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PECCATO

PERDONO
2. Parte

La punizione dei peccati – La colpa dei padri –


Il perdono dei peccati – Il peso nell’aldilà

Una Selezione dalle Nuove Rivelazioni


tramite
Bertha Dudde

Febbraio 1999

1
Peccato e Perdono

Questo Libretto contiene una Selezione dalle Nuove Rivelazioni tramite la Parola Interiore
di Bertha Dudde secondo la Promessa in Giov. 14, 21

Chi ha i Miei Comandamenti e li osserva, egli Mi ama. Ma chi Mi ama, viene amato dal
Padre Mio, ed IO lo amerò e Mi rivelerò a lui. (Giovanni 14, 21)

Questi scritti sono ultra confessionali !


Questi scritti non vogliono far abdicare da alcuna appartenenza religiosa e nemmeno
attirare a nessuna associazione religiosa. Hanno unicamente lo scopo di rendere
accessibile per gli uomini la Parola di Dio che EGLI ci dà nei tempi di oggi –
come da Sua Promessa in Giovanni 14,21 .

Questi Scritti vengono distribuiti gratuitamente.


Tutti coloro che desiderano ringraziare
sono invitati di pregare, in particolare per le anime
che ne hanno più bisogno.

Pubblicato dagli Amici della Nuova Rivelazione.

Responsabile per la Pubblicazione:

Ingo Schneuing
Flörekeweg 9, D- 21339 Lüneburg (Germania)
Tel.: +49 (0)4131 32589
www.berthadudde.de

Traduzione di Ingrid Wunderlich


Revisione di Vincenzo Manzoni

Si possono ottenere gli Scritti gratuitamente soltanto su floppy dischetto da:

Ingrid Wunderlich
Corso Roma, 10/1
10024 MONCALIERI TO
Tel. 011 – 640 51 89

Vincenzo Manzoni
Via Don Minzioni, 24
48024 MASSA LOMBARDA RA
Tel. 0545 - 81392

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INDICE

B. D. Nr. Cap.

4374 Il diluvio universale – Il tempo della fine – La risalita mondana 1

La punizione dei peccati

4510 Giustizia – L’espiazione per i peccati – Il Giudizio 2


2390 La retribuzione, mezzo d’espiazione e d’educazione – Il consenso
per la cattiva azione è peccato 3
3321 L’Ultimo Giudizio – La punizione per i peccati e l’Atto di Grazia 4
4009 Dio un Giudice mite, ma giusto – L’espiazione sulla Terra 5
6242 La punizione per i peccati? La sorte per propria colpa 6

Gli effetti della colpa dei peccati dei padri sui figli

3315 La remissione della colpa dei peccati tramite i figli ed i figli dei figli 7
4618 I peccati dei padri si rivendicano sui figli 8
6691 L’ossessione – La colpa dei peccati dei padri 9
8296 Dio punisce i peccati dei padri ai figli? 10

Sulla confessione e culti religiosi di pentimento


Il perdono dei peccati tramite gli uomini

0444 Il Perdono dei peccati 11


0445 Il Perdono dei peccati 12
1482 Il Perdono dei peccati – L’infallibilità – Azioni schematiche 13
3297 Rimettere o ritenere i peccati – I discepoli di Gesù 14
4166 L’Atto del Perdono dei peccati – Gesù Cristo come Redentore 15
8373 “Ai quali voi rimetterete i peccati…” 16

Il Perdono dei peccati

5428 “Rimettici la nostra colpa…” 17


5261 Il Perdono dei peccati 18
5262 Il Perdono dei peccati 19
7442 Il Perdono dei peccati tramite Gesù Cristo 20
8647 Il Perdono tramite Gesù Cristo – L’aumento del grado d’amore 21

Gli effetti del peso dei peccati nell’aldilà

3307 La grandezza della colpa impedisce l’ingresso nell’Aldilà – La Rilegazione 22


3909 Il peso del peccato nell’Aldilà – L’espiazione o Perdono 23
4081 Il pentimento dell’anima nell’Aldilà 24
4888 I morti risorgeranno – La colpa dei peccati 25
6220 Estinguere la colpa “fino all’ultimo quattrino” 26

Non esiste nessuna “Dannazione eterna”

5593 Dio non condanna, ma vuole salvare 27

3
6155 Non esiste nessuna eterna dannazione 28
7910 La dottrina della dannazione è una dottrina d’errore 29
3691 Miseria ed afflizione per la purificazione dell’anima 30
5379 L’Amore misericordioso del Padre nei confronti dei caduti 31
9030 Avvertimento dal cambiare la Parola di Dio

4
B. D. Nr. 4374 1 13. 07. 1948
Il diluvio universale – Il tempo della fine – La risalita mondana

1. Come al tempo del diluvio universale, così sarà anche poco prima della fine. Gli uomini
saranno dediti a tutti i godimenti mondani, gioiranno delle loro brame e vizi corporei,
condurranno un modo di vivere scostumato ed immorale e non rivolgeranno nessun
pensiero verso l’Alto, verso l’Uno, Il Signore sul Cielo e sulla Terra, perché non avranno
più nessuna fede.
2. Ci sarà un basso stato spirituale come non era mai stato raggiunto sin dall’inizio di
questo periodo di sviluppo. Staranno di fronte ai pochi credenti ridendo e bestemmiando,
li attaccheranno, li perseguiteranno e negheranno loro tutto ciò che questi necessitano
per il loro mantenimento di vita. Ma loro stessi sguazzeranno e gozzoviglieranno,
vivranno ed ameranno, ma il loro amore sarà invertito, il loro modo di vivere sarà
sbagliato, perché sono dei servitori del diavolo, che nell’ultimo tempo popoleranno la
Terra, e la dissoluzione preparerà soltanto la fine ad uno stato, che non permette più
nessuno sviluppo verso l’Alto agli uomini.
3. E’ un tempo del peccato, come non può più essere immaginato peggiore. Dio sarà
totalmente respinto, e si cercherà di togliere la vita a coloro che credono in Lui e Dio
Stesso finirà questo tempo, e verrà l’ultimo Giorno all’improvviso ed inaspettato, in
mezzo al delirio di gioie del mondo, nel quale gli uomini vivono nell’ultimo tempo.
4. Perciò sarà riconoscibile un‘apparente risalita, agli uomini viene offerto di tutto
mondanamente, il desiderio per il mondo sarà ultraforte, ed ognuno concederà a sé
stesso senza scrupolo ciò a cui tendono i suoi sensi; sarà una lotta del forte contro il
debole, e vincitore sarà colui che, privo d’amore, si approprierà di ciò che non gli spetta,
perché ha Satana stesso come donatore, che lo favorisce materialmente e lo spinge
all’accresciuto godimento della vita. Il peccato aumenterà e irromperà il Giudizio
quando nessuno se lo aspetta. Perché gli uomini devono essere estirpati dalla Terra,
quando sono arrivati a questo gradino dello sviluppo, perché allora sono diventati i suoi
veri servitori e rinnegheranno totalmente Dio.
5. E poi arriverà l’ora della responsabilità per tutti i peccatori, verrà il Giorno della
Giustizia di Dio, verrà il Giorno del Giudizio per tutti coloro che appartengono
all’avversario di Dio ed il Giorno per la ricompensa per ipochi fedeli a Dio, che
perseverano e non sono caduti vittima del mondo, com’è annunciato tramite la Parola e
la Scrittura. Un periodo di sviluppo sta finendo, perché l’umanità è matura per la fine.
Amen.

La punizione per i peccati

B. D. Nr. 4510 2 13. 12. 1948


La Giustizia – L’espiazione per i peccati – Il Giudizio

1. Gli uomini provocano la Mia Giustizia, perché continuano a peccare. Sono impazienti
oltre ogni misura, non hanno nessun amore nel cuore, sono pieni di arroganza, pieni di
brame sensuali, sono senza sensibilità per il prossimo, pieni di gelosia ed invidia ed a
causa del loro disamore capaci alle peggiori azioni. E così peccano contro il Mio
Comandamento dell’amore per il prossimo e contro Me Stesso, il Quale ho dato loro
questo Comandamento.
2. Ma chi infrange il Mio Comandamento dell’amore, perde il Mio Amore, si allontana da
Me e s’indurisce sempre di più, finché lo accolgo di nuovo nel Giudizio, cioè finché si

5
svolge nuovamente la Nuova Rilegazione nella materia. Allora alla Mia Giustizia è fatta
l’espiazione, ma l’uomo stesso si è giudicato, soltanto la Mia Legge dall’Eternità è alla
base di questo procedimento, che con ragione potrebbe essere chiamato un castigo, se
non rappresentasse contemporaneamente un efficace mezzo di educazione, quindi non
lasciasse irradiare sempre di nuovo il Mio Amore allo spirituale creato, quindi non è mai
da considerare come Ira.
3. La Giustizia non esclude mai l’Amore, ma la Giustizia pretende anche l’espiazione,
affinché il peccato stesso venga indebolito. Perché le Mie creature soffrono sotto il
peccato e possono diminuire o sospendere questa sofferenza tramite una giusta
espiazione. Un uomo peccatore quindi si trova nel Giudizio, cioè in uno stato legato che
è sofferto. Deve prestare soddisfazione, viene costretto a fare ciò che non ha fatto
liberamente come uomo, egli deve servire. L’uomo serve liberamente se risveglia in sé
l’amore. I vezzi ed i vizi però respingono l’amore, ed egli cerca di dominare dove
dovrebbe servire, ed il suo pensare ed agire è peccaminoso.
4. E se ora non ci si può più attendere un cambiamento nello stato come uomo, viene messo
in uno stato dove lo spirituale è costretto ad un’attività di servizio, per raggiungere di
nuovo lo stato libero e che possa sostenere la prova della volontà nel servire libero.
Questo cammino di sviluppo è soltanto la Mia Giustizia, ma non fondato nell’Ira, ma
nell’Amore, e viene sempre determinato dall’uomo stesso nella libera volontà, in modo
che egli stesso si precipita nel Giudizio, appena pecca contro il Comandamento
dell’amore per Dio ed il prossimo. Amen.

B. D. Nr. 2390 3 30. 06. 1942


La remissione, mezzo d’espiazione e d’educazione
L’assenso per la cattiva azione è peccato

1. Ogni ingiustizia avrà già sulla Terra la giusta remissione, affinché gli uomini imparino a
riconoscere l’ingiustizia. Perché appena egli stesso deve soffrire per ciò che ha causato
ad altri, si rende conto della sua colpa e può apparire a lui stesso riprovevole. E perciò
questa punizione è contemporaneamente l’espiazione ed il mezzo d’educazione e può
avere una duplice benedizione, perché secondo la Giustizia divina, ogni ingiustizia deve
essere espiata, e dev’essere perché, espiata nell’aldilà, se non viene riconosciuta e se si è
pentito sulla Terra in modo da trovare il Perdono di Dio.
2. La lotta per il predominio, il potere, l’onore e la fama induce l’umanità ad usare dei
mezzi che non possono mai essere chiamati buoni, e così accumula colpa su colpa, che
ora deve anche espiare nella vita terrena in modo giusto, se non deve essere sopportata
indicibile sofferenza nell’aldilà. E questo è pure un motivo per l’afflizione che ora passa
sulla Terra. Con ogni ammissione di una cattiva azione l’uomo si rende co-colpevole.
Quindi non riconosce ancora la sua ingiustizia e perciò deve sopportare la stessa
sofferenza, affinché da ciò giunga alla conoscenza. Perché non soltanto l’atto commesso
è peccato, ma anche l’assenso per lo stesso, perché questo rivela la mentalità dell’uomo,
la spinta al cattivo agire.
3. Ed in questo si trova anche la spiegazione, perché molti uomini sono colpiti da miseria e
sofferenza, benché non siano gli esecutori delle azioni abominevoli. Ma finché non
riconoscono in queste nessuna ingiustizia, la loro mentalità non è buona, e di
conseguenza devono essere educati e sentire nel proprio corpo le conseguenze o gli
effetti delle cattive azioni. Qui la volontà vale come l’azione compiuta ed ha per
conseguenza la remissione, che è contemporaneamente il mezzo d’educazione, per
guidare davanti agli occhi degli uomini la malignità del loro agire e di cambiare così il

6
loro pensare, perché, ogni cattiva azione, produce sempre di nuovo cattive azioni e
queste hanno sempre, per conseguenza, la più profonda sofferenza come giusta
punizione. Amen.

B. D. Nr. 3321 4 07. e 08. 11. 1944


L’Ultimo Giudizio – La punizione dei peccati e l’Atto di Grazia

1. Paura e spavento cadrà sugli uomini in vista della fine e della loro inerzia, perché
eccetto ai pochi fedeli a Dio manca a tutti la fede in un Dio amorevole, saggio ed
onnipotente, nella continuazione della vita dopo la morte ed in un Regno spirituale.
Credono solamente a ciò che vedono, e vedono la fine di ciò e quindi il loro stato è senza
speranza. Hanno valutato troppo alta la vita terrena ed ora riconoscono la loro
impotenza, di prolungarla di soltanto un’ora, e l’imperfezione delle loro anime procura
loro una terribile paura, perché temono la morte. Sentono inconsciamente che l’anima va
incontro ad uno stato oltremodo tormentoso, che per l’anima non esiste nessun
annullamento, e nella loro imperfetta maturità dell’anima devono perciò temere la fine
oppure giungere alla fede.
2. L‘uomo credente guarda alla fine con calma dato che si sa protetto, finché vive sulla
Terra, e nemmeno la vita dopo la sua morte lo spaventa, dato che per lui è la vera Vita
che gli era scopo e meta della vita terrena; ma l’ultimo tempo sarà spaventoso, perché
tutte le forze dell’oscurità si raduneranno ed infurieranno contro il luminoso sulla Terra,
per tirarlo giù nell’oscurità. I credenti giungono nell’oppressione più estrema, da cui la
morte sembra loro come la salvezza e perciò, bramano l’ultima ora, attendono pazienti la
chiamata da questa Terra e sperano nella Venuta del Signore, che precede l’ultimo
Giudizio e da questo attingono la Forza per la resistenza.
3. Ma Satana infuria, finché sarà venuta l’ultima ora, gli uomini si superano in crudeltà e
procedono in modo inaudito contro i credenti. Allora li raggiunge il Giudizio, delle
fiamme si sprigionano dalla Terra e consumano tutto ciò che afferrano e gli uomini
vedono la morte davanti agli occhi alla quale non possono sfuggire, ma la loro miseria e
paura non bilancia la misura dei peccati che hanno caricato su di sé nel tempo della
persecuzione contro i fedeli di Dio, perché questa misura è ultracolma e può essere
rimessa soltanto attraverso la Rilegazione nella solida materia, che l’essenziale espia in
questa colpa attraverso un lungo tempo nella prigionia. Nessun uomo sfuggirà al suo
destino, che egli stesso si è creato mediante il suo modo di vivere.
4. La paura ed il terrore saranno ultragrandi per i colpevoli, ugualmente ultragrande sarà la
beatitudine per i credenti nell’Arrivo del Signore, ed ogni miseria sulla Terra avrà una
fine per lungo tempo. Gli uomini non possono farsi nessuna idea del procedimento che
si svolgerà nell’ultimo Giudizio. Il Potere di Dio punisce tutto ciò che Gli è avverso.
Satana stesso verrà legato e con lui tutte le forze che gli erano succube e la Terra sarà a
quel tempo un luogo di diavoli viventi, totalmente nel potere del loro signore, ma loro
non lo hanno seguito costretti, ma liberamente e perciò sono anche tutti avversari di Dio,
che ora sentono l’Ira di Dio. Devono espiare per la loro peccaminosità, devono prendere
su di sé indicibili supplizi, perché si trovano nell’estrema lontananza da Dio e questa,
significa totale assenza di forza e la più dura prigionia, uno stato che è
inimmaginabilmente tormentoso per lo spirituale una volta pieno di Forza, che si poteva
muovere in libertà, dato che non perde la consapevolezza dell’esistenza.
5. Ciononostante, anche questo Atto della Rilegazione nella solidissima materia è un Atto
di Grazia di Dio, per aiutare ancora questo spirituale alla liberazione, per dargli la
possibilità di raggiungere di nuovo lo stato Ur, ma la grandezza della colpa di peccato
determina anche la misura dei tormenti; i tormenti sono bensì una punizione,

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un’espiazione per i peccati, ma contemporaneamente, un mezzo di miglioramento, un
mezzo per il cambiamento dello spirituale totalmente distante da Dio in esseri che
tendono verso Dio.
6. Questo mezzo, è di una tale durezza che appare crudele agli uomini ma, è colpa
dell’umanità stessa se nell’ultimo tempo, su questa Terra, lo spirituale, che nel suo
sviluppo spirituale si trova già nello stadio della libera volontà, retrocede nello sviluppo
nell’abisso più estremo, malgrado ogni Aiuto prestato da Dio Che vorrebbe preservarne
lo spirituale. Gli uomini deridono con sarcasmo l’Amore di Dio, non badano alle Sue
Parole, né alle parole dei Suoi servitori e profeti, con indifferenza lasciano passare a sé
tutti gli avvenimenti terreni; la loro volontà si rivolge verso il basso, verso colui che
combatte contro Dio e così diventano come lui. Questo può aver per conseguenza
soltanto una totale Rilegazione da Parte di Dio, e questa totale Rilegazione è sempre uno
stato del massimo tormento, perché soltanto la vicinanza di Dio rende l’essere felice e la
lontananza da Dio contraddice assolutamente allo stato Ur dell’essenziale.
7. Se Dio vuole dare ora all’essenziale l’occasione di ritornare di nuovo a Lui, allora questo
deve assaporare i tormenti della lontananza da Dio, affinché cambi nella propria volontà
e tenda nuovamente a Dio. Inizialmente è però così contrario a Dio, che non ha questa
volontà, e perciò il soggiorno nella solida materia dura dei tempi infinitamente lunghi.
Ma Dio sa il perché e, quando la caparbietà della volontà comincia a cedere, allora Egli
allenta anche l’involucro dello spirituale e questo, tanto più velocemente quanto più lo
spirituale si dimostra cedevole nella forma.
8. Questa è l’unica via sulla quale lo spirituale può di nuovo giungere nello stato della
libera volontà, che lo pone ora di nuovo davanti alla decisione, perché questa deve essere
emessa nella totale libertà della volontà. Quindi anche il futuro Giudizio è soltanto un
Atto della riconquista dello spirituale, benché sia allacciato con una dura espiazione per
la misura dei peccati, che gli uomini caricano su di sé nell’ultimo tempo prima della fine.
9. Su questa Terra non esiste più uno sviluppo verso l’Alto, quindi un cambiamento della
volontà, e perciò ogni forma di vita viene terminata. Inizia nuovamente un tempo
nell’unione con Dio e dell’assenza di colpa per i pochi che Dio toglie dalla Terra prima
della fine, i quali Lui ha destinati per la procreazione della razza umana, dopo che a tutti
gli altri uomini è stata tolta la vita corporea, quindi i pochi uomini buoni rimasti fedeli a
Dio non possono più essere oppressi. Perché questa è la fine, che Dio separa il bene dal
male, che Egli ricompensa i buoni e punisce i cattivi, che i primi possono condurre una
vita paradisiaca sulla nuova Terra e gli ultimi vengono condannati ad una prigionia
infinitamente lunga. Amen.

B. D. Nr. 4009 5 27. 03. 1947


Dio un Giudice mite, ma giusto – L’espiazione sulla Terra

1. E’ la Giustizia di pareggio di Dio, che quegli uomini che vogliono del male agli altri,
vengono sovente puniti con lo stesso male e che devono ancora espiare sulla Terra ciò
che si sono caricati come colpa di peccati. Ma è comunque nuovamente una Grazia,
quando viene data loro sulla Terra la possibilità dell’espiazione e che non devono
portare con loro tutto il peso della loro colpa nel Regno dell’aldilà, dove è molto più
difficile liberarsi della colpa. Sulla Terra la punizione può fargli riconoscere l’ingiustizia,
possono pentirsene e perciò espiare con più facilità, mentre nell’aldilà il riconoscere è
molto più difficile ed attraverso dei tormenti possono diventare sempre più caparbi.
2. Ma l’uomo non ammette e non sempre si pente della sua ingiustizia, ma a volte intende
danneggiare ancora di più di il prossimo, benché egli stesso abbia da sentire l’effetto
della cattiva volontà. Ma allora è indurito e porta con sé la sua colpa nel Regno

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dell’aldilà. Questo deve essere premesso, per poter ora comprendere del perché
infinitamente tanti uomini hanno da portare una grande sofferenza nel tempo della fine,
del perché nella miseria più amara sovente non ricevono nessun aiuto da parte dei
prossimi, perché anche loro erano insensibili nella miseria del prossimo in tempi dove
potevano aiutare, se non fosse mancata loro la volontà.
3. E se pensano ai loro peccati ed omissioni ed esercitano su sé stessi la più aspra critica, se
ora riconoscono sé stessi e si pentono della loro ingiustizia, la punizione sarà per loro
sopportabile e la loro colpa può diventare minore già sulla Terra, ed allora anche il
tempo di miseria è di benedizione per costoro, perché a loro ha portato la Grazia,
possono seriamente pensare su di sé, ammettere la loro ingiustizia di fronte a Dio e
chiedere a Lui il Perdono ed allora la grandezza della colpa diminuirà davvero, perché
Dio E’ un Giudice mite, e dove Egli vede che l’uomo si pente della sua ingiustizia,
riduce la punizione e gli perdona ma, senza l’ammissione della sua colpa non può
trovare il Perdono, perché Dio E’ ben un Giudice mite, ma giusto. Amen.

B. D. Nr. 6242 6 21. 04. 1955


La punizione per i peccati? La sorte per propria colpa

1. Nessuno si può sottrarre alla punizione per i suoi peccati, perché l’uomo crea a sé stesso
tramite i suoi peccati, uno stato che è tormentoso per lui. Non Io lo punisco per i suoi
peccati, ma secondo la Legge dell’eterno Ordine ogni azione, ogni pensare ed agire sbagliato
ha il suo effetto, e gli uomini stessi si creano proprio questo effetto che sentono però come
tormento, come punizione, che corrisponde comunque sempre soltanto alla Legge
dell’eterno Ordine. E perciò sono inimmaginabili la miseria ed il tormento ai quali vanno
incontro gli uomini che conducono una vita peccaminosa, che Mi deridono e Mi
scherniscono, che credono di poter trascinare nell’escremento tutto ciò che è Divino, Puro,
senza dover pentirsene. Loro accumulano peccato su peccato e saranno inorriditi quando si
troveranno davanti all’effetto che avrà su di loro la propria mancanza.
2. Ma non si possono sottrarre al Verdetto del loro Giudice. Io non posso ricompensarli
diversamente di come loro stessi lo hanno voluto, Io posso soltanto ricompensarli in base
alla loro vita ed alle loro azioni, e perciò dovranno subire molti tormenti. E si possono
considerare felici se vengono chiamati ancora sulla Terra per l’espiazione della loro
colpa di peccati, quando ancora sulla Terra devono soffrire, prima che vengano
richiamati dalla Terra. Perché sulla Terra possono giungere ancora all’ammissione, sulla
Terra possono ancora riconoscere i loro peccati e ritornare sulla via che hanno percorso
finora. Nel Regno dell’aldilà però il riconoscimento della loro colpa è sovente da
aspettarselo dopo un tempo infinitamente lungo, perché un uomo peccaminoso entra nel
Regno dell’aldilà in una condizione di spirito totalmente oscurato e ci vuole molto
tempo prima che possa chiarire i suoi pensieri e si penta del cammino terreno della sua
vita, perché è senza Luce e senza Forza, ma percepisce ogni tormento che lui stesso si è
preparato.
3. Chi rappresenta Me come un Dio punitivo, non conosce la Mia Legge dell’eterno
Ordine, altrimenti non potrebbe mai parlare così. Perché il Mio Amore cerca di
preservare tutti gli uomini dalla sorte che si preparano loro stessi e che non può mai
essere chiamata beata. Ed Io faccio davvero tutto per renderlo facile agli uomini. Ma se
loro stessi non vogliono, se non si lasciano guidare da Me ed agiscono male per la
propria volontà, allora devono anche prendere su di sé le conseguenze, ma non possono
mai dire che Io ho preparato loro la sorte che loro stessi si creano, perché Io so dei
terribili tormenti e tento di tutto per distogliere questi tormenti dagli esseri.

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4. Ma IO non vi tolgo la libera volontà. E chi pecca, deve portare anche le conseguenze del
peccato, perché questo corrisponde alla Mia Legge dell’eterno Ordine. Degli uomini
possono bensì agire disamorevolmente e preparare dei tormenti ai loro prossimi, ma Io
Che Sono l’Amore Stesso, intendo sempre soltanto preparare anche delle Beatitudini,
ma dove la volontà dell’uomo non lo permette, là non può mai esistere la Beatitudine.
5. Questo accade perché il desiderio anti divino crea anche una sorte anti divina, una sorte
di estremo tormento ed oscurità, una sorte della più amara prigionia, uno stato della non-
libertà ed assenza di Forza, che è sempre la conseguenza, l’effetto del peccato e perciò si
è procurato le punizioni l’essere stesso, il quale ha vissuto sulla Terra contro il Mio
Ordine dall’Eternità. Amen.

Gli effetti della colpa dei peccati dei padri sui figli

B. D. Nr. 3315 7 02. 11. 1944


La remissione della colpa dei peccati tramite i figli ed i figli dei figli

1. La conseguenza del peccato è anche la sua punizione. Questo è da comprendere così che
ogni peccato ha le sue conseguenze, che ha di nuovo un effetto rovinoso sul peccatore,
perciò si può parlare di una giusta punizione. Questa punizione però non è poi emessa da
Dio sull’uomo, ma egli stesso l’ha attirata su di sé, perché ne ha dato il diretto motivo.
2. L’effetto del peccato però può anche farsi aspettare per un tempo più lungo, ma arriva
inevitabilmente, soltanto che poi non colpisce solo l’uomo stesso, ma anche i suoi figli d
ie figli dei figli, e quindi, costoro devono subire una punizione, che era stata commessa
generazioni addietro. Questa è una apparente ingiustizia di Dio, ma allora si tratta
sempre di anime, che hanno bisogno di condizioni di vita particolarmente difficili per la
loro maturazione e che si sono scelti per la via della loro vita delle condizioni di vita
particolarmente difficili. Loro portano una sofferenza quasi immeritata e sono anche in
contatto spirituale con le anime di coloro che hanno causato questa sofferenza. Vengono
quindi influenzati da quelle anime di rimettere una colpa che ha seguito costoro nel
Regno dell’aldilà e per la cui estinzione nell’aldilà richiede un tempo oltremodo lungo. E
Dio accetta l’espiazione dei figli e dei figli dei figli.
3. Se l’uomo può rimettere da sé la sua colpa sulla Terra, allora esistono innumerevoli
possibilità, cioè l’uomo deve fare i conti con le conseguenze del peccato; in certo qual
modo deve soffrire lo stesso destino che ha causato ad altri, dovrà sopportare la
sofferenza, che ha inflitto ad altri; il peccato nei suoi effetti colpirà sempre di nuovo lui
stesso, e non se ne potrà difendere, ma allora, risparmia ai suoi posteri tutte queste
sofferenze di cui egli stesso è colpevole. Ma se entra con questa colpa nel Regno
dell’aldilà, non vi troverà riposo, finché non avrà di nuovo indotto, mediante l’influenza
mentale, gli uomini sulla Terra che gli stavano vicino, di espiare sulla Terra il suo
peccato d’un tempo, il quale causa poi a costoro un destino terreno che fa riconoscere
chiaramente i peccati dei padri.
4. L’espiazione dei figli e figli dei figli per il peccato commesso viene accettato, per
risvegliare negli uomini il sentimento della responsabilità, appena sottovalutano la
grandezza di una colpa. I peccatori nell’aldilà soffrono dei tormenti enormi, quando
vedono espiare gli uomini sulla Terra per la loro colpa, e perciò la colpa viene espiata
doppiamente e rispettivamente rimessa più velocemente, come viceversa un uomo, che
conosce i peccati dei suoi padri, non porta così pesantemente la punizione, perché gli
appare giusta e la sua anima giunge così più velocemente alla maturità sulla Terra.
5. Per un peccatore però è oltremodo facile privarsi della sua colpa, se la rimette nella
profonda fede in Gesù Cristo ai Suoi Piedi, se Lo prega intimamente per il Perdono,

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dopo essersi seriamente pentito e si sforza di migliorarsi. Allora mancheranno anche gli
effetti dei suoi peccati, non avrà da temere che la sua colpa debba essere rimessa dai suoi
posteri. Sarà libero dalla sua colpa per via di Gesù Cristo, il Quale è morto sulla Croce
per i peccati degli uomini. Amen.

B. D. Nr. 4618 8 19. 04. 1949


I peccati dei padri si vendicano sui figli

1. Il peccato dei padri avrà effetto sui figli attraverso delle generazioni. Così vi è stato
insegnato, e da ciò siete sovente arrivati alla contraddizione con la Dottrina in un Dio
dell’Amore e della Misericordia, il Quale perdona al peccatore e gli rimette la sua
punizione, se si pente seriamente. Non potete comprendere che degli uomini debbano
soffrire, i quali loro stessi non sono colpevoli e perciò sono le vittime di coloro che
hanno peccato contro Dio. Ma ciononostante anche lì è all’Opera la Sapienza e l’Amore
di Dio, anche se in un modo a voi non comprensibile, dato che qui l’essere dell’anima
prima dell’incorporazione come uomo dice la sua, perché sceglie da sé un uomo
peccatore per la sua inseminazione nella carne.
2. Queste anime sono particolarmente impulsive, malgrado il loro percorso di sviluppo
infinitamente lungo, malgrado una molteplice e tormentosa riformazione è ancora in uno
stato estremamente imperfetto, non hanno ancora deposta la loro impulsività e tendono
ora istintivamente verso un’anima umana simile a loro, dove sperano di trovare
l’occasione per poter vivere fino in fondo la loro impulsività. Non raramente sono colme
dello stesso desiderio che ha fatto peccare l’uomo, come anche stimolano a questo
sovente appena hanno preso dimora in un corpo (corpo materno) e poi il peccato ha
naturalmente la più forte influenza su un bambino appena nato, per cui ora si parla di
tara ereditaria o dell’eredità di cattive disposizioni.
3. Nessun’anima che ha già raggiunto un certo grado di maturità, arriva in un tale corpo
perché il suo percorso di sviluppo non deve essere ostacolato, quando lei stessa dapprima
ha già comunicato la sua volontà di tendere verso Dio. Ma anche una tale anima gravata
può liberarsi sulla Terra dalle sue disposizioni d’animo, può riconoscere i suoi propri
errori attraverso un destino terreno apparentemente senza esserne colpevole e cercare di
liberarsene e potrà anche ricevere in ogni modo la Grazia, quindi l’Aiuto dall’Alto, per
portare all’esecuzione la sua volontà. Ma tali anime quasi sempre vivono fino in fondo
ed aumentano il peccato dei padri, ma sempre in una certa libertà della volontà, perché
non viene esercitata nessuna costrizione su di loro. Ma loro stesse si credono di stare
sotto la costrizione e così cercano di rifiutare ogni responsabilità, non conducono la
minima lotta con sé stesse, perciò soccombono ad ogni tentazione alla quale però
potrebbero resistere se soltanto lo volessero.
4. La volontà però sin dall’inizio dell’incorporazione è incline al male, e questa volontà ha
scelta da sé stessa la forma che doveva diventare portatrice dell’anima, che però non
esclude mai che l’anima ora come uomo può rendere attiva la volontà e liberarsi dal
peccato, che perciò un anello della catena viene spezzato ed anche la colpa dei padri può
essere estinta da un tale figlio. Perché la volontà di un uomo impulsivo è in sé forte, è
soltanto orientata male. Ma quando viene rivolta nella giusta direzione, allora può anche
vincere su tutto e perciò essere un salvatore del suo antenato e diminuirgli la sofferenza e
la miseria nell’aldilà. Amen.

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B. D. Nr. 6691 9 17. 11. 1956
La possessione – La colpa di peccato dei padri

1. Ogni uomo è stato provvisto da Me con i Doni che gli garantiscono la maturazione verso
l’Alto della sua anima, anche se sembra deformato corporalmente o spiritualmente per
natura. L’anima in ogni uomo è nel grado di maturità, che permette una incorporazione
sulla Terra. Ora però possono prendere possesso del corpo di un uomo che proviene
dall’abisso, che è anche riconoscibile esteriormente, quando un uomo compie delle cose
che sono totalmente contro il Mio Ordine, mentre la vera anima dell’uomo non è
partecipe, soltanto che non può difendersi contro queste forze, che respingono lei stessa
e che commettono il loro abominio nell’involucro umano.
2. Che Io ammetta questo, ha anche un suo saggio motivo, ma non deve far giungere voi
uomini alla conclusione, che tali uomini vanno perduti per tempi eterni, perché Io assisto
l’anima affinché tali forze non possano prendere possesso di lei, e la sua silenziosa
sofferenza che gliene proviene, contribuisce alla sua propria purificazione, benché gli
uomini credono di aver a che fare con una creatura la più abietta, che è maturo per
l’inferno.
3. Ora, nell’ultimo tempo, l’inferno sputa fuori tutti gli spiriti maligni e questi adesso
costoro, si cerano il loro soggiorno, mentre non si lasciano procreare, ma prendono in
possesso dei corpi deboli, sovente in un modo che all’uomo colpito vengono interdetti il
chiaro intelletto ed ogni facoltà di responsabilità, che l’uomo non è consapevole di sé
stesso e che viene designato come disturbato spiritualmente. Ciononostante in lui è
incorporata un’anima consapevole di sé stessa, che però viene ostacolata da tali spiriti
immondi nel vero compito della sua vita terrena, che infuriano su incarico del loro
signore.
4. Le anime di questi uomini assolvono un cammino terreno di una particolare durezza, a
cui possono essere alla base dei più diversi motivi; ma non sono nemmeno senza
protezione spirituale, e la loro inerzia di fronte ai loro oppressori, le loro paure
tormentose contribuiscono sovente di più alla loro purificazione che un cammino terreno
normale.
5. Ma che tali forze si possano servire impunito di un corpo umano, è sovente da incolpare
agli uomini stessi, i cui peccati hanno effetto sui loro figli, uomini che nella loro vita
terrena si sono lasciati troppo volonterosi influenzare dal Mio avversario; uomini che
hanno compiuto delle azioni che richiedono una grande espiazione ed i cui peccati non
hanno ancora trovato nessun Perdono tramite Gesù Cristo, perché non Lo hanno ancora
riconosciuto e non hanno ancora chiesto il Perdono.
6. I discendenti di tali uomini portano ancora il peso del peccato, ma le anime di costoro
non devono necessariamente avere gli stessi cattivi istinti, però il corpo indebolito dai
peccati degli avi non può difendersi contro gli spiriti immondi, che vorrebbero possedere
anche la sua anima. Ma ne vengono ostacolati perché Io concedo bensì delle sofferenze
corporee come espiazione per la colpa dei padri, ma non lascio mai subire danno ad una
anima tramite quegli spiriti immondi. Perché lei si sacrifica volontariamente e tramite
un tale sacrificio libera sé stessa, ed aiuta anche le anime non liberate nell’aldilà, che
riconoscano la loro ingiustizia e che prendano la via verso di Me in Gesù Cristo. Amen.

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B. D. Nr. 8296 10 11. 10. 1962
Dio punisce i peccati dei padri sui figli?

1. E’ la Mia Volontà che voi uomini vi muoviate nella Verità, perché il pensare errato
impedisce la vostra risalita e perché un pensiero errato può di nuovo avere per
conseguenza molti falsi pensieri. E perciò dovete anche avere anche il chiarimento
appena lo desiderate per via della pura Verità.
2. Se dovete credere nella Mia Giustizia, non dovete ricevere nessuna falsa Immagine di
Me da degli insegnanti, che Mi rappresentano come un Dio disamorevole, il Quale
punisce ingiustamente e questa falsa Immagine, vi viene presentata finché voi non
comprendete che cosa significano le Parole: “Voglio punire i peccati dei padri fino alla
quarta generazione…”. Non è che Io Sia impietoso e che i figli ed i figli dei figli devono
espiare per i peccati dei loro padri, perché ogni anima è responsabile di sé stessa e deve
rimettere la propria colpa già sulla Terra, finché non accetta la Redenzione tramite Gesù
Cristo.
3. E non vengono nemmeno resi responsabili i figli ed i figli dei figli per i peccati dei padri.
Può però essere l’effetto naturale per determinati peccati che vengono ad effetto sui figli
ed i figli dei figli, che si manifestino delle debolezze, malattie di genere corporeo e
dell’anima, che hanno la loro motivazione nella vita peccaminosa dei padri. E questo
effetto è anche visibile ai prossimi, ora le debolezze e le malattie vengono considerate
come punizioni da Parte Mia.
4. Finché questi uomini diventati peccatori vivono, la consapevolezza di essere colpevoli
della miseria dei loro figli, può essere per loro stessi una punizione, con questa
consapevolezza possono anche espiare i loro peccati, quindi prestare un giusto pareggio
per la loro colpa, ma trovano il Perdono solamente quando portano questa colpa sotto la
Croce e chiedono a Gesù Cristo il Perdono, la Redenzione.
5. I figli ora per modo di dire “puniti” sono però di nuovo delle anime a sé, che hanno
preso consapevolmente su di sé quel cammino terreno, per giungere più velocemente
alla maturazione attraverso il difficile destino, perché dapprima questo viene mostrato
loro e si possono anche rifiutare di prendere su di sé questo destino. Si tratta sempre
soltanto della maturazione delle anime. L’esistenza corporea come uomo è più o meno
indifferente, una vita terrena difficile può condurre molto prima alla perfezione, che
un’esistenza su questa Terra nella pace e nelle gioie.
6. A voi uomini però, che siete ancora ignari, vale troppo la vita come uomo. Ed allora Mi
accuserete sempre dell’ingiustizia, quando siete pesantemente colpiti dal destino, dove
però il Mio Amore per voi è il motivo. Il processo di Rimpatrio fornisce così tante
possibilità, ma solo raramente le riconoscete. Voi vedete sempre soltanto le situazioni di
miseria nel disamore e nell’ingiustizia da Parte Mia, ma in ciò non riconoscete le
possibilità di maturazione. Tutto ciò che fate avrà effetto per Legge, sia naturalmente che
anche spiritualmente, e quindi ogni ingiustizia ha delle conseguenze che a volte sono
evidenti, ma a volte possono anche essere non riconoscibili, perché un’infrazione del
Mio eterno Ordine ha sempre un effetto negativo, perché la Mia Giustizia già da sola
crea all’uomo delle possibilità di pareggio, affinché possa espiare la sua colpa ancora
sulla Terra e che non abbia bisogno di entrare nel Regno dell’aldilà oltremodo gravato.
7. E se passa nell’aldilà ancora non redento, se non ha ancora trovato la Redenzione tramite
Gesù Cristo, può comunque toccarlo il destino di coloro che gli stavano vicino nella vita
terrena e far sorgere in lui delle auto accuse, ed allora ha già fatto un passo in avanti,
perché anche se è ancora senza Forza nel Regno dell’aldilà come conseguenza della sua

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peccaminosità sulla Terra, egli cerca comunque di aiutare colui che gli sta vicino. Egli ne
ha la volontà, e questa gli viene valutata come amore ed a sua volta viene aiutato da
parte del mondo spirituale. Viceversa però delle anime prendono coscientemente su di sé
un cammino di vita difficile, per aiutare a loro volta coloro che le hanno reso possibile
l’incorporazione sulla Terra e perché sovente constatano la stessa predisposizione
d’animo e perciò si sentono uniti con costoro.
8. Se ora si dice che i peccati dei padri vengono puniti fino alla quarta generazione, questo
è da intendere solamente così che delle gravi infrazioni contro l’eterno Ordine hanno
delle conseguenze naturali che Io però concedo anche, perché possono nuovamente
rendere possibile ad altre anime, il cammino verso l’Alto e perché è la liberissima
volontà dell’uomo, come si comporta nella vita terrena, com’è anche la liberissima
volontà dell’anima, che si incorpora nuovamente.
9. Se si parla di una “punizione” da Parte Mia, questo è un errore in quanto che tutto è
soltanto per il meglio dell’anima, qualunque cosa sia emessa su di lei e che cosa le porti
la vita terrena perché qualche anima può maturare soltanto attraverso la sofferenza, in
quanto non conquista da sé un alto grado d’amore, la qual cosa avrebbe anche per
conseguenza che la misura della sofferenza diminuisce e la sua sorte terrena diventa più
facile da sopportare.
10. Ma finché volete vedere nel destino di uomini messi alla prova dalla sofferenza sempre
soltanto l’ingiustizia da Parte Mia, dimostrate soltanto la vostra ignoranza del Mio Piano
di Salvezza dall’Eternità e vi è anche estraneo il Mio ultragrande Amore, che vuole
sempre soltanto salvare, ma mai condannerà, mai! Perché soltanto breve è il tempo
terreno misurato all’Eternità, ma in questo tempo oltremodo breve voi uomini potete
raccogliere molti tesori per l’Eternità, potete espiare molta ingiustizia ed entrare nel
Regno di Luce, premesso che troviate Gesù Cristo e chiediate a Lui il Perdono della
vostra colpa. Amen.

Sulla confessione e sui culti religiosi di pentimento


Il perdono dei peccati tramite gli uomini

B. D. Nr. 0444 11 31. 05. 1938


Il Perdono dei peccati

1. Entrate in voi e riconoscete i vostri peccati. E quando avete mancato, chiedete al Signore
il Perdono e la Sua Grazia, soltanto questo è compiacente dinanzi a Dio. Ma se credete
che giungano a Dio delle preghiere ininterrotte che non provengono dal più profondo del
cuore, se credete che il Signore perdona soltanto a coloro che per questa vita giungono al
Signore attraverso il privilegio, che si sono preparati uno schema, secondo il quale tutti i
peccati vengono rimessi programmati in un determinato tempo, il Signore vi vuole
istruire su qualcosa di meglio.
2. Tramite l’Amore divino del Salvatore vi siete conquistati il diritto di poter essere liberati
dai vostri peccati, se riconoscete questi nel più intimo del cuore, ne sentite un sincero
pentimento e supplicate contemporaneamente il Signore e Salvatore la Sua divina
Misericordia, che voglia togliere da voi questi peccati, e che avete presa la ferma
premessa, di evitare questi peccati per amore per il divino Salvatore. Tutto ciò che
l’uomo riconosce come ingiustizia, lo deve anche ripudiare nel cuore, e questo farà
maturare in lui anche la premessa di evitare il peccato, e porta come figlio a suo Padre la
seria mentalità, di non volerlo mai rattristare mediante tale ingiustizia, se si unisce con il

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ripudio un profondo pentimento e la premessa di migliorare, allora il Signore prende
amorevolmente al Suo Cuore il peccatore pentito e gli perdona i suoi peccati.
3. Ma nel mondo si sono insinuati degli usi e costumi, secondo i quali si può essere liberati
del tutto meccanicamente dai propri peccati. E con ciò è stato prestato all’umanità un
favoreggiamento al peggior male ed oltraggio. Perché la remissione dei peccati è
diventata una vera fede di mala usanza che uccide, perché si svolge in un modo che
infine il sentimento del cuore viene bensì menzionato come inevitabile, che però i meno
peccatori s’adoperano di entrare in totale presa di contatto con il Signore, che vengono
comunque adempiute tutte le condizioni cerimoniali, ma il vero atto del perdono dei
peccati lascia gli uomini nella fede di aver svolto il loro dovere, che comunque il cuore
dell’uomo non ha adempiuto per nulla le condizioni che sono necessarie per il Perdono
dei peccati tramite il Signore.
4. E con ciò un insegnamento errato ha preso sempre di più il predominio, che è bensì
buono e nobile nella sua opinione di fondo e la sua intenzione, ma abitua gli uomini
soltanto ad un esercizio dovuto di una azione, che in tutta la sua profondità non viene
preso abbastanza sul serio ed è comunque assolutamente necessario per la salvezza
dell’anima degli uomini. Amen.

B. D. Nr. 0445 12 01.06. 1938


Il Perdono dei peccati

1. A nessun uomo è dato di liberarsi da sé dalla sua colpa di peccato, egli ha sempre
bisogno dell’Amore del divino Salvatore. Pure così l’uomo da sé non ha il potere di
perdonare ad altri prossimi i peccati, soltanto quando agisce nell’esercizio della sua
funzione ed in ciò il cuore dell’uomo è intimissimamente mosso, cioè costui chiede il
Perdono al Padre nel Cielo nella pienissima confessione della sua colpa. E’ sempre
soltanto determinante la volontà del figlio terreno e l’azione del rappresentante di Dio è
soltanto un segno simbolico dell’Atto di Grazia.
2. Quindi la confessione dei peccati che viene offerta, è totalmente inutile, anche se con ciò
vengono apparentemente adempiuti i doveri, se una concessione uguale dei peccati non
viene inviata al Padre con l’intimissima supplica di Perdono. E viceversa una tale
confessione dei peccati piena di pentimento nei confronti del Padre ha per effetto il vero
Perdono di tale colpa anche senza questa cerimonia. Sovente gli uomini non sanno più
quanto sono distanti dalla reale Divinità, benché eseguono tutte le disposizioni, che sono
poste loro dalla chiesa sulla Terra. E’ diventata un’azione totalmente meccanica ciò che
dovrebbe essere una necessità più intima del cuore.
3. E perciò un tale adempimento dei doveri non può sempre avere la stessa Benedizione. I
cuori devono trovare Dio, deve precedere un intimo contatto con il Creatore e Redentore,
allora il Signore provvederà in tutta la Pienezza di Grazia i figli terreni, affinché sempre
di più Lo trovano e presto non saranno più in grado di camminare sulla Terra senza il
loro Salvatore. Ma il primo passo deve essere fatto da sé, ognuno sa quando ha peccato.
Egli deve anche trovare l’intima introspezione appena egli stesso ha trovato il peccato,
riconosce il peccato, allora imparerà anche a ripudiarlo e poi segue il pentimento ed il
desiderio di essere liberato dalla colpa, allora la preghiera per il Perdono è proceduta dal
cuore e così raggiungerà anche l’Orecchio di Colui Solo il Quale estingue ogni colpa
mediante il Suo grande Amore. Amen.

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B. D. Nr. 1482 13 20. 06. 1940
Il Perdono dei peccati – L’infallibilità – Azioni schematiche

1. Il presunto atto del perdono dei peccati è soltanto un simbolo di ciò che il Signore ha
insegnato sulla Terra. Non è assolutamente necessario adempiere nessuna formalità,
perché il Perdono del peccato dipende unicamente dal fatto quanto l’uomo si sente
colpevole dei suoi peccati di fronte a Dio ed egli Glielo confessa nell’intimo colloquio e
chiede a Lui Misericordia ed il Perdono della sua colpa. La formalità è nuovamente
soltanto un pericolo per l’anima, perché viene meccanizzata una azione, che è troppo
intima o dovrebbe esserlo che debba essere riconoscibile esteriormente.
2. La confessione pubblica dei peccati è un atto che può condurre alla superficialità, mentre
l’uomo segue per così dire un’azione stabilita nel tempo senza stare così intimamente
verso Dio, che la confessione della sua colpa dei peccati gli sia una necessità. Tutto deve
essere vivente ciò che fate per la salvezza della vostra anima, ed una tale cerimonia può
diventare facilmente un’azione morta, perché non tutti gli uomini sono
contemporaneamente compenetrati da Dio, affinché Gli si rivelino in tutta la loro
debolezza e colpa dei peccati. Ma questo è premessa per il Perdono dei peccati, e tutte le
azioni esteriori sono soltanto il simbolo di ciò che corrisponde alla Volontà di Dio, ma
non l’adempimento della Volontà divina.
3. Se ora lo Spirito di Dio vi indica il pericolo nel quale vi siete messi voi stessi, allora non
dovete ribellarvi, ma essere grati di cuore al vostro Padre celeste, che Egli vi guida bene,
perché disperdete molta forza per l’adempimento delle formalità esteriori, che dovreste
rivolgere alla vostra promozione interiore. Un intimo pensiero colmo di amore di
dedizione vi procura una misura di Grazie incommensurabilmente più grande che un
fervente seguire di comandamenti chiesastici, che sono stati dati agli uomini senza il
Consenso di Dio. I rappresentanti di questi insegnamenti si barricano di nuovo dietro un
insegnamento umano dell’infallibilità del capo della chiesa nelle disposizioni spirituali.
4. Tutto ciò che viene offerto agli uomini dall’Alto, è la più pura Verità, Ma Dio annuncia
la Sua Volontà soltanto tramite le Sue Missioni dall’Alto, ma non determinerà mai gli
uomini e non vorrà mai indurli a seguire la Sua Volontà tramite disposizioni di
costrizione, perché questo contraddice totalmente la Legge proceduta dall’Amore divino
della liberazione dell’essere mediante la propria volontà.
5. Il comandamento rilasciato da parte umana è un intervento nelle Disposizioni divine,
mai e poi mai verranno approvati da Dio tali comandamenti, che inducono gli uomini
obbligatoriamente a delle azioni, benché la propria volontà è ufficialmente la condizione.
La volontà dell’uomo però non si sviluppa tramite l’attività schematica, perché allora
non è più libera, ma già legata tramite la volontà di colui che prescrive agli uomini tali
comandamenti tramite determinati tempi, dove quindi l’uomo viene chiamato
all’adempimento dei suoi doveri.
6. E’ un errore umano così grande, che minaccia di soffocare la piantina germogliante del
desiderio interiore per Dio, se l’attività d’amore di un uomo non è particolarmente attiva,
e l’illuminazione dello spirito gli procura all’improvviso la conoscenza della vera
Volontà di Dio. Soltanto allora potrà liberarsi da una dottrina, che devia notevolmente
tramite l’aggiunta umana, dalla Dottrina che Cristo Stesso ha dato sulla Terra agli
uomini.
7. L’uomo tenderà quasi sempre a compiere il suo dovere e questo è il più grande pericolo
per l’anima, perché non tende coscientemente alla perfezione, perché gli viene in certo
qual modo presentato un piano, di cui accetta l’esecuzione e tramite un lavoro

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precedente, che veniva prestato umanamente, gli fa trascurare il suo proprio lavoro
sull’anima, ma è nella credenza di vivere in modo compiacente a Dio, il Signore. Amen.

B. D. Nr. 3297 14 17. 10. 1944


Rimettere o ritenere i peccati – I discepoli di Gesù

1. A coloro ai quali rimettete i peccati, sono perdonati, ed a coloro ai quali ritenete i


peccati, a costoro sono ritenuti. Anche queste sono le Mie Parole, che hanno trovato
molteplice interpretazione, di come hanno ricevuto da Me. E per la correzione ci vuole
lo spirito risvegliato d’un uomo, il quale sente la Mia Voce e trasmette a voi uomini la
Mia Spiegazione, affinché siate liberati dall’errore e camminiate nella Verità.
2. I Miei discepoli erano provvisti con la Forza di operare dei Miracoli nel Mio Nome, di
guarire, di risvegliare i morti e di dimostrare agli uomini con ciò la loro fede non divisa
in Me. Erano in uno stato spirituale, che permetteva quell’agire soprannaturale, perché
quando il Mio Spirito veniva sopra di loro, erano colmi con Forza e Luce, con Potere e
Sapienza. Perciò potevano diffondere la Verità, perché loro stessi stavano nella Verità, e
loro potevano compiere delle cose con la semplice Parola, che erano al di fuori di ogni
capacità umana, perché erano i Miei discepoli. Istruiti da Me durante il tempo del Mio
cammino terreno tramite la Parola interiore, stavano nell’amore e credevano in Me,
potevano con ciò cogliere in sé anche il Mio Spirito ed agire così.
3. Le azioni straordinarie erano dei segni della loro maturità animica, che dovevano
nuovamente essere delle dimostrazioni per gli uomini, a quale facoltà straordinaria può
giungere l’uomo, se vive secondo la Mia Volontà, cioè si formi secondo la Mia
Immagine, nell’amore, perché l’amore è Forza, e quando l’uomo si trova nell’amore, è
anche irradiato di Forza e di Luce, perché lo Spirito di Dio, l’Irradiazione della Sua
Forza lo può colmare,
4. Ed Io ho vissuto per gli uomini una Vita d’esempio nell’amore, ho mostrato loro, a quale
forza può giungere l’uomo e dopo la Mia morte ho lasciato degli esempi viventi, che
annunciano di nuovo la Mia Dottrina d’Amore e dovevano anche dare l’esempio della
loro Forza, affinché potesse essere facile per gli uomini di credere in Me. Io Stesso Ero
in mezzo ai Miei discepoli, anche se non più visibile, ma bensì nello Spirito, li ho
guidati, perché tutto ciò che è irradiato dal Mio Spirito, è sottoposto alla Mia Guida
divina, perché Io Stesso potevo ora agire tramite costoro, che erano attivi nel Mio Nome.
5. Quindi i discepoli ora avevano lo stesso potere e lo stesso diritto, perché tutto ciò che
facevano, era ora la Mia Volontà; erano illuminati dal Mio Spirito, dall’Irradiazione di
Me Stesso. Di conseguenza, avevano anche il potere di perdonare i peccati nel Mio
Nome, in particolare quando una malattia era la conseguenza dei loro peccati e che loro,
per guarire costoro dalla malattia, dovevano anche rimettere loro stessi i peccati agli
uomini. Ma se riconoscevano l’indegnità di un uomo, la loro miscredenza e la loro
volontà distolta da Dio, erano pure autorizzati di lasciarli nel loro stato peccaminoso,
perché ciò non determinava la loro conoscenza umana, ma lo Spirito divino in loro, il
Mio Spirito, che conosce tutto e quindi anche l’indegnità di un uomo e perciò anche
l’inutilità di un agire di Grazia su di loro. Io quindi ho dato ai Miei discepoli il diritto, di
provvedere gli uomini secondo la loro conoscenza, perché il Mio Spirito era attivo in
loro e questo garantiva il giusto pensare dei Miei discepoli.
6. Ora però gli uomini si sono arrogati lo stesso diritto, nei quali il Mio Spirito non è ancora
efficace. Hanno riferito questa giustificazione di rimettere i peccati o di ritenerli, sulla
persona stessa, ma non sullo spirito divino nella persona stessa, e quindi questa
giustificazione viene riconosciuta a tutti i seguaci dei discepoli secondo la Parola, ma
non secondo il loro spirito e così il senso della Mia Parola viene falsamente interpretato,

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benché ora penserebbero anche bene, se avessero la chiarezza, su chi è in Verità il Mio
discepolo.
7. Non sono coloro che si auto proclamano, ma che Io ho chiamati per la loro funzione
d’insegnamento sulla Terra. Perché Io ho dato ai Miei discepoli l’Incarico: “Andate ed
insegnate a tutti i popoli…”. Ma per poter insegnare, il Mio Spirito deve essere efficace
in loro, affinché diffondano la pura Verità agli uomini e che possano diffondere nel
mondo la Mia Dottrina d’Amore. Ma la Verità non può essere presa in possesso se non
attraverso l’Agire dello Spirito. E perciò i Miei discepoli devono essere assolutamente
illuminati dallo Spirito di Dio prima che possono far parte dei Miei discepoli. Ma allora
anche loro saranno irradiati dalla Luce e dalla Forza e potranno compiere delle azioni
straordinarie, la Forza dello Spirito li renderà capaci di guarire degli ammalati, quindi
liberare gli uomini dal peccato e dalle sue conseguenze, appena questi credono in Me e
nel Mio Nome. Io ho dato a questi uomini illuminati dal Mio Spirito il potere di
rimettere i peccati, perché nel loro stato spirituale maturo riconoscono anche quando
l’uomo è degno, che gli vengano rimessi i peccati, perché allora agiscono al Posto Mio e
Sono Io, il Quale in Realtà rimette loro i peccati.
8. Ma se degli uomini si sentono chiamati di eseguire l’atto del perdono dei peccati, i quali
non possono mostrare nessuna chiamata da Me Stesso, che non sono né illuminati dal
Mio Spirito né sentono in sé la Mia Parola, allora può essere loro negato con diritto la
professione, che risulta già dal fatto, che non sono capaci di riconoscere il prossimo per
giudicare ora, se gli sono ora rimessi o ritenuti i peccati. Il giudizio di ciò premette già
l’Agire dello Spirito, che però deve essere negato a quasi tutti coloro che credono di
essere chiamati come servitori di Dio, finché non hanno la Parola interiore. Soltanto
tramite la Mia Parola sono chiamati ad agire per Me, perché soltanto la Mia Parola li
rende sapienti, cioè, trasmette loro la pura Verità, e questa è assolutamente necessaria,
per poter essere attivi per Me come Miei discepoli. Chi ha la Verità, la può anche dare ad
altri, ed aiuta così alla liberazione del prossimo. Chi ha la Mia parola, avrà anche la
facoltà di giudizio, quando la volontà dell’uomo è rivolta a Dio. Perché la parola
espressa dell’uomo sovente inganna, non c’è necessariamente coinvolto il cuore in ciò
che pronuncia la bocca. Ma il vero discepolo ha anche il dono del riconoscere il
prossimo, ed egli sa anche, quale uomo ritiene seriamente nel Perdono dei suoi peccati, e
non si lascia ingannare da molte parole a cui manca la convinzione interiore. E perciò il
perdono dei peccati non può essere un atto generale, dato che può svolgersi solamente là
dov’è preceduto il più profondo pentimento e dove un tale viene riconosciuto dai Miei
discepoli. Ma allora il giudizio di costoro sarà valido dinanzi a Me, perché agisce su
Incarico Mio e la sua volontà è sotto la Mia Volontà.
9. Ed Io ho fatto intenderlo ai Miei discepoli con quelle Parole, che loro sono totalmente in
sintonia con Me nel loro agire e pensare quando sono attivi per Me nel Mio Nome, che
non possono pensare e volere diversamente di com’è la Mia Volontà, quando lo Spirito
divino opera in loro, che soltanto questo li rende Miei discepoli. Perché Io Stesso Mi
eleggo i Miei discepoli sulla Terra, perché Io so davvero chi è capace per questa
funzione e chi Io possa provvedere con i Doni, che richiedono una funzione
d’insegnamento sulla Terra. Ed a costro do anche il potere perché allora eseguono
solamente ciò che è nella Mia Volontà. Amen.

B. D. Nr. 4166 15 13. e 14. 11. 1947


L’Atto del Perdono dei peccati
Gesù Cristo come Redentore

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1. L’Atto del Perdono dei peccati può essere considerato anche soltanto come cerimonia,
quando mancano le premesse per il Perdono della colpa dei peccati. Appena l’uomo si
sente peccatore e porta a Dio la colpa dei suoi peccati, appena si pente sinceramente dei
peccati e chiede a Dio il Perdono, gli viene anche perdonato da Dio il peccato e per via
di Gesù Cristo gli viene rimessa la colpa, perché per questo l’Uomo Gesù è morto sulla
Croce, affinché la colpa dei peccati dell’intera umanità venisse estinta per il passato, il
presente ed il futuro. E così la prima premessa per il Perdono del peccato è la fede
nell’Opera di Redenzione di Cristo e la volontà di far parte di coloro che sono stati
redenti dalla colpa dei loro peccati tramite il Sangue di Cristo.
2. Il sincero pentimento verso Dio e quindi anche la conoscenza, di aver mancato verso Dio
mediante il peccato, di aver ferito il Suo Comandamento dell’amore, è una ulteriore
premessa, che giustifica l’Atto del Perdono dei peccati. L’uomo può bensì ammettere un
pentimento con le parole, mentre il suo cuore ne rimane intoccato, quindi non soffre
sotto la pressione dei suoi peccati e con ciò non riconosce nemmeno quanto gravemente
ha mancato verso Dio ed il Suo Comandamento. Allora non può essergli tolta la colpa
dei peccati finché non si rende conto della sua colpa e questa gli preme, affinché chieda a
Dio il Perdono, ma l’uomo, non ha nessuna ragione di menzionare i suoi peccati verso il
prossimo.
3. Bensì questo ha una cosa buona, che si eserciti nell’umiltà, se ammette apertamente le
sue debolezze ed errori, ma questa aperta confessione nei confronti di un uomo non ha
nulla a che vedere con il Perdono dei suoi peccati. “A coloro a cui rimettete i peccati, a
loro sono rimessi, ed a chi li ritenete, a loro sono ritenuti…” Voi usate questa
espressione di Gesù come motivazione, ma non pensate che Gesù ha detto ai Suoi
discepoli, che attraverso il loro modo di vivere avevano raggiunto una tale maturità
dell’anima, che li rendeva chiaro vedenti e chiaro udenti. Inoltre Gesù parlava dei
peccati le cui conseguenze erano fisicamente visibili ed erano motivo affinché i peccatori
cercassero aiuto di togliere le loro sofferenze, presso i discepoli che riconoscevano come
grandi uomini di Dio.
4. E da questo è sorto l’atto del generale perdono dei peccati dopo la confessione dei
peccati nei confronti di un uomo, che però è nuovamente soltanto da considerare una
modificazione della Dottrina di Cristo, come una guida nell’errore in quanto che gli
uomini credono di far dipendere il perdono dei loro peccati dalla confessione, ma questa
confessione diventa più sovente una faccenda formale, mentre il profondo pentimento
interiore, la confessione della colpa contro Dio ed il ripudiare il peccato ed il serio
desiderio di un miglioramento sfiorano il cuore degli uomini soltanto in un debole tocco,
ma il Perdono dei peccati dipende unicamente da questo. Questa confessione interiore
della colpa deve svolgersi di fronte a Dio. Per questo non serve nessun mediatore e con
ciò la confessione d’orecchio è nuovamente soltanto un comandamento aggiunto dagli
uomini alla Dottrina di Cristo, che però trova una ultraforte considerazione, ma è in
contrasto verso la Volontà di Dio, il Quale vuole aver sostituito ogni esteriorità tramite la
reale dedizione interiore a Dio, mediante la totale esperienza spirituale ed il vivere fino
in fondo i Suoi Comandamenti. Perché ogni esteriorità è un gran pericolo per gli uomini
che osservano troppo poco sé stessi, accettano soltanto le pretese aggiunte umanamente e
da ciò si appiattiscono e diventano tiepidi nel loro lavoro sull’anima. Perché la
retrocessione spirituale degli uomini dimostra che la volontà di ripudiare il peccato, che
è la conseguenza del profondo pentimento non esiste o non è stato trasformato in azione,
che sarebbe assolutamente il caso se l’Atto del Perdono dei peccati non fosse stato
portato in una tale forma, ma se fosse soltanto una faccenda interiore di ogni singolo.
Allora l’uomo educherebbe sé stesso ad un miglior modo di vivere se soltanto ne avesse
la buona volontà.

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5. Ma così anche i volonterosi diventano tiepidi ed indifferenti tramite false disposizioni e
rappresentazioni del Perdono dei peccati, che non è voluto da Dio il modo in cui viene
presentato agli uomini. Davanti a Dio soltanto la vera interiorità ha valore, ed ogni forma
esteriore non trova il Suo Compiacimento e perciò non trova il Suo Assenso. Amen.

B. D. Nr. 8373 16 06. 01. 1963


„A coloro a cui rimetterete i peccati...“

1. Tramite la falsa interpretazione della Mia Parola è già sorto ed è stato diffuso molto
errore ed è difficile estirpare un tale errore, di sostituirlo con la pura Verità, perché gli
uomini accettano molto di più l’errore e lo diffondono come Verità piuttosto di farsi
istruire e di accettare la pura Verità. E questo ha sempre potuto succedere appena la Mia
Parola è stata interpretata secondo la lettera, ma il senso spirituale della Parola non è mai
stato compreso.
2. Che gli uomini siamo gravati di peccati, è la conseguenza della loro caduta d’una volta
da Me, è la conseguenza del peccato Ur, che ha portato l’oscurità spirituale sugli esseri,
che una volta stavano nella conoscenza più luminosa e nella piena Luce. Quindi
l’umanità si trova ancora sotto questo peccato, se non ne viene redenta tramite Gesù
Cristo e per via di questa umanità infelice Io Stesso Sono disceso sulla Terra ed ho
portato come l’Uomo Gesù il Sacrificio della Croce per l’estinzione di quella
incommensurabile colpa. Ma dato che ora gli uomini sono liberi di considerare Gesù
come il divino Redentore, nel Quale Io Stesso Sono diventato Uomo, devono essere
anche guidati nel sapere di Lui, della motivazione del loro essere uomo e dell’Opera di
Redenzione, ed a questo scopo ho inviato i Miei discepoli fuori nel mondo, che Io
dapprima avevo istruito ed i quali potevano perciò anche annunciare come Miei
rappresentanti il Mio Vangelo ai popoli.
3. Ora è molto facile da comprendere che gli uomini sono stati liberati dalla loro grande
colpa di peccati, che accettavano le Grazie dell’Opera di Redenzione, che da loro sono
stati tolti i peccati, quando si confessavano peccatori e si rifugiavano sotto la Croce, nel
divino Redentore. I Miei discepoli portavano ora agli uomini l’Annuncio di Me e della
Mia Opera di Redenzione, e chi accettava la loro Dottrina, a costoro potevano anche
assicurare il Perdono di tutta la colpa, perché avevano ricevuto da Me questo Incarico, di
dare il chiarimento agli uomini del perché erano infelici e gravati, e perciò potevano dare
loro anche su Incarico Mio l’assicurazione di diventare liberi da ogni colpa, se Mi
riconoscevano e Mi chiedevano il Perdono.
4. Perché sono usciti in tutto il mondo, per predicate al Posto Mio la Parola della Croce, e
così potevano anche al Posto Mio perdonare i peccati agli uomini. Perché finché
portavano agli uomini il Vangelo come Miei rappresentanti, erano anche illuminati dal
Mio Spirito e riconoscevano lo stato peccaminoso degli uomini, riconoscevano anche la
loro disponibilità di pentimento, che dava loro il diritto di liberarli al Posto Mio da ogni
colpa. E loro facevano soltanto ciò che Io Stesso avrei fatto, quando camminavo sulla
Terra. Quindi la Parole: “A chi rimettete i peccati, a coloro sono perdonati…” ha la sua
giustificazione, e deve anche essere compresa in questo senso.
5. Ma ora si tratta di capire chi è attivo sulla Terra come Mio vero rappresentante, perché
soltanto da questo dipende se un perdono dei peccati da parte di un uomo sia possibile,
cioè sanzionato dalla Mia Volontà. Perché non ognuno che si autoproclama Mio
rappresentate, è illuminato dal Mio Spirito e riconosce lo stato dell’anima di colui, al
quale vuole “perdonare i peccati”. Non ognuno che si edfinisce Mio rappresentante, può
annunciare ai prossimi il Mio Vangelo, perché soltanto gli uomini illuminati dal Mio
Spirito sanno dell’Opera di Redenzione di Gesù, della Sua motivazione spirituale e della

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grande colpa Ur e, perciò “l’Agire del Mio Spirito”, deve essere assolutamente possibile
ma questo, non si può constatare in coloro che pretendono di essere Miei servitori, Miei
rappresentanti sulla Terra.
6. Di conseguenza, costoro non sono nemmeno autorizzati e capaci di giudicare lo stato
dell’anima dei prossimi e di rimettere i loro peccati e se lo fanno, l’uomo non è
comunque libero dalla sua grande colpa, se lui stesso non percorre la via verso Gesù
Cristo e chiede a Lui Stesso il Perdono della sua colpa. Perciò, gli uomini non devono
fidarsi delle assicurazioni da parte di coloro che non sono in grado di perdonare i peccati,
perché Io non ho dato loro questo Incarico. E perciò un tale insegnamento errato ha un
effetto deleterio sulle anime che ora credono, di essere diventate libere dai loro peccati
mediante delle usanze prescritte, e mancano di dare sé stesse a Gesù Cristo e di chiedere
a Lui intimamente, che Egli voglia perdonare la loro colpa.
7. L’estinzione della colpa Ur può essere donata agli uomini soltanto da Gesù Cristo, e per
questo è necessario il sapere che nuovamente può essere conquistato soltanto tramite la
pura Verità. Ma finché gli uomini si sentono autorizzati a questo, quando loro stessi non
sono stati da Me chiamati, questo avrà per conseguenza solo il subentro di una
predisposizione d’animo tiepida, perché ora l’uomo si crede sospeso dalla sua
responsabilità, appena gli viene assicurato il Perdono dei suoi peccati da parte di un
prossimo, anche se sotto l’indicazione, che Io Stesso ho dato questa Promessa.
8. Ed ho detto ai Miei discepoli le Parole: “A chi rilasciate i peccati, a loro sono anche
rimessi…” E queste Parole conserveranno anche sempre la loro giustificazione per
coloro, che Io Stesso Mi eleggo come Miei veri discepoli. Ma le stesse Parole non
possono mai essere riferite a coloro che si eleggono da loro stessi oppure nuovamente
mediante dei prossimi, Miei seguaci, perché Io Solo so chi Mi serve nel modo giusto e
chi può mostrare le necessarie premesse.
9. E così Mi eleggo anche nuovamente i Miei veri rappresentanti sulla Terra, che devono
annunciare il Mio Vangelo in tutta la Verità e che evidenziano anche chiaramente l’errore
e lo devono combattere, perché soltanto la Verità può significare per gli uomini una vera
Luce, nella quale trovano la via verso l’Alto, verso di Me nella Casa del Padre. Amen.

Il Perdono dei peccati

B. D. Nr. 5428 17 04. 07. 1952


„Rimettici la nostra colpa...“

1. Perdonatevi a vicenda, come Io vi perdono. Voi uomini lasciate regnare ancora troppa
animosità, non potete ancora dare l’amore ai vostri nemici e perdonare loro la colpa,
siete ancora colmi di ira contro loro, non augurate loro nulla di buono, persino quando vi
trattenete da cattivi auguri, non esercitate la necessaria pazienza e v’infuriate, quando
venite offesi, e perciò non vivete ancora per nulla nella successione di Gesù. L’amore in
voi non è ancora diventato così potente, che non lascia più spazio per un pensiero
animoso. Non vedete il fratello nel vostro prossimo, altrimenti gli perdonereste e non
sentireste l’offesa così gravemente.
2. E ciononostante Io vi devo perdonare la vostra colpa, che agite comunque in modo
animoso nei Miei Confronti, altrimenti sareste senza colpa. Il Mio Amore per voi è
ultragrande, e la seria preghiera per il Perdono della vostra colpa vi rende liberi dalla
vostra colpa. E malgrado ciò devo metterci una condizione, che anche voi perdoniate ai
vostri debitori, se volete ottenere il Mio Perdono. Lo deve fare perché voi dovete
prendere la salda premessa, di non commettere più il peccato, e per questa premessa
deve essere in voi anche l’amore per il prossimo che è diventato colpevole verso di voi.

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3. E così la volontà per Me è inevitabilmente legata con l’allontanamento ed il ribrezzo dal
peccato, dall’ingiustizia, dal disamore, altrimenti la volontà non è ancora rivolta verso di
Me. L’uomo, che tende con tutto il cuore verso di Me, non può peccare, come viceversa
un peccatore non ha nessun desiderio di unirsi con Me. Ma ad un peccatore può essere
fatto notare tramite Ammonimenti e l’indicazione del suo grave stato ed essere portato
alla riflessione, può riconoscere il suo stato come peccatore e volersene liberare. Allora
lo preme la colpa dei peccati come tale, ed egli cerca di liberarsi da questo peso.
4. Se ora gli viene presentato il Redentore Gesù Cristo come Estintore della sua colpa,
allora Gli presenta ben la colpa e Lo prega per il Perdono per via del Suo Sangue. Allora
la colpa lo ha spinto verso Gesù Cristo, non l’amore per Me. Ogni peccatore trova il
Perdono tramite Gesù Cristo, mediante la sua fede nell’Opera di Redenzione e l’utilizzo
del Suo Tesoro di Grazia conquistato sulla Croce. Ma non unicamente il peccato deve
spingerlo verso Lui, ma anche l’amore. L’uomo deve dapprima pensare a Me e poi a sé
stesso, allora trova da Me il più sublime Amore corrisposto, allora vorrà liberarsi del
peso dei suoi peccati non per via del suo peso, ma perché è un ostacolo nell’unificazione
con Me e perché il Mio Amore gli è più sublime che l’estinzione della sua colpa.
5. Voi tutti siete gravati di colpa, altrimenti non camminereste sulla Terra, perché già
soltanto il vostro involucro umano è lo spirituale diventato colpevole; l’anima può essere
già più perfezionata, ma è ancora dal basso, cioè composta dallo spirituale passato
attraverso tutte le Creazioni terrene, che deve assolvere la sua ultima decisione di
volontà sulla Terra. Di conseguenza, deve liberarsi nella vita terrena dalla sua colpa di
una volta appunto attraverso il cambiamento del suo essere, attraverso un cosciente
tendere verso di Me. E dato che viene valutato soltanto ciò che fa nella libera volontà, la
volontà rivolta a Me è quindi anche l’ammissione della colpa d’un tempo, perché
l’anima rinuncia alla sua resistenza contro di Me, cioè Mi riconosce come Creatore e
Padre dall’Eternità.
6. Nessuno la può costringere a questa decisione della volontà, perché viene valutato
soltanto ciò che sorge dal cuore più intimo. Se l’anima s’inchina davanti a Me nella più
profonda umiltà, allora è anche già divampato l’amore nel cuore, allora riconosce la sua
precedente resistenza come peccato. Si dà a Me nell’umiltà ed ha perciò anche
confessato il suo peccato nel cuore davanti a suo Padre, Che l’anima ama. Perciò Lo
desidera e fa tutto nell’obbedienza e nell’amore per Me ciò che Io chiedo.
7. Io Che guardo nel cuore, conosco precisamente il grado d’amore e dell’orientamento
della volontà di un uomo, e di conseguenza va a lui il Mio Amore e la Mia Grazia,
perché Io non abbandono più ciò che Mi ha trovato nella volontà e si è confessato per
Me. Lo spirituale caduto è salito in Alto, non vuole più rimanere nel peccato, nella
resistenza contro di Me, che è stata la conseguenza del disamore. Aborrirà anche soltanto
la possibilità che possa apparire la sia pur minima resistenza contro di Me. Può bensì
ancora cadere, ma allora soltanto per debolezza, e ad una tale caduta seguirà anche
subito il pentimento, che è doloroso e tormentoso per l’uomo che Mi appartiene già, ed il
Mio Amore è sempre pronto a perdonare, dove riconosco l’amore per Me. Perché
l’anima stessa emette il giudizio duro e giusto, e la sua preghiera di Perdono è un grido
di doloro verso l’Alto, che Io non lascio davvero riecheggiare non udito. Amen.

B. D. Nr. 5262 19 29. 11. 1951


Il Perdono dei peccati

1. Percepite la Voce dello Spirito, che vi parla così: nessuna colpa è tanto grande, che non
possa essere estinta tramite il Mio Amore. Se avete mancato, Io non ritraggo mai il Mio
Amore, ma da voi stessi dipende il Perdono del peccato. Voi lo potete aver riconosciuto

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come tale ed esserne sinceramente rattristati, che avete mancato verso di Me. Dovete
aver riconosciuto il peccato come peccato e poi supplicare coscientemente il Mio
Perdono, ma voi, riconoscerete la vostra colpa soltanto se Mi riconoscete come l’eterno
Amore, il Quale E’ ultrabuono verso di voi ed il Quale avete offeso mediante
l’ingiustizia, perché il peccato è una mancanza contro l’Amore, il peccato è
un’infrazione contro l’eterno Ordine, che ha sempre come motivazione il Mio Amore.
2. Dovete aver agito in modo disamorevole, dovete aver opposto al Bene qualcosa di
cattivo, dovete quindi aver infranto il Comandamento dell’amore contro di Me ed il
prossimo, e questo nella piena conoscenza, che è ingiusto. Soltanto allora può
risvegliarsi in voi un vero sincero pentimento, soltanto allora vi premerà la colpa, e
soltanto allora aborrirete il peccato e prenderete la ferma premessa di non farlo più.
3. E se ora vi presentate a Me con questa colpa di peccati nell’umiltà e nel pentimento e Mi
chiedete il Perdono, allora vi sono rimessi tutti i peccati, perché allora venite a Gesù
Cristo, il Redentore del mondo; venite a Colui Che vi potete immaginare, il Quale ha
assunto una Forma per voi uomini, affinché possiate venire a Lui personalmente, il
Quale ha portato i peccati di tutti voi, il Quale è morto per voi. Egli E’ Colui al Quale
dovete affidare i vostri peccati, E’ Colui il Quale vi è venuto vicino umanamente, il
Quale Si E’ unito sulla Terra con Me e quindi Mi ha celato in Sé in tutta la Pienezza,
quando camminava ancora sulla Terra. Egli ed Io Siamo Uno, soltanto che Io Sono
diventato per voi immaginabile tramite Lui, altrimenti non potreste farvi nessuna idea di
Me.
4. Voi potete dire tutto ciò che vi opprime al divino Redentore Gesù Cristo,perché Egli Era
Uomo come voi su questa Terra ed ha Comprensione per tutti gli errori e debolezze
umane, ma perché Egli ha portato anche l’Amore in Sé al più sublime Sviluppo e grazie
a questo Amore estingue anche ogni colpa di peccati, quando viene portata a Lui, se
l’uomo la confessa dinanzi a Lui e supplica il Suo Perdono. Ma soltanto la voce del
cuore può pronunciare questa preghiera di Perdono, e soltanto lei viene esaudita da Me.
Come sente il cuore dell’uomo, così sento anch’Io, e così diventa attivo anche il Mio
Amore, concedendo oppure anche nascondendo, secondo la chiamata, che il cuore invia
su a Me. Se l’amore invoca l’Amore, le viene dato l’esaudimento, ma se il cuore tace,
non serve la confessione con la bocca, perché soltanto l’Amore dissolve e redime,
soltanto l’Amore rende libero da ogni colpa. Amen.

B. D. Nr. 7442 20 31. 10. 1959


Il Perdono del peccato tramite Gesù Cristo

1. Voi tutti potete ottenere da Me il Perdono dei vostri peccati, se lo desiderate soltanto
seriamente e prendete la via verso di Me in Gesù Cristo, il Quale E’ morto sulla Croce
per tutti i vostri peccati. E’ stato un immane peso di peccato quello col quale Sono
andato sulla Croce, perché sono stati i peccati dell’intera umanità del passato,del
presente e del futuro che ho portato. Era il peccato Ur dell’intera umanità, come anche
tutti i peccati che il singolo uomo ha commesso sulla Terra. Ho preso sulle Mie Spalle
ogni colpa e l’ho portata sulla Croce.
2. E per quanto un peccato sia pesante, l’ho caricato su Me Stesso, perché vi volevo
salvare da ogni vostra colpa, perché volevo ridarvi la purezza del cuore, nella quale
soltanto potevate di nuovo avvicinarvi a Me e Mi potete contemplare da Volto a volto. Io
volevo lavarvi tutti puri dalla vostra colpa, volevo prestare l’Espiazione per tutti i peccati
che vi premevano e vi tenevano irrimediabilmente separati da Me, perché Io non posso
unirMi con il peccato.

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3. Perciò ho estinto ogni colpa mediante la Mia Opera di Redenzione, ma pretendo da ogni
uomo che propria volontà venga redenta. Perciò ogni uomo deve riconoscere la sua colpa
dei peccati, che lo tiene separato da Me, e deve chiedere a Me il Perdono della sua colpa,
perché senza l’ammissione della sua colpa e la preghiera di Perdono egli non riconosce il
Sacrificio della Croce dell’Uomo Gesù e non gli può essere perdonata la colpa dei suoi
peccati. Voi stessi quindi dovete volere di essere redenti, ed in questa volontà dovete
venire a Me in Gesù Cristo e chiedere la vostra Redenzione.
4. Allora sarete liberi da ogni colpa, liberi dalla debolezza e dall’essere legato, nel quale
stato il Mio avversario vi ha tenuto per tempi eterni. Sarete liberi dall’oscurità, perché la
Luce del Cristo vi compenetra, in voi verrà acceso l’amore e brillerà in una chiara
fiamma, perché colui che è privo d’amore, non vi ha più nel suo potere e Colui il Quale
Egli Stesso E’ l’Amore, E’ venuto a voi e lascia splendere la Sua Luce nei vostri cuori,
perché questi sono diventati ora puri, perché Gesù Cristo ha estinto la colpa ed il vostro
cuore ora è diventato il “tempio di Dio”, appena vivete l’amore.
5. E se siete redenti tramite Gesù Cristo da ogni colpa, condurrete anche una vita d’amore
nella Sua Volontà ed Io Stesso posso prendere dimora nei vostri cuori, che voi Mi avete
preparato in un tempio mediante l’amore. Ma dapprima dovete aver ottenuto e ricevuto
inevitabilmente il Perdono dei vostri peccati. Il serio desiderio di questo vi assicura
anche il pienissimo Perdono, perché Gesù Cristo ode ogni chiamata, che sale a Lui da un
cuore gravato di colpa.
6. Io vi sento ed eseguo volentieri il vostro desiderio. Io estinguo la vostra colpa e vi attiro
al Mio Cuore, perché ora fate parte dei redenti, per i quali ho versato il Mio Sangue sulla
Terra. Io pretendo soltanto l’ammissione della vostra colpa e questa non è difficile
perché voi tutti sapete, che siete delle creature deboli ed infelici, che vivono ancora nella
non-libertà e nell’oscurità dello spirito, prima che non abbiano trovato la Redenzione
tramite l’Amore di Gesù Cristo, nel Quale Io Stesso Mi Sono incorporato sulla Terra.
L’Amore dell’Uomo Gesù per i Suoi prossimi era così grande, che Egli ha voluto
sacrificare Sé Stesso per i peccati di ogni uomo, che li voleva estinguere, per liberare
loro di nuovo la via verso il Padre, il Quale Era in Lui.
7. Il Suo Amore era così grande, che voleva aiutare ogni uomo alla Beatitudine, che si trova
u unicamente presso il Padre, ed il Suo Amore Gli fece prendere su di Sé la sofferenza ed
il morire più amaro, per espiare con ciò la colpa, che aveva creato un crepaccio
insuperabile fra me e gli esseri e che doveva trovare un Ponte che Gesù ha anche fatto
con l’Opera di Redenzione ed il Suo incommensurabile Amore. Egli ha fatto il Ponte fra
gli uomini e Me, Egli ha aiutato loro di giungere al Padre ed ha versato per ogni colpa il
suo Sangue sulla Croce, affinché tutti gli uomini possano diventare beati.
8. Perciò desiderate seriamente di privarvi della colpa dei vostri peccati, riconoscete ed
ammettete la vostra colpa e portatela alla Croce ed invocate il divino Redentore Gesù
Cristo per il Perdono. E potrete entrare purificati nel Regno di Luce, quando la vostra
vita terrena sarà terminata, percorrerete la via verso di Me, verso il Padre, la quale Gesù
Cristo vi ha pre-percorsa, che il Suo Amore ha iniziata e che ognuno deve percorrere se
vuole diventare beato. Amen.

B. D. Nr. 8647 21 17. 10. 1963


Il Perdono tramite Gesù Cristo
L’aumento del grado d’amore

1. Se vi confessate apertamente per Me in Gesù, allora fate parte anche dei Miei, sui quali
Io veglio e che proteggo sulle loro vie. Se avete accolto Gesù come divino Redentore,
allora vi siete anche rivolti a Me Stesso con la Volontà, il Quale Sono diventato Uomo in

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Gesù. E dato che Gesù ha espiato la vostra colpa Ur mediante la Sua morte sulla Croce e
Mi riconoscete di nuovo come vostro Dio e Creatore, ora ritornate anche di nuovo a Me,
la vostra volontà è diventata attiva, si dà totalmente a Me e si subordina alla Mia e voi
Mi appartenete, è avvenuto il distacco dal Mio avversario, perché Gesù Cristo vi ha
riscattato da lui con la Sua Vita, perché Egli ha estinto la colpa dei vostri peccati con il
Suo Sangue.
2. Colui che è diventato Mio, ora può anche percorrere la sua vita terrena fino alla fine
senza paura, non cadrà più nelle mani del Mio avversario, perché il suo potere è spezzato
mediante la morte sulla Croce di Gesù. Io Stesso ho vinto su di lui in un Uomo, che era
così colmo d’Amore, che ha conquistato la Supremazia sull’avversario, che è impotente
contro l’Amore. Ciò che l’uomo ora ha da subire sulla Terra, sono soltanto dei mezzi di
purificazione della sua anima, che la devono liberare dalle scorie, affinché possa
diventare irradiata di Luce con un alto grado, quando entra nel Regno di Luce. La colpa
Ur è quindi estinta mediante il riconoscimento di Gesù e la preghiera per il Perdono.
3. Ma l’anima deve ancora lavorare su di sé, per giungere alla più alta perfezione, perché a
causa dell’infinitamente lunga separazione da Me, suo Dio e Creatore, era uscita anche
dal suo stato di perfezione, era diventata un essere totalmente disamorevole, che giunge
però di nuovo ad un certo grado di maturità attraverso il servire nello stato dell’obbligo,
che deve comunque di nuovo conquistare nella vita terrena coscientemente l’Irradiazione
del Mio Amore, che deve aumentare coscientemente il suo grado d’amore mediante una
propria attività d’amore nella libera volontà. E questo grado d’amore può ancora essere
basso, e questo è il lavoro dell’uomo sulla sua anima, di aumentare il grado d’amore,
affinché l’anima diventi limpida cristallina ed ora possa accogliere l’Iradiazione di Luce
sempre più forte.
4. Dovete quindi fare una differenza fra il “Perdono della colpa dei vostri peccati” ed il
“perfezionamento della vostra anima”, che ogni uomo, da sè stesso, può raggiungere
sulla Terra appunto attraverso la cosciente attività nell’amore. Il Perdono dai peccati vi
viene regalato tramite l’Opera di Redenzione di Gesù, ma l’uomo stesso deve accendere
l’amore e far divampare ad una fiamma più chiara, e perciò un’anima, che ha trovato
Gesù, può ben entrare nel Regno di Luce, perché Egli ha estinto la colpa dei suoi peccati,
ma il grado di Luce può essere del tutto diverso. E perciò l’uomo deve usare bene la sua
vita terrena per delle opere d’amore, per aumentare il suo grado d’amore, ed allora sarà
più beati dopo la morte del suo corpo.
5. Amore e sofferenza procurano la purificazione d’un’anima, amore e sofferenza le
procurano un grado di Luce sempre più alto, e perciò dovete anche benedire la
sofferenza, perché è un mezzo d’aiuto efficace che vi porta alla maturazione. Quegli
uomini che non hanno ancora trovato Gesù, devono anche soffrire sovente ed allora il
loro sguardo deve essere rivolto a Colui, il Quale ha preso su di Sé la sofferenza più
grande, liberamente e per Amore per gli uomini, che Egli sapeva nella più grande miseria
spirituale ed i quali Egli voleva aiutare. Perché il pensiero a Lui sorgerà una volta in ogni
uomo che sa di Lui, particolarmente nella grande sofferenza, ma che i pensieri vengano
accolti, lo determina nuovamente la libera volontà dell’uomo, e perciò tali onde di
pensieri possono anche essere respinte.
6. E l’anima rimane di nuovo nella più grande miseria. E nuovamente degli uomini che
rifiutano il divino Redentore Gesù Cristo, potranno anche svolgere poche opere d’amore,
perché l’amore apporterebbe loro un grado di conoscenza più chiara ed allora non
sarebbero degli avversario aperti del divino Redentore. Perché l’avversario influenza
quegli uomini e li ostacola anche nell’agire d’amore. E ciononostante a tutti viene offerta
l’occasione, per potersi esercitare nell’amore. Ma il riconoscimento di Gesù, e con ciò il
riconoscimento di Me Stesso, procura ad ogni uomo più Forza, perché Mi prendo cura di

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tutti coloro che vogliono ritornare a Me, che dimostra il loro riconoscimento di Me
Stesso in Gesù.
7. Io non lascio davvero nessun uomo senza Aiuto, senza Protezione e senza Forza, perché
Sono infinitamente interessato al ritorno di ogni singola anima, e quello che può essere
fatto per la sua salvezza dalle catene del potere oscuro, non viene davvero omesso
perché, il Mio Amore insegue tutte le Mie creature che una volta si sono allontanate
liberamente da Me, ed il Mio Amore era il motivo, che Io Stesso ho compiuto nell’Uomo
Gesù l’Opera di Redenzione, perché questo Amore era incorporato nell’Uomo Gesù.
8. L’Eterna Divinità Stessa Era discesa sulla Terra, colmava totalmente l’Uomo Gesù ed ha
compiuto in Lui la più grande Opera di Misericordia per via degli uomini che languivano
nelle catene dell’avversario e che non potevano liberarsi da lui. Egli ha dissolto queste
catene, Egli ha dato la Sua Vita, per ridare la Vita ai caduti, lo spirituale nella morte. Egli
ha estinto la grande colpa che era motivo della vostra esistenza su questa Terra. Ed Egli
vi ha di nuovo liberata la via verso il vostro Dio e Creatore, verso il vostro Padre
dall’Eternità. Amen.

Gli effetti del peso dei peccati nell’aldilà

B. D. Nr. 3307 22 26. 10. 1944


La grandezza della colpa impedisce l’entrata nell’Aldilà
La Rilegazione

1. La grandezza della colpa, con cui l’umanità si è caricata, cresce di giorno in giorno, e
sono da chiamare colpevoli tutti gli uomini, che eseguono delle azioni oppure le
chiamano buone, alle quali è da negare ogni amore per il prossimo. Dove irrompono
odio e disamore, là gli uomini peccano, perché infrangono contro il divino Ordine,
infrangono i Comandamenti dell’amore per Dio ed il prossimo. E così aumentano la
colpa con ogni azione che è cattiva; e si rende colpevole anche colui che non aborrisce
una tale azione, ma l’acconsente.
2. Gli uomini non pensano alle conseguenze, ma le devono comunque prendere su di sé,
sulla Terra o nell’aldilà, e dato che la colpa sale nell’incommensurabile, non è
estinguibile né sulla Terra né nell’aldilà, perché il tempo terreno è breve, e nell’aldilà
uno sviluppo verso l’Alto può svolgersi solamente da un determinato grado, e questo
grado non lo raggiungono più gli uomini che si rendono colpevole nella misura che
commettono giornalmente ed in ogni ora nuove azioni nel disamore.
3. E perciò devono continuare a rimanere su questa Terra, non possono entrare nel Regno
spirituale dopo la loro morte, ma la loro morto significherà solamente un cambiamento
della loro forma esteriore, le loro anime riceveranno altri involucri e continueranno a
muoversi sulla Terra soltanto in uno stato totalmente legato. Perché tramite la loro
ultragrande colpa si sono giocati ogni libertà, e giungono in una prigionia di supplizi,
dalla quale non possono liberare sé stessi. Ma la grandezza della colpa richiede
un’espiazione, e dato che nel Regno spirituale dovrebbero languire e soffrire per delle
Eternità, se volessero diventare liberi della loro grande colpa, allora è un’Opera d i
Misericordia di Dio, che Egli crea un’altra possibilità, per espiare questa colpa e di
tendere nello stesso tempo nuovamente alla libertà, anche se dopo un tempo
infinitamente lungo all’anima viene offerta una rinnovata libertà della volontà.
4. Ma in uno stato dell’obbligo verrà comunque indotto ad una attività, che significa
contemporaneamente uno sviluppo verso l’Alto, mentre nell’aldilà, nel Regno spirituale
manca ogni Forza all’essenziale ed anche la volontà per l’attività è totalmente paralizzata
mediante la propria colpa. Quindi anche l’Opera apparentemente la più crudele del

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divino Creatore è un’Opera d’Amore per lo spirituale caduto, che ha ingrandito la sua
colpa di allora di molte volte attraverso azioni contro Dio, che esegue sulla Terra nella
libera volontà.
5. Finché gli uomini non ritornano e si cambino nell’amore, accumulano colpa su colpa su
di sé, e le conseguenze sono spaventose, perché attirano inevitabilmente il Giudizio di
punizione di Dio e derubano sé stessi di ogni libertà. Perché devono espiare secondo la
Giustizia divina, devono prendere su di sé tutte le conseguenze, devono ripetere ancora
una volta il percorso attraverso l’intera Creazione, finché verrà loro data di nuovo la
libera volontà, per poterla utilizzare per la definitiva liberazione dalla forma. Amen.

B. D. Nr. 3909 23 20. 10. 1946


Il peso del peccato nell’aldilà
L’espiazione o il Perdono

1. Ogni peccato, che commettete contro il vostro prossimo è a vostro carico e con ciò
peccate anche contro Me Stesso, Che vi ho dato il Comandamento dell’amore ed avrete
da portare gravemente il peso del vostro peccato nell’aldilà, se non lo avete già espiato
sulla Terra. Perciò non crediate di uscirne impuniti, quando avete peccato contro il vostro
prossimo; non crediate che non esista un giusto Giudice, perché non vi Si mette subito in
evidenza. E non crediate che per questo siate liberi da ogni colpa, perché i prossimi
fanno lo stesso a voi e disdegnano il Mio Comandamento dell’amore.
2. Rendete ottusa la vostra coscienza, ma da ciò non diminuisce la grandezza della vostra
colpa, perché il vostro intelletto rimane agile, e saprà ben discernere il giusto
dall’ingiusto. La vostra volontà non viene costretta al vostro pensare ed agire, perciò voi
stessi ne portate la responsabilità, e vi aggravate indescrivibilmente se accumulate
peccato su peccato, se causate del danno al prossimo se lo opprimete ed agite su di lui
nel massimo del disamore, invece di sostenerlo nella sua miseria, di aiutarlo e di
portargli dell’amore disinteressato, che soltanto questo è compiacente dinanzi ai Miei
Occhi. Date voi stessi nel potere di Satana, che ora elabora le vostre anime secondo la
sua volontà, che vi tira giù nella rovina e dal quale ricevete come ricompensa sentite
soltanto un passeggero miglioramento delle vostre condizioni di vita terrena, ma a che
cosa deve servire questo alle vostre anime?
3. Non portate la misura dei vostri peccati a traboccare, perché il pentimento una volta sarà
terribile. Credete in un Dio giusto, che pretende da voi la resa dei conti per tutte le vostre
azioni, e chiedete a Lui il Perdono della vostra colpa, chiedete a Lui la fortificazione
della vostra volontà per il bene, per la Forza dell’esecuzione di azioni d’amore,
sviluppate la volontà di essere buoni, e sarete aiutati, potrete salvarvi dal pantano del
peccato, troverete il Perdono già sulla Terra e Grazia dinanzi ai Miei Occhi. Ma non
disdegnate Colui il Quale vi ha dato la vita, non negateGli la Giustizia, e riconoscete i
vostri peccati, non agite contro il Comandamento dell’amore, che Io Stesso vi ho dato
per la salvezza della vostra anima. Abbiate pietà dei deboli ed ammalati, e voi stessi
troverete Misericordia da Me; lenite la loro miseria, ed Io Sarò sempre pronto con il Mio
Aiuto quando vi trovate nella miseria. Perché come agite sul vostro prossimo,così agirò
anch’Io su di voi nel Giorno del Giudizio che sta per arrivare.
4. Non peccate affinché la misura dei vostri peccati non sia ancora più colma, affinché il
peso dei vo stri peccati non vi schiacci al suolo e non troviate più nessuna Grazia nel
Giorno del Giudizio. Perché Io so di ogni ingiustizia, nulla rimane nascosto dinanzi ai
Miei Occhi, dovete rispondere per ogni pensiero ed ogni azione, e guai a colui che viene
colpito dal Mio Giudizio, che sentirà su di sé la Mia Giustizia, quando i suoi peccati
sono palesi. La sua espiazione sarà dura, ma misurata alla sua colpa, perché Io Sono un

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giusto Giudice, benché la Mia Pazienza e Misericordia sia infinita. Ma al vostro agire
sono posti dei limiti, e se superate questi, sarà venuta anche l’ora del Giudizio che
pretenderà Giustizia per tutti i peccati, com’è annunciato nella Parola e nella Scrittura.
Amen.

B. D. Nr. 4081 24 10. 07. 1947


Il pentimento dell’anima nell’aldilà

1. Immensamente gravosa sarà per la vostra anima nell’aldilà la consapevolezza, di aver


causato voi stessi la sua situazione e di essere derubato di ogni possibilità, di cambiare il
suo stato con la propria forza. Ma questa consapevolezza ci sarà soltanto quando si
manifesta in lei il desiderio di crearsi un miglioramento. Dapprima è apatica, non tende
né verso l’Alto né verso il basso, sente soltanto un tormento senza pari ed è totalmente
senza volontà, finché tramite degli esseri di Luce, che si avvicinano nel travestimento,
viene offerta di nuovo una possibilità, di incontrare altre anime ed ora si risveglia in lei
la spinta di giungere in un altro ambiente nella credenza, di essere poi anche sfuggita allo
stato tormentoso. E soltanto le viene chiaro che deve recuperare ciò che ha mancato di
fare sulla Terra, che deve agire nell’amore.
2. Ed ora riconosce anche la sua corsa a vuoto sulla Terra, ed il pentimento di molte
occasioni non utilizzate è oltremodo profondo. Con la buona volontà presto sentirà un
miglioramento, perché appena percepisce il pentimento, sfrutta anche ogni occasione, di
essere attiva amorevolmente nei confronti di anime bisognose, perché un’anima che è
indurita, si rivolge di più verso il basso e non sente nemmeno mai un pentimento sulla
sua propria colpa, perché una tale anima non può mai ammettere la sua ingiustizia a
causa dell’influenza di forze maligne e perciò non sente nessun pentimento. Soltanto la
riconoscenza della sua colpa è in grado di stimolare l’anima a tendere verso l’Alto. E poi
comincia anche l’agire nell’amore, che le apporta la Forza per la risalita.
3. La consapevolezza della sua colpa è sempre la conseguenza della compassione per le
anime che come lei hanno da sopportare uno stato tormentoso, e questo moto apporta
all’anima già l’aiuto degli esseri di Luce, che ora non cedono finché non abbia trovata ed
intrapresa la via verso l’Alto. E più l’anima progredisce nella conoscenza, più fervente
esegue l’attività d’amore nell’aldilà e presta aiuto a tutti coloro che sono ancora sotto di
lei, perché sa dei loro tormenti e vorrebbe aiutarle a diminuirli. E questa attività d’amore
fa diventare ora più debole il proprio pentimento, dato che ora ha la possibilità di
maturare ancora, anche se non può mai raggiungere il grado più sublime, la figliolanza di
Dio, che può essere conquistata solamente tramite una vita d’amore sulla Terra, lei è
comunque beata nella consapevolezza, di poter servire Dio, che ora ama sopra tutto, in
tutta l’Eternità. Amen.

B. D. Nr. 4888 25 01. – 03. 05. 1950


I morti risorgeranno –
La colpa dei peccati

1. IL peccato sarà rivelato il Giorno del Giudizio. Anche i morti risorgeranno nelle loro
opere, cioè le anime che sono morte spiritualmente, sperimenteranno nella retrospezione
ogni mala azione, ogni cattivo pensiero e volontà, che hanno fatto sorgere nella loro vita
terrena, come scritti con scrittura di fuoco, e poi l’anima riconosce la propria durezza ed
anche che non è degna per una Vita nel Regno di Luce, perché compiace a Dio
solamente, quando si è adeguata sulla Terra ai Suoi Desideri e Richieste.

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2. I morti risorgeranno. Nulla rimarrà nascosto, il bene ed il male saranno rivelati, tutto ciò
che l’uomo ha fatto e pensato sulla Terra comparirà, e guai a colui le cui azioni erano
cattive. troverà la sua retribuzione ogni peccato, che non sia già stato cancellato da Gesù
Cristo, che quindi non sia già stato perdonato all’uomo sulla Terra, il quale
riconoscendo la sua colpa, non l’abbia portata alla Croce di Cristo e non abbia chiesto a
Lui l’Assoluzione. Costoro sono redenti dal loro peccato tramite l’ultragrande Amore e
Grazia di Gesù. E costoro non hanno da temere l’ultimo Giudizio. Ma quanto pochi sono
coloro...
3. La fede in Gesù Cristo e la Sua Opera di Redenzione è davvero molto rara da incontrare,
perché delle semplici parole non Lo testimoniano ancora, finché la fede non è viva
attraverso l’amore. Quindi possono essere considerati redenti tramite il Sangue di Cristo
solamente gli uomini, che hanno condotto una vita nell’amore, che hanno trovato Gesù
Cristo tramite l’amore e Gli si sono raccomandati nella loro miseria spirituale. Perché
soltanto l’amore Lo riconosce come Dio e Redentore del mondo; ma chi non ha l’amore
in sé, pronuncia soltanto delle parole vuote, quando confessa la sua fede in Gesù Cristo.
Chi non ha l’amore in sé, non viene nemmeno davanti a Lui nella più profonda umiltà e
Gli confessa la sua colpa, perché chi non ha in sé l’amore, è ancora proprietà
dell’avversario di Dio, che è contro Gesù Cristo e quindi gli impedisce il rivolgere il
cuore a Lui.
4. E perciò molto peccato sarà rivelato nell’ultimo Giudizio, soltanto pochi faranno parte
dei redenti tramite il Sangue di Cristo, e la colpa dei peccati degli uomini sarà
gigantesca, quando i morti risorgeranno dalle tombe per la giustificazione del loro agire
e pensare, cioè quando le loro anime devono confessare la loro colpa, perché nulla
rimane più segreto di ciò che è successo una volta. Tutti coloro che sono morti senza
Gesù Cristo, tutti coloro che non Lo hanno riconosciuto sulla Terra e quindi non hanno
approfittato delle Grazie dell’Opera di Redenzione, dovranno rispondere, perché senza la
viva fede in Lui giacciono ancora nella più profonda oscurità nell’aldilà, anche se
passano ancora dei tempi infiniti, perché senza Gesù Cristo non possono camminare in
Alto, perché non portano in sé l’amore ed anche nell’aldilà è possibile uno sviluppo
verso l’Alto soltanto tramite l’amore.
5. Anche nell’aldilà hanno ancora la possibilità di riconoscere Gesù Cristo, ma soltanto
pochi cambiano nella libera volontà nell’amore, soltanto pochi afferrano la Sua Mano
salvifica di Redentore, quando Egli discende verso loro, per aiutarli nella salita verso di
Lui. Senza amore non Lo riconoscono e non si lasciano aiutare da Lui. Perché il peccato
li tira giù e li tiene saldamente nelle catene nell’abisso. Soltanto Uno li può liberare e
non riconoscono Quest’Uno nella cecità, che è la conseguenza della peccaminosità.
6. L’ultimo Giudizio però dividerà gli spiriti. Anche allora la Mano misericordiosa del
Padre Si tenderà ancora verso i peccatori, e chi La afferra e si lascia attirare in Sù, verrà
salvato dalla punizione dell’inferno di una ripetuta Rilegazione nella solida materia della
nuova Terra. Il peccato sarà rivelato ed anche la volontà di coloro che hanno peccato, e
secondo questa volontà sarà la sorte delle anime dopo l’ultimo Giudizio, perché Dio E’
un Dio dell’Amore e della Misericordia, ma anche un Dio della Giustizia. Amen.

B. D. Nr. 6220 26 26. e 27. 03. 1955


La remissione della colpa “fino all’ultimo quattrino”

1. La Mia Giustizia pretende la remissione di ogni colpa, perché questa è la Legge


dell’Ordine divino, che ogni causa ha il suo effetto. Ogni colpa è un’infrazione contro
l’eterno Ordine, è un’azione, che in qualche modo deve avere il suo effetto e che deve
sempre avere soltanto un effetto cattivo, perché era un’infrazione contro il Mio Ordine

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dall’Eternità. Il male genererà sempre il male, e nessuna cattiva azione rimane senza
effetto.
2. Voi uomini quindi non potete mai vivere nella libertà e beatitudine nel Regno spirituale
gravati di una colpa, perché questa colpa è perciò un peso per l’anima, perché gli effetti
cattivi ammonirebbero sempre l’anima ad un giusto pareggio, perché la colpa
semplicemente non permette la consapevolezza di una “beata libertà”, perché l’anima è
uscita dall’Ordine divino e dapprima deve assolutamente ristabilire quest’Ordine divino,
prima che possa godersi la sua libertà. Questo non è per nulla un atto punitivo da Parte
Mia, ma una semplice Legge, perché nel Mio Regno domina la Giustizia e l’Amore ed
ambedue non vanno d’accordo con una colpa non pareggiata.
3. Soltanto un essere senza colpa può essere beato, un essere che ha pareggiato il minimo
disamore con l’amore, un essere che ora è entrato totalmente nell’eterno Ordine, un
essere che ha pagato ogni colpa, che ha soppesato ogni colpa con l’amore. E per questo
quasi nessun esserne è capace perché ha vissuto come uomo sulla Terra diventando
colpevole in modo molteplice, perché ha percorso la via terra nello stato imperfetto,
perché l’essere non si è mosso nell’Ordine divino a causa di questa imperfezione, perché
non ha ancora sviluppato in sé l’amore, quindi tramite il disamore ha accumulato una
misura di colpa, per la cui estinzione la vita terrena è troppo breve, persino quando
l’essere cambia ancora in questa vita nell’amore, appunto perché la Mia Giustizia deve
pretendere un pareggio, che corrisponde alla sua colpa.
4. Io non posso donare la Beatitudine nel Mio Regno, finché la colpa non sia pagata fino
“all’ultimo quattrino”. Ma posso accettare una prestazione d’espiazione, che viene
pagata per l’anima diventata colpevole, ma anche solamente quando l’amore svolge
questa prestazione d’espiazione, perché soltanto allora è stata data la Soddisfazione alla
Mia Giustizia.
5. Ed ora comprenderete anche l’Opera d’Amore e di Misericordia dell’Uomo Gesù, il
Quale ha riconosciuto in quale miseria l’uomo si è impigliato e non se ne può liberare
durante la vita terrena e nemmeno nel Regno spirituale, se vi entra gravato con la sua
colpa. Egli sapeva che la Mia Giustizia non poteva semplicemente cancellare una colpa
che non era ancora pareggiata, e perciò Egli Stesso Si è portato come Sacrificio
d’Espiazione sulla Croce, per trasportare l’uomo nello stato della libertà, che permette
una beatitudine nel Regno spirituale. Egli quindi ha pagato la colpa fino “all’ultimo
quattrino” per colui che accetta la Sua Opera di Redenzione, che si sente colpevole e
chiede a Gesù Cristo, di aver estinto per lui la colpa mediante il Suo Sangue versato
sulla Croce.
6. Non esisterebbe nessun essere beato nel Mio Regno senza quest’Opera di Redenzione
dell’Uomo Gesù. Ma nella Benedizione dell’Opera di Redenzione può giungere soltanto
colui che confessa la sua colpa come separazione fra sé e Dio, che ha conquistato questa
conoscenza in seguito alla sua volontà rivolta a Me, nel quale si è accesa la scintilla
dell’amore, altrimenti non si sentirebbe mai colpevole e la consapevolezza della sua
colpa lo spinge ora verso di Me in Gesù Cristo, e Mi chiede il Perdono per via di Gesù
Cristo. E la sua colpa verrà pareggiata, verrà totalmente estinta, ed egli può entrare la
essere libero nel Regno della Luce, dove ora è di nuovo il suo compito di partecipare
all’Opera di Redenzione.
7. Da redenta l’anima stessa può ora essere attiva in un modo, che ora cerca lei stessa di
ricondurre le anime che sono infelici, nell’Ordine divino,perché sono non redenti. E
quest’attività sovente è faticosa e richiede grande pazienza e perseveranza, ma il loro
amore ne dà la Forza e lei impiega questa Forza per il servizio per Me ed il Mio Regno,
lei Mi serve e paga contemporaneamente una colpa con il suo servizio d’amore, che Io
ho bensì estinta, quindi cancellata, ma accetto volentieri un tale pareggio, perché Me lo
offre l’amore. Le anime redente tramite il Sangue di Gesù sono inarrestabilmente attive

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nel Regno spirituale, per ricondurre a Me le anime ancora infedeli, esse però non
adempiono più la loro attività nella consapevolezza di colpa, ma nella totale libertà e
perciò non valgono solo come Mie serve, ma come Mie collaboratrici, che senza il
minimo profitto contribuiscono alla beatitudine degli abitanti del Regno spirituale, per
amore per Me e per tutto lo spirituale che Io ho creato.
8. Le anime ora, che languono ancora non redente nell’abisso, sono quindi ancora gravate
con la loro colpa, e perciò l’espiano in parte in questo loro stato tormentoso, ma non si
potranno mai riscattare soltanto tramite questi tormenti, non finiranno mai la loro colpa
senza la Redenzione tramite Gesù Cristo. Sulla Terra hanno mancato l’occasione, di
affidare la loro colpa a Colui il Quale ha prestato per loro l’Espiazione mediante la Sua
morte sulla Croce. Ma una volta lo dovranno fare, altrimenti non si priveranno in eterno
della loro colpa.
9. Ed Io Mi accontento se M’invocano soltanto dall’abisso, per scrivere la loro colpa nella
sabbia, per elevarli nelle sfere più luminose, dove ora dovranno bensì lottare
gravemente, ma una volta si offriranno anche al lavoro di Redenzione e che ora a loro
volta rimettono di nuovo molta colpa appunto tramite il loro lavoro di Redenzione, che
però possono eseguire sempre soltanto quando si sono dati a Gesù Cristo, affinché Egli
le liberi dal potere del loro maestro carceriere. Loro quindi rimettono la loro colpa
liberamente e per amore, perché è già estinta dapprima mediante l’Opera di Redenzione
di Gesù. Ma loro non possono manifestare diversamente la loro gratitudine e beatitudine
sulla loro liberazione che attraverso la partecipazione all’Opera di Redenzione, perché
loro stesse sanno della miseria delle anime nell’oscurità e nel loro amore vorrebbero ora
aiutate tutte alla beatitudine nella libertà. Ma senza Gesù Cristo nessun essere sarebbe
capace, né sulla Terra né nell’aldilà, di rimettere da sé la colpa dei peccati. Ma per amor
per la Giustizia ogni colpa deve essere espiata, e Gesù ha compiuto quest’Opera
d’Espiazione, e voi uomini potete essere liberi da ogni colpa, sulla Terra oppure anche
nel Regno dell’aldilà. Amen.

Non esiste nessuna “eterna dannazione”

B. D. Nr. 5593 27 02. 02. 1953


Dio non condanna, ma vuole salvare

1. Non Io condanno gli uomini e non respingo le anime nell’oscurità, ma loro stessi
tendono verso l’abisso, loro stessi emettono il giudizio tramite il loro modo di vivere,
che è così che il principe dell’oscurità può prendere possesso di loro e li attira giù nella
sua regione. Io Sono un Dio dell’Amore, e compiango tutte queste anime perché è il Mio
Principio di rendere felice tutto ciò che è proceduto da Me. Io vedo la loro miseria, Io
vedo il loro stato pietoso e vorrei aiutare tutte loro; ma finché si distolgono da Me,
finché non sono volonterose di lasciarsi aiutare da Me, il Mio avversario li tiene stretti
nel suo potere, perché la loro volontà gliene da il diritto, come viceversa però la volontà
Mi darebbe anche il diritto di aiutarli a salire in Alto.
2. Io non rimprovero a nessun uomo la colpa dei peccati, benché Io come Dio della
Giustizia devo pretendere un pareggio, un’espiazione. Ma il Mio Amore misericordioso
ha creato la possibilità a tutti i peccatori, di liberarsi della colpa dei loro peccati, il Mio
Amore misericordioso ha preso su di Sé la colpa dei peccati di tutti ed ha pagato il
riscatto mediante la morte del Sacrificio sulla Croce. E ciononostante ogni anima è
libera di farne uso, perché le ho dato una libera volontà, che Io non toccherò mai. Ma è
la libera volontà quando è orientata male, che la precipita nella dannazione, in uno stato
che è così tormentoso, che è pari alla più orrenda prigionia, e che crede sia emessa da

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Me su di lei e perciò Mi vede come un Dio vendicativo e punitivo, il quale l’ha respinta
nell’oscurità. L’anima stessa si crea la sorte perché ciò che è e dov’è è uno stato aspirato
nella libera volontà, che può esser cambiato anche soltanto mediante la propria volontà,
che però viene anche immediatamente migliorato, quando l’anima rivolge i suoi pensieri
a Me.
3. Il Mio Amore afferra ogni anima e l’aiuta a salire in Alto, se vuole salire in Alto verso di
Me. Io Sono ben un Dio della Giustizia, ma ciò che Io pretendo come prestazione di
risposta, come pareggio per la colpa dei peccati della ribellione di una volta contro di
Me, è soltanto il riconoscimento della Mia Opera di Redenzione, quindi il
riconoscimento di Gesù Cristo come il Figlio di Dio. Così come una volta lo spirituale si
è allontanato da Me ed è caduto, così deve di nuovo rivolgersi a Me in Gesù Cristo, per
salire in Alto. Io pretendo soltanto il riconoscimento della Sua Divinità, perché allora
vengo riconosciuto Io Stesso, il Quale Mi Sono incorporato nell’Uomo Gesù sulla Terra,
per facilitare agli uomini, allo spirituale una volta caduto da Me, di riparare il peccato di
allora.
4. Gli uomini sono lontani da Dio, gli uomini sono dello spirituale ostinato che si è
allontanato da Me; non Io ho dannato questo spirituale, ma è teso verso l’abisso nella
libera volontà, dal quale Io vorrei di nuovo levarlo in alto, ma non posso trasferirlo in
altre sfere contro la sua libera volontà: Io Ero, Sono e Rimango eternamente un Dio
dell’Amore, e persino la Mia Giustizia viene superata dal Mio Amore misericordioso,
che ha cercato una via di soddisfare la Giustizia e di andare comunque incontro alle
creature, affinché si possano di nuovo avvicinare a Lui, se ne hanno la volontà. Ed il Mio
Amore si sforzerà sempre, di salvare dall’abisso le anime che si sono perdute da sé
stesse; il Mio Amore tenderà sempre in eterno la Sua Mano per aiutare, che deve soltanto
essere afferrata, per poter sfuggire all’abisso, perché Io non Sono un Dio punitivo che
condanna, Io Sono un Dio dell’Amore e della Misericordia, Che vuole soltanto rendere
felice ciò che è proceduto una volta dal Suo Amore. Amen.

B. D. Nr. 6155 28 05. 01. 1955


Non esiste nessuna eterna dannazione

1. Non esiste nessuna eterna separazione da Dio, non esiste nessuna eterna dannazione,
nessuna eterna morte. Perché l’infinito Amore di Dio esclude questo, Si prende cura di
ogni essere, si impietosisce di ogni essere per quanto possa essere sprofondato in basso,
e che non lascerà nemmeno mai in eterno al Suo avversario ciò che è proceduto
dall’eterno Amore. Ma esiste una separazione da Dio attraverso degli spazi di tempo
infinitamente lunghi, che però non è mai la Volontà di Dio, ma la volontà degli esseri
stessi, quindi non si può parlare di nessuna dannazione tramite Dio. Se l’essere è così
infinitamente lontano da Dio, allora è la sua propria colpa, la sua propria volontà, e può
diminuire in ogni tempo questa separazione, in ogni tempo può ritornare a Dio, perché
Dio gli concede ogni Aiuto, appena l’essere stesso è soltanto della volontà di ritornare a
Dio. L’essere stesso si crea quindi lo stato infelice, e lo stato infelice consiste nel fatto
che all’essere manca la Luce e la Forza, più si allontana da Dio, perché respinge l’Amore
di Dio, che significa per l’essere Luce e Forza.
2. Ma l’Amore di Dio Si sforza continuamente, di richiamare di nuovo alla Vita gli esseri
morti per causa dell’assenza di Forza, l’Amore di Dio è sempre pronto ad irradiare
sull’essere Forza e Luce, ma sempre rispettando il Suo eterno Ordine, la Legge, che è
fondato sulla Sua Perfezione. E perciò la durata del tempo della lontananza da Dio può
essere per l’essere infinitamente lungo, il concetto di “Eternità” non è del tutto
ingiustificato, soltanto con ciò non è da intendere uno stato che non finisce mai. Ma per

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l’essere, che si è separato da Dio, esiste sempre la possibilità di mettere una fine al suo
stato infelice, perché non viene mai lasciato a sé stesso, ma viene sempre inseguito da
Dio con il Suo Amore. Gli vengono sempre offerte delle possibilità di salvezza, ed è
sempre lasciato alla sua libera volontà di sfruttarle, perché l’Amore di Dio è illimitato,
non riporta, è sempre pronto di aiutare, di salvare, di rendere felice e beato, perché sono
sempre le Sue creature che la Sua Forza d’Amore ha chiamato una volta in Vita, ed a cui
Egli non rinuncerà mai e poi mai, anche se passano dei tempi eterni.
3. Ma è impossibile di restituire ad un essere, che chiude sé stesso alla Fonte Ur di Luce e
Forza una Vita piena di Luce e Forza. La libera volontà è il simbolo di tutto il Divino, ed
escludere la libera volontà significherebbe la dedivinizzazione dell’essere, di lasciarlo in
eterno imperfetto e perciò anche eternamente infelice, ma una infelicità che sarebbe la
Volontà di Dio. Ma Dio vuole procurare alle Sue creature l’eterna Beatitudine, e perciò
Egli lascia loro la libera volontà, di conseguenza l’essere stesso può determinare se e
fino a quando si tiene lontano da Dio oppure desidera l’Amore e la Presenza di Dio. Ma
nessun essere resterà in eterno respinto dal Volto di Dio, perché il Suo Amore è così
forte, che riconduce nuovamente a Sé tutto ciò che una volta è proceduto da Lui. Amen.

B. D. Nr. 7910 29 04. 06. 1961


La dottrina della dannazione è una dottrina d’errore

1. Non temete di andare perduti, quando Mi portate nel cuore, non credete che un Dio
vendicativo vi punirà per i vostri peccati, che non conosce Compassione e che Egli vi
condanni in eterno. Io Sono un Dio dell’Amore e della Misericordia, e vi aiuto sempre
soltanto a salire dall’abisso, nel quale vi siete precipitati voi stessi nella libera volontà.
Mediante il vostro peccato voi stessi vi siete messi in uno stato che è infelice; voi stessi
vi siete creati lo stato di sofferenza, nel quale vi trovate. Ma Io vi assisterò sempre di
trovare fuori dall’abisso, Io vi aiuterò sempre di nuovo affinché diventiate beati, come lo
eravate in principio. Voi stessi avete voluto il male e lo avete attirato a voi, e l’effetto di
questo non può mai essere la Beatitudine, ma è conseguenza di uno stato infelice di ciò
che voi stessi avete voluto e fatto.
2. Il vostro Dio e Padre però vi ama, perché siete proceduti dal Suo Amore, e questo Amore
non cederà mai. Sarà quindi sempre intenzionato di riconquistarvi di nuovo, e farà di
tutto per procurarvi di nuovo una sorte beata, però per questo ci vuole la vostra libera
volontà perché così come siete una volta andati via da Me liberamente, così come una
volta avete caricato liberamente su di voi un grave peccato, così dovete anche di nuovo
liberamente ritornare a Me, dovete ammettere la vostra colpa, pentirvene e chiedere il
Perdono della colpa, e tutto sarà come in principio, nell’unione con Me sarete oltremodo
beati.
3. Quindi potete sempre credere in un Dio dell’Amore e della Misericordia, perché anche
se Io Sono un Dio giusto non vi lascio comunque nel vostro destino scelto da voi oppure
emetto su di voi delle punizioni. E perciò è falso dire che Io vi condanni per i vostri
peccati, ma Io metto di fronte a questa opinione l’Opera del Mio Amore e della Mia
Misericordia: la Mia morte di Sacrificio sulla Croce per i vostri peccati. Se Io volessi
condannarvi in eterno per la vostra colpa di peccati di una volta, allora la Mia Opera di
Redenzione non sarebbe stata davvero necessaria. Ma così vi ho dato una dimostrazione
del Mio Amore e della Mia Misericordia. Ho sacrificato Me Stesso, Sono morto per voi,
ho dato la Mia Vita sulla Croce per la colpa dei vostri peccati. Già da questo potete
riconoscere, che la dottrina dell’eterna dannazione è una dottrina d’errore, perché la Mia
Opera di Redenzione vi dimostra il contrario, vi dimostra un Dio dell’Amore e della

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Misericordia, il Quale ha dato Sé Stesso, per estinguere la vostra colpa, il Quale quindi
non vi condannerà mai più in eterno.
4. Un Dio punitivo non è una giusta Immagine di Me e del Mio Essere, il Quale Sono
l’Amore e non precipiterò mai le Mie creature in una miseria ancora maggiore di quella
che hanno già sperimentato attraverso la loro caduta da Me. Io voglio di nuovo
riconquistarli e perciò ho preso su di Me la loro colpa per estinguerla, perché ho avuto
Pietà della sorte di tutto lo spirituale caduto e lo voglio aiutare a salire in Alto
5. Ma la creatura, l’uomo nell’ultimo stadio sulla Terra, può anche rifiutarsi di accettare la
Mia Compassione e muoversi quindi ostinatamente in grande distanza da Me, ma allora
è anche infelice, allora crea a sé stessa la sorte della dannazione che però può anche
cessare in ogni momento, se soltanto si rivolge a Me, quando riconosce la Mia Opera di
Redenzione e ne approfitta anche per sé. Troverà in Me sempre il Padre amorevole, il
Quale vuole aiutare Suo figlio, il Quale Egli Stesso desidera Suo figlio e Gli E’ sempre a
fianco aiutandolo. Soltanto che Egli rispetta la libera volontà del figlio, che non lo
costringe al ritorno. Ma allora la sua sorte è anche infelice, finché non si sarà svolto il
libero ritorno a Me.
6. Io Sono un Dio dell’Amore e della Misericordia. Ma la Giustizia che fa parte anche del
Mio Essere perfetto, vieta di preparare a voi, che siete diventati peccatori attraverso la
propria colpa, una sorte beata. Dapprima dovete accettare l’Espiazione della vostra colpa
attraverso la Mia Redenzione, dovete confessarvi per Me in Gesù Cristo e voler far parte
di coloro per i quali Io ho versato il Mio Sangue sulla Croce.
7. E non parlerete davvero più di un Dio dell’Ira, il Quale vi condanna senza pietà.
Sperimenterete su voi stessi il Suo Amore, il Quale ha preso una volta su di Sé la colpa
dei vostri peccati di una volta e l’ha espiata, Costui Si unirà di nuovo con voi per
irradiarvi con la Sua Forza d’Amore, e voi sarete beati e lo rimarrete in tutta l’Eternità.
Amen.

B. D. Nr. 3691 30 19. 02. 1946


Miseria ed afflizione per la purificazione dell’anima

1. E’ davvero meglio che passiate i giorni fino alla fine nella miseria ed afflizione, piuttosto
che chiudiate la vostra vita terrena nel benessere del corpo, per poi dover prendere su di
voi una sorte che significa tormenti ed indescrivibile miseria per delle Eternità. Chi viene
visitato nell’ultimo tempo da miserie, Io accetto ancora la sua anima con Amore e
Pazienza e cerco di preservarla da quella dura sorte. Ma coloro che camminano
nell’indifferenza e ricchezza terrena e non fanno parte dei Miei, le loro anime sono
incorreggibili e ricevono la ricompensa su questa Terra, se la pretendono, oppure sono
succubi del Mio avversario in una misura, che anche lui provvede loro con i beni del
mondo.
2. Perciò non mormorate e non lamentatevi, voi che dovete soffrire, ma riconoscete in ciò
soltanto il Mio Amore, che si sforza continuamente di conquistarvi, di salvarvi dalla
rovina delle anime, e che non può comunque cambiarvi per costrizione, per non mettere
a rischio la vostra libera volontà. RiconosceteMi anche nella sofferenza e ricordate, che
anche questo tempo passa, e cercate di trarne la giusta utilità. E Mi sarete grati
eternamente, quando avete trovato l’ingresso nel Mio Regno, che è lo scopo di tutte le
sofferenze e miserie, che dovete sopportare. Vi devo afferrare duramente, perché non vi
lasciate attirare con la Mia Mano soave, e se questa vi fa male, vi svegliate e riflettete sul
senso e lo scopo della sofferenza. La vostra sorte sulla Terra durerà soltanto un breve
tempo, perché il tempo della fine è venuto. Fate che sia per voi di Benedizione, fate che
Io Sia per voi il Salvatore, affinché non dobbiate più ripercorrere il cammino attraverso

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la Creazione, non badate solamente alle miserie del corpo, ma pensate alla vostra anima,
che viene purificata attraverso la miseria, che può ritirare ed operare l’unificazione con il
vostro spirito, se non ne viene più ostacolata dal corpo.
3. Non desiderate il mondo, ma cercate di raggiungere solamente il Regno spirituale,
perché la vita terrena sta terminando, ma la Vita spirituale dura in eterno. Ed Io vi voglio
rendere questa accessibile e vi voglio dapprima formare attraverso sofferenze e miserie
così che possiate entrare nel Regno spirituale dopo il vostro decesso. Prendete il vostro
destino su di voi con rassegnazione, prendetelo dalla Mia Mano, riconosceteMi anche
nella miseria ed afflizione, sappiate che nulla viene su di voi senza la Mia Volontà e che
tutto vi serve per il meglio, se voi stessi non Mi opponete nessuna resistenza, se
sopportate con rassegnazione e senza lamento tutto ciò che Io mando su di voi. Perché
appena l’anima ne trae il suo vantaggio, Io sgravo anche il corpo e gli rendo sopportabile
la vita.
4. Ma il tempo è breve fino alla fine e deve essere ancora sfruttato in ogni modo, e finché le
vostre anime sono ancora predisposte con animosità verso di Me ed il Mio Amore non vi
vuole comunque lasciar cadere, Io devo cercare di ottenere un cambiamento della vostra
volontà attraverso la sofferenza. Riconoscete la vostra peccaminosità e fate penitenza,
mentre prendete la misura della sofferenza, pazienti su di voi e così rimettete anche una
parte della colpa, che grava su di voi a causa dei vostri peccati. E siate grati se Io vi do
ancora sulla Terra l’occasione per espiarli, perché soltanto così potete purificarvi ed
entrare senza scorie nel Mio Regno, se superate l’ultima prova e diventate Miei ancora
sulla Terra. Amen.

B. D. Nr. 5379 31 02. 05. 1952


L’Amore misericordioso del Padre nei confronti dello spirituale caduto

1. Quando avete mancato Io non ritiro comunque da voi il Mio Amore misericordioso, ma
vi afferro con tutta la Forza, affinché ritroviate di nuovo la via verso di Me, affinché
riconosciate la vostra ingiustizia e siate di seria volontà di evitare tutto ciò che non è
giusto dinanzi ai Miei Occhi. Io conosco le vostre debolezze, Io so delle tentazioni, alle
quali siete esposti come conseguenza della vostra imperfezione, ma Io so anche della
vostra volontà che è per Me e che quindi valuto anche e perciò vi aiuto di nuovo ad
alzarvi quando siete caduti.
2. Ed Io benedico ognuno che lotta, che non è trascurato nel suo tendere malgrado tutte le
tentazioni, malgrado ripetuti fallimenti. Io gli do sempre di nuovo la Forza, perché il Mio
Amore non cede mai per le Mie creature, che Mi appartengono comunque anche quando
sono diventati peccaminosi.
3. Ma voi dovete combattere con tutta la Forza contro colui che vi vuole sedurre, vi dovete
sempre di nuovo dimostrare degni del Mio Amore, non dovete rigettare il Mio Amore,
ma sempre e continuamente desideraLo, non dovete voler diventare peccaminosi e
perciò dovete sempre di nuovo raccomandarvi al Mio Amore ed alla Mia Grazia, dovete
chiedere a Me la Protezione contro il tentatore, non dovete escluderMi dal vostro
pensare, dal vostro lavoro giornaliero, vi dovete fortificare più sovente con la Mia
Parola, perché siete troppo deboli. Dovete sempre mantenere il contatto con Me, affinché
Io possa sempre influenzarvi, e diverrete così sempre più perseveranti contro le
tentazioni, che vi si avvicinano sempre di nuovo, perché il tentatore non cede di lottare
per le vostre anime, finché non lo avete vinto voi stessi attraverso Me, Il Quale bramate
con tutto il cuore ed il Cui Amore non vi lascia cadere.
4. Finché dimorate sulla Terra, dovrete condurre questa lotta, perché la vostra vita terrena è
l’ultima occasione, dove l’avversario può ancora agire su di voi e lo fa anche, perché non

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vi vuole perdere, e soltanto quando siete diventati totalmente liberi da brame terrene, le
tentazioni cedono.
5. Ma Io conosco ogni moto del cuore, Io so chi ha la volontà di vivere nel Mio
Compiacimento, Io so chi è ancora debole, e devo comunque permettere che il Mio
avversario cerchi di esercitare la sua influenza su di voi. Io devo lasciare la decisione a
voi stessi, Io non devo impedirvi se volete fare ciò che Mi dispiace, ma Io non chiudo
mai il Mio Orecchio alla chiamata di preghiera del figlio, se Io lo devo di nuovo
accogliere nella Mia Grazia di Padre. Io conosco la vostra debolezza e vi somministro
anche la fortificazione, ogni volta che la desiderate. Perciò non dovete essere scoraggiati,
quando siete caduti, ma venire a Me pentiti, ed il Mio Amore misericordioso non Si
negherà mai, dato che E’ sempre pronto al Perdono, se un figlio lo desidera seriamente.
Amen.

B. D. Nr. 9030: 23. 08. 1965


Avvertimento dal cambiare la Parola di Dio

Che vi urtiate comunque sempre di nuovo alla forma, come vi giunge la Mia Parola dall’Alto.
Questo è da spiegare in modo così semplice, che Mi servo del dono dell’afferrare di una persona,
ma questo non deve essere confuso con l’istruzione generale, perché trovo solo raramente una
persona a cui è possibile di ricevere la Mia Parola nel Dettato, perché questo richiede la capacità, di
afferrare fulmineamente dei pensieri che la toccano e di scriverli secondo il Dettato, cosa che però
non è da scambiare con dei pensieri nati nel proprio intelletto. Questo potrebbe condurre all’errata
supposizione, che fosse del proprio bene mentale ciò che ora la persona cercherebbe di
rappresentare come ricevuto spiritualmente. In quel momento l’intelletto umano non lavora, ma
ascolta nell’interiore ciò che gli dice lo Spirito di Dio. Ciò che ricevete come la Mia Parola non vi
sarà mai incomprensibile quando la leggete con la necessaria apertura che richiede un intelletto. Ed
un cambiamento non è adeguato in quanto anche voi uomini cambiate sempre nella vostra forma
d’espressione, quindi la Mia Parola deve essere lasciata così com’è stata ricevuta, perché il
contenuto testimonia dell’Origine divina, e secondo della sua facoltà di ricezione ora il ricevente
ode la Mia Parola, anche se viene irradiata sulla Terra da uno spirito di Luce, perché costui non può
fare altro che irradiare la Mia Parola. Più l’uomo stabilisce il collegamento interiore, più
chiaramente si forma il Dettato, ma non sarà mai difettoso, perché dove s’insinua un errore
attraverso dei disturbi, questo viene anche presto fatto notare al ricevente, in modo che lui stesso
possa correggerlo. (23. 08. 1965) Perché proprio in questo si trova il pericolo, che la Mia Parola sia
molto facilmente esposta a tali cambiamenti, perché gli uomini, secondo il loro “grado
d’istruzione”, vogliono darle una forma che però è del tutto inadeguata, perché Io so come devo
rivolgerMi ad una persona per essere compresa da lei. Ed il senso del Mio Discorso è sempre
comprensibile, se soltanto attraverso l’amore sia stato raggiunto un certo grado di maturità, che però
non viene sostituito da una formulazione per quanto possa essere comprensibile. Ed una cosa dovete
ricordare, che in vista della vicina fine a voi uomini viene offerta la Mia Parola davvero in un
modo, che la potete accogliere senza dubbio come Verità, perché Io so che soltanto unicamente la
Verità significa Salvezza per voi uomini e che faccio di tutto per guidare a voi la Verità, ma vi
avvertirò anche costantemente affinché voi stessi non apportiate dei cambiamenti, anche se questo
succede con la migliore volontà. Amen.

Fonte: CD-ROM La Parola di Dio – pubblicato dagli Amici della Nuova Rivelazione –
Informazioni per tutti, in riferimenti a tutte le Comunicazioni, CD-ROM, libri, libretti tematici ecc.
in Internet su: http/www.bertha-dudde.info

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