. Da una parte i “cy- berdissidenti”, che denunciavano apertamente le autorità, e dall'altra i “navigatori sciolti” che non abbordavano i temi legati alla politica. Naturalmente questa divisione è andata via via attenuandosi, con la netta crescita dei blog e dell'uso diffuso dei social media. Anche quei blogger che rifiutavano apertamente l’etichetta di dissidenti e oppositori, hanno cominciato a esprimersi criticamente verso il regime –pur se con una certa pruden- za, evitando le critiche dirette verso il Partito-Stato, Ben Ali

Una generazione di cyberattivisti

e la sua famiglia. Di pari passo, l’umorismo e la satira si so- no fatti assai presenti, fino a diventare un “vettore privilegiato della contestazione[37].

Lo scorso anno, il ricercatore Romain Lecomte rilevava uno scambio intenso fra la diaspora e i cittadini digitali tunisini, grazie all’accesso libero a siti e blog internazionali da parte dei membri della diaspora e della critica ancorata nel quo- tidiano dei secondi: “un va-e-vieni si produce, gli uni e gli altri s’informano mutualmente nello stesso spazio[38] Se pur inizialmente la blogosfera è apparsa come lo spazio dominante, la contestazione si è spostata progressivamente sulle reti sociali. A tutt'oggi esistono in Tunisia oltre due mi- lioni di account Facebook per una popolazione di poco più di 10 milioni di abitanti, mentre è cresciuta in maniera espo- nenziale la presenza utenti Twitter. E come hanno rivelato gli ultimissimi eventi, è stato proprio l'ampio ricorso ai citi- zen media e agli strumenti di Internet (foto su Flickr, video su YouTube, tweets, pagine Facebook, attivismo hacker, e via di seguito) a costituire l'elemento portante una dissidenza che abbraccia pressoché ogni settore della popolazione (in- clusi i tunisini della diaspora).

Una generazione di cyberattivisti

A sottolineare questi importanti sviluppi, che tra l'altro stanno avendo ripercussioni nell'intero mondo arabo, la se- conda parte dell'ebook propone un'ampia serie di testimo- nianze dirette e materiali autoprodotti ripresi direttamente dai vari ambiti digitali.

La rivolta del gelsomino

La rivolta del gelsomino

Come abbiamo visto, la Tunisia rappresenta uno dei Paesi della costa-sud del Mediterraneo che negli ultimi cinquant’anni ha svi- luppato una fra le economie più floride della zona. Dall’indipendenza dalla Francia ad oggi, i due Presidenti Habib Bourguiba e Zine Ben Ali hanno cercato di mantenere un equilibrio fra le istanze dei Paesi arabi e i contatti con il mondo occidentale. La Tunisia ha dato un’immagine di sé moderna e attiva: favorendo i commerci con l’Unione Europea, sviluppando relazioni, incenti- vando aziende estere a lavorare nel proprio Paese. Anche in ambito sociale, i progressi sono stati numerosi: sono stati migliorati i ser- vizi sanitari, la speranza di vita si avvicina di molto a quella dei Paesi occidentali, la donna ha diritto di voto attivo e passivo fin dall’instaurazione della Repubblica. La scuola è pubblica e aper- ta a tutti, la religione resta fuori dal contesto scolastico e dall’amministrazione della giustizia. Ma dietro le quinte, è sempre esistita una seconda Tunisia, una grande zona d’ombra che la politica internazionale ha finto di non vedere. Una democrazia di facciata dove i partiti di opposizione so- no esclusi, in cui, in cinquant’anni, si sono succeduti due soli presi- denti (e il secondo ha scalzato il primo). Dove i diritti umani vengo-

La rivolta del gelsomino

no ripetutamente violati con la scusa di dover difendere la nazione da movimenti estremisti islamici. La famiglia del Presidente Ben Ali era radicata, direttamente o in- direttamente, in tutte le maggiori attività economiche del Paese, banche e media compresi. La diffusione di qualsiasi informazione, non legata ai mezzi ufficiali, è stata ostacolata attraverso provve- dimenti ad hoc, limitazioni e azioni di repressione contro i singoli cittadini non allineati.

La situazione si è esasperata nel corso dell’ultimo decennio, fino a sfociare nella attuale ‘rivolta del gelsomino’, espressione rivendica- ta dal giornalista tunisino Zied El Han, che lavora per il quotidiano

governativo Essahafa. Questa rivolta non è nata grazie a gruppi politici o istituzioni anti- governative, ma viene dalla piazza. Come durante le rivolte di Ga-

sfa del 2008

La rivolta del gelsomino no ripetutamente violati con la scusa di dover difendere la nazione da

, nasce dal sentimento di malessere e dalla frustrazio-

ne del popolo tunisino, complice anche la sfavorevole congiuntura

economica internazionale.

Partecipano alla rivolta giovani nati e cresciuti sotto la Presidenza di Ben Ali. Su Nawaat.org, un portale che riunisce diverse voci anti- governative in Tunisia, un ragazzo racconta come si sviluppa la paura, come cresce la frustrazione, come nasce la necessità di op- porsi anche nei componenti della classe media[39]:

La rivolta del gelsomino

Je fais partie de la nouvelle génération qui a vécu en Tuni-

sie sous le règne absolu de Ben Ali. Au lycée, et au collège,

on a toujours peur de parler politique : “Il y a des rappor-

teurs partout” qu’on nous dit. Personne n’ose en discuter

en public. Tout le monde se méfie.

(

...

)

On vit. On ne vit pas, on pense vivre. On a envie de

croire que tout va bien puisqu’on fait partie de la classe

moyenne, mais on sait que si les cafés sont pleins à craquer

en journée, c’est que les chômeurs y discutent foot”. ( ) ...

Une jeunesse éduquée, qui en a marre, et qui s’apprête à

immoler tous les symboles de cette ancienne Tunisie auto-

cratique, par une nouvelle révolution, la révolution du Ja-

smin, la vraie’.

Il gelsomino, simbolo della Tunisia, onnipresente nelle campagne di

promozione del turismo, indica la purezza e la tolleranza di una ri-

voluzione che auspica libertà e democrazia, e denuncia l’autocrazia

e la corruzione che dilagano nel Paese. Una rivolta che, proprio in

questi giorni, si sta impegnando per portare una vera alternanza al

potere, affinché i nomi soliti, conniventi con la famiglia di Ben Ali,

non prendano il posto di quelli precedenti con il rischio che tutto

cambi affinché nulla cambi.

La time line che segue nel prossimo capitolo vuole raccontare i fatti

degli ultimi mesi, prima e dopo la caduta di Ben Ali, fino al 30 Gen-

La rivolta del gelsomino

naio 2011. Per chi volesse seguire lo svolgersi degli avvenimenti un

La rivolta del gelsomino naio 2011. Per chi volesse seguire lo svolgersi degli avvenimenti un buonsito di Global Voices (Maria Cecilia Averame, 30 gennaio 2011) " id="pdf-obj-49-6" src="pdf-obj-49-6.jpg">

buon punto di inizio potrebbe essere il sito di Global Voices

(Maria Cecilia Averame, 30 gennaio 2011)

La caduta di Ben Ali, prima fase della rivolta del gelsomino

La caduta di Ben Ali, prima fase della rivolta del gelsomino

  • 17 dicembre 2010: Mohamed Bouazizi, un giovane vendito-

re ambulante di frutta e verdura, si immola dandosi fuoco

a Sidi Bouzid, città del centro della Tunisia, per protestare

contro la confisca della sua merce.

  • 19 dicembre 2010: Prendono il via alcune rivolte sociali

contro la disoccupazione e il carovita a Sidi Bouzid. Le ma-

nifestazioni aumentano di numero e consistenza, e la polizia

fa uso di gas lacrimogeni. Vengono arrestate decine di per-

sone.

  • 22 dicembre 2010: Houcine Neji, un giovane di 24 anni, si

uccide perché “non sopporta più la miseria, la disoccupazione”.

  • 24 dicembre 2010: Le sommosse popolari raggiungono la

città di Bouziane, città a 240 km a sud di Tunisi, dove un ma-

nifestante di 18 anni viene ucciso da un colpo di arma da

fuoco al petto quando la polizia spara sui manifestanti.

La caduta di Ben Ali, prima fase della rivolta del gelsomino

27

dicembre 2010: Il movimento di protesta si diffonde an-

che a Tunisi. Un migliaio di giovani laureati disoccupati ma-

nifestano per le strade della città e vengono dispersi a colpi

di manganello. I testimoni parlano di una dozzina di feriti.

28

dicembre 2010: Che una minoranza di estremisti e agitatori

(

...

)

abbia fatto ricorso alla violenza e ai disordini (

...

)

è inaccetta-

bile”, afferma il presidente Zine El Abidine Ben Ali nella sua

prima apparizione televisiva dall’inizio degli avvenimenti.

29

dicembre 2010: Il Presidente Zine El Abidine Ben Ali ef-

fettua un parziale rimpasto di governo.

3 gennaio 2011: Violenze a Saïda e manifestazioni a Thala

(nel centro-ovest del Paese) sono segnate da saccheggi e

portano all’incendio dei palazzi ufficiali.

6 gennaio 2011: Alcune migliaia di avvocati cominciano uno

sciopero per denunciare la repressione poliziesca mentre le

manifestazioni continuano. La censura online si inasprisce,

molti cybernauti dissidenti vengono arrestati.

La caduta di Ben Ali, prima fase della rivolta del gelsomino

8-19 gennaio 2011: La classe media si unisce al movimento.

I disordini più sanguinosi hanno luogo a Kasserine, con 21

morti secondo le autorità, più di 50 secondo fonti sindacali.

Avvengono scontri anche a Kairouan, nel centro del Paese.

  • 10 gennaio 2011: Il presidente Zine El Abidine Ben Ali in-

terviene per la seconda volta in televisione e denuncia degli

“atti terroristici” che imputa a “elementi stranieri”. Promet-

te la creazione di 300.000 posti di lavoro in due anni. Il go-

verno tunisino dà ordine di chiudere tutte le scuole e le uni-

versità del Paese fino a nuovo ordine.

  • 11 gennaio 2011: Gli scontri raggiungono la periferia di Tu-

nisi. Samir Labidi, portavoce del governo, parla di 21 morti

dall’inizio dei disordini. Secondo la Federazione Internazio-

nale Delle Leghe Dei Diritti Dell’uomo (FIDH), il numero di

morti nei disordini in Tunisia ammonta ad almeno 35 perso-

ne. Vengono chiuse le scuole e le università.

  • 12 gennaio 2011: Il primo Ministro annuncia il siluramento

del Ministro degli Interni, la liberazione delle persone arre-

state, con l’esclusione di quelle «implicate in atti di vandali-

smo» e un’inchiesta sulla corruzione. Nonostante questo, si

succedono in tutto il Paese manifestazioni, con diversi morti

La caduta di Ben Ali, prima fase della rivolta del gelsomino

fra i manifestanti. Tra di essi perde la vita un franco-tunisi-

no a Douz, nel sud. Zine El Abidine Ben Ali silura il Ministro

degli Interni, Rafik Belhaj Kacem. Viene decretato il copri-

fuoco nella capitale e nella sua periferia.

13 gennaio 2011: Ben Ali appare per la terza volta in televi-

sione. Si impegna a lasciare il potere nel 2014 quando, in oc-

casione delle elezioni presidenziali, non si ricandiderà. Pro-

mette inoltre libertà di stampa. Il suo intervento non calma

gli animi e le manifestazioni continuano. Secondo la FIDH,

gli scontri hanno causato almeno 66 morti dalla metà di di-

cembre.

14 gennaio 2011: Migliaia di manifestanti si riuniscono a

Tunisi e in provincia, al grido di «Ben Ali fuori». Gli scontri

tra gruppi di manifestanti e la polizia, in assetto antisom-

mossa, sono violenti. Ben Ali silura il governo e annuncia

elezioni legislative anticipate entro sei mesi. Meno di un’ora

dopo decreta lo stato d’emergenza e impone il coprifuoco

in tutto il Paese. Verso le 16.45, ora italiana, il Primo Mini-

stro Mohammed Ghannouchi annuncia che Ben Ali è tem-

poraneamente impossibilitato ad esercitare le sue funzioni e

dichiara di assumere la carica di Presidente ad interim fino

alle elezioni anticipate. In serata viene dato l’annuncio che

La caduta di Ben Ali, prima fase della rivolta del gelsomino

Ben Ali, dopo ventiquattro anni al potere, ha lasciato il Pae-

se.

15 gennaio 2011: L'Arabia Saudita conferma che poco pri-

ma di mezzanotte, ora italiana, Zine El Abidine Ben Ali e la

sua famiglia sono arrivati nel Paese per restare a tempo in-

determinato. Non viene precisato se è presente anche Leila

Trabelsi, moglie di Ben Ali. Termina la prima fase della rivol-

ta del gelsomino.

Il dopo Ben Ali - seconda fase della rivolta del gelsomino

Il dopo Ben Ali - seconda fase della rivolta del gelsomino

Il 14 gennaio 2011 la Tunisia ha dato il via alla sua rivolu-

zione.

Il presidente Ben Ali, al potere da 23 anni, è fuggito in Arabia

Saudita dopo settimane di manifestazioni duramente re-

presse. Il Primo Ministro Mohammed Ghannouchi ha assun-

to il giorno stesso l'incarico di Presidente ad interim, come

previsto dalla Costituzione Tunisina.

Il 17 gennaio 2011 viene formato un governo di transizione,

subito contestato poiché i posti-chiave della politica sono ri-

masti nelle mani della vecchia classe dirigente, legata all’ex

presidente Ben Ali.

Quattro ministri del principale Sindacato Tunisino, l’UGTT,

danno le loro dimissioni specificando che non sarebbero en-

trati a far parte del Governo di Unità Nazionale. Le manife-

stazioni tornano a occupare le strade.

Il dopo Ben Ali - seconda fase della rivolta del gelsomino

Il 27 gennaio Mohammed Ghannouchi annuncia la costi-

tuzione di un nuovo governo che esclude i membri dell'ex

Partito-Stato, l’RCD.

Uno dei problemi maggiori della transizione democratica

consiste nella debolezza dell'opposizione, poco rappresen-

tativa dopo che il regime di Ben Ali ha negli anni trasforma-

to il campo politico in un deserto.

La centrale sindacale UGTT ha colmato questo vuoto.

500.000 iscritti e una presenza capillare in ogni regione del

Paese, il sindacato rappresenta una forza politica

d’opposizione al vecchio regime senza uguali, sulla quale

tentano di appoggiarsi i partiti della sinistra laica come Et-

tajdida [40] e il Forum Democratico per il lavoro e le liber-

[41].

Oltre all’UGTT diverse figure emergono sulla scena nazio-

nale. Ahmed Nejib Chabi, del Partito Democratico Progres-

sista[42] è un oppositore moderato impegnato già contro H.

Bourguiba.

Il leader del Congresso per la Repubblica (CPR), Moncef Mar-

zouki, sostiene una posizione vicina ai manifestanti tunisini

che reclamano la fine della partecipazione dei membri

Il dopo Ben Ali - seconda fase della rivolta del gelsomino

dell’RCD, ex Partito di Stato, al governo. Questa è la stessa

posizione adottata da Hamma Hammami, portavoce del Par-

tito Comunista Operaio Tunisino[43].

Gli islamici del movimento di Ennahda rappresentano per il

momento i grandi assenti nello scacchiere politico tunisino,

anche se il loro leader Rachid El Ghannouchi ha annuciato

da Londra un prossimo ritorno nel suo Paese.

Quando Ben Ali ha preso il potere nel 1987 il Movimento di

Tendenza Islamica (MTI), diventato Ennahda, costituiva una

forza politica importante. R. Ghannouchi venne condannato

per complotto e costretto all’esilio, e i suoi simpatizzanti so-

no stati oggetto di repressione feroce. La attuale posizione

ideologica di Ennahda rimane per molti oscura. Storicamen-

te, il partito è influenzato dai Fratelli Musulmani Egiziani,

anche se recentemente Ghannouchi ha dichiarato di essere

vicino all’islamismo-conservatore dell’ AKP turco.

Note

Note

Note

[1] Colonia di popolamento: territori di cui gli invasori si

impossessano per abitarvi stabilmente in massa. Droz Ber-

nard, Storia della decolonizzazione nel XX secolo, Pearson Para-

via Bruno Mondad, 2007, p.17

Note [1] Colonia di popolamento: territori di cui gli invasori si impossessano per abitarvi stabilmente in«Une expérience réussie: le bilinguisme franco-arabe en Tunisie» , Colloque sur le bilinguisme et l’interculturalité, 21 mars 2006 [3] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoignage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 77 [4] Idem. [5] Archivio audio, Discours du 7 novembre 1987 suivi de sa traduction en français [6] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoi- gnage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 186 [7] Florence Beaugé, «Un dictateur honni par son peuple et choyé par les dirigeants occidentaux», Le Monde, 17 genna- io 2011. [8] http://web.worldbank.org /WBSITE/EXTERNAL/ ACCUEILEXTN/PAYSEXTN/MENAINFRENCHEXT/ TUNISIAINFRENCHEXTN/0,, conten- tMDK:22509878~menuPK :3951308~pa- gePK:1497618~piPK:217854~theSitePK: 468201,00.html [9] Idem " id="pdf-obj-59-21" src="pdf-obj-59-21.jpg">

, Colloque sur le bilinguisme et

l’interculturalité, 21 mars 2006

[3]Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoignage,

éd. Publisud, Paris, 1998, p. 77

[4] Idem.

Note [1] Colonia di popolamento: territori di cui gli invasori si impossessano per abitarvi stabilmente in«Une expérience réussie: le bilinguisme franco-arabe en Tunisie» , Colloque sur le bilinguisme et l’interculturalité, 21 mars 2006 [3] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoignage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 77 [4] Idem. [5] Archivio audio, Discours du 7 novembre 1987 suivi de sa traduction en français [6] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoi- gnage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 186 [7] Florence Beaugé, «Un dictateur honni par son peuple et choyé par les dirigeants occidentaux», Le Monde, 17 genna- io 2011. [8] http://web.worldbank.org /WBSITE/EXTERNAL/ ACCUEILEXTN/PAYSEXTN/MENAINFRENCHEXT/ TUNISIAINFRENCHEXTN/0,, conten- tMDK:22509878~menuPK :3951308~pa- gePK:1497618~piPK:217854~theSitePK: 468201,00.html [9] Idem " id="pdf-obj-59-38" src="pdf-obj-59-38.jpg">
Note [1] Colonia di popolamento: territori di cui gli invasori si impossessano per abitarvi stabilmente in«Une expérience réussie: le bilinguisme franco-arabe en Tunisie» , Colloque sur le bilinguisme et l’interculturalité, 21 mars 2006 [3] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoignage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 77 [4] Idem. [5] Archivio audio, Discours du 7 novembre 1987 suivi de sa traduction en français [6] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoi- gnage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 186 [7] Florence Beaugé, «Un dictateur honni par son peuple et choyé par les dirigeants occidentaux», Le Monde, 17 genna- io 2011. [8] http://web.worldbank.org /WBSITE/EXTERNAL/ ACCUEILEXTN/PAYSEXTN/MENAINFRENCHEXT/ TUNISIAINFRENCHEXTN/0,, conten- tMDK:22509878~menuPK :3951308~pa- gePK:1497618~piPK:217854~theSitePK: 468201,00.html [9] Idem " id="pdf-obj-59-46" src="pdf-obj-59-46.jpg">

[6] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoi-

gnage, éd. Publisud, Paris, 1998, p. 186

[7] Florence Beaugé, «Un dictateur honni par son peuple et

choyé par les dirigeants occidentaux», Le Monde, 17 genna-

io 2011.

Note [1] Colonia di popolamento: territori di cui gli invasori si impossessano per abitarvi stabilmente in«Une expérience réussie: le bilinguisme franco-arabe en Tunisie» , Colloque sur le bilinguisme et l’interculturalité, 21 mars 2006 [3] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoignage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 77 [4] Idem. [5] Archivio audio, Discours du 7 novembre 1987 suivi de sa traduction en français [6] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoi- gnage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 186 [7] Florence Beaugé, «Un dictateur honni par son peuple et choyé par les dirigeants occidentaux», Le Monde, 17 genna- io 2011. [8] http://web.worldbank.org /WBSITE/EXTERNAL/ ACCUEILEXTN/PAYSEXTN/MENAINFRENCHEXT/ TUNISIAINFRENCHEXTN/0,, conten- tMDK:22509878~menuPK :3951308~pa- gePK:1497618~piPK:217854~theSitePK: 468201,00.html [9] Idem " id="pdf-obj-59-74" src="pdf-obj-59-74.jpg">

[9] Idem

Note [1] Colonia di popolamento: territori di cui gli invasori si impossessano per abitarvi stabilmente in«Une expérience réussie: le bilinguisme franco-arabe en Tunisie» , Colloque sur le bilinguisme et l’interculturalité, 21 mars 2006 [3] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoignage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 77 [4] Idem. [5] Archivio audio, Discours du 7 novembre 1987 suivi de sa traduction en français [6] Tahar Belkhodja, Les trois décennies Bourguiba. Témoi- gnage , éd. Publisud, Paris, 1998, p. 186 [7] Florence Beaugé, «Un dictateur honni par son peuple et choyé par les dirigeants occidentaux», Le Monde, 17 genna- io 2011. [8] http://web.worldbank.org /WBSITE/EXTERNAL/ ACCUEILEXTN/PAYSEXTN/MENAINFRENCHEXT/ TUNISIAINFRENCHEXTN/0,, conten- tMDK:22509878~menuPK :3951308~pa- gePK:1497618~piPK:217854~theSitePK: 468201,00.html [9] Idem " id="pdf-obj-59-80" src="pdf-obj-59-80.jpg">

Note

[10] HIBOU Béatrice, «Les marges de manœuvre d'un “bon

élève” économique: la Tunisie de. Ben Ali», Les études du

CERI, n°60, décembre 1999, p.3

[11] HIBOU Béatrice, «Tunisie: le coût d’un “miracle”», Cri-

tique internationale, n° 4, Presses de Science Po, Paris.

[12] BESSIS Sophie, JENDOUBI Kamel, «Un “miracle” tuni-

sien aux pieds d’argile», Le Monde Dilpomatique, marzo

2003.

[14] Foreign Relations of the United States, 1961–1963, volume

XXI, Africa

[15] Ennio Di Nolfo, Storia delle Relazioni Internazionali. Dal

1918 ai giorni nostri. Bari, Laterza, 2008

[16] Michel Camau,Vincent Geisser, Habib Bourguiba. La

trace et l'héritage, Karthala, Paris, 2004, p 467.

[17] Discorso del presidente tunisino Bourguiba pronuncia-

to il 3 marzo 1965 a Gerico, http://www.monde-diplomati-

[18] Partenariat euro-med tunisie, Programme Indicatif National

Note

[20] Sophie Chautard, Les dictateurs du xxe siècle, Studyrama,

Levallois-Perret, 2006, p. 169

[21] Béatrice Hibou, «Économie politique de la répression:

le cas de la Tunisie», Raisons politiques, 2005/4, p 16.

[22] Tunisie - Rapport 2007 d'Amnesty International,

[23] CNLT, Rapport sur la situation dans les prisons en Tunisie,

Tunis, miméo, 20 octobre 1999 ; CNLT, Rapport sur l’état des

libertés en Tunisie, Tunis, miméo,15 mars 2000 ; CNLT,

Deuxième rapport sur l’état des libertés en Tunisie. Pour la réhabi-

litationde l’indépendance de la justice, Tunis, miméo, 2002

[24] Le projet de loi “antiterroriste” porte un nouveau coup aux

droits humains”, Nota di Amnesty International a l'Unione

Europea.

[25] Fonte: Rapporto Annuale 2010 sulla Repubblica Tunisi-

na, Amnesty International. http://www.amnesty.it/

[26] Gli eventi raccontati in questo capitolo sono il frutto di

un lavoro sul campo, effettuato direttamente nella regione

di Gasfa. Cfr. ALLAL Amin, Neoliberal reforms, clientelism and

protest in a political authoritarian context. Social movements in

Gasfa mining area in Tunisia, Politique Africaine, 2010, vol.

Note

[27] Karine Gantin, Omeyya Seddik, «Révolte du “peuple des

mines” en Tunisie», Le Monde Diplomatique, Paris, Juillet

2008

[28] Idem.

Note [27] Karine Gantin, Omeyya Seddik, «Révolte du “peuple des mines” en Tunisie», Le Monde Diplomatique,I d e m . [29] Larbi Chouikha, Vincent Geisser, «Retour sur la révolte du bassin minier. Les cinq leçons politiques d’un conflitso- cial inédit», L'Année du Maghreb, Numéro VI (2010), p. 2-3 [30] http://wikileaks.ch/cable/2008/06/08TUNIS679.html [31] N. Beau et C. Graciet, La régente de Carthage. Main basse sur la Tunisie , ed. La Découverte, Parigi 2009, p. 174 [32] http://www.guardian.co.uk/world/2010/dec/29/ tunisian-president-vows-punish-rioters?INTCMP=SRCH [33] «La fortune des Ben Ali en question», 8 janvier 2011, http://www.europe1.fr/International/La-fortune-des-Ben- Ali-en-question-374963/ [34] http://nawaat.org/portail/2011/01/13/la-veritable- nature-du-regime-de-ben-ali/ [35] http://phdx.blog.lemonde.fr/2011/01/15/la- corruption-de-la-famille-ben-ali-vue-par-lambassade-des- etats-unis-a-tunis-wikileaks/ [36] N. Beau et C. Graciet, La régente de Carthage. Main basse sur la Tunisie , ed. La Découverte, Parigi 2009 [37] Romain Lecomte, «Internet et la reconfiguration de l’espace public tunisien: le rôle de la diaspora», tic&société, Vol. 3, 2009, p.219 " id="pdf-obj-62-18" src="pdf-obj-62-18.jpg">

[29] Larbi Chouikha, Vincent Geisser, «Retour sur la révolte

du bassin minier. Les cinq leçons politiques d’un conflitso-

cial inédit», L'Année du Maghreb, Numéro VI (2010), p. 2-3

[31] N. Beau et C. Graciet, La régente de Carthage. Main basse

sur la Tunisie, ed. La Découverte, Parigi 2009, p. 174

[33] «La fortune des Ben Ali en question», 8 janvier 2011,

[36] N. Beau et C. Graciet, La régente de Carthage. Main basse

sur la Tunisie, ed. La Découverte, Parigi 2009

[37] Romain Lecomte, «Internet et la reconfiguration de

l’espace public tunisien: le rôle de la diaspora», tic&société,

Vol. 3, 2009, p.219

[38] Idem.

[38] Idem. Note [39] <a href=http://nawaat.org/portail/2011/01/11/une-jeunesse- vecue-sous-lombre-de-ben-ali/ [40] Il movimento Ettajdid è un partito politico fondato nel 1920 a l’origina del partito comunista tunisino. Dal 1993, il partito segue una linea di centro-sinistra. [41] Il Forum Democratico per il lavoro e le libertà (FDTL) è un partito politico fondato nel 1994 e riconosciuto dal 2002. È membro consultativo dell’Internazionale socialista. [42] Il Partito democratico progressista (PDP) è stato fonda- to nel 1983 e legalizzato nel 1988. Il PDP si dichiara diversi- ficato sul piano politico e raggruppa sia dei liberali che dei islamisti progressisti [43] Il Partito comunista operaio tunisino (PCOT) è un movi- mento di estrema-sinistra a lungo vietato e finalmente le- galizzato dal governo d’unione nazionale il 20 gennaio 2011. " id="pdf-obj-63-5" src="pdf-obj-63-5.jpg">

Note

[40] Il movimento Ettajdid è un partito politico fondato nel

1920 a l’origina del partito comunista tunisino. Dal 1993, il

partito segue una linea di centro-sinistra.

[41] Il Forum Democratico per il lavoro e le libertà (FDTL) è

un partito politico fondato nel 1994 e riconosciuto dal 2002.

È membro consultativo dell’Internazionale socialista.

[42] Il Partito democratico progressista (PDP) è stato fonda-

to nel 1983 e legalizzato nel 1988. Il PDP si dichiara diversi-

ficato sul piano politico e raggruppa sia dei liberali che dei

islamisti progressisti

[43] Il Partito comunista operaio tunisino (PCOT) è un movi-

mento di estrema-sinistra a lungo vietato e finalmente le-

galizzato dal governo d’unione nazionale il 20 gennaio 2011.

Voci dalla Tunisia

Voci dalla Tunisia

Questa seconda parte dell’ebook propone una raccolta di ar-

ticoli curati dalla redazione italiana di Global Voices On-

line (GVO) e dal team di Voci Globali , e apparsi anche

Voci dalla Tunisia Voci dalla Tunisia Questa seconda parte dell’ebook propone una raccolta di ar- ticoliVoci Globali , e apparsi anche sulla relativa rubrica quotidiana de LaStampa.it che inclu- dono testimonianze dirette, materiali multimediali, rifles- sioni e commenti variamente condivisi online tramite i ci- tizen media. GVO continua a pubblicare aggiornamenti ( http://it.globalvoicesonline.org/-/world/middle-east- north-africa/tunisia/ ) sulla situazione tunisina e annesse ricadute. Indice degli articoli Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? La rivolta popolare tunisina ha costretto alla fuga il Presidente e messo fine a 23 anni di stretto regime. Ora negli altri Paesi arabi ci si chiede con insistenza: “Saremo forse i " id="pdf-obj-64-16" src="pdf-obj-64-16.jpg">
Voci dalla Tunisia Voci dalla Tunisia Questa seconda parte dell’ebook propone una raccolta di ar- ticoliVoci Globali , e apparsi anche sulla relativa rubrica quotidiana de LaStampa.it che inclu- dono testimonianze dirette, materiali multimediali, rifles- sioni e commenti variamente condivisi online tramite i ci- tizen media. GVO continua a pubblicare aggiornamenti ( http://it.globalvoicesonline.org/-/world/middle-east- north-africa/tunisia/ ) sulla situazione tunisina e annesse ricadute. Indice degli articoli Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? La rivolta popolare tunisina ha costretto alla fuga il Presidente e messo fine a 23 anni di stretto regime. Ora negli altri Paesi arabi ci si chiede con insistenza: “Saremo forse i " id="pdf-obj-64-18" src="pdf-obj-64-18.jpg">

sulla relativa rubrica quotidiana de LaStampa.it che inclu-

dono testimonianze dirette, materiali multimediali, rifles-

sioni e commenti variamente condivisi online tramite i ci-

tizen media. GVO continua a pubblicare aggiornamenti

) sulla situazione tunisina e annesse

ricadute.

Indice degli articoli

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la

prossima rivolta?

Voci dalla Tunisia Voci dalla Tunisia Questa seconda parte dell’ebook propone una raccolta di ar- ticoliVoci Globali , e apparsi anche sulla relativa rubrica quotidiana de LaStampa.it che inclu- dono testimonianze dirette, materiali multimediali, rifles- sioni e commenti variamente condivisi online tramite i ci- tizen media. GVO continua a pubblicare aggiornamenti ( http://it.globalvoicesonline.org/-/world/middle-east- north-africa/tunisia/ ) sulla situazione tunisina e annesse ricadute. Indice degli articoli Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? La rivolta popolare tunisina ha costretto alla fuga il Presidente e messo fine a 23 anni di stretto regime. Ora negli altri Paesi arabi ci si chiede con insistenza: “Saremo forse i " id="pdf-obj-64-44" src="pdf-obj-64-44.jpg">

La rivolta popolare tunisina ha costretto alla fuga il

Presidente e messo fine a 23 anni di stretto regime. Ora negli

Voci dalla Tunisia

prossimi?” (18/01/2011, testo originale di Jillian York,

traduzione di Giorgio Guzzetta)

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà

ritrovata.

Voci dalla Tunisia prossimi?” (18/01/2011, testo originale di Jillian York, traduzione di Giorgio Guzzetta) I timori

L'euforia per la caduta del regime va mescolandosi ai timori

per le condizioni di sicurezza in Tunisia. Non mancano

notizie di atti di vandalismo nelle principali città, con

saccheggi di attività commerciali e abitazioni private, e beni

e immobili dati alle fiamme. I cittadini condividono

riflessioni, esperienze e consigli per restare uniti. (18/01/

2011, testo originale di Hisham, traduzione di Katia

Gerussi)

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur

Ben Ali”.

Ben Ali”.

Dopo decenni di amicizia diplomatica con il regime tunisino e

l'indifferenza dei politici e dell'informazione francesi, i

netizen mettono allo scoperto una serie di errori diplomatici

senza precedenti e il vergognoso silenzio che va

evidenziandosi in buona parte del Paese. (16/01/2011, testo

originale di Claire Ulrich, traduzione di Antonella

Grati)

Voci dalla Tunisia

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo.

Voci dalla Tunisia Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo. Mentre nei giorni scorsi l'incremento dei disordini

Mentre nei giorni scorsi l'incremento dei disordini stava

portando alla fuga di Ben Ali, i blogger di tutto il mondo

arabo diffondevano una varietà di commenti e riflessioni

sulla situazione in corso. E più di qualcuno si augura che

“questa possa essere la scintilla che farà scattare future

rivolte nei Paesi vicini”. (14/01/2011, testo originale di

Tarek Amr, tradotto da Elisa De Boni)

La “rivoluzione” non passa per la TV ma viaggia sui

social media.

Voci dalla Tunisia Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo. Mentre nei giorni scorsi l'incremento dei disordini

Le proteste (e gli scontri) restano al centro dell'attenzione dei

blogger tunisini e anche algerini. Panoramica di riflessioni,

aggiornamenti e altri materiali diffusi nelle blogosfere locali

sui drammatici sviluppi in corso. (12/01/2011, testo

originale di Hisham, traduzione di Giulia Jannelli)

“Dite al mondo che qui si ammazza la gente!”

Voci dalla Tunisia Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo. Mentre nei giorni scorsi l'incremento dei disordini

I netizen tunisini sono impegnati a tempo pieno per mostrare

al resto del mondo che nel loro Paese è in corso una

carneficina. Le testimonianze dirette vengono subito

rilanciate tramite i citizen media (in racconti, video, foto,

post, tweet). (10/01/2011, testi originali di Amira Al

Voci dalla Tunisia

Hussaini, traduzioni di Giorgio Guzzetta e Francesca

Cascone)

Sparizioni, arresti e censure per blogger e attivisti

impegnati nelle manifestazioni in corso.

Voci dalla Tunisia Hussaini, traduzioni di Giorgio Guzzetta e Francesca Cascone) Sparizioni, arresti e censure per

Il blogger e attivista Slim Amamou è stato arrestato a Tunisi

il 6 gennaio intorno all'una. Da allora amici e colleghi non

hanno più sue notizie. Anche Azyz Amamy, 27 anni, altro

blogger e attivista, risulta scomparso da giovedì,

probabilmente arrestato dalla polizia. E la situazione si fa

sempre più drammatica. (09/01/2011, testo originale di

Malek, membro del blog collettivo nawaat.org,

traduzione di Giorgio Guzzetta)

“Non abbiamo più paura di protestare!”

Voci dalla Tunisia Hussaini, traduzioni di Giorgio Guzzetta e Francesca Cascone) Sparizioni, arresti e censure per

Di fronte al silenzio dei media tradizionali, è sulle reti sociali

che da due settimane si coordina la mobilitazione e

l'informazione sulle proteste in atto nel Paese. E i netizen si

chiedono: perché si parla sempre della censura cinese e mai

dell'oscuramento di Internet operato dalle autorità tunisine?

(08/01/2011, testo originale di Claire Ulrich,

traduzione di Katia Gerussi)

Voci dalla Tunisia

Perseguitati gli avvocati che denunciano la difficile

condizione sociale del Paese.

Voci dalla Tunisia Perseguitati gli avvocati che denunciano la difficile condizione sociale del Paese. Parecchi avvocati

Parecchi avvocati tunisini hanno preso pubblicamente

posizione in occasione delle recenti violenze di Sidi Bouzid – e

ne stanno pagando il prezzo: i social network riportano

continue notizie di avvocati arrestati, rapiti o malmenati.

(01/01/2011, testo originale di Lina Ben Mhenni,

traduzione di Giorgio Guzzetta)

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta?

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta?

Dopo che la rivolta popolare tunisina ha costretto alla fuga il

presidente (ormai ex) Zine El Abidine Ben Ali, negli altri Pae-

si arabi i netizen vanno chiedendosi: “Saremo forse i prossi-

mi?”.

La giornalista egiziana Mona Eltahawy, che ha seguito da vi-

cino le reazioni della Twittosfera durante tutte le fasi della

rivolta, ha scritto un articolo molto letto , intitolato “Altre

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Mondo arabo: dopo la Tunisia,articolo molto letto , intitolato “Altre Tunisie, per favore”, in cui nota come il mondo arabo stia osservando col fiato sospeso la possibile esplosione di “un'altra Tunisia”: Ancora non è chiaro quali saranno gli sviluppi politici: l'arresto o l'esilio di Ben Ali sono due possibili alternative al regime. Ma il mondo si sta chiedendo se quello che è av- venuto in questo piccolo Paese arabo non sia il primo passo per liberare tutta l'area mediorientale dai “grandi vecchi”. " id="pdf-obj-69-22" src="pdf-obj-69-22.jpg">

Tunisie, per favore”, in cui nota come il mondo arabo stia

osservando col fiato sospeso la possibile esplosione di

“un'altra Tunisia”:

Ancora non è chiaro quali saranno gli sviluppi politici:

l'arresto o l'esilio di Ben Ali sono due possibili alternative

al regime. Ma il mondo si sta chiedendo se quello che è av-

venuto in questo piccolo Paese arabo non sia il primo passo

per liberare tutta l'area mediorientale dai “grandi vecchi”.

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta?

Anche Juan Cole, esperto di questioni mediorientali, sugge-

risce che dalla Tunisia potrebbe nascere qualcosa di anco-

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Anche Juan Cole, esperto disugge- risce che dalla Tunisia potrebbe nascere qualcosa di anco- ra più grande: …Dal momento che la Tunisia è sunnita ed araba, egiziani, algerini, siriani e giordani non dovrebbero sentirsi imba- razzati nell'adottarne le tecniche e la retorica per i propri scopi interni. In questo senso la Tunisia potrebbe influen- zarli. Di certo un'alleanza di laureati frustrati, professio- nisti, lavoratori, contadini, progressisti e attivisti religiosi che sfociasse in una democrazia parlamentare avrebbe maggior seguito nel mondo arabo del governo autoritario iraniano degli ayatollah (tra i sunniti non ci sono ayatol- lah). Resta da vedere se da un piccolo Paese come la Tu- nisia possa scaturire qualcosa del genere, oppure se sarà l'ennesima occasione mancata. Opinioni simili sono riecheggiate su Twitter e nella blogosfe- ra araba per l'intera giornata. Il giornalista saudita Ebtihal Mubarak (@ EbtihalMubarak ) scrive : Se continuano a verificarsi eventi inaspettati il prossimo a seguire l'esempio tunisino sarà non l'Egitto ma la Siria. Al- " id="pdf-obj-70-10" src="pdf-obj-70-10.jpg">

ra più grande:

…Dal momento che la Tunisia è sunnita ed araba, egiziani,

algerini, siriani e giordani non dovrebbero sentirsi imba-

razzati nell'adottarne le tecniche e la retorica per i propri

scopi interni. In questo senso la Tunisia potrebbe influen-

zarli. Di certo un'alleanza di laureati frustrati, professio-

nisti, lavoratori, contadini, progressisti e attivisti religiosi

che sfociasse in una democrazia parlamentare avrebbe

maggior seguito nel mondo arabo del governo autoritario

iraniano degli ayatollah (tra i sunniti non ci sono ayatol-

lah). Resta da vedere se da un piccolo Paese come la Tu-

nisia possa scaturire qualcosa del genere, oppure se sarà

l'ennesima occasione mancata.

Opinioni simili sono riecheggiate su Twitter e nella blogosfe-

ra araba per l'intera giornata. Il giornalista saudita Ebtihal

Mubarak (@EbtihalMubarak ) scrive :

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Anche Juan Cole, esperto disugge- risce che dalla Tunisia potrebbe nascere qualcosa di anco- ra più grande: …Dal momento che la Tunisia è sunnita ed araba, egiziani, algerini, siriani e giordani non dovrebbero sentirsi imba- razzati nell'adottarne le tecniche e la retorica per i propri scopi interni. In questo senso la Tunisia potrebbe influen- zarli. Di certo un'alleanza di laureati frustrati, professio- nisti, lavoratori, contadini, progressisti e attivisti religiosi che sfociasse in una democrazia parlamentare avrebbe maggior seguito nel mondo arabo del governo autoritario iraniano degli ayatollah (tra i sunniti non ci sono ayatol- lah). Resta da vedere se da un piccolo Paese come la Tu- nisia possa scaturire qualcosa del genere, oppure se sarà l'ennesima occasione mancata. Opinioni simili sono riecheggiate su Twitter e nella blogosfe- ra araba per l'intera giornata. Il giornalista saudita Ebtihal Mubarak (@ EbtihalMubarak ) scrive : Se continuano a verificarsi eventi inaspettati il prossimo a seguire l'esempio tunisino sarà non l'Egitto ma la Siria. Al- " id="pdf-obj-70-48" src="pdf-obj-70-48.jpg">

Se continuano a verificarsi eventi inaspettati il prossimo a

seguire l'esempio tunisino sarà non l'Egitto ma la Siria. Al-

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta?

lora si che avremmo un mondo arabo del tutto nuovo.#Si-

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? lora si che avremmo un#Si- dibouzid #Syria “Majnoon Habibi” (@ majnoon4 ) fa un ragionamento ana- logo : Oggi la Tunisia, domani la Siria fascista. La rivoluzione sta arrivando. Porta la democrazia nel Medioriente. Anche il siriano Arwa Abdulaziz (@ arwa_abdulaziz ) sem- bra prevedere che sarà la Siria la prossima a cadere: ومله _ ىمحلا ةامح اي ىمحلا ةامح” دشني ملاعلا مويلا ةامح” ملاعلا دشنيس هللا نذاإب اًدغو “نمزلا دجمل ومله Tunisia #syria# “ مالس مكيلع رايدلا Oggi in tutto il mondo si canta [l'inno nazionale tunisino] e domani, se Dio vuole, anche loro canteranno [l'inno nazio- nale siriano] #Tunisia #Syria " id="pdf-obj-71-10" src="pdf-obj-71-10.jpg">
Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? lora si che avremmo un#Si- dibouzid #Syria “Majnoon Habibi” (@ majnoon4 ) fa un ragionamento ana- logo : Oggi la Tunisia, domani la Siria fascista. La rivoluzione sta arrivando. Porta la democrazia nel Medioriente. Anche il siriano Arwa Abdulaziz (@ arwa_abdulaziz ) sem- bra prevedere che sarà la Siria la prossima a cadere: ومله _ ىمحلا ةامح اي ىمحلا ةامح” دشني ملاعلا مويلا ةامح” ملاعلا دشنيس هللا نذاإب اًدغو “نمزلا دجمل ومله Tunisia #syria# “ مالس مكيلع رايدلا Oggi in tutto il mondo si canta [l'inno nazionale tunisino] e domani, se Dio vuole, anche loro canteranno [l'inno nazio- nale siriano] #Tunisia #Syria " id="pdf-obj-71-12" src="pdf-obj-71-12.jpg">

“Majnoon Habibi” (@majnoon4

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? lora si che avremmo un#Si- dibouzid #Syria “Majnoon Habibi” (@ majnoon4 ) fa un ragionamento ana- logo : Oggi la Tunisia, domani la Siria fascista. La rivoluzione sta arrivando. Porta la democrazia nel Medioriente. Anche il siriano Arwa Abdulaziz (@ arwa_abdulaziz ) sem- bra prevedere che sarà la Siria la prossima a cadere: ومله _ ىمحلا ةامح اي ىمحلا ةامح” دشني ملاعلا مويلا ةامح” ملاعلا دشنيس هللا نذاإب اًدغو “نمزلا دجمل ومله Tunisia #syria# “ مالس مكيلع رايدلا Oggi in tutto il mondo si canta [l'inno nazionale tunisino] e domani, se Dio vuole, anche loro canteranno [l'inno nazio- nale siriano] #Tunisia #Syria " id="pdf-obj-71-18" src="pdf-obj-71-18.jpg">
Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? lora si che avremmo un#Si- dibouzid #Syria “Majnoon Habibi” (@ majnoon4 ) fa un ragionamento ana- logo : Oggi la Tunisia, domani la Siria fascista. La rivoluzione sta arrivando. Porta la democrazia nel Medioriente. Anche il siriano Arwa Abdulaziz (@ arwa_abdulaziz ) sem- bra prevedere che sarà la Siria la prossima a cadere: ومله _ ىمحلا ةامح اي ىمحلا ةامح” دشني ملاعلا مويلا ةامح” ملاعلا دشنيس هللا نذاإب اًدغو “نمزلا دجمل ومله Tunisia #syria# “ مالس مكيلع رايدلا Oggi in tutto il mondo si canta [l'inno nazionale tunisino] e domani, se Dio vuole, anche loro canteranno [l'inno nazio- nale siriano] #Tunisia #Syria " id="pdf-obj-71-27" src="pdf-obj-71-27.jpg">

Oggi la Tunisia, domani la Siria fascista. La rivoluzione sta

arrivando. Porta la democrazia nel Medioriente.

Anche il siriano Arwa Abdulaziz (@arwa_abdulaziz ) sem-

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? lora si che avremmo un#Si- dibouzid #Syria “Majnoon Habibi” (@ majnoon4 ) fa un ragionamento ana- logo : Oggi la Tunisia, domani la Siria fascista. La rivoluzione sta arrivando. Porta la democrazia nel Medioriente. Anche il siriano Arwa Abdulaziz (@ arwa_abdulaziz ) sem- bra prevedere che sarà la Siria la prossima a cadere: ومله _ ىمحلا ةامح اي ىمحلا ةامح” دشني ملاعلا مويلا ةامح” ملاعلا دشنيس هللا نذاإب اًدغو “نمزلا دجمل ومله Tunisia #syria# “ مالس مكيلع رايدلا Oggi in tutto il mondo si canta [l'inno nazionale tunisino] e domani, se Dio vuole, anche loro canteranno [l'inno nazio- nale siriano] #Tunisia #Syria " id="pdf-obj-71-37" src="pdf-obj-71-37.jpg">

bra prevedere che sarà la Siria la prossima a cadere:

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? lora si che avremmo un#Si- dibouzid #Syria “Majnoon Habibi” (@ majnoon4 ) fa un ragionamento ana- logo : Oggi la Tunisia, domani la Siria fascista. La rivoluzione sta arrivando. Porta la democrazia nel Medioriente. Anche il siriano Arwa Abdulaziz (@ arwa_abdulaziz ) sem- bra prevedere che sarà la Siria la prossima a cadere: ومله _ ىمحلا ةامح اي ىمحلا ةامح” دشني ملاعلا مويلا ةامح” ملاعلا دشنيس هللا نذاإب اًدغو “نمزلا دجمل ومله Tunisia #syria# “ مالس مكيلع رايدلا Oggi in tutto il mondo si canta [l'inno nazionale tunisino] e domani, se Dio vuole, anche loro canteranno [l'inno nazio- nale siriano] #Tunisia #Syria " id="pdf-obj-71-43" src="pdf-obj-71-43.jpg">

ومله _ ىمحلا ةامح اي ىمحلا ةامح” دشني ملاعلا مويلا ةامح” ملاعلا دشنيس هللا نذاإب اًدغو “نمزلا دجمل ومله Tunisia #syria# “ مالس مكيلع رايدلا

Oggi in tutto il mondo si canta [l'inno nazionale tunisino] e

domani, se Dio vuole, anche loro canteranno [l'inno nazio-

nale siriano] #Tunisia #Syria

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta?

Yassine Essouaiha (@syriangavroche

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Yassine Essouaiha (@ <a href=syriangavroche ), anch'esso siriano, è dello stesso parere : ةرارش وه عوجلا :بوعشلا هبتنتل و ةاغطلا ملعتيلف تاعازن ال و “ةنتفلا” ال و ةفئاطلا ال و نيدلا ال ,بضغلا sidibouzid #tunisia# بازحاأ لا ءامعز Possano i tiranni imparare e i popoli fare attenzione: la fa- me è la scintilla dell'odio; non la religione, le sette, la “fit- na”, o le lotte tra leader di diversi partiti Malgrado le speranze, tuttavia, Nader Haddad (@ NaderHad- dad ) fa notare che l'agenzia stampa nazionale siriana non ha neppure menzionato la rivolta popolare in Tunisia: Neanche un cenno della rivolta popolare in #Tunisia dall'agenzia stampa ufficiale #Syria . http://bit.ly/g4- xNY8 " id="pdf-obj-72-7" src="pdf-obj-72-7.jpg">

), anch'esso siriano, è

:
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ةرارش وه عوجلا :بوعشلا هبتنتل و ةاغطلا ملعتيلف تاعازن ال و “ةنتفلا” ال و ةفئاطلا ال و نيدلا ال ,بضغلا

sidibouzid #tunisia# بازحاأ لا ءامعز

Possano i tiranni imparare e i popoli fare attenzione: la fa-

me è la scintilla dell'odio; non la religione, le sette, la “fit-

na”, o le lotte tra leader di diversi partiti

Malgrado le speranze, tuttavia, Nader Haddad (@NaderHad-

dad ) fa notare che l'agenzia stampa nazionale siriana

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Yassine Essouaiha (@ <a href=syriangavroche ), anch'esso siriano, è dello stesso parere : ةرارش وه عوجلا :بوعشلا هبتنتل و ةاغطلا ملعتيلف تاعازن ال و “ةنتفلا” ال و ةفئاطلا ال و نيدلا ال ,بضغلا sidibouzid #tunisia# بازحاأ لا ءامعز Possano i tiranni imparare e i popoli fare attenzione: la fa- me è la scintilla dell'odio; non la religione, le sette, la “fit- na”, o le lotte tra leader di diversi partiti Malgrado le speranze, tuttavia, Nader Haddad (@ NaderHad- dad ) fa notare che l'agenzia stampa nazionale siriana non ha neppure menzionato la rivolta popolare in Tunisia: Neanche un cenno della rivolta popolare in #Tunisia dall'agenzia stampa ufficiale #Syria . http://bit.ly/g4- xNY8 " id="pdf-obj-72-37" src="pdf-obj-72-37.jpg">
Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Yassine Essouaiha (@ <a href=syriangavroche ), anch'esso siriano, è dello stesso parere : ةرارش وه عوجلا :بوعشلا هبتنتل و ةاغطلا ملعتيلف تاعازن ال و “ةنتفلا” ال و ةفئاطلا ال و نيدلا ال ,بضغلا sidibouzid #tunisia# بازحاأ لا ءامعز Possano i tiranni imparare e i popoli fare attenzione: la fa- me è la scintilla dell'odio; non la religione, le sette, la “fit- na”, o le lotte tra leader di diversi partiti Malgrado le speranze, tuttavia, Nader Haddad (@ NaderHad- dad ) fa notare che l'agenzia stampa nazionale siriana non ha neppure menzionato la rivolta popolare in Tunisia: Neanche un cenno della rivolta popolare in #Tunisia dall'agenzia stampa ufficiale #Syria . http://bit.ly/g4- xNY8 " id="pdf-obj-72-39" src="pdf-obj-72-39.jpg">

non ha neppure menzionato la rivolta popolare in Tunisia:

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Yassine Essouaiha (@ <a href=syriangavroche ), anch'esso siriano, è dello stesso parere : ةرارش وه عوجلا :بوعشلا هبتنتل و ةاغطلا ملعتيلف تاعازن ال و “ةنتفلا” ال و ةفئاطلا ال و نيدلا ال ,بضغلا sidibouzid #tunisia# بازحاأ لا ءامعز Possano i tiranni imparare e i popoli fare attenzione: la fa- me è la scintilla dell'odio; non la religione, le sette, la “fit- na”, o le lotte tra leader di diversi partiti Malgrado le speranze, tuttavia, Nader Haddad (@ NaderHad- dad ) fa notare che l'agenzia stampa nazionale siriana non ha neppure menzionato la rivolta popolare in Tunisia: Neanche un cenno della rivolta popolare in #Tunisia dall'agenzia stampa ufficiale #Syria . http://bit.ly/g4- xNY8 " id="pdf-obj-72-43" src="pdf-obj-72-43.jpg">

Neanche un cenno della rivolta popolare in #Tunisia

dall'agenzia stampa ufficiale #Syria . http://bit.ly/g4-

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Yassine Essouaiha (@ <a href=syriangavroche ), anch'esso siriano, è dello stesso parere : ةرارش وه عوجلا :بوعشلا هبتنتل و ةاغطلا ملعتيلف تاعازن ال و “ةنتفلا” ال و ةفئاطلا ال و نيدلا ال ,بضغلا sidibouzid #tunisia# بازحاأ لا ءامعز Possano i tiranni imparare e i popoli fare attenzione: la fa- me è la scintilla dell'odio; non la religione, le sette, la “fit- na”, o le lotte tra leader di diversi partiti Malgrado le speranze, tuttavia, Nader Haddad (@ NaderHad- dad ) fa notare che l'agenzia stampa nazionale siriana non ha neppure menzionato la rivolta popolare in Tunisia: Neanche un cenno della rivolta popolare in #Tunisia dall'agenzia stampa ufficiale #Syria . http://bit.ly/g4- xNY8 " id="pdf-obj-72-54" src="pdf-obj-72-54.jpg">
Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Yassine Essouaiha (@ <a href=syriangavroche ), anch'esso siriano, è dello stesso parere : ةرارش وه عوجلا :بوعشلا هبتنتل و ةاغطلا ملعتيلف تاعازن ال و “ةنتفلا” ال و ةفئاطلا ال و نيدلا ال ,بضغلا sidibouzid #tunisia# بازحاأ لا ءامعز Possano i tiranni imparare e i popoli fare attenzione: la fa- me è la scintilla dell'odio; non la religione, le sette, la “fit- na”, o le lotte tra leader di diversi partiti Malgrado le speranze, tuttavia, Nader Haddad (@ NaderHad- dad ) fa notare che l'agenzia stampa nazionale siriana non ha neppure menzionato la rivolta popolare in Tunisia: Neanche un cenno della rivolta popolare in #Tunisia dall'agenzia stampa ufficiale #Syria . http://bit.ly/g4- xNY8 " id="pdf-obj-72-58" src="pdf-obj-72-58.jpg">

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta?

Impossibile sapere cosa potrebbe succedere; quel che è certo

però è che la ribellione tunisina potrebbe innescare

un'ondata di cambiamento nell'intero mondo arabo.

Testo originale di Jillian C. York; tradotto da Giorgio Guzzetta

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La Tunisia fra occidente e mondo arabo

Mondo arabo: dopo la Tunisia, in quale Paese la prossima rivolta? Impossibile sapere cosa potrebbe succedere;http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/mondo- arabo-dopo-la-tunisia-in-quale-paese-la-prossima-rivolta/ Leggi anche: • La rivolta del gelsomino • La Tunisia fra occidente e mondo arabo " id="pdf-obj-73-35" src="pdf-obj-73-35.jpg">

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

Il 14 gennaio 2011, dopo più di vent'anni di spietato regime,

il presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali ha repenti-

namente lasciato il Paese. I tunisini si sono riversati nelle

strade per celebrare l'inizio di una nuova era di libertà ma

l'euforia ha presto ceduto il passo ai timori per le condizioni

di sicurezza.

Si sono diffuse notizie di violenti atti di vandalismo nelle

principali città, con saccheggi di attività commerciali e abi-

tazioni private e beni e immobili dati alle fiamme. Nelle stra-

de deserte si potevano udire gli echi degli spari, mentre

l'esercito schierava le truppe in alcune zone chiave di Tu-

nisi. Ciò nonostante, l'umore dei cittadini è rimasto festoso

e per proteggere famiglie e proprietà si sono organizzati in

ronde locali. In parecchi hanno condiviso commenti e im-

pressioni sui propri blog.

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata Con il calare della notteil video è dispo- nibile sul canale YouTube di Nawaat ). : Il blog Winds of Tunisia commenta " id="pdf-obj-75-4" src="pdf-obj-75-4.jpg">

Con il calare della notte e l'imposizione del coprifuoco, in

pochi si sono arrischiati a uscire di casa, fatta eccezione per

quest'uomo, che ha sfidato la paura pur di esprimere gioia

per la ritrovata libertà: "Lunga vita alla Tunisia! Ben Ali è

fuggito! Non abbiate paura! Siamo liberi!" (il video è dispo-

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata Con il calare della notteil video è dispo- nibile sul canale YouTube di Nawaat ). : Il blog Winds of Tunisia commenta " id="pdf-obj-75-18" src="pdf-obj-75-18.jpg">
:
:

Il blog Winds of Tunisia commenta

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

Un peu partout en Tunisie et de plus en plus à Tunis les

sbires de Ben Ali organisés en bandes armées sement la

terreur chez les citoyens.

Soit c'est leur dernière cartouche afin de créer le chaos

dans la population pour un éventuel retour de Zinochet,

soit c'est la politique de la terre brulée.

Ils tentent de s'introduire dans les habitations tout en

ravageant les commerces.

Mais les citoyens s'organisent pour défendre leurs biens.

Soyez vigilants tous ensembles,éloigner les enfants,

protéger les accès de vos habitations, le tout sans panique!

Un po' ovunque in Tunisia ma in particolare nella capitale,

i miliziani fedeli a Ben Ali si sono organizzati in bande ar-

mate e stanno seminando il terrore tra la popolazione.

Questa mossa potrebbe essere il loro ultimo tentativo per

fomentare il caos e favorire un ritorno di Zinochet [nomi-

gnolo affibbiato a Zine El Abidin Ben Ali, paragonato a Pi-

nochet] oppure è la tattica della terra bruciata.

Tentano di introdursi nelle case e danneggiano le attività

economiche.

Ma i cittadini si organizzano per difendere ciò che possie-

dono.

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

Siate vigili e restate uniti, allontanate i bambini, protegge-

te gli ingressi delle vostre abitazioni ma senza farvi pren-

dere dal panico!

:
:

[H]ier au soir dans la ville de Bizerte, des citoyens ont

arrêté une camionnette banalisée dans la quelle des

policiers armés [responsables] de pillage et terrorisaient

les gens. La milice du RCD, les responsables du ministère

de l'intérieur sont les seuls qui ont les moyens aujourd'hui

de faire ce qui est entrain d'être fait. Il ne faudrait pas que

la révolution soit trahi, soyons responsable ! Alors

dressons nos listes, placardons des photos dans les rues,

organisons en comité de quartier pour protéger non

seulement nos vies, nos biens, mais aussi nos dispensaires,

nos hôpitaux, nos lycées et tous les autres locaux de notre

administration qui renferment encore des archives utiles

pour savoir qui a fait quoi. Notre mémoire, toute notre

mémoire même les traces des malversations sont dans ces

archives et il est logique qu'il y ait qui voudrait les faire

disparaitre.

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

Venerdì 14 gennaio, nella città di Bizerte, dei cittadini han-

no individuato un furgone civetta su cui viaggiavano poli-

ziotti armati che orchestravano i saccheggi e terrorizzava-

no la popolazione. Le milizie del Raggruppamento Costitu-

zionale Democratico (RCD, il partito di Ben Ali) e i respon-

sabili del Ministero dell'Interno, sono gli unici ad avere i

mezzi per compiere queste azioni. Non possiamo permet-

tere che la rivoluzione venga tradita, dobbiamo essere re-

sponsabili! Quindi stiliamo liste dei provocatori, affiggiamo

le foto per strada, organizziamoci in comitati di quartiere

per proteggere noi stessi, ma anche le nostre proprietà, i di-

spensari, gli ospedali, le scuole e tutti gli altri edifici ammi-

nistrativi che ancora contengono gli archivi necessari per

sapere chi ha fatto cosa. Tutte le prove, anche quelle delle

malversazioni, sono in questi archivi ed è logico che ci sia-

no persone che vogliano farli sparire.

La mattina del 16 gennaio, Lina Ben Mhenni, blogger e col-

laboratrice di Global Voices, si è recata a Kabbaria, quartiere

periferico di Tunisi per indagare la notizia di un attacco sfer-

rato contro il quartiere. Descrive così la situazione in loco :

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata Venerdì 14 gennaio, nella cittàDescrive così la situazione in loco : " id="pdf-obj-78-46" src="pdf-obj-78-46.jpg">

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

Ho dovuto superare parecchi posti di blocco. Anche gli abi-

tanti di Kabbaria si sono organizzati per proteggere le loro

famiglie, le case e le proprietà, dato che gruppi criminali

sono entrati in azione in diverse città della Tunisia dopo

la caduta del regime di Ben Ali. Sapevo che quel mattino

presto un giovane di Kabbaria era stato ucciso da tre uo-

mini su un'ambulanza dell'ospedale di Aziza Othmana [

...

].

Gli abitanti hanno riferito che uno dei criminali dentro

l'ambulanza è stato arrestato e identificato come membro

della guardia presidenziale. In effetti, è stata ritrovata la

carta d'identità di uno del gruppo.

Sul suo Unlucky Luke spiega che nonostante la paura,

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata Ho dovuto superare parecchi postispiega che nonostante la paura, l'entusiamo è ancora alto : Aujourd'hui, malgré l'anarchie et le chaos, on respire, on est mieux, je vois des gens sourire dans la rue, malgré le fait que personne n'est content de la tournure, plus de sécurité, pénurie des aliments essentiels, mais ça valait la peine et le Dictateur est parti. Plus de Ben Ali, plus de Trabelsi, plus de corruption ( malgré qu'il reste quelques brebis gâleuses dans les administrations), plus de " id="pdf-obj-79-37" src="pdf-obj-79-37.jpg">

Aujourd'hui, malgré l'anarchie et le chaos, on respire, on

est mieux, je vois des gens sourire dans la rue, malgré le

fait que personne n'est content de la tournure, plus de

sécurité, pénurie des aliments essentiels, mais ça valait la

peine et le Dictateur est parti. Plus de Ben Ali, plus de

Trabelsi, plus de corruption ( malgré qu'il reste quelques

brebis gâleuses dans les administrations), plus de

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

pression ....

Libre, comme l'air qu'on respire, comme l'eau

du fleuve qui accoure vers la mer

...

Libre.

Nonostante l'anarchia e il caos, oggi possiamo respirare,

stiamo meglio, vedo la gente sorridere per strada, anche

se nessuno è felice della piega che hanno preso gli eventi ...

mancano la sicurezza e i generi alimentari di prima neces-

sità, ma ne è valsa la pena e il dittatore è fuggito. Niente

più Ben ali, niente più Trabelsi (la famiglia della ex First

Lady), niente più corruzione (benché ci siano ancora delle

mele marce nell'amministrazione pubblica), niente più

pressioni ...

Liberi come l'aria che respiriamo, come l'acqua

del fiume che scorre verso il mare

...

Liberi.

:
:

دئادشلا تقو يف لاجر انك اوفاختال و ةدحاو ادي اونوك - ةي ّ بعش ناجل مكحاور اوملو شوفاختام لمكنس كلذكو لكل ىدصتنل مكندم و مكارق بابشو ءانبا نم نوكتت اومهاستالو تاعاشاإلا اوقدصت ال - . عاعرلا و ةنوخلا

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

ناو اهنال ةيعامتجالا تاكبشلا ىلع ةصاخو اهرشنب . سانلا عورت اهناإف اهضعب قدص

- Per favore restate uniti e non abbiate timore. Abbiamo af-

frontato coraggiosamente situazioni avverse in preceden-

za e continueremo a farlo. Formate comitati popolari di si-

curezza coinvolgendo i giovani delle città e dei villaggi per

affrontare tutti i traditori e i criminali. - Non credete alle

voci infondate e non diffondetele, specie sui social network

perché anche se dovesser risultare veritiere, contribuisco-

no solo ad aumentare il terrore nella popolazione.

Infine, Kiffe Grave nota

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata ناو اهنال ةيعامتجالا تاكبشلا ىلعnota tuttavia un miglioramento della si- tuazione: [N]otre quartier a recommencé à vivre. Des voisins qui ne se connaissaient pas il y a de ça quelques jours, se sont unis pour se protéger mutuellement. [N]os nuit depuis 3 jours sont les mêmes: ça tirait de quelques endroits bien précis, on entendait des cris au loin, les hélicoptère survolaient les alentours,… mais El Hamdou l'Ellahy tout va bien. " id="pdf-obj-81-26" src="pdf-obj-81-26.jpg">

tuttavia un miglioramento della si-

tuazione:

[N]otre quartier a recommencé à vivre. Des voisins qui ne

se connaissaient pas il y a de ça quelques jours, se sont

unis pour se protéger mutuellement.

[N]os nuit depuis 3 jours sont les mêmes: ça tirait de

quelques endroits bien précis, on entendait des cris au

loin, les hélicoptère survolaient les alentours,… mais El

Hamdou l'Ellahy tout va bien.

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

A la peur des premières nuits à rapidement pris le dessus

une farouche envie de se battre et de se protéger. Les

barrières sont tombé et tout le monde la main dans la

main sans aucunes arrières pensées avons pris les choses

en main.

Nous avons érigé des barricades aux différents points

d'accès de la cité. Des groupes de 20 personnes s'y

trouvant armés de pierres, de massues, de haches,… et de

gsm car nous sommes tous reliés entre-nous et nous

faisons passer l'information. Nous avons posté des

sentinelles sur les toits avec des jumelles,… Bref notre cité

est hermétique.

Notre but est simple nous défendre et apporter assistances

aux forces de l'odre.

Ce soir, retour aux barricades! Fier de notre pays, fier de

nous tous.

Il nostro quartiere ha ripreso a vivere. Vicini che fino a po-

chi giorni fa non si conoscevano ora sono uniti per proteg-

gersi a vicenda.

Le ultime tre notti sono trascorse in modo identico: spari

che risuonano da vari punti della città, urla in lontananza,

elicotteri che sorvolano la zona, ma, El Hamdou l'Ellahy

(per grazia di Allah) va tutto va bene ...

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

Alla paura delle prime notti si è rapidamente sostituito un

inteso desiderio di difendersi e proteggersi. Le barriere psi-

cologiche tra le persone sono cadute e siamo tutti fianco a

fianco, abbiamo risolutamente preso in mano la situazione.

Abbiamo eretto barricate nei diversi punti d'accesso alla

città, sorvegliati da gruppi di 20 persone armate di pietre,

mazze e asce

...

e di cellulari perché siamo tutti collegati per

far girare le notizie. Abbiamo posizionato delle sentinelle

munite di binocoli sui tetti. In poche parole, la nostra città

è ermetica.

Il nostro scopo è semplice: difenderci e dare assistenza alle

forze dell'ordine.

 

Questa sera, ritorno alle barricate! Fieri del nostro Paese,

fieri di tutti noi.

 

Testo originale di Hisham; traduzione di Katia Gerussi

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata Alla paura delle prime nottihttp://lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/artico- lo.asp?ID_articolo=244&nComm=0&ID_blog=286&tit=&ID_sezione=654 " id="pdf-obj-83-55" src="pdf-obj-83-55.jpg">

I timori per il futuro offuscano la gioia della libertà ritrovata

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La rivolta del gelsomino

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Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

Alla fine, è successo. Dopo decenni di amitié di Stato con il

regime di Zeinabidine Ben Ali e di indifferenza da parte dei

politici e dei mezzi di comunicazione tradizionali francesi,

blogger e utenti Twitter hanno acquisito la consapevolezza

di quanto la Francia abbia vissuto in una condizione di “ne-

gazione a oltranza”. Il clamoroso silenzio del governo e la

complicità di lunga data con il regime di Ben Ali sono ora

all'ordine del giorno.

La sera del 14 gennaio, giunta la notizia che il presidente

dimissionario Ben Ali e famiglia avevano lasciato la Tunisia

dopo le massicce dimostrazioni di piazza nella capitale, e un

mese di sanguinose repressioni, il governo francese ha ri-

lasciato una dichiarazione in cui si limitava a “riconosce-

re” questo cambiamento di “transizione” e sprofondava nel

silenzio che è stato la sua strategia politica per settimane.

L'opinione pubblica francese si è resa conto che il Palazzo

dell'Eliseo si trovava in profondo imbarazzo. Secondo le pri-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

me notizie apparse su Twitter, la famiglia di Ben Ali inizial-

mente era atterrata in Francia quel giorno.

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” me notizie apparse su Twitter, la famigliarosselin RT @ mathieuge : une partie de la famille Ben Ali refugiée à Disneyland rosselin RT @ mathieuge : componenti della famiglia di Ben Ali hanno trovato rifugio a Disneyland Ci si aspettava che Ben Ali chiedesse asilo politico alla Fran- cia. In seguito, si è scoperto che il tentativo di rifugiarsi in Francia era sì stato fatto, ma che il presidente tunisino era stato rispedito (in Arabia Saudita) dai suoi ex amici, affinché la sua presenza non fosse causa di "potenziali disordini nella diaspora tunisina" . Un solo tweet è apparso dall'account del Palazzo dell'Eliseo durante quella notte - un segnale di pro- fondo imbarazzo e di totale caos diplomatico: elysee : La France répondra à toutes les demandes des autorités tunisiennes sur les avoirs tunisiens en France " id="pdf-obj-86-10" src="pdf-obj-86-10.jpg">

RT @mathieuge

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” me notizie apparse su Twitter, la famigliarosselin RT @ mathieuge : une partie de la famille Ben Ali refugiée à Disneyland rosselin RT @ mathieuge : componenti della famiglia di Ben Ali hanno trovato rifugio a Disneyland Ci si aspettava che Ben Ali chiedesse asilo politico alla Fran- cia. In seguito, si è scoperto che il tentativo di rifugiarsi in Francia era sì stato fatto, ma che il presidente tunisino era stato rispedito (in Arabia Saudita) dai suoi ex amici, affinché la sua presenza non fosse causa di "potenziali disordini nella diaspora tunisina" . Un solo tweet è apparso dall'account del Palazzo dell'Eliseo durante quella notte - un segnale di pro- fondo imbarazzo e di totale caos diplomatico: elysee : La France répondra à toutes les demandes des autorités tunisiennes sur les avoirs tunisiens en France " id="pdf-obj-86-16" src="pdf-obj-86-16.jpg">

: une partie de la famille

Ben Ali refugiée à Disneyland

rosselin RT @mathieuge : componenti della famiglia

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” me notizie apparse su Twitter, la famigliarosselin RT @ mathieuge : une partie de la famille Ben Ali refugiée à Disneyland rosselin RT @ mathieuge : componenti della famiglia di Ben Ali hanno trovato rifugio a Disneyland Ci si aspettava che Ben Ali chiedesse asilo politico alla Fran- cia. In seguito, si è scoperto che il tentativo di rifugiarsi in Francia era sì stato fatto, ma che il presidente tunisino era stato rispedito (in Arabia Saudita) dai suoi ex amici, affinché la sua presenza non fosse causa di "potenziali disordini nella diaspora tunisina" . Un solo tweet è apparso dall'account del Palazzo dell'Eliseo durante quella notte - un segnale di pro- fondo imbarazzo e di totale caos diplomatico: elysee : La France répondra à toutes les demandes des autorités tunisiennes sur les avoirs tunisiens en France " id="pdf-obj-86-28" src="pdf-obj-86-28.jpg">
Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” me notizie apparse su Twitter, la famigliarosselin RT @ mathieuge : une partie de la famille Ben Ali refugiée à Disneyland rosselin RT @ mathieuge : componenti della famiglia di Ben Ali hanno trovato rifugio a Disneyland Ci si aspettava che Ben Ali chiedesse asilo politico alla Fran- cia. In seguito, si è scoperto che il tentativo di rifugiarsi in Francia era sì stato fatto, ma che il presidente tunisino era stato rispedito (in Arabia Saudita) dai suoi ex amici, affinché la sua presenza non fosse causa di "potenziali disordini nella diaspora tunisina" . Un solo tweet è apparso dall'account del Palazzo dell'Eliseo durante quella notte - un segnale di pro- fondo imbarazzo e di totale caos diplomatico: elysee : La France répondra à toutes les demandes des autorités tunisiennes sur les avoirs tunisiens en France " id="pdf-obj-86-30" src="pdf-obj-86-30.jpg">

di Ben Ali hanno trovato rifugio a Disneyland

Ci si aspettava che Ben Ali chiedesse asilo politico alla Fran-

cia. In seguito, si è scoperto che il tentativo di rifugiarsi in

Francia era sì stato fatto, ma che il presidente tunisino era

stato rispedito (in Arabia Saudita) dai suoi ex amici, affinché

la sua presenza non fosse causa di "potenziali disordini nella

diaspora tunisina". Un solo tweet è apparso dall'account del

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” me notizie apparse su Twitter, la famigliarosselin RT @ mathieuge : une partie de la famille Ben Ali refugiée à Disneyland rosselin RT @ mathieuge : componenti della famiglia di Ben Ali hanno trovato rifugio a Disneyland Ci si aspettava che Ben Ali chiedesse asilo politico alla Fran- cia. In seguito, si è scoperto che il tentativo di rifugiarsi in Francia era sì stato fatto, ma che il presidente tunisino era stato rispedito (in Arabia Saudita) dai suoi ex amici, affinché la sua presenza non fosse causa di "potenziali disordini nella diaspora tunisina" . Un solo tweet è apparso dall'account del Palazzo dell'Eliseo durante quella notte - un segnale di pro- fondo imbarazzo e di totale caos diplomatico: elysee : La France répondra à toutes les demandes des autorités tunisiennes sur les avoirs tunisiens en France " id="pdf-obj-86-50" src="pdf-obj-86-50.jpg">

Palazzo dell'Eliseo durante quella notte - un segnale di pro-

fondo imbarazzo e di totale caos diplomatico:

elysee : La France répondra à toutes les demandes des

autorités tunisiennes sur les avoirs tunisiens en France

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

elysee: La Francia risponderà a qualunque inchiesta da

parte delle autorità tunisine in merito agli investimenti tu-

nisini nel Paese.

Louis Calvero su Le post mette in evidenza la “gestione a dir

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” elysee: La Francia risponderà a qualunque inchiestaLouis Calvero su Le post mette in evidenza la “gestione a dir poco disastrosa” della “crisi tunisina” da parte delle auto- rità francesi: On connait l’arrogance de la France,toujours prompte à expliquer l’Amérique à Obama, l’Europe à Barroso, et la vie à n’importe qui. Pourtant là, alors que Washington convoquait l’ambassadeur tunisien et que le monde clamait son inquiétude, Paris se taisait. Siamo abituati all'arroganza francese, sempre pronta a spiegare l'America a Obama, l'Europa a Barroso, la vita a non si sa chi altri. In questo caso, Washington ha convo- cato l'ambasciatore tunisino negli Stati Uniti, il mondo ha espresso la sua preoccupazione con veemenza, ma Parigi no, si è limitata a tacere. " id="pdf-obj-87-16" src="pdf-obj-87-16.jpg">

della “crisi tunisina” da parte delle auto-

rità francesi:

On connait l’arrogance de la France,toujours prompte à

expliquer l’Amérique à Obama, l’Europe à Barroso, et la

vie à n’importe qui. Pourtant là, alors que Washington

convoquait l’ambassadeur tunisien et que le monde

clamait son inquiétude, Paris se taisait.

Siamo abituati all'arroganza francese, sempre pronta a

spiegare l'America a Obama, l'Europa a Barroso, la vita a

non si sa chi altri. In questo caso, Washington ha convo-

cato l'ambasciatore tunisino negli Stati Uniti, il mondo ha

espresso la sua preoccupazione con veemenza, ma Parigi

no, si è limitata a tacere.

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

E c'è di peggio. Non appena le proteste in Tunisia si sono in-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” E c'è di peggio. Non appena lei ministri francesi, in carica e non, hanno per- severato nel sostenere Ben Ali e gli esiti della sua politica. L'11 gennaio la diplomazia francese ha rilasciato una di- chiarazione vergognosa, che non sarà mai dimenticata dai tunisini e che finalmente è riuscita a scuotere l'opinione pubblica francese richiamando di prepotenza l'attenzione sull'atteggiamento del proprio governo. In questo video Michèle Alliot-Marie, Ministro degli Affari Esteri francese, si rivolge ufficialmente all'Assemblea nazio- nale, affermando che la Francia era pronta a “offrire sup- porto tecnico” e “il know-how della polizia francese alla po- lizia tunisina”. " id="pdf-obj-88-10" src="pdf-obj-88-10.jpg">

severato nel sostenere Ben Ali e gli esiti della sua politica.

L'11 gennaio la diplomazia francese ha rilasciato una di-

chiarazione vergognosa, che non sarà mai dimenticata dai

tunisini e che finalmente è riuscita a scuotere l'opinione

pubblica francese richiamando di prepotenza l'attenzione

sull'atteggiamento del proprio governo.

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” E c'è di peggio. Non appena lei ministri francesi, in carica e non, hanno per- severato nel sostenere Ben Ali e gli esiti della sua politica. L'11 gennaio la diplomazia francese ha rilasciato una di- chiarazione vergognosa, che non sarà mai dimenticata dai tunisini e che finalmente è riuscita a scuotere l'opinione pubblica francese richiamando di prepotenza l'attenzione sull'atteggiamento del proprio governo. In questo video Michèle Alliot-Marie, Ministro degli Affari Esteri francese, si rivolge ufficialmente all'Assemblea nazio- nale, affermando che la Francia era pronta a “offrire sup- porto tecnico” e “il know-how della polizia francese alla po- lizia tunisina”. " id="pdf-obj-88-24" src="pdf-obj-88-24.jpg">

In questo video

Michèle Alliot-Marie, Ministro degli Affari

Michèle Alliot-Marie, Ministro degli Affari

Esteri francese, si rivolge ufficialmente all'Assemblea nazio-

nale, affermando che la Francia era pronta a

nale, affermando che la Francia <a href=era pronta a “offrire sup- " id="pdf-obj-88-43" src="pdf-obj-88-43.jpg">

“offrire sup-

porto tecnico” e “il know-how della polizia francese alla po-

lizia tunisina”.

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

L'arabe, blogger francese di origini tunisine che scrive su

C'est la gêne , chiarisce bene il concetto:

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” L'arabe , blogger francese di origini tunisineC'est la gêne , chiarisce bene il concetto: En gros, vouloir prêter main forte au régime de Ben Ali, c’est comme de dire qu’on va aller filer un coup de main, comme ça, entre voisins, à un tueur en train de dépecer sa victime dans une allée, en bas de l’immeuble. In sintesi, l'offerta di aiuto al regime di Ben Ali è come dire che siamo pronti a dare una mano, come vicini e amici, a un assassino in procinto di massacrare la sua vittima nel vicolo di fronte a casa. Quell'affermazione ha innescato centinaia di commenti in- dignati come questo, apparso sul blog del conduttore di tra- smissioni radio Jean-Marc Morandini : Quelle déconnexion inouïe avec la réalité du terrain, à moins que cela ne soit de l’expression d’une incompétence coupable. Ou d’un cynisme incommensurable. " id="pdf-obj-89-10" src="pdf-obj-89-10.jpg">

En gros, vouloir prêter main forte au régime de Ben Ali,

c’est comme de dire qu’on va aller filer un coup de main,

comme ça, entre voisins, à un tueur en train de dépecer sa

victime dans une allée, en bas de l’immeuble.

In sintesi, l'offerta di aiuto al regime di Ben Ali è come dire

che siamo pronti a dare una mano, come vicini e amici, a

un assassino in procinto di massacrare la sua vittima nel

vicolo di fronte a casa.

Quell'affermazione ha innescato centinaia di commenti in-

dignati come questo, apparso sul blog del conduttore di tra-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” L'arabe , blogger francese di origini tunisineC'est la gêne , chiarisce bene il concetto: En gros, vouloir prêter main forte au régime de Ben Ali, c’est comme de dire qu’on va aller filer un coup de main, comme ça, entre voisins, à un tueur en train de dépecer sa victime dans une allée, en bas de l’immeuble. In sintesi, l'offerta di aiuto al regime di Ben Ali è come dire che siamo pronti a dare una mano, come vicini e amici, a un assassino in procinto di massacrare la sua vittima nel vicolo di fronte a casa. Quell'affermazione ha innescato centinaia di commenti in- dignati come questo, apparso sul blog del conduttore di tra- smissioni radio Jean-Marc Morandini : Quelle déconnexion inouïe avec la réalité du terrain, à moins que cela ne soit de l’expression d’une incompétence coupable. Ou d’un cynisme incommensurable. " id="pdf-obj-89-35" src="pdf-obj-89-35.jpg">

Jean-Marc Morandini :

Quelle déconnexion inouïe avec la réalité du terrain, à

moins que cela ne soit de l’expression d’une incompétence

coupable. Ou d’un cynisme incommensurable.

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

È incredibile questa mancanza di percezione della realtà

dei fatti, a meno che non sia l'espressione di

un'imperdonabile incompetenza. Oppure, di un incom-

mensurabile cinismo.

In quello che è ormai noto come “il giorno dopo” la caduta

di Ben Ali, gli avvenimenti subiscono una brusca accelera-

zione. Gli utenti Twitter hanno lanciato aperte sfide agli ac-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” È incredibile questa mancanza di percezione dellaac- count dell'Eliseo e del Ministero degli affari Esteri , rima- sti in silenzio sugli avvenimenti tunisini. Su Facebook si è formato un gruppo francese in rapida cre- scita, il Muro della vergogna Ben Ali , dedicato a tutti i po- litici e personalità di spicco francesi che hanno sostenuto il capo di Stato tunisino. Il gruppo invita gli iscritti a rendere pubbliche le prove (fotografie, video, citazioni). Questo un video relativo a un discorso di Nicolas Sarkozy, tenuto nel 2008 in occasione di una visita di stato in Tunisia, mentre ri- ceve la cittadinanza onoraria di Tunisi, la capitale: " id="pdf-obj-90-24" src="pdf-obj-90-24.jpg">
Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” È incredibile questa mancanza di percezione dellaac- count dell'Eliseo e del Ministero degli affari Esteri , rima- sti in silenzio sugli avvenimenti tunisini. Su Facebook si è formato un gruppo francese in rapida cre- scita, il Muro della vergogna Ben Ali , dedicato a tutti i po- litici e personalità di spicco francesi che hanno sostenuto il capo di Stato tunisino. Il gruppo invita gli iscritti a rendere pubbliche le prove (fotografie, video, citazioni). Questo un video relativo a un discorso di Nicolas Sarkozy, tenuto nel 2008 in occasione di una visita di stato in Tunisia, mentre ri- ceve la cittadinanza onoraria di Tunisi, la capitale: " id="pdf-obj-90-26" src="pdf-obj-90-26.jpg">

sti in silenzio sugli avvenimenti tunisini.

Su Facebook si è formato un gruppo francese in rapida cre-

scita, il Muro della vergogna Ben Ali , dedicato a tutti i po-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” È incredibile questa mancanza di percezione dellaac- count dell'Eliseo e del Ministero degli affari Esteri , rima- sti in silenzio sugli avvenimenti tunisini. Su Facebook si è formato un gruppo francese in rapida cre- scita, il Muro della vergogna Ben Ali , dedicato a tutti i po- litici e personalità di spicco francesi che hanno sostenuto il capo di Stato tunisino. Il gruppo invita gli iscritti a rendere pubbliche le prove (fotografie, video, citazioni). Questo un video relativo a un discorso di Nicolas Sarkozy, tenuto nel 2008 in occasione di una visita di stato in Tunisia, mentre ri- ceve la cittadinanza onoraria di Tunisi, la capitale: " id="pdf-obj-90-36" src="pdf-obj-90-36.jpg">

litici e personalità di spicco francesi che hanno sostenuto il

capo di Stato tunisino. Il gruppo invita gli iscritti a rendere

pubbliche le prove (fotografie, video, citazioni). Questo un

video relativo a un discorso di Nicolas Sarkozy, tenuto nel

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” È incredibile questa mancanza di percezione dellaac- count dell'Eliseo e del Ministero degli affari Esteri , rima- sti in silenzio sugli avvenimenti tunisini. Su Facebook si è formato un gruppo francese in rapida cre- scita, il Muro della vergogna Ben Ali , dedicato a tutti i po- litici e personalità di spicco francesi che hanno sostenuto il capo di Stato tunisino. Il gruppo invita gli iscritti a rendere pubbliche le prove (fotografie, video, citazioni). Questo un video relativo a un discorso di Nicolas Sarkozy, tenuto nel 2008 in occasione di una visita di stato in Tunisia, mentre ri- ceve la cittadinanza onoraria di Tunisi, la capitale: " id="pdf-obj-90-47" src="pdf-obj-90-47.jpg">

2008 in occasione di una visita di stato in Tunisia, mentre ri-

ceve la cittadinanza onoraria di Tunisi, la capitale:

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Il m'arrive de penser que certains sontRue89 , si può ascoltare Do- minique Strauss Kahn, attuale presidente dell'FMI e in aria di candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2012, " id="pdf-obj-91-4" src="pdf-obj-91-4.jpg">

Il m'arrive de penser que certains sont bien sévères pour

la Tunisie

A volte penso che qualcuno sia troppo duro nei confronti

della Tunisia

In questo video ripubblicato da Rue89 , si può ascoltare Do-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Il m'arrive de penser que certains sontRue89 , si può ascoltare Do- minique Strauss Kahn, attuale presidente dell'FMI e in aria di candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2012, " id="pdf-obj-91-18" src="pdf-obj-91-18.jpg">

minique Strauss Kahn, attuale presidente dell'FMI e in aria

di candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2012,

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

mentre elogia gli straordinari progressi dell'economia tuni-

sina durante un'intervista alla televisione di Stato locale:

Anticolonial.com pubblica sempre su YouTube un video
Anticolonial.com pubblica sempre su YouTube un video

del

discorso inaugurale tenuto dal presidente francese, che re-

cita:

"A tutti i popoli oppressi del mondo, vi staremo accanto

...

".

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

Su Facebook, Hazem Berrabah propone un collage video au-

toprodotto dal titolo “ Non dimenticheremo mai che la Fran-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Su Facebook, Hazem Berrabah propone un collageNon dimenticheremo mai che la Fran- cia ha sostenuto Ben Ali fino all'ultimo ”, dove il presidente Sarkozy dichiara: "Non sosterrò mai un dittatore, in qualunque parte del mondo". Il blog satirico Backchich , uno dei primi a denunciare la rapa- cità della famiglia di Ben Ali, elenca i magnati francesi della politica o dell'informazione che hanno appoggiato o col- laborato con il regime tunisino, e pubblica un libro su “ Il nostro amico Ben Ali ”. Un altro convinto sostenitore dei blogger tunisini, Fabrice Epelboin, caporedattore di ReadW- riteWeb France attira parecchi appassionati di tecnologia con la sua lettera aperta a Frédéric Mitterrand, ministro francese della Cultura, che all'inizio di gennaio aveva defi- nito il regime tunisino “non certo una dittatura, nel senso stretto del termine”. La televisione francese ha dato molto spazio alle interviste con Catherine Graciet per aggiornare i ben scarsi archivi sul- le relazioni franco-tunisine. Graciet è coautrice di un libret- to poco noto sulla moglie di ben Ali, dall'eloquente titolo di " id="pdf-obj-93-11" src="pdf-obj-93-11.jpg">

”, dove il presidente

Sarkozy dichiara:

"Non sosterrò mai un dittatore, in qualunque parte del

mondo".

Il blog satirico Backchich, uno dei primi a denunciare la rapa-

cità della famiglia di Ben Ali, elenca i magnati francesi della

politica o dell'informazione che hanno appoggiato o col-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Su Facebook, Hazem Berrabah propone un collageNon dimenticheremo mai che la Fran- cia ha sostenuto Ben Ali fino all'ultimo ”, dove il presidente Sarkozy dichiara: "Non sosterrò mai un dittatore, in qualunque parte del mondo". Il blog satirico Backchich , uno dei primi a denunciare la rapa- cità della famiglia di Ben Ali, elenca i magnati francesi della politica o dell'informazione che hanno appoggiato o col- laborato con il regime tunisino, e pubblica un libro su “ Il nostro amico Ben Ali ”. Un altro convinto sostenitore dei blogger tunisini, Fabrice Epelboin, caporedattore di ReadW- riteWeb France attira parecchi appassionati di tecnologia con la sua lettera aperta a Frédéric Mitterrand, ministro francese della Cultura, che all'inizio di gennaio aveva defi- nito il regime tunisino “non certo una dittatura, nel senso stretto del termine”. La televisione francese ha dato molto spazio alle interviste con Catherine Graciet per aggiornare i ben scarsi archivi sul- le relazioni franco-tunisine. Graciet è coautrice di un libret- to poco noto sulla moglie di ben Ali, dall'eloquente titolo di " id="pdf-obj-93-32" src="pdf-obj-93-32.jpg">

laborato con il regime tunisino, e pubblica un libro su “Il

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Su Facebook, Hazem Berrabah propone un collageNon dimenticheremo mai che la Fran- cia ha sostenuto Ben Ali fino all'ultimo ”, dove il presidente Sarkozy dichiara: "Non sosterrò mai un dittatore, in qualunque parte del mondo". Il blog satirico Backchich , uno dei primi a denunciare la rapa- cità della famiglia di Ben Ali, elenca i magnati francesi della politica o dell'informazione che hanno appoggiato o col- laborato con il regime tunisino, e pubblica un libro su “ Il nostro amico Ben Ali ”. Un altro convinto sostenitore dei blogger tunisini, Fabrice Epelboin, caporedattore di ReadW- riteWeb France attira parecchi appassionati di tecnologia con la sua lettera aperta a Frédéric Mitterrand, ministro francese della Cultura, che all'inizio di gennaio aveva defi- nito il regime tunisino “non certo una dittatura, nel senso stretto del termine”. La televisione francese ha dato molto spazio alle interviste con Catherine Graciet per aggiornare i ben scarsi archivi sul- le relazioni franco-tunisine. Graciet è coautrice di un libret- to poco noto sulla moglie di ben Ali, dall'eloquente titolo di " id="pdf-obj-93-39" src="pdf-obj-93-39.jpg">

”. Un altro convinto sostenitore dei

blogger tunisini, Fabrice Epelboin, caporedattore di ReadW-

riteWeb France attira parecchi appassionati di tecnologia

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Su Facebook, Hazem Berrabah propone un collageNon dimenticheremo mai che la Fran- cia ha sostenuto Ben Ali fino all'ultimo ”, dove il presidente Sarkozy dichiara: "Non sosterrò mai un dittatore, in qualunque parte del mondo". Il blog satirico Backchich , uno dei primi a denunciare la rapa- cità della famiglia di Ben Ali, elenca i magnati francesi della politica o dell'informazione che hanno appoggiato o col- laborato con il regime tunisino, e pubblica un libro su “ Il nostro amico Ben Ali ”. Un altro convinto sostenitore dei blogger tunisini, Fabrice Epelboin, caporedattore di ReadW- riteWeb France attira parecchi appassionati di tecnologia con la sua lettera aperta a Frédéric Mitterrand, ministro francese della Cultura, che all'inizio di gennaio aveva defi- nito il regime tunisino “non certo una dittatura, nel senso stretto del termine”. La televisione francese ha dato molto spazio alle interviste con Catherine Graciet per aggiornare i ben scarsi archivi sul- le relazioni franco-tunisine. Graciet è coautrice di un libret- to poco noto sulla moglie di ben Ali, dall'eloquente titolo di " id="pdf-obj-93-50" src="pdf-obj-93-50.jpg">

con la sua lettera aperta a Frédéric Mitterrand, ministro

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Su Facebook, Hazem Berrabah propone un collageNon dimenticheremo mai che la Fran- cia ha sostenuto Ben Ali fino all'ultimo ”, dove il presidente Sarkozy dichiara: "Non sosterrò mai un dittatore, in qualunque parte del mondo". Il blog satirico Backchich , uno dei primi a denunciare la rapa- cità della famiglia di Ben Ali, elenca i magnati francesi della politica o dell'informazione che hanno appoggiato o col- laborato con il regime tunisino, e pubblica un libro su “ Il nostro amico Ben Ali ”. Un altro convinto sostenitore dei blogger tunisini, Fabrice Epelboin, caporedattore di ReadW- riteWeb France attira parecchi appassionati di tecnologia con la sua lettera aperta a Frédéric Mitterrand, ministro francese della Cultura, che all'inizio di gennaio aveva defi- nito il regime tunisino “non certo una dittatura, nel senso stretto del termine”. La televisione francese ha dato molto spazio alle interviste con Catherine Graciet per aggiornare i ben scarsi archivi sul- le relazioni franco-tunisine. Graciet è coautrice di un libret- to poco noto sulla moglie di ben Ali, dall'eloquente titolo di " id="pdf-obj-93-56" src="pdf-obj-93-56.jpg">

francese della Cultura, che all'inizio di gennaio aveva defi-

nito il regime tunisino “non certo una dittatura, nel senso

stretto del termine”.

La televisione francese ha dato molto spazio alle interviste

con Catherine Graciet per aggiornare i ben scarsi archivi sul-

le relazioni franco-tunisine. Graciet è coautrice di un libret-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” <a href=La reggente di Cartagine , pubblicato nel 2009, in cui viene descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del- la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca- blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia. [ video in arabo ] Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The Endless Love”: Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love” " id="pdf-obj-94-6" src="pdf-obj-94-6.jpg">

, pubblicato nel 2009, in cui viene

descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del-

la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda

qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” <a href=La reggente di Cartagine , pubblicato nel 2009, in cui viene descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del- la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca- blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia. [ video in arabo ] Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The Endless Love”: Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love” " id="pdf-obj-94-21" src="pdf-obj-94-21.jpg">
Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” <a href=La reggente di Cartagine , pubblicato nel 2009, in cui viene descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del- la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca- blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia. [ video in arabo ] Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The Endless Love”: Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love” " id="pdf-obj-94-23" src="pdf-obj-94-23.jpg">

blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia.

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” <a href=La reggente di Cartagine , pubblicato nel 2009, in cui viene descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del- la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca- blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia. [ video in arabo ] Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The Endless Love”: Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love” " id="pdf-obj-94-31" src="pdf-obj-94-31.jpg">

Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” <a href=La reggente di Cartagine , pubblicato nel 2009, in cui viene descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del- la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca- blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia. [ video in arabo ] Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The Endless Love”: Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love” " id="pdf-obj-94-39" src="pdf-obj-94-39.jpg">
Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” <a href=La reggente di Cartagine , pubblicato nel 2009, in cui viene descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del- la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca- blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia. [ video in arabo ] Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The Endless Love”: Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love” " id="pdf-obj-94-41" src="pdf-obj-94-41.jpg">

campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali

e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The

Endless Love”:

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” <a href=La reggente di Cartagine , pubblicato nel 2009, in cui viene descritto il saccheggio dell'economia tunisina da parte del- la signora e famiglia [per alcuni estratti in francese, si veda qui ], saccheggio poi confermato da Wikileaks , in un ca- blogramma segreto dell'ambasciatore americano in Tunisia. [ video in arabo ] Per i fumettisti Maesterbd e Lindingre sono giornate campali. E su Daily Motion è comparso un video con Ben Ali e Sarkozy che ballano e si abbracciano sulla melodia di “The Endless Love”: Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love” " id="pdf-obj-94-51" src="pdf-obj-94-51.jpg">

Sarkozy e Ben Ali, “The Endless Love”

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

Mentre il tag Rivoluzione del gelsomino si è presto affermato

nelle messaggerie francesi, Olivier, collaboratore di Media-

part, in un commento ricorda al redattore e agli opinionisti

delle testate tradizionali che la definizione è stata coniata da

Ben Ali quando prese il potere, nel 1987. Anche Luc Rosen-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Mentre il tag Rivoluzione del gelsomino sila definizione è stata coniata da Ben Ali quando prese il potere, nel 1987. Anche Luc Rosen- zweig, su Causeur , consiglia ai cronisti della politica francese di non abusare del nuovo slogan, “il Ceausescu delle sabbie” (Ben Ali), dopo anni passati in silenzio, nel suo post "Com'è dolce calpestare un uomo sconfitto ". Nel frattempo un certo numero di blogger tunisini residenti in Francia diffondono post toccanti, usando per la prima vol- ta nome e cognome reali, come Chaker Nouri, nel post “ La Cartagine di Ceausescu è finita per sempre ”. Prima era in- fatti diffusa la paura che le critiche espresse sul web france- se potessero procurare problemi alle loro famiglie in Tuni- sia. Chaker appare orgoglioso, sollevato, ma non contento: Ma joie n'est pas totale. Ce qui me frappe c'est le contraste entre la réaction de la diaspora tunisienne et les Tunisiens du pays. Les premiers célèbrent le départ du despote et les seconds craignent le désordre ambiant. " id="pdf-obj-95-18" src="pdf-obj-95-18.jpg">

zweig, su Causeur, consiglia ai cronisti della politica francese

di non abusare del nuovo slogan, “il Ceausescu delle sabbie”

(Ben Ali), dopo anni passati in silenzio, nel suo post "Com'è

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Mentre il tag Rivoluzione del gelsomino sila definizione è stata coniata da Ben Ali quando prese il potere, nel 1987. Anche Luc Rosen- zweig, su Causeur , consiglia ai cronisti della politica francese di non abusare del nuovo slogan, “il Ceausescu delle sabbie” (Ben Ali), dopo anni passati in silenzio, nel suo post "Com'è dolce calpestare un uomo sconfitto ". Nel frattempo un certo numero di blogger tunisini residenti in Francia diffondono post toccanti, usando per la prima vol- ta nome e cognome reali, come Chaker Nouri, nel post “ La Cartagine di Ceausescu è finita per sempre ”. Prima era in- fatti diffusa la paura che le critiche espresse sul web france- se potessero procurare problemi alle loro famiglie in Tuni- sia. Chaker appare orgoglioso, sollevato, ma non contento: Ma joie n'est pas totale. Ce qui me frappe c'est le contraste entre la réaction de la diaspora tunisienne et les Tunisiens du pays. Les premiers célèbrent le départ du despote et les seconds craignent le désordre ambiant. " id="pdf-obj-95-32" src="pdf-obj-95-32.jpg">

Nel frattempo un certo numero di blogger tunisini residenti

in Francia diffondono post toccanti, usando per la prima vol-

ta nome e cognome reali, come Chaker Nouri, nel post “La

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Mentre il tag Rivoluzione del gelsomino sila definizione è stata coniata da Ben Ali quando prese il potere, nel 1987. Anche Luc Rosen- zweig, su Causeur , consiglia ai cronisti della politica francese di non abusare del nuovo slogan, “il Ceausescu delle sabbie” (Ben Ali), dopo anni passati in silenzio, nel suo post "Com'è dolce calpestare un uomo sconfitto ". Nel frattempo un certo numero di blogger tunisini residenti in Francia diffondono post toccanti, usando per la prima vol- ta nome e cognome reali, come Chaker Nouri, nel post “ La Cartagine di Ceausescu è finita per sempre ”. Prima era in- fatti diffusa la paura che le critiche espresse sul web france- se potessero procurare problemi alle loro famiglie in Tuni- sia. Chaker appare orgoglioso, sollevato, ma non contento: Ma joie n'est pas totale. Ce qui me frappe c'est le contraste entre la réaction de la diaspora tunisienne et les Tunisiens du pays. Les premiers célèbrent le départ du despote et les seconds craignent le désordre ambiant. " id="pdf-obj-95-44" src="pdf-obj-95-44.jpg">

fatti diffusa la paura che le critiche espresse sul web france-

se potessero procurare problemi alle loro famiglie in Tuni-

sia. Chaker appare orgoglioso, sollevato, ma non contento:

Ma joie n'est pas totale. Ce qui me frappe c'est le contraste

entre la réaction de la diaspora tunisienne et les Tunisiens

du pays. Les premiers célèbrent le départ du despote et les

seconds craignent le désordre ambiant.

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

La mia gioia non è completa. Mi preoccupa il contrasto tra

le reazioni della diaspora tunisina (in Francia) ei tunisini. I

primi celebrano la caduta del regime, gli altri temono guai

in arrivo.

Lontano, in un'altra regione dell'ex impero coloniale france-

se, in Africa occidentale, un blogger africano

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” La mia gioia non è completa. Miblogger africano riflessioni positive: rilancia delle Bonne nouvelle! On peut rêver la même chose pour notre pauvre pays le congo-B livré au clan de mpila comme l'était le clan ben ali-trabelsi.Bien sûr, c'est gartuit de rêver! Pourtant le bilan de ben ali est largement superieur à celui de Sassou et son clan! Belle notizie! Possiamo sognare che accada lo stesso per il nostro povero Paese, il Congo Brazzaville, tormentato dal clan Mpila come ha fatto il clan Ben Ali Trabelsi. Certo, so- gnare non costa nulla! Eppure, il bilancio di Ben Ali è am- piamente superiore a ciò che Sassou e il suo clan [hanno fatto per il Congo]. " id="pdf-obj-96-17" src="pdf-obj-96-17.jpg">

riflessioni positive:

rilancia delle

Bonne nouvelle! On peut rêver la même chose pour notre

pauvre pays le congo-B livré au clan de mpila comme

l'était le clan ben ali-trabelsi.Bien sûr, c'est gartuit de

rêver! Pourtant le bilan de ben ali est largement superieur

à celui de Sassou et son clan!

Belle notizie! Possiamo sognare che accada lo stesso per il

nostro povero Paese, il Congo Brazzaville, tormentato dal

clan Mpila come ha fatto il clan Ben Ali Trabelsi. Certo, so-

gnare non costa nulla! Eppure, il bilancio di Ben Ali è am-

piamente superiore a ciò che Sassou e il suo clan [hanno

fatto per il Congo].

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali”

Infine, Nawaat.org , il sito tunisino d'informazione indi-

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Infine, <a href=Nawaat.org , il sito tunisino d'informazione indi- pendente fondato nel 2004 da dissidenti, ha visto il numero dei suoi lettori balzare da 4.000 a 12.000 nell'arco di una sola settimana e rimane il canale preferenziale da seguire per aggiornamenti verificati e contestualizzati sulla situazione tunisina (in francese, arabo e inglese). Testo originale di Claire Ulrich; traduzione di Antonella Grati Leggi in rete: http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/gira- ta.asp?ID_blog=286&ID_articolo=243&ID_sezione= Leggi anche: • Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine” • Il 7 novembre 1987, l'illusione democratica • La Tunisia fra occidente e mondo arabo " id="pdf-obj-97-8" src="pdf-obj-97-8.jpg">

pendente fondato nel 2004 da dissidenti, ha visto il numero

dei suoi lettori balzare da 4.000 a 12.000 nell'arco di una sola

settimana e rimane il canale preferenziale da seguire per

Francia: “il nostro imbarazzante ex amico, Monsieur Ben Ali” Infine, <a href=Nawaat.org , il sito tunisino d'informazione indi- pendente fondato nel 2004 da dissidenti, ha visto il numero dei suoi lettori balzare da 4.000 a 12.000 nell'arco di una sola settimana e rimane il canale preferenziale da seguire per aggiornamenti verificati e contestualizzati sulla situazione tunisina (in francese, arabo e inglese). Testo originale di Claire Ulrich; traduzione di Antonella Grati Leggi in rete: http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/gira- ta.asp?ID_blog=286&ID_articolo=243&ID_sezione= Leggi anche: • Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine” • Il 7 novembre 1987, l'illusione democratica • La Tunisia fra occidente e mondo arabo " id="pdf-obj-97-18" src="pdf-obj-97-18.jpg">

aggiornamenti verificati e contestualizzati sulla situazione

tunisina (in francese, arabo e inglese).

Testo originale di Claire Ulrich; traduzione di Antonella Grati

Leggi anche:

Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

• Ben Ali, un Presidente “tecnico dell’ordine”

Il 7 novembre 1987, l'illusione democratica

Il 7 novembre 1987, l'illusione democratica

La Tunisia fra occidente e mondo arabo

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

Mentre nei giorni scorsi i disordini crescevano e si appros-

simava la fuga di Ben Ali, i blogger di tutto il mondo arabo

andavano offrendo congratulataioni e altri commenti sulla

situazione in corso.

Dagli Emirati Arabi, YM sintetizza gli eventi delle scorse set-

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo Mentre nei giorni scorsisintetizza gli eventi delle scorse set- timane . تعفدنا ةلاطبلاو ءالغلا ىلع اجاجتحا تناك ، ةيادبلاف .. روطت ، مهصاصرب اياحض طقس ، هعمقل ةطرشلا ىرخاأ نكاماأ ىلاإ دتماو ، سفنلا نع عافد ىلاإ جاجتحالا ، هتايلاآب شيجلا لزن ، رثكاأ قاطنلا عستا دالبلا نم .. ، ةيلخادلا ريزو ليقاأ ، هصاصرب اياحضلا دع دادزا ئفاكتملا ريغو طرفملا مادختسالا نويبرواأ لا نجهتسا " id="pdf-obj-98-17" src="pdf-obj-98-17.jpg">

تعفدنا

ةلاطبلاو ءالغلا ىلع اجاجتحا تناك ، ةيادبلاف

.. روطت ، مهصاصرب اياحض طقس ، هعمقل ةطرشلا ىرخاأ نكاماأ ىلاإ دتماو ، سفنلا نع عافد ىلاإ جاجتحالا

، هتايلاآب شيجلا لزن ، رثكاأ قاطنلا عستا

دالبلا نم

.. ، ةيلخادلا ريزو ليقاأ ، هصاصرب اياحضلا دع دادزا

ئفاكتملا ريغو طرفملا مادختسالا نويبرواأ لا نجهتسا

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

ىلاإ اهينطاوم اكيرماأ تعدو ، نيرهاظتملا دض ةوقلل

..

ةرورضلا ةلاح ريغ يف سنوت ةرايز بنجت

All'inizio si sono avute proteste contro il caro-vita e la di-

soccupazione. La polizia è accorsa in massa per placarle, ci

sono stati morti e feriti e le proteste si sono tramutate in

difesa personale. Le rivolte si sono poi diffuse in altre parti

del Paese e gli scontri si sono intensificati. E' stato dispiega-

to anche l'esercito ei mezzi militari, provocando altre vitti-

me; il Ministro degli Interni è stato rimosso dall'incarico. In

Europa si è parlato di abuso di potere per placare i manife-

stanti, mentre l'America ha consigliato ai propri cittadini

di non recarsi in Tunisia.

L'egiziano Abo-Marwan descrive le dimostrazioni tunisine,

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo ىلاإ اهينطاوم اكيرماأ تعدو ، نيرهاظتملا دض ةوقلل .. ةرورضلاcome questa possa essere la scintilla che farà scattare future rivolte nei Paesi vicini : لواأ نوكت ناأ اهل ردق ىتلاو سنوت ىف عراستت ثادحاأ لا ةيبعش ةروثب دادبتسالاو نايغطلا طقست ةيبرع ةلود " id="pdf-obj-99-38" src="pdf-obj-99-38.jpg">

لواأ نوكت ناأ اهل ردق ىتلاو سنوت ىف عراستت ثادحاأ لا ةيبعش ةروثب دادبتسالاو نايغطلا طقست ةيبرع ةلود

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

ةرارشلا وه لمع دجي ال ريقف ىسنوت باش راحتنا ناك نب ةيغاطلا بوره دكؤت ناآلا رابخاأ لاو ةروثلا تلعشاأ ىتلا عاضواأ لا ىلع امامت رطيسم حبصاأ شيجلا ناأو ىلع ىتلا ةيكذلا ءامدلا ىلع مالس سنوت ءادهش ىلع مالسف هللا ءاش ناإ نوكتسو سنوت رارحاأ مكيلع مالس تلاس نئت ىتلا ةيبرعلا لودلا عيمجل قلطنتس ىتلا ةرارشلاو ةروثلا نايغطلاو دادبتساإلا ةاأطو تحت

Ci saranno rapidi sviluppi in Tunisia, il primo Paese arabo

che, grazie a Dio, ha messo fine alla tirannia e

all'autoritarismo grazie alla rivolta popolare. Il suicidio di

un giovane disoccupato ha dato il via alle protreste e le ul-

time notizie confermano che il tiranno Ben Ali ha lasciato il

Paese e che è l'esercito adesso ad avere il controllo della si-

tuazione. Che la pace scenda sui martiri tunisini e sul loro

sangue. Che la pace scenda sulla gente libera in Tunisia e,

se Dio vuole, che questa rivolta sia l'inizio di proteste in tut-

to il mondo arabo, che sta soffrendo in mano a dei tiranni.

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

In realtà, ad aver spinto la sommossa dei tunisini non ci sono

solo la mancanza di lavoro e i recenti avvenimenti; alcuni

funzionari pubblici e il Presidente, al potere dal 1987, sono

anche accusati di corruzione. Mohamed Shackow dalla Si-

ria pubblica un cablo di Wikileaks , una delle possibili cause

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo In realtà, ad aver spinto la sommossa dei tunisini nonun cablo di Wikileaks , una delle possibili cause della rivolta, mentre il blogger egiziano Diaa El Din Gad ri- lancia fatti che ritiene essere prove della corruzione di Ben Ali . لاوماأ لا ناأ قباس تقو يف ترشن ةيرابخا ريراقت ترکذو كونب وحن سنوت نم “يعرش ريغ لکشب اهبيرهت” مت يتلا يلع نب لوصو خيرات) 1987 نيب ام ةرتفلا لالخ ةيبنجاأ ياأ رالود رايلم 13 تقاف 2008 ةنس ةياغ ىلاو (مکحلل .دحاو ماع لالخ دالبلا ةينازيم لداعي ام Secondo notizie pubblicate nei giorni scorsi il denaro uscito illegalmente dalla Tunisia verso banche straniere nel pe- riodo tra il 1987 e il 2008, ammonterebbe a 13 millioni di dollari, l'equivalente del budget annuo del Paese. " id="pdf-obj-101-16" src="pdf-obj-101-16.jpg">

della rivolta, mentre il blogger egiziano Diaa El Din Gad ri-

Ali .

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo In realtà, ad aver spinto la sommossa dei tunisini nonun cablo di Wikileaks , una delle possibili cause della rivolta, mentre il blogger egiziano Diaa El Din Gad ri- lancia fatti che ritiene essere prove della corruzione di Ben Ali . لاوماأ لا ناأ قباس تقو يف ترشن ةيرابخا ريراقت ترکذو كونب وحن سنوت نم “يعرش ريغ لکشب اهبيرهت” مت يتلا يلع نب لوصو خيرات) 1987 نيب ام ةرتفلا لالخ ةيبنجاأ ياأ رالود رايلم 13 تقاف 2008 ةنس ةياغ ىلاو (مکحلل .دحاو ماع لالخ دالبلا ةينازيم لداعي ام Secondo notizie pubblicate nei giorni scorsi il denaro uscito illegalmente dalla Tunisia verso banche straniere nel pe- riodo tra il 1987 e il 2008, ammonterebbe a 13 millioni di dollari, l'equivalente del budget annuo del Paese. " id="pdf-obj-101-26" src="pdf-obj-101-26.jpg">

لاوماأ لا ناأ قباس تقو يف ترشن ةيرابخا ريراقت ترکذو كونب وحن سنوت نم “يعرش ريغ لکشب اهبيرهت” مت يتلا يلع نب لوصو خيرات) 1987 نيب ام ةرتفلا لالخ ةيبنجاأ ياأ رالود رايلم 13 تقاف 2008 ةنس ةياغ ىلاو (مکحلل .دحاو ماع لالخ دالبلا ةينازيم لداعي ام

Secondo notizie pubblicate nei giorni scorsi il denaro uscito

illegalmente dalla Tunisia verso banche straniere nel pe-

riodo tra il 1987 e il 2008, ammonterebbe a 13 millioni di

dollari, l'equivalente del budget annuo del Paese.

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

Dalla Libia, Abdel Nasser El Baah, scrive della partenza di

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo Dalla Libia, Abdel Nasser El Baah, <a href=scrive della partenza di Ben Ali e delle conseguenze del colpo di Stato. ةعمجلا مويلا يشونغلا دمحم يسنوتلا ءارزولا سيئر نلعاأ يسنوتلا سيئرلا زجع دعب سنوت يف ةيسائرلا ةطلسلا هيلوت نايب بسح هماهم ةسرامم نع يلع نب نيدباعلا نيز ةطلسلا .،مويلا هدالب يلع نب رداغو Stando ai comunicati ufficiali, il Primo Ministro tunisino Mogamed Ghannouchi ha annunciato di aver assunto la presidenza della Tunisia, dopo che il Presidente Zine el- Abidine Ben Ali non è stato più in grado di svolgere le sue funzioni. Abdle Nasser si domanda se si sia trattato davvero di colpo di Stato o se sia ancora presto per dirlo. " id="pdf-obj-102-9" src="pdf-obj-102-9.jpg">

ةعمجلا مويلا يشونغلا دمحم يسنوتلا ءارزولا سيئر نلعاأ يسنوتلا سيئرلا زجع دعب سنوت يف ةيسائرلا ةطلسلا هيلوت نايب بسح هماهم ةسرامم نع يلع نب نيدباعلا نيز ةطلسلا .،مويلا هدالب يلع نب رداغو

Stando ai comunicati ufficiali, il Primo Ministro tunisino

Mogamed Ghannouchi ha annunciato di aver assunto la

presidenza della Tunisia, dopo che il Presidente Zine el-

Abidine Ben Ali non è stato più in grado di svolgere le sue

funzioni.

Abdle Nasser si domanda se si sia trattato davvero di colpo

di Stato o se sia ancora presto per dirlo.

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

رصق بالقنا ‘‘ يخيراتلا رييغتلا ‘‘ نوكي ناأ دعبتسي الو ةجوم نم يلع نباب ةطيحملا ةبخنلا ةيامح لجاأ نم .هطاقساإب تبلاط يتلا جاجتحالا

Non dobbiamo sorprenderci se questo cambiamento stori-

co si rivelerà una rivolta di palazzo per proteggere la cer-

chia di Ben Ali dal furore delle proteste che ne chiedevano

le dimissioni.

My2Cents si congratula con i tunisini e cita i due versi finali

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo رصق بالقنا ‘‘ يخيراتلا رييغتلا ‘‘ نوكي ناأ دعبتسي الوsi congratula con i tunisini e cita i due versi finali dell'Inno nazionale tunisino, Humat Al Hima, scritte dal ce- lebre poeta Aboul-Qacem Echebbi: ةرح سنوت ةرب يلع نب ةيبرعلا بوعشلا لك لابقع براي دادبتس ﻹ ا قر نم سنوت بعش ررحت مويلا " id="pdf-obj-103-18" src="pdf-obj-103-18.jpg">

dell'Inno nazionale tunisino, Humat Al Hima, scritte dal ce-

lebre poeta Aboul-Qacem Echebbi:

ةرح سنوت ةرب يلع نب ةيبرعلا بوعشلا لك لابقع براي دادبتسا قر نم سنوت بعش ررحت مويلا

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

عئارلا لثملا رارحا اهءاسنو سنوت لاجر برض مويلا مكيدالج هوجو ىف اوضفتناأو اوبه ناأ ةيبرعلا بوعشلا لكل رسكني ناأ ديقلل دب الف ةايحلا داراأ ًاموي بعشلا اذاإ ردقلا بيجتسي ناأ دبالف ةايحلا داراأ ًاموي بعشلا اذاإ لذلاو قرلا اهسفن ىلع تبتك دقف ةتيملا بوعشلا اماأ رحلا سنوت بعشل ًائينه سردلا اوملعت – جيلخلا ىلا طيحملا نم برعلا بوعشايو قيييييمعلا مكتابث نم اوظقيتساإو

La Tunisia è libera

Ben Ali se n'è andato

Le mie preghiere vanno al resto del popolo arabo

Oggi la Tunisia si libera dalla schiavitù

Oggi gli uomini e le donne libere della Tunisia sono un

grande modello per gli altri popoli arabi, un modello di pro-

testa contro l'oppressione e di rivolta contro i tiranni.

“Quando la gente vuole vivere, il destino deve sicuramente

rispondere. L'oscurità scomparirà, le catene verranno in-

frante!”.

I morti hanno vissuto sulla loro pelle una vita in schiavitù.

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

Gli Arabi, dall'oceano al Golfo, hanno imparato questa le-

zione e si sono svegliati dal torpore.

Dall'Egitto, Magdawia racconta di cosa sta succedendo in Tu-

nisia, rivale dell'Egitto nelle partite di calcio, mentre oggi

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo Gli Arabi, dall'oceano al Golfo, hanno imparato questa le- zionegli egiziani sono lì ad osservarla e soste- nerla . تقيراأ يذلا ءارضخلا سنوت نم رضخاأ لا بابشلا ءالؤه ةباجاإلا مه ةميركلا ةايحلاو ةيرحلا ليبس يف ةرهاطلا هءامد دادحلا تافقوو ريفافصلاو ءادوسلا انسبالمب انلز ام نحنو ةولحلا ةبعللا عجشن نيجرفتملا تاجردم يف يروتاتكيدلا هماظن عم سنوت بعش ةرابم ةياهن رظتننو ةداير يف انيلع زوفتو سنوت رصتنت ناأ ىنمتن ةرم لواأ لو عونخلاو لذلا ضفر I giovani tunisini che hanno versato il sangue per la libertà e per migliori condizioni di vita sono la risposta. Continuia- mo a portare le nostre divise nere e i fischietti, inveendo " id="pdf-obj-105-18" src="pdf-obj-105-18.jpg">

تقيراأ يذلا ءارضخلا سنوت نم رضخاأ لا بابشلا ءالؤه ةباجاإلا مه ةميركلا ةايحلاو ةيرحلا ليبس يف ةرهاطلا هءامد دادحلا تافقوو ريفافصلاو ءادوسلا انسبالمب انلز ام نحنو ةولحلا ةبعللا عجشن نيجرفتملا تاجردم يف يروتاتكيدلا هماظن عم سنوت بعش ةرابم ةياهن رظتننو ةداير يف انيلع زوفتو سنوت رصتنت ناأ ىنمتن ةرم لواأ لو عونخلاو لذلا ضفر

I giovani tunisini che hanno versato il sangue per la libertà

e per migliori condizioni di vita sono la risposta. Continuia-

mo a portare le nostre divise nere e i fischietti, inveendo

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

contro gli altri spettatori, in attesa di vedere un bel gioco.

Guardiamo la fine della partita tra la popolazione tunisina

ei suoi tiranni, e per la prima volta speriamo che sia la Tu-

nisia a vincere, che ciò sia meglio di noi e che diventi por-

tavoce del rifiuto delle continue oppressioni e soprusi.

Infine Dr. Farid interviene nel blog dell' Unione degli studen-

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo contro gli altri spettatori, in attesa di vedere un belDr. Farid interviene nel blog dell' Unione degli studen- ti democratici egiziani per congratularsi con i tunisini, speran- do che la loro protesta continui fino a quando non avranno un Paese democratico e augurandosi che altre nazioni ne se- guano l'esempio. لك هملعتي اـَّنف ةضافتنالا اولعجا و .. ةروثلا قيرط اولصاو اوردصو ةيطارقوميدلا مكتاسسؤم اوميقاأ روهقم بعش قمع ىف ومنتو مالسب ةروثلا شيعت ىتح راوجلل ةروثلا ىركذب ايوس لفتحن امبرلف هب انملح املاط ر ّ ح نطو ةيرحلاو مدقتلا برد ىلع مكب قحلن نيح رياني 14 لدعلاو .. ةضافتنالا ءادهشل دولـخلا " id="pdf-obj-106-19" src="pdf-obj-106-19.jpg">

ti democratici egiziani per congratularsi con i tunisini, speran-

do che la loro protesta continui fino a quando non avranno

un Paese democratico e augurandosi che altre nazioni ne se-

guano l'esempio.

لك هملعتي اـَّنف ةضافتنالا اولعجا و

..

ةروثلا قيرط اولصاو

اوردصو ةيطارقوميدلا مكتاسسؤم اوميقاأ

روهقم بعش

قمع ىف ومنتو مالسب ةروثلا شيعت ىتح

راوجلل ةروثلا

ىركذب ايوس لفتحن امبرلف

هب انملح املاط ر ّ ح نطو

ةيرحلاو مدقتلا برد ىلع مكب قحلن نيح رياني 14

 

لدعلاو

..

ةضافتنالا ءادهشل دولـخلا

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo

سنوت بعشل دجملا

Andate avanti lungo la strada della rivolta. Rendetela

un'arte che altri popoli oppressi possano imparare. Costrui-

te le vostre istituzioni democratiche e diffondete le proteste

ai Paesi vicini così che siano proteste pacifiche, che crescano

nel cuore di una nazione libera, una nazione che tutti vor-

remmo avere. Forse tutti festeggeremo il 14 Gennaio come

data in cui abbiamo iniziato con voi il cammino per lo svi-

luppo, la libertà e la giustizia. Che i martiri della rivolta tu-

nisina vivano in pace.

Lunga vita al popolo tunisino!

testo originale di Tarek Amr; tradotto da Elisa De Boni

Leggi anche:

La rivolta del gelsomino

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La Tunisia fra occidente e mondo arabo

Congratulazioni e rilanci dal mondo arabo سنوت بعشل دجملا Andate avanti lungo la strada della rivolta.http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/tunisia- congratulazioni-e-rilanci-dal-mondo-arabo/ Leggi anche: • La rivolta del gelsomino • La Tunisia fra occidente e mondo arabo " id="pdf-obj-107-51" src="pdf-obj-107-51.jpg">

Tunisia, Algeria: la “rivoluzione” non passa in TV ma viaggia sui social media

Tunisia, Algeria: la “rivoluzione”

non passa in TV ma viaggia

sui social media

In questi giorni le proteste in Algeria e Tunisia sono state al

centro dell'attenzione dei blogger di entrambi i Paesi. I so-

cial media sembra stiano svolgendo un ruolo fondamentale

nel riportare notizie sugli eventi che si stanno svolgendo in

un contesto di pesante censura e forti restrizioni imposte ai

media tradizionali (in gran parte statali) e a Internet. Ecco

una panoramica dei materiali diffusi nelle blogosfere locali

durante gli ultimi giorni.

In Tunisia

Non appena sono trapelate le notizie dei colpi di arma da

fuoco sparati dall'esercito contro quanti manifestavano in

maniera pacifica, i netizen hanno cercato notizie

sull'effettivo numero dei morti. Il dibattito su Twitter e sui

social network è stato dominato da cifre contrastanti sul nu-

mero delle vittime.

Com'era prevedibile, la TV tunisina di proprietà statale TV7

non è apparsa interessata al dramma in atto, come racconta

Tunisia, Algeria: la “rivoluzione” non passa in TV ma viaggia sui social media

<a href=Nawaat ( @nawaat ), testata d'informazione indipenden- " id="pdf-obj-109-8" src="pdf-obj-109-8.jpg">
<a href=Nawaat ( @nawaat ), testata d'informazione indipenden- " id="pdf-obj-109-15" src="pdf-obj-109-15.jpg">

), testata d'informazione indipenden-

te:

La chaine nationale TV7 diffuse un concert de musique

alors que la police tire à balles réelles sur les manifestants

#sidibouzid

La TV7 nazionale sta trasmettendo un concerto mentre la

polizia spara contro i manifestanti #Sidibouzid

Dal Marocco Moorish Wanderer (@MoorishWanderer

) espri-

me preoccupazione con questo messaggio via Twitter:

Mi preoccupa il fatto che #ZABA (Zine El Abidine Ben Ali)

abbia chiamato l'esercito. C'è stato qualche caso di ammu-

tinamento fra esercito/polizia? Perchè altrimenti si pro-

spetta un bagno di sangue #Sidibouzid

In Mauritania Nasser (@Weddady ) sembra seguire molto

Tunisia, Algeria: la “rivoluzione” non passa in TV ma viaggia sui social media <a href=Nawaat ( @nawaat ), testata d'informazione indipenden- te: La chaine nationale TV7 diffuse un concert de musique alors que la police tire à balles réelles sur les manifestants #sidibouzid La TV7 nazionale sta trasmettendo un concerto mentre la polizia spara contro i manifestanti #Sidibouzid Dal Marocco Moorish Wanderer ( @MoorishWanderer ) espri- me preoccupazione con questo messaggio via Twitter: Mi preoccupa il fatto che #ZABA (Zine El Abidine Ben Ali) abbia chiamato l'esercito. C'è stato qualche caso di ammu- tinamento fra esercito/polizia? Perchè altrimenti si pro- spetta un bagno di sangue #Sidibouzid In Mauritania Nasser ( @Weddady ) sembra seguire molto da vicino gli eventi. Citando agenzie di stampa e seguendo i vari “tweet”, ha pubblicato i primi nomi delle vittime emer- " id="pdf-obj-109-55" src="pdf-obj-109-55.jpg">

da vicino gli eventi. Citando agenzie di stampa e seguendo i

vari “tweet”, ha pubblicato i primi nomi delle vittime emer-

Tunisia, Algeria: la “rivoluzione” non passa in TV ma viaggia sui social media

si nella zona di Kasserine, dove pare ci sia stato un massiccio

spiegamento di truppe:

Ecco i nomi di alcuni assassinati questa sera dal #Regime

tunisino: Marwane Jamli, Mohamed Oumari, Ahmed Bou-

labi, Nouri Boulabi, Abdelkader Boulabi #Sidibouzid

La blogger Lina Ben Mhenni si è recata a Regueb nella regio-

ne di Sidi Bouzid, dove una settimana fa si erano avute le pri-

me manifestazioni, dopo che un giovane laureato, Mohamed

Bouazizi, si era immolato in un gesto di disperazione perchè

la polizia gli aveva confiscato la bancarella su cui vendeva

Tunisia, Algeria: la “rivoluzione” non passa in TV ma viaggia sui social media si nella zonaIn questo post descrive quanto ha visto : Questa sera sono andata a Regueb, dopo aver saputo degli scontri tra i dimostranti e la polizia, e della morte di varie persone uccise dai proiettili della polizia. Oggi sono state uccise 5 persone: Manel Boallagui (26), madre di due bam- bini , Raouf Kaddoussi (26) , Mohamed Jabli Ben Ali (19), Moadh Ben Amor Khlifi (20), Nizar Ben Ibrahim ( 22) . Adesso non posso raccontare i dettagli! Lo farò più tardi. Saranno le foto a parlare . " id="pdf-obj-110-28" src="pdf-obj-110-28.jpg">