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la nuova architettura del vino di sicilia

:

sole, terra e
mani

la cantina di castellaro a lipari
Negli ultimi anni, l’architettura del vino
ha vissuto un grande rinascimento.

Ma esprimono queste nuove cantine la
genuina natura del vino? quale può essere
un espressione originale di questo prodotto
meraviglioso?
“un architettura di
Ma proprio in Sicilia, grazie al clima di
rinnovamento e di fiducia che viene dalle sole, terra e mani”
nuove aziende, tra cui le aziende presenti,
sta sviluppandosi, nei paesaggi, come
Lipari o la zone dell’Etna,

anche una nuova architettura del vino
naturale e regionale, che esprime non solo
l’aspetto innovativo dell’isola, ma anche
segna un approccio diverso al costruire,
rispettoso dell’ambiente, della tradizione
e della creatività.
E, come ogni bottiglia di
vino è unica, così è questa
nuova architettura del vino:
locale, sostenibile, strettamente intrecciata con la
cultura locale, la passione e l’artigianalità dei
clienti e quindi unica nel suo contesto
Vorremmo ora presentare alcuni
esempi di questo percorso
progettuale, che speriamo
possano ispirare un nuovo modo
di costruire e di rapportarsi al
territorio
cantina_etna
Il paesaggio etneo, dominato dai colori
della terra vulcanica e dalla pendenza
accentuata, ha ispirato una cantina a
gradoni a caduta naturale, coperta da un
tetto in acciaio patinato come i dintorni.
Il tetto cattura il vento proveniente dal
mare per areare in maniera naturale la
cantina.
Questo sistema climatico deriva dalla
tradizione araba della torre del vento, che
venne spesso realizzata anche in Sicilia.
per esempio nella zisa a palermo
l’integrazione in un
rendering
sequerciani_toscana
Progetto di una cantina per una piccola
azienda maremmana produttrice di vino
naturale biodinamico secondo il metodo
“demeter”.
Questa cantina è una sintesi del contesto, tradizione e clima della maremma
La volta del tetto in mattoni locali funge da polmone della cantina e la integra
nella terra.
estrazione dell‘aria venti dominanti
dal punto creano una
più alto depressione
grazie
alla depressione

raffrescamento ed
umidificazione naturale

aspirazione naturale
aria da una zona
raffrescamento a contatto boschiva
con la terra in un
termolabirinto
La volta si integra nel paesaggio delle
crete grazie al cotto che viene prodotto
con la stessa terra e ricorda le anfore in
cui viene decantato il vino dell’azienda.
La stessa attenzione nella produzione
naturale del vino si trova anche nel
funzionamento climatico della cantina, che
si basa esclusivamente su fonti di energia
locale.
cantina caselle
milo_etna
Il progetto dell’ampliamento della cantina
preesistente è una interpretazione della
filosofia enologica di Salvo Foti e del
paesaggio dei terrazzamenti locali. La
nuova cantina usa meno macchinari pobbile
si sviluppa in terrazzamenti degradanti
concentricamente intorno al palmento
storico, quasi come un bastione e seguendo
la morfologia naturale della zona.
La cantina verrà eseguita sfruttando la tradizione
costruttiva del muro in pietra a secco e realizzata della
manovalanza dell’azienda con materiale locale.
Questi muri, accanto all’integrazione nel contesto,
rappresentano una preziosa massa termica per temperare il
fragile equilibrio climatico degli spazi interni.
Questa forma si adatta
perfettamente al
raffrescamento della cantina
attraverso i termolabirinti
ipogei, grazie alla lunghezza
dei meandri che li rendono
particolarmente efficaci.
vento dominante

coibentazione
attraverso la terra
dei terrazzamenti

areazione e
raffrescamento naturale

aria viene aspirata
termolabirinto
termolabirinto/frigidarium romano
la curva di caduta della temperatura all’ interno del
termolabirinto
cantina s.polo_
montalcino
Questa cantina è la
nostra prima cantina e
prototipo per varie
idee progettuali,
funzionali ed
energetiche, sviluppate
nei progetti
successivi.
La struttura a terrazze,
dovuta alla posizione in una
ripida valletta, ci ha portato
a sfruttare gli scannafossi
per raffrescare ed umidificare
naturalmente l’aria esterna
lungo le terre armate che li
delimitano.
La cantina è stata il primo
edificio di questo tipo
certificato Klima House a livello
mondiale.
cantina di castellaro_
lipari
la pietra
la luce
gli alberelli di castellaro su vulcano
Strategie progettuali

● Integrazione della cantina nella terra, cantina
sotterranea

● Sfruttamento delle risorse naturali della zona

● Espressione delle qualità naturali e culturali del
luogo, come terra, abitazioni ipogee, luce, vento
etc.

● Economicità di esecuzione e di gestione
la costruzione all’incontrario
Il vento costante dal mare viene catturato
dalla torre del vento, un sistemo arabo,
per creare una corrente d’aria dal basso
verso l’alto. L’aria interna, messa così in
moto viene incanalata in cavità perviste
sotto il pavimento e accanto ai muri
perimetrali, ispirate dal sistema romano
del “Frigidarium”, in un cosiddetto
“termolabirinto”, per essere raffrescata ed
umidificata prima di entrare nella cantina.
terra come
vento dal mare coibente
aereazione naturale
camino del vento

attraverso
aria viene aspirata
attraverso il camino
del vento

termolabirinto
raffrescamento ed
umidificazione
naturale dell‘aria

aria aspirata
la cantina incorpora, in un processo di
costruzione spontaneo, la terra e i colori
creati durante i millenni
Speriamo di avervi ispirati a costruire
la prossima cantina così bene come fate
il vostro vino.
“un’architettura di sole, terra e mani”

dalpiaz + giannetti architekten
www.dalpiaz-giannetti.com