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Nelle riflessioni raccolte in questo volume Gian Carlo Caselli tocca nel vivo l'aspetto centrale della nostra

collana: la questione morale. Il suo punto di vista, probabilmente, riesce a riconsegnare la questione morale per come la intese per primo Enrico Berlinguer nel lontano 1981- alla sua valenza civica. Egli inquadra il problema della moralit non gi nel pi vasto universo dei valori, dei mores o delle istanze etiche, ma nella dimensione concreta della legalit, che ne 1'espressione pi immediata, essendo propulsore di un' organizzazione sociale fondata sulla democrazia e sul diritto. La legalit come questio9

ne morale, insomma. Il rispetto della legge, la stessa organizzazione e funzionalit della giustizia non soltanto come risultanze di un atteggiamento civile nei confronti della collettivi- , t, ma anche e soprattutto come loro base. Senza,"ciyil~non~siste legalit. AlfOstessomoao, sen~a"Tegaiit viri'b'parlare di civilt. Il ribiiHamento dei termni non un esercizio retorico: serve a ribadire che il 010 della magistratura e ~JllC~iusfu:: u~ essere a un tem o causa.! etto di ciVita~ Qualora lo si intenda co~e -effetto: esso subordina il proprio valore a uno Stato che gli assegna l'importanza e la centralit che gli pertengono; qualora lo si intenda come \ caus4, finisce pe!:jiventare un'iR.tanza decisiva anche er la definizione e conservazione stesse dello tato. Il compito della giustizia equello di far rispettare la legge,_~a il se:,!so ultimo della giustizia rappresentare la legge. In questo senso la magistratura non soltanto un organo fra i tanti, ma quello tenuto a esprimere, in filigrana, il grado di civilt di un
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Paese. Minata la magistratura nella sua indipendenza e autonomia minato il Dna medesimo dello Stato, la cui sovranit politica perde cos l't= nica EQssi15iTeforma al con rono cne necretermrDa-~a legittitpit aemocra~..: Sottratta -aunPaes--eu'"na giustizia "giusta", efficiente e indipendente, la questione morale non ha pi ragion d'essere. Nessuna speculazione intorno a essa pu infatti reggersi altrimenti che sul fondamento dell' ordinamento giudiziario, che ne definisce, nella concretezza della vita civile, i caratteri e la natura . .L'incontro che ho avuto con Caselli mirava in primo luogo a riconoscere la logica di questo ribaltamento di prospettiva. A un certo punto non ho esitato a chiedergli, quasi a saggiare la sua fermezza, se in determinate circostanze, qualora la magistratura si trovi aggredita - come in tempi recenti accaduto - il singolo magistrato nella sua responsabilit di cittadino non sia tenuto a obbedire a imperativi morali che lo chiamino, secondo la famosa formula di Borrel11

li, a resistere, resistere, resistere anche contro gli stessi rappresentanti dello Stato che dovrebbero garantirlo nella sua azione. In altre parole: se uE.:m,:gis~ato non debb~~.~_<2-.ll1ar. grad,i~rge u ruo o e ucativo di richiamo.calla.cvilt, e .al -ox ine rr!gJii~.C:aselli ha rispo;to- con la consueta misura, ma soprattutto ha ricordato che nessuno esente da re- . sponsabilit di fronte alla collettivit. Personalmente mi sentirei di aggiungere che, se ancora servisse ribadirlo, il pretestuale richiamo al rispetto dei ruoli che alcune figure hanno assunto nell'Italia di oggi a proprio usbergo, si mostra spesso come escamotage per sottrarre, a chi avrebbe titoli per ricordarci gli assunti primari di una civilt, il semplice diritto di parlare. Aggiungerei che anche i fenomeni della cosiddetta antipolitica, come le sortite dei comici militanti", hanno identica legittimit di essere. Nulla pi 12erniciosodel fal_o oITlei.ar to -delIa-"':-oliticLZzazfone" uando a scl!d~.Ie Ju_camp.o_sono_. ~ste~e i persone che il Paese ha incivilmente ... ~.
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pers~g~ attraverso calunnia, diff.qm.azione, os 'ra'c?s'mOe'Enstfm. Non esiste magiStratura po1iticizzata quando il suo richiamo alle reole di una civilt. Esiste viceversa olitica de olitCIZza quando il suo o iettivo la contra_a_z;ion~JJei fatti, delle verit 'processuali, dclle notizie provate e della natura delle sentenze. In una condizione di normale convivenza civile, Caselli avrebbe potuto riflettere sul ruolo istituzionale che la giustizia chiamata ad assumere. In condizioni di normalit precaria ha dovuto invece ribadire prima di tutto che la sostanza del problema proprio l'anormalit che insidia sul nascere, propaganda dopo propaganda, ribaltamento logico dopo ribaltamento logico, la stessa condizione di normalit. Si tratta dunque non gi di un richiamo all' ordine, alle regole, al rispetto del diritto e della democrazia, ma in primis alla normalit. A quella normalit che, essendo cos disinvoltamente confusa con il giustizialismo, ha finito per smarrire i suoi connotati origina13

ri e fare dello stesso Caselli - invece del pi normale fra gli italiani - uno stravagante "puro folle" con lo strano capriccio per la legalit. Marco Alloni