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Micromeccanica e

Macromeccanica dei
Materiali Compositi

Corso di Tecnologie dei Materiali Aerospaziali - Prof. Valentina Lopresto


La Micromeccanica
Materiale composito: materiale caratterizzato da una struttura non omogenea, costituita
dall'insieme di due o più sostanze diverse, fisicamente separate e dotate di proprietà differenti.

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Struttura dei
Materiali Compositi

MATRICE e FIBRE di rinforzo.


Nella zona di transizione fibre-matrice, si
identifica però un terzo componente, molto
importante per il comportamento del
composito, la INTERFACCIA.
La fibra, per motivi di compatibilità con la
matrice, può essere dotata talvolta di un
rivestimento o INTERFASE.
Fibra, matrice, interfase e interfaccia:
costituenti dal cui comportamento collettivo
derivano le prestazioni del composito.

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Laminati

• Lamina: elemento giacente in un piano in cui fibre


continue sono inglobate in una matrice

• I laminati sono ottenuti per sovrapposizione di


lamine, in genere a rinforzo unidirezionale o
tessuto, disposte secondo differenti orientazioni.

• Generalmente l’assemblaggio delle lamine avviene


per polimerizzazione dell’insieme, a volte per
incollaggio.

• I laminati vengono utilizzati, come materiali


strutturali, laddove vi sia da un lato la necessità di
elevate prestazioni meccaniche in termini di
rigidezza, resistenza, comportamento alla
fessurazione, e dall’altro l’esigenza di limitare il
peso.

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Lo studio della proprietà meccaniche segue tre approcci:

- Micromeccanica: a partire dalle proprietà di fibre e


matrice si cerca di determinare le proprietà della lamina
- Macromeccanica della lamina: si osserva la lamina senza
tener conto degli elementi costituenti al fine di
conoscerne il comportamento macroscopico
- Macromeccanica del laminato: si vuole determinare il
comportamento macroscopico del laminato, senza
riferirsi alla struttura costituente dello stesso

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Micromeccanica
La micromeccanica studia le proprietà della singola lamina note le
proprietà delle fibre e della matrice.
La lamina può essere considerata trasversalmente isotropa:
comportamento governato da quattro cedevolezze:
S11, S22, . S12, S66
o dalle quattro costanti elastiche ingegneristiche:
E11, E22, G12, n12
1 1
S11  S 22 
E11 E22
 12 1
S12  S 66 
E11 G12
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Sistema di Riferimento Locale

1 Direzione 1:
longitudinale rispetto alla
direzione delle fibre

2 Direzione 2:
ortogonale rispetto alla
direzione delle fibre

Lamina

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Sollecitazione di trazione lungo l’asse principale
Stessa deformazione ef = em = e . 1

s = Ee.
sf = Efe.
2

sm = Eme.
Poichè è Ef >> Em
sf >> sm

le fibre lunghe sopportano praticamente tutto il carico.


Il sostegno dei carichi in un composito è demandato alle fibre, indipendentemente dalla
percentuale volumetrica (Vf) secondo cui sono presenti nel composito, a partire da un
certo valore minimo di Vf detto critico.
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Obiettivo della micromeccanica:
ottenere modulo elastico, rigidezza o cedevolezza del composito
in funzione del modulo elastico di fibre e matrice, e dei loro
volumi percentuali.

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Dobbiamo anzitutto definire un elemento di volume rappresentativo: che è la più piccola
regione di materiale entro la quale tensioni e deformazioni possono essere ritenute
macroscopicamente uniformi e che contenga le corrette proporzioni volumetriche di fibre e
matrice.
In un composito con fibre unidirezionali, le dimensioni dell’elemento di volume rappresentativo
sono date da:
- Spaziatura tra fibre
- Spessore della lamina
La terza dimensione è scelta arbitrariamente.

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Proprietà in direzione 1

direzione 1  direzione delle fibre

PL1  PF  VF%  PM  VM%

PL1: Proprietà lamina direzione 1


s11 s11 PF: Proprietà fibra
PM: Proprietà matrice
VF%: Volume percentuale di fibre
Dir.1: proprietà fibre
VM%: Volume percentuale matrice

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Modulo di Young in direzione 1
Ipotesi: Stessa deformazione fibre e matrice
(se così non fosse avrei frattura!)


1   f  m

e fibre e matrice hanno comportamento elastico:

 f  Ef  1  m  Em 1
P   1 A  fAf  mAm
E1 1 A  Ef 1 Af  Em 1 Am
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Modulo di Young in direzione 1
Regola delle Miscele
E1 1 A  Ef 1 Af  Em 1 Am

E1  E f
Af
A
E m
Am
A

=
E 1  E f V f  E mV m
V f + Vm =1

 
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Proprietà in direzione 2

Previsione del modulo E2

f
f
m
m s2
f E2 = Macromeccanica
m
f e2
m
ff
m
m

Micromeccanica

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Proprietà in direzione 2

Ef >> Em e f E f =em E m

f

f m 

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Proprietà in direzione 2

direzione 2  direzione ortogonale alle fibre


1 VF% VM%
  ricaviamola
PL2 PF PM

PL2: Proprietà lamina direzione 2


PF: Proprietà fibra
s22 s22 PM: Proprietà matrice
VF%: Volume percentuale di fibre
VM%: Volume percentuale matrice
Dir.2 : proprietà matrice

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Modulo di Young in direzione 2
Ipotesi: Stesso stress trasversale σ2 applicato a fibre e matrice
( per equilibrio tra elementi adiacenti)

2 2
f  m 
Ef Em

a deformazione trasversale totale sarà:

W
2  W   2W  f (W Vf )  m(W  Vm)
W
 2   f V f   mV m
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Modulo di Young in direzione 2
2 2
 2  Vf  Vm
Ef Em

2 2
 2  E 2 2  E 2( Vf  Vm)
Ef Em
1 1
1  E 2( Vf  Vm)
Ef Em
Ef E m
E2  ricavata
VmEf  VfEm
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Calcolo del Modulo di Elasticità Trasversale

EF 
Noti  Micromeccanica
EM 

E L1 = E F ×V F% + E M ×V M%

1 V F % VM %
= +
EL2 EF EM
IMPORTANTE:
Lo studio delle lamine si effettua sulle zone che non
risentono degli effetti di bordo.
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La percentuale di fibre ottimale in un composito (Vf) è di circa il 60%.

Sarà quindi Ef ad influenzare maggiormente


il Modulo di Elasticità del composito in direzione 1 (E1)

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Anche per elevati volumi percentuali di fibre (>50), il modulo in
direzione 2 non varia sensibilmente rispetto a quello della matrice
(presenza dell’interfaccia caricata maggiormente).

Sarà quindi Em ad influenzare maggiormente


il Modulo di Elasticità del composito in direzione 2 (E2)

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Risultati ottenuti Ipotesi assunte:
• Entrambe le fasi hanno comportamento
E 11 =E V +E V elastico lineare;
f f m m
• Le fibre hanno tutte lo stesso modulo
Ef Em elastico;
E 22  • Le fibre sono continue, cilindriche e
E f Vm  E m Vf perfettamente parallele;
• Esiste una perfetta adesione tra le fibre e la
matrice.
Gf Gm
G12 
G f Vm  G m Vf MATRICE

u = u V +u V
12 f f m m FIBRE

E INTERFACCIA
u 21 = 22 u12
E 11 Poichè è E11 >> E22 n12 >> n21

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Sempre nelle condizioni di lamina UD con direzione
longitudinale alle fibre indicata con 1 e trasversale indicata con 2

Sappiamo che:  2  fVf  mVm E che per ipotesi ef = em = e1:


D l2f + Dl nf lfe1 + nm lme1
che scriviamo come: e2 = 2m
e2 =
lf + lM lf + lM
con Dl2f e Dl2m variazioni dimensionali di per definizione di coefficiente di Poisson per
fibra e matrice in direzione trasversale fibra e matrice
quando l’allungamento in direzione 1 è
pari a e1

Sostituendo:
e nf lf + nm lm
u 12= - 2 e semplificando: n 12 =
e1 lf + lM
e quindi:

n12 = n f V f +n mV m

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Calcolo di E nelle direzioni principali

Materiali:
Resina poliestere
Em = 4 GPa

Fibre di vetro
Ef = 75 GPa

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La Macromeccanica
della lamina

La Macromeccanica studia la lamina senza tener conto


dei costituenti per conoscerne il comportamento
macroscopico

La lamina viene cioè vista come un corpo comunque


anisotropo (in particolare trasversalmente isotropo) ma
omogeneo

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MACROMECCANICA DELLA LAMINA

Obiettivi
• Quante sono le costanti necessarie per
descrivere il comportamento elastico di una
lamina, e come possono essere misurate ?

• Quante sono le resistenze necessarie per


calcolare il comportamento a rottura di una
lamina, e come possono essere misurate ?

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L’approccio ingegneristico alla progettazione

• Definisci i carichi esterni


• Ricava i cimenti nella
sezione generica

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• Calcola la distribuzione delle tensioni

• Valuta la possibilità di rottura


• Calcola le deformazioni

• Calcola gli
spostamenti
  = 

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• Calcola gli
spostamenti
  = 

Relazione fra tensioni e deformazioni


(Equazione costitutiva)
• Materiale isotropo:E, G, 
• Materiale anisotropo: ?

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Equazione costitutiva per un materiale
anisotropo

z
• Tensioni: x, y, z, xy,
xz, yz
y • Deformazioni: x, y,
x
z,xy, xz, yz

IMPORTANTE
• Ipotesi: comportamento hookeano

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Legame costitutivo
Il legame sforzi deformazioni è dato dalla legge di Hooke:
σ  Qε Q è una matrice di 9x9 = 81 elementi
accoppiamento tra tensioni normali e
deformazioni trasversali e viceversa
Ipotesi semplificative
1. Comportamento elastico lineare (Hook):
Matrici sforzo/deformazione simmetriche
 1 C11 C12 C13 C14 C15 C16   1
 2 C21 C22 C23 C24 C25 C26   2
Uso notazione vettoriale (Voigt)
 3 C31 C32 C33 C34 C35 C36   3
 
In forma matriciale:  12 C41 C42 C43 C44 C54 C46   12
 13 C51 C52 C53 C54 C55 C56   13
g sono gli scorrimenti  
 23 C61 C62 C63 C64 C65 C66   23
36 componenti per la matrice Q

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Forma matriciale

x C*11 C*12 C*13 C*14 C*15 C*16 x


y C*21 C*22 C*23 C*24 C*25 C*26 y
z C*31 C*32 C*33 C*34 C*35 C*36 z
=
yz C*41 C*42 C*43 C*44 C*45 C*46 yz
zx C*51 C*52 C*53 C*54 C*55 C*56 zx
xy C*61 C*62 C*63 C*64 C*65 C*66 xy

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Forma estesa

x = C*11 x+ C*12 y+ C*13 z+ C*14 yz+ C*15 zx+ C*16 xy
y = C*21 x+ C*22 y+ C*23 z+ C*24 yz+ C*25 zx+ C*26 xy
z = C*31 x+ C*32 y+ C*33 z+ C*34 yz+ C*35 zx+ C*36 xy
yz = C*41 x+ C*42 y+ C*43 z+ C*44 yz+ C*45 zx+ C*46 xy
zx = C*51 x+ C*52 y+ C*53 z+ C*54 yz+ C*55 zx+ C*56 xy
xy = C*61 x+ C*62 y+ C*63 z+ C*64 yz+ C*65 zx+ C*66 xy

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Forme contratte

x x
x = C* x
y y
z C* z Forma inversa
=
yz yz
zx zx x = S* x
xy xy

Matrice di rigidità Matrice di cedevolezza

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x S*11 S*12 S*13 S*14 S*15 S*16 x
y S*21 S*22 S*23 S*24 S*25 S*26 y
z S*31 S*32 S*33 S*34 S*35 S*36 z
=
yz S*41 S*42 S*43 S*44 S*45 S*46 yz
zx S*51 S*52 S*53 S*54 S*55 S*56 zx
xy S*61 S*62 S*63 S*64 S*65 S*66 xy

36 costanti?

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z Carico monoassiale

x S*11

x y y S*21
x z S*31
x = x
y yz S*41
zx S*51
x
xy S*61
x

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x S*11 S*12 S*13 S*14 S*15 S*16 x
y S*12 S*22 S*23 S*24 S*25 S*26 y
z S*13 S*23 S*33 S*34 S*35 S*36 z
=
yz S*14 S*24 S*34 S*44 S*45 S*46 yz
zx S*15 S*25 S*35 S*45 S*55 S*56 zx
xy S*16 S*26 S*36 S*46 S*56 S*66 xy

Simmetria per avere 21 costanti indipendenti!


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Equazione costitutiva della lamina

Struttura di una lamina unidirezionale


Materiale ortotropo
(tre assi principali, tre piani di simmetria)

S11 S12 S13 S14 S15 S16


1 1
z3 2
S22 S23 S24 S25 S26
2
3 S33 S34 S35 S36 3
=
23 S44 S45 S46 23
31 S55 S56 31
2
y 12 S66 12

1
x Simmetria per avere 21 costanti indipendenti!

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3 1 S11 S12 S13 S14 S15 S16
1
2 S12 S22 S23 S24 S25 S26 2
3 S13 S23 S33 S34 S35 S36 3
=
23 S14 S24 S34 S44 S45 S46 23
2 31 S15 S25 S35 S45 S55 S56 31
12 S16 S26 S36 S46 S56 S66 12
1 1

Assenza di deformazioni
taglianti
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Legame costitutivo

Il legame sforzi deformazioni è dato dalla legge di Hooke:


σ  Qε Q è una matrice di 9x9 = 81 elementi
Le lamine di composito a fibre lunghe unidirezionali, esibiscono
comportamento ortotropo.

Materiale ortotropo:
tre piani di simmetria mutuamente ortogonali lungo i quali le
deformazioni sono simmetriche (assenza di effetti di accoppiam.
lungo gli assi di simmetria tra sforzi normali e scorrimenti, e tra
sforzi tangenziali e allungamenti).

Tali piani sono individuati dal piano medio della lamina e dai piani
a questo ortogonali, paralleli alle due direzioni principali
(direzione delle fibre, 1, e direzione ortogonale, 2)
Il comportamento di un materiale ortotropo nel piano 1-2 (piano della lamina) coincide con
quello di un materiale trasversalmente isotropo (simmetria di rotazione nella 3a direzione, per il
quale E = Ex = Ey): ci si riferirà quindi alla lamina come ad un materiale ortotropo
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Misura delle costanti elastiche: costanti
ingegneristiche
3
1 S11 S12 S13 0 0 0 1
2 S22 S23 0 0 0 2
3 S33 0 0 0 3
=
23 S44 0 0 23
2 31 S55 0 31
12 S66 12

1 E = x/x Sollecitazione monoassiale


= -y/x Sollecitazione monoassiale
G = xy/xy Taglio
puro 41
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3
1 S11 S12 S13 0 0 0 1
2 S22 S23 0 0 0 2
3 S33 0 0 0 3
=
23 S44 0 0 23
2 31 S55 0 31
12 S66 12

1
Ex = x/x Sollecitazione monoassiale

E1 = 1/S11 E2 = 1/S22 E3 = 1/S33

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1 S11 S12 S13 0 0 0 1
2 S22 S23 0 0 0 2
3 S33 0 0 0 3
=
23 S44 0 0 23
31 S55 0 31
12 S66 12

Gxy = xy/xy Taglio puro

G12 = 1/S66 G23 = 1/S44 G31 = 1/S55

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3 1 S11 S12 S13 S14 S15 S16
1
2 S12 S22 S23 S24 S25 S26 2
3 S13 S23 S33 S34 S35 S36 3
=
23 S14 S24 S34 S44 S45 S46 23
2 31 S15 S25 S35 S45 S55 S56 31
12 S16 S26 S36 S46 S56 S66 12
1 31

23 = 12 = Materiale ortotropo:


0 9 costanti elastiche
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La Macromeccanica
della lamina

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Ortotropo Trasversalmente
isotropo

Asse 2 = Asse 3
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Materiale trasversalmente isotropo
3
1 S11 S12 S13 0 0 0 1
2 S22 S23 0 0 0 2
3 S33 0 0 0 3
=
2 23 S44 0 0 23
31 S55 0 31
12 S66 12
1

5 costanti
S44 = 2 (S22 - S23)
elastiche
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Legame costitutivo
Termini della matrice C: costanti elastiche del materiale, funzioni
dirette delle costanti ingegneristiche.
 1 C11 C12 C13 C14 C15 C16   1
 2 C21 C22 C23 C24 C25 C26   2
 3 C31 C32 C33 C34 C35 C36   3
 
 12 C41 C42 C43 C44 C54 C46   12
 13 C51 C52 C53 C54 C55 C56   13
 
 23 C61 C62 C63 C64 C65 C66   23
Caratteristiche della matrice di rigidezza dei materiali isotropi
• zeri nelle righe da 1 a 3 (cornice blu): non vi è accoppiamento tra deformazioni longitudinali e
tensioni tangenziali;
• zeri nelle righe da 4 a 6 (cornice rossa): non vi è accoppiamento tra deformazioni tangenziali e
tensioni normali (comportamento simmetrico);
• zeri in corrispondenza delle righe e delle colonne da 4 a 6 (triangoli) derivano dall’assenza di un
effetto simile a quello di Poisson per le tensioni tangenziali /assenza di stress tangenziali e
deformazioni tangenziali in un altro piano;
• gli elementi della matrice C si mantengono costanti al variare dell’orientamento del sistema di assi
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Ipotesi semplificative
2. Nelle Hp. di: 3. Lastra sottile*:
- Stato tensionale piano*;
piano di simmetria a z=0** 13 cost. elast. indip
- Rif.: assi principali della lamina

Matrice simmetrica: Cij = Cji da 36 a 21 cost indip.

Piani di simmetria (ortotropo) 23 = 13 = 0 9 costanti elastiche indipendenti


per assenza di taglio fuori dal piano
* la lamina è molto sottile
 1 C11 C12 C13 0 0 C16   1
 2 C21 C22 C23 0 0 C26   2
** piano di simmetria a z=0  3  C31 C32 C33 0 0 C36   3
 
 12  0 0 0 C44 C 45 0   12
 13  0 0 0 C 54 C55 0   13
 
 23 C61 C62 C63 0 0 C66   23

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Ipotesi semplificative

2. Nelle Hp. di:


Rif.: assi principali 1, 2, 3 coincidenti con quelli di simmetria (materiale ortotropo)

da 12 a 9 costanti indipendenti

 1 C11 C12 C13 0 0 0  1


 2 C21 C22 C23 0 0 0   2
 3 C31 C32 C33 0 0 0  3
 
 12  0 0 0 C44 0 0   12
 13  0 0 0 0 C55 0   13
 
 23  0 0 0 0 0 C66   23

Se il materiale presenta un piano di ortotropia speciale


(uguali proprietà in ogni direzione, isotropia) le costanti si riducono a 5 di cui 4 indip
C12 = C13; C11 = C22 = C33; C44 = C55; C66 = (C11 - C22)/2
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Hp semplificative

Matrice simmetrica: Cij = Cji da 36 a 21 cost indipendenti

3. Lastra sottile:

direzione 3 trascurabile da 21 a 6 componenti


(nella notazione matriciale precedente
Si annullano tutti i termini con pedice 3)

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Equazione costitutiva della lamina

Lamina omogenea e ortotropa, 6 costanti indipendenti

L’equazione costitutiva della lamina è:

s 1 éQ11 Q12 Q13ù e1


s2 =ê
êQ 21 Q 22
ú e
Q 23ú 2
t12 ê
ëQ31 Q32 Q33úû g12

Data l’equazione costitutiva della lamina, se conosco le deformazioni, posso


determinare lo stato di sollecitazione (1,2) della lamina.

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Equazione costitutiva
L’equazione costitutiva della lamina è:

s 1 éQ11 Q12 Q13ù e1


s2 =ê
êQ 21 Q 22
ú e
Q 23ú 2
t12 ê
ëQ31 Q32 Q33úû g12
[Q] = Matrice di Rigidezza =
i suoi termini sono direttamente legati ai moduli elastici della lamina

6 componenti perché il materiale ortotropo ha piani di simmetria


(assenza di taglio fuori dal piano)
Per un materiale anisotropo invece le Sij sono indipendenti e le costanti da determinare sono 9
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Legame costitutivo

s 1 éC 1 C 2 C 3ù e1
ê
s2 =ê ú
C 4 C 5ú× e2
t12 ê
ë C ú

g 12

[C] = Matrice di Rigidezza


Solo 6 componenti perché il materiale ortotropo ha piani di simmetria (assenza di taglio)

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Legame costitutivo

e1 é S11 S12 S13 ù s 1


ê ú
e2 = ê S21 S22 S23 ú× s 2
g12 ê ú
ë 31 32 33 û 12
S S S t
[S] = Matrice di Cedevolezza

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Sviluppo del modello
Sviluppando la notazione matriciale:

ìe1 = S11s 1 + S12s 2 + S13t12


ï
íe2 = S 21s 1 + S 22s 2 + S 23t12
ïg = s + s + t
î 12 S 31 1 S 32 2 S 33 12

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S11
 1  S11 1  S12 2  S13 12

Carico in direzione 1  s1  0, s2 = t12 = 0

ε 1
ε
1Sσ
11
1 S
11 
1
σ1 E
11

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1 1
S  
11
1 E
11
Per determinare S11 posso quindi agire in due modi:
a) Applico il teorema della media: E11 = EfVf + EmVm ;
dai dati dalla micromeccanica calcolo E11 e ne faccio l’inverso;
b) Faccio la prova di trazione in direzione 1 e misuro s1 ed e1 dai
quali ricavo S11.

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S22
 2  S 21 1  S 22 2  S 23 12

Carico in direzione 2  s2  0, s1 = t12 = 0

ε2 1
ε 2  S22 σ 2 S
22 
σ2 E22

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S33
 12  S31 1  S32 2  S33 12

Applico un taglio puro  t12  0, s1 = s2 = 0

12 1
 12  S33 12 S  
33
12 G
12

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S13 – S31 – S23 – S32

ìe1 = S 11s 1 + S 12s 2 + S 13t12


ï
íe2 = S 21s 1 + S 22s 2 + S 23t12
S23  S32

ï
îg12= S 31s 1 + S 32s 2 + S 33t12
S13  S31

• Se carico lungo l’asse un pezzo geometricamente simmetrico, (s2 = 0) anche


la deformazione sarà simmetrica, non ci devono essere scorrimenti g, quindi
(Stato Tensionale Piano):

S13 = S 31 = 0
Stesso discorso per la direzione 2:

S 23 = S 32 = 0

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S21
e1 = S 11s 1 per (s2 = 0)

e2 = S 21s1
ν12 = - ε2/ε1 = - S21 σ1 / S11 σ1

ν12 = - S21/S11 S21 = - ν12 * S11

S21 = - ν12/E11
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S12 - S21
ìe1 = S11s 1 + S12s 2 + S13t12
ï
íe2 = S 21s 1 + S 22s 2 + S 23t12
ï
îg12= S 31s 1 + S 32s 2 + S 33t12
Osservazione:  21 12
S12   S 21  
S 21 = S12 E22 E11
u12 u21
=
E 11 E 22 E 11 >> E 22 Þ u12 >> u 21
u12 E 22 = u21 E 11

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Concludendo

 1  
  21 0 
 E11 E22 
 12 1
S  0 
 E11 E22 
 1 
 0 0 
 G12 

Ho bisogno di tre prove per il calcolo dei coefficienti della matrice:

- Trazione nella direzione 1 per definire E11

- Trazione nella direzione 2 per definire E22

- Taglio per definire G12

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Matrice di rigidezza Q

 S11 S12 0
Dobbiamo invertire la matrice: S   S 21 S 22 0 
 0 0 S33 

E
Q 11
11
1
1221

Q Q 
E
21

E
11 12
22 
Elementi della matrice di rigidezza:
12 21
1 12
21
1 12
21 

E
Q  22
22
1
1221

Q33  G12

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Valori tipici delle costanti elastiche

Materiale E1 (GPa) E2 (GPa) G12 (GPa) 12

Vetro-resina 45 13 8 0.25

Carbo-resina 140 8 5 0.25


Kevlar-resina 75 5 3 0.30

Boro-resina 200 21 7 0.30

Compositi unidirezionali, Vf ≈ 60%

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Valori tipici delle costanti elastiche
Compositi in tessuto, Vf ≈ 50 - 55%

Materiale E1 (GPa) E2 (GPa) G12 (GPa) 12

Vetro-resina 23 23 8 0.10

Carbo-resina 72 72 5 0.08
Kevlar-resina 32 32 3 0.10

Mat di vetro-resina: E = 8 GPa,  = 0.15

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La Macromeccanica
del laminato

La Macromeccanica studia i modelli analitici che prevedono il


comportamento del composito conoscendo le proprietà di
ogni singola lamina.

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LAMINA  LAMINATO

Spesso le direzioni di applicazione del


carico non coincidono con quelle
principali di ortotropia y
2

Schema riferimenti: x

1
Conoscendo le proprietà in direzione 1 –
sx s1
sy =[]
2 di una lamina, con una matrice di
trasformazione T posso passare dalle
tensioni (o deformazioni) della lamina a
Tensioni
T ×s2
quelle del laminato x – y.
txy t12
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Deformazioni

Perché compare 1/2 ??


ex e1 • Perché bisogna

e y = [T ]× e 2 avvalersi della
notazione tensoriale
(Voigt)!
1 1
g xy g12
2 2

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Deformazioni τ

τ
τ

τ
α
𝜋 Deformazione
 
𝛾 = −𝛼 da taglio
2 Ingegneristica

  𝛾 Deformazione
𝜀= da taglio
Fonte: Jones-Mechanics of Composite Materials 2 Tensoriale

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Significato fisico G = E/ [2 (1 + )]

Deformata? G Deformata? E, 

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Deformazioni

• Quindi:

ex e1 𝜀 𝑥𝑦
 
Notazione
Tensoriale

e y = [T ]× e 2 𝜀 12
 

1 1
g xy g12
2 2
Fonte: Jones-Mechanics of Composite Materials

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Matrice di rotazione T per l’angolo 𝜽 positivo come in figura

é cos 2 J sin J
2
2 sin J cos J ù
ê ú
=
T ê sin 2
J cos J
2
- 2 sin J cos J ú
ê-sinJ cosJ + sin J cos J cos J - sin Jú
2 2
ë û
quindi:

ìs x = s 1 cos 2 J + s 2 sin 2 J + 2t12 sin J cos J


ï
ï
s
í y = s 1 sin 2
J + s 2 cos 2
J - 2t12 sin J cos J
ï
ït
î xy = -s 1
sinJ cos J + s 2 sin J cos J +t 12
(cos 2
J - sin 2
J)

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Matrice di rotazione T

Conoscendo s1, s2, t12, conoscendo l’angolo J, calcoliamo sx, sy


e txy attraverso il tensore T;

Posso così passare da LAMINA a LAMINATO.

Stesso discorso vale per le deformazioni.

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Legame costitutivo

• Dobbiamo ora cercare il legame costitutivo della lamina in un


riferimento globale. Cioè dobbiamo trovare:

´ ] ∙ {𝜀 }
{ 𝜎 𝑥 } =[ 𝑄
 
𝑥

• Abbiamo trovato che:

s s1
x ex e1
s y
= [T ]× s 2 ey =[]
T × e2
t xy t 12 𝜀 xy 𝜀 12

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Legame costitutivo
• Introduco la matrice [R] di Reuter per esprimere le deformazioni
ingegneristiche in termini tensoriali
• (NB: il legame costitutivo è ricavato in termini ingegneristici, mentre la matrice di rotazione
agisce sulle componenti tensoriali!)

  1 0 0 𝜀1 𝜀1
[ 𝑅 ]= 0
0 [ 1
0
0 ⇛
2 ] { } 𝜀2
𝛾 12 𝑒𝑛𝑔
=[ 𝑅 ] ∗ 𝜀2
𝜀 12   { } 𝑡𝑒𝑛𝑠

  𝜀𝑥
1
[ 𝑅 ]= 0
0 [
0
1
0
0

2
𝜀𝑥

] { }
0 ⇛ 𝜀𝑦
𝛾 𝑥𝑦 𝑒𝑛𝑔
=[ 𝑅 ] ∗
𝜀𝑦
𝛾 12
2
{} 𝑡𝑒𝑛𝑠

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Legame costitutivo
• Dalla macromeccanica della lamina nel caso di stato tensionale piano:

s 1 éQ11 Q12 0 ù e1
ê
s 2 = êQ 21 Q 22 ú e
0 ú 2 =
t12 ê ë0 0 Q33ú
û g12
eng
• In termini tensoriali
éQ11 Q12 0 ù   𝜀1


êQ 21 Q 22 0 ú
ê
ë0 0
ú ∗ [𝑅]∙

Q33ú
û
( { }) 𝜀2
𝛾 12
2 𝑡𝑒𝑛𝑠

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Legame costitutivo

• Ma sappiamo che:

 
=

==
[T]-1 si ottiene da [T] invertendo il segno dell’angolo q

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Legame costitutivo

• Abbiamo trovato che:

 
==
 • Pre-moltiplico ambo i membri per

  ==

 𝑇 𝑇
[ ]
• Si ottiene che:
 
=
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Legame costitutivo

• Quindi:

 
==

• Legame costitutivo:
´ ] ∙ {𝜀 }
{ 𝜎 𝑥 } =[ 𝑄
 
𝑥

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Legame costitutivo

Volendo calcolare le deformazioni conoscendo le tensioni:

ex sx
[ ]
e y = Q -1 × s y
exy t xy

(valido per una qualsiasi giacitura x-y diversa da quella principale 1-2)

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Carichi esterni e deformazioni

Scopo principale della teoria classica dei laminati:

• Legare le risultanti delle azioni interne (Forze e momenti) alle


deformazioni.

Come giungere a
questa relazione??

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Carichi esterni e deformazioni

Effetti di accoppiamento
Kx = b11Nx
Ky = b12Nx
Kxy = b16Nx

• Normale-tagliante
• Flettente-torcente
• Normale-flettente

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Carichi esterni e deformazioni

1. Calcolo delle azioni interne nel laminato in assenza delle tensioni in direzione z
(laminato sottile e stato piano di sollecitazione)

Ipotesi:
legame perfetto tra lamine t/2

t/2

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Carichi esterni e deformazioni

• Forze e Momenti risultanti sono ottenuti per integrazione delle tensioni e dei
momenti elementari lungo lo spessore t

𝑡 𝑡 𝑡
  2
  2
  2

𝑁 𝑥 =∫ 𝜎 𝑥 𝑑𝑧 𝑁 𝑦 =∫ 𝜎 𝑦 𝑑𝑧 𝑁 𝑥 𝑦 =∫ 𝜏 𝑥𝑦 𝑑𝑧
𝑡 𝑡 𝑡
− − −
2 2 2

𝑡 𝑡 𝑡
  2
  2
  2

𝑀 𝑥 =∫ 𝜎 𝑥 ∙ 𝑧𝑑𝑧 𝑀 𝑦 = ∫ 𝜎 𝑦 ∙ 𝑧𝑑𝑧 𝑀 𝑥 𝑦 =∫ 𝜏 𝑥𝑦 ∙ 𝑧𝑑𝑧


𝑡 𝑡 𝑡
− − −
2 2 2

 N ed M sono le forze ed i momenti risultanti per unità di lunghezza

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Carichi esterni e deformazioni
Per laminati multi-lamina, la forza e il momento risultanti sono ottenuti
sommando gli effetti per tutte le lamine.

Per un laminato di n lamine:


   

k k

hk e hk-1 coordinate lungo z della superficie superiore ed inferiore della k-ma lamina

n = numero di lamine
hi = distanza dall’asse x della faccia
superiore della i-esima lamina
hi-1 = distanza dall’asse x della faccia
inferiore della i-esima lamina
hi-hi-1= spessore
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Carichi esterni e deformazioni

3. Considerando che:

  0
𝜀𝑥 𝜀𝑥 𝑘𝑥  

{ }{ } { }
𝛾 𝑥𝑦 0
0
𝜀𝑦 = 𝜀𝑦 +z ∙ 𝑘 𝑦
𝛾𝑥 𝑦 𝑘 𝑥𝑦
La deformazione di ogni punto del laminato è
relazionata alle deformazioni del piano medio
e alle curvature del laminato stesso

4. Il legame sforzi-deformazione per la k-ma lamina diventa:

  0
𝜎𝑥 𝜀𝑥 𝜀𝑥 𝑘𝑥

{} {} {}
𝜏 𝑥𝑦 k
´ ] ∙ 𝜀 =[ 𝑄
𝜎 𝑦 =[ 𝑄 k 𝑦
𝛾 𝑥𝑦k
´ ] ∙ 𝜀0 + z ∙ [ 𝑄
k
0
𝑦

𝛾 𝑥𝑦
´ ]∙ 𝑘
k
𝑦
𝑘 𝑥𝑦 {}
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Carichi esterni e deformazioni

k k

 5. Sostituendo nelle relazioni delle azioni risultanti l’espressione di


trovata, e portando fuori dal segno integrale e dalla sommatoria i
termini opportuni, si ha:
0
  𝑁 𝜀𝑥 𝑘𝑥
]{ }[
h𝑘 h𝑘

{ }[ ]{ }
𝑥 𝑛 𝑛
𝑁𝑦 = ∑ [ 𝑄´ k] ∙ ∫ 𝑑𝑧 ∙ 𝜀 0𝑦 + ∑ [ 𝑄´ ]k ∙ ∫ 𝑧 𝑑𝑧 ∙ 𝑘 𝑦
𝑘 =1 h𝑘 −1 0 𝑘 =1 h𝑘 − 1
𝑁 𝑥𝑦 𝛾 𝑥𝑦
𝑘 𝑥𝑦

0
  𝑀 𝜀𝑥 𝑘𝑥
]{ }[
h𝑘 h𝑘

{ }[ ]{ }
𝑥 𝑛 𝑛
𝑀𝑦 = ∑ [𝑄´ ] k∙ ∫ 𝑧 𝑑𝑧 ∙ 𝜀 0𝑦 + ∑ [ 𝑄´ ]k∙ ∫ 𝑧2 𝑑𝑧 ∙ 𝑘 𝑦
𝑘 =1 h 𝑘− 1 0 𝑘 =1 h 𝑘− 1
𝑀 𝑥𝑦 𝛾 𝑥𝑦
𝑘 𝑥𝑦

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Carichi esterni e deformazioni

6. Risolvendo l’integrale:
0
  𝑁 𝜀𝑥 𝑘𝑥

{ }[ ]{ }[ ]{ }
𝑥 𝑛 𝑛
´ ] ∙ (h − h 0 1 ´ ] ∙ ( h2 − h2 ) ∙ 𝑘
𝑁𝑦 = ∑ [𝑄 𝑘 𝑘 −1 ) ∙ 𝜀 𝑦
+ ∑ [ 𝑄 𝑘 𝑘 −1 𝑦
𝑘 =1 k 2 𝑘 =1 k
𝑁 𝑥𝑦 𝛾 0𝑥𝑦 𝑘 𝑥𝑦

0
  { 𝑁 } =[ 𝐴 ] ∙ { 𝜀 }+[ 𝐵 ] ∙ { 𝑘 }

𝐴
  𝑛 𝐵
 
1
𝑛
2 2
𝑖𝑗=¿ ∑ [𝑄´ ¿k¿𝑖𝑗]∙ (h𝑘 − h𝑘 −1) ¿¿ 𝑖𝑗=¿ ∑ [ 𝑄´ ¿ k¿𝑖𝑗] ∙ ( h𝑘 −h𝑘 −1) ¿ ¿
𝑘 =1
2 𝑘=1

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Carichi esterni e deformazioni

6. Risolvendo l’integrale:

  𝑀 𝜀 0𝑥 𝑘𝑥

{ }[ ]{ } [ ]{ }
𝑥 𝑛 𝑛
1 ´ ] ∙ ( h2 −h2 ) 1 ´ ] ∙ ( h 3 − h3 ) ∙ 𝑘
𝑀𝑦 = ∑ [𝑄 𝑘 𝑘 −1 ∙ 𝜀 0𝑦 + ∑ [𝑄 𝑘 𝑘−1 𝑦
2 𝑘 =1 k 3 𝑘 =1 k
𝑀 𝑥𝑦 𝛾 0𝑥𝑦 𝑘 𝑥𝑦

0
  { 𝑀 }= [ 𝐵 ] ∙ { 𝜀 }+[ 𝐷 ] ∙ { 𝑘 }

𝐵
 
1
𝑛
2 2
𝐷
 
1
𝑛
𝑖𝑗=¿ ∑ [ 𝑄´ ¿ k¿𝑖𝑗] ∙ ( h𝑘 −h𝑘 −1) ¿ ¿ 𝑖𝑗=¿ ∑ [𝑄 ´ ¿k¿𝑖𝑗] ∙ ( h3 −h3 ) ¿¿
𝑘 𝑘− 1
2 𝑘=1 3 𝑘=1

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Carichi esterni e deformazioni
Effetti di accoppiamento:

7. In forma matriciale si ha:

• Le matrici A, B, D sono funzione della geometria, proprietà del materiale


e sequenza di laminazione

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Effetti di accoppiamento

L’applicazione di un momento provoca oltre ad una deformazione da curvatura,


anche una deformazione da taglio e da sforzo normale.

L’applicazione di uno sforzo normale provoca anche una deformazione


torsionale e flessionale.

Si possono eliminare in parte realizzando laminati particolari


con opportuna disposizione di lamine

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Laminato equilibrato
Bisogna annullare gli scorrimenti: si dimostra che ciò avviene se faccio un
laminato “EQUILIBRATO” cioè ad ogni angolo - corrisponde un angolo +.

 
 
0 x
 
 

N x éA11 A12 0 B11 B12 B16 ù e0 x


ê ú e
N y êA21 A22 0 B 21 B 22 B 26 ú 0 y
N xy ê0 0 A66 B61 B 62 B66 ú g 0 xy A16 = A26 = 0
=ê ú×
M x êB11 B12 B16 D11 D12 D16ú K x BeD≠0
M y êB 21 B 22 B 26 D 21 D 22 D 26ú K y
ê ú
M xy ê
ëB61 B62 B66 D 61 D 62 D 66úû K xy
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Laminati equilibrati

Lamine uguali per: +


• spessore
Piano medio
• materiale
z -
Orientazioni ±

Nulle le relazioni normale-tagliante

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Carichi esterni e deformazioni
• Aij : rigidezze estensionali,
dipendono dallo spessore e non dalla posizione della lamina nel laminato.

Il termine in parentesi è sempre positivo.


A16 e A26 sono nulli per un laminato equilibrato (tante lamine a + q per quante a – q).
 𝐴 𝑛
𝑖𝑗=¿ ∑ [𝑄´ ¿k¿𝑖𝑗]∙ (h𝑘 − h𝑘 −1) ¿¿
𝑘 =1

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Laminato simmetrico

Si parla di “LAMINATO SIMMETRICO” quando  lamina orientata di , ad


una certa distanza dall’asse x, ce n’è un’altra uguale dall’altra parte.
Si dimostra che in tali condizioni otteniamo:

e0 x Nx
e0 y Ny
g 0 xy éaij 0 ù N xy
bij = hij = 0 =ê ú×
Kx ë0 dij û M x
Ky My
K xy M xy

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Carichi esterni e deformazioni
• Bij : rigidezze di accoppiamento assiale/flessionale dipendono dalla posizione della
lamina nel laminato. Nulla per un laminato simmetrico (nullo il termine in parentesi).
• Per un laminato simmetrico si annulla l’effetto di accoppiamento tra momenti e
carichi normali.
• Dij : rigidezze flessionali-dipendono dalla posizione della lamina nel laminato.

𝐵
 
1
𝑛 𝐷
 
1
𝑛

𝑖𝑗=¿ ∑ [ 𝑄´ ¿ ¿𝑖𝑗] ( 2 2
𝑖𝑗=¿ ∑ [ 𝑄´ ¿ ¿𝑖𝑗] ∙ ( h3 −h3 ) ¿¿
k ∙ h 𝑘 −h 𝑘 −1) ¿ ¿ k 𝑘 𝑘− 1
2 𝑘=1 3 𝑘=1

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Laminato simmetrico

Ho così separato ciò che accade nel piano da ciò che accade fuori del
piano:
ë
e0 x éa11 a12
ê
a16 N x
e0 y = ê
ê
êa21 a22 a26 N y Nel piano
ê
g 0 xy ê
é
ëa61 a62 a66 N xy
ë
éd11 d12 d16 M x
ê
Kx
= êd 21 d 22 d 26 M y
ê
Ky ê
ê Fuori del piano
ê
é
K xy ëd61 d62 d66 M xy

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Laminato simmetirico-equilibrato

 
0
 
x
Tale laminato rispetta entrambe
 
  le condizioni (equilibrato e
simmetrico).

N x éA11 A12 0 0 0 0 ù e0 x In tal modo otteniamo da


ê ú
0 ú e0 y
parte del laminato un
N y êA21 A22 0 0 0 comportamento isotropo,
N xy ê0 0 A66 0 0 0 ú g 0 xy cioè si allunga nella
=ê ú× direzione del carico e si
M x ê0 0 0 D11 D12 D16ú K x restringe in direzione
M y ê0 0 0 D 21 D 22 D 26ú K y ortogonale al carico.
ê ú
M xy ê
ë0 0 0 D 61 D 62 D 66ú
û K xy

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Osservazione
Per avere isotropia rispetto al momento Mx (annullando gli effetti di
accoppiamento fuori dal piano, comportamento ortotropo), devo eliminare D16 e
D26. Così facendo ottengo un laminato antisimmetrico in contrapposizione alla
simmetria prima studiata.

Se pongo D16=D26=0 devo rinunciare alla simmetria.

Esiste però un laminato che sia contemporaneamente simmetrico ed


antisimmetrico: lamine a 0° e 90° (Cross-ply), che non resiste a sforzi di taglio.
N x éA11 A12 0 0 0 0 ù e0 x Si possono però rendere
ê ú minimi gli effetti di D16 e D26,
N y êA21 A22 0 0 0 0 ú e0 y
e quindi gli effetti di
N xy ê0 0 A66 0 0 0 ú g 0 xy accoppiamento fuori dal
=ê ú×
M x ê0 0 0 D11 D12 0 ú K x piano, allontanando le
M y ê0 0 0 D 21 D 22 0 ú K y lamine dal piano medio del
ê ú laminato con le così dette
M xy ê ë0 0 0 0 0 D 66ú
û K xy Strutture Sandwich.

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Laminati possibili

Simmetrico Bij =0 Laminato a


lamine isotrope
Equilibrato
Laminato
Antisimmetrico   simmetrico 0/90

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Criteri di resistenza della lamina

Problema: una volta note le sollecitazioni ϭ1, ϭ2 e τ12 che insistono


sulla lamina nelle sue direzioni principali, conoscere quale valore
massimo tali sollecitazioni possono assumere prima che si verifichi
crisi nel materiale.

FORMULAZIONE DEI CRITERI DI RESISTENZA DELLA LAMINA


(provare la loro validità verificandone l’efficacia sperimentalmente)

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Criteri di resistenza della lamina

I criteri di resistenza più diffusi nel campo dei


compositi, derivanti da differenti ipotesi di rottura,
sono i seguenti:

1. Criterio della massima tensione;


2. Criterio della massima deformazione;
3. Criterio di Tsai-Hill.

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Criterio della massima tensione

Confronta le tensioni calcolate nel riferimento di ortotropia con i parametri


di resistenza del materiale.
„
Si assume che si sia raggiunto uno stato di crisi se una delle seguenti
condizioni non è rispettata:

1
Xc ≤ 1 ≤ Xt
1
Xt = resistenza a trazione
12
Yc ≤ 2 ≤ Yt Xc = resistenza a compressione 2 12
S = resistenza a taglio 2
2
12
12  ≤ S 12
Il pedici c, t indicano compressione (negativa) e trazione (positiva)
1

Il criterio è non INTERATTIVO: sollecitazioni indipendenti le une dalle altre.


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Criterio della massima tensione

Le tensioni valutate nel sistema di riferimento globale (x, y)


tramite la teoria della laminazione, devono essere trasformate
nel riferimento della lamina (1, 2) e poi confrontate con i valori
di resistenza.
´ ] ∙ {𝜀 }
{ 𝜎 𝑥 } =[ 𝑄
 
𝑥

−1
 
{ 𝜎 1} = [ 𝑇 ] ∙ {𝜎 𝑥 }

CRITERIO DI RESISTENZA DELLA LAMINA

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Criterio della massima deformazione

 E’ basato sull’ipotesi che la rottura avvenga quando una delle


componenti di deformazione lungo le direzioni principali della lamina è
maggiore della corrispondente deformazione ultima della lamina in
quella direzione. in termini analitici, si suppone di essere in sicurezza
quando tutte le seguenti disuguaglianze vengono verificate:

Xc ≤ 1 ≤ Xt Il pedici c, t indicano compressione e trazione.

Yc ≤ 2 ≤ Yt

12  ≤ S
Questo criterio deriva dall’ipotesi che si verifichi rottura quando la distanza tra le
particelle di un corpo (atomi) supera un certo valore limite

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Criterio della massima deformazione
Le tensioni valutate nel sistema di riferimento globale (x, y) tramite la
teoria della laminazione, devono essere trasformate nel riferimento della
lamina (1, 2); da queste poi ricavare le deformazioni nel sistema lamina da
confrontare con i valori di resistenza.
´ ] ∙ {𝜀 }
 { 𝜎 𝑥 } = [ 𝑄 𝑥

 { 𝜎 1 } = [ 𝑇 ]− 1 ∙ { 𝜎 𝑥 }

−1
 { 𝜀 1} = [ 𝑄 ] ∙ {𝜎 1 }

CRITERIO DI RESISTENZA DELLA LAMINA


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Criterio di Tsai-Hill (criterio energetico)

Secondo tale criterio il materiale non cede per il raggiungimento di una


sollecitazione critica, né di una distanza critica tra gli atomi, ma per
motivi energetici. Se l’energia assorbita dal materiale supera una certa
aliquota, allora si avrà rottura. Secondo questo criterio la lamina è in
sicurezza finché viene verificata la disuguaglianza:
2 2 2
  𝜎1 𝜎2𝑟 𝜎1 𝜎2 𝜎2 𝜏 12
( )
𝜎1𝑟

(
𝜎1𝑟 𝜎1𝑟 𝜎2𝑟)( ) ( )
+
𝜎 2𝑟
+
𝜏12𝑟
≤1

Questa teoria fornisce una singola funzione per prevedere la sollecitazione critica e
tiene quindi conto dell’interazione tra le componenti di tensione

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