You are on page 1of 340

a s 7^

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

Al

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI
E

PRINCIPALI
l'IU

SANTI, BEATI,

MARTIRI,

PADRI,
AI

AI

CELEBRI
CHIESA

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDINALI GRADt DELLA GERARCHIA


ARCIVESCOVILI
E

DELLA
AI

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII,


RITI,

ALLE FESTE PI
PAPALI,

ALLE

ALLE

CAPPELLE

SOLENNI, CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED

OSPITALIERI,

NON

CHE ALLA CORTE E CURIA

ROMANA ED ALLA FAMIGLIA

PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. LXMI.

tWvemCrvt

^oll^^

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


M D CC CL
I

V.

La

presente edizione e posta sotto la salvaguardia delle leggi


vigenti, per

quanto riguarda
il

la

propriet letteraria, di cui


giusta le Convenzioni

r Autore intende godere


relative.

diritto,

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STOK ICO -ECCLESIASTICA

SIR
i^IRI A o SOR.IA, Syra. Patriarcato
d'Antiochia
tle'siri,

SIR
questo in buona parte
corsivo.
li

distinguer in

Patriarchatus Antio-

La

Siria, eiia altrimenti Soria, Siros favoloso figlio di


i

chea Syrornm, e vicariato apostolico della Siria. La Siria ovvero Scria, una vasta fertilissima contrada della Turchia Asiatica, di cui

dedusseil

nome da

Apollo e di Sinope, persuasi


nici scrittori

greci e

fe-

che pel

."l'abitasse.

Dagli

e-

forma la parte pi meridionale, tanto famosa anche nelle storie dell'antico e del nuovo Testamento, ora reluoghi
resi

brei fu detta
figlio di

Aramea,da Aram Sem nato da No, come costan-

Aram

te

opinione tra gl'interpreti, quali alleri

gno, ora provincia, situala nell'Asia occidentale. Fochi sono


bri, e stati
i

mano
le

aver

egli scelto

per suo dominio


meridionali e

pi cele-

gioghi settentrionali e orientali del 3Ion.'

con pi nomi distinti quanto la comprendere la Palestina {^V.) chiamata Terra di Chanaan, Terra promessa. Terra d'Israele, Siria Palestina, e per antonomasia di venerazione Terra santa 3 comech contiene Gcrusalcnvne (/'.) culla del cristianesimo, ed un empoSiria, per

Libano j lasciando
figlio di

gli

australi al possesso del suo cugino

Cha-

naan

Cham,

il

quale die

nome

Erodoto confuse la Siria con l'Assiria, che sta fra la Media e la Mesopotamia. Questa Siriaca regione vaa'fau)osi cananei.

stissima dell'Asia fu illustre, florida, potente,

rio di santuari celebratissimi presso tutte


le nazioni.

numerosa

di popoli, ricca di fonti

Ed

perci che considerata

e fiumi, di svariate piante, di miniere, e

questo punto di vista , mi giova principalmente preferire il Terzi,


la Siria sotto

per favore di natura amenissima.


ria fu

La

Si-

nella compilazionedi sua

compendiosa de-

scrizione generale

la

parziale avendola

degna per privilegio, celebre per dignit, madre di monarchi e di eroi, esaltata co' pii alti encomi nelle sagre e
profane carte, eletta dalla divina sapienza per culla il'una religione tutta divina, e

sviluppata ne'tanti importanti e

numero-

sissimi ;uticoli delle citt e regioni nella

Siria comprese, che anzi ucl ricordarli iu

Ucstiuala luogo di sue strepitose mcravi-

4
glie;

SIR
ma
per
le

Sin
per capitale), SiriaCelesiria (o Siria incavata o vuota per le sue valli, essendo sue principali cill quelle della TelrnpO'
li,

colpe cle'suoi popoli, per


otliiche infieriiono Ira
intrisa
eli

l'caiulazionee
i

gli

civile e dalle divisioni indebolila, fu

sangue domata e abbattuta dal feno de'suoi conlegiianli,

miscramenle

Cesarea, FAiopoli), Siro


Prt/<".s^'/j<7.

.Fe///c/t!, Siro-

Damasco, &S\vo
Sirie

Tutte queste

cjtiistalori,"feoia

da tanti

secoli soggiace al

dominio degl'infedeli seguaci di Maometto. Secondo Tolomeo, la Siria si estende dal grado Si" al 36" del noslro tropico,
termina nell'oriente al fiume Eufrate, a occidentealMedilerraneo,ad aquilone coi jjioglii del monte Tauro edeli'Amano, ed
a mezzotli coU'Arabia. Cornelio
la

che prendevano l'aggiunto dalle contrade che contenevano o da'luoghi principali,


ri,
si

suddivisero in altre parli

minoio

eruditamente descritte dal Terzi^ed

protrae

ne parlai agl'indicati luoghi. La s. Scrittura appunto distingue ordinariamente le Provincie di Siria col nome delle cill che n'erano le capitali, ed altri geografi divisero
la

iinoall'Armenia maggiore eall'Osroena; J'Iinio dalla Cilicia all'Arabia, assegnandole per confini Seleucia marittima , e Zeugma sull'Eufrate. Quelli che pi sot-

Siria in 3 sole parti, cio la Siria


la Siria alta, la

propria o

Cele Siria o Si-

ria bassa, e la Siria Palestina.

La

Siriaal-

la

conteneva

la

Comagena,

la Cirrestica,

tilmenledividono

la Siria,

che

la

Fenicia

sia

da

lei

circond;ita, e

sonodi parere che

laSeleucidee alcuni
esteiidevasi dal

altri piccoli paesi,

ed

di essa ne sia la parte marittima. Strabo-

Girolamo, racchiude la il Mediterraneo, tra la palude Sirbonide e il monte Tauro, il che coincide con 1' asserto da Tolomeo,
ne, imitalo da
s.

Siria tra l'Eufrate e

monte A man a settentrione fino al monte Libano a mezzod; fu in seguitochiamala la Siria Antiochena. La 2." Siria incominciava al Libano e conti nuava sino all'Anti-Libano; essa conteneva Damasco col suo territorio; e perch
era quasi tutta composta di grandi val-

J^omponio

INIela vi

comprende
la

la

Babilo-

nia, e in conseguenza

Blesopotamia

rOsroena e l'Arabia; ed altri in fine neppure escludono la Caldea, la Cappadocia,


la Cilicia e l'Armenia.

Quindi che

spes-

so dal sagro testo nominata Siria di

Me-

sopotamia, Siria Saba, Siria Damascena,


Siria di Fenicia, Siria JMaacha, Siria De-

due alte catene di monti, cos chiamavasi Cele-Siriao Siria Cava. Dall'AntiLibano sino alla frontiera d'Egitto era la Siria Palestina. Tutta la costa di queste due ultime, era ci che greci chiamavano la Fenicia, da Arad fino a Gaza o al monte Carmelo. Con tulle le riprodotte
late fra
i

capolitana, Siria

Cilicia, e Siria di Palestina.

Cava o Curvia, Siria di Da Tolomeo,

divisioni e ripartizioni della Siria,


cilita la

si

fa-

conoscenza delle discrepanti re-

Siria Piobob, Siria Istob, Siria di

Coma-

lazioni degli scrittori su questo interessati-

Apamena, Siria Seleucia, Siria Parapotamia, e Leuco Siria abitala da'cappadoci del monte Tauro e delle cogena, Siria
ste del

lissimoargomento. Lecosledella Siria so-

no frastaglialissime, e due catene di montagne venendo dall'Arabia entrano nella


Siria.

Ponto Eusino

denominali

siri-

Tulla

la [)arle

posta all'est di esse

bianchi, e talora della Siria Babilonica.

interamente piana e coperta d'arene,


offre

Senza dire della divisione che ne fa in io j3arti l'Abulense, meglio dire col Terzi, che secondo la distribuzione delle sagre
storie, delle tradizioni de'ss. Padri, e dei

che un immenso deserto arido, non

frequentato che da trib erranti di Beduini, visi vedono


te oasi

qua

e l sparse

alquan-

che servono

di stazione alle caro-

geografi e scrittori
sa, la Siria

pii

celebri della Chie-

vane, ed all'estremit di questo deserto

va divisa in Siro7 provincie:


,

Mesopolama

S'wo-

Ca ppadocia

Siro-

che trovansi le maestose rovine di Palmira. L'Eufrate non fa chebagnare una piccola parte del limite uord-csl; tra
i

Cotuageua o Eufraiesia (cou Sainosata

fiumi

S
clic innafTiaiio
la
il

II

R
si

5
esfendc
li-.i

cciilioc l'ovpsldel pap<;c,


asci lilla tliiiaiile l'-

questo conio iU valle die


il

maggior parie

slale; rimarcasi

per l'Oionle, die sccnla

slra in

de dal dorso oiienlale dell'Anti Libano


c quindi altiavcisa
iscaricarsi nel

Libano e il JMedilenaneo, e somminiabbondanza ogni sorla di produzioni, e vi s'inconliano. la palma e il nlslncia lerebiithtis.l\\!'n\ciu\o
i

catena stessa per


il

fianchi del

Mediterraneo,

quale

ri-

Libano, si trovano tutte

le

produzioni del
il

ceve tutte
il

le

acque del divo occidentale;

clima dell'Emopatia vile e

gelso

vi

so-

mar

JMorto al sud non die un gran

no
li

coltivati colla

Icigo

senza scolo, e forma un bacino par-

noe
di

lascia

massima cura, ed il viche producono emulano quel


:

ticolare,il cui solo tributario

importante

Francia e d'Italia

la
si

coltivazione

ilGiordanocelebralissimOjOra Chiaria

dell'olivo e del tabacco vi

estende an-

vanno ad ingrossaie il lago di Dar-el IMargi, che occupa il fondo della valle di Damasco, ed pure senza scolo visibile, come qiiellodi Kineri 11 al tioid,incui recasi il Koik, dieviene dai monti d'Ainlab; parecchi toirenti si perdono ancora nelle arene del deserAltri fiumi
to. O.'trea'detti laghi e
il

o Sciari.

ch'essa sopra molti terreni, essendo un.i

gran porzione
dola da
Iribi

di quelle

montagne posse-

liberee industriose. Alla ba-

seorientaledell'Anti-Libano, in mezzo ai rami di questa catena, stendonsi l)elle pia-

nure,

le (jiiali ricevendo pure una porzione dcirumitlil delle montagne sommi-

che sono ciascuno


si

ricettacolo d'un bacino particolare,


il

nistrano abbondanti raccolte di granirle pianured'ilauran edi Lesgeal sud di Darnasco sono particolarmente notabili per
la loro feracit.

liaimo eziandio a distinguere

rinomato
il

lago di Tiberiade ora Tabarieh, e

lago

Bellefoieste

cuoprono

le

Famieb formato dairOionte; altri sono salsi, come quello di Gebul e


Zarka.
Il

laghi

montagne

di

queste contrade,

ma

il

di-

d'Ai-

feltod'ogni via dicomunicazione alquanlo praticabile,

clima cocente nelle pianure temperato da brezze sulle coste, e le valli

ne impedi-ice

il

profitto

11

godono sopralluUo d'una temperatura deliziosa; pura vi generalmente l'aria,


qiiantun(]ne di sovente
peste, e nelle
sia visi

Libano olliono folte seived'abeli,mailcedro s rinomatovi s'incontra di rado. Questo paese produce tute l'Antili

Libano

mostrata
li

la

gli

animali domestici d'IOuropa e nutre

montagne
d'

fa talvolta

eddis-

molti bestiami, e particolarmente bovi,

simo.ll fondodclsuolodi questa contrada

cammelli, gazzelle, buffali, muli, asini di


particolare leggerezza, capre e pecore;
cavalli del pascialatico di
di bellissima razza.
i

una sabbia mista

una quantit sufl-

ciente di terra vegetale e di calcarea.


Siria,

La

Damasco sono
i

quanloalla parte abitata, pu con-

siderarsi

siino

come una numero delle

serie di valli,

il

masii-

quali fivoiito del di-

ma

pili felice e della

pi sorprendente

berlosit;

ma

l'agricoltura n' trascura-

Alibondano il pollame, l'uccellame e la selvaggina; ma fiumi riescono poco pescosi; le api, sopra tutte qndledella Palestina, danno pregiatissimo miele, per non si sa trarre partito dalla cera. 'Tra leconchiglie cheraccol-

ta; nondimeno si raccolgono grani, sesamo.robbia, lino,za(!erano, cotone e fruli

gonsi sulle coste, incontransi ancora quelle

eccellenti,

come

melarancie, limoni,

pi-

che

agli antichi

stacchi, melagranate, pesche, albicocche,

la loro

eccellente

tiiii somministravano Porpora tanto decanta-

mandorle,

fichi e
la

meloni;

la vite e l'olivo

ta.Va questa
ste

fertile

regione sgrazialamcn-

guerniscono

maggior parte de'poggi.


il

te soggetta a nugoli di

cavalletleo locudi queste locuste

La canna

di

zuccaro,

nopal sul quale

(bavvi una qualit

vive la cocciniglia, rindignfiia, e parec-

chic specie di piante aromatiche cresco-

che olbe un passabile nutrimento, sar quelloscnzadubbiodi cui cibavasi s. Gio.


latlisla nel deserto),

uoscuzu cultura. SopralluUo uulabileper

che ordinariamen-

6
te vi

SIR.

SIR
renledel mondo, trovasi ridolloa

giungono da'deserli d'Arabia dopo un inverno caldo che le fa sbucciare, e in poco d'ora vi divorano tutte le piante e

uno

sta-

to dc[)lorabile di languore. Tiipoli, Saitl

sinoicgemmedegli

alberi.

Ma

questa av-

oSidone,Scanderona,c parecchi altri porti fanno bene ancora alcune esportazioni


di cotone, seta, tabacco, frutti secchi,
ci

venturosa contrada per tanti titoli celebre a'ieujpi degli Ebrei, per le ricchezze e per amenit di suolo, non ha pi tutta
quella bellezza e singolare
fertilit,

no-

di galla, pelli, lobbia, cavalli in


le

Euro-

pa;ma

grandi relazioni che

la Siria

man-

dopo

teneva coll'Arabia, colla Persia e

coli' in-

le invasioni Aq' Saraceni ayah'i,

e Croce-

terno dell'Asia sono presentemente quasi


del tutto annientate, perci rarissime
le

signali e de' Turchi. Olirei lupi dorali,


le jene e le pantere,
tit
si

rinviene una quanvi-

carovane

di que'paesi, le quali circostan-

spaventevole di lucertole,serpeuti,
Siria quantit assai
i

ze e l'oppressione d'alcuni pasci, cagio-

pere, scorpioni e allri velenosi insetti. Pre-

nano

in parte lo

senta

la

grandedi vul-

gione.

impossibile precisare

spopolamento della rela popo-

cani, tulli eslinlijper


l'agitano di sovente e
ti

fuochi sotterranei

lazione di questa parte dell'impero otto-

producono frequenla

mano,
ni,

e pare ascendere a pi di 3 miliola variet delle

terremoti che portarono

distruzione

essendo grande
vi

trib

uelle principali citt; tra gli sltri quello

che

risiedono.

turchi e

greci

forma-

del

1822 rovinquasi intieramente Aleppo o Berrea, Antiochia, Scanderona o Adelle scosse a Tripoli, Said,

no
le
si

la

massa

della popolazione delle citt;

trib pi

numerose sono quelle de'drui

lessandretta e altre citt; se ne risentiro-

e de'maronili:

primi parlano arabo e

Gerusaleinnie e altrove; uscirono fiamme da una inoutagna situata tra GisserilChourl e


Antiochia;
si

no

la loro religione

una

setta

nemica del

maomellismOjSi valutano pid2oo,ooo


e atti alle

scoscese un'altra

montagna,

armi4o, 000, abitano il monte Libano, sono bellicosissimi e vivono quaindipendenti;


,
i

e mut
te;

in quella
si

parte

il

letto dell'Oron-

si

maroniti, popolo pi pa-

pi altre

aprirono; rimasero secchi

cifico

de'ruscelli, altri

crebbero
siti

il

volume

delle

loro acque; ed in pi
dalla terra

fu visto uscire

un fumo d'odore
j)are

solfuroso.

Il si

regno minerale
to importante;

poco

ricco,

vi

montagne nel Kesroano e diconsi ascendere a pi di 00,000, sono cristiani e per la pi parte cattolici. Due altre trib meno importanti, bench assai numerose, sono quindi
risiedono in dette
I

conosce che una miniera di ferro alquanil

meluali o methuali che abitanola pianu-

marmo,

l'alahastro, la

pietra da fabbrica e quella dacalce, la ter-

ra da follone per fabbricare

il

sapone so-

no pi cocnuni; parecchi
strano
sale,

laghi

somminiil

conje quello di Gebul;

mar
valse

IMorlo particolarmente rimarcabile per


l'asfalto
il

Libano e l'Anti-Libano, e gli aoccupano la catena di montagne delle quali il Casio una nelle principali sommit. La Siria divisa in 4 pasci la li ci. Acri, Aleppo ^Daniascoe Tripoli, ma non ha la sua antica estensione.
ra tra
il

risariiji

quali

che ne galleggia e che

gli

Didcileiinpresa

il

riportare in breve

nome di lago

Asfaltile. L'industria esclule citt,

e con semplici cenni la serie delle diverse doQiinazioiii cui

fiivamente rinchiusa entro

stata

soggiacque

la Siria,

ed

molto pi

attiva d'adesso,

ed esercitava-

a quasi tutte le forme di governo, e sono

in

fabbriche di cotoncrie, seterie, sapo-

poche

le

ne profumato, confetture,friillisecchi,ec.;
le

tica celebrit della Siria.

contrade che pouuo vantare l'anNel i. periodo

manifatture delle lame da sciabola di

della storia degli ebrei vi

Damasco sono sempre stimatissime per


l'eccellente

tempera. Ilcuininerciodi
il

tpie-

si trova un regno potente di cui fu capitale Damasco, e che coin[)reiidevv la Fenicia, culla del
il-

sta contrada, che altre volle fa

pi fiu-

coinucrcio,

quale ue'lempi antichi fu

SIR
ili.epei" Iitngo

SIR
il

tempo

solo di cui

non

del regno A n tioco XIII nell'annodel

mon -

poleicno esseie
la prosperili.

ej^iuTgliate l'estensione e

Iddio con una serie di stre-

pitosi prod;i vi

condusse

il

suo popolo

(l'Israele, che in piogres!.o di

tempo

fon-

il

regno di Giuda, diviso poi

in quelli

della

Giudea o Giuda,

e di

Samaria o
s.

lsiae!e.LaSiria,comesi legge nella

Scrit-

tura e
pe,

come racconta
i

lo storico

Giusepdi

ebbe anticamente

suoi re particola-

ri, la

Bibbia facendo menzione

Chu-

sau Kasatbaim, che fu vintodaOlhonielegiudicedegl'israelilijAdai'ezer vintodal

re David, che mise un suo presidio nella


Siria di

Damasco

e la Siria fu serva e
figlio

do 3Q4o.e non gli lasci che la provincia di Comageiia il regno di Siria divent allora provincia romana. Ad onore di Pompeo, e meglio di Giulio Cesare, ebbe origine VErn Cesariana d'Antiochia. Ecco la serie degli antichi redi Siria. He di Soha oSofene. Rohob, e Adarazer vinto da David rede'giudei. Ile di Damasco. Razan, Ezion, Lobremone, Benadad I, Benadad II,IIn7acl, Benadad III, Razin sotto il quale fu conf|uistalo il regno da Teglath-Philassar. le eli Ente sa.To\\\ e Joram. Questo regno fu soggiogalo da're di IN'inive, gli assiri Scnnacherib e Asar-Ad:

sua tributaria; Razan

d'Eliada che

dopo abbandonato Adarezer re di Siria adun gente, e temendo di David si rec


a

don. Sorse poi altro regno d'Emcsa e fu dominato da're Sampsicernmo I, Giamblico
I,

Alessandro, GiamblicoIIjSampsiII,

Damasco e

quivi fu fatto re fla'suoi se-

nemico d'Israele per tutto il tempo di Salomone; Benadail 1 figlio d'E7on re di Siria, che abitava in Damasco, per seguire desiderii d' Asa re di Giuda mosse guerra a Basan re d'Israele; Hazael untore di Siria dal profeta Elia in Damasco; Razin con Phacee figlio di Romelia
guaci, e fu
i

Azime, Soenio, indi conquista"Vi fuTholmai re di Gessur, il cui regno occup l'nssirio re Teglath-Philassar. La Siria poi cadde sotto il dominio de're di Persia e de're di Mato dagli arabi.

ceramo

cedonia.

Ecco
1

la serie

de're Seleucidi di

Siria. Nel 3

2 avanti la nostra era Seleu-

co

I i\7cflf/07'e

capitano d'Alessandro

il/rt-

re d'Israele, assedi

Gerusalemme
re di

in cui

go governa (ore diBi hi lonia;nel2 7 q Antioco


I

stava rinchiuso
sti

Achaz

Giuda: que-

Soler,
II

260 Antioco

II

Teo,

1l\'j

mand

ziosi

ambasciatori con ricchi e predoni a Teglath-Philassar re d'Assi-

Seleuco
leuco

Callinico, 9.7.5 Seleuco

111 (,>-

rflf/o,222AntiocoIHil Grande, i86Se-

ria, aflinch lo salvasse

da tanto pericolo,
gli

e (pjesti condiscese al suo desiderio. Presa

Damasco,

la

rovin, trasportandone

IV Filopatore,'j^ Antioco IV E64 Antioco V Enpatore, i6-y. Demetrio i5b/?ro_,i4oAlessandroZ/rti/^, 44


pifane,
i

abitanti a Cirene, e uccise Razin.


la

Dopo

DemefrioII7V7frt/o/<'ji43Antioc(A

7eo,

morte d'Alessandro 3/agno, che avea

i4o

Trifone,! 3c) Antioco VII

iS"/V/f/<,i3i

conquistata e signoreggiata laSiria, divent questa


fatta
i

un gran regno per


di

la

divisione
fra

de'dcminii

quel conquistatore

Demetrio II di nuovo, i25(con quest'anno incomincia VEra d Tiro) Alessandro Zehina,\ 25Seleuco V,i23 AnIiocoVIII
leuco
co

suoi capitani.

l'anno del

Questo regno incominci mondo 3682, cio 323 anni a-

Grpo,i 12 Antioco IX Cizccno,C)^ SeVI Nicatore, dal 94 all'85 Antio-

vanti la nascita di Ges Cristo,dur 258 anni, ed ebbe 27 re, di cui Seleuco I Nicatorefi ili.", e Antioco XIII Y Asiatico
l'ultimo: Seleuco
I

X Eusebio, Antioco XI e Filippo, De111

metrio
sio,

Euchero, Antioco XII Dioni'

85

Tigrane, Antioco XIII V Asiatico

edific Antiochia e vi
le

stabih
di

la

sua reggia, pubblicando


:

leggi

cia r/:>(t

Licurgo e di Solone de Seleucidi.

da

lui

incominJlJagno

Pompeo

co'roniani vincitore dell'oriente, spogli

al 64, nel quale anno la Siria divenne provincia romana, lasciando aqucl re la sola Comagena. Fra lo smembramento della monarchia de'Seleucidi tro\ansi in Edcssac^ve, 7 de'quali chiama-

dal 70

8
li

SIR
Al)garo(Je'quaIi riparlala Patriarcaindi (|ue.slo piccolo
il

SIR
governo della Siria,
la

quale poscia sogcuii.'

to Armemj),

regno

e-

giacque

alla giurisdizione del potentissi-

ziaiiclio Cu occupalo cla'romani, che gi facevano governare la Siria tlai loro pre-

mo /7rryt7/o
li

d' Oriente,

\,\

metropoil

era Antiochia, dal (|aale dipendeva

sidi e da'prelori, pi oconsoli,questorij Ino-

detto conte con autorit amplissima civile e militare.


I

golenenli, prefetti, governatori. Abusan-

persiani nel

^43

dichiara-

XIII re di Coinagena e Iril)ulaiio de'romani, dell'indulgenza dell'imperatore Vespasiano, questi Io priv del regno. Questo imperatore e il suo fidosi Antioco
glio Tito dierotio fine a're stranieri della

ta

guerra all'imperatore Gordiano, occula Siria e

parono

presero Antiochia, indi

furono debellati. Nel 38<S per l'insurrezione d'Antiochia, l'imperatore Teodosio


l

per punirla

la

priv del grado di metro-

Giiidea[n\ quale articolo riportai


serie, quella de're di

la

loro

poli della Siria, e l'attribu a

Laodicea.
la Si-

Giuda e quella dei re Maccabei), prendendo Gerusalemme, rovinandone il Tempio e disperdendo gli ebrei, che si sparsero per tutto il mondo. L'antica Gerusalemme finch esist col

Nella divisione dell'impero


ria fece
te, la

romano

parte dell'impero greco d'OrienI

cui capitale era Costantinopoli.

Sale

raceni arabi avendo gi incominciate


loro scorrerie sulla Siria, nel

535

s'impa-

Tempio
dei

fu la sola

metropoli di

tutti

giu-

non solo che abitavano ne'limiti della Terra Promessa, ma in tutte le parti d'oriente, d'Etu'opa ed altrove. In Geru-

dronirono di Tripoli, e vi costituirono un regolo, il quale pressoch vi distrusse la


religione cristiana. Nel

539

'

P^'siani de-

vastarono
sto re

la Siria,

Cosroe

arse Antio-

salemme sovrastava
lio

la

maest del Som-

chia e distrusse altri luoghi; nel

574 que-

Poitcfice, e del
i

gran Sinedrio, dal


i5'mef/n"njinori sparI

qualedipendevano
si

nelle ricordate regioni.

padri d'ogni

Sinagoga moderavano le cose sagre e le umane, secondo le circostanze de'Iuoghi


e de'iempi, tutti
i

nuovamente invase la Siria, vi fece un gran numero di prigioni, ed arse varie citt. Di nuovo la Siria nel 6o3 fu rovinata da Cosroe 1 re di Persia che nel 6 prese Gerusalemme, guast luoghi san1 1
i

giudei riconoscendo, e

ti,

vend

cristiani agli ebrei, e


il

port in

bench

sparsi e dimoranti in
il

qualunque

Persia schiavo

patriarca Zaccaria, invo-

paese straniero,
loro metropoli

centro d' unit della

landoiiss. legno della Croce, che ricupe-

Gerusalemme, pagando le primizie al Tempio le Sinagoghe tanto tl'orienfe che d'occidente, e le decime secondo diritti cheaveanoii proto-Sinedrio e Sommo Sacerdote, La Siria ebbe
i

r l'impera toreEraclio.

I\Ia

sotto

il

suo im-

peroeuel634 saraceni avendo preso arromani e vincendoli di fredire contro quente, presero Damasco, la Fenicia e altre parti della Siria; quindi comp la coni

il

pretore proprio o pro-pretore,

il

presi-

quista della Siria, della Palestina e di Ge-

de o procuratore imperiale che rappresentava l'imperatore, come lo fu Ponzio Pilato. Ebbe pure la Siria legali con rei

rusalemme nel 638 Omar successore di Maometto. A Gerusalemme ed as. Sepolcro narrai della venerazione delle nazioni cristiane
ti

sidenza in Aiitiochia,antica reggia de'siri,

per luoghi santi edi frequeni

ed anche in altri luoghi ad arbitrio; dimorandoin Antiochia, anchei prelori o proprelori. Sotto

Pellegrinaggi nella Siria, non


vi

meno

la
A.

dominazione che
la

estesero

saraceni.

Augusto, l'Asia e Cipro erano devolute al governo del senato romano; ma Antiochia e la Siria a quell'miperatore, e per indipendenti

liberare dalla profanazione

maomettana

regione santificata dai patriarchi, da


Cristo, dalla B. Vergine, dagli
vi
i

Ges
stoli

uno

dall'altro.
la di-

Indi o prima

fti

istituita

da'romani

gnit di conte d'Oriente, a cui fu affidato

apoebbero natali, ed ove pure nac(|uc, visse, mor e gloriosamente risorse il divino Riparatore, Papi Sih'eslroII

che

SIR
e
s.

SIR
sto piazze prese,

9
il

Gregorio P^l I^romossevo Io zelo del


i

perdute e riconquistate al

ciisliaiiesimo, contro

fanatici e ciiuleli

prezzo di tante stragi videro guerrieii,


cui
l

suoi nemici,
i

onde

togliere dalle loro

luoghi s;mti.

Fu iS"(/i'e5fro
;

mani //del ^99 uno


i

nome
che

vivr immortale. Percliegli


il

illustrossi

fiore della nobilt di

de'primi Papi ad eccitare


stiani alla

principi cri-

Francia

(e di altre valorose e pie nazioni)

guerra sagra

e Sergio

//^del

cotanto numerosa e impaziente, che loro


insegne talora per fin confondevansi.

looq imped
s.

agli ebrei la distruzione del


i

Sepolcro, non che indusse

principi crii

combattevano

(oltre

tanti prodi d'altre

stiani a forte lega

per cacciare
origine

saraceni

nazioni e niolteplici eroi itaIiani,come narro in tanti articoli) Baldovino e


telli
i

da

Sicilia, nel quale articolo rilevai,


i

che

suoi Ira-

in Siria e nel

o4^ ebbe

il

celebre

come

di\e leoni a fianco

d'un leuue;

oixWneGerosoliiiiiCano.'MnUrbano linei
I

Golfredo, Tancredi, Argante,


di

Raimondo
ili. "sulle

oqj

fece

promulgare la famosa s.guerra,


la
i

Tolosa, Gaston de Foix, Lefold gendella citt; tutta questa santa mili-

ed ebbe luogo

.''C/'ocM^<i inSiria, per la

tiluomo fiammingo che lanciossi

quale dopo sanguinosi ed eroici combattinienti, guidati da GolVredo di Buglione,


nel

mura
sto

zia ed intrepida, chela

primiera riconqui-

loqq

crocesignati presero Gerusail s.

lenitile,

liberarono

Sepolcro e altri san-

Gerusalemme, che l'Europa cristiana da secoli ridomandava alacremente, pose


in quelle pianure, alle rive de'tor-

tuari dalle
dronilisi di

mani

degl' infedeli, ed

impa-

campo

rono
poli,

il

gran parte della Siria fondaregno latino di Gent^nlemme, ed

renti, ai pie delle citt

che noi andiamo a


la

descrivere, e
ria, le

dove ritroveremo
le

lorogloi

alcuni principati

come

^'J^'0f/H<z e Tri-

loro disgrazie,

loro virt,

loro

Edexsa, Tiro, Jaffa ed altri. Si legg nella Descrizione della Terra Santa:
y>

Dove mai

intiere falangi d'armati colla


la

croce sui loro mantelli brandendo

spa-

ad ogni pie sospinto. Ove il re di Francia che rendeva ad ognuno giustizia sotto le ombrose piante di Vincennes, e riconciliava principi; il gran re s. Luigi
errori,
i

da, pieni d'un'ardenlissiraa fede, e di

uno

i.Yvittoriosoe trionfaatede'suoi
ci tori,

stessi vin-

zelo fiualcbe volta imprudente, accorsi dal

morente

sulla cenere a

Tunisi dopo

fondodeirAlemagna,dalle rive della Senna e della Loira, dalla Gran Bretagna (ed
eziandiodairitaliaedaallrecontrade,non

aver lasciato a'suoi popoli un codice di savie leggi, ed al suo figlio ammirabili precetti; ove,

per dalle gelose Grecia


crisliane che

e Russia), e dal-

diciamo, fu egli pi bello, pi prode, pi pio che su questo suolo benedetto econsecrato, ch'ei visit con
s

l'ispane religiose provincie, popolazioni


si

for-

davano

la

manopartenla loro forza

do,

camminavano

sotto lo stesso stendar-

tunosee varie vicende?OveRiccardoCor <^/iLio/2e (re d'Inghillerra),Filippo II suo

do, e perdevano ben sovente


fi

la

loro gloria per divisioni intestine, per


il s.

libcrare
II

Sepolcro e cacciar gl'infederi-

detentori delle divine insegne, dove,


,

degnorivaleeamico, l'imperatore d Alemagna confederato per questa guerra pietosa, e tutti cavalieri che formarono la bella scorta loro, ove Cecero essi maggiori

pelianio

diedero esse sanguinose batta-

glie? scalarono le pi alle

muraglieV verl'antica
di

sarono
gli a

il

pi nobil sangue d'Europa? E-

mente risplendere le virti loro guerriere e con maggior gloria? Finalmente quai luoghi furono celebrati da un poeta pi
illustre di

s.

Giovanni d'Acri,
Jajfa sotto
le

Tale-

Tasso?
il

il

poema

del guerrie-

inaiile, a

mura

Gerico e

ro che respira

valore e

la gloria, e

che

di Geritsalcniiie.

Dopo aver

quai pietosi

e pacifici pellegrini pregato l'Eterno sul

pare scritto in mezzo ai campi di Marte sopra un inarzialescudo,dicerauloredelV Itinerario

nionleOlivelo.essipreparavansiallaconquista della citt difesa


VUL.
I

da Parigi a

Genisnleinnie).

da Solimano;

(jne-

(>uai descritti da viaggiatori pari a


'->'

Cha-

X\

II.

IO

SIR

SIR
assunsero que'principi che
delle
si

teaubiiaricl,Micliaud,nyroneLamarlino? (sipu aggiungere con pi di ragione lutti

credevano
i

in diritto di portarlo, e tutlora l'usano

re

quanti qne'benemeriti

storici ecclesia-

due

Sicilie e di

Sardegna. Del pro-

che illuslraiono la Siria, con ispiriveramente religioso e senza romanticismo, checelebrai nc'lanti articoli che riguardano la Siria ed suoisantuari). Quali rovine furono visitate con maggior ristici

lettorato sui cristiani d'oriente e parlico-

te

larmentedi

Siria, eseicitatoda diversi so-

vrani cattolici, pr incipalmente dallaFraneia, riparlai a

s.SEPoixROjin un alle recenti

pretensioni della Russia, perci in terribile

spetto e

commozione? Diteci ove sieno


si si

le

guerra colla Turchia. Al tempo delle

citt distrutte sulle quali

preghi, sulle

crociate/! principi cristiani

fondarono

vari

cui rovine

pianga dopo 22 secoli? Gecitt santa

vescovati latini,

posero vescovi

latini in

rusalemme, la

per eccellenza,

citlgi vescovili, ci che vndo rimarcan-

come Roma,

il

punto

di

mira dell'univergli

do

a'rispettivi articoli. Nella Siria


i

ebbero

sointiero. Tutti coloro che vivonoall'ora-

origine celebri e benemeriti ordini eque.^trie

bra della Croce rivolgono Nazareth, Betlemme e


tutti gli angoli del
il

occhi verso

ospedalieri, oltre
s.

il

Gerosolimitano,

quelle citt privilegiate (e singolarmente

de' Templari, (\.\

Lazzaro, (t\s. Sepolcro,

suo Presepio); da
cristiano, dei

e Teutonico^ per la custodia de'santuari, e per la difesa e ospitalit de'pellegrini che

mondo

principi, de'religiosi,de'sapienti, delle da-

intraprendevano

il

viaggio di Siria.

Dopo
pre-

me

illustri,

delle vecchie cadenti

(come

chela Siria fu inondala del sangue de'cro-

Anna Cheron,che ci lasci una Relazione del viaggio in Gerusaleml'ottuagenaria

ciatiede'maomettani per pi
valsero
gli

secoli,

ultimi e sotto

la

me), (Ielle giovani damigelle, dell'imperatrici e

de'soldani d'Egitto rest la

dominazione Siria. Mentre


singolar-

de'poveri pellegrini, vengono a pros.

ancora
nente
i

si

disputavano
santi,

la Siria e
i

strarsi sulla pietra del

Sepolcro; inces-

Luoghi

crociali egl'infe-

santemente un nuovo interesse prendesi

deli,a'3omaggioi 202
sa

la

contrada fu scos:

a quelle

mura

tante volte distrutte e

da un grandissimo terremoto

cadde

fltreltante riedificate; colui

che non pu
di lui,

una notabile parte di

Acri, insieme al pa-

salutarle col guardo, ascolta con

piacerei viaggiatori pi
piacesi di leggere le

felici

un vivo ecom-

lazzo reale; Tiro soggiacque a gran rovi-

na; Acca rocca fortissima fu abbattuta e

commoventi loro relazioni, e cerca almeno un compenso nella fedele pittura de'Iuoghi che non gli
dato percorrere, perch
il

eguagliata

al

suolo; e Tripoli rovin con

orribile uccisione di uomini,


fanciulli.

Egualmente

ili

didonnee di 263 fu fatale ai

sentimento re-

cristiani e crociati, per le tante irruzioni

ligioso, questa vita dell'anima, conferisce

e assalti de'saraceni, contro Tolemaide,

pi che
terna
la

la

gloria, le lettere e le arti, e-

Betlemme, Aleppo,

IN'azareth e altre citil

sistenza a'

monumenti caduchi, ne

fa e-

t che sperimentarono

furore mussulgl'infedeli

rimembranza, e loro imprime una


il

mano. Finalmente

nel

1290

sorte di sagra venerazione incancellabi-

s'impadronirono di Tripoli, e nel 1291 di


Acri, l'unica citt ch'era rimasta in pote-

Con una serie di combattimenti relatino di Gerusalemme dur contro gli sforzi de'maomettani 88 anni,che regile".

gno

strai a quell'articolo,

riportando
1

la serie

il maomettano Saladino sultano ' Egitto espugn Gerusalemme. Invano ebbero luogo diverse altre memorabili Crociale pel ricupero di Gerusalemme,ilcui litolo regio
1

de*re,e termin nel

87 quando

armi del furono banditi da tutta la contrada, e quelli che poi l'abitarono furono guarentiti daFranre de'crisliani nella Siria, per
i

le

sultano di Babilonia, ed

cristiani

eia e altre

generose nazioni,

conservazione de'santuari.

ove fu concepito dalla

uno alla Casa B. Vergine il Rein

Ma

la s.

dentore, e che questi colla divina

madre

SIR
abit e santific, per
ti

SIR
angeli fu

li

mano degli

asportata pi'ocligiosamenleaZ^ore/o,nel-

lalMarca d'Ancona, nel teriitoiio della citt vescovile 'iRecanati.


I

successivi avve-

comePAGuardiano del s. Sepolcro, Presepio: Papi sempre curarono il ricupero della Terra santa, e la conservazione delle venerabili memorie die racchiude, fra quali dopo la presa di Costantinopoli eseguita nel 1453 da Maometto II impenimenti
li

ripoitaia'Iiioghi loro,

roda di Gezzar, ed al soccorso degl'inglesi si deve il poco felice successo di quella gigantesca spedizione che narrai a Egitto. Bonaparle dopo le sue conquiste fatte nel 798 in quella regione, avea simuI

LESTi^A,
i

lato amicizia a

Selim

III

imperatore dei

turchi, e solo in guerra co'famosi

mama-

lucchijche governati da

24

loro bey, ri-

conoscevano il supremo dominio del gran signore che inviava al Cairo un pasci,

sempre attraversato da'bey nell'esercizio


del suo potere. Pertanto avea egli sino dal

ratore de'turchi, con che rimase estinto

l'impero greco,
clie a tal

si

segnalarono Calisto III

principio istituito un divano di


col

4o

sceiki,

stabil la

unpoistitm o pi regolarmente /l//7/m(7 pontificia, e Pio II che

mezzo de'quali

affettava di

governare

quasi in

nome

di

Selim

III. la

Ma

appena

nel congresso

Mantova proclam la crogli

giunta a Costantinopoli

notizia del-

ciata navale,per fienare l'orgoglio de'fur-

l'occupazione francese dell'Egitto, subito

midabili ottomani. Oltre

autori citati

ne'ricordali articoli, e riguardanti le crociate,

quell'imperatore concitatosi a sdegno dichiai guerra agl'invasori, e si collegcon


Inghilterra e Russia per ricuperare quel-

aggiunger: Giuseppe Orologgi, /-

storia della guerra sagra di Gentsaleninu'j Venezia


1
i

l'importante parte del suo impero.


le

ta-

SGi.Nel 5i6avendoSelira
i

oggetto ordinche

si

allestissero

due po-

imperatore de'turchi intrapreso

la

guer-

derosi eserciti, unoaRodi,raItroinSiria,

la di Siria,

neliSiy interamente
la

la tolse

a'soldan d'Egitto, a'quali sino allora avea

ubbidito, ed incominci

contrada

Diquesto3.nedi ilcomandoal suddetto Acmet pasci d'Acri soprannominalo Djezzar o beccaio perle atroci sue barbarie.

a far parte del vasto

impero ottomano,

Costui pose prontamente in marcia un

che tuttora
esso la Siria

la

conserva. Tuttavia sotto di


fu

forte esercito per l'Egitto,

ma

Bonaparte
assi-

non

perfettamente assogil

celeremente
le chiavi

lo

prevenne. Pertanto,

gettata, n pacifico

possesso, perle fre-

curatosi della fortezza El-Arisch, una del-

quenti insurrezioni de'bellicosi drusi. Fa-

d'Egitto, e attraversato

il

cele-

kcrdin loro emiro


te

vi esercit

lungamena

bre deserto gi percorso dagl'israeliti nel


recarsi in Siria, sforz Jalla e pass a
di
fil

un'autorit quasi indipendente dalla

Porta ottomana, che fu costretta


Alla

man-

spada

2000

turchi

fatti prigionieri.

Di

darvi forze considerabili per conquiderlo.

pi in Siria form segrete intelligenze coi


drusi dell'Anti-Libano sempre nemici dei

met

del secolo scorso,


vi

d'una potente trib araba


re

Daker sceik si form pu-

uno

stato e

si

pu

dire indipendente

d'Ali,

dall'impero, e resistette lut)ga pezza alle

dopo

armi turche, alleandosi col bey d'Egitto: di lui sopravvenne il famoso e feroce pasci d'Acri

maomettani, eco'metuali seguaci fanatici che perci anch'essi odiano turchi. Bonaparte con soli 18,000 uomini, fra i qtiali eranvi copti e arabi, animoso s'inoltr in Siria nel 1799. Invit drusi e mei

Acmet dettoDjezzar o

tuali a unire alle sue le loro forze,


si

ma es-

Gezzar, che non tard ad imitar l'esempio de'suoi predecessori, ma il cui sistema
di

vollero attendere

il

conquisto d'Acri, la

paese.

governo tornava molto pi funesto al Fu sotto questo capo che accadde la memorabile invasione de'francesi capitanati da Bonoparle, ed all'energica fe-

quale da Bonapai te fu assediata con tutte le sue genti. Per fu essa pertinacemente difesa da Acmet e dal famoso Sidney

Smith commodoro inglesech'eravi accorso colla sua squadra, e pot irapadronir-

12

SIR
alleato,

SIR
Annioj-

sicleirailif^Iieriefrnncosi di gi'OSSO calibro

colle cjuali (l()V(eano battere la piazza.


zi

Francia e Inghilterra, e in conse guenza del solenne concordato stipulato

Ronapaitesi vide

assalilo

da una

titddiiiedi liu(;lii,cl)oil loro fanatismo religioso a vea spinti iid unirsi presso
te
il

monsi-

con esse in questo annoi 854, contro la formidabile guerra di E.ussia, convenuto neir importantissimo atto riguardante
diti
la

Tabor. in un
li

tratto

Bonapnrte piom-

piena eguaglianza di
di

tutti

suddi-

Ijandosu loro

pose in rotta, e cacci

ottomani
tutti

qualunque religione

noalle portedi Damasco.


sto riusc contro Acri:

Ma non perqiie-

nanzi alla leggeea'tribunali, abilitandoli

8 disperati assalti comecontro uno scoglio, per cui fu costretto levar l'assedio. A'28 maggio portatosi in Jada trovo infetti di pesuoi soldati all'ospedale, onde ritorste na to in EgittOjallVon lo ad A boukir 18,000
s'infransero
i

purea

gl'impieghi dello stato. Tan-

ta liberalit del sultano

produsse male

umore
gli

nel vecchio partito de' turchi; e


il

per essersi opposto

gran muft, capo depopolazioni cristia-

ulema,

si

dice che venne destituito.


le

Cos tutte quante

mamalucclii, ed

a*

25

luglio

li

sconfsse

tanto completamente, che restarono o sul

ne dell'impero di Turchia godranno eguaglianza di diritti civili e politici, il libero acquisto delle propriet e
la

campo o furono

tratti prigionieri. Uditi

libera

da Napoleone idisaslri di Francia, lasci l'Egitto imbarcandosi ad Alessandria ai 23 agosto 799, donde approd a Frejus e di l pass a Parigi, Dopo la morte del
I

loro trasmissione; l'abolizione del ca-

ratch o iaradsch, ossia testatico de'rai,


il

quale consideravasi per l'addielro coriscatto de'rai stessi dal servizio


;

me un

crudele

Acmel

Djezzar, fu

la

Siria

ancora

militare

il

diritto a'

medesimi

di testi-

perturbala dalla spedizione de' vecabiti,

moniare avanti
criminale. In tal

la giustizia, sia civile

che

che minacciavano d'invaderla interamente. Pareva che dopo quel tempo la Siria
godesse d'una tranquillit, cui l'oppressione de'pasci o l'ambizione di alcuni di
essi
ta,

modo si

aprir al cristia-

nesimo un'era novella, mata da tanti secoli.

di equit e recla-

Nella Siria nacque, visse, predic


pitosi prodigi, e
gli

la re-

non poteva
1

far isperare

lunga dura-

ligione cristiana ilR^edentore, vi oper stre-

allorch nel

83

il

celebre

Mehemet-

formato
di

il

collegio de-

Al vicer d'Egitto, essendosi disgustato

apostoli di altrettanti
la

sili,

a questi or-

con l'imperatore Mahmoud II, fece invadere la Siria dal valoroso figlio Ibraim pasci coll'esercito egiziano,

din

promulgazione

sua dottrina e

onde

riunirla al

Evangelo per tutto il mondo; ivi sotferendo acerbissima Passione e morte per
la

suo governo.
JafFa,
il

Dopo

l'occupazione d' Acri,


citt,

redenzione

dell'

uman

genere, ed

ivi

Aleppo, Gerusalemme e altre

ascese gloriosamente al cielo.

La

Siria

gran sultano mediante trattato accon-

quella parte dell'Asia, nella quale mira-

sent a'desiderii di j\Ielien)et-Al,


la Siria all'Egitto.

unendo

bilmente

fu

adempito

il

pii

gran sagra-

Nondimeno nel 1839, per quanto raccontai a Egitto in riferire l'occupazione dellaSiria, per

nuove

rot-

ture tra

il

vicer e la Porta, questa colie

uomini con Dio; in essa Gesc Cristo pose fondamenti della sua C/n'e^rt, dichiar s. Pietro suo r icario in terra colla pienezza del
della riconciliazione degli
i

mento

forze unite d'Inghilterra, Austria, Prussia

pontificalo, e celebr

misteri augustis-

e Piussia,

bombard

e riprese Berito, fe-

simi della nostra avventurosa redenzione.

Mehemet-Ah l'evacu interamente, laonde come prima trovasi nel pieno dominiootlomatio. Il sultano regnante, AbduI Mece sbarazzare la Siria dagli egiziani, e

Ed

perci che

dopo

la

conversione

al cristianesimo

dell'impero romano, la

Palestina, parte nobilissima della Siria,


di
la

djid-Rhan, ad istanza

delle putenti sue

comune venerazione, e da

venne e si mantiene tenero oggetto deltutte le par-

S
li
i

11

SIR
nome
di cristiano,

i3
il

accorrono pellegrini a veneiMrnei Iiiot^Iii illuslrali dalla presenza del SaUntore,


della D.

che distinse
."e

giudeo

credente nella nuova legge di Cristo dal

Vergine Maria, degli Apostoli,

non credente, ricevesse

ili

il

principe
s.

de' Discepoli e di

rahde

di santi.
i

una schiera innunieLa Siria non solo vanta

degli apostoli a pastore,

come osserva

Gi. Crisostomo, siccome citt che im[)ose a'

di aver dato

natali al divino fondatore

Fedeli

il

bel

nome
si

di cristiani e

della Chiesa e al suoi. "capo

supremo
s.

s.

tulio l'orbe credente


stianesitio.

disse quindi Crigli

Pietro di Betsaida,

ma

eziandio ad

altri

Avendo s.
il

Pietro peli. "tra

5 sommi
slaiiliio

Pontefici, che sono

Aniceto

apostoli predicato Cristo, cos ila

le citt

deliG^ d'Ainisa, Sisinnio del 708, Codel 708,5. Gregorio ///del 78 1, e s. Zaccaria del 74'- Quanto ad Antiochia, vi liorirono un numeroso stuolo di nomini illustri, ed in santit di vita egualmente in gran numero, riferendone la cronologia il Terzi a p. 3c) e seg.,
e fra essi molli gloriosi martiri
:

questa prima prese

nome

di cristiani,

come una certa corona onorevole di cristiani. Avendo s. Pietro eletto per vescovo successore in Antiochia s. Evodio, part per
stabil la santa

Roma

e ai 18 gennaio vi
trasferi-

Sede Apostolica

tavi d' Antiochia, la c[uale sar perpe-

vaglia

tua sino alla consumazione de' secoli.

La

per l

tulli

ricordare

s.

Gio. Grisostomoj e

Chiesa in detto giorno celebra


della Cattedra di
s.

la

fsta

IVa'dottori della chiesa Siriaca


s.

nominein

Pietro in

Efrem. Papa

s.

Sergio /nacfpie

a'2?. febbraio la festa della


s.

Roma, ed Cattedra di
An-

Antiochia o in altra parte di Siria, e dcesi educalo in Sicilia: certamente fu di Antio-

Pietro in Antiochia.

Il

patriarca di

tiochia dilat la sua giurisdizione ecclesiastica


ria,

V. Di Ijetlemme fus. Evam/o, di Cesarea di Cappadocia s.Zositno


chia GioK'unni
(altri

non

solo in tutte le chiese di Si-

ma

altres in quelle di Cilicia,

Ara-

con Fico

lo

vogliono di Calabria e

di Keazio), di Gerusalemme Teodoro I,\ quali tulli sono altrettanti Papi della na-

Media, Persia, Assiria e Indie; laonde Evantio paragon il patriarca Antiocheno e il conte d'Oriente ai due gran
bia,

zione siriaca. In Siria fu istituita dal Sai-

pianeti del cielo

lotui orientalis orbis

valore
lebr

la ss.
I

Eucaristia, ivi

s.

Pietro ceil

spiritnali, civilique tnajestate praefnlget,

la

.'

llessa,

ed esercit

.
i

atto

seu luminar ibus firniamentuin, sebbene


il

di gi urisdizione pontificia nel Co<: ///oche

patriarca estese l'amplissima giurisdi-

peli.fu tenuto in

Gerusalemme.

Ivi egli

zioneanche su chiese di provincienon sottoposte


al

esercit l'aposlolico ministero della pre-

conte d'Orienle.
s.

Quanto

a'suc-

dicazione, inviandoda questa privilegiata

cessori di

legione a fare altrettanto


tulio
il

gli

apostoli per

mondo. Nella '^w^nVz amminiCesarea bat-

Evodio, credo pila opportuno riprodurne poi la serie. La famosa Antiochia gi nata al mondo per Seleuco I,
col

str la confermazione, in

nome

del padre e del figlio suo, ri-

tezz Cornelio centurione


Ira'genlili, e nella citt d'

romano

pel i.
la

nacque
s.

alla luce del

vangelo per opera di


Pontefice,

Antiochia,

Pietro primo

romano

come

pi famosa dell'oriente, e

la S.'tleU'iin-

pero romano dopo


liss
s.

Roma

e Alessandria,
nell'

Pietro

la

sua sede

anno 38

primogenita della chiesa orientale, e tli venne in breve nel suo soggiorno e dopo di t|uesto insegnatrice di moltissime profiglia

o 89
la 1.^

e la

ijualegovern 7 anni. Questa fu

vincie e popoli il'oriente; anzi vuoisi che


s.

sede del principe degli apostoli, ed


il

Pietro sedendo in Antiochia anche in

in essa la Religione cristiana prese

no-

occidente inviasse banditori della fede e


vescovi,

me,

ineiili e ^It

anliorheni furono

primi

come

(|uello di

i9//v/c7i.y<z

citt ce-

a chiamarsi Cmtiani.YVdi ben giusto che

leberrima
cua
I

di Sicilia.

Nel concilio di Nidivise le provincia

Auliuchia, lu cui ebbe

il

natale liiisi^ue

nel

325 furono

i4
dell'Asia e slabilili

SIR
i

SIR
due chiee vescovi suflraganei

coufini delle

d'Apatnea
i

della 2.'

se Aiilioclieua e Gerosolimittiiia o Cesaricuse, poich

provincia di Siria,diLrtorf/Verto provincia


di

dopo

la

distruzione di Gela

Teodoriade, di Tarso nella

.^

provincia

lusalenPe falla da Tito,

sua cattedra

di Cilicia,

'Anazarbo

nella

2.'^

provincia

fu trasferita a Cesarea di Palestina.

Ma

di Cilicia, di

Selcncia della provincia d'I-

insorte poi vaiie contese giurisdizionali a

sauria, di Tiro della provincia di Fenicia

motivo de*

limiti, questi

furono nuova-

marittima, di Z^^wj^^co della provinFenicia del Libano o mediterraprovincia d'Osroena.

mente

prescritti nel 4^11, e reintegrala la

cia di

chiesa di Geiiisalenime della cattedra e

nea, di Gerapoli della provincia Eufratese, e di ^(/e55<3 della

preminenza
i

di metropoli, riconoscendosi
s.

diritti di
1.

Patriarca, ripugnante
della

Leo-

Notai a Patriarca, che in principiodella

ne
del

Dipoi nel concilio di Costantinopoli


s.

Chiesa

vi

furono 3

soli

patriarchi,

il

553, a decoro

citt fu eretta

pa

di

Roma

per VEuropa, quello d'

PaAle

patriarcale,con piena approvazionedi Pa-

lessandria per {'Africa, quello d'Antio-

pa Vigilio, e con sottrarsi dall'Antiochena le 3 Provincie di Palesiia e loro chiese


metropolitiche e vescovili;
cos'i

chia per r Asia, quante allora erano


parti del
il

mondo

conosciuto. Dipoi
il

dopo

la Siria

Papa

fu riconosciuto

patriarca di Co-

ebbe l'onorificenza di due patriarchi. Perci ubbidivano al patriarca diGerusalemme i metropoliti di Cesarea, Nazareth, Petra e Bostra, colle loro sedi vescovili;
e nella citt olire
il

patriarca sire
i

vi fer-

marono la loro residenza


gia de'GiacobiliSiri,
degli

vescovi di Gior-

d<i'IJ a reniti- Siri,

Armeni,
il

de' Copti o Etiopi,


riti

ed in

seguito quelli pure d'altri

e nazioni,

Gerusalemme. Dell'origine del patriarcato d'Antiochia ragionai anche a Gekarchia ECCLESIASTICA. Si conoscono dueconcilii sotto il nome diSiria. Quel lo del53 Scontro gli origenisti; quello deli 1 1 5 detto pure di Palestina per la deposizione d'Arnoldo patriarca di Gerusalemme, che neli 16 Papa Pasquale II restitu alla sua sede.
stantinopoli, e per ultimo quello di
i

come

patriarca latino e suoi suffraga-

Ne primi 4

secoli della

Chiesa contenei

nei. Al patriarca di

Antiochia ubbidiva-

va questa chiesa siriaca tulli


di cui lingua volgare era
il

popoli

la

no 6 vaste Provincie, Cilica, Fenicia, Sina, Mesopolamia,Arahia eCipro, le (juali


furono divise ini 2: Cilicia maggiore, e Cilicia minore o Isauria; Fenicia mediterranea, e Fenicia marittima; Siria
in Tetrapoli, Salutare, e Eufratensej Mesopotamia maggiore, e Mesopotamia minore o Osroena; Arabia AeiQv\.a,e Arabia

od il sito caldeo; questa lingua era parlata non solamente nellaPaleslina e nellaSiria propriamente detta, ma anche iu una parte dell' Armenia e nella Mesopotamia. Alsiriaco
l'articolo Li?fGUA parlai

ancora della

lin-

gua
si

siriaca, e della lingua parlata

da Ge-

Cristo e dagli apostoli, riportando le

Petrea; Cipro.

tutte queste e le altre

opinioni sul siro caldeo o ebraico, e quanto


si

Provincie soprannominate, con tulli quei


metropoliti e sufifraganei sono riportali ai
loro articoli. Inoltre Antiochia fu residenza de' patiiarchi Siro, Latino, Greco e

opina sul grecismo, e loro alfabeti.


i

Va
ce

notato, che

siri

antepongono

la

vo-

Mar, a'nomi

degli apostoli e degli ei

Maronita, co'loro sulTraganei nelle loro sedi; mentre il patriarca d'Antiochia dei Siri Giacobiti dimorava iu Eclessa. Il patriarcato Antiocheno propriamente in Siria, ebbe dipendenti oltre le sedi arcivescovili

chiamano loro Dominus, cotne osserv l'Assemanni, Acta Martyrum occisuddetti primi dent. p. 4 12' Durante
vangelisti, poich gli arabi

santi 71/ar, invece di

secoli del cristianesimo, la fede

si

con,

servala in Siria nella maggior purezza

onorarie e

le

vescovili
i

sudraganee
metropoliti

perch

le

prime

eresie

non

vi

gettarono

della 1.' provincia di Siria,

profonde

radici, e l'arianesimo vi cagio-

SIR
n
siri

SIR
tosloch nestoriani.
Il

iS
Terzi nella Siria

ben pocliidisoicrmi, cio quelli che racla serie tie'palriarclii

gliodi chiamarsi Caldei e orientali, piut-

conter riportando
d'Antiochia.

Ma

nel

V secolo, allorsi

sacra parla della nazione m^tro/aV^j-della


nazione sira e suoi errori
i ,

ch Neslorio venne condannalo dal concilio

d'Efeso,

Ncstoriani banditi dal paritirarono


ivi

sii

hanno

in

comune

gli errori

dicendo che de'Gre-

triarcato di Costantinopoli

c/j della
il

ella Mesopotatnia e nellaCaldea,

spar-

nazione j'ezedeim, che sebbene vocabolo equivale a discepolo di Ge-

sero

loro errori e strapparono cos dal


della chiesa siriaca

s Cristo, e

una pai te dei popoli che professavano puramente la fede del vangelo. Suf finire del medesimo secolo e in principio del VI gli Euticliani proscritti dal concilio di Calcedouia e
dalle leggi degl'imperatoriebberoungran

grembo

lo confessano figlio di Dio e nalo da una vergine, sono privi del battesimo e d'ogni altro sagramento, pro-

fessano l'errore degli origenisti che le pene


ilell'inferno

non sono eterne, e che il demonio ritorner in grazia,ondespesso l'inin aiuto; della

vocano

nazione nesloria'

Diunero di seguaci nella Siria, o nel patriarcato d'Antiochia chiamalo pure la Diocesi dorenle, perch greci di Coi

a, dei cui patriarchi ragionai meglio n Seleucia, e denominato anche Cattolico

come

titolo

d'equivalente dignit; della

erano pi all'occidente. Ma dall'altra parte nestoriani della Caldea e della Mesopolamiu chiamaronsi gli OrieiitaU,t(\ siri d'Antiochia furono detslniitinopoli
i
\

; e della nazione de'drusi e loro errori, quali trasi

nazione giacobila e loro errori

sero

il

nome e origine da un capitano sotto


insegna loro progenitori passarono
i

la cui

ti

gli

Occulentali. Cos

la

chiesa siriaca

dall'Europa nell'Asia

col pio

Goffredo
presi-

trovossi divisa in 3 parti,


rai

come

dichia-

di Buglione. In Palestina furono


diari d'alcune citt di frontiera,

meglio negli

articoli

che vado a indi-

ove dal

cai e. Gli ortodossi o cattolici

loro avversari chiamati Melchi li


realisti,

vennero dai ow ero

perch seguivano

la

medesima

lungo soggiorno contrassero matrimoni con donne nazionali e si propagarono in gran numero, finch perdendo franchi
i

credenza degl'imperatori, ed in seguito


presero anche
il

latini

il

dominio
drusi,
si

del regno di

Gerusa-

nome

di Maroniti, cio

lemme
del

e de'circostanli principali, e rei

quella porzione cos chiamata da'monaci

standovi

ritirarono alle falde


(al

omonimi che riconoscono per fondatore


il

Monte Libano

quale articolo gi

celebre

s.

Marone.

greci raelchiti for-

ne tenni proposito,
tualiti).

cos de'meluati o

me-

marono 3
trattai a

patriarcati, in Antiochia, in

Ge-

Ma

siccome non v'ha nemico pi

rusalemme,
nel

in Alessandria, e di tulli 3
I

MELCuiTt.

maroniti dimorano
la pi

Monte Libano, ed

numerosa
si

polente del commercio co'viziosi, nascendo per ordinario dal contatto il contagio, cos la mistura di questi co'saraceni, non

delle nazioni orientali cattoliche, e quella

meno che
i

la

libert del vivere, trasport

che pi delle altre nel


al latino.

rito

avvici-

drusi a notabilissimi errori.

Credono
la

na

Gli eutichiani chiamaronsi

punti principali de'noslri articoli,


scita, la

na-

Giacobili, dal

nome

del jnouaco siriaco

morte
i

Giacomo BaradeooZanzale, che percorse la Siria e la Mesopotamia nello slesso secolo, collo scopo di liunire in una sola
chiesa
i

tore; e che
in istato di

Redenmaomettani sieno dannazione; ma non hanno


e risurrezione del
i

giudei e

n tempio, n altare, n
la

sagrifizio; tutta

Monofistti;

quali giacobili

ri-

loro fiducia

si

riduce nella provviden-

conoscono,(lopoil Patriarca y[ev loro dignitario

za e misericordia di Dio, digiuni, n fesle, e


cetti

un Primate, al quale fu assegnata la chiesa di Mossul. partigiani di >'eslorio amarono meil

Mafriano

ossia

non osservano neppure tutti predel decalogo. Gi ad Antiochia non


i
i

solo tratteggiai

punti prncipalidella sto

i6

SIR
ma
in

SIR
breve
conosce che Macario, il quale come il predecessore Macedonio era stato innalzalo alla sede d'Antiochia e ordinalo
lo
si

lia della chiesa d'Antiochia,

descrissi

paliiarcali (Ie*inaroiiiti,de'gre-

co-melchili,e con piidetlaj^lioa'loiu appositi e'cilali articoli,

non die

il

patriar-

in

Costantinopoli senza

il

consenso del

cle-

cato de'
gli

siri.

Desolata questa chiesa da-

ro e del popolo, qu.'de ostinalo difensore


del moMolelismo fu pure

scismi e dall'eresie, che inseguito nar-

condannalo nel

anche de Sa'eriani e Monolelili, tanti errori sempre pi la degradarono. Nel VII secolo maomettani s'impadronirono della Siria e de'paesi circonvicini, e vennero sempre favoriti nelle loro conquiste ta Dio da'nestoria ni, quanto da'giarer, ed
i

concilio diCostantinopoli del

68o.La sede
al

d'Antiochia deserta
per l'invasione e
il

di

pastore fino

687

dominio de'saraceni, quantunqueavessesempreun vescovo nominato ma senza residenza, fu vacante di elezione per 4o anni prima dell' impero
di

cobiti.
il

Questi fanatici

eretici preferirono

Costantino

V Copronimo del 74

'

'Q
fi-

giogo debarbari al dominio degl'imdi acquistare la superiorit sugli or-

cui Ilezaii calido d'Antiochia permise

peratori greci di Costantinopoli, nella spe-

nalmente
al secolo

a' cristiani di eleggersi

ranza

scovo, che continuarono a


i

todossi, e

non trascurarono nulla per ren-

dere questi ultimi sospetti a'Ioro novelli


padroni, credendo di avere ad essere meglio trattati.

Questa
s.

triste

condizione del
viva-

XI. Sebbene biano sempre ne'paesi conquistati sparsa l'ignoranza e la barbarie per mezzo dell'oppressione, pure non poterono solfocare fra'cristiani
Bibl.Orieit.
siri

un venominare sino maomettani ab-

patriarcato d'Antiochia

commosse
I,
il

Io

studio delle

let-

mente

il

Papa

Martino

quale con-

tere e delle scienze. Osserva l'Assemanni,


t.

siderando quanto era vi penetrata l'eresia


de'monoteliti, onde nello spazio d'8o anni

3,p.5,che in lutti

tempi
gli

vi

furono degli
todossi,

scrittori

checomposero molle
or-

non
e

eravi stato vescovo d'Antiochia che


il

opere nella loro lingua, tanto fra

avesse ricevuto

concilio di Calcedonia,

che

vescovi d'Egitto, che

non erano
solamente

quanto fra gli eretici. Le scuole diEdessa, di Nisibi, di Amida tenute dai
nesloriani,

veri giacobiti o monoflsiti,

ma

hanno
i

sussistito fino al secolo

monoteliti, erano costretti a farsi ordinare da'vescovi della Siria marittima della
diocesi d'Antiochia, nel

XI. Dipoi
tanto
i

turchi tutto distrussero: sollet-

monaci conservarono qualche


la

649

raccolse in

teratura, e fu

religione che conserv

Roma
esso
liti,
il

il

celebre concilio di Laterano. In

questa fioca luce,

zelante

Papa condann

per cui adirato Costante


ne fu
vittima.

II

monoteimperas.

la quale senza dubbio polrebbedi venta re splendidissima. Quan-

do Antiochia ne! secolo XI


raceni,

fu presa dai

tore ne fece riprovevole vendetta, e

IMar-

crociali latini, togliendola al giogo de'sa-

lino

la

Non

essendovi alil

lora alcun patriarca di

Gerusalemme,
in

Giovanni IV allora patriarca della medesima, non potendo accostumarsi ai


riti latini
,

Papa nomin Giovanni metropolita


ladelfia in

di Fi-

si

ritir in

Costantinopoli, e

Arabia visitatore

suo

nome

di tutte le chiese d'oriente,

con ogoi po-

tere e autorit, alfinch stabilisse vescovi e sacerdoti tanto in

Gerusalemme che

in Antiochia, alti a ristabilire


la

all'errore ed sana dottrina, raccoman-

ad opporsi

ad essi la cura di provvedere quella chiesa con un nuovo patriarca, conie fecero di fatto: quanto alla successione di Giovanni IV, ossia de' patriarchi di rito siriaco, la riporter per ultimo ondegiunlasci

gere a'nostri giorni.


1

crociati assediaro-

dandolo peici a due vescovi della provincia d'Arabia, pregandoli a sostenere


il

suo inviato con soccorsi e consigli.

S'i-

no Antiochia nel 097, e Boemondo prode normanno de'principi di Sicilia e principe diTaranto l'investi a'2 ottobre. QueI

guoia l'esito delia legazione poalilicia, so-

sto assedio fu

lungo csauguiuoso,

ma

li-

SI
nalatente
i

R
per l'assidua
colilici

SIR
non ammellono
1

17

ciisliaiii,

il

nuazionc

tie'

loro travagli, o

come

altri
la

cui successero nel

suo patriarcato), a i36 Rodolfo della


1
1

vogliono per una segreta intelligenza,


presero a'28 giugno io<)8, ed avcnilo
st.d)ilila la

ivi

diocesidiLeManschefudeposto,nel i^i Almerico di Limuges die ricev alla lede


call(jlica
1

sede d'un principato, ne dietitolo allo stesso Ijoe-

tlcio

il

promesso

una inolliludine 1S8 Rodolfo II, nel 120


1

di maroniti, nel

s'intruse
11

il

re-

inondo I the spos a Cliarlres neh loG Costanza di Francia figlia del re Filipp I e di Berla d' Olanda egli ebbe a
:

CO l*ielrol,nel
il

208

Pietro

acni

mand
1

pallio

Papa Innocenzo
i

III, nel

2 19
p.

il

cardinal Raniero, che secondo

il

Le

successori
JNcli
I
I

seguenti principi d'Antiochia.


I

iBoernondolIjUel

iSoCostanzo,

lich i3y Raioiondo,


111, sotto
il

neh i4o '^oeuiondo quale e nel 200 fu rumilo a


1

Quicn mor nel 226; quindi si trova nel 122G stesso Alberto gi vescovo ili Brescia, neh 240 li. Elia domenicano: fr.Cristiano duuienicano era patriarca (piando

questo ilprincipalo purlalinodi Tripolij nel 120 iBoemoudolV,neh 23;TBoen)ontloV,nel


I

neh2G8 maomettani
i

[)resa Antiochia,

avanli l'altare e vestito delle sagre vesti


l'uccisero

253 Boemonclo \

I.alcui

tempo
di

attaccata da'saraceni lu Antiochia presa


a'

dine.

con alti 4 religiosi del suo orNon pertanto il Papa per aver cui

29 maggio 12G8 da Bibar soldauo

ra de'callolici di Siria di rito latino, no-

Babilonia o d'Egilto, e siiccheggiata. Nel

12748'' successe Boemondo VII, il quale nel 289 perde ancora Tripoli, [ireso dal soldauo Kclaun. Morto il patriarca Giovanui in Costantinopoli, gli abitanti d'Antiochia gli sostituirono un successore di loro rito, che sempre proseguirono a nominare, fino all' espulsione de' latini dalla citt^. Di questo il p. LeQuien, Oriens r/u/if., ne tratta nel l. 3, p. 785, ed a p.
I

min patriarca neh 268 Opizio o OlloBono Ficschi, che intervenne al concilio
diLione
II deh 274,e poi nel 1 288 lu fallo amministratore diGif/jowrt sua patria. Do-

p Opizio non
1

si

trovano

altri

patriarchi

fino a Isnardo Tacconi di l^avia, fatto nel

be, vicario di

3o8 da Clemente V arcivescovo di TeRoma, e neh 3 patriarca


i
1

e amministratore di Pavia;

ma

(Giovanni

XXII neh
e restitu

3 19 lo priv di dette dignili


il

ij riporta la serie
latini,

de'patriarchi antioil

titolo di

cheni

descrivendo

patriarcato, a

nel 134.2 fece patriarca

Tebe. Clemente VI Geraldo Odone

cui furono attribuite per suliraganee le

o Ottone generale de'minori, spedito da

Laodicea, Gabella, Aiilarada, l^ipoli, BiblOj Stleuciaj e le metropolitane di Tarso, Edessa, Jpamca, GerapoU , Corico, Maniislra, IVicosia,
chiese di

Benedetto XII
Terzi
s.

in

Ungheria, ed ammini-

stratore di Catania. Nel riportare poi col


la

serie de'palri;rchi successori di

Pietro, ripailer meglio di alcuni dei


altri

aventi suffraganei

inoltre furono sulfra-

nominali, ed

ancora ne aggiunger.
i

ganci del patriarcato latino d' Antiochia


i

Nota
tibiis

il

p.

Le

Quieti che
il

successori antitolo Vj^J/'-

vescovati di Abia, Alcppo, Costanza,


1

cora portarono

semplice

Diocesarea, Orlosia. Boeinondo


esseisi

dopo

d'Antiochia di

rito latino, e di

molti

composto con l'imperatore greco


1 1

parlai a'Ioro luoghi.

Qui mi limiter a

A lessici Comneno, neh


1

o circa ottenne
i

registrare cjuelli che leggo nelle Notizie

da Pa|)a Pasquale per ."patriarca lalino Bernardo di Valenza di Francia (a Siena co' palrii storici notai che Saliiubene sanese, trovandosi all'espugnazione
1

d'Antiochia co'sanesi crociali, ne


patriarca per avere pel
u; uiu
il

fu fitto

Borromeo milanese da Clemente XI (non X come stampalo nel voi. LXI,p. 3 j)consagrato patriarca d'Antiochia e vescovo di Noi'ara (come rilevai anco a pAiRiAncA tra gli esempi
di Ixonia. Giberto
1

1. "salilo le

sue niu-

Pccci conlcasa che diversi stori-

che riportai Ac[>ili\i\c\\inpartibus,che a un tempo lurouo vescovi di yiurisdi-

i8

SIR
triarcato,
ghi.
Il
t.

SIR
arcivescovili e vescovili dell' antico pa-

zione) nel i'7i4) e crealo cardinale nel

1717. Restalo vacante il titolo sino al 1724, Benedetto XI 11 a*20 dicembre vi Iraslatda Sorrento Filippo Anastasi napoletano. Nel 1735 Clemente XII elesse Gioacchino Por^oc^rrero di Madrid, nel I 743 cardinale. Avendo Antonio Maria

come vado dicendo


Le Quien, Oriens

a'ioro luo-

p.

cfirislianus,

nel

2, p.
il

23g

e seg.

descrive didusa-

nienle

vastissimo e illustre patriarca-

to d'Antiochia di rito siriaco, colla serie

de'patriarchi, la quale pure narrata dal

Cremona ricusato il carBenedettoXIV nel 743 lo cre patriarca d'Antiochia, e in morte gli eresse un deposito che descrissi nella bioPallavicini di
dinalato,
1

Terzi, Siria sacra p.

^2

e seg. e di cui

grafia. Nel

gli

surrog Lodovico Ca-

Uni
poi

vescovo di Crema, e Conimendntore s. Spirito e nel 766 cardinale. A'22 dicembre Clemente XIII vi trasfer dall'arcivescovato pure in parlibiis di Nicomedia, Domenico Giordani della diocesi di Manfredonia, Pio VI nel i78itraslal dall'arcivescovato in partihns di Tarso, Carlo Camuzio di Tolmezzo diocesi d'Udine: nel 1788 vi nomin Giulio Maria della iS"o;rtr//<^diPiacenza , ed avendolo fatto cardinale nel 1795, gli sostitu ai 22 settembre Gio. Francesco Guido di Bagno de'Talenti di Mantova, gi arcivescovodi Mira in pardi Brescia, gi
i

mi giover, essendo indispensabile di riportare almeno in breve successori di s. Pietro nella sede Antiochena, ancorch molti ne furono indegni. Per unit di argomento reputo meglio qui riproi

durre

la

serie de'patriarchi siri, e quelli


in carattere corsivo, co-

che distinguer

me

tutti gli articoli

che

cos distinguo, gli

hanno in questo mio Dizionario. Dopo avere il galileo s. Pielro principe degli apostoli e primo Pontefice della

chiesa universale fondala

la

sede di

Antiochia, circa l'anno


ra,

Edopo 7 anni, come dissi, per trasportare la Sede nposlolica in Roma, ordin successore nel vesco^wto d'Antiochia

3q

di nostra

il creduto suo cittadino s. Evodio, come suo discepolo e per l'eminenti virt che

tihns. Inoltre

Pio

VI essendo

nella cer-

rifulgevano in lui:

tosa di Firenze, a' i3 gennaio

1799
1

di-

si celebra vergine e martire nel ji, dopo aver governato 25

chiar patria rea d'Antiochia A ntonioDe*-

anni. Gli successe

s.

Ignazio, ancor egli

png-y-Damelo
cante
fer a
il

Palma, poscia nel 8o3 creatocarditialeda Pio VII. Rimasto vadi


titolo,

discepolo di

s.

Pielro e dicesi da lui or-

dinato: Niceforo crede che sia quel fanciullo

quel Papa nel

822 loconcardinalapatriar-

che Ges Cristo prese tra'suoi dila

Lorenzo i833 Gregorio


Indi questo

Mallei
XVI

romano, che nel


al

scepoli, per esaltar


cit
;

virt della semplidi


s.

elev

fu

anche discepolo

Gio. Evanle-

to.

Papa preconizz
a'

gelista. In

odio della fede fu condotto

chi d'Antiochia in parlibus Antonio Luigi Piatti

gato in

Roma,
il

e dilaniato dalle fiere nel


nel
i

romano

2 oltobrei837, gi

Colos'^eo nel

107, ovvero

io, altri

arcivescovo di Trebisonda in parlibus


e nel concistoro de'

ritardano

martirio ali 16, nella persecullo divino e

24 novembre i845

cuzione

di

Traiano. Scrisse diverse epiil

mg.' Gio. Nicol de'marchesi Tanara di Bologna, promosso dall'arcivescovato di Urbino, morto di recente a Nizza il 4 di-

stole riguardanti

la di-

sciplina ecclesiastica, e tratt


te:

divinamen-

De

Convenlibus ecclesiastici sj

Densa
ss.

cembre 853. Non solo Papi conferiscono il titolo patriarcale in varlibiis d'An1

divinoruni Sacranienlorumj
charisliaj De

De

Eu-

Or din ib us ecclesiaslicisj De

tiochia,

Anliochen
pure
in

ma

eziandio

titoli
il

vescovili e

parlibus sotto

mealui

ginibusj

Hierarchiae ecclesiaslicaejDesacris virDe jfjuniis, ec. Afferma s. Girolamo, ch'egli del Redentore cos
scris-

i\ei>\vao^Q[\Q^ono:Alniira^DevaseoDerbe,

Epifania, Cabala, Rosaj olire

gli

se:

Ego

vero post resurreclionem in car-

SIR
ne
lo

SIR
sii.

19

cum

vidi, et

credo quia
s.

Discepo-

da'decreti conciliari de' vescovi appell a

degno

e successore tu

Eroiie, vene-

Cesare allora Aureliano, che neg ascollarlo. Gli fu


r nel

rabile per piet e mansuetudine, e ne rebe testimonianza col

surrogato

Domno

che mos.

sangue sparso per


gli
la

la

273 ; Timone

vivea nel 2 83;


il

Ci-

lede l'annoi 3i. Nellostesso anno


cesse Cornelio, e

suc-

govern

chiesa

Anvir-

Santo dal candore de'coslumi, annoverato nel


rillo di

patria antiocheno detto

tiochena con opere ed esempi di rara


t sino ali 68.
sta cattedra
s.

martirologio

romano

tra 'confessori,

benla

Fu promosso
Teojflo
la

indi a quetra'di-

ch Mombritio asserisca che mor per


fede in carcere negli ultimi del
lo.
r

enumerato

IH

seco-

scepoli di

s.

Pietro, e

rese illustre col-

Tiranno
nel 3
I

resse la chiesa

3 anni e

mo-

l'indefessa applicazione,
resie di

confutando

l'e-

2; Vitale intervenne a
in

due con-

Marcione

e di

Ermogene, co'Ioro

cini,

uno celebrato

Ancira, l'altro in

MarcionilieErniogeniani:scis,ie pi vo-

Neocesarea nel 3i4, ristor molte chiese di sue Provincie, e in

lumi

a difesa della verit cattolica e


i

manvis-

meno di due anni


a suo

c di vita nel 82. Indi Massi mi no che


se sino al

manc
sa,

di vita,

avendo
1

tempo
il

l'im-

191; poi s. Serapione dottissisiino, morto pieno di meriti e di virt nel


2
I

peratore Costantino

dato pace alla Chielibe-

ed accordato

al

cristianesimo

3; nel

giorno stesso del transito del pres,

ro esercizio del cullo. Eletto per consenso di tutto


il

decessore venne eletto


ili

Asclepiade, che

clero

s.

Fitogonio, rintuz-

martirizzato nel 219; Fileto mor nel


5

z l'orgoglio di Ario e suoi seguaci, tenendoli gelosamente lontani dalsuogregge, e vol al cielo nel 3
1

^- Cabila in tale 2 3o ; Zebino ne! 24' anno fu eletto con generale plauso per

9.

Paolino

di

E-

la

sua singolare piet, esiliato nella per-

dessa mor nel

324;

o''

successe

s.

Eti-

secuzione di Decio, e ristretto in oscuro


e penoso carcere, mor martire di

stazio per l'eccellenza di sue virtcogno-

fame ed'angustienel 253,contemporaneamente a'ss. Urbano, Priliano e Jipolonio fanciulli

mnato
rea o

il

Grande,
le

gi vescovo di IJer-

A leppo,

eresse molti templi, visit

personalmente
cattolica;

chiese di sue provincie,

d'Antiochia, svenati per

la

profes-

scrisse pi volle in difesa della religione

sione cristiana. Fabio d' A|)amea disce-

da Costanzo imperatore

fu

per

polo

di

s.

Asclepiade govern Antiochia

insidie degli ereticifi.ycZ'/rt/j; confinato in

sino al
di rara

255; s. Demetrio o Demetriano eloquenza e piet, vero |)adre dei

Traianopoli, ove per fra mille patimenti


nel 340. Eulalio fu eletto nell'assenza di

poveri, zelantissimo dell'onoredi Dio,con-

Eustazio,
il

ma morendo dopo

pochi mesi,

tlann nel concilio provinciale d' Antiochia Novaziaiio antipapa e autore del
."
i

scisma della chiesa romana, e per


tire nel

la

per-

Eusebio di Cesarea, il quale per virtuosamente ricus di lasciare senza necessit la sua chiesa sebbene
clero
gli sostitu

secuzione di ValerianoeGullieno fu mar-

meno
quale

illustre, e vi fu

assunto Eufianio,

il

263. Paolo

di

Somosata

di costu(\q'

in

meno

mi

e dottrina perverso,caposelta

Pan-

luogo, e gi

due anni mor. In suo morto s. Eustazio, successe


di
l'eresia degli

occup subito la cattedra Antiochena; dopo 7 anni vi piant la sua eresia, onde fu condannato da Papa s. Felice I, ed anche dal concilio nazionale di
lianisli,

Placentio prete di Cesarea che visse nel

340 quando

len gran tratto d'oriente. Essendo


to Costantino
I,
i

Ariani avvemoressendosi dil'Asia, l'O-

suoi

figli

Antiochia del272 ne'suoi errori sulla fede

viso l'inqero, tocc a

Costanzo
le

come

eresiarca, deposto e spogliato della

riente e l'Egitto, Provincie

pi infette

sede; fu confulatoacerrimanienteda Mel-

dal veleno d' Ai

io,

ed

egli

degenerando

chiorre prete d'Antiochia, celebre scrittore ecctciia&lico;

dalla piet del [)adre,come proclive a quella

ma

l'miquu Paulo pel

."
i

peruiciusa scila, non lasci di sostenerla

20
con aidoif.l'.ipn
a se
la

SIR
s.GiiiIioI aveiitloavocato

SIR
stalo deposto, confinato nella Tracia
sostituito
,

causa

(li s.

^'Itamisio d' Alessandri,!,


d(ie conciliabo-

E vozio ariano d'Alessandria nel


onde
nel

ituk'tjtiainenle
li,

depostoda

3()o, che per visse pochi mesi,

lo

giudic innocente e restitu alla sua


i

36

gli

successe Doroteo, che professan-

chiesa,

pertinaci vescovi ariani die imtale risultato, vollero cele-

maginavano

l)iare in oriente altro conciliabolo, [)ro(t-

do gli errori degli ariani, in breve ne divenne capoparte e di nuovi errori ancora, co'cjuali molto afflisse il suo gregge.
Intanto
s.

taiido della solenne deilica7,i(jiie del tem-

IMelezioera ricorso a Lucife-

pio patriarcale d' Antiocliia, che piincipialo da Cuslanlino


1

ro vescovo di Cagliari e legato apostolico, protestando


eli

erasi

terminalo da
in

abborrire l'aderenza
restando Lucifero
sede per vacante

(Jostanzo, e con tale magnificenza che fu

degli ariani;

ma non
la

detto Douiinicurn

aureum; laonde

nu-

persuaso e tenendo
vi

mero di 3o e tutti ariani, separatisi da 60 cattolici, condannarono nel conciliabolo d'Antiocliia


s.

promosse Paolino fornito d'eroiche virt. Cos con tre patriarchi divisa l'ubbi-

Atanasio, e

gli sosti-

tuirono l'ambizioso e indegno Gregorio


di

dienza, fu scisma nella chiesa d' Antiochia e dur quasi 5 anni. 1 Sc/ii-aria1

Cappadocia. Tuttoci avvenne nel pa-

ni,

vedendo che
li

1'

imperatore Gioviano

triarcato di Placenlio. Altro conciliabolo fu tenuto in Antiochia nel

non
nato
se

curava, ricorsero a

344, per
parola
co/i-

dall'esilio,

s. Melezio torperch nel 363 radunas-

aboliiedal Sitiiholo Niceno


stislanziale,

la

ma

vescovi ariani non poi

un concilio in Antiochia, e alle sue determinazioni promisero soggettarsi, e s,

terono ingannare
ca ttedraStefa no
te gli errori la d'Ario,

padri Ialini del con-

Melezio

cilio di iMdaiio. INel

34^

assunto a cpiesla

\i sparse immediata mencheavea appreso dalla scuola

gli esaud. Lettosi in esso il simbolo jNiceno, 2y vescovi ariani che l'aveano abborrilo l'accettarono concorde-

mente.

11

Papa

s.

Z^rt/r/50

/a vendo scritto
i

ed aggiunta

perfidia alla pra-

lettere a Paolino, in cui apriva


spetti su V itale

suoi so-

vit de'costumi tentava per forza

ammor-

barne

il

suo ovile, (juando lu de[)oslo e


>

ApoUinnrisla e prescrivendogli quanto doveasi fare, furono cagione nell'oriente d'altri movimenti;

inori nel 3

j.

Eudossio discepolo del mar*


s.

tireantiocheno
la santit del

Luciano, degener dal-

poich erano esse una tacita


protesta, colla quale
il

ma

chiara
a ri-

maestro, olVendo incenso

Papa veniva
di
s.

agl'idoli; indi ader agli ariani, fra'quali

conoscere per legittimo vescovo di Antiochia Paolino, a


di

divenne
la

il

pessimo, occup con inganno

danno
s.
s.

IMelezio,

sede d'Antiochia nel 356,e resosi a tulli

che

si

prese gran pena

Dasilio zelan-

odioso, venne deposto dal sinodo di SeIcnciaj tultavolta ostinandosi ne'suoi er-

tissimo dell'onore di
tri

IMelezio, e
il

con

al-

vescovi orientali prese


la

consiglio di

Costanzo a occupare la chiesa di Costantinopoli ivibattezzaudo l'imperatore Valente, lo fece


rori, pass col favore di
:

spedire per

giurare di propagar

nell'

impero

l'aria-

Roma DoPapa ricevuta la lettera degli orientali, tenne un sinodo in Roma vi condann gli apollinaterza volta in
11

roteo prete antiocheno.

nesimo. Nel 36o s. Mdezio dalla chiesa di Sebaste pass a questa in conseguenzadelconciliodi Seleuciae percicol consenso pure degli ariani, uia per propu-

risli,

e riguardo alla contesa di Paolino

con

s.

Melezio, a quello die vinta


il

la

causa,
co-

senza per che rigettasse

2. "dalla
s.

munione

cattolica.

Di pi avendo

gnar

la

fede cattolica gravissimi furono

disagi che sofri di cai cere e d'esilio.

Quan-

do gli ariani assunsero alla sede Antiochena s. Mclczio, lemeudusidi uullil eia

rolamo interpellato s.Damaso I, le de' due litiganti partiti dovesse comunicare, rispose il Papa che comunicasse couPaoliuu. Progredendo uoudime*

Gicon qua-

SIR
no
Io

SIR
la clilesa

21

scisma a diviileie

tiochia, che per

morte
s.

di

d'AnEvozio e DoIra' cai-

tVAnn<;fasiopreleanlioc1ienn,aiinrc(1ell'eresia

che

hi 15.

Vergine

fb?se

madre

di

lolco capi degh ariani, reslava


tolici

Cristo,

ma

non

di Dio,

ed altre,the tutte

Paohno
si

IMelezio, nel

3"" per

troncarlo

celebr nella citt un sinodo,

s.

furono co' iVc^/or/Vz/i/condannaleda Papa Celestino I e dal concilio generale d'E-

ovesolosiconvennechesi riconoscesscper legittimo |)atriarca quello che sopravvivesse all'altro, ma tal progetto non (uappro\ato dal concilio
di Costantinopoli.
s.

feso

solennemente, ove intervenne

il

pa-

Di

poi l^aolino volle traiisigeie con


zio e finiie lo scisma,

Meleil

con dividere
,

reg-

giraento della chiesa

col patto
il

che chi
appro-

di loro sopravvivesse fosse

solo pastoI

Giovanni con numeroso seguito di prelati, per con Neslono tenne un conciliabolo. Di questo si pent'i, e nel ^"07. radunato un concilio provinciale in Anliochia, vi condann formalmente Neslorio e i Nesloriani , approvando quanto dal concilio d'Efeso erasi determinalo ;
Iriarca

redi tutto

il

gregge:

s.

Daniaso

indi nel concilio del 43:T detest e con-

convenzione nel sinodo del 3Ho, e limise alla perfetta comunione s. Melela

dann

le

opere perniciosissime

di A'eslo-

rio, e di

Teodoro

di IVIopsuesla e di

Dio-

zio.

Questi mor gloriosamente nel 38


Il

r,

e Paolino nel 38q.

virtuoso

s.

Flavias.

no prete antiocheno,
lezio, lu

nell'esilio di
al

Me-

doro di Tarso di lui fautori, e piene di bestemmie. A lui scrisse Papa s. Sisto III, e lo riconcili con s. Cirillo d'Alessandria,

grado patriarcale, ma non fu confermalo dal Papa: nel 3S4 celebr in Anliochia un concilio in cui condann gli eretici iS'(7rcq/r/, gi
assunto dal clero
anatem.'ilizzalidaquellodi Sida,eli chia-

Mortonel 44^ Giovanni, gli successe Donno Nepote che si pales seguace degli errori di Nestorio, e

siccome

li

professava

in parte Iba vescovo d'Edessa, nel concilio

provinciale d'Antiochia del 44-^ ^^


la

m distruttori della divina legge.


no lodalo per feceammirare
zelo,
la

Flavia-

obbligato Iba a fare

solenne professio-

prudenza e savie7za, Teodosio


I,

sua carit pastoralealla


in
gli

COI ledell'imperatore

maabi-

ne di fede secondo il simbolo IS'iceno: Donno continuando ne'suoi errori, nel 4^'^ fu spogliato della dignit dal sinodod'EfesO.

niera the ottenne la grazia per


tanti d'Antiochia

Massimo, quantunque

eletto per o-

cheaveano

infrante le

pera e favore degli eretici Enlichinn, fu


contuttoci confermato dal Papa
s.

statue di quel principe all'occasione d'una

Leone

nuova imposizione. Questo santo dopo il 4o2 fu ricevuto nella sua comunione da Papa s. Innocenzo I, mori nel 4"4i ^ ''
successe Porfirio di fede e di costumi perTerso;

la
lio

cui

si

umili, e mor nel 4^^- Basi-

ascese a questa sede nel


di vita servai di

456, il cui cana tutti


i

dor

norma

ve-

scovi d'oriente, e pass a miglior vita nel

ma dopo 4 anni
pace
in

colla sua

morte

.si

ristabil la

questa chiesa. Alessanpalriaica,

4^9- Acacio visse i-l mesi, indi Martirio che procur con sommo studio di .slabi
lire nel clero la disciplina ecclesiastica,

dioche ne divenne
store

come

pal'in-

ma

veramente apostolico, adopr

calunniato e pei turbato da Pietro Gnaffeo detto Fullone dall' impiego di lavar panni mentie era monaco degli ncemeti\ dopo 2 anni si dimise proferendo con amarezza queste parole Clero immorige1
.

gegno e il valore per abolire le scissure che da 70 anni l' affliggevano, termin lo scisma e raori nel 4 Giovanni che gli successe, per la grande aderenza con
'

INestorio e suoi seguaci,

si

rese a lutti sosi

ro,

spello de'loro errori, da'quali poi


vide. Vestorio

rav-

avea occupata
,

la

sede di

popido rebelli, et Ecclesiae contami" nolae reunncio, <:eri'ata interini )iihi uncerdoti^ di^nitule. Dopo due anni ad istanza dell'imperatore Leone
1

Costantinopoli
s.

donde era

stalo espulso
gli

ripreseli
fer-

Gio. Crisostomo, e adottali

errori

governo

della chiesa, e

mentre con

22
Tore
si

SIR
nppltcnva alla riforma dei
riti

SIR
o

Antiochia, condannati
e

come

Eiidchnni,

^\e'ci)slum\,ne\^'J^i^^^ut^\.o[\\\'\m^)e\oZe

Fulloneanche come invasore della chic


Antiochena, ed eretico apollinarista,
le

noneerelico enlicliiano, questi che molto favoriva il Frullone, rimosse Martirio


d.nlla sctle

sa

sa-

belliano e teopaschita, e per

parole da

e con tlispotico eililto


:

gli

sur-

rog

il

competitore

ritiratosi

Martirio a

lui aggiunte al Trisagio. Fullone mori nel486,ereutichiano l'alladiosenz'altro

\ita privala nella Cnppadocia, tranquil-

titolo col favore de'suoi settari s'intruse

lamente mori

nel 4*^4- Fiillone perfido,

nella sede, turb la pace de' cattolici nella sua vita fu

lano d'onori,
Antiochia

religioso iniquo, ostinato


la

come Fullone, morens.

seguace d'Eutiche, invase


col patrocinio di

cattedra di

do
il

nel

496-

vescovi delle provincia al-

do
ne

era conte d'oriente, e

Zenone quanvi comunic il

lora

nominarono patriarca
i

FlavianoII,

quale con valore corrispondente alla

contagio del suocuorejindiesiliatodaLeoI,di notte fugg"i d'Antiochia, e sicco-

sua gran virt propugn decreti del concilio


titi
tli

Calcedonia, rintuzzando

men-

me Follone

brigava per ritornarvi,

vi si

litigi
si

degli avversari, ed in questo a

opposePapa S.Simplicio, ma appena morto l'imperatore Leone I vi si reslilu'i ad


esercitarvi la sua perfidia.

lui

aggiunse Elia intrepido patriarca di

Gerusalemme.
tisi
il

Ma

rinvigorite le fazioni

Pi volte
s.

pri-

degli eulichiani e degli ariani, e

adunaIo re-

valo Fullone con sentenza della


della
te nel 477>'' clero cattolico

Sede dignit usurpa la,espuIso nuovamencon clamori


,

inconcilioi loro vescoviin Sidone verso


I

5i

esiliarono

s.

Flaviano e poi

strinsero in ca rcere in Petra, ove per


rest fia'disagi e mor. Severo di
poli di Pisidia gli successe:

di gioia elesse patriarca

s.

Stefano

ma
ca-

5 anni Sozoi-

dopo 6 mesi
1

mentre celebiava fu cruil

da

gentile,

delmente ucciso dagli eutichiani e

dolatra e

mago

si

fece cristiano,

monaco

davere gettalo neirOronte. Nel medesimo 479 Acacio di Costantinopoli gli die per successoreStefano il Giovane^ seguen-

ed eutichiano. India pattididovere abolire dalla chiesa orientale


il

concilio di Cal-

cedonia, fu dall'empio imperatore Anastasio


1

do

se sino al

Papa s. Simplicio, e vis482, In questo per 1' elezione del successore fu celebrato un concilio in
il

consiglio d

eletto patriarca verso

il

5 16. Di-

venuto capo degli

erelici Severiani,i\x tal-

Antiochia,oveda*vescovi provinciali nella


basilica patriarcale, e

co'com uni suffragi


la tra-

fu scelto Calendione di angelici costumi

mente infesto a' cattolici, che gareggiavano in lui l'iniquit e la fierezza. Questo mostro profan la sede 6 anni e quasi un mese. Paolo II nel 52o gli successe
a lui simile in tutti gli errori e nella pravit de'costumijforse pe'rimorsi della pro-

e d'eminente piet, e fu decretata


slazione del corpo di
s,

Eustazio patriarca

da Filippi ov' era morto, e con solenne pompa fu eseguita. Calendione seguendo il costume de'catlolici suoi predecessori,

pria coscienza

si

dimise dopo 3 anni.

Iiuli

Eufrasio prete santissimo della chiesa gerosolimitana, rest ucciso nel terribile terdel 525. Dipoi s. Efrem o Eufiamio d'Amida conte d'oriente, di rara piet e dottrina, essendo stato preposto

mand
to da

il

vescovo Anastasio a prestare ubal

remoto

bidienza

romano

Pontefice. Confina-

Zenone

in Oasi di Tracia per ope-

ra d'Acacio, che poc'anzi avea ricevuto

a riparare le rovine della citt, per universale acclamazione de' vescovi e del clero
fu assunto alla dignit patriarcale. Scrisse

Fullone nella sua comunione, termin di viverenel484. Fullone ii'vase nuovamente la cattedra,

ma Papa

s.

Felice

II

detto

scomunic Acacie come autore del i. Scisma fra la chiesa greca e la latina, e come fautoiedi Fullone falso vescovo di
111

egregiamente contro Giacomo Siro, capo della setta de'giacobiti e contro gli errori di Severo: visse nella cattedra 18 anni
e

mor

nel

546. Subilo

gli

successe

Don-

SIR
nino che non fu punto degenere tla'suoi
cosluiiii,

SIR
nobrardoi
se
2; poi

23
la

vuole che
i

sode vacas-

intervenne
1

al concilio di

Costan-

22 anni, dopo

quali succedesse

Ma-

tinopoli del
silinno del

55 e mor nel 56 1. il bamonte Sinai s. Anastasio Sichiamato anche


lo

cedonio eretico, e dopo 8 anni fosse eletto in Costantinopoli nel 638 Giorgio eretico monotelila, e

natta
sio
il

(cos fu

solitario) di rara austerit,

tudine e altre virt,chc

Anastamansueresero un pros.

che dopo 5 anni


il

ve-

scovi eleggessero Macario,

p.

LeQuien
ri-

riportando un tratto

di detti

Annali,

digio di quel secolo e chiaissimo sciittole ecclesiastico. Ala invidiando


la

marca maggiori discrepanze. Teofane basiliano di Sicilia fu eletto dal concilio di

gli

empi

lianquillit di sua chiesa, lo calunnia-

Costantinopoli del
In quest'anno
il

680

mor

nel

686.

rono d'axerne dissipalo l'erario, e ripugnato agli editti di Giustiniano I a favore degl'Incorruttibili, e perci esiliato e solo
nel

clero d'Antiochia elesse in

successore Costantino diacono della chiesa siracu'.ana e rettore del patrimonio della

dopo 23 anni

reintegrato,

599

ciica.

Gregorio, molto
io,

morendo commen-

chiesa romana in Sicilia, creduto un compendio di virt, mentre era di sensi


e di

dato da Evagi
tale e^ilio, e

resse la chiesa diu'ante

Baronio l'annovera fra i legittimi patriarchi, pel decreto d'un sinodo che ingiustamente per compiacere
il

mille errori, onde fu biasimato

costumi pessimi e contaminato da Papa Co-

informarsi di
sta
il

none per averlo ordinato, senza prima lui dal clero romano giusavio costume:
i

l'imperatore depose

s.

Anastasio

mor

vescovi provinciali

oppresso da'dolori articolari nel 595. Nel

il

patriarca di Costantinopoli ricorseII,


il

5q9
che
rio

fu eletto

s.

Anastasio

II

il

Giovine

ro a Giustiniano
nistri lo fece

quale da'suoi mi-

fece la professione di lde in presen-

porre
fu

in carcere,

ove miseli

za de'vescovi e
1
:

mand

a I^ipa

s.

Gregola

ramente mor. Gli


secondo
i

surrogato Tommaso

promosse con

tale zelo e

ardore

citati

Annali, o Alessandro
1

religione cattolica, che per rabbia da'giudei fu con pii ferite ucciso, trascinato
il

come vuoleGenebrardo,che visse 6 anni


aggiungendo che la sede vac 40 snni altri scrivono che nel 699 la reggeva Aimerico. Secondo gli Anna." nel li, a Tommaso successe Giorgio
e mor nel 702,
:

coipo per
nel 609;

la citt e

gettato nell'Oronte

ma Bonoso

conte d' oriente ven-

dic tanta enorme crudelt, con orribile

1 1

stragedi que'scellerati. Gregorio


sino al

11

visse

anno

di Chalif

Habdelraalech principe

637 quando

la citt (u

presa e di-

de'saraceni che regnava nell'Egitto e nella Siria nel

strutta da'saraceni. Anastasio 111 fu

chiato degli errori de' giacchiti

macmor

686. Visse Giorgio 24amii,


sede. Teofilato fu eletto nel
i."de'soldani

3o vac
sotto

la
il

infelicemente nel 677. Macario capo dei Monoteliti appena assunto al patriarca-

744

Almanzor, ego-

vern 6 anni; Teodoro


liato da' saraceni
;

nel

701
1

e fu esi-

neg l'ubbidienza al romano Pontefice, indi temeraiiamenle opponendosi al


to

si

fece

rappresentare
1

nel

787

al

concilio di INicea

da due vela fine

concilio celebralo in Costantinopoli nel

scovi provinciali,
secolo, e

mor verso

del

G80,

fu in

pena del suo ardire spoglia:

vac io anni
fu eletto dal

la sede.

Teodoro

to della dignit

si

rec

in

Roma

per ap-

armeno
dell'

sinodo provinciale
7 anni.

pellare alla

s.

Sede,

ma

perseverando nel-

81

I,

sotto

il

soldano Basidio Aba1

la sua empia credenza, ivi mor probabdmenteimpenilcnle nel 708. Qui la cronologia de'palriaichi discorda cogli An-

sade, e govern circa

Giobbe

nel-

829 regnando
1

il

soldano

Almamone,

govern3 anni, seguili da 35di vacanza.


Nicolao creduto prete della chiesa damascena, neir864 sotto il soldano Alvatechio, e visse sino
all'

nali d'Eutirhio patriarca d'Alessandria,


il quale dice che s. Anastasio 11 govern 6auui, mentre BaroDo scrivalo, e Ge-

887. Stefano

eletto

24
chi mesi.
o.o
IS'eir

R
Taddeo,
visse

SIR
piet nella chiesa Antiociienn.
si

palriarcn nel spp;nente anno, govern poS8() circa

oppose

anni e 3 vac

la sede. iNel

900. Simo3. Elia

energicamente al patriarca di Gerusalemme clic gli usurpava alcune provincie, ed


a tale elfelto invi legati a
le 11,

ne detto Zarcaidf. e mor nel 91


nel

9
il

1)

dollissimo, sed

28 anni

patriarcato
il

dopo
il

la

4 vasna morte. Mae

morendo

nel

governo. Rodolfo
la

Papa i'asquadopo 3() anni di occup con artifizio


3()
il

cario

visse circa
il

960. Col suUVagio


s.

sede, e col favore del popolo corrollo

di tulio

clero, per le sue rare virt, gli


il

da'suoi doni, contro

consenso dell'ardi

fu sostituito

discepolo
la
il

Mario arme-

cidiacono Lamlierlo, e
rit ricev
il

propria auto-

no

Dio comprov

sua santit con

pallio patriarcale dall'altail

molti miracoli. Rivolto

suo animo alla


dignit a

re di

s.

Pietro; n qui terminando


il

suo

peregrinazione de'sanli luoghi di Palestina,

ardire, pretese contendere

Priinalocol

spontaneamente cede

la

romano
la
te
si

Pontefice, a cui neg del tutto


Il

Eletiterio. In

Gerusalemme
recandosi
in

pat vari di-

dovuta ubbidienza.
vi

clero altamenII
,

sagi dn'saraceni, molti deVpiali convert


alla fede. Indi

condolse col Papa Innocenzo

il

pellegrinag-

gio per l'Europa, visit molti santuari e


sagri cimiteri de'marliri, restando inPian-

deput legato apostolico il cardinal Alberico vescovo d' Ostia. Giunto questi in Antiochia, vi radun neh 142
quale

dra nel monastero

di

s.Bavone, ove mor

un

concilio di tulli

vescovi di Siria_, e

nel 1012. Eleuterio visse sino al

1028,
si

citato

Rodolfo

a comparirvi, rec in sua


insussisteuli,

quindi Teodosio nelio3o e col rpiale

difesa

molte prove

che infiscali,

termina
nel

la

cronologia Alessandrina. Ea-

debolite dal

numero de'testimoni
_,

ronio coir auloiit di Teofane dice che


'jf\i col

ed esaminata ad istanza del clero

la for-

permesso d'Alvalid principe

ma

di elezione

legli

arahi, fu assunto alla sede patriaril

dichiarala
rest
t
;

comune decreto nulla, e dopo 4 anni di governo


fu

per

rinomato Stefano, che dopo due anni ehhe a successore Teofilalo patrizio
cale

d'Edessa

assai loilato, e

per aver appel-

lalo dal doojinalorearabo all'imperatore, fu

confinato nel paese de'moabiti, oil

ve sopravvisse 6 anni, dopo

quale dice
patriarnella pi

condannalo e deposto dalla dignipena nel vicino monastero di s. Simone Stilila, ove con segni almeno esteriori di penlimenlo moli: Almerico di Limoges col suffragio di tutto il clero fu promosso alla dignit paindi fu racchiuso in
triarcale.

Terzi che non


chi sino a'Iatini.
diftisa

si
II

trovano
p.

altri

Era

in quel

tempo principe

di

Le Quien
II

Antiochia Piaimondo parente


do,
il

di Golfre-

e completa serie de'palriarchi di


registra iseguenti.
i

quale avendo preleso

d' arrogarsi

Antiochia, <lo[)o Elia

alcuni diritlie preminenze proprie del patriarca, fu cagione di gravissimi disturbi


il clero e popolo antiocheno, anzi passando a pi detestabili eccessi imprigion Ainierico, e dopo alcuni mesi a istanza di Baldovino III re di Gerusalemme,

Teodorol li, Basii iol I, Pietro II I nel o53, Teodosio 111, Emiliano delioySj Niceforo del 089, Giovanni IV in tempo del
1

tra

quale fu espugnata Antiochia da'


il

latini.

Anche della precedente serie p.LcQuien riporta altri non conosciuti dal Terzi, ma
dalla brevit sono impedito d'entrare in
altre discussioni.

fu rimesso in libert e visse sino al


circa. Indi

88

Narra
1

il

Terzi, che sote

tralla Antiochia nel

098

prima

di

Geil

Rodolfo II, a cui scrisse amorevolmente Papa Innocenzo III; le pregiale doli del suo grand'animo lo resero
caro a
la

rusalemme
tio le
i

dal giogo de' saraceni,


vi

i.

tulli

principi dell'oriente.
le

Dopo

patriarca di rito latino che


Ialini fu
il

sed regnauil

sua morte per

gare insorte (ra'prinle

riferito

Rernardo,
il

qua-

cipi

dominanti, e per

controversie re-

con

sommo studio

ristabil

cullo e la

ligiose sollevale fra'callolici egli scismati-

SIR
lungo tempo la sede vacante. S'in(iiiseTcodoio Balsaaione caitnhuio della chiesa di Cosfanlinopoli, ed eletto dai veci,

s
soggiacque
ni e

p.

?.

rest

alle loro accanite persecuzio1

mor nel 2C)G, venendo da'maroniti


fior

registrato nel catalogo de'ss. martiri. Gio-

scovi scismatici

per

I'

odio che nutriva

vanni
al

ncliSoG
di
i

e scrisse pi lettere

pe'Ialini, raccolse

molli decreti apostolici

Papa, piene
di

ubbidienza e d'umilt,
suoi giorni
I

e conciliari,

rori, e alcuni

frammischiandovi iidlniti ercanoni denominati di suo

e chiuse in quiete

dopo 38

anni
cf) si

governo. Davide

essendo cattoli-

capriccio apostolici, che dalla Chiesa

non
la-

contamin per opera d'un eremita

furono mai ricevuti n approvali, e


sci di se infelice

degli errori de'giacobiti, e fu rimosso dalla

memoria. Continuanp.

cattedra.

Davide

li di

candida fede e orsped


i

do

la

serie de'patriarchi Ialini col Terzi,

nato
nel

di

morali

vii tu,

suoi legati

confrontandola colla gi riprodotta del

LeQuien,si vedranno le varianti. Nel 1219 Raniero, m cui lode scrisse al il cardinal
clero e
a questi

popoloOuorio prolung la
il

11

I.Se

il

p.

Le Quien
di

1438 al concilio di Firenze, dove il Papa Eugenio IV gli confer il titolo e le insegnedi patriarca d'Antiochia. Nel i47 Giacomo Pietro ricev un breve da Papa
Nicol

vita con probabile

e altro dal successore Calisto

durala,

Terzi

gli

die

20 anni

goveri

no. Elia latino

gli fu

surrogato nel 243,

in, ne'quali fu riconosciuto patriarca antiocheno. Pietro eletto nel 1 4G8 sottoscrisse la professione di fede

e per suo fatale destino presa Antiocliia

che

mand alPapa

da Bandecar
pi

fiero soldano d'Egitto,

non
al-

per Grifone prete, e mor nel 1492. Si-

nitri latini

o franchi salirono questa


il

mone alla cui


ne
si

piet

raccomandPapaLeoi

cattedra (mentre

p.

Le Quien

ci

X con

ispecial

breve

cattolici disper-

cuni palriarchi,almenodi titolo,chiaraan-

per l'oriente, sped un legato al con-

do con
piii

altro

nome

il

patriarca che rest


la citt

cilio di
Il

Laterano V, morendo
onori, e mor

nel

1323.

vittima neir eccidio)^ n


dall'antica figura.

risorse

successore IMosc Accarense riport dal


soliti titoli e

Un

misero avanzo
ritir tra'gio-

Papai

neh 565.

del clero e popolo fedele

si

IMichele visse fino al i58o. Giosefto pel


I

ghi inaccessibili delLibano,abitali dai


leniti cattolici.

ma-

."introdusse nella chiesa orientale l'os-

Simone che

in

quel tem-

servanza del Caleiiflario GregorianOj e


fin di

po con
rita

titolo di patriarca

reggeva quella
la

nazione, accolse amorevolmente

smar-

gregge scrisse IV l'agguagliandolo


:

al

Papa Alessandro
s.

vivere nel i6o5. Giovanni cognominato il Santo per le virt che in grado eroico in lui risplendevano, illustr e
listor l'afflitta chiesa orientale; fu caro
a'Pa[)i,

di quella cristianit

ossequiosa e ubbidiente alla

Sede, e ne

ottenne il titolo e dignit di patriarcad' Antiochia, e cos


i

nel

successori. Daniele gli suci 1 .

ne riport doni e onori, e mor i633. Gioigio riusc carissimo a Urbano Vili, da cui ebbe olirei titoli edoni
ragguardevoli, il pallio [)atriarcale col bre-

cesse e visse circa

so

il 28 Luca promosappena a quella cattedra, cadde infe-

ve

liceniente negli errori de'monoteliti, e

il

popolo fedele che temeva contaminarsi


quel male, procur l'adunanza d'un

di
si-

nodo
voti

di molti vescovi,

presiedendolo

Ili-

nierico visitatore apostolico, ove a pieni

Non aruit opinino, e mor neh 645. Giovanni Bualio chiaro pel rigore della ilisciplina monastica, propaga mezzo dei suoi vescovi la religiotie cattolica in molte citt d'oriente, e colmo di meriti pass di vita neh 660. Gioselfo Achele Accurense subilo
Pape
gli gli

Luca

fu deposto.

iN'e

290

gli

venne

successe, consegu dal

surrogaloCabriele.che con fortezza corri-

onori e insegne patriarcali; scrisse

spondente

al

candore

di

sua fede, propu-

in verso eroico De. Priinalii Ponlificis

gn

la

religione cattolica, estirpando gli

e govern ([uasi 3 anni.

Neh 664

Gior-

abusi seminati da'nemici nel gregge;


VOL. LXVH.

ma

gio Betlleni peritissfmo nelle sagre sto-

5.6
rie,
i

R
tla

ricev con breve

Alessandro VII

loscrisse gli alti


creti

il

Papa

fece diversi de-

consneli onori, e govern 7 anni. Slefa nollensc dolio e perito nelle lingue, gin

per

la

riunione

alla chiesa

romana
ebbe

de'siri,

maroniti, caldei, giacobili e altre

alunno del Collegio Ilaroni(ad\T>^oma, consegu da Clefallo pai riarca nel G7 mente X il pallio e le preminenze di pa1
1 ,

sette d'oriente,

ma

nella pi parie
1

poca durala.
chele roleo
III,
II,

A Doroleo

successero Mi-

Teodoro V, IMichele IV, DoI

d'Antiochia; vivea a tempo del Terzi, col qunle perci termina la serie. Ma siccome egli la fin co'maroniti,ch'
triarca

uno de'4
so
il

patriarchi antiocheni, compreil

litolare latino, gli altri essendo


il

gre-

Michele V, Doroteo 111, Gioacchino IV del 564, Michele VI del 576, Macario 11, Gioacchino V, IMichele \ li del 582, Gioacchino VI, Gioacchino VII dell 5c)3, Doroleo IV del 1610, Atanasio
1
I

co-nielchile ed

siro, tutti cattolici at-

tualmente, e bramando
cessione di quello de'
possibile, riporter
i

io di

dare

la

suc-

siri,

per quanto

registrati dal p.

Le

Quiendopo
si

il

suddetto Giovanni iV, che

dei6i8, Ignazio 111, Cirillo IV del 1628, Eutimio II, Eutii'.liio, Macario 111 del 643, Cirillo V, Neofito del 673, Cirillo secando nel 686, Atanasio IV del 1724, Cirillo lertio, Anastasio secando,
III
I

trov nel

oqS

alla presa

d'Antiochia
rec a Co-

Serafino, Cirillo

VI
s.

cattolico del

733

\i\

faltada'lalini,e non coiifacendosi co'Ioro


usi e riti, part dalla citt,
si

comunione
le

colla

Sede, Silvestro scisma1

licoepatriarcad'Aiitiochia

62,, col qua-

stantinopoli e di lui tratta Fausto Naironi

maronita, Dissertatio de origine, nomine, et religione maronitarnni. I seguenti


patriarchi quasi tutti greci lo furono nella
titolo, per cui di loro, meno alcuno, si hanno poche notizie, e denomi: fecero residengli altri appena za in Aleppo o Cerrea, ed in altri luoghi.

termina la serie il p. LeQuien. All'articolo Seleucia, arcivescovato dipendente


dal patriarca d'Antiochia, e nel

VI

secolo

CaltoUco
tai la tai

ossia patriarca de'caldei, riporSCI ie

pi parte di

loro

cronologica, fra 'quali nole ve-

que'patriarchi che professarono

rit cattoliche e resero

ubbidienzaalPapa,

A Giovanni IV patriarca sirod'AulioTeodosio 1 Vo Teofilo, indi Giovanni V, poi Soterico eletto dal pacliia successe

di

triarca di Costantinopoli, di rea dottrina,


5. per cui fu dannato nel sinodo deli Atanasio 11 bened il matrimonio di E1 i

come fra gli altri nel i553 a Giulio HI Simone o Giovanni Sulaka, e de'successori ortodossi, come Abdjesu o Servo di Ges monaco di s. Antouiodottissimo, che ottenne da Pio IV la conferma di patriarca
la

massimo de'cristianidiMuzale neli'i-

Siria orientale, la cui professione di


fu letta nella sessione

manuelcComneno con IMa ria figlia di Raimondo conle d'Antiochia, neh 178 Simeone li, Teodoro IV Balsamone nel
1
I

de
di

22

del concilio

86,Gioacchlno l,nierotheooDoroleo,

Simeone III, David, Eulimio 1, Teodosio o Teodoro V il Piincipe, Arsenio, Cirillo 11, Dionisio
I,

Cirillo 111, Dionisio II,


1,

Trento, e da lui soltoscrilta a'7 marzo i562, onde il Papa gli die il pallio e ricolm di (Ioni. Di questi due prelati tratta ancora ilPiazza neW Euse\'ologio Romano ijCap. 3: De\'escovi di Soria Irat. Siria. Ivi parla de'due patriarchi di Siiia,
f

Sofronio, Giovanni VI,lMarco


l,

Ignazio

l'uno de'nesloriani orientali, l'altro de'nestoriani,


i

Pacomjo
l'acomio

I,

IMichele l,nel

378lVIarco
11,

quali diveise volte furono

am-

II,

11,

Kicoue, Michele

Pa-

messi alla comunione roniana; e che A-

comio HI, Gioacchino 111, Marco


roteo
I

111,

DoFi-

bdjesu tornato

lieto in oriente

consagr

che intervenne

al concilio di

diversi aicivescovi, vescovi e preti cattolici.

renze celebrato nel 1 43c) da PapaEugenio

A Giacobiti parlai

di diversi palriaichi

IV

per l'unione della chiesa Greca alla

chesi riunirono alias. Sede,

come di Nehe
in

Ialina, a

mezzo del suo

vicario che ne sot-

me a

Gregorio XII J, portandosi

Roma

SIR
ove ferm
zi
,

SIR
il

27

la

sua dimora. Nnrra


la

Teril

ncqnistalo

il

che dopo

mela

del secolo

XVII

dino, (irlo e

patriarca de'siri che risiedeva in Aleppo

Sanit posta
ria lAIaggiore

ameno con casa, giarchiesa della Madonna della in via Felice presso s. Masito

chiamalo Eusebio,
zia uelle

di rara piet e peri-

materie conciliari, per opera dei


si

rinale,
trizio

leresiani scalzi

umili alla

s.

Sede, per

tra'Monti Viminale e Quipoco lungi duir antico Vico Pae sugli avanzi delle famose terme

cui

Papa Innocenzo XI voleva dargli un


la

coadiutore per agevolare


de'siri eterodossi;

conversione

Novaziane e Timoline. Questi locali da pie persone erano stali donati aBcnfrU'
Celli

ma

tolto di vita e suc-

pe'convalescenli del loro ospedale, e


il

cedendo

in

suo luogo altro patriarca male


il

[lercio la chiesa prese


ria della

nome

di

s.

Macar-

afletto a'cattolici, tolse alla chiesa

pro-

Sanit; supplendo a quanto


la

man

fillodi quelleanime. Poi fuelello patriar-

cava per

cotnprit.i scudi
vi

i5oo

il

ca

Andrea che
s.

rese id^hidienza al Pa[)a,

dinal Pamphil),

riserv l'accesso al

ed a questi fu sostituito Pietro ossequioso della

Sede. Gi all'articolo Antioil

giardino per sollievo e ricreazione degli alunni del Co//eg^/o //irt/jo, ove sono ammessi anche
lora prese
s'
il
i

CHiA

feci

ricordo, che

patriarca de'siri
de-

giovani
di

siri.
s.

Pietro con
clinare del

altri prelati nazionali, nel

nome

La chiesa alEfrem siro,e vi


siri

XYII

secolo dall'eresia ven-

incominciarono a celebrare dai


riti

con

nero all'unit della vera Chiesa, scriven-

abiti e lingua siriaca,! sagri

colla pro-

do
tali

alla

Congregazione di propaganda fi-

pria liturgia siriaca, e la festa del santo,

de, che rappresenta la s.Sede cogli oriene altre nazioni.

Questo patriarca

si

re-

ornamento e splendore di sua nazione, g febbraio Gi)^, trasferita dal i. "in cui
I

ai

se

c in

Roma

nel i(3(jG, con altri vescovi


accolti

ne
gio

fa

con elogio nieniora nel martirolo-

paternamente
insieme

da Innocenzo XII, Isac. Abbianio dal citalo Piazza, che pubblic l'oal di lui

romano, con l'intervento d'alcuni car-

coadiutore

dinali, e cosi

dopoiSoo anni

si

vide in
il

Roma tal funzione, come esprimesi

con-

pera nel 698, che l'ultimo vescovo sire


I

a'

suoi tempi venuto in

Roma

all'ubbi-

temporaneo Piazza. Siccome la congregazione di propaganda nel 1748 volle alienare


tali locali in

dienza del Papa, fu Atanasio Safar ve-

favore de'niinori conil

scovo di Mardin,

il

quale col proprio de-

ventuali, per foiinar vi

collegio delle loro

naro e con quello questualo nella Spagna e donato alla congregazione di propaganda, espose a questa
lo
il

missioni di Moldavia, di Costantinopoli

suo desiderio e quel-

de'vescovi cattolici di sua nazione, che


afline d'avere in

fosse investito a favoie delle chiese della

onde religiosi chiamarono la chiesa di s. Antonio pel quadro che vi posero all'altare maggiore, cos delle comprile e vendile e delle localit mee d'Adrianopoli,
i

medesima,
le

Roma come
ospile

glio parlai nel voi.

XXVI,

p.

12G.
si

La naVI
se-

altre nazioni orientali

un proprio
il

zione sira,

come ho

narralo,

divise daldel

zio,

con chiesa ove potessero esercitare


rito siriaco

l'unit callolica circa alla

met

sagre funzioni secondo

loro antichissis.

colo, segu gli errori de'giacobiti e de'ne-

mo

approvalo dalla
siri

Sede.

sloriani principalmente, ed

ebbe due ean-

E che l'ospizio servisse non solamente per


abitazione de'vescovi

che
r

tre patria reati


si

conteinporaneijche pe-

che

si

recava-

neh 700

ridussero

noaRoma autorizzali dallacongregazione di propaganda, ma ancora di altre persone


di quella

Pont, de propaganda fide ,

aduno. Nel Bull. t. 3, p. 338, si

legge l'eruditissima lettera apostolica di

nazione e con quel lego-

Benedetto XI V,////<2fwe5/<H/,de'25 marzo 175^: Syriacis


et

lamenlo che

fosse piaciuto alla congrela

Anncnis

in Lali-

gazione stabilire,

quale

fece

il

tleoreto

noruin Ecclesiis sacra pera genlihus prpriui/i riluin sirvari praecipilurj niis'

per l'isliliuioue dcHOspizio. Pertanto fu

28

SIR
in pati iarca,

SIR
tornalo in Siria mosse guerra
a mg.r Giarve, che si rif(Jgi nel
di

sionaviis dtiiegalurfacultas lUspensancli

eosdcrn syriacos etarmcnos super absdncntia a piscihus jcj'unii tempore: oinnes


dvtiique graecos et orientales
ritits

con-

sen-andos esse decernitiirj tnoneiUurqiie


missionarii, ut in orienlalibus convertendis,

Resroano MonleLibano. Trovato ivi sicuroasilo, fond un monastero a cui die il titolo di s. M.'' Liberatrice, dello Sciarphe,\ooihQ
costitu per se e successori sede del patriar-

eos ab crroribus, et schismate revo-

cato antiocheno de'siri cattolici. Per prov-

cent,

non a suis approbatis ritibus avertant. NejSi il patriarcato antiocheno fierissi(le'siri, per la morte di Giorgio 1 nio nemico del nome latino, torn a'cat1 1

vedere
sotto
col
I

alla slabilit del


la s.

suoi beni, supplic


la

monastero e dei Sede a riceverlo

sua protezione; e Pio

VI

l'esaud

breve Exposuit nobis, de'22 maggio

tolici

per opera di mgr Ignazio Michele Giarve vescovo allora di Aleppo. Questo

prelato era nato e involto negli errori dei


monofisili, prevenuto per dalla divina
{grazia, e
la

mosso dalle
la

lettere

che

gli scrisse

congregazione di piopaganday?^^, nel


lede cattolica.

1773 abbracci
paganda

La

pro-

assicuratasi della di lui sincera

conversione, prima lo dichiar amministratore e poi vescovo della chiesa soria-

787, Bull, citato p. 20I. Avendo il paperduto suoi beni in patria, e per la fondazione del monastero si trov gravato di debiti, laonde sped in Roma mg.' Saffar per implorare qualchesussidio: la congregazionedi propaganda non solamente lo soccorse, ma per mezzo del nunzio di Madrid ottenne dal redi Spagna un diploma onde potere questuare in America. Ivi recatosi mg.r Saffar, ractriarca
i

na d'Aleppo. Passato a peggior vilailsuddettoereticoGiorgio 111, mg.'Giarveconsigliate da'suoi e autorizzato dalla

colse pi di 35,oooscudi,detrattelespese,
e quindi l'invest a

Roma

in

Luoghi di
scudi,

conI\Iar-

Monte j

quali per le vicende narrale in


si

gregazione di propaganda corse a


din, occup
vi
la

quell'articolo,

ridussero a

53go

sede patriarcale de'siri che

era stabilita, richiam alla vera reli-

coll'annuo frutto di scudi 227. Ultimamente si dividevano tra il patriarca co-

gione e convert

vescovi col clero e


Il

5oo
ve-

me arcivescovo di Gerusalemme, e
nastero Ragmil di
s.

del popolo, tutti eretici giacobiti.

il moEfrem fondalo da

scovo di Babilonia
roiidot de

mg/Gio. Battista MeVouborn della Franca Contea,


morte
r

ch'erasi trovato alla

del patriarca,

mg.r Numetalla Rodsi arcivescovo siro cattolico di Damasco, che nel 1739 profess la regola di s. Basilio. Era ufficio di
que'monac'i
l'istruire
i

e avea

impegnalo
il

mg

Giarve a procuche
in
i

fanciulli e

gio-

rarsi l'elezione al patriarcato, ci


riusc, volle

gli

vani de' vicini villaggi. Soccorso dalla pro-

vescovo portarne

egli stes-

paganda,
rio, tanto

si

dovea cambiare

in

semina-

so la consolante notizia a Pio

Vi

Ro-

ma. Ivi il Papa nel concistoro de' 5 dicembre 1783 ne conferm l'elezione, e gli confer il pallio previa la sanazione da qualunque difetto. Nel t.4)P-235 del citato Bullarinni,
si

pi che la medesima somministrava ancora annui scudi 200 per l'ducazionedel clero cattolico. A mg. 'Giarve successe nel patriarcato a'20 dicembre 1802 mg. ^IgnazioMicheleDaher d'Aleppo, che nel 1810 rinunzi riservandosi

riporta l'allocuzione

di Pio VI, Juciindiun nobis, per la pre-

la

sede d' Aleppo. Mg.^ Dionisio Midi ricevere l'istituzione ca-

conizzazione del patriarca, e

gli atti
Il

per
par-

chele Hadaja arcivescovo d' Aleppo a-

l'istanza e concessione del pallio.


tilo

bdic prima
nonica.

scismatico ne rest irritato, e l'ere-

Fu

eletto

tico vescovo

Matteo

si

port in Costanlui riconosciuto

traslato dall'arcivescovato di
agii

mg. ^ Ignazio Simeoni, Damasco,


indi a cari

tinopoli, ove ottenuti potenti firmani dal

8 mar0i8i6da Pio VII,

gran signore acci fosse

gione di salute anch'eg li

nunzio nel 181 8.

SIR
Dipoi idi

SIR
diuvalo du'monaci
ne'libri della
;

29
le

820

fu eletto l'aicivescovosiro

per mensa avere

tliGernsa lemme, mg.' Igiiaziol'ietioGiar-

pie ollerte de' fedeli, perci

non

tassato

ve di A leppo, nipote del patriarca di tal nome, preconizzato patriarca antiocheno


de'siri, e

volla

camera apostolica. Tultaha nel Monte Libano la rendita di


12,000
scudi.
Il

amministratore della chiesa

arj,

scudi 3oo,e nel lo stato ecclesiastico 3 censi


in sorte di circa

civescovile di

Gerusalemme

di rito sire,

da Leone XII nel concistoro de'28 gennaio 828. Nel Bull. Pont, de propagan1

patriarca,

come arcivescovo

di

defunto Gerusa-

da

fide

t.
1

5, p.

28

e seg. vi la lettera

lemme, a veaottenuto nel 18 i8da Ire dello due Sicilie Ferdinando I l'uniiua pensione di scudi 200. Nel concistoro de' 7 aprilei854 il regnante Pio IX preconizz patriarca di Antiochia de'siri mg.i' IgnazioAntonio Samhiri di circa 5o anni, traslata ndolo dalla chiesa di
cesscfil pallio.

scritta nel

820 alla congregazione di

pro-

paganda da mg/" Giarve partecipandole l'elezione (come procede co'patiiarchi 0lien tali lo dissi nel vol.XVI,p.i5o,XLl V,
p.

i53), e colla professione di fede catto;

Mardin, e gli con-

lica

quella de' vescovi elettori che doalla

mandarono
il

medesima

la

conferma e

stori

*e

si

Xella proposizione concilegge r elogio del nuovo pa-

pallio;

il

decreto della congregazione

triarca perla sua piet, zelo e soavit, on-

sottoscritto dal prefetto cardinal

Mauro

Cappellari nel 1827, di approvazione e ratificato da Leone XII; l'istanza pel ri-

de riconcili alla Chiesa molli eterodossie Che avea fatta la professione di fededa Urbano VI II prescritta agli oriengiacobiti.
teli, nelle mani di mg.^' Benedetto Pianchet gesuita, arcivescovo in parbus di Traianopoli, e delegato apostolico della

cevimento
zione;
il

del pallio, la preconizzazione e

concessione del

Papa eseguita con


il

allocu-

ringraziamento del patriarca per


palliodallo stesso

avere ricevuto

Leone

XII, a tale elfelto essendosi portatoin Ro-

Mesopotamia. Che il Papa avea stabilito che la sede patriarcale si trasferisse in Mardin. Chela chiesa patriarcale siro-cattolica era grande ed elegante, con cura d'anime amministrata dallo stesso patriarca con
iuto del suo clero;
in iMoiite
il

ma.

Ivi

rimase diversi anni, intervenne

quella regione e nella citt di

alle cappelle pontifcie fra' vescovi e pa-

triarchi assistenti al soglio,


ta
la,

onde

talvol-

sorreggeva

al

Papa

il

libro o la cande-

l'a-

celebr in rito siriaco, e ritornato al


di
s.

seminario esistendo
la

monastero
sine

Efrem

nel

Monte Libail

Libano.

Che

mensa formasi

no, Gregorio

XVI

gli scrisse

breve
i,

Non
Bull.

v?si dalle elargizioni de'fedeli e dalle de-

magno, de'24 dicembre 83


1

cime.

Che

il

patriarcato

estendeva a

cit. p.

71, di lode per curare la restaurazione della regolare disciplina. Questo


la

Bagdad, a Damasco e persino nell'Egitto, con moltissimi siro cattolici, essendo suf-

patriarca ebbe
ta

consolazione, che

la

Por-

ottomana neli83o eman un firma-

no, col quale accord la libert, ossia l'indipendenza de'sii cattolici dal patriarca
i

La manca d'istituti monastici, e quando si nominano monaci, questi non sono che sacerdoti che vivono in comune
fraganei del patriarcato 8 vescovati.

nazione

sira

eretico.

Mor

il

patriarca neli85f

Xella

sotto
lici

la

dipendenza del patriarca.

catto-

proposizione concistoriale di detto ultimo patriarca si legge, che il nuovo patriarca

di

questo patriaicato sono sparsi nella

Siria, nella

Mesopotamia

e nell'Egitto, esi

assume un nome diverso dal precedente,


.

fanno ascenderea 3(),ooo;

ma fatalmente

ossia

ne aggiunge altro per

'(lo

zio

per
al

glieieticisirigiaC'jbitisomQjanoa20o,ooo,

che

si

chiamava Dionisio Michele,

ed illoro patriarca risiede nel monastero


di Zafaran.II patriarca de'siri
ti

sostitu quello d'Ignazio);

che risiede nel Monte Libano nel monastero di s. Maria

ha segueni

arcivescovi e vescovi suffraganei. Geni-

Liberatrice, ove nella cura d'auiuic ccoa-

salt.'/unCj flicrosoljiniUin

Syioruni, ar-

3o

SIR
peich(' nella

SIR
sommit Mos vide
la
vi

civescovalOjfil presente vacante, sebljene

patte

none

unita l'aniininistrazione stabihnen-

principale deliaTerra promessa e


ci

mor,

Ic al patriarca.

J leppo o Btrtea, Aleppin


avendovi
:

Sjroriiin, arcivescovato; altri arcivescovi dello stesso rito


gli

Reriatim,

armeni,

che afferma pure il Terzi. Quanto a vi sono Kariatcin o Due Borghi, boigata della Turchia asiatica in Siria, nel pascialalico di

aiaronili,

melcliiti

n'era aoiniinistra-

lore

il

patriarca

mg/

Giarve, ed attual-

da che da questa
ed ima
citt

citt

Damasco, sulla straconduce alle ro-

mente
egual

vaca. Ber'Uo o Baiiul, BeritfiiSy-

vine di l'almira, sulla costiera del deserto;

ro/'//j_,

arcivescovato; altri arcivescovi di

d'Arabia della pureRhabra

rito

avendovi inaroDti,i
i

nielchiti

nel Nedjed, laonde

sembra meglio Reria-

vescovo

mg/

Giuseppe Halic. Da-

tim corrispondere a Rariatcin. Nel i835


fii

masco, Daiiiascen LSyvoniin, arcivescovato; altri arcivescovi del medesimo rito


vi

fallo vescovo di

Nebh o Nabkekeria-

tiia

l'odierno nig.r Gio. Matteo Nakar

hanno

melchiti,

maroniti

nel

SSy

convertilo dall'eresia. Tripoli, Tripoli-

fu fallo arcivescovo l'odierno

m"^ Gia-

tan SYroruni, residenza eziandio de' vescovi de'melchiti e maroniti: vaca la se-

como Heliani con ver


altri

li

to dal l'eresia. /^/Vrr-

bekiroCarainila,DiarbfkirenSyrorutn;
vescovi
vi

de dei

siri.

Anni addietro

mg."^

Antonio

hanno

caldei e

gli

ar-

Abdemesich

era stato consagrato dal pa-

meni: n' vescovo

mg/

Antonio Samhiri

triarca eretico e destinato pel

Malabar;
portarsi

convertito dall'eresia, e

come vecchissimo
Diarbekir
il

convertito in
presso
di
s.
il

Damasco

ricus

erasi riliralo inCerito. Inoltre in

patriarca cattolico al monastero

risiede
li

un arcivescovo nestoriauo ed

pa-

iarca giacobita.

Emesa o Htms o

TJoms,

ropa.
le

Eincscn Syroriinij altro vescovo vi hanno melchiti nel i834 fu fUto vescovo il
:

Maria Liberatrice, ed err per l'EuHo riportato due sedi di pi del8, perch prima erano sudi aganee del
siri

patriarcato siro. Di altri

parlai a'io-

presente mg/Gahriele Ilomsi, che a vendo


si ritir in Ale[)po. Mardin Marda^ Mardincn Syrorunij anche gli armeni e caldei vi hanno vescovi, ed giacobiti vi si trovano in mollo numero; gi ne fu vescovo il suddetto mg.^' Sam-

ro luoghi,

come

all'articolo Indie orienp.

pochi cattolici

aij. Nel voi.

XXXIX,

48, ragionai

della Liturgia de'Siri; ne' voi. Vili, p.

232, IX,
il

p.

70, descrissi l'abilo col quale


col

patriarca siro recavasi allecappelle pone

tificie,

sempre

hiri patriarca. Illosiil


lien, residenza

o Mossul, Mausiposse

rilevai

pure altrove

capo coperto, il che e nel voi. V, p. 70;


i

pure del patriarca de'calvi

e della mitra feci parola nel voi.


p.

XLV,

dei, ed

nestoriani co'giacobiti

277

ove

a p.

276

notai quali vesti

dono

belle chiese. Talvolta eblie


il

un argi
ri-

civescovo ed ora n' vescovo


ferito a tale articolo.

Nebk

riatim: non

feci

articolo

Nabk e Kecomech non


o

IV al patriarca latino di Gerusalemme nella Siria e principato d'Antiochia. Il p. Eonanni che nel 1720 pubblic La Gerarchia ecclesiaconcesse Alessandro
stica, nel cap.

antica residenza vescovile, e priva di

morie.

Appena trovo, che Nebk

meun

77
le

tiene proposito

De'Sicivili.

ri e de' Maroniti,

e riporta diverse fgu-

borgo della Turchia


nel pascialalico di

asiatica, nella Siria,

le esprimenti

loro vesti sagre e

Damasco, con looo

Quanto

ai siri egli dice.

Hanno

in R.o-

famiglie e acqua eccellente: altri la ditono piccola citt della Siria. Vi fu la citt vescovile di JXebo o Nabo, ch'ebbe a vescovo Gonio, il quale fu al concilio di

ma

la

loro residenza alcuni vescovi della


la

nazione siriaca,
la Fenicia,

quale perch soggetta

all'impero del turco nella Palestina e nel necessitata patire molte per-

Calcedonia. Essa era presso


lai

nome,

nella T'/T' di

monte ili Ruben, famoso


il

secuzioni

,'

principalmente quelli
la ti-dc cattolica

quali

professando

sono

uniti al-

SI
laclliesa

Pt

romana,
tli

e riconoscono per soniil

nio pasture

essa

romano

Ponteijoe.

-SIR 3i con l'amillo, e detta appendice di drappo ili seta simile alla sopravveste e sto
Copre il capo un berrettone rotondo parimente del medesimo drappo e di cola.

Godono
sii

questi molli privilegi della cliie-

yreca,ondeconsngranil Pane [cinientiilo,ma usano diversi riti nelle loro sagre


funzioni
;

lore uniforme, con

una croce
Il

siccome anche nelle vesti

di essa

il

tutto rende maest.


il

nella cima, diacono siro


i

adoperate.

La

figura

76 chequi

si

espo-

usa

camice e

la stola,

come

greci, la

ne rappresenta un prete siro vestito con


veste talare nera, e con sopravveste pa-

quale anche

comune

a'suddiaconi, coOrdiii. p.
i

me riferisce

il

Morino,
iti

De

7D:

rimenti talare con maniche larghe a guisa


tli cocolla monastica, econ incapo un turbante come usano ne'paesi orientali, poich in Italia usano cappello. L'immagi-

Apud i>jros, subdiacon, et leclorts orario gcsfant, ut


eoriini ordinalionibiis

legerecst". Nella Gerarchia ecclesiastica di Falaschi, vi rappresentato in li-

no 77 esprime un vescovo siro vestito di


ahilo talare, e con mantello parimenti
lalaie simile

gure colorite

il

patriarca siro con l'abito


il

che usa quando


pelle, e coll'abilo

ad un

piviale,

ma

increspa-

Papa assiste alle capquando il Papa fa pon-

to attorno al collo; di colore tiene in


di
s.

paonazzo capo un cappuccio, il qualesidice Antonio, poich in memoria di quel


il

una specie di piviale violaceo,con piccolo cappuccio senza ornamenti; il 2. formasi del camice,
del piviale fiorato e ricamato, a guisa di pazienza, [)endendo nel davanti una simile
stola larga

tificale: ili. "consiste in

santo l'adoperano. Avanti


Lina stola,

petto pende
pazienza,

come uno

scapolare

ornata con 3 croci, nella destra tiene una


ciocecolla quale suole benedire
e nella sinistra
il

con

croci, oltre la croce pel-

popolo,

un bacalo pastorale termi nato nel la ci ma da due teste di serpenti,


quali
si

il capo essendo coperto da una mitra latina sovrastata da croce, e decorala con ricami e gemme. A INIon-

lorale e l'anello,

riguardano l'uno e l'altro, e

suole essere ornato di gioie. L'immagi-

TE Libano notai, che non solo era residenza de'palriarchi de'siri, de'maroniti,
de'grecinielchiti, degli

ne 78 rappresenta

il

con l'abito col quale messo nelle cappelle


il

in

medesimo vescovo Roma viene amcon

armeni (dopo pein

r che nel dominio turco fu reso libero


il

pontificie, cio

culto cattolico),

ma

ancora e

Anlu-

comunemente camisia romana, sopra cui ha un mantello talare


roi

chelto, detto

ra del prelato vicario apostolico d'Alep-

di colore

paonazzo, e

in

capo tiene
il

la

ber-

ai

p e delegato apostolico della Siria, ed mentovati succeduto l'odierno mg.*'

retta nera
vi della

comune
s.

a'

sacerdoti e vesco-

Paolo Brunoni
nario di

dell'isola di Cipro, origi-

chiesa latina.

Quando

vescovo
70), cio

Lugo

in

Romagna,

gi vicario

siro celebra la

messa, comparisce codi lino

me

lo

rappresenta l'immagine

generale di mg. 'Giuseppe Valerga attuale patriarca Ialino residente in Gerusalem-

vestito di

camice
i

bianco, cinto con

me

cordone come sacerdoti Ialini. In luogo per di manipolo usa due mezze maniche di drappo di seta come greci, e gli pende dal collo una stola cucita dal
i

regnante Pio

che eletto con breve pontificio del IX arcivescovo di Tarona

in partibus, a' 17 luglio 18 53 fu cousa-

gialo dal cardinal Fruusoui prefetto generale della congregazione di propagan-

collo sino oltre la cintura. In luogo di pia-

neta usa una sopravveste siniile

al piviale

da nella chiesa del collegio Urbano, come si legge nel n."^ 161 del Giornale di

esenzacap[)Uccio;sopra di esso nella parte


di dietro al capo apparisce un'appendice
in furn)a di

Roma del
la Siria.

853; indi nell'agosto parti pei Questo prelalo vicario aposto1

bavaro
di

alzato, al (jwaie

con

lico in Siria pe'Iatini, e lico

delegato apostorili

giunto uu panno

Imo che copre

le

spalle

pc'uumerosi oiieulali dc'diverai

32
clie

SIR
dimorano in
Siria.

SI R
sendovi
se
li,

Fu Gregorio XVI,
Libano,c1ic siap.

allres'i

diversi seguaci delle chiei

eal
JjTi

modo
le

dello a

Monte

greca ed armena, oltre


i

cofti,

nuaronigli
11

giurisdizioni del prelalo e del

melchiti,

caldei o nestoriani,
i

eugiu-

guardianodels. Sepolcro, e Pio IX quello tlienel 1847 riprislinandoilsuddellopaliiarca residenziale in

tichiani o monofisiti,ed

giacobiti.

Gerusalemme, fisp.

la Siria,

limiti delle
la

prerogative del

guar-

daismo conta esso pure molti credenti neldove venerano alcuni monumenti sagri al loro culto. Finalmente consiil

diano, e

giurisdizione del patriarca,


di cui riparlai a
s.

derabile eziandio

argomento

Sepolcro.

moranti

in

Suia. Per (juestn vasto e

numero de'Iatini dicom-

Della giurisdizione del vicario apostolico,

plicato articoloj pel complesso delle sue celebri taemorie,


gli
i

che abbraccia tutta la Siria tranne la Paleslina, a Monte Libano indicai luoghi ove ne parlai prima era pi assai vasto,
i
:

si

ponno anche vedere

autori contenuti ne'citati articoli, ed

seguenti, facchini.

De

ecclesiastica hie-

jioich

comprendeva
i

l'alto

Egitto e l'A-

rarchia originibus,

ilisscrtatio,

Mulinae

rabia. Principali luoghi di sua giurisdizione, oltre


latini del ftlonle

1703. Bar Hebraei, Clironicon syriacnm


e fodd. Bodlciaiiis descript, coniuncliin

Libano, soLatacliia

no Aleppo o Bcrrea, Antiochia,


o Laodicea
,

edderunt p. J. Bruns,
psiae
I

et

G. Kirsh, Li-

Sidone o Saida Damasco, ferito, Arissa, Tripoli. la Aleppo o Ber,

789. Rudiiiienluii syracwii, liomaei6i8. Diaconale syriacum, Romae

rea, considerata

la

capitale della Siria, la

casa del vicario apostolico cost alla con-

gregazionedi propaganda quasi34ooscudi


:

1736. Chresloinathia syiiaca max imam partem e codd. inss. colicela j edid. G. /Cos,Goltingaei 807. Oberleilner,G/c>isalili

il

predecessore

dell'

attuale riceveva

m syriaco

latino

ad Chrestoinalhia

dalla

medesima annui scudiaoo e per com-

pensi 3oo. Antiochia perde la sua ripu-

syriaca <3ccowjof/rt/o, Viennae 1827. Aet ss. Martyruiii orientalinm et oceidentaliiiinj acctd.
litae

tazione e la sua rinomata grandezza; del

suo antico splendore non rimangono che

catacombe
storiani vi

e acquedotti fra rovine.

ne-

hanno un patriarca, e vi si contano 10,000 soggetti al pascialatico d'Aleppo. In Laodicea vi un convento di


francescani, ed sede d'un vescovo greco. In

Acta s. Simonis SlyEvodio Assemanus ^ Ptomae l 'j/^S.lpIiabettun syro-chaldaenm, llomae 1797. Abulpharagh, si ve Bar ie-

S.

)vae\,Chronconsyriacum,h\i)s\ae 789. A mira e, Grammatica syriaca sivechali

daiea, Piomae

596. Acurense, Grani-

A rissa

vi

sono

francescani, con o-

inatieae linguae syriacae,

Uomaei647.

spizio e collegio. Dello slato degli altri,

B rcviarium feriale syriacum ss. Eplirem,


Jacob syrorum juxta rilum cjusdein Romae 1696, 1787. B. Efrem, Sermoni divotissimidal greco nella voigar lingua tradotti, Venezia i545. Castelli, Lexicon syriacum ex ejus lexico
et

ripeto che l'accennai a

Monte Libano
il

loro articoli. Solo qui dir, che

patriar-

naiionis,

caarmenodi
sfiiiir la

Cilicla definitivamente tra-

sua residenza ia qualche luogo


il

diCiliciaje che

patriarca de'greci-mel-

chiti oltre nella residenza del

Monte

Li-

heptaglotlo cur. et noi. Jo.


chaelis, Goltingae
i

David

IMi-

bano,dimora ancora in Damasco,.Alessandria eGerusalemme. Terminer col dire, che la religione principale professala in oggi

788. Codex syriaco

hexaplaris ambrosiano niediolanensis edtus et lai. vers.a M. IVorberg, Loudini

nellaSuia

il

maomettisno,ed suoi sei

Golhorumi787.
Ilolfmaiini,
laei
ci

J.

B. Ferrari,

i\'o'/ie/z

gnaci formano

il

maggior numero degli


pure
at-

clator syracus, syr..lat.,

Romae 1622.

abitanti. Molti cristiani trovatisi

tualmente

in Siria,

ma non

tulli

appares-

Grammalicae syriacae, Ha827. Stefano Borgia, Cominenlarius


An-

teugunu

ulla chiesa cattolica

rouiaua,

ritussatulalionis Crucis in ecclesia

Tv

SIR
i

33

tiochtna syroium setvalus, Roniae 7 79. Rii schii, Lexicon syracum chrcsthoniailuac siiae syriacae accomodatunt,
fae
I

dogmale baplizandoruin cuminfuntiurn, tuni aditltoruni in pervigiliis Paschae et


Pentecosles, ad\'ersus anahaptistas et so-

Ho-

yBc). OfTicium [triniti riluiin: cecie1

cinianos, epstola

ad

anabaptistani lon-

sacsyrorum rinronilni'um ,\\omae 83o.


Psalleriiun idioniate syro,

dinensem
strarsi poi

,V\.o\x\a(
il

17 5). Sull'

ammini-

Romae 757.
1

battesimo nellaPastinaePendi Gio. Nicolai,

Tychseu, Eltmentnle syriacuin ,


sariiini sid>j(inctis

sistens

tecoste,
teri

abbiamo

Dele11

graniinalicari, chrestoinalhiain el glos-

usa baptismi,

Parisiis

1670.

Pac-

Rasti

ocliii

IXtab. acreexprcssisy 793. Card. AViseman, Home


et

ciaudi. Antiquii. Clirist. dissert. 2, cap. 5,

dice che olire

due memorati

giorni,

si

syriacae, seu cominenlaiiones

anecdori-

ta rcs vel liUeras syriacas spectaiilia

RoinaeiS^S. Ordo
tiinni ecclesiae

fninislerii

jitxla

amministrava pure in quello di s. Gio. Ralli'^la,ciche potrebbe credersi un rito particolare di qualche chiesa, comequello delia lesla
s.

niaronitaritm, Montisfa-

lisciiGqg. Rituale aliaeque pine prtcatioiies

d^W Epifania, di cui parla Gregorio iVazianzeno nell' Orat. 4 soil

adusuin tcclesiae inaroniiicae,V\.o(s.),

pra

battesimo. Per
si

il

battesimo solenso

niaei 83q.

ne non

amministrava mai,
al

non che

SIRIGIO
glio
ili

Papa XL. Romano

fi-

nellecatledrali o nelle chiese parrocchiali.

Tiburzio, che alcuni pietendono

Anticamenle
il

battesimo eranvi due

uella nobile fanviglia Onofri di Foligno,


iiisietneas.iy/A'f5^/o/(/'^), cardinale prete dei titolo di
s.

padrini,

uno per
s.

l'istruzione, l'altro pel

battesimo,
zione.

3. poi era per la

conferma-

Pudenziana

in Pastore,

o come
to

altri

vogliono cardinale diacono


1,(11

fatto dal predecessore s.Datnaso

crea-

Papa

a'

2 gennaio del 385. Dicesi che

sia l'autore del


la

Comniumcantes [f ^.)
I

nel-

messa. In una sua importantissima de-

cretale, scritta a

merlo vescovo diTarrala

gona, presso Couslant, Epist. Rom. Pontif.


1.
1

p.

G24,

in Siricii cpisl.
sia

i ,

prima
legilli-

Girolamo questi 3 padrini, cio Cromazio, Giovino eEusebio, e li chiam sempre suoi padri. Gli antichi canoni un solo Padrino volevano pe'mascili, ed una sola Madrina per le femmine. Secondo il Visconti, Observat. eccl. 1. I, e. 32, un maschio era padrino della femmina; qualche concilio [orlicolare approv padrini e uiatiiue unitamente
per fanciulli o fanciulle da tenersi
tesimo, cio due maschi e una
schio per una fanciulla.
al

Ebbe

de'Papi che da'critici

stimata

bat-

ina, fra le altre molte cose

permise a' Monaci [V.) di dine sacerdotale, ci che ad essi fino allora non era permesso; proib che Bigami (f.), e ammogliali con vedove si
i

che contiene, prendere l'or-

femmina per un fanciullo.e due femmine ed un maPer


gli

antichi

canoni, in cui fu |jerme>so un solo padri-

no per un

fanciullo, recala

la

ragione

potessero ordinare; determin che


dini (f^.)

gli

Or-

dell'unit d'un Dio, d'una fede, d'un bat-

si ricevessero con interstizio di tempo, prescrivendo WCtUbalo (F.) a Sacerdoti e Diaconi (F:); e che il Battesimo (F.) non fosse an)miiiistralo solei;-

tesimo> e l'unit di chi spiritualmente

iiemente, senza necessit, fuor della PaSfjua ei Pentecoste.


carni
11

immagnedelgenitore, come lo era il padrino, cos appunto per quella similitudine appellalo. Alcuni concilii non ecumenici, forse per niolivi particolari, che
consigliavano
la

conte Giovanni A-

pi espressa fede sensi-

prov che

il

battesimo degl' infanti

bile della Trinit, colf

andar de*

secoli

fu nella primitiva chiesa greca e latina in

uso solenne, colla lettera:


ptisrno solcami

De Paedoba-

permisero o comandarono tre padrini ; siccome anche la chiesa universale per opporsi
pili

m I-Ecclesia latina ctgrae-

sensibilmente e pi elicacemeniiiimcrsione dc'ballezzati ne

ca, sive de perpetuo Ecclesiae riiu ac

Icdupo

la 3.'

34

SIR
sanclit. Siricii,
t.

SIR
^, p.

iiiliodiisse una sola; ed ora concesse, ora iicg la comunione del calice a'IaicijCc. Fu

721

Benedetto

XIV, De

serv.

Dei

beati/, lib. 4, par. 2,

nosto

in segui io alla

suddetta lettera ad

cap. 5, n. 4j P- 22, ef in Epist. adJoaii.

iiierio,

un decreto di sSiriciojSconosciulo
il

reg. Portug. praeniissa


i

lJartyrol.

a Dionigi
le

Piccolo, in cui ordina die tutte


l'in-

Roni.j e Sacchini presso


zioni nel

Bollandisti

ad

cause che riguardano lareligione e

deni irf.jui. cap. 4) " 3o. In

leresse della Chiesa,

debbano

essere por-

5 ordinadicembre cre Si vescovi, 27 o


I

(aleinnanzi

al

tribunale de' vescovi, e non


s.

preti,

()

o
s.

9 diaconi.
si

Fu

egli

il

."
1

(le'principi della terra. Inoltre

Siricio

condann i/l/(Z/a'c7ie/, \PriscillansU,Gioviiiiano [F.) monaco milanese e quelli


della sua setta, co'quali negava la vergi-

chiam Papa (^'.). Govern I 3 anni, un mese e io giorni, e mo di 74 anni, a' 22 febbraio
successore di

Pietro che

del 398.

Fu

sepolto nel cimitero di Pri-

Febbroniofuronodelte sopraquesta condanna di Gioviniano, fatta da s. Siricio, sono


nit di
ss.

Maria

Le

inezie che dal

scilla nella

via Salaria, e quindi trasferiI

to da
sede.

s.
Il

Pasquale

nella chiesa di
lo

s.

Praslibeil

suo epitaillo

loda

come

ilottainenfe confulate dal Zaccaria nel*


\'

rale e misericordioso, e per avere reso

Aliti- Fthbronio

t.

3,

p.

75. Anche

il

suo pontificato

dotto

p. Cappellari, poi
s.

Gregorio XVI,
le

procurando al popolo una solida pace,e sostenendo molle


felice,

// trionfo citila
pspiessioni di
s.

Sede, rimarc che

persone contro
re,

la

collera dell'imperatoi

Siricio nella

condanna

di

perch mantenevano
Il

diritti

della

Gioviniano, finono male interpretate dai


novatori.
ricio
ci,
si

Chiesa.

Papa poco dopo

la

sua elezio-

Come

fece superiore a'concilii

pure dimostr, che s. Siecumeni-

ne scrisse una lettera all'imperatore Alassimo per esortarlo a seguire e difendere


la

ricusando di giudicare come delegalo

vera fede,ed informarlo di Agrecio fatto


1'

del sinodo provinciale capuano,

quando questi lo richiese acciocch ultimasse da se la causa del vescovo diSaidica Bonoso,

sacerdote contro

ordine de' canoni.


il

Il

vescovo

s.

Ambrogio, con tutto

concilecjua-

liodi Milano, trov \n questo


lit

Papa

capo ad' Bono'iiaiii


la

(f^-),

accusato di

errore sopra

verginit della gran


il

Ma-

dre

di

Dio dopo

parto, e ne rese ragio-

ne con quella risposta che riporta. Attaccano alcuni la santit di questo Papa, per

d'un buon pastore, dicendolo degno d'essere ascoltato e seguilo dalle pecore che componevano il gregge di Ges Cristo. Le decretali di s. Siricio sono una prova della sua dottrina, del suo zelo per
la fede, e del

non aver fatta pronta resistenza al veleno degli errori,cheper molto tempo tenne celati Piufino monaco d'Aquileia, scoperti poi da s. Marcella dama romana,
e da

suo amore per


s.

la disciplina

della Chiesa. Si vuole che

Siricio

abbia

consagrata

la

Chiesa di s. Paolo nella via


s.

Ostiense [f^.).\jtnd\

Siricio fosse posto

Pammachio

senatore di

Roma. Di
mg.''

fra'santida Pietrode Natalibus,z Catal.


ss. lib.

Rufino lungamente trattano


taniiii nella

Fou-

Storia letteraria cV Aqaileia,

il

p.deRubeis, non tanto wq

Monumenti
i

,cap. 3; da Geuebrardo, in Ciroii. p.288,e iiiChronograph.Yih. 2,an.398; da Luitprando, in fit. Suniinor. Pont.
I

(iella chiesa rt(jri7e/e.9e,stampati nel

74o>

p.
I,

due anni prima


quanto
seti

dell'opera di Fontaniui,

44j dallo Spendano all'anno 3g8, n. e da altri; e sebbene il suo nome fosse

nelle Dissertaiones

de Tarranio,
et

nel Martirologio del Beda, e in quello del

Tyraniiio Rufino
1

monacho

pres-

Iiylero, Veneliis

754. Da queste calunnie per ditendono s. Siricio, il Fiorentini


,

il

Exercit. 16 in Martyrol. Hieron.


hai. dtceiubr.^ Noris, Dissert.

monastero di s. Ciriaco di Roma, tuttavia Baronio non volle metterlo nel Martirologio romano da lui corretto, per Ire motivi: i.perchs. Siricio, ad esempio
di
s.

ad VI

de

Damaso

I,

non avea usato

dell'epe-

S
ra
(li s.

II

SIR
dulie
(|iiali

35
maggior aiuto
vi

Girolamo nello scrivere lelellere nonlifcie, e non avea favorito questo s.

fo

questa conclusione, che


servizio,

voi stando costi, date qui

dottore; i. perch era stato poco giusto con s. Paolino di Nola ; 3. per la conni-

e fate

maggior

che se

fossero
le

giunti

5o

prelati". Paolo

IV per

ob

vcnza nel frenar l'eresia degli Origenislije l'eretiche astuzie di luifnoedi Melania. Tutti questi delitti apposti a
ricio,
s.

maniere, dolce naturale e per l'esimie virt del vSirleto, ad imitazione


bliganti

Si-

del predecessore l'assegn in precettore

furono egregiamente dileguati dai


Fiorentini e Noris, e
1.
1
,

citati

diti

Pagi, in

a'prcpri nipoti Alfonsoe Antonio Caratf.i, e fattolo protonotario apostolico partecipante, per
la

/'/V, s. ly/r/c/'i

n.
il

4;

toXlV
gio

ne inser

nome

laonde llenedetnel Maiirolo-

sua sperimentata iute-

gril l'ammise alla pi intima conlidenza,

romano da se corretto. Vac la s. Sede iq giorni. SilUClO, Cardinale. V. s. Stnicio


Papa. SlPiLETOGuGLiELM0,Crtrr///2^/f.Na-

rie sagre

ragionando sovente con lui di mateed ecclesiastiche, recitando inseii-

6leme!eorecaiioniclic,egusfando di
tirlo in

tempo

della

mensa disputare sulla

teologia e de'luoghi pi diUicili della diviiia

Guardavalle presso Stilo in Calabria, da un padreche prolung la vita sino a o5anto di tenui fortune nella terra di
i

Scrittura, valendosi in molte occa11

sioni de'suoi consigli.

Papa

si

propola

ne va

di elevarlo al la [)orpora,

ma

mor-

i;i,

si

applic allo studio delle lingue

e-

le glielo

imped. Grato Sirleto

alla

me-

l)raica, greca e Ialina, nelle quali tanto

s'inoltr
liva, e

che tutte

le

parlava

come

la na-

moria ea'benefzi ricevuti da l*aolo IV, prese ad istruire nelle lingue greca ed ebraica
i

ad esse accompagn quello della filosofia, matematica e teologia, e pel raro talento e prodigiosa

giovani teatini in

s.

Silvestro al
la

Quirinale, ove visse alcun tempo dopo

memoria

di cui

morte del Papa,


cessorePio

alla

quale

assisi.
la

II

suc-

era fornito, fece in

tali

scienze rapidi pr-

IV ereditandone
s.
il

stima, af-

giessi. Portatosi in

R.oma privo d'ogni

fid alla cura di Sirleto

Carlo Borro-

umano
tosto
fu
si

soccorso e colla sola Bibbia, benrese cognito a'dotti e letterali, e


tra'famigliari del caidinale

meo
gli

suo nipote,

quale bench impieil

gasse religiosamente tutto

tempo che
studio
il

ammesso
gli

rimaneva da' gravi

affari allo

Cervini per pi anni, e tenendolo in sua


casa

del le scienze, per questeconcep

pi vivo

bisognevole. Divenuto
cello II, lo
riali

somministr abliondanlemente il il cardinale Mar-

trasporto allesue insinuazioni. Sopraltutto gli


la vita

guadagnarono

il

cuore

di

s.

Carlo

nomin

segretario

de'memo-

edificante e gl'illibati costumi, on-

e lo die a precettore de'suoi nipoti

de
zo

alle
il

sue fervide istanze e a quelle di


sagro collegio Pio IV
lo
s.

Riccardo ed Erennio Cervini;


cello II visse

ma

Mar-

tutto
i

a'

12 mar-

11

giorni. In quale concetto


il

5G5

e stima fosse divenuto


ciaile lettere

Sirleto, rilevasi

prete di

cre cardinale diacono e poi Lorenzo in Pane e perna. Ac-

degli scrittori

contemporap.

celi contro sua voglia, siccome umilis-

nci, riferite
.'ini

o accennate dal

Lagomarninna
te-

simo,l'eminente dignit, e

s.

Carlo gli do-

nelle note al Poggiano.

Ma

n un Crocefisso d'oro, che pervenuto poi


uellemani d'Innocenzo \I, lo regal alla s. Carlo al Corso. Nel i5()6 s. PioV lo dichiar amministratore del vechiesa di

fclimonianzacosperlui onorevoIe,quan-

toquelladelcardinalSeripando, che seri\endogli dal concilio di Trento in risposta su diverse questioni agitate dal sino-

scovato di

s.

Marco,

e nel

do,
gli

gli

dice che

la

sua lettera su di esse

di S([uillace, a cui lo trasfer,

jGS di quello dove ne'5

era riuscita assai gradita,

come

con-

anni che

lo

govern

fu (nodello delle pii

Icucnle maggior copia di belle auloril

sublitui virtulsuo greggc,che istru col-

3f)
I.i

R
e copiosa d'Italia e se (jueslo
s.

SIR
come persona privala pure non fosse bastato, con Dio per ridurla a perfezione, pei
di debiti, a

divina parola, e poi rinunzi al nipote


la

Marcello. Per
J*io

vasta sua erudizione


lo

nel

570

decor della carica

di

lidava in
cui
ss.
si

I)ibliotecfirio di

s.

Chiesa, hiblioteca che

aggrav

imitazione dei

arriccl di preziosi codici e volumi da lui

Tommaso di
p.

Villanova e LoreiizoGiu

diligenletnenle cercali in ogni parlejquindi d'ordine di

sliniani. Nel descrivere talechiesa nel voi

quel Papa

si

applic alla

riforma del Breviario e Messale romano a tenore de'decreti del Tridentino, e


nella composizione del

Catechismo romadi Foscarari vescodi

no

(coll'aiuto e

opera

vodi Modena,

di

Marini vescovo
tulli dotti

Lan-

ciano,edi Foreno,

ed eccellenti

272, co'suoi storici dichiara Gregorio XIII, gitt lai. pietra e consagr il cardinal Sirleto. Pa re adunque che il merito della costruzio ne si deva in parte al cardinale. Di fre quente si applicava alla preghiera, per mezzo della quale ottenne da Dio il di

XLVII,
la

che

edific

teologi domenicani), perseverando ani-

sprezzo de'beni e delle vanit del

mondo,
s.

inosamenlenell'esercizio di gravi ed enor-

contribuendovi
avea aflldato
zione.
1

la

lettuia della vita di


il

mi

fatiche,

quantunque

fosse di

debole

Carlo Borromeo, che


alla

cardinal Valerio

complessioneedi cagionevolesalule soggeltaanon lievi incomodi. Fu mentre ela bibliotecario della Vaticana, che questa venne da Gregorio XIII donala di
mss. e di
libri

sua revisione e corre-

stampati, cui tolse dalla

sua particolare libreria. Sisto V lo deput a vegliare sull'edizione Valicana della

mor in Roma nel e fu sepolto nella detta 585, d'anni 7 chiesa litolare da lui magnificamente restaurata quasi da'fondamenti e liberandola dallo squallore dell'anlichila; dove in una nicchia della cappella di s. Chiara

Colmo

di ineriti
i ,

Bibbia f

in

che fu successo dal biblio-

vedesi

il

suo busto scolpito in

marmo
si

al

tecario cardinal Caraffa.

La

sapienza di

naturale e con elegante iscrizione. Scrisse parecchie opere,


il

questo cardinale

rifulse pel

mirabile suo

cui elenco

legge
f

vivere virtuoso, e specialmente nella misericordia co' p veri a' quali ne ricopri-

in Torrigio, Descript, cardinalibiis p.2

e illustr con note

libri d'

alcuni anti-

va la nudit, e gituise in tempo d'inverno a spogliarsi delle proprie vesti, eziandio dell'interiori e pi necessarie. Alimentava poveri giovanetti dotati di talento,pagava loroi maestri, e provvedeva
de'libri necessari.

chi padri e dottori della Chiesa,

ma non

ne permise l'impressione. Intervenne a 3 conclavi, neli. de'quali per morte di Pio IV poco manc che non gli succedesse,
perch
s.

Carlo vedendo non

riuscirgli

il

Gregorio XIII vedendo


soccorse di grosse som-

suo primo tentativo pel cardinal Moroni, rivolse le

quanto

fosse intento a benelicar le perlo

sue premure pel cardinalSir-

sone virtuose,

leto, e molti gi
to, fra'quali e

avea

tratti al

suo partiil

me. Talvolta nel colmo dell'inverno radunava presso la basilica Vaticana quei giovanetti che vendevano fascetli di legna, e dopo averli con singoiar pazienza ammaestrati ne'misleri della fede, comprava fascetli a prezzo maggiore del consueto. Narra il Cardella, che avendo poi
i

impegnalissioio
s.

cardinal

Ghislierijche fu l'eletto

Pio V.

Ma

il

timore che un
gli

uomo
fosse

lutto

immerso neal

studi,

non

troppo opportuno

governo
fari,

e a sostenere la

mole

di tanti af-

ni

ne fece deporre il pensiero. GiovanVazmolta nell'orazione funebre che si


del cardinale, pose nel suo
i

sto

mano
che

alla fabbrica della chiesa di

s.

ha stampata
giusto lutne
altre cose

Maria de'Monti,
sa
lo avvis

rispose al maestro di cai

pregi del Sirleto, e tra le


d'asserire,

non bastare denari a proseguirla, che avrebbe vendutola propria biblioteca, la quale era la pii scelta

non dubit

non

es-

servi statoda

3oo anni aquella

parte car-

dinale di lui pi dotto, asserzione che mi

SIR
sembra troppo azzardata. Tultavolla
cuni dissero argulamente, che
i

SIR
al-

37
ragguar-

divide in 3 maiche, cio UJok, Iregh e

sogni del

Vukovar.
stra del

Illok, ///ot7/, antica e

cardinal Sirleto erano da pregiarsi assai

devolecitl, giace non lungi dalla riva de-

pi delle vigilie di molli uomini doUi, es-

sendo stalo pi volle udito

in

sogno

dilin-

ziosa. Ila

spulare de'pi astrusi argotnenli in

Danubio, in una posizione deliun castello residenza ducale, una chiesa greca, ed un convento di francescani, la cui chiesa

gua greca e
per
la

latina, e proferire bellissime

racchiude la tomba dcl-

sentenze; n deve ci recar meraviglia,

l'ulliuio degli antichi

duchi del Sirmio,

sua continua occupazione iu


11

leg-

morto

nel

SaS.

Illok era
i

un tempo
3

foi ti-

gere e scrivere.
oracolo a cui
si

cardinal Osio lo disse

ficaio, e

si

pielende che

castelli in ro-

ricorreva da chiunque a-

vina, situati sopra vicine aIture,sieno slati


eretti

\ea dubbi nella lingua greca.

Lo g an

nu-

da'romani, che dominarono sulla


di Carlo'witz,

mero

di scrittori citati

da Cardella, con

contrada. Iregh un borgo a piedi della

somme

lodi

la virt e la dollrina; e

ne encomiarono l'innocenza, valga per tulio


s.

montagna

cui abitanti

si

l'osservare, chela stima che ne fece


lo Cu tale, ch'egli
si

Car-

faceva pregio e glo-

riava d'imitarne

le

azioni e averlo in luo-

occupanopriucipalmente nella coltivazione della vile, e vi si trovarono alcune romane antichit. \ ukovar citt posta al confluente della Vuka e del Danubio. La

go

di maestro.

SlRlMlO o SIRMICH (Syrmien). Vescovato e comitato


dell'

Schiavonia nonia
torio,
fra la

civile, ossia nella

Ungheria nella bassa Panil

\ uka la divide in vecchia e nuova. E sede d'un prolopapa greco, ha due chiese greche, ed un conventodi francescani con
chiesa. Si distingue per le varie fabbriche
di seta, la

Drava

e la
si

Sava,

cui terriil

quale

si

ricava in abbondansi

secondo

altri,

estende fra

Da-

za da'gelsi e bachi che

coltivano.

An-

nubio e il distretto militare oreggimentariodiPelerwaradioo.Ha 20 leghe quai

diate di superficie, attraversala dalla catena de'mouli di CarloTvitz e di Fru>kaGora, che separa bacini del Danubio e della Sava, ili. "de' quali forma il limite seltentrionale.il suolo generalmente piano e in parte paludoso, ma d'una feitii

che il vino un significante prodotto. Il mercato di Vukovar uno de'principali della Schiavonia. Appartiene alla famiglia magnatizia de' conti Elz, forse lino da quando fu tolto al ducalo del Siruiio un distretto considerabile, che si riun al governo adiacente, come rileva \' Almanach (le Gotha pel i836. Dappoich a
Odescjichi famiglia narrai come l'imperatore Leopoldo
I

lil

straordinaria.

Luono

e copioso

il

raccolto del grano, del riso, del vino ri-

nel

697

invest del

nomato, delle prugne eccellenti che fanno la diletta bevanda della slivavicza, dei gelsi pe'bachi da seta, e di altre produzioni, allevandosi pure mollo bestiame bovino e porcino. Si rimarca al nord-ovest Io slagno di Pulacsa assai co:siderabile,

ducato
I

Sirmio con sovianild. Livio Odescalchi nipote del defunto ven. Indi

nocenzo XI Papa, e lo dichiar principe dell'impero, con allri titoli e privilegi, il lutto e col libero e perpetuo dominio ducale perse ediscendenti legittimi dell'uno
e dell'altro sesso in infinito. Attuai mente

ed

al sud- est varie

paludi che pre-

sentemente sono
diante
il

in parte asciugate
;

me-

duca
chi,

titolare di

Sirmio

il

principe d. Li-

molto benigno n' il clima. Le montagne di Fruska-Gora contengono miniere importanti di carbon fossile. La sua popolazione si fa ascendere a circa 120,000 individui. Questo comitato, di cui capoluogo Vukovar, si
canale d'iarszin

vio III 6."

duca

di sua famiglia

Odescal-

che esercit la sovranit ducale nei paesi compresi ne'distretti d'illokelregh, che contengono un territorio di 3o miglia quadrale, con '[-2,824 abitanti, secondo Questi dnil citato Alinonach del 1H47

38
clii

S
Oilescaldii

Pt

SIR
ilsicciilo

non hanno mai


tranne

nosccrein questo paese,

si

devono

distn-

in

quel loio
vi

diiciitoj

d. Baldassar.

guere

gli srortlisci,ei]

laurisci clj'erano

re li clic

fece

sponlaneanienle quaiclie
del-

g^rtf/Zf.vi
il

d'origine e condottivi da Ihenno.

dimora, pej l'amore della quiete fuori


le

qual(! tolse la

contrada a

Tolomeo
vi

fra-

politiche perturbazioni della patria


II

Ro-

tello del re di

IMacedonia, che

donai-

ma.
in

suo

figlio d.

Innocenzo soggiorn

navado[)Och Filippoil Macedone la conquist


ai

Pieshurgo, discosta 7 giornate poslaH

popoli quasi selvaggi che l'abi-

dalle frontiere del suo dooiinio, senza recarvisi se


d.

tavano. Assoggettata interamente da Tiberio all'impero romano, sino alla sua de-

non quando
III

gli

piaceva.

II

figlio

Livio

abitualmente dimora

in Pio(^'.),

cadenza rimase tributaria

di

Roma. la

ma

nel suo

Palazzo Odescalchi

quell'epoca deplorabile laPannonia fu assoggettata da'goti e poi dagli unni, e nel

Vienna, e talvolta a Bracciaxo altro suo


ducatodi cui riparlai nelvol.LV'II!,p. 2
i

t,

C)0o una nazione

scita, mescolata agli ulti-

11

principe d. Livio
il

le

god pacincamenducato del Sirmio con sovrana giuIII

mi venne
la

a stabilirvisi. L'antica

Panno-

nia corrisponde ora alla bassa Austria, al-

risdizione fino a'ri volgimenti repubblicani,

bassa Ungheria e Srhiai'onia [f^.)\a


Il

che

nel

848 commossero
si

tutta

quan-

Europa.
p.

p.

Parlato, Illyrici sacri, t.i,


clie la citt di

ta

y Liighf^ria,e

faceva rappresentare

70, riferisce
2. a, e

Sirmio era

da un vice-principe;
e
in

ma

in quell'infelice

capo

di tutto l'Illirio e della nobilissima

memorabile epoca di universale delirio, Ungheria furono soppresse tutte le soil

Pannonia

sede del prefetto del pre-

torio dell'IUirio. Narrai a Pio.ma, descri-

vranit e baronali giurisdizioni; ed ora go-

de

ducato come signore proprietario dei possedimenti che in esso a lui appartengono, oltre
il

titolone per

lemedesimepoancora
ai diritti

liliche vicende rinunzi

feudali su Bracciano,
tato

come rilevai

nel ci-

vendo le principali gesta degl'imperatoromani, che in Sirmio vi ebbero la culla diversi di essi, e anche la tomba. Inoltre il Sirmio vanta un gran numero di personaggi illustri, precipuamente militari e valorosi. Ma di s rinomata citt, anli

volume. Sotto

romani e ne'primi
questo va-

che per

la

sua sede ve-covile, e pe'concilii

secoli della Cliiesa esisteva in

econciliaboli che riporterinfine,nonpij

sto tratto di paese la celebre e antica citt di


voj,

Sirmio, Sinuium,

Sirniich in

isla-

rimane traccia, sebbene molti geografi la suppongano succeduta e che sorgesse nel
luogo dell'attualecitt
di

ed era una delle pi formidabili


i

for-

Mitrowitz nella

tezze dell'impero, ed

suoi dintorni fu-

Schiavonla militare, sulla riva del piccolo

rono sovente
capitale.
cipali

il

teatro di sanguinose bat-

fiume
getta
nel
:

Bow et, non


la

lungi dalla

Sava ove
i

si

taglie nella bassa

Pannonia di cui era la La Fannonia una delle prinfra


il

essendosene impadroniti

turchi,

1699
1.

cederono all'imperatore Leo-

contrade dell'Europa,

Danu-

poldo

All'articolo Illiria, oltre l'aver

bio, la

Sa va, la Mesia, la Norica. Nella guerra che Augusto poit a'giapidieai dalmati dell'IUirio, le armi romane per
lai. volta

parlato della predicazione dell'evangelo,


dissi la citt di

Sirmio capitale dell'Illiria


gli affari

tanto pel civile, quanto per


la

del-

penetrarono nella Pannonia, e

chiesa; e che la sua autorit di

metro-

Tiberio incaricato del


gusto
la divise in

comando

di

queste

poli fu divisa fra le citt di

regioni nefciceuna provincia romana. Au-

metropoli della Pannonia,

di

Lo'h [P\) Ocrida o

Pannonia supcriore o Pannonia inferior e o bassa, che poi prese nomi di Pannonia e di Pa/ialia, e in
i

Acrida Salona
alla

[T^.)

metropoli della Dacia, e di


metropoli della
la

(/'.)

Dalmazia

.'^

quale successe poi

metropoli dii5y9^-

nonia

2.',

ed ebbe diveise suddivisioni.


gli antichi ci fecero co-

Z(7//'o(/^'.).Coiiimanville

nnW Hisloire de
chiama

Fra

popoli che

tous Ics archcveschtz el d'csclicz^

SIR
la cill di

SIR
vescovato di Sirmio, e

39
privo non sodel

Siimio o Zerem, metropoli di

come

Pnnnoiiia ed esarcato dell'I lliriaocciderilale,

lo del capitolo e canonici,

ma

seminacou-

sede vescovile, nel

IV

secolo arcive-

rio, dell'episcopale residenza, e della cat-

scovile, quindi rovinala da;^li


il

unni verso

tedrale ancora,

iim in perpetuo
la

al

460, divenne un borgo della Schiavonia due leghe dalla Sava, e che sulla fine del secolo X s. Stefano I re d'Unghe!

finanle vescovato di Bosnia,

cui

nomi-

na per privilegio apostolico concesse alla medesima velina, unenAonequcprincipaliler

ria vi ristabifi la

sede vescovile sullragai

Dea di Colocza^e riebbe


secolo XII, che per
p.

suoi vescovi nel


nel

s'intitolasse di

non rinvenni n
\\

Parlato, nell'esemplare che posseggo,


p.

onde il suo vescovo Bosnia e Sirmio, con piena giurisdizione sulle due diocesi e godimento delle rendile delle due mense, rei

line vescovati,

u nel

Le Quien.

M'ueo, Noli ti a
i
r

e-

piscopatiium, stampala nel G

3, egual-

stando sulFraganeedella metropolitana di Colocza, e lo sono tuttora. All'articoIoBosfi.\

mente

la

dichiara sullraganea di Colocza,


il

vescovato, mi proposi per unit di


i

ma
chi.

allora giaceva sotto


Il

dominiode'tur/r(''jpo(l^'.)

notizie in (piesto di riportare


vi,

suoi vesco-

vescovo di Sirmios.

nel

ed insieme

di riparlare del vicarialo

3o4

d'ordine di Probo governatore della

apostolico di Bosnia, e aggiungere altre

provincia fu martirizzato. Prima d'essere


decapitato, offri a
ria del

nozioni analoghe all'articolo Bosnia pascialatico della

Dio

la

sua vita a gloilei

Turchia e gi antico
la
s.

re-

suo nome, e pel bene

popolo

gno, che eredit

Sede.

della chiesa cattolica di Sirmio; indi

dopo

La Bosnia
scialati

uno

de'pii importanti pala

che gli fu troncalo il capo, fu gettato il corpo nel fiume Bovet, che scorreva presso la cill. Nel 34qera vescovo Potino,
gi discepolo di Marcello d'Ancira, contro
i

dell'imperoottomano, e occupa

parte pi occidentale della Turchia

ropea, avente circa una superficie di

Eu3, 000

leghe quadrate. Assai montagnosa, ha di-

cui errori fu tenuto quel concilio in

Sirmio che poi descriver, e fu deposto e esilialo. Anche im Germano fu vescovo


Sirmio. Nel concilio del 38 tenuto in A quileia, v'intervenne il vescovo Anemie, e occup il posto presso s. Ambrogio medi
1

d'acqua e suoi (lumi princisono navigabili, con belle ('ore-te che somministrano mollo legname da costruveisi corsi
pali
i

zione e da lavoro, pingui pascoli, vigoro


sa vegetazione,' la quale contrariata nel-

l'inverno da'venli impetuosi, e nell'estate

tropolitano del vicarialo d'

Italia.

Nelle
ulti-

da un

sole ardente

il

clima piuttosto
i

Notizie di

Roma

leggo

seguenti 3

freddo. Abbondanti sono


re delle

frulli,

il

liquo-

mi vescovi di Sirmio. Nel 1734 Ladislao Szoreny di Slrigonia, a cui nel 1749 ^" dato in coadiutore Nicol Gyvovich di
Sabbioticellodiocesi di Stagno, e vescovo

d'Anemuria in parlibus : gli successe nel 1753. Nel 17G2 Gio. Lanista Pa\y di Karlino diocesi di Zagabria. Clemenle

prugne rimpiazza il vino, sebbene questo non manchi, anzi colle oli ve forma uno de'principali prodotti. Gli uccelli e gli animali selvaggi vi sono comuni, bellissimi bovi,i uontoni danno una lai

na finissima,
i

le

capre sono numerosissime,


il

cavalli forti, eccellente


il

miele.

Il

ferro

XIV

col

breve Vniversis OrbisEcrlesiis,

solo metallo che


il

si

eslrae dalla terra,


altri,

de'q liiglioi773, Bull. Pont, de propa-

bench
i

paese ne contenga

aven-

ganda fide

5q,e Bull. Roin.conl. t. 4j p- Goj, ad istanza di M.' Teresa regina il'Ungheria, alla quale per la fondazione e dotazione delle sedi di Sirmio e
^

l.

4, p.

dovi romani travagliate fino delleminiere d'oro: le sorgenti minerali vi sono abbondantissime. L'induslre popolazione
si

Eosnia spettava, dopo aver traslalo a Zagabria


il

occupa nella preparazione de'cuoi, in tessuti di lana grossi, in manifatture d'armi


ein altro.
Il

vescovo Paxy, restalo vacante

il

commercio

di transito

con-

4o

II

S
Bulgaria e
la

U
la

sidorabile, e le priiicipnli citt di depositi

parte della Transilvania, oltre


la
:

Bosnia,

sonoNovi-UazarjZvv^ornik, Dagna-Louka,
JMoslar, Gradisca, e
ta dal serraglio clie vi fece costruire

Bosua Serai,cosi detMaopasci sia fssalo a

uictlo
liti
,

li,

residenza delle principali autoil

Dalmazia si fece chiamare Czar, e per un momento ebbe in mira di marciare, su Costantinopoli. Ma ia morte lo sorprese a mezzo de'suoi successi,

(juanlunque

quindi ambiziosi luogotenenti

si

di-

Travnik: questa citt vantaggiosamente situata,

parte in pianura e sul declivio

spularono la sua eredit. Per nel 1389 r indipendenza della Servia soccombette ne' piani

d'alcuni monlicelli, difesa da vasto castello fortidcato; vi

di Cassovia, sotto la potenI

sono 80 moschee, molte


il

za d'

Amurat
i

sultano d' Adrianopoli.


i

chiese greche e cattoliche;


le relazioni

centro del-

Nella sanguinosa guerra tra


luigheresi e

turchi, gli
si

commerciali

tra la

Turchia

bosniaci,

primi

resero

laDalmazia.La popolazionedeliaRosnia
calcolata piid'820,ooo,de'quaIi lOjOc-o
catlolici.il

tributaria la Bosnia, e nell'anno

dopo avere
metto
II

ucciso

il

re Stefano

i4^3, V, Maoleg4> P-

nome di Pannonia inferiore digli

l'incorpor al suo vasto impero.


si

una porzionedella Bosnia. I serbi verso la met del VI secolo si sparsero sulle rive del Danubio, e stabilironsi nel paese che porta il nome
segn presso
antichi
di

Dettagliale storiche notizie

ponno
t.

gere nel

p.

Farla to, lUyrici sacri,

Senna

(/^.), nella

Bosnia, e nel

tenegro che descrissi a Scutari.


ver fondato
il

MonDopo aal cri-

in Episcopi Bosnenses, che dice promulgala la fede cristiana nella Bosma nei tempi degli apostoli da' loro discepoli, e come nel dominio degl'imperatori greci

37,

loro regno, caddero in poli

d'oriente soggiacque alla defezione dalla


chiesa

tere de'greci che

convertirono

romana
I

nello scisma di Fozio, dal

stianesimo. Nel medioevo! bosniaci erano


vassalli de'sovrani
i)
il

quale la purg Belallre d' Ungheria quan-

d'Ungheria, indi

si

for-

do verso il
la

36

l'uni al

suo dominio col-

suo regno.

servianiabitanti ne'noi-

Servia. In seguito vi s'introdusse l'e-

minati paesi e nella Bosnia, a vicenda

resia degli albigesi, de'palarini,

de'mani*

dolatri e cristiani, sottomessi e ribelli, resistettero a' saraceni, e vinti da' bulgari,

chei e altri, che vi dilfusero


i

loro errori,

quali per

le

cure de'Iegati de'Papi, per

questi tagne.

li

trassero prigioni nelle loro

mon-

quelle de' vescovi e de're d'Ungheria fu-

Uno de'loro capi

pot fuggile a tale


la

schiavit, e ricominci

lotta per pro-

lungarsi fino al secolo XII. Allora spunt pe'serviani l'era della prosperit colla

dinastia de'iVemanja. lli. di questo no-

rono sterminali; essendone assai benemefrancescani, che pariti i domenicani e tirono anche la morte per le crudelt degli eretici. Occupato il regno da'turchi, la popolazione si compone di maomettani, di
i

me, Stefano, ebbe


tore d'impero
gio sottomise
rive del
:

le

qualit d'un fonda-

caltolici Ialini parlanti l'idioma slavonico,

colla sua abilit e corag-

e di serviani e greci scismatici, oltre gli e-

la

Bosnia,

la

Dalmazia,

le

Danubio; prese ii titolo di gran Zupano o Giupano, e fece governare la Bosnia da un Zupano: abdicando negli viltimi di sua vita, si ritir sul monte Athos, ove avea fondato un monastero. I
suoi successori continuarono le conqui-

brei.Loda i bosniaci per robustezza di corpo,per valore militare, per probit. I cattolici poi

sono zelanti del divin culto, rii

verenti verso
ti

ministri di esso, osservan-

della disciplina ecclesiaslica,e tenaci nel-

la lojo

vera religione, in che assai semi

pre giovarono
vanti,
i

francescani minori osser-

con varie vicende, fino alla met del secolo XIV. A quest'epoca Dukan, eclissando la gloria di Stefauo,divenne sigiloste

quali

vi

hanno due

provincie, la

Bosnia Croata,

la

Bosnia- ArgentinajCsergli uflici di

citando con fervore

parroco.

redeir Albania, della Macedonia, edi una

Incerta l'origine del vescovato di Bosnia,

SIR
eneirSy" era
la

SIR
crociate alacremente convert'i e pun
retica pravit, e

4t
l'e-

in

uno

olla Servi/i (^F.) nel-

giurisdizione dell'arcivescovo di
il

Spa-

ne ricev alte

lodi

da Pa-

lalro, poi di Dioclea, soiio

l*apa Ales-

pa Onorio 111, contribuendovi alle conversioni l'opera de' domenicani.

sandro

II

del

1061

in quella dell'aiciveinili

Avendo

souvo iV Anlivari^

de'ciicoslanli ve-

un vescovo patarino invaso


snia,
i

la

sede di Bo-

scovi di D.drtiazia e di Servia che se l'aitribniroiio. Alcuni dissero,

ne fu espulso nel 233 dal legalo di

che

s.

Bonifa-

cio camaldolese apostolo \ Russia {^F.),

ove fu decapitato
ne
pastore.

nel

looq,

fosse consa-

Ungheria cardinal Giacomo Vilri d'ordine di Gregorio IX, e sostituito un cattolico di cui pure s'ignora il nome, dotto e
idoneo, encomiando con epistola
il il

gralo arcivescovo Bosnensern^senza esseril

Papa

Dopo

Antivari

trova la

chiesa di I>osnia soi^getta successi vauieu-

tea'metropolilani i\\R(7gusa nel


I

43, nel

iqi nuovamente a quello di Spalati o, nel principio del seguente secolo a quello
di Colocza, a cui rimase. 11 ."vescovo di Bosnia certo "Uladislavo verso ih i4'>
1

banodi Bosnia Zibislavo, ilqualecoslriri un nuovo episcopio al vescovo nella citt Scralio. Neil 238 divenne vedi Bosna scovo il b. Giovanni Ponsa Teutonico di Westfalia, domenicano chiaro per dottrina e santi l di vita, e Gregorio IX lo dichiar pure legato apostolico in Pannonia contro gli eretici, pe'qiiali spieg
il

dopochere Dela
la

erasi

impadronito

dels.

pii

contrada e l'avea riconciliala colla


si

fervoroso zelo e cooper all'edificazione


della cattedrale in Seralio o Bosna, indi

Sede; indi

trova Micovanodeli

5o,lla-

dagastodeli 17 i 01 197,3 lem p del finale Culino gran hano di Bosnia abbracci
l'eresia

nel

240

si

dimise dal vescovato, e poi fa


.

de'p//7n/n e difese chi


il

la

piofes-

eletlogeneraledelsuo ordine nel i 241 In questo gli successe il vescovo Aimo, nella
cui

sava. Circa
il

1200 per
cos'i

loro favore fior

epoca

tartari invasero la
si

Bosnia e
il

la

vescovo Daniele, e

principe e pasto-

devastarono, a tanti guai

aggiunse

rav-

re divennero fautori di quegli empi.

Papa

vivamento dell'eresia patarina che


eccellente pastore ricorse alla
s.

lo zelo

Innocenzo III gravemente ammoni Emerico re d'Ungheria, ad espellere dalla Bosnia


i

del predecessoreavea quasi estinta.

Aimo

Sede per
in cui lio-

patariji,

onde Daniele

fu privato
il
1

aiuto

onde liberare dal pericolo


la

della dignit, ed esiliato verso

2o3.

A.

vavasi

chiesa di Bosnia, e l'ebbe da In-

cagione degli
to
la

eietici

che aveano occupae l'episco-

cattedrale di

Rrescevum

nocenzo IV, e da Bela IV re d'Ungheria, il quale con ogni maniera perseguitogli


eretici.
essi
le
il

pio,

vac
i

la

sede sino al 1288, nel qual

L'arcivescovodi Colocza contro di


la

tempo
ti

legali pontificii

convertirono mol1

bandi
la

croce, e pose in opera tutte

eretici, e tuttavia nel

223

insorse l'an-

esortazioni per convertirli, concedendo

tipapa Bartolomeo di Bosnia, crealo dai


palariiii e dagli albigesi colla pii sfrontata

Papa

remissione de'peccati a'croce-

signali che fossero periti

ne'combaltimenal

audacia, pe'loro seguaci dispersi nel-

ti.Molli eretici ritornarono


la

grembo del-

rilliria, Italia eGallia.

Questa larva d'antipapa che venne consultato da detti oBosnia

Chiesa, altri furono soggiogati colle ar-

mi, onde Innocenzo

IV

in

rimunerazio-

slinali eretici, fece residenza nella

nella sua breve durala, e fece suo vicario

e vescovo degli eretici in Gallia

do di Carcas>ona
nelle
ria
s'i

un oriundimorante a Porlos e parti diTolosa. Andreall re d Unghee

ne definitivamente fece sufl'raganea della chiesa di Colocza questa di Bosnia. iVel 1253 fu vescovo fr. Giovanni II di Fri-

burgo francescano, ma nei 256 la sede era vacante. Bela IV don la citt di Dia1

pose ogni studio per l'estirpazione di


di

kovar, Diacovuni,
la costitu

al

vescovo

di

Bosnia e
il

perniciose selle, ed

vo

Colocza colla
VOL. I.XVII.

Hugrino arcivescodotti ina e colle armi

sua sede. Veli28o

fiori

vefa-

.scovo

fr.

Andrea ungaro, che dovette

f^i

R
tando
il

SIR
esor33 d'Ungheria a rimuovere quei laicicheaveano usurpato beni della mensa. Gli successe nel 343 Bongiovanni di

sempie infeslava la conlrocla,onfle Slenmo re tli Servia, a cui


licare per l'rrcsiurlie allora nl)biHiva, vi costili per inquisitori
i

landi canonico di Bosnia nel


le

"ii,

rrance<;cani.

Non

a dire
lutti

cessivamente quasi

quanto e suciPapi premuro-

Piacenza,

clie Iraslato nel


il

349

^ t'armo,

samente si affaticarono per la restaurazione del caltolicismo in Bosnia, tutto narrandosi dal p. Parlalo, e molto si adopr il vescovo Andrea coadiuvato da'suoi religiosi, pastore lodntissimo. A vendo Paolo Breberio bano di Dalmazia e Croazia aiutato Andrea III re d'Ungheria contro
il

venne

sostituito

b.

fr.Pellegrino diSasso-

nia francescano d'esimia santit, caro al

bano Stefano, e co'suoi


a
li

religiosi fu sollecito

propagare
fr.

le

verit cattoliche, alle

qua-

convertirono molti eretici e scismatici.


I

Nel 357

Pietro

II

francescano o domel'

nicano, sotto di cui mor

eccellente ba-

redi Servia, a questi

lolla la Bosnia, a
cir-

lui la die in

rimunerazione nel i 3o3

ca,
la

il

quale bano studiosamente propugn

no Stefano e gli successe il nipote Stefano Tuariko, che assunto il titolo regio quale re di Rascia e di Bosnia, come imI

religione cattolica e vegli per la

com-

plicato negli errori de' greci fu infesto ai


cattolici;
il

pressione degli eretici.

Non

si

deve lacere

vescovo per e

lo zelo

de'franA.

che alcuni registrano due vescovi agostiniani, fr. Michele del 274 e fr. Bonifacio del 128 ijSulFraganeie adiutori dei vescovo di Trento ili.,di quello di Basilea il
1

cescani operarono molle conversioni.

quest'epoca

si

snia greci, in

trovano due vescovi di BoGlasinacz e in Randigosfo.

2."

Neli3o4

successe a

fr,

Andrea

il

ve-

scovo Nicola che intervenne

al concilio di

Nel i37q Domenico vescovo, nel i384 Gregorio sotto il quale e ne! 3g2 divenne re di Bosnia Slefjno 11 Dabiscia, e nel
1

Preshurgoj nel i3io fr. Benedetto Guichard ungaro domenicano di molla scien?a esingoiar virt, forse neli3i4 traslato alla sede di Transilvania, onde quella
di Bosnia fu data in

3g6

gli
i

successe Stefano

111

o Tuariko
la

Scuro;

francescani sostenendo

religio-

ne cattolica perturbala dagli eretici, dai Papi ebbero la vicaria o custodia di vari
luoghi per difendervi
la

commenda al
.

vescovo

fede. Nel

388

fr.

5uacense o d' A nti vari Ne! 3 7 fr. Pietro ungaro domenicano,pel trasferimento del predecessore a Ragusa, prudente e di som ma erudizione, che cur di correggere
i i

Giovanni

III
1
I

ThomeusMaravitio domeni-

cano; nel 4 o Benedetto II de Benedetti ch'ebbe un vescovato laborioso, ardendo laBosnia perintestinediscordiee perguerre,a

depravati costumi del popolo e


lo alla piet
:

di

condur-

un tempo essendovi
si

tre re, e

quieta-

Papa Giovanni XXII severamente ommon Mladino bano di Boil

le le cose lutto

dedic all'esercizio di
fu legato de'lre re al

provvido pastore, e
III

snia,

ad espellere da'suoi dominii gli eretici, senz'edetlo per la pessima sua indole e quale usurpatore de'diritti ecclesia-

concilio di Costanza.

Ma

avendo Stefano

o Tuariko

II

contro l'emulo Ostoia in-

vocato l'aiuto de'lurclii, questi comincia-

ed esercitando allie iniquit, percui fu dato il banale a Slefano dinasta di Croastici,

zia,

che

il

Papa lod per


i

tutelare gl'inqui-

rono a invadere il regno. Neh 427 Dionisio Takch canonico di Varadino ; nei 428 Giuseppe di Strigonia funestalo da
j

sitori francescani,

quali in questo tem-

4
SI

vescovi eretici e inlrusi,,nelqual lerapo

po ebbero su
domenicani;

tale uffizio controversia coi

rec in Bosnia

s.

Giacomo

della

Marca

ma Giovanni XXII

l'aggiu-

qual commissario a riuvigf)rirvi


plina religiosa
11
,

la disci-

dica'francesrani. Avendoil capitolo della chiesa di Bosnia eletto il vescovo, Beiiedello


se

e Stefano III o

Tuariko

divent solo re,

ma avverso

al cattoli-

non da

XII nel i334 non lo riconobbe lui uominalo, e fu Lorenzo Lo-

cismo.
in

Il vescovo Giuseppe il dimorava Diakovarchedivent stabilmente lase-

SI R
(le

SIR
i

43

vescovile, dopocli

lincili

occupa-

mand
Pio

legati g

congresso di lLuilo^'a a

loiio

Bosna o Seralio. Papa LugeMo IV


la

li, [)er

commise

conversione degli

eretici della

chi nella

unir le sue armi control turpromulgala crociata. A Stefano


successe
il

Bosnia, aiiclie

ussiti, ai fraiicescnni, la vi-

IV
e
la

nel

1460

figlio

Stefano V,

caria e l'inquisitorato per frenar l'eresia

regina Caterina sua moglie recatasi

con ampli privilegi


\\

e facoll, e

propagare-

laver lede, con giurisdizione quasi


la
i

piscopale e perfino d'amministrar

eie-

sima. Neil
cescani
fr.

/p

si

trovano vescovi
fr.

fran-

Stefano, e
la

Antonio dello,

in Roma, lasci erede del regno la chiesa romana allorch mor. Siccome la regina fu sepolta nella chiesa di s. Maria d'Araceli di Roma, cos il p. Casimiro nelle Memorie ;5^onr/je della medLSima riporta la

preposti

uno per
11

Bosnia Croata, l'altro


f

lapide del suo sepolcro e (juella er-

per

la

Bosnia Visorana. Gi nel i443


era successo
il

rata da altri,
teri illirici

non che

la

lapide in carat-

Tuarlko

re Stefano

IV
la

o serviani non pi esistente.

Tlioniasco de Jablonovidi, a cui per


fede ortodossa

Eugenio IV
il

invi legato

Discorre delle notizie di questa regina di Bosnia, del suo marito che chiama Ste-

Tommaso
segne

vescovo di Farsaglia; fu ricevure

fano
suoi

to con onore, e

ebbe

il

titolo e le in-

figli

Tommaso, di suo padre Steflino, dei e fratello Stefano. Che Stefano


abiurali
gli

reali per autorit pontificia, e


vi

bra che
Ialini nel

fossero costituiti

semdue vescovi
II

regno. Intanto

Amurat

sulta-

no de'tmclii, dopo

la vittoria di

Verna,

piomb

sulla Bosnia e la fece tributaria


IVella le-

maniGiovanni Carvajal. Hiiic Eugen'ms IF PP. coronarli obluHljCl poidfcalis ecclesias in Bosiiia voluit erigere. Il re perci provoc
errori de' chei, fu battezzato dal cardinal

Tommaso

d'annue 23,000 monete d'oro.


gazione di

l'odio de'turchiede'nianicheijC fuespid-

Tommaso, Stefano IV re di
avea unito

Bo-

sodal regno;
listo

gli scrisse

confortandolo Ca-

snia e di Rascia (parte della Servia the

Tuarlko
rasi

alla Bosnia), ch'e-

gual sollecitudine per

convertilo co'magnati al caltolicismo,


nel 1446'"^

adun
gno,

Cogniz un generale con-

gresso de'prelali, baroni e voivodi del rein cui


si

fecero per la regione e pel

II mostr eonde reintegrarlo nel Irono e combattere turchi. Dopo la sua morte Caterina sua vedova regina di Bosnia, chiam alla successione il figlio se avesse abbandonato il maomet-

HI, e

il

successore Pio
lui,

regno

vari decreti.
il

V'intervennero
I. "posto, il
i

il

le-

tismo e abbracciato
sua vece
la figlia
Il

il

caltolicismo, ed in

galo che occup

metropoli-

Caterina se avesse fallo

tano e vescovi greci, ed


atti

vescovi latini: gli


p.

allrellanlo.

p.

Casimiro confuta

tulli
la re-

sono riportati dal

Parlato.

Tom-

quegli scrittori che di>isero giunta

maso fu pur legato di Papa Nicol V, che come predecessore e successori scrisse
il
1

gina in

Roma
4o

nell'anno santo
cavalieri.

4/

'>

^'20

aprile con

Imperocch eranel rione Pigna e


II; se

al re,

il

piale

mosli singolare benevoil

\i gi stabilita

da

c)

anni prima, e vicino

lenza pe'francescani. Eletto Calisto III,


re Stefano

alla chiesa di

Marco

IV mand una
Testa

legazione in Ro-

fino dal pontificato di Paolo

pure

ma
za,

e Nicol

a prestargli ubbidienli

non voglia
vi si

credersi che partila da

Roma

ed

il

Papa

col figlio Slelano


s.

ricev

restituisse in dello

anno. R^ilornanBosnia e
regni pa-

nella prolezione della

Sede, es'-endo miII

do

al re

Stefano V, non and guari che


Rlaoiiietlo
re.
II

nacciati da IMaomello

im[)eralore

ilei

neh 463
uccise
il

invase

la

turchi che neli4'>3 avea preso Costantinopoli, e


gli

Sotto

gli

ultimi

due

mand

il

vessillo colla croce

re che ne fosse vescovo Stefano Radosnichi.


li
I

omle combatterli, con Giovanni Uimiade e Scanderberg eioi crisliani. Pel zelo del
re
si

tuichi

commisero

nel regnoorribi-

uccisioni, crudelt e devastazioni,


e

convertirono 3 dinasti, e Stefano IV

risparmiando chiese eallari, vergini

non ma-

44

IR
cesrano
i

SI
flel
i

R.

trone, e fu forlunalo chi pol riparare in

^r3, con facolldi esercitare


luoghi de' turchi
vescovo, indulto concesso anvescovi di Bosnia. Nel
i

Dalmazia: le reliquie de'cristiaui furono coltivale con successo dal costante eoperoso zelo de'francescani, esposti alle vessezioni de'Inalici Diaomeltani. Il corjio
di

[)onti(icali ne' finitimi


il

ove non

che ad
fr.

altri

588

s.Luca evangelista da Costantinopoli fu


s.

Francesco di s.Stefanofiaucescano, con autorit di visitar la chiesa di Belgrado,


vescovato ora unito a Seniendra
di Bosnia. Indi
vi
(f^-),
il

portato nell'isola di

INIauraepoi in Jaic-

za, finche fu tiaslato in Venezia, le

prove

cui vescovo talvolta ainuiinistr la chiesa

recandole
naci di
lo essi.

il

p.

Parlato nel parlare della

contraria controversia, per sostenere! taos.

dagl'imperatori

furono nominati 3 vescocome re d'Ungheria,


dalla
di
s.

Giustina di l'adova di possederfu stabilita la residenza


i

ma

non approvati
11

Sede. Nel

6oo

Dopo l'occupazione de'lurchi,viepDiakovar


vescovi s'iu-

Luigi de Vilasko

pi

in

Francesco
sferito a

Vesprim,nel 1607 Erghelio di Zagabria colla

del vescovo diBosnia, per cui

ritenzione di quella prepositura, poi tra-

titolarono Bosnensis alias Dacovensisj


essa

Vesprim. Nel 1610 Giovanni IV

munita e trovasi ne' confini delle diocesidi CinqneChieseediSirmio.Inseguito francescani pel loro contegno prui

Telegdini colla ritenzione della preposi


turadi Strigonia. Poscia
lasfi,

Tommaso
Giovanni

li

Ba-

Stefano

11

Senney,

V Po-

dente
loro

e virtuoso

si

conciliarono la vene-

sgai e

Vincenzo Ziiggoni,
invece

ma nonconfer-

razione e'turchi, e poterono restare nel

mali dal Papa, solo nominati dal re d'Uugheria


stratori
la s. Sede elesse amrainiAntonio e Tommaso vescovi di Scardona.Nel 63 i Giovanni VI Marcia o Marnavilio bosniese nobilissimo educa: 1

dominio a operarvi immenso bene, amminislrando le parrocchie e fruendo de' privilegi che ottennero dai maometlani.

Laonile

al

vescovo di Bosnia rest

il

titolo,

menUeinessa
i

d'allora in poi vi reil

to in Pioma,clie

la

congiegazione

di

pr-

starono

francescani a esercitarvi

minidir

paganda

stero ecclesiastico, finch poi

come

fu eretto

il

vicariato apostolico di Bosnia,

esercitato da

servante.

un loro religioso minore osEcco la successione de' vescovi

deput alla riforaia deil'ordine di s. Paolo i. eremita in Ungheria: tornalo in Iioma consagr la chiesa di s. Girolamo nel 1 634, ^^ cui riparlai a Schiavonia, e fu amministratore di Driy^t/e

tilolaridiBosnia, residenti inDiakovar nel

vasto. Nel
vitio

1639 fr. TonnnasolII Marna-

doininiodel re d'Ungheria. Benedetto Ili


del i46q, Mattia del i486,e nel

consanguineo del predecessore, fratidi egregie qualit,

i48gSte-

cescano
di

neh 645

Gio.

fano eletto; nel 1491 Luca traslaloa Csanad da Alessandro VI, che gli sostitu nel

Girolamo, nel i647fr.MarianoMaravich

Piombo francescano traslalodalla

chie-

1494 ^^L)'""^'*^!^*^!^^!' po' ^^ Sirmio; nel i5o2 Michele Chesuli, nel 5i 6 Donato
1

saDuinnense,di cui ritenne l'amministrazione, ch'ebbe controversia col vescovo di

Torre,neli526Giorgio llPalisneoin temp del quale Solimano II compi la eoa*


quista di Bosnia insieme a Jaicza,che se-

Macaiska su R.ama, parte


cata nel

della diocesi di

Bosnia, e fu in suo favore giudicata. Va-

1660
fu

la

sede fu amministrata dal

guendo
var,

altri dissi a

Bosnia forse Diakocirca Biagio

vescovo

Dumnense

o di Macarska, e nel

ma

diversa.

Neli53o

Cavacich, che calunniato e recandosi io Piomasi sommerse nel Drino. In quesl'epoca francescani per le vessazioni de'turi

amministratore apostolico fr. Francesco Svimirovich arcivescovo d'Acrida. Nel 1669 fr. Nicol IlOlouchich di

1662 ne

Piombo

nella

Bosnia francescano, dotto,

chi,

gran

pn

il

somme doverono sborsare. Dobreve vescovato di Tommaso vi fu

virtuoso e prudente, benemerito vescovo,


costru la cattedrale di Diakovar, istitu
il

sede vacante fino a fr.AnlonioMatteifrau-

clero inferiore del capitoloper l'unioia-

SI R
tura, edific col permesso tle'turchi
l'e-

SIR
repiscopio,ed inDragotin restaur
sa,
la

45
chie,

piscopio in (hescevum di Bosnia, gi sede vescovile: convert molti eretici e scismatici, e mor nella propria abitazione di Diakovar per cospirazione di ladroni di Rascia, e Dio conlerm co'miracoli la
santit di sua vita. Nel

aument

le

rendite della
edilizi.

mensa

co-

struendo diversi
\

Con

questi nel-

Itlyrici sacri
i:\iQ

si

termina

la serie

de've-

scovi,

1702

l^ietro

HI
del-

Ciiernkovicli croato canonico di Zagabria,


dotto, pioeamabile, che
la spedizione delle bolle.

mor prima

gio 111

Neil 708 GiorPatacich nobile croato di Zajezda,

di eccellente qualit e sapere,

aument

il

com^'nhcoWe Notizie di Roma. Avendo Clemente XIV, come notai, nel 1773 riunito vescovati di Sirmio e di Bosnia, ne dichiar i. vescovo a' 2 od icembie Matteo Francesco Rertiza di s. Vito diocesi di Pola. Gli successero, neli8oG Antonio Mandicsdi Posega diocesi di Zagabria; nel 18 16 Emelico Carlo Rullai di
i

divin culto, ristabil in Diakovar l'episcopio, e la cattedrale che


i

Prozozic diocesi di Zagabria. Gregorio

turchi aveauo ro-

XVI neh 83
lo

id'AlbaReale

vi

trasferPao-

vinata, e

consagr nel 1709; presso la citt edific e dot un convento pe'fraiicescani espulsi da' turchi da Modricia, e
la

Mattia Szutsits di Colocza, e neh 834 mg.' Giuseppe Kukovich di Zagabria. A.vt-ndo abdicato,
il

Papa Pio IX

nel con-

cos gl'introdusse nella della citt;


il

purg

cistoro de'a omaggio 18 5opreconizz l'at-

territorio di

Diakovar

da'Iadri, celebr

tuale vescovo

mg.rGiuseppe Strossmayer
stabili-

ilsinodocolsuoclero, e v'intervenne quello di

d'Essek nella Schiavonia, gi cappellano


aulico in

Sirmio

col vicario o

amministrato-

Vienna edireltore d'uno

medesimo Luca Natali. Nel 17 16 Pietro IV I3achicli d'i Spalatro, abbell e


re del

mento ecclesiastico. All'articoloBosNtA


la diocesi;

ve-

scovatogi parlai in breve dello statodet-

dilat la cattedrale riedilcata dal prede-

secondo l'ultima proposizione

provvedendola di sagre suppellettili. In Diakovar ridusse a elegantecappella una moschea, ivi restaur una chiecessore
,

concistoriale questo. Risiede


in

il vescovo Diakovar, sulla strada da Essek a Bro-

di e a

sa parrocchiale, e tre cappellein altri luo-

case e pi di

6 leghe da Essek, ove sono circa 3oo 2000 fedeli. La cattedrale


s.

ghi.

Nelir^o Francesco
la

Ili

Tausy

croa-

dedicata a
lo

Pietro aposlolo,ha
ili
il

i!

capito-

to, nubile di

Lipnick,cauonico diZagabria,
cattedrale e
le

composto

dignit, lai.'^il piepoil

consagr nuovamente

silo, le altre

lettore,

cantore,

il

custo-

1751 Iraslato a Zagabria. Gli successe Giuseppe Antonio Chiolnich di Vivochin diocesi di Zagabria
de'sagri arredi, nel

don

de,

6 canonici

colle

prebende del teologo

e del penitenziere, ed altri preti e chierici:

l'episcopio le contiguo.

La cura

d'a-

e di questa canonico e arcidiacono, dotto

ni me col batlisterio nel la chiesa

d'Ognisvesco-

educato nel collegio germanico ungarico di Roma, autore dell'ape di belle virt,

santi; vi un'altra chiesa parrocchiale col


s.

fonte, e quella del seminario.

Il

pendice de'suoi predecessori alla serie del


p. Parlalo, fu consagrato dall'arcivescovo

di Colocza, ch'ebbe per assistenti


vi

vesco-

Giorgio

di

CinqueChiese, e Nicola Giudi

vo mg.'^ Rukovich incominci la fabbrica d'un monastero, che forse sar compito. Le due diocesi riunitesi estendono ia lunghezza a circa 3o miglia, in larghezza
a
1

seppe Gyvovich
cesi e

Sirmio:

visit la dio-

o;

il

luogo principale

la libera e regia

l'aument

di 3 parrocchie,

essendo

citt

d'Essek o Es/ek, forte e capoluogo

ridotta a 4j nella cattedrale eresse un decoroso alt. ire al titolare s. Pietro, rese pi

della Schiavonia civile sulla riva destra


della

Drava

e gi capitale della
la

Pannonia
quantit

campanaria e vi aggiunse la campana maggiore, le don de' vasi di argento, ritabbric di materiale e orn
solida
la

torre

inferiore, facendola credere

de'suoi vetusti
sici

monumenti

l'antica

tar-

o iUunia colonia romana. Si diceche

4G
nel

R
elle in

SIR
luUa
la

335 vi

fu creilo

un vescovalo, soppres-

Turchia non

si

trova pro-

so verso la fine del

secolo. Inoltre vi
casti
1-

vincia che con tanti cattolici possa gloriarsi

sono comunil privilegiate, griiudi


li

([uanti quelli di questo vicariato, ascencirca


I

e vaste possessioni.

dendo a

4o,ooo. Essihannovi
pegli studi

il

no-

Vicarialo apostolico di Bosnia. Oltre quanto ho detto pi sopra sulla sua origine, e
il

viziato, e

mandano
i

3o

religiosi

ne'loro conventi d'lJngheria,ei 2 in Italia.


I

cennoiiportaloa DosNiA pasciail

conventi,

parrochi,

cappellani vivono
I

lato, riferisce

p. Fallato a p. 84, t^lie do,

di limosine di messe, e di questua.

con-

morte del vescovo Micol li non poitaudusi pij in Bosnia vescovi ad am-

po

la

ninislrare la cresima,

bosniaci sudditi

oltomani

ricliicscro alias.

Sede un pasto-

hanno pure de'beni stabili, che posseggono con intlulto pouCioad lei/i' pus, che si rinnova alla scadenza. Quando debbono restaurarsi, il governo ottoventi per

ie insignito nella dignit vescovile, e Cle-

mano

esige fortissimeconlribuzioni.

Il

vi-

mente XI gli esaud nella persona di fr. Matteo Deliviuli minore osservante insignito neh 735 del titolo di vescovo DolincAji/i per averne cura. Per sua morte ac1

ha 55 parrocchie. Suttjeska l'odierno convento residenza del vicario apostolico, con chiesa dedicala a s. Gio. Battista. Altro conven
carialo, diviso in 3 circondari,

caduta in Krescevo, Benedetto


1

XIV

nel

to quello di Folca o Foinizza, con chiesa sagra allo Spirito santo; altro quello
di

740 ne allld l'amministrazione a fr. Paolo Dragevicli del medesimo ordine, colla
stessa qualifica di vicario apostolico e di

ne di

Krescevo, con chiesa sotto l'invocazios. Caterina v.e ni. I religiosi dipenessi e ripartiti nelle
i

vescovo di
i

vicari

Diurii'ii Macedonia. Ambedue non solo furono vescov'iBosiensis,

denti da
stazioni
pelle,

parrocchie e

ma aitcht Diimnensix,
porta
rio
i

ed

il

p.

Parlatori-

sono circa 06. Vi sono due capnella villa Radmiluzia, e nella ter:

bi evi di
i

destinazionee di consagraessendosi dimesso


gli
il

ra di Varefs
uffici si

negli altri luoghi

divini

zione. Nel

766

vica-

celebrano sotto tende e capanIl

Dragevich,
Ir.

fu sostituito nell'am-

ne, con altari portatili.


lico

vicario aposto-

Bonaventura Benicli minore osservante. Nel i832 da uno stalo


minislrazione
delle missioni dipropaganduy?(/e ap[)ren-

ha le facolt dalla congregazione di propaganda fide della forinola 2.'' e altre straordinarie. Nel i83c) furono ridottele
feste, e trasferite le vigilie a' subati. Nella

do che
fr.

il

vicarioapostolicodi Bosnia e in-

signito del carattere vescovile, allora era

RalFaele Barissich vescovo d'Azoto in

parlibus, residente nel convento di Foiuizza, e


le

nominato da Gregorio XVI


1

in ta-

anno. Nel 84*^ nelle Notizie d Roma s'incominciarono a pubblicare i vicariati apostolici, ed in esso leggo ancora ujg.rBarissichjcosne'successivi
in poi

hanno molle chiese greci sciFuori del vicarialo si trova un numero di sacerdoti. La detta congregaziouesuoldare un'elemosinaa titolo di vestiario a'religiosi bosniesi, quando dimoprovincia
i

smatici.

rano studenti ne'conventi


tercessione dell'Austria
si

d'Italia.

Ad

infir-

ottenne un

trovo

il

p.

annijma dal i85o Andrea Raracich de'mialtro stato pi leceu-

mano
II

a favore de'catlolici della Bosnia.

vicario apostolico riceve dalla congre-

noii osservanti pro vicario interino, e lo


tuttora.

gazione di propaganda l'annua pensione


discudi 3oo. Per decreto della

Secondo

medesima

te delle missioni e vicariato apostolico di


le seguenti notizie. Dai tempi remoti la missione aflldalaa'francescani minori osservanti, e traessi si sce-

Bosnia, registrer

approvato da Urbano Vili, il provinciale pr tempore assume il governo del vicariato, vacando la sede, e assume la cura
e custodia dell'archivio. Nel n.

212
1

dt-

glieil
si

vescovo vicario apostolico. Sono es-

VOsiervatore

Il

Romano
il

deli

85

si

lei;ge.

beucuiercnl)Sui della religione, poi-

viaggio di S. E.

nunzio apostolico

SI a
(caidiiial Viale- Prci) presso l'imperiale
li

SIR
poi rinnovarono
i

47

Nestoriani[F.)j
gli

ma

leal corte d'Austria,

perle basse regioni


l'atten-

l'airettocheil

popolo

portava rese luu-

del

Danubio,

trasse

nuovameule

go tempo

inutili gli sforzi

che

si

fecero per

zione universale, sulle condizioni del cattolicismo nelle provincie turche della Bosnia ed Erzetjovina. E'
se

privarlo della sua sede. Fotino non lico-

nosceva che una sola operazione nel Pa-

ben naturalech'es*

senibiano opportunissime a desiare simpatia in tutta (juanta l'Austria cattolica. Il

numero

de'cattolici inque'paesi aI

scende a 200,000 anime.


clesiaslici

loro alFari ec-

vengono attualmente disimpes.

Verbo e nello Spirito santo; secondo lui il Padre solo era Dio; egli credeva un Verbo eterno, ma non sussistente e distinto personalmente dal Padre; egli voleva che il Verbo fosse come una estensione che il Padre faceva di se, quando vodre, nel leva operare al di fuori. Egli sostenne, che

gnati da sacerdoti dell'ordine francescano,


i

quali coinpenetrati della loro


si

missio-

Ges
per

Cristo
i

non

fosse

che un puro

uomo
detti

ne,

ussoggellano non di rado a grandi

(per cui
tal

suoi settari furono

anche

privazioni e patimenti per onestamente a-

dempieila.Un membro dell'accennatoordine


vi la le

funzioni di vicario apostolico;


si

ma

puie non

poterono sempre evitare

delle inegolarit e degl'inconvenienti nei

rapporti di quella chiesa cattolica.


si

Come

bestemmia, Hoinnncionisti, secoudoch avverte s. Agostino nel Scnn. 26); ch'egli non era Dio, che non bisognava onorarlo, se non in qualit d'uomo; ma diceva altres che il Verbo avea abitato in lui, ed erasi unito a lui in un modo particolare. Si
il

Sede avrebbe gi da qualche leaipo pensato a ristabilire un vescovato per la Bosnia. l'areCLliie comunit cattodice, la
s.
il

crede anco che


fsse avanti di
il

gli

accordasse

titolo di Figliuolo di

Dio, senza voler

per ch'egli
gli

Maria, n ch'eci

liche espressero
al

voto d'essere soggette

avesse creato
lutti
i

mondo, n che

fosse

vescovo di Diakovar, che porta gi da


il

avanti
te,

secoli. I vescovi

d'occiden-

tempi remoti

titolo di

vescovo del Sirla

Porta nell'unno 1840 (dev'essere errore di stampa) conquist (juesla provincia, fu trasferito
il vescovato per cattolici bosniaci a Diakovar, e pi tardi fu conferita la plenipoi

mioeilella Bosnia. Allorch

tenza di vicario apostolico ad

nario del paese.

A (|uanto

dicesi, la

un missioSede

dopo tanti torAriani i^r.) aveano cagionato alla Chiesa, Fotino ch'era stato due anni prima condannato dal concilio di Milano e deposto, non cessasse di eccitarne ancora cogli errori ch'ei sempre sosteneva, si radunarono in questa citt per deporlo nuovamente dal vescovato. Ma sicinquieti di vedere che
bidi, c\\Q'^\\

apostolica avrebbe l'intenzione di condi-

come
to
(/^.),

colla sua eloquenza s'era acquistadi settari


il

scendereal desideriode'cattolici della Bo-

un gran numero

Foliniani
concilio fu

Vogliamo credere che in tal caso la sublime Porta non porr ostacolo all'asnia.

lutlociche pot fare

di scrivere agli orientali

contro questo ei

dempimento d'un
siderio,

si

giusto e naturaledesi

resiarca,

secondo
la

il

costume che hanno


i

ma

anzi

che

prester operosa-

vescovi di avvertire
ci
3.

loro confratelli di
l.

mente ad appoggiarlo.

1 voti migliori dei popoli cattolici dell'Austria s'tiniranno (i

che merita

loro atten^,i(joe. Reg.

Lubb
Il

t.

2.

t|uesto generoso intendimento".

2." fu conciliabolo tenuto dagli aria-

Il

Concila del Sirinio o Sitili ich. I ."fu tenuto nel 349 *^ composto dei

ni 'ieZ/Vin/(/^)al
vi

orientali nel 35i.


gli errori di

numero di 22 vescoLo strepilo ch'ecci-

vescovi d'occidente, contro l'eresiarca Fotino ch'era vescovo della citt, ch'era stalo gi scoiuunic.ito e deposto

tavano

Fotino, e ch'egli pre-

dicava pi arditamente che mai, avendo


obblig. ilo l'imperatore Costanzo di far te-

perch rin-

nova va

gli

erroride'\jZ> t'//aj/(/^'.),i t|ua-

ucre uu couciiiu a

Su luiu,

la

mag^ioi

p^tr-

48

SIR
Fabricio nel
t.
i

SIR
i, p.

le ile' vescovi die v'iiilervenoeroerano eu-

879 eWn
che
di

Bihliot.

sebiani. Conluttoci

com[)iac(|ueio di

Graec.

cita altri autori

questo arsi

fur mostra del loro preteso


fede, non
eretici,

amore

pei- la

gomento hanno
tioneslatiiiae,
t.

trattato, a'quali

pu

potendo patire d'essere chiamati per la qual cosa alfellavano il no

aggiungere Zaccaria nelle sue Disserta'


2, dissert. 8,

De Synodo
SSy.

me

di cattolici,

simulavano

di far quello

Syrniiensi.
Il

cli'

proprio de'cattolici, e cos comincia-

3." e conciliabolo fu tenuto nel


gli

rono a combattere gli eretici che troppo bassamente sentivano del Figlio di Dio, mentreessilocombaltevaoo in altre maniere e con altri errori. In questo concilio

Gli ariani ovvero

eusebiani compilaro-

no

in esso

un nuovo formolario peggio-

re de'precedenti, ed aifatlo eretico; ed

quello che

Fotino, essendo stato conviolo di tee di

il grande Osio vescovo di Cordova, secondo alcuni , ebbe la disgrazia

di Sabellio capo d^iSabelPaolo Samosateno capo de'iSiimosaieni [f'.), fu deposto; e volendo mostrare d' essere cattolici scrissero contro

nere la dottrina
liaiii,

di sottoscrivere, e che

da
s.

altri vuoisi

pure

sottoscritto da
altri ci

Papa

Liberio, sebbene

attribuiscano al seguente,
il

come
riil

vado

a nairare; poich

p.

INIassari nel-

Fotino 27 anatemalismi. La sua deposizione fu approvata a dir vero da tutto il

la Dissert.

sopra

il

concilio diSirinio,

gettando tutte

le altre

opinioni, colloca
s.

mondo, ma non

cos"i

quello che

gli stessi

concilio sulla favolosa caduta di

Libe-

vescovi fecero poi, imperciocch approva-

rio nell'arianesimo, verso la fine del

353,

rono la formola fatta dal falso concilio Sardlca ( F.), e ne drizzarono un'altra

di

e difende

il

p.

Mansi
le

(/^.)

che sostenne
eruditi.

in

quest'epoca,contro
p.

opposizioni fatte dal

greco che fu riguardata come sospetta;poi-

ch lungi dall'alTermare che il Figliuolo di Dio consostanziale al Padre, non dicono nemmeno che gli sia simile, e scuoprono la loro empiet dicendo: Noi non
eguagliaraoil Figliuoloal Padre, mai

Maniachi (F.)eda altri b t, 2. Arduino t. i. Reg. t.


l'anno 357, n.i e seg.
Il

Lab-

3. R.inaldi al-

4' e conciliabolo nel

358

l'iuterveulodi
tali,

3oo
vi

e pi vescovi

o 359, colocciden-

non

oltregli eusebiani. Gli ariani

contro

concepiamo, che gli sommesso". Tuttavolta molti grandi uomini riceverono la

l'usodellaChiesa

distesero un'altra nuo-

uuova regola

formola

di fede

come
s.

or-

va formola a'22 maggio, nella quale diedero all'imperatore Costanzo, loro gran-

todossa, tali furono fra gli altri

Ilario,

nel suo Trattato de sinodi, e Vigilio di

de fautore, il titolo gavano al Figliuolo

di

Re

eterno, che neIl

di Dio,

Papa

s.

Li-

Tapso

nel suo libro contro Eutiche. Fo-

berio, al dire d'alcuni, fu ristabilito, do-

tino fu bandito dalla chiesa di Sirmio,e

l'imperatore
2.

lo

mand

in esilio.

Labb

t.

Arduino

t.

i.

Sardic parlai

dell'e-

rudita controversia, sull'epoca dellacele-

Lrazioue de'concilii diSardicaediSirnio.

poch ebbe sottoscritto il formolario ariano, e condannalo s. Atanasio, la causa del quale era allora inseparabile da quella della fede. Labb t. 2. Arduino Reg. 3. Questa pretesa caduta di s. Liberio, e
1

Grave contesa ancora

sul concilio di Sirdi fede <\eli

la

debolezza di Osio,

altri la

riportano al

mio, e sulle famose forinole


ItSirinieiisi, era gi stata tra

conciliabolo precedente. Sia


nella biografa di
s.

comunque,

gesuiti Sir-

Liberio riportai dii


Liberio e di Osio

nioudoePetavio. Le loro dissertazioni su questo argomento furono inserite nel t. 4


delle

Terse autorit, che dimostrano favolosa


e falsa la caduta di
s.

Opere

del

Sirmondo. Pu anche

ve-

nel concilio di Sirmio.

Le 3 famose

for-

dersi

de JNJarca, nella dissertazione: De tempore Sjynodi Synniensi, Piena riaej


e
il

moleo

regole di iieSirniiensi, nate nei

conciliaboli diSirmio,alto e grave

rumore

p.

Couslaut nelle uote a

s.

Ilario. II

menarono

nella chiesa e nella storia eccle-

SI R
siastica.Lai.'fu stesa contro Fot'mo, e
si

S
que
il

R
s.

49
Liberio ardente
ariani, riducen-

p.

Massari, che

tacque maliziosamente
Sion dal concilio di

la
I

paiola onioii-

di zelo di

guadagnare

gli

rs'icca

consagrala ad

duli a confessar la fede JNiceua, e di

met-

esprimere

la

consuslaiizialit del Figlio

tere l'unione e la pace tra gli orientali e


gli

iieireleino Padre, e per questa nascosta

occidentali, scrisse replicate lettere u

fiode dell'eresia ariana, fu rigettata dal


zelante e imperlurbabiles. Atanasio. Laa.*

furmola
rio

!>i

vuole da alcuno che sia stata

coo) posta da Osioetla Polamio, ches. Ila-

chiama hesten)n)ia,oveiion
la

soIo(juella

parola onde Iraevasi


lica

norua della caltusi

tede lusop[)ressa,

ma

dichiar

il

Fi-

Costanzo imperatore, aninch fosse convocalo un concilio in Aquileia. Dopo varie inutili istanze, che produssero grandissime aiUizioni al Papa, per le sollecitazioni degli eusebiani colla speranza di dominare, onde costringere vescovi a confermare quanto aveano essi fatto in Tiro
i

glio
la

minore

del

Padre

nella dignit, nel-

contro
il

s.

Atanasio,

si

celebr fiualmenlo

maest, nella gloria, e ad es^o sogget-

concilio nel

355

in

Milano, dove

si

por-

to.

La

3.'^

loruiola sirmiense opera di


vi
si

t l'imperatore.
ciliabolo, a

Fu

per un pessimo coni

Lapillo vescovo d' A ncira, e


il

proclama

segno che

vescovi iiriani te-

Figlio di Dio, e simile

al

Padre,

manou

mendo

la

sollevazione del popolo irritail

ammette

il

nome

di sostanza, quasi in-

to contro di loro, trasferirono


nel palazzo imperiale, per cui
si

concilio

dotto per inavvedutezza da' Padri di ^i*


tea,

accrebbe-

non trovandosene
si

nelle

s.

Scritture

ro

mali

all'

ultimo segno. Le minacce,


tiraimia dell'imgli

menzione. Si questiona ancora


le

quale dels.

la forza, la violenza, la

3 formole sirmiensi

solloscrisse
la

Lila

peratore che apertamente proteggeva


ariani e voleva che
la

berio. Alcuni sostengono

i.'formola,

sua volont f jsse legi

quale in se slessa era cattolica, sebben.3


Culla sottrazione {\e\\'oniousion vi avesse-

ge inviolabile e canone, furono

soli ca-

noni osservali in quest'adunanza.


re
si

Ad

o-

ro
tri

gli eretici

un pravo senso. Alpretesero che Ia2.^formola venne consottinteso

gni conto volle l'imperatore e vollero pugli ariani,

che prima

d'

ogni altra cosa


s.

sentita

da

s.

Liberio. Altri in (ine opina1

venisse alla

condanna

di

Atanasioas-

uo che

aderisse alla 3."

suoi apologisti

seute; e furono tulli esiliali que'sanli prelati

fanno immune il s. Papa da ogni sospetto d eresia, e di linguaggio e annuenza eterodossa e acattolica, e non anmetlono l'accettazioneesoscrizione di nessuna forinola. A

che costantemente ne sostennero


la

l'in-

nocenza, per non tradir


ciar l'eresia ariana
:

fede e abbrac-

inutilmenlei legati di
la cui

Pcipa

s.

Liberio

domandarono la condandottrina Coil

Rimim
la

nel descrivere

il

concilio poi

na dell'eresiarca Ario,
Ilario,
il

conciliabolo celebrato nel 3 k), per essersi

stanzo sostenne per cattolica;

diacono

adottata
s.

fornioladiSirinio,e

[ler

averlo

uno

de'Iegali, fu spogliato, lacerato

Liberio fulminato colla scomunica, no-

dorso colle verghe, e insultato con mot-

tai

che

di

nuovo l'imperatore Costanzo

lo

teggi. Gli ariani consigliarono

Costanzo a
che
lui vin-

cacci da
s<-rt.

Roma.
il

Il

p. ALissari nella

Dis-

tentare
to, le

il

Papa,

colla speranza,

sopra

concilio di Sinnio, e sopra


s.

loro

empie
il

dollriiie sarebbero pio-

la fa\'olasa

caduta di

Liberio e di O-

fessale

da tutto

mondo. Aventlolo
lo fece

spe-

ii'djSostienela celebrazionedel concilio nel

rimentalo inaccessibile a'doui, imperturbabile alle minacce,


strascinar

3 j8, e la fissazione di tal epoca non si deve riguardare cone un semplice puntodi
critica o storica curiosit, tua [iutlosto co-

da

Roma a Milano, figurandosi colla sua presenza d'intimidirlo. Ma persistendo sempre coraggiosame.ite
s.

me una

per dimostrar faUa

premessa necessaria e intrinseca la caduta di Pa[)a s.


IS'arra

Liberio ne' suoi

santi sentimenti, fu finalmente dal perfi-

Liberio e del veacuvu Gaio.

duu-

do

e prepoleulc

Costanzo mandalo iu e-

5o
silio,

SIR
dove rimase due aoni, cio fino
al

S
to per allora a

Cordova;

ma divenendo

tcmjjo incili pollatosi a

Roma

Costanzo,
a
li-

empie pi pressanti
clii

l'istanze degli eiinu-

tu piegalo e indotto dalle

matrone

e degli ariani die atturniavcuio e iu-

heiarlo,

come

attestano Teodoreto,

Am-

lliienzaviuio l'arbitrario e eretico Costanzo, fu flualmeite esilialo a

niiaiio Alarcellino,

ed

altri
s.

gravi autori,

Sirmio erite-

Libello nel 357, e per essendo dimostralo che il concilio


'l'urn

dunque a Roma

untovi per pi d' un anno.

Ora
il

cpiesto

grand'uoino, l'onor delle Spagne,

difen-

Sirmio non fu tenuto die nel 358, cade a lerrii da se stessa l'accusa con cui da
di

soie della Chiesa, l'esempio della virt e

prudenza,
scrittori

e del vero vigore vescovile, eb-

alcuni

si

denigrato

la vita di s

glorioso

belaoallivu sorte d'essere accusato dagli

Pontefice, ciocli'egli vinto dal tedio dell'esilio,

dalla forza e dalle frodi, siasi

11-

aver tradito
difesi
s.
Il

iialmeute indotto a sottoscrivere una delle

moderni come prevaricatore,e di la fede e s. Atanasio da lui sino all'et di 100 anni; ed il quale
si

due

(orinole di fede

composte dagli a-

Atanasio
p.

dilFuse per lui in mille lodi,

liani e semi-ariani in dueloroconciliaboli

Massari prova coududeuteraeule es-

tenuti in

Sirmiodupoil conciliodel 358,


il

sere stale aggiunte da

mano

straniera le
la

come

osserva

p.

Massari. Questi inoltre

parole che

sembrano indicar
siccome non
lo

caduta

di

ribatte vittoriosamente la testimonianza

Oslo, perch troppo ripugnano alle precedenti.


turila di
Iosa

inconlrariodis.GirolamOjil quale, com'gii

E
s.

persuase l'au-

prova, spesse volte


falsi

si

lasci

ingannare

Girolamo
di
s.

rispetto alla favo-

da

rumori e da persone poco degne bene esaminare le cose. Gli opponeletestimonianzediTeodoreto,Sozomeno, Sulpizio Severo,e quella ineccedi fede, senza

caduta

Liberio, minor conio anfarsi del

cor ciede debba


Ilario,
il

testimonio di

s.

qiiule rf libro de''moc// accusa

zionabile dello slesso S.Atanasio, e d'altri,


i

Osio della peggio:" caduta che darsi ptesse; giacch non solo dice che sottoscrisse,

c|uali tutti

parlano con grandi elogi dels.

ma

di pi

che fu l'autore e banditogenuini e spuri


s.

la

costanza di

Liberio nel
la

solfrire

ogni

re della peggior furinola d arianisaio.Op-

.sorta di

persecuzioni per

buona causa,
il

punendosi eSso
di
s.

a'

scritti

Egualmente trionfante
p.

l'apologia che

Atanasio a Eilostargio, a
a Sulpizio

t'ebadio

Massari fa di Osio grande vescovo di Cordova, che purga con quanto scrisse di
lui
s.

d'Agen,

Severo, a

s.

Agostino,

Atanasio

slesso.

Quantunque
il

fosse

riuscito agli ariani

dopo

conciliabolo di
in esilio tan-

MiIanodel355
ti

di

mandare

Sozomeno; si deve concludele, che s. Ilario avendo composto il suo libro verso il 36o, mentre era nella Frigi in esilio, dove s'ignura va, come scrive
u Socrate, a
egli stesso,
tali,

vescovi degni e insigni, ed alla fine aus.

che fede tenessero

gli

occideu-

non credevano per d'aver fallo nulla se non si disfacevano ancora d'Osio acerrimo propugnatore del Sii/i'
die
Liberio,

facilmente rest ingannalo dalle fal-

se voci solile a spargersi dagliariani, e

bolo [F.) JXiceno, che secondo


siofucon)[)osto da lui stesso.
le

s.

Alaua-

che Osio non polca smentire come gi morto. SIS. Sede patriarcale armena , nella

Sapendo che
istigaro-

miiuicce

non l'allenirebbero,

no Costanzo

a farlo venire a Milano, per

prucuraredimuoverlocollepreghierejl'esortaziuni e tutti
ii

gli altri

mezzi, ch'eran-

Turchia asiatica, pascialatico d'I Ichil, capoluugo di sangiacato, a pie del Tauro, sopra un affluente del Djium, sulla riva del mare distante 3 o 4 leghe da Tarso, 00 e pii da Costantinopoli e iSo da Ezi

ingannare gli altri. Nulla essendusi potuto ottenere, e non tiovanpraticati per

iniaziu o Ecsiniasin, nel paese di Cilicia


(/".)

dosi in lui

ombra

di colpa,

il

venerabile

ora Caramauia nell'Asia minore, Questa celebre citt gi capitale della pie-

Vecchio pressoch ceateuario fu rimanda

cola

Armenia o

Cilicia, e resideuia de'suui

SIS
re Rubeaili, a'ioro tempi era assai
fiibbiicata,
liizzi

SIS
bene
posito,oltre a'citati articoli, a

Si
Patri arcaSis,

con quaiilit tli decorosi pamolle cbicse di cui ancora si verovine.

To armeno; laonde ((uanlo a


landocni al riferito
in tali

riporli-

luoghi, mi

dono
.

le

La

cattedrale dedicala a

niiler a dire. Glie in questa citt

vi t'u-

non molto ancora in piedi, ad alcune case,triile (piali (|uella delpaliiarca, abitazione molto vasta, ma
Sofia era
in^ieule

rono tenuti
i

de'concilii,

come
i

quello del

3o7;(|uellodV/f/rt/2rtnel

bove si

tro-

nousalub^ein(3 mesi dell'anno. Il


inenia Leone
si

re

d'Ar-

111

fece rifabbricare di ver*

varonopidi 3o vescovi di sua dipen(Ienza, e dove la fede ortodossa fu approvala e condannati HJoioflsili[r.); e queli

monasteri e chiese rovinati nelle guer-

le co'maomettani,ecinse di
t di Sis

mura

la cit-

trasferin)ento della sede P^' in Ezmiazin , di cui feci parola nel voi.
lo del
1

44?

sua capitale, onde metterla in


fece costruire de'palazzi

XXII,p.25i.
vi si

In Sis

sicuro dd un'improvvisa aggressione, ed

lato della gerarchia

dunque il 2. prearmena scismatica, e


s.

eziandio
gnillci.

vi

ma-

venera un braccio di
\

Gregorio It-

Non polendo
s.

pi

patriarchi arin

laminatore.
vere in loro
ta,

patriarchi pretendono di ala

menistarseue pacificamente
(/'.),

Ezmiazin
i."

successione non interrot-

ove

Gregorio V lUuiniiialore

ma
il

prevale quellod'Ezmiazin.

Quan-

Crt^/o//c-o(/'.)epalriarcadegli

armeni fon-

do

patriarca era cattolico,


111 gli

d la sua sede, nel 4^2 la trasferirono a Tuin o Tevin, nel gqS a Ani (di cui riparlai a Patriarcato armeno ed a Sirace), indi in altri luoghi, e
1

cenzo

raatid
i

il

finalmente nel

ig4 a

Sis,

seguendo

il

re

Leone

II,

do-

nel 342, e Leone VI tu fallo coronare in Sia da Papa Urmaobano V, ma poco dopo e neli37
1

coronavano in Sis re Giovanni di Lusignano

Papa Innopallio nel 120 i, e d'Armenia, come

ve limasero fino ali44' " '447> fino al tempo del patriarca Ciriaco Siriaco, in
cui furono coslrelli ritornare ad
zin.
gli

mettani d'Egitto presero e bruciaronoSis, cagionandovi quelle rovine da cui non si


riebbe, e

Ezmia-

neh 373

il

sultano comp
I

la

cou-

La qual cosa essendo


conservar
la

dispiaciuta a-

quista del regno d'Armenia.


di Sis

patriarchi

abitanti di Sis, ed essi credendosi au-

lorizzati a

sede patriarcale,
in Sis
i

riconoscevano

per rispetto a'ioro re armeni, che la s. Sede, presta vano ubbialleati co'Iatini,

conlinuarono a creare
ril della

loro pa-

dienzaal Papa, ed eransi


i

triarchi, valendosi io ci anchedell'auto-

Porla ottomana, e fino


il

al

554

aveanoabiurato loroerroried eransi riu'^'^' ^"^ chiesa romana; ma poi divenuti


sudditi de'turchi ritornarono allo scisiu.i
in cui
gli

conservarono

eia preminenza su quello d' Ezmiazin , indi ebbero il 2.posto,essendo devoluto il 3.


titolo di

Cattolico

miseramente vivono tuttora, oltre


fece

antichi errori di eresia. In progresso

airaltropatiiarcad'Agtmarfinodali
dcrivatoda unoscisina
tra gli

i3
INIa

di

tempo alcuno

armeni.

riunione alla chiesa latina,


vhristianus

qualche tentativo di ma furono po-

niuno sendo
iia, pel
il

di questi 3 patriarchi
restali in

armeni
1

es-

unione

alla chiesa

orna-

loroscisma ed eresie, ebbe origine

co sinceri e di breve durata. ^eiVOnens seguensi trovano registrati li patriarchi cattolici di Sis, cio ne 1. , p,
i 1

patriarcato

armeno

cattolico di Cilicia

1417
re

i4^B,

t.

2, p.

i52i.

JN.

arcivescu-

(f'.),c(jn

nella jualecilt

primate a Costantinopoli (r.), l'arcivescovoarmeno scidir, ottenne poi dal gran


titolo e la giurisdizione [)alriar-

vo e nietropoliluno di Sis,cancelliere del d'Armenia,che scrisse a Papa InnoceuIII


,

smatico,
signore
cale.
ti
il

come

zo

facendogli
il

la

sua sommissione e

chiedendogli

pallio. Dionigi
1

ma
III.

vescovo
ordi-

Ma

di tulli questi e altri patriarcagli

giacobila di Si>, nel

2G4

i'ssisl ali

ch'ebbero

armeni,

e delle notizie sui

nazione del patriarca Ignazio

Costan-

le e Slilla nazione ai

mena, ne

cuni pio-

tino patriarca di Si assistette ai ricorda-

52
ti

SIS
neli3o7
e nel
i

SIS
3 i6. A-

concilii tenuti

migliesparsenellecilt della Cilicia e della Siria.

zaria patriarca di Sis scrisse n

Fapa Gre-

Quando

il

patriarca
si

armeno

si

che gli successe gorio XIII, ctl a Sisto nel i58T, facendo professione d'altacca*

stabili in Sis la

sua autorit

estendeva

su tuttala nazione, indi

come

dissi fu cir-

mento alla
la

fede della chiesa

romana. Nierconfess
s.

coscritta entro piii ristretti confini pel ri-

ses o Niersete era a

Gerusalernaie verso

stabilimento della primaria seded'Ezmiazin, a cui unirorisi tutti quelli della

met

del secolo

XV. Davide

gran-

romana relativamente alla caristia, in Alepponel marzo 1668


la fede

Eu-

de Armenia e

di Persia;

dimodoch pi

a Cle-

non
si
li

gli

restarono,oItre la contrada in cui

mentelX.ll patriarcaCruciador pari mente fece la


tolica

erasi stabilito, se

medesima professione di fede catnel 167 2 a Glemene X. Comman-

nell'Asia

non alcuni vescovi sparminore e nell'Europa, quai

duranti

le

crociate, pel frequente con-

\\\\e,Hist. des avchev., dice cheSis con-

tattoco'lalini,eransi alfezionati alla chiesa Ialina, cio quegli stessi vescovi


tai
si
i

serva rovine che fanno testimonianza del

cui no-

suo antico spIendore,che ottenne dall'imperatorgrecolaqnalitdi patriarca d'Antiochia


,

trovavano

sottoscritti a' concilii di

Sis e di

per quelli del rilo armeno, e in

torit nel secolo

Adana, tenutisi sotto la stessa auXIV. Siccome l'imperail

conseguenza del concilio diTarso del 1177, e che divenne patriarca di Sisne'primi del
secolo

tore de' turchi, che riveste della dignit

questo patriarca, ha interesse che


triarcato torni
all'

pa-

XI li

colle seguenti sedi

per

sul'ra-

investito di

qualche

ganee, Arcive-covati:S!amboalo Cosinat!nopoll,cheue\ secoloXinerclfo,nelXVlI


pretese
i

vantaggio, perch lo compri a prezzo pi


caro, cos
ritti

diritti di

patriarca e poi l'olten-

ne da'lurchi; Gerusalemme eretto nel secolo XII con residenza nei monastero di S.Giacomo; Aleppoo Ber rea in Siria nel
secolo

se

conserv lur)go tempo dicompetevano su tutte le chiearmene del suo dominio in Europa e
gli
i

che

gli

nell'Asia minore.

Il

patriarca vendeva le
luoghi, riscuote-

prelature di

tutti questi

XI li;

Tessalonica\nMac<t(.\on\a nel

va

le

decime,

e traeva in particolare
il

gran

secolo XII!; Cipro con residenza a Nicosia nel secolo

profitto dal mirone, ch'

crisma della
in qual-

Xll Tarso
;

in Gilicia nelse-

conferraazione,e che pagasi generosamente,

coloXIll. Vescovati:
eretto

Anazarbo

inCilcia

avendo

gli

armeni scismatici
alla
tal

come

seguenti

nel secolo

XIII;

cheguisa pi fede
al

confermazione che

Tiana in CappadoCappadocia ; Andra in Galazia con altri 7.5 vescovati che non pi esistono. Aggiunge che il patriarca di Sis s'intitola: Servo di Dio N. patriarca
Jllopstiesla in Cilicia;
;

battesimo. Per

modo

veniva

egli

cia

Neocesarea

in

procacciarsi

una rendita ragguardevole,

e poteva quindi sfoggiarla.

Ma

in questi
lui,

ultimi secoli molto


egli
si

si

tent contro di
arcivescovi

tolse ci

che avea di migliore; poigli

e primate dtila piccola

Armenia

e degli

ch primieramente

armeni
i

armeni che sono

in Cilicia, Siria e

Pa-

scismatici di Costantinopoli, a forza di de*

lestina, ministro della destra e del tro-

naro ottennero dalla Porta ottomana


ritti

di-

no
che

di
la

s.

Gregorio Illuminatore. Sembra


si

patriarcali t;on solo sulla loro citt,

giurisdizione di questo prelato

e-

stenda sulle chiese della piccola Armenia,

cichesarebbegi mollo, ma bens sulle Provincie che sono le pi vicine dell'Asia, e su

Cappadocia e della Cilicia. Secondo di Sidone col finire del secolo XVI il patriarca di Sisavea ancora sotto la sua dipendenza i3 prelati arcivescodella

quasi tutte quelle dell'Europa.

Leonardo

Sicch senza portarsi sino a Sis, ciascuno


ricorre a questi ne'suoi bisogni, e perch
il

patriarca di Sis ricusa per questo

mo-

vi
ti

o vescovi, con un gran

numero

di pre-

tivo di consagrarli, perci


altri prelati

secolari e regolari, e circa 23, 000 fa-

persiaui,da lui

inducono essi non dipendea*

SI s
ti,

SIS
sinnio fu
il

1:3

a venir tla loro e


il

ad ordinarli. Oltre

compagno
i

de'suoi viaggi.

I-

a ci,

pnlriarca d'Eziuiaziu fa sovente

gnorasi pure in qual maniera l'imo e


tro terminassero

l'al-

deVloni alla Porta per ottenere che quel-

loro giorni,

non essenfalle

Turi hiii possano indirizzarsi a lui, e gli stessi non tanto vi si portano per tal concessione, quanto pel gran rispetto che conservano per
li

di

sua nazione esistenti

in

do appoggiata
che >ieno

a sode ragioni l'opinione

stati martirizzati.

Furono

parecchie traslazioni delle loro reliquie,


e la loro festa

segnata

il

."di

settembre.

Gregorio Illuminatore. Gli arcivescovi in fine che ha il patriarca di Sis in Gerusalemme comprano que'medesimi diritti pe'pellegrini che si portano
la

sede di

s.

Tanto
ove
che

riportasi dal Butler; meglio ve-

dersi Reims, e particolarmente Soissors,


coli'
i

autorit di altri scrittori notai,

ss.
s.

Sisto e Sisinnio

sembrano

dibce-

a visitarela 7Vr/v7

5rt/i/<7,

laonde quasi pi
il

nulla rest a questo patriarcadiSis,


le si

qua-

pu

dire ch' un'ouibra di quel che

era.

SISAMO. Sedcvescoviledella
cia di

provin-

sotto

la

Dardania, nella diocesi di Servia, uetropoli d'Aciida oOcrida. Liil

Pietroeda lui mandali a Reims e a Soissons; che probabilmente furono ciascuno vescovi d'anibeduele chiese, non che martiri, e perci fio ili nel i. secolo della Chiesa. Quanto a s. Sisinnio pure chiamato Siiiicio e Sinizio.
poli di
j

SISINNIO

(s.),

martire.

Venne

dalla

lio de'suoi vescovi, di cui ignorasi

noil

me, occupava

questo vescovato verso

1076. Oriens dir. t. 2, p. 32 3. SiSCIA. Sede vescovile della Pannonia, nell'esarcato dell'llliria occidentale,

eretta nel declinar del HI secolo sotto la

metropoli diColocza.Nefu vescovos. (^/


^/^o(/
.),

Cappadocia in Italia sullo il regnodi Teodosio il Grande, insieme coi ss. Martirio ed Alessandro, quali erano greci di nascila e fratelli. Si fermarono alcun tempo a Milano presso l'arcivescovo s. Ambrogio, il quale li raccomand a Vigilio vescovo di Trento. Questo dopo avere ori

che

pat'i

il

martirio nel

3o3 ovSis-

dinato Sisinnio diacono. Martirio lettore


,

vero nel 3o4- Siscia o Sisek, ovvero

ed Alessandro ostiario,
la

li

mand a

seg,non pi che un borgo d'Ungheria nella Schiavonia posto sulla Sava, e la


,

predicare

fede nelle valli delle Alpi,


loro zelo nel can-

ove
tone

il

cristianesimo era assai poco cono-

sede vescovile fu

trasferita a

Zagabria,

sciuto.
di

Esercitando

il

moderna, e da essa distante 2 leghe. Siscia sotto romani fu


capitale della Croazia
i

citt iinportantee

viebbero

l'ofllcina

mo-

Anaunia, detto poi Valle d'Anagna o d'Egna, ora Val di JNon, vi ebbero pi indegni traltamenli; noua soffrire
i

netaria, e n' fatta


tia inperii,

menzione

nella 7V'o/i-

dimeno
vit

colla loro pazienza, dolcezza e ca-

come
(s.),
il

osserva Sarnelli, Lelt.

eccl. t.io, lett.

20, n. 16.

guadagnarono un gran numero d'anime a Ges Cristo, e s. Sisinnio venne


a capo d'innalzare una chiesa nella bor-

SISIINJNIO
Soissons.

vescovo

di Reinis e di
s.

Fu

successore di

Sisto nel

gata diMetone oMedolo. Volendo un gior-

governo delle chiese di Relais e di Soissons, che non erano allora due sedi separate

no
a

pagani obbligare
suoi
le

novelli cristiani
delle loro feste,
vi si
la

prender parte ad una


i

come furono alcun tempo dopo. La


non meglio conos.

Sisinnio e

compagni

oppose-

vita di questo santo

ro con tutte
irritati

loro forze, per

qual cosa

sciuta che(|uella del suo predecessore. L'o-

quei barbali gellaronsi loro adli

pinione
stato

pii

probabile che

Sisto sia

dosso e
li

trascinarono
vi

a'

piedi degl'ido-

mandalo
s.

nelle Gallie sotto l'impela

perch

sagrificassero, ciocch ricu-

ratore Diocleziano, dopo

morte

di

s.

sando

Crispino e di

Crispiniano, che soffrir-

no

il

aiarliro a Sossous nel

287; e

s.

Si-

essi costantemente di fare, li batterono con tanta crudelt, chelasciaronli per morti sul luogo, e Sisinnio spiipo-

5:4

S
11
(Vi

STS
Marlo

co dopo.
lirio, e

glieli (e pigliarono
pi^'{)it;cli
i

lo

non mollo prima. La rimembranza


ad imitarri-

legatolo

ad ima leva

delle virt di (piel patriarca degli anacoreti vieppi infervorandolo


lo, la

tiasscMO a traverso
r.

ciottoli finch

mopri-

Preso pure Alessandro, tentarono

sua penitenza era rigidissima,


il

ma

d'intimorirlo colle minaccie, e in sua


i

presenza bruciarono
e di Martirio;

corpi di Sisinnio

suo silenzio, e quasi continua la sua orazione. Tale era il concetto in cui

goroso

ma

persistendo esso nella


lo

tenevnsi

la

sua santit, ch'egli merit la


lutti
i

confessione della ke,

gettarono sullo

confidenza di

solitari di quella

con-

slesso rogo, e cos ancli'egli

comp

il

mio

trada;anzi molti veiiivanoda lontano per

sagrificio

raccolsero

a'29 maggio del 397. I fedeli le loro ceneri, che furono [)or-

addomandarlo

di consiglio nelle vie in-

terne della perfezione. E>sendo venuti al-

tale a Trento, ed in seguilo distribuite in


diversi luoghi. Indis. Vigilio fece fabbri-

cuni ariani sulla sua montagna osarono

dogmatizzare fra'suoi

fralelli.

Sisoe nulla

care una chiesa nel luogo ove questi santi

ad

essi rispose,

ma

fece

cenno a un suo

erano

stati martirizzati.

Il

martirologio

discepolo di leggere in loro presenza


trattato di
s.

un

jomano celebra la loro memoria il detto gioino 2g maggio. SISliNWlOPapaLXXXlX.Nalivodella

Atanasio contro l'arianesi-

ca, e

Soiia o Siria,

figlio di
1

Giovanni, fu
del 708.

e-

mo; locch bast a chiuder loro la bocdopo averli in tal maniera confusi, li rimand colla solita sua dolcezza. Egli
e faceva

letlo Pontefice a'

8 gennaio

E-

fu eziandio

ra egli travagliato sillaltamente dalla po-

un perfetto modellodi umilt, sempre entrare questa virt iu

dagra, che ordinariamente non poteva far

tutti gli

avvertimenti ed istruzioni che daaltri.

uso n

ilelle

mani, n de'piedi. Malgrado


cittadini di

va agli

Giunto

in et assai

avanza-

per

suoi incomodi, siccome era d'anii

ta e sentendosi spossato dalle infermila,


si

mo grande, ed amava

Roma

ariese al consiglio del suo discepolo A-

e rabbellimenlo di questa citt, cos fece

cuocere della calcina per


delle
pli

la

restaurazione

braamo, e s'indusse a recarsi per alcun tempo a Clisma, citt posta sulla spiaggia o poco lungi dal

mura, e per la rinnovazione de'temche minacciavano rovina; ma quando


egli gi ilisposti tutti
i

mar Rosso. Rammaivi


1

ricalo per di aver lasciato la sua solitu-

avea
le

materiali pella

dine,

vi

fece ritorno, ed
1'

placidamente

grandi opere che meditava,

morte

lo

spir verso

anno 4^9

dopo 72 anni

rap all'amore e alla venerazione de'ro-

almeno da che
tagna
di
s.

crasi ritiralo sulla

moned

aveano concepite molle speranze, sebbene Papi non ancora fosseio assoluti sovrani di Roma, il che ebniani, che in lui
i

Antonio. La sua

festa nota-

ta nei martirologi greci a'6 di luglio, in alcuni calendari latini ai

dello stesso

l)e

luogo pochi anni dopo. Govern 20


la CorTeruiindi vivereall'improvviso ai

giorni la Chiesa, ne'quali fece un'ordina-

zione in cui cre un vescovo per


sica.

7 febbraio 708,6 fu sepolto nel Vaticano, Vac la sede un mese e 9 giorni.


1

mese. Non devesiconfonderequesto santo con due altri Sisoe, che viveano nel medesimo secoloj l'uno soprannominato il TcbanOfCUe soggiornava a Calamonenel territorio di Arsinoe; l'altro che avea la
sua cella a Petra.

SISOE(s.), anacoreta. Egizio

di nascita,
si

S\STERO'S,Sislarinm,S('guslero,Segesfeio. Citl vescovile di Francia iu Pro-

abbandonato

il

mondo

in

giovanile et,

dove visse per alcun tempo sotto la disciplina dell'abbate Hor. Desiderando trovare un luogo pi
ritir nel deserto di Scelti,

venza, dipartimento delle Alte Alpi, ca-

poluogo

di circondario e di cantone, a

leghe da Digue, e pi di

9 da Gap,

sulla

remolo, pass

il

Nilo e
s.

si

nascose sopra

una monlagua, su cui

Antonio era uior-

sponda destra della Durauza,al ounflueiile del Buechj con un ponte di pietra so-

SIS
|irn

SIS
fiumi. Possicele
il

5j
il*

cinscuno
1

ili

flelli

II

nominalo

in allio concilio
la

A vignol*ic-

trihuiiiile di
ie

/istanza, con.seivaiioiie del-

ne riordin
tre di

pieposilura d'Oulx;

i{)oleclie,

dilezione delle conlribuzio-

ni

indirette, collegio

comunale

e sociel

d' agiicollura.

Estendesi alleiadici d'una

lupe

sulla

quale sorge una vecchia citta-

della che la difende al nord, e serv'i

un

tempo
di

di prigione al celebre

Casimiro re
cinta

Polonia, ed ha uu

muro di

merfui\ici-

Sabrnnodeli \c)3; Ugono di Latidiin del 233; lnrico de'laitolomei poi arci\csLOvod'Ainbi un;Arlaudodeli38q; Andiea Fontana piacentino, gi abbate di s. Onoralo, del 464; Inietto Filoli indi arcivescovo d'Aix eabbale di s. Pon/.io Antonio de Cupis d'Asti del i^gr.
i

lato e fiancheggiato
lificazioni

da toni;

ma

tali

l^er gli altri vedasi


1. 1.

la

Gallia Christiana
iiellei\'o-

sono dominale da allure

Gli ultimi vescovi registi ali


ci

ne che
1

le

lentlono pocodilcn>ive. Animitatltdrale dedicala alia D. \ er-

tizie

lioiiia sowo:
l

Pietro Laniltenii di

asi nella

gine un quadro d'uno de'Nanloo, ed olile a questa vi


si

trovano 2 altre chiese,


altri slabi-

l'ospedale,

la

casa d'arresto e
ili

Luideaux nel 'Jio; Loilovico deSulhou de Saint Tropes d'Ailes neli764; Francesco de Bovel di Gienoble nel 1789, al cui tempo Pio VII soppresse questa sede pel concordato del 1801.
era composto di
e di
i

limenli. Ila fabbriche

cappelli, concie

11

capitolo

di pelli, penloleria e fornaci

da calce.

dignit, di 8 canonici

patria di alcuni illustrijdel malemalico

Albertel e del pubblicista Gaspard de

Beai.

Il

territoiio,<li

natura calcarea, pr-

duce sopraltulto del buon vino, molte noci

gina.

le,e nutre quantit di Sei vagVi si sono trovate urne cinerarie, lampade, vasi, medaglie rouiaiic, e altri

mandoi

o beneficiali, due de'qiiali adempivano alle funzioni di parroco. Eranvi 0. comunit d'uomini e 4 di donne. La diocesi avea 5o parrocchie. Il vescovo gudeva 5,ooo lire di rendila, e pagava 800
i

fioiini

per

le bolle,
(s.),
I

monumenti
citt era

antichi

Quesl'aulichissima

nome

di

conosciuta da' romani sotto il Segustemm. Nel secolo IX ebbe


nell'alta

Papa Vili. Prete romano del rione Via Lala, da alcuni creda(s.),

SISTO SISTO

vescovo./^. Sisi?fNio

(s.),

lo della famiglia

Coloimaju

figlio di

Pa-

a difendersi da'saiaceni, e dagli ungheri

store,slirpe senatoria di Iiomn, trovandosi

che penetrarono allora


za.

Proven-

Giunio Pastore che


1

fu console

con Pa-

Tenne
di

nelle guerie religiose


i'i\

lestanli, e
li

piesa da'cattolici

pepi oneh 562.


p-

pirio Eliano nel

r propagata la

63, dalla quale forse safamiglia Pastore di Geper

duca

Lesdiguieres loro
la

la tolse

nova,

la

quale

fa

arme un bacolo

pa-

co tempo dopo, e
ca di

consegn poi al diiGuisa governatole della Provenza,

storalealzaloin unanuvola.Secondol'Ol-

duino, venne anno\eiato fra'canonici regolari, indi fu crealo Papaa'^c)

La

sede vescovile fu eretta nel secolo

maggio
con-

sotto la metropoli d'Aix.

Ne

fu

."vesce-

deli 32, co'voli di lutto

il

clero. S'igno-

vo Crisafio o Cri>apio nel 4*52 che inlervenne al concilio d'Ailes, e fia'successori


iioDiiner Giovanni del 509; Valerio del

lano
fessa

le

sue particolari azioni,


il

come

anche

Duller. Determin, seconi

do

il

libro Pontificale, che

sagri vasi,

5i

7;

A\olo del 54
si

i,clie

per

iiilzzu

d'un
con-

cio colite e palina,


carsi

non potessero
;

toc-

procuialoi e

fece lappi esentare nel

cilio d'Oile.'iiis;
lio di

Geiiesio fu al

!^.

cu eie-

che da' miiiislri sagri e che niun vescovo chiamalo in lloma e ritornato nel

Parigi;

Fioddonio o Froiilo

tlulo delia stirpe de'conli di Nizza; Pie-

suo vescovato, vi fosse ricevuto senza presenlare al popolo le Ittlcre apostoliche

troche

gli

successe oriondo di Aizia, poi


1

chiamale Foi inalt


si

(di cui riparlai a vSi-

Iraslatoa Vaison; Geraldo


concilio d'

iu eletto nel

gilli pontificii, colle quali significa vaiil'unit delia fede e


il

Avignone deI]o6o; Geraldo

mutuo amoie

Ira

d6
il

S
d pur dato

SIS
no qunlclie vescovo
il

cnpn e le mpml)ra doll.i Chiesn. Pioil die ror/;o//7//' fossero di seta o dipinti, ma solamente (li lino. Comand che si osservasse, e non gi introdusse, come ali

di

nome

Sisto, a cui

cuni lianno scritto, l'uso istituito dagli apostoli cW'nno

che avvenne per molte altre Reliquie pi* controverse, ovvero abbiano qualche notabile porzione di quelle de'due altri santi
titolo di Ponlfex, ci

San ri US
il

nella messa, oplo

Pontefici Sisto

II

e Sisto III.

Trovo

la

pure ordin che


egli

popolo

cantasse col

digressione anche importante,

non solo

celohrante. Quelli che afermano essersi

chiamalo Fcscovo de' vescovi, s'attengono ad ima sua lettera apocrifa. Egualmente suppositizie sono da'moderni
critici

per quelle chiese che vantano il possesso la ha realmente, del corpo di s. Sisto I

ma

eziandio per schiarimento degli ar-

tenute
I,

le

due

decretali attribuite
i

ne feci cenno, ed ancora per dare un ulteriore saggio de'tanti contrasti


ticoli in cui

s.

Sisto

una

a tutti

fedeli, l'altra a

insorti sull'identicit de' Cor^j\j(7/i^/ e delle ss.

tutte

le chiese.

In 3 ordinazioni nel di-

Reliquie {F.)j e perci quanta sa-

cembre cre 4

vescovi,
i

g o

preti e 3

diaconi. Governganni,

o mesi e 8 giorni.
libe-

Lodato per somma mansuetudine e

ralit versoi [)overi, pat glorioso martirio

a'6 apiile deli42, nel rjual giorno se ne


celebra
la fc^la.

prudente cautela occorre nelpropriamente ne gode la parte maggiore ola minore, ovvero qualche brano, e quanta profonda venerazionead esse si debba. Riferisce Novaes, SlO'
via critica e
lo stabilire chi

Dichiara

il

Butler, File
altri prins.

ria de' Pontefici


dis. Sisto
I

t.

r, p.

^1, che
s.

il

coipo

de Padri, de' Marlin e degli


cipali santi
,

fu sepolto nel Vaticano,

donde
di-

che pare non


tutti

sia

Sisto

trasferito nella

Chiesa di

Sabina,

quegli che nominato nel canone della

poi nel

82 Innocenzo
lo

II lo
la

messa e
il
I I,il

al

quale

martirologi danno
piuttosto
s.

nolfo conte d' Alife,

ma

don a Raimula che lo

titolo di

marlirej

ma

Sisto

trasportava

condusse miracolosamente
1

cui martirio celeberrimo nellaChie-

ad Alatri, ove ricercato nel

584

^^^ ^^'

sa.

Aggiunge, che
s.

si
I

custodiscono alcune
s.

scovo Ignazio Danti (che celebrai in tanti


luoghi e a Palazzo apostolico Vaticano), fu ritrovato e trasportato con

reli(juie di

Sisto

nell'abbazia di
le

Mi-

chele nella Lorena,


a cui Cleoiente

quali

vi

furono sodi R.etz,

lennemente deposte dal cardinal


J/iario

pompa

nell'altare
il

Xneavea fatto dono. Nel Romano anruiale, a'6 aprile, anla festa di s. Si-.to
I

drale; citando

grande maggiore della catteNovaes in prova di sue


t.

asserzioni, l'Oldoino nelle Addizioni al

nunziando
martire,
si

Papa e

Ciacconio,

P'it.

Pont.
le

i, p.

io5

dice che in

s.

Pietro in Vaticattedra(\'

(ove

si

leggono

due

lapidi

e 106 marmoree

canovi ilcorpo.Siccomequeslocon maggior probabilit lo po<isiede


le
la

riprodotte dal Vittorelli e collocate nella

cattedrale d'Alatri in

memoria

del tras.

dell'antichissima e illustre citt

A-

sferimento e del ritrovamento del

cor-

latri,

come

notai in quell'articolo (ove

po, gi esistente nella basilica Vaticana,

seguendo
i

altri lo dissi

martirizzato nel
i
i

non parlandosi

della chiesa di

s.

Sabina;

33, mentre 27 e trasferito iuAlatriuel meglio ritenere l'anno 4^ per la morte,


1

e l'annoi ot, per la traslazione) e della

quale riparlai in

piij

luoghi,

come nel

voi.

XXVll,
chiese
1,

p.

26g,cos indispensabile una


le

digressione, per
i

pretensioni che di verse

notando l'Oldoino che il s. corpo dalla basilica Vaticana era stato portato alla chiesa di s. Sisto, secondo Panvinio, e che parte di esso fu concesso ad Alatri,aldire di Torrigio), e Lambertini poi Benedetto XIV, De Canon, ss. lib. 4, pai'- 2,cap.
27, n.ii, e. 3i, n.34- L' Ughelli nelr Italia sacra t. 8, p. 207, in Jllifani
episcopi, scrive che la cattedrale sagra

hanno d venerare il corpo di s. Si sto forse prendendo una parte pel tutto,

o venerando per

sommo

Ponlelce rouia-

SIS
a S.Sisto

SIS
ter ciislodinntur. Io

57

Papa

e raavlie,lip-^ana trans-

per non restando-

In tu fu eri ut j hucHsque in sacello sub con fissione veneranlur. Le Proposizio'

ni

{^'^.)

concislotiali sogliono dichiarare

ne convinto, nell'articolo Savona, nel ricordare Icdelmenle che nella cattedrale si venerano tali corpi, quanto a quello
di
s.

le reliquie principali

chelccaltediali posle

Sisto

notai, c/ic altre chiese


I

anco-

sedono, ed avendo riscontralo

ultime

ra credono possedere.
basilica

descrittori della

due non

d' Alife del


si

1826 e del 1848, allatto nominano quelle di s. Sisto I. Lo


t.

Vaticana e delle sue reliquie, lutti

stesso Ughelli nel

r,

p.

288,

in Alatri-

ni episcopi

ecco quanto riporta. Inter


l'el

convengono che in essa fu sepolto s. Sisto I, se non che alcuni dicono esistervi il corpo, alti'i le reliquie, come ho riscontralo ne'medesimi. Valga per tutti ricor-

plures

ss.

Reliquins polilur corpore,

sane ejuspraecipiin parte Sixti Papac et l/, quod cium e basilica l'aticana AlUfuiii transveherentur, niiraculoseapud Alatriuni conqnievitan. i 32. Leggo poi
i

dare

il

pubblicato dal Cancellieri nella


,

dotta opeia
silicae

De

secretariis
t.
,

Falicanae

3, p.

novae Ba1490, Z?e //;oil

nastcriob. Martini
scrive: qui

e citando

Mallio

iielledue ulliiuepioposizioni concistoriali


del 18
l'i e

Xy stani

P.

et

M.

sepuluuii

del i8i)id'Alatri, che nella cat-

fuissc dicit/uxtaferratani, prope corpus


b. Petti.

\.eL\vi\\e,plura

ter

sauctorum pignora clerc.iiassen>ata, inter quae corpus s. Xixti


civitalis patro-

Riportando

1'

indice delle reli-

quiedellabasilicadcll'Alfarano, ap.
vi notato

1657
PieI,

Papne et marlyris dictae


ni.

che presso

il

corpo
s.

di

s.

Trovo

nel sacerdote IMonti,


il

che nel

tro vi fu sepolto quello di


a p.
I

Sisto

ed

memorie historiche della citt di Savona, y^. 212, che nel G 2 u ivi portato da Roma il corpo di s. Sisto Papa e martii()f)7

pubblic

Compendio
f

delle

666 che

nel tabernacolo 36.''vi so-

no
si

delle sue reliquie.

Riproducendo poi

l'elenco delle reliquie del Grimaldi, che

mostrano al popolo
vi
si 8.

re, tiie

Anibrosio Pozzobonello ottenne

squa, al n.39
di

per Ippolito Pavese suo genero, da collocarsi sotto l'altare

Sisto

1,

nella 2."'' festa di Pasono comprese quelle aggiunge: il corpo del

d'una sua cappella


de'zoccolanli.
di tutto
il

nella chiesa di

s.

Giacomo

Fu

con general processione

cle-

ro secolare e regolare, del vescovo e del

magistrato, portato per


lere del porto.

la citt,

salutato

quale in questa Basilica. Il l'anvinio, De septem Urbis Ecclesiis, riporta che nel I. "altare dopo il maggiore della basilica Vaticana fu riposto il corpo di s. Sisto I Papa. Nella Storia d'^life t\\ AlessaiulioabliateTelesinosi nolachecadetidodal tetto tlellc chiesa di s. Pietro un tra-

colle artiglierie della fortezza e delle ga-

Con

universal divozione

e segni di allegrezza ne celebr la citt


la di

lui traslazione,

perch nel suo ar-

rivo ricev mirabile soccorso di copiose


pioggie, cheeslinsero la siccit di pi
si.

cobe e ruppe un altare il corpo del glorioso gualmenle si legge nelle


ve,

nel
s.

quale era
I.

ri-

posto

Sisto

Ed e-

lezioni proprie

me-

della diocesi d' A latri pel


terini

s.

Pontefice: /

Poscia fu trasferito nella cattedrale,

una ex ingentibus Faticanae ba-

dappoich apprendo dalle ultime 2 proposizioni concistoriali per


la

silicae trabibus contignationenifulciens.

cattedrale di

Savona, dell'annoi 833,


singoiar coincidenza nel

1842 (per medesimo cone del

Ci fu tratto {\\y Istoria mss. di Adinolfovescovod'A lati i, scritta nell'anno! 1^2,


ossia soli
di
s.

20 anni dopo la venuta del corpo


I

cistoro de'24 gennaio, in cui fu letta la

Sisto

in detta citt. L'eruditissi-

proposizione per Alatri), che in essa


ctoruin pignora
,

5^;zb.

inter

quae corpora
,

Piazza nel 1687 stamp in Roma la sua Effemeride J^aticana, ove a'6 aprile

mo

Oclaviani e/usdcm
s.

civtatis episcopi

et

parlando

di

s.

Sisto

I,

narra che

il

cor-

Xisti

Pontificis et marlyris dccen-

po

fu ttunulato nel cimiterio di Calisto,

VOL. LXVII,

58
tlonde levalo da
s.

S
I

SIS
(tlell'8
i

Pasquale

7J,

te di rilroTarlo nel

584

a'

'

marzo

rin-

questi lo seppell nella basilica Vaticana in cui gli dedic un altare tutto coperto

chiuso iu im' arca di piombo, dove leggevasi in lettere gotiche la seguente


zione.
iscri-

d'argento e ornato colla tribuna sostenula da 4 colonne, con molle immagini


d'oro e d'argento. Era questo aliare in

Hic recondilum
et fllartyris.

est

corpus

s.

Sist

Papae 1
ta la

Onde con somma


cos lieta

allegrezza della cill, e concorso di tut-

imoratoriovicinoall'ahare maggiore nella destra parte delia basilica,

provincia

del

Lazio a
,

come
il

lo de-

memorabile traslazione
il

fu

con

tulle le

scrive ilMallio nella sua PianlaVaticaia.

dimostrazioni d' onore e di venerazione


sagro corpo levalo dal luogo umile, o-

Nella basilica vi sono, oltre


tre sue reliquie.

corpo, al-

Dopo avere
1

il

Piazza tut-

toci asserito, nel

3 pubblic in R.O-

ve giaceva, e posto sull'altare maggiore splendidamente ornalo, alla presenza dei


seguenti vescovi venuti a cos solenne (un-

ina e dedicala a Clemenle

pera, Ernerologio di

XI la bella oRoma, nella quale

zione

cio

monsignor Gasparo Viviani


,

avvertendo che le notizie delle reliquie de' santi die in essa descrive, furono da
lui lolle da'regislri della Visita apostoli-

vescovo d' Anagiii

Ortensio Datlisla di
di

Veroli, Flaminio Filonardi d'Aquino,

Giacomo Massimo
sopra
le

Segni
di

di

Giulio

ca

fiilla

alle chiese di

Roma

do

di Sisto
s.

V,

ai
1,

6 aprile

comanecco quanto
per

Ongaresco governatore
dissima

Campagna, e

proprie spalle con una splendi-

dice di

Sislo

l'cpilano

dopo avere riprodotto ingegnoso di 5 versi posto al


11

pompa

apparalo, e concorso inI

finito di popolo, fu portalo a'5 aprile


in
t.

584

di lui sepolcro.
1 I

corpo levato da Pasquale (del 090) dal cimilerio diCalislo (deve 1 mancare; fu portalo) a s. Pietro in Vacenzo
li

una celebre processione per tutta

la cit-

si

lasci
il

con pia

civilt di

render

consolato

religioso conte Rainolfo au,

ticano, poi miracolosamente sotto Inno-

tore indiretto di cos segnalata felicit

nelii32

alla cill d'Alalri, co-

perocdi
s.

gli fu

dato un pezzo

di osso del

me

allesla Ciacconio, secondo la seguente

Pontefice, e pe'meiiti e patrocinio im-

narrativa." Di questo s. Pontefice essendo

ploralo dal pio personaggio, rimase quella cill

donalo il corpo da Innocenzo 11 nel 32 aPiainolfoprinciped'Alire,iulempo che quella citt eia travagliata dalla pe slilenza,cou isperanza di dover eSNcre liberala da quel contagioso male pe' melili del s. Ponlefce martire, mentre la
stalo
1
1

d'Alife liberata dal flagello della

peste (questa notizia pare che dovesse anteporsi al ritrovamento, comeavvenimen

to conseguenza del miiacoloso arrivo in

Alali

i).

Celebra

la citt d' Alatri solen-

nemente

la festa del ss.


I

Pontefice 3 volte

mula, che portava


ce di proseguire
il

il

ven. deposilo, inve-

l'anno, lai. "agli

solilo

cammino
il

per

il

Lazio, torcendo mirctcolosamenle


gio,
lri
,

viag-

igennaiogiornodel miracoloso acquisto di cos gran tesoro; la 2." festa nel mercoled di Pasqua di risurrezione per
la 3. 'colla
l

and
n

col sagro peso alla cill d'Ala-

invenzione del

s.
il

corpo;

fu possibile

giammai che

conri-

chiesa universale per

suo glo-

dollieri la potessero

guidare altrove,

rioso transito in cielo. Tratto dal p.

An-

cevuto dagli alalrini con sommo giubilo e onore. Ma colle vicende del tempo essendosi smairila la memoria ove quello giacesse,uel pontificalo di

drea Ferrari min. con.


45'/jtv/'".Non
il

in Hist. translal.s.
1

coiilentochi pubblic neliy

t.

2 iinWEiierologio del Piazza, di a

ne

in pensiero a

Gregorio XI lU enMario Ignazio Datile di

vere questi allora defunto gi corretto a

favore d'Alalri quanto avea asserito nel-

reriigin (/'.) vescovo d'Alalri di prose-

V Effemeride f'alicana
icrologio.

nello stesso

E-

guire

le

diligenze fatte da' suoi anleces-

miniera
ci

di sagra erudizione,

suri pei- iicercarlo, e gli riusc felicemeu-

a'21

novembre

diede: Digressione so

SIS
jjra la traslazione

SIS
corcitt

^9
che ne'convicis.

ed esistenza del

peste

non meno

in Alife

po di s.

Sslo

I Papa e martire nella

ni paesi; e gli alatrni elessero

Sislo

di Alatri. Racconta (|uiiidi l'allonimo au-

per patrono, celebrando poi sempre l'anniversario dell'av venturoso arrivo agli
I I

tore della niedesitua, che

dopo avere a'6

aprile sulle autorit ivi riferite, asserito

gennaio, ed in seguito anco


fra l'S." di Pas(jua, in

il

mercoled"
della vit-

che

il

corpo

di

s.

Sisto

riposa uella cat-

memoria
i

tedrale d' A latri per miracolosa traslazione, pei' avere

toria
tro

neh 716

preleso
il

il

vesco-

da loro otteiuita verso il 336 conl'esercito del re d'Aragona, ad interI

vo d'Alife
III

di

avere rinvenuto

corpo del

edesi mos. Papa nella sua cattedrale, fat-

tane solenne traslazione, e procuratane

ancora
gli

la

pubblicazione

di tal fatto

per

s. Sislo I. Nel 584 il cardinal Boncompagno litolare della C/z/esa di s. Sisto di Roma, come lo era stalo lo zio Gregorio XIII, bramoso di cerca-

cessione di

Filippo

avvisi pubblici; perci

non tanto per

re

il

corpo

di detto santo,
al

ottenutane

li-

maggior comprovazione
si

di cjuelloche gi

cenza dal Papa, ordin


lalri

vescovo d'Adi-

dello dalla di vola e erudita

penna del

Danti che ne facesse esattissima

defunto ab. Piazza , quanto anco in riprova dell'eccitala pretensione degli a


lifaiii,

ligenza per rinvenirlo.

Ad

onta che

il

vea-

scovo sapesse che due predecessori per


vei

passa a riferire brevemente

l'isto-

ne tentato
s.

la

perquisizione nell'altare
I,

ria delle

due

traslazioni, ed

segni incons.

dedicato a

Sislo

uno

nell'alto per-

trastabili

dell'esistenza di dello

cor-

de
gli

la vista, l'allro

assalilo dal

mal caduco

po nella citt d'Alalri. Narra quindi, che gravemente oppressa Alife dalla peste, a porvi un argine il suo signore Rainolfo domand a Innocenzo II il corpodi qualche saiito,alla cui inlei cessione venisse la cilt liberata dal flagello. In questo tempo nella basilica Vaticana caduto un gros-

cadde
il

il

martello dalle mani,

ma

con-

fidando

prelato nel merito dell'ubbi-

dienza, fece aprire l'altare a'4 marzo, e


vi trov un vaso pieno di reliquie con pergamena, nella quale si legge che nel i 5y a' 12 maggio fu dedicato l'altare dal vei

scovo alalrino Rodolfo (o Adinolfo)

in o-

un parvero dentro una


so trave fracass
Sisto
1,

altare, e allora ap-

noie
di
s.

di

Ges Cristo,
I,

della B.

Vergine,

cassetta le ossa di
il

S.

Sisto

cu/US corpus in hoc altari

Papa con esso oaudlieRainolfo.Postoils. corposi! mula


lo

che indusse

reconditiun

est, e di altri santi. Allora

mg/

decenlemenle ornala, fu inviala ad

Alife,

ma

essa volt strada e

si

rec in

A latri,
per de-

a fronte delle battiture e carezze

Danti invitato il popolo alla preghiera e al digiuno per affare di sommo rilievo^ nella domenica Laelare ei i marzo, rotto di nuovo l'altare, rinvenne una cassetta
di

viarla a proseguire lo stabilito viaggio (e-

piombo

coll'iscrizione
s.

guali falli prodigiosi avvennero pure per


altre ieli(|uie,
articoli).
I

tiis est

corpus

Sixti

Hic recondiPP. Primi, et Mar:

come ho

dello in diversi
il

lyris. All'aprirsi la cassetta usci fuori soa-

prodigioaccorso
il

vcscovoPie-

ve odore d'incenso, che riemp tutta la


chiesa.
11

lio,

il

clero,
la

no che
la

popolo d'Alalri, lasciaromula naturalmente guidata dalsi

vescovo nel d

di

Pastjua pubbli-

al

popolo l'avveuiito

[ler la

solenne tra-

divina provvidenza, indicasse ove


si

dola

slazione, la quale segu al

modo detto col-

vea venerare, ed essa


catledidle di
ta
s.

ferm innanzi
la

Paolo, avanti

cui por[ler

situalo

r intervento di 20,000 persone, indi fu il s. corpo con maggior decoro e

s'inginocchi sulle scale,

come

ac-

cennare che la liberassero dal peso che portava. A contentare la desolazione degli alifani delusi, fu loro accordato un dito
di
s.

onore sotto l'altare maggiore. Per il capo conservando ancora capelli canuti fu
i

chiudo

in

busto d'argento per l'annua e


la cilt,

solenne processione per


so della

un

os-

Sislo

1,

e ci bast a far cessare la

gamba

destra fu dato alle

mo-

Co
nonimo, olire
sta in
il

SIS
dcirAnnumiala. L'atenore della pergamena,

SIS
gressione, che rimane provato da tante
incontrastabili ragioni, che
Sisto
I
il

naclie hcnedeltne

corpo
s.

di

s.

riporta quello della lapide

marmorea
s.

poil
il

riposa nella cattedrale di

Paoil

un

pilastro e che narra in breve

lo d'Alatri,

onde per divozione verso

trasferimento in Alatri del

corpo, e
1

suo ritrovamento. Gregorio XII per tu ttoci concesse in perpetuo indulgenza plenaria per
gli
I r

santo e a gloria della citt, ripet a favore di tale citt quell'eloquenti parole

che pronunzi

s.

Leone
s.

gennaio, e pel mercoled


Sisto

onore

di

s.

Pietro e di

nel sermone Paolo venuti


il

in in

in Albis. Indi l'anonimo per vieppi pro-

Roma,

per abbracciarne

patrocinio, e

vare r identicit del corpo di


nianze
clie

s.

quelle altre contenute nell'altro sermo-

in Alatri, ricorda le affermative testimosi

ne dello stesso Papa,


poslolornin.
Il

in die

Nalnliss. A-

leggono nel Ciacconio; nel

vescovo Danti Gommisela

p.Giacobbej^/Z*/. /'o^JnelPapebrocllio,

Ada

ss.

aprilis, cap. i

de sepoUura,
s.

compilazione della seguente opera , piti tardi pubblicata: Breve narrazione della miracolosa traslocazione di
s.

translatione, et invenlione
l'Uglielli

Sixd j eU
in Alife sol-

Sisto

che dichiara essere

tanto ///?5tr^,cio semplici reliquiejl'ufiizio divino della basilica Vaticana, in cui


si

Papa e martire da Roma nella citt d'A' latri j di d. Cosmo Bonannl, \oagm 1703, Napoli 72 I. Gi nel 689 era slata imI
1

suppone venerarsi
dicendosi
s.

nelle sue sagre Grotte,

pressa in Iionciglione, del

p.

Gio.

Andrea

Six
i

P. et 31. dup.

habemus
non
far-

Ferrari, Fita di
tire.

ejus corpus, poich fu costume de'Papi


nel concedere

e marLa Breve narrazione veramente fu


s.

Sisto

I Papa

corpi de'santi di
la

ristampata in detto anno a Napoli, e posta in line delle

ne restare priva affatto


le gli estraevano,

chiesa dalla qua-

Notizie che vado a

ri-

riservandolene qualche
il

buona

parte, ci che serve,secondo

Pa-

cordare, onde confutarla co'capitoli 6, 7 e 8 princi|)almenle. Nicol Giorgio, Notizie istoriche

pebrochio e

altri scrittori, a conciliare le

della vita e martirio e se


Sisto

controversie sui diversi possessori, anzi


la basilica di
s.

poltura di

s.

I Papa

e martire, e

Paolo ha pure delle


I

re-

di varie traslazioni del suo sagro corpo,


e dell'ultimo

liquie di

s.

Sisto

e ne fa l'uffizio col ri-

ritrovamento fattone nella


I

Io doppio. Noter fra' descrittori della


basilica di
s.

citt d' Alife, Napoli

Paolo
il

mauo
sto
I

ivi

venerarsi
p.

Roma, che una gamba di


di

alfers.

bro

si

dice,

721. hi questo liche nella cattedrale vescovile


riportando
il

Si-

' Alife,

ora unita all'altra cattedrale di


le

Papa,

Partenio ossia IMazzo-

Telese

{^'.),

prove degli adi


s.

Diario sacro t. 6, p. 121. Inoltre osserva l'anonimo contro gli alifaui, che sino al 1 7 1 6 a veauo serbato allo silenzio, che deve servire a loro confutazione il decreto della s. congregazione dei riti del 1607, confermato da Paolo V, eche riporta, nel quale oltre il supporsi indubitata l'esistenza del corpo di s. Silvestro
lari.
I

latrinijsi

conserva

corpo
la
s.

Sisto

I,

e con qualche

maggiore particolarit autrasIaziouedaPio1

nualmenlesolennizza

corpo agli i aportando la statua del santo nel luogo ove fu deposta l'arca, e vi fu eretta una chiesuola, per quindi con soin detta citt del
I

ma

gosto

1 ,

lenne processione ad esempio dell'antica, riportarla alla cattedrale. In questa

nella cattedrale d'Alatri, e sussistente

laconcessionedell'indulgenza plenaria di

una lapide
1

indicante, che

il

corpo

di

s.

confermato l'immetuorabile privilegio che godeva tale chiesa di celebrar la festa del santo e con processione nel mercoled mi^/Z'W colla messa
resta

GregorioXIU,

Sisto

conservasi in

una sotterranea capi 1

pella di quel tempio, trasferitovi dalla basilica

Vaticana nel

i ,

che

agli

8 a-

prilei7 16 se ne fece

la

solenne invenzio-

propria. Conclude l'anouimo la sua di-

u da nig.r Angelo M.' Porfirio cameri-

SIS
iiese

SIS
si

6i
l*

vescovo d'Alife. Di pi nel libro


la

dottrina e autorit confut

eresie dei

trova

descrizione delle ossa ritrovate,

6 agostoiyiG dal chirurgo e anatomico Domenico Boccaletti romano. Terminer col di re che a'4seltemI)rei84o
fatta a'
la
s.

SabeUiani , de' Chitiastri e altri eretici. In una ordinazione nel dicembre cre 2 vescovi, 4 preti e 7 diaconi; e govern
laChiesa
tificato
i i

mesi ei?. giorni,epoca di ponaltri

congregazione de'rili con decieto con-

che

pretendono allungare a
in

fermato da Gregorio XVI, approv l'iiflzio proprio di s. Sisto I F.ipa e martire, colle lezioni
la

diversi anni. Intanto l'imperatore Vale-

rianOjdopo aver lasciato

pace

la

Chie-

adattate alla storia del-

sa e mostratosi favorevole a'cristiani, di-

sna traslazione in Alatri e per quel cle-

venne loro de'maghi

fiero persecutore per super-

ro.
1

La

s.

Sale dopo
11

la

morte

di

s.

Sisto

stizione, a istanza di
di Persia.

Macriano seguace
a

vac 7 giorni.

Esso riusc
i

persua-

SISTO

(s),

Papa

XXV.

Di Ale-

dere Valeriano, che


chiarati della

cristiani

nemici di-

ne, figlio di Filosofo, posto nel catalogo

maga

e degli Dei,

impe-

de'canonici regolari da quelli che


fatto tanti altri Papi della
fessione,

hanno medesima pro-

divano

l'eirelto de'sagriflzi e la

prospe-

rit dell'impero.

diacono oarcidiaconodella chiesa romana sotto il predecessore s. Stefano I, ili crealo Pontefice in et gi avanzala a'aS agosto del 260. Dice Pearson,
in Annalib. Ciprianicisadan.
gli dal

rioso contro
to

cristiani, e 01
i

Valeriano divenne fudin al senapreti,


i

che

vescovi,

diaconi fosse-

ro giustiziati senza dilazione,


;
i

quando an-

258,
ss.

ch'e-

che volessero ubbidire che senatori, le persone elevate e cavalieri romani si dei

luogo dove giacevano, trasportas-

ponessero dalle dignit e spogliassero dei


loro beni,e ricusando di sagriflcare
zasse loro la lesta; che
le
si

se nelle

catacombe

corpi de'
i

Pietro

moz-

e Paolo {f'-), acciocch

fedeli nel fu-

dame fossero pri;

rore della persecuzione, che allora viep-

vale delle possessioni, ed esiliale


ollcialt

pi

inasprii, alla

presenza di quelle sagre

che gli o servi imperiali carichi di cate-

reliquie, avessero

maggior sicurezza nelle

stazioni, cio ne\\& sa^ve Sinassi [V.)


ch'essi

radunali facevano ne'sepolcri dei

marti ri, perseverando si no all'ora di nona


nelserviiiodivino.

mandassero a lavorare ne'poderi imdopo la confisca de'beni. Pertanto s. Sisto II, dopo essere stalo detenuto nel Carcere Mamertino, a'G agosto del 261
ne
si

periali,

questo Papa

s.

Dio-

pali su d'una croce,

come dicePrudenzio,
certamente
la

nisio d'Alessandria scrisse tre lettere per

Hymno
testa in

2, o lasciando pii

prendere consiglio da lui sopra certe difficoll, e lo preg di tollerare per qualche tempo
(jiielli

naia,

mano al manigoldo sotto la mancome vuole s. Cipriano x\?:\XEpisl.

tra gli asiatici

che sola

stenevano un' erronea opinione circa


retici,

82, su di che a vedersi Daronio all'anno 26 (,n.5.Altri dissero aver s. Sisto li


patito glorioso martirio in

validit del balltsimo conferito dogli e-

per

la

gran controversia che sul bats.

o
si

in (piello di Calisto

di Prelestalo,
i

un cimiterio, ove
divini

tesimo era insorta sotto


Perci
a
il

Papa

li

trailo

Slefano I{f^-)con molta indul-

ritiravano

cristiania celebrare
il

misteri,

malgrado

divieto di Valeriano,
in

genza, esicontenld'esorlnrli fortemenle

che notai a Cimiteri di Roma,


peratore volle che

compa-

non allontanarsi dalla verit. A s. Sisto Il vengono altribuile due lettere, uua diretta ad un certo vescovo chiamato Gralo,e l'altra a'fedeli delle Spagne, ma ambedue sono stimale spurie. Leboeuf riferisce che . Sisto li invi ad Auxerre per apostolo
s.

gnia di Quarto prete o diacono. L' imil

supplizio seguisse in
i

un cimiterio, per intimorire cristiania frequentarli nell'avvenire. Essendo slato condotto al tempio di Marte perch sagrifjcasse, e rifiutandosi, fu allora portato

PtUegiiuo. Culla sua

iu delta prigiouc; di

nuovo couduUo

al

62
tempio,
linai
te ivi si

SIS
pose in orazione, disse dexi

SIS
lettere, per congratularsi seco dello zelo che mostrava nel difendere la dottrina cattolica, nella

Deus, ed

cristiani presenti i\-

sposeioy meli; quindi tosto ne cadde una

Mentre il Papa andava al supplizio, s. Lorenzo [f\) che avea fatto arcidiacono, mostr gran dolore di non aver
palle.
la bella sorte di seguirlo, per cui gli disse

talo del cardinale, e

prima delle quali loda il Tratda lui composto in favore della grazia di Ges Cristo comIl

baltula da' pelagiani.

p.

Garnier, in-

che

fra 3 giorni ci otterrebbe, e

che

il

trionfo di lui sarebbe slato pi glorioso

del suo, perch non n'era molestato per lasuaelavanzata,esi verific. Pus. Sisto
II sepolto nel cimilerio di Pretestato.

Chiesa di

s.

Sisto

dissi
vi fu

perch fu eretta
poi trasferito dal

in suo onore, e

che

gannato dalle calunnie de'pelagiani, cred che il cardi naie dapprima favorisse questi eretici con V ITypogiioslicon, ma poi si mutasse: questo candjiamento assolutamente privo di prove, poich se il cambiamento fosse stalo reale, la storia non l'avrebbe taciuto. Dopo a ver figuralo anche ne'ponlificali de'ss. Bonifacio I e Celestino!,
ta

ciniiterio di Pieteslalo,
III.

pare da
il

s.

Leone

con meraviglioso consenso

di tut-

Dopo

tale

trasferimento

luogo,con-

Sisto, fu detto
sto,

tiguo alla chiesa e la chiesa stessa di s. anche cimilerio di s. Si-

Roma, come uols. Prospero m Chron. p. 744} f" creato Papa a' 26 aprile del 432. Avendo egli fin da quando era catechista con gran zelo anatematizzato sul

come
p.

notai alla citala chiesa. Nel voi.


1

LXl V,

67 raccontai, che di recente si penetr nel cimilerio medesimo, dopo molti secoli. Si legge negli Annali di

66

pergamo

in faccia del

popolo

dogmi
s.

er-

ronei pelagiani,

come

testifica

Agosti-

'r5to,che l'imperatricelrmengarda nio


glie di
s.

Lotario
il

Leone IV

corpo

ottenne verso l'SSo da di s. Sisto li, e che

lo

zia, di cui l'aulica


il

depose nell'abbazia d'Erslein in Alsachiesa ancora ne porta


stata

nome. Sar
si

una porzione, poich

il

Z?/a/ jo/io/dto, nell'annunziare che la

sua festa
di
s.

celebra a'6 agosto nella chiesa

Sisto, dice
s.

che

vi si

conserva
di

il

cor-

po

di

Sisto II. Altrellanto afferma Piaz-

za iaA\' Enierologio di

Roma,

pi di-

no neW Epi si. iCj^, cap.i; cos divenuto capo della Chiesa con singolare sollecitudine si oppose a' loro perniciosi raggiri. Giuliano d'Eglano pelagiano famoso, adopcrandosi di tutta forza per essere rimesso nella sede e rientrare nella comunione della Chiesa, pose in opera ogni artifizio, onde farsi credere veramente convertito; ma s. Sisto III non si lasci ingannare, e ricus a Giuliano quanto non meritava. Dopo aver confermalo il concilio d'Efeso, approvalo dal predecessore, s'applic Cullo stesso zelo a dissipar
la

cendo che parte del capo


de'
di
ss.

nella chiesa
vesti io quella

Quattro, delle sue

fazione de'Nestoriani, e a dileguar Io

Lorenzo in Lucina, altre reliquie essendo nella chiesa dei filippini. Vac la Sede apostolica un mese e 6 giorni.
s.

scisma nato per cagione dell'eresia di Nestorio, del

quale scisma erano fautori aldecisioni del

cuni vescovi orientali. Scrisse a Nestorio

SISTO

III (s,),

e figlio di Sisto,

cardinale prete,

Papa XLVl. Romano Papa s. Zosimo lo cre siccome dolio, magna-

per niuoverlo a ricevere

le

nimo, pieno di zelo e valore.


l'apa condann
i

Quando

quel

pelagiani,

tali eretici di-

condannato i suoi errori, ma questo eresiarca non volle soltomellersi. Per ebbe la consolazione di riconciliare gli orientali e Giovanconcilio d' Efeso che avea
ni

vulgarono falsamente per

l'Africa,

che

il

vescovo d'Anliochia, con

s.

Cirillo

pa-

cardinal Sislo parteggiava per loro;


il

ma

triarca d'Alessandria, e fece molti elogi

cardinale fu ih. "che disse anatema coni

all'umilt eallesuedisposizio ni pacifiche.

tro

loro errori,
Il

dopo

la pontificia sengli scrisse

Giovanni, ch'era fautore di Neslorio,

fi-

tenza.

perch

s.

Agostino

due

nalmeuteconfess ch'era stato 2ustameu-

SIS
(c'condannafodal concilio, esosliluito nella

SIS
Da
questa pace

63

sua sede Massimiliano,

peratore l'avea privato de'ben, gli amministr il Viatico, ne unse il cadavere


e prese
lire.

ii-starono esclusi tra


politani, Elladio di

due metroTarso e Eulero di Tingli altri,


s.

amorevole cura di farlo seppelVolendo il Papa erigere un trofeo in


la

n,

quali ostinati nella loro perfidia, apSisto IH, che

onore della B. Vergine, per

vittoria

ri-

pellarono dal concilio a

non fu ad essi favorevole, sol perch essi non desisterono di patrocinare gli errori di Nestorio. Trattano benissimo la storia di rpiest'appellazione due Pagi nella
i

portata contro l'eresia di Nestorio, ampli e quasi rinnov la Chiesa di s. Illaria


ziosi

Maggiore
coli'

(/^.),

che arricci
ivi

di preil

doni e copiose rendite:

pose

suo

nome

epigrafe di Episcopns Plehis

Critica del Daronio, an.43 3,n. i o,e nella


/'ita
(li s.

Sisto

in, dove fanno

vedere

Dei,(e\ qual vocabolo parlai a Pieve. Dice l'Ugonio, che con quelle parole volle
gli
il

hanno alcuni creduto, che non mai a'Pontelci romani, ma sempre ai generali concilii, abbiano antica mente appellalo vescovi orientali. Il Primato (P^.) liei Papa chiaramente dimostrato dalle
(pianto a tolto
i

Papa dimostrare, che avea fatti (|ueornamenti perch il popolo di Dio che
la chiesa, li godesse. In tale bacopr l'altare con lamine d'argento

visitava
silica

del peso di

3oo

libbre, le die

vasi d'ar-

lelleie di

s.

Sisto ili a'vescovi d'oriente,


il

vi si

dice die

sommo

Pontefice inle

gento di 5 libbre, calici ministeriali d'argento ciascuno di 3 libbre, boccali.acquamanili, corone, camlellieri
,

caricalo della cura di tutte

chiese del

profumieri,
nel battisle-

mondo; che non


mana,

si

pu senza peccalo stacs

un cervo per gettar acqua


rio,
il

carsi dalla fede della chiesa apostolica ro-

tulio di argento. /\llre

degne medelle

nella quale

Pietro non cessa d'in-

morie

della sua magnificenza lasci nels.

segnare per bocca de'suoi successori quello

ch'ebbe appreso da Ges Cristo. Aven-

la Chiesa di ra di Roma,

Lorenzo fuori
Chiesa di

mu-

nella

s.

Giovan-

do
ria

s.
,

Sisto III scritto a'vescovi dell'

llliil

ni in La[erano,t'\u altre basiliche e chie-

eccitandoli a onorare e ubbidire


di

vescovo
novatori

Tessalonica

come

vicario apo-

stolico, le
;

sue parole furono abusale dai

come per debbansi


il

intendere,
[)0

l'insegn

dotto

p.

Cappellari,
citila
s.

Greve-

gorio
2, u."

XV
I

I, nel

Trionfo

Sede, cap.

Nel

433

s.

Sisto

HI ordin

Roma. In 4 ordinazioni cre nel dicembre 5 vescovi, 22 o 28 prelati, e 13 diaconi. Govern la Chiesa, acerrimo mpugnaf ore de'pelagia ni enestoriani, e molli ne fece rientrare nel suo aremho, 7 anni,i mesi e 2 giorni. Mor a'28 marzo del 44o> giorno in cui se ne cese di
i 1

scovo

di

Ravenna
s.

s.

Pietro Crisologo, es-

lebra

la festa, e fu

sepolto nelle

catacombe

sendo
vere

a ci

miracolosa mente avvisalo dalPietro.

l'aiiONtolo
il

A Roma,

nel descri-

accanto alla suddetta basilica dis. Loreuzo:a lire sue reliquie si venera no nella chiesa di
s.

concilio tenuto nel

433, narrai che


citl,

Croce
il

Basso d'una delle migliori case della


os denigrare
la

celebrato
di
s.

in Gerusalemme, ove fu memorato sinodo. Abbiamo


lettere.

riputazione del Papa con

Sisto

IH 8

Lar.^ai vescovi
la 4-"
;

orribile calunnia;

ma

essendo stalo esa-

il'orienle del concilio d'Efeso; la 2.' e la


S.'^a S.Cirillo di

minalo
n, ed

l'aliare alla

presenza dell'impe-

Alessandiin;
d' Antiochia
ili

a Gioe la

raliire Valeiitiniano IH, questi lo


i

condan-

vanni patriarca
G.'^

la

Ci.^

vescovi lo privarono della


N'on

comua imi-

a Perigene vescovo

Corinto;

la 7.^
l'S.''

nione.
al

pertanto,

s.

Sisto

IH

a Proclo vescovo di Costantinopoli;

tazione del Salvatore,

non

solo

perdon

a'vescovi ilell'lUiria chesi

doveano

adii

suo fiero nemico,

persona nel

ma anzi lo visit in ma le da cui fu cui pi fo, gli somil

nare

in concilio. .Avea scritto altre


si

molle

lettere che

sono perdute, e

Ira <pieste

uiiuislr tulio

bisognevole perch

l'iiu-

ad Auteiio

di Cai'li)jjine,nella quali cipo-

64
neva
la

SIS
biscia
,

SIS
egli

sua opinione sopra l'eresia di Pejagio, a s. Agostino ed a s. Alipio, Nella Bi/jlioleca de Padri i\ trovano 3 trattali attribuiti

poteva

iliisi
i

savonese, e cosuoi coetanei


;

me
tua

tale lo

riconobbero

dopo

tal

separazione, fu detto e

con

s.

Sisto III, cio delle rie-

cbezze, dei cattivi dottori e delle 0[)ere


della lede, e della castit.
sa
i
i

ragione d'Albisola. Neli4i4)'" ^"' "^*^' que, essendovi gran mortalit, ond' che
molti fuggendo a Ile parli remote del coni

Vac la cliiegiorni. romana un mese e SISTO IV, Papa CCXXII. France1

mercio, Leonardocondussela mogiienella villa di

Pecorile, sul territorio di Celle,

scodella Rovere nacque nello stato di G-

nova a'2

luglio

i4 '4 {'^oa pare

il

1417

sostenuto da Platina, Panvinio, Ciaccouio, e dall'anonimo autore della

Vita di
consers.

ove nella casa degli Spolorno si sgrav di Francesco. Gli Spotorno tuttora padroni di quella casa, ne mostrano l'avveuturosa e memorabile stanza. Grave questione insorse sulla condizione de'genitori

Sislo II',

il

cui originale mss.

si

va nella
bizola
le

libreria dell'ospedale di

Spi-

di

Francesco, e ben disse

il

Vaccolini
l'efligie di

rito,aldiredeir01doino),nella villad'AlAlbisola, territorio poco distanscrittori questiona-

nel cenno biografico, che con


Si>.to

da Savona. Molti
sulla patria,
il

V Album

IV pubblic nel t. 7, p. p. 8g deldi Roma. Dicotal uomo non


la

no

Foglietta dice Celle

5
di

vuoisi corcar l'origine; che altri forse per

miglia da Savona,
slorici citati

ma un

bel

numero

odio alla Chiesa troppo


tri

deprime;
:

al-

da Novaes, nella Storia di Sisto IV, sostengono Albizola; e questo

per gradire troppo l'innalza

piglo-

ria a lui, essere stato a se slesso


di sua
!

autore

aggiunge, che un numero ntaggiore di scrittori che nomina, lo allermano di Sa\'ona,come nato
ritirala per
in

grandezza Chi vorr oggi niegarne Fonore alla famiglia dulia Rovere, antica e nobile del

una

villa di

sua casi

Piemonte? "

Riferisce

sa vicino a Savona, ove sua

madre
si

era

JNovaes, eh' era

la

famiglia della R.overe

paura della peste che

infie-

riva nel Genovesato, a'quali


i'autorit del

accresce

medesimo Papa
patria;

in diversi

brevi diretti a'cittadini di Sa^'ona,<A\egli

chiama sua

laonde a tale arla

ticolo narrai le dimostiazioni d'esultan-

za de'savonesi alla sua esaltazione,

Rosue
sa-

sa d'oro, che

il

Papa loro don,


i\(t\\^

e le
Il

Piemonte, il ceppo provenuto da'longobardi vivea nel 700: alcuni la fanno originaria dello stato sanese, ove fior col nome di conti Ghianderoni, cambiando nel variar paese il nome del fruito con quello della pianta, ch' lo stetnma de'Rovere; come rileva Gigli, Diario Sanese t. 2, p. o3.

una

delle nobili del

della quale

naunilicenze esercitate colia citt.

Si vuole

da diversi

scrittori, IVa'quali

Fre-

cerdote Semeria
Albisola

Storia eccltsiasli(\\c\i\avdi

ca di Genova e della Liguria,


la

goso storico genovese e in questo ben istruito, che Francesco fosse figlio d' un
pescatore, mestiere che dicono aver egli

patria di Sisto IV, per testi-

monianza
nardo

de' pii gravi scrittori antichi


i

suoi genitori LeoLucchina Rlonleone, quella parte d'Albisola che dicevasi la Fida de Bruciati, in un luogo detto ancora oggid de' Papi (per esservi pur natoda Raffaele fratello di Sisto IV, Gie moderni, abitando
della

Rovere

pure esercitato ne'suoi primi anni, e che passando nel Piemonte si guadagnasse in tal guisa l'amore di casa della Rovere, che questa gli die il suo cognome e la sua arme. Aggiungono che il fratello di lui
Battista fosse barcarolo nel

tempo

ch'egli

era frale, e che con una barca de'Pavesi


di

liano poi

il

gran Giulio

li).

perch

tal

Savona

facesse de' viaggi col carico di

contrada spettavaalloraal comune di Savona, dal quale fu slaccata verso il 53o


i

formaggi da Cagliari a Savona. In essa serviva Ginliano suo figlio giovinetto, ed


esscado Battista morlo in Cagliari,
se

peruuirlaoiestituirlaallacomuuitd'Al-

ne

SIS
Savona, econlinn a servire in detta barca, che in breve rest [)reda de'corsari e Giuliano srliiavo. I\Ia prima che la fusla potesse lidiirsi in

SIS
di

Gj
ben pre-

venne

il

figlio salvo a

maestio ili

filosofia e teolo|5a,e

sto per la sua etnincnte dottrina fu ciiia-

malo teologo acutissimo


gio.

e oratore egre-

Quindi

le

universit d'Italia fecero

Larberia, fu liberata da'cavalieri di Kodi, e

a gara in averlo per lettore, e l'oUenne-

Giuliano restalo libero

si

pose a seregli

ro l^idova, Bologna, l'avia, Siena, Firenze, e

vire

un

di

que' cavalieri. Venuto


lo zio

Perugia della quale consegui

la cit-

snpere che

era cardinale, si rec in


a studiare in Pavia;

tadinanza.Dalosialla predicazione, fu gindicalo eloquentissimo dicitore, in tutte le


citt d'Italia

Roma

e fu

mandato

creato poi lo stesso zio Papa, torn in Ilo-

ove ascese

il

pulpito. Fatto

ma. Su questa narrazione si poniio leggere: Lorenzo Cappellini, Ra^ionanienli i'ar, Genova iSy; e 1' Anonimo della
'ila di Sisto
jlor.

suo

compagno

dal generale Sarziiela, fu

ministro [)rovinci.iledella provincia diGe-

nova che

visit e(Iicacemente,e vicario ge-

IV,
t.

presso Muratori, Seri1

Rer. Ilal.

3, par. 2, p.

o53. Altri

l'Italia, dopo essere stato procuiafore generale dell'ordine, per cui a-

nerale per

persostengono.che da Simone della Ilovere, passatodalPiemontein vSavona,(|uivi avesse Francesco la nascila da Leonar-

bit

il

luogo contiguo

alla chiesa di

s.

Sai-

valorein Onda, che con questa ora dell.i congregazione denominala Regina degli

do

della Dovere, che vi esercit


ulilzi

princiI\Iu-

Aposloii (V.), ed
sta iscrizione

jiali

della patria, e da

Luchina
i

in memoria vi fu pomarmorea: finalmente nel

gnone dama di quella citt, quali gendo la peste si ritirarono in una villa ove nacque Francesco, a cui
l\ipa
la

fugloio
fatto

14^4

al

capitolo generale di Perugia e


s.

perconsiglio di

Giacomo

della

Marca fu

eleltoniinistrogeneraledell'ordine/'V^T/z-

fiimiglia della A'owrrc (/'.), quel-

la (e'Riario (V.),

e di

altri

parenti do-

vetlero

il

loro incremento nelle ricchez-

ze e negli onori.
re del cielo, che
slisse l'abito
il

Parve

alla

madre

vole-

fanciullo Francesco ve-

cescano , al quale articolo notai quanto ne fu benemerito, eche ottenne pe'conventuali la Chieia desi. XII ripostoli. Del suo governo, ecco come si espresse il p. AVadingo, Ed in vei'o, egli pareva fatto dalla natura per governare: cos

francescano, onde di q anni

enlrtra'frati minori. ]\el convento di Sa-

era alTabile, nel dire efficace, arguto nel

vona impar
slumi e
le

la

grammatica,

lodali co-

rispondere; padre a lutti, reverendo ai

regole dell'ordine dal p. Gio-

buoni, temuto da'catlivi; nel conversare


cogli

fauni di Pinerolo;in Chieri, nel convento edilicalo da


lettica, della
s.

uomini

dotti erudito,

n acciglialo

Francesco, studi

la

dia;

co'semplici: con lagioni, non con ingiurie


se;

Pavia e

in

quale molto si piacr]ue in Bologna ascolt lezioni teoloinnanzi al capilologesi

riprendeva altrui dalle colpe commes-

prudente aticora, parco

nel vitto, di a-

giche e filosofiche, e ne tenne pubblica

speltogiocondo". Aggiunger col Fdelfo,


in lib.

disputa in

Genova

28

Epistolar., ch'egli era slatti'


il

nerale de'suoi religiosi, in cui


fra tutti.

distinse

ra qnndani heroicaj mentre


lini

Cappe!-

Avendosoli 20 annijSembiassai
alte,

dice ch'era piccolo,


il

co>>

Novaes.

Os-

singolare ch'egli sapesse francamenlera-

serva

Cardella,cheallora fu checontut-

gionaredi scienze cos\

con facondia,
:

chiarezzae profonda soUigliezza


ri, ne

fr.

Gu-

lo l'impegno si dedic a promuovere i buoni sludi nell'ordine, ed ebbegran parte nella

glielnioCasaleminislrogeneralede'minorest

controversia eccitatasi tra'fran-

tantocoomosso,chenon8oppe

cescani e domenicani sul

Sangue (V.)

di

tenersi dall' abl)rncciare allettuosamcnle


il

Cristo, intorno al quale sni'ise un'opera,

valoroso disputante, lodarlo e inoorag-

De Sanguine

C/iristij olire Dcjiitiiris

confi-

girlo.

Francesco vice ve

iu

Padovail

lilolo

tingcnlibusy ed allre sopra argomenti

66
losoflci elco\oi^\,

SIS
come De potenda De!;
nali
si

SI S
rinchiusero inconclavc, preseli noine di Sisto IV.

e /Je Conceptioiie Firginis, nioslraiulo


s,

Trovo

io Rinaldi all'au-

Tommaso
il

Scoto concordi nelle senconsiglio

noi476,n.''i9,clies.Giacomodella Marca suo correligioso, gli avea predetto


il il

lenze se discordi apparivano nelle parole,

perch e meritanienle

il

generalato dell'ordine,
pontificato.

il

cardinalato e

di lui nelle cose Iella fede

fu

tenuto

in
fi-

Sembra che nello stesso gior-

giandissimo conto. Non avea ancora

no

sia

stato con^agrato vescovo dal cardi-

nila la visita de'conventi dell'ordine, che

nai d' llstouteville,

ma non

volle essere

stando

in

Pavia per condursi a Venezia,

ricev lettera da
I

7 selteodjre

Roma, che Paolo Hai 1467, previo indulto di con-

benedetto e coronato sulle scale di s. PieIr che 7 giorni dopo, a'sSdi detto mese.
i

Nel quale, con cpiella


tori, Scriplor.
i
1

(inuar nel generalato fino al capitolo, lo

l'Infessura nel suo DiVzr/o, presso

pompa descritladalMura-

avea creato cardinale dell'ordine de'preli


a istanza del celebre cardinal Ressarione.

Questi oltre l'essere protettore dell'ord-

Rer. Ital. t. 3, par. 2,p. 43, ove per lai.^ volta in vece di /procesf:o si legge il vocabolo Possesso, s\ re-

ne e

titolare de'

ss.

Apostoli, era suo a-

co alla basilica Lateranense.

In questa

micissimo, socio nella greca e latina elo(pienza,

magnifica funzione insorse


nella plebe, calpestata dalla

tal

tumulto

non pidjblicandocosa alcuna


il

pri-

guardia pagli

ma

d'averne riportato
in

di lui giudizio,

pale, ch'egli

and

a pericolo della vita

Tornato

ben accolto dal Papa, e da' cardinali che gli somministrarono larghi sus>.idii. Paolo 11 nell' imfu

Roma

nello stesso suo trionfo e tra e gli toccarono

applausi,
sulla

anche molle sassate


le
il

piazza Laterana,
essersi interposto
sini,

quali cessarono per

porgli
astanti

il

cappello cardinalizio, disse agli

cardinal Latino Or-

riferisce

Ecco il nostro successore, comQ il p. Wadingo, Annal't 1. 3, p.


1

personaggio di grande autorit coi

suoi concittadini.
di

Appena
la

la

repubblica
al tri-

427. Questi per col Ciaccofiio e altri, crr sul tempo dell'elevazione al cardinalato. Ricev per titolo la Chieda di
s.
il

Genova seppe

sua assunzione

regno, che
ria
gli

mand una
al

solenne ambasce-

d'8 onoralissiini cittadini a preitar-

Pielro in Vincoli

ne fece restaurare
il

ubbidienza,

modo

notato

in

quel-

propincjuo palazzo del titolare,

eli

e a f-

l'articolo, e

fermano Semeria
c ad abitare
niiglia,

e Vaccolini, e

vi si

re-

Savo^j a

riportandone privilegi; ed a dissi di quella pur da essa mani

nodo edificante colla faconlimiando diletti suoi studi e


in
i

data a

Roma. Gi

fasti di

questo mesparsi a'iuori-

morabile pontificalo

gli

ho
il

intraprendendo
II

quelli del gius canonico,

ghi loro, laonde mi limiter a breve


capitolazione, potendosi
in quegli articoli

Passati (|uasi4anni, per

morte

di

Paolo
por-

di

pi vedere
in corsi-

entr

in

conclave
il

a'

agosto, e

vi

che indicher

lo per conclavista

figlio di

sua sorella

vo e ne'relativi. Priina cura di Sisto IV,


di
alti spiriti

Violante,

p.

Pietro Riario francescano di

e zelo ecclesiastico, fu la ri-

grande ingegno, il quale molto si adopr per l'esaltazione dello zio. In principio 18 sagli elettoli volevano Papa il cardinid Bessaiione, che se ne scherm pei suoi 80 anni ; ma nel 3. "giorno di coni

clave concorsero con tulli

voli nella per-

sona del cardinal della R.overe, e lo crea-

rono Papa a'g agosto 47


1

I,

in
di

elii
s.

di

07

forma della disciplina, e la guerra saasuoi pensieri per ritrola, dedicando vare mezzi di reprimere gl'impeti dell'imperatore ottomano MaomettoII.Perci a'iG dicembre sped a diversi principi d'Europa per eccitarli all'unione contro il comune nemico, 5 cardinali legati, fra' quali Ressarione in Francia, Rorgia
i
i

anni

ed

egli in

memoria

Sisto 11
i

poi Alessandro

VI

in Ispagna,

Rarbo

in

Papa, nel giorno della cui

festa

cardi-

Germania

e Ungheria, e Caraffa, gi ce*

SIS
lebie pel suo zelo militare, per comnntlar
la llolla

SIS
basilica
ci

67
i

Laleianense ripristin
i

canoni-

contro

gl'infecleli.

Impose

le

de-

secolari, e
il

cime

agli ecclesiastici,

concesse indiilgennell'anno seguente


dello sles-

loro

titolo di

limovendone regolari die Canonici regolari Late-

ze a' crocesignati, e per operare con pi


eflicacia, fece partire

r^'2^5/,conce<:se loro molti privilegi, e di-

poi die loro l'abbazia di

in

Levante, sotto
peisona,

il

comando
una
flotta

Fano,
Pil),al

col

so cardinal Caraffa,
in

che bened

s. Pateroiano di consenso del vescovo Andrea modo che narra Amiani nelle Me-

come
si

rilevai a

TiFiciA, forse col rituale

Marina fonivi citato. Con

(piost'armata,

rese e fu saccheggiata e

morie isloriche di Fano: e Gio. Battista J)Qa\ex\n\\\^ Esequie celebrate per la fel. me. di Sisto If nel cenlesimo anno del'
/'

bruciata Smirne;
stante a frenare
il

ma

questo non fu ba-

unione della badia di


ss.

s.

Paierniano,

possente

Maometto

IF,

alla congregazione de'canonici regolari

per quelle vaste conquiste ch'enumer a


Sisto

del

IV l'ambasciatore veneto Dcrnarla

fabbric

Sahatore, Pesaro i584- Inoltre pei- quanto dir, a'medesimi cas.

do Giustiniani, con orazione


l'apa sul

quale

si

nonici,Ia Chiesa di

Diaria della Pare^

legge nel fine del ricordalo trattato del

di cui riparlai nel voi.

LXI V,

p.

ei8;

i47

Sangue prezioso di Cristo. Nel fece la sua i." promozione e cre


i

soltanto cardinali
trio //<7r/o e
sii

suddetti nipoti

fr.

Pie-

Giuliano della

/lore/Vj,11,

qua-

divenne
visse

il

glorioso Giulio

T altro

poco

alquanto ambizioso, e sover-

mentre il gi nominato cardinal Caraffa, non solamente edific a'canonici regolari il contiguo monastero lernjinalo nel i5o4, ma fu loro largo d'altre benefcenze. Di tutto egregiamente scrisse C.i\v\oFea, Pro nenwriaperlaven. chiesa
dt
s.

cliiamenteprodigoe magnifico. Nellosles-

Maria

della

P(7rf',
il

Roma

18

7.

Nel

801471

die al senato

romano

la

custodia

i^'j^S\%\o IV

istitu

vescovato di Ca-

delle antiche statue di

bronzo ch'erano
1*

sale, colla bolla

nel palazzo Lateranense,e che notai a IMu-

Pro Ecclesiae; approv l'ordine e Minimij conferm quello

SEO CAriTOLi^o (ove fu errato

anno);

degli Agostiniani scalzijec] agli Agosli-

del'a qual munifica concessione esiste nel

ni ani eremiti, della provincia di


dia, die la
In,

Lombardel PopO'

palazzo de'conservatori una rnemori.i in

Chiesa di

s.

Maria

marmo,

ivi

ritrovata dal

chiorri presidente antiquario del

marchese Meimu<eo,
pubblic
i,p. 27,7.
nel

ecomeinedita
nel Saggiatore

e di bella latinit,

che rifabbric da' fondamenti, oltre l'ampio convento annesso, donato propincpii terreni, istituil'avergli costruito

Romano

l.

Per

to nella chiesa
le basiliche e

penitenzieri

come

nel-

estinguere l'eresia degli


Sisto

us'^ili,

\\'J'X

beneficati in altre guise. In

IV riconobbe re di Boemia quello Ungheria Mattia, assolvendo boemi dal giuramento fatto a Ladislao II figlio del re di Polonia. Invest del ducato di Terrara Ercole I, con annuo tributo. Esent Ferdinando I le di Napoli, sua vita durante, dall'annuo censo, purch facesiy
i

conferma del G////'//fo universale ridotto da Paolo II ad ogni i5 anni Sisto IV


,

celebr
il

VAnno
i!

santo\/^j5, essendo egli


indi Giubileo, altri attri-

r.

"secondo alcuni che diede a questa

diligenza

nome

buendolo a Clemente VI. In questo ricev splendidamente in Boma colla sua


naturale magnificenza. Cristiano
I

se presentare l'omaggio della Chinea,{\\-

re di

fendesse

il

litorale pontifcio da' corsari,


il

Danimarca, Giovanni duca


Ferdinando
I

di .V^j.vo/i/Vr,

soccorresse

pe
gli

e riunisse
il

lere

turco.

Papa ne'bisogni con triiple sue armi per combatOrdin che nell' avvenire
PiOt.
,

re di Napoli colla moglie,


di

gi essendovi Carlotta regina

Cipro

(alloggiata nel palazzo poi Ospizio dei

Uditori di

in vece di
i

.\

fos-

Convertendi, e ora collegio ecclesiastico


[ic'converteDdi inglesi,

seroia. l'er contentare

romani,

ncliu

come

rilevai nel

G8
Tol.
gli

SIS
LXIII,
p.

SIS
*^'^'

I24>

*^

quale parlano

tir in diversi luoghi, lasciandovi

per

le-

/annali delle scienze religiose, a." se1.


1

gato

il

cardinal Cibo, poi successore Inil

^oregno alias. Sede. A SiRMIO, riparlando meglio delia Bosnia, col n. Casimiro da Roma, rettificai quegli
rie

i,p. 12 5), e Caterina regina di


il

nocenzo Vili. Per arrestarne

flagello,
i

5/a che lasci

con copiose indulgenze impegn fedeli a celebrare la festa della Concezione di


INIaria, ch'egli dice

espressamente imma-

scrittori

che dissero

la

regina Caterina

colata. Della solennedisputa tenuta sulla

in Ronia di 54 anni,a'25 ottobre 1478) venuta in Roma neh 475, mentre essa vi si rec sotto Paolo li. Nel medesimo anno apri la strada che dal suo nome si chiam Sistina, e dal Castel s. Angelo conduce va a s. Pietro, poi detta Borgo s. angelo, E qui noter, che Ja via dell' Orso fu gi denominata Sistilla perch questo Papa la fece lastricare, cambiandola nomenclatura per quella scultura di marmo esprimente un or-

(morta

medesima da
parola nel

Sisto

IV avanti

di se, feci

Papa
lerbo
,

part

XXVI, p. 107. Quindi il da Roma a' io giugno per Vivoi.


,

Campagnano

Vetralla, Amelia,
Asisi,

Narni, Acquas^)arta, lagnorea,


ligno,

Fo-

da cui riparti per

Roma

a'7 otto-

bre, essendo

prima stato a Spoleto, Pie-

diluco, Rieti, Poggio

s. Lorenzo, Monte Lebete e Momentano, rientrando in [io-

nia a'23. Nel

1477

Sisto

IV
in

rivolse le sue

cure a mantener
INIaometto
li

la [)ace d'Italia,

alTinch
civile

so, e collocata sull'angolo del fabbricato,

vedendola

guerra

donde incomincia
Al
tielto

il

vicolo del Soldato.

non

giubileo concorrendo pochi pel-

legrini in R.oma, per

timore della guerra


il

e delia poca sicurezza delle strade,

Pa-

Milano per legato il cardinal Arcimboldi, con piena autorit di scomunicar tutti quelli che cercassero novit per l'uccisione del duca Gavi

entrasse; perci sped a

pa pose
to e in

il

giubileo in Dologna^n Beneven-

leazzoM.'Sforza.Un'alti a legazione

man-

vantaggio pure del reame di Narimarcai nel voi. LIV,


nel 147^^
'I

d
il

al

regno

di

Napoli, affine

di togliere

poli

come

p.

160.

pericolo di guerra che temevasi, perch


I

Egualmente
le feste della

Papa ordin che


8.''

molti dicevanocheFerdinando
glio naturale d'Alfonso

come

fi-

Visitazione della B. Vergii\

d'Aragona,

te-

ne, e A' Ognissanti

celebrassero con
in

neva ingiustamente
spettava a Giovanni
sle turbolenze
1

il

Nell'anuostesso eresse
siastica

metropoli ecclei. "arcive-

II

regno e che questo red'Aragona:que-

Avignone, ch'era dominio della


nipote cardinal Giuliano, con aud'autorit; ed avendoli cardina-

si

quietarono con isposare

chiesa romana, ne lece legato e

scovo

il

mento
le in

Ferdinando la figlia di Giovanni 11, ed il Papa sped a benedir le nozze il cardinal Borgia legato. In detto anno dichiar festedi precetto quelle della Concezione,
e.\\a

Avignone fondato il collegio f/e//^/?oil Papa l'approv e vi prescrisse gli statuti colla bolla Sacrosancta romana
vere,
1

Presentazione
s.

al

Anna,
che
il

di

Giuseppe, e

di

Tempio, di s, s. Francesco
te-

ecclesia, da'

3 agosto j.^6,Biill.Pont.(le
1

per tutta

la

Chiesa. Notai a Concistoro,


si

frop.fide,\ppend\xl.

,]).

12. In quest'an-

Papa

rec col sagro collegio a

no Maoraello

dopo aver conquistato Teodosia, si accinse a piombar sull'Italia, laonde il Papa stim suo dovere di reli

nerlo nella camera dell'infermo cardinal

Latino Orsini, e osservai ch'egli fece


P/-o/?io:;/o/zt cardinalizie

pii

de'suoi predeces-

priiierne

gli sforzi,

con iuviarediversi

le-

sori,

avenilo creato in 8 concistori perci rilevai a


I

34 car-

dati a'principi cristiani affine di concitarglieli

dinali, fra'quali uscirono

Innocenzo Vili

contro;

ma

le

paterni desiderii

sue premure e suoi non riuscirono con suo


i

e Giulio

II;

Sagro Col-

legio, che Sisto

V senza riguardo al
."
i

cordoglio d'alcu n
po,

elFelto. Nello stesso

temsi ri-

cilio di Basilea, pel

lo

con ampli pi di
raccontai

compresa Roma da PeslUcaza,

lutti

predecessori.

A Firenze

SIS
In
I

SIS

famosa congiuro tIe'Pa7zi,scoppiata nel 478 a'7.6 oprile conilo i/iyf<^//V/, nel duoe alla presenza del nipote del

mo

Papa

de annalista d'Italia, approv le cose vere, lihall con modcraziune le false oalterate.AnchcMnratori confessa che il gio-

cardinal Raflaele Biario, che corse pericolo di esere ucciso


dici
,

come Giulianode Me-

restando (erito il fratello di questi Lorenzo. 1 principali congiurali con Saiviali arcivescovo di Pisa furono poi massacrali, e
lo,
il

vane cardinal Riario verosimilmente non era consapevole di ci ch'era per succedere. 1 nemici di Sisto IV vogliono che
fosse inteso

non

solo della congiiu-a,

ma

di pi de'mezzi, e percidell'omicidio sa-

cardinal Kiario imprigiona-

crilego che ne

perch era fama che Sisto iV non poMedici, perch frastornatesse soffrire
i

tragico Alfieri,
dia:

La

dovea risultare. Il flimoso audacemente nella tragecongiura de Pazzi, fa dire al SalGiuliano, che lostilo glieII

vano l'iimbizione dell'altro nipote Girolamo fiiario divenuto principe di /Hor//, eche per la lagioiie opposta Pazzinvesi

viati uccisore di

lo die

il

Papa dopo averlo benedeltol

Semeria che difende

Sislo IV, nel conve-

sero acquistala
a ci
i

la

sua benevolen7a. Olire

nire ch'egli volesse togliere o impedire la

fiorentini a isligozione di

Lorenzo

signoiiade'Medici, solennemente procla-

Ic'iitaiono
cie,

occupare alcune citt pontifionde Sisto JV pieno d'amarezza per

ma calunnia che
ribili della

fosse inleso de'mezzi ortale la rico-

trama, come per


altri

tanti Irisli avvenimenti, indignato nello


stesso
1

nobbe Fleury, ed anche


censure contro
g!i

autori nienle

478di sentenza

di

scomunica cone sottopose


la

te favorevoli a'I'api. Sislo

IV fulmin

tro

complici di

tali delitti,

uccisori del Salviati,

Firenze all'interdello per


lenta del Salviati.
1

rarono delle

morie vionon si cupapali censure, e solo mollo


fiorentini
il

perch sebbene colpevolissimo, non doveano farsi giustizia da per loro. Dalle ricerche fatte dal Semeria emerge, non dovere far meraviglia che
tori
i

tempo dopo
rio,

rilasciarono

cardinal dia-

fiorentini scrit-

ingiustamente ancli'egli accusalo di


Il

connivenza co'Pazzi,
trol fiorentini,

Papa

fatta lega col

redi Napoli, spedino grande esercito con-

contemporanei non discolpassero il Papa, avendo prevalso nella lotta possenti Medici venuti in allo favore de'loi

comandalo da Alfonso

fi-

rentini per la loro seducente liberalit e

duca d'Uibiuo cio le milizie dellaChiesa. Questogiusto rigore die motivo a molli popoli d'Italia e oltramontani per lacerar la riputazione di Sisto IV, ed insieme di formare con Ir di lui una lega, composta di Luigi XI redi Francia, il duca di Milano,! veneziani, il duca di Ferrara e altri fautori de'fiorenlini. Dipoi non pochi scritglio del re, e da Fedei ico
tori

splendidezza.

Pazzi d'allrondeerano gei

neralmente odiati dal popolo e cos Saiviali, il quale odio couie per rimbalzo ricadde sul Papa e suoi, poich il tradimento de'primi e la crudelt indispose tutti
gli

animi, anche pel sagro luogo ove lu

commesso l'eccidio e nel supremo momento dell'elevazione dell'Ostia adorabile;

enei caldo delle passioni de'partili


diflicile
le
il

di-

incolparono Sisto IV

dell' uccisione

venta troppo
ro dal
tori,
lalso.
si

discerneie

il

ve-

di

Giuliano e

di far parte della congiura,

Fra

diverse citazioni d'auicorda una lettera

e fra gli altri critici

Muratori ne

scrisse

che

leggono nel Semeria, onde disi


1

acerhamente. Per
rici

le

sue imputazioni esto-

fendere Sislo IV,


del re Luigi
di

quamenle furono ponderateda gravi


e

XI

segnatamente dal
t.

p.

la

Storia leilcraria

'x,

p.

Spotorno nel5, che proi


1

non

lasciar

Papa, colla preghiera impunito alcuno de' conal

giurati, di fare riparare detto eccesso, e


di far
(juelli

fessando quel gran principio dell'arte slorica, nulla dire di falso, nulla tacere della verit, seguilo nella narrativa
il

delinquenti e tulli punire tutti che ne sono consenzienti o partei

gran-

cipanti. In essa

non

si

appalesa neppur

il

70

MS
il

SIS
Papa
t.

Mjspello di credere die

Hjsse in-

pra di essa lebasi dell'apologia, con chia-

leso della congiura. S'invita ancora a legj^erc,

mare ad esame

discorsi
col

che
le

si

tennero
date del-

La
1

voce della ragione,


e.

xi, p.

S^:

preventivamente
le

Papa, e

risposte del
le

iSislo

|)uuto e con

Lorenzo il lJagnifco, che apbuone ragioni discorre dell'a vvcnia)enlo. Non che si pu leggere la

Papa stesso. Quindi confront

operazioni del governo fiorentino con

qiiellede'risconlri edelle misure

che pren-

confessiouedcl Monlesecco e riportala dal

deva Sisto IV,

Koscoe, come

il Sismondi avverso a Sisto IV, nella Vita di T^orenzo il Magnifico, t. 2 append. p. yS, la quale viene ripro-

che non era mai stato effettualo in sua difesa per ci che riguarda le conseguenze della congiura, e cos rivendic l'onore del medesimo Papa anil

lotta

insieme colla scomunica o controscomunica del sinodo fiorentino contro il Papa. Leggo negli Annali delle scienze religiose, 1. 3,p. 222, che il dotto mg.''
1

che contro

le

accuse del de Potter.

Nel 147B Ferdinando

re di

Spagna

ottenne da Sislo IV una bolla per stabilire


il

tribunale dell'inquisizione sotto l'auto-

Stefino Rossi nell'accademia di religione


cattolica
la

ril del

ree indipeiulenza da'vescovi. Su


di

inliomaa'27 maggio 84
1

lesse

questo grave argomento meglio veder

dissertazione: Ri/Iasioni in difesa del


Sislo

Spagna. Essendo signore


del regno di Napoli e

Bracciano

il

Papa
ile

IF, perci che ne dissero

il

celebre Virginio Oisitii, gran con testabile

Potter ed altri storici rispetto alla conprelato

uno
i

de'[)ii

valorosi

giura de Pazzi e sue conseguenze. Prese


l'illustre
le

capitani, ilPapaagli

luglio part
silo,

da Roe poi vi

mosse dalla contrad-

ma

per godere l'amenit del


a'

dizione, a cui per divino oracolo fu e sar

ritorn

16 settembre, come favorevole


a'Colonna, essen-

sempre esposta la legge evangelica; e venendo alla marna, da cui sembra travagliato
il

agli Orsini e contrario

nostro secolo, di voler did'amare delIaChiesa e disonorare prini

do gli Orsini grandi amici del nipote Girolamo Riario. A Colonna famiglia e a
Op.sim famiglia
e articoli relativi delle loil

tolti gli atti

cipalmente

romani Pontefici, mostr


si

di

ro possessioni, limarcai che

Papa ebbe
primi, be-

quanta infamia
taliani scrittori

siano coperti qucgl'isi

motivi di mostrarsi avverso

ai

che

appigliarono a

sif-

nevoloai secondi. Deposlo AntonioCoIon-

fatto

mezzo: e ne

offr in

breve

la

giusta

idea dell'empio e insolente libro che de

na dall'eminentedignil di Prefetto di Roma, prima ne rivest il nipote Leonardo


della Rovere, poi l'altro nipote
ni della llovere a cui

Potter non arross d'intitolare Storia del


Cristianesimo. Quivi volse
lato a liberare Sisto

Giovan-

la

mira

il

pre-

iWSinigaglia

{^f
for-

dulia taccia ripe-

Gli Orsini costanti e polenti emuli de'Co*

tuta gi da tanti altri, e rimessa in campo da quel corifeo della dilfamazioue,che Sisto IV fosse il capo della congiura dei Pazzi. E per dimostrare il Papa puro pulissimo del sangue di Giuliano de ftledici

lonna imbaldanzirono a loro danno,


ti

che per loro mostrava apertamente il Papa, e gli sperperarono u oppressero. Frattanto Lorenzo Colonna prolonolario apostolico, per ordine di Sidella parzialit
slo
to a

trucidato da' congiurati, pose innanzi


le

IV

e del re di Napoli,
il

venne obbligaVirginio
1

l'avvenuto della congiura con tutte


circostanze; e rigettati
.si

sue

rendere

contado

di Alvi a

gli storici sospetti,

attenne a que'tlocumenti che risultano

avrebbe sborsato 4,000 ducati, prezzo pel quale il re lo avea comOrsini, die
gli

dal processo couqiilalo allora da Cartolo-

pralo dagli Orsini. Prima di far questo

meo Scala
Gio.

.cancellieredelgovernodiFifi;i

doveauo
rio e
gli si
il

eseguirsi certi capitoli riguardo


'I

renze; e scelta

questi

la

deposizione di

alla casa Caetani, falli tra

prolonola-

I3atti>la del
le

Monlesecco, che cunian-

Papa;

ma

quello insospeltito che


si

dava

truppe col chiamale, piant su-

tendessero insidie,

diiuse in casu

SI s
co' suoi e

SIS
Innna.
di
vSi

disila

con molti nffeyionati e parenli famiglia, secondo ilcosluinodi quei


ri-

cess dalle rovine e dagl'incen-

tempi, con fortificazioni di bastioni, e


pari di gente armata. Allora
il

Papa

or-

quando nulla eravi pii da rovinare, n da incendiare dall'avversa fazione. Il prolonolario poi, chiuso in Castel s. Angelo, do[)Oun

din a Virginio e l'aolo Orsini figlio del cardinal Latino, die colle loro genti

mese

di crudeli torture tu

decapitalo, e
ta,

l'I

iifessura

che tutto raccon-

armale andassero
lario;

prendere

il

piolonoi

qual notaro assist alla tumulazione

ed inoltre

mand lai
il

prelato

con-

dell'infelice

Lorenzo. Tutta velia Sisto IV


lo

servatori di
a

Roma e

priore de'caporioni,

cre cardinale Giovanni Colonna, e poi

persuaderlo clieandasse a palazzo, si povolle

per un anno
s.

tenne prigione in Castel

nesse a'siioi piedi e lo avrebbe perdonalo.

Due

il

prolonotai

io u'^ci a
i

cavallodi

Angelo per sospetto d'infedelt, e per questo anco il cardinal Savclli e\)heS mesi

casa per ubbidire,


cosli inscio

ma

suoi colle armi lo

di egual prigionia. Nel

470

"'o' te le-

con furorea rilornare,dicendo

gazioni

mand Sisto
i

IV a 're e piinci[)i cri-

che non sarebbe tornato vivo e loro lasciali

stiani, per indurli a iiilraprendere la sa-

in briga. Inasprito Sisto

IV

volle

che

in

gra guerra contro


nemici, e muovere

(pialunque

modo

si

pigliasse, e gli Orsini

maomellani comuni popoli a prenderla

uniti alle milizie pontificie, a quelle dei

croce di questa spedizione. Intanto l'eserciloponlilicio, uiiiloa quellodi Ferdinan-

Crescenzi e di

altri, circondarono

WMonle

Qiiiriiitleox'evi la casa de'C(iloi)na,e tro-

do

Ijfecc

molle conquiste
il

sui fiorentini;

venne a combatlimento per pi ore, con morti e feriti d'amvata resistenza


SI

ma avendo
menlo
pa,
si

re pi a cuore l'ingiandi-

delle cose sue, chela causa del

Pa-

bo

le parli.
il

Entrali

gli

Orsini nella casa

trovai Olio

prolonotario e ferito in una

mano,
tosto

alcuni gl'iiilimarono d'andare in

prigione, ed egli esclam:

non mai, piutVirginio Orsini

Lorenzo de Medici, il (piale cos imped l' imminente eccidio iella patria. A Firenze poi raccontai, co ine nel 1480 il Papa si pacific co'fiorenpacific con
lini, e

ammazzatemi.

Ma

come

gli

assolse battt^ndo legger-

avendogli dello: renditi a


segu.

me

non aver
il

p<iura;son contento, soggiunge


e
li

prelato,

mente con una bacchetta gli ambascialori. In questo tempo Maomelto II,pri

Lungo

la via

incHinlialo Filip-

ma assal
t.

inutilmente

/>0f//, e

poi sor[)re-

po Savelli, partigiano de'Colonna, fu intimato dagli Orsini a due: \ iva gli Orsini; e

se 0;r<7/i/o,

ove commise inaudite atrociItalia,


il

Spavenlata luUa
si

Papa

vole-

poich rispose, non

In

voglio dire,

va rifugiarsi in
consiglio lutto
della greggia di
sa. Ordin

/^t'/g'/jo/if,

indi con miglior

subito l'uccisero. A vendo alcuno insulta


lo
il

diede all'aiuto e difesi

prolonolario, e minaccialo che qual


la

Dio alla sua cura commes-

traditore l'avrebbe impiccilo per


la,
tli

go-

pertanto a'discordi principi

di

\irginio imped che

gli

fos>e

incnnlo

stocco, e disse: im|MCcherelc


di lui.

me,

pri-

almeno tregua, e che unili sero le armi contro il nemico di


talia

rivoltaslutti: nel

ma

Intanto dalle genti del Pa[>a e

d dell'Asci-nsione fece lega

con \enezia,
lega-

legli

Orsini al Quirinalesciiza clislinziofra

sped a JNapoli
lo,

il

cardinal

Rangoni
i

ne furono saccheggiale chiede e case,


le quali
ti,

quella del lellerato

PomponioLe,

perch segnasse di croce fedeli, ri sovrani ollrtcliiese preinurosamenle


i

allerrale quelle de'Coloiina

de'della

montani d'aiuto,e proj)onendoa


nissima indulgenza
della minacciata
lestire
alla
li

tulli pie-

^'alle e di quanti
s

erano

ili

lor parte; e cosi

sollecit alla difesa

Roma ne fu

tanto Ira vagliata, che

leu-

ci islianil.

Promise

d'al-

neconsiglio da'conservalori edal popolo,

una

(lolla di
di

5o

galere, per unirla


a

per mandare
<lel

al

Papa, che

se

non

volesse

napoletana
il

4o;a>audlegato
lai vi

Ge-

tulio perdere lacilt:i,da3scpacc u'Co-

nu\a

cardinal Savclh per

l'arma-

72 mento navale
avea

SIS
e |>aciilcaie
i

SIS
ciUndini, che
di
il

Papa pass

in

Corneto,

in

Toscanella

sollialti dal

dominio

Mdano,

e Viterbo; poscia fu a Konciglione, a Bac-

licoi'ieudo all'inleicessione dc'santi per

cano, a IMonte Rosi ove pranz (de' due


ultimi luoghi parlai nel voi.
cil. p.
i
i

placare lo sdegno divino, meglio stabili

7);

l'annna celebrazione di loro

8.'

turchi

dopo aver desinalo

in

Borghetto, nel Vivisitata la chiesa di


reslitui al

da Otranto
si

si

diressero alla

Santa Casa
Dingl'in-

terbese, da Virginio Orsini, ritorn lie-

per predarla,
ritirarono.

ma

presi

da timor panico

Trovo
in

nel p. Gallico,

s.

tamente in Roma, e Maria del Popolosi


Nel 14B
I

Valicano.
pi

ria caerenionialia^ de ilineribus Pontiflcuni,

Sisto

IV

fa consolato in

moII

quanto

breve qui dir. Per

di.

Iddio togliendo di vita


il

Maometto
la

tensi calori di

Roma

e pel timore di con-

liber

mondo
s.

cristiano da tante afflig-

tagio,

faticato
nali
1

non che per sollevare alquanto l'afanimo, Sisto IV con due cardia'

genti trepidazioni, e cos verificossi

pre-

dizione di

Giacomo
i

della

eia famiglia domestica

12 settem-

bre 480 ritorn aBracciano, ricevuto nobilmente da V irginio Orsini; indi si rec
a ]Monterano(dicui nel voi. L Vili, p.
0.5
I 1

Tevere giunse la flotta di combattere turchi, e il Papa la bened. Giunse pure in Roma 1' ambasceria del
ne
colla chiesa
I

Marca. Nel Portogallo per

35,

re d'Etiopia, per rinnovare l'antica unio-

e2 52)dal proprio nipoteBartolomeo Toppo, accolto con regio apparato, e glielo concesse in vicarialo col litolodi contea,

romana

e prestare ubbi-

dienza a Sisto

V. Di

pili nell'istesso
i

anno il

Papa pose nel martirologio

ss,

Bernardo,

dichi arando Virginio con te di

Campagna

Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto francescani martirizzati in Marocco. Indi nel


1

no

(di cui nel voi.

tobre pass

alle

LVIll, p.i i5). A'2 Allumieree alla Tolfa

ot(di

482Solenriemenle canonizz

il

francesca-

34), per visitare le miniere d'allume e dare gli ordini


nel cit. voi.,
I

che

pi 3

opportuni per

la sollecita

escavazionedel

iiinerale; indi discese alla cille

porlo di

no card inai S.Bonaventura, e bea tifico il b. Giovanni Bono agostiniano, permettendone il culto senza restrizione di luogo e di persone, onde alcuni scrittori lo dicono
canonizzato,

Civilavecciia, della quale fu benemerito.

come permissione
I

rarissima

3\aria mg.^ Annovazzi nella Storia di Cis'ita\'ecchia[\'>uh\\\ca\.a nel 853)a p.258, che Sisto nelle sue cure per frenare con1

nelle beatificazioni. Raccontai a Sicilia e


R.IMIN1,

che Ferdinando

redi Napoli, eoo


s.
il

ingraliludine e ribellione alla

Sede, nel

quistide'lurclii,riflettendoal porto di Ci-

1482

sped

un

esercito sotto

comando
,

vitavecchia unico sul Mediterraneo per lo


stato pontificio, che

del figlio Alfonso

duca
le

di

Calabria

che

avrebbe potuto

di

spinse arditamente
di

sue genti alle porte

molto
vi
li
si

essere utile al passaggio tlelle navi,


i

Roma, ove per


i

fu respintoda'romani.

rec per ripararne

guasti, cagiona-

Mentre

collegali veneti colla flotta ope-

da'flutti e dd'pirali; e in

un congresso

perci tenuto, disse che slima vaJa restaurazione di quel porto mollo opporluna alla curia

rarono un diversivo nel litorale napoletanOjil Papa dopoavereacerbauiente rimproverato


le
il

re, aflldle

sue milizie e quel-

romana
die
gli

e a lutto

il

suo regime.

de'veneziani a Roberto Malatesta de'siil

Laonde
le

ordini per

le

convenienti

gnoridi Rimini,
ci

quale riport

sui

nemi-

lavorazioni, e pare intorno alla gran

mo-

a'2

agosto presso Velletri una

comI,

dell'antemurale, al destro e sinistro iMacciodel porlo, come a rendere piistabili

piuta vittoria; intimorito Ferdinando

senza riserva

si

assoggett alle prescrizio-

due

fortini

che sono

al

suo ingresso;

ni pontificie, e restitu

Benevento e Ter-

al ristabilimento del faro, allo


le

spurgo del-

racina che a vea occupale. Sisto


nel

IV

assist

masse eterogenee che l'ingombravano esopra altre operazioni. Da Civitavecchia

punto estremo Roberto venuto a morcon onore


lo fece seppellire iu

te, e

Va-

SIS
ticann, in nohllc

SIS
dclln (jnale
v.

73

mnnmiici\to marmoreo,

tli

il

convento eia Chiesadi

]*arole di lode
j^inio,
li

si debbono ancora a ViraNicoIaea GiordanoOrsini,iquaavendo il coniando di 3 delle 6 parti

Pietro ilontorio al b.

Amadeo
'\

franca-

scano suo confessore. Approv Sisto


l'iintico

IV
p.

modo

di recitare

Rosario, con

dell'esercilo papale, anch'essi sconfissero


i

iniliilgenza.

Da' Diari(.\e\ rammentato


in lettiga a

napoletani nel lungo poi detto perci

Gallico imparo, cheSisto

IV a'9 novenas.

Campo
p.

morto, lo che rilevai nel voi. XII, 3i5. Per questa vittoria il Papa fabl)ric la suddetta chiesa di s. Maria della
i'ace.

hrei483, portatosi
s'imbarc per

Paolo,

Nel

4H3 non
i

[lotendo Sisto

IV

ot-

con 3 cardinali, Borgi, Giuliano e Basso della Rovere, oltre prelati domestici; indianda Porto tratO.y^j'a
i

tenere che

veneti levassero l'assedio

da

tatodi lauto convito dal cardinal Borgia.


e pel

Ferrara,
col

si

separ dalla loro lega, e iuvesi

ce contro di loro

colleg co'llorcnlini,
col

Sisto

Tevere si restitu in Roma. Nel 484 IV si affatic molto per difendere


r

marchese di Mantova,
il

duca

di Fer-

la libert della s.

Chiesa

in

Portogallo^^ev

rara e

re di Napoli,
il

il

cui figlio Alfonso

quanto

ivi riportai,

insieme alle dichia-

lo dichiar

Papa

vicario dell'esercito

ratecensure. Per
gioiii della

la stessa difesa delle rala

poiitincio,edilqualein una battaglia piese pai te dell'armata veneziana.

s.Sede prosegui

guerra confacesse

Inqnesto

tio

veneti, ((uantiiuqiie

la

suo

tempo

si

fece
i

un congresso
che
si
si

in

Cremona,
la

per trovare

mezzi di rendere

pace

al-

malgrado, come amantissimo della pace, Supplicavalo quel senato per essere assoluto dalle censure incorse, e fingeva esser disposto a concordia per potere sicu-

l'Italia, e fu stabilito

sconjunicas-

seroi veneti qualora

non

ritraessero dalfu

l'impresa.

Questo decreto

confermalo
a tut-

dal
ti
i

Papa

in concistoro, e lo

mand

chi di gente.
ritto della
il

ramente attendere a far nuovi apparec11 Papa troppo tenacedel diChiesa,


vi

sovrani, adinch Io pubblicassero nei

mand

suo legato

La repubblica di Venezia si appell dal Papa al futuro concilio; ma Sisto IV dimoslicou una bolla, essere l'autoiil (Iella s. Sede e di chi in essa risielorostali.

cardinal Costa, chedomandaiidopico-

se delle ollerle da'veneli, fu costretto con-

tentarsi di

meno, perch

il

re di Napoli

gli altri alleati di

Sisto IV,

avendo pi

de, superiore a tutti

concilii.

veneti
il

si
i

riguardo

a'

loro vantaggi, senza di lui sa-

studiarono di concitare contro


re di
di
lo

Papa

Spagna

e di Francia, supplicandoli
la

puta stabilirono la pace co' veneziani, e ne tratta a lungo il Sabellico presente a


queste cose,
si

approvare

loro appellazione:
i

restarono inutili

loro

non somaneggi ma
,

neW Enead. io,


il

lib,

io. Sent

gran dolore

Papa per

tal

pace, che

Luigi XI volle che


si

la

sentenza pontificia
e france-

pubblicasse con gran solennit. Insorta


i

calda disputa fra

domenicani

aggravatosi nell'iufermil che pativa, vi soccombette. Se finora cronologicamente accennai le principali gesta e avveni-

scani (tulli ricolmati di privilegi

da Sisto
sopra
il

IV, colle bolle presso

il

/><///. Tion/.),

menti del suo pontificalo, adesso andr notandone altre, senza indicazione di date.

\eSiimnialcd\s,. Caterina da Siena,

Pa-

Dopo aver creatocardiiiali nipotiGiui

pa

checonesse fossedipinta. Inoltre proib'i ad ambedue gli ordini didispulare suirimmacoluta Concezione. IWpelo, che
viet

lianodella /lOi'ere, Pietro e Rallaele


rio,

/i/Vz-

compart eguale onore all' altro nipot Girolamo Basso della Rovere, come
purea'fratelli Cristoforo e
la

quanto

fece Sisto

IV

pe'suoi Francescani^

Domenico dellori-

lo registrai in quell'articolo e negli altri

Rovere de'signori

di

Viconuovo

analoghi; qui dir che nel Bull. Poni, de

prop.fidc, Appendix
la

t.

,p.

u, vi la boi-

nesi,forsesuoiparenlioper rinnovar l'anlica pai enlela,o stabilirne una nuova, con

Sacrae

zeliis religioni^, coll'auloril


I

darcal lorofratello Stefano per isposa Lu-

VOT.

XVII.

74
cretia (lolla

SIS
Rovciesoiellatlel conte di
Si-

SIS
Russia Ivan 111, die G,ooo il duca scudi d'oro, il quale pe'suoi audiasciatoso
di
ri si

Leonardo della Piovere die in moglie una nipote di Ferdinando e col (lucnfo di Sora per dote. Girolamo BiariOjfiltro nipole,(:liealciinidisnigaglia. Al nipote
I

riun colla chiesa rou'.ana,

seguendo

gli

sponsali nella basilicaVaticana.A quel-

l'articolo notai

che poco dur l'unione,

sere
la

figlio, oltre la

signoria di Fori), per

e che

czar per tale matrimonio accon-

777o/<7,

quale ne rest vitliua, ricev anche / con Caterina Sforza per consorte,

sentito

da Sisto IV adottarono l'aquila

con due teste,pe'diritti acqnistatisuH'iui-

che in altre nozze divenne madre del [)adredi Cosimo granduca di Toscana; in1

perodi Costantinopoli. Con gian zelo ottenne Sisto IV, che


fosse
la cattolica

religione

oltre lo fece generale di

s.

Chiesa, e

l'in-

propagata

nell'isole C'rt/j(7/7V, e in al-

vesti de'coutadi Valentinese e Diese,

che
<lel

Luigi XI

restitu alla

s.

Sede, e poi

ritol-

se Carlo Vili,

non ostante le lagnanze

Papa, che rimarcai nel voi. Ili, p. 242. Procur il maritaggio di Giovanni conte di Sinigaglia e preletto di Roma, con Gio-

vanna di Montefeltro, onde deriv a'della Rovere il vasto ducato d'Urbino e sue importanti appartenenze. Sisto IV fu biasimato per tanto esorbi tanleamorepe'paventi, altrielevandonea'vescovati e

ad

al-

tre dignit; ed ancora per la facilit nelle

concessioni, per cui somministr peri-

colosi

esempi a'Papi e a'sovrani, arrivan-

do a permettere, che Alfonso bastardo di Ferdinando d'Aragona, figlio di re Giovanni II, e fanciullo di quasi 6 anni, avesse in

mondo. A Rosa d'oro pardona te, oltre alla patria, a Ernesto duca di Sassonia, a Lodovico III marchese di IMantova, a Cristiano re di Danimarca, al doge di Venezia Verdramin,a Eberardo conte di Wiirtemberg, e a Federico di Monte Fel Ire da lui elevato duca d'Urbino, oltre lo Stocco e ber' rettone benedetti. Impose nuovi dazi , e accjebbe gli antichi, e non senza critica esigette molte decime da'prelali. Dice il n.i 38 del Giornale di Roma del 1849, cheildaziosui macinamento del frumento uno de'pi antichi dello stalo pontificio, esseudoveue memoria da Sisto IV.
tre parli del
lai

di quelle

Nell'interessante opera di mg.'" Nicolai,


lJeniorie e leggi sulle campagne e anno' na di Roma, lopo le leggi di G regorioXI I,

commenda
Il

di Saragozza.

pingue arcivescovato gran bisogno ch'ebbe di


il

registrate per le
Sisto

prime, trovo quelle di


di Giulio II
i

denai'O per far tante guerre, lo condusse

IV

sull'agricoltura, riferite e confer-

ad alcune azioni che oscurarono non poco In sua memoria,ed il Bonanni pretende che pel I. "abbia introdotto nel palazzo apostolicola guardia Si'izzera.Dh&i aPiEwDITA ECCLESIASTICA, e not Pan\inio, che fu ili. 'Papa che istitu nuovi ulllzi da poter vendei-e,e perci detti FacabiH(J'.)j

mate con quelle


te

VII; ed eziandio

da Clemenprovvedimenti di Si-

sto

cie del

sull'agro romano, e sulle provinPatrimonio e di Marittima. Conosciutosi che la penuria del grano in Ro-

IV

ma

che per ospit onoratanteute in Role

derivava dalla trascurata coltivazione delle campagne che si lasciavano inpropriecolte, perci il Papa stabil che
i

ma

ma, oltre

ricordale regine, e

mantenne
gi signo-

tari

dovessero coltivare una 3. 'parte

al-

a sue spese,

Andrea Paleologo

meno
vi,

di loro terre, e se rifiutavano fosse

re di Morea e fratello dell'ullino imperatore greco (che alloggi nell'antico Pa-

lecito a

chiunque

di

romperle

seminar-

domandandone per
i

licenza a'giudici

lazzo apostolico de ss. Apostoli, ed ivi pure Federico quando lo fece duca d'Urbino),

bilire la

che destin, quali anche dovessero staporzione del prodotto da darsi ai


t

Leonardo

di

Tocco stato principe

di

Albania,anibeduecacciatida'turchi:a Sofia figlia

medesimi propiietari;prov vedimeli oche ebbe ottimo elfelto, perch profittandosi


di

nipote del Paleologo, che spo-

questa licenza

si

accrebbe l'agricoltu-

SIS
la.

SIS
ili

7^

Amante
la

della magnificenza e
ijli

accre-

rettori, librai e altre persone, percti tutte

ornamenli di Roma, benemerenze, eolie per politico consiglio del re Ferdinando I tleuiol imignarii e perticali, ed allaig le strade e aoipii le piazze, le lastric di mattoni e livell, onde Roma
scere

maesl e

avessero cura della biblioteca.


1'

Non

ri-

a ([iieirailicolocekbiai le sue

condusse

acqua Vergine

in

Roma da

Salone, come alcuni scrissero, bens ne


ripar l'acquedotto dal IMonte Pinolo
fino allo sbocco attuale nella

Fontana

di Trevi j

come

leggo nel gi ricordato


In breve con

prese un

nuovo

aspetto; cur la conser-

Fea

nella

Storia delle acque antiche

vazione degli antichi niuiHiineiili, e fece


scavi fecondi di oggetti d'arte. Ilinnov
la
li,

sorgenti in

Roma.
le

un epi-

gramma
p. Silos,

celebr

opere

di Sisto

JV

il

tribuna alla Chiesa de


rifdbbric
(il s.

ss.

XlfJposto-

Mausolea Rem.
gli

Pont., p. 3o5.

speciale

il Ponte Sisto, riedific 'OSpi ri lo e fece formare un dori

In somma Roma che


suoi pregi,
le altre
le;

egli lasci belle

memorie

in

grata per

gli

aumentati

mitorio per albergarvi

nobili inferui cas.

avendo pure restaurate quel-

duti nella mendicit. IVella Chiesa di

chiese chedichiarai nel descriver-

Pietro in 1 ineoli rinnovala volta della nave traversa, e la benefic in diversi modi. Edific nella basilica e Chiesa di s. Piela cappella del coro, ove volle esservi sepolto, e vi oper quanto altro descrissi a quell'articolo. Nel Palazzo apostolico

e per dirla in poche parole con l'Oldoino, tante iscrizioni e stemmi s vedo-

no
ti

di lui in

Roma

(molti furono distrut-

e mutilali dai repubblicani,


delle

sempre

a-

cenimi nemici

armi

gentilizie, co-

me

simbolo e insegna

di aristocrazia,

che

l'alicano

vi

esegui ci ebeivi narrai,

l'a-

desolarono
scolpito
lizie

la citt sullo

scorciodel secolo

bitazione degli svizzeri,e la sontuosa Cap-

passato), che delle sole pietre sul quale


il

pella Sistina, ove tuttora

si

celebrano

le

suo gran

nome

le

sue genti-

pon lificie funzioni. Aument l'edifizio della Biblioteca Vaticana, V accvehhe d\ libri e di codici rarissimi,

insegne, se ne potrebbe forse fabbri-

care un vasto edifizio. Mecenate de'Ietterati e degli artisti, gli accolse in

noncbedi

ren-

Roma be-

dite e di ministri, ed a Cidliotecario di


.s.

nignamente e

iiicoragg'i,

chiamandoli d'o-

CniES.4 raccontai che

tl'Aleria Gio.

dopo il vescovo Andrea Bussi, vi pose il cel'allie'ico e-

gni parte d'Italia e special mente di Toscaiia,onde prepar


il

secolo di RafTaele. Torai tetica,

lebre Platina, ci cbe ricorda

mentalo da una malattia


ticolazioni ossia la gotta
ta

come
le

sistente i\e\iIiiseo 1 aiicano,e neri[)arlai

dice Novaes, oartitiide che attacca


,

ar-

altrove. Sisto IV^ perfezion

il

gran penIN
i

per

la

suddet-

sieio concepito dal

magnanimo

col

V,

pace co' veneti de'suoi


il

alleali, inasprii

perch la biblioteca Vaticana fosse degna di Uoma. Per renderla copiosa di codici e di libri,

tosi

male, lasci
2ore,
i

di vivere a'

3 agosto

a 5 ore di notte del 1484) d'anni 70,


giorni e
i

ne fece provvedere per tut-

22 avendo governatola Chie-

insigni e

Europa, e presso di se ebbe letterati anco come segretari apostolici. L'aumento della biblioteca fu celebrato
ta

sa e regnato

3 anni e 3 giorni.

Fu

sepol-

to vestito di sotto coll'abito fiancescano,

nel

modo

riportalo da! p. Gallico,


la

Ada

da molti sapienti e storici, assegnandole peidofe,raiinuaoirertadi loo scudi d'oro


degli Scrillori apostolici {r.).\\ilah\\\,
oltre
il

caereuionialia, che ne descrive


e
ri
i

morte

uovendiali,censura lido suoi famigliai

d'ingratitudine, per mancare

le vesti

bibliotecario (con

o scudi d'oro

necessarie.

Venne tumulato

in

s.

Pietro

mensili, 3 domestici,

un cavallo e la parte di palazzo pel vitto, con titolo di scudiere, e la garanzia di o,ooo scudi d'o
i

nel i4c)3 in nobilissimo inausoleodi bron-

zo scolpito dal celebre Pollajoli, ove con

ragione

vi effigi

tutte le scienze, e nel-

III),

scrittori latini, greci

ed ebraici, cor-

epilullu fu sellilo

che avea restaurata

7G
l'alma citt; dopo
tare
ro,

SIS
essere stato presso
l'al-

SIS
e patria, poscia
(juindi lasciate

maggiore

e nella sua cappella del coIo tra-

famiglia da cui deriv, da parte nolte altre parla

ove imljnrazzando,lIrbano Vili


quella del
ss.

ticolari notizie, riportaleda'suoi biografi,

sfer in

Sagramento,ma

re-

sta vuoto per quanto riportai e deplorai altamente a SEP0Lf;R0 de'pomani Pontemeravigliosi candelabri furono pici, ed
i

che sarebbero pure interessanti a leggersi, per dovere di brevit scriver il com-

pendio delle molteplici e principali gloriose azioni del gran Pontefice, e dell'estinzione di sua discendenza; potendosi

falli

le solennit.

dorare per uso dell'altare [)npale nelA'aS aprile minori osseri

leggere
coli

il

di

pi e altre notizie negli arti-

dopo la processione delle rogazioni, vengono a recitare intorno al raonumenlole preci d'espiazione pel magnanivanti,

che andr indicando in carattere corsivo. Il Ratti, Della famiglia Sforza, t.


2, p. 34^, co' documenti che si conservano nel prezioso archivio della medesima, descrive la storia eziandio della famiglia Peretti, perch il cognome, le insegne, le ricchezze di padronato ecclesiastico, le superstiti

mo

Pontefice, gloria

immoi
notai,

tale del loro

insigne ordine.
a Sisto

Come

non

si

ponno

IV negare

difetti, e alcuni scrittori

ne parlano svantaggiosamente, Ira'quali Volterrano. E' per certo, che Sisto IV d'animogrande e nobile, generoso e pronil

possidenze,
si

le

preronel-

gative l'eredit e

compnetrano

to nel beneficare, profondo filosofo e teologo, dotto nelle lingue, di talento nello
scrivere, di straordinaria scienza, dotato
di

l'antica e illustre faniiglia Sforza, cele-

bre e potente per im complesso di rilevanti pregi. Pertanto egli dice, che per

molle virt, integro ne'costumi, di lodevole applicazione agli affari, protettore delle lettere, delle arti e de'suoi cultori,

una continuata
col
di
fr.

serie di sinistre

combina-

zioni, la famiglia Peretli termin quasi

ebbe

la

debolezza d'essere dominato

suo nascere. Di essa o per meglio dire sua grandezza fu fondatore il cardinale
Felice Peretti poi Sisto V; e questi che

dall' eccessivo

amore

pe' suoi congiunti.

Delle sue monete tratta Scilla; delle sue

medaglie
Chiesa

il

zecca pontificia
i i

Bonanni, e delle quali nella vi sono 4 coni. Vac la s.

pu dirsi meritamente ili., fu propriamente anche l'ulti modi sua famiglia, semdare a quel gran Papa
troppo da
biliti in

giorni.

brando che Dio non abbia voluto accorla compiacenza pur


lui

SISTO V, Papa CCXXXVII. Il suo nome splendido e perenne elogioj per le sue strepitose gesta, rigido ma giusto,
pervenne a imperitura rinomanza. D'animo veramente magnanimo, oper tante e s grandi cose, clie sembra
col suo genio

desiderata e tanto vaghegi

giata, di vedere

propri suoi nipoti sta-

Roma

e formare
I

una nuova
secondo

ca-

sa principesca.

Peretti,

le pii

antiche
pesti,

memorie

riportate dal p.
di

Tem-

erano originari

Schiavonia, da

incredibile

come

in

pochi anni ed in a-

dove eransi
ti

trasferiti nella

Marca d'Ansi

vanzata et abbia potuto eseguire tante sontuose e gigantesche imprese. Siccome


la

cona, ossia che di


partire,

l fossero slati costret-

come da alcuno

vuole, per

sua vasta mente ed eccellente cuore

violenze e persecuzioni del dominio tur-

ilki<;lr
jiiiglia,

ancora

la

sua patria e

la

sua

fa-

chescOjOsia che motivi d'inleressegliavessero consigliati a cambiar clima. Quan-

promesso agli articoli di rinvio, Grottammare e Peeetti famiglia, oltre a Montalto, di qui espressamente parlare d' ambedue, onde evie per aver

do nacque
lio in

Sisto

V,

la di lui

casa fin da

alcune generazioni avea stabile domici-

Montallo, della qual terra

di lui

tare ripetizioni, pel singoiar interesse che

genitori, Perelto o Pieigentile Peretti e

sempre
do; cos

si

prese su tultoci che lo riguarla

IMariauna di Camerino, erano principali


cittadini e possidenti,

prima descriver

sua origine

secondo l'opinione

SIS
d'iilcnni.
Il

SIS
Gerarchia cnrChiesa dis. Gi-

77
in A.-

Piazza

nellci

sembra doversi
scoli

ritenere favoloso), che reil

(/iuuliziuj[)ii\i[iiL\oi\t\\i

candosi a predicare

quaresimale

rolaino degli Schiai'oni ,i\i)iviscc che consta cIu'iDSs. clell'archivio della

avea smarrita

la strada,

Felice coralla citt,

medesima,

se a lui e

l'accompagn sino

che

ili. "degli

anleuali di Sisto V, venunella

to dalla

Dalmazia

Marca Anco-

nitana (tlicono dopo l'invasione d'AoiU'


rat
II) fu

ove giunto non pot il religioso indurlo a ritornare al suo luogo. Accompagnandolo nel viaggio, gli avea raccontato, che

un talZanetlo Peiettidel luogo

non potendo suo padre per


tune secondarne
si
il

le

poche

for-

dello Cuscizza nella Schiavonia. Questi


eia ascendente di Sisto
all'eima Ratti
,

genio che avea per lo

in 4- gi'ado,

che aggiunge esser


il

falso

(juanlo ha scritto

sempre satirico

buII-

giardo Gregorio Leti, che Sisto


glio

V l'osse

d'un bifolco, destinato egli stesso a guardar luandre di porci, dal qual mestiere passasse a vestir l'abito di s. Francesco.

ud io, desidera va ardentemente chetiualche religioso lo prendesse al suo servigio, e eh' egli in ricambio s' ingegnerebbe a fargli tutto, purch gli fosse agevolata la maniera di studiare. Meravigliato il francescano delle spiritose risposte del fanciullo, e

vedendolo risoluto a prendere


lo vest frate

l'a-

Abbiamo

dal Cardeila,

Memorie

bito del suo ordine, lo present al guar-

storielle de'earduiali, in quelle di Feli-

diano che
le

converso.

ta-

ce Peietti, che egli era da IVIonlalto,

ma

racconto del Fleury, creduto dal Car-

nato

in

mo, ed

Groltammare (gi diocesi di Feral tempo di Cardella come al preil

della, questi soggiunge di

non per

in-

tendere di riprovare

la

contraria sentenza

sente di Ripatransone) di bassa condizio-

Tempesti si scostino in questo punto dal sentimento comune, dimostrando con replicati documenti la nobilt della famiglia Paletti; nel che per il Tempesti singolarmente non ebbe il pubblico plauso, come nel
ne, quantuiKiue

Galli e

il

degli altri storici. Le virt sono quelle che rendono gli uomini illustri, per cui maggiore a riputarsi la nobilt, che con esse si acquista, di quella che vantasi pei natali. Il Graziani, di cui vado a parlare, dice su questo proposito Nohililatempo:

steris dare,

quam a

majorihus accipere

ri

ma nenie deirer'.ul ita opera. Dichiaraninoltre, che


il

magnifcentius esse.
lior
la

questa sentenza

do

Fleury, tra
t.

gli altri, iSo-

corrisponde a quella di Pitagora: Nohi-

ria ecclesiastica,

5cj, p.

36, scrive

in-

a quo genus

incipit. Il

Novaes

nel-

genuamenle, che suo padre


lo

fu vignaiuoil

d'un ricco

uomo

di quella terra,
la

qua-

Storia di Sisto F, narra che questi, gi FelicePcrettijUacquea' 3 dicembre i52 i


i

le gli fece

sposare

sua serva chiamata

(di

Gabana, da cui ebbe 3 figli e peli. "Felice; e non [)oteiido il suo padre nudrirlu, lo ili a un villano del paese per custode de'suoi agnelli (nel mss. inedito del

venerd a crei 6, come postill Sisto nella sua vita mss. del suo segretario
hrc^is enarratio, che l'a-

mg.r Antonmaria Graziani, Vitae Sixti

V Pont. Max.
sta inedita

vea soggettata alla sua correzione,

ma

il

Francesco Catalani da Montelparo, diceche il padre l'accord a servire un ricco


p.

Tempesti dubita che l'annotazioni di quenarrazione sieno di propria madi GroltammaFermo (non pi dioce-

conladui per guardare gli armenti). IMa non essendo il padrone soddisfallo del suo
servizio, lo castig riducendolo alla cu-

no del Papa), nella terra


re, dello slato di
si,
i

com'egli asser) nel Piceno, alla quale

stodia de'suoi porci. Per necessit conveiu)e al giovinetto di assoggetlarvisi;

suoi genitori, e

mentre

la

madre era

di

ma

lui incinta,

furono

costretti ritirarsi
gli elfett ideila

da

come
tr.

(piello

che avea nobile inclinazioracconto

JMonta Ito, per isfuggi re


stizia,

giu-

ne, essendosi abbattuto nel fr.incescaiiu


.Alichclaii^clo ScUcri (questo

o per causa criminale o per debi-

to civile.

Ch'erano quelli Pcretlo de'Pc-

78
lelli^

SIS
come
si

SIS
sire

cietic

comutiemeiile conche sebbene per

malrona accenna alcune belle nozioni


ili

ladino di IMoiilalto, e IMariaiiiia Kicciio


cia di Carnei ino, famiglia

sulla

lei

famiglia,chep('r aver dalo nel


fu gi in Italia

fratello

un Sisto V,

avuta

senlimenlo della maggior paitedegli scultori fosse allora di bassa condizione, poco dopo si vide salita ad un alto grado
di nobilt per la parentela
se.

in assai pregio

eonoranza. Incomincia col

protestare, che furono e sono discordi pure al presente le opinioni degli sloiici in-

che contrasDice inoltre Novaes, che gran cjueslio-

torno alla sua origine, poich alcuni avvisarono, che illustre fosse e dalla
zia

Dalma-

mosse negli ultimi tem|)i per islabilire se Sisto V sia nato a IMontalto o a Grotlamiiiare. Il Galli gentiluomo di
iie si

venula nella Marca per isfuggire(come

tante altre famiglie, e lo riportai in vari


articoli) le

immanit

del turco, allorch

Montalto e il p. Tempesti, lungamente discutendo questo punto, convengono e massiuie il 2., che Peretto o per le det-

invase (juella provincia; allri invece o-

pinaronojcheorigiuaria della Marca Fer-

mana, da umile ma onesta condizionederivasse(e tra


le

come scrive Galli, o per fuggire il terrore chea IMontalto cagionava il duca d'Urbino Francesco M." 1, come vuole Tempesti, si rec a Grottammare e vi nacque il figlio Felice, che non
te

cagioni

testimonianze che riporta,

Perello viene pur dello Francesco e del


Castello di Farnese). Quindi
le

non curando
il

tante favolose nai razioni che intorno


si

alla famiglia Peretli

sdissero, segue
il

perci lasci di appartenere per patria a

dettato da Sisto
le

Va

mg.' Grazia ni,

quacos'i

Montalto. Quindi Novaes rimarca discostarsi


i

naira che

di lui genitori e della so-

due

storici dal
i

comune sentimento
V, laon-

rella

Camilla, furono assai probi,

ma

degli altri, circa

natali di Sisto

umili e poveri ch'erano costretti col giornaliero lavoro coltivare un piccolo caraj)0 in

de

il

Tempesti

fu in ci criticato per es-

sersi

opposto all'universale opinione, che


si

Groltammare,

castello del conta-

Felice nella sua infanzia

esercitasse nel

guardare
e
il

porci. In

conferma racconta,

dodi Fermo, perlinentealla matronaDiana Devecehis patrizia fermaua, altri dico-

simile fece Cancellieri ne Possessi p.

no a Lodovico

di tal famiglia, e

che
il

ivi

5o5, che il cardinal Silvio Valenti avca un quadro di Wan Dik, ove si vedeva Sisto V da ragazzo a suonare il piiFero colle unghie lunghe, e il pievano suo zio in allo di dargli in preojio un bicchier di vino da bere, e accanto la sorella Camilla in fondo del quadro era no d u caui infor:

ambedue

venissero al

mondo. Fu

pa-

dre loro Pietro chiamato Perello a cagione forse


di

sua piccola persona e pel

vezzo tanto usato a que'leuipi di dare altra uscita a'noini accorciandoli, e la

masi

dre una Marianna


ignora
7,
il

di

Camerino

di cui

casato.

Tre

figli

(alcuni dissero

ma

di troie. Lessi nelle diverse

Lettere
Filip-

erudite, pubblicate dal

marchese
in

po Bruti Liberali
i

tli

Ivipatraiisone, che

genitori di Sisto

nacquero

IMon-

talto,

ed

egli vide la luce

iuGrollamma-

re,

punto
l'avv.

avvertendo che su questo controverso storico, meglio di tulli ne scrisse

rileva Novaes) ebbero essi dal matrimonio. Felice nato nel Dai, Camilla due anni appresso, e Prospero morto in verde et. Crescevano giovanelti nella casa paterna attendendo a quegli ufllci che ad agricoltori si addicono, e Camilla avea cura d'imbiancare paa-

come

loro

Gaetano de Minicisdi Fermo, nei

niliiii

per alleviar cos

bisogni della fa-

j\loiiuinenli di

Femio e suoi diiitoiiii, i'ai^c.

miglia. FrallanloFelice in tenera et pass a Monlallo presso lo zio


fr.
,

Sulla uedagUa di Camilla Peretti, pubblicata auche nel I.16 dcW'Jlbu/i di


:

Salvatore

Roma, e

C(j1

disegno della medesima. Al-

la descrizione della

medaglia

di

s illu-

minore conventuale il quale conosciuto aver il suo nipote sorlilo dalla natura un lemperumcuto d'auimo pronRicci

SIS
to e sveglialo, il fece attendere agli stuj;
al

SIS

79

e vestilo ch'ebbe dipoi l'abito dell'oidiiie

liancescaiio de'conveiiluali,

si

fece di-

nord dell'imboccatura del fiume Tesino, poggia su d'un monte,e distendendosi gii pel tieclivio all'aspetto del mare, va
a spandersi ne'sobboighi della
degli Angeli, e di
I." al
s.

stinguere per l'assidua e profonda appli-

Madonna
il

cazione alle scienze e alle lettere, e per


la vivacit dell'

Agostino. Si eleva

ingegno; n and guari


1'

nord-est su d'mia prominenza, le

die pot percoii'ere

Italia

esercitando

cui radici sono lambite dalle aopie tnarine, in quella parte cio iu cui l'antica

ovunque con

zelo e facondia l'apostolidi riparlare

co ministero. Riservandomi
della vita religiosa di
fr.

scogliera che

denominata molo

(o porlo

Felice,

debbo
di de-

incompleto costrutto

fin dal i2r)()) s'inol-

prima sdebitarmi
scrivere
la

della

promessa

tra alla direzione del sud-est a farsi ri-

fortunata e celebrata sua patria

nativa, a vendo gi dello

aMoNTALTO
la

esse-

re questa patria d'origine, di domicilio pa-

terno e di educazione: se
scila di Sisto

patria di na-

per niolto tempo fu ar-

gotnenlodi controversie, non cade ora pi in dubbio, ch'egli sortisse natali in Groti

paro contro l'impeto de' flutti suscitati da veuli tempestosi su delizioso poggetlo trovasi il 2., e tale ampiezza di spiaggia lascia verso il mare da potervi sorgere con bella simmetria numerosi edifizi, che costituiscono la parte moderna di Grottamraare.L'aprica situazione di quel
:

tammare,

allora stato di

Fermo. Quan-

Piceno o Marca a cui appartiene intieramente Sisto V, siccome


to alla regione

suolo, e la copia delle acque che limpide e fresche sgorgano dalle circostanti colline, rendono quelle adiacenzeadattealla

fu

tlalla

natura privilegiata d'amenissi-

coltura di aranci, limoni, e d'ogni

ma-

moclima, di cielo ridente, di fertili campagne a ogni utile coltivazione, cos negli abitanti suoi sort uno svegliatissimo
ingegno e un'imlolcgenerosajpercui molli

niera d'agrumi. Queste piante col verde

giallo vario e
a'

perpetuo delle loro foglie frammisto al aurato de' pomi, non che
candidi
fiori

che riempiono l'aere di

Ila loro

con nobibssime imprese, e eoa


si

inagniliche azioni
fjn)osi e illustri
;

resero in tutte l'et

soave fragranza, danno a quelle campagne l'aspetto ridente di perenne primavera. Oltre a ci estesa la coltura degli ulivi,

a tulli per gloriosa-

mente sovrasta
gi.ino.
Il

Sisto

piceno e marche-

del lauro, d'ogni specie di

viti,

cenno storico dunque che vado a seri verediGrotlammare, principalmente lo ricaverdall'eruilitissiuio

d'alberi e [)iante d'ogni sorta di frutti, e


in tanta ubertosa copia
le

da provvederne

opuscolo:

convicine

citt.

La

salubrit del clima,

Memorie
tore

sloriche di

GroUanvnare, Ri

la

vaghezza delle prospettive piltorichesi

palransone tipografia Jalfeii84i- L'au-

di

mare che
I

di terra, la

comodit
il

delle

ed anziani della comune patria dedic questo suo lodevole lavoro, merita doppio elogio per
a' priori

anonimo, che

passeggiate, ne rentlono gradevole

sog-

giorno.
dini,
ti

molti, svariati e deliziosi giar-

averci nascosto

suo nome, ch' d. Gio. Bernardino Mascaretli.


il

il

can.

pesci, ne accrescono l'amenit,


le

con peschiere popolale di variopinmeriville

tando speciale ricordo


ed Azzolini,
il
1

Sgariglia
il

G rollarli i/Ki re, Cryplsad Marc, Cd


Siro
la

."[)atrizio

ascolano e

2.

Cryptanim ad lLire.l situala neldelegazione di Fermo e governo tUl


nome, nella diocesi
di

nobile fermano. Dice l'avv. Castellant),

che

il

vescovo Bacher nel mezzo dell'a-

distretto di tal

Uipaiiia-

bitato abbell

Iransone. Sorge in quella spiaggia


rittima dell'Ailrialiconel Piceno,
le
la

duta da'Laurenli;

qua-

dopo quelle di Sol renio e di Gaeta la [>ii amena d'Italia. Ad un iiiC^zu miglio

una sua villa, oggi possee che la piazza di Grottanimare ornala della statua di Sisto V, C(Ui riscrizioncche trovo nel can. MaicarcUr. SlsIo A'. P. O.M. Civi Mnnifi-

8o
centissinio.liLva
sali secoli,

SIS
comune opinione nc'pasre.

Sl S
Tuttavolla nell'auliche memorie non
s'incoutr.'i

esistita l'antica citt di

11) mare fosse Cupra lUarilli/na, la quale viene detta Giotlammare nell'iscrizione della sontuosa tomba di Si-

che presso a

dot la

secolo XII, col


pte, e pi tardi

Grottammare che ne'piimidel nome di Grocle o GruCrypleo Grupte ad mare.j

ene'secoli precedenti in suo luogo trovasi

sto

V,

il

(juale per tale ritenne

la

sua a-

mala patria nativa. Pei questa opinione, dopo quanto ha scritto nelle Antichit picene e nella sua Cupra Jlariiiirna
l'infaticabile e

sempre nominato il castello Subporlica. Laonde sembra che Grottammare sia stato fabbricato sulle rovine di questo castello,

benemerito piceno Colucci, non pi sostenibile. Parl pure di Grottammare Eugenio Lorenzo Polidori, nelle Opposizioni alla Cupra Marittima. Si pu vedere le poche parole che
riportai su

che presentanilo latina origine pu rimontare a ben remota antichit. Noa si deve tacere, che il documento del Registro

Fermano

de'sc) aprile

io3 pare

distrugga questa opinione col far

men-

zione tanto di Supporlica che di Grotte,

Cupra Marillinia
le

e su

Cupra

Montana,
presso
le

nell'articolo Piipatransone.

re

rintracciare

origini di
la

Grottammare,
via

come castelli contermini. Per spiegacome ci avvenne, devesi richiamare alla memoria le tnolteplici invasioni dei
popoli stranieri, e
li

mura lungo
s.

che condu-

le

tievastazioni alle (piaIstruiti gli abi-

ce al convento di
siste

IMaria de'iAIonti, e-

soggiacque

la

contrada.

una

serie di puticoli costituenti au-

lico sepolcreto,

come pare non

possa du-

bitarsi dell'esistenza di altro sepolcieto

pur antico
Paccaroni

alla distanza di circa

un mez-

zo miglio su'monli in un predio de'couti


(il

conte Luigi tratto dall'a-

menit di Grottammare nel 1624 emigr da Fermo, (iss la sua dimora in questo luogo, e fu sepolto nella chiesa de'mi-

nori osservanti), ove nel


si

marzo

deli

84
l'i-

scuoprirono vari sepolcri con avanzi di


arti etru^che,

da deplorabile esperienza, osi davano alla fuga, o riparavano in ben munite alture quand'erano assaliti. Gli abitatori di Supportica, che Io storico patrio colloca nella parte di Grotlauimare che resta sotto al monte, probabile si edificassero un forte castello sulla sommila del monte slesso, dove difesi da una parte da inaccessibili balze, dall'altra da elevate mura e torri, trovarono ivi quella sicurezza che loro mancava nel bastanti
so. Si

armi, di varie figuline che richiamano

vuole derivato

il

nome

del castello

dea delle

come pure

pezzi

Suhportica,

dall' aspetto de' portici


in

che

d'ambra

e altre anticaglie.

Da
un

ci vuoisi

doveano esistervi. Avvenuta

seguitola
i-

dall'autore inferire, che ne' vetusti tempi


esisteva in quelle vicinanze
castello o

distruzione del vetusto castello, o per

oppido, ed avanzi di castello o oppido di


pi alta et
si

trovano nel luogo slesso

dove sorge Grottammare. Tanto nel formar fondamenti al teatro comunale, che
i

alla chiesa e

pievania di

s.

Gio. Battista e-

scoscendimenlo del monte, o per nemica inciu'sione, il popolo del troppo angusto G/o//eavr rioccupaloeincastellato l'abbandonato suolo, animatovi da migliori tempi e da favorevoli circostanze. Per tal modo si sarebbe rinvenuto il luogo diSupporlica da

dificala su elegante disegno di Pietro IMaggi,

dove vennero datati parecchi


e fra gli altri

come

nell'eseguirsi degli scavi in alti

diplomi d'imperatori,
lo
I

quel-

punti del caseggiato, s'incontrarono

mu-

ra rovesciate, archi, lucernetle di coccio,

e rollami d'ogni materiale. Adunque probabile, che mentovali sepolcreti api

d'Ottone in favore di Giovanni abbate di s. Croce nel 968, contro Gaidulfo vescovo di Fermo. Ne' Registri Fermani si fa menzione di pi castelli, ville
e corti ch'esistevano dentro l'attuai territorio di

partenessero a quel castello o oppido sulle


cui rovine veuiie iaoalzato Groltatumu-

Grotlauimare.

Il

caslello Ischia

SIS
eia
ni
ili

SIS
con esso
al
la

del Tesino, e

cor-

te di

s.

T'incenzo soggetta

suo minidi-I-

dine, e prima di passare in potere de' vescovi di Fermo, era stato successivamente

stero o distretto della giurisdizione


la
il

posseduto da pi famiglie laiche, forse

Chiesa. Vi era in quella parte anche


castello Stallo, che confinava

con AL-

bcro. Di

qua

dal fiume Tesino pre>so la


s.

per usurpazioni o pre[)otenli investiture, od anche per la dilapidazione di chi dovea curamela conservazione. JN'ella chiesa di
s.
si

chiesa abbaziale di

Marlino cravi /';/.


la

la

Magna
di
la

o Maine, poi

corte di Tin-

vanza
ca,

iMarlino per antichissima ossercelebra una festa col nome di i^^r-

niano e
e in line

Rodano,
corte e
il

il

castello Carello,
s.

gra, quando

ministero di

Pa-

ttiniaiio,duMde rilevasi qiiantoanlico sia


in ([uesti luoghi
il

culto

ili s.

l'aterniano

ili. "luglio cade di domenicon indulgenza plenaria in forma di giubileo per gli 8 giorni precedenti e seguenti :sempie vi fu immensocoiicorsodi

protettole principule di Grotlammare.

divoti, e nel

Fra

tutti

castelli soggetti all'illustre

potente citt di

Fermo occupava
sta lo

Grotpres-

lauimare

il

i."

posto, secondo lo statuto

7 4 si eiiumerarono4t)jOoo. luogo una solenne cavalcala di persone civili, nella quale un allltre porla la bandiera che l'arcivescovo ili Fermo
i 1

Ha

vecchio di Fermo, ed

sempre

manda

al

comune

in

ogni ricorrenza. E'

so (pjella in molta considerazione.

Ouan-

tradizione che Innocenzo

do

nel

24>3

il

cardinal Pianiero Capocci


privilegi, le concesse la re-

ne conferm

Ili o altro Papa passando pel luogo concesse l'indulgenza, vescovi la riconobbero, ma queli

staurazione del Girone o propugnacolo

lo di Ripatransoiie

Bacher

nel

i8o3

la

a Groltaumare, ed ancora se ne vedono gli avanzi nella parte pi elevata era


:

munito

d'alte

torrioni.

mura e di spessi ed elevali Anche a premura di Fermo fu

confermare da Pio VII. Altro aulico convento esisteva in Grottammare e apparteneva agli agostiniani; esisteva nel
fece

10896
la della

pare succeduta

la

chiesa da quel-

dato principio ad un porto innanzi aGrottammare neli2f)i), ma non fu portato a


Loin[)imento per aver gi hmocenzo
uel 124(3 accordato
jegio, poi
si

Madonna

degli Angeli, gi det-

ta di

s.

Agostino vecchio. Gli agostiniani

IV

ad Ancona un

piivi-

rinnovato nel 187 5, col (ju;de proib la costruzione d'alcun porto lun-

go la riva pontilcia dell'Adi iatico a danno di quello d'Ancona, la quale certanien le ne avr impedito il proseguimento. iNuovo interessamento per Grotlammare mostr l'aerino,

aveano altra chiesa deilicata a s. Palcrniano, e neli5i7 la rifabbricarono pi grande, vi costruirono il convento e vi trasferirono la loro dimora. Soppresso il convento, fu unito alla pieve di s. Gio.
Ballista con parte de'beni.
s.

La chiesa

di

Agostino avea pregevoli alfreschi orper sono


1

inai deperiti, nel coro

ta-

quando

elevato alla catte-

vole di
velli

mano maestra

reputale del CriIl

dra apostolica l'immortale Sisto V, giudic nel


I

o di Pinturicchio.

comune

pel be-

585 a'iq novembre


i

doverglisi

ne spirituale della popolazione introdusse in

un idoneocittadino in commissario peraver dato


di
le

Grottammare
1 1

nnnori Osservanti
'^1"'
il

natali a

si

gran Pmilefce. N
ileve
di e-

riformali, e nel

G 4

convento 0-

minor considerazione re|)utar si premure ch'ebbe in quell'anno


le civili

difcalo nel ripiano che sovrasta

Grottamchiesa

mare
di
s.

contiguo

alla preesistente

slnguere

discordie che lacerava-

no Grottammare. Non lungi da Groltaiomare in vicinanza del fiume Tesino esisteva un monastero di monaci benedettini, la cui chiesa di
s. INIai

Maria de'Monti, da dove fu trasferita nella nuova chiesa la B. Vergine dipinta egregiamente a fresco dal Pacchia-

rono
go
nel

disce[)olo

ili

Pietro Perugino. Leg-

tino tutlodell or-

maichese

Ricci,

Memorie

desili

ar-

ia calale: eia

uno de

pm anlicui

U>li (UlLi

Milita li Ancona,

clic Ir.

Lo-

S2
leiizo Eonoini
ri
i

SIS
ipaiiu,

SIS
in vaiGj'J'

che dipinse

cenobi della Marea, nel

dipinse

piire nel cliiuslro di questo suo convenIo,

Per durevole ricordo di tale impresa che tanto onorava Camilla, fu coniata una medaglia nel cui diritto il ritlolaila.

re
lo
la
iio
ti'i

hen
i

ove mori iieli6G(). Se Groltamrnaa ragione va fastoso per aver danatali a Sisto

tratto di

lei

a destra col
di (juel

cnpo velato

se-

condoil costume

tempo, e

la

leg-

e alla di lui sorel-

genda

Camilla Peretta Sixti P P.iM.


il

principessa d. Camilla,

non gode mei

Sovor. Nel rovescio scolpito


to del tempio coll'epigrafe
:

prospet-

pe'vantaggi che dalla loro generosigli

provennero.

sciuli in (Iole pel


I)lico

Il Papa gli don eoo mantenimento del pub-

maestro

di

lingue greca e latina,

Santa Lueia An. D. !\l DLXXXX. Questa medaglia nella chiesa collegiata di Groltammare. Aggiunge l'avv. De Alinicis ch'
ignoto se
la

gli

assegn due posli gratuiti nel collegio


altri favori,

medaglia

fosse fatta
si

per ocongetdise-

IMonlalto di Bologna, oltre

norare
le

la

piet di Camilla, e

])a cardinale essendo minacciata Grot-

tura che s'imprimesse per collocarsi nel-

tammareda
te, gli

frana del

monte

sovrastali-

fondamenta del tempio,

e che

il

olteniiedal tesoriere generale

icuili

per ovviare

al

pericolo.

dog Animato
i

gnofosseconcepitodalcav.DoineiiicoFoiitana architetto di Sisto V.


to a esecuzione
il

Non

fu reca
il

dallo spirito dell'illustre concittadino,

il

disegno, poich

pro-

magistrato publ)Iico
vise in

di

Groltammaredile

spetto dell'attuale tempio, per quanto es-

due

precettori l'istituzione della


calle-

so

sia solido,

non corrisponde
i

a quello

li-

giovent nelle lettere, ed eresse


i\ie
ili
li

filosofia e teologia, a/lldandole ai

gurato nella medaglia. Si die compimeutoalla fabbrica nel 5q5, come apparisce
dall' iscrizione

del

benemeriti francescani riformati. Ca-

inilla per si dimostr di gran lunga pi generosa, poich eresse in monumento perpetuo a Dio e di amor fraterno, il so-

marmorea scolpita nella maggior campana della chiesa e pubblial

cala dallo stesso chiaro scrittore e dotto

archeologo. Perch nulla mancasse

de-

lulo e maestoso

tempio dove
in

esisteva la

casa chela vide nascere col fratello, e do\'egli

coro del tempio, ottenne Camilla da Clemente Vili la bulla Immensa Dei, chi
i

caduto d'8 anni

una

fossa d'ac-

5c)7, per potervi erigere

il

capitolo o col-

qua, ne
per

fu liberato dalla zia

Piacentina

legiata col preposto e


lani
li

4 canonici (cappel-

l'uitei

cessione della B. Vergine, indi


s.

chiama

la bolla,

ma
s.

poi
i

il

vesco-

lo dedic a

Lucia

v.

m. a eterna me-

vodiPvipatransoneOrsini nel
dichiarare canonici dalla

Gyolifece

moria
to.

dei giorno natalizio di Sisto V, in

cougregazio-

cui era stato alla terra dal cielo dona-

Vi eresse una collegiata che arricci


e

d'argenti, di paramenti e altre su|)pellettili,

ne concesse al nipote Michele e discendenti il padronato. L'encomiato can. Gio. Bernardino Mascaretne de'
riti),

dot

di

convenienti rendile,

le

li

inoltre autore dell'interessaute 71/edis.

quali perle politiche vicendede'lempi, in


cui deperirono
ti

moria sulla collegiata


tamniare, che
il

Lucia

in

Grot-

la
il

pi parte degli argencalice

tipografo Jaffei impres-

(sussiste

per

V quando era
ti),

vescovo di

che usava Sisto s. Agata de'Go-

se di recente in

Ripatrausone neh 853.


bella

Questa
doni

come una

appendice
la

ali

sono

(piasi ridotte al nulla. Si


la

fanno

l'istoria patria,
falli di

descrivendo

chiesa e

voli [)erch

principesca casa Sforza Celo ridoni al-

recente da'suoi patroni, dai

smini patrona del tempio


l'antico splendore. L'avv.
ferisce

preposli,e altri benefattori del luogo, che


piu" v'

De
1

Minicis ri-

innalzarono delle cappelle ed eil

che Camilla destin 8,000 scudi


fabbrica della chiesa e l'incomiu-

ressero cappellanie. Si narra che

ve-

per
ci

la

scovo Piecco

le

regal

il

corpo

di

s.

Co-

neliSgo, e impiegaudoue 7200 per

stanze martire, Iraslulandolo dalla chiesa

SIS
tli

SIS
il.

83
ilCosup-

s.

Agostino;

ila

ultimo

Filippo

De
ti.

ra di

Uoma. Di

tale trasporto parla

Aitj^elis (fratello clell'oclicnio

preposto

slaiizi,

L' Osseri'nlorc di
p. i\^, e del

Roma

t.

?.,

A'igiislo) canonico teologo della basili-

plemento
giili le

Glosse che ne asl*aci.

ca di llecanati, ed

al <piale

dedicata la

sunse l'iupresa, elfelluata dal


industrie
pii

Ogri-

JItiiipria, riia ariiccliita

d'un ninner

che

al

mare sono
il

ben grande di s. reliquie con corri^^pondenti urne e busti, dotando la sagrestia


per
la

volte a far fiorire l'agricoltura e

coiu-

niercio di terra.

Da

pi anni esiste una

loro pubblica csjiosizione. Si dela

privilegiata rapineria di zuccheri, unica

scrive

sua udlciatura, e

come
i

cessaro-

nello stalo pontificio, ed altre fabbriche

no per
del
ss.

le

perdute rendile
il

canonici, re-

standovi

solo preposto, col cappellano


le

Crocefisso;
s.

controversie insorte
l'atlista; e
si

sono in attivila. Nel pontificio di Leone XII il conte i'rancesco Paccaroni di L'ermo eresse la raffineria, ed a lui subentr
a dirigerla
lista:
il
il

colla pieve di

Gio.

ripor-

di lui fratello conte Gio. Bal-

tano

cataloghi de' preposti e de' cano-

chirografo,

La

Salitila di N.

iSl,

nici, l'idliaio de'(jiiali

porla

la

lata del

concesso colla privativa da Leone XII ai

i8i(). Gioltatnuiare pur debitrice a

23

luglio

Si

j, lo

trovo nel

t.

iG, p.

333

Camdla

Ceretti de'

monti pecuniario

(\ABull.lloni.conL Indila rallhicriasolto

frumentario, di tanto sollievo alla classe


indigente, non aventlo poi altro rifugio
ciie l'ospedale di
s.

Gregorio

XVI non

poco

fio r\ coU'ulilil

de' suoi prodotti, quale decoroso stabili-

Antonio: Clemente
arcivescovidi Fer-

mento
no,

di

corameicio e d'industria, eoa

Vili prescrisse die


ralidueraonti

gli

perfettissimi prodotti. Nota l'avv. Castella-

ino fosseio perpetui curatori de'


di piet.

memo-

Lo

Sialo Pontificio, che ipieslo rag-

Buona parte della


cre-

popolazione (che il riparlo territorialedei

guardevole opificio accrebbe l'uiportanza commerciale e le rendile del paese, es-

i83G enumera
sciuta) sino

4o5o anime, ma

sendo
lia

la 2.' raffineria

introdotta in Ita-

ab aiUcjuo

fu occupala al-

dopo Milano. Vi sono pure fondachi


del

l'esercizio della navigazione.


le

situazione di

La naturaGrottammare l'Iia fatto

di diverse manifatture, e altre fabbriche

come

cremor

di tartaro; e la

musi-

inogni et considerare coraescala pel traffico de' cereali e di altre produzioni dei
Ticini paesi,

ca viene coltivata da

una

societ di filar-

ed stalo sempre frequens

monici, che vanta professori di singoiar perizia. Nel finir dello scorso secolo per

tato da barche

patrie che straniere; e


le

mantenere
ti

il

genio delle belle lettere

si

neli22f) una (lolla veneta v'incendi

eresse l'accademia di poesia c'nisi'fglta-

navi anconitane, che vicaricavanooscari-

cavano merci.

11

marinaio

di

Groltanila

mare
tar
le

in gran riputazione per

peri-

zia di sua arie e pel coivnggio d'alfroii-

burrasche, tutto affidato


Nel

al

patro-

del Tesino. II pi bel vanto di questo popolo lo spirilo religioso, ond' animato; prova ne sono le numerose e ben corredate confraternite che sotto diversi titoli onorano Ges Cristo e la B. Vergine; l'impegno con cui celebrano
le le

cinio della B. Vergine Addolorala pe'tanti il

sa-

sperimentali

elicili.

padron Giuseppe Paci dopo la decadenza dell'impero lomano fece galleggiar sul Tevere massi colossal ; imperocch Ira^iiort da Venezia a Roma le due colonnelli gianilo bianco e nero del Seupione di palmi romani iirchilellonicij per l'arco di IMacidiu della Chiesa di s. Paolo fuori Itimi'
re fu ili. "the
i
,

iH^yeneliSaS da Grottamma-

gre feste e accorrono

alle

prediche,

va-

rie istituzioni di di vote preci, le chiese in-

fine dedicale al culto di

Dio e all'onore
pi
es|)osti alle

de'sanli suoi.

luoghi muniti dalla nai

tura o dall'arie sono

vicende della guerra e


die. Cosi fu di te

ilelle

civdi discor-

Grottammare

ch'era for-

per topiigrafica posizione e per la rocco, cinto d mura e munito di caimoui;

84
le

SIS
tiuppe
collellizie

SI S
barbaramente
lo

che ane nel 1799 darono all'assedio d'Ancona occupata dai


francesi, tolsero dal toriione dell' ospe-

posero a sacco e rovi-

na, facendo schiavi

uomini e donne. Nei


il

prin)i del coirente secolo

mare

tu in-

dale una glossa colulniiia e altro cannone. Il pubblico stemma perci consiste in

festato da' pirati algerini e tunisini, che

derubarono barche e nocchieri. Questi


noni e spingardi alfrontarono

pii

una

torre njerlata, che

si

eleva tra

due

volte uniti in flottiglia, e armati di cani

alberi d'aranci, e questi pel vanto del luo-

corsari,

go d'essere come

il

centro della coltura

di questo grato e utile vegetabile,

men-

tre la torre allude a qualche fatto di va-

con diversa ventura ; forse spettano a quelle vantaggiose que' 3 schiavi maomettani in diverse epoche battezzati. Oltre Sisto

ma

lorosa difesa da
sce
il

nemico

assalto. Riferi-

Camilla Peretti, Groltamle

Catalani,

De

Ecclesia Firniana, che


il

mare

si

pregia di altri illustri, e

Me-

re'primi del secolo XIII cabianca


a' conti di

castello Boc-

eGrottammare per essersi uniti Monte Fiore e Aspramente,


i

corsi all'armi contro

luoghi soggetti al

morie del eh. can. Mascaretti, oltre la scrina dall' a\>v. Biografia di Sisto Giuseppe Fracasselii, eia Biografia di Caniilla Perelli scrina da Camilla Pai-

vescovo di

Fermo Adenolfo,

sostenne-

trinieri Triulzi, coll'incisione della sud-

ro un assedio dalle truppe di quel prelato, e da' collegati di Ripatransone. A


ci
si

descritta medaglia, e

note, contengono e dal


pilate, la

a""iun"e, che uno de'torrioni nel


il

ambedue con sue medesimo comBiografa di Medoro Patriar-

i5G5 portava

nome

di

Torrone
il

del-

la halLaglia. Vi sono

memorie

le (|uali

ca protomedico di Sisto V, Clemente Vili e Paolo V, dotto medico che si distinse


nella botanica; la Biografa della ven. ser-

dimostrano quante volte si trov go tra lo strepilo delle uilizie e


coli delle fazioni.

luoperi-

Apprendo dal Compagnoni, ZiCij'g'rtP/ft'/jrtfp. 35o,cheuel i42


vi

va di Dio Lavinia Sernardi ne' Gianimarini, che visse santamente negli stati di vergme, di coniugata, e di terziaria del
3. "ordine di
s.

dimorava

la

celebre Bianca moglie di-

Francesco, e sepolta presdi


s.

letta di E^rancesco Sforza


la

marchese del-

so l'altare
ti,

maggiore

Maria de'Monla

Marca, ed a' i\ settembre vi scrisse una lettera a Macerata. Nel (46o le milizie papali vi posero il campo, e nello stesso anno vi si ritirarono con tutta l'ar-

riscuote culto per le meraviglie ope-

rate da

Dio a sua intercessione;

Bio-

grafa di Gaetano Fraccagnani vescovo


di Citt della Pieve, alla cui cattedrale

mata Federico
glia di
s.

di

IMonte Feltro e Alesla

sandro Sforza, dopo

sanguinosa battavi

elesse il campanile; e la Biografadi Gaspare Francesco Saverio Giaininarini

Flaviano. Anche nel 1465

fu-

dotto e pio avvocato, consol^ pontificio


di

rono adunate le milizie della Chiesa, capitante da Francesco Piccinini. Nel i484 essendostati battuti fermani dagli ascolai

Fiume
d

e di tutto

il

litorale

Ungari-

co. Indi
retti ci

l'amor patrio del can. Mascale notizie

biografiche degl'

il-

ni collegati contro

ripani,

Grottamma-

lustri

che fiorirono nell'antica e nobile

re

timi,

and soggetto a una scorreria degli ulcon danno de' giardini e incendio
il

famiglia de'conti Palmaroli,


voli

commendePiesia-

per opere di pubblica

utilit, e

de'palischermi. Inoltre

luogo per

la vi-

tro pittore sal a

gran rinomanza pel


le

cinanza del mare replicatamente soggiac-

golar magistero in restaurare


de'pii celebri autori,

pitture
distac-

que

alle

depredazioni e furore de' pirati

ed in

Roma

.saraceni e turchi. Nel

1470

vi

fecero

se-

c pure dal

muro

e trasport con prodiil

condi uno sbarco, e


lizie
1

vi fu

fermane per

cacciarli. A'

d'uopo delle miio luglio

gio d'arte su tela

celebre alfrescu
la

ili

Daniele da Volterra, esprimente

De-

02 5 diverse galere e

fuste

maomeltune

posizione dulia Croce, ed esislcule nella

SIS
Chiesa
(Iella ss.

S
iiel

85

Trinit al Plncio, e

mone
po
di

E.icci

da Marano. Nella chiesa fu

18

come rilevai

nel vol.LllIjp.So'jdei

trovato nel decliiiardel secolo


s.

XVI

il

cor-

francescani di merito dislinto, Lodovico


e Innocenzo llliassi de'oiinoi osservanti, ediGiiiseppeFrezzaeKnnenegildoGneri

Basso, e vogliono alcuni che ivi


la citt di
s.

fosse

anticamente

Nicea e di
il

rieri

conventuali; quindi di d. Felice

l'c i-

nardini vicario generale in ForJimpopDli,

corpo del quale dice ch'era bellissimo a vedere e ihe [\\ porlatoper niaggioiesicurezza nelBasso,
la

cui poi fu vescovo

del can.

Eugenio Polidori
le

clie gi raujanticliil;'i,

chiesa principale di

Marano:
il

il

santo

inenfai e die illustr

patrie

fu martirizzato nel

3^6

sotto Decio e
^..''nel

Va-

did. Egidio Agnelli cappellano di Pio VII,


di Giosafat

Icriano

(il

."mor nel 2 5i,

9.G0,

Ravenna agronomo, ed

altri

dunque
ca
:

devesi di molto anticipare l'epo-

delle famiglie
cia.
IN'el
t.

De

Angelis,

Loy

e Scoc-

nel

826 regnava Costantino


il

e per-

K), p.

i35

i\e\\'^lbufn di Ilo-

ci trionfava

cristianesimo), e se ne ce-

si \es."c una bella neci'olo"in sci ileo D da d. Alessandro Atti pel cav. Salvatore Bernardini valoroso milite al servizio dell'Austria massime di marina, e poi

ma
ta

lebra

la festa a'

5 dicembre. Soggiunge

lo stesso p. Civalli,

convento

vi

che nella chiesa del un monumento antico ('i

marmo,

che

di

Marano

fu Gio. Battista

suo console

in diversi porti e

per ultimo
residenza

Evangelisti grammatico e poeta di mollo

di Sinigaglia.

Groltammare

nome, che ncli58f) dedic


al

le

sue [oesie
ili

d'un governatore, e contiene nel suo governo le comuni di Campo-Filone, IMarano, Pedaso con l'appodiatos. Andrea,
la
I

celebre cardinal IMontallo nipote

Si-

sto V.
col

Quanto

s.

Basso che

si

veneia

suo corpo

in

.^

e la 3.^ dell'arcidiocesi di

Fermo

(il

vescovo e nativo
can.

Marano, come siatoi." di Nizza (e l'alFerma il

liporlo territoriale dxcewo lai. "di Ferrala, credo errore),


tli

Bima, Serie de'vescovi del regno di

le

altre della diocesi

Sardegna"), in quell'articolo ne parlai; e

Ripatransone; conCalindri,i5V7gij-/o<'/e/
altri,

Pontificio statole

ne dir alcune pa-

iole. Campo Filone in colie e piano, con molti fabbricati chiusi da mtua, e con circa 3oo abitanti. JMarano, MariaTUini, con territorio in colle e piano, ed
i

perch Nizza in latino dicesi Nicja e Niiiice erroneamente supporre che presso Marano fu gi una citt di tal nome. A RiPATRANSONE parlando della nuocaca,
va e vantaggiosa via Cuprene, che da

IMontaltoe Grottammare procede perPiipatransone, e delTautica


tirtta e

asilo

marittimo foiinalo

d;il

Tesino che

Cnpra Maritsembra
cer-

ha foce nell'Adriatico; ba niolli e buoni fcibbricati racchiusi da mura, con bel borgo alla marina. Vi la collegiata con canonici eretta nel 8 8, prima di s. Mai

suoi scrittori, dissi che

tamente abbia

esistito quella celebre cit-

t, nel territorio

ove sorge Marano; e che

ria iu Castello, poi di

s.

Basso vescovo,
abitanti.
11

questo castello nel 1229 dal vicario imperiale di Federico II fu dato a R^ipalransonc,
la

annoverando quasi 1900

p.

quale l'incorpoi tra

gli altri

suoi

Civalli nella l'isita triennale della


^

Mar-

castelli.

ca presso Colucci, Antichit picene , t. 25, p. 82, tratta di Marano, che chiama terra vaga e deliziosa in riva del mare,
copiosa d'acque che scorrono con bellis-

Pcdaso ha teriiloiio in colle e piano presso al mare con buoni fabbricati,

essendostazione di finanzieri e di pe,

scatori

e giace nella parte destra della


I

foce dell'Aso:
il

appcjdiato

s,

Andrea, the

sima

vista,

abbondante

di aranci e altri

suddetto riparto pone

nell' aicidiocesi

agrumi,

di vigneti, oli\eli e altri alberi

di di

fruttiferi.

A ggi unge che


aveano
il

suoi conventuali
di
s.

Fermo, trovasi edificato in colle e cinto mura. Ora ritorno a Sisto Y e sua faFelice Perelti in et di 7 anni fu poslo

nel suburbio

convenlino

miglia.

Basso, edificato in gran parte dal

p. Si-

8G
n sliidiarenel di

SIS
convento
ciie di
tlogli agosliniafii
il

SIS
nlll d'Ilalia con gran frutto dc'popoli. Trovo neW'Orazinne a lode del cardinal Compagnoni

fece in

molle nllre delle

GioHamniare, come vuole Novaes,


io o

quale aggiunge
<li

di 12 al dire

Cardella vest l'abito de' minori conventuali nel convento di Monlallo, nel

31arrfoschi, di Pirro Auri.spa,p. aq, die


fi.

Felice fece

suoi sludi in Macerata,

quale dopo un anno fece solenne professione


so.

neh 532,

a|)plicandosi con succes-

Dopo 6

anni lu mandato a Pesaro per


la flosolla, ne!
1

impararvi

53g

pass nel

dove disput in filosofia contro il celebre Francesco Piccoloniini, indi insegn in quell'universit sublime scienza. Anche nel can.Mascaretti ho letto, che nel

convento

di .Iesi, e

tenibie dimor in

neli54o sino al seiRocca Contrada, donI

i55o insegn
Macerata.
Y Album
grafia di
ferisce
di
Il

filosofia nell'universit di

Vaccoliiii nel

t.

4, p.

del-

de passa F'errara per ascollare teologia, eqiiiudi a Bologna nel 543. Dopo un an-

Roma, pubblic la breve bioSisto V col suo ritrailo, e ridi 12

no

fu destinato lettore di sagri


di Piimini, e di

canoni nel
1

che

auuin Ascoli die

il

suo

convento
nel

qui nel

546

si

nome a'conventuali, e che in Asisi dispul


con l'acume di Scoto a fronte di M. AnIonio Calabrese (lettoiedi (losofiain Perugia dottissimo); che nei
in
1

trasfer coU'islesso incaricoa Siena,


I

dove
vi
il

547Sordinsacerdote,enelseguente
portatosi in Fer{no,a'26 luglio
la

anno
ricev

laurea dottorale. Terminato

Siena e l'anno appresso

in

55o predic Camerino


;

triennio di reggente in Siena, pel quale fa


scelto nel capitolo generale d' Asisi cele-

predic ancora a Perugia, a Napoli, a Gc-

nova. Nella Biblioteca Chigiana

si

Ir-

brato nel 1549, ed in cui fu destinato a sostenere pubbliche tesi senza veruna assistenza,

vano mss. le Memorie scrille di propria inanodel p. Felice Peretli, che poi fu Sisto T" , di tulli
i

come quello che lapidamenle avea fatto segnalali avanzamenti negli sludi
1

lnold doi'e studio, in-

segno, predic, e di quanto fece nella religione.


le favole

di e nella sagra eloquenza;

gente nel convento


poli nel
1

553, e nel

and poi regLorenzo di Na556 fu nominalo al


s.

leggenlalo di Venezia, senza essere


spesso a illustrare
pulpiti d'Italia.

ini-

Queste memorie gettano a terra d'alcuni mss. da'quali Gregorio Leti copi le sue maligne invenzioni, e tulle le inezie del mss. attribuito ad Antoiimaiia Rozio priore di
s.

pedito ins faticosi impieghid'uscirebene


i

Giacomo

di

11

(in

Tolentino, e intitolato: lita di Sisto

V
li-

qui detto sulla fede di Novaes, per dir altre opinioni e notizie.
setti asserisce
Il

eh. Fracas-

cominciando dall' annoi 5^S, chcS. B. si addottor, fino alla sua promozione al
cardinalato,
la

die

lo zio l'indusse in

Mon-

quale

si

Qonserva nella

talto

ad assumeie
il

l'abito del
[loi

suo ordine

breria del consultore dels. offizionelcou-

convenluale,

quale

vest in Ascoli

vento de'conventuali de'

ss.

Apostoli di
1

d'aniiii 3,senza

cambiareil suo nomeFeI

lice.NarraCardella,chefr. Felice nel


si

548

trov

al

suddellocapitologenerale,du-

ve alla presenza del cardinal Pio di Caipi

Ma refoschi egaio al gi conventuale Clemente XIV un ritrailo antico di Sisto V vestito da convenluale. Restituitosi a Roma fr. FRoma.
11

cardinal Mario

(come |uollettore dell'ordine) sostenne


con gran presenza
teologica,
fello di quel
di spirito

conclusione

chegliguadagnlaslimae Tafporporato, il quale chiama-

da Paolo IV fu a' 17 gen557 dichiaraloiuquisitore della ^'^' de del dominio veneto; poscia chiamalo
lice Peretli,

naioi

Roma

dal cardinal Pio e fatto suo teo-

tolo poscia in
sercitare
i

Roma,
Xll

gli

die

campo

di e-

logo, in seguilo Pio

IV

lo

nomin

teo-

suoi talenti col predicare nella


.Apostuli,

logo del concilio di Trento, consultore del


s.

basilica de'ss.
1

con animi-

oHlzio (carica per lai.' volta conleiita


il

azione e stupore di tutta

Romajocch

a'couvenluaii, e fu allora che

suo amo-

SIS
levole cnrdinal Pio Io fece conoscere e
ani:iie
s.
tltil

SIS
tuali, pei' la

87

dichiar vicario generale de'suoi conven-

p. Gliislieii comuii>.si>rio ilei


s.

morte
ed
a'

del generale, riceven-

Pio V), professore e lettoienell'uni versiti lomaiui.Quipeideb


ofljzio e poi

dolo

Lo Doline con
Ft'lice
ili

l'avv. Fiaca>.selli,

che

il

p.

17 novembre, o a'i:T dicembre come vuole Ugheiji, lo cre vescovo di s. Agata de' Goti nel regno di
in Asti;
.'jG^, e a'2()

svegliato e aculo ingegno, d'aiii-

JNapoli.ln questa citt fu consagratoa'

nio pronto e intraprendente, nio di natura alquanto austera, era

gennaio!
indi a' 17
lo

2 ne prese possesso;
1

amante

della

maggio! Syo
[loi

lo slesso

s.

Pio

giustizia e della verit sopra ogni cosa.

cre cardinale prete della Chiesa dis.


egli soppresse e
s.

perch non poteva a meno di biasimare biasimevole, n facilmente acconsentiva ad opi n ioni, eh e sebbene soslen lite da
Jl
il

Simeone, {titolo che


liasfei nella

Cliiesa di

Sahuilore in

Lauto

i!e' Manliigiaiii), e
s.

poco dopo fu
degli

persone autorevoli,
pel vero

egli

non

ereileva rapel giusto e

lia-ferito a (piella di

Girolamo

gionevoli. Per questo

amore

SehiavoiiijCon qiie'doui e provvista che


ricordai nel voi. LII, p.

non ebbe troppi amici nell'oril grado di provi nclale della Ma rca,sebljene aperta mente protettodaleardiiud Pio. Aggiunge il FracasseltijChefu due volte inquisito! e a \enezia,ma nell'una e nell'altra dov pai tirne non senza essere incoi so iinjualche pedine, ne pot conseguire
ricolo per avere scrupolosamente

mente
nato
il

dalla patria d'origine fu

275, e volgardenomi-

cardimd
il

lJonlatlo.
titolo di
s.

Ma

il

Ratti

esclude aifalto
riporta la
gli fu

Simeone, e testimonianza che a'i^ giugno


s.

conferito quello di

Girolamo deil

gl'Illirici.

Di pi afferma, die
i

cardi-

ademtanto

nale volle che


relli

suoi parenti al casato Pe-

pito

gli

obblighi del suo

dilllcile

ministe-

aggiungessero quello di VIontalto,


e cos chiainaronsi
s.

ro in quella repubblica

[)oieiite e

dandone l'esempio,
i

gelosa di sua intlipendenza. Altri voglio-

suoi cardinali pronipoti. Do|>o avere

no cheavesse un carattere ii requieto, ond'ebbe non pochi contrasti co'suoi correligiosi. Indi segu in lui un notabilecambiamento, mediante un contegno dolce e alfai)ile, il quale contribu non poco a
far risaltare le belle cpialit di cui era a-

Pio

eietto in

vescovato Pupatranso-

ne, sottraendo

da Fermo vari luoghi come Giollammare, a' 17 dicembre 57 i


i

trasloc

il

cardinale alla sede di

Femio,

che allora comprendeva IMontalto, colla


qualifica di vescovo amministratore per-

dorno,primaappaniiateda unnmoreacre
e severo. Nel

petuo, al cui tempo Gregorio XI


i

11

com-

suo ordine lo scelse a procuratore generale, impiego che sostenne con applauso de'suoi coiieligiosi,
1
i

56

il

peici abitando

in

s.

SaUatoie

in

Onda,

ora della congregazione della


gli /Ipostoli.

Ixcf^in a de-

pens con alcuni luoghi perduti dalla diocesi per la formazione di piella di Ripairansone. Il sigillo della sua cancelleria, conservato in Fermo nel museo De JMinicis, ha l'iscrizione di Epus. Finitalts el

Dal medesiuo Papa nel seguente anno fu dato per teologo al cardinal loncompagno (poi Gregorio XIII,
e nel voi.

Pniiceps. Dipoi Gregorio XIII, al


il

concia ve del quale era intervenuto

car-

dinale, accett la cessione della chiesa di

LV,

p.

ic\\

ripoilai

la

predi-

Fermo
gostoi

dal cardinale emessa, ed a'

a-

zione

al

ponlifiealo fatta ad

ambidue da

577
etti

la

confer a

Domenico
il

Piiielli.

un bullone del

re, a cui riusc accettissi-

In tem[)o deiramininistiazione
nal Pei

il

cardi-

mo, insieme al Castagna poi Cibano VII)


legato X*t\\ASpagna,\iti\ esaminar
la

fond

in

Fermo

seminario,
per meglio

causa

e fece quelle altre cose notate a tale articolo, e


si

deirarcivesc<>vo di Toledo (iarranza. Pri-

decise a rinunziai

la

ma
lu)

di

Roma.s. Pio V gli mand bieve dt'j/j. 'jeuuaioi jd^, \u cui lo

tomaie

in

altenileie alla

con ezione

dolloi e

i.

Attili ogio

opere del chepubbiic nel poudelle

88
lificnfo.

S
sig."^

SIS
485
dal p.

Di qiipsle opere era slatn falla

lai." ediziont* verso ili


ngosliiiiaiio, indi
ili

Venia

Vnv'm architetto ingegnere del municipio di lioma; tanto pii che nc'duilorni VI

IMilano

il

neh 488 la riprodusse Crivelli. Dopo 4 anni Giodi Basilea,

sono moltissime case che diconsi aparapetto del mezzanino del provi

bitale da caidinali poi Papi. Nella fascia


sotto
il

vanni A nier!)ac!iio
tosino di Basilea,

aggiungen-

do gli argomenti di Giovanni A la pi de cerristamp nel i4o^ in 3 voi. Erastiionel i52'j le distinse in 2 voi., aggiungendovi qualche trattato ineivi le

spetto esterno

questa iscrizione: Pe-

trus Cribelius Mediolanen. sibi ac suis

fundnmeitis erexit. Nella fascia a


del

livello
l'i-

pavimento

del i. piano

si

legge

dito e con sua censuraj

la

qual edizione

es-

scrizione: Julius
lus

II

Pont.

Max. Pau-

sendo corretta in Parigi, di Pia 2 anni Gio. Costerio canonico regolare la ripurg nel 1 55 1, onde ne fu fatta la ristampa in BasiIca nel
7,o
I

Pont. I\Iax.
il

Vrbanus III Poni.

Max..,
Nel
I

(jualedella famiglia Crivelli.

piano nell'arma del soditlo antico

555 in3

vol.;finalmenteilGiglioz-

vi quest'iscrizione:

UrbanusPont.Max.

raniii le diligenze del Costerio colla

Tierc/o.
rie di

sua edizione di Parigi deli568. Tuttavolla


tal

DuiKjue non appariscono memoSisto V.Nel cortile esisteva una pie-

opere di s. Ambrogio erano di maniera depravate, che meritavano


le

tra con scalini,

che serviva per raonlare

a cavallo ed uscire per via Giulia, ove ri-

d' essere

nuovamente rivedute

e ripur-

sponde

l'edilzio a'n.i
1*

22

23

costume
l'i-

gate.
a

Il

cardinal Peretti dunquesiaccinse


fatica, e

usato innanzi

uso delle Carrozze. Asenz'al-

questa laboriosa e dotta

v'im-

vendo qualche analogia a IMontallo


scrizione che trovasi per
le stale,

pieg pi di 12 anni, ed esattissima di-

stampe gi Papa col Mediolanensis opera a Felice Perello de Monte Allo fr////7, Bomaei579ad i585, volumi 5. Ebbe essa s grande applauso, che subito
ligenza, uscendo alle
:

tro la riporter.

Donius haec ciun altera


nuberi'
in-

titolo S. Anihrosi episcopo

adnexa pauperum puellaruni


tinn cii'itatis Montisaltiin

Piceno ex

tegro restauratae, auctae ac in totuni

ipsaruni sumplibus adeptae. Cura

et di-

fu ristampala in Parigi

neh 6o4 con


i

lau-

ligentia Illini. et Rnii. d. Francisci Ant.

to credilo di stima che quasi ogni


si

o anni

ristamp, sinch
le

neh642

si

aggiunse-

Marcucci Ep. M. Alti Alnaecpie Urbis Ficesgerens; et Rnii. d. Philippi An-

IO
tri

note del Nannio,

gli scolii scelti d'al-

tonelli ejusd. ecclesae cathed. archidiac.

autori,leanimad versioni del Vellosel lo,


i

adininistratorum. A. D.

x']']']-

La lunil

ed
la

pp. !\laurini
il

la

ripiodussero con tanto


letterario
1'

ghezza

di

questo articolo, non mi percardiII,

pregio che

mondo

appella
1

mette altre ricerche. Vedendosi

buona edizione 3Iaurna, Parigi 686 pel Coignard, poscia riprodotta in Venezia nel 75 iu4 voi., econ nuove aggiunte nel 1782 in 8 voi. 11 card ina le dicesi che abitinRoma nella via di s. Lucia delGon[ 1

nale poco in grazia di Gregorio XI

co-

meosserva
le

il

principe

Massimo nelleiVoftti

zie istoriche della

V illa Massimo [\a(\\\^ai-

eruditissima opera au)piamenle

falone n.22,ch'

la

casa chiamata f/e'Pla

tando delle cose riguardanti Sisto V, il suo nobile autore si pu comprendere fra
gl'istorici di

pazzi pe'molti stucchi che ne adornano


f icciata esterna,
li,

quel Papa), gi

/^/V/rz /I7o/i-

come

leggo nel cav. Bel-

talto, risolvette

da

uomo

prudente, co-

Delle case abitate in

Roma da pareci.

m'egli era, di ritirarsi dallo strepito della

chi uomini illustri^ p. 8

tradizionecomune,ma
accurata e bella opera

il il

Tale pure la tacerlo nella sua


principe Massi-

corte e dai pubblici affari, e vivere in

luogo solitario onde attendere pi riconcentratoallo studio, nel


1 1

576 acquisti) per


alla

mo

mi

fa

restare dubbioso, anche per le

5oo

scudi la vigna del d.^ Gugliehni-

ricerche che u

ho fuUe

al

proprietario

ni,

siccome posta vicino

sua predi-

SIS
Iella

SIS
,

89
infantile,
1

Chiesa di

s.

Maria Maggioro
quale professava

in

un bambino
spero ne fu
si

morto in et

Pro56o,
suc-

cui venerava Io prodigiosa imningitie della

dolente che ne mori nel

B. Vergine,

pei- la

te-

estinguendosi veramente con esso

la

nera divozione, essendo stalo liberalo da molli pericoli a sua intercessione, e per-

cessione della casa Perelti. Camilla eb-

be dal suo matrimonio Francesco e Maria Felice.

ch
care

neh 574 avea comincialo


il

a fabbri-

Divenuto
la

magnifico mausoleo al marchigiaIV, che giaceva


in

re del

s.

offizio,

fr. Felice consultoed essendo uniforme l'in-

no

iVicol

oscuro e ne-

clinazione,

tempra, l'ingegno

di

Ca-

gletto luogo. Nella comprila fece figurare


la sorella
la

Camilla, che allora abitava nel-

milla a quello del fratello, l'amore tra loro era scambievole, essendo inoltre or-

pur comprata dal cardinal fratello nella contrada detta allora dal vicino pacasa

nala Camilla da soavit


la

di

maniere e da
lui in

inlegrildi costumi, presso di

Roma
1

lazzo della Cancelleria de'Riari, ed ora

chiam

de'Leulari,e da

lu

era mantenuta, forse

gi rimasta

per non

far comparire d'essere credulo troppo ricco dal Papa che vedeva sfavo-

simo,

ma

562, vedova dice il principe Masnon pare. Da quel tempo Fran-

colla propria famiglia nel

revole: questa vigna fu


Io,

come

il

nocciuosi

il cognome paterno, assunsero quello della madre e dello zio,

cesco eMaria, lasciato

onde

poi nel suo pontificato


villa

form

la

sontuosa

Monlalto.

Il

cardinale

prese tanto alfetto alla vigna, che mollo


l'abbelfi e vi fabbric
il

il quale cos volle per proseguire il suo proprio casato, forse prevedendo la sua futura grandezza^ che alcuni storici ri-

palazzo che tutto-

chiama Felice o Perelti, ed ove determin di passare il rimanente de'suoi


ra
si

giorni, abitandola gran parte dell'anno,

tengono ch'egli ne avesse ricevuta sicuTra quelle che si raccontano, e tra le tante dicerie mi limiter a riportarne due. Il sogno del padre rapra predizione.

e piantandovi egli slesso coi suoi famigliari le viti e gli alberi


falli
vi

present
figlio,

la

futura grandezza di Felicesuo

venire da
l'ac-

rimote contrade. Dipoi


e di Zerla, e fabbricato

aggiunse

seri ve il Grazia ni: Quem eliamnarraresolitumaccepinniperquie-

su di che

quisto di altre due vigne, de'CappelIetti


il

teni

admonilum

se fiiisse, nascilunini si-

palazzo lo de-

hi filittm,

qui oliquando

admagnas opes
in-

cor

di pitture,

essendone architetto Do-

esset perventurus,

ac Felicem ex eo

menico Fontana, come pure del deposito di Nicol IV, e della sontuosa cappella
Sistina o del Presepio, incominciata a costruire dal cardinale nella detta basilica.

fnnfent appellasse.

Quando

Felice era

APuTTOCABDiNALiziodissi,che glielo tolse Gregorio Xlll,a cui era poco in grazia,


dicendo non povero chi fabbrica; per cui dov sospendere le fabbriche del palazzo e della cappella, e poi alla meglio
le

suoanimo, come quella di voler un giorno diventar Papa; e cresciuto con l'et sembra che ne coltivasse il pensiere, giacch avendo dovuto fuggire da Venezia a chi di
fanciullo rivolgeva grandi cose nel
,

ci Io proverbiava, dicesi che rispondesse


:

Che avendo

fatto voto di esser

Papa

a R.oma,

non avea credulo


il

di farsi appicil

continu pel denaro procurato dall'ar-

care a Venezia. Afferma per


pesti,

p.

Tems.

chitetto.

Prima

del cardinalato,

essendo avvenente fu
tista

Camilla sposala da Gio. Bat-

che

p. Felice Perelti fu unito ia


s.
s.

santa amicizia con


lice

Ignazio, con

Fe-

IMignucci di Monlalto (d'una delle

cappuccino, con
Dio.

Filippo Neri e eoa


s.
il

principali famiglie dice Ratti, di povera


e onesta famiglia scrive
1

altri servi di

Che

Felice gli presimile fece


il

Massimo), e sua sorella Girolama nel 559 si marit con Prospero Perelti fratello di Camilla e di fr. Felice: da quest'ultimo essendo nato
VOL. Lxvir.

disse

il

pontificato, ed

b.

Nicol Fattore minore osservante. Camilla fu sollecita a

procurare a'suoi

figli

con-

veniente educazione sotto di saggi mae7

9"
siri, quinili

SIS
mmit
la

SIS
dispetto ohe provava per
la

Fabio Damnsceni gcnliiuomo romano con 3ooo


figlio n

posposizio-

scucii

(li

(ole,ollre

alcune possessioni.

INIa-

lia passala a miglior stato, nel

continuo
la

succedersi di pi lieta ventura di cose,con-

ne del duca, con apparente gioia, nienlre Camilla afietluosamente accolse la nuora, usandole tutte le cure di madre amorosa, prevenendo persino ingegnosamente
suoi desiderii; e [)er le sue premure s'impegn il fratello cardinale che Ottavio Accoramboni fratello di Vittoria ottenesse il vescovato di Fossombrone a'i 5 marzo iSSg, e riusc ottimo pastore; facendo
i

serv sempre l'umilia di cuore,

bonil

l di costumi e l'atlabilil del tratto,

perchsariin molla estiinazioneedi venne

argomento
nalzato
fr.

di

comuni

lodi.

Frallanlo

in-

Felice alla narrata dignil car-

dinaliziOj l'altro nipote

Francesco delle
s'invagi

eleggere l'altro fratello Giulio gentiluo-

pi il rare doli fornito, fa talmente

mo

di

camera

del cardinal Sforza; ed in-

Accoramboni nobile di Gubbio, die ila molti anni dimorava in Roma. Era Vittoria dotata di spirito lusindi Vittoria

oltre s'interpose perch all'altro fratello

Marcello fosse tramitlata con esilio la pena di morte a cui era stalo condannato,
senza che Tarquinia
si

gbiero e vivace, e di tanta bellezza cbe forse in Italia primeggiava, unendo a essa
gentil

cambiasse dal suo

risentimento. Per questo

modo pot Mar-

modo

di favellare e di

portamento.

cello furtivamente ripatriare, e di nascosto ricoverarsi presso Vittoria, soffrendo

Ma

tali

straordinarie prerogative, percli


disciplina,

non regolate da saggia

furono cagione di gravissime disavventure a lei non menojcbea quelli cui avvicinava. Per quanto acceso fosse il giovanile cuore di

lo

Camilla e Francesco con prudenza. Una

notle,a'2 7 giugnoi 583,fusvegliatoFran-

Cesco per una lettera pressante di Marcello,

che

lo

scongiurava a recarsi tosto


per contentarlo, ne val-

Francesco per ravvenenleVittoria,dinon minor tempra era l'amore che da lungo tempo sentiva per essa Paolo Giordano Orsini polente duca ili BraccianOjVedovo d'Isabella sorella del granduca diToscana Francesco I, che virtuosa in varie doti e
assai bella, per

all'Esquilino. L'ingenuo cognato pron-

tamente
sero
le

si

vest

dissuasioni della trepidante


di

ma-

dre e della sposa per tema

scostumatezze avea slran-

qualche disgrazia. Giunto l'incauto Francesco all'Esquilino, o meglio come altri dicono presso s. Silvestro al Quirinale e presso gli
orti Sforza,

golata,Iasciandogli un figliochiamatoVirginio.

d'ordine del rivale Orsini fu


e trucidalo
s.

Se l'Orsini era un gran signore, adi

\ea per pi

lustri,

corpulento e de-

forme e afflitto da umore cancrenoso. Tarquinia Paluzzi degli Albertoni

romana
il

da Maria degli Angeli,e nel i58S solennenienle venne trasferito nella cappella Sistina di s. M."
ferito

da 3 archibugiate,

sicari.

Allora fu sepolto in

madre

di Vittoria,

guidata dall'interes-

se e dall'ambizione, preferiva

duca

al

Maggiore. Ad onta dell'accorta dissimulazione del cardinale, e del profondo dolore

nipote del cardinale, e sebbene


lo

Roma

gi

da

cui fu colpita Camilla, questa ed

il

car-

designava successore a Gregorio XIII.

dinal fratello prudentemente tentarono

A Francesco per iocliuavaClaudio padre


della giovane, saggianoenteconsidei

placare Gregorio XIII che voleva espiare


s

and

atroce delitto, e nel riunirsi


le

la

nuo-

che

alla figlia

non mancava con


il

tal

ma-

ra alla sua famiglia

ilon tulle le

gem-

trimonio convenevole stalo, olire ilconsi


derareledispariettra

me e
nita.

preziosi arredi di cui era stata for-

duca eFrancesco,

Non
il

ostante

le

istanze pacifiche del


il

e di questi
stretto
il

candore de'coslumi, per cui contralto, dopo avere ottenuil

cardinal Peretti e della sorella,

Papa

oidin

processo sull'assassinio, e fu alil

to l'assenso del

genitore e del zio di

lui,
il

lora che

duca Orsini part per Brac-

segu lo sposalizio. Tarquinia simul

ciano, seco recando Vittoria colla carne-

SIS
1

SIS
Joggelli

9^
III

iei'a,ela mncliecl.i luUi creduta complice

degni del papato, imperocch tra

del misfalto, liUtavolta

facendo pialiclie

quelli cicali
gri<lo
il

da Paolo

erano

in

gran

per iscol parie cogli


tlell'ucciso. Questo
le

afflili!

madre e prozio
trat-

detto nipote e Savelli; tra quelli

contegno del cardina-

di

Pio

IV

il

nipote Serbelloni, Sirleto,

da alcuni

si

ammira come un gran

Paleollo e Santacroce; Ira quelli di

to di politico

accorgimento, poicli seppe


la visita di

pme

dignilosamenle riceveie

s. Pio V, Montalto, Cesi e Santorio; etra quelli di Gregorio XIII, Torres, Laureo, Ca-

condoglianza dell'audace duca; e in concisloro, quando il Papa con lagrime di

stagna poi

Urbano VII, e Facchinetti


il
I

poi
car-

InnociMizoIX. Nel i.scrulinio ebbe


dinal Albani

sdegno
re,

gli

promelteva giustizia,
il

il

car-

3 voti, e fu

il

maggior nu-

dinale lo pieg a sospendere

suo rigo-

mero che
figli, si

se
tli

intendendodi peidonareclnunqiie fosl'autore del delitto. Sorpreso il l'apa


questa stoica iiiditferenza, disse poi col

l'esaltazione,

progred perch essendo vedovo con tenie che questi potessero regnaaltri avesse,
il

ma non

re con lui. Indi

cardinal Altemps copratica


pel cardinal

pioprio nipote: T tramente costui un


^roii frate.

minci a trattar
le

la

Nondimeno

a istaiza del car-

Sirleto, aiutato dal cardinal

Medici e dal-

dinal deMediciedell'anibasciatorediSpa-

creature di Pio IV,

ma

subito fu esclu-

gna, Gregorio XIII fece rincliiudere in Castel

so per la contrariet de'cardinali, prio-

Angelo Vittoria, e proib di sposarsi 1' Orsini; ma il suo consenso con morendo il Papa a'i o aprile 1 585, ilduca
s.

cipalmente Este, Farnese

Sforza, co-

senza

mech troppo immerso


co opportuno agli
cardinale
dinal Castagna,

negli studi e po-

ne profitt, e co'suoi partigiani e corruzioni liber Vittoria e poi !a spos, a fronte

affari. Dopo di ci il Boncompagno propose il car-

ma

questi pure rest efavorito dalla

della ripulsa del vescovo di


ne, e con

Fossombro-

scluso per essere troppo

Lodovico Orsini suo congiimto partirono per Padova, alcuni dicono nppena eletto Sisto V, altri circa 5o giorni dopo. Frattanto da Maria Peretti e da Fabio Damasceni erano nati 4 '^gl'> Alessandro e Michelej Flavia e Or>ina,
i

Spagna, e per essere stato di recente elevato nel dicembre 1 583. I cardinali voltarono
Torres,
le
il

pratiche in favore del cardinal

quaie era tanto accetto


se allora

al sa-

quali lutti peradozioiiedel pro-zio sichia-

non fosse stalo assente, sarebbe senza dubbio rimasto eletto; ma avendone timore il cardinal de
gro collegio, che
Medici co'suoi aderenti, convennero coi
cardinali Bonelli e Rusticucci di far sen-

luavano Damasceni Peretti, dopo


te di

la

mor-

Francesco o gi

lo

facevano

come

dissi.

za indugio
nel gior-

Papa

il

Moutalto; comech

Permorledi Gregorio XIII,


no no
di
in

nella stima generale per piet, ingegno,

Pasqua a'2
it

aprile

58') entraro-

severit di costumi, pieno di moderazio-

conclave (descrillo dall'autore anoConctaK'i de Pontefici


nel
1

nimo

Romani,

ne dimostrata nell'alienazione dagli affari di governo, sembrando, bench noi


fosse, di

stampato
accenno)

e Leti continuatore,

6G8, che vuoisi Burcardo, echequi in rislretlo


de'quali

debole salute. Per tirar dunque a


il

questo partito
il

cardinale

Boncompagno,

4'2 cardinali, regolatori

caldina! lliario essendo stroppiate dalsi

erano

cardinali Farnese nipote di Pao-

la gotta,

fece portare alla celladi quel-

lo III, Este,

Altetnps nipote di Pio IV,

lo, e gli disse

che

la

pratica pel cardinal

ijouelli ni|)ote di s.Pio

V, Medici poi gran*

duca di Toscana Ferdinando I, e Donoompagnonipoleili GregorioXllI,il quale naturulmentecontava il partito pii miLucroso. Nel sa;;ro culU'sio eranvi molli

Montalto eia tanto innanzi, che sicuramente sarebbePapa,ond'egli non tentasse impedirlo, per non procurarsi la propria rovina; e lo stesso and a dirgli il cugino
cardinal Vaslavillani. Congregatisi nella

92 manina

SIS
seguente,

SIS
1585
e 3.'

^4
i

aprile

menso concorso

di gente,

and

pren-

giornodi conclave, cardinali per lo scrutinio, nel tempo che in cappella si legge-

dere possesso nella basilica Lateranense, facendo da palafreniere e tenendogli la


staffa

vano

le

bolle a' cardinali Ferreri e


il

Macar-

per cavalcare uno degli ambascia-

drncci, allora venuti in conclave,

tori principi del

Giappone (ove pur

dissi

dinal d'Este uscendo fuori, fece


il

chiamar

delle dimostrazioni generose e amorevoli

Boncompagno, e gli disse che punto cardinali Allemps e de Medici volevano far Papa Montallo, per lo che aveano determinato di dare a lui quell'onore, afinch da lui riconoscesse
cardinal
in quel
i

che loro
gli

fece, e degli ufllzi

d'ossequio che

prestarono, di che pure nel voi.

LV,
suo

p.

iSg

240, dicendo chi

assist al

soglio nella coronazione), e rest a pran-

zo co' medesimi ambasciatori nella sud-

il

pontificato. Rientrati essi in cappella


il

proclamarono Papa
voi.

cardinal

fr.

Felice
nel
i

Peretti e lo adorarono, nel

modo detto

XXI,

p. 2

g, e

confermarono con

Niuna vita de'Papi feconda dianeddotiedi motti arguti, quanto quella di Sisto V, veri o esagerati che sieno, molti essendo stati copiati dal Ledetta sua vigna.
ti,

scruliuio,a ore 1 5,essendo mercord, gior-

che pu chiamarsi

il

Voltaire dell'et

no pi
retti,

memorabile e fausto pel Peper quanto rimarcai a Epoca. Per


volte
titolare della chiesa di
s.

sua,

come

esprimesi Cancellieri nella de-

scrizione del suo possesso, dalla quale ne

soddisfare alla preghiera del cardinalBon-

ricaveralcuni;avvertendoche

la

Fitadi

compagno
(come
lo

Si-

Sisto /'del Leti devesi riguardare per

un

sto, e perci detto il

cardinal di

s.

Sisto

era stato lo zio nel cardinalato),

e per rinnovar la

memoria di Sisto IV del medesimo ordine de'conventuali.e come


lui

romanzo, come egli stesso confessa nelle sue Lettere stampale in Olanda, piuttosto che una storia. Pertanto si racconta
che nel cardinalato usava
appoggiarsi, comparendo
fievolita la salute,
tosse.
il

bastone per
avesse af-

da umile condizione sollevato all'apice della pi augusta grandezza, prese il nome di Sisto V. Guglielmo Bianco del nome Sixtus Qtiintus de Monte Alto

come

con voce interrotta da


lasci
il

Appena eletto Papa

basto-

ne, e ritto intuon le preci con voce for-

form questo anagramma


les doinuit.

Tantos exu'

ma
cosa

e forte, con

sommo

stupore de'car-

il

cardinal de

Vandome,

dinali edel popolo.


si

A Porte oicHiESEdissi

delle stesse parole ne


te

form un altro nien:

pone

in

bocca a Sisto

V nell'ingresmon-

meno

arguto, anzi purissimo: Sixiiis

so della porta Lateranense. Quando

Quintus de Monte Alto

Mons

tutus in

t a cavallo pel possesso, lo fece con tanta leggiadria,

quo statlex Dei. In questo giorno, come osserva Pietro Galesini neWaFta di Sisto /^mss.jfu fondalaE.oma secondo compui

che

il

detto ambasciatore

ti

di

Lattanzio Firmiano,la quale daSisto


ricevere

Vaveada

maggior lustroeornavolle essere

inento,e lo compendiai in breve a Roma.

Anche in giorno di mercoled


coronato, e nel
i.

maggio giorno

della

morte

di

s.

Pio

suo gran benefattore,


d'

modestamente non saper fare altrettanto. Il Papa soggiunse: Siamo pesanti e vecchi perch abbiamo un mondo sulle spalle. Il cardinal Farnese rispose: Vostra Santit non era cosi leggero quand'era cardinale. A cui il Papa disse: Pi pesanti eravamo in quel tempo, ve lo concediamo, perch allora avevamo il
disse

dal cardinal de Medici e forse per malattia del i.

mondo
lo

sotto

piedi e nel cuore; e adesso

diacono cardinal
."

Este, alla

abbiamo

sulle spalle e nell'anima, e ci


il

presenza di nobilt e popolo innumerabile. Nella

di gran leggerezza. Corre fama che


cardinal de Medici,

a'5,

domenica di detto mese, cio accompagnalo da 33 cardinali e da


I

quando

si

rec ad a-

dorarlo in

s.

Pietro co'suoi colleglli, e vediritto e

gran numero

d prelati e nobili,

con im*

dendolo slare

appoggialo mae-

SIS
stesamente
gli

SIS
uomo
go
il

93

alla spalliera della sedia, cos

un altro da quello che avea quand'era cardinale. A cui rispose Sisto V: Mentre era va mo cardinali siamo andati colie s[)alparlasse. Vostra Santit ha
gai 1)0

governatore di Bormarchese Roberto Altemps, figlio


;

anconitano

legittimato del cardinale, per

le

obbliga-

zioni che a questi avea di sua elevazione,

erigendo poi in ducato


Ga//(.ye; e nel

capo chino per cercar nella terra le chiavi del cielo; ma adesso che l'abbiatno trovate,guardiamoil cielo, non svenilo pi bisogno alcuno della terra. IVel voi. XXI, p. 70 dissi che il Papa inle basse e a
I

seguente anno eresse


favore di

cato Segni

in

suo feudo di in duAlessandro Sforil

za nipote del cardinal Francesco.

Nomi-

n segretario
cucci; datario

di stato

il

cardinal Rusti-

mg.rAldobrandini, poiCle-

vece di gettar denari


ronazione,
li

alla

plebe per

la

co-

fece distribuire a' veri po-

veri per le case e pegli ospedali; e nel voi.

mente Vin;coMfermgovernatorediRoma mg.r Sangiorgio; fece maggiordomo mg.r Sanlorio vescovo d'Alife. Nel ricevere
gli

LV,p. 42
gli

indicai

luoghi ove notai ch'eil

ambasciatori spediti dalla repub-

non

volle per tal solennit

consuelepi-

blica di Venezia, per rallegrarsi di sua


esaltazione, concesse al senato alcuni privilegi, fra' quali
1'

to convito,
vt;ri

anche per

la

penuria de'vi-

in cui trovavasi

Roma, onde
:

applicazione della 3.*

damente
gli

e considerandolo

un superfluo

parte de'beni ecclesiastici di quel dominio per mantener l'armata navale contro
i

scialacquamento, dichiar

Non

voler ela sa-

che contro

di lui

si

rinnovasse

turchi, ed

un posto perpetuo
gli uditori di rota.
il

un veih."

tira fatta

contro Augusto, che langueni

neziano tra

Fu

do e morendo poveri dalla fame, splendidamente banchettava nobili. Egualmente non permise che giusta il solito
i

Papa

a introdurre

Giubileo nel princi-

pio del suopontificato,per impetrarlo sa-

lutevoleal cristianesimo, forza e prudenza a ben governare, ed a tal fine


a'

per
\

la

coronazione

si

aprissero

le

carceri

27

a'prigioni,dicendo:Chepur troppo eraadappertutto malfattori, onde non consi

maggio processionalmente
re.
Il

si

rec dalla

chiesa d'Araceli in quella di s.M.^ Maggio-

veniva aumentarli, altrimenti

sarebdeplo-

materno cordoglio diCamilla sua sosuo

bero accresciuti

tanti

mali che

si

rella per l'acerba e tragica perdila di


figlio, fu
la
lo.

ravano. In ([ue'giorni di allegria fece te-

molto
s.

lenito dall'elevazione al-

nere appesial patibolo duefratelli diCori,

cattedra di

Pietro dell'amato frateldiversi cardinali

che venuti a godere

la

finizione, nel

Narrano alcuni, che


tal

tornare a casa trovali da'birri con pistole

fecero in

fausta occasione tornare a

furono subito itnprigionati e giustizia-

Roma

Camilla, per presentarla improval

ti. Il

Papa

rest irremovibile alle preghie-

visamente

fratello,abbigliandola a gui-

re de'cardinali, degli ambasciatori giap-

sa di principessa,

temendo che

al

Papa

gli

ponesi e della stessa sua diletta sorella.


Passali 2 giorni fece decapitare

spiacesse rivederla con dimesse vesti. Re-

un gen-

cata d. Camilla al cospetto diSisloV,quesli

tiluomo spolelino, per aver messo mano alla spada contro un suo nemico. Nello slesso giorno di sua elezione, dimostrandosi grato con tutti,
di
s.

che tanto l'amava mostr non sapere chi fosse (come a veano fallo colle madri5e/jtfdello

X [e Nicol F", e lo dissi alle loro bioi

conferm generale

di

Giacomo Boncompagno figlio Gregorio XI II, colla provvista di 100


Chiesa
il

Laonde congetturandone cardinali la cagione,nel d seguente di nuovo la presentarono al Papa vestita


grafie e a Parente).

scudi

mese, e

gli

die

il

governo

di

Fer-

come prima. A Mra Sisto


la
lei

V abbracciando-

mo che allora frullava \o 5ooo scudi annui; dichiar castellano di Castel


s.

alfettuosamente ledisse: Riconoscereiu


l'antica sorella, ed a lui spettare di dar-

An-

gelo

il

tuo parente Nicol ToUini geulil-

le lu

qualit e

il

manlo di priucipcnsa, aoa

94
ad
altri.

SIS
Questo uno
dc'taiili

SIS
aneddoti

de punire
sto

l'alrocil del misfatto.

Gi Siistanil

inverosiuiili, attribuiti a Sisto

V, anche

a'

maggioi585 avea ad
i

pel raccontalo di sopra, e forse ne fu in ven-

za de'cardinali, pel

."crealo cardinale

tore Leti,

come

d'altre favole, coni' egli

pr nipote Alessandro Damasceni Perelti


essendo
di i4 anni, e riusc

anco alla regina di FranFrattanto Vittoria vedova di FranCesco Perelli, e moglie dell'Orsini, viagstesso confess
eia.

magnanimo
de'priu-

e celebralissimo,
lo

edegno
le

del pro-zio che

deput sopra
sopra tutte

tutti gli aflari

giandoconessoe
i

col

cugino

di questi

Lo-

cipi e

causedello slato, ma.

dovico, lasciato che egli andasse a Venezia, coniugi da Padova passarono al la

gnificamenle provvedendolo. L'altro pronipote Michele d'8 anni, dopo avello einancipato con breve del i.'^dicembredalla podest paterna con piena autorit
,

go
la

fermarono a Sal. Ma cancrena della gamba del duca avendi

Garda

si

do

fatto mortali progressi, dispose di sue

e col solo assenso del cardinal fratello, lo L\\ch\avh Principe assi.slente al soglio pontifcio,

ricchezze; ed a Vittoria
i.

che piangeva vedendosi in disgrazia del Papa piozio dell'ucciso

Govrrnalore

di

Borgo, carica pr-

non meno degli Orini per la disparit del matrimonio, le destin 100,000 scudi ed altre grandez ze,e che si mantenesse con corte compo"consorte,
sta di

pria de' nipoti dei Papi e vacala perch

l'Alteinpsaveudo rapila unagenlildonna


fuggito in Avignone; poi capi tauo de' C^i'fl//<gg'/er/u della guardia del corpo del Papa. A d. Camilla Sisto V fece subito donazione di tulli suoi beni, con-

romana era

4o
il

l585

persone. Spirato nel novembre duca. Vittoria considerando la

perduta fortuna, per la violenta morie di Francesco, si voleva uccidere con una pistoIa,quaudo sopraggiunto
il

fratello

Fla

minio
tasi

lo

imped, mentre
la

l'altro fratello

vescovo

consigli darsi a Dio. Ritira-

vi and pure Lodovico Orsini, che riteneva nullo e come

Vittoria a Padova,

s. Maria Magmolte case poste nella via de'Riari, ed in seguito in suo nomed'anno in anno and facendo adi lei favore altri acquisti. La repubblica di Venezia nello stesso 58 5 ascrisse alla sua nobilt

sistenli nella

vigna o

villa a

giorCj ed

iti

fratelli Peretti,
li

Alessandro cardinale e
il

estorlo

il

testamento, onde s'impossess

Michele,
tolo di

dichiar senatori e die


all'

li-

de'beui a

nome
il

di Virginio figlio del de-

Donna

ava Camilla. Ormai

fuuto. Vedendosi Vittoria costretta a di-

chiarare

lasciato dal marito, ricorse al

duca di Ferrara esecutore testamentario, ed al patrocinio del senato veneto, che ordin fosse messa in possesso dell'eredit ;
e

debbo accennare le magnanime gesta di Sisto V,chedestaronorammirazionenou che d'Italia, di tutta Europa e di altre remole regioni, ripetendo l'avvertenza,
che quanto distinguo
in carattere corsi-

temendo di non conseguirla, scrisse umilmeute a Sisto V, implorando per limo-

vo, contiene la descrizione di ci che ap-

pena qui vado indicando.


SistoVlrovlostalopontificioingrau-

Sina

5oo

ducati d' oro per essere collo-

cala in un monastero di Venezia o di Ro-

de travaglio per
le

la

copia e insolenza dei


le cose e baroni feu-

ma. Alentre
ria e

il

Papa stava per

esaudirla,

banditi che tulio inquietavano;

Lodovico senz'altro

fece uccidere \'itlo-

persone non erano sicure;

Flaminio, ed ecco come miserameutefim Vittoria per l'ambizione della madiedi vederla duchessa di Bracciano, non

dali colle loro prepotenze e tirannie fra-

stornavano l'azione governativa; Roma e l'Italia erano pure afflitte dai ladri, dai
sicarii, dagli
tori.

abbastanza ammaestrata dall' assassinio dellai. moglie del duca. La repubblica


di \ euezia lece giustizia, tronc

omicidi e piene di malflitil

Qual

fosse

deplorabile sta lo in cui

a sicaii

capo e fece strangolare Lodovico, onil

a quell'epoca era l'Italia e priucipalinenle


il

dominio

della Chiesa, lo descrive

il

SI s
die riinecli posti da Gregorio UDi ostatile AV/Zsiiofinlecessore, dura vano a motivo della troppa di lui dolcezza, ed io genejj.

SIS
fanti mali,
tui spai'enta,

95
ti

Tempesti. A
i

fai

cosa re

arrest esclamando: Ringrazia Sisto che

del rexio a quest'ora

avrei

scdiinuto. Sisto

V segnal

il

suo regno per


l'esercis.

pruilenza e fermezza che lo fece conoscere alto

rale eccessiva

moderazione,

!>ua

prima cu-

uomo

di slato;

aument
l'ordine e

ra fu di ristabilire in
la

Roma

e nello stato

zio della possanza S|)irituale della

Se-

pervenne e tosto con energica prontezza e con rigore Salutare di pene, non disgiunto da eegli vi
(|uit e

pubblica sicurezza; ed

de, ripi

istill in

Roma

il

buoa

costume, ed accrebbe
stato. Si suole dire, la scveiil di Sisto
s.

le

ricchezze del suo

che a Dio piitcque pi

gmstizia imparziale.
il

Con una mail

no spense

male, coH'altra lece

bene,

essendosolitodire,di recar pace colla spa-

da;e dove prima nelle citt e luoghi, massime feudali, era un vivere incerto e tristo,

V, che la santit di Pio V. Inoltre, il pontificato di Sisto V segna un'epoca ben notevole nella nostra storia, per aver egli domato la pie[)Otenza,
i

delitti e le

crudelt de'baroni
cos

torn riposato e tranquillo. Allorch


.'^
I

e feudatari, laonde

non furono poi

usc la

volta dal palazzo apostolico,

il

fie(|uenlile loro soperchierie e ributtanti

e giustizia. Rispose Sisto

popolo grid: Santo Padre abbondanza V: Pregate Dio


la giustizia

abusi, stabilendosi
di cose a

apocoa pocouo nuovantaggio degli opi

vo ordine

per l'abbondanza, percli

ve

pressi popoli

che gemevano sotto

loro

ramministrer io. l'erlaiilo, dichiaratosi Sisto V immantinente vindice de'delitti e de'malviveuli, con animo costante
e risoluto di eliminarli e punirli, colla

duri gioghi. In tempo di Sisto

tutti tre-

bolla
I

Hoc
1

nostri Pontificatus iniu'o, del

585, Bull. Rom. t. 4>pai'4> p.iSy, rinnov tutte le costituzioni dei suoi predecessori e precipuamente quella da Giegorio XllI emanata neh 578,
.

luglio

Muratori negli Annali con tal nome si metteva paura a' bambini. Tanto era l'indeclinabile rigore della sua giustizia, che sembrava non si curasse di farsi
e dice
il

mavano,

d' Italia, che nella sua epoca

amare da'suddi ti
fatta gente,
le

e soltanto

temere. iNou
sif-

perci egli adoper scomuniche con Ir

persuaso che sarebbero per


di

contro

sicari, banditi, incendiari e si-

mile gente di malaOare. Diede ordini precisi

e severi a' suoi ministri, legati e go-

maggior danno che aliliparlai del concip. 20 sloro de'3 dicembre i 585, nel (piale forl. iXcl voi.

anime loro

XV,

vernatori, e co'rigori della sua inalterabile giustizia, dalia

m
ro

la

celebre bolla sulle qualit e

numeil

quale non potessero


pi potenti personag-

(Iti'

Cardinali che doveauo formare

sottrarsi
gi,

neppure

Sagro
li

collegio, prescrivendo agli asseti-

dopo aver dato un generale perdono che aveano dato ricetto e con versato co'bandi ti. Quindi ottenne prima d'un anno, con immortai sua gloria, che in tutto lo stato ecclesiastico e anche
a tutti coloro
in

di venire a

Roma

per visitare

Lina'

na Apostoloruni, e questo pure a' Vescovi come facevasi anticamente, e per rendere ancora conto alla Congregazione del concdio del gregge commesso alle loro cu-

tanti

molte parti d'Italia, restasse libera dai malvagi che l'affliggevano, quali
i

seguente anno in cui si grav dell'esorbitante numero de'[)relali


re; di (|uello del

nome di Sisto /' tremavano, onde Ira loro si avvisavano ricordati, che regna Sisto. Ci divenne proverbiale, per
al solo
:

Referendari t sull'indegnit d'alcuni, on de vi provvide; e della penitenza imposta al polente cardinal Farnese, per essersi

CUI venuti a rissa


nell'alto

due

servi di cardinali,
in terra, l'altro
il

vantalo di a\er Iralugato

il

nipote

che uno caduto

eragli sopra percoullccaigli

pugnale nel
si

petto, neir impelo dciid collera pure

duca di Panna gran fi:udatai io, condannato a morie come detentore di una pislolella. Xou fu per uiiuor della sua ri-

96
governo verso
i

SIS
buon
sono

SIS
vivevano
oziosi in

gidezza la vigilanza e generosit del


tutti
i

Roma,

e che le fem-

sudditi. Molti

mine per
restaur

ci e per bisogno

vendevano

il

ne ricorder uno che con bell'ailicolo pubblic il cb. ab. Zanelli,


tratti parziali:

proprio onore, alllne d'impedir tanti mali


le

importanti arti della


i

Lana
terre

33 i, e intitolato V Insalala di Sisto A'. Caduto in povert un avvocato, ch'era stato amico del Papa innanzi la sua esaltazione, ne ammal dalla pena. Volle la buona fortuna che il suo medico lo fosse pure di Sisto V(aIMEDrco parlando degli archiatri, disneV^lbiirii di
1.
1

Roma

o, p.

della Sela, e di fabbricare


arazzi,

drappi e
le

gii
si

volendo che per tutte


i

piantassero

moricelsi. Nella sua

magni-

ficenza, non cedendola agli antichi ia-

peratori romani, restaur sontuosamente gli Acquedotti, e ricondusse

molte Ac-

que

in

Roma, massime

a vantaggio del

si

pure

di quei e del

chirurgo
i

di Sisto V),

Quirinale, dell'Esquilino e altri Monti d

come riniermo gli narr suoi bisogni, commosso medico ne istrmil Papa. Quee
il

Roma, dove eresse di verse Fontane di Roma, coll'acqua per lui denominata Feerigendone la mostra principale sulPiazza di Termini eoa disegno del cav. Fontana. In questa piazza, ove form il
lice,
la

sti

tronc

il

discorso,

ma

dal suo giardi-

niere

mand

all'infermo una cesta pie-

na

di cicoria, e in

fondo una considera-

bile quantit di zecchini. Puicevendo siffatta pontifcia insalala, l'avvocato fu

principale ingresso della sua


P'illa fllontalto, alla

magnifica
la

quale congiunse

penetrato da tale
licev
SI

letizia e

il

suo

fsico
il

ne

vigna presso

s.

IMaria Maggiore, edific


le

grandescossa,che tornato
al

me-

un'altra pubblica fonte perch


re

povet

dico lo trov quasi guarito. Gi Sisto

avea detto che voleva

medico
vi

ui
il

un

2. "discorso,

donne senza spesa potessero lavarvi panni. Nella stessa Piazza di Termini vo
leva formare
bile,
il

egli

curare
levo,
e

suo cliente: E'


voi siete ab-

bacino del canale navigaa

una posta che


lui sperare.

ma

che avea stabilito costruire colle ac-

bastanza provveduto,

Quando

[)oi

poco potreste da il medico vide la


:

que dell'.\niene da Ti voli


gigantesca e utilissima se
la e

Roiua, opera
fosse eiTettua-

si

medicina, dichiar
seguito
al

al

convalescente

Che
non

Ippocrate non avea questi rimedi; ed in

degna d'un Sisto V. Tale canale avrebbe facilitalo non poco il trasporto della pietra tiburtina,di cui

Papa: Che

nella botanica

inRoma si

fa

tan-

trovasi tale specie d'insalala, per cui ce-

to uso, e della calce, che da que'Iuoghi


ivi

do
lati

alla Santit vostra tutti

uiei

amma-

pur

si

conduce.

prodotti de'colli

tisi

lati.

Altura Sisto

ne

V soggiunse: Di ammaho abbastanza, ma tutti con mio

burtini e luoghi adiacenti, con facilit

sarebbero condotti

alla capitale; vantag-

dispiacere non posso curare alla stessa maniera. Poscia pass in proverbio, pei bisognosi di denaro: Ci vorrebbe V insalaia di Sisto ! Per la penuria de' grani minacciando la fame, comand che per

gio incalcolabile per questa e per quelli.

Leacque dopo aver compito il loro cammino col giungere nel bacino si sarebbero potute impiegare per l'andamento di

moltissimi opificiij e per servire ad uso


di altre fonti,
la citt

ogni luogo
ci, e

si

aprissero
si

granari pubbli-

che

la

farina

vendesse a'poveri ap-

penaSquattrini
dinali
diti, e

la libbra.

Promulg una
fatti

difcarsi,

che a maggior ornato delde'privati potevano e oltre altri vantaggi che ne po-

comodo

bolla in vigoie della quale deput 3 car-

tevano derivare. Quanto all'acqua dal suo


antico

ad ascoltar

gli

aggravi

a'sud-

nome

appellala Felice, oltre gl'in


si

specialmente a'pupilli, fanciulle e vedove, e volle che lutto a lui riferisse)

dicati articoli,

pu vedere
che

il

dotto Fea

nella Storia delle acque,

ci

0, per

provvedere col la sua autori t

ai re-

e importanti notizie sull'operato


sto

d esatte da Si-

lativi

buogui. ludi coaslderaudochetuolti

V, che pose

in eHetlo

il

decretalo da

SIS
Gregorio XIII, dopo aver
go alle sorgenti, come u
al di sotto della
a-

SIS
fatto

97

un

ving-

Pantano ile'GrilIi Colonna di cui riparlai

Matrimonio, come impotenti ad essere genitori e aver figli; pubblic una bolla sui Bastardi e illegittimi; viet ai
alti al

Labico. Vi lavorarono conlinuatuenle


talvolta 3 e

religiosi di ospitare
tori,

pellegrini o viaggiale let-

2000 uomini, e
il

4000 secondo
di f*ibbricare.

senza averli trovali idonei per

tempo pi accomodato
si

tere de'loro superiori, perch molti banditi e

IS'otaFea, che per nel lungo viaggio del-

malviventi

si

fingevano

tali;

prese

l'acquedotto non
rio,

fece alcun purgatoli-

provvidenze sulla
circa
i

ly/z/iO/j/Vz

confidenziale,

che

gli

antichi dicevano piscina


il

benefizi ecclesiastici.

Comand che

rnariaj e che

benefico Pontefice fu ini

fosse rimessa nel calendario e breviario

gonnatodoppiamentedaglieruditi, quali

romano
Paola
il

la festa

della Presentazione del-

gli
si

fecero credere e dire ne' suoi atti,

la B. Ferginej concesse a

che

era ricondotta a
la

Roma l'acqua
tale
JN'el

Apvoi.

s. Francesco di rilodoppioelu celebrazione della


il

pi e

Marcia, e con
a

acqua apr 6
Cistercietisi,

festa a'2 aprile,

rito

semplice a
rito
,

s.

Gens.

fonti nella sua villa Montalto.

naro

compagno,
di

il

doppio a

Nis.

XVII, p.io, ed
raccontai
il

monache
la

cola dello da Tolentino

ma
a
s.

nato in

modo col qua le Sisto V


presso
la

eresse

Angelo diocesi

Fermo,

/\ntoiiio d

un monastero
to e

Chiesa de

ss.

Vi-

Padova ed
zione,
il

s.

Pietro martire. Riconobbeatifica-

Modesto,

quale concesse all'y^rs.

be per bealo, con equipollente


b.

Bernardo, trasfoiendo poi le religiose in s. Susanna; e che inoltre colla hoWa Sacrosanclae, ut iZ luglio 587, Bull. cit. p. 323, vicino al suddetto monastero form un conservatorio di oneste Vedove e zitelle. All'accademia di s. Luca don la chiesa di s. Martina, che meglio descrissi a Scultura; all'ordine della Mercede die la chiesa di s. Aciconfraleniuadi
I

Simeone

fanciullo di Trento;

ordin chesi celebrasse per tutta laChiesa con ritosemplicee iuMessina col rito doppio la festa de'ss. Placido e coni pagni benedettini martri, e

basilica
di
s.

con gran solennit nella Vaticana annover tra' dottori Chiesa il cardinale s. Bonaventura

francescano, ed indi

driano, ed a quello da' Minimi


di
s.

la

chiesa

Andrea
il

delle Fratte colla bolla

In

coeli ihrono, deli

Regal

585, Bull. cit. p.i4'2. Palazzo apostolico d' araceli


la

a'miuori osservanti, situato adiacente al


loro convento; restaur
la, vicina al

vi canonizz s. Diego minore osservante. Nel Giappone eresse iu sede vescovile Funai. Approv la congregazione de Ministri degl'infermi, quella de Cistcrciensi foglianti, e le monache Cistcrciensi fulliensi, e di cui il I ."monastero fu il ricordato di s. Susan-

chiesa di s.Mar-

na.

Fond r

arciconfraternita del Cornella basilica de'con-

Seminario faticano e per comodjt della Famglia pontifida, t ne


riparlai nel voi.

done di s. Francesco

ventuali in Asisi; confer de' privilegi ai


Certosini; conferm e accord privilegi
alle confraternite del ss.

XLIV,
ss.

p.i 17; restaur

ancora

la

Chiesa de'
il

XII

Apostoli

Rosario j conailihui

ampliando
di
I

contiguo convento de' suoi

cesse molle indulgenze alle congregazioni stabilite ne'collegi de' Gesuiti

religiosi e gi

da

lui

abitato, colla spesa

5,000 scudi; e rese magnifico quello de'domenicani di s. Sabina e gi Palazzo apostolico di s. Sabina, e ne fece pi magnifica lachiesa.Co'vasti pensieri della sua magnificenza, non trascurando Sisto "V l'attenzione che dovea prestare all'*

l'indulgenza plenaria perlafesla dell'imniacolala Concezione. Dispose che


i

Capos-

puccini senza licenza della

s.

Sede potesi

sero amu)ettere nell'ordine

minori

servanti; confer privilegi a' cavalieri di


s.

iS/^/io/, ed assegn annue renditeal-

conomia

della disciplina e al cullo divigli

l'arciconfraternita del

Gonfalone per

la

no, dichiar che

Eunuchi uou crauo

ledeiizioue degli Schia^'i^a quale articolo

gS
narrai
i

SIS
generosamenle
si

SIS
liberali

daSisloV.

no nascosto. Nicolai

Non

solo a isluii/a de'priiicipi delhi lega

campagne
p.

callolica

iiiFiaiicia,e

oppose che l'eresiasi stabilisse ad Eurico III re di Navarra,

Memorie sulle Roma, nel.l. 2, 44jI''^''^'^*-'' sussidio di 200,000 scudi


nelle

annona

di

applicato all'aimona da Sisto V; e nel


3, p.

t.

poi Enrico

IV

re di Francia, di succetale

89, de' privilegi e


all'agricoltura.
il

sussidii concessi

dere a Eurico IH redi

regno,

come

dal

Papa

Dopo

aver ac-

UgonoUoj ma
i

co'fautori lo dichiar in-

cennato che

sistema dell'annona era di

corso nelle censure ecclesiastiche, e sciolse


di lui sudditi dal giuraniento di fedel-

t. 11 re di

Francia non volle pubblicar


il

provvedere il grano a suo conto o sia della camera apostolica, e quindi da essa annona Si somministrava il grano a prezzi
fissi

la bolla,

onde

Papa
il

di

natura calda e

a'fornari di
i

Roma

e dipendenti dalla

intollerante di

si

gravi atfronli senedolse

col re, e lichiaiu

Nunzio Ragazzoni,
iu

soslitiiendogliFraugipanijche ricusato in

nome del re dall'aiubasciatore come seguace della lega, il Papa


ne a leu ni
si

Roma

davano una pagnotta d'8 oncie d'ottima qualit per un baiocco; dopo d aver tietlo de'granari magnifici fabbricati da Gregorio XI II, e che quequali

medesima,

rest fer-

ino perclisi ricevesse. In questa occasiocalvinisti

cercarono guadagnar-

la

grazia del re di Navarra, e per


fia loio

pedante

pubblic

il

libro: Aif-

molle facolt l'annona e pulruna bolla contro gl'incetlatori ed efilrattori di grano e anche degli animali necessari all'agricoltura, racconta il mezzo pi efficace adoperato da Sisto V. Egli
sti

forn di

blic

viso piacevole (lato alla bella Ilalia

da

[lertanto osserva, che

il

suo genio assai ragli fe-

un gioi>ane nobile francese j iu cui con Dante, Petrarca e Boccaccio vomit facete bestemmie contro il Papa,^volendo con essi provare ch'egli era il vero Anticristo, Dipoi sotto Clemente Vili gli rispose adequatamente il gesuita cardinal Cellarmino con \' Appendix ad libros de Stini. Pont, qnae conlinet responsioneni ad iibruin qitcnidain Anonyninni, cui titultts est: Avviso ec. Indi usc un altro insolentissimo libro intitolato Fnlinen riUuni,d\ Francescollofmann, ed un'al:

ro d'eseguire

le

pi ardue imprese,

ce ben vedere,che alle prov videnze de'suoi

antecessori conveniva aggiungere mezzi

pi

forti

per ottenere l'intent. Egli era

d'una severit spaventevole: se avesse voluto con un cenno obbligar tutti proprietari dell' agro romano a rompere e seminare tutti loro vasti terreni, sarebbe certamente stalo ubbidito. Ma suoi
i
i

talenti gli

facevano ben conoscere, che u-

tra pi lunga apologia di Pietro Belloio, ove questi giureconsulti fecero spiccare la passione loro, non la verit. Pieno di religioso zelo per la celebrazione delle ponlilicie

na legge violenta avrebbe prodotto un bene effimero e momentaneo. Egli perci si appigli al progetto di stabilire un fondo
di
la

200,000

scudi, per imprestarsi sotto

cura e amministiazione d'una congregazione che deput pe' poveri agricoltori


cheavessero coltivato
le

funzioni nelle 7 principali basili-

campagne roma-

che

di

Roma, rinnov

in

queste

le

Capi

pelle Pontifcie. Lagnandosi la plebe ro-

mana

della carestia, Sisto

minacci

tal denaun sussidio d'impresa tanto importante, non si dissipas-

ne; e fiss regolamenti perch


servii e per

rOjchedovea

conservatori

diRoma

di toglier

\oio\'An-

se in altri usi. Del tribunale di agricol-

nonae Grascia, e prese quelle efficaci misure che riportala tale articolo, somministrando 00,000 scudi del suo privato peculio. Le medesime sollecitudini rivol1

se all'olio, di cui eravi penuria,

perch

privati possidenti

come

il

grano l'avea-

tura meglio ne tenni proposilo a SestaTo ROMANO. Conferm privilegi de'fornari, e nello slesso tempo Iu rigoroso con quelli che abusavano, come fece con quello che mescolando cenere nella farina, gli fu decretata la morte, dopo la quale il Pai

SIS
pa fece
Iil)ei>aie

S
si

99
Neper queste

quanti

cernii [)er dehili, c!je

trovavano ctirI>;ig cuUn sua ren-

lenze di venute intollerabili.

cure particolari del governauiento temporale, traliist'iava


il

dita particolare, e inoltro die loro

600

Papa d'impiegarsi
alle cose

scudi d'oro in limosina. Attilio Blasclii do-

con singoiar premura

che riguar-

po avere spietatamente scannati un cogi110, colla moglie e due loro figli, fuggilo da Bologna camminava baldanzoso per Firenze credendosi in sicuro, e cliciLsangue innocente sparso 36 anni avanti non
gridasse pi vendetta di
Il

davano
alili

il

se [)erci

suo apostolico ministero. Scrisa Carlo arciduca d'Austria e ad


ubbidito preil

principi, consigliandoli a bandii>'gU

eretici da' loro slati, e fu

cipua mente da 11 'a rei duca,

lui.

Diede

egli

quale con rigoroso editto viet l'uso d'ogni altra religione ne'suoi stali, fuori della catlulica,
j)er cui

uova occasione al granduca

di

consegna l'-

Io al

governo

ponlificio, e

condotto a Rofe-

Dio

lo

rimuner con particolari

ma
p.i

fu decapitato.

Un

fautore disicarii
voi.

favori.

cequella satira che riportai nel


I

LI V,
il

Amorevole
la

Sisto

colla

Marca

e col-

7, e saputa ddl

Papa, crollando

ca-

sua patria d'origine, concesse

alle ter-

po disse: Queste ptisqunate ... Quale pasquillate


....

re e universit delsuo l'reiidato, libera

tremino l

Nicol Azzolini

facolt di

capitano de'cavalleggieri, e parente di Deci poc'anzi creato cardinale da Sisto

delle biade, e vi eresse

mutuo commercio per l'esito 4 vescovati :s. Sei

veri/10, Tolentino, I\Ioit(alto[o\\.VQ


ri

favo-

the lo amava teneramente, fece troncar il capo [)erch in rissa uccise collo schioppo un suo alfiere. Una signora romana
r che

e doni notali a qucsl'.irliculo, ove [lur

dissi

che

vi

volea trasportare

il

s.

Sepol-

cro), che inoltre fece residenza del prela-

non contenta d'infamar se stessa, procuil suo drudo abusasse della giovafiglia. Sentenziata la figlia fosse

to preposto al presidalo, e Loreto^ ove for-

ne

a morle,ilPapa volle

8lemiiia,cio tremolili con

che

testimone del suo sup-

plizio.

Avendo
i

il

Papa pubblicato un

e-

don parie del suo due rami di pero (il quale si compone d'un leone raoipanle che legge con una zanna un ramo
magistrato,
gli

m un

ditto contro

bestemmiatori,

in vigore

con
il

tre peri, e sulla fascia


vi

che ne traversa
stella, nel fine

di questo fu esposto alla berlina

uu cocgli

corpOj a capo

una

chiere di personaggio cospicuo, e


fcjrata la lingua.

fu

Ire monti), e

quantoaltrodissi
il

al

suo ar-

Indi

eman la
cit. p.
1

bolla, Coc//

ticolo

termin

prospello esterno del

etterrae Creator, Bull.


gli

7G, contro

santuario e

vi fece le

magnifiche porte di
la

astrologi giudiciari,

fulminando gravi

bronzo. Per gratitudine lulla

pene contro le figure genetliache, cbia* ma te volgarmente nati vita, per mezzo delle quali gli astrologi formano giudizio degli

pie delle scale del sa ntuariogl'innalz

Marca a una

statua di bronzo. Eresse in arcivescovato


la

sua antica sededi Fermo, e fece rifiorire

eventi liberi, dipendenti dalla libert


i

l'universit:

umana. Quindi
ti,

maligni,segueiulo

il

Le-

naizaiono incontro

ifermani riconoscenti gl'in al palazzo municipale

con falbissima temerit pubblicarono


al

una statua

di metallo, e rOtlinelli gli di-

ch'egli l'avesse proibita perch l'avea pra-

resse l'elogio:

De Firmo

Piceni Urbe noialitu'i la

ticata,echeseneserv per giungere


le

pa-

hilissimaAw Macerata poi

Rota

pato. Promulg ancora se veri editti contro

per

le

cause delia provincia.

A
ivi

Bolog.va
istituito

fraudi che

si

conuncltevano per mez-

parlai del collegio

Montallo

zo di carte e di dadi, chiamale baratteria; e


gli

contro

le

donne

di

maTaffare, peri-

per 5o giovani m.irchegiani, tli qiie'luoghi che enumerai, fra quali iMonlallo,
i

omicidii che succedevano ne'loro

Fermo
PI
S.

dotti.

C.\r.NEVALE DI

Roma
gli

riportai co-

Grotlammare. Ed BoNAVE.VTURA SlSTINO


e
riblilui iu

Collegio

dissi clie Si-

me

Sisto

oc liforiu

abusi e picpo-

slo

Roma

nel convento dei

loo
ss.

SIS
pe'religiosi

SIS
conventuali e
pei a di

XII Apostoli
le

3oo

braccianti e pi carri di tra-

per ispiegaie

opere
colla

Ma nulla ci

in

tlis. Bonaventura. paragone della splendi-

da magnificenza
le abbell

quale Sisto V,eiiiu-

lodegli antichi imperatori, sontuosamei-

Roma. V'innalz l'O/'c/Zico ,(3Idei-

teranense, {'Obelisco /faticano, V Obeli-

spoili la volle aperta in ima sola notte. Questa strada Sistina giunge ove lateralmentecomincianoquelledi Porta Pinciatia edi CapoleCase; ed ivi proseguita dalla viaFelice.Per allettare poi lepersonead ornare quelle strade con fabbriche, spe-

sco del Popolo^V Obelisco Liberiano.


lo stesso desiderio

cialmente
la

la

Felice e la Pia, Sisto

V col-

che avea

di

conserva-

bolla Decet ronianiun, de'iS settemI

re l'antichit, fece restaurare

la

superba
vi col-

Colonna Tiaiana, e nella sommit


loc
la

statua di bronzo dorato rappres.

sentante

Pietro: sulla

Colonna Anioni
nobilitare

na

pose

la

statua pur di bronzo dorato


s.

587, Bull. cit. p. 346, concesse dei chiunque vi stabilisse l'abitazione, tra'quali Novaes registr, sebbene non piti in vigore: Che le case ivi fabbricate non soggiacessero a confisca, se non
privilegi a

bre

esprimente

Paolo.

Roma
6

per delitto
ti

di lesa

maest.

Che

gli

abitan-

e per cnaggior suo

comodo

fece aprire

non potessero essere molestati per de-

bellissime strade, anche per agevolar le


"visite

biti contratli fuori dello stato ecclesiasti-

a'suoi santuari. Lai.'' fu quella

dalla ss.Trinit de'JVIonti

che conduce a s. M.*

co.

Che

gli artisti

fossero esenti

da ogni

imposizione determinata da' lorocoasoli.

Maggiore, esi chiama dal suoantico nome


/^e//tr,come gi rilevai nel voi. XIII,p.

Che

chi le abitasse per


i

due anni conI

Sj

tinui,

godesse

privilegi de'cittadini roa'

e altrove per le seguenti. La 2." quella che da s. M.^ Maggiore si stende a s. Croce in Gerusalemme. La 3.' conduce dalla porta di s. Lorenzo a s. Maria Maggiore. La 4-" da detta porta a s. Maria degli Angeli sulla piazza di Termini, e al Quirinale; e queste due furono da lui aperte col denaro spettante al suo assegnamento
,

mani. Aggiunse inoltre


ni di

3 antichi Rio-

Roma quello
modo

i4, e gli

Borgo, onde sono die parte del suo stemma gendi

tilizio e nel

descritto
al

all'

indicato

articolo.

Sembrando

Papa una mol'antico

struosit che la basilica Lateranense or-

mai non avesse pi abitabile


c
il

Pa-

triarchio, antica residenza de'Papi, edifi-

perci nell'iscrizione incisa nell'arco che


si

magnifico Palazzo Apostolico

La-

eleva in mezzoalla strada, e per cui corvi


...

te/^/^e/^5e,

quindi e contiguo costru quel

re l'acquedotto dell'acqua Felice,


scolpire
:

fece

bel portico Sistino,


ri s.

Sixlus [^ vias ulrasqne

lon-

gasjatasquesua impensa stravit. A. D. 1 586 Poni. II. La o.^- dalla Colonna Traiana pel Viminale a s. Maria Maggiore,
e volle ancora che
si

il qualesporge in fuominore di tale Chiesa di Giovanniin Luterano, dov'egli comin-

dal prospetto

ci a dare al popolo la solenne benedizio-

ne apostolica. Nel palazzo sperava di


cevervi l'imperatore Rodolfo
II,

ri-

estendesse fino a

s.

per poi

Pietro, onde all'uopo fece atterrare molte case.

coronarlo, e gliene fece invito. Per

mag -

conduce dal Luterano al Colosseo.Fece ancora accomodare la strada Flaminia fuori della porta del Popolo, e quella di Monte Cavallo o Quirina le che va a Porta Pia, con marciapiedi laterali. Altra via che devesi a Sisto V la Sistina, cos detta dal suo nome, che dal6.'
la piazza della chiesa della ss.

La

gior splendoredel capitolo della basilica,

ordin che nelle

feste

maggiori usasse 4

mazze d'argento, da

portarsi

tari del cardinal vicario di

da'mandaRoma, e che
la

ogni due anni dovesse far loro


nali. Ripristin

caoae-

ra apostolica, col denaro delle multe peil

nunzio apostolico nella

Trinit

al

Svizzera; ed assegn entrate a\V Arciconfr,ilfrnila della Piet de' carcerati, per

Pincio
8.

si

diparte verso

la

parrocchia di

Andrea

delle Fratte, la quale

eoa

l'o-

liberare

debitori prigioni, e le accord

SIS
privilegi,
le.

SIS
un reo
di

101

come di
Sisto

liberare

mer-

l'impreso di Terra santa, e forse da questo dei ivo la tradizione del trasporlo del
s.

Quando

fu assunto al soglio

trov l'erario pontificio aflallo esausto, e


l'esecuzione de'suoi
se
v;isti

Sepolcro nellaMarca.Nel
la (.cf^a

voi.

XXIX, p.

pensieri,

le

spei

2 7 8, descrissi

e'ospizio dei cento

immense

necessarie a'suoi disegni,

bi-

p/f// fabbricati da Sisto

[iti

Povero, on-

sogni della Chiesa, lutto richiedeva quel denaro che non avea la camera apostolica.

de sbandirda

Roma

l'immornlee rovino-

so accattonaggio de' molesti questuanti


oziosi, ed olii e a ci applic gli
ti

Per supplire dunque

a tanti bisogni

annui frut-

cominci la ril'orma degli ufizi Vocabili e ne cre degli altri cio la vendita di molte cariche e impieghi. Molti scrittori
,

di

100,000 scudi per

doli alle vergini


i

pericolanti, e per liberare dalle carceri

debiloii. ^'ella Chiesa dis.

Maria Magricchi utensi-

perci lo biasimarono,ed anche pel

numei

giore comp
del Presepio,
li

la

sontuosa cappella Sistina

ro grande de'dazi da

lui

imposti,

quali

con rendile e

da molti

col Cecarelli e col Galesini fu-

sagri, preposto e cappellani di


di sua famiglia, nella

padrodi

rono

registrali sino a 23.

Validamente

nato

persona

MiLu-

suo storico Tempesti, che sostiene non aver egli imposta altra
il

difende Sisto

chele Peretti e suoi discendenti, e con due


altre laterali cappelle in onore di
cia e di
s.

s.

gabella, che quella sola delladella foglietta, la

quale

tolse

dopo un anno. Ecco

vacabili da Sisto

migliorati o eretti di
a'ioi

nuovo, come si pu vedere


li,

o artico-

a'quali per

le

somme

che p^igavano per


e privile-

Girolamo, dichiarandone protettore pr ttmpcre il cardinale pi antico della Marca, ed il quale lo fosse pure de'collegi di s. Bcnaventura in Roma, e di Monlalto in Bologna, come gi ricordai nell'ai licolo Piceno; mentre a Sepolcro be'fomam Pontefici riparlai dei due magnifici edificati da Sisto V in detta cappella,

l'acquisto accord
gi. Il

emolumenti

co\\e^\o t Secretavi apostolici, l'uf-

fizio del

cardinal Camerlengo dis. Ciie-

sa, quello del Tesoriere generale, quello


dell'

per se e per

s.

Pio V, olire
di

Uditore di camera

il

collegio dei

la sepoltura pe'palroni, lo

non che

quel-

Chierici di camera, Vufi'iio del

Commis-

verso

la

poi la della slessa basilica per


fa-

sarto della
il

camera

quello di Datario,

IN'icol

IV. A Bologna agitata dalle


di rigore.

e Prolonolari apostolici partecipanti (de' privilegi de' quali, e diminuiti dopo la pubblicazione dell'articolo, feci parola anco all' articolo Dottocollegio
re), quello e' Referendari, quello de'ca"valieri

zioni restitu la quiete, e die tremendi

esempi
de'pi
va
11

Giovanni Pepoli, uno


bolognesi, tene-

illustri cavalieri

in

suo castello prigione un sicario.

cardinal Salviati legato glielo

Lauretani,a privativa eWaSlamvacabile degli Jrchivi.

d, ed egli alteramente rispose:

domanChe nel
ri-

perla camerale, l'erezione eUa Stampe'


ria Vaticana,
il

suo feudo era solo soggetto a Dio, ne


rale.

conosceva Papa o altro principe tempo-

Notori,

il

collegio

de'Notari

di

Campi'

Lo

fece arrestare e ne die per istaf-

doglio, di cui anche a Senato Koma.no. Inoltre Sisto V per gli stessi bisogni cre

fetla avviso a Sisto V,il

quale ordin che

in

Roma
Papa

si

trattasse la causa del prepo-

nuovi Luoghi di Monte, altri ne riform, assegnando rendilea chi ne faceva acquisto
,

tente feudatario. In questo


il

tempo ebbe
a

lettere di Pepoli inlerceltate e

li

dichiarai

in tale articolo insie-

lui

sommamente

ingiuriose, e dal procesil

me
to,

air uso che fece del denaro incassa-

so risult che avea posto in libert

si-

giustificando
i

la

pontificia

determina-

cario tanto pernicioso all'ordine pubblico.


te,

rione.ollre
stfl
s.

milioni di scudi riposti inCrtgli

Condannato Pepoli da'giudicia morordin Sisto

/angelo per
s.

straordinari bisogni

ni

cardinale di procea suddito libcl-

della

Sede, e secondo alcuni anche per

dere contro

di lui

come

.(,2

SIS
lesa

SIS
ni, seiiameiile

Iceieodi

mael;ondemalgiail(ir;ip-

ammon

e minacci, qua-

poggio dc'potenli Benlivoglio e d'Alfoiisolldncadi Fcirarn, gli fu mozzato il ca-

lora

non
le

si

pentisse per l'aulorit usiu''


;

[)ala alla giurisdizione ecclesiaslica

non

p non senza gran terrore


gna. Tuttavia volendo
il

di tutta

Dolo-

die

sue coslanli diligenze in f.ivore del

iili'amplissima casade'PepoIi cli'egli

Papa mostrare amRestavano


fa-

re e del regno di Francia, sono tutti te-

stimoni delle sue cure paterne co'principi


e colIaCliiesa,dellcquali scrivelungamente
il

ministrava
in

la

giustizia, cre cardinale

(iiiido fratello del decapitato.

Tempesti. Con 4

utilissimi edilli or-

Bologna

a reprimere

Malvezzi di

dinclie sirispettasserogli Ebreijche non


si

zione contraria a'Pe[>oli, e non


dine.

meno

di

dicessero scavi in

Roma

e fuori sen/.a

questi nocivi alla provincia per gare citta-

licenza del governo,

onde ripararealle roragionamen-

Aveano nel precedente pontificato impunemente incendiato molte campagnede'Bianchetti, onde


ti
il

vinecliecagiouavanoagliedifizieallestrade; clieniuno trattenesse in


li

cardinal Salvia-

le

monache

alle

porte o allegrate, per

d'ordine di Sisto V intim di risarcirne prontamente danni, altrimenti si sarebbero tenuti ribelli. L'esempio di Pei

rimuovere gravissimi sconcerti, pe'quali


alcuni furono puniti coU'estrerao supplizio;

finalmente per
di

la

nettezza delle strasia

poli fece ritirare alcuni Malvezzi a Firerjze,

de

Pvoma,sia pel suo decoro,

per

la

rimanendo Pirro intiepido a Bologna; ma questi chiamato in giudiziodal cardinaie per aver fatto

sua salubrit. Pel buon regolamento deila disciplina ecclesiastica, in

meno

di

due

meo

Bolognelti,

ammazzare Bartolouno de'cittadini pi coda tanto timore che per


lesa

anni

eman 72
li

bolle.

Indignato della

prammatica
da Fdippo
e decret la

sui titoli onorifici prescritta

spleni, fu assalito

re di

Spagna,

se

ne grav

salvar
il

la vita

fugg precipitosamente, e

altamentecol suo ambasciatore Olivare?,

Papa lo dichiar reo di mezzo a queste cure, non

maest. In

scomunica

a que'cardinali che

rallent quelle

ricevessero lettere senza V Illnsirlssimo e


il

in vantaggio de'principl stranieri e per la

Ueverendissimo, per cui

il

re dichiar

chiesa universalejCome provano

il

tratta-

non aver
i

inteso di vietarli a'cardinali, ne

lo col re di Polonia pel conquisto della

titoli

convenienti agli ambasciatori che


nella

Moscovia, e

il

nunzio spedito per

l'elezio-

aveano luogo

cappella pontificia.

ne

del

nuovo

re

Sigismondo HI, a

cui poi

Qui
i

ricorder, che a

Roma

nel riportare

invi legato

il

cardinal Aldobraudini, per

senatori di

Roma

da

lui creali,

fra'qua-

far porre in liberlMassimilianoarciduca

d'Austria, locch ottenne con


j)ace; l'elezione del

la

celebre
di

Pelicano di Macerala (che avendo migliorale le carceri Capitoline vi pose Io


li

nuovo arcivescovo
di
il

stemma
lo,
il
i

di Sisto V'), e

Biondi

di

Montai-

Cesancon, ad onta lutu-e per appagare


la

quel clero;

le

pre-

."si

astenne dal recarsi a dette capil il

senato svizzero, sul-

pelle per contrastargli


sciatori.

luogogli

ambadi

riforma alquanto eccessiva introdotta

Pretendendo

senato di /'ee-

dal nunzioTricarico;quanlosi

adoprper
virtuosa re-

zia di

impedire l'iniqua moi


dicarla

le della

nominar l'iibbate di s. Cipriano Murano, si oppose l'inflessibile Sisto


con tanta energia, che costrinse
con singoiar esempio a rivocar
lato;
il

V
se-

ginadi Scozia Maria Stuarda, eper ven-

senato decreil

dopo

seguila,

commosso dalla

let-

il

ter che ricev e scritta da quella, sagrificaia dall'odio d'Elisabetta

onde

il

Papa ebbe

a dire che
il

che scorna-

nato veneto aveagli rubalo


scia lo

cuore, e p-

nic, e

prima

di sua

decapitazione, colII

legandosi con Filippo

re di

Spagna,

che per altro con lettera di proprio pugno e da we ripoitala nell' urlicelo Sovra-

compiacque in luttociche il Papa domand al medesimo, e s'interpose per la cessazione dell'ostilit fra la repubblica e l'ordine Gerosolimitano, che a vi-

SIS
cendn eransi catlniati grossi hnstimcnti, coinediirusainenlenaira Tempesti. ASavoiA
gio
feci

SIS

io3

rjimse sino nlla lanterna o cupolino. A-

parola dello veilenza insorta tra

vendo demolito il crollante Sellizonio, ne impieg in parlei mateiiai per la basilica


Vaticana, e per
ria
la

ilducaCarloEiiianuele I,pel Piacelo Re-

sua cappella di

s.

Ma-

exequa tur che preleiuleva porre sulle bulle. INon scjlo a Lu>so, ma purea Roma ragionai come Sisto V lofrencon loliiuerali.

Maggiore. Alla chiesa ilnW Ospedale


s.

di

Spirito eresse

la

facciata esterna. Nel

devole praiD malica, ancliesulledoli e sui


sudditi
re a

Palazzo apostolico faticano trasfer ove si Mova e nel locale da lui costruito la />/
blioteca f'alicana jiUeomb \ pi ture stot

Avendo in tal guisa portalo ai immenso utile, delibier di giovatutti fedeli con dare egregia norma
i

richeei.scrizionijdellequali riparlai

bLet-

per

la

spedizione pi [ironia delle cause

loro discusse in

Roma, ed

a qlle^lo fine
i

TERA e altrove, ne ai crebbe le rendite e i ministri, e la congiunse all'.r^rr/i'/o della s. Sede: per maggioiornamento della
la

conferm
li

e istitu le seguenti

5 Congre-

gazioni cardinalizie (ognuna delle qua-

medesima biblioteca, vi colloc contigua Stamperia P aticana, ove comp l'iiiis.

ha
la

il

suo articolo), riservando per


pontificia la

alla

piessione delle suddette opere di

Am-

supiema autorit
o
vi.

conferma
le

risoluzione delle cause e cose pi gra-

brogioe fece uscirnealliesagree classiche, ed incominciando pure la pubblicazione

Esse furono, e quasi tutte esistono,


s.

eWaBibhia
fico palazzo
pi,

corretta. iXelioslesso

congregazioni dell'Inquisizione o
zio, della

Ofl-

apostolico Faticano pnnc\p\

il

Palazzo magnii

cistoriale,

Segnatura di grazia, della Consull'Abbondanza dello stato papale, de'Rili, per la Marina e armala naVille* dell'I ntlice de'libri, del

che

di

presente abitano

Pa-

Concilio di
di detto

Trento, per sollevargli aggravi


stato, sull'Universit

quanto altro notai a quell'articolo. Continu il Palazzo aposloUco Quirinale, e ne decor la piazza confonteeco'due famosi colossi di mared in esso
vi fece

romana o
le

studi, pei

mo
tee

che diconsi rappresentare Castore e


il

Regolari, pe' Vescovi, per

Strade, ponti
lui

Polluce,eda'2cavalli prese
In

nome

il

mon-

e acque, per
ristabilita,

la

stamperia Vaticana da
le

piazza

ne parlai ne'vol.

XLV 1II,[).

per

Consultazioni dello stalo

190, LUI,

p.

Rimaicai a Sagro coiiecio, die per l'aumenlodi tali congregazioni,iie'C'oAir//or/ notabilmente s diminu la trattazione degli afIari,con vantaggio del decoro dovuto alla maest
pontificio, ossia di Consulta,

donata
leto,

la

Rosa

pare che abbia 3o. Sisto r/ oro al santuario di Lola

certamente
I,

regal alla vedova di

Cosimo

alla gtandiithe<?n di

Cristina, e al marito

Toscana Feidiuandol ex car-

dinale lo Stocco e berrettone benedetti.

papale,perch talvolta alcunicardinali ec-

Intanto Sisto
renti,

magnificoancheco'pagli

cederono
sporre
il

limili della

moderazione
ci

in e-

andava aumentando loro


le

onori

proprio parere, laonde

vedo

le

ricchezze. Al pronipote Michele

Da-

un

significante e utilissimo tratto di fino


della

masceni Peietti, per


di

sue belle qualit


la

acume

mente

del granPontefire,

la

niente e di cuore, confer


1

carica di
di

cui azione esecutiva d'alloia in poi ebbe

governatore d'Ancona nel 5S'^,e

Fergli

pi lalitudme e indipendenza. Cos Sisto

mo

nel 1589. '"


il

quest'anno

il

Papa
la

\ fu benemerito de'successori, per

l'au-

compr
di, e

mau'healo!d'lncisae

contea

mento

(il

esercizio dell'autorit papale, e


i

diCalusio nelMoiiferrato per 187, Tioo scudal duca di

!>uviana nel frenare

feiid.ilari tlie tanli

guai aveano dato a'*uoi picilecessori. \

e-

gli stati,

ne

fece dare l'investitura


al

dendo
Chiesa

Sisto
eli s.

imperfetta

la

cupola della

lativamente
li
li

Mantova che vend quecumucardinal Montalto oPeretbeni


slabili,

Pietro in l'alicano^ animola

e al fratello Michele. Pii considerabi-

so ne intraprese

mirabile erezione, che

ancora furono

che

in lui

io4

SIS
tizie della

SIS
Ratti, col quale ancora

ricaddero per mezzo della sua ava mnferna d. Camilla, per la quale il Papa sem-

procedo nelle no-

famiglia Peretti. Rimarcai nel


negli sposi eciiginiCotali

pie conseivava il pi tenero amore fraterno. OH re le donazioni memora te, d'an-

voi.

LV,p. 24o,che

lonna e Orsini, ed a riguardo di


trimoni, Sisto
scendonti
la

ma-

no

in

anno

le

and facendo
il

degli altri ac-

V perpetu in

loroene'di-

fjtiisti.

Tali furono

castello della Lepri-

dignit di Princpi asiistenti

gnana compralo per 3g,ooo


sali di

scudi,! ca-

Palidoro,

s.

Angelo e Castel
il

LomTor-

bardi per scudi 80,000,


re in pietra per

casale di

70,000, il palazzo ComBorgo per scudi 18,000, altro simile de'Mall'ei nel rione Pigna, mol-

alsogUo pontifcio. Imperocch a tale articolo riportai prima e dopo di taleepoca chi furono principi assistenti al soglio, anzi mi piace qui ricordare quanto fu prai

|,

mendone

in

ticato nel pontificato dell'immediato pre-

decessore Gregorio XIII, bench gi fossero assistenti al soglio


i

te vigne, molti censi, e stabili di vario ge-

principi

Colonna

nere.

Mirandopoi

Sisto Vallostabilimeo-

edOrsini.Essendosi recato inRoma il marchesedel Vasto e Pescara, d'ordinediGre-

to de'suoi pronipoti adottati nella di lui

famiglia,sebbenenon dubitasse del l'amoredi d. Camilla pe'medesimi, ebbe


tela ch'ella istituisse
la

gorioXIIIebbeil (."luogoin cappella pontificia e nel soglio, anzi la

cau-

suo erede universale

duca

IMichele in vigoredi legale testamento del

precedenza sul Sora Giacomo Boncompagno figlio del Papa. Il marchese del Vasto e Pedi

i58g, econaltra donazione inler vivose perpetuofidecommissoa favore dello stesso e suoi discendenti nel Sgo. Anche le 3 pronipoti di Sisto V, Orsina e Flavia, esi

scara port pi volle lo strascico del


to pontificale,

Man-

somministr
delle

qua per
ne
le

la

Lavanda

Papa l'acmani, sostenal

sendo venute
a
tali

in

pregio d'ogni rara eccel-

Baldacchino sotto il quale incedeva GregorioXllI,in una parola, easte del

lenza, bellezza e virt,

unendo

la

seconda

segui

le

funzioni tutte che spettanoal

lai-

doti singoiar perizia nel canto e nel


si

co pi nobile nella cappella pontificia.


quali notizie in dettaglio
si

Le

suono, per ci

sposarono a'personaggi

ponno

legge-

pi cospicui
richiesta

di quel

tempo. Flavia venne

re negli antichiDi<tr/mss. esistenti nell'ar-

da due ardentissimi competitori, VirginioOrsini duca diBracciano, e il principe di Joinville primogein isposa

chivio de'maestri delle ceremonie pontificie,

e mg." Cassina prefetto di essi nel

pontificato di

nito del duca di Guisa. lli.fu prescelto

bench

figlio di

quel Paolo Giordano,che

di tanto lutto e angoscie era stato

cagione

Clemente XI, nel 1720 ne Tanto cumulo d'onorificenzee grandezze non alterarono punto la virt di d. Camilla, la quale si
ricav autentico estratto.
die tutta nel sovvenire
citare la piet: tra
le
i

d'uopo che d. Camilla facesse uso di sua virt. Orsina la domand e ottenne JMarc'Antonio Colonna duca di Paliano e Tagliacozzo, gran contea'Peretti,
fu stabile del regno di Napoli; e dipoi Orsi-

onde

miseri, nell'eser-

benefattrici illustri

dell'ospedale dellaCorisolazione di R^oma


registrato
il

suo

nome

per

ulci pietosi

e larghi sovvenimenti. R.iconoscendo Sisto

na spos in seconde nozze Muzio Sforza marchese di Caravaggio. Questi duplici auspicatissimi sponsali furono celebrati ai

V la sua origine dalla nazionedalraatititolo di


s.

nao illirica, restaur da'fonda menti l'antico suo


troni

Girolamo

de' Schiavo-

20 marzo 58q, con 80,000


1

scudi di do(id usiint

ni, v'istitu la collegiata e


il
:

ne dichiar pa-

te per ciascuna, e altri

20,000

pronipote Michele e suoi discendi tutto

domesttcnm, niundiimque ntuliebrem. La letizia del Papa, quella de'parenti, mai

denti

meglio riparlai, anco pei


,

recenti abbellimenti, nel voi.

gnifici doni, le poetiche

composizioni, acil

166
tello

e seg.

compagmuono

quest'imenei: ne traila

LXll p. Ne fu benefattore anche il fracardinale e titolare della medesima,

SIS
erigendovi contiguo un nttovo spedale.
re
(li

SIS
II

to'!

ora essendo informali, che non che an


hizione, f<)ndata sopra

FrancialLnvco 11! essenilosi [)acificaio colla lega, che eschuleva dallasua successione Enrico 111 redi INavnira come acattolico, ma credendo aspirarvi il duca di Guisa lo fece uccidere, in uno al fratellocardinaldi Gi.fr7j imprigionando il cardinal di Borhone, l'arcivescovo di Lione Pietro e altri. Sisto V ne fu estremamente addolorato, fulmin un lerrihile Monitorio contro il i-e perch si purgasseda'delilli commessi, eallasua morte gli neg l'esequie nella cappella pontificia, perch morto disuhbidiente al monitorio. Avendo poi promesso il redi iVavarr d'ahiiu'are gli errori, il Papa si dispose a riconoscerlo col nome d'Enrico
I

un

falso pretesto,

non sperate da noi nessuna [irotezione. 1:^ Fra pensieri che occupavano Sisto V in questi e altri spisenz'altro, lo licenzi.
i

nosi

all'ari,

non

lasciava egli di attender;

alla soddisfazione del

suo pensaremaguala

nimo. Fece collocare


vnnti
il

Scala santa a-

santuario di Sancfa Sanclorunt

\ ,e sped

a Parigi

per legalo

il

cardinal

Gaetani, con l'assegnamento di 100,000


ducali,e

3oo,ooo

in

aiutodella lega,

fin-

e per la custodia vi form il collegio Sislino composto del preposto, cappellani e altri ministri con rendite, concedendone il padronato al pronipote INIichelee discendenti. .Al citato articolo narrai, che il l*apa Pio IX,nvendo restaurato l'edilizio che contiene tali santuari, e volendo aOidarlo alla curaecustodia (\q Pa<;sionisli.co\la bolla Decet Ronianuni Pontificeni, dei i 3 giugno 853, presso il n.i 9 del G/'ornaie di Rotnadi laieanno, previa laspou1
i

che non vedeva


il

(|uale

de'due

parlili era

tanca rinunzia e consenso dell'attuale pa-

pili la

giusto, oltre rf.j,ooo scudi mensili

trono del collegio Sislino, ducad. LorenzoSforza-Cesarini Peretli ]Montallo,so[ipresse


il

per

guerra. Mentre in

Roma

era vi

il

duca di Lucemhurgo spedilo da'principi del sangue che aveano acclamato Enrico

medesimo

collegio. Inoltre

il

Pa-

pa dispose, che dalle rendite

stabilite dal

IV, l'audace Olivares ambasciatore di Spagna, e perci gran fautore della lega di
cui era
a Sisto

predecessore pel collegio e culto del santuario,si prelevasseroannui scudi

100 per

capo Filippo

II,

chiesta udienza

l'istituzioned'una cappellania obeneficio


ecclesiastico,

va da

Che se non licenziaLucemhurgo, e non iscomunicava tulli gli aderenti del re di NaV,
gli disse:
il

con

titolo di rettore all'in-

Roma

vestifoe l'obbligo della celebrazione e ap-

plicazione d'una messa secondo ristiluzione, in ogni

varra, avea ordine dal suo re di dover fa-

domenica
al

nella cappella, poaltri. La mentovalo duca e

relesue proteste. Adiratoil Papa, con tuo-

tendola far celebrare anche da

no autorevole

rispose:

Che

proleste? che

nomina
al

l'allrilm

la maest del voconosciamo quanto sia principe savio, e oQ'endete la maesl noslra. ... L'amore che portiamo al re Filippoll, la vostra fortuna; gi m'intendeici E con un balenar di ciglio, licenziandolo suon il campanello. Intanto il re di Navarra riport la celebre vittoria d'ipri

proteste? Voi ollendcte


Siro re, che noi

suoi discendenti maschi, e da presentarsi

cardinal vicario di

Roma. Che

ideiti

patroni ricevessero dai


sii

religiosi passioni

ogni anno per

la festa

della Purifica-

zione,

una candela di cera bianca di 3 libbre, in memoria tlell'istiluzione di Sisto V e dell'antico padronato. Dlchiaipure
Papa, che
loro
il

il

preposto, cappellani e chiee percepissero le rendile

contro

onde l'IJlivares torn all'udienzadiSisto V,e gli presenlle suppliche de'collegati, che imploravano soccorso. Rispose il Papa: Cene, bene. Sinche abbiamo creduto che la lega fosse per
la lega,

rici

del soppresso collegio Sislino ritenesi

sero

titoli

annesse a'ioro benefzi, finche non fossero provvcdutialtrimenli,dovend(W/j/faf celebrare, celeraqueofTicin exercere per^ant.

causa di religione, l'abbiaiuo


VOL. LXVI.

fatto...

ma

Come ancora

il

Papa conserv d
8

li-

loG
del santuario al
li

SIS
tli

SIS
patrono
sari
filia)
II

tolo soinpllccmonle onorifico

litorale pontificio,

ed a chi ne
nei

af-

duca

ea'siioi discenden-

la ciuti

il

comando. Leggo
eli
si

Fran-

maschi primogeniti, esonerandoli dal-

gipani, Istoria
ilo

Ch'ilai'ecchia, che Si-

le ol>I)Iigaxioni incrcnli a'paironi.

La no-

ncIiliSB

port in essa con nufabbii-

mina perdella
clesiaslico

cappellfii)ia obeiieficioec-

meroso corteggio,ove bened solennemente le

avr luogo quando dalle provda^rindividui dell'ex colle-

IO galere quivi fatte da

lui

viste ffodule

care, e

dopo
i

lai

benedizione ordin che

gioSislino,pcr vacanze di quelli che le per-

in Ijreve fossero

equipaggiate e

ai

male,

cepivano, vi saranno disponibili annui scudi oo.FinaImenteilPa[)a Pio IX si riI

riportando
lio li, e

versi co'quali lo celebr


la citt,

un

poeta. Visit

e la fortezza di
si

Giu-

serv a sua libera disposizione l'oratorio


della confralcruila del
la basilica

comand che
1'

ss.Sagramento della

dalla parteancor debole.

munisse la citt Vi condusse l'ac|)e'

Laleranense, e situato sotto


al

qua
la

dolce, o riport

antica

vetusti

cappella di S.Lorenzo annesso

Saiicta
casa

condotti restaurati, per uso pubblico del-

Sanctnriim.
gite dal

passionisli,consoaime elarla

fontana, e

accomod
la
il

la

darsena,

come

Papa, vanno costruendo

ancora mun
tificie.

fortezza di molli pezzi di

religiosa contigua. Si legge nel n.

227

cannoni, facendo

simile alle galere ponil

di detto Giornale di

Roma, che

inoltre

Considerando
il

Papa l'incomodo

Pio IX commise alj'egregio scultore Jadel

e dispendio de'sudditi nel tragittare con

romano, l'esecuzione in marmo gruppo rappresentante il Cacio di Giuda, nell'atto che questi lo imprime
cornetti
sulla fronte del Salvatore, episodio terri-

barca
li

Tevere, per mancanza del ponte


riparlai, nel

rovinato nella via Flaminia sotto Olricoe la

Sabina ove ne

58g

intraprese colla direzione del suo architet-

bile che dicesi finora

non espresso
ne]

in

mar-

mo;

e che poi

si

collocher a piedi della


pii

Scala santa. Di

Giornale dlRo'
si

via del medesimo i853,


l'ano con

parla d'

un

bell'avanzo dell'antico palazzo di Late-

pavimento
il

di

musaico grandio-

so, trovato presso

2V/c///i/o e la Scala

santa, oltre 8 monetine rare, 5 coniate


in Pavia sotto
'lina del

Ottone 111 e s. Enrico II, doge Gradonico, altra di Cesare Pico li tinca di Mirandola e Concordia; e finalmente una di Sisto V con ritratto e iscrizione, e nel jovescio s. Francesco che riceve lestinmiate: l'epigrafe Mantallo indica
ta.
il

Fontana la fabbrica d'un ponte, al quasebbene lo comp Clemenle Vili, rest il suo nome, e si chiama Ponte Felice: egli vi spese 4o>6oo scudi, e Clemente Vili v'impieg 36,o35 scudi. Perch le Chiane d'O/c/e/o esalavano aria nociva e la camera apostolica vi dissipava inutilmente molto denaro, le vend ad alcune comunit vicine per 82,000 scudi,
to
le,
il

qual prezzo destin a fondare

il

Luogo

Chiane pel frutto del 6 per 100. Convien due che Sisto V eridi
delle

Monte detto

gesse altri

ponti, perch suole volgar-

luogo nella quale fu battu-

Quesliealtri

monumenti

si

trovarono

negli scavi eseguiti piessol'edifizio diSisto

Y, per gli accemiali lavori,dopo che pubblicai l'articolo Scala santa, ove avendo citata questa biografia ponno servirgli di
appendice, colle altre posteriori notizie qui raccolte. Gi a Civitavecchia toccai
tificia

mente dirsi, che gilt 5 ponti, che innalz 5 obelischi (veramente sono4), fece scaturire 5 fontane, eresse ripristin 5 uuiversil (della romana ne fu assai benemerito anche nell'edifizlo), pose 5 miliooro in Castel s. Angelo, e ordin che non pi di 5 cavalli o muli
ni di scudi d'

portassero a macinare

il

grano

condu-

cessero la farina a'forni, in di verse riunioni di tali animali, a'quali di recente


stali sostituiti r carri

quantoSisloV vioper;eda]MARiivA ponquanto spese per costruire in Civita vecchia


1

sono con due o tre cavalli.

galere onde difendere da'cor-

A Sezzec

a Paludi Pontine raccontai che

SIS
Sisto

SIS

107

(la

religioso soleva dire essere ri-

e l'opera avanzava con velocit stupenda, per cui aveasi ragione di sperare che con immenso vantaggio pubblico sarebbesi

lui illoro prosciugamento, quinmetterne loro campi a coltura, e l'inImprese con successo, recandosi a visitalavori e le nuove campagne in Telre tetri y Terracini, Piperno, Sczze e altri

servalo a

di

condotta a fine l'ardua impresa, se una

propinqui luoghi del territorio Pontino,


per
le liete

morte intempestiva non rapiva Sislo V, per la qua le si rallent l'impegno degl'impresari; luttavolta per molli anni dopo si
conservarono in buono slato terreni gii ricuperati, efiuono per lungo tempo coli

notizie che avea inteso de'fes

condi risultati di
presa. Vi
si

grandiosa e utile im-

traltenneiS giorni, ne incogli alti

raggi gli esecutori per la continuazione,

maggiore liberalit e in ima maniera degna tli sovrano generoso; del che restano belle memoed us con tulli
della
rie nel
I

libro della tesoreria segreta dal

')86

ali5f)o,come apprendo dal NicoPontine.

tivati. Assalito Sisto Va'20 agosloi5go da febbre, che medici stimarono terzana, e non volendola egli curare, perch era solilo rispondere (come l'imperatore Vespasiano e come Papa Paolo IV), che il principedee morire in piedi, o con Augusto (o uno degl'imperatori, che dev'esi

lai,

De boni flcamenli delle terje


i

sere lo sfesso Vespasiano)ripeteva secon-

Questi rileva

vantaggi prodotti dalle o-

do

altri

Oportel inperalorem stanteni

Iterazioni eseguite d'oi dine del


to

Papa

tan-

animoso, confutando il Leti che a questo viaggio die per motivo polilico qualche conquista. Egli parli da
tiga agli
r

In terzana si camiM in cononde suo malgrado fu costretto a guardarci! letto, nel quale dopo vari sve-

mori. Per
tinua,

Roma

in let-

nimenti mortali, assistitoda'cardinali Al-

ottobre

more

dell'aria

589, e senza aver tiinsalubre, che nel tempo


I

dobrandini penitenziere maggiore,che gli somministr sagraraenti il pronipote


i

tl'aulunno col soleva essere pestifera, ogni giorno fece una scorsa
a'siti

iMontallo, Pinelli e Giustiniani, in tefn[)o

paludosi,

d'un orribile temporale


Creatore, a'24 agosto
pesti,
al

di

lampi, tuoni e

suoombrelloin mano; e per minuto guardando tutto quello che si faceva, e fermandosi in piedi ad osservarci lavori, proDiovevaa meraviglia l'opera. Si vuole che si Uallenesse per molteore vicino al nuovo canale ch'erasi forportandosi da se
il

pioggia dirottissima, rese l'anima al suo


dire del p.
la

Tem-

a'

27 come vogliono

[)arte degli autori, circa le


ni Gf).
Il

maggior ore 22 e d'anfu

suo pontificalo e regno


(ini

quello

della giustizia e della magnificenza, tale

mato, ed
alzala

a cui fu

sto ,ne\\a possessione di

imposto il nome di SiCarrara, e che ivi

cominci e

dur 5 anni, 4

niesi e

giorni, ne'quali in 8 promozioni cre

33

una trabacca passasse una notte,


il

donde

luogo venne volgarmente detto

cardinali, e fra di essi 7 piceni oltre il nipote !Moiitallo;cio .Xldobrandiiii di Fano

il'padiglione di Sisto J^.i^cl ritorno dai


paesi Pontini fu ricevutoda'Caelani duchi di
ta di

e poi

Clemente Vili, Azzoliui fermano,

Galliosimano,Palloltadi Caldarola, Pierbenedetti camerinese,PetrocchinidiI\Iontelpare, Boccafuoco di


tuale.

Sermouetain Cisterna con ogni sor-

onore e di ossequio, e quindi si ricondusse sollecito a Roma. iS'on pare che questa gita gli accelerasse la morte, perchessendovislatoallaccalo dalla febbre terzana dov tornarsene in lioma per
curarsi, ed alcuni dissero inesattamente

Fu

il

i.che
il
1

Sarnanoe convenmori nel palazzo Quii

rinale, e perci

di cui

Precordi fu-

rono lumulati nella chiesa


lato

de'ss.

Vincen-

zo e.Anastasio. IN ella noi le seguente fu poril

suo corpo in

lettiga al

Vaticano,

che fu cagione del termine di sua vita, il quale avvenne pi tardi. Si continu nel
diseccaiueuto con impegno ardeulissiuio,

e quivi in piccola

tomba

sepolto in depos.

sito interino nella cappella ih

Andrea,
il

donde ucU'auuo scgucule a'20 agosto

(,8

SIS
pedirono 1* iiif;ime attentalo alcuni ma gtinti romani, fra iqiiali si distinsero mai

pronipolc cardinal Monlalto con soninosissima ponjpn lo trasfer al superbo inomiinentocheil Papaeiasi eiello nella sua cappella Sistina in s. Maria Maggiore, e

rilidellepronipolidel Papa, Orsini e Coal quale avca creato cardinale i! congiunto Ascanio, avendo egli fallo al popolo una bella parlata. Come suole accadere alla morte de'Papi, quelli che a-

lorma

anche a Sepolcro de'roMANI FoNTEFicij portando a vicendail cadel quale parlai

davere sulle loro spalle


3 basiliche patriarcali.

canonici delle
di Lai-

Abbiamo

do Catani, La pompa funerale falla dal


cardinal Monlalto nella trasportazione
delle ossa di Sisto /^^

Roma 59
i

V'in-

tervennero 39 cardinali, e presso il Tempesti trovasi l'orazione funebre che vi fu


recitala,
p.

veano maggiormente figurato sotto Sisto V, furono bersaglio di persecuzioni, inclusivamente al celebre aichitelto Fontana. Nondimeno cardinali confermarono in capitano geneialei! principe Michei

le Perelti, e d.

Camilla

e gli altri parenti

51

da chi ricordai nel voi. XLIX, :^ e Novendiali la pronunzi lo sles-

riceveiono dal popolo


mostrazioni d'alFelto; e
del Papa,

romano molle dila memoria slessa


e

so Caiani: OratiofunebrisSixtif^ P.

hahitaRoinaeia basilica s. 1 590.11 suo monumento sepolcrale rap* presenta la pace da lui conclusa tra il re
di

M. Pe//'/, Romae

dopo quel primo

provocalo
ne pian-

furore, divenne talmente cara a'romani,

che nonsi parl che


sero
la

di lui e tutti

te sue

Polonia e l'arciduca d'Austria, le tanopere di pubblico ornamento e di

grave perdila, chiatnando falalissimo giorno per Roma quello in cui


,

chiuse per sempre


le

suoi occhi, e nel

quacol-

Ijeneficenza, gli energici alti di giustizia

sembr
i

la

natura prenderne parte


in cui

che posero fineal brigantaggiocheda tanti anni desolava lo stato papale, e la restituita pubblica quiete. Si pu vedere l'iscrizione che fece pel suo
los,

le

intemperie

presso

romani

e le

proruppe. Tuttora nazioni il suo noSisto

me

gloriosamente ricordalo, e rester

tumulo

il

p. Si-

sempre immortale.
tura,
il

era di robu-

Rlausolea

/?o/7i.Po/2^. Ilcardinal

Pelui

sta e vivace complessione, di giusta sta-

retti

pro-nipote fece incidere sulla di


eh' era nato in
in Mollalto.

colore del suo volto non era del

tomba

Grottammare, ed
la

tutto n

bruno n macilente;
gli

l'aspet-

educato

Dopo

sua morte,

to era grato e signorile,

occhi vivaci
i-

come rilevai 36 e in altri


traggiala la

Roma, nel voi. LXin,p. empiamente olsua gloriosa memoria! Alcuni


a luoghi, fu
i

e piccoli con pupille nere, e con ciglia

narcale un po' grosse;


sa e

la

fronte spazio-

fautori delia lega di Francia, fra

quali

era capo
poli

il rammentato Olivares, avendo concitato per dispetto banditi di Nai

con incredibile temerit pretesero deporre Sisto V prima di sua morte, co,

con qualche ruga, il naso eia bocca la barba folla,bianca e lunga, conforme all'uso de'grandi di sua epoca. Il Tempesti del suo ritrailo ancora fece pi lunga descrizione, e vi comproporzionati,

prese

il

politico e

il

virtuoso. Dice lo sto-

me eretico e fautore d'eretici,per a ver prtetloEnrico


la statua

rico de'Papi l'egregio gesuita Novaes, ci-

fu sollevarono

IV Borbonej indi morto che 5ooo plebei ad atterrare che il senato e popolo romano

con giusta gratitudinegli aveano innalzata inCampidoglio,conqueU'iscrizione riportata da Novaes (ed ove aveafaltocollocare i creduti trofei di Mario). Tale fu lo scandaloso e deplorabile tumulto, che
con pena a istanza del sagro collegio jm-

tando Cercastel, Storia del cristianesimo: " Bisogna per confessare, che Sisto V dovea essere dal popolo romano e da tutti compianto, quanto lo dev'essereun buon
padre. Egli a dispetto della sua nascita noa

seppe pensare cose mediocri, tutto in lui era grandezza d'animo,tullo costanza nella sua condotta. Era magnifico, splendido
e liberale.

Provvidegenerosameule

di uf-

SIS
Tizi
i

SIS
i

109
Pontefice Sisto

benemerili, di ricompensa

buoni
i

li,

Notizie intorno alla vera origine, pa-

uiiiii$tr,(Ji(.luli le zitelle, di

limosi ne
,

po-

tria e nascita del


/',

sommo
Sisto

veri, di Ospizio gl'invalidi

e di spedale

Ripatransonei754.

Ilorfei, P'arie i-

grinleimi.

Era

dotalo d'intelletto acuto


pi

scrizioni di

Papa
I

V disegnate e inCesare, Fitadi


storico

e penetrante, di volont fervida e intra-

tt7gliatc,l\omai5S^.
Sisto

De

prendente, cose per l'ordinario


ficili,

le

dif-

F, iVapoli 755. Compendio

di

singoiar presenza di spirito, di

me-

della vita e gesta diSisto/",\eaez\a 1770.

moria tenace, mortai nemico del


conversare dolce e ameno,

vizio, nel

La

sgraziala f^ita che di Sisto

fu

pub-

ma

senza riso,

blicala daGregorioLeli, vedesi tradotta in

dovendo parlare

al

pubblico era enfatico,

francese da Giovanni

le

Fellettier

eslamedizioi'ie

maestosoecloquente Usuo temperamento era focoso, e perci quando rimproverava adirato, sembrava
clie

pala nel iIj94-

^'i*
1

abbiamo altra
7, V Histoire

ne

di Bruxelles

de la

fulminasse.

du Pape Sixtecinquiime. Ognuno peraltro sa, che


il

Mangiava
stiva

e beveva assai parcamenle,e vecon poverl, sebbene pulitissimo di

Leti per non niorir di fame,

a tutti ipotentati

d'Europa vend
le

la

sua

genio,

ma

negli abiti

da usare

in chiesa

venale penna, e perci tulle


tezze,

sue opere

mantenne

tal maest preziosa, che il suo Triregno superava in belt e valore trii

riemp di menzogne, d'inezie e d'inesat-

come

nella sua f^ila di Sisto

K,

regni degli altriPapi.In quasi tutte lescien-

ze era a meraviglia versato,non alieno dalle

che pubblic sotto il uome anagrammutico di Geltio Ruggeri. Il p. m. Casimiro


Liborio Tempesti minorconventuale e segretario generale dell'ordine,
ri

muse,

d'un incredibile cognizione delteologiche facolt. Insomsi

le filosofiche e

vendic da

ma

o Sisto

consideri nel regolamen-

quel famelico scrittore


Sisto

la

gloria di Sisto

to del suo privato, o nell'amministrazione

luediante la Storia della vita e geste di

pubblica, o negli
gli

affari scabrosissimi ch'esi

V sommo
i

Pontefice dell'ordine dei


s.

ebbe con

diversi principi,

dovr conuo-

minori conventuali di
nezia

venire, essere egli stato

uno

di quegli

754.

Il

Colucci nel

Francesco, Vei\it\V Antit. 3


i

mini rari che fannoonoreall'umanitjche gloriosamente riemp l'enorme intervallo

chit picene, pubblic di d.


zari

Andrea Laz-

d'Urbino: Elogio storico di Sisto f^


Nel 1843 fustatnpalaiu Fermo con , canzone di Francesco Pa-

che

si
il

trova fra

la

capanna

di

suo pa-

P.M.

dre ed
il

trono del Vaticano, e che fu un


pii

note: Sisto
palini.

de'sovrani

degni di regnare". Scrisse


I

Ora compir

le notizie de'di*icea-

Vaccolini.

nemici della Chiesa intinfieil

denli di Sisto V. Questi fu

un Papa de'pi

sero stoltamente e lingua e penna nel


le

per denigrare anche un Sisto V;

ma

sole

sempre sole, ed ogni nebbia dileguasi al vivo lume " Il p. Bonanni, NuI

economi, e con breve pontificato e a fronte di tante grandiose imprese condotte a termine felicemente, lasci ricca la camera apostolica e pingue l'erario papale. Pure la sua eredit deve essere stata mollo

iiisntata Poiif., die le

lusliale,

sue medaglie ilcon importanti notizie sulle sue


eretti; e lo Scilla trat-

ragguardevole, poich
la

la sorella d.
I

Camiltrov a

ge>tee

monumenti
monete

che

gli

sopravvisse 5 anni,
stali
il

si

ta di sue

nella Notizia delle

nete jonlifcie. Nella Serie de coni


dtiglie ponliflcic

modime-

portata d'acquistare nuovi


feudi.
di

ecospicui
e per

Compr

dagli Orsini

marchesato

che

si

conservano nella

Mentana o Nomento

nel

1594

zecca di R.oma, se ne descrivono 14 degli


esistenti. I\Iolti scrittori dall'

25o,oooscudi;da*Piccolominiduchid'Amalfl

Oldoino
le

in
le

neh 091 01594 compr


la

la citt di

Ciacconio accennili, scrisseio


lodi di Sisto V^

opere e

Mi

limiter a ricordarne

baronia di Pescina&V contea di Celano: tulio con alUo testamento del


Veiiafro,
I

alcuui,oltrc

gi cita li. Pietro AutuuiuGul-

596

assggell al gi fatto fidecoramis-

Ilo

SIS
rico III. Wella

SIS
Chiesa di s.'Susanna, .

so q favore del pronipote Michele, il quale in poco leuipodiveune onode'prinii haroui iojiiuiii,e perch ad essi ikjd avesse

a cetlere neppur ne'liloli,


di

b'ili[)po III le

Spagna

e delle

due

Sicilie

neli(io5 lo

<lichiar principe di Venafio che eleva piincipalo.Tanteonorilicenze e ricchezze cos consideiabili, la parentela d'un Pa-

da'fondamenti la nobilissis. Lorenzo, facendo in essa traslerire con autorit pontificia corpi de'ss. Geuesio eLleulerio; di piti assegn un fondo per due cappellanie, e alCamilla
rifece

ma

cappella di

pa che avea sapulo

l'arsi

rispellareda'pii

quante doti per povere zitelle da distribuirsi nel giorno di s. Susanna, dichiaraudone patrono il nipote. 1 romani non solo,
il

polenti della terra, procacciarono al prin-

ma

altres le provincie,

specialmente

cipe d. Michele un vanlagyiosisbimoe


iiieu

non

Piceno, manifestarono in pi circostaa-

decoroso ouUriuionio. Questo

lo con-

ze

quanto
si

l'avessero in onore,

anche eoa
nel

Margherita Ca vasio della Souiaglia figlia unica ed ereditiera del conte Alibnso di Milano, la cui eredit si teceascenderea 20 ono.scudi d'annua rentrasse egli con d.

archi trionfali e donativi.


1

Quando

589

rec in

Fermo

ricev sontuose fe-

ste, altrettanto

fecero Loreto, Groltain-

mare, IMontalto, OifidajRipalransone, Ascoli e altri luoghi.

che in pai te siasi conservata del pingue patrimonio Peretti,alaieno a temdila, sola

Molti scrittori

le

de-

dicarono

le

loro opere, per averla a be-

po di Ratti che pubblic l'opera nel i 795^, esalvandosidal general naufragio chesoffi

nefica mecenate. II cardinal A lessandroPeretti lasci l'eredit al fratello, in

irono tuttigli

altri

beni della casa di Si-

padronato della sontuosa chiesa


drea della Valle, ora
edificala.

di
e.

uno al s. An-

sto

V, sia pervenutaa'dilui eredi Sforza-

Cesariiii.Fu perd. Margherita che lacon-

leadiCincionein Ispagna passione Sm't Ili


e poi negli Sforza.

Ma

d. ftlargherita do-

da lui (Xq Te a ti ni, Clemente Vili per restituzione ili cappello alla casa di Sisto V, cre cardinale Andrea Baroni di Alontallo, che
parente de' /^c/e/^/ fu adottato nella famiglia, ne

po aver tatto padre d. Michele, di d. E'rancesco e di d. Maria Fel!ce,moi, e non come vuole il p. Tempesti che d per moglie a d. JMichele una Savelli e ignor la seguente. Essendo ancora d. Michele in verde et, nel 161 3 spos Maria Cesi figlia del duca di Ceri d. Andrea, che gli port in dote 60,000 scudi, che per stelilit si dov restituire oltre il 4- dolale. Gi d. Catudla d'anni 82 era morta nel
1

sci
sti

cognome e le armi, e laQuemor lasciando erede il figlio d. Franassunse


il
il

suoerede

principe d. Michele.

cesco,

ma

egli

cedendo tutto

alla sorella

Maria

Felice, abbracci lo stalo ecclesiail

stico e fu

cardinale Francesco Perelli


la

creato da

Urbano Vili, onde

discen-

denza maschile termin


tuariodi Gulloro, presso

in lui: nel sanla /i/cc/rt,

fond
dispo-

palazzo della Cancelleria ove abitava coi


due'nipoti, fnoda' i4higlioi6o5,e
il

una cappellania, e
se per gli eredi.
col

il

padronato

lo

ca-

davere fu

trasferito, in forzadel
s.

testamen-

to fatto, dalla chiesa di

Francesco a Ris.

pa, nella cappella Sistina in

Maria MagCa-

La sorella erasi maritata duca Bernardino Savelli, la quale nel 1 656 per morte del fratello successea tutto lo splendido patrimonio Peretti, il quale

giore, e tale fu

il

fine della celebre d.

pass alla di

lei figlia

d. INIargherita

Sa-

milla Teretti, che sostenue couvenienteineiite la dignit di sorella

velli

moglie dell'ultimo ducad. Giuliano


nobilissimi
iS/b/'Ztf.
il

d'un Sisto V.
dicondoglianfu tenuta dai

Cesarini, e iu fine l'eredit con quello dei

Alla morte di questi, larepubblica di Venezia


le

Cesarini

Quando

io

avea

scritta lettera

questa eccelsa casa entr


retti gi era

patrimonio Peil

za, ed in

gran considerazione
e

dilapidato
la

marchesato

J^api

UibanoVIl

Clemente Vili, non

d'Incisa e di

Nomento,
il

contea di Cela-

the dalla re^^iua di Francia vedova d'ijU-

uo

e di Calusio,

principiato di Venafro,

SIS
la

III
re

baronia di Pescina, e tante altre possi-

Donato
lio di

esiliato nel

4^4 ^^ Uunerico

tlciize di

Roma

e fuori, tutto era stato ala

de' vandali; Oltato che trovossi al conci-

lietiato;

ed anco

superba fUlLi Montaila /'ilLi

lo di

Roma, come pure


I

Taver-

na,

e la t-'iUa Ulonlallo,

che

descrissi a

Frascati.

suddetti beni soltanto ei pa-

Cartagine nel 523. Movce\\, Afr. Sitifi, Sillfen, ora un titolo arcivescovile in partibns che conferisce il Papa, ed ha per sudraganei simili titoli
dir.
1.
1
.

dronati ecclesiastici rimasero,efjuesti ultimi furono molti e onorifici,


i

vescovilidi
sita.

Macra, Ippa,e Lcsvila o Leuo

principali

avendoli accennati di sopra. Essi appar-

SlUNIA
(f^.)

SIUNIR. Sede
i\.c\

arcivesco-

tengono, come
Rlonlalto e lo

il

gran cognome Feretti

vile in parlihus

Patriarcato

armeno

stemma, all'attuale e nominato duca Lorenzo Sforza Cesarmi. Vac la s. Chiesa i8 giorni. SISTO, Cardinale. V. s. Sisto ili
Papa.

nell'Armenia maggiore, che confe-

s. Sede agli abbati generali dei monaci benedettini antoniani armeui^l/e-

risce la

diitarisli (^.), nel quale articolo riportai che perci n' fregiato attualmente mg.rGiorgio Murmuz, edelie decorazioni

SlSTROiNI A. Sede

vescovile dellaNii,

inidia neir Africa occidentale

sotto la

Cfiueslri a lui conferite, risiedendo in

Ve-

metropoli di Cirta Giulia,

il

cui vescovo
'J*^

nezia nel monaslerodell'isoladis. Lazzaro


di

Adeodato

fu esilialo nel

4^4

Unneri-

sua congregazione,per ordinare nel rito


i

co re de' vandali, per avere ricusato sottoscrivere le proposizioni erronee de'donatisti,

stessa congregazione e dimoranti nel medesimo. Da

armeno giovani monaci della


un documento

proposte

\iella

conferenza di Car1.
1

della congregazione con-

tagine. Murcelli, Afr. dir.

cistoriale rilevo,

che ad istanza de' moal-

SITEN,
le

Silcnsis, Siiae.

d'Alrica nella

Sede vescoviprovincia della Maurila

naci tncchitarisli esistenti nella detta isola,

incominci Pio VII a promuovere


partibus l'abbate generale della

tiana Cesariense, sotto


Giulia.
tista,

metropoli di

la dignit arcivescovile e a

questo titolo

Ne furono vescovi Saturno donache intervenne alla conferenza di Cartagine nel 4' ', e Reparato cattolico
esiliato nel

in

mele

desima congregazione monastica per


dette ordinazioni; interpellato
il

patriar-

4^4''"' rede'vandali Unnet.

ca di Venezia dal cardinal prefello dell.i

rico. IMorcelli, Afr. dir.

i.

congregazionedi propaganda ^/(/e^


di

il

pre-

SITI FI,

Sitiplia, Sitifis.

Sede arcive-

lato fu favorevolissimo all'introduzione

scovile dell'Africa occidentale, nella provincia ecclesiastica della


Sitili

questa dignit nella sua diocesi patriar-

Mauritiaua di

cale, laondecon biglietto dei cai'dinal [>re-

Silifeiise, di cui nel secolo

di-

felto a mg.i" Lacchini uditore del


gli fu

Papa

venne metropoli, con 4^ sedi vescovili per sulfraganee, che si ponuo leggere in
Coiuuianvilie, nell' ///.?/. de lous les tir-

assegnato

il

titolo arcivescovile rii

chiesto, previ tulli

necessari atti per la

proposizione

in concistoro,
il

dovendosene

dieveschtz.

Sitili

o Setifl una citt di


j

(juindi S[)edire

breve

di provvista.
s.

La

Rarbarianel regno d'Algeri, 2


nel

leghe al

pratica sino allora uxita dalla

Sede, era

sud-ovest di Cuslanlina. Divenne celebre

di doversi spedii e la bolla in seguito della

medio evo, per

la resistenza ostinata

proposizione Iella dal Papa in conci-

che oppose a saraceni. In mezzo alla citt sonovi fontane, che danno inrac(|ua abbondantissima. Si conoscono vescovi, Severo di cui fa menzione s. Agostino nella lettera a \ iltoriano; Novato che troi

sloro, e

non

il

breve che solo

si

spedisce

per

le

provviste de'vocovati litolari ac-

cordati dal

voss alla

conferenza diCarlagiue nel

i;

Papa per la congregazione di propaganda a'vicari apostolici. E con ci da iiIcvai>, che qticslo fu il pi imo escu)pio the il Papa concesse uu titolo ri

iia
pariihui

SIU
ri/k'liurn,

Sl
fu questo ar-

V
i.

quale

nia fu decoiaio col litolodi metropolita,

civescovile di Siuna per apostolico Ijie-

gli fu

accordato

il

posto d(q)u d pa-

vCjdopo d'aver fatto il consueto processo e stampata la solita proposizione, la quale Pio VII Jessenelconcistoro de'28 maghici 8o4, e fu fatta in prevenzione la professione di fede prescritta con particolale foiinola agli orientali da

non radunava concilio provinciale o nazionale, n si poteva consagrare patriarca armeno, senza la di lui assistenza. Egli
si

triarca di Eziniazin o Ecimiazin; e

avea inoltre
avanti
la

il

privilegio di farsi portare

Urbano Vili
fatti lutti gli

croce eretta sopra un globo d'o-

avanti

il

dello mg. l'uditore. Questa dunI

que fu
alti
le,

la

/
si

volta,

che dopo

preliminari alla spedizione delle bol-

ro, ed avea il titolo di 2'eolimo e di Padre spiriluale. Trovo nel p. Le Quien, Oriens chr. 1. 1 , p. 1 444 che vescovi di
i

invece

ordin dal Papa

la spedizio-

Siunia presero in seguilo


civescovi, e

il

titolo di ar-

ue del breve. L'armena provincia e diocesi di

Siunia situata nella parte orien-

poraneo

tale del celebre

monte Ararat,
Il

del quale

riparlai all'articolo Sirace.


di questa provincia

principato

ebbe principio circa

si conosconoSlefauo contemPapcheno, patriarca d'Armenia, ed Orbelo di cui fa menzione il patriarca Gregorio V in una delle sue lettere ad Aitone re d'Armenia.

di

2000 anni

avanti l'era nostra, ed aven-

do prodotto molti eroi, fu rispettato sempre non solo dagli armeni, ma anco dal
le altre

SIYIAP.DO o SEVARDO(s.),abbale. Nacque a Dabien nel Maine, suo padre chiamavasi Sigeramo e la madre Adda,
i

nazioni.

Ed

perci che al prinil

quali lo fecero educare nelle scienze e

cipe di Siunia fu accordato


di

privilegio

nelle
il

massime
si

della piet.

Abbandonato

aver soglio o trono di argento, e di portare una piccola striscia o piccola banda al cappello tessuta di perle, anello con
lettere grossissime, calzari o coturni rossi,

secolo,

consagr a Dio nel monastes.

ro di Anille o di

Calais, di cui diveni

ne abbate, e

vi

pratic lutti

doveri di

buon

e scettro d'oro col

nome

e titoli del-

la tribia scritti sul

e
I!

medesimo. In seguilo nel secolo X ebbe pure il titolo di re. principato termin neh 166, dopo 196
di regno,

anno 8. del re Teodorico Ilio Teodorico lV,cio nel 681 o nel 728. La sua festa riportata
superiore. IMori nell'
ili. "di

marzo.
Citt con re-

SIVIGLIA [Hhpalen).

anni

essendo stato
il

il

paese de-

sidenza arci vescovile nella Spagna, capo-

vastato da'tartari sotto

principe

Lang-

lamur. Questa provincia fu


vertirsi al cristianesimo

lai. Riconla

luogo della provincia del suo nome, a 24 leghe da Cadice, 44 <^'^ Granata e 86 da
JMadrid, in vasta pianura, fertile e delle

per

predica-

zione di

s.

Barlolotneo apostolo, quindi


ristabili-

\euue cenualaprolofedele.Ne

pillamene, sulla sponda sinistra delGuadalquivir, che si traversa sopra un ponte


di battelli

tnento del cristianesimo nelT Armenia per mezzo di s. Gregorio Illuminatore, il principe di Siunia fu quello che ricev da
lui
II,
il

che mena

al ricco

sobborgo
si

di
fa

Triana

sulla riva dritta.

La marea
1
il

sentire a Si viglia, cotnech questa sia lon-

battesimo insieme col re Tiridate


s.

tana 3o leghe dalla costa.


di
!

bastimenti

e con questi e

Gregorio
I. si

si

rec in

Roma da Papa s.

Silvestro

La provin-

cia e diocesi di Siunia

distinse partico-

larmente nelle scienze ecclesiastiche, e


diede molli valenti scrittori in quelle materie; quindi che la sede di Siunia fu

Guadalquivir da s. Lucardi Darameda, alla sua imboccatura nell' Oceano sino a Siviiilia. o Questa citt, la pi grande del regno di Spagna (f^^.) dopo la capitale, tra fiorenti e ubertosecampagne, residenza di un'utonnellate risalgono

5o

sempre venerata, ed a'tempi di ISersetc ilGraude nei lY secolo, il vescovo di Si u-

dienza regia ossia corte suprema per

le

Provincie di Siviglia e Cadice,del gapitauo

SIV
generale deirAudcilusia e
aulort della pi-oviiico;
ilelle

SIV
piiinarie

dome
no

di belli

marmi, pittm'e

e altre de-

liu lu figura d'un esagono irregolare di circa una Ioga ei/3 tli arcuilo, uou compresi i c) sobborghi che la circondano e loiuiiuio una linea di

corazioni, con giardini deliziosi. Si contapili di

3ofjntane pubbliche, non comi

prese (pjelle che adornano


.
i

passeggi e

gli
gli

edilizi pubblici, e delle (juali

ponno

circonvallazione di 4 leghe e iji ; essendo le mura a merli da cui cinta, e che si


allribuiscono aOiulioCesare.slate in gran

abilunli far uso. iXel


lizi

oi

dine degli edi-

notabili collocasi la celeberrima cat-

tedrale, magnifico

monumento primario
i

parte riparale in pi tempi, anco da'goli


i;

di stile gotico, principiato nel


sito
1

4o

nel

mori, fiancheggiale

daiGG

torri della
i

d'un'anlica moschea, e terminato nel


o;

medesima coslrnziuueeapeite da 5
le, la

[)or-

ammirasi
gli

il

grandioso della siiaardi scnllura e


la

pi bella delle quali,

(|uell.i

diTria-

chilcltma e

ornamenti
dappresso

vd o arco Irionfale, va adorna ne doriche e coronata da un

di

colon-

pitlura.Cli sorge

attico;
s.

Tab

ce Giralda costruita sino a


altezza nell'annui

famosa tor5 settimi di sua


per servi-

tra tra le principali e delta di

Ferdi-

eoo da'mori,

Uiindo, fu danneggiala nel terremoto del

re d'osservatorio, e che nel secolo


stata portala all'elevazione di

XVI

8 6. I sobboighi vastissimi sono quelli di llumeros, Cesleria, Baratillo, Carreteria, Rosolana, s. Dernardo, s. Hocco,
1
I

820,0

co-

me

vogliono

altri

3G4

piedi, conipresa la

statua di bronzo dorala posata sopra

un

Mucarena eTriana; il (jual ullimo,di nonie romano, il pi esteso e meglio popolato di tulli: situato sulla sponda destra del fiume, non comunica culla citt se non per n)ezzo del detto ponte. Questo sobborgo e quelli d'Alcal si ponno paragonare alle citt per ampiezza e bellezza delle loro chiese, fontane, passeggi

globo dello stesso metallo e che rappresenta


il

la

Fede

trionfante, e perci
la

si

ritiene
:

f ibbricalo pi allo di tutta


tori

penisola

contienequesta
nandosi a
(est

ea jcam|)ane che suo-

rendono un'armonia nierasi

vigliosa, allequali

giunge perundulcisbell'orologio; dal glo-

.simo declivio, ed

un

ed eleganza

di case. Tali

sobborghi

si

estendono sulle 4 principali strade che conducono a Siviglia, la quale racchiude

monumenti
zi

del pi alto interesse e della

bo immenso che lacoiona godesi d'una vista som matnenle eslesa e tra le pi pittoresche; si ascende agevolmente alla sommit mediante comoda cordonala anche a cavallo.Questa chiesa metropolitana, ampia e magnifica, dedicata alla B.
gine, ricca di preziosi utensili sagri,

uicuriosaarchitettura pe'stupendi avan-

lemonumentali memorie del dominio romano. ContieneSi vidella moresca,oltre


glia

Vercon
ca[)il

cura d'anime amministrate da un


ballisterio: tra le reliquie in

moltissime piazze pubbliche e vie che


piazze prindella

pellnno nominato dal capitolo, ed ha


razione
di

\anno migliorandosi. Tra le cipali, vanno distinte quelle


citt,

gran veneIII

Lonja

il

corpo

di

s.

Ferdinando
Il

re

ossia della Borsa, Tallra dell' Ostello di

Leone

e di Castiglia.

capitolo secon-

decorala d'una bella fonlana,e quel-

le dell'arsenale.

Le case sono bene


moresco,
il

edi-

componeva

ficate sul gusto

che d

alle vie

do l'ultima proposizione concistoriale si di dignit e la maggiore il decano, colle due prebende del teologo
i i

sinjo n' l'uiterno,

ma comodisamenissimo e bene adattatu al clima: gli appartamenti stanno sopra una galleria che sorge intorno a una corte, in mezzo alla quale elevasi una fontana a rinfrescare l'atmosfera; jiarecchiu di tali cusc buuu iiccamculc aun aspello
piuttosto triste;

e penitenziere, el'usodella mitra nelle solennit, di

4o

canonici, viginti integrisi


,

ac

loliderii

mediis ralionaiiis

non che
i85i

cappellani, preti e chierici pel servigio divino. In vigore del concorilato del
fu stabilito di
il

capitolo di

28

capitolari e

22

bcnciiciati, oltre la dignit del cap^

IC(J!>^rrvairvi,

ri^r

ii4

siv

siv
giiie del giiiMInre

pelliiiiomiiggioredis. FerdiiiaiKoIII.Pel

beatissimo de' .santi in

iiicdesimo concordalo fniono assegnate

cielo, fra icori degli angeli, alla

presenza
i

per Millraganeedeirarcive.scovolesedi vescoviliditV///rtm(acni


(li

del

Santo de'sanli. Finita


[)roslrano
al ss.
ili

la

danza,

lan-

nnita ^.Ci siofo-

ciiilli si

bel nuovoginoccljiosi

rocon vcscovoausdiario), Cordova, Cadice e Pace. Prima erano Cadice, Canarie,

ni

dinanzi
la

Sagratnento, e

d eoa

esso

benedizionesolenne, Sniennissimti

Centa, Malaga, TenerilFe o s. Cristofuro. Pi anticamente fuiono sn'Iraganei del metropolitano di Siviglia vescovi di Tali

la processione del

Corpus Domini, che


l'i

rende

la

piazza della cattedrale splendi-

da

sorprendente. Tale

<nnenso con-

ta, Niebla, Ecija, Cadice,

IMedina Sido-

corso degli spagnnoli, anche di lontane


parti, e degli stranieri,

ma, Gnadix, Bueza, iMaga^tra, Cabra, Salaria, tutti vescovati istituiti nel VI secolo, tranne IMedina e Guadix fondati nel V. JXun molto distante dalla cattedrale, il grande e decente palazzo aicivescovile. Per i'abbondanzaesqnisitezzadel ce-

che conviene
la

tal-

volta respingerli alle porte della

citt,

Tutleie principali slradeove passa


cessione sono ornaledelle
piii
i

pr-

bclleeriobalconi nel

che tappezzerie, sfoggiando

maggior

lusso di stolFe. Alla lesta della


la

lebre tabacco di Siviglia,

Urbano Vili
la

ai

processione portata

gran bandiera

3o gennaio 642 fulmin


I

scomunica a
sontuo-

della cattedrale con asta d'oro, e sul drap-

cluunque

lo

prendeva

in questa

sa cattedrale,

perch era divenuta tutta


metro[)o-

sporca per tale abuso. Questo pontificio


rigore fu in riflesso di essere
lilana di Siviglia
la la

p rappresentata la Cena del Signore, Quindi viene la grandiosa macchina in forma della torre Giralda, colle due ss, Vergini pallone della citt che stanno in
atto di sorreggerla,

piL bella

per strutle cliie-

rammentando il

pr-

tura e
se
ili

[)er

magnificenza di tutte

digio ricevuto da essa a loro intercessio-

Spagna. Nel
p.

l.xi della Ci\'ill cai-

tolicaa

4o3,

si

legge una singolare ce-

ne nel terremoto deli ySo che desol la Spagna. La macchina poi tata daiGuomini in costume spaglinolo, ed intorno danzano de'fanciulli vestili da paggi, cnalancio le laudi eaccompagnantlosi col suono delle naci;liere. Dipoi segue il sontuoso tabernacolo d'argento massiccio col
ss.

lemunia

ecclesiastica

che ha luogo nella

metropolitana due volle l'anno, cio nei 3 ultimi giorni di carnevale e in luttal'S.
del
ss.

meiitre

Sagramento, innanzi a questo e canonici stanno terminando vei

S[)ero in coro. Dieci fanciulli vestiti eie-

Sagrainento, e lavoralo
pii^is(|iiisite.

di cesellature le
la

dell'arcivescovo,
,

ganlemenle da paggi, alla presenza pure coll'accompagnamenlo dell'orcheslra dopo aver venerato il ss. Sagramento, si cuoprono col cappello, e divisi in due schiere e presisi per aiauo incominciano cantando una danza lenta,
grave e figurata, che producetoslo su
li

Accompagnano
vestili

pompa sa-

gra parecchi giovani

coU'anlico co-

stume nazionale,
al clero

e facendo bella coi'ona


preziosi

vestito di
la

paramenti:
al

chiudesi

processione da un popolo ine

numerabile, che canta

salmeggia

suo-

tut-

nodi nacchere. Le
gr Ionie,
steri e
vi

chiese

parrocchiali
sa-

gli aslanii,

clero e popolo,

tua impressione,

una vivissiun entusiasmo frenato

della citt sono 2?, tutte

munite del
ss.

la collegiata del

Sal-

dallariverenza.Dipoiripreso ilballoeuon
tenendosi
le dita le
ili

valore, molte confraternite,

20 mona-

pili

per mano,

ma

agitando fra

conventi di religioseedi monache,

nacchere, e col vivace croccar queste accompagnandogli armonici


della voce e del ballo, cresce

diversi ospedali, collegi e seminari. Inoltre vi

sono parecchi stabilimenti benefiospizi pe'convaleseenli, pei

movimenli
rcslasi.

ci e letterari,

in tulli gli spaglinoli la gioia, l'entusiasmo,

preti e pe' vecchi


lelli,

d'ambo

sessi,

pe'trova-

Quella scena secubia un' imma-

pe'pazzi, periuaritare e dotare zitel-

S
le

V
fu Irasferito
s.

1 1

poveie,perdislribuuesoccorsi adornicase di reclusione per


s. s.

prima oella

caltchiile di

cilio,

i5()2 la
legio di

le donne. Nel Sede Ibiid in Siviglia il colGregorio I per gl'inglesi e le

Domingo,

e poi in (piella

d'Avana o

s.

Ciistufuro capitale dell'isola di


lui

Cuba da
so-

scuperla. Altri principali edilizi

Diissioni d'ingliilterrn, sotto la direzione

no: l'antica Certosa sulla

sponda destra

de'gesuili. In principio poteva nianlene-

del Guadalquivir, riinarcabdc precipua-

re

Go

alunni, quindi tu dotato dalla pia


de'i e di

mente

pe'qnaclri de' primi maestri spala

munilcenza
tirono.

Spagna. Decaduto

il

gnuoli che decorano

chiesa e per

collegio, e ridoni gli alunni a 7, se

ne paranni, la

Chiuso

il

collegio per
i

20

riaperto per gl'irlandesi,

(juali

per non

potendoassuefarsia'cibied alclima,! beni


l'urono riuniti alcollegio inglesedi Valla-

dolid.Traglislabilimentid'istruzioneeulililpubblica,vi l'universit fondata nel

gran numero di mausolei arricchiti di uarmi preziosi, statnee bassorilievi di lavoro perfetto; il monastero di s. Guolamo, chiamato di Ducna- f^ista stante la bellezza della sua veduta, raccomandasi per l'eleganza dell'architettura e per una.
infinit

d'ornamenti

di

buon gusto
la

e di
sta-

i5o2 dalcan. Uodrigo Fcrnandez,


s.

che

pitture, e soprattutto per

famosa

produsse pi uomini celebri, il collegio di

Tommaso

pegli ecclesiastici, quello di

Girolamo del Torregiani, considerata un capolavoro; l'ospedale della


tua di
s.

umanit, di farmacia, due scuole di matematiche donde sono usciti eccellenti allievi, tra gli altri D. J. Isidoro Morales, una cattedra d'agricoltura, una scuola di
belle arti, e diverse di latinit, scuole
ili

Sangre, vasto
secolo

monumento

costruito nel
ilei

XVI;

l'Alcazar, antico palazzo

re mori,

non meno amn^irabile dell'Al-

navigazione,
ta di
s.

d'artii^lieria, di

marina

del-

liaad>ra di Granata, siccome fabbricato con araba magnilicenza ricercala, e elio racchiutle belle corti con fontane, gallerie di

Telmo.

Possieile questa cospicua

marmo,
una

in

una

delle quali

si

rac-

citt parecchie

corporazioni letterarie che


il

colta

preziosa collezione d'antichit

pubblicano memorie, come

grande

col-

legio Maese-liodrigo, la societ di medi-

greche e romane, bagni, come anco giardini deliziosi che m primavera servono di
pubblico passeggio;
l'oslello di citt, aii-

cina e di scienze naturali, l'accademia di


helle lettere, e
la

societ economica;

due

tico edifizio d'architettura bellissima; la

biblioteche pubbliche, cio della citt e


del clero, questa a[>pellala

essere stata

Colombina pev originariamente donata da


figlio

Lonja o Borsa, opera di Juan de IJerreche fece un felice misto degli ordini dorico e jonico,ove si conservanogli arra,

Ferdinando Colombo
tale Cristoforo.

dell'immor-

chivi degli antichi navigatori spagntioli,

Alcuni riferiscono e pie-

tendono mostrarsi ancora in Siviglia la casa ove moiiCrisloforo; sar forse meglio li ritenere, quella ove abit per qualche tempo. Imperocch, memorp.bile esempio dell'uicostanza del favore popolare e
ile'

aiarittinie;

rinomati nella stona delle scoperte il fibbricato della manilalluil

ra di tabacco,

massiiuoili Siviglia, co-

struitodopo

la

melii del secolo passato

da

Carlo
sto;

111, di stile

semplice

e oltinjo
si

gu-

lachiesade'cappuccini, dove

osser-

come dell' instalViliti delle grandezze umane, rifinito dalle fatiche


principi,

vano molti quadri

de'[)ii belli di

Murilchie-

lo,esculturede'niigliori maestri;
sa dell'ospedale della Carit

la

gloriose per aver dato


alla

un nuovo mondo

che contiene

Spagna {f.),
1

e dall' ingratitudine

provocata dall'invidiacdalla gelosia, mo5o6 in Valladolid. Il suo corpo, ri nel


comedis^i ad AMEnif;\ fu tr.isportalo nella chiesa

8 (piadri dello stesso pennello; piella ilei domenicani, nella (|uale ammirasi parecchic belle pitture di Zurbaran, e statue
d'un lavoro prezioso, tra le altre quella di s. Duiucuico, eseguita da J. M.atiucz

de'certosim di Siviglia, donde

1.6
Rlonlaqiics;
il

SIV
palazzo arcivescovile, quella

SIV
glia

16,000

telai di
si

manifatture seriche, le
si

lo della ragione, zecca, e


li,
il

dogana,

l'ai

senale, la

quali nel

1797

lidussero a 23oo! Vi

palazzo dc'duciii di Mediuace-

f'aljbiicavanopurepanniassai

belli, fabbri-

bell'edilizio cliianialo casa di Pilato,

cazione poi ridotta a panni grossi. Sonovi inoltre

per essere sialo fabbricatosul modello di quello che credesi stato abitalo da quel governalore di Genisaleuuiie, e che va

nuiuerose fabbriche

di cappelli

comuni,
io,

di bellissimi pettini, di tela iuceil

rata e ricercata, e di altre cosecoine


i

cuo-

adorno
gnifici.

di statue e

colonne preziosamen-

marroccliini, e alcune manifatture di


11

tclavorate, non raenoche di giardini

madi-

maiolica.

governo

vi stabili

una regia

Tra
la

monumenti

antichi

si fa

manifattura di tabacco,
la

la principale di

stinguere
lio

torre d'oro attribuita a Gi-

Spagna, che impiega quasi 3ooo persone;


fonderia di cannoni, e
la

Cesare, probabdiuente innalzata adi-

manifattura
del-

fesa del {lume, e

composta

di 3 corpi di

di polvere sulfurea.
la

Lo stabilmiento
l'attivit

Jiabbrica di fguiaoltagona,e l'acquedot-

zecca risale a'primi tempi della couqui-

toroniano denominato loiCnguos de Carmona, che ha4ioarchi e conduce in citl le acque di sorgenti lontane una buoDa lega eip, indi restaurato da' mori e
dagli spagnuoli.

sta;

grandissima ne fu

dopo

la

scoperta dell'America; a piedi della torre


d' oro sbarcavano
i

preziosi metalli del

]Messico e del

Due colonne

sulle quali

streo in

Per per convertirli in piadoppie da 4; ma dopo l'indipeiii

vedonsi posate leslatued'EicoleediGiulio

deiiza delle colonie spagnuole,

lavoriso-

Cesare, e che credolI^i avanzi d'un an-

no

di

poco momeiito;non bai te questa zec-

lico
lui

tempio d'Ercole, danno ingresso ad grande e bel passeggio, decorato da


di

ca che

monete d'oro

e d'argento.

Alcun
coui-

tempo dopo

l'espulsione de'mori,

il

6 fontane
scita

disegno diverso, e

la cui u-

segnata da due altre colonne di


parecchi altri
gli

mercio di Siviglia ripigli molto splendore, omle questa citt divenne in qualche

costruzione moderna, ciascuna sormontata (la

modo
ta del

il

centro del trallicoe delle ricchez-

una Ijgura
Salon e

di lione:

ze della

passeggiluiigoil fiume, tra


lo del

altriquel-

Spagna, e dopo la detta scoperNuovo Continente ebbe ella sola il


di quella parte del

di Bellaflor, l'ultimo dei

monopolio
regno;

quali ha 3 leghe d'estensione, concorro-

ma

al principio del secolo

mondo col XVllI

no

a rendere piacevolissimo

il

soggiorno

Filippo

V lo

trasfer a Cadice, stante l'iini

diquestacill. L'industria di Siviglia, an*


ticainente fra
])re
le piia

possibilit in cui trovavansi

bastimenti

floridissime, e

sem-

dopo il secolo met del seguente pareva che riprendesse maggiore attivit, e nel 1 779 vi si conlavano 23 8 telari di sestata in decadenza
la

XYll, verso

lerie e ricchi drappi ch'erano la princi-

pale sua fabbricazione,ma

dopo quel tempo concorsero diverse cause a sminuirne piodigiosamente il numero, sicch da ultimo sembra che fossero 160 e pi. V^eramente non si sa a quale geografo propendere, nella disparit enormedelle loro cihe, trovandosi un compdalo'C in conflitto continuo colle loro contraddittorie asserzioni;

Guadalquivir, esscudo quelli che pescano pi dito piedi d'acqua costretti a fermarsi 3 leghe sotto Siviglia, ed maggiori a restarsene a s. Lucar alla foce del fiume; la quale traslazione port un colpo mortale al coinmei ci di questa citt, e quantunque Cargrossi di navigjre sul
i

lo III volle ridonargli l'attivila col leii-

dei lo indipendente da Cadice, ed accor-

dandogli

la

libert di tenere relazioni col-

le colonie,

non ha potuto che debolmengeografi invece narrano,

le rialzarsi. Altri

cheera un teuqjo il fiume navigabile auche pe'grossi bastimenti fino alla sua spiag
gi,

dappoich scrivono

altri,

che

in

maoraaiD
le

leghe di distanza conviepiccoli ballelli. Nei

tcmpo

della sua pro>peril coniava Sivi-

ne scaricare

merci su

V
al tmllii^o

117

prioii anni del secolo coi renle In coinpn-

gniaclel

Guadalquivir diede

un

possono fare nsceiulerc a circa 100,000; in)peroccl)c delia grande citt di Siviglia
volgare
il

po' pi d'energia e attivila, introducendo


sul

proverbio spagnuolo: Chi noti

iumela navigazionea vnpore,per niozil

ha
I

visto Sii'iglin,

nonhn

visto meraviglia.

zo della quale Siviglia nianliene

caho-

sivigliesi

sono franchi, gioviali e troppo


l'istruzione, e coltivano

taggioco'divorsi porti della penisola, einii


alcuni della Francia; fu |)ure col medcsi-

generosi;
le arti

amano

e lescienze con

rao scopo divisalo

un canale da
la

Siviglia

doloro

di parlarelia imi
si

molto ardore; il monon sochedigra


gli altri

a Cordova.

questa citt

patria de-

zioso di cui

burlano

spagnuoli;

gl'imperatori Traiano, Adriano, Teodosio


1,

de'redi

Spagna Ferdinando IV ed Endi

ardente n' il carattere, la convers,i7oue animatissima e spiritosa, sono eccellenti


soldati e buoni marinari.

ricoll,ed'uua moltitudine
distinti, tra
i

personaggi

da citare il prde d. Manuel Ponce de Leon, il duca di Montemar che riport sugl'imperiali la
quali
si

lia

Le donne gene* ralmente parlando sono piccole hanno molta grazia e vivacit, e sono gilosis>ime; il modo di adornarsi lui in e>seun diedi
,

famosa

vittoria di Bitonto,

d.

Luigi di

particolare che

Cordoba celebre navigatore; imalemalici Juan Hispalense e d. Petro de IMediiia; Bartolomeo di Las Casas domenicano vescovodi Chiapa, tanto ne'duemondirinomato per lasua (lanliopia; Lopez diRuedaodeVega celebre nella poesiadrammalica e
i

Ambo
d'ogni

sessi

le rende sedureuli^isiine. sono appassionalissimi pii

altri

per

la

dan/a,

al

suono delle
ce-

nacchere

cos caro agli spagnuoli, ed


la

lebre Siviglia in tutta

penisola per le
di Siviglia Iro-

sue danzatrici.
vansi
siti

mercati

bene

forniti, sj)ecialmenie di squi-

padre della commedia spagnuola;

frutti, erbaggi, pesce,


i

selvaggina epol-

poeti J.

Henera,
J.

J.

Hargijo, Baldisser-

lame, ed
ri.

viveri in generale
i

non sono capiaceri, ai-

ra d'Alcazare d.

de Jauregui, l'econoi

Svariatissimi sono quivi

mista Antoniodi Ulloa, ed


ri

celebri pilloJ. di

meno quelli del


si

passeggio;pura raria,qua'
I

e architetti Luigi di Vargas,

Las

sempre

bella e serena.

contorni di <oi

Roelas, Juan del Caslillo che fu maestro


di Murillo, F.

venie Irovansi inondali; ed


ligne; in

vapori (he

Pacheco a un tempo anco poeta, F. ditlerrera, Diego Velasquezde Silva, Bartolomeo Esteban Murillo, il la-

n'esalano cagionano febbri terzane e

sposti

maautunno vi si rimane talvolta ead un caldo oppressivo recato dal

muso paesista
li

F. Antonilez,gliscultori Pefiglia, ed altri.

vento chiamato solano, chegiungedai deserti

dro Roldan, Luisasua


gli

Tot-

arenosi dell'Africa,
di Siviglia e

autori concordano nel dire chela pal

L'epoca della fondazione


ignota, e tutti
Plinio,
i

polazioue di questa citt era

tempo

dei

geografi antichi Strabone,

mori considerabilissima, che allorqnando fu ripresa dagli spagnuoli ne uscirono

gi antica a'tempi loro;

Tolomeo ne fannomenzionecome dilettanti di mei

400,000
secolo
ti:

indivi(.lui,eche

XIV

nondimeno nel avea ancora 3oo, 000 abilan-

raviglie l'attribuiscono a Ercole Libico,


allri a'fenicii,

epietendonoclie

il

suo pri-

Zuniga contemporaneo della peste che la devast neliG4q assicura che vi perilono 200,000 persone. Dopoquel tempo
l'emigrazioni in America, la cadutadelTin-

mo nome
pianura.
I

Hispalis

sia fenicio e significhi


la

romani

chiamarono A'owil

la, e Giulio Cesare vi aggiunse


di Julia: vi

nome

dustiia e del commercio, e

le

guerre

ri-

dussero notabilmente
polazione.Ora
presidio, u
gli

il

liiimero della \w-

molla oscurit sull'attuale nome, che si crede imposto da'mori. Divenne colonia militare romana sotto Nerva, e fu reggia de' vandali, de' visigoti e

abitanti, non

compi eso

il

gli

stranieri
vi

labellezzadel clima

che le faccende o fanno afluiic, si

de' mori maomettani. Siviglia cnpilale

dell'Andalusia o

/V7/u/d//7/<^/,

antica pio-

ii8
viiicia
Ili,
ili

SIV
Spngiia, l'anticn lctica le'roma-

SIV
pitale (le'[)0sse(liinenli suoi nella Spasila,

nome

derivato

tUii iiiinie

Boetis, oggi

e fu quasi seuipic sino a Filippo

la re-

Guadalquivir, che la irriga, e quali. suo fiume attraversandola in tutta la sua esleiisioiie la
li

divide in

due

parli.

vanda-

vi

si

stabilirono nel

secolo, e perci

sidenzade'monarchi spagnuoli. LeCorles vi si convocarono 8 volte, ed una delie 8 citt die hanno volo con titolo di regno. IVe! 1/178 vi fu tenuto un congresso o coiicilionazionalo.chedecisedellostabilimento dell' inquisizione
nel regno, la quale

diconoalcuni che fu chianiata / aiidalnzia o Aidalnzia, J'andalilia in latino,

Diversiautoripeicredonochequestonolne le venne dall'arabo, significante Terra d'occidente, rispetto alla llauritinna


dalla quale derivavano
iTiaoniellaui.
1
i

verso ili48i

si

stabil lai.^ volta nel ca-

stello gotico di

Triana. Su questo pun-

to e altro riguardante Siviglia, meglio

conquistatori

vedersi l'arlicolo Spagna. Siviglia in ogni

visigoti o goti occiilentali

tempo
i

stata

il

centro de' lumi e delle


i

prima nella Linguadoca,e poi nella Spagna verso 114' 2, o secondo altri nel 470jCon passare le Alpi quando Teostabilironsi

scienze, tanto sotto


goti

romani, come sotto


meglio
le arti

ed
gli

mori;

lo fu eziandio e

sotto

spagnuoli, ma

visonocotii-

doricostabiliva iultalia
orientali.

gli

ostrogoti

goti

parse con magginrsplendoredellescienze.

Questi barbari,
il

([unsi lutti aria-

Ed

perci
1

che
fu

fu detta \'y4lene di

Spa-

ni,sparsero
glii

veleiiode'loroerrori ne'luo-

gna.\e\

649

devastata dalla peste; nel


fu conclusala pa-

da essi invasi, e ne contaminarono la Spagna. Gli arabi o mori entrarono nella

1729 a'9 novembre vi


ra e la Spagna. Nel
i

ce e l'alleanza tia la Francia, l'inghilter-

coiilrada,eoccuparonoSi viglia nel7

i,

755

pat pel terre-

che fecero capitale d'un regno che sussistettedal ioaSal 247;altri regni da'medesimi formali furonuquelli di/i:zf/i, Co/'i

molo non poche


1'

rovine, nel

1800

la

pe-

stilenza loriiad affliggerla. Al

tempodelricev la
vi si

invasione francese nel

1808
vi

dova
vent

e
il

Granataj
111
il

e cos l'Andalusia di-

giunta caccialada Madrid, che

uian-

centro della mauritana potenza,

tenne fino ali8io,in cui


francesi nel
i. "febbraio,
i

entrarono!

Ferdinando

Sanlo
il

re di

Leone

e di

quali poi l'eva-

Castiglia, conquistando

regno diCordo-

va nel i236, di Jaennel 1243, edi Siviglia


nel

cuarono a'27 agostoiSia, eia ripigliarono nel 1828. Fatale per Siviglia fu il
terremotodegli febbraio! 8 [6,e bie gialla nel 1820. Nelle guerre
i i

1248 dopo un
si

assedio de'pii ostinati

la

feb-

Spagna, riun questi legni alla sua corona ene fece altrettante Provincie, confinando maontettani nel territorio di Granata. L'Ande' quali
parli nella storia di
i

fra d.

Cai lusela reginaCrislina, Siviglia

fubom-

bardata e incendiata da
Esparlero.
risale al
i

Van Haleneda

La

sede vescovile di Siviglia

dalusia, contrada

la pili fertile

commerfiori-

."secolo della Chiesa, quindi nel

cianledelIaSpagna, chiamata ilsuo giar-

III secolo

divenne

lYietropoli della Deti-

dino e granaro, per


dezza
,

la

sua vegetale

ca e dell'esarcato di Spagna.

Fu Papa

s.

composta presentemente delle

Simplicio chenel
la

482

fece i. "primate

iiel-

provincie d' Almeria, Cadice, Cordova,

Granata,riuelva,Jaen, Malaga eSiviglia:


la

Guadiana
i

la

separa dal Portogallo, e


i

celebri ne sono

suoi vini. Di quasiscelspettacoli della nazione,

gono
i

tuli

per

gli

non degeneri da quelli d'Arabia dondederivarono,e le pii accreditate razze di meriuos. Dopo che s. Ferdinando
cavalli
111

Spagna il vescovo di Siviglia, nel modo che riportai nel voi. LV, p. 202, cio commettendogli le sue veci come suo vicario apostolico nella Spagna; primazia che nella Spagna dur (ino alla celebra 7oue del concilio di Toledodel 610, ci che alcuni ritardano al 681. Dopo che mori occuparono Siviglia, res' la sede
i

s'impadroudi

Si viglia,

divenne

la

ca

arcivescovile vacante, e solo fu reintegra-

SI
la

V
ferm con un
toscrisse,
$. s.

SIV
editto, e
s.

1.9
Isidoro che iTedella pace
si

dopo

In

loro espulsione neli^4S. III."


l'io niiirli re e di-

vescovo diSivii^lia fu
scepolo dell'apuslolo

ra primate, per

amore

sot-

Giacomo

nell'an-

anche

pel vivo desiderio di ve-

no

fio: jillri salili


s.

ne occnpaioiio lasede,

der stabilita l'unione delle chiese del regno. Mor nel

Caipoforo martire sollo l'iniperalore Marciano, s. Fiorenzo o Fiorente

come

GSq

e fu riposto nella cats.

tedrale di Siviglia presso


s.

Leandro e
Feidiiiannel

morto nel 4'^-''> * ^Massimo, s. Laureano oLoreano martire sotto Aitila. Poscia fiori il celelire vescovo s. Ltuiiulio, meu[ic visigotici goti occidentali regnavano in
i

Fiorentina loro sorella;


I

ma

do

re di Castiglia e di

Leone

ioG3
Gio.

lo fece Iraspoi tare nella chiesa di

s.

Ijatlisla di

Siviglia e da 1-70 anni vi aveancndiUiiso

])roposlo di

Leone. A lonilacio Vili fj dare a questo santo il titolo


s.

l'arianesimo, che comUatl con mollo zelo, e

di dottore a preferenza di

Ambrogio,
la re-

perci fu esiliato dal re Levilgildo,

ma

solo

Innocenzo XIII a istanza del re

piinci[)alnieiile adirato per la conversio-

Filippo

concesse nella sua festa

ne del

Ermenegildo erede della colona, il quale ne resl vittima. Nondimeno il re rieliiamc) s. Leandro e l'incaric
figlio

cita del Crcclof


sa.

come dottore

della Chie-

s.

Narra Uinaldi all'anno 63c), n.c),che Isidoro successe nel vescovato Teo-

di allevare nel catlolicismo l'altro figlio

disco greco di nazione, dotto nelle lin-

Recaredo, con
la degli svevi

felici

succosi per

la

cou-

gue,

ma

sotto

la

pelle di pecora fu rapa-

versione di molli vescovi ariani, e perqiiel,

ce e vf)iacissimo lupo, poich guast al-

se ne congi aiolo

onde Papa s. Gregorio I con s. Leandro. Si apriforma della liturgia


il

cuni de'libri con>posli dal predecessore,

plic poi a perfezionare l'ordine dell'uffzio divino, e alla

con facondo stile. Trovatosi inltjdele in queslo e altro, fu deposto dalla dignit arcivescovile e degradato; ma egli pas-

della chiesa di

Spagna. Secondo
s.

p.

Flo-

sando

tra gli arabi,

res, la liturgia di

Leandro sembra che


(/*.);

st alla setta

empiamente si accomaomellana. Fu allora, diil

non
cuni

fosse

punto diversa dalla Liturgia di


tranne
al-

ce Rinaldi, che

[)rimato sulle chiese di

Spagna o Moznrahica
riti

Spagna, da
ledo.

Siviglia fu Irasporlato in
la

To-

di

poca importanza, essa non udi

Dopo
come

liprislinazione della sede

vea nulla
rienlali.

comune con

(juella degli o-

di Siviglia, fu decorala
nali,

da molti cardi-

Fu

ordinato in questa liluigia,

descrissi nelle loro biografie,

che si dovesse leggere come gli orientali il simbolo di iSicea nella messa, per dichiarare espressamente che deltsla vasi l'arianesimo; pia costumanza che pass nella
chiesa

ed

il

cardinale Agostino Spinola, morto


il

nell'anno 1648, fu lalio


{'eri

padre

de'

p-

per
di

la

sua singolare carit. Nelle Nosi

tizie

Roma

legge

la

seguente se-

romana e Mori s. Leandro


so
il
il

nelle altre d'occidente.

rie degli arcivescovi di Siviglia.

Nel 1741

nel 5c)G al dire di

Ma-

Lodovico Salzedo e Azcona^


Coinposlella; nel
1

traslalo

da

billon, altri per dicono pii lardi, e ver-

749 "^

^" ^'^^'o

ammi-

600 o 601
s.

gli fu

dato in successore
alla

nistratore Francesco de

Soli'!,

arcivesco-

fratello

Isidoro dottore della Chiesa,


lui

\o

in partibiis di l'raianopoli, poi cardi1

che unito a

avea contribuito

con-

nale, e nel

^55

arcivescovo. Egli succesdi

versione degli ariani visigoti, indi esercitalo con zelo l'apostolico ministero nei

se al cardinale

Lodovico

quale Denedello
za del

XIV

nel
in

Borbone, al 1741 a istanamministrae di

legni di Ilecaiedo, Liul)a,W

ilei icp,

Guni

padre Filippo

suo favore ese-

demaio, Sisebulo e Si-cinondo. Avendo prelati di Spagna adunati nel (j o in Toledo dichiarato questa citt [xiiiiate
i

g\

la

liuiiione delle pingui

zioiii

degli arcivescovati di Siviglia


il
1

Toledo, perch
di

.avea 100,000 scudi

di tutta la

Spagna, Gundcmaio

lo con-

mensa, ed

il

2."pii di

200,000

scudi,

I20

SIV
18 4
1

SI

V
liiJj

menli-e quelle de' due capitoli ascendevano, loo, non scudi quello di Siviglia, e
24o,of'0 l'altro diToledo:[)er
la collazio-

pid)bllc \\n fbcoso decreto contro di

e poi fu obl)ligato uscire di Spagna. Nel


'1

cardinal di lorbonesi mostr fau-

ne de'henefzi delle due


serve) a
Ila

sedi,

il

Papa

la ri-

tore della tanto perniciosa costituzione

tlatei ia apostolica. Nel voi.

LI V,

compilata da dette Cortes: origine del suo

p.i47 pnilai delle rinunzie alla porpora e alle due chiese diLodovico, e del le pensioni diesi riserv

traviamento
le

dicesi che fu

il

timore del-

con pontificia annuenza.

Dopo

sede vacante, nel

1776 Francesco

Sa\ev'\o

Delgado

arci vescovo, e poi cardi-

minacce d'una fazione, che in quelle Cortes fudominanteepadrona. Nel 1816 e ancor vivente il cardinale, che avea rinunziato l'amministiazione, divenne arcivescovo di Siviglia Piomualdo

nale e patriarca deW'Indicoccidtnfali. Nel

Mony-

1783 Alfonso
via.

IVIarcos

de LIanes

di

No-

lena diocesi d'Oviedo, traslato da SegoNel 1795 Antonio

Dcspnig-yDame'
da Valenza: fu

Oscos diocesi d'Oviedo, traslato da Tarragona: ebbe a suifraganeo fr. Michele Fernandez de' minori osserdi

Valarde

to poi cardinale, traslato

vanti, vescovo di Marcopoli in parlibus,


il

suo sullraganeo

Emanuele Gaetano Mu-

quale non govern l'arcidiocesi

in se-

riozy Benavente dell'arcidiocesi di Toledo, vescovo di Licopoli in parlibus fat-

to nel
I

797. Mentre

I^io

VI trovavasi
si

nel

continu ad esercitare i pontificali e a conferire gli ordini. Leone XII nel 1824 pieconizz arcivescovo

de vacante,

ma

799

nella certosa di Firenze, nella cor-

FrancescoSaverioC;f/?/(iPg'OS y-Jove-Lla-

te di

Carlo IV re
di

di

Spagna

stabil di

nos, nato a'i4

marzo 1767

in

Oviedo,
1

dare l'arcivescovatodi Siviglia all'infante


d.

Lodovico

Borbone

poi cardinale,

fi-

glio del precedente

ex cardinale e di una
;

signora di condizione non principesca

marzo 826 lo cre cardinale del titolo di s. Maria del Popolo, che ricev dopo essere intervenuto al conclave per morte di Pio VIH,
traslatoda Cadice, e poi a'i3
dal successore Gregorio

laonde
re, e
il

il

Despuig

fu eccitato a rinunzia-

XVI

e colle con-

di

Papa dispens l'infante dall'et 23 anni, dopo l'interpellazione e di-

gregazioni del concilio, propaganda, disciplina regolare, indulgenze e sagre reliquie.

chiarazione del cardinal Lorenzana sulle


Ijuone qualit del principe; indi con bre-

Leone XII

neli'elevarlo alla poril

pora

gli

mand

l'avviso e

berrettino

ve apostolico Pio VI dichiar


le

il

Despuig
la

cardinalizio dalla guardia nobile

conte
Il

patriarca d'Antiochia inpatibns,ne\ qua-

Domenico Papa
se.

Troili,

il

quale dal re fu fallo

con affettuose parole celebr

gene-

cavaliere dell'ordine della Concezione.

rosit del prelato nel soccorrerlo decoro-

nell'allocuzione del concistoro, in

samente
ridotto
fer
te,
i

nella condizione in cui l'aveano


francesi; e con altro

dichiararlo cardinale, ecco comesi espres-

breve con-

"

Le

cui esimie virt da ogni

bocca

l'arcivescovato di Siviglia all'infanil

celebrate, non crediamo necessario con

quale allorch fu fatto arcivescovo

lunghe parole rammemorare. Non possia-

di

Toledo, ritenne con privilegio di Pio VII l'amministrazionedi Siviglia. Questo


cardinale mentre Napoleone
I

mo

tuttavia passare sotto silenzio que'lu-

roiuosissimi esempi di piet cristiana e


d'invitta fortezza

invase

la

Spagna

fu presidente della

reggenza del

regno, ed ebbe gran parte nelle deliberazioni delle Cortes nel


1

8 1 2 e nel 8
1

3,

d'animo, con cui una ha procacciato al suo nome, la quale nella Chiesa sar sempre perenne. Imperocch orrida pestilenza della spagnuola
gloria
citt di

sottoscrivendo
quisizione
:

il

decreto che aboliva

l'in-

Cadice facendo strage, questo ve-

nunzio pontifcio Gravina protest contro tal decreto, ma non fu ail 1

nerabile fratello, vescovo allora della

me19),

desima(fattodaPioVIIa'i4giugPOi8

scollato, anzi la reggenza a' 2 3 aprile 18

trvaudosene casualiueute loutauo, nou

SIV
tluhit frettolosamente fnrnarvijCsponeiT

S
sino

KY

12

Leodochoski polacco, deputato pure

do

a pericolo la vita per le sue pecore.

Laonde gl'infermi dal contagioso e inicidial morbo sorpresi, intrepidamente assist;

ablegato pel cardinal arcivescovo di Toledo, ed ora facendo parte della nunziatura apostolica di Lisbona. Ogni
ra apostolica in fiorini
cesi

nuovo

somministr loro

in

abbondanza
li

sa-

arcivescovo lassato ne'libri della came-

gri e temporali sussidi; e

consol tutti

5o83. L'arcidio-

con pie ammonizioni ed esortazioni salutevoli fino al loro estremo respiro. Diede altres memorando esempio di carit
ai'dente e coraggiosissima nello scoppio
dell'atroce discordia tra
il

amplissima, contenendo un grandissimo numero di parrocchie e luoghi. Condili di Siviglia e denominati


Hispalensi.

popolo

di

Ca-

diceei soldati cliequella citt presidiavano. Imperocch erasi gi all'armi gridato,

i.fuadunatoa'4 novembre 5go dall'arcivescovo s. Leandro, di cui fu anima


Il

e capo, e

composto
i

di

8 vescovi. Avendo

quando

il

venerabile vescovo, da nes-

consultalo

sun rischio della propria vita atterrito, tra le nemiche squadre strage respiranti comparve; col consueto valore dell'autorit sua le raffren, e le calm col discorso. Tali tanto egregie cose, e altri

le donazioni oalienazioiiide'beni di chiesa fatte dal vescovo Gaudenzio erano nulle,

canoni, trovarono che

purch non avesse


te,

egli

dato

alia chiesa

suoi propri beni. Per trattare

umanamen-

da

ordinarono

elicgli schiavi eservi della

noi trasandati

fatti di

(juesto allora ve-

scovo di Cadice, e presentemente arcivescovo


lato:
di Siviglia, ci

chiesa rimessi in libert, restassero liberi, ma sudditi della medesima, e die non

hanno giustamente

potessero lasciare
pri
figli,
i

indotti a conferirgli l'onore del cardinail

il loro peculio che a'proquali resterebbero in perpetuo

qual nostro proposito siamo d'av-

sudditi della chiesa.


clesiastici di

Fu

proibito agli ec-

anco al carissimo in Cristo nostro figlio Ferdinando VII recattolicodelle Spagne, debba riuscire sommamente
viso che

tenere presso di loro donne straniere o schiave, cos a quelli che a-

aggradevole". Mor
te a'a
piti,
1

il

cardinale in Alican-

giugno 84.7 d'anni 8 i non comI e fu esposto e sepolto nella metromolto temdella lette-

veano abiurato l'eresia di abitare nella medesima stanza , e possibilmente nella stessa casa in cui dimoravano lelorodonne.
s. Il

2. fu tenuto a'3

novembre 6 9 da
1

poli tana diSiviglia. Essendo da

Isidoro alla testa d'8 vescovi,

il

quale

po

stato

stampato

il

volume

colla sua dottrina dispul

contro Gregos forti

ra che poteva contenere la biografia del

rio vescovo della setta degli acefali e ve-

almeno conquesto cenno. Il regnante Fio IX nel concistoro de' 17 dicembre 1847 fece cessare
cardinale, supplisco qui
la

nuto

di Siria.

Confut con

ragio-

ni l'eresia degli eutichiaiii,

laq'ialeavea

originato da quella degli acefali, che Gre-

sede vacante,con preconizzare l'odierno

gorio abiur subito l'eresia per abbrac,

arcivescovo cardinal Giuda Giuseppe Ro-

ciare

dogmi

cattolici. Si

composero
i

re-

rooy-Gamboa,

Cavixar arcidiocesidi Toledo, traslato da Canarie, a cui l'avea nominato Gregorio XVI a' 20 gennaio i834- Dipoi lo slesso Pio IX a'3o setdi

golamenti generali per occasione


versi alUiri particolari, tra

di di-

quali notato

che

chierici fossero distinti da'Iaici per

l'abito.
1

tembre 18 jo
dine de'preli,
esaltazione e
il

lo cre cardinale dell' orgli

3 capi.
4>

Questi regolamenti sonodivisi in Il Pagi mette questo concilio alIl

rimise

la notizia di

sua

l'anno
Il

6 18.

3. fu celebralo
il

neh 35 1.
1

berrettino cardinalizio pel

nelioi 2,come
5.

precedente sopra
Reg.
1. l.

marchese Camillo Pacca guardia nobile,


destinando a
pi esentargli la berretta rossa

la disciplina ecclesiastica.

4-

Lab-

bc

t.

Arduino

t.

3.

Aguirre

3 e 4-

e quale ablegato apostolico rag.r Micci-

SRYUOo SCIRO,

Scyros. SeAe ve-

VOL. LXVII.

122
scovile (lell'isoln

SLA
omonima
ncU'Arcipelalo zio

SMI
che occupava
il

tale carica.

Non
gli

di-

geenna
le

delle anticlic'Cicladi,airestcli Ne-

cendo
viente
letto

Cardella e

il

Nov;ies chi

con-

j^ioponlc, che oHre sulla costa occidenla-

fer tale

posto, trovo nella Storia di


1

dee-

una vasta cala, ed un buon poilo sullacostasud. Pare che formi partedel nuovo regno di Grecia, sebbene turchi tuti

X del 2., che nel


nomin

670 appena

segretario de' brevi Gio.

Gualtiero Slusio di Liegi. Avendo dato


saggiodi suaeccellentedottrina e pari integrit di costumi che lo resero gratissimo
a

tavia la collocano nel loro saiigiacato di

Metelino.

La

citt del

suo nome, gi

se-

de vescovile, ora borgo e vi risiede un vescovo greco scismatico. Il Terzi nella Siria sacra dice che l'isola di Sciro ha

lo

Innocenzo XI, questi a'2 settembre 686 cre cardinale diacono di s. Maria del1

la

Scala, e lo ascrisse alle pi imarie con-

70 miglia

di circuito, distante
i

28 da Ne-

gregazioni cardinalizie diE.oma. Conserv


la

groponte. Quivi finsero


sco, e fu patria di

poeti che fosse

carica di segretario de'brevi, che

dopo

e<lucato fanciullo Ercole in abito

donneLicoraede. Aggiunge

la

sua morte l'ebbe

il

prelato Albani, che

esercit eziandio nel cardinalato esino al


pontificato. Spinto

ch'eraabitata da cattolici e scismatici, sottoposti a'ioro vescovi,

ed

primi

vi

pos-

di aver libri e di leggerli,


_,

da virtuosa curiosit si form una

sedevano un convento di cappuccini, e 3 monasteri di terziarie. Sciro o Skyro secondo Coramanville fu pur detta s. Giorgio, appartenne allai.^Achea e all'esarcato di Macedonia, e la sede vescovile fu eretta nel secolo IX sotto la metropoli di Atene. Il p. Le Quien, Oriens dir. t. i,
p.

famosa biblioteca scelta la c|uale pel privilegiato dono d'una prodigiosa memoria, si pu dire cheseiupre seco la recasse,oode sapeva quanto leggeva, e leggeva quanto trovava da leggere, per usare la frase
di Cardella. Inoltre
si

rese rispettabile

non

meno

per

la scienza,

che per

la libert se-

232, e

t.

3, p.

886, registra 3 vescovi

natoria con cui proferiva la sua sentenza;


e sebbene
il

greci, cio Ireneo che sottoscrisse la lette-

suo discorso fosse piuttosto a-

ra del concilio di Sardica alle chiese, Giu-

spro e non dilettevole,

seppe sul finire del secolo


i

XV

I,

ed N. che

pensava

cappuccini mantenevano nella comunio ne della chiesa romana neh 708. Il medesimo ci d seguenti vescovi latini di Schyro oSciro. Pietro Gan spagnuolo domenicano del 1 53o, Francesco di Martorano francescano del i523, Ubertino deli

la sincerit ne comSe non che le vigilie da cui era oppresso^ congiunte a ostinata api

difetti.

plicazione allo studio, diedero a

Roma rala

gionevole motivo di compiangerne


dita a'7 luglio

per-

1687, in et di 60 anni non corapili,eio mesi e 5 giorni di cardinalato.

Ebbe tomba
s.

nella chiesa nazionale

Iostessoordinedeli538, Benedetto Stepsio di

dis. Rlaria dell'Anima, ove al destro lato


della cappella di
te e

Chiodomenicanodel 583, Andrea Garga veneto domenicano del 1607.


1

Anna

si

vede l'elegan-

SLAVONIA. F. ScniAvoNiA. SLESWIG-HOUSTEIN. F.


SWIG.

magnifico avello eretto alla sua memoria, col busto marmoreo del cardinale
norevole elogio.

Sciile-

espresso assai al naturale, e fregiato d'o-

SLUSIO

GiANGUALTiERo, Cardinale.
co

SMARAGDO
(.).

(s.),

martire.

F. Cieia-

Natonobilineutedai baroni del suo nome, nel castello di Vegesat nelle Fiandre, o

Si\IIRNE(iS>/?;}'re/2).Citt con residen-

come vuole Baltaslini


in

in Liesi, condottosi

za vescovile dell'Asia minore nella


chia, sangiacalodi

Turgol-

Roma

si

applic con fervore agli stu-

Saghala nell'Anatolia,
il

di e ottenne parecchi impieghi e benefi-

promosso a segretario de'brevi, che ottennepermoite delzi ecclesiastici;

indi fu

375 leghe da Costantinopoli, verso fo del fondo del suo nome. Ha un


il

porto

cui bacino

immenso prolungasi

nella cit-

SMI
l',

SMI
gl'in fedeli. Tmissionari cattolici

,23
che vi bau figlie di s. Vin-

ed circondalo da riviere e case, diall'eslreaiili


in di

fendendolo un folle ercUo

no pubbliche
ri

scuole, e le
gli

d'una lingua

tene. Slendesi Smirne


il

cenzo de Paoli, furono

angeli consolato-

parie ad anfilealro sopra

fianco d'una

de'colpili dalla terribilesciaguradecnre

montagna, la cui velia si vede incoronala da un vecchio caslello fabbricalo da'genovesi, e spazia in parie in una pianura
lunghesso
il

prodigate dalle religiose furono spettacolo commoventissimo, senza distinzione di


credenza;
si

fece

una

colletta, e l'esito su-

golfo; la parie alla la cill


il

turca residenza del pasci, l'altra


tiere de'franchi.

quar-

Da

lungi

olii

e assai

vago

per respettazione,ogni derelitto trovando alloggio, vestito e nutrimento. Dicevano i turchi senza franchi o cattolici
:

aspetto collesue cupole o minareti elevali,

noi

saremmo

perduti; voi siete que'buo-

ma

l'interno non presenta che vie angu-

ni, che sulla terra

ste e tortuose, e case in generale basse e

coslruile in legno; per lungo

le

riviere so-

no fabbricati
oltre
ti

di bella

apparenza.

\ sono
i

sanno ancor fare del nuovamente il fuocodesol Smirne. Il centro della citt and in cenere; il tremendo inbene! Nella notte
del 3 luglio 184^'
di

le

cliiesecaltoliche eloro stabilimen-

ched^^, di verse moschee di turchi,chie-

cendio manifestatosi con infurialo venlo tramontana abbruci pidi4ooocail

se greche,sinagoghe degli ebrei,bazari

pi'ovveduti,

ma

di

ben mediocre architettura,

se.Tutto
striaco,
ni,

quartierefrancOjl'ospedaleau-

collegio greco, societ dotta e societ biblica.

convento francese de'cappuccila chiesa armena, l'abitazione di 4 conil

Vi

si

fabbricano tappeti e stoffe di

soli, e tanti vasti


ci di

magazzini di ricche mer-

seta, di coione, di lana.

Per

la

sua situala faci-

esportazione, tutto

and
i

in

fiamme,
abi-

zione e sicurezza della rada, e per


lit alle

il

danno

si

stim 20 milioni

di fiorini.

comunicazioni colle parli pi lon-

Una

statistica

Smirne 3o, 000

tane dell'interno, essa divenuta non solo

l'emporio generale de'prodotti del levante,

sono pi, de'quali 23, 000 greci, 7, 000 armeni, 2, oooebrei discendentanti,
1

ma

ma

quello

allres"i

delie merci europee

e delie derrate coloniali che vi s'importa-

da quelli espulsi lo. Abitano pi di


ti

di

Spagna

e Portogal-

3ooo europei

no, percui vedesi

il

suo portosempie pie-

tiere de'franchi, vi

il quarsono pure abilanli di

no

di navi di tutte le nazioni, e quasi tut-

altre nazioni, e persino tartari e cinesi


gli abiti, le
li

te le

potenze d'Europa

vi

tengono

loro

abitudini e lingue di

tali

popo-

consoli. Sussiste tra la Salonichi ossia 7e5-

diversi,

salonica (^.)e Smirne un commercio di

E'

formano un curioso complesso. Smirne uno de'7 luoghi che rivendii

banco alimentato dal variare continuo delle monete. Abbondano viveri e sono
i

cano l'onore d'aver dato


ro, oltre altri illustri.
I

natali a

Omegrotte

contorni produ-

a
ti

buon
vi si

prezzo,

ma

la peste

ed

terremo-

cono molto grano,

vi si
i

notano
di

le

fanno sentire, come pure soggeti

d'Omero e l vicino bagni


quali non pi rimane che

Diana, e dei

ta a incendi f(jneslissirai, e quello del i<S

un grande basorgente d'un

consum pi diiSoo case; quello dell'estate 841 fu pi terribile catastrofe, a1

cino di

marmo; accanto

la
il

ruscello che dicesi Mele,


le

quale bagnate

vendone ridotte in cenere circa 10,000, per cui la numerosissima popolazione di


greci, ebrei, turchi e altri, fu

mura della cill va a scaricarsi nel golfo. La citt di Sm'wne, Smyrnao Ismir,

improvvi-

samente
senza

ridotta senza tetto, senza pane,


i

vesti, oltre

malmenati dal fuoco.


carit cristiana surse

fu da principio fondata da'smirnei, che abitavano un quartiere d'Efeso chiamato Smirne, e perci con tal nome l'appella-

A
la

tanta sciagura

la

rono. Avendoli cacciali

gli eolii si ritira-

in soccorso de'miseri, e fu

un

trionfo del-

piet evangelica d questa contrada de-

rono a Colofone, ma avendo de'colofnii avuto la peggio iu una sedizione, ed es-

ii4
sendo
lo.

SMI
stati

SMI
gli abi-

costretti a espatriare,

tanti (liSrairne loro diedero fra essi unasi-

Alcun tempo dopo, osservato che gli smirnei celebravano fuori della citt una festa in onore di.Bacco, ne chiusero le porte e se to gli

ne nel 177. Essendo soggetta all'impero greco, nel 084 il turco Tzasciasse ne impadron, e ne fece la capitale d'un piccolo stato da lui formato. Il greco Giovani

ni

Duca
fil

la di

prese nel 097, e ne fece pas1

ne insignorirono. Vennero in aiueolii, ma finalmente fu fermato di


accordo, che lascierebbero gl'iomobili. Accetta-

sare a

dicare

la

spada 0,000 abitanti, per venmorte del governatore greco che


1

comune

ni in possesso della cill, e questi loro ren-

aveano assassinato. Al principio del secolo XIII Smirne pi non presentava che
X'ovine,ma l'imperatoreGiovanoiCorane-

derebbero

tutti gli effetti

ta gli smirnei la condizione,

furono

distri-

buiti nelle altre

citt eolie,

che loro ac-

cordarono

il

diritto di cittadinanza.
i

Im-

una parte, insieme nondimeno turchi se ne impadronirono neh 332.11 PapaClemeuno ne


fece restaurare
colla fortezza;
i

padronironsi

lidii

di

Smirne sotto Ardi,


si

te

VI

per frenare
fece
la

la

crescente potenza otin Italia e in altre

eavendola distrutta, gliabitanti


lessandro addormentatosi sul

disper-

tomana,

bandire
crociata,

sero in varie borgate. Si pretende che A-

monte Pago e non lungi dal tempio consagrato alle

concedendo indulgenza dalla colpa e dalla pena a chi prenvarie parti


desse la croce per la sagra guerra.
flotta cristiana,

Una

Nemesi, queste dee gl'ispirassero


cill 2

il

di-

composta

di

gente della
accinse

segno di fondare una


te

stadi distangli

Chiesa, de'cavalieri di Rodi, di veneziani,


di genovesi e di altri, pertanto
si

dall' antica,

per ricondurvi

smir-

nei.

Avvi per apparenza che Alessandro non potesse colorire il suo divisamenlo, poich si vede la nuova Smirne incominciata

nel

espugnare Smirne molto forte e ben fornita di molla gente d'arme, turchi e saraceni; entrata nel porto, per for1

344

da Antigono, e da Lisimaco termi-

za

vi

presero

le torri,

tagliarono a pezzi
turchi che vi era-

nata. Divenne questa citt floridissima, e


sotto
i

e gittarono in

mare
Vinto

romani avea fama


la

della pi bella

no

alla difesa.

il

porto assalirono la

della Jonia, pi ricca pel suo traffico, e

terra

da pi

parti, e

dopo accanilo com-

pi illuminata per

moltitudinedi dotti
vi

battimento

la

presero, con grande ucci-

edi retori che da ogni parte

accorreva-

sione di turchi e saraceni, non risparmian-

no

e formavanoallievi nelle scienze e nel-

do neppure

le

donne
di

e
il

fanciulli.

Della

l'eloquenza. Decorata di edilizi superbi,

quale vittoria avvisato

Papa da Andrea

piena di dovizie e di lusso, non ebbe mai

Dandolo doge
assai e

Venezia, se ne rallegr

Smirnedique'tiranni che oppressero tante citt greche,

edi romani
i

stessi,

che pur
di

ne rese grazie a Dio: indi scrisse a're cristiani, massime di Francia e Inghilterra, affinch unissero le loro

volevano essere
rispettarono
la

soli liberi

nell'universo,

armi

sua

felicit,

un'ombra

a quelle de'princi pi collegati.

Ma Marbala

libert le lasciarono.

Narra Plutarco, che


la

sciano turcoesignore d'Acaia, alleato del-

qiie'diSardi avendoassediataSmirnee di-

l'imperatore de'turchi Orcano, udita

roccate le

mura, imposero

dura legge
le

presa di Smirne, visi rec nel

r345 con

a'smirnesid'inviarealcampo tutte
rannica domanda, la serva d'un
tal

loro
ti-

Bo^ooo turchi a cavallo


io trasse

e innumerabili

mogli, e rifiutandosi tanto disonesta e

pedoni, econistrattagemmaa'i 7 genna-

Fiiar-

popolo e cavalieri dalla

citt,

che

co consigli

di

mandar le serve
ed

abbigliate

inebriati dai vantaggi riportati sopra

un

cogli abili delle padrone,


i

in tal

modo

corpo di turchi, non pensarono


sa.

alla dife-

sardiani immersi nella libidine, furono

Allora Marbascianoco'suoi turchi scei

sorpresi e sconfitti dai smirnesi. Sappiamo

so dalle montagne, assal

cristiani ali

imi-

da Dione, che il terremoto distrusse Smir-

pensala eli vinse completamente, cou

SMI
strage numerosa.

SMI
vitlime
vi

125
i

Fra

le

furo-

fosse eseguilo

ilconvenuto.Non cessando

uo

il

patriarca

ili

Costanlinopoli Enrico,
genovesi,

turchi di aggredirei principi cristiani, Pa-

ragguardevole per auloril e valore,RIartifio

Zaccaria ammiraglio

ile'

pa Gregorio XI stabiH di formare un'armata navale a spese comuni de'principi


collegati, e tenerla nello stretto di Gallipoli, per impedire d'Asia in Europa;
il

Pietro Zeno ammiraglio de' veneziani, e


moltissimi cavalieri gerosolimitani di Rodi.

passaggio de'turchi
il

Quelli che riuscirono a rifugiarsi nel-

la cllt,

toriosi

validamente In difesero dai vitmaomettani. Clemente VI ne fu


s.

inconsolabile e fece legato della

Sede

Bamondo

vescovo Morinese, e ammira-

glio dell'armata della Chiesa Bertrando

d'Ungheria Papa negato le decime per combattere A min al I, le quali Gregorio XI voleva impiegare alla guerra contro Bernab Visconti signore di Milano. Intanto Francesco Care

ma

non

vi

accud per avergli

il

del Balzo in luogo di Zaccaria: al legato

Ramoudo
cia, fu dal

che abbisognava

al

redi Fran-

Papa

sostituito

Francesco arla

talustigenovesesignorediMitilene, combattendo gagliardamente i turchi, il Papa gli raccomand Smirne come frontiera de'cristiani in Asia, ch'era in gran pericolo pe'diminuiti difensori, e per

civescovo di Candia, che dopo

morte

del patriarca erasi portato egregiamente;

man-

cre capitano generale dell'esercito cristiano

canza de'soldi, mentre

turchi con l'oro


altri

Umberto

11

delfino di Vienna, e

procuravanocorrompere gli
se
i

per imrichie-

ordin

agli arcivescovi latini delle parti

possessarsene. Allora Gregorio


cavalieri di
il

XI

orientali e loro suiTraganei

che dovesse-

ro fuvorirlo,eda'capi de'crocesignaliche
l'ubbiiiissero.

ro

la difesa e
il

Rodi che ne assumessegoverno per 5 anni. In sefece orribile

Nuovamente Clemente VI

guito

formidabile Tamerlano kan dei

fece predicare in Italia amplissima crociala,


si:

mongoli prese Smirne,


cello degli abitanti, e

ma-

perchi

vi

andasse o mandasse soccor-

ne spian

le case;

Firenze, Siena, e molte altre citt di Toscana eLombardia contribuirono mol*


tissimi crocesignati, e
il

fu rifabbricata alcnn
stiani, e

tempo dopo
ripresa nel j

da'cri-

nuovamente
II

4^4 da

mand
Papa

Venezia

n)urat

imperatorede'tiuchi, dahjual

navile formato a spese della Chiesa, ove

tempo

in poi

rimase

in potere de'turchi.
il

si

rec

Umberto

11.

11

eccit Gio-

Tentarono altri Papi

vauna I regina di Sicilia alla sagra guerra, e Roberto di Sanseverino conte di Corigliano deliber per

me
a

Calisto III,

ma inutilmente.

suo ricupero, coAccennai

6 mesi concorrervi
rotta dal
gli ef-

Marina pontificia, che Sisto IV sped una flotta per riprendere Smirne, ma appena presa, saccheggiala e incendiala fu
riperduta per sempre. Nel vol.XI
trova
to di
I,

conio

galere.

La guerra per
Nel
i

re inglese contro Francia, imped


fetti della crociata.

p.283,
si
il

348

turchi a-

dichiarai ove nella basilica Vaticana


la

vendodomandato tregua a'Iatini, Marbasciano invece si rec ad assalire co' suoi Smirne, ma vi rest ucciso e l'esercito scoullto da Bernab barone parmigiano che

catena di ferro che cingeva

porle-

Smirne, presa
in

in quella circostanza,

portata

Roma
il

dal cardinal

Curada

gato e generale,
porte

quale l'appese soprale

ditendeva
flcn a

la

fortezza,
,

il

quale tutto nolile

Romana

Ravennana

dell'antica

Clemente VI
si

che rese

dovute
or-

basilica, e

ne tratta Cancellieri, DeSecre-

grazie a Dio,
de.

congratul con quel prodifesa di

tariis lib. 2, in

segno

di vittoria e del va-

Clemente VI a
al re di

Smirne
a'

lore cristiano, e per

omaggio

s.

Pietro.

din

Cipro, a'veneli,

genovesi

ed a'cavalieri di Rodi di mantenere perci nel suo porto un numero di galere;

ed

il

successore luQOceuzo

VI cur che

Smirue una delle 7 citt o chiese d'Asia o Angeli eW /apocalisse, come scrisse s. Giovanni d'ordine di Ges Cristo. La sua chieda lu dapprima uci secolo 1 UQSem-

126

SMl
de neh 346, essendovi stato nominato da Clemente VI quando latini s'impadronirono di Smirne sulla fine deh 344- Nel pontificato d'Innocenzo VI il detto vescovo o il successore Paolo I era suo nunzio
i

plice vescovato sufiiaganeo d'Efeso, dell'Asia Pioconsolare nell'esarcato di que-

sto

nome,

nel

V o nel

VI divenne arcive-

scovato onoi'aiio,e metropoli dellas/pioviiicia ecclesiastica

d'Asia,

dismembranVili secolo
:

dola dalla Proconsolare

nell'

apostolico, e ricev nel

355

dall'impera-

ebbe per suffraganee le sedi vescovili di Focea, Magnezia, Clazomene, Anclium, Sosandria, Arcangelo e Petra. Il i. vescovo greco di Smirne fu Aristone I, cui successe Slratea, in casa del quale si fer-

toreGiovannil Paleologo solenne promessa di ubbidire e riconoscere


il

Papa, e di

ridurre
to della
lo
1

greci all'unione e riconosci uiens.

Sede.

Urbano

fece poi

PaoI

patriarca di Costantinopoli; Pietro


1

Paolo andando dal laGalazia a Smirne, giusta gli atti di s. Policarpo; indi Alisloiie 11, poscia Bucolo, quindi s. Po//s.

carpo (/ .)ordinato das. Giovannievangelisla versoi'annogG, esi credecbe fosse


l'Angelo, ossia
il

minore fu nominato nel 3 58 o probabilmente pili tardi, perch Urbano V fuPapa nel 362;Giovanni Leycestre carmelitano venne nominato nel 398; Paolo li mori nel 4 i2;FrancescodiMoute Grafrale
1 I
i

vescovo della chiesa di

nelli de'frali

minori eletto

in detto

anno;

Smirne, quello al quale, solo tra i vescovi nominati ueirApocalisse,Ges Cristo non fece alcun rimbrotto. Essendo s. Ignazio vescovo d'Antiochia approdato a Smirne nel suo viaggio a Pioma, ebbe un Iratlenimeuto con s. Policarpo e gli baci riverente le catene s. Policarpo che pativa per la fede raccomand a lui il suo greg:

Eugenio agostiniano deh 575; Pietro de Marchi pio e dotto domenicano traslato daSantorino nel 162 i, poi arcivescovo di Smirne verso il 64oe mori nel 1 645;Giacinto Subiauo d'Arezzo domenicano, mis1

sionario apostolico in oriente,arcivescovo

d'Edessa circa

il 1

643,

indi di

Smirne

nel

i645,mortoinRoma

nella

pestedeh 656.

ge, al quale

s.

Ignazio scrisse

una

lettera
for-

lodando
niti di

cristiani di

Smirne, come

Nel 1 799 era vicario apostolico di Smirne il p. Pasquale da Bergamo, come rilevasi

sapienza e di fede. Nel i66


il

si riil

dal ^fi/Z./'on^ deprop.Jide,l. 2,p.

i3j

porta

suo martirio,
ret

ma
s.

Novaes pone
s.

sul decreto dell'erezione della chiesa e o-

principio del pontificato di


1

Aniceto

al
la

spizio di

Burnabat. Si legge neln.6o del


1

67, dal quale

si

Policarpo per

differenza delle chiese nella celebrazione


della

Diario di Roma del 1 8 8: Dopo pi secoli, dacch era stata interrotta per le critiche circostanze la successione degli ar-

Pasqua [f
i

), senza che fra loro

si

rompesse punto di
a
s.

vincoli della carila per questo


s.

civescovi di Smirne, sede gi illustrata dal

disciplina, anzi

Aniceto cede
i

celebre martire

s.

Policarpo, ed una delle

Policarpo l'onore di celebrare

divi-

romana. Altri dicono che fu martirizzato nel 169. Presso la cittadella a mezzod sul monte di Smirne vuoisi che sia la sua tomba in Roma si venerano le sue reliquie nelle chiese di s. Spirilo in Sassia, di s. Maria in Campo Marzo, e di s. Carlo a'Catinari. Quanto
ni misteri nella chiesa
:

7 chiese menzionate nell'Apocalisse, finalmente ad istanza di quella cattolica popolazione Pio VII
1

si

degn benignamente
il

ai

8 marzo di
mg."^^

ristabilire quell'illustre chie-

sa, e di

eleggerne arcivescovo

degnissi-

me

Luigi M.' Cardelli romano, delil

l'ordine de'minori riformati,

quale

vi

esercitava gi l'impiego di vicai io apostolico.

agli altri vescovi greci di

Anania del 1721, vedasi il Oncnschr. l.i, p. 740. Nel


ra;>i
il

Smirne, fino ad p. Le Quien,


t.

Dopo

questa deputazione
vi fa

la cattoli-

ca religione

de'graudi progressi, giac-

3, p.

1075,
la se-

ch

lo

zelante arcivescovo

non cessa

di ap-

eglirqjortai seguenti vescovi latini. Igno-

plicarsi al

vantaggio di quel cattolicismo

nome deh. "che ne occupava

avendo

istituite le s. missioni.

La

sacra

SMI
parola
si

SMI
in ilnliano

127

dispensa in i^reco,

ed

l'arcivescovato di Smirne, che conta pi


di
I

in francese; in lin;iia greca piedicn l'ah.

2,000 cattolici, tra quali pi di 000


i

Daviers superiore

tle'lazzarisli, in

idioma

armeni, pi

di

()oo persiani, damasceni,

francese d. Carlo Forbin Junson vicario

aleppini e di altre nazioni, anzi di quasi


tutte, sia nella celebre citt

generale diCliaiHbery(incaricatodnFrancia a negoziare presso la

che ne'Iuoghi

sublime Porta,

adiacenti. La caltedralestatuita

daPioVII

afTmch
del
s.

che sono alla custodia Sepolcro non sieno molestati neli

religiosi

con breve del 18 18 per gl'italiani, dedicata all'inimacolala Concezione di Maria

l'esercizio di loro funzioni); e

finalmente

Vergine, con cura d'anime

di

piche
i

nella nostra lingua lo stesso tug.' arcive-

9000,

allidata a'Iiancescani riformati:

scovo. Questi santi esercizi incominciaro-

parrocchiani nella pi parte sonoaustriacijCdeU'altre nazioni chevi dimorano.

no

a'sc)

marzo

doveano diu-are peri 5


il

La

giorni;

ma

tale fu

concorso de

fedeli

die

chiesa fu fabbricala da'veneli, che gelosi


di loro
vi
il

furono prolungali sino a'i 7 maggio. Imniensoslato il numero delle persone che
si

padronato non vollero ammetter-

console francese. Questi per avendo

sono accostate

al trd^u naie della peni-

gi
re

tenza, molte delle quali da 20,

3o

[o

De Marchis

una cappella decente, fu dal visitatonel 1623 dichiarata par-

anni non si erano confessate. Abiure, libri empi consegnali alle fiamme, inimicizie
placale, vere penitenze, ecco
i

rocchia pe'francesi. Altra chiesa parrocchiale con circa

3ooo anime

dedicata

frutti

pro-

s.

Policarpo, essendo diretta da'cappuc-

dotti da questa salutare istituzione". Mg."^

cini,

componendosi
:

Cardelli inoltie merit che contempora-

se e loro aderenti

della nazione franceha scudi 800 di reni

neamente
de
nel

lo stesso

Pio VII nel 1821

lo

dita destinata pe'povcri;

dichiarasse visitatore apostolico della sevescovile di Sira {V-), e che

levano dimettersi,
continuassero,
I

Leone XII

cappuccini voFrancia volle che cappuccini si fabbricaro-

ma

1826

lo

deputasse in amministratore

apostolico del vescovato di Scio (/'.). Es-

sendosi neliBSo ritirato dall'arcidiocesi,

dopo averne accettala la rinuir/.ia, a'3 settembre i832 lo trasfer all'arcivescovato in partibus A'Acrida o
Gregorio
Ocrida(P'.), fece canonico vaticano e con-

XVI

La nuova chiesa del Sagro Cuore di Ges appartiene a' lazzaristi. Inoltre vi sono 4 oratorii, il ."pubblico nel collegio di propaganda, il 2." nelchiesa ecasa.
i

no

l'ospedale dis. Antonio assistito da'riformali,il 3.deirospedaledelia

marina fran4-" "el

cese allldafo a'cappuccini,

il

mo-

avendo gi deputato visitatore apostolico di Smirne mg.^" Giuliano Hillerau diLucon arcivescovo di Petra. Lo stesso Papa a' 3 febbraio i835 "vi trasloc da Babilonia mg.' Pietro Marcelli noBona mi ed' A Ibas diocesi diCahors; indi a'6 marzo I 838 elesse a successore nell'arcivescovato l'attuale mg.r Antonio
sultore del
s.

offizio;

nastero delle sorelle della Carit; di pi


altro oratorio nell'interno dell'osjiizio dei

domenicani. Vi sono molte confraternite. Nel villaggio di Burnabat, G miglia lungi

da Smirne, lachiesa dedicata


ni

alla B.

Ver-

gine parrocchia de'riformati francesca-

che

vi

hanno

ospizio

ospedale pegli
ss.

appestali, confraternita del

S.igrdnieuvillaggio

IMussabini di Smirnestessa, gi alunno del


collegio

loequasiGoG

cattolici.

Budgi

Urbano, non che


i

vicario aposto-

4 miglia

lontano, ha cap[)ella pubblica.


,

lico dell'Asia

minore; dipoi col breve Cu//z

INarlikioi villaggio 7 miglia distante

ha

graves^Ae

novembre iS/\o, Bull. Poni, de propaganda fidel. 5, p.aa i, lo dichia3

parrocchia amministrata da un prete seIl clerodell'arcivescovato si componeva di 16 sacerdoti secolari, e 2 di rito armeno, oltre chierici; e di 22 sacer-

colare.

r visitatore apostolico de'greci e albanesi stabiliti nel regno delle due Sicilie.

Secondo

recenti notizie, ecco lo stalo del-

doti regolari, cio riformati, cappuccini,

128
lazzai
isti

SUI
e domenicani,
Il

S
non che
i

fratelli

si

verificava degli

delle scuolecrisliane.

clero secolare vi-

patriarca di

armeni di Smirne. II Cilicia non estendeva la sua

ve di soli incerti. L'arcivescovo ha dalla s. congregazione di propaganda ^f^e annui scudi 3oo,pi
mati, ed oltrea ci
cia.
1

giurisdizione in questa parte dell'


tolia.

Ana-

200 200

da'religiosi rifor-

vicarialo apostolico dell'Asia mino'


re,amministrato dall'arci vescovo diSrairne, nell'Anatolia, vasta contrada dell'Asia

franchi

da Fran2.'^,

Gode

le facolt della

formola
i

Smirne riformati hanno convento provveduto di i)eni stalazzarisli. Vi cappuccini ed bili, cos sono 2 ospedali, il magnifico monastero
luoltestraordioarie. In
i

occidentale, che

comprende gran parte

della penisola o Asia minore, o Asia oc-

delle sorelle della Carit, l'ospizio de'do-

menicani, due scuole nelle parrocchie pei


poveri parrocchiani. Inoltre
vi

sono

altri

4
di

pubblici stabilimenti per l'istruzione


i

della giovent cattolica, cio:

."1

collegio

propaganda diretto dall'arcivescovo, con casa e giardino. Questo titolo veramente contro un decreto d'UrbanoVlII, che accorda tale denominazione al solo
collegio

Ottomana. Questa penisola, che un giorno si divideva in tanti regni, oggi forma le 3 grandi provincie di Caramana, Amasia e Aladulia. Altri dicono che l'Anatolia fu anticamente detta Asia minore, e la dividono in 4 parli: l'Anatolia propria, la Caramania, l'Amasia e l'Aladulia. Si estende dal fiumeKizalermak sul mar Nero, sopra il mare di Marmara, e sopra l'Arcipelago, ed il Medicidentale o

terraneo fino alla costa che sta rimpetto


all'isola di

Urbano

di

Roma, ma

gli fu

dato

Rodi. L'Anatolia propria con-

per togliere qualche differenza. La direzione del collegio era aflidata a beneplacito della
s.

tiene Smirne; la
tale /corno, e

Caramania ha per capicomprende l'isole dCipro


antichi

congregazione di propagan-

e di Rodij l'Amasia contiene tutta quella parie

da a Ila congregazione de'sacerdotif/V^w5', perone avea la soprintendenza l'ordinario pr tempore. Nata contesa sulla gil'isdizione, picpus si ritirarono in Frani

che

gli

chiamavano

/^r-

menia minore,

e porzione della Cilicia,

ed una delle sue parti ha per capitale Trebisondaj V A\a(\ii\\a si divide in Aladulia
propria
la

cia. 2.

Il

collegio de'lazzaristi,oves*istruidi

cui capitale Tarso, ed inBocapitale alle sponde dell'Eu-

scono gialis pi

25o

giovinetti. 3.

Il

zoch
frate.

la cui

collegio delle sorelle della Carit, che in-

Presenta una fertilitstraordinaria,


i

segnano gratuitamente a pi che 200 fanciulle. 4. "Contiene 3 scuolegratuitemantenule a spese dell'arcivescovo in 3 differenti quartieri della citt per le
zitelle.

e tulli

turco, il greco,

comodi della vita. Vi si parla il rarmeno,e nelle cill comsi

merciali

usa specialmente

il

francese.

povere

Non

possibile conoscere la popolazione

Risiede in Smirne anche l'arcivevo greco scismatico, che ha circa 23, 000 de'suoi. Quanto agli armeni di Smirne e

dell'Anatolia, e ben ristretto n'

ro de'ca

ttolici.

numeHanno giurisdizione eccleil

siastica in
il

gran parte

di questa penisola

sua arcidiocesi, come


si

vi si

recarono

lo dis-

vicario patriarcale di Costantinopoli,

XLVII, p. 25i. Questi armenon sono soggetti all'arcivescovo primate di Costantinopoli, n al patriarca di Cdicia.ma bens all'arcivescovo di Smirnel voi.
ni

equel primate armeno. Questo vicariato apostolico dell'Asia minore,secondo la relazione della visita apostolica fatta nel

1834, comprende
territoriale tutto
il

nella sua
litorale

estensione

ne, e ci in forza del breve dell'erezione

da Satalia a
citt

del primate, poich in virt di quello sugli


il

Kiutaja esclusivamente, eda questa


all'istessa

armeni, solo acquistava giurisdizione


primate,
i

Costantinopoli. Eursa pero di-

quali ubbidivano al vicario

retta

da quel vicario patriarcale; Cesma


:

patriarcale diCuslaDtinopoli,cosa che uoa

sotto la giurisdizione del vescovo di Scio

SMO
fia le isole
IS'icarin.

SMO
Samoe
citt e

129
da una
citsituatii sulla

spettano al vicariato

cnta a 3

lati

da

fosse e difesa

Nel continente in molte


si

tadella e 2 rivellini.

La parte

villaggi

trovano dispersi

c.-iltolici;

Ai-

sponda destra del fiume


tificata,

parimenti for-

din o Eliopoli ne ha alcuni senza chiesa.

ma

ripari sono di terra. L'interno


la

Metelino sehbene spelta

al vicariato pa-

contiene giardini e case di legno,


nell'assedio dell 8

mag-

triarcale di Costantinopoli, l'arcivescovo

gior parte d'un piano, e molto soffrirono


1

per di Smirne autorizzato a spedirvi qualche sacerdote in mancanza di assistenza spirituale. Pel vicariato apostolico
dell'Asia minore, l'arci vescovodi

1; nel centro della citi

una

bella piazza, in cui sono

tribu-

nali. Si

contano 16 chiese parrocchiuli,una


1

Smirne

cattolica, altra luterana.

pii belli

edi-

riceve dalla congregazione di propaganda

fzisono

le

due

cattedrali, la cui erezione


s.

annuiscudiGo. Sarebbe un interesse grande aprire una missione formale nell'Asia minore, chegiace in posizione molto vantaggiosa, epudirsi vicinoa

risale al secolo XII, e quella di


le

Miched'ar-

viene considerata

come un pezzo
i

chitettura de'pii celebri del nord d'Eu-

Roma centro
la

ropa;

delcattolicismo. Se interessa

conversio-

ne

ile'cinesi ede'gentili

dell'Oceania, non
diritti all'eterna

3 conmonasterodi monache; quello d' A bramo fondato nel XII secoil

palazzo arcivescovile, ed
il

venti, compreso

hanno

forse

medesimi

lo,

contiene

il

seminario.
il

principali sta-

salute ipopolidell'Analolia? In questa re-

bilimenti sono
litari e di
tellijil

gione un tempo fiorirono numerose e


lustri sedi vescovili.
I il

il-

missionari di Cocanale,
si

le scuole micommercio, l'ospizio de'trovaconcistoro con un seminario, ma-

ginnasio,

stantinopoli, passato

potreb-

gazzini delle vettovaglie e del sale, la c.isa


di coriezione,la sala di conversazione pei
festini e

bero distribuire nelle sue ampie provineie.

Nell'Anatolia

il

vicarioaposlolico anvi

divertimenti della nobilt.


e

nualmente soltanto
missionario.

spedisce qualche

hanno fabbriche,

Vi commercio con Riga,

Sinoknscum. Citt arcivescovile della Russia in Europa, capoluogo del governo e distretto del suo nome, at3o leghe da Pietrobmgo e 85 da Mosca, sul Dnieper o Borislene, che quivi non n largo, n profondo. Redenzi) d'un governatore, e d'un arcivescovo russo,
I
I

SMOLENSKO,

Danzica e l'Ukrania. Ignorasi l'epoca della fondazione di Smolensko, pure antichissima, e neir854 gi era ricchissima e popolosissima. Dopo varie vicendecominci
nel

996 ad

avere

suoi principi partico1

lari,

e Stanislao figlio di Vladimiro


i

ne

fu

ili. "sovrano.

Neh 3o fu devastala dalperire

la peste,
ti.

che

vi fece

42>ooo abitan-

la

cui sede dicesi eretta nei delle pi anlichedella

Dopo

essere stata arsa e saccheggiala,


[)er

28e perci unn

e di rado presa

pi di due secoli, nuoi

Lituania, di cui Smolensko fu gi ducato.

vamente

la

peste la percosse nel


vi

388
1

a tal

Questa ci tlestesissi ma, eoi tre iIDnie[)er \i corrono 3 altri fiumicelli. La parte situata sulla sponda sinistra del fiume ha un muro di mattoni e pietre oltre una
Jcga e 1/4 d'estensione, allo 5 lese e gi

segno che appena


sone, e allora fu

rimasero vive o pere


si

abbandonata
i

chiu-

sero

le

porte.

tartari e

lituani se la dii

spularono gran tempo,

ma di vennero
di

se-

condi possessori eia conservarono sino al


czar Basilio IV.

fiancheggiato da

36

torri,delleqiiali

ne

ri-

mangono

circa 2 5, le altre essendo slate

disti ulte da'fiancesi nella loro

tirala, oltre

famosa riuna da Sigismondo III re ili Polonia,e una dall'impi udcnza d'un c;innoniere. La quale muraglia, fuori di cui stuoQO i sobborghi, forata da 5 porle,

Mosca o incomin ci a circondarla di mura e furono termin;ite nel 099 sotto il regno del successoI

5 4 che fu presa dal principe


1

Il

czar

Fedor

re Boris.

La presero polacchi
i

russi, e la
al

devastarono pi volte, dal 1606

i654

che

il

czar Alessio Michctowilz la tolse al

i3o
re

SUO
la

SOA
riun per

Giovanni Casimiro e

sem-

snania, dichiaralo vescovo di Tebesca

in.

pre alla Russia. Pietro I il Grande ne fece ristabilire e accrescere i propugnacoli


alla

p^/7/Z'H.ya'4 aprile 17 59. Gli successe nel 1772, indi gli fu assegnato in coadiutore

moderna. Durante

la

guerra d'inva-

per succederlo.

Adamo Naruszwicz di

La-

sione de'francesi in Russia, fu presa a'5

kisszynik diocesi di Vilna, fatto vescovo

agostoi8i2 e ingrati parte bruciata, dopo la battaglia sanguinosa ch'essi diedero


a'russi, capitanati dal celebre maresciallo

'^jinausin pariihus a'i 3raarzoi 775. Ti-

moteo Gorzenski
snania
1
,

di

Ribow diocesi
1

di

Po-

eletto vescovo a'

governo francese ha pure duce della retroguardia della giande armata, e fece piodezze inutili nella ritiraNey,
al

quale ora

il

790. Le Notizie di

eretto

una statua

in Parigi: egli fu

cora lo registravano,

2q novembre Roma del 808 ancome l'arcivescovaSmolensko


e Se-

to di rito greco ruteno di

veria, ma vacante: Sniolescensis graeci ritus. Dissi a

ta e nel passaggio della Beresina.

Oltre

l'arcivescovo eterodosso greco,


in

vi

furono

scovo
sa

Smolenskode' vescovi di ritogreco luoI primi ancora furono uniti di comunione colla s. Sede,
scovilaje de'vescovi Ialini.

KioviA,che dopo il 1674 il veSmolensko si sottomise alla chiecattolica, bench la citt fosse gi perdi

venuta

in potere di Russia. Rilevai a Lii

tuania, che ceduta Smolensko a'russi,

principalmente finch

la citt

fu sotto

il

cattolici, principalmente nobili, emigraro-

dominio de're
dice che
la

di

Polonia. Commanville

no

nella Polonia, e

che

il

vescovo non

ri-

sede greca fu istituita nel seil 1. 1

siedendo pi nella
sta ottenne

citt fu quasi in

par-

colo

XVI

sotto

metropolita di Mosca,
,

tihus; soppressa poi

e V Oiiens chr.

p.
1

3 registra

se-

da Caterina II, queda Pio VI l'erezione del ve-

guenti vescovi. N. del


di

582 nel

pontificato

scovato poi arcivescovato di


(/'.).

Mohilow

Gregoiio XI il, Lorenzo Crusa nominato da Urbano Vili, e Andrea Slot monaco di s. Basilio del 648. Nelle Notizie
i

Apprendo

dalla celebre Allocuzio-

ne di Gregorio
tolica di

XP'I sulla

religione catla

Russia e Polonia, che

gerar-

di
to:

Roma del secolo passato trovo registra


Sniolensco e Severia di
rito

chia de'greci uniti nelle Provincie polacco-

greco ru-

russe.dopo essere slata sconvolta edistrutta nell'ultimo

teno uniti nella Russialiianca arcii'escol'rt/Oj

periodo del passato secolo,

quindi: Eraclio Lisanski dell'ordine


Basilio, del palatinato di Riovia e

fu riordinata nel

1798 da Pio VI, compo1'

di

s.

nendola anche cou


sko.
sia

arcivescovo di Po-

a'27 settembre! 763. Riferisce Commanville, che il vescovato di Smolensko di rito latino fu istituito nel i633 da Urbano Vili sotto il metropolitano di Gnesna, ad istandiocesi di Kiovia, fatto arcivescovo

losko (^.)j con giurisdizione su

Tutto e meglio e RUTENC.


di

si

Smolenpu vedere a RusCitt vescovile del

SOANA [Soanen).
granducato

Toscana con residenza in

za del re di Polonia Vladislao VII.

L'O-

Pitigliano, nella valle della Fiora, gi e-

riens chr.

t.

3, p.

i3g riporta

questi 3

truscaequasi deserta,nel compartimento


diGrosseto, nella comunit di Sorano da
cui distante
alla

vescovi. Pietro Parazenski polacco eletto

da Urbano Vili nel i636, Carlo Pietro Sancerzinski polacco del 1721, Bogislao Corvino Goziewski del 17 24- Nelle Nolizie di Roma leggo seguenti. Smolensko
i

miglia, e 3 da Pitigliano,

quale giurisdizione appartiene, nella

provincia di Siena. Giace in pianura so-

neir AlbaRussia: Giorgio deEclis Hylzen,


di

nato vescovo

Scuntkaim diocesi di Warmia, nomia' i o maggio j^^; uo coa1

pra un terreno di tufa vulcanica solcato profondamente intorno da due fossi, Calesino e Picciolana,che poco lungi da Soana si vuotano a ponente nel fiume Fiora.

diutore con futura successione, Gabriele

La

cattedrale rifabbricata semplice


la

ma
me-

"Wod/yubky

di Ilicruozick diocesi di

Po-

grandiosa dal vescovoRanieri verso

SMO
ti

S
II
si

MO
I

del secolo

XI, comedichiai Nicol

con leggi proprie, come attesta una


s.

let-

in

una

bolla deli

061, sotto

l'invocazios.

tera di

Gregorio

del 5t)3.

Apprendo

ne del principe degli apostoli di S.Lorenzo, venerandosi tra


il

Pietro e
reliquie

dal Cohellio, Nolilia Cardinalalus, che

le

Carlo NIagno don


Jlarchiani

braccio del

magnanimo s.Gregor/o
e concittadino
;

P'Jl

(/'.)

suo patrono

altri lo

alla chiesa romana, Tuscanani vulgo Maremma Populoniani,Soanam,RoseUns j(\onaz\o'

fanno romano, e riparlai del gran Papa a

ni

che furono confermate da'diplomi deI

Salerno, ove il prezioso suo corpo, che contenne il suo sublime e meraviglioso animo. Anche il celebre Papa Ale.<:sandro JII{ A' .),che pure in tanti luoghi encomiai, si vuole di Soana, pregio che gli contrasta Siena (^.). Soana o Sovana, Sunna, gi
forte per posizione quasi isolata, per
le

gl'iiuperatori Lodovico

il

Ao

Otto-

ne
ti

l,e

specificatamente. L'origine de'con-

sue

mura,

e per la gente che l'abitava, con-

Aldobrandeschi che la signoreggiarono controversa, chi dicendola longobarda e chi salica, e compariscono nel secolo X gi potenti e possidenti in Soana, Populonia e altri luoghi, come si pu leggere iu Piepelti, Dizionario geografico sloricodella 7o.?c<7n^, all'articolo Soana,v\'

tinuava a governarsi colle proprie leggi

quando

vi

arrivarono

longobardi; per

portando
acquisti.

primi Aldobrandeschi e

loro
ii

lunga et fu residenza de' propri gastaldi, de' vescovi, e d'una potente prosapia di conti, quindi nel 240 t'o capace di far
i

questi pare che attribuisca


s.

celeberrimo Ildebrando poi


a trovare

Gregorio

VII, sebbene dichiari non essere riuscito


il

fronte all'esercito di Federico


iieroe l'assedio,

II

edisosle-

suo

nome

nell'albero genea-

ma

ora ridotta iu tanto

logico di quella prosapia, della quale parl all'articolo

misero stato che la sua popolazione nel 1 833 non oltrepassava 64 persone. 11 recinto considerabile di sue
dritte e parallele,
glio

Santa Fiora,

e di essa io

tenni parola a Sforza perch ne diven-

mura, le strade mezzo mi e fiancheggiate da numerose case, al


lunghe
circa
gli

nero conti. Nel r 2o3


schi di

conti Aldobrande-

Soana erano

in

guerra contro

il

comune di
bellino;

Siena, seguace del partito ghitale

presente semidirute o adatto rovinate,


suoi conti e d'un acquedotto, tutloci

ma dopo
i

anno

essi

pure

si

avanzi delsuo forte. quelli del palazzodei

mo-

strerebberoabbastanzacheSoana fu grande e ragguardevole, ma meglio la storia e la tradizione l'assicurano. Soana non solo fu florida al

unirono alla parte ghibellina o imperiale, e nel 122 il conte lldebrandino maggiore ottenne la conferma di Grosseto e un privilegio

da Federico

II. Arroge

a ci

la
i

lega

stnbdita in detto
ti

anno

fra

Siena e

con-

tempo

degli etruschi e dei


il

romani,

ma

ancora sotto

dominio

dei

Aldobrandeschi di Soana, per aiutarsi reciprocamente nelle guerre che fossero


per insorgere contro di loro, salvo
il

longobardi, de'Carolingi e degli Ottoni,

Pa-

come s ha
lonia
li

dalla sua storia civile ed eccle-

pa, l'imperatore e
petti

il
il

comune di

Pisa.

Re-

siastica. Plinio

afferma, che Soana fu codi

riprodusse

novero de' feudatari

romana, e

recente furono scava-

soggetti a'conti Aldobrandeschi di Soana.

molli avanzi di

monumenti

antichi o

Da lldebrandino nacquero iconliGugliel-

sepolcreti etruschi tagliali nel tufoedi va-

mo
nel
I

stipite della

branca

di

Soana,
figli

e Boni-

avendo ottenuto l'onore della cittadinanza romana, a poco


rie specie. Gli abitanti

fazio autore della

branca

di

Santa Fiora:
de'delti

274

conti lldebrandini

a poco ne presero l'mdole,

costumi, seni

duefiatelli,alla presenza diDavid vesco-

timenti.
truschi,

Da quel tempo

le

vicende degli

e-

come de'soaoesi, si confondono con quelle di Roma, finch dopo rovinalo


il

ruiuauoimpero,Soaua torn a goveruar-

vo di Soana, si dividero paesi e fondi del contado Aldobrandesco. lldebrandino il Rosso di Soana, oltre questa citt, ebbe Piligliauo, Orbelcllo, Marsiliuna, Soiai

i32

SMO
A Ildebrandino
gli

SMO
di

no

e Vitozzo.

Santa

tolo.d l'suoi principi, da'cittadini che l'a-

Fioia, olire questo castello,

toccarono

bitavano, solo conservando


e
il

la

cattedrale
essen-

quelli d'Aicidosso, Sei vena, Roccastrada,

titolo del vescovato.


i

Neli4io

Canipagiiatico, Castiglione d'Orcia. An-

che altri luoghi egiuiisdizioni si divisero, restando in comune a' due rami la citt e distretto di Grosseto.
11 conte di Soaua per validit dell'accordo promise al

do sanesi in guerra cogli Orsini, le loro masnade sorpresero Soana e l'occuparono insieme alla rocca. Tolsero la campana maggiore della cattedrale, eia portarono nel campanile del magnifico loro

cugino di Santa Fiora d'ottenere dal Papa Gregorio X l'approvazione. Gi l'abbate delle Tre Fonlane e Chiesa dt
i

duomo, dove si conserva col vocabolo i^ovana.


na,
I

sindaci di
citt

Soana

nel i4i

^'^^t'^*

ss.

posero la loro
la

Vincenzo e Anastasio (/''.) fino dal aGc) aveva investito a titolo di feudo il conte IKlcbrandino il losso di Soana, della ca(>tellania e

ormai disabitata a Siequale promise privilegi e esenzioni


fosse unito a'supersliti

a chi

SI

g6
i

abita-

giurisdizione di Orbetello(era

della diocesidi Soana,dalla

quale

lo stac-

tornarono yS famiglie, e sanesi restaurarono il palazzo pubblico pel giusdicente. Nel 1 43 per soanesi si ribeltori: vi
I
i

c nel

3o ildelegalodiGregorJolX,per assegnailo al monastero delle TreFontane, il cui abbate commendatario io conI

larono per darsi al conte Gentile Orsini,

ma
so,

3 anni

dopo per accordo


la citt.

fatto

con

es-

Siena ricuper

Ci dispiacque
il

serva insieme coU'lsoladel Giglio e Porto


S.Stefano, gi della stessa diocesi), la quale investitura fu poi

a'soanesi, e

un

di loro uccise
i

conte re-

candosi in Soana. Allora


te del loro signore, e la

pitiglianesi corla

rinnovata nel 1286

sero armati a Soana per vendicar

mor-

colla contessa

Margherita
tal

unica ed erede di

Soana figlia conte, impalmata al


di

posero a ferro e

conte Guido di Monforte; inolile ad essa


tocc ptue nel i 284 la parte della contea Aldobrandesca del zio lldebrandino di Saula Fiora. Da questo connubio nacque la sola Anastasia, che maritata al conte l'omanoGuidodi Gentile di Bertoldo Orsini {V.), in

fuoco. Neh 544 Soana era ancora retta da un giusdicente sauese, indi vieppi and declinando in popolazione e in materiale, laonde Siena pens a restaurare la cadente rocca. La crescente malsania della

contrada, non permise nel secolo XVII


mainotli inviati dal granduca

ai

Cosimo

questa polente casa romana


la

III, nalla

colonia de'loienesi trasportata-

port tutta
gli

contea di Soana. Divenuti

vi verso
II, di

il

1740 dal granduca Francesco


mantenere,
gli

Orsini padoni dello slato Aldobran-

potervisi stanziare e
gli altri

desco,

abbandonarono poco dopo l'antica residenza della citt etrusca di Soana di-

venula infetta per mal'aria, e si stabilirono in Pit/gliai>o{f^.)ydove fabbricarono la reggia e un castello con molte fortificazioni. Gli Orsini nel
1

scomparendo dal numero de'viventi. Ilsigillodi Soana consisteva in un leone rampante, che tiene fra le granuni e
fie le

chiavi di

s.

Pietro patrono princi-

cipale della citt;

ma

Repetti dice esser

6o4 alienarono
l.

la

nolo, che

contea
ile
i

al

granduca Ferdinando

Men-

ma

degli

rampante era lo stemAldobrandeschi di Soana e dei


il

leone

soanesi erano vassalli degli Orsini,


alla cittadinan-

conti Orsini loro successori. Noter, che

nel

1477 furono ammessi

l'arme di

s.

Gregorio VII

si

forma d'un

za di Firenze.

Ma

la citt di

Soana che
capitale

leone rampante, e di mezza aquila.

dava

il

nome

a un vasto territorio, che

La

sede vescovile di Soana era

imme-

per molti
dal secolo

secoli fu residenza e

della pi potente dinastia

maremmana

diatamente soggetta alla s. Sede, finch Pio li nel i45c) erigendo Siena in metropoli, tra le sulfraganee sedi vi

XI 11 in poi, si vide di mano in mano abbandonala da' vescovi, dal capi-

comprese

Sodua^ e

lo

tuttora in

uno

a Piligliauo.

S
II

MO
conte al

SMO

i33

vescovato ebbe origine nel secolo VII,

e VU^heWi, Italia sacrai. 3, p.'jZ3,Sitanaeephcopi, pel ."registra Tiiddino, iiuli


i

monaco procuratore delle Tre Fontane per l' enfiteusi a lui dato delle
terre e castella appartenenti alla medesi-

Maurizio
poli del

ciie nel concilio di

Costantino-

ma abbazia cistcrciense,

il

cui interessante

nensis.

680 si %o\\o%cr\%%QEplscopiis SoaPietroo Paolo nel 768 intervenne


Sebastiano fu
al

alto riprodusse Ughelli.

David Dandini
1

alla traslazione delle reliquie di


in Siena;

Severo concilio d'Eus.

meglio Bandini nobile sanese del 270, cistcrciense del monastero di s. Galgano,
virtuoso e dotto, che eletto dal capitolo,

genio

08 2 7; Trasmondo oTanimondo fu all'altro romano dell' 853; Ranieio deH'BGo, benemerito per la canonica da lui eretta; Bastaldo fu al concilio
II

nell'B 2 G

GregorioX conferm, e gi rammentato di sopra: compose le liti coll'ahbazia Amialna,


sepolcro
e quelle di
il

questa col clero di


di
s.

romano

dell'BGi, Stefano a quello delal

r878, Pisano

conciliabolo d'Ottone

nel 963, Giovanni intervenne al sinodo romano del i o 5j altro Giovanni a quel1

Galgano ia un diploma a favore della chiesa di s. Francesco del Pian diCastagnaio. Vuoisi che per un tempo governasse la chiesa diSoana il b.Biagio
Grosseto, pose

corpo

marmoreo,

e sped

li

del

al

1037 edelio59;Anselmodelio6i, eman la bolcui tempo Papa Nicol


1 1

cistcrciense.

Avendo

il

capitolo nel

1283
di

eletto diversi soggetti, INIartino

IV di prorice-

la diretta

a Vitale preposto della chiesa

pria autorit
Asisi,

nomin Marco canonico

Suanense e riportata dall'Ughelli, colla quale salva l'autorit del vescovo prese
sotto la sua protezione la canonica edifi-

che intervenne all'investitura

vuta dalla conlessa INIargherita dall'abbazia delle Tre Fontane, con islromento prodolloda Ughelli, unitamente alla bolla di Bonifacio Vili che ratific la divisione fatta col di
lei

cala dal vescovo Raniero,

confermando
Il

beni e

luoghi della chiesa.

vescovo

P. forse Pietro del 1072, non conosciuto da Ughelli, assist Rodolfo di Siena nel

parente Guido con-

tedi Santa Fiora, mediante consenso dell'abbate delle Tre Fontane. Questo Pa-

collocamentodel corpo

di

s.

Severo sotto

la confessione dell'antico

duomo. Nel io83

pa nel 1298 fece vescovo


3
2 lo

fr.

Monaldo Mo-

S.Gregorio VII fece vescovo David belga.

naldeschi d' Orvieto francescano, e nel


1
I

Riporter pi di>tinlisuccessori,oltreVii

fualtroTrasmondoMonaUleschi
di
s.

Viano non ricordato da Ughelli e che nel

domenicano, che appell al cardinaleTeodorico contro l'abbate


Salvatore di

1208
Soana

fu presente al

testamento

fatto In

nel proprio palazzo dal conte Al-

dobrandino. Galerino o Galellino eletto nel 122 I fu consagrato da Onorio III, due
diplomi del quale vescovo
si

MonteAmialo sulla giurisdizionelel Pian di Castagnaio.Nel 33o fr. Alemanno Doi

nali francescano, nobilissimo edottissimo

leggono in

fiorentino, che
traviato a

santamente govern e fu
In

Ughelli, insieme a due lettere di Gregorio

Modena.

tempo

del vescovo

IX

del

23o,acci non sturbasse l'abbate


in\ possesso spiiituale
s.

fr.Nicoladi Messinacarmelilano,neli

318

delle

Tre Fontane.

l'abbate delle Tre Fontane invest delle

d'Oibetello e sua chiesa di

Maria, ciim

sue terre

la

contessa Anastasia,

il

marito

millam ibidem

in clerico^

suanensis epi-

scopiis jurisdictionein haberel j confer-

Pudenziana in favore di detto abbate, econtro il prioi e, capitolo e chierici dis. Mariad'Orhelello.Teodino Mos.

mando meo di

la

sentenza del cardinal Bartolo-

naldeschi d'Orvieto, intervenne al giura-

Guido Orsini e loro figli, riportandone il documento Ughelli. Paolo Bacceti toscano del 362, ebbe liti co'monaci Amiatini. Nel 386 Antonio monacocamaldolese, creatoda Urbano VI. Gli successe nel 3qoelraslalodaAnglona,TommasoMario romano o Tommaso Lucio de Mare1 1

mento che

nel

269 prest lldcbrandino

ri,

e lasci

erede l'ospedale di

s.

Spiiitodi

3 i

SUO
Nclr/fo?. Pietro al)bae
cV occidente fu
cle'ss.

SUO
A n
Pel
trurci{T'.)po'c\a cardinale.

Romn.
(liea

Per Adriano

eGrei^oriodi

Roma benedettino.

VI
nel
e

riconosciuta l'innocenza di Lattanzio,


1

grande scisma
della sede
il

spo^^iiato

predecessore Valentino, es'mfio-

truse

fr.

Antonio Fede carmelitano

rentino, col flivore de'oonti di Pitigliano,


indi da

cesse nel
di
s.

Martino V riconosciuto. Gli suc1434 Gioacchino Suhare prete


di Pitigliano, trasferito poi

Giovanni

a Canne. Apollonio ]Masaini sanese e ca-

522 lo reintegr. Dopo la sua morte dopo due anni di sede vacante, a'3 luglio 1529 Clemente VII ne aflid l'amministrazione al cardinal Ercole Gonzaga (/'.) il quale rinunzi in favore del cardinal jF<2/72e.?e, che divenne Paola III (il Cardella scrive che Clemente VII nel i525 confer la chiesa di Soana al cardinal Farnese) nel
a'2
I

nonico di sua patria nel 1439, d'ingegno e animo grande, il quale col suo consiglio
giov
alla

repubblica

di Siena.

Al suo tem1

po e con l'atto presso Uglelli, nel 455 pervenne in podest di Siena Orbetello, che con Ansedonia, Porto Ercole, e altri IO pi'opinqni castelli, aveano donato all'abbazia delle Tre Foiilanc,9.. Leone III e Carlo Magno. Colla mediazione di Papa
Nicol V, il

comune

di

Siena

si

obblig pa-

534: egli per gi avea 532rassegnatoSoaua al nipote Ferdinando Farnese. Morto neh 535, Paolo III elesse amministratore Carvajal Simoncelli d'Orvieto d'anni 27, il quale resse questa chiesa 60 anni, e mori nel 1596 decano di tutti vescovi della cristianit. Sar ceitanientestato suo parente il cardinal Simoncelli (^.), che visse 60 anni nella porpora e intervenne a io
1

aprile

gare

agli

abbati delle Tre Fontane^ pel

conclavi. Metello Biclii [F.) poi cardinale,

feudo d'Orbetello e altri luoghi dell'abl)azia, l'annuo censo di 5o fiorini d'oro e Pire I 5, trattato che conferm Pio li nel

per cui fu denominato \ cardinal di Soana. Merita pure particolar menzione

Scipione Tancredi nobile sanese,


te e sa,

amangover-

1459. Delle vertenze tra gli abbati delle Tre Fontane e la repid^blica di Siena, sopra Orbetello e
altri feudi, e

studioso delle antichit di sua chiedi giovarla, e

procur con zelo

come

pas-

n con lodevole
stoforo

sollecitudine, poi trasla-

sarono a
il

far parte dello

Stato de' Presidii,

to aMontalcino. Gli successene!

che riportai all'articolo Sicilia, e come pervennero a'granduchi di Toscana,si pu


vedere
il

i637CriTolomei nobile sanese e primicei

rio della patria metropolitana. Nel

645
pa-

citato Repetti all'articolo

Orbere-

Marcello Cervini

di

Monte Pulciano,proII, trasferito nella

tello e a tutti gli altri

che

vi

hanno

nipotedi Marcello
tria; e gli

lazione, e colle loio vicende politiche, ve-

venne

sostituito

nendo considerato Orbetello come


tale di quel piccolo stalo.

capi-

ghese benedettino, e

Girolamo Borparente di Paolo V,

Ad

Apollonio
Picco-

poi di Pienza. Pietro M."* Bichi nel 167


tiTislalo

nel

467

successe

Tommaso Testa

da Todi, lodevole vescovo. Fuli

lomini,poi vescovo diPienza;indi nel

1470

vio Salvi nobile sanese del

3, gi pre-

Andreoccio Ghinucci sanese, trasferito a


Grosseto;nel
se

posto di Pienzo, col quale ueWIlalia sa-

1489 Girolamo

Scotti sane1

cra
Nel
I

si

termina

la serie

de'vescovi di Soa-

con gran

festa della patria; nel

492

Al-

na, che completer col le i\'bi/:./efZ//{o/7z (2.


I

dello Piccolomini;
tritcci (F".) poi

neli5io Alfonso Pc'


il

728

Cristoforo Palmieri sanese, nel


diocesi diPien-

cardinale, a cui successe

739Antonio Vegnidella
neli''46
fr.

Lattanzio Petrucci,

quale creduto da
3 no-

za,

Nicola Bianchi carmeli-

Leone X complice

della congiura del cari

dinale, lo depose nel concistoro de'

tano scalzo di Scansano nella diocesi di Soana, neli75i Segiierio Felice de Segueri della diocesi di Pescia,neli762 Ti-

verabrei5i7ed esili, sostituendogli Domenico Collesta diSoana, morto nel J20.


I

berio Borghese sanese, nel

1773 Grego-

Allora l'ebbe in coiumenda Rallaele Pe-

rio Alessandri della diocesi di Fiesole, nel

soc
1^76 Francesco Pio Santi di Rocca AIbegna nella diocesi, nel Bo^FilippoGhigio Ghighi di Bibbiena diocesi d'Arezzo.
i

SOC
felluandosi
la societ
il

131;
il

socialismo e

comunismo,

eia (n)iglia diverrebbero l'im-

GiegoiioXVInel concistoro dc'Sosetlembrei83i dichiar vescovoGiacomo Bellucci della diocesi e

magine dell'eterno pianto, dove Diosi bestemmia. Non essendovi sistema,come nelle loro massime e ne'suoi principii di pi
assurdo, poich non
religione, n leggi,

preposto della cattein

drale, e per sua


glio!

morte

quello de'2 lu-

832

l'odierno rog.r B^ancescoBar-

zellotti di

Pian Castagnaio nella diocesi,

gi arci[>rete di Marciano.

A *Pitiglia>o narrai come Gregorio XVI neh 844 ^'


resse io coocattedrale l'insigne collegiata
di Pitigliano,cb'era
cesi,

ammette n Dio, n n famiglia, e invece divinizzando 1' uomo ne sbriglia le pasvizi, ne sioni, ne alimenta e ingigantisce guasta e deprava gli alletti; se mai per disi

grazia giungessero ad attuarsi e porsi in


pratica, sarebbe
il

pi disastroso flagello
il

una

delTe

che
il

vi

fu trasferito

4 della dioda Soana il ca.


1

pitolo,

cui preposto era parroco della

Il socialismo come comunismo derivano dal protestantismo, e come questo sino da principio si divise

ilell'umana societ.

cattedrale, e che l'attuale vescovo pel


lo di

in mille sette,

bene spesso niinicissime e

Soana

ePitigliano.Nell'ulliuia prosi

cozzanti tra loro, e in questo solo concordi, nel

posizione concistoriale

dice che inPi-

rinegare cio l'autoritdella chie-

liglianoera l'episcopio, che in


la

Soana

oltre

sa cattolica e foggiarsi

una religione
si

di

cattedrale eravi un'altra parrocchia,

proprio capo; cos

il

socialismo

divise
so-

ma

senza battisterio, e unaconlraleriiita.

in mille sistemi sv:iriatissim!,e in


la

una

Ogni nuovo vescovo tassato ne'libri della camera apostolica in 3o4fiorioi, ascendendo frutti della mensa a pi di scudi 1800. La diocesi si estende per 3o miglia di territorio, e contiene 20 luoghi e 46
i

cosa consenzienti,

in

quanto

ci stima-

no ladicalmente viziato il presente ordine dell'umana societ, e intendono a cambiarne le basi cercando ne'deliri della propria ragione un nuovo principio d'organizzazione in
tutti
i

parrocchie.

rispetti di social convi-

SOCI ALlSMOeCOMUNlSMO.
i
i

Idra

venza.
si

quantunque

niuno finora
tal

sia-

spaventevole che sostiene l'empie dottri-

presentato chiaro e distinto un


fatale progresso in
tutti
si

prin-

ne e perversi sistemi, quali coudjaltendoa un tempo le propriet personali e le libert individuali, vorrebbero precipitare tutte quante le nazioni, inclusvamentealle pi incivilite, all'orlo d'una completa dissoluzione sociale; ad un cataclismo politico e tremendo, minacciante finimondo al trono, all'aliare, all'iutiera societ. L'epoca sanguinolenta e demagogica, l'epoca di ciarlatrice memoria

cipio, aspettandolodagli

svolgimentia che

mener

il

un nebuloso
nel vo-

avvenire; pure

accordano
i

ler distrutte tutte le idee e tutti


pii,

princi-

sopra
,

quali finora

la

societ s' ap-

per ricostruirla dipoi in una nuova socievolezza ideale e universale di tutta la specie umana. Que..o in sostanza il socialismo. Il comunismo poi una
poggiala

sua forma particolare, escogitata da altri

un saggio e un tentativo di socialismo e comunismo, un contemporaneo la caratterizz: Generale manumissione di sostanze e di ordidell'ultima rivoluzione, che fu
ne, complesso di utopie e deliri
i

come tentativo
sedurre
le

per cominciare l'attuazioaltri

ne del socialismo, da

come mezzo per

moltitudini che cercano qualdi tutti


diritti e

che csa di positivo, e consiste nel totale

pi strae-

accomunamenlo

beni,

vaganti, accompagnato da moltissimi

sempi

di sfrontate ruberie e tiranniche

spogliandone gl'individui e formandcne una sola massa, della quale poi ciascuno

prepotenze, mentresi pretendeva procla-

mare completa hbert e

l'et dell'oro.

f-

mente o

Venga a partecipare e godere o equabilin ragione di date norme. Pare

i36
die
il

SOC
comunismo
il

SOC
socialismo in
il

stia ni

quella medesima pioporzioiie, che

lu-

teranismo o

calvinismo
Il

al

protestan*

tisnio in generale.

socialismo e

comu-

nismo np[)ai tengono anche all' empio raiUeismo {f'.), con tutte le sue conseguenze politicliee sociali. Il panteismo fu
eziandio professato da molte altre recenti
selle,

ragionamenlo,chiosando dottamente im capo della medesima, col quale appunto il Papa fulmin l'erronea dottrina sccotneinfnnda, ac vel ipsi naturali /uri maxime adversa, qua semel admiisa, omnium jura, res, prprielates , ac vel ipsa humana socittas funditus everlerentur. Il ragionamento fu
assai interessante

un

come
che

dal Sansi monismo {^^.). Osle sette

dal prelato letto nell'accademia di religio-

servai all'articolo Setta, che


listiche
di

socia-

piesente minacciano l'Eu-

ropa, altro non sono che nuovi germogli,

sviluppameiiti e trasformazioni dell'illuiTinisuio, variatine


i

soli accidenti.

por-

Roma nel 84?, e il n.''64 Diario di Rotna ne pubblic l'estratto. Il prelato divise il suo lavoro in 3 parti. Nella I.' ripose le prove, che il comunismo, distruggendo diritti di propriet
ne
cattolica di
1

del

re

una harriera

all'abisso

che

ci

minaccia

e di eredit, va contro lo slessodirilto della

ingoiare, sursero generose e dotte a smascherare e conquidere


deli e ingiusti principii,

penne
cru-

legge naturale. Alla 2.* assegn la con-

silTatli

futazione de'3 sistemi comunistici,


assurdi,

meno

proclamati prino confu'

cipalmente da Proudhon, e Alfredo Sudre


scrisse la Storia

del

Comunismo

d'una certa ragionevolezza possono maggior menlesedurre:ii i.de'qualiilsansimonismo,che


velali

echecomepii

tazione islorica

citile

utopie socialistiche,

pone per base della propriet

la sola

ca-

Livorno i85o-52. Penetrarono le latebre


di queste societ Haller, Torricelli, Bresciani,

pacitjl'altro costituisce la propriet tem-

poranea, e ne vuole ritornevole

la distriil

Ileimequin, Cretinau Joly, l'egre*

buzione
scia alla

il

3."

accorda

al cittadi.io

so-

gio e gran pensatore conte


la

A vogadro del-

lo usufrutto di ci

Motta, nel Saggio intorno al Sociali' smo, e alle dottrine e tendenze socialisti' c/zejTorinoi85i,ed altri che nominer. Se potessi seguire l'impulso dell'ammirazione, tutto trascriverei
il

che gli bisogna, e lasola nazione il diritto del domi-

nio. Nella 3.' parte espose le cause,


il

onde

comunismo

derivato, discutendo po-

da loro vigoa fondo,

rosamente combattuto da capo

ma

sono costretto dalla carta misurata,


le

qui appena accennare

loro onorate lu-

cubrazioni, rilevandole dalla non mai ab-

bastanza lodata
to suoi diffusi
ti

benemerita Civiltcat'
tut.
il

toUca,'\\ di pi potendosi leggere ne'tan-

volumi che citer, e

concludendo de'rimedi, merc dei la societ da questa piaga terribile che la minaccia. Osserv, che il comunismo fu abbracciato avidamente ed ebbe maggiori seguaci nelle contrade dominate da' Protestanti (^'.). Che la causa d'una dottrina cos velenosa non potevasi attribuire ad un governo anzich ad un altro, n a certe forme di stati anzich
scia e

quali salvare

intenti all'impresa di gloria divina,

a certe altre, giacch

comunisti hanno
s

listoramento sociale, con un fermo zelo

messo
e

in

opera
s

le

loro teorie

ne'regni
ne'misti

che crebbe

Quanto

il

proporzione degli ostacoli. regnante Pio IX abbia ripetuin


il

assoluti e

ne'cosliluzionali,

nelle repubbliche e confederazioni.

tamente condannato e riprovato


lissimo socialismo e

fatai

Nel rapido quadro che fece de'gravi disordini avvenuti in Prussia, nel Belgio,
in Francia, tocc nel

comunismo,
;

loro

scellerati sistemi, lo notai altrove e nel voi.

modo il

pi gagliar-

LUI,

p. 2

IO e 2 i8

oltradi averli con-

do

dannati in precedenza con una sapientissima enciclica , che form argomento a


quel bell'ingeguodimg.rStefano Rossi, di

casodeirirlanda, la quale se non fosse stata popolata di gente ch* fiore di caltolicismo, avrebbe cagionalo
e patetico
il

all'Inghilterra chi sa quanti mali, spin-

soc
lavi dnll.i

SOC
di insisteva sopra

i37
carichino dei

Time che divor un milione e


It;

una

tassa di lavoro, e
si

pi d'iibitanti. Eniinieiamlo poi


(III

cause

lanciava ch

pii

ospizi

coiDiinisnio, mise pei!

.''la

dill'iisione

vecchi e degl'impotenti. Accennava ancora

delle doltiine del Razioiiaiisino (A^.), le

perca usa possibile del comunismo una

quali piernurosedigiuslificare

una egua-

malintesa podest di possedere immensa-

glianza d'ogni specie, esenta limite di sorta,

stuzzicano molto agevolmente l'appe-

mente e perpetuamente: il che suol generare im' inerzia troppo nocevole nelle
maSbC crescenti de'proletari;
e perci

A sitfattacagionede'manon vedeva miglior rimedio, diedi procurare istruzione religiosa e morale nelle iiiassede'popoli con maggior accuratezza
tilode'proletari.
li

non

lasciava d'inculcare l'obbligo di trovare

e zelo di quello che

si

fatto in addietro.

rimedi pronti, opportuni e radicali conil comunismo, diesi rende sempre pi minaccevole: concluse, religione, moralii

tro

Trovava

altra

cagione del

comunismo

t,

lavoro; ecco l'antidoto del

comunismo.
i

iiell'incrouenlo di que'cittadini.che noti

Lo sono pure le utilissime C-^/nVer^/V anisliche {f^.), ed


libri
pii Sodalizi [f.), buoni che disingannano malaccorti e ili i

hanno

arte n parie, e che nell'estremo

de' bisogni

diventano strumento d'ogni

Il rimedio ch'egli contrapponeva a simile funesta cagione, il lavoro

disordine.

luminano le menti sedotte,rencomiataCi^nlt

catloUca pel sublime suo iolendi-

eia distribuzione possibilmente pi estendibile del

medesimo

accompagnando

mentodi costanlemenlecon tanta saggezza e dottrina propugnare il ristorameoto de'sani principii religiosi e morali, e in

suoi consigli con bellissime (losoflche osservazioni. Altra cagionedel


ei

vedeva pure
in

in

coimmisnio quella maniera che si

tutta la sua pienezza l'idea cattolica


cui tanto

di

ebbe

Europa,

di abolire tanti e tanti

abbisogna l'odierna societ; e principalmente di quello che nella societ

che gli antichi statuti d'ogni municipio aveano stabilito in pretto favore ed utile delle masse popolari. Alfrancali
diritti,

moderna
di tutti e
il

sventuratamente pi obbliato
debito corcol

per pi necessario a ristorarsi,


il

granjprincipio d'autorit e
,

pure

territorii dalle servit,

esclam

il

rispondente di soggezione

ognuno

prelato: questo

non

solo ottimo,
i

ma

contentarsi della condizione in cui fu posto dalla divina provvidenza, e


le false

ollimissimodivisamentojil ."obbligo per


si

frenando

di procacciare dianzi alle masse

idee proclamate da' nemici dell'u-'

tanti mezzi di sussistenza, quanti loro

ne

inanit.

La CivlU

cattolica

mirando co-

togliequella liberazione. Seal poveronulla

limane, e tutte

le

terre colano libere

stantemente allo scopo che si propose fin dal suo nascere, cio alla ristorazione di
ordine e di autorit nella famiglia e nello
stato sconvolti da ree dottrine, trov in
tutti
i

patrimonio di pochi ricchi, la sola ricordanza degli antichi diritti edellespennel


le servit

qual furibondo solletico non

gradi della societ sostegno e in,

potr ridestare nel primo?Equi il valente prelato si fece a condialtere la tassa dei

coraggiamento

e progredisce valorosa-

perch il sussidio legale non fa conoscere il benefattore al beneficato, non


,

poveri

e ammirata da chi ha senno e religione, nella tnagnanima irapresa di sanare le menti inferme d'utopie

mente applaudita

corrobora

vincoli tra

il

povero e il

ricco,

erronee e perniciose, intente a muovere


la terra e l'inferno

non promove amordi lavoro; che anzi dimostr essere detta tassa un i." passo al comunismo, perch cos il tapino ha diritto a

coll'inganno o col fa-

natismo; non che gigante del caltolicismo

porzione di rendita dal facoltoso,


ai

nulla rischiando e nulla cooperando


voL. rwii.

prodotti della terra o dell'industria; quin-

ad opporsi e a combattere l'eterodossia irrompente per ogni porla nella societ cattolica. AHendita ecclesiastica, nel parlare di sua origioe, dichiarai che la coo
I

i3B

SOC
non
fu

SOC
della Civill
si

mnniticle'hcuifle'primi cristiani,

fa la rivista e la

nilicn de-

come prelcndcrebbero gli odierni sostenitori del comunismo e socialismo, derivati dall'empio
JVcl
si
1. 1
,

gli articoli f,n\

Socialismo Q Comunismo
t.

del

Giornale del Trentino. 'Nei


si

8, p.

72

Panteismo

(/'.).

della Civilt

legge

la rivista

e analisi

p.

612

della Civilt cattolica


ossia: Il

del Saggio intorno al socialismo, e alle

legge

la

conversazione

Socia-

dottrine e tendenze socialistidie. Si loda


l'autore piemontese, ch' Della Motta, e

lismo plebeo e lJ^okerianismo borghese.


Qualificasi nel prologo
il

socialismo,

mor-

l'opera

come una

delle pi

opportune e

te d'ogni civile consorzio, manifestatosi


alla

stupendo, che negli ultimi tempi ha veduto l'Italia, e s'invita a meditarla

essa

Francia inaspettogigantesco,quando non voli'a crederne la reale esistenza, ed valentuomini che lo stanno, senza capirlo, inoculando all'Italia, ci prei

da quelli che si sentono chiamati a cooperare col senno e colla mano al bene comune della patria e della religione. In un capitolo
speciale discorre
i

parano

la medesima tremenda sorpresa, quando gettandone semi infallibili giurano che mai tal cosa, e che la una fani

pericoli che sovrasta-

tasia,

una

fissazione,

retrogradi.

una malinconia dei pure niente pi naturale,


borghesia prevalente sia
volterianismoapplica-

no all'Europa dalPanslavismo soprattutto scismatico ed imperiale: mette in chiaro l'idea russa, la sua potenza morale e
materiale, verso
la le

sue

arti, l'ostilit

che nutre

niente pi necessario del socialismo in ujia societ, la cui

societ cattolica e latina, e adIl

dita in fine l'esito probabile della lotta.

volteriana.

La corruzione idealescendedi
il il

Panslavismo un alfro socialismo che anch'egli vuole rifare


il

alto in basso, ed

mondo a modo suo;


un
sol

to alla plebe

puro

e schietto sociali-

esso l'idea di unificare in

corpo
la

di

smo. Si dice inoltre nel prologo: qualunqueabbia amore, non per la religione e il pubblico bene, ma per la vita civile, dovrebbe sttidiar seriamente questo punto beni, gl'inteal quale si attengono tutti
i

societ religiosa e politica tutta

razza

slava, per renderla politicamente predo-

minante. Evvi ancora un Panslavismo


democratico,

ma in mezzo a
speculazioni

popolazioni

ruvide e

incolte,
le

non pouno trovare gransottili sulla


li-

ressi, le affezioni dell'essere

umano

e ci-

de udienza

vile.

Un

tale studio viene presentato in


socialista, re-

bert democratica e sull'unitarismo. Se

'ima conversazione con un


candovisi in pieno
sia
il

lume 4

punti,

i.

"Che

una qualche idea di quelle or predicate dai demagoghi pu altechire in mente al


volgocol piegato sotto l'imperodella religione e dell'autocrazia cesarea,

socialismo. 2." Qualsia la causa che

infallibilmente lo produce. 3. ''Quanto im-

non
vi

si

potenti a frenarlo sieno gl'inconsapevoli


suoi autori. 4-

che
sta,

l'idea della na7.ionalit e di

conqui-

Come
si

questi

slessi

autori

tenti

iniquamente da ad orbare la so-

per

le

moltitudini russe non

essere altro socialismo persuasivo se

pu non

ciet dell'unico

mezzo eflcace ch'essa ab


s

bia contro un nemico


t.

formidabile. Nel

5, p.

384

della Civilt vi

lo intitolato:

un articoDel comunismo pratico di


erronea contrad-

Mose.

Si confuta tale

ditloriaeassurda pretensione di BianchiGiovini, il quale parlando de'Iegislatori

l'ingrandimenlodeHimpero, naltrocomunismo se non la preda guerresca; il governo sa valersi di quesle tendenze a suo profitto, e mentre combatte senza posa il nemico democratico, da gran tempo organizza un Panslavismo imperiale, e propiiamente russo, ben altrimenti formid.abile". Nel
cattolica vi
t.

che tentarono di tradurre

in pratica

il

co-

mu nismo,disse che
mente Mos
col

il

."fra essi fu certala

un
si

9, p. 19 della Civilt articolo sulle Societ se-

fondare

giudaica sociei

gretej nel 3

tratta delle Sette sociali-

t sopra basi comuuisliche.Neit. 7, p.22

sticlie.Nt L 2, serie 2." della Civilt, p.

soc
1

SOC
l'uno e l'altro sistema
principio

i39

r, si ila

contezza del S(!g^!o sul caffo-

sa linea e tendono alla distruzione della religione e della societ. Si prova che

licisinn, liberalismo e

socialismo di Do5tG riportalo

noso Cortes marchese di l'aldfgnmas

muove dallo stesso

Foligno

8,")

2. Indi a p.

un sunlo dell' applauditissimo discorso pronunzialo nella suddclta accademia di


religionecaltolica dal cardinal

d'una libert disfrenata, adopera lo stesso mezzo d'una rivoluzione radicale e sanguinosa, lentie al

medesimo

Anlou

M/

scopo di distruggere ogni idea sociale e


reli:'iosa.
il

Cagiano de Azevedo sul Socialismo


miiiiismo. Si dice, che
il

co del vangelo, folle

e Conemiper orgoglio, mette


(ilosolaiile
il

Dimostr come il socialismo e o comunisuo non pureabburriscono e oil

sleggiano

catolicismo,

ma

ingenerale

tulio in opera per ispegncre

sentimen-

ogni sorla di religione che includa alcu-

to della naturale corruzione. Sconosce ed

na idea

di

Dio, di superiorit, di legge.

ama
gesi

sconoscere

il

."fallo
Il

dell'uomo, e

la

]Ma l'odio pi accanito controia vera


sia che guardino dogmi, sia che precetti, sia che si consideri la genu'chia, tutto in

pena che

lo segu.

disordine che scor-

chiesa di Cristo; stantcch inessa,


i
i

neirumaua natura per lui procede da un difetto d'equilibrio e di armonia sociale, avvisandosi ricomporlo, non gi coi
mezzi che offre
la religione,

si

contraddizione vivissima emanifestis-sima


colle

ma

co'siste-

massime,

colle prescrizioni,

coU'adi cui

mi

dettatigli

da una

])estiale sapienza. In
si

narchia voluta da'salanici sistemi


ro,

quest'opera insana

travagliano precii

parliamo. Come quella racchiude ogni ve-

puamente
in

comunisti ed

socialisti dei
piti

promuove

ogni virt, serva ogni or-

giorni nostri, iniitatori e promotori

dine; cos questi accolgono ogni errore,

grande

e picspliciti delle doltrinedei

sospingono ad ogni
arnonia.

vizio,

rompono ogni
ognun intende
socialismo e
il
j.i

Gnostici^

Bcgnardi e Anabalsti (f^.), e


ri feri

Che

se distrutta la base, forza


l'etlifizio;
il

d'altre generazioni di eretici e sovvertitori pili

che precipiti

antichi. II porporato
i

col le pro-

senz'allra prova essere

dogmi d'alcuni de'capiscuola moderni, come di Leroux, Fourier, Guglielmo Man, e le sataniche bestemmie di Proudhon degne
prie loro parole
peslilentissimi

comunismo

distruttori

della societ,

quale fondata sulla religione e con


strettissimamente connessa. L'ultimo

lei
ri-

su Ila mento di que'sislemi l'annichilazio-

veramente
lire dalla

ilella

bocca d'un demonio. Si

ne d'ogni moralit. A combattere questi

conclude, che questi empi vogliono par-

due

micidiali sistemi, s'invoca ilconcorso

negazione di Dio, per giungere


sia stollo e

del clero, de'governijde'padri di famiglia.

all'inlcro sbrigliamento d'ogni passione;

Indi ap.

202

si

rifinisce la dissertazione
<?

si

dimostra come
il

impossisdii-

bile

loro principio,

non potendosi
quanto se
al

vare l'idea di

Dio, tanto se volgiamogli


fisico,

occhi al

mondo
il

monil

il socomprovante che: cVco/M^/N.^wo cialismo traggono la origine dal protestantesimo di cui non sono che lo svolgimento j del prof Paolo Mazio che ne fe-

do morale
verno e
il

e civile.

Dimostrasi poi quango-

ce lettura nell'accademia di religionecaltolica. In

losia rovinoso

loro scopo, essendo

questa bella dissertazione, inle

freno delle passioni condizioni

vestigando l'autore

raoderiieeresie,lroa 4pi'incipalinenri-

indispensabili, tionpureal vivere


e alla futura beatitudine,
la

umano

v ridursi
te. Il

le

medesime

ma

eziandio al-

Criticismo o Razionalismo che

terrena

felicit.
I, si

Nel

t.

3, 2.^ serie della

fiuta agli agiografi le ispirazioni divine,

Civilt, p. IO

parla della dotta ora-

e toglie al codice della fede

il

carattere
la

zione recitata nella suddetta accademia


dal can. prof. Pigliacclli: Il
il

ansuslo

di

Testamento
il

di

Dio;

Demail

comunismo

gogia che intromette

plebiscito nell'c-r-

socialismo sono due estremi della stes-

dine politico e nell'ordine religioso;

Li-

i4o

so e
il

SOC
comuni swo e sor ialisnio rirono^rlufc
le

berlinisnio clic innncipando laCliicsn allo


slato aimieiila l'auto ita e inlertlice

nelsi

ma-

dottrine del protesiantesinio.

p.

4'>7

gistero della Cilliesa stessa;

il

Comuuismo

discorredell'orazione letta nella detta ac-

per ultimo e il Socialismo, i cui maestri, per usar le parole del Papa Pio IX nell'epistola enciclica degli Hdicemhre 1 849, adescando con utopie e fallaci promesse gli operai e le plebi minute, tendono a vio-

cademia del piof. Delicati, nella quale egregiamente dimostr: Essere una pretensione empia ed assurda il voler coonestare
ligiose.
il

comunismo
p.

colla sagra Scrit-

tura, e colle istituzioni monastiche e re-

lare ogni diritto

umano

e divino, a

mail

4^9

si

tiene proposilo della

nomellere

la

propriet, a distruggere

dotta dissertazione pronunziata nella me-

culto religioso, a sovvertire ogni ordina

menlosociale. Piecitati echiosali


ghi delle varie opere

pii

luo-

diProudhon, e nominatamente eRicerche sul principio del


governo, come pure della Corrispondenza epistolare, signific che
che

desima accademia dal p. Giuseppe Papardodel Parco procuratore generale de'lealini, ilcui argomento che Invano il so:

cialismo proclama la libertyl' eguaglian-

dirillo e del

za e la fraternit per essere rato nemico diesse. A p. 58

il
r

piii

dichia-

vi l'estrat-

per a V viso del socialista, Ges figlio di Dio

to della dotta dissertazione letta nell'ac-

non

un legislatore comparabile a Zoroastro, a Solonee simili; cheil cristianesimo non riform se non leggermente e per tempo bievissimo lasociel;checon l'evo apostolico ebbe fine la verit cristiana, e cominci una mitologia quasi poetica, un sistema assurdo di fede; che ildoglua della

cademia di religione dal p. m. Francesco Gaudepiocurator generale de'dumenicani e intitolata: L'odio il pi profondo eha nutrono i comunisti e i socialisti contro la religione cattolica, e la guerra che ad essa muovono una prova della verit e santit della medesima. Nel t. 4, 2 .' serie,
p.

prevaricazione primitiva del-

98, della stessa Civilt,

si

trova l'estrat-

l'uomo una spiegazionede'teologi insufficiente e ridicola dal quale e da pii al;

todella dotta dissertazione che nella pi


volte ricordata accademia recit
il

p. ra.

tri capitoli infer

il

disserente,che
il

il

pre-

supposto,

il

fondamento,

punto

di par-

Giuseppe Palermo piiore generale degli agostiniani. L'argomento preso a trattare


si

lenza dell'eresia Proudhonianail piieffrena lo razionalismo. Oppugnando Prou-

fu: Il

socialismo recato alla pratica

il pili

terrihUeJl.agello dell'umanit. Fip.

dhon

il

diritto di propriet, altro


la

non

fe-

nalmente a
articolo:

593

si

legge l'importante

ce che fecondar

semenza
la

gittata dal-

DeW unico rimedio

pel sociali-

l'eterodossia e disvolgere le dottrine ge-

nerali in cui
stante.
11

si

assomma

scuola prote-

esame il suo principio captaliss)mo;ora in un paese, in una solibero


ciet,

ove
la

sifatlo principio

consagrato

comunismo, cio la chiesa di Cristo, imperocch derivando essi dal protestantismo, ' Elerodoisia universale noQ pu esser vinta e conquisa se non dall'universale Ortodossiajad un principio che
e

smo

come
non
la

regola ultima e definitiva dell'o-

crolla e

deturpa ogni ordine

di verit e

perare e del credere, tutto perduto, se


oggi,

di giustizia,

domani; tutto soggiace

mupro-

tamenti, a scosse, a scadimenti, a ruine,

non pu valevolmente contrapporsi, se non un principio che ristabilisce e santifica tutti gli ordmi; ad un
sistema che

religionenonsoI,ma pur anche


la

la

movendo

dalla negazione di
la

priet,
gli
1 1,

societ, la famiglia. Noter,

che
t.

Dio

vizia

radicalmente

natura stessa di
se

^zinali delle scienze religiose^ nel


serie 2.", p.

associazione,

non pu contrastare

non
il

821, hanno pubblicato l'intera dissertazione del eh. piof. Mazio, e col titolo: Delle origini prinliye del

un sistema che muovendo

dall'afferma-

zione di Dio ferma irremovibilmente

coucelto \erace di societ, assoduudoio&o-

SOC
pra un fondamento divino;
te che nel contrasto
nit, in
fili

SOG
un
elemeii-

i4i

si appoggia ali'uinaquanto coirolta, non pu resistere che un altro elemento, il ([uale abbraccia l'umanil in quanto ristorata; contro ci che si fa forte di quanto si oligina tlalla terra, non pu tener fronte se non ci che si avvalora di quanto si ori-

povera Francia e poveri paesi vicini! Se leggendola storia della rivoluzione del '793, ci sembra impossibile che l'uomo possa oltrepassareiconfnisegnali daquei
mostri che furono Danton, Robespierre
e
gli altri,
il

saggio per che ne

avemmo

gina dal cielo: in


tolicismo divino.

somma
La

l'universalismo

satanico non pu esser vinto che dal cat-

rivoluzione che ago-

gnanoi socialisti e comunisti non suol dirsi u religiosa, n politica, n nazionale,

i85i, e notissimi per la propalazione che ne fecero pubblici giornali politici, ci danno molto a temereche forse avremmo avuto una copia fedele di (juella storia orrenda e straziante. Lesociet segrete coprono d'una rete inestrinc'tenlativi del
i

cabile tutta l'Europa, e


si

nuova contiirma
l.

ma

rivoluzione ideale e umanitaria.


si

Ad

legge nella Civilt cattolica

G, serie

incarnare disegno tanto reo, non


forti

fonno
sot-

2.", p.

SSg

la

rivoluzione ha sempre ase-

d'un sulo popolo o d'una sola classe

voto radice e sostegno nelle societ


degli operai socialisti e comunisti.

di persone,

ma chiamano
l'infernal

ogni

uomo

grete, ed in questi ultimi tempi da'clubs

lo le loro bandiere, e

bandiscono
di tutto

intimano guerra e propaganda a nome

Tutnu-

tavolta, a misiua che crescendo

il

quanto il genere umano, cui prmettono di rigenerare e condurre ad una

mero

delle sette, cresce

il

dubbio

in

ma-

teria di fede, e lo scetticismo religioso,

assoluta e piena beatitudine. Si legge chia-

fonte d'ogni immoralit e portante nel

ramenle, ripetutamente e senza riserva


ne'pubblici giornali, che da'tentalivi
fatti

suoseno la rovina d'ognicivileassociazione, minaccia d' invadere tutte le menti,


Iddio nella sua misericordia va dilatando il suo regno, acciocch quando questa

specialmente in Francia in questi ultimi anni dal socialismo e comunismo, da'processi

chesi compilarono innanzi a diversi

gente

si

vegga sull'orlo di cadere


in cui

in quel-

tribunali e che svelano tantiatti


nevoli, scorgesi
zioni le

abbomi-

l'abbrutimento,

gicaddela

civilt

una vasta
il

rete di cospiraaltre, in
si

romana,

e cerchi

una mano che

la salvi,

une congiunte alle


."segnale tutto

modo

trovi questa

mano

nella chiesa di

Ges

che

al

paese

sarebbe

Cristo, sola conservatrice della ^-era reii-

trovatoin fiamme, per restar preda della


ferocia e dell'astuzia assieme

gione, e colla religione d'ogni utile veril.

con inaudita tracotanza.


rati da'socialisli e

combinata primi moti ope-

Nelt.i

degli

Annali ddlescienze
1

re-

comunisti sono pieni di


vendetta e

27, si lende ragione delle adunanze tenute dalla societ ieltellgiose, 2.^ serie, p.

orroriedi violenze, ovunque s'intrecciaro-

raria dell'universit cattolica di


nel

Lovanio

no con orrenda alternativa


il

la

furore colla sfrenata cupidigia, tulle quaproprie de' furibondi selvaggi. Da'det-

lit
ti

i852, encomiandosi la scelta degli argomenti presi a svolgere, giusta l'attualitde'bisogui della combattuta societ,co-

chele minacce che si facevano da tutte le parti pel 8 'i, non elano un vano spauracchio, per CUI il Papa invit tulio l'orbe cattolico a fervorosameute pregare Dio a salvarci dalle caprocessi risulta
1

due memorie di cui mi piace La i .'^ del prof. Thonisseu sopra il famoso sofista Gian Giacomo Rousseau, osservando che l'ipotesi d'uno
sono
le

me

fare ricordo.

stato di natura aulev\oie e superiore allo sto lo di societ,

come dissi nel vol.Lin, p. ^33, 23 f.Se le bande sociaiisliche e comunistiche non fossero state
iami t che
ci

sovrastavano,

sorprese e sbaragliale uel dicembre

!>

do vea per necessit condmiellousseaua tutte leteoric antisociah che oggid si conoscono sotto il nome di Socialismo j per cui dichiara, che non

42

oe
quegli articoli.
11

soc
benemerito, venerando, esemplarissimo ed eccellente ordine dei
Ge5/</, de'quali riparlai in tanti articoli,

ienza ragione Cabet, Villegai de e Blanc

abbuino ravvisato in liousseaii anime dtW Emilio e dei Contralto socialt;\\\ydre del socialismo tleli848. La 2/rnenioi'ia diLa-Foit professore del seminario
il

per quanto operarono e operano emi-

iientemeute

di

Baslogne, e intitolata: Lotta tra


il

di bene in tutto il mondo, propriamente chiamasi la Societ di Ge-

principio democratico, ed

principio

si,\a

Compagnia di Gesc.W

eh. ab. Bel-

fionurchico nel secolo

X/

J,

ovvero slu-

di sopra Botzio e Badino. Gittato un la-

omo, Conlirutaz.dellasloriadel cristianesimo, t.i, p. iSy, chiama Societ del


Gescj quella congregazione istiFrancia dal sacerdote Corrisiere poco prima della rivoluzione francese del I 783, approvata dal vescovo e dal Papa,
tuita in
indi so[)pressa; Societ delle villme del-

pido sguardo pera va


in

sul

medio evo, dice che

l'o-

Cuor di

civilizzatrice,

chela Chiesa conduce-

seno

alla centralizzazione cattolica

(di cui parlai negli articoli

Sovrani, e SoVEANITA De'rO.MANI l'O'TEFICI E DELLA S.


Sede), fu arrestala nel secolo

XVI. La

ri-

voluzione operata da [.utero ^evh ben presto il suo carattere religioso. 11 principio del libero
ligione,
lirio.

l'amor di Dio, che al pari de'gnostici e de'moderni Quietisti [f^.) amavano le tenebre, l'oscurit,
sa iuFrancia
il segreto; Societ dei Paccanaristi o padri dellafede, soppres-

esame impossibile

in re-

degener ben tosto in licenza e deQuesta licenza per conseguenza si


all'ordine polilicoe sociale; ini

come

le

precedenti nel 802,


1

edella quale trattai a Faccanarf, ed a Sa-

comunic
di
tali

gro Cuore
gli

di Ges'.

Il

vocabolo di Socie-

derivarono delle teorie

cui contini fa-

t segrete fu adottato

daWe Sette (^f''.). Ne-

sono l'anarchia ed

il

Cointtnismo.Ma
il

Annali

delle scienze religiose, 2.^ se-

ivi

era restato ancora in piedi

dogma
libert

dell'autorit, che.

non esclude una

saggiae appropriata al destino dell'uomo.


siguata
il

p.2gi,si discorre d'un'altra societ o setta protestante, una congrega ultimamente organala in Filadelfia c<) tirie, t.6,

InFrancia specialmente fu nellamentedela lotta. 11 Calvinismo vi gener


principio demagogico,
il

tolo di Societ cristiana

dell'amor frade'merasi
il

terno.

Questa societ

indiritta a discio-

cattolicismo
la

gliere le relazioni ecclesiastiche

tnanlenne alta e immobile


personificarono, per
sizione: Uoezio e
cos'i

bandiera

bricolla chiesa cui dianzi appartenevano.

dell'autoril.Due uomini nel secolo


dire,
11

XVI
po-

Alcuni protestanti metodisti non


ro scru[)olo di confessare, ch'ella

fece-

una
"era

tal

priacri-

Bodino.

1.

demo-

cipiod'una guerra dichiarata adogni


stianesimo organato,
il

cratico repubblicano,il 2.era monarchico. LaFort fa

quale conti sulla


Il

vedere esserci principii me-

protezione del governo.

movimento

desimi que'che dominano a'noslri giorni,


esi

disputano l'umanit. Conclude fssanla

riguardatocomeiu singoiar maniera minacciante il ben essere della loro chiesa.

doil principio, che non pudarsi salvezza

Le condizioni per essere ammesso a membro di questa societ dell'amor fraterno sono bastantemente facili e di bastante larghezza. Ogni grado di opinione dal calvinismo supralapsario all'ultrapelagianismo;ogni forma di credenza ariana, so*
ciniaua
,

per

moderna

societ, se

non

nella be-

nefica influenza del cattolicismo.

SOCIET",
medesimo
fica

Societas, Collegiiun, Sodi pi

dalium. Compagnia

persone nel
signi-

luogo. JNel

commercio
di

accordo fra pi persone che per un

universalistica

pu trovare

in

aver parte nei profiltionclleperditede'negozi in comune. Del vocabolo societ per' Compagnia,

certotempoconvengOMO

questa societ alloggiamento.

SOCINI ANI.
rori di Lelio e

Eretici seguaci de^li eri

Fausto Socino,

quali fu-

Congregazione

Sodalizio, u trattai a

rono considerati come autori dell'euipio

soc
Sociuiauismo,
falsii

SOC
die ha
la

143
la

clotUiiia

sua

nell<t

(jcrmania, e finalmente roovrossi

impura sorgente
viene riguard;ilo

ne' princpi de' pretesi

a Zurigo. JNe'suoi viaggi

sua molta egli

Riformati. Lelio Socino eresiarca

dunque

rudizioue,le sue qualit personali

pro-

come

il

londalored'una

cacciarono l'amicizia di molli dotti, coi


quali

delle pi pregiudizievoli selle degli

Amie

mantenne poscia u'


i

attiva corri-

Triniuiri,
(juello del

(juali

dal stio

cognome
i

da

suo nipoteFauslo vennero cliia-

lUSoi-iniani; imperocch bestemmiatori riuniti


tlivisi

spondenza, e ne succhiarono il suo velenovelli ariani erano divenuti ono. .Ma diosi 'protestanti del pari che a'oatlolici.

contro

la ss.

Trinila

{f'.),

ma

Socino avvertito da Calvino, e soprat-

nella

m.micra

di combatterla, an-

tutto S[iaventalo dal supplizio di Servelo

darono seminando

vari errori, tulli pi

mostruosi l'uno dell'altro e con opinioni


le pi stravaganti. Nacque Lelio inTena ueliSaS da Mariano Socino il Gio-

caposetta lq Servctisli (/^.), si condusse con tanta prudenza che pass molti anni in

mezzo a'suoi avversari senz'essere


confidava

inquietato. Solo ad alcuni suoi concittadini, esiliati al pari di lui, egli

vane
nalo

abile giureconsulto, e nella sua fa-

miglia fiorirono moltissimi dotti. Destialla carriera legale, egli tie investi-

in segreto lesuepeslifereopinioni; na sfo-

gavasi poi negli scrini che inviava a'suoi

g le basi ne'libri sagri die studi profondamente, avendo a tal uopo imparalo il grecoj l'arabo e l'ebraico. Essendo fatalmente penetrati anche in qualche parte
d'Italia gli errori perniciosissimi di
/f/'o,

congiunti,

quali infett de'suoi errori,


la

procacciando cos'i

loro rovina. Nel

Jjy

o i558 egli recossi iu Polonia, dove gli


errori dell'accademia vicentina

aveano

Zu-

trovato molli seguaci. Isuoi talenti Io fe-

alcune persone ragguardevoli per nacariche stabilirono nel


1

cero accogliere con distinzione da'signori

scila, titoli e

5^6

polacchi, quasi tutti nemici del clero,

iie'contoroi di Vicenza

uua specie

d'ac-

di cui

cademia per discutere sulle opinioni religiose che incominciavano in que'tempi a turbare le menti. Socino bench mollo
giovane
1

le ricchezze.

vedeano con gelosia l'influenza e Il re Sigismondo II ammise


alla

Socino
gli

sua corte e
le

lo

mun

di leltesi

re commendatizie,

quali fecero

ch'e-

vi fu

ammesso per sua sventura.


i

non

fosse incjuietato in Italia, ovcwre-

nuovi accademici sollo[)osero


Scriltura alle

libri del-

la
si

norme d'una
stessi,

critica

che

cossi per raccogliere la paterna eredit. Socino ritorn poi a Zurigo, ed ivi mori
liei

eranofulta dase

eritulaudo tut-

062

di 3(3 anni.

Dotato

di rara elo-

toci che

accordava col modo loro di vedere, ridussero il Simbolo ad un

non

si

quenza e
critica,

versalissinio nelle lingue e nella

senza dubbio avrebbe vieppi no-

piccolo
la ss.

numero

di articoli.

11

dogma

del-

ciuto col

nuovo arianesimOjSc avesse


si

vis-

Trinit

[i^'-) ,

quello della consu-

suto lungamente. Gli

attribuisce

la

con-

slauzialit del

Cristo,
essi,

Verbo, la divinila di Ges non essendo appoggiati, secondo

futazione de'principii di Calvino sul diritto ch'egli attribuisce a'niagislrati di far

dalla Rivelazione {P".), parvero loro

licavali dalle opinioni de' filosofi greci.

Lssi rinnovavano
gli //r/rtn/ (/^).

cos'i tulli gli

errori de-

morire gli eretici, ma quest' opera di Minosse Celso. Fu pure riguardalo autore d'una Parafrasi de'primi versetti del
i.

Scopertosi

lal

senato \e-

capitolo del vangelo di


la

s.

Giovanni.
Tliiguri-

f to

il

segreto di quelle laduiKUue, molti

Trovasi pure

Dissertatio

ad

di quelli
restati

frequentavano furono are puniti di morte, e gli altri si sotle

che

nos et Genevenses de Sacramentisj


pala

ma la

Bibliolheca fratruin Polonoruin, stam-

trassero colla fuga al castigo. Socino fu


tra questi ultimi; egli err per

neh 6 56, ove sono

raccolti tutti gli

4 anni

in

scritti degli

Anti-Trinilari,
il

non ne conFausto,

Francia, in Inghilterra, u

l'aesi Cassi

tiene alcuno diSuciug.

uipui,^

i44
nato

so e
i

SOC
sodi predicare
la

in Siena nel r educazione e scarsi finono

539, ebbe trascurata


i

sua lalsa dottrina.


i

Il

suc-

suoi pro-

cesso ch'egli otteneva allarm


ti,
i

protolan-

gressi negli studi,


i

ma

le lettere

che

lice-

(juali

tentarono di confutarlo pubsuoi avversari al silenzio,

veano suoi parenti dallo zio Lelio mantenevano nella famiglia il deplorabilegenio per
le

blicamentenelcollegiodi Posen; per Socino ridusse


i

pretese riforme religiose, e vi


alle quali
il

servendosi contro di
li

facevano nascere dispute


ci gli errori e

gio-

vane Fausto prendeva parte, ne abbracli

difese caldamente. Quans.

do

suoi genitori vennero inquisiti dal

essi de'ragionameaimpiegava contro la chiesa romana. Vergognosi di tale sconfitta protestanti si rivolsero ad un altro mezzo per sbarazzarsi di Socino. Egli avea pubbli-

ch'egli

offizio.

Fausto

salvossi in Francia, ed ala

cato

vendo saputa
recossi tosto a

a Lione

morte

dello zio,
in

na

Zurigo per mettersi

pos-

sessode'suoiscrittijCon intenzione di spar-

uno scritto per confutare la dottriGiacomo Paleologo. Qnest' opera venne rappresentata da'suoi nemici come un libello sedizioso, per cui egft fu codi

gerne

la

prava dottrina.

molivi che lo

stretto a rifugiarsi nelle terre d'unsignoX'e

aveauo costretto a partire dall'Italia pi non sussistevano; egli vi ritorn e fu accolto dal granduca di Toscana Francesco
I,

polacco suo discepolo. In questo

frat-

che

lo trattenne alla

sua corte, affidan-

dogli onorevoli impieghi. In

mezzo

a'pia-

tempo Socino amuiogliossi, tna do|)o alcuni anni nel SSy perde una compagna, le cui cure e tenerezze aveano mitigalo il suo destino. Fino a quel tempo egli a1

carie alle dissipazioni, Socino peri i anni

vea percepito regolarmente


beni che possedeva in

le

rendite dei

dimentic

le

questioni teologiche che gli

Italia, INIa

dopo

la

aveano ispirato tanto interesse nella sua prima giovent. Ria rimproverandosi alfine la colpevole negligenza ch'egli met-

Toscana, costante suo protettore, beni stessi vennero confiscati, e Socino fu ridotto alla pi desadi
i

morte del granduca

teva neir istruirsi, e cedendo al prurito

lante miseria. Sopport con molta fer-

malgrado le istanze del granduca per la Germania, e in Basilea dedicossi per ben tre anniallostudo della teologia, nascondendo con moldi

dogmatizzare,

part'i

mezza

le

sue sventure, e trov nella gei

nerosit de' fanatici suoi discepoli


corsi di cui

soc-

abbisognava. La persecuzione non avea rallentati i progressi del suo

ta cura le particolari sue opinioni erro-

malaugurato

e falso sistema religioso.

Asi-

nee. Quindi cominci a predicare per ri-

dottato successivamente da moltissimi


verse sette di Unitari (^.),
lora in poi

formare calvinisti e gli altri settari. Lina disputa eh' ebhe in Zurigo nell'anno
i

gnori polacchi, lo fu finalmente dalle dii

quali d'al-

1578, contro

fr.

Pucci, l'obblig a parti-

re dalla Svizzera perla Transilvauia, da

dove pass l'anno dopo in Polonia. Quivi non pot ottenere d'essere ammesso in
alcuna delle molte chiese che
vi

formarono una sola chiesa che prese il nome di Sociniana.W trionfo ch'esuoi nemigli avea ottenuto accrebbe
i

ci,
il

quali nel

089

gli

sollevarono contro

possede-

basso popolo di Varsavia. Socino fu dal


dal suo letto e stracitt fra le

vano

gli

Anli-Trinitari,
fra di loro nella
in

quali divisi covi for-

medesimo strappato
scinato per
le

m'erano

credenza,

contrade della

mavano
vano
era
la

certo

modo

altrettante sette
di

grida, e ne sarebbe rimasto vittima se

un
li-

differenti sino al

numero

5o; dimora-

professore non lo toglieva dalle lor mani.


Egli perde in quella circostanza
bri e
i i

in varie citt del

regno, e Cracovia

suoi

loro metropoli. Socino mostrossi

suoi mss., tra'quali era

un

tratta-

l'amico di tutte, ed acquistata ben presto

lo contro gli Atei,

da

lui

riguardato co-

molta influenza sopra lo spirito di quei settari, le profitt per ollenere il permes-

me

la

migliore delle sue opere. Nel timo-

redi vedere rianovarsi una tal scena, Sq-

soc
un utuico nel villaggio di Lucia via, dove mori neliGo4, lasciando una figlia poi maritala a un signore polacco. Le opeie di Fauitcj Socino formano due piimi volumi della Dil>Hoiheca fralnun Polonorum. Sulla tomba di Socino
l'iti'uss tta
i

SOC
e modello. 3.

i\'i
dell' inferno

Che

le

pene

non dureranno che per un certo tempo, dopo il quale il corpo e Tanima saranno
distrutti. 4-"
cipi di farla
s
il

Che none

periiiesso a'priii-

guerra. vSucino negava altrela

peccalo originale,

grazia, la virti
gli altri
I

cino z
le
i

si

legge questo epilalllo: Lutero spez-

de'sagramenli, e sosteneva
ri

erro-

letti di

Babilonia, Calvino uealten

de'Iulerani e de'calvinisti.
ilivisi

sociniani

mura, ma Socino ne scav sino le fondumenla. Il pi famoso della schiera dei sociniaiii, dopo Faublo Socino, (Vi Giovanni Creliio di iNorimbcrga. Dopo la morte
del loro capo,
i

sono

fra loro sopra alcuni articoli,


si

ed alcuni

di essi

sono
al

resi dissenzienti

da Socino intorno
gli

cullo divino, ch'e-

sociniani lungi dal dimi-

nuire, divennero

sempre pi

potenti pel

gian numero
allottarono
i

di nobili e di dotti

che ne

perversi principii. E^si olla libert di

lennero dalla dieta

coscien-

vuole si renda a Ges Cristo, bench non lo consideri che come un puro uomo. Il principiocapitale de'sociniani, che non si tieveaminellere nella religioiiealcun mistero, e che tultoci eh S(;pra la ragione, le contrario, molto lusinghiero alla superbia del cuore uniauo;
tres
il

za, e stabilirono la loro metropoli in

Craven-

ma al-

covia, dove fondarono collegio e slamperia.

pi stravagante,

il

pi contrario

Nel

638 questi due stabilimenti

all'esperienza e al sensodi

qualunque uola fiac-

nero soppressi, per le lascivie e scostumatezze degli scolari del collegio, die inoltre aveano abbattuto le croci esposte
nel paese, e profanalo
le

mo,

il

quale si faccia a considerare


i

chezza e

corti limili della


sia

sua ragione in
se stesso,

ogni mal-eria,
sia
lui;

che consideri

chiese. iNondi-

che ponga mente a quanto fuori di

nieno

sociniani conservarono chiese in

perocch

egli

dovr conlessare tutto


e mistero nell'u[>ii
i

l'olonia fino ali

658, nel qual anno


pena
le

fu-

essere per lui


niverso.

enimma

rono

cacciati dal regno, e fu loro vietato


di

tanto

debbono adontarsi
s.

di rientrarvi sotto

morie, anche

di tale principio

cristiani, a'cpuili le

per avere favorito


polacchi. Molli di
caltolicismo, altri

parti di

Ragotzky
al

Scritture presentano

una leligioue fon-

principe di Transilvania nelle guerre coi


essi si
si

data sulla rivelazione. Al dire de'sociniani, la

convertirono

rivelazione ben utile in se stessa,

fecero protestanti, la
si

maggior parte per

rifugi in

TranliighiJ-

necessaria per giungere al conoscimento della religione. Perci essi chia-

ma non

silvania, l^russia, Ausilia,

Olanda,

mano
turale.

la

religione giudaica e la cristiana,


della legge na-

terra e altrove, che iniettarono co' loro


errori. Dap[)ertutto trovarono contrariet, e

ma pura promulgazione

Ma

quasi tutte l'eresie sono false


s.

furono condannali dalle leggi della


l'eregli eretici

interpretazioni della

Scrittura. Abbia-

Chiesa e dello sta lo. Gli errori che


siarca Socino e

mo
e4

ili

Cristoforo Sandrio, Nucltushislo'

suoi discepoli

riae ecclcsinslicae,o [lisloriaArianoruni

sostenevano con maggior ostinazione so-

Socinianorum, Coloniaei 686. Lubic-

Padre eterno solo Dio, che Gcn Cristo puro uomo, che non esisteva prima di Maria, ch'egli non chiamato Dio se non che per la sua superiono:
I

."Che

il

niclsky, Historia refonnationis Poloni-

cae, Freystaile 685. Anastasio Pluquet,


i

Storia del socinianismo; Conlin, Storia


delle eresie^ del Socinianismo
;

Butler,

rit sulle creature

che

gli

sono sottomes-

Delle feste mouili^ sulla Domenica iltlla


ss. Tr/Viz/j

se dal

Padre eterno.

2."

Che Ges Cristo


Uiucaliu

Domenico Zeno, Catechismo


i

veniiedatoda Dioagli iiomuii non come

apologetico, ossia s\'ilnppo delle prove

UU ucdiuluie, (uasulluulu come

del cristianesimo contro

Deisti j

Soci'

i4(i

SOG
1840.
della diocesi de'caldei
ficile

SOD
mo dominio degl'inglesi, non sarebbe
riapriivi hi missione.
dif-

ninni, l Razionalisti de nostri tempij Napoli

SOCOTRA, SOCOTORA, ZOCOTRA. Vescovato


di

SOCRATITI.
stici

Eretici Nicolaiti
si

Gnocliia-

[F^.),\ quali

facevano cos
le

e isola dell'Oceano indiano, nello stretto

mare,perch vanta vansi di seguire


si

mas-

re

Rab-El-Maiideb che congiunge il MaRosso con detto Oceano, all'estremi


^\.5

me

di saggezza del celebre filosofo So-

ciale.

tu orientale dell' Africa, a

leglie dal

SODALIZIO,.?^^/^?//;//^^/*^ Sodali tas.

capo Guardafili. Si pretende che Alessandro il Grande ne facesse la conquista, e


clie la

Con questa denominazione sono appellate la

Compagnia,
la

il

Collegio,
la

la

Congre-

popolasse di greci,! quali insegni-

gazione,
lu

Confraternita,

Fraternit,

lo

si

fecero cristiani. Al

tempo

dell'iin-

Scuola

(^'.), pie

associazioni,

adunanalcune
per
la

peratorcGiuslinianoquestachiesa era governala da un vescovo che mandavasi dalla Persia. Quello che ne occupava la sede sulla fine del XIII secolo, qualificavasi come arcivescovo, al dire di Marco Polo

ze di persone divote stabilite

in

chiese o oratorii per celebrare alcuni esercizi di

religione e di piet cristiana,

onorare con particolare culto Iddio,


dio per esercitare
uffizi

R.

Vergine,! santi e alcun mistero, ed eziancaritatevoli e di

\enet0j che approd a Socotra verso quel

tempo. In oggi assai ben popolata, la governa un saib dipendente dall'iman di Mascate, che risiede a Tamarida, il cui porlo il pi frequentato dell'isola, la quale olfre ottimi porti. 11 precipuo vantaggio di quest'isola si di produrre in gran quantit il migliore alo che si conosca; produce eziandio sangue di drago e datteri il corallo abbonda sulle sue spiaggia. \J Oriens dir. t. 2, p.isSy re:

inisericordia negli Ospedali, nelle Pri-

gioni, per distribuire /?o^/(/'.)


cilitare alle Zitelle
il

onde
la

fa-

maritaggio o

vo-

cazione religiosa,
rere
i

bisognosi. Quelli che

come pure per soccorcompongono


chia-

e fanno parte di

siifatli sodalizi, si

mano
(

Confrati o Confratelli o Fratelli

F.); molti di questi vestono \\Sacco(F.),

abito di diverse forme e colori con proprie insegne, adottato in contrassegno di

gistra questi 3 vescovi.


finire del

Dua che sedeva sul


e Ciria-

penitenza, e per esprimere l'eguaglianza innanzi a Dio, cornei detti nomi


bri che le
alfezione e
so,
il

IX

secolo; N. ordinato dal cat-

tolico Sebardjesus

IllnelioGS;

formano ricordano
il

la

de'memmutua

co che nel 1x82


iie di

assist alla consagrazio-

dovere

di

reciproco soccoro Dottrina

Jaballaha ILE" tradizione che que-

vincolo di fratellanza cristiana sela

st'isola spettasse a'portoghesi,

che v'intro-

condo

legge

deW Evangelo

dussero di nuovoil cu ttolicismo.lnvasa dai


saraceni,! fedeli
si

cristiana.
dalizi di

ritirarono sulle

monta-

Vi sono pie congregazioni e sodonne, le quali tra loro si chiae


si

gne, essendo generalmente montagnosa,

mano Sorella[F.),

esercitano in ope-

mantennero qualche tempo. Pi voltedallas. Sede vi sono stati spedi li mise


vi si

re benefiche ed esemplari. Parlando di

ciascun sodalizio, rimarcai quelli che ai


frequentanti, oltre
le

sionari.

Uno di questi

raccont d'aver \e-

doti e lecandele,di-

duto

vestigi di chiese, e delle croci sulle

dette montagne. Questa missione fu

un

giorno di molto interesse e per


l'asilo

le

conver-

sioni di cui olfriva belle speranze, e per

spensavano anticamente il pepe, come notai pure nel voi. LV, p. 4i> ed a StamFERiA CAMERALE parlando del sodalizio di sodalizi dispensano s. Barbara. Inoltre
i

che ha dato pi volte a'missionari banditi dall'Etiopia, e per la facilit con


cui
essi

limosine, vesti, medicinali pegl'infermi,

come

rilevai a

Speziale, ed agl'infermi

zioni.

potevano ritornare alle loro staEssendo oggi l'isola sotto il supre-

panetti di zuccaro,e lo dissi a Siena par-

lando del sodalzio naziouale di

Roma

SOD
oUre altre caiitalevoli dispense, soccorsi e aiuti d'ogni genere,e persino con difendere ne'lribunali il Povero, s iiu'civili,
die ne'criminali. In progresso
alle ricordate di leinpo

SOD
puhlicis collegialiler interest jalter a

i47

quae

iisdem non

iititnr

sed tantum private

vacai fiinctioni jK\\c(i\\(\o\no\\ve, niagnuiii

o altre pie ilistiibuzioni, alcuni sodalizi ne sostituirono delle altre, o per dedcienza di mezzi le tralasciarono.

Urbe numerus,qnae non niodicam praeseferunt erga Deuni pietatem, et charitateni in prest laicaliuni sodalilaluniin

xinios.

Abbiamo
i

del Bassi,

De sodalitiis,
Disset'l.
t.

Ad

alcuni de' citati articoli,

come

Romae

7?,5.

Del Muratori,

3,

CoNFRATERMTE, e

in moltissimi altri

ana-

dissert. 7 5.^,

Delle pie confraternite dei

loghi, parlai degli anliclii collegi dei

So-

laici, e delle origini d'esse, de'jlagellanti

dali de romani e di altre nazioni. Pro-

e delle sagre missioni.

priamente leconfraternite si vogliono deiivate da quelli che nel secolo XIII per
penitenza
si

SODEl{^\FR.KJiCESco,Cardinale.J)i
antichissima e nobilissima famiglia di Firenze, feconda di uomini per dottrina e

ilagellavano e disciplinava-

no, e perci dciwnnahflc/gfllanli, battuti^ disciplini

per senno chiarissimi, de'conti


dici, e

di

Z?W(7c-

o disciplmaiui, de' quali feci parola a Flagellazione e Disciplina l'ENiTENziAiE. Essj per soHC diversi daFlagellanti
(/'.),

t7ijo(^.), imparentata colla futnigliaMe-

Leone

X
il

gloria di questa fece ve-

nire in

Roma

celebre Pietro Soderini

gli eretici

de'qnali Ni-

che soleva chiamare


cittadini della

cola

WolschoendorlF pubblic in Lipsia neh 636: Disquisitio /list, fheologica de


le se-

il pi savio de' consua patria. W Ligorio chia-

m Magna domns
ze,
t.

la

famiglia

Soderi-

sectn Flagellantium. Nel descrivere


ili

ni, nell'opera iiUilolata:

Anni

di Firen-

vescovili,

vado notando

loro sodalizi.

6, n. 8o5. L'esaltano, Verino,

De

Ad Arciconfratermte e Confraternite
tenni proposilod'ungran
le di
li;

illustralone Urbis Florentiaej Razzi nella

numero di
le

quel-

Uoma,e meglio

ne'relalivi loro artico-

Fitadi Pietro Soderini; l'Ammirato, Delle famiglie nobili fiorentine j Giovio,


Petra v Sederi nu 9 l^exillijer elogiuin.

di altre tratto

descrivendo

loro chiese,

N el

ospizi e ospedali, ed eziandio nazionali,


uegli articoli cio delie citt o stali cui ap-

l'archivio de'Mercanti di Firenze, ne'do-

cumenli del 1377, sono

ri|)ortale le

mo-

partengono;
nenti alla

di altre

ragiono

alle

corpo-

razioni cui appartengono, anche apparte-

nete coniale coll'arma de'So(lerini, e coll'iscrizione Nicolaus Gery de Soderinis.

Famiglia pontificia (/^'.) o alla Famglia de'cardinali[f^.)ea\Ui; inoltre d'un grandissimo numero a Universit'
ARTISTICHE DI PiOMA; altic infine alle pie
istituzioni di cui tanto

Paolo

confer

il

privilegio a' Soderini

d'inquarlare nel loro


della sede apostolica.

stemma

le

insegne

Pio VII dichiar

cminentemenleab-

)iiin\nRonia metropoli del cristianesimo,

continuala la famiglia Soderini nelki persona del conte Lorenzo, fratello uterino della defunta contessa Porzia Soderini. La

massime
J\ivcro

a vaotasr^io dell'umanit e del DO

{f'^.).

A Protettore ho

trattato

de'cardinali protettori de'difl'ercnti sodalizi, esislentianche fuori di Roma, che ordinariamente hanno un prelato per Pri-

Giovanna Soderini deWe Serve di /Ilada LeoneXll.Inlloma nel rioiieCam[)oMarb.


ria, fu innalzata agli onori degli altari

zo

vi

la

il

vicolo Soderini, perch in esso

avea

iiccrio.

L'mydenio, De pietate romail


:

propria abitazione questa famiglia. Francesco fornito in ogni genere di


letteratura e soprattutto eccellente nel-

na, par. 3, cap.

De

laicornni sodali'

tatiim, et confratcrnitatuni oralonis, e-

numera
specie,

quelle di lloma, e

le di

vide in

due

l'una e l'altra legge, ne ottenne di 23 anni la cattedra di [)ubl)lico professore nell'universit di Pisa,

(jnarum prima utiinr talaribus

saccis vulgo nunciipalisy et fmictionibus

giurisprutleuza, ed iu cui

dove avea appreso la ebbe a collega

i48
il

SOD
fece entrare in
di se

SOD
Toscana
il

celebre Filippo Decio. Tal saggio egli

vicer di

Na-

vi

diede

medesimo, che Sisto IV


il

gli

poli per ristabilirvi l'autorit de'Medici,

cotifi'i nel

1478, d'anni 20,

vescovato

per cui
a'3
I

il

gonfaloniere Pietro fu deposto


si

di Volterra,

pora

il

donde prese elevato alla pornome di Cardinal di f oUerra^

agosto, e

ritir a

Ragusi; quindi

e lo ritenne costanleniente,qiiantunque

ottenesse in seguito il governo d'ai tre chiese.


1

fiorentini lo spedirono

con ottimo

successo ambasciatore a detto Papa per

neh ji3 Leone X, ed essendo amorevole del cardinale, chiam tosto in Ptoma Pietro, ove fu trattato con dislinzioneda tutta la corte, ma non gli fu mai permesso tornare a Firenze. Il Papa nel
eletto
1

placare
essi

lo

sdegno

di cui

ardeva contro di

5 5 trasfer
I

il

cardinale al vescovalosui

per quanto avvenne nella congiura de'Pazzi.di cui riparlai a Sisto IV, e per

buibicario d'Albano, e nel


part

7 in
gli

zo a quello di Palestrina; inoltre


i

marcomi

essere assoluti dallecensure;epoi nel

1484

vescovati di Xarni e di Tivoli, nel


c|uello

ad innocenzoVIIl,quindi due volteaCarFrancia nel i494 ^ "^' ^^9^> indi nel 400 ^^ successore Luigi XII, ed
lo

i5i6

d'Anagni, e

nel

52

l'al-

Vili re
1

di

tro di Vicenza, e allora fu che riservatasi

l'annua pensione di scudi


la

000 rinunzi

i5o2. Alessandro VI lo fece canonico della basilica Vaticana, ed in appresso e mentre era tuttavia ambascia-

anche

nel

sede di Saintes. Xoii corrispose per ai

benefizi e all'alfello del Papa, con quella

fedelt e riconoscenza di cui eragli debitore,

tore de'foientini alla corte di Parigi ai

mentre

fu

uno

de' cardinali consa-

3oo 3imaggio,ovveroa'3o giugno i5o3,


10

pevoli della congiura tramata dal cardi-

cre cardiiijile prete, ed ebbe poi per


s.

nal Petrucci, contro

la vita dello stesso

titolo la chiesa di

s a quello de'ss.

Susanna, donde pasXll Apostoli, secondo

Ughelli. Quasi nello stesso

tempo

il

sud-

detto Pietro Soderini suo fratello fu eletto da'forentini gonfaloniere

perpetuo
altri at-

della repubblica di Firenze,

ma

Leone Xi^f'.), che gli sarebbe stata senza dubbio assai filiale, se co! chiederne spontaneamente perdono al Papa, non avesse ottenuto perammenda lamultad25,ooo scudi o 2,000 fiorini, come scrive Novaes nella Storia di Leone .^Y, sebbene neli

tribuiscono al
tro,
11

iDOd

l'elevazione di Pie-

la

biografia del cardinale dichiari

la i.'

motivata dopo l'espulsione di Pietro

somma.

Nel

i522 a'9 gennaio


in
i

eletto

A-

de Medici e il supplizio di Savonarola, siccome personaggio distinto per ricchezze, probit,

driano VI, siccome trovavasi nella Spa-

gna e tardava recarsi


nali
si

Roma,

cardicit-

amore

alle lettere e alle arti,

divisero a sorte

governi delle

come

atto a ripristinare la

calma nella

t dello stato papale, di

per amministrarle

patria;

non abus
al

del potere,

ma

lasci

persona o per

altri,

ed

al

nostro cardi-

pochememorie come uomo


lio II

di stato.
la

Giu-

nale tocc nell'estrazione Piavenna,

come

assegn

cardinale

protettoria

degli ordini camaldolese e cisterciertse, e


lo

avverte lo Spreti a p. 49 delle llenwrie siti goi'emi di Ravenna^ confutando coloro che
Io

tenne in gran pregio;


di
il
I

di

pi a nomiconfer

dissero legato della

medesima.

na
era
nel

Luigi Xll re

di

Francia, a cui pure


gli

Adriano VI ebbe

pel cardinale un'affesi

porporato accettissimo,

zione singolare,che per

nel

507 il vescovato di Saintes; gi avea i5o4 ottenuto quello di Cortona, e


iSog, ed
Il
il

ro sdegno, per aver scoperto

cambi in fiemaneggi
i

da

successi vaiiente dallo stesso Giulio II eb-

be

quelli di Asisi nel

suburbi-

con Francesco I re di Francia,afined'indurIo aoccupare la Sicilia (^".), dominio dell'antico suo discelui introdotti

cario di Sabina neli5t2.


tro, ligio a

fratello Pie-

poloCarlo V. Le lettere del cardinale


te in cifra al re

scrit-

Francia, essendo con questa in


11,

guerra Giulio

nel dello

anno

il

Papa

cifrate, e

si

furono intercettate e detrov couteuere ti'altati a pre

S
ciiidizio di (letto

OD
ni
i

S
panegirista. A' i4

OD

49

imperatore edelPnpa.

Fu

il

cardinal Medici, poi Clemente VII,

ve^covalo
i

di

dicembre lo trasloc Porto e s. RiiHuia, ed ai

che fece arrestare in Firenze al passaggio dell'Arno, il messo del cardinale cuile lettere,

e queste

mand in Roma

LoCar-

dovico ducii
io
sti

di Sessa aiiibasciatoredi

G o S di Ostia e Vellelri, divenuto anche decano del sagro collegio, essendo aucora sopra terra il cadavere del piedecessore morto a' 5 o 6 dicembre, pel coni

VjChe

le

presenta Adriano VI.Que-

cislnroslraordinario tenutodal
r
il

l*a[)a.

Pe-

fece al cardinale rigoroso processo, lo

cardinale dopo essere intervenuto a

convinse di fellonia, e l'assicur in Castel


s.

Angelo:

cardinali Accolli, Carvajal


s'i

5 conclavi, god il decanato 5 mesi, poiche vide ilfnedelleumanevicendeed'un


tiubolento cardinalato
gio

e Cesi

furono deputati all'esame di

gra-

inRoma a' 7magi

Tissima causa,

quantunque

il

Papa vo-

lendo usare al cardinale particolare demenza, si content di faigli sequestrare

qunntoavea
la

in

propria casa. L'Ortiz nel-

Descrizione delviaggio d'Adriano l'I,


il

ed

(iiovio nella l'ita

Hadriani

VI

trattano di tale reato e prigionia del carduiale, accusato di delitto di lesa mae.-t

524, di 7oanni,efu sepolto in s. Saria del Popolo col solo nouie inciso sulla tomba: Francisci Soderini Episcopi Osliensi ac f^olalerrani cleposiliir/i. L'amicizia ch'ebbe con Marsilio Ficino,e sentimenti di stima con cui questi ne parla in molte lettere che a lui scrisse, Epistole 1. sono un chiaio argomento della fai ,
1

imperiale per dare in


tato

mano

a'francesi

il

nia in cui egli era

d'uomo dnttissuno.

Pie-

regnodelledueSicilie,eperaverefumen-

tro Delfino celebre generale de' carnaidolesi altamente


e la

somma
1

dissensione fra' principi. Ai


Silva pre-

commenda

la

dottrina

?.b aprile

523 Ferdinando de
guardie del Papa
s.

fello delle

a vea coiidotlo

prudenza del cardmale. SO^O'K, Sodora. Sede vescovile di

lo

il

cai dinaie in Castel


il

Angelo, e

cu-

stodi con tutto

rispetto

dovuto

all' e-

minentedignil.AmraalatosiAdrianoVI,
ordin che se moriva
si

Scozia,secoiidoCoraman ville piccola citt dell'isole Western- Island sulla costa occidentale del regno di Scozia o Ebridi

tenesse

il

cardi-

naie prigione sino alla creazione del nuo-

To Papa;
gli

ma morto

a'

i4 settembre! 52 3,
sei ie
i

e nate per tal

comando

contese fra
il

oratori de'principi e

cardinali,

sa-

nell'Oceano Atlantico, chiamata pure Colmkil o Y-Colm-Kill o Hycolumkille, Columbani Cella pel monastero di s. Colombo [f .) abbate, gi denominata Hy o Jona, come notai a Scozia, ove parlai
dell'isola,

gr collegio decretche fosse condottoli-

bero

alla

messa dell'ultimo giorno delrimanesse sino

L'isola di /l/r7 (f'.)

ed eziandio de' santi vescovi, ebbe sempre un ve-

l'esequie novendiali del defunto, entrasse quindi in conclave, vi

oll'elezioDe del novello


lo facesse di

Papa. il quale poi

scovo proprio dopo che fu sottomessa agl'inglesi sotto il regno di OdoardoL Essa dipemleva in passalo dal vescovo delie
isole (fu

nuovo rinchiudere, ovvero lasciasse la causa indecisa come avvenne, A'i8 novembre fu PapaClemenle VII,
sfi>rzi

pure tributaria

alla

s.

Sede, e ne
s.

riparlai a Stati

cRegm
i

tributari alla

ad onta degli
pedirlo,

del cardinale per irae

Sede) che sempre fece la sua residenza a Hycolumkille, fino al 688, in cui l'episcopato fu distrutto nella Scozia.
vi
t\\
1

come suo giurato nemico,

che

vescetitolo

avea offeso con diversi scritti; ma supplicalo di perdono, il Papa generosamente


lo concesse,
ria

delle isole di

INLtii

prendevano

il

Epi^coposSodortnsis,eYi.t\\\nt\ Niio-

obbliandu qualunque ingidi

'0

catalogo de vescovi di Scozia, slam-

con atto

esemplare clemenza; e d'aisolo


il

lora in poi

non

cardinale divenne

palo nel i7 55aEdimburgo,lnle titolo non lo fa derivare da alcuna cill, ma dalla


parola greca iJo/er o t/v'rt/or<',perch
la

l'amico di Clemente VII,

ma

eloquente

So

SOF
rono
deva.
Cristo. Le

SOF
sepolti nel ciiniterio

cnllcdralc di Ilyooluiiikillcnra dedicata a

che ne dipen-

Neve poi i\t' Fasti /duglie. suppone con Spolswood, che l' isola di ]\lan al>l)ia avuto dc^'vcscovi dopo An)fi-

Ges

SOFENE.
TANI,

/'.

SoPHEivE.

SOFFREDO
Do o Goffredo.

Liilo, vissuto nel

IV
di

secolo,

quali

si

ap-

o Cardinale.

GOFFREDO GAE/^.

Gaetani Soffre-

pellavano vescovi
gio di questo

Soder

un

villag-

nome

in quest'isola; e

questo

titolo fu trasfeiilo all'isola

die Hyco-

SOFFREDO GOFFREDO GAETA NI, Cardinale. iohWe di Pisa, figlio di


Corrado Gaetani vicer di Sicilia e genero Federico II, uomo di grande autorit e che avea parentela con Innocenzo IV,
di

lunikillenelI'VlII secolo,

bedue queste

ma

la

quando di amuna sola; successione de'vescovi di Man non


sedi se ne fecero

MatWj'cotnbo fu fattoi." vescovo di Man nel secolo XII,eche fu consagrato dal vescovodiYork.DichiaraCommanville che il vescovato di Sodor isti5i fu unito tuito nel VI secolo, verso il
paieasiiflcienza provala. Si lei^gein

insigne legale, celebre canonista, canoni-

teo !*aiide, che

co di Palermo, suddiacono e scrittore apostolico, nel

dicerobreiaSa o I253

in

Perugia

il

detto

Papa

lo

cre cardinale

diacono de'ss. Sergio e Bacco. Altre notizie non si hanno di lui.

Q quello di
ristahifi e

Man,

raa Sisto

IV
1

li

separ,
i

SOFIA.

/^^.

Sardica e Servia.
(s.),

sottomise Sodor nel

47

al '"e-

SOFRONIO
la Celesiria
,

patriarca di

Geru-

tropolita
kil.

diGlasgow con residenza aCoIm-

salemme. Nacque a Damasco,


ed
i

citt del-

L'isola
la

IonaoJona,o IColm

Kille
del-

progressi straordinari

come
le

chiamano altri geografi, una

Ebridi, dipendedalla contea di Argyle,

che fece nellescienze divine ed umane gli procacciarono il soprannome onoievole


di sofista.

in

clima dolce e salubre, racchiude molti

laghi e sorgenti, con fertile territorio e


pascoli eccellenti:
il

regno minerale assai

Pass 20 anni sotto un santo romito nomato Giovanni Mosco, presso Gei'usalemme, senza per abbracciare lo

Secondo alcuni, il nome di quest'isola derivato da una parola gaelica che significa V Isola de marosi; secondo allri,sarebbe tolto dall'ebreo, e vorrebbe
variato.

stato monastico. Piccatisi


sitare
i

ambedue

a vis.

monasteri

di Egitto,

furono da

dire Co/o'/iZ'^, ci che

fa

allusione a

s.

Co-

Giovanni Elemosinario trattenuti in Alessandria,ed impiegati con buon successo pei- quasi due anni all'estirpazione dell'eutichianismo, e alla riforma di molti
abusi. Fecero poscia
lia,

lombo abbate
bri patriarchi

de'pitti e

uno de'pi

cele-

de'monaci d'Irlanda, e per

un vigggio

in Ita-

distinguerlo dagli altri santi dello stesso

nome fu cognominato Colomkille , dal gran numero delle celle monastiche da lui
fondale, e dette dagl'irlandesi A/7/es. Verso
il

vennero a Roma, donde Sofronio dopo la morte del suo maestro torn in oriente. In Alessandria imprese a difendere
e
la

purit della fede contro l'eresia de'/)/o-

565 egli
il

si

rec nell'isola Iona, che


isola

si

nolelili {F-),

che cominciava a fare proado-

ehiamavaallora
dicar

de'Druidi,ondepre-

gressi sotto la protezionedel patriarca Ciro; indi recossi a Costantinopoli per

cristianesimo a'pitli, e dicesi che


alla

approdasse
ch'
gere.
altri
il

baia Portsea-Curaich

prarsi presso

il

patriarcaSergioin favore

solo punto per cui vi si possa giunVi fond un'abbazia con chiesa e stabilimenti che divennero assai ce-

della dottrina della Chiesa;

ma avendo
somi-

anche

in costui fiovalodisj)osizioni

glianti a quelle di Ciro,

abbandon Co-

lebri, e la cui

riforma ne produsse
:

in

pro-

stantinopoli e
ria.

si

pose a viaggiare in Sisuccedere a

gresso

la

rovina ancora se ne vedono no-

Nel

634

fu eletto a

Mo-

tabili avanzi. Molti re di Scozia, d'irlan-

desto su Ha sede patriarcale di Ger usa lem-

da, di Norvegia, ed

un re

di

Francia fu-

mejma moltoci volleperchacconsenlisse

SOG
(li

SOI
Una
delle

i5i
lia

essere elevalo a laledignif.

gn
pel

di circonferenza;

ed

molli giardisi

prime sue cure poi


ciliodi tulli
i

fu di r;idiinnre

un con-

ni e spazi vacui,

ed alla quale

giunge
coni-

vescovi suoi sullraganei pir

sobborgo
s.

dis.

Vaast

al

nord

est,

condannarci! tuonotelisrno.Scrissein pari

preso nelle fortificazioni, e pe'sobborghi


di
io.

tempo una
reva
cbe
la
la

lettera sinodale, in cui espole

Crispino

di Crise e di

s.

Cristofo-

fede cattolica con tulle

prove

Le sliade senza

essere larghe sono be-

coiifeiniano, e la
I

mand
:

Papa

Onorio
lio

e al patriarca

Sergio

questa sua

es[)osizione fu

approvala dal sesto conci-

ne dislriijuitee nelle,e le cnsequasi tulle d'un solaro ordinariamente sono fabbricale in pietraj e molte coperte di lastre
d'ardesia. Vi
si

generale. Sped'i di poi Stefano vcscodi

riniarca particolarmente

Dora suo sulfraganeo a Roma, per sollecitare la condanna del monolelismo,


vo
locch finalmente ottenne sotto
ficaio di IVIartino
."^

Iacatledrale,vastoebeIloedifiziodi mista
slrullura gotica, cui sormonta una torre

il

ponti-

I,

il

quale perci con-

concilio di Lalerano nel f>49voc il Fraltanlo Sofronio ebbe molto a sodri ve dai saraceni che si erano insignoriti di Gerusalemmenel 638. DeplorandoamaI

allai5o piedi, dalla cui cima si gode di superba veduta. E dedicata alla B. Verg'e Assunla in cielo, e fra le reliquie so-

no

in

gran venerazione quelle


si

de'ss.

Cerpavi-

vasio e Protasio, e de'ss. Crispino e Cri*

spignano. In essa

distinguono

il

ramente

le

sciagure di quella ciltj egli


la

cercava d'impedire

dispersione

tlel

suo

gregge, e vegliava con


fncli g' infelici

somma

carit afdi al-

mento del coro, la sagrestia, e un quadro di Rubens che decora l'aliare maggiore, Il capitolo si compone di 8 canonici titolari,

non mancassero

comprese

le

dignit dell'arciprete,

cun soccorso
e pi

s"

spirituale

che corporale;
la

del gran cantore, del maestro di scuola,

d'una volta pose a rischio

pr-

del teologo e del penitenziere, di molli

pria vita pe'bisogni della sua chiesa. Fi-

canonici onoiari,(le'^f/er/V/e r/ioro,a'quali

nilmenle
tiche, e

il

sawto patriarca fu chiamato


il

nelle feste

si

oggiiuigono

gli

alunni del

a ricevere in cielo

premio

delle sue fa-

mor aglii idi marzo del 689,0 secondo altri del 644- '" tal giorno greci ed Ialini onorano la sua memoria.
i

seminario maggiore pel servizio divino, Vi il battislerio, e la cura d'anime affidata all'arciprele. lolo
si

Anticamente

il

capi-

formava

dir) dignit,

47

canonici,

SOGLIO.

/'.

Trono, Vescovi

assi-

STENTi AL sor.Lio PONTIFICIO, Principi ASsiSTENTi AL SOGLIO PONTIFICIO.


SOISSOIVS(iy/<e.9.wo/;r/j).Ciltcon re-

4 semiprebendati, e 33 cappellani. L'ejiiscopio, ampio e decente, prossimo alla


.se

Cattedrale. Nella citl

vi

souo altre

cliic-

parrocchiali col

sdenza vescovile di Francia, in Picardia, dipartimento dell'Aisne,

s.

Pietro
s.

capoluogo

quella di

La chiesa di di architettura lombarda e Leggero fu costruita al tempo


s.

fonte.

6 leghe da Laon,i2 da Reims e ?.5 da Parigi;in amena valle, sulla sponda sinistra dell'Aisne, che quivi accoglie il fumicello (li Crise e si valica sopra un bel ponte di pietra che la congiunge al sobborgo di
di circondario e di cantone, a pi di
s.

del rinascimento dell'arte; le rovuie del-

lachiesa dell'anlicaabbaziadi S.Giovanni


delle Vigne, consistono in

due guglie

ina-

\ aat. Ila tribunali di

.^

istanza e di

Vi sono diverse confraternite, alcuni monasteri di religiose, due ospedali, due seminari,il grande un bell'cdinzio nella citt,
gnificheche fiancheggiano
la (acciaia.

commercio,
ni indirelle,

direzicjne delle contribuzio-

l'altro nella diocesi minore. L'antico

conservazione dell'ipoteche,
e fosse, ter-

palazzo dell'intendenza uno de'pi delorosi


il

de[>Osilo de' tabacchi e polveri. E' citt

monumenti
si

di Soissons;

ameno

r-

munita con rccinlo bastionalo

passeggio del Maglio, e quello dell' A

rapieni piantali d'alberi di quasi

una

le-

chibugio, dove

trova un piccolo edi-

72

SOI
la

flziogi.Mnnlaljilissiniope'siioi vetrlingian

piet e la riforma monastica.

Vi

un

parie oggi

dislitilli,

e del quale
la

si

fatta

collegio

comunale, una

societ di arti,

una

|)oIv(M icrn.

Avanti

rivoliizioiieavea

scienze e lettere, biblioteca pubblica di


circa

Soissons 4 collegiate, I o parrocchie, l'accademia di belle leKere de'padri dell'oratorio confermata nel 1674 molle case 6 abbazie fra le quali quella bes.

20,000 volumi,

scuola di disegno,

leatro,ospizi()ditrovateHi,bagni pubblici,
case di correzione e d'arresto. Vi
si

tro-

religiose,

vano fabbriche
per
e
gi,
fucili, ec.

di tappezzerie fine, stolfe

nedeltiua e celebi-e di

vescovo
ta

di

Noyoii e
1

di

I\l edardo (P.) Tournay, fonda-

rosate, berrettame, olio di semi, capside

Attivo

il

trafiico

de'giani

da Clolario

nel
I,

5^7, e terminata dal


trasportandovi
di
ili.il

legumi per l'approvigionamento diParisoprattutto di fagiuoli rinomati, legnafavorito dalla navigazione del-

figlio Sig(

berte

capo del santo dalla cattedrale


le,

Noyon.

me e altro,
der
il

L'edilizio fu eretto vicino al palazzo reae nella chiesa furono sepolti


si
i

l'Aisne, e che ancora pi

rinomato ren-

due

re

canale di Soissons, tenendo pure

n'piedi del santo. Ivi


cilii,

tennero molti con-

mercati considerabili ogni sabato, ed an-

fiorirono illustri monaci, molti dei

nue

fiere. E' patria di Collot

d'Herbois,

quali divennero vescovi. Servi di ritiro


a diversi prelati

cheabbandonarono

vel'aI il

scovati per santificarsi C(3'cenobiti che

Robbe, e dei letterati Luigi Hericourl,PietroLaRame o Rainus, e B. Mercier o abbate di s. Ladi Ronsin, del

geografo

J.

bitavano. Vi fu rinchiuso Lodovico

ger.

dintorni, coperti di graziose case di


viti

Pio da'ribelli suoi

figli;

e Pipino

il

Giori-

villeggiatura, di
ziosi.

e alberi, sono deli-

vane
la

re d'Aquitania
la

vi fu

obbligato a

Vi

si

fabbrica della copparosa arsi

cevervi

tonsura, ed a rimanervi. Nelfu

tificiale

che

spaccia quasi tutta nel di-

magnifica chiesa

coronato nel marBonifacio

partimenlo della Senna inferiore.


territorio

zo

752 Pipino

il

Piccolo, gi maestro di
s.

palazzo, in re di Francia, da

arcivescovo di Magonza. Carlo

Magnosuo

Il suo prima avea pi assai estesi confini; formava un piccolo stato che comprendeva 2 citt.
1

secondogenito fu egualmente consagralo


nell'abbazia in red'Austrasia nel768, nello stesso

L'origine di Soissons s'ignora,


sotto
il

la

quale

nome

di

Noviodnniini

al

tempo

giorno

f)

ottobre che Carlomanlo fu a

no suo fratello primogenito


qual redi Neustria. Dipoi
la
vi

Noyon

de'romani era gi importantissima e capitalede'iye5.v/oA?e^, popolo potente della


Gallia Belgica, di cui pi tardi prese
il

fu consagrata

sposa di Carlo

il

Calvo, Fra gl'dlu-

nome. Al tempo
toois
telli,

di
i

Giulio Cesare

refra-

stri

abbati vanta
il

re

Eude
nis.

e Raolfo, ol-

riguardavano soissannais come

Questo insigne monastero, pi volte rovinato, fu sempre


tre

cardinal di Bei

essendo a loro uniti co' vincoli del


governo. Nondimeno quando Ce-

sangue, dalle stesse leggi, dalla stessa for-

ristabilito, e

si

conserv nel suo splendolo

ma

di

re finch

calvinisti ugonotti col loro fa-

sare entr nelle Gallie quelli di Soissons

natismo distruttore

ridussero a un'om-

aveano un re particolare, ch'era Galba


successore di Diviziaco, gi passato in Inghilterra ed
to
il

bra di ci ch'era stato. Saccheggiarono


e diroccarono chiesa e monastero,
stodie d' argento di
altre d'oio.
Il

le

cu-

ivi stabilitosi

dopo aver

fat-

3o

cor,^i santi, e

conquisto della costa meridionale di

rilassamento de'monaci sefu data l'abbazia alla celes.

quell'isola.

Galba non degener punto


la libert del

in

gui tanti disordini,e non era che uno scheletro

valore dal suo antecessore, e risoluto di

quando
la

mantenere
si
i

proprio paese,

brecoiigregazione benedettina di
nel

Mauro
il

mise alla testa della confederazione che

1637,

quale ristor

la

chiesa e
vi

belgi tutti, adeccezionede'remois, aveano

nonaslero con gran spesa, e

ristubib

falla

per opporsi

all'ai vasione

de'romani.

SOI
Ben presto ebbe un'armata diiGo,ooo
iiuiniiii,
eli

SOI
lo a'romani,

,53

cui la 7.' parte era levata tlal

iSoissonnais, ci

che deve

fin

giudicale di

tenne chiuse le sue porte a'vandali e agli unni che non cimentarono neppure di forzarle. Passati che fu-

sua numerosa popolazione. Molto man-

cava perch Cesare avesse forze cos considerabili, Dia la sua abilit e la discipli-

rono questi due torrenti, riprese essa un nuovo lustro, divenendo la residenza del
prefetto delleGallie.

na

di

sua armata supplirono


e

al

numero.
as-

Fu questi Fgidio o Gilone, successore del patrizio Aezio, che


il

Con opportune marcie


salti

improvvisi

ne fece
re di
rico
I

deluse

gli alleati,

fece loro perdere

to, e la fortific in guisa,

capoluogo del suo dipartimenche nCIodione


nel

molta gente, e gett fra essi tale spavento e disordine, che malgrado gli sforzi di Galba per ritenerli sotto propri stendari

Francia (F.)
altro re del
Il

43o, n Childeat-

417 non osarono

di, essi

abbandonarono

il

campo, ritoroa-

vescovo di Tours s. Gregorio d a Egidio il titolo di re, n a tortaccarla.


to,

lono ciascuno

a casa loro, e colla loro ri-

poich

egli

neesercitava l'autorit sul-

tuata lo forzarono a riparare nella sua


f

le Gallie
il

capitale. Cesare

non tard guari a


piazza,
la

strin-

che non aveano ancora subilo giogo de'barbari,efuanche dagli stessi


I

gere d'assedio

la

cpiale

oppose

franchi sostituito al loro re Childerico

da principio assai vigorosa resistenza; se non che vedendo che si apparecchiava-

no
il
il

le

macchine per

l'assalto, prese essa

che aveano cacciato. Per Egidio non ebbe bastante moderazione nel suo governo per far dimenticare il principe che sostituiva, sicch
i

partito d'arrendersi,

dopo

di

che tutto

franchi stanchi ben pre-

resto pieg dinanzi a'romani. Divenu-

sto del suo dispotismo,richiamaronoChil-

padrone della Gallia Belgica, Ceuna stessa citt soissorinais ed remois, e li dichiar egualmente liberi, cio esenti dalle imposte e dalla pi parte de'carichi pubblici; e siccome
to cos

derico

sare riun sotto


i

I; ma Egidio rest padrone come prima delle Gallie Roma ne, e sospese colla

sua abilit

la

rovina dell'impero loma-

no

nelle Gallie.
il

Suo
i

figlio Siagrio,
le

chegli
tracce

successe verso

^63, seguendo

Reims passava per metropoli


gica, Soissons tenne
sta
il

della Belin

paterne, arrest
I;

progressi di Childerico

2.

rango

que-

ma

il

suo valore venne


I
1

meno a

fronte

porzione delle Gallie, donde venne in


il

di

Clodoveo
I,

parte

titolo di
il

.sulTraganeo di cui andi

derico

che nel 48 rimpiazz Cliilsuo padre sul trono di Francia,


in or-

cora gode

vescovo

Soissons nella pro-

Sconfittosubito da questo principe


sons, e obbligato a

vincia ecclesiastica di Reims; di pii eb-

dinala battaglia nelle vicinanze di Sois-

be

il

duino

di

consagrare

re di

cia in assenza dell'arcivescovo di

FranReims,
a

andar

in cerca d'asilo
il

presso

visigoti, egli lasci

destino delle
vincito-

Del Belgio riparlai a Gallia ed


SI Bassi.

Vab-

Gallie
re,

Romane a discrezione del

f;usta
il

denominata uSuessiotiiim. Fra le rivoluzioni che


Indi
la citt

fu

domDode'romani,gi signori del moni

che avendolo domandato egli stesso al re de' visigoti, estinse col suo sangue la dominazione de'romani nelle Gallie. ideila

do, ebbe a provare nelle Gallie,

sois-

divisione della monarchia fatta da Clol

sonnais rimasero ad
fedeli,

essi

costantemente

o aderirono punto alla rivolta di Classico e Civile che fecero sollevare una

doveo venne
il

tra'suoi

figli,

Soissons nel 5

diI,

la capitale del

regno

di Clolario

quale avendo in seguito raccolta tutta


successione paterna, fece in favore dei
figli

parte de'belgi.mentregl'imperatori Gal-

la

ba Ottone e Vilellio si contendevano l'impero. Anche allora che barbari vennei

propri

Gallie, assegnando

una nuova ripartizione delle il regno di Soissons nel


I,

ro da tutte le parti a inondare le Gallie, Soissons conserv lo stesso atlaccamenVOL. LXVII.

56

a Chilperico

Clotario

II figlio di
^^'"^

quest'ultimo eredit nel


I

584
I

'"' e re-

54

SOI
diminuita, onde
s.

SOI
il

gii In seguilo su tutta la


in

Francia dopo disfatta de're d'Austrasia e di Borgo-

vescovo e l'abbate di

gna. Soissous residenza di pi re della prima slirpee capitale del regno, conserv il

Medardo solo riconoscevano quella del re. Neh 146 divenne conte Ives di Nesle
aver fatto
al-

il/^Vcc/i/o nipote liiBusacjdopo

grado ili citt regia sino al 61 3, indi divennecelebre contea, capitale e residenza
del conte di Soissons, la quale dignit

omaggio

ligio al vescovo, e

rinunzi

l'usanza sacrilega de'suoi predecessori di

saccheggiare

la
si

casa del vescovo

appena

antica al pari dicpieliadc'duclii ede'conli


del regno.
Il

morto, indi
col re

rec alla ciociala di Siria


i

Soissonnais era stalo pure

insignito del titolo di ducato sotto lai.^


stirpe
clii.

fu

Merovingia de're francesi ofranquando P>.ancliin duca di Suissons ucciso d'ordine diChildebertolI, questo

principe sped a rimpiazzarlo Magnoal-

do

colla slessa qualifica di duca.


in principio

Questi

duchi e conti

ufllciali deslituihili a

erano semplici volont del re loro

signore, n ve n'era d'allra specie sotto


la
I

Luigi VII. Questi neh 55 tenne una grande assemblea di prelati e baroni a' o giugno in Soissons, nella quale fece una celebre ordinanza onde interdire per canni le guerre private tra'signori francesi. Ives fu amico dell'imperatore Federico I, e neh 78 ebbe a successore il ni[)ol e Cono ne, anche nel le signorie di Nesle e Falvi. Per sua morte nel 80 il fratello Raule ne raccolse l'eredit, tranne
I

."ei." stirpe fino allo stabilimento dei

Nesle; part per la crociata col le Filip-

feudi. In Soissons nel

752

fu

deposto Chil-

po
un

II

si

distinse all'assedio d'Acri,


la

ed
Nel

dcrico
ivi

ultimo re della i.' stirpe, cui successe il suddetto Pipino il PiccoIII

al

valore,

scienza politica, l'amore


poeti.
il

alle lettere e fu
I

uno de'migliori

lo.

Sostenne Soissons parecchi assedi, e fu famoso quello del 94*^- Nel 922 quivi fu CarlollIil5'e//i/3//cedisfuttodaPvaoul

287

il

primogenitoGiovanni

II

Buono
le

gli

successe nella contea,

cheavendo pro-

vocata la scomunica dal capitolo per

o Raolfo, e perdette la vita: nel 928 vi fu coronato re di Francia lo stesso Raoul.

sue violenze e imprigionato un canonico,

soggiacque

alla penitenza

pubblica di
alla cat-

Dipoi Guido
di

figlio d'

Erberto
gli

111

conte

recarsi a piedi nudi di

domenica

Vermandois, fu

il i.

"conte feudatario

tedrale, in camicia e brache, recando


fascio di
la

uu

pervenne pel suo maritaggio con Adelaide figlia diGiselberto governatore delSoissonnais;e nel 969 fece un viaggio a Roma con Adalbero o Adalberto arcivescovo di Pieius, Nelio47 gli successe il figlio Renaldo 1, che assediato nella Torie de'Conli dal re Eurico I, avendola espugnata nel loS?
di Soissons, la cui

contea

verghe
i

al

decano per riceverne

disciplina:

suoi fautori soddisfecero

la stessa penitenza.

Accompagn
prove

s.

Luigi

IX

alla crociata, e die

di valore in

tulle le occasioni contro gl'infedeli,


col re fu fallo prigioniero.
I

ma

Segu poi Carlo

d'Angi

alla

conquista delledueSicilie,

e condjatt nella battaglia

che vinse

il

re
gli

la fece demolire, e poi spos la di lui


glia

fi-

contro
nel

il

rivale Manfredi. Nel


il

1270

con Guglielmo Busac valoroso

figlio

del conte d'Eu, riconoscendolo conte di

Soissons. Volendo questi eslendeieil suo dominio a spese dell'abbazia di s. Me-

dardo,
r

il

re Filippo

neh o65

si

trasfe-

un placitocol quale reintegr l'abbazia. Ne!i099


a Soissons, e tenne nella chiesa
gli

Giovanni III, ed a questi Giovanni IV, il quale ebbe a successori figli Giovanni V nel 1289 e Ugo. Da quest'ultimo neli3o6 eredit la contea la figlia Margherita e il marito Giovanni d'Haiuaul, che masuccesse
figlio

1284

il

figlio

rit sua nipote Filippa a

Odoardo
le parti

III

re

successe
i

il

figlioGiovannigiudaizzantc;

d'Inghilterra e ne segu

contro

indi neh 18 il fratello Piinaldo II, al cui tempo l'autorit de'cunli di Soissons era

Francia. Pacificatosi con Filippo VI, nella


battaglia diCrec gli sai vola vita e il regno.

SOI
Ver sua cessione e per quella
glie, nel
I

SOI
ilella

i55
la

mo-

genita Maria nel

1482 consegu

con-

344

'3

contea di Soissoiis pas-

tea di Soissons e gli altri dominii di Marie,

s nella loro fgliaGiovanna e nel marito

Saint-Poi,

Meaux, Enghien, Bourbourg,


altre signorie,

Luigi di Clwlillon, indi nel figlio di questi

Duiikcrque e
conledi

sposando

il

coniugi

Guido
in

nel

36 1,

il

quale essen-

Vendome

Francesco. Tutte

l'eb-

do andato
vanni
la
II,

Inghilterra ostaggio per Gio-

per riscattarsi vend nel 1367 contea ad Enguerrando sire di Couc,


re d'Inghilterra
il

il

Odoardo

III

ne pafi-

nipoleGiovannidiDorboneneli 547, figlio del marito Francesco conte di Vendome. Mor nella giornata di s. Quenlinnel 557,egli successe
be
il

nato da Carlo

prezzo che assegn per dote alla

il

fratello

Luigi di Borbone principe di

glia maritata al sire, acci tenesse

d'una rendila

di

4ooo

lire.

luogo Questo conte

Cond
ci

valoroso,

ma

fatalmente abbrac-

gli eri ori

degli ngoiiotti,dicui divenne

fece fortificare

il

castello di Soissons, di

capo, e tentarono di farlo re di Francia,

maniera che teneva in freno gli abitanti e presentava un aspetto formidabile agli stranieri. La figlia Maria nel 397 divenne contessa e da Enrico di Bar le nac(}ue Roberto, che nel 4o5 ebbe la contea per
1 r

coniando monete o medaglie col nome di Luigi XIII, e per nel 56g in uti combattimento dopo parecchie prodezze nella guerra di sua rivolta, per la quale Sois1

sons pat saccheggio nel


lo di

567.11 figlioCargett
di

nieli, l'altra

spettando a Carlo dcjca di

Borbone

gli

successe nella contea di


si

Orleans, per averla Maria neli4o4 ce-

Soissons e nelle altre signorie, e


nel partito dell'ugonollo Enrico

duta in partealdilui padre Luigi, in compenso dello sturbato godimento dell'acquisto che avea fatto ila essa per 400,000
lire del le signorie diCouc'i,
la

III re

Navarra contro Francia,


si
il

colla quale poi

pacific e fu assolto dal Papa. iVel


figlio

Ma rie e la Fere;

Luigi

II gli

successe, indi nel

1612 641

Soissons, nel

quale porzione indivisa della contea di 466 essend(> passala ilal dui

la figlia .Maria di

Borbone sposata a To(nmaso Francesco di Savoia- Carigna no, onla

ca Carlo al figlio Luigi, divenuto questi

de

contea di Soissons pass


della casa di

in

questo
Intan-

Luigi XII re di Francia

la

riun alla co-

ramo

Savoia
la

{^^)-

runa e poi die

Claudia che spos Francesco I, dalla quale la ricev il loro fglioEniico II chedefinitivamentelariualla figlia

to la cill

durante

minorit

di

Luigi

XIII fu iuulilmenle assediata dd'regi nel 161 7, quindi Luigi XIV la fece smantellare,
i

n al regno.

dell'altra

Roberto di Bar possessore met indivisa della contea di


delle citt di Picardia, di
il

terrapieni convert in passeggi,

e perde allora la sua


re.

importanza militail

Soissons, vide questa subire la sorte della

Nel

656

fu

conte di Soissons

se-

maggior parie

condogenito di

Tommaso, Eugenio Mauche spos Olimpia


IMati-

cui s'impadron

uieltervi guarnigione.

duca di Borgogna per Carlo VI essendo


questa provincia per

rizio di Savoia,

cini nipote del celebre cardinal


ni: egli

Mazzari

entrato neh 4'

''

da

tale

matrimonio

fu padre di

ridurla, cominci dall'assedio di Soissons

Luigi
nel
I

Tommaso .Amadeochegli successe


tra gli altri del principe

che

fu presa d'assalto

il

20021 maggio,
la

673, e

Eule

e fu ubijandonala al saccheggio, troncandosi la testa a' capi che

genio Francesco, tanto rinomato per


vittorie che imuiortalaiono
al servizio dell*
il

difendevano,
'

suo

nome
si

con mas:>acro degli abitanti. Nel i4 5 l'eredit da Roberto la figlia Giovanna di Bar sposata a Luigi di Luxembuigo, ai quali nel 47 5 successe nella contea il figlio Giovanni di Luxen)burgo,ed a questi
1

imperatore.

questo

dedic pure

il

dello fratello Luigi, ch'eba cui nel


il

be

in figlio

Emanuele
1

1702
al

la-

sci la contea

o meglio

titolo di essa,

che per ultimo nel


tiico

729

tocc

suo u-

ueli47G

il

fratello Pietro, la cui

primo-

nato Eugenio Gi. Francesco di Sa-

i56
vola, che

SOI
eveschez
,

SOI
riporta al III secolo
1'

morendo celibe neliyj/j, con Itti si esliiise il ramo de'conti della casa (li Savoia. A Soissons rese la sua importanza militare l'invasione degli alleati nel

origine
le

della sede vescovile di Soissons, e


la

qualit di P/oto^oo, col dirilto di conil

sagrare

re nell'assenza del -suo metroIl

i8i4: presa da'russi a'i3 fiibbraio, tosto ripigliata da'francesi, cadde di nuovo a'3 marzo in potere de'primi a' prussiani congiunti; due giorni dopo francesi loro la ritolsero, la fortificarono in gran
i

politano.

Piazza

neW Emcrotogio di Ro'


la festa de'ss.

ma

ali. "settembre riporta

Sisto e Sinizio vescovi e martiri cittadini

romani, e da s. Pietro nella sua cappella di s. Pudenziana,ove soleva tenere le


ordinazioni e celebrare
tificali,

fretta, e vi

furono assediati

ai

21 dello

le

funzioni pon-

slesso

mese da'prussiani chela bombari

cio dentro

il

palazzo di Pudenl'altro in

darono, incendiarono
stellodi citt,

sobborghi e

l'o-

te

senatore romano, ordinati e mandati

ma non
le

valseroa insignorir-

nella

Francia, l'uno in Reims,

sene:

la

capitolazione per di Parigi ne


porte.

Soissons, ove colla loro dottrina, mirabili le la

apr loro in breve

Da
la

allora

si

virt e fatiche pastorali, illustrarono

inlese a ristabilir le fortificazioni di Sois-

primizie del loro insigne apostolato col-

sons,

che da questo lato copre

capitale

per assicurarla da un colpo di mano, cio prima che Parigi avesse le fortificazioni

di

corona del martirio, premio sol degno s grandi anime tanto benemerite della

Francia, con gloria di


la vita

Roma che

die loro

die

la

difendono.
luce del vangelo fu introdotta in

temporale co'principii dell'eter-

La

na.

queste notizie l'erudito Piazza ag-

Soissons

dopo

la

met

del

i. "secolo,

s.

giunge
di

Sisto (r'.)i.arci vescovo di Reinis e di-

la data dell'anno 60, e l'impero Nerone, per epoca de'd u santi. Dos.

scepolo di s. Pietro, ordin s. Sinicio o Sisinnio (F.)i. "vescovo di Soissons, altro discepolo del principe degli apostoli,

po

Diviziano fiorirono

vescovi

Rus.

fino, Filiano, Mertario o

Mercurio che

fu al concilio di Colonia nel 35q,


tria nella sua diocesi,

O-

che alcuni

lo

vogliono eziandio da
la

lui or-

nesino che estirp ogni avanzo d'idolas.

dinato e delegato per


sons. Altri in vece
tori

chiesa di Soisgli

Vincenzo o Vin-

con Butler e
le

au-

cenzucolo, Lubeano, Onesino II,s.E(libo

eW/lrle di verificare

date, ritar-

o Herlibio governava questa chiesa nel

dano r introduzione della fede tanto a Reims che a Soissons, bens altri concor<li convengono che ss. Sisto e Sisinnio hanno pe' primi bagnato co'Ioro sudori
i

45 1,
ne
di

e difese la sua citt contro

il

furo-

di Attila re degli unni.

Nella met del


castello

secolo
s.

fior

s.

Principio (^F.) fratello


il

R.emigio di Reims, costru

questa chiesa, innaflata del sangue de' ss. Crispino e Crispinianoi^F.). Sembra che

da principio
si

ss.

Sisto e Sisinnio o Sini-

cio governassero insieme tanto la diocedi Reims, che questa di Soissons, ovvero che dopo la morte di s. Sisto il suo

govern santamente, mentre il dominio della citt dai romani pass a Clodoveo I. fu sepolto nel suburbano monastero di s. Tecla, ma trasferite poi le sue reliquie nella cattedra le furono brudi Soissons, ciate dagli ugonotti nel 1567. Gli successe
il

collega

s.

Sisinnio stabilitosi inReims, cons.

nipote

s.

Lupo, che
I

fu al concilio
i

d'Or-

Di viziano suo nipote. Chenu, Archiepiscoporum et episcoporiim Galliae, registra nella serie
<le'

sagr vescovo di Soissons

vescovi di Soissons
li

s.

Sisto, indi

s.

Si-

Sammartani, e nel 526 al dire di Chenu, ed primi lo dicono morto nel 533. Bodardo os.Bandarido o Bandrido fu eletto a voce di poleans del 5i

secondo

nicio, e

dice martiri sotto


il

Nerone

nel-

polo pel suo merito singolare, assist nel

l'ainio

64 secondo

Fasciculo Tempotoiis les

545

alla

pompa funebre

di

s.

Medardo,

rum. Commanville, Histoire de

e mor nell'agosto del 546, o nel 55o,

SOI
e (u deposto ncH'iilljazia
tli
s.

SOI
Crispino.
e Milo,
il

.57
2."neli263. Si-

I. "nel

1257-,

il

DopoEratgisilo,Aulcl)aroo
sa di

U isina io abla

bate Lobiense, che nel 6()f)(!eilic


s.

chie-

Parigi,
tale di

mone Matipha de Bucio, poi vescovo di mor nel 29G nel giorno di Nae
:

Pietro; indi
i

Teobaldo,

di cui ti-

quell'anno fu consagrato

il

sucile

corder

pi distinti successori. Nel

GiS

cessore

Guido de Charitade. Pietro


.

assist al concilio di

Reims

s.

Anserioo

Anscario, mor nel 652, e fu sepolto nel-

Cap mor nel i 33 1 Dopo Nicola Gaberti di Lami, il vescovo Reginaldo de Fontanis,

r abbazia

di

s.

Stefano. Della jiovincia

fus. Z^rm/^/o(^.) gi arcidiacono di Sois-

Gli successe nel

che fu consagrato a Parigi neh 4^-3. i^^i Giovanni Milelichc


I

sons, eletto dai popolo e dal clero a

i-

stanzadel [)redecessoreljettolenocl)eavea
rinunziato: tabhric nel 65'^ l'abbazia
di
s.

nel 5 14) dopo 72 anni di vescovaepoca veramente singolare. Sinforiano Bouliaud del 526, che fece delle co-

mor
to,

i'ietiodi Retondes, soggetta a quels.

stituzioni sinodali

neh 53 (.Matteo deLori1

la di

Medardo,

a sua istanza

Ebroino

maestro del palazzo e Leulruda sua moglie fondarono presso la porta di Soissons un monastero di donne, poi trasferito nella citt sotto il titolo d' abbaza
di Nostra

guejoue parigino consagrato nel 534, fu sepolto nel i558 nel maggiore sepolcro
della chiesa de'
ss. Gervasio e Protasio. Carlo de Roussy deh 55g intervenne al conclio di Trento, ed a quello provinciale di Reims, e mor neh 5(S 5. Girola-

Doiuia di Soissons, ove fu traI

sportato dalla

.'

chiesa

il

suo corpo, per

mo

Hennequin

d Parigi del

58

5,

morto

opera del successore s. Adalberto. Il vescovo s. Gandico o Godino fu assassinalo a motivo del suo zelo contro gli avidi usurai. Rotardo fu condannato dal sino-

neh 6 ir). Carlo de llacque ville


cono di Rouen, priore di
tire,
s.

arcidia-

Tommaso mar-

neh 6 19 preconizzato da Paolo V. Quanto a tutta la serie de'vescovi, ed ai


successori di Carlo, vedasi la Galliachr.,
checontinuercolle7V//z/eri^//o'/Jrt.Carlo
I

do di Soissons,
lo
I
il

a cui

intervenne

il

re Cars.

Calvo, iodi riconciliato da Papa


I.

Nicol

Nel 1080

il

clero e po[)olo do-

mandarono

nel conclio d Meatix, condi


s,

73

Francesco le Fevie di Laubrere nel f, Francesco duca d Fitz James pari


egli era llglio di

vocato dal legato

Gregorio VII Ugo

di Francia, dell'arctliucesi di Parigi, nel


I

arcivescovo di Lione, per vescovo


nolfo[f^.)

Pamelio monaco di s.
in cella solitaria.
il

Av' Medardo
s.

739:

Berwick naturale
ghilterra, e
si

di

Giacomo duca di Giacomo II re d'In-

che vivea c, fond

Dipoi abdiPietro d'Al-

opposea'vescov di Francia,
loro condotta era e-

monastero

di

s.

quali consultati dal resu'caluiiniati gesuiti,

demburgo
fu deposto.
di

diocesi di lruges, ove

Manasse

figlio di

mor e Guglielmo
I

dichiararono che

la

dflcaute tanto nell'interno delle case che


nell'esterno, e che la loro conservazione

Busac, conte di Soissons, e fratello dei


e

conti successori l'indegno Giovanni

era utile alla Chiesa e allo stato.

Un

tale

Rinaldo II,nelior)2 essendo stato eletto dal popolo a vescovo di Cambray senza il consenso del clero, nelioo3 venne
traslocato a Soissons,

giudizio de'priini prelati della Chiesa fu


la

migliore apologia che potesse farsi in favore della compagnia d Gesi, e questo solo

mor nel

og

e fu

basterebbe a provare

la

sua in-

sepolto in Couc.
1
I

Ugo

d'Inghilterra del

nocenza

agli occhi della posterit,


,

come

70 cancelliered Luigi VII, aleni Xemacquisierunliiberlaltni canonici Snes-

osserva Bcrcastel

Storia del cristiane-

1^0

siones.

Giacomo

di

Basochi nel 1226 cosi

t. 33, i33 e seg., biasimando la condotta del vescovo di Soissons, che in-

simo

ron s. Luigi IX. Guido de Castro


gli

rec

oltre

si

dichiar del partito de'giansensli

alla crociala d Siria contro g' infedeli:

e ne divenne l'eroe, per quanto notai nel


voi.

successero due altri Basochi, Nivelo

XXX,p. 33 e
1

34-l"di

gli

successero

i58

SOI
to

SOI
condannaImperocch queste assemblee erano miste di
principe, co* vescovi e conti, e

Enrico Giuseppe de Boiudeilles di Traine diocesi di Sainfes, Iraslafo da Tulles neli y64,Gio. Claudio le BlancdeBeaulieu di Parigi nel 1802, Rocco Stefano
deVicliy della diocesi di s.Flournel 1817,

all'ammenda secondo

le leggi.

vescovi e di signori, ed univansi insieme


le

pene temporali

e le spirituali.

Questo

Guglielmo Albino de Villle della diocesi di Tolosa, traslato da Verdun nel 1820. Il Papa Pio VII col breve Noslris aposlolicis lteris,

concilio inoltre stabil l'ordinazione dei

vescovi, la sommissione del clero al lo-

ro capo diocesano; ordin


pra di loro, l'uno per
l'altro

in tutte le citt

de'4 seltenjbre 82
i I

i ,

Bull.

de'vescovi legittimi e due arcivescovi sola

Roni. coni.

I.

5, p. 4^"^> 'tolse all'ar


i

chiesa di Reims,
Il 9,.

civescovo di Parigi
e

vescovati di Soissons
li

per quella di Sens,


il

fu tenuto

Amiens come

suffiaganei, e

restitu

nell'S')!, e Pipino

Gioi-nue re di A-

a quello di

Reims;
col

iodi per vSoissons eil

qu

taiiia fu

spoglia lo de'suoi stali, e chi uso


di
s.

spressanienle conferm

metropolitico
L'io-

nel

monastero

flire di Reiras,

breve Etsi per nosiras,

aprile

853

nella chiesa di
I

di detto giorno, loco citato p.

44'

presenza di Carlo
di

Medardo. Il 3.a'26 s. Medardo, in il Crz/wo, e composto

ne XII nel iSij dichiar vescovo mg.'' Giulio Francesco di Siniony di Tolone,
il

26

vescovi di

sessioni.

5 proviucie. Vi si fecero L'ordinazione d'Incmaro vi fu


ftte

quale avendo rinunziata

la

sede

al

Papa

riconosciuta legittima e canonica. Cos le

naio

Pio IX, questi nel concistoro de' 17 gen1848 preconizz 1' attuale vescovo

ordinazioni
deposizione,

da Ebbone dopo la sua come purequelled'Alduino,


la

di Soissons

mg.' Paolo Ignazio

Armando

esigiudicch'egli dovesse essere deposto.

Anacleto Cardon de Garsignies, di Lille arcidiocesi di Cambra y, parroco della cattedrale d'AmienSj e vicario generale di

Neir8. canone si lev


1

scomunica pro-

nunciata contro chierici ordinati da Eb-

bone. Gli
ti

altri

contengono de'regolameni

Soissons medesimo. Ogni vescovo tassato ne'


(orini
libri della
:

generali cui pregaiono

vescovi

il

re

370

camera apostolica in prima ne pagava 2400, ma


lire di
il

d'appoggiare colia sua autorit. In conseguenza il re pubblic un capitolare di


12 articoli; tra gli altri p(uiti vi detto, che il conte e gli uHlziali pubblici devono accompagnare il vescovo in visita e
prestargli

avea 18,000

rendita.

La

diocesi

comprende

tutto

dipartimento d'Ais-

ne, e contiene molti luoghi con circa

4o

parrocchie oltre

le

sussidiarie,

mentre

mano

forte,

per obbligare alla

prima ne contava 4^0.


Concila di Soissons. tenuto a'3 marzo 744j d'ordinedi Pipino il Piccolo, maestro del pa
Il

penitenza e alla soddisfazione quelli ch'ei

non poteva ridurre


lora
i

colla

scomunica. Al-

i. fu

vescovi talvolta mischiavano la po-

tenza teuporale colla spirituale.P'u

manre-

lazzo d'Austrasia, e fu
vescovi, presieduto

composto
s.

di 7.3

dato Venilone arcivescovo


golare
la

di

Sensper

da

Bonifacio arci-

chiesa di IN'evers, in disordine

vescovo di Magonza,come affermano mol-

per

la

debolezza del vescovo Erimanno;


la

Vi si fecero 10 canoni il i.^ per la conferma e riconoscimento della fede stali.


:

venne definita
dell'elezione di

questione sulla validit

bilita

dal concilio di

JN'icea,

e dagli altri

concilii, e pel ristabilimento della disci-

plina ecclesiastica. Gli altri canoni

com-

Burcardo al vescovato di adunato nell' 858 da Chartres. Il 4- Lodovico il Tedesco . re di Germania. 115. neir86i, da alcuni non riconosciuf"-'
i

prendonogli stessi regolamenti de'concilii


tenuti poi negli stati diCarloMagno. L'ul-

to, e

da

altri dicesi

celebrato nella chiesa

di

s.

Crispino. Rotardo vescovo di Sois-

timo porla, che quello che non osserver


i

sons, alla testa di


fece mutilare

decreti

sar giudicato dallo stesso

37 vescovi, vi depose e un curato trovato sui fatto

SOI
ili

SOI
che
in

159
fi-

delitto. Altri riferiscono,

questo

bere

Ugo

arcivescovo di quella citt e


,
1 i

o inaltro posterioreconcilio, Incmnro ;ircivescovo ili Pieims vi sconiiniic Uolartlo

glio di Krberto. L'

nel

092,

in cui

perch

ricu.s di ristabilire,

come

a-

Roscelino di Compigne tu convinto d'errore e obbligfito ad abiurarlo. Egli soste-

\eagli coruanilato, stigato secondo


i

uno de'suoi
Il

preti ca-

neva die

le

3 Persone divine erano 3 co-

canoni.

6." e 7.nel-

se separate,

come

3 angeli;

ma

che ave-

r86?. egualmente non da

tulli liconosciu-

ti, poich alcuni vi riportano il narrato opeialo d'Incinaro, ed probabile; altri

riferiscono che fu convocato contro Baldovino! contedi Fiandra, rapitore diGiuditla figlia di Carlo I il Cah'o. Sar meglio ritenere, che nelI'SC-z furono tenuti due conciliijUno contro Baldovino I, l'altro da lucmaro che vi fece arrestare Bo-

vano una sola volont e una sola potenza, aggiimgendo infine che si poteva francamente dire ch'erano 3 Dei. Il 12. nel J 100 tenuto da Manasse arcivescovo di Reims, ma ne mancano gliatli. Il 3. "nel I 5 contro Enrico V imperatore, e per
i I 1

obbligar

Golhedo vescovo

d'

Amiens a
il

ritornar nella sua diocesi; a tale elfetto

concilio fece pregarci certosini di costrin-

iardo, lo depose, fece chiudere in


stero, e nella sede di Soissons po>e

mona-

gere Goffredo air ubbidienza, e fu eseIl i4.nel 12 contro Abelardo nelfebbraio,e presieduto dal legaloCoiione vescovo di PaI
I

un altro vescovo. L'8. uell'8G6,eziandio non da tulli riconosciuto, e a' 8 agosto. Per ordine del Papa s. Nicol F, ed a richie1

guita ne' primi di (juaresima.

Icslrina.

Vi
il

si

obblig Abelardo ad ab-

sta di

detto re Carlo

f,

3.> vescovi ristai

bruciare
la

suo libro della Trinit e fare

bilirono a titolo d' indulgenza

chierici

sua professione di fede: a questo elfetsi

ordinali da Ebbone,deposlo da altro concilio di Soissons.


essi, fu

to

volle ch'egli leggesse


il

il

simbolo

di

s.

Vulfredo, ch'era uno di


nelI'SGy
ratifiil

Atanasio,

che

egli esegu

non senza pe-

ordinalo arcivescovo di Bourges,

na, e molte lagrime e sospiri.


to al

Fu manda-

e poi

il

Papa Adriano

II

monastero
fu
s.

di

s.Medardo, donde poinviato a quelI

la

sua ordinazione, inviandogli

pal-

co

dopo

nuovamente
Il
I

lio nel
ili

seguente anno. Bernardo abbate


titoli di

lo di

Dionigi.
il

5. nel

54

5'),

Solignac nel Limosino espose in que-

nel quale

re Luigi
di

si

assemblea che

sua abbazia e-

regno giurarono
I

VII ei baroni del mantener la pace per


Il
1

raiio periti per le incursioni


ni, e

domand

al re e al

de'normansinodo un pri-

o anni,
in

come

notai pi sopra.

6." nel

vilegio di libert
cilio

ebbe luogo

nel

che ottenne. Il 9. con909 a Trosley [V.)

o Trolyo Troslj', luogo della diocesi di


Soissons, nel giugno, e fu presieduto da

marzo, alla presenza del re Filippo II Augusto. Vi si tratt senza nulla concludere del suo matrimonio o ilivorzio con Ingeburga di Danimarca, che fu poi stabilito nel castello d'Elampes, dove
il

120I

Erveo o Eriveo arcivescovo


decreti soUoscritti
stribuiti ini
i

di Reims. I da 12 prelati sono diquali sono lun 5 capitoli,


,

resoinministravule

il

mantenimeni^'iG di

to, e
la

Innocenzo III
Il
i

[/'.)

con sue lettere

consolava.

7. nel

i^55 o

glie esortazioni

piutlosto clie canoni, e

luglio,
sini

palesano
l'epoca.

il

triste stato

dellaChiesa a quel-

convocato da Gio. Giovenale Orarcivescovo di Reinis e suoi snlhaga-

Il

IO." nel c)4'

ladunato per or-

dine d'Ugo conte di Parigi ediErberlo conte del V^erraandois, composto de'vescovi della provincia di Reims, per rego-

persona o per procuratore. Vi si ordin l'esecuzione del decreto del connei, in


cilio di Basilea,

confermato nell'assemdivino, e vi
si

blea di Bourges, inturno alla maniera di

lare

il

l'esclusione di Artaldo.
si

governo dell'arcivescovato, dopo Vi fu risoluto che

cantare
ti

l'uflizio

fecero mol-

statuti.
si

Vi

si

regol
i

il

vestiario de'vc-

trasferirebbero a

Reims

e vi oidiuereb-

scovi,

esorlarono

prelati a usar

mei-

i6o
to

SOL
degna
de
p.

SOL
209, che
nel

discernimento nell'approvazione dei confessori, vi si riformarono gli abusi introdulli nelle questue e nella predicazione dell'indulgenze. Questo concilio registrato anche nel 456 non vero, se non cominciando l'anno dal giorno della ss. Annunziata, 9 mesi e 7 giorni prima, secondo l'uso della metropolitana di R.eims in que'tempi. Reg. t.17,2 i, 12, 7.5. Labhe t. 6, 8, g, IO, 1 1, i3. Arduino t. 3, 5, 6,9. Mansi t. I, p.Q^g, t. 2, p. 18 5. Boui

1802 dov linun-

ziare la sede episcopale per le note vicen-

perch la venne soppressa e unita a quella d'Ivrea, cui rest incorporata sino al suo ristabilimento nel 8 1 7.Per la saggia sua condotta, per le sue benemerenze colla Chiesa e col Irono, Pio VII loprenii col1' eminente dignit cardinalizia, che gli confeii nel concistoro de' 23 settembre 8 6, dichiarandolo dell'ordinede'preti
diocesi
1

della Chiesa a tali tempi, e

quet

t.

7.

Nel

1673

il

vescovo fece degli

gli
il

mand

la notizia di

sua esaltazione e

statuti pei la diocesi, ne' quali tra le al-

berrettino

cardinalizio, a

mezzo dela-

tre disposizioni fu espressamente proibito

la

guardia nobile pontifcia Giacomo dei


gli

pena di sospensiomessa o di servirla in qualit di diaconi e suddiaconi o d' indulti con un AniUto (A^.) sopra la testa, vietandosi purel'usodel berrettino. Su queagli ecclesiastici, sotto

marchesi Theodoli, e per un ablegato


postolico
lizia,

ne, di dire la

rimise
il

la

berretta cardina-

come riporta
del 18 16.
al

n.

77

del

Diario di
Pio VII

Roma
si

Per morte

di

rec in Pioina
gli

conclave, e l'eletto Leo-

sto

(Ielle

punto si pu vedere Tliiers, Istoria pemicche, vnr, Degli arnil. Ai 2 ottobre 1849 ebbe luogo nella cattela

ne XII
s.

confer per titolo la chiesa di


lo

Pietro in Vincoli, e

ammise alle
s.

con-

gregazioni cardinalizie della


brica di

visita a-

dralel'aperturadelsiuodode' vescovi delprovincia di Reims, composto de' vescovi di


di

postolica, del concilio, de'riti, e della fabs.

Pietro. Ritornalo in Torino,


lutti

Chalons sur Marne, d'Amiens,


tro-

onorato da

per

le

sue virt, assalito

Beau vaiSjOi tre quel lodi Soissons, e delil

l'arcivescovo di Ileims che occup

no episcopale

nella sua qualit di metro-

da colpo apopletico pass al riposo dei giusti a'9 settembre 824, d'anni 82 non compili. I decorosi funerali furono celeI

politano. Di altri concili! celebrati da tal

caidinale parlai a Reims ed a Sinodo.

SOLAPlO Paolo
len o
s.

Giuseppe, Cardina-

ed ivi venne tumulato secondo il ceremoniale de'cardinali nelle catacombe degli arcivescovi,
brali nella metropolitana
,

/t'.Nacque nobilmente nella citt di s.PolIppolitoin Austria a'24 gennaio


la

come

vcavoiicdle Notizie di

7(3 del

Diario di

Roma

del

Roma. Il n. 1824 che ne


i

1743, sebbene
di ^'ilhlnova

sua illustre famiglia

annunzi

la perdila,

encomia

pi'egi

che

Solaro o de'Solari nel Piedi

risplendevano nel cardinale, che qualifica insigne, per cui la sua morte cagion

monte, divisione
si

Cuneo. Ricev una

educazione e istruzione letteraria quale


conveniva
alla

particolare tristezza, e ne sar cara

la

mesci-

ragguardevole sua con-

moria presso

de'posteri.

dizione, e per la viiluosasua indole ab-

SOLDANI
loro capo,
il

SOLDINI.

Eretici e

bracci
1

lo sfato ecclesiastico.
il

Quindi me*

smatici greci, cos nominati da Soldinp

ilo

che

deo

111 lo

re di Sardegna Vittorio Amenominasse al vescovato di Ao-

quale vivea verso

il

secolo

sta in Savoia, e

che Pio VI trovatolo de-

gno lo preconizzasse vescovo nel concistoro de'20 settembre 784. venendo conI

V. I soldani abitavano alcuni paesi del regno di Saba e di Godolia. Essi cambiarono la materia del sagrillzio della messa:
i

loro preti offrivano oro,


i

diaconi

sagrato a'^Gdi
1

mese, e prese possesso d'-G febbraio 78'. Imparo ddl caii. Bital

incenso,

suddiaconi mirra, e ci in commemurazioue de' 3 doni che ss. tUagi


i

ma, Sene cronologica

de'vesco^'i di

Sar-

^.) oQ irono a Ges Cristo in Belleoiine.

SOL
SOLDANO, Soldaniis, SuUnnus.
tolo
tli

SOL
Tidi

donne presero
Siria,
gli

il

nome
ilelti,

di

emir;
si

i..i

pniicipalo, dicendosi soldaiiato la


il

calilli

[iupriamente

che

stabili-

dignit e

dominio
il

di

soldano,e solda-

rono nella

ed ebberoDamasco per
abbassidi che
di l estesero
si

ina lo slato e

paese del soldano, Sulli

capitale; 3.

stabili-

tani iinperium.

titolo di

soldano nosoldani di

rono a Bagdad e
la

ben lungi

me

di dignil presso alcuni popoli d' oi

loro potenza, e sino in Africa, in Si-

riente, e potenti fip.oiio

Bddi

cilia e nella

Spagna;

ma

l'autorit loro

bilunia,

l'

Egitto,

lt

Saraceni (f.), e

fu in

appresso abbattuta e annientata dai


giogo de'Ioil

altre parti dell'Asia e dell'Afiica. Sulta-

governatori delle provincie pi lontane,


i

no

poi titolo di sovranit in

Turchia

quali sollevatisi scossero

il

(^.), cio l'imperatore ogransignore dei


turchi.
Il

ro capi, e presero essi


di calid,

medesimi

titolo

vocabolo aiabo e significa Si-

guoie o Iniferatorc (^.). Si crede ch'esso derivi da selatat, che vuol dire conquistatore o potente, e si dice che Bajazet I imperatore Osmano deli38r) fu il
i.che port
il

non pi riconoscendo ne' loro sovrani se non che capi delia religione,
i

a'cjuali

tributavano vani omaggi. Essendosi finalmente turchi impadroniti di


i

tutte le conquiste de'saraceni,

il

calilFa-

nome

di
le

Sultano.
spose e
tali

C\\\r\'

to fu interamenle abolito; e l'autorit

masi

^y/frt/m la

madre,

le figlie

spirituale de'califl pass nelle


muft'i, riconosciuto in oggi

mani

dei

predilette e riconosciute per

dal sul-

come caposua'

tano. Sultauino

una specie

di

moneta

piento della religione mussulmana. Dissi

turohesca, che

il

Buonarroti dice piena

che

il

nome

di

soldano davasi

luo-

di molti arabeschi.

Tale moneta era d'o-

gotenenti
ta a

de'califfi,

ma
la

essendo decadupotenza de'


califli

ro e avea corso nel secolo


11

XVI

in Italia,
si

grado a grado

nome

di

soldano anticamente

dava
no-

a'

luogotenenti generali de' caliU, nelle

massime per l'estensione troppo grande dei


di diverse rivoluzioni, e

per cagione

loro Provincie e nelle loro armate.


to di

paesi sottoposti al loro ilominio, que'luo-

che

il

titolo

fli

calidbjdopo
del

la

morte
in

gotenenli generali

si

eressero in sovrani.

Maometto fondatore
il

Maomettismo

Saladino duce delle truppe di Noraddi-

{y.), lo prese

suocero

Abou Becker

no

re di

Damasco,vedendo

califli in

mez-

significato di successore, erede, vicario.

zo alla trista loro grandezza languenti con

Ma succeduto poco dopo a Maometto l'altro suo suocero


titolo di

un nome senza potere, assunse


(|uesto titolo, e fu
gitto.
I

egli stesso
dell'

Omar, questi assunse il Emir Maumenin, che significa


Maometto
essendo
i

il

i.

soldano

E-

soldani quindi fondarono molte

signore o principe de'credenti. Tuttavia


i

successori legittimi di
il

riten-

nero

nome

dicalitfo, ed

priaii

piccole dinastie nell'Asia minore; ma gli imperatori turchi distrussero a poco a poco quelle dinastie e soggiogarono ancora nel
dasi
I

capi della religione

mussulmana
e
il

riuniva-

la

soldana dell'Egitto. Ve-

nonelle persone loro l'autorit spirituale


e temporale,
l'

Du Gange,

Glosxarlwn^\n Siillanus^
idest

impero

sacerdozio a

supremo principe
In Francia e

Rcx

regunt.

guisa de' pri mi im[)era tori

roma ni, laonde


di tutti
i

anche

in altri paesi

sovranamentedecidevano
tli

punti

ropa
e di

si

fece uso del vocabolo di

d'Eusoldano
;

dottrina,

dominavano

su'popoli, e ac-

soldana per indicare una dignit

cordavano investiture ad altri principi maomettani. Si conoscono 3 rami di calili:


i

ma

questo probabilmente non avvenne

che dopo

."irachedi o rachedis, cio

disceni

le Crociate, che presso di noi portarono diversi nomi e diversi costu-

denti in linea retta da !\Iao.metlo,

quali

mi

orientali.

Giova osservare, che

le

pa-

posero

la

sede dei loro regno a Medina,


di

role soldano e sultano corrispondono ai


nostri vocaboli di cooservure o difende-

meulre idisccudeali

Maometto per

via

sol
,

SOL
aut Soldano, ani Marescalco, proni in ordinario, aut Datario Papae, proni de
consufindine, Utrbatus
est dicens, perii-

Questa fu una dignit propria parlii:olaimcnte(lcirAquitaniaadue fiiiniglie r EslraJc e la Tiaun. Furono illusili
le.

que'iiobili cliiuniali

da

piiiici[)io

sondi-

nere

ad

clericos

camerae, quod non

est

che o soldaiii dalle posizioni della guardia delle quali erano incaricati come prteltcjri; e in ap[)re.sso

i'crunij et sic ipsevoluilprojicere. All'ar-

ticolopAMiGLiA PONTIFICIA pubblicando alcuni moli della medesima, registrai alcu-

quel titolo perpe-

tuato nelle loro famiglie di vent una qualit

attaccata al

possedimento delle

si-

gnorie, mentre da principio non era stalo

come l'ialFaele Calmi di Pio II, soldano della curia della camera, a cui il palazzo manteneva un domestico per serni soldani,
virlo; due ne godeva Nicol Piccolomini cameriere segreto del Papa e forse suo parente, il quale ebbe successivamente quei distinti ullizi che nota il Marini, Archiatri,
t.

die una distinzione personale.

feu-

datari delti soadichs

andavano

del pari

co' conti, co' baroni e cogli altri signori


titolali. Anche la Curia Romana ebbe il suldanochiamato pav Maresciallo (A^.)

2, p. 161; dipolo lui o altro di


e

si-

della curia, e talvolta siniscalco, del f{uale

mile

nome
s.

cognome

fu vice castellano

udzio parlai a Scalco.

Due

uflizi e-

di Castel

Angelo, e soldano della curia.

sercitavansi in

Roma

dal soldano, l'uno

Nel ruolo di Paolo


tra
i

IV

deli

555

riportai

Papa, precedendolo a cavallo nelle Cavalcale (A'',) con due sacchi di monete che andava spargendo al popolo, massime in certi luoghi determina li, per a Monta na re la molli ludi ne dalla sagra persona del Papa, e pri nei pai mente nella funzione della Coronazione e Poi*M^o(^.); e gittava quella specie di denari chedichiarai nel voi. XXI, p. 160 ei6i.
di Elemosiniere del

famigliari

il

soldano di Tordi No{^F.)

na. Dissi a suo luogo, che nella congiura

contro Nicol J^

neli453, cio

di

Stefano Porcaii, questi d'ordine del Pa-

pa fu arrestato in casa, da Giacomo Calsoldano o prefetto dellecarceri con gente armata. Il Rlorelti, Ritus dandi previ

sbyterium, non solo parla a


e

p.

238, 268
de-

373

del soldanodella curia

chea cavaldi Giulio II


di

L'allro

uffizio del

soldano, ovvero

madella

lo innanzi al

Papa andava gettando


il

gistrato, era diverso

come soldano

nari,

ma

riporta

diploma

CUI ia, e consisteva nell'essere giudice or-

del

5o7,col quale elesse soldano

Ro-

dinario di
d

Roma

e custode delle Career/

ma a vita Francesco Confilonieri


se,

milane-

Roma (^.)di Tor di Nona. Ilsoldano eia fimigliare pontificio, e riceveva dal Palazzo apostolico {l\) la parte di
pane, di vino e
valcate,
di altre distribuzioni.
i

Soldanatus almae Urbis, dichiaran-

dolo suo famigliare, cubiculario e com-

Del

mensale, con tulle le prerogative e emolumenti,con giurisdizione sul le carceri poste a


se,

soldano che dispensava


si

denari nelle cail

Turri

Nona

e quale capitano di es-

ponno vedere

p.

Gallico, A-

nec nonjurisdictioneni in Turri Nona

da

caeremonialia, nell'indice alle parole

diclae Urbis tain per te,qttani per tuuni

Pecuniaruni j'actus equitante Ponti/ice, ed a Soldanus projcit pecunias ad ppuluii Ponti/ice equilantej e Cancellieri,

locumtenentemjurisperiluin, intar perso


nasecclesiasticas, et saecularts in causis
civilibus, criminalihus
,

et inixtis iisque

Storia de'possessi de' Pontefici, ehiiiQ

riporta diversi esempi, come per Innonel cenzo Vili neh 484 6 per Leone i5i3, ove si legge: Projector pecuniae

fuil per Urbeni d. Ferrandus Porretlus clericus canierae, qnqutim admonerentur, ut eas

ducatoruni sumniarie^ simplicitcr, et de plano, sine strepiti, et fgurajudicii, sola adi verilate inspeda. Avverte poi Morelli, che questa dignit essendo divenuta venale era posseduta
7.5

ad sumniani

dalla nobile famiglia Capodiferro

roma-

pecunias darei projicitndas

na,

ma

che fu estinta da Gregorio XllI,

SOL
die ne a'.scgn
s.
il

SOL
al sodalizio di

iG3
Papi conlrivano
di
Pic-

provento

cavalieri, (le'(iiilifari,(lei soMali,edel/l//la'!.

il

oliiio (Iella

Cari l

(^/.) in
il

vantag-

Pdri, ^vndo die

gio de' poveri,

come prova

suo breve

a cpie'clie innalzavano alla dignil regia,

prodotto da mg." Scannarolo,


lio/ie

De

visita-

A Pietro (s.)c/7i'rt//m

e soldati

s.

carccratoruni, nell'Appendice i, cap. q. Per mg/ Giorgi nella l'ila di


Nicol}) /', dice die l'unizio del soldanato
fu

tro, parlai di tale ordine equestre ecolle-

gio di vacabili, e de'milili di

s.

Pietro

principi sovrani creati da'Papi.


[^.)

non A Paolo

prima sospesoda

s.

Pio V. Si pu vedere
p.
i

cavalieri e soldati di

s.

Paolo, ragio-

28, 10. Sulla giurisdizione del maresciallo o sol-

Catalani, Caer. lom. Eccl.

nai di quest'ordine equestre e collegiodi


vacabili.
I

cavalieri dell'ordine dello. V/^e(f^.)

dano

della curia, riparlai a

Senato bg-

ione d'oro

furono detti Cavalieri e

MAXo, descrivendo la giurisdizione civile ecriminalede'lribunali Capitolini. Il cardinal

Soldati /durali, A Milizia accennai alcuni


di di versi ordini equestri
tal

che

descrissi

con
IVI

Garampi
ci

sul maresciallo e

sua gi-

vocabolo. A Mhizia pontificia, a

riedizione

diede quelle beilenotizie che

Rina pontificia, a Porto, tenni propo>ilo

pubblicai a Maresciallo, parlando del

Maresciallo di s. Chiesa e del Conclave,

lidie e

non solo delle diverse soldatesche anmoderne del Papa, ma anche di


stati,

eminente carica che quando esercitaNa^i


dalla f.uniglia iVr7iW// (/'.), eia
vi

quelle delle nazioni e di queste meglio ai


lorospeciali articoli, di

unitala

regni e citt;

giurisdizione civile e criminale, e quella


sulle carceri di
ceri di

avendo notato
;/

a Russia,

Corte Savella. Delle cara I^rigione,

Crollanza inlento a

che ora il prof, compilar la Storia,

Homa riparlai

ed a

costume e la

statistica militare di tutte

MVERSITA artistiche, diccudo


di

di quella
le

le

nazioni del globo.

A Guardie

indicai

S.Giuseppe de'falegnami per

antiche

gli articoli delle


li

carceri

Mameilina Mdizia

e Tulliana.

guardie antiche e attuapontificie, se nonch qui aggiunger,


di

SOLD.ATO,/l//7f.y. Quegli ch'esercita


l'arte della
(f^.).

che della guardia civica


all'articolo
scelta a

Roma

riparlai

Dicesi Soldate-

Pio IX; della guardia civica


\zz.

litia,

sca o milizia l'adunanza de'soldali, miturba mililaris, copiae nuntenis. l


fedeli rigenerati alla grazia e arrolali alla

Pal

APosTOLici,ove riportai la

sua unione a quella della milizia urbana


de' Capotori (/'.), e col titolo di guardie

cristiana milizia per

mezzo

del sagra-

palatine pontifcie; de'capo[oivi[av\a\ a


Rioni di
lai a

mento del y5(7//f.w>o(/'.), restano poi conleruiati nella fedee fortificali in essa per
la

Roma

Senato romaxo. Tiats.

Generale

di

Chiesa del capitano

virt del sagramenlo della


il

Confermasolfa

zione (^)j

quale come a valorosi

generalecomandantedellemilizie papali; a Gonfaloniere di s. Chiesa dell'anticu


custode del Gonfalone
[P'.) della e

dati di Gesi Cristo

non

solo gliela

cofor-

medepopo-

slantemenle confessare,
battaglia

ma

anche d

sima; a Gonfaloniere del senato

za di poter combattere e di resi>tere alla

de'comuni nemici

spirituali.
i

diesi fannomallevadori presso Dio


drini e
le

Di Pa-

lo romano, di questo ulllzio; a Vessillifero, il portatoredel f^'essilln di s. roma-

na
s.

67u>.Jrt (A^.); a
il

Castellano

di
s.

Castel

Madrine {f"'.), dovendone aver cura spirituale in mancanza de'genitori e


deglislielli patenti del battezzalo e cresiinato.

Angelo,

prefello

dd

Castel

Angelo
ri-

(/'.) di

Roma. Nel
il
i

voi.

LIll.p. 227,

levai che
te

regnante Pio

IX non sola men-

Un gran numero

di martiri e
si

angio-

denomm

carabinieri pontificii, gen-

che
re

di soldati, nelle persecuzioni

naiono

d'essere soldati di Gesii Ciislo

darmeria pontificia, ma che istituil cappellano maggiore delle milizie papali con

de're,e^tv questa eroica confessione fiii'ODO martirizzali. A Milite parlai dei

grado di generale, nominandovi monsignor Vincenzo Tizzani gi vescovo di

i64

SOL
mali in

SOL
modo che ponno combattere
an-

Terni e canonico delhi basilica Lalerancnse, e die ai cappellani della medesima die il grado di capitano, e il distintivo in ricamo d'oro del triregno colle chiavi; ed inoltre con altri segni snrro-

che a

piedi. All'articolo Milizia I'Onti-

KiciAdi.scorsi dell'arte militare,della

guer-

ra, delle leghe o alleanze, della Pace{f^'.);

clieanticarnenle tutti
rieri,

popoli erano guergli

le

soppresse

S[uilline.

Nella

Spagna

tranne

Servi [F.) e
i

Schiavi
i

(/'.) vicario

generale dell'armata e della

(F.), eccettuati

casi gravi,

ed ancora

flotta

il

cappellano maggiore della re-

gia cappella e Piitriarca dell' Indie oc-

Sacerdoti (F.) e altri ministri del culto religioso, sebbene pi volte vi furono costretti;anzi

cidentali [F.).

A Crocesignati,

a Crocia-

te e relativi articoli, trattai di quelli che spontaneamenle militarono per le sagre


guerre,
sia di

dire le

molte volte dovettero imbranarmi altres gli abbati regolari, i


i

vescovi, cardinali,

Papi, avendo discus-

Siria (/ .)per

la

liberazio-

so se ci conviene. Bens qui ricorder a-

sia

ne de'santi luoghi edels. Sepolcro {/.), peraUre C/Of/fl^p promulgate da'Pamoltissimo riparlai
a'ri-

vere nai ratoaltiove, che avendo nel

592

l'imperatore Maurizio proibito con legge

pi e delle quali

che soldati
i

si

potessero riceverealla pros.

spettivi articoli. Inoltre a IMiLizr a pontifi-

fessione monastica,
pisi.

Gregorio
la

con 'E-

cia co'relali vi vocaboli, dissi di quello

////-

62,

lib. 2,

ne ottenne

revoca. Di

laie e di soldato, derivato da soldare,


assoldato, condottoal soldo, nierceclecon-

pi a Milizia pontificia
venali e prepotenti

dissi delle leve,

coscrizioni e arrolamenti de'soldati; delle

Poich dicesi soldo, solidus, per (/^.) generalmente, e per soldo, mercede o paga del soldato, per salario (vocabolo che a Sale lo dichiarai salato
ditclus.

compagnie

di

ventu-

Moneta

ra o masnade, che tanti e immensi lagri-

mevoli danni recarono nel medio evo, dei Tornei e Duelli{^r.)^ delle principali diverse specie d'armi, dell'invenzione della

dalle fatiche e dagli stenti) e stipendio,

slipendiuni: di pi dicesi ioWo, percoudotta, milizia,guerra,donde deriv


il

polvere e dell'artiglierie, e qui deploro


gli

proa

che sempre e fatalmente


isforzi e

uomini con

verbio: a tempodi guerraogni cavalloha


soldo, cio al bisogno

abusi d'ingegno, cercarono nuo-

ognuno

buono

qualche cosa. Il Muratori, Disstrt. 26/ Della milizia de' secoli rozzi in Italia^ di-

vi e studiati modi perla pi rapida e pi completa scambievoledistruzionedi loro

specie!

Oltre

le palle

roventi, di cui
1 1

si

ceche
ri, a'

il

nome
si

italiano di soldato

nacque

leggono
le

le notizie nel n."

g del Giornale

dall'introduzione di combattenti stranie-

di

Roma
i

deli

854,

le

granate,

racdi

assegnava una quantit di soldi per ogni mese; quindi si trovano apquali
pellati Solidariij
Bliliti

chette,

razzi alla congreve,

abbiamo
le

recente invenzioni micidialissime e tre-

Soldarii e Soldanerii.

mendamente
prema
done
il

distruttive, oltre

pistole

propriamente furono detti dall'antichit soldati che militavano n cavallo nelle guerre e denominati cavalieri^ laddove chiamati poi fanti e soldati a piedi erano appellati Pedites , e da taluno Plebei milites. Si pu vedere il citato Muratori, Dissert. 53/ Della istituzione dei ca\'alieri, e dell'insegne che noi chiama/7J0/^r/Me. Ora abbiamo, come nella Rusi i

a pi colpi. Nell'intendimento, che la suarte della guerra consiste nel reil

care al nemico

maggior danno, solFienpossibile,


di

meno

s'inventarono

dunque nuovi mezzi

pi raflinala, ce-

lere e formidabile distruzione: ne ricorder alcuni degli ultimi. Le palle asfissianti inventate nel 1846 da Donnei al-

lora incisore della marinafrancese: quan-

si.i

la cos

quale

a cavallo , la una truppa che quantunque solQiia fanteria


i

do una
teria, la

di queste palle

cade

in

una battiovauo

sua esplosione produce un odo-

dati sieno a cavallo, sono esercitati ear-

re tale,

che

lutti quelli

che

vi si

SOL
rimangno improvvisamente asfissinli. Lo scopritore ebbe 80,000 franchi pel suo Il general Pnixhans die il suo segreto
!

SOL
e per

i65

ed anco somministrando l'acqua alle mani, deve prima depone la Spada (^.);

non dire

altro, di alcuni utili libri

nome ad

alcuni pezzi d'artiglieria di po-

pubblicati sull'istruzione cristiana e militare de'soldati, e de'doveri loro propri,

tenza enorme, per cui un vascello viene bombardalo come una fortezza. Se una
delle sue palle cade sopra

oltre della confraternita


ri

de'bombardieINel

im resto
la

di pol-

di

s.

Darbara, e come questa protetpubblicato


in

vere,

la

bomba
200 o
1

scoppia,

santa l)arba-

trice delle milizie e delle Fortezze.


1

ra prende fuoco, ed to con


1

un enorme bastimensparisce in

852

fu

Roma Almanac\'

5ooo uomini,

co

niili

lare per V anno bisestile l'oT. ^com-

alcuni minuti!
tati brulotti,

Da

ultimo furono invenin

pilato

dalcommcnd.'

Pietro Giacchicri

capaci di distruggere
flotta! Parlai

bre-

ve una potente

ancora delle

capitano dello stato maggiore generale in ritiro, ad uso dell'armata pontifcia.

armi auliche che si conservano nell'armeria pontificia che descrissi; ed a Spada, se le lettere devono cedere alle arspecie,
la

Dopo aver
litari

parjalo degli almanacchi miutilit,

mi, e quali pi nobili, delle diverse sue come delle spade celebri e di queld'onoie donata
al

general Oudinol per


INel

l'espugnazione di Pkoma.
le

medio evo

ad ogni mese fece precompendiosa d'un santo, clie professando il mestiere delle armi divenne modello di cristiana piet. Tali sono santi Sebastiano, Costanzo, Giovanni di Dio, Giorgio, Venanzio, Gallicano,
eloro

cedere

la vita

armi difensive consistevano nell'arnia


la

Ignazio Lojola, Ippolito, Eustachio, Sergio e compagni, Teodoro, Flaviano.

tura di tutto punto, pettorale di ferrocon

Die

sopra

camiciola,
i

il

giaco, la guarnaci

quindi pure in ogni mese

la

biografa d'u-

eia e sorcotto,

bracciali,
il

gambieri di
i

no
lia

de'pii

grandi capitani

italiani, la slo-

ferro temperato,

collare,
le

cosciali, le

d'un'arma

e la descrizione delle for-

manopole, l'elmo,

corazze; laonde chi

tezze e rocche dello stalo pontificio. Queste e allre tecniche cognizioni, unite

l'indossava voleva cos rendersi invulnerabile con l'unire tutte le parti dell'ar-

ad

un cenno
.sta
il

storico delle milizie pontifcie,

feso

matura in modo da non poter essere ofda arme di punta: si coprirono di ferro anche
te
i

all'elenco degli ofliziali d'ogni

arma, gi
servigi,

rango e l'anzianit de loro

cavalli, e

si

arm

la

loro fron-

offensive del
la

d'unospuntone pure di ferro. Learoii medio evo erano la lancia,


spada,
il

rendono l'almanacco erudito, utile e interessante. Leggo nella Civilt cattolica.


t.
.5,

p. 0)5,2." serie,

encomiata l'opera: Il

pugnale,
roncone,

la

mazza,

il

brandicorosca,

soldato pontificio alla scuota della nligione: opera del sacerdote

stocco, l'alabarda, la pailigiana, la daga,


il

Gaetano

Pic-

gisarme,

il

la falce, la

coni cappellano confessore nello spedale militare

la picca.

Vedasi Dubois
a

el

IMarchais, Des-

di

Roma,
si

sins des arrmtres compleles, Paris

180^,

ticolo dun(|ue

ivi 853. In tale arencomia il divisan)cnto


1

con tavole.Dissi pure

Milizia pontificia,

direltoacollivare specialmente

militari,

della benedizione delle

armi

de'soldati, e

delle loro Bandiere, Stendardi, Vessilli,

Stocco e Berrettone
e per
la ponlifcia

(/^'.);

delle coccarde,
voi.

che pure nella presente societ sono un sigranpopolo.il libro fu scritto non tanto pe'militari in genere, quanto pe' soldati pontificii, essendo assai pi agevole
tli
li

anche nel

XLIX,

p. 9; dell'iutervenlo in chiesa de'soldati

parlare

al

genere che alla specie. Quel-

ormali
di

alle

sagre funzioni, essendo anti-

che

in Italia
s

hanno

zelo e

amore per
cir-

camente
tro dal

vie tato l'uso Ielle


clii

armi

nella casa
al-

questa

gran parte del popolo nelle

Dio, e

riceve
nella

la

comunione o

costanze pi esenti potranno

in altri paesi,

Papa

cappella pontifcia,

qualora non l'abbiano

fatto, preutlere l'-

GG

SOL
clero roiuano
si

SOL
anche
il

sempio dal

in qitc-

residenti \n ^\'ignoiie. All'articolo .AIari-

sta parte. Inoltre

dice che
i

libro diil

wa celebrai Calisto
te istitutore della
ficia,

III

come propriameii-

viso in 3 parli. iVella

si

spiega

con-

cetto generale del vocabolo milizia sotto


j

come

L^io

marina militare pontili dovea partire con croi

due

rispetti religioso e politico: dichiasia la milizia degli stali, cjuale


si

ciala

navale contro

turchi,

come

Sisto

rasi

qual

IV

beiiedi le galere sul Tevere [f.) per

in particolare la pontificia: di quella

lo stesso fine,

moslra
lasi

la

natmale
la

origine, lo scopo; di

queslaaddilasi

specifica dilFerenza. Paral

quindi de' doveri che incombono

soldato,

come uomo, con)e suddito


i

e cosi

notando che il rito per benuove navi nel Rituale Romano. Descrissi le galere, le benemerenze della marina papale di lauti Papi, qui appena rammentando Paolo Ill,s. Pio V
nedir
le

UIC militare, e scendendo alla pratica

che
tro

colla lega

ri

[jurl la strepitosa vitto-

additano

suoi doveri, sia in pace, sia in

ria nella battaglia


i

uavaledi Lepanto con-

gueira. Ragionasi poi piecipuamente del soldato pontificio,de'suoi pregi come tale,
e della peggioie degradazione a cui sceuderebbe mancandovi, come ancora del maggior onore che lo circonda osservandoli ledelmente. Nella 2.' ()aite trattasi

cristiano; la cura incremento di Sisto V' istituendo apposita congregazione cardinalizia navale; quanto iPa()i fecero per soccorrere la re-

nemici del

nome

pubblica di/"'(?/2es'V7(/'.),rordineGero50//>/zz7r7/zo(/'''.)e altri

guerreggiati dalla for-

della vera religione.

jN'ella 3.' si

contengocoiilribui-

niidabile potenza ottomana. Narrai pare che Benedetto

no alcune considerazioni che

XIV conferm a detto


Messa
(ai

scono a piegar l'anino alla costante osservanzade'deltami di nostra s. religione, Chiudesi il libiocon alcune pratiche divote.

ordine l'indulto

di celebrare la

quale articolo dico della messa secca ad uso de'naviganti) sulle galere, e che aitrettanto concesse alle galere della mari-

A Mari>-a

PONTIFICIA parlai ancora

delie soldatesche navali, dell'arte e delle


leggi della nautica, della flotta, delle bar-

data di Benedetto

u papale. A Civitavecchia riportai l'anXIV per vantaggio di


quella citt e interessantissimo porto; e
ivi

che, delle navi, de'battelli anche a vaporedi diverse nazioni, della marineria ileile

che

ascesosu nuova naveo galera, ve-

quali trailo a'ioro speciali articoli. Dila


i

siilo de' sagri

chiaiai

solleciludine de' Papi per di-

fendere

Porli dello stalo pontiftcio[f'.)

de'due mari AdriaticoeMediterraneo, in reprimere particolarmentelepirateriede'iS'arflfej(/^.)

eil litorale delle spiaggie

la beoed coq impose il nomadi s.Benedetto: condotto poi ad una finestra decenlemente ornata della casetta della Sa-

paramenti,
le

tutta solennit e

nil ne vide

il

suo varo, essendo stata

la

galera benedetta guarnita delle pontifieie

cai Iri maomettani, ed impedire che tanll

bandiere,cona prora suona tori di s trotra le salve degli altri legni.

cristiani divenissero ovo Schiavi[r,')^

menti,
to

Tut-

e di questi

avendone pi

volte generosa-

mente
pi,
i

sciolte le catene della


gli

schiavit,

Ricordai

antichi prefetti navali de'Pa-

con dettagli racconlato dal v\. ^G5o del Diario d Rovia del i'"47> ^ ^^^ Frangipani, Istoria
e

questo viene pure

Papi che armarono flotte, e qui aggiungo Cleoienle \ I del 342, per quan1

d Civita^'eccliia a
pontificie funzioni

p.

180. Siccome

tali
il

sono rare,giover

ri-

to dissi a i5//iz/7Z6'(/.), quale frontiera dei


cristiani dell'Asia; e

produrre
a p. 6.
>

il

pubblicato da detto

Diano

Papi cbe talvolta dichiararono ammiragli e generali di s. Chiesa i sovrani,comeGiacomo II re d'Ai

ragona,di Clemente

V del i3o5edi
il

Gio-

\anuiXXll

dell 3 16, come

precedente

Domenica 3o aprile allei3 ore Sua Beatitudine con il solito accompagnamentosi condusse alla chiesa de' conventuali a celebrare messa. Volendo poi benedire la suddetta nuova galeia,si por-

SOL
t all'arsenale.

SOL
tri*

1G7
da

Fu
il

perci dentro la pop-

laspina.I Papi riceverono aiuti navali


diversi ordini equestri,

pa di essa, liiUa ornata di damaschi


nati d'oro, ei elio

come

di

.?.

Stefa-

baldacchino, sotto cui

no, de

ss.

Illanrizio e Lazzaro, e Cero'!o-

elevata da pradella una nobile sedia per


la

liiiilanoi^V.),

Santit Sua restando situata in


,

tui

an-

golo della uiedi'sinia una credenza do-

anche per obbligo ingiunconvenuto; non cheda'Ieudatari, con)e re di Sicilia {f ), nelle cui investito e
i

v'erano disposti
la

li

sagli abitile fuori del-

ture espressamente l'imposero. Imperoc-

poppa altra siuii le con due candellier, paramenti per il diacono e suddiacono assistenti, che furono ili." mg/ Boccapaduli (elemosiniere), ed il i." mg.' Aril

ch
rali

Papi nell'infeudare

loro

tempo(/'.)

domnii eziandio \ Ferrara, Urbi-

no, Camerino^

Parma, Piacenza
obbligarono

ed

altri tributari, gli rerli

di soccor-

genvilliers uditore della Santit Sua.

Ed

acci

il

Papa

potesse ascendere

comoda-

li,

mente

in della

galera, fu fatta erigere

ad ogni richiesta, con fanti e cavalcon numero determinato o indeleiininato. Senz' altro lipelere, a 1\1ari?a ani

un'amplissima scaia guarnita tutta d'arazzi; e fu anche ddatala la corsia con tavole per coprire le banche ad efielto potesse
il

cora rimarcai
nella

miglioramenti inliodotli

santo Padre essere pi decenteservito da'ministri nel


f.ir la

marina pontificia da Gregorio XVI. Ognun vede che in molti altri articoli iu trattai di quanto riguarda la milizia, il
soldato e
la

mente
con

sagra

marineria militare,

quali

funzione, che fu eseguita solennemente,


lesolite cerecuoniee riti,
i

senza qui con lungo novero ricordiirli, a-

salmeggianpp.

gevole n'

il

reperimento, avendo piu'c

dovi alternativamente

rr.

domeni-

articoli diversi de'capi e altio delle


lizie

mi-

cani, a'quali spelta per la cura delle ani-

antiche. A. Orvieto scrisse

la
1

Sioria

Die a loro
nedizioni;
le,

commesse il far consimili beuno de'quali in abito diacona5 evans.

della

marina

militare, Li vorno

843 con

figure.

con altro che fece da suddiacono, cannella descritta sagra funzione asse-

SOLE. Ordine equestre d Persia. Fu


istituito nel

t con solenne rito l'ultimo de'


geli

1808 con gran pompa

e so-

lco ni t da Ilo scia hFelh- Ah, per


le

premiare

gnali.

Fu

dedicala essa galera a

Bene-

valorose gesta de'suoi soldati,

promuo-

detto, e ci in ossequio alla Santit

Sua
ed
so-

vendo

cos tra essi l'emulazione nelle prola

che ne porta
in fine

il

nome
il

e ne fu l'autore;

dezze militari e

fedelt io Persia [r.).

dando

sommo
le

Pontefice
si

la

lenne pontificale benedizione,


salva reale di tutte

ud una

La decorazione de' cavalieri consiste in un'immagine del sole in oro, gran pianeta che ilhunina
giorno;
la
il

galere e delle altre

mondo

e conduce
si

il

navi ch'erano in porlo". Aggiunge \\Dia/70,che innumerabile fu


il

quale insegna equestre


fi

porta

popolo concor-

so per godere di tale solenne funzione,

da chi n' un nastro


il

egiato, al collo

pendente da

di seta rossa.

non
i

solo ne'canali laterali alla galera,


il

ma
il

SOLEA.Parleantica
controverso tra

della C/j/e5/(F.)

anche nell'arsenale; indi

Papa deposti

cui luogo preciso, la forma, l'uso assai


gli scrittori ecclesiastici,

sagri abiti, atnmise al bacio del piede

comandante
il

delle pontificie galere Bussi,

come

osserva

il

Mas,t\, P>^otizia de'vocab.

quale

lo ringrazi dell'eseguita jagra


:

ecclesiastici,

verbo iSb/e^j bens pare che

funzione

al

comando
il

della

nuova gale-

fosse n:'y4/)side (/'.) e vicina n\

ra venne destinato
possessi de'Pu[)i

cav. Florenzi. Nei


i

sanctoruin, tra
il

il

non solo cavalcarono

Santuario,

d\

Sancla Coro e suo Stallo (f .) e cui parlai a Santuario, a


il

generali di
rali delle

s.

Chiesa,

ma
il

ancora

gene-

Sacrario, a Preshiterio, a Sacrestia; e


fra le opinioni

galere pontificie,

come

in quel-

che riporta
a

Magri, e che

lo di

Leone XI ueli6o5

cuarcheie

Ma-

corrispondono

quanto

dissi della

Solca

iG8

SOL
verso la fine del

SOL
V secolo,
allerrilo dal-

all'ailicolo Pui-riTO, vi qiielln clie forse


fosse Io scalino n vanii la porla del Salirla
saicloruiii.

l'importanza de'doveri
si

di tal ministero,

Un

disegno della chiesa anti-

suo [)ianoedellasua interna struttura, la pubblic Derleudi, Delle oblaca, del

si bene nasconche non fu potuto trovare. Scelto quindi in suo luogo s. Aventino, pensan-

diede alla fuga, e seppe

dersi,

zioni p.

i49- Altri

si

ponno vedere

nel

do

egli di

non aver

pii

nulla a temere,

(y\i\i\\\m\\,De sacris aedificis

a Conslau-

ricomparve;

ma

tanta era la venerazione

lino

Manlio conslruclis;
il

e nel Rondinini,

De s.
in

Cleiiteitc P. et DI, ej'usque basilica

Urbe Roma,

quale ecco come parla

per lui, che venne obbligato a prender il governo della chiesa di Chartres j dopo che s. Aventino ebbe spontaneamente rinunziato, e fu incaricatodell'amministrazione del Dunois col titolo di corepiscop, o di vicario generale. L'opinione di
quelli che

della Solca.

Inter cliorum et sanclua-

riun olim spatium erat potissimum a-

paviment aliquot elevatius Solca dictum quoiisque ad Eucharistiatij sumendam accedebant laici, et cum eis clerici, qui obaliquani culpamad laicorum conimuniooeui fuerant ledacli. Finiebatur Solea ad cancellos usque, qui sanctuarium occludebant,et ab uno ad ali um ecciesiae parie tem extendebalur. Laici extra cancellos
ipsius chori
,

pud graecos

pretendono essere egli stato ve-

scovo di Chateau-Dun, non cappeggiata

ad alcun sodo fondamento. S. Solenne, dopo aver compiuto fedelmente doveri d'un degno vescovo, mor circa il 509, e
i

il

suo corpo fu portato a IMaill

iu

Tureov'e-

na. Perdutasi la

memoria del luogo

ra stato sepolto, furono miracolosamente

stabant, sacerdotes veroet levilae intra,

scoperte

le

sue reliquie in una grotta

ubi

Sacrameotum
laicis

clericisiu Solcanti
;

ex

sotterranea della chiesa del monastero di


Maill, che

Solea
s.

ministrabant

verum

in

hac

venne mutato
di

in
il

una chiesa
luogo pre-

Clementis basilica Solea desideratur,

collegiata, e sotto Luigi Xlll


se
il

quandoquidem proximepost chorum ad


sanctuarium ascenditur utraque ex parte

cato. S.

marmoreis

cancellis circuraseptum, qui

duSolenne onorato a Blois e in Tiuena, e ricordato nella maggior parte


e fu eretto in dei martirologi

nome

Luynes

]apideis pariter cralibus retis


perf(jratis ornati,

ad instar

a'24

di settembre.

quae

/rrt/i^e/ZM^^edice-

SOLI

SOLLA,
la

Solia. S&(\q vesco-

Lanlurjplureshincinde medio allato mo-

vile dell' isola di

Cipro, nel patriarcato


metropoli di Nicopres-

nogrammale excisas praeferunt cruces eodem ferme opere ac circa chori muros spectantur. Cancelli, quorum porlae rugas
vel

d'Antiochia, sotto

sia, situata sulla costa settentrionale,

regidas^anlregias appellabaot,

locumorationisdesignant,ad quos usque


extrinsecus populus perlingebal; iutriusecus quippe sanctuarium erat solis sa-

promontorio Pedalium. Commanville, Hisloire de loiis les eveschez, la dice eretta nel V secolo, ma deve essere prima; ed il Terzi, Siria sacra, la pone fra il promontorio Croujaro e Arsiuoe,
so
il

cerdotibus

et

diacouis pervium. Sanctua-

inoltre la dichiara sulfragauea della


tropoli di

me-

rium pars

fuit ecciesiae sacratissima

pe-

SalaminaoSalama,
ss.

illustre pel

iiilissimaque alio nouine Secretarium,

martirio de'

Ammonio

e Alessandro.

Sanctasanclorum, Presbyteriumjel Tri' hniial a latinis noncupata, quam interjectis cancellis

Quanto
bricarla

all'
il

origine della citt, racconta


re

Terzi, che
si

Chalcenore prima

di fib-

a reliqua ecclesia divisara

rivolse all'oracolo di
il

Venere

fuisse

rerum antiquarum scribuut au(s.),

per conoscere

luogo che dovea scegliere,

ctores.

SOLENNE

vescovo di Chartres.

e n'ebbe in risposta che l'edificasse ove il sol nascente percuotesse co'suoi raggi,
fjuiudi l'ubbid e le

Juiialzato alla sede vescovile di Chartres

impose

il

nome

del

SOL
grnn pinnrfn. Neil' Oriciu
chrst.
t.
?.,

SOL
p.

169

dova, e nel 17')^ dichiarato arcivescovo


di Siviglia.

1071 sono
Ili.s.

registrati
I

seguenti vescovi.

Ad

istanza del re Ferdinan-

Ausilio
fu creila

venerato

nel martirologio
ivi gli

romano

19 febbraio e in Bollando,
a'

do VII, il Papa Benedetto


I7"')6 lo

XIV a'5 aprile


dell'

cre cardinale

ordine dei

una chiesa poi


il

tlirocca-

preti, in

la

gii

successe

discepolo Ausibio IF,


s.

premio delle sue grandi virtfi. Imperocch governando la chiesa di Corle

quindi Temistagora fratello di


bio
I,

Ausi-

dova, tra
la fiera
I

altre sue gloriose azioni, per

poi

s.

l*ietro riportalo nel

meno-

logio degli etiopi d'Abissinia a'2 gennaio,

Evagrio

sottoscrisse al concilio gene'

4^ Epifanio fu a quello 4 ^ Stratonico intervenne al 6." concilio generale, al 7. Eustazio, Leon7.io sedeva a tempo di Ger,

rale d'Efeso nel

che afflisse la Spagna nel 753,aliment non solo poveri della diocesi, ma molte migliaia eziandio di (pielli, che dalle prossime citt calavano in
carestia
i

di Calcedonia nel

' j

dalla fame,
tli

Cordova estenuati e pressoch consunti onde si acfptist il bel nome


padre, de poveri.

Quando

pass a Sila

nuiuo II patriarca di Costantinopoli, T