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Matteo Nobile

20120609

Mercati Weekly 20120609 Rebound Number 1 Dopo aver visto l'abisso, il primo di giugno, con l'indice Euro Stoxx 50 a scendere sotto 2050 (ad una cinquantina di punti dai minimi dell'estate 2011 e un 21% sotto i massimi di met marzo), i mercati provano a mettere in scena un rimbalzo. I catalizzatori del rimbalzo non sono per una nuova soluzione per la Grecia, non sono un tesoro nascosto trovato in una castello spagnolo o una vena d'oro emersa dal terremoto italiano. Si tratta ancora una volta, per lo pi, di speculazioni e speranze. Il primo forte segnale arriva comunque dall'intervento della banca centrale cinese che finalmente mette mano al portafoglio in modo tradizionale, abbassando i tassi di 25 basis. La speranza che FED e BCE seguano l'esempio, ma tanto Draghi quanto Bernanke sorprendono un po' i mercati dicendo chiaramente che la soluzione del problema solamente politica, non una questione di liquidit nel sistema interbancario (che invece si continuer a sostenere). Paradossalmente, i messaggi vengono letti al rovescio: si pensa che la Cina possa stare peggio del previsto, e che il taglio cinese sia precursore di dati negativi, mentre che la non-manovra delle banche centrali europee e USA siano indicatori di un rinnovato obbligo decisionale da parte dei politici statunitensi e del vecchio continente.

Equity World Europe USA Emerging Govi USA 2y USA 10y EU 2y EU 10y Risks iTraxx 5y CrossOver 5y Financial 5y VIX Currency EURUSD USDCHF USDJPY GBPUSD EURCHF Comm Commodity Precious Industrial Energy Agri

ultimo settimana 1188.860 3.11% 83.530 2.89% 1264.950 3.70% 905.170 1.27% ultimo settimana 0.266 0.020 1.635 0.183 0.043 0.031 1.329 0.157 ultimo settimana 176.326 -8.059 696.112 -40.747 279.791 -22.710 21.230 -5.430 ultimo settimana 1.252 0.67% 0.960 -0.67% 79.490 1.88% 1.547 0.72% 1.201 0.01%

mese -4.31% -4.01% -2.23% -6.78% mese 0.012 -0.205 -0.047 -0.213 mese 20.076 3.779 13.852 1.340 mese -3.75% 3.90% -0.48% -4.23% 0.02%

ultimo settimana mese 259.032 1.57% -4.41% 242.216 -1.51% -0.08% 145.805 0.24% -5.97% 79.305 0.46% -11.18% 74.379 4.91% -3.36%

Non mancano in effetti i problemi da affrontare: oltre che alle solite problematiche greche, sale la tensione (e le notizie negative) sul mercato spagnolo dove il salvataggio di Bankia ha aperto il vaso di pandora, portando alla luce la debolezza del sistema bancario che, a quanto si dice, necessita di parecchie decine di miliardi di ricapitalizzazione, soprattutto ed in particolare sulle banche non aperte al sistema internazionale (Santander, BBVA, ). Si annunciano comunque appuntamenti telefonici, incontri e quant'altro: presupposto del fatto che si possa stabilire un piano d'azione ancora pi vasto (dicesi: unit fiscale). Dopo la totale incertezza, la possibilit che si possa fare chiarezza viene comunque letta in modo positivo dai mercati con una reazione di fatto molto congruente. Le asset classes rischiose riescono a salire, sia nel mondo azionario che in quello delle materie prime industriali (con meno vigore per, la Cina resta un punto interrogativo). Gli indicatori di rischio, sia azionari che di credito si rilassano un po', mentre i tassi di interesse su bund e treasury salgono un pochino. Il bund decennale in effetti aveva toccato un nuovo minimo di sempre a 1.12% il primo di giugno ed ora tornato in area 1.33%, dopo aver raggiunto 1.41% durante la settimana. Nel weekend dovrebbero esserci ulteriori segnali di accordi, piani, magari qualche mezza decisione, mentre le elezioni greche (punto di svolta) sono previste settimana prossima. Seguiranno quelle per il parlamento francese e il FOMC della FED. Politica, politica, politica.

Matteo Nobile

20120609

Considerazioni un nuovo 2008-2009 ? Dopo un ribasso del 60% tra il 2007 e marzo 2009, l'indice euro stoxx 50 risal del 66% fino al gennaio del 2010. Purtroppo le percentuali geometriche danno un risultato finale ben negativo di (1-60%)(1+66%) -1 = -33%, ma vedersi perdere 60% molto peggio che non perdere il 33%. Qualcuno inizia a chiedersi se il -20% tra marzo e inizio giugno 2012 non possa generare un rimbalzo importante, magari come quel +28% dopo la discesa tra febbraio e settembre 2011. Certo, tutto possibile. Va per compreso che il rimbalzo del 2009 fu generato, fondamentalmente, da un massiccio intervento della FED (i piani TARP e seguenti) e addirittura da un cambiamento normativo che permise alle banche di contabilizzare gli asset tossici a prezzo di modello invece che a prezzo di mercato (mark to model invece che mark to market). Il rimbalzo del 2011 fu invece generato da un massiccio intervento della BCE con il primo (e secondo) piano di rifinanziamento delle banche LTRO. In entrambi i casi, fu corretto un problema contingente, legato al funzionamento del sistema finanziario stesso, non il problema sottostante. Il sintomo del problema l'eccessivo debito. Il problema l'enorme disequilibrio tra paesi produttori, soprattutto emergenti (in surplus) e paesi consumatori (in deficit). Fintanto che non si riuscir ad iniziare a ribilanciare questo disequilibrio, non vedremo altro che volatilit sui mercati finanziari. Di fatto, il fiscal compact della Merkel diventa un sistema per contrastare l'incremento questo disequilibrio. Meno gli stati potranno continuare ad indebitarsi (e a indebitare i cittadini), meno questi potranno consumare, soprattutto cose magari non produttive in arrivo da altri stati. Dall'altra, i piani per la crescita richiesti a gran voce, sono la stessa operazione, ma sull'altro piatto della bilancia: si torni a produrre negli stati in deficit, magari vendendo il prodotto agli stati in surplus. Quale sia il livello di equilibrio finale, difficile, se non impossibile, saperlo. Tantomeno facile definire quando questo nuovo stato di equilibrio sar raggiungibile. Sappiamo anche che le risorse del pianeta molto probabilmente non saranno in grado di sostenere un tasso di consumo USA (o anche solo europeo) esteso a tutta la popolazione mondiale. Piani per la crescita legati ad un consumo sostenibile sono quindi probabilmente una buona via e potrebbero essere anche un buon meccanismo per contrastare il minor costo produttivo in altri paesi: o il prodotto rispetta determinati standard, oppure non pu essere venduto/deve pagare determinate aliquote. Forse il prossimo iPad coster il doppio di quanto non costi ora... ci toccher farcene una ragione.

Matteo Nobile

20120609

Fondi
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08.06.2012 09.06.2012 07.06.2012 06.06.2012 07.06.2012 07.06.2012

08.06.2012 07.06.2012 07.06.2012 08.06.2012 08.06.2012

Nota: i fondi sono presentati solo a scopo indicativo e non rappresentano una proposta di investimento. Come spesso accade, nei momenti di flessione di mercato gli strumenti a gestione attiva faticano a seguire gli indici e sono possibili distorsioni (o delusioni). Purtroppo non dato sapere se quello che stiamo vivendo davvero un punto di flessione e inversione... lo sapremo solo tra 2-3 settimane. Obbligazionari Mano mano che sale il rischio, i fondi fanno peggio. Se la cavano solo i fondi sui paesi emergenti, soprattutto quelli con esposizione in valuta locale. Total return Diventa evidente l'esposizione del Templeton ai mercati emergenti, rispettivamente quella del pimco alle curve di tasso governative. Il rimbalzo di Templeton davvero imponente. Bene anche il Flex, pleiade e JB. Azionari FAST riesce a seguire l'indice, carmignac fatica un po di pi (probabilmente a causa della sua forte esposizione al dollaro). Le commodities sono miste e il nuovo ribasso dell'oro colpisce lo schroder: -12% in 3 mesi uno dei peggiori risultati, assieme ai mercati emergenti. Asimmetrici Stimando i dati di venerd, il Dynamic European market sale di 0.7%. A gioved sera le convertibili erano a +0.44%, mentre a venerd, il future dei dividendi era salito di 1.5%.